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conseguenza di tale riorganizzazione è stato il superamento della soglia degli attivi di 30 miliardi di euro, per cui le BCC sono divenute istituti di credito significant ai sensi del regolamento (UE) n. 468/2014 e, pertanto, sono sottoposte alla vigilanza della Banca centrale europea e non più a quella della Banca d'Italia; la vigilanza della BCE, nonché la sua competenza nella gestione di eventuali crisi, rischia di condurre ad un'omologazione delle BCC al modello bancario con vincoli pensati per altre tipologie di istituti di credito; i requisiti prudenziali stringenti previsti dalla legislazione europea, infatti, espongono le BCC a dei rischi che risultano essere eccessivi, ovvero non adeguati all'originale forma organizzativa di tali istituti di credito, essendo questi delle banche istituite in forma di cooperative locali, espressione diretta delle comunità, che, perseguendo principalmente delle finalità mutualistiche, permettono l'erogazione di liquidità sul territorio, e quindi promuovono la crescita e lo sviluppo economico delle comunità di riferimento; l'emergenza da COVID-19 ha fatto emergere il ruolo essenziale delle BCC, le quali hanno contribuito largamente a sostenere le comunità, le famiglie e le imprese, concedendo, tra l'altro, delle moratorie che ammontano a circa 40 miliardi di euro nonché 12 miliardi in crediti garantiti; allo stesso tempo, l'erogazione di tali strumenti di sostegno ad opera delle BCC ha evidenziato il pericolo finanziario che le stesse e i loro soci corrono all'interno del "sistema BCE", come rilevato nella relazione di novembre 2020 del COPASIR, in cui è stato illustrato come, anche causa delle norme europee operanti sulle BCC, ci sarebbe stato un elevato rischio di stretta del credito per le piccole imprese; considerato che negli anni il tema è stato oggetto ricorrente di discussioni parlamentari, nonché di impegni governativi, l'ultimo dei quali risale al mese di ottobre 2020, quando il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore , durante l'assemblea di Confcooperative, ha dichiarato un serio impegno del Governo finalizzato a mettere a punto le criticità della normativa vigente, nonché a lavorare, anche in sede europea, affinché esse possano essere superate, impegna il Governo, durante i prossimi incontri istituzionali in sede europea, a concretizzare gli impegni assunti dai precedenti Esecutivi, lavorando all'individuazione di modifiche legislative che, preservando il sistema dei gruppi bancari cooperativi, concorrano a delineare un quadro di diritto bancario UE che riconosca la forma giuridica assunta dalle banche di credito cooperativo e, pertanto, meglio risponda alle importanti finalità perseguite da tali istituti di credito. Atto n. 1-00413 GIROTTO TAVERNA LICHERI CRIMI CIOFFI SANTILLO FERRARA CASTELLONE LOMUTI PAVANELLI SANTANGELO LANZI PIRRO L'ABBATE MAIORINO TRENTACOSTE GUIDOLIN CASTALDI CROATTI MAUTONE DI GIROLAMO FEDE ROMANO MONTEVECCHI GALLICCHIO PETROCELLI BOTTICI LUPO DI NICOLA EVANGELISTA AIROLA PERILLI PELLEGRINI Marco LOREFICE PESCO MARINELLO QUARTO COLTORTI NATURALE CORBETTA TONINELLI RICCIARDI CATALFO CAMPAGNA VANIN GARRUTI DELL'OLIO FENU DONNO PISANI Giuseppe DE LUCIA GAUDIANO D'ANGELO PUGLIA AUDDINO PRESUTTO DI PIAZZA CASTIELLO PIARULLI TURCO AGOSTINELLI ENDRIZZI ANASTASI VACCARO MATRISCIANO MANTOVANI RUSSO NOCERINO ROMAGNOLI LEONE BUCCARELLA - Il Senato, premesso che: a maggio 2018 la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento sulla "tassonomia verde europea", al fine di fornire una definizione univoca rispetto alle tipologie di attività economiche e di investimenti che possano definirsi sostenibili. Il regolamento è stato approvato dal Consiglio europeo il 10 giugno 2020 e dal Parlamento europeo il 18 giugno, con il titolo "regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088"; per l'attuazione del regolamento, la Commissione europea si è impegnata ad adottare atti delegati, contenenti specifici criteri di vaglio tecnico, al fine di integrare i principi sanciti nel regolamento e stabilire quali attività economiche possono considerarsi attività recanti un contributo a ciascun obiettivo ambientale. In particolare, la Commissione prevede l'adozione definitiva dei criteri relativi alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici entro la fine del 2021, mentre prevede di adottare entro la fine del 2022 i criteri relativi agli altri 4 obiettivi ambientali, ovvero uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso un'economia circolare, prevenzione e riduzione dell'inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi; per l'adozione del primo atto delegato, avvenuta in data 21 aprile 2021, la Commissione ha avviato un'ampia discussione in ambito europeo, tuttora in corso, sull'inclusione delle tecnologie relative all'energia nucleare e al gas naturale tra quelle che possono definirsi sostenibili; nell'atto adottato, la Commissione europea ipotizza per il gas naturale la possibilità di rientrare tra le attività di transizione, ovvero tra quelle in grado di "apportare un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici in mancanza di alternative a basse emissioni di carbonio tecnologicamente ed economicamente praticabili, a condizione che siano compatibili con un percorso inteso a limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, che eguaglino la migliore prestazione della classe cui appartengono, che non ostacolino lo sviluppo e la diffusione di alternative a basse emissioni di carbonio e che non comportino una dipendenza da attività elevata intensità di carbonio" e che le "attività nel settore del gas naturale che soddisfano i suddetti requisiti saranno oggetto di un futuro atto delegato". Inoltre, a "dimostrazione dell'importanza del gas naturale quale tecnologia utile per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, la Commissione prenderà in considerazione la possibilità di emanare una normativa specifica affinché le attività che contribuiscono a ridurre tali emissioni non siano private di finanziamenti adeguati"; nel medesimo atto delegato, inoltre, si afferma che per l'energia nucleare la "valutazione è ancora in corso" e "non appena il processo sarà concluso darà seguito ai risultati nel quadro del presente regolamento". A tal fine, dietro richiesta della Commissione, il Centro comune di ricerca ha stilato un report che afferma che la produzione di energia nucleare non genera "danni significativi" e che ogni impatto potenzialmente dannoso sulla salute umana e sull'ambiente delle varie fasi del ciclo di produzione di energia nucleare possano essere correttamente prevenute o evitate; considerato che: il report del Centro comune di ricerca sul nucleare è attualmente in fase di revisione da parte di due organi indipendenti.