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cioè, invece di essere valorizzato, premiato e riconosciuto per un'iniziativa importante, diventava colui che stava per compiere un reato. Era quindi assolutamente necessario intervenire: con questa legge si definisce che i rifiuti accidentalmente pescati sono equiparati ai rifiuti delle navi, ai sensi dell'articolo 2 della direttiva europea 2019/883. Si stabilisce, inoltre, che non è necessaria l'iscrizione all'albo nazionale dei gestori ambientali e tutto un sistema di conferimento a terra di questi rifiuti, che vengono differenziati a seconda del luogo di conferimento: quindi, via via, dagli impianti portuali di raccolta, lì dove presenti, a strutture di raccolta anche temporanee, lì dove non presenti, a impianti portuali di raccolta integrata nel sistema comunale di gestione dei rifiuti. Vengono inoltre promosse campagne di pulizia del mare e l'educazione all'interno delle scuole. C'è un altro tassello che invece è critico, sul quale dobbiamo lavorare per dare compimento, potremmo dire, a un'economia circolare della legislazione nazionale che ancora manca, per far sì che si realizzi l'economia circolare. Dobbiamo lavorare sull' end of waste . Bisogna far sì che il Ministero della transizione ecologica si adoperi con grande velocità in modo tale che rifiuti che vengono conferiti a terraferma, raccolti a mare, possano essere, lì dove ci siano le specifiche tecnologiche, materia prima seconda, chiudendo davvero il ciclo dei rifiuti. Questo è il grande impegno che tutti noi dobbiamo assumerci. Da ultimo, Presidente, vi è l'educazione nelle scuole. All'articolo 9 il disegno di legge fa un salto ulteriore: va oltre il semplice abbandono in mare (anche se in realtà è tutto connesso) e lavora all'educazione nelle scuole per corrette pratiche di conferimento dei rifiuti, di recupero, riuso e riduzione, in particolare delle plastiche. Qui ci giochiamo un pezzo del nostro futuro, Presidente, e speriamo - come Partito Democratico - che il voto di quest'Assemblea sia unanime o abbondantemente maggioritario. Ci auguriamo che, attraverso questo impegno, vi sia la possibilità di pensare a uno sviluppo ecocompatibile, che è l'unico capace di creare benessere, ricchezza e futuro, non solo per noi, ma anche per i nostri figli. (Applausi) . PAPATHEU (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FIBP-UDC) . Signor Presidente, questo è un provvedimento che abbiamo ereditato dal precedente governo, quando il ministro dell'ambiente era Costa, e reca il titolo SalvaMare. Scusate, ma la battuta mi viene spontanea, perché il provvedimento lo avrei chiamato "spazza mare", visto che tutti i colleghi hanno voluto ricordare che questo compito sarà assegnato in maniera molto coraggiosa ai nostri poveri pescatori, già vessati nelle loro condizioni di lavoro. Come ha detto il collega Cucca, da imprenditori diventano elegantemente operatori ecologici, mentre il ministro Costa li aveva appellati quasi come i nostri spazzini del mare. Non mi sembra un bell'epiteto. Ad ogni modo, dobbiamo ringraziare i pescatori che quantomeno oggi si sono potuti organizzare per non essere addirittura accusati nel caso in cui involontariamente avessero portato a bordo con le reti la spazzatura e la plastica che oggi ricopre i nostri oceani. Tutta la nostra letteratura parla del mare. Gli antichi greci parlavano del mare; Foscolo lo ha fatto dedicando una poesia, «A Zacinto» all'isola che oggi si chiama Zante. Ricordo inoltre la «Odissea» di Omero e «L'infinito» di Leopardi. Abbiamo tutta una serie di poeti, tra cui il già menzionato Leopardi, che parlano del mare. Da catanese voglio ricordare Giovanni Verga, poiché la storia raccontata ne «I Malavoglia» richiama forse oggi le sorti dei pescatori, che nel romanzo di Giovanni Verga avevano una sorta infelice: la barca che si chiamava Provvidenza poi naufragò. Questa storia, mentre ascoltavo gli interventi dei nostri colleghi sul provvedimento precedente, mi ha un po' ricordato quella che oggi sarà purtroppo la storia dei nostri pescatori. Dichiaro il voto favorevole di Forza Italia al provvedimento in esame, che è sicuramente apprezzabile nella parte in cui vuole promuovere una cultura volta a salvare il mare, perché il mare nella letteratura, nella filmografia, nelle arti e nelle professioni è stato una fonte ispiratrice e una grande ricchezza per il nostro Paese, la cui economia si basa sul turismo e sulle spiagge. Spero che, dopo avere investito i pescatori, non daremo una scopa anche ai bagnini per pulire le spiagge e rendere anche loro partecipi di un onere di cui oggi si ritrovano ad essere sobbarcati i pescatori con le loro barche. In realtà, questo provvedimento, che è stato raccontato e anche apprezzato da molti miei colleghi, va a sanare una situazione molto paradossale, ossia il fatto che qualora i pescatori, involontariamente o anche volontariamente, facessero spazzatura e involontariamente con le reti la portassero a bordo, venissero addirittura puniti come se producessero rifiuti speciali. Per cui dovevano ributtarla a mare per evitare sanzioni e oneri. Oggi la situazione è cambiata ma solo con una bella carezza per i pescatori, perché purtroppo non ho letto nel provvedimento nessun tipo di incentivo: tutto viene sempre demandato alla sensibilità dei pescatori, dei cittadini e delle associazioni. Abbiamo associazioni che sono gestori delle aree protette, associazioni ambientaliste, associazioni dei pescatori, cooperative e imprese di pesca, consorzi, associazioni di pescatori sportive e ricreative, associazioni sportive di subacquei e diportisti, centri di immersione e di addestramento subacqueo, nonché di gestione di stabilimenti balneari. Penso che il nostro più sentito ringraziamento oggi debba andare ad esse, perché saranno le associazioni volontarie, così come volontariamente i pescatori, ad avere il compito di ripulire il mare e portare i rifiuti a riva, auspicando che i Comuni siano dotati di centri di raccolta. Speriamo altresì, visto che il mondo va avanti, che si facciano anche degli investimenti su macchinari che oggi riescono a disinquinare le acque attraverso una flotta di imbarcazioni destinate alla raccolta. Abbiamo inoltre la predisposizione di impianti trappola sui grandi fiumi. Per questo ringrazio i colleghi della Camera dei deputati, che in seconda lettura hanno introdotto una norma che estende le misure del provvedimento, oltre al mare, ai fiumi, ai laghi e a questi ulteriori bacini. Onorevoli colleghi, stiamo però parlando davvero di una goccia nell'oceano, perché non possiamo pensare di salvare il mare - come indica la denominazione del provvedimento - con misure come queste.