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Conversione in legge del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile. Onorevoli Senatori . – Il provvedimento interviene con un ampio dispiegamento di misure in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, allo scopo di integrare e rafforzare il dispositivo normativo ed operativo esistente, nel rispetto delle responsabilità e dell'autonomia delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e in conformità ai princìpi ispiratori della legge quadro in materia adottata nell'anno 2000 (legge 21 novembre 2000, n. 353). Le diverse disposizioni di seguito illustrate presentano carattere di necessità ed urgenza in ragione dell'eccezionale recrudescenza del fenomeno degli incendi boschivi verificatasi nell'estate del corrente anno, a decorrere, in particolare, dall'ultima decade del mese di luglio, anche a causa di condizioni meteoclimatiche eccezionali. Tali condizioni hanno comportato l'esigenza della mobilitazione di uno straordinario dispiegamento operativo di uomini e mezzi, aerei e terrestri, allo scopo di fronteggiare i numerosissimi incendi sviluppatisi in aree boscate e urbano-rurali e che hanno provocato la perdita di vite umane, la morte o la dispersione di animali selvatici e di allevamento, la distruzione di decine di migliaia di ettari di vegetazione, anche in aree ricadenti all'interno di parchi naturali nazionali e regionali, gravi danni ai territori, agli insediamenti ed alle attività ivi ubicati causando, altresì, gravi situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità. A tal fine il provvedimento attiva alcuni ulteriori strumenti di coordinamento e governance, finalizzati a conseguire una maggiore efficacia e integrazione delle misure ordinariamente previste favorendo le sinergie tra i concorsi assicurati dalle amministrazioni e dai Corpi dello Stato e le attività svolte dalle regioni e dagli enti territoriali, nel quadro del Servizio nazionale della protezione civile, in conformità a quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, del codice della protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1. Le diverse disposizioni sono concepite e strutturate per assicurare la massima integrazione delle diverse componenti e strutture operative, a partire dall'individuazione dei fabbisogni di potenziamento della capacità operativa e dalla relativa implementazione, da avviare con immediatezza. Viene, inoltre, integrato e rafforzato il dispositivo volto alla prevenzione e alla repressione dei reati di incendio boschivo e delle altre fattispecie connesse, unitamente a una revisione e un'integrazione delle prescrizioni in materia di obblighi, divieti e sanzioni, sulla base delle esperienze maturate nel corso degli oltre venti anni di applicazione della legge n. 353 del 2000. Il provvedimento, infine, interviene con alcune disposizioni urgenti volte a mantenere e rafforzare la capacità operativa del Servizio nazionale della protezione civile e per l'accelerazione delle attività in materia di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi. Di seguito l'analisi dettagliata delle diverse disposizioni. Articolo 1 La norma rafforza gli strumenti di coordinamento e governance in materia di incendi boschivi nel pieno rispetto delle competenze e autonomie delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, integrandoli con un Piano nazionale volto al complessivo potenziamento della capacità operativa dei soggetti coinvolti nelle azioni di lotta attiva. Il Piano viene elaborato e approvato in esito ad un'ampia azione ricognitiva e istruttoria coordinata dal Dipartimento della protezione civile con la partecipazione di tutti i soggetti competenti. Comma 1 La disposizione prevede misure urgenti per il rafforzamento del coordinamento, l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. A tal fine è disposto che il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri provveda alla ricognizione e alla valutazione con cadenza triennale: a) delle tecnologie, anche satellitari, idonee all'integrazione dei sistemi previsionali, nonché di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento dell'ambiente, che possono essere utilmente impiegati per il miglioramento degli strumenti di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, in particolare per il bollettino di suscettività all'innesco degli incendi boschivi emanato dal Dipartimento della protezione civile, alla revisione della cui disciplina si provvede con apposita direttiva da adottare ai sensi di quanto previsto dall'articolo 15 del codice della protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e sulla cui base il Dipartimento medesimo provvede alla rimodulazione del dispiegamento dei mezzi aerei della flotta statale con facoltà per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri di rimodulare il dispiegamento preventivo dei mezzi e delle squadre terrestri; b) delle esigenze di potenziamento di mezzi aerei ad ala fissa, rotante o a pilotaggio remoto, ai fini del consolidamento e del rafforzamento della capacità di concorso statale alle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, anche nel quadro di una possibile strategia comune dell'Unione europea; c) delle esigenze di potenziamento di mezzi terrestri, ai fini del consolidamento e del rafforzamento della capacità di lotta attiva contro gli incendi boschivi da parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle regioni e del volontariato organizzato di protezione civile qualificato per le predette attività di lotta attiva; d) delle esigenze di formazione del personale addetto alla lotta attiva. Comma 2 La disposizione prevede che per le attività di cui al comma 1 il Dipartimento della protezione civile si avvalga di un Comitato tecnico costituito da rappresentanti di varie amministrazioni centrali (Ministeri dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, della transizione ecologica, delle politiche agricole alimentari e forestali, della cultura, per gli affari regionali e le autonomie, del Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri) oltre che del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano e dei comuni designati dalla Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonché di eventuali rappresentanti dei centri di competenza di cui all'articolo 21 del codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018. Si prevede anche che la partecipazione dei componenti al suddetto Comitato tecnico sia assicurata senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato non sono corrisposti compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati. Comma 3