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Con tale sistema, riferisce la stampa, sono rientrati in patria 30.000 tedeschi, 3.400 spagnoli, 2.257 austriaci e 2.470 belgi ma solo 1.000 italiani; il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha riferito di aver valutato tale soluzione che però sarebbe consentita solo per i Paesi in cui non esiste altra opzione commerciale di rientro e solo per i voli con oltre la metà di cittadini stranieri a bordo. Ma da Bruxelles sarebbe arrivata una risposta diversa: non esistono limiti numerici, è sufficiente che i voli abbiano a bordo anche alcuni cittadini di altri Paesi UE. Un portavoce europeo ha infatti spiegato che vengono accettate richieste da tutti i Paesi europei ma il meccanismo di protezione civile deve essere attivato dalle autorità nazionali; l'Italia, nello specifico, avrebbe utilizzato tale meccanismo solo a febbraio per un'operazione di rientro dal Giappone; l'interrogante, già con 4 diversi atti di sindacato ispettivo, si era attivato per chiedere il tempestivo rientro dei nostri connazionali da Wuhan, dalla Nuova Zelanda, dall'Australia, dal Messico e per i 7.000 connazionali ancora bloccati all'estero; a Cuba, gli stessi non sanno quando potranno rientrare in patria, si trovano in condizioni economiche di estremo disagio, privi di adeguata assistenza, abbandonati anche dalle nostre istituzioni in loco e non vengono fornite loro informazioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; per quale motivo l'Italia non abbia fatto sistematico ricorso ai fondi europei disponibili proprio per il rimpatrio dei nostri connazionali e che andrebbero a coprire il 75 per cento del costo del volo; quali urgenti iniziative intenda adottare per riportare in patria, oltre ai nostri 7.000 connazionali ancora bloccati all'estero, quelli attualmente bloccati a Cuba; se non ritenga, a questo punto, doveroso e necessario attivarsi per approntare un volo militare per consentire il rimpatrio. Atto n. 4-03374 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: tra le tante attività che rischiano di chiudere i battenti per effetto della crisi determinata dal COVID-19, rientrano " baby parking " e ludoteche. Per tali attività che hanno ottemperato alle disposizioni governative anti coronavirus ed hanno abbassato dal 5 marzo le saracinesche e sospeso la propria azione a causa del lockdown derivato dall'emergenza sanitaria, il Governo al momento non ha previsto nessun aiuto, nessuna misura di sostegno, sebbene anche tali attività debbano affrontare i costi di gestione delle strutture, affitti ed oneri per il pagamento delle utenze. Inoltre, l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la fase due dell'emergenza COVID-19 non contempla nessun cenno e alcuna copertura finanziaria o iniziativa concernente il futuro di queste piccole imprese; "Siamo stati abbandonati al nostro destino, ma condividiamo gli stessi problemi di tutti i commercianti e gli imprenditori italiani, prima fra tutte la questione del pagamento degli affitti che diventa enorme a fronte di un contratto da onorare e con un'attività che per cause di forza maggiore ha dovuto chiudere i battenti da quasi due mesi", denuncia uno dei vari comitati ludoteche che si sono costituiti a difesa della categoria; titolari e gestori di baby parking , sale feste, luoghi di svago e gioco "che ottemperano a importantissime funzioni ludiche, ricreative ma anche educative attraverso la cura del tempo libero dei piccoli", attendono risposte immediate e concrete dal Governo e risulta che si siano anche fatti carico di inviare una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri, al fine di sollecitare aiuti che possano garantire un futuro lavorativo e che non portino queste persone alla chiusura di attività molto importanti per i bambini; le previsioni di riavvio per questo settore sono drammatiche, nonostante in Italia sono tante le realtà che in questi anni si sono spese, costruendo nel tempo, con grandi sacrifici economici e duro lavoro, un supporto significativo ai bambini e alle famiglie, promuovendo eventi e attività rivolte ai bambini e sviluppando la cultura del gioco e l'attenzione ai più piccoli, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano adottare misure urgenti, ed in tal caso in quali termini e modalità, a sostegno delle attività come ludoteche, sale feste, centri e servizi educativi per l'infanzia, associazioni ed agenzie di animazione, intrattenimento e attività per bambini. Atto n. 4-03375 AIMI Ai Ministri dell'interno, della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: da fonti stampa si apprende che, negli ultimi giorni, l'isola di Lampedusa è stata nuovamente protagonista di numerosi sbarchi, ben 4 in poche ore. In tutto 200 persone che vanno ad aggiungersi alle 100 sbarcate da qualche giorno e che hanno sostato sul molo Favaloro al riparo di un tendone; sono 118 le persone in quarantena in un hotspot ormai al collasso: una situazione davvero critica che rende particolarmente difficoltoso, se non addirittura impossibile, l'applicazione delle misure minime di sicurezza contro il COVID-19; il sindaco di Lampedusa chiede da giorni al Ministro dell'interno di ottenere all'ormeggio davanti alle coste una nave fissa, per ospitare i migranti senza farli sbarcare sull'isola: in tal modo verrebbe agevolmente evitato ogni possibile contatto con i lampedusani; si tratta di una misura tampone, non risolutiva, peraltro estremamente onerosa per le casse dello Stato, ma purtroppo tragicamente necessaria a causa del permanere di questa situazione di grave ed estrema illegalità; con l'arrivo della stagione estiva, è molto probabile che gli sbarchi riprendano numerosi e ciò indubbiamente costituisce fonte di enorme preoccupazione per chi deve affrontare tale situazione in tempo di emergenza sanitaria, economica e di sicurezza; è necessario al contempo procedere diversamente, inviando unità della Marina militare e della Guardia costiera per presidiare il confine sud del Mediterraneo, che, giova ricordarlo, non è solo quello italiano ma anche quello europeo; ora più che mai è necessario procedere ad accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi clandestini (la stragrande maggioranza dei quali approda in Italia ed in Europa per ragioni esclusivamente economiche), con i quali il nostro Paese ha peraltro rapporti commerciali e che vedono ospitati regolarmente in Italia molti dei loro connazionali, si chiede di sapere: quali misure urgenti si intenda attivare, rispondendo alle richieste del sindaco di Lampedusa al fine di gestire al meglio e nell'immediato una situazione che si sta rilevando particolarmente critica; se non si ritenga doveroso procedere, con le unità navali ed i natanti indicati, al controllo serrato dei confini per evitare ulteriori situazioni di pericolo per la salute, e di illegalità, bloccando definitivamente gli sbarchi, sia quelli "fantasma", sia quelli delle organizzazioni non governative;