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se intendano procedere all'approfondimento di quanto descritto così come delle riserve espresse da AIFA, ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00012 D'ARIENZO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: come riportato da un articolo pubblicato il 17 maggio dal quotidiano "L'Arena", una ragazza diciottenne di Verona, Farah, sarebbe stata riportata in patria, in Pakistan, dalla propria famiglia e costretta ad abortire con la forza; la ragazza, studentessa diplomanda dell'istituto professionale "Sanmicheli", era fidanzata con un ragazzo di Verona. Dopo essere rimasta incinta alcuni mesi fa, insieme al suo ragazzo, aveva deciso di portare a termine la gravidanza. Conseguentemente, aveva chiesto all'istituto un provvedimento straordinario per poter sostenere anticipatamente gli esami di maturità, stante la prossimità degli stessi con la data del parto; dal mese di gennaio 2018 si sono perse le tracce della ragazza. A denunciare la vicenda sono state le compagne di scuola, che hanno ricevuto la notizia dalla stessa tramite "Whatsapp", attraverso un drammatico messaggio nel quale si parla di un aborto forzato e della volontà del padre di costringerla ad un matrimonio con un connazionale; dalle testimonianze dei compagni sono stati ricostruiti i rapporti non sereni tra Farah e la sua famiglia. Lo scorso anno, infatti, la diciottenne aveva denunciato il padre per maltrattamenti e si era rifugiata in una casa-famiglia, che ha lasciato a gennaio per tornare dai genitori, con i quali aveva detto di essersi riappacificata, per poi scomparire dopo poco tempo; il padre e il fratello della ragazza sono attualmente ancora a Verona e secondo quanto riferito dall'assessore per i servizi sociali del Comune di Verona, Stefano Bertacco, risulterebbe la ferrea volontà da parte della famiglia di non lasciare libera la ragazza; infatti ella sarebbe costantemente sorvegliata dalla madre e dalla sorella e, in aggiunta, le sarebbero stati sottratti i documenti; Farah ha aderito al "progetto Petra", una struttura che si occupa delle violenze sulle donne, in particolare tra le mura familiari, ed è stata ospitata in un appartamento protetto fino al 9 gennaio, quando ha comunicato, come già evidenziato, l'avvenuta riconciliazione con la famiglia; la giovane aveva anche chiesto di continuare a partecipare agli incontri di mutuo aiuto organizzati dal centro con le donne vittime di violenze in famiglia, dove, però, non si è mai recata. Successivamente, si è appreso del suo ritorno in Pakistan per il matrimonio del fratello, verosimilmente, alla luce di quanto accaduto, una scusa per farla allontanare dall'Italia. Farah, infatti, non ha più fatto ritorno e la sua scomparsa è stata denunciata dal fidanzato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intraprendere con la massima sollecitudine, nelle competenti sedi, le necessarie e urgenti azioni al fine di avviare una collaborazione con le autorità pakistane e accertare che la ragazza non sia trattenuta contro la sua volontà e, in caso affermativo, se non ritenga di adoperarsi urgentemente al fine di agevolare la liberazione della medesima e il suo ritorno in Italia. Atto n. 3-00014 DE PETRIS Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il Ministero dello sviluppo economico, congiuntamente con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, risulta essere in procinto di adottare un decreto interministeriale, concernente la revisione della disciplina sui TEE, titoli di efficienza energetica, comunemente noti come certificati bianchi; la motivazione che il Ministero adduce alla revisione della disciplina è la presunta volatilità del prezzo di scambio dei certificati bianchi, con conseguente necessità di evitare eccessi di rialzo del prezzo di scambio dei TEE. Eccessi di volatilità verificatisi peraltro solo in coincidenza del fermo all'emissione dei TEE da parte del gestore dei servizi energetici (GSE), con il coincidente obbligato aumento degli scambi tra privati; l'elemento centrale del nuovo provvedimento risulterebbe essere l'introduzione di un tetto al valore dei certificati bianchi pari a 250 euro, avente l'obiettivo di stabilire un equilibrio tra la domanda e l'offerta dei TEE. Viene inoltre configurato il GSE quale fornitore di TEE a 260 euro; tali titoli verranno emessi dal GSE su richiesta dei soggetti obbligati, qualora questi abbiano difficoltà a realizzare i propri obblighi. I soggetti obbligati che acquistano certificati bianchi dal GSE potranno riscattarli a fronte di TEE generati tramite la realizzazione di progetti di efficienza energetica; viene inoltre introdotta la possibilità di compensare nei due anni successivi quanto non già adempiuto in termini di obiettivo minimo, nonché l'inserimento di altre 30 tipologie di nuovi progetti con la presenza di 6 schede di progetti standardizzabili già pronte; a giudizio dell'interrogante, non si comprende l'urgenza di regolare un mercato così complesso in una situazione che vede il Governo in carica unicamente per gli affari correnti, in un settore di portata significativa misurabile in miliardi di euro; tra l'altro, le criticità del provvedimento sono numerose: in primo luogo, stabilire un tetto al prezzo massimo di scambio dei TEE favorisce, di fatto, i grandi inquinatori, e non incentiva i soggetti virtuosi ad effettuare investimenti in efficienza energetica, oggi premiati con l'emissione di certificati bianchi negoziabili; aumentare a due anni il tempo massimo per adempiere agli obiettivi minimi di efficienza si configurerebbe poi quale ulteriore disincentivo alla realizzazione di interventi a tutela dell'ambiente, con un conseguente danno alla collettività, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano desistere dall'adozione del decreto interministeriale, al fine di consentire una discussione approfondita al nuovo Parlamento e alla nuova maggioranza di Governo, su un tema tanto significativo per i processi di riconversione ecologica del consumo energetico e di tutta l'economia del Paese. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00086 URSO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'amministratore delegato di Invitalia ha dichiarato in un'intervista al quotidiano "la Repubblica" rilasciata nei giorni scorsi di aver revocato il contratto di sviluppo con l'azienda Blutec, newco del gruppo Metec, per il sito ex Fiat di Termini Imerese (Palermo); Invitalia avrebbe avviato le procedure per ottenere da Blutec la restituzione dei 20 milioni di euro già erogati all'azienda sui 67 milioni di finanziamento pubblico, per i quali l'azienda non avrebbe fatto alcuna rendicontazione malgrado le ripetute sollecitazioni; gli ex lavoratori della Fiat hanno occupato la sede del Consiglio comunale per richiamare l'attenzione delle istituzioni e denunciare il clamoroso silenzio del Governo;