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Sono Corpi civili di pace (CCP) quei gruppi, contingenti e unità operative non violente e non armate formate da operatori di pace volte a realizzare attività di prevenzione, mediazione, costruzione della pace e ricostruzione civile nelle aree a rischio di conflitto armato, di conflitto e di post-conflitto. Art. 2. (Finalità) 1. La finalità dei CCP è di promuovere la prevenzione dei conflitti armati, la pace, la riconciliazione, la mediazione, i diritti umani, la solidarietà internazionale, l'educazione alla pace nel mondo, il dialogo inter-religioso ed in particolare nelle aree a rischio di conflitto, in conflitto o post-conflitto. 2. I CCP promuovono la cultura della non violenza, dei diritti umani, della pace e del ripudio della guerra nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 11 della Costituzione, dal preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite, firmato a San Francisco il 26 giugno 1945 e reso esecutivo ai sensi della legge 17 agosto 1957, n. 848, e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. 3. I CCP promuovono la sicurezza umana intesa come sicurezza sociale, ambientale, economica e culturale, volta a prevenire i conflitti e a garantire condizioni di dialogo e di convivenza tra i popoli. Art. 3. (Aree di intervento) 1. Sono aree di intervento dei CCP le zone a rischio di conflitto armato e di post-conflitto, così come individuate dalla Consulta nazionale per i CCP, di cui all’articolo 10, sulla base delle informazioni del Ministero degli affari esteri, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e dei principali istituti di ricerca italiani ed internazionali. 2. I CCP intervengono anche in aree che, per le condizioni economiche e sociali e per le condizioni di rischio ambientale, di crisi alimentare e di povertà, possono diventare aree di crisi e di tensione sociale e politica. Art. 4. (Attività e durata) 1. Le attività dei CCP sono: a) monitoraggio dei diritti umani e denuncia delle violazioni; b) monitoraggio elettorale e sostegno ai processi di democratizzazione; c) promozione del processo di pace; d) mediazione, facilitazione e costruzione della fiducia tra le parti; e) processi di riconciliazione; f) interposizione non armata tra le parti; g) attività di sensibilizzazione e di dialogo tra le comunità; h) accompagnamento non violento di difensori dei diritti umani; i) educazione alla pace e alla non violenza; l) lavoro di pace nell'aiuto umanitario, inclusa assistenza nel reintegro dei combattenti, sostegno a profughi e sfollati in collegamento con le Agenzie europee e delle Nazioni Unite; m) iniziative di «diplomazia dal basso», di costruzioni di reti ed iniziative comunitarie tra le parti in conflitto. 2. Le attività dei CCP si svolgono in condizioni di piena autonomia da qualsiasi soggetto o attore militare o paramilitare presente nell'area di intervento e rispettano le condizioni di imparzialità e neutralità di fronte alle parti in conflitto. 3. Il servizio nei CCP ha una durata minima di dodici mesi e massima di ventiquattro mesi. Art. 5. (Organizzazione e gestione) 1. È costituita presso l'Ufficio per il servizio civile nazionale (UNSC) della Presidenza del Consiglio dei ministri una Struttura di assistenza tecnica (SAT) dei CCP, composta da dieci unità, tra cui personale direttivo ed amministrativo. 2. La SAT può essere costituita e incardinata nelle more della pubblica amministrazione ed in particolare presso l'UNSC ovvero affidata a soggetto terzo, sulla base di una gara ad evidenza pubblica capace di selezionare una organizzazione o un’istituzione con chiare competenze e capacità nel settore. 3. I costi della SAT non possono superare il 15 per cento dell'intero ammontare previsto per la realizzazione dei progetti di cui alla presente legge. 4. La SAT ha le seguenti funzioni: a) promuovere attività di informazione sulle finalità della presente legge; b) stendere e divulgare un bando annuale per la presentazione dei progetti; c) selezionare i progetti presentati; d) autorizzare il finanziamento delle attività; e) verificare la rendicontazione dei progetti; f) promuovere linee guida ed attività di formazione ad hoc per i partecipanti; g) realizzare attività di valutazione in itinere ed ex post dei progetti. Art. 6. (Operatori dei CCP) 1. Possono partecipare ai progetti dei CCP tutti i cittadini italiani ed i cittadini stranieri con permesso di soggiorno, tra i diciotto e i sessantacinque anni. 2. I partecipanti ai progetti di cui al comma 1 sono definiti come «operatori dei corpi civili di pace». 3. Sono esclusi dalla partecipazione ai CCP coloro che abbiano subito una condanna in via definitiva per reati connessi alla partecipazione ad associazione mafiosa, all'uso di violenza su persone e cose, all'istigazione al razzismo, al commercio illegale, all'uso e alla detenzione di armi. 4. Gli operatori dei CCP, prima della partenza per il progetto, devono aver preso parte ad attività formative di almeno quattrocento ore per un periodo di almeno otto settimane. 5. Gli operatori dei CCP hanno diritto al trattamento economico e assicurativo di cui all'articolo 12. I dipendenti pubblici in servizio ai progetti dei CCP hanno diritto al congedo e ad una aspettativa non retribuita per un massimo di ventiquattro mesi. Il congedo può essere fruito solo ed esclusivamente per i periodi di permanenza all'estero nell'ambito delle missioni dei CCP. Durante il periodo di congedo il dipendente conserva il posto di lavoro e non ha diritto alla retribuzione. Il periodo di congedo è computato nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle mensilità aggiuntive, alle ferie ed al trattamento di fine rapporto. Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa, ai sensi dell'articolo 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155. Art. 7. (Formazione) 1. La formazione degli operatori dei CCP è obbligatoria, fa parte integrante del progetto e dura almeno otto settimane, prima della partenza delle attività. È a cura dei soggetti promotori di cui all'articolo 9 e può essere ulteriormente prolungata fino ad un massimo di dieci settimane, prima della partenza e per altre due settimane durante lo svolgimento del progetto. 2. I soggetti promotori di cui all'articolo 9 sono tenuti ad organizzare un incontro finale di valutazione a conclusione del progetto e a fornire alla SAT schede di valutazione per ciascun partecipante ai progetti. 3. La SAT ha tra le finalità quella di stendere linee-guida della formazione, aggiornate annualmente, e di promuovere periodicamente iniziative formative ad hoc su specifici aspetti dell'esperienza dei CCP in Italia e fuori dall'Italia. Art. 8. (Progetti) 1. I progetti dei CCP, a cura dei soggetti promotori di all'articolo 9, sono individuati, tramite bando pubblico, dalla SAT sulla base dei criteri rispondenti alla presente legge. 2. I progetti devono contenere: a) area o aree, finalità e attività dell'intervento; b) programma formativo e metodologie operative; c) responsabile operativo sul campo; d) piano finanziario; e) indicazione della durata che non può essere inferiore a dodici mesi e superiore a ventiquattro mesi. 3.