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Si sottolinea che l'abitato di Monopoli è situato a est/sud-est rispetto alla zona industriale dove insistono diverse attività industriali ad elevato impatto ambientale: in ragione dei venti dominanti nella zona, si troverebbe sottovento rispetto alle emissioni dei vari impianti; spesso sono stati denunciati sgradevoli odori d'emissioni nocive sulla città, in modo particolare con determinate condizioni atmosferiche, a tal punto che l'amministrazione è stata costretta ad attivare un'APP "Odorigena", al fine di denunciare tali episodi; per il rilevamento della qualità dell'aria nel comune di Monopoli sono presenti due centraline di cui una fissa attiva dal 2009, situata presso viale Aldo Moro, e una mobile posizionata presso l'istituto d'arte "Luigi Russo", in via Pisonio. La cittadinanza ha richiesto di integrare l'attuale rete di monitoraggio della qualità dell'aria con ulteriori centraline mobili e con l'analisi di tutti gli inquinanti, con particolare riferimento all'eventuale presenza di benzo(a)pirene in aria ambiente ed alla composizione del particolato aerodisperso; le centraline hanno rilevato numerosi episodi di sforamento dei limiti di emissione Pm 2,5, dette polveri sottili, considerate da molti studi ad elevato rischio per la salute pubblica; si registrano frequentemente eventi odorigeni di forte intensità, che preoccupano l'intera cittadinanza, paragonabili ad un forte odore di bruciato. Sulla citata APP predisposta dal Comune, sono state registrate oltre 120 segnalazioni concernenti la percezione di odore di "bruciato" o "plastica" avente un'intensità "molto forte". Durante tali giornate la concentrazione degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), in base ai dati dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), ha raggiunto valori molto elevati, e si ricorda che si tratta di famiglie di composti fortemente cancerogeni; ad oggi, nonostante la Regione Puglia abbia istituito il registro tumori stabilendo il centro di coordinamento presso la ASL di Bari, il database è fermo all'anno 2011 e non vi è stato alcun aggiornamento, anche per questo alcune associazioni di cittadini hanno presentato una petizione popolare, chiedendo un monitoraggio ambientale e sanitario su tutte le matrici ambientali, acqua, suolo e aria per la città di Monopoli; recentemente il comitato "Aria Pulita" di Monopoli ha presentato presso la Procura della Repubblica di Bari un esposto, elaborato con la consulenza di legali ed esperti e circostanziato in modo adeguato, per segnalare la grave situazione in atto a Monopoli da diversi anni, compresi i dati registrati da "Amopuglia" nell'ultimo triennio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti citati e, nel caso, se abbia notizia di ulteriori dati riguardanti il rischio ambientale per la città di Monopoli; se risulti essere in corso l'aggiornamento del piano regionale della qualità dell'aria della Puglia, dove potranno essere valutate ed approfondite tutte le opportune modalità di monitoraggio strutturali all'interno del territorio comunale di Monopoli; se sussistano concreti rischi per la salute dei cittadini e se le emissioni descritte possano determinare una grave azione inquinante sul territorio e l'ambiente circostante; quali iniziative di competenza intenda intraprendere per assicurare l'effettiva predisposizione di tutti i necessari controlli e monitoraggi sulla qualità dell'aria della città di Monopoli. Atto n. 3-01220 MARCUCCI IORI VERDUCCI RAMPI MIRABELLI STEFANO COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' VALENTE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: "l' art bonus ", introdotto dal decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, consiste in un credito d'imposta, nella misura inizialmente del 50 per cento e poi del 65 per cento, delle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo; la legge 22 novembre 2017, n. 175, recante disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia, ha previsto l'estensione dell' art bonus al sostegno delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival , delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione; si tratta di una misura che ha valorizzato il mecenatismo culturale e che ha dimostrato negli anni la sua validità per la tutela dell'immenso patrimonio culturale del nostro Paese e, pertanto, della nostra identità; in cinque anni risulterebbero donati oltre 350 milioni di euro da più di 11.600 soggetti a favore di circa 1.650 beneficiari; risulta però una notevole differenza nel numero delle erogazioni liberali effettuate nel Nord e di quelle effettuate nel Sud del Paese, che certifica uno squilibrio territoriale a scapito dell'immenso patrimonio che si trova nel Sud d'Italia, si chiede di sapere quali siano i risultati raggiunti fino a questo momento nelle erogazioni liberali per la cultura a seguito dell'introduzione dell' art bonus e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda ulteriormente adottare per valorizzare il mecenatismo culturale a sostegno dell'unicità del patrimonio culturale italiano. Atto n. 3-01221 IANNONE FAZZOLARI CIRIANI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che : la recente inchiesta giornalistica della trasmissione televisiva "Le Iene" ha acceso i riflettori sulla controversa storia del ritrovamento dei celebri bronzi di Riace e raccontato la storia di quella che si potrebbe rivelare una delle sparizioni più clamorose di opere d'arte dell'antichità; come noto, le preziose statue, risalenti al V secolo a.C., sono state rinvenute nell'estate del 1972 a Riace marina (Reggio Calabria) e sono attualmente esposte al museo archeologico nazionale di Reggio Calabria; i bronzi di Riace sono universalmente considerati tra i più importanti reperti archeologici del patrimonio culturale italiano e mondiale nonché tra i capolavori scultorei più significativi dell'arte greca e rappresentano, oltre a un simbolo ed elemento di identità locale, anche una delle principali attrazioni turistiche a livello internazionale;