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Misure per agevolare l'emancipazione e l'indipendenza abitativa giovanile e delle studentesse e degli studenti universitari. Onorevoli Senatori . — Il problema dell'emergenza abitativa e dell'aumento dei costi di immobili e canoni di locazione incide direttamente su diversi aspetti dello sviluppo della personalità dell'individuo, condizionando scelte, ambizioni e futuro, con riflessi significativi sul piano sociale sia in termini di natalità, che di sviluppo economico, posto che il mercato immobiliare ha da sempre costituito un vero e proprio volano per l'economia. Proprio per ovviare alle difficoltà riscontrate dai giovani nell'accedere alla prima casa, l'articolo 1, comma 48, lettera c) , della legge di stabilità per il 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147) ha istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze il Fondo di garanzia per la prima casa (« Fondo prima casa »), nell'ambito di un riordino generale del sistema delle garanzie per l'accesso al credito delle famiglie e delle imprese e in sostituzione del Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa. Il Fondo prevede la concessione di garanzie a prima richiesta su mutui, dell'importo massimo di 250.000 euro, per l'acquisto – ovvero per l'acquisto anche con interventi di ristrutturazione purché con accrescimento dell'efficienza energetica – di unità immobiliari site sul territorio nazionale da adibire ad abitazione principale del mutuatario. Il Fondo concede garanzie, a prima richiesta, su mutui ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari, nella misura massima del 50 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti, connessi all'acquisto e ad interventi di ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica di unità immobiliari, site sul territorio nazionale, da adibire ad abitazione principale del mutuatario, con le priorità sopra ricordate. Gli interventi del Fondo di garanzia per la prima casa sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima istanza. Tuttavia con l'articolo 64 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, si è intervenuti per estendere l'accesso al Fondo ai giovani under trentasei con un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) fino a 40.000 euro ed elevare la misura massima della garanzia concedibile dal Fondo all'80 per cento, al fine di consentire l'acquisto della prima casa a tutti coloro che non potessero anticipare il 20 per cento del costo dell'immobile. Sempre per supportare detti acquisti e rendere l'acquisto della prima casa un diritto concreto ed efficace per tutti i giovani, il predetto articolo è intervenuto per eliminare quei costi che, di norma, sono dovuti per l'acquisto di un immobile da parte di un privato: imposta di bollo, imposta ipotecaria e catastale e imposta sostitutiva sul finanziamento. Detti interventi hanno consentito a decine di migliaia di giovani di raggiungere l'indipendenza abitativa e, come rilevato dalla Relazione annuale sul 2021 della Banca d'Italia, hanno portato allo « sblocco » di circa 4 miliardi di euro nel solo anno 2021: vero e proprio ossigeno per un tessuto economico-produttivo già fortemente provato dalla pandemia e dall'inflazione (energetica e non). Cionondimeno, sono ancora troppi i giovani che non riescono ad abbandonare la casa familiare. Si rende pertanto necessario stabilizzare lo strumento del Fondo prima casa al fine di consentire il pieno dispiegamento delle sue potenzialità, ma è anche essenziale estendere lo stesso a quella generazione che, per effetto della Grande recessione del 2008, ha subìto le misure di austerity e una ripresa economica che ne ha ritardato e/od ostacolato fortemente l'ingresso nel mondo del lavoro. Negare a tali persone il basilare diritto alla casa dopo aver fatto patire loro le conseguenze più gravi della crisi non è un'ipotesi che può essere contemplata. Per questo appare urgente estendere a tutti coloro che non hanno compiuto quarantuno anni la garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa e le esenzioni fiscali connesse all'acquisto, così da dare un segnale e un supporto concreto a quella generazione che l'Istituto nazionale della previdenza sociale, già nel 2010, definiva la « generazione perduta » dei nati negli anni Ottanta. Con il presente disegno di legge chi acquista non dovrà più corrispondere il 20 per cento del valore dell'immobile e tantomeno le imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative previste in ragione dello 0,25 per cento, con un risparmio che va dai 1.000 ai 4.000 euro per la parte fiscale e dai 20.000 ai 50.000 euro per la parte di anticipo che le banche, senza Fondo di garanzia, non finanziano. Attraverso questo intervento si dà un sostegno concreto a quei giovani che, per ostacoli di ordine economico o sociale, hanno difficoltà ad emanciparsi e a raggiungere l'indipendenza abitativa, con un indubbio risparmio economico. Le rate dei mutui sono quasi sempre di importo più basso di un canone di locazione per immobili di analoga entità, dunque mettere i giovani in condizione di acquistare casa non solo aiuta gli stessi a realizzare un traguardo essenziale della propria vita, ma realizza un vero e proprio impulso per il settore economico, che si realizza attraverso tutte quelle spese che sono collegate all'acquisto (ristrutturazioni, mobili, elettrodomestici ecc.) e che negli anni hanno dimostrato di costituire un vero e proprio volano per la crescita del Paese. Del pari (e sempre nell'ottica di garantire l'emancipazione giovanile e, di riflesso, favorire la natalità) appare indispensabile istituire un Fondo per il sostegno delle locazioni delle giovani coppie, che spesso non possono abbandonare il tetto famigliare per l'assenza di garanzie o l'indisponibilità delle somme dovute una tantum per l'avvio della locazione (caparra, spese di agenzia ecc.). L'obiettivo di assicurare indipendenza e autonomia ai giovani deve essere garantito quanto prima: le implicazioni sociali e personali meritano tutela prioritaria, in quanto sono diretta espressione del principio personalistico e solidaristico cristallizzato all'articolo 2 della nostra Costituzione. Per tali ragioni si ritiene fondamentale garantire la possibilità di ottenere un alloggio anche alle studentesse e agli studenti universitari, che troppo spesso vengono limitati nella propria capacità di scelta del polo universitario maggiormente congeniale per ragioni economiche (caro affitti e caro vita in primis ). Garantire il diritto all'istruzione e l'unità e indivisibilità della Repubblica (articolo 5 della Costituzione) significa assicurare libertà di scelta a chiunque voglia proseguire il proprio corso di studi, senza che « ostacoli di ordine economico e sociale » possano limitare « di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini », impedendo « il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione » al progresso della nostra comunità.