[massime]

ORD. 395/06. STRANIERO - RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE - REQUISITI - DISPONIBILITÀ DI ALLOGGIO RIENTRANTE NEI PARAMETRI MINIMI PREVISTI DALLA LEGGE REGIONALE PER GLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA - DENUNCIATA VIOLAZIONE DI UN DIRITTO FONDAMENTALE DELLA PERSONA, DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA E DEI PRINCIPI DI TUTELA DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA - RICHIESTA DI UNA PRONUNCIA IMPLICANTE ESERCIZIO DI DISCREZIONALITÀ ESTRANEA AI POTERI DELLA CORTE COSTITUZIONALE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLE QUESTIONI.. Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 29, comma 3, lettera a) del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), censurato, in riferimento agli artt. 2, 3, 29, e 31 della Costituzione, nella parte in cui, nel disciplinare i requisiti per ottenere il ricongiungimento familiare "prevede che l'alloggio nella disponibilità dello straniero debba rientrare nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica". Invero, l'accoglimento delle questioni poste dal giudice a quo presupporrebbe l'esercizio di una discrezionalità estranea ai poteri della Corte, non essendovi alcun criterio obbligato cui collegare la valutazione positiva del requisito inerente la disponibilità dell'alloggio, quale condizione oggettiva per l'esercizio del diritto al ricongiungimento.