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all'ospedale "San Leonardo" di Castellammare di Stabia (Napoli) c'è il rischio concreto di un'emergenza sanitaria, come denuncia il vertice dell'amministrazione comunale in una nota del 26 ottobre 2018; l'ospedale versa in uno stato "comatoso" nonostante la grande professionalità di medici e operatori sanitari; al pronto soccorso regna il caos , l'unità OBI (osservazione breve intensiva) nonostante l'inaugurazione avvenuta 10 mesi fa non è operativa, non si conosce ad oggi la data dell'avvio dei lavori per il reparto di emodinamica, il blocco operatorio è inadeguato, la neurologia è ridotta a soli cinque posti, l'urologia prevede soltanto due medici, l'ortopedia è a rischio chiusura, non c'è il servizio di trasporto per gli infermi, la distribuzione degli spazi è inadeguata e il piano sanitario non viene mai applicato; l'utenza è indignata per il servizio insufficiente e completamente mancante di programmazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del malfunzionamento dell'ospedale San Leonardo che rappresenta un polo sanitario di primo livello e dovrebbe servire un'utenza di centinaia di migliaia di persone; se abbia intenzione di attivare subito una verifica ispettiva per accertare le responsabilità amministrative e politiche di tale scempio. Atto n. 4-00806 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre 2018 il maltempo ha generato ingenti danni in tutta Italia; fra gli agenti esogeni si deve annoverare anche e sopratutto l'azione devastante dell'uomo, che non di rado interferisce nei processi naturali accelerandoli o comportandosi in modo che essi abbiano conseguenze disastrose; le imprese turistiche, in particolare, hanno riscontrato danni per centinaia di milioni di euro; queste imprese, grandi, medie e piccole, oggi rappresentano un indotto reale e fondamentale per la nostra nazione in termini occupazionali ed economici che certamente non si può sottovalutare; non si contano i detriti da rimuovere e i danneggiamenti alle attrezzature e ai servizi per gli stabilimenti balneari, per le darsene, per la cantieristica nautica da diporto, per le strutture alberghiere che dovranno provvedere al ripristino quanto prima; la distruzione causata principalmente da una mareggiata trova pochi precedenti nella storia delle coste della nostra penisola, si chiede di sapere: se sia intenzione del Governo convocare urgentemente le autorità competenti ad un tavolo di concertazione, per esaminare l'implementazione di adeguate misure di protezione dei litorali e delle fasce costiere della nostra nazione, che risultano da troppo tempo esposte alle mareggiate; se ritenga che quanto è accaduto in questi giorni sia stato aggravato da azioni antropiche quali il disboscamento, l'occupazione di aree di pertinenza fluviale, il prelievo abusivo di inerti degli alvei fluviali; se intenda realizzare un monitoraggio di fiumi, laghi e sistemi fognari; se pensi di dichiarare lo stato di calamità naturale per le aree della nazione più colpite ed adottare provvedimenti immediati per aiutare le imprese. Atto n. 4-00807 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: è sempre più grave l'emergenza rifiuti a Torre del Greco (Napoli); il blocco dei conferimenti nelle discariche del napoletano, in particolare degli ingombranti, sta lasciando a terra in città tonnellate di rifiuti; sono al collasso le isole ecologiche e i centri di raccolta dei rifiuti dislocati in tutta la città: cassonetti pieni di umido, carta e plastica e tantissimo materiale ingombrante depositato in maniera selvaggia, complice l'assenza di controlli; sacchetti accumulati da giorni marciscono al sole al centro come in periferia sventrati da topi e scarafaggi e i cittadini devono camminare sui marciapiedi facendo lo slalom tra la spazzatura; si rischia il colera, l'allarme igienico-sanitario è gravissimo e di notte non si respira per il cattivo odore; la popolazione di Torre del Greco è esasperata ed indignata perché pure in questa situazione si vede recapitare tasse per i rifiuti elevatissime; la raccolta differenziata che fino al 2016 toccava il 48 per cento è crollata al 26 per cento nel 2018, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa grave situazione che attanaglia una delle città più popolose della Campania; se intenda adottare specifiche iniziative vista l'incapacità della Regione Campania nel garantire una civile gestione del ciclo dei rifiuti e dell'amministrazione comunale nel trovare soluzioni per garantire la salute pubblica e il decoro. Atto n. 4-00808 FAZZOLARI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: una vasta area dell'allora territorio di S. Eufemia Lamezia (oggi Lamezia Terme) fu sottoposta a vincolo paesaggistico con decreto ministeriale 7 luglio 1967, in attuazione delle previsioni di cui alla legge 29 giugno 1939 , n. 1497, in quanto ambito di particolare rilevanza paesaggistico-ambientale ; successivamente all'apposizione di tale vincolo, l'intera area veniva interessata da rilevanti modificazioni infrastrutturali per la realizzazione di una delle più grandi aree industriali del Mezzogiorno, per cui si sono perse, di fatto, le connotazioni riconosciute all'atto dell'apposizione del vincolo; soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e produttivo ormai la zona è connotata: come area strategica per l'arricchimento funzionale di Lamezia Terme; come nodo di scambio intermodale per la presenza, accanto alla stazione ferroviaria, dell'aeroporto internazionale e dell'area industriale ASI (ex SIR); come polo di spiccata vocazione agricola per la presenza di numerose aziende agricole a tecnologia avanzata; l'area industriale di San Pietro Lametino e lo scalo aeroportuale di Lamezia Terme (incluse nel piano di sviluppo strategico della zona economica speciale della Calabria) sono state identificate come possibile polo specialistico strategico della logistica intermodale; considerato che: i vincoli paesaggistici imposti costituiscono oggi un anacronistico e al tempo stesso pesante ostacolo burocratico che determina prolungati ed irragionevoli ritardi per la realizzazione di opere infrastrutturali e per l'insediamento di nuove attività produttive; i programmi pubblici e privati di ammodernamento ed ampliamento delle infrastrutture e strutture diventano "ostaggio" di pareri che tardano ad essere espressi (si pensi che nel territorio dell'ex comune di S. Eufemia oggetto di vincolo occorre il nulla osta paesaggistico-ambientale anche per realizzare o ristrutturare una semplice recinzione); se è vero che il vincolo paesaggistico di cui al decreto ministeriale 7 luglio 1967 relativo all'allora Comune di Sant'Eufemia Lamezia non costituisce un "vincolo inibitorio" per la realizzazione di opere infrastrutturali e per l'insediamento di nuove attività produttive, è altrettanto vero che questo comporta ritardi e complessità procedurali, tanto è nella risposta ad una precedente interrogazione dell'on.