[resaula]

la norma, evidentemente confusa e imprecisa, è priva di qualsiasi riferimento normativo atto ad individuare in modo inequivocabile quale sia il certificato penale, e peraltro risulta priva anche dell'indicazione delle norme derogate in riferimento al, non richiesto, consenso degli interessati; pertanto, di fatto e di diritto risulta inapplicabile e sottopone i soggetti obbligati al rischio, da un lato, di sanzioni, dall'altro, di azioni di responsabilità da parte dei singoli candidati; peraltro, in spregio al principio consolidato, che prevede la gratuità e l'esenzione dai bolli per tutta la documentazione necessaria al procedimento elettorale, la norma prevede esclusivamente che le imposte ed ogni altra spesa siano ridotti della metà, ma di fatto, come si evince dalla visione dei certificati penali pubblicati sul sito internet del Ministero dell'interno, i costi per l'emissione di questo, imprecisato, certificato penale sono i più svariati; numerosi candidati di quasi tutte le formazioni politiche, in riferimento alle ultime elezioni europee, hanno ottenuto dagli uffici pubblici un certificato "elettorale del casellario giudiziale", apparentemente identico al certificato "penale", con l'unica differenza appunto nella definizione "elettorale". L'impercettibile differenza può trarre, e di fatto ha tratto, in inganno numerosi candidati e liste, le quali però si sono viste recapitare una formale contestazione dalla commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, alla quale potrebbe far seguito una sanzione. Senza considerare che, evidentemente, nemmeno i funzionari dei tribunali avessero chiaro quale certificato dovessero consegnare; per le formazioni politiche, in assenza della collaborazione del singolo candidato, è materialmente impossibile ottenere il certificato penale, rischiando di incorrere in una sanzione pecuniaria, peraltro significativa, pur non avendo una responsabilità diretta nell'eventualità di un'omessa pubblicazione; pur essendo già intervenute modifiche sostanziali della legge citata, anche all'interno del comma 14 (così modificato dal decreto-legge n. 34 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58 del 2019), il Governo ha dato parere negativo su tutte le proposte emendative tese a rendere più chiara ed applicabile questa norma, escludendo per esempio che la richiesta dei certificati potesse essere fatta dai delegati di lista, si chiede di sapere: per quale motivo il Ministro della giustizia non abbia ritenuto di inviare una circolare esplicativa a tutti gli uffici periferici, nella quale fosse indicato quale certificato penale dovesse essere prodotto, a richiesta dei candidati, e quale dovesse essere l'importo, ridotto della metà, delle spese e dei bolli esigibili; quali azioni concrete intendano promuovere i Ministri in indirizzo al fine di semplificare il procedimento elettorale, da questa norma pesantemente condizionato, per garantire l'accesso più largo possibile e senza condizionamenti irragionevoli di tutti i cittadini alle competizioni elettorali. Atto n. 4-02048 DE BONIS MARTELLI DE FALCO DE PETRIS NUGNES BUCCARELLA FATTORI Al Ministro della salute Premesso che: in queste ore, nel porto di Pozzallo (Ragusa), è ormeggiata una nave proveniente dal Canada denominata "Ocean Castle", battente bandiera di Malta; la nave importa nel territorio italiano grano presumibilmente di provenienza canadese e destinato all'industria alimentare italiana; come è noto, la legislazione canadese consente l'utilizzo del glifosato in pre raccolta, di conseguenza, quel grano molto probabilmente è contaminato da glifosato; il glifosato è una sostanza nociva, come dimostrato anche da recenti studi, vietata dal regolamento (UE) 2016/1313; a seguito di indagini poste in essere dall'associazione "GranoSalus", sono emersi risultati positivi circa il contenuto di glifosato e Don (micotossina) nel grano proveniente dal Canada; ciò lascerebbe ritenere, anche in considerazione delle testimonianze raccolte negli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) di Bari, a settembre 2018, che anche il grano trasportato dalla nave ormeggiata nel porto di Pozzallo sia contaminato da glifosato; considerato che: l'articolo 444 del codice penale tutela la salute pubblica e, quindi, l'integrità fisica delle persone, imponendo il divieto di commercio per le sostanze nocive; il grano contaminato rientra nella nozione di "sostanza nociva" anche alla luce degli studi condotti dalla dottoressa Fiorella Belpoggi dell'istituto "Ramazzini" di Bologna; il primo firmatario del presente atto ha depositato presso il comando Carabinieri NAS di Ragusa e presso l'Ispettorato centrale della tutela della qualità repressioni e frodi (ICQRF) una richiesta finalizzata al controllo, presso laboratori accreditati, sulla qualità del grano presente sulla nave a Pozzallo, in particolare in riferimento ai livelli di contaminazione di glifosato e Don; già il 17 settembre 2018 lo stesso aveva presentato una denuncia con istanza di sequestro presso il Tribunale di Bari per le due navi "Akaki" (Canada) e "Pomorze" (Francia) che ormeggiavano nel porto di Bari, anch'esse contenenti grano di provenienza canadese e destinato all'industria alimentare; il 6 marzo 2019, sempre il primo firmatario ha presentato una mozione (1-00093) sul glifosato, che impegna il Governo a sospendere gli effetti del comunicato del Ministero della salute del 19 dicembre 2017; tale mozione non è stata ancora discussa e, pertanto, gli interroganti l'hanno sollecitata alla Presidenza del Senato; tenuto conto che: il Ministero della salute, in linea con le decisioni europee (il citato regolamento di esecuzione (UE) 2016/1313 del 1° agosto 2016) aveva già adottato, con il decreto ministeriale 9 agosto 2016, misure restrittive precauzionali per gli usi della sostanza diserbante glifosato; in particolare, attraverso tale decreto è stato revocato l'impiego in pre raccolta sul grano, al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura, mentre è ancora consentito un diserbo pre semina del terreno; in definitiva, secondo il parere degli interroganti, se in Europa è vietato l'utilizzo di grano trattato in pre raccolta con glifosato, non è possibile né accettabile che l'Italia continui ad importare grano straniero che ne contenga; tutto ciò non fa altro che violare le leggi il principio di "precauzione" e la cosa ancora più grave è che non viene tutelata la salute degli italiani, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative voglia intraprendere il Ministro in indirizzo affinché la nave ormeggiata nel porto di Pozzallo, che contiene grano proveniente dal Canada, destinato all'alimentazione umana, che gli italiani si troveranno sulle loro tavole, venga sottoposta ai dovuti controlli per verificare che il grano ivi trasportato non sia contaminato da glifosato o Don; se non ritenga di rendere pubblici gli esiti delle analisi, una volta eseguite e con quali modalità, sia per la nave citata che per le eventuali nuove navi che giungeranno nei porti italiani.