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Dal versante più propriamente riferito alla condotta internazionale dell'Italia, poi, essa è ispirata a principi di effettiva razionalizzazione delle spese e delle risorse destinate alle varie istituzioni, mirando a favorire l'export nazionale, l'internazionalizzazione delle imprese, nonché la diffusione del made in Italy. In ultima analisi, l'Esecutivo del cambiamento, sortito dalle elezioni del 4 marzo scorso, sta dimostrando, anche attraverso la sua prima iniziativa di politica economica, che è possibile prefigurare e realizzare un nuovo modo di fare politica estera. Successivamente, nessun altro senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero legale, pone in votazione la bozza di parere favorevole proposta dal relatore, pubblicata in allegato, che è accolta dalla Commissione. A.S. 1 Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo DDL 1 Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo (Parere alla 6a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore LUCIDI (M5S), relatore, informa che la Commissione è chiamata a rendere parere, per i profili di competenza, alla Commissione Finanze sul disegno di legge che reca misure di contrasto al finanziamento delle imprese che producano mine antipersona, munizioni e submunizioni a grappolo. Il testo in esame ripresenta l'articolato dell'Atto Senato n. 57 della scorsa legislatura, che, già approvato in via definitiva nell'ottobre 2017, è stato rinviato con messaggio motivato alle Camere dal Presidente della Repubblica per una nuova deliberazione ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione. Ricorda che la Commissione esteri del Senato, già nella scorsa legislatura, e precisamente nel dicembre 2017, aveva nuovamente esaminato il provvedimento dopo il suo rinvio alle Camere (Atto Senato n. 57/bis), formulando, nella circostanza, a beneficio della Commissione finanze, un parere favorevole con condizioni dopo aver rilevato l'opportunità di introdurre delle modifiche all'articolo 6, al fine di renderne i contenuti conformi agli obblighi internazionali. Evidenzia, innanzitutto, che l'iniziativa legislativa in esame si pone nel solco di quelle attività di sensibilizzazione volte a porre fine alla produzione, al commercio ed allo stoccaggio di quegli strumenti di morte che ancora oggi, nonostante il profondo mutamento del quadro legislativo internazionale, continuano a mietere vittime in numerosi Paesi. Degli oltre 440 milioni di bombe a grappolo impiegate dal 1965, si stima che circa 100 milioni restino tuttora inesplose, interessando intere aree di Paesi come Iraq, Kuwait, Bosnia, Cecenia, Croazia, Sudan, Sierra Leone, Etiopia, Eritrea, Albania, Kosovo, Afghanistan, Ossezia del sud. Ricorda che l'Italia è stato fra i primi Paesi a dotarsi autonomamente di una normativa stringente in materia, approvando la legge 29 ottobre 1997, n. 374 recante "Norme per la messa al bando delle mine antipersona". Sull'onda di numerose iniziative di sensibilizzazione a livello internazionale, molti Paesi, fra cui il nostro, sono stati inoltre promotori di una campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo che ha portato alla stesura, nel 1997, del Trattato di Ottawa (APMBC), strumento normativo che, sottoscritto da oltre 130 Stati, vieta l'uso, l'immagazzinamento, la produzione e la vendita di mine antiuomo, ed è stato ratificato dal nostro Paese con la legge 26 marzo 1999, n. 106. L'Italia, peraltro, al fine di dare maggiore efficacia alla sua azione in tale settore, ha istituito, con legge 7 marzo 2001, n. 58, un apposito Fondo per lo Sminamento Umanitario in modo da realizzare iniziative e programmi di intervento efficaci in questo delicato settore. Nel maggio 2008 è stata, quindi, adottata la Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo (CCM), in vigore il 1 agosto 2010, che ne proibisce l'uso, la produzione, il commercio e lo stoccaggio, impegnando altresì i Governi a distruggere gli stock, a bonificare i territori infestati e a fornire assistenza alle vittime. Ad oggi, 120 Stati hanno aderito alla Convenzione e 104 hanno proceduto a ratificarlo, fra cui la Santa Sede, che all'atto della ratifica ha allegato una dichiarazione volta ad "incoraggiare tutta la comunità internazionale ad essere risoluta nel promuovere negoziati sul disarmo e controllo degli armamenti efficaci e a rafforzare il diritto umanitario internazionale, riaffermando il valore preminente e intrinseco della dignità umana, la centralità della persona umana, e le considerazioni elementari di umanità, che sono tutti gli elementi che costituiscono la base del diritto umanitario internazionale. " L'Italia ha provveduto a ratificare la Convenzione di Oslo con la legge 14 giugno 2011, n. 95, che all'articolo 7 stabilisce sanzioni, pecuniarie e penali per chiunque sviluppi, produca, acquisisca in qualsiasi modo, stocchi, conservi o trasferisca, direttamente o indirettamente, munizioni a grappolo, ovvero assista anche finanziariamente, incoraggi o induca altri ad impegnarsi in tali attività. Il monitoraggio da parte delle organizzazioni non governative riunite nella Cluster Munition Coalition (CMC) rivela tuttavia come, nonostante la normativa internazionale stia contribuendo a limitare il numero dei Paesi produttori, numerose siano ancora le istituzioni finanziarie che forniscono investimenti e servizi alle imprese che continuano a produrre cluster bombs. Un rapporto biennale dedicato al tema rivela come siano ben 166 le istituzioni finanziarie pubbliche e private che continuano a investire in aziende che producono questo tipo di strumenti di morte. Il disegno di legge in esame, composto di 7 articoli, prevede di rafforzare - dandole autonoma rilevanza - la previsione normativa già presente nel richiamato articolo 7 della legge n. 95 del 2011, riproponendosi espressamente (articolo 1) di introdurre il divieto totale di finanziamento a società, in Italia o all'estero, che svolgano attività di produzione, utilizzo, riparazione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione, stoccaggio di mine antipersona, di munizioni e sub munizioni cluster da parte delle banche, delle società di intermediazione, delle società di gestione del risparmio, delle società di investimento, dei fondi pensione, delle Fondazioni bancarie e, in generale, di tutti gli intermediari finanziari (articolo 2). La Banca d'Italia, fra gli organismi di vigilanza, è chiamata a svolgere compiti di controllo sull'operato degli intermediari, potendo anche effettuare verifiche puntuali a tal fine (articoli 3 e 5). Il disegno di legge prevede sanzioni amministrative e pecuniarie per gli intermediari abilitati che non osservino il divieto e per i soggetti che svolgano funzioni di amministrazione o di direzione di tali organismi (articolo 6).