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I conservatori di musica sono enti dotati di autonomia amministrativa e sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. 2 I criteri generali per l'adozione dello statuto di autonomia, nonché per l'esercizio dell'autonomia regolamentare, da parte dei conservatori di musica istituiti ai sensi della presente legge, sono disciplinati dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132. 3 (Attività didattica e di funzionamento dei conservatori di musica) 1 Con il medesimo decreto di cui al comma 1 dell'articolo 2 è stabilito: a il contributo annuo a carico dello Stato per il funzionamento dei conservatori di musica; b i corsi che costituiscono i conservatori di musica, determinati nell'ambito dell'ordinamento didattico vigente; c la tabella concernente i posti di ruolo del personale direttivo e docente e gli insegnamenti da conferire per incarico nonché i posti di ruolo direttivo amministrativo e del restante personale amministrativo, tecnico e ausiliario. 2 Nell'ambito della propria autonomia regolamentare, i conservatori di musica possono stipulare accordi con conservatori e scuole di musica anche straniere per l'effettuazione di campus estivi nelle rispettive sedi. 4 (Sede, dotazioni e integrità territoriale) 1 Il comune può stipulare accordi con il conservatorio di musica per l'utilizzo di un immobile di proprietà del comune stesso quale sede del conservatorio medesimo, nonché dei servizi a esso connessi. 2 I conservatori di musica possono altresì stipulare accordi con fondazioni e festival, con teatri lirici e teatri sperimentali, con scuole comunali di musica e danza e con le scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale, di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 6 agosto 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 6 ottobre 1999, per iniziative e attività di comune interesse. 5 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato nel limite massimo di 2 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.