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come emerso durante l'audizione, tale impostazione pregiudica la possibilità di individuare chiaramente il percorso delle singole commesse di materiale d'armamento e, per questo, non parrebbe idonea all'attività di controllo parlamentare; considerato che: ai sensi della legge 9 luglio 1990, n. 185, recante "Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento", l'esportazione di tali materiali deve essere conforme alla politica estera e di sicurezza dell'Italia. Fino al 1994, tale funzione di coordinamento era assolta dal Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa (CISD), soppresso dall'articolo 1, comma 21, della legge 24 dicembre 1993, n. 537; in sede di audizione presso la Commissione Difesa Cutillo ha ribadito la situazione di incertezza normativa lasciata dalla soppressione del CISD e dalla mancata riassegnazione delle sue competenze ad altri organismi; attualmente, secondo quanto riportato dal direttore dell'UAMA, il coordinamento stabilito ex lege per la determinazione della linea politica tra Ministero degli affari esteri, Ministero della difesa e Presidenza del Consiglio dei ministri non appare codificato nel dettaglio. Mancando le specifiche delle modalità di raccordo tra istituzioni, esse verrebbero vagliate "caso per caso"; l'assenza di un sistema formalizzato e ben definito a livello normativo indebolirebbe il ruolo dell'UAMA che, senza una chiara linea politica, incontra delle difficoltà nella determinazione di quali operazioni siano autorizzabili e quali non lo siano, impegna il Governo: 1) a riorganizzare la relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento al fine di renderla più fruibile e trasparente e, conseguentemente, di garantirne un esame più accurato da parte del Parlamento; 2) ad adottare i provvedimenti necessari alla definizione delle modalità di determinazione dell'indirizzo politico sul quale basare le autorizzazioni alle movimentazioni di materiale d'armamento, anche valutando la reintroduzione del CISD o di un organismo similare cui affidare tale funzione. (1-00363) (Testo 2) Mozioni Atto n. 1-00367 CASTIELLO MININNO AIROLA CROATTI CORRADO DE LUCIA PIARULLI GAUDIANO LANZI DI PIAZZA PAVANELLI GIANNUZZI ORTIS LOMUTI SANTANGELO EVANGELISTA FENU RUSSO FEDE AGOSTINELLI SANTILLO MAUTONE MARINELLO PIRRO PELLEGRINI Marco L'ABBATE BOTTICI ROMANO TONINELLI GARRUTI LANNUTTI MONTEVECCHI CASTELLONE GALLICCHIO DELL'OLIO CIOFFI PRESUTTO ROMAGNOLI ANASTASI MATRISCIANO LEONE TRENTACOSTE CASTALDI LA MURA MANTERO ANGRISANI PISANI Giuseppe RICCIARDI NATURALE LOREFICE - Il Senato, premesso che: il Parco archeologico di Paestum e Velia (PAEVE) è un istituto ad autonomia speciale sorto con il decreto ministeriale 28 gennaio 2020, che ha disposto l'unificazione del sito pestano con quello velino che si trova nella zona costiera del Parco nazionale del Cilento, vallo di Diano e Alburni (PNCVDA); il sito di Elea-Velia insiste su un'area di circa 90 ettari di proprietà statale e si trova nel comune di Ascea Marina, importante località balneare posta in una posizione centrale rispetto alle principali località turistiche dell'area quali: Palinuro, Marina di Camerota, Acciaroli, Pioppi, Castellabate e Agropoli. Il sito di Elea-Velia dista circa 40 chilometri dal sito archeologico di Paestum e circa 80 chilometri dalla certosa di San Lorenzo di Padula: tre emergenze che assieme al sito archeologico di Paestum e alla stessa Elea-Velia costituiscono elementi caratterizzanti di un unico sito UNESCO, il PNCVDA, riconosciuto nel 1998 quale "paesaggio culturale" di rilevanza mondiale (criterio n. iii - iv): l'Ente Parco nazionale del Cilento, vallo di Diano e Alburni ne è ente responsabile presso l'UNESCO. Le strutture architettoniche del sito sono immerse in una vasta area di macchia mediterranea e rigogliosi uliveti che fanno di Elea-Velia un esempio significativo di ciò che si intende per "parco archeologico" ai sensi dell'art. 101, comma 2, lett. e) , del decreto legislativo n. 42 del 2004 ossia "ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto". La sede velina del Parco archeologico è dotata di ampio parcheggio collocato su un'area adiacente all'ingresso con una superficie complessiva di circa 9.000 metri quadri per un totale di circa 200 posti auto e circa 20 posti autobus; si trova a 2 chilometri dalla stazione ferroviaria di Ascea Marina (ove fermano treni regionali e intercity) e a 10 chilometri dalla stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo (servita anche dalle Frecce e da Italo); si trova altresì a 4,5 chilometri dal porto di Casal Velino (servito dal servizio estivo del "metrò del mare"). Attualmente Elea-Velia si configura come una vasta area archeologica, poco nota e poco visitata (mediamente 30.000 visitatori all'anno), che non consente assolutamente la percezione di una grande metropoli mediterranea, di una società molto organizzata e con una classe dirigente culturalmente dotata e famosa che ha potuto convivere con la preesistente popolazione dei Lucani, organizzare attraverso di loro produzioni agricole di consumo in un vasto territorio, gestire porti militari e commerciali; l'antica città di Elea è luogo fortemente significativo per la storia e la cultura delle civiltà occidentali, nonché per il contesto territoriale che ha contribuito a formare. Oltre ad essere luogo di nascita del pensiero occidentale con la scuola eleatica di Parmenide e Zenone, fu sede di una scuola medica antesignana della scuola medica salernitana, fu fiorente centro politico ed economico conosciuto già dagli antichi per quelle peculiarità codificate 2500 anni dopo da Ancel Keys con la "dieta mediterranea" che l'UNESCO nel 2010 ha riconosciuto tra i patrimoni immateriali dell'umanità individuando, tra l'altro, proprio nel Cilento uno dei suoi luoghi emblematici. Ma già dal 1997 Elea-Velia è attenzionata dall'UNESCO, rientrando nel perimetro del programma MAB, che punta a preservare e generare valori naturali e culturali attraverso una proposta politica e gestionale scientificamente corretta, culturalmente creativa e operativamente sostenibile. Nonché, dal 1998, Elea-Velia è iscritta nella World heritage list, quale emergenza caratterizzante il "paesaggio culturale" dell'area parco: un paesaggio evolutivo vivente e vitale nel mondo contemporaneo che, posto al centro del Mediterraneo, ne concretizza gli aspetti peculiari: la biodiversità, la compenetrazione ambientale e l'incontro delle genti;