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ad esempio, la sorveglianza speciale o anche l'introduzione del braccialetto elettronico, strumenti importantissimi che danno una maggiore possibilità di azione alla magistratura. Sia gli aggravi di pena che l'introduzione di nuovi reati dicono forte e chiaro una cosa sola: le donne non si toccano. È il primo passo verso una rivoluzione culturale che tutti noi speriamo inizi, si porti avanti e di cui tutti noi abbiamo estremo bisogno. Questa è la risposta che uno Stato deve dare alle vittime di questi reati. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Sulla scomparsa di Andrea Camilleri PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Signori senatori, si è spento questa mattina all'ospedale Santo Spirito di Roma il maestro Andrea Camilleri. Nonostante la malattia che da tempo lo aveva colpito, Camilleri ha voluto fino all'ultimo regalarci opere indimenticabili che rappresentano un'eccellenza assoluta della letteratura contemporanea. Nella sua vita è stato tante cose: scrittore, autore televisivo, sceneggiatore, insegnante, divulgatore, e sempre i tratti dell'unicità della fantasia e della originalità ne hanno caratterizzato le opere. Ha fatto conoscere al mondo la sua Sicilia. I profumi, i sapori, le atmosfere uniche di Vigata e del commissario Montalbano rappresentano un vero e proprio filone culturale che ha giustamente avuto negli anni un ineguagliabile successo sia in libreria sia in televisione. Le sue prese di posizione, anche relative al dibattito pubblico, hanno sempre messo in primo piano l'amore per l'Italia e per il suo territorio, a partire dalla difesa dell'ambiente e del patrimonio storico e culturale. E proprio la sua impronta costituirà un ulteriore tassello della cultura italiana. Vi invito ad un minuto di raccoglimento. (Il Presidente e l'Assemblea osservano un minuto di silenzio). (Applausi). RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . «Le parole cose d'aria, sono». Così scriveva in uno dei suoi primi racconti Andrea Camilleri. Il maestro ci scuserà se le nostre parole non saranno all'altezza delle sue e non viaggeranno a quella altezza. Però, l'aria delle sue parole ci ha fatto volare. È stata un'aria diversa, a volte era aria di bufera, quando c'era l'indignazione che passava tanto nei racconti quanto nel racconto pubblico, a volte, invece, era una brezza leggera, era la brezza dell'amore per la sua terra, per le donne e per la bellezza, di cui sono densi i suoi romanzi. Camilleri è stato molte cose: è stato prima di tutto un uomo di teatro. Ha portato per primo Beckett in Italia e poi Ionesco e Strindberg e tantissimi altri grandi autori del Novecento. Poi è stato un uomo di televisione, con cui ha fatto il racconto popolare. Tutti ricordiamo Maigret, ma non era solo quello. Era la grande Rai della cultura che arrivava nelle case alle persone più semplici. Tardivamente Camilleri è stato scrittore di successo. Ha iniziato a raccontarci con una lingua nuova quella terra straordinaria che è la Sicilia. Ne ha fatto tesoro andando a prenderla nella sua antichità. C'era Plauto nei racconti di Camilleri e tantissimo Sciascia. Se pensiamo a «La scomparsa di Patò», pensiamo anche a «La scomparsa di Majorana» e a quell'incrocio straordinario con cui ha voluto raccontarci la burocrazia, i suoi aspetti ridicoli e comici e la grandezza degli uomini. È arrivato il successo enorme del suo Sherlock Holmes siciliano, Montalbano, che, come il personaggio inglese, per molti è stato realmente vivo, tant'è che oggi in Sicilia si vanno a vedere i luoghi dove ha vissuto Montalbano, che in realtà non ha mai vissuto. Come la grande letteratura, però, forse ha vissuto più delle persone semplici perché vive in eterno. Noi pensiamo questo di Camilleri. Pensiamo che, quando ci fa sedere da Enzo o ci fa sentire il gusto dei piatti di Adelina, ce li fa sentire con le parole scritte. Eppure, ci arrivano i profumi, gli odori e i sapori al palato. Allora, siamo davvero di fronte a un grande della letteratura. Pensiamo davvero che, per quanto abbiamo creduto che questo giorno non sarebbe mai arrivato, tra molte generazioni ci sarà qualcuno che leggerà Camilleri e che potrà taliare la sua Sicilia. (Applausi dai Gruppi PD e M5S . Congratulazioni ). RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anche il nostro Gruppo vuole ricordare un maestro della nostra letteratura. Come i colleghi hanno detto, è stato capace di appassionare lettori e telespettatori attraverso la realizzazione della serie di Montalbano, dipingendo la sua Sicilia in un modo così vivido e profondo, facendo percepire i profumi e i sapori. Solo i più grandi riescono attraverso le parole di un libro a rendere vivi e stimolare tutti i sensi. È davvero un'opera molto vasta, preziosa e popolare, cosa quest'ultima che ritengo molto bella. Il maestro Camilleri è stato vicino a tantissime persone, a tantissimi lettori, non solo a quelli più colti, ma ha saputo far innamorare dei suoi libri tantissima gente. Per questo la notizia del suo malore, che ahimè un mese fa lo ha portato al ricovero in ospedale e non gli ha dato poi più speranza, ha allarmato e recato dispiacere a tantissime persone. Lo voglio ricordare anche come persona generosa, che non si è mai sottratta ad incontri e convegni, con una partecipazione alla vita non solo culturale del Paese, ma anche alla vita e all'impegno civile. Quindi è giusto dedicargli in quest'Aula un momento di commosso ricordo e, soprattutto, di grande riconoscenza per l'opera che ci lascia. (Applausi) . RUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, non trovo le parole per esprimere il senso di perdita che ci pervade e quindi, in rappresentanza della Commissione Istruzione pubblica, beni culturali e di tutto il MoVimento 5 Stelle, faccio nostre le sue parole, così come risuonarono nel teatro greco di Siracusa qualche mese fa. «Chiamatemi Tiresia. Per dirla alla maniera dello scrittore Melville, quello di Moby Dick. Oppure "Tiresia sono", per dirla alla maniera di qualcun altro. Zeus mi diede la possibilità di vivere sette esistenze e questa è una delle sette. Non posso dirvi quale». «Ho finito. Forse vi state chiedendo la vera ragione per la quale mi trovo qui. Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi, sono stato regista teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotti in tante lingue e di discreto successo. L'invenzione più facile è stata quella di un commissario. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant'anni, ho sentito l'urgenza di riuscire a capire cosa sia l'eternità e solo venendo qui posso intuirla. Solo su queste pietre eterne.