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Presso l'IMGC sono stati realizzati anche campioni ottici di frequenza a diverse lunghezze d'onda nel visibile e nel vicino infrarosso dello spettro elettromagnetico, con lunghezze d'onda di 514 nm, 543 nm, 593 nm, 640 nm, 852 nm, 1,5 (Micron m, 3,39 (Micron m e 10 (Micron m. 7. Nel 1985 l'IMGC ha firmato con il NIST (USA) un accordo nel quale i due istituti riconoscono l'equivalenza dei campioni nazionali di lunghezza da loro realizzati. 2. Campione nazionale di massa 1. Il campione nazionale di massa, copia n. 62 del Kilogrammo Prototipo Internazionale (KPI), è un cilindro di platino-iridio avente diametro di base ed altezza pari a circa 39 mm e densità di 21 546,64 kg/mfB0123, quest'ultima misurata dal BIPM all'atto della sua prima taratura nel 1974. Esso è conservato sotto doppia campana di vetro, all'interno di una cassaforte, nel laboratorio sotterraneo per le misure di massa dell'IMGC, in condizioni controllate di temperatura e umidità relativa. Le due chiavi della cassaforte sono affidate rispettivamente al Direttore dell'IMGC ed al conservatore del campione. Gli impieghi del campione nazionale vengono annotati nell'apposito registro conservato all'interno della cassaforte. 2. La massa del campione è stata determinata dal BIPM per confronto con il KPI, ottenendo 0,999 999 051 kg con incertezza pari a +/- 8 (Micron g (certificato BIPM n. 37 del 14 agosto 1974). Il campione nazionale è soggetto a periodica verifica della taratura per confronto con il KPI con cadenza stabilita dalla CGPM. La relazione tra la massa del campione nazionale e la massa del prototipo nazionale, copia n. 5 del KPI di cui al T.U. delle leggi metriche di cui al Regio Decreto 23 agosto 1890, n. 7088, è periodicamente verificata mediante confronti diretti o indiretti tra le due masse. Il prototipo nazionale è conservato dall'Ufficio Centrale Metrico, nell'ambito dei compiti istituzionali ad esso assegnati e confermati dall'art. 2, comma 4, della legge 11 agosto 1991, n. 273. 3. La derivazione dei campioni secondari del kilogrammo dal campione nazionale è effettuata per confronto mediante il comparatore di massa installato presso l'IMGC, avente scarto tipo pari a +/- 1 (Micron g, installato nello stesso laboratorio in cui è conservato il campione nazionale. Prima di ogni confronto il campione nazionale ed i campioni secondari sono preparati secondo la procedura di pulizia stabilita dal CIPM. Per i campioni secondari di acciaio inossidabile o di leghe speciali (densità compresa tra 7500 kg/metro cubo e 9000 kg/metro cubo), la derivazione dal campione nazionale comporta sempre la necessità di determinare la densità dell'aria durante le operazioni di confronto, per tener conto della differenza di spinta aerostatica. Tale determinazione è effettuata presso l'IMGC sulla base della for- mula raccomandata dal CIPM e mediante la misurazione automatica dei parametri ambientali (pressione, temperatura e umidità). Dall'incertezza di tale determinazione dipende in modo preponderante l'incertezza attribuibile ai campioni secondari e quindi a tutta la scala dei multipli e sottomultipli. Mediante l'impiego di strumenti periodicamente confrontati con i campioni nazionali di temperatura e di pressione e con il campione di umidità realizzato dall'IMGC, la determinazione della densità dell'aria durante i confronti è eseguita con un'incertezza inferiore a +/- 0,000 24 kg/metro cubo. Ciò consente la derivazione dei campioni secondari in acciaio inossidabile con incertezza di +/- 20 (Micron g. 4. Per derivazione dal campione nazionale è realizzata la scala dei campioni di massa da 1 mg a 500 kg con incertezza relativa compresa tra +/- 1 x 10(elevato a - 4) e +/- 5 x 10(elevato a - 8) in funzione del valore nominale. La scala dei campioni di massa è stata sottoposta ad una serie di confronti internazionali. Il più recente (1990) è stato un confronto tra campioni di 10 g e 50 g con il NPL, il PTB e il SP. I risultati hanno confermato le incertezze dichiarate. Campione nazionale di quantità di sostanza In generale non si realizza il campione di quantità di sostanza (unità mole, simbolo mol); si realizzano però campioni di grandezze la cui unità di misura è derivata dalla mole, come ad esempio i campioni necessari per le misurazioni di concentrazione. Le misure di quantità di sostanza si effettuano mediante misure di massa e sulla base della conoscenza delle masse atomiche relative. 3. Campione nazionale di tempo 1. Il campione nazionale di tempo è conservato mediante un orologio atomico a fascio di cesio selezionato tra i cinque disponibili, conservati in un locale la cui temperatura è controllata entro +/- 0,5 C. La frequenza generata dall'orologio atomico selezionato viene corretta mediante un variatore continuo di fase per mantenerla in accordo, con un'incertezza di +/- 2 x 10(elevato a - 13), con con la frequenza media di UTC del BIPM ottenuta pesando statisticamente i dati relativi agli orologi atomici a fascio di cesio conservati presso gli istituti metrologici di diversi Paesi. I segnali di tempo generati dagli orologi disponibili presso l'IEN sono confrontati tra di loro due volte al giorno mediante un misuratore di intervallo di tempo, in modo da poter rilevare eventuali anomalie di funzionamento. Per consentire la datazione di eventi, in accordo con la risoluzione n. 5 della XV CGPM del 1975, dal campione nazionale viene generata la scala di tempo UTC(IEN), che può essere corretta di +/- 1 s su indicazione dell'International Earth Rotation Service per mantenerla in accordo entro +/- 0,9 s con la scala di tempo rotazionale terrestre UT1 (Tempo Universale). La disseminazione della scala di tempo nazionale è effettuata dall'IEN mediante opportuni segnali orari e tecniche di sincronizzazione diverse. 2. L'incertezza relativa con la quale è conservata e resa disponibile l'unità di tempo della scala UTC(IEN) è pari a +/- 3 x 10(elevato a - 13) ed è valutata considerando: l'instabilità di frequenza del campione atomico di riferimento, in un periodo di tempo compreso tra 1 e 30 giorni +/- 1 x 10(elevato a - 13) ; la determinazione dello scarto tra la scala UTC(IEN), l'UTC del BIPM e quelle di altri laboratori metrologici primari, usando il sistema di sincronizzazione GPS (Global Positioning System), con la tecnica di misura in vista comune +/- 2 x 10(elevato a - 13); la determinazione della durata dell'unità di intervallo di tempo della scala UTC del BIPM rispetto alle migliori realizzazioni sperimentali dell'unità stessa con campioni primari di laboratorio +/- 2 x 10(elevato a - 14). 3. Dai confronti internazionali eseguiti è risultato che nel 1990 e nel 1991 lo scarto relativo dell'unità di tempo della scala UTC(IEN) rispetto a UTC è compreso tra - 1,7 x 10(elevato a - 13) e + 1,6 x 10(elevato a - 13). Nei medesimi anni, la scala di tempo UTC(IEN) è stata mantenuta entro +/- 2 (Micron s rispetto alla scala di tempo UTC del BIPM.