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Disposizioni in materia di disciplina dei partiti in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione nonché di trasparenza e pubblicità dei finanziamenti a partiti e movimenti politici e a fondazioni e associazioni politiche. Delega al Governo per il riordino della normativa in materia. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge trae spunto da due testi presentati dal Movimento 5 Stelle nel corso della XVIII legislatura: al Senato della Repubblica il disegno di legge n. 582, a firma del senatore Airola, recante disposizioni in materia di trasparenza e pubblicità degli statuti e dei bilanci delle fondazioni e delle associazioni che erogano finanziamenti a partiti e movimenti politici e, alla Camera dei deputati, la proposta di legge n. 906, a firma della deputata Dieni, recante modifiche al decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, e altre disposizioni in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici e delle fondazioni e associazioni politiche. Obiettivo del disegno di legge, oltre a garantire la trasparenza dei finanziamenti dei partiti politici, è quello di dare attuazione all'articolo 49 della Costituzione favorendo e rafforzando la partecipazione dei cittadini alla vita delle formazioni politiche e quindi alla vita politica pubblica. Più nel dettaglio, l'articolo 1 descrive le finalità della legge, alle quali si aggiungono le norme di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione aventi come obiettivo quello di promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese. Gli articoli 2 e 3, oltre a normare la forma giuridica dei partiti politici, introducono disposizioni di carattere generale sugli elementi basilari degli statuti delle formazioni politiche, traendo ispirazione dal regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, nonché specifiche disposizioni per il rafforzamento della democrazia e partecipazione interne nei partiti e nelle formazioni politiche. Gli articoli 4 e 5 si focalizzano sulla trasparenza ai partiti politici. Si vieta ai partiti e movimenti politici di accettare contributi o altre forme di sostegno da parte di soggetti che non autorizzino la pubblicità dei propri dati; introduce limiti all'utilizzo dei contributi pubblici e privati ricevuti dai partiti e movimenti politici; richiede espressamente la pubblicazione dei curriculum vitae e del certificato penale dei candidati alle elezioni di qualunque grado; assegna a un'apposita commissione, istituita presso la Corte dei conti, il controllo dei bilanci e dei rendiconti dei partiti e movimenti politici. Tra le diverse disposizioni introdotte si segnala: l'obbligo alla trasparenza e alla pubblicità in forma telematica dei contributi ricevuti dai partiti e movimenti politici di importo superiore a 100 euro annui; la riduzione del limite massimo per i contributi delle persone fisiche e delle società da 100.000 a 18.000 euro annui; la riduzione da 30.000 a 5.000 euro del contributo in favore dei partiti e movimenti politici, somma a cui si applica la detrazione agevolata nella misura del 26 per cento; si esclude che tale agevolazione si applichi ai contributi erogati in favore dei partiti e movimenti politici da eletti o candidati. L'articolo 6 introduce una nuova definizione delle fondazioni o associazioni politiche, qualificando come tali quelle la cui composizione degli organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici o i cui organi direttivi siano composti in tutto o in parte da componenti del Governo nazionale, regionale o locale nonché da parlamentari nazionali o europei (anche ove gli incarichi governativi o il mandato elettivo siano stati ricoperti negli ultimi dieci anni) o da persone che rivestono la qualità di esponenti di partiti o movimenti politici, quali membri di organi di partiti o movimenti politici, o che ricoprono incarichi istituzionali per esservi stati eletti o nominati in virtù della loro appartenenza a partiti o movimenti politici, nonché le fondazioni e le associazioni che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano in misura pari o superiore a 5.000 euro al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti o movimenti politici o di loro articolazioni interne ovvero di persone che rivestono la qualità di esponenti di partiti o movimenti politici, quali membri di organi di partiti o movimenti politici, o che ricoprono incarichi istituzionali per esservi stati eletti o nominati in virtù della loro appartenenza a partiti o movimenti politici, nonché di candidati a cariche istituzionali elettive. Inoltre, aggiungendo un nuovo comma all'articolo 5 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, estende alle fondazioni in questione gli obblighi di trasparenza a tutte le associazioni, riconosciute o non riconosciute, nonché a tutte le fondazioni, e non solo alle ONLUS di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, o agli enti del Terzo settore previsti dal codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, ad esse assimilabili. Comprendendo nella fattispecie dei partiti politici ai quali si applica la norma qualsiasi altro soggetto ad essi assimilabili, ivi compresi i consiglieri comunali. L'articolo 7 introduce sanzioni pecuniarie dirette per i casi di violazione di disposizioni o di irregolarità nella gestione; nei casi più gravi è disposto il divieto di ricevere contributi pubblici o privati da uno a cinque anni. L'articolo 8 infine introduce una delega al Governo per il riordino sistematico della disciplina vigente sui partiti politici in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge reca disposizioni per garantire la trasparenza e la pubblicità dei finanziamenti ai partiti e movimenti politici e a fondazioni e associazioni politiche, nonché norme di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese. Art. 2. (Norme di principio sulla disciplina dei partiti e disposizioni generali sulle norme statutarie) 1. Ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti e formazioni assimilabili per concorrere democraticamente a determinare la politica nazionale. I partiti politici e le formazioni assimilabili assicurano la massima trasparenza dei propri bilanci e delle fonti di finanziamento, garantiscono il raccordo permanente tra società e istituzioni e promuovono la partecipazione dei cittadini alla selezione delle candidature per le cariche pubbliche. 2. I partiti politici e le formazioni a essi assimilabili assumono la forma giuridica di associazioni riconosciute ai sensi dell'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361. 3.