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soprattutto con l'integrazione, perché se non c'è l'integrazione delle nostre culture e delle persone che hanno più debolezze e più bisogno, si genera solo clandestinità, che spesso, se non quasi sempre, può alimentare le fila della malvivenza e della delinquenza. Penso che sia chiaro a tutti, colleghi, perché questo non è un decreto sicurezza, ma un decreto clandestinità. Pensiamo alla sostanziale abrogazione dei permessi per motivi di carattere umanitario e al sostanziale smantellamento dei sistemi di protezione dei richiedenti asilo e dei minori accompagnati. A tal proposito mi faccio vanto del fatto che abbiamo approvato la legge di protezione dei minori non accompagnati nella scorsa legislatura, così come tante altre leggi che riguardavano i diritti: questa è stata infatti anche una legge importante. Signor Presidente, a questo punto mi sarei aspettato tanti accordi per i rimpatri, perché, con tutti i permessi che neghiamo e con tutti i sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), che smantelliamo, pensavo ci fossero degli accordi con le nazioni di provenienza per poter rimpatriare gli immigrati richiedenti. Non trovo però un rimpatrio e non un accordo supplementare per i rimpatri. Anzi, il rischio è che, a forza di prendere "a sventole" tutti, anche quei Paesi con i quali abbiamo sottoscritto accordi di rimpatrio alla fine non li faranno. Il tema principale della campagna elettorale non è stato forse quello di rimpatriare tutti gli immigrati clandestini in pochi mesi? Signor Presidente, il pericolo sostanziale del decreto-legge in esame, lo ripeto, è che si aumenti la clandestinità, perché quando una persona che si trova in Italia si vede negato il permesso umanitario, vede smantellato ogni sistema di accoglienza e vede smantellata ogni mano tesa e non viene rimpatriato, non va forse a ingrossare le fila della clandestinità, all'interno del quale spesso - molto spesso - possono annidarsi lo spaccio, la delinquenza e la prostituzione? Mi sarei aspettato più Stato e più soldi per le Forze dell'ordine, ma non è previsto un euro né per il rafforzamento dello Stato, né per il rafforzamento delle Forze dell'ordine. Dobbiamo rifiutare l'idea che l'accoglienza e l'integrazione dell'immigrazione siano contro la sicurezza dello Stato. Non è vero: più c'è accoglienza e più c'è integrazione nei nostri servizi sociali e territoriali e meno ci sono clandestinità e delinquenza. Signor Presidente, concludo quindi dicendo: caro Salvini, con il decreto-legge in esame aumentiamo soltanto i clandestini. (Applausi) . Saluto ad una delegazione di operatori sanitari volontari PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea una delegazione di volontari della «Pia Opera Croce Verde Padova», che sta assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 840 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo a un passaggio politico e parlamentare a cui il Governo dà un significato particolare. Questa fase rimarca il nostro obiettivo di perseguire l'interesse generale, la qualità della convivenza civile, la diffusione del benessere e della cultura e la sostenibilità come faro del nostro sviluppo. L'obiettivo principale del decreto-legge che stiamo esaminando è quello di ripristinare il principio di uguaglianza. Come è noto il principio di uguaglianza, secondo un insegnamento risalente e autorevole, consiste nel trattare in modo diseguale situazioni diseguali, individuando, nel caso specifico, il punto di bilanciamento tra solidarietà ed effettività dell'intervento dello Stato. La lotta alle disuguaglianze è parte dell'anima del Movimento, è un pilastro dell'impegno politico e sociale del Movimento e di questo Governo. Fra poco saremo chiamati a discutere una legge di bilancio che contiene innanzitutto i fondi per attuare il reddito di cittadinanza: è una battaglia storica del Movimento, è vero, ma è anche una battaglia di civiltà. Reddito di cittadinanza - è bene sottolinearlo - significa sostenere, per una fase transitoria, coloro che si trovano ai margini del mercato del lavoro e ai margini della dignità, perché non hanno un reddito o non ce l'hanno in modo sufficiente per condurre una vita dignitosa. Ai detrattori ricordo che tra i suoi sostenitori vi è persino Milton Friedman (che certo non può essere rimproverato di avere posizioni estreme), il quale ritiene che esso sia necessario, in un'economia matura, per far fronte alle inevitabili crisi cicliche. A onor del vero, Friedman lo definiva quale imposta negativa; ma non vi annoio con ulteriori precisazioni. Eguale direzione abbiamo poi intrapreso nel decreto dignità, approvato a luglio, che ha inteso dare una prima risposta ai problemi del precariato, un malcostume che ha privato un'intera generazione del proprio futuro. Parliamo dunque a quei lavoratori che chiedevano una maggiore tutela e che hanno il diritto di non essere lavoratori a termine per anni e anni. Ricordo che, per la realizzazione di questo obiettivo, è anche indispensabile un sostegno alle imprese e all'attività industriale di questo Paese, che è un elemento correlato alla tutela del lavoratore, perché il lavoratore non si può tutelare se il lavoro non c'è; e il lavoro è dato dalle imprese. Quindi, attenzione, è un altro profilo che pure ricade sotto la nostra attenzione, come Governo innanzitutto. Non dimentichiamo anche che in quello stesso provvedimento abbiamo affrontato il problema del gioco d'azzardo, perché il gioco d'azzardo è una droga che si diffonde proprio nei momenti di crisi, quando i cittadini e le persone vengono private della speranza. (Commenti della senatrice Malpezzi). PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, stia tranquilla. GRASSI (M5S) . Crediamo dunque nel lavoro e nel ruolo indispensabile del lavoratore e delle imprese, per realizzare un'economia sana. Lotta alle disuguaglianze significa anche gesti di autoriforma del Parlamento, perché l'uguaglianza è un principio che vale per tutti o per nessuno. Ecco quindi il nostro intervento in ordine ai vitalizi e ai privilegi, se li vogliamo chiamare così. Ma chiamiamoli con il loro nome: servizi assistenziali, peculiari, frutto di uno ius singulare . Ebbene, abbiamo chiuso il brutto capitolo dei vitalizi alla Camera e al Senato. MALPEZZI (PD) . Però questo è il decreto sicurezza! GRASSI (M5S) . Cari colleghi, uno Stato di diritto non è tale se le sanzioni non sono effettive. Così ci apprestiamo a intervenire anche in materia penale per affrontare, per la prima volta in Italia, il tema della corruzione, un tema che affievolisce e vulnera l'azione di questa società e l'azione della nostra economia. (Commenti della senatrice Bellanova) . Vogliamo un cambiamento dell'istituto della prescrizione, perché il principio di legalità non è tale se lo Stato non riesce a perseguire i reati commessi sul suo territorio; una riforma che sia coerente con i principi costituzionali, ma che contribuisca a una piena realizzazione della funzione sanzionatoria dello Stato, che - ricordiamo - viene menzionata e sottolineata anche da numerose sentenze della Corte europea di giustizia. Il processo non è solo prescrizione, non dimentichiamolo.