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o il nostro Paese, in prima linea, si mette a disposizione per costruire un percorso negoziale, per arrivare al cessate il fuoco e concludere il percorso di pace con una conferenza sulla sicurezza, di cui abbiamo parlato da questi banchi, sul modello di Helsinki; oppure non saremo in grado di far fronte alla situazione, che diventerà sempre più difficile. Signor Presidente, concludo con una nota che altri colleghi - come il collega Marino - hanno sviluppato ben più di me. Io dico una volta per tutte che - secondo me - siamo andati oltre il limite. Quando fu presentata una riforma costituzionale, io dissi che si voleva porre il Parlamento in una posizione ancillare. Ma ora noi abbiamo superato anche la posizione ancillare. Non è più possibile pensare di andare avanti con le fiducie quando, in un percorso lineare, come in questo caso, noi avremmo votato tutti gli emendamenti in Aula, facendo un percorso semplice, e avremmo concluso il lavoro sul decreto molto prima che con la questione di fiducia. Una volta per tutte, il Parlamento e quest'Assemblea devono porre tale questione con chiarezza. Ognuno deve tornare a svolgere il compito che la Costituzione gli detta: il Parlamento, il Parlamento; il Governo, il Governo, e gli uffici devono tornare a fare gli uffici. Questo è l'unico modo per affrontare una situazione che sarà sempre più seria, di emergenza e grave. Ed è l'unico modo non solo per ridare centralità al Parlamento - come ci ha ricordato il presidente Mattarella - ma anche per dare davvero un contributo serio al nostro Paese in una situazione così difficile come quella che stiamo vivendo. (Applausi) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, ringrazio chi mi ha preceduto, perché ha lavorato l'argomento con idoneità di punti di vista e anche facendosi carico di rendere comprensibile ciò che è accaduto. Se io dovessi spiegare e presentare questo decreto-legge nella sua vita di conversione, direi che è un decreto-legge migliorista, nel senso che è un decreto-legge che, con il lavoro del Parlamento, si mostra capace di aiutare la reazione del nostro sistema davanti ad attacchi ormai ripetuti. Prima abbiamo subito l'attacco, una rottura di civiltà, della pandemia. Adesso abbiamo un'altra rottura di civiltà, che deriva dalla guerra e anche da un prevedibile esodo di consistenza biblica che arriverà da ogni parte, dove c'è la vittoria della paura e della distruzione. In ragione di questo, l'economia ha le sue reazioni, sbagliate ed emotive, ma l'economia è una mano morta, come si potrebbe dire prendendo a prestito l'espressione. Noi, attraverso l'attività normativa, proviamo a contenere e a mitigare le ricadute, i rischi, i pericoli, i danni, il dolore ulteriore. Questo decreto-legge, attraverso il lavoro di conversione messo in campo dalle Commissioni, dà una risposta possibile per quanto riguarda il contenimento dell'aumento dei costi della benzina, agendo sull'istituto dell'accisa. E ci si fa carico di facilitare l'acquisto della benzina da parte di tutte le categorie interessate: dalla famiglia all'operatore economico. Si pone anche un tema riguardante il funzionamento delle strutture sociali comunali quanto al costo intervenuto dell'energia. Pensate a quello che sta accadendo per il funzionamento e l'esercizio continuativo delle piscine nei piccoli, medi e grandi Comuni. Si dà una risposta anche per quanto riguarda l'autoproduzione di energia, facendo in modo che le imprese conoscano facilitazioni. È il tema della semplificazione. Dovrebbe essere la cifra dei rapporti tra ordinamento e società, tra ordinamento ed economia, anche quando torniamo più volte a legiferare. Su questo c'è un capitolo magistrale, quello riguardante la rigenerazione abitativa sul piano energetico e della resistenza sismica: abbiamo fatto una tale quantità di norme che adesso dobbiamo mettere in ordine, senza perdere la capacità di funzionare con semplicità. E anche in questo sito normativo ci diamo da fare per provare a recuperare un po' di semplicità. Una volta un autorevole magistrato del Consiglio di Stato, a me molto caro, spiegò che, quando una norma non si capisce, è fatta male; quando non è semplice nella sua applicazione, va assolutamente medicata; e noi su alcune attività normative dobbiamo intervenire in termini di medicazione. Questo mi presta il fianco a una riflessione che voglio fare rispettosamente. Io ci credo al fatto che le amministrazioni sappiano e debbano fare l'istruttoria. Come funziona l'itinerario normativo? La norma, alla fine del suo cammino, deve produrre una condotta virtuosa di chi si deve adeguare, e cioè i componenti della collettività, quelli che producono ricchezza. Tuttavia, la norma, affinché aiuti l'emersione del comportamento virtuoso, deve essere di facile applicazione; deve essere lavorata; deve essere nutrita dalla vita reale. Il comportamento dei parlamentari e degli organi collegiali del Parlamento aiuta il prodotto normativo quando parte dal Governo - in quei momenti eccezionali nei quali dovrebbe partire dal Governo - a recuperare realismo e adeguatezza rispetto alla realtà, conoscenza della realtà. Qui compaiono gli emendamenti, che hanno la «M» salvifica di miglioramento. L'emendamento non si può trattare come un fastidio. Devo dire che i rappresentanti del Governo venuti ad accompagnare questo cantiere hanno aiutato, si sono prodigati, hanno fatto in modo da rappresentare un ponte di collegamento tra il sito del Parlamento e i siti dei Ministeri. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 13,52) ( Segue D'ALFONSO). Permettetemi però di dire che non c'è nulla di meglio di una riflessione ironica: non possiamo affidare alla videata di un computer, con i suoi «inoltra» e «ricevi», l'attività istruttoria, la quale richiede dedizione intellettuale, penetrazione. Io vengo dalla Regione di Silvio Spaventa, che tra l'altro festeggiamo perché ricorrono i duecento anni dalla sua nascita. Spaventa è stato uomo di giustizia e di opere pubbliche. Quando faceva ponti e ferrovie, spiegava che, affinché un progetto riesca a fare bene l'infrastruttura, va nutrito della relazione geologica, dell'attività istruttoria; non è che il faldone geologico sta sul tavolo e da sé, magicamente, dona l'istruttoria alla parte tecnica. Ci vogliono la cucitura, il componimento, la composizione e tutto questo lo fa la mente umana. La giustificazione è il bombardamento normativo, il bombardamento dei decreti-legge, la specialissima situazione. Attenzione, però, che questa postura non diventi tradizionale, per cui gli emendamenti sono fastidio, il camminamento è nella sua linearità velocissima e il testo originario di partenza non si può arricchire. Siamo riusciti a fare dei miglioramenti: ad esempio, quello riguardante la semplificazione sull'autoproduzione di energia sostenibile e rinnovabile; quello riguardante l'aiuto alla vita comunale, affinché nei documenti contabili il Comune potesse utilizzare anche gli avanzi di amministrazione. La distinzione tra avanzo di amministrazione e amministrazione ordinaria si può superare, perché c'è la guerra, c'è la rottura di civiltà.