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Avete escluso la centrale unica appaltante della Calabria convinti che anche lì ci possa essere dello sporco, che ad oggi però non risulta. Avete costruito un decreto-legge in base a tale pregiudizio, e ciò porterà un aumento della mobilità e la chiusura dei laboratori sani; porterà la gente che lavora onestamente a non avere più lavoro, perché chiuderanno le strutture sanitarie, e i bambini saranno costretti ad attendere lunghe liste d'attesa per un semplice prelievo e gli anziani a rinunciare alle cure. Il 18 giugno i calabresi saranno in piazza Montecitorio a chiedere al Governo rispetto e ascolto. I calabresi onesti, quel giorno, verranno qui a chiedere semplicemente di essere guardati negli occhi, perché hanno l'onestà dentro e forse sono molto più onesti di tanti altri politici che gridano «onestà, onestà e onestà» e ai quali non importa niente di tutelare la parte più sana della Calabria, che merita invece di essere aiutata e non uccisa, perché abitata solo da criminali. Il nostro appello vi invita a valutare con estrema attenzione gli emendamenti e a fare vostri quelli che abbiamo presentato: ci interessa non che sia approvato l'emendamento a prima firma Siclari o Bernini, ma che le nostre proposte emendative vengano approvate perché provengono dal territorio e servono per aiutare quei cittadini che oggi sono più in difficoltà, dato che - come avete visto anche voi - si vive un'emergenza sanitaria. Risolvete il problema, allora. Ringrazio i miei colleghi che mi hanno affiancato nel corso dei lavori in Commissione igiene e sanità: ringrazio in particolare le senatrici Rizzotti, Boldrini e Stabile, nonché il collega Mangialavori e la capogruppo Bernini perché hanno fatto sentire, tramite la mia persona, la vicinanza del partito a tutti i calabresi. Per questa ragione, continueremo la battaglia in Senato tutti insieme, come Gruppo, perché i calabresi hanno bisogno di sentirsi davvero cittadini italiani e non perché glielo raccontiamo. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, a me che non sono un fenomeno - e me ne guardo bene, collega Mallegni; anzi, proprio per questo motivo coltivo ogni giorno il dubbio - il provvedimento al nostro esame desta tantissime perplessità, a cominciare dalla discussione che stiamo ora affrontando. Ricordo infatti che il provvedimento è ancora in Commissione e, quindi, potrebbe essere drasticamente modificato o addirittura mutilato in ogni sua parte, essendo la discussione ancora aperta. Discutere adesso una questione pregiudiziale, quindi, desta in me - lo ripeto - perplessità, ma mi adeguo, nel tentativo continuo di accrescere la mia conoscenza. Vi sono poi altri aspetti che inducono il Gruppo Fratelli d'Italia a votare favorevolmente a entrambe le questioni pregiudiziali presentate, che riteniamo totalmente fondate. Il provvedimento al nostro esame, signor Presidente, esercita a tradimento un'incursione in materie importantissime e, nello stile consueto del Ministro della salute - come componente della Commissione igiene e sanità lo osservo da vicino ogni giorno - adotta tre riforme davvero importanti. La prima riforma è quella della giustizia - non so però se voi, colleghi fenomeni, ve ne siete accorti - mentre la seconda è quella dell'università e la terza è quella della sanità. Nei sei articoli, a parte i primi dieci che riguardano l'emergenza Calabria, il provvedimento, colleghi fenomeni, adotta tre riforme fondamentali, tutte motivate, parzialmente necessarie e, per alcuni versi, anche urgenti, ma non è possibile trattare quegli argomenti in siffatto modo. Si tratta - lo ribadisco - di un'incursione inconsapevole, superficiale e sciatta, che prende in considerazione problemi enormi. Ne cito solo uno: la mancanza di personale medico. Uno studio recente dell'Associazione nazionale medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale (ANAAO) quantifica intorno a 20.000 i professionisti mancanti nei prossimi tre anni. È un problema serissimo che tutti conoscono, ma che non può assolutamente essere risolto in questo modo. Argomenteremo la sostanza del provvedimento in Aula come minimo la settimana prossima, Presidente, perché non so quando avverrà di preciso. Considerato che cominceremo a votare gli emendamenti in Commissione a partire dalla settimana prossima, potremmo riprendere l'esame del provvedimento anche fra quindici giorni. Invece che alla sostanza della materia, che ho sentito trattare dai colleghi che mi hanno preceduto, mi fermo alla forma e all'eccezione di costituzionalità del provvedimento in esame per manifestare l'assoluta condivisione sulle perplessità illustrate nelle due questioni e annuncio, quindi, in coerenza con quanto detto, il voto favorevole del mio Gruppo e partito ad entrambe le questioni pregiudiziali presentate. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei fare un ragionamento soprattutto alla maggioranza che ha proposto il decreto-legge in esame. Noi sosteniamo le pregiudiziali perché il provvedimento è chiaramente incostituzionale; anzi, in relazione alle questioni che attengono al rapporto con le competenze regionali, faccio presente che - pochi minuti fa eravamo in audizione in Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale - stiamo discutendo della autonomia differenziata (comma 3 dell'articolo 116). Questo è un decreto-legge che straccia le attuali competenze delle Regioni senza porsi alcun problema, e già questo è incostituzionale. Il fatto ancor più preoccupante è che non riguarda solo le problematiche della Regione Calabria: si affronta una serie di emergenze di carattere ordinamentale in sanità prescindendo da qualsiasi impianto e da qualsiasi ragionamento. In questo caso la ragione di urgenza non esiste e non capisco come faccia il Ministero della salute a pensare di affrontare l'emergenza sanità e del Sistema sanitario nazionale in siffatti termini. È un intervento "alla qualunque" che sostanzialmente fa una cosa sola: accentra i poteri, prescinde dall'ordinamento e non risolve ora e non lo farà neanche in futuro i problemi per quanto riguarda la questione sia del personale e dei professionisti - è stato detto anche dai colleghi prima di me che siamo in emergenza - che strategicamente degli specializzandi, questione tra l'altro che prevede un problema di risorse. Qui non se ne parla. Non affrontiamo il problema di come saranno e sono reclutati i medici nel Servizio sanitario nazionale, dando vita a un sistema provvisorio senza alcun tipo di controllo. Il problema è molto serio e grave. L'emergenza c'è, ma non si affronta così. In questo modo si dice una cosa semplice: "sulla sanità e su questi punti comandiamo noi". Ma questo è incostituzionale. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE .