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AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in merito all'ordine giorno G1.100, che è stato approvato dalla Commissione, presentato a mia prima firma a seguito del ritiro dell'emendamento 1.4, sempre del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, a mia prima firma, le chiedo, come già è avvenuto in Commissione, di porre comunque in votazione l'ordine del giorno, proprio per dare maggior forza al messaggio in esso contenuto. L'ordine del giorno in esame è un impegno che si chiede al Governo, che ha consentito a darlo e quindi la votazione è un atto che dà più forza allo stesso Esecutivo nel portare avanti il proprio impegno, relativo agli indennizzi per gli eventuali danni derivanti dalle vaccinazioni raccomandate. Ben sappiamo che i vaccini obbligatori prevedono un indennizzo in caso di danni. Con le recenti misure impostate dal Governo si è estesa la platea delle persone soggette ad obbligo vaccinale, che si avvicina ai 30 milioni - non ho un dato esatto - comprendendo tutti gli over cinquanta e tutte le persone impegnate nel sistema sanitario, nelle Forze dell'ordine e nell'istruzione, che sono coperte dalla legge che prevede un indennizzo. Restano ancora escluse, al momento, le persone che non hanno un obbligo, ma hanno una forte raccomandazione a vaccinarsi. È una battaglia che come Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione abbiamo portato avanti sin dall'inizio della campagna vaccinale. Più e più volte abbiamo presentato questo emendamento, che purtroppo non ha mai avuto esito. Questa volta, anche in virtù di una sentenza della Corte costituzionale, il resto dei Gruppi parlamentari ha aderito alla nostra iniziativa e, come avete visto, ha apposto tramite il proprio Capogruppo la firma a questo ordine del giorno, derivante dall'emendamento 1.4. È giusto dire che vi erano anche altri emendamenti delle altre forze di maggioranza e dell'opposizione, come ha ricordato il collega Malan. C'è stata quindi una forte convergenza. Esistevano quindi tutte le condizioni per approvare l'emendamento già nel provvedimento in esame. Purtroppo, ancora, per una mancanza di alcuni tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze o della Ragioneria - non l'abbiamo ancora ben capito - non si è riusciti a perfezionare la copertura in tempo utile. Quindi rimandiamo al prossimo provvedimento utile, che il Governo prenderà già la prossima settimana: su questo c'è un impegno chiaro da parte del Governo ai massimi livelli. Riteniamo dunque che l'ordine il giorno sia un ottimo successo, perché il tema verrà risolto la settimana prossima, ancor prima dell'eventuale conversione del decreto-legge in esame, che potrebbe avvenire alla Camera dei deputati tra sette giorni. È quindi la strada più breve, che permette di risolvere un problema, attenzionato da tantissimi cittadini. Quindi l'impegno per il Governo è chiaro. L'auspicio è che venga confermato e che venga fatta giustizia per chi fosse danneggiato da un vaccino, che è stato fortemente suggerito e raccomandato dallo Stato. (Applausi) . VALENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, intervengo solo per amore della verità e per l'onestà intellettuale dovuta all'Assemblea e per dare conto dei lavori dell'intera Commissione. Non ho nulla in contrario rispetto alla proposta avanzata dal senatore Augussori di mettere ai voti l'ordine del giorno in esame, ma vorrei ricordare a tutti, per dare giustizia ai lavori svolti, che quell'ordine del giorno è il frutto di più emendamenti, che sostanzialmente ponevano la questione degli indennizzi. (Commenti). Sì Luigi, aggiungo. Più emendamenti presentati sullo stesso punto sono stati ritirati e insieme abbiamo condiviso un percorso che ha portato alla redazione di questo ordine del giorno. Il principio di fondo comune è che crediamo utile, opportuno e indispensabile affermare oggi, anche alla luce di una scelta chiara del Governo di andare sostanzialmente non solo verso un sostegno vero, serio e strutturato alla campagna di vaccinazione, ma anche verso l'obbligo vaccinale per alcune categorie, il principio dell'indennizzo per tutti quelli che sceglieranno di arrivare al vaccino. Riteniamo importante anche il fatto che il Governo si assuma sostanzialmente questo impegno a fronte di una larghissima condivisione di questa chiara volontà del Parlamento. TONINELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, anch'io intervengo sull'ordine del giorno G1.100 della Commissione per dire una cosa semplice. Si dice che un ordine del giorno non si nega a nessuno, però ci sono degli ordini del giorno che invece hanno un valore molto più importante di questo modo di dire e questo rientra proprio tra i pochi ordini del giorno che debbono essere ascoltati e soprattutto attuati. Nel dispositivo non c'è scritto: «a valutare», ma dice al Governo di garantire entro un determinato tempo ristretto. C'è un accordo di tutte le forze politiche su questi contenuti; c'è un impegno scritto del Governo. Già dalla prossima settimana lavoreremo sugli altri decreti anti-Covid e, laddove non vedremo che il Governo si attiva per l'imminente decreto ristori e sostegni, agiremo in forma emendativa e non con ordini del giorno. PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo anch'io per dire che in Commissione affari costituzionali c'è stata una discussione molto importante sulla questione dell'indennizzo. Siamo arrivati a un impegno del Governo che abbiamo definito a scadenza. La Corte costituzionale si è più volte pronunciata sulla questione degli indennizzi, che vanno dati anche per i vaccini non obbligatori. È dovere di questo Parlamento e del Senato agire per una norma specifica su questo. È un dovere; non è un emendamento o un ordine giorno come gli altri. Invito i colleghi a mantenere la comunità di intenti trovato in Commissione, ad approvare questo ordine del giorno e al prossimo provvedimento, come dice l'ordine del giorno stesso, noi non transigeremo più perché è un dovere parlamentare, altrimenti ci facciamo scrivere le leggi da altri organi. Anche se si tratta di organi costituzionali ed è giusto che facciano ciò che prevede la Costituzione, noi siamo altrettanto un organo costituzionale e abbiamo il dovere di legiferare su questo. Non possiamo rimanere bloccati da una relazione tecnica o da questioni economiche perché - ripeto - è nostro dovere legiferare su questo. MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, intervengo per ritirare l'ordine del giorno G1.5. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno G1.100, di cui volevo sottolineare l'importanza.