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Art. 5 Modifiche ad altre leggi speciali 1. L'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 luglio 2000, n. 253, è sostituito dal seguente: «La sanzione è comminata dalla Banca d'Italia secondo la procedura prevista dall'articolo 145 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.». 2. L'articolo 3 del decreto legislativo 24 giugno 2004, n. 180, è sostituito dal seguente: «Art. 3 1. Le sanzioni previste dagli articoli 1 e 2 sono comminate dalla Banca d'Italia o dall'Ufficio italiano dei Cambi secondo le rispettive competenze e applicando la procedura prevista dall'articolo 145 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.». Nota all'art. 5: - Si riporta il testo dell'art. 9 del decreto legislativo n. 253 del 2000, recante attuazione della direttiva 97/5/CEE sui bonifici transfrontalieri, come modificato dal presente decreto: «Art. 9 (Disposizioni finali). - 1. In sede di prima applicazione il decreto di cui all'art. 8, comma 2, è emanato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. Entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 1, gli enti, anche attraverso le associazioni di categoria, definiscono le procedure previste dall'art. 8, comma 1, e le comunicano alla Banca d'Italia. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso gli enti che non abbiano definito le procedure secondo i criteri di cui all'art. 8 o entro il predetto termine di centoventi giorni, previa diffida ad adempiere da parte della Banca d'Italia, è applicabile una sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire venti milioni per ogni mese o frazione di mese in cui persiste l'inadempienza. Nei casi più gravi, può essere disposta la sospensione dell'attività dei bonifici transfrontalieri. La sanzione è comminata dalla Banca d'Italia secondo la procedura prevista dall'art. 145 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni. 3. Le disposizioni di cui agli articoli 5, 6 e 8 non pregiudicano il ricorso in qualunque momento a ogni altro mezzo di tutela previsto dall'ordinamento».