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1) assicurare maggiore sicurezza e condizioni dignitose di lavoro agli agenti di Polizia penitenziaria in servizio; 2) assumere nuovo personale in numero almeno sufficiente a coprire le carenze di organico; 3) costruire nuove carceri e ristrutturare quelle esistenti per aumentare la disponibilità dei posti (invece di perpetrare le vecchie politiche "svuotacarceri") e degli spazi dedicati alla socializzazione, allo studio, al lavoro e, più in generale, alle politiche di recupero e reinserimento dei detenuti; 4) dotare gli agenti di Polizia penitenziaria di appositi dispositivi antiaggressione e consentire loro l'utilizzo, come armi di reparto, di quelle comuni ad impulsi elettrici, in analogia a quanto già disposto per l'amministrazione della pubblica sicurezza e, di recente, ai Corpi di Polizia municipale. Atto n. 3-00318 PIARULLI Al Ministro della giustizia Premesso che: è "violenza contro le donne" ogni atto di violenza fondata sul genere, che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà; come dimostrato dai dati statistici ufficiali e dalle numerose richieste di aiuto delle vittime di violenza domestica, stalking o abusi sessuali presso gli appositi centri di ascolto dislocati sul territorio nazionale, si tratta di un fenomeno in costante crescita. A questo dev'essere poi aggiunto, purtroppo, l'insieme delle violenze di genere non denunciate da mogli, dipendenti o minorenni per paura delle conseguenze o perché si sentono ingiustamente colpevoli di una simile aggressione; considerato che sono stati presentati nella XVIII Legislatura diversi disegni di legge in materia, di iniziativa parlamentare, volti al contrasto del fenomeno, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo abbia intenzione di intraprendere, anche sul piano delle proposte normative, volte al contrasto di un problema che sta assumendo le connotazioni di una vera e propria piaga sociale. Atto n. 3-00319 GALLONE RONZULLI Alfredo MESSINA GALLIANI MALLEGNI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con decreto ministeriale n. 579 del 2 agosto 2018, il Ministro in indirizzo ha autorizzato i contingenti delle assunzioni docenti per l'anno scolastico 2018/2019, prevedendo la copertura di 57.322 posti di lavoro a tempo indeterminato nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado; sono ancora molti i disagi per le scuole italiane che anche quest'anno non hanno a disposizione un organico adeguato, come anche per gli uffici del Ministero sul territorio; è il caso della Lombardia che, a fronte di una dotazione organica di personale del comparto Ministeri assegnata all'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, suddivisa tra i vari ambiti territoriali provinciali, determinata con determina dirigenziale dell'Ufficio scolastico regionale in 675 unità, conta invece presenze effettive che risultano essere meno della metà (circa 267). Come ad esempio nell'Ufficio scolastico territoriale della provincia di Bergamo dove, su 72 presenze previste, solo 22 sono quelle effettive; gli uffici scolastici territoriali svolgono un ruolo di supporto amministrativo e didattico alle scuole per tutta la durata dell'anno scolastico e questa carenza di personale ne impedisce il pieno e proficuo svolgimento e supporto; il personale amministrativo degli uffici scolastici territoriali della Lombardia si trova quindi a fronteggiare grandi difficoltà organizzative per cercare di garantire il corretto proseguimento dell'anno scolastico attraverso un'intensificazione dell'attività lavorativa, arginando encomiabilmente il malumore di studenti e genitori al ripetersi di situazioni di disagio che portano sempre più spesso alla riduzione qualitativa e quantitativa dell'offerta scolastica; occorre garantire a tutti il diritto allo studio e pari opportunità formative, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di risolvere la situazione di carenza di organico in cui versano gli uffici scolastici territoriali, e in particolare quello della Lombardia. Atto n. 3-00320 IWOBI Al Ministro dell'interno Premesso che: nei giorni scorsi un furgone della gendarmeria francese è stato avvistato dalla Polizia italiana nei pressi di Clavière, Comune dell'Alta Val di Susa, nella città metropolitana di Torino, mentre faceva scendere alcune persone, molto probabilmente dei migranti di origine africana, in una zona boschiva poco prima del tunnel di Cesana Torinese, adiacente al confine di Stato; dopo aver compiuto tale operazione, il furgone è poi rientrato in territorio francese; la Polizia italiana ha provveduto ad annotare la targa e ad avviare una serie di indagini sui fatti; nelle registrazioni in possesso della Digos, si scorge il furgone, mentre farebbe scendere i presunti migranti, i quali si sono poi incamminati nel bosco facendo perdere le loro tracce; la Digos ha trasmesso le immagini alla Procura di Torino, che ha prontamente aperto un fascicolo; qualora i fatti fossero confermati, si tratterebbe di un precedente molto grave, in quanto, alla luce degli accordi internazionali vigenti, in casi del genere l'Autorità straniera è tenuta ad avvertire il commissariato di Polizia o la stazione dei Carabinieri di zona; non si può escludere che vi siano stati tentativi di condurre in territorio italiano anche migranti minorenni, secondo quanto denunciato da numerose organizzazioni e da alcuni sindaci dei comuni di confine; considerato che: dopo le richieste inoltrate dal Ministero degli affari esteri all'Ambasciata francese a Roma, le autorità francesi hanno confermato l'accaduto; secondo quanto riportato dai principali quotidiani, la Prefettura della regione francese Hautes-Alpes avrebbe parlato a tal proposito di un "errore" commesso da gendarmi a motivo del fatto che gli stessi erano in servizio da pochissimi giorni nella regione e non conoscevano bene il posto; la Prefettura avrebbe poi precisato che, nell'ambito di una missione di rimpatrio di stranieri irregolari, un veicolo della gendarmeria francese avrebbe attraversato il confine franco-italiano in direzione di Clavière, senza previa autorizzazione della polizia italiana e che i primi controlli effettuati dalla Prefettura delle Hautes-Alpes confermano questo attraversamento, in contrasto con le disposizioni in vigore, si chiede di sapere, qualora i fatti richiamati in premessa corrispondano al vero, se tra l'Italia e la Francia vi siano in corso accordi scritti e formali che consentano questo tipo di operazioni.