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Con questo intervento di garanzia, lo Stato lancia un salvagente ai piccoli imprenditori per evitare che i creditori intacchino il loro patrimonio personale, consentendo di riuscire a salvare i propri beni oltre che la propria azienda; una misura, peraltro, premiante delle imprese sane e con prospettive di sviluppo in quanto la concessione della garanzia è condizionata alla sottoscrizione di un piano di rientro del debito tra banca e impresa beneficiaria che procedono a una rinegoziazione del precedente finanziamento, soprattutto relativamente alla sua durata. In questo modo, l'Italia entra di diritto nel novero dei Paesi più moderni in tema di sostegno alle imprese. Concludo il primo intervento che mi onoro di tenere in quest'Aula manifestando la mia assoluta convinzione e la mia più grande soddisfazione nel sostenere questo provvedimento che affronta con coraggio e determinazione i problemi che una pessima politica ha creato alla parte migliore e produttiva del nostro Paese. Per questo dico: mai più falliti per colpa dello Stato! (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghi, la forza del nostro Paese è rappresentata dall'agroalimentare, dall'artigianato e dalle piccole e medie imprese. Compito ineludibile del Governo è migliorare il prestigio di tali peculiarità in modo da rendere l'Italia modello internazionale più di quanto non gli sia già riconosciuto. Agevolare la creatività, il gusto, la ricercatezza delle nostre produzioni è fondamentale per continuare sulla strada del primato. Il prestigio del nostro saper fare si accresce instaurando un continuo scambio di informazioni tra gli operatori dei settori e chi opera nelle istituzioni per stare al passo con i tempi, se non precorrerli, puntando all'innovazione combinata alla sostenibilità. La direttrice richiesta per dare sollievo ai diversi settori è la semplificazione delle normative e quindi, anche in agricoltura, è necessario porre attenzione e dare la giusta importanza a un settore primario per eccellenza e prestigio. L'agricoltura si sta rivelando un ramo della nostra economia di interesse crescente, soprattutto per i giovani con grado di istruzione alta, nonostante una serie di problematiche legate ai rischi di scarsa redditività, agli intralci burocratici e alla poca attenzione in sede europea, oltre all'ormai annoso dominio della distribuzione sulla produzione. Ma noi siamo qui, con il massimo impegno, per riequilibrare il settore, riconoscere agli agricoltori la giusta ricompensa per il lavoro svolto, mantenendo la consapevolezza sui pesanti e imprevedibili rischi a cui sono frequentemente soggetti, tra cui quelli climatici. Non è più trascurabile infatti la gestione del rischio delle avversità naturali in quanto queste si stanno estremizzando, procurando danni insostenibili per le aziende. Indispensabile è una più proficua ed efficace collaborazione fra Stato e Regioni nei rispettivi piani di sviluppo rurale, mantenendo ben delineate e tipiche le produzioni legate al territorio. Pur nella scia di una favorevole rinascita, ancora tanto lavoro ci aspetta, sia per quanto di nostra competenza sia in sede europea, in vista anche della programmazione PAC 2021-2027. È opportuno, quindi, un piano strategico nazionale in agricoltura da far pesare in sede comunitaria, che abbia come principale obiettivo una maggiore redditività per gli agricoltori, una maggiore coesione nel mondo agricolo e cooperazione fra piccole imprese. Nel decreto-legge semplificazioni poniamo i primi mattoni per andare incontro alle istanze degli operatori del settore agricolo. Di certo continueremo a confrontarci con tutti affinché non si smorzi la vitalità in atto, senza reprimere la qualità degli adempimenti a tutela di lavoratori e consumatori. Si vuole introdurre l'eliminazione di ripetitive compilazioni di documenti fra i vari uffici dando la possibilità di scambiarsi i dati; semplificazione nei rapporti di lavoro per tempi brevi, sia per accertamenti sanitari che per i pagamenti. Si vuol facilitare il riconoscimento della qualifica di agricoltore laddove vi siano una reale attività prestata e la passione per la coltivazione della terra. Da non trascurare é la premialità per aziende virtuose, in tema di retta applicazione delle norme e in termini di innovazione nell'accoppiata produttività e sostenibilità. Si vuole favorire il rafforzamento degli strumenti di organizzazione delle OP per controbilanciare il potere dominante della distribuzione nella filiera agroalimentare; promuovere un più facile accesso al credito per le imprese agricole a minor interesse. In termini di trasparenza bisogna adoperarsi inderogabilmente sull'obbligatorietà dell'indicazione dell'origine delle materie prime sulle etichette dei prodotti in vendita, in ogni sede; per una più rapida diffusione su larga scala di piattaforme digitali che vadano incontro alla semplificazione, unanimemente richiesta, e al minor consumo di carta, insieme all'installazione di reti di comunicazione ad alta velocità, oltre a una gestione più efficace che imponga un'accelerazione nel programma europeo dell'agenda digitale. Questi rappresentano solo alcuni punti che l'agricoltura nostrana dovrà affrontare nel futuro prossimo affinché diventi un comparto solido e competitivo. Nel panorama economico italiano è d'obbligo prestare attenzione all'agricoltura, settore basilare, anche se non rappresenta la voce più importante del prodotto interno lordo. Bisogna che si mettano in campo le migliori energie per far crescere un comparto primario che il mondo apprezza. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, non voglio ripetere quanto già detto in quest'Aula questa mattina e che ormai è di evidenza plastica. Nel gran bazar del decreto-legge semplificazioni c'è una norma - mi permetto di definirla discriminatoria e illegittima - sulla quale voglio attirare l'attenzione dei superstiti di questa Assemblea che seguono la discussione generale. Soprattutto voglio attirare l'attenzione sia della maggioranza che dell'opposizione anche in considerazione di quanto detto questa mattina rispetto al dubbio da parte del Quirinale se firmare o meno un decreto-legge che prevede troppe norme, anche disomogenee, la qual cosa costringerà la maggioranza a tagliare alcune delle oltre 80 norme in eccesso. Caldamente, allora, voglio suggerire - a chi deve apportare i tagli e deve sfoltire per semplificare - di porre la forbice proprio sull'emendamento 11.17 ex testo 2, ora testo 3. Mi spiego per chi non ha seguito i lavori di Commissione. Stiamo discutendo in Assemblea il decreto-legge semplificazioni, sul cui nome di battesimo abbiamo già ironizzato - perdonateci - che reca disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e la pubblica amministrazione. Perché dico che è contenuto un elemento discriminatorio in questo decreto?