[pronunce]

Del resto, trascurando la complessità delle riforme introdotte dalla legge n. 251 del 2005 e i suoi articolati effetti nei singoli casi, evidenziati nei paragrafi precedenti, anche la formulazione del petitum risente di una incertezza, rinvenibile nella stessa impostazione della questione di legittimità costituzionale e presenta risvolti di contraddittorietà. Da un lato, infatti, con la questione sollevata si lamenta un vizio di carattere omissivo: la disciplina censurata sarebbe incostituzionale, in quanto avrebbe illegittimamente mancato di assicurare un adeguato risalto ai reati a sfondo sessuale commessi in danno di minori, mentre ad avviso del giudice rimettente il legislatore avrebbe dovuto escludere tali reati dal campo di applicazione della nuova normativa generale, per riservare ad essi un più severo regime, distinto e specifico, capace di assicurare il conseguimento degli obiettivi richiesti dalla decisione quadro più volte citata. A tale omissione, osserva il citato rimettente, il legislatore avrebbe posto rimedio solo tardivamente con la legge n. 172 del 2012 di ratifica ed esecuzione del Trattato di Lanzarote. D'altro lato, però, il petitum rivolto a questa Corte - la quale in nessun caso sarebbe dotata del potere di disegnare ex novo un apposito regime ad hoc per la prescrizione dei reati sessuali nei confronti dei minori che non sia già presente nell'ordinamento (sentenze n. 179 del 2017 e n. 236 del 2016), a ciò ostando il principio di legalità di cui all'art. 25 Cost. - sembra implicitamente chiedere la reviviscenza della previgente e asseritamente più severa legislazione, da applicarsi limitatamente ai suddetti reati di abuso sessuale sui minori. D'altra parte l'ottemperanza ai principi della decisione quadro assunta a parametro interposto avrebbe potuto realizzarsi in modi diversi e alternativi alla dilatazione della prescrizione richiesta dal rimettente. 6.- Per le carenze della prospettazione sopra esposte deve essere dichiarata l'inammissibilità della questione sollevata. Resta impregiudicata ogni ulteriore considerazione - sollecitata in una eccezione di inammissibilità dell'Avvocatura generale dello Stato - circa l'ampiezza e i limiti degli interventi manipolativi di questa Corte in materia penale in malam partem, che pure sono oggetto di una significativa evoluzione giurisprudenziale (sentenze n. 5 e n. 32 del 2014, n. 28 del 2010, n. 394 del 2006), anche alla luce del fatto che, nella giurisprudenza costituzionale, al principio della retroattività della lex mitior non è riconosciuto lo stesso statuto costituzionale del principio di irretroattività della norma penale sfavorevole (sentenza n. 236 del 2011) e che il principio di retroattività della legge penale più favorevole, in ogni caso, può trovare applicazione solo se tale legge sia esente da vizi di illegittimità costituzionale (sentenza n. 394 del 2006).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, commi 1, 4 e 5, della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nel testo anteriore alle modifiche apportate dalla legge 1° ottobre 2012, n. 172 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno), sollevata, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all'art. 8, punto 6, della decisione quadro del Consiglio 2004/68/GAI, del 22 dicembre 2003, relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile, dal Tribunale ordinario di Roma, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 aprile 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Marta CARTABIA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 luglio 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA