[resaula]

in questo caso, i criteri valutativi sono stati disegnati così puntualmente sul predestinato e non sulla materia oggetto di concorso che Storchi, nonostante l'abilitazione ministeriale per professore associato concessa con parere esterno positivo da un ordinario di topografia antica, laurea triennale in topografia antica (110 e lode), laurea specialistica in topografia antica (110 e lode), un master , specializzazione in archeologia classica con tesi in archeologia del paesaggio (materia affine alla topografia, sempre L-Ant09), dottorato europeo in topografia antica (votazione: eccellente), perfezionamento presso la Scuola archeologica italiana di Atene su temi topografici, e attualmente professore a contratto di archeologia del paesaggio all'università di Bologna, nonché autore di una monografia corposa quanto innovativa, oltre che di 33 pubblicazioni scientifiche edite frequentemente in riviste di fascia A o internazionali (si veda il curriculum vitae pubblicato sul sito dell'università di Bologna), non è risultato neppure idoneo; il vincitore è invece un architetto, R. B., che non ha conseguito l'abilitazione nazionale, ha una monografia modesta e relativamente poche pubblicazioni, in gran parte scritte con altri autori (come da curriculum vitae pubblicato sul sito dell'università di Sassari); tra gli idonei c'è persino uno studioso formatosi in preistoria/protostoria, senza abilitazione, con relativamente poche pubblicazioni e addirittura senza monografia. Anche in questo caso si riscontrato forti anomalie nell'attribuzione dei punteggi, come per l'innovatività, sempre ritenuta massima per il vincitore, nonostante temi ricorrenti, e quasi sempre modesta per Storchi, che ha presentato articoli su scoperte importanti. Anomala parrebbe anche la valutazione delle sedi editoriali e delle partecipazioni a gruppi di ricerca. In entrambi i concorsi si è poi riscontrata disparità di trattamento anche nelle prove orali; Storchi, peraltro, avendo intuito l'anomalia dei parametri utilizzati nel concorso di Sassari, ha segnalato tramite PEC all'associazione "Trasparenza e merito" il nominativo del predestinato vincitore ancor prima dello svolgimento delle prove, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessaria un'approfondita indagine sui due concorsi richiamati, a parere degli interroganti da annullare con effetto immediato, che saranno anche oggetto di un esposto-denuncia di Paolo Storchi; più in generale, se non reputi urgente procedere ad una revisione del sistema di reclutamento universitario (soprattutto ma non solo in archeologia) mediante l'istituzione di una commissione per il controllo dei concorsi che si occupi di capire se i criteri di selezione non siano, come purtroppo quasi sempre accade, modellati ad personam e di fornire testimoni che assistano a tutte le prove orali, per accertare che il punteggio non sia attribuito ai candidati per ragioni di simpatia o sentimento; che cos'altro intenda fare il Ministro, essendo l'università italiana, sotto questo particolare aspetto, prossima al collasso, per cercare di salvarla e per ridare fiducia ai giovani meritevoli, che devono poter tornare a credere nella serietà delle procedure concorsuali, e agli studenti, altrimenti privati dell'opportunità di interagire con professori eccellenti e capaci di innovare assecondando lo spirito dei tempi. Atto n. 3-03070 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l'"Unità di analisi, programmazione, statistica e documentazione storica", che fa capo alla Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, cura la conservazione e la promozione del patrimonio archivistico e librario della Farnesina; l'archivio storico diplomatico, disciplinato dal decreto legislativo n. 42 del 2004 ma senza l'obbligo di versare all'archivio Centrale dello Stato i propri atti, custodisce la documentazione originata e versata sia dagli uffici dell'amministrazione sia dalle sue sedi all'estero: si tratta di oltre 25 chilometri lineari di documenti, prodotti dall'unità d'Italia (1861) fino a tempi recenti. In mancanza di un decreto ministeriale di regolamento generale degli archivi della Farnesina, però, a causa della progressiva riduzione del personale specializzato, nell'ultimo ventennio l'inventariazione dei fondi versati ha conosciuto un sensibile rallentamento; quanto alla biblioteca, ad un patrimonio di circa 200.000 volumi si sommano 1.500 periodici (italiani e stranieri); tra i fondi degni di nota, si segnala il "fondo antico", al quale appartengono circa 3.000 opere, edite tra il 1500 e il 1830. L'attività di catalogazione dell'intero patrimonio ed inserimento nel catalogo del sevizio bibliotecario nazionale (SBN) è tuttora in corso, con circa 3.000 volumi catalogati all'anno. È mancato un programma di ampliamento del patrimonio, invece, negli ultimi anni, per la riduzione delle risorse finanziarie destinate all'acquisizione di nuovi volumi; allo scopo di invertire la tendenza, è stato recentemente indetto un concorso, "per titoli ed esami, a dieci posti di funzionario archivista di Stato/di Biblioteca, terza area F1", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 10 dicembre 2021 (con scadenza al 24 gennaio 2022); i media ne hanno data notizia nei giorni seguenti ("Concorso Maeci 10 archivisti biblioteca: come partecipare e prove" su "LeggiOggi" e "Ministero Affari Esteri: concorso 10 funzionari Archivisti" su "ticonsiglio"); considerato inoltre che: il 23 dicembre 2021 Micaela Procaccia, Federico Valacchi e Rita Paris, presidenti dell'Associazione nazionale archivistica italiana (ANAI), dell'Associazione italiana docenti universitari scienze archivistiche (AIDUSA) e dell'associazione "Ranuccio Bianchi Bandinelli", hanno inviato una lettera aperta a Renato Varriale, direttore generale per le risorse e l'innovazione del Ministero, documento pubblicato anche in rete ("Lettera al Ministero degli esteri per il concorso di funzionario archivista" su "bianchibandinelli"); la lettera si riferisce al concorso, di cui le associazioni contestano principalmente i criteri di ammissione (art. 2 del bando), giudicandoli "gravemente riduttivi e incompatibili con i criteri stabiliti a livello nazionale per l'affidamento del patrimonio culturale archivistico e biblioteconomico". È infatti richiesto che il candidato sia in possesso solo di un diploma di laurea di ambito umanistico-sociale, indifferentemente magistrale o specialistica, mentre eventuali diplomi di specializzazione sono considerati titoli aggiuntivi;