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– (Matrimonio in violazione di divieto stabilito dall'articolo 411) – Il matrimonio del beneficiario di amministrazione di sostegno in violazione del divieto stabilito dal giudice tutelare ai sensi dell'articolo 411, quarto comma, può essere impugnato dal beneficiario, dall'amministratore di sostegno, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano un legittimo interesse. L'azione non può essere proposta se, dopo la revoca del divieto indicato al precedente comma, vi è stata coabitazione per un anno ». 3 L'articolo 266 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 266. – (Impugnazione del riconoscimento per effetto di divieto del giudice tutelare) – Il riconoscimento può essere impugnato quando è effettuato dal beneficiario di amministrazione di sostegno in violazione del divieto stabilito dal giudice tutelare ai sensi dell'articolo 411, quarto comma, dall'amministratore di sostegno e, in seguito alla revoca dell'amministrazione di sostegno, dall'autore del riconoscimento, entro un anno dalla data della revoca ». 4 All'articolo 409 del codice civile, dopo il primo comma è inserito il seguente: « Egli conserva altresì la capacità di compiere i singoli atti di natura personale riguardo ai quali il giudice tutelare non abbia stabilito un impedimento con l'atto istitutivo dell'amministrazione di sostegno o successivamente, ai sensi dell'articolo 411, quarto comma ». 5 All'articolo 412 del codice civile, il secondo comma è sostituito dal seguente: « Possono essere parimenti annullati su istanza dell'amministratore di sostegno, del beneficiario o dei suoi eredi ed aventi causa, gli atti compiuti personalmente dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o di quelle contenute nel decreto che istituisce l'amministrazione di sostegno o in successivo decreto del giudice tutelare ». 6 All'articolo 1442 del codice civile, il secondo comma è sostituito dal seguente: « Quando l'annullabilità dipende da vizio del consenso o da minore età o da un impedimento a contrarre stabilito dal giudice tutelare nei confronti del beneficiario dell'amministrazione di sostegno, la prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata la violenza, è stato scoperto l'errore o il dolo, il minore ha raggiunto la maggiore età o è cessato l'impedimento a contrarre del beneficiario ». 6 (Modifiche al codice civile in materia di co-amministratore di sostegno, sulla presentazione del ricorso e sulla difesa tecnica) 1 All'articolo 404 del codice civile, al primo comma è premesso il seguente: « L'amministrazione di sostegno ha la finalità di proteggere, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente ». 2 All'articolo 405 del codice civile, sono apportate le seguenti modificazioni: a il terzo comma è sostituito dal seguente: « Il giudice tutelare può nominare un co-amministratore di sostegno nell'interesse del beneficiario »; b al numero 3) del quinto comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « con la specificazione eventuale degli atti per i quali la rappresentanza conferita all'amministratore di sostegno esclude la capacità del beneficiario di effettuare i medesimi ». 3 All'articolo 406 del codice civile, il primo comma è sostituito dal seguente: « Il ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno può essere proposto personalmente dal beneficiando, anche se minore, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dalla parte dell'unione civile, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado e dal pubblico ministero ». 4 All'articolo 407 del codice civile, dopo il quarto comma è inserito il seguente: « Il giudice tutelare dispone secondo le indicazioni dell'articolo 716, secondo comma, del codice di procedura civile, nel caso in cui intenda adottare provvedimenti che incidano su diritti fondamentali della persona ». 7 (Introduzione dell'istituto del patrimonio con vincolo di destinazione per la persona fragile) 1 Gli articoli da 692 a 697 del codice civile sono sostituiti dai seguenti: « Art. 692. – (Costituzione di un patrimonio con vincolo di destinazione a favore di beneficiario di un'amministrazione di sostegno) – Il coniuge, la parte dell'unione civile, il convivente, gli ascendenti e i discendenti nonché i parenti in linea collaterale fino al quarto grado del beneficiario di un'amministrazione di sostegno possono costituire, nell'interesse esclusivo di costui, un patrimonio affidato temporaneamente a un soggetto per la realizzazione di un programma in ordine al mantenimento, alla cura, alla formazione, alla partecipazione sociale e al sostegno del beneficiario. Il costituente può attribuire al patrimonio una denominazione. Costituiscono il patrimonio i beni di qualsiasi natura di cui l'affidatario diviene titolare per la finalità espressa nell'atto costitutivo anche in tempi diversi, le loro permute nonché i frutti e i proventi prodotti dai suddetti beni. L'affidatario può accettare incrementi del patrimonio da chiunque, purché tali incrementi non ne pregiudichino la consistenza. L'atto che costituisce il patrimonio a vantaggio del beneficiario di un'amministrazione di sostegno e gli atti con i quali esso è incrementato rivestono la forma di atto pubblico. Il patrimonio a vantaggio del beneficiario di amministrazione di sostegno può essere costituito e dotato anche per testamento nelle forme ordinarie. Il notaio trasmette al giudice tutelare entro quindici giorni copia in carta libera dell'atto tra vivi o del verbale di pubblicazione del testamento. Il vincolo di destinazione al sostegno del beneficiario riguardante beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri è reso opponibile ai terzi mediante trascrizione contro l'affidatario. Art. 693. – (Posizione dell'affidatario rispetto al patrimonio) – L'affidatario ha la titolarità dei beni che costituiscono il patrimonio ed esercita ogni facoltà connessa a tale titolarità entro i limiti stabiliti nell'atto costitutivo, servendosi di tali beni al solo fine di realizzare il programma stabilito dal costituente a vantaggio del beneficiario. Il costituente può ricoprire l'ufficio di affidatario. L'atto costitutivo deve individuare un soggetto preposto alla vigilanza sull'esecuzione del programma nell'interesse del beneficiario. In tal caso il costituente designa a ricoprire tale ruolo preferibilmente l'amministratore di sostegno, qualora egli stesso non sia l'affidatario. In mancanza, alla designazione provvede il giudice tutelare su istanza di qualsiasi interessato. L'atto costitutivo deve individuare altresì i soggetti che ricopriranno l'ufficio di affidatario successivamente a quello primo designato nel caso di sua cessazione per qualsiasi causa nel corso della durata della destinazione. In mancanza, alla designazione provvede il giudice tutelare su istanza di qualsiasi interessato. L'affidatario che cessi dall'ufficio perde ogni diritto sul patrimonio in favore di colui che gli succede. Art. 694. – (Durata della destinazione) – L'atto costitutivo del patrimonio non può essere revocato dal costituente. La destinazione del patrimonio termina: 1) alla morte del beneficiario; 2) con la revoca dell'amministrazione di sostegno;