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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 41 VALLARDI La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE REDIGENTE Modifiche all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4 in materia di etichettatura DDL 607 Modifiche all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, in materia di etichettatura dei prodotti alimentari DDL 825 Disposizioni per la tutela della produzione agroalimentare nazionale DDL 1000 Modifiche all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4 in materia di etichettatura (Discussione congiunta e rinvio) Il relatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) riferisce sul disegno di legge n. 607, a firma della senatrice Donno, che propone modifiche all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. Nella relazione illustrativa si rileva infatti che la suddetta norma, mirante a tutelare la qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari attraverso una completa e corretta informazione in etichetta al consumatore sulla qualità della materia prima, la provenienza di un alimento e le sue modalità di trasformazione, non ha trovato concreta applicazione. Ciò in quanto non sono stati ancora emanati i decreti di attuazione del Ministro delle politiche agricole e del Ministro dello sviluppo economico previsti dai commi 3 e 4 dello stesso articolo 4 nella sua formulazione originaria e che avrebbero dovuto specificare le effettive modalità di indicazione del luogo di origine o di provenienza dei prodotti alimentari commercializzati e dell'eventuale utilizzo di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati (OGM). Per tale ragione il disegno di legge in titolo, composto di un solo articolo, modificando l'articolo 4 della legge n. 4 del 2011, dispone un termine certo di sessanta giorni per l'emanazione dei decreti attuativi, anche ai sensi del regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Segnala tuttavia che il suddetto articolo 4 della legge n. 4 del 2011 è stato nel frattempo modificato dall'articolo 3- bis del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 (cosiddetto "decreto semplificazioni"), convertito dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 ed entrato in vigore il 13 febbraio 2019. La nuova disciplina semplifica anzitutto la procedura, prevedendo un solo decreto attuativo del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con il concerto dei Ministri dello sviluppo economico e della salute, sia pur mantenendo la previa intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni, la consultazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione e della trasformazione agroalimentare e l'acquisizione dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, nonché la procedura di notifica alla Commissione europea di cui al regolamento (UE) n. 1169 del 2011. Il suddetto decreto ministeriale dovrà stabilire i casi e le categorie specifiche di alimenti per i quali l'indicazione del luogo di provenienza è obbligatoria, fermo restando che, in base all'articolo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 775 del 2018, tale indicazione è sempre obbligatoria quando vi sia difformità (e quindi possibilità d'inganno per il consumatore) tra il Paese di origine o il luogo di provenienza reale dell'alimento e quello evocato nelle indicazioni apposte sull'alimento stesso. Infine, tra le altre novità, vengono previste apposite sanzioni per il caso di violazione delle disposizioni sull'indicazione obbligatoria dell'origine e della provenienza degli alimenti. Rileva quindi che finalità analoghe al precedente presenta il disegno di legge n. 1000, a firma del senatore Vallardi e altri. Tale provvedimento infatti sottolinea, nella relazione illustrativa, il diritto dei consumatori ad essere adeguatamente informati sugli alimenti che consumano, anche al fine di poter effettuare una spesa consapevole, attraverso etichette comprensibili e chiare. A tal fine, si ritiene che l'indicazione del Paese d'origine o del luogo di provenienza di un alimento devono essere fornite ogni volta che la loro assenza possa indurre in errore i consumatori, per garantire la massima trasparenza e prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali a danno dell'economia nazionale, oltre che per tutelare la salute dei cittadini. Nella relazione illustrativa si ricorda poi che la consultazione a suo tempo promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ha evidenziato che il 96,5 per cento dei consumatori italiani ritiene necessario che l'origine dei prodotti agricoli debba essere indicata in modo chiaro e leggibile in etichetta. In coerenza con quanto consentito dall'articolo 39 del regolamento (UE) n. 1169 del 2011, il disegno di legge in esame, composto di un solo articolo, propone pertanto anch'esso di modificare l'articolo 4 della legge n. 4 del 2011, nel testo previgente. In proposito, segnala che le modifiche proposte corrispondono a quelle introdotte con il citato articolo 3- bis del "decreto semplificazioni" e precedentemente illustrate. Pertanto, il nuovo testo previsto per l'articolo 4 della legge n. 4 del 2011 risulta già in vigore. Fa infine presente che parzialmente diversa è l'impostazione del disegno di legge n. 825, a firma della senatrice Fattori e altri. Il suddetto disegno di legge si pone infatti l'obiettivo di tutelare in maniera adeguata le eccellenze agroalimentari italiane che, come precisato dalla relazione illustrativa, nella generale crisi economica degli ultimi anni hanno dimostrato una notevole resilienza, facendo registrare, nel 2017, un valore del mercato finale del consumo di circa 171 miliardi di euro, pari al 10,6 per cento del PIL (che sale rispettivamente a 219,5 miliardi di euro e al 13,5 per cento del PIL, se si considerano anche gli acquisti relativi ai servizi di ristorazione) e dando un contributo essenziale anche alle esportazioni (salite del 23 per cento nell'ultimo quinquennio, per un valore di 34 miliardi di euro). In questo quadro, si impone quindi una disciplina interna che protegga e sostenga fattivamente, al di fuori dei paletti dell'Unione europea, i nostri prodotti caratterizzanti (come pasta, olio d'oliva, latte e prodotti lattiero-caseari), anche per contrastare le frodi agroalimentari, le contraffazioni e il fenomeno dell' Italian sounding. Illustra quindi il contenuto del testo, diviso in 8 articoli. L'articolo 1 contiene le definizioni di "prodotto agroalimentare", "fase di produzione" e "operatore agroalimentare". L'articolo 2 riguarda la tutela delle produzioni agroalimentari nazionali, prevedendo che si intende realizzato interamente in Italia il prodotto agroalimentare le cui singole fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento sono compiute esclusivamente nel territorio nazionale. L'articolo 3 detta le norme sulle indicazioni e diciture del prodotto agroalimentare italiano: