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nel piano operativo sono indicate, tra l'altro, le azioni da finanziarsi con le risorse finanziarie stanziate nel 2019, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative al fine di assicurare la piena attuazione del "piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020", rendendo operativa la governance prevista dal piano strategico e attivando rapidamente il relativo il piano operativo. Atto n. 3-01224 BERUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con una nota stampa diffusa il 4 novembre 2019 ArcelorMittal Italia ha reso noto di aver dato ai commissari straordinari di Ilva SpA comunicazione di recesso o risoluzione del contratto per l'affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d'azienda di Ilva SpA e di alcune sue aziende controllate; la società, come ampiamente preconizzato dalle opposizioni, riconduce la propria decisione alla mancata approvazione da parte della maggioranza parlamentare della protezione legale necessaria per attuare il piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale; nella stessa nota stampa la ArcelorMittal Italia richiama una situazione di incertezza giuridica e operativa che ha compromesso la capacità di effettuare i necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto; la società ha chiesto ai commissari straordinari di assumersi le responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione di recesso o risoluzione, si chiede di sapere quali azioni il Governo intenda intraprendere per far fronte alla grave situazione prospettata da ArcelorMittal Italia e tutelare i posti di lavoro e le produzioni negli insediamenti di Genova Cornigliano, Novi Ligure (Alessandria) e Taranto. Atto n. 3-01225 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: dal 1° luglio 2019 la Direzione generale dell'Unione europea del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha comunicato che, per partecipare ai comitati della Commissione europea, i biglietti aerei dei funzionari delegati dal Governo a rappresentare l'Italia dovranno essere acquistati o dal funzionario o dall'amministrazione di appartenenza; quest'ultima ipotesi, per molte amministrazioni, non è praticabile, poiché la struttura dei capitoli di bilancio non permette la ricezione del rimborso della Commissione. Inoltre non è possibile giustificare contabilmente tale spesa. Resta, quindi, la sola possibilità a carico del funzionario; questa situazione derivante dal rifiuto dell'agenzia di viaggi convenzionata con il Ministero di fornire i titoli di viaggio è dovuta, probabilmente, a mancati rimborsi da parte di qualche funzionario negligente. La conseguenza è che il ruolo del Governo italiano nell'Unione europea, nella fase di costruzione dei processi decisionali, è affidato alla buona volontà dei funzionari che provvedono autonomamente all'acquisto del titolo di viaggio; le amministrazioni comunicano che non potranno obbligare i funzionari ad anticipare ingenti cifre per le riunioni istituzionali; la situazione, che doveva essere provvisoria, si protrae ormai da molti mesi, con la conseguenza che in molti comitati a Bruxelles la delegazione governativa italiana è risultata assente, con possibili conseguenze sui processi decisionali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che i processi decisionali presso l'Unione europea passano per il lavoro dei comitati, i quali elaborano i testi, dedicano e negoziano le linee politiche che costituiranno poi le determinazioni politiche dell'Unione europea e che l'assenza quasi forzata dei funzionari italiani comporta inevitabilmente la mancanza della voce italiana, proprio in un momento in cui il nostro Governo si accinge a riallacciare un rapporto costruttivo con la nuova Commissione; quali determinazioni urgenti voglia prendere affinché i funzionari italiani, come i colleghi degli altri Stati membri, possano tornare a difendere gli interessi del nostro Paese nelle sedi comunitarie; quali misure intenda prendere nei confronti di coloro che hanno determinato tale situazione; per quale motivo, trattandosi di compiti istituzionali, non si sia provveduto ad una procedura di emergenza in caso di inadempienze da parte dell'agenzia di viaggi convenzionata. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02436 BALBONI Al Ministro della difesa Premesso che: lunedì 4 novembre 2019 a Ferrara, come in tutte le città italiane, si sono svolte le celebrazioni per rendere omaggio alle forze armate, presidio fondamentale della democrazia, dell'indipendenza e della libertà di ogni cittadino italiano e della pace nel mondo; come di consueto, le celebrazioni si sono svolte nella centrale piazza Trento e Trieste, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città e della Provincia; il saluto della città di Ferrara è stato affidato al vicesindaco Nicola Lodi, a causa di un'indisposizione fisica del sindaco Alan Fabbri; come raccontato anche dalla stampa, nel preciso istante in cui il vicesindaco ha preso la parola, il presidente della Provincia, Barbara Paron, ha platealmente abbandonato lo schieramento delle autorità in segno di protesta contro la persona del vicesindaco e per motivi legati ad un episodio di propaganda politica di cui il vicesindaco, all'epoca semplice cittadino, si era reso protagonista un anno prima; la decisione del presidente della Provincia, che ha voluto trasformare un altissimo appuntamento istituzionale in occasione di effimera e strumentale polemica politica, ha suscitato unanime sdegno tra le autorità presenti e ancor più nella cittadinanza che assisteva alle celebrazioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e quale sia la sua valutazione in ordine al comportamento assunto dal presidente della Provincia di Ferrara. Atto n. 4-02437 MARINELLO DI MARZIO PIRRO CASTELLONE LOREFICE ANASTASI CROATTI PUGLIA VACCARO NATURALE ROMAGNOLI LEONE GAUDIANO DRAGO PISANI Giuseppe CAMPAGNA NOCERINO TRENTACOSTE MAUTONE ROMANO SANTANGELO MOLLAME Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'Italia è il Paese europeo che vanta il maggior numero di stabilimenti termali. Il settore termale nel nostro Paese riveste storicamente una particolare importanza dal punto di vista turistico, sociale ed economico, contando secondo i dati più recenti, circa 380 stabilimenti, distribuiti in 20 regioni e in oltre 170 comuni, con 60.000 occupati tra i diretti e l'indotto, con un fatturato complessivo annuo di 800 milioni euro circa e una quota del 5 per cento del settore turistico e paesaggistico nazionale; il comparto termale ha comunque risentito dalla crisi economica, con una contrazione del fatturato di circa il 20 per cento nel periodo 2008-2014; in Sicilia e precisamente nella città di Sciacca (Agrigento) esiste un bacino idrotermale che è il più antico e ricco di servizi erogati di cui si trovi traccia nella storia e le cui qualità terapeutiche sono state celebrate dalla letteratura medica di ogni tempo, tra l'altro caratterizzato anche da qualcosa di unico al mondo, quali le grotte vaporose del monte San Calogero;