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, nonché per il suo contributo al successo della Conferenza. PROTOCOLLO RELATIVO ALLE ZONE PARTICOLARMENTE PROTETTE E ALLA DIVERSITÀ BIOLOGICA NEL MEDITERRANEO Le Parti contraenti al presente Protocollo, Essendo Parti alla Convenzione per la protezione del mar Mediterraneo dall'inquinamento adottata a Barcellona il 16 febbraio 1976; Consapevoli delle profonde ripercussioni delle attività umane sullo stato dell'ambiente marino e del litorale, ed in generale sugli ecosistemi di zone presentanti caratteristichè mediterranee dominanti; Sottolineando l'importanza di proteggere e se del caso migliorare lo stato del patrimonio naturale e culturale mediterraneo, in particolare con la creazione di zone particolarmente protette e con la protezione e la conservazione delle specie minacciate; Considerando gli strumenti adottati dalla Conferenza delle Nazioni, Unite sull'ambiente e lo sviluppo, .,ed. in particolare la Convenzione sulla diversità biologica (Rio de Janeiro, 1992); Consapevoli che qualora esista un minaccia di riduzione sensibile o di perdita della diversità biologica, la mancanza di una certezza scientifica assoluta non deve essere invocata per rinviare indefinitamente le misure che consentirebbero di evitare tale rischio o di attenuarne gli effetti, Considerando che tutte le Parti contraenti devono cooperare per conservare, proteggere e ristabilire la salute e l'integrità degli ecosistemi e che hanno, a tale riguardo, responsabilità comuni sebbene differenziate; Hanno convenuto quanto segue PARTE I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo primo DEFINIZIONI Al fini del presente Protocollo: a) S'intende per "Convenzione 0 la Convenzione per la protezione del mai Mediterraneo dall'inquinamento, adottata a Barcellona, il 16 febbraio 1976 ed emendata a Barcellona nel 1995; b) S'intende per diversità biologica la variabilità degli organismi viventi di qualsiasi origine, compresi, tra l'altro, gli ecosistemi terrestri marinì ed altri ecosistemi acquaticì, nonché i complessi ecologici di cui ne fanno parte; ciò include la diversità In sono alle specie o tra le specie, nonché quella degli ecosistemi; c) S'intende per "specie In pericolo" ogni specie minacciata di estinzione in tutta la sua zona di ripartizione o in parte; d) S'intende per "specie endemica" ogni specie la cui zona di ripartizione 4 limitata ad una zona geografica particolare; ' e) S'intende per "specie minacciata" ogni specie che in un futuro previsibile rischia di scomparire in tutta la sua zona di ripartizione o in parte, di essa, e la cui sopravvivenza è poco probabile qualora dovessero persistere- fattori di declino numerico o di degrado dell'habitat; f) S'intende per "stato dì conservazione di una specie" l'insieme delle influenze che agendo su tale specie, possono pregiudicare a lungo termine la sua ripartizione e l'importanza della sua popolazione; g) S'intendono per "Parti" le Parti contraenti al presente Protocollo; h) S'intende per "Organizzazione" l'organizzazione di cui all'articolo 2 della Convenzione i) S'intende per "Centro" il centro di attività regionali per le zone particolarmente protette. Articolo 2 PORTATA GEOGRAFICA l. La zona di applicazione del presente Protocollo è la zona del mar Mediterraneo delimitata all'articolo primo della Convenzione. Essa comprende inoltre: - il fondo del mare ed il suo sottosuolo; - le acque, Il fondo del mare ed il suo sottosuolo situati al di qua della linea di base a partire della quale si misura la larghezza del mare territoriale, e che si estendono, per i corsi d'acqua, fino al limite delle acque dolci; - le zone costiere terrestri designate da ciascuna delle Parti, comprese le zone umide; 2. Nessuna disposizione del presente Protocollo o atto adottato in base al presente Protocollo può pregiudicare i diritti e le rivendicazioni o le posizioni giuridiche attuali, o future di qualsiasi Stato relative al diritto del mare, In particolare la natura e l 'estensione delle zone marine, la delimitazione di tali zone tra gli Stati adiacenti o dirimpettai, la libertà di navigazione in alto mare, Il diritto e le modalità di passaggio attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale ed il diritto di passaggio innocuo nel mare territoriale, nonché la natura e l'estensione della giurisdizione dello Stato costiero, dello Stato di bandiera e dello Stato del porto. 3. Nessun atto o attività effettuata in base al presente Protocollo potrà costituire un motivo per far valere, sostenere o contestare una rivendicazione di sovranità o di giurisdizione nazionale. Articolo 3 OBBLIGHI GENERALI l. Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per: a) proteggere, preservare e gestire in maniera durevole e rispettosa dell'ambiente gli spazi aventi un valore naturale o culturale particolare, in particolare mediante la creazione di zone particolarmente protette; b) proteggere, preservare e gestire gli spazi animali e vegetali in pericolo o minacciati. 2. Le Parti cooperano direttamente o attraverso, le organizzazioni internazionali competenti, ai fini della conservazione e dell'uso durevole della diversità biologica nella zona d'applicazione del presente Protocollo. 3. Le Parti identificano e fanno l'inventario degli elementi costitutivi della diversità biologica, aventi rilevanza ai fini della preservazione e dell'utilizzazione durevole della stessa. 4. Le Parti adottano. ed integrano nelle loro politiche settoriali ed intersettoriali, strategie, piani e programmi miranti a garantire la preservazione della diversità biologica e l'utilizzazione sostenibile delle risorse biologiche marine e costiere. 5. Le Parti sorvegliano gli elementi costitutivi della diversità biologica menzionati al paragrafo 3 del presente articolo. Esse identificano i processi e le categorie di attività che hanno o rischiano di avere un'influenza sensibilmente sfavorevole sulla preservazione e l'utilizzazione sostenibile della diversità biologica, e vigilano sul loro effetti. 6. Ciascuna Parte applica le misure previste dal presente Protocollo,senza tuttavia pregiudicare la sovranità o la giurisdizione delle altre Parti o degli altri Stati. Ogni azione intrapresa da una parte per applicare tali misure deve essere conforme al diritto internazionale. PARTE II PROTEZIONE DELLE ZONE PRIMA SEZIONE - ZONE PARTICOLARMENTE PROTETTE Articolo 4 OBIETTIVI Le zone particolarmente protette mirano a salvaguardare: a) i tipi di ecosistemi marini e costieri rappresentativi aventi dimensioni sufficienti per garantire la loro viabilità a lungo termine e mantenere la loro diversità biologica; b) gli habitat che sono in pericolo di estinzione nella loro zona di ripartizione naturale nel Mediterraneo, o la cui zona di ripartizione naturale è diminuita a causa della loro regressione, o che hanno una zona intrinsecamente ristretta; c) gli habitat necessari per la sopravvivenza, la riproduzione ed Il rinnovo delle specie animali e vegetali in pericolo, minacciate o endemiche; d) i siti che presentano una particolare importanza in ragione del loro interesse scientifico, estetico, culturale o istruttivo. Articolo 5 CREAZIONE DI ZONE PARTICOLARMENTE PROTETTE 1.