[pronunce]

che si è costituita in giudizio la Regione Veneto, già parte del processo a quo, concludendo per l'inammissibilità o comunque l'infondatezza della questione, giacché la legge impugnata, ponendosi «nel solco» del criterio topografico già formulato dall'art. 104 del r.d. n. 1265 del 1934 e dall'art. 1 della legge reg. Veneto n. 28 del 1993, verrebbe a soddisfare l'esigenza di assicurare l'ordinata copertura con farmacie del territorio regionale, nel perseguimento di obiettivi di tutela della salute costituzionalmente rilevanti; che sono intervenute in giudizio la Federfarma-Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia italiani e la Federfarma Veneto-Unione regionale dei titolari di farmacia della Regione Veneto, chiedendo, ritenuta l'ammissibilità del loro intervento, che la questione sia accolta; che con due ordinanze pronunciate entrambe il 13 dicembre 2004 e pervenute a questa Corte l'8 febbraio 2005, il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto ha sollevato in via incidentale, (reg. ord. n. 190 e n. 191 del 2005) , questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 (recte: articolo unico) della legge della Regione Veneto 7 novembre 2003, n. 30, in relazione agli articoli 3 e 97 della Costituzione; che la legge regionale impugnata «in deroga alle disposizioni vigenti» ha istituito «una sede farmaceutica nel Comune di Valeggio-località Salionze», definendone altresì la zona di pertinenza; che il Comune di Valeggio sul Mincio ha conseguentemente provveduto a ridelimitare l'ambito territoriale delle due farmacie già esistenti nel comune, mentre la Giunta regionale ha definito a propria volta le zone di pertinenza delle tre farmacie, in applicazione della legge regionale; che avverso tali atti hanno proposto ricorso innanzi al giudice a quo, in due separati processi, Lauro Perina e Italo Franco Montresor, titolari ciascuno di una delle due sedi di farmacia già attive, deducendo l'illegittimità costituzionale della norma regionale su cui essi si sono fondano; che il TAR, dopo avere motivatamente superato la censura di costituzionalità basata sull'art. 117, terzo comma, della Costituzione, ha proposto la questione nei medesimi termini in cui è stata formulata quella relativa alla legge regionale n. 29 del 2003; che si sono costituiti innanzi a questa Corte Lauro Perina e Italo Franco Montresor, chiedendo che la questione sia accolta, con analoghe argomentazioni, con cui vengono condivisi i rilievi mossi dal rimettente; che si è costituita in entrambi i giudizi la Regione Veneto, già parte dei processi a quibus, concludendo per l'inammissibilità o comunque l'infondatezza della questione, mediante le medesime argomentazioni già svolte nel giudizio relativo alla legge regionale n. 29 del 2003; che sono intervenute in entrambi i giudizi innanzi la Federfarma-Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia italiani e la Federfarma Veneto-Unione regionale dei titolari di farmacia della Regione Veneto, chiedendo, ritenuta l'ammissibilità del loro intervento, che la questione sia accolta; che nell'imminenza dell'udienza pubblica Luigi Papa, l'Ordine dei farmacisti di Venezia, il Comune di Eraclea (reg. ord. n. 58 del 2005) , la Regione Veneto, Federfarma e Federfarma Veneto (reg. ord. n. 190 e n. 191 del 2005) hanno depositato memorie, insistendo sulle conclusioni già formulate; che con ulteriori memorie Luigi Papa, il Comune di Eraclea, la Regione Veneto, Federfarma e Federfarma Veneto hanno dato atto della sopravvenienza della legge della Regione Veneto 16 agosto 2007, n. 23 (Disposizioni di riordino e semplificazione normativa-collegato alla legge finanziaria 2006 in materia di sociale, sanità e prevenzione), i cui artt. 6 e 7 hanno introdotto un comma 1-bis nel testo rispettivamente della legge regionale n. 29 del 2003 e della legge regionale n. 30 del 2003, oggetto del presente giudizio, stabilendo che «alla sede farmaceutica di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 104 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 “Testo unico delle leggi sanitarie”, come sostituito dall'articolo 2 della legge 8 novembre 1991, n. 362 “Norme di riordino del settore farmaceutico” nonché quelle dell'articolo 1 della legge regionale 6 luglio 1993, n. 28 “Norme di applicazione della legge 8 novembre 1991, n. 362, sul riordino del settore farmaceutico”, fatta salva l'ipotesi in cui la Giunta regionale riconosca il venir meno dei presupposti che ne hanno legittimato l'istituzione»; che la Regione Veneto ha rilevato che con ciò si sarebbero superati i dubbi di costituzionalità avanzati dal rimettente, poiché le farmacie istituite tramite le disposizioni impugnate verrebbero ad essere consegnate al potere di pianificazione amministrativa della Giunta regionale; che la Regione Veneto ha concluso chiedendo il rigetto delle questioni e la declaratoria di legittimità costituzionale delle norme impugnate; che il Comune di Eraclea, preso atto della modifica legislativa, ha chiesto sia dichiarata la cessazione della materia del contendere; che Luigi Papa ha contestato la conformità al «sistema delineato dalla Costituzione» della norma sopravvenuta, posto che essa consentirebbe ad un atto amministrativo della Giunta la «abrogazione» di una legge, insistendo per l'accoglimento della questione; che Federfarma e Federfarma Veneto hanno chiesto la restituzione degli atti al giudice a quo per ius superveniens. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto dubita della legittimità costituzionale della legge della Regione Veneto 7 novembre 2003, n. 29 (Istituzione di una sede farmaceutica in deroga nel Comune di Eraclea – località Ponte Crepaldo), e della legge della Regione Veneto 7 novembre 2003, n. 30 (Istituzione di una sede farmaceutica in deroga nel Comune di Valeggio sul Mincio – località Salionze), in relazione agli articoli 3 e 97 della Costituzione (rispettivamente reg.ord. n. 58 del 2005, reg. ord. n. 190 e n. 191 del 2005), posto che esse, nel prevedere la istituzione in deroga ai criteri ordinari di due nuove sedi farmaceutiche, conferirebbero a tali farmacie uno status “privilegiato”, non potendo le stesse venire incise dall'attività di pianificazione amministrativa delle piante organiche spettante alla Regione; che sono intervenuti nei rispettivi giudizi, quali parti dei processi principali, Luigi Papa, l'Ordine dei farmacisti di Venezia e il Comune di Eraclea (reg. ord. n. 58 del 2005), Lauro Perina e la Regione Veneto (reg. ord. n. 190 del 2005) , Franco Montresor e la Regione Veneto (reg. ord. n. 191 del 2005), nonché, in tutti i giudizi, Federfarma e Federfarma Veneto; che i giudizi sono connessi e meritano di essere riuniti, per venire decisi in un'unica soluzione;