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Ma la verità è che questi giovani ci stanno chiedendo di mantenere fede a un impegno. È l'impegno per l'ambiente. È l'impegno per il loro futuro. Un impegno del quale come istituzioni siamo chiamati a farci carico. Perché la sfida contro il cambiamento climatico è decisamente la più importante dei prossimi anni. Del resto, anche l'epidemia Covid e i possibili legami della diffusione del virus con l'inquinamento dell'aria hanno richiamato ancora una volta società e governi alla necessità di ridurre emissioni e gas nocivi. La ratifica sull'emendamento di Kigali va in questo senso. E per questo annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-Psi. Il testo interviene sul Protocollo di Montreal impegnando i Paesi firmatari a contenere i livelli di produzione e di consumo delle sostanze dannose per la fascia ozono. In particolare, l'intesa mira a ridurre soprattutto quegli idrofluorocarburi che hanno un elevato potenziale di riscaldamento globale e, quindi, un forte impatto sul clima presenti soprattutto nei settori della refrigerazione a partire da un oggetto molto comune al quale tutti noi ricorriamo: gli impianti di condizionamento d'aria. L'utilità dell'Accordo risiede anche nel prevedere misure pratiche per l'attuazione di tutto questo, disciplinando gli scambi commerciali, la comunicazione dei dati di monitoraggio, l'attività di ricerca, lo scambio di informazioni e l'assistenza tecnica ai Paesi in via di sviluppo. Come europei, abbiamo sempre dimostrato una sensibilità ecologica molto spiccata, soprattutto se paragonata a quella di altri Paesi. Penso ad esempio agli Stati Uniti. E proprio per questa sensibilità, già a partire dal 2015, 1'Unione europea aveva introdotto misure di riduzione graduale degli HFC fino a prevederne una riduzione del 79 per cento entro il 2030. La ratifica dell'emendamento di Kigali da parte dell'Italia, quindi, non influenzerà le amministrazioni centrali e le imprese perché il regolamento europeo già definisce misure più restrittive di quelle previste dall'emendamento in questione. Pertanto, il sistema giuridico nazionale e comunitario sono già conformi alle disposizioni introdotte dall'emendamento e non dovremo emanare ulteriori norme specifiche. Naturalmente, con l'emendamento di Kigali al Protocollo, si continuano ad applicare gli obblighi e le prescrizioni introdotti nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e sul relativo Protocollo di Kyoto. L'emendamento obbliga, inoltre, ciascuna Parte a istituire entro il primo gennaio 2019 o entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dell'emendamento, un sistema per il rilascio di licenze per l'importazione e l'esportazione degli HFC controllati dal Protocollo, siano tali sostanze vergini, recuperate, riciclate o rigenerate. L'emendamento lascia flessibilità alle parti di istituire o modificare i loro sistemi di licenze, a condizione che tali sistemi agevolino la raccolta dei dati e il monitoraggio del rispetto degli obblighi previsti dal Protocollo. In questi mesi abbiamo assistito a un'attenzione collettiva sempre più crescente nei confronti della questione climatica e a una diversa coscienza ambientalista da parte dei singoli cittadini. Ed era ora, verrebbe da dire. Sta a noi Istituzioni, anche con la ratifica di accordi come questo, dare una risposta a quei ragazzi in piazza contro il climate change . Grazie Presidente. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1221 Presidente, onorevoli colleghi senatori, non solo petrolio: il Gabon offre numerose risorse e interessi per il nostro tessuto imprenditoriale, che infatti sta investendo sempre di più nel Paese. Pensiamo alla presenza di Trevi e Cooprogetti di Gubbio nel settore delle infrastrutture e dell'edilizia, a quella della multinazionale vicentina CoraWood nel legno; o ancora a IVECO nel settore degli automezzi di trasporto militare e civile e di IIG di Roma e nel settore edilizio; oltre appunto - come ricordavamo poco fa - agli investimenti da tempo effettuati da Eni, che proprio qui nel 2014 ha effettuato un'importate scoperta di gas; rapporti economici ancora più centrali e preziosi in una fase di necessario rilancio come l'attuale post Covid. L'Italia può vantare un rapporto privilegiato con il Gabon, che è cresciuto in particolare a partire dal 2015 con Expo e con l'evoluzione delle nostre relazioni bilaterali; un fattore non di poco conto, se si considera che non sta accadendo altrettanto con il resto d'Europa, dove invece i rapporti si sono maggiormente incrinati con la crisi seguita alle elezioni presidenziali dell'agosto 2016. È un'amicizia reciproca molto opportuna, che va sostenuta, stimolandola attraverso lo scambio culturale e formativo, come vuole fare questo Accordo per la cui ratifica noi, come Gruppo Italia Viva-Psi, esprimiamo voto favorevole. E non potrebbe essere altrimenti, perché porre nell'osmosi accademica e culturale le basi per un rapporto bilaterale è il primo passo di una relazione durevole - si auspica - e produttiva. L'intesa, infatti, ha il merito di porsi l'obiettivo di potenziare lo sviluppo dei sistemi di istruzione superiore in campo scientifico, tecnologico, letterario, artistico e sportivo. Lo scopo è contribuire ad una migliore conoscenza reciproca fra i rispettivi popoli e le loro culture. Consideriamo che negli atenei italiani sono iscritti 161 studenti gabonesi. Già due anni fa la Farnesina aveva messo disposizione alcune borse di studio per i giovani interessati a studiare in Italia. Questo Accordo, quindi, si inserisce in un rapporto destinato a crescere per stimolarlo ulteriormente. E consideriamo anche la nostra presenza italiana in Gabon, attualmente di circa 280 unità; connazionali che attualmente non possono purtroppo contare sulla presenza di un istituto italiano di cultura o di una scuola italiana e, quindi, la promozione e la lingua e della cultura italiana in Gabon è curata dall'Ambasciata a Libreville, dai nostri bravi funzionari che ringraziamo per il prezioso lavoro di tutela della lingua e di avamposto territoriale che svolgono in rappresentanza delle nostre istituzioni, qui come in tante altre parti del mondo. Tra le novità positive dell'Accordo, cito a titolo di esempio l'ammissione, nelle rispettive università e istituti di istruzione superiore, di cittadini dei rispettivi Paesi per conseguire formazione professionale e l'attività di ricerca nel Paese della controparte. Le equipollenze dei diplomi e titoli universitari rilasciati dai due Paesi, che favoriranno lo scambio di nozioni, proponendo borse di studio e di perfezionamento per studenti, di tirocinanti, insegnanti, ricercatori, specialisti tecnici e conferenzieri e favorendo la partecipazione a diverse manifestazioni culturali, artistiche, sportive, turistiche. Importanti sono anche gli scambi in campo giornalistico attraverso la realizzazione di visite dei giornalisti dei due Paesi. Notevole è poi il ruolo riservato allo sport, con partenariati sportivi e visite reciproche; insomma, lo sport inteso così come lo vediamo noi di Italia Viva, propulsore di valori positivi e sani, di amicizia tra i popoli. Per tutti questi aspetti, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-Psi.