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Si pone un tema di duplicazione di sforzi, e quindi anche di costi, legato al Nucleo della concretezza. Vi sono profili delicatissimi che riguardano gli aspetti della privacy : non avete sciolto i nodi in relazione a chi dovrebbe trattare i dati e in capo a chi sia la responsabilità di gestirli. Si tratta di profili molto delicati, che sono stati sottoposti all'attenzione del Garante per la privacy , il quale si è espresso anche su questo terreno. C'è un altro aspetto che raccoglie tutta la criticità che noi esprimiamo nei confronti di uno strumento come il Nucleo della concretezza: con un meccanismo attraverso il quale mettete in campo i prefetti - quindi, alla fine, la responsabilità del Ministero dell'interno sulla pubblica amministrazione - voi state innanzitutto commissariando la pubblica amministrazione, con uno schema che noi ripudiamo, che è da Stato di polizia. Vorrei dire, con una battuta, che, se l'efficienza che dovrebbe garantire il controllo del Ministero dell'interno è la stessa che il Ministro pro tempore sta utilizzando quando rischia di far saltare alcune indagini delicate, tanti cari auguri rispetto alla possibilità che il Ministero possa svolgere questo lavoro. Ma è questa la fine che farà quel tipo di impostazione del provvedimento: il commissariamento della pubblica amministrazione. Per noi ciò è inaccettabile. Penso che forse molto altro e in modo davvero diverso si sarebbe potuto fare per affrontare il tema della pubblica amministrazione e dei lavoratori del pubblico impiego, a partire da quel grande piano di assunzioni straordinario che non è contenuto in questo provvedimento. Il nostro è un Paese che soffre una condizione non più rinviabile, dal punto di vista della sua soluzione, rispetto alla possibilità di immettere davvero nuove risorse e nuove competenze nella pubblica amministrazione. Nei due articoli che si occupano di ciò c'è semplicemente un meccanismo - per carità, anche rispettabile - che olia la possibilità di inserimenti di questo genere, ma nulla ha a che fare con quel piano straordinario di assunzioni di cui il nostro Paese avrebbe bisogno. Per tutte queste ragioni, noi voteremo orgogliosamente contro il provvedimento in esame. Spero ci sia la possibilità nel prosieguo di poter rimuovere almeno quegli errori gravissimi che accompagnano il disegno di legge che sta per essere votato. Stiamo parlando, infatti, non di un tema qualsiasi, ma della casa comune: la pubblica amministrazione è un pezzo della nostra casa comune. Da questo punto di vista, occorre maggiore rispetto nell'approcciarsi a un tema che dovrebbe stare a cuore a tutti. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . BERTACCO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERTACCO (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, sottosegretari, onorevoli colleghe e colleghi, quando ho pensato a cosa avrei detto nell'intervento in dichiarazione di voto di oggi, mi è nata la curiosità di leggere sul vocabolario il termine "concretezza"; il vocabolario infatti dà, in poche parole, l'esatta dimensione della parola che stiamo cercando. Concretezza è «qualità di ciò che è concreto, consistenza». Quindi "concretezza" è la parola chiave di questo intervento, che tenta di migliorare l'efficacia e l'efficienza della pubblica amministrazione. Sappiamo tutti, però, che negli ultimi venticinque anni provvedimenti di tal genere sono stati fatti da tutti i Governi che si sono susseguiti, purtroppo con scarsi risultati. Non è che questo sia un augurio che anche l'attuale vada male, ma ci avete un po' abituato a nomi attrattivi; dignità, cittadinanza e, ora, concretezza. Ho provato allora a cercare nel provvedimento ciò che poteva essere concretezza, partendo proprio dall'articolo 1 che costituisce il Nucleo della concretezza; un Nucleo che ancora oggi, nella discussione generale e nell'esame dei vari emendamenti, non si è ancora ben capito chi fa che cosa. Si tratta comunque di un gruppo di persone, 53 per l'esattezza, che dovrebbero occuparsi dell'immenso mondo della pubblica amministrazione, affiancarsi agli ispettorati e alle agenzie, sovrapporsi; se sono sopra o sotto, non l'abbiamo ancora capito. Credo quindi che più che un aiuto possano diventare un nuovo peso per la pubblica amministrazione. Pensate davvero di poter risolvere il problema dell'efficacia e dell'efficienza della pubblica amministrazione con uno sparuto gruppo di persone? Un problema come quello della pubblica amministrazione avrebbe meritato sicuramente altre e più approfondite attenzioni. Forse, prima di affrontare questo tipo di argomento, sarebbe stato meglio ascoltare le Regioni e gli enti locali e, forse, sarebbe stato ancora meglio se avessimo visto il provvedimento dopo quello della semplificazione dell'amministrazione pubblica. Se aveste ascoltato le Regioni e gli enti locali, che ogni giorno si fanno carico del funzionamento del nostro Paese, avreste sicuramente scoperto che la nuova incombenza, il Piano triennale dell'efficienza, ricordato in tanti interventi, si va ad aggiungere ai tanti altri piani che le pubbliche amministrazioni devono presentare in altri ambiti. Come il sottosegretario Fantinati sa - in Commissione l'ho detto più volte e lo ridico in questa sede - mi sembra che il Governo abbia un po' una schizofrenia legislativa. E lo dico perché non sono ancora riuscito a trovare risposta quando all'articolo 1 compaiono le parole «previa intesa in sede di Conferenza unificata», che fanno intendere che sono coinvolti nel provvedimento anche le Regioni e gli enti locali. Poi, scorrendo i vari articoli ed altre parti in cui vengono comunque riportate tali parole, ho notato che, quando si arriva all'articolo 4, che concerne le facilitazioni per quanto riguarda le assunzioni e il turnover , questa frase non c'è più. Ho sollevato la questione anche in Commissione, ma non ho sentito risposta o forse non l'ho capita. Volete dirmi che gli enti locali e le Regioni saranno controllate dal Nucleo di correttezza, ma non potranno accedere alle facilitazioni delle assunzioni? Il punto non mi è chiaro. L'articolo 2 è stato descritto dal Ministro con grande capacità oratoria, aiutato anche dal suo mestiere, dicendo che potrebbe andare in tv e prendere migliaia di voti. È chiaro che è un argomento che tocca la pancia della gente, ma è anche vero - come lei insegna - che di solito i ragionamenti si fanno con la testa e non con la pancia. Preferiamo quindi continuare a ragionare con la testa e dire che l'articolo 2 non ci piace perché sembra il tentativo più becero di screditare i dipendenti pubblici. Nella tabella che avete pubblicato insieme al provvedimento, che reca una serie di casi già successi, molto spesso chi fa il reato - come giustamente lo ha definito lei -sono lavoratori che avevano timbrato. Quindi il problema non è fotografarli e non è prendere loro le impronte digitali, screditandoli e trattandoli peggio di un criminale. Ricordo che i dipendenti della pubblica amministrazione superano i 3 milioni: criminalizzare tutte queste persone mi sembra un po' azzardato. Ci aspettavamo, da chi parla di efficienza, un'indagine seria sulla condizione dei lavoratori della pubblica amministrazione.