[resaula]

il comma 88 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), autorizza il Ministero dello sviluppo economico a prorogare di ulteriori sei mesi il regime convenzionale con il Centro di produzione SpA, titolare dell'emittente Radio Radicale, per la trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari e, a tal fine, autorizza la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2019; considerato che: la convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico e il Centro di produzione SpA è stata stipulata ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge n. 224 del 1998, allo scopo di garantire la continuità del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, svolgendo, a tutti gli effetti, un compito di servizio pubblico; allo stesso tempo, tale disposizione, confermando lo strumento della Convenzione da stipulare a seguito di gara pubblica, i cui criteri dovevano essere definiti nel quadro dell'approvazione della riforma generale del sistema delle comunicazioni, ha disposto, in via transitoria, il rinnovo per un triennio, con decorrenza 21 novembre 1997, della convenzione stipulata già ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 602 del 1994, successivamente decaduto, tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro Servizi SpA, per la trasmissione radiofonica dei lavori parlamentari, quantificando un onere annuo di 11,5 miliardi di lire; le successive proroghe sono state autorizzate e finanziate, prima per trienni di spesa, poi per bienni o per singole annualità, mantenendo in ogni caso costante dal 2007 l'autorizzazione di spesa annua di 10 milioni di euro; tenuto conto che: la decorrenza del rinnovo della convenzione avviene a partire dal 21 novembre per ciascuna annualità e pertanto le disposizioni di cui al comma 88 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018 garantiscono le risorse nel bilancio del Centro servizi SpA per il periodo che va dal 21 novembre 2018 al 20 maggio 2019 le somme stanziate per il 2019 coprono soltanto i primi sei mesi dell'anno, ovvero fino al 20 maggio 2019 e, ad oggi, nessun altro soggetto svolge o è in grado di svolgere il servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, così come assicurato da Radio Radicale; tale servizio risulta di pubblica utilità, fondamentale per la corretta formazione dell'opinione pubblica e dunque per la qualità della democrazia, effettuando la trasmissione, la registrazione, l'archiviazione sul web dei lavori di Camera e Senato e dei principali eventi di tutte le forze politiche nella loro integrità originale, garantendo ai cittadini il diritto ad un'informazione politica e parlamentare completa e trasparente, diretta e non mediata, integralmente reperibile in un archivio storico, di cui è fondamentale non interrompere la continuità per non pregiudicarne il valore per la nostra democrazia, impegna il Governo: 1) a reperire le risorse, nell'ambito dei pertinenti stanziamenti, per il rinnovo della convenzione dopo il 21 maggio 2019 e fino alla fine dell'anno, consentendo il completamento della programmazione editoriale della Radio, che verrebbe ad interrompersi inopinatamente a metà anno fiscale; 2) a rinnovare conseguentemente la convenzione con lo Stato italiano. Interrogazioni Atto n. 3-00751 MAUTONE CASTELLONE MARINELLO DI MARZIO SILERI Al Ministro della salute Premesso che: l'art. 2, comma 1, lettera b) , e l'art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 prevedono accordi tra Governo, Regioni e Province autonome; con il citato accordo il Governo, le Regioni e le Province autonome concordano sulla necessità di porsi l'obiettivo di attivare una rete dei servizi di riabilitazione e di interventi di assistenza riabilitativa attivabili all'interno dei livelli uniformi di assistenza previsti dal Piano sanitario nazionale, adottando quale riferimento un modello di percorso integrato socio-sanitario; considerato che: in tutte le regioni, soprattutto in quelle meridionali, esiste una particolare criticità riguardante i tempi di attesa presso i centri accreditati per l'abilitazione-riabilitazione neuro psicomotoria e sensoriale, che risultano particolarmente lunghi e, in alcuni casi, arrivano fino a due anni, come da molteplici segnalazioni ricevute; come scientificamente dimostrato, l'intervento riabilitativo precoce permette di ottenere il migliore recupero delle attività psicosensoriali e motorie dei piccoli pazienti affetti da patologie come: disturbi dello spettro autistico; malattie genetiche o malattie rare; paralisi celerali infantili conseguenza di sofferenza anossico-ischemica neonatale o peripartum ; tale ritardo nell'accesso alle terapie riabilitative in regime di convenzione, comporta, come da logica conseguenza, per le famiglie un'unica possibilità: affidarsi a strutture private con aggravio di costi, considerando soprattutto la frequenza quasi quotidiana di tali trattamenti e la loro lunga durata, si chiede di sapere: quali controlli le regioni operino su detti centri accreditati in merito alla gestione delle loro liste di attesa, anche alla luce del fatto che presso gli stessi è possibile svolgere le medesime terapie in regime privato; quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché si riducano i tempi di attesa per l'accesso gratuito alle terapie riabilitative. Atto n. 3-00752 ROMAGNOLI MATRISCIANO CATALFO AUDDINO BOTTO CAMPAGNA GUIDOLIN NOCERINO ANASTASI CASTALDI CROATTI VACCARO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'Italia, per la sua tradizione storica nel settore industriale, possiede numerose storiche aziende che rappresentano l'eccellenza del made in Italy nel mondo; tali aziende grazie alla straordinaria qualità della loro produzione sono riconosciute in tutto il mondo e il "marchio" associato, in molti casi, è divenuto patrimonio industriale mondiale; considerato che: nel corso degli ultimi anni importanti "marchi storici" italiani sono stati oggetto di operazioni di acquisizione da parte di multinazionali con sede e produzione all'estero; tali operazioni, in numerosi casi, hanno provocato il trasferimento della produzione all'estero, con conseguente chiusura degli stabilimenti storici, il licenziamento, nel corso degli anni, di decine di migliaia di lavoratori e la perdita di quel know how industriale che era frutto di un costante lavoro imprenditoriale e di ricerca tecnologica; inoltre, oltre ad un impoverimento del tessuto industriale, queste chiusure hanno provocato e provocano un impoverimento anche del tessuto sociale e culturale nelle zone su cui insistono gli stabilimenti; le operazioni di acquisizione di importanti marchi storici italiani continuano anche in questi ultimi anni, come nel caso dell'azienda dolciaria Pernigotti di Novi Ligure (Alessandria), per affrontare la quale è stato peraltro attivato, presso il Ministero dello sviluppo economico, un apposito tavolo di monitoraggio per la salvaguardia dei livelli occupazionali; alla luce di questi fenomeni industriali appare sempre più necessario un intervento a tutela dell'occupazione, dell'integrità dei marchi storici, della qualità della produzione e della salvaguardia del tessuto sociale, economico, culturale delle aree su cui insiste l'azienda, si chiede di sapere: