[pronunce]

n. 446 del 1997, è limitata all'aliquota base (stante il testuale riferimento alla variazione all'aliquota «di cui al comma 1» dello stesso articolo), con conseguente divieto di variare le aliquote "speciali" oltre i limiti fissati dalla legge statale (data la inderogabilità della disciplina statale di tale imposta, come ulteriormente affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 216 del 2009); 2) alle Regioni è altresí inibito stabilire aliquote dell'IRAP difformi dalla vigente legge statale anche nel caso in cui tali aliquote debbano valere («anticipando l'esercizio della propria potestà legislativa nella materia») solo per il periodo successivo alla intervenuta regionalizzazione dell'imposta,. 3.2. - La medesima Avvocatura, con riguardo al censurato comma 1 dell'art. 56 della stessa legge provinciale, osserva che: 1) l'interpretazione restrittiva del suddetto comma prospettata dalla resistente - secondo la quale la disposizione si riferisce soltanto al comma 2 dell'art. 8-sexies del decreto-legge n. 208 del 2008, cioè ai rimborsi delle quote tariffarie non dovute e riferite al servizio di depurazione - «appare tutt'altro che certa», in considerazione della genericità della rubrica dell'articolo («Disposizioni in materia di tariffa di depurazione») e del suo tenore letterale (in forza del quale viene regolato «anche» - e, quindi, non esclusivamente - il rimborso, previsto dal comma 2, delle quote di tariffa indebitamente corrisposte; 2) anche ad accogliere detta interpretazione restrittiva, la disposizione sarebbe ugualmente in contrasto con gli evocati parametri, perché i criteri per la determinazione dei rimborsi rientrano pur sempre nella disciplina della tariffa del servizio idrico integrato, riservata alla competenza legislativa esclusiva statale; 3) l'uniformità in tutto il territorio nazionale dei criteri di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato costituisce strumento per la tutela dell'ambiente e della concorrenza, in quanto è diretta a garantire sia l'uguale qualità dei servizi sia le uguali condizioni di partecipazione imprenditoriale al mercato e, quindi, fonda la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia (sentenze della Corte costituzionale n. 29 del 2010, n. 246 del 2009 e n. 104 del 2008); 4) non sussiste la competenza legislativa provinciale in materia di servizio idrico invocata dalla resistente, perché le norme statutarie da questa menzionate sono poste a presidio di altri interessi e non incidono sui temi in esame (in particolare, il numero 19 dello statuto di autonomia attribuisce alla Provincia la competenza legislativa in tema di servizi pubblici locali limitatamente alla assunzione diretta di tali servizi ed alla loro gestione a mezzo di aziende speciali; inoltre la citata sentenza della Corte costituzionale n. 412 del 1994 riguarda il sistema costituzionale anteriore alla riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione). 4. - Con memoria depositata il 23 marzo 2010, la resistente Provincia autonoma precisa che, nelle more del giudizio, entrambe le disposizioni impugnate dallo Stato sono state oggetto di modifiche legislative: a) il comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009 - a séguito dell'entrata in vigore dell'art. 20, comma 1, lettera a), della legge della predetta Provincia autonoma 29 dicembre 2009, n. 19 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2010 e pluriennale 2010-2012 della Provincia autonoma di Trento - legge finanziaria provinciale 2010) - dispone ora che l'aliquota IRAP determinata ai sensi del comma 2 dell'art. 6 della legge provinciale n. 11 del 2009 è prorogata «fino al» (e non piú «per il», come previsto nell'originaria formulazione) periodo d'imposta in corso al 1° gennaio dell'anno successivo a quello fissato dall'art. 1, comma 43, della legge n. 244 del 2007 e successive proroghe; b) il comma 2 dell'art. 56 della citata legge provinciale n. 2 del 2009 - a séguito dell'entrata in vigore dell'art. 22 della suddetta legge provinciale n. 19 del 2009 - dispone ora che la Giunta provinciale determina, con propria deliberazione, i criteri e le modalità per dare attuazione alle finalità del «comma 2, primo periodo» (e non piú dell'intero «comma 2», come previsto nel testo originario), dell'art. 8-sexies del decreto-legge n. 208 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13 del 2009, disciplinando anche le modalità di rimborso ai Comuni delle somme corrisposte agli utenti. La Provincia aggiunge che il comma 107 dell'art. 2 della legge n. 191 del 2009 ha introdotto nell'art. 73 dello statuto speciale di autonomia il comma 1-bis, il quale stabilisce (con effetto dal 1° gennaio 2010, ai sensi del comma 253 dell'art. 2 della stessa legge n. 191 del 2009) che «le province, relativamente ai tributi erariali per i quali lo Stato ne prevede la possibilità possono in ogni caso modificare aliquote e prevedere sanzioni, detrazioni e deduzioni purché nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale». 4.1. - In ordine a tali disposizioni sopravvenute, la resistente osserva, per quanto attiene alle questioni riguardanti il comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009, che la nuova formulazione di tale comma costituisce una modifica meramente formale, volta al miglioramento lessicale del testo; che anche detta nuova formulazione è stata impugnata dal Presidente del Consiglio dei ministri per gli stessi motivi esposti nel ricorso n. 35 del 2009; che la riferita modifica dello statuto regionale conferma che - contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente - l'art. 16, comma 3, del d.lgs. n. 446 del 1997 va interpretato nel senso che la previsione contenuta nella legge statale di variare l'aliquota del tributo consente alla Provincia di operare tale variazione «in ogni caso» e, quindi, senza esclusione alcuna; che, perciò, l'art. 20, comma 1, lettera a), della legge provinciale n. 19 del 2009 trova legittimazione anche nella suddetta modifica statutaria, intervenuta anteriormente alla sua emanazione; che, nella specie, la proroga dell'aliquota dell'IRAP, disposta dalla legge impugnata, opera per gli anni d'imposta «2010 e 2011» (in quanto quella per l'anno 2009 è disposta, invece, dal non impugnato comma 3 dell'art. 18 della legge provinciale n. 16 del 2008) ed è, quindi, in ogni caso legittima, perché riguarda periodi d'imposta successivi alla regionalizzazione dell'IRAP, avvenuta a far data dal 1° gennaio 2010; che infine, sotto l'aspetto processuale, va rimessa alla valutazione della Corte l'eventuale riunione dei giudizi aventi ad oggetto le due diverse formulazioni del medesimo comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009. 4.2.