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1 La gestione delle case e dei centri delle donne è assicurata attraverso convenzioni tra gli enti locali e i loro consorzi ed una o più associazioni o cooperative di donne, che perseguono, esclusivamente o in prevalenza, le finalità di cui all’articolo 15. Nelle convenzioni può essere previsto l’apporto di idoneo soggetto bancario, anche già convenzionato con l’ente locale, al fine di garantire la regolarità delle erogazioni e la continuità del servizio. 2 Le associazioni e le cooperative di cui al comma 1 assicurano la gestione delle case e dei centri delle donne attraverso proprio personale opportunamente formato e redigono annualmente una relazione sull’attività svolta da presentare agli enti locali e alloro consorzi. 3 Alle erogazioni liberali a favore delle case e dei centri delle donne si applicano le disposizioni di cui all’articolo 15, comma l- bis , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 4 Per le finalità di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, e successive modificazioni, nell’ambito dei settori rilevanti, e in particolare nel settore dell’assistenza alle categorie sociali deboli, le case e i centri delle donne possono esercitare, con contabilità separate, imprese direttamente strumentali ai propri fini. VI NORME PENALI 17 (Modifiche al codice penale in materia di violenza assistita) 1 All’articolo 61, comma primo, del codice penale, dopo il numero 11- ter ) è inserito il seguente: «11- ter .l L’avere il colpevole commesso un delitto contro la persona mediante violenza alla presenza di un minorenne». 2 All’articolo 572 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, le parole da: «maltratta» fino a: «convivente», sono sostituite dalle seguenti: «maltratta una persona con sé convivente o una persona della famiglia, ancorché non convivente»; b dopo il secondo comma, è inserito il seguente: «La pena è della reclusione da tre a otto anni se il fatto è commesso alla presenza di un minorenne.» . 18 (Modifiche agli articoli 609- bis , 609- ter e 609- quater del codice penale in materia di circostanze) 1 All’articolo 609- bis del codice penale, il terzo comma è sostituito dal seguente: «Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. Ai fini della concedibilità dell’attenuante il giudice valuta, oltre all’intensità del dolo e alla materialità del fatto, le modalità della condotta criminosa, il danno arrecato alla parte offesa». 2 All’articolo 609- ter , primo comma, del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al numero 2), dopo le parole: «stupefacenti o» sono inserite le seguenti: «comunque idonee a ridurne la capacità di determinarsi, o»; b il numero 5) è sostituito dai seguenti: «5) nei confronti di persona della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore; 5.1) nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, il convivente o comunque la persona che sia o sia stata legata da stabile relazione affettiva anche senza convivenza; 5.2) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto, quando il colpevole sia persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza; 5.3) nel confronti di donna in stato di gravidanza;». 3 All’articolo 609- quater del codice penale, il quarto comma è sostituito dal seguente: «Nel casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. Al fini della concedibilità dell’attenuante il giudice valuta, oltre all’intensità del dolo e alla materialità del fatto, le modalità della condotta criminosa, il danno arrecato alla persona offesa». 19 (Modifiche all’articolo 612- bis del codice penale) 1 All’articolo 612- bis , secondo comma, del codice penale, le parole: «legalmente separato o divorziato» sono sostituite dalle seguenti: «, anche separato o divorziato,». 20 (Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n 205) 1 All’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1: 1 la lettera a) è sostituita dalle seguenti: « a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico; a -bis) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati su opinioni politiche, sulle condizioni personali o sociali ovvero sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere»; 2 alla lettera b) , le parole: «o religiosi» sono sostituite dalle seguenti: «, religiosi o fondati sulle opinioni politiche, sulle condizioni personali o sociali ovvero sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere»; b al comma 3, le parole: «o religiosi» sono sostituite dalle seguenti: «, religiosi o fondati sulle opinioni politiche, sulle condizioni personali o sociali ovvero sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere». 2 Al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a all’articolo 1, la rubrica è sostituita dalla seguente: «Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati sulle opinioni politiche, sulle condizioni personali o sociali ovvero sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere»; b all’articolo 3, comma 1, le parole: «o religioso» sono sostituite dalle seguenti: «, religioso o motivato dalle opinioni politiche, dalle condizioni personali o sociali ovvero dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere»; c all’articolo 6, comma 1, dopo le parole: «comma 1,» sono inserite le seguenti: «ad eccezione di quelli previsti dagli articoli 609- bis e 612- bis del codice penale,»; d il titolo è sostituito dal seguente: «Misure urgenti in materia di discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati su altre motivazioni». 21 (Previsioni di programmi di riabilitazione da parte dell’amministrazione penitenziaria)