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In fase di attuazione la legge istitutiva, pur attribuendo all'Autorità «poteri autonomi di organizzazione, con indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica», diversamente da quanto previsto per le altre Autorità indipendenti presenti nell'ordinamento italiano, non le ha tuttavia conferito un autonomo potere regolamentare, prevedendo che la stessa Autorità disciplini l'organizzazione e il luogo ove ha sede il suo ufficio, nonché la gestione delle spese con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato su proposta della medesima Autorità. Pertanto, in coerenza con quanto più volte raccomandato dal Comitato sui diritti dell'infanzia dell'ONU che nel commento generale n.2 ha ribadito che l'indipendenza è un elemento essenziale dell'Autorità garante e dipende «dalla dotazione di adeguate infrastrutture, risorse finanziarie e risorse umane», è oggi avvertita la necessità di dotare l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza della medesima autonomia regolamentare delle altre Autorità di garanzia operanti nel sistema e di adeguate risorse strumentali affinché possa svolgere, in concreto, le funzioni attribuite dalla legge in piena autonomia.. Art. 1. 1. All'articolo 5 della legge 12 luglio 2011, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. L'Autorità garante disciplina con propri regolamenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Ufficio di cui al comma 1, nonché la gestione delle spese. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei conti. Ferme restando l'autonomia organizzativa e l'indipendenza amministrativa dell'Autorità garante, la sede e i locali destinati all'Ufficio dell'Autorità medesima sono messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ovvero da altri soggetti pubblici o privati. I regolamenti sono sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia»; b) il comma 4 è abrogato. 2. A decorrere dall'adozione dei regolamenti di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 12 luglio 2011, n. 112, come modificato dalla presente legge, il regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, n. 168, è abrogato.