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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 65 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente TAVERNA e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione delle mozioni nn. 49, 51, 53, 54 (testo 2), 55, 56 e 58 contro la violenza sulle donne PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00049 , presentata dalla senatrice Rauti e da altri senatori, 1-00051 , presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori, 1-00053 , presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, 1-00054 (testo 2), presentata dalla senatrice Maiorino e da altri senatori, 1-00055 , presentata dalla senatrice Pucciarelli e da altri senatori, 1-00056 , presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1-00058 , presentata dalla senatrice Unterberger e da altri senatori, contro la violenza sulle donne. Ha facoltà di parlare la senatrice Rauti per illustrare la mozione n. 49. (Brusio) . RAUTI (FdI) . Signor Presidente, mi auguro che in Aula regni la dovuta attenzione rispetto a questo argomento. Le chiedo di richiamare i colleghi, grazie. PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia un attimo di attenzione: la senatrice Rauti sta illustrando la mozione n. 49 che credo interessi a tutta l'Assemblea. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo di Fratelli d'Italia ha presentato per primo una mozione sull'argomento all'ordine del giorno ma non è una gara. Siamo contenti che successivamente siano state presentate altre mozioni e mi auguro che quest'Assemblea voglia compiere un gesto importante sottoscrivendo con un consenso trasversale tutte le mozioni presentate. Abbiamo presentato la nostra mozione la settimana scorsa, in vista di una scadenza, quella del 25 novembre, data in cui ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita, com'è noto, dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Tale istituzione invita i Governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative a intraprendere iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul tema della violenza di genere. La Giornata, chiaramente, rientra in un perimetro internazionale molto solido su questo tema. Vent'anni prima della sua istituzione, l'Assemblea delle Nazioni Unite ha adottato la convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne. E ancora, voglio ricordare - perché resta un punto di riferimento ineludibile - la quarta conferenza mondiale delle Nazioni Unite che si è svolta a Pechino nel 1995, che stabilì in maniera definitiva che i diritti delle donne sono diritti umani e che le violenze di genere sono una violazione dei diritti umani fondamentali. Evidentemente, poi, il perimetro si rafforza con molte convenzioni ONU e con molti accordi internazionali ed è doveroso citare fra queste la Convenzione di Istanbul, approvata nel 2011, che introduce sulla materia, essendo uno strumento giuridicamente vincolante, norme - appunto - vincolanti per i Governi sottoscrittori, improntando tutta la Convenzione sostanzialmente a tre princìpi: quelli di prevenire il fenomeno della violenza, di proteggere le vittime della violenza e di punire gli autori della violenza. Nonostante vi sia un perimetro internazionale di riferimento forte e una normativa italiana solida su questo versante, su questo fronte (e potrei dire su questa trincea), l'Organizzazione mondiale della sanità continua a ricordarci ogni anno, cifre e stime alla mano, che la violenza di genere è una questione strutturale, un fenomeno di dimensioni globali, un mondo che attraversa il mondo, una questione trasversale alle religioni, alle geografie ai ceti sociali, alle appartenenze di società, quindi qualcosa di veramente e drammaticamente più profondo. Purtroppo ogni anno, anche in questo Paese, si continuano a registrare atti di violenza sulle donne e i cosiddetti femminicidi, ovvero quegli omicidi di donne basati su una motivazione di genere, ovvero l'uccisione di una donna in quanto donna. L'Eures ci ricorda addirittura che ogni due giorni e mezzo, ogni sessanta ore, una donna viene uccisa in ragione del suo essere donna e quest'anno già abbiamo dovuto, purtroppo, tenere il macabro conteggio di 65 vittime e la cronaca ci continua ad offrire ogni giorno casi di violenza e ogni due giorni e mezzo casi di femminicidio. L'Italia ha fatto molto in termini normativi, ma ancora resta qualcosa da fare. L'Italia è intervenuta, forse con un certo ritardo rispetto agli altri Paesi europei, con la prima legge organica del 1996, che per il nostro Paese costituì uno spartiacque fondamentale, un punto, per fortuna, di non ritorno, perché quella legge stabilì una volta per tutte che i reati di violenza non erano reati contro la moralità pubblica e il cosiddetto buon costume, ma erano finalmente riconosciuti come reati contro la persona. Un altro tassello normativo importante è sicuramente rappresentato dalla legge del 2009, più nota come cosiddetta legge anti- stalking , che andava a colmare un vuoto normativo e a punire quelle condotte reiterate e ripetute di molestie nella loro vasta gamma. E ancora, un altro pilastro è rappresentato dalla legge n. 119 del 2013. Noi abbiamo rivolto al Governo questa mozione chiedendo alcuni impegni, taluni dei quali ho visto che ricorrono anche nelle mozioni che sono state presentate dopo la nostra.