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se corrisponda inoltre al vero che la designazione decisa da ultimo dal Consiglio dei ministri, che individuava in Fuortes l'amministratore delegato e in Soldi il presidente della RAI, sia discesa da una preferenza maturata da quest'ultima per un incarico meno operativo in connessione con il suo possibile ruolo nella vicenda del documentario "Firenze secondo me", in ordine al quale sta indagando la Procura di Roma; quali misure si intenda adottare per evitare che gli atti compiuti dall'amministratore delegato RAI si pongano in conflitto di interesse con il suo ruolo di sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma; in generale, se si ritenga il tema del conflitto di interesse in una delle principali aziende culturali del Paese come la RAI, con migliaia di dipendenti e rapporti anche economici con grandi aziende italiane e internazionali, meritevole di essere approfondito e affrontato. Atto n. 4-05829 LANNUTTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: in seguito alla sentenza n. 7308/2013 della Corte di appello di Roma, che riformava la sentenza di primo grado, con cui un gruppo di dipendenti del Ministero dello sviluppo economico aveva ottenuto un aumento retributivo, il Ministero richiedeva la restituzione della somma corrisposta in base alla sentenza del giudice di primo grado, immediatamente esecutiva. Taluni dipendenti, medio tempore collocati in pensione, stanno tuttora rimborsando all'INPS, per conto del Ministero, la somma posta a loro carico, mediante ritenuta di un quinto sulla pensione in godimento; a seguito di richieste legali di accesso agli atti da parte di alcuni di questi ex dipendenti, che hanno calcolato di aver completato la restituzione, ritenendo di dover restituire le somme al netto del dovuto, poiché sulle stesse hanno già pagato le ritenute di pertinenza del fisco, il Ministero ha risposto, confermando, in sintesi, che taluni dipendenti del gruppo stanno attualmente rimborsando al lordo la somma dovuta e non al netto, come dovrebbe essere secondo la consolidata giurisprudenza e la logica, poiché non si può versare due volte al fisco la stessa cifra; viceversa, a coloro che erano già andati in pensione prima della sentenza d'appello, la restituzione è stata richiesta al netto nel rispetto dei principi applicabili alla materia; considerato che: il Ministero ha motivato la diversa procedura per i dipendenti all'epoca ancora in servizio adducendo che il recupero delle somme viene operato sulla base del calcolo effettuato dal sistema di gestione stipendiale, che fornisce dati al lordo, non considerando le ritenute fiscali già versate dagli interessati. Tale motivazione è evidentemente assurda, perché non si può scaricare su un sistema gestionale, alimentato da dati forniti da persone fisiche, la responsabilità della richiesta di somme eccedenti il dovuto, con riferimento ad una sostanziosa quota fiscale già versata all'erario un decennio prima; il sistema gestionale doveva possedere le necessarie istruzioni per elaborare il netto, e non il lordo, della somma da restituire, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; quali urgenti disposizioni intenda attuare per sanare con la massima sollecitudine questo comportamento, a giudizio dell'interrogante, abusivo, contrario a leggi e logica, restituendo a sua volta anche quelle somme che i debitori avessero già in passato versato al fisco e facendo cessare una grave lesione economica nei confronti di fedeli dipendenti, che non hanno certo stipendi dirigenziali e le cui condizioni sono state aggravate dalla nota crisi economica in cui versa il Paese, ricordando anche il principio del " ne bis in idem " e il discusso blocco novennale del contratto dei dipendenti pubblici, dichiarato poi incostituzionale, con sentenza n. 178 del 2015, che già costituì grave violazione dell'articolo 36 della Costituzione; se intenda urgentemente attivarsi affinché l'INPS interrompa il prelievo, restituendo anche l'eventuale importo prelevato come lordo, anche al fine di evitare un'altrimenti inevitabile azione legale da parte dei dipendenti lesi. Atto n. 4-05830 DE PETRIS RUOTOLO LAFORGIA ERRANI BUCCARELLA GRASSO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: nel prossimo autunno si terrà a New York il vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari e l'importante appuntamento sarà anticipato da un pre summit che si terrà a Roma dal 26 al 28 luglio; in tali occasioni si potrà discutere di politiche di contrasto alla fame e promuovere tecniche e approcci agro-ecologici che rispettino ambiente e salute e contemporaneamente aiutino a ridurre le emissioni del settore primario; intorno al Food system summit si registrano preoccupazioni crescenti sulla democraticità del percorso del summit sia da parte del mondo scientifico, che dal mondo delle organizzazioni non governative, delle associazioni e delle organizzazioni rappresentative dei piccoli produttori e dei popoli indigeni; nelle ultime settimane sono state diffuse due lettere di critica firmate da numerosi esponenti del mondo accademico internazionale e le preoccupazioni sulla democraticità sono state espresse e redatte in forma scritta anche da rappresentanti del mondo politico e scientifico direttamente coinvolto nei lavori del vertice; le preoccupazioni si muovono attorno alle questioni della governance globale dei sistemi alimentari, nel dettaglio si ritiene infatti che la scelta di tenere il summit a New York anziché nella più naturale sede del Comitato mondiale per la sicurezza alimentare presso il polo alimentare, inclusa la FAO di Roma, rappresenti un segnale di spostamento del controllo politico e in particolare si ritiene grave e pericoloso il passaggio dal multilateralismo ad un approccio multistakeholder , che vede annullata la collaborazione fra le organizzazioni rappresentative di produttori, dei popoli indigeni, dei lavoratori agricoli, dei pastori, dei pescatori, dei movimenti delle donne e dei senza terra, in favore di un programma che privilegia gli interessi e l'agenda delle grandi corporation dell'agroindustria; il meccanismo della società civile (CSM), legato al Comitato mondiale per la sicurezza alimentare (CFS), ha inviato una lettera agli organizzatori del vertice, esprimendo una serie di preoccupazioni relative all'eccessiva influenza delle grandi aziende private nella preparazione del summit ; alla mancanza di un ancoraggio forte del vertice ai diritti umani compreso il diritto al cibo, alla terra, e la sovranità alimentare; alla mancanza di enfasi sulla reale portata della trasformazione che i sistemi alimentari corporativi devono subire per riallinearsi ai bisogni e ai diritti fondamentali di persone, popoli e pianeta; alla possibilità concreta che il multilateralismo ed il ruolo delle istituzioni siano indeboliti dall'approccio che privilegia attori sproporzionatamente forti rispetto agli Stati: un approccio che manca di legittimità democratica e di chiare regole di responsabilità e che mette sullo stesso piano interessi privati delle imprese e titolari di diritti anziché dare priorità ai secondi; considerato che: il sistema agroalimentare italiano potrebbe essere penalizzato dalla valorizzazione di un modello alimentare di tipo prettamente nutrizionistico, così come da una trasformazione dei sistemi alimentari basata su un certo tipo di innovazione tecnologica e digitale: