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Sarà un massacro e l'ultimo insulto al paesaggio"; · la pianificazione paesaggistica rappresenta lo scenario entro cui attuare le politiche di transizione energetica ed è pertanto auspicabile che da parte di tutte le Regioni si giunga rapidamente all'approvazione, d'intesa con lo Stato, dei piani paesaggistici regionali, ai quali devono essere conformati e adeguati gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, dando così seguito alle intese intercorse e ai conseguenti lavori di co-pianificazione intrapresi tra le Regioni e gli uffici ministeriali; considerato inoltre che: · come emerge dall'audizione dei rappresentanti dell'Istat, la preoccupazione delle famiglie per i cambiamenti climatici è incrementata nell'ultimo decennio, attestandosi, nel 2020, al 70 per cento (dato significativamente superiore rispetto al 63,3 per cento del 2012). L'Istat, inoltre, rileva come l'Italia resti uno dei Paesi europei con la minor spesa in servizi culturali (che includono la tutela e la valorizzazione del patrimonio) in rapporto al proprio Prodotto interno lordo: il 2,9 per mille contro una media Ue del 4 per mille, dato che relega il nostro Paese al 23° posto tra i 28 Stati membri (2018); · come si è espressa la Corte dei conti nella delibera n. 15/2020/G relativa all'indagine sul  Fondo per la tutela del patrimonio culturale ': "la gestione degli interventi è apparsa per lo più contrassegnata da una logica dell'emergenza non legata a quel circuito virtuoso di una programmazione pluriennale che aveva originato l'istituzione del Fondo stesso", ma il "carattere esclusivamente manutentivo dei beni culturali" è un profilo imputabile "a scarse risorse finanziarie, esigue a fronte dell'entità del patrimonio culturale presente nel nostro Paese"; · il 30 giugno 2021 è stato pubblicato il Rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) sugli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici che fornisce un primo quadro conoscitivo sui fenomeni potenzialmente connessi ai cambiamenti climatici in Italia e rappresenta un sistema dinamico e aggiornabile, anche in funzione di eventuali nuove acquisizioni scientifiche. Per tenere sotto osservazione il fenomeno dei cambiamenti climatici e misurare l'efficacia delle azioni di contrasto e adattamento adottate, il SNPA ha individuato un primo set di 20 indicatori nazionali e 30 casi pilota regionali afferenti a 13 settori vulnerabili già individuati nell'ambito della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC) e dalla successiva bozza del Piano Nazionale. Dal rapporto emerge che l'ambiente alpino presenta evidenti tendenze alla deglaciazione, una chiara tendenza al degrado del permafrost, e vi è una significativa variazione della distribuzione delle specie frutto di un aumento della temperatura del mare; · l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha presentato nel corso del 2021 il progetto "Carta della natura per conoscere, proteggere e pianificare" che ha permesso di classificare e mappare, lungo il 71 per cento del territorio nazionale, 37 tipi di paesaggio e di selezionare 290 tipi di habitat terrestri evidenziando, tra l'altro, una percentuale significativa (30 per cento) di territorio ad elevato pregio naturale e un 3,3 per cento a rischio degrado; · il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MiMS) ha fatto presente la necessità di una più stretta collaborazione tra tutti i Ministeri coinvolti e gli Enti locali, affinché la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale rientrino in una strategia complessiva più ampia e sistemica; · la relazione della Sottosegretaria del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) fa presente l'esigenza di far procedere in parallelo l'impegno delle Istituzioni nei confronti degli effetti dei cambiamenti climatici nell'economia e nei confronti del tema della cultura e del paesaggio come oggetto non passivo dei cambiamenti e della transizione. Al fine di incrociare i dati economici con i dati climatici e ambientali in generale, occorre innanzitutto attrezzarsi per costruire una banca dati adeguata allo scopo, sulla base della quale si possano predisporre di conseguenza modelli e valutazioni di impatto; · come emerge dall'audizione del Ministro del MiMS del 12 ottobre 2021, sarebbe stata cura del Ministro inviare a questa Commissione parlamentare la relazione della Commissione guidata dal prof. Carlo Carraro; · il WWF Italia ha dichiarato che in una diffusa azione di adattamento ai cambiamenti climatici, il ripristino di zone umide è senza dubbio una delle azioni prioritarie per favorire il recupero dei numerosi servizi ecosistemici che questi peculiari ambienti garantiscono; · è necessario sviluppare un'infrastruttura digitale, unica e open , di dati afferenti al patrimonio culturale razionalizzando le informazioni già disponibili e acquisendone nuove attraverso l'impiego delle più recenti tecnologie informatiche e satellitari, garantendo al tempo stesso l'interoperabilità, la condivisione delle informazioni, la fruibilità pubblica e l'accesso; · in riferimento alle calamità naturali, si è osservato che laddove la prevenzione è stata svolta gli eventi catastrofici hanno causato meno danni; · è riconosciuta l'importanza del turismo culturale sostenibile per affermare il valore della cultura come risorsa per il dialogo e la comprensione reciproca tra le persone, per la conservazione e l'apprezzamento della diversità culturale, la conservazione del patrimonio culturale e la sostenibilità delle comunità locali; · le autorità nazionali e locali che gestiscono beni architettonici, archeologici e storico-artistici necessitano di una serie completa e aggiornata di geoinformazioni, metodi e strumenti che migliorino la consapevolezza dello stato di conservazione dei beni e della potenziale aggressività dell'ambiente in cui questi sono localizzati, al fine di programmare gli interventi di manutenzione ordinaria; · la frammentazione delle competenze e delle responsabilità blocca talvolta i procedimenti attuatori delle politiche di tutela e conservazione; tutto ciò premesso, considerato e osservato, impegna il Governo a: in riferimento alle politiche culturali e del paesaggio 1. garantire che gli interventi di trasformazione del territorio necessari per la transizione energetica, avvengano nel pieno rispetto dei principi di tutela del paesaggio privilegiando l'utilizzo di strutture già edificate e aree non utilizzabili per altri scopi, assicurando la piena attuazione dell'attività di mappatura di cui all'articolo 1, comma 384, legge 27 dicembre 2019, n.160 riguardante, tra l'altro, le aree industriali dismesse; 2. garantire il rispetto dei principi della minimizzazione degli impatti sull'ambiente, sul territorio e sul paesaggio individuando le aree idonee e non idonee all'installazione di impianti a fonti rinnovabili; 3. dotare le strutture periferiche del Ministero della cultura di un giusto numero di risorse umane, economiche e strumentali, incrementando il personale dipendente sulla base delle oggettive esigenze; 4. implementare la "Carta del Rischio del patrimonio culturale" tramite una piattaforma open source che permetta di conoscere e valutare i rischi dei beni esposti;