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la legge n. 10 del 2013, oltre a dettare regole per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, ha potenziato, con il suo art. 7 dedicato alla tutela degli alberi monumentali e con il relativo decreto attuativo 23 ottobre 2014, il preesistente quadro legislativo in materia, caratterizzato per lo più da una serie di norme regionali promulgate a partire dal 1977 e dal disposto del decreto legislativo n. 63/2008, di modifica del decreto legislativo n. 42 del 2004, il quale include tra i beni paesaggistici, oltre alle cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, anche gli "alberi monumentali", garantendo loro, quindi, specifica tutela di tipo paesaggistico; la suddetta legge, oltre a fornire una definizione dell'albero monumentale, che ogni Regione ha l'obbligo di recepire a livello legislativo, stabilisce che: ogni Comune provveda ad effettuare il censimento degli alberi monumentali ricadenti nel territorio di propria competenza, trasmettendone i risultati alle Regioni; le Regioni, dopo opportuna istruttoria delle proposte comunali, redigano un elenco regionale da trasmettere al Corpo forestale dello Stato in modo tale da realizzare un elenco nazionale degli alberi monumentali; il Corpo forestale dello Stato gestisca, aggiorni e pubblicizzi sul proprio sito internet tale elenco; in caso di inadempienza o di inerzia persistente delle Regioni, si attivino poteri sostitutivi da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Al fine di garantire la massima tutela agli esemplari monumentali, la legge ne vieta l'abbattimento e le modifiche dei relativi apparati, riservando la possibilità di effettuare interventi di tale tipo solo a casi motivati e improcrastinabili, a fronte di autorizzazione comunale e previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato (oggi sostituito per la particolare competenza dalla Direzione generale delle foreste del Ministero delle politiche agricole per effetto del decreto legislativo n. 177 del 2016), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano che sia stata data attuazione in maniera adeguata all'articolo 7 della legge n. 10 del 2013, in particolare relativamente all'attivazione dell' iter burocratico per l'inserimento dell'antica quercia "fragno" nell'elenco degli alberi monumentali della Puglia; se intendano intervenire, nelle sedi di competenza, per contenere l'espianto di alberi evitando lo stravolgimento agricolo-paesaggistico dell'intero territorio della provincia a sudest di Bari, in particolare della zona compresa tra Conversano e Turi. Atto n. 4-05748 ORTIS ANGRISANI CORRADO LEONE VANIN COLTORTI BOTTO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: secondo quanto reso noto dal Ministero della giustizia di Rabat, e ripreso poi dagli organi di stampa italiani, il 28 giugno una connazionale sarebbe stata condannata a tre anni e mezzo di carcere, oltre che a una multa di 50.000 dirham, pari a 4.700 euro, per "vilipendio alla religione", aggravata dalla "diffusione via social media"; ossia, quasi il massimo previsto in Marocco per questo reato (5 anni); nel 2019 la ventitreenne, nata a Vimercate (Monza e Brianza) da genitori marocchini, e studentessa a Marsiglia, aveva descritto, attraverso un post su "Facebook", «il versetto coranico 'Kautar', quello in cui si obbligano i musulmani al sacrificio, come 'versetto del whiskey'» (si legga "'Ha offeso l'Islam con una vignetta': 23enne italo-marocchina arrestata a Rabat e condannata a tre anni", su "il Fatto Quotidiano" il 1° luglio 2021). Il post , dopo aver ricevuto molti commenti ingiuriosi, era stato immediatamente cancellato. Eppure, la giovane non aveva evitato la denuncia di "un'associazione a carattere religioso"; lo scorso 20 giugno 2021, a due anni dal fatto, la ragazza è partita da Marsiglia alla volta del Marocco "per passare le vacanze con una parte della famiglia di origine in occasione del 21 luglio, quando si festeggia il Sacrificio, una delle massime ricorrenze dell'Islam"; appena atterrata, è stata immediatamente arrestata e trasferita "nel carcere dell'Oudaya a qualche chilometro da Marrakech", la città dove in questi due anni è stato formalizzato il dossier dell'accusa. Il 28 giugno, quindi, la condanna; considerato che fonti di stampa dicono che l'ambasciata italiana in Marocco starebbe seguendo da vicino il caso, e che sarebbe stata avanzata la richiesta per una visita consolare nel penitenziario, si chiede di sapere quali iniziative si stia mettendo in atto per tutelare la nostra concittadina. Atto n. 4-05749 NUGNES FATTORI LA MURA Ai Ministri della transizione ecologica e dell'interno Premesso che: la Regione Campania in data 12 maggio 2016, prima della proposta di aggiornamento del piano regionale dei rifiuti urbani, pubblicava un avviso destinato ai singoli Comuni, escludendo gli ambiti territoriali ottimali (ATO), per la localizzazione di impianti industriali di trattamento della frazione organica rifiuti solidi urbani (FORSU) di tipo aerobico o integrati del tipo "anaerobici-aerobici", per la produzione di energia, pari a un trattamento di 30.000 tonnellate annue; in data 13 settembre 2016, in provincia di Avellino, i soli Comuni che rispondevano alla manifestazione d'interesse erano: a) Montella, che si candidava alla localizzazione d'impianti sul proprio territorio in un'area "ASI" riconosciuta come compatibile giacché parte del piano regionale territoriale; b) Conza della Campania (che successivamente ritirerà la propria disponibilità); c) Chianche; quest'ultimo Comune indicava nella proposta di candidatura un'area, localizzata in un PIP urbanisticamente scaduto da oltre 30 anni, mai realizzato e per giunta oggetto di un successivo sequestro da parte delle autorità giudiziarie per motivi ambientali; l'area risulta parte integrante dell'areale di pregio del vino a DOCG del "Greco di Tufo", unica economia territoriale esistente e intorno alla quale si sta delineando un importante sviluppo del settore vitivinicolo e della filiera enoturistica, posta in buona parte entro i limiti di rispetto del contiguo bacino del fiume Sabato, geo-morfologicamente tanto preziosa quanto delicata in quanto continuamente interessata da eventi franosi e alluvionali; considerato che: il sindaco di Chianche, architetto Carlo Grillo, nonostante le oggettive implicazioni della realizzazione di un impianto industriale sull'ambiente, con evidenti ricadute territoriali sovracomunali, attuava proprie scelte attraverso l'adozione di atti monocratici senza coinvolgere il Consiglio comunale, tantomeno i Comuni limitrofi attraverso una conferenza dei servizi, la popolazione locale e gli operatori della filiera enologica fortemente presenti nell'areale, anche in forme organizzate associative territoriali e consortili provinciali, relegandola alla stregua di un'ordinaria opera pubblica municipale;