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parte integrante della domanda di partecipazione ai bandi consiste nell'inoltrare un numero ingente di documenti, il cui reperimento può richiedere mesi, andando ben oltre il tempo che intercorre tra la pubblicazione del bando e il termine ultimo per la presentazione della domanda; tra la documentazione richiesta per l'iscrizione ai bandi, si citano ad esempio, la visura della Banca d'Italia che spesso arriva al richiedente dopo la scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione ai bandi ISMEA, in quanto la Banca d'Italia deve processare centinaia di richieste che arrivano contemporaneamente, oppure il certificato di destinazione urbanistica che i Comuni devono rilasciare ove richiesto, trovandosi anch'essi a dover far fronte a molte richieste in contemporanea, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; quali iniziative di competenza intendano assumere, fatta salva la necessità delle amministrazioni di rispondere agli standard di efficienza, affinché vengano riconsiderate le tempistiche previste per l'iscrizione ai bandi, in modo da garantire, a chi intende partecipare, il tempo necessario per reperire la documentazione. Atto n. 4-05805 FERRARA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la legge 26 ottobre 1995, n. 447, rappresenta il fondamento della normativa acustica nazionale. All'articolo 2 reca definizioni normative essenziali per la tutela della quiete e della salute dei cittadini relativamente all'inquinamento acustico; in particolare l'articolo 2, comma 1, lettera g) , come modificato dal decreto legislativo 17 febbraio 2017, n. 42, recante "Disposizioni in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, a norma dell'articolo 19, comma 2, lettere a), b), c), d), e), f) e h) della legge 30 ottobre 2014, n. 161", definisce il valore d'attenzione come: "il valore di immissione, indipendente dalla tipologia della sorgente e dalla classificazione acustica del territorio della zona da proteggere", precisando che, al suo superamento, si debbano attuare interventi di mitigazione; in caso di superamento del valore d'attenzione, la legge stabilisce, all'articolo 7, che i Comuni adottino piani di risanamento; l'articolo 9 prevede, altresì, che al fine di tutelare la salute pubblica, in casi eccezionali e urgenti, il sindaco, il presidente della Provincia, il presidente della Giunta regionale, il prefetto, il Ministro della transizione ecologica e il Presidente del Consiglio dei ministri possano ordinare, ognuno per le proprie competenze, il ricorso temporaneo a forme speciali di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore; l'articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 novembre 1997 determina il valore di attenzione; considerato che: il decreto legislativo n. 42 del 2017 ha istituito la commissione per la tutela dall'inquinamento acustico (art. 8, comma 1); tra i compiti affidati alla commissione, da costituire presso l'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, oggi Ministero della transizione ecologica, vi è anche la definizione della tipologia e dei valori limite, che devono essere coerenti con i valori unionali di riferimento di cui alla direttiva 2002/49/CE; sebbene il menzionato articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 novembre 1997 non risulti formalmente abrogato, l'attribuzione alla commissione della competenza a fissare nuovi valori sposta de facto a quest'ultima il compito di stabilire i nuovi limiti; stando a quanto riportato da associazioni impegnate nel contrasto all'inquinamento acustico, la commissione sembrerebbe non aver individuato i valori e i limiti come prescritto dalla legge, si chiede di sapere: se la commissione per la tutela dall'inquinamento acustico sia stata costituita e, in caso affermativo, quale sia la sua composizione; se si sia insediata e quali atti abbia adottato, in particolare in relazione ai nuovi valori di attenzione acustica. Atto n. 4-05806 DE POLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: gli agricoltori di Coldiretti Veneto, convergendo a Venezia da tutte le sette province in forma composta e silenziosa, hanno dato vita ad un " flash mob " davanti la stazione di Santa Lucia per denunciare la situazione insostenibile causata dall'invasione dei cinghiali in campagna e in città; branchi di ungulati, favoriti dall'emergenza COVID-19, che con il lockdown ha permesso loro di scorrazzare tranquillamente nei vigneti e nei campi coltivati, fino a spingersi in prossimità di abitazioni, scuole e parchi giochi dei bambini per rovistare indisturbati tra i rifiuti depositati nei cassonetti dei centri urbani, stanno costituendo un rischio concreto per la salute e la sicurezza delle persone; la legge n. 157 del 1992, che prevede la possibilità di avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi agricoli, in possesso di porto d'armi, nelle attività di controllo consentendo loro la possibilità di intervenire direttamente, all'interno della propria azienda, per abbattere gli ungulati che minacciano le colture, sembrerebbe non essere sufficiente ad arginare il fenomeno, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda dare una risposta concreta al mondo del lavoro agricolo, prevedendo più efficaci strumenti nell'ambito delle attività di controllo per assicurare la salvaguardia dei cittadini e delle colture dall'attacco degli ungulati e la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico, considerato che la proliferazione senza freno dei cinghiali sta mettendo anche a rischio l'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, prevedendo anche un fondo nazionale di ristoro a beneficio di coloro che subiscono danni diretti e indiretti dai predatori selvatici. Atto n. 4-05807 DI GIROLAMO VACCARO DONNO PAVANELLI VANIN TRENTACOSTE FERRARA PRESUTTO GALLICCHIO CROATTI DELL'OLIO LUPO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: le motorizzazioni civili di tutta Italia, ormai da diverso tempo, soffrono di una grave mancanza di personale; il numero di funzionari addetti agli esami per il conseguimento delle patenti di guida e quello degli addetti alle revisioni e collaudi di veicoli non sono sufficienti a coprire le richieste che provengono da autoscuole, studi di consulenza, autotrasportatori, costruttori e installatori di veicoli; con le misure restrittive adottate per contenere la pandemia da COVID-19, i ritardi nelle procedure si sono aggravati e i tempi di attesa si sono ulteriormente allungati. Attualmente in Italia ci sono 359.165 cittadini in possesso del "foglio rosa" che per sostenere l'esame pratico di guida, secondo i dati resi dal CED, dovranno aspettare oltre 5 mesi, non considerando le imminenti ferie del personale esaminatore della motorizzazione civile che allungheranno ulteriormente i tempi di attesa;