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Le sceneggiate alle quali abbiamo assistito all'interno delle istituzioni rappresentano un fallimento della politica. Il disegno di legge contro l'omotransfobia ha vissuto mesi di tensione e un autentico calvario legislativo in Senato, in particolare nella Commissione giustizia. Chi non è informato potrebbe pensare che si sia trattato di un normale confronto tra diverse posizioni politiche che, al cospetto di una nuova proposta, esprimono il proprio orientamento. Sappiamo bene che, invece, non è stato così. Questo testo è nato alla Camera molto tempo prima. È il frutto di un lungo confronto di merito che ha visto tutte le forze politiche dialogare, anche sulla base del parere ricevuto da importanti giuristi. Sono state confrontate diverse proposte di legge, tra cui quella del MoVimento 5 Stelle. È stata svolta un'istruttoria in punta di diritto, oltre che sociologica. Si è giunti a un testo base che ha superato il percorso in Commissione e in Assemblea senza clamori e senza particolari problemi. I colleghi di Italia Viva sanno molto bene che le proposte che oggi ripropongono erano state superate con il loro stesso consenso in quel percorso fatto alla Camera. Arrivato in Senato, il testo è diventato oggetto di un duro contendere. Perché? A mio avviso, la destra - la Lega in particolare - ha scelto deliberatamente di farne una questione ideologica, cercando consensi nei sottofondi più oscurantisti del Paese. (Applausi) . Ma in questo modo dovete assumervi la responsabilità di fronte a persone che soffrono a causa di frustrazioni, dolori, paure e persino ferite sul loro corpo. Presidente, nessuno meglio di noi del MoVimento 5 Stelle sa che la Lega, fin dall'inizio della legislatura, afferma convintamente che il contrasto all'omotransfobia non è affatto una priorità; anzi, c'è chi nega proprio che esista questa forma di intolleranza. Sappiamo infine che quello perpetrato dalla Lega in Commissione giustizia è stato un autentico ostruzionismo per far perdere giorni, settimane e mesi, al solo fine di boicottare il percorso legislativo. Questa è la verità e l'abbiamo visto anche ieri e oggi. La realtà è che, dietro a vuoti proclami, alberga una sottocultura machista e omofoba, che non vuole estendere i diritti a determinate categorie. Come possiamo credere alle parole di Salvini sulla tolleranza e l'uguaglianza dopo che ha firmato quell'osceno documento con il presidente Orbán? (Applausi) . Perché avete paura di esprimere fino in fondo in pubblico la vostra ideologia reazionaria anacronistica, della quale in Europa andate tanto fieri? Servirebbero meno ipocrisia e più coraggio anche per idee che di coraggioso non hanno alcunché, ma che quantomeno ci si deve assumere la responsabilità di avere. Permettetemi di invitare coloro che queste idee le hanno ad aprire il loro cuore, ma soprattutto il loro cervello per capire che garantire diritti non significa toglierne a loro e che questa legge, al di là delle falsità che sono state dette, permette a tutti di essere tutelati nell'espressione del proprio io, esattamente al pari delle tutele implicite di cui gli eterosessuali godono ogni giorno senza accorgersene. Oggi il senatore Pillon ci ha raccontato tante storie, anche brandendo la sua fede, ma ha furbescamente evitato di citare le parole del Papa. Dice Francesco che gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia; a nessuno deve essere negata questa possibilità. E ancora, continua il Santo Padre, «Le lobby, tutte non sono buone (...) Se una persona è gay e cerca il Signore (...) chi sono io per giudicarla?» (Applausi) . Che non si devono discriminare o emarginare queste persone lo dice anche il catechismo. Ripeto che queste sono parole non mie, ma del Papa. Senatore Pillon, se ne faccia una ragione. (Commenti) . PRESIDENTE. Senatore Pillon, per cortesia, già il senatore Ferrara mi aveva promesso cinque minuti e siamo a sette. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, ho dieci minuti. PRESIDENTE. No, lei mi ha detto cinque minuti. La prossima volta me ne ricorderò e lei aspetterà il giorno successivo per intervenire. FERRARA (M5S) . Sgombriamo il campo da insopportabili tatticismi e ritorniamo tutti insieme ad osservare il problema che lì fuori colpisce molti nostri concittadini. Qualche cifra può aiutarci a comprendere meglio: ogni giorno arrivano circa 50 richieste di aiuto da persone colpite da episodi di omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia. Sono circa 20.000 casi l'anno; casi che devono diventare reati. Concludo dicendo che per il MoVimento 5 Stelle la scelta da fare in quest'Aula è obbligata. Noi ci schieriamo ancora una volta dalla parte dei diritti che devono essere sempre rafforzati ed estesi. Ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di vivere con serenità, senza soggezione o paura, la propria sessualità. È giunto il tempo di liberarci da un'anacronistica sottocultura medievale. Colleghe e colleghi, siamo nel 2021: approviamo il disegno di legge al nostro esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo brevemente per portare l'attenzione dell'Assemblea su una situazione abbastanza grave che sta avvenendo nel mio territorio, e in particolare negli uffici giudiziari del tribunale di Monza. «Ci vorrebbe un vaccino per la giustizia monzese»: queste sono le parole del presidente dell'ordine degli avvocati di Monza, che alcune settimane fa ha lanciato una lettera aperta per denunciare l'assoluto abbandono degli uffici giudiziari. Ricordo, in particolare, che il tribunale di Monza è il sesto tribunale su 140 per bacino d'utenza e comprende la mia Brianza, la mia terra popolosa e laboriosa, ed è al ventunesimo posto come organico di magistrati. Il presidente dell'ordine degli avvocati lamenta - peraltro concordemente anche con il presidente del tribunale e tutti i rappresentanti degli uffici giudiziari - un organico amministrativo di 86 persone operative su 152. I risultati effettivi di questa carenza sono che, per avere anche solo un'udienza di sfratto o di pignoramento presso terzi, devono decorrere oltre otto mesi. Signor Presidente, visto che noi in queste settimane e negli ultimi mesi stiamo parlando tanto di riforma del processo civile, del processo penale, del Consiglio superiore della magistratura e della giustizia in senso più ampio, non possiamo tacere che una macchina per correre ha bisogno di benzina e, in particolare, all'interno dei tribunali la benzina sono le persone, le risorse umane che vi lavoravano e che portano avanti il lavoro per la tutela dei cittadini. Ricordiamo che i tribunali non sono altro che il luogo in cui il diritto e la tutela dei cittadini devono trovare forma e piena attuazione. Lancio questo grido d'allarme sentiti tutti gli operatori della giustizia monzese di cui mi faccio portavoce. So che il ministro Cartabia è molto sensibile su questo aspetto, come ha ribadito più volte, così come lo è il Sottosegretario oggi qui presente.