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2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta dei Ministri competenti e, successivamente, sono trasmessi alle Camere entro il sessantesimo giorno antecedente il termine per l'esercizio della delega, ai fini dell'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, da rendere entro il termine di trenta giorni; decorso inutilmente tale termine i decreti legislativi possono comunque essere adottati. 3 Gli schemi dei decreti legislativi adottati in attuazione dei commi 1 e 2 sono corredati di una relazione tecnica che dia conto dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al loro interno, i medesimi decreti legislativi sono adottati solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 2 (Princìpi e criteri direttivi) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a creare 600.000 posti di lavoro, sostenendo un'occupazione produttiva e un lavoro dignitoso; b realizzare, nel rispetto del principio di leale collaborazione e del riparto di competenze, tra Stato, regioni ed enti locali, un piano di interventi pubblici urgenti, nei settori della protezione del territorio, del risparmio energetico, del diritto alla casa, della valorizzazione del patrimonio scolastico, storico, artistico, architettonico e archeologico nonché del diritto a un ambiente sano per la salute dell'uomo e per la tutela degli ecosistemi; c individuare nelle amministrazioni dello Stato, nelle regioni, nelle province autonome di Trento e di Bolzano e negli enti locali i soggetti proponenti, anche in forma coordinata o consorziata tra loro, dei progetti finalizzati alla realizzazione del programma e che prevedono interventi: 1 per la protezione del territorio mediante azioni di prevenzione o di contrasto del dissesto idrogeologico nel territorio nazionale, iniziando dalla mappatura degli insediamenti urbanistici nelle aree a più elevato rischio idrogeologico e dando priorità ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni di più elevato rischio idrogeologico, di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, redatti anche sulla base delle proposte delle regioni e degli enti locali e approvati dalle autorità di bacino; 2 per la bonifica e la riqualificazione ambientali di aree urbane, rurali, produttive, industriali e militari; 3 per il recupero, la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici, con priorità per quelli esposti al rischio sismico e dell'amianto; 4 per la ristrutturazione degli ospedali pubblici al fine di rendere gli spazi e le strutture interne funzionali alle attuali tecnologie mediche e alle mutate pratiche terapeutiche; 5 per il rafforzamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia al fine di incrementare la presa in carico degli utenti di tali servizi, di attenuare il forte squilibrio tra il Nord e il Sud del Paese e di favorire una complessiva crescita del sistema nazionale in conformità agli standard dell'Unione europea, realizzando nuovi asili nido pubblici e interventi di messa in sicurezza degli asili nido pubblici esistenti o di ristrutturazione di edifici pubblici da adibire ad asilo nido; 6 per l'incremento, il recupero e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico destinato o da destinare a prima abitazione e a iniziative di coabitazione e di condivisione del lavoro al fine di garantire, in tutto il territorio nazionale, i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana; 7 per incrementare l'efficienza e la prestazione energetica degli edifici pubblici e per ridurre il consumo di energia dei medesimi edifici; 8 per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, museale e archeologico; 9 per il recupero di terreni pubblici incolti o abbandonati, nel rispetto degli ecosistemi esistenti e per il ripristino della flora e della fauna tipiche, per la valorizzazione e l'incremento del patrimonio boschivo, nonché per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento e per la valorizzazione dei fiumi, delle aree paludose, delle spiagge e delle coste attraverso il ripristino dell'ecosistema; d istituire, per gli anni 2019-2021, sotto la vigilanza congiunta dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle politiche agricole alimentari e forestali, l'Agenzia nazionale per il lavoro e lo sviluppo sostenibile, di seguito denominata « Agenzia ». L'Agenzia è diretta da un presidente nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, coadiuvato da un consiglio direttivo di sei membri, ciascuno dei quali è nominato dai Ministri che esercitano la vigilanza sulla stessa, nonché da un membro nominato dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. La dotazione organica dell'Agenzia è assicurata mediante personale trasferito dai Ministeri vigilanti, di cui al periodo precedente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il presidente e i membri del consiglio direttivo non percepiscono alcun compenso aggiuntivo per la loro attività. L'Agenzia svolge funzioni di organizzazione, programmazione, attuazione, indirizzo, controllo e coordinamento della realizzazione dei progetti del programma; e prevedere che con proprio provvedimento l'Agenzia, entro tre mesi dalla sua costituzione, stabilisca: 1 la ripartizione regionale e per aree di particolare disagio occupazionale delle risorse del fondo di cui alla lettera n) , per il finanziamento del programma, prevedendo anche forme di consultazione con i soggetti proponenti dei progetti; 2 il trasferimento alle direzioni regionali o territoriali del lavoro delle risorse per le retribuzioni del personale impiegato nella realizzazione dei progetti; 3 le modalità di presentazione e le caratteristiche a cui si devono attenere i progetti, nonché i criteri per stabilire le priorità tra i progetti, nel rispetto di quanto previsto dalla lettera f) ; 4 un contratto standard unico che i centri per l'impiego e le direzioni regionali o territoriali del lavoro sottoscrivono con i soggetti proponenti dei progetti; 5 la previsione di attività formative per il personale di cui alla lettera g) nella realizzazione dei progetti e il trasferimento delle risorse necessarie ai centri per l'impiego; 6 la definizione delle modalità con le quali l'Agenzia rendiconta annualmente, sulla base dei dati e degli aggiornamenti obbligatoriamente trasmessi dai soggetti proponenti dei progetti, il lavoro compiuto nella realizzazione dei singoli progetti e degli obiettivi del programma; 7 le modalità per la partecipazione dei soggetti interessati all'elaborazione e al controllo dell'attuazione dei progetti;