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Il comma 6 autorizza la spesa per la partecipazione di personale militare italiano alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP), prevista dall’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2015, n. 198, fino al 31 dicembre 2015. L’UNFICYP, di cui alle risoluzioni 1251 (1999) e 2026 (2011) richiamate, da ultimo, dalla risoluzione 2263 (2016) adottata dal Consiglio di sicurezza il 28 gennaio 2016, che ne ha esteso il mandato fino al 31 luglio 2016, ha il compito di contribuire alla stabilizzazione dell’area, prevenendo possibili scontri tra le etnie greca e turca residenti nell’isola e svolgendo attività di assistenza umanitaria. Nel suo ambito opera l’UNPOL ( United Nations Police ) con compiti di monitoraggio presso le stazioni di Polizia nella « buffer zone ». Il comma 7 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale e mezzi della Marina militare alla missione NATO nel Mediterraneo orientale denominata Active Endeavour . In linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1368 (2001), 1373 (2001) e 1390 (2002), la missione, svolta da forze navali e aeree, è finalizzata al compimento di attività di prevenzione e protezione contro azioni terroristiche e di pirateria marittima nel Mediterraneo, attraverso operazioni di contromisure mine, attività di controllo e sorveglianza marittima e servizi di scorta del naviglio mercantile, condivisione in ambito NATO delle informazioni raccolte. L’ Active Endeavour ha subito nel tempo ripetute trasformazioni, che hanno portato alla sostituzione delle forze navali, dispiegate permanentemente in zona di operazioni, con una combinazione di operazioni surge , condotte anche ricorrendo alle unità dei gruppi permanenti SNMG 1 e SNMG 2), ed unità in standby . Questo cambiamento costituisce uno dei primi passi di una complessa evoluzione che vedrà l’operazione passare da « platform based » a « network based », il cui fulcro sarà rappresentato da un’efficace rete di condivisione informatica/informativa. Proprio in tale ambito possono essere oggi misurati i più significativi risultati conseguiti dall’ Active Endeavour . L’efficacia dell’azione deterrente in mare in funzione antiterroristica è diventata, infatti, l’elemento propulsivo per una sempre maggiore cooperazione dell’Alleanza con numerosi Paesi partner e del Dialogo Mediterraneo, che oggi contribuiscono in maniera fattiva al network informativo per il monitoraggio del Mediterraneo. Il comma 8 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare all’operazione militare dell’Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale denominata EUNAVFOR MED, istituita dalla decisione (PESC) 2015/778, adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 18 maggio 2015 e ridenominata EUNAVFOR MED operazione SOPHIA dalla decisione (PESC) 2015/1926, adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 26 ottobre 2015. EUNAVFOR MED operazione SOPHIA è un’operazione di gestione militare della crisi che contribuisce a smantellare il modello di business delle reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo centromeridionale, realizzata adottando misure sistematiche per individuare, fermare ed eliminare imbarcazioni e mezzi usati o sospettati di essere usati dai passatori o dai trafficanti, in conformità del diritto internazionale applicabile, incluse l'UNCLOS ( United Nations Convention on the Law of the Sea ) e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’operazione UE è condotta per fasi successive e conformemente ai requisiti del diritto internazionale: a) in una prima fase, sostiene l'individuazione e il monitoraggio delle reti di migrazione attraverso la raccolta d'informazioni e il pattugliamento in alto mare conformemente al diritto internazionale; b) in una seconda fase, suddivisa in due punti: – punto i) : procede a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in alto mare di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani, alle condizioni previste dal diritto internazionale applicabile, inclusi UNCLOS e protocollo per combattere il traffico di migranti; – punto ii) : conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili o al consenso dello Stato costiero interessato, procede a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti, in alto mare o nelle acque territoriali e interne di tale Stato, di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani, alle condizioni previste da dette risoluzioni o detto consenso; c) in una terza fase, conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili o al consenso dello Stato costiero interessato, adotta tutte le misure necessarie nei confronti di un'imbarcazione e relativi mezzi, anche eliminandoli o rendendoli inutilizzabili, che sono sospettati di essere usati per il traffico e la tratta di esseri umani, nel territorio di tale Stato, alle condizioni previste da dette risoluzioni o detto consenso. EUNAVFOR MED operazione SOPHIA opera in coordinamento con altri organi e agenzie dell'Unione europea, in particolare FRONTEX, EUROPOL, EUROJUST, Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e pertinenti missioni PSDC (politica di sicurezza e di difesa comune). Secondo quanto previsto dalla decisione (PESC) 2015/972, adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 22 giugno 2015, che ha disposto l’avvio in pari data dell’operazione, la valutazione se risultino soddisfatte le condizioni per la transizione oltre la prima fase dell'operazione, tenendo conto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili e del consenso dello Stato costiero interessato, spetta al Consiglio dell’Unione europea, mentre è demandato al Comitato politico e di sicurezza il potere decisionale in merito a quando effettuare la transizione tra le varie fasi dell'operazione. Nella sessione del 14 settembre 2015, il Consiglio dell’Unione europea ha concluso che sono soddisfatte tutte le condizioni perché EUNAVFOR MED operazione SOPHIA proceda alla seconda fase dell'operazione di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera b) , punto i) , della decisione (PESC) 2015/778. Conseguentemente, la decisione (PESC) 2015/1772 del Comitato politico e di sicurezza del 28 settembre 2015 ha stabilito che l’EUNAVFOR MED operazione SOPHIA, con effetto dal 7 ottobre 2015, proceda alla seconda fase dell'operazione di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera b) , punto i) , della decisione (PESC) 2015/778.