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Disposizioni in materia di associazioni virtuali. Onorevoli Senatori. -- Il periodo storico che stiamo vivendo è caratterizzato e sarà ricordato sicuramente come il periodo di inizio della terza rivoluzione industriale e culturale, che vede l'uso della rete internet diffondersi in maniera esponenziale riducendo distanze e modificando profondamente i modi di produzione e distribuzione, non solo di beni e merci, ma anche di cultura. Negli ultimi mesi in particolare è emerso in modo sempre più diffuso il concetto di « cloud », metodologia che permette di condividere strumenti e risorse online , quindi informazioni sempre disponibili in rete. La condivisione del pensiero e della conoscenza in maniera virtuale, quindi online , determina uno spostamento del baricentro culturale della società, che se in tempi classici poteva essere identificato ad esempio con il filosofo, con la biblioteca, ora deve essere necessariamente inquadrato da un punto di vista collettivo e sociale. La possibilità di avere sempre, ovunque e immediatamente una risposta ad un quesito innesca apparentemente un impoverimento personale, una diminuzione del bagaglio culturale costruito dal singolo, mentre alimenta di fatto la massa culturale globale. In altri termini, mentre cento anni fa una persona di media cultura aveva accesso limitato al sapere non afferente alla propria sfera personale, oggi si può a ragione ritenere che sia straordinariamente più semplice non detenere, ma piuttosto accedere alle informazioni. In questo mondo di scambi e condivisione esiste un sottoinsieme di persone che si aggrega per motivi etici o sociali legati al volontariato, per motivi politici o per altri scopi, in modo virtuale, utilizzando gli strumenti propri di internet . Ci si riferisce ai forum di discussione, alle piattaforme cloud di condivisione, alle piattaforme di deliberazione secondo le modalità note di democrazia elettronica. Con il termine associazione virtuale si intende una forma di aggregazione composta da una o più persone avente come caratteristica distintiva, rispetto alle associazioni in senso classico, quella di non avere propriamente un luogo fisico di aggregazione, ma piuttosto di condividere tutti gli elementi di una associazione in modo virtuale, ossia mediante l'uso di internet . La Costituzione, all'articolo 2 stabilisce che: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità» e all'articolo 18 sancisce: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare», in base all'articolo 21, inoltre «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Dato tale contesto, il codice civile disciplina le modalità secondo le quali un determinato numero di persone può, per fini leciti, aggregarsi e costituirsi come associazione. In particolare identifica nell'atto costitutivo il momento iniziale di nascita dell'associazione e ne regola i contenuti. Il codice stabilisce che l'atto costitutivo di una associazione debba indicare la sede legale alla quale l'associazione fa riferimento. In generale non si richiede che l'atto costitutivo e lo statuto di una associazione siano redatti in qualche forma particolare (atto pubblico notarile o scrittura privata autenticata da notaio), e nemmeno che siano registrati. L'articolo 14 del codice civile («Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico») che peraltro nel disegno di legge in esame è oggetto di modifica, è infatti destinato alle persone giuridiche, alle associazioni riconosciute. Le associazioni non riconosciute vale a dire la gran parte delle forme associative non sono persone giuridiche in senso tecnico. Un’associazione costituita con scrittura privata è regolarmente costituita e può operare senza ulteriori adempimenti. L'atto pubblico è obbligatorio per la costituzione solo qualora l'associazione intendesse richiedere il riconoscimento della personalità giuridica. Tuttavia molte associazioni provvedono ugualmente alla registrazione presso l'Agenzia delle entrate e alla registrazione dello statuto con forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata. Ciò è necessario se un ente vuole procedere con l'iscrizione ai registri regionali o comunali o vuole ottenere la qualifica di ONLUS in base al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e ancor più, qualora l'associazione volesse richiedere l'attribuzione di personalità giuridica. La registrazione è inoltre utile per attribuire all'atto costitutivo e allo statuto data certa ai sensi dell'articolo 2704 codice civile, e poter dimostrare nei confronti dei soci e soprattutto dei terzi che alla data della registrazione risulta effettivamente costituita l'associazione e che gli associati si sono dotati di quel determinato statuto. Stanti tali premesse, esiste, di fatto, un vuoto normativo che non permette ad aggregati di persone di potersi costituire come una associazione web o virtuale. Il disegno di legge in esame elimina questo vuoto introducendo la possibilità di costituire una associazione virtuale, caratterizzata dal non avere una sede fisica quale luogo di incontro, ma un indirizzo internet presso il quale gli associati trovano strumenti e risorse. Accanto all'indirizzo internet si ritiene opportuno predisporre un indirizzo di posta elettronica certificata a garanzia della ufficialità della comunicazione. Degli elementi previsti obbligatori dell'atto costitutivo, quello della sede è l'unico che ha ancora caratteristiche materiali, mentre per altri aspetti è già oggi possibile trovare un’alternativa virtuale giuridicamente riconosciuta e produttiva di effetti. Ad esempio, è possibile aprire un deposito bancario online senza necessità di recarsi fisicamente presso uno sportello, così come strumenti di e-governance permettono sempre più spesso il deposito di atti online . In perfetta sintonia con il tema proposto, il testo del disegno di legge è stato discusso in rete attraverso la piattaforma digitale LEX. Sono stati ricevuti circa 200 commenti aventi ad oggetto note, integrazioni e suggerimenti. Sono emerse alcune preoccupazioni in ordine alla possibilità che alcuni possano utilizzare il nuovo strumento associativo per creare false organizzazioni non lucrative di utilità sociale in modo da sfruttarne personalmente il ricavato e beneficiare di una serie di convenzioni. Si tratta di un aspetto molto importante, che merita la necessaria attenzione sia da parte del legislatore che degli organismi preposti alla prevenzione e al controllo dei reati societari, ma che non è necessariamente connesso al solo profilo della «associazione virtuale», la cui introduzione di per se non determina alcun significativo elemento peggiorativo rispetto alla situazione attuale. A fronte del riconoscimento di una associazione senza alcun riferimento fisico, vi è chi ha proposto di far coincidere l'indirizzo fisico dell'associazione con quello del fondatore, individuandolo come figura che deterrebbe il potere di rappresentanza e gestione, oppure, in alternativa, gli amministratori dell'associazione stessa. La stessa soluzione è stata proposta anche con riferimento ai possibili controlli da parte delle forze dell'ordine e alla conseguente necessità di individuare i soggetti cui notificare eventuali accertamenti.