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come riportato dagli organi di stampa locali, dai quotidiani on line , nonché come rivendicato dagli stessi responsabili, una delegazione di Fratelli d'Italia, composta tra gli altri dalla responsabile nazionale Sanità e da almeno un esponente eletto nel Consiglio comunale, avrebbe affisso lo striscione di prima mattina con l'obiettivo di associare strumentalmente il Partito democratico alla tragica vicenda che nel comune di Bibbiano ha visto coinvolte alcune onlus e operatori socio sanitari accusati di fatti particolarmente gravi, ma non già alcun esponente del Partito democratico, si chiede di sapere: come sia stato possibile che una tale iniziativa, non autorizzata e abusiva, si sia svolta in assoluta libertà senza alcun intervento tempestivo delle forze dell'ordine, nonostante l'orario mattutino e nonostante gli autori fossero esponenti politici ben riconoscibili; per quale motivo siano trascorse diverse ore tra la denuncia del fatto e la rimozione dello striscione da parte degli agenti della Polizia; se il Ministro in indirizzo, che in qualità di responsabile dell'ordine pubblico ha ritenuto di far rimuovere più volte alcuni striscioni affissi ai balconi di appartamenti privati soltanto perché esprimevano una contestazione, peraltro non ingiuriosa, rivolta nei suoi confronti in qualità di capo politico della Lega, non ritenga necessaria una maggiore vigilanza affinché non si ripetano episodi come quelli esposti premessa, ove all'affissione abusiva di striscioni si accompagnano allusioni e accuse false, prive di alcun riscontro e gravemente lesive dell'onorabilità di un partito politico e dei suoi esponenti. Atto n. 4-02032 STABILE Al Ministro dell'interno Premesso che: tra i molteplici compiti istituzionali relativi al soccorso pubblico, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stato affidato anche il soccorso tecnico urgente nelle acque interne e nel mare territoriale (decreto legislativo n. 139 del 1906) che va a coadiuvare il servizio SAR svolto dalla Guardia costiera e a completare il soccorso in mare garantito dallo Stato; per svolgere tale attività, oltre ai mezzi minori dislocati in tutti i comandi costieri, il Corpo dei vigili del fuoco è in possesso di una flotta composta da 46 navi di dimensioni medio piccole (da 14 a 28 metri). Le caratteristiche di tali unità sono state individuate principalmente per l'antincendio e il soccorso tecnico, e sono delle ottime "piattaforme logistiche" di lavoro anche per i sommozzatori del Corpo e per ogni altro team operativo, che abbia bisogno di operare in mare. Esse sono dislocate nei 24 porti di massimo traffico sparsi sul territorio nazionale, in modo da riuscire a servire quasi tutta la costa italiana. Il personale assegnato a queste unità navali è inquadrato nella specialità nautica del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ed è abilitato alla condotta e al comando delle suddette unità navali impiegate per il soccorso nelle acque territoriali italiane; il personale imbarcato a bordo di queste unità è suddiviso nei ruoli di coperta e di macchina, indispensabili per assicurare l'operatività del mezzo navale. A seconda della categoria attribuita al nucleo, viene distribuito un organico che può essere di 24 unità (6 specialisti per turno) oppure 28 (7 specialisti per turno) e tale numero è strettamente connesso alla operatività dell'imbarcazione Vigili del fuoco assegnata; tuttavia, proprio la cosiddetta "operatività" necessaria a garantire il soccorso, risulta essere oggetto di una gestione non all'altezza di quegli atti (ricadenti agli uffici preposti) che ne permettano la continuità del servizio. A titolo di esempio, una di queste basi operative è nel porto di Trieste, ove presso il distaccamento portuale del porto vecchio è inserito il nucleo nautico dei vigili del fuoco, cui sono assegnate due unità navali (una piccola/veloce, di 12 metri ed una stazzante di 28 metri/125 tonnellate di stazza). Il personale assegnato dal Dipartimento al nucleo nautico di Trieste, suddiviso a sua volta in 4 turni, dovrebbe contare un totale di 28 unità specialistiche (ed in prossimo futuro più 2 ispettori); attualmente, però, sono ivi presenti soltanto 23 specialisti operativi e la notevole carenza è da attribuire anche allo spostamento di personale in altre sedi nazionali, spostamento conseguente agli ordinari passaggi di qualifica. A tal proposito va rilevato che la "qualifica" Vigili del fuoco nel settore specialistico nautico non va ad incidere sulle funzioni di bordo: ciò che conta sono le figure dello specialista di coperta e di macchine prescindendo dunque dalla qualifica di Vigili del fuoco. Lo spostamento fra sede e sede, a colmare i posti dei qualificati previsti in pianta organica, risulta quindi essere problematico per il servizio, in quanto al nucleo si destabilizza una situazione organica appena sufficiente, faticosamente raggiunta nel tempo; il Conapo, sindacato autonomo dei Corpo dei vigili del fuoco, ha più volte richiamato l'attenzione sulle criticità di codesto settore speciale, sia da un punto di vista organizzativo, che specificatamente professionale. Il tutto proteso alla garanzia dell'efficienza di un servizio disposto, come visto, dalla normativa, nonché per la sicurezza di chi presta il soccorso, come pure per chi lo riceve, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e in caso affermativo quali provvedimenti intenda intraprendere e in quali tempi per ripristinare l'operatività dei nuclei nautici dei Vigili del fuoco presenti nei porti italiani e in particolare nel porto di Trieste, per garantire il del Corpo dei vigili del fuoco tecnico urgente nelle acquee territoriali; se intenda, considerata la carenza di personale specializzato, attivare con urgenza dei corsi di formazione specifici per nuovi specialisti nautici; se non ritenga di dover adottare un regolamento nautico per i Vigili del fuoco che garantisca dettagliatamente le competenze, la formazione professionale individuale e l'organizzazione generale, tale da non far ricadere il settore in situazioni di totale assenza dello specifico soccorso in mare. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-01082 del senatore Malan, su un'operazione di sottrazione di minore alla famiglia da parte delle forze dell'ordine ; 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio): 3-01079 della senatrice Papatheu, sugli investimenti per lo sviluppo del Sud Italia; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-01077 e 3-01078 della senatrice Papatheu, rispettivamente sul consistente fondo dei conti correnti dormienti e degli assegni non riscossi nella disponibilità dello Stato e sulle alienazioni di beni immobili dello Stato; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-01083 del senatore Malan, sull'autorizzazione agli scali a Malpensa e Fiumicino della compagnia iraniana "Mahan Air";