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Il mio ennesimo appello è pertanto quello di cambiare finalmente tale normativa. Sono questi gli auspici del nostro Gruppo, che si accompagnano a quello più generale di vedere finalmente le polemiche messe da parte. L'ora della responsabilità non è ancora finita, serve davvero spirito collaborativo tra tutte le forze politiche e tutti gli attori istituzionali. Il nemico si chiama coronavirus, non dimentichiamocelo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, i cittadini e le cittadine italiani sono disorientati, preoccupati, a volte avviliti o pieni di speranza per quando usciremo da questa difficile fase. Alcuni ci dicono che non vorrebbero stare nei nostri panni di politici, perché dobbiamo assumere decisioni complicate e sofferte. Il suo discorso, signor Presidente, era intriso della sofferenza relativa alla difficoltà del momento. Ci siamo trovati, colleghe, colleghi e signor Presidente, in questo tempo storico a chiedere ai nostri cittadini di rinunciare ma - secondo la frase contenuta nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri burocratico - «alle attività essenziali», ma all'umanità più profonda, a mettersi in relazione con l'altro, evitando abbracci, baci e incontri persino in famiglia, con figli e nostri amici, perché questa è l'arma per combattere il virus. È una prova durissima per la nostra profonda umanità. Di conseguenza andiamo a rinunciare alla nostra libertà personale, con il rischio, a causa di ulteriori provvedimenti restrittivi per proteggere la salute, di produrre nuovi disoccupati e di allargare ancora di più la forbice tra garantiti e non. Credo infatti, signor Presidente, che siamo tutti consapevoli che non esiste né in natura, né in un'altra ipotizzabile forma, alcun ristoro che compensi la dignità del lavoro, che costituisce l'essenza della soggettività umana e della persona. (Applausi). Non esiste alcun ristoro che compensi ed equivalga al fondamento della Repubblica democratica, il diritto che la stessa riconosce a tutti i cittadini. La drammaticità del quadro epidemiologico non è diversa né più grave della tragicità dello sconvolgimento sociale e psicologico nel quale la popolazione italiana versa e i fatti degli ultimi giorni ne sono testimonianza. Condanniamo gli episodi di violenza, ma mettiamoci in sintonia con il grandissimo disagio sociale della nostra popolazione. La tutela della salute deve essere allora in armonia con lo sviluppo dell'economia e del lavoro e dobbiamo assolutamente garantire il diritto alla scuola. La politica è fatica, perché è fatta di scelte di priorità. Due grandi Paesi, Francia e Germania, che si apprestano a decidere lockdown più o meno duri hanno una priorità: lasciare aperta la scuola. Perciò dobbiamo accompagnare e guidare quest'ora buia - per parafrasare il grande Churchill - con un piano concreto di qui a sei mesi, signor Presidente, o almeno a medio termine. È questo che chiediamo come Italia Viva. Quale luogo migliore per confrontarci tra parlamentari, di maggioranza e opposizione, e anche naturalmente tra partiti eterogenei, presenti nella stessa maggioranza? Dobbiamo mostrare la luce dopo il buio, perché nel 2021 dovremo riprendere a correre. Questa è la richiesta che le rivolgiamo: un confronto politico approfondito, serio, per non guardare solo al giorno dopo e al prossimo DPCM, ma per traghettare la nostra Nazione oltre la crisi. La politica non è altro che una risposta ai bisogni della popolazione, quindi è nello stesso tempo celerità e lungimiranza. Allora, signor Presidente, non si arrabbi con noi; occorre che tutti insieme facciamo in modo che l'apparato dello Stato e quello dei Ministeri non accumulino ritardi di alcun genere. Dobbiamo impegnarci giorno e notte affinché i vertici dell'INPS garantiscano che non ci siano mai più ritardi nell'erogazione della cassa integrazione e di altri sostegni e affinché i Ministeri non accumulino altri ritardi. Faccio un esempio per tutti: abbiamo all'esame in Commissione un disegno di legge sui defibrillatori, approvato alla Camera, tanto atteso dalla popolazione italiana, che rimane fermo per le lungaggini dei pareri all'interno dei Ministeri. Questo, signor Presidente, in un momento di crisi non possiamo permettercelo. Per questo, priorità assolute sono per noi un sistema nazionale di tracciamento, di tamponi e di sorveglianza attiva, un progetto di prevenzione nazionale, la medicina territoriale e il MES. Abbiamo bisogno di risorse, se vogliamo mettere tutti al riparo dalle frecce di cui ha parlato prima una collega. Nessuno di noi può prendersi la responsabilità di non avere a disposizione altre risorse, tantomeno lei. Un appello finale, signor Presidente: tutto questo lo facciamo con una conduzione univoca e chiara del rapporto Stato-Regioni. Abbiamo 21 sanità diverse e in un tale assetto costituzionale abbiamo il dovere di avere una conduzione univoca tra Stato e Regioni, perché i nostri cittadini devono essere uguali e avere pari opportunità in tutto il territorio italiano. Il popolo italiano ha affrontato guerre, carestie e difficoltà sociali ed economiche, che ha superato sempre con uno spirito coeso e con la guida di classi dirigenti forti e coraggiose. Che anche questa volta la storia sia magistra vitae . Facciamo in modo, con i panni che indossiamo, di avere una visione politica anche a lungo termine e di portare il Paese fuori dall'ora più buia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, professor Conte, lei ha avuto modo di gestire questa emergenza utilizzando poteri e risorse mai visti nella storia repubblicana. Ha avuto una totale libertà d'azione, fino al punto di saltare il Parlamento, come sta facendo oggi, non consentendoci di votare su questo ennesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - il quindicesimo o il sedicesimo, non si capisce bene con annesso show a reti unificate (l'ultimo addirittura dopo l'Angelus papale, perché mi sembra giusto che ci sia un orario consono). Le ricordo, signor Presidente, che l'Italia da vent'anni ininterrotti, lo sottolineo, è in avanzo primario, cioè tassa più di quello che spende, e continua ad incrementare il debito pubblico, che in questo periodo sarà incrementato di 190 miliardi di euro, 100 dei quali dovuti all'ultimo scostamento; quello precedente, collega Castellone, l'abbiamo votato anche noi, mettendo via le frecce; ma quella riunione dura da nove mesi e credo che, a questo punto, le frecce si siano automaticamente liberate, da sole. Quindi, signor Presidente, come dicevo, ha avuto risorse e poteri come mai nessuno prima. La situazione odierna è assolutamente drammatica: Unioncamere stima che 45.000 imprese saranno cancellate in camera di commercio e che almeno altrettante siano in corso di eliminazione; poi, ovviamente, ci sono quelle moribonde. Per quanto riguarda gli aiuti ricevuti per i ristori, i famosi ristori, il centro di ricerca dell'università di Oxford stima oggi che l'Italia è la peggiore d'Europa rispetto a quelli stanziati (non erogati).