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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Macedonia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 1° dicembre 2014. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Macedonia sancisce l'impegno dei due Paesi a rafforzare la collaborazione in materia di sicurezza, al fine di potenziare l'attività di contrasto alla criminalità organizzata trans-nazionale. L'articolo 1 dell'Atto pattizio individua le Autorità competenti responsabili per l'attuazione dell'Accordo che sono: il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno per la Repubblica italiana e il Ministero dell'Interno per la Repubblica di Macedonia. L'articolo 2 indica le linee guida per l'attuazione della cooperazione tra i due Paesi nei settori del crimine organizzato tra i quali il traffico illecito di stupefacenti, la tratta degli esseri umani, l'immigrazione illegale, il traffico di armi, munizioni, esplosivi, materiali nucleari, radioattivi e tossici, la criminalità informatica, eccetera. L'articolo 3 disciplina l'azione congiunta di contrasto alla criminalità effettuata attraverso lo scambio di informazioni, lo scambio di esperienze, lo scambio di ufficiali di collegamento e degli esperti di polizia per promuovere e coordinare azioni e attività di formazione congiunte. L'articolo 4 prevede una tutela specifica circa le modalità per la richiesta di assistenza, l'articolo 5 per il relativo diniego e l'articolo 6 per la sua esecuzione. L'articolo 7 dedica una particolare tutela alla trattazione delle informazioni e dei dati sensibili. L'articolo 8 disciplina, inoltre, le riunioni e le consultazioni che i rappresentanti degli Stati debbono tenere sul territorio italiano o macedone al fine di valutare i progressi ottenuti nell'ambito dell'applicazione dell'Accordo stesso. L'articolo 9 stabilisce che la gestione delle spese relative all'applicazione dell'accordo sia attribuita alle Parti che ne stabiliscono i termini e le condizioni attraverso le consultazioni. L'articolo 10, inoltre, stabilisce la lingua ufficiale di comunicazione mentre l'articolo 11 definisce le disposizioni sulla soluzione di eventuali controversie in ordine all'interpretazione ed all'applicazione dell'atto. L'articolo 12, infine, prevede le disposizioni sull'entrata in vigore dell'Accordo e gli eventuali emendamenti da apportare.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Macedonia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 1º dicembre 2014. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 12 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle spese di cui agli articoli 3 e 8 dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in euro 108.740 a decorrere dall'anno 2015, e dalle rimanenti spese pari a euro 43.408 a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri valutati di cui al comma 1 del presente articolo e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni degli oneri di cui al periodo precedente, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere, con apposita relazione, in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .