[resaula]

Pertanto, non parteciperò al voto e sarò pronto a votare sì nel secondo passaggio parlamentare di questo provvedimento qualora, nel frattempo, fossero maturati in quest'Aula e fuori segnali confortanti che mi facciano pensare alla possibilità di riformare veramente questo Stato, nell'interesse reale dello Stato e non per la convenienza di una parte politica in prossimità di elezioni imminenti. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, sarò breve perché sul merito sono intervenuto nella seduta di ieri. Confermo che di essere pienamente in sintonia con l'intervento che lei, presidente La Russa, ha svolto in rappresentanza del Gruppo Fratelli d'Italia: sono favorevole a una vera riforma che rappresenti un efficientamento dei costi per le istituzioni. Ho però rinvenuto in questa legge un'assoluta mancanza di un quadro costruttivo, di un progetto che riguardi federalismo e presidenzialismo, in sostanza una riforma vera e vedo invece in essa una semplice mossa elettorale per coprire le inefficienze economiche di cui si è macchiata e si sta macchiando questa maggioranza. Proprio per tali ragioni non voterò, per non dare alcun alibi che possa consentire di dire che io sono contro la riduzione dei parlamentari. Peraltro ciò non mi riguarda, in quanto la mia Provincia autonoma di Trento non viene toccata, quindi sono al di sopra di ogni sospetto. In ogni caso, proprio perché non condivido le marchette elettorali e credo nella serietà della politica e dell'azione di Governo, io non partecipo al voto, mi alzo e me ne vado. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Ricordo a me stesso e a tutti che l'articolo 138 della Costituzione prevede che per modificare le norme costituzionali occorrano due successive votazioni per ciascuna Camera ad intervallo non minore di tre mesi e che devono essere approvate a maggioranza assoluta, salvo che ricorrano poi ulteriormente le condizioni previste dalla Costituzione per il referendum popolare. Quindi abbiamo la tranquillità di iniziare questo percorso. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico del testo unificato dei disegni di legge costituzionale nn. 214, 515 e 805, nel suo complesso, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari». (Segue la votazione). Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo: Senatori presenti 244 Senatori votanti 243 Maggioranza 120 Favorevoli 185 Contrari 54 Astenuti 4 Il Senato approva in prima deliberazione. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az, e del senatore Carbone). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, è inaccettabile che il senatore Perilli accusi... (Vivi commenti dai Gruppi M5S). PRESIDENTE . Colleghi, è inutile che vi lamentiate quando qualcuno disturba i vostri interventi, se fate gli ululati da stadio appena inizia a parlare una persona che non la pensa come voi. (Applausi dal Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, è inaccettabile che il senatore Perilli, durante la dichiarazione di voto per il MoVimento 5 Stelle, faccia un'accusa pesante al Partito Democratico, ossia quella di ostacolarlo (Applausi dal Gruppo PD) nel cambiare la Costituzione. Noi non ostacoliamo nessuno: noi facciamo le nostre battaglie a difesa del Parlamento, a difesa del Senato, a difesa della nostra Costituzione e a difesa della democrazia! (Applausi dal Gruppo PD) . Vedremo se nella votazione su Salvini lui e il suo partito voteranno nell'interesse delle proprie poltrone! Lo vedremo in quell'occasione. (Applausi dal Gruppo PD) . Discussione del disegno di legge: Doc 881 Disposizioni per assicurare l'applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari PERILLI ed altri. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 881. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Garruti, se intende integrarla. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, l'obiettivo del disegno di legge in esame è quello di rendere neutra, rispetto al numero dei parlamentari fissato in Costituzione, la normativa elettorale per le Camere. Si tratta cioè di ritornare alla tradizionale impostazione in base alla quale tale disciplina è sempre applicabile, a prescindere dal numero dei membri che compongono il Parlamento. In base allo schema proposto, eventuali modifiche del numero dei deputati e dei senatori, stabilito agli articoli 56 e 57 della Costituzione, non richiederanno specifici interventi di armonizzazione della normativa elettorale che diversamente sarebbero necessari per evitare problemi di funzionamento del sistema. In questo modo si garantisce che il Parlamento sia in ogni momento rinnovabile e, dunque, che il potere presidenziale di scioglimento delle Camere non sia mai paralizzato da un eventuale vuoto legislativo in materia elettorale. Si rammenta, inoltre, che il riferimento al numero dei seggi e dei collegi è stato introdotto in entrambi i testi unici in materia elettorale solo con la legge 3 novembre 2017, n. 165, «Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali», mentre precedentemente la legislazione elettorale recava meccanismi applicabili indipendentemente dal numero dei parlamentari. In particolare, le leggi 4 agosto 1993, n. 276 e n. 277, nell'introdurre la quota di seggi da attribuire nei collegi uninominali e quella da attribuire con metodo proporzionale, facevano riferimento ad una percentuale o ad un rapporto sul totale dei seggi (rispettivamente del 75 e 25 per cento del numero totale dei deputati e dei tre quarti e un quarto dei senatori di ciascuna Regione), con una tecnica redazionale che consentiva il funzionamento del sistema anche nell'eventualità di un mutamento del numero dei parlamentari. Pertanto, con la proposta in esame si intende tornare ad un'impostazione che preveda, in luogo di un numero fisso di seggi uninominali, l'indicazione di una frazione del numero totale dei deputati e dei senatori. Si intende che tale meccanismo possa rappresentare la soluzione ottimale affinché la legge elettorale divenga flessibile rispetto alla variabile del numero dei parlamentari fissato in Costituzione.