[pronunce]

che, dovendosi escludere, infine, la possibilità di una interpretazione adeguatrice, atteso l'univoco tenore delle disposizioni in esame, e la praticabilità di una disapplicazione della normativa coinvolta, in quanto l'art. 14 della CEDU è norma di principio e non di efficacia diretta nell'ordinamento interno, la questione non potrebbe che essere risolta dal giudice delle leggi; che nel giudizio si è costituito l'INPS, chiedendo dichiararsi l'inammissibilità della questione, atteso che le disposizioni censurate sono state già dichiarate costituzionalmente illegittime con la sentenza n. 40 del 2013, proprio nella parte in cui subordinavano al requisito della titolarità della carta di soggiorno (oggi permesso di soggiorno di lunga durata) la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della indennità di accompagnamento di cui all'art. 1 della legge n. 18 del 1980 e della pensione di inabilità di cui all'art. 12 della legge n. 118 del 1971. Considerato che il Tribunale di Milano, con ordinanza del 24 dicembre 2012, ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 32, 38 e 117 della Costituzione, in relazione all'art. 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (CEDU), questione di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001) e dell'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), «nella parte in cui subordinano la concessione della pensione di inabilità e dell'indennità di accompagnamento, agli stranieri legalmente soggiornanti sul territorio dello Stato, al possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo e, dunque, anche al requisito della durata del soggiorno medesimo che sia attestata dal possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, oltre all'esigenza di superare il test di lingua italiana»; che questa Corte - come anche rilevato dallo stesso INPS costituitosi nel giudizio - ha dichiarato, con la sentenza n. 40 del 2013, successiva all'ordinanza di rimessione, l'illegittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge n. 388 del 2000, nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato dell'indennità di accompagnamento di cui all'art. 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18 (Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili) e della pensione di inabilità di cui all'art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili); che, d'altra parte, la questione relativa al denunciato art. 9, comma 1, del decreto legislativo n. 286 del 1998 non appare dotata di specifica autonomia agli effetti del petitum perseguito dall'ordinanza di rimessione, essendo quest'ultimo evidentemente diretto a rimuovere la previsione di una preclusione generale per i cittadini extracomunitari, originata, anche in riferimento alle provvidenze in discorso, dal censurato art. 80, comma 19, della legge n. 388 del 2000; che la questione proposta è, dunque, divenuta priva di oggetto e va, così, dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001) e dell'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), «nella parte in cui subordinano la concessione della pensione di inabilità e dell'indennità di accompagnamento, agli stranieri legalmente soggiornanti sul territorio dello Stato, al possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo e, dunque, anche al requisito della durata del soggiorno medesimo che sia attestata dal possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, oltre all'esigenza di superare il test di lingua italiana», sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 32, 38 e 117 della Costituzione, in relazione all'art. 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (CEDU), dal Tribunale di Milano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 novembre 2014. F.to: Giuseppe TESAURO, Presidente Paolo GROSSI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 novembre 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI