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penso alla zootecnia, al problema attuale della suinicoltura, al latte, all'apicoltura, al florovivaismo, al vino. Il testo prevedeva un meccanismo di sostegno forte e vero all'agroalimentare italiano. Parliamo di made in Italy e poi ci nascondiamo dietro un dito e togliamo le risorse per darle, magari, a un assistenzialismo forzato che non genera occupazione. (Applausi) . Abbiamo chiesto - per i nostri contadini, per i nostri agricoltori - 100 milioni di euro per la cambiale agraria, 30.000 euro per ogni azienda: a dieci anni avrebbero restituito quelle risorse a tasso zero. Non siete stati in grado di accogliere l'emendamento importantissimo con cui avremmo dato ristoro a 3.500 piccole aziende agricole. Abbiamo chiesto di rimettere i voucher semplificati nel turismo, nella ristorazione, nell'agricoltura: anche in questo caso nulla. Vi abbiamo chiesto la semplificazione sul percepimento dei fondi europei, la PAC, per le aziende. Oggi per avere un certificato antimafia dalle prefetture che lavorano in smart working ci vogliono mesi, purtroppo; e, se manca quello, non arrivano le risorse, e fa liquidità. Abbiamo chiesto 600 euro di bonus per ogni piccolo agricoltore e contadino delle zone rosse, che non hanno potuto vendere i loro prodotti fuori Comune. (Applausi) . Nemmeno questo è passato. Vergogna! PRESIDENTE.Senatore, deve concludere. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Prendiamo in giro gli agricoltori! Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. Cari colleghi, ci avviciniamo al santo Natale. Gli italiani tutto vorrebbero trovare sotto l'albero tranne i pacchi del Governo: l'aumento esponenziale del debito pubblico... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Deve concludere cortesemente. Le ho già concesso due minuti in più. Senatore Bergesio, usi il suo tempo per concludere il discorso. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Dicevo che gli italiani non vogliono trovare il pacco del Governo sotto l'albero: l'aumento esponenziale del debito pubblico, l'aumento della disoccupazione, precarietà, scuole chiuse da mesi, anziani soli, enti locali abbandonati. Fate un bel regalo - lo dica ai Ministri di questo Governo - a tutti gli italiani: andate a casa e cercatevi un lavoro degno delle vostre capacità, che vi chiediamo di togliere al servizio del Paese, perché altrimenti non ci rialzeremo mai più. Prima gli italiani, sempre. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Anastasi. Ne ha facoltà. ANASTASI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con un nuovo decreto-legge ristori - il quarto in poco più di un mese - continua e si estende ulteriormente l'azione del nostro Governo a sostegno dei lavoratori, dei professionisti, delle imprese e delle famiglie italiane. L'intero pacchetto ristori si presenta oggi all'attenzione di quest'Assemblea con importanti correttivi: una vasta serie di proroghe fiscali e misure ristorative, fra le quali degne di menzione sono i rimborsi per i proprietari di immobili che concederanno sconti sugli affitti; una norma sperimentale - come l'ha definita il presidente Pesco - per andare incontro alle esigenze di chi è in locazione e magari sta affrontando mille difficoltà; una misura che permette una riduzione del canone, limitando l'onere per il proprietario. Sempre a firma del presidente Pesco è l'emendamento pensato per sostenere famiglie e imprese indebitate, che anticipa alcune misure sul fallimento e le crisi d'azienda. Merita di essere menzionata anche l'iniziativa dello stesso collega sulla proroga del cosiddetto fondo Gasparrini. Altrettanto significativo è l'emendamento del senatore Romano, con cui si stabilisce che non subiranno prelievo fiscale le imprese e i professionisti che hanno ricevuto dallo Stato contributi, indennità e bonus contro la crisi Covid-19. Abbiamo approvato persino un emendamento non di maggioranza sull'equo compenso per le consulenze e le prestazioni professionali sul superbonus 110 per cento - finalmente anche l'opposizione si accorge della nostra eccellente misura - e uno sul fondo dedicato al pagamento delle bollette per imprese e professionisti, come già il Governo aveva legiferato nel decreto-legge liquidità, dimostrando con i fatti che le proposte di buonsenso da noi trovano accoglienza (Applausi) , mentre le provocazioni e le chiacchiere televisive rispediremo al mittente in busta chiusa. Tutti conosciamo il momento drammatico che stiamo vivendo. Per affrontare la crisi, nei quattro decreti-legge ristori abbiamo investito complessivamente oltre 19 miliardi di euro per potenziare ed estendere la rete di protezione intorno al nostro tessuto economico-produttivo. Ed è con questo spirito che continueremo ad avanzare idee e proposte. Un ultimo appunto è sull'emendamento che non c'è. Avevamo posto in questo decreto all'attenzione di Governo e Parlamento l'estensione del superbonus 110 per cento. Poiché tutti a parole dicono di volere la proroga, ma nei fatti non vi è ancora alcuna risposta in merito, invito la maggioranza di Governo a trovare il coraggio di fare la cosa giusta. (Applausi) . Sono tempi eccezionali. La storia ci giudicherà per cosa abbiamo fatto e non per le buone intenzioni e le belle parole. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rojc. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli senatori, il percorso politico di questi decreti-legge che veniamo a discutere è stato complesso, ma il Paese e il Parlamento ne hanno recepito la necessità e l'importanza. Ritengo, dunque, che giungere alla loro conversione in legge rappresenti un significativo punto di partenza e ripartenza per tutti noi. Vorrei dire allora che dobbiamo trarre profitto da questa discussione, coglierla come l'occasione che abbiamo cercato per ricollegarsi alle nostre comunità, essendo parte del rapporto armonico tra la polis e gli individui che la compongono. La fatica di questa composizione è l'obbligo che ci siamo assunti quando abbiamo accettato di rappresentare tutto il popolo come singoli senatori e come Assemblea. La pandemia ha colpito e incrinato indistintamente il cosmo della civiltà, in particolare quella occidentale, suscitando il senso della nostra umana inadeguatezza, sovvertendo molti punti di riferimento che davamo per acquisiti. Ci si è sgretolato in mano il mito asettico del progresso scientifico infinito e invincibile; è caduto il velo dell'illusione di essere cloni del pericoloso modello di Übermensch futuribile. In un colpo solo, salute, ambiente, economia, protezione sociale e rapporti internazionali sono apparsi un tutt'uno indissolubile, e di questo dobbiamo farci carico. La pandemia ci ha fatto anche intendere senza ombra di dubbio quanto reale sia questa nuova forma di isonomia, l'uguaglianza di fronte al rischio che tutti i cittadini indistintamente corrono di essere travolti dal virus.