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8) a prevedere l'incremento delle risorse volte a finanziare la costruzione di strutture in grado di assicurare posti disponibili alle donne in pericolo, impossibilitate al rientro nella propria abitazione dalla presenza di compagni violenti; 9) ad intervenire per assicurare un'attenta opera di formazione e sensibilizzazione sul tema verso gli operatori e le operatrici sanitari e giuridici, gli insegnanti e le forze dell'ordine, nonché verso coloro che si occupano di informazione e comunicazione; 10) ad interrompere la logica dell'emergenza, che molto spesso ha guidato l'approccio al tema, attraverso una pluralità di interventi volti a promuovere l'indipendenza femminile e l'uscita da condizioni di marginalità e disagio, quali interventi di sostegno al reddito, non solo verso le donne maltrattate e a rischio, ma anche nei confronti delle donne lavoratrici precarie, con reddito basso, o che si occupino di ruoli domestici, di cura e assistenza senza percepire reddito; 11) a prevedere, per la delega alle pari opportunità, una struttura istituzionale completa e una dotazione di risorse adeguata; 12) a prevedere interventi specifici, di tipo finanziario e normativo, volti a tutelare e sostenere le vite dei minori che risultino orfani di femminicidio e le loro famiglie affidatarie; 13) a promuovere, attraverso interventi normativi e finanziari e in collaborazione con gli enti locali e le Regioni, l'attività dei centri di ascolto e rieducazione per uomini violenti e maltrattanti, sia come modalità volontaria da parte dell'uomo stesso, sia quale misura disponibile dai giudici come pena accessoria, o percorso alternativo alla pena, nei casi meno gravi; 14) a promuovere attività formative e di addestramento delle forze di polizia, che forniscano loro utili risorse ermeneutiche ed operative, con opportune strumentazioni teorico-pratiche per il rispetto della dignità e dell'incolumità di tutti i cittadini, elementi conoscitivi ed addestrativi che favoriscono la corretta percezione, comprensione e gestione delle modalità comunicative e relazionali in situazioni conflittuali, miglior adeguazione delle prassi d'intervento al dettato costituzionale ed al principio di legalità e di responsabilità, ulteriori garanzie di trasparenza e democrazia in un'attività delicatissima in situazioni complesse e critiche. Atto n. 1-00057 ROMEO PATUANELLI BERGESIO MOLLAME VALLARDI FATTORI RIPAMONTI ABATE SBRANA AGOSTINELLI PUGLIA TRENTACOSTE ARRIGONI ANGRISANI AUGUSSORI AUDDINO BAGNAI BOTTICI BARBARO CASTALDI BONFRISCO CASTELLONE BORGHESI COLTORTI Simone BOSSI CORBETTA Umberto BOSSI CORRADO BRIZIARELLI CROATTI BRUZZONE CRUCIOLI CALDEROLI DELL'OLIO CAMPARI DONNO CANDURA EVANGELISTA CANTU' FLORIDIA CASOLATI GALLICCHIO DE VECCHIS GIANNUZZI FAGGI GIARRUSSO FERRERO FREGOLENT GIROTTO FUSCO L'ABBATE IWOBI LA MURA MARIN LANNUTTI MARTI LANZI MONTANI LOMUTI NISINI LUCIDI OSTELLARI LUPO PAZZAGLINI MAIORINO Emanuele PELLEGRINI PEPE MANTOVANI PERGREFFI MARILOTTI PIANASSO MATRISCIANO PILLON MAUTONE PIROVANO MONTEVECCHI Pietro PISANI MORONESE MORRA PITTONI NOCERINO PIZZOL NUGNES PUCCIARELLI ORTIS RIVOLTA PARAGONE RUFA Marco PELLEGRINI SAPONARA PERILLI SAVIANE PIRRO SOLINAS Giuseppe PISANI TESEI PRESUTTO TOSATO ROMANO VESCOVI SANTILLO ZULIANI SILERI TURCO URRARO VANIN VONO Il Senato, premesso che: a luglio 2018 l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), al fine di ridurre di un terzo entro il 2030 i casi di morte per diabete, cancro e malattie cardiovascolari, avevano dichiarato che nelle diete era necessario ridurre i grassi saturi, il sale, gli zuccheri e l'alcol, il cui consumo oltre misura potrebbe avere effetti dannosi per la salute; l'obiettivo sarebbe stato raggiunto disincentivando l'uso dei suddetti prodotti, adottando, da un lato, una tassazione simile a quella sull'alcol e tabacco e su altre sostanze nocive e, dall'altro, apponendo sulle confezioni "avvisi di pericolo"; all'uopo, durante l'incontro di alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili del settembre 2018, venne discussa una bozza preliminare di risoluzione che prevedeva misure fiscali penalizzanti ed etichettature per disincentivare l'acquisto di alcuni prodotti del settore agroalimentare; dopo un lungo negoziato, il 27 settembre 2018 i capi di Stato e di Governo dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, hanno approvato la dichiarazione politica "Time to Deliver: Accelerating our response to address NCDs for the health and well-being of present and future generations", dal testo molto bilanciato, asciutto, di ampia portata e senza toni prescrittivi, in linea con gli interessi italiani di tutela della salute e delle eccellenze del made in Italy nel settore agroalimentare; il 12 novembre 2018 sette Paesi, guidati da Brasile e Francia, hanno presentato, alla seconda commissione dell'Assemblea generale dell'ONU, nell'ambito dell'iniziativa "Global Health and Foreign Policy", una risoluzione contenente, sostanzialmente, le misure punitive già proposte nella bozza preliminare. Se approvate, esse danneggerebbero pesantemente il made in Italy agroalimentare, le nostre tradizioni gastronomiche, il nostro export, la nostra agricoltura e la reputazione dei prodotti tipici italiani; qualora il nuovo testo presentato fosse approvato, andrebbe a vanificare l'intento della dichiarazione del 27 settembre e tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite sarebbero sollecitati ad applicare tasse, etichette dissuasive all'acquisto, come per le sigarette, e restrizioni alla pubblicità e al marketing su gran parte dei prodotti alimentari tipici del made in Italy , i quali verrebbero classificati come nocivi per la salute; sembra impensabile che si vada a ridiscutere un principio che era stato approvato e chiarito ai massimi livelli dei capi di Stato e di Governo all'ONU. Inoltre, un organismo politico come l'ONU non può approvare indicazioni prescrittive come quelle indicate nel documento del 12 novembre, nel quale viene esplicitamente riportata la seguente locuzione "è urgente che gli stati membri approvino"; nelle prossime settimane cominceranno i negoziati sulla risoluzione, per cercare di individuare una posizione comune ed entro il prossimo 7 dicembre dovrà essere finalizzato un testo definitivo che sarà poi presentato il 13 dicembre all'Assemblea generale dell'ONU, per essere votato dagli Stati membri;