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In conclusione, facciamo più investimenti sull'infanzia, ampliamo il bonus per gli asili nido, incrementiamo i fondi per il diritto allo studio per gli universitari, diamo nuovi diritti alle vittime dei reati (questo riguarda il tema della sicurezza), tuteliamo da ogni forma risarcitoria diretta agli orfani di femminicidio, aboliamo il superticket sanitario, prevediamo stanziamenti per l'edilizia sanitaria, prevediamo una dotazione di 50 milioni per il sostegno alle abitazioni in locazione, 1.000 borse in più per medici specializzandi. Poi si è parlato dei Vigili del fuoco e della Polizia penitenziaria. In una battuta: anche qui c'è una visione alternativa sulla sicurezza e sulla precarietà, anche esistenziale. Queste non sono solo risposte in termini di welfare , sono risposte alla precarietà dell'esistenza, che è una delle grandi paure del terzo millennio. Quando aveste chiuso tutti i porti del mondo, anche quelli fluviali, che cosa vi restava da offrire per contrastare questa precarietà? Quando aveste innalzato tutte le pene del mondo, c'è un punto oltre il quale le pene non si possono più innalzare e quale sostegno verrebbe dato alle vittime del reato? Queste sono le prospettive, sicuramente diverse e alternative alle vostre, ma sono prospettive reali per i cittadini, sono una speranza vera e sono un grande rilancio per il lavoro e per la dignità della persona. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, in questi mesi abbiamo potuto constatare come anche con il Governo Conte II i lavori parlamentari sono sempre in balia delle decisioni del Governo stesso; decisioni continuamente rinviate perché le quattro sinistre non trovano accordo. Il disegno di legge di bilancio è arrivato in Commissione il 6 novembre. Da allora si è arenata, aspettando la quadra della maggioranza con solite sedute "apri e chiudi", fino all'accelerazione finale dei lavori solo all'ultimo momento utile, in un'unica seduta di più di ventisei ore. L'opposizione, con senso di responsabilità nei confronti del Paese, ha seguito i ritmi dei lavori per scongiurare il rischio di esercizio provvisorio. Il punto è che questa grave situazione, oltre ad incidere negativamente sulla qualità dei lavori parlamentari, inficia la democrazia e si ripercuote in maniera deleteria sul Paese. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 21,10) ( Segue TOFFANIN). Evidentemente, la maggioranza ignora che non vi è Governo se non c'è programmazione. E per programmare occorre avere un'idea chiara ed organica del futuro che si vuole costruire per l'Italia, un'idea chiara di dove si vuole arrivare, in che tempi e con quali modalità. Invece, l'unica idea che le componenti del Conte II condividono è evitare di andare al voto ed evitare che vada al Governo il centrodestra. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Risultato: l'azione di Governo si sostanzia nel mettere toppe ai disastri che lo stesso Governo ha posto in essere, un continuo fare e disfare contraddittorio e senza una ratio evidente. Ci sono voluti giorni, che sono diventati mesi, per cercare di farvi capire che tasse come quelle prospettate sui settori della plastica e delle bibite avrebbero impattato in maniera devastante sull'aumento dei costi dei prodotti, mettendo in ginocchio le imprese e fortemente a rischio i corrispondenti posti di lavoro, in un settore che vede impiegati oltre 50.000 lavoratori. Oltre a noi, lo hanno gridato imprenditori, lavoratori e associazioni di categoria, che, invece di dedicarsi alla propria attività per cercare quindi di dare un contributo positivo al PIL del nostro Paese - e Dio solo sa quanto ce n'è bisogno -, hanno dovuto distogliere tempo ed energie per spiegarvi perché queste tasse sono dannose e per difendere il proprio futuro e quello dei lavoratori e delle loro famiglie. Ciononostante, non le avete eliminate, ma dopo un ping-pong di variazioni e distinzioni, le avete posticipate per paura dei risultati delle elezioni regionali dell'anno prossimo, a cominciare da quelle in Emilia-Romagna: è da lì che poi faremo i conti! D'altronde, voi non avete una politica del lavoro, una politica dell'impresa, e purtroppo i risultati si vedono dai sempre più numerosi tavoli di crisi aziendali aperti: vedi i casi eclatanti di Ilva, Alitalia, Whirpool, Tirrenia e l'elenco si fa sempre più lungo. Il ministro Di Maio si vanta di aver sterilizzato con questa manovra le clausole di salvaguardia. In realtà questo Governo ha solo rinviato il problema agli anni successivi. Ma ricordo al signor Ministro che l'aver messo la polvere sotto il tappeto - e che polvere, 23 miliardi - non significa aver risolto il problema. Il problema deve essere affrontato rilanciando l'economia e il lavoro; viceversa, la situazione precipiterà velocemente verso un punto di non ritorno. A maggior ragione adesso, che le incertezze legate al contesto internazionale mettono a rischio le nostre esportazioni. Occorre pertanto puntare, da una parte, alla ripresa della domanda interna, mirando ad un aumento del potere di acquisto di lavoratori e famiglie e, dall'altra, al sostegno dell'attività delle imprese, con sburocratizzazione e detassazione. Ma in questa legge di bilancio cosa è stato fatto? Molto poco e senza una visione lungimirante. Si è parlato di diminuzione del cuneo fiscale. Ben venga, ma le risorse ad esso dedicate sono limitatissime: 3 miliardi nel 2020, 5 miliardi dal 2021 e quel che è peggio è che l'attuazione della norma è rinviata a provvedimenti attuativi senza nessuna indicazione temporale. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ne abbiamo già visti purtroppo tanti in questa legislatura di provvedimenti annunciati in grancassa, ma poi restati solo sulla carta perché rimasti inattuati. Per i lavoratori autonomi, invece, c'è stato un dietrofront rispetto alla scorsa legge di bilancio: niente allargamento della platea per i regimi forfettari e, anzi, restringimento per i beneficiari della cosiddetta flat tax . Attenzione però, perché il fatto di modificare continuamente le regole - l'ha detto la stessa senatrice Rossomando - impedisce a imprese e famiglie di poter contare su elementi certi per effettuare una qualsiasi pianificazione del proprio futuro sia per investimenti che per spese. Questo atteggiamento degli ultimi Governi è sicuramente un modo molto efficace per zavorrare la crescita di un Paese. Veniamo al lavoro femminile, una delle maggiori vulnerabilità, con quello giovanile, del mercato del lavoro italiano. Solo il 56,2 per cento delle donne partecipa al mercato del lavoro, con un tasso di occupazione che non supera il 50 per cento. Siamo il fanalino di coda assieme alla Grecia rispetto al resto d'Europa e queste percentuali diminuiscono notevolmente nelle donne con figli.