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Un paesaggio sconvolto, un'economia in ginocchio. Altro che il due per cento. Nell'intera Provincia di Lecce, il 99 per cento delle cultivar Ogliarola e Cellina di Nardò sono colpite dalla xylella. Acclarata la xylella nel 2013, a causa di inefficienze varie, nel 2015 giunse la decisione della Commissione europea, con successiva messa in mora e deferimento alla Corte di giustizia europea a giugno scorso. Tale decisione detta misure per la prevenzione, il controllo e il contenimento del batterio, tramite monitoraggi ed eradicazioni. Misure disattese. Così, la xylella avanza su per la Puglia con una velocità di due chilometri al mese. Dopo anni di inerzia e confusione, la Commissione agricoltura della Camera ha condotto di recente un'indagine conoscitiva. La relazione finale stabilisce che occorrono un piano di comunicazione; un monitoraggio continuo; un piano di lotta ai vettori; buone pratiche agronomiche; tempestivi interventi di eradicazione e rimozione delle piante infette, al fine di eliminare le fonti di inoculo del vettore nelle zone di contenimento e cuscinetto; reimpianto e innesto di varietà resistenti al batterio, ad oggi l'unica possibilità per salvare la Piana degli ulivi monumentali, un patrimonio che rappresenta la storia e l'essenza della nostra Regione Puglia. È ciò che la scienza ha prevalentemente indicato e il nostro Governo responsabilmente si è affidato alla scienza. Dopo il poco o nulla del passato, questo Governo ha già stanziato 100 milioni di euro per l'emergenza, poi è stato varato questo decreto-legge, opportunamente emendato alla Camera, ascoltando olivicoltori e stakeholder. L'ascolto finalizzato al bene collettivo è l'asso nella manica del Governo del cambiamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per il contrasto al batterio sono previste semplificazioni burocratiche, obblighi per l'eradicazione delle piante infette nelle zone di contenimento e cuscinetto, deroghe mirate per la tutela degli ulivi monumentali o storici e sanzioni per chi non rispetta le norme a tutela di ambiente, agricoltura e paesaggio. Non è una licenza ad avvelenare l'ambiente. Diventa obbligatorio diserbare nel periodo di sviluppo e schiusa delle uova di sputacchina e trattare gli ulivi due volte l'anno nel periodo di volo degli adulti (ciò che già normalmente si fa nell'olivicoltura), tra l'altro con gli stessi fitofarmaci che vengono usati più volte in città per la lotta a mosche e zanzare. Non è un assalto vandalico. Occorrerà eradicare alcune migliaia di ulivi nella zona di contenimento e poche centinaia di ulivi nella cruciale zona cuscinetto, da dove poi parte e avanza l'infezione. È sì doloroso, ma necessario, perché il medico pietoso fa la ferita verminosa. Comunque, contenere non significa debellare, ma abbiamo il dovere di rallentare la veloce cavalcata della xylella. Intanto la scienza non è ferma e potrebbe risolvere la fitopatia prima che sia compromessa la Puglia olivicola e, a seguire, tutta l'Italia. Inoltre, per il rilancio dell'agricoltura della Puglia e la rigenerazione dell'olivicoltura nelle zone infette, il decreto istituisce un fondo per un Piano straordinario, con 300 milioni di euro per il biennio 2020-2021. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore saranno definiti criteri e modalità per attuare gli interventi. Con l'ordine del giorno G8.1 (testo 2) a mia prima firma, offro un contributo per l'attuazione del decreto-legge e del Piano a venire, invitando il Governo a valutare l'opportunità di: attuare un programma di monitoraggio e contenimento anche nelle aree infette non del tutto compromesse, oggi abbandonate; promuovere la ricerca scientifica per individuare cultivar autoctone resistenti e per la lotta al batterio e ai vettori; promuovere buone pratiche agronomiche; attribuire all'intero uliveto e non solo a singoli alberi monumentali un interesse storico-ambientale, laddove mostri caratteri pregevoli o una funzione di tenuta idrogeologica dei versanti, come nel caso dei terrazzamenti in cui sono presenti ulivi secolari: in tali casi si effettuerebbe un'eradicazione chirurgica dei soli ulivi infetti, pur con le necessarie precauzioni, sostanzialmente estendendo un po' il comma 2 lettera b) dell'articolo 6 della decisione di esecuzione europea 789/2015. L'ordine del giorno invita altresì il Governo ad avviare un'interlocuzione con la Commissione europea, finalizzata alla rimodulazione delle decisioni, con lo scopo di salvaguardare gli ulivi monumentali infetti presenti nelle zone di contenimento e cuscinetto, tramite reinnesti e rigorosi isolamenti fisici, tecnicamente possibili, fermo restando il rispetto delle ulteriori misure di emergenza fitosanitaria. Il Governo del cambiamento oggi getta le basi per una rinascita dell'olivicoltura e dell'agricoltura pugliese, dopo decenni di abbandono da parte di tutti i Governi almeno degli ultimi trenta o quarant'anni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Altro che nostro ritardo! Qualcuno si è lamentato del ritardo di dieci o di undici mesi: qui ci sono ritardi di decenni. Così come per la filossera della vite di fine Ottocento, occorre trasformare la tragedia xylella in grande opportunità di sviluppo. Noi lo faremo: se lo diciamo, lo facciamo e lo abbiamo ampiamente dimostrato. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà. *ZANDA (PD) . Signor Presidente, non sono un esperto di agricoltura e quindi farò delle osservazioni politiche, su un aspetto che mi ha colpito nell'ascolto di questo dibattito. L'agricoltura è un settore straordinario: non è soltanto, anche se sarebbe già sufficiente, un'attività da cui dipende la nostra salute, quella delle nostre famiglie e dei nostri figli, e non è solo una forma straordinariamente efficace di difesa del suolo. È anche una grandissima risorsa economica: il pilastro dell'economia, del nostro PIL e del nostro export . Possiamo dire che il Governo stia dando alla nostra agricoltura l'attenzione che serve? Penso proprio di no. Guardate, colleghi, nonostante il decreto-legge parli nel suo titolo di rilancio dei settori agricoli, penso che questo sia un testo senz'anima; un provvedimento che non mostra alcuna strategia e credo che di queste assenze non ci si debba meravigliare. Colleghi, oggi in Italia il Ministero delle politiche agricole in realtà è diventato il Ministero del turismo. Ho simpatia - e credo di poter dire anche amicizia - nei confronti del ministro Centinaio, ma conosco i suoi interessi, che non sono nell'agricoltura ma nel turismo. Ebbene, come possiamo pensare di affrontare un tema così serio come quello dell'agricoltura in un Ministero che, pur nascendo per occuparsi esclusivamente di quel settore, ha ora un Ministro che ha un interesse su una materia completamente diversa?