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Ogni specializzando avrà una o più figure di riferimento, i tutors , che dovranno essere designati annualmente dal consiglio della scuola, di concerto con la direzione sanitaria dell'ente o dell'azienda presso cui si svolge l'attività assistenziale, sulla base di requisiti di elevata qualificazione scientifica, di adeguato curriculum professionale e di documentata capacità didattico-formativa. Il coinvolgimento e la collaborazione delle aziende sanitarie risultano indispensabili per la buona organizzazione del percorso formativo che i giovani medici specialisti in formazione dovranno seguire all'interno di ogni singolo ospedale e che dovrà essere chiaro e definito. Ogni ospedale che ospiterà gli specializzandi dovrà riconoscere la possibilità di svolgere in regime di autonomia protetta e crescente, sotto la guida di tutor individuati dall'ateneo in accordo con l'ospedale, tutte le attività assistenziali necessarie alla sua formazione, ivi comprese le attività di guardia e ambulatoriali. L'attività del medico specialista in formazione sarà in ogni caso integrativa e non sostitutiva del personale di ruolo e non necessariamente dovrà essere svolta sempre in presenza del tutor , che in ogni caso dovrà rendersi sempre disponibile alla pronta reperibilità in caso di richiesta dello specializzando. I medici in formazione specialistica possono effettuare, nell'ambito della loro attività assistenziale coordinata e definita dal direttore della scuola e dalla direzione sanitaria dell'ospedale in cui presta servizio, turni di guardia in autonomia cosiddetta protetta, ovvero organizzati in modo tale che il personale medico strutturato deve essere sempre disponibile per la consultazione e l'eventuale tempestivo intervento a giudizio, in regime di pronta reperibilità. Durante i turni di guardia lo specializzando deve svolgere le sue attività in autonomia protetta, ovvero vincolate alle direttive impartite dal tutor , secondo quanto definito dalla programmazione individuale operata dal consiglio della scuola. La partecipazione ai turni di guardia in autonomia vincolata è concessa solo a quegli specializzandi che a giudizio del tutor e della scuola hanno raggiunto quel grado di conoscenze e di professionalità che gli permette di gestire in autonomia protetta o vincolata una guardia, ove deve essere sempre garantita la presenza o la pronta disponibilità del tutor . In questa logica, l'attività di guardia svolta dagli specializzandi in autonomia vincolata, se vengono adottate tutte le cautele necessarie anche in relazione all'impegno che le diverse tipologie di pazienti di volta in volta richiedono, si configurerebbe come la realizzazione di quella progressiva autonomia operativa che costituisce un obiettivo essenziale del percorso formativo. Il nuovo testo stabilisce che in ogni ateneo i medici specialisti in formazione possono coadiuvare i docenti nello svolgimento di attività pratiche quali esercitazioni per piccoli gruppi e discussioni di casi clinici o delle attività nel contesto degli internati elettivi, inoltre tutte le attività dei giovani medici dovranno essere documentate su apposito libretto che andrà controfirmato dagli specializzandi stessi e presentato quindi in occasione della prova di esame di fine anno; affinché lo specializzando superi l'anno di corso, le attività documentate sul libretto dovranno essere corrispondenti agli obiettivi formativi prefissati, pena la necessità di ripetere l'anno di corso. Infine, con la riformulazione dell'articolo 38, al fine di facilitare la partecipazione dei medici non universitari alle attività di tutoraggio, si prevede un riconoscimento della loro attività, che comporta il conferimento di specifico titolo da valutare per l'assegnazione di incarichi comportanti direzione di struttura, ovvero per l'accesso agli incarichi di secondo livello dirigenziale, e l'opportuna valorizzazione nel dossier formativo nell'ambito dell'educazione continua in medicina (ECM). Inoltre, ai dirigenti medici ospedalieri che svolgono attività di tutoraggio può essere attribuita una quota aggiuntiva di retribuzione di risultato, previa definizione dei criteri in sede di contrattazione integrativa. L'articolo 39 regolamenta il trattamento economico: come già stabilito per il personale universitario di ruolo, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, gli specializzandi riceveranno una quota di stipendio base, fissa, dall'università e un'indennità assistenziale, che grava sul fondo sanitario nazionale ed è erogata dalle aziende ospedaliere in cui svolgono la loro attività assistenziale, comprese la necessaria contribuzione previdenziale e la copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all'attività assistenziale. Questa indennità assistenziale è variabile a seconda dell'anno di corso e del tipo di specializzazione, potendo aumentare soprattutto in relazione alla necessità di incentivare le specializzazioni meno attrattive. L'articolo 40 prevede che i giovani medici devono essere inquadrati a tempo pieno così come tutti gli altri dirigenti medici e avere la possibilità di partecipare alle attività libero professionali in regime di intramoenia in équipe con i dirigenti medici dell'unità presso la quale svolgono la loro attività assistenziale; prevede, infine, che i medici specializzandi, in base ai rapporti di collaborazione didattico-scientifica integrata tra università italiane e università estere, potranno optare anche per un periodo di formazione specialistica all'estero. L'articolo 41 introduce misure per incentivare la scelta da parte dei giovani medici di percorsi specialistici considerati poco attrattivi. Il testo proposto prevede che, una volta individuato – da parte dei Ministeri dell'università e della ricerca e della salute – l'elenco delle specializzazioni meno attrattive, si procederà ad un riordino delle scuole di specializzazione, favorendo un accorpamento di quelle più affini, creando percorsi condivisi e la possibilità di ridistribuzione dei posti eventualmente vacanti in una determinata specializzazione verso un'altra affine. Si prevede, altresì, che per alcune specializzazioni, per la quali non sia previsto il contatto diretto con i pazienti, possano partecipare al concorso anche i candidati in possesso di laurea magistrale in biologia. Infine l'articolo 1, comma 1, lettera g), del disegno di legge apporta talune modifiche all'articolo 43 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, che disciplina l'attività dell'Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, aggiungendo ai parametri che devono essere tenuti in conto per l'accreditamento delle strutture universitarie e ospedaliere per le singole specialità anche il rispetto dei diritti formativi dei medici specializzandi, nonché il rispetto della giusta rotazione degli specializzandi all'interno delle reti formative, al fine di garantire un percorso formativo di qualità. Prevede, inoltre, che all'Osservatorio dovranno partecipare anche rappresentanti di medici non universitari che lavorano negli ospedali all'interno delle reti formative delle scuole di specializzazione, fissando il termine massimo di durata dell'incarico attribuito a ciascun componente dell'Osservatorio, pari a 3 anni e rinnovabile solo una volta.