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sono fondamentali in un'epoca pericolosamente attraversata da false informazioni e dalla propaganda negazionista. Io credo però che, assieme alla memoria, occorra rivedere i reati di apologia del fascismo, vietando ogni forma di propaganda. A inizio legislatura abbiamo ripresentato anche in questo ramo del Parlamento il disegno di legge con cui si punta a rafforzare la legge Mancino, perseguendo non solo i comportamenti collettivi, ma anche quelli individuali di apologia del fascismo. Non ci possono essere margini di tolleranza per certi comportamenti; anche la responsabilità individuale va perseguita, così come occorre spezzare la dinamica propagandistica che sta dietro alla vendita di gadget e di altri strumenti, che non sono affatto innocui ma sono un'offesa per la memoria e per la sofferenza che in troppi hanno patito. Come prevede la mozione n. 212, occorre un'azione complessiva, sia sul fronte culturale sia su quello normativo, se davvero vogliamo trasmettere fino in fondo i valori della sacralità della vita umana, della libertà e dell'uguaglianza (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-P.S.I. e Misto-LeU). CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, nel giorno della memoria è importante ricordare il più grave dei genocidi e tutti quelli che si sono susseguiti nell'arco della storia dell'umanità. È importante farlo per la dinamica umana che si ripropone quando alcuni esseri umani decidono di sterminare una razza in quanto tale, alcune persone in quanto appartenenti ad una religione, quando si sterminano gli individui, si vuole cancellare la loro storia, il ricordo al mondo di ciò che hanno costruito. Oggi mi preme quindi ricordare ciò che è successo nel secolo scorso con l'olocausto degli armeni, con la Shoah che ricordiamo oggi, ma anche il genocidio cambogiano, quello dei tutsi in Ruanda, quello dei musulmani bosniaci ad opera dell'esercito della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina. Questo per dire che l'essere umano è capace di atrocità, di distruggere i suoi simili, mosso da odio fanatico. Lo fa quando dimentica; lo fa a distanza di pochi anni, dimentica velocemente. Per questo continuare a ricordare ha un valore immenso, inestimabile. Serve continuare a ricordare gli errori commessi, perché l'essere umano può essere molto pericoloso. Quando i dati dell'Eurispes ci dicono che il 30 per cento degli italiani oggi nega, non sa, non vuole sapere o non vuole ricordare ciò che è successo ottant'anni fa e a pochissimi chilometri da qui, a cittadini italiani ebrei, mette il seme per una rinascita dell'odio tra i popoli. Questo è molto pericoloso. Con il giorno della memoria oggi abbiamo quindi il privilegio di sentire la voce di chi quelle atrocità le ha vissute sulla propria pelle e abbiamo la responsabilità, domani più di oggi, di continuare a ricordare, perché dobbiamo essere testimoni e a nostra volta raccontare ciò che altri, come la senatrice Segre, stanno raccontando a noi. Tutto è infatti nato discriminando; tutto è nato negando a dei bambini di giocare con altri bambini, senza nessuna apparente motivazione, senza alcuna reale e umana motivazione. Sono state estromesse delle persone dai propri lavori, dalle scuole, dai luoghi pubblici, dall'esercito; è stato impedito loro di andare nei luoghi di villeggiatura, di possedere una radio, di appartenere ad associazioni culturali e sportive. Tutto questo ha generato un' escalation di violenza, perché dalla discriminazione dell'essere umano si è arrivati a dividere famiglie, a saccheggiare le loro case, ad arrestare, a deportare e a sterminare. Quindi, il filo rosso tra le leggi razziali e ciò che il nazismo ha compiuto è evidente e deve essere chiaro a tutti noi. Distruggere le persone, negando la dignità umana, con camere a gas, torture ed esperimenti medici è un qualcosa che i nostri ragazzi devono sapere e vedere con i loro occhi. Quando uomini e donne perpetrano una tale violenza devono essere fermati. In Italia e in Europa abbiamo deciso di imporci delle regole che ci impongono un modo di convivenza civile e rispettoso, ma quando gli esseri umani degenerano è fondamentale fermarli. Anche l'ONU dovrebbe avere la possibilità di intervenire molto più energicamente di quanto può fare oggi. Oggi ricordiamo e lo sgomento e la paura che proviamo ci permette di rivivere. E rivivere ci rende immuni e più al sicuro. Per questo ci impegniamo a farlo ogni anno e ci impegniamo affinché le istituzioni siano sempre pronte a testimoniare quanto accaduto. Invitiamo le scuole a far sì che i nostri ragazzi possano immedesimarsi, visitare quei luoghi, possano leggere e studiare e provare lo stesso sgomento e la stessa paura che proviamo oggi e vogliamo provare ancora. L'essere umano può scegliere di non dare il peggio di sé. Noi oggi votiamo convintamente a favore di queste mozioni, perché scegliamo la parte migliore dell'essere umano. (Applausi dal Gruppo IV-P.S.I.) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, oggi è una giornata importante e può dare un segnale altrettanto importante, soprattutto dopo la pubblicazione dei dati sconvolgenti dell'Eurispes - da tutti citati - che ci dicono che, sommando coloro che negano la Shoah (il 15,6 per cento) e coloro che la ridimensionano molto (il 16,1 per cento), più del 30 per cento di italiani di fatto negano quanto è accaduto. A maggior ragione oggi il dibattito su queste mozioni e il voto che seguirà rappresentano un segnale molto importante. Non può, però, essere solo una discussione retorica, che dimentichiamo il giorno dopo la votazione sulle mozioni. La crudezza dei dati è a mio avviso assolutamente sconvolgente e purtroppo, in questi ultimi tempi, è accompagnata da episodi altrettanto sconvolgenti. Pensate, ad esempio, a quanto accaduto qualche giorno fa a Mondovì, dove è stata segnata la casa di una persona, figlia di un ex deportato. Noi abbiamo certamente fatto un lavoro importante con i viaggi della memoria, ma in qualche modo nella nostra società si è abbassata la guardia. Liliana Segre, con il suo bellissimo discorso al Parlamento europeo, nel portare ancora una volta la sua testimonianza, ci ha ricordato alcune cose. Innanzitutto, ci ha ricordato il primo dovere, che è quello di combattere il razzismo; ci ha poi ricordato come veniva utilizzata la parola "razza". È un monito che deve accompagnare l'impegno che oggi assumiamo, perché troppi sono stati negli ultimi tempi, nel nostro Paese e non solo, in tutta Europa, gli episodi di odio razziale. Quei dati dimostrano che l'antisemitismo continua a tornare sempre nella storia. Voglio citare Primo Levi, che ci ricordava che è accaduto e può ancora accadere. È accaduto nella civile Europa, nel cuore della civiltà occidentale, ed è accaduto nell'indifferenza della maggior parte delle persone, anche dopo. Il 27 gennaio celebriamo la giornata della memoria, quando l'Armata rossa è entrata ad Auschwitz;