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da notizie si apprende che la CIA, sindacato rappresentato nel consiglio di amministrazione di ENPAIA, abbia assunto alle sue dipendenze il presidente del Collegio dei sindaci per il controllo contabile della stessa ENPAIA, Alessandro Servadei, senza che questi lasciasse l'incarico ricoperto nell'ente; l'ENPAIA è un ente di previdenza agricola vigilato dal Ministero del lavoro; da quanto si apprende, sembrerebbe, inoltre, che il presidente Alessandro Servadei ricopra nella stessa CIA più incarichi, prefigurandosi così un possibile conflitto fra i diversi ruoli: consulente CIA sulla responsabilità di impresa, al fine di prevenire eventuali responsabilità penali degli enti e revisore unico in CAA CIA S.r.l.. Si appresterebbe poi a ricoprire anche l'incarico di revisore in CIA Servizi Nazionale S.r.l.; se le notizie dovessero corrispondere al vero, si aprirebbero legittimi dubbi sull'operato svolto dal presidente Servadei, che contemporaneamente vigilerebbe sull'ENPAIA, in qualità di rappresentante del Ministero del lavoro e su CAA CIA S.r.l. , risultando inoltre un componente di società della stessa CIA; il Codice etico di ENPAIA, al punto 4.1 relativo all'obbligo di comunicazione all'Organismo di vigilanza, prevede in particolare che: "Il Personale ed i Terzi Destinatari devono, senza ritardo, comunicare all'Organismo di Vigilanza tutte le violazioni, anche solo potenziali, di norme di legge o regolamenti, del Modello, del presente Codice Etico e delle procedure interne, di cui vengano eventualmente a conoscenza nell'espletamento dei loro compiti e delle loro funzioni"; i vertici dell'ENPAIA hanno affermato, sempre secondo notizie apprese dagli interroganti, di non essere a conoscenza dell'incarico ricoperto dal presidente Servadei in CIA, in quanto lo stesso non ne avrebbe dato comunicazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano fornire chiarimenti in merito ai fatti riportati in premessa, al fine di poter apprendere se sia stato rispettato quanto la legge prescrive in materia di conflitto di interesse e se gli incarichi ricoperti dal dottor Servadei in CIA possano interferire con l'attività da questi svolta in ENPAIA in qualità di presidente del Collegio dei sindaci per il controllo contabile dell'ente. Atto n. 3-02385 GIACOBBE Al Ministro della salute Premesso che: è in fase di realizzazione il piano di vaccinazioni contro il COVID-19, predisposto dal Governo in collaborazione con le regioni e con le strutture territoriali di gestione dei servizi sanitari, che si propone l'obiettivo di una estesa e quanto possibile veloce copertura preventiva della popolazione residente dall'ulteriore diffusione del virus ; da mesi oramai molti cittadini iscritti all'AIRE e temporaneamente in Italia segnalano la loro impossibilità ad accedere alle prenotazioni per usufruire del vaccino; con ordinanza numero 3/2021 del commissario straordinario per l'emergenza COVID si esortano le Regioni e le Province Autonome a vaccinare non solo la popolazione ivi residente, ma anche quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo, che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma; considerato che non è chiaro se i nostri connazionali iscritti all'AIRE che, impossibilitati a fare rientro nei propri Paesi, si trovano temporaneamente in Italia, rientrino nelle categorie richiamate nell'ordinanza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, possa confermare se la categoria di cittadini italiani iscritti all'AIRE e temporaneamente in Italia rientri nel piano vaccinale e di valutare la necessità di chiarire la questione con l'emissione di un'ordinanza. Atto n. 3-02386 TOFFANIN Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: all'interrogante risulta che, dalla fine dell'anno 2018, alcuni uffici locali dell'Agenzia delle entrate richiederebbero ai locatori, con avviso di liquidazione, l'imposta di registro pari a 200 euro nel caso in cui nel contratto di locazione registrato sia stata inserita una clausola penale, applicando di fatto quanto previsto per la tassazione degli atti sottoposti a condizione sospensiva (articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986); a tal riguardo, è stata emessa dalla commissione tributaria provinciale di Milano una sentenza di annullamento di un avviso di liquidazione di imposta di registro richiesta per via della clausola penale presente nel contratto di locazione (udienza n. 3380 del 30 gennaio 2017). Con tale decisione il giudice amministrativo, accogliendo il ricorso del contribuente, precisava che la clausola penale, "utilizzata nella prassi formativa dei contratti di locazione", è solo una penalità che attiene alla determinazione degli interessi applicabili in caso di ritardato pagamento del canone di locazione e che pertanto non può essere considerata una clausola sospensiva e come tale soggetta a tassazione ex articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986; vi sono inoltre altri tipi di penali contrattuali, diverse dalla pattuizione di un interesse moratorio, che il fisco assoggetta ad imposta di registro aggiuntiva in misura fissa di 200 euro in quanto negozio giuridico accessorio al contratto principale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda verificare tali circostanze presso l'Agenzia delle entrate per acquisire chiarimenti a tale riguardo; se intenda predisporre un'iniziativa normativa per adeguare la disciplina vigente, anche alla luce della sentenza emessa dalla commissione tributaria provinciale di Milano citata; se intenda valutare un'iniziativa normativa per far sì che i contratti di affitto e locazione siano assoggettati ad imposta di registro solo sul canone, escludendo altre imposte aggiuntive su eventuali clausole accessorie, e modificare quanto previsto in merito al pagamento dell'imposta di bollo, consentendo che i contrassegni telematici da applicare su ogni copia del contratto da registrare abbiano una data di emissione anche posteriore alla data di stipula del contratto, purché anteriore alla registrazione dello stesso. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05166 LANNUTTI ABATE ANGRISANI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dello sviluppo economico Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: Domenico Arcuri dal 2007 è amministratore delegato di Invitalia e da quando è esplosa la pandemia (più precisamente dalla sua nomina a commissario straordinario il 18 marzo 2020) ha accumulato i seguenti incarichi: commissario straordinario per il contrasto dell'emergenza, commissario straordinario per la riapertura delle scuole, responsabile del piano di distribuzione dei vaccini, responsabile per la distribuzione degli anticorpi monoclonali, oltre a essere anche commissario straordinario all'ex Ilva; in base ai numeri resi pubblici dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ad oggi la struttura commissariale di emergenza ha bandito gare con una base d'asta pari a circa 8 miliardi di euro e firmato 291 contratti per un valore di 3,5 miliardi di euro; in base all'analisi dei dati fatta dall'ANAC (l'Autorità nazionale anticorruzione), la gran parte degli appalti (5,2 miliardi di euro) sono stati avviati con il sistema della "procedura negoziata senza previa comunicazione".