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la cassa integrazione degli addetti del turismo è coperta dal Fondo di solidarietà trentino, che insieme all'Inps ha accelerato i pagamenti: gli importi marzo e aprile sono stati erogati a giugno, a breve saranno corrisposti di importi relativi al mese di maggio; ulteriore preoccupazione desta infine la situazione dei 70 dipendenti di 4 cooperative sociali che operano in appalto negli impianti sportivi e palestre scolastiche Asis, i quali solitamente durante la sospensione estiva delle attività scolastiche ricevono una retribuzione derivante dalla banca dati accumulata durante l'anno; avendo potuto accumulare poco nel corso del 2020, detti lavoratori si ritrovano ora senza stipendio e senza ammortizzatori sociali, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché gli ammortizzatori sociali previsti a normativa vigente siano tempestivamente erogati in favore dei lavoratori che ne hanno diritto. Atto n. 4-03857 PUGLIA VACCARO DONNO ANGRISANI TRENTACOSTE MORONESE FERRARA PISANI Giuseppe GIANNUZZI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la previdenza complementare è una forma di previdenza che si aggiunge a quella obbligatoria, ma non la sostituisce. È fondata su un sistema di finanziamento a capitalizzazione. Per ogni iscritto viene creato un conto individuale nel quale affluiscono i versamenti che vengono poi investiti nel mercato finanziario da gestori specializzati (in azioni, titoli di Stato, titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento) e che producono, nel tempo, rendimenti variabili in funzione dell'andamento dei mercati e delle scelte di gestione. La Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) ha il compito di vigilare e garantire trasparenza e correttezza dei comportamenti delle forme pensionistiche complementari; il Fondo pensione complementare a capitalizzazione per i giornalisti italiani (Fondo giornalisti) pubblicava in data 15 novembre 2019 l'avviso di selezione per l'incarico di direttore generale del Fondo. Dal suddetto bando si apprende che "Il Fondo non ha scopo di lucro. Aderendo a Fondo giornalisti, gli iscritti hanno l'opportunità di partecipare direttamente alla vita del Fondo: in particolare, gli stessi sono chiamati a eleggere i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Sindaci, organi caratterizzati da una composizione "paritetica", ovverossia da uno stesso numero di rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro"; considerato che a quanto risulta agli interroganti: il 23 giugno 2020 il consiglio d'amministrazione del Fondo giornalisti ha affidato l'incarico di direttore generale al professor Marco Micocci, con 7 voti a favore contro 6. Al riguardo, dalle notizie di stampa si apprende di come la parte datoriale abbia imposto un proprio componente del cda, l'attuario Marco Micocci, contro il parere compatto della componente della categoria. Nello specifico: "Per la designazione di Micocci è stato decisivo il suo stesso voto e poi, nel momento che due candidati si sono fronteggiati con sei voti a testa, il fatto che il presidente Alessandro Serrau - ora espressione degli editori per la turnazione imposta dallo statuto - facesse valere la norma che consente in caso di parità di valutare doppio il proprio voto. È una pagina nera per il Fondo Complementare che statutariamente impone un equilibrio tra le parti, equilibrio che di fatto ora viene snaturato. Il Fondo rappresenta il "tesoretto" della pensione complementare dei giornalisti, che hanno fatto di tutto per cercare una mediazione alla fine di un processo di selezione, portato avanti con i meccanismi di trasparenza di un bando di gara pubblico, che aveva fatto emergere ottime professionalità già operative in alcune direzioni di altri enti previdenziali. Si tratta di una scelta che di fatto mette a repentaglio il dialogo tra le parti in un presidio così importante per il welfare dei giornalisti italiani per questo i consiglieri eletti dai giornalisti non abbasseranno la guardia mantenendo il proprio impegno a tutela del futuro dei colleghi" ("senzabavaglio.info", 24 giugno 2020); considerato inoltre che: il punto 3, lettera e) del citato avviso di selezione per l'incarico di direttore generale del Fondo giornalisti, tra le condizioni necessarie per partecipare alla selezione, prevede: "assenza di situazioni di conflitto di interesse, anche potenziale, derivanti da rapporti di controllo, di partecipazione o relazione d'affari, advisory o altra situazione soggettiva, anche part time , con i soggetti coinvolti nel network operativo del Fondo (ad. es. gestori delle risorse, depositario, soggetti preposti alla fornitura di beni e/o servizi, fonti istitutive)"; tale previsione mira a garantire l'indipendenza e la terzietà del soggetto destinato a ricoprire la carica di direttore generale del Fondo; basti pensare al fatto che, come ragione di incompatibilità, possa esservi anche l'esistenza di una situazione soltanto potenziale di un conflitto di interesse; considerato infine che: dalle informazioni reperite dagli interroganti, unitamente a quanto riferito al medesimo dalla componente giornalisti del consiglio di amministrazione del Fondo, il dottor Marco Micocci ricopriva la carica di consigliere all'epoca della votazione per la nomina del direttore generale del Fondo stesso; è noto che la Federazione italiana editori giornali costituisce una delle figure istitutive del Fondo giornalisti. Risulta, conseguentemente, difficile non scorgere una certa conflittualità, quanto meno potenziale, con i requisiti di indipendenza richiesti come necessari per partecipare alla selezione in questione, si chiede di sapere: quali siano le considerazioni dei Ministro in indirizzo sulla questione descritta; se e quali iniziative intenda intraprendere in merito ai fatti esposti, soprattutto circa le criticità evidenziate in tema democraticità delle istituzioni rappresentative; se intenda interessare la COVIP per la verifica circa il rispetto delle condizioni che garantiscono la trasparenza ed il buon funzionamento del Fondo giornalisti. Atto n. 4-03858 DE POLI Al Ministro dell'interno Premesso che: nel corso dell'esame del disegno di legge 1477 (armonizzazione comparto sicurezza Vigili del fuoco) in 1ª Commissione permanente del Senato, il 1° luglio 2020 sono state audite alcune organizzazioni del corpo dei Vigili del fuoco, che hanno esposto le varie problematiche riscontrate nel testo; sono emerse, in particolare, criticità relative alla distribuzione del 16 milioni di euro previsti dall'art. 1, comma 133, della legge n. 160 del 2019, che sarebbe, sempre a detta degli interessati, iniqua, sia relativamente agli aumenti salariali previsti, che al trattamento previdenziale, avvantaggiando le cariche dirigenziali;