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Oggi, finalmente, torna a risplendere la luce, dopo questo periodo buio che ci lasciamo alle spalle con i decreti Salvini, la cui unica sicurezza era quella della propaganda continua, che ha creato solo insicurezza, disparità, disprezzo e odio nei confronti degli ultimi e di chi, le ONG, si sono sostituite agli Stati, andando in mare e rispettando la legge del mare: salvare le vite umane. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 15,32) ( Segue RUOTOLO). Nel corso del dibattito sono intervenuti nel merito del decreto-legge colleghe e colleghi del Gruppo Misto. Mi preme sottolineare qui l'impianto di queste norme. Signor Presidente, con il voto di oggi saniamo la ferita inferta al nostro Stato di diritto, alla nostra cultura giuridica liberale, perché consideriamo i soggetti a cui sono destinate queste norme degli esseri umani. Sono stati anni terribili, nei quali si sono messi i penultimi contro gli ultimi, donne e uomini che avevano un lavoro e un percorso di integrazione entravano d'improvviso nell'ombra, diventavano invisibili e chi aveva un documento di protezione umanitaria poteva perderlo, finendo nel circuito dell'illegalità, quindi espulso dal sistema di accoglienza. Irregolari da un giorno all'altro, senza diritti per renderli ricattabili, il capro espiatorio delle sofferenze e dell'abbandono delle nostre periferie. Siamo orgogliosi dell'impegno umanitario delle ONG e della società civile. Non vogliamo le ONG per mare? L'Europa torni a schierare le flotte, come fece all'indomani della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, che costò 368 morti. Noi non dimentichiamo l' hangar dell'aeroporto dell'isola siciliana, con tutte quelle bare. Tutti i potenti d'Europa dissero: mai più! «Provo vergogna e orrore», dichiarò il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che aggiunse: «è necessario rivedere le leggi anti-accoglienza». Sì, dovremmo prima o poi mettere mano alla madre di tutte le leggi antiimmigrati, la Bossi-Fini, una legge criminogena. (Applausi) . Il nostro Paese, all'indomani di quella strage, autorizzò l'operazione Mare nostrum, per evitare il ripetersi di altri tragici eventi nel Mediterraneo. Poi all'operazione Mare nostrum si sostituì quella a guida europea, Frontex, e poi via via, se prima eravamo in dieci, oggi sono rimaste solo le ONG. Altro che in combutta con gli scafisti! Nessuna ONG è sotto processo; altri lo sono oggi. (Applausi) . È importante che sia legge il fatto che non si possano applicare le misure di interdizione all'ingresso nelle acque territoriali alle navi che effettuano soccorso in mare nel rispetto delle norme del diritto e delle Convenzioni internazionali, il che significa che l'equipaggio che sta per effettuare un intervento di salvataggio lo deve comunicare al proprio Stato di bandiera e che la stessa cosa deve fare con il centro di coordinamento competente per il soccorso marino, di cui deve seguire le indicazioni. Certo, c'è ancora molto da fare a livello nazionale ed europeo sul fronte dell'integrazione e di una gestione dei flussi migratori all'insegna del diritto, della ragione e dell'umanità, ma siamo sulla strada giusta perché questo decreto chiude, speriamo per sempre, la stagione in cui si è criminalizzato l'immigrato e perché finalmente si affronta il fenomeno delle migrazioni con razionalità, nel rispetto dei principi della civiltà giuridica e del diritto internazionale. Migliaia di persone - donne e uomini con nomi e storie drammatiche - erano diventate improvvisamente invisibili, disprezzate e definite con una parola che dovrebbe essere cancellata: clandestini. (Applausi) . Ho ascoltato con attenzione i colleghi dell'opposizione dire che, ai tempi di Salvini Ministro dell'interno, gli sbarchi si erano ridotti e che, invece, ora sono aumentati. A loro dico che questo decreto è in funzione da appena due mesi e chiedo anche: ai tempi del ministro dell'interno Salvini che fine aveva fatto la promessa di allontanare dall'Italia il mezzo milione di irregolari? Quanti ne avete rimpatriati? È facile fare propaganda, giocare sulla paura della gente e sulla disperazione e mettere gli uni contro gli altri, ma così non si affrontano le questioni, le si amplificano solamente. (Applausi) . Voglio qui ringraziare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha adottato questo decreto (su cui si è poi pronunciata la Camera dei deputati, migliorando ulteriormente il testo), ha consegnato a Palazzo Chigi 4 permessi di soggiorno speciali: alla vedova di Thomas Daniel, la signora Cinzia, e ai tre colleghi di lavoro del giovane liberiano scampati alla morte. Thomas Daniel e Ciro Perrucci, napoletano, erano i due lavoratori edili morti a Napoli il 1° giugno scorso mentre realizzavano una palazzina abusiva. Thomas e Cinzia erano arrivati in Italia diciotto anni fa dalla Liberia e avevano il permesso di soggiorno per scopi umanitari. Poi, con i decreti Salvini, divennero sfruttati e invisibili. Le crisi economiche e sociali, i cambiamenti climatici e le guerre spingono moltitudini di persone a spostarsi e a lasciare le loro comunità alla ricerca della sopravvivenza. È la storia dell'umanità, che è sempre stata scandita dalle migrazioni fin dalle epoche preistoriche. E allora, piuttosto che fare propaganda, bisogna governare questi fenomeni: cambiare il regolamento di Dublino, aprire corridoi umanitari, impegnare l'Europa e approvare finalmente una legge sulla cittadinanza. (Applausi) . Signor Presidente, aspettavamo da mesi la cancellazione dei decreti Salvini, da quando cioè è nato questo Governo, e oggi finalmente ci siamo. Lasciamo alle spalle la disumanità. Sì, oggi ricostruiamo il sistema dell'accoglienza, reintroducendo la possibilità per i richiedenti asilo di entrare nel sistema accoglienza e integrazione, che è il vecchio SPRAR, un sistema diffuso di tanti piccoli gruppi per limitare al massimo la conflittualità. Di fatto, c'è la reintroduzione della protezione umanitaria, anche se in questo decreto si chiama speciale. E, ancora, aver reso molti permessi di soggiorno convertibili in permessi di lavoro favorisce l'integrazione, che è la nostra arma migliore. Mi avvio a concludere l'intervento. Conservo in me diverse immagini: le bare di Lampedusa, il ghetto di Rosarno, il corpicino senza vita di Alan Kurdi, il funerale di Thomas Daniel. Vorrei leggervi una frase, quella di Pam, una giovane vietnamita che ha lasciato sul telefonino alla sua mamma prima di soffocare nel container , trasportato da un TIR: «Mamma e papà, perdonatemi se il mio viaggio verso un Paese straniero finisce qui. Non respiro più. Sto morendo. Mamma mi dispiace tanto. Vi amo tanto». Sì, noi dobbiamo rispondere alle Pam, agli Alan e alle tante vittime innocenti della povertà. C'è bisogno di umanità, di far emergere dal sommerso e dal nero migliaia di uomini e donne sfruttati e sudditi. (Applausi) .