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È evidente dunque che la ripresa del turismo italiano passa anche dalla ripresa dell'afflusso dei turisti stranieri. Proprio sotto questo aspetto bisogna essere rapidi per evitare fughe in avanti solitarie di Paesi, come la Grecia, competitor turistici dell'Italia; quanto al turismo prettamente italiano, lo scorso anno, il bonus vacanza è risultato essere una misura molto efficace per spingere gli italiani a trascorrere le proprie vacanze in Italia. Questa misura va ripristinata, magari in forma migliorativa per il rilancio del settore e per indurre gli italiani a scegliere anche quest'anno mete turistiche italiane; serve il massimo sforzo per aiutare questo settore strategico del Paese, mettendo in campo tutte le misure necessarie che consentano al comparto turistico di farsi trovare pronto all'appuntamento con la stagione turistica, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare per rendere possibile la vaccinazione nei luoghi di vacanza e prioritariamente per gli operatori del settore; quali saranno le misure di accoglienza per i turisti provenienti dall'estero; quali siano gli obiettivi dell'imprescindibile campagna di comunicazione a sostegno del settore turistico in Italia, quali siano i mezzi e quante risorse siano state stanziate. Atto n. 3-02508 BONINO DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto-legge n. 130 del 2020 ha riformato la disciplina della protezione speciale prevedendo due procedimenti alternativi: nell'ambito della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale ove la commissione territoriale ritenga che ricorrano i requisiti previsti nell'art. 19, commi 1 e 1.1, del decreto legislativo n. 286 del 1998 (testo unico dell'immigrazione) oppure con istanza presentata direttamente al questore, il quale, previo parere positivo della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale; nonostante la chiarezza della disposizione normativa, con nota del 3 novembre 2020 della presidente della commissione nazionale per il diritto di asilo, nonché con circolare del 19 marzo 2021 indirizzata alle Questure dal direttore servizio immigrazione della Direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere del Ministero dell'interno viene indicata una diversa interpretazione, sostenendo che il secondo percorso per l'ottenimento del permesso di soggiorno per protezione speciale assuma rilievo solo nel caso in cui lo straniero abbia presentato istanza di permesso "ad altro titolo" (studio, lavoro eccetera) e l'autorità amministrativa discrezionalmente ritenga, in sede di esame dell'istanza, che sussistano le condizioni indicate nei commi 1 e 1.1. dell'art. 19 citato e di conseguenza chieda il parere alla commissione territoriale ai fini del possibile rilascio di un permesso di protezione speciale; gli interroganti ritengono che questa sia una erronea interpretazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover intervenire con urgenza emanando indicazioni operative precise ed univoche in merito al diritto dello straniero che ritenga di averne i presupposti di presentare istanza di rilascio di un permesso di soggiorno direttamente al questore territorialmente competente il quale è tenuto ad esaminare la sussistenza delle condizioni indicate nei commi 1 e 1.1. dell'art. 19 del testo unico dell'immigrazione e, previo positivo parere della commissione territoriale, provveda al rilascio del titolo di soggiorno per protezione speciale. Atto n. 3-02509 BERNINI MALAN AIMI FAZZONE PAGANO SCHIFANI VITALI Al Ministro dell'interno Premesso che: la questione della sicurezza dei territori, che è uno dei problemi più sentiti e percepiti dagli italiani, molto spesso è legata alla presenza di stranieri irregolari, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti e a reati predatori, come la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha documentato in molte interrogazioni che riguardano fatti specifici della sua regione, l'Emilia-Romagna, ma così è tragicamente in tutta Italia; il tema della presenza di clandestini si lega anche a quello che ormai appare come un consolidato sistema per far giungere in Italia migliaia di stranieri (da ultimo il caso della "Mare Jonio"), gente che per oltre il 90 per cento dei casi non scappa da alcun conflitto, con un sistema di accoglienza inadeguato ad ospitare e a integrare le migliaia di stranieri che ogni anno si riversano sulle nostre coste; è quindi necessario intervenire sia per evitare le partenze, con accordi specifici (che peraltro già esistono), sia per bloccare gli arrivi e soprattutto gli sbarchi di coloro che non hanno e non potranno avere titolo per restare sul territorio nazionale, che devono essere conseguentemente rimpatriati prima che vadano ad alimentare le schiere della clandestinità e del crimine, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire, anche dal punto di vista normativo, per impedire alle organizzazioni non governative di agire in modo tale da facilitare oggettivamente l'attività dei trafficanti di persone, per bloccare definitivamente gli sbarchi e per accelerare il rimpatrio di coloro che non hanno diritto di permanere sul territorio nazionale; a che punto sia il piano per l'integrazione degli organici e delle risorse delle forze dell'ordine, per far fronte alle sfide quotidiane che si trova ad affrontare chi opera sul territorio; se intenda promuovere, per risolvere i gravissimi problemi dello spaccio e della criminalità, d'intesa con il Ministro della giustizia, le opportune iniziative per introdurre l'obbligatorietà dell'arresto anche per i casi di spaccio al minuto, al fine di ripristinare l'ordine e la sicurezza in quelle zone sempre più ostaggio di individui che fanno del crimine un mestiere, e per adeguare le dotazioni delle forze di polizia con gli strumenti più idonei (come il dispositivo "Bola wrap", arma che non presenta il percolo di danni collaterali, che consentirebbe, senza il contatto fisico con i violenti, di bloccarli) a garantire l'efficacia, la sicurezza dell'intervento, con le dovute garanzie di chi opera per la sicurezza dell'Italia. Atto n. 3-02510 ROMEO CANDIANI AUGUSSORI CALDEROLI GRASSI PIROVANO RICCARDI IWOBI LUCIDI VESCOVI Al Ministro dell'interno Premesso che: i numeri dei flussi migratori provenienti dal nord Africa continuano ad aumentare in maniera esponenziale, e il mese di maggio ha consolidato i preoccupanti dati registrati ad aprile 2021; nel solo mese di maggio, sono ad oggi sbarcati oltre 4.000 migranti; in particolare tra il 9 e il 10 maggio sono sbarcati a Lampedusa circa 2.000 migranti in sole 24 ore, e gli hotspot dell'isola sono al collasso; i dati complessivi forniscono la fotografia dell'emergenza: dal 1° gennaio all'11 maggio 2021, i migranti sbarcati irregolarmente sulle nostre coste sono stati 12.991, a fronte dei 4.184 arrivati nello stesso periodo del 2020, ma soprattutto dei 1.009 arrivati negli stessi giorni del 2019;