[massime]

SENT. 451/05 A. GIUDIZIO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO - RICORSI PROPOSTI DALLA CAMERA DEI DEPUTATI NEI CONFRONTI DEL TRIBUNALE DI MILANO, PRIMA E QUARTA SEZIONE PENALE, IN RELAZIONE AD ORDINANZE E SENTENZE EMESSE IN DUE PROCEDIMENTI PENALI A CARICO DI UN PROPRIO COMPONENTE - INTERVENTO IN GIUDIZIO DEL PARLAMENTARE IMPUTATO IN DETTI PROCEDIMENTI - INAMMISSIBILITÀ - FONDAMENTO.. Nei giudizi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promossi dalla Camera dei deputati nei confronti del Tribunale di Milano, prima e quarta sezione, in relazione ad ordinanze e alle sentenze emesse in due procedimenti penali a carico di un proprio componente, è inammissibile l’intervento del parlamentare imputato in detti procedimenti, in considerazione della distinzione esistente fra il giudizio per conflitto e i giudizi penali in cui il parlamentare è imputato, essendo la Corte costituzionale chiamata esclusivamente a decidere in ordine alle denunciate lesioni delle attribuzioni costituzionali della Camera, ad opera dei provvedimenti impugnati, e dovendosi escludere che l’esito di tale giudizio possa definitivamente pregiudicare le posizioni del parlamentare; né rileva la circostanza che i procedimenti penali nei quali sono stati emessi gli atti impugnati sono i medesimi nei quali è già intervenuta una pronuncia di annullamento di ordinanze emesse dal Giudice per le indagini preliminari, giacché il prosieguo del giudizio penale non può in alcun modo essere considerato come “giudizio di ottemperanza” del giudicato costituzionale. - In senso analogo, , v. la citata sentenza n. 225/2001. - Sul principio secondo cui nel giudizio per conflitto la legittimazione spetta soltanto agli organi dei poteri confliggenti tranne nel caso in cui l’esito di tale giudizio possa definitivamente pregiudicare le posizioni di un soggetto ad esso estraneo, v. la citata sentenza n. 342/2004.