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giova evidenziare anche che: a) il CTU incaricato ha rimesso ai servizi sociali la programmazione della progressione, dell'intensità e della durata degli incontri, senza programmare, né le modalità dell'incontro, né la loro frequenza, mentre giova ricordare che ai sensi di quanto stabilito nell'articolo 4, comma 3, della legge n. 184 del 1983, nel provvedimento di affidamento familiare, reso esecutivo con decreto del giudice tutelare del luogo in cui si trova il minore, devono essere indicate specificatamente le motivazioni di esso, nonché i tempi e i modi dell'esercizio dei poteri riconosciuti all'affidatario, e le modalità attraverso le quali i genitori e gli altri componenti il nucleo familiare possono mantenere i rapporti con il minore. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce, inoltre, che nel provvedimento di cui al comma 3, deve essere indicato il periodo di presumibile durata dell'affidamento, che deve essere rapportabile al complesso di interventi volti al recupero della famiglia d'origine; b) va acquisita immediatamente dalla psicologa una dettagliata relazione sullo stato psicologico della madre, onde evitare ulteriori ritardi, che danneggerebbero, sia il bambino che la madre stessa; gli studi scientifici in questo ambito specifico, eseguiti a livello europeo e riportati su diverse riviste scientifiche internazionali, e successivamente ripresi anche a livello nazionale, per esempio dalla rivista "Pediatria preventiva e sociale", dimostrano che i bambini allontanati da uno o da entrambi i genitori riportano spesso danni psico-fisici, a cominciare da uno scarso sviluppo psico-motorio, nel breve e nel lungo termine. Sono frequenti ritardi nell'apprendimento, disturbi che rientrano nella vasta casistica del DSA (disturbi specifici di apprendimento), quadri di intolleranza alimentare, con disturbi dell'alimentazione e della nutrizione; disturbi nel ritmo sonno-veglia e non raramente patologie di tipo dermatologico. Osservazioni che trovano riscontro anche nel blog giuridico e sociale "affidamenti minorili" di M. Rosselli del Turco, terzo quaderno, "Conseguenze nella qualità di vita del minore allontanato dai genitori"; il caso citato non è unico, come è possibile rilevare dalle riviste scientifiche di settore, che analizzano varie storie di bambini, che hanno subìto una sorta di maltrattamento da abbandono, così come accade frequentemente che si deleghino ai servizi sociali, senza neppure aver accertato la specifica competenza, funzioni che sono di stretta competenza del Tribunale, si chiede di sapere per le ragioni esposte, e soprattutto per salvaguardare la salute psicofisica del bambino, se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non ritengano opportuno avviare iniziative ispettive per accertare eventuali responsabilità sulla correttezza del lavoro svolto dai CTU e da tutti coloro, compresi i servizi sociali, che stanno gestendo il caso in questione, pur nel rispetto dell'autonomia e delle prerogative dell'Autorità giudiziaria. Atto n. 4-00174 BORGONZONI Al Ministro dell'interno Premesso che: il parco della Montagnola è stato il primo vero giardino pubblico di Bologna ed è l'unico all'interno del centro storico di tali dimensioni. La sua posizione, tra la stazione ferroviaria, l'autostazione delle corriere e il centro cittadino, ne fa, da una parte, un luogo nevralgico della città (di fatto ne è quasi la "porta" di accesso per chi viene da fuori), dall'altra, un punto di aggregazione; come è noto, già dal piazzale della stazione è possibile intravedere la monumentale scalinata d'ingresso risalente alla fine dell'Ottocento, il "Pincio" di Bologna, realizzato nel 1896 su progetto di Tito Azzolini e Attilio Muggia, alla cui base si trova una fontana scolpita da Diego Sarti e Pietro Veronesi; all'interno del parco è collocata una vasca circolare costruita in occasione dell'Esposizione emiliana del 1888 contenente delle sculture di animali ad opera di Diego Sarti. Ricordato da illustri letterati come Montesquieu e Stendhal, il parco ospita al suo interno alcuni imponenti platani secolari, oltre a filari di tigli ed ippocastani; nel 1878, con la chiusura di piazza Maggiore alle bancarelle, nel giardino e nella piazza antistante si trasferì il mercato dell'usato "la Piazzola", che esiste ancora. Inoltre, all'interno del parco della Montagnola è collocata la scuola d'infanzia comunale "Betti Giaccaglia" dotata di un suo giardino, immerso nel parco e diviso da questo per mezzo di una semplice rete; da anni il parco non è più un luogo sicuro: centro di spaccio di droga, degrado e criminalità, fatti descritti settimanalmente nelle cronache cittadine e non di rado nelle nazionali, anche portare i bambini a scuola sta diventando un problema, tra le siringhe abbandonate nei pressi della scuola, alla presenza di numerosi spacciatori, spesso aggressivi e in stato di alterazione psicofisica; il 15 novembre 2017 una troupe di "Striscia la notizia" è stata aggredita e rapinata, mentre realizzava un servizio sullo spaccio di droga nella zona. Innumerevoli sono le denunce di crimini che si consumano all'interno del parco, ultima quella di uno studente di 15 anni minacciato con un coltello e rapinato del cellulare; si segnalano positivamente gli sforzi messi in atto dalle forze dell'ordine. Negli ultimi mesi, infatti, sono state potenziate le operazioni di controllo e contrasto alla microcriminalità; la presenza in città del centro regionale di smistamento dei richiedenti asilo ha fatto sì che la zona del parco, già interessata da una forte presenza di attività di microcriminalità, divenisse anche luogo aggregativo per i cittadini extracomunitari vittime del caporalato e delle associazioni criminali; è importante ricordare che le ultime retate operate dalle forze dell'ordine hanno fatto emergere come le attività criminali di spaccio siano gestite e organizzate proprio da cittadini extracomunitari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda mettere in atto per contrastare le attività criminali all'interno del parco della Montagnola di Bologna e garantire la sicurezza dei cittadini che frequentano il parco, in particolar modo nell'area dove è presente dove è presente la scuola dell'infanzia; se sia a conoscenza di un sistema di reclutamento strutturato all'interno dei centri di accoglienza da parte della criminalità organizzata. Atto n. 4-00175 DAL MAS Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 ha introdotto una misura nazionale di contrasto alla povertà, prevedendo, a decorrere dal 1° gennaio 2018, l'istituzione del reddito di inclusione (REI) quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale; il REI si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (carta REI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà;