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Forse, in una situazione così drammatica e difficile, dove non c'è più nulla da perdere, sarebbe servito - perdonatemi - un po' di coraggio in più, un po' di voglia di forzare la mano e mettere in campo la vera forza del nostro Paese, tutte cose che - a nostro giudizio - sono mancate. Infatti, nel decreto di marzo, a parte la maggior parte delle tutele messe in evidenza nei confronti dei lavoratori dipendenti con la cassa integrazione, sono previste briciole per i lavoratori autonomi. Nel provvedimento c'è pochissimo per gli autonomi. Soprattutto, non siete riusciti neanche a prendere un impegno per il decreto di aprile. Chi non fattura, a fine mese - signori - i soldi non li ha. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Migliaia di artigiani e commercianti stanno soffrendo e si stanno chiedendo cosa verrà dato loro, quali aiuti potranno avere da questo punto di vista. Nel decreto in esame non c'è nulla che va in questa direzione. Inoltre, occorre fare attenzione perché fra poco si comincerà ad alimentare il sentimento per cui ci sono italiani di serie a e italiani di serie b. Chi è dipendente dello Stato e si trova sotto il suo ombrello indubbiamente gode di una posizione privilegiata. Il problema è rappresentato da tutti coloro che sono fuori dall'ombrello dello Stato che per anni hanno prodotto, pagato le tasse e si sono dati da fare e oggi sembra che non venga loro davvero riconosciuto quasi nulla. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo è un tema che dobbiamo porre perché, altrimenti, si corre davvero il rischio della rivolta sociale. Cosa fare? Anche qui, abbiamo suggerimenti. Sulla cassa integrazione vi abbiamo chiesto di semplificare, non coinvolgendo i sindacati. Del resto, se l'azienda e lo Stato dicono di chiudere, non chiudono perché ci sono dei problemi di crisi particolari. Invece, voi avete detto che i sindacati non si possono toccare. Il secondo suggerimento: innalzamento e estensione dell'indennizzo a tutte le varie categorie. I 600 euro, sinceramente, sono sembrati un po' pochi, quando poi a chi prende il reddito di cittadinanza ne diamo 750. Anche questo, sinceramente, è un elemento sicuramente necessario da mettere in evidenza. Però, anche al riguardo, sul decreto, ci avete detto assolutamente di no: non va bene, non possiamo, rivedremo, penseremo meno. Sulla sospensione dei pagamenti, abbiamo detto fin dall'inizio che bisognava sospenderli per un tempo più lungo. Non ci avete ascoltato. Adesso arriverà il decreto, che non è ancora stato pubblicato e stiamo aspettando, con la sospensione fino a fine maggio, ma bisognerà pagare tutto entro fine giugno. Tra l'altro, poi, non si capisce perché lo Stato dica di chiudere e poi debba essere l'azienda a dimostrare di aver avuto la riduzione del fatturato. Lo sappiamo benissimo quali sono le aziende che possono avere ricavato, magari, anche qualche vantaggio in un momento del genere, per qualche situazione particolare, e quali invece hanno incontrato notevoli difficoltà. Poi c'è il tema della liquidità delle imprese. Adesso uscirà questo decreto. Avete fatto, anche qui, dichiarazioni roboanti: 750 miliardi. Come se regalaste soldi a tutti! Signori, vi dico che, questi non sono soldi regalati: questi sono nuovi debiti che molte imprese dovranno contrarre, nuovi debiti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tra l'altro, il meccanismo sembra che funzioni solo fino a 25.000 euro, perché c'è la garanzia al 100 per cento dello Stato. Da lì in su, anche fino a 800.000, il rischio vero è che si comincia con le valutazioni bancarie, con il merito di credito, con il rating e tutta quella burocrazia - poi, magari, speriamo di sbagliarci - e le imprese vedranno i soldi fra tre o quattro mesi, quando ormai sarà troppo tardi. Serviva una garanzia molto più forte, da questo punto di vista, ma anche qui, purtroppo, non vi siete spinti oltre quelle che sono le regole europee, le solite regole europee cui bisogna sempre dare totale ossequio. Era forse meglio andare in infrazione - lo diciamo chiaramente - per aiutare le nostre imprese in questo momento di difficoltà, dare loro una mano seria e, soprattutto, anche la capacità di potere, in qualche modo, per andare in una certa direzione. Sono tante le cose che noi possiamo mettere in evidenza, ma la condizionalità sono davvero troppe e rischiano di non aiutare veramente le persone che hanno necessità e hanno bisogno di denaro subito. Questo è il vero aspetto che mettiamo in campo. Avviandomi alla chiusura, vi è sicuramente il tema del reddito minimo alle persone che ne hanno bisogno; ma non dimentichiamo neanche i nostri pensionati, che sono in una situazione di gravissima difficoltà in questo momento. Quindi, un accenno anche a loro non sarebbe male. Vi è il tema degli investimenti, se vogliamo pensare a un piano della ripresa. Senza gli investimenti, difficilmente il nostro Paese potrà, una volta che ci sarà la fase della riapertura, andare nella direzione giusta. Questo vale per le grandi opere, modello ponte di Genova e non modello "sospendiamo la TAV" che - scusate - non è la soluzione per il futuro del Paese, indubbiamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dall'altra parte, vi è anche il sostegno nei confronti dei nostri Comuni che, con i progetti pronti, dovrebbero essere liberi di spendere per portarli avanti, andando in deroga al codice degli appalti, come ci chiede la stessa Commissione europea. È la stessa Commissione che, con un documento, ci ha detto di andare in deroga ma, anche qui, non ci si muove di un millimetro, perché prevale l'ideologia rispetto al concetto di emergenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Così, signori, non si andrà da nessuna parte. PRESIDENTE. Senatore Romeo, la invito a concludere. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Certo, signor Presidente, concludo, anche se ho perso un paio di minuti a causa degli insulti che ho ricevuto. PRESIDENTE. La Presidenza ne ha tenuto conto e li ha già recuperati. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. Dalla liquidità ai Comuni, alla sospensione dell'ISA alle ZES, le zone economiche speciali, per le zone rosse, come le zone di Lodi e altre zone che hanno dovuto subire le chiusure; dai voucher sull'agricoltura e il turismo alla detassazione del personale sanitario e al tema dei rifiuti, che gli altri Paesi europei non ci bruciano più: tutte queste proposte hanno ottenuto una risposta negativa, senza neanche un minimo di impegno per i futuri decreti, che devono essere o dovranno essere emessi. La strada, signori, è questa qui. Avrete anche il consenso, che in questo momento hanno tutti i leader di tutti i Paesi del mondo - nel momento dell'emergenza, indubbiamente, tutti si aggrappano a chi in quel momento giustamente sta governando - ma è un consenso di carta. Quando infatti la gente comincerà a stare male, prima o poi, i conti si dovranno fare.