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Dunque, proprio in una logica antidiscriminatoria, il presente disegno di legge prevede che la piena equiparazione rispetto al diritto al matrimonio di persone eterosessuali e omosessuali porti alla contestuale abrogazione della disciplina delle unioni civili introdotta dall'articolo 1, commi da 1 a 35, dalla legge 20 maggio 2016, n. 76, e disciplinata con i decreti legislativi 19 gennaio 2017, nn. 5, 6 e 7. Allo stesso tempo, anche in questo caso su di un piano di perfetta uguaglianza, è previsto che sia a coppie omosessuali che eterosessuali continuino ad applicarsi le norme in materia di convivenze di fatto, di cui all'articolo 1, comma 36, e seguenti della medesima legge. Di seguito si illustra il contenuto degli articoli del presente disegno di legge. L'articolo 1 stabilisce che il matrimonio può essere contratto tra due persone di sesso diverso o dello stesso sesso, introducendo il principio che il matrimonio è egualitario, nei requisiti e negli effetti, indipendentemente dal sesso delle persone che lo contraggono. L'articolo 2 modifica alcune disposizioni del codice civile al fine di adeguarle al principio del matrimonio egualitario. In particolare, sono sostituite le parole: « marito e moglie » con quella di: « coniuge ». Merita ricordare che la parola coniuge, al singolare o al plurale, è utilizzata già numerose volte nei predetti codici e ricorre molto più frequentemente delle parole marito e moglie. Nello specifico, al comma 1, lettere a) e b) , si sostituiscono le parole: « in marito e in moglie » con: « come coniugi » negli articoli 107, primo comma e 108, primo comma, che disciplinano, rispettivamente, la forma del matrimonio e l'inopponibilità di termini e condizioni alla dichiarazione degli sposi di prendersi come coniugi. Negli articoli 107 e 108, inoltre, l'avverbio: « rispettivamente », riferito al prendersi come marito e moglie, è sostituito con: « reciprocamente », riferito ora al prendersi come coniugi. La lettera c) modifica l'articolo 143 che disciplina i diritti e doveri reciproci dei coniugi, sostituendo al primo comma dell'articolo le parole: « il marito e la moglie » con: « i coniugi, indipendentemente dal sesso, ». La lettera d) modifica l'articolo 143- bis del codice civile stabilendo che i coniugi, al momento del matrimonio, possono conservare ciascuno i propri cognomi o possono adottare un cognome comune della famiglia, formato dall'unione di un cognome dell'uno con un cognome dell'altro, disposti nell'ordine che essi sceglieranno. Tale regola consente ad ogni persona di avere sempre due cognomi. Il nuovo articolo 143- bis dispone, inoltre, che ciascuno dei coniugi conservi il cognome comune durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze e che si perda in caso di divorzio. La lettera e) modifica l'articolo 156- bis del codice civile, recante disposizioni in materia di divieto dell'utilizzo del cognome del marito da parte della moglie, nel corso della separazione, quando ne possa derivare un pregiudizio, per coordinarlo con la nuova disciplina. L'articolo 3 equipara ai fini del diritto d'adozione, come disciplinato dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, i matrimoni tra persone dello stesso sesso e le unioni civili di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76, al matrimonio tra persone di sesso diverso. L'articolo 4 modifica il codice di procedura civile, in materia di astensione del giudice, sostituendo all'articolo 51, primo comma, numeri 2) e 3), il riferimento alla moglie con quello al coniuge. L'articolo 5 stabilisce che a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge sul matrimonio egualitario siano abrogate le disposizioni della legge 20 maggio 2016, n. 76, che disciplinano le unioni civili. L'articolo 6 detta le norme transitorie e finali. Il comma 1 contiene una disposizione generale con la quale si precisa che tutte le disposizioni in materia di matrimonio e adozione, ovunque ricorrano, si applicano indipendentemente dal sesso dei coniugi, tranne che non sia previsto diversamente in maniera espressa. Il comma 2 contiene un'ulteriore disposizione generale con la quale si precisa che le parole marito e moglie, dovunque ricorrano, sono da intendersi riferite ai coniugi, senza distinzione di sesso, ad eccezione di quelle disposizioni espressamente introdotte per eliminare la disparità di trattamento tra uomo e donna. Il comma 3 dispone che le amministrazioni pubbliche procedano a modificare le espressioni marito e moglie in « coniuge » o « coniugi » dovunque ricorrano nella modulistica, nei certificati e nei siti web . Il comma 4 dispone che i matrimoni già contratti all'estero tra persone dello stesso sesso possono essere trascritti in Italia, con efficacia dal momento della loro celebrazione. Infine, la legge non determina nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 5 stabilisce le modalità di conversione in matrimonio delle unioni civili, di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76, contratte in Italia tra persone dello stesso sesso, prima dell'entrata in vigore della legge.. 1 (Matrimonio egualitario) 1 Dopo l'articolo 90 del codice civile è inserito il seguente: « Art. 90- bis . – (Matrimonio egualitario) – Il matrimonio può essere contratto da persone di sesso diverso o dello stesso sesso con i medesimi requisiti ed effetti ». 2 ( Modifiche al codice civile ) 1 Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 107, primo comma, le parole: « rispettivamente in marito e in moglie » sono sostituite dalle seguenti: « reciprocamente come coniugi »; b all'articolo 108, primo comma, le parole: « rispettivamente in marito e in moglie » sono sostituite dalle seguenti: « reciprocamente come coniugi »; c all'articolo 143, primo comma, le parole: « il marito e la moglie » sono sostituite dalle seguenti: « i coniugi indipendentemente dal sesso »; d l'articolo 143- bis è sostituito dal seguente: « Art. 143- bis . – (Cognome dei coniugi) – I coniugi possono conservare i propri cognomi o adottare un cognome comune formato dall'unione di uno dei cognomi dell'uno con uno dei cognomi dell'altro. Ciascuno dei coniugi conserva il cognome comune durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze. Il cognome comune si perde in caso di divorzio »; e l'articolo 156- bis è sostituito dal seguente: « Art. 156- bis . – (Cognome del coniuge) – Il giudice può vietare al coniuge l'uso del cognome dell'altro coniuge o del cognome comune quando tale uso sia per lo stesso gravemente pregiudizievole ». 3 (Della adozione da parte di coppie dello stesso sesso) 1 Ai fini della legge 4 maggio 1983, n. 184, i matrimoni tra persone dello stesso sesso di cui all'articolo 90- bis del codice civile, come introdotto dall'articolo 1 della presente legge, e le unioni civili di cui legge 20 maggio 2016, n. 76, sono equiparati al matrimonio tra persone di sesso diverso. 4 (Modifiche al codice di procedura civile)