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Infatti, in base al decreto legislativo n. 111 del 2017 e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 luglio 2020, dall'anno successivo a quello di operatività del Registro, saranno destinatari del contributo del cinque per mille gli enti iscritti al RUNTS in sostituzione della categoria « enti del volontariato » (ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte nei rispettivi registri, associazioni e fondazioni riconosciute che operano nel settore ONLUS) beneficiari del 5 per mille, in via transitoria fino all'operatività del Registro. In questo contesto, quindi, il problema di ripartizione del cinque per mille si potrebbe porre con riferimento alle ONLUS per le quali è prevista una particolare procedura ai sensi dell'articolo 34 del decreto ministeriale n. 106 del 2020 per la loro iscrizione nel RUNTS. Detto articolo dispone che: « L'Agenzia delle entrate, secondo modalità e specifiche concordate con il Ministero, comunica al RUNTS i dati e le informazioni relativi agli enti iscritti nell'anagrafe delle Onlus, di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, al giorno antecedente il termine di cui all'articolo 30 (...). (comma 1) L'elenco degli enti cui al comma 1 è pubblicato dall'Agenzia delle entrate sul proprio sito istituzionale (...). (comma 2) Ciascun ente inserito nell'elenco di cui al comma 2, ai fini del perfezionamento dell'iscrizione nel RUNTS, presenta, a partire dalla data di pubblicazione di cui al comma 2 e fino al 31 marzo del periodo d'imposta successivo all'autorizzazione della Commissione europea di cui all'articolo 101, comma 10, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, all'ufficio del RUNTS territorialmente competente (...). (comma 3) ». In altri termini, per le ONLUS l'accesso al RUNTS, diversamente che per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, non avviene attraverso la procedura di trasmigrazione di cui all'articolo 54 del decreto legislativo n.117 del 2017, ma è sottoposta ad un autonomo procedimento che richiede che le ONLUS procedano, una volta pubblicato l'elenco, a presentare istanza di iscrizione al RUNTS. Pertanto, l'abrogazione della disciplina sulle ONLUS dipende da due condizioni: l'operatività del RUNTS e il rilascio dell'autorizzazione della Commissione europea, non essendo solo sufficiente il solo avvio del RUNTS, avvenuto il 23 novembre 2021. Poiché il processo di notifica alla Commissione europea delle disposizioni fiscali sottoposte al regime autorizzatorio è stato intrapreso nell'anno 2022, a seguito delle disposizioni correttive al titolo X del codice del Terzo settore apportate con il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2022, n.122, è da ritenere verosimile che l'autorizzazione della medesima Commissione possa intervenire nel corso 2023 con la conseguenza che il termine entro il quale le ONLUS potranno fare domanda di iscrizione al RUNTS sarebbe – per quanto sopra evidenziato – il 31 marzo 2024 (periodo di imposta successivo all'autorizzazione). Con la disposizione in argomento si prevede quindi che anche per l'anno 2023 il contributo del cinque per mille venga attribuito alle ONLUS iscritte nella relativa anagrafe alla data del 22 novembre 2021 (data in cui sono cessate le procedure di iscrizione), con le modalità previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 luglio 2020 per « gli enti del volontariato », sempre che rimangano iscritte nell'anagrafe ex articolo 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997. Il comma 5 interviene per tutelare un asset strategico di assoluto rilievo e particolarmente esposto all'attuale crisi economico-finanziaria quale è il settore del trasporto aereo. In particolare, la disposizione intende salvaguardare il livello reddituale dei lavoratori interessati dal trattamento di cassa integrazione straordinaria (Cigs). L'articolo 7, comma 8, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 95269 del 7 aprile 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 21 maggio 2016, prevede che le domande di accesso alla prestazione integrativa del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria erogata dal Fondo in oggetto siano subordinate all'adozione del decreto ministeriale di concessione del trattamento di integrazione salariale straordinaria e che le stesse debbano essere presentate, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dall'adozione del decreto. Con la disposizione in esame, si prevede che le suddette domande, presentate tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2022 dalle aziende rientranti nel campo di applicazione del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, siano considerate validamente trasmesse anche se pervenute oltre tale termine di decadenza. La disposizione interessa una platea di circa 7.000 lavoratori. Tenuto conto del contesto emergenziale in cui sono state costrette ad operare le aziende del settore e al fine di contrastare le inevitabili ricadute economiche e sociali che deriverebbero dal rigetto delle citate istanze, le stesse saranno quindi, in via eccezionale, riammesse per essere deliberate dal Comitato competente. Inoltre, si prevede che, in deroga all'articolo 5, comma 8, del citato decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 7 aprile 2016, la prestazione integrativa dei trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria di cui al presente comma, oltreché erogata ai lavoratori direttamente dall'INPS, può essere anche rimborsata dall'INPS all'impresa o conguagliata da questa secondo le norme per il conguaglio fra contributi dovuti e prestazioni corrisposte, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Articolo 10 (Proroga di termini in materie di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) All'articolo 10, comma 1, in relazione all'articolo 4, comma 3- bis , del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 156, si prevede che in tutto il territorio nazionale è vietata la circolazione di veicoli a motore delle categorie M2 e M3, adibiti a servizi di trasporto pubblico locale, alimentati a benzina o gasolio con caratteristiche antinquinamento Euro 2 a decorrere dal 1° gennaio 2023 ed Euro 3 a decorrere dal 1° gennaio 2024. La norma modifica il citato articolo 4, comma 3- bis , del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, al fine di prevedere che, per veicoli a motore delle categorie M2 e M3, adibiti a servizi di trasporto pubblico locale, alimentati a benzina o gasolio con caratteristiche antinquinamento Euro 2 tale divieto, come per quelli con caratteristiche Euro 3, operi a decorrere dal 1° gennaio 2024.