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Colleghi, guardate che insieme alla preoccupazione e al disagio delle associazioni agricole, pian piano sta arrivando anche quello di tanti altri cittadini italiani, che non sono interessati direttamente, ma che capiscono che su questi temi deve prevalere il buon senso, piuttosto che l'irrazionalità o i sentimenti di qualcuno. Capisco il MoVimento 5 Stelle: si è tentato di esautorare le Regioni italiane, che per legge hanno la competenza della gestione della fauna selvatica, fanno i piani faunistici e le zone di protezione, stabiliscono quali sono le specie cacciabili e quali quelle protette, nonché le zone di rispetto per l'avifauna migratrice. Le Regioni fanno tutto questo e c'è stato un tentativo di esautorarle da questo compito, con l'automatismo di una legge statale. Capisco il MoVimento 5 Stelle, perché loro nelle Regioni non toccano biglia. Questo lo abbiamo capito: se potessero le abrogherebbero (Applausi) , viste le continue brutte figure e i calci che prendono ogni volta dagli elettori, quando ci sono le elezioni regionali. Avremmo potuto affrontare anche noi un tema divisivo: i dieci anni di divieto nella macchia mediterranea non servono. PRESIDENTE. Si avvii a concludere, senatore Bruzzone. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Certamente, signor Presidente. Ci sono alcune Regioni che hanno ridotto a tre anni, perché la macchia mediterranea ritorna quella di prima. Non lo abbiamo fatto, perché abbiamo la responsabilità di non toccare temi divisivi, sia pure in quella sacrosanta libertà di parola, che dobbiamo sempre garantire, dando ad ognuno la possibilità di dire quello che pensa. Mio nonno mi diceva, quando ero bambino (lo dico in italiano, anche se lo diceva nella mia lingua): «Caro bambino, c'è la libertà di parola, ma ricordati che piuttosto che parlare di una cosa che non conosci, è meglio stare zitto». (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. Per la verità dovrei interrompere la seduta, perché è cominciata la Conferenza dei Capigruppo, ma se la senatrice riduce un po' il suo intervento, la lascio intervenire ora, perché mi spiacerebbe rimandare il suo intervento a domani mattina. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, stiamo parlando di una piaga che sconvolge il paesaggio, distrugge la biodiversità, causando danni incalcolabili al patrimonio naturale e umano. Troppo spesso la natura dell'innesco è dolosa: gesti irresponsabili che non hanno nessuna giustificazione. Per quanto si faccia sensibilizzazione verso il problema, ogni anno continuiamo a registrare incendi più o meno vasti e più o meno devastanti. Per quanto lo Stato faccia sforzi, dotandosi di mezzi e uomini per fronteggiare le fiamme e spegnere gli incendi, il danno che contiamo ogni volta rimane immane. Per ristabilire le condizioni ecosistemiche di un bosco distrutto occorrono venti anni di cure e significative risorse per ridurre il rischio di una nuova distruzione. Il problema è destinato a crescere, visti i cambiamenti climatici che stiamo vivendo e che portano stagioni estive ormai sempre più spesso siccitose e caldissime. Questa estate torrida ha confermato il trend e ha fatto registrare una quantità di incendi mai vista prima: migliaia, di cui circa 400 di grandi proporzioni, cioè di oltre 30 ettari ciascuno. Il 35 per cento della superficie italiana è coperta da boschi, una ricchezza che richiede tanta attenzione, più volte e da tante parti invocata, dal momento che gli ultimi anni hanno testimoniato una costante e inesorabile crescita. Nel rapporto sulla prevenzione e gestione forestale dell'Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani, nell'aggiornamento ad agosto 2021, troviamo che già il 2017 fu un anno terribile per gli incendi, con più di 162.000 ettari coinvolti. Siamo in ritardo. La gravità dei danni che gli incendi provocano deve necessariamente far mettere in campo tutte le soluzioni necessarie e utili a ridurre questi disastri. Purtroppo questi accadimenti sono anche troppo spesso incredibilmente alimentati dall'uso irrispettoso dei nostri boschi, da interessi criminali e, non ultimi, dall'accensione dei residui agricoli o, addirittura in aree protette, dall'utilizzo di barbecue o dalla disinvoltura di incauti fumatori; pratiche sconsiderate e una maleducazione piuttosto diffusa, che vanno debellate attraverso pene severe e campagne di informazione sulla dannosità per l'ambiente di qualunque combustione e sull'importanza dei boschi e dell'ecosistema che rappresentano. Il decreto-legge che ci accingiamo a convertire è indispensabile e necessario per un contrasto più efficace, innanzitutto in termini di prevenzione e ovviamente di intervento, ma anche per una rapida individuazione dei responsabili di tali disastri e, quindi, in termini di inasprimento delle sanzioni. L'incremento di risorse per mezzi e uomini, come per la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche, è ovviamente indispensabile, ma con la consapevolezza che la prevenzione è sempre meglio della cura. È su questo fronte che la collaborazione di ogni ente, pubblico e privato, delle imprese agricole e forestali, di tutti i cittadini può essere determinante per la salvaguardia di un patrimonio, quello che la bellezza del paesaggio boschivo rappresenta. A tale proposito, nel campo degli interventi volti alla valorizzazione del paesaggio, è fondamentale il miglioramento della viabilità forestale. Bisogna prevedere un piano di rivalutazione di tutti quei percorsi antichi di mobilità lenta, fatta di strade rurali, strade bianche, tratturi, percorsi pedonali e mulattiere, che rappresentano un valore storico di rilievo e un modo per attivare nuove forme di economia locale, con cui sperimentare progetti che intersecano agricoltura, ecologia, turismo e servizi alle comunità. Ho appreso con piacere che un mio ordine del giorno è stato accolto: un impegno al Governo per interventi mirati per una strategia forestale volta alla rivalutazione di vasti areali boschivi, spesso lasciati all'abbandono, mediante la riscoperta e la valorizzazione della ruralità, del cicloturismo, del trekking , del turismo equestre, dei percorsi che nutrono il corpo e lo spirito. Ringrazio la presidente Moronese della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali e i relatori Quarto e Briziarelli per il grande lavoro di sintesi tra tutte le proposte giunte, condotto con passione e diligenza. Credo che usciremo da questi eventi così deleteri per la natura e il paesaggio soltanto con azioni proattive, combinate a una capillare informazione, promozione e sviluppo, volte al rispetto per la nostra madre Terra, con i suoi boschi e la sua biodiversità, che è vita per tutti e che, quindi, non può che rappresentare un bene prezioso per i territori che possono fregiarsi della sua ricchezza. Una bellissima cornice alle nostre passeggiate, ai nostri borghi, alle nostre città, che, se private, non avrebbero la stessa capacità attrattiva che sfido chiunque a non riconoscere. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 20,20, è ripresa alle ore 20,31) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE .