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A riprova di questo deve evidenziarsi che, dal 2007, non si hanno collaboratori di giustizia interni ai circuiti associativi». La risoluzione, inoltre, evidenzia la «capillare presenza sul territorio dei gruppi organizzati e il ricorso alla estrema violenza come abituale metodo dell'operatività delittuosa, il che ha determinato nella società civile una forte assoggettamento al crimine, che, sul versante giudiziario, si traduce in comportamenti omertosi delle vittime con conseguenti difficoltà investigative e di accertamento giudiziale. (...) Le denunce sono pressoché inesistenti e i pochi cittadini che le presentano quasi sempre in sede processuale ritrattano (...). Gli imprenditori, nel corso degli anni, sono passati da un assoggettamento estorsivo di tipo violento, ad un atteggiamento di volontaria sottomissione al sistema mafioso: spesso, infatti, è lo stesso imprenditore che si reca autonomamente dal mafioso per pagare il pizzo, anticipandone in tal modo la richiesta. E all'origine di tali iniziative degli imprenditori non vi è la finalità di lucrare vantaggi, ma la consapevolezza che l'agibilità del percorso esistenziale, economico, sociale e familiare non può affrancarsi dalla protezione mafiosa (...). La mafia garganica si presenta come particolarmente cruenta e non si accontenta di uccidere, usando di norma cancellare anche la memoria della vita soppressa. I cadaveri infatti sono spesso bruciati o buttati nelle grave, veri e propri cimiteri di mafia (…). Il fenomeno mafioso è, quindi, nell'insieme, compatto, feroce, profondamente radicato sul territorio, su cui esercita un vero e proprio controllo militare»; la scia di sangue, purtroppo, non si è interrotta, tanto che nel 2017 si sono contati 20 omicidi, mentre nel 2018 se ne sono registrati 4 a Vieste (nell'ambito di una guerra di mafia) e, ultimi in ordine di tempo, uno a Foggia e uno a San Severo. Quest'ultimo è avvenuto in pieno giorno, i banditi hanno esploso circa 50 colpi, il tutto con modalità cruente ed eclatanti, palesemente intimidatorie nei confronti della cittadinanza; recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari hanno portato all'arresto di numerosi esponenti apicali dei clan Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla (appartenenti alla "Società", ossia alla mafia della città capoluogo), oltre ad altri arresti che hanno colpito le compagini criminali di San Severo e Cerignola; ciononostante o, forse, anche in conseguenza di questi arresti e del vuoto di potere creatosi nella criminalità mafiosa operante a Foggia, si stanno registrando nel 2019 numerosi attentati dinamitardi nei confronti di diversi esercizi commerciali, di cui tre nell'ultima settimana. La volontà di prostrare psicologicamente la cittadinanza foggiana e di incutere il terrore tra gli operatori economici, al fine di poterli più facilmente sottoporre ad estorsione, è evidente; tali gravi atti intimidatori fanno seguito ad altri attentati dinamitardi, risalenti a qualche settimana o mese fa, ai danni dell'autovettura del comandante della stazione dei Carabinieri di Cerignola, o di quella di un maresciallo di Corato (Bari), o di un dirigente del Comune di Monte Sant'Angelo, ente recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose e poi tornato al voto; considerato, infine, che nella XVII Legislatura veniva presentata, in data 27 gennaio 2016, dal deputato Giuseppe D'Ambrosio la risoluzione 7-00894 in I Commissione (Affari costituzionali), cui si impegnava il Governo ad assumere iniziative per istituire una sezione operativa della Direzione investigativa antimafia, con una dotazione organica adeguata, pari ad almeno 20 unità di personale specializzato, presso la città di Foggia; e sempre nella scorsa Legislatura, la senatrice Daniela Donno, in data 27 novembre 2017, presentava l'atto di sindacato ispettivo 4-08428, rimasto privo di riscontro, che interrogava il Ministro dell'interno pro tempore sul medesimo tema, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative voglia mettere in atto per contrastare l'offensiva mafiosa in provincia di Foggia; se ritenga necessario aumentare l'organico delle forze dell'ordine presenti in tutta la provincia per meglio contrastare l'attacco mafioso a organismi dello Stato, ai cittadini e agli operatori economici; quali provvedimenti intenda adottare in riferimento all'istituzione a Foggia di una sezione operativa dislocata della Direzione investigativa antimafia. Atto n. 4-01215 CONZATTI Al Ministro della giustizia Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea L'interrogazione 3-00560, del senatore Durnwalder, precedentemente assegnata per lo svolgimento alla 2ª Commissione permanente (Giustizia), sarà svolta in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00583 dei senatori De Bertoldi e La Pietra, sulla situazione del comparto delle scommesse sportive.