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in Italia non esiste un osservatorio né una strategia nazionale per contrastare il fenomeno dei matrimoni infantili e forzati e delle "spose bambine", né un database organico sui matrimoni minorili, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali misure intendano adottare al fine dell'emersione del fenomeno e per l'identificazione, la quantificazione e la prevenzione dei matrimoni forzati e dei matrimoni minorili in Italia. Atto n. 4-06579 FARAONE Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'annuncio del blocco di tutti i pagamenti relativi ai contratti stipulati con il Comune di Palermo, in attesa che si completino le procedure relative al piano di riequilibrio economico e finanziario, ha destato non poche preoccupazioni tra gli operatori economici, ed in particolar modo tra quelle imprese che operano nel settore dei servizi alla persona e dei servizi socio-assistenziali; a conferma di quanto sopra, gli enti gestori dei servizi socio-assistenziali hanno fatto sapere di essere pronti allo stato di agitazione, temendo che l'annunciata decurtazione sui crediti, prevista nell'ambito del piano di riequilibrio, possa bloccare l'assistenza alle persone; quanto annunciato dal Comune di Palermo, che determinerà una decurtazione del 20 per cento sui crediti spettanti, crediti per il 90 per cento nel caso dei servizi socio-assistenziali sono destinati alla copertura dei costi del personale, tende ad aggravare ulteriormente la situazione delle cooperative sociali, già stremate da tempo dal ritardo nei pagamenti; l'impossibilità di proseguire l'erogazione dei servizi socio-assistenziali degli enti in convenzione con il Comune di Palermo mette a rischio migliaia di posti di lavoro; la possibile chiusura degli enti socio-assistenziali a causa delle decurtazioni e ritardi nei pagamenti dei crediti vantati, determinerebbe un'emergenza sociale, lasciando minori, disabili e donne vittime di violenza prive di alcun supporto e servizio a loro sostegno; la situazione determinatasi è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere, al fine di evitare che il Terzo settore subisca gravi conseguenze, a causa delle procedure relative al piano di riequilibrio economico e finanziario avviate dal Comune di Palermo. Atto n. 4-06580 DE POLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il comma 1030 dell'art. 1 della legge n. 205 del 2017 ha disposto che possano essere utilizzate esclusivamente le frequenze attribuite all'Italia dagli accordi internazionali obbligando, con ciò, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a pianificare una sola frequenza di primo livello per tutte le emittenti televisive del Veneto mentre ben 12 frequenze sono state previste nel medesimo ambito territoriale per le emittenti nazionali; quest'unica frequenza disponibile per la trasmissione regionale delle emittenti locali venete è stata oltretutto assoggettata a dei vincoli radioelettrici che, pur garantendo una copertura teorica, costituiscono di fatto insormontabili limitazioni che ne pregiudicano l'effettivo servizio, in quanto non sarà possibile un'analoga ricevibilità dei segnali rispetto alle emittenti nazionali per ciò che concerne le direzioni di trasmissione ed il puntamento delle antenne riceventi degli utenti e la potenza dei segnali stessi; si stima che per il fatto che il segnale locale verrà trasmesso con molta minor efficacia rispetto a quello delle emittenti nazionali, più di un milione di veneti (con particolare riferimento alle province di Verona e Mantova, alla provincia di Rovigo ed al Veneto orientale) non potranno più ricevere il segnale delle emittenti locali a partire dai primi giorni di marzo quando è previsto che avvenga lo " switch off ", vale a dire il passaggio delle emittenti venete dalle attuali frequenze utilizzate (da liberare per far spazio alla rete 5G) all'unica frequenza pianificata nel Veneto (CH42UHF) la cui gestione è stata assegnata a Raiway, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi necessario attivarsi, per quanto di propria competenza, presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al fine di avviare un'istruttoria sui concreti progetti di rete degli operatori assegnatari (nel caso del Veneto, RaiWay S.p. A.) ed intervenire ove si ravvisino criticità, attenuando le limitazioni radioelettriche alla frequenza di primo livello al fine di garantire a tutti i cittadini del Veneto quella pluralità dell'informazione storicamente fornita dall'emittenza locale ed un futuro ai lavoratori e alle imprese di questo settore. Atto n. 4-06581 RAUTI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa Premesso che si apprende da organi di stampa che almeno 25 persone di nazionalità afgana, che hanno lavorato come interpreti e traduttori per la Guardia di finanza e per l'Esercito italiano, alcune delle quali anche per 20 anni, sarebbero ancora bloccate in Afghanistan; considerato che gli stessi interpreti e traduttori che hanno collaborato con le Forze armate italiane durante la missione internazionale in Afghanistan sono in pericolo di vita, in quanto la presa del potere da parte dei "talebani", nell'agosto 2021, ha gettato il Paese nel caos ed è reale la minaccia di rappresaglia nei confronti di tutti coloro che hanno collaborato con la NATO, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta e quali misure intendano adottare per evacuare al più presto coloro che sono esposti al rischio della vita per aver collaborato con le forze di pace impegnate nello scenario afgano. Atto n. 4-06582 RAUTI Al Ministro della salute Premesso che: di recente, con un comunicato congiunto, oltre 70 associazioni hanno duramente commentato la bozza di decreto ministeriale che dovrebbe istituire i comitati etici, previsti dalla "legge Lorenzin" (legge n. 3 del 2018), in sostituzione dei circa 90 comitati territoriali, ai quali spetterebbe il compito di emanare i pareri nei casi di eutanasia negli ospedali; è condivisibile l'analisi avanzata dalle associazioni: "in un settore - quello, appunto, dei Comitati etici - finora dominato dal caos normativo, che ha visto nel corso degli anni la sovrapposizione di assetti differenti e la mancata attuazione della 'legge Lorenzin' n. 3/2018, il ministro della Salute pretende che un atto amministrativo, qual è un proprio decreto, salti a piè pari il Parlamento e dia (non chiesta, né dovuta) attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019, come è scritto esplicitamente all'articolo 1 comma 3 della bozza, 'in relazione ai casi riguardanti richieste di suicidio medicalmente assistito'"; considerato che: in questo senso, l'intervento del Ministro in indirizzo appare irrituale perché si sovrappone a una competenza che, come è scritto nella sentenza citata oltre che nella stessa Costituzione, la Consulta affida esclusivamente al Parlamento ; fornisce della sentenza un'interpretazione sulla quale la discussione in Parlamento è appena iniziata nella competente Commissione;