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E dobbiamo dire ai cittadini italiani di rispondere positivamente alla chiamata della Croce Rossa o delle Regioni, perché è importante ritrovare tutti insieme il senso civico che ci è proprio. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. CASTELLONE, relatrice . Signor Presidente, farò solo qualche breve commento. Ieri abbiamo chiarito la differenza tra test molecolari e test sierologici. Abbiamo detto come, alla fase di tracciamento, debba seguire quella del testing e come il testing debba essere fatto utilizzando test molecolari, che sono quelli che hanno la capacità di individuare la presenza del virus nell'organismo. Abbiamo anche detto, però, come siano utili i test sierologici a fine di indagini epidemiologiche. Ed è proprio questo il senso del provvedimento in esame, un provvedimento che dà luce allo studio di sieroprevalenza del Ministero della salute, che è già partito il 25 maggio. Quali sono i punti di forza di questo studio? Forse non sono chiari a tutti, avendo ascoltato dei commenti che, in effetti, vanno in direzione opposta. Innanzitutto si tratta di un protocollo multicentrico, organizzato in strati di aggregazione. Come abbiamo detto, il campione è selezionato dall'Istat con criteri rappresentativi di tutta la popolazione italiana. Tra l'altro, vorrei sottolineare che è scelto anche in base alle stime di prevalenza. Ad esempio, nelle Province in cui si stima una maggiore prevalenza del virus, il campione è più ampio. Questo protocollo multicentrico, suddiviso in strati di aggregazione, permette di selezionare un campione proveniente da 2.000 Comuni italiani, suddiviso per genere e attività lavorativa, nel quale sono inclusi anche gli operatori sanitari, e dico questo in risposta ad alcuni degli emendamenti presentati dalle opposizioni. Chiaramente in uno studio che ha una finalità di sieroprevalenza non si possono includere tutti gli operatori sanitari, che rappresentano una popolazione a rischio di contagio, perché il campione verrebbe falsato. Un altro punto di forza importante è la creazione di una biobanca di campioni. In quest'Assemblea sentiamo spesso parlare di ricerca e dobbiamo essere contenti quando, nei fatti, viene potenziata la ricerca. In questo caso, l'istituzione di una biobanca è certamente un punto di forza per la ricerca contro il virus SARS-Cov-2, perché i campioni, proprio perché longitudinali (ovvero utilizzabili anche in futuro), permetteranno una comparazione tra lo stato attuale dell'immunità della popolazione italiana e quello futuro. C'è un altro aspetto importante che desidero sottolineare. Un'indagine identica è già stata attuata in diversi Paesi europei - come Spagna e Svezia - esattamente con le stesse modalità. Questo test è stato scelto perché ha un'altissima sensibilità e specificità e tra l'altro, per chi non lo sapesse, è oggetto di un lavoro pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale su un campione molto vasto di soggetti (addirittura 1.000 individui). C'è chi chiedeva perché si è utilizzata la Croce Rossa italiana. In realtà, sono state proprio le Regioni a chiedere di affidare questo compito a un ente terzo non solo per standardizzare le procedure, ma anche perché esse hanno carenza di organico, soprattutto nei dipartimenti di prevenzione. Abbiamo detto che lo studio è partito il 25 maggio scorso e, di tutte le Regioni, solo quattro sono riuscite a utilizzare il proprio personale nei dipartimenti di prevenzione. Questo è il motivo per cui avevamo presentato un emendamento, purtroppo dichiarato inammissibile, che prevedeva la stabilizzazione del personale precario della sanità. Mancano gli operatori sanitari - lo diciamo sempre - eppure non riusciamo a raggiungere l'obiettivo della stabilizzazione di chi lavora da anni e ha garantito la tenuta del nostro Sistema sanitario nazionale anche in questa emergenza. La senatrice Binetti ha commentato la bocciatura di molti degli emendamenti presentati. A tal proposito, ribadisco che essi prevedevano l'inserimento di norme già previste nella legislazione vigente in materia di tutela della privacy , oppure di inserire all'interno del campione una popolazione (come ad esempio quella degli operatori sanitari) che lo avrebbe falsato, sottolineo peraltro che all'interno di questo campione gli operatori sanitari sono una delle classi lavorative già previste. A chi infine ha detto - mi riferisco in particolare alla senatrice Fregolent - che si sarebbero potute utilizzare le altre banche, vorrei ribadire ancora una volta che uno degli impegni contenuti nell'ordine del giorno approvato ieri è proprio la creazione di una piattaforma presso il Ministero della salute che serva a coordinare le varie banche di raccolta dati finora istituite. Sottolineo che, al momento, le Regioni stanno generalmente effettuando test sierologici, ma su campioni selezionati (ad esempio gli operatori sanitari e i residenti delle residenze sanitarie assistenziali). Quindi, uno studio di sieroprevalenza che deve fotografare tutta la popolazione italiana non può includere solo il campione delle RSA o solo quello degli operatori sanitari. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, innanzitutto colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato al provvedimento che oggi arriva in Aula. Ringrazio quindi la Commissione igiene e sanità per i lavori che ha svolto con la massima correttezza e armonia. Ringrazio i Gruppi parlamentari e Governo e Parlamento per il confronto che hanno posto in essere. Tutto questo ci consente oggi di avviare in Assemblea l'esame di un provvedimento di significativa rilevanza, ulteriormente migliorato rispetto al testo deliberato dal Governo. Ringrazio pertanto, a nome del Governo, il Presidente della 12 a Commissione, senatore Collina, e la relatrice, senatrice Castellone, che si sono adoperati con il massimo livello di professionalità e competenza, così come tutti i membri della Commissione igiene e sanità. Un apprezzamento particolare va anche al lavoro svolto dagli uffici delle Commissioni. Nel merito, il decreto-legge in oggetto è motivato dall'assoluta necessità di disporre con urgenza studi epidemiologici e statistiche affidabili e complete sullo stato immunitario della popolazione, che a oggi è ignoto, anche in ragione della consapevolezza delle difficoltà di valutare la frazione di infezioni da Covid-19 paucisintomatiche o asintomatiche che non richiedono assistenza medica, mentre fino ad oggi la sorveglianza epidemiologica si è concentrata principalmente sui pazienti che hanno fatto ricorso al Servizio sanitario nazionale, perché sintomatici, sospetti o contatti ad alto rischio di casi confermati in gruppi di popolazione specifici, ad esempio gli operatori sanitari. La comunità scientifica ritiene necessario acquisire informazioni sulle caratteristiche epidemiologiche e sierologiche fondamentali, tuttora poco conosciute, ma indispensabili per garantire la protezione dall'emergenza sanitaria in atto e - come poc'anzi rilevato - anche per l'eventuale possibilità di una seconda ondata. In sintesi, i risultati dell'indagine di sieroprevalenza condotta costituiranno un'utile guida per le decisioni strategiche di carattere sociosanitario che dovranno essere prese nei prossimi mesi. Non solo: