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La medesima indennità viene erogata anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo con almeno sette contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro (comma 6). Con riguardo ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo il requisito di non essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente si riferisce esclusivamente a contratti di lavoro a tempo indeterminato. Si precisa che le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 non sono cumulabili tra loro. La domanda per le indennità di cui ai commi 2, 3, 5 e 6 è presentata all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso. Articolo 10. – (Fondo unico per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche) Al fine di far fronte alle misure di ristoro a fondo perduto destinate alle associazioni sportive dilettantistiche e società sportive dilettantistiche poste in essere dal Dipartimento per lo sport a seguito delle disposizioni contenute nei decreti-legge n. 34, n. 137 e n. 149 del 2020, si rende necessario un incremento dello stanziamento iniziale di ulteriori risorse per l'anno 2020, pari a 92 milioni di euro. Articolo 11. – (Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi) La disposizione – che reitera per il mese di dicembre 2020 la misura di sostegno economico già prevista dall'articolo 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e dall'articolo 98 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nella misura elevata ad 800 euro stabilita dall'articolo 17 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 - si rende necessaria in quanto i compensi erogati nell'« esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche » e nello svolgimento di « rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche », unitariamente considerati all'interno dell'articolo 67, comma 1, lettera m) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917, sono classificati dal legislatore tra i « redditi diversi ». Tale qualificazione normativa preclude, per i rapporti di lavoro in esame, la possibilità di imporre il pagamento dei contributi previdenziali della Gestione separata (cfr. Circolare INPS n. 42 del 26 febbraio 2003). I predetti lavoratori (le cui mansioni possono essere anche molto diversificate, includendo: tecnici, istruttori, atleti, collaboratori amministrativi e gestionali), in quanto non iscritti all'assicurazione obbligatoria e alla Gestione separata, rimarrebbero esclusi dall'erogazione della misura di aiuto accordata in favore di autonomi, professionisti e collaboratori coordinati e continuativi « iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 ». In ragione della particolarità del comparto lavorativo in esame e per ragioni di equità, si è ritenuto necessario escludere i soggetti percipienti altri redditi da lavoro. Articolo 12. – (Misure urgenti per il sostegno dei settori turismo e cultura e per l'internazionalizzazione) La disposizione di cui al comma 1 si rende necessaria al fine di disporre un ulteriore ristoro di numerosi operatori incrementando il fondo per le emergenze nei settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo, di cui all'articolo 89 del decreto-legge n. 18 del 2020, della somma di 90 milioni di euro per l'anno 2021. Il comma 2 prevede l'incremento di 10 milioni di euro per l'anno 2020 del fondo per le agenzie di viaggio e tour operator . Il predetto fondo fornirà sostegno anche alle imprese di autobus turistici scoperti. Con il comma 3 il fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali di cui all'articolo 183, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è incrementato di 350 milioni di euro per l'anno 2020 destinati al ristoro delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi e di 50 milioni di euro per l'anno 2021. La disposizione di cui al comma 4 chiarisce che i contributi a fondo perduto concessi a titolo di cofinanziamento ai crediti agevolati per l'internazionalizzazione sul « fondo 394 », ivi inclusa la componente dedicata al sostegno del sistema delle fiere internazionali e i contributi percepiti ai sensi dell'articolo 89 del decreto-legge n. 18 del 2020, nonché degli articoli 182, comma 1, e 183, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2020, nonché i contributi relativi ai settori turismo e cultura di cui agli articoli 72, comma 1, lettera d), del citato decreto-legge n. 18 del 2020 e articolo 91, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020 non concorrono alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non concorrono alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, né alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP. Il comma 5 mira a estendere fino al 31 gennaio 2021, limitatamente ai settori della cultura e del turismo e con esclusivo riferimento all'erogazione dei contributi dei « Fondi emergenza » di cui al comma 4 (e precisamente ai sensi dell'articolo 89 del decreto-legge n. 18 del 2020, nonché degli articoli 182, comma 1, e 183, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2020), la validità dei documenti unici di regolarità contributiva (DURC), in continuità con quanto già previsto, in termini generali, dall'articolo 103, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il quale ha previsto, fra l'altro, la proroga di validità dei DURC con scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, ossia fino al 29 ottobre 2020. Nel dettaglio, si prevede che i DURC in corso di validità alla data del 29 ottobre 2020 conservano la loro validità nel periodo compreso tra il 30 ottobre 2020 e il 31 gennaio 2021.