[pronunce]

che, infatti, la predetta disposizione determinerebbe - secondo la ricorrente - una rimodulazione di risorse (di cui al Fondo di rotazione per le politiche comunitarie istituito con legge 16 aprile 1987, n. 183, recante «Coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari»), già destinate all'attuazione dei Programmi operativi finanziati dall'Unione europea e cofinanziati dallo Stato per il periodo 2007-2013, in vista dell'obiettivo della promozione dell'occupazione giovanile, in particolare nelle Regioni svantaggiate, in violazione del principio di "territorialità", al rispetto del quale sarebbe vincolata la riprogrammazione delle risorse del Piano di azione e coesione non utilizzate, in base all'accordo tra Governo e Regioni meridionali sulla revisione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali europei 2007-2013 (Piano nazionale per il Sud: Sud 2020, siglato il 3 novembre 2011) e quindi anche in violazione del principio di leale collaborazione fondato sugli artt. 5, 118 e 120 Cost.; che nel giudizio si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, e ha chiesto che le questioni siano dichiarate inammissibili e comunque infondate; che, con atto depositato in data 28 luglio 2016, la Regione Campania, a seguito della delibera 21 giugno 2016 n. 300 della Giunta regionale, ha rinunciato, tra l'altro, all'impugnativa degli artt. 3, comma 4, lettera f), 7, comma 9-septies, e 40, comma 2, del d.l. n. 133 del 2014; che, con atto depositato in data 11 ottobre 2016, il Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito della delibera del 15 settembre 2016 del Consiglio dei ministri, ha dichiarato di accettare la rinuncia parziale al ricorso. Considerato che la Regione Campania ha promosso questione di legittimità costituzionale in via principale, fra l'altro, degli artt. 3, comma 4, lettera f), 7, comma 9-septies, e 40, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 novembre 2014, n. 164, per violazione degli artt. 3, secondo comma, 5, 119, quinto comma, 120, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione; che, previa delibera della Giunta regionale della Campania 21 giugno 2016 n. 300, la ricorrente ha rinunciato al ricorso nei confronti dei citati articoli; che il Presidente del Consiglio dei ministri ha accettato tale rinuncia parziale; che, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, nei giudizi di legittimità costituzionale in via principale, la rinuncia al ricorso, qualora sia accettata dalla controparte costituita, determina l'estinzione del processo (ex plurimis, ordinanze n. 65 e n. 49 del 2017); che resta riservata a separate pronunce la decisione delle questioni vertenti su altre disposizioni impugnate con il medesimo ricorso.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con il ricorso in epigrafe; dichiara estinto il processo relativamente alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 4 lettera f) 7 comma 9-septies e 40 comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive) convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2017. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Silvana SCIARRA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 maggio 2017. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA