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è una storia che è capitata ad ognuno di noi, a ciascuna delle famiglie calabresi. Questa discussione non appassiona, perché è una questione di potere; è una discussione che vuole arrivare a sostituire un pezzo di potere centrale, lo Stato e il Governo che voi qui rappresentate, al potere della Regione. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il punto vero, e questa discussione non appassiona i calabresi e la gente che deve essere curata. Ho ascoltato i discorsi che qui sono stati fatti, la vostra è una risposta di potere: si sottrae un potere gestito nella nostra Regione, un potere politico. Alcuni di voi dicevano che si vuole sottrarre alla politica la gestione delle nomine dei direttori generali: è un argomento che non mi appassiona, così come non mi appassionano gli ispettori e i contenziosi. Io vorrei discutere con un Governo al cui interno c'è un pezzo importante di politica del Mezzogiorno d'Italia e che ha avuto un grande consenso, anche su queste questioni, non sottraendo potere ma portando risorse su questo segmento importante della nostra Regione e nel Mezzogiorno d'Italia. (Applausi dal Gruppo PD) . Se fosse questa la discussione, mi appassionerebbe sì. Questo decreto-legge io non lo posso votare, non solo da senatore del Partito Democratico, ma nemmeno come uomo del Mezzogiorno, che appartiene a questa sfortunata, bella ma amara Regione del Mezzogiorno d'Italia. E vi chiedo di fermarvi e di cominciare a concertare per poter vedere come dare a questa emergenza della sanità, straordinariamente importante e mortificante per questo popolo che soffre, la risposta che si deve dare e che il popolo calabrese deve avere. Fermatevi ed insieme apriamo il ragionamento sulla sanità. Fermatevi ed apriamo tutti i ragionamenti che volete rispetto alla Calabria e al Mezzogiorno. Voi avete un grande dovere; avete avuto un grande consenso e avete il dovere - ne hanno diritto i cittadini del Mezzogiorno - di dare a questa nostra terra le risposte che i calabresi meritano. Per queste ragioni, e per tante altre, non posso votare questo decreto-legge. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mangialavori. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, dispiace appuntare anche in quest'Aula l'assenza del ministro Grillo: dopo essere stata assente e richiamata nell'Aula della Camera dei deputati, ci saremmo aspettati un minimo di attenzione verso quest'Assemblea, che invece è mancata. Come il collega di Fratelli d'Italia, da calabrese resto allibito dai discorsi fatti dai colleghi calabresi, perché dimostrano - oltre che di appartenere ai 5 Stelle - di vivere su un mondo parallelo, che invito loro ad abbandonare per tornare nel mondo reale. Da calabrese onestamente sono sconcertato. Avevo accolto di buon occhio l'avvento del decreto-legge Calabria, perché da calabrese mi auguravo che ci fosse un'azione incisiva - come deve essere un decreto-legge - volta a risolvere tutte le criticità, che certamente hanno portato tutti i Governi precedenti sia di destra che di sinistra. Eppure, da un Esecutivo che si definisce «Governo del cambiamento», «Governo dell'onestà» ci sarebbe aspettati un provvedimento che andasse a risolvere tutti i disagi che i calabresi giornalmente devono affrontare. Al contrario, è bastato poco per rendersi conto che tutto quanto ci si aspettava in un decreto-legge di questo tipo non era assolutamente presente. Dirò di più. È stata fatta un'operazione scientifica di occupazione del potere non più da parte della Regione ma da parte del Governo. Quindi, parla bene il collega Magorno quando dice che nulla è cambiato; è semplicemente cambiato il datore di lavoro: dalla Regione lo avete fatto arrivare al Governo perché adesso il Governo è rappresentato da voi. Viene il dubbio che l'operazione derivi semplicemente dal fatto che, impossibilitati a gestire la Calabria dalla Regione e vogliosi di poterla gestire, avete varato un decreto-legge che basa il proprio asset semplicemente sulla possibilità per voi di gestire la Calabria da Roma. Ci sono varie questioni che non vanno bene. Molte le affronterò domani, quando andremo a esaminare i tanti emendamenti che sbugiarderanno i due colleghi, Granato e Auddino, che, nei loro interventi di qualche minuto fa, hanno detto che con il Governo del cambiamento mai più la politica metterà le mani sulla sanità. Domani vi dimostreremo quanto siete bugiardi; questo decreto-legge dimostrerà all'Italia e ai calabresi quanto siete falsi, quanto li avete presi in giro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Andiamo avanti. Il ministro Grillo l'altro giorno è stata fautrice di una sceneggiata: dopo i richiami dei colleghi alla sua presenza in Aula, è arrivata e ha fatto una sceneggiata; se l'è presa con tutti i partiti che nel corso degli anni hanno distrutto la sanità in Calabria dicendo che questo modo di agire non deve più appartenere alla politica. In effetti, il Ministro aveva ragione; ha ragione, come darle torto? Tuttavia, al di là di quella frase, subito dopo bisogna darle torto perché tutto quanto lei dice non andare bene lo sta attuando con il decreto-legge all'esame. In più, avete dimostrato quanto poco interesse ci sia da parte del Governo per la sanità perché, se non fosse stato per i colleghi di Forza Italia e delle altre forze di opposizione alla Camera, avreste impedito alla Regione Calabria di poter assumere personale in un momento di estrema gravità. Quindi, grazie ai colleghi della Camera che sono riusciti a ottenere quantomeno questo minimo vantaggio per la Regione. Ma il mio appello deve essere rivolto per forza anche agli amici della Lega. Cari amici, è vero, questo è un provvedimento dei 5 Stelle, quindi la primogenitura è loro, ma non consentitegli di portare avanti e approvare questo scempio, perché sarete complici anche voi di questo disastro e di tutti i disastri che i colleghi del MoVimento 5 Stelle stanno portando avanti. Il ministro Grillo ha detto che ama i calabresi. Ebbene, se questo è il modo con il quale il Ministro dimostra l'amore verso la mia terra, che rivolga il suo amore verso altre Regioni perché di questo tipo di amore non abbiamo assolutamente bisogno, né dobbiamo dire grazie a lei per un decreto-legge che nulla ha a che fare con i disagi della sanità calabrese! Dobbiamo dire grazie soltanto alle centinaia di persone, medici, infermieri, ausiliari, che ogni giorno si sacrificano e corrono dei rischi pur di dare servizi alla sanità: sono i medici i veri eroi della Calabria, non il ministro Grillo! I medici calabresi dovrebbero, a mio avviso, essere insigniti di una medaglia al valore civile per tutto quello che ogni giorno fanno per noi cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Passando ad esaminare il provvedimento nel dettaglio, i colleghi, soprattutto calabresi, hanno giustamente fatto un elenco di tutto ciò che in Calabria non funziona. Potrei fare anch'io questo elenco; cosa non riesco a fare, invece?