[pronunce]

Comunanza di argomenti e «contesto politico» non valgono, difatti, in sé, a connotare le dichiarazioni esterne come espressive della funzione, ove esse – non costituendo la sostanziale riproduzione delle specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell'esercizio delle proprie attribuzioni – siano non già il riflesso del peculiare contributo che ciascun deputato e ciascun senatore apporta alla vita parlamentare, mediante le proprie opinioni e i propri voti (come tale coperto, a garanzia delle prerogative delle Camere, dall'insindacabilità), bensì una ulteriore e diversa articolazione di siffatto contributo, elaborata ed offerta alla pubblica opinione nell'esercizio della libera manifestazione del pensiero assicurata a tutti dall'art. 21 Cost. (sentenza n. 317 del 2006). Nel caso in esame, non è possibile ravvisare una corrispondenza sostanziale di contenuto fra le dichiarazioni rese dal deputato Sgarbi e gli atti tipici individuati dalla difesa della Camera dei deputati. Ed infatti, tra dette dichiarazioni e le interrogazioni dello stesso deputato n. 3/00189 e n. 3/00190 del 1° agosto 1994, in cui, rispettivamente, si lamentavano i «metodi arbitrari e meramente inquisitori» adottati nel corso della inchiesta “Mani pulite”, e l'«innegabile alto grado di inquinamento ambientale che la sta ormai caratterizzando», od anche quella n. 4/12830 del 3 agosto 1995 – prima firmataria on. Maiolo – in cui si faceva riferimento ai rapporti tra il dott. Di Pietro e l'avv. Lucibello in relazione all'acquisto da parte del secondo dell'autovettura consegnata al primo dalla MAA Assicurazioni, è configurabile soltanto una generica comune inerenza a temi di rilievo generale dibattuti in Parlamento, ma non una sostanziale corrispondenza di significati. Quanto alle analoghe iniziative adottate da altri parlamentari appartenenti allo stesso gruppo del deputato Sgarbi, la Corte ha già ripetutamente affermato che la verifica del nesso funzionale tra dichiarazioni rese extra moenia ed attività tipicamente parlamentari, nonché il controllo sulla sostanziale corrispondenza tra le prime e le seconde, devono essere effettuati con riferimento alla stessa persona, mentre «sono irrilevanti gli atti di altri parlamentari», poiché, se «è vero che le guarentigie previste dall'art. 68 Cost. sono poste a tutela delle istituzioni parlamentari nel loro complesso e non si risolvono in privilegi personali dei deputati e dei senatori», tuttavia da ciò non può trarsi la conseguenza che «esista una tale fungibilità tra i parlamentari iscritti allo stesso gruppo da produrre effetti giuridici sostanziali nel campo della loro responsabilità civile e penale per le opinioni espresse al di fuori delle Camere: l'art. 68, primo comma, Cost. non configura una sorta di insindacabilità di gruppo, per cui un atto o intervento parlamentare di un appartenente ad un gruppo fornirebbe copertura costituzionale per tutti gli altri iscritti al gruppo medesimo» (sentenze n. 452 e n. 331 del 2006). In assenza di una sostanziale corrispondenza di significato tra opinioni espresse nell'esercizio di funzioni parlamentari e atti esterni, resta assorbita ogni indagine sulla sussistenza del legame temporale fra l'attività parlamentare e l'attività esterna. Le dichiarazioni rese dal deputato Sgarbi non rientrano, pertanto, nell'esercizio delle sue funzioni e non sono garantite dall'insindacabilità. Conseguentemente, l'impugnata delibera della Camera dei deputati ha violato l'art. 68, primo comma, della Costituzione, ledendo con ciò le attribuzioni dell'autorità giudiziaria ricorrente, e deve essere annullata.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che non spettava alla Camera dei deputati affermare che le dichiarazioni rese dal deputato Vittorio Sgarbi, oggetto del procedimento penale pendente davanti al Tribunale di Milano, sezione settima penale, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; annulla, di conseguenza, la delibera di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 4 febbraio 2004 (Doc. IV-quater, n. 86). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 marzo 2007. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA