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Voglio ricordare, in particolare, l'emendamento, anche a mia firma, volto a ridurre l'enorme impatto che l'aumento del prezzo del gas ha avuto sul settore dell'autotrazione alla luce dell'aumento dei prezzi delle materie prime sul mercato energetico e, in particolare, del gas e del metano, che sono quintuplicati rispetto ai valori di inizio 2021. Con questa proposta prevediamo che una quota del fondo per il sostegno al settore dell'autotrasporto venga destinata alla riduzione dell'IVA per le somministrazioni di gas naturale destinato all'autotrazione. Abbiamo poi presentato un emendamento per meglio specificare la platea dei soggetti destinatari della norma sul bonus carburante, chiarendo che tutti i datori di lavoro privati - e non solo le aziende private - possano assegnare ai propri dipendenti un incentivo sotto forma di buoni benzina. Infatti, il riferimento alla nozione di azienda privata rischiava di limitarne la portata applicativa. Il nostro obiettivo, invece, era quello di assicurare che anche i titolari degli studi professionali, i loro dipendenti e i collaboratori, già economicamente colpiti dalla crisi pandemica e dalla crisi energetica, potessero avvalersi e beneficiare di questo utile strumento per far fronte al caro carburanti. Ancora, voglio ricordare l'emendamento che prevede la sospensione dei versamenti dovuti nei mesi di aprile, maggio e giugno delle ritenute di lavoro dipendente e dell'IVA per i soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto e strutture artistiche, i quali sono stati già duramente colpiti dall'emergenza pandemica. Tralasciando altri importantissimi emendamenti, per i quali ringrazio in particolare il collega Marino, ricordo quello che prevede che, per l'installazione di pali, torri e tralicci per la comunicazione elettronica, non sia più necessaria l'autorizzazione dell'ARPA. Tale emendamento non è stato votato dal MoVimento 5 Stelle. Bisogna però sempre dare ai cittadini informazioni complete e veritiere: l'autorizzazione dell'ARPA resta sempre per la fase di installazione degli apparati radioelettrici attivi. È chiaro quindi che l'emendamento riguarda soltanto le infrastrutture passive e questo perché Italia Viva pensa sicuramente alla salute pubblica dei cittadini e la vuole tutelare, ma garantendo sempre anche la semplificazione delle procedure. Certo, si poteva fare di più e di meglio, ma portiamo a casa questo emendamento e continuiamo con il lavoro, perché il decreto-legge in esame si inserisce in un quadro di provvedimenti emergenziali che sono stati già adottati e di altri che ancora devono essere adottati; esso è indispensabile per arginare le gravi conseguenze di questo conflitto. Concludo, Presidente: dev'essere chiaro che occorrono notevoli sforzi diplomatici per costruire la pace. Per fermare questa guerra serve un'azione diplomatica dell'Europa, che stringa un accordo di pace solido, portando davvero al tavolo del dialogo i due Paesi, perché nel frattempo le conseguenze umanitarie ed economiche sono senza precedenti anche per il nostro Paese. Ho concluso e ringrazio l'Assemblea tutta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, impegnerò soltanto pochi minuti, perché ci avviamo mestamente all'ennesimo voto di fiducia. Questa legislatura purtroppo si avvia a rimanere storica, nel senso che le parole del Capo dello Stato nel suo discorso di insediamento resteranno come un cammeo isolato nel rispetto di quello che dovrebbe essere il ruolo del Parlamento. E pensare che non c'è più neanche la scusante dello Stato d'emergenza. È evidente che quello cui abbiamo assistito ormai è diventata una triste prassi, che si consuma su ogni provvedimento: continui rinvii delle sedute, Commissioni che non lavorano di giorno e poi sono costrette a sprint finali di notte, nella confusione, quando i colleghi hanno difficoltà a capire quello che stanno votando, con un metodo che straccia tutti i Regolamenti e tutte le prassi parlamentari. Noi abbiamo cercato, come opposizione patriottica, anche in questo provvedimento e anche in questo clima, di dare il nostro contributo per affrontare le difficoltà della nostra Nazione. Raccogliamo veramente molto poco in termini di ascolto da parte del Governo e delle forze politiche di maggioranza. Insisteremo sulle proposte, come siamo abituati a fare, perché vogliamo fare l'opposizione a questo Governo, che dimostra che mesi fa avevamo emblematicamente ragione nel sostenere che non si può dare vita a Governi definiti di larghe intese, che poi diventano soltanto Governi delle lunghe attese, perché su ogni misura da intraprendere è evidente che c'è la necessità di addivenire a compromessi, che sono sempre purtroppo al ribasso. Vorrei focalizzare il mio intervento sull'articolo 36 di questo provvedimento, con il quale sono stati prorogati - finalmente, dico io - gli incarichi per il personale Covid delle scuole. Si tratta di una necessità improrogabile, che noi avevamo sostenuto attraverso un emendamento anche in precedenti provvedimenti. Si arriva sempre in ritardo, perché era evidente che la nostra scuola non potesse andare avanti senza questo personale, e rilanciamo dicendo che non potrà affrontare il nuovo anno scolastico senza questo personale. Non si capisce per quale motivo questa decisione non potesse essere già adottata lo scorso mese, cioè prima che quegli incarichi giungessero al loro esaurimento. Migliaia di persone sono state condannate a una vita da girone dantesco, dopo aver prestato il loro servizio nell'interesse dello Stato, e fino all'ultimo giorno non sapevano se dovevano rimanere in servizio. Tra l'altro, parliamo di persone che vivono a centinaia di chilometri di distanza da casa e dalle proprie famiglie e che naturalmente dovevano confermare gli affitti e tutti i loro impegni di vita. Non si capisce perché non si poteva concedere loro un agio di tempo e di tranquillità, approvando il nostro emendamento. Comunque ci fa piacere che finalmente il Governo e la maggioranza si siano convinti e abbiano trovato le risorse per fare questo. Chi ha un'esperienza da amministratore locale sa bene che gli anni scolastici si preparano con largo anticipo e dunque, se non vogliamo che il prossimo anno scolastico inizi con ulteriori e sempre più gravi incertezze, bisogna intraprendere già da adesso determinate decisioni, che abbiamo cercato di proporre con i nostri emendamenti all'articolo 36. Siamo felici per il fatto che sia passato l'impegno per gli idonei della scuola primaria e dell'infanzia, ma non si capisce, anche a questo proposito, quale metodo abbia seguito la Commissione, perché al cospetto di emendamenti uguali, sia nel contenuto sia nel testo, ci si trova approvati quelli che avevano una numerazione peggiore. Per noi non è importante piazzare una bandierina, ma la forma è sostanza e in questa sede, al massimo livello delle istituzioni italiane, questo principio non dovrebbe essere mai derogato; viene invece puntualmente tradito e messo da parte, con grave lesione dei diritti di tutti i parlamentari e in particolare dell'opposizione, che legittimamente e con grande senso del dovere deve realizzare il suo ruolo di controllo dell'attività del Governo. Purtroppo questa è una prassi e il Governo, autodefinitosi dei migliori, è incapace di comprendere queste elementari dinamiche.