[pronunce]

che, sul primo versante – al di là del mutamento della formula identificativa dei soggetti attivi del reato (alinea del comma 1 del citato art. 184); dell'estensione dell'incriminazione ad ulteriori categorie di soggetti (comma 2); delle modifiche apportate alla descrizione delle singole condotte penalmente rilevanti (lettere a, b e c del comma 1); e delle precisazioni relative agli strumenti finanziari di riferimento (comma 4) – viene in particolare rilievo la più puntuale ed analitica definizione del concetto di «informazione privilegiata», offerta dal nuovo art. 181 del d.lgs. n. 58 del 1998; che detta disposizione specifica, tra l'altro, la valenza dei requisiti del «carattere preciso» e dell'idoneità dell'informazione, ove resa pubblica, ad influire in modo sensibile sui prezzi di strumenti finanziari (c.d. price sensitivity): enunciando, a tal fine – in linea con le previsioni delle direttive comunitarie dianzi citate – parametri di identificazione delle notizie tutelate, che sono invece assenti nella disciplina anteriore (commi 3 e 4 dell'art. 181); che, sul secondo versante – quello del trattamento sanzionatorio – la pena risulta notevolmente inasprita (reclusione da uno a sei anni e multa da euro ventimila a euro tre milioni: comma 1 del nuovo art. 184 del d.lgs. n. 58 del 1998), con parallelo ampliamento del potere del giudice di aumentare la multa, ove ritenuta inadeguata anche se applicata nel massimo (comma 3 dell'art. 184); inoltre, l'abuso di informazioni privilegiate viene sanzionato anche in via amministrativa, facendo peraltro espressamente «salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato» (nuovo art. 187-bis del d.lgs. n. 58 del 1998); che si impone, di conseguenza, la restituzione degli atti al giudice a quo per un nuovo esame della rilevanza della questione: e ciò non tanto in rapporto al diverso regime sanzionatorio della figura criminosa (essendo evidente che la nuova disciplina legislativa, se vale senz'altro a sanare per il futuro il supposto eccesso di delega denunciato dal rimettente, resta comunque inapplicabile ai fatti anteriori, trattandosi di modifica in peius); quanto piuttosto in relazione ai sopravvenuti mutamenti nella descrizione del fatto tipico, e segnatamente alla nuova e più specifica definizione dell'informazione oggetto degli abusi incriminati: mutamenti a fronte dei quali si rende necessario che il rimettente verifichi se la fattispecie concreta sottoposta al suo esame resti o meno tuttora penalmente significativa.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti alla Corte d'appello di Brescia. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 giugno 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'1 luglio 2005. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA