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il Ministro, in una recente intervista, nell'esprimere tutta la sua soddisfazione per la candidatura in quanto "figlio di questa città e di questo territorio sin dai tempi del liceo Visconti" ha dichiarato di "considerare un onore rappresentarli, come pure poter sostituire in Parlamento Paolo Gentiloni"; tali dichiarazioni stridono con la realtà considerato che, una volta eletto, egli non potrà pienamente corrispondere a quell'"etica del lavoro e della responsabilità" che "fa parte della mia formazione", stante l'impossibilità di un esercizio contestuale dell'incarico parlamentare e di quello governativo; da questo punto di vista, dunque, il collegio uninominale interessato si troverà, di fatto, a non avere un'effettiva e adeguata rappresentanza parlamentare, per lo più immotivatamente dato che, a legislatura già avviata e con un Governo nel pieno dei suoi poteri, ben potevano essere effettuate altre scelte, anche al fine di tutelare e promuovere una più ampia e diffusa partecipazione alla competizione elettorale; a fronte di ciò, il Ministro-deputato percepirà quindi anche l'indennità di parlamentare per una funzione che, di fatto, non potrà esercitare; peraltro, nelle prossime settimane il Governo dovrà procedere ad oltre 400 nomine (tra multinazionali, società per azioni controllate dai ministeri, organismi indipendenti, enti economici e authority ) e proprio il Ministero dell'economia si troverà a dover svolgere un ruolo delicato e cruciale in questa fase di riassetto della complessa governance economico-produttiva del nostro Paese; né va sottovalutato che il collegio interessato è sede dei Ministeri, delle Autorità e delle principali società su cui il Ministro stesso esercita un potere diretto di nomina, di indirizzo e di vigilanza; è evidente che, tanto più in tale scenario, la candidatura di un Ministro in carica rischia di alterare la competizione elettorale, creando seri squilibri in termini di competitività, concorrenza, parità di accesso e di condizioni rispetto agli altri candidati, stante la sua acclarata posizione "dominante" e "privilegiata"; è, del resto, di palese evidenza che il ruolo di Ministro, nelle possibili influenze sugli elettori, è tanto più incisivo e importante di quanto possa essere quello di un sindaco candidato nel collegio del suo Comune o del capo di gabinetto dello stesso Ministero, per i quali la legge non a caso prevede espressamente le dimissioni prima dell'accettazione della candidatura; d'altronde, in un Governo nato proprio con l'obiettivo di fare la legge di bilancio e tutti i provvedimenti conseguenti per far fronte alla difficile congiuntura economico-finanziaria che sta attraversando il nostro Paese, il responsabile del Dicastero dell'Economia ha, di fatto, oggi più che mai, assunto un ruolo dominante nell'Esecutivo, privo di vice presidenti e con un Presidente del Consiglio dei ministri che si definisce "tecnico": in questo quadro il Ministro dell'economia e delle finanze interviene come proponente di provvedimenti legislativi, direttive e nomine amministrative, indicazioni di nomine di diverso livello che, tra l'altro, ne fanno oggetto di presenza costante e rilevante in Parlamento e sui mezzi di comunicazione, tali da violare le norme basilari in materia di par condicio rispetto agli altri candidati; a tutto ciò si aggiunge che, mentre nel corso delle campagne elettorali per il rinnovo del Parlamento l'attività del Governo si limita all'ordinaria amministrazione per non influire sulla stessa, in tal caso, invece, si verifica il paradosso che il Ministero dell'economia e delle finanze, il cui titolare è candidato, continua a svolgere la sua attività complessiva nella pienezza dei poteri con il rischio di sostanziali violazioni del complesso di norme richiamate (e, nello specifico, quelle in materia di conflitto di interessi, traffico di influenze illecite e par condicio ), si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga che la candidatura del ministro Gualtieri alle imminenti elezioni suppletive del 1° marzo per il collegio uninominale Roma 1 per la Camera dei deputati contrasti con l'intero assetto normativo-istituzionale vigente e, in ogni caso, se non ritenga doveroso assumere l'incarico ad interim della reggenza del medesimo Dicastero almeno per l'intera durata della campagna elettorale, al fine di fugare ogni dubbio in merito alle finalità degli atti che il Ministero è chiamato ad assumere, e in merito al mancato rispetto della par condicio , elemento fondamentale di ogni sana democrazia. Atto n. 4-02838 FATTORI DI MARZIO NUGNES DE FALCO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: da fonti di stampa si apprendono le dichiarazioni del Ministro in indirizzo in sede di incontro bilaterale con il segretario per l'agricoltura Usa, nelle quali vi sarebbe un terreno fertile tra UE e Usa per l'armonizzazione delle regole e degli standard fitosanitari; attualmente il nostro Paese sta subendo l'imposizione dei dazi da parte degli Usa che rischiano di dare una perdita pari a 500 milioni di euro, andando a intaccare le produzioni agricole di eccellenza del made in Italy ; i dati della bilancia commerciale degli Stati Uniti registrano un deficit verso la UE di circa 12 miliardi di euro che il presidente Trump, sia con dichiarazioni che con una politica protezionistica, ha detto di voler colmare; considerato che: mentre in UE vige il principio di precauzione, che tutela per i consumatori, negli Usa le agenzie pubbliche di controllo intervengono solo nel caso di istanza da parte di consumatori e cittadini colpiti dagli effetti negativi dei prodotti commercializzati e immessi nel mercato sulla base di autovalutazioni da parte delle imprese; le dichiarazioni del Ministro in indirizzo partono dal settore delle mele e delle pere e sembrano, a giudizio degli interroganti, allargarsi a tutto il comparto agroalimentare; il Parlamento europeo ha già negato il mandato alla Commissione europea di negoziare i prodotti agricoli; per il Congresso statunitense quello dell'agricoltura è invece un settore fondamentale per portare avanti il TTIP, come si legge da fonte "Reuters" in un articolo di gennaio 2019; a dimostrazione di quanto affermato, gli attuali dazi Usa colpiscono soprattutto il settore agricolo; considerato inoltre che: il presidente Trump ha ritirato la sottoscrizione degli Usa all'accordo sul clima di Parigi siglato il 12 dicembre 2015; il 24 gennaio 2020 anche il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha sottoscritto il "manifesto di Assisi" ispirato all'enciclica di papa Francesco "Laudato sii", il cui obiettivo è quello di avere un'economia basata sulla convivenza sociale, la circolarità, la salvaguardia ambientale e climatica, l'umanesimo fraterno e la sostenibilità; il 22 marzo 2017 è stata approvata la risoluzione all'affare assegnato n. 440 in 14ª Commissione permanente del Senato (Politiche dell'Unione europea), "Attuazione delle iniziative della Commissione europea connesse agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea" di iniziativa dei senatori Fattori e Cociancich (con risoluzione Doc. XXIV, n. 75); in particolare il secondo e il terzo punto del dispositivo della risoluzione riportavano: