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con la circolare n. 11 del 29 gennaio 2019 l'INPS ha chiarito che "ai requisiti contributivi per l'accesso alla pensione indipendentemente dall'età anagrafica, diversi da quelli previsti dall'articolo 24, comma 10, del decreto-legge n. 201 del 2011 continuano a trovare applicazione gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita di cui all'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122", confermando l'esclusione del comparto "sicurezza e difesa"; il congelamento determinerà un sensibile "avvicinamento", quasi un'assimilazione, dei requisiti della pensione anticipata spettante al personale in divisa a quello previsto per i restanti lavoratori dipendenti, in spregio della specificità del comparto normativamente riconosciuta (art. 19 della legge n. 183 del 2010) in ragione dei peculiari compiti e funzioni che hanno, per di più, giustificato una deroga anche dalla "riforma Fornero" (art. 24, comma 18, del decreto-legge n. 201 del 2011); mentre per il personale del comparto pubblico i requisiti resteranno fermi a 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, per il personale del comparto sicurezza e difesa aumenteranno nell'arco del suddetto periodo, come segue: a) nel 2019-2020 il requisito anagrafico più l'anzianità contributiva sarà di 58 più 35 anni mentre il solo requisito relativo all'anzianità sarà di 41 anni; b) nel 2021-2022 il requisito anagrafico più l'anzianità contributiva sarà di 58 e 5 mesi più 35 mentre il solo requisito relativo all'anzianità sarà di 41 e 5 mesi; c) nel 2023-2024 il requisito anagrafico più l'anzianità contributiva sarà di 58 e 10 mesi più 35 mentre il solo requisito relativo all'anzianità sarà di 41 e 10 mesi; d) nel 2025-2026 il requisito anagrafico più l'anzianità contributiva sarà di 59 e 3 mesi più 35 mentre il solo requisito relativo all'anzianità sarà di 42 e 3 mesi; l'articolo 23 del decreto-legge n. 4 ha previsto per i soggetti che fruiscono dell'anticipo pensionistico "quota 100" o che accedono ai pensionamenti di vecchiaia la possibilità di richiedere una somma pari all'indennità di fine servizio maturata, mediante finanziamento bancario agevolato, escludendo anche in questo caso il comparto della "sicurezza e difesa"; la posizione espressa dalle sigle sindacali del comparto è stata molto negativa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia tenuto conto del fatto che le norme speciali di settore hanno da sempre garantito al comparto "sicurezza e difesa" l'accesso alla pensione con requisiti ridotti, per la peculiarità del relativo status giuridico e la gravosità dell'impiego e che oggi rischiano, con l'introduzione delle nuove norme, di penalizzare il suddetto comparto creando un'assurda disparità; se abbia intenzione di sanare quanto prima questa disparità di trattamento dal punto di vista previdenziale, che coinvolge il comparto della sicurezza e difesa nei prossimi anni. Atto n. 3-01085 PARENTE CUCCA LAUS CIRINNA' STEFANO ALFIERI BELLANOVA BOLDRINI FARAONE FEDELI FERRAZZI GIACOBBE GINETTI MAGORNO MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela ROJC Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: negli ultimi tre anni la grave situazione in cui versa il porto industriale di Cagliari è stata certificata da un calo del 90 per cento dei volumi di traffico di container ; il porto canale di Cagliari versa in una profonda crisi, che vede in atto una procedura di licenziamento avviata nei confronti dei 210 addetti della società terminalistica CICT Cagliari international container terminal, azienda partecipata al 92 per cento dal gruppo Contship Italia, principale terminal container del porto; le difficoltà che si trova ad affrontare il porto canale di Cagliari non sono limitate esclusivamente al terminal container CICT, ma riguardano anche altre aziende e complessivamente vedrebbe a rischio circa 350 lavoratori, oltre a tutto l'indotto collegato; nel 1981 la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari ha concesso l'autorizzazione paesaggistica per il porto canale di Cagliari; la stessa Soprintendenza ad oggi non concede l'approvazione alla riedizione dei vincoli paesaggistici, che di fatto bloccano qualsiasi possibilità di sviluppo del porto canale; considerato che: la spiaggia de La Plaia, a cui era stato concesso il vincolo paesaggistico, è stata spazzata via negli anni '80 con la realizzazione del porto canale, e nonostante la concessione suddetta sia stata annullata dal Consiglio di Stato, con sentenza n. 22 del 2000, la Soprintendenza non avrebbe intenzione ad ora di rimuovere questo vincolo; in assenza dell'autorizzazione paesaggistica risulta pressoché impossibile attivare una programmazione che favorisca l'arrivo di nuovi operatori, che riescano a salvaguardare i posti di lavoro; considerato inoltre che il 21 luglio 2019 il sottosegretario per i beni e le attività culturali, Gianluca Vacca, rispondendo ad un'interpellanza presentata alla Camera dei deputati, ha espresso la contrarietà del Governo a una possibile revisione del vincolo paesaggistico: "Allo stato attuale, per quanto realizzato il porto non può essere oggetto di una positiva valutazione di compatibilità paesaggistica né di un ripristino dell'originaria conformazione"; tenuto conto che, lo scorso 31 maggio, nel corso della conferenza dei servizi convocata dall'Autorità portuale del mare di Sardegna, che si è tenuta a Cagliari, tutti i partecipanti hanno espresso il loro consenso a rivedere l'autorizzazione paesaggistica del porto canale e ad approvare opere di riequilibrio del polo commerciale che consentirebbero l'utilizzo dei 94 milioni di euro a disposizione dell'Autorità portuale per la realizzazione delle infrastrutture, si chiede di sapere: quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per scongiurare la procedura di licenziamento avviata nei confronti dei 210 addetti della società terminalistica CICT Cagliari international container terminal e per evitare che gli altri 350 lavoratori che lavorano nel porto possano essere coinvolti dalla crisi; quali iniziative intendano attivare per favorire l'interessamento di nuovi operatori disposti ad investire e a salvaguardare i lavoratori che operano nel porto canale di Cagliari; quali iniziative intendano assumere per rivedere i criteri che hanno portato alla concessione del vincolo paesaggistico per l'area su cui poi è successivamente sorto il porto canale di Cagliari, considerati anche i "cambiamenti naturali" dell'ambiente avvenuti nel corso degli ultimi 30 anni. Atto n. 3-01086 GARAVINI MALPEZZI RAMPI IORI GIACOBBE ROJC Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: