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Prego i colleghi di fronte a me di non dare le spalle alla Presidenza. Capisco che c'è un'azione di accerchiamento, ma vi invito a stare tranquilli. FERRAZZI (PD) . Mai le spalle al Presidente! C'è la restituzione della busta pesante, che è già stata citata da una collega dell'opposizione, e c'è tutta la questione della sospensione dei tributi e dei contributi. Sono molto importanti la sospensione del pagamento delle rate dei mutui degli enti locali fino al 2021 e l'accelerazione dei tempi ricostruzione, con la definizione di discipline semplificate, ad esempio attraverso la misura dell'autocertificazione per la ricostruzione dei privati. Si tratta di misure particolarmente importanti, in quanto nei piani urbanistici e, soprattutto, nelle note degli uffici preposti, spesso manca la configurazione urbanistica precedente ai terremoti: immaginiamo quindi quanto sia necessario intervenire ora. Ricordiamo dunque le procedure che permettono la riconfigurazione della conformità urbanistica, l'estensione della misura sul tema del dimensionamento scolastico fino al 2022 e la possibilità di assumere nuovo personale per rispondere a queste emergenze, quindi di derogare anche al dimensionamento delle classi. C'è poi tutta la parte, molto corposa, del finanziamento vero e proprio, oltre all'attenzione normativa, con una serie di agevolazioni per le microimprese, le piccole imprese, le medie imprese e tutto il sistema dell'economia, perché è del tutto evidente che, se deve ripartire un territorio, deve ripartire anche il sistema produttivo e il sistema del mondo del lavoro. Da questo punto di vista è importante anche il sostegno reale che viene dato con il provvedimento in esame al sistema della pubblica amministrazione e in particolare la conferma dell'indennità straordinaria agli amministratori e il sostegno, a fianco degli amministratori, della figura dei segretari comunali di fascia superiore. Sappiamo quanto sia importante avere una struttura burocratica, per il lavoro di ufficio e di accompagnamento, nelle fasi di emergenza e di post-emergenza come queste. C'è il sostegno economico, di cui parlavo poc'anzi, con 50 milioni di euro, insieme ai 27 milioni di euro, che andranno a finanziare direttamente i progetti dei piccoli Comuni, che costituiscono un tessuto fondamentale della nostra Nazione, fino ai 30.000 abitanti. C'è poi il tema del personale, di cui ho fatto già menzione. Signor Presidente, naturalmente non va assolutamente dimenticata l'altra questione, quella dell' art bonus a Venezia e a Matera, che è estesa anche alle erogazioni liberali, per gli interventi di manutenzione, di protezione e restauro dei beni culturali di interesse religioso. Voglio peraltro ricordare che tutte le questioni relative agli interventi per i beni artistici o architettonici sono già in corso nelle Regioni colpite dal terremoto. Quindi, da questo punto di vista - mi rivolgo ai colleghi della Lega - non è opportuna alcuna polemica, proprio perché è priva di qualsiasi fondamento. Concludo, signor Presidente, dicendo che è del tutto evidente, come dicevo all'inizio del mio intervento, che il nostro Paese è un campione nell'intervenire nella fase acuta, ma lo è un po' meno nell'intervento strutturale, quando i riflettori si abbassano. Quello al nostro esame è un intervento importante, in questa seconda fase, e lo ha detto anche il relatore di minoranza, sostenendo che qualcosa il Governo ha fatto, anche con il provvedimento al nostro esame, e che ci sono dei passi nella direzione giusta. Il nostro invito a tutto l'Emiciclo è che l'impegno sia comune, perché i nostri cittadini devono avere la nostra massima attenzione, dopo i fatti drammatici, ma soprattutto nei lunghi anni di buio, che devono affrontare quando i riflettori non ci sono più. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Vorrei pregare il ministro D'Incà, deputato della Camera, ma non senatore, di stare seduto ai banchi del Governo, se possibile. Purtroppo non ha titolo di sedere tra i banchi dei senatori. La prossima volta si potrà far eleggere al Senato, se vuole. D'INCA' , ministro per i rapporti con il Parlamento . Lo farò volentieri! PRESIDENTE. I Ministri devono sedere ai banchi dei Ministri. (Il ministro D'Incà riprende il suo posto). Sono sicuro che è più contento di sedere ai banchi riservati ai Ministri. MAFFONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il testo all'esame dell'Assemblea, trasmesso dall'altro ramo del Parlamento, risulta, nel suo complesso, ancora insufficiente rispetto all'ineludibile necessità di dare risposte efficaci e coerenti alle aree colpite dagli eventi sismici del 2016. Questo è l'ennesimo decreto, esaminato alla Camera, che arriva qui in Senato solo per una mera ratifica, che non ci consentirà di inserire norme, anche a costo zero, che avrebbero agevolato una rapida ricostruzione. Questo voto di fiducia è la dimostrazione di quello che abbiamo dichiarato sia in Commissione, che, con l'intervento del senatore Nastri, in Aula. Si tratta di una prassi sempre più abusata da parte di questo Governo, che nei fatti ha prodotto una riforma della Costituzione, inserendo un monocameralismo di fatto. È una situazione inaccettabile, che lede le prerogative di tutti i parlamentari e impedisce che queste Aule diventino luogo di confronto e discussione, da cui dovrebbero nascere i provvedimenti. È lo specchio di questa maggioranza, divisa e dilaniata al suo interno, incapace di trovare un punto di sintesi e che spera di nascondere la sua debolezza, imbavagliando il Parlamento. Avevamo sperato che, con questo decreto cosiddetto sul sisma, che ha colpito l'Italia centrale, si potesse avviare la ricostruzione affrontando le tante problematiche che rimangono aperte. Invece, non solo non si affrontano in questo provvedimento le tante questioni che rimangono ancora di natura emergenziale, ma ciò che è più grave saranno le conseguenze derivanti dalle complesse procedure di ricostruzione che non si avvieranno e non daranno soluzione neppure a questioni normative che, come poc'anzi dicevo, non avrebbero comportato alcun esborso di denaro. Nel passaggio parlamentare alla Camera dei deputati avevamo chiesto a Governo e maggioranza che si inaugurasse una stagione di confronto con tutti i soggetti interessati per affrontare in maniera organica la ricostruzione, ma - soprattutto - che attraverso i nostri emendamenti venissero accolte le istanze provenienti dai territori. L'atteggiamento di chiusura della maggioranza, con la bocciatura di tutte le nostre proposte, ha invece impedito che si potesse approvare un provvedimento che puntasse a risolvere i problemi, piuttosto che spostarli in avanti nel tempo. Da parte di Fratelli d'Italia non c'è stato alcun ostruzionismo. Le accuse che in questi giorni ci sono state rivolte dalla maggioranza sono risibili e rappresentano una scusa dietro cui celare l'amara verità, quella di un decreto non risolutivo, ma vuoto. Non ha alcun senso audire esperti ed esponenti locali se poi, all'interno di questo decreto, non sono state debitamente tenute in considerazioni le loro osservazioni.