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lo stabilimento di Napoli rappresenta un'eccellenza, punto di riferimento per il Sud e premiato nel 2012 come il migliore tra i 66 del gruppo distribuiti nel mondo per coinvolgimento delle risorse umane e per la capacità manageriale di trasferire ai dipendenti la strategia dell'azienda, si chiede di sapere quali iniziative abbia posto in essere il Governo italiano per evitare che altre imprese straniere chiudano la propria produzione e lascino il Sud, con le conseguenze sui livelli occupazionali. Atto n. 3-01090 PAPATHEU Al Ministro della giustizia Premesso che: la ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, è avvenuta nella XVII Legislatura con la legge 27 giugno 2013, n. 77. Al Senato è stata approvata con 274 voti favorevoli su 275 senatori presenti e con un voto di astensione; nel nostro Paese un'inchiesta della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere ha rilevato che il 50 per cento dei processi per violenza si conclude con l'assoluzione dell'imputato; da notizie di stampa si è appreso in data 19 giugno 2019 che a Padova un imprenditore condannato in due gradi di giudizio per violenza e lesioni contro l'ex moglie, maltrattamenti in famiglia e violenza assistita, un anno dopo, nell'udienza civile per l'affidamento del figlio minore, ha ottenuto un provvedimento con il quale il giudice ha deciso il trasferimento del piccolo in casa del padre. Si legge, inoltre, nel decreto civile che è "irrilevante" la condanna penale per violenza dell'uomo e definendolo "figura maggiormente idonea a garantire stabilità emotiva e accudimento del minore". Lo stesso padre che, come si legge nella sentenza di condanna per violenza di un anno prima, firmato dal giudice, e nell'elenco di testimonianze e prove riportato, risulta aver "massacrato di botte (con lesioni anche permanenti), insultato, minacciato, demolito psicologicamente, isolato, tenuto senza soldi e senza cibo l'ex moglie, con l'aggravante di averlo fatto sempre alla presenza dei figli minori (violenza assistita)"; sulla vicenda il Centro Veneto Progetti Donna e la rete antiviolenza italiana hanno segnalato quello che viene definito "un decreto senza precedenti in Italia" e "una grave violazione di legge" al Grevio, l'organismo internazionale che vigila sulle violazioni della legge e sulla mancata tutela delle vittime di violenza. Sempre nel decreto si definisce ogni tentativo della donna di difendere sé e i figli dalle violenze (quindi le varie denunce) come "attacco alla genitorialità" e "conflittualità", ponendo così profili di discutibile dubbio sul giusto e legittimo diritto della vittima a difendersi, denunciare e uscire dalla violenza; nella profonda convinzione che nel nostro Paese, nel rispetto delle leggi, debba avere priorità la tutela delle donne e dei bambini ed a maggior ragione nei casi in cui si è verificata violenza tra le mura domestiche, si ritiene necessario l'intervento del Ministro in indirizzo per accertare se l' iter giudiziario in questione sia stato svolto in piena osservanza delle procedure e delle normative vigenti. La Convenzione di Istanbul stabilisce chiaramente che gli episodi di violenza, in tal caso definiti fatto "irrilevante", debbano essere sempre considerati nelle decisioni sui diritti di custodia dei figli, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia tempestivamente inviato, stante la gravità della situazione richiamata, degli ispettori al Tribunale di Padova per accertare se nell' iter giudiziario siano state rispettate le leggi e le convenzioni vigenti e se il giudice che ha emesso la sentenza abbia trattato altri casi di violenza domestica. Atto n. 3-01091 PAPATHEU Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con decreto n. 235 del 30 maggio 2019, ha assegnato alle tonnare fisse della Sicilia e Sardegna le quote condivise di tonno. A fronte delle 80 tonnellate minime richieste, necessarie per la sostenibilità economico-finanziaria delle attività di pesca, sono state così assegnate alla Sicilia 14 tonnellate, decretando restrizioni tali da determinare ripercussioni negative sulla pesca e sulle condizioni economiche ed occupazionali del territorio e dell'azienda di Favignana titolare della tonnara; a giudizio dell'interrogante la decisione viola il regolamento comunitario che parla di un'assegnazione di quote tale da "rendere sostenibile, dal punto di vista economico finanziario, l'attività di pesca della tonnara". Il decreto ha attribuito "una quota individuale di 14,525 tonnellate" (per un totale di 29 tonnellate) alla tonnara siciliana di Favignana e a quella Carloforte in Sardegna, ha inteso azzerare la quota di tonno rosso già assegnata in maniera indivisa con precedente decreto dello stesso Ministero, prot. n. 6750 del 17 aprile 2019. In quel precedente decreto si inseriva la tonnara di Favignana tra quelle che "concorrono a valere sulla consistenza della quota aggiuntiva indivisa assegnata al settore per l'annualità 2019, rispetto all'annualità 2017, pari ad 84,69 tonnellate"; la questione verte sulle "quote" con le quali da anni viene stabilito il quantitativo consentito per la pesca di alcune specie (tra cui il tonno rosso) nel Mediterraneo allo scopo di ridurne l'estinzione. La ripartizione avviene su base triennale (2018-2020) ed è regolata dal Ministero delle politiche agricole che annualmente, con appositi decreti, interviene su ulteriori suddivisioni. All'epoca in cui era stata fatta l'ultima suddivisione però la tonnara di Favignana non era ancora operativa e per questo "l'assegnazione delle quote individuali" veniva ritenuta un passaggio strategico importante in Sicilia. Va evidenziato che quella di Favignana è l'unica tonnara presente in Sicilia mentre in Sardegna già con il piano 2018-2020 erano state autorizzate tre strutture (due a Portoscuso e una a Carloforte) a cui erano già state affidate delle quote per un totale di 340 tonnellate; il titolare dello stabilimento di Favignana per riaprirlo ha già investito circa un milione di euro, creando posti di lavoro tra pesca, conservazione e indotto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda procedere al ritiro immediato o alla modifica del decreto ministeriale 30 maggio 2019, n. 235, nell'ottica di una ripartizione delle quote in armonia con il regolamento comunitario e a tutela del settore della pesca siciliana. Atto n. 3-01092 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: quando una società ritiene che il suo investimento in un Paese sia stato (o potrebbe essere) danneggiato dalle misure del Governo, può fargli causa per danni davanti a un tribunale arbitrale, composto da tre "arbitri" esperti di diritto commerciale e degli investimenti;