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è discutibile che questo corso sia pubblicizzato sul sito del Comune di Roma, dove ne viene evidenziata la gratuità, ponendo in tal modo a carico indiscriminatamente di tutti i cittadini romani i costi di questo genere di eventi che non sono certo condivisi da tutti, che indottrinano i ragazzi su teorie che nel mondo sono già oggetto di revisione, perché contrastano con l'evidenza scientifica che nega l'esistenza di sessi aggiuntivi oltre al maschio e alla femmina; qualche settimana fa, un caso analogo si è registrato anche nel I municipio e si hanno notizie di eventi simili svolti a macchia d'olio in alcune regioni d'Italia; non si comprende come sia possibile che il Comune di Roma abbia inteso pubblicizzare sul sito istituzionale un'iniziativa come questa, che rischia di compromettere pesantemente la libertà educativa dei genitori, nel caso in cui una scuola decida di partecipare al suddetto evento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa; quale sia il suo giudizio in merito e come intenda intervenire al fine di assicurarsi che sia salvaguardato il supremo diritto dei genitori a scegliere l'educazione che preferiscono per i propri figli, sancito dall'articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; se intenda predisporre ispezioni nelle scuole partecipanti all'incontro, al fine di appurare: se sia stato espressamente chiesto il consenso scritto ai genitori, necessario per partecipare a tutte le attività extrascolastiche; se esperienze di questo genere siano riportate nel piano offerta formativa (POF) che ogni scuola deve sottoporre ai genitori al momento dell'iscrizione, proprio per effettuare una scelta educativa consapevole. Atto n. 4-02986 NASTRI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 27 febbraio 2020 dal quotidiano "Il Sole-24 ore", ad un anno dalla data di entrata in vigore delle misure previste dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, in materia di reddito di cittadinanza (le cui procedure per l'erogazione sono attuate integralmente), si evidenziano alcune lacune nell'applicazione della prestazione, attualmente erogata a 1,041 milioni di nuclei familiari, per un totale di 2,5 milioni di beneficiari; al riguardo, il Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito di un'interrogazione a risposta immediata in Senato, lo scorso 6 febbraio 2020, ha replicato che nell'ambito della definizione dell'agenda 2020-2023, il Governo sta mettendo a punto con le prossime linee d'intervento ulteriori misure d'implementazione, finalizzate ad attuare nella massima potenzialità tale strumento di sostegno economico e migliorarne al contempo la capacità di contrasto alla povertà incentivando il reinserimento lavorativo; l'articolo evidenzia, inoltre, che anche il Ministro dell'economia e delle finanze aveva sostenuto che la parte normativa che non funziona in maniera adeguata è quella riguardante le politiche attive del lavoro (secondo "Il Sole-24 ore", nel 2019, solo 28.000 soggetti hanno trovato nuova occupazione), lasciando intendere l'introduzione di misure correttive, al fine di aumentare l'efficacia del contributo previsto, senza peraltro intaccare le risorse impegnate, riutilizzando eventualmente quelle risparmiate (il Documento di economia e finanza e la Nota di aggiornamento al DEF stimano complessivamente 900 milioni di euro nel 2019); "Il Sole-24 ore" prosegue rilevando che anche "l'Alleanza contro la povertà" si è espressa favorevolmente nel prevedere interventi volti ad innalzare i livelli di efficienza delle politiche attive del lavoro, evidenziando al riguardo che allo stato attuale le famiglie numerose con minori a carico risultano essere maggiormente penalizzate; la scala di equivalenza adottata dal reddito di cittadinanza, sostiene l'Acli, è sbilanciata in favore dei single , in quanto assegna un coefficiente pari a 1,00 al primo componente (il single prende il contributo massimo di 500 euro) ed è maggiorata di 0,4 per ogni ulteriore maggiorenne e di 0,2 per ogni minore del nucleo familiare, fino a un massimo di 2,1 (2,2 in presenza di un disabile); nella sostanza, rileva l'articolo di stampa, è previsto solo un 20 per cento del contributo aggiuntivo per ogni figlio minorenne; di riflesso, secondo gli ultimi dati a disposizione (Osservatorio statistico INPS sul reddito di cittadinanza) si conferma che la distribuzione dei beneficiari è sbilanciata in favore delle famiglie senza minori, in particolare quelle con due o un solo componente: queste ultime sono 664.000 rispetto ai 377.000 nuclei con minori; mentre i single sono il 39 per cento dei beneficiari con 391 euro di assegno medio e una famiglia di 4 persone senza minori riceve quanto una famiglia con sei o più componenti, tra i quali bambini (circa 600 euro); a giudizio dell'interrogante (ove confermato quanto riportato dal "Il Sole-24 ore"), gli interventi correttivi volti a potenziare le politiche attive del lavoro, in materia reddito di cittadinanza (introdotto dall'esigenza di contrastare una situazione aggravatasi nel corso degli anni e precipitata durante la crisi economica internazionale), confermano l'inutilità del provvedimento legislativo di tutela del lavoro, che ha determinato un evidente spreco di risorse pubbliche, che non ha ottenuto alcun beneficio in termini di aumento occupazionale; porre in essere ogni chiarimento, finalizzato a rendere noto quali siano i prossimi interventi, anche di tipo fiscale, che il Governo intende prevedere nell'ambito delle politiche attive del lavoro, risulta pertanto, a giudizio dell'interrogante, necessario e condivisibile, al fine di rivedere l'intero impianto del reddito di cittadinanza, la cui inefficacia complessiva è stata confermata a livello nazionale, sia dai principali indicatori economici, che da numerose indagini statistiche ed economiche, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano confermare quanto esposto in premessa e, in caso affermativo, se non ritengano opportuno rendere note le prossime linee d'intervento, al fine di riconsiderare lo strumento del reddito di cittadinanza, che non ha dato alcun beneficio in termini di ripresa occupazionale. Atto n. 4-02987 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: nel febbraio 2010, Leonardo, il figlio minorenne di Maurizio Rigamonti, è stato sottratto dalla madre e portato negli USA, senza il consenso del padre, il quale poco dopo ha sporto denuncia per sottrazione internazionale di minori; per più di due anni nessuno si è attivato per dare seguito alla denuncia del signor Rigamonti; il 2 giugno 2012 la Corte superiore di Los Angeles, con ordinanza emessa dalla Corte d'appello della California, ha ordinato il rientro di Leonardo in Italia, con o senza la madre; Leonardo è stato quindi collocato presso il padre nella cui abitazione viveva prima della sua sottrazione e il presidente del Tribunale stesso ha disposto che il bambino vedesse la madre tre ore al giorno durante visite monitorate, pur non attribuendo al caso l'assistenza dei servizi sociali, ripetutamente richiesta dal padre;