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IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE di concerto con IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI e IL MINISTRO DEL TESORO Vista la legge 8 agosto 1995, n. 335, recante "Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare", che all'articolo 3, comma 14, prevede l'emanazione di norme regolamentari in materia di pensioni in regime internazionale che fissino "le modalità di accertamento delle variazioni degli importi pensionistici esteri ed il tasso di cambio da utilizzare per la conversione in lire italiane di tali importi"; Vista la decisione n. 105 della Commissione amministrativa delle Comunità europee per la sicurezza sociale dei lavoratori migranti del 19 dicembre 1975, concernente l'applicazione dell'articolo 50 del regolamento (CEE) n. 1408/71, che fissa le modalità di accertamento delle variazioni degli importi tra gli Stati membri dell'Unione europea; Visto l'articolo 107 del regolamento CEE n. 574/72 che determina il tasso di conversione delle monete per l'applicazione del citato articolo 50 del regolamento CEE n. 1408/71; Viste le determinazioni adottate in data 2 dicembre 1996 dalla conferenza di servizi indetta ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto l'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nella adunanza generale del 17 aprile 1997; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 12270/PGIi133 del 22 maggio 1997); Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Modalità di accertamento degli importi pensionistici esteri 1. Al fine di permettere il ricalcolo annuale delle integrazioni al trattamento minimo delle pensioni in regime internazionale, di cui all'articolo 3, comma 14, della legge 8 agosto 1995, n. 335, le competenti istituzioni italiane, nell'ambito della collaborazione amministrativa prevista dalla normativa comunitaria e internazionale di sicurezza sociale, acquisiscono, ove possibile in via telematica, dalle istituzioni competenti straniere gli importi delle prestazioni da esse dovute, ivi incluse le variazioni intervenute, al 1 gennaio di ogni anno. 2. Nel caso di difficoltà di attuazione di tali procedure, le istituzioni competenti italiane acquisiscono direttamente dai pensionati apposite dichiarazioni di responsabilità, fatte salve le verifiche che si ritenessero necessarie da parte delle istituzioni medesime. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L'art. 3, comma 14, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatatorio e complementare), recita: "14. Il terzo comma dell'art. 8 della legge 30 aprile 1969, n. 153, è sostituito dal seguente: ''Ai fini dell'integrazione ai suddetti trattamenti minimi si tiene conto dell'eventuale trattamento pensionistico corrisposto a carico di organismi assicuratori di Paesi legati all'Italia, da accordi o convenzioni internazionali di sicurezza sociale; a decorrere dal 1 gennaio 1996 detta integrazione viene annualmente ricalcolata in funzione delle variazioni di importo dei predetti trattamenti pensionistici esteri intervenute al 1 gennaio di ciascun anno; qualora le operazioni di adeguamento periodico delle pensioni abbiano comportato il pagamento di somme eccedenti il dovuto, il relativo recupero sarà effettuato in conformità all'art. 11 della legge 23 aprile 1981, n. 155. Le integrazioni al trattamento minimo che, al 1 gennaio 1996, risultino eecedenti l'importo effettivamente dovuto per effetto delle disposizioni di cui al comma precedente, restano confermate nella misura erogata al 31 dicembre 1995 fino a quando il relativo importo non venga assorbito dalle perequazioni della pensione base. Le modalità di accertamento delle variazioni degli importi pensionistici esteri ed il tasso di cambio da utilizzare per la conversione in lire italiane di tali importi saranno stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con i Ministri degli affari esteri e del tesorò'". - La decisione n. 105 della Commissione amministrativa per la sicurezza sociale dei lavoratori migranti del 19 dicembre 1975, concernente l'applicazione dell'art. 50 del regolamento CEE n. 1408/71 recita: "DECISIONE n. 105 del 19 dicembre 1975, concernente l'applicazione dell'art. 50 del regolamento (CEE) n. 1408/71 La commissione amministrativa delle Comunità europee per la sicurezza sociale dei lavoratori migranti, Visto l'art. 81, lettera a), del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, a norma del quale essa è incaricata di trattare ogni questione amministrativa derivante dalle disposizioni di detto regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio; Considerando che in una rigida applicazione del combinato disposto degli articoli 50 e 51 del regolamento (CEE) n. 1408/71, l'istituzione che versa un complemento in virtù dell'art. 50 precitato dovrebbe ricalcolare tale complemento ogniqualvolta intervenga una rivalutazione di una delle prestazioni dovute ai beneficiari, a motivo dell'aumento del costo della vita, della variazione del livello dei salari o di altre cause di adeguamento; Considerando che è materialmente impossibile alle istituzioni di assicurazione pensioni di taluni Stati membri di procedere con una tale frequenza a detti calcoli; Considerando che i nuovi calcoli non possono che avere l'effetto di ridurre il complemento; Considerando che, se da un lato si ottenesse una diminuzione della quota a carico dell'istituzione, dall'altro vi sarebbe un aumento delle spese amministrative; Considerando che un unico nuovo calcolo per anno è nell'interesse sia del beneficiario del complemento sia dell'istituzione debitrice; Decide: 1. L'istituzione competente di uno Stato membro che, in applicazione dell'art. 50 del regolamento (CEE) n. 1408/71, versa un complemento, è tenuta ad informarne l'istituzione competente di ogni altro Stato membro in virtù della cui legislazione il beneficiario ha parimenti diritto a prestazioni, in applicazione dell'art. 46 dello stesso regolamento. 2. Le istituzioni competenti degli altri Stati membri che erogano prestazioni in virtù dell'art. 46 del regolamento (CEE) n. 1408/71 comunicano, una volta all'anno, nel corso del mese di gennaio, all'istituzione che versa il complemento, l'importo della prestazione di cui esse sono debitrici alla data del 1 gennaio.