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all'esito di tale procedura, alcuni lavoratori presenti nei posti più avanzati della graduatoria formata dal centro per l'impiego, sarebbero stati convocati dal comune di Castel San Giorgio con un preavviso ridottissimo, determinando in pratica una sostanziale preclusione "di fatto" alla partecipazione alla prova di idoneità e dunque gli stessi, a causa della mancata partecipazione, sarebbero stati considerati, erroneamente, rinunciatari alla procedura; considerato che: tale circostanza ha prodotto conseguenze deleterie per i lavoratori, quali ad esempio l'impossibilità, per un semestre, di reperire altri impieghi per tramite del centro per l'impiego; tra i lavoratori tardivamente convocati ve ne sono alcuni che hanno impugnato dinanzi al Tribunale civile in funzione di giudice del lavoro tale esclusione, ottenendo delle pronunce cautelari favorevoli che hanno censurato l'operato del comune di Castel San Giorgio per non aver consentito la conoscenza della convocazione con congruo preavviso; la vicenda segnalata ha avuto un particolare rilievo, proprio perché ha riguardato il cosiddetto "avviamento a selezione" e cioè la procedura di assunzione, a tempo determinato o indeterminato, da parte delle pubbliche amministrazioni, per posizioni lavorative che richiedono il solo requisito della scuola dell'obbligo, senza dover indire concorsi pubblici, a condizione del possesso della professionalità eventualmente richiesta e dei requisiti previsti per l'accesso al pubblico impiego; il Governo ha avviato un'opera di riordino e razionalizzazione dei centri per l'impiego da parte delle Regioni, in ragione del fatto che sono stati avviati tavoli di confronto con le Regioni per procedere alla definizione delle modalità operative per il rafforzamento dei centri per l'impiego, si chiede di sapere: se il Governo intenda intraprendere iniziative finalizzate a uniformare le procedure di avviamento a selezione, fermo restando la possibilità da parte degli enti che abbiano necessità di reperire dipendenti in cosiddetta "bassa qualifica" di inoltrare una specifica richiesta di assunzione a coloro che siano muniti dei requisiti previsti, che siano privi di occupazione ed in situazioni economiche di disagio; se ritenga di intervenire, nella richiamata attività di riordino e razionalizzazione, per devolvere ai centro per l'impiego funzioni ulteriori, quantomeno per le procedure di avviamento a selezione, che consentano una gestione autonoma da parte degli stessi della fase della procedura avente ad oggetto la convocazione dei lavoratori e lo svolgimento della prova di idoneità, o, comunque, una gestione di tale fase della procedura mediante affiancamento di funzionari del C.P.I. al singolo ente locale richiedente i lavoratori, onde garantire un'uniformità delle procedure che non vanifichi gli intenti "inclusivi" della norma principale, come purtroppo verificatosi nelle vicende richiamate. Atto n. 4-00857 ANGRISANI PUGLIA ORTOLANI PRESUTTO MATRISCIANO GAUDIANO RICCIARDI FEDE MAUTONE DI MICCO SANTILLO CASTELLONE DE LUCIA LA MURA NATURALE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il fiume Sarno nella regione Campania, nonostante la sua brevità, appena 24 chilometri, vanta un bacino notevolmente esteso: nello specifico, circa 500 chilometri quadrati. Il Sarno nasce alla quota di circa 30 metri sul livello del mare dalle pendici del monte Saro, facente parte del gruppo montuoso del Sant'Angelo-Pizzo d'Alvano. Questo, a sua volta, costituisce la propaggine occidentale dei Monti Picentini, una catena montuosa a cavallo delle province di Avellino e Salerno, caratterizzata da una distesa forestale di oltre 40.000 ettari e da numerosi torrenti che rendono l'area il più ricco serbatoio di acqua potabile dell'Italia meridionale; il Sarno, arricchendosi delle acque di numerosi affluenti, divide la piana in due settori, quello occidentale in provincia di Napoli e quello orientale in provincia di Salerno, attraversando in forma calma e sinuosa i comuni di Sarno, San Valentino Torio, San Marzano, Striano, Poggiomarino, Pompei, Scafati e Castellammare di Stabia per sfociare, dopo aver realizzato un'ansa in direzione della località Sant'Abbondio di Pompei, in mare di fronte allo scoglio di Rovigliano; un tempo il fiume era navigabile e pescoso, fonte di ispirazione per poeti e scrittori; tuttavia, dal XX secolo è diventato noto per essere considerato, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana (suoi tributari tramite il torrente Alveo Comune Nocerino), il corso d'acqua più inquinato d'Europa; così come si legge sul sito internet del Fondo Ambiente Italiano "le problematiche del Sarno, causa una elevata pressione antropica con relativo impatto determinato da scarichi domestici (fecali, agricoli, pesticidi, fertilizzanti, ecc.) e industriali, sono tutte relative al suo forte inquinamento (il più alto d'Europa) che si ripercuote nell'intero golfo di Napoli, fino agli anni Sessanta, era un fiume pescoso e termale caratterizzato da ambienti salubri e incontaminati. Nel 1992 il fiume è stato dichiarato ad elevato rischio ambientale ed è iniziato un tortuoso percorso per il disinquinamento: allo scopo si è divisa l'area in tre comprensori: - dell'Alto Sarno con 8 comuni, una popolazione di 69mila abitanti e una densità di 398 ab/kmq; - del Medio Sarno con 21 comuni, una popolazione di 445mila ab. e una densità di 1430 ab/kmq; - di Foce Sarno con 10 comuni, popolazione di 225mila ab. e una densità di 2338 ab/kmq"; considerato che: nonostante il corso d'acqua abbia ricevuto negli ultimi decenni ingenti somme al fine di mitigare i danni dell'inquinamento, questi ultimi continuano a tediare la popolazione, soprattutto nei pressi della foce. Basti pensare a come nei giorni immediatamente trascorsi, a Castellammare di Stabia, i Vigili del fuoco siano intervenuti a causa della caduta di un albero su una serra situata proprio a ridosso degli argini del fiume. Tuttavia, le operazioni di messa in sicurezza venivano accompagnate dallo sgomento degli operatori ivi intervenuti a causa della ingente e catastrofica situazione che si annunciava davanti ai loro occhi. Ed invero, una vera e propria isola di rifiuti nel tratto di fiume parallelo, a via Ripuaria: bottiglie di plastica, cassette di sughero, tavole di legno, rami d'albero, palloni e tanti altri rifiuti trasportati dal fiume; l'ammasso dei rifiuti, formatosi a causa del tronco d'albero che ne ha ostruito il passaggio, costituisce, secondo quanto riportato dalla popolazione residente, una situazione già riscontrata più e più volte in occasione delle esondazioni del fiume Sarno. Queste, infatti, provocano danni anche alle coltivazioni, oltre che ai fabbricati ivi insistenti; considerato inoltre che: