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È stato un parto veramente lungo e difficile e direi che adesso vorremmo anche vedere il prodotto, il neonato. Siamo consapevoli, ad esempio, che ci possono essere dei problemi per l'utilizzo della mascherina tutto il giorno e anche all'aperto? Inoltre, chi pagherà una mascherina ogni quattro ore a 60 milioni di cittadini? Faremo nel prossimo decreto una norma che renda detraibile l'acquisto dei dispositivi di protezione? In queste settimane lei, signor Ministro, ha più volte detto che la drammatica situazione dei tagli alla sanità è finita e il sacrificio del Paese non andrà sprecato, proprio in ragione di una nuova programmazione che ci ha esposto con molta precisione in Commissione. Credo, però, che questa nuova stagione arriverà molto tardi, perché sul recovery fund si continua a litigare: le risorse pronte ci sarebbero e fanno sì che forse ha ragione Sabino Cassese quando afferma che, più che davanti a una proroga dell'emergenza, siamo di fronte alla proroga dell'impotenza o alla proroga dell'incapacità. Mi chiedo come mai sul MES nessuno decida. «Perché faremo brutta figura», si dice: ma non è che in Europa ci considerino veramente con grande rispetto. «Perché ci indebitiamo di più», si aggiunge: ma non è che il recovery fund sono soldi che ci regalano, perché l'interesse da pagare è superiore a quello quasi nullo del MES. Non abbiamo più bisogno di assistenzialismo, del "Sussistan". Lei ha appena detto che il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è costruito su tre regole: mascherine, distanziamento, lavaggio delle mani. Ebbene, sono esterrefatta; è vero: il presidente Conte è il primo a usare il sapone, perché se ne lava veramente le mani e manda sempre lei in Aula. (Applausi) . Ci vuole un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (il diciassettesimo) per dire che c'è bisogno di mascherine, di distanziamento e di lavaggio delle mani? Ma per favore! Ci saremmo aspettati che su un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ci venisse detto qual è il percorso dalla positività, qual è il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale di chi risulta positivo o ha i sintomi e che nella maggior parte dei casi può essere curato a casa propria. Che cosa avete fatto? Ci sono linee guida per i medici di base che rispondano al telefono e non facciano come nei mesi scorsi? Ci sono linee guida per l'assistenza territoriale? Come sono organizzate le ASL per avere i tamponi e l'esito del tampone in ventiquattr'ore, magari dopo aver fatto un test sierologico con esito positivo? Si sceglie se fare un sierologico positivo per gli IgM, che sappiamo sono i primi anticorpi, o per gli IgG, che dimostrano che magari è stato superato il virus e sono passati mesi (e però le persone sono chiuse in casa perché non arrivano i tamponi)? Cosa può dirci, signor Ministro, sull'approvvigionamento dei farmaci antivirali utilizzati nei reparti Covid per curare i pazienti? Cosa può dirci sui pazienti cardiopatici, oncologici e sugli interventi chirurgici? PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Questi sono i contenuti del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che speravamo di sentire e non tamponi, mascherine, distanziamento e sapone. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. *CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo ascoltato delle gran belle parole, dette anche molto bene, ma assolutamente lontane dalla realtà. Non ci pare neppure che stiate facendo tesoro di quanto vi abbiamo ripetutamente sottoposto in tutte le circostanze in cui ne abbiamo avuto occasione in materia di proroga dello stato di emergenza. Sono ormai nove mesi e anche un "parto difficile" dovrebbe giungere a conclusione, invece con la richiesta di proroga a tutto il mese di gennaio 2021 palesate che questi nove mesi sono trascorsi inutilmente, posto che non c'è alcuna evidenza di avere trasformato in procedure concrete e ordinarie quanto inizialmente avrebbe potuto essere giustificabile che venisse affrontato in regime di procedure straordinarie ed emergenziali. A luglio, quando avete proposto di prorogare a tutto il 15 di ottobre lo stato di emergenza, vi avevamo rinnovato, in chiave di cooperazione e non di competizione, l'indicazione del percorso da intraprendere: il piano di prevenzione, preparazione e contrasto dell'eventuale recrudescenza epidemica, nel quale avrebbero dovuto essere esplicitate e disciplinate le procedure per affrontare in modo tempestivo e appropriato tutte le azioni e gli interventi che sembrano essere indicati dal comitato tecnico-scientifico in quello che ha previsto come il peggior scenario da affrontare in caso di recrudescenza incontrollata. Scenario che avrebbe dovuto essere contemplato a luglio per essere evitato: sia per quanto riguarda i regolari approvvigionamenti di dispositivi di protezione individuale (DPI), non solo le mascherine, sia sul versante dell'ottimale dotazione dei posti di terapia intensiva e semintensiva, sia per quanto riguarda farmaci e vaccini antinfluenzali, posto che continuate a prorogare lo stato di emergenza, delegando ad altri l'adempimento dei vostri compiti. Infatti, ad oggi, un italiano su tre non potrà essere vaccinato, con le dosi pianificate. Logica vorrebbe che, per recuperare in credibilità, trattandosi di un intervento emergenziale, lo smentiste in questa sede, con dati inoppugnabili, dando certezza del fatto che tutti gli italiani, in adesione consapevole, possano eccezionalmente fruire della vaccinazione antinfluenzale, quale livello essenziale di assistenza in emergenza, e non solo quindi per la profilassi della solita influenza stagionale, ma in quanto - come pare - blando antidoto anti-Covid. Anche di questo, volutamente e colpevolmente, vi siete dimenticati. Non c'è prevenzione senza controllo. Ecco perché abbiamo continuato a insistere e insistiamo sulla necessità di potenziare i controlli, sia nel pubblico che nel privato, e sulla necessità di ricondurre alla normalità la regolazione degli atti di gestione dei fabbisogni di risorse umane e strumentali nella sanità post-prima emergenza, vale a dire superando la logica della gestione commissariale e della remissione al Comitato di decisioni che dovrebbero essere in capo al Ministro. Mi pare che ce ne sia abbastanza, ma vi aggiungo un'altra suggestione. La sinistra, che ha fatto della "demeritocrazia" un suo mantra dagli anni Settanta in poi, avendo inventato il 18 politico e facendo sì che coloro che primeggiavano per profitto dovessero quasi vergognarsene e nascondere il fatto di essere i primi della classe nel segno dell'"uguaglianza al ribasso" anche remunerativa, ha prodotto tali e tanti di quei disastri, di cui oggi questo Governo è la prova provata della punta dell' iceberg . (Applausi) . Anche quanto stiamo discutendo dimostra che non avete saputo o voluto trarre insegnamento dal periodo già vissuto obiettivamente a febbraio, marzo, aprile - un unicum - per mettere in campo quegli strumenti atti a fronteggiare con ordinarietà pericoli meno gravi.