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Ci sono straordinari magistrati, bravissimi, a cui va la nostra gratitudine, ma tale racconto si scontra con una considerazione che nessuno ha il coraggio di fare in questa Assemblea, ovvero che negli ultimi trenta anni, gli anni del «clima infame», per utilizzare una citazione significativa, non c'è stata una parola di verità sui due magistrati simbolo del nostro Paese. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino meritano ovviamente la riconoscenza e la stima di tutti noi e la gratitudine eterna del Paese Italia, ma non sono stati premiati nemmeno dopo la loro morte da un racconto vero su quello che è successo. Non è stata la politica a bloccare Giovanni Falcone. Il Ministro di grazia e giustizia Martinazzoli ha costruito l'aula bunker per il processo alla mafia. Il ministro di grazia e giustizia Claudio Martelli, ne voglio dare pubblicamente atto in questa sede, salvò Falcone, portandolo a Roma a lavorare. Erano parti della magistratura e del CSM che dicevano che Falcone non aveva l'autorevolezza e l'indipendenza per guidare la lotta alla mafia, era quella parte politica della magistratura, alcune correnti, che oggi dovrebbero fare mea culpa . Raccontare, a tratti in modo vergognoso, che è stata la politica a bloccare i magistrati e che c'è stata la trattativa Stato mafia è servito, in questi trenta anni, a dare l'immagine dei politici come brutti e cattivi e di quella parte "correntizzata" della magistratura come la parte dei buoni. Abbiamo il coraggio di dirlo, o no? Signora Ministro, quando delle espressioni di correnti organizzate parlano di cordone sanitario contro avversari politici, indipendentemente dalla discussione sui reati, lo fanno per scelte che i politici compiono ed è una cosa ancora più grave. Se infatti perseguono un reato, fanno il loro mestiere, ma se dicono che ci vuole un cordone sanitario contro un avversario politico, dentro la rivista di una corrente della magistratura, il silenzio delle istituzioni è grave. Signora Ministro, aver lasciato passare il messaggio che la vicenda Palamara si possa chiudere con un capro espiatorio è la negazione della giustizia. La giustizia si fa quando si dice la verità, non quando si trova un buon capro espiatorio, che paga per tutti. Quelle modalità con cui il CSM ha agito e con cui il dottor Palamara ha agito sono le stesse con cui si continua ad agire e si è agito per decenni, in un rapporto costante tra politica e magistratura. In questo Parlamento, se vogliamo, facciamo i nomi di chi ha partecipato agli incontri con i magistrati. Non ci possiamo continuare a prendere in giro su questi temi (Applausi) . C'è un dato di fatto, signora Ministro: quando una procura della Repubblica ignora l'allarme di un carabiniere, che scrive che un genitore sta per ammazzare la moglie o il figlio e quella stessa procura della Repubblica si preoccupa di arresti molto più visibili, mediatici e show , ignorando che un carabiniere, cioè un pezzo dello Stato, scrive di arrestare una persona perché potrebbe fare male al figlio e quel figlio viene ucciso, la reazione non può essere semplicemente l'invio degli ispettori in quella procura. C'è bisogno che qualcuno paghi per questo. Quando, di fronte allo scandalo MPS, c'è un dirigente che cade dal quarto piano e le indagini vengono fatte in modo vergognoso o superficiale, il fatto che nessuno dica una parola da parte delle istituzioni su chi ha sbagliato non riuscirà mai, certo, a lenire il dolore di quella famiglia, ma è una questione di etica. Il fatto che in questo momento storico, signora Ministra, ci siano magistrati che molestano sessualmente le colleghe e che, dopo tante discussioni in quest'Aula e fuori, vengono giudicati responsabili di quella molestia sessuale e pertanto sanzionati dal CSM con la perdita di due mesi di anzianità, è una vergogna (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC, FdI, L-SP-PSd'Az) , perché se c'è la molestia sessuale si colpisce, altrimenti è inutile fare le campagne sul numero antiviolenza 1522. Dove sono le istituzioni a dire che quei magistrati stanno sbagliando? (Applausi) . Rispettare i magistrati che stanno bene il loro lavoro è il presupposto, ma c'è bisogno di punire chi sbaglia. Signor Presidente, è chiaro che questi non sono gli unici temi di discussione politica in questa fase; c'è un tema più ampio che riguarda la pavidità della politica, che si misura anche nel fatto che troppo spesso abbiamo utilizzato indagini tutte a scopo giustizialista. È di ieri la vicenda su cui qualcuno dei 5 Stelle potrebbe avere il coraggio di chiedere scusa alla famiglia Boschi, ma non lo farà (Applausi) . Nel residuo tempo a vostra disposizione in Parlamento potreste trovare un minimo di coraggio per chiedere scusa; non lo farete, non è questo il punto. Il punto è che 7 milioni di italiani sono andati a votare al referendum e sono stati presi in giro perché 7 milioni di italiani sono una minoranza. Ricordatevi che le battaglie sui diritti le fanno le minoranze, che poi diventano maggioranze; e quei 7 milioni di italiani saranno decisivi alla prossima campagna elettorale per avere una giustizia giusta e un Paese diverso. Buon lavoro! (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, l'Assemblea del Senato si sta accingendo ad approvare in via definitiva una legge sbagliata, regressiva, certamente inutile, senatore Renzi, ma anche dannosa, se mi consente. La giustizia italiana, infatti, e la stragrande maggioranza dei magistrati italiani, che amano il loro lavoro e svolgono l'alta funzione cui sono chiamati con grande impegno e professionalità, meritavano ben altro. Questa legge nemmeno scalfisce lo strapotere delle correnti nel CSM; anzi, introduce un sistema elettorale che esalta il loro potere contrattuale e le rende ancora più forti. L'unico modo per tagliare alla radice questa vergognosa degenerazione del pur legittimo e doveroso pluralismo democratico, che avvilisce tutti i magistrati onesti e sconcerta tutti gli italiani, sarebbe il sorteggio temperato, come riconosciuto onestamente da giuristi insigni e liberi come Nordio e Gratteri, e come proposto anche da Fratelli d'Italia con i nostri emendamenti, ovviamente tutti respinti da un'Aula sorda e indifferente. Del resto, un Parlamento che taglia il 37 per cento dei propri componenti in nome del risparmio e nello stesso tempo aumenta del 25 per cento i componenti del CSM - oltre ad avere più che raddoppiato il personale che può essere assunto con contratti di collaborazione - dimostra tutta la sua sudditanza al potere di quelle stesse correnti, che a parole, e soltanto a parole, qualcuno (che poi ritira gli emendamenti in quest'Aula) dice di voler combattere. (Applausi dal Gruppo FdI) .