[resaula]

Sappiamo che si tratta di un provvedimento «salvo intese», che di solito significa - nel gergo del Governo in carica - che non c'è accordo su nulla. Sappiamo che l'unica semplificazione possibile in questo momento sarebbe quella di cancellare tutti i provvedimenti precedenti i cui decreti attuativi rendono praticamente paralitica l'azione di questo Governo, a partire dal decreto-legge cura Italia allo stesso decreto-legge liquidità, che sono gocce in un mare di sete che tanti italiani hanno come lo stesso decreto-legge rilancio, signor Presidente del Consiglio, che abbiamo visto passare in velocità: una cosa piuttosto sconcia, devo dire. (Applausi). Siamo molto offesi per quello che è successo, non solamente nei nostri confronti come opposizione, ma di tutto l'Emiciclo, anche della maggioranza: un treno lanciato in velocità che non si è fermato alla stazione Senato. (Applausi). Abbiamo guardato dai finestrini il contenuto del decreto-legge rilancio, ma non abbiamo potuto in alcun modo agire nel merito. Non è un grande rispetto per il Parlamento questo. Ma parliamo del suo toolkit , la sua cassetta degli attrezzi, con cui si presenterà venerdì e sabato in Europa. Certo, come abbiamo detto, è un Consiglio dell'Unione europea non assolutamente determinante, ma è una fase importante di negoziazione di un asset europeo che lei definirebbe poderoso: next generation EU, un fondo a cui dovranno attingere i Paesi che hanno bisogno. Personalmente non reputo opportuno che lei si presenti a questa negoziazione dopo aver ipotizzato la proroga dello stato di emergenza per l'Italia, che ci fa fare una bruttissima figura a chi guarda dalle finestre, da fuori l'Italia, dando l'impressione che l'Italia sia ancora un Paese a rischio, che gli italiani siano una sorta di conventicola di untori con infrastrutture sanitarie non sufficientemente efficienti, che rendono, quindi, necessario un prolungamento, una proroga di uno stato di emergenza che ha abbattuto, congelato l'economia italiana e le sue categorie produttive, oltre ad avere distrutto tre mesi di vite familiari. Ha separato famiglie, lasciato persone anziane, nonni da soli terrorizzati, chiuso bambini in casa privandoli della scuola, dei giochi, degli amici, della vita; spento luci negli studi professionali; spento, purtroppo, macchine di cicli produttivi che fanno molta fatica a riprendere; abbassato saracinesche che fanno fatica a rialzarsi. Signor Presidente del Consiglio, lei ipotizza di poter prolungare uno stato di emergenza di questo tipo? (Applausi). Se lei vuole veramente bene al nostro Paese, le ripeto ancora una volta, come in tutti i miei interventi, che l'unica proroga che il suo Governo e lei personalmente dovrebbe fare è quella delle scadenze fiscali degli italiani al 31 gennaio 2021. (Applausi) . Ci sono 6 milioni di partite IVA che non stanno guadagnando: sono quelle luci spente, signor Presidente del Consiglio, quei cicli produttivi, quegli artigiani, quei commercianti, quelle imprese industriali che non stanno riagganciando la ripresa che lei abbatterebbe ancora di più se prolungasse lo stato di emergenza; queste persone, queste aziende che non stanno lavorando lunedì 20 luglio dovranno pagare le tasse. Come? Con i soldi che non hanno? Noi le stiamo chiedendo una cosa molto banale, signor Presidente del Consiglio, quello che altri Paesi europei hanno già fatto in ogni modo possibile, mettendo i soldi sui conti correnti delle famiglie e delle imprese, non facendo fare inutili file a poveri imprenditori e persone fisiche, come se fossero degli imprenditori falliti, dei postulanti davanti alle banche, per ottenere piccoli prestiti con modalità che solo una congiunzione astrale complicatissima, particolarmente difficile, rende possibili. Non è così, signor Presidente del Consiglio, che si affrontano le emergenze. Non è così che si va in Europa. Lei lo deve dire in Europa che in Italia non è andato tutto bene. Le sue politiche non hanno funzionato, avete perso tempo, avete sprecato soldi. Nel decreto-legge rilancio non ci sono investimenti produttivi, non ci sono investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali di cui il nostro Paese ha bisogno. Penso a piccole, grandi, medie opere pubbliche e private, infrastrutture immateriali, economia della conoscenza, scuola, formazione, scuola! Ha presente la parola «scuola»? (Applausi) . Però se la ricordi, non solo qui. A settembre, oltre allo sblocco dei licenziamenti e alla fine della cassa integrazione (per chi l'ha avuta, perché 800.000 persone ancora non hanno avuto la cassa integrazione in deroga e stanno ancora aspettando le sue promesse), 12 milioni di famiglie, signor Presidente del Consiglio, dovranno capire cosa ne faranno dei loro figli. Lei non deve parlare coi suoi comitati tecnico-scientifici, ma con gli insegnanti, che le diranno che alcune forme di didattica per certa età non sono possibili, non è possibile fare la didattica a distanza. Come sono i banchi, ergonomici? Facciamo i banchi ergonomici, signor Presidente del Consiglio: si vede che voi non avete mai fatto compiti in classe, come dice la mia collega Gallone. (Applausi) . Tutto ciò premesso - e non è poco - le ho chiesto tante volte se lei sente il rumore della piazza; sa che la piazza le parla ogni giorno? Oggi c'erano estetiste, le parrucchiere, i barbieri e non mi dica che quel taglio di capelli se l'è fatto da solo, perché non ci credo! (Applausi) . Allora, quantomeno in ossequio a questo, li ascolti, non ascolti i suoi comitati; anzi, ci piacerebbe se applicasse il famoso piano Colao. Il problema è che lo ha fatto talmente bene che a lei non va bene, perché punta sugli investimenti e non sulla spesa assistenziale, sull'assistenzialismo che voi proponete dando pochissimo a pochi, alimentando il non lavoro e non puntando sull'unica cosa che contrasta veramente la povertà: il lavoro! (Applausi) . Bisogna sostenere chi lavora, chi produce, non bisogna dare soldi a chi non lavora, perché li si rende sempre più poveri e sempre più privi di prospettive. Come possiamo noi pensare che lei vada in Europa forte di questa politica e di un piano che noi non condividiamo, perché non pensiamo che l'Italia si possa rialzare su questi presupposti? Noi le abbiamo tante volte proposto il nostro aiuto, le abbiamo detto di puntare sulle infrastrutture, sulla riforma fiscale, di dare aria adesso con la sospensione dei pagamenti all'Agenzia delle entrate, che peraltro sta facendo partire - lo dice Ruffini, una cosa inquietante - 8 milioni di cartelle esattoriali più altri 22 milioni a quelle povere partite IVA che non sanno più come fare, non guadagnano. (Applausi) . Lei è avvocato come me, lo sa che i giovani avvocati non guadagnano più? Cosa diciamo ai giovani avvocati, ai giovani commercialisti, ai giovani professionisti? Cosa diciamo loro? Cosa raccontiamo loro? Perché non voglio condividere la responsabilità di scelte così sbagliate. Non la vogliamo condividere. Abbiamo cercato in ogni modo di proporvi alternative: