[resaula]

Il rimanente 80 per cento avviene con la motivazione di "inidoneità genitoriale", spesso riconducibile a sottostanti motivazioni di natura economica o abitativa, come nel caso della L. che per vivere vende abiti usati e abita in una casa popolare, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento anche al fine di verificare se le descritte modalità di allontanamento dei figli dalla propria madre siano conformi alla normativa vigente, considerando che le motivazioni che hanno indotto l'autorità ad allontanare i due bambini dalla propria madre non riguardano maltrattamenti o abbandono da parte dei genitori naturali; se intendano intraprendere iniziative urgenti, anche di carattere normativo, perché sia predisposto un progetto per il recupero della genitorialità, visto che le stesse linee guida dell'Ordine nazionale degli assistenti sociali riconoscono l'allontanamento come extrema ratio , dunque da usare solo ed esclusivamente dopo aver posto in essere tutti i necessari interventi sociali, in modo da prevenire ed evitare un provvedimento così grave, considerando anche che i Tribunali per i minorenni sanciscono migliaia di allontanamenti ogni anno ma non si ha contezza di quanti siano esattamente. Atto n. 4-06937 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione Premesso che: sono 73.000 i bambini iscritti in Veneto alle scuole d'infanzia paritarie e, in molte province, queste strutture rappresentano l'unica alternativa considerando che nel 45 per cento dei comuni veneti non esistono asili pubblici; gli aumenti di luce e gas (per una scuola con tre sezioni, un aumento da 5 a 10.000 euro) mettono a rischio la tenuta delle scuole paritarie del Veneto escluse, come nel resto d'Italia, dai fondi del PNRR; la decisione delle scuole d'infanzia paritarie è di non aumentare le rette e fronteggiare gli aumenti dei costi e la realizzazione dei necessari lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria attingendo ai fondi accumulati, si chiede di sapere se non si reputi indispensabile prevedere un sostegno economico per le scuole d'infanzia paritarie finalizzato a scongiurare l'aumento delle rette scolastiche che graverebbero sulle finanze delle famiglie, già compromesse dal periodo di crisi economica; evitare la chiusura delle scuole d'infanzia paritarie che avrebbe come prevedibile conseguenza l'abbandono del posto di lavoro da parte di uno dei genitori, generalmente la donna, scelta spesso spinta dalla tendenza a far ricadere sulla donna, più che sull'uomo, le responsabilità genitoriali, a dispetto delle politiche sul lavoro e i numerosi provvedimenti sbandierati per diminuire la disoccupazione femminile. Atto n. 4-06938 GRANATO ANGRISANI Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da alcuni quotidiani locali, il sindacato di polizia Libertà e sicurezza ha lanciato un allarme per la grave carenza di organico nella Questura di Caserta, prospettata all'interno di una bozza di atto ministeriale di riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell'amministrazione della pubblica sicurezza; dalla bozza, a quanto risulta alle interroganti, sembrerebbe che la nuova pianta organica della Questura di Caserta sarà ridotta, passando dalle attuali 653 unità, di cui 47 del ruolo tecnico (non impiegabili in servizi operativi), a 644 unità totali, secondo il sindacato, particolarmente preoccupanti sarebbero i dati relativi ai commissariati distaccati, con particolare riferimento ad Aversa, che subirà una vera involuzione, passando dalle attuali 66 a 61 unità; il taglio più significativo è quello che interessa il ruolo "assistenti" ed "agenti" che passerebbe dalle attuali 41 a 30 unità, il ruolo "sovrintendenti" passerebbe dalle attuali 12 a 14 unità mentre solamente il ruolo "ispettori" aumenterebbe da 6 a 15 unità; quest'eventuale nuova pianta organica, dunque, inciderebbe negativamente in primo luogo su un importante ed essenziale servizio come il controllo del territorio, in una zona d'Italia dove la presenza della criminalità organizzata è particolarmente elevata e un'adeguata presenza delle forze di polizia, soprattutto per il controllo della movida serale nel territorio di Aversa, appare indispensabile; con i numeri prospettati, dunque, non si potrà assicurare in alcun modo la presenza sul territorio di almeno due pattuglie per turno, con l'obiettivo di presidiare i territori e tutelare l'integrità fisica dei poliziotti in caso di interventi di particolare gravità, si chiede di sapere in base a quali dati sia stata prospettata una rimodulazione in diminuzione della pianta organica nella Questura di Caserta, nonostante la provincia campana sia terra del clan dei Casalesi ancora in attività e nonostante i seri problemi di sicurezza dovuti alla movida serale e alla microcriminalità. Atto n. 4-06939 CORRADO LANNUTTI ANGRISANI GRANATO Al Ministro della cultura Premesso che: a partire dall'11 aprile 2022, la stampa meneghina ha riportato la notizia di danni causati dalla esecuzione dei lavori pubblici che, da luglio 2021, si svolgono in piazza Castello a Milano, nell'ambito del primo lotto del progetto di riqualificazione dell'area (tra la piazza e via Beltrami), consistenti nella piantumazione di oltre 180 alberi sulle creste, rasate ad inizio Ottocento, della fortezza Reale, superstite subito sotto la quota della viabilità odierna: una possente opera bastionata a pianta stellata che doveva contribuire a proteggere il castello Sforzesco inglobandolo per intero insieme alla Ghirlanda; l'iniziativa ha comportato, come la documentazione fotografica pubblicata sembra testimoniare, che mezzi meccanici hanno praticato scassi nello spessore di quelle architetture fortificate datate dal basso Medioevo al XVI-XVII secolo allo scopo di garantire a ciascuna delle piante da mettere a dimora uno spazio vitale sufficiente, colmando poi le fosse con terreno vegetale che, nel tempo, è facile prevedere che si rivelerà comunque inadeguato alle loro necessità di crescita e sopravvivenza ("Milano, lavori in piazza Castello: 'Il restyling non cancelli la storia'" e "Lite sui lavori al Castello Sforzesco: 'Antiche rovine distrutte'" su "ilgiorno" e "'Distruggono i resti archeologici per quattro alberelli'. È polemica su Beppe Sala" su "ilgiornale"); considerato che, a giudizio degli interroganti: fa specie che i lavori causa del danno documentato non fossero sorvegliati da archeologi, benché pubblici e svolti in corrispondenza di beni monumentali noti dalla cartografia storica e da precedenti interventi di scavo; fa specie il mancato esercizio a monte del dovere istituzionale di tutela da parte della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio competente, conscia delle preesistenze non meno che delle intenzioni del Comune, al quale ha rilasciato nulla osta alla realizzazione dei lavori nell'aprile 2018, dopo avere chiesto modifiche al progetto originale. La soprintendente, architetto Antonella Ranaldi, ebbe anzi a dichiarare nell'occasione: