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Detrazioni per oneri relativi all'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e ai servizi di trasporto su ferro nazionali. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende introdurre una misura di equità sociale per una particolare e diffusa categoria di cittadini, i cosiddetti pendolari, vessati sia per i pessimi servizi che per una scarica continua di rincari ingiustificati la cui percentuale è dell'ordine del tasso d'usura, se non superiore. Trenitalia ha recentemente ritoccato i prezzi degli abbonamenti con rincari medi del 35 per cento. Si tratta di aumenti indiscriminati e che hanno suscitato proteste vivaci tra le migliaia di pendolari che quotidianamente si spostano sulla rete ferroviaria nazionale, nelle più varie destinazioni, non certo per turismo ma per lavoro, spesso malpagato e, se confrontato ai livelli di prezzo degli abbonamenti dopo i rincari, non più conveniente rispetto alla fatica quotidiana di viaggi estenuanti e con servizi quasi mai all'altezza del costi sopportati. Oltre alla mobilitazione di associazioni di rappresentanza dei pendolari e delle associazioni in difesa dei cittadini, anche le istituzioni locali si sono poste sul piede di guerra per una decisione che non era stata comunicata e che crea un deciso malessere sociale tanto che ad esempio la regione Piemonte ha scritto ai vertici di FS (Ferrovie dello Stato) per sospendere gli incrementi e il comune di Torino sta studiando delle alternative avviando colloqui con Arenaways . I nuovi abbonamenti, quattro versioni diverse per prezzo e ampiezza d'uso, valgono dal mese di febbraio 2017. Sulla tratta Torino-Milano, per fare alcuni esempi, prima del dimezzamento cui FS è stata costretta a furor di popolo, si passa da 340 a 459 euro per un abbonamento di seconda classe valido per tutti i giorni; sulla Roma-Napoli da 356 a 481 euro; sulla Milano-Bologna da 417 a 563. E ancora: sulla Milano-Firenze da 529 a 714, sulla Milano-Reggio Emilia da 264 a 356 euro e sulla Roma-Caserta da 275 a 371 euro. Si tratta come si vede di costi improponibili che arrecano gravissimi danni ai pendolari, a fronte del silenzio del Governo e del Ministero dell'economia e delle finanze, azionista al cento per cento di Trenitalia. L'unico intervento pubblico, in vigore peraltro da tempo, è quello già attivo in Emilia-Romagna, che tuttavia risulta ora risibile in confronto ai livelli degli aumenti apportati da Trenitalia. Gli stessi vertici delle Ferrovie dello Stato auspicano un intervento pubblico come unica soluzione alla situazione che si è venuta a creare, giustificata da parte di FS dalle alte cifre di investimenti posti in essere su tutta la rete ferroviaria. Tali investimenti, secondo le parole dell'amministratore delegato di FS, ridurranno i tempi dei passaggi tra un convoglio e l'altro da 5 a 3 minuti, conseguendo una maggiore puntualità e un aumento dei passeggeri trasportati. Il paradosso tuttavia è che il peso maggiore di tali investimenti ricadrà sulle spalle di una categoria tra le più vessate del panorama dei lavoratori italiani a fronte di risultati, sulla carta, francamente modesti di fronte allo stato di disservizio complessivo dei trasporti nel nostro Paese e non solo nel settore ferroviario. Sono queste le motivazioni alla base della presentazione del presente disegno di legge che rende possibile la detrazione delle spese sostenute entro il 31 dicembre di ogni anno a decorrere dal 2017, per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e ai servizi di trasporto su ferro nazionali. Si tratta, in buona sostanza, di rendere permanente una misura già sperimentata nel 2008 e 2009 per i soli abbonamenti relativi al trasporto pubblico locale. Oggi, alla luce della perdurante crisi economica che si abbatte sempre più violentemente sul mondo del lavoro e, in particolare, su una tra le categorie più tartassate di lavoratori, riteniamo utile e urgente introdurre una misura nazionale che «scarichi» il peso degli investimenti pubblici nei trasporti sulla platea complessiva dei contribuenti italiani permettendo un minimo di ristoro a studenti e a lavoratori pendolari, fruitori primi e continuativi di tali servizi.. 1 1 Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, per le spese sostenute entro il 31 dicembre di ogni anno a decorrere dal 2017, per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e ai servizi di trasporto su ferro nazionali, spetta una detrazione dall'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, nella misura del 19 per cento per un importo delle spese stesse non superiore a 1.000 euro e a 250 euro per i soli servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La detrazione spetta sempreché le spese stesse non siano deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo. La detrazione spetta anche se la spesa è stata sostenuta nell'interesse delle persone indicate nell'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, che si trovino nelle condizioni indicate nel comma 2 del medesimo articolo 12.