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Faccio a tutti, al Ministro e al Governo l'appello di raccogliere quanto detto dal presidente Conte l'anno scorso: scegliere le vacanze made in Italy , l'Italia e gli imprenditori italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saviane. Ne ha facoltà. SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe e colleghi del Senato, l'approvazione del disegno di legge in esame, di conversione del decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri, mette al centro l'importanza del neonato Ministero della transizione ecologica, che riunisce il vecchio Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare, accorpando di fatto le funzioni che lo caratterizzavano con quelle relative alla politica energetica e mineraria proprie del Ministero dello sviluppo economico. Personalmente guardo con fiducia a questo Ministero, perché, rispetto al precedente, oltre alle funzioni di tutela dell'ambiente, ha anche quelle relative alla sua valorizzazione senza trascurare l'aspetto dell'ecosostenibilità. È quindi una nuova visione integrata e trasversale, che prevede il concetto di ambiente nella sua più ampia accezione, che è centrale e cruciale, in quanto dovrà consolidarsi un approccio non limitato solo alla protezione e alla custodia, ma volto totalmente allo sviluppo sostenibile dei territori. La visione integrata di cui ho appena parlato può comprendere l'agricoltura e, con essa, il turismo, due realtà complementari e inscindibili, capaci di creare opportunità per chi vive i territori tutto l'anno e per chi li sceglie come luogo di riposo e vacanza. La Provincia in cui vivo, Belluno, è un esempio concreto per capire come vi sia la possibilità di tutelare l'ambiente, di valorizzarlo e di renderlo una opportunità. Tutti voi conoscete senza dubbio la bellezza delle Dolomiti, dei paesaggi costellati da malghe e pascoli, nonché dei preziosi e curati boschi e dei laghi. Tutto questo patrimonio è ancora lì, integro e visibile: si è tramandato nei secoli grazie alla capacità dell'uomo di vivere in sintonia con la natura. Da sempre l'essere umano ha potuto godere dei prodotti montani, dedicandosi all'agricoltura, all'allevamento, alla silvicoltura e alla conseguente lavorazione del legno. Questo splendido meccanismo si è purtroppo inceppato una quarantina d'anni fa, quando la forte industrializzazione a valle ha mutato l'equilibrio tra uomo e montagna. Si è verificato un graduale abbandono della cura dei territori alti, con una conseguente espansione non controllata dei boschi, causa prima del dissesto idrogeologico. Negli ultimi anni la Regione Veneto, in sintonia con le direttive europee, ha finanziato, attraverso progetti importanti, la ripresa dell'agricoltura montana. Quest'opportunità, legata poi alla crisi del 2007, ha fatto sì che molti giovani siano ritornati alla cura della terra, valorizzandone i prodotti e creando un circolo virtuoso, sia per la distribuzione sia per la consumazione. L'impegno, infatti, è quello di proporre i prodotti anche nella ristorazione, che molto spesso da noi è stellata, a riprova della loro qualità. Un altro aspetto importante, da non sottovalutare e da prendere seriamente in considerazione, è quello della cura dei boschi e della conseguente filiera del legno. In questi mesi di crisi sono emersi aspetti negativi: da gennaio, per esempio, i prezzi dei cosiddetti prodotti segati del legno, che importiamo dall'Austria, hanno subito rincari che sfiorano il cento per cento. Ancor più penalizzante, però, è la difficoltà a trovare fornitori che garantiscano le consegne in tempi adeguati. Ciò mette in difficoltà le nostre industrie dell'arredo e degli imballaggi, il settore edile e altro. Sottolineo che il legno è il prodotto ecologico, sostenibile e rinnovabile per eccellenza. Oggi le certificazioni delle catene di custodia PEFC (Programme far endersement of forest certification) e FSC (Forest stewardship cancil) garantiscono i clienti finali che i prodotti provengono da foreste gestite in modo sostenibile. Vorrei però ricordare che la gestione sostenibile dei boschi è stata ideata dal Repubblica marinara di Venezia, che necessitava di tanto legno: tutta la città è costruita su tronchi di legno per la solidificazione della laguna, e pensiamo a tutte le navi necessarie per l'attività sia mercantile sia bellica. Ebbene, Venezia, che aveva grandi foreste nel Nord-Est e in territorio sloveno e croato, si preoccupava che, per ogni albero tagliato per le proprie esigenze, ne fosse piantato un altro. Questo le ha permesso di andare per i mari e contemporaneamente di far arrivare fino a noi le foreste ancora integre. Il mio auspicio, quindi, è che si ritrovi una particolare attenzione verso tutti gli argomenti che ho appena elencato, ritornando, oltre che all'agricoltura di montagna, che già è una bella realtà, alla silvicoltura, l'agricoltura del bosco, con un rilancio della filiera del legno con la lavorazione in loco dei tronchi e dismettendo l'attuale pratica che prevede la lavorazione in Austria e la rivendita nei mercati degli Stati Uniti. Solo così potremo salvare ambiente e industrie ed evitare uno spopolamento della montagna che ormai sembra inesorabile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pavanelli. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, le problematiche legate alle espressioni "questione ambientale" e "cambiamento climatico" stanno velocemente diventando centrali di fronte alle emergenze sempre più frequenti provocate dai danni apportati agli ecosistemi terrestri e marini per effetto delle attività umane, dovute a modelli industriali ormai non più sostenibili per preservare gli attuali equilibri che regolano l'ambiente e il clima del nostro pianeta. Il cosiddetto Earth overshoot day (EOD), letteralmente il giorno del superamento terrestre, nel quale l'umanità consuma interamente le risorse prodotte dal nostro pianeta nell'intero anno, viene anticipato periodicamente. Si stima che, procedendo con questo ritmo, nel 2050 l'umanità consumerà ben il doppio di quanto la Terra riesca a produrre. È dunque questa una situazione che diventerà insostenibile in un futuro non lontano per le condizioni di vita e di salute delle persone. A livello internazionale, gli Stati hanno iniziato a prendere coscienza che il tempo a disposizione per intervenire e invertire questa tendenza è sempre meno e infatti hanno firmato diverse convenzioni: in occasione del vertice per la Terra di Rio, nel 1992; il Protocollo di Kyoto, nel 1997; l'Accordo di Parigi, nel 2015, con un piano di azione per limitare il riscaldamento globale. A questi accordi dobbiamo aggiungere l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile e il green deal europeo, avente l'obiettivo di conseguire la cosiddetta neutralità climatica, ossia l'azzeramento delle emissioni nette di gas effetto serra entro il 2050 nell'area dell'Unione europea come primo continente al mondo a raggiungere tale importante risultato. (Applausi) .