[massime]

Sanità pubblica - Assistenza sanitaria e ospedaliera - Razionalizzazione del servizio sanitario nazionale - Ricorsi delle regioni lombardia, puglia e veneto, e delle province autonome di trento e bolzano - Prospettato eccesso di delega e asserita lesione delle attribuzioni regionali e provinciali - Sostanziale inattuazione della normativa impugnata e sopravvenuta modifica del riparto di competenze in materia sanitaria - Carenza di interesse al ricorso - Inammissibilità delle questioni.. Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale riferite a talune disposizioni della legge 30 novembre 1998, n. 419 e del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, proposte con ricorsi regionali e provinciali in riferimento a vari parametri costituzionali; questioni prospettate sotto il profilo dell'eccesso di delega e del carattere di previsioni di estremo dettaglio attribuito alle norme statali censurate, come tali incidenti sulle competenze regionali e provinciali in materia sanitaria. Risulta, infatti, evidente la sopravvenuta carenza di interesse delle ricorrenti a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione - in un quadro, quindi, profondamente rinnovato nella ripartizione delle competenze tra Stato, Regioni e province autonome -; infatti, da un lato, fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001, che ha modificato il Titolo V della Costituzione, le norme statali impugnate non hanno prodotto alcun effetto invasivo della sfera di attribuzioni regionali, mentre, dall'altro lato, proprio a partire da tale data le medesime norme possono essere sostituite, nei limiti delle rispettive competenze, da un'apposita legislazione regionale.