[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 11, commi 1 e 1-bis, della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia del 14 giugno 2007, n. 14, recante «Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione Friuli-Venezia Giulia derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Attuazione degli articoli 4, 5 e 9 della direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici in conformità al parere motivato della Commissione delle Comunità europee C(2006) 2683 del 28 giugno 2006 e della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (Legge comunitaria 2006)», promosso dal Tribunale amministrativo regionale per il Friuli-Venezia Giulia nel procedimento vertente tra la Lega per l'Abolizione della Caccia (LAC) - Onlus e la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ed altri con ordinanza del 13 gennaio 2011, iscritta al n. 60 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 16, prima serie speciale, dell'anno 2011. Visto l'atto di costituzione della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia; udito nell'udienza pubblica del 14 febbraio 2012 il Giudice relatore Giuseppe Frigo; udito l'avvocato Giandomenico Falcon per la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.. Ritenuto che, con ordinanza del 13 gennaio 2011, il Tribunale amministrativo regionale per il Friuli-Venezia Giulia ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 11, commi 1 e 1-bis, della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 14 giugno 2007, n. 14, recante «Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione Friuli-Venezia Giulia derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Attuazione degli articoli 4, 5 e 9 della direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici in conformità al parere motivato della Commissione delle Comunità europee C(2006) 2683 del 28 giugno 2006 e della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (Legge comunitaria 2006)», deducendo la violazione degli artt. 41 e 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma della Costituzione, dell'art. 4, primo comma, dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1), nonché dell'art. 6, primo comma, numero 3), del medesimo statuto (parametro, quest'ultimo, evocato solo in motivazione); che il giudice a quo premette di essere investito del ricorso proposto dalla Lega per l'Abolizione della Caccia (LAC) - Onlus per l'annullamento del provvedimento del 24 giugno 2008, con il quale, al fine di prevenire danni alle colture, è stato consentito, in deroga ai vigenti divieti in materia, l'abbattimento di ottantacinque cinghiali in Provincia di Pordenone, autorizzando alla sua esecuzione gli agenti di vigilanza venatori provinciali, con l'ausilio di «cacciatori di cui all'art. 7, comma 6», della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 14 del 2007, iscritti nell'apposito elenco provinciale istituito con delibera della Giunta regionale 6 agosto 2007, n. 1963; che, unitamente ad altri motivi che investono il provvedimento impugnato nel suo complesso, la parte ricorrente ha censurato, in modo particolare, il fatto che siano stati autorizzati all'esecuzione dell'abbattimento in deroga anche i «cacciatori», cui detto compito non potrebbe essere, di contro, demandato in base alle previsioni dell'art. 19, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio); che, secondo il giudice a quo, il provvedimento impugnato sarebbe stato adottato in «corretta applicazione» dell'art. 11 della legge regionale n. 14 del 2007 e degli ulteriori articoli da esso richiamati, sicché il ricorso dovrebbe essere rigettato; che il rimettente dubita, tuttavia, della legittimità costituzionale dei commi 1 e 1-bis del citato art. 11; che il giudice a quo rileva come l'art. 11 della legge regionale estenda ai mammiferi selvatici le modalità stabilite dai precedenti articoli per l'adozione delle deroghe concernenti gli uccelli, previste in attuazione dell'art. 9 della direttiva 2 aprile 1979, n. 79/409/CEE; che, a fronte di ciò, i soggetti cui può essere affidata l'esecuzione degli abbattimenti verrebbero ad essere individuati dall'art. 7 della medesima legge regionale, che, al comma 6, include fra essi anche i titolari di licenza per l'esercizio venatorio; che, per converso, l'art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992 - qualificabile come norma fondamentale di riforma economico-sociale, secondo la giurisprudenza costituzionale - non attribuisce alle Regioni la facoltà di individuare i soggetti abilitati all'attuazione dei piani di abbattimento a fini di controllo della fauna nociva, ma ne fornisce una elencazione tassativa (guardie venatorie provinciali e, se in possesso di licenza di caccia, proprietari o conduttori dei fondi interessati, guardie forestali o comunali): elencazione nella quale, come già chiarito nella sentenza di questa Corte n. 392 del 2005, non possono ritenersi compresi i cacciatori; che, conseguentemente, il legislatore regionale non avrebbe osservato i limiti della potestà legislativa integrativo-attuativa in materia di protezione della fauna, previsti dall'art. 6, primo comma, numero 3), dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia; che si è costituita la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, la quale ha chiesto che la questione venga dichiarata inammissibile o infondata; che, nella memoria illustrativa, la Regione ha eccepito, in particolare, l'inammissibilità della questione per erronea individuazione delle disposizioni censurate; che, infatti, secondo la stessa ordinanza di rimessione, l'individuazione dei soggetti abilitati ad effettuare il prelievo in deroga sarebbe operata non dall'art. 11, commi 1 e 1-bis, bensì dal precedente art. 7, comma 6, della legge reg. Friuli-Venezia Giulia n. 14 del 2007, che consente a persone già in possesso di licenza per l'esercizio venatorio di partecipare, a determinate condizioni, agli abbattimenti: con la conseguenza che l'ipotizzata lesione dei principi costituzionali dipenderebbe da una disposizione diversa da quelle sottoposte a censura;