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Dichiarazione di voto del senatore De Falco sul disegno di legge n. 1416 Presidente, colleghi! Siamo di nuovo di fronte, in pochi giorni, al secondo provvedimento relativo alla nautica da diporto. Come il precedente, approvato rapidamente dalle Camere in questo mese di luglio, anche questo disegno di legge prevede proroga di termini relativi alla nautica da diporto. Le motivazioni di questo disegno di legge che stiamo approvando mi convincono, e quindi voterò a favore. Devo, però, aggiungere poche parole sulla tendenza alla proroga che sembra sia molto forte nella maggioranza e nel Governo. Non è un modo di governare positivo questo. Anzi, si può dire che non si governa a forza di proroghe, rinvii, aggiornamenti. Un Governo dovrebbe ragionare per atti, avendo una prospettiva medio-lunga, e una maggioranza coesa e capace di sostenere con sicurezza il Governo stesso. Ovviamente, non sto parlando solo del provvedimento in discussione, e del suo omologo di pochi giorni fa, che comunque rappresentano bene la tendenza che sto delineando. Parlo in generale dell'attività di Governo, di un Governo che pare sempre di più che non voglia mancare di rispetto a nessuno, molto simile ai cosiddetti "Governi balneari" del passato. Quei Governi, cioè, creati appositamente per passare l'estate, per "decantare" (altro termine che si usava nel raffinato e lambiccato lessico della prima Repubblica), per prorogare, rinviare, attendendo che la situazione politica si chiarisse, grazie all'intervento del "Generale Agosto" che sospendeva le attività politiche, ma non la politica vera e propria. A settembre si ripartiva, il Governo balneare cadeva quanto prima, e si cercava di dar vita a combinazioni più stabili e politicamente coese, capaci di decidere e non di prorogare. Ecco, sembra che la situazione si sia ripresentata in questa fase politica. Con la differenza che, potremmo dire, qui il "Governo Balneare" non è dichiarato tale, ma tale è, e attende non una decantazione politica ma la decisione di un manovratore, che può staccare la spina quando vuole, o almeno così minaccia di fare. Per evitare guai ecco allora che si procede di proroga in proroga e di rinvio in rinvio (a parte ciò che il manovratore pretende si approvi). Non è questa arte di governo. Non si fa così il bene del Paese. Tirare a campare (sempre per citare la prima Repubblica che era ricca di espressioni icastiche) non serve. Si proroghi pure il termine previsto dal codice della navigazione, ma si decida quale sia la rotta del Governo, se ve ne sia una. Confermo, comunque, il mio voto favorevole al provvedimento. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore D'Arienzo sul disegno di legge n. 1416 Il Partito Democratico voterà a favore delle due proroghe proposte, del differimento al 1° gennaio 2020 del termine per l'applicazione della disposizione del codice della nautica da diporto, che prevede l'obbligo della patente nautica per la conduzione di unità aventi motori di cilindrata superiore a 750 centimetri cubi a iniezione a due tempi, nonché alla proroga al 31 ottobre 2020 dell'entrata in vigore del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per l'individuazione dei soggetti autorizzati alla tenuta dei corsi di formazione al salvamento in acque marittime, acque interne e piscine, e al rilascio dell'abilitazione all'esercizio dell'attività di assistente bagnante. Sappiamo che tale intervento, soprattutto nel periodo estivo, era atteso dagli operatori del settore ed in particolare da quel segmento che opera nell'attività di noleggio in cui queste imbarcazioni sono presenti, non trovando una facile collocazione di mercato, e sappiamo anche che vi è apprensione per il relativo regime sanzionatorio. Con le proroghe in esame, confermiamo la nostra impostazione inserita nel decreto legislativo del 3 novembre 2017, n. 229. Era necessario, da un lato aggiornare norme datate nel tempo e unificare il trattamento per due tipologie di alimentazioni che comunque insistevano sulla medesima potenza dei motori, dall'altro garantire maggiore sicurezza possibile in un comparto in cui la sicurezza non è mai troppa, anche a causa dei numerosi appassionati non sempre formati, e mi riferisco ai turisti della Domenica. Il decreto legislativo n. 229 è un punto di mediazione importante, soprattutto se ci confrontiamo con altri Paesi in cui la patente nautica viene adottata per motori con potenze inferiori rispetto a quelle di cui stiamo qui trattando. Questa è la seconda proroga. La nostra condivisione sia un incentivo a trovare presto una nuova formulazione per coniugare innovazione tecnologica e sicurezza, perché dobbiamo intervenire prima e non dopo, e perché la logica delle deroghe e delle proroghe non è utile a nessuno. Per tale ragione, auspichiamo che questo ulteriore tempo concesso come differimento del termine di entrata in vigore sia utilizzato per intervenire ed affrontare la problematica in maniera più organica. Lo abbiamo già detto, ma rinnoviamo qui la richiesta: serve costituire un tavolo di lavoro per individuare le modifiche più opportune al codice della nautica al fine di superare le logiche della mera deroga e risolvere, insieme, i nodi principali. D'altronde il Governo ha prorogato già due volte l'entrata in vigore della norma che conferisce più sicurezza alla navigazione, il tempo finora intercorso poteva essere meglio impiegato per definire gli ostacoli, in accordo con gli operatori del settore. Coerenti con questa impostazione, ragione per la quale alla Camera dei deputati abbiamo proposto l'anticipo al 2020 della proroga inizialmente chiesta fino al 2021, chiediamo di aprire un percorso in Commissione con l'audizione di tanti, a partire dalle Capitanerie di porto, per giungere in pochi mesi ad una soluzione. Intanto, per venire incontro alle esigenze del settore, voteremo favorevolmente al provvedimento. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Pergreffi sul disegno di legge n. 1416 Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, il disegno di legge oggi posto all'esame dell'Assemblea reca una semplice modifica alla legge di delega al Governo per la riforma del codice della nautica da diporto. Il Governo precedente, nel corso della scorsa legislatura, ha esercitato tale delega con l'adozione del relativo decreto legislativo di novella del vigente codice della nautica da diporto; codice che, che alla luce delle mutate circostanze tecniche e soprattutto politiche, necessita evidentemente di importanti modifiche e aggiornamenti, al fine di integrare il quadro normativo ove risulti lacunoso e di correggere talune previsioni non in linea con la sensibilità politica del Governo ed in particolare della Lega. La legge di delega approvata nel corso della scorsa legislatura (la n. 167 del 2015) prevede, al comma 5 dell'articolo 1, un termine di diciotto mesi perché il Governo possa adottare uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi attuativi della delega del codice della nautica da diporto, sulla base dei medesimi principi e criteri direttivi stabiliti nella legge delega.