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3) Attività ad elevato impatto ambientale, pianificazione e aree contigue -- sono incluse fra le attività vietate a priori dai regolamenti delle aree protette le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, la realizzazione di linee elettriche aeree di alta tensione, di capacità superiore a 220 Kv, e la realizzazione di impianti di produzione di energia eolica di potenza superiore a 50 Kw (articolo 7); -- per quello che riguarda l'equilibrio faunistico delle aree protette e gli eventuali danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica, si prevede in primo luogo di intervenire sulle cause esterne che possono determinare la proliferazione di specie alloctone invasive, in particolare di ungulati, il cui controllo appare più problematico nelle aree protette. Si prevede pertanto di vietare l'immissione di ungulati a fini di ripopolamento in tutti gli ambiti territoriali di caccia confinanti con le aree naturali protette, ivi compresi quelli confinanti con le aree della rete Natura 2000. Per quanto concerne gli eventuali piani di prelievo selettivo necessari per ricomporre gli equilibri ecologici della fauna selvatica, già oggi autorizzabili ai sensi dell'articolo 11, comma 4, della legge n. 394 del 1991 sotto la diretta sorveglianza dell'ente gestore, il disegno di legge prevede che possano avere corso solo previo parere obbligatorio e vincolante dell'ISPRA e che gli enti parco possano anche avvalersi, in tale contesto, di convenzioni rivolte alla gestione della fauna alloctona invasiva, stipulate con imprenditori agricoli ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, convenzioni che prevedano obbligatoriamente la formazione degli operatori e le modalità di cattura ammissibili. Per fronteggiare inoltre la costante scarsità di risorse disponibili per il risarcimento dei danni agli agricoltori provocati dalla fauna selvatica nelle aree protette, si prevede l'istituzione di un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, alimentato con i proventi derivanti dall'incremento del 25 per cento della tassa di concessione governativa prevista per la licenza di porto di fucile di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, accessibile anche per i risarcimenti afferenti alle aree Natura 2000. Il Ministero stesso dovrà provvedere alla ripartizione delle risorse derivanti dal Fondo, previo parere della Conferenza Stato-regioni, risorse che potranno essere utilizzate, in quota parte, anche per l'adozione di incentivi rivolti alla diffusione di misure di prevenzione dei danni. Infine, al personale addetto alla vigilanza delle aree protette istituite dalle regioni è estesa la qualifica di agente di pubblica sicurezza, oggi riconosciuta solo alle guardie dei parchi nazionali, con la conseguente possibilità di agire più efficacemente per la contestazione delle violazioni alla legge n. 157 del 1992 in materia di caccia (articoli 7, 9 e 16); -- per quanto concerne i piani delle aree protette, vengono in primo luogo snellite le procedure di approvazione, essendo ad oggi il ritardo nell'entrata in vigore degli strumenti di pianificazione uno degli elementi più critici della gestione. In particolare è previsto che il piano si intenda comunque approvato trascorsi dodici mesi dall'adozione ed una norma analoga, che pone il termine di un anno, è proposta per i piani dei parchi regionali e delle aree marine protette (articolo 8); -- l'articolo 12, comma 7, della legge n. 394 del 1991 prevedeva la prevalenza del piano del parco anche sui piani paesaggistici. Questa disposizione, pur non espressamente modificata, è stata di fatto superata e contraddetta dalla norma introdotta dal codice dei beni culturali e del paesaggio (articolo 145, comma 3) che ha invece introdotto la prevalenza dei piani paesaggistici su tutti i piani di settore, compresi quelli riguardanti le aree naturali protette. Si intende pertanto, con la presente proposta, consentire la riconduzione ad una logica unitaria e condivisa della pianificazione ambientale concernente le aree protette, prevedendo, con una specifica modifica all'articolo 135 del codice, che i piani paesaggistici siano approvati d'intesa con gli enti gestori delle aree protette per quanto attiene a tali aree; -- viene soppresso il piano pluriennale economico e sociale previsto dall'articolo 14 della legge n. 394 del 1991. Tale strumento è rimasto ad oggi sostanzialmente inapplicato e la separazione in due diversi strumenti di piano delle esigenze concernenti la protezione e lo sviluppo sostenibile non appare ad oggi la soluzione adeguata. Vengono pertanto integrate le finalità del piano pluriennale economico e sociale, qualora compatibili, nel piano del parco e viene introdotta una misura agevolativa permanente per lo sviluppo sostenibile dell'occupazione giovanile nelle aree naturali protette. In particolare, ai giovani imprenditori che non abbiano ancora compiuto il quarantesimo anno d'età, anche associati in forma cooperativa, aventi residenza da almeno tre anni nei comuni il cui territorio è ricompreso, in tutto o in parte, all'interno dell'area protetta, che intendano avviare un'attività economica, nel rispetto delle finalità istitutive e dei piani di gestione delle aree protette, esclusivamente nei seguenti settori: a) educazione e formazione ambientale; b) agricoltura biologica di cui al regolamento (CE) 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, e successive modifiche e integrazioni; c) sviluppo e promozione delle produzioni agroalimentari e artigianali tipiche dell'area protetta; d) escursionismo ambientale, turismo ecosostenibile e pescaturismo; e) manutenzione del territorio e gestione forestale; f) restauro ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente; è riconosciuto, per il periodo di start-up pari a cinque anni dall'avvio, un regime fiscale d'imposta sul reddito fortemente agevolato e l'esenzione dall'IRAP. Lo sgravio è concesso nel limite di spesa annua di 25 milioni di euro a decorrere dal 2014, alla cui copertura si provvede mediante incremento dell'imposta sui derivati finanziari di cui all'articolo 1, comma 492, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (articoli 4 e 8); -- è esteso il nulla osta preventivo dell'ente parco, previsto dall'articolo 13 della legge n. 394 del 1991, anche a tutti gli atti aventi valenza pianificatoria, di natura urbanistica o in ambiti settoriali, e alle relative varianti, assoggettati alla procedura di valutazione ambientale strategica di cui all'articolo 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006. L'ente parco può inoltre disporre, solo in presenza del piano e del regolamento del parco approvati e vigenti, che il nulla osta sia sostituito da una dichiarazione asseverata del progettista di conformità alle prescrizioni specifiche contenute nel piano e nel regolamento stesso, esclusivamente per alcune categorie di interventi di lieve entità riguardanti gli edifici e i centri abitati esistenti.