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Il comma 4 dispone che il CONI e le Federazioni sportive adeguino i propri statuti ai principi stabiliti dall'articolo in esame. Reca inoltre le seguenti disposizioni transitorie: le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 si applicano anche ai processi e alle controversie in corso; le controversie pendenti aventi ad oggetto provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, o comunque incidenti sulla partecipazione a competizioni professionistiche, possono essere riproposte dinanzi al Tar nel termine perentorio di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, decorsi i quali la domanda non è più proponibile. Fa infine presente che la disposizione pone in capo a società, associazioni, affiliati e tesserati (che già hanno adito gli organi di giustizia interna), i cui procedimenti risultino ancora pendenti, l'onere di adire il giudice amministrativo nel termine perentorio di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, termine scadente prima della conversione in legge del decreto medesimo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso DDL 510 Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 ottobre. Il PRESIDENTE avverte che si passa all'illustrazione degli emendamenti (pubblicati in allegato). Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) illustra gli emendamenti a sua firma 1.1, 1.8 e 1. 11. Il senatore CUCCA ( PD ) illustra gli emendamenti a sua firma 1.12, 1.5, 1.7 e 1. 9. Con il consenso del senatore GRASSO ( Misto-LeU ) aggiunge la firma all'emendamento 1.11. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) illustra gli emendamenti a sua firma 1. 2, 1. 3 e 1. 10. Il senatore STANCANELLI ( FdI ) illustra gli emendamenti a sua firma 1.4 e 1.6. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 5 - Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima DDL 5 Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima DDL 199 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 253 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 392 Modifica all'articolo 55 del codice penale in tema di esclusione della punibilità per eccesso colposo DDL 652 Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa e di aggravamento delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo DDL 234 Modifica all'articolo 614 del codice penale in materia di violazione di domicilio DDL 412 Modifiche agli articoli 624-bis e 628 del codice penale in materia di furto in abitazione e rapina DDL 563 Modifica dell'articolo 52 del codice penale recante nuove disposizioni in materia di diritto di difesa e petizioni nn. 147 e 248 ad essi attinenti (Seguito dell'esame congiunto e rinvio ) - Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta pomeridiana del 10 ottobre. Il PRESIDENTE informa che la Commissione affari costituzionali ha reso parere favorevole sul testo unificato e sugli emendamenti. Avverte inoltre che il senatore Grasso ha riformulato l'emendamento 1.0.1 riferendo la modifica all'articolo 2, per cui tale emendamento assumerà la numerazione di 2.0.1 (pubblicato in allegato) e sarà posto in votazione dopo gli emendamenti modificativi a tale articolo. Il senatore URRARO ( M5S ) ritira gli emendamenti a propria firma 1.17, 2.7 e 2.10 (pubblicati in allegato). Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA ODIERNA Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per oggi alle 19,30 è anticipata alle 18,30 e comunque al termine dei lavori dell'Assemblea. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 17. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 840 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 840 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, per quanto di competenza, premesso che: - l'articolo 25mira ad inasprire il trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori, che facciano ricorso, illecitamente a meccanismi di subappalto. Più nel dettaglio il decreto-legge modifica il comma 1 dell'articolo 21 della legge 13 settembre 1982, n. 646, il quale, nella formulazione vigente prima del decreto-legge, puniva con la pena dell'arresto da sei mesi a un anno e con l'ammenda non inferiore a un terzo del valore dell'opera concessa in subappalto o a cottimo e non superiore ad un terzo del valore complessivo dell'opera ricevuta in appalto sia chi, avendo in appalto opere riguardanti la P.A., concedeva, anche di fatto, in subappalto o cottimo, in tutto o in parte, le opere stesse senza autorizzazione del committente sia il subappaltatore o l'affidatario del cottimo. Il comma unico dell'articolo 25 del decreto-legge trasforma i reati in questione da contravvenzioni in delitti, puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a un terzo del valore dell'opera concessa in subappalto o a cottimo e non superiore ad un terzo del valore complessivo dell'opera ricevuta in sub-appalto; - l'articolo 30 modifica l'articolo 633 del codice penale inasprendo le sanzioni per coloro che promuovono o organizzano l'invasione di terreni o edifici, ovvero che compiono il fatto armati. L'articolo 633 del codice penale sanziona con la pena della reclusione fino a due anni e con la multa da 103 a 1.032 euro la condotta di chi "invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto". Il reato è perseguibile a querela della persona offesa (comma primo). Il secondo comma dell'articolo 633 del codice penale contempla due circostanza aggravanti speciali, la cui presenza modifica il regime di procedibilità implicando la punibilità d'ufficio. La prima circostanza ricorre quando "il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata; la seconda circostanza, invece, ricorre quando il fatto è commesso da più di dieci persone, anche senza armi. Il decreto-legge in conversione introduce un ulteriore comma all'articolo 633 del codice penale, il quale prevede che, nelle ipotesi aggravate di cui al secondo comma, nei confronti dei promotori e organizzatori dell'invasione, nonché di coloro che hanno compiuto il fatto armati si applica la pena della reclusione fino a quattro anni congiuntamente alla multa da 206 a 2.064 euro.