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sono tante le ricchezze architettoniche e artistiche che fregiano e rendono il Teatro un edificio di valore storico e architettonico che merita, anche solo per questo, il riconoscimento di monumento nazionale. Vorrei fare una breve incursione storica sulla legislazione del monumento nazionale, perché sul sito monumentinazionali.it impariamo che la maggior parte di essi sono stati promossi durante il Regno d'Italia per salvaguardare un patrimonio inizialmente legato soprattutto alle biblioteche, che erano ecclesiastiche, un patrimonio che rischiava di scomparire per le difficoltà di quanti ne avevano possesso o disponibilità di garantirne il mantenimento. Con queste operazioni, quindi, il Regno d'Italia e poi la Repubblica hanno impedito che fossero ceduti a privati o a collezionisti strutture o materiali che erano e sono destinati alla condivisione pubblica, in quanto patrimonio nazionale. Siamo davvero in un'altra epoca, se pensiamo a come oggi, invece, stiamo rischiando di scivolare in una china che vede sempre di più la privatizzazione della gestione del nostro patrimonio artistico e culturale. Dunque, colleghi, che questo sia un monito per ricordarci che cosa ispirava questa dichiarazione e che cosa siamo tenuti a garantire come parlamentari di questa Repubblica. La prima proclamazione di monumento di storia nazionale - pensate - è del 6 maggio 1866, con la tutela del Regno di Palazzo Madama di Torino. Vedete dunque come la cultura e la storia ci insegnino quanto siamo legati al nostro passato (Applausi) e quanto dal passato si debba guardare al futuro grazie alla cultura, che ci insegna molto anche del nostro presente, perché la cultura è pace. Ringrazio il senatore Laforgia per aver ricordato quanto sia importante oggi approvare questo disegno di legge. Tra le tante immagini che ci arrivano dall'Ucraina, certamente non possiamo dimenticarci quelle di giovani musicisti che sono scesi nelle piazze per ribadire quanto la cultura possa essere il veicolo di pace e di unione tra i popoli. Da qui l'importanza della diplomazia culturale e di non far scendere la cultura nel campo di guerra. (Applausi) . La cultura deve rimanere fuori dal campo di guerra. Dobbiamo costruire ponti e pace attraverso la cultura. Un altro momento storico ci ha insegnato l'importanza della cultura: la pandemia. Sono aumentati significativamente i consumi di contenuti artistici e culturali online durante la pandemia, perché la cultura cura, la musica cura, e la pandemia ce lo ha insegnato. Perché possiamo ancora vantare questo patrimonio oggi? Possiamo farlo perché ci sono persone, professionisti che ci curano attraverso la loro professione e curano e tutelano il nostro patrimonio artistico e culturale: aiutano a valorizzarlo e a conservarsi, aiutano a gestirlo, ci aiutano a far sì che noi tutti ne possiamo usufruire nella sua ricchezza intangibile, che è la ricchezza della conoscenza che ci eleva e ci rende quelli che siamo (Applausi) . Ed è una ricchezza intangibile perché, attraverso la nostra creatività, possiamo vantarci nel mondo del nostro made in Italy . Quando andiamo nel mondo, il più bel biglietto da visita è la nostra cultura; il più potente strumento di incontro e di soft power è l'opera lirica, e noi ce lo dobbiamo ricordare. Allora i professionisti vanno tutelati e valorizzati. Vi dico tutto ciò perché auspico che, con l'insediamento della nuova amministrazione, si torni a ragionare sulla vicenda del coro del Teatro Regio: una vicenda che merita attenzione perché il coro del Regio esiste grazie a questa cooperativa che canta e che presta la sua alta professionalità all'interno del Regio. Il maestro del coro, Martino Faggiani, ha lamentato l'esclusione del coro del Regio nella serata di apertura a febbraio scorso, e in generale ha lamentato una scarsa considerazione delle masse artistiche. Allora auspichiamo che a giugno questa vicenda trovi una soluzione, perché i professionisti lo meritano, come meritano in generale di avere un lavoro stabile all'interno di istituzioni che promuovono la cultura dell'opera lirica e della musica sinfonica. Non mi dilungo oltre, perché oggi è una giornata in cui dobbiamo essere felici. Allora permettetemi di salutarvi attraverso una forzatura, citando Verdi: «Libiamo nei lieti calici, che la bellezza infiora». (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Rinvio in Commissione del disegno di legge: Doc 2317 Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti NENCINI ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2317. Ha chiesto di intervenire la relatrice. Ne ha facoltà. DE LUCIA, relatrice . Signor Presidente, mi corrono l'obbligo e il dovere di chiarire che, alla luce di un recentissimo provvedimento del Governo, è emersa la necessità di intervenire sul testo, definito dalla Commissione, degli articoli del disegno di legge in esame, con particolare riferimento alla norma con la quale viene identificato l'organo a cui sono demandati l'esame e la valutazione dei progetti previsti dal disegno di legge. Chiedo pertanto il rinvio in Commissione del disegno di legge in esame, mantenendo la sede redigente, al fine di poter modificare la norma, chiedendo l'autorizzazione a convocare immediatamente la Commissione, integrandone l'ordine del giorno. PRESIDENTE . La relatrice propone pertanto una questione sospensiva, richiedendo il rinvio in Commissione del disegno di legge in esame. Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge n. 2317 può prendere la parola non più di un rappresentante per Gruppo, per dieci minuti. Poiché nessuno chiede di intervenire, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva, avanzata dalla senatrice De Lucia. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 1571-B Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare («legge SalvaMare») (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1571-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. La relatrice, senatrice La Mura, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. LA MURA, relatrice . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, siamo alla quarta lettura del disegno di legge SalvaMare. Quella odierna dovrebbe essere l'ultima lettura del provvedimento, che dovremmo dunque approvare definitivamente.