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la progettazione delle sottostazioni elettriche è un chiaro caso di come i lavori non partano neppure dove sussistono i finanziamenti e non ci sono criticità, mentre per la tratta che da Catanzaro lido porta a Melito Porto Salvo bisogna ancora reperire le risorse economiche mancanti per far partire la seconda fase degli interventi; considerato infine che: la Calabria, regione trattata atavicamente come ultima ruota del carro, attende queste importanti opere, alta velocità compresa, da decenni e le lungaggini e gli annunci privi di alcun contenuto non convincono più nessuno; la ferrovia jonica, in particolare, è una delle poche tratte ferroviarie italiane, con posizione strategica per lo sviluppo dell'intera area, a non essere elettrificata. E mentre altrove si progetta l'alta velocità, sulla costa jonica calabrese ancora si fatica a completare l'elettrificazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se siano stati reperiti i fondi mancanti per il completamento dell'opera; se intenda attivarsi per intervenire in merito alla generale situazione di stallo sia dei lavori di elettrificazione sia, soprattutto, in merito alla progettazione delle sottostazioni elettriche; se, infine, esista un cronoprogramma aggiornato per i suddetti interventi, visto che la conclusione dei lavori entro il 2023 appare essere ormai una chimera più che tempistica reale e basata su dati oggettivi. Atto n. 4-04659 FREGOLENT BOSSI Simone Al Ministro della salute Premesso che: il ricercatore e funzionario dell'Organizzazione mondiale di sanità, Francesco Zambon, con altri 10 suoi colleghi, ha condotto uno studio dal titolo "una sfida senza precedenti-la prima risposta dell'Italia al Covid", pubblicandolo sul sito OMS; lo studio, dopo poche ore dalla sua pubblicazione, è stato rimosso dal sito; il dossier di Zambon sembra sollevare alcune criticità, tra cui la mancanza di un piano pandemico aggiornato, ed ha creato profondo imbarazzo nel Governo, e un rimbalzo di accuse e dichiarazioni ambigue tra il ministro Speranza e il vice ministro Sileri in merito all'esistenza, alla natura e all'aggiornamento del piano pandemico stesso; da quanto si apprende da fonti giornalistiche, lo stesso Zambon, rinunciando all'immunità diplomatica sollevata dalla sua Organizzazione in via preventiva, si è presentato alla Procura di Bergamo per essere ascoltato come persona informata dei fatti; nel corso di tali confronti risulta che il ricercatore abbia dichiarando di aver ricevuto forti pressioni e minacce da parte del direttore Guerra per correggere alcuni passaggi dello studio, in particolare un riferimento critico al piano pandemico italiano del 2017; il direttore Guerra smentisce quanto dichiarato da Zambon riferendo di aver indicato le correzioni su alcuni passaggi senza opporsi alla sua pubblicazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda accertare tutte le responsabilità che hanno portato il ricercatore OMS a ritirare il proprio studio e se intenda riferire con urgenza e con la massima chiarezza anche indicando quali provvedimenti intenda perdere al riguardo; se intenda attivarsi per richiedere che il report di Zambon venga reso pubblico, al fine di accertare la mancanza di informazioni ed elementi critici ed eventuali verità scomode; soprattutto, come intenda intervenire per garantire al Paese di munirsi di un piano pandemico aggiornato quale strumento necessario e urgente per consentire all'Italia di uscire dall'attuale situazione pandemica. Atto n. 4-04660 PAROLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nell'ambito del documento elaborato recentemente dal Parlamento, sulle analisi, gli approfondimenti e le scelte sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del recovery fund, per quanto riguarda il settore delle infrastrutture per la mobilità, la relazione approvata evidenzia la necessità d'incentivare la mobilità sostenibile, con progetti mirati ad accelerare l'aumento progressivo della mobilità a zero emissioni, potenziando il sistema dei collegamenti infrastrutturali, facilitando la diffusione dell'uso di veicoli a zero emissioni; l'incremento e il rinnovo del parco degli autobus e della flotta dei treni adibiti al trasporto pubblico locale, con modelli più sostenibili sotto il profilo ambientale (con modalità elettrica e a idrogeno), in grado di accelerare gli investimenti infrastrutturali e strumentali su impianti fissi e trasporto rapido di massa (metropolitane, tranvie), rappresenta una priorità fondamentale, per la promozione della rigenerazione anche urbana, al fine di sostituire i mezzi di trasporto ancora alimentati a combustibili fossili con quelli tecnologici a zero emissioni; lo sviluppo dell'idrogeno, anche e soprattutto nell'ambito della mobilità, è stato riconosciuto come un elemento centrale per la ripresa economica, nell'ottica della transizione verde cui orientare gli investimenti del programma "Next generation EU" e per favorire la decarbonizzazione nel quadro degli obiettivi climatici europei e del green deal europeo; per quanto concerne la mobilità maggiormente sostenibile, il documento (che evidenzia i principali settori d'intervento sui quali gli Stati membri stanno elaborando i progetti che saranno sottoposti alla Commissione europea, per l'utilizzo dei finanziamenti previsti dal recovery fund, da inserire nei piani nazionali di ripresa e resilienza) prevede una serie di misure riguardanti la decarbonizzazione del settore dei trasporti, la mobilità intelligente (e pesante) e i trasporti non solo su gomma, ma anche marittimi (oltre all'infrastrutturazione del territorio), i cui interventi pongono al centro degli investimenti l'utilizzo dell'idrogeno verde, senza emissione di anidride carbonica, quale elemento in grado di contribuire all'economia climaticamente neutra e a impatto zero nel 2050; sostenere lo sforzo di infrastrutturazione da parte del settore pubblico, ma soprattutto quello privato, in relazione, ad esempio, ai sistemi di ricarica elettrica o a biocombustibili su strade e autostrade o alle infrastrutture nei porti e stazioni ferroviarie, per favorire una sempre maggiore diffusione dei veicoli ad idrogeno, rappresenta una decisione urgente e indifferibile, nel più ampio contesto connesso alla decarbonizzazione dei diversi settori energetici, quali ad esempio quello dei trasporti e della produzione di energia elettrica e dell'edilizia, al fine di consentire all'Italia di svolgere un ruolo pionieristico globale in questo campo, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se condivida le osservazioni richiamate e, in caso affermativo, quali misure urgenti di competenza intenda intraprendere al fine di sviluppare il sistema delle infrastrutture connesse alla mobilità ad idrogeno, anche attraverso l'istituzione di un "tavolo idrogeno", finalizzato a coinvolgere gli operatori del settore, per la definizione di un programma in grado di adeguare i quadri delle politiche di sostegno all'idrogeno verde, in funzione dei benefici che esso apporta sul piano della riduzione delle emissioni di carbonio, sulla base di parametri di riferimento e certificazioni. Atto n. 4-04661 FARAONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che: