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Come anticipato dal fisico Andrea Grieco, che foglie e piante assorbano l' elettrosmog è risaputo, lo certifica anche uno studio dell'americana Katie Haggerty che, sul giornale internazionale per le ricerche forestali, ha pubblicato gli esiti sull'influenza nociva delle radiofrequenze sulle piante. «Numerosi episodi sono stati registrati in Nord America», deduce la ricercatrice, condotti esperimenti su piante schermate e non, irradiate da campi elettromagnetici; l'interrogante è firmatario dell'atto di sindacato ispettivo 4-01344, pubblicato il 27 febbraio 2019, nella seduta n. 95, nonché dell'ordine del giorno G/1354/7/6 e 10, accolto dal Governo, con l'impegno di assumere con urgenza tutte le misure possibili per definire gli standard di esposizione massima totale sicuri per la salute dei cittadini, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto stia accadendo in Italia, così come negli altri Paesi del mondo, in merito all'abbattimento di alberi in quanto di intralcio al grande business del 5G; quali urgenti iniziative di competenza intendano assumere per bloccare non solo le nuove tecnologie, che con le emissioni di elettrosmog danneggiano la salute pubblica, ma anche il taglio degli alberi e delle piante vitali per l'ecosistema. Atto n. 4-01992 DE BONIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dello sviluppo economico Premesso che: dal 2002 al 2015, nel Sin (Sito di interesse nazionale) di Taranto si è registrata la nascita di 600 bambini malformati, "con una prevalenza superiore all'atteso calcolato su base regionale" ed oltre 40 tumori in età pediatrica e nel primo anno di vita. È il dato che si evince dall'aggiornamento dello studio epidemiologico "Sentieri", le cui anticipazioni sono contenute nel Rapporto di valutazione del danno sanitario per lo stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, pubblicato sul sito del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; nel documento si precisa che "sono risultate superiori al numero di casi attesi le malformazioni congenite del sistema nervoso e degli arti. L'eccesso del 24 per cento osservato per le malformazioni congenite dell'apparato urinario è invece ai limiti della significatività statistica"; i risultati dell'aggiornamento dello studio Sentieri indicano che nel Sin di Taranto "la mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso rispetto a quanto si osserva nel riferimento ad eccezione della mortalità per malattie dell'apparato urinario". Si aggiunge che "nella popolazione residente (uomini e donne) risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all'esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma della pleura e per le malattie dell'apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne"; lo studio Sentieri, coordinato dall'Istituto superiore di Sanità, riguarda complessivamente 45 siti. L'analisi di mortalità e ospedalizzazione è aggiornata al 2013; per 22 siti, serviti da Registri tumori, l'incidenza oncologica è relativa a coperture temporali che vanno dal 2006 al 2013, con variazioni sito per sito. Sempre nel Sin di Taranto, relativamente all'età pediatrico-adolescenziale-giovanile, "il quadro della mortalità generale è sostanzialmente in linea o in difetto rispetto all'atteso nelle diverse classi di età considerate, ma l'elevata incertezza delle stime non consente di delineare un chiaro profilo di mortalità". Dallo studio si rileva inoltre che "sono stati registrati 173 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita"; considerato che a quanto risulta all'interrogante: l'8 settembre 2018, scrive l'Associazione di volontariato "PeaceLink", il ministro Di Maio aveva fatto una impegnativa dichiarazione sull'ILVA: "Abbiamo installato tecnologie a Taranto che riducono del 20 per cento le emissioni nocive". Ma i fatti dimostrano l'esatto contrario. Le dichiarazioni del Ministro sono smentite dalle centraline Arpa installate nella cokeria , che registrano valori in aumento per le emissioni diffuse in ambiente. È stato effettuato un raffronto fra i dati registrati attorno alla cokeria nel bimestre gennaio-febbraio 2019 con i corrispondenti dati del bimestre gennaio-febbraio 2018. In cokeria si registra un incremento del 160 per cento per il benzene, del 140 per cento per l'idrogeno solforato e del 195 per cento per gli IPA totali. Sono tutti inquinanti cancerogeni e anche neurotossici. Per quanto riguarda le polveri sottili misurate attorno alla cokeria , l'Arpa Puglia registra un incremento fra il 18 per cento e il 23 per cento per il PM10 (a seconda del campionatore ENV o SWAM) e del 23 per cento per il PM2,5; scrive il presidente di PeaceLink: "ignoriamo quali siano le tecnologie installate di cui Di Maio dà già per avvenuta l'installazione. Siamo di fronte ad un bluff tutto politico fatto di parole a cui non corrisponde alcun dato di realtà. La verità è che ci stiamo incamminando verso una prospettiva priva di reali garanzie per la salute e l'ambiente"; tenuto conto che il Governo doveva presentare nel mese di maggio 2019 l'indagine epidemiologica, poi rinviata a dopo le elezioni europee e, poi ancora, al mese di luglio, si chiede di sapere: se siano state installate e quali siano le tecnologie che avrebbero dovuto ridurre del 20 per cento le emissioni nocive dello stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto; come mai non sia stata resa pubblica la notizia dei 600 bambini nati malformati a Taranto; per quale motivo sia stata rinviata la presentazione dell'indagine epidemiologica che, a parere dell'interrogante, sembra essere di gran lunga più importante delle elezioni europee, che pur avrebbero avuto luogo. Atto n. 4-01993 PAZZAGLINI Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: con determina del direttore dell'Area vasta n. 4 di Fermo, n. 410/AV4 del 5 giugno 2018, veniva emesso avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di direttore medico di struttura complessa - disciplina chirurgia generale; con successive determine n. 709/Av4 del 22 ottobre 2018 e n. 81/AV4 del 31 gennaio 2019 venivano rispettivamente ammessi i candidati e nominata la Commissione per l'espletamento della procedura per il conferimento di un incarico quinquennale con esplicito riferimento all'incarico direttore medico di Struttura complessa di pediatria (quando in realtà il bando atteneva alla Struttura complessa di chirurgia); con atto intitolato relazione sintetica del 28 marzo 2019, la Commissione individuava una "terna di candidati che verrà formalmente trasmessa al Direttore di Area Vasta n. 4";