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Vari e vani sono stati gli interventi legislativi volti alla riforma dell'istituto nelle legislature che si sono succedute dopo la modifica del 2006, ma nessuno, purtroppo, è giunto al suo completamento. Alcuni tentativi - a mio modo di vedere fortunatamente - hanno visto l'interruzione dell' iter di approvazione dopo la lettura parlamentare. Ricordiamo infatti molto bene il tentativo di riforma dell'istituto posto in essere nella scorsa legislatura, dove fu approvato un testo che prevedeva che la scriminante intervenisse nei casi di reazione ad un'aggressione commessa in periodo notturno. Ebbene, questa proposta di riforma dell'istituto ha ben altri obiettivi. Il diritto penale è essenzialmente scelta politica ancora prima che giudiziaria, e lo è inevitabilmente quando noi parliamo di scelte riguardo al diritto penale nella parte speciale, cioè il catalogo dei reati che cambiano continuamente perché quello che una volta era reato oggi non lo è più, e viceversa; ma anche e soprattutto nella parte generale, che è quella che dà la struttura all'intero sistema punitivo e sanzionatorio. Al fine di fare chiarezza su come e quanto il provvedimento sia stato concertato e dell'intenso lavoro svolto nelle varie sedi in cui il provvedimento è stato affrontato, mi permetto di informare l'Assemblea sull' iter di approvazione del provvedimento in Commissione. All'inizio della legislatura è stato assegnato il disegno di legge di iniziativa popolare, il numero 5, e successivamente sono stati congiunti all'esame i diversi disegni di legge di iniziativa parlamentare. In relazione alla modifica del Regolamento del Senato che ha novellato i criteri di assegnazione dei disegni di legge, questo è stato assegnato in sede redigente. Sette disegni di legge sono stati poi congiunti all'esame ed in Commissione è stato predisposto un corposo ciclo di audizioni, che ha permesso l'intervento di docenti di diritto sostanziale e processuale, associazioni di vittime, illustri magistrati e rappresentanti istituzionali dell'avvocatura. Il testo unificato predisposto dal relatore è stato il frutto di questo profondo lavoro istruttorio e della concertazione dei Gruppi di maggioranza in Commissione giustizia. Tengo a precisare che il dibattito in Commissione non è stato assolutamente limitato e vorrei quindi rispondere a quei senatori che hanno sollevato doglianze in relazione ai tempi di esame del provvedimento: sapranno sicuramente che ciò è stato reso necessario dalla norma regolamentare (articolo 74, comma terzo) che impone, in relazione all'esame dei disegni di legge di iniziativa popolare, che essi vadano incardinati in Assemblea entro tre mesi dall'assegnazione in Commissione, e che il relativo esame in Commissione inizi entro e non oltre un mese dal deferimento. La scelta legislativa che l'attuale maggioranza ha voluto perseguire è stata quella di estendere l'ambito di applicazione della scriminante in esame, rimanendo ovviamente sempre nel solco del dettato della Carta costituzionale e di quanto stabilito in ambito internazionale. Il presente disegno di legge vuole risolvere i problemi interpretativi della novella del 2006, da una parte chiarendo, nei casi di cui al comma secondo dell'articolo 52 del codice penale, il carattere assoluto della presunzione in merito al rapporto di proporzione tra difesa e offesa, e stabilendo poi una presunzione assoluta di legittima difesa, riferita cioè a tutti gli elementi della scriminante, nei casi di respingimento di una intrusione violenta ovvero con minacce di uso di armi da parte di una o più persone. Vengono inoltre oggettivizzati i criteri di valutazione del giudice nell'ambito dell'eccesso colposo escludendo la punibilità in presenza delle condizioni previste all'articolo 61, primo comma, numero 5), del codice penale, quindi l'avere il colpevole profittato di circostanza di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all'età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, ovvero un grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto nei casi di legittima difesa abitativa. Più si oggettivizzano i criteri di valutazione del giudice (tengo a precisare che ciò non va ad inficiare il principio del libero convincimento dello stesso, desumibile dagli articoli 25 e 111 della Costituzione, ed è in linea con quanto previsto dall'articolo 101, comma 2 della stessa, che dispone che i giudici sono soggetti soltanto alla legge), più ci si avvicina allo spirito della legittima difesa, cioè il principio della difesa e della autotutela privata in surroga del potere della pubblica autorità che non è potuta intervenire. Inoltre, con il disegno di legge che si intende approvare si risponde ad una reale esigenza della società, ovvero che nei casi di condanna per i reati di furto in abitazione e furto con strappo la concessione della sospensione condizionale della pena deve essere subordinata al risarcimento integrale del danno alla persona offesa dal reato. La tutela dei soggetti che si sono difesi nell'ambito delle proprie mura domestiche, ovvero nelle pertinenze di essa, passa anche da una salvaguardia dal punto di vista economico. Non sembra quindi ragionevole che chi si sia difeso debba subire un nocumento dal punto di vista economico. Infatti, il principio di sollevare l'aggredito che si è difeso da tutte le spese e dagli oneri di giustizia ci sembra un principio ineludibile al quale non ci sentiamo di rinunciare. Per questo il presente disegno di legge prevede l'esonero dalle spese processuali. È un principio cardine della proposta di legge e si giustifica ragionevolmente come espressione di solidarietà da parte dello Stato, che non è riuscito a tutelare un soggetto nell'ambito delle proprie mura domestiche, ovvero nelle pertinenze delle stesse, da un'aggressione, magari quando il soggetto offeso dal reato era in condizione di minorata difesa, a letto ed eventualmente con i figli minori accanto. Sempre in relazione alla tutela del danneggiato dal punto di vista economico, la presente proposta introduce due commi nel vigente articolo 2044 del codice civile, che detta la cosiddetta disciplina civilistica della legittima difesa. Si aggiorna la normativa in merito al risarcimento, escludendo la responsabilità di chi ha commesso il fatto nelle ipotesi di legittima difesa domiciliare. La ratio dell'intervento riformatore è ravvisabile nella eliminazione in radice di qualsivoglia richiesta risarcitoria qualora vi sia stata assoluzione nel processo penale. La seconda disposizione che si intende introdurre nel nuovo terzo comma dell'articolo 2044 del codice civile prevede che, nei casi di eccesso colposo, al danneggiato venga riconosciuto un indennizzo calcolato dal giudice con equo apprezzamento ma oggettivizzando gli ambiti della sua valutazione per mezzo di criteri tassativi in merito alla gravità, alle modalità realizzative ed al contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato. Un ulteriore vulnus sarà colmato dall'approvazione della proposta per mezzo di una modifica alle norme di attuazione del codice di procedura penale.