[pronunce]

che, infatti, il rimettente, il quale dichiara di essere chiamato a giudicare in ordine ad una opposizione ad esecuzione presso terzi proposta, quale debitore esecutato, dalla Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, censura il comma 3 dell'art. 30 del decreto-legge n. 159 del 2007, convertito con legge n. 222 del 2007, il quale disciplina la inammissibilità o improseguibilità, fra l'altro, di azioni esecutive in danno della Fondazione Ordine Mauriziano – ente costituito con decreto-legge 19 novembre 2004, n. 277 (Interventi straordinari per il riordino e il risanamento economico dell'Ente Ordine Mauriziano di Torino), convertito con modificazioni con legge 21 gennaio 2005, n. 4 – che è soggetto diverso rispetto a quello destinatario della procedura esecutiva nel corso della quale è stata formulata la opposizione oggetto del giudizio a quo; che, pertanto, non emerge in qual modo il rimettente debba fare applicazione in detto giudizio della disposizione censurata; che, anche con riferimento al comma 1349 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, il rimettente non motiva adeguatamente in ordine alla rilevanza della questione, atteso che tale disposizione prevede la inefficacia nei confronti della Azienda ospedaliera di decreti di ingiunzione e di sentenze emanati o divenuti esecutivi dopo la data di entrata in vigore del ricordato decreto legge n. 277 del 2004, convertito con legge n. 4 del 2005, ove riguardino crediti vantati nei confronti dell'Ente Ordine Mauriziano di Torino per obbligazioni anteriori alla istituzione della citata Azienda ospedaliera, di talché, ai fini della applicabilità della disposizione ora in questione, il rimettente avrebbe dovuto fornire indicazioni, che ha invece omesso, in ordine alla data di formazione dei titoli azionati in sede esecutiva ed all'epoca di maturazione dei relativi crediti; che il rimettente, d'altra parte, risulta avere solo parzialmente valutato l'articolato assetto normativo vigente in materia, trascurando di esaminare, se del caso sollevando anche riguardo ad esso questione le legittimità costituzionale, l'art. 2, comma 3, della legge regionale del Piemonte 24 dicembre 2004, n. 39 (Costituzione della Azienda sanitaria ospedaliera “Ordine Mauriziano di Torino”); che – essendo l'effetto di tale disposizione, non diversamente dal comma 1349 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, quello di porre a carico della Fondazione Ordine Mauriziano la gestione e i conseguenti oneri economici, ivi compresi quelli derivanti da liti giudiziarie, relativi a periodi antecedenti alla costituzione della Azienda ospedaliera – permanendo tale normativa regionale, anche nell'ipotesi di un eventuale accoglimento della questione come sollevata dal rimettente, la stessa dichiarazione di incostituzionalità della disposizione legislativa statale censurata sarebbe inutiliter data nel giudizio a quo; che, infine, pur fondando sostanzialmente i motivi delle sue censure sulla dedotta vanificazione di provvedimenti giudiziari civili di condanna divenuti definitivi, stante l'impossibilità di porli in esecuzione coattivamente, il giudice a quo non chiarisce se i provvedimenti sui quali si fonda la procedura esecutiva implicata nel giudizio principale siano divenuti irretrattabilmente esecutivi ovvero lo siano solo in via provvisoria; che le predette carenze della ordinanza di rimessione, non consentendo a questa Corte di verificare compiutamente la rilevanza nel giudizio a quo della sollevata questione, ne determinano la manifesta inammissibilità.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1, comma 1349, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007), e 30, comma 3, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale), convertito con legge 29 novembre 2007, n. 222, sollevata, con riferimento agli artt.2, 3, 24, 41, 102, 108 e 113 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 dicembre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA