[resaula]

Al momento il rito abbreviato è quello scelto quasi in via esclusiva da chi commette reati che prevedono la pena dell'ergastolo e non può fare affidamento sulla ragionevole speranza della prescrizione. Se la riforma votata qualche mese fa sul tema, ovvero il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, entrerà in vigore come è stato previsto, sono certo che la diminuzione dei processi con rito abbreviato prevista dall'attuale ordinamento sarà più che compensata da chi, non potendo più contare sul fattore tempo, avrà convenienza a sceglierlo per vedere la pena diminuita di un terzo, garantendo così un sostanziale equilibrio nei numeri, in attesa di provvedimenti seri, di ampio respiro, sul processo penale in genere. Pur con tutti i limiti evidenziati e per le ragioni esposte, annuncio il voto favorevole di Liberi e Uguali, dimostrando come l'opposizione che facciamo a questo Governo e alla maggioranza non è a prescindere né tantomeno ideologica; ci piacerebbe, anzi, che fosse possibile più spesso votare favorevolmente i provvedimenti della maggioranza, ma purtroppo finora solo molto raramente avete presentato iniziative positive e di buon senso. Noi richiameremo sempre la maggioranza e il Governo alle proprie responsabilità, con l'augurio che di abbreviato ci sia soprattutto la durata di questa stagione gialloverde, perché governare un grande Paese come l'Italia è una cosa seria che richiede meno tweet e più lavoro, del Governo come soprattutto del Parlamento, che - va sottolineato - è quasi paralizzato dalle vostre lotte intestine su ogni argomento. Ribadisco quindi tutta la nostra contrarietà al Governo, ma il voto favorevole di Liberi e Uguali al provvedimento in discussione (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, credo che oggi il legislatore sia costretto a intervenire con il disegno di legge in esame a causa della eccessiva indulgenza di certi magistrati, a fronte ovviamente dell'equilibrio e del senso di equità nell'erogazione della pena della stragrande maggioranza dei magistrati italiani. Parlo di eccessiva indulgenza perché è chiaro a tutti che sentenze come quelle di alcuni giorni fa, che hanno quasi dimezzato la pena per un omicidio volontario adducendo una non meglio precisata tempesta emotiva da parte dell'assassino, sono il frutto del combinato disposto della diminuzione di pena obbligatoria per chi sceglie il rito abbreviato e di un sistema delle attenuanti altrettanto discutibile. Eccessiva indulgenza alla quale mi viene da pensare in questo momento dopo aver appreso che la procura di Torino non ha contestato l'aggravante dell'odio razziale nei confronti dell'assassino di Stefano Leo, il quale ha pur dichiarato di aver ucciso Stefano Leo soltanto perché era italiano. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Questa è l'eccessiva indulgenza di certa magistratura, cui oggi il legislatore tenta parzialmente di porre rimedio con questa riforma, alla quale annuncio subito il voto favorevole di Fratelli d'Italia, accompagnato però da alcune osservazioni. La prima osservazione la rivolgo al Governo e alla maggioranza nel ricordare loro che non è sufficiente escludere il rito abbreviato per eliminare le storture cui ho fatto appena cenno. È a tutti noto, infatti, che basta una sola circostanza attenuante affinché, ai sensi articolo 65, numero 2), del codice penale, alla pena dell'ergastolo, anche dopo l'approvazione di questa riforma, possa essere sostituita la pena da venti a ventiquattro anni; questo, con una sola attenuante. Con più di un'attenuante la pena può essere ridotta, ai sensi dell'articolo 67 del codice penale, fino a dieci anni. Questa è la ragione, cari colleghi, per cui noi, che siamo opposizione patriottica, abbiamo votato a favore, a differenza della maggioranza, dell'emendamento 4.0.1 dei senatori Cucca, Mirabelli, Cirinnà e Valente (illustrato egregiamente da quest'ultima). Infatti, questo emendamento - mi dispiace, caro relatore - va proprio nella direzione di impedire l'eccessiva indulgenza nell'erogazione della pena. Se fosse stato approvato, esso avrebbe previsto che prima di applicare le attenuanti (almeno per i reati motivati da motivi abietti o futili o comunque perpetrati da chi ha adoperato sevizie o ha agito con crudeltà) si sarebbero dovute applicare le aggravanti, escludendo la comparazione di equivalenza o di prevalenza ed applicando la diminuzione di pena soltanto sul calcolo così determinato. Un po' come avviene già oggi nel nostro ordinamento in materia di omicidio stradale: infatti, l'articolo 590- quater del codice penale, in presenza di determinate aggravanti (ad esempio di fuga o di guida in stato di ebbrezza) prevede esattamente questo, ossia che le attenuanti non possano essere ritenute prevalenti o equivalenti e che la diminuzione di pena si applichi solo sulla pena determinata sulla base delle circostanze aggravanti. Questa è la direzione che secondo noi dovrebbe essere presa, non soltanto per i reati puniti con l'ergastolo, ma anche per altri reati, molto più odiosi di quelli che oggi noi stiamo considerando e nei confronti dei quali, invece, si applica il sistema ordinario di calcolo e di computo delle circostanze; reati molto più odiosi dell'omicidio stradale, che rimane pur sempre un reato colposo. A noi piacerebbe che questo principio venisse applicato, ad esempio, anche nei casi di violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, rapina aggravata e così via. Ecco perché ci siamo meravigliati che questa maggioranza, che parla di sicurezza e di giusta severità nei confronti dei criminali, abbia bocciato l'emendamento che ho poco fa citato. Il vero problema, cari colleghi (e concludo), è che l'ordinamento giudiziario italiano, da un lato, prevede in astratto pene severe per molti - se non per tutti - i reati ma, dall'altro, in concreto non riesce a garantire la certezza della pena. Ciò non soltanto per le ragioni che ho appena illustrato e non soltanto per l'eccessiva indulgenza di alcuni magistrati, ma perché nel nostro sistema, soprattutto quando si passa dall'irrogazione all'esecuzione della pena, ci sono una serie infinita di istituti premiali, di sconti di pena automatici, di misure alternative al carcere, in modo e maniera per cui soltanto un criminale incallito oggi ha la prospettiva di finire davvero in un carcere italiano. Ecco, a tutto questo noi riteniamo che si dovrebbe porre rimedio, garantendo certo le massime garanzie nel processo, ma, una volta che il processo si è concluso e che è stata accertata la colpevolezza dell'imputato, nel momento in cui quell'imputato deve scontare la pena, ebbene la pena sia veramente scontata fino in fondo. Non c'è bisogno di pene gravissime: c'è bisogno che, quando una pena viene irrogata, venga scontata sul serio. È su questo terreno che noi di Fratelli d'Italia lanciamo una sfida a questa maggioranza. È facile domani fare un bel comunicato stampa dicendo che d'ora in poi il rito abbreviato non sarà più consentito agli assassini e a chi commette gravissimi reati puniti con l'ergastolo. Molto più difficile