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Si prevede quindi che le informazioni statistiche ufficiali siano prodotte in modo da assicurare la disaggregazione e l'uguale visibilità dei dati relativi a donne e a uomini e l'uso di indicatori sensibili al genere. A riguardo, la costruzione degli indicatori deve tenere conto delle variabili target all'uopo individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentiti il Ministro dello sviluppo economico e i Ministri interessati, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Al fine di armonizzare il diritto interno con quello dell'Unione europea, al comma 5 dell'articolo 3 è altresì previsto che l'individuazione delle variabili target per la costruzione degli indicatori debba essere effettuata in conformità al regolamento (CE) n. 1177/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 giugno 2003, relativo alle statistiche europee sul reddito e sulle condizioni di vita. L'articolo 4 del presente disegno di legge prevede una modifica al codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, al fine di ricomprendere l'esame delle ricadute sull'occupazione femminile degli investimenti pubblici in materia di occupazione e formazione tra i contenuti della relazione che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali rende al Parlamento sul monitoraggio dell'applicazione delle politiche di pari opportunità. Da ultimo, l'articolo 5 introduce una modifica alla legge di riforma della contabilità pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196), prevedendo che, in apposito allegato al Documento di economia e finanza (DEF), sia presentato un documento, predisposto dal Ministro dello sviluppo economico, sentiti i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'istruzione, dell'università e della ricerca, e gli altri Ministri interessati, nel quale devono essere illustrati, anche mediante appendici statistiche, lo stato di attuazione e gli effetti derivanti dai provvedimenti di agevolazione e di sostegno alle attività economiche e produttive sui soggetti beneficiari con dati disaggregati per uomini e donne e per età. Per queste ragioni si auspica l'immediata approvazione del presente disegno di legge.. 1 (Osservatorio consultivo sull'impatto di genere della regolamentazione) 1 È istituito, presso la Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, l'Osservatorio consultivo sull'impatto di genere della regolamentazione, di seguito denominato « Osservatorio ». 2 L'Osservatorio svolge le seguenti funzioni: a effettua ricognizioni della normativa di genere vigente; b raccoglie dati comparabili sulla parità tra i generi, nonché statistiche disaggregate in base al sesso; c quantifica le ricadute sull'occupazione femminile degli investimenti e delle politiche pubbliche in materia di occupazione e di formazione; d assicura il coordinamento delle amministrazioni in materia di analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR), nonché di verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR), per quanto concerne i profili di genere, ai sensi dell'articolo 2 della presente legge; e in conformità al regolamento (CE) n. 1177/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 giugno 2003, formula proposte per l'armonizzazione degli indicatori all'interno delle macroaree tematiche di cui all'articolo 3, comma 4, della presente legge e delle metodologie sensibili al genere con quelli utilizzati dalle organizzazioni internazionali; f favorisce l'avvio di sperimentazioni finalizzate alla definizione di metodologie e indicatori relativi alla misurazione di fenomeni sociali ed economici non ancora compiutamente indagati nella prospettiva di genere; g favorisce e promuove la realizzazione e la diffusione di statistiche di genere, anche attraverso il censimento delle ricerche e delle pubblicazioni di interesse per l'informazione statistica ufficiale inserita nel programma statistico nazionale, realizzate anche da soggetti che non fanno parte del Sistema statico nazionale (SISTAN); h formula suggerimenti e proposte finalizzati all'individuazione di nuove esigenze informative e tematiche emergenti, nonché analisi, studi, ricerche e metodologie di particolare interesse in un'ottica di genere; i trasmette al Governo e al Parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sull'attività svolta e su quella da svolgere nell'anno successivo, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate. 3 L'Osservatorio è composto da un rappresentante del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che lo presiede; da due rappresentanti designati dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), indicati dalle parti sociali; da due rappresentanti dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT); da due esperti nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, sulla base delle specifiche professionalità nel settore legislativo e degli studi di genere. Nella composizione dell'Osservatorio è assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi. Nella medesima composizione, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai tre quinti del totale dei componenti. 4 All'organizzazione e al funzionamento dell'Osservatorio si provvede con apposito regolamento da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 2 (Disposizioni in materia di analisi e valutazione dell'impatto di genere della regolamentazione) 1 All'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, dopo il comma 6 è inserito il seguente: « 6- bis. Al fine di conseguire l'applicazione del principio di eguaglianza tra donne e uomini e l'effettiva parità tra i generi in ogni ambito della vita pubblica e privata, i metodi di analisi dell'AIR, nonché i metodi relativi alla VIR, ricomprendono, tra i profili di indagine e valutazione, l'impatto di genere ». 3 (Disposizioni in materia di statistiche di genere) 1 Gli uffici, gli enti, gli organismi e i soggetti privati che partecipano all'informazione statistica ufficiale, inserita nel programma statistico nazionale, hanno l'obbligo di fornire i dati e le notizie per le rilevazioni previste dal programma medesimo e di rilevare, elaborare e diffondere i dati relativi alle persone disaggregati per uomini e donne. 2 Le informazioni statistiche ufficiali sono prodotte in modo da assicurare: a la disaggregazione e l'uguale visibilità dei dati relativi alle donne e agli uomini; b l'uso di indicatori sensibili al genere. 3 L'ISTAT assicura l'attuazione del presente articolo da parte dei soggetti costituenti il SISTAN, anche mediante direttive del comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica di cui all'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, e provvede all'adeguamento della modulistica necessaria all'adempimento, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli obblighi relativi alla raccolta delle informazioni statistiche. 4 L'ISTAT e il SISTAN assicurano la realizzazione, con cadenza periodica, di indagini sociali ed economiche secondo un approccio di genere nelle seguenti macroaree tematiche: