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Ma anche noi rappresentiamo il popolo, perché siamo stati eletti, come voi, dal popolo italiano. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Quando il Governo esprime i suoi orientamenti perché è il popolo, occorre guardare indietro, alla storia, perché c'è qualcosa che non funziona. Voi siete non i portavoce del popolo, ma i rappresentanti, così come lo siamo noi. Questa confusione culturale, costituzionale e della democrazia mi preoccupa fortemente. Volete qualche altro esempio? Ma come, non siete voi che avete deciso di fare una struttura centralizzata, centralizzando le funzioni del territorio, delle amministrazioni locali e delle Regioni? Non è il vice premier Di Maio che parla di sabotaggio da parte delle Regioni perché queste hanno posto il problema sull'applicazione del reddito di cittadinanza? E poi, signor Ministro, nello stesso tempo sottraete al dibattito parlamentare il tema dell'applicazione dell'articolo 116 della Costituzione, che volete portare dentro una legge e si potrà dire solo sì o no. Tutto questo dovrebbe avvenire senza il quadro istituzionale e senza alcuna attenzione ai livelli essenziali delle prestazioni, di cui alla lettera m) , comma 2, dell'articolo 117 della Costituzione. Ma come, la riforma del Titolo V della Costituzione non ci è bastata? Non abbiamo visto che, senza un quadro di riferimento, il federalismo fai da te è un problema serio che mette in discussione la tenuta unitaria di questo Paese? Ce lo farete discutere questo tema? Ministro, potremo discuterne prima che arrivi quella legge che ha quelle caratteristiche? Potremo discutere su come si gestiranno le risorse? Potremo discutere qual è il quadro per evitare che il federalismo fai da te produca un dato? Attenzione perché è già successo: vi è stata l'espropriazione del Parlamento che non è stato in grado di legiferare e la Corte costituzionale ha dovuto sostituirsi al Parlamento per definire i contenuti del federalismo. Sono questi i problemi su cui avremmo bisogno di discutere e di ragionare per costruire. Qual è l'idea di Stato che avete? In quale modo vogliamo organizzare la funzione pubblica e l'esercizio della pubblica amministrazione? Come pensate di farlo? Questo non è chiaro. Fate spot e propaganda, ma è un grave errore agire così sulle scelte costituzionali e sulla qualità della democrazia. È di questo che sono preoccupato. Nell'altro ramo del Parlamento state discutendo della proposta del referendum propositivo, ma non è ancora risolto il rapporto - come lo stesso presidente della Camera Fico ha posto - della legislazione del Parlamento con l'iniziativa popolare. Non è ancora risolto. È un tema delicatissimo. Voi giustamente siete preoccupati per la crisi del rapporto tra la politica e i cittadini; sono preoccupato anch'io, ma state remando nella direzione opposta. State remando nella direzione nella quale ci saranno i poteri forti. Le piattaforme e le forme organizzative del consenso prevarranno sulla rappresentanza. Almeno proviamo a discuterne. Fateci discutere; date valore a questo Parlamento e a quest'Aula. Vengo all'ultimo punto. C'è un problema di rappresentanza. Voi con questa riforma, stante l'attuale legge elettorale, cambiate radicalmente il rapporto tra elettori ed eletti. Ne siete consapevoli? Siamo certi che in questa fase critica del rapporto tra istituzioni e cittadini il problema del rapporto tra eletti ed elettori si possa risolvere in questi termini? Io ho dei dubbi. Le minoranze nazionali come quella slovena, le minoranze linguistiche e, infine, la minoranza politica sono questioni delicatissime. Con questo provvedimento nel suo rapporto con la legge elettorale portate la soglia reale a circa il 10 per cento. È un problema per voi o vi accontentate della vostra dialettica tra maggioranza e opposizione tra di voi? Riconoscete l'opposizione? Volete che in questo Paese ci sia la voce? Ministro, ad oggi la democrazia è fatta di pesi e contrappesi, di equilibri, di potere e contropotere, della Ragioneria che ha delle funzioni legislative che vanno tutelate. Nessuno può dire: non sei stato eletto Ragioniere generale, quindi obbedisci. No, non è questa la qualità della democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . Ve lo dovete porre questo problema per il futuro di questo Paese e anche per il vostro futuro. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD e del senatore Saccone. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Causin. Ne ha facoltà. CAUSIN (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi del Senato, nell'affrontare il tema delle riforme costituzionali, c'è da chiedersi se stiamo compiendo il solito rito oppure se stavolta ci stiamo cimentando in un tentativo autentico: se così fosse, ad avviso di Forza Italia e mio, esso sarebbe sicuramente degno della giusta attenzione. Abbiamo una Costituzione molto bella e non poteva essere altrimenti: la sua genesi e i suoi protagonisti hanno fatto sì che, dopo la Seconda guerra mondiale, l'Italia avesse una Carta costituzionale di altissimo livello e qualità, sicuramente superiore a quelle di tantissimi altri Paesi. È anche vero, però, che la Costituzione non è un totem e il Parlamento ha il diritto e il dovere di cimentarsi in un tentativo di cambiamento, soprattutto perché i tempi cambiano. È di tutta evidenza che il Paese sta molto peggio rispetto a dieci - quindici anni fa e che sicuramente c'è una responsabilità diretta, in alcuni casi legata all'inefficacia della nostra democrazia. Sono stati commessi errori soggettivi e imputabili alle forze politiche, ma sicuramente anche errori di sistema, nel funzionamento della nostra democrazia, che in questi anni si è dimostrata troppo lenta nel leggere i problemi ed articolare risposte, ma anche incoerente nel verificare se le risposte che aveva dato alle nuove questioni sociali erano efficaci e capaci di migliorare la vita dei cittadini o meno. Il 40 per cento dei cittadini italiani non sta bene: lo sapete, perché avete vinto le elezioni per questo; avete cavalcato tale situazione, agitando le loro paure e difficoltà. Penso ai temi della sicurezza, della disoccupazione giovanile, alle prospettive di reddito individuale o delle famiglie e alla maggiore inefficienza e inefficacia dei servizi pubblici legati ai Comuni o ai servizi sanitari. Al riguardo il Parlamento e la funzione legislativa hanno una responsabilità e, se non si danno le risposte, vuol dire che essi non hanno funzionato. Quando si mette mano a una riforma costituzionale, quindi, lo si fa con l'intento di migliorare la situazione. Salvador Giner, politologo brasiliano, qualche anno fa, scandalizzando l'occidente libero, scriveva che la democrazia non è la miglior forma di Governo in assoluto, ma è sicuramente quella che garantisce il miglior compromesso tra le libertà individuali e la sicurezza del cittadino. L'Europa democratica e liberale è fondata su questo modello democratico, per cui c'è il dovere di approfondire il tema in ambito parlamentare. Chiedo a me e a voi se questa volta si tratti solamente di un esercizio o di un tentativo vero, perché il contesto, cari colleghi, è assolutamente diverso. È palese che oggi i cittadini siano al limite: