[pronunce]

È evidente, allora, che l'esigenza di un minimo di stabilità e continuità della relazione interpersonale sottesa all'atecnica locuzione “nucleo familiare” è soddisfatta dalla norma esigendo che l'inserimento nel nucleo familiare del soggetto (ultrasessantacinquenne o handicappato grave) in relazione al quale è concesso il beneficio della sospensione ex lege deve risalire quanto meno al momento in cui sussisteva ed era efficace il contratto di locazione, e con esso la qualità di “inquilino”. Così come è evidente che siffatto requisito è verificabile dal giudice dell'esecuzione con rapidità e semplicità del tutto compatibili con il carattere sommario dell'accertamento demandatogli dalla legge in caso di contestazione da parte del locatore. Non a caso, d'altra parte, la giurisprudenza dominante intende il requisito reddituale come riferito al complesso dei componenti il “nucleo familiare”, ed adotta quale utile parametro di riferimento, al fine di stabilire se il reddito “familiare” sia sufficiente per accedere all'affitto di una nuova abitazione, i limiti di reddito stabiliti (dalle singole normative regionali e delle Province autonome) per conseguire l'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (cfr. circolare del Ministero dei Lavori pubblici del 23 febbraio 2001): tale giurisprudenza, infatti, da un lato presuppone che “nucleo familiare” possa definirsi solo quello connotato da un minimo di stabilità e continuità e, dall'altro lato, conferma che il requisito reddituale (del nucleo familiare) per godere della sospensione dello sfratto deve sussistere al momento (cessazione della locazione) determinante per quello (“speculare”) dell'inserimento nelle graduatorie dei potenziali assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Interpretata nel senso per cui l'inserimento nel nucleo familiare dell'ultrasessantacinquenne o dell'handicappato grave deve risalire ad epoca anteriore alla cessazione del rapporto di locazione la norma denunciata si sottrae ad ogni censura di irrazionalità per la (pretesa) assenza, in essa, di un riferimento temporale quanto al possesso dei requisiti richiesti per beneficiare della sospensione ex lege della procedura di sfratto.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 20, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Palermo, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 febbraio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 febbraio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA