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Coerentemente al paragrafo 2 del citato articolo 15 del modello OCSE, viene tuttavia prevista la tassazione esclusiva nello Stato di residenza del percipiente, qualora ricorrano i seguenti criteri concorrenti: a) permanenza nell'altro Stato per un periodo non superiore ai 183 giorni nel corso dell'anno fiscale; b) pagamento delle remunerazioni da, o per conto di, un datore di lavoro che non è residente dell'altro Stato; c) onere delle remunerazioni non sostenuto da una stabile organizzazione o base fissa che il datore di lavoro ha nell'altro Stato. È previsto inoltre, al paragrafo 4, nell'ottica delle disposizioni pattizie intese ad evitare comportamenti elusivi, che i pagamenti ricevuti da un residente di uno Stato contraente, che sia divenuto residente dell'altro Stato contraente, a titolo di indennità di fine rapporto o similari, sono imponibili nel primo Stato contraente. Ciò consente, peraltro, all'Italia di mantenere i diritti impositivi in relazione alla corresponsione del trattamento di fine rapporto (TFR) a soggetti che si trasferiscano nell'altro Stato al termine dell'attività lavorativa. L'articolo 16 prevede la tassabilità di compensi degli amministratori nel Paese contraente di residenza della società che li corrisponde. L'articolo 17 stabilisce in via generale che i redditi di artisti e sportivi residenti di uno Stato contraente, derivanti da prestazioni personali svolte nell'altro Stato contraente, possano essere soggette a tassazione anche in tale ultimo Stato (principio di tassazione concorrente). Al fine di evitare possibili manovre elusive, anche qualora il reddito per la prestazione resa da un artista o da uno sportivo sia attribuito ad altre persone, tale reddito può essere tassato nel Paese contraente dove si sono svolte le prestazioni. Le pensioni e le altre remunerazioni analoghe (articolo 18) pagate ad un residente di uno Stato contraente sono tassabili esclusivamente in detto Stato. Tuttavia, ai sensi del paragrafo 2 dell'articolo 18, nel caso in cui i suddetti redditi siano esenti da imposizione nello Stato di residenza, i redditi sono imponibili nello Stato dal quale essi provengono. Per quanto concerne i redditi derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche, le disposizioni del paragrafo 1 dell'articolo 19 prevedono che detti corrispettivi, diversi dalle pensioni, siano imponibili soltanto nello Stato pagatore. Tuttavia, tali remunerazioni sono imponibili esclusivamente nell'altro Stato contraente qualora i servizi siano resi in detto Stato, la persona fisica sia ivi residente -- e (i) abbia la nazionalità di detto Stato, oppure (ii) non sia divenuta residente di detto Stato al solo scopo di rendervi i servizi. In base al paragrafo 2 dello stesso articolo 19, le pensioni corrisposte da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale in corrispettivo di servizi resi ai predetti enti sono imponibili soltanto nello Stato contraente da cui provengono i redditi. Tuttavia, tali pensioni pubbliche sono imponibili anche nell'altro Stato contraente se la persona fisica è un residente dell'altro Stato e ne abbia la nazionalità. Ai sensi dell'articolo 20, per i professori e gli insegnanti residenti di uno Stato contraente, che soggiornino nell'altro Stato contraente per un periodo non superiore a due anni, le remunerazioni derivanti dalle relative attività di insegnamento e ricerca esercitate nell'altro Stato contraente sono ivi esenti da imposta. Nel caso di somme ricevute da uno studente o apprendista (articolo 21) nel Paese contraente di soggiorno al solo scopo di compiervi i suoi studi o la sua formazione professionale, a condizione che le somme provengano da fonti situate fuori dal Paese di soggiorno, è previsto che il Paese di soggiorno esenti le predette somme. Tuttavia, tale beneficio non può applicarsi per un periodo superiore a sei anni consecutivi a partire dalla data di arrivo nel Paese di soggiorno. Gli altri redditi (articolo 22), cioè i redditi non trattati esplicitamente negli articoli precedenti della Convenzione, sono imponibili, quale regola generale, esclusivamente nello Stato contraente di residenza del percipiente. Quanto ai metodi per evitare le doppie imposizioni (articolo 23), anche in questa Convenzione è stato adottato, per l'Italia, il metodo di imputazione ordinaria, che limita l'ammontare del credito relativo all'imposta estera alla quota di imposta italiana attribuibile agli elementi di reddito imponibili in Barbados nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo. Al fine di tener conto delle modalità di imposizione dei redditi di natura finanziaria di fonte estera attualmente previste in Italia, non viene accordato il credito per le imposte pagate all'estero nei casi in cui i redditi siano sottoposti per legge in Italia ad imposta sostitutiva o a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, anche su scelta del contribuente. L'articolo 24 stabilisce il principio che ai fini dell'imposizione è vietata la discriminazione a motivo della nazionalità; pertanto, i nazionali di uno Stato contraente non possono essere trattati in modo meno favorevole nell'altro Stato contraente rispetto ai nazionali di quest'ultimo Stato che si trovino nella medesima situazione, in particolare con riguardo alla residenza. L'articolo 25 prevede il meccanismo della procedura amichevole al fine di dirimere le controversie relative all'applicazione della Convenzione. Uno degli aspetti tecnici fondamentali della Convenzione riguarda le disposizioni dell'articolo 26 in tema di scambio di informazioni, che rispetta i più recenti standard dell'OCSE. Infatti, in conformità al richiamato standard OCSE, lo scambio di informazioni non è limitato, a norma del paragrafo 4, dall'assenza di interesse ai propri fini fiscali da parte dello Stato richiesto (cosiddetto domestic tax interest ) e prevede, al paragrafo 5, il superamento del segreto bancario. Inoltre, le disposizioni dell'articolo 26 prevedono l'estensione dello scambio di informazioni ad ogni tipo d'imposta, non solo a quelle incluse nella Convenzione. Pertanto, le clausole di cui trattasi costituiscono i necessari presupposti giuridici per consentire un effettivo scambio di informazioni finalizzato alla lotta all'evasione ed all'elusione fiscale. In linea con la corrispondente disposizione (articolo 28) rinvenibile nel modello OCSE, l'articolo 27 precisa che le disposizioni della Convenzione non pregiudicano i privilegi fiscali dei membri delle missioni diplomatiche e degli uffici consolari stabiliti dalle regole generali del diritto internazionale o delle disposizioni di accordi particolari. L'articolo 28 stabilisce i princìpi e le modalità applicative generali che sovraintendono alla effettuazione dei rimborsi. Le disposizioni dell'articolo 29 hanno natura antielusiva, prevedendo in particolare (paragrafo 1) la disapplicazione dei benefici convenzionali nei confronti dei soggetti che usufruiscano di regimi fiscali speciali. Il paragrafo 3 fa salva, in ogni caso, l'applicazione della legislazione fiscale nazionale per prevenire l'evasione e l'elusione fiscale.