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Di ciò hanno preso atto le associazioni e tutte le realtà che si occupano di disabilità, che hanno accolto con favore questo iter . Cari colleghi, io vado oltre, però, permettendomi di sottolineare che l'approvazione del disegno di legge, per cui oggi esprimiamo, come MoVimento 5 stelle, il voto favorevole, avrà un compito profondo per tutti noi e in generale per tutti le parti sociali. L'attuazione. (Applausi) . Il nostro sì è l'assunzione di un impegno sostanziale e notevole: la reciprocità. Quel principio secondo cui siamo comunità se e in quanto ciascuno di noi prende in carico il benessere dell'altro. Diciamo sì, dunque, non ad una scatola vuota pronta a contenere dolore e disagio per emarginarlo o, peggio, renderlo invisibile. Cari colleghi, la disabilità è tutto tranne che un evento straordinario. È malattia, bisogno, fragilità e vulnerabilità. È una curva ostile della vita, che travolge persone e famiglie, spesso senza dare il tempo di frapporre troppi ragionamenti e, ancor di più, spiegazioni sul suo significato. La disabilità è circondata da confini labili, che rischiano ogni giorno di farla sprofondare in discriminazione. Oppure può essere altro: una vita di relazioni e opportunità, in cui si mantengono alti i diritti imprescindibili di ciascuna persona. Mi piace citare Amartya Sen e la sua idea di capacità. Economista e filosofo indiano nato nel 1933, premio Nobel per l'economia nel 1998, Sen teorizzò l'etica delle capacità: lo sviluppo consiste nel promuovere l'insieme delle capacità umane che consentono di essere effettivamente persone libere; ciascuno, al di là delle proprie abilità, deve essere capacitato a vivere un'esistenza dignitosa fatta di relazioni, diritti e protagonismo nella piena realizzazione della propria vita e nella dimensione comunitaria del bene comune. La libertà e la giustizia sociale sono direttamente connesse allo sviluppo; il concetto di libertà si lega al concetto di capacità, cioè di possibilità effettiva per l'individuo di esercitarla, che Sen chiama libertà positiva. (Applausi) . È lo Stato, dunque, a dover fare in modo che tutti i cittadini abbiano l'opportunità di esprimere le proprie capacità, potenziare le abilità, dare un senso anche alla più gravosa disabilità. Questo perché si possa parlare, più che di welfare state, di welfare society. Quale sarà, dunque, l'agire che darà senso e respiro alla legge? La delicata fase dei decreti attuativi è quella che darà la misura della credibilità del Parlamento e del Governo. L'Italia è patria del diritto e ha una notevole vocazione alla solidarietà. Arrivando alle conclusioni, affermo dunque che con il disegno di legge in esame creiamo il contesto normativo adeguato a garantire alla persona con disabilità piena cittadinanza, attraverso l'esercizio dei suoi diritti civili e sociali, inclusi i diritti alla vita indipendente e all'inclusione sociale e lavorativa, nel rispetto dei principi di autodeterminazione e di non discriminazione. Inoltre, l'approvazione di tale provvedimento consentirebbe all'Italia un avvicinamento verso i principi di autodeterminazione e di non discriminazione sanciti dalla Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, per garantire piena cittadinanza alle persone con disabilità, assicurando loro un esercizio compiuto dei diritti civili e sociali, compresi i diritti alla vita indipendente e alla piena inclusione sociale. L'Italia che vogliamo è quella che non lascia indietro nessuno, un Paese con più diritti e meno discriminazioni. (Applausi) . Esprimendo, a nome del MoVimento 5 Stelle, il voto favorevole sul provvedimento in esame, auspico che dopo il passaggio in Senato, il Governo approvi quanto prima i decreti attuativi per rendere concretamente fruibili le innovazioni contenute nel testo. (Applausi) . Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 14,54) PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B).(Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DE BONIS (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BONIS (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire per unirmi al lutto dei familiari di Rossella Mastromartino l'operaia deceduta perché investita da un autobus alla fine del suo turno nella zona industriale di Melfi, in provincia di Potenza, dove lavorava in una delle aziende di automotive . Rossella aveva solo 36 anni ed era madre di due bambini. È una morte che colpisce tutta la Regione Basilicata e che dovrebbe indignare il Paese intero. La strada su cui centinaia di operai transitano ogni giorno era completamente al buio. Come si fa anche solo a pensare che si possa morire per questo? Che cosa costava dotare quella strada di un'adeguata illuminazione? Eppure mi risulta da testimonianze dei lavoratori di Melfi che fossero stati erogati soldi per illuminare la strada e che da diversi mesi operai e sindacati avessero fatto presente alle varie istituzioni la pericolosità di quella via. Pochi giorni prima altri tre operai sono morti a Torino. Noi ce ne stiamo al sicuro, ma ci sono migliaia di persone che lavorano ogni giorno in condizioni di scarsa sicurezza e precarietà. Di pochissimi giorni fa sono i dati che ci dicono che gli infortuni sul lavoro sono aumentati dell'8,1 per cento dal 2020 al 2021, passando da 366.000 a 396.000 casi. Qui non c'è pandemia che tenga. Abbiamo il dovere morale di dare la massima priorità a tali questioni. Due mesi fa lo ha ribadito per l'ennesima volta anche il presidente Mattarella: le vittime degli incidenti sul lavoro sono persone che escono di casa con progetti per il futuro e il luogo di lavoro deve essere il posto da cui si torna sempre, ha ribadito il Presidente. Ebbene, che cosa vogliamo fare per assicurare che i lavoratori tornino sempre dal loro luogo di lavoro? Che cosa intende fare la Regione Basilicata per migliorare le condizioni e la sicurezza dell'area industriale di Melfi? Chiedo, a questo proposito, perché non accelerare in Commissione l' iter del disegno di legge presentato in Senato per una procura nazionale ad hoc per gli incidenti sul lavoro: perché non si riprende in mano quella proposta? Chiedo anche come mai non vi sia un controllo più serrato sui fondi che vengono stanziati per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro. Che una lavoratrice muoia perché la strada imboccata per tornare a casa dai suoi figli era al buio è inaccettabile. Cerchiamo allora di rendere i luoghi di lavoro posti, non solo sicuri, ma anche dignitosi, in cui trascorrere le proprie giornate. Lo dobbiamo a Rossella, lo dobbiamo ai tre operai morti pochi giorni prima a Torino; lo dobbiamo a tutti i nostri cittadini. MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) .