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fortunatamente, nonostante l'allontanamento, padre e figlio sono riusciti a ricostituire un buon rapporto; successivamente il figlio è stato collocato presso la casa del padre per il riposo notturno e per condurlo a scuola la mattina, mentre la madre aveva il diritto di prelevarlo all'uscita della scuola e trattenerlo presso la propria abitazione fino alle ore 20:00, situazione che rendeva difficile la vita quotidiana tra padre e figlio, pregiudicando anche la frequentazione con i nonni paterni; in seguito il presidente del Tribunale, pur mantenendo l'affido condiviso del minore Leonardo, lo ha collocato presso l'abitazione della madre; dopo non aver visto il bambino per quasi tre anni, a causa della sottrazione da parte della madre che lo ha portato negli USA, e nonostante la stessa sottrazione, il figlio è stato collocato presso l'abitazione della madre in Italia; successivamente, nel giugno 2015, la madre ha ottenuto la custodia esclusiva del figlio e, di conseguenza, le è stato concesso di fare ritorno negli USA; ad oggi sono anni che il padre e i nonni paterni non hanno più notizie e contatti con il minore, cittadino italiano, nato e cresciuto in Italia dalla nascita fino al giorno della sua sottrazione nel 2010; considerato che la sottrazione di un minore presso la propria abitazione da parte di uno dei due genitori è uno degli eventi più traumatici che un bambino possa vivere, con conseguenze devastanti a livello psicologico, si chiede di sapere quali azioni, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, per quanto di sua competenza, al fine di limitare drasticamente la sottrazione internazionale di minori, nella tutela dei minori stessi in primis , nonché del genitore separato che si vede sottratto il figlio per essere condotto stabilmente in uno Stato estero. Atto n. 4-02988 LA PIETRA IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: come ormai noto, i territori di Prato e Castel Volturno (Caserta), pur distanti geograficamente, sono accomunati da una rapida diffusione del fenomeno criminale di origine cinese e nigeriana; da tempo, il Gruppo Fratelli d'Italia ha denunciato la ramificazione su tutto il territorio nazionale della cosiddetta mafia nigeriana, nota per la sua particolare violenza, come anche di organizzazioni della malavita cinese; quelli che fino a pochi mesi fa apparivano come sporadici casi di cronaca locale facenti capo a singole menti criminali stanno acquisendo i connotati di organizzazioni criminali stabili e ben strutturate secondo i canoni mafiosi di cui all'art. 416- bis , comma 3, del codice penale, come riconosciuto dalla stessa Cassazione; anche negli ambienti della giustizia si starebbe facendo largo la consapevolezza dell'evoluzione "patologica" del fenomeno, con inquietanti parallelismi rispetto al fenomeno mafioso italiano, come avvalorato dall'attenzione mostrata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze alle associazioni criminali cinesi dell'area pratese e dai dirigenti della Polizia penitenziaria, nonché dal sindaco di Castel Volturno rispetto alla crescita della mafia nigeriana; secondo il sostituto procuratore antimafia, Cesare Sirignano: "In Toscana c'è una escalation della criminalità straniera, cinese, albanese e nigeriana, che rappresenta una delle priorità tra le emergenze su cui impegnarsi e da contrastare. Il fenomeno dell'immigrazione è legato a quello criminale: se entrano 10, 100, 200 mila persone che non lavorano e vengono da territori dove c'è fame, è chiaro che questo è un terreno fertile per la criminalità"; altissima è la concentrazione della mafia nigeriana nella zona di Castel Volturno, che rappresenta la base per tutti i traffici criminali e rappresenta una vera e propria emergenza per la sicurezza dal momento che si sarebbe addirittura strutturata in squadre paramilitari, dedite allo spaccio di droga, alla prostituzione e al traffico di organi, come accertato anche dalle recenti indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli con l'FBI americano e la Polizia canadese; a fronte di tale situazione, la presenza di una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia di Firenze presso la Procura della Repubblica di Prato, e di Napoli Area 2 presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere si rivelerebbe una misura necessaria per affrontare lo studio e la repressione di nuove realtà criminali slegate, ma non dissimili, da quella già presente nel territorio italiano da decenni; la creazione di un'" enclave " nei territori di Prato e Santa Maria Capua Vetere permetterebbe, altresì, di lasciare inalterata la divisione in distretti di Corte d'appello già presenti, col vantaggio di alleggerire il carico di lavoro delle Procure preesistenti a tutto vantaggio dei cittadini e dell'efficienza degli uffici; l'iniziativa, se realizzata, rappresenterebbe una necessaria misura emergenziale ed assistenziale a garanzia dei territori interessati da un fenomeno sempre più strutturato, ma che sfugge alle catalogazioni canoniche di mafia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno istituire una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia di Firenze presso la Procura della Repubblica di Prato e di Napoli Area 2 presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al fine di affrontare le nuove criminalità organizzate con la necessaria durezza e impiego di risorse, umane e strumentali. Atto n. 4-02989 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: il Veneto, considerata una regione trainante l'economia del nostro Paese (oltre il 10 per cento del Pil nazionale), sta subendo danni economici ingentissimi derivanti dai provvedimenti sanitari disposti per scongiurare il diffondersi del virus Covid-19; pur condividendo le necessarie e obbligatorie misure precauzionali adottate per evitare un rischio sanitario per i cittadini, altrettanto urgenti e indispensabili sono, a detta dell'interrogante, le misure di sostegno economico che vanno applicate non soltanto alle "zone rosse" ma a tutto il territorio provinciale poiché è tutto il sistema economico ed occupazionale, dal settore turistico, al settore agricolo e ortofrutticolo al mondo del commercio dell'artigianato e dell'industria e a tutta la filiera produttiva, ad essere messo a dura prova;