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I medesimi componenti che siano giudici tributari percepiscono un trattamento economico sostitutivo di quello stabilito dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 545 del 1992, parametrato alla metà di quello più elevato corrisposto nello stesso periodo ai presidenti delle commissioni tributarie. I commi 3 e 4 attribuiscono all'Ufficio il compito di massimare le sentenze di secondo grado e quelle più significative di primo grado e prevedono che le massime andranno ad alimentare la banca dati di giurisprudenza di merito, nell'ambito del servizio di documentazione economica e finanziaria del Ministero dell'economia e delle finanze, istituito in conformità alla legge sullo statuto del contribuente. Il successivo comma 5 prevede altresì un'apposita convenzione volta a regolamentare le modalità per consentire alla Corte di cassazione la consultazione della banca dati della giurisprudenza tributaria di merito. Infine il comma 6 della disposizione prevede che l'Ufficio del massimario nazionale si avvalga del personale amministrativo assegnato all'organo di autogoverno e appartenente al ruolo del Ministero dell'economia e delle finanze, con riferimento al contingente di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545. La lettera q ) reca, come detto, l'abrogazione espressa dell'articolo 40 del decreto legislativo n. 545 del 1992 a decorrere dal 1° gennaio 2023. Con la lettera r), la tabella F allegata al decreto legislativo n. 545 del 1992 è sostituita da una nuova tabella recante i punteggi attribuiti ai giudici tenuto conto delle funzioni svolte dagli stessi nell'ambito delle commissioni tributarie ed è aggiunta la tabella F- bis recante gli importi degli stipendi dei magistrati tributari, di cui all'articolo 13- bis , comma 2, rivalutati con decorrenza dal 1° gennaio 2021, ai sensi dell'articolo 1 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 agosto 2021. La lettera s) abroga le tabelle C, D ed E allegate al medesimo decreto legislativo, a decorrere dall'entrata in vigore della legge. Il comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge abroga il comma 311 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, trasfuso nel nuovo comma 3- bis dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 545 del 1992, a decorrere dal 1° gennaio 2023. Il comma 3 prevede una riserva di posti del 15 per cento nei primi tre bandi di concorso per l'assunzione di magistrati tributari di cui al nuovo articolo 4 del decreto legislativo n. 545 del 1992. La riserva riguarda i cosiddetti giudici « laici » appartenenti al ruolo unico, ovvero giudici in servizio presso le commissioni tributarie non appartenenti alle magistrature ordinaria, militare contabile ed amministrativa. I requisiti previsti per gli aventi diritto alla riserva sono: la laurea in giurisprudenza o in economia e commercio conseguite in seguito ad un corso universitario di almeno quattro anni, l'iscrizione al ruolo unico da almeno sei anni e il non percepire alcun trattamento pensionistico. I commi da 4 a 8 prevedono l'opzione per l'esercizio esclusivo delle funzioni giurisdizionali tributarie da parte dei magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili già in servizio presso le commissioni tributarie e ne definiscono il procedimento. I giudici che esercitano l'opzione, con contestuale definitivo transito nella giurisdizione tributaria, non possono essere in numero superiore a cento, ai sensi del comma 4. Si prevede che il numero di magistrati ordinari ammessi al transito non possa superare le cinquanta unità e, ove optino più di cinquanta magistrati, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria non ne possa comunque ammettere al transito più di cinquanta. Il successivo comma 5 stabilisce che il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, al fine di consentire l'esercizio dell'opzione, individua l'elenco delle sedi giudiziarie con i posti vacanti, prioritariamente presso le commissioni tributarie regionali e di secondo grado, e bandisce l'interpello per la loro copertura, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge. A detto interpello possono partecipare, ai sensi del comma 6, esclusivamente i magistrati che non abbiano compiuto sessanta anni alla data di scadenza del termine per l'invio della domanda di partecipazione e che non siano stati destinatari di giudizio di demerito (come disciplinato dall'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo n. 545 del 1992, come modificato dal presente disegno di legge) nei cinque anni precedenti la pubblicazione dell'interpello. Il comma 7 introduce un termine di chiusura della selezione da parte del Consiglio di presidenza che, entro sei mesi dalla data di pubblicazione del bando per la procedura di interpello, deve rendere nota la graduatoria degli aventi diritto, attribuendo punteggi che tengono conto dell'anzianità nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali nella magistratura di provenienza sommata a quella eventualmente maturata in altra magistratura, alla data di scadenza per l'invio della domanda di partecipazione. A tale punteggio si aggiunge l'anzianità maturata, sempre alla predetta data, per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali presso le commissioni tributarie, limitatamente al periodo eccedente i cinque anni di appartenenza nel ruolo unico di cui all'articolo 4, comma 39- bis , della legge 12 novembre 2011, n. 183. A tali fini, ciascun anno o frazione di anno superiore a sei mesi del collocamento in tale ruolo unico è considerato come diciotto mesi di anzianità. I vincitori transitano definitivamente nella giurisdizione tributaria e sono contestualmente assegnati alle sedi scelte sulla base della loro posizione in graduatoria. Ai magistrati così transitati non si applica l'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo n. 545 del 1992 come modificato dal presente disegno di legge. Infine, il comma 8 stabilisce che, all'atto del transito del magistrato nella giurisdizione tributaria lo stesso conserva a tutti i fini, giuridici ed economici, l'anzianità complessivamente maturata secondo quanto previsto al comma 7, con inquadramento nella qualifica di cui alla tabella F- bis sulla base di tale anzianità. Al fine di dare attuazione alle disposizioni del presente disegno di legge e a quelle previste dal PNRR in materia di giustizia tributaria, i commi 9 e 10 autorizzano il Ministero dell'economia e delle finanze ad assumere: – 100 unità di magistrati tributari con la procedura di cui ai commi da 4 a 7 (opzione per l'esercizio esclusivo delle funzioni giurisdizionali tributarie da parte dei magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili già in servizio presso le commissioni tributarie) per l'anno 2023 (comma 9);