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dalle norme sull'autotrasporto alla prima vera disciplina sull'uso dei monopattini, che stanno cambiando la mobilità, soprattutto nei grandi centri urbani, ma che richiedevano una normativa sulla velocità, contro i parcheggi selvaggi, sull'uso del casco per i minori e, in prospettiva, sull'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile. Ma ancora più importante è l'impulso che viene dato allo sblocco dei cantieri, per rimettere al centro quelle opere su cui l'Italia ha perso troppo tempo e che, invece, sono un elemento essenziale per la ripartenza del Paese. Qui si gioca la partita non solo del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dei 200 miliardi di euro che porta con sé, ma anche di altre risorse, da quelle del fondo complementare a tutto ciò che si sblocca con il completamento delle opere. Eppure, basta scorrere l'elenco per rendersi conto che, accanto a opere strategiche, come la Torino-Lione, ci sono numerosi interventi che puntano a ripristinare condizioni di viabilità e sicurezza degne di questo nome, soprattutto nelle aree interne. Sempre su questo fronte, come Gruppo per le Autonomie salutiamo favorevolmente due novità. La prima è quella contenuta nell'articolo 16, sulla disciplina relativa alla realizzazione delle opere collegate alle Olimpiadi di Cortina del 2026, prevedendo, tra le altre cose, la possibilità, per le opere caratterizzate da elevata complessità progettuale o procedurale, il ricorso a quanto previsto dall'articolo 44 dell'ultimo decreto-legge semplificazioni. La seconda novità riguarda l'A22, con l'emendamento approvato alla Camera, che rappresenta un'importante tappa rispetto all'obiettivo più volte auspicato dalle Province autonome di Trento e di Bolzano per l'affidamento e la gestione di un'infrastruttura di straordinarie importanza e delicatezza, in termini di ambiente, di sicurezza e di onere per i cittadini residenti lungo la tratta autostradale. Pensiamo solo al fatto che la città di Bolzano è tagliata in mezzo da questa autostrada o al fatto che da Bolzano fino al confine quasi tutti i chilometri sono su viadotti, ponendo questioni di delicatezza ambientale e di sicurezza. La A22 fino ad oggi è stata gestita e governata in maniera esemplare dalla A22 SpA, una società all'86 per cento pubblica, di proprietà degli enti territoriali. Quindi, sarebbe inspiegabile e impensabile che la guida e la gestione di una tratta autostradale essenziale, delicatissima per tutto il territorio italiano - parliamo della tratta più importante, da Nord a Sud, per entrare in Italia e per uscirne - venissero affidate a chi, con quei territori, da Modena fino al Brennero, non ha alcun rapporto. Sarebbe inspiegabile e non sarebbe responsabile. Pertanto, noi speriamo tanto che, con questo provvedimento, si riesca ad affidare finalmente in via definitiva la A22 alla società Autostrada del Brennero. Vi sono, poi, altre norme importanti, come quelle su ANAS e sulla nuova compagnia di bandiera. Vi sono tutte le importanti novità procedurali connesse alla progettazione delle opere, ai commissari, al ruolo di Cassa depositi e prestiti e di Mediocredito centrale per l'assistenza e il supporto operativo alle amministrazioni pubbliche per l'attuazione del PNRR. Tutto questo, signor Presidente, serve a ribadire l'importanza del provvedimento, le buone norme che vengono introdotte, ma anche il fatto che il Senato non meritava di ridursi a una funzione di passacarte. Fatte tutte queste considerazioni, annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie al provvedimento. (Applausi) . CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento che ci apprestiamo a votare è, sostanzialmente, un decreto omnibus sul tema delle infrastrutture, della mobilità e della circolazione stradale. Prima di entrare nel merito del problema del provvedimento, mi vorrei soffermare su una premessa metodologica e di lavoro. Si tratta di un decreto nato dall'esigenza di raccogliere le tante sollecitazioni provenienti dai più svariati ambienti e che, proprio per la modalità con cui è stato pensato e poi venuto alla luce, aveva fin da subito un limite, ossia quello di non avere un fil rouge definito. Il grande lavoro fatto anche dai colleghi della Camera è andato proprio in questo senso. Devo dire che è stato un lavoro che si è concluso portando importanti frutti. Quello che ci troviamo oggi ad approvare e a convertire in legge è un decreto che, sebbene nasca dall'unione di molti interventi e svariate misure, il cui nesso non è da subito risultato immediato, ha trovato una sua direzione e una sua specificità. Nel quadro del corposo lavoro fatto, gli sforzi sono stati congiunti, da parte di maggioranza e di opposizione. Questo modus operandi è un importante segnale per il lavoro cui noi tutti siamo chiamati e in cui saremo sempre più impegnati nei prossimi mesi. Devo, però, anche operare una considerazione di rammarico su un aspetto. Pur comprendendo lo sforzo profuso dai colleghi della Camera e le tempistiche fortemente contingentate, dettate dalla conversione di un decreto-legge, auspico che l'esame dei futuri provvedimenti possa essere portato avanti in maniera approfondita da entrambi i rami del Parlamento. Venendo al merito del provvedimento e volendo schematizzare il contenuto complessivo del decreto, i temi centrali su cui si innestano le misure che ci accingiamo a votare potrebbero essere due: sicurezza e semplificazione. Penso - ad esempio - all'introduzione nel codice della strada degli stalli rosa, per il parcheggio delle donne in gravidanza e i genitori con i figli fino a due anni di età, e il rafforzamento delle sanzioni per chi occupa i parcheggi riservati senza essere autorizzato. Penso alla possibilità per le Regioni di utilizzare una quota delle risorse erogate per i servizi aggiuntivi del trasporto pubblico locale anche per potenziare i controlli. Per il miglioramento della rete ferroviaria sono state confermate le norme per accelerare l'attuazione del Piano nazionale di implementazione del sistema europeo di gestione del traffico, cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza assegna importanti investimenti. Il decreto rafforza, poi, il ruolo dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, per migliorare efficacia ed efficienza del sistema dei controlli. Confermata anche la disposizione volta ad agevolare gli investimenti per ridurre i divari infrastrutturali su tutto il territorio. Da questo breve cenno al contenuto del provvedimento, si può facilmente intuire che si tratta di un decreto che reca in sé misure di semplificazione che contribuiscono anche al buon esito del PNRR, sul quale il Governo sta lavorando con impegno e fruttuosamente. Mi piace anche dire che queste misure si inseriscono nel solco delle richieste che da tempo Italia Viva avanza. E faccio riferimento al piano shock per le infrastrutture e alla contestuale necessità di sbloccare tutte le opere. Occorre comprendere che la ripartenza di questo Paese passa attraverso la sua infrastrutturazione fisica e digitale.