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Su questo punto rivolgo un appello al Governo. Sappiamo tutti che il bonus 110 per cento è stato prorogato, ma affinché questa proroga sia reale e fruibile è necessario lavorare per trovare il modo di prorogare la possibilità di cedere il credito di imposta. Questo è fondamentale. (Applausi) . Le questioni aperte, dunque, sono ancora molte, ma la Lega continuerà a proporre soluzioni concrete e sarà sempre a fianco delle aziende e delle persone che lavorano. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pesco. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, il decreto sostegni bis è arrivato in Senato nella prossimità della scadenza e quindi è stato esaminato in modo molto rapido: non abbiamo avuto la possibilità di esaminarlo in modo approfondito e soprattutto di proporre e di approvare delle modifiche. Questo per via del bicameralismo a senso unico alternato, che ultimamente si sta concretizzando su diversi provvedimenti. Si tratta di provvedimenti sicuramente poderosi, che interessano gli uffici legislativi di tutti i Ministeri e del Parlamento. Su questo dovremmo interrogarci, nel senso che dovremmo trovare la formula adatta, corretta e idonea, per fare in modo che i provvedimenti vengano esaminati in modo concreto da entrambi i rami del Parlamento, sia dalla Camera dei deputati, sia dal Senato della Repubblica. Il fatto è che purtroppo ciò non avviene, probabilmente perché questi provvedimenti sono troppo ampi e troppe sono le misure di modifica che proponiamo. Giustamente i senatori e i deputati hanno il diritto di proporre delle modifiche a tali provvedimenti, ma purtroppo la poderosità e l'ampiezza di questi strumenti è così elevata, da non permettere agli uffici legislativi della Camera, del Senato, ma anche dei Ministeri, di poter esaminare in modo efficace, tutte le proposte avanzate. Quindi, necessariamente i tempi si allungano. Avevo pensato di intervenire in modo critico verso il Governo, che ci costringe a questo bicameralismo a senso unico alternato, ma non è una critica da fare al Governo, perché purtroppo dobbiamo renderci conto del fatto che la nostra struttura non è abituata ad esaminare provvedimenti così importanti e voluminosi: questa è la realtà. Quindi, lamentiamoci del fatto di intervenire in questo modo, solo una Camera alla volta, ma teniamo anche conto della realtà rappresentata dal fatto che ci sono troppe misure da esaminare. Abbiamo tutti diritto a fare proposte, ma tali proposte vanno esaminate, quantificate e valutate e non siamo nelle condizioni di riuscire a farlo. (Applausi) . La colpa è forse di tutti? Probabilmente sì, a mio avviso. Dobbiamo però renderci conto del fatto che non siamo nelle condizioni di fare tutto quanto vorremmo fare. Quindi la critica al Governo un po' ci sta, ma la critica la dovremmo rivolgere, secondo me, anche nei nostri confronti - la faccio a me stesso - soprattutto quando proponiamo misure non dico campate per aria, ma non sufficientemente studiate, per mettere nelle condizioni chi le deve esaminare di farlo in modo idoneo, corretto e rapido. Sono cose che impariamo giorno dopo giorno, stando qui, in Parlamento. Entrando nel merito del provvedimento in esame, mi tolgo il cappello da Presidente della Commissione bilancio e indosso quello da componente del Movimento 5 Stelle, perché il provvedimento in esame è ricco di misure, per 40 miliardi di euro, in favore delle aziende, dei cittadini, degli infermieri, dei medici e delle scuole. Si tratta di un provvedimento davvero molto ricco, ma ci sono delle misure che il MoVimento 5 Stelle davvero non riesce ad apprezzare. In primo luogo faccio riferimento al decreto dignità: nel 2018 ci siamo impegnati veramente tanto per cercare di tutelare i lavoratori precari e grazie al decreto dignità siamo riusciti a ridurre il numero dei contratti a tempo determinato, a far aumentare quelli a tempo indeterminato e a dare maggiore sicurezza ai cittadini lavoratori, in particolare quelli che volevano costruirsi una famiglia. Adesso invece si fa un passo indietro, che per fortuna durante l' iter parlamentare alla Camera dei deputati è stato comunque rivisto. È stata infatti aggiunta una clausola in più e una causale in più, certo discussa a livello di contrattazione nazionale collettiva, che permetterà comunque di allungare ancora di più il periodo dei contratti a tempo determinato. Questo non va bene per i lavoratori. (Applausi) . Dovremmo invece continuare a impegnarci il più possibile, affinché abbiano maggior sicurezza di un posto di lavoro certo e duraturo. Andiamo oltre. La collega Garnero Santanchè ha apprezzato il fatto che il cashback sia stato sospeso: non mi rivolgo a lei, mi rivolgo al Presidente e dico che il cashback è una misura che è servita molto. È servita perché 9 milioni di cittadini italiani, grazie al cashback , hanno deciso di installare l'applicazione IO. In questo periodo le applicazioni sono molto importanti, perché permettono, soprattutto l' app IO, di creare un'interfaccia tra cittadino e Stato, tra cittadino e pubblica amministrazione, tra cittadino e servizi di cui devono godere i nostri cittadini. (Applausi) . Senza queste applicazioni, questi servizi non vengono utilizzati; quindi è utile migliorare il dialogo, migliorare la compliance tra cittadini e pubblica amministrazione e fare in modo che sia più semplice interagire. Visto che chiediamo spesso di fare in modo che i servizi pubblici vengano erogati con più facilità, ricordo che l'applicazione IO serve proprio a questo. Il cashback è servito a tale scopo, nonché a ridurre la famosa evasione fiscale, di cui ci lamentiamo spesso, dicendo che va combattuta. L' app IO, e soprattutto il cashback , consentono di ridurre l'evasione fiscale, perché le operazioni vengono premiate se sono tracciate e se vengono utilizzati strumenti tracciabili, come ad esempio la moneta elettronica. Quindi il cashback è servito, i dati ce lo dimostrano; purtroppo chi ha deciso di sospenderlo probabilmente non ha esaminato in modo approfondito questi dati e lo ha pure ammesso (e questo non ci piace assolutamente). È stato un attacco al MoVimento 5 Stelle su una misura che noi qui rivendichiamo. (Applausi) . Faremo il possibile affinché il cashback venga riproposto, venga riutilizzato e magari migliorato, perché sappiamo che questa misura in alcuni settori può funzionare sicuramente molto meglio, mentre in altri settori può anche essere non utilizzato, come ad esempio nella grande distribuzione, dove già vediamo che vi è una ridotta evasione fiscale nel momento dell'erogazione dello scontrino. In questo settore potrebbe anche essere non utilizzato, mentre in altri settori, dove l'evasione fiscale è più facile (e sappiamo che ce ne sono) , potrebbe essere addirittura un incentivo premiante, aumentando il premio stesso. Quindi il cashback è sicuramente una misura che va riproposta e riconfermata. Andiamo oltre: ci sono altre due misure, colleghi, che non c'entravano nulla con il decreto-legge sostegni. Qui al Senato avevamo già detto che non c'entravano nulla ed erano state dichiarate improponibili (tuttavia sono andate avanti lo stesso).