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La commissione è composta da 5 membri (tre avvocati iscritti all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori e due professori universitari di ruolo in materie giuridiche in possesso di documentata qualificazione nel settore di specializzazione oggetto della domanda), 4 nominati con decreto del Ministro della giustizia (di cui uno con funzioni di presidente) ed uno (avvocato) nominato dal Consiglio nazionale forense (CNF): saranno tutti individuati nell'ambito di un elenco, di durata quadriennale, tenuto presso il Ministero della giustizia e comprendente tutti i settori di specializzazione. La commissione delibera a maggioranza una proposta motivata sull'attribuzione del titolo o sul rigetto della domanda. Anche la disciplina del colloquio è stata modificata a seguito della già citata sentenza del Consiglio di Stato che, pur ritenendo ragionevole e legittima la scelta del colloquio quale strumento per l'attribuzione del titolo di specialista, sottolinea come "tale strumento abbia contorni nebulosi ed indeterminati, anche perché l'attribuzione di competenza in materia al CNF "in via esclusiva" non può risolversi in una sorta di delega in bianco". Con la lettera d ) vengono apportate all'articolo 7, concernente i percorsi formativi, le modificazioni conseguenti all'introduzione degli indirizzi di specializzazione nei settori del diritto civile, del diritto penale e del diritto amministrativo: ciò avviene specificando che i corsi relativi ai suddetti settori devono prevedere una parte generale ed una parte speciale, di durata non inferiore ad un anno, destinata alla specializzazione in uno degli indirizzi afferenti al settore medesimo. La lettera e ) modifica l'articolo 8, sulla comprovata esperienza, riducendo da 15 a 10 gli incarichi da documentare; essi saranno annualmente trattati nel settore di specializzazione nel quale si vuole conseguire il titolo di avvocato specialista e svolti nel quinquennio antecedente alla presentazione della domanda. Per il conseguimento del titolo di avvocato specialista per comprovata esperienza si richiede un'iscrizione continuativa all'albo degli avvocati di almeno otto anni, nonché l'esercizio in modo assiduo, prevalente e continuativo, negli ultimi cinque anni, nel settore per il quale si richiede il titolo di avvocato specialista. La lettera f ) apporta alcune modifiche all'articolo 11, in materia di mantenimento del titolo di avvocato specialista per esercizio continuativo della professione nel settore di specializzazione; si tratta delle medesime modifiche già illustrate alla lettera e ) relative all'articolo 8: pertanto viene richiesto che siano documentati dieci - e non più quindici - incarichi annualmente trattati nel settore di specializzazione, nel triennio di riferimento, e che sia valutata dalla commissione la congruenza dei titoli presentati e degli incarichi documentati con il settore (ed eventualmente con l'indirizzo) di specializzazione, tenendo conto della loro particolare rilevanza e delle caratteristiche specifiche del settore (e dell'indirizzo) di specializzazione. L'articolo 2 dispone che la disciplina transitoria - dettata dall'articolo 14, comma 1, del decreto ministeriale n. 144 del 2015 - si applichi anche a coloro che hanno conseguito un attestato di frequenza di un corso almeno biennale di alta formazione specialistica nei cinque anni precedenti alla data di entrata in vigore del decreto in esame; in alternativa, si applicherà a coloro che hanno conseguito un attestato di frequenza di un corso, con le medesime caratteristiche, iniziato prima della data di entrata in vigore del decreto in esame e non ancora concluso alla stessa data. La richiamata disciplina prevede che l'avvocato - che abbia conseguito, nei cinque anni precedenti l'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 144 del 2015, un attestato di frequenza di un corso almeno biennale di alta formazione specialistica - possa chiedere al Consiglio nazionale forense il conferimento del titolo di avvocato specialista, previo superamento di una prova scritta e orale. Il corso sarà organizzato da una facoltà, un dipartimento o un ambito di giurisprudenza delle università legalmente riconosciute e inserite in un apposito elenco del Ministero dell'università e ricerca, ovvero dal Consiglio nazionale forense, dai consigli dell'ordine degli avvocati o dalle associazioni specialistiche maggiormente rappresentative; esso, oltre ad avere durata almeno biennale, deve prevedere una didattica non inferiore a 200 ore, di cui almeno 100 di didattica "frontale", comportare un obbligo di frequenza in misura non inferiore all'ottanta per cento della durata del corso e deve prevedere almeno una prova, scritta e orale, al termine di ciascun anno di corso, volta ad accertare il livello di preparazione del candidato. La prova per il conferimento del titolo viene organizzata e valutata da una commissione, nominata dal CNF, composta da professori universitari di ruolo, ricercatori universitari, avvocati di comprovata esperienza professionale abilitati al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, magistrati che abbiano conseguito almeno la seconda valutazione e, per le sole materie non giuridiche, esperti di comprovata esperienza professionale almeno decennale nello specifico settore di interesse. L'articolo 3 reca infine la clausola di invarianza finanziaria. Il PRESIDENTE ricorda che il termine per l'espressione del parere decorre il 17 marzo prossimo. Non facendosi osservazioni, il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE 812 - Diffamazione mezzo stampa DDL 812 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Rinvio del seguito dell'esame) Il relatore LOMUTI ( M5S ) chiede un rinvio del seguito dell'esame, per l'approfondimento dei sub-emendamenti presentati ai suoi tre testi. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) chiede che si fissi un termine impegnativo per la ripresa dei lavori, al fine di evitare ulteriori rinvii a tempo indeterminato. Il senatore MIRABELLI ( PD ) giudica preferibile che la Presidenza e tutti i Gruppi si impegnino per la calendarizzazione congiunta, in Assemblea, del disegno di legge in titolo con quello, brevemente apparso sul calendario dell'Aula, già licenziato dalla Commissione in tema di lite temeraria (Atto Senato n. 835): in tal modo il termine a riferire di cui all'articolo 44 del Regolamento fungerebbe da stimolo e data finale per la conclusione dei lavori in Commissione. Prende atto il PRESIDENTE , che, impregiudicate le determinazioni dei Gruppi nei termini testé prospettati, auspica comunque che dopo la fine della settimana prossima il Relatore abbia concluso l'approfondimento e comunichi alla Commissione le sue determinazioni. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE