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il 22 febbraio 2020 analoghe curve di crescita iniziano a percepirsi in alcuni comuni della provincia di Bergamo quali per esempio Nembro e Alzano Lombardo e in altri comuni della Val Seriana; il 23 febbraio l'ospedale di Alzano Lombardo viene chiuso per la presenza di due contagiati ma, da una ricostruzione della trasmissione televisiva "Report", riaperto a distanza di poche ore senza sanificazione e senza dotare il personale di adeguate misure di profilassi; considerato che: ad Alzano Lombardo i casi passano in due ore da due unità a sette, immediatamente trasferite a Bergamo; secondo la ricostruzione della trasmissione "Report", le dichiarazioni dei sindaci di Alzano Lombardo e di Nembro parlano di preavvisi da parte della prefettura di una prossima decretazione che li avrebbe visti inseriti nella "zona rossa", con tanto di esercito pronto e di primi interventi di strutturazione di presidi mobili da parte della Protezione Civile già dal 23 febbraio; nessun Comune della Val Seriana è stato dichiarato "zona rossa"; la Val Seriana è luogo della concentrazione di PIL più alta d'Italia che conta migliaia di aziende e decine di migliaia di lavoratori, basti pensare che nella sola Alzano Lombardo insistono quasi 400 aziende per un totale di 4.000 lavoratori; considerato, inoltre, che: per ammissioni dei primi cittadini i contatti con il sostrato imprenditoriale della zona è stato frequente; i messaggi lanciati da Confindustria Lombardia tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo volevano tranquillizzare cittadini e mercati, dicendo che l'espansione del virus era sotto controllo, che sarebbe terminata presto e che le imprese continuavano a lavorare a pieno ritmo con tanto di creazione dell' hashtag "Yeswework"; le fabbriche della Val Seriana hanno continuato a lavorare fino al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo e in questo lasso di tempo i contagi sono passati, in 30 giorni esatti, da 2 a 6.000; in una conferenza stampa passata in video dalla trasmissione televisiva "Report", alla domanda sull'esistenza di un rapporto che avesse messo in luce la situazione in Val Seriana che appunto aveva fatto allertare, attraverso i prefetti, i sindaci della zona, la risposta lascia intendere che effettivamente il rapporto esisteva e che era stato trasmesso, si chiede di sapere quali siano stati i motivi e i percorsi delle decisioni assunte nei mesi di febbraio e marzo, da cui sia derivato un diverso trattamento tra i Comuni di Codogno e quelli della Val Seriana, a fronte dell'esistenza di una relazione del comitato tecnico scientifico della Protezione Civile che avrebbe evidenziato uno stato di pericolo analogo, rapporto i cui contenuti si chiede al Ministro di rendere noti. Atto n. 4-03127 MARTELLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il Meccanismo europeo di stabilità (MES) è un ente intergovernativo, istituito con un trattato siglato soltanto da 19 Stati su 28 Paesi dell'Unione europea, pensato per fornire assistenza finanziaria a Stati in difficoltà in cambio del rispetto di una serie di condizioni stringenti per il rispetto dei conti pubblici; le procedure per la concessione del credito prevedono una prima linea chiamata PCCL ( Precautionary Conditioned Credit Line ) accessibile a tutti i Paesi dell'area euro, la cui situazione economica e finanziaria è fondamentalmente solida. I Paesi devono soddisfare alcuni criteri oltre ad impegnarsi nel rispetto del patto di stabilità e della procedura per i disavanzi eccessivi. I Paesi devono avere un debito pubblico sostenibile e l'assenza di problemi di solvibilità bancaria; la seconda linea di credito è l'ECCL ( Enhanced Conditions Credit Line ); essa è accessibile a tutti i Paesi dell'area euro con una situazione economica e finanziaria in generale solida, senza bisogno però di soddisfare alcuni dei criteri di ammissibilità per l'accesso al PCCL, primo fra questi, come detto, il rapporto debito/Pil sotto al 60 per cento (all'ECCL accedono i Paesi con un rapporto debito/Pil superiore al 60 per cento). Il Paese sarà obbligato ad adottare misure correttive per rientrare nei parametri non rispettati ed evitare eventuali difficoltà future per quanto riguarda l'accesso al finanziamento del mercato; l'ipotesi di una ristrutturazione del debito per i Paesi che chiedono di accedere ai programmi di sostegno è stata prevista per evitare che un Paese in difficoltà possa far ricorso all'aiuto del MES senza procedere ad alcun tipo di riforma o intervento strutturale, limitandosi in pratica a incassare il prestito senza tenere sotto controllo i conti pubblici, sapendo che un soggetto terzo provvederà a saldare i debiti con i creditori; per ricevere l'aiuto, uno Stato deve accettare un piano di riforme la cui applicazione sarà sottoposta alla vigilanza della "Troika", cioè il comitato costituito da Commissione europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale; tra le principali modifiche previste si ricordano il " backstop ", ovvero la possibilità di utilizzare il MES come fondo per le risoluzioni bancarie (ossia le ristrutturazioni gestite da autorità indipendenti) e le procedure per la ristrutturazione del debito pubblico, ossia una riduzione concordata del valore del prestito fatto allo Stato; considerato che: il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte non ha rispettato le indicazioni della maggioranza Lega-M5s che chiedeva al Governo Conte I, prima dell'intesa di giugno 2019, di non dare il via libera a una serie di modifiche al trattato e di aggiornare il Parlamento sull'esito della trattativa, dunque, l'accordo raggiunto con gli altri Paesi avrebbe disatteso queste indicazioni e il Parlamento non sarebbe stato adeguatamente informato; agendo in questo modo il presidente Conte avrebbe infatti violato, a parere dell'interrogante, le "condizioni di parità con gli altri Stati" sancite nell'articolo 11 della Costituzione italiana, fondamentali per garantire la sovranità ai singoli Paesi; sacrificare sull'altare del MES la residua stabilità sarebbe un errore imperdonabile; alla logica dei vincoli comunitari va opposto il principio del patriottismo costituzionale, ricordando che deve essere la Carta del 1948 la stella polare in base alla quale il Parlamento deve valutare se concedere o meno il suo appoggio ai trattati europei, sia per tutelare l'interesse nazionale e, conseguentemente, preservare la futura stabilità degli italiani, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia modo di confermare quanto dichiarato dalle fonti dell'Eurogruppo che, proprio in vista della riunione dei Ministri delle finanze, hanno ribadito che la riforma del MES è già stata concordata e che si sta già lavorando per una legislazione sussidiaria, atteso quanto dichiarato da Bruxelles in merito alla non discutibilità di ciò che si è deciso il 21 giugno 2019 dal Consiglio europeo; se abbia contezza che dal 2022 i nuovi titoli di Stato emessi verrebbero accompagnati da una clausola che sostanzialmente consente a una maggioranza qualificata di investitori di far scattare la ristrutturazione. Questa "semplificazione" potrebbe, secondo alcuni osservatori, aumentare la percezione di rischio sui nostri titoli, spingendo così gli investitori a chiedere tassi di interesse più alti;