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Quanto all'articolo 7, non c'è alcun obbligo per le proposte operative nelle scuole, ma c'è soltanto una possibilità e questa è l'azione anche più importante della legge, perché oltre ad essere punitiva una legge è dissuasiva, ma soprattutto è un atto culturale, perché noi potremo sconfiggere l'isolamento, la frustrazione e l'odio solo con la conoscenza e la conoscenza la si persegue attraverso la scuola, attraverso operazioni culturali che coinvolgano le persone, i bambini e rendano loro nota la realtà, perché questa non è un'invenzione culturale, non è una sovrapposizione che potrebbe non piacerci, ma quello che è sotto il sole è, quello che è sotto al cielo è e non sta a noi stabilire se ci piace o meno, sta a noi stabilire che è e io credo che questa legge faccia solo questo, senza danneggiare nessuno: riconosce il diritto di altri. (Applausi) . PRESIDENTE . Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,30 con la votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI Radiotelevisione italiana SpA. (La seduta, sospesa alle ore 14,05, è ripresa alle ore 16,33) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA (Votazione a scrutinio segreto mediante schede) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA». Per questa votazione ciascun senatore riceverà una scheda sulla quale indicherà, ai sensi dell'articolo 49, comma 6, lettera a) , del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, un solo nominativo tra coloro che hanno presentato la propria candidatura nell'ambito della procedura di selezione prevista dal comma 6- bis del medesimo decreto legislativo, il cui curriculum è pubblicato nel sito Internet del Senato. Avverto che, avendo taluni candidati lo stesso cognome, ove si intenda votare per uno di essi occorrerà indicare sulla scheda, ai fini dell'attribuzione del voto, sia il cognome che il nome dell'interessato. In mancanza dell'indicazione del nome il voto sarà considerato nullo. Saranno proclamati eletti i due candidati che otterranno il maggior numero di voti. Dopo la chiama le urne resteranno aperte fino alle ore 19,30, mentre l'Assemblea proseguirà nell'esame del successivo punto all'ordine del giorno. Dichiaro aperta la votazione e invito il senatore Segretario a procedere all'appello in ordine alfabetico. (Il senatore Segretario BINETTI e, successivamente, il senatore Segretario PISANI Giuseppe fanno l'appello) . (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente CALDEROLI - ore 17,32 -). Dichiaro chiusa la votazione dei senatori presenti in questo momento in Aula. Avverto gli onorevoli senatori che non hanno ancora votato che potranno farlo fino alle ore 19,30. (Le urne restano aperte). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2005 PRESIDENTE . Riprendiamo la discussione generale sul disegno di legge n. 2005. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi: «La mia libertà finisce dove inizia la vostra». Queste sono le parole di Martin Luther King, un uomo che ha sacrificato la sua vita per combattere le discriminazioni, diventando simbolo della lotta al razzismo e a tutte le forme di discriminazione. Fratelli d'Italia non ha mai posto in discussione la libertà di ognuno di vivere la propria sessualità come meglio crede: non è certo questo il punto della discussione. Ciò che riteniamo inaccettabile è quando si tenta, attraverso lo Stato, di imporre determinati modelli alla società, di cui francamente non si sente il bisogno. La nostra contrarietà nasce dal fatto che questo impianto normativo è giuridicamente sbagliato, in alcuni punti anche incostituzionale e fondato su principi distorti per la tutela delle libertà e su rimedi sbagliati per il contrasto alle discriminazioni. Ci sono alcuni episodi, certamente da condannare - ma non sono prevalenti: sono molto più numerose le violenze sulle donne o sui minori, tanto per fare un confronto - che vengono regolarmente perseguiti, anche aspramente, nell'attuale quadro normativo. Infatti le norme attuali sono perfettamente in grado di colpire già oggi, con maggiore forza, eventuali episodi di violenza di questo tipo, ad esempio inserendo le aggravanti per futili motivi, senza dover inventare una nuova fattispecie. A nostro avviso il disegno di legge Zan è dannoso, perché ideologicamente orientato ad imporre un punto di vista sulla realtà, cancellando posizioni differenti. La totale incertezza giuridica del cosiddetto reato di omofobia rende l'applicazione della legge estremamente incerta e affidata all'interpretazione del giudice, esponendo così legittime affermazione di libertà di opinione al rischio di essere tacciate di omofobia. Un ulteriore punto controverso, sul quale poniamo la nostra ferma opposizione, è l'impianto propagandistico e rieducativo di tante parti del testo, che non si limita a chiedere pene più pesanti per atti concreti di violenza, ma costruisce tutta una serie di attività di propaganda gender, come la Giornata nazionale del 17 maggio, i corsi nelle scuole anche ai bambini di dieci o dodici anni e la rieducazione di chi viene condannato. Basta leggere una sola volta questo testo, per capire il carattere controverso del principio sotteso. Perplessità sorgono anche per la parte in cui si dice «ai fini della presente legge», perché ciò costituisce un'oggettiva limitazione alle frasi che seguono, che sono invece diritti costituzionali irrinunciabili. Se le opinioni espresse non sono ai fini della legge in questione, questa libertà decade? Ma chi decide in questa corrispondenza, visto che la legge è costruita su concetti giuridicamente sdrucciolevoli come l'omofobia, la cui definizione, tra l'altro, il nostro ordinamento ancora non ha concepito o, come riportato all'articolo 2, sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, concetti anch'essi ancora non definiti giuridicamente e sui quali non c'è ancora convergenza nemmeno all'interno della stessa comunità LGBT. La società via via si adeguerà, con la gravosa conseguenza che non esisteranno più i membri di una Nazione che sono uguali davanti alla legge nazionale e si riconoscono in una storia comune, per poi riconoscere altrove una umanità comune che è radice feconda delle proprie differenze. Assisteremo ad una polverizzazione della società in una miriade di sottoinsiemi che non si incontreranno e non si troveranno, che egoisticamente e narcisisticamente guarderanno solo a sé e alla propria autoaffermazione, pretendendo unilaterali riconoscimenti e distruggendo la trama del legame sociale che la storia pazientemente si era occupata di tessere. Ecco allora che ciascuno dipinge sulle sue mani il nome di una giustizia di parte che cede alle lusinghe della difesa di vittime che vittime non sono più.