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Non è possibile limitare il problema alla conflittualità medico-legale, ma occorre definire un quadro di tutela complessiva della patologia, dalla sua prevenzione primaria alla sua cura (prevenzione secondaria), alle sue conseguenze invalidanti (oggetto di interventi di prevenzione terziaria); infatti l'obesità rappresenta una condizione di malattia sociale sommersa con un impatto indiretto ma, in ogni modo, grave, per la vita di relazione di quanti ne siano affetti, che non può essere ignorata dallo Stato. L'obeso vive, infatti, in uno stato di isolamento dovuto alla difficoltà di farsi accettare dagli altri e soprattutto all'impossibilità di fare quelle cose che rientrano nella quotidianità della vita, a causa della presenza indiscriminata di barriere architettoniche, funzionali e lavorative. In breve egli vive in una condizione di diritti negati. Infatti di tali barriere si ignora persino l'esistenza fino a quando non ci si immedesima nelle problematiche della quotidianità di chi è gravemente obeso. Provate ad immaginare i numerosi e gravi problemi inerenti all'abbigliamento, all'ambiente, agli arredi, allo spostamento, ai trasporti o alla socialità di chi pesi 150, 200 chili o ancora di più. Provate ad immaginare di fare le scale, varcare porte strette, entrare in bagni impossibili, servirsi di ascensori, banche, metropolitane, autobus, aerei, salire in automobile o sui treni, sedersi al ristorante, in una mensa, al cinema o teatro con poltrone tutte larghe solo 40 centimetri. Provate ad immaginare di dover essere trasportati in barella, di dover fare una risonanza magnetica e di non riuscire ad entrare nella stessa o, semplicemente, di pesarsi quando tutte le bilance misurano al massimo 140 chilogrammi. Sino ad ora si è ignorato un insieme di disagi, anche gravissimi, che accompagnano e, spesso, discriminano gli obesi gravi. Anzi queste persone sono trattate con scherno o compassione, quasi fossero essi stessi colpevoli dell'infermità occorsagli. È necessario, pertanto, prendere atto di ciò, anche se diventa difficile dare risposte in un Paese che non si è mai posto il problema e dove non esistono strutture globali o sociali che tutelino quanti siano affetti da obesità grave. Il presente disegno di legge mira anzitutto a riconoscere l'obesità grave quale condizione oggettiva di handicap al fine di estendere la tutela prevista dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante «Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate», anche agli obesi. La proposta persegue, inoltre, gli obiettivi di incrementare lo studio delle cause di un eccessivo peso corporeo, di attivare meccanismi di verifica, specie nella scuola, per una corretta informazione sulle metodiche preventive e di cura, di aiutare l'integrazione sociale e lavorativa dei soggetti che per il loro stato sono emarginati, di adeguare le strutture pubbliche o aperte al pubblico, con particolare riferimento alle strutture di diagnosi e cura generalmente non pronte a trattare pazienti obesi, in modo da permettere anche agli obesi gravi di sentirsi, come in realtà sono, persone normali. Si prevede, infine, la promozione da parte del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e di intesa con le società scientifiche del settore, di specifici programmi atti a migliorare le conoscenze di base e cliniche sull'obesità al fine di trovare soluzioni idonee preventive, di diagnosi precoce, di terapia e di riabilitazione per una corretta alimentazione e per l'igiene dei prodotti alimentari da parte dei consumatori.. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha lo scopo di tutelare le persone affette da obesità grave assicurando loro e alle loro famiglie il sostegno e l'assistenza necessari per favorirne i processi educativi, l'integrazione e la partecipazione alla vita sociale, e ottenere così la piena fruizione dei diritti. 2 (Definizione dell'obesità grave) 1 È considerato obeso grave il soggetto il cui indice di massa corporea (BMI) supera il valore di 40 ovvero il cui indice di massa corporea superi di oltre il 60 per cento il cinquantesimo centile per età e sesso, nel caso di soggetti di età inferiore ai diciotto anni. 2 La diagnosi di obesità grave deve essere effettuata da una struttura pubblica rivolta alla diagnosi e cura dell'obesità dell'adulto e dell'età pediatrica, o da analoga struttura privata, purché convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e da questa riconosciuta. 3 (Riconoscimento dell'obesità come handicap ) 1 L'obesità grave è considerata condizione oggettiva di handicap , è equiparata all’ handicap in situazione di gravità ed è disciplinata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104. 2 Ai fini della concessione delle provvidenze e dei benefìci previsti dalla legge 30 marzo 1971, n. 118, il parametro relativo all'indice di massa corporea (BMI) è 40. 4 (Diritto alla mobilità) 1 Al fine di favorire l'integrazione sociale, lavorativa e nelle attività ludico-sportive sono intraprese apposite iniziative a vantaggio dei soggetti obesi. In particolare, sono previste specifiche misure di sostegno socio-assistenziale alle famiglie nelle quali sono presenti soggetti affetti da obesità grave e agevolazioni fiscali per le iniziative volte alla prevenzione e cura dell'infermità. 2 Ai fini di garantire il diritto alla mobilità dei soggetti obesi è prevista la realizzazione di interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legislazione vigente in materia e, in particolare, alla modifica degli standard di progettazione relativi alle strutture degli uffici pubblici o aperti al pubblico, dei mezzi di locomozione e di ogni altro mezzo suscettibile di utilizzazione da parte dei soggetti medesimi. 3 Gli ospedali pubblici e le cliniche private provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a dotare i reparti ospedalieri, ivi inclusi i reparti di pediatria, di arredi e di strumenti diagnostico-terapeutici adeguati all'uso e all'accesso da parte dei soggetti obesi, con particolare riferimento al trattamento in urgenza di questa categoria. 4 I medicinali per la terapia dell'obesità e delle sue complicanze prescritti agli obesi gravi sono considerati tutti di fascia A. Il Ministero della salute provvede a definire una «lista di prodotti dietetici o integratori alimentari finalizzati all'uso nei soggetti obesi» a carico del Servizio sanitario nazionale. I controlli laboratoristici e diagnostici prescritti in relazione alla malattia sono erogati a titolo gratuito. 5 (Diritto all'assicurazione) 1 Alle compagnie assicurative è fatto obbligo di provvedere a stipulare contratti, a richiesta, alle condizioni meno onerose, privilegiando polizze stipulate con le associazioni di categoria. 2 In nessun caso la presenza o l'insorgenza di obesità grave può essere considerata motivo di legittima decadenza di validità della polizza assicurativa stipulata, né motivo di esclusione dalla stipula della polizza assicurativa o sanitaria stessa. 6 (Programmi di ricerca e informazione)