[resaula]

È di queste ore un'ordinanza draconiana del sindaco di Roma che istituisce una zona di rispetto di 6 chilometri, chiude gli asili, le scuole, vieta il consumo degli alimenti, chiede alle persone che sono a un chilometro dall'impianto di starsene chiuse in casa. A loro va il primo pensiero, poi però sono fondamentali due considerazioni che abbiamo il dovere di compiere. La prima è che si tratta del terzo incendio di un impianto di trattamento rifiuti in quattro anni a Roma. L'11 dicembre 2018 un incendio ha distrutto completamente il TMB salario, che in quel momento conteneva 3.000 tonnellate di rifiuti, da tre giorni le telecamere non funzionavano (chissà perché): un disastro annunciato. Il 24 marzo 2019 un incendio ha colpito il TMB di Rocca Cencia, che conteneva quasi 500 tonnellate; in quel caso le telecamere non c'erano nemmeno, come non c'era l'impianto di rilevamento dei fumi. Si tratta di tragedie annunciate, sulle quali anche come Commissione d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati abbiamo agito e abbiamo chiesto attenzione. La seconda considerazione riguarda gli impianti di Roma e del Lazio. Non si tratta soltanto di capire dove da oggi porteremo 900 tonnellate di rifiuti che rischiano di mettere in ginocchio la gestione dei rifiuti a Roma, ma di capire perché ancora oggi siamo fermi a un piano di gestione rifiuti che è quello della giunta Polverini, perché si è approvato da poco il piano di gestione dell'impiantistica, anche se Zingaretti è presidente dal 2013. Qualcuno deve spiegarci - anche perché è dovere del Parlamento intervenire se una Regione non ce la fa - come si possa, da un lato, approvare all'unanimità la richiesta che Roma Capitale entri in Costituzione e poi non essere in grado di assicurarle un impianto di gestione dei rifiuti degno di un Paese civile e avere una forza politica come i 5 Stelle che grida allo scandalo e minaccia una crisi di Governo perché è stato inserito un emendamento che prevede poteri speciali e tempi rapidi per realizzare un termovalorizzatore nel Lazio a Roma prima del Giubileo. Si abbia un po' di coerenza, si faccia quello che ogni cittadino italiano ha diritto di avere. Per tutelare l'ambiente non basta scriverlo in Costituzione; per tutelare la salute dal rischio diossina, non basta dirlo a parole, servono i fatti; bisogna passare ad un'impiantistica seria a Roma, nel Lazio e in tutto il Paese. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, intervengo brevemente per evidenziare all'Assemblea la condizione di emergenza che si verifica a Roma e che si intreccia anche con vicende parlamentari. La Camera sta discutendo del decreto-legge aiuti, che contiene una norma che affida al sindaco di Roma poteri speciali per realizzare un termovalorizzatore, che nella Capitale è indispensabile. C'è poi un altro provvedimento all'esame della Camera sul conferimento di poteri speciali a Roma Capitale, con una modifica della Costituzione, che sarà discusso in Assemblea la settimana prossima e che vede come primo firmatario un parlamentare del nostro Gruppo, il nostro capogruppo Barelli, e come relatori l'onorevole Calabria e l'onorevole Ceccanti. Si tratta di un provvedimento che l'Assemblea di Montecitorio potrebbe licenziare già la settimana prossima con un consenso ampio e trasversale, che mi auguro poi il Senato possa esaminare rapidamente, visto che, essendo una modifica della Costituzione, occorrerà la doppia lettura, con le procedure che conosciamo. Soprattutto il decreto-legge aiuti, che dà dei poteri all'attuale sindaco di Roma per il termovalorizzatore, mette in evidenza gli errori e le colpe della gestione della Regione, che è dello stesso partito del sindaco Gualtieri. Il presidente Zingaretti nulla ha fatto nei nove anni di sua gestione per affrontare l'emergenza rifiuti della Regione Lazio e della Capitale. La Regione Lazio continua a mandare rifiuti in Olanda, pagando soldi agli olandesi e ad altri Paesi esteri, che trasformano quei rifiuti in materia prima energetica nei loro termovalorizzatori; con la beffa che gli olandesi si fanno le docce con acqua calda, arricchendosi perché Roma e il Lazio pagano affinché l'Olanda si faccia carico di questi rifiuti che diventano materia prima energetica. Noi, come Forza Italia, condividiamo la norma che dà poteri al sindaco di Roma per realizzare il termovalorizzatore, ma essa è figlia dell'irresponsabilità di Zingaretti e della Regione Lazio, che nulla hanno fatto, in una gestione quasi decennale, per affrontare l'emergenza rifiuti, che è alla radice della tragedia dell'incendio della discarica di Malagrotta, luogo storico di concentrazione dei rifiuti, usurato dal tempo e dal deposito di rifiuti e oggi al centro di questo incendio, con pericoli per la salute, finestre chiuse e cibi da non consumare. Questa devastazione romana è figlia dell'incapacità del PD di registrare e di governare l'emergenza rifiuti, come è successo peraltro anche a Palermo (ne parlo perché ci sono state le elezioni poco fa). (Applausi) . La Sinistra in questo campo presenta un bilancio deficitario. Io mi auguro che il decreto-legge aiuti e i poteri al sindaco di Roma, che noi sosteniamo a prescindere dall'appartenenza di partito, diano delle soluzioni. Ma la Capitale paga il ritardo grave causato da Zingaretti e da una gestione irresponsabile da parte del Partito Democratico dell'emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . CIRINNA' (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghi, gli interventi di fine seduta non sono acqua fresca, per cui ognuno dice quello che gli pare. Gli interventi di fine seduta sono importanti, perché segnalano alle autorità competenti della nostra politica e ai cittadini che ci ascoltano situazioni vere. Ma va detta la verità. L'incendio è scoppiato questa notte all'interno di un capannone chiuso. Ha certamente sprigionato un'infinità di fumo, ma già nelle prime ore dell'alba di questa giornata era stato domato. Pertanto, tutto quello che hanno detto il collega della Lega e - mi dispiace - il presidente Gasparri, che stimo, non corrisponde a verità. Questa mattina sono state emesse prestissimo due ordinanze, una dal Comune di Roma e una dal Comune di Fiumicino, per le zone interessate. Si tratta di un raggio di 6 chilometri. Si sta indagando per capire per quale motivo si è verificato un incendio in un luogo chiuso e vigilato, come un capannone che si trova all'interno della discarica, anch'essa vigilata. Con ogni probabilità si tratta di un problema di natura tecnica. Detto questo, la strumentalizzazione politica contro il presidente Zingaretti è parte di una sciatteria parlamentare che non fa mai centrare le riflessioni relativamente all'accaduto. È ben evidente, infatti, che il governo del Lazio non abbia alcuna responsabilità su queste partite.