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La maggioranza ha la possibilità di accogliere l'emendamento di Matteo Salvini e della Lega per migliorare la legge di bilancio. Ci auguriamo tutti quanti che una tale disattenzione nei confronti del Sud e della Basilicata non si manifesti ancora. D'altronde, questo è l'esempio concreto di un insegnamento: tenere a cuore il Sud non significa esserci nati, non significa viverci, non basta questo. Non basta né esserci nato, né viverci, ma occorre amarlo e, da quanto si sta vedendo nelle ultime settimane e mesi, non mi pare che l'attuale Governo scoppi di amore verso il Sud. Del resto, non me ne meraviglio, poiché è il degno erede di quella classe politica che, riempiendosi la bocca di meridionalismo, ci ha ridotti all'osso e ci ha messo in ginocchio. Questo è un esempio che noi avverseremo perché chi ama il Sud ama l'Italia e la rimette in cammino in maniera univoca e forte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, lunedì 18 novembre l'operazione Achei della procura di Crotone - protagonisti i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, ma anche 21 comandi provinciali dei Carabinieri (dalla punta dello stivale fino a Bolzano) e strutture di polizia internazionali - ha fatto luce su un traffico di reperti archeologici che dalla Calabria prendevano la via del Nord Italia e dell'estero. Criminalità archeologica calabrese è il nome che è stato dato convenzionalmente all'organizzazione ora smantellata. I filmati del Nucleo tutela patrimonio culturale sono impressionanti per l'efficienza quasi militare che documentano: la manovalanza, infatti - i cosiddetti tombaroli - si serviva anche di piccoli escavatori per raggiungere agevolmente la profondità delle tombe, aprirle e spogliarle dei preziosi corredi o per devastare le fosse colme di ex voto . E i malviventi agivano senza timori, sia in zone boschive sia in aree a cielo aperto, tanto in territori interni e isolati, quanto in siti archeologici di proprietà pubblica e di grandissima importanza, come il santuario di Apollo Aleo a Punta Alice di Cirò Marina e l'insediamento brezio di Castiglione di Paludi, presso Rossano; luoghi dove negli anni sono stati spesi milioni di euro di soldi pubblici, senza, tuttavia, riuscirne a garantire la conservazione. L'organigramma della banda criminale si avvaleva poi di restauratori, di intermediari di medio e alto livello e, scalando ulteriormente la piramide, di contatti con i grandi trafficanti, in proficua relazione con i potenziali clienti internazionali. Il mio intervento non vuole e non può essere, però, solo un plauso alla magistratura e alle Forze dell'ordine per aver portato a termine l'operazione Achei. Se il traffico di reperti archeologici e opere d'arte in genere vive una stagione assai prospera in tutto il Paese e i suoi addetti si sono fatti più spregiudicati e sono in grado di muoversi con sempre maggiore disinvoltura sul mercato globale, ciò è dovuto soprattutto all'abbandono del territorio italiano, specialmente al Sud. Parlo di spopolamento delle aree interne; parlo di scomparsa degli agricoltori e delle coltivazioni; parlo di riduzione del numero delle guardie ambientali: tutti elementi che concorrono a creare le condizioni ideali per i predatori del patrimonio culturale, che non è solo cultura in astratto, ma è cultura che ha anche un ingente valore venale, ragione per cui il danno sofferto è anche un danno erariale; elementi che però non sarebbero sufficienti da soli se non si assistesse, contestualmente, a un arretramento dello Stato perseguito con scientifica determinazione. Il Paese che non ha uguali al mondo per la capillarità delle testimonianze materiali della sua storia è anche il Paese che oggi abbandona il campo - letteralmente - per rifugiarsi negli spazi confortevoli e ben delimitati dei musei cittadini, bocce di vetro per pesci rossi, dove sempre più spesso il privato santificato solleva lo Stato dal doversi accollare, oltre alle spese per scavi, restauri, manutenzioni e musealizzazioni, anche l'onere della gestione e soprattutto dei profitti, in crescita esponenziale. Il Paese dove milioni di persone attendono ansiose le aperture gratuite dei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese accetta implicitamente che negli altri ventinove giorni l'arte non appartenga a tutti e visitare gli stessi istituti debba costare ormai troppo per troppi. Dicevo musei, naturalmente mega-musei, e all'interno di quelli mega-mostre e mostre mostruose sono pressoché l'unico obiettivo di performance di un Ministero dove la tutela è morta, sostituita dalla didattica, come dimostra - ad esempio - il Servizio II (scavi e tutela del patrimonio archeologico) della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio, e dove il Servizio IV (circolazione) è di fatto paralizzato, oltre che dalla mania delle mostre, dalla mancanza di volontà di proseguire l'impegno diplomatico per il recupero dei beni culturali italiani trafugati illecitamente all'estero; impegno che ebbe momenti altissimi una dozzina d'anni fa con il ministro Rutelli e che faceva di nuovo ben sperare con il penultimo titolare del Dicastero. Mi propongo, perciò, di presentare un disegno di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta che indaghi sulla sistematica emorragia che affligge il nostro patrimonio culturale, causa - come dicevo - anche di un ingente danno erariale e che ha a monte responsabilità di omessa custodia mai contestate. Mi riferisco in particolare al patrimonio archeologico, nei confronti del quale, paradossalmente, i tombaroli sembrano essere i soli a manifestare autentico interesse, già prima che sia in grado di generare profitto. Mi auguro che il MoVimento 5 Stelle voglia intestarsi questa battaglia di civiltà che non è più rinviabile. (Applausi dal Gruppo M5S) . ANGRISANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANGRISANI (M5S) . Signor Presidente, tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. Questa frase di Dante Alighieri ritengo sia la più adatta per celebrare la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che il 20 novembre 1989 l'Assemblea generale dell'ONU istituì e adottò la Convenzione sui diritti dell'infanzia. Oggi, come sempre, dobbiamo riflettere se i diritti fondamentali scritti sulla Carta siano diventati realtà in tutto il mondo. Tanti passi avanti sono stati fatti, tanti restano ancora da fare. Ancora purtroppo molti bambini e adolescenti anche nel nostro Paese sono vittime di violenze o abusi; spesso vengono discriminati, emarginati o vivono in condizioni di grave trascuratezza e disagio. Alcuni soffrono ancora la fame, la privazione degli affetti dei genitori e non sono in possesso di una educazione o di una formazione scolastica di base. In Italia un bambino su sei vive in povertà.