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Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, i tempi così complicati che stiamo vivendo e l'enorme sforzo che lo Stato sta mettendo in campo ci impongono anche di essere innovativi: una parola magica in questo momento. Ci impongono di velocizzare un percorso di cambiamento che solo fino a pochi mesi fa ritenevamo inimmaginabile. Un percorso che avvieremo ridando dignità e qualità della vita ai cittadini, preservando, in primis , la loro salute. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione congiunta. Comunico all'Assemblea che sono pervenute alla Presidenza, sulla relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012, le proposte di risoluzione nn. 100, presentata dai senatori Calderoli e da altri senatori, 101, presentata dai senatori Perilli, Marcucci, De Petris, Faraone e Unterberger, e 102, presentata dai senatori Bernini e da altri senatori. Sono inoltre pervenute alla Presidenza, sul Documento di economia e finanza 2020, le proposte di risoluzione nn. 1, presentata dai senatori Perilli, Marcucci, De Petris e Faraone, e 2, presentata dai senatori Bernini, Romeo e Ciriani. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di parlare il relatore. PELLEGRINI Marco, relatore . Signor Presidente, data l'ora tarda, davvero andrò per titoli e svolgerò la replica nella maniera più veloce possibile. Io ho preso appunti su tutti gli interventi che hanno fatto gli illustri colleghi, ma ripeto che non voglio parlare per dieci minuti. Anzi, ne occorrerebbero anche di più. Vado davvero per titoli, anche perché i temi si sono ripetuti. Da più parti si è lamentato un insufficiente intervento del Governo. Io ricordo che finora abbiamo messo in campo 75 miliardi di interventi e due scostamenti. Se si guarda alle ultime leggi di bilancio e non si considerano le clausole di salvaguardia, praticamente abbiamo fatto, finora, l'equivalente di 10 ultime leggi di bilancio. Si è poi posto l'accento, più volte, sulla richiesta di mettere fine alle politiche assistenziali. Immagino si faccia riferimento al reddito di cittadinanza. Io, invece, la forza politica alla quale appartengo e il Governo che sosteniamo, riteniamo che sia una misura che ha consentito, proprio in questo periodo, di dare risposte a 2 milioni e mezzo di persone, che, senza il reddito di cittadinanza, sarebbero stati in una situazione davvero drammatica. (Applausi dal Gruppo M5S) . Che questa misura sia giusta e vada incontro alle politiche di inclusione sociale e di avviamento al lavoro lo testimoniano le richieste che provengono da altre categorie sociali che in questo momento soffrono appunto per le restrizioni, per il lockdown e per la chiusura di tante attività economiche. È quello l'obiettivo: il metodo da seguire è quello per cui lo Stato aiuta i cittadini che si trovano in difficoltà anche temporaneamente e non li abbandona a loro stessi. Invece, sulla questione dell'aumento della pressione fiscale ci sono stati un paio di interventi. Avevo detto per la verità in maniera veloce nella mia relazione che non è così: non c'è un aumento della pressione fiscale e, anzi, al netto del beneficio degli 80 euro mensili (che poi sono stati innalzati a 100 euro per i titolari di reddito complessivo non superiore a 28.000 euro), la pressione fiscale (che era del 41,9 del 2018) passerebbe al 41,8 nel 2020 e al 42,5 del 2021. Non c'è aumento, quindi. Con riferimento, invece, agli interventi volti a favorire la riapertura delle attività economiche il prima possibile - ovviamente è una cosa che ci auguriamo tutti e che vorremmo fare tutti - ma in maniera responsabile il Governo tiene d'occhio anche alla curva dei contagi. Voglio soltanto ricordare che in Germania in pochi giorni dopo la riapertura di alcune attività l'indice di contagio è passato da 0,7 a 1. Ciò indica che non ci inventiamo i pericoli che sono insiti nelle riaperture, ma che ci poniamo il problema e cerchiamo di salvaguardare la salute dei cittadini, che deve essere davvero il nostro primo obiettivo. Altri interventi hanno riguardato la necessità di potenziare il sistema sanitario e di investire in questo campo. Non possiamo che essere d'accordo anche perché abbiamo sempre stigmatizzato quanto fatto all'opposto. In dieci anni, infatti, sono stati sottratti almeno 37 miliardi al Sistema sanitario nazionale e, quindi, ovviamente noi del MoVimento 5 Stelle non possiamo che approvare questo tipo di proposta. La stessa cosa vale per quanto riguarda la possibilità di creare più medici specialisti. Evidentemente c'è in questo Parlamento un cambiamento di mentalità e di idee perché - ripeto - anche in questo caso negli ultimi anni si è andati in senso opposto imponendo i numeri chiusi. Ben venga questo cambio di idee; prendiamoci tutti le nostre responsabilità e, quindi, operiamo affinché ciò sia possibile. Per quanto riguarda le clausole di salvaguardia, qualcuno nel suo intervento ha sottolineato l'importanza della loro eliminazione, una volta per tutte. In effetti, era un'azione che bisognava fare perché la presenza delle clausole di salvaguardia faceva sì che sostanzialmente le ultime leggi di bilancio avessero le mani legate. Altri interventi richiedevano la volontà comune di mettere mano alla macchina amministrativa del Paese, ammodernandolo, quindi. Se su questo siamo tutti d'accordo, dovremmo davvero superare le nostre differenti idee politiche e almeno su questo intervenire come un sol corpo decisorio. Per quanto riguarda i numeri drammatici del calo del PIL che sono stati citati, per la verità mi sono appuntato uno degli interventi in cui si citava una diminuzione del PIL del 15 per cento. Questo sarebbe stato sostenuto dall'Ufficio parlamentare di bilancio, ma in realtà non è così perché l'Ufficio parlamentare di bilancio non dice nulla di diverso rispetto al DEF, tanto è vero che lo ha validato. La diminuzione del 15 per cento del PIL è riferita al primo semestre del 2020; poi c'è un rimbalzo nel secondo semestre e questo fa sì che la diminuzione che noi calcoliamo sia dell'8 per cento circa. Per quanto riguarda invece la cultura, si chiedono maggiori investimenti in questo settore. Anche in merito siamo super d'accordo. Mi verrebbe da fare una battuta perché un famoso Ministro dell'economia diceva, invece, che con la cultura non si mangia. Tra l'altro, è stato sostenuto proprio da chi qualche ora fa ha parlato invece della necessità di investire in questo settore. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 21,01) ( Segue PELLEGRINI Marco, relatore ). Ho quasi terminato. Lo stesso discorso può essere fatto per la scuola; si è indicata la necessità di fare investimenti importanti in tale settore. Anche in questo caso verifico che c'è un diverso approccio al problema, visto che la scuola è stata depauperata di risorse negli ultimi anni, quindi anche in questo caso, se il Parlamento è unanimemente d'accordo in questo senso, mettiamoci mano e non dividiamoci almeno sulle questioni su cui andiamo d'accordo. Credo di avere risposto più o meno a tutto. C'era la questione della liquidità, che più volte è venuta fuori, quindi della necessità del fondo perduto.