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Per fare alcuni esempi, abbiamo approvato degli ordini del giorno proposti dalla maggioranza, a dimostrazione che questa fiducia non è stata posta perché ci sono problemi nella maggioranza, che anzi in modo convinto ha presentato ordini del giorno su professionisti, partite IVA, turismo, temi sui quali maggioranza e opposizione hanno insieme espresso indirizzi e chiesto impegni al Governo anche per il prossimo decreto-legge. Dopodiché, è pienamente legittimo richiedere la dialettica e la libertà di critica, si può criticare tutto ma consentitemi di dire - visto che anche nella dichiarazione sulla fiducia della nostra Capogruppo sono stati già chiarito i punti del decreto-legge - una cosa diversa, di fare una riflessione insieme a voi. Ci troviamo a dover gestire un'emergenza inedita. Abbiamo già detto che l'onestà intellettuale ci consentirà di evitare di scagliare la prima pietra, perché nessuno fra noi può farlo. Dobbiamo evitare ciò in cui già siamo: una drammatica crisi economica e sociale, dobbiamo convivere con il virus e costruire un percorso di riapertura di questo Paese, sapendo che siamo tutti chiamati ad una sfida, che non consiste semplicemente nell'aspettare che il virus sia sconfitto: ciò di cui c'è bisogno è una visione, una prospettiva per questo Paese. Lo so, c'è la burocrazia, facciamo tutto il possibile, dobbiamo cambiare il mood , ma ci vuole una visione, perché non si può dire che dopo il secondo dopoguerra non ci fosse uno scontro politico, anzi ideologico. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . Tuttavia, nel secondo dopoguerra ci fu una visione che produsse la più grande ricostruzione di questo Paese, esempio - questo sì, davvero - in tutto il mondo. Ci manca una visione e su questo pregherei tutti di riflettere, perché non siamo solo di fronte al virus, prima del virus eravamo di fronte alla rottura ambientale, alla rottura tecnologica, alla rottura sulle disuguaglianze. Siamo di fronte a una svolta storica ed epocale del mondo, vogliamo essere all'altezza di questo o ci rincorriamo nel fare demagogia? Questo è il nostro problema. Pongo quattro punti di lavoro. Il Presidente del Consiglio ha giustamente detto di fare una cabina di regia, coinvolgendo i diversi livelli istituzionali, senza guerre istituzionali. Costruiamo il percorso, chiamiamo le menti migliori di questo Paese, non mi interessa a quale squadra corse appartengano, mi interessa elaborare un progetto per l'Italia oggi, non fra un anno. Il primo punto è l'Europa. Mettiamoci d'accordo: se oggi lo spread è quello che è, perché le cose vanno dette, dipende dalla decisione della BCE, per fortuna, di acquistare sul mercato secondario ma - attenzione - senza più percentuali sui Paesi, e fino a quando è necessario. È una buona notizia. La sospensione del Trattato di Maastricht è una buona notizia ma dobbiamo sapere per quanto sarà sospeso. Detto questo, il vero problema (è la discussione di queste ore) è capire se l'Europa sia in grado di rendersi conto che è cambiato tutto e che tutti i suoi strumenti, che erano falliti già prima del coronavirus, oggi non sono in nessun modo adeguati. Non occorre la solidarietà del debito, non chiediamo ai tedeschi che ci paghino il debito ma chiediamo che vi sia un nuovo impianto. Per esempio, al di là del coronavirus, quanto andrà avanti l'Europa senza una piattaforma? Quanto andrà avanti l'Europa se i cinesi e gli americani gestiranno non solo il petrolio ma i dati, i big data , e l'Europa resterà a guardare? Su questo non c'è un colpo di reni strategico? Quanto andrà avanti l'Europa se non è in grado di fare la trasformazione ecologica? I tedeschi a chi e come venderanno le Mercedes o le BMW? Questo è il livello della sfida. In questo momento i sovranisti si possono riposare, possono mettersi a sedere perché l'ipotesi che i sovranisti veri stanno proponendo è quella dell'Ungheria, cioè la sconfitta totale prima di tutto per noi. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Il secondo punto di lavoro riguarda le mascherine. Come ho già detto anche nel corso del dibattito precedente, si pone un problema: qual è la funzione dello Stato? Se scopriamo che non solo l'Italia ma tutto il mondo è in difficoltà perché le mascherine, che fanno parte di una filiera produttiva a basso valore aggiunto, non le produce più nessuno, non vi viene in mente che vi sia bisogno di costruire un nuovo rapporto tra Stato e mercato? Nuovo non rispetto ai luoghi teologici del Novecento ma nuovo nel senso che sia in grado di rispondere ai bisogni delle persone. Ho già parlato della sanità: bisogna cambiare tutto. L'unica cosa che non bisogna cambiare è l'universalità del sistema, non bisogna abbandonare il sistema universalistico. Lo vedremo quando ci sarà il vaccino, perché ci saranno Paesi che daranno il vaccino e Paesi che non lo finanzieranno e solo chi avrà i soldi potrà accedervi. È chiaro? Abbiamo chiuso definitivamente il dibattito sulla sanità: è finita la visione culturale sbagliata secondo la quale per la sanità l'unica prospettiva è tagliare. No! La sanità, sulla base del proprio contributo fiscale, deve essere garantita a tutti. Infine, per quanto riguarda la ripresa e la ricostruzione, è necessario un progetto di politica industriale. Va bene non far morire le imprese, ci mancherebbe. Lo sappiamo anche noi cosa sono le imprese. Io vengo da una Regione dove c'è un'impresa ogni otto abitanti, è chiaro? Non prendiamo lezioni da nessuno! Vogliamo fare una politica industriale? Dov'è lo sviluppo futuro: scienze della vita, biotecnologie, innovazione tecnologica? Dobbiamo costruire un progetto, un nuovo patto sociale tra lavoro, impresa e Stato, che sia in grado di farci fare un salto anche dal punto di vista della burocrazia. Se vogliamo vincere la battaglia della burocrazia non possiamo pendolare dall'imposizione dei vincoli, perché troviamo che qualcuno ruba, a nessun vincolo, per poi ritornare a questo problema. È un problema di impianto. Infine, ultimo punto: ci vuole un nuovo welfare . Oggi vediamo gli anziani morire drammaticamente per questa emergenza, ma noi siamo un Paese che ha bisogno demograficamente di un nuovo welfare e di costruire una nuova gamba dell'economia, quella che per me è l'economia sociale: terzo settore, capacità di costruire risposte personalizzate. Siamo di fronte a una grande trasformazione. PRESIDENTE.Senatore Errani, per cortesia concluda. Ha sforato abbondantemente i tempi a sua disposizione. ERRANI (Misto-LeU) . Saremo giudicati non per l'ultimo sondaggio, né per quanti like otteniamo sulle cose che diciamo. Saremo giudicati tutti sulla base della nostra capacità di dare futuro a questo Paese. (Applausi dal Gruppo Misto, M5S, PD e IV-PSI) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) .