[resaula]

I posti di lavoro, si sa, Presidente, non si mantengono e non si creano per decreto. L'importanza della proposta della commissione next generation EU quindi non è nella combinazione, anche se importante, di prestiti con sovvenzioni, ma nell'assunzione collettiva di responsabilità per il finanziamento della ripresa. Un primo passo verso un'Unione di bilancio, un importante passo per il completamento del disegno di un'autentica Europa dei popoli. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Alfieri. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, il Presidente del Consiglio ha chiesto di avere una delega piena per andare quanto più forte, visto che non è un Consiglio banale, non è uno di quei Consigli ordinari, tanto che c'è voluto un Consiglio straordinario per riuscire a portare a termine un percorso che inizia da lontano. Non era scontato. Siamo davanti a uno di quei cambi di fase in Europa che non può essere sottaciuto. Quindi anche il mandato che lei chiede, Presidente del Consiglio, non è un mandato ordinario. Non voglio scomodare parole del passato impegnative, ma quando nel maggio del 1950 Robert Schuman, un democristiano tra i più illuminati, disse che ci servivano sforzi creativi paragonabili alle minacce che venivano dall'Est, allora rappresentate dal pericolo dell'Unione Sovietica, è perché stava cambiando il mondo: si stava costruendo un nuovo ordine internazionale e noi avremmo retto solo se avessimo messo insieme le democrazie uscite dalla guerra, inventandoci qualcosa di originale come un'organizzazione sovranazionale che metteva insieme il carbone e l'acciaio per i quali si erano combattuti nei cento anni precedenti gli stessi Paesi europei. Oggi abbiamo nuove sfide, non è una guerra, né un conflitto bellico, ma una pandemia, la lotta ai cambiamenti climatici, l'uscita da una crisi economica, il cambio di un ordine internazionale. Infatti i nuovi attori, anzi gli stessi attori del passato oggi con scelte diverse e unilaterali, da una parte la Cina e dall'altra gli Stati Uniti, reggono la costruzione di un nuovo ordine internazionale nel momento in cui l'Europa decide non giocare la partita. Il ruolo dell'Italia per rilanciare il sogno dei Padri fondatori è quindi fondamentale, pertanto oggi sono necessari sforzi straordinari considerate le grandi sfide che abbiamo davanti, paragonabili a quelle passate. Non è banale il lavoro svolto dal Governo italiano nell'ultimo anno, perché rispetto al Governo precedente abbiamo dovuto recuperare all'evidente isolamento in cui il Paese si trovava. Lei se lo ricorderà, Presidente, quando è andato a Strasburgo con il Governo precedente, il clima di "ostilità", a volte anche eccessivo e sbagliato. Ma quel clima di ostilità in un anno è stato cambiato profondamente con un lavoro importante, e lo dico rendendo atto al MoVimento 5 Stelle del lavoro avanzato che ha fatto nell'ultimo anno. Ricordo - noi lo abbiamo considerato un errore: lo voglio dire senza ipocrisie - il viaggio del ministro Di Maio, oggi agli esteri ma in passato Ministro del lavoro, quando ha fatto una passeggiata insieme al leader dei gilet gialli, sbagliando a mio avviso. Lo dobbiamo dire perché in un rapporto basato sulla franchezza le cose vanno dette. Allo stesso tempo, però, devo dire che il lavoro che abbiamo fatto insieme quest'anno sul fronte europeo è stato decisivo proprio perché svolto da lei, presidente Conte, insieme al ministro Di Maio, al ministro Amendola e all'intero suo Governo. Partivamo da una situazione di isolamento con la Francia che ad un certo punto non ci parlava quasi più. Abbiamo dovuto ricostruire i rapporti, che sono ripartiti con un vertice importante - quello italo-francese - con il quale, grazie alla creazione delle nuove missioni internazionali, con una collaborazione tra i Paesi fondatori abbiamo creato un clima positivo che ha permesso di costruire la "lettera dei nove", iniziativa proprio italo-francese e spagnola, e quello è stato un passaggio fondamentale che ha ricostruito l'asse con cui abbiamo costruito tutti i negoziati più importanti d'Europa, che ci hanno permesso di "tenere botta" rispetto ad un quadro finanziario tutt'altro che scontato e che, con la nomina dall'altra parte del commissario Gentiloni Silveri, ci ha permesso di costruire, passo passo, con la fatica della politica, un progetto che non ha eguali rispetto al passato perché next generation UE e in particolare il recovery fund sono l'embrione, di fatto, degli eurobond per cui noi ci siamo battuti per anni. (Applausi) . Lo abbiamo fatto insieme in Europa. Lo dico perché il recovery fund ha tre caratteristiche: la prima è quello di essere proprio l'embrione di un'iniziativa finanziaria comune. Non è banale. È qualcosa di simile a quanto accaduto in passato - e non a caso sono partito da questo - nel momento in cui furono messi insieme carbone e acciaio: noi decidiamo di mettere insieme un pezzo del nostro debito. Non era scontato e non è banale. Il secondo aspetto fondamentale è che non sono solo loans , prestiti, ma sono anche grants , sussidi. È fondamentale per noi, per un Paese fortemente indebitato. Noi, diversamente dai Paesi con cui abbiamo costruito l'alleanza, ricordo che il rating delle nostre principali società è pari a «BBB», mentre per gli altri Paesi è pari ad «AAA» oppure «AA». È una bella differenza. Avere la possibilità di portare a casa uno strumento che ci permette di avere sussidi a fondo perduto ci permette di non caricarli sul nostro debito. Questo è un passaggio fondamentale e lo aggiungo ad un altro: rispetto a una crisi come questa, simmetrica ma che può avere conseguenze asimmetriche, il fatto che le risorse possano andare a chi ha maggiormente bisogno è un ulteriore successo italiano. Lei ha fatto bene, signor Presidente del Consiglio, a rivendicare anche l'azione diplomatica che ha messo in campo in questi giorni. Lo abbiamo visto e gliene diamo atto. Però abbiamo visto anche qualcos'altro ed è inutile che dagli altri banchi si innervosiscano quando i colleghi dei 5 Stelle glielo ricordano perché abbiamo presente l'immagine in cui lei andava ad incontrare il Premier olandese in uno dei passaggi più delicati della trattativa di questi giorni per arrivare a compimento rispetto ad un successo che viene intestato a tutta l'Italia (non al MoVimento 5 Stelle, non al Partito Democratico, non a Italia Viva, non a LeU ma a tutto il Paese); ebbene, nel momento in cui lei profondeva lo sforzo massimo, il leader del Partito per la libertà olandese, non uno qualunque, uno dei principali alleati della Lega insieme al quale i leghisti hanno costituito in Europa un gruppo - Identità e democrazia - alzava un cartello con scritto: « Geen cent naar Italie! », non un centesimo all'Italia! Guardate che il fatto di essere amici di questi signori - e lo sottolineo - non è un problema perché sono avversari del MoVimento 5 Stelle o del Partito Democratico, ma perché sono avversari dell'Italia. Questo è il punto. (Applausi) . Per questo dobbiamo stringerci intorno al Presidente del Consiglio in una battaglia del genere - giusto o sbagliato, è il nostro Paese - in una sfida così decisiva e importante.