[resaula]

Alcune modifiche sono state introdotte dalla lettera q) all'articolo 322- quater del codice penale, relativo alla riparazione pecuniaria conseguente a condanne per reati contro la pubblica amministrazione. Anche in tale caso viene esteso l'obbligo del pagamento della somma a titolo di riparazione pecuniaria anche al privato corruttore; viene soppresso il riferimento a quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale; come anche viene stabilito che la somma da pagare da parte del condannato sia equivalente al prezzo o al profitto del reato a titolo di riparazione pecuniaria in favore della pubblica amministrazione lesa dalla condotta illecita. Scusate, ho un calo di voce. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Non si preoccupi, senatrice Riccardi. È un intervento molto lungo. RICCARDI, relatore . La lettera r) , inserisce nel codice penale il nuovo articolo 323- ter , con il quale si introduce nell'ordinamento una causa speciale di non punibilità per alcuni delitti contro la pubblica amministrazione, in presenza di autodenuncia e collaborazione con l'autorità giudiziaria. In relazioni a questi fatti, caratterizzati da un accordo illecito, non è punibile colui che: li denuncia volontariamente; fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e gli altri responsabili. Per l'applicazione della causa di non punibilità occorre anche, però, che l'interessato sveli la commissione del fatto prima di avere notizia che nei suoi confronti siano svolte indagini in relazione a tali fatti e, comunque, entro quattro mesi dalla commissione del fatto stesso. Scusate, sono senza voce. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza a consegnare la restante parte della relazione, senatrice Riccardi, affinché sia allegata al Resoconto della seduta odierna. Ha facoltà di parlare il relatore, senatrice Piarulli. PIARULLI, relatore . Signor Presidente, il capo II del disegno di legge reca nuove norme in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici, nonché disposizioni riguardanti le fondazioni politiche. L'applicazione delle sanzioni previste, in base al nuovo assetto normativo, è posta in capo alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti, sia dei partiti sia dei movimenti politici. Il Governo è inoltre delegato alla definizione di un testo unico delle norme sulla materia. Nello specifico, l'articolo 9 reca norme in materia di trasparenza e controllo nei confronti dei partiti e movimenti politici. In particolare, al comma 1 si prevede un limite, fissato ad euro 500 annue per soggetto erogatore, sia che si tratti di somma di denaro o di prestazione o di altra forma di sostegno a carattere patrimoniale, quale contributo a movimenti politici o partiti, ovvero alle liste e ai candidati sindaci nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. Viene garantita la massima conoscibilità dei relativi dati, per mezzo di un duplice obbligo di pubblicità per i partiti e movimenti politici e per le liste e candidati alla carica di sindaco, che partecipino alle elezioni amministrative nei Comuni con più di 15.000 abitanti. Il primo consiste nella annotazione in un apposito registro, custodito presso la sede legale del partito o del movimento politico, di ogni forma di contribuzione ricevuta superiore, come valore, alla soglia dei 500 euro. L'annotazione deve essere realizzata entro un mese solare dal recepimento dell'apporto. Il secondo obbligo di pubblicità consiste nella pubblicazione, sul relativo sito Internet istituzionale del partito o del movimento politico ovvero della lista o candidato, del rendiconto contenente i dati sopra menzionati. È prevista un'esenzione dall'obbligo di pubblicità, ma permane l'obbligo del rilascio di ricevuta da parte del soggetto politico fruitore del servizio rispetto alle attività a contenuto non commerciale, professionale o di lavoro autonomo di sostegno volontario all'organizzazione e alle iniziative del partito o movimento politico. Al comma 2 viene espressamente fatto divieto, per i soggetti di cui sopra, di ricevere qualsiasi forma di sostegno proveniente da soggetti giuridici esteri, qualunque essi siano. È inoltre introdotto il divieto, per le persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto, di elargire contributi a partiti o movimenti politici, ovvero alle liste e ai candidati che partecipino alle elezioni nei Comuni con più di 15.000 abitanti. Il comma 3 prevede che i contributi ricevuti in violazione degli obblighi di pubblicità o dei divieti previsti non siano ripetibili e debbano essere versati alla cassa delle ammende. Il comma 4 dispone che entro il quattordicesimo giorno antecedente lo svolgimento di qualsiasi competizione elettorale, ad eccezione dei Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti, i partiti e i movimenti politici, nonché le liste che si presentano alle amministrative dei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, hanno l'obbligo di pubblicare sul proprio sito Internet il curriculum e il certificato penale dei candidati. In questo modo viene consentito all'elettore un facile accesso alle informazioni. Il comma 5 specifica che la pubblicazione dei predetti documenti debba avvenire presso il sito Internet dell'ente cui si riferisce la consultazione elettorale, ovvero del Ministero dell'interno nel caso di elezione politiche o europee, presso apposita sezione denominata: "Elezioni trasparenti". Il comma 6 istituisce un obbligo di trasmissione relativo ai rendiconti e i relativi allegati alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei partiti e movimenti politici. L'articolo 10 interviene, a integrazione e completamento rispetto a quanto già disposto dall'articolo precedente, con diverse modifiche alla normativa vigente in materia di pubblicità e tracciabilità dei contributi erogati verso partiti politici e soggetti titolari di cariche elettive e di Governo. Più nello specifico, il comma 1 modifica in più parti il vigente articolo 5 del decreto-legge n. 149 del 2013 (abolizione del finanziamento pubblico ai partiti). La modifica introdotta dalla lettera a) riduce da 5.000 a 500 euro il limite dell'importo annuo ricevuto a titolo di liberalità da parte dei soggetti titolari di cariche elettive e di Governo, ivi inclusi i tesorieri dei partiti, sopra i quali vi è l'obbligo di corredare la dichiarazione patrimoniale e di reddito con l'indicazione di quanto ricevuto direttamente o attraverso i comitati di sostegno. La lettera b) del comma 1 sopprime il comma 3 del vigente articolo 5 del citato decreto-legge n. 149 del 2013. Gli articoli 11 e 14 recano disposizioni in materia di trasparenza nei rapporti fra partiti, movimenti e fondazioni politiche.