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(Modifiche urgenti all'articolo 18 del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27) 1. All'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27 sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b) , le parole &laquo;di cui agli articoli 7, 10 e 22&raquo; sono sostituite dalle seguenti: &laquo;di cui agli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 12- bis , 13, 17, 18, 19 e 22&raquo; ; b) alla lettera c) , le parole &laquo;fatta salva la disposizione di cui all'articolo 7&raquo; sono sostituite dalle seguenti: &laquo;fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 12&raquo; ; c) alla lettera d) , sono aggiunte, in fine, le parole: &laquo; , fatta salva l'applicazione delle disposizioni di esecuzione degli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 12- bis , 13, 17, 18, 19 e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni&raquo;. ORDINE DEL GIORNO ARTICOLI DA 1- BIS A 3 DEL DECRETO-LEGGE, NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Articolo 1- bis. (Modifiche agli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27) 1. Al decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni: a) l'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 7 &egrave; soppresso; b) la lettera b) del comma 5 dell'articolo 8 &egrave; abrogata. Articolo 1- ter . (Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, concernenti l'istituto della diffida nel settore agroalimentare) 1. All'articolo 1 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 3 &egrave; sostituito dal seguente: &laquo; 3 . Per le violazioni delle norme in materia agroalimentare e di sicurezza alimentare, per le quali &egrave; prevista l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, l'organo di controllo incaricato, nel caso in cui accerti per la prima volta l'esistenza di violazioni sanabili, diffida l'interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il termine di trenta giorni dalla data di notificazione dell'atto di diffida e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell'illecito amministrativo. Per violazioni sanabili si intendono errori e omissioni formali che comportano una mera operazione di regolarizzazione, ovvero violazioni le cui conseguenze dannose o pericolose sono eliminabili. In caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni contenute nella diffida di cui al presente comma entro il termine indicato, l'organo di controllo effettua la contestazione ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tale ipotesi &egrave; esclusa l'applicazione dell'articolo 16 della citata legge n. 689 del 1981. I termini concessi per adempiere alla diffida sono sospensivi dei termini previsti per la notificazione degli estremi della violazione. Il procedimento di diffida non si applica nel caso in cui i prodotti non conformi siano stati gi&agrave; immessi in commercio, anche solo in parte&raquo; ; b) al comma 4, primo periodo, le parole: &laquo;della sola sanzione&raquo; sono sostituite dalle seguenti: &laquo;della sanzione&raquo;. Articolo 2. ( Clausola di invarianza finanziaria ) 1. Dall'attuazione delle disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Articolo 3. ( Entrata in vigore ) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sar&agrave; presentato alle Camere per la conversione in legge. &nbsp; &nbsp; Integrazione all'intervento della senatrice Sbrollini in ricordo di Rosario Livatino Ed in questo la profonda fede religiosa seppe accompagnarlo nell'affrontare il suo cammino, qualcosa che completava e rafforzava la sua dedizione alla giustizia. Non è certo un caso che, appena tre anni dopo, proprio nella sua stessa città - Agrigento - Papa Giovanni Paolo II abbia espresso la più ferma e dura condanna alla mafia, tuonando contro la cultura della morte e della sopraffazione come incompatibile con qualsiasi morale e con la fede cristiana in particolare. C'è, in tutto questo, la consapevolezza etica e giuridica che la sconfitta del fenomeno mafioso, comunque e dovunque esso si manifesti, passa non già da una pretesa "militanza" bensì dall'affermazione positiva del valore del rispetto delle leggi, naturale argine contro la prevaricazione del più forte, del valore della giustizia e della legalità come condizione di "normalità". Anche questo è parte della lezione di Livatino e deve diventare sempre più parte della consapevolezza e della coscienza sociale in chi - scuola, istituzioni, Chiesa, politica, mezzi d'informazione - contribuisce a costruirla ed orientarla. Consapevolezza che, ovviamente, deve investire per primi noi, nel ruolo di legislatori, chiamati ad individuare le soluzioni normative per costruire uno sviluppo ordinato, prosciugando gli spazi per l'infiltrazione della criminalità e guardando, oltre alle norme sanzionatorie, anche a quanto occorre in termini di semplificazione e trasparenza delle procedure amministrative per eliminare ogni "zona grigia" in cui può radicarsi il malaffare. Non c'è barriera infatti più efficace contro la mafia che uno Stato ed una Pubblica amministrazione che funzionino, che assicurino parità di condizioni, che non lascino spazio all'intermediazione mafiosa. Ricordare, perciò, può e deve essere occasione - oltre che per rendere doveroso omaggio - anche per trarre lezione dalla nostra storia recente, per dare vita e continuità nell'impegno di oggi alla lezione ed al sacrificio di Rosario Livatino e di quanti, come lui, hanno contribuito a costruire un presente ed un futuro liberi dal ricatto e dall'oppressione delle mafie! Integrazione all'intervento del senatore Urso in ricordo di Rosario Livatino 9 maggio 1993, Giovanni Paolo II, Valle dei Templi, a poca distanza da quella cattedrale che ora ospita le reliquie del magistrato martire. Convertitevi! Questo è il miracolo civile che Livatino ha realizzato e con lui gli altri magistrati che sono caduti sulla frontiera della giustizia. Convertitevi. Con il braccio alzato. L'ira del Papa Santo! Integrazione all'intervento del senatore Grasso in ricordo di Rosario Livatino Su una pagina della sua agenda e in altri suoi scritti si rinvenne una piccola croce e sotto la sigla "S.T.D.":