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Al tempo stesso lo tutela disciplinando anche i rapporti con il figlio, prevedendo che questi debba concordare, con ciascuno dei genitori, il proprio eventuale contributo alle spese e alle cure domestiche, ancora una volta in accordo con le modifiche introdotte dalla legge 10 dicembre 2012, n. 219, all'articolo 315- bis del codice civile. Alla lettera b ) è evidenziato il diritto a provvedere agli obblighi economici con un rapporto diretto genitore-figlio anche quando quest'ultimo non è più in affidamento. L'articolo 11 dispone l'oggetto dell'audizione del minore, ponendo tale audizione al centro dei provvedimenti che riguardano il minore stesso. L'articolo 12 conferisce all'autorità giudiziaria un ulteriore strumento di protezione contro gli abusi familiari consentendo al giudice, nei casi di particolare urgenza e gravità, di disporre la decadenza dalla potestà genitoriale inaudita altera parte . L'articolo 13 regola l'istituto della mediazione in forma di «doverosità attenuata», aggiungendo, a garanzia del pieno rispetto della normativa e dei diritti delle parti, l'assistenza di un avvocato in caso di accordo, al momento della relativa omologa. L'impoverimento di tale strumento è stato concordemente biasimato da tutti gli operatori del settore, che hanno reiteratamente segnalato i vantaggi di prevedere un'adeguata informazione sulle potenzialità di un eventuale percorso di mediazione prima di qualsiasi contatto con la via giudiziale. D'altra parte la previsione di tale fase extragiudiziale è in accordo con la riconosciuta generale esigenza di alleggerire il carico dei tribunali. L'articolo colloca, più appropriatamente la norma all'interno della fase pregiudiziale, dopo l'articolo 706 del codice di procedura civile. Per l'incontro iniziale – solo informativo ovvero di pre-mediazione – è prevista in ogni caso la gratuità, in modo da rendere il passaggio accessibile a chiunque. Gli articoli 14 e 15 rendono possibile il reclamo avverso i provvedimenti sia presidenziali che del giudice istruttore, unificando le relative procedure mediante il ricorso all'articolo 669- terdecies . La scelta del reclamo al collegio tiene conto anche delle difficoltà logistiche che si potrebbero incontrare in talune zone optando per il reclamo in corte d'appello. L'articolo 16, integrando la precedente previsione dell'articolo 709- ter del codice di procedura civile, interviene in tutte quelle situazioni in cui un genitore compie unilateralmente atti che richiedono l'accordo con l'altro (ad esempio, cambiando residenza e portando il figlio con sé, oppure iscrivendo il figlio ad istituti scolastici di propria esclusiva scelta) ovvero nel caso in cui assuma condotte ostative al contatto del figlio con l'altro genitore. In questo caso si è ritenuto che non sia sufficiente la previsione di un meccanismo punitivo o risarcitorio del danno, ma che andasse prioritariamente disposto, ove possibile, il ripristino dello stato antecedente, ovvero interventi mirati alla restituzione o compensazione di quanto indebitamente sottratto o negato (si pensi, ad esempio, ai giorni di frequentazione). La disposizione precisa che il consenso deve essere provato per iscritto. È il caso di sottolineare che tale prova scritta non coincide con la scrittura privata, essendo integrata da qualunque documento di testo che si possa ragionevolmente attribuire ad un autore. Varrà, dunque, anche un consenso espresso tramite servizi di messaggistica digitale, laddove l'attribuibilità appaia ragionevole. Infine l'articolo 17, sempre al fine di migliorare la protezione contro gli abusi familiari, legittima all'azione anche il pubblico ministero.. 1 1 All'articolo 45, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: «il minore ha il domicilio del genitore con il quale convive» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «, ovvero di entrambi se l'affidamento è condiviso». 2 1 All'articolo 316, primo comma, del codice civile, sono apportate le seguenti modificazioni: a è premesso il seguente: «La responsabilità genitoriale si determina in funzione dell'interesse dei figli ad un armonico e completo sviluppo della personalità»; b le parole: «I genitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore» sono sostituite dalle seguenti: «Salvo diverso accordo, i minori figli di genitori conviventi si presume che risiedano abitualmente presso la medesima residenza dei genitori». 3 1 Dopo l'articolo 316- bis del codice civile è inserito il seguente: «Art. 316- ter . – (Mantenimento al momento del parto). - Se i genitori non sono coniugati, e salvi gli eventuali obblighi determinati dalla convivenza, il padre, oltre a fornire assistenza morale in relazione al parto, è obbligato a condividere con la madre ogni relativa spesa non coperta dal Servizio sanitario nazionale, in misura proporzionale alle risorse economiche di ciascuno, e a provvedere al mantenimento di lei per un periodo di cinque mesi ove non provvista di sufficienti risorse economiche. Tali contributi spettano alla madre anche nel caso di un parto in cui il nascituro muore». 4 1 All'articolo 317- bis del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a il primo comma è sostituito dal seguente: «Gli ascendenti ed i parenti sino al terzo grado hanno diritto di mantenere con i nipoti minorenni rapporti adeguati al grado di parentela»; b al secondo comma, le parole: «L'ascendente al quale è impedito l'esercizio di tale diritto può» sono sostituite dalle seguenti: «I parenti di cui al primo comma ai quali è impedito l'esercizio di tale diritto possono». 5 1 L'articolo 336- bis del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 336- bis . - ( Ascolto del minore ). - Il minore che abbia compiuto gli anni dodici, nonché di età inferiore ove capace di discernimento, è ascoltato dal presidente del tribunale o dal giudice delegato nell'ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano. Nel caso in cui i minori da ascoltare abbiano meno di dodici anni, il giudice nomina un consulente tecnico di sua fiducia al fine di verificarne la capacità di discernimento, salvo che, per la giovanissima età, tale capacità possa essere del tutto esclusa. Il giudice dispone con ordinanza, senza accordo con le parti, le tematiche oggetto dell'audizione, la quale avviene in ambiente protetto, adottando tutte le cautele necessarie a garantire serenità e benessere al minore. All'audizione è presente solo il giudice, il quale può disporre la presenza di un consulente tecnico se lo ritiene necessario. Se il minore ha meno di otto anni il consulente tecnico è presente in ogni caso. L'audizione è videoregistrata per mezzo di strumenti di ripresa occultati al minore. Se i minori sono più di uno il giudice valuta se sentirli separatamente. Prima di procedere all'ascolto il giudice informa il minore della natura del procedimento e degli effetti dell'ascolto. Terminata l'audizione, il giudice provvede nell'immediatezza a redigere il verbale per descrivere il comportamento del minore, lo stato emotivo, il contenuto delle dichiarazioni, nonché ogni altra annotazione utile per il procedimento.