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Se tutti chiedono lo stesso articolo perché devono finire i lavori per i quali è stato richiesto il superbonus, e inoltre è in atto il PNRR per le amministrazioni pubbliche, i prezzi non possono che salire. Auspico che il nuovo Governo operi una revisione generale di semplificazione con riduzione all'80 per cento - o giù di lì - e tempi realistici per l'esecuzione. Per le pratiche in corso, aventi data certa, è essenziale approvare ora il decreto-legge nel testo riformulato per quanto riguarda il superbonus 110 per cento: è una parziale soluzione a una situazione dannosa e fonte di preoccupazione per tanti cittadini, che tra l'altro sono anche elettori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signora Presidente, membri del Governo, colleghi, siamo giunti all'ultima seduta d'Aula di questa legislatura e ci troviamo di fronte un quadro decisamente molto preoccupante della situazione dell'Italia e degli italiani. Stiamo per votare la conversione in legge di questo cosiddetto decreto aiuti. Si ha estrema necessità di aiuti, ma devono essere aiuti veri, che possono essere strutturali e duraturi. Non servono contentini, serve un vero cambio di passo. Purtroppo, invece, si continua a parlare di gocce, di minimi interventi. Sembra che gran parte del Governo non si renda conto dell'estremo bisogno di soluzioni immediate, utili ad una vera ripresa e non solo a mantenere tutti inchiodati sul ciglio di un dirupo, famiglie e imprese. Il provvedimento prevede un pacchetto di misure da 17 miliardi e già si sa che sarà insufficiente. Si parla ancora del bonus di 200 euro, ora giustamente esteso ad altri 300.000 lavoratori, compresi dottorandi e assegnisti di ricerca che finora ne erano rimasti esclusi, che però è assolutamente ininfluente. Per i rincari delle bollette e dei carburanti si stanziano 8,4 miliardi per la proroga degli sconti previsti dai precedenti decreti, ora in scadenza, ma i rincari si prevedono superiori al passato. Le soluzioni che servono devono essere altre e a lungo termine. Per l'esercizio dell'attività agricola e della pesca quasi 195 milioni sono stati stanziati per estendere il credito di imposta al 20 per cento sui costi sostenuti per gli acquisti di carburante effettuati anche nel terzo trimestre del 2022 e un ulteriore contributo straordinario, sempre come credito d'imposta, per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale a favore delle imprese che hanno subito un incremento del costo per kilowatt superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dell'anno 2019. Ad aggravare il tutto, a questi rincari in agricoltura si sommano i danni da calamità naturale e per questo il Fondo di solidarietà nazionale è stato incrementato con altri 200 milioni di euro da ripartire tra le Regioni e le Province autonome che hanno subito e denunciato i danni. Obiettivo del provvedimento è quello di permettere alle aziende di accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva, tutelare gli allevamenti e le coltivazioni permanenti e recuperare le anticipazioni per i danni subiti. Altra misura in sostegno dell'agricoltura è quella trasversale che assicura qualche vantaggio alle imprese agricole con lavoratori dipendenti, misura prevista all'articolo 19 che contiene l'esonero parziale dei contributi previdenziali fino a fine anno, compresa la tredicesima. La ricaduta sull'economia diretta del settore però è quasi nulla, in quanto comunque i costi che devono affrontare gli agricoltori erodono il già risicato guadagno: un vecchio problema quello del costo troppo basso dei prodotti agricoli, che ora però è arrivato al limite. Gli agricoltori della mia terra, la Puglia, e non solo loro, sono pronti a rinunciare alla raccolta dell'uva e alla semina del grano, visto l'aumento dei costi generali e allo stesso tempo il calo del prezzo di vendita. Di basilare importanza è garantire un prezzo congruo ai prodotti agricoli, mettendoli al sicuro dalle speculazioni o da una mancata pianificazione che ne determina una difficile gestione sul mercato: questo per evitare gli enormi problemi che ne deriverebbero, non ultima la perdita della sovranità alimentare che ci vedrebbe dipendenti dall'estero non solo in ambito energetico. La corsa al ribasso deve essere fermata. Le speculazioni in atto sono da condannare e assicurare alla giustizia. Si è parlato tanto di recuperare fondi tassando gli extra profitti ricavati dalle società energetiche, ma la norma approntata si è rivelata sbagliata. Quello che è stato fatto non serve a nulla. I 9 miliardi di euro previsti da queste tasse neppure sono entrati. Ora si tenta un correttivo intimando alle aziende tenute a pagare la tassa e che non lo hanno fatto entro i termini del 31 agosto per l'acconto e del 15 dicembre per il saldo di non poter più godere delle disposizioni in materia di ravvedimento operoso. Il MoVimento 5 Stelle è stata l'unica forza politica lungimirante. Sono ormai sei mesi che puntiamo i piedi per far mettere mano alle soluzioni risolutive che ha ampiamente elencato e rappresentato il relatore poco fa, non ultima la soluzione sulla cessione dei crediti per i lavori effettuati con il bonus del 110 per cento. Voglio porre l'accento su un altro aspetto importantissimo che può rappresentare la soluzione per il caro energia, ossia il piano europeo di acquisti comuni, puntando sempre al consolidamento della solidarietà europea (quindi tutto da farsi in Europa). Il tetto calmieratore è indispensabile, ma non sarà sufficiente: bisogna farsi valere in Europa, così come fece il presidente Giuseppe Conte nel periodo pandemico. L'Italia necessita di validi rappresentanti per ottenere il rispetto che meritiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello in esame è l'ultimo decreto-legge che verrà convertito da questo Parlamento. È tutto molto singolare e inedito. Siamo in campagna elettorale, è tutto molto veloce e il periodo è preoccupante (mi riferisco in particolare alla crisi, soprattutto di natura economica). La mia personale opinione è che oggi dobbiamo dimostrare più che mai la nostra serietà e il nostro senso di responsabilità, convertendo un decreto-legge importante, che vale oltre 17 miliardi di euro. Il Gruppo Lega ha lavorato al miglioramento di problematiche lasciate irrisolte dal decreto, con la presentazione di emendamenti e tentando di condividere con gli altri Gruppi temi comuni. Abbiamo fortemente proposto soluzioni alle problematiche del superbonus 110 per cento. In particolare, la mediazione ci ha consentito di realizzare un accordo sull'emendamento in tema di responsabilità solidale, che è il nodo cruciale che ha bloccato la cessione del credito d'imposta a favore di famiglie e aziende. Almeno questo problema sarà risolto qui in Aula. I nostri emendamenti accolti in Commissione recano misure di semplificazione in tema di trasporti eccezionali e installazione di impianti fotovoltaici, nonché disposizioni a favore dei Comuni. Certo, molto è rimasto fuori dal decreto.