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L'integrazione del programma deve essere approvata dal Ministero dello sviluppo economico in base all'articolo 60 del decreto legislativo n. 270 del 1999. Il comma 5 prevede che gli interessi sui prestiti ricevuti da Alitalia siano versati all'entrata del bilancio dello Stato. Si tratta della disposizione che ha previsto il rimborso del finanziamento a titolo oneroso nell'ambito della procedura di ripartizione dell'attivo dell'amministrazione straordinaria, a valere e nei limiti dell'attivo disponibile di Alitalia. In base a tale modifica si applicano pertanto alla restituzione degli interessi sul prestito le stesse modalità già previste per la restituzione del capitale del finanziamento. Vengono peraltro fatti salvi dal comma 5 gli effetti già prodotti dagli atti eventualmente posti in essere in attuazione della precedente formulazione della norma. Ciò, come risulta dalla relazione illustrativa, consente di fare salvi gli effetti già prodotti dagli atti, quali ad esempio i contratti eventualmente posti in essere. Il comma 6 reca la copertura finanziaria di tali oneri. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, vi invito ad abbassare la voce per lasciare al relatore la possibilità di intervenire. ASTORRE, relatore . Grazie, signor Presidente. In conclusione, il provvedimento al nostro esame è un passaggio quanto mai necessario per risolvere positivamente la questione Alitalia. Le risorse, le procedure e i tempi individuati dal provvedimento sono utili per addivenire ad una soluzione concreta della vicenda in tempi - speriamo - relativamente brevi. Per superare la fase commissariale e garantire la continuità operativa di Alitalia sono però necessari investimenti a lungo termine. Alla base di tutto ciò vi è la necessità di trovare una nuova compagine proprietaria di Alitalia, con conseguente predisposizione di un nuovo valido piano industriale, nuovi e rilevanti investimenti e nuovi aerei di proprietà, in particolare per il trasporto passeggeri sul lungo raggio. Il tutto preservando, come sottolineato anche da una nostra iniziativa attraverso un ordine del giorno, l'unitarietà del complesso aziendale e dei livelli occupazionali del personale di Alitalia. Soltanto da questo percorso, avviato con il provvedimento al nostro esame, possono derivare più alti livelli di competitività per Alitalia in un settore altamente competitivo come quello del trasporto aereo e maggiori ricavi, che sono la chiave per la ripresa definitiva di questa prestigiosa e storica compagnia di bandiera. Infine, voglio riconoscere il lavoro svolto con cura da parte del ministro Patuanelli, del quale raccolgo anche l'invito fatto dallo stesso in sede di esame in Commissione rivolto a guardare non più al passato, al tempo delle continue recriminazioni sugli errori fatti, ma ad impegnarci piuttosto per il presente e per un futuro migliore. Con questo provvedimento definiamo un impianto più solido in grado di garantire entro le scadenze date tutti gli adempimenti per la determinazione delle procedure di cessione dei complessi aziendali afferenti alle società Alitalia - Società aerea SpA e Alitalia Cityliner SpA. PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1. Ha chiesto di intervenire il senatore Pagano per illustrarla. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia ha ritenuto che anche in questa circostanza fosse opportuno presentare una questione pregiudiziale per chiedere di non procedere all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge al nostro esame. È giusto però premettere all'illustrazione della questione pregiudiziale che Forza Italia non è contro Alitalia, né - tanto meno - contro i suoi lavoratori. Al contrario, come più volte richiamato dai nostri componenti nella Commissione di merito e dal nostro capogruppo, senatore Mallegni, per noi è fondamentale tutelare l'italianità di Alitalia. Si tratta infatti di un brand importante che ha avuto una lunga storia nella crescita dal dopoguerra fino agli anni Ottanta e Novanta della nostra compagnia di bandiera ed è fondamentale che venga messo al servizio della più grande industria italiana, che è quella del turismo. Occorre valutare in modo serio la ristrutturazione, rilanciando con competenze manageriali una compagnia che può essere strategica per la nostra economia e che conserva un brand tra i più prestigiosi e qualificati tra quelli a marchio italiano. Anche il nostro collega, il senatore Alfredo Messina, che ha ricoperto incarichi ai vertici di Alitalia, ai tempi in cui era una delle prime compagnie aeree al mondo, uno dei primi cinque vettori al mondo, si è detto fiducioso di un rilancio della compagnia. Bisogna difendere quel brand e la compagnia evidenziando la peculiarità di una società che produce servizi e non beni. Quindi Alitalia non deve creare divisioni. I problemi che ha davanti forse sono meno gravi di quelli che hanno già affrontato altre compagnie aeree di altri Paesi, se è vero che la compagnia continua anche oggi a generare ricavi che superano i 3 miliardi annui. Per questo, di fronte a una compagnia che ha ancora numeri importanti nel fatturato, che è un riflesso degli oltre 20 milioni di passeggeri che gli danno fiducia ogni anno, vogliamo richiamare l'attenzione sulla serietà di alcuni comportamenti che bisogna tenere in Parlamento. Alitalia è una questione seria e il Governo non può permettersi di scherzare con il futuro dei suoi dipendenti, dei suoi stakeholder , dei cittadini italiani tutti e, in primis , dei contribuenti, che da tanti anni partecipano ai vari rilanci e ai salvataggi della compagnia. Invece, siamo di fronte all'ennesimo quadro di incertezza. Vorrei ricordare che in data 2 dicembre 2019 il Governo ha presentato il decreto-legge n. 137 del 2019, recante misure urgenti per assicurare la continuità del servizio svolto da Alitalia-Società aerea italiana SpA e Alitalia Cityliner SpA in amministrazione straordinaria. Il decreto - che quindi sta per scadere - è stato assegnato in prima lettura alla Camera dei deputati, che lo ha già approvato registrando il voto di astensione del Gruppo Forza Italia. (Brusio. Richiami del Presidente). Il decreto, peraltro, prevede una serie di misure per assicurare la continuità del servizio svolto da Alitalia-Società aerea italiana SpA e Alitalia Cityliner SpA, confermando il finanziamento di 400 milioni di euro della durata di sei mesi, già previsto dal decreto-legge n. 124 del 2019. Lo stesso provvedimento in esame apporta modifiche al programma della procedura di amministrazione straordinaria per il trasferimento dei complessi aziendali e ai poteri dell'organo commissariale, essendosi rivelate insussistenti le prospettive per addivenire alla procedura di cessione alla quale il Governo avrebbe dovuto lavorare da tempo. PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo cortesemente di consentire almeno alla Presidenza di ascoltare l'intervento del senatore Pagano perché è impossibile seguirlo anche da qui. Se possiamo abbassare la voce, vi ringrazio. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio. Le norme su Alitalia erano presenti anche nell'articolo 54 del decreto-legge n. 124 del 2019 (il cosiddetto decreto fiscale), ancora in corso di conversione al momento dell'emanazione del decreto-legge e ora abrogate dal comma 6 dell'articolo 1.