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- si invita a valutare l'opportunità di prevedere, nel procedimento di emanazione del regolamento in esame, volto a integrare e innovare il DPR n. 394 del 1999, l'acquisizione del concerto di tutte le Amministrazioni concertanti rispetto a quest'ultimo regolamento. Peraltro, tra quelli già acquisiti, si segnala che il concerto rilasciato dal Ministero degli affari esteri non risulta firmato direttamente dal Ministro, al contrario di quanto richiesto dalla natura di questo atto politico; e le seguenti condizioni: - all'articolo 1, comma 1, · alla lettera d), capoverso «Art. 14- bis », provveda il Governo a riformulare le previsioni del comma 1 alla luce di quanto stabilito dall'articolo 32 del Testo unico immigrazione. Le disposizioni regolamentari infatti avrebbero l'effetto di generalizzare il parere del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, estendendolo a tutti i casi di domanda di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per studio, lavoro o accesso al lavoro, al raggiungimento della maggiore età, mentre le norme contenute nel Testo unico limitano il parere ai casi di richiesta da parte dei minori stranieri affidati o sottoposti a tutela. Parimenti, le disposizioni recate dai commi 4 e 5 del medesimo articolo 14- bis , volte a prevedere alcune deroghe alla necessità del citato parere, non sono contemplate dal Testo unico; · alla lettera e), occorre riformulare il testo della nuova lettera a-bis) dell'articolo 28 del regolamento TUI, al fine di renderlo aderente alla norma primaria (articolo 10, comma 1, lettera b) , della legge n. 47 del 2017) che distingue tra minori infraquattordicenni e ultraquattordicenni, prevedendo il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari ai minori di quattordici anni soltanto se affidati o sottoposti a tutela di un cittadino italiano convivente. Lo schema in esame, infatti, non sembra recepire tale distinzione, disponendo per tutti i minori la stessa disciplina, che presuppone, ai fini del permesso di soggiorno per motivi familiari, la condizione di affidamento o tutela da parte di un cittadino italiano o di uno straniero regolarmente soggiornante, purché in entrambi i casi conviventi con il minore. Allegato SCHEMA DI PARERE ALTERNATIVO PROPOSTO SCHEMA DI PARERE ALTERNATIVO PROPOSTO DAI SENATORI AUGUSSORI E GRASSI SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 181 La Commissione, esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo, premesso che: lo schema di regolamento in esame è adottato in attuazione dell'articolo 22 della legge 7 aprile 2017, n. 47, recante disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. La Legge 47/2017 ha introdotto misure che riguardano il rafforzamento dei diritti e delle tutele in favore dei minori, a partire dalle fasi di accoglienza; in particolare, lo schema in esame introduce alcune modiche ed integrazioni al regolamento di attuazione del Testo unico in materia di immigrazione, al fine di dare specifica attuazione alle novità introdotte dalla legge 47/2017 sulla disciplina relativa al rilascio dei permessi di soggiorno per i minori stranieri non accompagnati e alla conversione dei permessi di soggiorno al raggiungimento della maggiore età; rilevato che: la lettera a) interviene, novellando il comma 6 dell'articolo 9 del DPR n. 394 del 1999, sulla documentazione necessaria ai fini della richiesta del permesso di soggiorno. Attualmente la legge prevede che solo i richiedenti asilo e i destinatari di una protezione speciale non siano tenuti ad esibire il passaporto né documenti che attestino la disponibilità dei mezzi per tornare nel proprio Paese. Lo schema in esame estende tale disposizione anche ai minori stranieri non accompagnati ai fini del rilascio per permesso di soggiorno per età o per motivi familiari pertanto i giovani, senza limiti di età, potranno dichiarare di essere minorenni senza doverne dare prova; la lettera b) interviene sui motivi per i quali viene rilasciato il permesso di soggiorno ai minori prevedendo che il permesso di soggiorno per integrazione è quello che viene rilasciato quando un minore straniero non accompagnato, al compimento della maggiore età, viene affidato ai servizi sociali, con decreto motivato del tribunale per i minorenni, in quanto pur avendo intrapreso un percorso di inserimento sociale, necessita di un supporto prolungato volto al buon esito di tale percorso finalizzato all'autonomia, comunque non oltre il compimento del ventunesimo anno di età. Pertanto, i permessi di soggiorno per minori possono essere rilasciati fino ai 21 anni di età, senza che a questa previsione siano affiancati interventi di sostegno, anche economico, agli enti locali che sono chiamati a sopportare costi maggiori; la possibilità di estensione del permesso di soggiorno fino ai 21 anni è soggetta ad interpretazioni non univoche laddove non è esplicitato in modo chiaro che il permesso è condizionato alla conclusione del percorso scolastico e formativo intrapreso, svolto da una persona con un'età compresa fra i 18 e i 21 anni; la lettera d) inserisce un articolo nel DPR 394/1999 dedicato alla disciplina del parere richiesto al Ministero del lavoro per la conversione del permesso di soggiorno per i minori, non in linea con quanto stabilito dall'articolo 32 del Testo unico immigrazione. Le disposizioni regolamentari infatti avrebbero l'effetto di generalizzare il parere del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, estendendolo a tutti i casi di domanda di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per studio, lavoro o accesso al lavoro, al raggiungimento della maggiore età, mentre le norme contenute nel Testo unico limitano il parere ai casi di richiesta da parte dei minori stranieri affidati o sottoposti a tutela. Parimenti, le disposizioni recate dai commi 4 e 5 del medesimo articolo 14- bis , volte a prevedere alcune deroghe alla necessità del citato parere, non sono contemplate dal Testo unico; alla lettera e), il testo che introduce la nuova lettera a-bis) dell'articolo 28 del regolamento TUI, non è aderente alla norma primaria (articolo 10, comma 1, lettera b) , della legge n. 47 del 2017) che distingue tra minori infraquattordicenni e ultraquattordicenni, prevedendo il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari ai minori di quattordici anni soltanto se affidati o sottoposti a tutela di un cittadino italiano convivente. Lo schema in esame, infatti, non sembra recepire tale distinzione, disponendo per tutti i minori la stessa disciplina, che presuppone, ai fini del permesso di soggiorno per motivi familiari, la condizione di affidamento o tutela da parte di un cittadino italiano o di uno straniero regolarmente soggiornante, purché in entrambi i casi conviventi con il minore. valutato altresì che: