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A questo scopo si propongono i seguenti criteri: valorizzazione dell'esperienza (personale, sociale, culturale, religiosa) dell'alunno, come punto di partenza ed elemento di confronto, da cui far emergere interrogativi, sollecitazioni per un processo di ricerca che, attraverso l'osservazione, la presa di coscienza e la problematizzazione, favorisca l'ampliamento e l'approfondimento dell'esperienza stessa; uso graduale dei principali documenti della religione cattolica: la Bibbia quale testo fondamentale anche in relazione alla tradizione e alla cultura del nostro Paese; i più importanti documenti ecclesiali, con particolare riferimento al Concilio Vaticano II; lettura dei segni della vita cristiana presenti nell'ambiente: luoghi ed edifici; espressioni artistiche e letterarie, arti figurative, canto, musica; tradizioni, usi e costumi; ricorrenze e feste legate all'anno liturgico; simboli e segni liturgici; incontro con persone che hanno vissuto o vivono in maniera significativa i valori religiosi: Maria madre di Gesù, San Benedetto, i Santi Cirillo e Metodio patroni d'Europa, San Francesco e Santa Caterina da Siena patroni d'Italia, altre figure di Santi, particolarmente quelle locali, e di testimoni viventi. 3. - L'adozione di questi criteri consente una costante correlazione tra esperienza dei fanciulli e dato cristiano. Tale correlazione, rivelando appunto la dimensione religiosa dell'esperienza, permette di cogliere la portata umanizzante della proposta cristiana. 4. - Nella programmazione e nell'organizzazione delle attività didattiche, si deve tener conto delle indicazioni contenute nella premessa ai programmi, concernenti gli alunni in difficoltà di apprendimento e portatori di handicap. 5. - L'acquisizione delle conoscenze e dei valori religiosi verrà favorita dall'uso di metodologie di lavoro e dalle attività tipiche della esperienza scolastica (lettura dei testi, conversazioni, esplorazione dell'ambiente, drammatizzazione, attività di ricerca personale e di gruppo ecc.) e prevede l'uso di diversi tipi di linguaggio (verbale, iconico, musicale, ecc.). Particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio simbolico per l'importanza che esso assume nell'esplorazione e nell'espressione della dimensione religiosa. 6. - Sia l'insegnante di classe sia quello eventualmente incaricato dell'insegnamento di religione cattolica, nel quadro degli obiettivi educativi e didattici indicati dai nuovi programmi della scuola elementare, procureranno che lo specifico insegnamento di religione cattolica trovi coordinazione formativa con gli altri insegnamenti del curricolo primario. Visto, il Ministro della pubblica istruzione FALCUCCI