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DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENERGIA DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENERGIA Art. 19. Art. 28 . (Disposizioni per la corretta attuazione del terzo pacchetto energia. Procedura di infrazione 2014/2286) (Disposizioni per la corretta attuazione del terzo pacchetto energia. Procedura di infrazione 2014/2286) 1. Al decreto legislativo 1º giugno 2011, n. 93, sono apportate le seguenti modificazioni: 1. Identico : a) al comma 3 dell'articolo 37 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «non appartenenti all'Unione europea»; a) identica ; b) all'articolo 39, dopo il comma 3 è inserito il seguente: b) identica : « 3-bis . I soggetti che realizzano a proprio carico nuove linee elettriche di interconnessione con i sistemi elettrici di altri Stati membri, in qualità di soggetti proprietari di un sistema di trasmissione, possono essere certificati dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico quali gestori di sistemi di trasmissione, ai sensi dell'articolo 10 della direttiva 2009/72/CE, per la durata del periodo di esenzione dalla disciplina di accesso di terzi eventualmente riconosciuta dalle autorità competenti ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 714/2009»; « 3-bis . Le imprese che realizzano a proprio carico nuove linee elettriche di interconnessione con i sistemi elettrici di altri Stati membri , ai sensi del presente articolo, sono designate quali gestori di sistemi di trasmissione unicamente a seguito della loro certificazione da parte dell’ Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico secondo le procedure di cui all’ articolo 10 o all’articolo 11 della direttiva 2009/72/CE e all’articolo 3 del regolamento (CE) n. 714/2009, fatte salve le temporanee esenzioni eventualmente riconosciute dalle autorità competenti ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 714/2009. Resta fermo l’obbligo per tali imprese di rispettare tutte le condizioni affinché il gestore del sistema elettrico di trasmissione nazionale possa effettuare la gestione in sicurezza di tutte le porzioni della rete elettrica di trasmissione nazionale, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successive modificazioni. Analogo obbligo vale nei confronti del gestore del sistema elettrico nazionale dello Stato membro confinante interessato dalla interconnessione »; c) all'articolo 45, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni: c) identica . 1) alla lettera a) , le parole: «articoli 13, 14, 15, 16 del regolamento CE n. 714/2009» sono sostituite dalle seguenti: «articoli 13, 14, 15, 16, 20 e allegato I del regolamento (CE) n. 714/2009»; 2) alla lettera b) , le parole: «articoli 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 22 del regolamento CE n. 715/2009» sono sostitute dalle seguenti: «articoli 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22 e allegato I del regolamento (CE) n. 715/2009». 2. All'articolo 22 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 2. Identico . a) al comma 2, la parola: «vulnerabili» è sostituita dalla seguente: «protetti»; b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2-bis . Sono considerati clienti vulnerabili ai sensi della direttiva 2009/73/CE i clienti domestici di cui all'articolo 1, comma 375, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come identificati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008. Per essi vige l'obbligo di assicurare, col più alto livello di sicurezza possibile, le forniture di gas naturale anche in zone isolate, in momenti critici o in situazioni di emergenza del sistema del gas naturale». Capo VIII DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INDENNIZZO IN FAVORE DELLE VITTIME DI REATI INTENZIONALI VIOLENTI IN ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2004/80/CE – PROCEDURA DI INFRAZIONE 2011/4147 Art. 29. (Diritto all’indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti) 1. Fatte salve le provvidenze in favore delle vittime di determinati reati previste da altre disposizioni di legge, se più favorevoli, è riconosciuto il diritto all’indennizzo a carico dello Stato alla vittima di un reato doloso commesso con violenza alla persona e comunque del reato di cui all’articolo 603- bis del codice penale, ad eccezione dei reati di cui agli articoli 581 e 582, salvo che ricorrano le circostanze aggravanti previste dall’articolo 583 del codice penale. 2. L’indennizzo è elargito per la rifusione delle spese mediche e assistenziali, salvo che per i fatti di violenza sessuale e di omicidio, in favore delle cui vittime l’indennizzo è comunque elargito anche in assenza di spese mediche e assistenziali. 3. Con decreto del Ministro dell’interno e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati gli importi dell’indennizzo, comunque nei limiti delle disponibilità del Fondo di cui all’articolo 32, assicurando un maggior ristoro alle vittime dei reati di violenza sessuale e di omicidio. Art. 30. (Condizioni per l’accesso all’indennizzo) 1. L’indennizzo è corrisposto alle seguenti condizioni: a) che la vittima sia titolare di un reddito annuo, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato; b) che la vittima abbia già esperito infruttuosamente l’azione esecutiva nei confronti dell’autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato in forza di sentenza di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo di provvisionale, salvo che l’autore del reato sia rimasto ignoto; c) che la vittima non abbia concorso, anche colposamente, alla commissione del reato ovvero di reati connessi al medesimo, ai sensi dell’articolo 12 del codice di procedura penale; d) che la vittima non sia stata condannata con sentenza definitiva ovvero, alla data di presentazione della domanda, non sia sottoposta a procedimento penale per uno dei reati di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale e per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; e) che la vittima non abbia percepito, per lo stesso fatto, somme erogate a qualunque titolo da soggetti pubblici o privati. Art. 31. (Domanda di indennizzo) 1.