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un fantasma sulle sabbie del mare così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all'infuori che della sua bellezza e qualche volta, quando ammiriamo il suo languido riflesso nella laguna, rimaniamo incerti su quale sia la città e quale l'ombra. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Prima di passare alla votazione, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le mozioni saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 191 (testo 2), presentata dai senatori Bernini, Romeo, Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 192, presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Si è così conclusa la discussione delle mozioni. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 13,22) Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CRUCIOLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per elevare un grido di dolore e di rabbia per l'affronto che sta patendo il popolo italiano a causa di un altro Paese dell'Unione europea, la Germania. Nel 2007 c'è stato un gravissimo incidente nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino, in cui sono morti, bruciati vivi, sette operai. Nel 2016 ci sono state le condanne per due cittadini tedeschi, di cui voglio dire qua i nomi: Harald Espenhahn, amministratore delegato della ThyssenKrupp, e Gerald Priegnitz, direttore dello stabilimento di Torino. Nonostante le due condanne avvenute nel 2016, ad oggi queste due persone sono ancora a piede libero, comodamente nelle loro case, nella loro Nazione, in Germania. L'Italia ha fatto quanto doveva; i tribunali e la procura italiani hanno chiesto l'ordine di esecuzione l'indomani del passaggio in giudicato delle sentenze, ma la corte d'appello competente tedesca ha opposto delle formalità. Prima, nonostante ci fosse la traduzione in lingua tedesca della sentenza passata in giudicato, ha chiesto le traduzioni anche di tutti gli atti dei primi due gradi, ritardando così il momento dell'esecuzione penale. Nel 2018 il nostro Ministro della giustizia ha risposto a un'interrogazione con cui si chiedeva di sapere che cosa era stato fatto al riguardo e ci ha riportato quanto avvenuto fino al dicembre 2018. Ci ha dato spiegazioni a tal proposito e ci ha rassicurato dicendoci che stavano seguendo il caso e che erano in contatto con tutte le autorità competenti tedesche. Ebbene, a un anno da quelle rassicurazioni, non è ancora avvenuto nulla. La settimana scorsa la Corte europea dei diritti dell'uomo ha aperto un procedimento a carico della Germania e anche dell'Italia, perché non è stata data ancora esecuzione alla condanna, a distanza di tre anni. Riassumendo: i fatti sono del 2007 e siamo dovuti arrivare al 2016, perché purtroppo il nostro sistema processuale è così garantista da portare a questi tempi, per accertare le responsabilità e ancora ad oggi non è stata data esecuzione alla condanna. Voglio ricordare che, ai sensi del codice penale, le sentenze sono pronunciate nel nome del popolo italiano. Ho depositato un'interrogazione per chiedere al Ministro della giustizia che cosa è stato fatto fino ad oggi, e chiedo però a lei, Presidente, di farsi tramite, nei confronti del Presidente del Consiglio, per chiedere che vengano poste in essere tutte le azioni diplomatiche per far cessare questo sfregio al popolo italiano. (Applausi). ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, l'interrogazione di cui parlava il collega Crucioli, presentata un anno fa in Commissione, era a mia firma e verteva esattamente su quel tragico avvenimento che, ancora una volta, pone l'attenzione sulle condizioni del lavoro, dei lavoratori e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Anch'io ho presentato una nuova interrogazione nella quale si chiede conto al Ministro in carica dei passi effettuati, e non soltanto di quelli giuridici e formali che sono stati ricordati (la traduzione delle sentenze), ma anche di tutti quelli necessari sotto il profilo diplomatico. Mi associo pertanto alla richiesta testé avanzata e aggiungo che, in questo come in altri casi, si pone il tema di cosa sia l'Europa anche da questo punto di vista. Credo che il Parlamento italiano debba farsi promotore, attraverso i propri rappresentanti al Parlamento europeo, di una struttura di cooperazione internazionale giuridica, data anche l'ormai innegabile dimensione sovranazionale dell'economia e delle imprese che operano in Italia. Nella citata sentenza c'è una disparità di trattamento palese: gli imputati italiani stanno scontando la pena e, tra l'altro, vorrei sottolineare che si è trattato di un processo molto complesso, nel quale la procura e il tribunale di Torino si sono fatti carico della celerità dei tempi, considerati l'argomento e la sofferenza di un'intera comunità. Ora c'è bisogno non soltanto di passi diretti nei confronti della Germania, ma anche di una disciplina che ci dia maggiori garanzie da questo punto di vista. In conclusione, Presidente, ricordo - a me stessa e all'Assemblea - che opportunamente abbiamo approvato recentemente un documento istitutivo di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Ebbene, credo che Commissioni di questa natura abbiano il compito - attraverso indagini - di produrre proposte utili per dare maggiori strumenti in relazione a quella che è una delle cause maggiori di morti nel nostro Paese. Sappiamo infatti che le cronache sono drammatiche: stiamo parlando di morti sul lavoro, e non sono mai abbastanza gli interventi in ricordo che facciamo in quest'Aula. Abbiamo un compito istituzionale, ovvero trovare soluzioni affinché fatti del genere non abbiano mai più a verificarsi. (Applausi dai Gruppi PD e M5S) . PRESIDENTE . Ringrazio i senatori Crucioli e Rossomando per il loro intervento. Per quelle che sono le prerogative della Presidenza, ovviamente vengono accolte le richieste avanzate. VANIN (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VANIN (M5S) . Signor Presidente, senatrici e senatori, anch'io sono qui per ricordare ciò che è successo a Venezia, la mia città. Ricordo - come già altri hanno fatto - che il 12 novembre, martedì scorso, Venezia, Chioggia e il litorale tutto, con le sue isole e le sue spiagge, sono stati devastati da una marea eccezionale, di poco inferiore - per pochi centimetri - a quella che i veneziani ricordano come cicatrice indelebile: l'Aqua granda del 1966. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 13,25) ( Segue VANIN). Se allora erano 194 centimetri, martedì sono stati 187: il livello più alto, dopo quello del 1966.