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Il secondo Protocollo oggetto della presente ratifica, anch'esso risalente al febbraio 2004, è finalizzato ad emendare la Convenzione di Bruxelles del 1963, la quale, complementare alla Convenzione di Parigi del 1960 e di cui l'Italia è Parte contraente, è stata adottata allo scopo di fornire risorse finanziarie ulteriori per risarcire i danni derivanti da incidente nucleare. La Convenzione, in particolare, stabilisce che il risarcimento debba avvenire non solo a valere su fondi pubblici forniti dallo Stato sul territorio del quale si trova l'impianto nucleare dell'operatore responsabile, ma anche con il contributo di tutte le Parti contraenti. Il combinato disposto delle Convenzioni di Parigi e di Bruxelles prevede un risarcimento fino a un importo massimo di circa 330 milioni di euro. Il Protocollo emendativo della Convenzione di Bruxelles, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004 e non ancora in vigore giacché attualmente ratificato da 3 Paesi rispetto ai 6 prescritti, si compone di un solo articolo, suddiviso in ventidue paragrafi. Con riferimento ai contenuti, esso ribadisce il principio cardine della Convenzione di Parigi, per cui la responsabilità civile viene posta esclusivamente a carico dell'esercente di un impianto nucleare per usi pacifici, e ne definisce altresì l'ambito di applicazione, richiedendo che la responsabilità dei danni incomba all'esercente di un impianto nucleare situato nel territorio di una Parte contraente e che tali danni siano stati subiti nel territorio, nelle zone marittime situate al di là del mare territoriale oppure nella zona economica esclusiva (ZEE) di una Parte contraente. Il testo prevede inoltre che il risarcimento per ogni incidente nucleare sia effettuato fino a concorrenza di 1.500 milioni di euro, e stabilisce le quote di fondi, privati e pubblici, da utilizzare per effettuare il risarcimento (assicurazione privata, altra garanzia finanziaria, fondi pubblici). La responsabilità risarcitoria dell'esercente è stabilita fino a concorrenza di un ammontare almeno pari a 700 milioni di euro per mezzo di fondi provenienti da un'assicurazione o da un'altra garanzia finanziaria o anche da fondi pubblici stanziati conformemente alla Convenzione di Parigi. A partire da 700 e fino a 1.200 milioni di euro, devono essere resi disponibili fondi pubblici nazionali; oltre tale ammontare e fino al massimale stabilito, è previsto intervenga una forma di solidarietà interstatale, con un riparto tra tutte le Parti contraenti o aderenti alla Convenzione. Al danneggiato viene altresì riconosciuto il diritto al risarcimento integrale del danno nucleare subìto conformemente alle disposizioni previste dal diritto nazionale a condizione che ove l'entità del danno superi o sia suscettibile di superare la soglia di 1.500 milioni di euro. Conformemente con quanto previsto dal Protocollo emendativo del 2004 della Convenzione di Parigi, anche il Protocollo emendativo della Convenzione di Bruxelles ribadisce la distinzione tra le due ipotesi di danno: decesso o danni alle persone, da un lato, e ogni altro danno nucleare dall'altro. Nel primo caso, l'azione risarcitoria deve essere esercitata entro trenta anni a decorrere dalla data dell'incidente nucleare, nel secondo entro dieci anni. Tuttavia, a certe condizioni, una Parte contraente può stabilire un termine di prescrizione di almeno tre anni, a decorrere dal momento in cui la persona lesa ha avuto effettiva conoscenza del danno nucleare, o avrebbe dovuto ragionevolmente esserne venuta a conoscenza. Ulteriori disposizioni del Protocollo regolano gli obblighi gravanti sugli Stati Parte della Convenzione i cui tribunali siano competenti a decidere del risarcimento del danno, e definiscono, per le Parti contraenti originarie e per i Paesi di nuova adesione alla Convenzione, i criteri di ripartizione dei fondi pubblici ai fini del risarcimento del danno. Il senatore MIRABELLI ( PD ), relatore per la 13 a Commissione, illustra il disegno di legge che reca la Ratifica ed esecuzione dei Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno. Il contenuto del disegno di legge, che si compone di cinque articoli, è volto, oltreché ad autorizzare la suddetta ratifica, a modificare in più punti la legge n. 1860 del 1962, che contiene norme sulla responsabilità civile dipendente dall'impiego pacifico dell'energia nucleare. In particolare, gli articoli 1 e 2 contengono, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dei due Protocolli citati. L'articolo 3 modifica in più punti la legge n. 1860 del 1962 citata, che contiene norme sulla responsabilità civile dipendente dall'impiego pacifico dell'energia nucleare. Il comma 1 prevede che le modifiche alla citata legge n. 1860 decorrano dalla data di entrata in vigore del Protocollo sub 1), mentre solo per l'articolo 19 è prevista una disciplina transitoria che si applica dalla medesima data e fino alla data di entrata in vigore del Protocollo sub 2). Il comma 2, alla lettera a) modifica le definizioni di incidente nucleare e impianto nucleare e alla lettera c) introduce le definizioni di danno nucleare, misure di reintegro, misure preventive e misure ragionevoli, nell'ambito delle definizioni elencate all'articolo 1, secondo comma, della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, in accordo con le modifiche recate all'articolo 1 della Convenzione di Parigi del 1960 dal Protocollo sub 1). Con la nuova definizione, ampliativa rispetto a quella vigente, si intende per incidente nucleare qualsiasi fatto o successione di fatti aventi la stessa origine che abbia causato danni nucleari. Nella vigente normativa, si precisa invece che l'incidente nucleare  oltre ad essere qualsiasi fatto o successione di fatti aventi la stessa origine, che abbia causato danni  deve provenire o risultare dalle proprietà radioattive o dalla unione delle proprietà radioattive con proprietà tossiche o esplosive, o altre proprietà pericolose, di combustibili nucleari o di prodotti o di rifiuti radioattivi. Viene poi modificata la definizione di «impianti nucleari», per specificare  conformemente a quanto stabilito nel Protocollo  che sono impianti nucleari gli impianti  anziché, come attualmente previsto, gli stabilimenti  per la fabbricazione o la lavorazione delle materie nucleari, nonché per il riprocessamento (anziché la rigenerazione) di combustibili nucleari irraggiati. Viene altresì precisato che sono impianti nucleari gli impianti destinati allo smaltimento di sostanze nucleari e ogni reattore, stabilimento o impianto in corso di disattivazione.