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Qualcuno, però, probabilmente non lo ha capito, perché continua a fare esattamente ciò che il Presidente ha chiesto di non fare, e non per un suo gusto personale, ma perché la Costituzione prevede un ruolo importante e decisivo per il Parlamento e, anzi, affida al Parlamento la facoltà e il potere di fare le leggi, ai sensi dell'articolo 70 della Costituzione. Anche per questo il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore del disegno di legge in esame, nella speranza che il procedimento elettorale, così modificato e perfezionato, possa essere messo in atto al più presto, per dare la parola agli italiani. (Applausi) . ROJC (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, è molto importante la giornata odierna, che determina l'approvazione di un disegno di legge che ci riguarda tutti, partiti e cittadini, nel compito più alto che siamo chiamati a espletare: il nostro diritto di voto per decidere chi governerà il Paese. Nel 2021 la Corte costituzionale ha rilevato alcune questioni importanti, nel contesto del cosiddetto contenzioso elettorale preparatorio, riferendosi alle controversie relative agli atti del «procedimento preparatorio alle elezioni, nel quale è inclusa la fase dell'ammissione delle liste o di candidati». Del resto, è la Costituzione a dirci quali siano i principi della rappresentatività democratica e del libero esercizio del diritto di voto, interpretati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo. Sono stati i Costituenti a garantire l'autonomia delle Assemblee parlamentari nelle decisioni che riguardano controversie sui titoli di ammissione dei propri componenti e, dunque, di coloro che vengono proclamati eletti. Vorrei citare ancora ciò che viene sottolineato nella sentenza n. 48 del 2021, già richiamata dagli altri colleghi. Come emerge dai lavori dell'Assemblea costituente, l'articolo 66 «non sottrae affatto al giudice ordinario, quale giudice naturale dei diritti, la competenza a conoscere della violazione del diritto di elettorato passivo nella fase antecedente alle elezioni, quando non si ragiona né di componenti eletti di un'assemblea parlamentare né dei loro titoli di ammissione». Il cosiddetto elettorato passivo rappresenta l'aspetto essenziale della partecipazione dei cittadini alla democrazia, che è un diritto politico e democratico fondamentale come da Costituzione. La legge che ci accingiamo ad approvare, con il convinto voto a favore del Partito Democratico, viene a colmare un vuoto di tutela giurisdizionale che riguarda le elezioni più importanti, quelle politiche. Il Parlamento dà seguito a inviti della Corte costituzionale, ma anche dei Ministri dell'interno e degli esteri, condivisi da tutti i Gruppi parlamentari, intervenendo così in materia di procedimento preparatorio per le elezioni politiche. Vorrei sottolineare in particolare l'articolo 3 che definisce i termini per gli adempimenti preelettorali in materia di esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini residenti all'estero, per evitare che vi siano, in seguito all'introduzione del nuovo ricorso giurisdizionale, decisioni troppo ravvicinate alla data delle elezioni. Tutti i termini, sin dall'indizione delle elezioni, sono anticipati di cinque giorni e alcuni sono stati ridotti. Come ha rilevato la citata sentenza della Corte costituzionale, mancava dunque una disciplina legislativa tale da assicurare accesso tempestivo alla tutela giurisdizionale nei confronti di decisioni in ipotesi lesive del diritto, come ricusazioni di liste o dichiarazioni di incandidabilità, affermando la presenza «di una zona franca dalla giustizia costituzionale, e dalla giustizia tout-court , quantomeno nella sua dimensione effettiva e tempestiva, ciò che non è accettabile in uno Stato di diritto». Il diritto all'esercizio di voto dei cittadini italiani, anche di quelli residenti all'estero, è uno dei cardini della nostra democrazia. Permettetemi di ricordare in quest'Aula, che oggi si accinge a colmare una mancanza importante, la necessità di garantire la rappresentanza parlamentare anche ai cittadini appartenenti alle minoranze storiche con adeguati provvedimenti di natura costituzionale, non ordinaria. La Costituzione infatti - come sappiamo - tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Per quella slovena, che mi onoro di rappresentare grazie al Partito Democratico, è previsto l'obbligo dello Stato di facilitare l'elezione di un rappresentante nelle due Camere. Garantire il diritto di tribuna rappresenterebbe un'importante implementazione della nostra democrazia tout-court . Sarà dunque importante concepire la legge che stiamo per approvare come necessaria per assicurare una giustizia preelettorale che garantisca gli elettori nelle loro proposte e scelte, definendo un termine unico per tutti gli atti del procedimento preparatorio, per l'impugnazione o l'appello, tanto da rendere possibile la definizione dell'intero giudizio entro otto giorni dalla pubblicazione del provvedimento impugnato, mantenendo fermo il principio della sua definitività. Il Parlamento fa proprio, dunque, il richiamo della Corte costituzionale, con l'auspicio, che facciamo nostro e che si legge nella relazione introduttiva, che questo disegno di legge possa inaugurare una nuova stagione di proficuo e costruttivo dialogo istituzionale tra il Parlamento e il giudice delle leggi. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, non dobbiamo assolutamente sottovalutare il provvedimento, molto importante, che ci accingiamo a votare. Chiunque abbia avuto esperienza di presentazione delle liste elettorali e di ciò che a volte accade, anche dopo, con riferimento alle candidature e alle esclusioni, sa perfettamente che ci si muoveva in una sorta di limbo, in cui vi erano possibilità di ricorso alle commissioni elettorali e alla corte d'appello, ma con procedimenti francamente privi di certezza. Su questo, per fortuna, è arrivata una giusta segnalazione della Corte costituzionale, con la sentenza n. 48 del 2021, con la quale la Consulta ha rilevato la mancanza di una disciplina legislativa che assicuri quello che è necessario nel momento in cui si presentano le liste e vi siano rilievi ed esclusioni, ossia l'accesso tempestivo alla tutela giurisdizionale nei confronti di decisioni che possono essere molto, ma molto lesive del diritto di elettorato passivo. Badate che, in alcuni casi, e non rari, ciò ha influito molto sugli esiti elettorali complessivi. Tutto questo, infatti, ha un impatto sul momento più importante di un sistema democratico, quello delle elezioni, che non possiamo assolutamente sottovalutare. La Corte ha mosso questo rilievo e ci ha segnalato con forza la mancanza di una disciplina legislativa in materia. Ringraziamo il presidente Parrini, che si è fatto carico dell'iniziativa legislativa, che poi è stata sottoscritta da tutti i Gruppi parlamentari, non solo per adempiere alla segnalazione fatta, ma anche per colmare finalmente questo che è un vero e proprio vuoto nel procedimento preparatorio per le elezioni politiche.