[pronunce]

Vi sarebbe una violazione delle competenze provinciali di cui agli articoli 8 (numeri 17 e 18), 9 (n. 1) e 16 dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige (d.P.R. n. 670 del 1972) e delle relative norme d'attuazione (artt. 3 e 4 del d.lgs. n. 266 del 1992) in relazione all'art. 107 dello statuto; nonché (preliminarmente e sempre per le ragioni già dette) di cui all'art. 117 della Costituzione, in relazione all'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001. Un ulteriore profilo di illegittimità deriverebbe dalla previsione che – nello svolgere i suddetti accertamenti – tutti gli organi di Polizia stradale, e quindi anche quelli della Provincia ricorrente, debbano conformarsi alle direttive fornite dal Ministero dell'interno: poiché la materia della circolazione stradale e della sicurezza sulle strade appartiene, in forza delle osservazioni svolte sopra, alla Provincia autonoma di Bolzano, soltanto alla Provincia spetterebbe di esercitare le relative funzioni amministrative, e quindi il Ministero dell'interno non potrebbe impartire direttive al riguardo. Esse non potrebbero nemmeno trovare giustificazione in un generale potere statale di indirizzo, giacché esso, secondo la nuova disciplina costituzionale, è venuto meno, sia in quanto non esiste più in Costituzione il limite generale espresso dell'interesse nazionale, dal quale era stato ricavato il fondamento di tale potere; sia in quanto l'art. 118 Cost. prevede una specifica ipotesi di coordinamento, rendendo difficile ipotizzare l'esistenza di un potere generale di quel tipo. Infine, quando pure fosse ancora configurabile il suddetto potere, non potrebbe che essere esercitato se non nei limiti e nelle forme prescritti dalle norme d'attuazione dello statuto, di cui all'art. 3 del d.lgs. n. 266 del 1992 (a cominciare, quindi, dalla necessaria previa deliberazione del Consiglio dei ministri). 9. – Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, tramite l'Avvocatura generale dello Stato, che ha dedotto, in via preliminare, l'inammissibilità del ricorso, sotto il profilo che la Provincia, nell'invocare la clausola contenuta nell'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, non avrebbe individuato le maggiori competenze che da essa scaturirebbero a suo favore. Nel merito, ha sostenuto che le competenze vantate in base allo statuto ed in particolare quella di cui all'art. 4 del d.lgs. n. 266 del 1992 operano solo in ambito provinciale e che la disciplina della circolazione stradale dovrebbe ritenersi compresa nelle materie dell'ordine pubblico e della sicurezza e per certi aspetti dell'ordinamento civile che l'art. 117, secondo comma, lettere h) ed l), attribuisce all'esclusiva competenza statale. Donde l'infondatezza delle censure mosse dalla Provincia, che riguarderebbero tutte norme volte a garantire la sicurezza della circolazione stradale e un uso conforme sull'intero territorio nazionale del diritto alla mobilità. Verrebbe, altresì, in considerazione l'esigenza di assicurare unitariamente gli stessi standards sul territorio nazionale, la quale da questa Corte, nella sentenza n. 303 del 2003 è stata considerata operante anche al di fuori delle materie di competenza esclusiva o concorrente statale. 10. – Nell'imminenza della pubblica udienza, la Provincia di Bolzano ha depositato anche una memoria illustrativa.1. – Con ricorso depositato il 20 ottobre 2003 la Provincia autonoma di Bolzano ha impugnato una serie di disposizioni del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modificazioni ed integrazioni del codice della strada), convertito in legge 1° agosto 2003, n. 214, che hanno modificato il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nelle parti concernenti l'individuazione dei corpi cui spetta svolgere i servizi di polizia stradale in genere e quelli di scorta ai trasporti eccezionali; l'uso delle lingue regionali o degli idiomi locali nei segnali di localizzazione dei confini comunali; il procedimento per il rilascio dei duplicati delle carte di circolazione; talune regole di condotta nella guida, di seguito specificamente indicate; l'irrogazione di sanzioni per le infrazioni al codice della strada e il relativo procedimento; l'assegnazione delle somme dovute per tali sanzioni all'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore; e infine l'accertamento, da parte della polizia stradale, degli stati di ebbrezza e di alterazione psico-fisica da uso di sostanze stupefacenti. La Provincia ritiene che le modifiche apportate dalle norme impugnate al codice della strada invadano le competenze legislative ad essa spettanti in materia di circolazione stradale, sotto due profili. Esse, anzitutto, violerebbero l'art. 117 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo V della Parte seconda della Costituzione), in quanto, nel nuovo assetto delle autonomie, la materia della circolazione stradale non rientra fra quelle riservate alla competenza legislativa, esclusiva o concorrente, dello Stato, ed è quindi riconducibile alla competenza esclusiva (residuale) delle Regioni ordinarie, e pertanto, ricorrendo i presupposti specificati dall'art. 10 della legge costituzionale citata, a quella delle Regioni ad autonomia speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano. Inoltre, e indipendentemente da tali rilievi, le anzidette disposizioni violerebbero lo statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige (decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, recante“Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige”), che attribuisce alle citate Province autonome, nei limiti di cui all'art. 4, la competenza legislativa (“primaria”) in materia di «viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale» (art. 8, n. 17), di «comunicazioni e trasporti di interesse provinciale compresi la regolamentazione tecnica e l'esercizio degli impianti di funivia» (art. 8, n. 18), nonché in materia di «toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della Provincia di Bolzano» (art. 8, n. 2); e, nei limiti di cui all'art. 5, la potestà legislativa (“concorrente”) in materia di «polizia locale urbana e rurale» (art. 9, n. 1). La Provincia ritiene anche violati, in riferimento alla censura in tema di toponomastica, gli artt. 99, 100, 101 e 102 dello statuto, per lesione degli specifici vincoli ivi previsti a tutela della lingua tedesca; nonché, in riferimento a tutte le censure, l'art. 16 e l'art. 107 dello statuto e le relative norme di attuazione, per lesione delle sue corrispondenti competenze amministrative, proprie o delegate. 2. – Le questioni sono infondate sotto tutti i profili. 3.