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PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dichiaro subito il voto favorevole del Gruppo Lega a questo provvedimento e ne riassumo per sommi capi gli aspetti, indicando anche i punti che ci convincono e quelli che ci convincono di meno. Innanzitutto, la prima parte, quella relativa all'accesso ai dati del traffico telefonico e telematico ai fini di indagine penale, ci vede favorevoli nella misura in cui abbiamo finalmente ridimensionato l'accesso indiscriminato a questi dati - che in teoria sarebbero riservati e coperti da privacy - e averlo finalmente consentito solo qualora ci siano delle situazioni di indagine che ne prevedono la necessità. In particolare, con questo decreto-legge si è stabilito di consentire tale accesso solo qualora si tratti di lotta contro gravi forme di criminalità o comunque per reati che siano puniti con una pena non inferiore, nel massimo, a tre anni. Su questo aspetto mi limito però a sottolineare una discrasia, perché oggi l'articolo 266 del codice di procedura penale consente in realtà l'intercettazione telefonica o telematica per delitti non colposi per i quali sia prevista la pena superiore nel massimo a cinque anni. Quindi, a nostro modo di vedere, è una anomalia il fatto che comunque sia possibile l'accesso alle comunicazioni telematiche per reati con pena pari o superiore a tre anni. Sarebbe stato preferibile allinearci alla normativa sulle intercettazioni, ma è certamente meglio rispetto alla situazione attuale, che prevede di fatto un accesso indiscriminato alle comunicazioni telematiche. A tale riguardo, c'è un punto che manca completamente in questo decreto-legge e che forse sarebbe il caso di tener presente per il futuro. Mi sto riferendo all'accesso a tutta un'altra serie di dati che quotidianamente, utilizzando il telefono, il computer o il tablet , consapevolmente o inconsapevolmente mettiamo a disposizione dei gestori delle piattaforme; dati che poi vengono raccolti (in modo tra l'altro incontrollato), ceduti a titolo oneroso ed utilizzati dalle aziende online per bersagliare di pubblicità personalizzate ciascuno di noi. Su tutto questo aspetto, che vede ognuno di noi studiato, catalogato, scansionato ed esaminato, non vi è assoluta limpidezza e non vi è minima chiarezza. Tutto questo è lasciato di fatto all'arbitrio e non vi è una normativa che sia stata capace di rendere controllabile da parte dell'utente tutta questa raccolta di dati che molto spesso, come dicevo, avviene ad insaputa dell'utente della Rete. Su questo credo vada fatta il prima possibile una riflessione. Questo decreto-legge omnibus prevede anche alcune norme relative al mantenimento in servizio dei vertici delle Forze armate e prevede anche la proroga di termini in materia di referendum . Segnalo che siamo riusciti - e ringrazio per questo il Governo - a ottenere l'accoglimento di una nostra raccomandazione in ordine alle spese di giustizia. Si tratta di un tema molto sensibile, che in questi giorni è balzato agli onori delle cronache, anche per le disposizioni contenute nel disegno di legge di bilancio. Rispetto a questo aspetto abbiamo chiesto che il Governo valuti l'opportunità di inserire, in un prossimo provvedimento, la gratuità del rilascio dei certificati del casellario giudiziale. Si tratta di una norma di buon senso, che speriamo il Governo vorrà presto inserire in un prossimo decreto-legge. Vengo all'ultimo aspetto, che è quello che più mi sta a cuore: la proroga del termine per le domande di assegno temporaneo per i figli minori. Su questo non posso che manifestare il fastidio, se non lo sconcerto del Gruppo che sto rappresentando in questo momento. Siamo alla proroga dell'assegno temporaneo, cioè dell'assegno-ponte. Significa che ancora, nonostante le promesse e le rassicurazioni, l'assegno unico per le famiglie non è partito. È vero che abbiamo letto in queste ore che domani dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri; e aggiungerei: era ora! (Applausi) . Era ora che finalmente il Governo si prendesse cura delle famiglie italiane, che hanno tenuto botta in questo tempo di Covid-19 e che state per lo più lasciate da sole. Ma, come abbiamo già detto altre volte, il provvedimento che riguarda l'assegno unico non è sufficiente: è un primo passo, ma ancora siamo legati all'ISEE, che è un sistema di calcolo della ricchezza familiare vecchio, inadatto, incapace di misurare davvero il peso dei carichi familiari. Siamo all'assurdo, per cui le famiglie italiane, prima vengono tassate, prima vengono drenate dal fisco e poi, graziosamente, lo Stato restituisce qualche cosa sotto forma di assegno, sotto forma di beneficio. Ma non è questo il sistema che noi vogliamo. Noi vogliamo una misura strutturale, che intercetti i redditi familiari e li lasci nelle tasche dei contribuenti, nella misura in cui quei redditi servono per andare incontro a obblighi che le famiglie hanno. Quali sono questi obblighi? Ciascuno dei genitori ha l'obbligo, stabilito dalla Costituzione e dal codice civile, di mantenere, istruire ed educare la prole. Come possiamo tassare denaro che viene utilizzato dai genitori per adempiere a un obbligo costituzionale? È un'assurdità, che speriamo sia presto spazzata via dall'approvazione della proposta della Lega, che è il "fattore famiglia" o la flat tax calcolata su base familiare. Questa sarebbe la vera giustizia, la vera equità fiscale per le famiglie. Con l'assegno unico, così come è stato approvato, abbiamo comunque un'altra soluzione ponte, che è stata finanziata, ma non sappiamo per quanto tempo lo sarà ancora, perché ogni anno deve essere rifinanziata. Non è così che si fanno le politiche familiari, lo voglio ribadire. Si deve andare verso una misura strutturale e soprattutto non si deve dimenticare ciò che purtroppo le associazioni di categoria (l'Associazione nazionale famiglie numerose, il Forum delle associazioni familiari, l'Associazione family day e molte altre) quotidianamente ci fanno notare, ossia che con l'assegno unico molte famiglie andranno a prendere meno di quanto prendevano prima con il sistema delle detrazioni, delle deduzioni e degli assegni familiari. Se fare politiche per la famiglia significa togliere risorse per la famiglia non siamo d'accordo. Voteremo per questa proroga del termine per l'assegno temporaneo per i figli minori, ma speriamo che porti verso l'approvazione di una misura che sia davvero definitiva nell'interesse delle famiglie (Applausi) e vada finalmente a fronteggiare, in modo responsabile e attento, la vera emergenza di questi tempi, senatrice Cirinnà, che non è l'emergenza dei diritti civili. La vera emergenza italiana è il calo demografico, l'inverno demografico, le culle vuote, la desertificazione del nostro Paese. Questa è la vera emergenza e, Presidente, sono sicuro che questo Parlamento e questo Governo vorranno farsene carico il prima possibile. Noi vigileremo affinché questo accada. (Applausi) . TONINELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.