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La senatrice Fedeli, quando ha guidato il Ministero dell'istruzione, ha introdotto importanti innovazioni che vanno nella giusta direzione. Noi, in questa legislatura, a partire dalle senatrici Ginetti e Malpezzi, dal senatore Rampi e anche il sottoscritto, abbiamo presentato proposte di legge che vanno in questa direzione. Provo tristezza quando vedo persino consiglieri regionali o comunali o rappresentanti delle istituzioni che non conoscono la differenza tra Consiglio europeo, Parlamento europeo e Commissione europea. (Applausi dal Gruppo PD) . Il 70 per cento o più della legislazione italiana è derivata dalla legislazione europea, e noi ci permettiamo il lusso di non insegnare almeno le cose più salienti del diritto comunitario nelle scuole medie superiori. Così non formiamo un cittadino italiano e un cittadino europeo. Nelle nostre scuole si parta, dunque, da subito per formare cittadini responsabili, consapevoli e protagonisti in Italia, in Europa e nel mondo. Care colleghe e cari colleghi, tutti noi sentiamo il peso e la profondità della crisi politica, culturale e morale di questo tempo difficile. Possiamo dare un piccolo, ma grande contributo a rianimare la fiducia nel futuro se rafforziamo i nostri ragazzi e le nostre ragazze, che sono, in potenza, il tesoro più grande della nostra democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, penso che questa sia un provvedimento importante e quindi su cui voteremo favorevolmente. Voglio solo sottolineare due aspetti che purtroppo ricorrono spesso in questo ramo del Parlamento. Il primo è che il Senato di fatto non ha avuto la possibilità di intervenire. Siamo ormai in un sistema monocamerale, all'interno del quale la maggioranza è il dominus : ciò ha prodotto il fatto che alcuni contributi emendativi, credo del tutto trasversali, che potevano benissimo coinvolgere la maggioranza e l'opposizione, sono stati respinti. Non posso inoltre non sottolineare che, così com'è avvenuto anche ieri qui in Aula, sono stati svolti una serie di interventi a mio parere assolutamente sbagliati e pericolosi, con un utilizzo dell'articolo 81 della Costituzione prevalentemente politico. Ho detto che voteremo a favore di questo provvedimento, perché costituisce comunque un passo in avanti. Certo che vi sono delle lacune: innanzitutto non c'è la dignità. Quello che tutti noi dovremmo temere - mi rivolgo anche al Sottosegretario - è che sia solo una pratica burocratica: stiamo per approvare un provvedimento che rischia di essere una legge manifesto; sistemiamo la nostra coscienza, ciascuno la propria, ma poi in realtà succederà poco. La questione culturale che attraversa questo Paese non può essere caricata solo sulla scuola, perché tantissimi pessimi maestri stanno devastando il senso civico di questo Paese. Non dobbiamo pensare di scaricare sulla scuola tutto questo, perché la stessa scuola non riuscirebbe a risolverlo. Tuttavia, signor Sottosegretario, bisognerà fare formazione per gli insegnanti e dovremmo discutere che cosa intendiamo fare e lì non ci si sarà l'articolo 81. Dovremmo discutere come affrontare le nuove questioni che incrociano i temi dell'educazione civica. Sì la Costituzione e certamente l'idea di cittadinanza, ma che cos'è l'idea di cittadinanza, oggi? E che tipo di formazione faremo ai docenti? Quanto investiremo? Mi aspetto che nella prossima legge di bilancio, se davvero non abbiamo la coda di paglia e siamo convintamente impegnati nel fare questo salto di qualità, vi sia un investimento strategico in grado di aiutare la scuola a fare queste cose. Vi ricordo che, non più tardi di due anni fa, con l'autonomia, le scuole scrivevano appelli per ottenere più iscritti. Ve lo ricordate quel liceo che scriveva "iscrivete qui i vostri figli, perché qui non ci sono immigrati e ci sono molti figli di diplomatici"? Ecco, il problema dell'educazione civica è una questione di formazione che fa capo anche al ruolo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Spero che voi, votando favorevolmente e facendo un'apertura di credito al Governo, avrete la coerenza di portarci poi in discussione le linee guida, visto che su di esse qui non abbiamo potuto fornire un contributo. Come intendete fare il lavoro di educazione civica? Vogliamo partecipare e arricchire quell'impianto, altrimenti è solo un intervento manifesto burocratico. Questo sarebbe il peggio per la nostra scuola. Sottosegretario, le chiediamo, alla ripresa, se sarà possibile (se il Governo sarà disponibile) avere le linee guida: diteci come farete, come riusciremo a svolgere il lavoro? Infine, investiamo; ad invarianza di spesa infatti non si fa nulla. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Noi dell'opposizione lo sappiamo, siete al Governo da poco tempo, ma lo avete già imparato benissimo anche voi. È un impegno serio, una battaglia culturale difficile ed impegnativa: vogliamo farla almeno su quei punti di fondo che teoricamente ci dovrebbero unire, al di là delle diverse posizioni politiche? Provateci, dateci modo di dare un contributo costruttivo non per creare muri, ma per costruire un'idea di società che si va frantumando, come ci dicono tutti gli osservatori e come vediamo noi stessi. Vogliamo investire su un'idea di comunità nazionale, sociale e culturale? Volete farlo? Io spero di sì, perché ci sono già tanti che investono sull'individualismo, sull'egoismo, sulla privatizzazione della cosa pubblica. Noi su questo punto vogliamo aprire un confronto e un dibattito vero. Siamo pronti, ma saremo anche molto attenti nel valutare i vostri comportamenti. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'insegnamento della legalità costituisce una delle basi fondamentali di ogni Paese civile alla stregua di tutti gli altri insegnamenti che formano le giovani menti e che pertanto devono rappresentare una frontiera educativa di cui lo Stato deve essere sempre vigile. La proposta di reintrodurre, in maniera strutturale, l'insegnamento dell'educazione civica va in questo senso e pertanto è di favorevole apprezzamento anche nell'ottica di creare un circolo virtuoso fra i giovani cittadini e le istituzioni, specialmente con le amministrazioni più vicine ai cittadini, in applicazione del principio della sussidiarietà verticale, quali appunto le amministrazioni locali, per incentivare l'assunzione di responsabilità del singolo verso la collettività e verso il prossimo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,55) ( Segue PETRENGA).