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Siamo impegnati insieme ai nostri partner europei per realizzare delle tregue umanitarie localizzate, organizzare evacuazioni e portare beni di prima necessità. La nostra volontà di pace si scontra, però, con quella del presidente Putin, che non mostra interesse ad arrivare a una tregua che permetta ai negoziati di procedere con successo. Il suo disegno appare piuttosto quello di guadagnare terreno dal punto di vista militare, anche ricorrendo a bombardamenti a tappeto come quelli a cui assistiamo a Mariupol. Per questo, la comunità internazionale ha adottato sanzioni sempre più dure nei confronti della Russia. Lo sforzo diplomatico potrà avere successo solo quando lo vorrà realmente Mosca. Noi non dobbiamo però commettere l'errore di avallare una contrapposizione tra Occidente e Russia e alimentare così quello che è stato definito, in altre occasioni, uno scontro di civiltà. Molti cittadini russi si sono schierati contro la guerra del presidente Putin e protestano, mettendo a rischio la propria incolumità. A loro vanno l'amicizia e la solidarietà di tutto il Governo e mia personale. Il Consiglio europeo riaffermerà anche il sostegno al percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'Unione europea. Questo processo ha tempi lunghi, necessari per permettere un'integrazione reale e funzionante. Ma, come ho ribadito anche ieri in Parlamento, l'Italia è al fianco dell'Ucraina in questo processo. (Applausi) . L'Unione europea ha già attivato la procedura, ma in questo momento è importante mandare a Kiev ulteriori segnali di incoraggiamento. Lo sforzo diplomatico deve coinvolgere anche altri Paesi, in particolare la Cina ricopre un ruolo di grande influenza nelle dinamiche geopolitiche e di sicurezza globali. È fondamentale che l'Unione europea sia compatta nel mantenere aperti spazi di dialogo con Pechino, perché contribuisca in modo costruttivo allo sforzo internazionale di mediazione. Il vertice tra Unione europea e Cina del prossimo 1° aprile sarà un'occasione per sottolineare la nostra posizione. Dobbiamo ribadire la nostra aspettativa che non solo Pechino si astenga da azioni di supporto a Mosca, ma che partecipi attivamente e con autorevolezza allo sforzo di pace. Questo messaggio è emerso anche durante il lungo confronto telefonico tra il presidente Biden e il presidente Xi Jinping il 18 marzo e negli sforzi diplomatici che lo hanno preceduto. Mi riferisco, in particolare, all'incontro tra il consigliere per la sicurezza americano Jack Sullivan e il direttore dell'ufficio della comunicazione affari esteri cinese Yang Jiechi, avvenuto a Roma la settimana scorsa. Allo stesso tempo dobbiamo seguire con attenzione quanto accade nei Balcani occidentali, per prevenire possibili azioni destabilizzatrici di Mosca. Nel Consiglio discuteremo della prolungata crisi politica in Bosnia Erzegovina: siamo impegnati per disinnescare le provocazioni secessioniste della Repubblica Serba e per far rientrare la crisi politica e istituzionale che paralizza il Paese dallo scorso luglio. È fondamentale che la Bosnia Erzegovina riprenda la strada delle riforme per avvicinarsi all'Unione europea. (Applausi) . Il nostro obiettivo è assicurare l'organizzazione delle elezioni politiche in autunno per evitare ulteriore incertezza nel Paese. La crisi in Ucraina ha generato un massiccio afflusso di profughi, che attualmente conta oltre 3,85 milioni di persone. Di fronte all'aumento quotidiano del numero di rifugiati sono essenziali un coordinamento europeo e un impegno finanziario adeguato. L'Unione europea deve garantire una puntuale attuazione negli Stati membri della direttiva per la protezione temporanea approvata per la prima volta nella nostra storia. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposito ieri di utilizzare i fondi europei con la massima flessibilità a sostegno di chi scappa dalla guerra in Ucraina e di stanziare oltre 3 miliardi di euro a favore degli Stati membri coinvolti nell'accoglienza. L'Italia appoggia con convinzione la posizione della Commissione e continua a fare la sua parte con determinazione, altruismo, solidarietà. Nel Consiglio dei ministri della settimana scorsa abbiamo approvato nuovi fondi per l'accoglienza, per un totale di 428 milioni di euro. La generosità mostrata in questi giorni dagli italiani è davvero straordinaria. (Applausi) . Desidero ringraziare ancora una volta la Protezione civile, le Regioni, i Comuni, il terzo settore, gli enti religiosi per il loro incessante impegno. Il Consiglio europeo si confronterà anche sull'aumento dei prezzi dell'energia. Dopo i picchi raggiunti due settimane fa, i prezzi del gas e dell'energia elettrica sono scesi nuovamente. Il prezzo spot del gas sul mercato europeo oggi è dimezzato - questa purtroppo è una notizia vecchia - rispetto alle punte di circa 200 euro raggiunte l'8 marzo. Dico che è una notizia vecchia perché è appena uscita la notizia che la richiesta di effettuare i pagamenti in rubli, invece che in dollari o in euro, ha portato di nuovo il prezzo del gas a salire di circa 15 euro per megawattora. Sono però prezzi ancora molto alti rispetto ai livelli storici: più di cinque volte quelli di un anno fa. La volatilità dei mercati energetici ha inciso anche sui prezzi ai distributori, che, all'inizio del mese, in Italia, hanno superato i 2 euro al litro. Secondo la Commissione europea, l'andamento dei prezzi italiani è però in linea con quelli del resto d'Europa. Lunedì 14 marzo il diesel costava 2,31 euro in Germania, 2,14 euro in Francia, 2,15 euro in Italia; nel nostro caso però rappresenta un aumento del 40 per cento per la benzina e del 50 per cento per il diesel rispetto a un anno fa. Venerdì scorso il Governo è intervenuto per difendere il potere d'acquisto delle famiglie, soprattutto quelle più vulnerabili, e aiutare le imprese a sostenere i costi di produzione. Abbiamo deciso di ridurre le accise sulla benzina e sul gasolio di 25 centesimi al litro per un mese, abbattendo così gran parte degli aumenti registrati nelle ultime settimane. Creiamo dei fondi per sostenere i settori dell'agricoltura, della pesca, dell'autotrasporto, che sono stati particolarmente colpiti dalla crisi. Con le nuove misure il numero di famiglie che ha accesso ai bonus sociali per elettricità e gas ed è così protetto dai rincari delle bollette passa da 4 a 5,2 milioni di famiglie. Le imprese potranno rateizzare le bollette, uno strumento già a disposizione delle famiglie; istituiamo nuovi crediti di imposta per le imprese sul costo dell'energia e del gas, e rafforziamo quelli esistenti; ampliamo i poteri dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, e del Garante per la sorveglianza dei prezzi, perché possano seguire con attenzione le variazioni sui mercati. Non è stato finora possibile ottenere informazioni sui contratti a lungo termine stabiliti dalle compagnie con i loro venditori. Occorreva quindi prendere questa decisione per riuscire ad avere maggiore informazione per ciò che riguarda i provvedimenti che intendiamo adottare in futuro. Infine, rifinanziamo la Cassa integrazione per le aziende in difficoltà.