[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª) 77 CATALFO, DE VECCHIS La seduta inizia alle ore 15,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all'esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l'attivazione del circuito audiovisivo. IN SEDE REFERENTE (1018) DL n. 4/2019 - Reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) avverte che all'esame del provvedimento sarà abbinato anche quello della petizione n. 2 ad esso attinente. Fa inoltre presente che nell'odierna seduta avrà inizio l'illustrazione degli emendamenti, che si svolgerà conformemente a quanto prescritto dall'articolo 100 comma 9 del Regolamento. I testi degli emendamenti trattati nel corso della seduta saranno pubblicati in allegato al resoconto non appena saranno disponibili in formato elettronico. Prende atto la Commissione. Il senatore PATRIARCA ( PD ), intervenendo sull'ordine dei lavori, manifesta l'esigenza di procedere alla votazione degli emendamenti solo dopo che la Commissione Bilancio avrà espresso parere sul complesso degli stessi o, in subordine, su quelli relativi agli articoli che compongono complessivamente un Capo del provvedimento. Si associa la senatrice TOFFANIN ( FI-BP ), che, lamentando quanto avvenuto in occasione dell'esame del decreto "Concretezza", si augura che in questa occasione i lavori possano procedere in maniera più organica, e che si possa disporre del parere della 5 a Commissione permanente su tutti gli emendamenti prima di iniziare la fase delle votazioni. La PRESIDENTE relatrice fa rilevare che, in aderenza al dettato regolamentare, la fase di votazione avrà comunque inizio dopo l'acquisizione dei prescritti pareri obbligatori delle Commissioni consultive, man mano che i pareri sugli emendamenti saranno espressi. Assicura comunque che prenderà gli opportuni contatti, in particolare con il Presidente della Commissione Bilancio, affinché la fase di voto proceda in maniera ordinata e continuativa. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ), nel condividere le parole del senatore Patriarca, avanza l'ipotesi che l'attuale fase procedurale serva essenzialmente alle forze politiche della maggioranza, che peraltro hanno anch'esse sottoscritto emendamenti al testo, per prendere tempo al fine di risolvere questioni politiche rilevanti. Infine, chiede delucidazioni sulla prossima organizzazione dei lavori. La PRESIDENTE relatrice ricorda che la fase dell'illustrazione degli emendamenti è espressamente prevista dal Regolamento; resta ferma la facoltà di rinunciare da parte dei presentatori degli stessi. Assicura poi che, terminata tale fase e dopo un'interlocuzione con i Presidenti delle Commissioni chiamate ad esprimere parere sugli emendamenti, condividerà con la Commissione una ipotesi di organizzazione dei lavori per i prossimi giorni. Si inizia quindi l'illustrazione degli emendamenti, a partire da quelli riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. La senatrice PARENTE ( PD ) in premessa contesta la scelta del Governo di inserire nello stesso provvedimento misure per il contrasto alla povertà e disposizioni per le politiche attive del lavoro e giudica lo strumento del Reddito di cittadinanza una misura assistenziale e sbagliata che non riuscirà a distinguere tra chi ha bisogno di inclusione sociale e chi è alla ricerca di un impiego. Dà quindi brevemente conto degli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 1, soffermandosi in particolare sull'emendamento 1.2, a sua prima firma. Chiarisce che l'intento della proposta di modifica è di ampliare la platea dei beneficiari del Reddito di inclusione e di aumentarne il beneficio mensile; di rafforzare i servizi sociali; di aumentare il Fondo povertà; di istituire il Fondo per il potenziamento delle politiche attive per il lavoro; di permettere alle Regioni nuove assunzioni; di stabilizzare il personale di ANPAL Servizi Spa. Il senatore BERTACCO ( FdI ) ricorda i principali emendamenti presentati all'articolo 1 dal suo Gruppo, soffermandosi in particolare sull'emendamento 1.15 a sua prima firma, che si pone la finalità di introdurre specifiche misure a sostegno della famiglia e a favore di chi si trova appena al di sopra della soglia di povertà. Nello specifico, l'emendamento propone, tra l'altro, di introdurre un reddito per l'infanzia; di aumentare gli incentivi per le imprese che assumeranno un beneficiario di reddito di cittadinanza e il contributo per chi, tra questi, darà vita invece a una nuova attività; di garantire condizioni agevolate ai mutui prima casa per giovani coppie; di modificare la scala di equivalenza per il calcolo del contributo del reddito di cittadinanza. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ) chiarisce innanzitutto che non è mai stato pregiudizialmente contrario nei confronti di una misura di contrasto alla povertà, il cui varo, anzi, accoglie positivamente, e contesta le critiche di chi considera i cittadini italiani che sono in difficoltà perché non hanno un impiego e magari vivono in un contesto sociale difficile alla stregua di parassiti che preferiranno approfittare di un sussidio a discapito della ricerca di un lavoro. Il tema centrale, a suo parere, è se il reddito di cittadinanza riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, elemento su cui esprime diverse perplessità. Ritiene infatti che si tratti di uno strumento ibrido, che non restituirà la dignità sociale a chi l'ha perduta né garantirà l'emancipazione e il superamento della marginalità degli interessati dal beneficio. Inoltre paventa il rischio che, in un Paese come l'Italia, un simile sussidio, che potrebbe spingere al lavoro purchessia, invece di fare concorrenza ai bassi salari, possa comprimerne ulteriormente il livello. Tale fenomeno peraltro andrebbe combattuto con l'introduzione di un salario minimo orario, non necessariamente attraverso il varo di un disegno di legge, ma attraverso lo strumento della contrattazione tra le parti. Mette quindi in guardia dai possibili effetti contrastanti di un obiettivo nobile e dalle eventuali conseguenze della decontribuzione per le imprese in assenza di un ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, e invita il Governo a investire anche in sanità, istruzione, formazione professionale, ricerca e sviluppo, innovazione e politiche sociali. Infine, segnala alcuni degli emendamenti presentati dal suo Gruppo che riguardano il Patto di inclusione, i servizi offerti dai Comuni, la scala di equivalenza, la stabilizzazione del personale di ANPAL Servizi Spa, i centri per l'impiego e gli incentivi per le imprese.