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Disposizioni in materia di rilancio della produzione di autocaravan e del turismo all'aria aperta. Onorevoli Senatori . – Il turismo è uno dei settori trainanti dell'economia italiana rappresentando circa il 12 per cento del prodotto interno lordo nazionale (PIL). Il cosiddetto « turismo all'aria aperta » è un comparto che rappresenta una fetta significativa di tali numeri facendo registrare ricavi per circa 3 miliardi di euro all'anno ed è un settore in continua crescita che offre grandi potenzialità di sviluppo. Connesso a quello del turismo open air è il settore della camperistica che, invece, dopo decenni di continua ed ininterrotta crescita, sta registrando, negli ultimi anni, una preoccupante inversione di tendenza. Una crisi caratterizzata da diversi fattori e che richiede necessari e tempestivi interventi in quanto oltre ad essere un settore produttivo rilevante per l'industria italiana, essendo il nostro Paese il terzo produttore a livello europeo dopo la Francia e la Germania con un fatturato di circa 900 milioni di euro annui, è anche il simbolo del turismo itinerante che dà impulso allo sviluppo e alla crescita dei nostri territori. Sono sempre più i turisti, rappresentati principalmente da intere famiglie, che scelgono l'alternativa del turismo itinerante che consente loro di fruire in modo ravvicinato delle bellezze paesaggistiche e artistiche, delle tradizioni e delle produzioni locali sia artigianali che enogastronomiche, ed il nostro Paese è senza alcun dubbio una delle mete turistiche europee e mondiali più attraenti per le condizioni climatiche, naturalistiche, storico-culturali, archeologiche, termali, enogastronomiche. Senza dubbio, per questi motivi, lo sviluppo del turismo itinerante rappresenta un'opportunità di crescita anche per l'artigianato locale attraverso il contatto diretto con il turista. L'obiettivo è quello di creare una rete virtuosa, attraverso il turismo itinerante, tra comuni limitrofi e soggetti privati, contribuendo allo sviluppo sia dei grandi centri sia di quelli più piccoli che offrono uno scenario naturalistico, storico, culturale ed enogastronomico difficilmente ripetibile attraverso altre soluzioni di viaggio tradizionali. Risulta necessario quindi per il legislatore adottare una disciplina nazionale omogenea che stabilisca strategie comuni e che al contempo soddisfi e promuova lo sviluppo di entrambi i settori fornendo quindi sostegno all'intero comparto e a coloro che scelgono di trascorrere le proprie vacanze in movimento. Il presente disegno di legge si propone di intervenire su molteplici livelli. Anzitutto all'articolo 1 propone la modifica dell'articolo 116 del codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, prevedendo la possibilità, per chi è in possesso della patente di guida di categoria B, di essere abilitato anche alla guida di autocaravan mediante l'innalzamento da 3,5 tonnellate a 4,25 tonnellate della massa complessiva degli autoveicoli alla cui guida sono abilitati i possessori di patente di categoria B. Una norma necessaria e già adottata da altri Paesi europei, anche in ragione delle caratteristiche tecniche degli autocaravan che spesso superano il limite previsto dalla vigente normativa, che permetterebbe di aumentare la platea dei potenziali clienti e conseguentemente il livello produzione. L'articolo 2, nella medesima ottica e al fine di salvaguardare l'ambiente e promuovere l'utilizzo di energie pulite, introduce l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per gli autocaravan che utilizzino fonti energetiche rinnovabili e incentivi alla rottamazione degli autocaravan di categoria « euro 0 », « euro 1 », « euro 2 » o « euro 3 » per la sostituzione con veicoli nuovi del medesimo tipo aventi classe di emissione non inferiore a « euro 5 ». È prevista nel medesimo articolo l'introduzione di un agevolazione fiscale sull'imposta per il valore aggiunto per i soggetti disabili che acquistino caravan o autocaravan nuovi. L'articolo 3 prende in considerazione le aree di sosta, che attualmente sono circa 1300, e i parcheggi, prevedendo che le amministrazioni comunali possano provvedere all'individuazione di appositi spazi per la sosta e per il rimessaggio degli autocaravan, in attuazione di quanto già previsto dal codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, anche all'interno dei centri urbani e in zone servite dal trasporto pubblico. L'articolo 4 del disegno di legge rivisita le strutture ricettive di cui fruisce il turista itinerante prevedendo la differenziazione normativa e la realizzazione di strutture idonee alla sosta su tutto il territorio nazionale. L'articolo 5 propone la regolamentazione di un tariffario per i servizi offerti dalle strutture ricettive. Il disegno di legge mira quindi a definire gli indirizzi fondamentali che lo Stato, le regioni e gli enti locali devono seguire per lo sviluppo e la promozione del turismo itinerante quale strumento per favorire la crescita del sistema turistico nazionale, regionale e locale. Infine, per sostenere gli oneri derivanti dalle disposizioni introdotte dal presente disegno di legge, all'articolo 6 è prevista l'istituzione di un Fondo dotato di 30 milioni di euro anche al fine di incentivare soggetti pubblici o privati ad innovare o realizzare strutture ricettive seguendo gli standard qualitativi previsti dal presente disegno di legge.. 1 (Modifiche all'articolo 116 del codice della strada) 1 Al comma 3 dell'articolo 116 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni: a la lettera f) è sostituita dalla seguente: « f) B: autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 4250 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio avente una massa massima autorizzata non superiore a 750 kg ovvero un rimorchio che non comporti una massa complessiva totale a pieno carico per i due veicoli superiore a 4250 kg »; b la lettera l) è sostituita dalla seguente: « l) C: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 4200 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg ». 2 I possessori delle patenti di guida delle categorie B e C, rilasciate prima della data di entrata in vigore della presente legge, sono abilitati alla guida degli autoveicoli di cui all'articolo 116, comma 3, lettere f) e l) , del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dal comma 1 del presente articolo.