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Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 31 ottobre: Mercoledì 16 ottobre 9,30 - Disegno di legge n. 1362 - Ratifica adesione Macedonia del Nord alla NATO (approvato dalla Camera dei deputati) - Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (mercoledì 16, ore 10,30) - Disegno di legge n. 1476 - Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali (scade il 3 novembre) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 17, ore 15) Giovedì 17 " 9 La settimana dal 21 al 25 ottobre sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Martedì 29 ottobre 16,30-20 - Doc. XXII, n. 4 - Istituzione di una Commissione monocamerale d'inchiesta sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro (dalla sede redigente) - Mozioni sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza - Disegno di legge n. 1493 - Decreto-legge n. 104, Riordino ministeri (scade il 20 novembre) - Sindacato ispettivo Mercoledì 30 " 9,30 Giovedì 31 " 9,30 Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1493 (Decreto-legge n. 104, Riordino ministeri) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Il calendario della settimana potrà essere integrato con le comunicazioni del Ministro degli affari esteri sulla situazione in Siria. Ripartizione dei tempi per la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 41' FI-BP 29' L-SP-PSd'Az 28' PD 22' FdI 16' IV-PSI 15' Misto 15 Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1476 (Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 1h Governo 1h Votazioni 1h Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1h 36' FI-BP 1h 6' L-SP-PSd'Az 1h 4' PD 51' FdI 38' IV-PSI 37' Misto 36' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1493 (Decreto-legge n. 104, Riordino Ministeri) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 1h Governo 1h Votazioni 1h Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1h 36' FI-BP 1h 6' L-SP-PSd'Az 1h 4' PD 51' FdI 38' IV-PSI 37' Misto 36' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno FEDELI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, Hevrin Khalaf aveva trentacinque anni, una giovane donna curda attivista dei diritti civili, da sempre impegnata dalla parte delle donne per la loro autonomia, libertà e per l'emancipazione e per sostenere i più deboli. Era la leader del Partito per il Futuro della Siria, stimata e apprezzata da tutta la comunità internazionale. Sabato scorso è stata bloccata con il suo autista mentre cercava di raggiungere Kobane ed è stata uccisa barbaramente per strada a pietrate, forse anche violentata. Ci sono video e foto che ritraggono il suo corpo a terra, il volto tra la polvere tumefatto. Nonostante il tentativo di Ankara di sottrarsi a ogni responsabilità, c'è il forte sospetto (e anche qualcosa di più) che gli autori dell'imboscata possano essere stati i miliziani legati proprio alla Turchia. In un contesto sempre più drammatico, in quella terra di nessuno che è diventata la regione a Nord e a Est della Siria, questa morte orrenda e violenta è un fatto insopportabile che non può non scuotere nel profondo tutte le coscienze. Una morte che ci riguarda, riguarda tutte le donne italiane ed europee, e riguarda tutta la nostra comunità. Riguarda anche noi, senatrici e senatori di questa Repubblica, perché è stata uccisa, violata, calpestata una donna che era un simbolo forte e autorevole della lotta per la libertà di tutti. Il simbolo di un popolo, che eroicamente ha combattuto contro l'ISIS, in una battaglia in cui le donne sono sempre state in prima fila per conquistare pace, libertà, giustizia, diritti umani, civili e sociali, cioè i nostri valori, quelli che definiscono la nostra identità, gli stessi su cui è fondata la nostra Europa. Proprio per questo dovremmo essere pronti a difenderli, ovunque questi diritti siano minacciati, senza ambiguità e senza esitazioni. Le donne curde di varie culture e fedi hanno lanciato un appello a tutte le donne e ai popoli del mondo per chiedere la fine dell'invasione e dell'occupazione della Turchia nella Siria del Nord e dell'Est e lo stop da parte dell'Europa alla vendita delle armi ad Ankara. Noi da che parte stiamo? Dalla parte di chi lotta per la libertà o di chi invade e occupa militarmente un territorio? Non basta dichiararsi contro questa guerra. Credo si debba seriamente agire. Noi dobbiamo agire fino in fondo e senza tentennamenti per sospendere la fornitura di armi, per sospendere e boicottare le merci turche; serve una moratoria totale sulle armi, servono sanzioni, un embargo e io penso che occorra anche valutare la forza di interposizione (Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-PSI e Misto). Nello stesso tempo noi dobbiamo essere promotori per mandare aiuti e medicinali alle popolazioni colpite. In queste ore donne, uomini e bambini di ogni età sono vittime di massacri, bombardamenti violenze. Nel loro appello le donne curde parlano di madri prese di mira (e dico solo di mira per non dire altro) nei loro quartieri quando escono di casa per prendere il pane per le loro famiglie, dell'esplosione di una granata che ha ridotto a brandelli la gamba di Sara di sette anni e ucciso suo fratello Mohammed di dodici anni; di quartieri e chiese cristiane bombardate; di cristiani, i cui antenati erano sopravvissuti al genocidio del 1915, uccisi dall'esercito di Erdogan. Noi non possiamo accettarlo. Erdogan è passato in pochi giorni dalle menzogne al ricatto e noi per caso il prossimo anno andremo a giocare la finale di Champions League a Istanbul? No! Noi non possiamo fare questo, non possiamo essere a Istanbul.