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l'atto di indirizzo alle strutture fiscali da parte del Ministro dell'economia e delle finanze in tema di lotta all'evasione fiscale non è stato ancora adottato, lasciando tali strutture prive di qualsiasi riferimento nelle azioni da intraprendere per contrastare l'evasione fiscale e per recuperare gettito sottratto alle entrate tributarie, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti descritti; se intenda comunicare, con sollecitudine, i dati ufficiali sull'andamento degli incassi dalla lotta all'evasione relativi all'anno 2018; quali iniziative intenda assumere per assicurare gli equilibri di finanza pubblica, qualora sia confermata una perdita di gettito dalla lotta all'evasione di ammontare pari a circa 3 miliardi di euro; se intenda adottare, e in che tempi, l'atto di indirizzo alle strutture fiscali in tema di lotta all'evasione fiscale, al fine di consentire alle stesse di agire con adeguati indirizzi nell'azione di contrasto all'evasione fiscale e di recuperare gettito sottratto dagli evasori alle entrate tributarie. Atto n. 3-00581 TOTARO Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: risulta la morte del giovane Duccio Dini avvenuta a Firenze via Canova, travolto da auto guidate da rom impegnati in una feroce resa di conti tra loro, mentre si recava come ogni giorno al lavoro; alcuni di questi rom abitavano in case popolari date loro dal Comune di Firenze; alcuni di costoro sono stati arrestati nel corso delle indagini per omicidio; risulta, nonostante le dichiarazioni del sindaco Nardella in merito alla revisione delle assegnazioni, che le loro famiglie abitino ancora in quelle case; anche recentemente gli stessi soggetti erano stati denunciati più volte da cittadini residenti in zona per violenze e furti; nei condomini dove risiedevano vi erano state diverse denunce verso di loro e loro congiunti per violenza e disturbo; visto che: sono stati concessi gli arresti domiciliari a tutti i coinvolti in questo assassinio ed essi sono tornati a vivere nelle case popolari assegnate dal Comune; il decreto cosiddetto svuota carceri (decreto-legge n. 146 del 2013) crea la paradossale situazione del venir meno della pena, emersa nelle circostanze della morte di Duccio Dini, ma avvenuta in migliaia di altri casi; considerato che: il sindaco, pur avendo più volte dichiarato di voler intervenire, continua a permettere loro e alle famiglie di stare in quelle abitazioni, senza chiedere la revoca dell'attribuzione, pur avendo avuto anche molte segnalazioni di episodi di violenza verso altri condomini; ad oggi in realtà non è stato fatto niente e gli assassini di Duccio Dini sono tornati a vivere nelle case del Comune a loro precedentemente assegnate, si chiede di sapere: quali iniziative intenda prendere il Governo per giungere alla abrogazione o alla modifica dei provvedimenti svuota carceri approvati dai precedenti Governi Renzi, Letta e Gentiloni; quali iniziative voglia adottare per affrontare la situazione dell'ordine pubblico a Firenze; quali provvedimenti intenda prendere per tutelare i cittadini che vivono nelle case popolari, visto che il Comune non sembra in grado di garantire il rispetto dell'ordine e della legalità in quei luoghi di sua proprietà; quali iniziative intenda prendere il Ministro della giustizia per limitare la concessione dei domiciliari a soggetti di comprovata pericolosità sociale; quali iniziative intenda prendere a sostegno della famiglia Dini e rispetto al forte desiderio di giustizia della stessa e di tutta la comunità fiorentina. Atto n. 3-00582 BRUZZONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: è in corso dal maggio 2018 la procedura di revisione del documento della Commissione europea "Key Concepts", che stabilisce le date di fine riproduzione e inizio migrazione pre nuziale per le specie di uccelli degli allegati 2A E 2B della direttiva 147/2009/CE; in Italia, fin dal 2001, si assiste ad una situazione, che si può definire "paradossale", poiché le date di migrazione pre nuziale per varie specie sono anticipate di settimane e a volte anche di un mese e mezzo rispetto a quelle dei Paesi del bacino del Mediterraneo, come Francia, Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Croazia, e anche di altri Paesi dell'Europa meridionale, come Romania e Bulgaria; sembra che la responsabilità di questa disparità sia da attribuire all'ISPRA, che nel 2001 ha redatto i Key Concepts italiani in difformità rispetto a quelli degli altri Stati del bacino del Mediterraneo; in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, Romania, Bulgaria, Cipro la stagione di caccia per alcune specie si chiude addirittura il 28 febbraio, ovvero dai quindici giorni ad un mese dopo rispetto alla data fissata in Italia, che è al più tardi il 31 gennaio; il caso EU PILOT 6955/14/ENVI prevede che le attività venatorie praticate in diverse regioni italiane non sarebbero compatibili con la normativa dell'Unione europea, dal momento che alcune specie di uccelli selvatici sarebbero cacciate in fase di migrazione pre nuziale; una revisione dei Key Concepts consentirebbe di sanare la situazione per le uniche tre specie per cui esiste una difformità tra la legge nazionale e quella europea, riuscendo a mantenere così la chiusura dell'attività venatoria al 31 gennaio; il processo di revisione dei Key Concepts in Italia è stato condotto con notevole ritardo e, a parere dell'interrogante, con modalità affrettate e non sempre corrette, che non hanno consentito la necessaria condivisione con il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, il Dipartimento delle politiche europee, le Regioni e i portatori d'interesse; l'articolo 1, comma 7- bis , della legge n. 157 del 1992 prevede espressamente la concertazione con il Ministero delle politiche agricole e l'invio alla Commissione europea dei dati riguardanti le ricerche sull'avifauna da parte del Dipartimento delle politiche europee; a parere dell'interrogante il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sembra aver agito autonomamente, superando quanto disposto dalla legge vigente, inviando alla Commissione europea un database che propone addirittura un arretramento dei Key Concepts italiani, con la conseguenza di un ulteriore anticipo nella chiusura della stagione venatoria, fino addirittura a 30 giorni prima rispetto al 31 gennaio; risulta all'interrogante che il Ministero dell'ambiente ed ISPRA non abbiano proposto alcuna modifica dei Key Concepts, ma sembrano essersi limitati solamente a contraddire quanto proposto da Regioni e Ministero delle politiche agricole, evidentemente ritenendo corrette le disposizioni vigenti; risulta che il database inviato alla Commissione europea contenga 18 "rapporti tecnici ISPRA" e nessuna pubblicazione scientifica recente, sulla base di dati scientifici più attendibili e più aggiornati, su riviste accreditate dal mondo scientifico, mentre la Commissione europea richiede in primo luogo riferimenti bibliografici di riviste scientifiche con comitato di controllo;