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i) redigere il Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana e il Piano comunale di rigenerazione urbana dei centri storici nel rispetto del principio costi-benefici e delle normative vigenti; 5. Relativamente alla parte materiale, nel rispetto dei principi e delle finalità della presente legge, sono sempre consentiti i seguenti interventi di rigenerazione urbana realizzati da parte di soggetti privati su singoli edifici, complessi edilizi e ambiti urbani, previa acquisizione di idoneo titolo abilitativo: a) interventi di ristrutturazione edilizia, comprensivi di demolizione e ricostruzione anche parziale dei fabbricati, previsti dall'articolo 3, comma 1, lettera d) , e dall'articolo 10, comma 1, lettera c), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; b) cambi di destinazioni d'uso tra le diverse categorie funzionali previste dagli strumenti urbanistici generali, indipendentemente dalle limitazioni qualitative o quantitative e dalle modalità di attuazione, dirette o indirette, previste dagli strumenti stessi. I cambi d'uso all'interno della stessa categoria funzionale di cui all'articolo 23- ter del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono consentiti sempre; c) interventi di ricostruzione di edifici crollati o demoliti; d) interventi di rigenerazione degli ambiti urbani quali aree e isolati ricadenti negli ambiti di urbanizzazione consolidata, caratterizzati da attività di notevole consistenza, dismesse o da dismettere, incompatibili con il contesto paesaggistico, ambientale e urbanistico, nonché le parti significative di quartieri urbani interessate dal sistema infrastrutturale della mobilità e dei servizi. 6. Le varianti ai titoli edilizi di assenso, anche esplicito, degli interventi di cui al presente articolo sono sempre realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. 7. Gli interventi di rigenerazione urbana comportanti la demolizione e la ricostruzione anche parziale dei fabbricati, ovvero la ricostruzione di edifici crollati o demoliti, beneficiano di un incremento massimo del 20 per cento della volumetria o della superficie lorda esistente soggetta a demolizione. 8. Gli interventi diretti di rigenerazione urbana devono perseguire le seguenti finalità: a) migliorare lo standard di efficienza energetica degli edifici, in conformità alle direttive europee in materia, b) favorire gli interventi di consolidamento antisismico degli edifici; c) migliorare le prestazioni di isolamento acustico degli edifici; d) favorire l'abbattimento delle barriere architettoniche delle parti comuni degli edifici. 9. Nei casi di interventi diretti di rigenerazione comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, la ricostruzione è comunque consentita, nei limiti delle distanze legittimamente preesistenti, anche qualora le dimensioni del lotto di pertinenza non consentano la modifica dell'area di sedime ai fini del rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini. Gli incentivi volumetrici eventualmente riconosciuti per l'intervento possono essere realizzati anche con ampliamenti fuori sagoma dell'edificio demolito, nonché in deroga alle densità fondiarie di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e alle altezze massime di cui all'articolo 8 del medesimo decreto. 10. All'interno dei centri storici e agglomerati urbani di valore storico risultanti dal catasto fabbricati di cui al regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, gli interventi di cui al presente articolo sono consentiti esclusivamente nell'ambito del Piano per la rigenerazione urbana comunale e intercomunale e, nelle more della sua adozione, dei piani urbanistici di recupero e di riqualificazione particolareggiati approvati o da approvare in base alla legislazione regionale. Il Piano comunale di rigenerazione urbana dei centri storici è adottato previa intesa con la Soprintendenza archeologia, beni culturali e paesaggio e, per i relativi interventi attuativi di rigenerazione, non è richiesta l'autorizzazione paesaggistica. Sono esclusi dall'applicazione delle deroghe di cui al presente articolo gli immobili ricadenti nei menzionati centri storici e agglomerati urbani sottoposti alle tutele di cui agli articoli 10 e 12 citato codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 11. Gli interventi privati di rigenerazione degli ambiti urbani di cui al comma 5, lettera d) , sono a totale carico dei promotori; oltre ai costi degli interventi privati sono altresì a loro totale carico: a) i costi per l'adeguamento e la monetizzazione degli standard urbanistici derivanti dall'intervento, nonché quelli per la realizzazione degli ulteriori obiettivi di interesse pubblico previsti nella convenzione allegata al permesso di costruire; b) i costi relativi agli oneri per il trasferimento temporaneo delle unità abitative e dei nuclei familiari coinvolti nell'intervento secondo modalità socialmente sostenibili, nonché quelli necessari per le opere di mitigazione delle attività dei cantieri; c) le garanzie finanziarie per le opere e gli obiettivi pubblici e di interesse pubblico; d) i costi per lo svolgimento delle necessarie procedure partecipative di cui all'articolo 8 ovvero, ove già approvati, secondo i vigenti regolamenti locali. Art. 7. (Qualità degli interventi pubblici e privati) 1. Ai fini di cui alla presente legge, limitatamente alla parte materiale, la progettazione degli interventi ricompresi nel Piano comunale e intercomunali di rigenerazione urbana, qualora non possa essere redatta dall'amministrazione comunale interessata, si svolge mediante ricorso alla procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee di cui agli articoli da 41 a 46 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, con procedure aperte e rispondenti ai princìpi di trasparenza, libera concorrenza e pari opportunità. 2. I concorsi di cui al comma 1 devono prevedere l'acquisizione di un'idea progettuale sottoposta alla selezione di una giuria composta esclusivamente da esperti specialisti delle materie oggetto del concorso, nominati dalla stazione appaltante. Ai vincitori del concorso è affidato il livello successivo di progettazione. 3. I comuni, in relazione alla progettazione del Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana e alla realizzazione dei progetti di cui al comma 1 del presente articolo, possono essere destinatari, a titolo di anticipazione delle spese, di quote parte del Fondo rotativo per la progettualità, di cui all'articolo 1, comma 54, quinto periodo, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale riservate all'attuazione di strategie integrate per lo sviluppo urbano sostenibile. 4.