[massime]

Regione sardegna - Personale regionale - Norme sugli inquadramenti in organico - Inquadramenti di soggetti impiegati in lavori socialmente utili o assunti a tempo determinato - Ricorso del presidente del consiglio dei ministri - Assunta inosservanza del limite statutario costituito dalle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della repubblica - Inoperatività del limite, alla luce del nuovo assetto operato dalla riforma costituzionale del titolo v - Non fondatezza della questione.. Le norme di cui all’art. 3 della legge della Regione Sardegna 8 luglio 2002, n. 11 – denunciate in quanto non conformi alle disposizioni statali recanti norme fondamentali di riforme economico-sociali della Repubblica – appartengono ad aree di potestà legislativa esclusiva delle Regioni e province autonome coincidenti con aree ora attribuite alla potestà legislativa esclusiva (“residuale”) delle Regioni ordinarie, per le quali valgono soltanto, nelle materie di cui al quarto comma del nuovo testo dell’art. 117 della Costituzione, i limiti di cui al primo comma dello stesso articolo, dovendosi escludere ulteriori limiti derivanti da leggi statali già qualificabili come norme fondamentali di riforma economico-sociale. Se, dunque, detto limite permanesse pur nel nuovo assetto costituzionale in riferimento alle Regioni e province autonome, la potestà legislativa esclusiva di queste ultime risulterebbe irragionevolmente ristretta entro confini più angusti di quelli che oggi incontra la potestà legislativa “residuale” delle Regioni ordinarie. Ai sensi, invece, dell’art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, la particolare “forma di autonomia” prevista per le regioni ordinarie si applica anche a quelle a statuto speciale, in quanto “più ampia” rispetto a quelle di cui ai rispettivi statuti. Non è, pertanto, fondata la relativa questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento ai menzionati parametri.