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Di conseguenza «si deve quindi ritenere che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell'ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale». Seppure la pronuncia della Corte rappresenta un passo fondamentale nella direzione di una valutazione più scrupolosa dei requisiti del coniuge che richiederà un assegno divorzile, al fine di valutare l'esistenza del presupposto dell'autosufficienza e in essi dovranno trovare spazio anche la disponibilità di una casa e la capacità lavorativa, attuale o potenziale, del richiedente, essa non esclude differenti applicazioni del principio emerso dalla decisione nei vari tribunali italiani i quali, pur dovendo prendere in considerazione l'orientamento della Suprema corte, mantengono comunque autonomia decisionale in materia. Il presente disegno di legge intende, invece, ancorare nel nostro sistema giuridico tali princìpi, al fine di escludere applicazioni difformi e tutelare quei coniugi che versano in condizione di difficoltà economica in seguito alla separazione o al divorzio, nonché al fine di aiutare tutti quei padri separati che si vedono negare i propri diritti di genitore. L'articolo 1 è volto a ribadire l'importanza del ruolo di entrambi i genitori nella crescita dei figli; l'articolo 2 intende garantire la realizzazione di interventi di sostegno in favore dei padri separati, sotto il duplice aspetto dell'autonomia materiale e psicologica, e l'articolo 3 affida, in tale ambito, competenze specifiche ai centri di assistenza e mediazione familiare. L'articolo 4 reca modifiche al codice civile con riferimento ai criteri per la corresponsione sia dell'assegno di mantenimento in favore dell'ex coniuge, sia dell'assegno di mantenimento per il figlio. Rispetto al primo caso dispone che ai fini della determinazione dell'entità il giudice debba tenere conto della capacità lavorativa del beneficiario e dell'assegnazione della casa familiare. Rispetto all'assegno per il figlio, invece, prevede che si tenga conto anche delle attività propedeutiche alla crescita e alla formazione del figlio svolte in costanza di convivenza con entrambi i genitori, e il supporto alla crescita, formazione e cura del figlio garantito dal genitore che maggiormente ha contribuito al benessere della famiglia con il proprio lavoro. Inoltre, si fissa il principio in base al quale tale assegno debba tener conto dell'esigenza del genitore obbligato e non convivente di mantenere un'esistenza dignitosa e di continuare a coltivare al di fuori della casa familiare il rapporto con il figlio. Infine, l'articolo 5, modifica la legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di scioglimento del matrimonio, prevedendo che l'assegno di mantenimento in favore dell'ex coniuge sia corrisposto solo laddove questi versi in uno stato di bisogno a lui non imputabile, e che abbia un limite di durata, nell'arco della quale il coniuge obbligato può chiedere in qualunque momento la verifica della sussistenza dei requisiti. L'articolo 6 reca modifiche al codice penale, inserendo l'articolo 574- quater volto a disciplinare il delitto di impedimento doloso alla cura filiale. L'articolo 7, infine, interviene sul testo unico delle imposte sui redditi disponendo l'esclusione dalla determinazione della base imponibile dell'assegno versato per il mantenimento del coniuge e degli alimenti. L'approvazione del presente disegno di legge consentirebbe di dare un sostegno immediato a centinaia di padri in difficoltà, dando valore di legge a princìpi di equità e giustizia sociale, con ciò tutelando la crescita e la formazione di tanti bambini e ragazzi che hanno bisogno di due genitori.. 1 (Princìpi) 1 La Repubblica riconosce l'importanza del ruolo di entrambi i genitori nelle diverse fasi della crescita psico-fisica dei figli e promuove tutte le azioni necessarie a tutelare il rapporto dei figli con entrambi i genitori anche in caso di separazione personale dei coniugi. 2 (Finalità) 1 La Repubblica garantisce ai genitori separati, non conviventi con i figli, la messa in opera di interventi di sostegno al fine di tutelarne l'autonomia materiale e psicologica, in particolare assicurando loro un'esistenza dignitosa, presupposto necessario per l'esercizio del ruolo genitoriale. 3 (Centri di assistenza e di mediazione familiare) 1 Per le finalità di cui all'articolo 2, i centri di assistenza e di mediazione familiare presenti sul territorio nazionale forniscono assistenza e supporto ai genitori separati che si trovino in situazione di difficoltà economica e psicologica, garantendo: a interventi di sostegno psicologico finalizzati al superamento della condizione di disagio e al recupero dell'autonomia; b strutture di alloggio nelle quali ospitare i genitori separati che a causa della separazione personale dal coniuge non dispongono più di un'abitazione e che si trovano in situazione di grave disagio economico; c interventi di supporto al reinserimento lavorativo e all'accesso al credito. 4 (Modifiche al codice civile) 1 Al secondo comma dell'articolo 156 del codice civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonché alla sua capacità lavorativa e all'assegnazione della casa familiare». 2 All'articolo 337- ter del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a il primo comma è sostituito dal seguente: «Il figlio minore ha diritto di mantenere rapporti paritetici e continuativi con ciascun genitore, di ricevere da ciascuno cura, educazione e istruzione, con paritetica assunzione di impegni e responsabilità, e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale ai quali è data facoltà di chiedere al giudice, con idoneo e separato procedimento, di disciplinare il diritto del minore al rapporto con essi»; b al quarto comma: 1 il numero 2) è sostituito dal seguente: « 2) le attività propedeutiche alla crescita e alla formazione del figlio svolte in costanza di convivenza con entrambi i genitori»; 2 dopo il numero 5) è aggiunto il seguente: « 5-bis) il supporto alla crescita, formazione e cura del figlio garantito dal genitore che maggiormente ha contribuito al benessere della famiglia con il proprio lavoro»; c è aggiunto, in fine, il seguente comma: «L'assegno di cui al quinto comma deve tener conto dell'esigenza del genitore obbligato e non convivente di mantenere un'esistenza dignitosa e di continuare a coltivare al di fuori della casa familiare il rapporto con il figlio». 3 Al primo comma dell'articolo 337 -sexies del codice civile, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il giudice dispone in ordine alla casa familiare tenendo conto dell'interesse dei figli, dei rapporti patrimoniali tra i genitori e del diritto di ciascun genitore ad un'abitazione dignitosa nella quale poter ospitare i figli nel pieno rispetto delle loro esigenze. Laddove le condizioni economiche dei genitori e le necessità dei figli lo richiedano il giudice può disporre la vendita della casa familiare». 5 (Modifica alla legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di scioglimento del matrimonio) 1 Il comma 6 dell'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, è sostituito dal seguente: « 6.