[massime]

SENT. 235/05 D. PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARE - PROCEDIMENTO CIVILE NEI CONFRONTI DI UN DEPUTATO PER DICHIARAZIONI ASSERITAMENTE DIFFAMATORIE - DELIBERA DI INSINDACABILITÀ DELLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE PROPOSTO DALLA CORTE D’APPELLO DI ROMA, SEZIONE I CIVILE - INSUSSISTENZA DEL NESSO TRA LE OPINIONI ESPRESSE E LA FUNZIONE PARLAMENTARE - NON SPETTANZA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL POTERE DI ADOTTARE LA DELIBERAZIONE IMPUGNATA E CONSEGUENTE ANNULLAMENTO DELLA STESSA.. E’ fondato il ricorso proposto dalla Corte d’appello di Roma nei confronti della deliberazione della Camera dei deputati relativa all’insindacabilità delle opinioni espresse dall’On. Maroni nei confronti di Roberto Napoli, posto che, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, per l'esistenza di un nesso funzionale tra le dichiarazioni rese 'extra moenia' da un parlamentare e l'espletamento delle sue funzioni di membro del Parlamento, è necessario che tali dichiarazioni possano essere identificate come espressione dell'esercizio di attività parlamentari, mentre, nel caso in esame, neppure nella delibera di insindacabilità e nella proposta della Giunta per le autorizzazioni a procedere è possibile rinvenire un riferimento ad atti tipici del parlamentare. Ne deriva che la Camera dei deputati, nel deliberare l'insindacabilità delle dichiarazioni di cui si tratta, ha violato l'art. 68, primo comma, della Costituzione e ha leso in tal modo le attribuzioni dell'autorità giudiziaria ricorrente, con la conseguenza che la delibera di insindacabilità deve essere annullata. - V., 'ex plurimis', sentenze nn. 164 e 28/2005, 298 e 120/2004, 521 e 79/2002, 321/2000.