[resaula]

le numerose violenze perpetrate a danno di persone, automobili, esercizi commerciali, stabilimenti balneari e quant'altro, puntualmente riprese e diffuse sui social network dagli stessi autori come stellette da appuntare sulla divisa, sono state la premessa per i gravissimi episodi che si sono poi verificati alla stazione e sui treni che dalla stessa località transitavano, carichi di persone che avevano trascorso la giornata nei pressi di Peschiera; in particolare, su un treno regionale diretto a Milano, sei ragazze italiane, tutte minorenni, sono state oggetto di violenza da parte di gruppi di giovani di origine africana, che le hanno ripetutamente molestate verbalmente e fisicamente, palpeggiandole nelle parti intime per diverso tempo, impedendo loro di divincolarsi dalla stretta che il branco criminale aveva organizzato; la dinamica dell'episodio è tristemente analoga a quella andata in scena a Milano la notte di Capodanno, quando diverse ragazze furono oggetto di violenze sessuali poste in essere proprio da gruppi criminali di immigrati o italiani di origine araba o nordafricana, che agirono con modalità tipiche del "Taharrush gamea", termine arabo che indica forme di molestia collettiva e di aggressione nei confronti delle donne fino alla violenza sessuale: stessa dinamica, stesse azioni premeditate e coordinate, stessa composizione dei gruppi criminali, che agiscono non solo per perpetrare violenze, ma anche e soprattutto per rivendicare e affermare un modello di società estraneo alla nostra cultura; un modello di società, tipico del fondamentalismo islamico, che non riconosce alle donne la parità dei diritti rispetto agli uomini; considerato che: da quanto emerso sui media , i sindaci di Peschiera del Garda e di Castelnuovo del Garda avevano allertato il Ministero dell'interno e il prefetto già il 30 maggio, tre giorni prima del raduno, proprio ipotizzando possibili problemi di ordine pubblico, vista l'eco della manifestazione e le intenzioni non propriamente turistiche dei possibili partecipanti; a un'interrogazione a prima firma dell'interrogante dello scorso 11 gennaio (4-06431) sulle violenze di Capodanno a Milano, il Ministero dell'interno, per voce del Sottosegretario di Stato Molteni, ha risposto in data 4 febbraio confermando che le violenze poste in atto fossero riconducibili proprio al "Taharrush gamea", di fatto riconducendole a un unico disegno criminale e legandole a una generale impostazione culturale di chi se ne rese protagonista; la manifestazione si è caratterizzata per una surreale matrice di rivendicazione etnica, come d'altra parte il titolo dell'evento e le parole d'ordine dello stesso lasciavano ampiamente presagire, e i ripetuti insulti alle donne bianche in spiaggia, nei locali o sui treni ("su questo treno non salgono i bianchi" si sono sentite ripetere molte ragazze) sono stati solamente la conferma di quanto in realtà ampiamente prevedibile; nonostante ciò e nonostante il gravissimo precedente di Milano, nulla risulta essere stato fatto per prevenire le violenze che poi si sono drammaticamente materializzate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di inquadrare gli accadimenti di Peschiera del Garda all'interno del contesto del "Taharrush gamea", così come gli episodi di Milano o del Capodanno di sei anni fa a Colonia e in diverse altre città europee; per quale motivo siano stati ignorati o, nella migliore delle ipotesi, sottovalutati gli allarmi lanciati dai sindaci dei Comuni sul cui territorio si sono concentrati i partecipanti all'evento "L'Africa a Peschiera", con le gravi conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti e che hanno messo a serio repentaglio l'incolumità delle ragazze vittime di violenza sessuale sul treno e delle altre persone coinvolte loro malgrado nelle violenze perpetrate dalle bande di immigrati; se non intenda, anche alla luce delle devastazioni di questa manifestazione e di quelle dei rave party illegali sempre più spesso organizzati sul territorio italiano, monitorare l'organizzazione di eventi di questo tipo al fine di impedirne l'effettiva realizzazione, o almeno di garantire che il loro svolgimento non contravvenga le leggi dello Stato e non danneggi beni sia pubblici che privati; quali misure urgenti intenda adottare per scongiurare il rischio che simili violenze si ripetano e per proteggere la popolazione, soprattutto femminile, da rapine, abusi, molestie e violenza sessuale in occasione di manifestazioni di piazza e contesti affollati. Atto n. 4-07142 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della cultura Premesso che: nell'ambito dell'organizzazione di eventi non ricorrenti di qualsiasi genere (sportivo o culturale ad esempio) vengono spesso utilizzati fondi pubblici, senza che tali finanziamenti risultino pubblicati successivamente e resi noti all'opinione pubblica in generale, generando pertanto l'impressione che le medesime iniziative pubbliche siano totalmente organizzate e sostenute, attraverso risorse provenienti da soggetti privati, in particolare con riferimento alle attività di sponsorizzazioni e di pubblicità; tali ambiguità, a giudizio dell'interrogante, stanno determinando incertezze nell'ambito delle procedure, anche comunicative e delle regole che gli operatori del settore devono seguire, nell'ambito dei metodi da seguire, in relazione a quanto richiamato, si chiede di sapere quale sia la disciplina normativa da osservare, nell'ambito degli eventi finanziati con fondi pubblici o parapubblici, che dispone l'obbligatorietà di rendere noto il finanziamento anche attraverso risorse private o in caso di assenza di adeguate disposizioni, se il Governo non ritenga opportuno introdurre una norma ad hoc , volta a regolamentare richiamato. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-03383 del senatore De Bertoldi, sugli alloggi destinati al personale delle forze dell'ordine nelle province di Trento e di Bolzano; 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-03357 del senatore Cucca, su riunioni presso il Ministero in merito alla riorganizzazione della giustizia in Sardegna; 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-03385 della senatrice Drago, sull'esercizio dell'attività della navigazione e della pesca in sicurezza nel Mediterraneo; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-03344 del senatore Calandrini, sulla rateizzazione delle cartelle esattoriali in scadenza; 3-03381, 3-03382 e 3-03384 del senatore De Bertoldi, rispettivamente sulla compilazione della dichiarazione sostitutiva sui redditi da parte degli operatori economici, con particolare riguardo alla questione degli aiuti ricevuti dallo Stato, sulla proroga dei termini per l'autodichiarazione sugli aiuti COVID e sulle dichiarazioni dei redditi dei cittadini in merito alla fruizione di bonus edilizi; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-03364 della senatrice Corrado ed altri, sull'archivio di Stato di Barletta-Andria-Trani; 3-03372