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Tre giorni dopo, il 3 febbraio, in conseguenza dello stato d'emergenza, i Capigruppo di maggioranza e opposizione furono convocati a Palazzo Chigi - anche in quell'occasione giustamente c'era il ministro della salute Speranza - e la Presidente del nostro Gruppo, la senatrice Bernini, chiese al Governo di prestare particolare attenzione a una serie di punti, ribadendo quanto era già stato detto riguardo alle mascherine, rispetto alle quali non bastava auspicarne l'uso, ma era necessario procurarsele. Le nostre richieste fatte in quella sede, a Palazzo Chigi, furono però disattese e anche snobbate: sulle mascherine ci fu risposto: «Vedremo». Era stata avanzata la necessità di fermare o controllare strettamente i voli provenienti dalla Cina anche indirettamente, nel caso venissero da una zona particolarmente infetta; ora sappiamo che il mondo è cambiato da allora, ma l'epidemia viene da lì, e non da altrove; inoltre, si era chiesto un controllo dei tantissimi bambini cinesi che tornavano nelle scuole, nel senso di sottoporli a quarantena: una misura che oggi sembrerebbe banale, ma che noi abbiamo chiesto il 3 febbraio. La senatrice Bernini, non da sola ma sostenuta anche da altri Capigruppo del centrodestra, venne ignorata in tali richieste. In quel mese di febbraio, e cioè nel mese trascorso da quando il Governo ha approvato lo stato d'emergenza a quando si è cominciato a fare davvero qualche cosa - all'inizio di marzo hanno cominciato a fioccare i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, le restrizioni, e così via - non solo non si è lavorato per procurare le mascherine, ma addirittura sono state regalate alla Cina 18 tonnellate di aiuti, in termini di protezioni e di altre attrezzature per affrontare l'epidemia. Si è trattato di un nobile gesto, che però poteva essere compiuto una volta provveduto alle emergenze italiane, essendo la Cina sicuramente il Paese con la più grande disponibilità di denaro liquido al mondo e forse non bisognoso di quelle tonnellate di aiuti. Anche se sicuramente tutto ciò avrà apportato qualche beneficio, in quel mese l'Italia è stata trascurata, non soltanto per quanto è stato dato ad altri, ma anche perché non ci si è attrezzati per produrre quanto necessario, a cui ci si è pensato solo quando le mascherine e le altre protezioni individuali hanno cominciato a diventare quasi spontaneamente obbligatorie, con tutto ciò che è seguito. Insomma, c'è stata una lentezza straordinaria. In quella circostanza, di fronte al fioccare dei primi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, abbiamo mantenuto un senso di grande responsabilità. Avendo noi per primi denunciato il pericolo, abbiamo coerentemente facilitato anche con le procedure parlamentari il compito del Governo di porre dei rimedi, di mettere in atto delle misure per prevenire l'ulteriore espansione dell'epidemia, diventata nel frattempo pandemia, dando anche piena disponibilità all'Esecutivo attraverso la presentazione di una serie di proposte. Da parte del Governo, e specialmente dal ministro Speranza con particolare garbo, abbiamo ricevuto una serie di espressioni di disponibilità alle nostre proposte, che sono però rimaste affermazioni. In concreto, abbiamo sempre assistito a un atteggiamento di chiusura; ce l'abbiamo avuto fin dall'inizio, da febbraio, quando abbiamo proposto delle misure severe e forti per prevenire l'espandersi dell'epidemia. Ma l'abbiamo avuto anche recentemente, quando abbiamo chiesto una vera moratoria, un vero rinvio di tante scadenze fiscali. (Applausi) . Abbiamo chiesto di non mandare milioni di cartelle esattoriali, tante delle quali sappiamo essere tra l'altro infondate; si tratta delle famose cartelle pazze, una strana cosa di cui nessuno è mai responsabile. I dirigenti, che magari percepiscono pure una gratifica per aver fatto tanti accertamenti, non pagano mai per le loro responsabilità quando mandano delle richieste esorbitanti a delle persone che non hanno assolutamente commesso alcuna infrazione ed evasione. Questo già accade in tempi normali; ma, di questi tempi, chiedere alle persone di pagare in proporzione ai redditi che hanno percepito nel 2019, quando nel 2020 tante attività sono state chiuse e sono stati sopportati costi senza avere alcun incasso, è gravemente irresponsabile, oltre che ingiusto. (Applausi) . Abbiamo avuto un atteggiamento di chiusura da parte del Governo, che purtroppo abbiamo visto replicare proprio pochi minuti fa, quando il ministro Speranza, chiamato a rappresentare la posizione del Governo rispetto alle proposte di risoluzione presentate, ha espresso con grande rapidità, ma senza alcuna spiegazione, parere favorevole sulla risoluzione di maggioranza - e questo era normale - che sostanzialmente rispecchiava le parole da lui stesso espresse - per cui non era effettivamente richiesta alcuna spiegazione - e ha detto semplicemente "no" alle nostre richieste. Sulla questione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ci torneremo; voi avete una posizione diversa ed è normale che respingiate la nostra richiesta di agire secondo quanto la Costituzione stabilisce, e cioè con un decreto-legge. Ma lasciamo stare; su questo ci torneremo. Noi abbiamo anche chiesto al Governo - sono quattro punti, non ne abbiamo presentati tantissimi - di individuare e attuare concrete misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del virus, mettendo a disposizione un numero congruo di tamponi e di vaccini antinfluenzali. Ci ha detto "no" anche su questo, senza dare spiegazioni. Io non credo che lei, Ministro, sia contrario a predisporre un numero adeguato di vaccini antinfluenzali, ma il fatto di dire di "no", solo perché le firme erano quelle dei Capigruppo dell'opposizione, è esattamente l'opposto di avere disponibilità nei confronti delle proposte dell'opposizione, che rappresenta una parte molto importante del Paese, a quanto pare - tra l'altro - maggioritaria. (Applausi) . Lei ha detto "no" anche alla nostra richiesta di rivedere le linee guida relative all'isolamento delle classi e degli alunni in caso di sospetto contagio, al fine di garantire il diritto allo studio e la continuità didattica. Può anche dire di "no", ma non sarebbe stato male fornire al riguardo una spiegazione. Devo dire che, con il degrado della vita parlamentare a cui abbiamo assistito in questa legislatura, dare spiegazioni è diventata una cosa più che rara, quasi stravagante, mentre invece il Parlamento serve proprio a questo, a dire davanti ai cittadini chi vuole fare qualche cosa e perché. A ciò dovrebbe servire il Parlamento; ma siccome qualcuno non ha capito bene a cosa serve, allora cerca di massacrare il Parlamento in tutti i modi. Noi abbiamo sostenuto fin dall'inizio le misure di prevenzione e di prudenza, ma abbiamo anche ricordato i gravi costi che questo comporta. Ci sono i costi economici - e credo sia evidente a tutti - ma ci sono anche i costi sanitari, signor Ministro della salute. Quanta attività diagnostica, quanta attività terapeutica, quanta chirurgia è stata rinviata o addirittura annullata perché c'era il Covid?