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Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 19 maggio 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 19 maggio, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,57) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2604 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2318 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo, con la seguente osservazione: - all'articolo 10, comma 3, si segnala l'opportunità di assicurare un coinvolgimento della Conferenza unificata nell'ambito del procedimento di adozione del decreto ministeriale per la determinazione della composizione e delle modalità di funzionamento del Tavolo permanente per il settore dello spettacolo. Sarebbe altresì opportuno prevedere, al comma 4, l'integrazione della composizione del Tavolo con rappresentanti degli enti territoriali, alla luce delle competenze in materia di spettacolo di tali enti. Esaminati altresì i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce delle rassicurazioni fornite dal Governo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Integrazione all'intervento della senatrice Papatheu nella discussione generale del disegno di legge n. 2318 Oggi finalmente dopo settantacinque anni con il presente disegno di legge si potrà dare dignità ai lavoratori dello spettacolo che dal 1947 a oggi sono ancora privi di tutele e di una vera e propria qualificazione giuridica. Negli ultimi anni il mondo dello spettacolo ha subito una fortissima crescita caratterizzata da un impegno sempre maggiore di capitali. Questo settore, a lungo considerato come una sorta di "sottolavoro", è ormai diventato una vera e propria industria cui tutti siamo interessati. Infatti film, programmi e format sono ormai un patrimonio culturale di cui non possiamo fare a meno, poiché influisce notevolmente sul nostro modo di relazionarci e di pensare, coinvolgendo inoltre una crescente quantità di persone. Eppure, questi lavoratori, sicuramente tanto affezionati ai Governi di sinistra, dopo settantacinque anni e anche dopo negli ultimi diciotto anni, dove possiamo affermare sicuramente che abbiamo avuto solo Governi di sinistra, solo oggi sono oggetto di esame in Parlamento. Questo tema invece è sicuramente sempre stato caro a Forza Italia, che sull'argomento ha presentato un proprio disegno di legge, di cui sono la prima firmataria il 10 aprile 2019, ovvero molto tempo prima che arrivasse il Covid. Abbiamo invece dovuto aspettare la crisi pandemica, con la sospensione di ogni forma di rappresentazione dal vivo, che con una lente di ingrandimento ha fatto luce su questa piaga tutta italiana, perché improvvisamente si è scoperto che i lavoratori dello spettacolo erano sprovvisti di una adeguata normativa e di tutela. Molti contestano che non si possono definire questi soggetti come veri e propri lavoratori, ma non dobbiamo dimenticare che, come qualsiasi altro lavoratore, essi per la loro prestazione richiedono un certo impiego di energie fisiche, intellettuali, psicofisiche e che in aggiunta a ciò, nella loro attività, necessitano di quella vis creativa che rende unica la già di per sé peculiare prestazione. Un Paese come il nostro, che vive e trae la sua forza dalla cultura e dalla tradizione, non può permettersi il lusso di lasciare questi soggetti privi di tutele. Il presente disegno di legge vuole, pertanto, non solo inquadrare questi soggetti, ma anche fornirgli tutele previdenziali e in materia di occupazione. A tal proposito era impossibile pensare che si potesse lasciare il tetto insormontabile delle centoventi ore lavorative annue, per dirne una. Ma chi sono i lavoratori mondo dello spettacolo e i lavoratori del settore? attori, registi, tecnici, danzatori, musicisti, addetti alle attività circensi e agli spettacoli viaggianti, uomini e donne di altissima professionalità, Ecco migliaia di questi cittadini italiani si sono trovati in difficoltà difficilmente immaginabili, ribattezzati addirittura gli invisibili. La situazione di emergenza ha fortunatamente messo in luce ed amplificato questa intrinseca fragilità del lavoro nel settore dello spettacolo dato dalla natura discontinua delle scritture e dei contratti di lavoro. Questi lavoratori, infatti, alternano periodi di intenso impegno professionale a fasi di formazione e talvolta a fasi di stasi e di attesa. Il settore dello spettacolo si distingue, infatti, per la discontinuità dei rapporti occupazionali che accompagna i lavoratori per l'intero arco della loro carriera lavorativa e per l'estrema flessibilità delle forme contrattuali. Durante la pandemia, a causa di una insufficiente copertura degli ammortizzatori sociali, è stato necessario erogare, a sostegno dei lavoratori del comparto, indennità, lasciatemi dire miserie, specifiche e in regimi di durata temporanea. Sappiamo che un numero elevato di lavoratori non riesce a raggiungere il minimo di venti anni di anzianità assicurativa richiesto per ottenere il trattamento pensionistico. In una audizione presso la Commissione cultura e lavoro del Senato, tenutasi il 27 ottobre 2020, il Presidente dell'INPS ha dichiarato che la durata media annuale delle posizioni lavorative nello spettacolo è di cento giorni, addirittura quindici per gli attori. Il riconoscimento delle peculiarità del lavoro artistico - flessibilità, mobilità e discontinuità - è il punto centrale del disegno di legge oggi all'esame di questa Assemblea. La norma infatti, oltre a riconoscere, meritatamente, "il ruolo sociale dei lavoratori e dei professionisti dello spettacolo, quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura e strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell'arte italiane in Europa e nel mondo", introduce un nuovo strumento di sostegno al reddito di questi lavoratori costituito da una indennità di discontinuità, che sarà strutturale e permanente.