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concorrono, altresì, alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all'esercizio dell'impresa, arte o professione. I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ai sensi dell'articolo 12 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma. 3. Sul reddito determinato ai sensi del comma 2 del presente articolo si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle relative addizionali regionali e comunali con l'aliquota del 20 per cento. Nel caso di imprese familiari di cui all'articolo 5, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall'imprenditore. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di versamento dell'imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF). 4. I componenti positivi e negativi di reddito riferiti a esercizi precedenti a quello da cui ha effetto il regime agevolato di cui alla presente legge, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che consentono o che dispongono il rinvio, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell'esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime agevolato solo per l'importo della somma algebrica delle predette quote eccedente l'ammontare di 5.000 euro. In caso di importo non eccedente il predetto ammontare di 5.000 euro, le quote si considerano azzerate e non partecipano alla formazione del reddito del suddetto esercizio. In caso di importo negativo della somma algebrica, lo stesso concorre integralmente alla formazione del predetto reddito. 5. Le perdite fiscali generatesi nei periodi di imposta anteriori a quello da cui decorre il regime agevolato previsto dalla presente legge possono essere computate in diminuzione del reddito secondo le regole ordinarie stabilite dal testo unico di cui ai decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 6. Le perdite fiscali generatesi nel corso dell'applicazione del regime agevolato previsto dalla presente legge sono computate in diminuzione del reddito conseguito nell'esercizio di attività di impresa, arte o professione dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quinto, per l'intero importo che trova capienza in essi. Si applicano, ove ne ricorrano le condizioni, le disposizioni del terzo periodo del comma 3 dell'articolo 8 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 7. Ai fini delle imposte sui redditi, fermo restando l'obbligo dì conservare, al sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi, i contribuenti sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. La dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità definiti nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. Ai fini dell'IVA, i contribuenti sono esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali e di certificazione dei corrispettivi. 8. I contribuenti possono optare per l'applicazione dell'IVA e delle imposte sul reddito nei modi ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime normale, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata. 9. Il regime agevolato previsto dalla presente legge cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di cui al comma 1 dell'articolo 1, ovvero si verifica una delle fattispecie indicate dal comma 3 del medesimo articolo 1. Il regime agevolato cessa di avere applicazione dall'anno in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di cui al citato comma 1 dell'articolo 1 di oltre il 50 per cento. In tal caso è dovuta l'IVA relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero anno solare, determinata mediante scorporo ai sensi del secondo comma dell'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per la frazione di anno antecedente il superamento del predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi, salvo il diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. La cessazione dall'applicazione del regime agevolato a causa del superamento di oltre il 50 per cento del limite di cui al citato articolo 1, comma 1, lettera a) , numero 1), comporta l'applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni. 10. Nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto al regime agevolato previsto dalla presente legge a un periodo di imposta soggetto a regime ordinario, al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, i ricavi, i compensi e le spese sostenute che, in base al regime agevolato, hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella determinazione del reddito dei periodi di imposta successivi anche se di competenza di tali periodi; quelli che, anche se di competenza del periodo soggetto al regime agevolato, non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti previsti dal regime agevolato. Criteri corrispondenti si applicano per l'ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario di tassazione a quello agevolato. 11. I contribuenti che aderiscono al regime agevolato previsto dalla presente legge sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore di cui all'articolo 62- bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni. 12. Ai fini del regime agevolato previsto dalla presente legge, per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni ordinarie in materia di imposte dirette, di IVA e di IRAP. In caso di infedele indicazione da parte dei contribuenti dei dati attestanti i requisiti e le condizioni che determinano la cessazione del regime agevolato, le misure delle sanzioni minime e massime stabilite dal decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono aumentate del 10 per cento se il maggior reddito accertato supera del 10 per cento quello dichiarato.