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Per finalità di coordinamento con le nuove ipotesi di sospensione della prescrizione sono abrogati il terzo e il quarto comma dello stesso articolo 159. La lettera f), infine - anche in tal caso per esigenze di coordinamento con quanto previsto dal nuovo secondo comma dell'articolo 159 -, abroga il primo comma dell'articolo 160 del codice penale, che attualmente individua come cause di interruzione del corso della prescrizione la pronuncia della sentenza di condanna o il decreto penale di condanna. Il comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge in parola individua nel 1° gennaio 2020 la data di entrata in vigore della disciplina della prescrizione come introdotta dai novellati articoli 158, 159 e 160 del codice penale. Le lettere g) ed h)  sempre nell'ottica di ampliamento e inasprimento delle sanzioni accessorie per reati contro la pubblica amministrazione - introducono modifiche in materia di sospensione condizionale della pena. In particolare, la lettera g) modifica il quarto comma dell'articolo 165 del codice penale relativo agli obblighi del condannato per specifici reati contro la pubblica amministrazione che accede alla sospensione condizionale. La novella prevista dalla lettera g), come modificata nel corso dell'esame in sede referente alla Camera, aggiunge al catalogo dei reati di cui all'articolo 165, quarto comma, la corruzione attiva (articolo 321 del codice penale), cioè la corruzione da parte del privato; estende inoltre l'obbligo del pubblico ufficiale (o dell'incaricato di pubblico servizio) al pagamento all'amministrazione lesa della somma determinata a titolo di riparazione pecuniaria ex articolo 322- quater , cioè della somma equivalente al prezzo o al profitto del reato. La lettera h) modifica, invece, l'articolo 166 del codice penale relativo agli effetti della sospensione condizionale della pena, prevedendo che, il giudice, nella sentenza di condanna per specifici reati contro la pubblica amministrazione, possa disporre  in deroga alla regola generale - che la sospensione condizionale della pena non estenda gli effetti anche all'interdizione dai pubblici uffici e alla incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. La lettera i) interviene sugli effetti della riabilitazione - come noto, quest'ultima estingue le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna, salvo sia diversamente stabilito dalla legge (articolo 178 del codice penale) -; a tal fine si aggiunge un settimo comma all'articolo 179 del codice penale, che, derogando alla regola generale dell'articolo 178, stabilisce che la riabilitazione concessa sulla base della disciplina dello stesso articolo 179, non ha effetto sulle pene accessorie perpetue; prevede altresì la dichiarazione di estinzione della pena accessoria perpetua quando sia decorso un termine di almeno sette anni e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta. La lettera l), introdotta nel corso dell'esame in sede referente alla Camera, integra il primo comma dell'articolo 316- ter del codice penale, aggiungendo un'aggravante del delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato quando l'illecito è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio con abuso della sua qualità o dei suoi poteri; in tali ipotesi, la pena è della reclusione da uno a quattro anni (anziché da sei mesi a tre anni). Con la lettera n) sono inasprite le pene previste dall'articolo 318 del codice penale a carico del pubblico ufficiale per il reato di corruzione per l'esercizio della funzione (corruzione impropria): è aumentata infatti la pena della reclusione sia nei limiti minimi (da uno a tre anni) che in quelli massimi (da sei a otto anni), con conseguente aumento anche dei termini di prescrizione del reato. La successiva lettera o) amplia l'ambito applicativo dell'articolo 322- bis del codice penale che sanziona attualmente i reati di corruzione commessi da membri della Corte penale internazionale o degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri. Il disegno di legge, al primo comma, aggiunge due nuovi numeri che estendono la portata incriminatrice dell'articolo 322- bis : l'uno a carico di funzionari extra UE ovvero di chi esercita, nelle organizzazioni pubbliche internazionali, funzioni corrispondenti a quelle di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio (n. 5-ter); l'altro relativo ai membri di assemblee parlamentari internazionali o organizzazioni internazionali o sovranazionali nonché ai funzionari delle corti internazionali (n. 5- quater ). Una seconda modifica introdotta dalla lettera o) riguarda il secondo comma, n. 2) dello stesso articolo 322- bis . La novella amplia l'ambito applicativo della disposizione con riguardo ai funzionari esteri, eliminando l'elemento finalistico dei reati di induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319- quater , secondo comma), di corruzione attiva (articolo 321) e di istigazione alla corruzione (articolo 322, primo e secondo comma). Viene, infatti, soppresso il riferimento al fatto "commesso per procurare a sé o ad altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali, ovvero per ottenere o mantenere un'attività economica o finanziaria". L'integrazione del contenuto della rubrica dell'articolo 322- bis del codice penale è, infine, dettata dalla necessità di coordinamento con le modifiche introdotte dalla lettera l) alla stessa disposizione. La lettera p), introdotta nel corso dell'esame in sede referente alla Camera, aggiunge al codice penale l'articolo 322- ter .1, con cui è stabilito che, i beni diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, oggetto di sequestro nell'ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti contro la pubblica amministrazione compresi tra gli articoli 314 e 320 del codice penale, possono essere affidati dall'autorità giudiziaria in custodia giudiziale, nonché agli organi di polizia giudiziaria che ne facciano richiesta per le proprie esigenze operative. La previsione è modellata sulla falsariga della custodia dei beni sequestrati nei procedimenti per reati tributari (articolo 18-bis, decreto legislativo n. 74 del 2000). Alcune modifiche sono state introdotte dalla lettera q) - così come riformulata nel corso dell'esame in sede referente alla Camera -, al citato articolo 322- quater del codice penale, relativo alla riparazione pecuniaria conseguente a condanne per reati contro la pubblica amministrazione. Anche in tale caso viene esteso l'obbligo del pagamento della somma a titolo di riparazione pecuniaria anche al privato corruttore (articolo 321 del codice penale); viene soppresso il riferimento a quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale (o dall'incaricato di pubblico servizio); come anche viene stabilito che la somma da pagare da parte del condannato sia equivalente al prezzo o al profitto del reato, a titolo di riparazione pecuniaria in favore della pubblica amministrazione lesa dalla condotta illecita.