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La lettera e) sostituisce l'articolo 5 e indica i requisiti che devono essere posseduti al fine di partecipare al concorso relativamente ai posti comuni di docente di scuola secondaria di primo e secondo grado (comma 1), ai posti di insegnante tecnico-pratico (comma 2) e ai posti di sostegno (comma 3). Il comma 4 consente la partecipazione diretta al concorso a coloro che abbiano svolto, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso stesso, un servizio presso le istituzioni scolastiche statali di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti, valutati ai sensi dell'articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124. La lettera f) modifica la rubrica del Capo III denominandola « Periodo di prova e immissione in ruolo ». La lettera g) sostituisce l'articolo 13 del decreto legislativo n. 59 del 2017, prevedendo la disciplina dell'anno di prova e immissione in ruolo. In particolare, la norma distingue tra gli aspiranti docenti già abilitati all'insegnamento (che abbiano, cioè, già conseguito i 60 crediti formativi universitari o accademici e quelli che non hanno completato la formazione iniziale. Relativamente ai primi, il comma 1 prevede che, qualora risultino vincitori del concorso su posto comune, sono sottoposti a un periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina l'effettiva immissione in ruolo. In particolare, si prevede che il personale docente in periodo di prova sia sottoposto a un test finale, che accerti come si siano tradotte nell'esperienza pratica del docente le conoscenze teoriche, e ad una valutazione da parte del dirigente scolastico, sentito il comitato per la valutazione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sulla base dell'istruttoria di un docente al quale sono affidate dal dirigente scolastico le funzioni di tutor . In caso di mancato superamento del test o di valutazione negativa, il personale è sottoposto ad un secondo periodo annuale di prova in servizio, non ulteriormente rinnovabile. Per quanto attiene ai vincitori del concorso su posto comune che non abbiano ancora conseguito l'abilitazione all'insegnamento, il comma 2 dispone che gli stessi sottoscrivano un contratto annuale di supplenza con l'ufficio scolastico regionale dell'istituzione scolastica scelta e completino il percorso universitario di formazione iniziale. I docenti tirocinanti conseguono l'abilitazione all'insegnamento a seguito del superamento della prova finale del percorso universitario di formazione iniziale. Conseguita l'abilitazione, i docenti sono assunti a tempo indeterminato e sono sottoposti al periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina la definitiva immissione in ruolo. Il comma 3 prevede, inoltre, che i contenuti dell'offerta formativa corrispondente a 30 crediti formativi universitari o accademici necessari per la formazione iniziale universitaria, le modalità di svolgimento della prova finale del percorso universitario e accademico di formazione iniziale, comprendente una lezione simulata, e la composizione della relativa commissione con riferimento ai docenti che non abbiano ancora conseguito l'abilitazione siano definiti con il decreto del Presidente del Consiglio dei minsitri sopra richiamato (v. articolo 2- bis , comma 4). Il comma 4 disciplina l'anno di prova dei vincitori del concorso su posto di sostegno, in linea con quanto previsto per i docenti su posto comune. Il comma 5 regola le conseguenze del superamento del test finale o della valutazione positiva al termine del percorso annuale di prova. Nello specifico, il docente viene cancellato da ogni altra graduatoria nella quale sia iscritto e viene confermato in ruolo presso la stessa istituzione scolastica nella quale ha svolto il periodo di prova, dove è tenuto a rimanere, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per non meno di tre anni, comprensivi del periodo di prova, al quale si aggiunge il periodo necessario per completare la formazione iniziale e acquisire l'abilitazione per i soggetti di cui al comma 2 e all'articolo 18- bis. Tuttavia, c'è sempre la possibilità per il docente di presentare domanda di assegnazione provvisoria e utilizzazione nell'ambito della provincia di appartenenza, oltre a quella di accettare il conferimento di supplenza per l'intero anno scolastico per altra tipologia o classe di concorso per le quali abbia titolo. La lettera h) aggiunge il Capo IV- bis , relativo alla « Scuola di Alta formazione dell'istruzione e sistema di formazione continua incentivata » composto dagli articoli 16- bis , afferente alla Scuola di alta formazione dell'istruzione, e 16- ter relativo alla formazione in servizio incentivata e valutazione dei docenti. L'articolo 16- bis istituisce, al comma 1, la Scuola di Alta Formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione posta sotto la vigilanza del Ministero dell'istruzione, la quale promuove e coordina la formazione in servizio dei docenti di ruolo, in coerenza e continuità con la formazione iniziale, nel rispetto dei principi del pluralismo e dell'autonomia didattica del docente, dirige e indirizza le attività formative dei dirigenti scolastici, dei dirigenti dei servizi generali e amministrativi, del personale ATA, nonché assolve alle funzioni correlate al sistema di incentivo alla formazione continua degli insegnanti. Pertanto, la Scuola, svolgendo le funzioni sopra evidenziate, in particolare, con riferimento alla correlazione della sua attività al sistema incentivante della formazione continua degli insegnanti, eserciterà funzioni proprie che non collidono con l'attività gestionale in capo al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione ed, in particolare, alla Direzione generale per il personale scolastico. La nuova prospettiva, infatti, nell'ambito della quale la Scuola dovrà operare, comporterà, da un lato un maggiore e aggiuntivo carico di lavoro rispetto a quanto svolto ordinariamente dalla struttura ministeriale, dall'altro una specificità dell'azione di promozione e coordinamento della formazione del personale docente, in relazione al sistema di incentivo alla formazione continua. Per lo svolgimento di tali attività, il comma 2 prevede che la Scuola si avvalga dell'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE) e dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI); per quanto attiene alle funzioni amministrative, la Scuola si raccorda con gli uffici del Ministero dell'istruzione competenti in materia e stipula convenzioni con le università, con le istituzioni AFAM e con soggetti pubblici e privati, fornitori di servizi certificati di formazione. Come previsto dal comma 3, gli organi della Scuola di Alta Formazione sono il Presidente, il Comitato d'indirizzo, e il Comitato scientifico internazionale. Il comma 4 chiarisce il ruolo e la figura del Presidente. In particolare, se ne prevede la nomina con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, la durata in carica per quattro anni e una unica possibilità di conferma nel ruolo.