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La vulgata della mancata conoscenza della democrazia da parte del centrodestra è, in questo momento, ampiamente smentita perché noi siamo qui a difendere il dibattito e il confronto. Il confronto è democrazia, non ce lo dobbiamo dimenticare. Siamo di fronte a provvedimenti espressione di chi ritiene di sottrarsi a questo confronto. Per tutte queste ragioni (come vedete, sono anche molto sintetico perché credo che la sintesi, in questo momento, sia importante anche per dare un segnale nei confronti di chi, invece, la sintesi non conosce), dichiaro il voto contrario della Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . CORBETTA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORBETTA (M5S) . Signor Presidente, il provvedimento che ci apprestiamo a votare contiene norme che hanno segnato un punto di svolta nella gestione dell'emergenza Covid-19, determinando il passaggio dalla fase 1 alla fase 2. Alla fase 2, che ha rappresentato l'inizio della ripartenza per il nostro Paese, siamo giunti dopo mesi di faticoso lockdown , caratterizzato da sacrifici economici, limitazioni della libertà personale, rinunce nella sfera privata degli affetti e disagi di varia natura, ai quali il popolo italiano ha risposto con grande senso civico e di responsabilità. È proprio vero, signor Presidente, che gli italiani danno sempre il meglio di sé quando sono messi a dura prova, come avvenuto in questi ultimi tempi. Questo è un elemento che voglio sottolineare perché senza gli sforzi e i comportamenti collettivi del nostro popolo, questo decreto-legge di ripartenza avrebbe visto la luce molto più in là nel tempo e, comunque, avrebbe avuto contenuti diversi. Il testo in esame fa parte della serie di provvedimenti legislativi d'urgenza che si sono succeduti in seguito alla proclamazione dello stato di emergenza proclamato a fine gennaio. A tali provvedimenti di rango legislativo si sono aggiunti numerosi atti amministrativi di provenienza statale, regionale e comunale ed è importante sottolineare che, sul piano dell'assetto formale delle fonti, tutti i princìpi costituzionali sono stati pienamente rispettati. L'elemento che più contraddistingue il provvedimento in esame è il venir meno delle autocertificazioni, contestuale alla fine delle limitazioni agli spostamenti personali. Tale fine viene ripristinata con tempistiche differenti a seconda che la circolazione interessi il territorio regionale, interregionale o estero, mantenendo però fermi i divieti per i soggetti in quarantena. Un altro aspetto rilevante riguarda le funzioni attribuite alle Regioni. Prima di questo provvedimento, il ruolo delle Regioni era circoscritto all'introduzione di misure di ulteriore restrizione a fronte aggravamenti delle condizioni epidemiologiche dei singoli territori. Non si andava oltre, tanto che erano preclusi diversi poteri decisionali in ambito economico. Il decreto-legge in esame segna un'evoluzione, consentendo un'incidenza regolatoria regionale sulle attività economiche, produttive e sociali. La risposta all'emergenza epidemiologica mostra quindi un progressivo aumento dell'interazione tra Governo e Parlamento e tra Stato centrale e Regioni. Il contenuto del decreto-legge, nonostante la sua chiarezza, non è stato ben capito da alcune forze politiche, che l'hanno interpretato come un decreto libera tutti. Basta pensare alla manifestazione del 2 giugno a Roma, organizzata da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Ho qui, Presidente, alcuni articoli di giornale: «2 giugno, Meloni: "Domani manifestazione in sicurezza, per dare voce all'Italia che non si arrende"». E per fortuna che era in sicurezza, visto che il giorno dopo si leggeva: «2 Giugno, folla e assembramenti: a Roma la manifestazione del centrodestra diventa un corteo senza regole». E ancora: «2 Giugno, centrodestra in piazza senza regole: saltano i distanziamenti, il flash mob degenera in ressa»; «2 Giugno, al corteo del centrodestra saltano norme sanitarie: esposto in procura». (Applausi) . La destra ha dato vita a una manifestazione senza regole, con assembramenti, assenza totale di distanziamento sociale e mascherine alzate e abbassate alla bisogna, per foto di gruppo e selfie vari. (Applausi) . (Commenti). Salvini, Meloni, Tajani hanno rivelato il loro volto menefreghista, dimostrandosi disinteressati al bene comune, totalmente irresponsabili e indifferenti ai sacrifici degli italiani che rispettano le regole. Tutto serve al nostro Paese tranne una nuova ondata di contagi in autunno. (Brusio). Posso proseguire, Presidente? PRESIDENTE. Lasciamo parlare il collega, per cortesia. Concluda, senatore. CORBETTA (M5S) . Dicevo, tutto serve al nostro Paese tranne una nuova ondata di contagi in autunno, con conseguente ulteriore lockdown dagli effetti catastrofici per il nostro tessuto sociale ed economico. Per questo dobbiamo tenere bene a mente l'immagine dei presidi ospedalieri, gli appelli alla prudenza del personale sanitario e le tante vittime di un virus che, ancora oggi - lo sottolineo - provoca morti, seppure in numero inferiore rispetto ai mesi passati. Ognuno di noi seduto in quest'Aula ha grandi responsabilità e, in questo momento così difficile della nostra storia, il Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle Senato c'è e sostiene con forza questo Governo, che sta facendo di tutto per rilanciare il Paese e dare agli italiani nuove prospettive per il futuro. (Applausi) . Dichiaro pertanto il voto del MoVimento 5 Stelle, che sarà, senza dubbio alcuno, favorevole. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Colleghi, sospendo la seduta fino alle ore 16,30. Alle ore 15 è convocata la Conferenza dei Capigruppo. (La seduta, sospesa alle ore 13,41, è ripresa alle ore 16,33) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Sulla scomparsa di Alfredo Biondi PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, è con spirito di profonda commozione che desidero esprimere la vicinanza mia e di tutto il Senato della Repubblica ai familiari, ai parenti e agli amici del senatore Alfredo Biondi, spentosi questa notte nella sua Genova. Avvocato di talento e brillante intelligenza, Alfredo Biondi è stato tra i principali protagonisti di alcune delle fasi più complesse e delicate della nostra storia repubblicana. Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1969, ne fu Vice Presidente per ben quattro legislature, ottenendo la stima e l'apprezzamento di tutte le forze politiche per la correttezza e l'autorevolezza con cui ne ha sempre diretto i lavori. Nel corso di una lunga esperienza al servizio dello Stato e dei cittadini, Alfredo Biondi è stato tre volte Ministro: