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A seguito dell'intervento congiunto dei militari dell'Arma presenti sul posto e di rinforzi della Polizia di Stato, senza uso della forza, la spiaggia è stata liberata e i giovani sono stati accompagnati alla stazione ferroviaria. Ciò ha determinato una situazione di sovraffollamento a bordo dei treni che avrebbero dovuto riportare i giovani verso la Lombardia ed è in questo contesto che è avvenuto l'episodio di molestia sessuale subita da cinque ragazze minorenni, per il quale, analogamente ai fatti accaduti sulla spiaggia di Peschiera, sono in corso indagini coordinate dalla procura di Verona. A quest'ultimo riguardo, l'attività investigativa svolta ha permesso di deferire all'autorità giudiziaria quattro soggetti ritenuti responsabili di lesioni, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. In chiave preventiva, il prefetto di Verona ha promosso un'intensa attività di raccordo con le amministrazioni locali, gli enti del trasporto ferroviario e stradale, nonché i gestori dei parchi divertimenti gardesani, diretti a realizzare un modello integrato di monitoraggio, controllo, filtraggio del flusso dei passeggeri sia all'andata sia al ritorno da Peschiera, con l'impiego di carrozze fornite di apparecchiature di videosorveglianza interna e di contapersone. Sono stati potenziati i canali di comunicazione al pubblico mediante applicazioni informatiche volte ad aggiornare gli utenti, specialmente con riferimento ai visitatori del parco dei divertimenti del Garda, circa le situazioni di affollamento dei treni che collegano Peschiera alla Lombardia. Il nuovo modello operativo per tutti i fine settimana conta su ulteriori 30 unità dei reparti inquadrati della Polizia di Stato, nonché degli ordinari rinforzi delle tre forze di Polizia disposte dal piano di potenziamento del servizio di vigilanza estiva dedicata alle località turistiche. Informo inoltre che l'altro ieri, in sede di riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presso la prefettura di Verona, è stata effettuata una verifica delle misure adottate con il dispositivo integrato per la sicurezza del Basso Garda, dalla quale sono emersi riscontri positivi grazie sia alle misure di filtraggio e controllo in ingresso, sia all'impiego di 13 nuovi treni muniti di videosorveglianza e contapersone. Contestualmente, proseguono, a cura della Polizia ferroviaria, quotidiani servizi di prevenzione e controllo presso la stazione di Peschiera e vengono monitorate le partenze dalle principali stazioni ferroviarie della Lombardia verso le altre località turistiche del Garda. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Toffanin, per due minuti. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Ministro, la ringrazio per la sua risposta, della quale tuttavia non posso ritenermi completamente soddisfatta. Mi sarei aspettata ulteriori elementi aggiuntivi circa le responsabilità, al di là dei quattro soggetti che sono stati identificati, visto che ormai che sono trascorsi diversi giorni, anche per dare un segnale forte e tempestivo, anche nell'ottica della prevenzione. Questo fatto non doveva proprio succedere. Oltretutto, è vero che la nostra interrogazione partiva da questa incresciosa vicenda, ma andava ben oltre, perché la nostra preoccupazione si amplia. Vista la complessità della situazione che stiamo vivendo, è necessario cercare un'azione molto più complessa e strutturale, che tenga conto di una visione prospettica, considerando che sta cambiando l'assetto geopolitico a livello internazionale, con conseguenze che bisogna essere in grado di affrontare in modo strutturale. Dobbiamo considerare le varie dinamiche: l'integrazione, soprattutto con le seconde generazioni di immigrati, l'arrivo in massa e in aumento dei profughi dall'Ucraina e la presenza numerosa di clandestini, con la previsione di sbarchi ancora più massiccia. In proposito, non abbiamo alcun progetto da parte del Ministero e non ci è stato nemmeno comunicato l'ammontare delle risorse messe a disposizione per affrontare queste problematiche. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Iwobi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03437 sul fenomeno delle baraccopoli di immigrati, per tre minuti. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signora Ministro, è notizia di questi giorni la morte di un cittadino africano presso la baraccopoli «Torre Antonacci» a Rignano Garganico, in provincia di Foggia, a seguito di un incendio che ha coinvolto il campo, che ospita da anni migliaia di immigrati impegnati per la maggior parte in lavori agricoli e con un significativo incremento numerico durante la stagione dei raccolti. Si registrano sempre più casi di baraccopoli, tendostrutture e insediamenti spontanei di migranti, che ospitano persone impiegate prevalentemente nel lavoro agricolo stagionale sul territorio nazionale, al cui interno si trova una situazione drammatica, disumana e di completo abbandono, con notevoli problematiche legate ai temi della salute e della sicurezza pubblica, nonché dell'incolumità dei migranti presenti. Questi insediamenti rappresentano un esempio concreto delle difficoltà di gestione e integrazione a causa dei numeri di immigrazione fuori controllo. Tali luoghi comportano rischi di ordine pubblico e di salute per il territorio circostante e rischiano di alimentari i business della criminalità organizzata, oltre a porre in serio la stessa incolumità degli ospiti. Lo sfruttamento lavorativo dei migranti nel settore dell'agricoltura rappresenta una piaga per il nostro Paese, che genera insicurezza e precariato sociale e alimenta l'economia sommersa e la criminalità organizzata. Occorre valutare, infine, che non porre alcun freno agli sbarchi e non attuare serie politiche di contenimento dei flussi migratori eccezionali porta a un sovraccarico del sistema di accoglienza, che alimenta la mala gestione dei migranti sul territorio italiano e il conseguente abbandono sul territorio di migliaia di migranti per lo più in situazione di irregolarità. A nostro parere, come soluzione, risulta fondamentale investire in formazione, lavoro e assistenza, per accelerare il conseguente processo dei rimpatri volontari, che sia in grado di portare benefici, ricchezze e sviluppo nel Paese di origine, perseguendo inoltre il concetto di disincentivare le partenze, come pilastro delle future politiche sull'immigrazione. Con l'interrogazione, signor Ministro, si chiede se sia a conoscenza dei numeri di insediamenti spontanei e autogestiti di migranti presenti sul territorio italiano e quali iniziative intenda intraprendere al fine di gestire e porre fine a tale situazione emergenziale. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, circa l'insediamento di San Ferdinando, preciso che l'originaria baraccopoli è stata demolita e sostituita da una tendopoli nella quale vivono attualmente circa 180 migranti, le cui presenze variano a seconda dei periodi dell'anno. Al fine di prevenire possibili tensioni e consentire il pronto intervento in caso di necessità, la prefettura di Reggio Calabria ha disposto un presidio delle Forze di polizia per la vigilanza e uno dei Vigili del fuoco per intervenire prontamente in caso di incendi.