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Norme sulla riabilitazione attraverso l'utilizzo del cavallo. Onorevoli Senatori. – L'ippoterapia è un complesso di attività di riabilitazione valida per casi di deficit sia motori che psichici. In particolare, la riabilitazione equestre è indicata nel trattamento di numerose patologie: dalle paralisi cerebrali infantili a quelle centrali o periferiche conseguenti ad encefalopatie, poliomielite o ictus, dalle lesioni midollari conseguenti a traumi alla spina bifida, dalla schizofrenia all'autismo, alle psicosi infantili. Nell'ambito psichico, l'ippoterapia ha il pregio di migliorare gli aspetti relazionali, comportamentali, socio-affettivi ed emotivi, di fare acquisire la coscienza del proprio schema corporeo, di accrescere il senso di responsabilità e di autostima al fine di sviluppare l'autonomia del paziente. L'ippoterapia risulta essere quindi utile nelle patologie di tipo cognitivo- comportamentale, con origine sia organica che non, e in caso di disfunzioni del sistema nervoso centrale con ricadute sul sistema muscolo-scheletrico. Nell'ambito dei disturbi neuromotori questo tipo di terapia migliora la coordinazione dei movimenti e le condizioni cliniche del disabile nelle aree dell'equilibrio, del controllo posturale, della mobilità articolare e del tono muscolare, nonché dell'organizzazione spazio-temporale. L'ippoterapia è indicata, inoltre, non solamente per le «patologie classiche», come la paralisi cerebrale infantile, l'autismo o la sindrome di Down, ma anche in caso di condizioni acquisite in conseguenza di traumi correlati all'infortunistica stradale e del lavoro. Anche il Ministero della salute riconosce che è una terapia che funziona bene perché: – il cavallo si muove alle varie andature con movimenti ritmici e per questo prevedibili, ai quali perciò è più facile adattarsi con i movimenti del corpo; – il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo inteso come gestualità ed essendo un animale altamente sociale è comunque molto recettivo verso tutti i tipi di comunicazione; – per andare a cavallo, alle varie andature, si impegnano numerosi gruppi muscolari e si coinvolgono vari campi della psicofisiologia e della psicomotricità; – in grado di generare sentimenti ed emozioni intense; è ormai riconosciuto il valore del coinvolgimento emotivo nel processo di apprendimento; – le stimolazioni visuo-spaziali fornite dal particolare ambiente del maneggio, con variazioni cromatiche e di luminosità in relazione anche con il movimento del cavallo, sollecitano un'attenzione visiva finalizzata, facilitando così l'acquisizione della dimensione dello spazio; – gli ambienti dove vivono i cavalli hanno rumori e odori caratteristici e per questo molto evocativi; – si ottiene una stimolazione tattile intensa tramite il contatto con un animale di grandi dimensioni, che aiuta la presa di coscienza e la conoscenza di sé e del proprio corpo; – il cavallo è un essere che esprime emozioni proprie come la paura, in cui ci si può riconoscere, e che può assumere un ruolo rassicurante; allo stesso tempo, montare a cavallo, cioè su un animale grande e potente, offre sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in sé stessi; – il cavallo possiede tutte le qualità – calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso – necessarie a stimolare il processo di attaccamento fondamentale per lo sviluppo dell'essere umano; – andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici e permette anche di essere gratificati, sia dall'offrire cure, carezze e massaggi, sia dal ricevere come risposta ai nostri comportamenti manifestazioni di gratificazione da parte dell'animale. Affinché questo metodo di cura risulti efficace e la sua somministrazione sia corretta sotto tutti gli aspetti sanitari, tecnici e normativi, l'ippoterapia deve essere esercitata da una équipe integrata da personale specificamente qualificato e tecnicamente preparato. Con il presente disegno di legge si vuole conferire alla terapia per mezzo del cavallo (TMC) il giusto riconoscimento di prestazione terapeutica riabilitativa distinguendola dalla semplice attività ludico-ricreativa. Il presente disegno di legge si compone di otto articoli. L'articolo 1 riconosce l'ippoterapia quale tecnica riabilitativa, l'articolo 2 disciplina l'obiettivo terapeutico ovvero l'elaborazione di un progetto terapeutico individualizzato per ogni paziente, in cui vengono valutate anche le controindicazioni, da verificare periodicamente al fine della continuità o dell'interruzione del trattamento stesso. L'articolo 3 dispone che l'ippoterapia venga svolta solo in centri che possiedano i requisiti stabiliti dal Ministero della salute con regolamento. L'articolo 4 istituisce presso il Ministero della salute un Comitato tecnico-scientifico della terapia per mezzo del cavallo, con il compito di proporre l'aggiornamento delle attività e delle disposizioni di cui alla presente legge. Il Comitato è composto da tre docenti universitari nominati dall'Istituto superiore di sanità, da un rappresentante del Ministero della salute e da un rappresentante del Ministero dell'istituzione, dell'università e della ricerca. L'articolo 5 definisce gli organici dei centri di terapia composti da un responsabile e da personale medico, tecnico e amministrativo. L'articolo 6 prevede dispositivi assicurativi di garanzia, l'articolo 7 detta disposizioni particolari per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano e infine l'articolo 8 istituisce presso il Ministero della salute un fondo per l'avviamento della riabilitazione equestre sul territorio italiano.. 1 (Princìpi e finalità) 1 La terapia per mezzo del cavallo è riconosciuta dal Ministero della salute tra le possibili prestazioni terapeutiche riabilitative. 2 Scopo della terapia per mezzo del cavallo, tecnica ad alta specializzazione basata su studi di neurofisiologia, fisiatria, nonché di scienze neurologiche e psicologiche, è quello di integrare le tecniche riabilitative attualmente utilizzate in campo sanitario con l'uso del cavallo. 3 La terapia per mezzo del cavallo è distinta dalle semplici attività ludico-ricreative, dedicate a persone disabili e non, in quanto presuppone l'obiettivo terapeutico di cui all'articolo 2. 2 (Obiettivo terapeutico) 1 Alla base dell'obiettivo terapeutico si pongono l'individuazione e la valutazione delle controindicazioni, l'elaborazione di un progetto terapeutico individualizzato per ogni paziente da verificare periodicamente, al fine della continuità o dell'interruzione del trattamento stesso, in base ai protocolli di valutazione scientifica dei risultati. 2 L'obiettivo terapeutico è competenza di una équipe multidisciplinare che comprende il fisioterapista con specializzazione in riabilitazione equestre, il medico specialista, a seconda della patologia di cui si tratta, l'istruttore di equitazione esperto in riabilitazione equestre, che si occupa della scelta del cavallo, e un veterinario che si occupa dello stato di benessere fisico e psichico dello stesso. 3 Il Ministero della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta un decreto contenente l'elenco dei centri ove è possibile conseguire la specializzazione in riabilitazione equestre. 3 (Centri di terapia per mezzo del cavallo)