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Un disegno di legge che vede, in questa legislatura, la mia prima firma e quella di molti colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma che già nelle due precedenti legislature aveva preso forma, senza però completare l' iter parlamentare. Sono convinto che in questa legislatura le difficoltà del passato siano state superate e mi auguro anche una rapida approvazione del testo alla Camera dei deputati. Desidero anzitutto ringraziare la senatrice Binetti, firmataria, nella scorsa legislatura e in questa, di un disegno di legge similare. Conoscendo, poi, il suo amore per la medicina, al di là della appartenenza a Gruppi politici differenti, la ringrazio per la sua preziosa cooperazione. (Applausi). Allo stesso modo, devo ringraziare le senatrici Stabile e Rizzotti e il senatore Siclari di Forza Italia, le senatrici Bini e Boldrini e il senatore Collina del PD, il senatore Zaffini di Fratelli d'Italia e il senatore Errani, diviso tra bilancio e sanità. (Applausi). Ringrazio, quindi, le senatrici Cantù, Fregolent e Marin, il senatore Rufa della Lega e, ovviamente, tutti i membri del MoVimento 5 Stelle. (Applausi). Tutti i componenti della Commissione igiene e sanità, con il loro costante lavoro e il contributo a schietto e costruttivo, hanno assicurato un'approvazione all'unanimità. Non posso non ringraziare i funzionari del Senato e tutti coloro che ci aiutano in Commissione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). È questo il secondo disegno di legge di iniziativa parlamentare che viene approvato all'unanimità in Commissione, a dimostrazione che, quando si lavora per la sanità, non c'è colore politico. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Schopenhauer affermava che la salute non è tutto, ma tutto è niente senza salute. Questo bis unanime suggerisce che, in Commissione, siamo tutti mossi dallo stesso principio. Sono sicuro che l'armonia ritrovata per questo disegno di legge, sarà d'aiuto anche per molti altri futuri provvedimenti (anche se non tutti). A questo punto ringrazio il relatore, senatore Giuseppe Pisani, che, in maniera esaustiva, ha relazionato su questo disegno di legge. Ora voglio entrare un po' nel merito del provvedimento. L'insegnamento dell'anatomia non può prescindere dalla dissezione dei corpi. Un apprendimento mediato dalle illustrazioni sui libri risulta, infatti, limitato, mancando profondità, proporzioni, consistenza e tridimensionalità. La dissezione ed il suo esercizio ripetuto offrono manualità. Basti pensare ad un chirurgo, a quanto è importante il suo addestramento, soprattutto poi se deve sperimentare una nuova tecnica o una nuova tecnologia. L'Italia ha sempre insegnato l'anatomia e la medicina al mondo. L'anatomia e la dissezione, soprattutto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az ). Vesalio, nel 1500, venne apposta a Padova per i suoi studi di anatomia. Anatomia, filosofia e medicina erano un tutt'uno, strettamente collegati, ma con finalità diverse. Per noi medici, la conoscenza anatomica serve per curare le malattie, ma per il filosofo serve per conoscere le origini dell'uomo. Purtroppo, sebbene la pratica della dissezione anatomica sia ritenuta indispensabile per tutta la medicina, in Italia, negli ultimi quarant'anni, la pratica dell'insegnamento sui cadaveri è stata ampiamente trascurata, se non addirittura abbandonata, nonostante gli sforzi che società scientifiche, università e alcuni centri hanno attivato, con progetti di donazione e utilizzo di cadaveri. Purtroppo, però, se ne contano molto pochi. La maggioranza dei nostri studenti di medicina completa il corso di anatomia senza mai aver visto un cadavere, con evidente svantaggio culturale rispetto ai colleghi dei Paesi occidentali. I giovani specializzandi delle materie chirurgiche vedono ridotte le loro possibilità di addestramento agli interventi chirurgici, ritardando la loro preparazione e completezza chirurgica. Non ultimo, tecniche chirurgiche complesse, gravate da complicanze gravi, che necessitano addestramento, così come nuove procedure, sono applicabili da un numero sempre più ristretto di professionisti, con pregiudizio sulla qualità delle cure. Per superare questi limiti, il nostro personale sanitario, almeno chi riesce, chi può, si reca all'estero a fare dei corsi; o li fa in Italia, con cadaveri o parti di essi importati a pagamento; oppure, si esercita su animali. Il motivo non è solo la quasi assenza di sensibilità sul tema e, quindi, il numero bassissimo di donazioni. Sicuramente vi sono aspetti sociali e culturali. Sicuramente vi sono problematiche logistiche legate al sostegno finanziario, ma è soprattutto la carenza di un profilo legislativo nazionale che disciplini il percorso di donazione ai fini di studio e di ricerca e la manifestazione del consenso da parte del soggetto donatore fino al momento della morte. In Italia è possibile donare il cadavere, ma applicazioni particolaristiche regionali del regolamento di polizia mortuaria generano una serie di distorsioni che, spesso, non vengono comprese nemmeno dal potenziale donatore. Il disegno di legge che stiamo per votare colma questo vuoto. Sono certo che migliorerà i programmi di donazione, ridurrà le perplessità suscitate dalla donazione del corpo e sarà un mezzo per favorire anche il superamento delle difficoltà culturali, oltre che logistiche. Un disegno di legge che mira ad evitare la sporadicità della donazione, l'occasionalità della stessa, che distrugge la formazione dei giovani medici e del personale sanitario. Formazione e ricerca sono i genitori della nostra sanità, che provvedono a mantenere alti gli standard dell'offerta di salute. Salute che circa due milioni di donne e uomini, costantemente e instancabilmente, garantiscono attraverso il Servizio sanitario nazionale. Non voglio parlare di costi o di risparmi. Dirvi che la diffusione di questa pratica potrebbe ridurre di circa un quarto i costi di istruzione per il personale sanitario sarebbe riduttivo per questo disegno di legge. Quanto vale un personale meglio formato? E una ricerca innovativa? Quanto valgono meno errori in sala operatoria? Quanto vale una vita in più? Quanto vale la gioia di un ricercatore, che può esplorare i sui limiti e svolgere la sua ricerca in Italia, senza dover emigrare all'estero? Potrei andare avanti così all'infinito, ma nessuno di noi può quantificare queste cifre. Una cosa è certa: formazione e ricerca creano salute e la salute è prodotto interno lordo. Vorrei concludere con due osservazioni specifiche, la prima delle quali è che non esiste un modello sperimentale animale sovrapponibile al modello umano. L'anatomia umana è unica e ha una modernità di ricerca e sviluppo immensa, a differenza dell'opinione comune, che la vuole statica e già ben esplorata, e si adegua alle nuove disponibilità e conoscenze in ambito clinico e soprattutto chirurgico. Sicuramente, avendo a disposizione un modello umano da donatore cadavere, in molti casi non sarà necessario sacrificare un animale per fare ricerca.