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se non ritenga di fare ciò che è nelle sue facoltà per sollecitare che sia disposta un'ispezione su quanto occorso e, nel caso, che l'architetto Piccarreta sia sollevata da una parte almeno del peso dei tre incarichi dirigenziali che oggi riveste (due ad interim ), evidentemente troppo gravoso per consentirle di assicurare la regolare azione amministrativa. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05370 DE LUCIA CASTELLONE PRESUTTO ROMANO MAUTONE RICCIARDI NATURALE DONNO TRENTACOSTE CROATTI PAVANELLI MONTEVECCHI MAIORINO VANIN Al Ministro della cultura Premesso che: il "MusALab" è stato inaugurato il 23 marzo 2016, e, ospitato negli spazi dell'archivio di Stato di Verona, ora costituisce un patrimonio di straordinaria rilevanza artistica nazionale; ripercorre oltre 90 anni della storia del teatro e della cultura italiana, composto da copioni, manoscritti, disegni, fotografie, dipinti, manifesti, libri, articoli, costumi, pupazzi e scenografie, tutti rappresentativi di arti e mestieri del teatro, del cinema, della pittura, della televisione, della radio e della canzone; vi sono conservati, inoltre, materiali raccolti dalla "famiglia Rame", antica "compagnia di giro" da cui discende Franca Rame, grazie al cui impegno è stata perpetrata fino ad oggi l'arte di conservare e comunicare materiali che, in prima istanza servivano agli stessi artisti per il loro lavoro, e che indiscutibilmente costituiscono oggi una ricca testimonianza di uno spaccato della storia italiana; le finalità del MusALab perseguono, secondo le parole di Dario Fo, "un'arte diffusa che arrivi ad aprire le porte di ogni città, usando il teatro e lo spettacolo per l'incontro e la conoscenza", che il museo ha inteso far rivivere attraverso attività e iniziative dirette soprattutto ai giovani delle scuole di ogni ordine e grado fino a raggiungere università e accademie; dopo la stipula di una convenzione con l'Università di Verona e di accordi di collaborazione con il Comune e con l'ufficio VII dell'ambito territoriale, il MusALab ha organizzato visite guidate ai depositi dell'archivio, laboratori creativi per bambini, adulti e famiglie, conferenze e convegni aperti al pubblico; in collaborazione con l'archivio di Stato, MusALab partecipa alla giornata della didattica, alla festa della musica, alle giornate europee del patrimonio, alla domenica di carta e collabora al progetto "scuola-lavoro", accogliendo studenti di liceo come stagisti, che hanno l'opportunità di realizzare un censimento iconografico con schede, foto delle opere esposte e redazione del catalogo espositivo. MusALab si configura come polo culturale e si prepara a realizzare il centro internazionale di studi su arte e spettacolo; con il progetto MusALab la famiglia Fo-Rame immaginava di creare un polo museale dove sperimentare la bellezza delle arti e l'importanza della cultura; purtroppo si è constatato che lo spazio non è più idoneo a ospitare l'enorme patrimonio culturale dei due artisti e, a 5 anni dalla scomparsa del premio Nobel per la letteratura, Dario Fo, non è stata ancora individuata la struttura adatta ad accogliere le numerose opere d'arte e gli oggetti che costituiscono il patrimonio pubblico di Dario Fo e Franca Rame; la fondazione che porta il nome dei due artisti ha comunicato che non è più possibile prorogare la ricerca di un luogo idoneo per la conservazione del materiale, poiché l'ingente volume prodotto negli anni dai due artisti è decisamente consistente tanto che sono ancora centinaia le opere d'arte del premio Nobel chiuse nei cassetti, nelle casse o imballate e stipate in depositi non idonei alla loro conservazione; nelle ultime ore è stato lanciato un appello per sostenere la creazione di un museo dedicato a Dario Fo e a Franca Rame, che ha raccolto in poco tempo migliaia di adesioni non solo da parte di artisti, intellettuali, scrittori, giornalisti ma anche da tantissimi cittadini che hanno inviato la loro adesione e che stanno partecipando alla chiamata al sostegno pubblico per una struttura che possa raccogliere e conservare idoneamente tutto il patrimonio di oggetti, opere d'arte e documentazione appartenuto al premio Nobel e all'attrice e drammaturga di Parabiago (Milano), duo principe del teatro italiano; i promotori dell'iniziativa sostengono che tempo addietro la promessa di "trovare uno spazio più idoneo dell'archivio di Stato di Verona" era stata fatta dal ministro Franceschini a Dario Fo in persona prima della morte dell'artista, nell'ottobre 2016, all'atto della convenzione con il Ministero avvenuta il 23 marzo 2016, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda mantenere l'impegno assunto nel marzo 2016, rispettando l'intendimento di cercare e trovare un luogo più grande e più idoneo a conservare l'ingente patrimonio artistico di Dario Fo e Franca Rame, per rafforzare la memoria e la conoscenza di due italiani che rappresenteranno per sempre un faro per il mondo della cultura e non solo; se non ritenga di adoperarsi con i mezzi di competenza per l'immediato avvio dell'istruttoria tesa all'apposizione del vincolo storico-relazionale atto a riconoscere quella messe di materiali come patrimonio unitario, frutto e testimonianza della parabola umana e artistica Fo-Rame, presupposto per garantirne sia la dignitosa conservazione, sia l'auspicata fruizione investendo anche lo Stato di tale responsabilità. Atto n. 4-05371 DE PETRIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: nella giornata del 26 aprile 2021 la Provincia di Trento ha annunciato che l'esemplare femmina Dj3, un'orsa trattenuta presso il centro faunistico del Casteler, sarebbe stata trasferita dall'Italia al "parco alternativo per orsi e lupi" di Worbis, in Germania: la medesima area di 10 ettari che dal 2010 ospita l'orsa Jurka, uno dei primi esemplari portati col progetto "Life Ursus"; moltissime associazioni, tra cui l'Organizzazione internazionale protezione animali (OIPA), hanno segnalato la mancanza di fondatezza della scelta di rinchiudere tali orsi nel Casteller di Trento criticando con ancora maggior forza quella di spostarli nello zoo tedesco; anche l'ENPA, che non si dichiara pregiudizialmente contraria al trasferimento degli orsi, ha richiesto di visionare la documentazione relativa all'orsa Dj3; è evidente in tal senso la necessità di garantire una reale trasparenza circa le scelte che coinvolgono i grandi carnivori, nonché sulle future condizioni di reclusione e di salute dell'orsa e sul destino di M49 e M57, gli altri due orsi del Casteller; il trasferimento non può diventare motivo per la reclusione di ulteriori esemplari nel centro faunistico di Trento, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di garantire la tutela della specie, soprattutto in relazione alle numerose criticità nell'azione riconducibile alla Provincia autonoma di Trento, e l'affettiva trasparenza nelle scelte che coinvolgono la vita e il destino dei grandi carnivori nel nostro Paese. Atto n. 4-05372 PAPATHEU Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: