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Il comma 2 dispone che il CIS Taranto sia sottoscritto da tutti i soggetti istituzionali chiamati a far parte di un apposito Tavolo istituzionale permanente per l'Area di Taranto, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con compiti di coordinamento e concertazione delle azioni da intraprendere e di definizione delle strategie per lo sviluppo del territorio tarantino. Sono chiamati a far parte del Tavolo, presieduto dalla Presidenza del Consiglio, rappresentanti delle amministrazioni centrali, degli enti territoriali e locali e degli altri soggetti coinvolti (Autorità portuale, Commissario straordinario per la bonifica, Commissario del porto di Taranto), nonché dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (Invitalia). Il comma 3 reca la clausola d'invarianza finanziaria. Con l'articolo 6 sono dettate disposizioni per le misure di bonifica di Taranto e dell'area tarantina. Il comma 1 prevede che il Commissario straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto predisponga un programma di misure a medio e lungo termine per il recupero dell'intera area di Taranto, dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale, al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza sanitaria ed ambientale e mitigare la situazione di criticità delle imprese del territorio. Il comma 2 individua le risorse da trasferire, per la realizzazione del programma, sulla contabilità speciale del Commissario straordinario. Il comma 3 prevede la possibilità per il Commissario straordinario di utilizzare una quota di risorse per le attività tecnico-amministrative connesse alla realizzazione degli interventi medesimi. Il Commissario inoltre, come disposto dal comma 4, può concludere accordi con altre pubbliche amministrazioni, università ed altri enti pubblici di ricerca, per lo svolgimento delle attività allo stesso demandate. L'articolo 7 reca disposizioni in materia di poteri del Commissario straordinario del porto di Taranto. Il comma 1 estende i poteri del Commissario straordinario del Porto di Taranto a tutti gli interventi infrastrutturali necessari per l'adeguamento e l'ampliamento del Porto medesimo e non solo a quelli previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 febbraio 2012 di nomina del Commissario medesimo. Ciò al fine di rendere l'infrastruttura portuale di Taranto rispondente agli standard competitivi dell'area mediterranea -- con riflessi positivi in termini di sicurezza e celerità dei trasporti marittimi, nonché di sviluppo economico e competitivo dell'intero Paese -- e soprattutto con benefiche ricadute in campo occupazionale. Gli interventi da realizzare comprendono, a titolo esemplificativo: la bonifica dello Yard Belleli, l'ampliamento del V Sporgente e relativi dragaggi, i dragaggi delle banchine pubbliche del porto commerciale, l'intervento di ripristino della Calata IV, ex area Soico. Nel porto vecchio o commerciale sono previsti altri interventi (ricostruzione impalcato testata Molo San Cataldo, Centro Servizi Polivalente, rete di raccolta e collettamento acque di pioggia e rete idrica e fognante) i cui oneri sono a carico dell'Autorità portuale. Si tratta di interventi che richiedono la medesima accelerazione delle opere indicate nel sopra menzionato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il comma 2, in applicazione dei generali principi di efficacia dell'attività amministrativa e di semplificazione procedimentale ed al fine di determinare una fondamentale accelerazione in ordine all'acquisizione delle autorizzazioni, intese, concerti, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati degli enti locali, regionali, dei Ministeri e di tutti gli altri competenti enti, prevede che detti atti siano rilasciati entro trenta giorni dalla richiesta del Commissario straordinario del Porto di Taranto e che decorso tale termine gli stessi si intendono resi in senso favorevole. Il comma 3 reca anch'esso una disposizione acceleratoria in ordine alla pronuncia sulla compatibilità ambientale delle opere che deve essere emessa nel termine di sessanta giorni. L'articolo 8 intende definire alcuni strumenti di intervento per la riqualificazione e la valorizzazione della cosiddetta «città vecchia» di Taranto e dell'Arsenale militare marittimo della città. Al comma 1 si prevede, agendo d'intesa con il comune di Taranto, di individuare un piano di azioni che mutino la condizione di abbandono della città vecchia. L'obiettivo che ci si pone è duplice: da una parte, la prioritaria messa in sicurezza e recupero del patrimonio architettonico della città vecchia, dall'altra l'avvio di un percorso di valorizzazione, che possa avere positivi risvolti anche dal punto di vista dell'attrattività turistica. Al fine di consentire la celere realizzazione degli interventi, il Ministero, ricevuto il piano elaborato del comune di Taranto, provvede a valutarne la compatibilità con le esigenze di tutela del patrimonio culturale. La valutazione positiva del Ministero è espressa con decreto del Ministro che sostituisce tutte le autorizzazioni, i nulla osta e gli atti di assenso di competenza del Ministero medesimo. Le autorizzazioni, le intese, i concerti e tutti gli atti di assenso degli enti territoriali e di ogni altro ente o autorità competente devono essere resi entro il termine di trenta giorni dalla richiesta del comune di Taranto, decorso il quale detti atti si intendono resi in senso favorevole. Sempre a fini acceleratori, il comma 2 prevede un termine di sessanta giorni per la pronuncia sulla compatibilità ambientale degli interventi da realizzare. Con il comma 3, nell'ottica di potenziamento dell'offerta culturale, rivolta sia ai cittadini sia ai turisti, si prevede l'elaborazione, a cura del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Ministero della difesa, previa intesa con la regione Puglia e il comune di Taranto, di un progetto di valorizzazione culturale e turistica del complesso dell'Arsenale militare marittimo. L'Arsenale di Taranto, che occupa un'area di oltre 90 ettari insistente sul demanio dello Stato in uso all'Amministrazione della difesa, è, storicamente, una realtà di rilevante importanza sociale, culturale ed economica che ha costituito e costituisce il principale fattore di sintesi fra le componenti militare e civile della città. Il complesso arsenalizio di Taranto non è dunque solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l'intero Paese, da tutelare e valorizzare, rendendolo fruibile per la collettività. Il progetto è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; detto decreto, come previsto dal comma 4, sostituisce tutte le autorizzazioni, i pareri e gli atti di assenso comunque denominati di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il comma 5 dispone che sia il piano per la riqualificazione della città vecchia di Taranto che il progetto di valorizzazione dell'Arsenale militare siano sottoposti al CIPE per l'assegnazione delle risorse finanziarie a valere sul Fondo di sviluppo e coesione, nel limite delle risorse annualmente disponibili. L'articolo 9 disciplina l'entrata in vigore del provvedimento..