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il crollo della natalità impone di rivedere a livello nazionale i parametri previsti per la presenza dei punti nascita, senza ovviamente mettere in pericolo la sicurezza delle partorienti e dei nascituri perché è anche con il mantenimento dei punti nascita sul territorio che si combatte il fenomeno detto "inverno demografico" che ha colpito l'Italia, acuito dall'emergenza sanitaria da COVID-19; la chiusura del punto nascita di Pantalla, al pari della chiusura di tanti altri punti nascita in Italia, creerebbe serie condizioni di disagio, nonché di pericolo, soprattutto in situazioni di emergenza, mettendo a serio rischio l'incolumità delle partorienti e dei nascituri, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente definire con apposito intervento normativo nuovi criteri per la riorganizzazione dei punti nascita al fine di assicurare la salute delle partorienti e dei neonati e garantire loro la sicurezza delle prestazioni assistenziali, in particolare prevedendo che nel calcolo del volume si tenga conto non solo del singolo punto nascita ma dell'intera struttura sanitaria a cui il punto nascita fa riferimento e, in prospettiva, prevedere una revisione complessiva del meccanismo di calcolo, introducendo un nuovo criterio che non abbia più ad oggetto la struttura ma che si basi, in modo diretto, sul singolo, prevedendo, dunque, che il congruo volume di attività sia valutato tenendo conto dell'attività del sanitario, mediante l'introduzione di un documento attestante la sua esperienza clinica attraverso l'indicazione del numero di parti annui a cui si è prestata assistenza. Atto n. 4-07330 LANNUTTI Ai Ministri della salute e della giustizia Premesso che: a Roma le case per anziani sono più di cento, e si spende in media 1.900 euro per una doppia, 2.500 per una singola, prezzi decisamente più elevati della media nazionale. E non esiste un registro di quelle attive, né tantomeno un censimento della loro popolazione. Troppo spesso, poi, le autorizzazioni sono fittizie, le società inattive e soprattutto i controlli nulli. Non a caso è boom di segnalazioni al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale; solo a marzo scorso l'opinione pubblica è stata scossa dalla notizia della scoperta alle porte di Roma di un ospizio lager , una casa da incubo per gli ospiti, pubblicizzata sul web con "renderemo piacevole il soggiorno dei vostri cari", dove invece botte, insulti e intimidazioni di ogni tipo erano la prassi, secondo quanto scoperto dai carabinieri del NAS di Roma. Una casa di riposo dove latte allungato con acqua, anziani sedati e costretti a restare nelle loro stanze dal pomeriggio alla mattina era la triste normalità; considerato che a quanto risulta all'interrogante: a Roma, in via Indonesia 33, esiste la casa per anziani privata denominata "Residenza Stella", realizzata in una villetta di cinque stanze, che risulta appartenere alla signora Francesca Armellini, figlia del noto costruttore romano. La struttura è gestita da una S.r.l.s. , denominata "Residenza Villa Stella Società a Responsabilità Limitata Semplificata", ed è stata costituita tre anni fa, nel maggio 2019, e la cui amministratrice unica risulta essere la signora Fiorella Barba, di ottant'anni di età. La società, attualmente, risulta "inattiva", come riscontrabile da visura camerale; l'interrogante è venuto a conoscenza della vicenda che riguarda una giornalista romana, B.P., e il suo compagno di 77 anni, C.T., affetto da demenza diagnosticata a settembre 2021, ospitato nella casa di riposo "Residenza Stella". L'uomo sarebbe stato portato nella casa di riposo dalla figlia, con un escamotage , all'insaputa della giornalista B.P., sua compagna di vita dal 2009. Dopo aver vissuto per molti anni insieme nelle varie abitazioni della signora B.P., C.T. all'inizio del mese di gennaio 2022, ha manifestato l'intenzione di tornare a vivere nel suo appartamento, cosa che ha fatto il 15 gennaio 2022. In quell'abitazione egli ha deciso di rimanere anche per non essere di peso alla compagna, alla quale era stata diagnosticata la BPCO, oltre ad una sospetta neoplasia al polmone. Desiderando egli vivere da solo, sia le di lui due figlie che la signora B.P. hanno iniziato a cercare una badante, ma senza esito perché C.T. rifiutava ogni persona che gli veniva presentata; i giorni 8 e 10 maggio 2022, C.T. ha inviato tre messaggi vocali alla compagna che allarmata dai toni e dal contenuto sconnesso, lo ha prima inutilmente chiamato al telefono (che risultava spento), poi, si è recata a casa sua, ma non l'ha trovato. Dal 10 maggio 2022 C.T. è scomparso dalla sua abitazione ed ha cessato di rispondere alle telefonate e ai messaggi inviatigli insistentemente dalla compagna, la quale ha inutilmente cercato di ottenere sue notizie e rassicurazioni sullo stato di salute del compagno dalle di lui figlie, le quali si sono, però, rifiutate di fornirgliele. Ogni successivo tentativo presso tutte le autorità competenti (compresi i servizi sociali) è naufragato, giacché non essendo la loro unione ufficialmente riconosciuta, alla signora B.P. è stato sempre negato l'accesso a qualsivoglia informazione. Per tale ragione, la giornalista ha dato seguito all' iter per la dichiarazione di convivenza, che è stata certificata in data 23 giugno 2022. A nulla sono servite, inoltre, le due denunce presentate ai Carabinieri della Stazione Gianicolense e al Commissariato di P.S. Roma Prati. In data 14 giugno 2022, l'avvocato difensore delle due figlie di C.T., ha comunicato che era in corso una procedura per la nomina di amministratore di sostegno di C.T.. Il 5 luglio 2022 la signora B.P. ha appreso che, con un decreto del 25 maggio 2022, è stata nominata quale amministratrice di sostegno di C.T una delle sue due figlie e che il compagno si trova presso la casa per anziani Residenza Stella; considerato inoltre che, a quanto risulta all'interrogante, la signora B.P. ha provato inutilmente a mettersi più volte in contatto con la Residenza Stella per poter parlare con il proprio compagno e per poterne conoscere lo stato di salute. Ogni volta le veniva negata ogni informazione e la possibilità di poter dialogare con C.T., in quanto le veniva detto che la figlia di quest'ultimo non autorizzava alcun contatto esterno. Non solo. Il pomeriggio del 5 luglio 2022, B.P si è recata presso la Residenza Stella per incontrare il compagno dopo due lunghissimi mesi trascorsi senza sentirlo e senza avere sue notizie; si è fatta accompagnare da un collega giornalista, interessato ad assistere all'incontro perché impegnato in un'inchiesta sulle case di riposo private, il quale munito di telecamera nascosta ha filmato tutto. I due, dopo essere entrati nel giardino della residenza e aver chiesto di C.T. sono stati raggiunti da un signore di circa quarant'anni, dal forte accento romano, nerboruto, il quale, qualificatosi come responsabile della struttura, ha intimato alla B.P. di andarsene.