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si tratta di una richiesta indirizzata al principe Karim Aga Khan, nella sua veste di presidente dello yacht club "Costa Smeralda", di ricevere informazioni sulla nave "Destriero", il monoscafo in alluminio con carena "a V" profondo con propulsione a idrogetti costruito dalla Fincantieri, che il 9 agosto 1992 percorse 3.106 miglia nautiche senza rifornimento nell'oceano Atlantico, da New York (faro di Ambrose light) al faro di Bishop rock nelle isole Scilly in Inghilterra in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, alla velocità media di 53,09 nodi (98,323 chilometri orari), impiegando 21 ore e mezza in meno del precedente record . La miglior distanza coperta nell'arco di 24 ore è stata di 1.402 miglia nautiche alla velocità media di 58,4 nodi; tale richiesta ha tra l'altro la finalità di sensibilizzare il principe per sostenere un'iniziativa di recupero; la commissione ha deciso di attivarsi dopo aver ricevuto una segnalazione secondo la quale il Destriero si troverebbe in stato di abbandono su una banchina lungo il fiume Weser nell'area dei cantieri Lurssen di Lemwerder (poco distante da Brema), in Germania; la commissione considera la nave Destriero un elemento del patrimonio italiano e vorrebbe avviare un'iniziativa per restaurare e rendere fruibile la nave arrivando anche a richiederne la dichiarazione di bene culturale da parte del Ministro della cultura, si chiede di sapere se e quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di riportare la nave Destriero nel nostro Paese nonché di riconoscerne l'importanza come bene appartenente al patrimonio culturale italiano. Atto n. 4-06571 NUGNES LA MURA MANTERO Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nel corso della trasmissione televisiva "Che tempo che fa", andata in onda nella serata del 6 febbraio 2022, papa Francesco, richiamando alla responsabilità l'Italia e l'Europa, si è espresso con profondo sdegno in merito all'esistenza dei centri di detenzione per migranti e richiedenti asili in Libia, definendoli lager ; numerose inchieste e rapporti condotti dalle Nazioni Unite, tramite l'Ufficio dell'alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNCHR) e la missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), nonché denunce ad opera di organizzazioni umanitarie internazionali, di organizzazioni non governative impegnate nel soccorso in mare, di alcuni parlamentari indipendenti e di diverse forze politiche italiane ed europee, come il Partito della rifondazione comunista, Sinistra europea, Potere al popolo ed altre, hanno messo in luce la sistematica violazione dei diritti umani, le atrocità e le torture di cui sono vittime i migranti e i rifugiati rinchiusi nei centri di detenzione, ad opera di funzionari pubblici, miliziani che fanno parte dei gruppi armati e di trafficanti; il memorandum of understanding, siglato il 2 febbraio 2017 tra il Governo di riconciliazione nazionale dello Stato di Libia e il Governo italiano con validità triennale e rinnovo tacito alla scadenza per un periodo equivalente, garantisce il sostegno alla "guardia costiera libica" nella lotta all'immigrazione considerata irregolare e nei fatti si traduce in fornitura di armi e in addestramento tanto alla marina libica quanto a coloro che gestiscono i centri di detenzione, ossia i lager di cui ha parlato lo stesso Santo Padre; nonostante le risoluzioni dell'assemblea nazionale dal Partito democratico, gli appelli, le manifestazioni e le pubbliche prese di posizione, il rinnovo del memorandum è stato approvato in Parlamento con i voti di quasi tutti i Gruppi parlamentari; secondo gli ultimi dati forniti dall'UNHCR si stima che al momento in Libia siano operativi 11 centri di detenzione ufficiali (numero in costante mutamento), al cui interno si contano 2.800 migranti, cifra che non tiene conto delle decine di campi gestiti dai trafficanti, collocati soprattutto nella Libia meridionale, dove la maggior parte delle persone arriva dal Corno d'Africa, cioè da Sudan, Somalia ed Eritrea, con una stima, anche in questo caso per difetto, di circa 620.000 persone; l'agenzia europea di contrasto all'immigrazione irregolare, denominata Frontex, da anni ha tolto i propri assetti navali nelle acque internazionali vicine alle coste libiche ed oggi, mediante propri aerei, si occupa di segnalare la presenza di imbarcazioni in fuga dai porti libici, in modo tale da consentire alla guardia costiera libica di riprendere chi scappa dal Paese, determinando in tal modo decine di migliaia di respingimenti illegali, in palese violazione del principio di non refoulement , che obbliga, prima di ogni azione, a valutare le condizioni e le ragioni di ogni richiedente asilo; tali azioni avvengono contemporaneamente alla limitazione poste nei confronti delle organizzazioni non governative di operare, secondo i principi del diritto dell'Unione europea e delle convenzioni internazionali, nelle attività di ricerca e soccorso in mare dei fuggitivi e dello sbarco in un luogo sicuro ( place of safety ), visto che i porti libici, secondo tutti i canoni internazionalmente riconosciuti, non corrispondono a tali caratteristiche; solo nel corso del 2021 sono morte in naufragi oltre 1.400 persone (cifra per difetto), il doppio rispetto all'anno precedente, a causa della mancanza di soccorso dalle autorità tanto libiche che europee, rendendo ancora più evidente l'affermazione del Pontefice secondo cui "il Mediterraneo è il più grande cimitero esistente"; nel luglio 2021, il Parlamento ha approvato, con qualche defezione, la proroga di tutte le missioni militari in cui è impegnata l'Italia, con un notevole aumento delle spese proprio in Libia; il fallimento di ogni proposito di coinvolgimento della UE in una redistribuzione di migranti e richiedenti asilo e che lo stesso "new pact of migration and asylum" elaborato dalla Commissione europea fondato su una solidarietà soltanto apparente e sulla logica della deportazione delle persone non gradite, non ha ancora fatto passi in avanti, si chiede di sapere: se non si ritenga necessario rivedere, anche alla luce dell'esortazione del Pontefice, la politica sui migranti, procedendo alla rottura immediata del memorandum of understanding, costato alle casse dello Stato nel primo triennio quasi 800 milioni di euro, interrompendo ogni forma di collaborazione con le autorità libiche fino a quando i centri di detenzione non saranno smantellati definitivamente; se non si ritenga necessario proporre in sede UE corridoi umanitari per l'evacuazione di emergenza degli uomini, delle donne e dei minori considerate a rischio nel Paese nordafricano e una revisione radicale dei compiti di Frontex, facendola divenire missione di soccorso e salvataggio in grado di intervenire anche nella "zona SAR" ( search and rescue ) oggi di competenza libica. Atto n. 4-06572 LA PIETRA Al Ministro dell'interno Premesso che: la sede del Ministero della transizione ecologica è stata di recente oggetto di due consecutivi episodi di attacco con danneggiamento a opera di una sigla denominata "Extinction rebellion";