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(Applausi) . Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Prima di proseguire con la discussione generale, vorrei dare notizia all'Assemblea sul prosieguo dei lavori. Onorevoli colleghi, informo che la seduta odierna sarà sospesa per un'ora a conclusione della discussione generale e delle repliche, per consentire, su indicazione dei senatori Questori, la sanificazione dell'Aula, attesa la situazione sanitaria in atto. In occasione della prossima riunione della Conferenza dei Capigruppo saranno definite le modalità di svolgimento delle prossime sedute. Indicativamente, intorno alle ore 15,30, ci sarà la sospensione di un'ora. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1970 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghi, il decreto-legge in conversione contiene alcune misure relative alla necessità di prorogare lo stato d'emergenza legata alla pandemia da Covid-19. È una situazione difficile che colpisce in modo dolorosissimo la vita di tante persone e di tante famiglie; ripeto, di tante famiglie: questa è una parola cui noi siamo estremamente affezionati, perché la famiglia è il luogo dell'amore. Le famiglie sono segnate duramente e anche la coesione sociale e la tenuta del sistema economico sono danneggiate dalla pandemia. La pandemia si è rivelata fin dalla prima ondata e fino ad oggi un terribile moltiplicatore di disuguaglianze, e la parola chiave per provare a tenere insieme la risposta che dobbiamo dare all'economia e alla salute è proprio «lotta alle disuguaglianze». Le chiusure e il necessario isolamento hanno colpito in modo diverso lavoratori autonomi e lavoratori subordinati, uomini e donne, italiani e stranieri, famiglie con figli o famiglie senza figli, imprenditori e commercianti. Si è così ulteriormente inasprita una delle fratture più preoccupanti di questo tempo, quella tra garantiti e non garantiti, e con essa pericolosi sentimenti di frustrazione, di rabbia, di solitudine. Ecco, la solitudine: la solitudine dell'anima, la solitudine che porta alle domande di senso, la solitudine che ognuno di noi, anche i più garantiti, spesso possono provare. È per questo che, insieme ad alcuni colleghi di maggioranza e di opposizione, abbiamo voluto cogliere l'occasione della conversione di questo decreto-legge per dare una risposta alle imprese in difficoltà, approvando in Commissione gli emendamenti 3.5, 3.6 e 3.7, tutti di identico contenuto. Con questi emendamenti abbiamo cercato di assicurare l'immediata entrata in vigore delle disposizioni del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza relative alle transazioni fiscali e previdenziali. Com'è noto, l'entrata in vigore del codice della crisi di impresa era programmata per il 15 agosto 2020. A causa del Covid-19, ne è stata disposta la proroga al 1° settembre 2020-2021, salve alcune disposizioni espressamente indicate che sono già entrata in vigore. Tra esse non figurava però - e per questo abbiamo dovuto fare questo buon lavoro trasversale - la disciplina della transazione fiscale e previdenziale: uno strumento che ha un'importanza decisiva per il salvataggio di imprese in difficoltà o in crisi di liquidità che, con l'aggravarsi della situazione per effetto del Covid-19, sarebbero destinate al fallimento. In particolare, si tratta della possibilità di accedere agli strumenti dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, esattamente come modificato e rivisto nell'ambito della nuova disciplina della crisi di impresa. PRESIDENTE. Senatrice, le chiederei però di tenere su la mascherina. Credo che le sia inavvertitamente... CIRINNA' (PD) . Non c'è nessuno qui davanti, comunque ha ragione. Ciò renderebbe possibile accordi in grado di evitare l'inutile insolvenza di realtà produttive, con conseguente conservazione sia delle stesse, sia dei posti di lavoro interessati. In particolare, il nuovo codice della crisi d'impresa consente di valutare la convenienza del trattamento proposto rispetto all'alternativa rappresentata dalla liquidazione giudiziale. Il punto di riferimento esclusivo è la convenienza per le amministrazioni creditrici del piano rispetto all'esito rappresentato dalla liquidazione giudiziale che sarebbe appunto il fallimento; tutto garantendo dunque all'erario e agli enti previdenziali la possibilità di entrate certamente più convenienti. Siamo dunque in presenza, cari colleghi, di una disposizione che non solo va incontro alle esigenze delle imprese in difficoltà, evitando loro di essere esposte al dissesto finanziario, ma allo stesso tempo rappresenta una soluzione vantaggiosa per l'erario e per gli enti previdenziali. Credo sia molto significativo a questo punto che l'iniziativa dell'approvazione di questi emendamenti abbia visto lavorare insieme colleghi di diversa appartenenza politica. Pensate al lavoro che ho fatto io con il senatore Quagliariello, dal quale mi hanno diviso moltissime battaglie; lo voglio dire proprio perché in questo caso la trasversalità è di grandissimo aiuto. Di fronte alla crisi di tante imprese è infatti possibile lavorare d'intesa e collaborare oltre gli steccati che ci dividono. Attorno all'anticipazione dell'entrata in vigore della transazione fiscale e previdenziale si è dunque creato in Senato un clima di forte condivisione per interventi che non hanno colore politico ed esprimono piuttosto un approccio pragmatico e concretamente fattivo verso i problemi gravissimi delle realtà produttive stremate dalla crisi dovuta al Covid-19. Non si tratta di misure bandiera o semplicemente di misure momentanee, ma di una concreta ed effettiva possibilità di offrire alle realtà produttive ancora sane, ma messe in pericolo dall'emergenza sanitaria, soluzioni mirate e concrete, reclamate dalle categorie produttive ed effettivamente in grado di salvare posti di lavoro e capacità produttive, senza gravare sulle finanze pubbliche. Per tali ragioni sono certa che l'Assemblea nelle votazioni di oggi pomeriggio vorrà confermare la volontà espressa in Commissione per dare con l'accettazione di questi emendamenti una risposta concreta e rapida alla grave crisi che non deve separare la soluzione economica dalla soluzione sanitaria; la risposta che va data alla crisi economica è la stessa che va data alla crisi sanitaria, con responsabilità personale e collettiva. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, intervengo perché sulla conversione del provvedimento che stiamo affrontando oggi relativamente alle misure urgenti per la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza è necessario, a mio avviso, focalizzare un aspetto. Sulla necessità di una proroga dello stato di emergenza la maggioranza spesso ha detto all'opposizione che il nostro comportamento a suo tempo sarebbe stato non previdente e non responsabile perché ci eravamo opposti a una proroga dello stato di emergenza. Credo che in sede di conversione questo dialogo tra sordi debba essere innanzitutto chiarito, altrimenti ci scambiamo delle accuse senza capire esattamente cosa una parte dice all'altra. Noi abbiamo contestato a suo tempo la proroga dello stato di emergenza, perché contestavamo il sistema utilizzato, per capirsi quello dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.