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– assiste la polizia civile palestinese (PCP), conformemente alla strategia per il settore della sicurezza, nell'attuazione del piano strategico della PCP fornendo consulenza e sostegno, in particolare, ai funzionari superiori a livello di distretto, comando e ministero, – assiste, fornendo consulenza e sostegno anche a livello ministeriale, le istituzioni della giustizia penale e l'ordine degli avvocati palestinese nell'attuazione della strategia per il settore della giustizia e dei vari piani istituzionali ivi connessi, – coordina, agevola e fornisce consulenza, ove opportuno, con riguardo all'assistenza e ai progetti attuati dall'Unione, dagli Stati membri e da Stati terzi in relazione alla PCP e alle istituzioni della giustizia penale e individua e attua propri progetti, in settori pertinenti all'EUPOL COPPS e a sostegno dei suoi obiettivi. Il comma 8 autorizza la spesa per la partecipazione di due magistrati collocati fuori ruolo alla missione dell’Unione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS), già illustrata in riferimento al comma 7. Il comma 9 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare alle attività della Coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh . La Coalition of the willing per la lotta contro il Daesh si è costituita, su iniziativa degli Stati Uniti e in risposta alle richieste di aiuto umanitario e di supporto militare delle autorità regionali curde con il consenso delle autorità nazionali irachene, a seguito della Conferenza internazionale per la pace e la sicurezza in Iraq, tenutasi a Parigi il 15 settembre 2014, con l’obiettivo di fermare l’organizzazione terroristica che sta compiendo stragi di civili e di militari iracheni e siriani caduti prigionieri. Nel documento conclusivo della Conferenza internazionale, nell’individuare nel Daesh una minaccia non solo per l'Iraq, ma anche per l'insieme della comunità internazionale, è stata affermata l’urgente necessità di un’azione determinata per contrastare tale minaccia, in particolare, adottando misure per prevenirne la radicalizzazione, coordinando l’azione di tutti i servizi di sicurezza e rafforzando la sorveglianza delle frontiere. In ordine alle minacce alla pace e sicurezza causate da atti terroristici internazionali, tra cui quelli perpetrati dal Daesh , sono intervenute le risoluzioni 2170 (2014), 2178 (2014), 2199 (2015), 2214 (2015), richiamate, in ultimo, dalla risoluzione 2249 (2015) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 20 novembre 2015, che, nel condannare fermamente gli attacchi terroristici perpetrati dal Daesh , avvenuti il 26 giugno 2015 a Sousse, il 10 ottobre 2015 ad Ankara, il 31 ottobre 2015 nel Sinai, il 12 novembre 2015 a Beirut e il 13 novembre 2015 a Parigi, considerati tutti come una minaccia alla pace e alla sicurezza, invita gli Stati membri che hanno la capacità di farlo a porre in essere – in accordo con il diritto internazionale, in particolare la Carta delle Nazioni Unite, come pure i diritti umani e il diritto umanitario e dei rifugiati – tutte le misure necessarie nel territorio sotto il controllo del Daesh in Siria e Iraq, al fine di intensificare e coordinare i loro sforzi per prevenire e sopprimere gli atti terroristici commessi in particolare dal Daesh , come pure da Al-Nusrah Front (ANF) e da tutti gli altri individui, gruppi, imprese ed entità associati con Al Qaeda e altri gruppi terroristici, e per sradicare il rifugio sicuro che essi hanno stabilito sopra parti significative dell'Iraq e della Siria. La Coalizione internazionale si è progressivamente allargata e comprende ora sessanta Paesi. L’Italia partecipa alla Coalizione in attuazione delle risoluzioni n. 7-00456 delle Commissioni riunite III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) della Camera dei deputati e Doc. XXIV, n. 34 delle Commissioni riunite 3ª (Affari esteri, emigrazione) e 4ª (Difesa) del Senato in data 20 agosto 2014 e in linea con le comunicazioni sulle misure di contrasto al terrorismo del Daesh rese dal Governo al Parlamento. Il contributo nazionale messo a disposizione della Coalizione comprende: – personale di staff presso i vari comandi della Coalizione; – una componente aerea, con connessa cellula di supporto a terra, con compiti di ricognizione e rifornimento in volo; – un contingente di personale, comprensivo di n. 100 unità appartenenti all’Arma dei carabinieri, per le attività di addestramento e di assistenza per il controllo del territorio a favore delle forze speciali irachene e delle unità regolari del Governo regionale del Kurdistan iracheno; – a decorrere dal 1° aprile 2016, un dispositivo di « personnel recovery » per attività di ricerca, individuazione e recupero del personale rimasto isolato in ambiente ostile, composto di una ulteriore aliquota di personale (137 unità) e dei relativi assetti aeromobili; – a decorrere dal 1° aprile 2016, un team di militari (circa 100 unità) per lo svolgimento delle necessarie attività di ricognizione e pianificazione, in sicurezza, propedeutiche all’eventuale successivo impiego di un contingente aggiuntivo di personale di circa 400 unità con compiti di « force protection » dell’area Mosul, anche in riferimento alle attività di consolidamento della diga ivi localizzata affidate dal Governo iracheno alla società «Trevi spa». In ordine all’accreditamento del personale militare che sarà impiegato nella specifica operazione, è in corso di perfezionamento lo scambio di Note verbali con il Governo iracheno inteso ad autorizzare l’ingresso e lo stazionamento del contingente italiano nel territorio della Repubblica d’Iraq, con passaporto diplomatico e riconoscimento del relativo status , assicurando l’uso dell’uniforme e il diritto a trasportare armi per la protezione personale dello staff , delle strutture e delle installazioni. Solo a seguito del perfezionamento del relativo iter , si procederà, previa conforme indicazione parlamentare, all’effettivo invio del personale aggiuntivo nel teatro operativo. L’ articolo 3 prevede le autorizzazioni di spesa relative alle missioni internazionali che si svolgono in Africa. Il comma 1 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano all’operazione militare antipirateria dell’Unione europea denominata Atalanta , di cui all’azione comune 2008/851/PESC del Consiglio, del 10 novembre 2008, come in ultimo modificata e prorogata, fino al 12 dicembre 2016, dalla decisione 2014/827/PESC del Consiglio, del 21 novembre 2014. Anche per il periodo gennaio-settembre 2016, la partecipazione alle operazioni antipirateria è limitata unicamente a tale operazione.