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Cosicché, in questo scenario globale, si è data anche maggiore importanza alle politiche culturali. La cultura, infatti, che "dà all'uomo la capacità di riflessione su sé stesso", rappresenta il perno di ogni processo di ricostruzione di una comunità e in questa fase storica può guidare l'azione per il clima, verso una giusta ed equa transizione ecologica delle attività umane che sia inoltre universale e inclusiva; · dal report ' The Future of Our Pasts: engaging cultural heritage in climate action ', pubblicato dall'ICOMOS, e presentato a Baku nel 2019, emerge come la conoscenza della storia del nostro patrimonio culturale e la valorizzazione delle professioni ad esso legate possa fornire strumenti efficaci per il raggiungimento dei fini condivisi. Amplia pertanto la prospettiva, offrendoci una visione dinamica del nostro patrimonio culturale come "soggetto attivo" nelle azioni strategiche di tutela, mitigazione e adattamento al climate change e dunque di difesa dagli impatti negativi di fenomeni climatici estremi; · oltre a quello citato visono altri studi che riguardano il patrimonio culturale e i cambiamenti climatici: trattasi della ricognizione " Safeguarding Cultural Heritage from Natural and Man-Made disaster  A comparative analysis of risk management in the EU ", finanziata dalla Commissione europea e coordinata dall'Italia, cherappresenta un'importante ricerca perché sta contribuendo allo sviluppo di buone pratiche di settore. Importante è stato anche l'avvio, nell'ottobre del 2019, della rete del Climate Heritage Network che ha elaborato il piano d'azione Madrid-to-Glasgow Arts, Culture and Heritage Climate Action Plan , lanciato in occasione della COP25, con l'obiettivo di ribaltare il paradigma culturale e mobilitare le arti, la cultura e il patrimonio per un'azione positiva sul clima; premesso inoltre che: · nel luglio del 2020, il Senato ha approvato all'unanimità la mozione n. 1-00266 che prevedeva: Ø l'adozione di un piano straordinario di interventi finalizzati alla manutenzione programmata per la messa in sicurezza, la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico e museale su tutto il territorio italiano e per favorirne una fruizione COVID- free ; Ø l'adozione di un Piano strategico nazionale di valorizzazione del patrimonio UNESCO italiano con un nuovo modello di governance e di sviluppo ecosostenibile, coinvolgente industrie culturali e turistiche quali attori partecipi per la ripresa economica, avvalendosi di tutti gli strumenti e i supporti possibili di istituti qualificati, quali l'ICOMOS; · l'implementazione della cooperazione scientifica per la sperimentazione di avanzate tecnologie aerospaziali e sensoristiche, nell'ambito delle politiche di Space Economy, in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Agenzia Spaziale Europea (ESA), Enti di ricerca applicata delle Università e delle industrie di settore, per lo sviluppo di una piattaforma unica e modulare per l'intero territorio nazionale, valorizzando in particolare il capitale umano del Ministero; · nel dicembre dello stesso anno il Ministero della cultura ha adottato il "Piano per la sicurezza e il monitoraggio del patrimonio storico artistico archeologico" con un budget di 20 milioni; · è stata avviata la trattativa per creare un Centro per le tecnologie avanzate presso il Tecnopolo di Bologna; · una funzione fondamentale nel contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sui beni culturali verrà svolta delle politiche di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); · nel PNRR sono stati inclusi inoltre alcuni impegni approvati nella citata mozione n. 1-00266, tra i quali: - sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo edifici di culto e siti di ricovero per le opere d'art e ( Recovery Art ); - centro funzionale nazionale per la salvaguardia dei beni culturali da rischi di natura antropica e naturale (CEFURISC); - l'accordo MIC-ESA, firmato l'8 febbraio 2021, che prevede di incentivare una collaborazione attiva tra i due enti identificando e sviluppando strategie, metodologie e obiettivi comuni per l'applicazione e l'utilizzo dei servizi satellitari per la salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, nonché di sviluppare tecnologie d'avanguardia al fine di monitorare e preservare il patrimonio culturale sottoposto alle minacce dei cambiamenti climatici anche con particolare riguardo alle aree della costa italiana e di prevenire e contrastare il traffico internazionale illecito di beni culturali e di preservare il patrimonio in aree di conflitti armati e aree colpite da eventi calamitosi, nonché di promuovere iniziative di cooperazione internazionale e partenariati in Europa Orientale, Area Mediterranea, Medio Oriente, Africa Subsahariana, Asia Transcaucasica e America Latina richiesti al MIC grazie alla sua expertise riconosciuta a livello internazionale; · nell'accordo di Parigi del 16 dicembre 2021 è stato previsto l'implemento delle tecnologie satellitari ai fini di prevenzione del patrimonio culturale, nonché il Ministero della cultura (MIC) ha ottenuto nel medesimo accordo l'inclusione e il riconoscimento quale attuatore del PNRR nella parte relativa le nuove tecnologie; · lo Stato italiano è stato promotore della Dichiarazione del G20 della Cultura, tenutosi a Roma il 30 luglio 2021, in base alla quale la Transizione Digitale e le Nuove Tecnologie sono strettamente connesse alla cultura e al patrimonio culturale. Le innovazioni tecnologiche porteranno benefici in termini di conservazione, protezione, ricerca, restauro e promozione della cultura e del patrimonio culturale, facilitando la cooperazione tra gli istituti di conservazione, la ricerca e le comunità scientifiche. In particolare, è previstol'utilizzo delle tecnologie satellitari e l'economia spaziale ai fini del monitoraggio e della protezione del patrimonio culturale a rischio, prevedendo la costituzione di data base condivisi anche a livello transazionale. La dichiarazione promuove inoltre la cooperazione, la ricerca, la condivisione di informazioni, strumenti e prodotti sull'uso delle nuove tecnologie digitali e delle infrastrutture e reti tecnologiche finalizzate alla protezione, allo studio, alla conservazione, alla digitalizzazione, alla promozione e all'accesso al patrimonio culturale per la prevenzione e la gestione dei rischi, ivi comprese la promozione di azioni transnazionali e collaborazioni pubbliche/private finalizzate allo sviluppo tecnologico e digitale, facilitando l'accesso universale e la partecipazione alla cultura, come motori di crescita; · il Ministero della cultura ha istituito a partire dal 2012 la "Carta del Rischio del patrimonio culturale" - gestita mediante Sistema informativo territoriale che si aggiorna con dati raccolti dai programmi di ricerca sperimentale svolti nell'ultimo decennio sui siti culturali italiani. Sono presenti 212.728 beni di cui 73.425 sono sottoposti a vincolo, 199.834 sono beni architettonici, 12.384 sono beni archeologici, 498 sono parchi e giardini. Attualmente, sono stati individuati 36.157 beni ad alta pericolosità frana e 13.403 ad alta pericolosità idrogeologica. La piattaforma sarà ulteriormente sviluppata per renderla più interoperabile con altre banche dati ministeriali quale quella del Ministero dell'interno sul sistema informatizzato territoriale Vincoli in rete (VIR) da cui riceve i beni schedati dai sistemi SigecWeb (ICCD) e dal sistema Beni tutelati. (D.G. ABAP).