[ddlpres]

2 La città di Latina è dichiarata capitale delle città di fondazione. 4 (Definizione delle aree di intervento) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni provvedono, d'intesa con le soprintendenze competenti, all'individuazione dei monumenti, dei luoghi e degli edifici di interesse storico-architettonico, nonché di ogni altro elemento tradizionale e caratteristico del contesto cittadino da salvaguardare e da valorizzare, elaborano le proposte di intervento e le trasmettono al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la relativa documentazione. 5 (Programmazione degli interventi) 1 Sulla base delle proposte formulate dai comuni ai sensi dell'articolo 4, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo approva, con proprio decreto, il piano pluriennale degli interventi, indicandone gli strumenti e le procedure di attuazione nonché i soggetti beneficiari. 2 Il piano di cui al comma 1, al quale possono essere apportati variazioni e aggiornamenti nel corso della sua validità, prevede le iniziative necessarie volte: a al recupero, alla salvaguardia e al restauro dei beni architettonici e del patrimonio edilizio delle città e dei nuclei di fondazione, allo scopo di preservarne l'identità definita dal rapporto con il territorio; b alla predisposizione di nuove strategie di sviluppo locale mirate al completamento urbanistico dei progetti originari, anche attraverso il ricorso agli interventi di sostituzione edilizia, perseguendo contemporaneamente la finalità del miglioramento dell'accessibilità e della fruizione; c alla creazione di nuovi insediamenti urbani o di elementi di arredo e decoro urbani, culturalmente ed esteticamente coerenti con l'architettura tradizionale e razionalista; d al rilancio turistico, produttivo ed economico delle aree interessate. 3 Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo vigila sulla corretta attuazione degli interventi costituenti il piano di cui al comma 1 al fine di verificarne il rispetto delle finalità della presente legge. 6 (Attività di valorizzazione culturale) 1 L'attività di valorizzazione culturale delle città e dei nuclei di fondazione si esplica essenzialmente tramite: a l'effettuazione di studi e di ricerche a carattere architettonico, storico-artistico, storico e antropologico; b l'opera di censimento e di catalogazione dei beni culturali di pertinenza delle discipline di cui alla lettera a) ; c la promozione di eventi, manifestazioni, mostre, convegni e seminari; d l'istituzione di laboratori, centri di documentazione o altri servizi culturali che favoriscano il carattere permanente delle ricerche; e l'elaborazione di progetti mirati al potenziamento, al collegamento e alla valorizzazione delle strutture e dei servizi culturali e museali già presenti sul territorio, che rientrano nelle finalità della presente legge; f la promozione e il sostegno di progetti, anche di associazioni o di centri studi operanti con le finalità della presente legge, volti a una più capillare diffusione della conoscenza delle città e dei nuclei di fondazione, nonché a evidenziarne l'alto valore storico, culturale, antropologico e sociologico. 7 (Istituzione del Museo delle città e dei nuclei di fondazione) 1 Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, istituisce il Museo delle città e dei nuclei di fondazione, per il raggiungimento delle finalità della presente legge e per tramandare e conservare la memoria storica delle città e dei nuclei di fondazione. 2 Il Museo di cui al comma 1 ha sede presso la città di Latina. 8 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare delle dotazioni disponibili, iscritte a legislazione vigente in termini di competenza e di cassa, nell'ambito delle spese rimodulabili di parte corrente delle missioni di spesa di ciascun Ministero, di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.