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Il proprietario del fondo di cui al comma 1 può recintare l'invaso, ripopolarlo e destinarlo all'attività di pesca sportiva, previo possesso di apposita autorizzazione rilasciata dall'autorità amministrativa competente per la pesca nelle acque interne. 3 Nelle predette acque, se non comunicanti con corpi idrici esterni, oppure, se comunicanti, delimitate da opere quali muretti, griglie, reti e similari che impediscono il passaggio della fauna ittica, è consentita l'attività della pesca senza il possesso della licenza di pesca, previo consenso, anche a pagamento, del proprietario del fondo. In tali acque, i divieti di pesca, le misure minime, il limite numerico delle catture e tutte le altre norme che disciplinano l'attività della pesca, non hanno effetto. 4 L'autorizzazione stabilisce: a la durata dell'attività di pesca sportiva; b le specie ittiche che possono essere immesse; tale limitazione non si applica ai laghetti per la pesca sportiva non comunicanti con corpi idrici esterni, si applica invece a quelli comunicanti, anche se delimitati da opere che impediscono il passaggio della fauna ittica; c le modalità di rifornimento e restituzione idrica; d le prescrizioni sanitarie da osservare per la salvaguardia delle acque, in conformità alle disposizioni dell'autorità sanitaria competente per territorio; e gli accorgimenti tecnici volti a garantire, anche in situazioni meteorologiche e idrauliche eccezionali, la separazione tra i laghetti di pesca e le acque pubbliche eventualmente comunicanti, a mezzo di opere quali griglie e similari, al fine di impedire il passaggio della fauna ittica a qualunque stadio di crescita. 5 Il mancato rispetto delle prescrizioni indicate nel provvedimento autorizzatorio può comportare anche la revoca dello stesso, oltre all'irrogazione delle eventuali sanzioni previste dalla normativa vigente. IV LA SORVEGLIANZA ITTICA E AMBIENTALE 15 (La sorveglianza ittica e ambientale) 1 La sorveglianza ambientale e sulla pesca nelle acque interne pubbliche, sul commercio dei prodotti della pesca e l'accertamento delle relative infrazioni, è affidata ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, ai Corpi di polizia dello Stato, al personale delle Capitanerie di porto, della Marina e dell'Aeronautica militare, agli agenti sanitari, alle direzioni dei mercati, agli agenti di polizia degli enti locali e alle guardie o agli agenti ittico-ambientali di cui al comma 2. 2 I comuni, i consorzi, nonché le associazioni piscatorie iscritte all'albo regionale di cui all'articolo 7 e 8 possono richiedere il decreto di nomina di agenti giurati anche volontari per la sorveglianza sulla pesca e ambientale nelle acque interne pubbliche, con la qualifica di guardia ittico-ambientale, previo ottenimento di apposita qualifica, la quale è concessa ai soggetti che hanno frequentato apposito corso di formazione con esame finale, organizzato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, anche tramite i propri servizi territoriali, o dalle associazioni iscritte all'albo di cui all'articolo 7. Il decreto ha validità nell'intero territorio della regione o della provincia autonoma. Alla data di entrata in vigore della presente legge, le guardie giurate anche volontarie già in possesso di decreto ittico, pur se in rinnovo, non sono tenuti a frequentare alcun corso né sostenere alcun esame per l'ottenimento della qualifica di guardia ittico-ambientale, che è automaticamente riconosciuta, fermo restante il possesso dei requisiti di cui al comma 3. 3 Gli interessati al rilascio o rinnovo decreto di nomina devono possedere i requisiti stabiliti dall'articolo 138 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773; se volontari, è esclusa l'applicazione del numero 7º del primo comma del medesimo articolo 138, riferito agli agenti giurati che esercitano il servizio quale attività lavorativa primaria. Il decreto è rilasciato agli agenti giurati volontari dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 4 Gli agenti giurati, anche volontari, nell'esercizio delle funzioni amministrative o a causa di esse, nell'esercizio delle funzioni di controllo e verifica delle licenze e delle autorizzazioni alla pesca e, più in generale, di sorveglianza per l'osservanza della presente legge e delle leggi e dei regolamenti vigenti in materia di pesca e di tutela della fauna ittica e della fauna delle acque interne, nonché nell'accertamento delle relative infrazioni e irrogazione delle conseguenti sanzioni, assumono la qualità di pubblici ufficiali. Assumono altresì la qualità di agenti di polizia giudiziaria per quanto attiene ai reati ad esse afferenti. 5 Tutti gli incaricati della sorveglianza sulla pesca possono in ogni tempo ispezionare i battelli da pesca e i luoghi pubblici di stoccaggio, di deposito, di allevamento, di pesca o di vendita del pesce e degli altri prodotti della pesca. 6 L'attività di sorveglianza svolta dagli agenti giurati volontari è considerata attività propria del volontariato. Il rilascio o rinnovo dei decreti è esentato dal pagamento dei bolli. 7 Gli agenti giurati volontari possono anche essere utilizzati nel corpo di polizia delle amministrazioni territorialmente competenti, previo accordo tra queste e le associazioni o enti di appartenenza sul servizio da espletare e sulle spese che dovranno essere rimborsate. 8 Gli agenti giurati volontari durante il servizio si presentano ai pescatori oggetto di controllo muniti di distintivo approvato dall'autorità competente; possono vestire una divisa anch'essa approvata; possono dotarsi di scritte che rendano più immediatamente riconoscibile la loro qualità; possono altresì effettuare servizio in borghese nei casi in cui ciò si rendesse necessario, fermo restando che al momento della presentazione al pescatore devono dichiarare la loro qualità ed esibire il distintivo. 16 (Disposizioni in difesa del novellame) 1 La pesca del novellame o pesce novello destinato al commercio, al ripopolamento, all'allevamento, al consumo umano e ad ogni altro utilizzo è consentita previa autorizzazione delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano, previa acquisizione del parere vincolante del Comitato tecnico regionale o della provincia autonoma, che concede il nulla osta in riferimento alle specifiche garanzie fornite dalla ditta richiedente. 2 La pesca del novellame deve essere esercitata esclusivamente secondo quanto stabilito dai regolamenti predisposti dalle amministrazioni competenti per territorio. 3 È in ogni caso vietata la pesca del novellame, qualunque ne sia la destinazione, dal 1º febbraio al 30 maggio, in tutte le acque interne pubbliche. 4 È vietata la detenzione, il trasporto, il commercio, l'uso a qualsiasi titolo e fine del novellame proveniente dalle acque interne pubbliche prelevato in violazione del presente articolo. 17 (Sanzioni penali) 1 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque viola i divieti di cui ai commi 8 e 9 dell'articolo 13 è punito con l'arresto da due mesi a due anni o con l'ammenda da 5.000 a 25.000 euro.