[pronunce]

Pur archiviata tale accusa, il GIP afferma in effetti che se in data 17 settembre 2002 era stata osservata e fotografata, all'interno del calco di materiale ematico-cerebrale, la presenza di un frammento talvolta definito osseo, nella documentazione fotografica del successivo 24 ottobre, invece, tale frammento non era più visibile. 4. - In prossimità dell'udienza, la Camera dei deputati ha depositato una memoria illustrativa. Il ricorso sarebbe inammissibile per erronea individuazione dell'oggetto del conflitto, perché esso si riferisce ad un procedimento penale (il n. 22087/06 RGNR) diverso da quelli (il n. 90/06 RGNR ed il n. 25606/06 RGNR) ai quali fa riferimento la delibera della Camera dei deputati del 2 agosto 2007. Del resto – prosegue la memoria – il ricorrente non ha depositato presso la cancelleria della Corte gli atti del procedimento penale nel quale è stata eccepita dal deputato Taormina l'insindacabilità, per consentire alla Camera dei deputati ed alla Corte di accertare – senza dubbio alcuno – quale fosse l'oggetto del conflitto sollevato. Nel merito il conflitto sarebbe infondato, perché le dichiarazioni oggetto del conflitto sono state rilasciate dal deputato Taormina come esternazione di opinioni già espresse nell'esercizio delle proprie funzioni di parlamentare e come tali soggette ad insindacabilità ai sensi dell'art. 68 della Costituzione. Come deputato, il Taormina aveva, infatti, presentato la citata interrogazione a risposta orale in data 22 aprile 2002 (3-00906) per sapere se – in relazione al comportamento tenuto dall'autorità giudiziaria e da quella inquirente nell'istruzione del delitto Cogne – il Ministro della giustizia volesse disporre un'ispezione e intendesse adottare le iniziative di sua competenza anche di carattere disciplinare. L'interrogazione del deputato Taormina era intesa a mettere in evidenza, da un lato, una sostanziale grave negligenza nella conduzione delle operazioni di indagine da parte delle forze di polizia e della magistratura inquirente che, ad avviso dello stesso deputato, poteva avere alterato il corso del processo relativo al delitto di Cogne; dall'altro, un intento diffamatorio e persecutorio della stessa magistratura inquirente, ed in particolare del procuratore capo del Tribunale di Aosta. Le esternazioni fatte successivamente dal deputato Taormina nel novembre 2004, in relazione ai medesimi fatti già denunciati con la propria attività di parlamentare, riprenderebbero pressoché letteralmente le affermazioni critiche svolte nella citata interrogazione parlamentare. In tali affermazioni, infatti, al di là della maggiore veemenza espressiva riportata dai giornali, vi sarebbe l'evidente contestazione dell'attività istruttoria svolta dagli organi inquirenti nel processo di Cogne, nonché dell'atteggiamento della procura di Aosta, ritenuto dal deputato Taormina persecutorio e diffamatorio. Secondo la difesa della Camera, il contenuto asseritamente diffamatorio delle opinioni espresse nelle interviste rilasciate dal parlamentare non assume alcun rilievo nell'esame che la Corte costituzionale deve compiere circa la sussistenza dell'insindacabilità delle opinioni espresse. Altrettanto irrilevante sarebbe la circostanza che il parlamentare abbia assunto – dopo la presentazione dell'interrogazione – la difesa dell'imputata nel processo di Cogne.1. - Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, con ricorso in data 12 ottobre 2007, ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Camera dei deputati in relazione alla delibera adottata nella seduta del 2 agosto 2007 (Doc. IV-quater, nn. 19 e 20), con la quale è stata dichiarata, ai sensi del primo comma dell'art. 68 della Costituzione, l'insindacabilità delle dichiarazioni del deputato Carlo Taormina, rispetto alle quali pende procedimento penale. Ad avviso del Giudice per le indagini preliminari, le dichiarazioni del parlamentare, oggetto di conflitto, non possono essere ricondotte ad alcuno degli atti previsti dall'art. 68, primo comma, della Costituzione. Di qui il sollevato conflitto, giacché la deliberazione di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati, proprio perché frutto di una erronea valutazione dei presupposti richiesti dalla norma costituzionale, interferirebbe illegittimamente nelle attribuzioni dell'autorità giudiziaria. 2. - La difesa della Camera dei deputati ha eccepito l'inammissibilità del ricorso. L'eccezione è fondata. Sulla base della relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere (doc. IV-quater, nn. 19 e 20), presentata alla Presidenza il 12 luglio 2007, l'Assemblea, nella seduta n. 200 del 2 agosto 2007, ha dichiarato l'insindacabilità delle opinioni espresse dal deputato Taormina ai sensi dell'art. 68 della Costituzione con specifico riferimento ai procedimenti penali n. 90/06 RGNR e n. 25606/06 RGNR, pendenti, l'uno, dinanzi al GIP del Tribunale di Milano dott. Barbuto, a seguito della querela proposta dalla dott.ssa Maria Del Savio Bonaudo e dalla dott.ssa Stefania Cugge, l'altro, dinanzi al GIP del Tribunale di Milano dott. Tutinelli, a seguito della querela proposta dalla dott.ssa Maria Del Savio Bonaudo. Il procedimento penale indicato nel ricorso per conflitto di attribuzione è invece il n. 22087/06 RGNR: a tale procedimento non fanno riferimento né la deliberazione della Giunta per le autorizzazioni doc. IV-quater, nn. 19 e 20, né la delibera della Camera dei deputati del 2 agosto 2007. Il conflitto è, pertanto, inammissibile per erronea individuazione del suo oggetto, mancando la prova – il cui onere incombeva sul ricorrente – della riferibilità della citata delibera parlamentare di insindacabilità allo specifico procedimento in corso dinanzi al Giudice confliggente, né essendo detta riferibilità aliunde deducibile.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato, nei confronti della Camera dei deputati, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 ottobre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 31 ottobre 2008. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA