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Il giudice, ai fini delle decisioni di cui ai commi 6 e 7, ascolta il minore e tiene conto anche delle valutazioni dei servizi sociali. 9. Il giudice tutelare, trascorso il periodo di durata previsto, ovvero intervenute le circostanze di cui al comma 5, sentiti il servizio sociale locale interessato ed il minore, richiede, se necessario, al tribunale per i minorenni l'adozione di ulteriori provvedimenti nell'interesse del minore. 10 . Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche nel caso di minori inseriti presso una comunità di tipo familiare ». 5 (Modifica dell'articolo 5 della legge n. 184 del 1983, in materia di compiti dell'affidatario) 1 L'articolo 5 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 5. – 1. L'affidatario deve accogliere presso di sé il minore e provvedere al mantenimento, all'educazione, all'istruzione e all'assistenza morale dello stesso, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e aspirazioni ai sensi dell'articolo 315- bis del codice civile, tenendo conto della sua opinione, delle indicazioni dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale, valutando anche le opinioni dei genitori limitati in detto esercizio ai sensi dell'articolo 333 del codice civile e del tutore, se nominato, nonché osservando le prescrizioni stabilite dall'autorità affidante. In ogni caso l'affidatario esercita i poteri connessi con la responsabilità genitoriale in relazione agli ordinari rapporti con l'istituzione scolastica e con le autorità sanitarie. L'affidatario o l'eventuale famiglia collocataria devono essere convocati, a pena di nullità, nei procedimenti civili in materia di responsabilità genitoriale, di affidamento e di adottabilità relativi al minore affidato e hanno facoltà di presentare memorie scritte nell'interesse del minore. 2. I servizi socio-sanitari competenti, in rete tra di loro e ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, su disposizione del giudice che vigila sulla corrispondenza degli interventi al progetto di cui al comma 4 dell'articolo 4, svolgono opera di sostegno educativo e psicologico nei confronti del minore affidato, della sua famiglia e di quella affidataria e agevolano i rapporti con la famiglia di provenienza ed il rientro del minore nella stessa secondo le modalità più idonee, avvalendosi anche delle competenze professionali delle altre strutture del territorio e dell'opera delle associazioni familiari e professionali eventualmente indicate dagli affidatari o dalla famiglia di provenienza. 3. Le norme di cui ai commi 1 e 2 si applicano, in quanto compatibili, nel caso di minori ospitati presso una comunità di tipo familiare. 4. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, intervengono con misure di sostegno e di aiuto economico in favore della famiglia affidataria ». 6 (Modifiche all'articolo 6 della legge n. 184 del 1983, in materia di soggetti legittimati all'adozione) 1 All'articolo 6 della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . L'adozione è consentita ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, alle parti unite civilmente da almeno tre anni e ai conviventi di fatto, anche dello stesso sesso, in modo stabile e continuativo da almeno tre anni. Tra i coniugi, le parti unite civilmente e i conviventi di fatto non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto o cessazione della convivenza. L'adozione è altresì consentita a persone singole di età non inferiore ai trenta anni »; b il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Gli adottanti o l'adottante devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire, mantenere e assistere moralmente i minori che intendano adottare ai sensi dell'articolo 315- bis del codice civile »; c il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Il requisito della stabilità del rapporto di cui al comma 1 può ritenersi realizzato anche quando i coniugi e le parti unite civilmente abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima, rispettivamente, del matrimonio e della costituzione dell'unione civile per un periodo di tre anni, nel caso in cui il tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto. Per i conviventi di fatto, ai fini dell'individuazione dell'inizio della stabile convivenza, si applica l'articolo 1, comma 37, della legge 20 maggio 2016, n. 76 »; d al comma 7, le parole: « Ai medesimi coniugi » sono sostituite dalle seguenti: « Agli adottanti o all'adottante ». 7 (Modifica all'articolo 7 della legge n. 184 del 1983, in materia di rappresentanza e consenso del minore adottando) 1 All'articolo 7 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Il minore, nel corso del procedimento che ne accerta lo stato di adottabilità, è rappresentato da un curatore speciale, se in conflitto di interessi con il tutore. Il minore, il quale ha compiuto gli anni quattordici, non può essere adottato se non presta personalmente il proprio consenso, che deve essere manifestato personalmente anche quando il minore compia l'età predetta nel corso del procedimento. Il consenso dato può comunque essere revocato sino alla pronuncia definitiva dell'adozione ». 8 (Modifica dell'articolo 8 della legge n. 184 del 1983, in materia di dichiarazione di adottabilità) 1 L'articolo 8 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 8. – 1. Sono dichiarati in stato di adottabilità dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio. 2. La situazione di abbandono sussiste, sempre che ricorrano le condizioni di cui al comma 1, anche quando i minori si trovino presso comunità di tipo familiare ovvero siano in affidamento familiare. 3. Non sussiste causa di forza maggiore quando i soggetti di cui al comma 1 rifiutano le misure di sostegno offerte dai servizi sociali locali, comunicate loro in modo chiaro e comprensibile, anche all'esito della segnalazione di cui all'articolo 79- bis e tale rifiuto viene ritenuto ingiustificato dal giudice. 4. Il procedimento di adottabilità deve svolgersi fin dall'inizio con l'assistenza legale del minore e dei genitori o, in mancanza, dei parenti entro il quarto grado che abbiano rapporti significativi con il minore. A tal fine il presidente del tribunale per i minorenni nomina un curatore speciale, nella persona di un avvocato, se il minore è in potenziale conflitto di interessi con il tutore provvisorio ».