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da diversi anni l'Italia sta conoscendo un riemergere di movimenti di ispirazione fascista, inquietante e intollerabile per la Repubblica; l'apologia del fascismo, nell'ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall'art. 4 della cosiddetta legge Scelba (legge n. 645 del 1952), attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione; lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo è previsto dalla citata legge n. 645 del 1952, e che le diverse sigle operanti in Italia, siano senz'altro organizzazioni apologetiche del fascismo e del nazismo, è stabilito da una pronunzia definitiva della Corte di cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449); iniziative promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste, oltre ad offendere la coscienza civile e democratica dell'Italia, la memoria comune e i valori fondamentali della Costituzione, rappresentano fattore di grave turbamento per l'ordine pubblico in tutto il Paese, già scosso dalla grave pandemia in atto e dalla conseguente crisi economica e sociale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'iniziativa, documentata da diversi organi di stampa e se intenda assumere iniziative in merito; quali iniziative urgenti e incisive intenda assumere per contrastare efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05376 VANIN FERRARA CROATTI PRESUTTO TRENTACOSTE GIROTTO PAVANELLI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e della salute Premesso che: la tangenziale di Mestre (Venezia), che comprende il tratto stradale classificato come autostrada A 57, è affidata in gestione da parte di ANAS alle concessionarie CAV, per i due terzi dal casello di Villabona all'uscita per il Terraglio, e Autovie Venete S.p. A., per il restante tratto; nel 2012 è stato pubblicato lo studio epidemiologico condotto tra il 2002 e il 2009 da Università degli Studi di Padova e Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV), su incarico del Comune di Venezia, per misurare le ricadute sulla salute dell'inquinamento da traffico e da rumore riconducibili alla tangenziale di Mestre; tale indagine ha rilevato un incremento del 10 per cento di cardiopatie ischemiche e di bronchite cronica sulla media cittadina tra i circa 5.000 abitanti nei pressi della tangenziale: questi dati corrispondono a 300 malati in eccesso; le centraline ARPAV continuano a restituire dati allarmanti sulla qualità dell'aria della zona; nel maggio del 2018 il Co.c.i.t. , Comitato che dal 2002 combatte per contrastare l'emergenza ambientale e sanitaria, che affligge le popolazioni residenti in prossimità della tangenziale, nonché l'inattività di tutte le amministrazioni coinvolte, ha presentato presso la competente Procura della Repubblica un esposto per l'ipotesi di delitto ambientale colposo e disastro innominato; considerato che: è necessario e doveroso riavviare e riaggiornare la ricerca epidemiologica, dato che l'apertura del cosiddetto "Passante di Mestre" nel 2008 ha ridotto solo in parte il traffico nella tangenziale, mentre, secondo i dati comunicati da CAV, circolano attualmente in media 90.000 mezzi al giorno; complessivamente, quindi, le attuali condizioni di traffico dell'infrastruttura sono tali da non poter escludere che la popolazione sia ancora esposta ad un eccesso di rischio; le attuali barriere sono vetuste, non manutentate da anni da parte dei concessionari e quindi non più adeguate a svolgere gli effetti mitigatori ambientali sperati; nessuna politica ambientale concreta è stata avviata dai concessionari: in particolare non è stata avviata o completata la cosiddetta "Tangenziale Verde", ossia l'opera compensativa prevista in fase di progettazione e finanziata con risorse pubbliche; vi è l'urgenza di intervenire anche in ordine al controllo dei limiti di velocità al fine di contenere le emissioni nocive e l'inquinamento acustico; rilevato che: la tangenziale di Mestre e le opere ad essa collegate (Passante di Mestre), dato l'ingente traffico di veicoli che le interessa, necessitano di una immediata attività volta a realizzare interventi di mitigazione ambientale, nonché misure preventive per evitare il persistere del rischio sanitario; è urgente verificare se le concessionarie che attualmente gestiscono il tratto stradale abbiano posto in essere le misure di tutela ambientale e di prevenzione della sicurezza stradale, onde scongiurare il progredire del rischio sanitario accertato con il suddetto rapporto epidemiologico; è attualmente in fase di svolgimento una raccolta firme su una petizione indirizzata al sindaco di Venezia e al Presidente della Regione Veneto, perché le amministrazioni diano finalmente avvio alla progettazione e alla realizzazione della "Tangenziale Verde", come previsto anche dall'articolo 36 delle norme tecniche del Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) del Comune di Venezia, che prevede espressamente l'ambito della Tangenziale Verde, al fine di perseguire come obiettivo il miglioramento e la mitigazione ambientale degli elementi infrastrutturali come la tangenziale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se nell'ambito delle rispettive competenze intendano adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di trovare una soluzione alle problematiche sollevate; se non ritengano di avviare le opportune verifiche presso i concessionari in merito ai fatti esposti, nonché chiedere di fornire puntuale riscontro rispetto alle attività poste in essere per risolvere i problemi legati all'inquinamento. Atto n. 4-05377 VANIN PISANI Giuseppe CROATTI MAUTONE PRESUTTO LEONE TRENTACOSTE DE LUCIA Ai Ministri della cultura e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'isola della Certosa è un complesso monumentale di rilevante interesse storico e ambientale di proprietà dello Stato, situato nella Laguna a nord di Venezia, che ha avuto nei secoli vari utilizzi, fra cui quelli conventuali e militari; l'art. 15 della legge 29 novembre 1984, n. 798, recante "Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia", prevede la concessione gratuita novantanovennale dell'isola al Comune di Venezia, condizionando l'ente territoriale alla presentazione di un piano di recupero; con deliberazione n. 79 del 13 luglio 2009 il Consiglio comunale di Venezia decideva di istituire il "Parco Urbano - verde pubblico" dell'isola della Certosa; con convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, Rep. Municipale speciale n. 15798 del 13 gennaio 2011, veniva affidata la gestione dell'intera isola alla società Vento di Venezia S.r.l. per la durata di anni 50, disciplinando gli interventi finalizzati al recupero, alla gestione e alla valorizzazione del complesso immobiliare, attraverso la realizzazione e successiva manutenzione del Parco urbano;