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Atto n. 4-04298 CORTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la Giunta del Comune di Sassuolo ha approvato, nella seduta di martedì 6 ottobre 2020, in mera linea tecnica lo studio di fattibilità denominato "Ponte Veggia - studio di fattibilità" dei Comuni di Sassuolo e Casalgrande, che prevede una spesa complessiva per complessivi 6.180.626 euro compresa IVA e spese accessorie, di competenza del Comune di Sassuolo per il 50 per cento; il ponte della Veggia, così denominato per indicare la località in cui esso scavalca il fiume Secchia, al confine tra il comune di Sassuolo (Modena) e quello di Casalgrande (Reggio Emilia), costituisce un'importante opera d'arte della rete stradale e ferroviaria a carattere locale, che collega i territori modenesi con quelli reggiani. La strada comunale, via Radici in Monte, collega i due comuni di Sassuolo e Casalgrande; il ponte Veggia è costituito da 11 campate di luce di 20 metri circa ad arco in calcestruzzo armato per uno sviluppo di 220 metri più il tratto lungo i muri andatori delle spalle pari ad altri 9.80 metri circa dal lato di Casalgrande e 15.80 metri circa dal lato di Sassuolo; le opere di ripristino o consolidamento delle strutture ammalorate del ponte Veggia sono tali da garantire un adeguamento della struttura nei confronti dei carichi statici. Il secondo intervento consiste nel rendere omogenea la sezione di progetto del camminamento tecnico fra i due comuni e lo si può fare restringendo di 10 centimetri la carreggiata sul ponte sopra la provinciale, allargando il cordolo per posizionare il guardrail a filo interno, e spostando a bordo cordolo esterno la rete parapetto; il ponte, situato nella fascia pedemontana tra le province di Modena e Reggio Emilia, collega il distretto ceramico che è il principale polo produttivo mondiale per la produzione di piastrelle per pavimenti e rivestimenti in materiale ceramico: 300 aziende con un'occupazione di 18.000 risorse umane; il comune di Casalgrande e il comune di Sassuolo, epicentro del distretto, sono fra loro collegati con due ponti che attraversano il fiume Secchia. Il ponte più recente è quello posto a nord, più distante dai centri, concepito esclusivamente per traffico commerciale, ed è privo completamente di attraversamento pedonale e ciclabile; quello storico, collega la frazione di Veggia con Sassuolo, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere, visto il contesto urbano densamente produttivo, per ripristinare ed agevolare un adeguato collegamento fra le due sponde del fiume Secchia all'altezza della frazione di Veggia (Casalgrande) e la città di Sassuolo, al fine di favorire la realizzazione di un'istanza territoriale che risponderebbe ad esigenze di circolazione in condizioni di sicurezza. Atto n. 4-04299 LONARDO Al Ministro della giustizia Premesso che: l'Italia si trova a fronteggiare una grave emergenza sanitaria che si è abbattuta anche sull'attività giudiziaria e forense; nelle ultime settimane la curva dei contagi è in risalita, e già si sono verificati contagi nelle aule dei tribunali che hanno determinato il blocco delle udienze e quarantene per il personale addetto alle cancellerie, nonché per i magistrati e gli avvocati; la categoria degli avvocati è senza dubbio la più esposta del settore giustizia al rischio di contagio da coronavirus, dato che i difensori frequentano le diverse aule di giustizia del Paese; qualora gli avvocati siano posti in quarantena o in isolamento fiduciario o, nella peggiore delle ipotesi, siano contagiati dal coronavirus non possono avvalersi di una norma ad hoc sul legittimo impedimento; questa categoria di professionisti, oltre a rischiare perdite economiche a causa di una forzata inattività, avrebbe ulteriori difficoltà a svolgere il proprio ruolo difensivo per l'impossibilità di presenziare alle udienze, non trattandosi di fattispecie espressamente rientrante nel codice di procedura come legittimo impedimento per COVID-19, si chiede di sapere: se e quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo ritenga di intraprendere al fine di garantire che l'avvocatura possa avere idonee cause di legittimo impedimento qualora gli avvocati siano posti in quarantena o in isolamento fiduciario o, nella peggiore delle ipotesi, siano contagiati dal coronavirus; se ritenga di attivarsi per consentire di avere salve le legittime partecipazioni alle udienze, ma anche le scadenze processuali e i termini che devono essere sospesi e rinviati, per evitare ulteriori disagi all'avvocatura e ai loro clienti; se ritenga di assumere iniziative urgenti al fine di prevedere una norma a cui possano far ricorso gli avvocati in caso di legittimo impedimento per COVID-19 anche riguardante la calendarizzazione preferenziale di rinvii di udienza in tempi brevi, in modo da consentire il giusto bilanciamento fra la tutela della salute e l'accesso alla giustizia dei cittadini, senza continuare a mortificare la classe forense nel proprio ruolo professionale. Atto n. 4-04300 LONARDO Al Ministro della giustizia Premesso che: nell'attuale drammatica situazione di emergenza appare impensabile che i numerosi giovani candidati all'abilitazione della professione forense siano costretti a trascorrere tre giorni chiusi all'interno di padiglioni, spesso sovraffollati, al fine di svolgere le prove scritte dell'esame; le segnalazioni in tal senso sono molteplici, tra cui in particolare quelle relative agli esami dei candidati della Corte di appello di Palermo, che si svolgerebbero in angusti corridoi e in aule bunker , senza finestre (di cui le poche presenti sigillate), del carcere "Pagliarelli"; per oltre 7 ore al giorno, dunque, migliaia di candidati si troverebbero a condividere spazi ancora più ristretti di quelli dei padiglioni, con rischi notevoli non soltanto per sé stessi, ma anche in relazione al contagio che potrebbero estendere nel caso uno solo di loro fosse positivo al COVID-19; è evidente, dunque, la necessità nelle condizioni attuali di far svolgere unicamente la prova orale della prossima sessione d'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense prevista per il mese dicembre 2020, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda tenere conto della situazione, attivandosi per consentire un'unica prova orale per la prossima sessione di abilitazione all'esercizio della professione forense, al fine di tutelare la salute pubblica e di non precludere ai candidati la possibilità partecipare ad un esame così significativo per il proprio futuro professionale. Atto n. 4-04301 CIRIANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: oramai da troppo tempo è presente nelle scuole quello che appare come un "esercito" di precari con anni di servizio e a supplenza breve, che chiede di essere stabilizzato oppure inserito in percorsi atti a valorizzarne adeguatamente le competenze acquisite sul campo;