[ddlpres]

In particolare, nel caso in cui una strada di tipo A (autostrada) o B (extraurbana principale), nella prassi quasi esclusivamente in gestione alle società concessionarie autostradali e ad ANAS, debba essere attraversata da una nuova strada di tipo C (extraurbana secondaria) o F (extraurbana locale), perlopiù di competenza provinciale e comunale, o addirittura da una strada urbana di competenza comunale, si ritiene che la responsabilità della gestione e manutenzione delle parti strutturali del relativo cavalcavia debba essere individuata più propriamente in capo alla società concessionaria o ad ANAS – fermo restando che gli oneri dovrebbero rimanere a carico della provincia o del comune che hanno richiesto la realizzazione del cavalcavia, poiché di loro esclusivo interesse – al fine di garantire il regolare esercizio delle infrastrutture stradali principali di interesse nazionale. Tale approccio è già adottato da alcune concessionarie autostradali, sulla base di atti convenzionali che, caso per caso, e senza alcun criterio univoco, definiscono oneri e responsabilità delle parti, interferente ed interferita. Allo stato attuale quindi non esiste una disciplina specifica, a livello primario, per l'attribuzione della titolarità dei cavalcavia o sottovia stradali. L'assenza di una disciplina specifica non solo determina che le interferenze di nuova realizzazione non possano essere certamente attribuite in modo univoco ad uno specifico ente gestore, ma anche che per tutte le opere d'arte che realizzano le interferenze esistenti si debbano ricercare negli archivi storici gli atti convenzionali relativi alla loro costruzione per risalire all'ente titolare delle strutture su cui ricade la responsabilità della gestione e manutenzione. Conseguentemente, mediante la disposizione in parola si procede ad inserire nell'articolo 25 del codice della strada una disciplina specifica e puntuale, finalizzata ad individuare, anche in relazione alle strutture esistenti ed in modo assolutamente univoco, la titolarità delle strutture de quibus . In particolare, il comma 1- bis prevede che, in caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade appartenenti ad enti diversi, ferma restando l'obbligatorietà della concessione di cui al comma 1 del medesimo articolo 25, le strutture che realizzano l'opera d'arte principale del sottopasso o sovrappasso, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, siano di titolarità dell'ente che rilascia la concessione qualora la strada interferita sia di tipo superiore, con riferimento ai tipi definiti dall'articolo 2, comma 2, a quello della strada interferente. Il comma 1- ter specifica che, per ragioni di sicurezza e di importanza dei flussi di traffico: a) le strutture dei sottopassi e sovrappassi di strade di tipo A e B con strade di tipo inferiore, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, sono di titolarità degli enti proprietari delle strade di tipo A e B, anche quando tali enti rilasciano la concessione all'attraversamento; b) nel caso di attraversamento tra strada di tipo A e strada di tipo B, le strutture dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, sono di titolarità dell'ente proprietario della strada di tipo A; c) nel caso di attraversamento tra strade di tipo A appartenenti ad enti diversi, la titolarità delle strutture dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, è indicata nell'atto di concessione di cui al comma 1, che va rinnovato o rilasciato se privo di tale indicazione; d) nel caso di attraversamento tra strade di tipo C appartenenti ad enti diversi, la titolarità delle strutture dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, è indicata, con preferenza per l'ente cui appartiene la strada di interesse nazionale, nell'atto di concessione di cui al comma 1, che va rinnovato o rilasciato se privo di tale indicazione. Il comma 1- quater prevede la titolarità delle strutture delle opere d'arte dei sottopassi e sovrappassi, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi, esistenti e di nuova costruzione, individuata secondo i criteri di cui ai commi 1 -bis e 1- ter , debba essere indicata in appositi atti convenzionali, con cui sono disciplinati le modalità e gli oneri di realizzazione, gestione e manutenzione a carico dell'ente titolare della strada interferente, stipulati tra gli enti proprietari ovvero tra i gestori delle strade interessate dall'attraversamento a livello sfalsato. Il comma 1- quinquies stabilisce che, in relazione ai sottopassi e sovrappassi stradali esistenti, gli enti proprietari della strada interferita e di quella interferente provvedono, ove necessario anche mediante trasferimento della titolarità delle opere d'arte da realizzarsi senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, a dare attuazione alle previsioni di cui ai commi da 1- bis a 1- quater entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della nuova disciplina, provvedendo, altresì, alla formazione e all'aggiornamento degli elenchi dei sottopassi e sovrappassi, di cui risultano o divengano titolari. Capo II – SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA AMBIENTALE Articolo 50. ( Razionalizzazione delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale ) Con l'articolo in esame vengono introdotte specifiche disposizioni di semplificazione delle procedure in materia di valutazione ambientale, agendo sia sui termini attualmente previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006 che sulle procedure, opportunamente novellate per evitare ritardi e blocchi nei procedimenti autorizzatori. In particolare, la proposta normativa in esame interviene sulla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante « Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione integrata ambientale (IPPC) », specificamente sul titolo I, « Princìpi generali per le procedure di VIA, di VAS e per la valutazione d'incidenza e l'autorizzazione integrata ambientale (AIA) » (articoli 5, 6, 7- bis , 8 e 9) e sul titolo III, « La valutazione di impatto ambientale » (articoli 19, 20, 21, 23, 24, 25, 27, 27- bis , 28). Con riguardo al comma 1 si illustra quanto segue. La lettera a) , modifica l'articolo 5, comma 1, lettera g) , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, prevedendo che ai fini del rilascio del provvedimento di VIA il proponente debba presentare il progetto di fattibilità come definito dall'articolo 23, commi 5 e 6, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, o ove disponibile il progetto definitivo come definito dall'articolo 23, comma 7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ed in ogni caso tale da consentire la compiuta valutazione dei contenuti dello studio di impatto ambientale, ai sensi dell'allegato IV della direttiva 2011/92/UE come modificata dalla direttiva 2014/52/UE, che è stato integralmente trasposto nell'allegato VII alla parte seconda del decreto legislativo n. 152 del 2006.