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In questo senso la relazione programmatica per il 2022 si apre con una breve premessa del sottosegretario Amendola, che fa riferimento all'Anno europeo dei giovani 2022 come ispirazione per affrontare con coraggio e determinazione le sfide del presente e che ora deve essere rinnovata per affrontare le sfide umanitarie, energetiche ed economiche poste dalla guerra in Ucraina e per procedere verso le necessarie riforme dell'Unione europea nella direzione di un federalismo pragmatico e ideale, partendo dalle lezioni apprese durante la pandemia e dalle proposte formulate nel contesto della Conferenza sul futuro dell'Unione europea. Il testo della relazione presentata al Parlamento il 16 maggio di quest'anno presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni dell'articolo 13 della legge n. 234 del 2012 ed è suddiviso in quattro parti, precedute ciascuna da una breve sintesi, che enuclea le posizioni e le azioni che il Governo intende concretamente portare avanti in relazione alle singole politiche dell'Unione europea. La prima parte, intitolata «Sviluppo del processo di integrazione europea» è dedicata alle politiche e alle iniziative volte al rafforzamento del processo di integrazione europea sotto il profilo sia economico che istituzionale. La seconda parte, intitolata «Le politiche strategiche» si sviluppa in 5 obiettivi strategici propri del programma di lavoro della Commissione per il 2022, ovvero il green deal europeo, un'Europa pronta per l'era digitale, un'economia al servizio delle persone, la promozione dello stile della vita europeo, un nuovo slancio della democrazia europea. La parte terza «Un'Europa più forte nel mondo. L'Italia e la dimensione esterna dell'UE» tratta invece l'obiettivo di costruire un'autonomia strategica dell'Europa coerente con gli interessi italiani, che consenta di affrontare l'emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei nostri cittadini, a partire dai quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'Unione europea: politica estera e di sicurezza comune, politica di sicurezza e difesa comune, politica commerciale, proiezione esterna della politica industriale, proiezione esterna delle politiche digitali e di connettività. Infine, la parte quarta è intitolata «Coordinamento nazionale delle politiche europee. Comunicazione e formazione sull'attività dell'Unione europea». Signor Presidente, per il resto dell'illustrazione, mi rimetto in modo più dettagliato al testo scritto della relazione, già stampato e distribuito. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per integrare la relazione scritta il senatore Lorefice, relatore sul documento LXXXVII, n. 5. Ne ha facoltà. LOREFICE, relatore sul documento LXXXVII, n. 5 .Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, anche io farò una sintesi della relazione e poi lascerò agli atti il testo scritto della relazione, che è stata già depositata in Commissione. Nella sostanza, la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea non è altro che il principale strumento per l'esercizio del controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea, chiaramente riferita all'anno precedente. Il testo della relazione consuntiva è coerente con la struttura prevista dalla norma interna, la legge n. 234 del 2012, è sostanzialmente articolato in quattro parti principali ed è completato da 5 appendici. Sinteticamente, la prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali. Faccio riferimento puntuale a quelle più importanti, ovvero il dibattito sul futuro dell'Unione europea, l'Anno europeo dei giovani 2022, lo stato di diritto, la cosiddetta better regulation , ovvero gli strumenti legislativi che permettono una migliore legiferazione e le nuove relazioni post Brexit con il Regno Unito. La seconda parte di questa prima parte generale è incentrata sulle attività di coordinamento delle politiche macroeconomiche e tratta i temi della riduzione delle divergenze economiche all'interno dell'Unione e del rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale. La seconda parte del documento, quella più consistente, presenta quest'anno una struttura un po' diversa rispetto a quella degli anni precedenti. Essa non tratta infatti tutte le politiche orizzontali e settoriali, ma in questo caso in primo luogo ha puntato l'indice sulle cosiddette politiche strategiche, che vengono identificate in: sostenibilità ambientale e crescita economica, comprensiva del pacchetto "Fit for 55", salute, infrastrutture energetiche e trasporti, biodiversità, agricoltura, turismo e difesa. In secondo luogo l'attenzione è legata all'innovazione e alla digitalizzazione, compreso il tema molto delicato della gestione dei dati e della privacy, alla proprietà intellettuale, al cloud, nonché alla digitalizzazione nei settori della salute, della giustizia, dei trasporti, della difesa, della cultura, del turismo e dell'agricoltura. In terzo luogo si affronta la questione della coesione sociale. La terza parte, concernente la dimensione esterna dell'Unione europea, descrive l'operato del Governo in relazione al processo di integrazione, in particolare dei Balcani occidentali, alla collaborazione con i Paesi dell'area mediterranea, alla politica commerciale comune, al rafforzamento della posizione unitaria dell'Unione europea sulle questioni internazionali, nonché all'azione dell'Unione europea nelle crisi afgana e bielorussa ed al rafforzamento di quella che è chiamata la difesa europea, con particolare riferimento alla bussola strategica e alla cooperazione tra NATO e Unione europea. La quarta parte tratta delle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. PRESIDENTE . Avverto che le proposte di risoluzione alle relazioni programmatica e consuntiva potranno essere presentate prima della conclusione della discussione generale. Dichiaro aperta la discussione generale congiunta. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti dei Governo, colleghe e colleghi, i relatori Masini, Bossi e Lorefice hanno illustrato il provvedimento in esame; per quel che mi concerne farò solamente delle considerazioni generali. Gli anni del Covid hanno certamente dimostrato che esiste un'unità di intenti nei Paesi europei evidenziata dalla strategia comune contro la pandemia e dall'acquisto comune dei vaccini. Ora l'Unione mostra quindi un'unità di intenti sulla questione ucraina, a dire il vero con la partecipazione della NATO. Se, come aveva proposto il presidente Berlusconi, si fossero delegati all'Unione i poteri in tema di politica estera e di difesa con la creazione di un esercito unico, ora l'Europa parlerebbe con una voce unica e riuscirebbe a ponderare meglio i propri interessi anche economici. Certamente, per quanto concerne i temi della difesa dell'ambiente e dell'uscita dall'utilizzo dei carburanti fossili, il calendario europeo dovrà subire dei rinvii. Fino allo scorso anno davamo per scontata l'uscita dall'utilizzo delle centrali a carbone (in Sardegna ne abbiamo due, una a Portovesme e una a Porto Torres) e si ragionava di come poter riconvertire queste centrali con carburanti meno impattanti.