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L'articolo 3 prevede la creazione di un apposito Fondo d'intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e volto ad integrare le disponibilità economiche dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1. Sempre nel medesimo articolo 3, tra l'altro, si prevede che anche privati cittadini ed imprese, abbiano la possibilità di contribuire al Fondo istituito, con un proporzionale sgravio fiscale. Infine, il Fondo stesso verrà alimentato anche dalla restituzione dei prestiti concessi agli studenti. L'articolo 4 si concentra sulla restituzione del prestito, prevedendo anche una serie di cause per la restituzione anticipata dello stesso, o per la decadenza del diritto dello studente al beneficio previsto. Infine l'articolo 5 contiene la copertura finanziaria.. 1 (Istituzione del prestito d'onore e criteri per l'individuazione dei beneficiari) 1 In conformità con i principi di cui all'articolo 3, secondo comma, e all'articolo 34, terzo comma, della Costituzione, agli studenti capaci e meritevoli, che abbiano conseguito un voto minimo di 80/100 all’esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria di secondo grado, di età non superiore a ventitré anni e con reddito famigliare non superiore a 50.000 euro netti l'anno, che si immatricolano ai corsi di laurea e laurea specialistica delle università pubbliche, possono essere concessi prestiti d'onore come sostegno agli studi. 2 Le condizioni economiche dello studente sono individuate sulla base dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159. Ai sensi del medesimo regolamento è previsto, come modalità integrativa di selezione, l'indicatore della situazione economica all'estero calcolato come la somma dei redditi percepiti all'estero e del 20 per cento del patrimonio posseduto all'estero, che non sia già stato incluso nel calcolo dell'ISEE. 2 (Modalità per la concessione del prestito d'onore) 1 Regioni, province autonome, università e istituzioni Afam-Alta formazione artistica, musicale e coreutica, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio e sulla base di criteri definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplinano le modalità per la concessione del prestito d'onore di cui all'articolo 1, comma 1. 2 Per l'anno accademico 2016/2017, nelle more dell'attuazione della presente legge, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono fissati i minimi importi per il prestito d'onore di cui all'articolo 1, comma 1. 3 (Istituzione del Fondo d'intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore) 1 Ad integrazione delle disponibilità finanziarie destinate dai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, è istituto, a partire dall'anno accademico 2016/2017, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca, un Fondo d'intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore, di seguito denominato «Fondo». 2 Il Fondo ha una dotazione iniziale pari a 5 milioni di euro per l'anno accademico 2016/2017 ed è ripartito tra i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, che abbiano attivato le procedure per la concessione dei prestiti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 3 Per la concessione dei prestiti d'onore, i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, utilizzano in via prioritaria le risorse proprie e quelle derivanti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio, e successivamente quelle del Fondo. 4 L'importo assegnato a ciascun soggetto di cui al comma 2 dell'articolo 1 non può essere superiore allo stanziamento destinato dallo stesso soggetto per le medesime finalità di cui alla presente legge. 5 Il Fondo può essere integrato da donazioni effettuate da parte di soggetti e imprese privati. 6 Le donazioni di cui al comma 5 sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 25 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 100.000 euro annui. 7 Dopo l'entrata a regime del prestito d'onore, entro l'anno accademico 2020/2021, il Fondo è alimentato anche con la restituzione dei prestiti d'onore concessi, ai sensi dell’articolo 4. 4 (Modalità di restituzione del prestito d'onore) 1 Il prestito d'onore di cui all'articolo 1, comma 1, ha cadenza annuale e viene rinnovato ogni anno fino al termine del corso di studi prescelto. 2 Il prestito decade, e va restituito in un'unica soluzione, qualora lo studente beneficiario vada fuori corso per più di un anno rispetto alla durata fissata del corso di studi da lui prescelto. 3 Il prestito decade, e va restituito in un'unica soluzione, anche quando lo studente beneficiario si ritiri dal corso di studi prescelto e cambi corso o facoltà. In tali casi il prestito non può essere rinnovato. 4 Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i prestiti restituiti confluiscono nel Fondo. 5 La restituzione del prestito d'onore da parte dello studente che completa il corso di studi ha inizio solo al momento del primo contratto d'impiego firmato dallo studente medesimo. 6 La restituzione del prestito d’onore avviene senza interessi da parte dello studente e deve essere completata entro sette anni dal conseguimento della laurea. 5 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente disegno di legge, si provvede, quanto a 2,5 milioni per l’anno 2016 e a 5 milioni a decorrere dall’anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.