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Scambio di Note tra l'Italia e la Spagna per l'applicazione dell'Accordo culturale italo-spagnolo firmato a Roma l'11 agosto 1955 (Roma, 20 marzo 1958) e processi verbali della I e II sessione della Commissione mista per l'applicazione dell'Accordo culturale italo-spagnolo dell'11 agosto 1955 (Madrid, 28 marzo-2 aprile 1957 - Roma, 29 maggio-3 giugno 1957). Parte di provvedimento in formato grafico IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI 26/00848/3 Roma, 20 marzo 1958 Eccellenza, ho l'onore di accusare ricevuta della Nota che V. E. mi ha indirizzato in data odierna del tenore seguente: "Ho l'onore di informarla che il Governo spagnolo ha dato la sua approvazione alle risoluzioni adottate dalla Commissione mista per l'applicazione dell'Accordo culturale fra la Spagna e l'Italia, firmato in Roma l'11 agosto 1955, tanto per quanto si riferisce alla prima riunione che ebbe luogo in Madrid dal 28 marzo al 2 aprile 1957, quanto a quella tenutasi successivamente in Roma dal 29 maggio al 3 giugno dello stesso anno, risoluzioni che risultano nei rispettivi atti. In conseguenza e in conformità al disposto dell'ultimo paragrafo dell'articolo 10, del menzionato Accordo, ho l'onore di proporre a V. E. che i suddetti atti, una volta approvati dal Governo italiano, siano considerati come un annesso all'Accordo culturale e che la presente lettera e la risposta di V. E. costituiscano lo scambio di Note previsto nel predetto articolo 10". Ho l'onore di informarla che il Governo italiano è d'accordo su quanto precede. Voglia gradire, Eccellenza, gli atti della mia più alta considerazione. PELLA S. E. Don Emilio de NAVASQUES Conte de NAVASQUES Ambasciatore di Spagna. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SEGNI PROCESSO VERBALE DELLA 1ª SESSIONE DELLA COMMISSIONE MISTA PER L'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO CULTURALE TRA L'ITALIA E LA SPAGNA. Madrid: 28 marzo - 2 aprile 1957 La Commissione mista prevista, dall'Accordo culturale italo-spagnolo dell'11 agosto 1955 ha tenuto la prima sessione in Madrid, dal 28 marzo al 2 aprile 1957. Da parte italiana vi hanno partecipato i signori Mario CONTI, direttore generale degli Affari culturali, Antonio ERA, Francesco PITOLLI, Giuseppe CRISCUOLI, Erminio POLIDORI, Carlo GRAVINA, Francesco LA CECILIA, Enrico GALLUPPI, Arnaldo BASCONE. Da parte spagnola i signori Antonio VILLACIEROS, direttore generale delle Relazioni culturali, Antonio LUNA, Lorenzo VILAS, JOAQUIN TUNA ARTIGAS, Antonio TENA ARTIGAS, Emilio GARRIGUES, José JUNQUERA, Lorenzo PERALES GARCIA. Il signor Antonio VILLACIEROS ha presieduto le riunioni. Nel corso delle riunioni sono state esaminate le questioni iscritte all'ordine del giorno e si è giunti ai seguenti risultati: 1. Insegnamento della lingua e diffusione della cultura spagnola nelle Università italiane e viceversa. - Considerata l'attuale situazione dell'insegnamento dello spagnolo nelle Università italiane e dell'italiano nelle Università spagnole da parte italiana si è espresso il vivo desiderio che siano create alcune cattedre di lingua e letteratura italiana nelle Università spagnole. Di conseguenza da parte spagnola si è progettata la istituzione di una cattedra di italiano nell'Università di Madrid, al titolare della quale si provvederà nello anno 1957-58 mediante concorso fra professori italiani, con un termine di durata di due o tre anni. Allo scadere di detto tempo potrebbe essere designato un professore spagnolo. Da parte italiana, in cambio, è stata offerta l'istituzione di un lettorato di spagnolo nella Università di Padova entro brevissimo tempo. 2. Insegnamento della lingua spagnola nelle scuole medie italiane e viceversa. - Esaminata la situazione dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole medie la Delegazione spagnola comunica che è fermo proposito del Ministero dell'educazione nazionale che la lingua italiana divenga una delle lingue che si adottano come terza lingua moderna negli Istituti nazionali di insegnamento medio. 3. Scuole spagnole in Italia ed italiane in Spagna. - Da parte spagnola si è disposto il riconoscimento delle Scuole di Barcellona e Madrid o di qualsiasi altra si creasse in futuro, sempre che ci si attenga alle condizioni stabilite dalle norme locali. Da parte italiana si fa analoga dichiarazione rispetto all'Istituto Teresiano di Roma ed alle eventuali scuole che venissero istituite successivamente. In particolare, per ciò che riguarda la Scuola italiana di Madrid, la quale gode attualmente di un riconoscimento "de facto", si otterrà il riconoscimento "de jure", sempre che si ottemperi alle norme stabilite per tali centri di studi. Dato che, d'altra parte, il riconoscimento autorizzato in Italia non potrebbe estendersi agli studi compiuti in Istituti spagnoli da studenti di nazionalità italiana, si prevede la possibilità di giungere ad un regolamento di questa materia mediante documenti in appendice all'Accordo culturale. 4. Riconoscimento di titoli di studio e abilitazione professionale. - Le due Delegazioni hanno esaminato il problema e, esclusi gli studi di ingegneria, architettura, magistero e belle arti, che saranno oggetto di future conversazioni, hanno convenuto di proporre ai rispettivi organi che le licenze italiane di maturità classica e scientifica diano diritto all'accesso alle Facoltà universitarie spagnole corrispondenti a quelle italiane che ammettono tali titoli di studio. Analogamente gli spagnoli che abbiano conseguito la licenza preuniversitaria di scienze o di lettere saranno ammessi alle Facoltà universitarie italiane corrispondenti alle spagnole che ammettono questi titoli. Affinchè sia possibile l'esame concreto della suddetta proposta i Ministeri competenti dei due Paesi si favoriranno reciprocamente le informazioni necessarie e qualsiasi altro elemento di conoscenza che si giudichi opportuno. Le questioni inerenti ai titoli accademici ed alla loro validità professionale saranno studiate in un secondo, tempo, previo esame dei programmi e piani di studio, allo scopo di fissare delle tavole di equivalenza. 5. Scambio di studiosi, professori e studenti. - La Commissione ha riconosciuto l'opportunità di dare il massimo impulso a questo genere di scambi, conferendogli un carattere organico che assicuri la migliore distribuzione di tali persone fra le varie università. In luogo di conferenze isolate si ritiene preferibile la scelta di temi in rapporto ai corsi della materia specializzata di insegnamento di cui si tratti. Da parte italiana vi è la disponibilità di un fondo di L. 900.000 che permetterà, nel 1957-58, il soggiorno di sei docenti spagnoli presso Università italiane. Da parte spagnola si prende nota di questa offerta italiana e ci si propone di fare il possibile per organizzare qualcosa di equivalente, allo scopo di condurre a termine tale scambio. Per ciò che concerne gli studenti si è esaminata la situazione attuale e, per ciò che riguarda gli studiosi, da parte spagnola si sono messi in rilievo i frequenti inviti rivolti a ricercatori italiani da parte del Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo. 6. Questioni fiscali.