[pronunce]

che, al tempo stesso, uno scrutinio che direttamente investa il merito delle scelte sanzionatorie del legislatore è possibile solo nel caso in cui esse confliggano in modo manifesto con il canone della ragionevolezza, configurandosi come l'espressione di un uso distorto della discrezionalità (ordinanze n. 144 del 2001 e n. 58 del 1999); che la questione sollevata con la stessa ordinanza nei confronti dell'art. 214, comma 6, del codice della strada, per contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione, è manifestamente inammissibile, in quanto, come risulta dall'ordinanza di remissione, il giudice a quo ha già sospeso il provvedimento sanzionatorio; che le questioni sollevate con l'ordinanza del 16 maggio 2002 (r.o. n. 559 del 2002) sono inammissibili, in quanto il remittente non ha in alcun modo motivato in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza, limitandosi a richiamare, nonostante evochi parametri costituzionali in parte diversi, la precedente ordinanza di remissione del 12 aprile 2002 (r.o. n. 560 del 2002); che, peraltro, non possono avere ingresso nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale questioni motivate solo per relationem, dovendo il remittente esplicitare le ragioni per le quali ritiene la questione rilevante e non manifestamente infondata mediante una motivazione autosufficiente. Visti l'art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e l'art. 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi innanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 126, comma 7, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come modificato dall'art. 19, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'art. 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Carrara, con l'ordinanza del 12 aprile 2002 in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 214, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Giudice di pace di Carrara, con l'ordinanza del 12 aprile 2002 in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell' art. 126, comma 7, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come modificato dall'art. 19, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'art. 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205), sollevata, in riferimento all' art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Carrara, con l'ordinanza del 16 maggio 2002 in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 214, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 14 della Costituzione, dal Giudice di pace di Carrara, con l'ordinanza del 16 maggio 2002 in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 giugno 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 luglio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA