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Lei, signor Ministro, si è espresso in modo assolutamente inequivocabile su questo percorso: a luglio, nel corso di sue dichiarazioni alla Camera, ha testualmente riferito che è certamente sbagliata la fusione, perché è stata fatta senza capire il perché. Successivamente, nella illustrazione delle linee programmatiche del suo Dicastero, ha giudicato la fusione una mossa meramente finanziaria, dettata apparentemente da motivi di tornaconto personale per tutti quei manager che si sono visti moltiplicare lo stipendio. Ha altresì annunciato che Ferrovie dello Stato. e ANAS non staranno più insieme (non c'è motivazione di sinergie) e che all'epoca si stava valutando se la scissione potesse essere effettuata internamente al gruppo ferroviario o se serviva un decreto apposito. Nei giorni scorsi, come lei sa, l'amministratore delegato di ANAS, Vittorio Armani, ha comunicato al Ministro, cioè a lei, e al gruppo Ferrovie dello Stato le proprie dimissioni con argomentazioni che, tra l'altro, prendevano in considerazione il mutato orientamento del Governo sull'integrazione tra Ferrovie dello Stato e ANAS. La domanda è molto banale e semplice: quali sono gli intendimenti del Governo riguardo alla preannunciata scissione tra Ferrovie e ANAS e attraverso quali atti e procedure sarà portata a compimento? In particolare, signor Ministro, vorremmo conoscere quali sono le iniziative di sua competenza che intende adottare per favorire il ripristino dell'autonoma governance di ANAS e, evidentemente, per sostituire Armani, che si è dimesso qualche giorno fa. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringraziando i senatori Zaffini e Ciriani, ribadisco ancora che ANAS deve tornare ad occuparsi di progettazione, gestione, costruzione, manutenzione e messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti; deve lavorare per la sicurezza dei cittadini, con l'unico obiettivo dell'interesse nazionale. In questi mesi abbiamo valutato le criticità della fusione FS-ANAS, sulle quali il mio Dicastero ha svolto gli approfondimenti necessari anche attraverso la consultazione di esperti e degli operatori interessati, i quali hanno evidenziato dal punto di vista tecnico tutti gli elementi di debolezza dell'integrazione, anzitutto sul piano industriale, oltre alla totale mancanza di sinergie e pertanto ovviamente confermo quanto esposto nelle dichiarazioni programmatiche. Con riguardo ad ANAS, nella fase attuale le nostre azioni si sviluppano su tre assi principali: in primo luogo, la vigilanza sull'attività gestionale di ANAS per la manutenzione e lo sviluppo delle strade, che sono patrimonio pubblico statale; in secondo luogo, promuovendo il potenziamento delle funzioni tecniche di ANAS, particolarmente la progettazione e la realizzazione degli interventi; in terzo luogo, promuovendo la manutenzione e conservazione delle infrastrutture esistenti, oggi più che mai una priorità. L'assetto societario futuro di ANAS sarà deciso tenendo presente le prospettive di ANAS di rispondere a questi orientamenti. Naturalmente, si tratterà di un'iniziativa su cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti interverrà nell'ambito delle sue competenze. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Zaffini, per due minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, abbiamo qualche secondo in più, perché lo abbiamo rubato, tra me e il Ministro, ai tempi precedentemente previsti. PRESIDENTE. Questo lo lasci dire a me. ZAFFINI (FdI) . Il mio era un auspicio, ci mancherebbe. PRESIDENTE. L'auspicio è sempre bene accolto. ZAFFINI (FdI) . Signor Ministro, quanto alla vigilanza, nei giorni scorsi i sindaci dei territori interessati dalla infrastruttura autostradale A24 e A25 le hanno chiesto un incontro e non sono riusciti a incontrarla, sono rimasti nell'anticamera. Questa fusione è stata portata a termine, come lei ha accennato garbatamente, avendo come unico fatto conosciuto ai terzi l'aumento (la triplicazione in qualche caso) del compenso per i manager di ANAS, compenso che purtroppo sarà preso a parametro per le future liquidazioni. In questa fase, ANAS sta producendo morti: mi riferisco non a morti veri, ma alle imprese con cui opera, che continuano a saltare, a scapito - faccio l'esempio di Astaldi con la Perugia-Ancona - dei subfornitori. C'è un mondo intero che intorno ad ANAS continua a portare libri in tribunale. Ministro, è veramente urgente ristabilire una governance corretta in ANAS e ci aspettiamo che ciò avvenga in tempi rapidissimi, scegliendo la persona che dovrà sostituire il dimissionario Armani. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Il senatore D'Arienzo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00372 sulle valutazioni del Governo rispetto alle principali opere infrastrutturali in via di realizzazione, per tre minuti. D'ARIENZO (PD) . Signor Ministro dal pugno chiuso con la mano destra, spero si sia ripreso dall'esultanza di stamattina per aver portato a casa un bel condono edilizio. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatore D'Arienzo, la invito a entrare nel merito dell'interrogazione. D'ARIENZO (PD) . Sì, signor Presidente. Noi non vogliamo la decrescita felice, noi non vogliamo che il Paese torni al Medioevo. Abbiamo lasciato un'eredità importante, con l'allora ministro Delrio. Attraverso la cura del ferro e il progetto Connettere l'Italia, abbiamo lasciato 130 miliardi di euro, di cui almeno 90 per la mobilità e le grandi opere infrastrutturali, in particolare quelle ferroviarie. Abbiamo disegnato un Paese moderno e competitivo, che, attraverso le opere pubbliche, quelle importanti, potesse crescere nel prodotto interno lordo. Lei, al contrario, aiutato anche dalla Lega Nord, che sul territorio dice altro, sta bloccando tutto, con la sua ideologia dei costi e dei benefici. Lei ha nominato una Commissione che deve occuparsi di queste opere (non faccio l'elenco, perché sono quasi tutte), una Commissione che farà solo perdere tempo, in particolare perché su alcune opere c'è già stata la valutazione costi-benefici e poi perché, come lei sa, non saranno rispettati gli accordi internazionali che il Paese ha sottoscritto negli anni scorsi. Di fronte a quest'attesa di crescita e sviluppo, l'Italia sta maturando una grande preoccupazione. Pochi giorni fa, a Torino, migliaia di persone sono scese in piazza con le categorie economiche. Tra pochi giorni, il prossimo 15 dicembre, si svolgerà qualcosa del genere anche nella città di Verona. Sono preoccupate le imprese e i lavoratori. Mettete in difficoltà un gran numero di imprese e lavoratori a causa del blocco delle grandi opere infrastrutturali. Signor Ministro della decrescita felice, ciò accade perché hanno capito che il vostro fare procurerà non pochi danni.