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La società ILVA spa di Taranto, infatti, è stata sottoposta a commissariamento governativo ai sensi del decreto-legge n. 61 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2013; in particolare, il comma 5 dell'articolo 1 ha previsto che il commissario predisponesse un piano di misure e di attività ambientali e sanitarie, proseguendo l'attività produttiva in funzione della conservazione dell'attività aziendale e della destinazione prioritaria delle risorse alla copertura dei costi necessari agli interventi del piano. Lo stesso articolo 1, al comma 7, ha disposto, inoltre, che «L'approvazione del piano di cui al comma 5 equivale a modifica dell'a.i.a, limitatamente alla modulazione dei tempi di attuazione delle relative prescrizioni, che consenta il completamento degli adempimenti previsti nell'a.i.a. non oltre trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto». L'articolo 2 del medesimo decreto, infine, rubricato «Commissariamento della s.p.a. ILVA» ha stabilito che, in ogni caso, il termine di realizzazione del piano non potesse superare il 4 agosto 2016. Dall'analisi del quadro normativo delineato, si evince che la sua evoluzione ha inciso, nei fatti, sul termine stabilito dall'articolo 3, comma 3, del decreto-legge n. 207 del 2012 determinando un disallineamento fra autorizzazione all'esercizio dell'impianto industriale sequestrato e tempi di adeguamento alle rinnovate prescrizioni dell'AIA contenute nel Piano di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2014, così rendendo necessario un ulteriore slittamento della durata dell'autorizzazione all'esercizio dell'impianto, benché ancora sequestrato. Il presente decreto-legge dispone, pertanto, che la durata dell'autorizzazione di cui al citato articolo 3 del decreto-legge n. 207 del 2012 coincida con il termine per la realizzazione del piano previsto dal menzionato decreto-legge n. 61 del 2013 e che entrambi i termini scadano il 31 dicembre 2016. Il comma 8 prevede una procedura semplificata per la revisione del Piano delle misure di attività di tutela ambientale e sanitaria o di altro titolo autorizzatorio quando ciò si renda necessario in relazione al piano industriale presentato dal soggetto aggiudicatario. La modifica è adottata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro della salute, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Essa tiene luogo, ove necessario, della valutazione di impatto ambientale. Per la semplificazione dell'istruttoria e per l'attuazione delle modifiche si applicano le disposizioni dell'articolo 1, rispettivamente commi 5 e 9, del citato decreto-legge n. 61 del 2013, ove compatibili: il comma 5 prevede la procedura di approvazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria, approvato con il menzionato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, mediante l'istruttoria svolta da un apposito comitato di esperti di nomina governativa e il comma 9 prevede una procedura semplificata mediante la convocazione di una conferenza di servizi, entro termini abbreviati, per l'acquisizione dei nulla osta, delle intese, dei pareri e di quanto necessario per l'effettiva cantierizzazione delle opere previste dal piano industriale e finanziario. Per la procedura delineata è richiamato esplicitamente il rispetto della normativa europea anche in termini generali e quale formula di chiusura, peraltro anticipata per la parte ambientale dal riferimento già citato ai limiti di emissione (BAT).. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, recante disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo ILVA. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Accelerazione procedimento di cessione e disposizioni finanziarie) 1 All'articolo 4, comma 4- quater , del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo periodo, dopo le parole: «rapidità ed efficienza dell'intervento» sono inserite le seguenti: «, anche con riferimento ai profili di tutela ambientale»; b al secondo periodo, dopo le parole: «primaria istituzione finanziaria» sono aggiunte le seguenti: «o di consulenza aziendale»; la parola: «individuata» è sostituita dalle seguenti: «individuate, ai sensi delle disposizioni vigenti,»; c al terzo periodo, le parole: «Il commissario straordinario richiede al potenziale affittuario o acquirente, contestualmente alla presentazione dell'offerta, la presentazione di» sono sostituite dalle seguenti: «Le offerte sono corredate da». 2 Entro il 30 giugno 2016, i commissari del Gruppo ILVA in amministrazione straordinaria espletano, nel rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione, le procedure per il trasferimento dei complessi aziendali individuati dal programma commissariale ai sensi ed in osservanza delle modalità di cui all'articolo 4, comma 4- quater , del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, assicurando la discontinuità, anche economica, della gestione da parte del o dei soggetti aggiudicatari. 3 Al solo scopo di accelerare il processo di trasferimento e conseguire la discontinuità di cui al comma 2, garantendo nel contempo la prosecuzione dell'attività in modo da contemperare le esigenze di tutela dell'ambiente, della salute e dell'occupazione, nelle more del completamento delle procedure di trasferimento, è disposta in favore dell'amministrazione straordinaria l'erogazione della somma di 300 milioni di euro, indispensabile per fare fronte alle indilazionabili esigenze finanziarie del Gruppo ILVA in amministrazione straordinaria. L'erogazione della somma di cui al precedente periodo è disposta con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Il relativo stanziamento è iscritto sullo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico. L'aggiudicatario, individuato all'esito della procedura di cui al comma 2, provvede alla restituzione allo Stato dell'importo erogato, maggiorato degli interessi al tasso percentuale Euribor a 6 mesi pubblicato il giorno lavorativo antecedente la data di erogazione maggiorato di uno spread pari al 3 per cento, entro 60 giorni dal decreto di cessazione dell'esercizio dell'impresa di cui all'articolo 72 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. I rimborsi del capitale e degli interessi derivanti dall'erogazione di cui al presente comma sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per essere destinati al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.