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Conclusa la predetta fase procedurale, si passerà al voto degli emendamenti e degli articoli della seconda sezione del disegno di legge di bilancio, secondo quanto stabilito dall'articolo 129 del Regolamento. Successivamente, si esaminerà la prima sezione del disegno di legge, che consta di un solo articolo. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore 20. Poiché il Governo ha preannunciato l'intenzione di porre la questione di fiducia sulla prima sezione del disegno di legge, la Conferenza dei Capigruppo ha già previsto in linea di massima l'articolazione dei tempi successivi, cosicché la discussione sulla fiducia avrà la durata di circa quattro ore, in base a specifiche richieste dei Gruppi. È stato altresì stabilito che alle ore 22 di domani, con ripresa diretta televisiva, si svolgeranno in un'unica fase le dichiarazioni di voto sulla fiducia e sul complesso della legge. Seguirà la chiama. Una volta votato l'articolo 1 della prima sezione, la seduta dovrà essere sospesa per consentire al Governo di presentare la seconda Nota di variazioni al bilancio che, non appena trasmessa, sarà immediatamente deferita alla 5ª Commissione permanente. L'Assemblea procederà quindi al voto della Nota di variazioni e al voto finale del disegno di legge, con votazione nominale a scrutinio simultaneo. BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, in Conferenza dei Capigruppo, a nome del Gruppo Forza Italia, abbiamo presentato proposte di calendario alternative. Come abbiamo spiegato ai colleghi e come vogliamo comunicare all'Assemblea, riteniamo che sia un'eccentricità assolutamente inaccettabile - e usiamo ovviamente un'espressione blanda, riservandoci in altre sedi di essere molto meno blandi - il fatto che non sia stato consentito nemmeno un voto in Commissione su un emendamento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD e della senatrice De Petris) . Nemmeno un emendamento è stato votato in Commissione, una Commissione che è stata riunita permanentemente per quindici giorni con commissari bilancisti segregati a parlare del nulla. Noi - come ha detto il presidente Calderoli - dovremmo discutere del nulla, nel senso che dovremmo fare una discussione su argomenti a piacere da adesso a mezzogiorno di domani, dal momento che il contenuto della manovra non è quello del mini-maxiemendamento presentato ieri sera alle ore 20,30 in Commissione, bensì è quello che viene dalla Camera. Si tratta, cioè, di quella famosa manovra scritta sulla sabbia che non vale più, perché il contenuto è già stato cambiato. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Faraone e Monti) . Voi comprendete il surrealismo di quello che vi sto raccontando? Domani arriverà il maxiemendamento. La nostra proposta è articolata su due punti: il primo punto è che si abbia il coraggio di metterci la faccia e si torni qui tutti il 24 e il 26 dicembre. Rimandiamo la manovra in Commissione immediatamente e votiamo articolo per articolo tutti gli articoli segnalati. Cerchiamo di fare una figura civile nei confronti del Paese e dei nostri rappresentati: tutti qui il 24 e il 26 dicembre. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto-LeU) . Il Governo sembra invece intenzionato a trascorrere le vacanze a casa, circondato dall'affetto dei suoi cari. Questo naturalmente fa piacere anche a noi, ma stiamo parlando della manovra di bilancio che deciderà i destini del Paese e li cambierà in peggio, molto in peggio. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . In estremo subordine, chiediamo quantomeno di essere messi nella condizione di parlare e, quindi, di non comprimere i tempi del dibattito come faremo domani con la diretta televisiva alle ore 22, in concorrenza con Marzullo o con Consorzio Nettuno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi chiediamo di poter fare le dichiarazioni di voto e la votazione finale sabato mattina con calma, pur non potendo tornare in Commissione. Queste sono le nostre proposte alternative. Signor Presidente, speriamo in un ravvedimento operoso e attivo del Governo, se non per noi, quantomeno per gli italiani che stanno continuando a illudere con slogan senza contenuti. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo tentato ancora una volta in Conferenza dei Capigruppo di fare proposte che non dico riponessero al centro il Parlamento - come ci ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica - ma riportassero la discussione sul bilancio su binari minimi di civiltà e normalità. Le abbiamo viste tutte, come maxiemendamenti presentati in ritardo con la fiducia. Non avevamo però ancora visto - magari qualcuno cercherà anche dei precedenti al riguardo - affrontare in tal modo la manovra di bilancio, una manovra peraltro complicata e annunciata in maniera così plateale. Abbiamo sentito molte altre cose a seguito di una trattativa in Europa che è in un certo senso difficile raccontare come vittoriosa. Non si era mai visto che in Commissione bilancio non si tenesse neanche una votazione; gli esperti della Commissione bilancio lo sanno bene: neanche una bocciatura tecnica degli emendamenti che non erano considerati prioritari dai Gruppi parlamentari. Non si era mai visto! Mi giunge voce, peraltro, che qualcuno sta pensando di inserire nel maxiemendamento anche emendamenti che non sono stati neanche presentati dai singoli in Commissione. Questo per farvi capire che siamo arrivati, ormai, all'esproprio totale, e non solo del Senato, perché la Camera ha votato una manovra che non esiste, sulla quale, tra l'altro, noi adesso dovremmo iniziare la discussione generale. Abbiamo tentato con garbo - che dobbiamo fare? - di far comprendere che è un problema per tutti espropriare in modo così palese e anche definitivo il Parlamento della possibilità di discutere. Ci abbiamo provato in Commissione; ci abbiamo provato in tutti i modi. Abbiamo chiesto, per giorni e giorni, di poter lavorare. Abbiamo illustrato i nostri emendamenti, abbiamo chiesto ripetutamente al Governo di dire qualcosa, che cosa ne pensasse, se c'era la possibilità di lavorare su alcuni temi e di dare anche il nostro contributo. Siamo stati messi nella condizione di non poter lavorare. Dico anche di più. In realtà, questo risultato è stato voluto. Non è un incidente. Il motivo non è che la trattativa negoziata è stata lunga e complessa. Si è capito, infatti, ormai già da alcuni giorni in realtà, come si è capito anche dalle dichiarazioni rese oggi in Aula dal Presidente della Commissione bilancio, che non si voleva assolutamente svolgere alcun tipo di lavoro all'interno della Commissione. Per questo non è stato espresso nessun voto, per questo non è stata fatta neanche una votazione; l'esito doveva essere quello: arrivare in Assemblea al buio, senza relatore. Questo è quello che voi pensate che sia - e come debba essere ridotta - la democrazia parlamentare! Siccome il presidente Calderoli è relatore di una proposta di legge di revisione costituzionale, io vi dico di andare anche oltre: