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L'articolo 5 del disegno di legge prevede un’ulteriore semplificazione procedimentale, preoccupandosi di attrarre nella competenza del regolamento del parco gli interventi di controllo della fauna selvatica ai fini di tutela della biodiversità, mantenendo comunque il divieto di attività venatoria nel parco. A tal fine l'articolo 11.1 introdotto nella legge quadro si preoccupa di disciplinare in maniera razionale l'attività di prelievo coattivo della fauna, che per rilevanti finalità di interesse pubblico legate alla conservazione dei valori naturalistici del parco e dei suoi ambienti, nonché per motivi di urgenza e di tutela della biodiversità, non è considerabile attività venatoria. L'articolo 6 del disegno di legge infine prevede una chiarificazione delle funzioni del Ministero dell'ambiente in merito all'approvazione degli atti principali degli enti di gestione e dei rapporti con la Ragioneria generale dello Stato e il Dipartimento della funzione pubblica, relativamente alle sole dotazioni organiche. Aspetti economico-finanziari L'articolo 4 del disegno di legge, che modifica l'articolo 16 della legge quadro, costituisce una novità importante nel panorama della disciplina dei parchi e delle aree protette. Vengono infatti previste due tipologie generali di entrate, ulteriori rispetto a quelle già normate nell'articolo 16: -- un contributo per il risanamento ambientale e la conservazione tutte le volte che il territorio del parco e delle aree anche contigue siano interessate da attività potenzialmente o effettivamente impattanti per l'ambiente; -- un contributo per i servizi ecosistemici, specificati nel nuovo comma 1- bis . Le modalità di quantificazione sono quelle tipiche della contribuzione extratributaria, ovvero commisurata alle quantità di lavorazione e produzione effettivamente concordate con gli enti territoriali e con gli enti di gestione. Disposizioni residuali Il disegno di legge in esame introduce infine alcune disposizioni che hanno il pregio di chiarire aspetti rimasti in ombra nel testo della legge n. 394 del 1991. È il caso dell'articolo 1, comma 1, lettera c) , del disegno di legge, che prevede l'istituzione di nuovi parchi e il razionale riassorbimento in essi delle esistenti aree protette comprese nel territorio del nuovo parco. Lo stesso dicasi per l'introduzione delle zone integrali e delle zone generali orientate, che sostituiscono le riserve . Il lemma «zone» risulta infatti più descrittivo e chiaro.. Art. 1. (Modifiche all'articolo 2 della legge n. 394 del 1991) 1. All'articolo 2 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 1, 2, 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti: « 1. I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali e da eventuali estensioni a mare che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future. 2. I parchi naturali regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali e lacuali, eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, di valore naturalistico e ambientale, che costituiscono, nell'ambito di una o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali. 3. Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali e lacuali che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi attraverso di esse tutelati. 4. Le aree marine protette e le riserve naturali marine sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti ricadenti nel demanio marittimo che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono. 5. Le aree marine protette si intendono altresì definite ai sensi del protocollo di Ginevra relativo alle aree specialmente protette del Mediterraneo, ratificato ai sensi della legge 5 marzo 1985, n. 127»; b) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5- bis. La classificazione delle aree marine protette e delle riserve marine è effettuata in base alle caratteristiche dimensionali del territorio e del contesto ambientale e socio-economico, quali l'estensione del tratto di mare, la lunghezza e la complessità geomorfologica della linea di costa, la profondità e la varietà dei fondali, la significatività degli ecosistemi marini e costieri, la presenza e l'incidenza dei fattori antropici e degli interessi socio-economici. In particolare, le riserve marine sono costituite da ambiti di minore dimensione e complessità, più omogenei territorialmente, dedicati essenzialmente alla tutela di particolari specie, habitat o ecosistemi. 5- ter. Le aree marine protette e le riserve marine contigue o antistanti i parchi nazionali terrestri sono ricomprese integralmente nei parchi nazionali, previa istruttoria tecnica svolta secondo la procedura di cui all'articolo 18, comma 1, che in tale caso sono classificati come parchi nazionali con estensione a mare. Nei parchi nazionali con estensioni a mare si applicano per la parte marina le disposizioni di legge relative alle aree marine protette e alle riserve marine. Dall'attuazione del presente comma non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5- quater. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede alla riclassificazione delle aree protette marine già istituite in riserve marine, aree marine protette e parchi nazionali con estensione a mare. Nei parchi nazionali già istituiti contigui o antistanti alle aree marine protette e alle riserve marine, sono recepite le perimetrazioni, le zonazioni, le discipline delle attività non consentite e consentite previste dai decreti istitutivi delle medesime aree e riserve marine. La gestione contabile e amministrativa delle aree marine protette e delle riserve marine ricomprese nei parchi nazionali con estensione a mare è interamente assorbita dall'Ente parco. Dall'attuazione del presente comma non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5- quinquies. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di intesa con le regioni, avvia l' iter istitutivo di riserve marine nei tratti di costa e negli specchi acquei nei quali sono state istituite aree protette regionali con estensione a mare. Le suddette riserve marine sono prioritariamente affidate in gestione alle regioni o agli enti locali da esse delegati.