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Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, al codice penale ed al codice di procedura penale per il contrasto dei comportamenti elusivi degli obblighi di identificazione degli stranieri, e delega al Governo per il superamento dei Centri di identificazione ed espulsione. Onorevoli Senatori. -- L'articolo 1, comma 1, del presente disegno di legge modifica l'articolo 6 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, introducendovi ulteriori commi innovativi che prevedono la rilevazione del DNA a fronte di comportamenti elusivi dell'identificazione, oltre ai consueti rilievi fotodattiloscopici. Tale rilevazione è estesa anche a tutti i minori a rischio. Nel comma 4 dell’articolo 6 novellato, si prevede che allo straniero senza nome sia assegnato un nome che fa fede fino all'accertamento della reale identità. In ogni caso la falsa dichiarazione di identità comporta l'espulsione dal territorio dello Stato. Si intendono poi contrastare taluni aspetti perversi dell'emigrazione da Paesi con incerte registrazioni anagrafiche. È infatti stato accertato che numerosi ricongiungimenti familiari non sono tali in quanto non vi sono rapporti di parentela tra presunti genitori e presunti figli. Si tratta di una scelta volta a sanzionare con l'espulsione automatica ed immediata soltanto il comportamento più riprovevole, quello dettato da malafede nel non volersi far identificare. Ne deriva una semplificazione procedurale notevole, rispetto all'attuale sistema del doppio (quando non triplo) vaglio giurisdizionale, che tra gli articoli 13 e 14 del testo unico vede il magistrato convalidare da un lato il fermo e l'ingresso del centro di identificazione ed espulsione, dall'altro l'ordine di accompagnamento alla frontiera. In altri termini, non sarà più la mera condizione di clandestinità (quando non prevenuta col respingimento alla frontiera), ma il rifiuto di declinare le generalità -- o peggio, il darle false -- a comportare da un lato l'immediato fermo, dall'altro l'espulsione: due provvedimenti su cui il giudice sarà chiamato a dare un'unica pronuncia, nei termini brevissimi e costituzionalmente obbligati dall'articolo 13 della Costituzione. L'espulsione prefettizia resta come mera facoltà, per casi ben delimitati. Subito dopo, occorrerà che il Governo disciplini di nuovo la materia, eliminando ogni riferimento a quei centri che sono divenuti una vera e propria «vergogna» per il nostro Paese per le condizioni di vivibilità che, a detta della Commissione per le verifiche dei centri per gli immigrati, cosiddetta «Commissione De Mistura», si sono rivelate in alcuni casi «inaccettabili», per l'igiene, la promiscuità e la mancanza totale dei più elementari diritti concessi agli esseri umani. Le strutture, previste per l'accoglienza e il soccorso, si sono trasformate col tempo in «prigioni di prima o di seconda istanza» dove sono negati i più elementari diritti di difesa e che devono essere al più presto, in attesa di una loro rapida chiusura, trasformate in luoghi in cui l'accoglienza e il soccorso deve essere molto breve e avere come unico obiettivo la definizione della posizione giuridica dello straniero. Con i criteri indicati nella delega si cerca anche di indicare una metodologia per offrire al migrante la possibilità, da un lato di superare una delle questioni più problematiche per quel che riguarda l'ingresso regolare, costituita dal funzionamento degli uffici consolari italiani e, dall'altro, di poter risolvere nel proprio Paese, attraverso appositi uffici attrezzati presso le sedi consolari e le ambasciate italiane, la ricerca di possibilità di lavoro in Italia, anche mediante l'istituto del permesso temporaneo per la ricerca di lavoro in Italia.. Art. 1. (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di persecuzione dei comportamenti elusivi dell'identificazione dello straniero) 1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 5, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «9- ter . Il permesso di soggiorno non può essere concesso o rinnovato allo straniero che nei cinque anni precedenti la richiesta è stato condannato, senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, per uno dei reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale, ovvero per i reati di cui agli articoli 380 e 381 del medesimo codice e all'articolo 6, comma 3, e 12, commi 1 e 3, del presente testo unico. 9- quater . Allo straniero, titolare di permesso di soggiorno, che è stato condannato, senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, per uno dei reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale, ovvero per i reati di cui all'articolo 6, comma 3, e 12, commi 1 e 3, del presente testo unico, il permesso di soggiorno è revocato dalla data di esecuzione della pena e non può più essere richiesto.»; b) all'articolo 6, i commi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti: « 3. Lo straniero che, a richiesta degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza, non esibisce, senza giustificato motivo, il passaporto o altro documento di identificazione, ovvero il permesso o la carta di soggiorno è punito con l'arresto fino a un anno e l'ammenda fino a euro 2.000. Si applica il fermo di cui all'articolo 384 del codice di procedura penale. Fuori dai casi indicati dagli articoli 494, 495, 495- bis e 495- ter , del codice penale, la punibilità è esclusa se il soggetto destinatario della richiesta di cui al primo periodo collabora alla propria identificazione soddisfacendo la richiesta di fornire comunque elementi certi sull'identità, sullo stato o su altre qualità della propria persona, con specifico riferimento alla sua nazionalità. 4. Nei casi indicati dal comma 3 o qualora vi sia motivo di dubitare della identità personale dello straniero o lo stesso la dichiari falsamente o ponga in essere comportamenti elusivi dell'identificazione, allo straniero non identificato è assegnato un nome, anche di sua scelta, che è utilizzato, anche ai sensi del comma 2 dell'articolo 66 del codice di procedura penale, fino all'accertamento della reale identità. A tale fine questi è sottoposto a rilevazione del DNA, con metodi non invasivi, e a rilievi fotodattiloscopici e segnaletici ovvero ad esame della retina; indi sono attivate, per tutta la durata del fermo di cui all'articolo 384 del codice di procedura penale, le seguenti procedure di ricerca: