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Il successivo comma 1- bis - inserito dalla Camera - reca disposizioni a regime che consentono la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto con il personale che svolga, presso i suddetti enti, attività di ricerca e tecnologiche in base ad un contratto di lavoro a termine o a un assegno di ricerca. Poiché l'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo n. 75 del 2017 consente alle pubbliche amministrazioni, nel triennio 2018-2020, di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga determinati requisiti, e nello stesso triennio 2018-2020, ai sensi del comma 2 del citato articolo 20, le pubbliche amministrazioni possono bandire, in misura non superiore al 50 per cento dei posti disponibili, procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale che possegga i requisiti ivi previsti, si amplia, con esclusivo riferimento ai suddetti enti pubblici di ricerca, il periodo temporale di applicazione dei citati commi 1 e 2 dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 75, differendo il termine finale dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021 (capoverso 4- quater , inserito dalla Camera). Di conseguenza, gli enti possono effettuare le assunzioni di cui al suddetto comma 1 o bandire le procedure concorsuali di cui al successivo comma 2 entro il termine del 31 dicembre 2021. In secondo luogo, per le procedure di stabilizzazione di cui al summenzionato comma 1 dell'articolo 20, le novelle prevedono, con riferimento agli enti pubblici di ricerca in esame, che il requisito del precedente reclutamento a tempo determinato con procedure concorsuali - reclutamento in relazione alle medesime attività svolte ed anche presso altre pubbliche amministrazioni - si intenda assolto anche qualora il soggetto abbia conseguito un'idoneità, per il medesimo profilo o livello professionale, in graduatorie concorsuali vigenti alla data del 31 dicembre 2017, ovvero qualora abbia vinto un determinato bando o selezione (come individuati dalle norme aggiunte dalla Camera, capoverso 4- bis , primo periodo). Qualora non sussista il requisito del precedente reclutamento a tempo determinato con procedure concorsuali e trovi invece applicazione una delle fattispecie sostitutive summenzionate, alle iniziative di stabilizzazione si provveda mediante l'espletamento di procedure per l'accertamento dell'idoneità (capoverso 4- bis , secondo periodo). Ai fini del requisito dei tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, alle dipendenze dell'ente che procede all'assunzione (o di altro ente o istituzione di ricerca), si computino anche i periodi di attività relativi ad un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa o a un assegno di ricerca, svolti presso l'ente medesimo ovvero - come specificato dalla Camera - presso altri enti pubblici di ricerca o università, nonché - come aggiunto dalla Camera - i periodi di attività inerenti a collaborazioni coordinate e continuative prestate presso fondazioni operanti con il sostegno finanziario del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (capoverso 4- ter ). La Camera ha specificato che le norme di cui alla presente novella sul computo degli anni hanno natura di interpretazione autentica: esse hanno, quindi, effetto retroattivo. Il comma 1- bis - inserito, come detto, dalla Camera - reca disposizioni a regime sulla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto con il personale che, presso i suddetti enti, svolga attività di ricerca e tecnologiche in base ad un contratto di lavoro a termine o ad un assegno di ricerca. Si prevede che l'ente possa procedere a tale trasformazione, previa procedura selettiva per titoli e colloquio, dopo che il soggetto abbia svolto le suddette attività per un periodo di almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni. La trasformazione deve concernere le medesime attività svolte. Alla procedura in esame viene destinato il 50 per cento delle risorse disponibili per le assunzioni nel medesimo livello. Si prevede, inoltre, che alle trasformazioni in oggetto si possa provvedere, anziché mediante l'apposita procedura selettiva, utilizzando le graduatorie, ove esistenti, del personale risultato idoneo nelle procedure concorsuali riservate di cui al summenzionato articolo 20, comma 2, del decreto legislativo n. 75. L'articolo 7 chiarisce che l'introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica - disposto dalla legge n. 92 del 2019 a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo alla data della sua entrata in vigore (5 settembre 2019) - non determina l'incremento della dotazione organica complessiva, né l'adeguamento dell'organico dell'autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dalla legislazione vigente. L'articolo 8 reca diposizioni diverse. Innanzitutto riduce, per il 2019, lo stanziamento per l'utilizzo, da parte delle università, di docenti in servizio presso istituzioni scolastiche per le attività di tutoraggio nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria. Poi prevede che il bonus per la valorizzazione del merito, inizialmente destinato solo ai docenti di ruolo, sia destinato anche ai docenti con contratto a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o fino al termine dell'anno scolastico (31 agosto). L'articolo 9 reca la copertura finanziaria di alcune delle disposizioni del decreto-legge recanti oneri. L'articolo 9- bis , introdotto durante l'esame in prima lettura, dispone che le disposizioni del decreto-legge sono applicabili nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano solo compatibilmente con i rispettivi Statuti e le relative norme di attuazione. L'articolo 10 reca l'entrata in vigore. (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . A nome dell'Assemblea, saluto gli studenti della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Siena, presenti in tribuna. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1633 PRESIDENTE . Comunico che sono state presentate alcune questioni pregiudiziali. Ha chiesto di intervenire il senatore Berutti per illustrare la questione pregiudiziale QP1. Ne ha facoltà. BERUTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non potevamo non presentare una questione pregiudiziale, in quanto il decreto-legge in esame introduce, almeno nominalmente, misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti, mentre è del tutto evidente a chi conosce il mondo della scuola e le sue difficoltà strutturali nel reclutamento del personale che la necessità e l'urgenza non sono riscontrabili. A fronte di una problematica sì grave, ma strutturale, l'utilizzo della decretazione d'urgenza è quindi palesemente improprio e lo è ancor di più se si considera il fatto, noto a tutti, che l'anno scolastico 2019/2020 è in corso e gli interventi proposti dal Governo, se tutto procederà senza alcun rallentamento, potranno forse produrre effetti solo a partire dall'anno scolastico 2020/2021.