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b) la flessibilità accordata al regime degli aiuti di Stato; c ) l'avvio, da parte della Banca centrale europea, del programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) da 750 miliardi di euro (a giugno 2020, la BCE ha deciso un incremento del programma per ulteriori 600 miliardi di euro, per un totale di 1.350 miliardi di euro); d) il ricorso alla flessibilità nell'uso delle risorse della coesione; e ) il piano della Banca europea per gli investimenti (BEI) per attivare fino a più di 40 miliardi di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese. Durante il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 è stato concordato il Quadro finanziario pluriennale da 1.074,3 miliardi di euro a cui è stato affiancato il programma Next Generation EU (NGEU) con una dotazione di risorse aggiuntive pari a 750 miliardi di euro da destinare interamente alle azioni di contrasto alle conseguenze economiche della crisi sanitaria da COVID-19 e in particolare al sostegno di investimenti e riforme degli Stati membri che siano di impulso ad una rapida e duratura ripresa delle loro economie nazionali; considerato che, per l'accesso alle risorse del programma NGEU, l'Unione europea ha richiesto agli Stati membri di predisporre appositi Piani nazionali di ripresa e resilienza da far pervenire alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021. Il Governo italiano, nel rispetto delle procedure e della tempistica prevista dalla Commissione europea, ha trasmesso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nel quale si prefigurano gli interventi per sostenere la ripresa economica nei prossimi anni e per affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del paese, la modernizzazione e la riduzione delle diseguaglianze e dei divari di genere, generazionali e territoriali acuitesi negli ultimi anni. Il PNRR mira ad utilizzare tutte le risorse che l'Unione europea ha messo a disposizione del nostro Paese e si basa, in linea con le raccomandazioni europee e gli obiettivi comunitari, su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate a incrementare la crescita potenziale, la competitività, l'equità e la sostenibilità sociale e ambientale; sono, inoltre, previste: la riforma della pubblica amministrazione, volta a favorire la semplificazione e l'efficacia dell'attività amministrativa, la digitalizzazione dei servizi, gli investimenti in capitale umano e il ricambio generazionale; la riforma della giustizia, volta a garantire la riduzione dei tempi dei processi, e smaltire gli arretrati giudiziari; sei riforme abilitanti trasversali; riforme settoriali finalizzate alla piena realizzazione degli investimenti, nonché la riforma del fisco che, pur non ricompresa nel PNRR, è parte integrante della strategia di riforme del Governo; il Piano si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF); le suddette risorse sono state integrate dal Governo con lo stanziamento di ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano nazionale complementare da affiancare al dispositivo europeo, nonché di ulteriori 26 miliardi da destinare, entro il 2032, alla realizzazione di opere specifiche, che includono, fra le altre, quelle relative al potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità; il provvedimento in esame, all'articolo 1, dispone dunque l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti, finalizzato ad integrare con risorse nazionali per complessivi 30.622,46 milioni di euro (FNC), per gli anni dal 2021 al 2026, gli interventi del PNRR; il PNRR, pertanto, si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF) a cui si aggiungono i 30,6 miliardi di euro a valere sul Fondo nazionale complementare (FNC). Le sei missioni sono così suddivise: Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura, 40,7 miliardi a cui se ne aggiungono 8,5 a valere sul FNC; Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, 59,3 miliardi a cui se ne aggiungono 9,3 a valere sul FNC; Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile, 25,1 miliardi a cui se ne aggiungono 6,3 a valere sul FNC; Missione 4 - Istruzione e ricerca, 30,9 miliardi a cui si aggiunge 1 miliardo a valere sul FNC; Missione 5 - Inclusione e coesione, 19,8 miliardi a cui se ne aggiungono 2,6 a valere sul FNC e Missione 6 - Salute, 15,6 miliardi a cui se ne aggiungono 2,9 a valere sul FNC; nel complesso, si potrà disporre di circa 248 miliardi di euro, a cui si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma React -EU, per ulteriori 13 miliardi di euro da utilizzare, come previsto dalla normativa dell'Unione europea, negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi; tenuto conto che, in aggiunta alle ingenti risorse stanziate per il FNC, il provvedimento in esame prevede, fra le altre misure, all'articolo 2, l'incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027 per un importo di 15,5 miliardi di euro; all'articolo 3, la revisione della copertura finanziaria del credito di imposta per gli investimenti in beni materiali e all'articolo 4, le autorizzazioni di spesa per la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria (9,4 miliardi di euro) e per il 2° lotto funzionale attraversamento di Vicenza (925 milioni di euro); complessivamente, il nostro Paese avrà a disposizione un consistente pacchetto di risorse che dovranno essere utilizzate al meglio per fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e realizzando riforme da lungo tempo attese; la rapidità nell'utilizzo di tutte le risorse già disponibili e di quelle in via di definizione rappresenta un elemento fondamentale per il rilancio del nostro sistema economico e dell'occupazione; l'improcrastinabile avvio della ripresa economica del nostro Paese non può prescindere, altresì, dalla realizzazione di importanti riforme e dal considerare centrali nell'azione di Governo la coesione sociale, lo sviluppo dell'economia verde, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, il capitale umano, gli investimenti in cultura e turismo, istruzione, mobilità sociale, e non ultimo la pari opportunità di genere e generazionali. Tutti fattori fondamentali, nei prossimi mesi, per rendere la nostra economia più competitiva, incentrata sullo sviluppo sostenibile e fondata su una nuova strategia industriale; il provvedimento in esame si configura, pertanto, come uno dei tasselli fondamentali nella strategia complessiva in atto per il rilancio economico e sociale del Paese a seguito della crisi emergenziale sanitaria da COVID-19; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: