[pronunce]

La disposizione statale impugnata sarebbe, comunque, legittima e le relative censure mosse dalla Regione, non fondate, in quanto essa, trattando di rapporto di pubblico impiego contrattualizzato e privatizzato, atterrebbe alla materia «ordinamento civile» di competenza legislativa statale (sentenza n. 150 del 2010). 3.- In prossimità dell'udienza del 7 giugno 2011, la Regione Liguria e il Presidente del Consiglio dei ministri hanno depositato memorie nelle quali insistono nelle conclusioni già rassegnate, rispettivamente, nel ricorso e nell'atto di costituzione. 4.- In prossimità dell'udienza del 22 novembre 2011, dell'8 maggio e, quindi, del 3 luglio 2012, il Presidente del Consiglio dei ministri e la Regione ricorrente hanno depositato memorie nelle quali insistono nelle conclusioni già rassegnate negli atti di causa.1.- La Regione Liguria (reg. ric. n. 102 del 2010) ha promosso questioni di legittimità costituzionale di numerose disposizioni del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122, e tra queste dell'art. 9, comma 2, per violazione degli articoli 3, 36, 39, 117, commi terzo e quarto, e 119 della Costituzione. 2.- Riservata a separate pronunce la decisione sull'impugnazione delle altre disposizioni contenute nel suddetto d.l. n. 78 del 2010, viene in esame in questa sede la questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 9, comma 2. 3.- La questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 2, del d.l. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 è inammissibile. 3.1.- La disposizione de qua, infatti, è già stata dichiarata costituzionalmente illegittima (sentenza n. 223 del 2012), nella parte in cui dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 «i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti, delle amministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ai sensi del comma 3 dell'art. 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196» (Legge di contabilità e finanza pubblica), superiori a 90.000 euro lordi annui «siano ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonché del 10% per la parte eccedente 150.000 euro». Essendo stata dichiarata costituzionalmente illegittima, con la predetta sentenza successiva alla proposizione del ricorso della Regione Liguria, la disposizione legislativa oggi all'esame della Corte, la questione di legittimità costituzionale relativa ad essa è divenuta, alla data in cui è assunta la presente decisione, priva di oggetto.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione sulle questioni inerenti ad altre disposizioni contenute nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122, promosse dalla Regione Liguria, con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara la inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122, promossa, in riferimento agli articoli 3, 36, 39, 117, commi terzo e quarto, e 119 della Costituzione con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 dicembre 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 dicembre 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI