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Ai varchi delle basi operative i militari della guardia di finanza procedono al riscontro sommario ed esterno dei carichi in entrata nelle basi stesse, apponendo sui documenti anzidetti le prescritte attestazioni comprovanti l'uscita dal territorio doganale, e provvedono agli altri adempimenti ad essi demandati. Le disposizioni dei precedenti commi non si applicano relativamente ai prodotti che, dopo l'impiego in mare, vengono reintrodotti nelle basi operative". "Art. 4. - I prodotti destinati ad essere impiegati in mare che vengono estratti dalle basi operative a scopo diverso da quello dell'inoltro in mare per il previsto impiego sono considerati, agli effetti doganali, merci arrivate dall'estero in territorio doganale e devono essere assoggettati, prima dell'estrazione, ad un appropriato regime doganale. Ai varchi delle basi operative i militari della Guardia di finanza procedono al riscontro sommario ed esterno dei carichi in uscita dalle basi stesse e provvedono agli altri adempimenti ad essi demandati. In caso di nazionalizzazione dei prodotti anzidetti, i diritti doganali sono liquidati secondo la qualità ed il valore risultanti all'atto dell'estrazione. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche qualora l'estrazione riguardi i prodotti che dopo l'impiego in mare sono stati reintrodotti nelle basi operative ovvero riguardi i rottami ed i residui dei prodotti che sono stati sottoposti a manipolazioni o lavorazioni nelle basi operative". - Il testo dell'art. 10 del D.P.R. 2 febbraio 1970, n. 62, è il seguente: "Art. 10 (Prodotti impiegati o consumati in mare nell'esercizio di particolari attività). - Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per le operazioni di imbarco che alla data di entrata in vigore del presente decreto non risultano ancora definite agli effetti doganali, purché siano state eseguite con l'adozione delle medesime cautele stabilite con il decreto di cui al comma precedente". Note all'art. 1: - Per l'art. 21 del D.P.R. n. 43/1973 si veda in nota alle premesse. - L'art. 17 del medesimo D.P.R. n. 43/1973 è così formulato: "Art. 17 (Spazi doganali). - Sono spazi doganali i locali in cui funziona un servizio di dogana, nonché le aree sulle quali la dogana esercita la vigilanza ed il controllo, a mezzo dei suoi organi diretti o a mezzo della Guardia di finanza. La delimitazione degli spazi doganali è stabilita, tenendo conto della peculiare situazione di ciascuna località, dai competenti organi doganali e deve essere approvata dal Ministero delle finanze". - Il testo dell'art. 9, comma primo, del predetto D.P.R. n. 43/1973 come modificato dal D.P.R. 8 maggio 1985, n. 254, è il seguente: "Art. 9 (Istituzione, soppressione e determinazione delle competenze delle dogane). - Il Ministro delle finanze, con propri decreti, stabilisce: i compartimenti doganali, le circostanze doganali, le dogane principali e le dogane secondarie a ciascuna di esse aggregate, le sezioni doganli, i posti doganali ed i posti di osservazione; la categoria di ciascuna dogana e la competenza per materia di quelle di seconda e terza categoria; i punti della linea doganale da attraversare e le vie da percorrere tra ciascuno dei punti predetti ed il competente ufficio doganale per l'entrata e per l'uscita delle merci; il periodo di funzionamento delle sezioni di cui al penultimo comma dell'art. 7. Le facoltà delle sezioni doganali, dei posti doganali e dei posti di osservazione sono stabilite, nei limiti di competenza della dogana dalla quale dipendono, dal capo della circoscrizione doganale. I controlli e le formalità di frontiera relativi a merci e veicoli viaggianti sotto determinati regimi doganali aventi determinate destinazioni geografiche possono essere ripartiti selettivamente, secondo criteri prestabiliti con decreti del Ministro delle finanze, tra più uffici doganali di frontiera operanti nella medesima area di confluenza delle correnti di traffico o nella stessa zona portuale, al fine di assicurare lo scorrimento dei traffici internazionali. La istituzione di una sezione doganale, quando viene richiesta da un ente od impresa nel proprio esclusivo interesse, è subordinata all'impegno da parte del richiedente di fornire gratuitamente i locali da adibirsi a sede dell'ufficio nonché di assumere a proprio carico le spese di impianto e di esercizio dei servizi necessari ad assicurare l'agibilità della sezione stessa". - Il regolamento CEE n. 2504/88, relativo alle zone franche ed ai depositi franchi, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L/225 del 15 agosto 1988. - Il testo dell'art. 132 del citato D.P.R. n. 43/1973 è il seguente: "Art. 132 (Prodotti impiegati o consumati in mare nell'esercizio di particolari attività). - I macchinari, i materiali e gli altri prodotti destinati ad essere impiegati o consumati in mare, fuori del territorio doganale, nelle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di giacimenti sottomarini di idrocarburi liquidi e gassosi e di altre sostanze minerali, nonché nella costruzione ed installazione di opere fisse e relative pertinenze per l'ormeggio, il carico e lo scarico di navi, nella posa e riparazione di cavi o tubazioni e nelle operazioni di ricupero marittimo, sono considerati, agli effetti doganali, usciti in transito, riesportazione o rispedizione, se esteri, ed in esportazione definitiva, se nazionali o nazionalizzati, anche quando vengono direttamente avviati nelle zone di impiego su natanti di stazza netta non superiore a cinquanta tonnellate ovvero quando, in attesa dell'imbarco, vengono introdotti nelle basi operative a terra delle imprese che eseguono i lavori predetti. Nelle basi operative a terra è consentito procedere alla manipolazione, allo assiemaggio, alla riparazione ed alla lavorazione dei macchinari, materiali e prodotti di cui al comma precedente. Per la tutela degli interessi fiscali il Ministro per le finanze, con proprio decreto, stabilisce le modalità per la istituzione e la gestione delle basi operative a terra, disciplina il movimento dei macchinari, materiali e prodotti di cui al primo comma fra le basi predette ed i luoghi di imbarco e sbarco nonché fra tali luoghi e le zone di impiego e prescrive le misure da adottarsi per la vigilanza.