[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, sui quali invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. EVANGELISTA, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'articolo 2 prevede che il pubblico ministero, entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato, assuma informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti. Desidero precisare che il termine di tre giorni può essere sia ridotto che prorogato in presenza di imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell'interesse della persona offesa. Quindi, c'è un range di comportamenti che rende questo termine comunque ordinatorio e nella valutazione del pubblico ministero. L'elenco dei reati previsto, tuttavia, non comprende la nuova fattispecie del 612 -ter , il revenge porn , né i reati di mutilazione genitale femminile e di matrimonio forzato. Con l'emendamento proposto, oltre a completare l'elenco con questi reati, si richiama il riferimento all'articolo 94 del codice di procedura penale, ovvero quella condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa, il cui accertamento ha importanti ricadute sul piano processuale, che è stato inserito nella circonvenzione di anziani (reato da poco introdotto nel nostro ordinamento). Dal riconoscimento di questo peculiare status di vulnerabilità discendono numerose misure a tutela della persona offesa dai rischi di vittimizzazione secondaria, intimidazione o ritorsioni. In particolare, quando in sede processuale è riconosciuto lo status di vulnerabilità, è assicurata la possibilità della riproduzione audiovisiva delle dichiarazioni della persona offesa, è sancita l'irripetibilità delle dichiarazioni della vittima sentita in incidente probatorio; il riesame è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi; la polizia giudiziaria e il pubblico ministero, quando devono assumere informazioni dalla persona offesa, possono avvalersi dell'ausilio di un esperto in psichiatria e psicologia. Inoltre, si deve assicurare e scongiurare qualsiasi contatto tra persona offesa e accusato e la persona offesa non deve rendere più di una volta tali informazioni. Su istanza della persona offesa, infine, il giudice può disporre l'audizione protetta. Insomma, a me pare che tutte queste misure siano importanti forme di protezione per la vittima: scongiurano condizionamenti o suggestioni, che sono molto diffusi in sede processuale per reati di questo genere, e concorrono anche a garantire la genuinità della prova. Queste sono le motivazioni per cui votiamo favorevolmente a questo emendamento e non ci rendiamo conto del perché non sia possibile accogliere qualcosa che vada a favore delle vittime. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dalla senatrice Cirinnà e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.4, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori, fino alle parole «prosecuzione delle indagini». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.5. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.6. CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, signor ministro Bongiorno, avete fatto bene a introdurre il reato di revenge porn , in merito al quale non abbiamo presentato emendamenti, tranne quello di indicare i minori di età, a cui vi siete dimenticati di fare riferimento in quella fattispecie di reato. Tuttavia, quello stesso reato, che forse è stato introdotto dopo, viene citato in alcuni articoli di questo disegno di legge; non viene citato in altri, come in questo caso e come in riferimento alla sospensione condizionale della pena. Quindi, l'emendamento 2.6 ha il solo fine di introdurre anche in questo caso - come è stato fatto per altri - il riferimento all'articolo 612 -ter , altrimenti approviamo l'introduzione di un reato e poi ce ne dimentichiamo quando andiamo a modificare gli articoli connessi, cui dovrebbe essere aggiunto quello stesso reato. È una cosa abbastanza scorretta. Quindi, la fretta di far approvare il provvedimento determinerà una inefficacia dello stesso e non sono io a doverlo insegnare a lei, ministro Bongiorno, avendo lei avuto alcune situazioni abbastanza gravi, sia nei processi che ha seguito lei personalmente sia in quelli che ha seguito la sua associazione. Signor Presidente, colgo l'occasione per intervenire anche sull'emendamento 2.9, così poi mi taccio su entrambi. Nell'emendamento 2.9, non tengo conto del fatto che la procura di Roma e altre procure abbiano detto che i tre giorni sono impossibili da rispettare, ma di quello che ha scritto il magistrato Fabio Roja quando lo abbiamo sentito in audizione. Egli ha detto: ma se c'è una denuncia circostanziata, perché far subire alla vittima questa violenza psicologica di essere ancora sentita dal pubblico ministero, quando poi dovrà ancora ripetere il racconto nell'udienza preliminare, ancora nel processo di primo grado e ancora in appello? È una circostanza abbastanza abnorme. È giusto allora scrivere «quando risulta necessario», quando, cioè, la denuncia non è circostanziata oppure vi sono elementi da chiarire; affinché solo in quel caso la vittima sia ascoltata. Per tale ragione, signor Presidente, chiedo di voler considerare questi due emendamenti, specialmente la previsione del 2.6, perché sarà ripetuta in altri articoli, dove sarà necessario per forza prendere in considerazione l'articolo 612- ter , altrimenti, lei lo capisce benissimo, cosa farà il giudice quando si troverà di fronte al dover dare la sospensione condizionale?