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Delega al Governo per la riforma del codice della nautica da diporto. Onorevoli Senatori. -- A distanza di otto anni dall'entrata in vigore del codice della nautica, è avvertita l'esigenza di avviare un organico processo di rivisitazione della disciplina di settore che tenga conto dell'evoluzione del contesto economico e sociale con il quale gli operatori, l'utenza e le amministrazioni statali competenti si sono trovati a confrontarsi nel lasso di tempo frattanto trascorso. Gli operatori professionali del diporto si trovano impegnati a fronteggiare i pesanti effetti del momento recessivo che caratterizza il mercato e la grave crisi economica e occupazionale che ha colpito la filiera dell'industria e del turismo nautico, anche in conseguenza della significativa flessione dei consumi da parte dell'utenza del diporto nautico, tradizionalmente svolto con unità medio-piccole. A coronamento dei pur numerosi interventi settoriali promossi dal Governo, tanto nel corso della precedente che dell'attuale legislatura, ispirati dall'intento di offrire nuova linfa al settore produttivo della nautica, si pone dunque l'esigenza di promuovere un'organica riforma del quadro normativo costituito dal codice della nautica e dalla normativa secondaria di attuazione. Nella prospettiva di tale intervento organico si colloca, prioritariamente, l'obiettivo di armonizzare la disciplina complessiva coordinando le riforme e le innovazioni parziali già introdotte, nello spirito che supporta gli interventi di codificazione e semplificazione già condotti in altri settori specialistici dell'ordinamento. Nella fattispecie, infatti, è ormai consolidata la considerazione della disciplina del diporto nautico come un settore specialistico del diritto della navigazione, che peraltro investe, per un verso, un ambito produttivo ed economico-industriale di rilevanza strategica per il Paese e che, d'altra parte, ha ricadute dirette sia sull'industria turistica che sulla fruizione da parte del cittadino di beni collettivi di primario rilievo quali il litorale costiero e gli spazi marini. Attesa la molteplicità e la delicatezza degli interessi complessivamente coinvolti e stante l'obiettivo prioritario di assicurare ai settori produttivi legati al diporto nautico una cornice di regole semplici che possano costituire un'opportunità di rilancio e non un ulteriore freno alla crescita, l'intervento di riforma appare necessario per adeguare la disciplina vigente alle mutate esigenze dell'utenza e degli operatori, nei termini descritti. La forma della norma delegata è giustificata dalla complessità e dalle peculiarità tecniche della disciplina settoriale, ovvero dalle medesime circostanze che, nel 2005, motivarono l'originario intervento di codificazione. Quanto all'oggetto dell'intervento normativo delegato, la norma precisa che la modifica del codice della nautica dovrà essere orientata, in particolare, alla revisione delle seguenti materie: a) regime amministrativo e navigazione delle unità da diporto; b) attività di controllo in materia di sicurezza della navigazione da diporto e di prevenzione degli incidenti in prossimità della costa con l'obiettivo della salvaguardia della vita umana in mare; c) revisione della disciplina sanzionatoria in relazione alla gravità e al pregiudizio arrecato alla tutela degli interessi pubblici nonché alla natura del pericolo derivante da condotte illecite al fine di garantire comunque l'effettività degli istituti sanzionatori. Avuto riguardo alla descrizione dei limiti che sovrintendono l'esercizio della potestà legislativa oggetto di delega, si rileva che essi traggono origine, oltre che dalle valutazioni tecniche degli uffici pubblici competenti, anche dalle istanze degli operatori dei settori economico produttivi legati al diporto nautico e degli utenti. In dettaglio, al riguardo, si prevede che l'Esecutivo si attenga ai seguenti criteri e principi direttivi: a) coordinamento e armonizzazione della normativa in materia di nautica da diporto e di iscrizione delle unità da diporto, coniugando la semplificazione degli adempimenti formali posti a carico dell'utenza e delle procedure amministrative e di controllo. La finalità è quella di armonizzare ed includere gli interventi puntuali che sono stati attuati successivamente all'entrata in vigore del codice della nautica e sino all'attualità; in tale direzione i provvedimenti delegati sono altresì chiamati ad offrire soluzioni di snellimento delle procedure burocratiche che, tuttavia, permettano di assicurare un adeguato vaglio sui requisiti soggettivi, strutturali e documentali accomunati dall'essere funzionali a misure di salvaguardia della sicurezza del mezzo nautico e degli occupanti oltre che della sicurezza della navigazione circostante e dell'ambiente marino e costiero; b) semplificazione del regime amministrativo e degli adempimenti relativi alla navigazione da diporto, anche ai fini commerciali. Il criterio risponde all'esigenza di rendere flessibili le procedure amministrative per la navigazione da diporto professionale, allo scopo di porre gli operatori del settore in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze del mercato, incentivando, contestualmente e in via indiretta, gli investimenti nel settore della produzione dei superyacht che costituiscono, su scala globale, un settore di punta e di assoluta eccellenza dell'industria nautica nazionale; c) revisione della disciplina in materia di navigazione temporanea, secondo criteri di semplificazione, di imbarcazioni e navi da diporto non abilitate e non munite di prescritti documenti ovvero abilitate e provviste di documenti di bordo ma affidate in conto vendita o in riparazione e assistenza ai cantieri navali. Il fine è quello di conseguire un maggior livello di semplificazione e flessibilità per gli adempimenti amministrativi finalizzati al rilascio dell'autorizzazione alla navigazione di prova, utilizzata dagli operatori del settore della cantieristica e della rete di vendita; d) semplificazione della procedura amministrativa per la dismissione di bandiera in relazione alla possibilità di rendere le procedure più snelle riducendo i tempi amministrativi per il completamento delle procedure; e) regolamentazione dell'attività di locazione dei natanti, secondo criteri di semplificazione nel rispetto dei requisiti generali di sicurezza anche ai fini della salvaguardia delle persone trasportate.