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Art. 2 1. Ai fini dell'eliminazione dei focolai di pleuropolmonite contagiosa bovina, l'unità sanitaria locale competente per territorio, ai sensi del regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e della ordinanza ministeriale 6 ottobre 1984, deve provvedere a: a) notificare al Ministero della sanità, i focolai sospetti e/o accertati di pleuropolmonite contagiosa dei bovini; b) predisporre specifiche indagini epizootologiche per la individuazione delle aziende infette e, in particolare, per lo svolgimento di un esame sierologico completo; c) adottare il provvedimento di zona infetta e di zona di protezione; d) vietare gli spostamenti dei bovini presenti nelle aziende in cui sono stati riscontrati animali reattivi, fatta eccezione per quelli che devono essere immediatamente abbattuti sotto controllo veterinario ufficiale. Tale divieto dovrà essere mantenuto finchè tutti i bovini di età superiore a dodici mesi, presenti nella zona interessata, non abbiano reagito negativamente a tre prove consec- utive eseguite ad intervalli di almeno tre settimane. Nel caso in cui in un'azienda si verifichino reazioni positive in numero ridotto può essere previsto l'abbattimento di uno o più bovini nei quali si sia verificata la reazione sierologica; la diagnosi definitiva potrà essere effettuata mediante ispezione post-mortem e/o indagine di laboratorio; e) vietare gli spostamenti dei bovini presenti nelle zone infette, fatta eccezione per quelli che devono essere abbattuti sotto controllo veterinario ufficiale, finchè tutti i bovini di età superiore a dodici mesi, presenti in tali zone, non abbiano reagito negativamente a tre prove consecutive eseguite ad intervalli di almeno tre settimane; f) disporre l'abbattimento di tutti i bovini presenti nelle aziende in cui si siano manifestati numerosi casi; g) disporre che siano sottoposti a prova sierologica tutti i bovini presenti nella zona infetta; h) autorizzare l'abbattimento di bovini sotto controllo veterinario ufficiale, conformemente al disposto delle lettere d) e f), presso stabilimenti di macellazione riconosciuti dal Ministero della sanità, su proposta del Servizio veterinario regionale. Tali abbattimenti dovranno essere eseguiti immediatamente dopo la notifica ufficiale al proprietario e ad altra persona responsabile, dei risultati delle prove o indagini. Fatto salvo quanto disposto dalla legge 29 novembre 1971, n. 1073, e successive modifiche, le carni dei suddetti animali possono essere immesse in commercio a condizione che le ispezioni sanitarie ante-mortem e post-mortem non abbiano rivelato alterazioni tali da rendere le carcasse inadatte al consumo umano. In ogni caso, dovrà essere disposta la distruzione della testa e dei visceri, ivi compresi i reni, non trascurando, inoltre, il controllo a campione per la ricerca di eventuali residui di farmaci presenti nelle carni; i) determinare, ai sensi dell'art. 4, secondo comma, della legge 2 giugno 1988, n. 218, l'ammontare complessivo dell'indennità da corrispondere ai proprietari dei bovini abbattuti in forza della lettera d) e della lettera f); inviare immediata comunicazione alla regione competente che, ai sensi dell'art. 3, terzo comma, della citata legge n. 218/88, provvede direttamente, entro sessanta giorni dall'abbattimento, a liquidare agli allevatori le indennità ad essi spettanti; l) disporre la pulizia e la disinfezione delle aziende dopo l'abbattimento dei bovini; m) assicurare l'adozione delle seguenti misure: 1) il divieto dei trattamenti terapeutici e della somministrazione di vaccini contro la pleuropolmonite essudativa contagiosa dei bovini; 2) l'istituzione di un sistema di identificazione di tutti i bovini presenti sul territorio, che consenta di rintracciare in qualsiasi momento l'unità sanitaria locale e l'azienda di provenienza; 3) la registrazione delle aziende in cui viene praticato l'allevamento dei bovini; 4) il controllo degli spostamenti dei bovini; 5) l'informazione e la sensibilizzazione dei veterinari in merito alle modalità di attuazione dei provvedimenti: in particolare, i materiali che presentano lesioni sospette devono essere fatti analizzare presso il laboratorio dell'istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio. Note all'art. 2: - L'O.M. 6 ottobre 1984 reca: "Norme relative alla denuncia di alcune malattie infettive degli animali nella Comunità europea" ed è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 10 ottobre 1984. - La legge n. 1073/1971 reca: "Norme sanitarie sugli scambi di carni fresche tra l'Italia e gli altri Stati membri della Comunità economica europea". - Il testo degli articoli 3 e 4 della legge n. 218/1/988 è il seguente: "Art. 3. - 1. Le indennità di cui all'articolo 2 gravano sulla quota a destinazione vincolata del Fondo sanitario nazionale, per la parte afferente alla profilassi delle malattie infettive e diffusive degli animali. 2. Per tali indennità il Ministro del tesoro, in deroga alle procedure previste dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833, assegna direttamente alle regioni, su proposta del Ministro della sanità, le somme destinate al pagamento delle indennità di abbattimento in relazione agli abbattimenti effettuati o preventivati dalle regioni interessate. 3. Le regioni provvedono direttamente, entro sessanta giorni dall'abbattimento, a liquidare agli allevatori le indennità ad essi spettanti. A decorrere dalla scadenza del predetto termine sono dovuti gli interessi legali. Art. 4. - 1. Ai fini dell'applicazione delle norme di cui all'articolo 2, comma 2, la regione stabilisce tempestivamente le modalità ed i tempi di abbattimento, tenuto conto della consistenza numerica degli allevamenti, del sistema di allevamento e della situazione epizoologica, in conformità alle direttive impartite dal Ministro della sanità. 2. Il sindaco adotta l'ordinanza di abbattimento e, se del caso, di distruzione degli animali nelle ipotesi di cui all'articolo 2, commi 1, 2 e 3, ed informa in ogni caso il Ministero della sanità e la regione. Con separato provvedimento stabilisce l'ammontare complessivo delle indennità da corrispondere al proprietario interessato in ragione del numero degli animali abbattuti e della misura dell'indennità calcolata per ciascun animale, detraendo eventualmente il ricavo della vendita delle carni, dei prodotti e degli avanzi, in conformità all'articolo 2, comma 3. I provvedimenti del sindaco sono definitivi e sono trasmessi alla regione".