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-- creazione di una base giuridica che contribuisca alla soppressione degli ostacoli che impediscono il superamento delle frontiere nel traffico ferroviario internazionale; -- ridefinizione delle condizioni relative al risarcimento danni in caso di incidente o in caso di ritardo del treno (Appendice A -- Regole uniformi CIV). Le principali modifiche che la nuova COTIF apporta rispetto a quella del 1980 sono le seguenti: -- il nuovo articolo 29 circoscrive la riparazione degli «altri danni» ai soli «danni fisici»; -- il nuovo articolo 30 differisce rispetto al testo precedente solamente per quanto riguarda l'importo del limite massimo del risarcimento da corrispondere in caso di morte o ferimento. Tale limite massimo viene innalzato a 175.000 unità di conto, rispetto alle 70.000 previste nella Convenzione del 1980, sia per una maggiore tutela del viaggiatore sia per un adeguamento economico; -- l'articolo 32, relativo alla responsabilità in caso di soppressione, ritardi o mancata corrispondenza, rappresenta una novità nel Protocollo di Vilnius. L'articolo prevede la possibilità di risarcimento su istanza di parte di eventuali spese di alloggio e di assistenza, per i casi summenzionati, rinviando alla normativa nazionale per quanto riguarda la quantificazione dell'indennizzo. Le categorie dei soggetti, pubblici e privati, destinatari dei principali effetti dell'intervento regolatorio sono il gestore dell'infrastruttura, le imprese ferroviarie, i detentori dei carri ferroviari, i passeggeri. Conseguenze collegate al protrarsi della attuale situazione Un eventuale protrarsi nel tempo della attuale situazione comporterebbe: 1. un danno d'immagine alla credibilità del Paese in relazione al fatto che il Protocollo di Vilnius a base della nuova Convenzione è stato firmato ed accettato dall'Italia già nel 1999; 2. il protrarsi dell'impossibilità per l'Italia di partecipare attivamente e con l'espressione di voto, al processo formativo di accordi e testi formulati all'interno dei comitati tecnici quali ad esempio quello che si occupa delle modifiche alle regole per il trasporto di merci pericolose per ferrovia (RID), oppure a quello che gestisce la creazione di norme comuni per i trasporti ferroviari in termini di interoperabilità e sicurezza, eccetera; 3. un impedimento allo sviluppo concorrenziale del mercato nel settore del trasporto ferroviario penalizzando le imprese italiane nei confronti dei competitori europei; 4. il configurarsi da parte dell'Italia nei confronti dell’Unione europea di un disattendimento di quanto previsto dall'articolo 4, paragrafo 3, del Trattato sull'Unione europea, in relazione al fatto che non potendo contare sul voto dell'Italia in seno ad alcuni Comitati, ciò costituirebbe un effettivo indebolimento dell'Unione nel consesso OTIF, il che potrebbe ingenerare l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia promossa da parte della Commissione europea. Benefici attesi In relazione all'incidenza sul corretto funzionamento concorrenziale del mercato e sulla competitività del Paese si riassumono di seguito i benefici che la ratifica della COTIF 99 genererebbe per le piccole e medie imprese operanti nel settore: -- sul piano giuridico la possibilità di avere basi contrattuali comuni e unanimemente accettate e condivise (appendici CIM, CUV e CUI), da cui ne deriverebbe una maggiore certezza in ambito di diritto internazionale applicabile alle diverse situazioni; -- sul piano commerciale la determinazione di regole comuni ad esempio circa la gratuità di determinate operazioni garantirebbe la tutela dei diritti delle imprese più piccole rispetto a quelle più grandi e più in generale l'impossibilità per i soggetti più forti o in posizione di monopolio di effettuare deroghe rispetto ai principi espressi nelle appendici in questione; -- l'intervento regolatorio porterebbe ad un aumento della competitività internazionale per le imprese italiane oltre che a fornire un contributo allo sviluppo potenziale delle attività nel settore. Non da ultimo in ambito UE di: -- partecipare proattivamente all'azione di innalzamento dei livelli di interoperabilità e sicurezza on ambito ferroviario che la Commissione europea vorrà perseguire in ambito OTIF; -- partecipare attivamente e con il dovuto peso alle attività connesse allo sviluppo della normativa tecnica connessa al trasporto ferroviario in generale ed a quello delle merci pericolose in particolare; -- la certezza di non incorrere in nessuna procedura di infrazione da parte della Commissione.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo di modifica della Convenzione relativa ai trasporti internazionali ferroviari (COTIF) del 9 maggio 1980, fatto a Vilnius il 3 giugno 1999. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data al Protocollo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 4 del Protocollo stesso. Art. 3. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dalla presente legge, valutato in euro 135.280 a decorrere dal 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente avente la natura di spese rimodulabili ai sensi dell'articolo 21, comma 5, lettera b ), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate a spese derivanti da obblighi comunitari ed internazionali nell'ambito del programma «Sviluppo e sicurezza del trasporto ferroviario» e, comunque, della missione «Diritto alla mobilità» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Si intende corrispondentemente ridotto, per il medesimo anno, di un ammontare pari all'importo dello scostamento, il limite di cui all'articolo 6, comma 12, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Entrata in vigore) 1.