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degli 833 dipendenti dichiarati in esubero sul totale dei 2.859 distribuiti in Italia , 99 operano in Puglia: 55 su 169 in provincia di Bari, 12 su 13 in provincia di Taranto e 32 su 84 tra le province di Lecce e Brindisi; le sigle sindacali mobilitate dichiarano a mezzo stampa che: "in passato Sirti non ha mai fatto ricorso a una procedura di licenziamento collettivo senza prima coinvolgere le parti sociali e, soprattutto, senza prevedere la possibilità di ricorrere ad ammortizzatori sociali non espulsivi"; le motivazioni dell'apertura delle procedure di licenziamento da parte del gruppo aziendale riportate sulla stampa farebbero riferimento alle "difficoltà dell'azienda di fronteggiare le condizioni di mercato fonte di pesanti perdite finanziarie nell'ultimo biennio, scarsa marginalità e ulteriore frammentazione dei soggetti imprenditoriali concorrenti"; appare evidente che qualsiasi ulteriore perdita di posti di lavoro in Puglia, ma anche su tutto il territorio nazionale, proprio alla luce degli ultimi dati sull'occupazione, sarebbe un colpo durissimo e devastante, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sta accadendo nell'azienda Sirti SpA e se non ritenga prioritario convocare un tavolo di confronto ministeriale, anche alla presenza della società committente, volto alla tutela e alla salvaguardia dei posti di lavoro. Atto n. 3-00654 LAFORGIA DE PETRIS Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in data 26 febbraio 2019, su tutti i maggiori siti di informazione on line , è apparsa la notizia di un libro scolastico "Nuvola - Libro dei Percorsi", che propone un corso di letture per la scuola primaria basato sulla "didattica dei percorsi. Inclusivo, formativo, coinvolgente, multimediale, operativo", che presenta, a pagina 118, un esercizio, per bambini della seconda elementare, in cui bisogna cancellare il verbo inadatto al soggetto; fra i vari esempi, appare quindi il sole che illumina e sorge, non gela, quindi si cancella gela, il cavallo corre e nitrisce e non canta, l'acqua scorre e lava e non dorme; quando si arriva ai genitori si scopre che i verbi adatti alla mamma sono cucina e stira (perché la riga da tirare è su "tramonta"), mentre il papà lavora e legge (e non "gracida", ovviamente); questa visione della mamma a casa che svolge le faccende domestiche, mentre il papà lavora e porta a casa lo stipendio e quando è di riposo legge, ha scatenato una valanga di polemiche: la foto dell'esercizio è stata pubblicata su "Facebook" da una mamma che ha una bambina che usa il libro "Nuvola"; l'immagine è stata a poi condivisa dalla professoressa universitaria di Diritto internazionale e dell'Unione europea all'università statale di Milano, Stefania Bariatti: «Da non credere. Libro di seconda elementare», scrive la docente; i commenti sui social network sono tanti e molto critici: «Ritorno al medioevo», «Surreale», «Libri ottocenteschi»; considerato che: il Parlamento italiano ha approvato, nel lontano 1977, la legge n. 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro, meglio nota come "legge Anselmi", dal nome della prima donna Ministro della Repubblica, Tina Anselmi, che vieta ogni discriminazione di genere per l'accesso a qualsiasi tipologia di lavoro; l'Italia, dal 2017, è precipitata in quanto a " gender gap ", in cui non solo le pari opportunità restano un miraggio, ma va sempre peggio rispetto ad altri Paesi del mondo; a registrare questa situazione è il World economic forum nel "Global gender gap index 2017", che segnala l'Italia in 82a posizione su 144 Paesi presi in esame in fatto di uguaglianza di genere, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e come e se intenda intervenire, per quanto di sua competenza, affinché non vengano trasmessi ai bambini, nei luoghi in cui si formano, le scuole, stereotipi di genere, che viceversa dovrebbero essere abbattuti. Atto n. 3-00657 MISIANI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: da notizie a mezzo stampa si è appreso che nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 2019, dopo la partita di "Coppa Italia" Fiorentina-Atalanta, sulla tangenziale che porta al casello di Firenze sud, due dei pullman che riportavano i tifosi bergamaschi a casa sarebbero stati fermati a 500 metri dalla barriera autostradale, e ne sarebbero derivati scontri tra gli agenti e i tifosi con un bilancio piuttosto pesante, di 4 agenti feriti e 30 tifosi neroazzurri che sono stati refertati in ospedale; sono state diverse le versioni riportate dalla Questura e dai tifosi atalantini sull'esatta dinamica degli incidenti, anche alla luce del fatto che né prima né durante la partita di calcio si erano verificati scontri di alcun tipo tra i sostenitori delle due squadre; ha destato preoccupazione, in particolare, un documento diffuso dai tifosi dell'Atalanta che avevano seguito la squadra a Firenze, nel quale sarebbe contenuta una denuncia molto circostanziata delle violenze subite, operate dagli agenti della Polizia di Stato al termine della partita, senza alcuna apparente motivazione; pur ribadendo la piena fiducia nell'operato delle forze dell'ordine che quotidianamente rischiano la vita per assicurare la sicurezza e l'ordine pubblico di tutti i cittadini, dalle notizie riportate la dinamica degli incidenti appare ancora poco chiara; stando alle dichiarazioni dei tifosi, le aggressioni ai loro danni sarebbero avvenute con l'utilizzo di manganelli e con minacce ed insulti, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per chiarire quanto prima l'esatta dinamica dei fatti riportati, e così garantire l'esatta individuazione dei responsabili delle violenze e dei gravi incidenti. Atto n. 3-00658 DE FALCO FATTORI BONINO Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 29 gennaio 2019 tramite un lancio mai smentito dall'agenzia Ansa, alcuni funzionari del Ministero dell'interno davano notizia che nell'agosto 2018 a bordo della nave "Diciotti" della Guardia costiera potessero essersi infiltrati pericolosi terroristi o criminali tra i naufraghi. La circostanza ipotizzata è, a parere dell'interrogante ed all'evidenza, allarmante in relazione al fatto che, nelle fasi di sbarco, alcune di quelle stesse persone hanno fatto perdere le proprie tracce;