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Ma c'è un aspetto che voglio toccare ancora in questo mio brevissimo intervento, e cioè l'approvazione di quell'emendamento che chiama in causa la riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente, che è una batosta gravissima inferta a settori produttivi primari come l'agricoltura e i trasporti. L'emendamento che avete proposto, anziché incentivare le attività di produzione, le rende sempre più deboli. Se andiamo infatti a ridurre quelle differenze, piccole ma importanti, esistenti sulle accise del gasolio, ma anche su quei prodotti che hanno IVA agevolata nel comparto agricolo - soprattutto quel valore importante di recupero di risorse che permette a queste produzioni di essere valorizzate - andiamo contro il made in Italy , anche e soprattutto per il rimborso degli incentivi sul trasporto. Dunque, credo che mai come oggi siamo in una situazione grave, determinata da una maggioranza che non è stata in grado di proporre a quest'Aula una legge di bilancio che potesse soddisfare le esigenze degli italiani. Noi siamo amareggiati per non aver potuto contribuire al meglio. Abbiamo proposto molti emendamenti che non sono stati accettati e io credo che, d'ora in poi, il vero conto lo farete con gli italiani, non in quest'Aula ma nelle piazze. Anche il fatto di non aver prorogato la norma che prevedeva la cedolare secca sul commercio al 21 per cento creerà una grave situazione che metterà in ginocchio un comparto come quello del piccolo commercio italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per questo siamo profondamente amareggiati. Presidente, concludo dicendo semplicemente che noi del Gruppo Lega da sempre mettiamo gli italiani al primo posto. Prima gli italiani sempre. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rossomando. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, noi ovviamente abbiamo parlato più volte, nel corso dei nostri interventi - proviamo a ribadirlo, ma anche a spiegare il perché - del cambiamento radicale rispetto alla manovra dello scorso anno, ma soprattutto rispetto alla manovra mancata, come dire sacrificata su un Papeete d'agosto... (Brusìo) . PRESIDENTE. Colleghi, ci siamo accorti tutti che parlare anche con tono moderato può infastidire chi sta intervenendo. Quindi, rispettandoci entrambi, lasciamo intervenire la senatrice. ROSSOMANDO (PD) . Come dicevo, la manovra mancata è stata sacrificata da uno dei principali azionisti del Papeete d'agosto... (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Ancora? Ma basta! PRESIDENTE. È un ricordo storico ed è un percorso che, se la collega vuole farlo, credo sia legittimo. ROSSOMANDO (PD) . È bello riascoltare questo termine... (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Può anche non piacervi, ma non è motivo di replica da parte dei colleghi. ROSSOMANDO (PD) . È piacevole riascoltare questo termine un po' esotico, data l'esterofilia della forza con cui ci confrontiamo. Come dicevo: stop alla logica pattizia e di propaganda che ha un problema. Le promesse, infatti, magari non si riescono a mantenere, ma il problema non è dato solo dalle promesse non mantenute, ma anche dalla prospettiva reale del Paese. Infatti la legge di bilancio, una volta chiamata di stabilità, ha questa fondamentale funzione. Ora voglio interloquire sicuramente con chi ci ascolta, con gli italiani, per far capire la differenza. Ma soprattutto vorrei riportare tutti noi, a cominciare da chi vi parla, alla serietà del confronto tra una diversa visione che oggi si confronta in quest'Aula, e cioè una visione liberista - sovranista - nazionalista che va inserita in un contesto che vede la sconfitta nei fatti del liberismo, per le conseguenze che ha avuto, e la sconfitta del nazionalismo sovranista per l'isolamento da un'Europa nella quale si va a dire sostanzialmente di lasciarci in pace perché facciamo da soli. Ma siamo nel terzo millennio e nessuno può fare da solo, nessuno può essere lasciato in pace. Il problema è come non ci lasciamo in pace e a che cosa ci vincoliamo. Venendo ad un'altra questione, si è detto più volte, e giustamente, che abbiamo evitato l'aumento dell'IVA, e lo voglio ripetere anch'io, ma voglio sottolineare un altro aspetto: che tipo di tassa è l'IVA? L'IVA è una tassa che colpisce in modo indiscriminato e uguale tutti gli italiani, è per così dire il contraltare della flat tax , che in qualche modo, appunto perché uguale, non tiene conto della questione fondamentale delle disuguaglianze, che dobbiamo contrastare. Su questo però c'è una differenza abissale di impostazione dell'analisi dei motivi della crisi economica epocale e del problema di capire cosa garantisce la crescita. Mi domando allora come si crea la crescita. Ce lo domandiamo? Ve lo domandate? Avete risposto con la flat tax , che non ha dato grandi risultati e di cui non si sanno gli esiti. Avete risposto con la questione della quota 100, su cui noi responsabilmente abbiamo detto che, per rispetto delle persone, non andiamo a distruggere i programmi di vita che le persone hanno già fatto e progressivamente vedremo quali cambiamenti si possono fare. La cifra di questa manovra è quindi equità, lavoro e crescita. Al primo posto è il lavoro e per questo provvediamo con un grande investimento sul lavoro, che tecnicamente si chiama cuneo fiscale, ma vuol dire 500 euro in più in busta paga all'anno per i lavoratori più poveri. Anche qui c'è un cambiamento di impostazione: preoccuparsi di come si crea il lavoro e del fatto che la povertà oggi riguarda molto anche i lavoratori poveri. La seconda questione è come si crea sviluppo e crescita e quindi il tema dell'ambiente. Qui c'è un altro cambiamento importante: ambiente non solo come necessità per salvaguardare la salute dei nostri figli e del pianeta, per salvaguardare il presente e il futuro, ma come straordinaria occasione di crescita, di sviluppo e di politica industriale del terzo millennio. In sostanza, quando parlo di liberismo fallito e di nazionalismo sovranista fallimentare, intendo dire che senza politica industriale, senza programmazione di interventi e di investimenti pubblici e privati non se ne esce. Ci sono due ricette e due analisi diametralmente opposte, ma soprattutto quello che non avete spiegato, perché si fa anche una proposta di contromanovra, è che cosa si sarebbe tagliato per tenere la flat tax e per il liberi tutti, per non avere rapporti con l'Europa. Quali sarebbero stati i costi? Dove si andava a tagliare? Quali investimenti sarebbero mancati? Questo significa confrontarsi sul tipo di manovra e sul tipo di prospettive che si danno al Paese.