[resaula]

con decisione del 8 febbraio 2018 C(2018) 598 è stato modificato l'accordo di partenariato tra la Commissione europea e l'Italia per la politica di coesione, recita "il FSE e il FESR interverranno nel sistema nazionale di istruzione", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda promuovere iniziative tali da garantire la partecipazione nei prossimi bandi pubblici relativi ai fondi del PON intitolato "Per la scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento" anche agli istituti paritari, e come intenda procedere per sbloccare e quindi utilizzare entro il 2020 le risorse accantonate per le scuole paritarie Atto n. 4-00499 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'autotrasporto è uno dei settori che ha subito maggiormente gli effetti negativi della crisi economica, registrando nel decennio 2006-2015 una consistente riduzione nel trasporto merci su strada; nonostante i timidi segnali di crescita economica, per le imprese di autotrasporto permangono forti difficoltà che solo in minima parte trovano risposta in misure di agevolazione fiscale quali quelle previste all'articolo 66, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni; nonostante le associazioni di categoria abbiano sollecitato più volte il Governo affinché venga emanata quanto prima da parte dell'Agenzia delle entrate la circolare che consenta di definire le deduzioni forfettarie per le spese non documentate dalle imprese di autotrasporto, concesse per i redditi d'impresa dell'anno 2017, gli importi relativi a quanto chiesto sono stati definiti solamente 14 giorni dopo la scadenza del termine di pagamento dell'Irpef a saldo per il 2017, fissato al 2 luglio 2018; considerato che: come si apprende dal comunicato stampa del Ministero dell'economia e delle finanze del 16 luglio 2018 e dal comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate in pari data, gli importi delle deduzioni forfettarie giornaliere per gli autotrasportatori di merci per conto terzi, in contabilità semplificata o in ordinaria per opzione, registrano una sensibile riduzione rispetto al 2017 (periodo di imposta 2016); in particolare, per i viaggi effettuati personalmente dall'imprenditore fuori dal Comune sede dell'impresa, la deduzione giornaliera, per le spese non documentate, è stata ridotta da 51 euro (previsti per il periodo d'imposta 2016) a 38 euro per il periodo di imposta 2017. Per i trasporti effettuati all'interno del Ccomune, invece, l'agevolazione fiscale, pari al 35 per cento dell'importo deducibile per i trasporti oltre il territorio comunale, è stata ridotta da 17,85 euro (periodo di imposta 2016) a 13,30 euro per il periodo di imposta 2017; atteso che un taglio stimato del 25 per cento ha fortemente scosso le associazioni di rappresentanza del mondo artigiano, in quanto le imprese di autotrasporto rischiano di pagare fino a 1.400 euro in più di tasse, cui si sommano la maggiorazione dello 0,40 per cento sulle imposte da versare (interessi moratori dovuti al ritardo nell'emissione del provvedimento da parte governativa), la riduzione prevista per i fondi destinati ai pedaggi autostradali, il caro gasolio, i costi di esercizio, la fortissima concorrenza praticata dai vettori stranieri, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano assumere iniziative per reperire le risorse necessarie a ripristinare l'importo di 51 euro per la deduzione forfettaria giornaliera relativamente al periodo di imposta 2017; se intendano assumere iniziative atte a tutelare e sostenere il settore dell'autotrasporto prevedendo anche che le imposte sul gasolio commerciale da autotrazione siano sotto il 50 per cento del costo complessivo alla pompa, al pari di altri Paesi europei, così da assicurare maggiore competitività alle imprese italiane in un mercato sempre più europeo. Atto n. 4-00500 ANGRISANI VACCARO GAUDIANO CASTIELLO DI MICCO DE LUCIA GIANNUZZI RICCIARDI SANTILLO GRANATO RUSSO PRESUTTO PACIFICO L'ABBATE Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: i teatri di tradizione, disciplinati dall'art. 28 della legge 14 agosto 1967, n. 800, e, per il triennio 2018-2020, dall'art. 18 del decreto ministeriale 27 luglio 2017, hanno il compito di promuovere, agevolare e coordinare le attività musicali nel territorio delle rispettive province. La legge prevede che il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la commissione consultiva per il settore musica, possa con proprio decreto riconoscere la qualifica di "teatro di tradizione" a teatri che dimostrino di aver dato particolare impulso alle locali tradizioni artistiche e musicali; ad essi è concesso, ai sensi del citato art. 18 del decreto ministeriale, un contributo statale destinato alle attività di spettacolo dal vivo. In particolare il contributo viene elargito per progetti triennali, su programmi annuali; considerato che: il teatro comunale "G. Verdi" di Salerno è annoverato nell'elenco dei teatri di tradizione riconosciuti; l'art. 2, comma 2, lettera f) , della legge regionale 15 giugno 2007, n. 6, definisce "teatri di tradizione", quei teatri che svolgono come attività prevalente quella di promuovere, agevolare e coordinare, nell'ambito del territorio di competenza, le attività musicali con particolare riferimento all'attività lirica caratterizzata da determinate e definite peculiarità, come le comprovate capacità professionale del direttore artistico; da quanto risulta agli interroganti, dal 2007 la spesa media per ogni stagione lirico-concertistica è stata di 3 milioni e mezzo di euro, e dal 2010 al 2017, il Comune di Salerno ha speso la somma di 31 milioni di euro, incassando dal botteghino mediamente un valore economico che si aggira tra il 10 e il 15 per cento del costo complessivo sostenuto, accusando ingenti perdite annue di danaro pubblico; da quanto si apprende dalla rendicontazione dei bilanci del teatro, lo stipendio annuo del direttore artistico si aggira intorno ai 300.000 euro mentre il programma lirico prevede solamente 5 spettacoli a stagione per 3 repliche ognuno, per un totale di 15 aperture di sipario durante l'anno solare; considerato che, a parere degli interroganti, il ritorno culturale alla città, le opportunità di lavoro per i giovani e la formazione professionale sono decisamente irrilevanti considerando che tutto il materiale e quant'altro serva alla realizzazione di un'opera viene noleggiato dal Comune, su indicazione del direttore artistico, peraltro quasi esclusivamente fuori dall'ambito del territorio cittadino, si chiede di sapere: