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5) In relazione con quanto disposto con l'art. 18 dell'Accordo, i due Governi dichiarano che tra le questioni definite dall'Accordo sono anche quelle relative alla cancellazione delle ipoteche nei riguardi degli Enti di colonizzazione a favore della cessata Amministrazione italiana della Libia, nonché la cancellazione di altri crediti ipotecari nei confronti di proprietari italiani avvenuta anteriormente alla costituzione dello Stato Libico. 6) Resta inteso che i documenti siglati o firmati e allegati alle lettere scambiate il 23 gennaio 1956, tra il Primo Ministro e Ministro per gli affari esteri del Regno Unito di Libia e l'Ambasciatore d'Italia in Libia, sono sostituiti dall'Accordo firmato in Roma, in data odierna, e dalle Note scambiate in pari data". Ho l'onore di comunicare che le sopraddette intese vengono accettate dal Governo del Regno Unito di Libia e mi è grata l'occasione per rinnovare a Vostra Eccellenza gli atti della mia più alta considerazione. MUSTAFÀ BEN HALIM A Sua Eccellenza Antonio SEGNI Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Presidente, In relazione alle conversazioni che hanno avuto luogo fra la Delegazione italiana e la Delegazione Libica, in merito alla situazione della Cassa di risparmio della Libia, ho l'onore di pregarLa di far conoscere il punto di vista del Governo italiano sulle seguenti questioni: 1) stato giuridico della Cassa di risparmio della Libia; 2) consistenza dei diritti di credito da parte dello Stato italiano verso la detta Cassa. In attesa delle richieste notizie, desidero informarLa che il Governo Libico si propone di esaminare, nel comune interesse, con, i dirigenti della Cassa di risparmio, la possibilità della ripresa o meno di attività in Libia di tale Ente. La prego gradire, Signor Presidente, gli atti della mia più alta considerazione. MUSTAFÀ BEN HALIM A Sua Eccellenza Antonio SEGNI Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Primo Ministro, In relazione alle richieste contenute nella Nota di Vostra Eccellenza, in data odierna, ho l'onore di renderLe noto il punto di vista del Governo italiano in merito alla situazione della Cassa di risparmio: 1) la Cassa di risparmio della Libia, secondo l'ordinamento giuridico italiano, era una fondazione di carattere pubblico avente sede in Tripoli. Per essa l'art. 6 della Risoluzione non è applicabile e, in conseguenza, resta soggetta alla legge libica; 2) il Governo italiano, nel riconoscere di non avere alcuna pretesa sul patrimonio dell'Ente, riafferma ai sensi della Risoluzione dell'O.N.U. del 15 dicembre 1950, n. 388 V - il proprio diritto di tutelare gli interessi dei terzi; 3) il Governo Libico ed il Governo italiano hanno, di comune intesa, convenuto nelle conversazioni che hanno avuto luogo al riguardo, di rimettere ad una apposita Commissione mista l'esame degli eventuali diritti di credito dello Stato italiano verso la Cassa di risparmio da trasferire alla Libia e ogni altra questione relativa al diritto dei terzi. Prendo atto, infine, di quanto da Vostra Eccellenza comunicato circa il desiderio del Governo Libico di esaminare, nel comune interesse, con i dirigenti della Cassa, la possibilità della ripresa o meno di attività in Libia di tale Ente. La prego di gradire, Signor Primo Ministro, gli atti della mia più alta considerazione. SEGNI A Sua Eccellenza Mustafà BEN HALIM Primo Ministro e Ministro per gli affari esteri del Regno Unito di Libia. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Presidente, Ho l'onore di comunicarLe, per quanto riguarda la misura cautelativa ("custodia"), in atto nei confronti dei due Enti di colonizzazione (Istituto nazionale previdenza sociale - Ramo colonizzazione - ed Ente per la colonizzazione della Libia), che sino alla costituzione del Consiglio di sorveglianza, il "custode" agirà in maniera da non compromettere la normale attuazione delle intese che sono state raggiunte con l'Accordo firmato in data odierna. La prego di accogliere, Signor Presidente, gli atti della mia più alta considerazione. MUSTAFÀ BEN HALIM A Sua Eccellenza Antonio SEGNI Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Primo Ministro, Ho l'onore di accusare ricevuta della seguente nota di Vostra Eccellenza, in data odierna: "Ho l'onore di comunicarLe, per quanto riguarda la misura cautelativa ("custodia"), in atto nei confronti dei due Enti di colonizzazione (Istituto nazionale previdenza sociale - Ramo colonizzazione - ed Ente per la colonizzazione della Libia), che sino alla, costituzione del Consiglio di sorveglianza, il "custode" agirà in maniera da non compromettere la normale attuazione delle intese che sono state raggiunte con l'Accordo firmato in data odierna". La prego di gradire, Signor Primo Ministro, gli atti della mia più alta considerazione. SEGNI A Sua Eccellenza Mustafà BEN HALIM Primo Ministro e Ministro per gli affari esteri del Regno Unito di Libia. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Primo Ministro, In relazione all'allegato A dell'Accordo firmato in data odierna, ho l'onore di comunicarLe, per quanto riguarda gli edifici della Banca d'Italia, che mentre nel detto allegato si parla di cessione al Governo Libico degli immobili di proprietà dell'Istituto stesso in Libia, si intende che gli immobili di cui trattasi saranno ceduti dall'Istituto medesimo mediante pagamento da parte dello Stato Libico di lire italiane 100 (lire italiane cento). Mi è gradita l'occasione per rinnovare a Vostra Eccellenza gli atti della mia più alta considerazione. SEGNI A Sua Eccellenza Mustafà BEN HALIM Primo Ministro e Ministro per gli affari esteri del Regno Unito di Libia. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Presidente, Ho l'onore di accusare ricevuta della seguente nota di Vostra Eccellenza in data odierna: "In relazione all'allegato A dell'Accordo firmato in data odierna, ho l'onore di comunicarLe, per quanto riguarda gli edifici della Banca d'Italia, che mentre nel detto allegato si parla di cessione al Governo Libico degli immobili di proprietà dell'Istituto stesso in Libia, si intende che gli immobili di cui trattasi saranno ceduti dall'Istituto medesimo mediante pagamento da parte dello Stato Libico di lire italiane 100 (lire italiane cento)". La prego di gradire, Signor Presidente, gli atti della mia più alta considerazione. MUSTAFA BEN HALIM A Sua eccellenza Antonio SEGNI Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana.