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La stazione, peraltro, era già stata al centro delle cronache nazionali per i servizi girati dall'inviato Brumotti della trasmissione "Striscia la Notizia", il quale aveva documentato il fenomeno dello spaccio proprio in quella zona così come in altre della città di Modena, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni che hanno portato alla decisione di sospendere il presidio dei militari di "Strade sicure" presso la stazione di Modena; se si intenda valutare di ripristinarlo al più presto intensificando, inoltre, i controlli e i pattugliamenti in una zona altamente a rischio sul fronte della criminalità comune. Atto n. 4-06886 VANIN LEONE TRENTACOSTE NATURALE MONTEVECCHI CROATTI PAVANELLI Ai Ministri dell'interno e della transizione ecologica Premesso che: il Consiglio della Città metropolitana di Venezia di martedì 22 marzo 2022 con deliberazione n. 7/2022 ha approvato la proposta di piano integrato della Città metropolitana denominato "Più sprint", ai sensi dell'art. 21 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152; il piano integrato prevede al suo interno la realizzazione della cittadella dello sport di Tessera denominata "Bosco dello sport", progetto fortemente voluto dal sindaco Luigi Brugnaro; il progetto verrebbe realizzato con i fondi europei messi a disposizione attraverso il PNRR e stanziati dal Ministero dell'interno; considerato che: la delibera approvata si pone, ad avviso degli interroganti, completamente al di fuori dei requisiti, delle prescrizioni e delle condizioni previste dal piano nazionale di ripresa e resilienza presentato dal Governo italiano il 30 aprile 2021 alla Commissione europea ai sensi dell'art. 18 del regolamento (UE) n. 2021/241 i cui fondi devono essere utilizzati secondo criteri precisi, che non trovano riscontro alcuno nella cittadella dello sport; in particolare la modalità di ripartizione dei fondi PNRR appare inopportuna e sperequativa in quanto attuata non in proporzione al numero di abitanti di ciascun comune della città metropolitana (come risultanti dall'ultima rilevazione ISTAT) e prevede infatti 93.581.321,26 euro a favore del solo Comune di Venezia su un totale di risorse pari a 139.637.000 euro; i progetti finanziati dalla missione 5 del PNRR prevedono il risanamento di aree urbane disagiate: la cittadella dello sport è prevista a Tessera dove l'indice di criminalità è bassissimo, il disagio sociale praticamente inesistente, il territorio è costituito da un paesaggio agrario incontaminato dove sono presenti fiumi di risorgiva, con flora e fauna significative, e suggestivi percorsi nel verde molto frequentati. In altri termini l'area non presenta alcuna caratteristica di area urbana disagiata; il progetto del "Bosco dello sport" e la realizzazione delle infrastrutture relative comporta il consumo di ettari di suolo e si pone in contrasto con le finalità stesse del regolamento (UE) n. 2021/241 (Next generation EU): rivoluzione verde, sviluppo sostenibile, economia circolare, green deal . Nello specifico gli artt. 18 e 19 del regolamento stabiliscono che tutte le misure del PNRR debbano soddisfare il principio di "non arrecare danno significativo agli ambienti naturali". Tale vincolo si traduce in una valutazione della Commissione europea di conformità degli interventi al principio del "do no significant harm" (DNSH), con riferimento al sistema di tassonomia delle attività ecosostenibili indicato all'art. 17 del regolamento (UE) n. 2020/852; la nuova viabilità Tessera-Aeroporto prevista dal progetto interferisce a nord e a sud della "zona dei concessionari" con il sito UNESCO "Venezia e la sua laguna" (C394), in contrasto con la raccomandazione n. 10 del patrimonio mondiale che richiede di "fermare tutti i nuovi progetti a larga scala proposti all'interno del sito e del suo più ampio contesto territoriale"; da ultimo si sottolinea come il progetto non comporti alcuna compensazione ambientale, poiché vi è sostituzione di aree verdi (ad uso agricolo) con altre aree verdi (ad uso boschivo), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; quali verifiche di propria competenza intendano avviare per dare corso ai necessari accertamenti; se ritengano legittimo l'utilizzo dei fondi del PNRR secondo quanto stabilito dalla delibera approvata dal Consiglio della Città metropolitana di Venezia in data 22 marzo 2022. Atto n. 4-06887 BERGESIO VALLARDI ZULIANI PIZZOL Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il pacchetto di misure di revisione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (IED) per la prevenzione e riduzione dell'inquinamento, che verrà presentato dalla Commissione europea presumibilmente nei prossimi giorni del mese di aprile 2022, sta mettendo in stato di forte agitazione il comparto zootecnico nazionale; dalle bozze circolanti si apprende infatti della volontà della Commissione di estendere l'applicazione della direttiva ad un maggior numero di aziende, andando a colpire quindi con pesanti oneri burocratici anche quelle di piccole dimensioni, e di ricomprendere nell'ambito della medesima il settore delle produzioni bovine, fino ad oggi escluso; si tratta di modifiche inaccettabili, in special modo in un momento storico di totale incertezza conseguente alla guerra, che mettono fuori mercato una parte consistente degli allevamenti italiani, già colpiti dagli altissimi costi che il comparto sta sostenendo a causa della crisi energetica e del forte aumento dei prezzi delle materie prime; le modifiche dovrebbero prevedere un nuovo capo VI- bis in cui si introducono le norme specifiche per i settori dell'allevamento elencati nel nuovo allegato I- bis , tra cui il rilascio delle autorizzazioni, la conformità e i controlli, ma anche il controllo delle emissioni. I dettagli delle misure presenti in questo nuovo capitolo, che dovrebbe comprendere i nuovi articoli da 70- bis a 70- decies , saranno stabiliti dalla Commissione tramite un atto di esecuzione entro due anni dall'entrata in vigore delle modifiche e, nelle intenzioni della Commissione, dovrebbero permettere alla direttiva di meglio adattarsi alle specificità del settore. Gli operatori avranno ulteriori 24 mesi per adeguarsi alla nuova normativa; la revisione permetterebbe inoltre alla Commissione di inserire con atti delegati ulteriori attività industriali o agricole agli allegati della direttiva, qualora fosse dimostrato il potenziale inquinante di queste attività e si rendesse necessario un controllo delle emissioni; con le modifiche proposte verrebbe colpita l'ossatura del sistema zootecnico italiano, costituita da tanti piccoli e medi allevamenti di bovini di appena 100 capi, e di conseguenza le produzioni DOP e IGP, determinando uno scenario di elevata dipendenza dall'estero riguardo all'importazione di carni, le quali peraltro non sono assolutamente in grado di garantire quegli standard di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, e più in generale di qualità, da sempre offerti dalle produzioni nazionali; ritenendo necessario e prioritario un intervento che punti al raggiungimento di un elevato livello di sicurezza alimentare e di autosufficienza, si chiede di sapere: