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all'interno del centro di accoglienza straordinaria "Il Rosone Srl" a Terzigno (Napoli), che attualmente ospita 70 migranti, si sono riscontrati alcuni casi di positività al virus COVID-19, ed è stato quindi previsto l'isolamento, secondo le disposizioni vigenti anti contagio; la situazione è divenuta immediatamente insostenibile: gli ospiti non solo si rifiutano di rispettare i protocolli sanitari previsti (rifiutano l'isolamento, il mantenimento della distanza, la mascherina), mettendo quindi a rischio la salute di tutte le altre persone del centro, ma arrivano a minacciare ed intimidire il personale sanitario, a danneggiare la struttura e a creare disordini anche molto preoccupanti; pochi giorni fa, circa 60 migranti si sono allontanati senza autorizzazione dal centro di accoglienza per dirigersi nei paesi limitrofi, dove sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine; i cittadini della zona sono comprensibilmente preoccupati per la situazione: sia per il rischio contagio, sia per i problemi di ordine pubblico. Episodi similari si verificano con troppa frequenza sul nostro territorio e non è pensabile che le forze dell'ordine debbano essere impegnate giorno e notte a presidiare centri di accoglienza di persone che rifiutano di rispettare le regole; agire con fermezza nei confronti degli immigrati che non rispettano pedissequamente le misure di contenimento del contagio e vigilare su chi è responsabile della loro applicazione è un atto dovuto: non è tollerabile che ai problemi legati all'immigrazione si sommino quelli legati al contagio del virus, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover potenziare i controlli in materia di gestione dei centri di accoglienza ed intervenire con risolutezza nelle situazioni in cui non vengono rispettate le regole, per ripristinare l'ordine pubblico e la sicurezza sul nostro territorio; nel caso specifico, come intenda garantire il diritto alla salute agli ospiti della struttura nel rispetto delle disposizioni in materia di contagio da COVID-19, agli operatori del centro e a tutti i cittadini della zona che, loro malgrado, sono esposti a rischi che potrebbero essere evitati. Atto n. 4-04315 ALESSANDRINI PIANASSO DORIA ARRIGONI BERGESIO PIZZOL BAGNAI FERRERO ZULIANI RICCARDI STEFANI VALLARDI BORGONZONI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: per l'anno scolastico in corso (2020/2021), la legge prevede la possibilità di assumere ulteriori docenti e personale ATA in modo temporaneo, per sopperire all'aumentato bisogno di collaboratori a causa delle regole di distanziamento sociale e igienizzazione dovute al virus SARS-CoV-2; il provvedimento prevedeva in origine che, in caso di sospensione delle attività scolastiche per via di un nuovo lockdown , i contratti di lavoro potessero essere risolti per giusta causa, senza diritto di ricevere alcun indennizzo, con l'unica agevolazione di poter usufruire della NaSPI, qualora si abbiano i requisiti per richiederla; con la conversione del decreto-legge n. 104 del 2020 (cosiddetto decreto agosto), recante "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia" (legge n. 126 del 2020), è stata introdotta un'importante modifica all'articolo 32, attraverso l'approvazione del comma 6- quater , che elimina l'automatica risoluzione contrattuale nel caso di sospensione delle attività didattiche in presenza. In conseguenza di ciò in caso di un nuovo lockdown , i "contratti COVID" non finiranno in modo automatico, ma gli assunti con tali contratti potranno continuare a lavorare con le modalità di lavoro agile, come avviene per tutto il restante personale scolastico; la novità introdotta dalla conversione in legge del decreto ha suscitato la comprensibile protesta di tanti che, a causa della presenza della automatica risoluzione nei contratti COVID, avevano optato per altre forme di contratto a tempo determinato, più brevi, ma considerate più "sicure". Si tratta di tutti coloro che hanno preferito stipulare contratti "non COVID", al fine di evitare il rischio rappresentato dalla clausola di automatica risoluzione, e che risultano danneggiati dalla sua successiva eliminazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa situazione particolare nella quale si trova una parte del personale aggiuntivo COVID; quali iniziative intenda intraprendere al fine di eliminare questa disparità di trattamento derivante dall'approvazione della recente modifica legislativa. Atto n. 4-04316 GRANATO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'università e della ricerca Premesso che: come emerso recentemente su alcuni articoli di stampa (con particolare riferimento ad un articolo di Antonella Scalzi su "Gazzetta del Sud" del 17 ottobre 2020, intitolato "Umg, quella nomina non convince"), il Codacons ha presentato un'istanza di accesso agli atti al Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione alla procedura di nomina del direttore generale dell'università degli studi "Magna Graecia" di Catanzaro, dottor Roberto Sigilli; come emerso in sede documentale, in relazione alla procedura di nomina, lo stesso dicastero aveva avviato una verifica amministrativo-contabile, eseguita dal 28 gennaio al 15 marzo 2013; l'università, in seguito, aveva fornito taluni chiarimenti all'Ispettorato generale di finanza, che aveva richiesto all'ente di "fornire notizie in merito alle iniziative poste in essere per la sistemazione delle irregolarità rilevate" nel corso dell'ispezione; in sede di replica dell'Ispettorato alle controdeduzioni dell'università (MEF-RGS, prot. 46947 del 27 maggio 2014) , tuttavia, erano emersi ulteriori profili che si sarebbero dovuti chiarire, in relazione ai criteri di selezione utilizzati per la scelta dell'affidamento dell'incarico di direttore generale e su talune altre questioni emerse in sede ispettiva, con particolare riferimento a profili gestionali aventi ripercussioni di carattere finanziario (trattamento economico del direttore amministrativo; disavanzo di competenza negli esercizi finanziari 2010-2011; risultati negativi di società partecipate); con particolare riferimento alla nomina del direttore generale, inoltre, era stata rilevata la necessità di fornire chiarimenti sulle ragioni che avevano condotto alla scelta del soggetto vincitore "nonostante, secondo quanto riferito dall'Ispettore nella relazione", la presenza "di altri aspiranti forniti di credenziali più idonee rispetto al ruolo da ricoprire", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la loro valutazione al riguardo; in quale modo si sia conclusa la vicenda sul piano amministrativo nonché se siano a conoscenza di eventuali azioni consequenziali attivate in sede giurisdizionale. Atto n. 4-04317 PAVANELLI PRESUTTO MORONESE VANIN GUIDOLIN ROMANO TRENTACOSTE DONNO Al Ministro della salute Premesso che: