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Secondo l'OMS, l'abitudine al consumo di tabacco detiene due tragici primati: a livello mondiale rappresenta la seconda causa di morte ed è anche la prima causa di morte evitabile; 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo e, fra le vittime, oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Nell'attuale contesto storico e sociale, a fronte del dilagare delle dipendenze patologiche, sono sempre più diffuse e radicate le dipendenze tecnologiche. Le nuove tecnologie, infatti, influenzano la vita e fanno aumentare la necessità di rimanere collegati a un mondo virtuale che, sempre più frequentemente, tende a sostituirsi al mondo reale. Dall'ultimo rapporto dell'Agenzia giornalistica Italia e del Censis del 2019, infatti, emerge che gran parte degli utenti di internet è on line anche prima di dormire (77,7 per cento) e subito dopo la sveglia (63,0 per cento); il 61,7 per cento utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al 79,7 per cento) e il 34,1 per cento durante i pasti (la percentuale sale al 49,7 per cento fra i giovani). Il 22,7 per cento degli utenti, spesso, ha la sensazione di essere dipendente da internet e l'11,7 per cento dichiara di vivere con ansia un'eventuale mancanza di connessione. Le dipendenze da rete si manifestano ormai diverse modalità e assumono le vesti del cyberbullismo (forma di violenza attraverso l'utilizzo della tecnologia), del sexting (scambio di immagini o di video intimi attraverso le chat e i social network ), del gioco d'azzardo on line compulsivo, del vamping (trascorrere tutta la notte collegandosi alle chat e ai social network ), della nomofobia (paura di restare disconnessi dalla rete) e dello hikikomori (utilizzo esagerato della rete che porta a condotte di vero e proprio ritiro sociale). Le diverse forme di dipendenza patologica, nuove e vecchie, da sostanze e da comportamenti, delineano un quadro allarmante e una vera emergenza sociale. Il terzo millennio, a causa di questo, pone le istituzioni di fronte all'improrogabile necessità di intervenire ai fini del soddisfacimento dei bisogni sani dei cittadini e, in caso di fallimento, anche parziale, di assicurare un'adeguata cura delle diverse forme di dipendenza patologica, affinché possano essere affrontate in modo efficace e professionale. Ciò anche al fine di perseguire e di tutelare la salute, intesa dall'OMS, già dal 1946, come « stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia », nonché di dare attuazione a quanto sancito dall'articolo 32 della Costituzione, il quale intende « la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività ». I dati relativi alle dipendenze patologiche testimoniano la pericolosità di una cultura degli eccessi, in costante diffusione, e dell'esistenza di consumatori socialmente integrati, spesso inconsapevoli dei gravi danni derivanti dai consumi effettuati e dai comportamenti attuati. Tutto ciò si somma alla scarsa presenza di campagne nazionali di informazione e di prevenzione sulle dipendenze patologiche e sulle polidipendenze, in particolare tra le nuove generazioni, finalizzate a promuovere una maggiore consapevolezza circa il rischio e le conseguenze di tali comportamenti e stili di vita, in quanto dannosi per la salute fisica, psicologica e relazionale, oltre che causa dell'aumento significativo dei costi sanitari e di welfare per lo Stato. Considerato l'impatto dei fenomeni descritti sulla nostra società, che inevitabilmente impongono il tempestivo intervento delle istituzioni, al fine di assicurare un impegno costante nella prevenzione delle dipendenze patologiche in favore della popolazione direttamente e indirettamente interessata, nonché un reale supporto educativo in favore delle famiglie, il presente disegno di legge, all'articolo 1, prevede l'istituzione della Giornata nazionale sulle dipendenze patologiche, individuandola nella data del 20 marzo di ogni anno. L'articolo 2, per la celebrazione della Giornata nazionale sulle dipendenze patologiche, prevede l'indizione di cerimonie, iniziative e incontri nel territorio nazionale volti a informare e a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle dipendenze patologiche, stabilendo, altresì, che la Giornata non è considerata solennità civile.. 1 (Istituzione della Giornata nazionale sulle dipendenze patologiche) 1 La Repubblica riconosce il 20 marzo di ogni anno quale Giornata nazionale sulle dipendenze patologiche, di seguito denominata « Giornata », al fine di informare e di sensibilizzare sul tema delle dipendenze patologiche da sostanze, legali e illegali, e da comportamenti, e in particolare sui rischi correlati e sui danni, derivanti da tali dipendenze, nonché di promuovere stili di vita sani. 2 (Iniziative per la celebrazione della Giornata) 1 In occasione della Giornata sono organizzati nel territorio nazionale cerimonie, iniziative e incontri volti a informare e a sensibilizzare l'opinione pubblica, in conformità a quanto disposto dall'articolo 1, sul tema delle dipendenze patologiche. Ai fini della celebrazione, le istituzioni pubbliche, nei rispettivi ambiti di competenza, promuovono, altresì, iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado, anche in coordinamento con associazioni e con organismi impegnati nella prevenzione e nella cura delle dipendenze patologiche, e realizzano campagne pubblicitarie nazionali a carattere sociale avvalendosi dei media tradizionali e digitali. 2 La Giornata non è considerata solennità civile ai sensi dell'articolo 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260.