[resaula]

già in una precedente occasione relativa alla commemorazione dell'unità nazionale e delle forze armate del 4 novembre, il direttore dell'USR Marche si rese promotore di una lettera altrettanto grave e in contrasto con lo spirito dei valori costituzionali; per tale fatto, ebbe seguito l'atto di sindacato ispettivo 3-02069 del 10 novembre 2020 e un richiamo formale da parte del Ministro pro tempore dell'istruzione attraverso la richiesta di una relazione in merito; considerato inoltre che a giudizio degli interroganti la lettera rappresenta un grave sfregio ai valori della democrazia e alla Costituzione repubblicana per l'uso di una retorica ambigua, fuorviante, diseducativa rispetto alla memoria della liberazione, che non può presentare incertezze nella condanna del fascismo, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro intenda adottare al fine di stigmatizzare il comportamento negativo e reiterato del direttore generale dell'ufficio scolastico regionale per le Marche e quali provvedimenti intenda adottare nei suoi confronti, affinché sia rimosso da un ruolo per il quale, anche in questa occasione, ha dimostrato di non essere all'altezza, a tutela degli studenti e del compito educativo proprio della scuola. Atto n. 3-02538 ALFIERI ROJC ZANDA BITI CIRINNA' D'ARIENZO ROSSOMANDO BOLDRINI CERNO COMINCINI D'ALFONSO FEDELI FERRAZZI GIACOBBE IORI MANCA MARGIOTTA PINOTTI PITTELLA STEFANO TARICCO VALENTE VATTUONE VERDUCCI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, circa trenta cittadini europei, in particolare italiani, spagnoli e greci, sarebbero stati trattenuti per ore e anche diversi giorni in istituti di detenzione e poi espulsi dalle autorità di frontiera britanniche, perché non autorizzati a varcare la frontiera del Regno Unito; in particolare, il quotidiano "la Repubblica" intervista una giovane italiana, Marta Lomartire, recatasi a Londra per lavorare come ragazza alla pari presso suo cugino. La ragazza, poiché priva di visto lavorativo, è stata traportata in un centro di detenzione nelle vicinanze dell'aeroporto internazionale di Heathrow, dove, dopo averle sequestrato tutti gli effetti personali compresi i telefoni cellulari, è stata detenuta per cinque giorni, senza poter chiedere assistenza legale e poi espulsa. Nell'intervista la giovane Lomartire riferisce di essere stata detenuta con altri cittadini europei, tra cui un'altra giovane donna italiana; racconti analoghi sono stati riportati dal sito "Politico.eu" e dal quotidiano britannico "The Guardian" che parla della "drammatica ed umiliante esperienza subita negli ultimi mesi da cittadini europei". Secondo il predetto quotidiano, infatti, sarebbero stati detenuti e poi espulsi anche coloro che avevano un colloquio di lavoro. Inoltre, sempre secondo quanto riportato dai citati organi di stampa, tra il 10 e il 13 maggio, oltre dieci cittadini europei, non appena atterrati all'aeroporto di Gatwick, sarebbero stati trasportati nel centro di detenzione Yarl's Wood Immigration Removal Centre , un istituto situato nel Bedfordshire a due ore di macchina dallo scalo, dove si sarebbero verificati anche diversi contagi dovuti al virus da COVID-19; i racconti riportati destano particolare preoccupazione, basti solo pensare al caso di una giovane donna spagnola, che nonostante si fosse dichiarata pronta a prendere il primo aereo disponibile per fare ritorno nel suo Paese, sarebbe stata comunque trasportata e detenuta nel predetto centro Yarl's Wood , privata di documenti e cellulari, impossibilitata, dunque, a richiedere assistenza legale; il Premier britannico Boris Johnson, contattato dal quotidiano "la Repubblica", avrebbe dichiarato che "i cittadini europei sono nostri amici e vicini", ma si sarebbe rifiutato di commentare i diversi casi riportati dagli organi di stampa; sebbene il Regno Unito non faccia più parte dell'UE, quanto accaduto appare preoccupante, tanto più perché in controtendenza rispetto ad altri Paesi extra-UE, che hanno in genere relazioni diplomatiche meno fitte con i Paesi dell'Unione rispetto a quelle intrattenute dalla Gran Bretagna e che solitamente non richiedono l'obbligo del visto e spesso neanche il passaporto, ma semplicemente una carta d'identità valida per l'espatrio, si chiede di sapere: quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di chiarire con le competenti autorità britanniche i fatti esposti in premessa, nonché al fine di verificare se vi siano altri cittadini italiani detenuti in Gran Bretagna; se non ritenga, altresì, necessario ed urgente attivarsi presso le competenti sedi comunitarie, perché attraverso una comune iniziativa si avvii con il Governo britannico un percorso, che garantisca il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini europei, che si recano in Gran Bretagna e perché si ponga urgentemente fine alle detenzioni citate in premessa. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05498 ALESSANDRINI RUFA DE VECCHIS Ai Ministri dell'istruzione e della salute Premesso che: nei giorni scorsi la Regione Lazio ha inviato all'ufficio scolastico regionale (USR) le "linee guida per il benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere" e un webinar per il personale scolastico del Lazio sul tema delle "diverse sfumature dell'identità di genere e l'orientamento sessuale"; questa sorta di vademecum risultava essere stato redatto dagli specialisti psicologi dell'ospedale "San Camillo" di Roma; a seguito di ciò, il sottosegretario per l'istruzione Rossano Sasso ha chiesto conto dell'accaduto l'USR: "si è prodotto in una inaccettabile apertura sulla questione relativa all'identità di genere. Quello che si configurava come un semplice webinar, tra l'altro promosso da associazioni che hanno una smaccata connotazione politica, è stato trasformato in un evento-faro per tutti gli istituti del territorio, una sorta di base di riferimento da cui partire per poi magari declinare il tema con sfumature ancora più oltranziste"; in seguito, per lo scalpore destato, il documento è stato ritirato e il corso di formazione sospeso; l'azienda ospedaliera San Camillo ha subito negato ogni coinvolgimento e responsabilità. "Non esiste alcuna linea guida regionale sulla varianza di genere. L'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, in accordo con l'Assessorato alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, ha diffidato l'Istituto Metafora (SAIFIP) per avere inviato all'Ufficio Scolastico Regionale, senza alcuna autorizzazione e con il logo dell'Azienda Ospedaliera, il documento diffuso nel corso di un webinar", ha spiegato in serata l'assessore per la sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, e, conseguentemente il direttore dell'USR, Rocco Pinneri, ha sospeso il corso di formazione previsto per settembre;