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Signor Presidente, oggi la lotta è contro non più il terremoto, ma la burocrazia che rallenta la ricostruzione e l'uso dei fondi stanziati, impiegati con difficoltà. Stiamo parlando di macerie e rovine da abbattere, per poi ricostruire. Per questo motivo e per scongiurare lo spopolamento, tanta speranza è riposta nel nuovo cosiddetto decreto terremoto, varato il 21 ottobre scorso dal Governo, per l'estensione di una serie di misure tra cui lo stato di emergenza. È necessario ripensare alle norme, ma anche al sistema di governance della ricostruzione tra competenze diffuse, uffici speciali, Comuni e altri livelli. È nostro compito scongiurare il rischio che anche i pochi rimasti a custodire la vita di quei luoghi perdano la speranza di rinascita e rigenerazione. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo anche io sull'argomento affrontato dalla senatrice Ginetti. Ero presente questa mattina alla cerimonia di commemorazione a tre anni dalla scossa di terremoto. Purtroppo, per certi aspetti sembra ieri, perché alcuni dei problemi non sono ancora risolti. Ma, come ha fatto presente la nostra collega, senatrice Donatella Tesei, che ha scelto volutamente la giornata di oggi come prima uscita ufficiale da Presidente della Regione, questo è il momento dell'unità che - come ha ricordato questa mattina - deve portare non solo alla ricostruzione delle pietre, ma anche a trovare quello spirito di comunità che ha rischiato di perdersi negli ultimi anni. Come Lega, continueremo allora a essere non solo fisicamente presenti, ma anche vicini negli atti a quelle popolazioni. Così com'è stato fatto in questi quattordici mesi ogni qual volta è stato possibile, in ogni provvedimento, anche di fronte a quello richiamato poco fa dalla collega Ginetti, non mancherà il nostro contributo per risolvere i problemi, perché l'unità del Paese viene prima delle divisioni e dei colori politici. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, lo sciame sismico che ha colpito l'Italia centrale nel 2016 è stato denominato di Amatrice, Norcia e Visso. Da sindaco di Visso credo di averlo vissuto come pochissimi altri, non solo qui dentro, ma probabilmente in tutta l'area interessata. Ricordo che nel mio Comune, già dopo la scossa del 24 agosto, avevamo riscontrato 250 inagibilità, compresa la sede comunale. I nostri trascorsi, però, ci avevano insegnato a saper gestire tale situazione e, per questo, la mente andò subito alla ricostruzione. Ricordo gli incontri con l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e l'allora commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, collega Errani, finalizzati appunto ad accelerare i tempi della ricostruzione. Ricordo le proposte che avevo avanzato in tal senso, di recuperare la legge n. 61 del 1998, che aveva portato a una delle migliori ricostruzioni d'Italia. Purtroppo, però, quei due mesi non si rivelarono sufficienti, perché poi il 26 e successivamente il 30 ottobre fummo colpiti da due delle scosse più distruttive mai rilevate nella storia d'Italia. Ricordo l'angoscia della domenica mattina: non me n'ero mai andato da quei luoghi e quindi, dopo quella scossa così distruttiva, vi era la preoccupazione che, nonostante l'evacuazione di tutta la popolazione e il divieto che avevo disposto di entrare nelle case, qualcuno ci fosse comunque andato, magari per cercare di recuperare qualche bene di valore o semplicemente per prendere qualche vestito o genere di prima necessità. Accertato che neppure quella volta avevamo avuto morti o feriti, l'emergenza occupò tutto il nostro tempo. Adesso non voglio imputare le responsabilità di quella che sicuramente sarà una delle peggiori ricostruzioni d'Italia, se non la peggiore in assoluto, né voglio ribadire quanto già giustamente affermato da un nostro collega. Mi voglio però riservare un auspicio: so che è nelle mie prerogative di parlamentare presentare un disegno di legge di gestione dell'emergenza, ma so anche, da persona concreta, che quel disegno di legge, se non fosse condiviso da tutti i colleghi, rimarrebbe carta straccia, del tutto inutile. Traiamo quindi una lezione da quanto è successo: impariamo a gestire le emergenze durante il tempo di pace, perché in tempo di guerra si può solo fronteggiare l'emergenza. Spero che questo messaggio venga recepito da tutti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo anch'io sullo stesso argomento, visto che mi occupo della questione del terremoto del Centro Italia dall'indomani della scossa del 24 agosto. Oggi è il 30 ottobre e sono passati tre anni dalla botta grossa, che fu di 6,5 gradi della scala Richter e che è stata ricordata anche in un film del regista Sandro Baldoni, a imperitura memoria. Non fece morti come quella del 24 agosto, con 299 vittime, ma essa creò tanta devastazione, con l'epicentro a Norcia e Preci, nella Regione Umbria, allargando a 140 i Comuni del cratere. Con tanta devastazione, a tre anni di distanza, c'è il rischio di spopolamento, ma si legge ancora nelle facce di quegli uomini e donne tanta dignità. C'è tanta dignità. C'è tanta speranza; una speranza che è stata rinforzata anche nei giorni scorsi, quando il tribunale ha fatto cadere le accuse di abuso di ufficio della casetta di nonna Peppina. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) .Quindi, cadendo questa accusa, vengono a cadere anche quelle per le altre 1.300 persone che hanno costruito una casetta uguale. Per il terremoto e per la ricostruzione, ovviamente, non servono dei decreti a mo' di spot elettorale, emanati a distanza di pochi giorni dalle elezioni, vendendo il fumo anziché l'arrosto e interpellare i portatori di interesse come - per esempio - i professionisti, sui quali temiamo verrà scaricato, una ulteriore responsabilità. La Lega ha svolto per due anni, quando era in minoranza, una azione responsabile verso le comunità del terremoto. E l'ha svolta in quindici mesi, quando era al Governo, e la riprenderà comunque, anche in questi mesi e in futuro. Per noi, infatti, l'obiettivo è venire incontro alle esigenze delle povere popolazioni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, egregi colleghi, voglio oggi ricordare il drammatico evento che un anno fa devastò il Nord-Est e una parte molto importante dei territori in cui vivo in provincia di Belluno.