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Tale disciplina si conforma ai princìpi di pubblicità, partecipazione democratica, trasparenza e conoscibilità dei processi decisionali e persegue una serie di finalità. L'articolo 2 fornisce una serie di definizioni indispensabili per assicurare la corretta attuazione della legge. L'articolo 3 disciplina i casi di esclusione dall'applicazione della legge. L'articolo 4 attribuisce nuove funzioni al CNEL. L'articolo 5 istituisce presso il CNEL il Registro pubblico dei rappresentanti di interessi, al quale sono tenuti a iscriversi i soggetti che intendono svolgere l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi presso i decisori pubblici. L'articolo 6 si occupa dei requisiti che devono essere posseduti dal rappresentante di interessi ai fini dell'iscrizione nel Registro, al quale, comunque, il rappresentante potrà iscriversi solo dopo aver messo per iscritto l'impegno a rispettare il codice deontologico. L'articolo 7 detta il regime delle incompatibilità ai fini dell'iscrizione nel Registro, mentre l'articolo 8, tra i doveri degli iscritti nel Registro, prevede quello di trasmettere ogni anno, per via telematica, al CNEL una relazione annuale sull'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi svolta nell'anno precedente. L'articolo 9 stabilisce le facoltà degli iscritti nel Registro, mentre l'articolo 10 è dedicato ai doveri dei decisori pubblici. L'articolo 11 infine è dedicato alle sanzioni.. Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. La presente legge ha per oggetto la disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, intesa come attività concorrente alla formazione delle decisioni pubbliche nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni e con l'obbligo di lealtà nei loro confronti. 2. La disciplina di cui al comma 1 si conforma ai princìpi di pubblicità, di partecipazione democratica, di trasparenza e di conoscibilità dei processi decisionali e persegue le seguenti finalità: a) garantire la trasparenza dei processi decisionali; b) assicurare la conoscibilità dell'attività dei soggetti che influenzano i processi decisionali; c) agevolare l'individuazione delle responsabilità delle decisioni assunte; d) favorire la partecipazione ai processi decisionali da parte della società civile e delle rappresentanze di interessi; e) consentire l'acquisizione da parte dei decisori pubblici di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si definiscono: a) « rappresentanti di interessi »: i soggetti che rappresentano presso i decisori pubblici, come definiti alla lettera c), direttamente o indirettamente, su incarico dei portatori di interessi particolari, come definiti alla lettera b), interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica, al fine di incidere su processi decisionali pubblici in atto, ovvero di avviare nuovi processi decisionali pubblici, nonché i soggetti che svolgono, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, ovvero di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi, per conto dell'organizzazione di appartenenza, l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi; b) « portatori di interessi particolari »: i datori di lavoro con i quali i rappresentanti di interessi particolari intrattengono un rapporto di lavoro dipendente avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, di cui alla lettera d), nonché i committenti che conferiscono ai rappresentanti di interessi particolari uno o più incarichi professionali aventi ad oggetto lo svolgimento dell'attività di cui alla lettera d) ; c) « decisori pubblici »: i membri del Parlamento e del Governo; i presidenti delle regioni, gli assessori e i consiglieri regionali, i presidenti e i consiglieri delle province e delle città metropolitane, i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali; i presidenti e i commissari delle autorità indipendenti; i vertici, i consiglieri e i consulenti degli uffici di diretta collaborazione dei membri del Governo e delle giunte delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni; i vertici degli enti pubblici statali; i titolari di incarichi di funzione dirigenziale generale e i titolari degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi della normativa vigente; d) « attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi »: ogni attività, non sollecitata da decisori pubblici, finalizzata alla rappresentanza di interessi nell'ambito di processi decisionali, svolta professionalmente dai rappresentanti di interessi, attraverso la presentazione e l'illustrazione di proposte, documenti, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale o scritta, anche trasmessa per via telematica, richieste di incontri nonché ogni altra attività diretta a perseguire interessi leciti di rilevanza non generale nei confronti dei decisori pubblici; e) « Autorità »: il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Art. 3. (Esclusioni) 1. Le disposizioni della presente legge non si applicano: a) ai giornalisti e ai funzionari pubblici le cui relazioni o i cui contatti sono attinenti all'esercizio della propria professione; b) alle persone che intrattengono relazioni o realizzano contatti per registrare dichiarazioni contenute in articoli o in discorsi pubblici; c) a coloro che intrattengono relazioni la cui pubblicità configurerebbe una violazione delle norme sul segreto d'ufficio, professionale, confessionale o di Stato; d) ai rappresentanti dei Governi ovvero di partiti, movimenti o gruppi politici di Paesi stranieri; e) ai dirigenti delle associazioni di categoria e sindacali partecipanti a incontri o a trattative ufficiali con membri delle istituzioni pubbliche; f) alle attività svolte per fini di interesse umanitario e comunque senza scopo di lucro; g) all'attività svolta dai partiti, movimenti o gruppi politici per determinare la politica statale, regionale o locale ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione; h) all'attività di comunicazione istituzionale come definita dalla normativa vigente; i) alle comunicazioni scritte e orali rese nel corso di audizioni o di incontri pubblici alle Commissioni o ai Comitati parlamentari o nell'ambito di consultazioni di amministrazioni o di enti pubblici statali o territoriali; l) all'attività di rappresentanza svolta nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa o altri strumenti di concertazione. Art. 4. (Compiti dell'Autorità) 1. All'Autorità sono attribuiti i seguenti compiti: a) assicurare la trasparenza dei processi decisionali pubblici e del rapporto tra interessi privati e amministrazione pubblica; b) garantire e tutelare la partecipazione dei portatori di interessi particolari ai processi decisionali; c) curare, controllare, pubblicare e aggiornare periodicamente il Registro pubblico dei rappresentanti di interessi di cui all'articolo 5; d) pubblicare i dati e le relazioni annuali ricevute dai portatori di interessi particolari;