[resaula]

All'interno del provvedimento si rende giustizia a tutti quei Comuni che si vedevano esclusi nella allocazione di risorse dai bandi per opere di messa in sicurezza dei territori, che prevedevano criteri assurdi, stabiliti dal passato Governo, con assegnazione dei fondi esclusivamente ai Comuni in dissesto finanziario, creando una vessazione enorme verso quei Comuni che avevano dato corretta prova di buona amministrazione. Rivedere le soglie per l'affidamento dei lavori per poter sveltire le pratiche è fondamentale per accelerare e poter fare affidamenti diretti, senza ritenere a prescindere colpevoli amministratori locali, tecnici o imprese. Per la consistenza e diffusione sul nostro territorio, il settore degli appalti pubblici costituisce una leva importante della nostra economia. Se l'intenzione del legislatore con il codice dei contratti pubblici era quello di rendere più razionale la spesa pubblica e più trasparente il processo, nella realtà, questo si è tradotto in una forte aggregazione della domanda, con un peggioramento dell'accesso al mercato da parte delle medie e piccole imprese, che sono un vanto e un patrimonio da salvaguardare, da aiutare a crescere e non a chiudere, come le politiche sbagliate degli anni passati hanno fatto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La strada intrapresa e che si deve proseguire è, sì, semplificare e rendere i processi trasparenti, ma riducendo gli oneri a carico delle imprese, facilitando l'accesso alle nostre piccole e medie imprese e, rendendo chiare le norme per una facile applicazione, evitando che le interpretazioni portino a contenziosi dietro ogni angolo, che fanno rallentare la nostra economia. Il settore delle costruzioni in questi anni ha sofferto molto. Migliaia d'imprese hanno chiuso i battenti per la crisi, migliaia di competenze e posti di lavoro sfumati. Ecco: far ripartire i cantieri vuol dire dare nuova linfa vitale al settore, un settore strategico per la nostra economia. Ecco perché questo provvedimento, insieme al decreto crescita in arrivo, è importante; ecco perché i vincoli imposti dall'Europa dimostrano che questa non conosce il Paese Italia, un Paese come il nostro, fatto di tante piccole e medie imprese, fatto di 8.000 comuni, che basa le sue politiche nel contatto diretto con il cittadino; un Paese che per forza deve rivedere quei vincoli europei che hanno bloccato i nostri investimenti e che noi come legislatori abbiamo il dovere di rivedere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Con questo non si vuol dire che siano meno importanti le grandi opere infrastrutturali di cui abbiamo necessità e che noi riteniamo fondamentali, ma non dobbiamo dimenticare il bisogno e la necessità immediata di manutenzioni ordinarie e straordinarie, alle scuole, alle strade, ai ponti, agli edifici pubblici, che beneficeranno dell'accelerazione delle pratiche e che saranno di conseguenza un beneficio della nostra economia. Per troppo si è stati fermi. Serve ripartire, serve crederci. Questo è un inizio, non certo la soluzione di tutto, ma un buon inizio. Ripartiamo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, in questi pochi minuti di intervento vorrei anzitutto fare una premessa: non voglio tessere una lode del vecchio codice dei contratti, perché non se la merita; mi limiterò quindi a far osservare le incongruenze o le problematiche che gli inserti al vecchio codice dei contratti creano o creeranno. Oltretutto vorrei dire che ho sentito alcuni membri della maggioranza parlare del decreto al nostro esame, ma credo che sia stato loro distribuito un testo diverso da quello che ho io, perché le cose che loro hanno detto essere nel testo io non le ho trovate. Ho trovato però, ad esempio, nel caso dei motivi di esclusione da una gara d'appalto, la seguente situazione: il testo precedente diceva che se un subappaltatore fosse stato condannato per tutta una serie di reati in via definitiva, compresi quelli di tipo associativo o anche di fiancheggiamento a un'associazione mafiosa, sarebbe stato escluso, per colpa del subappaltatore, anche l'appaltatore. Adesso non sarà più così: quindi, il rischio è che l'appaltatore ci provi (com'è successo per il caso di Genova in cui la Direzione distrettuale antimafia li ha beccati dopo) e poi dica che non sapeva o non se n'era accorto (ma intanto ci ha provato). Fare un regalo del genere, da parte di chi per cinque anni ha parlato di legalità, mi sembra abbastanza pericoloso. Secondo: per cinque anni abbiamo detto che era un grande problema la tematica del subappalto. Ebbene, il subappalto ritorna più forte che mai. Infatti, la vecchia normativa escludeva che chi perdeva in una gara d'appalto potesse partecipare come subappaltatore per chi aveva vinto la gara e questo al fine di evitare i cartelli; adesso questa eventualità è di nuovo ammessa. Il caso Lombardia e gli arresti legati proprio a questo tipo di fattispecie evidentemente non hanno insegnato niente e non hanno fatto neanche giurisprudenza in senso negativo. Un'altra previsione che lascia molto perplessi ed è stata anche sollevata in sede di pregiudiziale è la seguente: la Corte costituzionale ha più volte ribadito che l'utilizzo di un commissario straordinario è una compressione dei diritti costituzionali. Ebbene, la si potrebbe giustificare quando il commissario arriva ex post , cioè deve risolvere una situazione che si è incagliata per eccesso di normazione, ma qui viene messo nero su bianco che ci sarà un elenco di opere prioritarie (non ancora presente) per le quali il commissario arriva in anticipo: è un commissariamento preventivo e chiaramente una previsione al di fuori della Costituzione, visto e considerato che per cinque anni abbiamo detto che la via ordinaria era l'unica che andava perseguita. Improvvisamente questa condizione viene completamente cancellata e addirittura la si ammette in via preventiva. Per non parlare del fatto che il commissario arriva e ha la possibilità di andare in deroga a tutto e che i termini per il rilascio dei pareri oltre i quali scatta il silenzio-assenso sono dimezzati: questo è scritto nel testo (che evidentemente ho io, ma non hanno altri colleghi in Aula). Un vero colpo di mano a mio avviso è anche l'articolo che va a scompaginare le carte sulla rigenerazione urbana e sul disegno di legge sul consumo di suolo che stiamo discutendo e per il quale abbiamo fatto oltre ottanta audizioni in Commissioni riunite ambiente e agricoltura. C'è una frase pericolosissima all'interno di questo contesto, ove si dice che prima le Regioni potevano produrre legislazione su materie di competenza nazionale per quanto riguarda la rigenerazione e l'utilizzo del suolo; adesso non è più una facoltà ma diventa un «fatelo»: le Regioni procedono a farlo. In questo modo, prima ancora di poterlo capire, le Regioni avranno messo mano ai piani regolatori e ai piani di espansione e avranno potenzialmente fatto un disastro contro la normativa nazionale che in questo caso è di competenza dello Stato. Questa è una previsione pericolosissima. Un'altra cosa che volevo far osservare è la seguente.