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Noi vogliamo che ci siano delle regole europee, prescrizioni di sicurezza sanitaria comuni che consentono il libero spostamento tra Paesi europei, evitando il rischio di accordi bilaterali tra un Paese e l'altro, che creerebbero condizioni di slealtà all'interno dell'Unione europea. Le regole comuni consentono che, se a Jesolo vanno un turista della Baviera e uno della Lombardia, entrambi hanno osservato lo stesso protocollo di sicurezza e quindi possono spostarsi liberamente all'interno dell'Unione europea. È un'azione importante e tutto il Governo è impegnato su questo fronte. Credo che sia una delle prove di gestione a livello europeo di un'epidemia che, come abbiamo visto, conosce molto poco le frontiere. Si faranno quindi le vacanze e si fanno vacanze italiane. Penso che sia un'opportunità: se difficilmente quest'anno verranno in Italia turisti dal resto del mondo, è altrettanto evidente che saranno pochi, rispetto ai milioni degli anni precedenti, i turisti italiani che andranno a fare vacanza in giro per il mondo. Stiamo quindi lavorando su un progetto di promozione e di valorizzazione delle vacanze italiane, delle vacanze di prossimità. L'Italia offre tutto quello che offre il mondo e molto spesso a livelli di eccellenza maggiori. Paradossalmente, la strategia su cui stavamo lavorando nel piano strategico del turismo per altre ragioni (ossia decongestionare i luoghi troppo affollati di turisti, come Fontana di Trevi, Ponte Vecchio a Firenze, Piazza San Marco), agendo non con misure di divieto, ma con una moltiplicazione degli attrattori turistici che l'Italia può offrire all'infinito, distribuiti sul territorio (città d'arte, bellezze naturali, borghi, cammini, piste ciclabili, treni storici, turismo legato al wellness , alla salute, al mare, alla montagna, un territorio infinito di opportunità), quella strategia torna utile in un momento in cui gli assembramenti devono essere evitati per altre ragioni. Pertanto la moltiplicazione dei luoghi e della potenzialità italiana deve essere assolutamente valorizzata. Questa è davvero l'occasione per valorizzare quella definizione molto bella dell'Italia, che più di ogni altra spiega cosa sia il nostro Paese, ossia un museo diffuso, attraverso strumenti di promozione e di distribuzione della ricchezza. Quindi vacanze italiane, che mostrano peraltro quanto forte sia il legame tra cultura e turismo, che noi abbiamo voluto valorizzare riportandoli all'interno dello stesso Ministero. Infatti, quando parlo di un tema è difficile - perlomeno per me - capire se sto parlando da Ministro del turismo o da Ministro della cultura; se crescono i visitatori nei musei ciò è importante per la cultura, ma anche per il turismo e potrei proseguire all'infinito. È chiaro infatti che in Italia il legame indissolubile non riguarda solo il tema del turismo culturale; l'offerta culturale del Paese rende più forti, più competitivi, irraggiungibili anche gli altri tipi di turismo. Solo in Italia si può andare al mare e avere a qualche chilometro o a centinaia di metri di distanza bellezze archeologiche, monumentali o artistiche ineguagliabili nel mondo. Il legame tra cultura e turismo quindi viene valorizzato soprattutto in questo schema. È comunque evidente che anche l'altro settore di cui si occupa il mio Ministero, cioè la cultura, è stato colpito in modo drammatico e credo, per alcuni ambiti, con un'uscita non veloce. Quali sono infatti i luoghi in cui le persone stanno insieme? Stanno insieme in un cinema, in un teatro, a un concerto; quando si parla di persone che stanno insieme (adesso usiamo ordinariamente la parola "assembramento"), ci sono dei problemi in più rispetto ad altri settori. Per questo occorrono misure particolari e ne abbiamo già prevista una parte; le riprendo anche se le conoscete. Con lo stesso principio di prima, gli ammortizzatori sociali, in un settore che non ne aveva alcun tipo, con i passati provvedimenti sono stati estesi non soltanto alle imprese, ma anche ai teatri e alle imprese non commerciali. Anche l'erogazione dei 600 euro ha impattato positivamente su tutto il mondo dello spettacolo e su una miriade di rapporti contrattuali temporanei, intermittenti, fragili, poco protetti, cui è stato esteso lo strumento. E poiché molta parte del mondo dello spettacolo ha sottolineato che il limite che avevamo stabilito di almeno 30 giornate lavorative è troppo alto, nel prossimo provvedimento quel limite verrà abbassato in modo da allargare il più possibile la platea di protezione a tutti i lavoratori dello spettacolo, con i voucher che valgono anche in questo settore. Stiamo lavorando su alcune misure per tutelare, salvare e proteggere il settore della cultura che è quello che ci rende forti e riconoscibili nel mondo. La prima scelta che è stata fatta e che verrà confermata da una norma del decreto da 55 miliardi è l'utilizzo dei fondi ordinari, cioè il Fondo unico per lo spettacolo, più il tax credit cinema, più i 130 milioni che abbiamo già messo nel primo provvedimento per le misure di emergenza in favore di spettacoli e cinema legati all'emergenza Covid-19; la somma di queste tre cifre vale attorno a un miliardo, cifra che normalmente viene erogata se i teatri e i produttori cinematografici rispettano determinate regole e determinati parametri: il numero di serate e il numero di produzioni. Noi abbiamo deciso che li erogheremo ugualmente, senza il rispetto obbligatorio di quei parametri: l'80 per cento sarà erogato subito, immediatamente dopo l'approvazione del decreto in Consiglio dei ministri, in modo da dare fiato a tutte queste istituzioni culturali e di farlo non legando tali aiuti al numero di serate che non possono più essere rispettate, perché è evidente che non si possono più rispettare per tante ragioni, ma di farlo in modo permanente, garantendo quindi a queste istituzioni un sistema di protezione e risorse pubbliche che diventano straordinarie, mentre prima erano ordinarie. A questo abbiamo aggiunto alcuni decreti che ho già firmato, nell'ambito di quei 130 milioni di emergenza: 20 milioni per tutte quelle compagnie di danza, di musica e di teatro che non prendono le risorse dal FUS e quindi non avranno i benefici di quel congelamento, quindi ai più deboli e ai più piccoli; il decreto da 20 milioni è già stato firmato. Vi sarà poi un secondo decreto che utilizza le risorse della quota privata del diritto d'autore, con una norma di legge che abbiamo già approvato nei decreti precedenti. Ho firmato il decreto che eroga questi 13 milioni di euro, con una procedura per la domanda, a tutti i più indifesi nel settore degli artisti, degli autori e dei musicisti; tutti quelli con un reddito inferiore ai 20.000 euro di reddito avranno un contributo diretto a fondo perduto da parte dello Stato che gli consentirà almeno di affrontare questo periodo che hanno davanti. Ho appena firmato un altro decreto di 5 milioni di euro che mi era stato sollecitato per lo spettacolo viaggiante (le giostre e i luna park) che sono totalmente fermi e che non avevano accesso, se non per gli investimenti in acquisto di strutture (ma adesso non è il momento di acquistare strutture), all'interno del FUS.