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In tal senso si evidenzia che il comma 3 dell'articolo 6 del decreto-legge n. 132 del 2014 dispone che la soluzione consensuale raggiunta in forza della convenzione di negoziazione « produce gli effetti e tiene luogo » dei corrispondenti provvedimenti giudiziari che definiscono, nei casi di cui al comma 1 dello stesso articolo 6, i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. Sulla scorta delle suesposte premesse, si può affermare che la certificazione posta in essere dagli avvocati dei coniugi è strumentale, non solo alla trascrizione dell'accordo di negoziazione assistita, ex articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 132 del 2014, nell'archivio dello stato civile, nonché all'annotazione dello stesso a margine dell'atto di nascita e dell'atto di matrimonio, ma anche alla trascrizione dell'accordo medesimo nei registri immobiliari. Tale soluzione si rivela, peraltro, in linea con la ratio medesima del decreto-legge n. 132 del 2014, adottato per esigenze deflattive e di semplificazione. 2) L'articolo 5, ottavo comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898, Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio, prevede che, su accordo delle parti, la corresponsione dell'assegno divorzile possa avvenire in un'unica soluzione ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. L'articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 132 del 2014 nulla dice sul punto, sicché ci si interroga sulla possibilità di concordare in fase di negoziazione assistita un assegno divorzile una tantum . Orbene – stante la possibilità per i coniugi di addivenire ad un accordo anche su questioni che tipicamente riguardano diritti indisponibili e valutata altresì la locuzione adoperata dal legislatore (l'accordo « tiene luogo » della sentenza) – sembra ragionevole ritenere che gli stessi coniugi possano accordarsi sulla corresponsione in un'unica soluzione del contributo per il mantenimento o dell'assegno divorzile in caso di scioglimento del vincolo. Tale assunto trova forza, incidentalmente, in una sentenza del Consiglio di Stato (sentenza n. 4478 del 13-26 ottobre 2016), chiamato a pronunciarsi su un istituto parallelo a quello in oggetto, id est gli accordi tra coniugi (in materia di separazione, divorzio e relative modifiche) conclusi innanzi all'ufficiale di stato civile, ai sensi dell'articolo 12, comma 3, del medesimo decreto-legge n. 132 del 2014. In particolare, si è rilevato che l'espressione di cui al citato comma 3 dell'articolo 12 (« L'accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale ») si riferisce, letteralmente, agli accordi traslativi della proprietà (o di altri diritti) con i quali i coniugi decidono, mediante il cosiddetto assegno una tantum , di regolare l'assetto dei propri rapporti economici. Orbene, ragionando al contrario, parte della dottrina ha dedotto che sarebbe invece sempre possibile per i coniugi – in sede di negoziazione assistita ex articolo 6 del decreto-legge n. 132 del 2014 – addivenire ad un accordo con modalità di pagamento dell'assegno divorzile una tantum . Pur nella consapevolezza delle incertezze interpretative sussistenti sul punto e di orientamenti giurisprudenziali privi di univocità, sembra che siffatta positiva impostazione sia coerente con lo spirito della normativa in oggetto. Del resto – se è vero che il controllo giudiziale di equità sull'assegno una tantum ai sensi dell'articolo 5, ottavo comma, della legge n. 898 del 1970 si risolve in una sorta di « omologazione » da parte del tribunale, il quale deve effettuare un controllo sia di legittimità che di merito in ordine al quantum concordato – si può ben concludere affermando che in materia di negoziazione assistita (nelle questioni matrimoniali) tale omologa è assorbita dai relativi accordi inter partes . Il presente disegno di legge, composto da un solo articolo, vuole costituire un intervento normativo di natura interpretativa coerente con la ratio che ha ispirato l'introduzione delle misure di degiurisdizionalizzazione anche in materia di separazione e divorzio, nei casi in cui siano interessati diritti reali immobiliari. La finalità dell'articolato è quella di recepire i princìpi generali di matrice ordinamentale, come dedotti dalla giurisprudenza più attenta, al fine di coordinare il disposto dell'articolo 6 del decreto-legge n. 132 del 2014 con le norme del codice civile e, in termini più espansivi, con il sistema giuridico, così da ottenere un unicum scevro da contraddizioni interpretative e logiche. In tal senso il comma 3 dell'articolo 6, del citato decreto legge viene integrato nel senso di rendere la convenzione di negoziazione assistita, debitamente sottoscritta dalle parti ed autenticata dagli avvocati, titolo idoneo per la trascrizione ex articolo 2657 del codice civile: con ciò, escludendo la formalità della successiva autenticazione, la quale comporterebbe « la vanificazione » del disposto normativo e degli obiettivi di efficienza e funzionalità del sistema civile enunciati nel preambolo del testo istitutivo, nonché un « irriducibile contrasto con i canoni costituzionali di coerenza e ragionevolezza ». Parimenti – sempre nella logica di valorizzazione delle intese pattizie ex articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 132 del 2014 – si prevede l'inserimento del nuovo comma 3- bis , alla cui stregua la convenzione di negoziazione assistita, nei casi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e di modifica delle relative condizioni, può prevedere la corresponsione dell'assegno divorzile in un'unica soluzione.. 1 1 All'articolo 6 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall'articolo 2643 del codice civile, la convenzione medesima, sottoscritta dalle parti ed autenticata dagli avvocati che le assistono, è titolo idoneo per la trascrizione ai sensi dell'articolo 2657 del codice civile »; b dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3-bis. La convenzione di negoziazione assistita, nei casi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e di modifica delle condizioni di divorzio, può prevedere la corresponsione dell'assegno divorzile in un'unica soluzione ».