[pronunce]

che, in tale prospettiva, non può dunque sostenersi che il legislatore delegante — nel prevedere l'individuazione degli impianti presso cui possono essere effettuate le intercettazioni «telefoniche» — intendesse precludere, a contrario, al legislatore delegato di dettare regole in tema di localizzazione degli impianti utilizzabili anche in rapporto a forme di intercettazione, di nuova introduzione, diverse da quelle telefoniche, rispetto alle quali pure potessero ravvisarsi esigenze di controllo fattuale dell'autorità giudiziaria sullo svolgimento delle operazioni, omologhe a quelle che costituivano la ratio fondante della direttiva in questione: identità di esigenze che le sezioni unite della Corte di cassazione — nella pronuncia richiamata dallo stesso giudice a quo — hanno per l'appunto ritenuto di poter ravvisare in riferimento alle c.d. intercettazioni ambientali, basando proprio su tale argomento teleologico — oltre che su quello letterale — l'interpretazione su cui si radica il quesito di costituzionalità; che, pertanto, anche qualora la norma impugnata venga interpretata nel senso che il giudice a quo assume come «diritto vivente», essa non contrasterebbe con il parametro costituzionale evocato; che non spetta, d'altro canto, a questa Corte valutare la congruità — in rapporto alle caratteristiche tecniche di esecuzione delle c.d. intercettazioni ambientali — della totale assimilazione di queste ultime alle intercettazioni telefoniche sotto il profilo considerato, postulata dalla soluzione interpretativa posta a base del quesito di costituzionalità; che la questione deve essere dichiarata, pertanto, manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 268, comma 3, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA