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l'autismo è stato inserito in maniera esplicita all'interno dell'articolo 60 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, che ha definito i nuovi LEA, ai sensi della legge n. 134, ma con ancora delle criticità, soprattutto in tema di riparto di competenze fra Stato e Regioni, che svolgono un fondamentale ed insostituibile ruolo di "prossimità" assistenziale, si chiede di sapere: se, in attuazione del richiamato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione all'aggiornamento continuo e costante dei LEA, con il necessario supporto delle associazioni che con grande competenza si occupano di autismo e valorizzare il loro ruolo, come è stato fatto anni fa in Gran Bretagna con la National autistic society, apportando i necessari miglioramenti alla normativa vigente; come intenda procedere con la realizzazione dei servizi che derivano dallo specifico impianto normativo e regolamentare in materia; se intenda elaborare ed adottare un regolamento unico nazionale di accreditamento per i servizi, eliminando di fatto i rischi di disparità di trattamento nelle Regioni; se intenda, al fine di dare piena e continua attuazione alla citata legge n. 134 del 2015, mantenere il finanziamento di 10 milioni di euro, come già confermato nelle ultime 3 leggi di bilancio. Atto n. 4-00515 GARAVINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la Rai è depositaria dell'informazione pubblica italiana e nello svolgimento della sua funzione tutela il rispetto dell'articolo 21 della Costituzione; la fruizione dei contenuti informativi ha subito un'evoluzione epocale e, oggi, l'informazione non ha confini geografici, né tecnologici. Ci si informa in qualsiasi parte del mondo attraverso qualsiasi supporto, dalla carta agli smartphone e tablet ; la Rai ha già avviato un'importante opera di digitalizzazione dei contenuti che ha reso disponibile in diretta streaming tutte le dirette televisive. Questa opportunità, però, è valida solo per gli utenti connessi da territorio italiano; la Rai dispone dei diritti di trasmissione solo per il mercato nazionale, ad eccezione del canale "RaiNews" che è disponibile anche all'estero. I telegiornali delle singole reti, invece, non sono disponibili per la mancanza dei relativi diritti; oltre a essere depositaria dell'informazione pubblica, la Rai rappresenta una fonte primaria di notizie, attendibili e ufficiali per gli Italiani all'estero, siano essi residenti, temporaneamente residenti o si trovino al di fuori dei confini nazionali, perché in vacanza; anche eventi drammatici, quali ad esempio i tragici fatti accaduti a Genova il 14 agosto 2018, hanno fatto emergere in tutta la loro gravità come sia utile, per chi si trova all'estero, essere aggiornato in tempo reale su quanto accade in Italia. I connazionali residenti al di fuori dei confini hanno qui i propri cari e curano frequentemente strettissimi contatti con le loro realtà di origine. È comprensibile che, proprio in concomitanza di incidenti o eventi traumatici di rilevanza nazionale, sia particolarmente impellente la necessità di seguire in diretta informazioni pubbliche istituzionali, almeno in formato digitale. Anche nelle tragiche ore del crollo del ponte Morandi, invece, non era possibile seguire i telegiornali nazionali in streaming dall'estero, né su smartphone né su tablet ; dal 1° aprile 2018 è in vigore il nuovo regolamento dell'Unione europea sulla portabilità dei contenuti digitali (regolamento UE 2017/1128). Le norme si applicano obbligatoriamente ai servizi a pagamento, mentre i fornitori di contenuti gratuiti possono, o meno, scegliere se abbattere a loro volta le barriere che impediscono agli utenti di guardare la programmazione dall'estero; a parere dell'interrogante si può venire a creare un'infelice situazione per la quale il servizio pubblico risulta svantaggiato rispetto ai competitor privati che, invece, rendono fruibili i loro contenuti anche all'estero, peraltro a pagamento, si chiede di sapere quali azioni di propria competenza il Governo intenda adottare per promuovere da parte della Rai il recepimento delle nuove normative UE sulla portabilità, per rendere possibile anche a chi è all'estero la fruizione dei contenuti informativi della televisione pubblica italiana e per rendere più competitiva l'azienda nel contesto internazionale, colmando il gap rispetto ad altri operatori privati. Atto n. 4-00516 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il fenomeno del "risparmio tradito" ha ridotto sul lastrico almeno 500.000 famiglie, azzerate dei loro sudati risparmi; l'ennesimo grave episodio di gestione a parere dell'interrogante delinquenziale del credito e del risparmio riguardante Ubi Banca è stato raccontato da numerose puntate de "il Fatto Quotidiano", l'ultima del 29 agosto 2018, in merito ad una sanzione della Banca centrale europea ad Ubi Banca, dopo un'ispezione del 2016, per le falle nelle misure di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse dei suoi vertici. Multa che potrebbe arrivare sino a 300 milioni di euro, in seguito alle indagini e alle perquisizioni avviate dalla Dia (Direzione distrettuale antimafia) il 25 maggio 2017 sulle falle nei controlli dei rischi e delle procedure antiriciclaggio di Ubi; la Procura della Repubblica di Bergamo, dopo anni di indagine, aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio di 30 esponenti apicali di Ubi, oltre alla stessa banca, per i reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza ed illecita influenza sull'assemblea. Secondo la magistratura l'assemblea dei soci oggetto del maxi processo di Bergamo "si sarebbe svolta in maniera del tutto irregolare, ovvero ponendo in essere condotte integranti atti simulati o fraudolenti in modo da determinarne la maggioranza a vantaggio dei soggetti interessati alla governance del Gruppo UBI". Sempre secondo il pubblico ministero Fabio Pelosi, l'assemblea sarebbe stata gestita mediante "un reclutamento serrato che ha visto le strutture aziendali piegate agli interessi (…) secondo un meccanismo di proselitismo finalizzato alla conservazione del potere (…) anche mediante la configurazione di un sistema di deleghe in bianco ovvero palesemente false", "con costi rimasti a carico della banca, con distrazione di risorse rispetto all'ordinaria attività"; in palese contrasto con le vigenti norme sull'onorabilità, molti tra gli imputati rinviati a processo sono tuttora alla guida dell'istituto; copiosa è la documentazione investigativa contenuta nei fascicoli della Procura della Repubblica di Bergamo (procedimenti penali n. 6019/2014 e n. 12244/2016), con particolare riguardo alla perizia del dottor Giannattasio, esperto di Banca d'Italia, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica,