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il problema del segreto è stato risolto in vari Paesi con modalità differenti, tenendo talora conto del diritto del nato a conoscere le proprie origini genetiche, talora consentendo solo il diritto all'informazione generica, talora stabilendo regole per l'incontro con il genitore biologico, in molti altri casi, invece, accettando il principio del diritto dei genitori di decidere sull'opportunità di queste informazioni, spesso permettendo loro, per ragioni che sono state oggetto di molte valutazioni positive, di mantenere il segreto. La seconda: poiché la maggioranza delle indagini eseguite in molti Paesi europei ha stabilito che tra coloro che si accingono a chiedere una donazione di gameti e embrioni sono presenti tutte e tre le intenzioni sopra presentate, allo scopo di impedire il proseguimento dell'esodo di quelle coppie che, alla ricerca della soluzione che più ritengono conveniente, incontrano difficoltà e prevaricazioni di ogni genere, si ritiene opportuno che la norma che regola la donazione di gameti e embrioni debba facilitare sia l'opzione del segreto che quella della trasparenza, nel segno del rispetto del diritto alla auto determinazione dei cittadini italiani. Il presente disegno di legge prevede all'articolo l le finalità per cui è possibile donare i gameti e embrioni, cioè per scopi riproduttivi o per la ricerca scientifica e abroga il divieto di cui all'articolo 4, comma 3, della legge n. 40 del 2004. Le garanzie previste all'articolo 2 sono atte a garantire la volontà a scopo solidale dell'atto, pertanto si chiarisce che la coercizione è punita come previsto negli articoli successivi. All'articolo 3, in linea con le disposizioni costituzionali e le normative in vigore sia nel nostro Paese che a livello europeo, si conferma che il dono di ovociti è realizzato da medici in centri autorizzati, e rispetta tre grandi princìpi: 1. il dono è volontario, realizzato liberamente e senza pressioni di sorta. I donatori sono informati dei rischi e delle garanzie, è garantita la revoca della donazione fino alla fecondazione dei gameti; 2. il dono è gratuito. La legge impedisce tutte le remunerazioni in contropartita del dono di gameti. I donatori beneficiano solo dell'assunzione dei costi determinati dal dono; 3. il dono è anonimo, ma si può scegliere anche di non essere anonimi. In ogni caso il nato non acquisisce alcun rapporto con i donatori. All'articolo 5 è previsto un regime di «doppio binario», tale da consentire ai donatori (e, di riflesso, alle coppie), l'opzione dell'anonimato (che dunque preclude l'accesso all'identità del donatore) o quella opposta, che legittima il figlio, una volta raggiunta la maggiore età, ad accedere all'identità del donatore. All'articolo 6 il disegno di legge limita l'utilizzo dei gameti in base al numero di bambini nati dagli stessi donatori per evitare probabilità di consanguineità per le generazioni future. Stabilisce, inoltre, l'età da cui è possibile donare e le modalità. Il disegno di legge dice inoltre che nessuna filiazione potrà essere stabilita tra il bambino nato dal dono e i donatori; il bambino è della coppia che l'ha desiderato, la sua famiglia è quella in cui è nato. Gli articoli 6 e 7 ricalcano le previsioni operate dalla legge n. 40 del 2004 e dai decreti legislativi n. 191 del 2007, n. 16 del 2010, n. 85 del 2012 e del decreto del Ministro della salute 10 ottobre 2012 sia per le strutture abilitate che per la tracciabilità e lavorazione dei gameti e le sanzioni e divieti atte a prevenire ogni forma di commercializzazione di gameti. All'articolo 8 è stabilito che, per le campagne informative per incentivare la donazione, il Ministero della salute stabilirà lo stanziamento idoneo utilizzando parte delle somme previste dall'articolo 2 della legge n. 40 del 2004, destinato a «interventi contro la sterilità e infertilità». Per le ragioni suesposte, si auspica che il presente disegno di legge, realizzato con la collaborazione degli esperti dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, sia esaminato quanto prima.. 1 (Finalità) 1 La donazione di gameti ed embrioni è attuata ai sensi della presente legge e delle norme vigenti in materia di qualità, sicurezza per la donazione, approvvigionamento, controllo, lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti e cellule umani. 2 È consentita la donazione di gameti e embrioni sia per fini riproduttivi che per finalità di studio e ricerca, a titolo gratuito, per ragioni solidaristiche. 2 (Garanzie) 1 La donazione di gameti è effettuata in maniera volontaria, spontanea e libera. I donatori sono informati sulle modalità dell'assunzione e della tecnica di realizzazione, con particolare riguardo ai rischi correlati alla donazione di gamete femminile e delle eventuali possibilità di accesso all’identità del donatore da parte del nato, conformemente al regime di donazione scelto. 2 La donazione di embrioni ai fini riproduttivi o di studio e ricerca è volontaria. 3 Le donazioni non possono avvenire da fresco, ma solo dopo l'effettuazione degli esami sierologici da parte del donatore, al termine di un periodo di osservazione di sei mesi del gamete o dell'embrione. 3 (Consenso informato) 1 I donatori prestano, per iscritto, il proprio consenso alla donazione, dopo aver ricevuto idonea informazione ai sensi dell'articolo 2, comma 1. Il consenso prestato è revocabile fino all'avvenuta utilizzazione dei gameti o degli embrioni. 2 La donazione è effettuata a titolo gratuito. 3 È vietata ogni remunerazione della donazione, ad eccezione del rimborso dei costi sostenuti per la donazione stessa. 4 In caso di revoca del consenso, il donatore rimborsa alla struttura presso cui è stata effettuata la donazione tutte le spese sostenute per la crioconservazione dei gameti o degli embrioni, ovvero per la stimolazione ovarica in caso di donazione di ovociti. 4 (Identità dei donatori) 1 La donazione può avvenire: a in regime di anonimato: con preclusione, per il donatore e la coppia ricevente, dell'accesso alle rispettive identità; b in assenza di anonimato, con preclusione, per il donatore e la coppia ricevente, dell'accesso alle rispettive identità, a fronte del diritto, per il nato che abbia raggiunto la maggiore età, di accedere all'identità del donatore, con richiesta rivolta al Registro nazionale dei donatori. 2 In entrambi i casi di cui al comma l, l'identità del donatore non può essere rivelata ai riceventi e l'identità di questi ultimi e del figlio non può essere rivelata al donatore. 3 Tutti i dati, comprese le informazioni genetiche, raccolti ai sensi delle disposizioni vigenti in materia, sono resi anonimi in modo tale che né il donatore né il ricevente siano identificabili, se non per i casi previsti per legge, secondo modalità stabilite con decreto non avente natura regolamentare del Ministro della salute, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Tale decreto disciplina, in particolare: