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Analogamente, sulla base della procedura indicata nel presente disegno di legge, è consentito al sindaco competente di ordinare l'asportazione del materiale presente in alveo, sia lapideo sia vegetale, nel caso che sussista un reale pericolo del ripetersi dell'evento di piena (articolo 6). L'articolo 7 ribadisce che i piani di cui all'articolo 1, per il loro carattere di urgenza e straordinarietà, in quanto diretti a prevenire situazioni di pericolo, devono essere considerati interventi di manutenzione che non alterano lo stato dei luoghi. In sintesi, la filosofia operativa che sta alla base del presente disegno di legge prevede la sistemazione dei corsi d'acqua montani e la loro messa in sicurezza attraverso la realizzazione di interventi guidati, in quantità e localizzazione, nel pieno rispetto delle competenze assegnate dalla legislazione vigente agli enti competenti. Ma essa intende conseguire anche altri obiettivi: sollecitare la soluzione di gravi situazioni di dissesto idraulico e garantire la difesa degli abitanti; predisporre un'azione di difesa del territorio, con un oculato impiego della risorsa pubblica; costituire un concreto esempio di collaborazione fra pubblico e privato, rilanciando anche l'occupazione in un settore particolarmente in crisi.. Art. 1. 1. Allo scopo di rimuovere situazioni di pericolo e di prevenire catastrofi idrogeologiche, sono predisposti piani urgenti e straordinari per interventi di pulizia degli alvei e di regimazione della portata dei corsi d'acqua nelle zone classificate montane. 2. I piani urgenti e straordinari di cui al comma 1, da eseguire entro il 31 dicembre 2012, prevedono l'asportazione della vegetazione e del materiale lapideo che costituiscono intralcio al flusso delle acque, nonché la costruzione delle opere di regimazione e di consolidamento delle sponde. Art. 2. 1. I piani urgenti e straordinari di cui all'articolo 1 sono predisposti dalle province nel cui territorio ricadono le zone montane, sentiti i comuni. 2. I piani sono approvati dalle regioni territorialmente competenti, che ne controllano l'attuazione. Art. 3. 1. Nell'esecuzione dei piani urgenti e straordinari di cui all'articolo 1 della presente legge, la determinazione del canone demaniale relativo ai materiali estratti dall'alveo dei corsi d'acqua è fissata, in deroga alle disposizioni dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1993, n. 275, tra un minimo di 0 euro e un massimo di 20 euro al metro cubo. 2. La regione competente predispone una tabella per la determinazione del canone demaniale relativo ai materiali estratti dall'alveo dei corsi d'acqua, per fasce differenziate a seconda dell'altitudine e della geomorfologia dei luoghi, entro i valori minimo e massimo stabiliti dal comma 1. 3. Il valore del materiale estratto, calcolato in base alla tabella di cui al comma 2, è detratto dall'importo dovuto dalla provincia per l'esecuzione dei relativi lavori. 4. Il presente articolo non si applica nel caso in cui il valore commerciale del materiale estratto sia superiore al costo dell'esecuzione dei lavori. Art. 4. 1. I piani urgenti e straordinari di cui all'articolo 1 sono redatti sulla base di un computo metrico estimativo comprendente le opere di regimazione trasversale, le spondali e il movimento del materiale lapideo, con il calcolo della quantità di tale materiale da asportare o da collocare in sponda. 2. Per la predisposizione del computo metrico estimativo si applicano le singole voci risultanti dal prezzario vigente per l'esecuzione delle opere pubbliche, fermo restando quanto previsto all'articolo 3. Art. 5. 1. La regione territorialmente competente è autorizzata a estendere i piani urgenti e straordinari in zone di fondo valle, non classificate montane, poste in stretta interconnessione dal punto di vista idraulico e geomorfologico con il bacino soprastante. Tali interventi non possono superare il 20 per cento dell'importo globale di ogni singolo piano urgente e straordinario. Art. 6. 1. Qualora materiale lapideo e vegetazione, sospinti e accumulati per ragioni di sicurezza sulla sponda di un corso d'acqua, determinino il pericolo di eventi alluvionali, il sindaco competente per territorio può ordinare l'immediata asportazione del materiale. 2. L'operazione di asportazione di cui al comma 1 del presente articolo avviene in sospensione del regime di canone demaniale di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1993, n. 275, con la predisposizione da parte dei tecnici comunali di un computo metrico estimativo. 3. Il computo di cui al comma 2 del presente articolo è predisposto sulla base della tabella di cui al comma 2 dell'articolo 3, con totale compensazione dell'onere relativo all'asportazione del materiale lapideo con il valore del materiale stesso. Art. 7. 1. I piani urgenti e straordinari, in quanto diretti a prevenire situazioni di pericolo e al ripristino di una situazione preesistente, costituiscono interventi di manutenzione che non alterano lo stato dei luoghi ai sensi dell'articolo 1- ter del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431. Art. 8. 1. Per le acque del territorio delle province autonome di Trento e di Bolzano restano ferme le competenze previste dal testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e dalle relative norme di attuazione. Art. 9. 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.