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Come è noto, la legge di bilancio ha una sezione I che riguarda la parte normativa e la sezione II, ovvero il tomo che contiene la tabella errata, che rappresenta alcuni saldi finanziari degli effetti delle variazioni intervenute durante la discussione, che avviene anche con un emendamento su cui viene posta la fiducia, ma che va a modificare il testo della parte normativa, quindi gli effetti vengono iscritti nella seconda parte. Quegli effetti vengono poi riassunti in alcune tabelle, per l'appunto le tabelle riassuntive, e una di queste è marcatamente sbagliata, perché riprende quella approvata in prima lettura alla Camera. Quindi, trattasi di mero errore materiale, anche perché chiedere un intervento normativo per andare a fare una modifica - come è stato chiesto da una parte delle opposizioni - è tecnicamente impossibile non potendo emendare quella parte del documento. A ulteriore rinforzo di questa tesi, dico che una norma primaria è sintomo di una volontà legislativa, mentre una tabella riassuntiva è un mero riepilogo di dati. Nessuno contesta il fatto che vi sia l'errore; la contestazione avviene sul come andiamo a rimediare a quell'errore, e, come sempre si fa quando c'è un errore materiale, lo si fa attraverso un errata corrige in Gazzetta, cosa che il Governo farà prontamente. Non mi sottraggo nemmeno al richiamo di cosa è successo durante la legge di bilancio perché io sono stato - ma penso che i componenti delle forze di maggioranza lo abbiano segnalato - tra coloro che erano ben consapevoli che quel processo che ha portato all'approvazione della legge di bilancio è stato troppo repentino e forse forzato. Lo è stato in primis perché era in corso un'interlocuzione con l'Europa che ci ha portato a modifiche sostanziali delle previsioni della legge di bilancio; lo è stato per una serie di motivazioni. Riteniamo non sia stata la prima volta che ciò accade in quest'Assemblea. Nel 2016, come ho già avuto modo di dire più volte, il percorso è stato sostanzialmente lo stesso, anche se con altre motivazioni. Credo quindi che come forze di maggioranza - e mi rivolgo al collega Romeo - assumiamo l'impegno affinché nella prossima legge di bilancio il percorso sia molto più ampio, più dibattuto, discusso, e che condivida appieno tutte le prerogative del Parlamento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Rispetto al DEF, è chiaro che la scadenza non è domani e non è oggi, però bisogna tener presente il momento economico che questo Paese e - oserei dire - tutto il continente europeo stanno attraversando. Penso alla locomotiva economica del vecchio continente, che ha dei dati che sono certamente peggiori dei nostri, quantomeno con riferimento alla produzione industriale e alle previsioni di crescita. Nessuno ricorda che, quando in Italia si parla di crescita ridotta rispetto alle previsioni di novembre, lo stesso sta accadendo in tutti i Paesi europei, compreso nel nostro Paese vicino, la Germania. Evidentemente c'è un problema che riguarda tutte le economie del nostro continente, legato probabilmente a fattori macroeconomici di scala mondiale - penso, ad esempio, al rapporto tra gli Stati Uniti e la Cina - che hanno incidenza sulle economie europee e che ovviamente anche noi paghiamo. Ciò fa sì che, anche se una scadenza possibile per il DEF è fine aprile, ci sarà necessità di dare un segnale di compattezza delle forze di maggioranza e di volontà del Governo di porre rimedio a una situazione macroeconomica ed economica difficile attraverso degli strumenti e delle misure che sono richiamate e collegate al DEF. Chiedere, pertanto, alle Assemblee parlamentari di Camera e Senato di procedere rapidamente all'approvazione del Documento di economia e finanza ha anche il valore di segnalare agli altri e ai mercati l'attenzione del Governo rispetto a tendenze economiche difficili che vogliamo invertire. Non mi sottraggo all'ultimo tema, che riguarda la mozione su Radio Radicale, però consentitemi di approcciarlo nel modo giusto. Ho fatto una piccola analisi storica, anche se non ho ancora dati completi. Mai come in questa Aula - parlo in specifico del Senato - si è dato corso alla discussione di mozioni di opposizione, a partire dalla prima della senatrice De Petris sull'istituzione di una Commissione sui diritti umani fino alle ultime che riguardavano addirittura la sfiducia a un Ministro della Repubblica. Abbiamo sempre garantito alle opposizioni la giusta propensione a opporsi attraverso strumenti che non siano semplicemente le interrogazioni o le interpellanze, ma anche attraverso documenti di impegno per il Governo come le mozioni, ovviamente partendo sempre dal presupposto che poi la maggioranza ha diritto di bocciare le mozioni proposte dall'opposizione. Non c'è mai quindi stata nessuna volontà di non discutere, per questioni politiche, un tema. Abbiamo affrontato il tema del TAV in quest'Assemblea; abbiamo sempre affrontato temi anche difficili per la maggioranza, come potrebbe essere la questione messa in questo modo di Radio Radicale. Noi riteniamo semplicemente che adesso non ci siano gli spazi per farlo. Pertanto, c'è un impegno della maggioranza di discutere su Radio Radicale anche in questa Aula, ma non possiamo introdurre questo pomeriggio la discussione sulle mozioni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto alberghiero «Sandro Pertini» di Brindisi, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sul calendario dei lavori dell'Assemblea BONINO (Misto-PEcEB) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, signori colleghi, vi sembrerà scontato che io, da radicale quale sono, intervenga in difesa di Radio Radicale. Non è così; Radio Radicale è anche e soprattutto la vostra storia, la storia delle istituzioni, come quella del Governo e delle opposizioni. È la storia dei grandi processi del nostro Paese; è la storia di tutti i congressi, di tutte le iniziative e di tutti i dibattiti. Ringrazio il presidente del Gruppo per le sue parole. Signor Capogruppo, il sottosegretario Crimi ha detto ieri che si tratta di un servizio da venticinque anni senza gara. Fatela, la gara. La chiediamo da ventiquattro anni questa gara e l'ultima volta è stata fatta nel 1994. (Applausi dai Gruppi Misto, FI-BP e PD). Penso sia il grande patrimonio degli ultimi quarant'anni di storia politica del nostro Paese e rivendico che Radio Radicale è stata la più grande università popolare di politica istituzionale. Non sono molti i Paesi in cui i cittadini sanno come funziona un emendamento, cosa è una mozione, come si vota e come si interviene. E, mentre raccontate che volete che le istituzioni siano accanto ai cittadini, voi vi permettete di spegnere l'unica voce che portava queste istituzioni nelle case di tutti, anche nelle vostre. (Applausi dai Gruppi Misto, FI-BP e PD). Volete fare una gara? Perfetto, è ventiquattr'anni che la chiediamo. Nel Governo del cambiamento, questo volete cambiare?