[ddlpres]

Da ultimo, il presente disegno di legge introduce una modifica volta a ripristinare i criteri per il riconoscimento dello stato di disoccupazione antecedenti alla data di entrata in vigore della legge 28 giugno 2012, n. 92. In base alla precedente disciplina, infatti, conserva lo stato di disoccupazione, con diritto a percepire la relativa prestazione economica da parte dell’Istituto nazione della previdenza sociale (INPS), chi svolga «attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione» fiscale. Di fatto, si tratta di redditi annuali pari a 8.000 euro per i rapporti di lavoro subordinati e parasubordinati e 4.500 euro per i lavoratori autonomi. Pertanto, posto che lo stato di disoccupazione è la condizione per accedere ad una serie di benefici ed agevolazioni, quali per esempio l’erogazione di indennità previdenziali o l’esenzione dalle spese sanitarie, la formulazione attuale dei criteri per il riconoscimento dello stato di disoccupazione rischia di avere pesanti ricadute per migliaia di lavoratori: il non consentire in matenimento dello status di disoccupazione anche in presenza di redditi minimi, infatti, potrebbe incoraggiare i lavoratori disoccupati ad accettare occasioni di lavoro nel mercato nero. Per tale motivo, l’articolo 5 del presente disegno di legge provvede a ripristinare la norma relativa all’accertamento dello stato di disoccupazione abrogata dalla legge 28 giugno 2012, n. 92.. Art. 1. (Importo dell’indennità e contribuzione figurativa della Mini-ASpI) 1. All’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 20, le parole: «pari a quanto definito nei commi da 6 a 10, denominata mini-ASpI» sono sostituite dalle seguenti: «calcolato con le stesse modalità previste dal comma 7 applicando, in luogo della percentuale del 75 per cento, ovunque prevista, la percentuale del 45 per cento. Ai fini dell’accesso e del computo dell’indennità sono riconosciuti i periodi di contribuzione figurativa». b) al comma 21, le parole: «per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nell’ultimo anno» sono sostituite dalle seguenti «per un numero di settimane pari alle settimane di contribuzione nell’ultimo anno». Art. 2. (Estensione dell’ambito di applicazione della mini-ASpI ai lavoratori coordinati e continuativi) 1. All’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, dopo il comma 20, sono inseriti i seguenti: «20- bis. A decorrere dall’anno 2015, l’indennità di cui al comma 20 è riconosciuta altresì ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS, di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione dei soggetti individuati dall’articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a condizione che possano far valere almeno tredici settimane di contribuzione alla predetta gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, negli ultimi dodici mesi. 20- ter. Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1º gennaio 2015, una quota pari all’1 per cento delle aliquote di cui al comma 57 del presente articolo è corrisposta quale contributo a carico del datore di lavoro per il finanziamento del trattamento di cui al comma 20- bis .». Art. 3. (Estensione dell’ambito di applicazione dell’articolo 2116 del codice civile) 1. Alle lavoratrici e ai lavoratori di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, e che operino in regime di monocommittenza e non siano titolari dell’obbligazione contributiva, in caso di versamento irregolare dei contributi dovuti, si applicano le tutele in materia di prestazioni previdenziali e assistenziali di cui all’articolo 2116 del codice civile. Art. 4. (Abrogazione delle norme in materia di indennità una tantum) 1. A decorrere dal 1º gennaio 2015, i commi 51, 52, 53, 54 e 56 dell’articolo 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono abrogati. Art. 5. (Perdita dello stato di disoccupazione) 1. All’articolo 4, comma 33, lettera c) , della legge 28 giugno 2012, n. 92, il numero 1) è abrogato. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n. 92 del 2012. Art. 6. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge valutati rispettivamente, quanto all’articolo 1, in 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, e quanto all’articolo 2, in 800 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, si provvede a valere su quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui al comma 2, pari a un miliardo di euro a decorrere dall’anno 2013. 2. All’articolo 30 -bis , comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche: a) alla lettera a) , le parole: «12,6» sono sostituite dalle seguenti: «22,9»; b) alla lettera b) , le parole: «11,6» sono sostituite dalle seguenti: «21,5»; c) alla lettera c) , le parole: «10,6» sono sostituite dalle seguenti: «19,5»; d) alla lettera d) , le parole: «9 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «16,5 per cento»; e) alla lettera e) , le parole: «8 per cento» sono sotituite dalle seguenti: «14,5 per cento».