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Parlare con il Governo è difficile perché uno esce e un altro non entra; quindi, è complicato; io però chiederei volentieri al Governo uscente come mai tutti questi applausi e sostegno per Air Italy, quando la nostra compagnia di bandiera, come ricordava prima il senatore Caliendo, ha un marchio riconosciuto nel mondo (come la Ferrari del resto), con un grande valore per la qualità (in ogni caso siamo valutati ancora come una compagnia di bandiera di grandissimo livello). Come mai, con un marchio di questo tipo, con i capitani coraggiosi che l'avevano costituita, con la voglia di andare avanti, con la necessità di mantenere aperta un'azienda di questo genere, facciamo l'applauso e sosteniamo Air Italy? Io qui non so chi mi potrà rispondere: credo nessuno. In ogni caso, è la questione che ci siamo trovati di fronte. Pensate: ci hanno chiesto di parlare del prolungamento del prestito ponte e ci siamo trovati di fronte a questo disastro. Da questo punto di vista, però, c'è da dire che l'attività commissariale ha svolto un lavoro importante e che, se oggi siamo qui a discutere di questo con una prospettiva, dobbiamo ringraziare la gestione commissariale. Chiudo su una questione. Trovo fuori luogo e anacronistico che l'unico mandato dato ai commissari sia quello per la vendita dell'azienda. (Applausi del senatore Dal Mas). L'azienda non deve essere svenduta. L'azienda deve rimanere e mantenere alto il marchio italiano, la bandiera italiana; l'unica cosa che, almeno in questo momento, resta a questa Nazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laniece. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, credo che in questa difficile crisi e stallo politico per cercare di contribuire, da parte del Senato, alla risoluzione di una questione complessa come quella di Alitalia costituisca un modo per interessarsi dei problemi concreti che interessano il nostro Paese. Devo ringraziare il Presidente della Commissione speciale, relatore di questo provvedimento, per aver già ben spiegato nel dettaglio i contorni di una questione difficile, che già da anni sta interessando una compagnia di bandiera importantissima come l'Alitalia. Purtroppo, attraverso la conversione in legge di questo decreto-legge, ci troviamo, ancora una volta, ad aiutare un'importante azienda pubblica del nostro Paese per non farla cadere nel baratro. Prima di me sono stati fatti degli interventi molto approfonditi che sono scesi nello specifico delle criticità di questi anni, con riferimento ai bilanci, al personale e della strategia delle aziende. Si diceva come questo decreto-legge detti le misure per cercare di assicurare il completamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali che fanno capo all'Italia. Ricordo anche io come differisca al 31 ottobre 2018 il termine per l'espletamento di tali procedure e prevede, inoltre, la proroga al 15 dicembre 2018 del finanziamento a titolo oneroso di 600 milioni di euro, come originariamente previsto dal precedente decreto-legge del 2017, successivamente incrementato di altri 300 milioni di euro. Sono in totale impiegati 900 milioni di euro per tentare di salvare un'azienda importante; credo quindi sia giusto porre un'attenzione particolare. Ricordo come il termine originario del 15 ottobre 2017 servisse per concludere l'espletamento di una fase negoziale volta a migliorare le offerte nell'ambito di una cessione. Ricordo però - è già stato rammentato in Aula - come già dal 2008 il Parlamento e la politica italiana si siano impegnati per cercare di salvare questa importante azienda. Credo che in dieci anni il centro‑destra e il centro-sinistra possano in qualche modo spartirsi passaggi positivi e passaggi negativi su questo dossier . È quindi un po' difficile dare colpe a una parte o all'altra, anche perché si tratta di una situazione molto complessa. Per quanto riguarda il lavoro della Commissione, abbiamo avuto la possibilità di partecipare a importanti audizioni di rappresentanti sindacali di tutte le sigle, che non sto qui a citare. Tutti gli attori si sono presentati, incluso il collegio commissariale della procedura. Abbiamo audito anche l'ENAC, e il comitato di sorveglianza nella procedura di amministrazione straordinaria, che hanno permesso di aggiornare un quadro importante e preoccupante. Le preoccupazioni erano soprattutto riguardanti il personale. Sono stati fatti dei tagli importanti, ma soprattutto i sindacati hanno espresso preoccupazione per il fatto che oltre questo non si potesse andare per garantire un'adeguata qualità di servizio in tutta l'attività aeroportuale. Ricordo che all'inizio del 2017 fu indetto un referendum tra il personale su una pre-intesa che intendeva anticipare il piano industriale e in occasione di quella consultazione il personale bocciò quell'accordo con il 70 per cento, proprio in ragione delle preoccupazioni emerse circa eventuali riduzioni di personale e quindi si arrivò al commissariamento. Per quanto riguarda la politica industriale abbiamo potuto rilevare delle criticità, legate ad esempio alla riduzione dei voli a lungo raggio e ci è stato spiegato come effettivamente questo rappresenti un aspetto negativo. Infatti, se una compagnia vuol rimanere leader a livello internazionale deve promuovere i voli intercontinentali a lungo raggio per poter mantenere una qualità adeguata. Non mi dilungo oltre, perché rischierei di ripetere concetti già ben espressi. Vorrei fare un'unica osservazione. È stato presentato un emendamento della Commissione che obbliga i commissari straordinari di Alitalia a relazionare ogni sessanta giorni su tutta una serie di aspetti riguardanti la loro attività. Siamo d'accordo anche noi; io ho solo espresso, come altri commissari, alcune perplessità riguardanti l'iperburocratizzazione della procedura per il fatto di dover presentare ogni sessanta giorni una relazione contenente una serie di punti dettagliati; tuttavia, se questo può servire a mantenere un contatto ancora più stretto con la parte politica, ben venga. In conclusione rilevo che il nostro Gruppo ha seguito con attenzione questo dossier in Commissione e posso già anticipare come da parte nostra ci sarà un atteggiamento favorevole verso il decreto-legge in esame, che tende a facilitare un passaggio verso una soluzione migliore per un'azienda importante come Alitalia. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Malpezzi. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, mi piacerebbe poter ragionare insieme rispetto all'argomento di cui stiamo trattando oggi partendo da tre parole: fiducia, opportunità e tempo. Durante l'indagine conoscitiva svolta in sede di Commissione speciale abbiamo audito diversi soggetti ed è emerso come negli ultimi mesi si sia creato un clima di fiducia, che forse è anche l'elemento che ha consentito, durante questa fase di commissariamento, di ridare slancio ad Alitalia. Finalmente sembra ci sia l'opportunità di provare a guardare il futuro, forse anche con qualche possibilità in più di ampliare l'orizzonte delle prospettive. La ripresa della compagnia aerea a partire dal maggio 2017 (ricordiamo che questa è la data di avvio dell'amministrazione straordinaria) risulta essere abbastanza sostenuta;