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alla protesta contro l'irrigidimento della disciplina dell'interruzione volontaria di gravidanza si è unita progressivamente la protesta di moltissimi cittadini che chiedono la fine delle politiche oscurantiste del Governo polacco e il pieno ripristino delle garanzie democratiche in quel Paese; le manifestazioni sono state fortemente ostacolate dalle forze dell'ordine, anche con modalità violente e non conformi agli standard di una democrazia europea, come dimostrano innumerevoli denunce e testimonianze video pubblicate sugli organi di stampa e sui social network ; considerato che: la Polonia è uno Stato membro dell'Unione europea e, come tale, vincolata dagli articoli 2 e 7 del Trattato sull'Unione europea al "rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze", valori che "sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini"; il diritto a interrompere volontariamente la gravidanza è riconosciuto nella totalità degli Stati membri dell'Unione europea secondo condizioni molto meno afflittive di quelle oramai previste in Polonia; in Italia, in particolare, una legge sull'interruzione volontaria della gravidanza esiste da 42 anni e, sebbene appaia ancora necessaria la piena garanzia della sua effettività, essa rappresenta un ormai irrinunciabile presidio di libertà e pari dignità sociale per le donne nel nostro Paese; la condotta della Polonia in relazione al diritto all'interruzione volontaria della gravidanza e, più in generale, in relazione alla tenuta stessa della democrazia e dello stato di diritto, appare sempre più preoccupante e suscettibile di minare alla radice lo standard di protezione dei diritti fondamentali richiesto dalla comune appartenenza all'Unione europea, si chiede di sapere quali iniziative intendano intraprendere i Ministri in indirizzo, nelle competenti sedi diplomatiche e nell'ambito dell'azione delle istituzioni dell'Unione europea, per sollecitare la Polonia a riprendere il cammino della democrazia e del rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali e per sostenere concretamente la protesta delle donne e della cittadinanza polacca. Atto n. 3-02046 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Atto n. 3-02047 GINETTI GRIMANI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e per gli affari europei Premesso che: il 20 maggio 2020 è stata pubblicata la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, e al Comitato delle Regioni, recante "Strategia dell'Unione Europea sulla biodiversità per il 2030. Riportare la natura nella nostra vita"; l'ambizioso obiettivo che si prefigge di raggiungere l'Unione europea, in vista della quindicesima conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica (CBD), è di riportare la biodiversità sulla via della ripresa entro il 2030 a beneficio delle persone, del clima e dell'economia in linea con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nonché con gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici e con il "Green New Deal" europeo; la strategia dell'Unione europea di estendere la propria rete di zone protette, prediligendo in particolare zone ad alto valore e potenziale di biodiversità e maggiormente soggette ai cambiamenti climatici, impegna i singoli Paesi membri a designare zone supplementari protette a integrazione della rete Natura 2000, ad adottare misure coerenti per la loro conservazione e tutela, a promuovere gli investimenti nelle infrastrutture verdi e blu, e a cooperare con gli altri Stati per realizzare corridoi ecologici che impediscano l'isolamento genetico; considerato che: il rapporto ISPRA n. 153/11, recante "Contributi per la tutela delle biodiversità delle zone umide", presenta indicazioni per la gestione ed il monitoraggio di tali zone, coerentemente con gli impegni previsti dalle convenzioni internazionali CBD e RAMSAR, dalla direttiva "Habitat" e dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; i laghi e le zone umide risultano particolarmente preziose, in quanto tipicamente ricche di carbonio e rappresentano gli ecosistemi più delicati, richiedendo pertanto specifica attenzione; tale criticità può essere superata attraverso il rafforzamento di azioni integrate tra le politiche territoriali di sviluppo e di tutela dell'ambiente, di sicurezza idraulica e rinaturalizzazione, al fine di attivare una reale e concreta tutela delle zone umide ed il recupero dell'integrità ecologica dei laghi e dei corsi d'acqua; rilevato inoltre che: la recente pandemia di COVID-19 insegna che esiste uno stretto legame tra la natura, la salute degli ecosistemi e la salute, e dimostra la necessità di adottare catene di approvvigionamento e modi di consumo e di produzione sostenibili, che non forzino i limiti del pianeta; al fine di rafforzare la resilienza e prevenire la comparsa e diffusione di malattie future, è perciò fondamentale proteggere e ripristinare la biodiversità e il buon funzionamento degli ecosistemi; il lago Trasimeno, quarto lago per dimensioni (128 chilometri quadrati) in Italia, è interessato da alcune criticità strutturali del bacino imbrifero legate al basso livello delle acque, tra cui la scarsa profondità dei fondali (6 metri), la variabilità ciclica della portata idrica, i ricorrenti e duraturi periodi di siccità e l'evaporazione delle acque dettati dai cambiamenti climatici, a cui si accompagna la difficoltà di assicurare regolari e straordinari interventi di manutenzione, anche a causa della difficoltà ad individuare competenze e continuità di risorse per il finanziamento, sia di opere di manutenzione ordinaria, ripulitura e sistemazione delle sponde, dragaggio dei fondali, sia di opere di manutenzione straordinaria; il lago, inoltre, non ha emissari naturali, ma un solo emissario artificiale, e la sua portata è alimentata quasi esclusivamente dalle piogge e dai torrenti Rigo Maggiore, Tresa, Moiano, Maranzano, che confluiscono nell'immissario artificiale dell'Anguillara, accanto a quelli naturali Paganico e Pescia; il lago medesimo, nondimeno, non rappresenta solamente una preziosa risorsa naturale per la conservazione della biodiversità, ma è anche un'importantissima fonte di sviluppo economico regionale e di significativi livelli occupazionali legati ad attività quali la pesca, la ristorazione e il turismo balneare e paesaggistico, qualificandosi nondimeno come un luogo di tutela della tradizione e del patrimonio storico-architettonico ed artistico comprendente i borghi rivieraschi che vi si affacciano; si constata l'urgenza di intervenire e assicurare adeguati strumenti finanziari per la salvaguardia, il risanamento e la valorizzazione del lago Trasimeno, in virtù del cruciale ruolo naturalistico ed economico che riveste, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del grave stato in cui versa il bacino imbrifero del lago Trasimeno e quali ne siano gli orientamenti in merito;