[pronunce]

che, in altri termini, il legislatore ha inteso stabilire, con una disposizione speciale per i ricercatori universitari - in linea con la specialità del rapporto di impiego dei professori e ricercatori universitari (art. 2, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29) - in attesa del superamento del giudizio di conferma - tre anni più due in caso di un primo giudizio sfavorevole -, la esclusività temporanea dell'attività (attività di ricerca e scientifica, compiti didattici integrativi) nell'ambito della struttura universitaria in cui è incardinato il ricercatore stesso, in modo che questi non sia distratto, nel primo periodo di formazione e di prova, per effetto dello svolgimento di attività professionali esterne; che la non palese arbitrarietà della scelta del legislatore risulta confermata dal rilievo dei profili finanziari ed organizzatori privatistici assunti in via generale dal legislatore nel consentire a dipendenti delle pubbliche amministrazioni il tempo parziale e l'iscrizione in albi professionali (art. 1, comma 56 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; art. 39, comma 18, della legge 27 dicembre 1997, n. 449; decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, artt. 35 e 36); mentre nel settore dei ricercatori universitari possono ragionevolmente essere considerate prevalenti, nel periodo che precede la valutazione della attività scientifica e di didattica integrativa svolta nel triennio, esigenze di verifica attitudinale e di formazione iniziale alla ricerca e alla didattica; che di conseguenza la questione di legittimità costituzionale è manifestamente infondata sia sotto il profilo dell'art. 3, che dell'art. 97 Costituzione. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, del decreto-legge 2 marzo 1987, n. 57 (Disposizioni urgenti per i ricercatori universitari e per l'attuazione del disposto di cui all'art. 29, comma 2, della legge 29 gennaio 1986, n. 23, nonché in materia di conferimento di supplenze al personale non docente della scuola), convertito, con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987, n. 158, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Puglia - sezione staccata di Lecce - con le due ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 6 dicembre 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola