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secondo i dati della COSI (2015-2017) dell'Organizzazione mondiale della sanità l'Italia ha il maggior numero dei bambini obesi o in sovrappeso tra le nazioni europee; entro il 2030 una migrazione di massa porterà 1,47 miliardi di persone dalle campagne alle città, causando anche un incremento dell'obesità e, conseguentemente, importanti documenti, quali il "Copenhagen consensus of mayors for healthier and happier cities for all" (WHO Europe 2018), la "Roma urban health declaration" (2017 G7 on Health Italian precidency), il manifesto per la "Salute nelle città: bene comune" (Health city institute-ANCI 2017), il "Bending the curve" (Cities changing diabetes summit, Houston 2017), individuano nella lotta all'obesità in ambito urbano una delle priorità d'azione per le istituzioni governative e i sindaci nell'ambito dell' urban health ; in occasione della giornata mondiale e nazionale dell'obesità 2018, l'Italian obesity network ha promosso il documento "Manifesto dell'Italian obesity network per un futuro sostenibile" e per la giornata 2019 il documento «Carta dei diritti e dei doveri delle persone con obesità», sottoscritto da tutte le società scientifiche e le associazioni di pazienti attive sull'obesità in Italia, impegna il Governo: 1) ad adottare iniziative normative affinché nell'ordinamento siano introdotte una definizione di obesità come malattia cronica caratterizzata da elevati costi, diretti e indiretti, economici e sociali, e una definizione del ruolo degli specialisti che si occupano di tale patologia; 2) ad implementare un piano nazionale sull'obesità che armonizzi a livello nazionale le attività nel campo della prevenzione e della lotta all'obesità, un documento, condiviso con le Regioni, che, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, individui un disegno strategico comune inteso a promuovere interventi basati su un approccio multidisciplinare integrato e personalizzato, centrato sulla persona con obesità e orientato ad una migliore organizzazione dei servizi e ad una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell'assistenza; 3) ad adottare iniziative per assicurare alla persona con obesità il pieno accesso agli iter diagnostici per le comorbidità, alle cure e ai trattamenti dietetico-alimentari, e, nei casi più gravi, l'accesso a centri di secondo livello per valutare approcci, psicologici, farmacologici e chirurgici; 4) a prevedere una più stringente implementazione di quanto previsto nel patto nazionale della prevenzione 2014-2018 relativamente alle politiche di contrasto all'obesità adottando iniziative vincolanti nel nuovo patto nazionale della prevenzione 2020-2025 prevedendo linee guida inerenti ai "primi 1.000 giorni di vita" del bambino; 5) a promuovere il miglioramento della formazione degli operatori sanitari sul tema della nutrizione e a promuovere una maggiore cultura per gli operatori scolastici e per i neogenitori su questo tema; 6) a promuovere ulteriori studi sulle cause di obesità e ad adottare iniziative per migliorare gli standard di nutrizione delle mamme in gravidanza e dei bambini per agire in particolare anche sui primi "1.000 giorni", esplicitando che non vi è obbligo di erogazione quotidiana di proteine animali nelle mense pubbliche e favorendo un approccio culturale basato sull'assunzione del corretto quantitativo di proteine e sulla possibilità di assumere gli aminoacidi essenziali anche con sole proteine vegetali; 7) a promuovere programmi per la prevenzione dell'obesità infantile e per la lotta alla sedentarietà attraverso iniziative coordinate di promozione della salute, intesa nella sua dimensione biopsicosociale, che implementino a livello scolastico l'attività fisica e sportiva, la sana alimentazione e l'informazione sulla promozione dei corretti stili di vita, compresa la qualità relazionale; 8) ad intraprendere iniziative congiunte e sinergiche di informazione alla popolazione a sostegno di quanto promosso dalla campagna nazionale e internazionale denominata " obesity day "; 9) a promuovere percorsi educativi e informativi e interventi a tutela delle persone con obesità negli ambienti lavorativi e scolastici, volti a contrastare le discriminazioni e gli atti di bullismo anche nei loro confronti; 10) ad intraprendere tutte le iniziative per la protezione dell'allattamento al seno materno, per 6 mesi esclusivo e fino a 2 anni complementare; 11) ad assumere iniziative per disciplinare la pubblicità di prodotti alimentari e bevande per bambini, al fine di: a) adoperarsi affinché i luoghi dove i bambini si riuniscono (asili, scuole, cortili delle scuole e centri di pre-scuola, parchi giochi, cliniche della famiglia e del bambino e servizi pediatrici e durante tutte le attività sportive e culturali) siano liberi da ogni forma diretta e indiretta di pubblicità di alimenti con un alto contenuto di grassi saturi, acidi grassi, zuccheri e sali liberi; b) sviluppare politiche di contenimento del marketing alimentare sui bambini, con la predisposizione di misure che proteggano l'interesse pubblico; c) identificare le informazioni e la natura degli effetti del marketing alimentare rivolto ai bambini per sviluppare ulteriori ricerche in questo campo al fine di ridurre l'impatto sui bambini della pubblicità di alimenti con un eccessivo contenuto di grassi saturi, acidi grassi, zuccheri e sali liberi; 12) ad assumere iniziative per stimolare l'industria alimentare a studiare un'adeguata porzionatura dei prodotti per l'infanzia e l'adolescenza, tenuto conto di tutti i nutrienti che possono influire sullo sviluppo di obesità. Interrogazioni Atto n. 3-01717 MALLEGNI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: da molti anni, gli abitanti dell'area compresa nel triangolo di Stagno, frazione del comune di Collesalvetti, in provincia di Livorno, dei quartieri posti a nord della città di Livorno e dei quartieri di Calabrone e Tirrenia della città di Pisa lamentano problematiche ambientali dovute alla presenza nell'aria di polveri e sostanze maleodoranti in aggiunta, per la sola zona di Stagno, a rumori specialmente notturni, ciò determinando un peggioramento della qualità e degli stili di vita; l'area interna compresa nel triangolo Stagno-Livorno nord-Calambrone e zone limitrofe fa parte del sito di interesse nazionale, non ancora bonificato, di Livorno e Collesalvetti, istituito con la legge 9 dicembre 1998, n. 426, recante "Nuovi interventi in campo ambientale", e perimetrato in base al decreto ministeriale 24 febbraio 2003. Tale perimetro è stato successivamente ridefinito dal decreto ministeriale 22 maggio 2014, n. 147; la definizione di SIN reca: "I siti d'interesse nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali. (articolo 252, comma 1, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.". Nella stessa definizione di SIN si fa riferimento al "rischio sanitario ed ecologico";