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Credo che questa contraddizione sia solo apparente e il disegno di legge in esame lo dimostra, perché ha saputo valorizzare quegli aspetti che solo in superficie potrebbero sembrare più problematici, quali la mobilità e la flessibilità e, soprattutto, la discontinuità, ma che sono anche i punti di forza dei lavori del mondo dello spettacolo. Per questo importante risultato mi sento davvero di ringraziare i relatori del provvedimento, il senatore Rampi e la senatrice Catalfo, il Governo, in modo particolare il ministro Franceschini, e i presidenti delle due Commissioni, Nencini e Matrisciano. Rivolgo un ringraziamento per il contributo e il sostegno a norme fondamentali che vogliono finalmente dare tutele assistenziali e previdenziali. La domanda che però tutti oggi nel mondo dello spettacolo si stanno ponendo è come si potrà ovviare alla carenza di personale, soprattutto nel live e nel mondo del teatro, settori che ormai si stanno avviando verso un'estate finalmente ricca di eventi. Del resto, molti lavoratori hanno deciso di non ritornare a operare in questo settore proprio per le sue fragilità, che non si superano soltanto con la riapertura dei luoghi culturali a piena capienza, perché necessitano di interventi strutturali e più strutturati. Di certo c'è quindi un problema per un settore che nel 2019 produceva 11,4 miliardi di euro, pari allo 0,6 del PIL italiano, e che senza lavoratori faticherà inevitabilmente a realizzare gli stessi numeri. La svolta che compiamo oggi con la prima approvazione di questo disegno di legge è davvero copernicana. Senza un cambio di passo di questo tipo difficilmente questo settore sarebbe potuto tornare a crescere e a fiorire, continuando a rappresentare un ambito strategico dell'economia italiana. Credo che anche questa volta il Parlamento, in particolare nelle Commissioni competenti, attraverso il lavoro trasversale fatto tra colleghe, colleghi e Governo, abbia prodotto un risultato che va nella direzione giusta. Abbiamo ancora molto da lavorare, ma siamo convinti che questa sia la direzione da intraprendere. Per tutte queste ragioni, non posso che dichiarare il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI sul provvedimento in esame. (Applausi) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, ho ascoltato parole enfatiche in merito al provvedimento in esame, ma sinceramente, com'è stato già preannunciato dal senatore Maffoni, nostro collega di Gruppo e componente della Commissione lavoro, riteniamo che sia un'occasione persa per dare una risposta pienamente concreta e incisiva a un mondo che la aspetta da anni. Siamo anche molto rammaricati perché, per l'ennesima volta, le proposte emendative di Fratelli d'Italia, che non ha mai un atteggiamento pregiudiziale, sono state assolutamente ignorate. Noi avevamo tutta l'intenzione di offrire un contributo che migliorasse in maniera sensibile il provvedimento, che per lungo tempo è stato bloccato nelle Commissioni, davanti all'evidenza del fatto che c'erano anche contrasti politici molto evidenti, che sono culminati nel momento in cui il Governo è stato battuto su un emendamento presentato da un esponente della maggioranza sulla delicata questione - che anche noi da anni proponiamo e riproponiamo - della vigilanza sulla gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche. La maggioranza si è spaccata, ma questa non è una novità, alla luce di quello che avviene ormai in maniera consueta nelle Commissioni. Tuttavia, la nostra posizione di astensione critica che esprimeremo non ci impedisce - come la nostra onestà intellettuale, invece, sempre ci consente - di riconoscere che la delega dello spettacolo introduce certamente elementi nuovi, anche se non risolutivi, nella precarietà dei lavoratori dello spettacolo e di fronte alla necessità di garantire il settore culturale. È venuta una risposta limitata, lo ribadisco - praticamente Tachipirina e vigile attesa - ai problemi che le Commissioni istruzione di Camera e Senato hanno avuto la possibilità di studiare e di approfondire in maniera molto esaustiva. Pertanto, mi permetto di muovere una critica, prima di merito e poi di metodo, passando dalla tecnicalità delle questioni più politiche. Abbiamo presentato emendamenti per la riforma del Fondo unico per lo spettacolo in Fondo per le arti nazionale; è presente in Parlamento - a prima firma del collega Mollicone della Camera, che è anche il nostro responsabile del dipartimento cultura - una proposta di legge per la revisione del Fondo unico per lo spettacolo, che elimina in particolare il ruolo distorsivo delle commissioni consultive come richiesto dalle categorie, come nel caso del Movimento spettacolo dal vivo, e promuove l'introduzione della detrazione del consumo culturale, necessaria per rilanciare la domanda di cultura che abbiamo proposto più volte sia alla Camera sia al Senato in più provvedimenti e nelle leggi di bilancio. La sinistra si dice sempre favorevole alla detrazione del consumo culturale, ma poi non vota mai la misura. Si tratta di temi su cui, invece, Fratelli d'Italia è sempre stato in prima linea accanto alle categorie, come nel caso di Federculture, tanto da inserire gli incentivi alla domanda di cultura - penso alla detrazione del consumo culturale e all'abbattimento dell'IVA al 4 per cento per i prodotti culturali - nel programma di Governo del partito fin dalla sua fondazione. Ci poniamo in maniera molto favorevole sul riconoscimento della professione di agente dello spettacolo dal vivo come sul rafforzamento e sull'ampliamento delle funzioni dell'osservatorio dello spettacolo e sull'istituzione del tavolo permanente del settore dello spettacolo, oggetto di un nostro ordine del giorno che è stato votato alla Camera dei deputati. Va segnalato che la delega - come ha detto anche la collega che mi ha preceduto - poco si rivolge al settore del live club , così come non specifica il ruolo dello spettacolo dal vivo come impresa culturale. Eppure, nonostante la nostra azione emendativa di buonsenso, l'opposizione è stata esclusa ed è rimasta inascoltata. Colleghi, noi ci asterremo in maniera critica per i motivi che ho spiegato, ma non saremo mai contro chi fa cultura, musica e spettacolo, perché rappresenta un riferimento identitario importantissimo e fondamentale per la nostra Nazione. (Applausi) . LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, intanto mi unisco anch'io ai ringraziamenti, già formulati da chi mi ha preceduto, indirizzati ai commissari delle Commissioni 7 a e 11 a , dei loro rispettivi Presidenti e, naturalmente, ai relatori, il senatore Rampi e la senatrice Catalfo, che hanno costruito sapientemente questo passaggio, questo disegno di legge, e segnatamente la delega dentro la quale dovrà essere collocata la fase attuativa del Governo. Per l'appunto, il ringraziamento va fatto anche nei confronti del Governo, che ha seguito questo percorso e che oggi assume la titolarità della fase attuativa. Un ringraziamento particolare va al ministro Franceschini, che oggi è presente, a segnalare, una volta di più, l'importanza di questo passaggio. Noi voteremo convintamente a favore di questo disegno di legge, per almeno due ordini di ragioni.