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Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare. Onorevoli Senatori . – Il disegno di legge in titolo conferisce una delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare. Si tratta di una semplificazione « di secondo grado », perché interviene su una materia che è stata già oggetto di diversi e consistenti interventi di semplificazione, da ultimo con la redazione del codice dell'ordinamento militare, recato dal decreto legislativo n. 66 del 2010 (per le norme di rango primario) e del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010 (per le norme di rango secondario). Questi due provvedimenti sono stati frutto di un lavoro lungo e complesso, anche perché l'ordinamento militare è, storicamente, uno dei settori dell'ordinamento maggiormente caratterizzato da sovrapposizioni normative, che rendono a volte difficile la conoscibilità delle norme. La codificazione realizzata nel 2010 ha dunque avuto un effetto indubbiamente positivo, perché ha arginato la frammentarietà e, soprattutto, la volatilità delle disposizioni, caratteristiche che, come noto, sono diffuse in tanti settori del nostro ordinamento. L'opera di semplificazione ha però mantenuto in vigore una ingente mole di norme, a volte caratterizzate da un livello di estremo dettaglio anche a livello primario. Dal 2010 ad oggi, inoltre, ci sono stati una serie di interventi – legislativi e regolamentari – che a volte hanno inciso direttamente su quei testi e altre volte hanno invece introdotto norme – attinenti direttamente o indirettamente all'ordinamento militare – al di fuori del codice e del testo unico. Il codice dell'ordinamento militare, al comma 2 dell'articolo 2267, espressamente prevede (richiamando l'articolo 13- bis , comma 4, della legge n. 400 del 1988) che le sue disposizioni, così come quelle del testo unico regolamentare « possono essere abrogate, derogate, sospese, modificate, coordinate o implementate solo in modo esplicito, e mediante intervento avente ad oggetto le disposizioni contenute nel codice o nel regolamento ». Questo principio però, in questi anni, non è stato sempre rispettato, indebolendo l'opera di razionalizzazione e semplificazione. Del resto la stessa opera di codificazione ha per così dire « tracciato un percorso » che occorre continuare a seguire, prevedendo una serie di attività a garanzia della tenuta degli impianti normativi. Il disegno di legge in esame intende quindi proseguire l'opera di semplificazione avviata negli anni scorsi, con un'attività che potremmo dire di « manutenzione » del codice. L'intervento proposto non ha carattere innovativo, ma si limita a un'opera di razionalizzazione e armonizzazione nonché di miglioramento del linguaggio normativo. Il provvedimento si compone di un unico articolo, suddiviso in cinque commi. Il comma 1 contiene la delega al Governo, da esercitare entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge, per la semplificazione e il riassetto del codice dell'ordinamento militare, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) coordinare sotto il profilo formale e sostanziale le disposizioni in materia di ordinamento militare, anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportandovi le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica delle disposizioni; b) adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo, intervenendo mediante novellazione e aggiornamento del codice dell'ordinamento militare; c) indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; d) assicurare l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità delle disposizioni in materia di ordinamento militare; e) effettuare la ricognizione, il coordinamento e, ove possibile, la codificazione delle disposizioni legislative appartenenti all'ordinamento militare ma non ricomprese nel codice; f) semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi relativi alla valutazione del personale militare, valorizzando i criteri meritocratici in modo da assicurare la trasparenza e la rapidità nel conferimento delle promozioni, nonché semplificare e razionalizzare l'organizzazione e le modalità delle attività formative, in un'ottica di contenimento e ottimizzazione della spesa e di salvaguardia delle professionalità del personale militare e civile della Difesa; g) ridefinire, in una prospettiva di semplificazione, razionalizzazione e omogeneizzazione, la nomenclatura dei gradi del personale militare, pur nella considerazione dei profili di specificità della Forza armata di appartenenza; h) effettuare una ricognizione, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, delle singole disposizioni del codice dell'ordinamento militare aventi natura esclusivamente attuativa o esecutiva nonché di quelle che disciplinano materie non coperte da riserva di legge, anche relativa e conseguentemente inserirle, nel rispetto dell'articolo 2267, comma 2, dello stesso codice, all'interno del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90; i) razionalizzare la disciplina del rapporto fra procedimento penale e procedimento disciplinare, rendendo l'azione disciplinare facoltativa anche in pendenza del procedimento penale e semplificando le singole fasi dei procedimenti disciplinari, avuto riguardo ai profili di specificità della condizione e del servizio militare. Il comma 2 attribuisce il potere di proposta di adozione delle disposizioni delegate al Ministro della difesa e a quello per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Viene previsto il parere obbligatorio del Consiglio di Stato, della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia, da esprimere entro il termine di sessanta giorni. Rilevante, nel medesimo comma, è la previsione per la quale nel caso in cui il termine previsto per il parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega ovvero successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il comma 3 disciplina gli interventi sul testo unico delle previsioni regolamentari, prevedendo l'adozione di decreti ministeriali per la definizione degli aspetti meramente tecnici e procedurali (la cosiddetta « deregolamentazione »). Il comma 4 prevede quindi la possibilità di adottare, entro due anni dall'entrata in vigore delle disposizioni delegate, ulteriori disposizioni integrative e correttive, con le medesime modalità e nel rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi. Il comma 5, da ultimo, reca la clausola di invarianza finanziaria.