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medico specialista in Medicina del lavoro oppure medico competente ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, iscritto in un apposito elenco nazionale presso il Ministero della salute previa verifica periodica dell'adempimento degli obblighi di aggiornamento professionale definiti da un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro della salute; o «sorveglianza sanitaria»: insieme di indagini cliniche o analitiche o strumentali intese a raccogliere in modo sistematico dati sullo stato di salute di uno o più lavoratori per la protezione della loro salute e sicurezza in relazione all'esposizione a fattori di rischio da lavoro; p «mansione»: complesso dei compiti attribuiti al lavoratore, caratterizzati da uno specifico profilo di rischio; q «idoneità alla mansione»: dichiarazione da parte del medico del lavoro che un lavoratore può eseguire in tutto o in parte i compiti affidatigli, senza rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore stesso, o dei suoi colleghi o di terzi; r «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo e gestionale per la definizione e l'attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro; s «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria ma costituisca utile riferimento per l'attuazione delle disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali; t «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, validate dalla Commissione nazionale per la sicurezza sul lavoro; u «linee guida»: atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni, dall'Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dalle associazioni professionali competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, validati dalla Commissione nazionale per la sicurezza sul lavoro. 4 (Campo di applicazione soggettivo) 1 I componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230- bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti devono: a utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui alla presente legge; b munirsi di dispositivi di protezione individuale e utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui alla presente legge. 2 Nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni di lavoro accessorio, le disposizioni di cui alla presente legge e le altre norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori si applicano nei casi in cui la prestazione sia svolta a favore di un committente imprenditore o professionista. Negli altri casi si applicano esclusivamente le disposizioni di cui al comma 1. Sono comunque esclusi dall'applicazione delle disposizioni di cui alla presente legge e delle altre norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori i piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l'insegnamento privato supplementare e l'assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili. 3 Nell'ambito della somministrazione di lavoro il datore di lavoro informa e forma il lavoratore sui rischi generalmente connessi allo svolgimento del lavoro. Ogni altro obbligo ai sensi della presente legge e delle altre disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza è a carico dell'utilizzatore. 4 Per lavoro agile si intende una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa. Nel lavoro agile la prestazione lavorativa viene eseguita in parte all'interno di locali aziendali e, senza una postazione fissa, in parte all'esterno, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. In caso di lavoro agile il datore di lavoro informa e forma il lavoratore in ordine ai rischi connessi alla modalità di svolgimento della prestazione di lavoro e garantisce, in caso di utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa, la loro conformità alle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza. Il medico del lavoro sottopone il lavoratore a visita medica preventiva ed effettua la sorveglianza sanitaria secondo periodicità e modalità da lui stabilite, avuto riguardo al rischio connesso alle modalità di svolgimento della prestazione di lavoro. Nel rispetto degli obiettivi concordati e delle relative modalità di esecuzione del lavoro definite nell’accordo tra le parti, nonché delle eventuali fasce di reperibilità, il lavoratore ha diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche di lavoro senza che questo possa comportare, di per sé, effetti sulla prosecuzione del rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi. 5 (Vigilanza) 1 La vigilanza sull'applicazione della presente legge è affidata alle Aziende sanitarie locali (ASL) e all'Ispettorato nazionale del lavoro, che vi provvedono sulla base di programmi predisposti in funzione delle priorità nazionali e regionali, con particolare riferimento agli infortuni mortali nei luoghi di lavoro o a quelli da cui derivino gravi inabilità permanenti o alle malattie da lavoro il cui esito possa essere mortale o da cui derivino gravi inabilità permanenti. 2 Restano ferme le competenze per ambiti specifici di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e in particolare quelle: a del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per il settore minerario, fino all'effettiva attuazione del trasferimento di competenze da adottare ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, dal Ministero dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali dalle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del presente articolo, nell'ambito delle proprie competenze, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti; b delle autorità marittime a bordo delle navi ed in ambito portuale, degli uffici di sanità aerea e marittima per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale; c dei servizi sanitari e tecnici istituiti per le Forze armate e per le Forze di polizia e per i vigili del fuoco.