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la nuova sezione di Polizia stradale della provincia di Barletta-Andria-Trani, alla quale per decreto spetterebbero 43 unità, sembra che possa contare solamente su un totale di 22 unità, le medesime impegnate attualmente negli uffici della Polizia stradale di Spinazzola e Ruvo di Puglia (rispettivamente 12 e 10), due presidi davvero importanti per il controllo del territorio, di cui è prevista la chiusura; alla luce di tali previsioni, l'organico effettivamente dislocato, sia in Questura che nella sezione della Polizia stradale, rischia di essere ben al di sotto dei numeri previsti, confermando quella carenza di personale operativo denunciata negli ultimi anni dai commissariati di Barletta, Trani, Canosa di Puglia e Andria e resa ogni anno più problematica dal numero dei pensionamenti programmati, che non vengono compensati da nuove assunzioni; è necessario incrementare anche il personale civile operante nei commissariati attualmente sottodimensionato, per allinearsi a quanto previsto dall'ordinamento organizzativo dei commissariati di Polizia e per rendere efficiente il lavoro della costituenda Prefettura di Barletta; i lavori necessari per la nuova distribuzione degli spazi e per la ristrutturazione delle strutture, in seguito alla complessa riorganizzazione che è stata prevista, sembrano al momento non ricomprendere la cappella, sebbene sia prevista la figura del cappellano della Polizia, né locali da destinare alle rappresentanze sindacali, né adeguati alloggi di servizio, e tantomeno una foresteria per il personale e, dalle prima interlocuzioni, sembra che il rimedio a queste mancanze sia rimandato ad una data indefinita dei prossimi anni, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda intervenire per sistemare la situazione operativa della nuova Questura di Andria, sotto l'aspetto logistico, del personale e dei mezzi necessari alle attività ordinarie e straordinarie, anche rimodulando la ripartizione nazionale delle risorse umane della Polizia di Stato attualmente prevista, considerando i pensionamenti previsti per l'anno in corso, in modo che siano opportunamente compensati con il personale dichiarato nella stesura della bozza del decreto di attuazione della stessa Questura, senza peraltro dimenticare la complessa situazione degli altri commissariati di Polizia appartenenti alla nuova giurisdizione in argomento. Atto n. 4-05562 VESCOVI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: con l'ordinanza del Ministero della salute del 14 maggio 2021, che regola gli spostamenti da e per il Brasile, si è prorogato fino al 30 luglio 2021 il divieto di rientro in Italia per i cittadini italiani iscritti all'AIRE in Brasile; le restrizioni sancite dall'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 maggio 2021 vengono applicate in modo disomogeneo sui Paesi inseriti nello stesso gruppo di rischio riguardo all'emergenza epidemiologica da COVID-19, tanto che è permesso il rientro dall'India dei cittadini italiani iscritti all'AIRE; il divieto di ingresso restringe a pochissime eccezioni la possibilità di aderire alla campagna vaccinale in Italia, come sancito dall'ordinanza del 24 aprile 2021 del commissario straordinario per l'emergenza COVID-19, generale Figliuolo, che ha garantito la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2 anche ai cittadini italiani iscritti all'AIRE presenti temporaneamente sul territorio nazionale; considerato che gli iscritti all'AIRE residenti in Brasile vivono da oltre un anno una dolorosa situazione di allontanamento dai propri familiari in Italia, e denunciano le conseguenze emotive e psicologiche di questa situazione, poiché le restrizioni hanno impedito di raggiungere le rispettive famiglie anche in caso di gravi lutti in decorrenza della pandemia; valutato infine che la maggior parte di questi cittadini sono in possesso unicamente di cittadinanza italiana, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per estendere il diritto di ingresso in Italia anche ai cittadini italiani residenti in Brasile iscritti all'AIRE (insieme al coniuge o parte di unione civile e ai propri familiari conviventi di primo grado) che intendano raggiungere la propria abitazione o domicilio, l'abitazione o la residenza anagrafica dei parenti di primo e secondo grado. Atto n. 4-05563 GASPARRI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: a quanto appreso dall'interrogante, 14 cooperative del settore taxi, facenti capo a R.M., hanno ricevuto l'istanza di liquidazione da parte del Ministero dello sviluppo economico dopo alcuni controlli; i tecnici che assistevano R.M. hanno fatto istanza per richiedere il riesame del provvedimento di scioglimento, ai sensi dell'articolo 21 -quinquies della legge n. 241 del 1990, una sorta di autotutela, in quanto R.M., in data antecedente al provvedimento ha ceduto le cariche possedute in tutte le cooperative, questione cardine su cui fondano i verbali di diffida di scioglimento; il Ministero, pur conoscendo la possibilità data dall'autotutela, non avrebbe concesso la possibilità di predisporre il riesame; dopo le ripetute richieste inoltrate, altre cooperative, sempre facenti capo alle stesse persone, avrebbero ricevuto ulteriori verbali di accertamenti ordinari, che a distanza di 2-3 giorni, sarebbero divenuti straordinari, cosa assai insolita secondo gli addetti ai lavori; nel corso della vicenda la pagina "Facebook" "Liberi da M." avrebbe pubblicato documenti riservati del Ministero e comunicato anteprime su provvedimenti che avrebbero dovuto essere riservati e quindi non a conoscenza di operatori concorrenti operanti nello stesso settore; a seguito di una segnalazione informale di questi episodi al Ministero, la pagina citata ha modificato i propri contenuti inserendo link relativi a documenti pubblicati in Gazzetta Ufficiale , si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se non intenda fare chiarezza sia sulle procedure adottate che su eventuali fughe di notizie, individuando gli eventuali responsabili e prendendo le dovute conseguenti iniziative. Atto n. 4-05564 RIZZOTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il tema della regolamentazione della cannabis , ritornato in queste settimane al centro del dibattito politico istituzionale, a seguito della sentenza del Tribunale di Arezzo relativa al caso di Walter De Benedetto, è caratterizzato da posizioni polarizzate, talvolta maggiormente basate su principi puramente ideologici, che non trovano riscontri oggettivi e riconosciuti scientificamente; l'ampio spazio che questo tema ha trovato sulla stampa e sui media ha contribuito a diffondere interpretazioni e soluzioni semplicistiche e confuse riguardo alle proprietà, ai possibili utilizzi, alle finalità della pianta e alle conseguenti regolamentazioni di rilevo tecnico-scientifico, civile e penale; risulta sempre più preoccupante la crescente familiarità e facilità di accesso alla cannabis da parte di un pubblico ampio e variegato (dovuta in gran parte dalla commercializzazione on line e presso esercizi commerciali di prodotti a base di cannabis ) e altrettanto allarmante la sottovalutazione dei potenziali rischi e pericoli per la salute che derivano da un utilizzo incontrollato di questa pianta;