[resaula]

Ciò che noi chiediamo al Governo, anche attraverso la conversione di questo decreto-legge, è che nell'alleggerire le misure che limitano quelle libertà individuali e che sono funzionali alla salute personale e a quella pubblica, si tenga maggiormente conto delle difficoltà per le quali le persone, tornate alla normalità, non riescono a vivere pienamente l'esperienza scolastica, nel caso dei ragazzi, e l'esperienza professionale, nel caso degli adulti. Abbiamo bisogno che in quei casi vi sia maggiore attenzione e maggiori risorse, per offrire davvero un panorama di speranza e di ottimismo molto più concreto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, più che un commento a questi due decreti-legge (perché sono due fusi in uno solo), che sono stati pensati un po' di tempo fa (era il 28 dicembre e c'era una situazione epidemiologica ben diversa: era il picco massimo dei contagi, dei decessi e delle ospedalizzazioni), mi appresto a esprimere una sorta di auspicio nei confronti dei membri del Governo che sono qui presenti. Innanzitutto, visto che il quadro epidemiologico è cambiato (c'è stato un crollo, per fortuna vertiginoso, dei casi, quindi gli ospedali stanno cominciando a respirare e sono diminuite le terapie intensive), è bene che il Governo cominci a cambiare strategia. Probabilmente, in una certa fase, quella più acuta della pandemia, il green pass e il super green pass sono serviti a far vaccinare i cittadini. Così lo diciamo una volta per tutte: è un obbligo surrettizio. Più obbligo questo dell'obbligo imposto per legge. Almeno siamo chiari, ce lo diciamo ed evitiamo le ipocrisie. Ora che il 90 per cento dei cittadini over 12 è vaccinato, lo dico al Sottosegretario: chi è vaccinato è vaccinato, mentre chi non si è vaccinato difficilmente si vaccinerà con gli obblighi che sono stati inseriti. Come vediamo dal numero di prime dosi giornaliere, non sono più gli obblighi che possono convincere la parte restante. Forse è meglio, per convincere i cosiddetti esitanti, evitare il pugno di ferro, che magari li compatta tra loro e soprattutto li spaventa, ma cercare dialogo e confronto. Non ci stancheremo mai di dirlo: dialogo e confronto. (Applausi) . Se i dati continuano a migliorare, come auspichiamo tutti quanti, se il virus diventa endemico e si va verso la fine dello stato di emergenza, bisogna cominciare a pensare di allentare le restrizioni; bisogna anche cominciare a pensare di archiviare il green pass , cominciando dal super green pass . Perché dico questo? Guardiamo a ciò che sta succedendo negli altri Paesi, in Europa e fuori. In Gran Bretagna, dal 21 febbraio il Covid-19 sarà dichiarato una malattia simile all'influenza; in Danimarca, stop a mascherine e green pass : il Covid-19 non è più una malattia socialmente critica; in Francia revocheranno il super green pass . Allora, è plausibile che fra una settimana, invece, in Italia noi obblighiamo le persone a vaccinarsi, altrimenti impediamo loro di andare a lavorare? È plausibile pensare che un rappresentante del popolo non possa entrare in Parlamento se non è vaccinato? Pensiamoci. Interroghiamoci su questo. I cittadini devono essere tutti uguali. Quindi, diamo la possibilità anche ai non vaccinati di lavorare e ai non vaccinati di venire in Parlamento a svolgere le proprie funzioni, che sono state attribuite loro dalla Costituzione. (Applausi) . Auspichiamo che il Governo intervenga in questa direzione, anche perché, rispetto all'abolizione del green pass , ci sono anche tanti "trivaccinati" che sono stanchi di dover presentare ogni volta il lasciapassare per poter svolgere il proprio lavoro e tutte le attività che la quotidianità richiede. Con il passare del tempo, inoltre, il rischio è anche quello che venga danneggiata la nostra economia, anziché in qualche modo favorita. Pensiamo, soprattutto, al settore del turismo. (Applausi) . Quindi, prima torniamo alla normalità, prima eliminiamo il lasciapassare e prima riusciamo a far riprendere meglio la nostra economia. Soprattutto, guardiamo i numeri con attenzione. Anche qui mi rivolgo al Sottosegretario: guardare i numeri reali e trarre le giuste conclusioni, perché non si possono continuare a considerare morti per Covid-19 coloro che non sono morti a causa del Covid-19, ma che sono morti per altri mali e avevano anche fatto un tampone risultato positivo, come aveva suggerito l'Organizzazione mondiale della sanità. (Applausi) . Per non parlare di qualche ospedale che trucca i dati, come l'inchiesta di Restart su Rai 2 ha spiegato chiaramente, sostanzialmente per avere più risorse e più soldi. Sappiamo, infatti, che i malati di Covid-19 vengono ristorati, a livello economico e a livello ospedaliero, in modo maggiore rispetto a tante altre situazioni. Signor Sottosegretario e membri del Governo, ormai il quadro sta andando verso la direzione di fine pandemia. Ce lo auguriamo tutti e speriamo che sia così, ma l'impressione è che se dessimo retta al CTS l'emergenza durerebbe quindici anni. È comprensibile perché, se non c'è più l'emergenza, viene meno anche il ruolo del CTS e, quindi, chi ne fa parte probabilmente non sarebbe più direttamente coinvolto in prima persona come lo è adesso. È umanamente comprensibile, ma attenzione: una cosa del genere alimenterebbe una cultura del sospetto fino a ieri ingiustificata. Qualcuno sarebbe legittimato a pensare che si vogliano abituare le persone alla sorveglianza e noi ci auguriamo che non sia questo l'obiettivo. (Applausi) . La politica torni a essere protagonista, riprendendosi lo spazio che è stato lasciato in questa fase ai medici. La politica deve tornare a essere protagonista, usando buon senso e ragionevolezza. Lo dico fuori dai denti: reputiamo una grande esagerazione togliere stipendi e pensioni, vita sociale e negare persino le cure a chi non si è vaccinato. (Applausi) . Abbiamo sempre curato - giustamente, aggiungo io - assassini e clandestini perché sono persone, e ricordo queste parole scolpite. Se un cittadino italiano decide di non vaccinarsi, cosa facciamo? Non lo curiamo e lo lasciamo morire di fame? Scusate, ma da cristiani forse qualche domanda ce la dovremmo porre tutti. (Applausi) . Se questo è il cosiddetto nuovo umanesimo, allora dovremmo chiamarlo disumanesimo. Scusatemi, ma dovrebbe essere così. Bassetti parla di pacificazione. Crisanti dice che oggi inseguire chi non vuole vaccinarsi non serve e non cambierebbe nulla. Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani, ha detto di liberare le città dalla paura, restituendo la gioia di vivere. L'ossessione per il Covid sta generando insicurezza e aggressività. Stiamo attenti perché la gente ha voglia di ritornare alla normalità e non si può parlare di normalità associandola a libertà compresse. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) .