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Dall'altra parte, c'è una maggioranza che non vuole l'opposizione, altro che fare l'opposizione costruttiva. Non volete l'opposizione, questa è la verità, proprio perché non avete i numeri per garantire una maggioranza. (Applausi) . Non si può più continuare su questa strada. Presidente, noi siamo davvero preoccupati. Tutte le volte che c'è da dare un atto di indirizzo, c'è da lavorare, c'è da votare gli emendamenti, altro che emendamenti: si sono votati solo decreti-legge a colpi di fiducia. Bastava accettare qualche emendamento delle minoranze, lavorare insieme, essere costruttivi e da questo punto di vista probabilmente si sarebbe rinunciato a mettere la fiducia come avete fatto. Invece tutto va avanti con decretazioni d'urgenza e a colpi di fiducia, senza nessun voto da parte del Parlamento e solo accuse all'opposizione di non essere in grado di fare l'opposizione. Mi sembra davvero che tutto questo faccia parte di un reality che non ha nulla a che vedere con la realtà vera che stiamo vivendo e che viviamo noi in Parlamento tutti i giorni. Vogliamo un atto di responsabilità. Siete in tempo a farlo: votate perché ci siano le comunicazioni, come ha chiesto anche la senatrice Bonino e come penso chiederanno anche i nostri i nostri colleghi di Forza Italia e di Fratelli d'Italia che in questo momento rappresentano la minoranza (in questo Parlamento, perché in realtà nel Paese siamo maggioranza). (Applausi) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, sappiamo tutti che prima di un Consiglio europeo ci sono delle comunicazioni del Governo, a seguito delle quali si possono proporre delle risoluzioni da parte dei Gruppi parlamentari in modo che ognuno possa esprimere la propria idea, l'Assemblea possa votare e il Governo avere un mandato per andare a trattare in sede di Consiglio europeo la posizione dell'Italia espressa nelle giuste sedi, cioè in ambito parlamentare. Sappiamo tutti che questa è la corretta dinamica che si sarebbe dovuta porre in essere. Il Governo invece, ormai da qualche mese, scappa dal dialogo in Parlamento, ma non si può continuare in eterno a scappare perché prima o poi si dovranno fare i conti con le decisioni prese in Parlamento. Come ha ricordato giustamente la senatrice Bonino, non è allora pensabile che fin da febbraio, da quando in sostanza la linea delle forze di maggioranza rischia di essere non pienamente coincidente su determinati dossier , il Governo abbia deciso di non far esprimere il Parlamento. È una dinamica che non può essere tollerata. Se ci sono divergenze tra le forze di maggioranza sull'utilizzo del MES le si risolve o in Aula o in altra sede. Non si può pensare che il problema si risolva semplicemente scappando dal Parlamento, perché questo è un atteggiamento che insulta le istituzioni, insulta il Governo e insulta il Parlamento. Sappiamo tutti poi come finirà; già lo leggiamo su tutti i giornali. Mi scuso per il termine crudo ma quello che si legge è che alla fine il MoVimento 5 Stelle farà «pippa». Questo è ciò che scrivono i giornali e quindi, alla fine, si accederà al MES perché sappiamo bene che il grande burattinaio del Governo è il PD e che il grande burattinaio del PD sono le Cancellerie europee che vogliono che l'Italia acceda al MES perché è il "cavallo di Troika". Noi, per avere i pochi miliardi del MES (perché non sono 37) metteremmo sotto vigilanza l'Italia. Non sono 37 miliardi di euro intanto perché questi soldi il MES non li ha. Se qualcuno si prende la briga di studiarsi cos'è il MES vedrà che è un trattato internazionale che prevede la facoltà di raccogliere fondi sui mercati. Dovranno quindi essere emesse obbligazioni - chiamiamole così - per reperire risorse che, in base a come verranno reperite, potranno poi essere messe a disposizione degli Stati membri. Ad oggi, le risorse presenti nelle casse del MES - lo ricordo a tutti noi - sono pari a zero, o meglio qualcuno dice che forse ci sono 400 milioni di euro complessivi. Questo vuol dire che il MES dovrà andare sul mercato e reperire risorse; dopodiché gli Stati membri dovranno richiedere la possibilità di accedere al MES con specifici progetti, il MES li dovrà ammettere e poi potranno arrivare i soldi. Ciò vuol dire che dal MES non arriveranno soldi nel giro di un anno, oppure arriveranno pochi spicci. E, allora, perché c'è questa insistenza? C'è semplicemente perché - lo sappiamo tutti - il MES diventa il mezzo per far entrare un vincolo europeo nelle dinamiche politiche italiane. C'è ancora qualcuno del MoVimento 5 Stelle che si ricorda le promesse fatte in campagna elettorale e, quindi, è restio ad attivare questo meccanismo; c'è chi, invece, vuole che questo meccanismo sia attivato proprio perché ha sempre dichiarato che l'obiettivo è vincolare l'Italia alle decisioni europee. Ci guadagniamo con il MES? No. Anche in questo caso, sarebbe utile che chi si pronuncia su determinati dossier almeno li approfondisca. Perché non è utile neanche economicamente accedere al MES? Il MES - se vogliamo dirlo in termini semplici - emette obbligazioni che rientrano in una categoria senior , ossia vengono restituiti dallo Stato prima di tutti gli altri titoli di Stato. Ciò significa che una volta che l'Italia ammette che ci sia un debito senior , tutto il resto del debito (ossia tutti i nostri titoli di Stato) è di secondo livello. Pertanto, per acquistare un titolo di Stato di secondo livello, l'investitore richiederà un tasso di interesse maggiore. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, vi invito ad abbassare il tono di voce. Io non riesco a sentire nulla dal mio posto. Prego, senatore Fazzolari. FAZZOLARI (FdI) . Chiedendo un tasso di interesse maggiore sull'intero debito italiano, il risparmio è tutto da vedere. Noi avremmo voluto parlare di tutto questo con il premier Conte che, invece - bontà sua - viene qui a fare una informativa. Per usare i suoi termini, viene a rendere edotto il Parlamento. Il Parlamento, però, non ha bisogno di essere edotto, in quanto ha la presunzione - ogni tanto - di saperne molto più sia di Conte, che dei suoi Ministri, su questi argomenti. Vorremmo pertanto confrontarci con lui in modo franco, ponendo alcune questioni e votandole; il premier Conte, in base al voto che ha ottenuto, si recherà al Consiglio europeo. Noi, invece, abbiamo un Governo che istituisce gli Stati generali a Villa Doria Pamphili, perché ha deciso di fare lo show con «La villa dei famosi». Alla villa dei famosi una serie di auto blu entrano in una cornice molto elegante; gli intervenuti discutono tra loro a porte chiuse, senza streaming e giornalisti, e ascoltano un po' di persone, per poi uscire nel gradevole giardino di Villa Pamphili a dire qualche banalità. E poi è l'opposizione che è irresponsabile perché non si presta a queste pagliacciate! No, non ci prestiamo a queste pagliacciate.