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quest'ultimo, oltre ai malati, adulti e bambini, già in carico classicamente alle cure palliative, deve fornire palliazione anche a persone che prima della pandemia erano altamente dipendenti da trattamenti intensivi (e.g: ventilazione, dialisi), a persone affette da patologie croniche la cui salute si deteriora a causa delle restrizioni e delle misure di isolamento (riduzione degli accessi ospedalieri o ambulatoriali per visite ed esami di controllo) ma soprattutto anche a persone precedentemente sane le quali a causa dell'infezione vengono sottoposte a trattamenti di supporto vitale ma necessitano di un adeguato controllo sintomatologico o, ancora, a pazienti non suscettibili di tali trattamenti o che non possono accedervi per scarsità di risorse o loro stesso rifiuto"; nonostante le difficoltà, laddove la rete di cure palliative era sufficientemente organizzata prima dell'inizio della pandemia, il sistema di cure palliative ha retto alla pressione delle nuove sfide emergenziali. Nella fase emergenziale le équipe specialistiche di cure palliative sono, infatti, state coinvolte con diverse modalità: attività di consulenza in favore di pazienti affetti da COVID-19 ricoverati presso le strutture ospedaliere o in carico alla medicina generale ; disponibilità di personale palliativista a supportare direttamente le unità ospedaliere impegnate nel contrasto alla pandemia ( briefing quotidiani, formazione sul campo, collaborazione al triage , eccetera) ; assistenza a malati COVID-19 con bisogno di cure palliative tramite ricovero in hospice o reparti ospedalieri convertiti allo scopo (reparti COVID-19) ; prosecuzione o attivazione di assistenza domiciliare palliativa a malati COVID-19 e non-COVID-19 con bisogno di cure palliative; il Ministero della salute ha pubblicato l'11 agosto 2020 il documento "Elementi di preparazione e risposta a COVID-19 nella stagione autunno-invernale", che descrive le principali azioni attuate dal sistema sanitario in risposta alla pandemia. Le cure palliative sono genericamente citate una sola volta nell'ambito della sezione 3, area territoriale, che prevede: "Incremento delle azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare, per rafforzare i servizi di assistenza domiciliare integrata per i soggetti affetti da malattie croniche, disabili, con disturbi mentali, con dipendenze patologiche, non autosufficienti, con bisogni di cure palliative, di terapia del dolore, e in generale per le situazioni di fragilità, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del D.L. 34/2020, come convertito nella L. 77/2020"; il documento ministeriale inserisce il tema delle cure palliative in termini di un più ampio "rafforzamento dei servizi di assistenza domiciliare". L'emergenza sanitaria ha, infatti, reso ancora più evidente la necessità di forti investimenti sulla gestione territoriale e anche la carenza di operatori di cure palliative rappresenta una problematica già evidente in tempi di gestione ordinaria, acutizzata dalla pandemia. C'è dunque la necessità di sviluppare connessioni e integrazioni con le branche specialistiche ospedaliere, rafforzare i modelli di rete e il ruolo operativo dei dipartimenti di cure palliative, fornire risorse e indicazioni operative alle strutture coinvolte nei diversi setting assistenziali; il diffondersi del COVID-19 ha evidenziato la carenza di personale sanitario con competenze specialistiche per gestire la sofferenza dei pazienti, nonché la necessità di fornire risposte adeguate ai bisogni di una popolazione crescente di malati sempre più anziani, affetti da patologie cronico-degenerative in fase avanzata o terminale, in condizioni cliniche di estrema fragilità e di grave sofferenza e offrire assistenza ai bambini affetti da malattie incurabili, impegna il Governo: 1) ad adottare le iniziative di competenza volte ad implementare ulteriormente l'integrazione delle cure palliative tra i servizi sanitari offerti in corso di pandemia, sviluppare connessioni e integrazioni con le branche specialistiche ospedaliere, rafforzare i modelli di rete ed i percorsi assistenziali di cure palliative, fornire risorse e indicazioni operative alle strutture attive nei diversi setting assistenziali; 2) ad adeguare le dotazioni organiche delle unità di cure palliative al fine di rispondere ai bisogni dei malati COVID e non COVID, in attuazione di quanto previsto nell'ambito del citato documento ministeriale dell'11 agosto 2020, circa il rafforzamento dei servizi di assistenza domiciliare per i soggetti con bisogno di cure palliative, assicurando che i piani di intervento, a livello regionale e locale, prevedano l'integrazione delle cure palliative specialistiche nei contesti ospedalieri e territoriale, per i malati COVID-19 e per l'utenza ordinaria; 3) a garantire lo svolgimento delle visite da parte dei familiari, secondo regole prestabilite consultabili dai familiari ovvero, in subordine o in caso di impossibilità oggettiva di effettuare la visita o come opportunità aggiuntiva, l'adozione di strumenti alternativi alla visita in presenza, come ad esempio videochiamate organizzate dalla struttura sanitaria; 4) ad individuare, quanto meno per i pazienti che non siano affetti da COVID-19, ambienti dedicati che, in condizioni di sicurezza, siano adibiti all'accesso di almeno un familiare e, nel caso di minore, all'accesso di entrambi i genitori; 5) a valutare se sia possibile adattare al nostro sistema sanitario modelli tecnico-organizzativi già applicati in altri Paesi, che consentano anche ai pazienti affetti da COVID-19 di ricevere visite da parte dei familiari in totale sicurezza; 6) ad assicurare, all'interno della rete ospedaliera e territoriale, la disponibilità di personale dedicato all'assistenza psicologica, sociale e spirituale, con preparazione idonea a gestire le esigenze psicosociali e spirituali dei pazienti COVID-19 e delle loro famiglie. Atto n. 1-00319 GALLONE BATTISTONI BERNINI MALAN PAPATHEU MESSINA Alfredo SCHIFANI GALLIANI RONZULLI GASPARRI MOLES MALLEGNI PICHETTO FRATIN RIZZOTTI PAROLI FLORIS GIAMMANCO VITALI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BERARDI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CALIGIURI CANGINI CESARO CRAXI DAL MAS DAMIANI DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO GHEDINI GIRO MANGIALAVORI MASINI MINUTO MODENA PAGANO PEROSINO SACCONE SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TIRABOSCHI TOFFANIN - Il Senato, premesso che: il decreto legislativo n. 31 del 2010, emanato durante il Governo Berlusconi IV, ha previsto la predisposizione di una proposta di carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) per la localizzazione di un deposito unico nazionale delle scorie nucleari da parte della SOGIN S.p. A., la società statale per lo smantellamento degli impianti nucleari italiani e la gestione dei rifiuti radioattivi. Il decreto riconosce altresì un contributo economico al territorio che ospiterà il deposito secondo modalità che gli enti locali interessati regoleranno attraverso la stipula di una specifica convenzione con la medesima SOGIN;