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«Premesso che è in corso di esame lo schema di decreto ministeriale recante regolamento concernente modifiche al decreto del Ministro della giustizia 12 agosto 2015, n. 144, recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, ai sensi dell'articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (A.G.145). Considerato che: va meglio valutata l'intrinseca utilità del titolo di specialista così come previsto per gli avvocati dall'articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, dal momento che, così come è ad oggi strutturato, non pare idoneo a realizzare alcun particolare vantaggio né per l'utente né per lo specializzato, mentre rischia di porre ulteriori vincoli al libero esercizio della professione forense. In particolare si condivide in linea di massima la possibilità di una specializzazione dei professionisti, ma per garantire l'utenza e supportare la classe forense pare più utile che la valorizzazione degli ambiti di particolare competenza non debba essere un ulteriore adempimento burocratico bensì un percorso formativo e professionale idoneo a garantire la continuità di preparazione e di azione del legale in determinati ambiti della materia. Per evitare ingiuste discriminazioni sarà utile garantire anche un accesso alle specializzazioni per i giovani avvocati purchè diano prova di particolare preparazione in un determinato ambito non solo con riferimento alla conoscenza astratta degli istituti giuridici ma anche della prassi procedurale e delle concrete strategie difensive da attuare. Tanto premesso e consideratochiede che la on. Relatrice voglia tener conto delle seguenti osservazioni: 1) esperienza e continuità professionale: il criterio prevalente per ottenere la qualifica di avvocato specialista dovrebbe essere costituito dalla formazione specifica e dalla continuità professionale nei rispettivi ambiti, da determinarsi non solo sulla base del numero di incarichi ma anche sulla formazione continua e su eventuali master ovvero collaborazioni e docenze negli ambiti universitari o nelle scuole forensi. 2) giovani avvocati: Il percorso formativo e l'esame finale siano dedicati particolarmente ai giovani avvocati che chiedano la qualifica di specialista e non abbiano ancora maturato i necessari requisiti di continuità professionale. l'esame dovrebbe essere scrupoloso e approfondito, tale da attestare non solo le conoscenze teoriche delle materie e degli istituti giuridici, ma altresì le capacità concrete di gestire le controversie sia dal punto di vista sostanziale che processuale e l'idoneità del candidato a costruire strategie difensive adeguate. 3) omogeneità degli ambiti: gli ambiti di specializzazione così come oggi previsti appaiono disomogenei e incongruenti, comprendendo sia materie vaste e complesse come il diritto civile, sia materie molto più semplici e limitate, sia dal punto di vista normativo che giurisprudenziale. Si auspica che il governo voglia rendere omogenee le materie oggetto di specializzazione, dividendo le macro-aree in ambiti più ristretti ovvero, meglio ancora, ricomprendendo le materie meno impegnative nelle rispettive macro-aree e prevedendo dunque il titolo di avvocato specialista per non più di quattro o cinque ambiti omnicomprensivi.». La relatrice RICCARDI ( M5S ) in replica alle osservazioni presentate al parere sulla bozza di regolamento ritiene che i rilievi e le osservazioni affacciati non possano essere accolti perché si scontrerebbero contro i limiti stringenti previsti dalla norma primaria: essi non ne consentono pertanto l'accoglimento. Riguardo ai rilievi relativi ad un presunto contrasto con la disciplina del codice della crisi d'impresa, ritiene che il coordinamento debba essere effettuato direttamente sul testo relativo alla disciplina della crisi d'impresa, trattandosi di norma di rango primario. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) fa presente che la questione verrà attenzionata al momento in cui arriverà all'esame della Commissione il codice sulla crisi d'impresa. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) solleva perplessità sul fatto che il titolo di avvocato specialista venga rilasciato soltanto sulla base di una valutazione spiccatamente teorica, che non considera l'importanza dell'esperienza forense maturata sul campo. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) esprime rammarico per il fatto che la relatrice non abbia inteso accogliere nessuno dei suggerimenti elaborati dal gruppo Lega e condivide le perplessità manifestate in merito alla bozza di parere dal senatore Caliendo. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) chiede se non si possa sostituire il previsto colloquio con una valutazione degli atti svolti dall'avvocato ed allegati a testimonianza del suo livello di specializzazione nel settore al fine di "testarne" la propria attitudine nel campo specifico. Il PRESIDENTE , accertata la presenza del numero legale, pone ai voti la proposta di parere non ostativo con osservazione, pubblicata in allegato al resoconto della seduta del 5 maggio, che risulta approvata a maggioranza. IN SEDE REFERENTE 812 - Diffamazione mezzo stampa DDL 812 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 20 maggio. Il sottosegretario FERRARESI uniforma i propri pareri a quelli espressi dal relatore nell'ultima seduta. La Commissione, previa verifica del numero legale, conviene all'unanimità sul Coord.1, sul quale si erano espressi favorevolmente relatore e Governo. Sull'emendamento 1.18/1, il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) in sede di dichiarazioni di voto, spiega le ragioni a sostegno del proprio emendamento. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), in dichiarazione di voto favorevole, condividendo l'opinione espressa dal senatore Caliendo, ritiene necessario distinguere i concetti di smentita e di dichiarazione con esito rettificatorio. Analogo voto preannuncia il senatore BALBONI ( FdI ). Il subemendamento 1.18/1 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) ritira i subemendamenti 1.18/3 e 1.18/6. La Commissione respinge quindi a maggioranza i subemendamenti 1.18/2 e 1.18/4, in unica votazione perché di contenuto identico. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) aggiunge la propria firma al subemendamento 1.18/7 e a tutti gli altri a firma del senatore Cangini ; riformula quindi tale emendamento in un testo 2, che diventa identico ai subemendamenti 1.18/5 (testo 2) e 1.18/8 e, conseguentemente, riceve il parere favorevole di relatore e Governo. Le due riformulazioni sono pubblicate in allegato.