[ddlpres]

Modifiche all'articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, in materia di accesso aperto all'informazione scientifica. Onorevoli Senatori. – Attraverso l'open access (OA) è possibile avere libero accesso on line all'informazione scientifica, che diviene così un patrimonio gratuito e autorizza l'utente/lettore a utilizzarla, replicarla o modificarla. Per informazione scientifica si intende: articoli di ricerca scientifica peer-reviewed (la revisione tra pari è un metodo di valutazione dei manoscritti inviati a una rivista scientifica; è eseguita da specialisti del settore e sulla base dei giudizi dei quali il curatore – cosiddetto editor – può decidere se pubblicare l'articolo, richiederne delle modifiche o rifiutarlo) o dati scientifici (dati grezzi o codificati dal ricercatore). Attualmente esistono due diversi sistemi editoriali: reader pay (pagato dal lettore) e author pay (pagato dall'autore). Reader pay : è il metodo più diffuso, adottato da Elsevier, Sage, Wiley, Springer, Taylor & Francis, eccetera, ovvero alcune tra le più importanti case editrici commerciali del mondo. Queste case editrici cercano di trarre i massimi profitti soprattutto attraverso gli abbonamenti venduti alle istituzioni, ai centri di ricerca o alle università. Il lettore, quindi, paga per accedere a una conoscenza scientifica di qualità ed è spesso disposto a spendere cifre elevate per usufruire di questi contenuti. Questo modello è gestito da pochi editori a livello planetario, i quali detengono ciascuno fino a 3.000 testate specializzate. La revisione dei contenuti è affidata alla comunità della peer review , ricercatori ed esperti nella materia in oggetto in grado di valutare metodo e risultati dello studio esposto, solitamente in maniera anonima (non è previsto un compenso per l'attività di reviewer) . Author pay : gli autori stessi delle ricerche pagano per vedere pubblicato il loro articolo su piattaforme, soprattutto on line , di lettura gratuita per gli utenti. La peer review è comunque garantita nelle stesse modalità del sistema reader pay . Non tutti gli autori possono, ovviamente, permettersi i notevoli costi di pubblicazione. Le riviste che adottano questo sistema sono spesso no profit . Secondo quanto pubblicato su Il Sole 24 ore del 13 dicembre 2015: «l'industria editoriale scientifica ha fatturato nel 2013 più di 10 miliardi di dollari» aumentando il proprio giro d'affari anche oltre il 30 per cento. Il prezzo di una rivista può oscillare, a seconda del settore e del prestigio, da qualche centinaio di euro fino a 20.000-30.000 euro. Quello a favore dell'OA è un movimento nato dal basso in seguito all'avvento della rete internet . A livello generale, sono tre le dichiarazioni fondative dell'OA: Budapest open access initiative (febbraio 2002), Bethesda statement on open access publishing (giugno 2003) e Berlin declaration on open access to knowledge in the sciences and humanities (ottobre 2003). Quest'ultima, a novembre 2013, è stata firmata da più di 450 istituzioni scientifiche. In Italia, la dichiarazione di Berlino è stata abbracciata da 71 atenei in seguito alla dichiarazione di Messina in occasione della conferenza sull'OA nel 2004. Riferimenti importanti risultano essere il documento dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) del 2007 «Princìpi e linee guida per l'accessibilità ai dati relativi ai progetti di ricerca finanziati da fondi pubblici a livello nazionale e internazionale», i documenti della Commissione europea « Towards better access to scientific information: Boosting the benefits of public investments in research » e la « Commission recommendation on access to and preservation of scientific information » (entrambe del luglio 2012), che hanno fornito la base per il progetto pilota sugli open data con l'obiettivo di facilitare il deposito, il reperimento, l'accesso e il riuso dei dati ottenuti nell'ambito dei progetti finanziati dal programma Horizon 2020. Tali dichiarazioni dimostrano come, già da più di un decennio, l'accesso libero all'informazione scientifica sia un obiettivo prioritario a livello globale e i cui benefìci sono ormai dimostrati da una robusta «meta-letteratura». Riguardo alle pubblicazioni, la citata raccomandazione chiede agli Stati membri di definire politiche chiare per la diffusione delle pubblicazioni scientifiche prodotte nell'ambito di attività di ricerca finanziate con fondi pubblici e l'accesso aperto alle stesse. Tali politiche dovrebbero prevedere: «obiettivi concreti e indicatori per misurare i progressi, piani di attuazione in cui sia indicata tra l'altro l'assegnazione delle responsabilità, la pianificazione finanziaria associata». Tra i punti più rilevanti di specificazione delle politiche si segnalano: «Provvedere affinché, in esito a tali politiche [di OA]: sia assicurato un accesso aperto alle pubblicazioni prodotte nell'ambito di attività di ricerca finanziate con fondi pubblici quanto prima possibile, preferibilmente subito e comunque non più di sei mesi dopo la data di pubblicazione e di dodici mesi nel caso delle pubblicazioni nell'area delle scienze sociali e umane; [...] il sistema delle carriere universitarie sostenga e premi i ricercatori che aderiscono a una cultura di condivisione dei risultati delle proprie attività di ricerca, in particolare assicurando l'accesso aperto alle loro pubblicazioni nonché sviluppando, incoraggiando e utilizzando nuovi modelli alternativi di valutazione delle carriere, nuovi criteri di misurazione e nuovi indicatori [...]». La Commissione europea, nell'ambito del programma Horizon 2020, nel documento illustrativo ( Fact sheet del 9 dicembre 2013), illustra ancora i benefìci dell'OA: «tutte le scoperte della ricerca dipendono dalla possibilità degli scienziati di condividere le proprie informazioni e di accedere alla letteratura scientifica precedente. L'avvento di internet e delle riviste elettroniche implica un'incredibile possibilità di disseminare e comunicare l'informazione scientifica. Nell'economia dell'informazione di oggi, dove la conoscenza è una risorsa, l’ Open Access può comportare una serie di benefici quali: l'accelerazione della ricerca e della scoperta di processi che possono ripagare gli investimenti in ricerca e sviluppo; l'aumento delle opportunità di ricerca multidisciplinari, delle collaborazioni multi-istituzionali e multi-settoriali; la possibilità di commercializzazione e produzione dei "prodotti applicati" della ricerca scientifica. L’ Open Access può, inoltre, incrementare la trasparenza della scienza e la sua apertura alla società e ai cittadini». Analogamente, il programma Horizon 2020 vincola alla pubblicazione in OA tutta la ricerca prodotta con i propri fondi in Europa nel periodo 2014-2020, pubblicando il 25 agosto 2016 le proprie linee guida sul tema « Open Access to Scientific Publications and Research Data in Horizon 2020 » per la pubblicazione di dati scientifici in repository e directory open , quali ad esempio OpenAIRE, un progetto finanziato dall'Unione europea che nella sua fase iniziale doveva servire a raccogliere le pubblicazioni ad accesso aperto dei progetti finanziati da FP7 (programma di finanziamento del periodo 2007-2013 precedente a Horizon 2020), poi si è esteso ai dati e in prospettiva diventerà l'infrastruttura tecnologica su cui si baserà la European open science cloud.