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abbiamo espletato, con tutta la nostra fantasia, un esercizio emendativo finalizzato a rimettere un certo ordine nell'ambito della cosiddetta scala di equivalenza. Non ci siamo riusciti. E, allora, l'unica cosa che possiamo fare è cercare di capire, dalle repliche del Governo, per quale motivo vi siete così intestarditi nel voler chiudere o sbattere addirittura la porta in faccia alla disabilità. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.8. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sugli emendamenti 2.8 e 2.9 che trattano quasi lo stesso punto. Colleghi, alla Camera la maggioranza, dopo aver visto che in fila per conseguire il reddito di cittadinanza c'erano anche noti delinquenti, ha introdotto una norma secondo la quale tra i requisiti per ottenere tale reddito ci deve essere anche la mancata sottoposizione a misura cautelare personale. Va bene, ma c'è un piccolo problema, come ho detto anche in discussione generale: intanto non è detto che tutti debbano per forza essere sottoposti a misura cautelare personale perché, se non esistono pericolo di fuga, pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato, non c'è la misura cautelare. In dottrina si fa l'esempio, piuttosto concreto, del marito uxoricida che uccide la moglie perché è geloso, perché la scopre in flagranza di reato, che confessa e si costituisce. A quel punto non c'è pericolo che ripeta il reato perché la moglie non c'è più; non c'è pericolo che scappi perché si è costituito; non c'è pericolo che inquini le prove perché ha confessato; non è sottoposto neanche un giorno a custodia cautelare, viene condannato e, quando esce di galera, voi gli date il reddito di cittadinanza. (Applausi dal Gruppo FdI) . Capiamo bene tutti il paradosso della situazione che avete creato. Per questo ribadisco che sarebbe il caso, invece, di escludere definitivamente i delinquenti dall'elenco di coloro che possono ottenere il reddito di cittadinanza. Ho quindi proposto l'emendamento 2.8, con cui si chiede di escludere dal beneficio chi ha subìto una condanna per delitti non colposi a una pena non inferiore a due anni, e ancora meglio il 2.9, con cui si dice che i due anni possono essere anche il frutto delle somme delle condanne perseguite. Facciamo - ad esempio - l'ipotesi di chi vive sfruttando i minori o commette furti in appartamento e ha cinque, dieci, quindici o venti condanne, tutte inferiori ai due anni, al quale daremo comunque il reddito di cittadinanza. Per queste ragioni spero che quest'Assemblea si renda conto di ciò che stiamo votando ed esprima un parere favorevole su almeno uno di questi due emendamenti. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.9, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.10, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori, fino alle parole «condanne definitive,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risulta pertanto preclusa la restante parte dell'emendamento. Gli emendamenti 2.18, 2.19, 2.29 e 2.38 sono stati ritirati; sono preclusi i restanti emendamenti da 2.11 a 2.39. L'emendamento 2.40 è inammissibile. Passiamo all'emendamento 2.41, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.41, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, si tratta di un emendamento molto simile a quello che abbiamo votato in precedenza e che è stato respinto, nel quale viene riproposto il tema che nel lungo mese di lavoro in Commissione, anche in prima lettura qui in Senato, abbiamo ribadito e ribadiamo nuovamente. Davanti al silenzio del sottosegretario Cominardi e del Governo rispetto al quesito che abbiamo posto e che ha posto anche la collega di Forza Italia sul motivo per il quale non sono stati accolti gli emendamenti che riguardano le famiglie numerose e con disabili, sono a riproporre la domanda. Mi rivolgo, in particolare, al sottosegretario Cominardi: non capiamo per quale strano motivo questi emendamenti - per nulla minacciosi peraltro della struttura e dell'impianto del decreto - siano stati rifiutati da quelle forze politiche che proclamano ripetutamente il valore della famiglia, dei figli, dei papà, delle mamme e dei nonni. Ci domandiamo ancora una volta il perché del rifiuto e ci aspettiamo una risposta, magari prossimamente a Verona - e lo dico con un pizzico di polemica - quando i ministri Salvini e Fontana ci diranno finalmente che cosa intendono fare sul serio, e non con dichiarazioni altisonanti, con le famiglie che hanno figli disabili e con le famiglie numerose con minori. Ripeto che attendiamo una risposta e speriamo di averla presto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.42, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.43, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.43, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.44, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) .