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È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il presente disegno di legge di conversione prevede - come è noto non solo agli addetti ai lavori, ma in particolare ai diretti interessati, ovvero ai tanti contribuenti delle Regioni coinvolte dagli eventi sismici dell'agosto 2016 - misure per la sospensione dei termini tributari e contributivi. Il provvedimento d'urgenza, in prima lettura al Senato e assegnato alla Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo, come è stato ricordato da chi mi ha preceduto, nasce dall'esigenza di venire incontro alle popolazioni e alle imprese del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) che, successivamente alla giornata del 24 agosto 2016, hanno visto cadere le più ovvie certezze della propria vita quotidiana. Su questa terribile vicenda, con le drammatiche conseguenze che ne sono derivate, ricordo come Fratelli d'Italia sia stata la prima forza politica della coalizione di centrodestra ad aver posto come questione prioritaria quella riguardante il sostegno e l'assistenza alle popolazioni terremotate. Le misure contenute nel provvedimento risultano tuttavia ancora insufficienti ad invertire l'attuale situazione in cui si trova la popolazione coinvolta dal sisma del 2016. Penso al mancato finanziamento dei contratti a termine, in scadenza dicembre, che riguardano figure tecniche e amministrative importanti e necessarie per continuare le opere di ricostruzione, all'assenza di risorse da destinare alle circa 700 unità di personale che stanno già lavorando nei 130 Comuni del cratere o quelli in deroga per le assunzioni a tempo determinato a carattere stagionale di agenti di polizia locale, in cui i costi saranno a carico dei già precari bilanci comunali. Sono solo alcune misure che, a mio avviso, avrebbero dovuto trovare spazio all'interno del testo e che avrebbero consentito una più celere attività del ripristino delle condizioni di normalità. La necessità di intervenire, pertanto, anche in seconda lettura alla Camera, per non correre il rischio di bloccare le procedure di ricostruzione avviate, anche alla luce della modifica approvata dalla Commissione speciale che assegna ai Comuni il compito di svolgere le attività istruttorie per il rilascio del parere di conformità ambientale e urbanistica rispetto alle opere di ricostruzione, credo possa essere un percorso legislativo da condividere, considerando che il decreto-legge scade il 29 luglio. Venendo agli interventi positivi, non posso non segnalare con favore la previsione di una proroga dei mutui dei Comuni coinvolti dal sisma, anche se andrebbe specificato che detta proroga si applica a tutti i mutui contratti dai Comuni del cratere indipendentemente dal soggetto con cui questo è stato assunto: quindi non solo per quelli contratti con Cassa depositi e prestiti, come attualmente previsto. Pertanto, il decreto-legge nel suo complesso affronta aspetti indubbiamente emergenziali, indifferibili, come testimonia la sua natura di emergenza. Ma al tempo stesso emerge la necessità di garantire ai sindaci dei Comuni coinvolti più potere di intervento diretto e più risorse, affinché le tristi esperienze del recente passato, caratterizzate da gestioni dei precedenti Governi superficiali e pasticciate, possano finalmente essere solo un ricordo lontano. In sostanza, nel complesso si evince un tessuto legislativo del provvedimento che è composto da due soli articoli, cui si è aggiunto successivamente, nel corso della fase emendativa della Commissione speciale, la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2018, con l'auspicio che nei prossimi provvedimenti all'esame del Parlamento si preveda nella legge di bilancio di prorogare ulteriormente la scadenza. Questo è un auspicio e speriamo che possa accadere. Ciononostante, il mio avviso è che uno sforzo in più da parte del Governo per venire incontro alle popolazioni e alle imprese coinvolte del sisma si sarebbe potuto fare. Penso agli sgravi sulle assunzioni, al potenziamento degli uffici speciali, alla ricostruzione e ad altre agevolazioni. Misure che sono state trasformate in ordini del giorno non vincolanti oppure rinviate, con genetiche premesse di interventi, a non prima di settembre. A quasi due anni dal primo sisma che ha devastato il Centro Italia il quadro normativo in materia di ricostruzione risulta molto articolato e complesso. Pensiamo soltanto che sono state fatte 56 ordinanze commissariali e un numero altrettante grande di ordinanze del capo dipartimento della Protezione civile che stenta a produrre risultati concreti in termini di ricostruzione. Sulle difficoltà di avvio della ricostruzione, su cui ha pesato e continua a pesare l'eccessiva complessità delle procedure, occorrono semplificazioni in grado di accelerare realmente il processo di ricostruzione. Termino, signor Presidente, dicendo che noi, come Fratelli d'Italia, incalzeremo il Governo affinché dimostri di fare meglio del precedente, perché si può fare molto meglio, come fece un altro Governo che non lontano da qui, a L'Aquila, dimostrò che le case temporanee erano temporanee e non soltanto definitive. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alfonso. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, cari colleghi, spero che ci sia la dovuta attenzione. Un ringraziamento va anche al rappresentante del Governo. Io non credo che questa sia solo una discussione di facciata; voglio ritenere che questa discussione sia un investimento di intelligenza da parte di tutti per arricchire e strutturare la forza del decreto-legge che ci apprestiamo a convertire in legge, soprattutto per onorare anche il lavoro che abbiamo fatto in Commissione speciale. Questo prodotto normativo si è posto sostanzialmente tre problemi. Il primo problema riguarda lo spostamento delle scadenze in avanti, a cominciare dall'importante scadenza riguardante la gestione delle emergenze e vorrei invitare i colleghi che hanno parlato e quelli che parleranno a cogliere l'effettività di due fasi che entrano in campo quando c'è una emergenza da disastro. C'è il primo intervento, che ha carattere emergenziale, e poi si dà luogo alla ricostruzione. Noi stiamo cercando di dare ulteriore copertura normativa alle esigenze della ricostruzione, per la quale esiste copertura finanziaria all'altezza e per la quale sappiamo che vi sono un canale di ricostruzione delle opere pubbliche e di pubblica utilità e un canale riguardante la ricostruzione privata. Questo testo si pone faticosamente anche la questione di dare copertura normativa a quella che da tutti coloro che hanno parlato è stata definita una vicenda problematica ancora non affrontata in modo adeguato, vale a dire la piccola e lieve difformità urbanistica che, se non affrontata in termini esaustivi, non consente la procedimentalizzazione dei contributi riferiti alla ricostruzione privata. Dunque, un lavoro in Assemblea di questo tipo e il lavoro fatto con onestà intellettuale in Commissione speciale non devono dar luogo ad un'ipocrisia cartacea: devono dare luogo ad un'adeguatezza normativa che consenta poi adeguatezza amministrativa da parte degli enti locali. Noi sappiamo che le piccole difformità non stanno rallentando, stanno bloccando la ricostruzione privata.