[resaula]

Signor Presidente, l'emendamento 3.0.6 prevede la possibilità di riaprire i termini previsti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, per gli enti locali, a seguito della cancellazione di quanto previsto dal presente articolo e quindi la possibilità di procedere a un riaccertamento puntuale dei residui al 31 dicembre 2018. Anziché portare questi residui in un disavanzo immediato, si prevede la possibilità di ripartire questo disavanzo con le modalità previste dal citato decreto legislativo, con una eventuale spalmatura pluriennale. Non ha una rilevanza in termini di trasferimento finanziario, ma di gestione dell'eventuale disavanzo; anzi, nella certezza del venir meno di un'entrata che poteva essere appostata e non totalmente coperta dalle poste previste precedentemente dal decreto legislativo n. 118. Per tale ragione abbiamo sollecitato il Governo con questa proposta, cui naturalmente voteremo a favore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.0.6, presentato dal senatore Conzatti e da altri senatori, fino alle parole «n. 118,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 3.0.300, 3.0.301 e 3.0.302. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FENU, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G4.1 come raccomandazione. Sull'emendamento 4.0.1 esprimo parere contrario. BITONCI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, fino alle parole «propria competenza». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.6. Passiamo all'emendamento 4.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dalla senatrice Conzatti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.9. GRIMANI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (PD) . Signor Presidente, intendiamo porre l'attenzione in particolare sull'emendamento 4.9, che riguarda la possibilità di escludere i tributi delle Regioni, delle Province e dei Comuni dalla trattazione. Infatti, come è stato evidenziato anche dall'analisi in Commissione, vi è la possibilità che lo stralcio dei carichi pendenti dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, fino a 1.000 euro, abbia un peso rilevante nei bilanci dei Comuni. Questa riflessione è stato oggetto della trattazione in Commissione, anche attraverso l'audizione dell'ANCI e le valutazioni che sono arrivate alla Commissione dalla Corte dei conti. In particolare, questo organismo ha posto l'attenzione sul tema dei rimborsi riguardanti le spese per le procedure di riscossione che hanno messo in essere i Comuni. Queste spese non trovano alcun tipo di rimborso e sono a carico degli enti. Ciò potrebbe creare degli squilibri qualora gli enti non avessero previsto dei fondi accantonati per far fronte a tali spese. Occorre, poi, considerare il peso che questo stralcio potrebbe avere sul bilancio, sotto due profili, che sono stati posti alla nostra attenzione dall'Associazione nazionale dei Comuni, attraverso l'intervento in Commissione del sindaco Nogarin, quindi attraverso un contributo non di parte ma del tutto istituzionale. Sono due gli elementi che sono stati posti all'attenzione della Commissione e che è giusto che l'Assemblea oggi analizzi. Sorgono due problemi: il primo è di carattere ordinamentale, perché la legge interviene direttamente sui crediti degli enti locali, senza prevedere una diretta compensazione. Tra l'altro, si tratta di crediti che potrebbero essere ancora presenti nei bilanci dei Comuni perché considerati esigibili. C'è, poi, un aspetto finanziario, perché questo stralcio stima una possibile perdita nei bilanci dei Comuni per cifre che vanno dai 3 ai 5 miliardi di euro. È pur vero, e vado a concludere, che nel 2015 è intervenuto, attraverso il decreto legislativo n. 118, il riaccertamento straordinario dei residui e quindi molti Comuni, quasi tutti, hanno ordinato i propri bilanci e stralciato da essi i crediti definiti inesigibili. Però, all'interno dei Comuni sono rimasti anche crediti datati, cioè ascrivibili al periodo 2000-2010 perché considerati esigibili; tale aspetto potrebbe determinare un aggravamento per quanto riguarda la tenuta dei bilanci. Tale modifica andava pertanto considerata nell'ottica, che era poi quello proposta alla Commissione dall'ANCI di far sì che si potesse ridurre l'impatto sui bilanci, garantire l'autonomia costituzionale degli enti locali nonché l'equità tra i contribuenti. La nostra proposta voleva soprattutto dare a questi elementi un'attenzione centrale. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento. PRESIDENTE.