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saper utilizzare la lingua slovena e la lingua italiana, nelle forme colloquiali richieste dai problemi della vita quotidiana; rendersi conto di punti di vista diversi riscontrabili in situazioni comunicative; essere consapevoli della varietà di forme in cui il discorso si realizza in rapporto a contesti differenti (ad esempio, con i compagni di gioco, con i genitori e i familiari, con l'insegnante, ecc.). III. La scuola si propone l'obiettivo di assicurare all'alunno una buona competenza di lingua scritta (lettura e scrittura) sia in sloveno sia in italiano: ci sono infatti attività della mente che esigono questo veicolo e si avvantaggiano del suo uso. Il fanciullo deve saper leggere, cioè capire il significato di testi scritti a fini diversi; deve saper ricercare e raccogliere informazioni da testi scritti; seguire la descrizione, il resoconto, il racconto e saperne cogliere l'essenziale; apprezzare l'efficacia linguistica ed espressiva dei vari tipi di scrittura. Il fanciullo deve saper scrivere: comunicare a distanza con interlocutori diversi, registrare e organizzare dati e istruzioni, esprimere impressioni, valutazioni; produrre testi di tipo descrittivo, narrativo, argomentativo. Tutte queste capacità confluiscono in quella della rielaborazione del testo (parafrasi, trasposizione, riscrittura in contesti diversi, riordinamento di argomenti, operazioni in cui il fanciullo può manifestare quell'originalità e fantasia che, lungi dall'essere alternative o antitetiche alla razionalità, ne rappresentano componenti essenziali). All'interno di questo obiettivo dovrà essere garantito a tutti i fanciulli il conseguimento del traguardo di: saper leggere e capire i testi di uso quotidiano nei loro significati essenziali e nei loro differenti scopi comunicativi, almeno in rapporto alle necessità e situazioni più comuni; leggere facili testi di tipo anche letterario, che attivino processi interpretativi; produrre semplici testi scritti di carattere pratico-comunicativo per utilità personale (prendere nota, prendere appunti), o per stabilire rapporti con altri; scrivere semplici testi che realizzino, nelle forme a ciascuno congeniali, una iniziale elaborazione di carattere personale. Nel programma non sono state proposte rigide scansioni interne relative a ciascun anno, perché: si ritiene che debbano rientrare nella programmazione formulata dagli insegnanti in relazione alle esigenze della classe; esiste il rischio che certe indicazioni possano essere interpretate restrittivamente e causare non giustificati insuccessi; date le caratteristiche particolari della disciplina non è sempre possibile indicare una progressione rigida degli apprendimenti nei diversi anni scolastici. Tuttavia è possibile dare indicazioni orientative che si riferiscono alle: a) capacità da attivarsi nel primo anno del corso elementare; b) capacità da sviluppare nell'intero corso elementare. a) Capacità da attivarsi nel primo anno. Nel primo anno di scuola elementare appare necessario perseguire questi obiettivi: capacità da parte del fanciullo di esprimersi oralmente e di comunicare in maniera sempre più compiuta su argomenti che gli siano noti e gli appaiano interessanti ; capacità di leggere e di scrivere in lingua slovena e in lingua italiana almeno a quel livello strumentale che è indispensabile fase di accesso all'uso pieno e consapevole della lettura e della scrittura. In particolare, al termine del primo anno o al massimo nel corso del secondo, dovrebbe essere raggiunta la capacità di leggere in maniera scorrevole brevi e facili testi e di formulare il proprio pensiero e comunicarlo per iscritto, tanto in sloveno quanto in italiano, rispettando le più importanti convenzioni ortografiche. b) Capacità da sviluppare nell'intero corso elementare. Sin dal primo anno vanno stimolate e gradualmente sviluppate nel corso del quinquennio le capacità dell'alunno di: cogliere e ripetere con parole sue il contenuto di ciò che ha sentito dire o leggere, o di ciò che lui stesso ha letto; sapersi inserire opportunamente nelle situazioni comunicative più frequenti e, con gradualità, rendersi conto dei punti di vista diversi; descrivere ordinatamente le fasi di attività a lui familiari; eseguire la lettura silenziosa di testi di vario tipo, opportunamente scelti e graduati, e dare prova di averne compreso il contenuto in forme via via più aderenti alle intenzioni comunicative del testo; comunicare per iscritto con interlocutori diversi in modo via via più ricco e più articolato per contenuto e forma; produrre testi di vario genere; acquisire in lingua slovena il lessico fondamentale e progressivamente arricchirlo utilizzando le opportunità offerte da tutte le discipline; acquisire anche in lingua italiana il lessico fondamentale e progressivamente arricchirlo con l'aiuto di testi adeguatamente scelti dall'insegnante, che pur tenendo conto delle specificità della scuola con lingua d'insegnamento slovena avvia l'alunno alla conoscenza esatta della terminologia richiesta dalle varie discipline; prestare attenzione alle corrispondenze lessicali tra dialetto e lingua, sia riguardo allo sloveno sia all'italiano, allo scopo di evitare interferenze inconsce tra i vari sistemi linguistici; individuare le diversità tra le pronunce regionali e le pronunce dello sloveno e dell'italiano cosiddetti standard, che rappresentano anche la base per una corretta esecuzione scritta nell'una e nell'altra lingua. In particolare si raccomanda l'attivazione, a partire dal terzo anno, delle capacità di: eseguire la lettura a voce alta di testi noti e non, dando prova, anche attraverso un uso appropriato delle pause e dell'intonazione, di averne compreso il contenuto; scrivere in modo ortograficamente corretto e con buon uso della punteggiatura, con lessico appropriato e sintassi adeguata; prendere note, appunti, ecc. in forme progressivamente più funzionali e precise; produrre testi di tipo descrittivo, narrativo, argomentativo; ricercare e raccogliere informazioni da testi scritti (libri, giornali, vocabolari, enciclopedie, ecc.); leggere facili testi di tipo anche letterario, che attivino nel fanciullo elementari processi interpretativi e sviluppino il senso estetico; riflettere sui significati delle parole e sulle loro relazioni (rapporti di somiglianza e differenza, gradazioni di significato, passaggio dal generale allo specifico e viceversa, ecc.); ricavare il significato di una parola sconosciuta ragionando sul semplice contesto in cui è contenuta; notare all'interno di contesti alcune elementari concordanze fra parole, organizzando gradualmente questi rilievi in schemi morfologici (flessioni, modificazioni, ecc.); individuare, attraverso la riflessione sull'uso della lingua (orale e scritta), le fondamentali strutture sintattiche; applicare la naturale curiosità per la parola alla storia delle parole, soprattutto per quanto riguarda il loro mutamento di significato, anche nel caso di vocaboli provenienti da lingue straniere. Indicazioni didattiche. Queste indicazioni vanno considerate come un contributo per la programmazione, che, comunque, deve essere indirizzata a perseguire gli obiettivi o a raggiungere i traguardi già enunciati. Nelle scuole con lingua d'insegnamento slovena e l'insegnante e l'alunno operano contemporaneamente con due strutture linguistiche, lo sloveno e l'italiano.