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Fa presente come dall'approvazione della legge Pinto e successivamente dall'approvazione della legge costituzionale n.1 del 1999 con cui si è costituzionalizzato il principio della ragionevole durata del processo, il legislatore ordinario non sia mai intervenuto significativamente sul tema della prescrizione fatta eccezione per l'intervento della legge ex Cirielli. Saluta pertanto con favore un intervento radicale sul tema della prescrizione ricordando come l'emergenza della ragionevole durata dei processi sia generata dalle eccessive garanzie che il nostro sistema riconosce all'imputato cumulando quelle del previgente sistema inquisitorio con quelle del sistema accusatorio. Ribadisce come si sia voluto imitare il processo accusatorio di stampo americano senza considerare tuttavia che in quel sistema il forte incentivo dei riti alternativi fa sì che al dibattimento si arrivi soltanto nel 10 per cento dei casi. Evidenzia come il nostro sistema sia invece privo di filtri al dibattimento, e sia caratterizzato dal fallimento dei riti alternativi: esso comporta un eccessivo uso del ricorso al dibattimento con conseguente irragionevole durata dei processi. Propone pertanto l'abolizione del divieto di reformatio in peius per il ricorso in appello dell'imputato. Fa presente come a suo avviso l'irragionevole durata del processo sia il frutto d'un sistema di garanzie eccessivo che fa sì che la posizione dell'imputato rispetto a quel supposto fatto di reato venga vagliata più volte da differenti organi giudiziari in sede preliminare, in sede dibattimentale, in sede cautelare ed in sede di legittimità. Denuncia la tendenza dell'imputato a fare affidamento sui tempi lunghi del processo per lucrare i vantaggi della prescrizione preferendo scommettere sulla irragionevole durata del processo piuttosto che sul ricorso ai riti abbreviati. Ricorda poi l'importanza del procedimento disciplinare sul magistrato cui possa imputarsi un'inadempienza o un ritardo che abbia provocato la prescrizione del procedimento. Occorrerebbe quindi a suo avviso vigilare sull'inerzia dei magistrati o in alternativa proporre riforme strutturali che implichino investimento su risorse umane e mezzi a disposizione, quali per esempio il processo telematico. Il senatore BALBONI ( FdI ) replicando all'intervento del senatore Grasso difende le garanzie dell'imputato riconosciute dall'attuale sistema del processo penale ritenendo che il sistema debba fondarsi sulle garanzie dell'imputato in fase processuale ma anche sulla certezza e severità della pena una volta conclusosi il processo. Concorda invece con il senatore Grasso sulla necessità di introdurre forme di verifica delle eventuali inadempienze dei magistrati per i procedimenti penali che cadano in prescrizione. Ritira infine l'emendamento 3.17. L'emendamento 3.0.1 è dato per illustrato. Il senatore CUCCA ( PD ) sull'ordine dei lavori suggerisce di sconvocare la seduta di domani alle ore 8,45. Il presidente CRUCIOLI si riserva di valutare la proposta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15. Allegato