[pronunce]

Con specifico riferimento all'art. 18, secondo comma, del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, si sottolinea che la regola del maggiorascato, in linea con quanto evidenziato dalla sentenza di questa Corte n. 193 del 2017, deve essere giudicata secondo una prospettiva attenta alla evoluzione economico-sociale e a quella normativa del maso chiuso; di conseguenza, l'automatismo della maggiore età si porrebbe in contrasto con i principi ispiratori e fondamentali di tale istituto, il che andrebbe a riverberarsi sull'irragionevolezza, ai sensi dell'art. 3 Cost., della norma censurata indicata. 7.- Il 21 dicembre 2020 la difesa di F. J. B. ha depositato una memoria in cui ribadisce alcune delle argomentazioni già spese a favore dell'infondatezza della questione di legittimità costituzionale del censurato art. 18, secondo comma. In particolare, insiste sulla ragionevolezza del criterio preferenziale basato sull'età e comunque sostiene che l'esame di legittimità debba essere condotto in un'ottica storica, «riferita al momento dell'apertura della successione (1967)»; questo perché l'assuntore del maso chiuso è considerato diretto ed immediato successore del de cuius, perciò è come se fosse diventato assuntore già nel 1967, quando - a dire di tale difesa - il criterio del maggiorascato non era superato, né era stato dichiarato costituzionalmente illegittimo. 8.- Il 23 dicembre 2020 la difesa di G. L. B. ha depositato memoria illustrativa in replica alle eccezioni di irrilevanza, riferite alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 18, secondo comma, del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, adducendo che tutti gli argomenti enunciati atterrebbero a questioni di merito, di spettanza del giudice civile ed estranei rispetto all'ammissibilità del giudizio di costituzionalità. In sintesi, con specifico riferimento all'art. 19 del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, si deduce che la norma riguarda chi sia proprietario al momento della devoluzione e che, in ogni caso, essa contempla un impedimento superabile, ove solo il titolare del diritto di assunzione, che sia già proprietario di altro maso, sia disponibile a cederlo al prezzo di cui all'art. 25, primo comma, del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, per preservare il diritto che gli spetta iure successionis. Una simile disponibilità sarebbe stata sempre manifestata dal resistente con riguardo al maso «S.», onde poter conseguire la proprietà del maso «L.». Quanto al riferimento all'art. 14, comma 1, lettera g), della legge prov. Bolzano n. 17 del 2001, parimenti invocato per escludere la rilevanza della questione di legittimità dell'art. 18, secondo comma del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, la difesa di G. L. B. precisa che l'eventuale declaratoria di illegittimità costituzionale di quest'ultima disposizione potrebbe estendersi, in via conseguenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953 n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), anche all'art. 14, comma 1, lettera g), della legge prov. Bolzano n. 17 del 2001, rimasto in vigore sino alla sua abrogazione da parte della legge prov. Bolzano n. 2 del 2010.1.- Il Tribunale ordinario di Bolzano dubita della legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3, primo comma, della Costituzione, dell'art. 18, secondo comma, del decreto del Presidente della Provincia di Bolzano 7 febbraio 1962, n. 8 (Approvazione del testo unico delle leggi provinciali sull'ordinamento dei masi chiusi nella Provincia di Bolzano), nella parte in cui prevede che, tra i chiamati alla successione nello stesso grado, la preferenza per l'assunzione di un maso chiuso spetti al più anziano. Il Tribunale sospetta, inoltre, l'illegittimità costituzionale dell'art. 25, primo comma, del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, sia per contrasto con l'art. 3 Cost., perché porrebbe un criterio di calcolo del prezzo di assunzione che «irragionevolmente conduce alla determinazione di un importo esiguo e del tutto disancorato dal valore di mercato del bene», configurando, altresì, una irragionevole disparità di trattamento rispetto a situazioni analoghe regolate dalla successiva legge della Provincia autonoma di Bolzano 28 novembre 2001, n. 17 (Legge sui masi chiusi), sostituiva del Testo unico censurato; sia per contrasto con l'art. 42 Cost., in quanto «il criterio comporterebbe un rilevantissimo sacrificio delle legittime ragioni degli eredi ab intestato non assuntori del maso». 1.2.- Si sono costituiti in giudizio il primogenito F. J. B., ricorrente nel procedimento principale, e il fratello minore, G. L. B., resistente nello stesso giudizio. Il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano non è intervenuto. Il fratello minore insiste per la dichiarazione di fondatezza di ambo le questioni. Il primogenito, viceversa, solleva due eccezioni di inammissibilità per irrilevanza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18, secondo comma, del d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962 e, in subordine, insiste per l'infondatezza della questione sollevata in relazione alla medesima disposizione. 2.- Sotto il profilo della rilevanza delle questioni di legittimità costituzionale, in ragione della disciplina operante ratione temporis, il Tribunale rimettente espone di dover applicare il d. Pres. prov. Bolzano n. 8 del 1962, in quanto diritto sostanziale vigente al momento dell'apertura della successione. 2.1.- Il riferimento a tale momento per individuare, ai sensi degli artt. 10 e 11 delle Preleggi, la disciplina chiamata a regolare l'assunzione, a seguito di successione legittima, viene suffragato dalla sentenza n. 193 del 2017 di questa Corte e trova, altresì, conforto negli artt. 21 e 23, comma 2, lettera j), del regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e all'accettazione e all'esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo: tali disposizioni individuano il locus della legge applicabile alle divisioni ereditarie in quello dell'apertura della successione, sicché, indirettamente, forniscono una possibile indicazione anche relativamente al tempus. Del resto, la stessa giurisprudenza di legittimità e la dottrina prevalente hanno sinora condiviso che, per individuare la legge applicabile ratione temporis alla divisione ereditaria, e di riflesso all'assunzione, occorra fare riferimento a quella vigente al momento dell'apertura della successione (ex multis, Corte di cassazione, sezione terza civile, sentenza 25 marzo 2016, n. 5950;