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Introduzione dell'educazione all'affettività e al rispetto delle differenze nelle attività didattiche delle scuole del sistema nazionale di istruzione. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge, che riprende, con modifiche, il testo dell'atto Camera n. 482 a prima firma dell'onorevole Carnevali presentato nella XVIII legislatura, si propone di affrontare il problema delle discriminazioni contro ogni diversità, in particolare quelle legate al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere, e di combattere ogni forma di violenza nei confronti dei soggetti che più vi sono esposti, con provvedimenti che incidano profondamente nella cultura delle nuove generazioni, attraverso un'azione positiva volta a sviluppare nella formazione degli studenti il rispetto dei principi di eguaglianza, pari opportunità e non discriminazione. Per il raggiungimento di tali obiettivi è necessario promuovere nel sistema educativo processi formativi che comprendano lo sviluppo del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, in particolare a partire dalla parità tra uomini e donne, insieme all'esercizio del rispetto delle differenze quale espressione di diritto-dovere, nell'ambito dei principi democratici di cittadinanza (articoli 1, 2, 3, 4, 29, 37 e 51 della Costituzione) e nel quadro della crescita armonica della persona, anche per quanto riguarda la sfera affettiva, nonché quella della sessualità e della salute riproduttiva. Obiettivo prioritario per l'intera società italiana deve essere l'affermazione dell'uguaglianza dei diritti, nella tutela di ogni diversità e nella salvaguardia della dignità e della libertà della persona, innanzitutto nella sua dimensione di genere. Il presente disegno di legge si propone di raggiungere tali obiettivi attraverso l'introduzione, tra le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, di percorsi educativi volti all'eliminazione degli stereotipi di genere che ostacolano di fatto l'esercizio paritario dei diritti degli uomini e delle donne, alla valorizzazione delle differenze, ivi comprese quelle legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere, alla prevenzione dei conflitti e alla loro risoluzione in modo pacifico. In particolare è necessario favorire una formazione che permetta di costruire la propria identità, nella serena accettazione del proprio sesso, della propria espressione di genere, del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, e in modo da assumere una concezione della realtà che integri, allo stesso tempo, la conoscenza e la valorizzazione etica della stessa. Va ricordato che nel corso della XVII legislatura le Camere hanno già approvato alcune iniziative legislative per il contrasto della violenza di genere (prima fra tutte, la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica – cosiddetta Convenzione di Istanbul – ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77), che per essere attuate necessitano di politiche e strategie che si sviluppino su più piani, tra i quali quello culturale ed educativo appare il principale, posto che è l'unico che può dare risultati durevoli. Anche nel corso della XVIII legislatura sono state approvate ulteriori leggi in materia, tra le quali si ricorda la legge 19 luglio 2019, n. 69 (cosiddetto « codice rosso ») e la legge 27 settembre 2021, n. 134, in materia di riforma del processo penale con riferimento alla violenza di genere. Non sono state invece approvate in via definitiva le proposte di legge che miravano a estendere la disciplina della prevenzione e del contrasto di discorsi e crimini d'odio anche alle condotte di carattere misogino, omolesbobitransofobico e abilista. Il contrasto degli stereotipi – e in particolare di quelli legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere – è altresì indispensabile per superare il gender gap e, più in generale, per intervenire sulle condizioni strutturali della disuguaglianza. L'articolo 1 prevede che le finalità enunciate dall'articolo 1, commi 7, lettera e) e 16 della legge 13 luglio 2015, n. 107, siano perseguite integrando nell'offerta formativa specifici moduli dedicati all'educazione all'affettività, alla sessualità e alla salute riproduttiva, nonché al rispetto delle differenze di sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Al fine di sviluppare tali competenze – che coinvolgono la dimensione cognitiva, quella dei valori e degli atteggiamenti – il comma 2 prevede che i curricula delle scuole di ogni ordine e grado siano integrati con l'educazione interdisciplinare ai principi di eguaglianza e di pari opportunità, all'educazione alla parità tra i sessi e al rispetto delle differenze, di sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, all'educazione all'affettività, alla sessualità e alla salute riproduttiva, alla soluzione non violenta dei conflitti interpersonali, alla prevenzione della violenza e di tutte le discriminazioni e al contrasto dei discorsi di odio. Il comma 3 precisa, inoltre, che i contenuti e le modalità tecniche di cui ai commi 1 e 2 siano adeguati all'età e al grado di maturità fisica e psicologica degli alunni e degli studenti, nel rispetto del pluralismo culturale, dell'autonomia scolastica e del Patto educativo di corresponsabilità stabilito dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235. L'articolo 2 definisce i compiti del Ministro dell'istruzione e del merito, prevedendo in particolare che l'integrazione dei curricula con l'inserimento dei moduli di cui all'articolo 1 – la quale dev'essere assicurata con appositi provvedimenti da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge – avvenga sulla base di specifiche Linee guida da adottarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Si prevede altresì che l'elaborazione delle Linee guida avvenga mediante una consultazione aperta, nel rispetto del pluralismo culturale, ai sindacati, alle associazioni, anche rappresentative degli studenti e dei genitori, a soggetti e ad associazioni attivi nel contrasto delle discriminazioni e della violenza motivate da sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, nonché agli ordini professionali. L'articolo 3 prevede che gli istituti scolastici, nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa, predispongano un piano per l'educazione all'affettività e al rispetto delle differenze, volto allo sviluppo delle competenze di cui all'articolo 1 attraverso la promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali e l'eliminazione di stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla discriminazione delle persone in base al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere. I commi 2, 3, 4 e 5 disciplinano il contenuto del piano e prevedono forme di coinvolgimento delle famiglie e del personale non docente e la nomina di un docente referente. L'articolo 4 prevede un'adeguata informazione, pubblicità nonché comunicazione alle famiglie sugli interventi educativi deliberati nell'ambito del piano triennale.