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In pratica, su impulso dell'imprenditore - è l'imprenditore in primo luogo che si muove - si cerca un risanamento e naturalmente si dà la possibilità di avere un supporto attraverso degli esperti, che lo affiancano ma non lo sostituiscono, attraverso la piattaforma che è già in opera fatta con le camere di commercio, attraverso misure protettive che riguardano tutti i crediti che coinvolgono i diritti del lavoratore e una serie di possibilità di rinegoziare i contratti. Penso, per esempio, a quelli di durata come la somministrazione. Penso anche alla possibilità di trasferire l'azienda o i rami della stessa senza gli effetti dell'articolo 2560 del codice civile e mantenendo solo quelli dell'articolo 2112 del codice civile, cioè sempre quelli che riguardano i lavoratori. Questo impianto consente all'imprenditore con una procedura negoziale volontaria di chiudere un contratto con uno o più creditori, di fare una convenzione di moratoria, di chiudere un accordo con tutti, di ristrutturare il debito oppure di fare un piano di risanamento, un concordato semplificato o, per esempio, l'amministrazione straordinaria, se parliamo di grandi imprese, con dei benefici da una parte di carattere fiscale e, dall'altra, delle misure di protezione. Per esempio, penso alla bancarotta fraudolenta e semplice. Vengo alla traduzione operativa. È una materia che può sembrare molto tecnica e complessa, ma in realtà è una chiave di volta a fronte di una situazione come quella che viviamo, che già ci portavamo dietro prima che scoppiasse il Covid e che oggi si è aggravata perché veniamo da un periodo post pandemico. Con riferimento ai contenuti del provvedimento, vorrei fare un accenno a quella che è forse la parte più importante per il settore della giustizia. Il collega parlerà poi delle modifiche in Commissione. Mi riferisco al fatto che è previsto l'aumento dell'organico di 20 magistrati per coprire il buco che si è creato con la procura europea e soprattutto un concorso per coprire i posti vacanti per 500 magistrati, una misura che si collega evidentemente a tutti i ragionamenti che ci sono stati soprattutto in sede di approvazione della delega civile, ma anche penale, nell'ambito della quale ci siamo sentiti dire che, senza l'implementazione e soprattutto la copertura dei posti vacanti, sarebbe stato difficile riuscire a risolvere i problemi dei tempi della giustizia. Vorrei sottolineare questo aspetto a completamento del lavoro svolto. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Collina. COLLINA, relatore . Signor Presidente, colleghi, le Commissioni riunite 2 a e 10 a hanno svolto un proficuo lavoro di rafforzamento del provvedimento in esame attraverso l'approvazione di emendamenti migliorativi, frutto di una fattiva collaborazione tra Governo e forze di maggioranza. Un pacchetto consistente di modifiche ha riguardato proprio la composizione negoziata per la soluzione delle crisi di impresa. Le Commissioni hanno provveduto a un'integrale sostituzione dell'articolo 3. Rispetto al testo originale il nuovo articolo prevede numerose innovazioni a cominciare dal potenziamento della piattaforma telematica. Nella nuova formulazione essa è gestita dal sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per il tramite di Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico. Essa inoltre rende disponibile anche un protocollo di conduzione della composizione negoziata. Si prevede inoltre esplicitamente di adeguare la lista di controllo anche alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese. Anche le procedure vengono migliorate - ad esempio - rendendo più flessibile il ricorso a commercialisti ed esperti contabili; prevedendo un coinvolgimento maggiore degli ordini professionali di appartenenza dei professionisti e dando maggiore flessibilità temporale al segretario generale della camera di commercio nella comunicazione alla Commissione. Viene infine data maggiore importanza all'esperienza formativa dei professionisti nelle materie rilevanti, come risulta dal curriculum . Con le modifiche all'articolo 4 vengono rafforzati i requisiti di indipendenza delle persone che svolgono incarichi nelle procedure previste dal decreto-legge in esame; gli esperti non possono intrattenere rapporti professionali con l'imprenditore se non sono decorsi almeno due anni dall'archiviazione della composizione negoziata e devono risultare terzi rispetto a tutte le parti. All'articolo 5 sono portati miglioramenti all'accesso alla composizione negoziata; innanzitutto all'imprenditore viene richiesto di inserire nella banca dati telematica anche una dichiarazione con la quale attesta di non aver depositato determinati ricorsi. Inoltre, il certificato dei debiti contributivi e dei premi assicurativi non può essere sostituito, se non disponibile, dal documento unico di regolarità contributiva. Anche all'articolo 5 si rafforzano i requisiti dell'incarico dell'esperto; gli incarichi non possono superare i centottanta giorni, ma con una formulazione più forte del testo originale si può proseguire per altri centottanta giorni con il consenso di tutte le parti. All'articolo 6 vi sono le modifiche specifiche ai crediti anteriori, il cui mancato pagamento impedisce il rifiuto dell'adempimento della risoluzione dei contratti pendenti da parte dei creditori interessati dalle misure protettive che sono anteriori alla pubblicazione dell'istanza. All'articolo 7 si specifica che il giorno della presentazione del ricorso è lo stesso della pubblicazione della richiesta dell'accettazione dell'esperto. All'articolo 8 è prevista una nuova possibilità per l'imprenditore, il quale può dichiarare che non si applicano su di lui gli obblighi di riduzione del capitale per perdite di riduzione dei capitali sociali, di cui agli articoli 2446 e 2447 del codice civile, anche con dichiarazione effettuata tramite la piattaforma telematica e pubblicata nel registro delle imprese, momento in cui gli effetti della dichiarazione o dell'istanza entrano in vigore. All'articolo 9 si specifica la condotta dell'imprenditore. A lui è chiesto di gestire l'impresa in modo da evitare pregiudizio alla sostenibilità economico-finanziaria dell'attività, non solo quando sussiste probabilità di insolvenza. Quando sussiste tale probabilità, ma con concrete prospettive di risanamento, l'imprenditore gestisce l'attività nel prevalente interesse dei creditori, restando ferme le sue responsabilità. Si stabilisce, all'articolo 10, che l'autorizzazione all'imprenditore per la cessione dell'azienda da parte del tribunale avviene dettando le misure ritenute opportune, tenuto conto delle istanze delle parti interessate al fine di tutelare gli interessi coinvolti. All'articolo 11 vengono apportati tre miglioramenti. Innanzitutto, viene riformulata la norma sulla non necessarietà dell'attestazione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano di risanamento. L'imprenditore, inoltre, può proporre la domanda di concordato semplificato solo all'esito delle trattative e, infine, si introduce una norma specifica per le imprese agricole, le quali possono, in alternativa alle soluzioni proposte, accedere alle procedure di accordo di ristrutturazione dei debiti o di liquidazione dei beni disciplinati dagli articoli 7 e 14- ter della legge 27 gennaio 2012, n. 3.