[pronunce]

sentenza sezione prima, 15 marzo 2001, n. 3752 e sentenza 30 marzo 1998, n. 3316, sentenza sezione seconda 7 aprile 1987, n. 3355); che, con atto depositato in data 24 settembre 2012, è intervenuto il Presidente del Consiglio del ministri, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che sia disposta la restituzione degli atti al rimettente per una nuova valutazione della rilevanza della questione, alla luce dello ius superveniens di cui alla legge 29 dicembre 2011, n. 218 (Modifica dell'articolo 645 e interpretazione autentica dell'articolo 165 del codice di procedura civile in materia di opposizione al decreto ingiuntivo), nonché, in subordine, che la questione sia dichiarata inammissibile per difetto di rilevanza, con riferimento ai parametri indicati nell'ordinanza di rimessione. Considerato che il Tribunale ordinario di Napoli, con l'ordinanza indicata in epigrafe, dubita della legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 165, 645, secondo comma, e 647 del codice di procedura civile, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione; che, in epoca successiva all'ordinanza di rimessione, è entrata in vigore la legge n. 218 del 2011; che, in particolare, l'art. 1 della citata legge, intitolato «Modifica all'articolo 645 del codice di procedura civile», ha disposto la soppressione nel secondo comma del citato art. 645 delle parole: «ma i termini di comparizione sono ridotti a metà»; che l'art. 2 della medesima legge, intitolato «Disposizione transitoria», ha previsto che «Nei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, l'articolo 165, primo comma, del codice di procedura civile si interpreta nel senso che la riduzione del termine di costituzione dell'attore ivi prevista si applica, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, solo se l'opponente abbia assegnato all'opposto un termine di comparizione inferiore a quello di cui all'articolo 163-bis, primo comma, del medesimo codice»; che, stante l'intervenuta modifica del quadro normativo dal quale l'ordinanza di rimessione aveva preso le mosse, deve essere ordinata la restituzione degli atti al giudice rimettente affinché rivaluti, alla luce del descritto ius superveniens (certamente applicabile al giudizio a quo, sia per il tenore del menzionato art. 2, che fa espresso riferimento ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della legge che lo introduce, sia per la natura interpretativa di esso), la persistente rilevanza delle questioni promosse. Visto l'art. 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale ordinario di Napoli. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 febbraio 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 marzo 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI