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Modifica dell’articolo 116 della Costituzione in materia di autonomia speciale di Roma e istituzione di Roma Capitale Città Metropolitana. Onorevoli Senatori. -- I ritardi strutturali che affliggono il nostro Paese sono il principale ostacolo che si frappone al concreto superamento dell'attuale fase di crisi economica e che ne minano la competitività rispetto ad altri Paesi europei nel contesto globale. La crisi, tuttavia, può essere il giusto momento per affrontare le questioni da troppi anni «sospese» e, nondimeno, le questioni «strutturali» che rendono necessaria l'adozione di misure che esprimano una visione di lungo periodo. L'esigenza di garantire efficienza, tempestività e adeguatezza della decisione si impone sia a livello politico, sia a livello amministrativo. Ecco perché occorre rivedere i rapporti tra i diversi livelli di Governo, nel senso della razionalizzazione e dell'efficientamento delle rispettive competenze. La ridefinizione in corso della forma di Stato e della forma di Governo, oltre che degli assetti istituzionali rappresentativi nazionali e territoriali, sembrano fornire una buona occasione per fare un ulteriore passo avanti: quello di elevare Roma capitale ad ente territoriale dotato di uno statuto di autonomia differenziata e di autonomia legislativa. È innegabile, infatti, la peculiarità insita al territorio della capitale data dalla coesistenza di interessi e di istanze molto particolari rispetto alle altre città ed aree metropolitane, nonché rispetto ad ogni altro ente territoriale, e che ne motivano ragionevolmente l'autonomia legislativa e la pongono ad un livello sovraordinato e separato rispetto alla regione Lazio. In una capitale, infatti, convivono interessi territoriali al pari di ogni altro ente locale, ma anche interessi squisitamente nazionali dovuti all'ospitalità data alle istituzioni rappresentative del Paese, alle sedi centrali dei Ministeri, alle magistrature superiori, e alle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, solo per citare alcuni esempi. Per queste stesse ragioni, del resto, come emerge dal dato comparato, numerosi Paesi hanno adottato un regime differenziato per garantire l'autonomia del territorio della capitale nazionale. Proprio al fine di fornire anche a Roma i medesimi strumenti e la medesima autonomia di Berlino, Washington, Bruxelles e Madrid, e per permetterle di competere nel mondo globalizzato alla pari, il presente disegno di legge costituzionale propone una modifica dell'articolo 116 della Costituzione al fine di inserire Roma Capitale Città Metropolitana tra gli enti cui sono riconosciuti particolari strumenti sul piano decisionale e legislativo. Al fine di avere un quadro d'azione organico, completo e armonico si prevede, di conseguenza, l'istituzione dell'ente di area vasta di Roma Capitale Città Metropolitana. Questo nuovo assetto unifica le competenze del comune di Roma e della Città metropolitana di Roma, i cui confini ricalcano quelli della vecchia provincia, inserendo nuovi strumenti di autonomia legislativa e amministrativa necessari per far fronte, in modo virtuoso e lungimirante, al governo di un territorio ad alta complessità, quale è quello della capitale. L'articolo 1 modifica l'articolo 116 della costituzione e inserisce Roma Capitale Città Metropolitana tra gli enti cui è concesso un maggiore margine di autonomia. Così come avviene per le regioni a statuto speciale e per le province autonome, quindi, vengono determinati, attraverso un statuto, approvato con legge di rango costituzionale, i margini di autonomia concessi, le materie e le funzioni di competenza, nonché le sedi e le modalità di raccordo e coordinamento istituzionale. L'articolo 2 istituisce l'ente di Roma Capitale Città Metropolitana, ne delinea le finalità istituzionali generali, i confini geografici, la composizione, l'organizzazione interna in unione dei comuni e i princìpi fondanti. L'articolo 3 delinea lo scheletro istituzionale del nuovo ente e gli organi che lo compongono. Tali organi sono: il sindaco di Roma Capitale Città Metropolitana, la Giunta di Roma Capitale Città Metropolitana, il Consiglio di Roma Capitale Città Metropolitana e il Consiglio dei Sindaci dei Comuni parte dell'area vasta di Roma Capitale Città Metropolitana. Il testo ai commi 2, 5, 7, 8 e 10 delinea in via generale la suddivisione dei compiti di ciascun organo, rimandando allo statuto, per il bilanciamento di dettaglio. I commi 3 e 4 prevedono inoltre che il sindaco, che in via transitoria e fino a nuove elezioni sarà di diritto il sindaco di Roma, possa essere udito dal Consiglio dei Ministri, nonché prendervi parte secondo quanto stabilito dai successivi articoli. Il comma 5 prevede che il Consiglio sia composto da trenta consiglieri eletti direttamente dai cittadini che rimangono in carica per cinque anni. Il comma 6 riporta i termini temporali, nonché le modalità, da rispettare per la trasformazione dello status degli attuali municipi di Roma in comuni. Il comma 7 stabilisce che la Giunta potrà essere composta la massimo da quindici membri compreso il sindaco, che li sceglie e nomina rispettando alcuni requisiti fondamentali. Gli assessori resteranno in carica cinque anni e ad uno di loro dovrà essere obbligatoriamente assegnata la delega in materia di anticorruzione. Il comma 9 delinea i casi di incompatibilità con gli incarichi suddetti, mentre il comma 10 riporta i dettagli della composizione del Consiglio dei sindaci. L'articolo 4 prevede che, in attuazione a quanto già previsto dall'articolo 116 della Costituzione, Roma Capitale Città Metropolitana possa contribuire, costruire e delineare la propria autonomia speciale attraverso uno statuto approvato con legge costituzionale. Lo statuto ne disciplina le materie di competenza esclusiva, i confini di autonomia e definisce l'organizzazione interna e la ripartizione delle funzioni tra gli organi. L'articolo 5 stabilisce che le funzioni di Roma Capitale Città Metropolitana saranno stabilite nel dettaglio da un apposito statuto speciale. La presente legge, oltre a stabilire che Roma Capitale Città Metropolitana dovrà automaticamente assorbire tutte le funzioni attualmente in capo alla Città metropolitana di Roma, definisce anche alcune delle funzioni fondamentali che non potranno essere escluse dalla disciplina statutaria, nonché le modalità in capo allo Stato e alle regioni di modifica delle stesse. I commi 6 e 7 disciplinano la suddivisione delle competenze amministrative tra i comuni parte dell'area vasta, anche nei casi di coordinamento degli stessi in unione di comuni. L'articolo 6 disciplina le sedi di raccordo istituzionale tra Roma Capitale Città metropolitana, gli organi costituzionali siti sul proprio territorio, le rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri presso la Repubblica italiana, nonché con lo Stato del Vaticano. Vengono inoltre definite nel dettaglio le sedi e le modalità di raccordo tra Roma Capitale Città Metropolitana e la regione Lazio, per cui viene istituita un'apposita Conferenza di coordinamento.