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quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire l'adeguata formazione dei giudici minorili in merito ai temi evocati in premessa, onde favorire una miglior consapevolezza dei più delicati aspetti della questione, con particolare riguardo allo stato della ricerca psicologica e dunque alla inattendibilità scientifica della cosiddetta sindrome di alienazione parentale. Atto n. 3-01187 COLLINA MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI STEFANO FERRARI BINI CIRINNA' VALENTE Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: l'art. 33 del decreto-legge n. 34 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, il cosiddetto decreto crescita, ha introdotto nuove regole in materia di assunzioni nei Comuni, con la finalità di accrescere le facoltà assunzionali degli enti che presentino un rapporto virtuoso fra spese complessive per il personale ed entrate riferite ai primi tre titoli del rendiconto; considerato che: i Comuni, sulla base di quanto stabilito dal decreto, dovrebbero poter procedere ad assunzioni a tempo indeterminato nel limite di una spesa complessiva per il personale (al lordo degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione) non superiore ad un determinato valore soglia. Dette assunzioni dovrebbero avvenire in coerenza con piani triennali di fabbisogno di personale e nel rispetto dell'equilibrio di bilancio asseverato dall'organo di revisione; il valore soglia, che costituisce il limite di spesa per le assunzioni di personale, è definito dal decreto come percentuale "differenziata per fascia demografica" delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto dell'anno precedente, al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità; tenuto conto che: le fasce demografiche, i relativi valori soglia (prossimi al valore medio per fascia demografica) e le relative percentuali massime annuali di incremento del personale in servizio sono stabiliti con decreto del Ministro della pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri dell'economia e dell'interno, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città; il decreto crescita rimette quindi l'effettiva applicazione della norma ad un decreto del Ministro della pubblica amministrazione, che avrebbe dovuto essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto crescita; considerato che recentemente, interrogata sulla stessa questione alla Camera dei deputati, il Ministro della pubblica amministrazione ha affermato che l'elaborazione dei provvedimenti dei decreti attuativi è attualmente in fase avanzata. Ha inoltre manifestato l'intenzione di riprendere in mano le fila del dialogo, sia istituzionale che con i rappresentanti degli enti locali, proprio per rispondere a queste esigenze; tenuto conto che: l'articolo 77 della Costituzione assegna al Governo il potere di adottare in casi straordinari di necessità e di urgenza, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, da sottoporre poi alle Camere per la conversione in legge. L'immediata vigenza delle norme contenute nei decreti legge è quindi strumentale alla necessità di provvedere senza indugio a risolvere questioni come quella relativa all'impossibilità di assumere personale da parte dei Comuni; è quindi paradossale che la piena ed immediata effettività di tali norme di cui è stata giustamente affermata l'urgenza in sede di adozione, sia di fatto sospesa e ritardata dalla mancata emanazione dei decreti attuativi che avrebbero dovuto, invece, essere pronti già nel mese di luglio scorso, si chiede di sapere: in quale data verranno emanati i decreti attuativi mancanti che dovrebbero rendere effettive le previsioni del decreto crescita, dando finalmente certezze ai Comuni su come e quando potranno esercitare le proprie facoltà assunzionali; quali iniziative il Governo abbia adottato per accelerare l' iter al fine di attuare la norma, di cui al citato articolo 33 del decreto-legge n. 34 del 2019, considerata l'importanza che la norma riveste per le regioni ed i comuni virtuosi in cronica situazione di sottorganico. Atto n. 3-01188 PIROVANO BORGHESI AUGUSSORI CALDEROLI STEFANI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: il tema della riforma della dirigenza pubblica è stato al centro del dibattito parlamentare negli ultimi anni e, da ultimo oggetto del disegno di legge presentato in data 5 marzo 2019 dal ministro pro tempore Bongiorno con l'obiettivo di incentivare la qualità della prestazione lavorativa dei dirigenti, mai divenuto legge per la sopravvenuta caduta del Governo Conte I; è principio fondamentale ed inderogabile dell'ordinamento giuridico, essendo riflesso di diritti costituzionalmente garantiti, che l'accesso alla dirigenza pubblica avvenga tramite il concorso pubblico; la Corte Costituzionale con sentenza n. 1 del 1999 ha ribadito che esiste "una relazione tra l'art. 97 e gli artt. 51 e 98 della Costituzione" specificando che il concorso pubblico è il meccanismo imparziale di selezione tecnica e neutrale dei più capaci; anche la sentenza della Corte Costituzionale n. 37 del 2015 ha ribadito che il conferimento degli incarichi dirigenziali nell'ambito di un'amministrazione pubblica deve avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, il quale è necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio (in tal senso anche Corte Cost. sentenze n. 194 del 2002; n. 217 del 2012; n. 7 del 2011; n. 150 del 2010; n. 293 del 2009); derogando all'obbligo del concorso pubblico, sono state modificate le condizioni necessarie per poter conferire incarichi di funzione dirigenziale a soggetti non appartenenti ai ruoli della dirigenza pubblica in via del tutto eccezionale e temporanea; è stato previsto (articolo 19, del decreto legislativo n. 165 del 2001) che il tetto massimo del numero di tali incarichi di funzione sia fissato, per ciascuna amministrazione, nel 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti di prima fascia e nell'8 per cento di quella di seconda fascia; il numero dei dirigenti della pubblica amministrazione non impiegati in ruoli operativi è sempre più alto perché negli anni si sono stratificate strutture create dai vari esecutivi, che hanno creato posizioni di vertice senza garantire una successiva collocazione; i presupposti perché le amministrazioni procedano al conferimento degli incarichi dirigenziali senza il ricorso alla procedura pubblica sono la temporaneità degli incarichi e l'eccezionalità delle esigenze delle stesse in relazione all'oggetto dell'incarico e agli obiettivi da conseguire anche in applicazione di un sistema di spoil system che consenta ai vertici politici di avvalersi di rapporti fiduciari al fine di poter affermare un indirizzo politico chiaro, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire che il Governo Conte II non si doti, all'interno dell'amministrazione, di strutture temporanee con nuove posizioni dirigenziali per le quali sarà poi impossibile garantire una continuità operativa. Atto n. 3-01189 DE LUCIA GRANATO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: