[pronunce]

che quanto, in particolare, alle questioni sollevate dai Giudici di pace di Notaresco, Cervignano del Friuli e Catanzaro, deve rilevarsi che i predetti remittenti hanno assunto la propria iniziativa successivamente alle modifiche, recate al testo della norma censurata, dal comma 169 dell'art. 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), inserito dalla relativa legge di conversione 24 novembre 2006, n. 286; che non avendo i medesimi minimamente affrontare il problema della incidenza di tale sopravvenienza normativa rispetto ai giudizi principali, le questioni da essi sollevate sono manifestamente inammissibili; che tale è, infatti, secondo l'indirizzo di questa Corte, l'esito della questione allorché il rimettente non abbia «svolto alcuna motivazione in ordine alla incidenza della novella sulla fattispecie al suo esame (…) quanto alla perdurante rilevanza della questione nel giudizio a quo» (così, in particolare, da ultimo, l'ordinanza n. 310 del 2007); che in merito, invece, alle questioni sollevate dai rimettenti di Afragola, Foggia, Melfi e Piove di Sacco, l'esito della manifesta inammissibilità appare imposto dalle gravissime carenze – non solo quanto alla descrizione delle fattispecie oggetto dei giudizi principali, ma anche quanto alla motivazione in ordine alla rilevanza e non manifesta infondatezza dei dubbi di costituzionalità (in due casi non sono neppure indicate le norme costituzionali asseritamente violate dalla censurata disposizione) – che inficiano le ordinanze di rimessione (cfr. , da ultimo, proprio con riferimento alla norma oggi censurata, l'ordinanza n. 243 del 2007). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall'art. 5-bis, comma 1, lettera c, numero 2, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, recante «Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione», nel testo originario risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevate – in riferimento, nel complesso, agli artt. 2, 3, 27, 16 e 42 della Costituzione – dai Giudici di pace di Notaresco, Afragola, Foggia, Cervignano del Friuli, Melfi, Catanzaro e Piove di Sacco, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 aprile 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 aprile 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA