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Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) sottolinea che Forza Italia non ha ritenuto di presentare proposte di modifica, tenuto anche conto dell'alta qualità della proposta formulata dalla commissione tecnica. A suo avviso, peraltro, le difficoltà discendono principalmente dalla riduzione del numero dei parlamentari, attuata con la legge costituzionale n. 1 del 2020, che ha diminuito in modo drastico la rappresentanza sui territori e che, alla prova dell'adattamento della legge elettorale, mostra con estrema chiarezza tutti i suoi limiti Dopo aver auspicato che si proceda quanto prima a modificare la legge elettorale vigente, annuncia il proprio voto contrario sullo schema di parere. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nel replicare al senatore Augussori, precisa che la Provincia di Bolzano è suddivisa in due collegi uninominali per la Camera e tre per il Senato, anche in base agli accordi fissati nel cosiddetto "pacchetto", all'esito degli accordi sottoscritti con l'Austria. Per quanto riguarda la Camera, non ci sono soluzioni alternative, in base alla consistenza demografica, dopo la riduzione del numero dei parlamentari, per costituire un collegio uninominale nel quale la comunità linguistica italiana sia la maggioranza. Per quanto riguarda la comunità slovena, rileva che la sua presenza è piuttosto frammentata, soprattutto nel territorio della Provincia di Udine, e quindi per determinare una maggiore aggregazione bisognerebbe compiere una forzatura. Pertanto, ritiene che, con riferimento alle minoranze linguistiche, vi siano dei limiti insuperabili nella determinazione dei collegi elettorali, in base alla normativa vigente. Anticipa, pertanto, il proprio voto favorevole sullo schema di parere. Il PRESIDENTE , nel replicare al senatore Augussori, dà atto che il Gruppo della Lega ha svolto un lavoro particolarmente approfondito, scevro da motivazioni di tipo politico. Precisa, inoltre, di aver analizzato nel merito le singole modifiche proposte, le quali però, se attuate, avrebbero determinato ulteriori problemi nella definizione dei collegi elettorali. Quanto ai rilievi formulati dal senatore Lanzi, sottolinea di aver ritenuto di accogliere l'osservazione predisposta dalla senatrice De Petris in relazione ai collegi uninominali del Lazio, in quanto la proposta di modifica è risultata l'unica pertinente, in grado di apportare solo effetti positivi, e non in contrasto con la normativa. Riguardo all'Alto Adige, concorda con le osservazioni del senatore Bressa: pur avendo esaminato con attenzione le eventuali soluzioni alternative, si è dovuto concludere che la situazione demografica impedisce scelte differenti da quelle proposte dalla commissione tecnica. Infine, quanto alle considerazioni del senatore Pagano, evidenzia che il dibattito sulla determinazione dei collegi elettorali è sempre stato particolarmente vivace, anche prima della riduzione del numero dei parlamentari, in quanto non è possibile trovare una soluzione del tutto soddisfacente quando è necessario contemperare diverse esigenze. Si passa alla votazione. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), pur accettando i chiarimenti forniti dal Presidente, annuncia a nome del Gruppo un voto contrario. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazioni e raccomandazioni, avanzata dal relatore, pubblicata in allegato. La seduta termina alle ore 14. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 225 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che: l'articolo 3 della legge n. 51 del 2019 ha previsto, in caso di promulgazione, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di una legge costituzionale che modifica il numero dei componenti delle Camere di cui agli articoli 56, secondo comma, e 57, secondo comma, della Costituzione, una delega al Governo per adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, a seguito dell'esito positivo del referendum confermativo del 20-21 settembre 2020 è stata promulgata la legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, entrata in vigore il 5 novembre 2020; il citato articolo 3 ha fissato, quali princìpi e criteri direttivi di delega: - ai fini dell'elezione della Camera dei deputati, la costituzione, nelle circoscrizioni del territorio nazionale di un numero di collegi uninominali pari a quello risultante dall'applicazione dell'articolo 1, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nonché l'applicazione dei princìpi e i criteri direttivi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b), c), d) ed e), della legge 3 novembre 2017, n. 165; - ai fini dell'elezione del Senato della Repubblica, la suddivisione del territorio nazionale nel numero di collegi uninominali che risulta dall'applicazione dell'articolo 1, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, nonché l'applicazione dei princìpi e i criteri direttivi di cui all'articolo 3, comma 2, lettere b), c), d) ed e), della legge 3 novembre 2017, n. 165. lo schema di decreto legislativo reca, agli articoli 1 e 2, la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per ogni circoscrizione elettorale della Camera dei deputati (art. 1  Tabelle A.1 e A.2) e del Senato della Repubblica (art. 2  Tabelle B.1 e B.2) e, all'articolo 3, disposizioni su variazioni territoriali che dovessero intervenire prima della convocazione dei comizi, considerato che i princìpi e criteri direttivi stabiliti dall'articolo 3, comma 1 e 2, della legge n. 165 del 2017 delineano con sufficiente chiarezza il perimetro per l'esercizio del potere di delega da parte del Governo, pur residuando necessariamente per il legislatore delegato un certo margine di discrezionalità nell'individuazione della soluzione ottimale per ciascuna circoscrizione; la disciplina di delega individua infatti, accanto ad alcuni criteri obbligatori, anche criteri da applicare di norma, quali l'omogeneità del bacino territoriale sotto gli aspetti economico-sociali e delle caratteristiche storico-culturali, la continuità del territorio di ciascun collegio, nonché il mantenimento dell'integrità del territorio comunale; in tal senso, così come per l'originario esercizio della delega nel 2017, se alcune potenziali criticità sono direttamente ascrivibili alla meccanica applicazione dei criteri di delega, in altri casi le soluzioni individuate nell'ambito dello schema di decreto si prestano a valutazioni di opportunità in comparazione con altre soluzioni, parimenti compatibili con i criteri di delega, che possono risultare per alcuni aspetti meglio rispondenti alle specifiche esigenze di coerenza e omogeneità dei bacini elettorali;