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Qualora un impianto per la telefonia mobile sia in funzione privo di certificato di regolare esecuzione o di collaudo o comunque in violazione di norme, il sindaco ordina l'immediata disattivazione del medesimo. Art. 13. (Partecipazione) 1. Il progetto del piano comunale di cui all'articolo 11 ed il regolamento di cui all'articolo 10, prima di essere approvati da parte del consiglio comunale, sono depositati presso la segreteria del comune e presentati alla cittadinanza in un'assemblea pubblica. 2. Dell'avvenuto deposito e dell'assemblea pubblica è data notizia mediante avviso pubblicato sull'albo comunale e mediante apposita inserzione su almeno due quotidiani locali. Entro due mesi dal deposito ovvero in occasione dell'assemblea pubblica, gli enti, i portatori di interessi diffusi organizzati in comitati ed associazioni, le associazioni ambientaliste riconosciute ed i privati possono presentare osservazioni scritte od orali, che devono essere verbalizzate dal presidente dell'assemblea. I soggetti interessati possono formulare osservazioni e depositare memorie e documenti in merito alle istanze pervenute, entro il termine fissato dal comune; possono altresì chiedere di inviare propri tecnici per procedere ad ispezioni, accessi, sopralluoghi, verifiche ed accertamenti tecnici. Art. 14. (Catasto comunale degli impianti) 1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i gestori di reti e di impianti di trasmissione radiotelevisiva e di telefonia mobile sono tenuti a presentare al comune un catasto comunale degli impianti che descriva le caratteristiche tecniche, lo sviluppo, la modificazione o il mantenimento dei sistemi da loro gestiti. 2. Nell'ambito del catasto comunale degli impianti i gestori evidenziano il grado di copertura del territorio garantito dal funzionamento dell'insieme degli impianti installati e da ogni singolo impianto installato. 3. Il catasto comunale degli impianti è annualmente aggiornato e comunicato al comune a cura dei gestori degli impianti. 4. Compete ai comuni, alla luce del grado di copertura del territorio di cui al comma 2, valutare la congruità delle proposte di nuova installazione di impianti. 5. I comuni rendono pubblici i contenuti del catasto comunale degli impianti, fissando un termine per la presentazione delle osservazioni da parte di cittadini, associazioni o comitati. 6. I comuni, al fine di contenere la diffusione di impianti responsabili della produzione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, promuovono l'utilizzo in comune, da parte di più gestori, degli impianti installati o da installare. Eventuali rapporti economici e giuridici connessi con l'utilizzo comune di un medesimo impianto sono disciplinati mediante l'adozione di specifiche convenzioni tra le parti. Art. 15. (Risanamento degli impianti per la telefonia mobile già esistenti) 1. Gli impianti di telefonia mobile esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge che non siano ad essa conformi devono essere delocalizzati o adeguati alle disposizioni di cui alla presente legge. 2. L'adeguamento di cui al comma 1 deve essere effettuato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. A tal fine, i gestori degli impianti presentano al comune un programma degli interventi di risanamento contenente le modalità ed i tempi di attuazione. Il comune emette specifica concessione per tali programmi, previa acquisizione del parere dell'ARPA, dell'ISPESL e dell'ASL territorialmente competenti. In caso di delocalizzazione, viene assicurata priorità nel rilascio della concessione edilizia agli impianti già esistenti, rispetto alle domande di nuova installazione. 3. Il gestore comunica al comune l'avvenuta realizzazione degli interventi di risanamento o di delocalizzazione autorizzati entro un mese dalla fine dei lavori. 4. In caso di mancata realizzazione dell'intervento di risanamento o di delocalizzazione dell'impianto, il sindaco ordina la sospensione immediata della concessione da due a sei mesi. Se l'inottemperanza persiste al termine della sospensione, il sindaco ordina la revoca della concessione. Art. 16. (Attività di controllo) 1. I comuni esercitano le funzioni di controllo e di vigilanza sugli impianti di trasmissione radiotelevisiva e sugli impianti di telefonia mobile, direttamente ovvero utilizzando le strutture dell'ARPA, dell'ASL, dell'ISPESL territorialmente competenti, anche mediante monitoraggio periodico degli impianti. 2. Il personale incaricato dei controlli di cui al comma 1, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, può accedere agli impianti ed eseguire verifiche, accertamenti tecnici, ispezioni e sopralluoghi nonché ordinare l'esibizione di dati, informazioni e documenti ai titolari o gestori degli impianti. 3. Nei casi di superamento dei limiti massimi di emissione fissati dalla normativa vigente, il sindaco, mediante diffida, ordina la messa a norma entro un mese. In caso di inottemperanza, il sindaco revoca la concessione. Art. 17. (Intese ed accordi) 1. Le regioni e i comuni favoriscono la ricerca, lo sviluppo e l'applicazione di tecnologie che consentano di minimizzare le emissioni degli impianti, ovvero di realizzare sistemi di monitoraggio continuo delle sorgenti e favoriscono altresì l'espletamento di indagini epidemiologiche nei territori di competenza. 2. Al fine di cui al comma 1 le regioni e i comuni possono promuovere con i soggetti gestori degli impianti intese ed accordi di programma.