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Con il decreto sul Fondo per la progettazione degli enti locali ed a seguito dell'intesa raggiunta in Conferenza unificata, vengono inoltre ripartiti 90 milioni di euro in tre anni (30 milioni all'anno per il triennio 2018-2020) per il cofinanziamento della redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e la redazione dei progetti definitivi relativi alla messa in sicurezza degli edifici e delle strutture pubbliche, con priorità agli edifici e alle strutture scolastiche; lo schema di decreto ministeriale per il Fondo progettazione enti locali, mirante a indicare criteri e modalità di accesso al fondo, la selezione e il cofinanziamento per il triennio 2018-2020, previsti dalla legge di bilancio per il 2018, dopo aver ottenuto il parere favorevole della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, è stato trasmesso dal Ministero e diramato con nota del 10 dicembre 2018, (prot. DAR 17320 P-4.37.2.13); i beneficiari delle risorse del fondo di progettazione risultano pertanto essere le 14 Città metropolitane, istituite con la legge del 7 aprile 2014 n. 56; le 86 Province; i Comuni. Le risorse stanziate per ogni anno dal 2018 al 2020 sul fondo, al netto di una quota pari allo 0,5 per cento ai sensi dell'articolo 1, comma 1081, della legge n. 205 del 2017 e destinata alle attività di supporto e assistenza tecnica connesse all'utilizzo del fondo sono così ripartite: 4.975.000 euro alle Città metropolitane; 12.437.500 euro alle Province; 12.437.500 euro ai Comuni; tali risorse a disposizione per gli enti locali assumono particolare rilevanza, stante anche la cronica carenza di finanziamenti denunciata in questi anni dagli stessi enti; stante l'erogazione avvenuta per le Province e le Città metropolitane, non risultano, allo stato, svincolate le risorse da assegnare ai Comuni e ripartite sulla base di una graduatoria triennale 2018-2020 con priorità ai progetti di adeguamento alla vigente normativa sismica degli edifici e delle strutture scolastiche; le modalità e i termini di accesso, di ammissione al cofinanziamento, di redazione della graduatoria di erogazione delle somme, nonché di recupero delle stesse in caso di mancato rispetto dei termini, di cui ai commi 1082 e 1083 dell'articolo 1 della legge n. 205, sono definite con decreto della Direzione generale per l'edilizia statale e gli interventi speciali, pubblicato sul sito istituzionale del Ministero; ad oggi tale decreto direttoriale, segnalato sul sito istituzionale del Ministero, non risulta né emanato, né pubblicato; detto decreto consente la determinazione delle modalità e i termini di accesso, di ammissione al cofinanziamento, di redazione della graduatoria di erogazione delle somme, nonché di recupero delle stesse in caso di mancato rispetto dei termini di cui ai commi 1082 e 1083; gli interroganti considerano prioritario intervenire per sbloccare tali risorse e fornire ai Comuni uno strumento finanziario che consenta di dare esecuzione alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da quelli scolastici, si chiede di sapere quali iniziative indispensabili il Ministro in indirizzo abbia adottato, o ritenga di adottare con urgenza, al fine di mettere a disposizione dei Comuni le risorse, che ad oggi risultano bloccate, procedendo con la massima urgenza all'emanazione del decreto della Direzione generale per l'edilizia statale. Atto n. 4-01614 CALANDRINI FAZZOLARI IANNONE RAUTI URSO Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: nell'isola di Santo Stefano, a poche miglia da Ventotene, insiste lo storico carcere dell'ergastolo, realizzato dai Borbone e dichiarato monumento nazionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel corso dei secoli ha ospitato illustri prigionieri celebri, quali Luigi Settembrini e Sandro Pertini; su tale isola, cuore dell'Europa politica, durante il loro confino, Altero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero il "Manifesto di Ventotene": "Per un Europa libera e unita. Progetto di un Manifesto" (1944); la struttura, ancora oggi, permane in uno stato di degrado, tanto da comprometterne la stessa esistenza, quando al contrario potrebbe essere recuperata, sia al fine di consentirne le visite dei turisti e sia per poterla utilizzare nuovamente per pubbliche finalità culturali e sociali; nel 2015 venne costituito un tavolo tra Regione Lazio, Demanio e Comune di Ventotene e successivamente furono stanziati 70 milioni di euro nell'ambito del piano stralcio "Cultura e turismo" del Ministero dei beni culturali, finanziato dal Fondo per lo sviluppo e coesione 2014 e 2020; nell'agosto 2016, in seguito alla dichiarazione di inagibilità del carcere, pericolante in più punti, il Comune di Ventotene è stato costretto a chiudere la struttura, con un evidente danno per l'economia locale stante l'attrattiva turistica esercitata dalla stessa, che registrava un afflusso di visitatori annuali stimato in circa 6.000 unità; nell'agosto 2017, tramite il CIS (contratto istituzionale di sviluppo) è stato avviato l' iter del progetto di riqualificazione e nel febbraio 2018 si è tenuta l'ultima riunione del tavolo permanente per proseguire l' iter del progetto di recupero, non più convocato ad oggi; le risorse stanziate rimangono pertanto ad oggi inutilizzate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno ricostituire il tavolo permanente tra enti locali, Cipe, Demanio, Ministero dei beni culturali, su Ventotene e il carcere di Santo Stefano per far proseguire il processo di riqualificazione e recupero della struttura; quali iniziative intenda adottare per sbloccare le somme stanziate e avviare le procedure di riqualificazione, messa in sicurezza, valorizzazione della struttura carceraria sull'isola di Santo Stefano, al fine di mettere a disposizione della comunità locale di Ventotene un importante supporto al turismo e conseguentemente allo sviluppo e al rilancio dell'intera economia dell'isola. Atto n. 4-01615 ASTORRE MARGIOTTA D'ARIENZO SBROLLINI ROSSOMANDO PARRINI FEDELI MALPEZZI CUCCA LAUS BOLDRINI MESSINA Assuntela STEFANO GARAVINI COMINCINI FERRAZZI BELLANOVA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con decreto del Presidente della Repubblica n. 178 del 2010 è stato istituito e disciplinato il cosiddetto registro delle opposizioni (RPO), ossia il registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per le vendite o le promozioni commerciali;