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il decreto ministeriale pone quindi dei dubbi di legittimità, dal momento che condiziona l'erogazione del beneficio ad un requisito non previsto dalla norma primaria, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo vogliano adottare al fine di porre rimedio alla palese ed ingiustificata disparità di trattamento dei lavoratori con disabilità, nei termini richiamati in premessa. Atto n. 4-04609 PELLEGRINI Emanuele Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: nella conferenza stampa del 26 novembre 2020, il commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri, ha annunciato la pubblicazione del bando per la richiesta delle siringhe per inoculare il vaccino anti COVID, dichiarando di aver "richiesto 157 milioni di siringhe di cui 150 milioni di strumenti tra aghi e siringhe per somministrare i vaccini" quale momento di svolta per battere il virus ; il 23 novembre il commissario Arcuri ha firmato il bando "di massima urgenza" per l'affidamento della fornitura e consegna di dispositivi medici (siringhe ed aghi) per la somministrazione del vaccino COVID-19 nel quale è riportato che indicazioni per la tipologia di prodotto sono pervenute dal Ministero della salute; la fornitura richiesta nel bando è per siringhe monouso luer lock , ovvero con dispositivi di inoculazione ad "ago bloccato", ritenute dal Commissario, secondo sua dichiarazione, più performanti di quelle standard , in termini di somministrazione del farmaco in quanto in grado di evitarne la dispersione; le luer lock sono siringhe più costose di quelle standard e soprattutto non reperibili sul mercato italiano, secondo quanto affermato da una delle principali aziende nazionali produttrici di siringhe; altri Paesi europei, come Francia, Spagna e Germania, hanno scelto di affidarsi alle siringhe standard e quindi a prezzi più bassi e a disponibilità immediata e alcune aziende italiane stanno già vendendo stock di siringhe standard a Paesi UE; il commissario Arcuri, tramite la propria struttura di comunicazione, ha chiarito che la scelta per le siringhe luer lock si è basata sulle indicazioni tecniche del Comitato tecnico scientifico (CTS) e dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in relazione ai vantaggi specifici di questa tipologia di siringhe, a fronte di costi leggermente superiori rispetto alle siringhe tradizionali, ma fonti di stampa riportano la smentita, sia del CTS che dell'ISS su un loro coinvolgimento nella valutazione tecnica e nella scelta per questi dispositivi; considerato che i primi vaccini potrebbero essere distribuiti in Italia già nel mese di gennaio 2021 e sembra realistico il rischio di avere in Italia a disposizione il farmaco, ma non i dispositivi per iniettarlo, dati i tempi per la loro produzione, si chiede di sapere: se il Governo possa fornire chiarimenti circa il coinvolgimento del Comitato tecnico scientifico e dell'Istituto superiore di sanità per la valutazione tecnica nella scelta per le siringhe luer lock ; se possa garantire che i rifornimenti delle siringhe richieste per il vaccino arriveranno per tempo per la somministrazione del farmaco. Atto n. 4-04610 MASINI MALLEGNI BERARDI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dallo scorso 29 giugno 2020 due navi bulk carrier italiane, la "Antonella Lembo" e "Mba Giovanni", sono bloccate da mesi nella rada del porto di Tianjin, al largo della costa della Cina, per via di un divieto di sbarco merci e avvicendamento dei marittimi legati all'emergenza COVID; a quanto si apprende dagli organi di stampa lo stallo della situazione sarebbe dovuto ad una disputa commerciale tra Cina ed Australia; a bordo della "Antonella Lembo" ci sono 14 persone, sette italiani e sette filippini; a bordo della "Mba Giovanni" 19 persone, 6 marittimi e 13 filippini; il capitano della "Antonella Lembo" è il livornese Gabriele Padovan, mentre quello della "Mba Giovanni" è Giuseppe Pugliese, di Monte di Procida; entrambi hanno superato di gran lunga i tempi regolari di imbarco: "Antonella Lembo" è in viaggio praticamente con lo stesso equipaggio da oltre un anno, "Mba Giovanni" da undici mesi; nonostante le autorità cinesi facciano sapere che le condizioni dei marittimi sarebbero buone e non desterebbero preoccupazioni, il protrarsi di questa situazione potrebbe assumere risvolti pericolosi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue considerazioni in merito; quali iniziative intenda assumere per sbloccare questa annosa situazione; se, nell'ambito delle proprie competenze, non intenda discutere con i governi cinese e australiano, per cercare una mediazione che consenta agli equipaggi di scendere a terra e di tornare dalle proprie famiglie. Atto n. 4-04611 DE PETRIS NUGNES Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: l'articolo 10 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, anche conosciuto come decreto semplificazioni, ha introdotto, fra le misure finalizzate alla semplificazione e all'accelerazione delle procedure amministrative per il rilancio delle attività economiche e produttive, numerose modifiche al testo unico dell'edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 ed in particolare sul tema della disciplina delle distanze tra edifici, in caso di demolizione e ricostruzione (articolo 2 -bis, comma 1 -ter ) e sulla definizione degli interventi di ristrutturazioni edilizia (articolo 3, comma 1, lettera d) ) del medesimo testo unico, con specifico riguardo sempre agli interventi di demolizione e ricostruzione; la norma introduce semplificazioni in particolare per gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici quando riguardano una più articolata previsione del nuovo organismo edilizio, che può essere diverso per sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planovolumetriche e tipologiche, rispetto al preesistente, con eventuali incrementi volumetrici per promuovere interventi di rigenerazione urbana; riguardo alle distanze tra edifici la stessa norma stabilisce come l'edificio ricostruito, qualora le dimensioni del lotto di pertinenza non consentano la modifica dell'area di sedime, possa essere riedificato nell'osservanza delle distanze legittimamente preesistenti, anche se in deroga da quelle minime fissate dal decreto ministeriale n. 1444 del 1968 ed anche eventuali incrementi volumetrici riconosciuti possono avvenire fuori dalla sagoma dell'edificio originario e con il superamento dell'altezza massima, sempre nei limiti delle distanze legittimamente preesistenti; l'articolo 10 del citato decreto ha inteso invece introdurre un maggior rigore per ciò che riguarda gli interventi sugli immobili sottoposti a tutela, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, nonché, fatte salve le previsioni legislative e degli strumenti urbanistici vigenti, a quelli ubicati nelle zone omogenee A, di cui al decreto ministeriale citato o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale a ai piani urbanistici comunali, nei centri e nuclei storici consolidati e negli ulteriori ambiti di particolare pregio storico e architettonico;