[pronunce]

La non identità dei casi disciplinati dalle due norme indicate dal giudice a quo viene in rilievo ove si considerino, in primo luogo, le diversità esistenti, in generale, tra le due realtà scolastiche in oggetto, scuole superiori e accademie e conservatori (sentenze n. 136 del 2004, n. 232 del 1991 e n. 343 del 1990), e, corrispondentemente, tra gli stati giuridici dei rispettivi docenti di ruolo e precari. Sulla base di quanto disposto dal d.lgs. n. 297 del 1994, che in distinte parti detta le disposizioni fondamentali per il personale docente della scuola superiore (parte III - titolo I, articoli 395-541) e per il personale docente delle accademie e dei conservatori (parte II - titolo VI, artt. 206-275), e proprio in ragione della diversità di regime giuridico tra le due categorie di docenti, la legge n. 124 del 1999 ha fissato i requisiti d'inserimento valevoli per l'una e per l'altra categoria. 7.— Le accademie e i conservatori di musica sono considerati autonomamente nel d.lgs. n. 297 del 1994, che li definisce «istituti superiori di istruzione artistica». Ad essi è riservato, ai sensi della legge 21 dicembre 1999, n. 508 (Riforma delle Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati) e del d.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132 (Regolamento recante criteri per l'autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle istituzioni artistiche e musicali, a norma della legge 21 dicembre 1999, n. 508), un particolare assetto normativo che li distingue da tutti gli altri istituti e scuole di istruzione secondaria. Solo per gli insegnanti di tali istituzioni, a cui si accede con il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, sono previste procedure concorsuali particolari e più rigorose rispetto a quelle dirette al reclutamento del personale docente delle altre scuole, come si può desumere dal rapporto tra quanto previsto dall'art. 270 del d.lgs. n. 297 del 1994 per il personale delle accademie e dei conservatori e quanto previsto dagli artt. 399 e 400 del medesimo d.lgs. , che riguardano gli altri docenti. Ed è significativo rilevare, a rimarcare le differenze tra i due tipi di istituzioni scolastiche, che il decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212 (Misure urgenti per la scuola, l'università, la ricerca scientifica e tecnologica e l'alta formazione artistica e musicale), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 268, ha equiparato, ai fini dell'accesso ai pubblici concorsi, i diplomi rilasciati dai conservatori di musica alle lauree previste dal decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 (Regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei). 8.— La legge n. 124 del 1999 ha modificato il sistema dell'accesso ai ruoli del personale docente, previsto dal d.lgs. n. 297 del 1994, nonché il sistema delle supplenze. L'art. 1 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, ha poi dettato, in relazione alla suddetta legge, alcune norme di interpretazione autentica. L'unico tratto comune tra le due categorie di docenti è costituito dal fatto che gli articoli 1, comma 1, e 3, comma 1, lettera a), della legge n. 124 del 1999, sostituendo rispettivamente l'art. 399 e l'art. 270, comma 1, del d.lgs. n. 297 del 1994, hanno delineato un sistema nel quale i posti assegnabili sono attribuiti, per il 50 per cento, come già precedentemente previsto, in base a concorso per titoli ed esami, e per il restante 50 per cento non più in base al concorso per soli titoli, ma in base a graduatorie permanenti. Le diversità di disciplina emergono per quanto attiene alla fase transitoria, valevole per la prima integrazione delle suddette graduatorie permanenti. In particolare, l'art. 2, comma 1, lettera b), primo periodo (relativo al personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte), della legge n. 124 del 1999, stabilisce che hanno titolo all'inserimento nella graduatoria permanente i docenti che abbiano superato le prove di un precedente concorso per titoli ed esami o di precedenti esami anche ai soli fini abilitativi, in relazione alla medesima classe di concorso o al medesimo posto (o, ai sensi dell'art. 2, comma 2, abbiano superato gli esami della sessione riservata) e siano inseriti alla data di entrata in vigore della stessa legge in una graduatoria per l'assunzione di personale non di ruolo. Gli esami della suddetta sessione riservata, preceduti dalla frequenza di un corso di durata non superiore a 120 ore, che non comporta esonero dal servizio, consistono in una prova scritta e in una prova orale volte all'accertamento del possesso delle capacità didattiche relativamente agli insegnamenti da svolgere. L'art. 3, comma 2, lettera b) della predetta legge (norma della cui legittimità costituzionale il rimettente dubita e che è relativa al personale docente delle accademie e dei conservatori) fissa come criterio per l'inserimento nella graduatoria permanente nazionale: l'aver conseguito, nella valutazione dei titoli artistico-culturali e professionali, ai fini della inclusione nelle graduatorie nazionali per il conferimento delle supplenze, nonché delle graduatorie d'istituto, un punteggio non inferiore ai 24 punti richiesti dalla previgente normativa e l'aver superato le prove di un precedente concorso per titoli ed esami in relazione alla medesima classe di concorso o al medesimo posto, o il superamento degli esami di una sessione riservata. Gli esami della suddetta sessione riservata consistono soltanto in una prova orale volta all'accertamento della preparazione culturale e del possesso delle capacità didattiche relativamente agli insegnamenti da svolgere. Orbene, già il fatto che per i docenti della scuola secondaria sia stato previsto il superamento di una prova scritta e di una prova orale, mentre per i docenti delle accademie e dei conservatori sia stata prevista la sola prova orale, è indice significativo di una diversità di disciplina che rende non comparabili tra loro le posizioni dei docenti appartenenti all'una o all'altra categoria. Di talché non appare irragionevole che, ove sia stata prevista la sola prova orale e non anche quella scritta, sia stato richiesto il conseguimento di un punteggio minimo di idoneità per i titoli artistico-culturali e professionali; a ciò va aggiunto che ulteriori diversità di disciplina si rinvengono in relazione alle supplenze per l'una e per l'altra categoria di docenti precari. D'altronde la previsione del punteggio minimo di 24 su 40 era già contenuta nella previgente disciplina ed in particolare nell'art. 272 del d.lgs.