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Infatti, l'art. 13, comma 14, lettera d) del decreto-legge n. 201 del 2011, ha abrogato il comma 1- bis dell'articolo 23 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, che escludeva dall'imposizione ai fini ICI i fabbricati per i quali ricorrevano i requisiti della ruralità di cui all'art. 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. Da tale abrogazione e dalla circostanza che l'IMU si applica alla generalità degli immobili, deriva che i fabbricati in questione non possono essere sottratti al regime impositivo del nuovo tributo. La diversa destinazione degli stessi, ad uso abitativo o strumentale, assume rilevanza ai soli fini dell'individuazione delle aliquote applicabili. Dalle considerazioni appena esposte consegue che: i fabbricati rurali ad uso abitativo, purché non strumentali ai sensi del comma 1- bis del menzionato art. 9, sono assoggettati ad imposizione secondo le regole ordinarie. Per cui, qualora gli stessi siano adibiti ad abitazione principale si applicheranno le relative agevolazioni; diversamente l'IMU si calcolerà sulla base dell'aliquota di cui all'art. 13, comma 6, del decreto-legge n. 201 del 2011; i fabbricati rurali strumentali che l'art. 13, comma 8, del decreto-legge n. 201 del 2011, individua in quelli elencati nell'art. 9, comma 3- bis , del decreto-legge n. 557 del 1993, sono assoggettati ad imposta con aliquota ridotta allo 0,2 per cento (...). Si ricorda che l'art. 9, comma 3- bis , del decreto-legge n. 557 del 1993, stabilisce che “ai fini fiscali deve riconoscersi carattere di ruralità alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell'attività agricola di cui all'articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l'allevamento; d) all'allevamento e al ricovero degli animali; e) all'agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell'azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette all'attività di alpeggio in zona di montagna; h) ad uso di ufficio dell'azienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228; l) all'esercizio dell'attività agricola in maso chiuso”». Risulta pertanto evidente, per quanto esposto, la volontà del legislatore di assoggettare i fabbricati rurali ad uso abitativo ed i fabbricati rurali strumentali all'IMU, con conseguente duplicazione d'imposta e violazione del divieto di doppia imposizione, principio del nostro sistema tributario, informato all'articolo 53 della Costituzione. Successivamente all'approvazione del citato decreto-legge n. 201 del 2011, con decreto-legge n. 16 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2012, il legislatore ha apportato una serie di modifiche alla disciplina IMU introducendo, per quanto concerne il settore agricolo, principalmente, l'esenzione dall'lMU per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni montani o parzialmente montani e riduzioni d'imposta (franchigie) sui terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali. Per tutti gli altri fabbricati rurali strumentali è stata confermata la soggettività IMU, come per tutti i fabbricati rurali ad uso abitativo. Il legislatore, inoltre, ha aggiunto al comma 8 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011 la seguente disposizione: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base dell'andamento del gettito derivante dal pagamento della prima rata dell'imposta di cui al presente comma, alla modifica dell'aliquota da applicare ai medesimi fabbricati e ai terreni in modo da garantire che il gettito complessivo non superi per l'anno 2012 gli ammontari previsti dal Ministero dell'economia e delle finanze rispettivamente per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni». In effetti, le stime del gettito IMU previste per il settore agricolo non sono state rese note per lungo tempo dal Governo, tant'è che il 21 marzo 2012, in occasione di una audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato, il direttore dell'Agenzia del territorio, con riferimento al gettito complessivo atteso dall'applicazione dell’IMU ai terreni agricoli e ai fabbricati rurali strumentali, dichiarava che: «all'attualità, non sono disponibili dati ufficiali». Nel corso, peraltro, della conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, a fronte di una pressante richiesta di diversi senatori, venivano indicati dal Governo, per l'anno 2012, gli importi di 135 milioni di euro attesi come gettito per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni agricoli. Sulla base di queste indicazioni, il 3 aprile 2012, veniva presentato presso le Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato il subemendamento 4.1000/22 all’atto Senato n. 3184, recante il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, contenente i dati relativi al gettito complessivo atteso, che secondo i presentatori ed il Governo non doveva essere superato. Il Governo, peraltro, preferiva, successivamente, non inserire nel testo legislativo la stima del gettito atteso per fabbricati rurali strumentali e terreni e chiedeva una riformulazione del testo del subemendamento che facesse genericamente riferimento al gettito e ad una possibile modifica delle aliquote in caso di superamento degli ammontari previsti dal Ministero dell'economia e delle finanze. Si giungeva, pertanto, alla formulazione del sub-emendamento 4.1000/22 (testo 2), nel testo sopra citato, che veniva approvato e fa ora parte delle modifiche introdotte alla disciplina dell'IMU. Pertanto, a fronte di un gettito atteso dall'lMU agricola stimato in 224 milioni (che non tiene conto, comunque, dell'apporto derivante dalla tassazione IMU dei fabbricati rurali ad uso abitativo) ed acquisito ai fini della copertura finanziaria del provvedimento, a consuntivo la situazione si è presentata in modo ben diverso: