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Modifiche alla legge 19 agosto 2016, n. 166, in materia di limitazione degli sprechi alimentari. Onorevoli Senatrici, Onorevoli Senatori. – Considerando che nell'Unione europea si sprecano circa 100 milioni di tonnellate di alimenti l'anno e che si perdono o sprecano alimenti lungo l'intera catena di approvvigionamento alimentare: all'interno dell'azienda agricola, durante la trasformazione e la lavorazione, nei negozi, nei ristoranti e in ambito domestico. Il Green Deal europeo e il piano d'azione per l'economia circolare esortano l'Unione europea e gli Stati membri a intervenire in modo più rapido e incisivo ai fini di garantire la sostenibilità ambientale e sociale del comparto alimentare, in quanto responsabile di notevoli esternalità ambientali negative. In questo settore alcune lacune tecnologiche e la carenza di finanziamenti ostacolano la transizione verso l'economia circolare e la decarbonizzazione. Infatti all'eccessivo spreco alimentare è associata l'emissione di circa 3,3 mld/t/CO 2 , equivalente a oltre il 7 per cento delle emissioni mondiali totali come certificato da dati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Il comparto alimentare è al primo posto per intensità di risorse e non rispetta ancora pienamente i princìpi fondamentali dell'Unione europea in materia di gestione dei rifiuti fissati nella gerarchia dei rifiuti, che prevede di dare priorità alla prevenzione dei rifiuti, seguita dalla preparazione per il riutilizzo e dal riciclaggio. Questa sfida richiede delle soluzioni sistemiche e un approccio basato sul ciclo di vita. Oltre agli impatti economici e ambientali, gli sprechi e i rifiuti alimentari generano considerevoli costi sociali e sanitari, i quali, oltre all'aspetto etico, vanno mitigati, agevolando la donazione delle eccedenze, affinché le fasce di soggetti vulnerabili e a rischio di povertà possano ricevere alimenti sicuri e idonei al consumo. Nel settembre 2015 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030, compreso l'obiettivo 12.3 che prevede di dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post raccolto. Nel dicembre 2015, la Commissione europea ha presentato il pacchetto « economia circolare » composto da un piano di azione e da una proposta legislativa di modifica della normativa relativa ai rifiuti. In particolare, la revisione della direttiva quadro rifiuti, recentemente conclusa, ha visto l'introduzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile sullo spreco alimentare quali obiettivi tendenziali che l'Unione europea e i suoi Stati membri si impegnano a raggiungere. L'ultimo aggiornamento europeo è del 13 marzo 2024 e riguarda l'approvazione della risoluzione legislativa del Parlamento europeo che ha modificato la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e ha confermato l'importanza della prevenzione e della gestione di tutti i tipi di rifiuti ai fini della tutela dell'ambiente e della salute umana e prevede la priorità per il riutilizzo e il riciclaggio dei prodotti alimentari basati sull'approccio del ciclo di vita (LCA, Life Cycle Assessment ). L'Italia si è dotata della legge 19 agosto 2016, n. 166 (o legge Gadda) per contrastare gli sprechi alimentari. La legge Gadda reca le « Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi » e ha tra le proprie finalità quella di contribuire a ridurre la produzione di rifiuti, promuovere il riuso e il riciclo, nonché di concorrere al raggiungimento degli obiettivi generali stabiliti dal programma nazionale di prevenzione dei rifiuti. Nella legge Gadda, inoltre, confluiscono molti elementi del piano nazionale di prevenzione contro gli sprechi alimentari (PINPAS), che favorisce il recupero e la donazione di prodotti alimentari e farmaceutici per fini di solidarietà sociale. Definisce lo « spreco alimentare » come l'insieme dei prodotti alimentari scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche o perché prossimi alla data di scadenza, ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale e che, in assenza di un possibile uso alternativo, sono destinati a essere smaltiti. La legge si rivolge ai soggetti pubblici e privati che perseguono finalità civiche e solidaristiche senza scopo di lucro (cosiddetti « soggetti donatari »). La legge stabilisce che gli operatori del settore alimentare possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari a soggetti donatari, i quali devono destinarle, anch'essi gratuitamente, in via prioritaria a favore di persone indigenti; se si tratta di prodotti idonei al consumo umano, altrimenti al sostegno di animali e all'autocompostaggio. L'atto normativo del 2016 consente la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano ed animale ai soggetti donatari, disciplina la cessione di prodotti finiti della panificazione e i derivati degli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non sono stati venduti o somministrati entro le ventiquattro ore successive alla produzione e consente la cessione gratuita dei prodotti alimentari idonei al consumo umano o animale oggetto di confisca. Le presenti modifiche vanno a integrare la legge 19 agosto 2016, n. 166, in particolare: l'articolo 1 integra le finalità e l'oggetto della legge Gadda, stabilendo la necessità di ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di medicinali, prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti, attraverso la definizione di specifici obiettivi da centrare entro il 2025 e il 2030; l'articolo 2 aggiunge all'articolo 3 della legge n. 166 del 2016 disposizioni relativamente alla cessione gratuita delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale; l'articolo 3 interviene in modifica dell'articolo 9 della legge Gadda relativamente alla disciplina, alla promozione, alla formazione e sulle misure preventive in materia di riduzione degli sprechi; l'articolo 4 prevede il rifinanziamento per 4 milioni di euro del fondo per la distribuzione di derrate alimentari, previsto dall'articolo 11 della legge n. 166 del 2016, e istituisce il fondo nazionale per progetti innovativi integrati; l'articolo 5 modifica l'articolo 17 della legge Gadda e stabilisce una percentuale pari ad almeno il 15 per cento di riduzione della tariffa relativa alla tassa sui rifiuti; l'articolo 6 istituisce il credito di imposta sul reddito delle società (IRES) per gli operatori alimentari che effettuano donazioni l'articolo 7 individua le disposizioni di natura finanziaria. l'articolo 8 disciplina l'entrata in vigore del testo di legge.. Art. 1. (Modifiche all'articolo 1 della legge 19 agosto 2016, n. 166) 1.