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il completamento delle tratte mancanti, oltre all'ingente aggravio di costi a carico della finanza pubblica, produrrebbe danni consistenti ed irreparabili ad un territorio già fortemente antropizzato e urbanizzato, senza tacere dei gravi rischi ambientali derivanti dal problema della diossina TCDD, prodotta dal disastro dell'ICMESA e presente sulla tratta B2 (da Meda a Bovisio Masciago), a fronte di un progetto operativo di bonifica "al risparmio", largamente insufficiente e comunque rischioso a causa della movimentazione di terreno contaminato; per le tratte A e B1 già in esercizio, oltre al bilancio economico insostenibile, con percorrenze ben lontane da quelle inizialmente previste, si è dovuto registrare un bilancio ambientale disastroso con la devastazione del bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e con la distruzione di estese porzioni di territorio agricolo di qualità, cui va aggiunto il mancato completamento di tutte le compensazioni ambientali previste, alcune delle quali sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale; come più volte dichiarato nel corso del dibattito parlamentare dagli esponenti del Governo, il piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un'occasione irripetibile per operare nel nostro Paese quella "rivoluzione verde e transizione ecologica", che dovrebbe contemplare quale scelta strategica la realizzazione di adeguate infrastrutture al servizio di un nuovo modello di mobilità, moderna e sostenibile, in grado di contribuire in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica fissati dal green deal europeo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e delle circostanze esposti; se non ritenga di dover disporre una puntuale verifica in merito al rispetto degli obblighi da parte della concessionaria Autostrada pedemontana lombarda SpA e all'ammontare delle risorse pubbliche fin qui spese per la costruzione parziale dell'infrastruttura; se il Governo intenda valutare l'opportunità di stralciare l'autostrada Pedemontana lombarda dalle opere strategiche definite di interesse nazionale e di dirottare le risorse risparmiate per procedere esclusivamente al potenziamento della Milano-Meda, sempre a percorrenza gratuita, per rispondere alle evidenti criticità di saturazione veicolare, al potenziamento o la ricreazione di assi ferroviari come quello tra Bergamo, Lecco, Como e Varese sui quali spostare il trasporto sia di merci che di persone, nonché il potenziamento del servizio di trasporto pubblico e la connessione tra l'area metropolitana e vimercatese con il prolungamento della M2 da Cologno a Vimercate e la creazione di collegamenti con le stazioni ferroviarie di Arcore e Usmate-Carnate. Atto n. 4-05889 ROMANO MATRISCIANO CATALFO GUIDOLIN ROMAGNOLI CASTELLONE DELL'OLIO LUPO CROATTI DONNO TAVERNA GIROTTO L'ABBATE MANTOVANI NOCERINO MARINELLO RICCIARDI PRESUTTO CORBETTA AIROLA VACCARO AUDDINO BOTTICI LANZI QUARTO GAUDIANO COLTORTI CAMPAGNA VANIN NATURALE PESCO GALLICCHIO LEONE CASTALDI PISANI Giuseppe DI PIAZZA FERRARA MONTEVECCHI PIRRO PUGLIA MAIORINO CIOFFI PIARULLI D'ANGELO EVANGELISTA TURCO PAVANELLI FENU SANTILLO PELLEGRINI Marco MAUTONE TRENTACOSTE FEDE Al Ministro della giustizia Premesso che: le previsioni normative sui controlli afferenti all'erogazione del reddito di cittadinanza coinvolgono più istituzioni, tra cui il Ministero della giustizia; più nello specifico, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del decreto-legge n. 4 del 2019, ai fini del riconoscimento della misura, l'INPS è tenuto a verificare il possesso dei requisiti necessari sulla scorta delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli di altre pubbliche amministrazioni titolari dei dati richiesti; ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 l'Istituto effettua i dovuti accertamenti sulle dichiarazioni prodotte dai richiedenti il reddito di cittadinanza, sia in fase istruttoria, al momento della presentazione, che in esito all'accoglimento; a tal fine, sono previsti controlli sincroni automatizzati sui requisiti di residenza, possesso di beni durevoli, stato lavorativo e situazione reddituale del nucleo familiare e tali controlli consentono di anticipare la verifica delle autodichiarazioni, con parere conforme del Garante per la protezione dei dati personali, sulla base delle previsioni di legge e nel rispetto delle regole di cui al disciplinare sui controlli, adottato dall'INPS con determinazione n. 95/2020; considerato che: con riferimento specifico alle dichiarazioni rese dai richiedenti il reddito di cittadinanza inerenti all'assenza di eventuali misure cautelari personali, anche adottate a seguito di convalida dell'arresto o del fermo, e di condanne definitive intervenute nei 10 giorni precedenti per i reati richiamati dall'articolo 7, comma 3, del decreto-legge n. 4, al momento sono effettuati solo controlli ex post a campione presso gli uffici del casellario giudiziario, atteso che la platea dei beneficiari la misura non consente un controllo diffuso e massivo per tutti i componenti del nucleo familiare; per arginare il fenomeno delle prestazioni erogate indebitamente a soggetti per i quali emerga solo successivamente al riconoscimento del benefico l'assenza dei requisiti di legge, l'INPS ha in atto collaborazioni con la Guardia di finanza; sarebbe opportuno intervenire già ex ante nei controlli utili ad intercettare potenziali indebiti accessi al beneficio del reddito di cittadinanza; stipulare un'apposita convenzione con il Ministero della giustizia ai fini dell'individuazione preventiva dei soggetti non aventi titolo al beneficio permetterebbe un'azione più efficace ed efficiente, evitando, altresì, le problematiche legate al recupero di quanto indebitamente percepito, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché il Ministero sottoscriva apposita convenzione con l'INPS per lo scambio massivo delle informazioni detenute e utili all'istruttoria dovuta per legge e, in difetto, quali eventuali circostanze impediscano tale scambio. Atto n. 4-05890 FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: il tema del passaporto vaccinale ha popolato le agende politiche delle ultime settimane e i tavoli di lavoro aperti al riguardo sono diversi, portando all'attenzione il rischio che il green pass finisca per essere un elemento di discriminazione, dividendo i cittadini tra chi può iniziare a muoversi liberamente e chi no; il green pass si ottiene in presenza di una di queste tre condizioni, alternative tra loro: aver avuto il COVID ed esserne guariti: in questo caso in certificato avrà validità di 6 mesi a decorrere dalla data di emissione; aver effettuato un tampone rapido o molecolare risultato negativo nelle 48 ore precedenti all'utilizzo del certificato: in questo caso la validità è limitata all'evento per cui viene esibito; aver ricevuto almeno una dose di vaccino. In questo caso il pass si ottiene dopo 15 giorni dalla prima dose, o immediatamente dopo la seconda, ed ha validità di 9 mesi a partire dalla seconda dose;