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Mi riferisco alla cedibilità dei crediti fiscali sui bonus edilizi, che prevedeva un meccanismo certo che ne certificasse l'esistenza senza ombra di dubbio e che quindi ne assicurasse la cedibilità multipla, ancor più ampia di quanto è adesso, soprattutto al fine di non diminuirne il valore commerciale. Infatti, come è facilmente comprensibile, il restringimento del numero delle possibili cessioni dei crediti ne diminuisce il valore andando di conseguenza a configurare un vantaggio per gli intermediari finanziari e un grosso danno per cittadini e imprese. Mi riferisco ancora ai temi della qualificazione delle imprese, delle polizze dei professionisti, delle compensazioni DURC-DURF o - cambio argomento - al tema del non profit e alla sensibilità verso il mondo del sociale, che non deve essere condizionato da modelli neoliberisti. Sono tutti aspetti su cui non è stato possibile intervenire per i motivi anzidetti, ma allo stesso tempo sono tutti temi - voglio dirlo chiaramente - che riproporremo a brevissimo, nei prossimi decreti che l'attuale emergenza rende necessari. (Applausi) . Concludo, Presidente, riaffermando che su questo iter di conversione si è arrivati a un punto di non ritorno. Siamo, sì, consapevoli che il momento è difficilissimo per l'Italia e per il mondo intero, sentiamo sulle nostre spalle la responsabilità e ci comportiamo di conseguenza, quindi annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. Dico però al Governo che continuare a tirare la corda non serve a nessuno: non serve al Paese, non serve a chi è in difficoltà e non serve a chi fa impresa. (Applausi) . Servono invece coraggio, idee, voglia di cambiare le cose nel Paese e in Europa e, urgentemente, un recovery fund energetico, di cui l'Italia dev'essere la Nazione trainante. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. VITALI (FIBP-UDC) . Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, oggi per la prima volta non voterò la fiducia su questo provvedimento e il motivo è di metodo e non di merito. Comprendo perfettamente gli sforzi che sono stati fatti per attenuare le conseguenze ancora attuali della pandemia ed il grande lavoro svolto dalla Commissione bilancio, con in testa il suo Presidente, ma non posso accettare che burocrati senza essere depositari della rappresentanza popolare si sostituiscano ad essa e mortifichino il Parlamento. Sono stato fautore, per quanto nelle mie modeste possibilità, di questo Governo eterogeneo, perché il grave momento che affrontava il nostro Paese lo richiedeva, ma se, oltre a votare la fiducia sui provvedimenti presentati dall'Esecutivo perché urgenti e necessari, la nostra funzione dev'essere svilita da prese di posizione capotiche di persone che dovrebbero essere al servizio della politica per aiutarla a meglio rappresentare gli interessi generali, mentre giocano una partita a sé stante, allora la situazione comincia a non starmi più bene. Per evitare zone d'ombra o equivoci, dico espressamente che mi riferisco all'ufficio legislativo del Ministero dei trasporti, che da un anno continua a dare a suo dire un insuperabile parere contrario a un emendamento senza oneri di spesa, coerente con i precedenti provvedimenti, assentito dagli altri Ministeri e passato al vaglio della Commissione bilancio, in ciò violando il principio di leale collaborazione con il Parlamento. Il sottoscritto infatti aveva interloquito prima col capo dell'ufficio in questione e, successivamente, con una sua collaboratrice, chiedendo di essere contattato, ove la relazione tecnica fornita non avesse superato i problemi che avevano sollevato, il tutto senza esito alcuno e in violazione anche del Governo stesso, che l'avrebbe dovuto servire, visto che questo emendamento ripresentava esattamente un ordine del giorno approvato senza condizioni dal Governo in un precedente provvedimento. Mi rendo conto che la mia non partecipazione al voto di questo provvedimento è cosa di poco conto, ma mi auguro che il Ministro per i rapporti con il Parlamento si faccia carico di questa situazione ormai diventata insopportabile e insostenibile e che i parlamentari con uno scatto di orgoglio si riapproprino della loro funzione. (Applausi) . Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo e in prossimità dell'accesso al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì, i senatori contrari risponderanno no. I senatori che intendono attenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Nencini). Colleghi, poiché è stata convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, la Presidenza anticiperà il voto dei componenti della Conferenza stessa. Altre richieste sono state avanzate dai Gruppi. Quindi, inizieremo con coloro che saranno interessati dalla Conferenza dei Capigruppo e successivamente con il nominativo del senatore Nencini appena estratto. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello. DURNWALDER, segretario, fa l'appello. PRESIDENTE. Colleghi, una gentilezza: se cortesemente si controlla il pannello dove compaiono i nominativi di chi deve andare a votare, si evita che ci sia assembramento all'interno dell'emiciclo e si aspetta il proprio turno. Avviso anche che i senatori che hanno avanzato la richiesta di votare per primi sono stati nell'ordine dei quaranta. Quindi, anche per rispetto dei colleghi che stanno aspettando il proprio turno, si cercherà di inserirli, compatibilmente con le possibilità. Per cui, lo ripeto, se gentilmente chi non è chiamato si toglie dall'emiciclo e si rispettano le indicazioni che sono state date, possiamo andare avanti con la chiama. (Applausi) . Ricordo all'Assemblea che è stata ripristinata la normale procedura per la votazione sulla questione di fiducia, quindi si passerà sotto il banco della Presidenza. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente ROSSOMANDO - ore 14,50 -) Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: