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nonostante le istanze formulate, è stata fissata per il giorno 14 ottobre la proclamazione del sindaco, senza alcun ulteriore approfondimento o riscontro ai reiterati esposti, tutti ben argomentati ed articolati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo risulti a conoscenza dei fatti esposti e se non ritenga necessario verificare la legittimità e correttezza delle procedure di svolgimento delle elezioni amministrative nel Comune di Brusciano (Napoli) svoltesi il 3 e 4 ottobre scorso e nelle more di ulteriori accertamenti e approfondimenti se non si ritenga, per la corretta disciplina e gestione del caso in specie, intervenire per sollecitare la sospensione o il differimento della proclamazione degli eletti. Atto n. 4-06133 ERRANI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e della transizione ecologica Premesso che: nel 2018 la Jindal, multinazionale indiana presente in Europa (Germania, Belgio e a Brindisi in Italia), ha acquisito l'azienda chimica Treofan con sedi a Terni e Battipaglia, produttrice di polipropilene con 80 lavoratori impiegati a Battipaglia e 144 lavoratori impiegati nel sito di Terni, ad oggi divenuti 130; dopo alcuni mesi dall'acquisto, il sito di Battipaglia è stato chiuso ed è tuttora in atto una difficile reindustrializzazione; nel sito di Terni per più di un anno l'azienda ha continuato a lavorare senza che si segnalassero particolari problemi puntando sulle alte competenze specifiche della produzione ternana; a partire dal mese di aprile 2020 la proprietà ha indebolito la posizione della fabbrica non reintegrando produzioni che venivano spostate sugli altri siti europei del gruppo Jindal-Treofan e per i quali la stessa Jindal ha percepito importanti finanziamenti, come accaduto anche per quello Brindisi; a partire da questo momento sono cominciate le richieste di incontro da parte delle organizzazioni sindacali anche presso il Ministero dello sviluppo economico, dove era già insediato un tavolo di confronto, ci sono stati scioperi e proteste fino al 24 novembre 2020, quando Jindal ha annunciato la messa in liquidazione di Treofan; i sindacati hanno denunciato uno svuotamento volontario della produzione e si è mossa in tal senso anche la Guardia di finanza che contesta alla proprietà in particolare l'utilizzo improprio della "cassa COVID"; il 10 maggio 2021 è stato firmato il decreto della cassa integrazione per la reindustrializzazione, cassa integrazione che si concluderà a fine febbraio 2022; il 18 maggio si è svolto un incontro presso il Ministero dello sviluppo economico con le organizzazioni sindacali e la Regione durante il quale il liquidatore ha annunciato che entro il 28 maggio avrebbe ufficializzato il contratto con un advisor di caratura internazionale; l' advisor è stato nominato successivamente ed è pienamente operativo; la crisi dell'azienda si inserisce nel contesto di un territorio già oggetto di varie crisi industriali, in particolare dei settori chimico e siderurgico, ed è indispensabile da parte delle istituzioni e del Governo intervenire per indirizzare una progettualità nuova capace di traghettare il territorio ternano verso un nuovo modello industriale; lo stabilimento si trova all'interno di un distretto industriale della chimica (ex Montedison) che può avere le potenzialità di divenire un polo incentrato sulla chimica verde che possa intercettare i finanziamenti del PNRR in quanto all'interno del sito è presente un'azienda leader a livello internazionale per quanto riguarda la produzione e fornitura di bioplastiche, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano convocare al più presto un tavolo istituzionale di confronto con advisor , liquidatore, le organizzazioni sindacali e le diverse istituzioni coinvolte al fine di verificare le intenzioni rispetto al futuro occupazionale e quali piani industriali si potranno mettere in campo per il sito; attraverso quali misure e piani di sviluppo (anche attraverso i fondi messi a disposizione del PNRR), intendano favorire la crescita del settore della chimica verde, dei bio polimeri e dell'economia circolare con particolare riferimento alle opportunità offerte dal territorio ternano; se intendano intervenire per favorire una nuova politica industriale che sia in grado di affrontare la transizione ecologica e l'innovazione e contrastare con chiarezza ed efficacia i fenomeni di delocalizzazione anche attraverso iniziative legislative organiche, non incentrate solo sul sistema di multe e sanzioni postumo alle scelte aziendali, ma ripensando anche ad un ruolo da parte dello Stato per sostenere solidi e verificabili piani industriali delle imprese tenendo conto anche di proposte già avanzate come come quella portata avanti con il disegno di legge AS 2021 "Misure per il contrasto alle delocalizzazioni e la salvaguardia dei livelli occupazionali" del senatore Ruotolo e altri. Atto n. 4-06134 DE BONIS Al Ministro dell'interno Premesso che: come è ormai noto, una folta rappresentanza di lavoratori ha occupato, nei giorni scorsi, il porto di Trieste per esprimere il dissenso, pacifico, nell'area portuale del capoluogo giuliano; alcuni manifestanti si sono spostati in piazza sedendosi a terra in segno di protesta pacifica. Tra la folla, anche molti esponenti dei movimenti "No Green Pass" giunti da altre parti d'Italia. L'ex leader del CLPT, Stefano Puzzer che ha dichiarato espressamente di rimanere pacifici come lo è stato la protesta fin dall'inizio, nonostante avessero inaspettatamente subìto attacchi dalle Forze dell'ordine; infatti, le cariche della Polizia, mentre una delegazione si recava in Prefettura, sono apparse, a parere dell'interrogante, schizofreniche e immotivate. Un fatto gravissimo e una grave violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, oltre che della democrazia; considerato che: la protesta spontanea contro il green pass è stata pacifica e molti dei partecipanti erano persino vaccinati. Dietro quel movimento non vi erano oltranzisti, bensì tante persone semplicemente arrabbiate e impaurite, perché colpite nei loro sacrosanti diritti, come quello della salute e del lavoro; infatti, non è certamente confortevole per i lavoratori sapere che un'azienda con meno di 15 lavoratori può sostituire il personale che non ha il green pass , dando così in automatico il via libera alla possibilità di "licenziare"; eppure la reazione delle forze dell'ordine ha lasciato tutti basiti. Grazie ad un nutrito numero di agenti e con l'ausilio di veicoli blindati e mezzi idranti sono riusciti a sgomberare il piazzale d'ingresso. Insomma lavoratori che hanno manifestato pacificamente sono stati trattati come dei facinorosi e colpiti da manganellate e lacrimogeni. Mentre la manifestazione che si è tenuta a piazza del Popolo a Roma, veramente violenta, non è stata domata come si doveva; due pesi e due misure per due piazze completamente diverse; tenuto conto che le manifestazioni non autorizzate certo costituiscono reato, ma non giustificano atti di violenza con idranti e cariche da parte delle forze dell'ordine, rispetto alle quali, l'interrogante manifesta la sua vicinanza, comprendendo che la gestione del caso è stata veramente difficile, si chiede di sapere: