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poiché, dunque, l'attività dei lavoratori socialmente utili comporta la necessità di spostarsi dalle proprie residenze, anche con i mezzi pubblici, e di accedere agli uffici delle amministrazioni pubbliche, la Regione Campania e diversi enti locali, tra cui il Comune di Napoli, allo scopo di contenere il rischio di diffusione epidemiologica, hanno provveduto a disporre il differimento delle attività degli LSU valutando tali attività non compatibili con l'istituto del lavoro agile e ritenendo non applicabile a questa tipologia di lavoratori l'art. 87 del decreto-legge n. 18 del 2020 (in particolare la parte in cui dispone che le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio ed il periodo di esenzione costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge) prospettando l'esigenza di dover individuare, alla ripresa delle attività, le modalità di recupero delle ore non lavorate nel periodo di esenzione dal servizio; considerato che: la ratio della disposizione di cui al citato art. 87 risiede nel ridurre la presenza dei dipendenti pubblici negli uffici e il loro spostamento, per contenere e gestire l'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle pubbliche amministrazioni; a parere degli interroganti, per tale ragione, la disposizione va estesa anche alle tipologie di lavoro atipiche, quali i lavoratori socialmente utili, attesa la loro attività di supporto delle strutture pubbliche evitando, oltretutto, ingiuste disparità di trattamento rispetto alle altre categorie di lavoratori; un'interpretazione estensiva di tale disposizione si evince anche dalle direttive n. 1 e 2 del 2020 del Dipartimento della funzione pubblica laddove si legge, nella sezione dedicata alle "Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa", che "le amministrazioni prevedono modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con riferimento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; se ritenga che l'applicazione dell'art. 87 del decreto-legge n. 18 del 2020 debba essere estesa anche a tipologie di lavoro atipiche, quali i lavoratori socialmente utili e, di conseguenza, quali provvedimenti intenda adottare affinché tali lavoratori non restino esclusi dall'applicazione di detta disposizione. Atto n. 4-03592 MONTANI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'esplodere improvviso della pandemia da coronavirus ha colto moltissimi cittadini italiani al di fuori dei confini nazionali; nei primi giorni sono stati realizzati dei "ponti aerei" per agevolare il loro rientro in patria ma numerosi sono rimasti isolati nelle più diverse parti del mondo e nell'impossibilità di trovare passaggi aerei; un'area particolarmente colpita dall'epidemia risulta essere l'America centrale con Paesi in cui è numerosa la presenza italiana come il Costa Rica; risulta che a San Josè molti cittadini italiani abbiano richiesto assistenza alla nostra ambasciata per poter rientrare ma che non sia ancora stato possibile organizzare voli di rimpatrio dopo un volo umanitario ad inizio della pandemia; oltretutto, non esistendo voli diretti dal Costa Rica all'Italia, si deve comunque transitare per nazioni a rischio o che, come gli Stati Uniti, pretendono la quarantena per chi arriva dall'estero, si chiede di sapere quale sia l'attuale situazione dei cittadini italiani in America centrale e segnatamente in Costa Rica, se risultino richieste di aiuto e se si ritenga di dover organizzare uno o più voli speciali per il rimpatrio dei nostri connazionali alcuni dei quali si trovano in situazione di grande disagio, partiti per vacanze o per lavoro, e che da ormai 3 mesi devono mantenersi in condizioni economiche, sociali e di vita assolutamente precarie. Atto n. 4-03593 NOCERINO PAVANELLI MATRISCIANO CORBETTA DE LUCIA LANNUTTI CAMPAGNA NATURALE DONNO VANIN GAUDIANO ABATE RICCIARDI ROMANO TRENTACOSTE PRESUTTO MONTEVECCHI ANGRISANI GIANNUZZI PESCO Al Ministro della salute Premesso che: da informazioni in possesso degli interroganti, risulterebbe che la Regione Lombardia, attraverso l'Agenzia di tutela della salute (ATS), a pochi giorni dalla delibera che detta le linee guida per i test sierologici che potranno essere eseguiti nella regione anche dai laboratori privati specializzati in microbiologia e virologia, avrebbe fermato le richieste dei test suddetti a causa della mancanza dei tamponi necessari a certificare l'eventuale positività del paziente risultato a sua volta positivo ai test molecolari che dovrebbero verificare la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus; la fondazione GIMBE ha rilevato che la Lombardia, nonostante sia una delle regioni più colpite dal COVID-19, starebbe effettuando un numero di tamponi al di sotto della media nazionale e molto al di sotto di altre Regioni, falsando così il numero dei casi diagnosticati; inoltre, la fondazione denuncia incongruenze sui dati trasmessi dalla Regione Lombardia in questi ultimi 3 mesi: "soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti alla Protezione civile e andavano ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti, alternanza e ritardi nella comunicazione e trasmissione dei dati che sarebbe stata giustificata nella prima fase e molto meno ora. Come se ci fosse la volontà di mantenere sotto un certo livello il numero dei casi diagnosticati"; quanto esposto, a giudizio degli interroganti, ove confermato, desta sconcerto e preoccupazione in relazione ai gravissimi effetti dal punto di vista sanitario sull'intera comunità lombarda e, di conseguenza, sull'intera comunità nazionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda confermare le notizie sulla scarsa disponibilità dei tamponi in Lombardia e, in caso affermativo, quali misure urgenti voglia intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di rifornire adeguatamente di tamponi faringei o naso-faringe la Regione ed evitare il rischio, più che reale, che la situazione di monitoraggio e le azioni di contrasto alla diffusione del coronavirus possano sfuggire al controllo delle autorità sanitarie locali; se ritenga di verificare quanto denunciato dalla fondazione GIMBE e, comunque, fornire maggiori delucidazioni al fine di ricostruire l'effettiva situazione dei contagi in Lombardia e nelle regioni più colpite dal virus agendo di conseguenza a tutela della salute dei cittadini. Atto n. 4-03594 IWOBI LUCIDI VESCOVI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'Assemblea nazionale del popolo (NPC) a Pechino ha approvato la risoluzione per permettere al comitato permanente della stessa Assemblea di redigere una legge speciale sulla sicurezza nazionale per la regione amministrativa speciale di Hong Kong; numerosi senatori del Gruppo parlamentare Lega-Salvini premier-Partito sardo d'Azione hanno firmato una mozione (1-00237) che chiede al Governo l'impegno a tutelare il principio "un Paese, due sistemi", fortemente a rischio a seguito degli ultimi sviluppi; considerato che: