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Tra l'altro, il numero di posti del concorso straordinario targato Azzolina è talmente esiguo che tutta la procedura ricorda la solita montagna che partorisce il topolino. Servirebbero non meno di 100.000 assunzioni. Con la proposta del Governo il risultato, oltre ad arrivare - se va bene - l'anno dopo, non coprirà più del 10-20 per cento del necessario. Oggi è interesse pubblico primario coprire tutti i posti vacanti e disponibili. Ovviamente detratti quelli delle procedure ordinarie preesistenti (graduatorie di merito varie e GAE), la quota assegnata con procedura straordinaria per le esigenze eccezionali del momento va recuperata negli anni successivi per garantire parità di accesso a chi parteciperà al futuro concorso ordinario, che nell'attuale stato d'emergenza appare indispensabile procrastinare almeno di un anno. Quello contro i precari della scuola da parte di certa politica è diventato quasi un tiro al piccione. All'estero non è così. In Francia i concorsi per il reclutamento, tanto nella scuola statale quanto in quella privata, avvengono con assoluta regolarità e praticamente non si formano mai sacche di precariato, poiché gli insegnanti sono assunti in pianta stabile, sia nel pubblico che nel privato, man mano che si manifesta la necessità. Anche in Spagna non ci sono particolari sacche di precariato, perché le assunzioni sono regolari e la formazione in ingresso è più agile rispetto a quella farraginosa italiana. A marzo, quando la pandemia ha cominciato a manifestarsi in tutta la sua virulenza e, come Lega, ho lanciato l'appello ad affrontare insieme le grandi criticità che ci ritroveremo a settembre, mi aspettavo reale collaborazione. I fronti su cui lavorare sono sostanzialmente due: didattica d'emergenza (con la necessità di raddoppiare gli spazi e sdoppiare le classi per ridurre gli alunni da gestire) e organico docenti, insufficiente già prima dell'emergenza e quindi precario in percentuale rischiosa per la tenuta del sistema. Ho proposto un grande piano di stabilizzazione, che consenta, per la prima volta dopo parecchi anni, di avere tutti gli insegnanti titolari in cattedra già all'inizio dell'anno scolastico. Esponenti di diverse forze politiche (escluso il MoVimento 5 Stelle) sono più volte intervenuti riconoscendo l'importanza, in un momento tanto grave, di disporre di un organico docenti adeguato e stabile. È un diritto dei ragazzi disporre di insegnanti che abbiano il tempo di conoscerli e capirli, altrimenti di che qualità cianciamo? Naturalmente neanche in questo secondo decreto-legge sul settore scuola c'è traccia degli interventi da tempo attesi da decine di migliaia di precari e "ingabbiati" della scuola. Non c'è alcun percorso specifico per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento dedicato a docenti in possesso di adeguata esperienza professionale. Non c'è traccia del corso di specializzazione per l'insegnamento di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado, dedicato specificamente a coloro che sono in servizio, a qualunque titolo e legittimamente, su posti di sostegno della scuola primaria, secondaria e dell'infanzia senza essere in possesso del titolo di specializzazione. Non c'è traccia, a parte il solito tavolo, della programmazione del percorso accademico ordinario per conseguire l'abilitazione, strumento indispensabile per l'insegnamento previsto dalla normativa comunitaria oltre che da quella nazionale. Non c'è traccia di un vero concorso riservato agli insegnanti di religione, in attesa di entrare in ruolo anche da più di vent'anni. Non c'è traccia di iniziative per superare il contenzioso dei concorsi a dirigente scolastico. Non c'è traccia delle nostre proposte per limitare i danni dovuti ai ritardi del concorso transitorio per la scuola secondaria (Applausi) . Non viene affrontata in modo adeguato l'emergenza delle scuole prive di direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) e non si corrisponde agli impegni presi in merito ai cosiddetti "DSGA facenti funzione". Non c'è alcuna disposizione che risolva il problema dei docenti di scuola primaria diplomati presso la scuola magistrale ante 2001-2002, licenziati a seguito dei giudizi definitivi ma non ricompresi nel novero dei partecipanti al concorso straordinario indetto nel 2018, in forza delle disposizioni contenute nel decreto dignità. Ancora. La rinnovata intesa tra le forze di Governo non ha lasciato scampo neanche alle proposte che riguardavano fondi, contributi, crediti di impresa, esoneri, detraibilità e rimborsi, oltre al 10 per mille chiesto dalla Lega, per salvare le scuole paritarie, a rischio chiusura. Di fatto PD e Italia Viva si sono piegati al volere dei 5 Stelle, che da sempre non mostrano particolare simpatia per la scuola pubblica non statale, con la scusa che il decreto scuola non dispone di fondi adeguati, per cui sarebbe tutto rimandato eventualmente al decreto rilancio. Intanto, con le briciole stanziate finora, molte scuole non statali rischiano di non riaprire il prossimo anno scolastico e questo potrebbe tradursi in un carico finanziario enormemente superiore per la scuola statale rispetto ad oggi. Per tutti questi motivi, il voto del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione su un provvedimento all'insegna del pressapochismo irresponsabile, della cui inefficacia purtroppo ci si renderà conto solo a settembre, non può che essere contrario. (Applausi) . RONZULLI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, rappresentanti del Governo, colleghi, oggi siamo finalmente chiamati, dopo una lunga serie di rinvii e di ritardi - per quanto mi riguarda inaccettabili e vergognosi - a convertire in legge il decreto-legge n. 22 del 2020, che reca (lo cito testualmente, ma è bene ricordarlo): «Misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato». Siccome, per quanto mi riguarda, le parole sono importanti, mi soffermerei innanzitutto sulle parole: «regolare conclusione». Di regolare nel provvedimento non c'è assolutamente nulla (Applausi) : come è ormai evidente a tutti, l'anno scolastico si è di fatto concluso con la chiusura del 5 marzo, i ragazzi hanno perso competenze (lo sappiamo) e hanno conosciuto da vicino la didattica a distanza, che però ha rappresentato uno dei più grossi fallimenti di questo Governo in questa crisi (Applausi) . Lei, signor Ministro, per mesi ha millantato il successo dell' e-learning , ha rilanciato dati e statistiche degne delle peggiori fake news ; addirittura è arrivata a dire che il 93 per cento dei ragazzi avrebbe avuto accesso alla didattica a distanza, salvo poi essere smentita dall'ISTAT, perché un terzo delle famiglie italiane non ha un pc, un tablet o strumenti informatici adeguati. (Applausi).