[ddlpres]

Nell'ambito di tale Programma sono individuati, innanzitutto, gli obiettivi nazionali minimi di erogazione di borse di studio universitarie -- a valere sui fondi statali e regionali -- articolati per aree disciplinari sulla base delle esigenze di sviluppo delle linee di ricerca pubblica nei settori a più elevato potenziale per la crescita del prodotto e lo sviluppo sociale ed economico del Paese, nonché in relazione ai fabbisogni del sistema produttivo nazionale. Per il triennio 2011-2013, il numero di borse di studio da erogare annualmente su scala nazionale, a valere sui fondi statali e regionali, è fissato in 150.000 unità. Il Programma stabilisce, inoltre, la quota dei fondi che le regioni devono devolvere annualmente all'erogazione di borse di studio per gli studenti iscritti ai corsi di diploma e di laurea, nonché gli obiettivi di estensione e potenziamento dei servizi offerti agli studenti, a partire dalle residenze universitarie, come risultanti da analisi mirate circa la condizione studentesca e i costi di mantenimento agli studi, svolte anche avvalendosi dell'Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR). Con lo stesso strumento programmatorio sono individuati anche gli obiettivi di sviluppo degli scambi internazionali e della mobilità tra atenei, scuole ed istituzioni scientifiche e culturali italiane ed estere, finalizzati al completamento e all’arricchimento della formazione culturale e scientifica, e gli ambiti di sperimentazione di nuovi modelli nella gestione e nell'erogazione dei servizi di orientamento al lavoro ed alla formazione professionale, sulla base di appositi accordi di programma fra i soggetti istituzionalmente interessati, le organizzazioni sociali, le imprese ed i professionisti. Nel capo IV del disegno di legge sono concentrate le disposizioni in materia di lavoro autonomo e professioni. A sostegno delle nuove attività di lavoro autonomo promosse da giovani fino a 35 anni di età, che non siano già titolari o soci di altre società, si prevede il riconoscimento di un'esenzione fiscale totale, ai fini IRPEF e IRAP, per i primi tre esercizi di imposta successivi a quello di avvio dell'attività. Tale misura è associata ad interventi di consulenza organizzativa, finanziaria e di mercato per l'avvio e il consolidamento delle medesime attività, che dovranno essere attuati, ad opera di servizi pubblici e privati accreditati, sulla base di appositi piani provinciali da predisporre secondo criteri nazionali, d'intesa fra Stato, regioni e categorie interessate. Alle attività imprenditoriali già in corso è invece dedicata la disposizione che innalza fino al 100 per cento la garanzia al credito concessa ai giovani imprenditori a valere sul fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. In particolare, il beneficio è riconosciuto: alle imprese individuali il cui titolare abbia un'età non superiore a 35 anni e non sia già titolare d'impresa, socio o detentore di partecipazioni al capitale di altre società; alle società cooperative o di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da giovani in età non superiore a 35 anni che non siano già titolari d'impresa, soci o detentori di partecipazioni al capitale di altre società; alle società di capitali, le cui quote di partecipazione spettino per almeno due terzi a giovani in età non superiore a 35 anni, che non siano già titolari d'impresa, soci o detentori di partecipazioni al capitale di altre società, e i cui organi di amministrazione siano composti per almeno due terzi da giovani fino a 35 anni di età. Le ulteriori norme del capo IV sono dedicate al riordino della disciplina delle professioni intellettuali. L'obiettivo è quello di modernizzare e qualificare l'esercizio delle professioni, garantire le pari opportunità per i giovani nei primi anni di attività e favorire in generale l'accesso e la partecipazione delle nuove generazioni, attraverso -- in particolare -- l'individuazione degli ambiti d'intervento e dei princìpi e delle finalità generali cui devono conformarsi il legislatore statale e gli ordini professionali. Si riconosce, in primo luogo, che l'esercizio, anche in forma societaria e cooperativa, dell'attività professionale è libero in conformità al diritto comunitario, senza vincoli di predeterminazione numerica, ad eccezione delle attività caratterizzate dall'esercizio di funzione pubbliche o dall'esistenza di uno specifico interesse generale per una migliore tutela della domanda di utenza. Alla legge statale è demandata l'individuazione, sulla base degli interessi pubblici meritevoli di tutela, dei casi in cui l'esercizio dell'attività professionale sia subordinato all'iscrizione ad appositi ordini, albi o collegi professionali, in modo tale che ne derivi -- preferibilmente su base concertata e volontaria -- una riduzione di quelli già previsti dalla legislazione vigente. Quando ci si trovi in presenza di una rilevante asimmetria informativa e cognitiva fra utente e professionista, sono attribuite alle singole professioni regolamentate le attività riservate necessarie per la tutela di diritti costituzionalmente garantiti e per il perseguimento di finalità primarie di interesse generale. Allo stesso modo, si prevede come obbligatorio l'esame di Stato per le professioni il cui esercizio può incidere su diritti costituzionalmente garantiti o riguardanti interessi generali meritevoli di specifica tutela, secondo criteri di adeguatezza e proporzionalità che assicurino l'uniforme valutazione dei candidati e l'abilitazione su base nazionale. Quanto al tirocinio professionale, esso è limitato al periodo necessario a garantire l'effettiva acquisizione dei fondamenti tecnici, pratici e deontologici della professione e la sua durata normale è fissata al massimo in dodici mesi. È ammessa una differenziazione della durata del tirocinio, entro e non oltre il limite massimo di ventiquattro mesi, solo laddove si imponga per uniformare i tempi di accesso alla professione nel caso di tirocinanti provenienti da percorsi formativi di durata differenziata. Si prevede, infine, che durante il periodo di tirocinio venga riconosciuto, oltre al rimborso delle spese, un compenso commisurato all'apporto professionale prestato ovvero un compenso idoneo convenzionalmente pattuito. La legge statale stabilisce le forme alternative o integrative di tirocinio a carattere pratico, che possono essere svolte mediante corsi di formazione promossi o organizzati dai rispettivi ordini professionali o da università o da pubbliche istituzioni, nonché la possibilità di effettuare una parte del tirocinio contemporaneamente all'ultima fase degli studi necessari per il conseguimento di ciascun titolo di studio. Alla legge è altresì rimessa la disciplina del raccordo tra i titoli di studio universitari e di scuola secondaria di secondo grado e l'abilitazione all'esercizio della professione, garantendo anche i casi di accesso diretto alle sezioni degli ordini, albi e collegi corrispondenti ai diversi livelli di titoli di studio attraverso esami e corsi specialistici abilitanti. Per altro verso, agli statuti degli ordini professionali sono demandati: la disciplina di tutti i meccanismi elettorali; i criteri per l'adozione di codici deontologici; l'individuazione dei compiti essenziali di aggiornamento e qualificazione tecnico-professionale dei rispettivi iscritti;