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«sulla base dei singoli Piani educativi individuali (PEI),»; 13) per quanto riguarda i corsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico nella Scuola dell'infanzia e nella Scuola primaria, si valuti l'eliminazione del riferimento alla modifica dei piani di studio dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria o, in subordine, si chiarisca che l'integrazione dei 60 CFU di cui all'articolo 12, comma 3, del decreto legislativo n. 66 del 2017, possa avvenire, oltre che in via eventuale, utilizzandone quota parte, nell'ottica di non alterare l'equilibrio dell'impianto didattico attuale; 14) in relazione alle misure di accompagnamento di cui all'articolo 13 dello schema di decreto legislativo, occorre chiarire la natura del Comitato per la direzione e il coordinamento delle misure di accompagnamento, e in particolare se si tratti di un organo istituito a livello centrale del dicastero o ad altri livelli; 15) è opportuno introdurre, infine, termini temporali definiti entro cui prevedere l'adozione degli atti di competenza del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (nello schema di decreto legislativo: articolo 7, comma 2- ter ; articolo 8, comma 1, lettera "a", capoverso "7"; articolo 10, comma 1, lettera "b"; articolo 13; articolo 14, comma 1, capoverso "2- bis "), dal momento che non sono espressamente manifesti. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Simona Flavia MALPEZZI, Vanna IORI, RAMPI E VERDUCCI SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 Premesso che: le leggi del nostro Paese sul tema dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sono tra le più evolute e moderne dell'Unione europea; il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità", ha cercato di dare una risposta concreta al tema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, garantendo una scuola sempre più accogliente e inclusiva per gli alunni disabili, nel rispetto delle loro esigenze; il suddetto decreto legislativo è volto a garantire una scuola sempre più accogliente per gli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo tutte le componenti del personale scolastico. Affinché gli insegnanti fossero sempre più preparati è stata rivista infatti la formazione iniziale dei docenti di sostegno dell'infanzia e della primaria, attraverso l'istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc . I docenti, anche nella scuola secondaria, hanno, nel loro percorso di formazione iniziale, materie che riguardano le metodologie per l'inclusione ed è prevista una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi; si tratta di un provvedimento che ha messo finalmente al centro gli alunni con disabilità prevedendo il Progetto educativo individualizzato (PEI); siamo consapevoli del fatto che il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, per quanto rappresenti un punto di svolta nella normativa finalizzata alla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, sia suscettibile di alcune modifiche migliorative, la cui proposta è emersa nel corso di questi ultimi di anni che hanno visto l'attuazione delle norme in questione; nonostante un quadro legislativo così evoluto e chiaro, il sostegno ai bambini e ai ragazzi con disabilità presenta alcuni problemi; uno di questi riguarda l'assegnazione di posti di sostegno affidati a personale "non specializzato", che non possiede alcuna formazione specifica per i fruitori finali del servizio e che contemporaneamente svilisce il ruolo e le finalità sociali e formative dei docenti di sostegno; premesso inoltre che: l'articolo 1, comma 1138, della legge di bilancio per il 2019 ha differito (dal 1° gennaio 2019) al 1° settembre 2019 l'entrata in vigore di alcune disposizioni previste dal citato decreto legislativo, relative alla costituzione presso ogni ambito territoriale dei Gruppi territoriali di inclusione, alla sostituzione della Diagnosi funzionale e del Profilo dinamico funzionale con il Profilo di funzionamento, alla redazione del Progetto individuale ed alla richiesta e assegnazione delle risorse per il sostegno didattico; non si può dimenticare che nella legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione "Istruzione scolastica", programma "Istruzione del primo ciclo", la spesa per gli "Interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno)" è pari a 3.489 milioni di euro per l'anno 2019, a 3.078 milioni di euro per l'anno 2020 ed a 2.457 milioni di euro per l'anno 2021; queste cifre evidenziano in modo netto la riduzione della spesa per i docenti di sostegno rispetto alla precedente legge di bilancio (legge n. 205 del 2017), spesa pari, quanto al programma "Istruzione del primo ciclo", a 3.654 milioni di euro per l'anno 2018, a 3.562 milioni di euro per l'anno 2019 e a 3.308 milioni di euro per l'anno 2020; rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2018, c'è stata una riduzione di ben 73 milioni di euro per l'anno 2019 e di 230 milioni di euro per l'anno 2020; tale grave riduzione ha penalizzato gli oltre 245.500 alunni disabili, che incorrono quotidianamente in grandi difficoltà a causa della mancanza di personale specializzato a loro destinato, poiché, di fatto, si è tradotto nella impossibilità di assumere oltre 40.000 insegnanti specializzati, nonostante le diverse affermazioni del Ministro; premesso inoltre che: il presente provvedimento, che si pone l'ambizioso obiettivo di ridisegnare il sistema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità non offre risposte pienamente adeguate alle domande provenienti dal mondo della scuola e delle associazioni, rappresentando, di fatto, un'occasione persa al fine di attuare una società "culturalmente inclusiva"; a riprova di una visione miope e fintamente propositiva, basti pensare che tutti gli interventi previsti dovrebbero essere "nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili", in palese dispregio di quanto previsto dalla sentenza della Corte costituzionale n. 275 del 2016 per la quale "È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione"; il provvedimento presenta numerose criticità: con riferimento alle modalità di individuazione degli interventi di competenza degli enti locali si segnala che questi, seppur indicati nel PEI, vengono poi individuati unilateralmente (e non più quindi collegialmente con tutte le amministrazioni interessate al coordinamento dei vari interventi) in un momento diverso ed ulteriore rispetto a quello del PEI;