[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 218, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2006), promossi con ordinanze del Tribunale di Oristano del 5 maggio 2006, iscritte ai numeri da 618 a 659 del registro ordinanze 2006 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica numeri 3, 4 e 5, prima serie speciale, dell'anno 2007. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 7 novembre 2007 il Giudice relatore Alfonso Quaranta. Ritenuto che il Tribunale di Oristano, con più ordinanze di analogo tenore (iscritte ai numeri da 618 a 659 del registro ordinanze 2006), emesse in data 5 maggio 2006, ha sollevato – in riferimento agli artt. 3, 101, 102 e 104 della Costituzione, nonché ai principi del legittimo affidamento e della certezza dei rapporti preteriti, della stabilità e della coerenza nella disciplina generale dei rapporti di lavoro – questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 218, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2006), nella parte in cui, facendo salva l'esecuzione dei giudicati già formatisi alla data di entrata in vigore della legge medesima, ha stabilito che il comma 2 dell'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), si interpreta nel senso che il personale degli enti locali trasferito nei ruoli del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) statale è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali dei corrispondenti ruoli statali, sulla base del trattamento economico complessivo in godimento all'atto del trasferimento; che le ordinanze di rimessione sono state emesse in più giudizi vertenti sull'applicazione del suddetto art. 8, comma 2, della legge n. 124 del 1999, il quale aveva stabilito che al personale ATA, trasferito nei relativi ruoli del personale statale, era riconosciuta, ai fini giuridici ed economici, l'anzianità maturata presso l'ente locale di provenienza; che il giudice a quo prospetta, in primis, che la norma in questione non avrebbe carattere interpretativo ma innovativo, e costituirebbe un espediente per aggirare il principio di irretroattività della legge; che il Tribunale di Oristano deduce, altresì, la violazione dei parametri di ragionevolezza ed eguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione; che, in particolare, il rimettente afferma che la norma impugnata determinerebbe una ingiustificata disparità di trattamento tra i soggetti interessati; che l'efficacia retroattiva e il contenuto peggiorativo della norma lederebbero il principio del legittimo affidamento, da ricondurre anch'esso al principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione, e quello della certezza dei rapporti preteriti, senza che siano rinvenibili motivazioni atte a giustificare la diversa disciplina giuridica; che l'art. 1, comma 218, della legge finanziaria per il 2006, invaderebbe, inoltre, l'ambito riservato al potere giudiziario, in quanto diretto ad incidere sui procedimenti in corso, così violando gli artt. 101, 102 e 104 della Costituzione; che, infine, la norma impugnata si porrebbe in contrasto con i principi della stabilità e della coerenza nella disciplina generale dei rapporti di lavoro, in base ai quali i diritti e i trattamenti retributivi riconosciuti al lavoratore dalla legge o dalla contrattazione collettiva devono essere valutati nella loro interezza; che si è costituito in ciascun giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, con il patrocinio dell'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile o comunque non fondata. Considerato che il Tribunale di Oristano, con più ordinanze di analogo contenuto (iscritte ai numeri da 618 a 659 del registro ordinanze del 2006), dubita della legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 218, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2006), nella parte in cui, facendo salva l'esecuzione dei giudicati già formatisi alla data di entrata in vigore della legge medesima, ha stabilito che il comma 2 dell'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), si interpreta nel senso che il personale degli enti locali trasferito nei ruoli del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) statale è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali dei corrispondenti ruoli statali, sulla base del trattamento economico complessivo in godimento all'atto del trasferimento; che il Tribunale di Oristano censura la disposizione in questione in riferimento agli artt. 3, 101, 102 e 104 della Costituzione, nonché ai principi del legittimo affidamento e della certezza dei rapporti preteriti, della stabilità e della coerenza nella disciplina generale dei rapporti di lavoro; che, in via preliminare, deve essere disposta la riunione dei diversi giudizi, ai fini di un'unica pronuncia, in ragione della identità delle questioni rimesse all'esame della Corte; che, con riguardo alla norma impugnata, questa Corte, con la sentenza n. 234 del 2007, ha dichiarato non fondate questioni di costituzionalità analoghe a quella attualmente proposta, rilevando come si fosse determinata una situazione di oggettiva incertezza del dato normativo, in ragione delle diverse interpretazioni possibili, circa il riconoscimento della anzianità pregressa maturata dal personale ed in assenza di un diritto vivente sulla inderogabilità dei criteri enunciati dall'art. 8 della legge n. 124 del 1999, e ritenendo, pertanto, non irragionevole il ricorso, da parte del legislatore, alla interpretazione autentica effettuata con l'art. 1, comma 218, della legge n. 266 del 2005; che, sempre nella richiamata pronuncia, questa Corte ha statuito, in particolare, che l'inquadramento stipendiale nei ruoli statali del personale ATA in ragione del maturato economico e non della effettiva anzianità complessiva di servizio conseguita presso l'ente locale, ha costituito una delle possibili varianti di lettura della norma, come emerge dai decreti ministeriali di attuazione dell'art. 8 della legge n. 124 del 1999;