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La voglio ricordare soprattutto così, come una persona solare, coraggiosa, che affronta - lo dico dopo aver guardato la sua ultima conferenza stampa - anche le situazioni più difficili, come lo sono state quelle degli ultimi mesi, con una grande forza e un bel sorriso. Addio, Iole. (Applausi) . VONO (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, oggi è un brutto risveglio per la Calabria e per tutto il Paese perché, quando viene a mancare una donna giovane, coraggiosa e libera, è grave per tutta l'Italia; una donna che si è sempre impegnata a livello nazionale e che adesso stava dando la sua vita - sì, la sua vita - per la Calabria, una Regione difficile, dove fare politica è difficile e dove bisogna essere liberi ed avere un impegno rilevante, costante, quotidiano. E tu, Iole, hai saputo reggere questo impegno malgrado la malattia che ti affliggeva e che tu avevi il coraggio anche di negare sorridendo. Non hai mai perso il coraggio e la tenacia. Sei stata una donna sempre forte negli anni e in quest'ultimo periodo lo sei stata particolarmente, con la capacità di ignorare le provocazioni e le continue aggressioni sociali, in quest'epoca di piccolezze, bassezze e di invidia sociale. Donna non conformista, donna libera e combattente: fra qualche giorno avremmo dovuto essere alla Festa del cinema di Roma, dove portavi un grande progetto per la Calabria, il cortometraggio del regista Gabriele Muccino «Calabria, terra mia». Che questa terra ti sia lieve, Iole. Addio. (Applausi) . MORRA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORRA (M5S) . Signor Presidente, personalmente ho conosciuto Jole Santelli grazie o, se volete, a causa di questa esperienza politica, pur essendo un cittadino della stessa città in cui lei è stata, anche da ultimo, amministratrice. Abbiamo sempre avuto posizioni politicamente diversissime e abbiamo avuto anche contrapposizioni feroci. È stata Vicepresidente della Commissione antimafia e, quindi, ha fatto parte dell'Ufficio di Presidenza, condividendo la responsabilità importantissima di promuovere un'azione di contrasto a dinamiche che sono, evidentemente, non democratiche. Sono l'unico uomo che oggi interviene. Jole Santelli aveva, anzi, ha - mi piace usare il presente - cinquantuno anni, neanche 52, perché a breve li avrebbe compiuti. Jole Santelli è morta per un tumore femminile, in una Regione che, ancora oggi, non riesce a garantire ai suoi abitanti un livello di assistenza dignitoso, soprattutto per pazienti oncologici. Tra l'altro, io conosco personalmente sia le sue compagne di combattimento, che hanno condiviso con lei la chemioterapia, sia i suoi terapeuti, medici e infermieri che sono stati con lei in giornate che nessuno augura a qualcuno. In quest'occasione, proprio riprendendo l'auspicio della senatrice Rivolta, tutti quanti possiamo comprendere che il diritto alla salute, soprattutto per donne che decidono di affrontare una sfida politicamente importante, deve essere garantito a tutto tondo. Le condizioni di Jole, per quello che abbiamo saputo tutti noi calabresi, si sono anche aggravate a causa dello stress di una vita che, troppe volte, è incentrata sulla mancanza di rispetto, in cui si tende un tranello all'altro come se, in assenza di argomentazioni, debba esso produrre il risultato politico. Sono convinto che, dalla sua morte, tutti noi possiamo essere chiamati a scegliere, come se posti di fronte a un bivio, e decidere se usare come memento quello che è avvenuto. Tutti quanti siamo chiamati non a neutralizzare tale evento, ma a confrontarci con esso, in quanto indissolubilmente legato all'esistenza. Quindi, tutti quanti noi siamo chiamati, ogni giorno, a dar conto delle nostre scelte, anche per quello che facciamo a tutela dei diritti degli altri. Vorrei ricordare che la Calabria vive un'emergenza sanitaria che vede una bassissima adesione agli screening preventivi. Abbiamo ancora, purtroppo, da realizzare il registro tumori. Abbiamo un'emergenza sanitaria, soprattutto per malattie oncologiche, straordinariamente forte. Abbiamo tanti oncologi che lavorano in ospedali di altre parti d'Italia, ma abbiamo difficoltà a far curare in Calabria i nostri malati. Credo che Jole sarebbe stata assolutamente d'accordo, almeno su questo, a promuovere uno sforzo comune che porti tutti quanti a comprendere che non si può far finta di nulla se chi ti vive accanto non sta bene. In Calabria c'è un'emergenza strutturale cronica e badate che è un paradosso parlare di emergenza cronica. Noi tutti dovremmo permettere a tante donne, che oggi hanno anche meno di cinquantuno anni, di poter vivere con serenità una fase difficile della vita di ognuno di noi che si chiama malattia oncologica, con la speranza, quantomeno, di essere trattati con rispetto e dignità. (Applausi) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, credo che ognuno di noi provi sentimenti di sgomento, tristezza, incredulità. Come è stato appena ricordato, va via ad appena cinquantuno anni una donna con la «D» maiuscola, interprete prima, nella sua esperienza parlamentare, di un pensiero liberale e poi esempio di come una donna possa affrontare la sfida segnando una svolta nella guida di una Regione difficile, con i problemi gravi che ha la Calabria. Lo ha fatto con determinazione, con il sorriso e con coraggio; con quel coraggio civile che a volte manca e con cui lei ha affrontato la sfida sapendo di avere condizioni di salute precarie, ma provando un grande amore per la sua terra. Ha dato un contributo importante nella gestione di una terribile emergenza qual è la pandemia, che si è sommata alle altre terribili emergenze che vive storicamente la Calabria. La sua esperienza e il suo stile ci consegnano anche un invito ad avere maggiore rispetto tra di noi e maggiore considerazione che questo nostro passaggio, con tutte le sue ansie, è solo un breve passaggio. Da parte del Gruppo PD, esprimo alla sua famiglia, alla comunità calabrese e meridionale, al suo partito di Forza Italia la nostra vicinanza più profonda. (Applausi) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, una notizia terribile ci ha sferzato questa mattina: la scomparsa prematura di una donna troppo giovane. Io ho avuto occasione di conoscere e di lavorare assieme a Jole Santelli per molti anni in Commissione alla Camera. Ho conosciuto una donna intelligente, coraggiosa, appassionata, simpatica, ma soprattutto una donna che, anche quando sapeva e voleva essere tagliente e sferzante, con argomenti sempre concludenti, lo faceva con un'estrema e grande serenità. Con Jole abbiamo avuto dei confronti politicamente molto duri, ma sempre su un piano di reciproco rispetto e di grande stima, anche perché, se si è così, la forza delle tue idee è capace di superare anche le differenze del tuo pensiero rispetto a quello degli altri. La bella persona di Jole, così attaccata alla sua terra, una donna solare e serena, ci mancherà. Ci mancherai sempre tanto, Jole. (Applausi) .