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Un altro importante documento realizzato dall'OCSE nello stesso anno è Recommendation on principles and good practices for financial education and awareness, attraverso il quale l'OCSE ha suggerito un approccio d'azione complessivo, finalizzato a individuare gli strumenti di intervento per la formazione più idonei per la crescita dell'educazione finanziaria, in relazione alle specifiche situazioni di ciascun Paese, alle diverse fasce di consumatori interessate e alle possibili forme di coinvolgimento degli operatori. Riconoscendo la crescente importanza dell'educazione finanziaria a livello globale, nel 2008 l'OCSE ha creato l' International network on financial education (INFE), un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti delle autorità pubbliche dei Paesi membri (al momento 138 istituzioni provenienti da 68 Paesi si sono unite al network) . I membri si incontrano due volte all'anno per discutere gli ultimi sviluppi nel loro Paese e per predisporre studi analitici e comparativi, metodologie, best practices e linee guida in relazione alle aree chiave prioritarie. In questo contesto, sia i programmi di educazione finanziaria nelle scuole sia la valutazione internazionale della capacità finanziaria sono state identificate dall'OCSE come questioni di prioritaria importanza. Per questo motivo il Programme for international student assessment (PISA) del 2012 si è focalizzato in parte sul tema della financial literacy (spesso indicata come financial capability) . Si tratta di una valutazione su scala mondiale della performance degli studenti di 15 anni, fino a oggi, in tre ambiti: lettura, matematica e scienze. Essa è stata realizzata per la prima volta nel 2000 e viene ripetuta ogni tre anni. È coordinata dall'OCSE e ha l'obiettivo di migliorare le politiche e i risultati educativi. Il PISA 2012 ha rappresentato un momento molto importante per lo sviluppo delle strategie e dei programmi di educazione finanziaria in Europa, in quanto è il primo momento di test reale e condiviso su larga scala delle competenze e conoscenze dei giovani cittadini. L'OCSE ha, infatti, focalizzato la sua attenzione, in particolare negli ultimi anni, sulla necessità di sviluppare le competenze e abilità finanziarie e non solo le conoscenze, enfatizzandone l'importanza e sottolineando come le decisioni individuali, prese al netto di determinate conoscenze e capacità, abbiano contribuito alla crisi finanziaria di cui siamo testimoni. L'educazione economica diventa, dunque, un possibile strumento per contribuire non solo al benessere individuale, ma anche a quello sociale. Per un adeguato sviluppo di queste competenze, è di fondamentale importanza che l'educazione finanziaria interessi in primo luogo i giovani. Le persone dovrebbero essere educate sulle questioni finanziarie il prima possibile nella loro vita. La scuola pertanto sembra essere, secondo le indicazioni OCSE, il canale più adatto ed efficace per educare finanziariamente i ragazzi. In quest'ottica l'OCSE ha inserito il tema della financial literacy nella valutazione PISA 2012 e l'INFE ha realizzato nel 2011 un importante documento contenente le linee guida per lo sviluppo di progetti di educazione finanziaria all'interno delle scuole: Guidelines on financial education at school and guidance on learning framework. Questo documento offre assistenza nella progettazione, introduzione e sviluppo di programmi efficienti. Si tratta di linee guida che possono essere adattate in base ai livelli di istruzione, ai sistemi educativi e alle esigenze nazionali. L'OCSE ha, inoltre, sottolineato recentemente l'importanza della valutazione dei programmi di educazione finanziaria quale elemento fondamentale per la loro realizzazione. Essa rende possibile la raccolta di informazioni relative alla loro efficacia, valore e impatto, e il conseguente miglioramento dei programmi. L'INFE ha così realizzato una guida alla valutazione -- Guide to evaluating financial education programmes -- rivolta a gestori, educatori e stakeholder coinvolti nella progettazione di programmi di educazione finanziaria, che contiene gli step e i princìpi alla base di una buona valutazione. Il documento offre inoltre una panoramica dei metodi valutativi utilizzabili. Recentemente, inoltre, la Banca mondiale ha pubblicato Diagnostic reviews on consumer protection and financial literacy in cui sono state coinvolte nove nazioni europee e l'Asia Centrale; in tale pubblicazione viene fornita un'analisi del quadro giuridico, normativo e istituzionale per la tutela dei consumatori nei servizi finanziari e nei programmi di educazione finanziaria; le valutazioni si basano sulle esperienze internazionali ben riuscite e vengono fornite le raccomandazioni prioritarie. Nel 2010 la Banca mondiale ha lanciato un programma globale per la protezione/alfabetizzazione del consumatore in materia finanziaria, il Global program for consumer protection and financial literacy. Il programma promuove la diffusione di informazioni semplici e immediatamente comprensibili, in modo da aiutare i Paesi a raggiungere concreti e visibili miglioramenti nella tutela dei consumatori e nell'uso dei servizi finanziari. L'intero programma si focalizza su quattro punti: 1) rendere facilmente comprensibili e comparabili le informazioni per mettere il consumatore nella posizione di poter effettuare le proprie scelte nelle migliori condizioni; 2) migliorare le pratiche di business per garantire la proibizione di quelle abusive e predatorie e la regolazione degli intermediari; 3) offrire ai consumatori un modo per ottenere un risarcimento rapido e facile quando le istituzioni finanziarie commettono un errore; 4) aiutare i consumatori a utilizzare i servizi finanziari con fiducia. Il programma globale unisce le agenzie del settore pubblico e privato, al fine di trovare la migliore risoluzione per ogni Paese; i buoni princìpi stipulati nel programma hanno lo scopo finale di aumentare le capacità finanziarie della popolazione. Nel 2011 la Banca mondiale ha sviluppato il documento Good practices for financial consumer protection, che vuole contribuire al dialogo internazionale sulla tutela dei consumatori. Le Good practices sono utilizzate dalla Banca mondiale nel valutare il regime di tutela del consumatore attivato dai vari Paesi e possono essere utili ai Paesi stessi per condurre un'autovalutazione. In particolare, l'istituzione internazionale sta anche collaborando con alcuni Paesi, come la Lettonia o l'Azerbaijan, nella costruzione di veri e propri Action Plans che implementino tali raccomandazioni. Parte III -- L'educazione alla cittadinanza economica in Italia L'educazione alla cittadinanza economica in Italia è ritenuta meritevole di investimenti e ne sono dimostrazione i diversi disegni di legge presentati sul tema nel corso della XVI legislatura (vedi atti Senato nn. 1288, 1477, 1626, 1593 e 1971, unificati, nel corso dell’esame presso la 10ª Commissione del Senato, in un testo recante disposizioni in materia di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale), concordi nell'affermare la necessità di avviare un processo formativo che elevi la financial capability dei nostri connazionali e di creare un sistema di coordinamento delle varie iniziative di educazione finanziaria che faccia capo agli attori del sistema economico finanziario italiano, ovvero le istituzioni politiche, finanziarie, le associazioni di consumatori e così via.