[resaula]

il signor Antonio Lepore da Bari chiede modifiche alla disciplina relativa alle pensioni di reversibilità nel senso di includere tra la platea dei beneficiari anche i figli degli assistiti deceduti che si trovano in condizione di disoccupazione o comunque in condizione di indigenza (Petizione n. 940, assegnata alla 11 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Unterberger, Steger, Durnwalder, Laniece, Bressa e Casini hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00422 della senatrice Malpezzi ed altri. I senatori Steger e Casini hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00424 del senatore Nencini ed altri. Mozioni Atto n. 1-00426 MALLEGNI AIMI BERARDI BARBONI PAPATHEU FAZZONE VESCOVI PEROSINO - Il Senato, premesso che: il 26 giugno 2019 la Camera dei deputati ha approvato una mozione in cui impegnava il Governo: "a valutare l'avvio e la realizzazione di iniziative finalizzate alla futura adozione, da parte dell'Unione europea, di un embargo verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, prevedendo al contempo consultazioni con gli altri Stati membri dei consorzi internazionali in relazione ai programmi di coproduzione industriale intergovernativi attualmente in essere" e "a continuare ad assicurare un'applicazione rigorosa delle disposizioni della legge 9 luglio 1990, n. 185, e ad adottare gli atti necessari a sospendere le esportazioni di strumenti di difesa, così come la loro componentistica verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sino a quando non vi saranno sviluppi concreti nel processo di pace con lo Yemen" (1-00204, testo 2); il Governo italiano ha adottato, a fine luglio 2019, gli atti necessari per consentire all'UAMA la sospensione di tutte le licenze relative all'esportazione di strumenti di difesa e loro componenti che possano essere utilizzate dall'Arabia saudita o dagli Emirati arabi uniti nel conflitto in Yemen; il provvedimento deciso dal Governo italiano, di durata di 18 mesi, scadeva a fine gennaio 2021; il 22 dicembre 2020, la III Commissione permanente (Affari esteri e comunitari) della Camera ha approvato una risoluzione (8-00096) che impegna il Governo: "ad adottare gli atti necessari per revocare le licenze in essere, relative alle esportazioni verso i Paesi dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti di bombe d'aereo e missili, che possono essere utilizzate per colpire la popolazione civile, e della loro componentistica" e "a mantenere la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e Paesi e a valutare la possibilità di estendere tale sospensione anche ad altre tipologie di armamenti, sino a quando non vi saranno sviluppi concreti nel processo di pace"; il 29 gennaio 2021, il Governo, dando seguito alla risoluzione approvata alla Camera, ha deciso di revocare, e non solo sospendere, le autorizzazioni in corso per l'esportazione di missili e bombe d'aereo verso Arabia saudita ed Emirati arabi uniti; il 3 agosto 2021, la III Commissione della Camera, nell'ambito dell'esame della "Comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni 'Partenariato rinnovato con il vicinato meridionale - Una nuova agenda per il Mediterraneo' (JOIN (2021) 2 final)", ha approvato un documento finale con il quale, esprimendo una valutazione favorevole, ha segnalato al Governo, tra le altre, l'opportunità "di rafforzare la cooperazione strategica con i Paesi del Golfo che, come nel caso degli Emirati Arabi Uniti, hanno assunto una nuova e più responsabile postura nella regione a sostegno di dialogo, pace e stabilità, come dimostra l'impegno a fianco dell'Occidente nel contrasto al terrorismo fondamentalista di Daesh ed Al Qaida, il sostegno umanitario devoluto alle Nazioni Unite dagli Emirati per la popolazione yemenita e il ritiro delle forze armate di Abu Dhabi dal conflitto yemenita - dichiarato dalle Autorità emiratine e noto anche alle nostre Autorità - circostanza positiva alla luce della quale rilanciare le relazioni bilaterali, rivitalizzando la cooperazione politica, economica, militare e culturale in tutti i campi di comune interesse, anche superando misure restrittive precedentemente assunte"; alla risoluzione avrebbe fatto seguito un colloquio telefonico del ministro Luigi Di Maio con il Ministro degli affari esteri degli Emirati arabi, sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, considerato che i temi in agenda erano "i rapporti bilaterali e partenariato strategico, e temi regionali"; ad oggi, pare che il Governo abbia dato seguito al superamento delle precedenti restrizioni adottate, attraverso un'informativa proposta dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in Consiglio dei ministri, dopo la presa d'atto di una "comunicazione congiunta al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni 'Partenariato rinnovato con il vicinato meridionale - Una nuova agenda per il Mediterraneo'"; il procedimento appare, quindi, incompleto nei presupposti mancando di fatto un'espressa decisione del Parlamento attraverso una risoluzione uguale e contraria a quella approvata in data 22 dicembre 2020 (8-00096) dalla III Commissione della Camera, impegna il Governo: 1) ad adottare formali ed urgenti iniziative al fine di revocare formalmente, questa volta su presupposti legislativi chiari ed inequivocabili, le misure imposte il 29 gennaio scorso nei confronti dell'Arabia saudita e degli Emirati arabi uniti, rispettando le istanze del Parlamento esposte nella risoluzione approvata lo scorso 3 agosto 2021, per il superamento delle misure restrittive precedentemente assunte; 2) a rilanciare le relazioni bilaterali con gli Emirati e a dare nuovo impulso alla cooperazione politica, economica, militare e culturale in tutti i campi di comune interesse. Atto n. 1-00427 CIRIANI RAUTI BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MALAN NASTRI PETRENGA RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI - Il Senato, premesso che: il Parlamento europeo, il 2 aprile 2009, ha approvato una risoluzione storica, con la quale si equiparano i crimini di tutti i regimi totalitari che hanno operato in Europa, e per la prima volta si riconosce anche l'esistenza delle violenze avvenute ad opera dei regimi comunisti totalitari e antidemocratici nell'Europa centrale e orientale; tale linea è stata ribadita anche dalla relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio "La memoria dei crimini commessi dai regimi totalitari in Europa" (COM/2010/0783) e dalla risoluzione del Consiglio d'Europa "Sulla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi del totalitarismo comunista" (n. 1481 del 25 gennaio 2006);