[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 4-bis, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito, con modificazioni, nella legge 4 giugno 2004, n. 143, promosso dal Consiglio di Stato con ordinanza del 5 luglio 2017, iscritta al n. 135 del registro ordinanze 2017 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 40, prima serie speciale, dell'anno 2017. Visti l'atto di costituzione di M. T., nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella udienza pubblica del 20 febbraio 2018 il Giudice relatore Giuliano Amato; uditi gli l'avvocati Tommaso De Grandis e Sergio Galleano per M. T. e l'avvocato dello Stato Andrea Fedeli per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 5 luglio 2017 il Consiglio di Stato ha sollevato, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 4-bis, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito, con modificazioni, nella legge 4 giugno 2004, n. 143. La disposizione è censurata nella parte in cui ammette al corso abilitante per l'insegnamento di strumento musicale presso la scuola secondaria di primo grado i docenti che abbiano prestato, per il periodo minimo di 360 giorni, servizio di insegnamento di strumento musicale presso la scuola secondaria di primo grado, ma non quelli che abbiano prestato tale servizio nella scuola di grado superiore. È denunciato il contrasto con l'art. 3 Cost., perché tale esclusione precluderebbe irragionevolmente una possibilità di miglioramento professionale a coloro che abbiano in concreto prestato servizio di insegnamento di strumento musicale in una scuola di grado superiore e siano, quindi, potenzialmente più qualificati dei soggetti ammessi. 2.- Il Consiglio di Stato riferisce di essere chiamato a decidere in ordine all'appello avverso la sentenza con cui il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma, ha respinto il ricorso di un insegnante di pianoforte avverso il provvedimento di esclusione dal corso abilitante per la classe di concorso 77/A (insegnamento di strumento musicale nella scuola secondaria di primo grado) e dei relativi atti presupposti e conseguenziali. Osserva il rimettente che l'art. 2 del d.l. n. 97 del 2004, come convertito, ha previsto alcune disposizioni di carattere speciale volte a consentire agli insegnanti precari della scuola statale di conseguire, attraverso percorsi agevolati, l'abilitazione all'insegnamento, necessaria per l'immissione nei ruoli e la stabilizzazione del rapporto di impiego. In particolare, ai fini dell'abilitazione all'insegnamento di uno strumento musicale nella scuola secondaria di primo grado (classe di concorso 77/A), l'art. 2, comma 4-bis, oggetto di censura, prevede l'ammissione all'ultimo anno del corso di didattica della musica dei «docenti in possesso dell'abilitazione all'insegnamento nelle classi di concorso 31/A e 32/A, e che abbiano prestato almeno 360 giorni di servizio nella classe di concorso 77/A». La parte appellante non è stata ammessa a questo corso poiché - pur essendo abilitata nelle classi di concorso 31/A e 32/A - ha in concreto prestato servizio nella scuola secondaria superiore, quindi in una classe di concorso diversa da quella prevista dalla disposizione censurata. In primo grado il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo che l'esclusione fosse imposta dalla disposizione in esame e che la relativa questione di legittimità costituzionale fosse manifestamente infondata. A seguito di ammissione con riserva, l'appellante ha poi superato le relative prove al termine del corso. Egli ha comunque dedotto di avere interesse alla pronuncia di merito sull'appello, per finalità di ricostruzione di carriera e di risarcimento. 2.1.- Il Consiglio di Stato ritiene che l'esplicito riferimento della disposizione censurata alla sola classe di concorso 77/A non consenta un'interpretazione estensiva, nel senso di ammettere al corso anche docenti che abbiano prestato servizio per classi diverse da quella prevista. In punto di rilevanza, il giudice a quo fa rilevare che dall'accoglimento della questione in esame discenderebbero l'illegittimità dell'esclusione e l'accoglimento del ricorso. D'altra parte, ad avviso del Consiglio di Stato, l'ammissione con riserva al corso - avvenuta in forza di un provvedimento di autotutela dell'amministrazione - ed il successivo conseguimento dell'abilitazione non influirebbero sulla rilevanza della questione. Pur essendo venuti meno gli effetti dell'atto impugnato, non sarebbe comunque possibile dichiarare la cessazione della materia del contendere, né l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la parte ricorrente prospetta una utilità ricavabile dall'annullamento dell'atto (ai fini di ricostruzione di carriera e di risarcimento) e occorrerebbe pertanto una pronuncia nel merito. Tale conclusione sarebbe imposta anche dall'art. 34, comma 3, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo). 2.2.- Nel merito, il Consiglio di Stato ritiene che la disposizione censurata violi l'art. 3 Cost., in quanto situazioni analoghe sarebbero irragionevolmente trattate in modo difforme. Il giudice a quo rileva che inizialmente le classi di concorso per l'insegnamento dell'educazione musicale, previste dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39 (Testo coordinato delle disposizioni impartite in materia di ordinamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento tecnico-pratico e di arte applicata nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica), erano soltanto due: la 32/A, per l'insegnamento nelle scuole secondarie di primo grado, e la 31/A, per le scuole secondarie di secondo grado. Come risulta dalla tabella allegata al citato decreto, tale insegnamento comprendeva quello dello strumento musicale. In seguito, il decreto del Ministro della pubblica istruzione 6 agosto 1999, n. 201 (Riconduzione ad ordinamento dei corsi sperimentali ad indirizzo musicale nella scuola media ai sensi della legge 3 maggio 1999, n. 124, art. 11, comma 9), ha istituito una nuova classe di concorso, la 77/A, relativa all'insegnamento dello «strumento musicale nella scuola media».