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(Accertamento dell'incandidabilità in occasione delle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica). -- 1 . L'accertamento della condizione di incandidabilità alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, di cui rispettivamente al primo periodo del comma 2 dell'articolo 6 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e al primo periodo del comma 2 dell'articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni, comporta la cancellazione dalla lista dei candidati. 2 . L'accertamento dell'incandidabilità di cui al comma 1 è svolto d'ufficio, in occasione della presentazione delle liste dei candidati ed entro il termine per la loro ammissione, dall'ufficio centrale circoscrizionale, per la Camera, dall'ufficio elettorale regionale, per il Senato, e dall'ufficio centrale per la circoscrizione estero. La mancata iscrizione nelle liste elettorali fa piena prova dell'insussistenza della condizione soggettiva di cui all'articolo l del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, salvo l'esito del ricorso giudiziario di cui all'articolo 42 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, secondo la procedura di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 1º settembre 2011, n. 150. 3 . L'articolo 129 del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si applica: a) per i ricorsi avverso le decisioni di cui al comma 2; b) per i ricorsi avverso il rigetto dell'istanza con cui, da chiunque vi abbia interesse, è eccepita, in sede di procedimento di ammissione delle candidature, l'infedeltà della dichiarazione di cui rispettivamente alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 6 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni. 4 . Qualora la condizione di incandidabilità di cui al comma 1 sopravvenga o sia accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2 e prima della proclamazione degli eletti, l'ufficio centrale circoscrizionale, per la Camera, l'ufficio elettorale regionale, per il Senato, e l'ufficio centrale per la circoscrizione estero procedono alla dichiarazione di mancata proclamazione nei confronti del soggetto incandidabile e alla conseguente proclamazione del primo degli aventi diritto in subentro». Art. 8. 1. L'articolo 3 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- (Decadenza dal mandato elettivo parlamentare). -- 1. Qualora la condizione di cui all'articolo 2, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, sopravvenga o comunque sia accertata nel corso del mandato elettivo, ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione la Camera di appartenenza delibera la decadenza dal seggio, indipendentemente dal fatto che l'elezione sia stata già convalidata. A tal fine il segretario del comune territorialmente competente comunica immediatamente, alla Camera di appartenenza, la cancellazione dalle liste elettorali del parlamentare interessato, appena informato ai sensi dell'articolo 32, primo comma, numero 3), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni. 2 . L'accertamento della condizione di ineleggibilità alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, di cui rispettivamente al secondo periodo del comma 2 dell'articolo 6 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e al secondo periodo del comma 2 dell'articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni, può avvenire: a) in riferimento a fatti preesistenti alla proclamazione; b) in riferimento a fatti sopravvenuti all'elezione. 3 . Nel caso di cui alla lettera a) del comma 2, ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione la Camera di appartenenza, previa contestazione in contraddittorio tra le parti, delibera la mancata convalida dell'elezione del parlamentare interessato. Nel giudizio la Camera di appartenenza non è vincolata dalle determinazioni assunte ai sensi dell'articolo 2, comma 3, lettera b) . 4 . Nel caso di cui alla lettera b) del comma 2, ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione la Camera di appartenenza, mediante la Giunta competente, invita l'interessato a rimuovere la posizione sopravvenuta mediante opzione. L'opzione per rimuovere l’incompatibilità è esercitata nel termine di un mese dalla comunicazione dell'invito all'interessato da parte della Giunta competente. Decorso tale termine, si fa luogo alla decadenza con le procedure di cui al primo periodo del comma 3. 5 . Nel caso in cui rimanga vacante un seggio, dopo la proclamazione del subentrante la Camera interessata giudica i suoi titoli di ammissione e permanenza nel seggio ai sensi del presente articolo». Art. 9. 1. L'articolo 4 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, è sostituito dal seguente: «Art. 4. -- (Accertamento dell'incandidabilità in occasione delle elezioni alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia). -- 1 . L'accertamento della condizione di incandidabilità alle elezioni alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia, di cui al comma 2 dell'articolo 4 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, comporta la cancellazione dalla lista dei candidati. 2 . L'accertamento dell'incandidabilità di cui al comma 1 è svolto d'ufficio, in occasione della presentazione delle liste dei candidati ed entro il termine per la loro ammissione, dall'ufficio elettorale circoscrizionale. La mancata iscrizione nelle liste elettorali, ovvero nelle liste aggiunte di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1994, n. 483, fa piena prova dell'insussistenza della condizione soggettiva di cui all'articolo 1 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, salvo l'esito del ricorso giudiziario di cui all'articolo 42 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, secondo la procedura di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 1º settembre 2011, n. 150. 3 . L'articolo 129 del codice di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si applica: