[ddlpres]

a) riceve dalle persone disponibili ad accogliere minori in affidamento familiare internazionale la relativa istanza e ne valuta i presupposti, compiendo, con riferimento all'affido internazionale, le attività di cui all'articolo 29- bis ; b) trasmette all'autorità centrale una relazione sulla idoneità dei richiedenti a ricevere un minore in affidamento; c) svolge le pratiche relative all'affidamento familiare presso le autorità del Paese di origine del minore e concorda con esse le modalità di mantenimento delle relazioni del minore stesso con la sua famiglia di origine; d) informa gli aspiranti affidatari sulle procedure da seguire e sul progetto predisposto, sulle relative modalità di applicazione, sulla sua durata nonché sulle modalità di mantenimento delle relazioni con la famiglia di origine e con il Paese di origine del minore; e) svolge le attività relative alle procedure di autorizzazione all'ingresso del minore e al suo inserimento presso gli affidatari; f) informa costantemente l'autorità centrale delle procedure in esame, trasmettendo la relativa documentazione in esito alle decisioni assunte. 3. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 31, comma 3. Art. 57- septies. -- 1. L'autorità centrale, ricevuti gli atti relativi agli aspiranti affidatari e valutate le conclusioni dell'ente incaricato, dichiara che l'affidamento familiare risponde al superiore interesse del minore e ne pronuncia l'efficacia in Italia, autorizzando l'ingresso e la residenza in Italia del minore stesso per la durata dell'affidamento. 2. La dichiarazione di cui al comma 1 del presente articolo non è ammessa quando non risultano rispettate le condizioni previste dall'articolo 57- bis , commi 2 e 4. Art. 57- octies. -- 1. Il provvedimento di affidamento familiare internazionale disposto dall'autorità straniera competente e ogni altro documento relativo sono trasmessi al tribunale per i minorenni del distretto in cui risiede la famiglia affidataria, che vigila sull'andamento dell'affidamento familiare ricevendo periodiche relazioni dall'ente autorizzato e procedendo a ogni altro accertamento ritenuto utile. 2. Nel caso in cui la prosecuzione dell'affidamento familiare rechi pregiudizio al minore, il tribunale per i minorenni adotta i provvedimenti previsti dall'articolo 23 e provvede a comunicarli all'autorità centrale per l'affidamento internazionale, all'ente autorizzato incaricato e al servizio sociale competente del comune in cui la famiglia affidataria risiede. Art. 57- novies. -- 1. L'affidamento familiare internazionale cessa con provvedimento dell'autorità del Paese di origine del minore, che lo ha disposto, quando è venuta meno la situazione di difficoltà temporanea della famiglia di origine che lo ha determinato ovvero nel caso in cui la sua prosecuzione rechi pregiudizio al minore. L'ente autorizzato trasmette il provvedimento di cui al presente comma all'autorità centrale, che ne dichiara l'efficacia e autorizza il rientro del minore nel Paese di origine, a cura dell'ente autorizzato. 2. Nel caso in cui, alla data di scadenza del progetto di cui all'articolo 57- bis , comma 1, il rientro del minore nella famiglia di origine risulti impraticabile, ovvero il minore non abbia terminato il citato progetto, l'autorità competente del Paese di origine adotta un provvedimento di proroga dell'affidamento familiare. L'ente autorizzato trasmette il provvedimento di cui al presente comma all'autorità centrale che ne dichiara l'efficacia, dandone comunicazione ai sensi del comma 1. Art. 57- decies. -- 1. Nel caso in cui il provvedimento di affidamento internazionale è pronunciato in favore di un minore di cui l'autorità competente del Paese di origine ha accertato la situazione di abbandono, la permanenza del minore in Italia è autorizzata dall'autorità centrale in applicazione del titolo III, capo I. In tale caso gli affidatari che siano in possesso dei requisiti di cui al citato titolo III, capo, I possono, ricorrendone i presupposti di legge, chiedere che sia pronunciata un'adozione dalle competenti autorità all'estero o in Italia, sempre che ciò sia conforme alla legislazione e ai provvedimenti del Paese di origine e corrisponda al superiore interesse del minore. Art. 57- undecies. -- 1. Rientrano nell'applicazione del presente capo anche i provvedimenti disposti all'estero che autorizzano l'espatrio del minore dal proprio Paese di origine per brevi soggiorni con un accompagnatore che ne ha la tutela. In tali casi l'autorità centrale autorizza l'ingresso del minore straniero e del suo accompagnatore stabilendone il collocamento nel domicilio di persone disponibili che ne facciano richiesta seguendo la procedura di cui all'articolo 57- sexies. Art. 57- duodecies . -- 1. Qualora le misure di cui al presente capo siano disposte in favore di minori in stato di adottabilità, la Commissione di cui all'articolo 38 deve essere informata del loro ingresso in Italia; la permanenza dei medesimi minori è autorizzata dall'autorità centrale in applicazione delle norme del titolo III, capo I. In tale caso le persone presso cui il minore è domiciliato, che siano in possesso dei requisiti di cui al titolo III, capo I, possono, ricorrendone i presupposti di legge, chiedere che sia pronunciata un'adozione dalle competenti autorità all'estero o in Italia, qualora ciò sia conforme alla legislazione e ai provvedimenti del Paese di origine e corrisponda al superiore interesse del minore». Art. 11. (L'adozione del nascituro) 1. Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, dopo l'articolo 22 sono inseriti i seguenti: «Art. 22- bis. – 1. Coloro che intendono adottare un nascituro possono presentare la domanda di cui all'articolo 22 a condizione che abbiano i requisiti in essa indicati. Il tribunale per i minorenni tiene un registro delle persone disponibili a tale adozione nel quale sono inseriti i dati delle persone che risultano idonee in esito alle indagini ai sensi del comma 4 dell'articolo 22. La formazione specifica sull'adozione del nascituro può essere offerta, oltre che dai servizi di cui all'articolo 22, comma 3, anche da un ente che abbia concluso con essi un accordo a norma dell'articolo 39- bis. 2. Sulle domande di cui al comma 1 del presente articolo il tribunale per i minorenni decide in applicazione della procedura di cui all'articolo 22 tenendo conto che esse hanno carattere prioritario e devono concludersi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda. L'abbinamento ai fini della disposizione dell'affidamento preadottivo può essere realizzato dal tribunale anche prima della nascita sotto il controllo dei servizi socio-assistenziali degli enti locali o di un altro ente che abbia concluso con essi un accordo a norma dell'articolo 39- bis. 3. È ammissibile la presentazione della domanda di adozione di uno specifico nascituro per il quale la gestante abbia deciso di non riconoscere il nascituro e darlo in adozione ai sensi dell'articolo 22- ter .