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Serve un nuovo recovery fund , perché se non si va in questa direzione, noi da soli non riusciremo a dare soluzione a questi problemi, in quanto manca la coscienza di aver posto in essere politiche energetiche fallimentari, che sono state fatte in nome di un ambientalismo estremo e di un no a prescindere a qualsiasi impianto. Abbiamo portato l'Italia a dipendere totalmente dall'estero per i suoi approvvigionamenti. L'approccio contenuto in questo decreto-legge è del tutto temporaneo e volto a tamponare solo parzialmente un'emergenza che, come dicevo prima, è esplosa prima delle tensioni tra Russia e Ucraina ed è chiaramente destinata ad aggravarsi con il conflitto in corso. Confindustria stima che dal 2019 al 2021 il costo dell'energia per la manifattura sia passato da 8 miliardi nel 2019 a 21 nel 2021, fino a 37 miliardi nel 2022. Di fronte a questi numeri, analisi della CGIA di Mestre rilevano che gli interventi di questo decreto-legge coprono solo il 6 per cento di tutti gli aumenti che si sono verificati, che nel frattempo mettono a rischio 500.000 posti di lavoro. Rischiamo un'ecatombe occupazionale ed è necessario intervenire con misure strutturali; cosa che questo e i precedenti decreti-legge non hanno mai fatto. Dobbiamo dire qualcosa anche sull'articolo 28, il caso del superbonus, indice di come opera questo Governo. Tutti siamo stati d'accordo nel dire che le truffe vanno frenate, evitate, ma evidentemente, se ci sono state, c'è un solo responsabile: questo Governo, il Governo dei migliori. Peraltro, l'Agenzia delle entrate ha parlato in modo chiaro e ci ha consegnato numeri certi rispetto alle truffe. Per quanto riguarda il bonus edilizio del 110 per cento, solo il 3 per cento è legato alle truffe, sono altri i bonus che hanno avuto un grande problema; per cui l'accanimento che ha portato a circa 14 modifiche in due anni per questo incentivo appare avere basi piuttosto fragili. L'auspicio è che i nuovi correttivi appena inseriti siano gli ultimi correttivi per dare alle famiglie e alle imprese italiane, che vogliono usufruire di questo incentivo, almeno la certezza del diritto, come dovrebbe accadere in uno Stato civile. Purtroppo, con questi interventi fatti in nome del contrasto alle frodi, il Governo è riuscito a colpire uno dei pochi settori che mostrava un autentico rimbalzo, quello dell'edilizia. Se nel 2021 il PIL è aumentato del 6,5 per cento, ciò è dovuto per un terzo al settore delle costruzioni, che hanno segnato nel solo anno passato un aumento della produzione del 24 per cento, dell'11,8 dell'occupazione, del 27,7 delle ore lavorate e del 16,4 degli investimenti. Tutto questo si è tradotto in maggiori introiti per le casse dello Stato, così come hanno certificato anche gli Uffici del bilancio, per quanto riguarda IVA, Irpef, Ires e IRAP. L'articolo 28 chiaramente è stato superato dalle disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 13 del 2022. Infine, il tema della rottamazione- ter e del saldo e stralcio: è vero, c'è stato un passaggio ulteriore, c'è stato un miglioramento, ma non basta. È troppo poco, perché nessuno dice cosa riguarda la rottamazione- ter ; copre fino all'anno 2017, tiene fuori tutti i periodi che hanno preceduto e seguito la pandemia: 2018, 2019, 2020 (primo anno di pandemia), 2021 non sono coperti. La rottamazione- ter è un differimento dei termini di problemi che si sono avuti fino all'anno 2017; quindi, serve andare oltre, serve più coraggio. Non basta la misura del differimento di un termine, tra l'altro di pochi mesi. Su questo bisogna intervenire. Si dice che servono risorse, anche se nel primo e nel secondo anno abbiamo saputo che addirittura c'è un introito maggiore. Ho detto di fermarci ai primi tre anni; non so cosa possa prevedere la contabilità dello Stato, ma non sono convinto che la rottamazione- quater non si possa fare perché non ci sono le risorse. L'auspicio è che la tendenza si possa finalmente invertire, senza attendere ulteriormente la fine delle emergenze che interessano il pianeta, anche perché, oltre all'emergenza pandemia e a quella legata alla guerra, rischiamo di aggiungere un'emergenza democratica: un'eventualità che tutti vorremmo e dovremmo scongiurare. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, vorrei cominciare da una nota positiva, perché penso sia giusto e doveroso farlo. Mi riferisco al fatto che, sia pure con una distanza di tre mesi dalla legge di bilancio 2022, approvata alla fine di dicembre, il Governo ha finalmente inteso dare seguito all'impegno che aveva preso con Fratelli d'Italia quando, nel decreto-legge fiscale, venne approvato un ordine del giorno impegnativo, vincolante per la legge di bilancio - lo voglio ricordare e sottolineare - per prorogare i termini di rottamazione- ter e saldo e stralcio. Quindi, a distanza di tre mesi, il Governo ha finalmente voluto rispondere a questo impegno. Ne prendiamo atto in modo positivo. Quindi, è un piccolo ed importante tassello, che finalmente dà una risposta ad oltre 500.000 italiani onesti, ai quali si era chiesto di pagare, in un mese e mezzo, quello che non avevano potuto evidentemente pagare in quasi due anni di lockdown . Dispiace, però, dover dire che, nonostante l'emendamento fosse di Fratelli d'Italia, nonostante l'ordine del giorno originario fosse di Fratelli d'Italia, il primo partito presente in questo Parlamento, il MoVimento 5 Stelle, abbia tentato di appropriarsi anche di questo sul principale giornale nazionale. È davvero una caduta di stile, che non dovrebbe caratterizzare chi fa politica e siede nelle istituzioni. Come ha riconosciuto nella sua relazione anche il collega Damiani, che di questo ringrazio, quello era un emendamento di Fratelli d'Italia. E ribadisco che un partito, per di più il primo partito presente in Parlamento, se n'è appropriato sul primo giornale economico nazionale. Veramente dispiace. Dispiace perché l'etica e la correttezza, pur nel confronto politico anche più aspro, dovrebbero appartenere a ciascuno di noi. Quindi, una nota positiva, che però viene coperta da un atto di scorrettezza che non abbiamo gradito. Ci dispiace, lo ribadisco e lo sottolineo. Detto questo, entriamo nel merito delle vere problematiche. Il collega Calandrini, Capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione bilancio, è stato abbastanza chiaro nel denunciare, di fatto, come questo decreto di sostegno abbia solamente il nome, ma non certo i fatti: o comunque i fatti sono ben pochi. Ci troviamo, infatti, nel bel mezzo di una tempesta finanziaria, dovuta all'articolo 27, al problema dei crediti d'imposta. Il Governo già ha mille problemi da risolvere, lo comprendiamo: problemi legati alla pandemia, alla crisi politico-energetica, alla crisi internazionale che ha aggravato tutte le altre crisi.