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La relazione consuntiva rappresenta il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea durante l'anno precedente, mentre la relazione programmatica assume una valenza maggiormente politica, poiché riflette la visione generale del Governo in carica sulle prospettive future dell'Unione europea e indica le sue intenzioni politiche sui singoli dossier europei. Poiché entrambe le relazioni sono state prodotte dal precedente Governo, l'esame da parte della 14 a Commissione permanente in sede referente e da parte delle altre Commissioni permanenti in sede consultiva si è limitato ai profili formali, al fine di dare atto del pregresso, consentendo al contempo alle forze politiche, attualmente presenti in Parlamento, di compiere una riflessione programmatica e fornire indicazioni di indirizzo al Governo in carica. Durante l'esame in 14 a Commissione, si è tenuto conto anche di altri documenti programmatici concernenti la partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferiti all'attuale legislatura, tra cui le risoluzioni adottate dal Senato il 27 giugno scorso, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, e il 16 ottobre scorso, in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Ai fini di una ricognizione formale dei due documenti, si evidenzia che il testo della relazione consuntiva relativa al 2017 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative della legge n. 234 del 2012. Essa è articolata in quattro parti: la prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali e si divide, a sua volta, in tre capitoli. Il primo riguarda le priorità generali delle Presidenze del Consiglio dell'Unione europea nel 2017, il secondo concerne le questioni istituzionali, con particolare riferimento ai negoziati sulla Brexit, alla legge elettorale europea e alla tutela della Rule of Law nell'Unione; il terzo capitolo riguarda il coordinamento delle politiche macroeconomiche e tratta i temi della crescita economica, delle politiche monetarie e di bilancio, dell'attuazione del Piano Juncker, dell'Unione bancaria e servizi finanziari, e delle questioni fiscali. La seconda parte è dedicata alle misure adottate nel quadro delle politiche orizzontali, tra cui le politiche per il mercato unico e la competitività, il mercato unico digitale, l'energia, il mercato dei capitali e delle politiche settoriali, come le politiche di natura sociale, quelle rivolte al rafforzamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia o quelle sulla dimensione esterna dell'Unione. La terza parte, sulla politica di coesione territoriale, dà conto dei risultati raggiunti nel 2017 e dell'avvio dei progetti per il ciclo settennale fino al 2020, con uno sguardo sul rafforzamento della struttura amministrativa. La quarta parte, infine, è dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con un particolare riguardo alle attività del Comitato interministeriale per gli affari dell'Unione europea, nonché agli adempimenti di natura informativa del Governo al Parlamento e agli enti territoriali, tra cui l'attività di "informazione qualificata" sulle proposte legislative europee. Infine, si dà conto anche del contenzioso dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea e di quanto fatto per dare soluzione alle procedure di infrazione. Nell'ambito degli sforzi volti a dare attuazione al diritto dell'Unione europea nell'ordinamento italiano, il numero delle procedure di infrazione aperte, a fine 2017, era pari a 62, un dato in linea con gli altri Stati membri. Attualmente, a novembre 2018, il numero delle procedure a carico del nostro Paese è pari a 68, di cui 60 per violazione del diritto dell'Unione e solo 8 per mancato recepimento di direttive. L'Italia resta dunque lo Stato membro con il minor numero di procedure di infrazione aperte per mancato recepimento rispetto a tutti gli Stati membri, anche se il dato delle procedure per violazione del diritto europeo ci riporta ad una posizione intorno alla media europea. Preoccupazione destano le 10 procedure aperte ai sensi dell'articolo 260 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), ovvero quelle per la mancata attuazione di una precedente sentenza di condanna, che sono quelle suscettibili di infliggere al nostro Paese sanzioni pecuniarie. La Relazione consuntiva, infine, è completata da cinque allegati. I primi tre concernono il Consiglio dell'Unione europea e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'Unione europea all'Italia nel 2017 e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. Il quarto allegato, come per l'anno precedente, contiene un elenco delle risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera dei deputati nel 2017 su proposte legislative europee e, per ognuna di esse, vi è il rimando alla parte del testo della Relazione, che tratta del seguito dato dal Governo all'atto di indirizzo. L'ultimo allegato reca l'elenco degli acronimi. Per quanto riguarda invece la Relazione programmatica per l'anno 2018, essa è strutturata in cinque parti. La prima parte, che riguarda lo sviluppo del processo di integrazione europea e le questioni istituzionali, riporta l'azione che il Governo intendeva assumere per un rilancio dell'integrazione politica europea e un rilancio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, nonché in merito al futuro quadro finanziano pluriennale, alle problematiche inerenti alla Brexit e al coordinamento delle politiche macroeconomiche. La seconda parte è dedicata alle priorità da adottare nel quadro delle politiche orizzontali e settoriali dell'Unione, tra cui le politiche per il mercato unico, le strategie in materia di migrazione, le politiche per l'impresa, o le politiche sulla giustizia e affari interni. La terza parte, rivolta al tema della dimensione esterna dell'Unione, illustra gli orientamenti governativi in materia di politica estera e di sicurezza comune, nonché in materia di allargamento e politica di vicinato e di collaborazione con i Paesi terzi. La quarta parte è dedicata alle strategie di comunicazione e di formazione del Governo in merito all'attività dell'Unione europea e alla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Infine, la quinta parte è dedicata al ruolo di coordinamento delle politiche europee, svolto dal Comitato interministeriale per gli affari europei e al tema dell'adeguamento del diritto interno al diritto dell'Unione europea, con la consueta finestra sulle attività di prevenzione e soluzione delle procedure di infrazione. Completano il testo quattro appendici, con specifici riferimenti al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2018, al Programma del trio di Presidenze del Consiglio dell'Unione europea, estone, bulgara e austriaca, e a un prospetto dedicato alle risorse del bilancio dell'Unione europea per il 2017. Della relazione programmatica per l'anno 2018 si prende atto, soprattutto quanto ai suoi contenuti politici, che sono espressione del precedente Governo. Oggi quindi presenteremo una risoluzione di maggioranza, che rifletta il nuovo contesto politico nazionale e contenga indicazioni di indirizzo politico concordi con i nuovi orientamenti, propri dell'attuale Governo in carica, nei confronti della partecipazione dell'Italia all'Unione europea. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) .