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A questo punto, allo stesso modo bisognava porre la questione delle imprese, che avevamo posto negli emendamenti che - ahimè - non hanno avuto sorte, perché non sono neanche stati valutati in Commissione. Questione posta sia per le imprese sia per gli immobili A1, A8 e A9, perché riguarda il merito e l'obiettivo che un Governo si dà. Non possiamo darci sempre due obiettivi, uno addirittura contrastante rispetto all'altro. Era scontata la necessità di copertura delle casse integrazioni e anche la correzione della cassa in deroga: la nostra forza politica a fine febbraio disse che la cassa in deroga, con le procedure che aveva, creava danni e non aveva le condizioni per la velocità necessaria a intervenire; c'è stata la correzione col decreto, di cui prendiamo atto, ma continuiamo a denunciare il disordine sulle scadenze d'imposta e di dichiarazione. Oggi ci sarà l'ingorgo a settembre, onorevole Vice Ministro: guardi che gli italiani non è che non vogliono pagare le tasse, ma vogliono avere anche certezze di percorso, per poter fare una programmazione delle proprie condizioni aziendali e familiari. Si può anche valutare quindi un tasso d'interesse determinato diversamente o una graduazione diversa, ma non la si potrà valutare col decreto d'inizio settembre, perché significa assolutamente creare una condizione di completa incertezza e insicurezza. Uno dei primi doveri che credo abbia il Governo invece è proprio creare sicurezza e dare garanzie, il che vuol dire indicare percorsi. Date quindi alle famiglie la possibilità di programmare il proprio futuro: avete detto no al patto fiscale e alla pace fiscale, ma dei 954 miliardi che risultano incagliati e di cui credo almeno 700 neanche più discutibili, cosa si intende fare? Togliamoci il chiodo e sgombriamo alcune degenerazioni, anche ideologiche o ideali (per altro ho un'appartenenza ideologica, quindi ne rivendico tutte le virtù, ma sovente anche i difetti). Vogliamo affrontare le questioni? Vuole il Governo, in una brutta occasione come questa, tentare anche di mettere ordine, invece di aggiungere disordine? I 113 provvedimenti citati, che servono ad attuare questo documento, con il passo della pubblica amministrazione e della burocrazia che abbiamo - e parlo al plurale, perché la responsabilità non sta mai tutta da una parte - non so quando li finiremo. Si continua a non avere la bussola: qui abbiamo il Presidente del Consiglio dei ministri che parla di abbassare l'IVA; partiti della maggioranza parlano di intervenire sul cuneo fiscale; altri ritengono che si debba generalizzare rispetto all'aliquota del 38 per cento. A parte il fatto che forse, anche qui, richiamando Einaudi, prima bisogna leggere la realtà, perché ad esempio per avere un po' d'effetto con l'abbassamento dell'IMU (un punto sono circa 4,3 miliardi) lo si dovrebbe fare di almeno cinque punti. Non sappiamo valutare come risponderebbe la struttura commerciale italiana. Facciamo un esempio al contrario: con l'introduzione dell'Euro di vent'anni fa, la banconota da mille lire è diventata un euro; era così automatico che i prezzi e quindi le agevolazioni al consumo scendessero? Non lo sappiamo: allora, anche da Presidente del Consiglio, si dovrebbe pensare prima di parlare. Concludo velocemente con un ragionamento sul tema fiscale, per capire se si vuole andare alla tassazione delle persone o del consumo: questo è fondamentale. Ora, mi pare che il rischio ormai ci sia tutto: avremo un calo del prodotto interno lordo molto elevato (si stima oltre il 10 per cento); dovremo agire con determinazione per agevolare - e non impedire - le assunzioni e modificare le regole del lavoro a tempo determinato. C'è qualcuno che ha già provato ad assumere un dipendente qua dentro? Una ditta individuale, che ha bisogno di un dipendente per due o tre mesi, desiste, perché il titolare deve fare un mese di corsi e poi deve far fare un mese di corsi anche al dipendente e quindi gli conviene lasciar stare e rinunciare alla commessa. Ce lo poniamo il problema? Non ritengo che la mia debba essere la soluzione corretta, ma il Parlamento e chi governa devono porsi anche questi problemi, perché altrimenti non ne usciamo. Su questo, quindi, manca completamente un raccordo con una politica organica. (Richiami del Presidente). Il tema della discussione che impegnerà l'Assemblea oggi pomeriggio è parte di tutto ciò e deve essere contestualizzato, perché riguarderà la parte degli investimenti e dello sviluppo, ma la parte straordinaria rispetto al quadro di finanza pluriennale dell'Unione europea è legata al Covid-19 e alle conseguenze della pandemia sul prodotto interno lordo italiano ed europeo. Concludendo davvero, signor Presidente, tutto questo ci ha fatto rendere conto dell'interdipendenza tra la nostra economia e quelle degli altri Paesi europei, non quelle frugali, che tentano in modo frugale di fregar qualcosa, e ha permesso, in primo luogo ai tedeschi, di capire che se l'Italia non è forte, ci rimettono anche loro. Questo è uno dei dati che il nostro Presidente del Consiglio, nella trattativa dei prossimi giorni, dovrà tenere presente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire, perché penso che in Assemblea non si possa accettare qualunque ragionamento e qualunque riflessione e che una riflessione invece vada fatta. Ho sentito, in questa discussione, cose che credo non dovrebbero far parte di un dibattito parlamentare. Ho sentito purtroppo diversi esponenti dell'opposizione raccontare uno scenario in cui, dalla loro parte ci sono quelli che lavorano, mentre la parte della maggioranza è fatta da sfaccendati e da persone che non sanno cosa siano il lavoro e la fatica: è stato detto in diversi interventi. È stato detto in altri interventi che la maggioranza è fatta da persone abituate a vivere di notte, ad agire nell'oscurità e a non avere trasparenza. Penso che questo non si possa accettare (Applausi) per una ragione che riguarda la nostra democrazia. Poi dirò cosa non ha funzionato: ci sono oggettivamente problemi di metodo e c'è oggettivamente un problema di funzionamento del bicameralismo. Non si può però accettare un'idea caricaturale della nostra discussione. Credo non sia utile al Paese, se gran parte dell'opposizione sceglie questa cifra, preferendo sbeffeggiare e agitare i problemi, anziché confrontarsi sul merito e contribuire a risolverli. Credo che questo sia un problema. Colleghi, avete sollevato tanti problemi di democrazia, ma io pongo questo problema: serve al Paese un'opposizione che agita i problemi, invece che cercare di risolverli? (Applausi) . Avete evocato un futuro e raccontato un Paese che sta morendo di fame, ma non è così. Il Paese è messo male, ci sono molti che stanno soffrendo, ma in questo Paese nessuno sta morendo di fame, per i provvedimenti - anche quello al nostro esame - che il Governo ha messo in campo. Ci avete spiegato che le misure previste (cassa integrazione, bonus di 600 euro, i 1.000 euro) sono assistenzialismo. Decidetevi! Fateci capire cosa vuole l'opposizione: