[massime]

SENT. 324/05 D. AGRICOLTURA E ZOOTECNIA - QUOTE LATTE - DECRETO DEL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE CONCERNENTE REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE - COMPETENZE DELL’AIMA E FUNZIONE MINISTERIALE DI COORDINAMENTO - RICORSO DELLA REGIONE LOMBARDIA - DENUNCIATA LESIONE DELLE PREROGATIVE DELLA REGIONE, DEL PRINCIPIO DI BUON ANDAMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DEL PRINCIPIO DI LEALE COLLABORAZIONE PER MANCANZA DELLA PRESCRITTA INTESA - SPETTANZA ALLO STATO, E PER ESSO AL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE, DELLA POTESTÀ CONTESTATA.. Spetta allo Stato, e per esso al Ministro per le politiche agricole, emanare il decreto 21 maggio 1999, n. 159 di attuazione dell’art. 1, comma 5, del decreto-legge 1 marzo 1999, n. 43, convertito, con modificazioni, nella legge 27 aprile 1999, n.118, recante “Disposizioni urgenti per il settore lattiero-caseario”. Infatti: a) non sussiste la lamentata lesione delle attribuzioni regionali, e, conseguentemente, la violazione degli artt. 5, 117 e 118 della Costituzione e del principio di leale collaborazione, in quanto il regolamento ministeriale n. 159 del 1999 è stato preceduto da una valida intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti fra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, nel rispetto della procedura di collaborazione prevista dall’art. 1, comma 5, del decreto-legge n. 43 del 1999; b) l’art. 1, commi 1, 2, 3, 4 e 5, e l’art. 4, comma 1, del decreto censurato non violano il disposto degli artt. 5, 97, 115, 117 e 118 della Costituzione, e gli artt. 2, 3, commi 1, 2 e 3, 4, comma 2, del decreto non violano le attribuzioni regionali in materia di agricoltura né il principio del buon andamento della pubblica amministrazione né quello di autonomia finanziaria, in quanto si limitano a specificare e rendere operative le competenze già provvisoriamente attribuite dal decreto-legge n. 43 del 1999 ad organi statali, coordinandole con le funzioni amministrative o strumentali rimaste nella generale competenza regionale in materia di agricoltura; c) l’art. 5, commi 2 e 3, del decreto censurato non viola gli artt. 5, 115, 117 e 118 della Costituzione e il principio di buon andamento di cui all’art. 97 Cost., in quanto la funzione ministeriale di coordinamento, al fine di garantire l’uniforme applicazione del regolamento sul territorio nazionale, non deve essere confusa con il tradizionale potere di indirizzo e coordinamento all’epoca vigente, ma attiene al più limitato potere di assicurare la uniforme applicazione delle norme in questione, riconosciuto al Ministero, d’intesa con la Regione, in coerenza con la previsione di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143. - Il decreto-legge n. 43 del 1999 è stato oggetto di giudizio di costituzionalità in via principale definito con la sentenza n. 272 del 2005, citata in motivazione.