[pronunce]

che nella presente fattispecie, pur in un contesto procedimentale ispirato ad esigenze di celerità, semplicità ed immediatezza, l'effettività di tale diritto non viene compromessa, potendo comunque lo straniero, fin dall'inizio del trattenimento nel centro, ricevere visitatori provenienti dall'esterno e in particolare il difensore che abbia eventualmente scelto ed essendogli altresì garantita libertà di corrispondenza, anche telefonica (art. 21, commi 1 e 3, del d.P.R. n. 394 del 1999); che nella ipotesi in cui lo straniero trattenuto non abbia già provveduto alla scelta di un difensore, questo gli viene nominato d'ufficio dal giudice della convalida, lo stesso difensore deve essere presente all'udienza e può acquisire al più tardi in quella sede ogni elemento di conoscenza utile alla difesa; che, pertanto, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 3, del decreto legislativo n. 286 del 1998, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, deve essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, 1) Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 14, commi 1, 4 e 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) sollevata, in riferimento all'articolo 13, secondo comma, della Costituzione, dal tribunale di Milano, in composizione monocratica, con le ordinanze indicate in epigrafe; 2) Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 3, del medesimo decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sollevata, in riferimento all'articolo 24 della Costituzione, dal tribunale di Milano, in composizione monocratica, con le ordinanze indicate in epigrafe; 3) Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 20 del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), sollevata, in riferimento all'articolo 24 della Costituzione, dal tribunale di Milano, in composizione monocratica, con le medesime ordinanze. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Mezzanotte Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 6 dicembre 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola