[resaula]

Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, per gli emendamenti mi rimetto all'Assemblea, per l'ordine del giorno al parere del Governo. SISTO, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti. Sono favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno come raccomandazione a condizione che dalla premessa vengano espunte le parole da «la lettura» fino alle parole «alla giurisdizione» e con il seguente dispositivo: «a valutare l'opportunità di monitorare gli effetti delle disposizioni di attuazione del criterio di delega sulla durata massima degli incarichi fuori ruolo per lo svolgimento di incarichi in ambito internazionale al fine di verificarne le ricadute sulle attività del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, del Ministero della giustizia e delle rappresentanze italiane all'estero». PRESIDENTE . Senatrice Lonardo, accoglie la proposta avanzata dal Governo? LONARDO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Gli emendamenti 5.1 e 5.2 sono stati ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.3. BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, chiedo di aggiungere all'emendamento in esame la firma mia e dei senatori del mio Gruppo, perché stiamo parlando proprio di quella incongruenza di cui ho discusso nel mio intervento in discussione generale. Siamo di fronte al fatto, stigmatizzato anche dal collega Cucca, per cui c'è qualcuno più uguale degli altri. Stiamo parlando delle incompatibilità per il fuori ruolo e, stranamente, sono tutti incompatibili - anche figure meno importanti del capo ufficio legislativo e del vice capo dell'ufficio legislativo di un Ministero - ma, guarda caso, il capo dell'ufficio legislativo, che evidentemente ha scritto questa norma, non è incompatibile. Non può esserci uno più uguale degli altri di fronte alla legge. Per questa ragione, sosteniamo convintamente l'emendamento dei colleghi Pillon, Emanuele Pellegrini, Pepe e Urraro. Ci rammarichiamo che analoghi emendamenti a prima firma dei senatori Caliendo e Cucca siano stati ritirati, in quanto si tratta di una disparità di trattamento assolutamente inaccettabile e anche incostituzionale, perché viola apertamente l'articolo 3 della Costituzione. (Applausi) . GIARRUSSO (Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, chiedo anzitutto, a nome della componente Italexit per l'Italia, di apporre la firma all'emendamento in esame. PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, vedo segni di assenso da parte del senatore Pillon. GIARRUSSO (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, la componente Italexit per l'Italia voterà a favore dell'emendamento in esame perché - come abbiamo detto nell'intervento in discussione generale - quella al nostro esame è una brutta riforma, scritta da coloro i quali non dovevano metterci le mani. Qui probabilmente c'è addirittura la firma, perché nel testo del provvedimento è "scappato", al capo e al vice capo dell'ufficio legislativo del Ministero, di scrivere le proprie incompatibilità nella riforma. Un lapsus : mentre scrivevano, signor Presidente, è venuto loro difficile scrivere che erano incompatibili a fare quello che facevano. Quindi, la componente Italexit per l'Italia voterà a favore dell'emendamento in esame. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3, presentato dal senatore Pillon e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dai senatori Balboni e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.6 e 5.7 sono stati ritirati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.5, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.9, 5.10 e 5.11 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.12, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.13 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.14, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.15. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, quello in esame è forse uno dei temi più delicati tra quelli affrontati fino ad ora. Sappiamo che, in base alla legislazione attuale, possono essere messi fuori ruolo 200 magistrati, oltre a 20 magistrati amministrativi. Quindi 220 magistrati, sui circa 9.000 in servizio, oggi possono essere messi fuori ruolo per andare a svolgere ruoli apicali, direttivi o semi-direttivi, all'interno dei Ministeri, soprattutto all'interno del Ministero della giustizia, degli organi costituzionali, internazionali e quant'altro. Nell'articolo 5, che - come sappiamo - è un articolo di delega e non è immediatamente precettivo, a un certo punto si dice, alla lettera h) del comma 1, che uno degli obiettivi che dovrà poi perseguire il Governo col decreto legislativo è ridimensionare il numero dei magistrati fuori ruolo. Non dice però di quanto: dell'1 per cento, del 2 per cento, del 10 per cento, del 50 per cento o del 100 per cento? Nessuno è in grado di saperlo. Mi sembra una delega troppo ampia, che lascia una discrezionalità eccessiva al Governo, che potrebbe ritenere di avere adempiuto questa delega anche riducendo di poche unità il numero dei magistrati fuori ruolo. Onorevoli colleghi, pensate che di tutti i ruoli di vertice, apicali, all'interno del Ministero della giustizia, uno soltanto è ricoperto da un funzionario che non è magistrato. Sono tutti magistrati! Ritengo che, se un giovane vuole fare il magistrato, studia per diventare magistrato, vince il concorso da magistrato, sia giusto che vada a fare il magistrato. Se invece vuole fare il funzionario pubblico all'interno del Ministero, c'è una carriera apposita per questo. (Applausi) .