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I cittadini hanno il diritto di rivolgersi a un giudice per vedere risolte le loro controversie e per ottenere la tutela dei loro diritti. Possono essere indirizzati, ma non obbligati a indirizzarsi verso altri strumenti, tra l'altro con mediatori non sempre all'altezza del loro compito (diciamolo chiaramente). Tutti possono fare i mediatori: avete inserito in realtà nella norma la necessità, per chi non ha una laurea in scienze giuridiche, di frequentare almeno un corso di aggiornamento. E grazie a Dio! Noi invece abbiamo proposto che i mediatori siano almeno in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione forense, per dare qualità a questo strumento di risoluzione alternativa. Ovviamente però il nostro emendamento è stato bocciato, non c'era dubbio su questo. Quindi sì agli incentivi e no all'obbligo. Il punto più grave di questa riforma, però, è la compressione assurda e immotivata dei diritti delle parti, con un sistema di decadenze e preclusioni che avete solo leggermente attenuato con gli emendamenti che sono stati approvati in Commissione. Tanto più gravi sono queste decadenze e queste preclusioni, perché riguardano sempre e soltanto le parti e i loro difensori e mai i giudici per il mancato rispetto dei termini da parte loro: mai un provvedimento, una sanzione o un richiamo per i giudici che non rispettano i tempi. A cosa serve anticipare alla prima udienza tutto quanto, se poi il giudice fa un rinvio di un anno o due? Del resto, i termini che indicate sono ovviamente ordinatori e non perentori. Ci sarebbero tante altre cose da dire. Per carità, in questo disegno di legge ci sono anche misure che condividiamo, soprattutto quella riguardante l'istituzione del tribunale della famiglia. C'era un disegno di legge a mia firma che conteneva tale proposta e sono contento che si sia arrivati finalmente all'istituzione di questo tribunale in materia di affidi. Ci sono sicuramente norme importanti e condivisibili in materia di esecuzione. Anche in materia di arbitrato, finalmente sono stati inseriti gli incentivi fiscali. Il Governo era contrario alla mia proposta e poi finalmente vi siete ravveduti, tanto meglio, così come avete fatto sul fatto che non si può anticipare la liberazione della casa al momento dell'aggiudicazione, ma bisogna rimanere fermi al decreto di trasferimento. Anche su questo il Governo era contrario e per fortuna si è ravveduto. Siamo d'accordo su alcune riforme che riguardano le notificazioni, ma non su altre. Vado a concludere, signor Presidente, ma si dà il caso che rappresenti l'unica opposizione presente in quest'Aula, per cui le chiedo qualche secondo in più. Se è vero che avete eliminato conseguenze negative sul piano processuale per chi rimane assente dal processo, rimangono però norme per le quali il giudice può trarre argomenti di prova soltanto perché una parte non compare. Addirittura ci sono norme che pongono sanzioni pecuniarie, fino a 10.000 euro, a carico di chi in appello fa un'istanza di sospensione dell'esecutività della sentenza di primo grado e se la vede respingere. Pensate davvero che queste norme serviranno ad accelerare i processi o non si tratta invece del sintomo evidente di un pregiudizio che ancora esiste nei confronti di chi esercita il diritto in giudizio? Ringraziandola per il tempo che mi ha concesso, signor Presidente, per questi motivi esprimiamo tutte le nostre perplessità, augurandoci di non doverci trovare martedì prossimo ancora una volta con la mannaia della fiducia, perché sarebbe estremamente grave che su un tema così importante, epocale addirittura, si volesse comprimere il confronto parlamentare. (Applausi) . PRESIDENTE. Colleghi, mi corre l'obbligo di ricordare che in Aula non si possono fare fotografie. Qualora siano state fatte, le medesime rimangano personali e non vengano divulgate. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, l'approvazione in prima lettura al Senato della delega al Governo per l'efficienza del processo civile si inserisce nel quadro più ampio di una riforma del nostro sistema giustizia che include anche l'ordinamento giudiziario, quindi l'organizzazione e le revisioni necessarie dei riti e dei codici, nonché anche di alcune parti sostanziali, come la giustizia tributaria, la giustizia penale e la riforma del Consiglio superiore della magistratura. L'obiettivo unico, chiaro e prioritario è quello di riportare il processo italiano a un modello di efficienza e di competitività tale da far risorgere la purtroppo smarrita fiducia dei cittadini nel funzionamento della giustizia. Un ordinamento giuridico più moderno ed efficiente è del resto indispensabile per la creazione di un ambiente favorevole agli investimenti e alle attività economiche ed è in grado, alla fine, di ingenerare un volano positivo per il nostro prodotto interno lordo. È proprio per questo che il piano Next generation EU inserisce il tema della giustizia tra i pilastri dell'azione che ciascun Paese dovrà mettere in campo per poter usufruire pienamente delle risorse europee. Quando una parte agisce in sede civile, lo fa per vedersi riconosciuto un diritto, esigere un credito, ottenere un giusto risarcimento, rinegoziare un contratto o regolarizzare rapporti divenuti patologici in uno schema poi deciso dal giudice. Sono situazioni che fanno parte della vita quotidiana di ciascuno di noi. Per molti cittadini e per molte imprese ottenere il riconoscimento di quel diritto, di una somma di denaro o risolvere la patologia di situazioni giuridiche e patrimoniali significa spesso poter sopravvivere o continuare a lavorare dignitosamente. Il numero eccessivo dei processi civili pendenti (oltre 3 milioni al 30 giugno 2019), unito all'eccessivo numero di quelli sopravvenuti, ha creato un sinora insuperabile intasamento, imponendo quindi una riflessione da parte di Governo e Parlamento, che ispira - correttamente, a mio avviso - questa riforma della giustizia civile, cioè puntare sulla semplificazione di alcune fasi del rito processuale. PRESIDENTE. Collega, deve mettersi seduto sullo scranno, perché l'atteggiamento diventa anche pericoloso. Prego, senatore Grasso, prosegua. Recupererà il tempo perso, mi scusi, ma dovevo arrivare. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Dicevo che puntare sulla semplificazione di alcune fasi del rito processuale e sul grande potenziale degli strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie è la riflessione che ispira questa riforma del rito processuale. Uno dei pregi che connotano tale riforma, soprattutto dopo l' iter di modifica in Commissione e - devo dire - l'apporto anche dell'opposizione, così come ha potuto riconoscere lo stesso senatore Balboni, è la sua capacità di intervenire in modo complementare sia sulla dimensione extraprocessuale sia su quella endoprocessuale, apportando anche le modifiche necessarie sul piano organizzativo, come l'istituzione dell'ufficio per il processo, nella speranza che diventi realmente l'acceleratore del sistema processuale. Così come nella delega per il processo penale, il Governo avrà un anno dall'approvazione alla Camera - che mi auguro possa avvenire il prima possibile - per adottare i decreti e rendere finalmente esecutiva questa riforma.