[resaula]

Ad esempio, è stato segnalato che, in due gradi di uno stesso giudizio civile, avente ad oggetto il risarcimento danni per responsabilità professionale intentato dai genitori di un minore nei confronti della casa di cura e della ginecologa, nel corso del giudizio sarebbe dapprima "scomparso" definitivamente l'intero voluminoso "faldone" del fascicolo di ufficio di primo grado, custodito nella cancelleria civile del Tribunale di Avellino (procedimento n. 5013/2010 R.G.), fascicolo che sarebbe stato poi faticosamente ricostruito dagli interessati e, su istanza di questi ultimi, custodito in cassaforte per ordine del giudice fino alla decisione; successivamente, dopo la sentenza, all'atto del ritiro del fascicolo dall'archivio, si poteva constatare che erano nuovamente "scomparsi" 24 documenti medici. Nel giudizio di appello, promosso dai genitori del minore avverso la sentenza di primo grado, la Corte d'appello ha dovuto rinviare di un anno l'udienza fissata per le conclusioni delle parti, perché il Tribunale di Avellino, benché sollecitato più e più volte, negli anni, avrebbe omesso di trasmettere alla Corte di Napoli il fascicolo di ufficio di primo grado. Inoltre, risulterebbe attualmente "smarrito" il voluminoso "faldone" del giudizio di appello (proc. n. 4942/2016 R.G.), che era custodito nella cancelleria civile di detta Corte d'appello e che, alla data di oggi, non risulta reperito; tali episodi contribuiscono a rallentare ulteriormente la definizione dei contenziosi, producendo gravissimi danni all'erario, costretto al pagamento delle sanzioni previste dalla cosiddetta legge Pinto (di cui alla legge n. 89 del 2001), nonché pregiudicando significativamente i diritti dei cittadini che si rivolgono alla giustizia; la condotta del personale amministrativo deve essere ispirata a criteri di correttezza e professionalità, non essendo tollerabile che i fascicoli possano essere smarriti; la causa di tali disservizi è, spesso, determinata dalla carenza di organico del personale amministrativo; la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) stabilisce che il Ministero della giustizia è autorizzato ad assumere personale amministrativo non dirigenziale (area II e area III) e che l'assunzione del personale dell'area II, in particolare degli operatori giudiziari, è autorizzata mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento a norma dell'articolo 35, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo n. 165 del 2001, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di assicurare il corretto svolgimento dell'attività giudiziaria nel distretto della Corte di appello di Napoli e, soprattutto, se ritenga di attivare l'ispettorato del Ministero con il compito di svolgere accertamenti sulla base di quanto descritto. Atto n. 4-01886 QUAGLIARIELLO Al Ministro dello sviluppo economico Atto n. 4-01887 NENCINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in data 24 aprile 2019 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed i sindacati hanno firmato un accordo per il riconoscimento della professionalità acquisita dai docenti con almeno tre annualità di servizio; compito della direttiva europea 1999/70/CE che riguarda la tutela dei lavoratori relativa all'accordo quadro con i sindacati CES, UNICE e CEEP è quello di migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo l'applicazione del principio di non discriminazione, nonché di creare un quadro per la prevenzione degli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti o di rapporti di lavoro a tempo determinato; l'Italia ha recepito la direttiva nella normativa nazionale con il decreto legislativo n. 368 del 2001, ma il nostro Paese è risultato spesso inadempiente rispetto alla direttiva su questioni che riguardano la pubblica amministrazione; il "decreto Madia" (decreto legislativo n. 75 del 2017) ha permesso di stabilizzare, tra gli altri, i precari del Servizio sanitario nazionale con il reclutamento anche attraverso concorsi riservati (art. 20), ma non i precari della pubblica istruzione; lo scorso 11 giugno il Ministro in indirizzo e i sindacati hanno firmato un accordo per la realizzazione dei percorsi abilitanti speciali per docenti con tre annualità di servizio, e di un concorso straordinario per docenti con tre annualità nella scuola statale negli ultimi 8, a cui destinare circa 24.000 posti; il Ministro, all'atto della stipula dell'accordo con i sindacati, ha dichiarato che "saranno previsti, per i docenti che hanno già lavorato per almeno tre anni nella scuola, sia statale che paritaria, percorsi (PAS) che saranno attivati a stretto giro e che consentiranno di conseguire l'abilitazione all'insegnamento, utile, fra l'altro, per accedere alle supplenze annuali dalle graduatorie di seconda fascia e per insegnare nelle paritarie. Ai PAS potranno accedere, tra gli altri, anche i docenti di ruolo e i dottori di ricerca"; il provvedimento ha carattere di urgenza e nell'accordo stipulato il Ministro ha recepito le richieste dei sindacati di applicare un provvedimento d'urgenza per emanare il bando dedicato ai precari della scuola, si chiede di sapere quando il Ministero intenda emanare il bando dedicato ai precari del mondo della scuola con 36 mesi di servizio, considerato il carattere di urgenza. Atto n. 4-01888 AIMI MOLES Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute e della giustizia Premesso che: la recente inchiesta "Angeli e demoni", i cui dettagli sono stati riportati a mezzo stampa, ha fatto emergere uno scenario raccapricciante sulla rete dei servizi sociali della val d'Enza nel reggiano, accusati, tra l'altro, di redigere false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito presso amici o conoscenti; le misure cautelari disposte sono state numerose tra politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una onlus di Torino. Tra questi figura anche il sindaco di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia; secondo i dettagli inquietanti emersi dall'inchiesta, i minori sarebbero stati sottoposti ad ore di intensi "lavaggi del cervello" durante le sedute di psicoterapia, con l'uso di impulsi elettrici spacciati ai piccoli come "macchinetta dei ricordi", un sistema che in realtà avrebbe "alterato lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari"; con tali metodiche, dunque, i minori sarebbero stati allontanati dalle loro famiglie naturali per essere affidati a comunità o a soggetti anche poco raccomandabili, persone con problematiche psichiche e con figli suicidi; secondo gli inquirenti si tratterebbe di un business rodato, di centinaia di migliaia di euro, e che si protraeva da anni nell'ambito di un sistema che si serviva di professionisti e politici;