[pronunce]

che, inoltre, l'incostituzionalità delle norme censurate deriverebbe anche dall'essere la competenza determinata autoritativamente dalla pubblica amministrazione e perciò anche in violazione del principio del giudice naturale e della parità delle parti processuali; che, in considerazione dell'identità delle norme denunciate e delle censure proposte, i giudizi devono essere riuniti per essere decisi con un'unica pronuncia; che la questione è manifestamente infondata; che l'art. 126-bis cod. strada ha introdotto il sistema della cosiddetta patente a punti, stabilendo che all'atto del rilascio della patente vengano attribuiti venti punti, annotati in una apposita anagrafe nazionale (comma 1); che il punteggio subisce decurtazioni a seguito della comunicazione, alla suddetta anagrafe, della «violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicata nella tabella» allegata; che il comma 2 del medesimo art. 126-bis ha previsto che l'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione comportante la perdita del punteggio deve darne comunicazione all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e che la comunicazione viene effettuata a carico del conducente responsabile della violazione, i cui dati, nel caso di mancata identificazione di quest'ultimo, devono essere comunicati all'organo di polizia che procede dal proprietario del veicolo ovvero da uno degli obbligati solidali al pagamento della sanzione (l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio o l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria); che il medesimo comma 2 ha previsto che l'omessa comunicazione dei dati, senza giustificato e documentato motivo, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da euro 286 ad euro 1.143; che il rimettente erra nel ritenere il CNAI autorità procedente all'irrogazione della sanzione, non avendo tale organo, istituito con decreto del Capo della Polizia del 14 aprile 2011, altra funzione se non quella di provvedere alla stesura e alla notifica dei verbali di accertamento delle infrazioni rilevate dagli uffici della Polizia stradale e di gestire il relativo iter amministrativo e il contenzioso, rimanendo invece la titolarità del potere di accertamento in capo agli uffici di Polizia stradale locale e, conseguentemente, la titolarità dell'azione in capo al prefetto territorialmente competente, nella specie il Prefetto di Salerno; che, quindi, il locus commissi delicti dell'illecito omissivo di cui all'art. 126-bis cod. strada , quale luogo dove deve pervenire la comunicazione, coincide con il luogo dell'accertamento, poiché l'autorità procedente è la stessa che ha elevato la sanzione comportante la perdita del punteggio; che, del resto, corrisponde ad un giudizio di ragionevolezza la scelta del legislatore di concentrare in un solo giudice la competenza a conoscere di tutte le opposizioni alle sanzioni amministrative riferite, direttamente o indirettamente, al medesimo fatto; che, pertanto, i giudizi sono stati correttamente radicati presso il giudice rimettente, quale giudice del locus commissi delicti, già competente per la contestazione del merito delle infrazioni da cui derivavano le decurtazioni del punteggio, e presso il quale operava la connessione con i giudizi relativi alla mancata comunicazione del nominativo e dei dati della patente del conducente; che la manifesta infondatezza delle questioni deriva quindi dall'erroneo presupposto interpretativo da cui muove il rimettente, in ordine alla natura e al ruolo del CNAI, individuato quale autorità procedente, così inficiando il ragionamento che porta a ritenere essere il Giudice di pace di Roma quello del locus commissi delicti dell'illecito omissivo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, commi 1 e 2, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 6 e 7 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69) , e dell'art. 126-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 111 della Costituzione, dal Giudice di pace di Cava de' Tirreni con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Giulio PROSPERETTI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA