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Nel dettaglio, ferma restando l'applicazione della disciplina vigente di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per le pubbliche amministrazioni, l'articolo 1 del presente disegno di legge indica norme generali per la definizione dei diritti e delle prerogative sindacali nei luoghi di lavoro del settore privato, riconoscendo ai lavoratori iscritti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale, nonché ad altri soggetti associativi dei lavoratori, purché in un certo modo rappresentativi, la facoltà di costituire rappresentanze sindacali unitarie ovvero aziendali. Si prevede, al contempo, la possibilità di costituire, nelle imprese con più unità produttive, in ciascuna unità produttiva, organismi di coordinamento tra le rispettive rappresentanze unitarie e aziendali. Le organizzazioni sindacali devolvono alle RSU i diritti alla contrattazione, garantendo loro assistenza nelle fasi negoziali, nonché i corrispondenti diritti previsti dalla legge 20 maggio 1970, n. 300, cosiddetta «Statuto dei lavoratori». Inoltre, il comma 5 stabilisce che ai lavoratori autonomi siano garantiti i diritti di associazione, rappresentanza ed elettorato attivo. L'articolo 2 individua i criteri minimi per il riconoscimento del requisito di rappresentatività nazionale delle organizzazioni sindacali, fissandolo al 5 per cento del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro, quale media tra il dato associativo e quello dei voti conseguiti nelle consultazioni elettorali nei luoghi di lavoro, come certificato dal CNEL. L'articolo 3 sancisce che l'efficacia erga omnes dei contratti collettivi di lavoro, nell'ambito contrattuale di riferimento, si consegue qualora siano sottoscritti da un'organizzazione sindacale o una coalizione di organizzazioni sindacali dotata di rappresentatività maggioritaria, come accertata ai sensi dell'articolo 1. Inoltre, agli accordi tra le organizzazioni sindacali suddette o a specifici accordi interconfederali, è rimessa l'individuazione delle forme di preventiva consultazione dei lavoratori e di validazione del contratto. Infine, l'articolo 4 definisce efficacia e funzione dei contratti collettivi aziendali: secondo i commi 1 e 2, questi hanno ad oggetto le materie delegate dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e, se approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie, secondo quanto disposto dal comma 5, dispiegano efficacia, nelle parti economiche e normative, per tutto il personale in forza, vincolando tutte le associazioni sindacali firmatarie operanti all'interno dell'azienda. Pari efficacia esplicano i contratti collettivi aziendali, se approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali costituite nell'ambito delle associazioni sindacali che, singolarmente o insieme ad altre, risultino destinatarie della maggioranza delle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori dell'azienda nell'anno precedente a quello in cui avviene la stipulazione. Al comma 5 si prevede che, a seguito di una richiesta avanzata, entro dieci giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria dei citati accordi interconfederali del 28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013, o almeno dal 30 per cento dei lavoratori dell'impresa, i contratti collettivi aziendali siano sottoposti al voto dei lavoratori, la cui consultazione s'intende valida a fronte della partecipazione della maggioranza degli aventi diritto al voto. Secondo quanto disposto dal comma 6, i contratti collettivi aziendali così approvati, nel caso in cui definiscano clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l'esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie operanti all'interno dell'azienda e non per i singoli lavoratori. Infine, nella considerazione delle specifiche esigenze dei singoli contesti produttivi, al comma 7 si prevede la possibilità che i contratti collettivi aziendali definiscano, nei limiti e con le procedure previste dai contratti collettivi nazionali, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Pertanto, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di significativi investimenti per lo sviluppo economico e occupazionale dell'impresa, in attesa che i rinnovi contrattuali definiscano le materie delegate alla contrattazione aziendale, si introduce la possibilità, per i contratti collettivi aziendali conclusi dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda, d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali di categoria, espressione delle Confederazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro, di definire intese modificative del contratto collettivo nazionale, con riferimento agli istituti che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro.. Art. 1. (Diritti e prerogative sindacali nei luoghi di lavoro) 1. Ferma restando la disciplina vigente nel settore pubblico di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i lavoratori del settore privato, in ogni unità produttiva avente i requisiti di cui all'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, hanno diritto a costituire una rappresentanza sindacale unitaria (RSU), nei modi e nelle forme di cui all'articolo 2 della presente legge. La presente legge si applica alla costituzione o all'elezione delle RSU successive alla prima scadenza, laddove già esistenti. 2. Laddove non siano costituite le RSU di cui al comma 1 del presente articolo, in ciascuna unità produttiva, le organizzazioni sindacali che siano ammesse alla contrattazione collettiva ai sensi dell'articolo 2 della presente legge, possono costituire rappresentanze sindacali aziendali (RSA). Alle RSA così costituite spettano, in proporzione alla rappresentatività, le garanzie previste dagli articoli 20, 22, 23, 24 e 30 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e le migliori condizioni derivanti dai contratti. 3. Alle RSU spettano i diritti alla contrattazione, con l'assistenza delle associazioni sindacali rappresentative che hanno negoziato e sottoscritto i contratti nazionali, nonché i diritti e le garanzie già previsti per le RSA dalla legge 20 maggio 1970, n. 300. I contratti collettivi nazionali possono stabilire modalità con le quali le RSU esercitano l'attività contrattuale nelle materie rinviate ad accordi decentrati. 4. Nelle imprese con più unità produttive le RSU e le RSA possono costituire organismi di coordinamento tra le rispettive rappresentanze in ciascuna unità produttiva. 5.