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Dicevo prima che questo decreto era una buona opportunità, ma su certi aspetti siete riusciti addirittura nell'impresa di peggiorare la normativa, anziché semplificarla. Prendiamo la rigenerazione urbana: le nostre città spesso si trovano con dei vuoti urbani da rigenerare, una necessità che non deve essere vista come speculazione, ma anzi come un'opportunità. Per togliere questi vuoti urbani bisognava incentivare chi vuole investire, non mettere paletti. Chi non ha un'esperienza sul campo come amministratore locale o come professionista, ma fa solo l'ambientalista snob da salotto, non si rende conto di cosa voglia dire trovarsi di fronte a edifici abbandonati, ricettacolo di balordi e delinquenza, che voi alimentate riempiendo le nostre città di clandestini. (Applausi) . Se si vuole fare in modo che ci sia un consumo di suolo quasi pari a zero, si deve dare la possibilità di demolire e ricostruire all'interno del tessuto urbano, senza insuperabili vincoli burocratici. Se ho un capannone in una zona ormai residenziale, aspetto anni di pratiche e permessi e poi mi si dice che devo tenere gli stessi prospetti e le stesse sagome. Prendiamo esempio dalla rigenerazione urbana delle città europee, non restiamo legati al "non tocco nulla"; mettiamo dei paletti ben chiari sugli immobili vincolati e non in generale. Serve coraggio. C'è poi l'intervento sblocca-stadi. Permettetemi di ricordare alla senatrice Biti e al caro Matteo Renzi, che forse sono annebbiati dalla smania di visibilità e lo hanno dimenticato, che è stato approvato anche un nostro emendamento, ma soprattutto che, senza i voti della Lega, il loro emendamento non sarebbe passato vista la contrarietà dei loro alleati di Governo del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Questa è stata solo uno delle spaccature e dei mal di pancia all'interno della maggioranza. Siete piegati agli ordini della CGIL, come ha tranquillamente riferito in audizione un loro rappresentante, quando ha affermato di avere un proprio Gruppo parlamentare. E la CGIL è tutt'altro che semplificazione. (Applausi) . Ancora più evidente è stato l'ennesimo voltafaccia dei 5 Stelle: dall'uno vale uno e dallo streaming sempre e ovunque, si è passati a saldare la scatola di tonno che volevano aprire dopo aver sostituito però il tonno con una buona aragosta. (Applausi) . Vi rendete conto di aver approvato un emendamento che permette di eliminare il dibattito pubblico dall' iter autorizzativo di grandi opere infrastrutturali e di architetture di rilevanza sociale che hanno impatto sull'ambiente, sulla città o sull'assetto del territorio? (Applausi) . Ma voi non eravate i portavoce dei cittadini? O dopo esservi rinchiusi nella famigerata scatoletta di tonno pensate "chi se ne frega" del parere dei cittadini su TAV, TAP, termovalorizzatori e grandi infrastrutture? Come dicevo all'inizio, era una grande opportunità che avete colto solo in parte, o anche meglio soprattutto grazie al nostro contributo che ha migliorato il decreto. Purtroppo vi siete intestarditi su diversi articoli e invece di semplificare avete aumentato la burocrazia. Non è complicando le norme che si evita il malaffare, anzi è il contrario. Ci voleva più coraggio, più fiducia negli italiani e negli amministratori locali. Invece avete preferito prestarvi ad essere usati da chi ha come ideologia proprio la complicazione, il boicottaggio della libera iniziativa e la tortura burocratica verso cittadini e imprese. Mettendo la fiducia, il giudizio sul decreto da tecnico diventa politico e questo non era quello che volevamo. Il voto della Lega-Partito Sardo d'Azione sulla fiducia sarà quindi convintamente contrario. (Applausi) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, per comprendere l'importanza di questo provvedimento, il decreto semplificazioni, bisogna volgere lo sguardo verso l'obiettivo finale, verso il futuro. Questo futuro e questo obiettivo corrispondono ad uno dei punti più significativi che sono stati conseguiti da questo Governo grazie allo stimolo e al supporto continuo del MoVimento 5 Stelle. Tale obiettivo finale è rappresentato da un numero: 209 miliardi di euro. (Applausi) . Si tratta di un grande piano di investimenti che noi potremo affrontare in questo Paese grazie al recovery fund , oramai ribattezzato Next generation EU, e non grazie alle operazioni di marketing o al piano shock evocati prima. Sul punto, però, credo sia importante fare una digressione: nel periodo più duro per il Paese, quello dei primi provvedimenti di chiusura delle attività produttive, la risposta dell'Unione europea è stata subito deficitaria. Nessuno di noi deve dimenticare che in quel momento era stato messo in campo un pacchetto che, prevedendo poche risorse date in prestito tramite il piano SURE, la BEI o il MES, risultava del tutto inadeguato e non all'altezza dell'importante sfida davanti alla quale noi oggi ci troviamo. Ed è stato allora che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sostenuto dall'impegno costante del MoVimento 5 Stelle, ha portato l'Italia a farsi capofila di otto Paesi per chiedere all'Unione europea una svolta, un cambio di passo, che mettesse in campo molte più risorse da reperire finalmente attraverso una massiccia e direi storica emissione di debito comune. Ed è esattamente quello che è successo: un'Europa finalmente diversa. Non ancora completamente quella che piace a noi, ma che sicuramente ha mostrato di poter recuperare quel valore della solidarietà di cui tanto abbiamo bisogno. Da qui arrivano i 209 miliardi messi a disposizione dell'Italia attraverso il recovery fund , di cui 80 miliardi in termini di sussidi. Mai, negli ultimi cinquant'anni, nel nostro Paese abbiamo avuto l'opportunità di realizzare un piano di investimenti nel digitale, nella transizione energetica, nell'ambiente, nel potenziamento e completamento delle infrastrutture. Mai! Tutti questi punti, nessuno escluso, sono gli storici obiettivi che il MoVimento 5 Stelle è stato in grado di imporre all'Europa intera. (Applausi) . Ed eccoci arrivati al punto: non possiamo permetterci tentennamenti nella realizzazione di investimenti così ingenti. Abbiamo il dovere, nei confronti degli italiani, di mettere a terra rapidamente questi soldi e di dare una prospettiva di sviluppo alle nostre comunità Per tale ragione il decreto semplificazioni è fondamentale. Ci consentirà di sveltire e fluidificare tutta una serie di procedure senza abbandonare mai gli ineliminabili presidi a tutela della legalità e dell'ambiente. Questo decreto è stato davvero un grandissimo lavoro per tutti noi. Ricordiamolo: 2.900 gli emendamenti arrivati; oltre 1.000 quelli giudicati inammissibili; alla fine, saranno quasi 320 quelli approvati. Qui, il mio ringraziamento va ai due relatori, ai Presidenti delle Commissioni affari costituzionali e lavori pubblici, alla presidente Casellati e agli uffici di supporto. Il mio ringraziamento va anche ai colleghi delle opposizioni.