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d l’Accordo bilaterale italo-statunitense sulle infrastrutture (BIA), in attuazione del Trattato del Nord Atlantico, del 20 ottobre 1954; e l’Accordo tra la Repubblica italiana e il Comando supremo alleato in Europa degli Stati membri del Trattato del Nord Atlantico (NATO), fatto a Parigi il 26 luglio 1961; f l'Accordo bilaterale tra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti d’America del 16 settembre 1972; g il Memorandum d'intesa tra la Repubblica italiana e gli Stati Uniti d’America, fatto a Roma il 2 febbraio 1995; h l'Accordo tra la Repubblica italiana e gli Stati Uniti d’America cosiddetto « Stone Ax » (Ascia di Pietra). 3 In caso di omessa pubblicazione nei termini previsti, il Parlamento adotta idonei atti d'indirizzo al Governo ai fini della dichiarazione di recesso dai trattati e dagli accordi indicati al comma 2. 4 (Uso di basi militari) 1 Ogni accordo o trattato che preveda l'uso di basi militari, di armi, di satelliti, di navi, di aeromobili, di truppe ovvero di droni a scopo non esclusivamente difensivo deve essere necessariamente reso pubblico entro un anno della data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. 5 (Spese di gestione relative a basi militari e caserme) 1 Basi, caserme e depositi militari, previsti sul territorio nazionale da accordi internazionali vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, possono permanere a condizione che entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge stessa vengano presentati e resi pubblici i progetti di riconversione per l'utilizzo civile di tali strutture. Tali progetti dovranno obbligatoriamente indicare in maniera espressa i criteri di ripartizione degli oneri di riconversione tra gli organismi interessati. 2 I risparmi di spesa derivanti dai progetti di riconversione di cui al comma 1 sono iscritti in apposito capitolo del bilancio dello Stato da destinare alla ricerca scientifica e al sostegno della spesa sanitaria. 6 (Rinnovo e riconversione civile di strutture a destinazione militare) 1 Le basi, i poligoni, le installazioni e le altre strutture a destinazione militare presenti sul territorio nazionale, anche se nella disponibilità di Paesi terzi, alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, possono essere mantenute per ulteriori cinque anni, rinnovabili inderogabilmente per sole due volte. Al termine dei rinnovi, le strutture dovranno essere riconvertite per fini civili. 7 (Procedure di autorizzazione) 1 Le autorizzazioni per la costruzione e l’ampliamento di basi, caserme e installazioni militari sul territorio nazionale, anche se nella disponibilità di Paesi terzi, possono essere concesse esclusivamente con il parere favorevole di un Comitato composto dal Ministro della difesa o suo delegato, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare o suo delegato, dal presidente della regione e dai sindaci delle zone interessate. 2 Il Comitato, nell'esprimere il parere di sua competenza, è vincolato alla previa verifica dell'adozione delle misure di prevenzione, messa in sicurezza e bonifica, e dell’istruttoria dei relativi progetti, da realizzare nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle Forze armate per attività connesse alla difesa nazionale, nonché di ogni altro onere previsto dall'articolo 241- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152. 3 Ogni decisione deve necessariamente essere presa con il parere favorevole dei rappresentanti degli enti locali interessati.