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Ho voluto ricordare tutto questo per riassumere soltanto le contraddizioni enormi e i guasti funzionali che ha prodotto la legge Delrio. Con la norma di proroga contenuta nell'articolo 1 del provvedimento al nostro esame, sembra che passiamo dalla psichiatria legislativa, alla legislazione creativa, perché immaginare di porre il termine di proroga al 31 ottobre 2018 significa ignorare che non per tutte le 47 presidenze, che saranno scadute a quel termine, scadono anche i Consigli. Il Gruppo Fratelli d'Italia ha sposato gli emendamenti proposti dall'Unione delle Province italiane e proprio io ho presentato una proposta di riforma dell'assetto istituzionale, che è necessaria, perché non si possono fare riforme eliminando soltanto un pezzo della vecchia architettura, come è stato fatto con la legge Delrio. C'è bisogno di una riforma organica, perché le Regioni, che oggi dovrebbero fare soltanto programmazione, invece fanno molta gestione, e i Comuni sono abbandonati al loro destino, soprattutto i più piccoli, mentre i capoluoghi di provincia sono spesso vittime dei comportamenti da satrapi di Provincia di molti sindaci. Non è giusto che i cittadini paghino le conseguenze di scelte scriteriate, perché quelli delle realtà dei Comuni più piccoli pagano le stesse identiche tasse di coloro che vivono nelle realtà metropolitane o nei Comuni più grandi e hanno diritto ad avere gli stessi, identici servizi. (Applausi dal Gruppo FdI) . Senza l'ente di governo in area vasta questa possibilità è assolutamente preclusa. Sanno bene tutti coloro che in questa Assemblea vengono da un'esperienza da amministratori locali, da assessori provinciali e da presidenti delle Province, cosa ha rappresentato la legge Delrio. Torno all'argomento della proroga, perché abbiamo presentato una proposta emendativa anche nell'auspicio che uno slittamento al 31 gennaio 2019 possa rappresentare un momento di riflessione all'interno del Parlamento, per tornare al suffragio universale. La guida delle istituzioni deve essere decisa dai cittadini. Questa proroga addirittura prevede la possibilità di sciogliere anticipatamente i Consigli rispetto alla data del presidente. Io conoscevo l'istituto della prorogatio , non quello della " anticipatio ", che genererebbe certamente un caso di incostituzionalità di questa norma. Concludo, signor Presidente, con un passaggio sull'articolo 10, che riguarda le Universiadi. Ho avuto modo in audizione di manifestare al sottosegretario Giorgetti tutte le mie perplessità rispetto ai ritardi relativi a questo importante evento, che sarà una vetrina internazionale per la Campania e per l'Italia. Rischiamo di fare una figuraccia, per la lite permanente e per l'irresponsabilità estrema del presidente della Regione Campania De Luca e del sindaco di Napoli De Magistris. Mancano dieci mesi alla celebrazione dell'evento e non è pronto assolutamente nulla, dalle strutture che devono ospitare gli eventi fino alla scelta del villaggio dove ubicare gli atleti. Mi sarei aspettato dal Governo non una scelta pilatesca, ma che prendesse in mano le operazioni, per fare in modo che i campani e l'Italia non ricevano l'umiliazione per il litigio di due uomini, che denota... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Iannone. Le ho fatto concludere l'argomento, anche con qualche secondo abbondante in più. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, senatrici e senatori, membri del Governo, il mio intervento si concentra essenzialmente sull'articolo 2 di questo decreto-legge, in modo particolare sul comma 1, per ragioni completamente opposte a quelle prima riferite dal senatore Cucca del PD, il quale sostiene, dal suo punto di vista, l'accelerazione dell'entrata in vigore dell'attuazione di una norma di modifica della disciplina del sistema delle intercettazioni di comunicazioni e conversazioni. Bene, la posizione di Forza Italia è stata di contrarietà allora a quella riforma, perché si è trattato di una riforma assolutamente insufficiente, non in grado di assicurare il diritto di difesa, che ne veniva compromesso, e soprattutto non in grado di assicurare un momento centrale nella vita del nostro processo, cioè la segretezza delle indagini. È cosa ormai nota ed è una prassi assolutamente consolidata il corto circuito mediatico-giudiziario al quale siamo stati abituati e quasi mitridatizzati, per cui oggi ci è assolutamente indifferente trascurare la presunzione di non colpevolezza e siamo anche convinti che esista la retroattività della norma penale. Quest'Aula ha avuto un pessimo esempio e una brutta pagina quando ha applicato retroattivamente a un senatore della Repubblica una norma, violando un principio fondamentale della Costituzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Bene, noi non ci siamo dimenticati di queste cose. Abbiamo espresso contrarietà all'articolo 2 del milleproroghe non solo per una ragione di metodo, ma essenzialmente per una ragione di merito, perché non potevamo accogliere alcuni princìpi contenuti nella cosiddetta riforma della disciplina delle intercettazioni. Già allora, al momento dell'esame dello schema del decreto legislativo n. 216 del 2017, attuativo della delega, in Commissione giustizia la posizione di Forza Italia è stata chiara: violazione e forte compressione del diritto di difesa, tempi insufficienti per l'esame delle registrazioni da parte del nuovo del nuovo articolo 268- ter del codice di procedura penale e assoluta non chiarezza della novella dell'articolo 293 dello stesso codice. Perplessità che allora furono fatte proprie da molti procuratori, anzi dai procuratori delle maggiori città italiane perché quella riforma, che il PD allora volle a tutti i costi, in realtà si regge su un assunto per noi assolutamente non accoglibile, cioè quello secondo il quale sono gli avvocati i principali responsabili delle fughe di notizie durante la fase delle indagini preliminari. Ciò non è vero, o può esserlo solo minimamente in quanto la divulgazione dell'informazione avviene solo al momento del deposito degli atti nelle procure, quindi, evidentemente, la fuga di notizie va ricercata altrove. Siamo poi certi, riguardo all'altro dubbio che abbiamo sollevato, che l'applicazione dei nuovi dispositivi captatori informatici, così come previsto e regolamentato, sia immune da vizi e da abusi. Bene: noi, ripeto, eravamo contrari perché abbiamo ritenuto la riforma Orlando assolutamente insufficiente. Vorrei ricordare le parole di un magistrato, a volte scomodo ma sicuramente acuto nelle sue osservazioni, pronunciate allorquando fu approvata la riforma. Mi riferisco al dottor Nordio che ha affermato che la riforma costituisce il massimo degli sforzi consentiti con il minimo dei risultati perseguiti. L'unica cosa che avreste dovuto fare e non avete fatto è dare attuazione ad un codice. Le intercettazioni sono mezzi di ricerca della prova, non sono mezzi di prova. Le telefonate non solo delle prove. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Voi avete consentito che il Parlamento perdesse tempo nell'attuazione di princìpi fondamentali del nostro ordinamento. Gli amici della Lega Nord spesso citano, giustamente, le parole di Nordio.