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«Il Palazzo teme Gratteri, la gente lo ama»" su "Il Quotidiano del Sud"), si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo abbiano assunto, dopo avere appreso dei rischi ai quali è esposto, sia per garantire la sicurezza di Nicola Gratteri (e dei suoi più stretti collaboratori e della scorta), sia per manifestargli concretamente il sostegno dello Stato quanto meno evitando iniziative che possono apparire denigratorie delle attività condotte dalla Procura della repubblica presso il Tribunale di Catanzaro e prolungare una stagione di isolamento e delegittimazione del magistrato simbolo della lotta alla 'ndrangheta indegna delle istituzioni repubblicane. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07246 PARAGONE DE VECCHIS Ai Ministri per le disabilità, per gli affari regionali e le autonomie, dell'istruzione e dell'economia e delle finanze Premesso che le disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 66 del 2017 sull'inclusione scolastica, successivamente modificato dal decreto legislativo n. 96 del 2019, non sono ancora pienamente operative poiché, a distanza di 5 anni, nonostante la rilevanza del tema, mancano i decreti attuativi per l'erogazione dell'assistenza necessaria da parte di operatori socio-assistenziali, socio-educativi e insegnanti di sostegno. Per questa ragione, localmente, per la costruzione di classi con bimbi e ragazzi disabili si registrano ogni anno seri problemi che minano il diritto allo studio e l'inclusione scolastica; considerato che: negli scorsi mesi è stata approvata la delega al Governo in materia di disabilità per la revisione e il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disabilità, in attuazione degli articoli 2, 3, 31 e 38 della Costituzione e in conformità alle disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; l'Italia continua ad essere tra le ultime in Europa per la percentuale di insegnanti specializzati e per la formazione per le malattie del neurosviluppo; dal rapporto sull'utilizzo dei fondi che il Governo ha destinato alle Regioni per incrementare i sostegni alle persone disabili e fragili in sofferenza a causa della crisi pandemica, emerge che, in media, solo il 42,5 per cento di quanto erogato dallo Stato centrale viene effettivamente impiegato dalle amministrazioni regionali allo scopo, con esempi virtuosi come Veneto e Piemonte e realtà come la Liguria che si è fermata appena al 28 per cento, ben al di sotto la media nazionale; i trasferimenti di denaro alle Regioni dovrebbero essere la risposta alla crescente domanda di protezione sociale e tutela delle persone con fragilità ma manca, a livello nazionale, un'omogeneità nell'erogazione dei servizi e questo provoca grosse disparità per l'accesso ai livelli essenziali di assistenza fra una regione e l'altra; considerato altresì che: il TAR e il Consiglio di Stato hanno disposto il rimborso di 5 milioni di euro per la regressione sanitaria a carico della Regione Liguria, in favore dell'ente che eroga i servizi di riabilitazione per i disabili, ente che sarebbe disposto a lasciare nelle casse regionali l'intera cifra a patto che sia impiegata per ridurre le liste d'attesa per la riabilitazione di 1.200 pazienti; le famiglie che non possono permettersi cure private vedono, troppo spesso, i propri figli esclusi dalla socialità, si chiede di sapere: in che tempi i Ministri in indirizzo intendano assicurare l'emanazione dei decreti attuativi necessari ad assicurare il diritto allo studio e una crescente inclusione scolastica; se e come intendano intervenire, per quanto di competenza, affinché tutte le amministrazioni regionali impieghino il 100 per cento delle risorse erogate dallo Stato per garantire i livelli essenziali di assistenza ed evitare casi come quelli della Liguria in cui, ad oggi, stando a quanto riferito, sarebbero circa 2.000 i bambini privati dell'assistenza minima. Atto n. 4-07247 BERNINI Anna Maria BARBONI AIMI Al Ministro della cultura Premesso che: con decreto SG n. 455 del 7 giugno 2022, recante "Assegnazione delle risorse a valere sul Pnrr per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e il restauro del patrimonio Fondo Edifici di Culto (FEC), finanziato dall'Unione europea - NextGenerationEu", sono stati selezionati, in tutto il Paese, 286 interventi di restauro delle chiese appartenenti al Fondo edifici di culto, per un importo pari a 250 milioni di euro e 257 lavori di adeguamento sismico sui luoghi di culto, torri e campanili per un importo pari 250 milioni di euro; nell'allegato 1 del decreto sono stati pubblicati gli interventi ammessi a finanziamento, per l'adeguamento e la messa in sicurezza sismica dei luoghi di culto o torri e campanili; quelli ammessi per la Regione Emilia-Romagna sono suddivisi in 10 interventi per la provincia di Bologna, 4 per quella di Parma, 9 per la provincia di Piacenza e 5 per quella di Ferrara; nell'allegato 2 del medesimo decreto sono stati altresì pubblicati gli interventi ammessi a finanziamento per il restauro di chiese appartenenti al patrimonio del Fondo edifici del culto; quelli ammessi per la Regione Emilia-Romagna sono suddivisi in 6 in provincia di Bologna, 7 in provincia di Ferrara e uno in provincia di Modena; i 42 progetti selezionati dal Ministero per la Regione Emilia-Romagna, relativi alla sicurezza sismica, al restauro, al risanamento conservativo, alla manutenzione e consolidamento, che potranno beneficiare di finanziamenti per un importo pari a 45 milioni di euro, riguardano tutti la parte emiliana della regione, lasciando completamente esclusa la restante parte romagnola; le diocesi e gli enti preposti della Romagna avevano presentato circa 60 progetti di intervento da finanziare con i fondi del PNRR, tra i quali rientrano il sito patrimonio UNESCO della basilica di San Vitale e la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, il santuario di Santa Maria in Forno a Forlì, la cattedrale di San Giovanni Battista a Cesena, la pieve bizantina e la chiesa Collegiata a Santarcangelo di Romagna, dove, tra l'altro, sono già stati avviati alcuni lavori di consolidamento; in questi giorni si è appreso dagli organi di stampa che gli stessi prelati delle diocesi romagnole hanno manifestato sorpresa e rammarico per una evidente situazione di sproporzione territoriale nella selezione degli interventi ammessi a finanziamento, e auspicano una immediata azione che possa riconoscere le esigenze anche della restante parte dell'Emilia-Romagna, si chiede di sapere: quali siano stati i criteri di scelta per l'ammissione al finanziamento dei progetti di restauro e messa in sicurezza sismica, che hanno portato all'esclusione di 60 progetti presentati per le province ricadenti in territorio romagnolo; quali interventi certi e tempestivi intenda assumere il Ministro in indirizzo per porre rimedio ad una selezione, a giudizio degli interroganti, non equilibrata, che ha visto escluse importanti chiese storiche della Romagna dai fondi PNRR, necessari ai fini del loro recupero artistico-architettonico.