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con la citata e-mail sarebbe stato richiesto alla funzionaria di regolarizzare la situazione delle presenze, dotandosi del cartellino delle presenze, di cui era sprovvista, ed al direttore di spostare il rimborso delle missioni della dottoressa P.B. dal centro di costo dell'ufficio del vice direttore, a quello della direzione generale; a seguito di tali richieste, secondo quanto pubblicato dalla stampa, il direttore, al solo fine di allontanare dall'ufficio il funzionario, avrebbe provveduto a sopprimere l'ufficio del vice direttore; tra gli atti depositati all'autorità giudiziaria dal vice direttore vi sarebbe la documentazione inerente alle numerose missioni effettuate, a spese dei contribuenti, dal direttore e dalla predetta funzionaria in alberghi di lusso, comprendenti spostamenti in aereo, in treno in prima classe o in automobile di servizio, con autista, tra cui emergono un viaggio per una missione a Venezia per partecipare alla mostra del Cinema, un'altra a Genova, per partecipare al salone nautico, ed una a Brindisi nel giorno di ferragosto; atteso che la soppressione repentina ed apparentemente ingiustificata dell'ufficio del vice direttore che sembra rilevante per l'Agenzia delle dogane, con tutti i conseguenti disagi amministrativi e funzionali che ne potrebbero derivare, e, in assenza di atti documentali che ne motivino le ragioni, è un elemento che andrebbe approfondito ai fini di valutare la corretta gestione di un ente di primaria importanza per la ripresa economica del Paese; atteso, altresì, che, secondo quanto pubblicato dai mezzi di informazione, la soppressione dell'ufficio del vice direttore sarebbe una mera copertura al fine di potersi liberare di un dirigente evidentemente ritenuto scomodo e non dover così fornire i chiarimenti richiesti sull'inquadramento della citata funzionaria e sul rimborso delle missioni cui la stessa partecipava in compagnia del direttore; atteso che ai sensi dell'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 "Le agenzie sono sottoposte all'alta vigilanza del Ministro, il quale la esercita secondo le modalità previste nel presente decreto legislativo", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare la regolarità delle procedure amministrative che hanno determinato la soppressione dell'ufficio del vice direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nonché la regolarità delle determinazioni assunte rispetto all'inquadramento della funzionaria e alle spese di servizio. Atto n. 4-06075 NENCINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: venerdì 1° ottobre 2021 la RAI aveva pianificato nella sua programmazione la trasmissione, in prima serata su RAI3, del film "Hammamet"; la pellicola datata 2020, a firma del regista Gianni Amelio, racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, interpretato da Pierfrancesco Favino; a poche ore dalla messa in onda della pellicola, la RAI ne ha cancellato la programmazione, senza far conoscere i motivi di questa decisione; del resto, la ragione non può essere desunta dal fatto che si tenessero a poca distanza le elezioni amministrative in molti Comuni italiani, poiché la tornata elettorale era nota da tempo, né può essere considerata causa della cancellazione la candidatura di Vittorio Craxi al Comune di Roma, anch'essa nota da almeno due mesi; considerato che: il film ha una notevole rilevanza culturale dovuta all'importanza storica del personaggio protagonista e dei fatti narrati; non può esservi alcun motivo, né culturale, né di opportunità che giustifichi la cancellazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in relazione alle proprie competenze derivanti dal contratto di servizio tra RAI e Ministero, non ritenga doveroso approfondire le motivazioni che hanno portato alle tempestive modifiche della programmazione da parte della RAI. Atto n. 4-06076 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che: la situazione delle carceri è ormai insostenibile, tanto da poter essere considerata un'emergenza nazionale. Ciò si deduce dalle rivolte del mese di marzo 2020, quando i detenuti hanno deciso di appropriarsi di alcuni istituti penitenziari, riuscendo addirittura ad evadere in massa, e dagli accadimenti degli ultimi giorni: nel carcere di Frosinone un detenuto avrebbe ricevuto nella stanza detentiva una pistola, attraverso un drone, e successivamente l'avrebbe puntata contro un agente della Polizia penitenziaria, facendosi consegnare le chiavi; a Firenze i detenuti avrebbero tentato di bruciare vivo un agente, utilizzando dell'olio lanciato a terra nella sezione e dandogli successivamente fuoco; a Castrovillari un detenuto avrebbe tentato di strangolare un agente con il filo del telefono; quelli elencati sono solo alcuni dei tanti episodi che accadono quotidianamente; di recente, la Direzione generale dei detenuti e trattamento ha emanato una lettera circolare con la quale si prevede che l'ordine di servizio del direttore che dispone le perquisizioni straordinarie deve essere preventivamente mandato anche al Garante nazionale dei detenuti. E questo nonostante sino ad oggi la prassi operativa prevedesse che anche il personale che svolge la perquisizione venisse informato solo poco prima di eseguire le operazioni, al fine di evitare fughe di notizie inopportune; la circolare sembra essere stata originata da una raccomandazione del Garante nazionale dei detenuti rivolta al Ministro della giustizia; la normativa che regola le perquisizioni non prevede che l'atto venga preventivamente inviato al Garante nazionale dei detenuti; risulta all'interrogante che il Garante nazionale, dal proprio ufficio, possa accedere illimitatamente alla sala situazioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, attraverso la quale riesce a vedere in tempo reale tutti gli eventi critici che accadono negli istituti penitenziari e, probabilmente, anche i nomi del personale che inserisce i dati; viceversa, risulta all'interrogante che anche i reparti speciali della Polizia penitenziaria (ad esempio NIC e GOM) debbano soggiacere, di volta in volta, ad una trafila burocratica prima di accedere agli stessi dati; risulta altresì all'interrogante che di recente sia stata delegata una ricercatrice universitaria alla predisposizione dei programmi relativi alla formazione del personale della Polizia penitenziaria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga grave che la politica penitenziaria venga dettata da atti di indirizzo del Garante nazionale dei detenuti e che lo stesso travalichi poteri e competenze indicate dalla legge, accedendo alla sala situazioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; se non ritenga opportuno, per ragioni di ordine e sicurezza, disporre la revoca della circolare citata e il divieto di accesso del Garante dei detenuti alla sala situazioni del DAP; quali iniziative intenda adottare per ripristinare la legalità all'interno delle carceri. Atto n. 4-06077 FARAONE Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: