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nella prima compaiono i nomi dei candidati nei collegi uninominali; nella seconda compaiono (in corrispondenza del candidato che esse eventualmente sostengono nel collegio uninominale) le liste candidate nelle circoscrizioni; nella terza compaiono, per ciascuna lista presente nella seconda colonna e in corrispondenza di questa, i nominativi dei primi quattro candidati nella lista medesima. Le regole sull'espressione del voto sono formulate in modo tale da conseguire la maggiore valorizzazione possibile della volontà dell'elettore, ferma l'esclusione del voto disgiunto. Rinviando per il resto alle previsioni puntuali dell'articolato, si segnala che, pur non essendo previsto il voto di preferenza, la presenza sulla scheda dei primi quattro candidati nelle liste concorrenti nelle circoscrizioni proporzionali, nonché la possibilità di votare la lista tracciando anche un segno sul nome di uno di tali candidati, è volta a favorire il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti anche in presenza di liste bloccate. 6. Soglia di sbarramento La proposta si fa carico anche del problema della possibile frammentazione del quadro politico. A tal proposito, essa opta per l'introduzione, in quota proporzionale, di una soglia di sbarramento pari al 4 per cento il cui mancato superamento preclude l'accesso al riparto dei seggi. Poiché il superamento della soglia determina anche l'accesso (nelle modalità descritte al paragrafo successivo) al premio di governabilità assegnato a livello nazionale, essa opera a livello nazionale. Per evitare distorsioni nell'assetto che le forze politiche possono assumere nel candidarsi ai due rami del Parlamento, la soglia di sbarramento è stabilita in misura eguale per entrambe le Camere. Vengono invece meno le altre soglie previste dall'attuale legge elettorale con riferimento alle coalizioni di liste. Tale modifica, generando un effetto di semplificazione e maggior consolidamento delle liste, non compromette il favor della legge per la formazione delle coalizioni. Infatti, l'incentivazione delle coalizioni è sostanzialmente affidata alla regola che stabilisce la corrispondenza tra le coalizioni che si presentano nei collegi uninominali (dove per le liste è forte l'incentivo a coalizzarsi) e quelle che si presentano nelle circoscrizioni proporzionali. Inoltre, la formazione di coalizioni continua a rappresentare una soluzione che aumenta le possibilità di beneficiare del premio di governabilità, al primo come al secondo turno. Per le liste espressione di minoranze linguistiche viene mantenuta la disciplina vigente, limitata alla quota proporzionale della Camera. 7. Premio di governabilità e coalizioni Al fine di favorire la formazione di maggioranze di governo stabili, si introduce in entrambe le Camere un premio di governabilità assegnato a livello nazionale, nell'ambito della quota proporzionale dei seggi. Il premio ha l'effetto di far conseguire alla coalizione o alla lista singola destinatarie il 55 per cento dei seggi complessivi di ciascun ramo del Parlamento: 340 seggi alla Camera, 170 al Senato. Ai fini dell'assegnazione del premio, è previsto un secondo turno eventuale. Al primo turno, accede al premio la coalizione o la lista che, non avendo già conseguito un numero pari o superiore al 55 per cento dei seggi (caso in cui non vi sarebbe necessità del premio), soddisfi contestualmente tali condizioni: a) aver ottenuto la maggioranza relativa dei seggi, sommando quelli attribuiti nella quota maggioritaria e quelli da attribuire nella quota proporzionale; b) aver ottenuto, in entrambe le Camere, almeno il 42 per cento del totale dei voti validi espressi sul piano nazionale, nell'ambito della quota proporzionale, computando nel totale anche i voti delle liste non ammesse al riparto dei seggi per effetto della soglia di sbarramento. Nel caso in cui la condizione sub b) non venga soddisfatta, si dà luogo ad un secondo turno, al quale partecipano le due coalizioni di liste o liste singole che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di seggi parlamentari; a tal fine vengono sommati i seggi attribuiti nei collegi uninominali e quelli attribuibili in ragione proporzionale sia alla Camera dei deputati sia al Senato della Repubblica. Le liste singole o coalizioni di liste che hanno titolo a partecipare al secondo turno possono accettare il collegamento con altre liste singole o coalizioni di liste concorrenti al primo turno che siano state ammesse al riparto dei seggi; tali liste partecipano alla nuova coalizione a tutti gli effetti. In caso di coalizione di liste, l'apparentamento è ammesso solo con riferimento all'intera coalizione: in tal modo non si consente che l'apparentamento «scomponga» le coalizioni che non hanno titolo ad accedere al secondo turno. Il secondo turno si svolge con un'unica scheda di voto. Agli elettori titolari del diritto di elettorato attivo sia per la Camera sia per il Senato è assegnata una scheda unica valida per la Camera e per il Senato, ove compaiono il nome del capo della forza politica o della coalizione di ciascuno dei due contendenti, insieme ai contrassegni delle liste che, in ciascun ramo del Parlamento, sono collegate alla predetta persona. Agli elettori titolari del solo elettorato attivo per la Camera è assegnata una scheda che, strutturata sul modello di quella valida per entrambi i rami del Parlamento, riporta, oltre al nome del capo della forza politica o della coalizione di ciascuno dei due contendenti, i soli contrassegni delle liste candidate alla Camera. Il voto è espresso tracciando un segno sul nome del capo della forza politica o della coalizione, computandosi come riferiti a lui anche i voti espressi tracciando un segno sui contrassegni delle liste che lo sostengono. Vince il secondo turno la lista singola o la coalizione che ha conseguito un numero di voti superiore rispetto a quella concorrente. Assegnato il premio di governabilità al vincitore, il riparto di seggi tra le liste singole o appartenenti alle coalizioni avviene sulla base delle cifre elettorali di lista come risultanti dal primo turno. Questa soluzione è stata definita tenendo conto di alcuni problemi. Anzitutto si è valutato di assegnare il premio a livello nazionale sia alla Camera sia al Senato. Il presupposto è quello per cui la finalità della «governabilità» attiene al piano nazionale e si può conseguire soltanto facendo agire il premio a questo livello, neutralizzando il rischio di formazione di due maggioranze politicamente diverse nelle due Camere. L'applicazione di questa soluzione anche al Senato non contrasta affatto con la previsione di cui all'articolo 57, primo comma, della Costituzione, ai sensi del quale il Senato viene eletto su base regionale. Infatti «base regionale» è locuzione che vuole esprimere le componenti del sistema elettorale le quali, al suo interno, si pongono a fondamento delle regole di funzionamento e, in particolare, di quelle sulle candidature. A tale proposito si deve notare che, nella proposta qui espressa, la «base regionale» è pienamente assicurata dalla coincidenza tra le circoscrizioni elettorali senatoriali e le circoscrizioni regionali, come è sostanzialmente avvenuto per l'intero corso dell'esperienza repubblicana, fino alla legge n. 270 del 2005. Altro profilo degno di nota attiene alla scelta di verificare la necessità del premio e la titolarità della condizione sub a) per l'accesso computando il numero di seggi attribuiti in quota maggioritaria e attribuibili in quota proporzionale, anziché il numero dei voti. Le ragioni sono essenzialmente due: