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Competenza civile L'attrazione alla competenza delle sezioni specializzate, oltre che delle materie già di competenza del tribunale per i minorenni, di tutte le controversie indicate all'articolo 16, ha come finalità primaria il superamento dei problemi cui ha dato luogo, fino ad oggi, la complessa e contraddittoria distribuzione di competenze tra diversi organi giudiziari. I procedimenti in materia di matrimonio, filiazione, adozione, affidamento, potestà, tutela, emancipazione, interdizione, inabilitazione, divorzio e separazione vengono attratti alla competenza di un unico organo, rispondendo alle diffuse aspettative di quanti, operando nel settore della giustizia minorile, da tempo denunciano i difficili problemi di coordinamento tra i diversi organi giudiziari causati dall'attuale irrazionale distribuzione delle competenze. Nella determinazione della competenza per territorio vengono richiamati i tradizionali criteri dettati dal codice di procedura civile del foro del convenuto e, in via residuale, del foro dell'attore (articolo 17). Procedimento civile davanti alle sezioni specializzate 1. Nella disciplina del procedimento civile, il presente disegno di legge intende introdurre innovative modalità di svolgimento dell’ iter processuale, dettando regole ispirate sì ai princìpi dell'immediatezza, celerità e semplificazione propri del procedimento camerale, cui sino ad oggi si è fatto ricorso, ma ovviando agli inevitabili inconvenienti cui si incorre con l'adozione di un simile procedimento. La disciplina generica e lacunosa dettata dall'articolo 737 del codice di procedura civile per i provvedimenti in camera di consiglio lascia infatti ampia discrezionalità al giudice, rischiando di garantire in modo del tutto insufficiente la posizione delle parti (ad esempio dei genitori del minore). Ma in una materia quale il diritto della famiglia e dei minori, in cui sono posti in gioco diritti fondamentali, che rinvengono il loro fondamento all'interno della stessa Costituzione, a fronte di un intervento giurisdizionale destinato ad incidere in maniera forte su tali diritti, è necessario predeterminare un altrettanto sistema forte di garanzie, irrinunciabili specie dopo la previsione costituzionale della garanzia del giusto processo regolato dalla legge (articolo 111 della Costituzione). Nell'obiettivo di contemperare le contrapposte esigenze efficientistiche e garantiste, è stato dunque tracciato un nuovo modello di processo minorile, prevedendo un rito speciale a cognizione piena accelerato. Tale procedimento, tracciato sul modello dei procedimenti in camera di consiglio, risponde infatti alle esigenze di celerità e di semplificazione, pur dettando una disciplina più rigorosa e specifica in ordine alle modalità di svolgimento, al fine di garantire la posizione di tutte le parti processuali, limitando la discrezionalità del giudice. 2. L'atto introduttivo del giudizio è il ricorso, al fine di consentire al giudice il contatto immediato con la situazione pregiudizievole sottoposta alla sua cognizione, dovendo il ricorso contenere l'esposizione dei fatti su cui la domanda è fondata (articolo 18). 3. È poi prevista, già in tale fase del giudizio, l'assistenza obbligatoria del difensore (articolo 19), al fine di garantire un effettivo ed adeguato sistema di assistenza giudiziaria, nel rispetto del principio del contraddittorio. È prevista in tale ottica l'applicazione della disciplina sul gratuito patrocinio per i non abbienti (articolo 23). 4. Vengono poi dettate le regole volte a disciplinare lo svolgimento dell’ iter processuale, sul modello del procedimento contenzioso civile regolato dagli articoli 180 e seguenti del codice di procedura civile (articoli 20 e seguenti). Il ricorso a tale disciplina ha l'obiettivo di superare l'attuale struttura inquisitoria del procedimento camerale, caratterizzata da poteri istruttori del giudice eccessivamente dilatati. In un giudizio in cui il giudice è titolare dell'iniziativa di assumere prove e informazioni, senza obbligo di considerare o assumere gli incombenti istruttori indicati dalle parti, l'audizione della parte è discrezionale, l'assistenza tecnica non obbligatoria, le relazioni dei servizi sociali, sottratte alla conoscenza delle parti, assumono un ruolo determinante ai fini della decisione, non può non ravvisarsi una palese violazione dei princìpi del giusto processo. 5. È poi prevista la possibilità del ricorso alla tutela cautelare, ma sempre nel rispetto delle regole dettate dal codice di procedura civile in materia di procedimenti cautelari. Disposizioni organizzatorie, finali e transitorie 1. I capi V e VI dettano le disposizioni organizzatorie e finali. Nel dettaglio, esse individuano gli organi investiti delle funzioni di sorveglianza in materia penitenziaria (articolo 26) e di sorveglianza sulle sezioni specializzate e sugli uffici del pubblico ministero (articolo 27). 2. È introdotta la nuova figura del garante del minore, con funzioni di assistenza del minore e rappresentanza processuale, nelle ipotesi di accertata impossibilità di demandare tali compiti ai genitori ovvero di procedere alla nomina del tutore legale. Il garante, intervenendo in tutte le situazioni pregiudizievoli all'interesse morale e materiale del minore, è chiamato a svolgere un ruolo determinante ai fini di un equilibrato sviluppo della personalità del minore. In tale prospettiva, per procedere alla nomina, si richiede una speciale esperienza e competenza in merito ai problemi dell'età evolutiva e della famiglia (articolo 28). 3. Viene previsto l'aumento della pianta organica dei magistrati (articolo 29) e del personale amministrativo in relazione alle esigenze dell'istituendo organo giudiziario con appositi provvedimenti del Ministro della giustizia. 4. Vengono regolamentate le modalità di assegnazione dei magistrati alle sezioni specializzate (articolo 30) e di devoluzione ai competenti organi giudiziari delle controversie pendenti alla data di entrata in vigore della legge (articolo 31). Infine, l'articolo 32 reca le norme transitorie per gli uffici del servizio sociale; l'articolo 33 stabilisce la copertura finanziaria della legge; l'articolo 34 la data di entrata in vigore della legge.. I SEZIONI SPECIALIZZATE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI MINORI E DELLA FAMIGLIA 1 (Istituzione delle sezioni specializzate per la tutela dei diritti dei minori e della famiglia) 1 È istituita, presso ogni tribunale ordinario ed ogni corte d'appello, una sezione specializzata per la trattazione dei procedimenti relativi alla tutela di diritti dei minori e della famiglia di cui alla presente legge, di seguito denominata «sezione specializzata». 2 Il tribunale per i minorenni e la relativa procura della Repubblica di cui al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, sono soppressi. 2 (Composizione della sezione specializzata e costituzione del collegio giudicante) 1 La sezione specializzata è composta da un magistrato con funzioni di appello, che la presiede, da uno o più giudici di tribunale e da tre o più ausiliari esperti.