[resaula]

Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 4. PRESIDENTE . Gli emendamenti 4.1 e 4.2 sono stati ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.3. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, con l'emendamento 4.3 ribadiamo che il reclutamento basato esclusivamente sulle conoscenze apprese all'università non è sufficiente a garantire quella competenza necessaria ad assumere un ruolo così importante come quello di magistrato. In base alla norma che stiamo per votare sarebbe sufficiente la laurea quadriennale, e cioè anche quella del vecchio ordinamento, per partecipare al concorso da magistrato. Questo comporterebbe la cancellazione definitiva di esperienze come quella delle scuole professionali di specializzazione legale. Per questa ragione proponiamo che, per partecipare al concorso di magistrato, si debba anche dimostrare di aver frequentato una scuola di specializzazione per le professioni legali. Voglio ricordare che è sotto gli occhi di tutti l'esito veramente deludente degli ultimi concorsi di magistratura, dai quali emerge come i giovani candidati molto spesso siano sprovvisti anche delle elementari nozioni, addirittura a volte anche della capacità di scrivere correttamente una frase compiuta in lingua italiana senza errori, e non dico di grammatica, ma almeno di sintassi. Per questa ragione noi crediamo che, per garantire quell'alto livello che ha sempre contraddistinto i nostri magistrati, sia necessario ripristinare e mantenere la possibilità, anzi l'obbligo di frequenza della scuola di specializzazione. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3, presentato dai senatori Balboni e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.4 e 4.5 sono stati ritirati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.6, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.9. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, con questo emendamento proponiamo che i magistrati in servizio non possano svolgere un ruolo didattico e organizzativo presso le scuole private che offrono corsi di preparazione al concorso in magistratura. Ci sembra chiaramente un conflitto di interessi che un magistrato in servizio debba occuparsi di tenere lezioni a coloro che intendono partecipare ai corsi di magistrato. Reputiamo questo un elementare principio di trasparenza e imparzialità, che credo l'Aula dovrebbe valutare positivamente. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9, presentato dai senatori Balboni e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.1 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, con l'emendamento 4.0.2 noi introduciamo - poi ci sarà tutta un'altra serie di emendamenti che rafforzerà questa nostra proposta - il principio che il nostro ordinamento giudiziario debba avviarsi verso la separazione delle carriere. Quindi, per cominciare ad adottare misure propedeutiche in questo senso, con l'emendamento in esame chiediamo che, dall'entrata in vigore della presente legge, siano banditi due distinti concorsi per l'accesso alla magistratura, uno per la funzione inquirente e uno per la funzione giudicante. La funzione inquirente e la funzione giudicante rispondono a requisiti, norme, forma mentis e abito mentale assolutamente distinti e distanti tra loro. Un conto è il pubblico ministero, che deve ricercare ogni prova, certo anche quelle a favore dell'indagato, ma ogni prova, e quindi rappresentarsi ogni situazione, anche la più inverosimile, per arrivare ad accertare la verità; egli sostanzialmente deve essere animato da una cultura che definirei una cultura del sospetto, esattamente il contrario del giudice. Il giudice deve essere invece, come vuole la nostra Costituzione, assolutamente imparziale e deve giudicare avendo di fronte un'accusa e una difesa che hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri, le stesse facoltà e prerogative. E allora si capisce molto bene che un giudice che giudica, avendo fatto la stessa carriera magari con il collega pubblico ministero; avendo fatto il concorso insieme; avendo svolto il ruolo di uditore giudiziario insieme; avendo una sorta di comunanza e anche di colleganza professionale, anche non volendo, potrebbe non riuscire a spogliarsi completamente della cultura che ha acquisito nel suo percorso professionale; a maggior ragione se magari fino a un anno prima, sia pure in un altro distretto e in un'altra Regione, svolgeva il ruolo di pubblico ministero. La forma mentis, la cultura e la mentalità del pubblico ministero sono assolutamente incompatibili con quelle del giudice. Sappiamo bene che, quando si acquisisce una mentalità, poi, anche se in modo inconscio e inconsapevole, si continua a rispondere a essa. Potrei capire un giudice che va a fare il pubblico ministero, ma mai e poi mai si può accettare un pubblico ministero che va a fare il giudice. È pertanto necessario avviare un percorso di separazione delle due funzioni e, poi, delle due carriere. Per questa ragione, sosteniamo questo nostro emendamento. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.2, presentato dai senatori Balboni e Ciriani, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.3 è stato ritirato.