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È stata stabilita la norma per la quale non è possibile fare ricorso al TAR e avere la sospensiva per un'opera che riguarda il PNRR. Ebbene, personalmente la estenderei a tutte le attività della pubblica amministrazione, perché questo è veramente un cancro che impedisce lo sviluppo del nostro territorio. Quindi, mi auguro che le misure previste siano l'inizio di una nuova stagione e che, migliorate sicuramente, possano valere a regime, e non in una fase eccezionale come quella che stiamo vivendo e che non possiamo permetterci il lusso... (Il microfono si disattiva automaticamente) . La ringrazio, Presidente. Lei mi ha ricordato in maniera elegante che il mio tempo è scaduto. In conclusione, quello al nostro esame è sicuramente un provvedimento che sosteniamo e che ci auguriamo possa essere ulteriormente migliorato nelle prossime occasioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei ricordare all'uditorio, che non è quest'Assemblea ma fuori da qui, che il decreto-legge di cui ci stiamo occupando riserva un'attenzione importante anche al Mezzogiorno. Soprattutto vorrei sottolineare questo aspetto nei confronti di qualche terrorista psicologico che sta al di fuori dei palazzi della Camera o del Senato, anche se qualcuno sta anche qui dentro, ma in questo momento non lo vedo. Chi sono questi terroristi? Coloro secondo i quali con questo Piano il Mezzogiorno non ha l'attenzione che merita. In realtà non è così, perché il programma dà attenzione al nostro Paese, all'Italia tutta, quindi anche al Mezzogiorno. In modo particolare, il testo dedica alcuni articoli al Mezzogiorno laddove considera la riforma, sebbene come inizio, delle ZES, delle aree interne, della governance dell'Agenzia per la coesione territoriale, dell'accelerazione dei procedimenti di confisca dei beni tolti alla mafia. Sono misure che rendono molto orgogliosa la Lega, considerato che il progetto per il Mezzogiorno che abbiamo presentato con Matteo Salvini alcuni mesi fa, intitolato «Sud. La Lega. L'Italia», pone proprio attenzione sulle ZES e sulle aree interne. C'è poi l'emendamento che riguarda il famoso 40 per cento, ma su questo ritorno dopo. Che cosa voglio dire in quest'Aula, Presidente? In realtà il problema per il Mezzogiorno è stato rappresentato da due figure: da un lato, i pontificatori pessimisti; dall'altro, i governanti incapaci. Chi sono i pontificatori pessimisti? Quelli che devono creare per forza il pathos , senza il quale la sceneggiata non viene fuori per bene, e che dicono sempre che c'è qualcosa che non va; si sforzano di mettere in campo filosofie molto articolate, in alcuni casi anche distorte, ma mai azioni concrete in grado di garantire crescita e sviluppo. Per esempio, i pontificatori pessimisti attuali sono coloro i quali vorrebbero fare cartastraccia della riforma del procedimento penale della Cartabia; cosa che non sta né in cielo né in terra perché è una riforma importante per il nostro Paese, ma anche e soprattutto per il PNRR. Poi ci sono i governanti incapaci, quelli che hanno avuto in questi anni milioni e milioni di risorse che sono state sperperate perché non c'è stata crescita. Riflettevo oggi con un mio amico: se ancora oggi, come quarant'anni fa, tanti giovani e meno giovani continuano a emigrare dal Sud per andare a cercare lavoro altrove evidentemente qualcosa non ha funzionato. Se per creare un'infrastruttura, sia essa viaria o una condotta idrica per portare acqua nei campi - ci vogliono venti-trent'anni, qualcosa evidentemente non ha funzionato. Mettiamo i puntini sulle "i" rispetto all'emendamento di cui parlavo prima. Un emendamento sottoscritto anche dalla Lega, che inserisce all'interno dell'articolo 2, il comma 6 -bis , che provo a segnare in stampatello cosicché i terroristi psicologici che stanno all'esterno possano capirlo, secondo cui al Sud deve essere destinato almeno - e sottolineo almeno - il 40 per cento delle risorse previste dal PNRR che non sono ancora state territorialmente allocate. A queste risorse vanno aggiunte quelle già allocate territorialmente all'interno del PNRR. Si tratta, quindi, di risorse che vanno ben al di là del 40 per cento dell'intero plafond a disposizione. Abbiamo detto quanto serve, come avevamo fatto già in passato. Abbiamo avuto tante risorse dall'Europa. Adesso preferiremmo si facesse un salto di qualità, ossia che si capisse cosa serve al Sud: fare strategia, non fare clientela, guardare al futuro e non all'oggi. Occorre soprattutto capire come investire queste risorse. Signor Presidente, dobbiamo comprendere che questa è un'occasione storica per l'Italia, ma ancor di più per il Mezzogiorno. È un'occasione storica per accorciare le distanze tra i territori, che non si può consumare come è stato fatto in passato. Noi siamo ancora nell'obiettivo 1. Ricordo che quando la mia Regione tornò nell'obiettivo 1 vi fu un'esultanza generale da parte di quella classe dirigente di sinistra che amministrava la nostra Regione; esultava, perché non percepiva che rimanere nell'obiettivo 1 era una disfatta, dal momento che ancora non avevamo raggiunto quei risultati che negli anni precedenti avremmo dovuto raggiungere. A loro non interessa la crescita di un territorio o di una comunità; interessa avere risorse da poter spendere, più o meno alla bisogna, senza una visione strategica. Questo è il punto di demarcazione, oltre il quale non si può più andare adesso. Ora o mai più. Visione, coraggio e responsabilità. (Applausi) . Qual è la ricetta? Basta con il piagnisteo stucchevole di questi pontificatori tristi e pessimisti. Basta con l'incompetenza cronica di governanti incapaci, che sono aridi nelle idee e immobili nell'azione. Andiamo avanti con i costruttori di futuro, perché hanno orgoglio e fierezza. Questo è quel che serve all'Italia; questo è quel che serve al Sud. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, colleghe, componenti del Governo, intervengo oggi per una ragione politica di primaria importanza, che rappresenta un vanto per me, per la mia forza politica e credo anche per tutti coloro che della politica vogliano fare un vero e proprio servizio per la comunità. Sto parlando della lotta all'illegalità. I miliardi di fondi che arriveranno al nostro Paese grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza, avuti - ricordiamocelo sempre - grazie all'eccellente lavoro svolto dal precedente Governo Conte II, sostenuto dal MoVimento 5 Stelle, chiaramente fanno gola a tanti. Noi quindi dobbiamo essere bravi non solo a spenderli rapidamente e bene, per avanzare la spesa nei confronti dell'Europa, ma anche - cosa ancora più importante - a spenderli nel rispetto delle regole. Questo è il motivo per cui intervengo. Purtroppo in questa settimana, a mezzo sia di alcuni media, che - ahimè - anche di alcuni nostri colleghi, ho assistito a una vera e propria campagna di disinformazione sul decreto-legge semplificazioni- bis .