[ddlpres]

La lettera i) aggiunge l'articolo 18- bis , che, al comma 1, delinea un sistema transitorio, valido fino al 31 dicembre 2024, per l'accesso al concorso e per l'immissione in ruolo per i posti comuni di docente di scuola secondaria di primo e secondo grado e per i posti di insegnante tecnico-pratico per coloro che abbiano conseguito almeno 30 crediti formativi universitari o accademici del percorso universitario e accademico di formazione iniziale, a condizione che parte dei crediti formativi universitari o accademici siano di tirocinio diretto. Come previsto dal comma 2, i contenuti dell'offerta formativa corrispondente a 30 crediti formativi universitari o accademici condizionanti, la partecipazione al concorso e gli ulteriori 30 crediti formativi universitari o accademici necessari per il completamento della formazione iniziale universitaria e accademica, nonché le modalità di svolgimento della prova finale del percorso universitario e accademico e la composizione della commissione giudicatrice sono definiti con il decreto di cui al comma 4 dell'articolo 2- bis . La nomina di personale scolastico nella commissione di cui al precedente periodo non deve determinare oneri di sostituzione a carico del bilancio dello Stato. Il comma 3 prevede che anche questi soggetti – se vincitori del concorso – sottoscrivano un contratto annuale di supplenza con l'ufficio scolastico regionale a cui afferisce l'istituzione scolastica scelta e completino il percorso universitario e accademico di formazione iniziale con oneri a proprio carico. Conseguita l'abilitazione, svolgono il periodo di prova e sono immessi in ruolo secondo quanto già previsto dall'articolo 13, comma 1. Il comma 4 consente, infine, di integrare, con decreto del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, da adottare entro il 30 giugno 2022, i requisiti di accesso alle classi di concorso A-26 Matematica e A-28 Matematica e Scienze per garantirne la massima copertura. La lettera l) introduce gli allegati A e B al presente decreto-legge. Art. 45. – (Valorizzazione del personale docente) L'articolo apporta modifiche alla legge 27 dicembre 2017, n. 205. In particolare, la lettera a) , aggiungendo la lettera b-bis) al comma 593, interviene sui criteri che devono essere rispettati per l'utilizzo delle risorse del fondo per la valorizzazione del personale docente in sede di contrattazione, anche mediante eventuali integrazioni al contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento. In particolare, oltre alla valorizzazione dell'impegno in attività di formazione, ricerca e sperimentazione didattica e del contributo alla diffusione nelle istituzioni scolastiche di modelli per una didattica per lo sviluppo delle competenze, si prevedono quali ulteriori criteri da seguire la valorizzazione del personale docente che garantisca l'interesse dei propri alunni e studenti alla continuità didattica. Con la lettera b) si prevede, in sede di prima applicazione e nelle more dell'aggiornamento contrattuale, che una quota pari al 10 per cento dello stanziamento previsto al comma 592 è riservato alla valorizzazione del personale docente che garantisca l'interesse dei propri alunni e studenti alla continuità didattica ai sensi del comma 593, lettera b-bis) , e che con decreto del Ministro dell'istruzione, da adottare entro il 30 giugno 2022, sono stabiliti i criteri per l'attribuzione delle suddette risorse, che tengono conto almeno degli anni di permanenza del docente nella stessa istituzione scolastica e della residenza o domicilio abituale distinti da quello dell'istituzione scolastica. Art. 46 – (Perfezionamento della semplificazione della procedura di reclutamento degli insegnanti) La disposizione introduce modifiche relativamente alle modalità semplificate necessarie ad assicurare la cadenza annuale dei concorsi ordinari per il personale docente di cui al comma 10 dell'articolo 59 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106. In particolare, al comma 1, la lettera a) , al numero 1) prevede che i quesiti a risposta multipla o la prova strutturata fino al 31 dicembre 2024 a risposta aperta dal 1° gennaio 2025 in poi, oggetto dell'unica prova scritta, siano volti all'accertamento delle conoscenze e delle competenze dei candidati sulle metodologie e le tecniche della didattica generale e disciplinare. Inoltre, al numero 2) si specifica che con la prova orale si accertano, oltre alle conoscenze disciplinari, le competenze didattiche e l'attitudine all'insegnamento anche attraverso un test specifico. Il numero 3) introduce, al comma 10 dell'articolo 59, la lettera d-bis) , con cui si prevede la formazione della graduatoria dei soggetti, che devono ancora conseguire l'abilitazione all'insegnamento specifica sulla classe di concorso, sulla base delle valutazioni della prova scritta, orale e della valutazione dei titoli. La lettera b) aggiunge il comma 10.1, che prevede l'assegnazione della redazione dei quesiti della prova scritta ad una o più università. Viene, inoltre, istituita con decreto del Ministero dell'istruzione, da adottare entro il 10 giugno 2022, una commissione di elevata qualificazione scientifica e professionale volta a proporre al Ministero, anche sulla base delle evidenze risultanti dalla prima applicazione della riforma delle procedure di reclutamento, l'adozione di linee guida sulla metodologia di redazione dei quesiti. Si precisa, inoltre, che ai componenti della Commissione non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati. L'articolo 46 introduce poi il comma 10- ter, disponendo che i vincitori del concorso già abilitati siano immessi in ruolo con precedenza rispetto ai vincitori che devono ancora conseguire l'abilitazione all'insegnamento specifica sulla classe di concorso. Questi ultimi, infatti, sono immessi in servizio ove, nel limite delle assunzioni annuali autorizzate, residuano posti vacanti e disponibili. Rimane ferma la riserva di posti pari al 30 per cento per coloro che abbiano svolto un servizio pari ad almeno tre anni scolastici anche non continuativi presso le istituzioni scolastiche statali nei dieci anni precedenti già prevista dal comma 10- bis . L'articolo 46 inoltre abroga il comma 12 dell'articolo 59 del decreto-legge n. 73 del 2021, secondo il quale le attività formative, le procedure e i criteri di verifica degli standard professionali, le modalità di verifica in itinere e finale sono disciplinati con decreto del Ministero dell'istruzione. L'articolo 46 infine, aggiungendo il comma 21- bis , stabilisce che la disposizione relativa alla graduatoria di cui al comma 10, lettera d- bis ) ha efficacia sino al 31 dicembre 2024 per coloro che accedono al concorso secondo la disciplina transitoria di cui all'art. 18- bis del d.lgs n. 59/2017. Art. 47.