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Ha fatto bene il collega Margiotta a dare enfasi a questo aspetto, perché riguarda alcuni settori come i servizi sociali, la ristorazione ospedaliera, il settore assistenziale e scolastico e quelli ad alta intensità di manodopera in cui non può esserci solo il criterio del prezzo, ma deve esserci la qualità, perché si tratta di servizi nei confronti dei cittadini. Così come è importante l'aver inserito il divieto di proroga dei contratti in concessione. Potrei indicare ancora moltissimi altri elementi. Forse nel corso dell'attuale legislatura non è avvenuto spesso, ma nelle passate legislature abbiamo approvato molte leggi delega e poi abbiamo visto che nei decreti legislativi le deleghe e i principi direttivi che dava il Parlamento non sempre sono stati rispettati. Noi contiamo - e lo dico al Governo - non solo di vedere presto i decreti legislativi, perché è assolutamente importante che siano subito portati all'attenzione del Parlamento, ma anche che questa volta, proprio in omaggio e in coerenza con il buon lavoro che è stato svolto dal Senato - e mi auguro anche dalla Camera - questi principi siano adeguatamente implementati e rispettati nei decreti legislativi. Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del Gruppo Liberi e Uguali - Ecosolidali. (Applausi) . MALLEGNI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, innanzitutto vorrei ringraziare i colleghi della Commissione e il vice ministro Bellanova, con la quale abbiamo lavorato in queste settimane per licenziare un provvedimento importante. È una legge delega e, quindi, torneremo ad esprimere dei pareri, ovviamente, ma l'indirizzo del Parlamento è fondamentale ed è quello su cui abbiamo voluto fissare la nostra attenzione. Prima ci siamo dati, delle regole. Le regole sono che il Parlamento dà degli indirizzi, che poi dibatte al proprio interno, all'interno della Commissione, che rappresenta, quindi, tutti i Gruppi parlamentari. Il primo obiettivo era quello di capire se c'era la volontà, se c'era l'intento di trovare una sintesi, una soluzione che andasse nell'interesse generale. Ora, ogni tanto a noi parlamentari viene la smania di piantumare le bandierine, quasi come succede con gli ombrelloni per i balneari, per citare un argomento di questi giorni, che conosco peraltro molto bene. Ora, a partire da una iniziale e giusta presentazione di emendamenti dei vari Gruppi parlamentari, vi è stato subito il pensiero di fissare degli obiettivi che scaturivano da necessità oggettive. C'era il problema della rapidità degli appalti; c'era il problema cogente dei prezzi, che stanno lievitando ininterrottamente. Non sarà certo la legge delega a risolverlo. Si tratta di un altro argomento, che verte anche sulla questione dell'energia e delle materie prime; un tema che coinvolge tutti e che sta avendo dei risvolti allucinanti. Mi rivolgo al Governo, che però lo sa bene. Attenzione: ci sarà il problema non di come spenderemo i soldi, ma un altro: se le imprese accettano oggi di fare dei lavori che faranno poi domani, quando la variazione dei prezzi sarà davvero ampia, qualcuno si preoccuperà e penserà che forse sarà meglio non eseguirli. Come qualcuno ha detto, se abbiamo già fatto degli accordi quadro, magari due anni fa, vuol dire che, anziché fare 200 chilometri di asfalto, ne realizzeremo 80. Questo è un tema su cui il Governo, nella attuazione della delega, deve porre l'attenzione. Noi abbiamo inserito la logica, importantissima, dell'aggiornamento prezzi. Abbiamo previsto una serie di elementi perché l'aggiornamento dei prezzi potesse essere conseguente all'aumento dei prezzi, ma non possiamo infinitamente seguire questo filone. Una volta fissato il concetto che il Parlamento aveva il diritto e la necessità di esprimere un punto di vista e di dare indirizzi chiari al Governo, abbiamo parlato col Governo, che ha accolto questo punto di vista. Ogni tanto bisogna spingere un po' di più e ogni tanto spingere un po' di meno. Il vice ministro Bellanova, che è politica di lungo corso, queste cose le capisce al volo. Magari, la tecnicità di qualche Dicastero delle volte è un po' restia a comprendere che c'è un Parlamento, eletto dai cittadini, che ha la necessità di esprimere un punto di vista. Ma, grazie all'impegno di tutti, siamo arrivati a un'intesa. E voglio ringraziare anche il ministro Giovannini, che ha colto sempre questa necessità. E che risultato abbiamo portato a casa, non per noi, dal momento che questo è un intervento corale? Abbiamo portato a casa la revisione dei prezzi. Abbiamo portato a casa un risultato che fino a oggi pensavamo impossibile e per il quale devo ringraziare l'intuizione del relatore Cioffi. Io definivo l'argomento come la necessità di coinvolgere le imprese del territorio nei lavori che si sviluppano sul territorio. L'uomo, più acculturato e di mestiere, ci ha suggerito la definizione di small business act , che è conseguentemente il concetto della direttiva europea che tiene conto della territorialità delle piccole e medie imprese. E abbiamo centrato anche questo obiettivo importante. L'altra questione è il sorteggio. Se ricordate, qualche anno fa per effettuare la scelta si sorteggiava. A un certo punto, in una gara regionale si tirò fuori il secondo numero estratto sulla ruota di Bari per scegliere l'impresa, perché così era previsto in una delibera della Giunta regionale pugliese. Ebbene, questo concetto ormai l'abbiamo superato, perché abbiamo tolto di mezzo il sorteggio nella scelta delle imprese. Guardate che è un fatto epocale e solo insieme potevamo riuscirci. Cito inoltre la scelta di prodotti nazionali, con una percentuale massima di prodotti di Stati terzi, e quindi la nazionalità di quello che facciamo: le piccole imprese, il territorio, la revisione dei prezzi, i nostri prodotti. Le coperture assicurative per i professionisti sono un altro elemento importante: se fai l'ingegnere, il geometra o l'architetto, come allunghi la penna subito qualcuno ti dà una botta sulla mano, perché pagherai personalmente per te, i figli, i nipoti, i cugini e gli zii. L'introduzione di tali coperture è un fatto veramente importante. Le fideiussioni a scalare sono una cosa incredibile. Se uno faceva un appalto da 10 milioni, rimaneva impegnato, nonostante gli stati di avanzamento, per 10 milioni fino alla fine dell'opera: una follia che significava impedire all'impresa di andare avanti su altri lavori, perché magari il castelletto che aveva l'impresa non era sufficiente per coprire l'impegno fideiussorio. Si tratta quindi di un altro elemento epocale che le imprese aspettavano. I pagamenti e il massimo ribasso: a tale proposito il concetto per me dovrebbe essere totalitario e offerta economicamente più vantaggiosa. Non è possibile che il ribasso fine a se stesso sia la strada maestra per un Paese che punta sulla qualità (Applausi) . È un'assurdità. E la modifica l'abbiamo inserita trovando un compromesso. Una cosa che abbiamo apprezzato fino in fondo è stata quella riguardante il Consiglio di Stato. Siamo tutti d'accordo che non siamo d'accordo (Applausi) . Non siamo proprio d'accordo.