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con sentenza n. 21 del 17 febbraio 2021 la Corte costituzionale, riconoscendo l'aumento dei cinghiali e la riduzione del personale incaricato al controllo, si è pronunciata consentendo ai cosiddetti operatori volontari, quali agricoltori provvisti di tesserino di caccia, cacciatori abilitati, guardie venatorie e ambientali e guardie giurate, di prendere parte alle operazioni di riduzione del numero di animali selvatici, dopo appositi corsi di formazione e preparazione, organizzati dalle Regioni in accordo con l'ISPRA; la presenza incontrollata dei cinghiali sul nostro territorio continua a provocare ingenti danni economici all'agricoltura, oltre al grosso rischio sanitario per la zootecnia locale, per la quale necessita la creazione di una filiera tracciata e trasparente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce di una situazione sempre più allarmante e con i piani regionali di contenimento sinora insufficienti, non ritenga necessario intervenire per consentire l'adozione di ulteriori misure straordinarie di controllo e contenimento, garantendo così un giusto equilibrio tra la presenza di fauna selvatica, attività economica e sicurezza dei cittadini. Atto n. 4-05764 RAMPI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che l'azienda Giannetti ruote, attiva a Ceriano Laghetto (Monza e Brianza), ha annunciato, senza alcun preavviso, la chiusura delle attività e il licenziamento dei suoi 158 lavoratori, senza attivare alcuna forma di trattativa, senza nemmeno ipotizzare il ricorso agli ammortizzatori sociali, e a fronte di un'attività aziendale importante, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa vicenda e come intendano attivarsi per intervenire e per attivare forme necessarie di conciliazione tra le parti. Atto n. 4-05765 VATTUONE Al Ministro dell'interno Premesso che: la programmazione delle assunzioni del personale idoneo e vincitore di concorso nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sta subendo consistenti ritardi; tale situazione, che sta determinando serie difficoltà, in particolare, al soccorso tecnico urgente, si somma alle perduranti gravi carenze di organico, soprattutto a fronte dei pensionamenti che hanno allontanato e allontaneranno centinaia di vigili del fuoco operativi nel quadriennio 2019-2022 (circa 700 unità di personale operativo nel 2021 ed oltre le 1.000 unità per il 2022): il mancato completamento delle procedure di assunzione va ascritto, essenzialmente, a due ordini di fattori: difficoltà, a causa della pandemia, a svolgere i corsi di formazione indispensabili per l'assunzione del personale idoneo e vincitore di concorso: e il turnover 2020 (numero pensionamenti al 31 dicembre 2020) non è, ad oggi, ancora stato quantificato dal Ministero dell'interno con apposito decreto; la graduatoria di merito in corso di validità del concorso pubblico per 250 vigili del fuoco sarà in prima scadenza (3 anni) nel mese di novembre 2021, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali iniziative intenda assumere al fine di: utilizzare tutte le unità straordinarie programmate con i precedenti interventi normativi e legislativi, che per l'anno 2021 ammontano a ben 673 unità (effettive dal 1° ottobre 2021); quantificare in tempo utile i numeri relativi al turnover 2020; predisporre gli strumenti normativi necessari affinché venga disposta la proroga del termine di validità della graduatoria del concorso pubblico VVF 250 (decreto ministeriale n. 676 del 2016), che vedrà entro i primi mesi del 2022 la naturale scadenza dei 3 anni previsti per legge. Atto n. 4-05766 LANNUTTI ROMAGNOLI ANGRISANI LANZI Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e dello sviluppo economico Premesso che: in Italia il limite massimo di esposizione al campo elettrico a radiofrequenza (CEMRF) è di 20 volt al metro (40 volt al metro per le onde centimetriche) per esposizioni brevi od occasionali, mentre è di 6 volt al metro il tetto di radiofrequenza (valore di attenzione) per il campo elettrico generato dalle radiofrequenze-microonde per esposizioni all'interno di edifici adibiti a permanenza non inferiore a 4 ore giornaliere (decreto ministeriale n. 381 del 1998 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003); il 24 marzo 2021 la IX Commissione permanente della Camera dei deputati ha espresso parere favorevole sulla proposta di adeguamento dei limiti di immissione elettromagnetica a quelli proposti a livello europeo di 61 volt al metro, che secondo i relatori assumerebbero come effetti avversi solo gli effetti termici, cioè il riscaldamento dei tessuti; per le associazioni ambientaliste implementare nuovi tipi di radiofrequenze, come alcune di quelle utilizzate con il 5G, con un contemporaneo innalzamento dei limiti di protezione, è quanto meno inopportuno, considerando i pericoli emersi da studi sperimentali ed epidemiologici sulle frequenze già in uso. Pertanto il limite proposto di 61 volt al metro non terrebbe conto delle numerose evidenze scientifiche in laboratorio che hanno ormai dimostrato la presenza di effetti biologici non termici anche molto gravi, fino a forme tumorali, anche in presenza di livelli di esposizione inferiori; inoltre, i livelli di riferimento di cui all'allegato III della raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE di 61 volt al metro per gli effetti termici risultano 100 volte superiori a quelli italiani quando confrontati con i nostri valori di attenzione; considerato inoltre che: l'ex CEO di Vodafone, nonché attuale Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, un anno fa è stato promotore con la task force per l'emergenza, del "piano di iniziative per il rilancio 2020-2022", un documento di 121 pagine suddiviso in 6 capitoli per altrettante macroaree di intervento; nel piano, Colao propone di "adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio". Letti così, sembrerebbe che gli attuali limiti europei (quelli che tutelerebbero dai rischi) siano 3 volte più alti di quelli italiani. Quindi, si dovrebbe dedurre che 61 volt al metro sarebbero 3 volte 20 volt al metro. Vittorio Colao sarebbe caduto in un "singolare errore di calcolo", ha fatto notare qualche ambientalista, in quanto, il valore è invece 10 volte più alto. Infatti, il limite nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003 è espresso in watt a metro quadro, valore che tiene conto tanto del campo elettrico, quanto del campo magnetico. Il limite italiano è un watt a metro quadro (20 volt al metro per il campo elettrico e 0,05 ampère al metro, e il loro prodotto è un voltampère al metro quadro, e voltampère è uguale al watt), mentre quello europeo è 10 watt a metro quadro (61 volt al metro di campo elettrico e 0,164 ampère al metro);