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Veniamo ai temi del lavoro, della crescita, della competitività e dell'inclusione sociale, in parte già anticipati. Anche questi temi vanno affrontati con maggiore vigore e incisività da parte dell'Unione. Oltre al focus sull'occupazione e l'inclusione sociale nel bilancio settennale, il Consiglio si occuperà anche di misure per la crescita e la competitività. Intendiamo portare a Bruxelles la nostra visione sulla riforma del sistema tributario, spiegarla e contribuire al dibattito in quella sede. L'Italia ha bisogno di ridurre la pressione fiscale - come ci siamo impegnati a fare con il nostro programma di Governo - e di accompagnare a questa misura la riduzione del cosiddetto red tape : la burocrazia che, unita alla pressione fiscale, ha conseguenze nefaste sulla qualità del rapporto tributario tra lo Stato e i contribuenti, come pure sulla competitività del nostro Paese. Il Consiglio europeo discuterà, dunque, anche di questa leva necessaria per rendere l'Europa più competitiva. Da parte nostra appoggeremo tutti gli sforzi contro l'elusione e l'evasione fiscale. Cercheremo, in particolare, di progredire nella messa a punto di un sistema di definizione della base imponibile, superando la frammentazione dei sistemi di imposizione nazionali. Abbiamo bisogno di una Europa più equa anche a livello fiscale. L'attuale assetto europeo non garantisce una tassazione equa, per quanto riguarda - ad esempio - le attività dell'industria del web , le cosiddette digital company . Sosterremo un approccio deciso sulla soluzione europea, nell'attesa di una soluzione che auspichiamo anche a livello globale, per tassare adeguatamente i profitti generati negli Stati membri e restituirne i benefici alle comunità che hanno contribuito a generarli. Infine, lavoreremo per ottenere soluzioni eque ed efficaci volte a risolvere le conseguenze negative generate dell'applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP, FI-BP e del senatore Iannone) . Un tema molto importante che dovremo affrontare nel corso dell'Euro Summit è la riforma dell'unione monetaria ed economica. Ho già detto, in occasione del mio discorso per la fiducia, che il nostro obiettivo è e resta l'eliminazione del divario di crescita tra l'Italia e l'Unione europea, e lo stiamo perseguendo in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati. Il debito pubblico italiano è oggi pienamente sostenibile. Dobbiamo certamente puntare alla sua riduzione, ma in una prospettiva di crescita economica, e orienteremo la politica fiscale e di spesa pubblica al perseguimento degli obiettivi di crescita stabile e sostenibile. Questo è il nostro messaggio chiave in sede di discussione sulla governance economica della nostra Europa al prossimo Euro Summit del 29 giugno, a margine del Consiglio europeo. Resto ottimista sull'esito della riflessione che ci attende a Bruxelles, ma sarò molto chiaro sulle nostre posizioni: se vogliamo impedire il declino dell'Unione e realizzare una Unione in campo economico che sia percepita come realmente vicina ai nostri cittadini, è il momento di far avanzare la condivisione del rischio finora rimasta troppo indietro. Però, attenzione: questi meccanismi di condivisione del rischio non debbono contemplare condizionalità - per dirla nel gergo dell'Unione - che, in nome dell'obiettivo della riduzione del rischio, finiscano per irrigidire processi già naturalmente avviati e in corso, con il risultato di ottenere, anziché la riduzione del rischio, l'incremento dell'instabilità bancaria e finanziaria non tanto in Italia, ma semmai in altri Stati membri caratterizzati da sistemi economici di più modesta entità e, quindi, più esposti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Per essere chiari, non vogliamo un Fondo monetario europeo che, lungi dall'operare con finalità perequative, finisca per costringere alcuni Paesi verso percorsi di ristrutturazione predefiniti e automatici, con sostanziale esautorazione del potere di elaborare in autonomia politiche economiche efficaci. Siamo contrari a ogni rigidità nella riforma del meccanismo europeo di stabilità, soprattutto perché nuovi vincoli al processo di ristrutturazione del debito potrebbero contribuire essi stessi all'instabilità finanziaria, anziché prevenirla. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdI) . Non vogliamo inoltre pericolose duplicazioni con i compiti della Commissione europea per la sorveglianza fiscale, che rischierebbero peraltro di delegittimare la base democratica di queste funzioni essenziali per la stabilità finanziaria. Passo ora alla materia della difesa e della sicurezza. Anche qui i progressi dell'integrazione europea sono stati significativi, particolarmente nell'ultimo anno e mezzo. Da parte nostra siamo a favore delle misure e degli strumenti di cooperazione tra gli Stati membri per evitare duplicazioni e dispersione delle spese: dalla difesa alla cooperazione strutturale permanente - la cosiddetta PESCO - che riunisce 25 Paesi dell'Unione europea in una cornice politica e giuridica di impegno comune per la difesa, al Fondo europeo per la difesa, dove si punta a raggiungere un accordo per la componente industriale. Tutte queste iniziative si completano e si rafforzano nell'ambito delle attività della NATO, alle quali l'Unione europea resta strettamente legata, così come il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Sempre nel quadro della cooperazione tra Unione europea e NATO, prosegue la riflessione per migliorare la mobilità militare, facilitando la circolazione delle forze militari all'interno dei confini europei per garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Stiamo proseguendo anche sulla politica europea nel settore della sicurezza civile, essenzialmente attraverso missioni di rafforzamento delle capacità di selezionati Paesi terzi in materia di polizia e amministrazione civile e giudiziaria. Questo cammino proseguirà nei prossimi mesi e ne riparleremo in autunno. In materia di innovazione e digitale, i negoziati sul prossimo bilancio settennale saranno anch'essi cruciali per perseguire i nostri obiettivi di occupazione e crescita. Dobbiamo infatti assicurare che, nel prossimo quadro finanziario pluriennale, l'impulso europeo all'innovazione sia rivolto alla crescita e all'occupazione. Per fare questo, le regole europee devono incentivare e non scoraggiare gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo e gli stessi investimenti delle banche nell'innovazione. Lavoreremo a un approccio equilibrato all'innovazione, capace di incentivare quella di rottura, senza trascurare quella incrementale. In questo quadro, sosterremo un approccio dal basso che tenga conto delle esigenze delle imprese e le aiuti a creare nuovi posti di lavoro. Al Consiglio europeo ci sarà anche una discussione sull'attuazione degli accordi di Minsk, che - come sapete - è un dibattito importante rispetto alle sanzioni settoriali nei confronti della Russia. Su questo riaffermiamo il principio per cui non deve esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdL e del senatore Cario) . Sul punto occorre molta cautela - ce ne rendiamo conto - ma la nostra impostazione muove dal principio per cui le sanzioni sono un mezzo e non un fine.