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Si tratta di un provvedimento che deciderà del futuro del Paese, che sta uscendo ora - se lo permetterà il Governo, visto che lo vuole prorogare ad libitum - dello stato d'emergenza e che al posto di investire sul futuro, grazie ai fondi a disposizione, assume un debito che non potrà mai essere saldato perché i debiti si saldano, se si contraggono per effettuare investimenti, dato che senza investimenti, ma concentrando tutto sulla spesa corrente, con bonus spot , sarà come lanciare soldi dalla finestra, che non producono e non produrranno ricchezza e rilancio, ma che saranno un inutile spreco. Se mi prestano dei soldi e, una volta uscita di qua, li uso per comprare una borsetta o per andare dal parrucchiere, non potrò mai restituirli. Il concetto è chiaro? Si potrebbe dire tanto, ma le parole servono a poco o non servono a niente, davanti a persone che perderanno il lavoro, davanti a settori completamente dimenticati, davanti a imprenditori che piangono la notte, non solo per loro stessi, ma per i loro dipendenti e per loro stringono i denti (Applausi) , attingendo al loro patrimonio personale, anticipando in attesa di una cassa integrazione, che per molti ancora non è ancora arrivata. Mi viene la pelle d'oca mentre parlo, perché ho ancora davanti a me gli occhi, evidenziati dalle mascherine, dei trasportatori turistici e scolastici che ho incontrato sabato, insieme al collega Mallegni, con gli autobus fermi, con le ragnatele sulle ruote, a testimoniare la paralisi dell'Italia. Io mi sento responsabile, personalmente responsabile, perché rappresento tanti, centinaia, migliaia di cittadini che voi oggi imbavagliate. Vorrei vedere il Governo incontrare i lavoratori occhi negli occhi; vorrei vedere Conte uscire dallo schermo e parlare in pubblico, in carne e ossa, in una piazza. (Applausi). Ma per questo ci vuole coraggio, non il coraggio dimostrato venendo a Bergamo, nella mia città, nella notte, senza neanche ricordarsi il nome di Alzano e Nembro, i paesi falcidiati dal virus e oggetto di rimpallo di responsabilità, quando sappiamo bene che i militari c'erano da giorni ed è il Governo a mandare i militari, non la Regione, li manda il Governo. (Applausi). E non ha deciso. È lo stesso coraggio che ci vuole a far morire la scuola, l'ossatura di un Paese, affidando al dottore Arcuri, mister mascherine, la sicurezza e la ripartenza. Il dottor Arcuri, che si è portato via le mascherine prodotte a Bergamo; andate a chiedere da dove arrivano le mascherine che sono state mandate alla Protezione civile e che a Bergamo non sono mai più ritornate! (Applausi) . E oggi cosa vuole fare? Vuole comprare banchi ergonomici dimostrando l'incompetenza di chi non è mai entrato in una classe - sono un'insegnante e quindi mi permetto - ma anche di chi non rammenta quando a scuola - lo ricordate? - facevano dividere i banchi per fare le verifiche. Ci vuole così poco: si dividono i banchi, uno per banco e hai già fatto il distanziamento. E invece no, dai, buttiamo via altri soldi perché tanto cosa ce ne frega, abbiamo vinto alla lotteria, chi se ne frega! Vorreste allestire teatri e tendoni per ospitare gli studenti e rifiutate, invece, l'alleanza con la scuola paritaria che metterebbe a disposizione i propri spazi; tanto, chi se ne frega; vivete nell'iperuranio, siete completamente schiavi nel recinto di arcaiche ideologie, quindi, Parlamento imbavagliato, cittadini imbavagliati. Anzi, peggio, Parlamento lasciato parlare come Cassandra. Ma noi combatteremo con tutte le nostre forze per non far entrare il cavallo che è fuori dalle nostre porte e che ha un nome e un cognome: si chiama Cina. Quindi, solito sciupio di inutile carta - lo dico da Capogruppo della Commissione ambiente - solito sciupio di soldi che vengono dispersi in mille rivoli. Questo Governo non rilancia nulla, non rilancia il Sud, non fa ripartire e non aiuta il Nord, non agevola gli imprenditori e rimettersi sul mercato, non dà prospettive ai lavoratori, manca di un intervento realmente risolutivo, non c'è visione, non c'è prospettiva, solo uno scarico di responsabilità continuo e sistematico. Eppure, non sarebbe difficile. Basterebbe - che so - concentrarsi su due o tre settori strategici che tirano tutto il resto; far ripartire, per esempio, l'edilizia, l' automotive , il turismo, e di conseguenza si muoverebbe il comparto del riciclo, quello dei trasporti, del food , degli eventi, della cultura, dello spettacolo, il mondo operaio, i professionisti, e via dicendo, in una splendida cascata di vero rilancio. Per non parlare dell'agricoltura, che non contempla neanche i voucher : poi piangiamo, perché facciamo entrare i lavoratori stranieri, però all'agricoltura neanche il sistema dei voucher . Per contro, ci sarà un rilancio, certo, ma sarà il rilancio dell'assistenzialismo: tasse per chi lavora, soldi gratis per chi non lavora. Lo voglio sottolineare ancora: tasse per chi lavora, soldi gratis per chi non lavora. (Applausi). Non stupiamoci, poi, se il Paese va in recessione. Il Governo che fa? Se ne frega, con una nonchalance inquietante. Se ne frega dei professionisti ai quali abbiamo tolto il contributo a fondo perduto, giovani avvocati, commercialisti, consulenti, partite IVA: abbandonati. Se ne frega se la cassa integrazione non arriva. Se ne frega se l'ecobonus per l'efficientamento energetico non partirà, perché le imprese artigiane non possono permettersi di ritirare il credito d'imposta se non c'è un sistema di garanzia da parte dello Stato per il ritiro del credito. Se ne frega se dall'ecobonus rimangono fuori alberghi e scuole paritarie, le quali, come è stato già detto, avranno un po' di ossigeno grazie alla perseveranza anche di Forza Italia, che fin dal primo Governo Conte si è impegnata allo stremo. Se ne frega se il 20 luglio arriveranno le tasse da pagare senza moratorie e senza proroghe. Se ne frega se la plastica, che è stata essenziale, continuerà a esserlo per gli imballaggi durante il lockdown e invece sposta solo di qualche mese l'odiosa plastic tax , se ne frega delle lavoratrici madri che si stanno licenziando perché non ce la fanno: lavorate voi in smart working con due o tre bambini in casa e fatemi ridere, pensando al bonus babysitter durante il lockdown : ma chi cavolo faceva entrare una babysitter durante il lockdown , con il rischio di essere contagiati? Ma insomma, dove viviamo? (Applausi) . Così come questo non è un Paese per donne, per famiglie, per giovani, per bambini, per studenti, volete ridurlo a vostra immagine e somiglianza, ma noi ci metteremo di traverso, faremo le barricate, perché l'Italia è la culla della tradizione occidentale. L'Italia è depositaria del marchio "Made in Italy", il primo brand dell'eccellenza nel mondo. (Applausi) . Volete annichilire le competenze. Ieri il senatore Toninelli è tornato a parlare e ha affermato con decisione che questo non è un Governo che si tira indietro. È una minaccia o una promessa?