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Le ulteriori previsioni del disegno di legge mirano, come detto, ad aggiornare e razionalizzare le previsioni del codice, abrogando le disposizioni superate dalla normativa sopravvenuta, quali quelle contenute negli articoli 789 e 790 che disciplinano la licenza di esercizio, il cui rilascio non è più previsto dal regolamento (UE) n. 379/2014 della Commissione, del 7 aprile 2014, ovvero riconoscendo in capo al gestore l'obbligo di comunicazione di incidente o di inconveniente grave, ai sensi degli articoli 828 e 829. Il presente disegno di legge si compone di sei articoli e di seguito se ne espongono i contenuti principali. All'articolo 1, comma 1, si modifica l'articolo 687 del codice della navigazione, specificando che l'ENAC agisce quale autorità competente, anche ai sensi del citato regolamento (UE) n. 139/2014. Detto regolamento, in particolare, prevede che gli Stati membri designino al loro interno una o più autorità competenti, dotate dei necessari poteri e responsabilità in materia di: a) certificazione e sorveglianza degli aeroporti e dei gestori degli aeroporti; b) sorveglianza dei fornitori di servizi di gestione del piazzale. Il comma 1 dell'articolo 687 del codice della navigazione viene inoltre integrato con il termine «spazio aereo», al fine di esplicitare l'ampliamento delle competenze dell'ENAC intervenute a seguito dei regolamenti europei sul cielo unico. Tale modifica consentirebbe di procedere con l'abrogazione del decreto-legge 8 settembre 2004, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2004, n. 265, semplificando i riferimenti legislativi che governano le attività dell'Ente. Consentirebbe, inoltre, un miglior riferimento per le attività nel campo dei voli sub orbitali, che l'Ente assicura nell'ambito degli accordi bilaterali tra lo Stato italiano e gli USA. Il comma 2 dell'articolo 1 integra l'articolo 690, comma 3, del codice della navigazione specificando che il Governo è delegato a modificare o sostituire, con regolamento, le disposizioni di legge incompatibili, oltre che con gli annessi alla Convenzione relativa all’aviazione civile – stipulata a Chicago il 7 dicembre 1944 e resa esecutiva con decreto legislativo 6 marzo 1948, n. 616 – oggetto di recepimento come prevede il testo vigente (cosiddetti annessi ICAO), anche con le disposizioni tecniche attuative contenute nei manuali e negli altri documenti ufficiali collegati con gli annessi medesimi. La norma mira, evidentemente, a semplificare l' iter per l'adeguamento della normativa nazionale rispetto alle prescrizioni contenute nei documenti collegati agli annessi ICAO. All'articolo 2, comma 1, si espunge dall'articolo 691- bis , comma 1, del codice della navigazione, il riferimento alla natura di società pubblica dell'Enav S.p.a. , in ragione del processo in corso teso alla privatizzazione della società. Inoltre, nell'articolo viene chiarito che l'Enav S.p.a. offre i servizi di navigazione aerea, previa stipula di specifico accordo con il gestore aeroportuale, ai sensi di quanto previsto dal regolamento (UE) n. 139/2014. Il citato regolamento, invero, sia al considerando (8), sia nella norma ADR.OPS.B.001, prevede che il gestore fornisca, direttamente o indirettamente, i servizi di cui all'allegato IV, capo B ( Servizi operativi aeroportuali, impianti e installazioni ). In particolare, qualora il gestore non eroghi direttamente i servizi in parola, forniti da un'altra organizzazione o da un'altra State Entity , dovrà sottoscrivere specifici accordi con gli stessi e, in tal caso, non è più considerato direttamente responsabile di eventuali non conformità da parte dell'altro soggetto dell'Accordo che è tenuto a fornire anche i servizi per la navigazione aerea. All'articolo 3, comma 1, si modifica l'articolo 699, comma 1, del codice della navigazione, specificando che negli aeroporti aperti al traffico civile occorre rispettare non solo le previsioni del regolamento di scalo, ma anche del manuale dell'aeroporto, documento che deve essere definito e mantenuto dal gestore aeroportuale, ai sensi del capo E del regolamento (UE) n. 139/2014. Il manuale dell'aeroporto deve contenere o fare riferimento a tutte le informazioni necessarie per l'utilizzo sicuro, il funzionamento e la manutenzione dell'aeroporto, dei suoi equipaggiamenti, nonché delle superfici di protezione e limitazione ostacoli e altre aree connesse con l'aeroporto. L'articolo 3, comma 2, modifica incisivamente l'articolo 705 del codice della navigazione, che disciplina i «Compiti del gestore aeroportuale». Il comma 1 dell'articolo 705 viene integrato prevedendo che il gestore aeroportuale, in materia di sicurezza operativa ( safety ), coordini e controlli anche i soggetti pubblici presenti all'interno dell'aeroporto, in linea con quanto previsto a livello europeo. La specifica appare estremamente rilevante perché, pur adeguando la previsione codicistica a norme regolamentari europee che trovano immediata attuazione nell'ordinamento nazionale, mira ad escludere ambiguità nell'ambito delle competenze, dei poteri e delle responsabilità del gestore che, si ripete, in materia di safety è l'unico soggetto responsabile in ambito aeroportuale. La previsione, inoltre, analogamente a quanto previsto nel novellato articolo 691- bis , prevede che il gestore concluda accordi con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco o altro ente già designato per garantire la gestione del servizio di salvataggio e antincendio nell'aeroporto. Ai sensi dell’allegato IV al regolamento (UE) n. 135/2014, capo B, norma ADR. OPS. 010 ( Servizi di salvataggio e anticendio ), infatti, i servizi di salvataggio e antincendio devono essere assicurati dal gestore aeroportuale, ovvero da altra organizzazione o soggetto pubblico, previa sottoscrizione di specifico accordo, mentre sulla gran parte degli scali italiani, già certificati ai sensi della regolamentazione nazionale, detti servizi sono generalmente assicurati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco (in forza della legge 23 dicembre 1980, n. 930). L'articolo 3 modifica, inoltre, i compiti previsti nel comma 2 dell'articolo 705, dalla lettera e) alla lettera i) , tenendo conto dell'ampliamento di compiti e responsabilità previsti dal citato regolamento (UE) n. 139/2014. In particolare, la lettera e) viene integrata prevedendo che il gestore verifichi il rispetto delle previsioni, oltre che del regolamento di scalo (come previsto nel testo vigente), anche dal manuale di aeroporto, e ciò da parte di tutti gli operatori (pubblici o privati) fornitori di servizi aeroportuali. Per consentire al gestore di svolgere, effettivamente, tali competenze, le previsioni successive vengono modificate, attribuendogli un potere di intervento più penetrante, teso ad ottenere il rispetto delle citate previsioni e, in caso di inosservanza, a contestare le violazioni ai contravventori.