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4) l’annotazione del prezzo pattuito. Considerando che il citato registro è istituito per oggetti usati acquistati o presi in consegna da privati, nei passaggi successivi, cioè tra soggetti operanti nel settore, la legge non prevede l’annotazione della predetta documentazione su analoghi registri, rendendo in tal modo complicata la tracciabilità dell’oro usato, quando il medesimo sia ceduto ad esempio alle fonderie. Tale situazione rende difficile alle Forze dell’ordine il compito di vigilanza e controllo per limitare eventuali abusi sia nel campo dell’evasione fiscale, sia in quello della ricettazione e del riciclaggio di denaro. Per rendere effettiva ed efficace la tracciabilità dell’oro usato si rendono dunque necessarie norme tese a qualificare professionalmente l’attività dei «compro oro». Pertanto l’articolo 1, comma 1, del presente disegno di legge sottopone quanti commerciano, rivendono od acquistano oggetti d’oro, di metalli preziosi o recanti pietre preziose usati e li cedono nella forma di materiale, rottami d’oro o metalli preziosi alle fonderie od altre aziende specializzate nel recupero di materiali preziosi, ai requisiti di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 7 del 2000 ed alle relative sanzioni. L’articolo 1, comma 3, della legge n. 7 del 2000, come già rilevato, stabilisce che l’esercizio in via professionale del commercio di oro, per conto proprio o per conto di terzi, può essere svolto da banche e previa comunicazione all’Ufficio italiano dei cambi, da soggetti in possesso di una forma giuridica di società per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa, aventi in ogni caso un capitale sociale interamente versato non inferiore a quello minimo previsto per le società per azioni; di un oggetto sociale che comporti il commercio di oro; dei requisiti di onorabilità previsti dagli articoli 25, 26, comma 3 e 161, comma 3, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 da parte dei partecipanti al capitale, degli amministratori e dei dipendenti investiti di funzioni di direzione tecnica e commerciale. Di conseguenza l’articolo 1, comma 2 del presente disegno di legge istituisce un apposito registro denominato «Registro delle attività di compravendita di oro» tenuto dalle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, secondo modalità e criteri stabiliti con decreto dei Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’interno, al quale sono tenuti ad iscriversi i «compro oro» in possesso dei predetti requisiti. Anche al fine di migliorare il patrimonio informativo dell’istituto nazionale di statistica (ISTAT), si prevede, inoltre, che nella revisione della classificazione ATECO vigente alla data di entrata in vigore. della legge sia inserita una definizione specifica delle attività oggetto della legge. L’articolo 2 si occupa della tracciabilità degli oggetti e metalli preziosi o recanti pietre preziose usati, ai fini di facilitare le attività di controllo da parte degli organi di Polizia e della Magistratura in materia di ricettazione e di riciclaggio. Il comma 1 dell’articolo 2 prevede l’istituzione del registro telematico degli operatori che commerciano o detengono oggetti preziosi, metalli preziosi, ivi compresi rottami, cascami ed avanzi d’oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria usati, delle fonderie e delle altre aziende specializzate nel recupero di materiali preziosi; il Ministero dell’interno entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge definirà le modalità operative. Al comma 2 dell’articolo 2 si prevede che chi commercia, rivende od acquista anche per la successiva fusione, oggetti preziosi usati deve indicare nel registro di chi fa commercio di cose antiche od usate o di chi commercia o fabbrica oggetti preziosi, di seguito e senza spazi in bianco, il nome, cognome e domicilio dei venditori e dei compratori, la data dell’operazione, la specie della merce comprata o venduta, la descrizione dettagliata di ogni oggetto ceduto, comprensiva della chiara descrizione di eventuali pietre preziose, allegando relativa fotografia del soggetto, il peso ed il prezzo pattuito. Deve inoltre essere allegata fotocopia del documento di identità del soggetto cedente per ogni singola operazione. Il comma 4 dell’articolo 2 prevede che i «compro oro» applichino nello svolgimento delle proprie attività le norme relative alla determinazione degli indicatori di anomalia per l’individuazione e per la segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio. Il comma 7 stabilisce che l’Unione italiana delle camere di commercio, anche attraverso proprie società specializzate, istituisca, in accordo con le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale degli operatori di cui al presente disegno di legge, un portale internet finalizzato alla pubblicazione di una banca dati degli oggetti usati d’oro, di metalli preziosi o recanti pietre preziose per facilitare la compravendita tra operatori e l’attività di controllo delle Forze dell’ordine e della Magistratura al fine di contrastare l’evasione fiscale, la ricettazione ed il riciclaggio. L’articolo 4, contiene specifiche norme a salvaguardia del consumatore. Il comma 1 si occupa della pubblicità ingannevole relativa al pagamento in contante, ed il comma 2 stabilisce che le bilance debbono essere messe in vista in modo tale che sia possibile controllare il piatto prima e durante la pesata. L’articolo 5, al fine di incentivare il recupero dei metalli preziosi non più utilizzati in possesso di privati, di smaltire le sostanze riconosciute come tossiche, quali nichel, cadmio ed altre sostanze eventualmente contenute nei prodotti stessi, di creare un canale alternativo di approvvigionamento della materia prima per le imprese di produzione e di dare impulso all’acquisto di nuovi prodotti di gioielleria, istituisce il borsino dell’oro usato presso le Camere di commercio, secondo modalità e criteri stabiliti con decreto del Ministro dell’economia di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il quale sono definite altresì le modalità del calcolo del prezzo indicativo minimo dell’oro e di altri metalli preziosi. Al fine di tutelare i consumatori da eventuali truffe o sottovalutazioni degli oggetti d’oro, di metalli preziosi o recanti pietre preziose usati venduti ai «compro oro», il borsino dell’oro usato è aggiornato giornalmente e pubblicato sul portale nazionale e sui portali provinciali internet delle Camere di commercio, oltre che sul quotidiani locali, a cura delle Camere medesime. L’articolo 6 istituisce l’obbligo ai soggetti che esercitano attività con oggetti d’oro e preziosi, di rilasciare una ricevuta comprovante l’acquisto di oggetti d’oro o recanti materiale germonologico. La ricevuta deve obbligatoriamente contenere dati personali del cedente, copia di documento di identità, i dati dell’acquirente, ragione sociale, partita IVA e codice fiscale ; luogo, ora e data dell’acquisto ; descrizione dettagliata dell’oggetto ; numero di serie dell’operazione corrispondente al numero dell’operazione trascritta nel registro degli acquisti vidimato dalla Questura.