[pronunce]

6, cost.) perché non permette di devolvere al corpo elettorale la candidatura di una parte degli aventi diritto che sono in grado di assolvere ai compiti connessi alla carica di Rettore, ad onta del principio di buon andamento dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.)»; che, con atto del 9 dicembre 2013, depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale il 10 dicembre 2013 è intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che «la questione di costituzionalità proposta sia dichiarata inammissibile e comunque infondata»; che, con comparsa del 9 dicembre 2013, depositata presso la cancelleria della Corte costituzionale il 10 dicembre 2013, si è costituito il prof. V.M., riferendo di essere stato riammesso con riserva alla competizione elettorale in forza dell'ordinanza cautelare del 6 agosto 2013, n. 111, con cui il TAR aveva sospeso l'atto di esclusione, senza tuttavia risultare eletto, e chiedendo, pertanto, alla Corte di «pronunciare in conseguenza della sopravvenuta carenza di interesse [...] alla definizione del giudizio a quo»; che, con nota del 10 dicembre 2013, pervenuta a mezzo posta presso la cancelleria della Corte costituzionale il 19 dicembre 2013, il TAR ha trasmesso copia della lettera del 15 ottobre 2013 con cui il prof. V. ha comunicato al Decano dell'Università degli Studi di Perugia il ritiro ufficiale della propria candidatura alla carica di Rettore, nonché copia della missiva del 18 novembre 2013 con cui la stessa Università ha informato l'Avvocatura distrettuale dello Stato del ritiro della candidatura da parte del docente esprimendo, altresì, l'opinione secondo cui il ricorso dovrebbe «essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con tutte le conseguenze del caso anche in ordine alla disposta sospensione del giudizio di merito in attesa della decisione della questione di legittimità costituzionale». Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per l'Umbria, con ordinanza del 6 agosto 2013, (r.o. n. 246 del 2013), ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 33, sesto comma, e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 11, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario), «nella parte in cui riserva l'elettorato passivo alle cariche accademiche ai docenti in grado di assicurare un periodo di servizio almeno pari alla durata del mandato prima della data di collocamento a riposo, senza comprendere il biennio di permanenza in servizio successivo al raggiungimento dell'età pensionabile»; che il giudizio di legittimità costituzionale, una volta iniziato in seguito ad ordinanza di rinvio del giudice rimettente, non è suscettibile di essere influenzato da successive vicende di fatto concernenti il rapporto dedotto nel processo che lo ha occasionato, come previsto dall'art. 18 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, nel testo approvato il 7 ottobre 2008 (sentenze n. 162 del 2014, n. 120 del 2013, n. 274 del 2011 e n. 227 del 2010); che, successivamente all'ordinanza di rimessione, è intervenuto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114; che l'art. 1, comma 1, del d.l. n. 90 del 2014, ha abrogato l'art. 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (Norme per il riordinamento del sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici, a norma dell'articolo 3 della legge 23 ottobre 1992 n. 421); che, a fronte di questo ius superveniens, spetta al giudice rimettente la valutazione circa la perdurante rilevanza della questione sollevata; che va disposta, pertanto, la restituzione degli atti al giudice a quo, per una nuova valutazione della rilevanza della questione, alla luce del mutato quadro normativo (ex multis ordinanze n. 152 e n. 75 del 2014, n. 35 del 2013, n. 316 del 2012 e n. 296 del 2011). Visto l'art. 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per l'Umbria. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 novembre 2014. F.to: Paolo Maria NAPOLITANO, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 novembre 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI