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Conversione in legge del decreto-legge 7 luglio 2022, n. 85, recante disposizioni urgenti in materia di concessioni e infrastrutture autostradali e per l'accelerazione dei giudizi amministrativi relativi a opere o interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Onorevoli Senatori. – La rete autostradale italiana è un sistema infrastrutturale articolato e caratterizzato, a causa della particolare orografia del territorio, da un numero di opere d'arte superiore a quello delle altre realtà europee. La sua lunghezza è di circa 7.400 km, di cui oltre 6.800 in esercizio; su di esso transitano il 90 per cento del trasporto merci via terra e il 25 per cento della mobilità nazionale. La maggior parte della sua estensione, poco meno di 6.000 km, è affidata a società concessionarie, mentre la restante ad ANAS s.p.a.. La rete a pedaggio è gestita da ventidue società con venticinque rapporti concessori; inoltre, sono state costituite società partecipate pariteticamente da ANAS e regioni, per circa 480 km, e ulteriori società concedenti che operano per la costruzione di autostrade regionali, per 220 km. Il carattere strategico dell'infrastruttura autostradale, nell'assicurare i collegamenti e la mobilità sul territorio nazionale e, per l'effetto, lo sviluppo e la crescita economica e sociali dei territori, impone, da un lato, di meglio definire i poteri e le facoltà del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, in quanto ente concedente della rete autostradale statale, in caso di cessazione del rapporto concessorio per inadempimento del concessionario, integrando la disciplina contenuta nell'articolo 35 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, e, dall'altro, di accelerare i tempi di realizzazione di importanti interventi infrastrutturali finanziati e già progettati. Al contempo, la conclusione del procedimento di contestazione per grave inadempimento avviato dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nei confronti della società Strada dei Parchi s.p.a., in qualità di concessionaria delle autostrade A24 e A25, impone l'adozione di misure urgenti e necessarie per assicurare la continuità della circolazione lungo dette autostrade in condizioni di sicurezza. Articolo 1. – ( Disposizioni urgenti in materia di concessioni e infrastrutture autostradali ) L'articolo reca disposizioni urgenti in materia di concessioni e infrastrutture autostradali. In particolare, al comma 1, si prevede che, in caso di estinzione di una concessione autostradale per inadempimento del concessionario ai sensi dell'articolo 35 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, l'indennizzo previsto dal comma 1 del medesimo articolo 35 è determinato con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, non oltre dodici mesi dall'estinzione della concessione, previa appropriata verifica delle voci di bilancio in coerenza con quanto previsto dall'articolo 176, comma 4, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e a seguito di asseverazione da parte di una primaria società di revisione. All'uopo, si ricorda che il sopra menzionato articolo 35 stabilisce che: « In caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, ivi incluse quelle sottoposte a pedaggio, nelle more dello svolgimento delle procedure di gara per l'affidamento a nuovo concessionario, per il tempo strettamente necessario alla sua individuazione, ANAS S.p.a., in attuazione dell'articolo 36, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, può assumere la gestione delle medesime, nonché svolgere le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelle di investimento finalizzate alla loro riqualificazione o adeguamento. Sono fatte salve le eventuali disposizioni convenzionali che escludano il riconoscimento di indennizzi in caso di estinzione anticipata del rapporto concessorio, ed è fatta salva la possibilità per ANAS S.p.a. , ai fini dello svolgimento delle attività di cui al primo periodo, di acquistare gli eventuali progetti elaborati dal concessionario previo pagamento di un corrispettivo determinato avendo riguardo ai soli costi di progettazione e ai diritti sulle opere dell'ingegno di cui all'articolo 2578 del codice civile. Con decreto adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono disciplinati l'oggetto e le modalità di svolgimento della gestione provvisoria assegnata ad ANAS S.p.a. Qualora l'estinzione della concessione derivi da inadempimento del concessionario si applica l'articolo 176, comma 4, lettera a) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, anche in sostituzione delle eventuali clausole convenzionali, sostanziali e procedurali, difformi, anche se approvate per legge, da intendersi come nulle ai sensi dell'articolo 1419, secondo comma, del codice civile, senza che possa operare, per effetto della presente disposizione, alcuna risoluzione di diritto. L'efficacia del provvedimento di revoca, decadenza o risoluzione della concessione non è sottoposta alla condizione del pagamento da parte dell'amministrazione concedente delle somme previste dal citato articolo 176, comma 4, lettera a) ». Con specifico riguardo alla determinazione dell'indennizzo, l'articolo 176, comma 4, del codice dei contratti pubblici, richiamato dall'articolo 35 sopra menzionato, prevede che spettano al concessionario il valore delle opere realizzate, incrementate degli oneri accessori, al netto degli ammortamenti, ovvero, nel caso in cui l'opera non abbia ancora superato la fase di collaudo, i costi effettivamente sostenuti dal concessionario. Infine, al medesimo comma 1, si precisa che è fatto salvo il diritto del concedente al risarcimento dei danni cagionati dall'inadempimento del concessionario, determinato tenendo conto anche delle risultanze delle ispezioni effettuate dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, su richiesta del concedente e finalizzate a verificare lo stato di funzionalità dell'infrastruttura autostradale oggetto di concessione. Per quanto concerne le attività ispettive finalizzate a verificare lo stato di funzionalità dell'infrastruttura, si precisa che si tratta di attività dirette ad accertare il buono stato di conservazione dell'infrastruttura e, dunque, l'avvenuta effettuazione degli interventi di messa in sicurezza e di manutenzione della stessa.