[resaula]

gli elementi di incertezza dovuti alla gestione dell'emergenza sanitaria COVID-19 stanno vanificando i numerosissimi contratti stipulati per il 2020, molti dei quali sono persi per sempre; si prospetta dunque un vero e proprio collasso delle contrattazioni, che travolgerà tutti gli operatori del settore, più di 50.000 tra piccole e medie imprese, che hanno visto una diminuzione stimata, prudenzialmente e nel minimo, del 75 per cento del proprio fatturato. Oltre al danno economico riguardante la produttività della stagione 2020, già possono essere ipotizzate delle ripercussioni negative sulla produttività del 2021 per l'impossibilità di programmare; si prevede inoltre un significativo aumento dei costi strutturali per gli adeguamenti, anche temporanei, alle normative COVID-19 e vi è stata una forte perdita di liquidità dovuta alla restituzione degli acconti o delle caparre già versate per gli eventi programmati, essendo stata del tutto trascurata una doverosa normazione in proposito; il settore degli eventi ha una filiera di aziende composta da un tessuto particolarmente eterogeneo, che va dalle dimore storiche alla moda, passando per il catering e i servizi food & beverage in generale, passa per i servizi d'intrattenimento, i servizi tecnici e tecnologici, i trasporti, la decorazione floreale e la scenografia, i servizi alla persona, gli allestitori e i noleggiatori di materiali e di arredi, le agenzie di organizzazione di eventi e i wedding planner , i fotografi e i videografi, per non parlare dei molti altri comunque coinvolti nella filiera del settore. Una filiera, appunto, incredibilmente variegata sia verticalmente che orizzontalmente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda adoperarsi per fornire urgentemente linee chiare e protocolli sanitari per la realizzazione degli eventi, con particolare attenzione a quelli privati ed alle loro dinamiche, affinché possano attivarsi quanto prima per la riapertura e la programmazione; quali misure stia mettendo in atto per il sostegno al suddetto settore e alla filiera ad esso collegata. Atto n. 4-03439 GALLONE MOLES MALLEGNI ALDERISI TOFFANIN TESTOR CAUSIN LONARDO PAPATHEU RIZZOTTI PEROSINO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: tutti gli operatori del settore, legati al turismo business , agli eventi, all' incoming turistico e alle gite scolastiche, sono tra quelli che stanno subendo i maggiori danni economici conseguenti all'emergenza sanitaria COVID-19. Il settore registra disdette che arrivano fino alla fine del mese di maggio, se non oltre, e le imprese stanno perdendo anche tutte le prenotazioni per il periodo delle ferie estive. Il danno è certo e non recuperabile; più in particolare, il settore specifico degli autobus da noleggio con conducente per trasporti privati è completamente fermo, il fatturato è a zero dall'inizio dell'emergenza e le prospettive di ripresa sono incerte e difficili, perché le gite scolastiche sono state cancellate a causa dell'interruzione delle attività didattiche e ancora non è chiaro, a settembre, se e con quali criteri potranno ripartire i servizi curriculari ed extracurriculari. Per il trasporto turisti, invece, si dovrà aspettare probabilmente il prossimo anno; le imprese si trovano in grave difficoltà con la gestione del personale dipendente, con le rate dei mutui e dei leasing da pagare per l'acquisto mezzi, per il pagamento delle scadenze fiscali e contributive, per la sussistenza stessa delle famiglie dei titolari, che vivono del lavoro nell'impresa; quello degli autobus da noleggio con conducente per trasporti privati è un'attività per lo più stagionale, che vede il suo punto di forza dal mese di marzo al mese di settembre: in questi sette mesi, le imprese, riescono a far fronte alle spese fisse, agli stipendi, al pagamento dei mutui; nei restanti mesi, e dunque da ottobre a febbraio, il lavoro si svolge prevalentemente negli uffici, producendo preventivi per la successiva stagione, ad oggi soggetta all'incertezza della situazione emergenziale; i numeri a livello nazionale indicano che vi sono 6.000 imprese di noleggio autobus granturismo ferme, un fatturato di 2,5 miliardi azzerato, 25.000 bus fermi che, ogni anno, percorrono circa 1,7 miliardi di chilometri in tutta Italia, consumando 4,5 milioni di carburante; la brusca frenata richiederà ulteriori e più incisivi interventi. Sarà necessario intervenire sulle problematiche legate ai fabbisogni di liquidità immediata e su un sistema di indennizzi legati al blocco delle attività, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo stia mettendo in atto per il sostegno al suddetto settore e alla filiera ad esso collegata, per evitare il collasso delle imprese di autobus da noleggio con conducente per trasporti privati. Atto n. 4-03440 LEONE SANTANGELO ANASTASI MOLLAME DRAGO CAMPAGNA PAVANELLI ANGRISANI D'ANGELO LANNUTTI GAUDIANO ABATE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nell'aprile 2015, a seguito di una frana, è crollato il viadotto "Himera" sulla A19, autostrada siciliana che collega le città di Palermo e di Catania, causando difficoltà e forti disagi ai cittadini siciliani, che hanno dovuto attendere 3 anni dalla data del crollo prima di vedere l'avvio dei lavori, cominciati soltanto nel maggio 2018; da allora si registrano una serie di ritardi dovuti alla errata progettazione e a difficoltà economiche, oltre a rimpalli di responsabilità tra le varie ditte e società coinvolte nella costruzione, che hanno accompagnato il lento andamento nell'esecuzione dei lavori; le criticità maggiormente riscontrate sono state, in principio, una pianificazione errata dovuta all'ubicazione del cantiere, ovvero sopra il letto del fiume Himera, che ha causato svariate problematiche tra cui l'intasamento del terreno; la seconda difficoltà è sorta quando è stato deciso di invertire la posa in opera del ponte: non più dall'alto in basso, ma dal basso verso l'alto, imponendo la costruzione di un piano stradale a supporto dell'operazione di posizionamento per consentire il passaggio dei mezzi pesanti; la terza criticità è stata la fornitura dei materiali metallici, per la quale era stata incaricata una società che è andata in concordato, comportando pertanto l'interruzione delle commesse. Inoltre, da un articolo del 7 novembre 2019 su "quotidianodisicilia", si apprende che tutte le maestranze dell'impresa, anche quelle impegnate su Palermo, sono state dirottate su Genova al fine di velocizzare la costruzione del viadotto Polcevera, meglio noto come "ponte Morandi", crollato nell'agosto 2018 e la cui realizzazione ha visto la luce il 27 aprile 2020, dopo poco più di un anno e mezzo; in particolare per il ponte Morandi si è registrato nel corso del tempo un avanzamento dei lavori misurabile di giorno in giorno: una media di 3 pile al mese, campate issate a ripetizione, posizionamento di maxi impalcati da 100 metri e la parte già visibile del ponte misurava a febbraio 2020 già 550 metri, ovvero la metà dell'intera lunghezza del progetto di costruzione; considerato che: