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successivamente, in un'intervista televisiva al programma "Piazza Pulita" de "La7", andata in onda il 31 gennaio 2019, all'intervistatore che gli chiedeva ripetutamente se fosse in possesso d'informazioni circa la possibile presenza a bordo della nave Diciotti di terroristi o criminali, come era stato sostenuto due giorni prima dallo stesso Ministero, il Ministro in indirizzo non rispondeva sulla specifica questione, limitandosi ad affermare di "essere in possesso di carte riservate, visibili al solo Ministro", precisando però, ripetutamente, che in esse si faceva riferimento solo ad un generico rischio inerente ai barconi che giungono in Italia, con ciò stesso, implicitamente ammettendo, a parere degli interroganti, che non vi fosse stata alcuna segnalazione specifica relativa alla nave Diciotti ad agosto, si chiede di sapere: se, come diffusa dal Ministero in data 29 gennaio 2019, esista informazione risalente all'epoca dei fatti che faccia specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni terroristiche a bordo della nave Diciotti nel periodo compreso tra il 15 ed il 25 agosto 2018; in caso positivo, quanti fossero i sospettati e se siano attualmente oggetto di controllo da parte di organi dello Stato; nel caso in cui siffatta informazione non esistesse, quali siano le motivazioni che hanno portato il Ministero a diffondere una notizia allarmante ed infondata, avendo il Ministro in indirizzo esclusivamente fatto allusione ad un generico pericolo ipoteticamente ricollegabile ai "barconi"; su chi ricada, oltre che sullo stesso Ministro, la responsabilità della diffusione della notizia riguardante l'ipotesi allarmante ed infondata di presenza di terroristi o criminali a bordo della nave Diciotti nell'agosto scorso. Atto n. 3-00663 MIRABELLI Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il quartiere delle case di edilizia residenziale pubblica sito a Milano in via Gola, via Pichi e via Borsi, di proprietà di ALER Milano, si trova in una situazione di forte degrado, con molti stabili in condizioni di abbandono, con ristrutturazioni non completate a causa dei fallimenti delle imprese a cui erano stati appaltati i lavori, ponteggi montati e abbandonati, balconi lasciati pericolanti e puntellati da anni; ai lati delle strade vi sono vere e proprie discariche di oggetti accatastati di ogni tipo; di fronte a questo scenario le persone si sentono più fragili, sole e impaurite; si diffonde la percezione di assenza dello Stato e l'illegalità occupa tutti gli spazi; considerato che: il quartiere non è in un luogo periferico ma si trova tra il naviglio Grande e il naviglio Pavese, nel cuore della zona considerata del divertimento serale. La posizione del quartiere e la conformazione dei caseggiati ALER attrae spacciatori perché la zona è considerata strategica per rifornire di droga i locali del divertimento; davanti agli ingressi dei cortili interni delle case ALER stazionano stabilmente gruppi di persone che controllano il territorio; il 40 per cento dei suddetti appartamenti risulta abusivamente occupati e, come denuncia il comitato dei cittadini "Occupiamoci di Via Gola", molti degli occupanti sono spacciatori che arrivano da altri Paesi, sostano per qualche mese per poi lasciare spazio ad altri; da tempo le associazioni del quartiere e il comitato sono attivi per cercare di trovare soluzioni che possano garantire tranquillità e decoro al territorio oltre al ripristino della legalità, sollecitando le istituzioni ad intervenire con denunce mirate e con proposte; il municipio 6 del Comune di Milano ha approvato interventi riguardanti l'arredo urbano per via Gola e, attraverso i finanziamenti di un bando dell'Unione europea, la sistemazione degli spazi comuni delle case al fine di creare luoghi di incontro e socialità, soprattutto per bambini e anziani, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta; quali interventi abbiano previsto o siano in procinto di adottare, per quanto di propria competenza, per risanare il quartiere delle case di edilizia residenziale pubblica dalle situazioni di degrado urbano e sociale, ivi comprese azioni contro chi occupa abusivamente gli alloggi per farne sede di attività criminogene; quali misure il Ministero dell'interno intenda adottare al fine di una maggiore presenza dello Stato in quel territorio e di contrastare le attività illegali presenti, in particolare quella dello spaccio di droga; se intenda intensificare gli interventi delle forze dell'ordine e prevederne una presenza in modo stabile così da evitare che permanga una zona franca controllata dagli spacciatori e garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00650 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: il centro di accoglienza straordinaria (CAS) "Gelsomino", sito a Roma in largo Perassi, ospita circa 165 migranti, e risulta essere a rischio di una improvvisa, repentina, quanto poco chiara nelle sue motivazioni, chiusura; la decisione di chiudere il centro avverrebbe, secondo le notizie che circolano, su richiesta della cooperativa che lo gestisce, la Sinergy; i migranti dovrebbero essere dunque trasferiti entro il 1° marzo 2019 presso altri centri: nonostante alcune indicazioni lascino pensare al territorio di Roma e provincia, tra cui in primis il centro "Enea" che può ospitare, tuttavia, al massimo 20 ragazzi, non è ancora chiaro dove saranno portati i migranti, rischiando dunque di essere allontanati da un territorio in cui risultano essersi integrati pienamente; i migranti sono attualmente inseriti in numerosi progetti, anche formativi: servizio civile, percorsi nelle scuole, nonché la più nota squadra di calcio "Pineto United", simbolo di integrazione in tutto il quartiere, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e se corrisponda al vero che la chiusura del centro di accoglienza straordinaria sia stata richiesta dalla cooperativa Sinergy; quali siano le strutture e i territori in cui verranno trasferiti i migranti presenti nel centro di accoglienza "Gelsomino"; se non intenda attivarsi affinché sia garantita una particolare attenzione verso il prosieguo dei percorsi di integrazione dei migranti, che hanno consentito crescita e inclusione sociale, e che sarebbero danneggiati in modo irreparabile, qualora fossero dispersi in territori troppo distanti. Atto n. 3-00653 LONARDO BERARDI DAL MAS BERUTTI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 4 e n. 5 del 2019, ha deliberato che coloro che sono in possesso del diploma magistrale, che hanno concluso gli anni di studio entro il 2001/2002, sono fuori dalle graduatorie ad esaurimento. Diplomati, non abilitati all'insegnamento, un tempo considerati a tutti gli effetti maestri e maestre, dall'anno prossimo, se non supereranno "il concorsone", appositamente indetto per loro dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dovranno dire addio alla loro carriera e ad anni di precariato; a seguito di oltre 45.000 domande, ci sono stati centinaia di ricorsi, perché proprio il bando di concorso è oggetto di impugnazione.