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In attuazione degli impegni internazionali assunti dall’Italia, è previsto, al comma 3 , un nuovo contributo finanziario per sostenere l’operatività delle forze di sicurezza afghane e rafforzare la stabilità del Paese, dopo che la presa della città di Kunduz da parte talebana ha indotto la NATO a posticipare la fase I della missione di assistenza « Resolute support » e a rinviare a successiva valutazione il ripiegamento di parte delle truppe. Parte delle risorse sarà destinata a iniziative dell’Unione europea nel campo della gestione civile delle crisi internazionali in ambito PESC-PSDC, a missioni dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), a contributi alla Fondazione del Segretariato permanente dell’iniziativa adriatico-ionica, nonché al sostegno allo European Institute of Peace ( comma 4 ). Sono finanziati interventi operativi di emergenza e sicurezza per la tutela dei cittadini e degli interessi italiani e delle strutture della rete diplomatica in aree di crisi ( commi 5 e 6 ). A fronte del crescente numero di crisi internazionali e di una minaccia terroristica sempre più globalizzata, si prevede anche un incremento dei dipendenti dell’Unità di crisi del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ferma restando la dotazione organica complessiva del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il comma 7 regola il trattamento economico da corrispondere al personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale inviato in missione nelle sedi situate in aree ad elevato rischio sicurezza e all’inviato speciale per la Libia. L’ articolo 10 contiene disposizioni intese a disciplinare il regime degli interventi, richiamando la disciplina già prevista all’articolo 10, comma 1, del decreto- legge 1° agosto 2014, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° ottobre 2014, n.141. Detta disciplina prevede alcune disposizioni derogatorie, già presenti nei precedenti provvedimenti di proroga, considerate indispensabili, anche alla luce delle difficoltà e delle criticità riscontrate nella realizzazione delle attività e degli interventi programmati nell’ambito dei precedenti decreti, in tema di: – conferimento di incarichi di consulenza a enti e organismi specializzati, nonché a personale estraneo alla pubblica amministrazione in possesso di specifiche professionalità, indispensabile per la realizzazione degli interventi nei Paesi indicati nel provvedimento, destinatari dell’attività di cooperazione e di sostegno ai processi di stabilizzazione; – invio di personale estraneo alla pubblica amministrazione in qualità di osservatore di pace per conto dell’OSCE e per la partecipazione alla gestione civile delle crisi per conto dell’Unione Europea; – contratti per acquisti e lavori; – limite di spesa imposto dalla normativa vigente per la manutenzione e l’uso dei veicoli (si tratta di garantire l’operatività degli autoveicoli presenti presso gli uffici locali di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo, tra cui gli autoblindo da destinare alla sicurezza del personale che opera nei Paesi in situazione di conflitto o ad alta conflittualità); – limite di spesa imposto dalla normativa vigente per l’acquisto di mobili e arredi (si tratta di acquisti necessari all’allestimento degli uffici locali di cooperazione istituiti nei Paesi in via di sviluppo considerati prioritari). Con il richiamo sopracitato, si prevede, inoltre, che, agli interventi per la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche, degli uffici consolari, degli istituti italiani di cultura, delle istituzioni scolastiche e delle sedi all’estero dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo non si applichino i limiti di spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Il comma 2 stabilisce che sono convalidati, nei limiti delle risorse stanziate, gli atti adottati, le attività svolte e le prestazioni già effettuate dal 1° gennaio 2016 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, conformi alla disciplina contenuta nel medesimo. Si prevede, infine, al comma 3 , una disposizione atta ad incrementare la trasparenza dei flussi finanziari dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, mediante l’istituzione di due conti di tesoreria, uno dedicato agli interventi di cooperazione allo sviluppo e un altro per le spese di funzionamento e di personale. Il Capo III prevede disposizioni finali. In particolare, l’ articolo 11 prevede la clausola di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione del presente decreto. L’ articolo 12 stabilisce il termine di entrata in vigore del presente provvedimento, individuato nel giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 16 maggio 2016, n. 67, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché misure urgenti per la sicurezza. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I MISSIONI INTERNAZIONALI DELLE FORZE ARMATE E DI POLIZIA 1 (Europa) 1 È autorizzata, a decorrere dal 1º gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, la spesa di euro 78.490.544 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni nei Balcani, di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2015, n. 198, di seguito elencate: a Multinational Specialized Unit (MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo; b Joint Enterprise . 2 È autorizzata, a decorrere dal 1º gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, la spesa di euro 276.355 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata EUFOR ALTHEA, nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit (IPU), di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2015, n. 198. 3 È autorizzata, a decorrere dal 1º gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, la spesa di euro 5.848.471 per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell'area balcanica, di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2015, n. 198.