[ddlpres]

L'esonero è autorizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previo verbale di accordo governativo tra l'impresa e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, da stipulare entro e non oltre sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente articolo. La presente misura non può essere considerata come una forma di aiuto di Stato in quanto si inserisce in un programma di sostegno al reddito in favore dei lavoratori inseriti in un contratto di solidarietà che sono ritenuti in esubero e che rischierebbero – in assenza di detto sostegno – di essere espulsi dal posto di lavoro. Il beneficio previsto non deve dunque essere letto come un finanziamento all'impresa, bensì come un sistema di tutela ai fini del mantenimento dei livelli occupazionali. L'articolo ha una finalità sociale e non dà un vantaggio economico a imprese singole o gruppi di imprese; esso ha come principale obiettivo quello di evitare dispersioni occupazionali con gravi ripercussioni anche sulle aree geografiche interessate, parte delle quali si trova del Sud d'Italia, dove, come è noto, vi è un tenore di vita generalmente inferiore agli standard nazionali, come peraltro dimostrato dall'assegnazione di risorse dei fondi strutturali europei, da cui si evince che la media pro capite del Pil è inferiore al 75 per cento della media europea. Il comma 3 prevede che l'efficacia delle disposizioni di cui al presente articolo è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea, previa notificazione ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. ARTICOLO 12 – POTENZIAMENTO STRUTTURA CRISI DI IMPRESA La presente norma ha la finalità di potenziare temporaneamente il funzionamento della struttura di crisi preposta alla gestione dei « tavoli di crisi » istituiti ovvero istituendi presso il Ministero dello sviluppo economico, attraverso l'acquisizione di risorse specializzate, da destinare, fino al 31 dicembre 2021, allo studio di idonee soluzioni per risolvere le problematiche sottese ai tavoli stessi. In particolare, si prevede che, all'unità di crisi, istituita ai sensi dell'articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, venga assegnato un contingente di personale, fino ad un massimo di 12 unità, munito di specifiche e necessarie competenze ed esperienze in materia di politica industriale, analisi e studio in materia di crisi di impresa. Il citato personale di Area III del comparto funzioni centrali, potrà essere costituito da dipendenti dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in posizione di fuori ruolo o di comando o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Infine, è previsto che il trattamento economico complessivo sia a carico dell'amministrazione di destinazione. ARTICOLO 13 – FONDO PER RIDURRE I PREZZI DELL'ENERGIA PER LE IMPRESE E PER EVITARE CRISI OCCUPAZIONALI NELLE AREE DOVE È PREVISTA LA CHIUSURA DELLE CENTRALI A CARBONE Ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, recante « Attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra », i proventi delle aste delle quote CO 2 sono raccolti dal Gestore Servizi Energetici – GSE, in quanto soggetto responsabile del collocamento, e da quest'ultimo trasferiti in apposito conto acceso presso la Tesoreria dello Stato. Detti proventi sono successivamente versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati secondo quanto stabilito dai commi 5 e 6 dell'articolo 19 del medesimo decreto legislativo e da altre disposizioni in materia finanziaria e fiscale, introdotte con successivi decreti-legge (decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, e legge di bilancio 27 dicembre 2017, n. 205). Al sensi dell'articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, il 50 per cento delle risorse è destinato al « Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato », mentre il rimanente 50 per cento è a sua volta suddiviso e assegnato nella misura del 70 per cento al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per interventi per la decarbonizzazione, e per il 30 per cento al Ministero dello sviluppo economico per interventi di promozione dell'efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile. I proventi delle aste delle quote CO 2 relative all'annualità 2018 già effettuate ammontano a circa 1.450 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai circa 550 milioni di euro relativi all'annualità 2017 e, pertanto, risulta un aumento del gettito per circa 900 milioni di euro. Questa situazione di maggiori entrate continuerà anche per i prossimi anni, anche perché la politica della Commissione europea è quella di utilizzare i propri strumenti di gestione per far innalzare il costo delle quote per favorire gli interventi di decarbonizzazione. Tuttavia, come anche riconosciuto dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, le imprese italiane a forte consumo di energia risentono ormai da anni di una pesante distorsione del mercato interno dovuta alla mancata compensazione a livello nazionale dei costi indiretti delle stesse quote che vengono poi trasferiti sui prezzi dell'energia elettrica ( Carbon Leakage indiretto). Come è noto l'Italia attualmente non prevede alcuna forma di compensazione per i costi indiretti ingenerati dal trasferimento in bolletta del costo della CO 2 , mentre un numero considerevole di Stati membri dell'Unione europea, tra cui Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Olanda, Belgio e Grecia si avvale, in taluni casi già dal 2013, di quanto previsto dalle linee guida sugli aiuti di Stato, adottate nel 2012 dalla Commissione europea, per compensare tali effetti negativi sulle proprie industrie nazionali. La stessa Autorità garante rileva come: