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Ho ascoltato i colleghi, sia in Aula che in Commissione bilancio fino a qualche ora fa e l'opposizione ha definito questo disegno di legge di bilancio come la legge delle tasse, contraddicendo i numeri. Li vorrei allora brevemente riportare, questi numeri, per capire se è come dicono loro oppure se è come diciamo noi. La diminuzione imponente di tasse a cui ho fatto riferimento riguarda la sterilizzazione dell'IVA che vale 23,72 miliardi di euro. Se non ci fosse stato l'intervento di questa maggioranza e di questo Governo, ogni famiglia italiana, in media, avrebbe pagato 500 euro in più. Poi c'è la parte che riguarda la riduzione del cuneo fiscale, che vuol dire più soldi nelle buste paga dei lavoratori, che vale tre miliardi di euro. Ancora, ci sono altre misure come quella relativa alla reintroduzione dell'ACE, un incentivo fiscale per gli aumenti di capitale. Per quanto riguarda la cedolare secca, ho sentito dire che noi l'avremmo aumentata: devo ricordare ai colleghi di opposizione che la cedolare secca del 10 per cento per l'imposta sugli affitti a canone concordato scadeva il 31 dicembre del 2019, quindi se noi non avessimo trovato i fondi, se non l'avessimo rifinanziata, sarebbe salita al 15 per cento dall'anno prossimo. Invece così non è, l'abbiamo mantenuta - rifinanziandola come dicevo - al 10 per cento. In più abbiamo abolito il superticket e ci abbiamo messo 185 milioni. Il totale di tutte queste voci ammonta a 26,784 miliardi di euro. (Commenti del senatore Rufa) . I colleghi di opposizione parlano invece di un aumento delle tasse e si riferiscono in maniera particolare alla plastic tax , alla tassa sulle auto aziendali - che non c'è più, li voglio avvisare: non c'è in questo disegno di legge di bilancio, quindi li invito a guardare meglio - a leggere meglio - e alla sugar tax, più altre imposte. (Applausi dal Gruppo M5S) . Se vi dotaste di calcolatrice, scoprireste che tutte queste imposte ammontano a 4,16 miliardi di euro, quindi con un po' di onestà intellettuale e una semplice calcolatrice - e con nozioni minimali di aritmetica - se faceste questa sottrazione capireste che il saldo positivo, cioè la diminuzione delle tasse per l'anno 2020, è di 22,6 miliardi di euro. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ho sentito dire, sempre dai colleghi di opposizione, per sminuire questa che appunto è una imponente, colossale diminuzione di tasse, che la sterilizzazione delle clausole dell'IVA era una cosa praticamente dovuta, che si sapeva e che quindi era nelle cose. Voglio ricordare che così non è e voglio soltanto fare dei riferimenti storici. L'ultima volta che c'è stato un imponente e colossale aumento di tasse è stato nel 2011 - con il Governo Berlusconi - con misure, che sto per citare, votate dall'allora PdL e dalla Lega, che ora si stracciano le vesti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 prevedeva un aumento dell'IVA dal 20 al 21 per cento, valeva 4,5 miliardi di euro e la paghiamo dal 2011; il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 faceva aumentare l'IVA dal 21 al 22 per cento, partendo dal 2013, e questa costa 4,2 miliardi di euro che paghiamo dal 2013; il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, quello che ha aumentato l'Imu (ricordate quando c'è stato un aumento imponente dell'Imu dall'oggi al domani?) valeva 24 miliardi di euro. Questi signori sono riusciti ad aumentare di 32 miliardi di euro in un solo anno le tasse e ora si permettono di farci la morale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi le abbiamo diminuite di tanto, loro le hanno aumentate. Dio non voglia che tornino al Governo! (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gentili colleghi, innanzitutto volevo ricordare al senatore che mi ha preceduta che forse dimentica l'anno scorso, quando venivano lanciati i tomi verso il Governo. Probabilmente, prima di indicare verso questa parte dell'emiciclo, dovrebbe pensare a quello che ha fatto il PD l'anno scorso. Comunque, finalmente la montagna ha partorito il topolino. Nonostante la flessibilità dell'Europa del 2,2 sull'indebitamento netto, questa manovra arriva con estremo ritardo, tanto che sarà licenziata con l'ennesima fiducia: ma nulla di nuovo, visto che ormai è diventata prassi. Nulla di imprevisto, tenuto conto che le quattro sinistre scrivono di giorno e litigano di notte, per poi negli sprazzi di tempo trovarsi nei vari talk show ad autoproclamarsi i salvatori del Paese. Eh sì, perché si insiste nell'affermare che questa è una manovra espansiva - e qui mi rivolgo al collega del MoVimento 5 Stelle - volta alla crescita, ma analizzandola nei vari passaggi e coniugandola con il decreto fiscale, ci si rende conto che ciò che cresce in realtà è la pressione fiscale, cresce la burocrazia e - perché no? - visto che è Natale, non poteva mancare una bella lotteria. Tante le opzioni sul tavolo, a partire da settembre, ma poi smentite e travestite da fake news , forse perché ad un certo punto le quattro sinistre hanno tentato di ascoltare il malcontento del Paese, insieme all'allarme lanciato da Forza Italia più volte da questi banchi, o anche perché vi siete accorti che le maggiori tasse avrebbero provocato una perdita di voti in Regioni chiave come l'Emilia Romagna. Ed ecco che, magicamente, le tasse sono per la maggior parte posticipate, ma la matrice, seppur modificata, è rimasta. Mi riferisco all'ipotesi di aumentare l'IVA dal 10 al 23 per cento per gli alberghi e i ristoranti che non avrebbero utilizzato pagamenti elettronici. Fortunatamente le categorie sono insorte ed il tiro è stato calibrato, pensando in primis di sanzionare con 30 euro di multa più il 4 per cento del valore della transazione, per poi risolvere, per modo di dire, togliendo la sanzione, molto probabilmente perché non si è riusciti a contrattare con le banche la commissione e quindi adesso, per supplire a questa mancanza, si prevede un credito d'imposta del 30 per cento sulla commissione. È previsto nel decreto fiscale l'aumento della tassa di soggiorno fino a 10 euro, che di fatto renderà il turismo italiano poco concorrenziale con i Paesi esteri, incidendo sul budget dei nostri ospiti che avranno meno risorse da spendere nei bar, ristoranti e negozi. Come per il limite del contante, che non sortirà l'effetto voluto, anzi farà in modo che il denaro venga speso all'estero. Ma parliamo della legge di bilancio più nel merito. È effettivamente auspicabile trovare soluzioni per limitare l'uso della plastica, soprattutto riciclare il più possibile per contrastare l'inquinamento: su questo tutti siamo d'accordo.