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Le modifiche di cui alla lettera c) si rendono necessarie al fine di differire ulteriormente (entro il 31 ottobre 2013) il termine entro cui, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della legge n. 92 del 2012, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano accordi collettivi per la costituzione di fondi di solidarietà per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale. Al fine di non vanificare gli effetti attesi dalla disposizione introdotta dalla legge n. 92 del 2012, si prevede che decorso inutilmente l’ulteriore periodo di proroga diventi comunque operativo il meccanismo basato sulla istituzione del fondo di solidarietà residuale. Le modifiche di cui alla lettera d) sono volte ad estendere le tutele introdotte dall’articolo 4, commi da 16 a 23, della legge n. 92 del 2012 in materia di contrasto del fenomeno delle cosiddette «dimissioni in bianco», ai lavoratori e alle lavoratrici con contratto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, ovvero con contratti di associazione in partecipazione di cui all’articolo 2549, secondo comma, del codice civile. Con il comma 6 si dispone la proroga al 31 dicembre 2013 dei decreti interministeriali, di natura non regolamentare, di proroga e modifica dei fondi di solidarietà di settore, già istituiti ai sensi dell’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nelle more dell’adeguamento dei fondi medesimi alle disposizioni della legge n. 92 del 2012. Al fine del predetto adeguamento, è prevista una proroga al 31 dicembre 2013 del termine per la stipula degli accordi finalizzati all’adeguamento dei fondi, con la garanzia della vigenza dei fondi già istituti fino all’emanazione dei decreti interministeriali successivi alla stipula dei predetti accordi. Le modifiche alla legge n. 92 del 2012 contenute al comma 7 consentono di ripristinare la previgente disposizione di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 181 del 2000 che stabiliva il limite di reddito annuale entro il quale poteva essere conservato lo stato di disoccupazione. La soglia di reddito non si applica nei confronti dei lavoratori utilizzati nelle attività socialmente utili di cui all’articolo 8, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 468 del 1997. Articolo 8. -- L’articolo 8, al comma 1, prevede l’istituzione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali della Banca dati delle politiche attive e passive, con lo scopo di razionalizzare gli interventi di politica attiva di tutti gli organismi centrali e territoriali coinvolti e di garantire una immediata attivazione della cosiddetta «Garanzia per i Giovani» (cosiddetta Youth Guarantee) . La Banca dati è istituita senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica nell’ambito delle strutture del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e si avvale delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente del medesimo Ministero. Ai sensi del comma 2, la Banca dati raccoglie le informazioni relative ai soggetti da collocare nel mercato del lavoro, ai servizi erogati per una loro migliore collocazione e alle opportunità di impiego. Si vuole in tal modo disporre di uno strumento che consenta di integrare con efficacia i diversi sistemi informativi attualmente esistenti per rafforzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e per valorizzare appieno le opportunità di impiego. In questo senso, la Banca dati delle politiche attive e passive costituisce uno strumento indispensabile per la gestione del sistema delle politiche del lavoro, favorendo l’integrazione fra gli strumenti di sostegno al reddito (ammortizzatori sociali) e le politiche attive del lavoro ovvero l’insieme degli interventi di supporto ai lavoratori nella ricerca e nell’inserimento nel mercato del lavoro e nei processi di qualificazione e riqualificazione professionale. Il comma 3 chiarisce che la Banca dati delle politiche attive e passive costituisce una componente del sistema informativo lavoro (SIL) previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 469 del 1997 e costituito dall’insieme delle strutture organizzative, delle risorse hardware , software e di rete relative alle funzioni ed ai compiti relativi al collocamento e alle politiche attive del lavoro. La Banca dati costituisce, altresì, una componente della borsa continua nazionale del lavoro di cui all’articolo 15 del decreto legislativo n. 276 del 2003, resa disponibile attraverso il portale «Cliclavoro» quale sistema aperto e trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Alla costituzione della Banca dati concorrono le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, l’INPS, Italia lavoro s.p.a., il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, le Università pubbliche e private e le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Il comma 4 prevede che confluiscono nella Banca dati, secondo le regole tecniche di cui al codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 2005): -- la banca dati dei percettori di cui all’articolo 19, comma 4, del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009, che raccoglie le informazioni sui soggetti percettori di qualsiasi trattamento di sostegno al reddito o sussidio legato alla condizione sul mercato del lavoro; -- l’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati delle università di cui all’articolo 1- bis del decreto-legge n. 105 del 2003 istituita presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca; -- la dorsale informativa unica di cui all’articolo 4, comma 51, della legge n. 92 del 2012. Il comma 5 autorizza il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presso cui è costituita la Banca dati, a stipulare convenzioni con i soggetti, pubblici e privati, detentori dei dati destinati ad alimentare il sistema, nel rispetto delle regole tecniche di cui al citato codice dell’amministrazione digitale. Articolo 9. -- La disposizione di cui al comma 1 dell’articolo 9 fa riferimento alle modifiche al regime della solidarietà negli appalti che incidono, esclusivamente sotto un profilo interpretativo, sui contenuti dell’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003. In particolare la norma proposta prevede che le disposizioni di cui all’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003 trovino applicazione anche in relazione ai compensi e agli obblighi di natura previdenziale e assicurativa nei confronti dei lavoratori con contratti di natura autonoma; le medesime disposizioni non trovano invece applicazione in relazione ai contratti di appalto stipulati dalle PP.AA. Inoltre, si chiarisce che la diversa disciplina introdotta dai contratti collettivi ai sensi del primo capoverso dell’articolo 29, comma 2, hanno effetto esclusivamente in relazione ai trattamenti retributivi dovuti ai lavoratori impiegati nell’appalto, con esclusione di qualsiasi effetto in relazione ai contributi previdenziali e assicurativi.