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GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, come lei sa, la nostra Capogruppo, senatrice Bernini, ha sollecitato più volte in Conferenza dei Capigruppo (e anche nell'ultima) la definizione dei casi riguardanti la Giunta delle elezioni e l'Assemblea del Senato nella sua composizione e plenum . I casi sono quattro e diversi tra loro: uno riguarda la scomparsa di un senatore, un altro i rappresentanti eletti dagli italiani all'estero e gli altri due questioni complesse. Il Gruppo Forza Italia conferma, anche in Aula, così come nella Conferenza dei Capigruppo, la sua posizione favorevole al calendario dei lavori. A nome del Gruppo ribadisco la posizione già espressa in Conferenza dei Capigruppo dalla capogruppo Bernini sul calendario, ma non posso far finta di non essermi occupato, in funzione istituzionale, di queste vicende. Desidero dire ai colleghi che ci sono alcune questioni controverse che la Giunta ha affidato all'Assemblea quattordici mesi fa. Sarà poi l'Assemblea a decidere liberamente e non ho alcuna intenzione di entrare nel merito in questa fase. Anche il senatore Zanda, che ha una collocazione politica diversa dalla mia, lo ha ricordato con l'onestà intellettuale che lo caratterizza. È intervenuta la senatrice Evangelista, che fa parte della Giunta, in cui siamo in 23. In questa legislatura la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha affrontato tutti i casi che le sono stati deferiti, spesso anche delicati, con vicende che hanno investito il Governo, singoli colleghi e situazioni elettorali. Noi abbiamo mandato alla Presidenza quattordici mesi fa alcuni casi (altri successivamente) e mi risulta che la Presidenza abbia sollecitato i Gruppi a prendere una decisione. Poi si sono aggiunte altre vicende, tra cui quella del senatore purtroppo mancato l'estate scorsa e anche in quel caso, con una discussione faticosa, la Giunta ha deferito la questione alla Presidenza. Ora si parla di non assumere decisioni dopo che da quattordici mesi i provvedimenti in questione sono giacenti presso la Conferenza dei Capigruppo che è l'organo che approva il calendario dei lavori. Mi permetto di fare mie alcune considerazioni che ho ascoltato e desidero aggiungere una riflessione. Questa mattina insieme al mio omologo della Camera dei deputati, onorevole Giachetti, ho incontrato una delegazione dell'OSCE, che compie delle visite presso i Parlamenti, facendo delle verifiche sulle regole esistenti nei Paesi. L'incontro di questa mattina verteva sulla legge elettorale. Vorrei richiamare l'attenzione del senatore Zanda che questa cosa non sa. Stamattina i rappresentanti dell'OSCE, che con Giachetti - tutti lo conoscete - abbiamo incontrato alla Camera, ci hanno chiesto informazioni sulle procedure elettorali e in merito a chi decide le contestazioni. Io e il collega Giachetti abbiamo spiegato il concetto dell'autodichia ai funzionari dell'OSCE, dicendo che la nostra Costituzione all'articolo 66 assegna al Parlamento, in ultima istanza, la decisione sulle contestazioni. Ciò è talmente vero che in un altro caso controverso di questa legislatura un collega si è rivolto alla Corte costituzionale non condividendo la decisione dell'Assemblea e la Consulta ha deciso che il ricorso era inammissibile, restituendo al Parlamento la palla. Il Parlamento deve quindi decidere su questi casi e sarà l'Assemblea a decidere come ritiene. Molte delle votazioni avvengono anche con voto segreto. La non decisione impedisce che l'autodichia, che è uno degli ultimi ruoli residui che il Parlamento ha riservato a se stesso, si eserciti. E se un potere, un ruolo, una responsabilità non si esercita, è giusto che la si perda. Ci sono inoltre altre questioni che pendono da tempo: le norme vigenti, la regola della Costituzione, il plenum dell'Assemblea, la correttezza delle procedure. Non è solo il calendario da confermare con questo voto, ma un iter della democrazia. Il Parlamento è poi sovrano e deciderà nel merito quello che ritiene nella libertà che deve rivendicare, ma anche nei poteri che ha il dovere di esercitare. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il mio intervento sarà irrituale, ma il problema qui oggi non è la discussione assolutamente rispettabile su quanto abbiamo deciso e discusso all'interno della Conferenza dei Capigruppo e sull'importanza di portare in Assemblea i provvedimenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Abbiamo un altro problema, Presidente. Domani - come potete vedere nel calendario pubblicato - alcuni Gruppi hanno in programma l'incontro con il Presidente del Consiglio. Credo si cominci la mattina alle ore 10 con il Gruppo Autonomie e la componente Coraggio Italia. Seguiranno poi Italia Viva e Liberi e Uguali. In tutto questo segnalo un problema sul decreto fiscale. Presidente, a prescindere dall'intervento del Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e del presidente Zanda, che hanno espresso le loro opinioni, abbiamo un problema di calendario. Il Presidente della Commissione ci dirà se stasera riusciranno a concludere l'esame del provvedimento. Comunque, trattandosi di un decreto-legge, al limite dovrebbe arrivare domani mattina per iniziare la discussione generale. Si potrebbe fare però solo la discussione perché comunque mancherebbero alcuni Gruppi. L'esame del provvedimento dovrà poi proseguire. Mi permetto quindi di avanzare una proposta forse irrituale: più che votare ora, forse dovremmo trovare in Conferenza dei Capigruppo la possibilità di mettere in piedi quello che definisco un incastro. Abbiamo anzitutto la priorità del decreto fiscale e poi il fatto che durante l'esame di alcuni provvedimenti della Giunta - al di là di come ognuno la possa pensare sull'opportunità o meno - dei Gruppi potrebbero non essere qui presenti nella loro votazione. Le chiedo allora, signor Presidente, di poterci fermare - non so come - su questa votazione e affrontare i problemi effettivi che avremo nella giornata di domani sul calendario. Il quadro è cambiato rispetto a quello che avevamo deciso la scorsa settimana. FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei semplicemente ribadire quanto espresso dalla senatrice De Petris. Il mio Gruppo è stato convocato domani alle ore 15,30 dal presidente Draghi. Al di là del voto che si esprimerà oggi, in coerenza con quanto espresso in Conferenza dei Capigruppo, si pone il problema di come andare avanti per poter consentire a tutti i Gruppi di poter partecipare nella loro interezza al tema che riguarda quanto detto dai senatori Gasparri e Zanda. PRESIDENTE . Rispetto al calendario che era già stato definito dalla Conferenza dei Capigruppo e approvato a maggioranza, c'è la proposta alternativa dei senatori Romeo e Faraone che prevede che la settimana corrente comunque proseguano i lavori sul decreto fiscale e che quindi le relazioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari siano rinviate ad altra data.