[pronunce]

che si è costituito l'Istituto nazionale della previdenza sociale, quale parte dei giudizi principali, chiedendo che la Corte costituzionale dichiari "anche d'ufficio", che la disposizione impugnata "deve essere interpretata nel senso di ricondurre ad un unico centro di responsabilità le diverse competenze attualmente frammentate in modo incerto fra più soggetti, attribuendole all'I.N.P.S.", in quanto, a suo avviso, "l'istituzione presso l'I.N.P.S. di un fondo per l'erogazione non modifica sostanzialmente l'impianto della legge delega e il criterio di decentramento delle prestazioni". Considerato che le ordinanze di rimessione hanno ad oggetto la questione di costituzionalità di una stessa disposizione di legge in relazione a parametri in larga parte coincidenti, e che va pertanto disposta la riunione dei relativi giudizi, affinché siano decisi con un'unica pronuncia; che la questione di costituzionalità sollevata dal tribunale di Oristano, in relazione agli artt. 3, 38 e 97 della Costituzione, in ordine alla previsione legislativa della separazione tra l'accertamento sanitario dell'invalidità e la concessione del relativo beneficio economico difetta di pregiudizialità rispetto alla definizione del giudizio principale, il quale, avendo ad oggetto "la corresponsione degli interessi legali sulle somme percepite a titolo di indennità di accompagnamento", non attiene alla fase né dell'accertamento sanitario né della concessione del provvedimento, bensì attiene puramente alla fase della erogazione del credito previdenziale, cosicché la questione va dichiarata manifestamente inammissibile; che la legge n. 59 del 1997, dopo avere individuato, all'art. 1, l'oggetto della delegazione legislativa al Governo nel conferimento di funzioni e compiti amministrativi "alle regioni e agli enti locali", specifica detto oggetto al successivo art. 3, stabilendo tra l'altro, alla lettera g), che con i medesimi decreti legislativi di cui all'art. 1 della legge sono "individuate le modalità e le condizioni per il conferimento a idonee strutture organizzative di funzioni e compiti che non richiedano, per la loro natura, l'esercizio esclusivo da parte delle regioni e degli enti locali"; che l'art. 130 del d.lgs. n. 112 del 1998, mentre, al comma 2, attribuisce alle regioni le funzioni di concessione dei trattamenti economici a favore degli invalidi civili, al comma 1 istituisce presso l'I.N.P.S. un fondo finalizzato alla erogazione delle relative provvidenze, il quale è configurabile appunto in conformità alla previsione dell'art. 3, lettera g) della legge di delegazione come struttura organizzativa ritenuta idonea dal Governo allo svolgimento di funzioni e compiti che, secondo lo stesso Governo, non richiedono per propria natura di venire esclusivamente esercitati dalle autonomie territoriali, sicché l'asserito contrasto con la legge di delegazione risulta insussistente e la relativa questione di costituzionalità manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di costituzionalità dell'art. 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), dell'art. 11 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), dell'art. 3, comma 5 e dell'art. 6, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 (Regolamento recante norme sul riordinamento dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici), sollevata dal tribunale di Oristano in relazione agli artt. 3, 38 e 97 della Costituzione con l'ordinanza indicata in epigrafe; Dichiara la manifesta infondatezza della questione di costituzionalità del medesimo art. 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 sollevata dai tribunali di Prato, di Oristano, di Viterbo e di Firenze in relazione agli artt. 76 e 77 della Costituzione con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 marzo 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Capotosti Il cancelliere: Di Paola Depositata in Cancelleria il 30 marzo 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola