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Misure in materia di segretari comunali al fine di supportare gli enti locali di medie e piccole dimensioni nell'attuazione degli interventi e nella realizzazione degli obbiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Onorevoli Senatori. – La figura del segretario comunale, oltre ad essere obbligatoria ai sensi dell'articolo 97 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e dalla giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenza n. 23 del 2019), riveste nel sistema delle autonomie locali un ruolo di fondamentale importanza. Il segretario comunale rappresenta il punto di raccordo tra attività politica e gestionale svolgendo funzioni di amministrazione attiva e al contempo di controllo, essendo deputato altresì alle funzioni di direzione apicale complessiva e di coordinamento dell'ente. In una fase come quella attuale, in cui è necessario e vitale per i piccoli e medi comuni accedere alle opportunità del PNRR, i segretari comunali costituiscono l'unica figura professionale capace di fornire un fattivo e adeguato supporto giuridico, amministrativo e contabile nella gestione e nell'attuazione dei bandi previsti. Gli attuali limiti normativi e le carenze di personale rischiano di impedire a molti comuni, in special modo quelli medi, piccoli e piccolissimi di potersi avvalere del supporto dei segretari comunali. È imprescindibile che la selezione degli aspiranti avvenga attraverso concorso pubblico che garantisce una valutazione rigida delle competenze richieste per lo svolgimento del ruolo. Come noto, i segretari comunali sono reclutati dal Ministero dell'interno previo superamento di un corso-concorso e iscrizione nel relativo Albo nazionale. I limiti assunzionali imposti al Ministero alle cui dipendenze sono posti a i segretari sono stati di recente rideterminati nella misura del turn over del 120 per cento delle cessazioni ai sensi dell'articolo 12- bis , comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 4 del 2022, convertito, con modificazioni dalla legge n. 25 del 2022. Il rapporto di servizio si instaura invece, previo decreto di nomina adottato dal sindaco, direttamente tra il segretario comunale nominato e il comune assegnatario. Il combinarsi di alcune disposizioni normative concomitanti di carattere economico, ma non coordinate tra loro, osta all'utilizzo di segretari comunali da parte dei comuni di piccole e piccolissime dimensioni. È questa distorsione che, ad invarianza di spesa complessiva può e deve essere prontamente superata. In parte questo incide solo sul computo o meno di spese già sostenute, ma diversamente ripartite, sul conto annuale, in parte – come già avviene per altre figure a tempo determinato, la cui assunzione è stata autorizzata, ai soli fini dell'attuazione del PNRR – è necessario provvedere in deroga alle disposizioni ordinariamente vigenti fino al 31 dicembre 2026, anche a carico dei fondi del PNRR o, comunque, in ragione della sostenibilità di bilancio e della natura temporanea del rapporto di servizio intercorrente tra segretario comunale ed ente locale. In primo luogo permangono, infatti, gli obblighi di contingentamento della spesa corrente, per definizione rigida, destinata al personale degli enti locali. In particolare i commi 557 e 562 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 impongono ai comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti l'obbligo di ridurre e contenere la spesa di attestandosi al di sotto dell'annualità 2008, ai comuni con popolazione superiore di non superare la spesa media delle annualità 2011, 2012 e 2013. L'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017 limita, inoltre, il trattamento accessorio complessivamente concedibile al personale operante presso ciascun ente locale, nella misura dei trattamenti accessorie erogati nel 2016. Nel silenzio del legislatore, la spesa per il salario accessorio dei segretari comunali è stata pertanto inclusa nel tetto di spesa suddetto come appare evidente dai pareri ARAN SEG 032/2003 e AFL4/2021 e dalle circolari della Ragioneria generale dello Stato, da ultimo la circolare n. 25/2022, in materia di compilazione del conto annuale, dove se ne prevede l'inclusione nella tabella n. 15 del conto annuale degli enti locali distintamente per la macro-categoria (segretario comunale e provinciale, personale dirigente, personale non dirigente) con riferimento al trattamento accessorio, di posizione, risultato e galleggiamento ad eccezione dei diritti di rogito e di voci eterofinanziate e considerando, per le sedi convenzionate, la spesa complessivamente sostenuta dagli enti di riferimento. È necessario espungere la spesa – obbligatoria – del segretario comunale dai limiti così prescritti, sottraendone il computo dalle voci sommate di cui alla predetta tabella, per intero per quanto concerne le sedi di segreteria di classe IV e comunque almeno fino a 5.000 abitanti e per quanto concerne le sole voci del trattamento accessorio per tutte le classi di segreteria. Tale deroga non determina tuttavia un aggravio di spesa, ma ovvia unicamente al cortocircuito determinato dalle modifiche intercorse ai sistemi di classificazione delle sedi di segreteria, nonché dalla scelta del legislatore di assumere, quali anni di riferimento per stabilire dei tetti di spesa al personale, annualità nelle quali quasi tutti gli enti di piccole e piccolissime dimensioni non erano provvisti di un segretario. Si tratta infatti di annualità nelle quali si registrava una grave carenza di questa figura professionale a livello nazionale. Tale circostanza altera e inibisce, nonostante il passaggio del turn-over ministeriale al 120 per cento l'effettiva capacità del sistema vigente di ovviare alla carenza, in quanto, pur essendo oggi iscritti all'albo 512 nuovi segretari, i limiti storicizzati di cui sopra impediscono agli enti di piccole e piccolissime dimensioni, di classe IV e III di assumerne in servizio. Il superamento del problema, suscettibile di soluzione, opera ad invarianza di spesa, sia considerando che il costo effettivo di un segretario comunale rimarrebbe invariato, sia ovviando alle limitazioni introdotte ai convenzionamenti tra piccoli enti. Le classi demografiche sono così ripartite: le disposizioni normative e regolamentari, in combinato disposto con le norme pattizie dei vari contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) e, da ultimo, l'articolo 31 del CCNL del 16 maggio 2001, hanno riproposto il previgente sistema di classificazione delle sedi di segreteria comunale definito dalle tabelle A e B di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1972, n. 749, come di seguito si riportano: – Classe 4ª fino a 3.000: segretario comunale di cl. 4ª – fascia professionale C; – Classe 3ª da 3.001 a 10.000: segretario capo di cl. 3ª – fascia professionale B; – Classe 2ª da 10.001 a 65.000 segretario generale di cl. 2ª – fascia professionale B; – Classe 1ªB da 65.001 a 250.000 segretario generale di cl. 1ªB – fascia professionale A; –