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secondo le più avanzate teorie sulla appropriatezza (RAND Corporation) infatti una procedura è appropriata se il beneficio atteso (ad esempio un aumento dell'aspettativa di vita, il sollievo dal dolore, la riduzione dell'ansia, il miglioramento della capacità funzionale) supera le eventuali conseguenze negative (ad esempio mortalità, morbosità, ansia, dolore, tempo lavorativo perso) con un margine sufficientemente ampio, tale da ritenere che valga la pena effettuarla; davanti all'alone di mistero perdurante sul decreto i pazienti hanno ribadito la loro preoccupazione che la crescente complessità delle cure riabilitative si traduca, per molti di loro, nel mancato godimento di cure necessarie e, in altri, nel sottoporsi a procedure inutili. È noto che esista un problema di costi e che, con il passare del tempo, la necessità di contenere il peso crescente dei costi in sanità ha indotto a considerare la variabile "costi" parte integrante del concetto di appropriatezza. Ma questo non può sottrarre ai pazienti che hanno nella riabilitazione la loro sola prospettiva di cura ciò che non solo è un diritto ma anche un investimento per lo stesso SSN, che altrimenti, con il tempo, dovrebbe far fronte a costi assai più elevati; in Europa il concetto di appropriatezza delle cure compare in documenti istituzionali nel 1997. Nella raccomandazione n. 17 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, essa viene elencata tra "le componenti potenziali della qualità dell'assistenza sanitaria"; nella convenzione di Oviedo sui diritti dell'uomo e la biomedicina, all'art .3, gli Stati firmatari della convenzione si impegnano a garantire un "accesso equo a cure della salute di qualità appropriata". Nel 2000, a seguito del workshop organizzato dall'ufficio regionale europeo della World health organization (WHO) in collaborazione con il Ministero della salute tedesco, la definizione di appropriatezza proposta dalla RAND Corporation viene riconosciuta come un utile punto di partenza per ragionare intorno al significato di tale concetto, sebbene ne vengano sottolineati la genericità e i limiti. Secondo un report inglese preparato per il director of Research and development of the Department of health, i limiti di tale definizione vengono ricondotti alla mancata considerazione dell'individualità del paziente e della disponibilità di risorse per l'assistenza sanitaria, si chiede di sapere quali siano i contenuti del decreto del Ministero della salute relativo ai criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera e il suo allegato per garantire ai pazienti, in particolare a coloro che hanno una malattia rara, tutte le cure riabilitative necessarie per far fronte alla loro sintomatologia invalidante, che limita in molti casi anche gli spazi essenziali di autonomia nella loro quotidianità. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01724 BATTISTONI MOLES BERUTTI MALLEGNI BERARDI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: i servizi adibiti al trasporto pubblico non di linea di persone per conto terzi sono disciplinati dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21; l'articolo 10- bis del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante "Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione", convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, ha apportato significative modifiche ai principi che dettavano le norme per decine di migliaia d'imprese esercenti il servizio di noleggio con conducente; tali modifiche sono state definite dall'AGCM e dall'Autorità di regolazione dei trasporti (ART), palesemente contrastanti con l'ordinamento vigente, nonché aventi comprovati profili di criticità, sotto il profilo sia costituzionale e comunitario che concorrenziale; la Commissione europea ha aperto un'indagine per violazione del diritto comunitario trasmettendo all'applicazione EU Pilot la formale denuncia di un'associazione di categoria del noleggio con conducente, determinando un avviso di avvio di procedura d'infrazione (EUP-2019-9411) che si concluderà entro il mese di agosto 2019 con probabile applicazione di ulteriori sanzioni all'Italia; la Conferenza unificata delle Regioni e delle Province autonome, oltre a diverse Regioni, fra cui, Calabria, Sicilia, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, hanno inviato alle autorità regionali una nota che indica l'inapplicabilità della nuova norma e approvato mozioni in favore della disapplicazione dell'articolo 10- bis ; ritengono, infatti, necessaria una sospensiva dell'efficacia di tali disposizioni normative per palesi criticità costituzionali; le restrizioni all'esercizio del noleggio con conducente risultano, nel quadro normativo nazionale ed europeo, anacronistiche e contrastanti con le aperture del mercato, oltre a determinare una ricaduta negativa sull'occupazione nel settore, con conseguente chiusura di numerose imprese ed il licenziamento di migliaia di unità lavorative; il presumibile annullamento della norma da parte della Corte costituzionale arriverebbe in ritardo sugli effetti deleteri che il citato l'articolo 10- bis del decreto-legge n. 135 del 2018 sta avendo sulle imprese italiane del noleggio con conducente, costrette a chiudere l'attività prima di una sentenza della Corte, si chiede di sapere: se non sia opportuno sospendere l'efficacia della nuova normativa in attesa della pronuncia della Commissione europea e della Corte costituzionale, nonché nelle more di un accordo con la Conferenza Stato-Regioni; se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano avviare per salvaguardare decine di migliaia di imprese che operano nel settore del noleggio con conducente che, nonostante gli interventi delle authority , della Commissione europea e delle Regioni, si troveranno in serie difficoltà e non saranno più in grado di onorare leasing e mutui, pagare i propri dipendenti e far fronte agli oneri fiscali. Atto n. 4-01725 VALENTE MALPEZZI STEFANO CUCCA BELLANOVA D'ARIENZO FEDELI GIACOBBE MARGIOTTA PITTELLA Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 12 marzo 2019 un gruppo di rapinatori armati con il volto coperto è penetrato attraverso il sottosuolo nell'ufficio postale Napoli 36 di piazza Mazzini, portando a compimento una violenta rapina con aggressione ai danni dei sette impiegati di turno, alcuni dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere; gli stessi rapinatori sono riusciti a fuggire dalle fogne con il bottino facendo perdere ogni traccia; considerato che: da allora l'ufficio postale è chiuso per effettuare i lavori di ripristino e di messa in sicurezza; a partire da tale data i cittadini e gli utenti della zona di Avvocata, in gran parte di età avanzata, sono costretti a recarsi, anche per ritirare la pensione, agli uffici postali di largo Corigliano o di via Suarez, piuttosto distanti e mal collegati, peraltro ingolfando i suddetti uffici con ulteriori disagi per la popolazione; rilevato che: le uniche comunicazioni ufficiali pervenute alla cittadinanza sono limitate esclusivamente a un cartello affisso all'ufficio postale Napoli 36, dove si comunica la riapertura all'utenza per il 31 maggio 2019;