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entrambe appartenenti al gruppo Onorato, accordo che è stato impugnato presso il Tribunale di Milano dalla gestione commissariale di Tirrenia, che si è opposta all'accordo di fusione proprio per il timore che la società risultante dall'unione di Moby e CIN non fosse in grado di offrire le garanzie patrimoniali necessarie per consentire la restituzione del credito ricordato, essendovi la possibilità, secondo i commissari Tirrenia, che la fusione tra le due società in un'unica entità, potesse portare i crediti vantati sugli asset esclusivamente di Tirrenia a trasformarsi in crediti sulla flotta della "nuova CIN" e quindi condivisi con i creditori della società Cin (su questa situazione l'interrogante aveva già presentato un atto di sindacato ispettivo, 4-01603, pubblicato il 29 aprile 2019), tuttora privo di riscontro; le preoccupazioni che hanno portato i commissari ad impugnare l'atto di fusione, non possono che essere accresciute, ora, dall'inopinata decisione di cessione delle due navi della flotta, in cambio di due traghetti molto più vecchi; va anche ricordato che Moby SpA riceve dallo Stato, tramite convenzione in scadenza il 18 luglio 2020 (e il cui rinnovo ha già avuto parere negativo nel marzo 2019 dalla Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato) ogni anno 72 milioni di euro, a fronte di alcuni servizi per la continuità territoriale con le isole maggiori; inoltre, da semplici comparazioni su prezzi di biglietti, risulta che i prezzi praticati dalla Moby siano superiori di più del 100 per cento rispetto a quella di altra compagnia, si badi, non sovvenzionata diversamente da quella di proprietà di Onorato. Non si tratta di cosa di poco conto, dato che il contributo statale concesso per assicurare servizi di continuità è ammesso, ma è comunque una distorsione del mercato, che non è libero, ma in regime di sovvenzione verso una sola compagnia di navigazione (quella che fa prezzi più alti), con evidente danno per il mercato stesso e le altre, ingiustamente penalizzate, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo per evitare che si dia luogo ad una illecita proroga o rinnovo della citata Convenzione attualmente in vigore, e in scadenza il 18 luglio 2020; quali iniziative concrete ed immediate intendano prendere, inoltre, per tutelare il credito che lo Stato vanta nei confronti della holding di proprietà di Onorato, fugando le preoccupazioni che sorgono per le ricordate operazioni di fusione e per la successiva cessione di beni aziendali della flotta Moby SpA; quali iniziative di propria competenza, infine, intendano intraprendere per tutelare l'affidamento dei terzi nella solvibilità della compagnia sovvenzionata dallo Stato; quali siano stati, per gli elementi di loro competenza, gli esiti e le eventuali ragioni del consenso alla eventuale fusione tra Moby e CIN, nei confronti della quale i commissari di Tirrenia hanno fatto opposizione davanti al Tribunale di Milano, dato che da molti mesi non risulta esserci nessuna notizia certa. Atto n. 3-01144 VITALI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'accademia di belle arti di Lecce negli ultimi anni ha subito le conseguenze dell'assenza di un vertice amministrativo stabile, con difficoltà gestionali da parte della direzione didattica; nel settembre 2017, nonostante varie segnalazioni rivolte al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in merito a presunte irregolarità circa la procedura di elezione ed in merito ad alcuni incarichi sindacali ricoperti dal professor A. R., il Ministro pro tempore il 18 dicembre 2017 emetteva il decreto ufficiale di nomina a direttore dello stesso professor R.; le segnalazioni concernevano principalmente la parentela fra il professor R. ed il presidente dell'accademia, professor F. D. F., nonché vari nominativi che dalla direzione avrebbero tratto vantaggio nelle graduatorie di istituto; circostanza che ha indotto il Ministero in data 25 settembre 2018 a chiedere al presidente di rassegnare le sue dimissioni; nell'arco del 2018 sono stati pubblicati dei bandi che hanno portato poi a provvedimenti di revoca in autotutela per procedure "improprie", con altrettanto improprie assegnazioni di insegnamenti (episodi noti sia alla Procura della Repubblica di Lecce che al Ministero), una produzione artistica nonché vari provvedimenti assunti dal direttore senza la preventiva informazione del consiglio accademico; si sono verificati due probabili "abusi" da parte del direttore R.: il primo per le elezioni per il rinnovo del consiglio accademico, allorché disattendendo il regolamento in vigore è stata concessa la possibilità di esprimere sei preferenze in luogo di una, nonché il voto per corrispondenza o differito. Vicende per le quali sono stati più volte richiesti chiarimenti al Ministero ed un candidato ha prodotto ricorso al TAR; il secondo inerente a bandi emessi nel mese di agosto 2018, la cui inefficacia, inefficienza ed anti economicità, già rilevate dal direttore della ragioneria, è stata confermata dalle procedure ministeriali già poste in essere per la formulazione delle graduatorie nazionali ex lege n. 205 del 2017: bandi che hanno prodotto numerosi ricorsi al TAR per la poca trasparenza; prima di procedere con i bandi si sarebbe potuto accedere alle procedure previste dal decreto legislativo n. 165 del 2001 ricercando le competenze interne, evitando esosissime spese per i compensi ai commissari; altro presunto "abuso" si è verificato per la procedura comparativa per l'insegnamento della lingua inglese, che ha visto un ricorso presentato dalla seconda classificata, vinto presso il TAR ed il Consiglio di Stato, con sentenze tuttavia completamente disattese dal direttore R.; un'altra singolare vicenda riguarda le procedure comparative per la stipula dei contratti didattici ed in particolare la procedura di assegnazione della disciplina "Programmazione multimediale" ad un esponente del sindacato cui è iscritto anche il direttore, e con una commissione presieduta dal direttore stesso e commissari provenienti dall'università del Salento nella quale il candidato "vincitore" aveva lavorato in precedenza; molti altri episodi, di notevole rilevanza, potrebbero essere menzionati per illustrare i comportamenti del direttore R. poco rispettosi delle regole e della democrazia interna all'accademia stessa. Il più recente riguarda la terna per la nomina del presidente, che ha visto esclusi concorrenti in possesso di curricula di grande peso e prestigio, a vantaggio di altri concorrenti privi di titoli di uguale importanza; val la pena considerare che autonomia non significa discrezionalità massima a svantaggio del merito e del prestigio dell'accademia stessa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda commissariare con immediatezza l'accademia di belle arti di Lecce, al fine di ripristinare un minimo di legalità, e se ritenga di doversi attivare, per quanto di competenza, per verificare se le circostanze descritte possano configurarsi come illeciti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02158 DE SIANO Al Ministro della salute Premesso che: