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Nel merito delle offerte anomale, proponiamo di eliminare i nuovi criteri di calcolo, che di fatto fanno ritornare a meccanismi predeterminabili di aggiudicazione e, quindi, di ripristinare quanto era previsto prima perché ha funzionato. Sui criteri di aggiudicazione degli appalti, visto che avete tolto la percentuale del 30 per cento per il punteggio economico per le offerte economicamente più vantaggiose, chiediamo di evitare che il punteggio sul prezzo influenzi in maniera preponderante tutte le altre caratteristiche. Per qualificare le stazioni appaltanti abbiamo degli emendamenti che mirano a ridurne il numero, anche concedendo la possibilità ai Comuni non capoluogo di attivarle esclusivamente in presenza di personale che sia adeguatamente formato. Negli anni infatti, abbiamo notato, che questo era uno dei problemi soprattutto per i Comuni più piccoli. Sui controlli, sull'esecuzione e sul collaudo, proponiamo il ripristino delle figure del direttore dei lavori e del collaudo pubblico nel general contractor , che non abbiamo più trovato nella vostra proposta. Sui commissari straordinari per le opere prioritarie, come peraltro già osservato nella cosiddetta legge obiettivo del passato, chiediamo di stabilire delle procedure accelerate e semplificate proprio per le grandi opere che più possono mettere a rischio, se mal progettate o mal realizzate, l'esito di questi affidamenti. Di assoluto rilievo è anche la nostra proposta - che è stata approvata, peraltro - del collega Margiotta relativamente alla necessità che i commissari provvedano ad assicurare la ricostruzione attraverso specifici piani di riparazione e ricostruzione degli edifici danneggiati e non soltanto con piani di trasformazione e delocalizzazione urbana. Quanto agli eventi sismici, abbiamo ragionato a lungo su come fare in modo che si potessero accelerare quanto più possibile i lavori, la ricostruzione, i finanziamenti. Per gli eventi sismici in Molise e nell'area etnea ci sono emendamenti che chiedono di prevedere che gli edifici privati distrutti o danneggiati siano riparati o ricostruiti garantendo agli aventi diritto la copertura del 100 per cento del danno subito. In relazione al sisma in Abruzzo del 2009 e a quello dell'Italia centrale del 2016, come peraltro chiesto anche dalle Regioni interessate, chiediamo: di incrementare il personale per gli uffici speciali per la ricostruzione; di concedere ulteriori semplificazioni; un maggiore incremento delle risorse rispetto a quelle ricordate dalla collega relatrice Faggi. Per il sisma dell'Emilia-Romagna del 2012 chiediamo l'ulteriore proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2022; ulteriori facoltà assunzionali; l'esenzione del pagamento dell'IMU sugli immobili inagibili. Sul crollo del ponte Morandi, chiediamo: l'incremento delle risorse per il ristoro dei danni subiti dai cittadini nelle zone di cantiere; il ricalcolo dei tempi per valutare la riduzione del fatturato delle imprese per avere ristoro nonché il rimborso delle maggiori spese subite per i trasporti anche per imprese e liberi professionisti. Chiudo su Radio Radicale. Abbiamo richiesto una proroga di ulteriori sei mesi del regime convenzionale su Radio Radicale. Vogliamo servire la democrazia attraverso la diffusione delle informazioni necessarie per la formazione delle coscienze e del convincimento degli italiani. Spegnere una voca così dettagliata, molto seguita ed unica nel suo genere per costanza ed approfondimenti diretti, sarebbe un pericolo per tutti coloro che tengono alla conoscenza ed alla libertà, principi per i quali - come è noto - molti italiani prima di noi hanno concesso la propria vita per ottenerle. Questo è, in sintesi, il pacchetto delle proposte che sottoponiamo alla valutazione dell'Assemblea nella speranza che, pur avendo fatto la nostra parte, possa condividerle, per migliorare un provvedimento che - ripeto - anche se in gran parte corretto, così come è non ci soddisfa appieno. Era complicato fare un'operazione di questo tipo, ma questo è l'esito del provvedimento al nostro esame. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Ferrazzi. FERRAZZI, relatore di minoranza . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, questo provvedimento nel titolo evidenzia un'urgenza, quella di scegliere e poi adeguatamente dar corso ad opere infrastrutturali importanti per il nostro Paese; evidenzia anche l'urgenza di intervenire sulle nostre città contro il degrado urbano, nonché di intervenire per superare una volta per tutte lo stato a volte di abbandono delle aree colpite dal sisma e di quelle legate al disastro vergognoso di Genova. C'è un «però», perché ormai ci siamo abituati in questo anno di Governo-non Governo di questa maggioranza ad avere dei provvedimenti in cui il titolo, o la sintesi comunicativa del titolo, racconta esattamente l'opposto del contenuto. Si potrebbe fare qui una lunga serie di nomi: basti pensare al decreto dignità e a quello che invece ha comportato; era il decreto-legge che doveva abolire in un colpo solo la povertà nel nostro Paese, ma abbiamo visto invece che è aumentata. Si può poi passare attraverso tutti i provvedimenti di questi anni per arrivare al provvedimento di oggi, che la maggioranza ha voluto chiamare sblocca cantieri. In realtà, dimostreremo nel corso del dibattito di questa giornata e delle votazioni di domani con la presentazione degli emendamenti che questo è un decreto blocca cantieri. Colleghi, durante le settimane di lavoro e le giornate di audizioni abbiamo potuto vedere plasticamente come questo provvedimento scontenti tutti: dall'ANCE, cioè i costruttori, alle associazioni ambientaliste, da Confindustria ai sindacati, dall'ANAC alla Corte dei conti. È un provvedimento che non modifica per nulla la possibilità, nel nostro Paese, di fare ciò che sarebbe necessario fare, e nemmeno la velocità di realizzazione delle opere, grandi o piccole, delle opere di ordinaria manutenzione e delle opere di straordinaria manutenzione e mirate. È un provvedimento che cerca - ed è questo il nodo politico - di superare l'incapacità politica di scelta di questo Governo, e in particolare del ministro Toninelli, attraverso una modifica del codice dei contratti. (Applausi della senatrice Parente) . Ma non è con una modifica delle procedure che si supplisce all'incapacità politica di governare e di decidere. Infatti, colleghi, se c'è bisogno di un commissario in questo provvedimento, ciò vuol dire che è necessario affiancare un commissario a Toninelli, perché quello è il vero problema. (Applausi dal Gruppo PD) . Quello è il nodo politico e amministrativo. Dobbiamo commissariare Toninelli, questa è la verità, perché commissariando Toninelli probabilmente opere fondamentali, anche piccole, di ordinaria manutenzione, si possono fare senza blaterare solamente come sta facendo il Ministro da anni. Colleghi, bisogna anche dire che questa modifica del codice degli appalti ingarbuglia il sistema delle decisioni, perché c'è un problema di tempi, c'è un problema di armonizzazioni, ma anche di comunicazione e di organizzazione. Il codice degli appalti lo avete già cambiato quattro volte in pochi mesi. Questo è il quinto cambiamento in pochi mesi di Governo.