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Tra le modifiche di coordinamento normativo introdotte dall'articolo 1 vanno altresì annoverate quelle volte a coordinare la legislazione vigente non già con le modifiche introdotte dal presente disegno di legge ma con quelle inserite nell'ordinamento dalla legge rinforzata n. 243 del 2012, in relazione al principio dell'equilibrio dei bilanci. Si tratta, in particolare, delle disposizioni di cui al comma 5, lettere a) e f) , che collegano gli obiettivi di finanza pubblica e le misure per realizzarli contenute nel DEF, di cui alle lettere e) ed b) del comma 2 dell'articolo 10 della legge n. 196 del 2009, al conseguimento dell'obiettivo di medio termine, previsto dall'articolo 3 della legge n. 243 del 2012, conformemente alle regole europee, e che collegano altresì l'eventuale aggiornamento di tali obiettivi, disposto dalla Nota di aggiornamento, al medesimo obiettivo di medio termine. La lettera a) del comma 2 prevede che la Nota di aggiornamento del DEF debba essere presentata alle Camere entro il 30 settembre di ogni anno, anziché entro il 20 settembre. In tal modo si tiene conto del fatto che -- come emerso nel corso dell'indagine conoscitiva sulle prospettive di riforma degli strumenti e delle procedure di bilancio svolta nella presente legislatura dalle Commissioni bilancio riunite della Camera e del Senato -- il vigente termine del 20 settembre non consente di riportare nella Nota di aggiornamento un set di informazioni sui dati di finanza pubblica a consuntivo, aggiornato sulla base di quelli riportati nella seconda notifica sull'indebitamento netto e sul debito delle amministrazioni pubbliche effettuata, entro il 30 settembre, dall'ISTAT alla Commissione europea. Inoltre, il successivo comma 6, lettera b) , arricchisce il contenuto della Nota di aggiornamento prevedendo che essa indichi i principali ambiti di intervento della manovra di finanza pubblica per il triennio successivo, con una sintetica illustrazione degli effetti finanziari attesi dalla manovra stessa in termini di entrata e di spesa, ai fini del raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. La lettera c) del medesimo comma 6 abroga la lettera d) del comma 1 dell'articolo 10- bis della legge di contabilità, che richiama, tra l'altro, il contenuto del Patto di stabilità interno da considerarsi ormai superato alla luce della disciplina sul pareggio di bilancio negli enti territoriali introdotta dalla legge n. 243 del 2012. La nuova disciplina consentirebbe agli attori istituzionali coinvolti nel processo di formazione del bilancio -- in primis , l'Ufficio parlamentare di bilancio -- di acquisire informazioni sull'articolazione della manovra con un livello di maggior dettaglio rispetto a quello attualmente assicurato dalla Nota di aggiornamento, ai fini della validazione del quadro macroeconomico programmatico, in tempo utile per la trasmissione del Documento programmatico di bilancio, di cui tale quadro fa parte, alle autorità europee. Allo stesso tempo la lettera c) del comma 2 modifica il termine di presentazione del disegno di legge di bilancio prevedendo non più un termine fisso, ma un termine mobile di dodici giorni che decorre dal 12 ottobre, ossia dal giorno ultimo previsto per la deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del predetto disegno di legge. Il termine mobile ha infatti la funzione di consentire al Governo di completare la redazione del disegno di legge di bilancio, attraverso l'imputazione alla seconda sezione del medesimo disegno di legge degli effetti contabili delle modifiche introdotte alla legislazione vigente dalla prima sezione, come richiesto dall'articolo 15, comma 3, della legge n. 243 del 2012, atteso che tale processo di imputazione richiede diversi giorni, come emerso nel corso della predetta indagine conoscitiva. Sempre con riferimento alla presentazione del disegno di legge di bilancio, la lettera d) del comma 2 prevede la possibilità di derogare alla procedura dianzi delineata qualora la Nota di aggiornamento confermi gli obiettivi di finanza pubblica a suo tempo indicati nel DEF. In questo caso, infatti, il Governo potrebbe presentare il disegno di legge di bilancio contestualmente alla Nota di aggiornamento, giacché i saldi risultanti dal medesimo disegno di legge risulterebbero comunque coerenti con un atto di indirizzo a suo tempo deliberato dalle Camere in occasione dell'esame del DEF. In questo modo, come emerso nell'ambito della menzionata indagine conoscitiva, si realizzerebbero sensibili vantaggi sotto il profilo procedurale, con l'accorpamento delle attività conoscitive relative all'esame della Nota di aggiornamento e del disegno di legge di bilancio. Con la soluzione prospettata rimarrebbe comunque salva, anche nel caso di conferma degli obiettivi di finanza pubblica, la possibilità da parte del Governo di ricorrere alla procedura ordinaria dianzi delineata, facendo precedere la presentazione del disegno di legge di bilancio da una deliberazione delle Camere sulla Nota di aggiornamento, come ad esempio nel caso in cui non fosse concretamente praticabile un’anticipazione della presentazione del disegno di legge di bilancio ai primi giorni di ottobre. Inoltre, sempre per quanto riguarda i contenuti del DEF e della Nota di aggiornamento, si sistematizza la disciplina che concerne l'ipotesi in cui il Governo, in caso di eventi eccezionali, intenda discostarsi dall'obiettivo programmatico o aggiornare il piano di rientro ovvero ricorrere all'indebitamento per realizzare operazioni relative alle partite finanziarie. In tal caso si prevede che la relazione di cui al comma 3 dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012 debba essere presentata come annesso al DEF o come annesso alla Nota di aggiornamento, a seconda che i citati eventi eccezionali si verifichino nelle more della presentazione, rispettivamente, del primo o del secondo dei richiamati documenti di finanza pubblica. In particolare, nel caso della Nota di aggiornamento si prevede, al comma 6, lettera d) , che la disciplina di tale relazione sostituisca quella di cui all'articolo 10- bis , comma 6, che prevede un aggiornamento dei medesimi obiettivi, la quale dovrebbe ormai considerarsi sostanzialmente superata alla luce dei vincoli disciplinati dall'articolo 6 della legge n. 243 del 2012. Infine, alla lettera f) del comma 5 viene previsto che in allegato al DEF sia presentata una relazione recante l'andamento nell'ultimo triennio degli indicatori di benessere equo e sostenibile adottati a livello internazionale nonché le previsioni riguardo alla evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento, anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica di cui al comma 2, lettera f) , dell'articolo 10 della legge n. 196 del 2009 e dei contenuti dello schema del Programma nazionale di riforma, di cui al comma 5 del medesimo articolo 10, conformemente a quanto emerso nell'ambito di un’apposita indagine conoscitiva che è stata conclusa nel corso della passata legislatura dalla V Commissione (Bilancio) della Camera dei deputati.