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3 Nell'esecuzione delle misure della libertà controllata e dell'affidamento in prova al servizio sociale le funzioni di controllo e di sostegno sono svolte dai servizi sociali minorili, in collaborazione con i servizi sociali degli enti locali. 4 Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 47, 47- ter , 47- quater , 47- quinquies e 47- sexies della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, e dell'articolo 94 del testo unico di cui al decreto Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni. 19 (Sanzioni a contenuto interdittivo) 1 Il tribunale per i minorenni, quando ritiene di poter irrogare una pena detentiva entro il limite massimo di sei mesi, può pronunciare sentenza di condanna a sanzione a contenuto interdittivo per la durata corrispondente alla pena irrogabile. 2 Le sanzioni a contenuto interdittivo possono consistere: a nel divieto di assumere bevande alcoliche; b nel divieto di frequentare luoghi o persone; c nel divieto di allontanarsi dall'abitazione in determinate fasce orarie; d nel divieto di allontanarsi dal comune di residenza; e nel divieto di utilizzare mezzi di trasporto privati; f nel divieto di guidare veicoli a motore. 20 (Sanzioni consistenti nello svolgimento di attività riparatorie o di pubblica utilità) 1 Il tribunale per i minorenni, acquisite informazioni, può pronunciare sentenza di condanna allo svolgimento di attività riparatorie o di pubblica utilità quando: a vi è la richiesta dell'imputato; b è stata sentita l'eventuale persona offesa, se comparsa; c si ritiene che sia irrogabile una pena detentiva entro il limite massimo di un anno; d le attività riparatorie o di pubblica utilità sono idonee a soddisfare le esigenze di riprovazione del reato e quelle di prevenzione. 2 Le sanzioni di svolgimento di attività riparatorie dirette a realizzare un risarcimento verso la persona offesa, il danneggiato dal reato o verso la collettività possono consistere: a nella riparazione totale o parziale in forma diretta o risarcitoria del danno prodotto; b nell'offerta a favore della persona offesa o della collettività di servizi riparatori non in forma specifica attraverso la prestazione di adeguate attività di pubblica utilità, possibilmente connesse con il bene offeso; c nella richiesta di scuse per un comportamento offensivo, anche attraverso attività di mediazione. 3 Le attività di pubblica utilità possono consistere in: a attività attinenti alla circolazione di mezzi o persone per reati connessi alla violazione del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285; b ripulitura di luoghi pubblici per reati di danneggiamento; c attività di assistenza e di trasporto di persone disabili; d ripulitura e sistemazione di spazi pubblici; e attività di giardinaggio negli spazi verdi pubblici; f ogni attività che ha valenza sociale, possibilmente connessa con il bene offeso; g ogni servizio riparatorio a favore di persone in condizioni analoghe a quelle della persona offesa, ove quest'ultima non sia stata disponibile. 21 (Proposte dei servizi sociali minorili in ordine al contenuto delle misure) 1 I servizi sociali minorili predispongono per il magistrato di sorveglianza un progetto di fattibilità relativo alle modalità di esecuzione delle misure di cui al presente capo. 22 (Liberazione anticipata) 1 Il giudice di sorveglianza può concedere al condannato il beneficio della liberazione anticipata nella misura di sessanta giorni per ogni semestre di pena scontata. 23 (Liberazione anticipata per positivo svolgimento di attività riparatorie) 1 Nel corso dell'esecuzione della pena il tribunale di sorveglianza, su richiesta del pubblico ministero, del difensore, del condannato, dei genitori o del tutore del condannato minore, nonché dei servizi sociali minorili, può disporre la realizzazione di attività riparatorie sulla base di un progetto predisposto dai servizi sociali minorili concordato con il condannato. Il progetto può comprendere la mediazione, qualora tale attività sia considerata utile per favorire la pacificazione tra il condannato e la persona offesa o danneggiata dal reato, se consenzienti, o la riparazione anche parziale del danno materiale o relazionale; il progetto può anche prevedere attività finalizzate alle restituzioni o all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, per la rassicurazione della collettività, eventualmente coinvolgendo figure rappresentative del territorio. Il tribunale di sorveglianza si può avvalere dei centri e delle strutture pubblici o privati di mediazione, individuati dal centro per la giustizia minorile. 2 Il tribunale di sorveglianza prescrive attività riparatorie dopo aver informato e sentito il condannato non richiedente al fine di promuoverne il consenso, anche con l'aiuto dell'operatore socio-educativo di riferimento. Ai fini del percorso della mediazione rinvia l'udienza per un periodo non superiore a quattro mesi, incaricando l'operatore socio-educativo di riferimento di seguirne lo svolgimento. 3 Al compimento delle attività di riparazione e di mediazione è redatto processo verbale attestante le modalità dell'attività riparatoria svolta e gli esiti della mediazione eventualmente effettuata tra il condannato e la persona offesa o danneggiata, contenente le dichiarazioni che i soggetti partecipanti concordano di riferire al tribunale. 4 Il tribunale di sorveglianza, sentito il condannato, valutato l'esito delle attività di riparazione e di mediazione svolte, può dichiarare la riduzione della durata della pena nei limiti di sessanta giorni per ogni sei mesi di pena scontata o l'estinzione della pena residua nei limiti massimi di un anno o la trasformazione della misura in una misura meno limitativa. 24 (Sostegno e controllo dei servizi sociali minorili) 1 Gli uffici dei servizi sociali minorili: a assicurano attività di sostegno e controllo nell'esecuzione delle sanzioni sostitutive e delle misure alternative alla detenzione in collaborazione con i servizi sociali dell'ente locale e, a tale scopo, possono richiedere la collaborazione del personale di polizia penitenziaria del contingente minorile, se non già incaricato del controllo dall'autorità giudiziaria minorile; b garantiscono la collaborazione e la continuità dell'intervento con i servizi sociali degli enti locali, per un periodo non superiore a tre mesi dopo la dismissione del condannato e il suo rientro nel contesto di appartenenza. II STRUTTURE DETENTIVE 25 (Strutture detentive) 1 Le strutture detentive per i minori degli anni diciotto e per i giovani adulti che hanno commesso dei reati fino al compimento della maggiore età sono: a l'istituto penale per minorenni; b la comunità penale a custodia attenuata per minorenni; c l'istituto penale per giovani adulti; d la sezione di semilibertà e di semidetenzione; e il centro di prima accoglienza; f la comunità pubblica; g la comunità del privato sociale. 2 Il direttore della struttura detentiva di accoglienza esercita le responsabilità, i diritti e i doveri dell'affidatario sui minorenni detenuti. 26 (Istituto penale per minorenni)