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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi il settore apistico italiano - come hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto - dove operano 60.000 apicoltori, conta circa 1,4 milioni di alveari. I dati riguardanti il comparto, però, hanno subito una flessione in negativo a causa di parassiti, malattie, impoverimento dell' habitat naturale e cambiamenti climatici e, purtroppo, sono scomparsi più di 10 milioni di alveari. Il venir meno del ruolo delle api comporterebbe un costo di 153 miliardi di euro a livello mondiale, pari al 10 per cento del valore di mercato dei prodotti alimentari, senza parlare dei nostri apicoltori, i quali tutelano la sopravvivenza delle api e garantiscono sulle nostre tavole miele di qualità, unica vera interazione tra regno vegetale e animale. Si pensi che, per un chilo di miele, vengono visitati 2,737 milioni di fiori. In Commissione agricoltura - lo ribadisco anch'io - lo scorso anno abbiamo votato all'unanimità una risoluzione che concludeva l'esame dell'affare assegnato sulle problematiche del settore dell'apicoltura e già in quell'occasione tutti i Gruppi parlamentari erano consapevoli del valore che i nostri apicoltori rappresentano all'interno del comparto agricolo, dove nel corso del tempo sono state prese scelte importanti per la natura, gli animali e anche per le nostre amiche api; riconoscendo alle stesse api e agli apicoltori il ruolo di indispensabile partner dell'agricoltura di oggi e di domani. Questo riconoscimento deve partire in primis dai nostri territori. A tal proposito, vorrei portare a conoscenza dell'Assemblea la legge approvata giusto ieri all'unanimità dal Consiglio regionale della Calabria: la prima norma che mira a incentivare lo sviluppo dell'apicoltura calabrese con sostegni diretti. Quindi, rivolgo un plauso all'assessore Gallo e al presidente Occhiuto per aver insistito e inserito questo tipo di incentivi. (Applausi) . Come ho anticipato, però, da alcuni anni la produzione del miele italiano è in forte calo in tutto il Paese; così come in forte calo è la domanda di miele italiano all'estero e anche il suo prezzo, nonostante l'utilizzo del miele sia aumentato notevolmente. Si tratta di un paradosso che va contro ogni regola economica. Solitamente, il prezzo di un bene aumenta quando la domanda è alta. Allora perché queste condizioni non si verificano nel caso del miele italiano? I motivi sono da imputare alla sostituzione del prodotto con altri di qualità inferiore, al crescente import di miele asiatico di dubbia qualità, all'aumento delle frodi, alla scarsa efficacia dei controlli sul prodotto extra UE importato e alla carenza di comunicazioni su temi qualitativi. È quindi da questi assunti che siamo partiti per presentare le nostre proposte a tutela dell'apicoltura soprattutto dalla concorrenza sleale proveniente dall'estero, in particolar modo dalla Cina, dove sono operative delle vere e proprie fabbriche del miele e il prodotto finale risulta privo delle sue caratteristiche componenti. Per questo, come Gruppo Forza Italia, crediamo che sia necessario sostenere le imprese del comparto anche attivando a livello europeo un piano d'azione contro le contraffazioni e rafforzando le procedure di tracciabilità; così come sarebbe importante promuovere ed incentivare le nuove aziende apistiche che favoriscono l'ingresso di nuovi giovani e anche i diversamente abili. Per tutto quanto detto finora, voteremo convintamente a favore delle mozioni in esame, che contengono tra l'altro sostegni immediati alle imprese che hanno subito calamità e perdite produttive e un piano di controllo sul miele di importazione al fine di ridurre la qualità di miele non conforme. Concludo, signor Presidente, facendo mia una frase di Albert Einstein, il quale aveva compreso l'importanza del ruolo delle api. Sono certa che queste poche parole possono riassumere il pensiero di tutti: se le api scomparissero dalla faccia della Terra, all'uomo non rimarrebbero che quattro anni di vita. (Applausi) . VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Battistoni per essere presente in Aula quest'oggi a parlare dell'importantissimo tema delle api. Per parlare di api, prendo spunto dall'ultima riflessione, come "supponta" (come credo si dica in Campania), e al riferimento alla celebre frase di Albert Einstein. È una frase attribuita a lui, anche se a quei tempi non si avevano dati più oggettivi. Ma, se tutti sostenevano che era sua quella frase, noi crediamo fortemente che sia così. La frase è la seguente: dopo quattro anni che le api dovessero - speriamo che questo non succeda mai - scomparire dalla faccia della Terra, scomparirebbe anche l'uomo. Questo semplicemente perché le api impollinano circa lo 85-90 per cento di tutte le specie vegetali commestibili. Quindi, se non ci sono più api, non ci sono più frutti e vegetali, e automaticamente scomparirebbe anche l'uomo dalla faccia della Terra. Da ciò capiamo quanto sia importante questo argomento. Oggi siamo troppo presi da argomenti sicuramente importantissimi come la pandemia del Covid, la guerra, l'autosufficienza alimentare, ma a mio parere dobbiamo concentrarci un po' di più - e qui mi rivolgo a tutta l'Assemblea, e non alla Commissione agricoltura, che ringrazio, che ha approvato questa mozione all'unanimità già un anno fa - e prestare maggiore attenzione sull'importantissimo tema delle api. Ringrazio il Governo, che l'anno scorso, anche grazie alla sollecitazione della Commissione agricoltura, ha stanziato oltre 10 milioni di euro per i 50.000 eroi che sono gli apicoltori di questo Paese. (Applausi) . Dico eroi perché a fare gli apicoltori non si ha un grande reddito; bisogna essere degli appassionati di api, ma soprattutto dell'ambiente. Con i cambiamenti climatici in atto allevare le api e produrre il miele è difficilissimo. Abbiamo avuto le gelate, abbiamo avuto una moria fortissima delle arnie, per cui bisogna sicuramente continuare a parlare di api affinché questa passione sia trasmessa alle future generazioni. Occorre continuare con l'azione didattica nei confronti dei nostri ragazzi, degli alunni parlandone nelle scuole, ma soprattutto, oltre che parlare, bisogna anche agire di conseguenza. Per questo motivo mi permetto di citare la bellissima esperienza fatta in Provincia di Treviso, di cui sono stato promotore, dove un'azienda locale, la Savno, ha donato 150 alveari alle scuole e ai Comuni della Provincia. Questo ha permesso di toccare con mano la vita delle api, ma, soprattutto, di creare dei nuovi appassionati, che poi a loro volta continueranno a trasmettere una tale passione. Questo deve essere assolutamente mutuato anche in altre realtà, vista la grande difficoltà che abbiamo con l' italian sounding , e cioè con la contraffazione del miele, nei confronti di quelli che mi permetto di considerare invasori dei nostri mercati, non solo italiani, ma anche europei. (Applausi) .