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Per il segreto d'ufficio, professionale e bancario valgono le norme vigenti in materia, pur essendo sempre, nell'ambito del mandato, opponibile il segreto tra difensore e parte processuale. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge n. 124 del 2017. La Commissione può predisporre gruppi di lavoro per una migliore organizzazione della propria attività e termina i propri lavori con la presentazione di una relazione conclusiva di sintesi. L'articolo 4 attiene alla composizione della Commissione e alla modalità di nomina dei componenti. In particolare, si prevede che facciano parte della Commissione 20 senatori, nominati dal Presidente del Senato in proporzione al numero dei membri dei Gruppi parlamentari e tenendo conto della rappresentanza di genere. Entro dieci giorni dalla designazione è convocata la Commissione per la costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che si compone di cinque senatori (Presidente, due vicepresidenti e due segretari) eletti dalla Commissione a scrutinio segreto. Relativamente all'elezione del Presidente, se nessun candidato riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. All'articolo 5 si dispone l'obbligo del segreto per ogni componente della Commissione nonché per tutti coloro che collaborano con la Commissione stessa relativamente ad atti, documenti e indagini. L'articolo 6 demanda l'organizzazione delle attività e il funzionamento della Commissione a un regolamento interno, da approvare prima dell'avvio delle attività di inchiesta, e dispone un'autorizzazione di spesa pari a 20.000 euro per il 2018 e a 40.000 euro per ciascun anno successivo, a carico del bilancio interno del Senato. Il Presidente del Senato può autorizzare un incremento delle spese in misura non superiore al 30 per cento a seguito di motivata richiesta del Presidente della Commissione. Segnala che, relativamente alla programmazione delle spese di cui all'articolo 6, è previsto l'esame presso la Commissione bilancio del Senato. Si sofferma, quindi, sulle proposte di inchiesta parlamentare Doc . XXII, n. 1, d'iniziativa della senatrice Rizzotti e altri, e Doc . XXII, n. 8, d'iniziativa del senatore Marcucci e altri, che riproducono nella sostanza il dettato della delibera della passata legislatura. Conclude, proponendo che tali documenti siano esaminati congiuntamente e che il Doc . XXII, n. 9 sia adottato quale testo base per il seguito della discussione. La Commissione conviene. Il PRESIDENTE , prendendo atto che il provvedimento è stato inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea per venerdì 3 agosto, ove concluso dalla Commissione, propone di fissare alle ore 13 di lunedì 30 luglio il termine per la presentazione di eventuali emendamenti, da riferire al Doc . XXII, n. 9, adottato quale testo base per il seguito della discussione. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 18,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 24 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, considerato che: - al recepimento della direttiva (UE) 2016/2102 si è provveduto in prima istanza con la delega legislativa posta dagli articoli 1 e 14 della legge n. 163 del 2017 (legge di delegazione europea 2016-2017); - il provvedimento detta le disposizioni necessarie per l'attuazione della delega e il recepimento della direttiva (UE) 2016/2102, la quale introduce disposizioni volte a favorire una maggiore accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (" public sector bodies " nella versione inglese, " organismes du secteur public " in quella francese) da parte di tutti i cittadini e, tra essi, in particolare delle persone con disabilità; - l'accessibilità si riferisce ai princìpi e alle tecniche da rispettare nella progettazione, costruzione, manutenzione e aggiornamento di tali siti ed applicazioni; - al fine di migliorare il funzionamento del mercato interno, la direttiva mira a porre fine alla frammentazione delle norme dei singoli Paesi dell'Unione, introducendo una disciplina organica a livello europeo, che superi le differenze tecniche e i livelli di conformità non omogenei attualmente esistenti, e che renda, in tal modo, il contenuto dei siti e delle applicazioni degli enti pubblici più facilmente fruibile dagli utenti, con particolare riferimento alle persone con disabilità; - risulta pertanto necessario il riavvicinamento delle misure nazionali a livello dell'Unione europea, sulla base di prescrizioni concordi in materia di accessibilità da applicare ai siti web e alle relative applicazioni mobili degli enti pubblici, rilevato che: - nell'ordinamento italiano il principio generale della accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni è sancito dalla legge n. 4 del 2004, contenente disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, nonché ribadito nel Codice dell'amministrazione digitale; - queste due fonti di rango primario già contemplano il principio dell'accessibilità come "la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche a coloro che, a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari" (articolo 2, comma 1, lettera a) , della legge n. 4 del 2004); - in via di attuazione, i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici sono stati regolati con decreto della Presidenza del Consiglio-Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie 8 luglio 2005 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell'8 agosto 2005); - nell'Agenda digitale europea, la Commissione sottolinea che occorrono azioni concertate per assicurare che le persone con disabilità possano accedere integralmente ai nuovi contenuti elettronici, in modo da offrire ai cittadini europei una migliore qualità della vita, ad esempio sotto forma di un accesso più agevole ai servizi pubblici e ai contenuti culturali. La Commissione inoltre incoraggia l'agevolazione del memorandum d'intesa sull'accesso digitale per le persone con disabilità, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: - con riferimento all'articolo 1, al fine di mantenere il titolo coerente con i contenuti della legge che non riguardano l'attuazione della direttiva, e di uniformare lo stesso alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, si provveda a sostituire il comma 1 con il seguente: «1. Il titolo della legge 9 gennaio 2014, n. 4, di seguito denominata "legge n. 4 del 2004", è sostituito dal seguente: "Disposizioni per favorire e semplificare l'accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici"»;