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Ma questo piano, signor Ministro, deve essere coraggioso e deve sciogliere il nodo della medicina generale in rapporto con il sistema sanitario nazionale. È necessario riorganizzare la rete ospedaliera; forse rischiamo di realizzare troppi posti di terapia intensiva (lo dico ora, che può suonare quasi come una bestemmia) e invece non stiamo costruendo il ponte tra il territorio e l'ospedale, tra l'alta competenza e la diffusione di tale competenza nel territorio. Forse è arrivato il momento di porsi l'interrogativo se dobbiamo riportare le RSA nel sistema sanitario nazionale. La mia risposta è chiaramente e nettamente sì, ma ciò richiede una riorganizzazione territoriale. Sono questi i nodi su cui noi possiamo trovare, cari colleghi, una capacità propositiva del Parlamento. Ripropongo questa idea: facciamo un momento di riflessione in Aula, organizzato e strutturato, fondato su competenze scientifiche che ci consentano di dare un contributo e di essere più avanti del senso comune, del discorso del bar, del tweet . Dobbiamo fare un salto di qualità. Lo dobbiamo non solo a chi non c'è più, ai morti, ma al futuro di questo Paese, quando noi potremo riposarci, ma ci chiederanno perché e che cosa abbiamo fatto ora. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio non ipocritamente il ministro Speranza, perché, pur essendo Ministro della salute e da un lato sarebbe doveroso per lui, dall'altro, in occasioni più importanti, non toccherebbe solo a lui metterci la faccia, come si suol dire. Il suo tono, come tutti hanno sottolineato, è stato pacato e costruttivo, tranne quando ha espresso il parere sulle proposte di risoluzione. In quell'occasione, Ministro, sinceramente è stato un po' troppo sintetico e sprezzante. Capisco che su alcune cose l'attuale maggioranza o presunta tale non si possa riconoscere, ma ci sono anche cose di buonsenso e, a volte, anche le risoluzioni si valutano per parti separate. Forse poteva avere un po' più di garbo e, invece, ha smentito la pacatezza nell'esprimere il parere. Noi avevamo chiesto che ci fosse il Presidente del Consiglio - lo abbiamo detto stamattina nella discussione sul calendario - non per disistima nei suoi confronti ma perché, dopo una fase di qualche settimana molto controversa e confusa - il tema della scuola è stato dominante; non c'è solo il tema sanitario in senso stretto, ma ci sono anche le ricadute sanitarie su altri aspetti, pensavamo che fosse il Presidente del Consiglio a dover riferire all'Assemblea. I problemi riguardano, infatti, la sanità, la scuola, il turismo, l'economia e l'uso di fondi europei, alcuni dei quali sono attivabili e altri di cui non si è capito se li volete o meno. Noi li vogliamo quelli del MES se senza condizioni e se destinati alla sanità. Lei oggi ci ha detto che bisogna lavarsi le mani e tenere la mascherina. Lo sappiamo e Conte ha preso alla lettera il suo consiglio perché se n'è lavato le mani, ma come fece Pilato: si è lavato le mani. ( Applausi ). Noi ricordiamo tutti - io sono anche un credente - e abbiamo letto i Testi sacri in cui si parla di Pilato e di quando si lavò le mani. Anche Conte si è lavato le mani e ha mandato Speranza. Non era questa forse l'indicazione che lei dava. Passo però ad aspetti anche più operativi, di cui ha già parlato prima la senatrice Rizzotti. Vogliamo sapere anche nei seggi cosa succederà per quanto riguarda i test e i controlli. Vogliamo capire se gli asintomatici in quarantena potranno votare o meno. Sarà un tema importante: più tamponi si fanno e più gente viene trovata asintomatica; che si fa? Non saranno decisivi, però il diritto di voto non si valuta sul piano quantitativo. Ogni voto può essere importante. Per quanto riguarda poi le recenti figuracce del Governo potremmo fare un elenco molto lungo, a partire dalla storia dei congiunti, rispolverata per i ragazzi della stessa classe. È stato seriamente detto che sugli autobus quelli della stessa classe potevano stare insieme; adesso si è detto che possono stare insieme se il viaggio dura quindici minuti. Io non sono un medico e non mi metto a confutare le tesi del Comitato tecnico-scientifico (CTS) e degli scienziati, ma non so se un viaggio di un quarto d'ora è meno rischioso di un viaggio di venti minuti o di mezz'ora. Inoltre, l'autista dell'autobus cosa avrebbe dovuto fare? Questo aspetto mi pare che sia stato accantonato. Avrebbe dovuto fare l'appello? Doveva dire: voi che state salendo sull'autobus siete nella stessa classe? O doveva memorizzare gli studenti? Forse in un paese piccolo l'autista della corriera lo potrebbe anche fare, ma a Roma, Milano e a Napoli il conducente dell'autobus cosa ne sa se i ragazzi che salgono sono moralmente e tecnicamente congiunti. Avete detto anche cose di questo tipo. Non sappiamo ancora chi deve misurare la febbre. Ministro, poco fa c'era un funzionario dell'università di Tor Vergata che mi diceva che per i test universitari in corso è stato detto prima che bisognava prendere la temperatura nel momento in cui ci si presentava ai test, mentre adesso non più. In queste ore si stanno svolgendo i test e ci sono indicazioni e controindicazioni. C'è il caos totale. Questo è un tema che riguarda l'università, ma anche la scuola. Se diciamo che l'Azzolina è un'incapace, non siamo dei sessisti perché l'abbiamo detto anche di Toninelli. Se uno è incapace, lo è indipendentemente dal sesso e il Ministro dell'istruzione non è adeguata a gestire questa fase. Purtroppo, anche chi si occupa di trasporti ha parlato di questa storia dei congiunti sull'autobus e non so se sia responsabile il Ministero della salute o quello dell'istruzione per ciò che concerne la rilevazione della temperatura nei test universitari. Del resto, siamo di fronte a un Governo inadeguato. Ho visto che il ministro Di Maio si è portato il sottosegretario Di Stefano in Libia. L'ha portato per spiegargli che in Libia ci sono i libici e che i libanesi stanno in Libano. Forse per questo è andato anche Di Stefano con Di Maio in Libia. ( Applausi ). Poi ci sono due Tripoli, ma questo glielo spiegherò un'altra volta a Di Stefano: ce n'è una in Libia e una anche in Libano. Forse da lì nasceva la confusione. Noi siamo assolutamente esterrefatti di fronte a ciò che ha fatto questo Governo. C'è anche il caos immigrazione. Oggi hanno mandato la nave ospedale Allegra perché arriva la Sea Watch. Noi non condividiamo - forse questa è la parte della mozione che a lei non piaceva - il pensiero di questa gente e di questi grandi artisti - ho letto che ce n'è uno che ha preso le navi - che sostengono il ritorno della Sea Watch e che incoraggiano il traffico di persone che parte dal Nordafrica. Favoriscono l'arricchimento dei trafficanti. E noi siamo costretti a organizzare la quarantena con le navi, che costa un sacco di soldi.