[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito del decreto del Direttore generale delle finanze e del Ragioniere generale dello Stato del 20 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, serie generale, 26 luglio 2012, n. 173, recante «Modalità di individuazione del maggior gettito da riservare all'Erario, ai sensi dell'art. 2, comma 36, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e dell'art. 48, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214», promosso dalla Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste con ricorso notificato il 19-20 settembre 2012, depositato in cancelleria il 21 settembre 2012 ed iscritto al n. 10 del registro conflitti tra enti 2012. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 7 dicembre 2016 il Giudice relatore Marta Cartabia. Ritenuto che, con ricorso notificato il 19-20 settembre 2012 e depositato il 21 settembre 2012 (iscritto al n. 10 del registro conflitti tra enti 2012), la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ha promosso conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione al decreto del Direttore generale delle finanze e del Ragioniere generale dello Stato del 20 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, serie generale, 26 luglio 2012, n. 173, recante «Modalità di individuazione del maggior gettito da riservare all'Erario, ai sensi dell'art. 2, comma 36, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e dell'art. 48, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»; che, premette la ricorrente, il decreto impugnato dà attuazione alle due disposizioni citate nel suo titolo; che, in particolare, l'art. 2, comma 36, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, stabilisce che le maggiori entrate derivanti dallo stesso d.l. n. 138 del 2011 sono riservate all'erario per un periodo di cinque anni, e sono destinate al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea (primo periodo); la medesima disposizione prevede, inoltre, che le modalità di individuazione delle predette maggiori entrate, da contabilizzare separatamente, sono stabilite con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze (secondo periodo); che analoghe previsioni sono contenute nei due periodi da cui è costituito l'art. 48, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, con riguardo alle maggiori entrate erariali derivanti dallo stesso d.l. n. 201 del 2011; che la Regione autonoma rimarca di avere già impugnato le due disposizioni legislative attuate dal decreto ministeriale (rispettivamente, con i ricorsi iscritti al n. 135 del registro ricorsi 2011 e al n. 38 del registro ricorsi 2012) e ricapitola le censure avanzate in quelle sedi in riferimento agli artt. 3, 5 e 120 della Costituzione, agli artt. 48-bis e 50 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), nonché all'art. 1 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Valle d'Aosta) e all'art. 8 della legge 26 novembre 1981, n. 690 (Revisione dell'ordinamento finanziario della regione Valle d'Aosta); che il contenuto del decreto oggetto di impugnazione nel presente giudizio confermerebbe «l'effettività delle censure sollevate con i ricorsi nn. 135/2011 e 38/2012»: in particolare, perché, prima dell'adozione del decreto, il Ministero dell'economia e delle finanze si è limitato a comunicare alla Regione autonoma i criteri di contabilizzazione stabiliti unilateralmente, ma non avrebbe raggiunto alcuna intesa con il Presidente della stessa Regione; che, inoltre, il decreto ministeriale (artt. 1 e 5) avrebbe determinato le risorse riservate all'erario avendo riguardo non all'incremento di gettito effettivamente riscosso, ma a un incremento solo ipotizzato, senza meccanismi di conguaglio successivo, così riducendo ulteriormente le disponibilità della ricorrente, alimentate, ai sensi dell'art. 12 dello statuto speciale e della legge n. 690 del 1981, dalla compartecipazione al gettito dei tributi erariali effettivamente riscossi sul territorio regionale; che, con atto depositato il 30 ottobre 2012, si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste sia dichiarato inammissibile o infondato; che non sarebbe ammissibile il conflitto di attribuzione in cui si risollevi una questione già sollevata nei confronti della disciplina legislativa di base, senza alcuna distinzione fra il tema del conflitto e quello del previo giudizio di legittimità costituzionale; che, nel merito, l'art. 2, comma 36, del d.l. n. 138 del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011, e l'art. 48, comma 1, del d.l. n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011, costituirebbero principi fondamentali di «coordinamento della finanza pubblica», rientranti, ai sensi degli artt. 117, terzo comma, e 119, secondo comma, Cost., nella competenza legislativa statale, alla quale pure è esclusivamente riservata la materia del «sistema tributario e contabile dello Stato» (art. 117, secondo comma, lettera e, Cost.); che l'art. 8, comma 1, della legge n. 690 del 1981 sarebbe rispettato, poiché le stesse disposizioni legislative statali destinerebbero le maggiori entrate ivi previste agli specifici obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, sostanzialmente consistenti nell'impegno a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013;