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Il Presidente dell'8 a Commissione è venuto qui a dire che mancavano i pareri: non è così e lo sappiamo perfettamente, perché anche la Commissione bilancio ne ha espressi alcuni. Ci sono nodi politici, benissimo: non venite più a raccontarci le balle che tra di voi va tutto bene, sappiamo perfettamente che ci sono problemi. Ma vogliamo anche rivendicare che all'interno di quest'Aula e delle Commissioni ognuno di noi, pur con posizioni diverse - come ovviamente hanno le opposizioni e come le avete voi - ha il diritto di esprimersi e non deve prendere o lasciare. Questo è il modo di riportare all'ordinarietà e ad un modo ordinato lo svolgimento dei lavori: su questo, signor Presidente, le chiediamo formalmente di esercitare il massimo di vigilanza e di potere, perché in questo momento ne ha la possibilità. (Applausi dal Gruppo Misto e del senatore Collina). CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, dopo aver ascoltato i colleghi che hanno preso la parola, intervengo rivolgendomi innanzi tutto a lei per formulare una domanda che non è retorica: a cosa servono le riunioni della Conferenza dei Capigruppo? Partecipiamo a queste riunioni, che durano anche molto tempo, ne usciamo con decisioni più o meno condivise e poi, alla fine, queste decisioni non vengono mai rispettate da quella stessa maggioranza che pure, spesso, ce le ha imposte in quella sede. La maggioranza decide che ci saranno sedute di Assemblea il martedì e il mercoledì fino alle ore 24, per poi comunicarci, il giorno dopo, di aver cambiato idea e che la seduta sarà convocata un altro giorno, perché i fascicoli degli emendamenti non sono pronti. La realtà delle cose è molto diversa e la conosciamo, non siamo bambini, anche perché leggiamo a nostra volta le agenzie di stampa. Quello che avete definito di semplificazione è un decreto-legge confusione o complicazione, dal momento che non si è mai vista una maggioranza portare avanti per tre settimane un tale livello di ostruzionismo contro se stessa: attendiamo in 5ª Commissione, in 1ª Commissione e in 1 a Commissione riunita con l'8ª di conoscere il parere del Governo sui suoi stessi emendamenti, cioè su quelli presentati dalla sua stessa maggioranza. Infine, signor Presidente, visto che siamo in Senato, non posso non cogliere l'occasione di questo breve dibattito per chiedere la presenza del ministro Costa, domani, in quest'Aula. Lo faccio dopo aver letto le dichiarazioni che il Ministro ha reso a mezzo stampa sul casus belli di questo ritardo (che tutti - tranne la maggioranza, che non lo ammette - sanno essere riconducibile al problema delle trivellazioni nel Mar Ionio e nel Mare Adriatico), affermando che non intende firmare atti obbligatori che abbiano ottenuto il via libera delle commissioni VIA (Valutazione di impatto ambientale) e VAS (Valutazione ambientale strategica). Vorrei chiedere al signor Ministro di ripetere in quest'Aula, di fronte a lei, signor Presidente del Senato, e ai senatori in base a quali leggi e Regolamenti un Ministro della Repubblica, funzionario dello Stato e generale dei Carabinieri, intenda non rispettare atti obbligatori, che la legge impone anche a lui. (Applausi dal Gruppo FdI e dei senatori Collina e Manca). Vorrei capirlo dalle sue parole in quest'Aula, signor Presidente, e credo che anche lei abbia questa curiosità, come ce l'ho io: non possiamo più rimanere zitti di fronte allo spettacolo a cui purtroppo assistiamo. La maggioranza porti questo emendamento, se è il caso di farlo, altrimenti lo accantoni o lo rinvii. Faccia quello che crede, ma la nostra pazienza è terminata. È davvero terminata, Presidente, perché abbiamo atteso anche troppo. E non ci venga domani a dire che dobbiamo stare qua fino a venerdì, fino a sabato o domenica, a seconda dei comodi della maggioranza, del Ministro o del Vice Ministro, perché noi intendiamo esaminare soprattutto quell'emendamento. Vogliamo leggerlo in controluce, esaminarlo in maniera dettagliata per capire quello che dice, perché se un Ministro della Repubblica ha annunciato che si dimetterà nel caso in cui una sola trivellazione, anche già autorizzata, verrà effettuata, voglio capire se questo Ministro sarà coerente con se stesso fino alla fine, altrimenti questo Ministro dovrà essere appellato in modo diverso. Un generale dei Carabinieri, alto funzionario dello Stato, Ministro della Repubblica non può permettersi di annunciare a mezzo stampa che non intende rispettare le leggi, presidente Alberti Casellati e colleghi, perché ha giurato sulla Costituzione e ha giurato di fronte al Parlamento. Ci aspettiamo serietà dal ministro Costa. Lo vogliamo domani qui in Aula e vogliamo che ripeta di fronte a noi quello che ha detto alla stampa e commenti l'emendamento che domani probabilmente, speriamo, la maggioranza sarà in grado di presentare. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto statale di istruzione secondaria «Einaudi-Giordano» di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Sull'ordine dei lavori ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per ribadire che, proprio per il rispetto che abbiamo nei confronti delle istituzioni, del Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato e del Parlamento, la nostra intenzione è di evitare quello che è successo anche durante la manovra economica. Proprio per questo motivo, abbiamo cominciato un lavoro nelle Commissioni riunite e vogliamo terminarlo nelle Commissioni riunite, affrontando tutti i temi, quelli più comodi e quelli più scomodi, com'è giusto che sia, dando ovviamente il tempo di un confronto e la possibilità di analizzare gli emendamenti nel dettaglio. Questo è il nostro intento. Chiediamo scusa se ci sono stati dei ritardi, ma che il confronto politico possa avvenire in Commissione mi sembra un po' particolare. Ci può stare che ci sia un confronto su vari temi. Tra l'altro gli emendamenti sono tanti; il decreto-legge è partito con quattro articoli, ma tutti gli emendamenti che sono stati presentati vanno giustamente approfonditi. C'è anche qualche problema tecnico, perché i Ministeri e la Ragioneria generale dello Stato devono dare tutti i pareri. Giustamente ci vuole il tempo necessario per fare tutti questi approfondimenti. Riteniamo, proprio per venire incontro a questa esigenza, che ci siano le condizioni perché stasera possa riprendere il lavoro nelle Commissioni riunite, con le votazioni, e si possa ragionevolmente arrivare domani mattina in Aula con il mandato al relatore, facendovi analizzare e discutere tutti gli emendamenti. Questo è il nostro intento; c'è un po' di ritardo, ma certamente non vogliamo venire in Aula senza mandato al relatore, ricorrendo alla fiducia e a tanti altri meccanismi che vi hanno portato a mettere in evidenza la necessità che il Parlamento mantenga le proprie prerogative. Intendiamo lavorare in questa direzione;