[resaula]

Non è un dato accessorio o una mera formalità osservare, in via introduttiva, come il testo del presente decreto-legge sia stato dettato da ragioni d'urgenza e insieme dall'incertezza da cui è rimasta inevitabilmente caratterizzata qualsiasi possibile proiezione sull'evolversi e sugli effetti diretti ed indiretti della pandemia. Il presente decreto-legge, pertanto, da un punto di vista normativo, ha risposto all'esigenza di disciplinare, con strumento adeguato ed efficace, il complesso delle operazioni relative alla chiusura dell'anno scolastico 2019-2020 e all'avvio dell'anno scolastico 2020-21, tenendo conto dell'esigenza di dover ragionare su categorie duttili e comunque fuori da eccessive rigidità, potendo valutare l'impatto di quanto ipotizzato e stabilito solo a posteriori . In estrema sintesi, come abbiamo visto, se è verosimile valutare che una reale e compiuta uscita dallo stato d'emergenza sarà possibile solo quando diverranno disponibili cure farmacologiche e il vaccino per combattere il virus, ciò lascia intendere che fino ad allora difficilmente potranno riprendere e aver luogo, almeno nel modo tradizionale che conosciamo, tutte quelle attività di carattere sociale che presuppongono e necessitano un contatto ravvicinato, a cominciare dall'universo scolastico, universitario e della didattica, ma anche purtroppo, come sappiamo, dall'intero complesso delle attività culturali, come spettacoli, teatri, proiezioni, eccetera. Quindi, caduta l'ipotesi di poter far ritorno in classe prima del 18 maggio, si trattava di non mortificare, valorizzando il più possibile le prove e garantendo loro dignità, i circa 460.000 studenti che devono sostenere l'esame di Stato, insieme ai 500.000 studenti di tredici-quattordici anni che devono anch'essi affrontare gli esami del primo ciclo. Tuttavia, al di là anche del discorso obbligato a forme di insegnamento innovative come la didattica a distanza, problemi di non poco conto presentava nel medesimo tempo l'avvio del prossimo anno scolastico, alla luce di alcuni nodi essenziali di non facile soluzione, che possono essere rapidamente qui di seguito elencati: la capacità, da parte dell'istituzione scolastica, di garantire eventuali dispositivi di sicurezza e spazi adeguati per un'efficace distanziamento tra studenti; l'esigenza e la volontà di promuovere e incentivare l'intera filiera della formazione didattica a distanza nelle sue diverse declinazioni. La povertà economica infatti avrà riflessi su quella educativa, in specie per i più fragili ed esposti con un combinato disposto che coniugherà, per alcune fasce di studenti, la penuria di mezzi con la mancanza di istruzione e, dunque, con il non poter accedere ad un'adeguata formazione. Il protrarsi dell'emergenza epidemiologica e la necessità di doversi conformare a misure di distanziamento sociale hanno procrastinato le nuove modalità adottate di didattica a distanza, ma occorre fare tutto il possibile, fatte salve le misure che sono state e sarà necessario adottare nella condivisa e crescente preoccupazione per la possibile liquidazione della scuola nella sua configurazione tradizionale, per salvaguardare l'insegnamento in presenza quale esperienza non sostituibile e il cosiddetto gruppo classe, inteso come sistema di rapporti, insieme con la funzione primaria della scuola come socialità, in senso orizzontale, tra allievi e, verticale, con i docenti. Garantire quindi un ordinato avvio del prossimo anno scolastico significa non surrogare con misure emergenziali, bensì con interventi strutturali, calibrati e intelligenti, la carenza di insegnanti, garantendo principi di equità, trasparenza e meritocrazia, per il reclutamento e l'immissione in ruolo, la continuità didattica e in particolare il sostegno, visto lo scenario che affiora dall'emergenza sanitaria che penalizza in maggior misura, talvolta non sanabile, le disabilità più gravi, fino alle diverse problematiche che afferiscono ai disturbi specifici dell'apprendimento e ai bisogni educativi speciali. Nello specifico, l'articolo 1 definisce la cornice generale della disciplina speciale per l'anno scolastico 2019-2020 per la valutazione finale degli studenti, per tutti gli ordini e gradi di scuola, nonché per l'ammissione degli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado alla classe successiva per l'eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti dei medesimi studenti e per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e secondo ciclo. L'articolo 2, commi 1 e 2, demanda ad ordinanze del Ministro dell'istruzione l'adozione di misure per l'avvio dell'anno scolastico 2020-21, anche in deroga a norme vigenti in merito, la data dell'inizio delle lezioni, le procedure riguardanti le immissioni in ruolo, le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie e le supplenze, da concludersi comunque entro il 15 settembre 2020, all'utilizzo solo per l'anno scolastico 2020-21 delle vigenti graduatorie. Si tratta del cuore del decreto e sul testo originario... PRESIDENTE. Mi scusi un momento. Senatrice Granato, c'è qualche questione che ci vuole sottoporre? Altrimenti la prego di prendere posto. Prego relatrice, può proseguire. ANGRISANI, relatrice. Sul testo originario approdato in Commissione, grazie alla capacità di confronto delle forze governative, che pur divergendo su taluni aspetti sono riuscite a trovare un'ampia sintesi condivisa, e grazie al proficuo apporto delle opposizioni, sono stati apportati significativi miglioramenti e modifiche. Si ricordino nello specifico l'emendamento 4.0.100 con cui si istituiscono procedure su base regionale finalizzate all'accesso in ruolo su posti di sostegno. Ci sono poi i posti vacanti disponibili all'avvio del prossimo anno scolastico, che saranno ricoperti da incarichi a tempo determinato in attesa dell'espletazione delle procedure concorsuali straordinarie che il medesimo testo istituisce. L'emendamento 2.300, infatti, stabilisce norme e criteri relativi alla procedura concorsuale straordinaria finalizzata all'immissione in ruolo del corpo docente per l'anno scolastico 2021-2022. Tuttavia, a coloro che rientrano nella quota dei posti destinati alle procedure per l'anno scolastico 2020-2021 viene riconosciuta retrodatazione giuridica del rapporto di lavoro, fissata al 1° settembre 2020. L'emendamento 7.01 che sostituisce l'articolo 7, reca misure volte ad assicurare la continuità della gestione delle università e dell'AFAM. Inoltre, l'emendamento 7.0.26, detta misure urgenti per la riqualificazione dell'edilizia scolastica. Si precisa che per contenere ogni diffusione del contagio, il personale docente assicura le attività didattiche nella modalità a distanza e che le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi dei dirigenti scolastici, nonché del personale scolastico, possono svolgersi nelle modalità di lavoro agile.