[resaula]

Siamo sicuri che stiamo consegnando uno strumento legislativo che poi non veda comunque chi ha subìto un'aggressione trasformarsi da vittima in carnefice? No, noi non siamo sicuri di questo. Sicuramente è positivo quanto è contenuto e quanto è previsto nel testo del disegno di legge; sicuramente è positivo il non dovuto risarcimento all'aggressore, che ha rappresentato il danno e la beffa più clamorosa che la giurisprudenza possa immaginare. Però voglio dire e voglio sottolineare con convinzione, da parte di Fratelli d'Italia, che concettualmente e direi ontologicamente questo provvedimento doveva e voleva fare di più. Lo dico perché sono convinta che, anche nell'animo di chi ha promosso per primo (dopo di noi) questa riforma, sicuramente non si è raggiunto quello che si è predicato e non si è raggiunto compiutamente quello che forse all'inizio ci sarebbe voluto. Noi infatti riteniamo che non sia concettualmente e ontologicamente declinato un principio fondamentale, che è il diritto e il dovere alla difesa quando si è vittima di un'aggressione. Se entri a casa mia, non mi interessa il motivo per cui entri; stai violando la mia casa, stai violando la mia famiglia e rappresenti una minaccia che non sono in grado di prevedere, la cui gravità non sono in grado di prevedere e che non devo prevedere, perché ho il diritto e il dovere di difendermi nel momento in cui sono vittima di una aggressione. E in questo non ci devono essere se e non ci devono essere ma. Avviandomi alla conclusione, signor Presidente, ho sottolineato la nostra opposizione patriottica e responsabile e vorrei che la maggioranza prendesse atto che quando, come nel caso di ieri, presentiamo emendamenti per aiutare un provvedimento, forse ci vorrebbe più considerazione per chi si impegna comunque per il bene del Paese senza avere un pregiudizio nei confronti della maggioranza di Governo. Pertanto, rispetto al testo in esame, con le perplessità che ho cercato di illustrare a quest'Assemblea, voteremo comunque a favore, considerandolo un passo in avanti, ma non quanto si era promesso, perché per Fratelli d'Italia la difesa è sempre legittima, è un principio, è un diritto e questa legge, utile, buona, positiva, compilativa in alcuni aspetti, non rende la difesa sempre legittima. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pillon. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei preliminarmente ringraziare il senatore Emanuele Pellegrini (che siede accanto a me) e il senatore Candura per il lavoro svolto in Commissione, nonché il senatore Vescovi per il suo contributo al presente intervento. Vorrei altresì dedicare un pensiero alle persone che hanno vissuto l'esperienza di doversi difendere prima da un'ingiusta aggressione e poi da un ingiusto processo (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Penso al tabaccaio Franco Birolo, al benzinaio Graziano Stacchio, al gioielliere Robertino Zancan, a Franco Sicignano e alla memoria di Ermes Mattielli, morto di crepacuore a seguito del processo a suo carico. Mai più lo Stato sia ambiguo, ma sappia schierarsi sempre dalla parte giusta (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il testo è stato oggetto di critiche insensate; ne ho lette molte, ne riporto una per tutte. Il Partito Democratico proponeva di specificare che per essere legittimati alla difesa occorre che l'aggressore usi le armi e non solo minacci di usarle. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, ma mi chiedo come si fa a dire cose simili. Seguendo questa logica, uno che si trovi un aggressore in casa potrebbe difendersi solo dopo aver ricevuto tre o quattro colpi di pistola, ma non mi risulta che i morti siano in grado di difendersi (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La verità è che il testo è equilibrato e le critiche provenienti da destra e da sinistra lo testimoniano. La legittima difesa sussiste sempre quando viene violata la sacralità della casa familiare, luogo in cui ciascuno di noi ha il diritto di sentirsi al sicuro. La legittima difesa sussiste sempre quando si deve respingere un'intrusione, quando si ingenera un grave turbamento nell'aggredito. Niente più condizionale agli aggressori che non pagano prima il risarcimento del danno; pene più gravi per chi aggredisce la sacralità della famiglia, ma soprattutto niente più processi civili assurdi contro le vittime che, dopo essersi dovute difendere, devono anche affrontare un processo civile di risarcimento del danno. L'altra significativa introduzione è quella del gratuito patrocinio, non già per gli imputati, ma finalmente per le vittime di queste aggressioni. Penso che questa norma fortemente voluta dalla maggioranza degli italiani sia una norma di semplice buonsenso. Concludo con le parole di un gigante del secolo scorso, San Giovanni Paolo II, il quale diceva che la legittima difesa può essere non soltanto un diritto, ma un grave dovere per chi è responsabile della vita altrui, del bene comune, della famiglia e della comunità civile. Oggi abbiamo realizzato questa profezia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP, nonché del senatore Di Marzio) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stancanelli. Ne ha facoltà. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, in prima lettura al Senato il Gruppo Fratelli d'Italia ha votato a favore del disegno di legge in discussione, anche se tanti emendamenti che avevamo presentato in Commissione e in Aula non sono stati approvati. Speravamo che il passaggio alla Camera ci rendesse giustizia, per adattare questo provvedimento alle esigenze che noi rappresentavamo con il disegno di legge che aveva come primo firmatario La Russa, sottoscritto da tutti i componenti del Gruppo al Senato: purtroppo questo non è avvenuto. Questa terza lettura si caratterizza soltanto per la norma finanziaria relativa al gratuito patrocinio. Noi voteremo a favore, perché sappiamo che è un passo in avanti; ma è un passo in avanti, come hanno chiaramente illustrato, anche sotto il profilo giuridico, sia il collega Balboni che la collega Rauti, che non ci soddisfa per l'obiettivo che volevamo raggiungere. Vi sono, infatti, due aspetti della norma che fra poco approveremo che ci mettono nella difficoltà di dare corso a ciò che l'opinione pubblica ci chiede. Quando facciamo riferimento alla eccessiva discrezionalità del giudice, non lo facciamo perché riteniamo che non ci debba essere il controllo di legittimità sul comportamento di chi si difende a casa propria; noi lo sosteniamo perché riteniamo che sia diversa l'accezione concettuale del significato di difendersi a casa propria e quindi di non dover dimostrare il grave turbamento o la proporzionalità. È una presunzione legale, che noi, con il nostro disegno di legge, volevamo che entrasse nell'ordinamento giuridico italiano, per evitare ciò che il senatore Balboni ha giustamente sottolineato: