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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 51 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI, del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,34). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 510 Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso GIARRUSSO ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 510. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, intervengo per ultimo in discussione generale dopo aver ascoltato i colleghi di tutte le forze politiche. Tutti concordano sulla necessità di una norma che sanzioni il voto di scambio politico-mafioso; tutti hanno sottolineato altresì l'opportunità che la lotta alla mafia sia un fatto corale e debba avvenire, sperabilmente, senza divisioni o senza apporsi medaglie sul petto. Però in quest'Assemblea si sono palesate diversità di vedute su come scrivere la norma di cui ci stiamo occupando. Noi del MoVimento 5 Stelle riteniamo che questa formulazione vada nella direzione giusta e che oggi sia un bel giorno per tutti quelli che hanno a cuore il contrasto alle mafie. Oggi si fa quindi un altro decisivo passo nel cammino iniziato trentasei anni fa con la cosiddetta legge Rognoni-La Torre che ha introdotto l'articolo 416- bis nel codice penale. Le mafie sono cambiate nel corso dei decenni e, purtroppo, hanno esteso la loro nefasta influenza su buona parte del territorio nazionale e, sempre di più, hanno tentato, tentano e tenteranno di condizionare il percorso democratico della nostra Repubblica, cercando di condizionare la libera espressione del voto dei cittadini. La mafia, senza il fondamentale aiuto di politici infedeli, di professionisti senza scrupoli, senza l'aiuto dei cosiddetti colletti bianchi, non avrebbe mai potuto raggiungere la potenza economico-militare attuale e non sarebbe stata in grado di esercitare il pervicace controllo dei territori che, effettivamente, ha conseguito in alcune zone del Paese. Il mafioso con la coppola appartiene a una rappresentazione olografica del fenomeno, non certo alla realtà fattuale presente e passata: lo dice la storia, lo dicono le indagini recenti e lontane, i tanti casi eclatanti che hanno caratterizzato la nostra Repubblica e, anche prima, il Regno d'Italia. La mafia - e veniamo ai giorni nostri - non sarebbe mai stata in grado di spostare masse enormi di denaro in giro per il mondo, di reinvestirli in attività all'apparenza pulite e lecite, di costituire società nei paradisi fiscali, di eludere i controlli delle autorità preposte, senza il determinante contributo di professionisti senza scrupoli e senza etica, di prestanome, di politici complici e infedeli. Da sola non ce l'avrebbe mai fatta. Non sarebbe mai potuto accadere che dei villici costruissero un impero economico (come ha più volte affermato il procuratore Roberto Scarpinato), con ramificazioni praticamente in tutto il mondo. Senza il fondamentale aiuto dei soggetti appena citati, prima o poi la mafia, tutte le mafie, come tutte le cose della vita, avrebbe avuto un inizio, una durata e una fine, come diceva Giovanni Falcone. Invece, le mafie sono vive e vegete, sono in mezzo a noi e quindi il Parlamento deve individuare norme sempre più efficaci per aumentare il contrasto, non sacrificando mai le garanzie costituzionali. Mi preme sottolineare che in questa azione di contrasto il nostro Paese è all'avanguardia nel mondo. Nessuno come noi si è dotato di strumenti efficaci di indagine, repressione, aggressione dei capitali illecitamente accumulati. Siamo di esempio nel mondo, in questo. Basti pensare che qualche giorno fa a Vienna, nell'ambito della conferenza sulla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata, è stata approvata una risoluzione che rende più operativa e più facile la collaborazione tra Paesi nella lotta alle mafie, Convenzione che venne sottoscritta a Palermo nel 2000 e che nacque da una delle tante idee belle e geniali di Giovanni Falcone. Anche nel campo del voto di scambio politico-mafioso dobbiamo essere, ancora una volta, all'avanguardia, dobbiamo essere di esempio per altri Paesi, adottando norme efficaci, chiare, facilmente applicabili e interpretabili e pene che siano, al contempo, dissuasive e afflittive, attesa la estrema gravità del reato che ha come conseguenza lo stravolgimento della rappresentanza politica nelle istituzioni elettive. Come hanno ricordato ieri i colleghi, l'articolo 416- ter fu introdotto dieci anni dopo la legge Rognoni-La Torre, dall'articolo 11- ter del decreto-legge n. 306 del 1992 (il cosiddetto decreto Scotti-Martelli), e aveva proprio l'intento di affrontare il problema delle collusioni e delle contiguità tra i rappresentanti degli organi elettivi e le associazioni criminali di stampo mafioso. Questo decreto-legge integrò anche l'articolo 416- bis , aggiungendovi - per meglio descrivere e tipizzare i sodalizi mafiosi - la specificazione di organizzazioni che hanno il fine di «impedire o di ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali». Nella sua originaria formulazione l'articolo 416- ter prevedeva che la pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416- bis si applicasse anche a chi otteneva dalla mafia la promessa di voti in cambio dell'erogazione di denaro.