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Quindi non dobbiamo essere solo allarmati, ma dobbiamo anche esprimere la nostra solidarietà alla città, alle popolazioni, ai commercianti e agli amministratori e dobbiamo essere determinati nel chiedere al Governo gli interventi specifici che nella mozione vengono illustrati e vengono rappresentati. Non si tratta soltanto della messa a disposizione di risorse aggiuntive rispetto a quelle che già ci sono, non si tratta soltanto di riconoscere di non aver avuto l'adeguata determinazione rispetto a quanto già da un punto di vista legislativo era stato prodotto, perché nel momento in cui non si rifinanziano le leggi esistenti, è chiaro che non si creano le condizioni migliori per poter rispondere ai bisogni impellenti. Abbiamo il dovere di elaborare, come in questa mozione bene si evidenzia, un progetto strategico di ampio respiro degli interventi che devono essere realizzati. Esiste una questione legata a grandi progetti come il Mose, che va completato, ma vi è anche un'attenzione legata ai piccoli interventi, che sono fondamentali e che danno risposte ai bisogni dell'ordinarietà che si ripete tutti gli anni (interventi sulle fognature, sui parapetti e sui rii). Credo quindi che la nostra mozione consegni al Governo tutti gli elementi necessari per poter elaborare un piano strategico importante. In essa si parla anche della grande e delicata questione dell'attraversamento delle grandi navi nel bacino di San Marco e del problema, che va affrontato con grande delicatezza e sapienza, dell'invasione turistica e dello spopolamento della città. Noi non possiamo lasciare che Venezia diventi progressivamente un "museo" utilizzato e fruito solo dai turisti. Per quanto sia importante l'economia turistica (non solo per quella città, ma per il Paese intero), dobbiamo far sì che la città torni a essere vissuta, popolata, abitata; abbiamo bisogno pertanto di mettere in piedi misure di incentivo al ripopolamento della città. Questa mozione dunque riepiloga bene tutti i bisogni e le misure necessari per la città di Venezia e mi sento di dire per l'Italia, proprio per l'importanza di Venezia per il sistema Italia. Credo che la più ampia convergenza dei Gruppi parlamentari e dei senatori sulle mozioni presentate possa rappresentare una spinta per il Governo ad agire con adeguata sollecitudine già nella legge di bilancio, con gli strumenti che qui vengono suggeriti, per dare risposte concrete ai bisogni di Venezia e quindi dell'Italia. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, dispiace aprire una nuova pagina dell'emergenza italiana: oggi l'immortale Venezia (su cui si è soffermato in maniera assai efficace il collega Ferrazzi), Matera, la Toscana il Metapontino, ieri l'Irpinia, domani chissà. Una sorta di dittatura dell'immediato, che ci fa rincorrere, quasi sempre attoniti e affranti, eventi calamitosi che si sarebbero potuti evitare o contenere con una politica lungimirante; esattamente il contrario di ciò che siamo costretti a fare per riparare il danno dell'onda violenta dell'emergenza. Abbiamo negli occhi immagini devastanti, ma abbiamo anche visto immagini eroiche di volontari, di forze dello Stato, di persone, di civili, di uomini di Governo che hanno nuovamente fatto fronte comune per evitare il peggio. A Matera, gioiello lucano e capitale europea della cultura, si è abbattuto un nubifragio, avvantaggiato da un vento terribile, che ha divelto strade, strutture, attività produttive agricole, servizi, con circa 8 milioni di euro di danni. Duemila anni fa Plinio il vecchio citava Matera chiamandola Mateola, probabilmente a causa del meteoron (dal greco: cielo stellato), che dalle sue rocce e dai suoi sassi si ammirava ieri rapiti e si ammira oggi rapiti. Duemila anni dopo, nel 1986, fu lo Stato italiano, il nostro Stato, con una legge nazionale, a salvare Matera dal degrado. Nel 2014 - lo dico con una punta di orgoglio - fu l'Unione europea a riconoscere Matera capitale europea della cultura. Oggi lo Stato italiano è chiamato a una nuova prova di responsabilità storica: aiutare una città, una terra, una comunità nel cuore di ogni italiano e di ogni europeo che ama la nostalgica e aspra Basilicata. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Stefani. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Venezia per certi versi non è stata sorpresa dall'acqua alta, perché si tratta di un fenomeno che si ripete negli anni e che ha fortificato quelle genti, le nostre genti. Ma gli eventi del 12 novembre hanno avuto una caratteristica particolarmente drammatica: il livello dell'acqua ha raggiunto una misura che non si registrava ormai da tantissimi anni. C'è stata una devastazione con danni ingenti e con la perdita di vite umane, ma alla situazione di Venezia occorre prestare particolarmente attenzione e questi eventi portano, come oggi, questa Assemblea e le istituzioni a pensare e a ricordare che esiste Venezia. Venezia è una città splendida, incredibile ed unica, ma allo stesso tempo è una città delicatissima. È un gioiello, ma dobbiamo ricordare che è un gioiello della laguna, del Veneto, dell'Italia e del mondo intero. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Necessita per questo di attenzioni, di cure, di manutenzione. Sappiamo bene - non occorre nasconderlo - che il progetto Mose è un progetto tribolato, che è stato oggetto di inchieste, di indagini, di procedimenti giudiziari, ma quel progetto necessita di un completamento e di una messa in funzione del sistema. Con il sistema del Mose funzionante, probabilmente questo livello di inondazione non ci sarebbe stato, ma ciò che occorre è poi tenere in funzione il Mose e, più in generale, una cura e una manutenzione di tutta la laguna di Venezia. Sotto questo profilo va ricordato - mi rivolgo a tutti voi colleghi - che Venezia è di tutti e che la cura e la manutenzione di Venezia non deve essere solo un peso o un carico (perché non è solo un onore) per la Regione Veneto e per Venezia stessa, ma una responsabilità di tutti, di tutta l'Italia e anche oltre. Venezia è un patrimonio inestimabile, un patrimonio di tutto il mondo. La legge speciale per Venezia deve essere aggiornata, rifinanziata e tenuta viva. Di questo hanno bisogno Venezia e la laguna di Venezia, di certo non hanno bisogno delle offese che sono state proferite nei confronti dei veneti, di quelle parole indicibili di chi ha parlato di ironia della sorte su Venezia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa ironia è stata usata da chi dovrebbe rappresentare le istituzioni, da chi regge Dicasteri importanti. Sono degli scherzi su un disastro, sulla perdita di vite umane, su una catastrofe che ha messo in pericolo beni culturali di valore inimmaginabile. Forse pesa e brucia ad alcuni la grande capacità che ha la Lega di governare i suoi territori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .