[resaula]

Il Consiglio dovrà fornire gli orientamenti sulla direzione generale e sulle priorità politiche che serviranno a definire, entro il 2020, la strategia di lungo termine che l'Unione europea dovrà perseguire per restare in linea con i parametri previsti dall'Accordo di Parigi. L'Italia arriva a questo appuntamento a dir poco con una posizione non chiara. Anzi, possiamo senz'altro dire che su moltissimi aspetti è una posizione assolutamente contraddittoria. D'altronde, le premesse erano inequivocabili e non lasciavano alcuna speranza per una inversione di tendenza. La Lega a guida di Matteo Salvini ha votato, non più tardi di due anni e mezzo fa, contro l'Accordo di Parigi che è il presupposto del Consiglio europeo dei prossimi giorni, e ha respinto da par suo il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sottoscritto da 195 Paesi. In Parlamento europeo, signor Presidente, la legge, che è il suo partner fondamentale di Governo, ha votato contro anche sulla direttiva per le energie rinnovabili, sui provvedimenti per l'efficienza energetica, sulle emissioni di CO 2 delle automobili, sul regolamento per la contabilizzazione dei gas effetto serra per gli obiettivi climatici 2030, nonché sulla direttiva per la riduzione della plastica monouso. Non finisce qui: il 14 marzo scorso il Parlamento europeo si è già espresso nei contenuti del prossimo Consiglio europeo e sulla questione dei cambiamenti climatici ha approvato - come immagino sappia - a larga maggioranza, con esplicito riferimento alla mobilitazione Fridays for future, le risoluzioni sul clima e sull'aria pulita. Ebbene, Presidente, anche in quel caso, in particolare sulla risoluzione più importante, che è quella sul clima, la Lega ha votato ancora una volta contro quello che nel testo descritto va ad individuare un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra in conformità dell'Accordo di Parigi. La Lega e il suo Governo, in questo modo, si sono posti oggettivamente in una situazione paralizzante nel contesto internazionale e - possiamo e dobbiamo dirlo con chiarezza - fuori dalla storia. Il risultato, Presidente, è che abbiamo fatto zero con l'operazione del Parlamento europeo e rischiamo di fare lo stesso il 21 e il 22 marzo su punti imprescindibili che erano presenti in quella risoluzione. Mi riferisco - per esempio -tra i tanti punti, alle politiche energetiche, alle politiche industriali e alle politiche di ricerca e innovazione. Zero non è soltanto un riferimento algebrico per significare la nullità delle scelte e delle azioni intraprese per fronteggiare il contesto globale e dunque il mutamento climatico; ma zero, Presidente, è il voto che si meritano questo Governo e questa maggioranza per l'assenza in tematiche così importanti e decisive per il nostro Paese. Signor Presidente, la sua maggioranza dice un giorno sì e l'altro pure che vuole incentrare tutte le politiche sulla giustizia sociale. Ebbene, Presidente, c'è un nesso fondamentale tra la questione dell'ambiente e la questione della giustizia sociale: la maggior parte dei migranti che premono alle nostre porte è rappresentata da esuli ambientali che fuggono dalla siccità, dalle terre aride, dai cataclismi. (Applausi dal Gruppo PD) . Sono 24 milioni gli esuli ambientali nel 2016, a fronte dei sette milioni causati dalle guerre, più di tre volte tanto. Se lo faccia spiegare dal ministro Costa, se avrà la grazia di venire a rispondere a qualche interrogazione in quest'Aula o almeno in Commissione. Questi dati sono stati forniti da centinaia di studiosi raccolti in questi giorni, fino al 15 marzo scorso, nel rapporto sottoscritto e presentato all'Assemblea dell'ONU di Nairobi. Ora, Presidente, se non volete ascoltare gli scienziati, ascoltate almeno il Presidente della Repubblica che lei ha citato. Io ho avuto la fortuna di essere presente e accogliere il Presidente martedì scorso a Belluno. Ha portato la testimonianza sulla tempesta Vaia, che non si era mai vista in Veneto. Guardi, Presidente, il 7 dicembre, nel cuore delle Dolomiti, a Pieve di Cadore, si sono ritrovati relatori, studiosi e amministratori e tutti hanno concordato che quel fenomeno cataclismatico dipende fondamentalmente dal cambiamento climatico; eppure, ci sono ancora i negazionisti. L'assessore all'ambiente della Lega della Regione Veneto, in un dibattito con il sottoscritto, ha detto qualche giorno dopo quel cataclisma che non c'è alcuna evidenza scientifica che leghi il mutamento climatico con l'azione antropica. Di questo stiamo parlando. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Concluda, senatore. FERRAZZI (PD) . Presidente, io da sempre sono molto attento al rispetto dell'ambiente, dell'ecosistema, della casa comune che ci ospita. Dite di esserlo anche voi, soprattutto i colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma non è con gli slogan , con le bugie e con gli equilibrismi che lo si dimostra, ma con i fatti. Signor Presidente, il piano energia e clima è assolutamente inadeguato per 10.000 motivi e, quando avremo la grazia di discuterne qui o almeno in Commissione, vi spiegheremo perché. C'è bisogno di azione, signor Presidente; c'è bisogno di capire che non basta venire qui a parlare bene di Europa e di clima in quei pochissimi secondi - tra l'altro - in cui lei ne ha parlato. PRESIDENTE. Concluda, senatore, siamo già tre minuti in più. FERRAZZI (PD) . Ho quasi concluso, Presidente. Occorre rivedere gli incentivi ai combustibili fossili; occorre ridurre il consumo della benzina e del gasolio; occorre lavorare per il riuso; occorre lavorare sulle rinnovabili, sulla rigenerazione urbana, contro il consumo del suolo. La scorsa settimana milioni di giovani in tutto il mondo hanno dato vita a una straordinaria manifestazione. Li ha uniti il coraggio, l'esempio, la determinazione di Greta Thunberg, una giovane ragazza di sedici anni. Signor Presidente, dica al senatore Bagnai che non è Greta a essere uscita dal film dell'orrore, ma è la sua politica miope, pericolosa, che ci sta portando esattamente... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. La ringrazio e l'autorizzo a consegnare il testo scritto del suo intervento. È iscritto a parlare il senatore Bossi Simone. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente Conte, la questione della firma del memorandum d'intesa con la Cina, detta anche Via della Seta, ha tenuto banco nelle ultime settimane e ha coinvolto tutti gli attori della politica italiana in un sano dibattito sul futuro delle relazioni internazionali del nostro Paese, sul ruolo dell'Italia e all'interno dell'Alleanza atlantica. Per noi e per il nostro Gruppo la firma del memorandum d'intesa rappresenta un'importante opportunità di sviluppo commerciale del nostro Paese. La Cina sta effettuando un percorso di trasformazione economica e sociale interna, che sta portando l'emersione di una classe media corposa e un aumento della domanda dei prodotti europei. È nostro dovere, Presidente, per il bene del nostro Paese, intercettare questa domanda e aumentare la quota di esportazione italiana verso il mercato cinese.