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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Onorevoli Senatori . – Dal 20 dicembre 1962 ad oggi, eccetto per gli anni della VII legislatura, il Parlamento si è avvalso del lavoro della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie, sulla base di specifiche leggi istitutive. Gli interventi normativi introdotti – dal reato di scambio elettorale politico mafioso al nuovo articolo 416- ter del codice penale, dai reati di depistaggio e di autoriciclaggio alle modifiche all'articolo 375 del codice penale e fino al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, alla legge contro il caporalato in agricoltura (legge 29 ottobre 2016, n. 199), alla legge sui testimoni di giustizia (legge 11 gennaio 2018, n. 6) e all'istituzione della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie (21 marzo) con la legge 8 marzo 2017, n. 20 – segnano passaggi storici che hanno colpito duramente l'attività criminale. Però l'impegno non può dirsi concluso; nel frattempo le mafie hanno saputo modificarsi e adattarsi, trovando terreno fertile negli affari, nella società e nella politica. Ad oggi sono morte per mano mafiosa in Italia 1008 persone. Di queste 1008, 119 sono donne e 122 sono minori (di cui 85 bambini tra gli 0 mesi e i 14 anni). Sono 509 quelle senza giustizia. Il piano normativo non ha esaurito comunque l'attività delle varie Commissioni antimafia. Particolare attenzione è stata rivolta, altresì, alle iniziative istituzionali di coordinamento nazionale con le altre amministrazioni dello Stato e gli enti territoriali e di cooperazione internazionale con lo scambio di esperienze con il Parlamento europeo e gli astanti membri dell'Unione europea. Terzo elemento caratterizzante il lavoro svolto è stato quello sul piano storico e fattuale per indagare su vicende che hanno coinvolto territori e personaggi importanti per la storia della mafia e dell'antimafia. Oggi le mafie non appartengono più a determinati luoghi ma il loro consenso si è allargato in tutti quegli ambienti che debbono il loro benessere e la loro sopravvivenza alle attività economiche che ruotano intorno ad esse. Oggi mafia e criminalità coincidono. Resta comunque il fatto che le mafie rimangono uno dei principali fattori di arretratezza del Mezzogiorno e che, in assenza di adeguate politiche di sviluppo, di opportunità, di riduzione delle diseguaglianze, di affermazione dei diritti, il Sud è per le mafie un bacino di operatività e di insediamento importante. La Chiesa cattolica in questi ultimi anni ha preso più consapevolezza verso la gravità del fenomeno mafioso, esprimendo palese avversione e condanna. La nuova Commissione parlamentare d'inchiesta che il presente disegno di legge, presentato a mia prima firma unitamente ai colleghi cofirmatari Mirabelli, Rossomando e Bazoli, intende istituire avrà l'agenda dei lavori così segnata: esaminare l'attuazione di tutte le norme antimafia nel nostro ordinamento verificandone la congruità con le esigenze che via via si sono manifestate e nel caso indicare eventuali correttivi normativi. Un particolare focus andrà aperto sul rapporto tra mafia ed informazione con particolare riferimento alle diverse modalità con cui si manifesta la violenza e l'intimazione nei confronti dei giornalisti. Tale approfondimento consentirà di valutare l'opportunità di adeguare la normativa in materia sulle tutele dovute ai giornalisti e al loro diritto/dovere di informazione. Infine, non per ordine di importanza, la Commissione avrà la facoltà di promuovere nelle scuole, nei mezzi di comunicazione e sui social media iniziative volte alla diffusione della legalità nella ricerca costante della verità. Perché, come amava ripetere Aldo Moro, « quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi ».. 1 (Istituzione, compiti e poteri della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XIX legislatura, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, di seguito denominata « Commissione ». 2 La Commissione ha i seguenti compiti: a verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rafforzarne l'efficacia; b verificare l'attuazione delle disposizioni del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, della legge 13 febbraio 2001, n. 45, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2004, n. 161, e della legge 11 gennaio 2018, n. 6, riguardanti le persone che collaborano con la giustizia e le persone che prestano testimonianza, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rafforzarne l'efficacia; c verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni della legge 7 marzo 1996, n. 108, della legge 23 febbraio 1999, n. 44, del decreto- legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 2014, n. 60, in materia di tutela delle vittime di estorsione e di usura, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rendere più coordinata e incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali; d verificare l'attuazione e l'adeguatezza della normativa in materia di tutela dei familiari delle vittime delle mafie, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie; e verificare l'attuazione delle disposizioni di cui alla legge 23 dicembre 2002, n. 279, relativamente all'applicazione del regime carcerario previsto dall'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, alle persone imputate o condannate per delitti di tipo mafioso, anche con riguardo al monitoraggio delle scarcerazioni per avvenuta esecuzione della pena o per altre cause;