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si è trattato di fatti occasionali non regolati da una legge organica né tantomeno si è più parlato di istituzionalizzare la figura del medico scolastico, forse a causa di problemi di bilancio e di sottofinanziamento del sistema sanitario e scolastico del nostro Paese. Oggi, a nostro avviso, anche alla luce delle esperienze pandemiche recenti, si tratta di riaffrontare il problema e di attivarsi per vedere quando un « evento clinicamente morboso » possa essere prevedibile e perciò stesso evitabile. E non ci sembra che vi siano strutture più indicate della scuola ove questa opera possa essere svolta con efficacia. La scuola è un luogo di passaggio obbligato per tutti e perciò l'unica struttura ove eventi clinici morbosi quali difetti di vista, dell'udito, malformazioni ossee, eccetera, possono essere accertati e tenuti sotto controllo, come forma di monitoraggio e prevenzione sull'intera popolazione. Ma soprattutto nella scuola è possibile informare ed istruire i futuri cittadini sulla cura della propria persona ed educarli ad un comportamento socialmente e personalmente corretto e sulla promozione di corretti stili di vita. L'igiene, ad esempio, come oggetto di studio si trovava nei programmi dell'ex istituto magistrale, ma era ridotta quasi esclusivamente a semplici consigli pratici da comunicare ai bambini. Informazioni su una corretta alimentazione e sul ruolo dell'attività fisica sono troppo spesso ignorati con grave danno per lo sviluppo di possibili malattie croniche. Un attento esame sullo sviluppo osseo permette di prevenire le malformazioni, in particolare, della colonna vertebrale e di abituare i giovani ad una maggiore correttezza nella postura e nell'attività motoria. L'intervento di uno psicologo (su richiesta del medico scolastico) può servire a sbloccare situazioni di difficoltà relazionali e personali. La mancanza di una corretta informazione scientifica sulla sessualità porta al nascere informazioni non corrette e spesso fuorvianti. Infine investire in prevenzione e promozione della salute sin dal livello giovanile deve essere visto anche in termini di risparmio economico grazie ai benefici che si otterranno a medio e lungo termine sulla riduzione delle acuzie, malattie croniche non trasmissibili e su molte altre situazioni di fragilità clinica, nella consapevolezza che spendere oggi nel promuovere la salute nella scuola significherà domani avere una società più sana, consapevole e attenta alla salute come bene individuale e comune.. Art. 1. (Istituzione di un presidio sanitario di medicina scolastica presso le scuole di ogni ordine e grado) 1. Presso ogni istituzione scolastica, o istituto comprensivo, del sistema nazionale di istruzione e formazione di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107, è istituito un presidio sanitario di medicina scolastica, dotato di personale medico, infermieristico e sanitario in numero proporzionale al numero degli studenti e del personale docente e non docente di ciascun istituto. 2. L'educazione e la promozione della salute, attraverso attività curriculari inserite all'interno dei programmi scolastici di ogni istituto, devono intendersi strumenti volti alla formazione di una coscienza individuale e collettiva al rispetto della propria e dell'altrui persona e all'acquisizione di abitudini e comportamenti che prevengano il verificarsi di eventi clinicamente morbosi. 3. Per le finalità di cui al comma 1 e 2, il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorre lo Stato è incrementato di 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono ripartite le risorse di cui al primo periodo. Art. 2. (Promozione della salute in ambito scolastico) 1. L'educazione e la promozione della salute in ambito scolastico, in relazione all'età degli alunni, forniscono nozioni sui seguenti campi: a) igiene; b) alimentazione; c) motricità; d) sessualità; e) prevenzione primaria; f) assunzione di sostanze nocive; g) supporto psicologico agli alunni; h) primo soccorso; i) rispetto e rapporto con l'ambiente; l) promozione di sani stili di vita. 2. Gli interventi del personale di cui all'articolo 1 sono volti ad una informazione completa nei vari campi di cui al comma 1, distribuita su un programma pluriennale coerente con il percorso di studi interessato, e riguardano gli aspetti scientifici, sanitari e psicologici, anche in relazione ai programmi svolti nelle discipline scolastiche che si rivelino ad essi attinenti. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari a 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede: a) quanto a 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; b) quanto a 15 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; c) quanto a 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero; d) quanto a 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.