[resaula]

In un Paese che si pone nel panorama internazionale come uno tra i più sviluppati del mondo, tanto da aver appena ospitato il G20, ritengo che sia inaccettabile che trovino ancora spazio questo tipo di affari. Da genovese e da senatrice, però, non posso non pensare alla questione della revoca, a quanto sarebbe stato importante rispettare in modo pieno l'impegno politico preso e ripristinare quel rapporto di fiducia tra cittadini e politica che si sta deteriorando e interrompendo proprio come avviene alle nostre infrastrutture. Tuttavia, mi pare che proprio adesso, con la proroga all'applicazione al decreto Genova, la proroga delle subconcessionarie autostradali e la cancellata concessione all'autostrada A22, ciò non stia accadendo. Concludo dicendo che presenterò un'interrogazione proprio per fare luce su questi fatti. (Applausi) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, in Sicilia il prezzo del latte riconosciuto ai produttori è di molto inferiore a quello dell'acqua e, in particolare, in provincia di Enna, dove, come ho denunciato più volte, si paga il costo della risorsa idrica più alta d'Italia (circa 4 euro al metro cubo). Gli allevatori sono allo stremo. Oggi il latte viene pagato 38 centesimi al litro, ma il rincaro dei costi dell'energia e l'aumento dei prezzi delle materie prime stanno mettendo in ginocchio parecchi produttori, azzerando i guadagni e creando una costante perdita strutturale. Paradossalmente più producono e più si indebitano. Nei primi sei mesi di quest'anno la perdita media sul comparto nazionale ammonta a circa 250 milioni di euro. Lo denunciano da tempo le associazioni di categoria impegnate nel tavolo tecnico istituito presso il Ministero delle politiche agricole dei cui lavori auspichiamo un esito rapido e positivo. Il ministro Patuanelli, intervenuto alla Camera dei deputati sulle iniziative a sostegno degli allevatori, ha affermato che il tema del prezzo di vendita non è elemento che può sfuggire alle politiche del Governo. Chiediamo alla filiera un gesto di corresponsabilità per aumentare il costo al litro alla stalla. Riteniamo che ci sia lo spazio, fin dalla riduzione dei costi dei mangimi per l'innalzamento di 3 centesimi del prezzo alla stalla. Le aziende casearie e la grande distribuzione organizzata sulle quali grava il rincaro dell'energia non sembrano purtroppo disposte ad accettare aumenti sul prezzo della materia prima e ciò sta creando alcuni ritardi sui lavori del tavolo ministeriale. Questo atteggiamento tiene sotto scacco gli allevatori la cui condizione è aggravata dall'importazione di latte e prodotti semilavorati dall'Europa orientale a scapito della qualità e di una sana concorrenza, danneggiando irrimediabilmente le eccellenze alimentari del made in Italy . Da settimane la situazione è immutata, tanto da far rischiare la crisi all'intero settore, soprattutto nel Meridione d'Italia. Ad esempio in Puglia, nell'ultimo anno, hanno cessato la loro attività circa 121 allevamenti. È fondamentale che i produttori facciano sistema e che le associazioni di categoria svolgano il loro ruolo con determinazione e autorevolezza. Governo e Parlamento faranno la loro parte, intervenendo sul piano normativo, destinando maggiori risorse attraverso i contratti di filiera e con interventi a sostegno del comparto già dalla prossima legge di bilancio. Ma rimango convinto che sia necessario definire un prezzo minimo di produzione, nel rispetto del libero mercato, che riconosca un compenso equo agli allevatori italiani, dando dignità al loro lavoro e senza gravare sul costo finale al consumatore. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 4 novembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 4 novembre, alle ore 10,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,16). Allegato A DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (2169) EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 20 ARTICOLI 21 E 22 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 21. (Attuazione della direttiva (UE) 2018/1910 del Consiglio, del 4 dicembre 2018, che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto concerne l'armonizzazione e la semplificazione di determinate norme nel sistema dell'imposta sul valore aggiunto di imposizione degli scambi tra Stati membri. Procedura di infrazione n. 2020/0070) 1. Al decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l'articolo 38 è inserito il seguente: « Art. 38.1 . - (Acquisti intracomunitari in regime cosiddetto di "call off stock" ) - 1. In deroga all'articolo 38, comma 3, lettera b) , il soggetto passivo che trasferisce beni della sua impresa da un altro Stato membro nel territorio dello Stato non effettua un acquisto intracomunitario se sono soddisfatte le seguenti condizioni: a) i beni sono spediti o trasportati nel territorio dello Stato dal soggetto passivo, o da un terzo che agisce per suo conto, per essere ivi ceduti, in una fase successiva e dopo il loro arrivo, a un altro soggetto passivo che ha il diritto di acquistarli in conformità a un accordo preesistente tra i due soggetti passivi; b) il soggetto passivo che spedisce o trasporta i beni non ha stabilito la sede della propria attività economica né dispone di una stabile organizzazione nello Stato; c) il soggetto passivo destinatario della cessione è identificato ai fini dell'imposta sul valore aggiunto nello Stato e la sua identità e il numero di identificazione attribuito dallo Stato sono noti al soggetto passivo di cui alla lettera b) nel momento in cui ha inizio la spedizione o il trasporto. 2. Se le condizioni di cui al comma 1 sono soddisfatte, l'acquisto intracomunitario si considera effettuato dal soggetto passivo destinatario della cessione, purché esso acquisti i beni entro dodici mesi dal loro arrivo nel territorio dello Stato. 3. Il soggetto passivo di cui al comma 1 che trasferisce i beni nel territorio dello Stato effettua un acquisto intracomunitario ai sensi dell'articolo 38, comma 3, lettera b) : a) il giorno successivo alla scadenza del periodo di dodici mesi dall'arrivo dei beni nel territorio dello Stato, se entro tale periodo i beni non sono stati ceduti al soggetto passivo destinatario della cessione o al soggetto passivo che lo ha sostituito ai sensi del comma 5;