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Al contrario, alcune regioni come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Piemonte presentano delle buone pratiche che puntano su una razionalizzazione dei costi e un'integrazione con i sistemi di emergenza dei pronto soccorso, da cui provengono medici e infermieri con auto mediche e ambulanze come mezzo di soccorso avanzato, mediche, infermieristiche o medico-infermieristiche, nonché sulla valorizzazione dei volontari anche ai fini curriculari, secondo parametri di piena funzionalità ed economicità, in chiave solidale e sussidiaria. Indipendentemente dal modello utilizzato a livello regionale deve essere garantita una governance unitaria del sistema di emergenza e urgenza, anche in considerazione del ruolo fondamentale che esso deve interpretare nella gestione delle emergenze (tra cui epidemiche, ambientali, naturali, ecc.), che preveda anche la condivisione di risorse professionali altamente specializzate e l'adozione di un modello di coordinamento organizzativo. Le regioni debbono assicurare, in termini di mezzi di soccorso da distribuire sul territorio, la revisione tecnologica e organizzativa delle centrali operative dell'emergenza-urgenza su ambiti sovra provinciali e regionali (le cosiddette sale operative di emergenza-urgenza), l'integrazione sistemica delle sale operative dell'emergenza-urgenza con il NUE 112 e con le altre centrali operative dell'emergenza (quali il 112, i Vigili del fuoco, i Carabinieri, la Polizia di Stato). A riguardo si interviene sul decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, in materia di accreditamento istituzionale e messa a contratto degli erogatori, con un sistema di rating premiante per le buone pratiche e disincentivante per coloro che realizzano performace al di sotto delle medie stabilite dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) sulla base del modello definito dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Modello di valutazione, monitoraggio e controllo debbono rilevare sinallagmaticamente secondo meccanismi negoziali utili a consentire alle regioni di disporre delle necessarie « leve » per orientare le risorse assicurando il superamento della logica dei budget storicizzati e delle funzioni non tariffabili secondo il principio generale che tutti gli erogatori pubblici e privati concorrono all'erogazione delle attività di emergenza-urgenza ospedaliera proporzionalmente al budget assegnato, presidio per presidio in linea, con l'altrettanto generale principio di aderenza territoriale alla base della nuova classificazione delle strutture. Il sistema proposto consente al livello centrale di disporre dei dati in tempo pressoché reale per valutare l'efficacia e l'efficienza dei singoli sistemi sanitari regionali di emergenza e quanto alle regioni di avere sotto controllo gli esiti di ogni singolo soggetto erogatore. Altri punti qualificanti dell'articolato: – finanziamento del sistema preospedaliero e ospedaliero di emergenza-urgenza con definizione e revisione per tutte le prestazioni in capo alle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate e a contratto della relativa remunerazione in attuazione del principio dal giusto corrispettivo a tariffa sulla base dell'analisi dei costi, del valore clinico e dei prezzi secondo principi di trasparenza, oggettiva misurazione e valutazione degli esiti; – revisione del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015 n. 70, con l'adeguamento della rete di emergenza-urgenza ospedaliera per livelli di intensità di presa in carico e specificità dei bisogni, nel quadro di una strategia in cui, investendo in prevenzione e appropriatezza, si andrebbero a ridurre progressivamente gli interventi in emergenza, nonché, sulla base del principio di articolazione integrata e qualificata anche dai pronti soccorso pediatrici, cardiologici, ortopedici e per le restanti patologie critiche non solo tempo dipendenti ma iperspecialistiche, siano assicurati dimensionamenti congruenti per bacini di popolazione tenuto conto delle specificità territoriali (collegamenti viabilistici, orografia ecc.). Tutti gli erogatori pubblici e privati accreditati e a contratto ne sono parte e le specializzazioni specifiche del presidio che ospita il pronto soccorso sono valorizzate in percorsi dedicati quale « estensione » delle specialità esercitate all'interno della struttura: in questo modo, si andranno anche a formare gli specialisti che, avendo l'opportunità di prestare servizio in pronto soccorso, avranno una formazione « ultra rapida » in caso di emergenza. Si prevede anche la valorizzazione delle competenze di tutti gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici e privati, mono e plurispecialistici, del pari messi a sistema nella logica di sviluppare una rete di emergenza urgenza anche a vocazione specialistica selettiva; Innovazione e formazione continua vengono, in tal modo, promossi e sistematizzati, sia per il personale dipendente che convenzionato, attesa l'importanza che il sistema di emergenza e urgenza si avvalga di soluzioni tecnologicamente avanzate che a parità di costo danno di più o in alternativa che, a parità di prestazioni, costano molto meno. Il presente disegno di legge intende così predisporre un servizio basato sulla prevenzione nonché su un sistema di controlli e valutazioni prestazionali secondo principi di trasparenza, tracciabilità oggettivizzata e responsabilità. Difatti, non ci può essere cambiamento virtuoso senza che vi sia nei cittadini la consapevolezza che il cambiamento genera vantaggi economici e migliori servizi per gli stessi facilmente accessibili. Una nazione che vuole arrivare a questo risultato non può prescindere dal valutare in modo stringente i suoi fornitori di beni e servizi, siano essi pubblici o privati, e non solo dal punto di vista dell'osservanza delle regole di legalità, che dovrebbero essere un prerequisito essenziale. Il rating è come la democrazia: un sistema imperfetto e perfettibile, ma è quanto di più prossimo alla reale misurazione delle attività e dei comportamenti dei gestori e dei care manager , soprattutto se è affidato ad una autorità indipendente evitando il perpetuarsi della sovrapposizione tra controllore e controllato, essenziale per il superamento dell'indifferenza degli sprechi, nella visione della sanità sostenibile e universalistica del futuro.. 1 (Finalità) 1 Al fine di assicurare la piena accessibilità, in condizioni di uguaglianza e appropriatezza, ai livelli essenziali di assistenza di emergenza-urgenza preospedaliera e ospedaliera, anche ai fini del contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, in attuazione degli articoli 3 e 32 della Costituzione, in raccordo con l'articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nel rispetto dell'articolo 117, commi secondo, lettera m) , e terzo della Costituzione , la presente legge reca misure sperimentali, per il periodo 2021-2026, per garantire a tutti i cittadini l'equo e sostenibile accesso alle cure, secondo princìpi di congruenza clinico-organizzativa e assistenziale e di personalizzazione e umanizzazione delle cure stesse. 2 (Oggetto) 1 Il sistema preospedaliero e ospedaliero di emergenza-urgenza sanitaria è il servizio che garantisce ai cittadini il soccorso sanitario in risposta alle emergenze e alle urgenze che avvengono in ambito extraospedaliero, che coordina l'ospedalizzazione al fine di garantire a ogni utente la risposta più appropriata e che ne garantisce la collocazione nella sede più adeguata. 2