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È compito degli enti locali sostenere, attraverso specifiche forme di facilitazione e agevolazione urbanistico-edilizia, la realizzazione di strutture abitative con spazi di uso comune e condiviso. 2. Gli enti locali sono tenuti ad attivare tutti gli strumenti previsti dalla legge per consentire l'accesso ai benefici normativi da parte di imprese civiche, secondo princìpi di sussidiarietà integrata. 3. Gli enti locali sono tenuti a destinare edifici demaniali in disuso o altri beni facenti parte del patrimonio disponibile alla realizzazione di iniziative di co-residenzialità assistita da parte di gruppi civici. Art. 4. (Destinazione dei beni confiscati) 1. I gruppi sociali aventi le caratteristiche di cui all'articolo 5 hanno titolo per essere inclusi tra i destinatari dei beni confiscati, di cui all'articolo 45 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ed al decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2010, n. 50. Art. 5. (Definizione e requisiti del gruppi civici e sociali destinatari dei benefici di cui alla presente legge) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni, nell'ambito delle proprie rispettive competenze, emanano regolamenti, finalizzati ad indicare requisiti e standard minimi dei gruppi civici e sociali che intendano presentare istanze per usufruire delle destinazioni e dei benefici previsti dalla presente legge, tenendo conto della composizione dei gruppi e della presenza, in essa, di soggetti deboli, nonché ad indicare previsioni in ordine alla conservazione della destinazione in relazione al mutamento di composizione dei gruppi ed alle successive vicende di essi. Entro il medesimo termine, i comuni istituiscono registri per le comunità intenzionali ed i gruppi co-residenziali presenti sul loro territorio. Art. 6. (Conferenza nazionale della co-residenzialità) 1. È istituita la Conferenza nazionale della co-residenzialità. La Presidenza del Consiglio del ministri indice almeno ogni due anni la Conferenza, organizzata dai Ministeri per i beni e le attività culturali e per la coesione territoriale, nelle forme che si ritengano opportune e senza alcun onere per il bilancio dello Stato. La Conferenza ha lo scopo di verificare l'attuazione dei princìpi di cui alla presente legge e di elaborare linee guida, con particolare riferimento all'attività di promozione della co-residenzialità, relative al sostegno dei soggetti deboli di cui all'articolo 1 ed alla destinazione di beni e strutture ai medesimi soggetti.