[pronunce]

né considera come l'art. 3, comma 5, della medesima legge n. 89 del 2001, anche a tali fini, preveda tra l'altro che «le parti hanno facoltà di richiedere che la corte disponga l'acquisizione in tutto o in parte degli atti e dei documenti del procedimento in cui si assume essersi verificata la violazione di cui all'articolo 2 ed hanno diritto, unitamente ai loro difensori, di essere sentite in camera di consiglio se compaiono»; che, inoltre, quella Corte – che pure ricorda di aver richiesto senza esito al Tribunale di Firenze, davanti al quale si era svolto il giudizio cui si riferiva la richiesta di equo indennizzo, l'avviso di impugnazione di cui all'art. 123 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile (secondo cui «l'ufficiale giudiziario che ha notificato un atto di impugnazione deve darne immediatamente avviso scritto al cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata» ed il cancelliere medesimo «deve fare annotazione dell'impugnazione sull'originale della sentenza») – trascura che, ai sensi del successivo art. 124, «a prova del passaggio in giudicato della sentenza il cancelliere certifica, in calce alla copia contenente la relazione di notificazione, che non è stato proposto, nei termini di legge, appello o ricorso per cassazione, né istanza di revocazione per i motivi di cui ai numeri 4) e 5) dell'art. 395 del codice» (primo comma), e «ugualmente il cancelliere certifica in calce alla copia della sentenza che non è stata proposta impugnazione nel termine previsto dall'art. 327 del codice» (secondo comma); che, in conclusione, la rimettente, nel dubitare della legittimità costituzionale della norma, non ha esaminato – con riguardo all'intero contesto normativo di sistema ed all'elaborazione giurisprudenziale in materia – la possibilità di fornire di essa un'interpretazione diversa da quella sulla cui base la questione è stata prospettata; che, pertanto, la questione – in quanto conseguentemente carente di adeguata motivazione sulla non manifesta infondatezza – deve essere dichiarata manifestamente inammissibile (v. ordinanza n. 215 del 2004).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile), sollevata, in riferimento agli artt. 24 e 101 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Genova, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 febbraio 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 febbraio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA