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l'attuale sistema di affido dei minori presenta l'eccessiva discrezionalità attribuita ai servizi sociali, la frequente sussistenza di situazioni di conflitto di interessi in capo a molti operatori del settore e la mancanza di adeguati ed efficienti strumenti di controllo sull'affidabilità dei soggetti affidatari e sugli standard qualitativi e di servizio delle comunità ospitanti; recentemente l'interrogante ha presentato un disegno di legge (AS 1389) in materia di tutela dei minori fuori famiglia recante disposizioni volte a superare le criticità del sistema degli affidamenti nelle case famiglia e a garantire una maggiore efficienza e trasparenza del sistema; nello specifico, il disegno di legge reca modifiche alla legge n. 184 del 1983 e ad alcune disposizioni del codice civile, finalizzate ad aggiornare la legislazione vigente ai principi del giusto processo sanciti nella Carta costituzionale; i fatti di Reggio Emilia non sono casi isolati: il quotidiano "La Verità" del 18 luglio 2019 (pag. 12) riporta, a distanza di poche settimane, un'ulteriore vicenda di abusi ai danni di minori dati in affido e delle loro famiglie, questa volta a Sant'Ilario d'Enza, sempre in provincia di Reggio Emilia; il copione è lo stesso: una famiglia in difficoltà economiche, una segnalazione ai servizi sociali, accuse (dubbie) di abusi e, in ultimo, gli psicologi coinvolti nell'indagine "Angeli e demoni"; si tratta di un tema particolarmente delicato che richiede un intervento urgente, non più procrastinabile, del Parlamento e delle autorità pubbliche a tutti i livelli, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'episodio di affido illecito riportato oggi dal quotidiano "La Verità" e della situazione in cui vivono i minori che sono attualmente, o sono stati in passato, oggetto delle cure assistenziali del "sistema" emerso a seguito dell'indagine "Angeli e demoni"; quali iniziative di competenza, anche normative, intendano intraprendere con riguardo al fenomeno delle sottrazioni illegittime di minori da parte dei servizi pubblici. Atto n. 4-01987 CANDURA Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte tra sabato 13 e domenica 14 luglio 2019, presso un ristorante sulla spiaggia di Savona, una donna di 40 anni, Deborah Ballesio, è stata uccisa a colpi di pistola; la donna era l'animatrice del locale e in quel momento si stava esibendo al karaoke ; un uomo, armato di pistola, è entrato nel locale ed ha sparato contro la donna, ferendo altresì due persone; l'omicida, Domenico Massari, di 54 anni, era il suo ex marito ed aveva ripetutamente rivolto delle minacce nei suoi confronti; in particolare, nel 2015 l'uomo aveva dato fuoco all'appartamento di lei, nonché al locale di lap dance che la donna gestiva nella provincia di Savona; a seguito di denuncia, Massari era stato condannato a 3 anni e 2 mesi per danneggiamenti e stalking e gli era stato vietato di avvicinarsi alla sua ex moglie; nonostante l'ordine restrittivo, Massari aveva continuato a rivolgere minacce alla donna, la quale per tali ragioni aveva deciso di cautelarsi; secondo quanto riferito dagli organi di stampa, la Ballesio avrebbe presentato domanda per avere il porto d'armi al fine di difendersi dagli atteggiamenti violenti dell'ex marito, ma la richiesta sarebbe stata respinta da Questura e Prefettura per mancanza di requisiti; la donna avrebbe allora deciso di chiedere il porto d'armi per uso sportivo, ottenendolo e diventando molto brava nelle attività presso il poligono di tiro; la sera dell'omicidio, la Ballesio non aveva le armi che aveva comprato e che deteneva regolarmente, in quanto era autorizzata a portarle con sé solo nel tragitto da casa al poligono, senza munizioni, si chiede di sapere: se risponda al vero la notizia secondo cui la Ballesio avrebbe presentato domanda di porto d'armi per difesa personale, ricevendo un diniego dell'autorizzazione; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di consentire ai soggetti in reale stato di pericolo per la propria incolumità di ottenere il porto d'armi, al fine di evitare casi analoghi a quello descritto. Atto n. 4-01988 DE BONIS MARTELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: sul "quotidianodelsud" del 17 luglio 2019 vi è un articolo che parla di un accordo tra Eni e Coldiretti finalizzato a supportare la filiera agroalimentare in Basilicata; tale accordo scaturisce dal memorandum di intesa siglato a livello nazionale lo scorso 5 luglio, che stabilisce importanti aree di collaborazione nell'ambito dell'economia circolare per la valorizzazione del settore agroalimentare regionale; nel dettaglio, la collaborazione dovrebbe prevedere lo "sviluppo congiunto di iniziative in tre ambiti: sviluppo della competitività dei prodotti lucani tramite progetti di valorizzazione agroalimentare e il supporto al marchio "Io sono Lucano", lanciato da Coldiretti Basilicata nel 2019. La seconda area di intervento è la sostenibilità sociale che punta allo sviluppo della filiera agroalimentare attraverso iniziative per la commercializzazione dei prodotti lucani. Infine, la sostenibilità ambientale che prevede l'avvio di un progetto di monitoraggio della qualità dei prodotti locali, anche nelle aree di operatività di Eni attraverso l'uso di strumenti digitali"; insomma, secondo tale memorandum , Eni e Coldiretti "dovranno valutare iniziative congiunte nei seguenti ambiti: la valorizzazione delle biomasse agricole per la produzione di biocarburanti avanzati per il comparto energetico e dei sottoprodotti di tali produzioni anche a fini zootecnici o di input per l'agricoltura, quali biofertilizzanti; la ricerca e promozione di colture per la produzione di cariche alternative per le green refinery, non in competizione con la catena alimentare; una gestione più sostenibile del fine vita dei prodotti, attraverso la minimizzazione della produzione di scarti e rifiuti nell'ambito della filiera alimentare, nel trasporto e nell'imballaggio; in generale, la promozione di un'agricoltura sostenibile che punti all'ottimizzazione dei consumi energetici, alla conservazione delle matrici ambientali e l'impiego sostenibile dell'acqua, anche attraverso l'uso di strumenti digitali e di tecnologie rinnovabili; le parti, inoltre, dovranno studiare possibili iniziative di sinergia industriale, mettendo a fattor comune facility, assets e competenze. Dovranno valutare possibili iniziative di sviluppo sostenibile in Italia e all'estero e dovranno implementare iniziative formative ed informative congiunte sui temi di sviluppo sostenibile", così si legge nella rivista "Vita"; considerato che: l'agricoltura italiana versa ormai da tempo in condizioni di grande difficoltà e di incertezza. Dopo il fallimento della Federconsorzi, ad opera di Coldiretti, l'agricoltura non ha avuto più pace. Pare che i sintomi di una tale situazione sfuggano ancora alle statistiche ufficiali ed ai responsabili di tale situazione; ma i conoscitori della realtà imprenditoriale italiana documentano segnali ben evidenti di sofferenza: