[resaula]

la mancata approvazione dei nuovi piani è motivo di blocco di investimenti per quasi 20 miliardi di euro, compresi circa 7 miliardi di interventi già cantierabili e 4 miliardi previsti per la gronda di Genova (la cui realizzazione è vieppiù prioritaria dati i gravissimi disagi che storicamente sconta la viabilità di tutto il nord-ovest); la ripresa economica dell'Italia all'indomani dell'emergenza sanitaria da COVID-19 passa attraverso la semplificazione e l'accelerazione delle procedure previste dalla normativa vigente per la realizzazione di tutte le infrastrutture strategiche per il Paese; un importante intervento di semplificazione è stato realizzato con il decreto "sblocca-cantieri" (decreto-legge n. 32 del 2019), che ha disposto la sospensione, fino al 31 dicembre 2020, del regime ordinario previsto dal codice dei contratti pubblici (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016), con effetti positivi riscontrati a livello statistico (fino a prima del lockdown : 16 per cento in più la spesa dei Comuni in investimenti e 40 per cento in più il valore delle gare d'appalto): l'eccezionalità dell'attuale situazione impone quanto meno una proroga di tale regime straordinario in vista di una riforma organica della normativa vigente, nei termini di una velocizzazione e semplificazione degli iter previsti per le piccole opere, riducendo fino all'azzeramento i controlli preventivi e potenziando piuttosto quelli successivi; per le grandi opere (cioè quelle con valore al di sopra dei 10 milioni di euro) appare imprescindibile mettere a sistema il "modello Genova", cioè il regime speciale voluto dalla Lega per la ricostruzione del "ponte Morandi", che ha consentito l'avvio dei lavori dopo solo 3 mesi dal crollo e il loro completamento in soli 14 mesi; tale "modello", che prevede la nomina di un commissario che procede secondo procedura negoziata, si ispira a quello delineato nella direttiva 2014/24/UE in materia di appalti, all'osservanza della quale la stessa Commissione europea ha richiamato con la recente comunicazione 2020/C 108 I/01, contenente gli orientamenti sull'utilizzo del quadro in materia di appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla crisi della COVID-19; considerato che, a giudizio degli interroganti: allo stato attuale il Governo si è dimostrato disponibile all'avvio di qualunque semplificazione nel senso appena descritto soltanto a parole e nelle intenzioni, senza dare alcun seguito alle tante proposte avanzate dalla Lega (e dall'opposizione in genere) nelle diverse sedi; il nostro Paese, a maggior ragione in questo momento storico, non può più attendere perché sia colmato il gap infrastrutturale che storicamente sconta per la vigenza di procedure burocratiche bizantine e capziose che finiscono per impedire la realizzazione di qualunque opera pubblica, si chiede di sapere se e come il Ministro in indirizzo intenda attivarsi per la semplificazione complessiva delle procedure previste dalla normativa vigente per gli appalti pubblici, al fine di consentire la realizzazione dei tanti investimenti infrastrutturali inspiegabilmente bloccati. Atto n. 3-01698 MALLEGNI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nei giorni scorsi è stato deciso da parte di Ferrovie dello Stato SpA che il treno "Frecciarossa 1000" dall'estate 2020 unirà Roma e Pavia passando per la Versilia, l'Argentario e il levante ligure, territori ad altissima attrattività turistica che saranno collegati direttamente all'alta velocità; come annunciato dall'amministratore delegato e direttore generale del gruppo FS, Gianfranco Battisti, "il nuovo servizio permetterà di scoprire e riscoprire le bellezze culturali e paesaggistiche del nostro Paese, distribuendo i flussi turistici non solo nelle grandi città ma anche nelle località di medie e piccole dimensioni, contribuendo in questo modo a un vero e proprio rilancio dell'economia e del settore turistico di tutta l'Italia"; la necessità di avere collegamenti adeguati alle esigenze di chi viaggia e vuole farlo in sicurezza e comfort è fondamentale per avere un ritorno di qualità per il turismo; altrettanto importante è il numero di treni dei treni che vengono messi in servizio con fermate ripetute nell'arco della giornata, e per tutto l'anno, garantendone agli utenti, italiani e stranieri, l'utilizzo costante; le fermate dei treni Frecciarossa sono parte integrante del più ampio piano di sviluppo del turismo nazionale, implicando anche migliori connessioni con il territorio e un più agevole interscambio con altri mezzi di trasporto; sebbene tale decisione avrà risvolti positivi, la collocazione dell'alta velocità solo su alcune direttrici inevitabilmente esclude località e porzioni di regioni che non potranno usufruirne; la costa tirrenica continua, in tal modo, ad essere penalizzata dalle scelte parziali da parte della società; basti considerare che le Frecce che servono la tratta tra Milano e la costa romagnola sono 36 al giorno, 18 in andata e 18 in ritorno, con una media di quasi uno ogni ora, mentre da Milano alla costa toscana "rallentano" gli Intercity (5 in andata e 5 in ritorno) che impiegano dalla città meneghina "appena" 4 ore circa; la costa tirrenica è prevalentemente servita da 3 treni Frecciabianca, in servizio dal 1985, in condizioni assolutamente fatiscenti e privi dei minimi comfort , in andata e ritorno da Genova, oltre ad un Frecciarossa da Pavia; la messa in esercizio dei treni alta velocità Frecciarossa 1000 solo su alcune tratte incrementa ulteriormente lo squilibrio degli standard di servizio; nonostante numerosi proclami per la collocazione dei Frecciarossa in Versilia, ad oggi non si hanno notizie in merito, si chiede di sapere se e come il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi per assicurare, in tempi certi, l'annunciato potenziamento dell'alta velocità sulla costa tirrenica, e in particolare in Versilia, al fine di assicurare mobilità alle persone e ai soggetti economici di una regione ad alta vocazione turistica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03683 IANNONE Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: un avvocato di Cava de' Tirreni (Salerno), Alfonso Senatore, è bloccato in Sudafrica da più di tre mesi e non riesce a tornare a casa, come rende noto attraverso i social network il diretto interessato; nel suo scritto l'avvocato Senatore spiega che non riesce a tornare dal Sudafrica, Paese in cui va spesso per motivi personali e in cui è rimasto bloccato agli inizi di marzo 2020 a causa dell'esplosione della pandemia di COVID-19, per mancanza di voli certi e sicuri, anche pagando prezzi stratosferici; egli esprime preoccupazione, non tanto per sé, quanto per i tanti italiani impossibilitati a rimanere e a pagare prezzi esorbitanti per tentare di rientrare; tutte le altre nazioni estere hanno provveduto anche con aerei militari al rimpatrio di connazionali; questi italiani si sentono abbandonati al loro destino incerto e si appellano alle massime cariche istituzionali affinché intervengano per uscire da questa angosciante condizione, si chiede di sapere: quali iniziative siano state intraprese per riportare in Italia i nostri connazionali;