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Sicuramente la più importante è dovuta al rincaro delle materie prime e ai colli di bottiglia della logistica internazionale, che rappresentano un forte freno all'attività globale. Sappiamo bene che proprio il rincaro delle materie prime e delle materie energetiche (luce e gas) va a incidere sui costi di produzione, con una ricaduta sul consumatore finale (famiglie e imprese), facendo balzare l'inflazione nell'ultimo quadrimestre al 2,6 per cento. (Applausi) . Le misure messe in campo dal Governo, annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta e potenziando il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, hanno di fatto tamponato in parte il problema sull'effetto diretto; ma rimane l'effetto indiretto, dovuto all'aumento dei prezzi sui prodotti di consumo. Altro tema sollevato è la difficoltà a reperire forza lavoro in tutti i settori, soprattutto i più trainanti (settore dei servizi e settore edile). Ricordo che il tasso di disoccupazione rimane molto alto, con il 9,6 per cento rispetto al 2020, che si attestava al 9,3 per cento. È urgente quindi un nuovo piano per le politiche attive, che introduca la revisione del reddito di cittadinanza, per colmare il gap tra offerta e domanda di lavoro. Ricordo che il reddito di cittadinanza è stato disegnato e voluto con l'obiettivo di mitigare la povertà, ma soprattutto per accompagnare i disoccupati nel mondo del lavoro. Esso tuttavia allo stato attuale non sta realizzando questi obiettivi, se non in misura molto limitata. A giugno 2021 c'erano 1,15 milioni di beneficiari, su oltre 3 milioni totali che avevano sottoscritto il patto per il lavoro; ma a febbraio 2021 solo 152.673 avevano instaurato un rapporto di lavoro. L'Italia non può vivere di sussidi; l'Italia deve vivere di lavoro e le aziende, insieme ai lavoratori, devono poter produrre. (Applausi) . Occorre intervenire sul cuneo fiscale per le aziende e sulla semplificazione per alleggerire il carico di burocrazia che attualmente grava in termini di tempo e denaro per le imprese. I dati contenuti nella NADEF ci dicono quanto siano state importante le misure di contrasto alla pandemia che hanno permesso una buona ripresa delle attività economiche. Sappiamo bene che una recrudescenza della malattia porterebbe a un crollo dei dati contenuti nella NADEF: una settimana di lockdown costa lo 0,5 del PIL. A tal proposito, ci preoccupa la diminuzione della spesa sanitaria al 6,1 per cento nel 2024, a un livello più basso del 2015 (6,6 per cento), dopo il picco al 7,5 per cento del 2020 per le spese per affrontare l'emergenza pandemica. Con la pandemia molte persone hanno rinviato e, addirittura, rinunciato alle cure e non possiamo permettere che ciò continui a discapito dei soggetti più fragili e svantaggiati. L'attenzione per le problematiche concrete e imminenti da parte del Governo serve a infondere fiducia nei cittadini e può essere la ricetta per invertire la tendenza dei risparmi che le famiglie hanno adottato in questo periodo di pandemia - ricordiamo che i risparmi degli italiani ammontano a 200 miliardi - trasformandoli in investimenti e introducendo liquidità nel sistema. Presidente, l'impegno della Lega per un'Italia che cresce e vuole tornare ad eccellere in Europa e nel mondo c'è. Cerchiamo di continuare a fare politiche espansive, cercando di evitare vessazioni e tassazioni per le imprese che potrebbero ridurre questo buon andamento delle previsioni della NADEF. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fedeli. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, ringrazio particolarmente la relatrice perché credo che per il dibattito in Aula ci abbia fornito una puntuale presentazione della Nota di aggiornamento al DEF. Voglio sottolineare - come ha fatto lei - che è un piano particolarmente importante perché dal punto di vista del contesto socio-economico e politico non è un passaggio come gli altri perché si intreccia con due elementi che voglio evidenziare. Il primo è che stiamo uscendo - non siamo ancora usciti - dalla crisi pandemica e, quindi, bisogna continuare con questa scelta perché è un punto fondamentale per consolidare gli elementi della crescita e per non farla essere solo un rimbalzo. Veniva detto, infatti, che un'eventuale chiusura ulteriore sarebbe esattamente non corrispondente ai dati positivi previsti dalla Nota di aggiornamento al DEF. Un secondo elemento politico che dal nostro punto di vista pare importante sottolineare è che i dati presentati nella Nota di aggiornamento al DEF ci dicono che il maxi-indebitamento italiano inizia a scendere con un anno di anticipo. Anche questo ci deve far riflettere sul fatto che possiamo consolidare questo come scelta politica, oltre che come scelta economica. Ciò lo si può fare se continuiamo razionalmente, e concretamente in tempi giusti, a fare le operazioni sugli investimenti. Infatti, soltanto con la crescita economica, sociale, sostenibile, equa e paritaria - su cui mi soffermerò - possiamo determinare il consolidamento di questo aspetto. Diversamente non saremo in grado di fare quest'operazione. E siccome siamo in una fase differente, credo sia altrettanto importante dirci una cosa: dobbiamo prestare particolare attenzione al necessario raccordo tra le linee e gli obiettivi del PNRR e dei suoi investimenti e la spesa corrente, che decideremo con la legge di bilancio. Questo è un intreccio di coerenza. Vengo dunque agli aspetti che, dal mio punto di vista, sono importanti. Il Governo e il Parlamento hanno già delineato delle scelte importanti di contesto nuovo e competitivo per il nostro Paese: penso, per esempio, alle riforme che abbiamo già cominciato a mettere in atto, alla riforma del processo penale e del processo civile. Prossimamente affronteremo la riforma fiscale e della concorrenza e, dico di più, dobbiamo assolutamente intrecciare la riforma fiscale con il contrasto all'evasione fiscale, perché anche questo è un tema importante. Sono tutte riforme di contesto del sistema Paese che rendono effettivamente competitiva l'Italia e che rendono fruibili quegli investimenti, sia nazionali che internazionali, di cui c'è grande bisogno, con un intreccio che, come dice anche la Nota di aggiornamento, dobbiamo sapere realizzare, mobilitando per la parte di nostra competenza gli investimenti pubblici così da sollecitare anche gli investimenti privati. Questo è il grande asse che, secondo me, si sta determinando ora. Stiamo affrontando tutti insieme la condizione per cui il nostro sistema Paese non cresce da almeno due decenni dal punto di vista della produttività dei fattori del sistema Paese, al di là ovviamente della bassa crescita della popolazione. Questi sono due elementi su cui deve esserci poi una coerenza sulle priorità che ci diamo. Quali sono le priorità che io vedo dentro gli assi portanti della Nota di aggiornamento al DEF e che però, dal mio punto di vista, vanno sottolineati e messi in evidenza come prioritari nelle nostre scelte per la legge di bilancio?