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6 fregate Fremm (di cui 2 da consegnare immediatamente), 20 pattugliatori d'altura, 24 caccia Eurofighter Typhoon, 20 velivoli da addestramento M346 e un satellite da osservazione, per un totale fra i 9 e gli 11 miliardi di euro; in relazione agli ultimi rilevanti sviluppi in ordine alle relazioni bilaterali italo-egiziane, in cui l'Egitto continua a rifiutare ogni collaborazione politica e giudiziaria con il nostro Paese sull'omicidio di Giulio Regeni e da ultimo l'arresto forzato del giovane studente Patrick Zaki, si ritiene un grave errore sostenere una vendita così consistente di armi al Paese; nella recente telefonata intercorsa tra il premier Conte e il presidente egiziano Al-Sisi si sono discussi i seguenti argomenti: la stabilizzazione della Libia (dove però l'Egitto si pone come alleato di Haftar), con particolare riferimento alla necessità di un rapido cessate il fuoco e di un ritorno al tavolo negoziale, ma anche "la collaborazione bilaterale, da quella industriale a quella giudiziaria, con particolare riferimento al caso Regeni"; in tale quadro l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni ha richiesto all'unanimità di procedere ad audire urgentemente il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte anche in relazione alla sua recente interlocuzione diretta con il presidente della Repubblica araba d'Egitto Abdel Fattah Al-Sisi, ed al fine di comprendere effettivamente quale sia la natura dei rapporti commerciali con l'Egitto, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, in considerazione anche del fatto che la legge n. 185 del 1990 esplicita il divieto di esportazioni di armi verso Paesi in guerra o che violino apertamente i diritti umani, non intendano modificare la politica adottata in merito all' export di armamenti riconsiderando in particolar modo la direttrice commerciale verso l'Egitto. Atto n. 3-01700 SANTANGELO TRENTACOSTE ROMANO VANIN CORRADO ORTIS PRESUTTO CAMPAGNA ANGRISANI ANASTASI BOTTO LANNUTTI PAVANELLI PISANI Giuseppe NATURALE CASTELLONE Al Ministro della difesa Premesso che: nella notte tra il 12 e il 13 maggio 2020, si sono perse le tracce del motopesca "Nuova Iside" e del suo equipaggio composto dal comandante Vito Lo Iacono di 27 anni, da Matteo Lo Iacono di 54 anni e da Giuseppe Lo Iacono di 34 anni; l'ultimo contatto avuto dall'imbarcazione sarebbe stato nello specchio di mare a dieci miglia da San Vito Lo Capo (Trapani), alle ore 22,33 del 12 maggio scorso; il mare, ad oggi, ha restituito solo i corpi di Giuseppe Lo Iacono e del capitano Matteo Lo Iacono, rispettivamente il 14 e il 16 maggio 2020; la Marina militare era già intervenuta per restringere l'area di ricerca nei giorni scorsi con la fregata "Carabiniere", e grazie al sonar ad alta frequenza "Panoramic Echo Sounder", con capacità di discriminazione di oggetti di medie dimensioni sino a 2.000 metri di profondità, aveva individuato alcuni contatti subacquei, ritenuti da investigare ulteriormente; in data 31 maggio sempre la Marina militare ha iniziato le attività di ricerca del relitto del motopesca "Nuova Iside" nelle acque a nord est di capo San Vito con il cacciamine "Numana", del Comando delle forze di contromisure mine (MARICODRAG), e il Gruppo operativo subacquei (GOS) del Raggruppamento subacquei ed incursori (COMSUBIN), in grado di svolgere attività di localizzazione, identificazione, neutralizzazione di mine navali, residuati bellici, ordigni e, grazie alla sua versatilità per scopi dual use , reperti archeologici e oggetti di interesse depositati sul fondale; l'articolo de "la Repubblica" on line del 2 giugno 2020, intitolato "I misteri del "Nuova Iside", il peschereccio scomparso a Palermo. Sulla rotta c'era una petroliera"", riporta che da un riscontro su "Marinetraffic" (sito che traccia gli spostamenti delle navi), analizzando i tragitti tra San Vito lo Capo e Ustica tra le ore 21 e 40 del 12 maggio e le ore 3 del 13 maggio, sulla rotta del peschereccio "Nuova Iside", intorno alle ore 22 e 50, sarebbe stata registrata la presenza una petroliera; considerato che: la Procura della Repubblica di Palermo ha disposto il sequestro della scatola nera della nave cargo "Vulcanello" della società armatrice Augustadue, gruppo Mednav, utilizzata per il trasporto di carburante, che nelle ore del presunto naufragio avrebbe incrociato la stessa rotta della "Nuova Iside"; dall'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo, Ennio Petrigni, risultano iscritte due persone nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo. Precisamente due ufficiali di plancia, uno di nazionalità italiana e l'atro straniera, in servizio sulla petroliera "Vulcanello" posta sotto sequestro il 15 giugno; considerato inoltre che: resta ancora da individuare il punto esatto in cui la "Nuova Iside" è affondata, ma il quadrante battuto dalla Guardia costiera e dalla Marina militare comprende lo specchio d'acqua tra San Vito Lo Capo, Ustica e Terrasini; il corpo del giovane comandante Vito Lo Iocano non è ancora stato ritrovato; la nave Numana è dotata di un sonar ad alta scoperta e veicoli subacquei filoguidati tra cui il "Multipluto", capace di acquisire immagini fino ad una profondità di oltre 1.500 metri. Il team ROV (Remotely operated vehicle) del GOS è imbarcato sulla nave Numana con il "Perseo", uno dei veicoli filoguidati ad alta tecnologia in dotazione che può immergersi fino a 1.500 metri di profondità, sia per acquisire immagini ad alta definizione attraverso le loro video camere subacquee, sia per recuperare oggetti presenti sul fondo mediante i rispettivi bracci manipolatori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; vista la cooperazione dei mezzi navali della Marina militare, con quali tempi e modalità si possa pervenire ad una celere individuazione e recupero della "Nave Iside", affinché il tragico episodio possa risolversi, permettendo così alla Procura di Palermo di poter concludere tutti gli accertamenti sull'imbarcazione, alla luce dei riscontri della scatola nera della petroliera "Vulcanello". Atto n. 3-01704 TOFFANIN FLORIS MALAN AIMI BARBONI CALIENDO CALIGIURI CANGINI CESARO CARBONE DAMIANI FERRO GALLIANI GALLONE MALLEGNI MASINI MODENA MOLES PEROSINO PICHETTO FRATIN PAGANO PAPATHEU RIZZOTTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: