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Istituzione della professione sanitaria di odontotecnico. Onorevoli senatori . – Com'è noto, l'attuale inquadramento giuridico del profilo professionale di odontotecnico pone in evidenza – e non da adesso – l'ingiustificabile inadeguatezza del relativo impianto normativo. Il corpo di regole inteso a disciplinarne la figura risale, addirittura, al regolamento di cui al regio decreto 31 maggio 1928, n. 1334. Ovviamente, la recessività dello strumento normativo impiegato non documenta soltanto l'oggettivo ritardo accumulato dal legislatore nell'aggiornare fonte e disciplina, ma, più in generale, è sintomo dell'inerzia tradita dalla politica nel sovraintendere al processo di evoluzione delle professioni sanitarie, cui è stata soggetta, per l'appunto, anche l'attività di odontotecnico. Sarebbe stato il caso, infatti, di esigere e, conseguentemente, codificare requisiti di ben più congrua qualificazione, ai fini dell'espletamento di mansioni e prestazioni ascrivibili alla professione odontotecnica, tanto da pensare a uno specifico percorso di istruzione superiore. Si è preferito, invece, seguitare nell'immobilismo normativo, con grave danno inferto alla professionalità del lavoro di odontotecnico. Senza contare il perturbamento recato alla tutela della salute, la quale – occorrerebbe non dimenticarlo – costituisce un diritto fondamentale per il singolo e un interesse per l'intera collettività. Nonostante i chiaroscuri di contesto, per parte delle associazioni degli odontotecnici, l'intendimento resta quello di presidiare e far valere le buone ragioni degli operatori sanitari appartenenti alla categoria. Nessun indietreggiamento o spazio a forma alcuna di arrendevolezza da parte loro, e i proponenti lo condividono; semmai, un rafforzato e comune impegno, sospinto da spirito di coesione, per conseguire l'istituzione della professione sanitaria di odontotecnico, così da essere attratta nel quadro delle professioni sanitarie, in qualità di professione afferente all'area tecnico-assistenziale della filiera della tutela della salute dentale. Il riconoscimento della qualifica professionale configurerebbe il sacrosanto approdo per una figura che – oggi più che mai – è in grado di rendere evidenti le precondizioni che sorreggono la detta pretesa. La realizzazione di dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico e l'utilizzo delle correlative attrezzature presuppongono, infatti, un elevato e, in prospettiva, crescente livello di formazione scientifica, implicando, giocoforza, un maggior grado di autonomia e conseguente responsabilità. Ciò è ancor più vero, se si tiene conto dell'imminente entrata a regime – prevista per il 26 maggio – delle norme approntate dal regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2017. In sostanza, il diritto europeo richiede ai nostri « fabbricanti » massima attenzione sul versante della valutazione di conformità, della vigilanza, della sorveglianza sul mercato e della rintracciabilità dei richiamati dispositivi. L'odierna deminutio non è quindi più ammissibile. Il legislatore non può che prendere atto degli avanzamenti intervenuti in ambito sanitario e delle trasformazioni in atto e rendere la dovuta dignità giuridica a chi ogni giorno svolge con valentia la professione di odontotecnico. Per tutto quanto sopra esposto, si rende necessario introdurre una regolamentazione transitoria per chi già opera nel settore, recando, in parallelo, un moderno assetto di disposizioni preordinate all'abilitazione e allo svolgimento dell'attività odontotecnica. Occorre guardare con fiducia all'avvenire: ergo, è tempo di designare il futuro della professione. Le associazione degli odontotecnici avviarono nel febbraio 2000 con il Ministero della salute (Ministro Rosi Bindi) il confronto per un nuovo profilo dell'odontotecnico sulla base di quanto previsto dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, confronto che si concluse nel giugno 2001 (Ministro Umberto Veronesi) con l'invio da parte di quest'ultimo alla seconda sezione del Consiglio superiore di sanità (CSS) (competente per i pareri) presieduta dal professor Raffaele Cuccurullo. Ad ottobre-novembre 2001 la seconda sezione CSS, con il parere favorevole della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) e dell'Associazione nazionale dentisti italiani (ANDI), approvò un testo concordato con le associazione degli odontotecnici. A dicembre 2001, il Ministero della salute (Ministro Gerolamo Sirchia), preso atto del parere favorevole del CSS, inviò il testo del profilo al Consiglio di Stato per l'ultimo parere previsto dal decreto legislativo n. 502 del 1992. Ad aprile 2002, il Consiglio di Stato rinviò il testo al Ministero della salute poiché l'intervenuta modifica del titolo V della Costituzione, con il referendum confermativo dell'ottobre 2001, prevedeva, anche in materia di professioni, la cosiddetta « legislazione concorrente » Stato-regioni, invitando il Ministero a proporre al Parlamento una specifica legge, e cioè la legge 1° febbraio 2006, n. 43. Sulla base della nuova legge, le associazione degli odontotecnici avviarono un confronto con il Ministero della salute che, costituita l'apposita commissione presso il CSS nel 2007, inviò il vecchio testo già approvato nel 2001, che venne leggermente modificato con l'assenso delle associazione degli odontotecnici. In tale sede la FNOMCeO e l'ANDI, che facevano parte dell'apposita commissione costituita in seno al CSS, votarono contro in aperta contraddizione con quanto fatto precedentemente, facendo diventare il profilo dell'odontotecnico oggetto dei forti contrasti interni al mondo odontoiatrico. Il CSS approvò comunque il testo del profilo che fu trasmesso alle regioni, in particolare al coordinamento degli assessori regionali nei confronti del quale si accese una vera e propria disputa fra associazione degli odontotecnici e mondo odontoiatrico tanto che risultò praticamente impossibile per anni avere un parere favorevole da parte delle regioni, nonostante alcune di esse si dichiararono d'accordo con il nuovo profilo. La situazione di stallo si protrasse per alcuni anni; nel 2014 le associazione degli odontotecnici ripresero l'iniziativa sul profilo con una serie di iniziative e manifestazioni. Lo stesso Ministero della salute (Ministro Beatrice Lorenzin) si dichiarò pubblicamente favorevole al profilo nel caso in cui il referendum costituzionale del dicembre 2016 fosse approvato, riportando le competenze in materia al Ministero stesso. L'11 gennaio 2018 venne approvata la legge n. 3 del 2018, detta « legge Lorenzin », che prevede alcune modifiche all' iter previsto dalla previgente legge sulle professioni sanitarie. In sede di dibattito alla Camera e al Senato, alcuni emendamenti furono trasformati in ordini del giorno impegnando il Governo a tener conto, per quanto riguarda gli odontotecnici, dei passaggi già fatti con la precedente legge (parere favorevole del Ministero della salute e del CSS).