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Il comma 3 prevede che, con deliberazione della Conferenza unificata, siano stabiliti i criteri e le modalità per l'attuazione delle finalità di cui al comma 1, tenendo conto delle specificità territoriali, delle caratteristiche qualitative dei suoli e delle loro funzioni ecosistemiche, delle produzioni agricole in funzione della sicurezza alimentare, della tipicità agroalimentare, dell'estensione e della localizzazione dei suoli agricoli rispetto alle aree urbane e periurbane, dello stato della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica, dell'esigenza di realizzare infrastrutture e opere pubbliche nonché dell'estensione del suolo già edificato e della presenza di edifici inutilizzati. Qualora la Conferenza unificata non adotti la deliberazione entro sei mesi, si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole ambientali, forestali e del turismo. L'articolo 10 dispone il divieto di cambiare la destinazione d'uso dei suoli agricoli che hanno usufruito di aiuti di Stato o dell'Unione europea, per un periodo minimo di dieci anni dalla data di erogazione dell'ultimo atto. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del divieto gli interventi strumentali alla conduzione dell'impresa agricola, compreso l'agriturismo, da realizzare ovviamente nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti. Il comma 2 prevede che, a pena di nullità, il divieto di mutamento di destinazione d'uso di cui al comma 1 sia indicato negli atti di compravendita dei suoli agricoli. Con il comma 3 s'introducono sanzioni per la violazione del divieto: una sanzione principale di natura pecuniaria e una sanzione accessoria, volta a garantire il ripristino dello stato dei luoghi qualora la violazione sia stata perpetrata tramite attività edificatoria. L'articolo 11, comma 1, prevede che alle province e ai comuni che attuano gli interventi previsti dalle disposizioni di cui all'articolo 2, sia attribuita priorità nella concessione dei finanziamenti statali e regionali eventualmente previsti in materia edilizia. Il comma 2 prevede che la stessa priorità sia attribuita ai privati, singoli o associati, che realizzano gli interventi di cui al comma 1. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso il comma 3, si attribuisce l'individuazione di misure di semplificazione e di incentivazione, anche di natura fiscale, per il recupero del rispettivo patrimonio edilizio esistente. L'articolo 12, comma 1, stabilisce che i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previsti dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e a interventi di qualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico, avuto riguardo alla particolare situazione di pericolo che caratterizza una larga parte del territorio nazionale in occasione di eventi calamitosi. L'articolo 13 prevede le disposizioni transitorie stabilendo che a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge e fino all'adozione del decreto di cui all'articolo 3, comma 1, e comunque non oltre il termine di tre anni, non è consentito il consumo di suolo agricolo, tranne che per la realizzazione di interventi già autorizzati e previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, nonché per i lavori e le opere già inseriti negli strumenti di programmazione delle stazioni appaltanti. L'articolo 14, infine, detta le necessarie norme di copertura finanziaria del provvedimento.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge detta princìpi fondamentali in materia di pianificazione del territorio per il contenimento del consumo del suolo, la mitigazione e la compensazione degli impatti ambientali provocati, l'orientamento degli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate degradate e le aree ad uso produttivo dismesse da riqualificare, anche al fine di promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente. 2 La Repubblica tutela la risorsa del suolo e le funzioni che essa svolge in quanto elemento essenziale per la vita degli ecosistemi e del genere umano. Per «suolo» s'intende lo strato superiore della crosta terrestre, costituito da componenti minerali, organici, acqua, aria e organismi viventi. Esso rappresenta l'interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. 3 Il suolo non edificato costituisce una risorsa il cui consumo comporta oneri diretti e indiretti a carico della collettività. La trasformazione dello stato del suolo causata dall'espansione delle aree urbane è suscettibile di contribuzione in ragione dell'impatto che determina sulla risorsa suolo, ferma restando la disciplina abilitativa applicabile a norma delle leggi e dei regolamenti vigenti. 2 (Interventi in favore degli enti locali e deroghe al patto di stabilità interno) 1 La presente legge prevede deroghe ai vincoli imposti dal patto di stabilità interno, per gli enti locali che attuano ambiti di generazione urbana di cui all'articolo 3, inclusi piani adeguati per la messa in sicurezza del proprio territorio contro i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico, nonché per la valorizzazione e la tutela dei terreni agricoli, al fine di promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente, nonché contenere il consumo di suolo. 2 Dopo il comma 11 dell'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è inserito il seguente: « 11 -bis. I comuni e le province con più di 5.000 abitanti, che hanno rispettato il patto di stabilità interno relativo all'anno 2018, possono derogare ai vincoli imposti dal patto di stabilità interno relativo all'anno 2017: a) per le spese necessarie all'attuazione di piani per la messa in sicurezza del proprio territorio contro i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico; b) per l'attuazione di interventi finalizzati a dare priorità agli insediamenti abitati nelle aree urbane dismesse e al recupero dei nuclei abitati rurali mediante manutenzione, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo degli edifici esistenti e della viabilità rurale; c) per l'attuazione di interventi previsti al comma 2 dell'articolo 3». 3 (Ambiti di rigenerazione urbana) 1 Gli enti locali che individuano, attraverso i loro strumenti urbanistici, ambiti caratterizzati da degrado delle aree e dei tessuti urbani da assoggettare ad interventi di rigenerazione urbana, ambientale e sociale i cui obiettivi devono essere individuati dai medesimi strumenti urbanistici, beneficiano delle disposizioni previste dall'articolo 2.