[pronunce]

6.1.- Quanto al preteso difetto di incidentalità, il requisito è integrato nel caso in cui la questione di costituzionalità «investe una disposizione avente forza di legge che il rimettente deve applicare come passaggio obbligato ai fini della risoluzione della controversia oggetto del processo principale (ex multis, sentenze n. 151 del 2009 e n. 303 del 2007)» (sentenza n. 224 del 2020) e richiede una differenza tra i due petita, quello del giudizio a quo e quello dell'incidente di costituzionalità, tale per cui quest'ultimo costituisce il presupposto logico-giuridico per l'accoglimento della domanda da parte del rimettente (ex multis, sentenze n. 224, n. 188 e n. 119 del 2020). 6.2.- Orbene, il TAR rimettente ha chiarito di essere investito della domanda di accertamento del diritto alla corresponsione del premio di cui all'art. 2262, comma 3, cod. ordinamento militare e di poterla accogliere, e conseguentemente condannare l'amministrazione al pagamento, solo ove la disposizione abrogativa del beneficio in questione sia dichiarata costituzionalmente illegittima. 6.3.- Per gli stessi motivi va rigettata l'eccezione di inammissibilità per genericità e ambiguità del petitum, essendo chiaro, come detto, sia l'obiettivo del Collegio rimettente di ripristinare il beneficio economico del premio per i controllori di volo, sia il verso delle censure, con cui si denuncia l'irragionevole incidenza dell'effetto retroattivo dell'abrogazione intervenuta sul legittimo affidamento riposto dai controllori di volo in ordine all'erogazione del premio in conseguenza della scelta di rimanere nei ruoli dell'amministrazione. 7.- La questione è fondata in riferimento all'art. 3 Cost. 8.- L'art. 1, comma 261, della legge n. 190 del 2014, oggetto di impugnazione, ha disposto l'abrogazione degli art. 2261, 2262, commi 2 e 3, e 2161, commi 1 e 2 del cod. ordinamento militare. 8.1.- Il citato art. 2262 del d.lgs. n. 66 del 2010 riguarda i premi previsti in occasione del pensionamento dei controllori del traffico aereo che erano rimasti in servizio nelle forze armate; i suddetti premi sono stati introdotti dalla legge n. 365 del 2003 e successivamente confluiti, con l'adozione del codice dell'ordinamento militare, nel richiamato art. 2262 del d.lgs. n. 66 del 2010. 8.2.- Gli artt. 2161 e 2261 del d.lgs. n. 66 del 2010, anch'essi abrogati dalla norma censurata, riguardavano invece, rispettivamente, il personale in possesso del brevetto di pilota militare in servizio permanente effettivo del Corpo della Guardia di finanza e delle tre Armi (Esercito, Marina e Aeronautica); dal momento che le censure del giudice a quo non si riferiscono a tali situazioni, la prospettata questione di costituzionalità va, quindi, riferita al solo art. 2262 cod. ordinamento militare che riguarda i premi da erogare, in unica soluzione alla cessazione dal servizio per raggiunti limiti di età, ai controllori del traffico aereo in servizio nelle forze armate che erano stati inizialmente introdotti dalla legge n. 365 del 2003 e sono successivamente confluiti, con l'adozione del codice dell'ordinamento militare, nel suddetto art. 2262 del d.lgs. n. 66 del 2010. 9.- L'analisi di impatto della regolamentazione allegata al disegno di legge (Atto Senato n. 1435) che ha portato all'approvazione della legge n. 365 del 2003 recita testualmente: «[l]'intervento si prefigge l'obiettivo di ridurre l'esodo dei controllori di volo militare del traffico aereo (CTA), in considerazione della tendenza di questa categoria di personale a transitare presso l'Ente nazionale di Assistenza al Volo (ENAV), a causa delle migliori condizioni economiche offerte». Nella relazione a tale progetto di legge viene esplicitato che l'intento è quello di contenere la propensione a lasciare anticipatamente il servizio e che è necessario incentivare la permanenza dei controllori di elevata professionalità. Su questo tema si è poi incentrato il dibattito parlamentare che ha portato all'approvazione dell'art. 2 della legge n. 365 del 2003, poi confluito nell'art. 2262 cod. ordinamento militare, rubricato «premi residuali al personale dell'Esercito Italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare addetto al controllo del traffico aereo» e che la norma censurata viene ad abrogare a decorrere dal 1° gennaio 2015. Dai lavori parlamentari si deduce, quindi, che la misura in questione era stata prevista dal legislatore allo specifico fine di disincentivare l'esodo dei controllori di volo militari che, transitando presso l'ENAV, avrebbero conseguito un migliore trattamento stipendiale. 10.- La difesa dello Stato ha dedotto che si tratterebbe di una fattispecie a formazione progressiva non più perfezionabile a seguito della legge di abrogazione che, nella specie, è intervenuta sei mesi prima del pensionamento del ricorrente nel giudizio a quo. 11.- Invero, la norma attribuisce direttamente e indistintamente ai suoi destinatari un premio all'atto della cessazione dal servizio, richiedendo unicamente che tale cessazione avvenga per raggiunti limiti di età, in coerenza con la sua ratio di limitare l'esodo del personale qualificato presso l'ENAV. Ci si trova, dunque, al cospetto di una situazione soggettiva che discende direttamente dalla norma e che radica nei suoi destinatari un affidamento "rinforzato"; situazione che non può essere esposta ad un semplice ripensamento del legislatore che ha abrogato la norma incentivante a distanza di dodici anni dalla sua introduzione, dopo aver raggiunto lo scopo di scoraggiare, come nel caso oggetto del giudizio a quo, l'esodo dei dipendenti all'epoca in servizio. 12.- Invero, questa Corte è costante nel ritenere che il valore del legittimo affidamento trova copertura costituzionale nell'art. 3 Cost.; tale principio «non esclude che il legislatore possa adottare disposizioni che modificano in senso sfavorevole agli interessati la disciplina di rapporti giuridici, "anche se l'oggetto di questi sia costituito da diritti soggettivi perfetti". Ciò può avvenire, tuttavia, a condizione "che tali disposizioni non trasmodino in un regolamento irrazionale, frustrando, con riguardo a situazioni sostanziali fondate sulle leggi precedenti, l'affidamento dei cittadini nella sicurezza giuridica, da intendersi quale elemento fondamentale dello Stato di diritto" (ex plurimis, sentenze, n. 216 e n. 56 del 2015, n. 219 del 2014, n. 154 del 2014, n. 310 e n. 83 del 2013, n. 166 del 2012 e n. 302 del 2010; ordinanza n. 31 del 2011)» (sentenza n. 54 del 2019; in tal senso, sentenza n. 145 del 2022).