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Precisa poi che l'indicazione delle circostanze per le quali sono consentite le deroghe alle limitazioni introdotte richiederebbe di svolgere approfondimenti difficilmente compatibili con la ristrettezza dei tempi a disposizione della Commissione per l'esame del provvedimento. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce come la sua richiesta di chiarimenti non avesse alcuna finalità polemica o dilatoria. Nel condividere pienamente la necessità che il provvedimento sia esaminato nel più breve tempo possibile, sottolinea comunque che la previsione di sanzioni penali per la violazione delle misure di contenimento debba necessariamente essere accompagnata da un'attenta valutazione di tutte le situazioni emergenziali che meritano un regime derogatorio. Il sottosegretario MARGIOTTA, nell'auspicare una rapida conversione del decreto-legge in esame ai fini di una tempestiva ed efficace gestione dell'emergenza sanitaria in atto nel Paese, fornisce rassicurazioni sull'impegno del Governo a prendere in considerazione tutte le fattispecie per le quali prevedere un'eccezione rispetto alle limitazioni introdotte dal decreto-legge. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. La relatrice DI GIROLAMO ( M5S ) dà lettura di uno schema di parere favorevole, pubblicato in allegato. Il senatore NENCINI ( IV-PSI ) ritiene che, in vista dell'eventuale assunzione di ulteriori iniziative per contrastare la diffusione dell'epidemia da coronavirus, potrebbe essere inserito nel parere l'auspicio che per il futuro, nei casi di emergenza sanitaria, le decisioni in materia di trasporti internazionali siano oggetto di maggiore coordinamento tra gli Stati membri dell'Unione europea. Il sottosegretario MARGIOTTA evidenzia che l'esigenza di un maggior coordinamento tra gli Stati membri nelle decisioni emergenziali in materia di trasporti è testimoniata dalla recente attivazione di un apposito tavolo europeo. Dichiara quindi che, qualora fosse condiviso dalla relatrice, il richiamo suggerito dal senatore Nencini incontrerebbe il favore del Governo. La relatrice DI GIROLAMO ( M5S ) formula quindi un nuovo schema di parere favorevole, pubblicato in allegato, che recepisce nelle premesse quanto suggerito dal senatore Nencini. Il senatore CIOFFI ( M5S ) nel dichiarare il voto favorevole del suo Gruppo, coglie l'occasione per osservare che l'individuazione dell'ambito di applicazione dell'articolo 650 del codice penale richiamato dall'articolo 3, comma 4, del decreto-legge in esame, va effettuata alla luce del contenuto del provvedimento dell'Autorità che si assume violato. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) dichiara che il suo Gruppo voterà a favore del parere proposto dalla Relatrice sul disegno di legge in esame, in considerazione della assoluta necessità dell'assunzione di misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza sanitaria in atto. Auspica in ogni caso che per il contrasto alla diffusione del coronavirus siano definiti interventi ben calibrati, che tengano conto dell'evoluzione dell'epidemia senza provocare sacrifici ingiustificati per territori già così provati come la Lombardia e il Veneto. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ) ritiene che per affrontare la crisi provocata dalla diffusione del coronavirus, che sta determinando effetti negativi anche nelle aree del Paese, come ad esempio Roma, dove finora non sono stati registrati picchi di contagi, occorra mettere da parte le polemiche. Auspica che venga svolto un attento monitoraggio sull'andamento dell'epidemia e che vengano approntate le misure necessarie ad affrontare qualsiasi scenario futuro, anche il peggiore, pur nella speranza che non si verifichi. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone in votazione il nuovo schema di parere favorevole della Relatrice, che risulta approvato. IN SEDE REDIGENTE 1727 - Interventi funivie Savona DDL 1727 Interventi per il territorio di Savona a seguito degli eccezionali eventi atmosferici del mese di novembre 2019 (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 27 febbraio. Il PRESIDENTE ricorda che nel pomeriggio si sono svolte le audizioni informali della Regione Liguria, della Provincia di Savona e delle organizzazioni sindacali. Informa inoltre che sono in distribuzione i pareri della 1ª e della 13ª Commissione, nonché quello della Commissione parlamentare per le questioni regionali e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore DE FALCO ( Misto ) comunica di avere appreso oggi che non esiste più un concessionario dell'infrastruttura oggetto del disegno di legge, in quanto esso avrebbe rinunciato alla concessione, e che, come è emerso dall'audizione delle organizzazioni sindacali, il vero tema è dunque quello del futuro dell'azienda. Questo è un problema che va evidentemente affrontato in prospettiva. Bisogna inoltre approfondire la questione dell'esistenza di una linea ferroviaria alternativa che tuttavia al momento non sarebbe immediatamente operativa. A tal fine sarebbe utile audire l'Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale. Si dovrebbero inoltre comprendere le ragioni per le quali fu fermato il previsto finanziamento di 20 milioni, se ci sia stato un qualche inadempimento da parte del concessionario o se ci fossero problemi di copertura. Si ripete in continuazione che l'infrastruttura è pubblica. La gestione però è privata, in un Paese in cui tutte le perdite sono sempre in capo al pubblico, mentre i profitti sono dei privati. Nel 2016 l'azienda era in difficoltà, ma nel 2017/2018 i profitti ci sono stati: non è chiaro dunque perché sia necessario un intervento pubblico. Il 23/24 ottobre si sono fermati gli impianti, la caduta dei piloni è avvenuta successivamente. Bisogna capire prima di impiegare soldi pubblici. Se il Ministero era a conoscenza di tutto, non è chiaro perché non abbia adottato un decreto-legge, invece che rimettere la questione a una soluzione così tortuosa come un disegno di legge di iniziativa parlamentare. Il relatore D'ARIENZO ( PD ) afferma che siamo di fronte ad un fatto eccezionale, un evento straordinario: un'alluvione che ha danneggiato un'infrastruttura di proprietà dello Stato. Rispetto a tale evento non c'è nessuna responsabilità del concessionario. L'obiettivo del provvedimento è quello di rimettere in funzione una infrastruttura di titolarità dello Stato, ammodernandola e mettendola a sistema nel modo migliore. Contemporaneamente, il provvedimento si fa carico della cassa integrazione di quei lavoratori che, a causa di questi eventi eccezionali, non possono lavorare. Esiste un'infrastruttura che potrebbe sostituire la funivia, ma il suo funzionamento richiede un raccordo che ad oggi manca. È difficile ipotizzare che la realizzazione del collegamento mancante possa avere luogo in un tempo inferiore a quello necessario per la conclusione dell' iter del provvedimento in esame. Per quanto riguarda il rapporto concessorio, l'azienda ha manifestato la propria volontà di recedere dalla concessione a seguito dell'evento che ha coinvolto l'infrastruttura.