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a seguito dell'approvazione di un emendamento presentato dall'allora maggioranza al decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 (cosiddetto decreto semplificazione), che ha autorizzato l'assunzione di 1.851 agenti di Polizia sulla base dello scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l'assunzione di 893 allievi bandito il 18 maggio 2017, facendo riferimento ai nuovi requisiti anagrafici stabiliti dal decreto legislativo n. 95 del 2017 (cosiddetta riforma Madia) 26 anni d'età e diploma superiore, sono stati di fatto cancellati dalla graduatoria tutti gli idonei non rientranti nei nuovi requisiti, nonostante il bando a cui hanno partecipato prevedesse diversi criteri; a seguito di ricorso da parte degli esclusi, il Tar del Lazio, nel mese di giugno 2019, nelle more della pronunzia di merito, ha concesso la sospensiva, ammettendo con riserva alle prove di accertamento dei requisiti, coloro che hanno presentato ricorso, perché esclusi dai nuovi criteri; nonostante i candidati siano stati ammessi alle prove di accertamento e siano diventati idonei con riserva, dalla selezione dei vincitori chiamati ad iniziare i corsi di formazione, sono stati nuovamente esclusi i suddetti ricorrenti, che non rientrano nei nuovi criteri; in data 13 settembre 2019 la sezione prima quater del TAR Lazio (R.G. 5159/2019) con ordinanza, ha accolto le istanze cautelari e di esecuzione e ammesso con riserva i ricorrenti al corso di formazione. Lo stesso giorno, tuttavia, la medesima sezione giudicante del Tar del Lazio ha pronunziato analoga ordinanza sul ricorso numero di registro generale 5041 del 2019, confermando per la trattazione di merito dello stesso ricorso, l'udienza pubblica del 3 aprile 2020; si è assistito ad una ulteriore disparità di trattamento, dal momento che gli stessi idonei, giudicati dalla stessa sezione del Tar del Lazio, non sono stati ammessi alla frequentazione del corso di formazione. Considerata, pertanto, la non ottemperanza della sospensione del giudizio, ad oggi, sono stati arrecati molteplici danni ai concorrenti esclusi; sulla problematica esposta sono già stati presentati atti di sindacato ispettivo da parte di senatori del Gruppo di Forza Italia, da ultimo il 4-02177, a firma del sen. Damiani ed altri, ai quali ad oggi non è pervenuta risposta, si chiede di sapere, alla luce di quanto rappresentato in premessa e considerate le richieste dei numerosi soggetti coinvolti e degli stessi sindacati, se il Ministro in indirizzo non ritenga di inserire nella legge di bilancio per il 2020 di imminente presentazione, disposizioni volte a modificare la normativa citata, al fine di assicurare una congrua soluzione al problema sanando la posizione dei soggetti esclusi. Atto n. 4-02342 DE PETRIS Al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: in data 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014) che, all'art. 1, commi 304 e 305, disciplina le procedure per favorire l'ammodernamento e la costruzione degli impianti sportivi, semplificando le procedure amministrative, disposizioni in parte modificate e integrate dall'art. 62 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96; il 26 maggio 2014 è stato firmato un accordo con la A.S. ROMA SPV LLC, a seguito del quale EURNOVA srl, ai sensi dell'art. 1, comma 304, della legge n. 147 del 2013, ha redatto lo Studio di fattibilità del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, acquisito da Roma Capitale, con valore di progetto preliminare, il 29 maggio 2014, con protocollo 82424; l'Assemblea capitolina ha successivamente approvato la deliberazione n. 32 del 14 giugno 2017, avente ad oggetto "Nuovo Stadio in località Tor di Valle, ai sensi art. 1, comma 304 della legge n. 147 del 2013. Conferma della dichiarazione di pubblico interesse alla proposta di realizzazione del nuovo Stadio a Tor di Valle di cui alla deliberazione di Assemblea Capitolina n 132/2014, adeguata al mutato quadro delle condizioni ed obiettivi prioritari indicati nella deliberazione di Giunta Capitolina n. 48/2017"; la Regione Lazio ha indetto, con nota prot. 0461572 del 15 settembre 2017, una Conferenza di servizi per la valutazione del progetto adeguato, i cui lavori sono terminati il 5 dicembre 2017. L'esito positivo della Conferenza di servizi è stato determinato con provvedimento del 22 dicembre 2017, trasmesso alle amministrazioni ed al proponente il 2 gennaio 2018; in data 6 febbraio 2019 è stata formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Roma a conclusione dell'indagine preliminare sullo Stadio di Tor di Valle, a seguito di ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Roma, in data 11 giugno 2018, indagine che ha fatto emergere fatti di notevole rilievo concernenti anche il procedimento amministrativo di approvazione del progetto, con il coinvolgimento, non solo del soggetto proponente, ma anche di funzionari ed amministratori di Roma Capitale e di aziende partecipate, nonché di altre amministrazioni a vario titolo aventi causa nel procedimento di approvazione dell'opera; dalle agenzie stampa del 18 ottobre 2019, si apprende che il Ministro per le politiche giovanili e lo sport ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Bisogna avere pazienza ancora qualche settimana per le questioni relative allo stadio della Roma e dello stadio Meazza a Milano, ma credo che a novembre avrò due incontri dedicati a questi temi con i sindaci di Roma, Virginia Raggi, e di Milano, Beppe Sala", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che lo stadio dell'A.S. Roma è previsto in località Tor di Valle, area classificata dal Piano di assetto idrogeologico (PAI), variante al PS5 approvata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 194 del 20 agosto 2019 quale strumento sovraordinato al PRG di Roma, come area R3 e, in parte, R4, la cui disciplina attuativa non consente l'edificazione di manufatti, che possano costituire ostacolo al libero deflusso delle acque, quali lo stesso stadio, centri commerciali, direzionali, turistico-ricettivi e tutta la serie di ulteriori manufatti edilizi previsti nel progetto in esame. L'area in questione è inoltre, nella stessa variante al PS5, indicata quale "area interessata da pericolosità idraulica potenziale" (art. 26 delle norme tecniche) in relazione al rischio di criticità per allagamento;