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In tutti i casi, va riscontrato come ancora una volta il Governo abbia utilizzato lo strumento più semplice, quello di impedire delle attività, delle libertà e dei diritti dei cittadini, invece di trovare una strada più efficace e meno invasiva. In particolare, la preoccupazione è data dal fatto che, ancora una volta, questo provvedimento demanda a valutazioni tecniche e quindi priva gli organi legislativi nazionali e regionali di qualunque possibilità discrezionale. Con l'articolo 1 il provvedimento demanda ai piani regionali le forme di contenimento e, quindi, anche di preclusione di attività agli uomini, ma nel rispetto del Piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione delle peste suina e del Manuale delle emergenze da peste suina africana. Entrambi questi provvedimenti prevedono al loro interno che, qualora venga ritrovata una carcassa di animale infetto, nel raggio di sei chilometri dal ritrovamento sia preclusa qualsiasi attività nei boschi. Capite allora che, se oggi abbiamo in una vasta area, ma comunque delimitata, per un certo numero di mesi, la preclusione di utilizzo di determinati luoghi da parte dell'uomo, con possibilità di deroghe da parte della Regione, un domani questi piani regionali dovranno attenersi al Manuale di emergenza da peste suina e al Piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione delle peste suina, che prevedono che ogni ritrovamento precluda un'area di sei chilometri. Ciò significa, potenzialmente, che aree molto estese verranno precluse e anche per tempi illimitati. Faccio un esempio concreto: a Genova, uno degli ultimi ritrovamenti di carcasse è avvenuto vicino al cimitero di Staglieno, in un popolosissimo quartiere cittadino (quindi non nei boschi, ma praticamente in città); se si facesse un cerchio di sei chilometri, questo comprenderebbe il parco urbano delle Mura, che praticamente è uno dei parchi più utilizzati dai genovesi, con tutto il sistema dei Forti, uno dei pochi luoghi dove i cittadini vanno a passeggiare. Questo è francamente troppo. Se si impone, attraverso il sistema di rimandi, che il Piano regionale sia conforme al Manuale di emergenza e al suddetto Piano nazionale e che ogni ritrovamento preveda il raggio di sei chilometri, significa che in tutte le aree molto vicine alla città, che sono il polmone verde e la zona in cui si recano i genovesi, ma anche altri liguri - può avvenire in tanti altri Comuni, e non solo in quello genovese - saranno precluse attività direi essenziali, come gli spostamenti, le passeggiate, il cicloturismo o anche la frequentazione di rifugi, o altre attività ricettive e turistiche che saranno messe in crisi. Innanzitutto, saranno precluse delle libertà essenziali per i cittadini, già provati dai lockdown precedenti di natura ben più grave, come quelli dettati dalla pandemia, ma ciò metterà in crisi tutta l'economia dell'entroterra, che non trova adeguati riscontri in questi provvedimenti. Per tutto questo ritengo che il provvedimento in esame sia squilibrato e non risolverà il problema, ma ne produrrà tanti altri, in ordine sia alla limitazione di libertà dei cittadini, sia all'economia dell'entroterra dei Comuni colpiti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi stiamo esaminando il disegno di legge sulle misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana, convertendo il decreto-legge 17 febbraio del 2022, n. 9: un intervento che il Governo ha fatto tempestivamente, ma che adesso attraverso gli emendamenti stiamo cercando e abbiamo già cercato di migliorare, correggendo il testo base. Anch'io devo ricordare quello che è stato fatto sia dalla Commissione agricoltura, sia dalla Commissione sanità, alla quale appartengo. Ringraziando i relatori Biti e Bergesio, con tutti gli altri membri delle Commissioni di pertinenza, devo dire che è stato fatto un grandissimo lavoro di sinergia. E devo dire la verità: siamo partiti in maniera un po' discordante, ma alla fine ieri sera, all'ultima riunione, si è arrivati a giuste condivisioni sugli emendamenti, su cui tra l'altro, anche in questo caso, il Governo ci ha assistito, dando un utile contributo. Ringrazio pertanto il ministro Patuanelli, ma anche i sottosegretari Sileri e Bini, perché c'è stata un'interrelazione importantissima. Il presente disegno di legge di conversione in legge reca importantissime novità, come - ad esempio - il fatto che il Commissario, che prima sembrava davvero senza arte né parte, adesso ha a disposizione un fondo per poter intervenire, da elargire alle Regioni. Inoltre, un'importante lotta condotta dal mio partito, insieme a tanti componenti degli altri Gruppi parlamentari, ha portato all'aumento delle risorse. Tutti noi sappiamo infatti che, quando ci si presenta a una conversione in legge di un decreto- legge isorisorse, ci si chiede come si potrà realizzare ciò che è previsto. In questo caso, è stato dato uno spunto importante da parte dei parlamentari con tale richiesta e vi è stato un ritorno positivo da parte del Governo, che quindi ringrazio ancora. Colleghi, vorrei fare una riflessione. Anche in questo caso, ci stiamo trovando di fronte a un'emergenza, come già era accaduto con la pandemia, con la grandissima difficoltà di mantenere in equilibrio temi importanti, come la sanità e l'economia. In occasione dell'epidemia, avete visto con quanta difficoltà abbiamo dovuto tutelare sia la salute delle persone, sia l'economia, che di conseguenza ha avuto gravi ripercussioni, ma piano piano ci stiamo riuscendo. Anche nel caso della peste suina - come abbiamo sentito dai discorsi dei colleghi - bisogna tenere nel giusto equilibrio la salute umana, l'ambiente e la salute animale. Vedete quanto è difficile tenere in equilibrio tutte queste tematiche, non meno importanti l'una dell'altra? È quindi necessaria un'ampia discussione, che è stata fatta, ognuno per la propria parte, e poi, senza cadere negli estremismi dall'una o dall'altra parte, bisogna trovare una sintesi. Credo che attraverso questa conversione in legge la sintesi sia stata trovata e questo mi fa molto piacere. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,08) ( Segue BOLDRINI). Devo però aggiungere che la peste suina africana sembra davvero incombere sul nostro territorio, se non interveniamo immediatamente. A tale proposito, vorrei fare un inciso: all'articolo 2, comma 3, è previsto che il Commissario possa chiedere allo Stato di intervenire in via sostitutiva, se le Regioni sono inadempienti. Si tratta di un passaggio molto importante, soprattutto in relazione al PNRR, in cui, come sapete, è prevista la sostituzione dello Stato in caso di inadempienza delle Regioni. Mi piacerebbe veramente tanto che questo principio della sostituzione da parte dello Stato vi fosse anche quando non sono garantiti i livelli essenziali di assistenza (LEA) nelle Regioni. Prendiamo spunto da questa conversione in legge affinché possa rappresentare un aiuto, pur parlando di altre questioni, in analogia con altre necessità, per far sì che, quando le Regioni sono inottemperanti, qualcuno si assuma la responsabilità di far applicare ciò che le leggi prevedono, per il bene dei cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE.