[pronunce]

L'art. 2, comma 6, si limiterebbe a individuare nel Governo, tra tutti i titolari del potere di iniziativa legislativa, quello onerato del compito di dare seguito all'intesa stipulata ai sensi dell'art. 116, terzo comma, Cost. Ciò non varrebbe, però, a precludere la presentazione di una proposta di "legge di differenziazione" da parte degli altri titolari dell'iniziativa legislativa e, in particolare, del Consiglio regionale, ai sensi dell'art. 121 Cost. Inoltre, l'art. 116, terzo comma, Cost., menzionando l'iniziativa regionale, non intenderebbe l'iniziativa legislativa, ma quella politico-amministrativa; altrimenti, quest'ultima potrebbe essere presa anche dal Governo, il che sarebbe implausibile. 8.- Con atto depositato il 1° ottobre 2024, la Regione Piemonte è intervenuta anche nel giudizio promosso dalla Regione Toscana. In primo luogo, la Regione eccepisce l'inammissibilità del ricorso in quanto non notificato ad essa, ai sensi dell'art. 41, comma 2, cod. proc. amm. Tutte le regioni sarebbero controinteressate o, almeno, quelle che avevano avviato le trattative con il Governo, dato il contenuto dell'art. 11 della legge impugnata. La Regione argomenta, poi, la propria legittimazione all'intervento, ribadendo gli argomenti sopra esposti (punto 7). 8.1.- Quanto al primo motivo di ricorso (trasferimenti puntuali), la Regione ribadisce gli argomenti sopra esposti (punto 7.2.). In relazione alla censura riferita al principio di leale collaborazione (approvazione della legge n. 86 del 2024 senza consultazione delle regioni), la Regione Piemonte ne afferma la non fondatezza, sostenendo che quel principio non si applicherebbe al procedimento legislativo. Inoltre, nell'iter di approvazione della legge impugnata, non sarebbe mancato l'apporto collaborativo delle regioni. 8.2.- Quanto al secondo motivo di ricorso (ruolo marginale delle Camere), la Regione Piemonte ne eccepisce l'inammissibilità per difetto di motivazione sulla ridondanza del vizio denunciato (che attiene alle prerogative delle Camere) sulle competenze della ricorrente. Nel merito, si osserva che l'art. 116 Cost. richiede l'intervento parlamentare dopo la stipula dell'intesa: dunque, tale norma costituzionale non potrebbe essere violata dalla previsione (nell'art. 2, comma 5, dell'impugnata legge) di un coinvolgimento ritenuto insufficiente nella fase precedente l'intesa. Anche la censura dell'art. 2, comma 8, della legge n. 86 del 2024 sarebbe non fondata, perché tale disposizione dovrebbe essere interpretata nel senso di non prevedere una legge di mera approvazione finale dell'intesa: essa, invece, rinvierebbe all'ordinario procedimento legislativo. 8.3.- Quanto al terzo motivo di ricorso (mancato coinvolgimento della regione richiedente nella fase parlamentare), esso sarebbe non fondato per tre ragioni: in primis, perché il principio di leale collaborazione non si applicherebbe al procedimento legislativo; in secondo luogo, perché l'art. 116 Cost. avrebbe espressamente limitato il coinvolgimento della regione interessata alla stipula dell'intesa; infine, perché la legge ordinaria sarebbe inadeguata a disciplinare il procedimento legislativo; dunque, toccherebbe ai regolamenti parlamentari «procedere nel senso indicato [...] dalla odierna ricorrente» (la Regione Piemonte ricorda l'art. 11 della legge cost. n. 3 del 2001). 8.4.- Quanto alla non fondatezza del quarto motivo di ricorso (iniziativa legislativa del Governo), la Regione ribadisce gli argomenti sopra esposti (punto 7.12.). 8.5.- Anche il quinto motivo di ricorso (delega in bianco) sarebbe non fondato, per le ragioni già esposte nel punto 7.4. 8.6.- Quanto al sesto motivo di ricorso (determinazione dei LEP e mero parere della Conferenza), la Regione ribadisce gli argomenti già esposti nel punto 7.3. 8.7.- Quanto al settimo motivo di ricorso (aggiornamento dei LEP con d.P.C.m.), esso sarebbe non fondato perché l'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost. non contemplerebbe una riserva di legge in materia. Inoltre, si rileva che i d.P.C.m. dovranno attenersi ai criteri direttivi fissati per la prima determinazione dei LEP. Sulla non pertinenza dell'art. 23 Cost., la Regione ribadisce gli argomenti già esposti nel punto 7.4. 8.8.- L'ottavo motivo di ricorso (garanzia dei LEP) sarebbe non fondato perché la riforma del Titolo V avrebbe predisposto dei congegni per assicurare effettività ai LEP ma tali congegni non avrebbero a che fare con l'art. 116 Cost. quanto, piuttosto, con l'art. 119, terzo e quarto comma, Cost. e con il potere sostitutivo di cui all'art. 120, secondo comma, Cost. 8.9.- Quanto al nono motivo di ricorso (compartecipazioni), la Regione osserva che, nel caso la regione richiedente abbia una ridotta capacità fiscale, la legge di differenziazione dovrà prevedere una compartecipazione più favorevole, in attuazione dell'art. 119, quarto comma, Cost. La Regione riprende poi gli argomenti esposti nel punto 7.5. 8.10.- Il decimo motivo di ricorso sarebbe non fondato perché l'art. 10, comma 2, della legge n. 86 del 2024, stabilendo che, in caso di attuazione dell'art. 116, terzo comma, Cost., «trova comunque applicazione» l'art. 15 del d.lgs. n. 68 del 2011, avrebbe lo scopo di far venir meno la sospensione del fondo perequativo nel caso di approvazione di una legge di differenziazione. 8.11.- L'undicesimo motivo di ricorso sarebbe non fondato per le ragioni già esposte nel punto 7.11. 8.12.- Il dodicesimo motivo di ricorso (PNRR) sarebbe privo di autonomia, perché la ricorrente afferma che la legge impugnata metterebbe a rischio la coesione territoriale del Paese rinviando ai precedenti motivi. Inoltre, l'eventuale inattuazione del federalismo fiscale oltre il primo trimestre del 2026 non dipenderebbe dalla legge impugnata. Infine, il contrasto con la decisione di esecuzione del Consiglio dell'Unione europea n. 2021/168 sarebbe una mera petizione di principio. Il motivo, dunque, sarebbe inammissibile, prima che non fondato. 9.- Con atto depositato il 7 ottobre 2024, la Regione Piemonte è intervenuta anche nel giudizio promosso dalla Regione autonoma Sardegna. La Regione si sofferma, innanzi tutto, sulla propria posizione processuale, ribadendo argomenti già esposti (punto 7). 9.1.- Venendo ai singoli motivi di ricorso, il primo (preclusione di una legge quadro) sarebbe non fondato «per una evidente erroneità del presupposto interpretativo». L'intento della legge impugnata sarebbe solo quello di regolare le attività rivolte alla definizione dell'intesa, «senza pregiudizio alcuno per le scelte che successivamente la legge rinforzata vorrà compiere».