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Disposizioni per la scuola e per gli alunni con difficoltà di apprendimento. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge mira a rendere il processo di integrazione scolastica degli alunni con difficoltà di apprendimento più articolato e qualitativamente rispondente alla loro esigenze. Il provvedimento vuole colmare sul piano normativo alcuni aspetti che rendono ormai superati la legge 5 febbraio 1992, n. 104, che è il punto di riferimento legislativo dell'integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità, ed i provvedimenti successivi. Con la legge 3 marzo 2009, n. 18, il Parlamento italiano ha ratificato la Convenzione dell'ONU del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità, il cui scopo è quello di promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà da parte delle persone con disabilità. A tal fine, la condizione di disabilità viene ricondotta all'esistenza di barriere di varia natura che possono essere di ostacolo a quanti, portatori di minorazioni fisiche, mentali o sensoriali a lungo termine, hanno il diritto di partecipare in modo pieno ed effettivo alla società. Con la sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 26 febbraio 2010 viene riconosciuto come fondamentale il diritto del disabile all'istruzione che, pertanto, non può essere limitato da ostacoli di ordine economico. Si esclude la possibilità di fissare un limite massimo al numero di posti degli insegnanti di sostegno e si consente di assumere insegnanti di sostegno in deroga in presenza nelle classi di studenti con disabilità grave, una volta esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente. Le assegnazioni «in deroga» sono state riaffermate dal decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che ha imposto al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) di dare priorità agli interventi «sulle modalità di integrazione degli alunni disabili» nei piani di finanziamento per la formazione dei docenti. Successivamente con la legge 8 ottobre 2010, n. 170, viene riconosciuto il diritto all'integrazione agli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA); con la direttiva del MIUR del 27 dicembre 2012, il diritto all'integrazione viene esteso anche agli alunni con altri bisogni educativi speciali (BES). Infine la legge 8 novembre 2013, n. 128, ha introdotto la formazione obbligatoria di tutti i docenti per incrementare le loro competenze anche nei processi di integrazione a favore di alunni con disabilità e BES. Un problema significativo, per gli alunni con disabilità è quello di non poter avere, quasi mai, lo stesso insegnante di sostegno durante tutto il ciclo scolastico; su questo tema il 31 luglio 2014 si è espressa la 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato, approvando all'unanimità una risoluzione che impegna il Governo a garantire la cosiddetta continuità didattica ( doc . XXIV, n. 32). Alla problematica della discontinuità nell'assegnazione di uno stesso insegnante di sostegno ad una classe si aggiunge poi la precarietà degli insegnanti di sostegno. Nella scuola italiana si registra un numero sempre crescente di alunni disabili, secondo i dati del MIUR, nell'anno scolastico 2014-2015 sono 217.203 gli alunni per i quali sono stati attivati 117.673 posti di sostegno. Frequentemente gli insegnanti di sostegno non coprono il numero totale di ore di cui gli alunni hanno bisogno, il che porta ad un incremento del numero di contenziosi aperti dalle famiglie per vedere riconosciuti i diritti dei propri figli. Un'ulteriore problematica è quella della frequente mancanza di titolo di specializzazione degli insegnanti di sostegno, il che va a discapito delle esigenze e dei diritti degli alunni disabili. Come segnalato da diverse associazioni, gli insegnanti di sostegno in molti casi sono diventati tali dopo aver frequentato un breve corso di formazione perché in esubero rispetto alle proprie discipline. Il percorso di formazione dell'insegnante di sostegno deve, invece, essere ripensato, mettendo al centro le esigenze dell'alunno, prevedendo una parte di ore di formazione per l’insegnante di sostegno differenziate in relazione ai diversi deficit degli alunni che possono essere ricompresi in alcune macroaree quali: ritardi mentali, autismo, deficit fisici, disturbi dell'apprendimento. Il disegno di legge si ispira alla proposta di legge presentata alla Camera dei deputati in questa legislatura, a prima firma dell'onorevole Fossati (atto Camera n. 2444), che a sua volta si rifà alla proposta di legge (atto Camera n. 2003), depositata nella XV legislatura, a prima firma dell'onorevole Zanotti, che raccoglie studi e segnalazioni provenienti dalle famiglie e dalle associazioni di persone con disabilità. Il disegno di legge si compone di diciassette articoli. L'articolo 1 indica le finalità e le conseguenti azioni necessarie per favorire l'integrazione scolastica nella scuola italiana, prevedendo la presa in carico del progetto inclusivo da parte di tutti i docenti curricolari delle singole classi. Inoltre si estendono tutte le norme conseguenti ai princìpi enunciati, in quanto compatibili, agli alunni con BES. La definizione di BES comprende oltre alla categoria della disabilità, anche quella dei disturbi evolutivi specifici dell’apprendimento e quella dello svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. L'articolo 2 prevede l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di un Comitato interministeriale, attualmente assente nel nostro sistema, per l'indirizzo e la guida strategica in materia di tutela dei diritti delle persone con disabilità. Il Comitato si avvale dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, di cui all'articolo 3 della legge n. 18 del 2009. L'Osservatorio, operante presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è integrato con la presenza degli organismi presenti nel Comitato. Presso l'Osservatorio è inserita una sezione concernente gli interventi per la qualità dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità, che assorbe l'attuale Osservatorio del MIUR, garantendo maggiore coordinamento tra gli organismi. L'articolo 3 prevede la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali necessarie a realizzare l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Si prevede inoltre che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentiti il Consiglio nazionale della pubblica istruzione e l'Osservatorio, individui gli indicatori di qualità. L'articolo 4 istituisce, ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 104 del 1992, quattro specifici ruoli per il sostegno didattico, rispettivamente per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo grado e per la scuola secondaria di secondo grado. Ai primi due ruoli si accede con la laurea magistrale quinquennale a ciclo unico e un successivo corso di specializzazione per il sostegno;