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- all'articolo 24, si richiama l'attenzione sul regime sanzionatorio, che non appare coerente con i principi di proporzionalità e ragionevolezza, in quanto suscettibile di penalizzare eccessivamente i vettori, anche per mere irregolarità. Sarebbe opportuno chiarire l'ambito di applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria "in caso di trasmissione di dati incompleti o errati", per evitare di sanzionare mere irregolarità non dipendenti dalla gestione dei vettori. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 11 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che: - lo schema di decreto legislativo in esame è volto a dare attuazione alla direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, in materia di riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici; - il provvedimento, che si compone di dieci articoli e quattro allegati, è stato emanato in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge n. 163 del 2017 (legge di delegazione europea 2016-2017); - in particolare, in conformità alla direttiva (UE) 2016/2284, che abroga la precedente direttiva 2001/81/CE, lo schema di decreto mira a ridurre le emissioni nazionali annue di origine antropica di una serie di sostanze (il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, i composti organici volatili non metanici, l'ammoniaca e il particolato fine) per rispettare entro il 2020 e il 2030 i livelli di emissioni stabiliti. Prevede, inoltre, l'attivazione del monitoraggio delle emissioni di una serie di ulteriori sostanze per cui non sono previsti obblighi di riduzione e la raccolta di dati sugli impatti dell'inquinamento atmosferico sugli ecosistemi; - gli obiettivi di riduzione delle emissioni di origine antropica ai fini del miglioramento della qualità dell'aria e della salvaguardia della salute umana e dell'ambiente, di cui alla direttiva (UE) 2016/2284, sono strettamente collegati agli obiettivi di qualità dell'aria, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente, come definiti ai sensi della direttiva 2008/50/CE; - il decreto legislativo n. 155 del 2010, di attuazione della direttiva 2008/50/CE, attribuisce alle Regioni e alle Province autonome la competenza nella predisposizione dei piani di risanamento della qualità dell'aria e conferisce allo Stato l'obbligo di intervenire con un programma di misure di carattere nazionale qualora i superamenti siano influenzati in modo determinante da sorgenti di emissione su cui le Regioni e le Province autonome non hanno competenza amministrativa e legislativa; - con particolare riferimento al bacino padano, in data 9 giugno 2017, è stato sottoscritto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dai Presidenti di Regione Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, il "Nuovo Accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano", ai fini dell'attuazione della direttiva 2008/50/CE. Tale accordo, tenuto conto della specificità meteoclimatica e orografica del Bacino Padano, prevede specifici impegni a livello del Governo centrale, di carattere sia legislativo che finanziario, ai fini dell'attuazione dell'accordo e degli interventi previsti dai piani regionali di qualità dell'aria vigenti; - pertanto, nell'ambito dell'insieme delle politiche e delle misure vigenti, in conformità agli obblighi nazionali ed europei in materia di emissioni, occorre includere anche quelle dei piani di qualità dell'aria di cui al decreto legislativo n. 155 del 2010 di attuazione della direttiva 2008/50/CE, considerato che: - l'articolo 1 dello schema di decreto individua l'oggetto e le finalità del provvedimento, mentre l'articolo 2 introduce le definizioni; - l'articolo 3 definisce gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni in funzione delle tempistiche richieste dalla direttiva europea e definisce i casi di deroga ammessi dalla medesima direttiva; - l'articolo 4 riguarda la procedura di elaborazione e di adozione del programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico e dei relativi aggiornamenti. In particolare, attribuisce al Ministero dell'ambiente la gestione della procedura di elaborazione del programma nazionale, sulla base del supporto tecnico fornito dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dall'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Disciplina, inoltre, i contenuti del programma nazionale e i requisiti richiesti per la relativa istruttoria; - l'articolo 5 stabilisce le modalità di attuazione del programma nazionale, incluse le modalità per il coordinamento delle diverse autorità competenti e per la verifica del processo. Si prevede, infatti, l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di un tavolo di coordinamento tra i Ministeri dell'ambiente, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole e forestali e della salute e le autorità regionali e locali, designate dalla Conferenza unificata di cui al decreto legislativo n. 231 del 1997, ossia di tutti i soggetti responsabili per l'attuazione delle misure e delle politiche del programma nazionale. Inoltre, al fine di favorire il monitoraggio e il controllo pubblico del percorso di attuazione del programma nazionale, si prevede la trasmissione al Parlamento di una relazione annuale elaborata dal Ministero dell'ambiente, nonché la pubblicazione sul sito Internet del medesimo Ministero e della Presidenza del Consiglio dei ministri di una ricognizione, periodicamente aggiornata, sull'attuazione delle misure e delle politiche previste dal programma; - l'articolo 6 prevede la elaborazione e l'aggiornamento di inventari e di proiezioni nazionali delle emissioni, a cura dell'ISPRA e dell'ENEA; - all'articolo 7 sono previste attività di monitoraggio degli impatti dell'inquinamento atmosferico su ecosistemi, attraverso il coordinamento e l'integrazione con sistemi di monitoraggio esistenti. Per la definizione della disciplina di dettaglio si rinvia a un decreto ministeriale attuativo; - l'articolo 8 individua le comunicazioni da effettuare nei confronti della Commissione europea e dell'Agenzia europea per l'ambiente; - l'articolo 9 reca disposizioni in materia sanzionatoria, limitandosi a stabilire che per la violazione degli obblighi che saranno introdotti con norme secondarie statali e regionali, ai fini dell'attuazione delle politiche e delle misure del programma nazionale, si applicheranno le sanzioni previste dalla vigente normativa primaria di riferimento; - l'articolo 10 dispone in merito all'informazione del pubblico; - l'articolo 11 introduce norme finali, tra le quali l'abrogazione del decreto legislativo n. 171 del 2004 che ha attuato la precedente direttiva 2001/81/CE, ora abrogata; - l'articolo 12 reca la clausola di invarianza finanziaria; - l'allegato I disciplina il monitoraggio e le comunicazioni delle emissioni atmosferiche;