[pronunce]

che la disposizione in esame sarebbe, inoltre, lesiva dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., che riserva allo Stato la potestà legislativa esclusiva in materia di «tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali», in quanto contrasta con gli artt. 142, 146, 149 e 167 del d.lgs. n. 42 del 2004; che, difatti, la norma regionale in esame, nello stabilire la "irrilevanza" ai fini paesaggistici delle opere da questa contemplate, anche se collocate permanentemente entro il perimetro delle strutture ricettive, si porrebbe in contrasto con le citate disposizioni, in quanto sottrae al controllo ed all'autorizzazione di cui alla normativa statale una categoria di interventi che, di contro, non è espressamente esentata, secondo le disposizioni del codice dei beni culturali, dall'obbligo di autorizzazione paesaggistica; che, infine, la disposizione censurata sarebbe altresì lesiva dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., in quanto contrastante con la disciplina prevista dagli artt. 11 e 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) che prevedono il regolamento del parco ed il nulla osta dell'ente parco, a cui è demandata la verifica della conformità tra le disposizioni del piano e del regolamento e l'intervento; che la norma regionale in esame, non prevedendo iniziative di controllo o di verifica dell'impatto ambientale, sottrae le installazioni da essa disciplinate alla specifica tutela prevista dalla legge statale, impedendo, in particolare, l'accertamento della osservanza del divieto, sancito dal menzionato art. 11, comma 3, di compiere attività e di realizzare opere che possano compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati; che si sono costituite la Regione Campania ed i ricorrenti nel giudizio a quo, che hanno concluso per l'inammissibilità e l'infondatezza della questione. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale della Campania - sezione staccata di Salerno, dubita della legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, della legge della Regione Campania 26 marzo 1993, n. 13 (Disciplina dei complessi turistico-ricettivi all'aria aperta), come sostituito dall'art. 1, comma 129, della legge regionale 15 marzo 2011, n. 4, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania (Legge finanziaria regionale 2011)», deducendone il contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui prevede che le unità abitative quali tende ed altri mezzi autonomi di pernottamento, come roulottes, maxi caravan e case mobili, anche se collocate permanentemente entro il perimetro dei campeggi regolarmente autorizzati, non costituiscono attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici; che, in particolare, il giudice rimettente assume che tale disposizione violi, innanzitutto, l'art. 117, terzo comma, Cost., in quanto contrasta con la disciplina legislativa statale di principio emanata in materia di «governo del territorio» dagli artt. 3 e 10 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia - Testo A); che l'art. 3, comma 1, lettera e), del menzionato decreto, nella formulazione originaria, qualifica, difatti, come «interventi di nuova costruzione» quelli di trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio, disponendo, tra l'altro, alla medesima lettera e.5), che è comunque da considerarsi tale «l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee»; che l'art. 10, comma 1, lettera a), del citato d.P.R. n. 380 del 2001 stabilisce, poi, che gli interventi di «nuova costruzione» costituiscono trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire; che, peraltro, come riferito dal giudice rimettente, la formulazione dell'art. 3, comma 1, lettera e.5), è mutata, successivamente all'adozione dei provvedimenti impugnati e prima della redazione dell'ordinanza, in virtù dell'art. 41, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, che vi ha aggiunto le parole «ancorché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti»; che, successivamente all'ordinanza di rimessione, la disposizione è stata nuovamente riformulata dall'art. 10-ter, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 (Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80 che, sostituendo la parola «ancorché» con le parole «e salvo che», ha attribuito all'inciso finale un significato diametralmente opposto; che, pertanto - a prescindere da ogni ulteriore rilievo in ordine all'eccezione di inammissibilità, sollevata dalla parte privata, per omessa motivazione sulle ragioni di infondatezza degli ulteriori motivi di ricorso -, va disposta, in virtù del costante orientamento di questa Corte in base al quale spetta al giudice rimettente la valutazione dell'incidenza della normativa sopravvenuta e, in particolare, del mutamento del parametro interposto (da ultimo, ordinanza n. 35 del 2015), la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale della Campania - sezione staccata di Salerno.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale della Campania - sezione staccata di Salerno. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 aprile 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giuseppe FRIGO, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 giugno 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI