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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 325 PARRINI La seduta inizia alle ore 15,30. IN SEDE REDIGENTE 2185 - Modifiche disciplina Corte dei conti DDL 2185 Modifiche alla disciplina relativa alla Corte dei conti a tutela del corretto riavvio del Paese (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 1° marzo. Il PRESIDENTE comunica che, a seguito della valutazione di ammissibilità e proponibilità delle proposte di modifica, la Presidenza ha valutato improponibili per materia gli emendamenti sostanzialmente identici 4.0.3 e 4.0.4, perché modificano diversi articoli del codice di giustizia contabile nella diversa materia dell'esecuzione delle sentenze di condanna della Corte dei conti, riproducendo integralmente il contenuto del separato disegno di legge n. 1070. Gli emendamenti 1.4, 1.5 e 1.9 sono invece inammissibili perché in parte riproducono il contenuto del vigente articolo 46 della legge n. 238 del 2021 (Legge europea 2019-2020) e in parte non sono coordinati con esso. Avverte, inoltre, che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di rivalutare l'ammissibilità dell'emendamento 4.0.4, che renderebbe più efficace la possibilità di riscossione dei crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Il PRESIDENTE assicura che effettuerà un supplemento di riflessione sulla proposta in esame, per quanto le motivazioni della dichiarazione di improponibilità sembrino inoppugnabili. Propone di rinviare la fase di illustrazione degli emendamenti, in attesa del parere della Commissione bilancio. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) ritiene preferibile conoscere il parere della 5a Commissione prima di procedere alla illustrazione, per evitare di soffermarsi sulle proposte su cui si avrà un parere contrario. Il seguito della discussione è quindi rinviato. 2495 (rappresentanza di interessi) DDL 2495 Disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi (Discussione e rinvio) Il relatore PERILLI ( M5S ) illustra il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo unificato, recante la disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi. Ricorda, in via preliminare, che tale attività, consistente nel trasferire agli attori politici le istanze imprenditoriali o di altri gruppi rappresentanti interessi socialmente legittimati, in Italia è totalmente priva di regolazione, nonostante nelle ultime legislature numerosi progetti di legge siano stati presentati in materia. Il provvedimento si compone di 13 articoli. L'articolo 1 definisce l'oggetto dell'intervento, individua i principi ispiratori della disciplina introdotta dal testo ed enumera le finalità generali che intende perseguire, ovvero: - garantire la trasparenza dei processi decisionali; - assicurare la conoscibilità dell'attività dei soggetti che influenzano i processi decisionali e agevolare l'individuazione delle responsabilità delle decisioni assunte; - favorire l'ordinata partecipazione ai processi decisionali sia da parte dei cittadini, sia da parte delle rappresentanze degli interessi; - consentire l'acquisizione, da parte dei decisori pubblici, di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli. L'articolo 2 individua i soggetti che esercitano la rappresentanza di interessi e le caratteristiche dell'attività di lobbying . Le attività di rappresentanza di interessi si configurano in ogni attività finalizzata alla rappresentanza di interessi nell'ambito dei processi decisionali pubblici e svolta da specifici soggetti, i rappresentanti di interessi, in modo professionale. Tali attività si esplicano attraverso molteplici modalità quali la presentazione di domande di incontro, proposte, richieste, studi, ricerche, analisi e documenti, anche mediante procedure digitali e di ogni altra attività volta a contribuire alla formazione delle decisioni pubbliche. Sono definiti poi i soggetti destinatari della presente normativa («rappresentanti di interessi», «portatori di interessi» e «decisori pubblici») e i procedimenti di formazione degli atti normativi e degli atti amministrativi generali («processi decisionali pubblici»). L'articolo 3 esplicita i casi di esclusione dall'applicazione della nuova normativa. In particolare, le disposizioni introdotte non trovano applicazione nei confronti dei seguenti soggetti: giornalisti e funzionari pubblici, per i rapporti con i decisori pubblici attinenti all'esercizio della loro professione o funzione; più in generale, persone che intrattengono rapporti o instaurano contatti con i decisori pubblici per raccogliere dichiarazioni destinate alla pubblicazione; rappresentanti dei Governi e dei partiti, movimenti e gruppi politici di Stati stranieri; rappresentanti delle confessioni religiose riconosciute; partiti, movimenti e gruppi politici in relazione all'attività svolta per determinare la politica statale, regionale o locale ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione. Inoltre, le disposizioni non si applicano all'attività di rappresentanza di interessi svolta da: enti pubblici, anche territoriali, o da associazioni o altri soggetti rappresentativi di enti pubblici; partiti o movimenti politici; esponenti di organizzazioni sindacali; esponenti di organizzazioni imprenditoriali. Dal punto di vista oggettivo, le disposizioni non si applicano: ai rapporti, agli oggetti e alle notizie la cui pubblicità costituisce violazione delle norme sul segreto di Stato, d'ufficio, professionale o confessionale; all'attività di comunicazione istituzionale, come definita dalla normativa vigente; alle comunicazioni, orali e scritte, rese nell'ambito di sedute e di audizioni delle Commissioni o di altri organi parlamentari e nell'ambito di consultazioni indette da amministrazioni o enti pubblici statali, regionali e locali; all'attività di rappresentanza svolta nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa o altri strumenti di concertazione. L'articolo 4 prevede l'istituzione, presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), del Registro per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi. Il Registro, tenuto in forma digitale, è articolato in due parti: una parte ad accesso riservato ai soggetti iscritti e alle amministrazioni pubbliche e una parte ad accesso pubblico, consultabile per via telematica, tramite SPID o carta di identità elettronica. I soggetti che intendano svolgere l'attività di rappresentanza di interessi hanno l'obbligo di iscriversi nel Registro, dichiarando, tra gli altri, i dati identificativi del soggetto titolare degli interessi per conto del quale è svolta l'attività di relazione e le risorse umane ed economiche delle quali il rappresentante di interessi dispone per lo svolgimento dell'attività. È poi indicata una serie di categorie di persone che non possono iscriversi nel Registro. All'Autorità garante della concorrenza e del mercato è affidata l'organizzazione del Registro e la sua pubblicazione nel sito internet istituzionale del comitato di sorveglianza istituito presso la medesima Autorità.