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Con la riforma della giustizia tributaria si potranno raggiungere i traguardi del PNRR. Abbiamo una grande sfida che ci attende entro il 2026: la riduzione del tempo medio di definizione dei procedimenti civili, inclusi quelli tributari, del 40 per cento rispetto ai tempi del 2019. Oggi stiamo ponendo delle basi importanti per consentire al nostro Paese un ammodernamento a 360 gradi. Ricordiamo, infatti, che non sono solo l'Unione europea e il PNRR ad imporci queste riforme, ma è il sistema Italia che, da anni, attende una giustizia giusta. (Applausi) . Una vera democrazia, infatti, si misura sul rapporto tra cittadino e Stato; e il rapporto tra cittadino e Stato si fonda sulle norme e sulla regolamentazione, nonché sulla gestione delle violazioni delle norme stesse, anche in campo tributario. Per questa ragione, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC. (Applausi) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, vista l'ora tarda, con il suo permesso consegnerei il testo della mia dichiarazione di voto perché sia allegato al Resoconto della seduta odierna. (Applausi) . Ai colleghi che mi applaudono, però, vorrei dire che domanderò di parlare per un intervento di fine seduta. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. FENU (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signora Presidente, cercherò di tagliare l'intervento, ma comunque lo farò. Il disegno di legge al nostro esame interviene sia sull'ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria, sia sulle disposizioni relative al processo tributario. L'elemento qualificante della riforma è rinvenibile nella professionalizzazione e specializzazione dei magistrati tributari attraverso l'istituzione della figura del magistrato tributario a tempo pieno. La nascita della quinta magistratura rappresenta certamente un approdo fondamentale per quella riforma di grande ambizione sistematica e strutturale che i cittadini e le imprese invocano ormai da tempo e che può offrire le migliori garanzie di autonomia, terzietà e indipendenza della funzione giudicante e di maggiore qualità della risposta giudiziaria. Se questo disegno di legge costituisce quindi sicuramente un passo avanti nel tentare di riformare un sistema anacronistico e quindi inefficiente, se è molto positiva l'istituzione del giudice tributario di carriera a tempo pieno, assunto tramite concorso pubblico, è francamente difficilmente giustificabile quello che appare il rafforzamento della dipendenza della magistratura tributaria dal Ministero dell'economia e delle finanze, che verrebbe a gestire in modo diretto, ad esempio, sia i concorsi per l'assunzione dei giudici che il loro status giuridico, così come suscita perplessità il fatto che la riforma impieghi diversi anni a dispiegare tutti i suoi effetti, prevedendo una fase di transizione di durata francamente eccessiva. Includendo tra i potenziali giudici tributari di carriera tutti i giudici tributari presenti nel ruolo unico nazionale, potremmo invece avere la nuova magistratura tributaria operativa entro sei mesi. Ancora, sebbene sia molto positiva la figura del giudice monocratico a livello provinciale, non è chiaro né il numero effettivamente necessario di giudici, né il loro inquadramento, così come è lasciata in sospeso la definizione del nuovo assetto territoriale seguente alla riforma. Nonostante questi rilievi, il varo del disegno di legge è una notizia comunque da accogliere positivamente. L'esame in Commissione è stato particolarmente delicato considerata la delicata fase politica che stiamo vivendo, ma ciò nonostante, grazie allo spirito di collaborazione e al senso di responsabilità che hanno caratterizzato l'operato della 6 a e della 2 a Commissione durante tutta la legislatura, è stato possibile approfondire con cura le questioni oggetto del provvedimento anche grazie ad un articolato ciclo di audizioni. Ciò ha condotto all'individuazione e all'approvazione di un numero significativo di proposte emendative condivise che vengono ora sottoposte all'Aula e che voglio passare in rassegna molto brevemente. Vi è l'emendamento che, in consonanza all'idea di creazione di un'autonoma magistratura togata nell'ambito della giurisdizione tributaria, prevede la sostituzione della terminologia attualmente utilizzata per le commissioni tributarie provinciali e regionali con l'attribuzione del ruolo di Corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado. Un altro emendamento molto importante che molti auditi ci hanno richiesto, che supera la criticità che spesso rileviamo dell'impreparazione dei giudici che provengono da altre magistrature che si cimentano nel ruolo di giudice tributario, è quello dell'apertura dei concorsi ai laureati in economia, che daranno sicuramente un apporto tecnico importante soprattutto per il contribuente che deve affidare la sua vita al giudizio della commissione tributaria. Salterò alcuni emendamenti per risparmiare tempo. È molto importante, sempre sul tema, l'emendamento a prima firma del collega Turco che conferisce maggiore importanza proprio alle materie inerenti la contabilità aziendale e il bilancio. Vi è poi l'emendamento che ridefinisce la modalità di trasferimento dei vincitori di concorso in capo alla giurisdizione tributaria. Molto importante è anche l'emendamento del collega Pittella, a cui ho aggiunto la firma assieme ai colleghi del Gruppo, che individua per la prima volta una responsabilità del funzionario dell'Agenzia delle entrate che rigetti il reclamo successivamente accolto dal giudice tributario in base alle stesse motivazioni. In questo caso, tale condotta può essere passibile di sanzioni per il funzionario. C'è poi l'emendamento presentato dai senatori Caliendo e Lomuti, che riformula la prova testimoniale adeguandola ai principi contenuti nel codice di procedura civile, quindi sarà possibile anche per i tribunali tributari l'utilizzo di tale importante istituto. L'emendamento della senatrice Maiorino sopprime quanto contenuto nel testo del disegno di legge governativo relativamente alla limitazione della appellabilità delle sentenze della commissione provinciale pronunciate dal giudice monocratico. L'emendamento 1.2000, a firma del senatore Bagnai e del sottoscritto accorpa diverse e rilevanti proposte, tra cui l'indennità aggiuntiva per coloro che transitano nella giurisdizione tributaria, l'innalzamento del limite di età che impone il collocamento a riposo secondo il criterio del décalage e anche l'aumento delle assunzioni del personale amministrativo presso il Consiglio superiore e l'incremento del fondo di dotazione del Consiglio. Ci rammarichiamo del fatto che non sia stato accolto in toto questo emendamento nella sua formula originaria, in quanto sarebbe stata l'occasione per rinforzare ancora di più le strutture del Consiglio di Presidenza. Quanto previsto dall'emendamento andava proprio in questa direzione: gli uffici dirigenziali di livello non generale, quali l'ufficio status e assenze e l'ufficio concorsi spostati dal MEF direttamente insieme al Consiglio, avrebbero sicuramente accresciuto l'indipendenza anche funzionale dell'organo di autogoverno.