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ambiti che nulla - sottolineo proprio nulla - hanno a che vedere con quanto si è perso in termini di conoscenze e competenze in un anno di lavoro. Oltretutto questo Governo, e in particolare il ministro Bianchi, con grande incoerenza anticipano anche la chiusura delle scuole, aprendo agli scrutini già dai primi di giugno. Allo stesso tempo, il Governo, che promette aperture estive, non per recuperare i gap formativi (quindi, questi 150 milioni non servono a nulla), oltretutto non prevede alcun impegno nell'impugnativa di tutte quelle ordinanze illegittime delle Regioni, che hanno previsto la scuola à la carte . In pratica, le famiglie possono scegliere se far seguire ai figli i corsi da casa oppure se farli seguire in presenza, in questo modo vanificando anche quest'ultimo mese di scuola che, purtroppo, non andrà a influire minimamente sul miglioramento della formazione dei nostri studenti. In poche parole, se nella scuola italiana si vogliono realizzare dei veri investimenti, questi devono essere finalizzati a fare un passo indietro rispetto ai tagli alla spesa corrente effettuati dal ministro Gelmini a suo tempo, investendo per approfondire la qualità dei piani di studio, per ridare un senso alle discipline che si affrontano nei piani di studio delle scuole di ogni ordine e grado e poi per ridurre il numero degli alunni per classe. A settembre, infatti, se ci troveremo nella stessa condizione, con un numero invariato di studenti per classe nelle stesse strutture deficitarie che noi, purtroppo, abbiamo nel nostro patrimonio immobiliare scolastico, rischieremo di perdere un altro anno di formazione per i nostri studenti. Non esiste alcuna misura di ristoro per tutto questo lavoro perso, per la scuola italiana e per gli studenti; una generazione compromessa in maniera quasi irreversibile, visto che, comunque, non c'è la volontà di porre rimedio a tutto questo. I gap formativi non si risolvono con misure spot da 150 milioni e con 18.000 euro a scuola. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi senatori, signori del Governo, rivolgo un ringraziamento particolare ai colleghi relatori, alla senatrice Toffanin e al senatore Manca, ai Presidenti delle due Commissioni, senatori D'Alfonso e Pesco, e al Governo. Sono state due settimane veramente importanti e di intenso lavoro. Ringrazio il sottosegretario Durigon e il vice ministro Castelli, oggi presente in Senato. Tutti insieme abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra. Come diceva nel suo intervento poc'anzi il collega senatore Ferro, abbiamo tutti quanti indossato la maglia della Nazionale. (Applausi) . È questo lo spirito con il quale abbiamo costituito questo Governo, del quale Forza Italia è parte fondante ed integrante: per indossare tutti quanti una maglia, che è la maglia della Nazionale, e per realizzare provvedimenti imponenti e importanti per il Paese. Oggi esaminiamo il decreto sostegni, che va proprio nella direzione di far sentire la vicinanza dello Stato alle categorie produttive del nostro Paese; categorie che sono state assolutamente devastate, in questo anno, da questa crisi economica e dall'uragano della pandemia. Noi abbiamo oggi il diritto-dovere di aiutare queste categorie in difficoltà. Abbiamo resistito e ne stiamo venendo fuori, grazie anche alla poderosa campagna vaccinale. Lo avevamo promesso, avevamo preso un impegno con i cittadini: 500.000 vaccinazioni al giorno. Oggi ci siamo finalmente riusciti. Questa sarà oggi la nostra arma per combattere la pandemia e uscire finalmente dalla crisi. L'impatto economico è stato devastante, soprattutto per il tessuto produttivo del nostro Paese, che si basa su piccole e medie imprese che non hanno un'autonomia tale da poter resistere ancora per più anni. Alla fine, però, ce l'abbiamo fatta e anche grazie a interventi poderosi di debito siamo arrivati oggi a vedere la luce in fondo al tunnel . Conosciamo bene le realtà economiche del nostro Paese e nell'anno appena trascorso le abbiamo sempre ascoltate ed è per questo motivo che siamo andati sempre in un'unica direzione nelle proposte avanzate, stando prima all'opposizione e partecipando oggi all'azione di Governo. Abbiamo sempre chiesto al Governo, sin dal primo momento, interventi mirati a sostegno delle attività economiche, attraverso interventi a fondo perduto e l'immediata erogazione di risorse. Oggi nessuno di noi ha ricevuto proteste in merito alle erogazioni già arrivate sui conti correnti delle attività economiche. Abbiamo chiesto velocizzazione (e anche in questo ci siamo riusciti) e iniezioni di liquidità per restituire un minimo di serenità alle nostre attività. È chiaro che tutti ci auguriamo di uscire quanto prima dalla pandemia e ridare dignità al guadagno frutto del proprio lavoro. (Applausi) . Ritengo che questo sia il punto importante e in questo momento dobbiamo essere noi a dare dignità a queste attività attraverso un sostegno e degli aiuti, affinché la tempesta passi quanto prima. Abbiamo indicato già da tempo la direzione e ci siamo riusciti anche con il provvedimento in esame. Conosciamo tutti la portata del provvedimento, pari a 32 miliardi di euro. Anche quest'anno il calo del PIL è assai ingente (pari a circa il 9 per cento) e quasi tutte le attività sono andate in debito e hanno subito dei cali di fatturato compresi tra il 20 e il 10 per certo, a seconda dei settori. Il commercio all'ingrosso è calato del 16 per cento, le attività artistiche e anche di intrattenimento del 15 per cento, l'attività manifatturiera del 12 per cento, le attività professionali scientifiche di oltre il 10 per cento. Si tratta di numeri che lanciano un grido di allarme. Oggi dobbiamo aiutare il sistema a ripartire. Siamo a maggio, sono trascorsi i primi quattro mesi del 2021 e abbiamo già quasi circa 80 miliardi di scostamento di bilancio, che abbiamo approvato per aiutare i settori economici, la ripartenza e il rilancio del nostro Paese. Come ho detto, il provvedimento dispone di 32 miliardi di euro: circa 15 miliardi sono a fondo perduto per le attività economiche; circa 6 miliardi per lavoro e contrasto alla povertà; 3,5 miliardi per salute e sicurezza; 3,6 miliardi per il sostegno agli enti territoriali. Si tratta - lo ripeto - di contributi a fondo perduto. Abbiamo abbattuto anche la discriminazione dei codici Ateco, che hanno creato tanti problemi nel recente passato. Il turismo invernale ha subito uno stop e lo aiutiamo con un poderoso intervento. Un altro impegno mantenuto è quello dei 500.000 vaccini al giorno. Si è inoltre provveduto all'abbattimento dei costi fissi per evitare il protrarsi di un'ingiustizia: abbiamo imposto la chiusura delle attività commerciali e non possono pertanto continuare ad arrivare loro le bollette. Quanto alla tassa di occupazione di suolo pubblico, si è disposta l'esenzione dal suo pagamento fino alla fine dell'anno. Quanto alla Tari, si è assunto un impegno con il decreto sostegni bis perché anche questa è stata un'ingiustizia. La permanenza dei costi fissi gridava vendetta e si è quindi provveduto a un loro abbattimento.