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Nell'ambito delle politiche sociali, quindi, sostenere la famiglia può configurarsi come una delle azioni volte a ridefinire e a qualificare il sistema di welfare (come specificato dagli articoli 1 e 2 del disegno di legge). La molteplicità delle opportunità di intervento proposte è finalizzata a valorizzare le relazioni, il lavoro di cura, la solidarietà nell'ambito della famiglia e a sostenere i progetti di vita delle persone nell'ambito dei contesti familiari e sociali di riferimento. L'approccio complessivo del disegno di legge comporta un passaggio da un modello di intervento assistenziale incentrato sull'asse «individuo-domanda-emergenza» a un modello che poggia sull'asse «comunità-bisogno-risorsa-sviluppo» dell'individuo, della famiglia e della collettività (a tale fine sono istituiti, rispettivamente con gli articoli 6, 7 e 9, l'Osservatorio permanente sulla famiglia e sulle politiche della famiglia, il Garante della famiglia e la Consulta nazionale della famiglia). È dal quadro complessivo descritto, sul quale si evidenziano bisogni sociali estremamente complessi e differenziati nonché la necessità di organizzare nuove risposte e un nuovo approccio culturale e relazionale nei confronti del «soggetto famiglia», che si è fatta strada l'idea e l'urgenza di questo disegno di legge.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge, in attuazione dei princìpi di cui agli articoli 2, 3, 29, 30, 31, 37, 38, 47 della Costituzione, nonché della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva dalla legge 27 maggio 1991, n. 176, riconosce i diritti fondamentali della famiglia quale soggetto sociale, nonché l'importanza delle sue funzioni, fondamentali per la promozione del benessere della persona e della comunità; predispone, altresì, un'organica e integrata politica volta a riconoscere, promuovere e sostenere la famiglia stessa nel libero svolgimento delle sue funzioni sociali. Art. 2. (Princìpi) 1. La Repubblica svolge un'attività di sostegno della famiglia, nel rispetto dell'articolo 118, quarto comma, della Costituzione, adottando misure anche economiche e sulla base dei seguenti princìpi: a) valorizzazione delle funzioni sociali della famiglia fondata su relazioni di reciprocità, di responsabilità e di solidarietà tra i componenti; b) riconoscimento e sostegno delle funzioni svolte dalla famiglia in quanto unità di servizi primari, luogo di rilevazione e di sintesi dei bisogni e riferimento essenziale dei servizi pubblici e privati; c) riconoscimento del principio di sussidiarietà; d) tutela della vita in tutte le sue fasi, a partire dal concepimento; e) promozione della formazione di nuovi nuclei familiari e tutela dei loro componenti; f) perseguimento di un'effettiva parità tra uomo e donna e della corresponsabilità tra genitori; g) riconoscimento dell'alto valore della maternità e della paternità e, in particolare, delle scelte di maternità e di paternità coscienti e responsabili; h) promozione di una cultura dell'infanzia, mediante il riconoscimento e il sostegno della funzione del genitore, nel rispetto dei diritti del bambino; i) promozione e sostegno della genitorialità in tutte le sue espressioni, incluse quelle relative all'adozione e all'affido familiare; l) rimozione degli ostacoli di ordine sociale, culturale ed economico che impediscono la formazione della famiglia o comportano difficoltà alle famiglie già costituite; m) promozione della solidarietà tra generazioni; n) riconoscimento del valore sociale delle reti di famiglie e dell'associazionismo familiare; o) promozione della cultura della famiglia quale soggetto sociale, nonché dello sviluppo e dell'armonizzazione delle politiche familiari. 2. La Repubblica, al fine di sostenere la famiglia nello svolgimento delle sue funzioni sociali, promuove l'integrazione, tra l'altro, delle politiche economiche e fiscali, abitative, lavorative, occupazionali, commerciali, dei trasporti, di cura e dell'istruzione con le esigenze della vita familiare. Art. 3. (Agevolazioni per l'accesso all'abitazione) 1. Al fine di favorire le esigenze abitative delle famiglie, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un apposito fondo, il cui importo è annualmente determinato dalla legge finanziaria, a sostegno e a garanzia dei mutui contratti dalle famiglie di nuova costituzione o numerose per l'acquisto dell'immobile adibito ad abitazione. 2. Con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro competente per le politiche della famiglia e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono determinate le modalità di accesso al fondo di sostegno e garanzia di cui al comma 1. Art. 4. (Detrazioni per carichi di famiglia) 1. La legge di stabilità: a) determina annualmente, sulla base della spesa minima di mantenimento risultante dai dati dell'ultima rilevazione dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), la quota di tale spesa detraibile dall'imposta lorda ai sensi dell'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, relativo alle detrazioni per carichi di famiglia; b) contestualmente alla determinazione della quota detraibile di cui alla lettera a) del presente comma, ridefinisce l'importo delle detrazioni per carichi di famiglia previste dall'articolo 12 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Art. 5. (Flessibilità dell'orario di lavoro) 1. I contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) prevedono norme dirette a salvaguardare la flessibilità dell'orario di lavoro al fine di conciliare le attività di cura della famiglia con le attività lavorative. Gli stessi CCNL prevedono modalità di riammissione in servizio di coloro che hanno lasciato il lavoro per esigenze di cura dei propri familiari. 2. I CCNL di cui al comma 1 prevedono, altresì, norme dirette a salvaguardare il ricongiungimento familiare dei coniugi. Art. 6. (Osservatorio permanente sulla famiglia e sulle politiche della famiglia) 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri l'Osservatorio permanente sulla famiglia e sulle politiche della famiglia, di seguito denominato «Osservatorio». 2. Sono compiti dell'Osservatorio: a) lo studio e l'analisi dell'evoluzione delle condizioni di vita delle famiglie e dei loro componenti, delle situazioni di disagio familiare, delle evoluzioni delle strutture familiari, del rapporto tra famiglia e lavoro, tra famiglia e servizi, tra famiglia ed economia, nonché di ogni altro oggetto il cui studio possa essere utile al fine di individuare le emergenze e l'evoluzione dei bisogni delle famiglie; b) la realizzazione, in collaborazione con altri enti, organismi e associazioni, di progetti per la valorizzazione della cultura della famiglia;