[pronunce]

- Si è costituito in tutti i giudizi il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, e ha concluso per la inammissibilità o comunque per la infondatezza dei ricorsi. In relazione alla impugnazione dell'art. 7, la difesa dello Stato osserva che esso non si applicherebbe alle Regioni ad autonomia speciale, ma solo a quelle a statuto ordinario. Ciò sarebbe comprovato dall'art. 11 della legge impugnata, che, con riguardo alle ulteriori materie spettanti alla potestà legislativa delle Regioni speciali ai sensi dell'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001, affida alle commissioni paritetiche la proposta di adozione delle norme di attuazione per il trasferimento delle risorse occorrenti all'esercizio delle ulteriori funzioni amministrative. Quanto all'art. 8, le censure che su di esso si appuntano dovrebbero cadere non appena si consideri che esso sarebbe dettato per le sole Regioni a statuto ordinario, dovendosi procedere, per le Regioni ad autonomia differenziata, con le modifiche statutarie e le relative norme di attuazione. Rispetto all'impugnazione, da parte della Provincia di Trento, dell'art. 10, comma 5, si rileva in via preliminare che essa ha denunciato l'incostituzionalità della norma proponendone contestualmente una interpretazione correttiva, sicché potrebbe dirsi che la ricorrente chieda alla Corte di verificare la plausibilità dell'interpretazione della norma che essa accredita. Da ciò la inammissibilità della questione. Sarebbe invece inammissibile per assoluta genericità il motivo di ricorso della Regione Sardegna sul medesimo art. 10, comma 5. Anche la censura proposta nei confronti dell'art. 10, comma 6, sarebbe inammissibile, giacché in essa i commissariati di Governo per le Province autonome di Trento e di Bolzano sono disciplinati, richiamando il regolamento n. 287 del 2001, “compatibilmente con lo statuto speciale di autonomia e con le relative norme di attuazione”. Osserva inoltre la difesa statale che nell'art. 2, comma 2, del predetto regolamento si dispone che il prefetto titolare dell'Ufficio territoriale di Governo eserciti le funzioni di commissario di Governo ai sensi dell'art. 13 della legge 23 agosto 1988, n. 400. Anche nella ipotesi di accoglimento del ricorso, dunque, la norma testé citata resterebbe in vigore, senza che la eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale del comma 5 ne possa pregiudicare in qualche modo gli effetti normativi. Nel merito, prosegue la difesa dello Stato, la questione sarebbe comunque infondata. L'art. 120, secondo comma, Cost., che in forza della clausola di favore posta nell'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001 dovrebbe considerarsi non applicabile alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome, definisce, secondo l'Avvocatura, principî ai quali gli statuti devono comunque adeguarsi, poiché gli interessi a presidio dei quali è posto l'esercizio del potere sostitutivo vanno ben oltre l'ambito di quelli affidati alle competenze delle Regioni speciali. La norma impugnata, prosegue l'Avvocatura, rimette alle norme di attuazione l'adeguamento della novellata disciplina costituzionale del potere sostitutivo agli statuti di autonomia speciale. In tal modo la disposizione impugnata potrebbe assumere il significato che la stessa Provincia di Trento ritiene plausibile, pur considerandolo inficiato da un «profilo di possibile illegittimità»; ma proprio il fatto di presentare tale illegittimità come possibile senza indicare i parametri alla stregua dei quali andrebbe accertata integra, secondo la difesa statale, una ragione ulteriore di inammissibilità della questione. In relazione all'impugnazione della Regione Valle d'Aosta, l'Avvocatura replica che l'art. 10, nel suo complesso, non è diretto a dare attuazione all'art. 120, secondo comma, Cost., bensì a colmare il vuoto determinato dalla soppressione del Commissario del Governo, conseguente all'abrogazione dell'art. 124 Cost., ed a riassegnare le funzioni già esercitate da tale organo, per la parte in cui esso è ancora compatibile con il nuovo assetto costituzionale. A tale fine sarebbe stato istituito un nuovo organo, il Rappresentante dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie locali, cui è preposto il prefetto del capoluogo di Regione, che avrebbe tra i suoi compiti quello di dare esecuzione ai provvedimenti sostitutivi deliberati dal Consiglio dei ministri. La disposizione impugnata avrebbe dunque la sola funzione di individuare l'organo statale al quale il Governo può affidare, nel rispetto degli statuti speciali e secondo modalità da stabilire con le norme di attuazione, l'esecuzione di provvedimenti sostitutivi legittimamente adottati nei confronti della Regione. La difesa erariale soggiunge che la competenza contestata dalla Regione in relazione all'esecuzione degli eventuali provvedimenti sostitutivi è nuova rispetto al precedente ordinamento e quindi non potrebbe ricadere nell'ambito applicativo della disposizione statutaria invocata, che avrebbe natura eccezionale, e che inoltre l'esercizio dei poteri sostitutivi «compete non al Prefetto, ma al Rappresentante dello Stato come tale». Per quel che concerne, infine, l'impugnazione dell'art. 10, comma 6, l'Avvocatura dello Stato rileva che l'applicabilità delle disposizioni sull'Ufficio territoriale del Governo al Commissario del Governo di Bolzano e di Trento è esplicitamente limitata alla loro compatibilità con lo statuto speciale e le relative norme di attuazione ed aggiunge che il d.P.R. n. 287 del 2001 contiene una serie di disposizioni aventi per gran parte natura organizzativa, che ben possono essere applicate dall'Ufficio statale al proprio interno, senza interferire sui rapporti con le Province autonome. 3. - In prossimità dell'udienza pubblica del 27 aprile 2004 le Province di Trento e di Bolzano, la Regione Sardegna nonché l'Avvocatura dello Stato hanno depositato ulteriori memorie difensive. 4. - In riferimento all'impugnazione dell'art. 7, comma 1, la Provincia di Bolzano e la Regione Sardegna ribadiscono quanto dedotto nel ricorso, prendendo atto dell'affermazione della difesa erariale, secondo la quale l'articolo in questione riguarderebbe solo le Regioni a statuto ordinario e non anche le Regioni speciali e le Province autonome. Rispetto all'impugnazione dell'art. 8, la difesa provinciale, ricordato come la stessa Avvocatura ammetta che esso non si applica alle Regioni speciali, aggiunge che l'unico caso espresso di potere sostitutivo esercitabile da parte del Governo nei confronti della Provincia di Bolzano ha come esclusivo presupposto l'inattività degli organi provinciali che comporti inadempimento degli obblighi comunitari, secondo quanto prevede l'art. 8 del d.P.R. n. 526 del 1987. Ebbene, si argomenta, il comma 2 del predetto art. 8 dispone che il potere sostitutivo possa essere esercitato per rimediare a qualsivoglia “violazione della normativa comunitaria”;