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Evito di entrare nel merito del decreto-legge, su cui mi sono soffermato con la relazione di ieri. Desidero soffermarmi su alcuni emendamenti approvati in Commissione che hanno migliorato il testo in maniera molto condivisa, tranne che in un caso. Gli emendamenti significativi approvati hanno incluso nel Piano triennale il contributo delle Regioni in maniera più decisa e importante e previsto un maggior contributo per l'infrastrutturazione, i mezzi, le attrezzature e le attività di messa in salvo degli animali, nonché incentivi sulla base dei risultati conseguiti nella lotta contro gli incendi. Sono poi stati previsti un sostegno al potenziamento delle risorse umane dei Vigili del fuoco e una certezza della tempistica per il rilievo dei soprassuoli percorsi dal fuoco e per la pubblicazione sui siti istituzionali dai quali poi devono scattare i diversi divieti stabiliti dalla legge 21 novembre 2000, n. 353 e poi aumentati con altri divieti. È stato poi previsto il sostegno ai Comuni per la definizione e l'aggiornamento dei suoli incendiati per far scattare tutti i divieti relativi. Questa è una grande criticità che verrà superata sia con il supporto e il sostegno ai Comuni da parte delle Regioni e degli enti territoriali competenti, sia con l'eventuale commissariamento dei Comuni inadempienti. Vi è poi il tema del dissesto idrogeologico che è stato sollevato in almeno due interventi. Sappiamo bene che, a incendio avvenuto, i suoli percorsi dagli incendi perdono la capacità di infiltrazione per oltre l'80 per cento. Quindi abbiamo un quantitativo di acqua che prende a scorrere di gran lunga maggiore, che può provocare dei flash flood , delle inondazioni improvvise piuttosto consistenti, oltre a perdere la capacità di tenuta per la mancanza di una protezione. Abbiamo introdotto pertanto l'obbligo di una relazione geologica per il progetto definitivo delle opere necessarie al contrasto degli incendi e abbiamo anche introdotto la necessità di sopralluoghi, a incendio avvenuto, da parte di tecnici, di geologi e di ingegneri, per la valutazione delle priorità degli interventi. Siamo intervenuti inoltre sul fuoco prescritto e sul controfuoco, facendolo rientrare nei divieti, contrariamente alla versione originale, con l'esclusione invece dal sanzionamento quando si usano queste tecniche. Passo ora a due criticità che sono state sollevate. Diversi colleghi sono intervenuti sulla necessità di riformare e di ripensare il Corpo forestale, il quale, come tutti sapete, è stato dismesso nel 2016. Non voglio ora entrare nel merito; dico semplicemente che non poteva essere il decreto-legge al nostro esame la sede per questa discussione, tant'è vero che gli emendamenti che riguardavano questo problema sono stati ritenuti improponibili. Ritengo che non sia questa la sede idonea. Ci sono dei disegni di legge depositati in Senato e dei disegni di legge in discussione alla Camera e penso che sia un'altra la sede corretta. Senza entrare nel merito della questione e senza dare miei giudizi personali, dico soltanto che non poteva essere questa la sede. Infine c'è l'emendamento 1.52, oramai diventato famoso, sulla necessità di tutelare i terreni che contornano gli incendi, dei Comuni interessati e dei Comuni limitrofi, per una stagione venatoria. Anche in questo caso non voglio entrare nel merito; voglio semplicemente dire - e chiudo con questa frase - che non esistono ideologie ambientaliste e non esiste un ambientalismo salottiero. Ambiente ed economia sono due facce della stessa medaglia. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Briziarelli. BRIZIARELLI, relatore . Signor Presidente, più che una replica vorrei fare delle sottolineature. Vorrei partire da un passaggio del collega Pazzaglini (credo che sia stato l'unico a farlo), il quale ha detto che per una volta nessuno ha contestato l'urgenza del decreto-legge in esame e il fatto che si sia proceduti con la decretazione d'urgenza. Sappiamo che le due critiche che vengono sempre fatte riguardano l'urgenza e l'estraneità alla materia. Di fatto, almeno in questa legislatura e fino a adesso, questo è stato forse il decreto-legge su cui siamo andati meglio: nessuno ne ha contestato l'urgenza e pochissimi sono stati gli emendamenti dichiarati estranei per materia. Anzi, purtroppo siamo passati da un estremo all'altro, tant'è vero che un rammarico personale e anche di tutti i Gruppi è che sia stato ritenuto estraneo per materia l'emendamento 1.0.3 (e simili), che almeno in parte avrebbe potuto porre rimedio al problema delle graduatorie dei discontinui, che era stato segnalato in particolare dal collega Candiani. Io auspico non solo a titolo personale, ma penso anche a nome del collega, che il problema possa trovare una soluzione. Fra i vari soggetti contro i quali purtroppo dobbiamo combattere, andiamo dall'estremo dei piromani all'estremo opposto, magari limitato e minimo, degli ecoterroristi; in mezzo a tutte le persone che hanno a che fare spesso con gli incendi si hanno - ahimè - anche soggetti che figurano in quella graduatoria, con condanne conclamate. Sicuramente questo ci impone, come Parlamento, di porre rimedio a qualcosa che è stato anche denunciato, a suo tempo, dall'allora sottosegretario Candiani. Detto questo, aggiungo alcuni passaggi relativi a quanto sottolineato dai colleghi. È chiaro che l'apertura è una risposta anche al collega La Pietra, che contestava il decreto nella sua effettiva possibilità di agire. Se si sta all'opposizione, non si deve essere sempre contrari a tutto; ogni tanto essere favorevoli a provvedimenti come questo può anche dare forza, ad altri no. Se si dice sempre no, magari perde un po' di valore. Vengo ad altre sottolineature. Il tema è importante e riguarda tutti. Il collega Bergesio richiamava la dimensione del 38 per cento delle superfici che sono occupate dalle foreste. Il collega Coltorti diceva che è evidente la necessità che siano provvedimenti non di destra, non di sinistra, ma giusti e su questo penso che abbiamo dato una risposta corretta. Considererò concluso il provvedimento quando il Governo rispetterà l'impegno. L'hanno ricordato alcuni colleghi e, in particolare, il collega Pagano mi sembra abbia fatto un riferimento alla necessità di inserire nella legge di bilancio le risorse per alcuni degli ordini del giorno già nel testo base del Governo. Noi consideriamo idealmente che il provvedimento sarà completo non solo quando sarà approvato e convertito, cioè oggi, ma quando nel testo base della prossima legge di bilancio troverà spazio ciò che il Governo si è impegnato a fare, anche evitando, come ricordava la collega Faggi, alla Commissione bilancio di dover fare un lavoro improprio e dover vedere applicato malamente l'articolo 81. Invece, servirebbe che possa trovare spazio in maniera più corretta. Ho cercato di seguire tutti gli interventi. Mi scuso ancora con il collega Comincini, il cui intervento è l'unico che non ho ascoltato, ma ho avuto modo di leggerlo. Le mie ultime due sottolineature riguardano un passaggio dell'intervento del collega Buccarella e uno del collega Toninelli.