[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 163, comma 2, lettera d) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), promosso con Ordinanza emessa il 11 marzo 1999 dal tribunale amministrativo regionale del Lazio - sezione staccata di Latina - iscritta al n. 395 del registro ordinanze 1999 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 29, 1ª serie speciale, dell'anno 1999. Visto l'atto di costituzione della parte resistente nel giudizio principale, nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 3 aprile 2001 il giudice relatore Carlo Mezzanotte; Uditi l'avvocato Ugo Petronio per la parte resistente nel giudizio principale e l'avvocato dello Stato Ignazio F. Caramazza per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Nel corso del procedimento avente ad oggetto la richiesta di annullamento, previa sospensiva, dell'ordinanza in data 24 settembre 1998, con la quale il sindaco del comune di Terracina - a seguito della comunicazione del prefetto di Latina che, per esigenze di pubblica sicurezza, evidenziava la insussistenza delle condizioni per consentire l'esercizio dell'attività di agenzia di onoranze funebri - disponeva il divieto di prosecuzione dell'attività avviata con denuncia di inizio di attività del 9 settembre 1998, il tribunale amministrativo regionale del Lazio - sezione staccata di Latina, con ordinanza in data 11 marzo 1999, solleva, in riferimento all'articolo 77, primo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo 163, comma 2, lettera d) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), nella parte in cui prevede il trasferimento ai comuni di funzioni e compiti amministrativi in tema di licenza di agenzia per onoranze funebri. Il remittente premette che le funzioni in ordine alle agenzie di onoranze funebri sono state trasferite ai comuni dall'art. 163, comma 2, lettera d) del citato d.lgs. n. 112 del 1998, nell'ambito di un generale trasferimento di funzioni concernenti le agenzie di affari di cui all'art. 115 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Per i provvedimenti relativi a tali agenzie, peraltro, il d.lgs. n. 112 del 1998 non ha previsto alcun obbligo di comunicazione al prefetto (o, in genere, all'autorità di pubblica sicurezza), né la possibilità di un intervento comunale su richiesta del prefetto. In questa situazione, prosegue il remittente, in forza del principio di tipicità degli atti amministrativi, un intervento del tipo di quello posto in essere dal prefetto di Latina (comunicazione ai sensi dell'art. 19 del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 "Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382"), che ha condotto alla adozione del provvedimento impugnato nel procedimento principale, non troverebbe alcun fondamento normativo e il provvedimento del sindaco del comune di Terracina, che da quella comunicazione trae origine, sarebbe a sua volta illegittimo. Da qui la rilevanza della questione. Il giudice a quo rileva quindi che, prima del trasferimento disposto dall'art. 163 del d.lgs. n. 112 del 1998, i compiti relativi alle agenzie di onoranze funebri spettavano al questore, e ciò sulla base della considerazione che nell'esercizio di tale attività potrebbe verificarsi il fenomeno del cosiddetto sciacallaggio (inopportuna concorrenza che più titolari di agenzie di onoranze funebri possono porre in essere, in presenza degli interessati, nell'offrire loro i propri servizi nella immediatezza di eventi luttuosi) ovvero ancora potrebbero essere occultati gravi reati. Proprio per la delicatezza dell'attività delle agenzie di onoranze funebri, l'autorità di pubblica sicurezza procedeva con estrema cautela al rilascio delle relative licenze, accertando le qualità del soggetto richiedente e l'insussistenza di possibili collegamenti con ambienti malavitosi. Ad avviso del remittente, il trasferimento di funzioni ai comuni in relazione alle agenzie di onoranze funebri contrasterebbe con la legge di delegazione, giacché l'art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59, dopo aver delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi volti a conferire alle Regioni e agli enti locali funzioni e compiti amministrativi (comma 1), ha nondimeno escluso dal conferimento le funzioni e i compiti riconducibili all'ordine pubblico e alla sicurezza pubblica e cioè alla materia concernente l'ordinato vivere civile, dal quale deve derivare un senso di tranquillità e di sicurezza per i cittadini. Il trasferimento dei compiti e delle funzioni in esame non troverebbe dunque fondamento nella legge di delegazione e violerebbe per ciò stesso i principî costituzionali in tema di delega legislativa. 2. - Si è costituito nel presente giudizio il comune di Terracina, eccependo in primo luogo la inammissibilità della questione per difetto di rilevanza. La difesa del comune contesta, infatti, l'assunto dal quale muove l'ordinanza di rimessione, e cioè che per i provvedimenti autorizzatori relativi alle agenzie di onoranze funebri l'ordinamento non prevederebbe alcuna comunicazione al prefetto o all'autorità di pubblica sicurezza. Al contrario, premesso che non può dubitarsi del fatto che il rilascio delle licenze per le agenzie di onoranze funebri rientrava nella competenza del questore ex art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, la difesa comunale rileva che anche nel nuovo sistema delle autorizzazioni, un tempo denominate di polizia amministrativa perché rimesse al questore, la possibilità che l'autorità di pubblica sicurezza eserciti ancora un controllo in materia si dovrebbe desumere dalla circostanza che la competenza del prefetto è una competenza generale, al pari di quella in precedenza spettante al questore ai sensi degli artt. 100 e 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.