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Il disegno di legge è stato sottoposto all'esame della Commissione affari costituzionali, che, oltre a esperti e studiosi, ha udito anche i rappresentanti delle Regioni direttamente coinvolti, nonché i rappresentanti del comitato promotore, nello spirito di una leale collaborazione tra i livelli istituzionali della Repubblica, che ha reso efficiente ed efficace il nostro lavoro. Si è così giunti all'approvazione della norma già illustrata. L'inserimento di una disposizione con questo contenuto consente di disporre di un parametro costituzionale decisamente più esplicito di quello attualmente vigente (articolo 119 della Costituzione) e, quindi, di assicurare una maggior tutela per i diritti che devono essere garantiti in modo uguale a tutti i cittadini, compresi quelli che risiedono nelle Isole, rimuovendo gli svantaggi derivanti dall'insularità. Vengo così a parlarvi del vero nodo gordiano che è alla base di questa situazione e che spiega l'intervento legislativo che è stato sostenuto anche dal MoVimento 5 Stelle. La condizione di insularità pregiudica tutti gli aspetti della vita quotidiana dei cittadini che vi abitano o lavorano. Dall'aprire un'impresa, alla produzione di merci, ai trasporti, ai viaggi, all'energia elettrica o al gas: tutto ha un costo maggiore e una difficoltà superiore a quelli di una qualsiasi altra Regione d'Italia. La condizione di insularità e il superamento degli svantaggi da essa derivanti non sono limitati al solo problema della continuità territoriale, ma sono molto più estesi e complessi e investono tutti gli aspetti economici e sociali, che vanno dal mancato sviluppo ai deficit di infrastrutturazione. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, vi invito ad abbassare il tono della voce. Prego, senatrice Mantovani. MANTOVANI (M5S) . Colleghe e colleghi, l'insularità è una situazione che produce ritardi di sviluppo sociale ed economico e fa degli isolani cittadini con diritti ridotti e affievoliti rispetto ai cittadini della terraferma. Nessun'altra Regione italiana subisce lo stesso svantaggio strutturale dovuto all'insularità e alla perifericità, che incide in modo significativo sull'opportunità di abitanti e lavoratori. Con questo disegno di legge non solo vogliamo porre un freno a tale condizione, ma vogliamo anche sensibilizzare il legislatore ad assumere comportamenti e scelte legislative virtuose e, quindi, norme promozionali per lo sviluppo strutturale delle isole e per la specialità insulare. Alla fine di questo intervento ritengo sia doveroso procedere celermente all'approvazione di tale norma nella speranza che si concluda presto l' iter anche alla Camera e, quindi, diventi legge dello Stato. Diamo, quindi, dignità costituzionale alle isole in modo da riconoscere tutti i diritti dei nostri concittadini in qualsiasi parte del Paese essi siano. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge costituzionale, composto del solo articolo 1, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione, con il seguente titolo: «Modifica all'articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall'insularità». (Segue la votazione). Il Senato approva in prima deliberazione. (v. Allegato B). (Applausi) . Discussione e accoglimento di proposta di inversione dell'ordine del giorno DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ho chiesto di parlare per avanzare all'Assemblea una proposta di inversione dell'ordine del giorno. Ora dovremo passare al punto che prevede la conversione in legge del decreto-legge n. 121 del 2020 che, come sappiamo, non è ancora pronto. Proporremmo a questo punto passare alla discussione del disegno di legge costituzionale n. 83-212-938-1203-1532-1627-1632-2160-B per la modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione e subito dopo inserire anche il disegno di legge cosiddetto salvamare e posticipare l'esame del decreto. PRESIDENTE . Senatrice De Petris, avendo avuto cognizione anche dei tempi dell'Assemblea, chiederei se lei fosse favorevole a mettere in votazione l'inversione dell'ordine del giorno per quanto riguarda il disegno di legge costituzionale, posto che la Conferenza dei Capigruppo è convocata per le ore 16,30. Lo chiedo se non modifica troppo la sua proposta. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Presidente, va bene. La proposta che ho fatto era completa per l'organizzazione dei nostri lavori. PRESIDENTE. Senatrice, mi era chiaro il suo intento. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, non siamo favorevoli a questa richiesta di inversione e, anzi, avremmo proposto in sede di Capigruppo lo slittamento almeno a domani mattina della discussione sulla riforma costituzionale con riferimento al tema dell'ambiente. La proposta che avremmo formalizzato in Capigruppo è di procedere domani - immagino - al voto sulla fiducia già annunciata sul decreto trasporti e anche delle dichiarazioni sulla terza lettura della riforma costituzionale, che potrebbero trovare tempo sufficiente anche domani mattina. C'è un'esigenza, da parte del nostro Gruppo, di approfondire ancora il tema in terza lettura. Si tratta di una questione molto delicata e importante. Siamo quindi assolutamente contrari. Preferiremmo intanto discutere della cosiddetta legge salva mare e poi lasciare alla Conferenza dei Capigruppo il compito di decidere su questioni così delicate, senza usare la forza dei muscoli e dei numeri in quest'Aula, per modificare a piacimento della maggioranza queste questioni, che sono state dibattute a lungo in Conferenza dei Capigruppo e che non possono essere modificate all'ultimo minuto su decisione di una parte del Senato. E poiché noi abbiamo sempre avuto un atteggiamento responsabile rispetto alla forza preponderante della maggioranza, chiediamo che queste decisioni non vengano comunicate all'unica forza di opposizione all'ultimo momento, perché non è un modo di procedere, non è né cortese, né rispettoso del ruolo dell'opposizione, che da sola deve fronteggiare, con venti senatori, tutti gli argomenti che vengono posti all'attenzione dalla maggioranza, senza considerare che c'è un ennesimo decreto-legge su cui verrà posta l'ennesima fiducia. Se la Commissione incaricata di valutare e di esaminare il decreto trasporti è in ritardo, la colpa non è dell'opposizione, ma è della maggioranza, che ancora una volta arriva all'ultimo minuto prima della scadenza del decreto. Quindi, continuiamo con l'ordine del giorno così come previsto e lasciamo che sia la Conferenza dei Capigruppo, che si riunirà fra circa tre ore, a decidere come proseguire. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Ciriani, il suo punto di vista ovviamente è chiaro, così come è chiaro che c'è una diversa proposta, che verrà posta ai voti per alzata di mano.