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Il progetto Carg, poi, comprende fogli geotematici e modelli geologici tridimensionali indispensabili per applicazioni di alto impatto socio-economico, quello che aveva citato lei, Ministro. Inoltre, per i grandi rischi la conoscenza geologica è basilare per una loro prevenzione mirata. Prevenire, oltre che salvare la vita, costa quattro volte meno che riparare i danni dei dissesti idrogeologici e dieci volte meno delle ricostruzioni post sisma. Solo gli ultimi tre grandi terremoti hanno sconvolto vaste aree con 628 morti e danni per 44 miliardi di euro. Molti li definiscono catastrofi naturali: niente di più sbagliato. Infatti, in tale assioma ci sono due grandi errori: si confonde il fenomeno intenso con l'effetto catastrofico e si dà un messaggio di inevitabilità del disastro indotto. Le catastrofi naturali non esistono; esiste il fenomeno naturale pericoloso con il rischio che esso generi una catastrofe; la catastrofe è causata dall'incuria umana. Completare e aggiornare la cartografia geologica è un doveroso atto per abbattere il muro dell'incuria nella convinzione che, senza sicurezza, non può esserci transizione ecologica e nemmeno sviluppo sostenibile. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . La senatrice Sbrollini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03390 sulle retribuzioni agli iscritti alle scuole di specializzazione medica negli anni 1983-1991, per tre minuti. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Ministra, la formazione del medico specialista costituisce uno dei momenti essenziali per l'apprendimento della professione medica. La recente esperienza legata al Covid ci insegna quanto una corretta preparazione medica sia proprio importante per affrontare le più diversificate - e talvolta anche imprevedibili - emergenze. Rispetto a ciò, il tema che intendo sottoporle riguarda proprio la situazione che evidenzia significative disparità di trattamento tra specializzandi iscritti ad anni diversi di corso. Parlo della situazione nella quale si sono trovati moltissimi medici ammessi alle scuole di specializzazione negli anni che vanno dal 1983 al 1991, che non hanno potuto beneficiare per quegli anni proprio di un adeguato compenso. Sul punto ricordo che l'articolo 13 della direttiva 82/76/CEE del Consiglio introduceva l'obbligo per gli Stati membri di garantire un'adeguata remunerazione per la formazione dei medici specialisti. Tuttavia, nonostante gli Stati membri fossero tenuti a conformarsi a questa direttiva entro il 31 dicembre del 1982, lo Stato italiano adeguava la propria normativa solamente nel 1991, con ben otto anni di ritardo, attraverso il decreto legislativo dell'8 agosto 1991, n. 257, riconoscendo peraltro la borsa di studio ai soli medici specializzandi dal 1991 in poi, e non prevedendo alcunché per gli specializzandi degli anni precedenti. Se, pertanto, il legislatore ha posto rimedio per le borse di studio riferite agli anni dal 1991 in poi, nulla, però, si prevedeva per coloro i quali si fossero iscritti negli anni dal 1983 al 1991. È chiaro che nel tentativo di porre rimedio, però, il legislatore ha in realtà mantenuto un'ingiusta situazione di disparità di trattamento fra gli iscritti alle diverse annualità di corso. Signora Ministra, le chiediamo pertanto quali urgenti iniziative si intendono adottare, anche alla luce della sentenza intervenuta, in concerto con la Presidenza del Consiglio, al fine di dare piena attuazione alla direttiva del 1982, dando seguito alle indicazioni della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Commissione europea, evitando la possibile infrazione dello Stato italiano rispetto alle decisioni assunte presso le istituzioni europee e, soprattutto, consentendo ai medici specializzandi di quegli anni di beneficiare degli stessi diritti e di un'adeguata remunerazione, che da troppo tempo è stata loro negata. PRESIDENTE. Il ministro dell'università e della ricerca, professoressa Messa, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. MESSA, ministro dell'università e della ricerca . Senatrice Sbrollini, il Ministero è a conoscenza della questione che lei ha illustrato e anche di questo ultimo intervento della Corte di giustizia, che ha precisato il campo di applicazione soggettivo della direttiva 82/76/CEE. La direttiva 82/76/CEE del 26 gennaio 1982 ha riconosciuto l'obbligo per gli Stati membri, come ha detto, di corrispondere un'adeguata remunerazione agli specializzandi medici per tutta la durata dei rispettivi corsi di specializzazione post universitaria. In sede di adeguamento, nel diritto interno, è emersa però una criticità riguardo all'individuazione dei soggetti destinatari di tale disposizione, sia a causa del tardivo recepimento della normativa europea da parte del legislatore italiano (vero), sia in riferimento all'individuazione del periodo di applicazione della stessa. La sentenza della Corte di giustizia del 3 marzo 2022 ha chiarito che le disposizioni in materia devono essere interpretate nel senso che qualsiasi formazione a tempo pieno o ridotto come medico specialista, iniziata prima dell'entrata in vigore della direttiva, cioè il 19 gennaio 1982, e proseguita dopo la scadenza della trasposizione della direttiva, quindi il 1° gennaio 1983, deve essere oggetto di una remunerazione adeguata per il periodo di tale formazione, che però è a partire ovviamente dal 1° gennaio 1983. Dalla sentenza si desume, quindi, che il diritto attribuito dalla direttiva in esame spetta sì a tutti coloro che abbiano frequentato un corso di specializzazione medica, anche se iscritti prima del 29 gennaio 1982, ma questa remunerazione riguarda il periodo che inizia dal 1° gennaio 1983 fino alla fine. Premesso questo, non si intende sottacere che questa pronuncia della Corte di giustizia, statuendo in modo diverso rispetto al precedente orientamento, abbastanza consolidato a livello nazionale, determini ora un aspettativa da parte di un numero particolarmente rilevante di interessati e, quindi, l'impatto degli effetti di questa pronuncia è difficile da valutare, sia in termini di risorse, sia perché riguarda fatti risalenti nel tempo che, quindi, non consentono una facile definizione della platea dei soggetti potenzialmente beneficiari. Questo non vuol dire assolutamente che questo Ministero si debba esentare dall'impegnarsi, assieme alle altre amministrazioni competenti, per promuovere ogni utile iniziativa per porre rimedio alla questione segnalata. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Sbrollini, per due minuti. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Ministra, ha ragione e sappiamo che sono centinaia di migliaia i medici che si trovano ancora in questa situazione. Come lei ha giustamente detto, siamo convinti anche noi che sia giusto riconoscere un contributo economico e un diritto a queste persone. Quindi, è necessario intervenire in maniera adeguata, proprio perché venga garantito questo diritto a tutti coloro che si ritrovano nella situazione delineata dalla Corte di giustizia, senza discriminazioni.