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Tali benefici sono attesi in misura nettamente superiore alle perdite che l'erario sostiene per implementare il sistema di incentivazione dal momento che si tratta di entrate fiscali al momento inesistenti. In altre parole, se si considerano soltanto i benefici e gli oneri marginali che derivano dalla creazione di una tale zona, il saldo rimane di gran lunga positivo. Pertanto, il Governo nazionale ha senz'altro l'interesse a perseguire questo tipo di soluzioni per lo sviluppo, lavorando strenuamente per la condivisione con i partner europei per superare le eventuali obiezioni in merito al rispetto della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato. La creazione di una ZES, infatti, deve, come noto, confrontarsi con le regole UE in materia di aiuti di Stato (articoli 107-109 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea-TFUE), posto che le misure sono intrinsecamente selettive sotto il profilo geografico. Generalmente qualificate aiuti, gli esempi esistenti sono approvati dalla Commissione europea in ragione del sottosviluppo delle zone beneficiate, e dunque approvate dalla Commissione in ragione della deroga dello sviluppo regionale (presupposto normativo l’articolo 107, paragrafo 3, del TFUE). Tuttavia, una ZES per l'area del cratere sismico potrebbe fondarsi, in alternativa o in aggiunta alla deroga per lo sviluppo regionale, sulla base dell'articolo 107, paragrafo 2, lettera b) , del TFUE, che stabilisce la compatibilità de iure degli aiuti volti proprio a rimediare ai danni arrecati dalle calamità naturali. La prassi della Commissione europea in materia di aiuti di Stato fiscali postula, al fine di incrementare le possibilità di accoglimento della proposta, che la stessa possegga alcune caratteristiche strutturali tra le quali un orizzonte temporale definito ed individuato a priori, un tetto quantitativo e la esclusione dai benefici delle attività meramente finanziarie e speculative.. I ZONA FRANCA URBANA 1 1 Nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, ricompresi nei comuni indicati negli allegati 1 e 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, con i limiti di cui all'articolo 1, comma 1, del medesimo decreto-legge, è istituita la zona franca ai sensi dell'articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. 2 1 Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 4 le imprese che abbiano sede legale o almeno una sede operativa, se diversa da quella legale, all’interno della zona franca o, nel caso di imprese aventi sede in altro Stato membro dell'Unione europea, che abbiano una stabile organizzazione all'interno della medesima zona, a condizione che posseggano i seguenti requisiti: a rispettare la definizione di microimprese e di piccole e medie imprese, ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e del decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005; b svolgere la propria attività all'interno della zona franca; c essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali, per tali intendendosi, agli effetti del presente articolo, anche gli accordi di cui agli articoli 182- bis e 182- septies del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonché le procedure di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3; d essere costituite e possedere i requisiti di cui alla lettere a) , b) e c) , alla data del 31 dicembre 2016 se già localizzate, o entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge se costituite o localizzate successivamente al 31 dicembre 2016. 2 Il rispetto dei requisiti di cui al comma 1 è attestato dal rappresentante legale o dal procuratore dell'impresa mediante dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ai sensi dell'articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 3 1 Gli aiuti di Stato corrispondenti all'ammontare delle agevolazioni di cui al presente capo sono concessi ai sensi e nei limiti dei regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. 2 Per accedere alle agevolazioni di cui al presente capo, i soggetti individuati ai sensi dell'articolo 2 devono rispettare i limiti e le procedure previsti dai regolamenti dell'Unione europea di cui al comma 1. 4 1 I soggetti di cui all'articolo 2 possono beneficiare delle seguenti agevolazioni: a esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante dall'attività di impresa svolta nella zona franca fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell'importo di 100.000 euro; b esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive del valore della produzione netta derivante dall'attività di impresa svolta nella zona franca nel limite di 300.000 euro per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta; c esenzione dall’imposta municipale propria relativa agli immobili situati nella zona franca utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 2 per l'esercizio dell'attività di impresa ivi svolta. 2 Le esenzioni di cui al comma 1 sono concesse esclusivamente per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e per i due successivi nel rispetto dei limiti di cui ai citati regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013. 5 1 All'onere derivante dall'attuazione del presente capo si provvede, nel limite di 20 milioni di euro, con i fondi di cui all'articolo 52 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti ivi previsti. 2 L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 costituisce limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle imprese beneficiarie. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 6 1 Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri, le priorità e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente capo. 7 1 Il Governo è autorizzato a concordare con la Commissione europea un'esenzione temporanea dall'imposta sul valore aggiunto (IVA), con rimborso delle imposte versate nelle fasi precedenti, per le operazioni indicate nell'allegato alla decisione 81/890/CEE del Consiglio, del 3 novembre 1981.