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Disposizioni in materia di definizione agevolata del « saldo e stralcio » per i soggetti diversi dalle persone fisiche che versano in situazioni di difficoltà economica. Onorevoli Senatori . – La legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) ha introdotto la cosiddetta « pace fiscale » per i contribuenti che versano in situazioni di dimostrata difficoltà economica e: 1) che hanno dichiarato puntualmente le loro imposte o i contributi dovuti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell'INPS ma non sono poi riusciti ad effettuare i relativi versamenti per varie ragioni legate alla propria situazione economica; 2) i cui debiti nei confronti del fisco e degli enti previdenziali sono stati iscritti a ruolo, i primi in applicazione degli articoli 36- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54- bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633. Tale pace fiscale coinvolge esclusivamente le persone fisiche, anche per le attività svolte in regime di partita IVA ( id est , professionisti, lavoratori autonomi, ditte individuali, imprenditori, eccetera), che hanno una difficoltà economiche. Vengono, invece, esclusi i soggetti diversi dalle persone fisiche. Questa esclusione sta creando una disparità di trattamento tra soggetti in difficoltà economica che hanno un'attività in forma individuale rispetto a quelli che ce l'hanno in forma societaria o associativa che è necessario eliminare. Il presente disegno di legge ha, pertanto, la finalità di eliminare tale disparità permettendo la pace fiscale a tutti i contribuenti che hanno difficoltà economiche, a prescindere se essi siano persone fisiche o meno, iscritti a ruolo, per i debiti nei confronti del fisco per cui è prevista la pace fiscale per le persone fisiche ( id est , debiti, diversi da quelli di cui all'articolo 4 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n.136, e risultanti dai singoli carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 alla data del 31 dicembre 2017, derivanti dall'omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all'articolo 36 -bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 e all'articolo 54- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972). In base al comma 2, per i soggetti diversi dalle persone fisiche sussiste una grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l'indice di liquidità [(liquidità differita + liquidità corrente) / passivo corrente] al 31 dicembre 2018 è inferiore a 0,8. Con riguardo ai soggetti societari possono, in ogni caso, beneficiare della pace fiscale esclusivamente le microimprese di cui all'articolo 2 del decreto del Ministero delle attività produttive del 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.238 del 12 ottobre 2005, non appartenenti a gruppi multinazionali o, comunque, a gruppi rilevanti, individuati in quelli con un patrimonio netto superiore a 5 milioni. Ciò posto, la pace fiscale per i soggetti diversi dalle persone fisiche si applica, mutatis mutandis , alle stesse condizioni di quella prevista per le persone fisiche, come descritto nel seguito. Secondo il comma 3, la definizione agevolata avviene tramite il versamento a) di una percentuale del valore delle somme affidate all'agente della riscossione a titolo di capitale e interessi in misura pari al 16 per cento, 20 per cento o 35 per cento, a seconda dell'indice di liquidità del contribuente (vedi comma 3, lettera a) ) nonché b) delle somme maturate a favore dell'agente della riscossione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, a titolo di aggio sulle precedenti, rideterminate in ragione dell'importo da versare come capitale e interessi, e c) a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento (vedi comma 3, lettera b) ). Restano non dovuti le sanzioni comprese nei suddetti carichi, gli interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, nonché le sanzioni e le ulteriori somme accessorie derivanti dall'omesso versamento dei contributi previdenziali. Ai sensi del comma 5, spetta al debitore manifestare all'agente della riscossione la propria volontà di aderire alla presente definizione attraverso un'apposita dichiarazione da produrre entro il 31 dicembre 2019 (mentre per le persone fisiche entro il 30 aprile 2019), nella quale lo stesso debitore dovrà altresì indicare i debiti che intende definire e il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, oltre che dare contezza della presenza dei requisiti di difficoltà economica di cui al comma 2, allegando la documentazione contabile a riprova. Il tutto secondo le modalità e la modulistica che verranno fornite dall'agente della riscossione. Il comma 6 stabilisce che il versamento delle somme dovute ai fini dell'estinzione potrà avvenire, oltre che in unica soluzione entro il 30 novembre 2020 (mentre per le persone fisiche entro il 30 novembre 2019), anche in rate pari a: il 35 per cento con scadenza il 30 novembre 2020 (mentre per le persone fisiche la scadenza è il 30 novembre 2019), il 20 per cento con scadenza il 31 marzo 2021, il 15 per cento con scadenza il 30 luglio 2021, il 15 per cento con scadenza il 31 marzo 2022 e il restante 15 per cento con scadenza il 30 luglio 2022. In caso di pagamento rateale, sono dovuti gli interessi al tasso del 2 per cento annuo e non trovano applicazione le disposizioni in materia di rateazione contenute nell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 (vedi comma 7). Il comma 8 dispone che l'agente della riscossione comunichi, entro il 2 giugno 2020 (mentre per le persone fisiche entro il 31 ottobre 2019), ai debitori che hanno presentato la dichiarazione, l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini dell'estinzione, nonché quello delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. Nella stessa comunicazione saranno altresì eventualmente indicati il difetto dei requisiti di grave e comprovata difficoltà economica o l'inserimento, nella predetta dichiarazione, di debiti diversi da quelli di cui al comma 1 e la conseguente impossibilità di estinguere il debito ai sensi dello stesso comma 1. In questi ultimi casi, ai sensi del comma 9, l'agente della riscossione avvertirà il debitore che i debiti inseriti nella dichiarazione (ove definibili ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge n. 119 del 2018, convertito,con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018) sono inclusi nella cosiddetta « rottamazione- ter » in modo automatico e, quindi, senza che sia necessaria la presentazione della relativa dichiarazione.