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Gli ITS, quindi, costituiscono il segmento di formazione terziaria, non universitaria, che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione, e rappresentano un'opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano, in quanto espressione di una strategia nuova fondata sulla connessione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali, con l'obiettivo di sostenere gli interventi destinati ai settori produttivi, con particolare riferimento ai fabbisogni di innovazione e di trasformazione tecnologica delle piccole e medie imprese. Sei le aree tecnologiche interessate, ai cui corsi si accede dopo una preselezione successiva al diploma di istruzione secondaria superiore; corsi articolati di norma in quattro semestri, che possono arrivare anche a sei, che consentono di fare un'esperienza in stage in azienda. Durante questo periodo di formazione professionale, gli studenti hanno l'opportunità di sperimentare direttamente sul campo le competenze acquisite e di contribuire allo sviluppo dei processi di digitalizzazione aziendali, grazie alle conoscenze e alle dinamiche innovative proprie dei tecnici superiori. È chiaro, quindi, che i corsi degli ITS sono costruiti attraverso una progettazione condivisa e partecipata da tutti i soggetti interessati e - particolare non di poco conto - sono cofinanziati dal programma operativo regionale del fondo sociale europeo. Quello degli ITS è quindi un percorso alternativo a quelli universitari, che risponde alla vocazione e al desiderio di tutte quelle ragazze e di tutti quei ragazzi che vogliono specializzarsi in aree specifiche e che possono trasformare i sogni di bambino in professionalità di alto livello e diventare adulti competitivi e realizzati nel mondo del lavoro, a livello non solo nazionale, ma anche europeo e, perché no, anche internazionale. Come legislatori, dunque, data l'importanza che gli ITS hanno, abbiamo il compito di garantire che il sistema funzioni e sia efficiente. Durante i lavori di Commissione, grazie alle audizioni e alle continue e intense interlocuzioni con le Regioni e le associazioni di categoria, pensiamo di aver fatto un buon lavoro e oggi, con l'approvazione in questa Assemblea, restituiamo alla Camera un disegno di legge arricchito di nuovi elementi, grazie al contributo degli emendamenti e delle proposte anche del Gruppo Lega. E ricordo che alcune di tali proposte sono state inserite negli emendamenti del relatore, che ringrazio, e altre accolte singolarmente, come, ad esempio, quella che esclude che il direttore didattico sia scelto tra i dirigenti scolastici degli istituti di scuola secondaria di secondo grado aderenti alla fondazione e che al comitato tecnico scientifico partecipino di diritto rappresentanti dei direttori scolastici degli istituti di scuola secondaria di secondo grado aderenti alla fondazione (emendamento a prima firma della senatrice Alessandrini e condiviso dai senatori Pittoni e Saponara). Spiace il mancato accoglimento dell'emendamento a mia prima firma, ma sempre condiviso dal Gruppo Lega, che non è stato accolto dal Governo, che prevedeva la partecipazione delle realtà datoriali al comitato ITS. Siamo consapevoli del fatto che il mancato accoglimento di alcune richieste potrà suscitare qualche malumore. Ma quello che abbiamo cercato di assicurare è che il sistema possa essere diffuso su tutto il territorio nazionale, supportato da adeguate professionalità e soggetto a un controllo che ne assicuri l'efficienza e garantisca la reale specializzazione, nonché l'inserimento nel mondo del lavoro delle ragazze e dei ragazzi che sceglieranno gli ITS per trasformare i loro sogni di bambini. Solo per dare qualche numero, sono 120 gli ITS sul territorio nazionale, correlati a sei aree tecnologiche. Per dare un'idea, la maggior parte degli ITS è localizzata in Lombardia, che ne ha 20; seguono la Sicilia (11); la Toscana, la Calabria e la Campania (9); il Lazio (8); l'Emilia-Romagna, il Piemonte e il Veneto (7); la Puglia e la Liguria (6); l'Abruzzo e la Sardegna (5); le Marche e il Friuli-Venezia Giulia (4); una sola fondazione, invece, è presente in Molise, Umbria e Basilicata. L'Emilia-Romagna, il Piemonte e la Lombardia sono le Regioni che, in più, hanno tutti gli ITS in tutte le aree tecnologiche. I percorsi attivi attualmente sono 60, sempre in Emilia-Romagna, gli iscritti 701 e - giusto per dare un numero - il totale dei diplomati dei percorsi conclusi e monitorati è pari a 2.290, con 1.841 occupati. Il che vuol dire che gli ITS sono una buona soluzione per professionalizzarsi. Convinti, quindi, della funzione importante degli ITS e che il disegno di legge, così variato, possa assicurarne un adeguato ed efficiente funzionamento, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore. Un ringraziamento va al Presidente della Commissione, ai relatori e a tutti i commissari. (Applausi) . DE LUCIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE LUCIA (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, mi permetto di fare in apertura un breve excursus del viaggio di questo provvedimento, che ancora non è concluso e che dovrà ripassare alla Camera. Dopo essere stato approvato un testo unificato presso la Camera dei deputati il 20 luglio 2021, il 19 maggio scorso la 7 a Commissione, della quale mi pregio di fare parte, ha approvato a larga maggioranza la riforma degli istituti tecnici superiori, che, entro il quadro di riforma e rinascita rappresentato dal PNRR, è ora sottoposta al giudizio dell'Assemblea, prima di fare - come dicevo - ritorno alla Camera - mi auguro velocemente - per la ratifica finale. Il testo ha subito considerevoli modifiche rispetto a quello licenziato in precedenza alla Camera. Per evitare un'esorbitante quantità di emendamenti il relatore in Commissione, il presidente Nencini, ha provveduto, dopo una serie di incontri con il Governo, una serie di audizioni e di interlocuzioni con soggetti competenti ed esperti, sempre in condivisione con noi componenti della Commissione, a predisporre un nuovo testo, che è stato a sua volta perfezionato attraverso un'attività emendativa abbastanza intensa. Cito un solo esempio per tutti, perché era completamente sfuggito: l'Afam viene inserito tra i soggetti fondatori degli ITS. Il principale obiettivo di questa proposta è la riorganizzazione del sistema di istruzione tecnica superiore, al fine di rafforzare un segmento del nostro sistema formativo per troppo tempo svalutato quasi al ruolo di cenerentola, e che prevede invece percorsi post diploma in grado di offrire una formazione tecnica altamente qualificata, finalizzata a fornire le competenze tecniche più richieste dalle aziende per accedere al mondo del lavoro. Ebbene, la vera e propria riforma che si è inteso dare vita attraverso il presente provvedimento per dare giusta dignità al sistema, con un inquadramento generale dopo una serie di lunghi anni di sperimentazione, afferisce ad ogni modo a due spinte parallele, confluite in un'unica volontà da parte del Governo.