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Art. 14 Abrogazione e modificazione di norme 1. Ai sensi dell'art. 2, comma 8, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono da intendersi abrogati gli articoli 13, 14, 16 comma 1, 19, 22 commi 1, 2, 3, 4 e 6, 23, 28, 41 commi 1 e 2, e 46 del regio decreto 20 luglio 1934, n. 1303, in quanto risultino incompatibili con le disposizioni del presente decreto in relazione alle materie da esso disciplinate. 2. Il comma 2 dell'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, ai fini delle concessioni e delle autorizzazioni disciplinate dal presente regolamento, deve intendersi modificato nel senso che le stesse sono rilasciate sentita la regione interessata, nonché, limitatamente alle opere di cui all'art. 2, comma 1, lettere a) e b) del presente regolamento, previo parere dei Ministeri dell'ambiente e della sanità. 3. Limitatamente alle procedure di concessione e di autorizzazione disciplinate dal presente regolamento, non si applicano le norme che prevedono l'acquisizione del parere della Commissione consultiva per le sostanze esplosive ed infiammabili del Ministero dell'interno, di cui all'art. 49 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Note all'art. 14: - Per il testo dell'art. 2, comma 8, della legge n. 537/1993, si vedano le precedenti note alle premesse. - Il testo degli articoli 13, 14, 16, 19, 22, 23, 28, 41 e 46 del regio decreto n. 1303/1934 è il seguente: "Art. 13. - La domanda di concessione di cui all'articolo precedente deve essere stesa su carta da bollo ed essere indirizzata al Ministero delle corporazioni. In essa devono indicarsi: a) le generalità e domicilio del richiedente; se trattisi di società, deve essere allegata copia dell'atto costitutivo e dello statuto; b) elementi circa la capacità tecnica e le disponibilità finanziarie del richiedente; c) la natura ed il processo delle lavorazioni che si intendono effettuare; d) la località dove il richiedente intenda di costruire lo stabilimento; e) la persona o l'ente cui appartiene il suolo sul quale sarà costruito l'opificio; f) la distanza dell'impianto dalla più vicina linea ferroviaria o tramviaria, dalle case di abitazione, scuole, ospedali, monumenti nazionali, e da tutti gli altri fabbricati esterni definiti nelle norme di sicurezza di cui all'art. 23 della legge, nonché dal confine del pubblico demanio marittimo o dei corsi o canali di acqua destinati alla navigazione marittima; infine l'altezza dei singoli fabbricati e dei serbatoi; g) la qualità, la quantità e possibilmente la provenienza delle materie prime che saranno introdotte annualmente nello stabilimento per essere lavorate; h) la qualità e la quantità dei prodotti derivati che si prevede di ottenere; i) l'ubicazione, appartenenza e costituzione dei depositi nei quali sarà custodita la scorta di riserva di materie prime e di prodotti petroliferi derivati; l) la quantità annuale approssimativa dei prodotti derivati che intende esportare; m) i modi ed i mezzi di collocamento dei prodotti ottenuti. Qualora gli opifici debbano sottoporre a lavorazione, contemporaneamente o disgiuntamente, materie prime di provenienza estera e materie prime di origine nazionale, devono indicarsi, agli effetti dell'art. 8 della legge, i mezzi ed i modi per assicurare la separazione delle due lavorazioni". "Art. 14. - La domanda di cui all'articolo precedente deve essere corredata da una relazione tecnica illustrativa atta a far conoscere i processi e le fasi di lavorazione, da una relazione economica indicante il preventivo di costo dell'impianto, dalla planimetria generale della località nella quale sorgerà lo stabilimento e dai piani dei vari impianti. La relazione tecnica deve indicare le percentuali di rendimento che si presumono di ottenere dalle materie prime. Le planimetrie e i piani illustrativi devono essere redatti in scala appropriata conformemente alle istruzioni che saranno impartite dal Ministero delle corporazioni e devono fornire tutte le indicazioni che il Ministero stesso riterrà necessarie. La domanda di concessione con relative relazioni, planimetrie e piani, deve essere esibita in quattro esemplari, di cui due debitamente bollati". "Art. 15. - Gli impianti devono avere una potenzialità sufficiente ad assicurare con regolarità la lavorazione dei quantitativi annui di materie prime indicati nell'atto di concessione, tenuto anche conto dei presumibili periodi di fermata per manutenzione ordinaria e straordinaria. Al fine di accertare l'effettiva potenzialità degli impianti, le amministrazioni concedenti hanno la facoltà di imporre un esperimento di lavorazione a pieno regime per un periodo non superiore a due mesi. Salvo casi di forza maggiore la lavorazione in ciascun mese non potrà mai discendere al di sotto della metà della lavorazione normale corrispondente ad un dodicesimo dei quantitativi annui di materie prime che alle imprese è concesso di trattare". "Art. 16. - La concessione di cui all'art. 4 della legge è accordata con decreto del Ministro per le corporazioni, di concerto con il Ministro per le finanze, e sentito il parere dell'apposita Commissione costituita ai sensi dell'art. 15 della legge stessa e della Commissione suprema di Difesa agli effetti dell'art. 5, lettera a), della legge. La concessione predetta avrà pieno effetto legale dopo che il concessionario avrà rilasciato formale dichiarazione di accettazione di tutte le clausole contenute nel decreto di concessione. Avvenuta l'accettazione delle clausole predette, il Ministro delle corporazioni ne darà comunicazione a quello per le finanze". "Art. 19. - Gli impianti ed il processo di lavorazione, in base ai quali fu accordata la concessione, non possono essere variati dal concessionario, né durante il periodo di costruzione, né durante il periodo di esercizio dell'opificio, salva preventiva autorizzazione delle amministrazioni concedenti". "Art. 22. - Per potere ottenere la concessione di impiantare o gestire un desposito, con o senza serbatoi, di oli minerali, di lubrificanti, e di carburanti in genere, gli interessati devono presentare al Ministero delle corporazioni domanda in carta da bollo dalla quale risulti: a) le generalità e domicilio del richiedente; se trattasi di società, il nome, cognome e recapito del legale rappresentante; b) lo scopo per il quale viene richiesta la concessione; c) la località dove il richiedente intende di eseguire l'impianto; d) la capacità in metri cubi, il tipo e la destinazione di ciascun serbatoio; e) la quantità, espressa in metri cubi, dei vari prodotti petroliferi che il richiedente intende tenere in fusti nei magazzini, fabbricati, tettoie, ecc.; f) la persona o l'ente cui appartiene il suolo sul quale sarà eseguito l'impianto; g) la struttura dei fabbricati e le modalità per la relativa sicurezza;