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Introduzione dell'insegnamento curricolare di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, allargamento della partecipazione degli studenti agli organi collegiali della scuola, nonché reintroduzione del voto in condotta. Onorevoli Senatori. – I fatti di cronaca che siamo costretti a leggere tutti i giorni, e più in generale la consapevolezza del ruolo fondamentale delle nostre istituzioni scolastiche nel percorso di formazione e di crescita dei nostri bambini e ragazzi, impongono un urgente ripensamento delle modalità di insegnamento delle competenze di Cittadinanza e Costituzione nelle scuole, attualmente disciplinate dal decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169. Bullismo, cyberbullismo, educazione alla legalità e contrasto alle mafie, educazione ambientale, educazione stradale, conoscenza e rispetto delle istituzioni, coesione sociale, avvicinamento al mondo del volontariato, educazione al bello, non sono temi che possono essere rinchiusi e limitati in progetti una tantum o in iniziative singole e sporadiche. Oggi, di fatto, l'educazione civica nelle scuole non viene più insegnata e, a 60 anni esatti dalla lungimirante decisione di Aldo Moro che da ministro della Pubblica istruzione la volle come materia obbligatoria nelle scuole medie e superiori, è venuto il momento di intervenire in maniera strutturata e definitiva. I tentativi messi in atto nel passato («educazione alla convivenza democratica», «educazione civica e cultura costituzionale», «educazione alla convivenza civile» e, per finire, «cittadinanza e Costituzione») si sono rivelati tiepide manovre di rianimazione che non hanno mai inciso concretamente nella formazione di un senso e di una educazione civica nei e per i nostri ragazzi. E, ad oggi, poco più di un ragazzo su dieci conosce sommariamente i contenuti della Costituzione. Lo scenario su cui si vuole intervenire è seriamente preoccupante. Uno studio di Corecom Lombardia, Lazio e Campania, Università Cattolica di Milano, La Sapienza e LUMSA di Roma e Federico II di Napoli, ha rilevato che tra i giovani tra gli 11 e i 18 anni il fenomeno del bullismo colpisce il 27,8 per cento di essi ed è al primo posto nella classifica dei rischi connessi al comportamento dei giovani sul web , seguito dal sexting (20,1 per cento) e dall'abuso dei dati personali (24 per cento). Già nel 2014 uno studio del Corecom Lombardia aveva fatto emergere il numero impressionante di almeno 70.000 studenti lombardi (l'8 per cento del totale) che era stato in qualche modo colpito da fenomeni di cyberbullismo o cattiva web reputation . I recenti episodi di bullismo nei confronti anche dei docenti o le notizie di insegnanti aggrediti dai genitori non hanno fatto altro che confermare l'emergenza educativa. Non solo, in Italia – secondo i dati che sono stati presentati dall'istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente usando come fonti l'Osservatorio europeo sulle droghe, Doxa, Istat, Nomisma e Unipol – il 20 per cento dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici, il 16 per cento fuma fino al compimento dei 24 anni e il 19 per cento ha consumato cannabis nell'arco di un anno. Inoltre è del 49 per cento la percentuale dei giovani tra i 14 e i 19 anni che hanno giocato d'azzardo almeno una volta all'anno. L'insegnamento non deve, però, avere esclusivamente una finalità preventiva ma deve, ad esempio, farsi carico di avvicinare i giovani alla conoscenza delle istituzioni, all'inserimento nel mondo del volontariato, all'integrazione con le persone con disabilità, alla partecipazione a forme vere di cittadinanza attiva fino alle forme prioritarie di educazione alla legalità. L'articolo 1 prevede l'introduzione dell'educazione civica come materia curricolare con un monte ore annuale di 33 ore. L'articolo 2 stabilisce quali sono gli argomenti oggetto dell'insegnamento nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado e l'adeguata formazione dei docenti: educazione al rispetto delle persone, educazione al rispetto dell'ambiente e della natura, educazione alla legalità, insegnamento delle regole comportamentali; educazione al bello; insegnamento, adeguato all'età evolutiva, anche attraverso attività ludiche che ne simulino il funzionamento, delle principali regole istituzionali italiane ed europee. Nella scuola secondaria di secondo grado, l'insegnamento si basa sui medesimi temi della scuola primaria e secondaria di primo grado, con particolare approfondimento dei temi attinenti alle istituzioni italiane ed europee, ai diritti e alle libertà fondamentali, nonché alle regole democratiche. Con l'articolo 3 si introduce il premio Educazione civica con lo scopo di individuare le esperienze migliori per ogni ordine e grado di istruzione per diffonderle in tutto il sistema scolastico nazionale. Con l'articolo 4 si intende istituire un meccanismo di rappresentanza e di educazione alla cittadinanza, come ampliamento pratico dell'insegnamento di educazione civica per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, attraverso l'elezione di propri rappresentanti nei consigli di classe. Il consiglio di classe è composto da tutti i docenti della classe integrato da due rappresentanti dei genitori e da due rappresentanti degli studenti, che avranno il compito di agevolare il dialogo fra la classe e i suoi professori, si faranno interpreti di specifiche richieste dei compagni, segnaleranno eventuali episodi ed atti di prevaricazione a danno degli studenti. Per l'elezione dei rappresentanti degli studenti si applicano le norme previste dall'ordinanza ministeriale n. 215 del 1991. Ovviamente per le elementari l'elettorato passivo sarà riservato ai ragazzi della classe quinta anche se anticipatari, vista la maturità necessaria per recepire e farsi portatori di interessi altrui, mentre l'elettorato attivo, in fase di prima applicazione sperimentale, il primo anno si applicherà agli alunni di tutte le classi, con l'intento di creare una partecipazione più ampia possibile degli studenti, fin dai primi anni, alla vita della scuola, intesa come educazione alla democrazia, per comprendere come migliorare la scuola stessa in tutti i suoi aspetti attraverso l'azione dei propri rappresentanti. La figura del rappresentatane degli studenti si ritiene essere di particolare importanza nella prevenzione e nel contrasto di tutti quei fenomeni diseducativi in crescita esponenziale nelle scuole, anche nei gradi inferiori. Questa figura intermedia tra l'alunno e il mondo degli adulti (professori e genitori), oltre a rendersi interprete di tutte le necessità portate dai suoi compagni, potrà più facilmente costituire un riferimento per gli studenti, un proprio simile al quale riuscire ad esternare più facilmente, senza paura e vergogna, eventuali episodi di violenza o sopraffazione subiti in ambito scolastico.