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«Resta la memoria, ma, ancora più della memoria, deve restare (...) il buon esempio che ha dato al nostro Paese, alle istituzioni e alla comunità». Tutta la nostra vicinanza alla famiglia, al fratello e agli amici di LeU e anche di Articolo Uno. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, è con difficoltà e commozione che prendo la parola per ricordare Guglielmo Epifani, una persona che è stata per me un amico; per il mondo del lavoro, per il sindacato e per la sinistra un riferimento irrinunciabile. Anche da qui voglio mandare un abbraccio alla moglie Giusi, al fratello e a tutti i familiari. Dalle tante testimonianze su di lui in questi giorni sono emerse le qualità che lo hanno contraddistinto, da parte degli avversari, dei colleghi e dei compagni. Giustamente gli hanno riconosciuto lo spessore culturale, intellettuale, politico e morale. Sono caratteristiche difficili da trovare insieme in una persona ed erano quelle che hanno fatto di lui un grande leader sindacale e politico. Ecco, un leader , l'idea giusta del leader . La vita di Epifani è stata dedicata alla causa del lavoro, fino alla fine; il suo ultimo atto politico è stato quello di trovarsi insieme agli operai della Whirlpool. Inutile ripercorrere il suo curriculum , che tutti conosciamo: socialista, riformista, sindacalista, segretario della CGIL, deputato e segretario del PD, poi l'impegno in Articolo Uno e nella lista di LeU, con la quale fu eletto alla Camera dei deputati. Per Guglielmo il socialismo è sempre stato un punto di riferimento fondamentale, non un elemento consegnato al passato, non un elemento consegnato a una storia finita, ma un sistema di valori e di idee profondamente radicato nel suo modo di pensare e di agire. Queste le parole con le quali ha ricordato il centenario della CGIL nel 2006: «Non abbiamo vissuto e speso questa storia per tornare alle disuguaglianze del tempo delle origini. (...) Lavoreremo perché il futuro abbia il cuore e la forza di questa storia, che è la storia del Paese, rinnovandola e riformandola, accettando le sfide, come sempre abbiamo fatto». Questo è il punto centrale. Il mondo cambia e cambiano le condizioni di lavoro, di produzione, ma ciò che rimane fondamentale è la lotta alle ingiustizie, per affermare i diritti, per affermare il valore del lavoro prima di tutto come idea di dignità. Guglielmo sapeva da che parte stare e sapeva starci anche quando non era comodo. Questo è il vero significato della parola «riformista», che non è un sinonimo di moderatismo; anzi, per essere riformisti bisogna sapere essere radicali. Riformismo è la capacità di calare nella realtà le idee di emancipazione degli esclusi, stare dalla parte degli emarginati, vedere il mondo con i loro occhi. Epifani era un riformista perché sapeva da che parte stare. (Applausi). La gentilezza e la correttezza che lo caratterizzavano erano unite a una convinzione nei propri ideali, tali da renderlo sempre disponibile al dialogo, ma fermo, determinato nei propri convincimenti; di quella fermezza sana che unisce il senso della misura e la radicalità. Una fermezza e una determinazione che gli hanno permesso di non essere mai conservatore. Aveva ben presente le grandi trasformazioni della nostra società, a partire dalla frammentazione del mondo del lavoro, ed era consapevole che alla sinistra di Governo, per svolgere una funzione per il Paese, spetta il compito difficile di interpretare il cambiamento, ritrovando la capacità di rappresentare, di guardare avanti senza mai rinunciare alla giustizia sociale. Era un uomo delle istituzioni che ha creduto sempre, fino in fondo, al valore della democrazia e al rispetto dei suoi luoghi e delle sue forme, comprendendo che, senza di queste, la democrazia è una parola vuota. Era razionale e appassionato del merito, avversario della disintermediazione, delle scorciatoie comunicative, della demagogia. Colleghe e colleghi, prima di concludere voglio sottolineare la sua attenzione alle disuguaglianze: quelle sociali, territoriali, di genere. Non era un uomo del Sud, ma la sua sensibilità e attenzione verso il Mezzogiorno erano l'elemento centrale della sua azione. Come è stato ricordato, per la successione sceglie a segretario della CGIL Susanna Camusso, la prima donna segretario generale. A noi oggi rimane - davvero senza retorica - in un Paese che spesso sembra sempre più povero da un punto di vista umano, un grande vuoto che non potremo mai colmare. Il Parlamento e il Paese perdono un uomo delle istituzioni, un democratico, per i lavoratori un leader , per la sinistra, per i socialisti, un compagno. Il sentimento è ora di ringraziamento a Guglielmo per ciò che ha fatto per il Paese, per i lavoratori, per tutte le compagne e i compagni nella lotta per una società più giusta. L'impegno che dobbiamo prenderci è di provare a essere alla sua altezza. (Applausi) . FLORIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, chi ha conosciuto Guglielmo Epifani, o semplicemente ha avuto modo di ascoltarlo, ha capito che era soprattutto una persona perbene. Un uomo che, in qualunque compito si sia cimentato, ha dimostrato una grande coerenza di idee e di propositi, e la coerenza è sempre stata supportata da una grande preparazione. Non è mai accaduto di sentire parlare Guglielmo Epifani di un argomento di cui non avesse cognizione. Questo è il ricordo che abbiamo noi parlamentari, ma anche quello dei cittadini comuni che lo hanno conosciuto attraverso i notiziari o le trasmissioni televisive. Un altro tratto che lo ha caratterizzato è stato la capacità di confrontarsi ascoltando le idee degli altri, senza contrapposizioni sterili, ma sempre in modo costruttivo. La sua provenienza dal mondo sindacale e la sua militanza politica in un sindacato prettamente di sinistra ne ha fatto certamente uno degli uomini migliori di quella parte politica, che ovviamente trattava le questioni del mondo del lavoro con grande competenza, che non sempre riuscivamo a condividere, ma di cui capivamo bene le ragioni e apprezzavamo il modo fermo ma pacato di difenderle. La sua assenza, quindi, pesa sulla politica e alla sua famiglia va il convinto cordoglio di tutti i senatori di Forza Italia. (Applausi) . RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nella vita si ha la fortuna di incontrare e conoscere delle persone, oppure si impara a conoscerle in TV o leggendone i libri ; persone che hanno una visione anche diversa dalla propria, con le quali non si condividono nemmeno idee e programmi, ma il confronto vero, leale, costruttivo aiuta a crescere, soprattutto se di fronte si ha avuto una persona come Guglielmo Epifani. Difetti e differenze, infatti, si conoscono solo grazie a chi è in grado, educatamente, di farle conoscere. Così si cresce ed Epifani, con la sua storia e le sue battaglie, ci ha aiutato a crescere, a capire e a collaborare.