[resaula]

Questo è grave, anche perché in questi giorni assistiamo a una battaglia incredibile sul cibo. In questo periodo è tornata di grande valore a livello culturale la Commissione Eat-Lancet: pensiamo che nello studio che fece nel 2019 un prodotto che è una specificità italiana, la carne, non venne nemmeno citato a garanzia della salubrità e della salute nelle diete dei consumatori. Rivolgiamo quindi un grido d'allarme verso l'Europa affinché si faccia promotrice della difesa della cultura, della tradizione, ma soprattutto dell'ottima coltivazione degli agricoltori europei e italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, come sappiamo, questo è un momento particolare: a Glasgow in queste ore si sta svolgendo la COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite dedicata ai cambiamenti climatici; è un momento che probabilmente verrà ricordato tra i più importanti di questo secolo per le decisioni che devono essere prese. La nostra più grande speranza - quando dico «nostra», intendo del MoVimento 5 Stelle, ma anche di me stessa, come cittadina e come madre - è che non si chiuda semplicemente con il ventiseiesimo tentativo di dare corpo alla svolta di cui tutta l'umanità ha un disperato bisogno. Sicuramente molto bene sta facendo il gruppo di studio dell'ONU, annunciato da Guterres, che sta analizzando i target climatici degli attori non statali, praticamente delle aziende. Per l'ennesima volta, proprio l'ONU, essendo sicuramente più avanti di tutti, rischia di rimanere inascoltata. Lasciate che vi legga una parte dell'intervento del segretario generale delle Nazioni Unite, pubblicato oggi sul «Corriere della Sera»: «Tutti i Paesi devono capire che il vecchio modello di sviluppo fondato sul carbone costituisce una sentenza di condanna a morte per le loro economie e il nostro pianeta». E ancora: «dobbiamo decarbonizzare adesso, in tutti i settori e in tutti gli Stati». Per questo continuiamo a parlare di green new deal , di un patto verde. Dichiara Guterres: «Dobbiamo dirottare i sussidi dai combustibili alle energie rinnovabili, e tassare l'inquinamento, non le persone». Questa è molto forte come espressione, attenzione: tassare l'inquinamento, non le persone. Cosa significa? Noi del MoVimento 5 Stelle su questo staremo attenti. Saremo attenti agli imprenditori, che sono una parte importante e sono protagonisti della possibile risoluzione dell'emergenza climatica. Quando parliamo della diminuzione di CO₂, in modo indiretto stiamo parlando di economia circolare, di tutta la CO₂ che dobbiamo evitare che vada in atmosfera. Dobbiamo cambiare il nostro modo di produrre. Molte, troppe questioni rimangono però aperte per chi fa impresa. Ad esempio, quando vado nelle aziende molto spesso mi sento chiedere: quali benefici avranno i miei dipendenti e la mia azienda dal percorrere la strada della transizione ecologica? Volendo intraprendere azioni concrete e misurabili di decarbonizzazione, quali strumenti ho a disposizione come imprenditore per difendermi dai competitor che fanno solo greenwashing ? Da imprenditore come posso essere aiutato a creare una nuova cultura di impresa che si basi sulla sostenibilità, senza essere lasciato solo? (Applausi) . Se l'Europa vuole diventare il primo continente carbon neutral al 2050 e più che dimezzare le proprie emissioni al 2030 ha una strada ben precisa da percorrere, che consta di due azioni complementari: aumentare la penalità per i comportamenti lesivi del clima (quindi utilizzare energia proveniente da fossile e disperdere energia devono diventare comportamenti penalizzati sul piano economico e finanziario) e incentivare le aziende che investono e impostano un piano efficace di riduzione delle emissioni. Non lasciamo quindi le aziende sole. Noi del MoVimento 5 Stelle saremo dietro alle piccole e medie imprese, come siamo dietro ai cittadini, perché le due cose - stare attenti alla cura delle nostre imprese e alla cura della nostra comunità - vanno nella stessa direzione. Un'altra cosa importante è parlare di quello che sta avvenendo sul fronte del costo elevato dell'energia e delle materie prime. Anche in questo caso è necessario vigilare, per evitare le speculazioni del mercato e che si creino monopoli. Dobbiamo difendere le eccellenze del made in Italy . Possiamo attuare la transizione ecologica, quella reale, quella vera, ma la sostenibilità economica va nella stessa direzione di quella ambientale e sociale. Poco fa ho sentito parlare della necessità di diversificare sul piano della tecnologia. Sono completamente d'accordo, ma c'è un metodo, che si chiama life cycle assessment , che, se utilizzato nel modo giusto, non consente di effettuare greenwashing . Occorre quindi utilizzare le tecnologie che realmente abbattono gli impatti ambientali. Non sempre, però, certi studi portano a risultati reali: bisogna stare veramente molto attenti anche a questo. Signor Presidente, concludo tornando al documento oggi in esame. Per noi della Commissione ambiente è stato molto importante l'articolo 31, che tratta di promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili e specifica che devono essere rivisti i criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi. Questi tipi di biocarburanti, secondo la legge non solo dell'economia circolare, ma anche della bioeconomia, non saranno sostenibili, se non soddisferanno alcuni criteri necessari e importanti. Il MoVimento 5 Stelle continuerà come sempre a vigilare che questa transizione ecologica sia reale, perché non abbiamo tempo da perdere, come non ne hanno i Capi di Stato che ora stanno lavorando alla COP26. Purtroppo non possiamo prenderci in giro: se vogliamo andare avanti anche con un modello economico - attenzione, parlo da economista - dobbiamo tutelare la nostra casa comune, il nostro ambiente e le nostre risorse naturali. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, cari colleghi, mi concentrerò solo su due temi, uno dei quali è a complemento di quanto ci ha già detto il relatore per quanto riguarda le infrazioni e forse può interessare anche la collega che ha appena parlato. Innanzitutto, il più grande numero di infrazioni si concentra appunto in materia di transizione energetica e ambientale, ossia sulla transizione ecologica. Se il totale delle infrazioni è di 82, quelle relative alla transizione ecologica sono 24. In secondo luogo, tutto questo non passa in cavalleria. Ad oggi, per le sei infrazioni già comminate, abbiamo speso 790 milioni di euro, che ha pagato l'erario generale: le ha pagate lo Stato. Sarebbe utile verificare dove insistono perché molte sono di competenza regionale. Ad esempio, di quelle sei (per le quali, lo ripeto, abbiamo pagato 759 milioni di euro), tre sono in campo ambientale, per i rifiuti in Campania, le discariche abusive e il trattamento delle acque reflue urbane. Parliamo sempre di transizione ecologica, di verde e di ambiente, ma un po' di ordine a casa nostra forse sarebbe utile, anche perché non dipende da accordi internazionali, ma solo da noi. Sul punto volevo quindi aggiungere, solo per completezza d'informazione, le pochissime cifre citate.