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Infatti, a fronte della richiesta di una stabilizzazione a posto fisso, non viene seguito un iter legato alla produttività, bensì un percorso che prevede l'emanazione di appositi bandi di concorso per il personale della ricerca titolare di contratto a tempo determinato, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017. La differenza di regime deriva dal differente modo di finanziamento delle linee di ricerca, che in taluni casi viene attuato tramite l'erogazione di importi fissi e predeterminati, mentre, nel caso della ricerca corrente e finalizzata, varia di anno in anno, a seconda degli obiettivi prefissati ed effettivamente conseguiti dalle differenti realtà degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). Più in particolare, in merito alla disciplina attualmente vigente e alle iniziative poste in essere per la sua puntuale e compiuta attuazione, nonché al funzionamento e agli obiettivi della cosiddetta piramide dei ricercatori, di cui all'articolo 1, commi 422 - 434, della legge del 27 dicembre 2017, n. 205, si evidenzia che la normativa in questione disciplina a regime un percorso di sviluppo professionale della durata di cinque anni, rinnovabile per ulteriori cinque anni, con la possibilità, una volta completato positivamente il secondo periodo del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di inquadramento a tempo indeterminato nei ruoli del servizio sanitario nazionale. A tale percorso si accede tramite le procedure concorsuali delineate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previsto dal comma 425 del citato articolo 1. La normativa introdotta dalla legge n. 205 del 2017 persegue l'obiettivo di intervenire in modo organico sul personale della ricerca sanitaria, nell'ottica di salvaguardare la continuità di carriera del ricercatore e nel rispetto della flessibilità tipica nel contesto della ricerca e del principio della competitività, in piena sintonia con il sistema altamente concorrenziale in cui agiscono gli enti di ricerca sanitaria. Per quanto riguarda i ricercatori già in servizio, la legge n. 205 del 2017 dispone all'articolo 1, comma 432, una specifica disciplina che prevede l'accesso al predetto percorso per il personale in possesso dei requisiti previsti dalla normativa e, quindi, in servizio presso gli IRCCS e gli istituti zooprofilattici sperimentali (IZS) al 31 dicembre 2017, con rapporti di lavoro flessibili instaurati a seguito di procedura selettiva e con un'anzianità di servizio di almeno tre anni negli ultimi cinque. Al fine di conferire un riconoscimento professionale allo status dei ricercatori è stato istituito il ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla stessa negli IRCCS pubblici e negli IZS, prevedendo, altresì, l'immissione in servizio del relativo personale con contratti di lavoro a tempo determinato. Quanto alla procedura per l'emanazione dei decreti attuativi della normativa in questione, si segnala che è stato predisposto uno schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la disciplina concorsuale e sono stati costituiti due gruppi di lavoro, uno per i ricercatori e uno per il personale di supporto, ai fini della definizione dei criteri di valutazione annuale e di idoneità per l'eventuale rinnovo a conclusione dei primi cinque anni di servizio. Tali gruppi hanno delineato le prime ipotesi di definizione dei predetti criteri di valutazione. PRESIDENTE. Deve concludere, signor Sottosegretario. BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Tuttavia, occorre sottolineare che, per la piena definizione dei predetti provvedimenti, è necessaria la stipula del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), con l'apposita sezione della ricerca, come previsto dal comma 423, in quanto, come ribadito nel relativo atto di indirizzo approvato dal comitato di settore del comparto sanità il 20 giugno 2018, con il contratto si dovranno definire le declaratorie dei profili professionali denominati "ricercatori" e "personale addetto alla ricerca". STABILE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STABILE (FI-BP) . Signor Presidente, la risposta mi lascia del tutto insoddisfatta. Il primo quesito che avevo rivolto riguardava il fatto che la gran parte di questi ricercatori è in scadenza il 31 dicembre 2018. Attualmente molti di questi, dopo anche venti anni di lavoro, rischiano di dover interrompere il rapporto di lavoro con l'IRCCS e attualmente gli istituti si stanno in sostanza arrangiando da soli. C'è chi rischia di interrompere il rapporto di lavoro, lasciando quindi senza lavoro queste persone e c'è chi, invece, autonomamente, ha deciso di riaprire altri concorsi in modo da salvaguardare un patrimonio prezioso per l'istituto e per l'intera sanità pubblica. Vorrei rilevare che sto parlando non di istituti di ricerca, ma di IRCCS e, quindi, di strutture ospedaliere di eccellenza, che fanno anche ricerca clinica. Altri di questi ricercatori lavorano da molti anni con borse di studio e nulla è previsto in questo momento per il futuro di queste persone. Ricordo che tali istituiti rappresentano un'eccellenza perché fanno ricerca clinica, non ricerca pura, ma ricerca associata all'assistenza. Sono pertanto parti importanti del nostro Servizio sanitario nazionale e la perdita di queste professionalità, che potrebbe verificarsi in futuro, la demotivazione che attualmente le caratterizza porterebbe ad un deterioramento di questo ulteriore settore del Servizio sanitario nazionale. Un altro aspetto concerne il fatto che la piramide Lorenzin inquadra tutte queste persone nel comparto sanità, mentre i medici, i biologi e i chimici sono inquadrati nella dirigenza del Servizio sanitario nazionale. È questo un ulteriore fattore di demotivazione, che renderebbe poco attrattivo questo lavoro, altrimenti preziosissimo per il Servizio sanitario pubblico. PRESIDENTE . Sottosegretario Bartolazzi, acquisiremo la risposta, che mi viene detto essere più lunga, agli atti, in maniera tale che la senatrice potrà prenderne visione. GAETTI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, prima di entrare nel merito delle questioni poste con l'atto di sindacato ispettivo, occorre premettere che Matera - sito riconosciuto patrimonio universale dell'umanità da parte dell'UNESCO sin dal 1993 - ha effettivamente visto aumentare in maniera esponenziale il flusso turistico a seguito della designazione della città, avvenuta il 17 ottobre 2014, a capitale europea della cultura per il 2019. Al conseguente, significativo aumento delle presenze turistiche dal 2014, ha fatto seguito un corrispondente incremento di attività commerciali, soprattutto nell'ambito della ristorazione e delle strutture ricettive, sia all'interno del rione dei Sassi che nel resto del capoluogo. Peraltro, l'unicità dei luoghi in questione e l'eco mediatica che sarà conseguente alle iniziative del prossimo anno fanno ritenere che l'attrattività turistica del sito non diminuirà anche in futuro.