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In particolare, è stato istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per gli affari regionali -, il Fondo di sviluppo delle isole minori, con una dotazione finanziaria attualmente pari a 20 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2008 (il Fondo è stato finanziato con un importo complessivo pari a 40 milioni di euro per le sole annualità 2008 e 2009, e poi ridotto nel finanziamento). In base alla disposizione vigente, il Fondo finanzia interventi specifici nei settori dell'energia, dei trasporti e della concorrenza, diretti a migliorare le condizioni e la qualità della vita nelle suddette zone, assegnando priorità ai progetti realizzati nelle aree protette e nella rete «Natura 2000», prevista dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, ovvero improntati alla sostenibilità ambientale, con particolare riferimento all'utilizzo delle energie rinnovabili, al risparmio e all'efficienza energetica, alla gestione dei rifiuti, alla gestione delle acque, alla mobilità e alla nautica da diporto ecosostenibili, al recupero e al riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, al contingentamento dei flussi turistici, alla destagionalizzazione, alla protezione degli habitat prioritari e delle specie protette, alla valorizzazione dei prodotti tipici, alla certificazione ambientale dei servizi, oltre a misure dirette a favorire le imprese insulari in modo che le stesse possano essere ugualmente competitive. La norma istitutiva ha previsto che i criteri per l'erogazione del Fondo di sviluppo delle isole minori fossero stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite l'Associazione nazionale dei Comuni delle isole minori (ANCIM) e la Conferenza unificata Stato-Regioni e Province autonome. Con decreto del Ministro per i rapporti con le Regioni, di concerto con i Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze, sono individuati gli interventi ammessi al relativo finanziamento, previa intesa con gli enti locali interessati. Una riduzione dell'originaria autorizzazione di spesa prevista è stata disposta con il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, in base al relativo allegato. Il comma 9 dell'articolo 4, decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, ha poi previsto che, ai fini dell'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - sui criteri per l'erogazione del Fondo di sviluppo delle isole minori -, fossero approvati gli interventi per lo sviluppo delle isole minori e le relative quantificazioni finanziarie indicati nel Documento unico di programmazione isole minori (DUPIM) e relativa tabella di riparto delle risorse, approvato in data 17 dicembre 2008 dal Comitato direttivo dell'Associazione nazionale Comuni isole minori (ANCIM) e trasmesso in data 23 dicembre 2008 al Ministro per i rapporti con le regioni, ai sensi della previgente disciplina, con riferimento all'anno 2008 e nei limiti della relativa dotazione finanziaria prevista dal Fondo di sviluppo delle isole minori. I criteri per l'erogazione del Fondo per lo sviluppo delle isole minori sono stati stabiliti con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° ottobre 2010 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2011, n. 58). Già antecedentemente, con l'articolo 25, comma 7, della legge n. 448 del 2001 (legge finanziaria 2002), nel prevedere l'adozione di misure urgenti di salvaguardia ambientale e sviluppo socio-economico delle isole minori - come individuate tra gli ambiti territoriali indicati nell'allegato A annesso alla medesima legge - era stato istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori. Le risorse del Fondo in questione erano determinate in 51.645.689,90 euro per l'anno 2002 (comma 8 dell'articolo 25 della legge finanziaria 2002), con la previsione, entro due mesi dalla data di entrata in vigore, che il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, individuasse la tipologia e i settori degli interventi ammessi ad accedere al Fondo. Il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, con decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge in parola, determinava le modalità per l'accesso al Fondo provvedendo alla ripartizione delle risorse, fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Per l'individuazione della tipologia e dei settori degli interventi ammessi ad accedere al fondo era stato adottato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 7 marzo 2003, mentre per la definizione dei criteri e delle modalità di accesso al Fondo, si veda il decreto ministeriale 15 marzo 2004, n. 163 adottato in relazione a tale disposizione. Inoltre, il comma 2 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo per gli investimenti nelle isole minori con una dotazione di 20 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024. Il Fondo, mirato a sostenere gli investimenti, finanzia quindi gli interventi in conto capitale previsti dal DUPIM e nei relativi PIST, nonché gli ulteriori interventi per i quali gli articoli in esame rinviano alle risorse del Fondo. In base al comma 3, il monitoraggio degli interventi è effettuato secondo le modalità disciplinate dal decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. All'articolo 5 si stabilisce che le risorse di cui all'articolo 4 sono destinate per il 90 per cento alle isole comprese nell'allegato A (Marine) e per il 10 per cento a quelle dell'allegato B (lagunari e lacustri). L'articolo 6 permette ai Comuni delle isole minori di destinare l'imposta di scopo anche per la realizzazione di progetti diversi da quelli stabiliti dalle legge n. 296 del 2006 purché diretti alla realizzazione delle finalità della presente legge e consente altresì l'aumento fino all'1 per mille dell'aliquota. L'articolo 7 rubricato "Fondo per la ricognizione infrastnitturale" sancisce l'attività di ricognizione da parte dei Comuni delle isole minori, di intesa con le Regioni di appartenenza, delle proprie dotazioni infrastrutturali, delle strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché della rete stradale, fognaria, idrica e elettrica e delle strutture portuali e aeroportuali ove esistenti ai fini della quantificazione dei fondi per la perequazione infrastrutturale. Si precisa, altresì, che le suddette attività siano rielaborate per l'elaborazione di ogni successivo DUPIM. L'articolo 8 introduce un ulteriore novità rispetto al testo base ovvero la necessità di censire il patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale al fine della sua valorizzazione.