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« c-bis) coloro che esercitano la prostituzione in aree densamente abitate, su arterie ad alto scorrimento di traffico e in aree immediatamente prossime ad edifici di culto ovvero di pregio storico-architettonico o ambientale, come individuate dal sindaco ai sensi dell'articolo 54, comma 4, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni; coloro che esercitano, in qualsiasi luogo del territorio comunale, il commercio abusivo; coloro che esercitano, in qualsiasi luogo del territorio comunale, il rovistaggio nei raccoglitori dei rifiuti predisposti dal comune». 4 (Modifiche alla disciplina sull'accattonaggio) 1 All'articolo 600 -octies del codice penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il primo comma è aggiunto il seguente: «Chiunque organizzi l'altrui accattonaggio, se ne avvalga o comunque lo favorisca a fini di profitto, è punito con la reclusione da uno a tre anni»; b la rubrica è sostituita dalla seguente: «Impiego di minori nell'accattonaggio. Organizzazione dell'accattonaggio». 5 (Disposizioni in tema di contrasto del fenomeno del rovistaggio di rifiuti) 1 Chiunque rovisti nei cassonetti per la raccolta predisposti dal comune ovvero recuperi rifiuti ivi collocati è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino ad euro 618. 2 Chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, cede, riceve, trasporta, esporta, importa, o comunque gestisce abusivamente i rifiuti provenienti dall'attività di cui al comma 1 è punito con la reclusione da uno a sei anni. 3 Alla condanna di cui al comma 2 conseguono le pene accessorie di cui agli articoli 28, 30, 32- bis e 32- ter del codice penale, con la limitazione di cui all'articolo 33 del medesimo codice. 6 (Disposizioni per il contrasto del commercio abusivo nelle aree urbane) 1 All'articolo 54, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come modificato dall’articolo 3 della presente legge, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «Con la medesima procedura di cui al periodo precedente, con ordinanza contingibile e urgente, il sindaco, al fine di contrastare il fenomeno dell'abusivismo commerciale può individuare, nel territorio comunale, aree di pregio storico-architettonico, ambientale ovvero commerciale nelle quali è vietato l'esercizio del commercio abusivo o ambulante in ogni sua forma». 2 È punito con la sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 2.000 chiunque eserciti il commercio abusivo o ambulante nelle zone individuate dal sindaco con ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell'articolo 54, comma 4, terzo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotto dal comma 1 del presente articolo. In caso di recidiva si applica la sanzione amministrativa da euro 1.000 ad euro 4.000. 3 È punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l'acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale. È punito con la medesima sanzione di cui al primo periodo l'acquirente finale che acquisti a qualsiasi titolo merci offerte da commercianti ambulanti ovvero abusivi nelle aree individuate dal sindaco ai sensi dell'articolo 54, comma 4, terzo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotto dal comma 1 del presente articolo. In ogni caso si procede alla confisca amministrativa delle cose di cui al presente comma. Restano ferme le norme di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. Salvo che il fatto costituisca reato, qualora l'acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall'acquirente finale, la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad 1 milione di euro. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall'articolo 13 della citata legge n. 689 del 1981, all'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa. 4 Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le modalità attraverso le quali le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni previste dai commi 2 e 3 sono versate alle entrate del bilancio dei comuni nel territorio dei quali la violazione è accertata. 5 Sono abrogati i commi 7 e 8 dell'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. 7 (Piano del sindaco per la tutela della sicurezza stradale, dell'incolumità e della sanità pubbliche, nonché del commercio autorizzato nel territorio metropolitano) 1 All'articolo 54, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al fine di concorrere alla tutela della sicurezza stradale, dell'incolumità e della sanità pubblica e di contrastare il commercio abusivo nel territorio metropolitano, il sindaco metropolitano predispone un piano per l'esercizio delle funzioni attribuitegli dal decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e dalle altre disposizioni in materia. Il piano è sottoposto all'approvazione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di cui all'articolo 20 della legge 1° aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, anche per garantire il coordinamento con le disposizioni impartite dal Ministero dell'interno -- Autorità nazionale di pubblica sicurezza e la collaborazione delle Forze di polizia statali nel raggiungimento degli obiettivi». 8 (Revisione delle disposizioni penali in materia di contraffazione e commercio di prodotti contraffatti) 1 Dopo l'articolo 642 del codice penale sono inseriti i seguenti: «Art. 642- bis. - (Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni). -- Chiunque contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000. Chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffati o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000.