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Come sappiamo, le misure di contenimento adottate in questi mesi per fronteggiare il virus hanno toccato l'intero tessuto economico, ma probabilmente il settore degli impianti sportivi è stato uno dei quelli più colpiti duramente, se non altro perché le chiusure si sono protratte e continuano purtroppo ancora a protrarsi. Peraltro, l'emendamento approvato consente che il rimborso consista, in alternativa alla restituzione del corrispettivo, nell'emissione di un voucher di pari valore, utilizzabile entro sei mesi dalla fine dell'emergenza nazionale. Si tratta di interventi di grande aiuto per il mondo sportivo, che si trova in affanno per la lunga sospensione delle attività a causa del virus. Il settore dello sport è trasversale e anche noi, come Gruppo, ci siamo mossi per cercare di ascoltare le istanze provenienti da tutti gli operatori che si muovono all'interno di questo mondo. A titolo esemplificativo, è stato approvato un emendamento a favore dei maestri di sci, con il risultato di uno stanziamento di 40 milioni in favore della categoria. È fondamentale sostenere questo settore, così come lo è sostenere il comparto della cultura e dello spettacolo. Ci abbiamo lavorato con passione e impegno; abbiamo lavorato tutti insieme: anche questo è un salto di qualità e una pagina nuova del nuovo Governo e di questo Parlamento. Insomma, credo che siamo consapevoli delle conseguenze disastrose che ha determinato questa epidemia. Ci attende uno sforzo ancora più grande, e il provvedimento di oggi va nella direzione giusta. Colleghe e colleghi, c'è ancora molto su cui lavorare; c'è bisogno soprattutto di ridare fiducia anche con campagne progresso e di sensibilizzazione e di fiducia per i cittadini che si devono approcciare alla ripartenza. C'è bisogno, insomma, di fiducia e anche di sicurezza, di certezza e di programmazione, accanto a una campagna vaccinale che sicuramente ha fatto un salto di qualità. In conclusione, ritengo dobbiamo augurarci che con questo decreto-legge e con il decreto-legge sostegni- bis si possa finalmente riaprire tutto, anche i luoghi che ancora sono rimasti chiusi. Rimanendo nel mio settore, quello dello sport, penso alle piscine al coperto, per le quali ancora non c'è una data di riapertura, ma è un fatto importante; penso ai parchi acquatici e alle palestre, per le quali c'è una data che rimanda al 1° giugno. Forse, anche in questo caso, sarebbe opportuno rivedere quel periodo, dal 1° giugno, e anticiparlo alla metà di maggio. Sappiamo infatti che in quel periodo le palestre hanno già un calo fisiologico, almeno del 50 per cento. Mi permetto di dire che forse anche su questo dovremmo fare una riflessione ulteriore, maggioranza e minoranza assieme, sperando chiaramente che il monitoraggio ci dia dati sempre migliori e che soprattutto la campagna di vaccinazione possa accelerare ulteriormente. L'auspicio, da parte di Italia Viva-PSI, è che davvero abbiamo intrapreso la strada giusta e tutti possiamo lavorare assieme. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, ringrazio il Governo se ci darà un minimo di attenzione. Inizio il mio intervento cercando di capire la ragione per la quale siamo arrivati all'ennesimo decreto indennizzi, sostegni o ristori: cambiamo il nome, ma non deve cambiare purtroppo la sostanza. Infatti, prima di giudicare e di commentare, siamo abituati a valutare le ragioni che stanno alla base di un provvedimento. Se siamo qui a dover parlare ancora una volta di un decreto sostegni (in questo caso), la motivazione principale allora sta certamente nella pandemia, ma soprattutto nelle risposte sbagliate, cari colleghi, che la maggioranza e i Governi ad essa hanno dato e stanno dando. Il termine che non mi piace (anche perché straniero) è il cosiddetto lockdown e penso a quei lockdown eccessivi, che credo di poter definire Merkel-Macron, perché ormai purtroppo c'è un pensiero unico in Europa: se lo dice la Merkel e lo dice Macron, allora è verità. Peccato però, cari colleghi, che innanzitutto non abbiamo le disponibilità finanziarie di Macron, tantomeno quelle della Merkel. Non siamo coloro che hanno potuto dare indennizzi del 60-70 per cento a quelle partite IVA che avete fatto e state facendo soffrire. Noi siamo quelli - non dimentichiamolo - che hanno dato complessivamente alle partite IVA e alle aziende poco meno del 6 per cento delle perdite. Non dimentichiamolo mai: non il 60 o il 70, ma poco meno del 6 per cento, con tutti i decreti-legge. Con questo decreto sostegni ci apprestiamo a dare 11 miliardi di euro, che, a fronte agli oltre 400 miliardi di perdite stimati dalla CGIA di Mestre, che ho ridotto per semplicità, rappresentano di fatto il 3 per cento. Questi sono i numeri veri. Ecco perché la verità Merkel-Macron non si può tradurre in verità in Italia e comunque in verità assoluta. Basterebbe guardarsi intorno, avere il coraggio e l'umiltà di riconoscere i propri errori, signori del Governo; riconoscere i propri errori e non essere cocciuti, insistere, come state insistendo, in questa logica. Penso anche al coprifuoco: non volete ammettere di aver sbagliato. Voi, signor Ministro, signori Sottosegretari, non volete ammettere che il coprifuoco è un assurdo, come lo è perseverare nei due o tre lockdown che avete fatto. Guardiamo ad altri Paesi, come la Russia, che ha evitato il lockdown di autunno e non è messa peggio di noi, tutt'altro. Ma guardiamo più vicino: Stoccolma, una città metropolitana ed europea, che addirittura non ha fatto lockdown , ha tuttavia dati molto migliori dei nostri. Guardiamo Madrid - questa è politica - dove vi è stata la vittoria dei popolari anti lockdown sulla sinistra socialista spagnola al Governo, che con il lockdown voleva rovinare anche Madrid. I popolari hanno avuto il coraggio di dire di no e Madrid ha risposto con un'economia più fiorente e con una sanità migliore della nostra. (Applausi) . Amici del Governo, anche se siete impegnati al telefono, una volta tanto ascoltate quello che vi dice l'opposizione: non siate così supponenti e non ritenetevi così importanti. L'arroganza non paga e non vi pagherà: se ammetteste i vostri sbagli, qualche volta, sarebbe un bene per voi in primis e per il Paese, ricordiamolo. Quali sono state le risposte che avete dato, cari colleghi? Quali sono le risposte insite nel decreto che stiamo analizzando? Forse la risposta è il condono diseducativo ex articolo 4, che non serve a nessuno? Un condono fino a 5.000 euro e con limiti di reddito, infatti, serve solamente a un piccolo sfoltimento del magazzino fiscale dell'Agenzia di riscossione e poco più. Come dicevo, si tratta di un condono diseducativo, come sappiamo tutti, i condoni lo sono sempre, mentre anche su questo avreste potuto ascoltare le proposte di Fratelli d'Italia, che ha detto no al condono e sì a un'attiva politica fiscale di massa. Abbiamo tre strumenti da utilizzare: il ravvedimento operoso, l'adesione e la conciliazione giudiziale. Avremmo potuto dire ai cittadini: