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1) l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, secondo comma, lettera a), della legge 12 agosto 1962, n. 1338, nella parte in cui esclude l'integrazione al minimo della pensione di riversibilità I.N.P.S. per i titolari della pensione di riversibilità a carico dello Stato, del Fondo di previdenza costituito presso le ferrovie dello Stato, del Fondo di presidenza per i dipendenti da esattorie o ricevitorie delle imposte dirette, nonché per i titolari della pensione diretta a carico della Cassa di previdenza dipendenti enti locali, qualora per effetto del cumulo sia superato il trattamento minimo garantito. 2) in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, secondo comma, lettera a), della legge n. 1338/1962, nelle parti non dichiarate costituzionalmente illegittime dal precedente punto del dispositivo nonché dalle sentenze n. 230/1974, n. 263/1976, n. 34/1981 e n. 102/1982. 3) in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimità costituzionale dell'art. 23 della legge 30 aprile 1969 n. 153, nelle parti non dichiarate costituzionalmente illegittime dalle sentenze n. 230/1974 e n. 263/1976. Note all'art. 8 comma 2: L'art. 4 della legge n. 1115/1968 (Estensione in favore dei lavoratori, degli interventi della Cassa integrazione guadagni della gestione dell'assicurazione contro la disoccupazione e della Cassa assegni familiari e provvidenze in favore dei lavoratori anziani licenziati) prevede che per gli interventi straordinari in favore degli operai delle aziende industriali comprese quelle dell'edilizia e affini, che siano sospesi dal lavoro o lavoranti ad orario ridotto in dipendenza di crisi economiche settoriali o locali delle attività industriali o nei casi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale, si provveda con un contributo a carico dello Stato da versarsi alla gestione ordinaria, in separata contabilità della Cassa per l'integrazione dei guadagni degli operai dell'industria. - Per il testo del quattordicesimo comma dell'art. 19 della legge n. 887/1984 si veda nella nota all'art. 1, comma 8. - Il testo del comma 4 dell'art. 19 della legge n. 41/1986 (Legge finanziaria 1986) e del comma 3 dello stesso articolo, citato nel comma 4, è il seguente: "3. In attesa della nuova disciplina concernente la cassa integrazione guadagni degli operai dell'industria, fermo restando il contributo dello Stato di cui all'art. 12 della legge 20 maggio 1975 n. 164, è fissato per l'anno 1986 un contributo straordinario di lire 3.500 miliardi a favore della separata contabilità degli interventi straordinari di cui all'art. 4 della legge 5 novembre 1968, n. 1115. 4. Il contributo predetto e corrisposto per il 60 per cento nell'anno 1986 e per la restante parte fino alla concorrenza dell'onere effettivo e comunque nel limite del contributo di cui al precedente comma 3 sulla base delle risultanze per lo stesso anno della separata contabilità degli interventi straordinari della cassa integrazione". Note all'art. 8 comma 3: - Il testo dell'art. 1 della legge n. 903/1965 (Avviamento alla riforma e miglioramento dei trattamenti di pensione della previdenza sociale) è il seguente: "Art. 1. - I titolari di pensione delle assicurazioni obbligatorie per invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori delle miniere cave e torbiere, dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, degli artigiani e loro familiari, disciplinate rispettivamente dal regio decreto-legge 4 ottobre 1935 n. 1827, dalla legge 3 gennaio 1960, n. 5 dalla legge 26 ottobre 1957, n. 1047, dalla legge 4 luglio 1959, n. 463, e successive modificazioni ed integrazioni, hanno diritto ad una pensione nella misura di lire 12.000 mensili a carico del fondo sociale di cui al successivo art. 2, a decorrere dal 1 gennaio 1965. La pensione di cui sopra è maggiorata di un'aliquota pari ad un dodicesimo del suo ammontare annuo da corrispondersi con la rata di dicembre". L'art. 1 della legge n. 153/1969 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale) con riferimento all'articolo soprariportato prevede che: "A decorrere dal 1 gennaio 1976 lo Stato assume a suo completo carico l'onere della pensione sociale di cui all'art. 1 della legge 21 luglio 1965, 903, e di quella istituita con l'art. 26 della presente legge". - Il testo dell'art. 20 della legge n. 160/1975 (Norme per il miglioramento dei trattamenti pensionistici e per il collegamento alla dinamica salariale) è il seguente: "Art. 20. (Apporto dello Stato per la gestione previdenziale per i coltivatori diretti, coloni e mezzadri - Annualmente, con la legge di bilancio, è determinato l'intervento dello Stato a favore della gestione per l'assicurazione invalidità, vecchiaia ed i superstiti dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, destinato, per un importo pari al doppio del gettito del contributo addizionale di cui all'art. 17, agli oneri delle operazioni finanziarie previste dall'art. 18, e, per l'eventuale differenza di ripianamento del disavanzo della gestione alla quale va devoluta. L'intervento dello Stato, di cui al precedente comma, non potrà essere inferiore, a decorrere dal 1977, all'ammontare del contributo stabilito per il 1976 dalla tabella allegata al decreto-legge 2 marzo 1974, n. 30, convertito, con modificazioni, nella legge 16 aprile 1974, n. 114". - Il testo dell'art. 27 della legge n. 843/1978 (Legge finanziaria 1979) è il seguente: "Art. 27. - Per l'anno 1979 il concorso dello Stato al finanziamento delle gestioni speciali pensionistiche degli artigiani e degli esercenti attività commerciali è stabilito, rispettivamente, in L. 55 miliardi di L. 50 miliardi. Annualmente, con la legge di approvazione del bilancio, saranno determinate le variazioni del concorso anzidetto che comunque non potrà essere inferiore a quello stabilito del comma precedente". Il testo dell'art. 11 della legge n. 140/1985 (Miglioramento e perequazione di trattamenti pensionistici e aumento della pensione sociale) è il seguente: "Art. 11. - (Copertura finanziaria) - 1.