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Modifiche alla legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione di una Commissione di garanzia sull'attuazione della legge». Onorevoli Senatori. -- La legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge», all'articolo 12, comma 1, ha istituito la suddetta Commissione, alla quale sono attribuiti importanti funzioni in tema di vigilanza e regolazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Nel corso di oltre un ventennio di attività, la Commissione di garanzia ha visto incrementare in modo considerevole i propri compiti e ha svolto un fondamentale ruolo nel contemperare il diritto di sciopero, riconosciuto dalla Costituzione a tutti i lavoratori, con i diritti costituzionali dei cittadini utenti in quanto persone. Occorre rilevare che la difficile congiuntura economica che il Paese sta attraversando fa registrare una crescente conflittualità nel mondo del lavoro e rende, pertanto, cruciale che le azioni di sciopero nei servizi pubblici essenziali si svolgano nel rispetto delle regole poste a tutela dei più rilevanti diritti costituzionali. In tale contesto, il disegno di legge in argomento è stato redatto con l'obiettivo primario di offrire nuovi strumenti alla Commissione di garanzia per l'esercizio delle proprie funzioni, essenzialmente attraverso la razionalizzazione delle procedure in essere e la valorizzazione degli strumenti di intervento, tenendo quale inderogabile coordinata il rispetto del principio di invarianza della spesa pubblica. La proposta, redatta con la tecnica della novella, si propone di apportare alcune modificazioni ed integrazioni alla legge n. 146 del 1990. In particolare, novellando l'articolo 13 della legge, si è ritenuto di dotare la Commissione di poteri più efficaci ed incisivi, in una prospettiva di prevenzione del ricorso allo sciopero. Finora, i meccanismi di prevenzione del conflitto sono stati confinati nell'ambito delle procedure di raffreddamento e conciliazione che, nella prassi, hanno dimostrato una scarsa efficacia. Con la proposta di modifica si intende, invece, assegnare all'autorità -- che in virtù della sua posizione di terzietà, risulta essere l'organo più idoneo -- un maggiore ruolo di «mediazione nella» controversia, dal momento che, il medesimo è stato spesso ridotto ad una mera funzione notarile di verbalizzazione e constatazione delle posizioni contrastanti delle parti sociali. In altre parole, sia pure limitatamente alle fattispecie di sciopero più delicate (sotto il profilo degli effetti che sono idonee a suscitare), la norma riconosce nella Commissione la sede istituzionale privilegiata per un serio ed effettivo confronto tra le parti, al quale l'autorità partecipa in modo propositivo, essendo già legittimata a formulare una proposta di risoluzione della controversia. Il potere attribuito alla Commissione di intervento nel merito della controversia può essere esercitato ex officio , previa valutazione di opportunità e convenienza dell'esercizio ad insindacabile giudizio della Commissione che, caso per caso, valuterà la sussistenza di effettivi margini di composizione della vertenza. In ogni caso, in coerenza con il ruolo di mediatore, anziché di arbitro della controversia, che con la norma in questione si intende riconoscere alla Commissione, la proposta di risoluzione del conflitto non ha carattere vincolante per le parti, salvo nel caso in cui esse, aderendovi espressamente, la facciano propria, conferendogli i caratteri di un vero e proprio accordo transattivo concluso dinanzi ad una autorità amministrativa indipendente. In tale ultima evenienza, l'accordo, assume un carattere obbligatorio e potrà essere fatto valere dinanzi le autorità giurisdizionali in caso di inadempimento degli obblighi e degli impegni assunti. Nel contesto, invece, di progressiva digitalizzazione della pubblica amministrazione, l’introduzione dell'articolo 12- bis si propone di fornire uno strumento digitale, disponibile sul web , il Registro degli scioperi nei servizi pubblici essenziali, consultando il quale i cittadini e gli operatori economici siano in grado di essere informati in tempo reale sugli scioperi proclamati che investono i servizi pubblici essenziali. L'infrastruttura, già avviata in via sperimentale sul sito della Commissione di garanzia, per rivestire il necessario carattere di ufficialità, necessita di una norma di istituzione del registro e di una modifica dell'articolo 2 della legge, che rende obbligatorio indirizzare anche alla Commissione l'atto di proclamazione dello sciopero, al fine di consentire a quest'ultima di adempiere con tempestività ai propri compiti istituzionali. Si precisa che l'invio diretto degli atti di proclamazione degli scioperi alla Commissione, oltre a garantire una maggiore tutela alle organizzazioni sindacali proclamanti, assolve prefetti e comuni dall'obbligo, oggi in loro capo, di trasmettere tali atti e costituisce, pertanto, una misura di semplificazione delle procedure e risparmio dei costi di gestione amministrativa delle pratiche. Tale obbligo consente la completezza dell'informazione che alimenta il Registro la cui interfaccia sul portale è strutturata in modo tale da fornire in tempo reale un'informazione fruibile all'utenza degli scioperi proclamati e delle relative vicende. Il funzionamento del Registro non richiede risorse umane ed economiche aggiuntive, in quanto la disposizione ha il solo scopo di garantire l'esaustività e l'ufficialità di un servizio oggi svolto a titolo meramente indicativo. Con l'occasione, viene altresì inserita una norma che prevede la creazione di un ruolo per il personale che presta servizio presso la struttura organizzativa della Commissione cui hanno diritto ad accedervi le unità di personale già in servizio presso la struttura alla data del 15 aprile 2013. La spesa prevista per l'istituzione del ruolo della Commissione viene compensata con la diminuzione di un pari numero di posti di ruolo nelle amministrazioni di provenienza e relativo trasferimento delle partite di spesa. Infine, sono apportate modifiche all'articolo 8 della legge, dirette, nel rispetto del più ampio quadro normativo generale, ad evidenziare un ruolo partecipativo più attivo della Commissione di garanzia nelle diverse fasi procedimentali nelle quali può articolarsi un conflitto conseguente ad una interruzione o ad una alterazione del funzionamento di un pubblico servizio.