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di impegnarsi a mantenere sotto esame le disposizioni del Protocollo II, per far sì che vengano affrontate tutte le questioni relative alle armi ivi contemplate; che nulla nel Protocollo II emendato sarà considerato contrario agli scopi ed ai principi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite; di impegnarsi a mettere al bando tutte le mine seminate a distanza sprovviste di caratteristiche efficienti di autodisattivazione e di meccanismi di auto-distruzione o di auto-neutralizzazione e di essere consapevoli della necessità di adoperarsi strenuamente per ottenere la messa al bando di tutte le mine antiuomo seminate a distanza, mentre verranno messe a punto alternative affidabili che riducano in maniera significativa i rischi per la popolazione civile; di riconoscere che, per facilitare ed accelerare le operazioni di sminamento, è importante applicare il divieto di usare mine antiuomo non rilevabili; di impegnarsi a rafforzare la cooperazione internazionale per lo sminamento, lo sviluppo e la divulgazione di tecnologie più efficaci per lo sminamento ed il trasferimento di tecnologie, in modo da agevolare l'applicazione dei divieti e delle restrizioni di cui al Protocollo II, e di adoperarsi per stanziare le risorse necessarie a tal fine; di impegnarsi ad assistere, nella misura del possibile, le missioni umanitarie imparziali di sminamento, che operano con il consenso dello Stato di accoglienza e/o degli Stati parti al conflitto interessati, in particolare fornendo loro tutte le informazioni necessarie in loro possesso sull'ubicazione di tutti i campi di mine, zone minate, trappole ed altri dispositivi di cui si sia a conoscenza nella zona in cui la missione svolge le sue funzioni; di riconoscere che il numero crescente di moratorie nazionali e di altri provvedimenti unilaterali che limitano o bloccano la fabbricazione, l'uso, l'esportazione, il trasferimento, la vendita o l'immagazzinamento di mine antiuomo, e che mirano a conseguire la loro eliminazione finale, sono iniziative incoraggianti; che incoraggeranno gli sforzi delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni per affrontare tutti i problemi relativi alle mine terrestri; di essere soddisfatti dell'adozione del Protocollo sulle armi laser accecanti (Protocollo IV) della Convenzione; di essere convinti che è importante che il Protocollo IV entri in vigore il prima possibile; di desiderare che tutti gli Stati, in attesa dell'entrata in vigore, rispettino e garantiscano il rispetto delle disposizioni più importanti del Protocollo IV in tutta la misura del possibile; di riconoscere che è necessario conseguire il divieto totale di armi laser accecanti, il cui uso e trasferimento sono vietati dal Protocollo IV; di essere intenzionati a mantenere sotto esame il problema degli effetti accecanti connessi all'uso dei sistemi laser; di impegnarsi a dar seguito al processo di revisione iniziato con la prima Conferenza di Revisione e, a tal fine, di istituire un regolare meccanismo di revisione per la Convenzione ed i suoi Protocolli allegati. Le Alte Parti Contraenti riconoscono che gli importanti principi e disposizioni contenuti nella presente Dichiarazione Finale possono altresì fungere da base per potenziare ulteriormente la Convenzione ed i suoi Protocolli, ed esprimono la loro determinazione di attuarli. Revisione del Preambolo Paragrafo 3 del Preambolo La Conferenza richiama l'obbligo di determinare, al momento della progettazione, della messa a punto, dell'acquisto o dell'adozione di nuove armi, mezzi e metodi bellici, se l'uso degli stessi potrebbe, in tutte o in alcune circostanze, essere proibito da qualsiasi norma di diritto internazionale applicabile alle Alte Parti Contraenti. Paragrafo 8 del Preambolo La Conferenza ribadisce l'esigenza di proseguire la codificazione e lo sviluppo progressivo delle norme di diritto internazionale applicabili a certe armi convenzionali che possono essere eccessivamente lesive o avere effetti indiscriminati. Paragrafo 10 del Preambolo La Conferenza sottolinea l'esigenza di ottenere una maggiore adesione alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati. La Conferenza accoglie con favore le recenti ratifiche ed adesioni alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati e sollecita le Alte Parti Contraenti ad annettere la massima priorità a tutti i passi diplomatici volti a favorire una maggiore adesione, allo scopo di ottenere, entro l'anno 2000, un'adesione universale alla Convenzione. Revisione degli articoli Articolo 1 La Conferenza prende atto e conferma che le Alte Parti Contraenti hanno ampliato la portata del Protocollo II. Articolo 2 La Conferenza ribadisce che nulla nella Convenzione o nei suoi Protocolli allegati sarà interpretato nel senso di esentare le Alte Parti Contraenti da altri obblighi loro imposti dal diritto umanitario internazionale. Articolo 3 La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 3. Articolo 4 La Conferenza prende atto del fatto che 58 Stati hanno ratificato, accettato, aderito o succeduto alla Convenzione. La Conferenza fa appello a tutti gli Stati che non sono parti alla presente Convenzione affinchè ratifichino, accettino, approvino la Convenzione o vi aderiscano, a seconda dei casi, in modo da contribuire a conseguire l'adesione universale alla Convenzione. In tale contesto, la Conferenza invita le Alte Parti Contraenti ad incoraggiare ulteriori adesioni alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati. Articolo 5 La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 5. Articolo 6 La Conferenza sottolinea l'importanza della cooperazione internazionale per quanto riguarda la divulgazione della Convenzione e dei suoi Protocolli allegati e riconosce l'importanza di una collaborazione multilaterale relativa all'istruzione, allo scambio di esperienze a tutti i livelli, allo scambio di formatori ed all'organizzazione di seminari congiunti. La Conferenza prende atto di un invito di un'Alta Parte Contraente ad un seminario sulla divulgazione. Articolo 7 La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 7. Articolo 8 La Conferenza decide di comune accordo che, in futuro, le Conferenze di Revisione dovrebbero aver luogo con maggiore frequenza, e che occorrerebbe prendere in considerazione la possibilità di tenere una Conferenza di Revisione ogni cinque anni. La Conferenza decide, in conformità all'Articolo 8.3 (c), di indire un'altra Conferenza cinque anni dopo l'entrata in vigore degli emendamenti adottati dalla prima Conferenza di Revisione, ma in ogni caso non più tardi dell'anno 2001, con riunioni preparatorie di esperti aventi inizio, ove necessario, sin dall'anno 2000. La Conferenza accoglie con favore l'adozione del testo di un Protocollo II emendato in conformità al capoverso 3 (a) del presente Articolo. La Conferenza richiama le disposizioni del capoverso 3 (b) del presente Articolo, che stabilisce di prendere in considerazione ogni proposta di protocolli addizionali relativi ad altre categorie di armi convenzionali non previste dagli esistenti Protocolli allegati. La Conferenza accoglie con favore l'adozione, avvenuta il 13 ottobre 1995, del testo di un Protocollo addizionale sulle armi laser accecanti (Protocollo IV).