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Invece, di fronte a sfide così alte, in quest'Aula abbiamo fatto prevalere un'altra soluzione, sulla quale non voglio ritornare. Mi corre però l'obbligo di evidenziare le responsabilità e il fatto che probabilmente oggi avremmo avuto bisogno ancora più di ieri di un Governo nel pieno delle funzioni e, soprattutto, di un Parlamento in grado di aggiungere indirizzi utili anche alla definizione dei decreti-legge. Il Governo sta rispondendo per intero alle parole del Presidente della Repubblica, che noi vogliamo ringraziare, perché credo che in questo Paese sia necessario sottolineare quanto sia importante la credibilità delle istituzioni. Mi rivolgo al presidente Romeo per dire che in questa sede il Governo non sta chiedendo nuovo debito, perché dobbiamo far emergere anche questa verità. Non siamo di fronte a un incremento dell'indebitamento netto, perché tutte le richieste di scostamento a debito - non c'è bisogno di una competenza estrema in economia: sono i fondamentali della politica - senza la costruzione di una cornice europea, con l'inflazione all'8-9 per cento e probabilmente più alta - è un fattore non solo italiano, ma anche di altri continenti e Paesi nel mondo - non sono compatibili con un'azione a indebitamento netto senza coordinamento delle politiche economiche europee. In questa sede non stiamo quindi chiedendo uno scostamento di bilancio per fare nuovo debito: stiamo semplicemente autorizzando il Governo a utilizzare le maggiori entrate che si sono determinate anche per effetto dell'inflazione (in modo particolare sul gettito IVA, IRAP e altro) senza aver ancora avuto il tempo - l'assestamento di bilancio è stato preparato prima ed è in discussione alla Camera - di procedere a un consolidamento nell'ordinamento contabile dello Stato per cui avremo bisogno di un emendamento, per riprendere i saldi di finanza pubblica, dopo l'autorizzazione che noi stiamo dando al Governo per l'utilizzo delle risorse. Si tratta di un'operazione urgente, indispensabile per le famiglie e le imprese italiane; non siamo in presenza di nuovo debito. Non ho mai sentito pensare - collega Calandrini - che il nuovo debito sia un elemento fondamentale per le giovani generazioni. (Applausi) . Fare debito è un problema enorme e autorizzare uno scostamento è una delle responsabilità e delle prerogative più delicate e più difficili di questo Parlamento e non si può fare spesso, in nome di istanze della politica o di esigenze di partito per dei sondaggi o per gestire il consenso. Con l'inflazione alta il nuovo debito non sarebbe compatibile con la tenuta e con i saldi di finanza pubblica. Se noi andiamo a vedere anche i saldi di finanza pubblica, è grazie alla credibilità del Governo e alla capacità che abbiamo avuto di reagire alla pandemia che abbiamo mantenuto bassi tassi di interesse. Dunque, per aver mantenuto bassi tassi di interesse fino a qui, noi oggi abbiamo probabilmente risorse aggiuntive a disposizione. È evidente che tutto questo è la base di partenza. E non si possono usare frasi che non corrispondano alla verità, alla fattibilità e alla responsabilità, che, soprattutto a Camere sciolte, un Parlamento deve evidenziare e manifestare. Per cui, verità, colleghi. Dopodiché, vi sono interventi urgenti che saranno definiti dal Governo nelle prossime ore, ma noi vogliamo dire con chiarezza che ci sono elementi prioritari. Vi è stato l'incontro con le associazioni economiche; questa mattina vi è stato l'incontro con le parti sociali. C'è bisogno di una iniziativa importante per salvaguardare la coesione sociale. Lo dico con grande chiarezza. Probabilmente, in un contesto diverso, con le Camere e il Governo nel pieno delle loro prerogative e delle loro funzioni, avremmo fatto un intervento in più per chiedere la riduzione delle tasse sul lavoro, un intervento consistente sul cuneo fiscale, per incrementare i salari, per ridurre in maniera strutturale il costo del lavoro per le imprese e per garantire una mensilità in più. Non si risolve il problema abbassando l'IVA e basta; il problema si risolve se incrementiamo il potere d'acquisto dei salari e garantiamo alle famiglie e soprattutto alle persone, anche ai pensionati, una tenuta del potere d'acquisto di fronte all'incremento dei prezzi, che è insostenibile e che rischia di spingere nella solitudine e nella povertà tante famiglie. Tuttavia, dico al Governo di fare attenzione. Probabilmente, rispetto a queste risorse così urgenti da destinare, la priorità deve essere quella di salvaguardare la coesione sociale. Valutiamo attentamente perché, insieme ai necessari crediti d'imposta per salvaguardare la funzionalità delle imprese, di fronte alle esigenze che abbiamo di garantire anche un contrasto all'incremento dei costi energetici, noi dobbiamo occuparci delle persone e delle famiglie italiane, soprattutto quelle a basso reddito, che pagano il prezzo più alto di un insostenibile aumento dell'inflazione. Su questo chiedo ovviamente al Governo particolare attenzione, perché l'elaborazione del prossimo decreto tenga conto delle dinamiche sociali che anche oggi le organizzazioni sindacali, insieme al Governo, hanno definito. Il secondo elemento particolarmente importante è la sanità. Noi abbiamo attraversato una pandemia. Vi sono Regioni in questo Paese che faticano a chiudere gli equilibri. Noi rischiamo di pregiudicare la tenuta del sistema sanitario universale. Su tale questione, nei modi e nei termini possibili con la decretazione d'urgenza, credo che il Ministro della salute e il Ministro dell'economia debbano trovare una soluzione. Servono, probabilmente, un po' di risorse, ma più importante sarebbe anche alleggerire il peso dell'equilibrio di bilancio, con una spalmatura dei costi del Covid-19 che vada oltre l'esercizio. Questi sono tutti elementi che salvaguardano la tenuta sociale del nostro Paese. L'obiettivo di fondo, come chiesto del Presidente della Repubblica e come so essere all'attenzione del Governo, deve essere la salvaguardia della coesione sociale e la tenuta del Paese, prevenendo i conflitti. Questo è il motivo per cui noi voteremo a favore della risoluzione, mantenendo un profilo di responsabilità totale: perché la responsabilità, per la credibilità delle istituzioni, non è compatibile con le menzogne e nemmeno con le strumentalizzazioni. (Applausi) . DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, sottosegretario Sartore, colleghi senatori, vorrei utilizzare pochi minuti per esprimere alcuni concetti e per riportare al centro del dibattito politico e parlamentare la situazione di emergenza che pensavamo e speravamo di buttarci alle spalle qualche mese fa con l'uscita dalla grave crisi economica dovuta alla pandemia. Purtroppo, ci siamo ritrovati invece, a causa del conflitto russo-ucraino, nuovamente in una fase di crisi economica difficile da superare. Le nostre imprese, le nostre famiglie, le nostre aziende sono oggi ancora molto stremate da queste situazioni diverse ma che sempre hanno portato una grave crisi economica nel nostro Paese in questi anni. È quindi il momento di rimettere al centro il concetto di emergenza ed è questo il motivo per cui oggi siamo qui anche noi ad esprimere questa necessità. È un nostro dovere oggi, in un momento di emergenza, continuare a sostenere gli aiuti economici in favore delle nostre imprese e delle nostre famiglie. (Applausi) .