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Riforma della legislazione in materia portuale. Onorevoli Senatori. -- Ai fini dell'attivazione della particolare procedura di «ripescaggio» come prevista dall'articolo 81 del Regolamento Senato, il presente disegno di legge ripropone in identico testo, il testo unificato dei disegni di legge nn. 143, 263, 754 e 2403, recante riforma della legislazione in materia portuale, elaborato dal comitato ristretto, composto in seno all'8ª Commissione nel corso della XVI legislatura e approvato in prima lettura dall'Aula del Senato il 12 settembre 2012. Onorevoli Senatori, i porti europei del Mediterraneo stanno assumendo un ruolo sempre più preminente nel volume dei traffici mondiali. Per tutto il secolo passato i porti atlantici del nord Europa hanno avuto una funzione strategica negli scambi commerciali del nostro continente, conseguenza anche di una posizione geografica di favore di cui godevano, in quanto i traffici si concentravano soprattutto da e verso l'America. Per questi motivi i porti italiani devono essere messi in condizione di affrontare le sfide poste dalla competizione internazionale e saper cogliere le nuove opportunità che si offriranno soprattutto nel Mediterraneo, più che mai punto focale di transito e snodo dei nuovi traffici marittimi. L'Europa con le grandi reti transeuropee (TEN), in particolare con la realizzazione dei corridoi pluri-modali, come il corridoio 5 e le grandi direttrici ferroviarie Genova-Anversa e Berlino-Palermo, che incroceranno sul territorio del nostro Paese lo stesso corridoio 5, avvicineranno la portualità italiana alle aree economicamente forti dell'Europa centro-settentrionale, creando un sistema logistico integrato che contribuirà ad accrescere la competitività del continente europeo. Anche la porta del Mediterraneo verso l'Oriente, rappresentata dal Canale di Suez, sarà oggetto nei prossimi anni di un ampliamento che consentirà a navi sempre più grandi di entrare nel Mediterraneo per questa via. Un progetto di ammodernamento del canale fondamentale per lo sviluppo di tutta l'Europa. L'ordinamento portuale nel nostro Paese è stato profondamente innovato nel 1994 con la legge n. 84. Gli assetti istituzionali ed organizzativi introdotti dalla nuova disciplina hanno contribuito a produrre una significativa crescita dei traffici nei nostri scali marittimi. Ma l'esperienza applicativa di questi anni ha anche evidenziato alcune carenze in termini infrastrutturali ed organizzativi che si ritiene necessario colmare proprio per adeguare i nostri porti alle esigenze originate dal nuovo scenario dei traffici mondiali, come descritto in precedenza. Le principali linee lungo le quali si muove il progetto di riforma della legislazione portuale sono le seguenti: Classificazione dei porti . Alla luce della riforma del titolo V della Costituzione operata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, la materia dei porti è passata dalla competenza legislativa esclusiva dello Stato alla competenza legislativa concorrente tra Stato e regioni. La riforma interviene suddividendo i porti marittimi in porti di competenza statale, cioè quelli di rilevanza internazionale, e in porti di competenza regionale, vale a dire quelli di rilevanza regionale o interregionale. I primi sono amministrati in autonomia dalle autorità portuali, mentre i secondi sono amministrati da un’autorità pubblica istituita dalle singole regioni con propria legge. La legge regionale dovrà attenersi ai principi generali espressamente richiamati dalla legge di riforma o che comunque si evincono dalla stessa. Per i porti di competenza statale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono stabilite le caratteristiche dimensionali e tipologiche che devono possedere i porti per essere classificati di rilevanza internazionale. Piano regolatore portuale . La riforma prevede procedure più snelle e tempi definiti per l'adozione dello strumento programmatorio principe dei porti, introducendo la possibilità di convocare una conferenza di servizi tra autorità portuale, regione ed enti locali interessati per raggiungere in modo rapido e certo le intese necessarie. Inoltre, si suddivide l'area portuale in due ambiti, il primo più strettamente funzionale alle attività economico-marittime del porto, il secondo di interazione con il territorio retrostante le strutture più propriamente portuali. Per questo secondo ambito rimane vincolante, al fine dell'approvazione del piano regolatore, il parere del comune o dei comuni interessati. Competenze dell'autorità portuale e dell'autorità marittima. Sono definite con maggior precisione le diverse competenze, riportando in capo all'autorità marittima esclusivamente le competenze in materia di safety e in materia di security , cioè sicurezza in mare e sicurezza delle navi e degli impianti, e affidando in via esclusiva alle autorità portuali l'amministrazione delle aree e dei beni del demanio marittimo. Alcune operazioni come il movimento delle navi nei porti sono regolamentate d'intesa tra autorità portuale e autorità marittima. Servizi tecnico-nautici . I servizi tecnico-nautici di interesse generale, quali il pilotaggio, il rimorchio, l'ormeggio e il battellaggio sono riordinati secondo un principio di uniformità che li rende più funzionali e trasparenti. La loro obbligatorietà ed i criteri di formazione delle relative tariffe sono stabiliti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con un'istruttoria che coinvolge tutti i soggetti a diverso titolo interessati. Le tariffe dei servizi tecnico-nautici nei singoli porti sono poi definite dall'autorità marittima ascoltata l'autorità portuale e gli erogatori e gli utenti dei servizi stessi. L'obiettivo della riforma è quello di migliorare l'efficienza, la trasparenza e l'efficacia di gestione degli impianti portuali che devono trasformarsi in veri e propri terminali logistici per l'economia di tutta l'Europa, un interfaccia privilegiato con l'economia del futuro, costituita dai Paesi dell'area asiatica, che potrà rappresentare soprattutto per l'Italia la conquista di nuove e significative quote di commercio mondiale.. Art. 1. (Modifica dell'articolo 1 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1. L'articolo 1 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, è sostituito dal seguente: «Art. 1. - ( Finalità della legge ). -- 1. La presente legge determina i princìpi fondamentali in materia di porti, ai sensi degli articoli 117 e 118 della Costituzione. 2. Sono disciplinate in via esclusiva dalla legislazione statale la sicurezza della navigazione, la sicurezza portuale, la sicurezza del trasporto marittimo e la sicurezza relativa alla gestione delle emergenze. 3. La ripartizione dei compiti e delle funzioni tra autorità portuale e autorità marittima è improntata ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) l'autorità portuale svolge le funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali e industriali esercitate nei porti e nelle aree demaniali marittime compresi nella relativa circoscrizione, nonché delle altre attività disciplinate dalla presente legge; b) l'autorità marittima provvede, anche in ambito portuale, alle attività di vigilanza, controllo e sicurezza ai sensi della normativa vigente. 4.