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Tale causa di risoluzione opera anche nei confronti della capogruppo nell'ipotesi di trasformazione del gruppo bancario cooperativo in aggregazione bancaria cooperativa. 5. Presso la Banca d'Italia è istituito l'albo delle aggregazioni bancarie cooperative. La Banca d'Italia regolamenta il funzionamento dell'albo. 6. A seguito della sottoscrizione dei singoli contratti di adesione con le banche di credito cooperativo aderenti, l'ente gestore trasmette detti contratti alla Banca d'Italia, la quale provvede alla relativa iscrizione nell'albo di cui al comma 5. Art. 37- sexies. – (Disciplina del funzionamento dell'aggregazione bancaria cooperativa e modalità di misurazione e gestione dei rischi) – 1. Al fine di fornire adeguate risorse finanziarie a sostegno delle banche di credito cooperativo aderenti all'aggregazione bancaria cooperativa che si trovino a fronteggiare gravi problemi finanziari in termini di liquidità ovvero di solvibilità, l'ente gestore istituisce un fondo, individuando per esso una soglia minima adeguata, allo scopo di assicurare che il sistema di tutela istituzionale detenga sempre sufficienti risorse prontamente disponibili per sostenere le banche aderenti in caso di gravi problemi di liquidità ovvero di solvibilità. Le risorse finanziarie del fondo di cui al periodo precedente sono investite in sole attività liquide e sicure, liquidabili in ogni momento. 2. Le banche di credito cooperativo aderenti a sistemi di tutela istituzionale sono tenute a fornire all'ente gestore, a intervalli regolari, precisi e corretti dati aggiornati circa la propria situazione di rischio, incluse le informazioni in merito ai fondi propri detenuti. 3. Al fine di classificare e ripartire in categorie le banche aderenti, l'ente gestore è tenuto a condurre, a intervalli regolari, prove di stress per quantificare, con criteri chiari e standardizzati, i rischi sul piano del capitale e della liquidità, allo scopo di definire le potenziali necessarie misure di sostegno per le banche aderenti. L'ente gestore classifica e ripartisce in categorie le banche aderenti sulla base della situazione di rischio ai sensi dell'articolo 113, paragrafo 7, lettera c) , del regolamento (UE) n. 575/2013. 4. Gli esiti delle verifiche di cui al comma 3 sono sintetizzati dall'ente gestore in un rapporto trasmesso in tempi brevi, dopo il loro completamento, agli organi decisionali competenti dell'ente gestore e alle banche aderenti. 5. Allo scopo di disincentivare eventuali forme di azzardo finanziario, il contributo delle banche aderenti al fondo di cui al comma 1 è commisurato al rispettivo grado di rischio classificato dall'ente gestore ai sensi del comma 3. 6. Le banche aderenti all'aggregazione bancaria cooperativa quale sistema di tutela istituzionale che, sulla base del sistema di classificazione del rischio adottato dall'ente gestore, si collocano nelle classi di rischio migliori, si uniformano alle seguenti condotte: a) definiscono in autonomia i propri piani strategici e operativi, nel quadro degli indirizzi delineati e condivisi con l'ente gestore e sulla base delle metodologie da quest'ultimo definite; b) comunicano i piani di cui alla lettera a) all'ente gestore; c) nominano i componenti dei propri organi di amministrazione e controllo. 7. Al fine di assicurare la sostenibilità e la stabilità dell'aggregazione bancaria cooperativa, nonché di favorire economie di scopo ed efficaci processi di gestione, l'ente gestore indica alle banche aderenti gli indirizzi strategici e le politiche di gestione e assunzione dei rischi ai quali debbono adeguarsi. Stabilisce altresì per le stesse banche aderenti comuni standard organizzativi, ivi compresi quelli inerenti al sistema informativo, e fornisce linee guida in ordine agli assetti di governo societario, ai modelli operativi e alle tipologie di prodotti che esse possono offrire. 8. Le fusioni, scissioni, investimenti partecipativi e immobiliari, apertura, trasferimento o chiusura di dipendenze e le altre decisioni di rilievo strategico sono preventivamente comunicate all'ente gestore che, nel caso di nocumento agli equilibri economici e patrimoniali delle banche aderenti, può motivatamente negarne l'attuazione. 9. L'ente gestore emette disposizioni in ordine alle misure organizzative a presidio dei conflitti d'interesse e della normativa antiriciclaggio. 10 . L'ente gestore dell'aggregazione bancaria cooperativa redige e pubblica annualmente, ai sensi dell'articolo 113, paragrafo 7, lettera e) , del regolamento (UE) n. 575/2013, una relazione consolidata comprendente lo stato patrimoniale, il conto economico, il rapporto sulla situazione e il rapporto sui rischi concernente l'aggregazione bancaria cooperativa nel suo complesso, ovvero una relazione che comprenda lo stato patrimoniale aggregato, il conto economico aggregato, il rapporto sulla situazione e il rapporto sui rischi concernente l'aggregazione bancaria cooperativa nel suo complesso, ovvero un calcolo aggregato esteso ai sensi dell'articolo 49, paragrafo 3, lettera a) , punto iv), del richiamato regolamento (UE) n. 575/2013, previa verifica da parte di un revisore esterno con particolare riguardo all'eliminazione, da detto calcolo, del computo multiplo di elementi ammissibili per il calcolo dei fondi propri, nonché di ogni costituzione indebita di fondi propri mediante operazioni tra soggetti aderenti alla medesima aggregazione bancaria cooperativa. Sono inclusi nel perimetro della relazione di cui al primo periodo tutte le banche aderenti all'aggregazione, le loro filiazioni, nonché qualsiasi struttura intermediaria, le società di partecipazione e l'ente gestore medesimo. 11. La relazione di cui al comma 10 deve essere sottoposta a revisione esterna indipendente in base al sistema contabile o, se del caso, al metodo di aggregazione pertinente. Il revisore esterno deve formulare un parere. Qualora, ai sensi del comma 10, sia redatta una relazione comprendente lo stato patrimoniale aggregato e il conto economico aggregato, il revisore esterno, responsabile della verifica del calcolo aggregato esteso eventualmente utilizzato, attesta che il metodo di aggregazione assicuri l'eliminazione di tutte le esposizioni esistenti tra le società dell'aggregazione bancaria cooperativa, che il computo multiplo degli elementi ammissibili ai fini del calcolo dei fondi propri, nonché ogni altra costituzione indebita di fondi propri mediante operazioni tra i membri del sistema di tutela istituzionale siano stati eliminati e che nessun'altra operazione tra i membri del sistema di tutela istituzionale abbia comportato la costituzione indebita di fondi propri a livello di calcolo aggregato. 12 . Le aggregazioni bancarie cooperative che redigono il bilancio dell'aggregazione secondo gli standard internazionali di rendicontazione finanziaria – IFRS devono utilizzare gli schemi per le segnalazioni contabili FINREP. In tutti gli altri casi diversi da quelli di cui al periodo precedente, le aggregazioni bancarie cooperative effettuano le segnalazioni utilizzando i punti di dati FINREP a fini di vigilanza di cui all'allegato IV del regolamento (UE) 2015/534 della Banca centrale europea, del 17 marzo 2015. 13.