[pronunce]

Da tale ultima considerazione si ricava un altro vizio del percorso argomentativo dell'ordinanza che non tiene conto della chiara relazione corrispettiva tra il contributo previsto dalle NTA e l'incremento di valore dell'immobile interessato alla negoziazione, collegamento che, tra l'altro, porta ad escludere in radice la pretesa arbitrarietà e gravosità del corrispettivo dovuto dal privato. 2.3.- La natura dell'accordo rende irrilevanti anche i dubbi circa i rapporti tra l'equilibrio economico finanziario del bilancio e il contributo che il giudice a quo concepisce erroneamente come una prestazione imposta arbitrariamente finalizzata ad un obiettivo estrinseco alla materia urbanistica. Come esattamente rilevato dalla Avvocatura generale dello Stato, di regola tutte le entrate degli enti territoriali, sia quelle di natura tributaria che corrispettiva, servono a finanziare il complesso delle attività istituzionali e i servizi resi alla collettività (principio di unità del bilancio) ma, in alcuni casi, è ben possibile che alcune entrate, in tutto o in parte, siano vincolate a specifici obiettivi (sentenze n. 184 del 2016, n. 192 e n. 70 del 2012). Per tutti gli esposti motivi, la questione in esame deve essere dichiarata inammissibile.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 16, lettera f), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 23, 53 e 97 della Costituzione, dal Consiglio di Stato, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 giugno 2017. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Aldo CAROSI, Redattore Filomena PERRONE, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 luglio 2017. Il Cancelliere F.to: Filomena PERRONE