[normattiva_dump]

Le aree industriali in attività e dismesse hanno una estensione complessiva di circa 236 ha mentre le aree di colmata circa 567 ha e le discariche circa 48 ha. La presenza di aree industriali a ridosso delle zone urbanizzate comporta un degrado ambientale e un rischio di eventi incidentali sicuramente molto rilevante. Alle attività industriali, si aggiunge, in termini di impatto ambientate, l'attività portuale caratterizzata da notevole traffico di materie prime destinate alle attività industriali e da traffico turistico commerciale di collegamento con le isole. I principali problemi ambientali connessi con la presenza delle predette attività industriali possono essere così sintetizzati: inquinamento atmosferico da polveri, IPA, benzene, NOx', SO2'; accumulo di residui di lavorazioni attuali in situazioni di rischio; presenza di rilevati artificiali costituiti da residui di lavorazioni industriali attuali e pregresse, con riduzione della percolazione delle acque meteoriche nel suolo e formazione di falda artificiale contaminata; discariche industriali dismesse di rifiuti pericolosi ed ex discariche di RSU in parte ancora da bonificare; eccessivo emungimento delle acque di falda con conseguente abbassamento del livello piezometrico ed intrusione di un cuneo di acqua salmastra; presenza nelle acque superficiali provenienti dalla zona di riempimento interna allo stabilimento siderurgico di IPA ed altri inquinanti tipici della distillazione del carbone; pH elevato di tutte le acque di drenaggio dell'area. Principali caratteristiche ambientali. Gli interventi di riempimento realizzati nelle aree industriali su terreni a bassissima permeabilità, costituiti da limi compatti e argille, hanno determinato una sorta di "falda sospesa artificiale" che alimenta durante tutto l'anno emergenze, solo in parte conosciute. Visti i materiali con cui il riporto è stato realizzato queste emergenze sono fortemente alcaline ed in alcuni casi sono caratterizzate dalla presenza di sostanze provenienti dalla distillazione del carbon fossile. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di caratterizzazione sono stati valutati in circa 4,0 miliardi di lire. Le risorse necessarie per gli interventi prioritari e quelli di medio periodo sono stimate in circa 50 miliardi di lire. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno totale di larga massima pari a circa 87 miliardi. Piani di caratterizzazione. In corso di elaborazione. Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. In parte elaborati, in parte in corso di elaborazione, in parte da elaborare. MASSA E CARRARA Comune - Località. Massa, Carrara. Tipologia dell'intervento. Bonifica dell'area industriale, della falda idrica sottostante e dell'area marina antistante ivi compresa l'area portuale. Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministro dell'ambiente del 21 dicembre 1999 sono presenti: diversi impianti industriali dismessi (farmaceutici, petrolchimici, siderurgici, etc.); una discarica di ceneri provenienti dall'inceneritore Cermec, attualmente in disuso; falda acquifera inquinata dalle attività industriali sopra indicate; l'area marina antistante la zona industriale; l'area portuale; aree industriali marmifere (ravaneti). In particolare, per quanto riguarda le aree industriali, sono state individuate le seguenti aree di intervento: area ex Enichem (167.000 m2) ; area ex Italiana Coke (354.000 m2) ; area ex Dalmine (187.000 m2); discarica ex inceneritore Cermec (21.481 m2); sono quasi conclusi i lavori di messa in sicurezza e deve essere completata la messa a dimora dei rifiuti. È previsto un ulteriore intervento per risanare le aree che non erano comprese nel primo intervento. Per la conclusione complessiva dei lavori occorre aspettare le verifiche sulla falda e sul nuovo progetto; discarica Buca degli Sforza; area ex Resine della Farmoplant (200.000 m2); l'area è stata dichiarata bonificata con decreto regionale 9875/95 e sono in corso lavori di risistemazione in vista del possibile riutilizzo; area Sabed; area Fibronit con presenza di lastre in cemento - amianto. Il sito occupa un'area privata di 8,1 km2 e un'area pubblica avente l'estensione di circa 2700 ettari. L'articolo 8 del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito con legge 3 luglio 1991, n. 195 ha disposto interventi per la riqualificazione ed il risanamento ambientale degli stabilimenti industriali della provincia di Massa Carrara considerata area ad elevato rischio di crisi ambientale. Principali caratteristiche ambientali. L'area ex Enichem presenta un'inquinamento dei terreni da metalli, pesticidi ed un inquinamento della falda principalmente da pesticidi. L'area ex Italiana Coke risulta contaminata da IPA, metalli, solventi e fenoli derivanti dalle vecchie lavorazioni della cokeria. L'area ex Dalmine risulta contaminata da metalli e idrocarburi. Le aree dei ravaneti sono caratterizzate da inquinamento delle sorgenti di acqua potabile e dei corpi idrici superficiali da polveri della lavorazione del marmo. Dalle indagini preliminari risulta che l'acquifero superficiale presente non è adeguatamente separato dalle falde più profonde in quanto mancante uno strato di base impermeabile continuo. La stratigrafia generale può essere schematizzata nei seguenti orizzonti litologici: materiale di riporto: spessore circa 2 metri; strati a permeabilità variabile costituiti da alternanze di argille sabbiose, sabbia e ghiaia e sabbie argillose; deposito alluvionale costituito da alternanze di ghiaie e sabbie. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 85 miliardi. Piano di caratterizzazione. In corso di elaborazione. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Sono stati avviati interventi di bonifica dei siti industriali di grandi dimensioni (Farmoplant, Italiana Coke, Enichem, Ferroleghe, ILVA-Dalmine) nonché del sito dell'ex inceneritore del C.E.R.M.E.C. Le bonifiche dei siti inquinati già approvate ed iniziate prima dell'entrata in vigore del decreto ministeriale 471/1999 debbono essere riprese e portate a definitivo compimento. Il Ministero dell'ambiente sta riconducendo tale procedimento all'interno di quello delineato dalla legge 241/1990 mediante l'espletamento di apposite Conferenze di Servizi. Deve, peraltro, essere effettuato un più puntuale lavoro di accertamento e caratterizzazione di altri siti, attesi i problemi di inquinamento della falda che si sono, nel frattempo, manifestati. CASALE MONFERRATO Comune - Località. L'area comprende il territorio di 48 comuni, dei quali 45 in provincia di Alessandria, 2 in provincia di Vercelli e 1 in provincia di Asti. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di un'area industriale dismessa di lavorazione e produzione di manufatti di amianto e delle aree cittadine contaminate da amianto. Perimetrazione.