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4 I comuni sono responsabili della tutela e del benessere delle colonie feline, ne redigono e aggiornano la mappatura e provvedono al loro sostentamento. 5 I comuni possono affidare la tutela e la cura delle colonie feline, su richiesta, ad associazioni riconosciute, sulla base di accordi che individuino le modalità per la tutela delle condizioni igieniche del territorio e le modalità per la cura e il sostentamento dei gatti, provvedendo allo stanziamento di buoni pasto per la loro alimentazione. 6 È fatto obbligo ai soggetti affidatari di cui al comma 5 di garantire la pulizia e il decoro delle aree adibite alle attività necessarie alla tutela delle colonie e di segnalare tempestivamente al comune e al servizio veterinario ufficiale qualunque variazione numerica intervenuta nella colonia. 7 Le colonie feline possono essere spostate dalla zona abitualmente frequentata ad altra zona preventivamente individuata, solo per gravi e documentate necessità delle colonie stesse. Lo spostamento è autorizzato dal sindaco, previo parere del servizio veterinario ufficiale e sentiti l’associazione, nel caso di cui al comma 5, o i soggetti privati incaricati della tutela e cura della colonia. Qualora lo spostamento sia dovuto ad opere edilizie, l'avvio delle opere è subordinato all'autorizzazione del sindaco allo spostamento della colonia. 8 Le gabbie a trappola possono essere vendute solo a medici veterinari, associazioni riconosciute e persone in possesso di autorizzazione rilasciata dal comune o dal servizio veterinario ufficiale. 9 La soppressione dei gatti liberi può avvenire solo alle condizioni e con le modalità di cui all'articolo 11. 10 I gattili devono prevedere due tipi di aree all'aperto, una per il mantenimento dei gatti non affetti da malattie trasmissibili ed una per i gatti affetti da malattie croniche trasmissibili. Tali aree devono essere proporzionate al numero dei gatti ospitati, con uno spazio minimo di 5 metri quadrati per gatto, devono essere idonee a garantirne la socializzazione, dotate di idonei spazi o contenitori destinati alle deiezioni, chiuse anche nella parte superiore e comunque idonee ad impedire la fuga degli animali. Ogni area deve essere provvista di adeguate strutture di ricovero al fine di proteggere i gatti dalle intemperie, dal freddo e dal vento, con oggetti collocati a fine di arricchimento ambientale e ripiani sviluppati anche in altezza, accessibili ai gatti. I gattili devono rispettare i requisiti tecnico-strutturali e gestionali individuati con il decreto di cui all'articolo 15, comma 5. I gattili devono tenere il registro di cui all'articolo 15, comma 9. 20 (Verifiche e controlli) 1 I sindaci sono responsabili dei cani prelevati sul territorio comunale di competenza e collocati in strutture site in altri comuni. I sindaci devono: a informare il servizio veterinario ufficiale del trasferimento dei cani per la verifica sulla condizioni sanitarie e di benessere degli animali all'arrivo; b effettuare verifiche sullo stato di salute e benessere degli animali con periodicità di almeno due volte l'anno, garantendo il libero ingresso delle associazioni riconosciute delegate alle adozioni. 21 (Impiego di cibo residuo per animali) 1 Le associazioni riconosciute possono rivolgersi alle mense di amministrazioni pubbliche e a quelle di aziende private per il prelievo di residui alimentari ed eccedenze derivanti dalla preparazione di qualsiasi tipo di cibo solido, cotto o crudo, non entrato nel circuito distributivo di somministrazione, da destinare esclusivamente all'alimentazione delle colonie feline, dei cani liberi accuditi e degli animali dei rifugi, dandone comunicazione al servizio veterinario ufficiale. 2 I privati cittadini che accudiscono colonie feline o cani liberi accuditi possono avvalersi della facoltà di cui al comma 1 alle stesse condizioni, nel rispetto delle norme d'igiene pubblica, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona dove gli animali sono alimentati, fatta salva la presenza costante di un contenitore per l'acqua. 3 È vietato impedire od ostacolare in qualsiasi modo l'espletamento delle attività di accudimento degli animali randagi. V ATTIVITÀ CON ANIMALI D'AFFEZIONE 22 (Autorizzazione delle attività) 1 Le attività economiche con animali d'affezione sono autorizzate dal sindaco del comune in cui l'attività si svolge, previo parere favorevole del servizio veterinario ufficiale. Nelle strutture non conformi ai requisiti previsti dalla presente legge e dal decreto di cui all’articolo 15, comma 5, o comunque sprovviste dell'autorizzazione comunale, non possono essere introdotti animali. 2 Il servizio veterinario ufficiale, nella fase istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione sanitaria di cui al comma 1, accerta che la struttura possegga i requisiti igienico-sanitari, tecnici e gestionali, ivi compresa la custodia anche durante le ore notturne da parte di personale qualificato, necessari ai fini della tutela del benessere animale, stabiliti con il decreto di cui all'articolo 15, comma 5. 3 L'autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa partecipazione del richiedente ai corsi di formazione professionale, comprensivi di tirocinio pratico di almeno tre mesi, di cui al comma 4. Il titolare dell'attività deve garantire che il servizio sia svolto tramite personale professionalmente formato. Nell’autorizzazione sono indicate le quantità per singola specie detenibili contemporaneamente all'interno delle aree riservate all'attività. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, anche avvalendosi delle associazioni riconosciute, organizzano corsi di formazione professionale al fine di assicurare la conoscenza da parte del richiedente delle nozioni riguardanti benessere animale, zoologia, etologia e zooantropologia, tecniche di allevamento, norme igienico-sanitarie e cura degli animali oggetto della domanda di autorizzazione. Tali corsi si concludono con un esame finale sulle competenze teoriche e pratiche acquisite. 5 I comuni rendono accessibile ai cittadini l'elenco delle attività economiche con animali d’affezione autorizzate, e ne curano l'aggiornamento. 23 (Obblighi per la detenzione per finalità economiche e divieti) 1 Le attività concernenti la vendita e l'allevamento di animali, l'introduzione di animali da Stati membri dell’Unione europea nonché da altri Stati e la custodia di animali non possono essere esercitate con forme giuridiche limitative delle responsabilità di soci o associati. Tali attività sono sottoposte ad autorizzazione e devono garantire: a una idonea fideiussione proporzionata al numero di animali detenuti e censiti annualmente, utilizzabile dall'amministrazione comunale per il mantenimento e la cura degli animali nei casi in cui il gestore vi sia impossibilitato in forza di un provvedimento amministrativo o giudiziario. L'importo di tale fideiussione è individuato con apposito provvedimento del Ministero della salute; b la nomina di un direttore sanitario che provveda a redigere un piano sanitario della struttura a disposizione degli organi di vigilanza, garantendo almeno tre visite a settimana nella struttura ed il servizio di pronto soccorso ventiquattr’ore al giorno;