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se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intendano assumere al fine di tutelare e difendere la produzione di IVECO in Italia, e, in particolare, quella di IVECO Defence; se non intendano ricorrere alla " golden power " per tutelare un asset strategico così importante anche per la filiera industriale già messa a dura prova dalla vendita di FCA al gruppo Peugeot; se infine non ritengano necessario predisporre l'intervento di Cassa depositi e prestiti ove CNH intendesse comunque procedere alla vendita del gruppo IVECO. Atto n. 4-04840 PAROLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'articolo 35 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, in materia di contributi per la concessione di diritti di uso e di diritti di installare infrastrutture, rimanda, in sede di prima applicazione, alle tariffe e alle modalità indicate dall'allegato 10 del codice; l'allegato 10, per la definizione degli importi dei contributi per le frequenze fisse bidirezionali (utilizzate per i ponti radio non solo dagli operatori mobili ma anche dagli operatori che forniscono connessioni ad internet in modalità fixed wireless access ), prevede calcoli basati su dei coefficienti di correlazione che risultano penalizzanti per i piccoli operatori territoriali, ovvero quelli maggiormente interessati ad investire in nuovi collegamenti nelle aree interne del territorio nazionale; in un contesto di mercato e tecnologico profondamente mutato rispetto a quello di quando il codice venne approvato, le previsioni dell'allegato 10 rappresentano ora un ostacolo allo sviluppo di reti di comunicazioni elettroniche, in particolare per lo sviluppo della connettività nelle "aree bianche" del Paese e, di conseguenza, per la digitalizzazione del Paese; la stessa AGCOM, nel giugno 2020, nel documento "Tavolo tecnico 'TELCO e consumatori': comunicazione di seguiti istruttori e attività in materia di gestione dello spettro radio", ha rilevato che il meccanismo di proporzionalità inversa del costo con il numero di collegamenti è suscettibile di costituire una barriera all'ingresso per operatori che hanno necessità di utilizzare meno frequenze; la direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018, che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche, attualmente in fase di recepimento, prevede che gli Stati membri, in tema di diritti d'uso, adottino un approccio coerente nel fissare tali commissioni o contributi per evitare che alla procedura di autorizzazione generale o ai diritti d'uso sia associato un onere finanziario eccessivo per i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica. La stessa direttiva prevede che tali contributi siano obiettivamente giustificati, trasparenti, non discriminatori e proporzionati allo scopo perseguito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della tematica e quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per evitare che perdurino le discriminazioni ai danni degli operatori di telecomunicazioni più piccoli; se non ritenga opportuno adottare iniziative legislative al fine di introdurre una disciplina dei contributi per i diritti d'uso ed i diritti di installare infrastrutture, che preveda che l'ammontare del contributo annuo per la concessione dei diritti di uso delle frequenze radio fisse bidirezionali sia stabilito in maniera indipendente dal numero complessivo dei collegamenti concessi a ciascun titolare; se non ritenga necessario assumere iniziative al fine di introdurre riduzioni contributive specifiche per incentivare la realizzazione di nuovi collegamenti nelle aree bianche, così come individuate ai sensi del comma 7- septies dell'articolo 33 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, come inserito dall'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133. Atto n. 4-04841 BATTISTONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 1° dicembre 2020, i consiglieri regionali iscritti al Gruppo del Partito democratico del Consiglio regionale delle Marche, Anna Casini e Maurizio Mangialardi, dopo un colloquio avuto con il Ministro in indirizzo, in videoconferenza, hanno annunciato a nome del Ministro lo stanziamento di 1,3 miliardi di euro per la realizzazione della terza corsia della A14, nel tratto compreso tra Porto Sant'Elpidio (Fermo) e Giulianova (Teramo); con una nota a firma dei consiglieri regionali delle Marche del PD, nella stessa giornata, il Ministro è stato ringraziato per questo imponente sforzo sulla terza corsia ed annunciata la notizia dello stanziamento economico; tuttavia, nel piano di investimenti pluriennale di Autostrade per l'Italia, reso noto a mezzo stampa il 22 gennaio 2021, non è presente la terza corsia della A14; il 22 gennaio ASPI, a seguito delle polemiche che sono arrivate dal territorio, ha comunicato che essa è stata indicata dal Ministero come una priorità e come tale andrà inserita nelle opere di cui fare un piano di fattibilità propedeutico alla progettazione, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che il Governo ha stanziato 1,3 miliardi di euro per il tratto autostradale compreso tra Porto Sant'Elpidio e Giulianova; se per il calcolo del costo di questo tratto sia stato redatto uno studio di fattibilità; quali siano le motivazioni per cui il tratto porto Sant'Elpidio-Pedaso, già progettato, non sia stato inserito nel piano industriale di Autostrade per il prossimo quinquennio. Atto n. 4-04842 TOFFANIN MALLEGNI GALLONE Ai Ministri dell'interno e dello sviluppo economico Premesso che: l'emergenza epidemiologica da COVID-19 ha colpito molti settori dell'economia del nostro Paese; molte attività legate al settore turistico stanno registrando ingenti perdite di fatturato da cui deriva conseguentemente una perdita di posti di lavoro ed una svalutazione della propria attività di impresa; ad approfittare di questa situazione, molto spesso sono sia soggetti stranieri, prevalentemente asiatici, che dispongono di capitali importanti e di grosse quote di liquidità, sia la criminalità organizzata, che si insinua nelle attività commerciali per riciclare denaro sporco; a causa del protrarsi dello stato di emergenza dovuto all'epidemia e al persistere delle misure di contenimento messe in atto dal Governo, con molte delle attività commerciali chiuse o semi-chiuse, sostenute da un sistema di ristori insufficiente che nella maggioranza dei casi non permette loro di mantenere la proprietà o la licenza dell'attività commerciale, l'intero settore artigiano e del commercio del made in Italy rischia di essere spodestato e sostituito da acquirenti per lo più asiatici. Il che significa alienare parte delle tradizioni e della storia produttiva del nostro Paese fatta di piccole imprese a conduzione familiare che operano nel campo del commercio e dell'artigianato; la stessa Guardia di finanza ha svolto un'indagine nella città di Venezia per verificare la regolarità con la quale attività storiche a conduzione veneziana sono state cedute ad imprenditori cinesi; questo giro di affari sempre più diffuso nel nostro Paese sta generando anche un notevole fenomeno di elusione fiscale dovuto alla rapidità con cui, una volta acquistate le attività, ne viene trasferita la gestione ad altre società, spesso di dubbia provenienza;