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Se è stipulato a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recederne in qualsiasi momento, dandone avviso scritto all'altra parte. Articolo 2134. - (Commissione di garanzia per le collaborazioni di pubblica utilità). -- (1) L'ente organizzatore istituisce una commissione composta in tre parti uguali da rappresentanti propri e da rappresentanti delle associazioni sindacali e imprenditoriali maggiormente rappresentative nel territorio dell'ente stesso, secondo il criterio di cui all'articolo 2064, secondo e settimo comma, per il controllo circa l'utilizzazione corretta dei contratti di cui agli articoli 2132 e 2133. (2) L'ente organizzatore è tenuto a fornire alla commissione di cui al primo comma i contratti di cui agli articoli 2132 e 2133 stipulati e tutte le informazioni di cui dispone in proposito. La commissione ha accesso ai luoghi dove i servizi oggetto dei contratti stessi vengono svolti e può svolgere indagini in proposito, direttamente o per il tramite dell'Ispettorato del lavoro». Art. 2. 1. L'articolo 2222 del codice civile è sostituito dal seguente: «Articolo 2222. - (Contratto di lavoro autonomo). -- (1) È lavoratore autonomo chi si sia obbligato, verso un corrispettivo, a compiere un'opera o un servizio, o a svolgere continuativamente una attività, con lavoro personale prevalentemente proprio, non soggetto al potere direttivo del creditore. (2) Al rapporto di lavoro autonomo non economicamente dipendente a norma dell'articolo 2094, secondo comma, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto stesso sia diversamente disciplinato nel libro quarto». Art. 3. 1. Al titolo IV del libro quinto del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) il capo I è abrogato; b) il capo II è sostituito dal seguente: « Capo II DEL LAVORO DOMESTICO Articolo 2239. - (Nozione e disciplina applicabile). -- (1) Ai fini della disciplina contenuta in questo titolo, si intende per lavoro domestico la prestazione non occasionale di lavoro personale svolta per una persona fisica o una famiglia presso l'abitazione della stessa, a tempo pieno o a tempo parziale, con o senza convivenza del prestatore con il datore di lavoro, per servizi di pulizia, cucina, accudienza personale, puericultura, compagnia, guida di autovettura, giardinaggio, organizzazione delle attività domestiche, o altri servizi necessari per il funzionamento della casa e della vita familiare. (2) Al lavoro domestico si applica la disciplina comune a tutti i rapporti di lavoro, contenuta nella sezione II del titolo II del capo I. Si applicano inoltre gli articoli 2099, 2100, 2101, 2104, 2105, 2106, 2109, 2110, salvo quanto disposto nell'articolo 2242, 2111, commi secondo, terzo e quarto, 2113, 2114, 2115, 2117, 2121 e 2122, nonché la disciplina contenuta nel presente titolo. Articolo 2240. - (Assunzione e periodo di prova). -- (1) L'assunzione del collaboratore domestico si intende a tempo indeterminato, quando non sia stato pattuito un termine in forma scritta. Si intende inoltre che il rapporto abbia inizio con un periodo di prova della durata di un mese, salva diversa pattuizione tra le parti, che non può comunque prevedere una durata della prova superiore a due mesi. Articolo 2241. - (Orario di lavoro, riposi e ferie) . -- (1) Salva la pattuizione di un orario inferiore, l'orario normale di lavoro è determinato in modo che i periodi di impegno lavorativo effettivo non superino complessivamente le 48 ore settimanali, siano distribuiti in modo da consentire un periodo di riposo di almeno 11 ore consecutive tra ciascuna prestazione giornaliera e la successiva, un giorno pieno di riposo settimanale e una ulteriore mezza giornata di riposo infrasettimanale. (2). Le eventuali prestazioni notturne che si rendano occasionalmente necessarie in aggiunta all'orario di lavoro di cui al primo comma devono essere compensate con riposo corrispondente entro il giorno seguente. Articolo 2242. - (Malattia). -- (1) Nel caso di infermità, il periodo di comporto di cui al primo comma dell'articolo 2110 è ridotto a trenta giorni di calendario, salva diversa disciplina collettiva applicabile. Articolo 2243. - (Recesso). -- (1) Il recesso di ciascuna delle parti è libero, salvo l'obbligo del preavviso di cui al secondo comma. (2). Il termine minimo di preavviso nel caso di licenziamento è di quindici giorni. Lo stesso termine si applica anche nel caso di dimissioni, salva diversa pattuizione individuale o collettiva applicabile. Articolo 2244. - (Previdenza). -- (1) La legge speciale disciplina le assicurazioni obbligatorie di cui agli articoli 2089 e 2090 per i lavoratori domestici». Art. 4. 1. Le disposizioni contenute nella presente legge si applicano a decorrere dal 1º gennaio dell’anno successivo a quello della sua entrata in vigore. Ai rapporti di lavoro costituiti prima della data di entrata in vigore non si applicano le disposizioni contenute negli articoli 2118, 2119 e 2120 del codice civile, come sostituiti dell’articolo 1 della presente legge, mentre continua ad essere applicata la disciplina previgente della materia dei licenziamenti. Art. 5. 1. A decorrere dalla data di cui all'articolo 4, l'Istituto nazionale della previdenza sociale pone a disposizione di tutte le imprese che occupino più di 5 dipendenti una assicurazione contro il rischio di sospensione della prestazione di cui all'articolo 2116, quarto e quinto comma, denominata Cassa integrazione guadagni, con gestione separata, autonomia finanziaria e contribuzione variabile in relazione all’entità dell’utilizzo della provvidenza da parte di ciascuna azienda, determinata in funzione del pareggio di bilancio. Art. 6. 1. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali cura la diffusione capillare e illustrazione, a mezzo stampa, internet e trasmissioni radiofoniche e televisive, delle disposizioni contenute nella presente legge. Art. 7. 1. A decorrere dalla data di cui all'articolo 4 sono abrogati: a) il regio decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473: «Limitazione dell'orario di lavoro per gli operai ed impiegati delle aziende industriali o commerciali di qualunque natura»; b) il regolamento relativo alla limitazione dell'orario di lavoro per gli operai ed impiegati delle aziende industriali o commerciali di qualunque natura di cui al regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955; c) il regio decreto 10 settembre 1923, n. 1957: «Approvazione della tabella indicante le industrie e le lavorazioni per le quali è consentita la facoltà di superare le 8 ore giornaliere o le 48 settimanali di lavoro»; d) il regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657: «Approvazione della tabella indicante le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia alle quali non è applicabile la limitazione dell'orario sancita dall'articolo 1 del regio decreto-legge 15 marzo 1923, n. 69»;