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il 22 ottobre 2019, in un articolo de "Il Sole 24-Ore", a firma di Angelo Mincuzzi, dal titolo "Quel pugno di magistrati che fa pagare le tasse a web companies, banche e griffe", che riporta le conclusioni contenute nel "Bilancio di responsabilità sociale 2018" della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, si apprende che il procuratore Francesco Greco e un suo pool di magistrati milanesi specializzati in reati finanziari e tributari, ha già consentito di recuperare 5,6 miliardi di euro di evasione fiscale, di cui 4,4 miliardi già riscossi; il sistema, che è stato ribattezzato "Modello Milano", si basa sulle sinergie tra la procura milanese, la Guardia di finanza, l'Agenzia delle entrate, delle Dogane e Banca d'Italia, in cui tutti i soggetti impegnati nel contrasto all'evasione fiscale sul territorio hanno agito di concerto, assicurando tempestività, linearità di azione e coerenza di sistema; il lavoro svolto dalla Procura di Milano negli ultimi anni si è orientato verso due direttrici fondamentali: da un lato, l'accelerazione del processo penale derivanti da verifiche fiscali di soggetti di piccole e medie dimensioni e persone fisiche; dall'altro, il focus sui grandi gruppi industriali italiani e stranieri; in particolare, sul secondo aspetto, sono finiti nelle inchieste principalmente grandi player , internazionali e nazionali, da web companies a centinaia di banche con sedi in paradisi fiscali, dai grandi marchi della moda a imprenditori di rilievo; data la rapidità di investigazione, che ha portato agli accertamenti in tempi brevi rendendo vana la possibilità di attendere eventuali prescrizioni dei reati contestati, gli indagati hanno preferito patteggiare la pena, chiudere il contenzioso con l'erario e pagare, regolarizzando le posizioni contestate e riportando in Italia le sedi fittizie aperte all'estero e i relativi capitali. Operazioni, dunque, che, oltre a recuperare gettito fiscale immediato, garantiranno una regolarità fiscale anche in futuro, con la tassazione dei proventi a venire; ottimi risultati che, come ammette lo stesso giornalista, sono riconducibili sì alle grandi competenze del personale messo a disposizione di questo "modello", in grado di collaborare in tempo reale e scambiarsi informazioni e competenze, ma resi possibili solo dal procuratore Greco, che ne è stato l'ideatore e ne è tuttora il motore; il "Common Reporting Standard", già operativo in Italia dal 2016, consentirà nel tempo un maggiore scambio di informazioni finanziarie a fini fiscali tra i Paesi, si chiede di sapere: se la carenza diffusa di personale specializzato costituisca un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell'evasione fiscale; se i Ministri in indirizzo ritengano utile replicare il "Modello Milano" anche in altre realtà italiane, al fine di velocizzare le indagini e le inchieste e riportare nell'alveo della legalità le principali realtà economiche del Paese, e di conseguenza arrivare a perseguire una corretta giustizia fiscale; se, a tal fine, sia possibile ipotizzare la creazione di un'apposita Direzione nazionale antievasione, che coordini l'operato delle direzioni distrettuali antievasione incardinate presso le procure della Repubblica dei Tribunali italiani. Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 3-01194 del senatore Faraone e della senatrice Vono.