[pronunce]

che evidentemente una tale prassi non può precludere l'acquisizione nella fase di merito di ulteriori prove (in ordine alla domanda principale o ad altre domande connesse), richieste dalle parti anche alla luce di quanto emerso dall'eventuale esperimento del reclamo avverso il provvedimento interdittale; che deve, dunque, ribadirsi l'impossibilità di descrivere il giudizio di merito come valutazione operata sulla stessa res iudicanda, per la diversità del thema decidendum della fase sommaria - comprensiva del reclamo - rispetto a quella successiva (ordinanza n. 126 del 1998), completata non solo dal nuovo apporto probatorio, ma anche dalle ulteriori considerazioni svolte dalle parti, quantomeno in sede di comparsa conclusionale, memorie di replica e discussione orale (ordinanza n. 168 del 2000); che la sollevata questione è, pertanto, manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 51 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Ancona, sezione distaccata di Jesi, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 marzo 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 marzo 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA