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Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011. Onorevoli Senatori. -- In data 27 settembre 2012 -- a seguito della discussione in Parlamento sulle mozioni in tema di contrasto alia violenza sulle donne, approvate con un dispositivo unitario che impegnava il Governo a sottoscrivere la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto delia violenza sulle donne e la violenza domestica previa verifica della conformità ai princìpi e alle norme della Carta costituzionale e a presentare al più presto il relativo disegno di legge di ratifica a Strasburgo -- alla presenza del Vice Segretario Generale del Consiglio d'Europa, veniva firmata la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, dall'allora Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità, Elsa Fornero. La sottoscrizione, da parte del nostro Paese, della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica costituisce un passo fondamentale per proseguire l'azione dell'Italia contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne e delle bambine: tale Convenzione, infatti, rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza, nonché il primo trattato internazionale che riconosce fa violenza sulle donne quale violazione dei diritti umani e quale forma di discriminazione. È indicativo quanta indicato nel preambolo della Convenzione: si riconosce che il raggiungimento dell'uguaglianza tra i sessi de jure e de facto è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne. Fondamentale è, poi, l'individuazione -- nella stessa Convenzione di specifiche tipologie di reato che vedono quali vittime Ie donne: il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili, lo stalking , l'aborto forzato, nonchè la sterilizzazione forzata. In Italia, il fenomeno delle donne uccise dagli uomini ha registrato nel tempo picchi sconfortanti: 84 casi nel 2005, 101 nel 2006, 107 nel 2007, 113 nel 2008, 119 nel 2009, 127 nel 2010, 137 nel 2011, 124 nel 2012 e 47 i tentati omicidi di donne; anche l'anno corrente è stato segnato già da numerose vittime. Secondo i dati ISTAT, in Italia sono quasi 7 milioni le donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Non solo: dall'inizio degli anni Novanta mentre e diminuito il numero di omicidi di uomini su uomini, il numero di donne uccise da uomini è aumentato esponenzialmente. L'intensità e il grado di diffusione di episodi di violenza e abuso nei confronti delle donne sono tali da aver suggerito alla letteratura sociologica l'utilizzo del termine «femminicidio». La Convenzione di Istanbul attribuisce alle Parti il compito di adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per promuovere e tutelare il diritto di tutti gli individui, e segnatamente delle donne, di vivere liberi dalla violenza, sia nella vita pubblica che privata, nonché di condannare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne. Per entrare in vigore la Convenzione di Istanbul dovrà essere ratificata da almeno dieci Stati, dei quali otto dovranno essere Stati membri del Consiglio d'Europa. Ad oggi, molti Paesi hanno firmato la Convenzione: Albania, Austria, Belgio, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, Norvegia, Portogallo, Repubblica slovacca, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina. L'hanno ratificata, tuttavia, in pochissimi. I proponenti auspicano l'approvazione da parte del Parlamento in tempi brevi del presente disegno di legge che costituisce un fondamentale tassello per la protezione delle donne da qualsiasi forma di violenza, per la promozione dell'uguaglianza tra i sessi e per sostenere la cooperazione internazionale, nonché la predisposizione di politiche e misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza contro le donne.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. II Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 75 della Convenzione stessa. Art. 3. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.