[resaula]

in ogni caso, tali proroghe non appaiono a giudizio degli interroganti adeguate, alla luce delle numerose scadenze di mandato di presidenti di Provincia e Consigli provinciali previste tra il settembre 2018 e il gennaio 2019, in ragione delle quali sarebbe opportuno prevedere un intervento tale da consentire, quanto meno, rinnovi che rispecchino in maniera corretta la composizione dell'elettorato attivo e della rappresentanza democratica sul medio periodo, si chiede di sapere: quale sia la ratio della previsione normativa attualmente all'attenzione del Governo in merito alla proroga di termini relativi al mandato dei presidenti di Provincia e dei consiglieri provinciali; se sia intenzione del Ministro in indirizzo intervenire, ed eventualmente in che modo, sulla grave carenza di risorse che attualmente impedisce a molte delle Province italiane di assicurare i servizi ai cittadini; se sia all'attenzione del Governo un intervento organico concernente le Province, avente l'obiettivo di far fronte alle gravi carenze provocate dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, relativamente a modalità di elezione degli organi politici, risorse, funzioni e personale. Atto n. 4-00409 DE POLI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'accordo sottoscritto il 21 dicembre 2017 dal presidente della Regione Veneto e dal sindaco di Padova ha impegnato lo stesso Comune a cedere gratuitamente le aree di Padova est alla Regione e, allo stesso tempo, la Regione a riqualificare l'attuale ospedale di via Giustiniani; l'accordo ha previsto anche il mantenimento della qualificazione di struttura pubblica dell'attuale sede dell'Istituto oncologico veneto e, al fine di evitare eventuali manovre speculative, l'impegno a non realizzare strutture con funzioni sanitarie sovrapposte; il costo complessivo di questo progetto è stato stimato in 400 milioni di euro; il Ministero della salute, nell'ambito del programma straordinario di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, ha impegnato 76 milioni di euro, ex art. 20 della legge n. 67 del 1988; la legge regionale n. 32 del 2016 ha previsto, per il triennio 2017-2019, uno stanziamento annuo di 50 milioni di euro; il 23 luglio 2018 è stata approvata dal Consiglio comunale di Padova la delibera che dispone la cessione gratuita di una superficie complessiva di 52 ettari alla Regione Veneto; dalla valutazione effettuata nel 2017 dall'Agenzia sanitaria nazionale (Agenas), per conto del Ministero della salute, è emerso che il Veneto ha uno dei migliori sistemi sanitari d'Italia e si confronta certamente alla pari con i risultati di salute rilevabili nei Paesi del nord Europa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa attivarsi per promuovere la concessione di un ulteriore finanziamento di circa 100 milioni di euro, ex art. 20 della legge n. 67 del 1988, a sostegno delle necessità economiche evidenziate per la realizzazione del progetto, finanziamento che premierebbe la Regione Veneto, estremamente virtuosa nella gestione delle proprie risorse e in grado di garantire ottimi servizi sanitari. Atto n. 4-00410 MAFFONI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'articolo 12 della Costituzione dispone che "La bandiera della Repubblica e? il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni"; la legge n. 22 del 1998, recante "Disposizioni generali sull'uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea", e il decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 2000, recante "Regolamento recante disciplina dell'uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell'Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici", disciplinano puntualmente e tassativamente l'impiego e le modalità di esposizione della bandiera della Repubblica italiana e dell'Unione europea presso gli uffici pubblici, ivi incluse le rappresentanze diplomatico-consolari; l'art. 20 della Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche recita che "La missione e il suo Capo hanno il diritto di porre la bandiera e l'emblema dello Stato accreditante sulle stanze della missione, compresa la residenza e sui mezzi di trasporto del Capo Missione"; sulla base del citato art. 20 l'esposizione della bandiera nazionale presso la residenza del capo missione e? in tutto e per tutto assimilata a quella posta in essere presso la cancelleria, rappresentando egli lo Stato accreditato; considerato che, secondo quanto risulta all'interrogante: secondo testimonianze oculari documentate da fotografie, in data giovedì 5 luglio 2018, presso la residenza dell'ambasciatore d'Italia a Madrid, Stefano Sannino, garriva accanto al tricolore e alla bandiera dell'Unione europea la bandiera "arcobaleno", simbolo delle manifestazioni dell'orgoglio omosessuale, in corso in quei giorni nella capitale iberica (28 giugno-2 luglio 2018); in merito alla possibilità da parte di Comuni di esibire le bandiere arcobaleno, l'Ufficio del cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha statuito, in forma puntuale, sul suo sito internet che "non si può? esporre il vessillo rappresentativo del movimento omosessuale al fianco della bandiera nazionale o europea perché? i vessilli e le bandiere dei movimenti non hanno il rango istituzionale che compete alle bandiere ufficiali e quindi non si possono mescolare senza ledere la dignità? della bandiera nazionale tutelata dalle norme" (articolo 12 della Costituzione, legge n. 22 del 1998, decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 2000, art. 292 del codice penale, principi generali del protocollo di Stato); la Presidenza del Consiglio dei ministri ha indicato in una circolare inviata ai prefetti che la normativa in materia di esposizione della bandiera nazionale "non prevede che su edifici pubblici possano essere esposti simboli privati (ad esempio insegne di partito, simboli di associazioni e organismi vari) ed ogni altra possibilità? rappresenta un uso improprio della bandiera dello Stato", dunque sanzionabile penalmente come vilipendio alla bandiera (art. 292 del codice penale); le disposizioni della Presidenza del Consiglio dei ministri si devono a maggior ragione intendere valide anche per le rappresentanze diplomatico-consolari, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che il 5 luglio 2018 il capo missione a Madrid, unanimemente riconosciuto e apprezzato come tra i diplomatici più preparati, abbia esposto la bandiera dell'orgoglio omosessuale presso la residenza, accanto alle bandiere ufficiali durante le giornate dell'orgoglio omosessuale tenutesi nella capitale iberica; in caso affermativo e stante i divieti menzionati, se tale esibizione sia stata formalmente autorizzata e per quali motivi da parte dell'amministrazione degli esteri e, del caso, da quale organo; nel palesato caso di violazione delle disposizioni di legge, quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per sanzionare la condotta dell'ambasciatore a Madrid, fortemente lesivo dell'immagine e della dignità? della bandiera italiana, tanto più?