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Tutto ciò pur nel dramma dei limiti del Titolo V della Costituzione, emersi in tutta la loro criticità, e di tutti quei Governi regionali di destra che negli anni hanno favorito la sanità privata rispetto a quella pubblica, con gli effetti che, per esempio, si possono vedere in questi giorni e negli ultimi mesi in Regione Lombardia. A proposito di Regioni, vorrei ricordare che la Sardegna, zona arancione e isolata in quanto isola, come detto nell'intervento del collega Zaffini, ha vie di comunicazioni tali che nei mesi estivi l'isolamento è diventato veicolo di contagio per tutta l'Italia, anche grazie alle decisioni della Giunta regionale sarda. (Applausi) . Ricordo altresì che estensione geografica e densità demografica non sono criteri assoluti e che esiste un metodo definito da criteri scientifici precisi grazie all'analisi degli ormai famosi 21 indicatori scelti per monitorare l'andamento della pandemia. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato anche per offrire un punto di vista più obiettivo nella gestione della pandemia. Questo periodo ci ha visto lavorare sodo, giorno dopo giorno, mettendo sempre la salute pubblica al primo posto, insieme alla consapevolezza che tutte le restrizioni necessarie avrebbero provocato enormi lacune economiche da colmare, ma agendo anche per trasformare la crisi in opportunità (dal lavoro alla scuola, dall'economia alla svolta green , dalla sanità alle infrastrutture). Non ci siamo mai fermati, ben sapendo che tutto il lavoro che stavamo facendo sarebbe stato sminuito, raccontato male - anche peggio - e in molti casi trafugato. Sì, perché abbiamo avuto un altro record oltre a quello di essere stato il primo Paese a subire l'urto massiccio della pandemia: avere sempre, costantemente, un Parlamento diviso esattamente a metà, con chi, da un lato, era impegnato a costruire e dall'altro i demolitori seriali. (Applausi) . Signor Presidente, nonostante tutto il lavoro fatto non abbiamo ancora sconfitto il virus, che rimane un nemico pericoloso e ancora poco conosciuto. Abbiamo finalmente i vaccini - è un dato fondamentale - e il Governo ha avviato da subito una campagna vaccinale imponente che ha consentito all'Italia e agli italiani di ritrovarsi fin dall'inizio ai vertici tra i Paesi europei per numero di somministrazioni. Le notizie che però ci arrivano riguardo all'eventuale maggiore letalità della variante inglese e la recrudescenza delle reinfezioni con quella brasiliana ci devono tenere necessariamente in allerta, ancor di più adesso, poiché da pochi giorni ci è giunta la notizia dei rallentamenti che subiremo nelle consegne delle dosi vaccinali da parte delle aziende produttrici; notizia che le opposizioni naturalmente hanno provato a cavalcare speculando sui ritardi, come se fosse colpa del Governo italiano, ma non lo è, perché il problema riguarda tutti i Paesi europei. Questo Governo si è già mosso, attivando l'Avvocatura dello Stato per veder rispettati i contratti. A conti fatti, per quanto molto sia stato fatto, la situazione è ancora delicata e tanto resta da fare. Non è assolutamente questo, quindi, il momento di abbassare la guardia: lo abbiamo capito e lo sappiamo, come lo sanno i cittadini, che insieme a noi hanno affrontato questo percorso imprevedibile doloroso, che ci ha costretti tutti a imparare. Qualcuno però non ha imparato, ad esempio, che, se davvero si vuol dare una mano alla Nazione, il parlamentare lo si fa anche in Aula e non solo in TV (Applausi) o che presenziare nel Senato della Repubblica a tentare "discorsoni" tre volte l'anno non significa rappresentare il Paese, ma se stessi. Qualcuno non ha imparato che si può sempre trovare un momento per fare propaganda, ma oggi, nel pieno di una crisi sanitaria globale, sarebbe il momento di fare politica. Ieri mattina il presidente Conte ha rassegnato nelle mani del presidente Mattarella le sue dimissioni, e io - consentitemi questa breve digressione - sento di doverlo ringraziare a nome del MoVimento 5 Stelle e di tutti gli italiani. (Applausi) . Lo ringrazio di cuore, oltre che per l'impegno e i risultati ottenuti, per la disciplina e l'onore che hanno caratterizzato tutto il suo mandato (Applausi) , come l'intera Nazione ha potuto apprezzare. Quanto accaduto ieri mattina ufficializza un dato politico allarmante: siamo l'unico Paese dove crisi pandemica e prospettiva di un vuoto di potere vanno intrecciandosi in un plastico esplosivo che vorrebbe dire perdita di stabilità e di fiducia in Europa. Nonostante il quadro politico preoccupante, anche oggi siamo qui, ancora una volta, per confermare provvedimenti giusti, e lo facciamo con convinzione, perché i dati, i numeri e la scienza ci dicono che non possiamo fare altrimenti. I prossimi giorni ci diranno quanto dovremo ancora essere preoccupati per l'Italia e gli italiani, perché saranno loro a pagare pegno anche per questa stranissima crisi che nessuno ha compreso. Intanto, nell'attesa di comprendere quale futuro attenda la Nazione, il Gruppo MoVimento 5 Stelle continuerà a fare il proprio dovere qui in Parlamento nei confronti del Paese. Per questo e per tutte le ragioni che ho elencato, signor Presidente, annuncio il nostro voto favorevole. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CROATTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, oggi, mercoledì 27 gennaio, è il Giorno della Memoria, una ricorrenza celebrata ogni anno per commemorare le vittime dell'Olocausto. Provengo da una terra, la Romagna, che ha pagato un prezzo altissimo durante la Seconda guerra mondiale. Proprio quest'anno, Rimini, che si trovava sul confine della linea gotica e venne rasa al suolo con 388 bombardamenti, è stata scelta, grazie al lavoro del prefetto e dell'amministrazione, come città della memoria del 2021. È un grande onore per noi riminesi. (Applausi) . Il ricordo è la base del nostro futuro. Come ha ricordato il Presidente, il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz vennero abbattuti dalla 60 a armata dell'esercito sovietico. Ricordarlo oggi significa anche salvaguardare il nostro domani, perché le cose che dimentichiamo possono ritornare. È un'occasione importante per alimentare una sensibilità nei giovani che, oltre a non aver vissuto questo periodo storico, hanno anche sempre meno occasioni di confronto con chi invece ha fatto parte e ne ha sofferto. La responsabilità del ricordo anno dopo anno, ricade sempre di più sulle istituzioni, che devono mostrarsi all'altezza dei valori di ciò che più importa. Purtroppo, sia in Parlamento sia nella nostra quotidianità, troppi rappresentanti politici scelgono di rinunciare a questi principi morali su cui si è basata la nostra democrazia, solamente per guadagnarsi consensi. (Applausi) . Stimolare il conflitto sociale sulla base di ragionamenti fallaci e incompleti è deprecabile, oltre che rischioso.