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"Da quanto finora esposto consegue, in sintesi, che se un oggetto presentato all'esportazione reca le caratteristiche contemplate da uno o più dei summenzionati atti di indirizzo amministrativi, inerenti, rispettivamente, i materiali di interesse bibliografico, quelli di interesse archivistico e le cose di interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico, di tale oggetto dovrà essere negata l'esportazione, non essendo dato alla commissione il potere di effettuare altre valutazioni di opportunità in merito alla imposizione del diniego all'esportazione ed al contestuale avvio del procedimento di vincolo. Ove mai la commissione, pur non contestando l'importanza artistica dell'oggetto, propenda per non vincolarlo sulla base di valutazioni di opportunità, il direttore dell'Ufficio di esportazione, in quanto responsabile dell'attività complessiva dell'Ufficio medesimo, ha il dovere, sulla base del profilo di interesse culturale accertato, di procedere direttamente al diniego dell'attestato di libera circolazione e al contestuale avvio del procedimento di dichiarazione dell'interesse culturale ai sensi dell'articolo 68, comma 6, del Codice", si chiede di sapere: se la procedura di valutazione sia stata condotta nel rispetto della normativa vigente ed abbia quindi rispettato i principi di carattere generale definiti; in base a quali motivazioni l'opera non sia stata considerata meritevole di tutela, dal momento che le sue qualità artistiche intrinseche erano già da tempo riconosciute dagli studiosi e dagli esperti d'arte, e poiché appare evidente che l'interesse culturale sia tale da renderla meritevole non solo di tutela, ma anche di essere acquisita alle pubbliche raccolte, onde ne venga garantita la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione, in coerenza con la missione istituzionale delineata dall'articolo 9 della Costituzione; se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno avviare le procedure per la compilazione di una banca dati aggiornata, pubblicamente consultabile, per la ricognizione delle opere di proprietà privata vincolate esistenti sul territorio italiano. Atto n. 4-06407 CIAMPOLILLO MARTELLI Al Ministro della salute Premesso che: il servizio di sanità regionale è competente a trasmettere i dati relativi ai contagi rilevati giornalmente sul proprio territorio al Ministero della salute; il dato della Regione Marche, esaminato a titolo di campione, solleva evidenti dubbi di attendibilità; e difatti il servizio preposto comunica un esiguo numero di test rapidi effettuati (intorno ai 2.000 al giorno) laddove il fabbisogno effettivo per un territorio che ha una popolazione occupata di circa 500.000 unità dovrebbe essere consistentemente più elevato. Supponendo infatti che di questa popolazione solo 60.000 lavoratori non abbiano ricevuto la somministrazione di vaccini, sarebbe legittimo attendersi intorno ai 30.000 tamponi al giorno; l'anomalia appare conseguente alla circostanza che i test rapidi realizzati per finalità diverse da quelle di pura indagine epidemiologica (dunque legati a necessità lavorative o di svago) non vengano poi trasmessi al Ministero; esaminando i dati relativi al Friuli-Venezia Giulia, regione con caratteristiche demografiche (quanto a popolazione e lavoratori) del tutto simili a quelli delle Marche, si nota come il dato dei test rapidi giornalieri processati si attesti intorno ai 25.000, dunque in linea con quanto precedentemente ipotizzato; a fronte di tali discrasie il funzionario preposto all'osservatorio regionale di prevenzione delle malattie contagiose, interpellato per le vie brevi, ha addebitato la responsabilità alle farmacie che, dotate di un doppio canale di comunicazione degli esiti dei tamponi, non inserirebbero tutti i dati correttamente; nello specifico i tamponi rapidi effettuati verrebbero tutti registrati nel flusso della tessera sanitaria, utile ai fini del rilascio del green pass , ma verrebbero solo parzialmente inseriti nel flusso "GOpenCare", utilizzato ai fini del rilevamento dei dati poi inviati allo stesso osservatorio (dato ultimo che assume carattere di ufficialità); il presidio regionale quindi pubblicherebbe un dato sottostimato ed incompleto; nonostante la consapevolezza di tali problematiche l'osservatorio, tramite il medesimo funzionario, ha dichiarato che non è suo compito intervenire, ma esclusivamente monitorare; ogni responsabilità viene anche in tal caso declinata, stavolta sulle ASL; è evidente che tutti gli indicatori di contagio composti con questi numeratori e denominatori risultano falsati da tale modalità di raccolta dei dati, che vengono poi trasmessi al Ministero (che li utilizza per i report nazionali, cui conseguono le determinazioni sulle misure restrittive) ed in ultima analisi all'ECDC, centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che con essi redige settimanalmente la mappa a colori dell'Unione europea, variandone la cromaticità in base ai dati del contagio; la stessa mappa che viene utilizzata dal Consiglio europeo per adottare le proprie decisioni in merito all'emergenza; queste decisioni finiscono per essere fuorviate da dati inesatti trasmessi dalle autorità nazionali, con ovvie quanto immaginabili conseguenze, e sulle quali il Dicastero della salute ha obbligo di intervenire onde evitare di far pervenire alle istituzioni europee dati errati, si chiede di sapere quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo al fine di: accertare l'anomalia riscontrata, verificare l'operato dell'osservatorio anche in ordine all'eventuale omessa rilevazione e segnalazione di tali anomalie, garantire la corretta raccolta e trasmissione dei dati relativi ai test rapidi eseguiti in ambito regionale, e quindi utilizzati a livello nazionale ed europeo per adottare le proprie decisioni in merito all'emergenza. Atto n. 4-06408 FREGOLENT Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo le più recenti statistiche pubblicate dall'ISTAT, nel mese di ottobre 2021 il numero degli occupati, rispetto al mese precedente, è cresciuto di ben 35.000 unità; su base annua, invece, l'incremento di posti di lavoro è pari ad oltre 600.000 rispetto al 2020, quasi allineato al dato di febbraio 2020, prima dell'emergenza epidemiologica da COVID-19; nel mese di ottobre 2021 è lievemente salito il tasso di disoccupazione, pari al 9,4 per cento e superiore di 0,2 punti rispetto al mese precedente, ma si è drasticamente ridotta la disoccupazione giovanile, con un dato che si attesta al 28,2 per cento e con un crollo del numero degli inattivi che è sceso di 79.000 unità su base mensile; nel mese di ottobre, il tasso di occupazione è salito di un decimo di punto e si colloca al 58,6 per cento, con una crescita sia del numero di occupati sia di quello dei disoccupati; i dati ISTAT denotano quindi un quadro in netto e continuo miglioramento, tuttavia l'aumento dell'occupazione riguarda solamente gli uomini, essendo il tasso di occupazione femminile sostanzialmente fermo; anche su base annua, oltre due terzi della crescita complessiva degli occupati ha riguardato uomini con 271.000 occupati in più sui 390.000 complessivi, mentre l'occupazione femminile è cresciuta di sole 118.000 unità;