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L'Europa di domani deve recuperare un rinnovato protagonismo nello scacchiere internazionale e ciò deve andare di pari passo con il recupero dell'identità europea, quell'identità fatta di radici greche, romane, giudaico-cristiane e dei valori illuministi che stanno alla base delle nostre Costituzioni. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la parola «identità», tanto spesso disprezzata dal mondo ultra-progressista, in realtà sia una parola importante, potente. Identità non significa nazionalismo, non significa schiacciare il prossimo in nome di una presunta superiorità; l'identità delle democrazie liberali è fatta di inclusione, di dialogo, di attenzione ai diritti e di tutela delle libertà. (Applausi) . Dobbiamo rivendicare con orgoglio le nostre radici, la cultura europea e occidentale, contro la cancel culture di chi vorrebbe instaurare una dittatura e non una sana tutela delle minoranze. Questo è un passaggio essenziale: non sono infatti solo le dittature o l'estremismo islamico a minacciare il nostro modello democratico, ma anche le spinte oscurantiste di chi abbatte le statue o vorrebbe censurare Dostoevskij. Cultura e identità quindi, da un lato, politica e difesa estera comune dall'altro: è essenziale - lo ripetiamo da anni - la creazione di un esercito europeo. Senza esercito non esiste potere deterrente, né contrattuale. (Applausi) . Senza esercito non esisteranno gli Stati Uniti d'Europa. Per fare ciò è fondamentale superare il voto all'unanimità del Consiglio europeo, che blocca troppe decisioni importanti. L'Europa del futuro, inoltre, dovrà superare la diffidenza dei cittadini nei confronti delle sue istituzioni, cittadini che dovranno essere maggiormente coinvolti nei suoi processi decisionali. In tal senso, Forza Italia propone da tempo di attribuire l'iniziativa legislativa al Parlamento europeo, unico al mondo a non poter fare proposte di legge. Sarebbe anche necessaria l'elezione diretta del Presidente della Commissione europea, in modo che possa essere espressione della volontà popolare. Per quanto riguarda poi le sfide economiche che dovremo affrontare, servirà mettere definitivamente in soffitta le politiche di austerity , che hanno caratterizzato il recente passato e imposto misure "lacrime e sangue", che hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza e si sono abbattute come clave su famiglie e imprese. Le regole del Patto di stabilità e crescita andranno aggiornate in quest'ottica. La Conferenza dovrebbe valutare due modifiche sostanziali: da un lato, rendere chiaro che alcuni investimenti pubblici vanno scomputati dal vincolo sulla spesa degli Stati; dall'altro, si dovrebbe mettere a regime la capacità di indebitamento del bilancio europeo per finanziare le spese pubbliche decise a livello comunitario. Servirà sicuramente proseguire con l'emissione di titoli europei per dare risposte alla crisi. Da tempo Forza Italia sostiene la necessità di bond europei e la storia ci ha dato ragione. (Applausi) . Adesso chiediamo un nuovo recovery per intervenire sull'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime. Una politica comune dell'energia a questo punto non è più rinviabile, per non costringere le aziende a trasferire sui consumatori l'aumento dei costi e per evitare che le famiglie - come ha già denunciato la Banca centrale europea nelle scorse ore - siano costrette addirittura ad attingere ai loro risparmi per pagare le bollette e per far fronte alle spese quotidiane. (Applausi) . L'indipendenza energetica e agroalimentare dovranno diventare obiettivi primari dell'Unione del futuro. A tal proposito, solo un inciso, colleghi: apprezziamo che il MoVimento 5 Stelle si sia ravveduto e che adesso i suoi esponenti di Governo vadano in Azerbaijan per chiedere di aumentare la portata del TAP, quello stesso TAP che osteggiavano con forza. (Applausi) . È necessario inoltre lavorare per l'armonizzazione fiscale tra i Paesi europei. La frammentazione tra gli Stati membri sul piano fiscale è un elemento da correggere perché crea distorsioni (Applausi) e avvantaggia alcuni Stati a discapito di altri, e questo non possiamo più consentirlo. Presidente, concludo sottolineando che questa è l'Europa che vorremmo. La tradizione europeista di Forza Italia non può che incentivare l'Unione a fare meglio e a fare presto; vogliamo, quindi, convintamente votare questo ordine del giorno perché non solo in questo Parlamento, ma anche in quello europeo, e con la grande famiglia del Partito Popolare Europeo a cui apparteniamo, lavoriamo da sempre affinché gli Stati Uniti d'Europa non siano più solamente un progetto, ma diventino finalmente una realtà. (Applausi) . BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, da tempo seguiamo con attenzione i lavori della COFE sia come partito che come Commissione politiche dell'Unione europea. Credo quindi sia utile ricordare a quest'Assemblea che tutta questa serie di dibattiti e discussioni è stata avviata su iniziativa dei cittadini dell'Unione per consentire a chiunque in Europa di condividere le proprie idee e di contribuire a plasmare il nostro futuro attraverso l'Europa. Il risultato finale di questo grande lavoro, che ha coinvolto ben 52.433 partecipanti sulla piattaforma e ha dato sviluppo a 6.481 eventi online , organizzati producendo ben 17.770 idee di proposta raccolte, sarà presentato i prossimi 29 e 30 aprile proprio a Strasburgo. Tra pochi giorni quindi avremo a disposizione molto materiale sul quale dibattere, confrontarci e lavorare per un eventuale futuro dell'Europa migliore. Per questo mi viene spontaneo chiedere prima all'Assemblea e poi a me stesso se sia utile parlarne oggi. Colleghi, sono sempre molto rispettoso del lavoro di Commissione e vedo in questo passaggio un'inutile forzatura: stiamo bypassando, a mio giudizio un po' in modo irrispettoso, il lavoro iniziato da tempo attraverso un affare assegnato alla mia Commissione, quella delle politiche dell'Unione europea, portando in Aula oggi un ordine del giorno senza tenere conto di ciò che è stato fatto dalla nostra Commissione. Su questa voglia di metterci la bandierina, di fronte a tutta questa ansia da prestazione non posso che fare delle riflessioni, e mi perdoneranno le nostre figure indicate dal Senato, però personalmente credo che questo strano, se non bizzarro, modo di lavorare serva più ad alcuni partiti di Governo per valorizzare e dare visibilità ad alcuni senatori più che da una reale necessità per affrontare nel merito il futuro europeo. Permessa - questa - che ci tenevo a fare per correttezza proprio verso la Commissione e verso il lavoro che stiamo facendo come Commissione. Ma torniamo alla Conferenza sul futuro dell'Europa. Non sono mancate critiche - sul metodo più che nel merito - a questa mole di lavoro; critiche che sono passate dalle modalità di consultazione di lavoro dei cittadini europei, che hanno lamentato in più occasioni la poca trasparenza sulla promulgazione delle idee e la poca affidabilità dell'effettiva partecipazione degli eventi online . (Applausi) .