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D'ora in poi, grazie a un nostro emendamento, non solo dovranno essere avvisati, ma dovranno anche esprimere un parere preventivo alla prefettura, affinché si possa stabilire se il luogo in cui un privato, che magari ha visto un guadagno facile nell'accoglienza, ha deciso di ospitare le persone grazie al lavoro delle cooperative, soddisfi i requisiti minimi di accoglienza che sono quelli validi per tutti gli esseri umani. Le cooperative, oltretutto, insieme a tutto il resto degli attori del sistema dell'accoglienza, dovranno essere un po' più trasparenti - questo è un altro emendamento migliorativo che è stato approvato in Commissione - per fare in modo che sia rendicontato tutto quello che viene utilizzato (soldi pubblici e quindi dei cittadini) per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Concludo dicendo semplicemente che sono orgogliosa del decreto-legge in esame, e non solo per quello di cui ho parlato, ma anche per molti altri aspetti. Mi auguro che sia un inizio, perché non è di certo la panacea di tutti i mali - c'è, ad esempio, il problema dei rimpatri, mentre si sta lavorando su altri fronti e il Ministero è molto attivo in tal senso, anche se questo tema non è inserito nel decreto - ma è un primo passo per garantire che ci siano delle regole certe, che starà poi anche alla magistratura far rispettare. È prevista un'implementazione del numero delle commissioni territoriali per smaltire le oltre 100.000 domande di protezione internazionale ancora pendenti, motivo per cui si è giustificata anche l'urgenza di questo decreto perché, se è vero che gli sbarchi sono diminuiti dell'80 per cento, è anche vero che ci sono ancora tantissime persone che aspettano una risposta. Chi ha veramente diritto di essere aiutato deve vederselo riconosciuto ancora più di prima; mentre chi si è fatto sfruttare, chi ha perso soldi, chi ha indebitato la famiglia, finita magari nelle mani della criminalità organizzata a casa propria o chi ha affrontato viaggi disumani - quelli sì - facendo arricchire dei criminali dediti al traffico di essere umani, magari d'accordo con altri criminali che sul territorio non aspettano altro che manodopera a basso costo, deve sapere che, nel momento in cui parte, purtroppo rischia, non solo di morire, ma anche di finire in un sistema che non potrà più aiutarlo se non ne ha veramente diritto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Floridia. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, per quanto riguarda il merito del provvedimento, non voglio ripetermi, perché la collega che mi ha preceduto è stata chiara e ha delineato in realtà nel dettaglio l'intero decreto-legge. (Commenti della senatrice Bellanova) . Voglio però soffermarmi sul metodo. Credo sia necessario partire da un'osservazione essenziale, e cioè dalla narrazione che si sta alimentando e che divide il mondo tra buoni e cattivi, per cui tra i buoni si pone una parte dell'opposizione, mentre dall'altra parte, quella ovviamente dei cattivi, si colloca tutta la maggioranza in qualità di responsabile di nefandezze o perché succube e silente dinanzi ad esse. Allo stesso modo il provvedimento in esame è diventato nella narrazione un decreto-legge sui diritti umani in assoluto. Mi dispiace ripetermi in quest'Aula, ma continua a esserci una volontà politicamente elementare di focalizzare la morale, sulla quale tutti comunque siamo d'accordo e che non è in discussione, senza effettuare invece la narrazione del reale, fatta del tessuto esistente, di disagi, di reati, di situazioni ambigue mai risolte, di emarginazione e di criminalità. Capisco che politicamente funziona la narrazione elementare che si continua a fare dividendo il mondo tra buoni e cattivi - e mi ripeto volontariamente - ignorando che tutte le persone non solo hanno diritti che vanno certamente tutelati, ma hanno anche responsabilità rispetto alle azioni che compiono, che devono essere monitorate, controllate e normate, ma è così per tutti: basta essere il narratore e mettersi dalla parte dei buoni e il gioco è fatto. (Applausi dal Gruppo M5S) . La profondità di un'azione politica, invece, deve andare oltre e ci obbliga a essere lungimiranti, di certo meno popolari, ma più concreti. La realtà è fatta di responsabilità, di fatica e del tentativo di provare a mettere ordine e certezza in un sistema che evidentemente non ha funzionato. E questa è la narrazione del reale sulla quale pendo che dobbiamo concordare tutti. È inoltre il caso di smetterla di fomentare e narrare con continuità il rischio di una deriva storica verso la quale ci stiamo dirigendo. Per onestà intellettuale, colleghi, guardateci, visto che più volte veniamo chiamati in causa: siamo qui e siamo persone di alti valori morali; siamo persone che conoscono la storia, in molti casi la insegniamo nelle scuole e nelle università e ne conosciamo il peso e il valore. A nutrire paure e atteggiamenti sbagliati è anche la narrazione sbagliata che viene fatta, con la distinzione tra buoni e cattivi, e di derive inesistenti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Non ricordo chi ha citato Orwell e il Ministero della verità del romanzo «1984». La citazione raffinata e lungimirante ci sta, perché in quel romanzo effettivamente un partito unico dominava e c'erano quattro Ministeri. Ma sapete che cosa aveva creato quel mondo di «1984», perché i romanzi vanno letti fino in fondo e ne va accolta l'essenza generale? Non era per le nefandezze del partito unico al potere che si era degenerati e neanche per la violenza dei quattro Ministeri, ma perché erano stati tolti nel tempo e senza che nessuno se ne accorgesse ai prolet - ricorderete tutti era il proletariato del romanzo, il popolo - tutti i diritti, piano piano e inesorabilmente. Forse il libro citato torna utile per testimoniare come le politiche di austerity e di tagli nel sociale possono portare a derive autoritarie. (Applausi dal Gruppo M5S) . È vero: il libro citato è utile, ma in realtà lo è per noi. Forse l'esempio era proprio calzante, ma a vantaggio di una maggioranza che, se da una parte implementa politiche di sicurezza, dall'altra nutre e sostiene i diritti delle persone, di tutte le persone, affinché possano mantenere dignità e libertà e non diventino mai prolet di «1984» di Orwell. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, quello al nostro esame è uno dei provvedimenti che più stanno a cuore a questa maggioranza e riguarda un tema che Forza Italia, il nostro movimento politico, considera una vera e propria bandiera: è stato uno dei temi di maggiore importanza nel programma elettorale che fu pensato e costruito insieme ai nostri alleati in campagna elettorale, Fratelli d'Italia e Lega. È ovvio, quindi, che la sensibilità da parte dei senatori di Forza Italia su questo tema è particolarmente accentuata. È un tema che noi pensiamo rappresenti un'emergenza per questo Paese e la rappresenta perché gli italiani la sentono sulla loro pelle.