[pronunce]

che, nel merito, successivamente alla pronunzia delle ordinanze di rimessione - eccettuate quelle n. 803, n. 804 e n. 805 del registro ordinanze 2000 e quelle n. 149 e n. 150 del registro ordinanze 2001 - l'art. 3 del d.lgs. 28 luglio 2000, n. 254, ha modificato l'art. 15-quinquies, comma 10, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 - al quale rinvia l'art. 5, comma 7, del d.lgs. n. 517 del 1999 - consentendo, nel testo così vigente, "in caso di carenza di strutture e spazi idonei alle necessità connesse allo svolgimento delle attività libero-professionali in regime ambulatoriale, limitatamente alle medesime attività e fino al 31 luglio 2003, l'utilizzazione del proprio studio professionale con le modalità previste dall'atto di indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 marzo 2000" e disponendo altresì che resta fermo "per l'attività libero professionale in regime di ricovero, quanto disposto dall'articolo 72, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448"; che in data posteriore a tutte le ordinanze di rimessione è sopravvenuto l'atto di indirizzo e coordinamento approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 maggio 2001 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 9 agosto 2001), recante le linee guida concernenti i protocolli di intesa da stipulare tra regioni e università per lo svolgimento delle attività assistenziali delle università nel quadro della programmazione sanitaria nazionale e regionale, il quale, tra l'altro, stabilisce le direttive riguardanti le modalità della collaborazione tra detti enti, allo scopo di assicurare l'integrazione delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca, fissando inoltre i criteri per l'organizzazione interna delle aziende ospedaliero-universitarie; che, inoltre, l'art. 71, comma 1, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, ha disposto che "cessano di produrre effetti" - tra gli altri, l'art. 35 del d.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761, il quale reca una norma che stabilisce che il rapporto di lavoro del personale medico può essere a tempo pieno o a tempo definito; norma applicabile anche ai professori universitari che svolgono attività assistenziale, in forza dell'espresso richiamo contenuto nell'art. 102, ottavo comma, del decreto del Presidente della Repubblica italiana 11 luglio 1980, n. 382; che, infine, questa Corte, con la sentenza n. 71 del 2001, ha dichiarato, per l'assenza dei previsti protocolli d'intesa tra università e regioni relativi alle attività assistenziali da affidare ai medici universitari cessati dal servizio, l'illegittimità costituzionale parziale dell'art. 15-nonies, comma 2, del d.lgs. n. 502 del 1992, disposizione alla quale espressamente rinviano il comma 3, nonché il comma 11 dell'art. 5 del d.lgs. n. 517 del 1999, entrambi oggetto di impugnazione da parte dei giudici a quibus; che, in definitiva, gli atti legislativi e regolamentari sopra indicati, nonché la citata sentenza n. 71 del 2001 di questa Corte influiscono sul complessivo quadro normativo di riferimento nel quale si inscrivono i diversi profili delle questioni di legittimità costituzionale sollevate e, conseguentemente, impongono un nuovo esame da parte dei giudici a quibus dei termini delle questioni e della loro perdurante rilevanza.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione III. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 dicembre 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Capotosti Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria l'11 dicembre 2001 . Il direttore della cancelleria: Di Paola