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se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente adottare il decreto ministeriale che estende le attribuzioni dei centri di controllo privati alla revisione dei mezzi pesanti, ricomprendendo anche i rimorchi, al fine di limitare tempi e attese di natura burocratica, estendere l'efficacia dell'autorizzazione a tutte quelle operazioni di collaudo, che già oggi i centri di controllo sarebbero in grado di portare a termine in maniera autonoma, rendere efficienti i controlli necessari al rilascio delle autorizzazioni per l'esecuzione delle revisioni e per le successive verifiche in ordine al loro corretto svolgimento, rafforzando il ruolo di supervisione generale agli uffici territoriali della motorizzazione; se non ritenga, inoltre, di dare piena attuazione alla nuova disciplina concernente gli ispettori dei centri di controllo privati, rendendo i percorsi formativi il più possibile aderenti alle attribuzioni riconosciute, aggiornare le tariffe per le revisioni, tenuto conto del lavoro svolto, delle accresciute professionalità e degli investimenti realizzati in ordine alle strutture e alle attrezzature impiegate. Atto n. 4-02813 DAMIANI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: ultimamente nel territorio della provincia di Bari, segnatamente nel nord della provincia, si sono succeduti numerosi episodi di furti riguardanti attrezzi agricoli; in particolare, nei territori di Trani, Terlizzi, Bitonto e Corato le numerose aziende agricole presenti hanno dovuto denunciare alle forze dell'ordine il furto di strumenti da lavoro; i ripetuti furti di attrezzi agricoli di elevato costo, oltre a causare un danno economico immediato, generano pesanti danni per l'intera attività agricola dei territori già gravemente segnati dall'annosa questione della Xylella, che ha messo "in ginocchio" l'agricoltura di una delle regioni a maggiore vocazione agricola d'Italia; i dati sono sconfortanti e già nel 2018 la Coldiretti aveva stimato in circa 300 milioni di euro i danni da furto di mezzi agricoli; tale situazione, più che il risultato di sporadici episodi di malviventi occasionali, sembrerebbe essere opera di una vera e propria organizzazione; sarebbe in uso, infatti, non solo la circostanza della ricettazione, ma anche quella della richiesta di riscatto, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda affrontare la questione, attese la gravità e le conseguenze di simili condotte; come intenda adeguare la sicurezza dei luoghi più isolati, ponendo in essere le condizioni per una maggiore tutela delle vie di comunicazione; se non intenda implementare la dotazione di uomini e mezzi in quella particolare area della Puglia. Atto n. 4-02814 SANTANGELO D'ANGELO ANGRISANI LANNUTTI PAVANELLI ANASTASI TRENTACOSTE DONNO CAMPAGNA VACCARO PRESUTTO CORRADO GUIDOLIN LEONE Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 24 gennaio 2020, come riportato dall'articolo della testata on line "TrapaniSì", una delegazione di parlamentari del Movimento Cinque Stelle ha svolto una visita presso l'istituto penitenziario "Pietro Cerulli" di Trapani; la delegazione di parlamentari, composta dal primo firmatario della presente interrogazione e dagli onorevoli Vita Martinciglio e Antonio Lombardo, è stata ricevuta dal comandante di reparto Giuseppe Romano, il quale, prima della ricognizione, ha fornito una dettagliata relazione sulla composizione dell'organico in servizio della Polizia penitenziaria, nonché di tutti i servizi svolti all'interno dell'istituto penitenziario; alla data della visita, l'organico di Polizia penitenziaria risultava composto da 266 unità, di cui 223 SAT (servizio a turno) e 43 NTP (nucleo traduzioni e piantonamenti), mentre la pianta organica prevista dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è di 300 unità. Inoltre, delle 223 unità SAT, 6 andranno in pensione entro giugno 2020, 10 si trovano attualmente a disposizione della commissione medico ospedaliera e 2 sono in congedo di maternità. Diverse unità del personale di Polizia penitenziaria fruiscono di permessi ai sensi della legge n. 104 del 1992, che riducono ulteriormente il personale del servizio a turno; risulta allo stato attuale una carenza di circa 63 unità che determina gravosi accorpamenti di servizi durante l'arco delle 24 ore. Entro giugno 2020 si prevede che il personale SAT sarà ulteriormente ridotto a 172 unità; ad oggi risulta, altresì, insufficiente la presenza del personale specializzato per il trattamento dei detenuti con problemi psichiatrici (in numero pari a 145) e con problemi di tossicodipendenza (180); rilevato, infine, che: il decreto legislativo n. 230 del 1999, recante il riordino della medicina penitenziaria, all'art. 1, comma 1, recita: "I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate, sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali e uniformi di assistenza individuati nel Piano sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali ed in quelli locali"; alla medicina penitenziaria è affidato il compito della promozione della salute, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in carcere, in maniera compatibile con la sicurezza della struttura e il rispetto del paziente detenuto; l'ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975, e successive modificazioni e integrazioni) è stato concepito e voluto dal legislatore in funzione non della sola custodia del detenuto, ma, ai sensi dell'art. 27 della Costituzione, del recupero sociale del condannato; è emersa, nel corso della visita, la necessità di potenziare le unità di personale al fine di garantire una migliore gestione dei turni degli agenti, ponendo in essere tutte le misure idonee volte a tutelare gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria; è emersa, altresì, l'esigenza di garantire un piano di opere di complessivo riammodernamento dell'istituto penitenziario e dei sistemi di videosorveglianza, con particolare e urgente riferimento alle condizioni strutturali e impiantistiche interne del padiglione che include la sezione "Mediterraneo", al fine di migliorare le condizioni igienico-sanitarie e la sicurezza delle celle che ospitano i detenuti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se intenda intervenire, nei limiti delle proprie attribuzioni, affinché si possa intraprendere con la direzione penitenziaria una programmazione di implementazione del personale della pianta organica del Pietro Cerulli di Trapani, così come previsto, a 300 unità, al fine di migliorare il funzionamento delle mansioni dei servizi nonché garantire la sicurezza dei lavoratori e la normale sorveglianza dei detenuti; se e quali interventi di manutenzione straordinaria risultino programmati per rendere più funzionali e sicure le strutture del penitenziario trapanese; se nel rispetto dei livelli essenziali per il trattamento dei detenuti con patologie psichiatriche e con tossicodipendenze, in considerazione dell'alto numero di detenuti, sia possibile prevedere un'adeguata presenza di personale specializzato.