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PRESIDENTE . Senatrice De Petris, mi sembrava avesse detto una cosa diversa. L'ordine del giorno G11- bis .0.5, identico agli ordini del giorno G11- bi s.0.2, G11- bi s.0.3 e G11- bi s.0.4accolti dal Governo, non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 11- bis .0.6, identico all'emendamento 11- bis .0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.6, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, identico all'emendamento 11- bis .0.7, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.8, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.9, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 11- ter del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Invito ad accogliere l'ordine del giorno G11- ter .1, mentre per il dispositivo dell'ordine del giorno G11- ter .2 propongo al primo firmatario, senatore Taricco, la seguente riformulazione: «Impegna il Governo a confermare le azioni di contrasto per le azioni di bracconaggio e della pesca illegale svolta con imbarcazioni non autorizzate all'esercizio della pesca sulla base delle vigenti sanzioni penali e amministrative; a predisporre un monitoraggio sugli effetti delle disposizioni di cui all'articolo 11 -ter e a riferire al Parlamento sull'efficacia delle suddette disposizioni». PRESIDENTE . Senatore Taricco, accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal relatore? TARICCO (PD) . Sì, Presidente. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 11- ter. 1 esprimo parere contrario. Il Governo è disponibile ad accogliere il G11- ter .2, con la riformulazione presentata dal relatore. Sull'ordine del giorno G11- ter .1 esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11- ter. 1. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento 11- ter .1 chiede di sopprimere alcune previsioni normative che francamente mi hanno davvero molto stupita e costernata. Come si fa, infatti, a prevedere la riduzione delle sanzioni per la pesca illegale, con tutto ciò che questo comporta? In un momento in cui ognuno fa dichiarazioni, firma appelli e fa tweet per la difesa del mare e dell'ecosistema, con questo decreto-legge inserite una norma che va a diminuire in modo significativo le sanzioni alla pesca illegale, tra l'altro con un grave danno per tutti coloro - la piccola pesca, i pescatori - che lavorano rispettando le norme e le regole. Poiché in questo caso un ordine del giorno non basta perché stiamo parlando di sanzioni, quindi servono norme ben precise, chiedo ai colleghi di abrogare, attraverso questo emendamento, la riduzione delle sanzioni per la pesca illegale. Questa volta parliamo di pesca, non di maiali né di cereali: è pesca. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in merito all'emendamento 11- ter .1 e al successivo, vorremmo fare un po' di chiarezza sottolineando due passaggi a nostro avviso importanti. Per quanto riguarda il comma 1 dell'articolo 11- ter , relativamente alla modifica del sistema sanzionatorio della pesca in mare, ricordiamo che è stato fortemente voluto dalla Lega e convintamente sostenuto da tutte le forze politiche con un proficuo lavoro di Commissione alla Camera. Tutti, infatti, avevano ben compreso la giusta finalità di tale disposizione. Il collegato all'agricoltura del 2016, modificando il decreto legislativo sulle misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, aveva operato una depenalizzazione derubricando a illecito amministrativo una serie di condotte qualificate precedentemente come illeciti contravvenzionali e introducendo sanzioni amministrative, che, però, in fase applicativa, erano risultate sproporzionate in relazione alle violazioni commesse. Le nuove sanzioni stabilite apparivano, quindi, non proporzionate, ingiuste e oltremodo troppo onerose rispetto a quelle che possono essere le violazioni compiute dall'impresa di pesca, andando in totale spregio al principio di proporzionalità invocato più volte anche dai regolamenti comunitari. Gli stessi organi di controllo si vedevano costretti a elevare verbali a cifre folli anche per le piccole violazioni perché non veniva data loro la possibilità di modulare la sanzione in proporzione all'entità della violazione commessa, considerando, quindi, tutti i pescatori alla stregua di delinquenti. La misura di tali sanzioni rischiava pertanto di compromettere la continuazione dell'esercizio dell'attività di pesca. Non volendo oltremodo entrare nel merito della funzionalità e della bontà del comma 1, che riguarda esclusivamente la pesca in mare, ma del quale tenevo a sottolineare il necessario e urgente intervento, ricordo tuttavia come occorra fare una seria riflessione sul comma 2, che introducendo il concetto di recidiva impatta sul bracconaggio nelle acque interne. Io ho visto ripresentato, senza alcuna vergogna, lo stesso emendamento che alla Camera era stato modificato e che qui troviamo nella sua prima formulazione. Esso tende a liberalizzare, ancora una volta, il bracconaggio tout court nelle nostre acque interne, che a mio giudizio era stato ben mitigato dal relatore del provvedimento alla Camera. Penso quindi che oggi sia stato svelato che, dentro al processo di concertazione e condivisione di intenti sulle acque marittime, si nascondeva l'insidiosa forzatura di voler interferire nelle acque interne, dimostrando proprio, con quell'emendamento del PD, di non conoscere minimamente quel sistema basato sull'equilibrio di una norma, l'articolo 40 della legge n. 154 del 2016, che vedeva fino ad oggi bloccare il bracconaggio ittico nei fiumi. Basterebbe sapere che in quelle acque i controlli non sono attuati dalla Guardia costiera, né dalla Guardia di finanza, né dai Carabinieri, bensì sono effettuati per il 90 per cento dalle guardie ecologiche, quindi da volontari.