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Per quanto riguarda gli investimenti, si raccomanda di incentrarli sulla ricerca e l'innovazione e sulla qualità delle infrastrutture, tenendo conto delle disparità regionali; migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, in particolare investendo nelle competenze dei dipendenti pubblici, accelerando la digitalizzazione e aumentando l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali; affrontare le restrizioni alla concorrenza, in particolare nel settore del commercio al dettaglio e dei servizi alle imprese, anche mediante una nuova legge annuale sulla concorrenza. Al quarto punto si raccomanda di ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio razionalizzando e facendo rispettare le norme di disciplina procedurale, incluse quelle già all'esame del legislatore, ponendo in particolare l'accento sui regimi di insolvenza; migliorare l'efficacia della lotta contro la corruzione riformando le norme procedurali al fine di ridurre la durata dei processi penali. Infine, al quinto punto si raccomanda di favorire la ristrutturazione dei bilanci delle banche, in particolare per le banche di piccole e medie dimensioni, migliorando l'efficienza e la qualità degli attivi, continuando la riduzione dei crediti deteriorati e diversificando la provvista; migliorare il finanziamento non bancario per le imprese più piccole e innovative. Evocato, quindi, sinteticamente il quadro europeo di riferimento, il Presidente relatore si sofferma sui contenuti del Programma nazionale di riforma (PNR) 2020, evidenziando anzitutto che, secondo quanto riferito dal Ministro dell'economia e delle finanze nella premessa, il PNR 2020 illustra le politiche che il Governo intende adottare per il rilancio della crescita, l'innovazione, la sostenibilità, l'inclusione sociale e la coesione territoriale nel nuovo scenario determinato dal Coronavirus. Tale strategia risponde alle citate Raccomandazioni del luglio 2019 e si ispira anche alla Annual Sustainable Growth Strategy del dicembre 2019 e allo European Green Deal , che costituisce il principale progetto europeo di medio e lungo termine. Inoltre, il PNR traccia le linee essenziali del "Programma di Ripresa e Resilienza" (il Recovery Plan ), che il Governo metterà a punto alla luce della Comunicazione adottata lo scorso 27 maggio dalla Commissione europea per la creazione di un nuovo Strumento Europeo per la Ripresa (il Recovery Insytrument  Next Generation EU) . Sebbene la Commissione europea abbia chiesto agli Stati membri di consegnare i Recovery Plan nel mese di aprile 2021, all'atto della presentazione del PNR 2021, il Governo, attesa l'importanza del nuovo strumento per l'economia italiana, intende pubblicare il proprio Recovery Plan già in settembre, congiuntamente alla Nota di aggiornamento del DEF e inoltrarlo alla Commissione europea insieme al Documento programmatico di bilancio entro la scadenza di metà ottobre. Il PNR e il successivo Recovery Plan italiano, si baseranno su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate ad incrementare la crescita potenziale, la competitività, l'equità e la sostenibilità sociale ed ambientale. Non si tratta solo di assorbire l'impatto della recessione innescata dalla pandemia, ma di affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del Paese, accelerandone il processo di modernizzazione e riducendo le diseguaglianze sociali e territoriali acuitesi negli ultimi anni. Il PNR è strutturato in cinque parti, di cui le prime due ripercorrono le misure prese dal Governo nel contesto dell'emergenza Covid-19 e presentano lo scenario macroeconomico aggiornato. La parte III presenta le azioni che il Governo intende portare avanti, suddivise in cinque settori di priorità (finanza sostenibile a sostegno della crescita; mercato del lavoro, scuola e competenze; politiche sociali e famiglia ; produttività, competitività, giustizia e settore bancario; investimenti materiali e immateriali), in attuazione delle Raccomandazioni specifiche per Paese relative all'Italia del luglio 2019 e in linea con la Strategia annuale di crescita sostenibile (ASGS) 2020 e le Raccomandazioni indirizzate dal Consiglio all'Area Euro, entrambe del dicembre 2019. La parte IV illustra il "Piano Sud 2030  Sviluppo e coesione per l'Italia", presentato dal Governo il 14 febbraio 2020 e ritenuto ancora valido per guidare il necessario sforzo che dovrà essere prodotto nelle regioni meridionali e nelle aree marginalizzate, per far ripartire il Paese, e il contributo che, a tali fini, è in corso di erogazione nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) per il periodo 2014-2020 e che sarà fornito nell'ambito della programmazione 2021-2027 attualmente ancora in fase di negoziazione. Infine, la parte V si illustra come le cinque priorità individuate dal Governo potranno influenzare il posizionamento dell'Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile ( Sustainable Development Goals - SDGs ) adottati dall'ONU con l'Agenda 2030. L'Appendice al PNR reca una Tavola riassuntiva delle misure adottate per l'emergenza Covid-19, nonché 12 schede relative alle principali riforme attuate dal Governo nei diversi decreti adottati. Contiene inoltre una sintesi del contributo delle regioni e province autonome a supporto di una programmazione integrata verso la crescita e lo sviluppo sostenibile, nell'ambito del raccordo del Semestre europeo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs), la politica di coesione (programmazione 2014-2020 e 2021-2027) e i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali (PEDS). Infine, l'Appendice reca una tabella dettagliata delle misure adottate e del loro impatto qualitativo. Per quanto riguarda i sette Allegati al documento, il Presidente relatore ritiene utile soffermarsi su quelli che risultano di maggiore interesse per la 14 a Commissione, ovvero l'allegato II "Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate" , l'allegato III "Italia veloce. L'Italia resiliente progetta il futuro: nuove strategie per trasporti, logistica e infrastrutture" e l'allegato IV "Relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra" (c.d. allegato Kyoto).