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Da un certo punto di vista, prorogare non va neanche tanto bene a voi della maggioranza perché prorogare lo stato d'emergenza sostanzialmente vuol dire dichiarare o quasi certificare il vostro fallimento nel contrasto della pandemia e nelle misure che si cercano di attuare per migliorare la situazione sia sotto l'aspetto sanitario che sotto l'aspetto economico. Ripeto che non diciamo che le restrizioni non ci debbano essere, ma forse una maggiore attenzione nella valutazione di alcune attività gioverebbe a tutti anche sotto l'aspetto dell'utilizzo degli eventuali ristori. Ci sono, infatti, delle attività con spazi e metrature tali che potrebbero aprire e voi, invece, vi ostinate a mantenerle chiuse. Se invece di chiudere tutte le attività - penso, per esempio, ai ristoratori - si tenessero aperti quelli che hanno più spazio e che possono rispettare maggiormente le distanze, quelli che sono obbligati a chiudere perché piccoli potrebbero ricevere indubbiamente maggiori ristori di quelli che normalmente vengono dati. Sono tante le valutazioni che si possono fare e invece voi andate avanti per la vostra strada. Chiudo riferendomi all'appello che ha fatto la collega, che ha detto che noi non capiamo nulla e che dobbiamo fare uno sforzo per essere liberi dopo. Questo è un ragionamento intelligente: facciamo un sacrificio oggi per essere liberi domani; però, a novembre ci dite che chiudiamo per essere liberi a Natale; arriva Natale e ci dite che chiudiamo a Natale così saremo liberi a gennaio (Applausi) ; poi arriva anche gennaio e dite che chiudiamo per essere liberi a marzo. In questo modo questa teoria perde tutta la credibilità, come è successo al vostro Governo dopo la giornata di ieri. (Applausi) . AUDDINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, è con un certo imbarazzo che intervengo oggi in quest'Aula e mi piacerebbe che lo percepisse anche chi parla disturbando il mio intervento. Sono in imbarazzo perché gli eventi di questi ultimi giorni ci hanno messo di fronte a un quadro completamente nuovo e ci obbligano, gioco forza, a distrarre il nostro sguardo e le nostre energie dall'unico vero fatto importante che dovrebbe impegnare tutte le nostre forze, maggioranza e opposizione, cioè il contrasto alla diffusione del virus e alla crisi economica che stiamo vivendo. (Brusio) . Questa sola considerazione dovrebbe essere sufficiente per ridimensionare quanto accaduto in questi giorni, eppure ci siamo trovati spesso, costretti dagli eventi, a parlare di ben altro. I rappresentanti dell'opposizione, anche oggi con questa pregiudiziale cercano di spiegarci in tutti i modi i motivi del loro dissenso. Al di là di tutti gli artifici retorici e di tutti i bizantinismi della politica italiana, di cui francamente mi dichiaro orgogliosamente inesperto, noi non stiamo affrontando uno scontro fra ideologie. Noi siamo qui per affrontare le conseguenze di una crisi sanitaria ed economica che dovrà ancora palesare tutti i propri effetti deleteri per molti anni ancora, con una coda che temo sarà molto lunga. Nel momento in cui bisogna caricarsi sulle spalle tutto il peso della gravità della situazione, la decisione di dividersi in seno alla maggioranza, come ieri avete visto tutti, a causa della crisi scatenata da Italia Viva, o di dividersi fra maggioranza ed opposizione non fa che indebolire l'azione di questo Governo a svantaggio dei cittadini, i nostri datori di lavoro, quelli che in questa sede noi rappresentiamo con le loro ansie, le loro legittime aspirazioni e le loro buone ragioni. Lo dico ai colleghi di Italia Viva, perché amo pensare che fra di loro vi siano anche dei distinguo e delle critiche nei confronti delle scelte operate dal loro stesso leader . Lo dico all'opposizione, che forse non ha tanto piacere ad ascoltarmi, perché possa dimostrare nei fatti, in quest'Aula, quanto è disponibile a prendersi la responsabilità di partecipare alle scelte del Governo con puro e sincero spirito costruttivo, nei fatti però, non solo a parole. Va bene la critica, ma partecipate alle nostre scelte: i nostri figli, i vostri figli ve ne saranno grati. Del resto, gli eventi e la necessità della storia ci hanno già portati a condividere questa esperienza di Governo tra forze politiche diverse, prima con voi e adesso con le forze di sinistra. Ci siamo scontrati e combattuti in passato, nelle ultime campagne elettorali; questo vale per voi come vale per loro, per la Lega come per il PD, vale per tutti, non solo in un senso. Eppure, il senso di responsabilità ci ha portati a superare le nostre divisioni e i nostri pregiudizi, pagando anche un prezzo importante all'interno della nostra formazione politica, alleandoci prima con la Lega e poi con le forze di sinistra. Dopo defezioni e scissioni, però, siamo ancora qui, noi, a guidare questo Paese, nell'ora più buia della sua storia recente. Perché lo abbiamo fatto? Perché lo stiamo facendo? Questa scelta ha dato risultati importanti? Certamente sì, ma non per il MoVimento 5 Stelle, non per il PD, non per LeU, ma per l'Italia intera, cari colleghi, perché l'Italia è il Paese che ha ottenuto di più in questa ripartizione del recovery fund. (Applausi). L'Italia è prima nella somministrazione dei vaccini e avere ottenuto questo è un risultato importantissimo, aver ottenuto così tanto nella ripartizione del recovery fund è un risultato epocale; l'emissione di un prestito con titoli di debito comune garantito dall'Unione si avvicina finalmente all'idea di un debito condiviso. Neanche due anni fa, cari colleghi, lottavamo per uno scostamento dello 0,4 per cento del rapporto deficit -PIL, adesso invece siamo chiamati a portare a casa il recovery plan , che è il più grande investimento di risorse economiche del nostro Paese dalla Seconda guerra mondiale, un vero e proprio piano Marshall. Questo ulteriore provvedimento emergenziale, necessario per fronteggiare l'emergenza sanitaria, non ha bisogno adesso dell'utilizzo strumentale che fate delle pregiudiziali, bensì di una sana e robusta discussione fra maggioranza e opposizione, per migliorare - semmai - il decreto-legge al nostro esame. La pregiudiziale usa il solito argomento della illegittimità dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ma la Costituzione, come ben sapete, consente di prevedere norme di principio in un decreto e norme di dettaglio nel DPCM, quindi non c'è nulla di illegittimo. I DPCM sono stati utilizzati come mezzi eccezionali in un momento eccezionale, ma sempre nell'alveo della Carta. Prorogando lo stato di emergenza, dotiamo il Governo di tutti gli strumenti necessari per agire con tempestività ed efficacia. A chi ci accusava di essere contro l'Europa fino a ieri, noi abbiamo dimostrato che eravamo contro quell'Europa, l'Europa della rigidità contabile, dell' austerity , l'Europa che considerava i sussidi come uno spreco di denaro pubblico e che invece adesso ricorrere al sostegno pubblico all'economia, come sapete bene, e ai cittadini che sono anche i vostri cittadini, non solo i nostri, tramite i ristori in tutta Europa.