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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 152 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,34). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Vice Presidente vicario del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sull'omicidio di due agenti di pubblica sicurezza PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi) . Senatori, lo scorso 4 ottobre, all'interno della questura di Trieste, due giovani agenti di polizia hanno perso la vita, dopo essere stati colpiti mentre facevano il proprio dovere. Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, di trentuno e trentaquattro anni, originari rispettivamente di Velletri e di Pozzuoli, si erano sempre contraddistinti per senso del dovere, dedizione, capacità professionale. Due ragazzi definiti sorridenti e generosi, così come sanno essere tutti coloro che svolgono il proprio lavoro con passione e serenità. L'inaudita violenza omicida posta in essere dall'assassino, fermato all'esterno degli uffici e assicurato alla giustizia, ha scosso l'intera Nazione, a partire dai cittadini di Trieste, che per giorni hanno reso omaggio a Matteo e Pierluigi recandosi presso l'ingresso della questura per lasciare fiori, disegni, biglietti, candele. Quest'Assemblea, che è sempre stata vicina alle Forze dell'ordine e alle loro esigenze, si stringe commossa ai nostri eroi della quotidianità. Alle famiglie, agli amici e ai colleghi degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta e a tutta la Polizia di Stato vada quindi tutta la vicinanza e il cordoglio del Senato della Repubblica. Nel loro ricordo, invito l'Assemblea ad un minuto di raccoglimento. (Il Presidente e l'Assemblea osservano un minuto di silenzio). Sulla scomparsa di Valentino Perdonà FERRO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, la settimana scorsa a Verona è venuto a mancare l'onorevole professor Valentino Perdonà, classe 1915, centoquattro anni di età; era il più longevo degli ex parlamentari. È mancato a Verona, sua città di origine. È stato deputato per la Democrazia Cristiana per ben quattro legislature, la seconda, la terza, la quinta e la sesta. Veniva da una famiglia modesta, composta di dodici figli. Non poté completare la maturità magistrale perché non avevano risorse in casa e prese la maturità andando a scuola di sera; nel 1934 consegue anche la maturità classica. Si laurea in lettere all'Università di Padova e durante la guerra, tra il 1942 e il 1945, consegue la seconda laurea in giurisprudenza presso l'Università di Bari, durante il servizio militare. Conseguirà altresì la terza laurea in farmacia all'Università di Parma nel 1948. È sotto le armi durante la Seconda guerra mondiale come ufficiale di fanteria. Passerà sei anni sotto le armi, alcuni dei quali sul fronte occidentale, altri in Russia e in Jugoslavia. Dopo l'8 settembre aderisce al Corpo di liberazione nazionale. Terminata la guerra, si dedica all'insegnamento in varie scuole superiori della provincia di Verona, fino ad arrivare ad essere prima vice preside e poi preside di un istituto magistrale. Ma la politica era la sua vera passione. Ha sempre, fino all'ultimo e con assoluta coerenza, ispirato tutta la sua azione politica alla dottrina sociale della Chiesa: presidente provinciale dell'Azione cattolica, eletto consigliere comunale e poi assessore del Comune di Verona, dal 1954 al 1980 è ininterrottamente presidente dell'Unione Comuni veronesi. È stato sindaco del Comune di Soave dal 1956 al 1970 e dal 1970 al 1985 consigliere comunale di Caldiero, paese dove ho ricoperto il ruolo di sindaco. In Parlamento, durante le sue quattro legislature, fu componente delle Commissioni istruzione, finanze e bilancio. È stato altresì il primo presidente dell'Unità sanitaria locale dell'est veronese e, fino a pochi anni fa, componente del consiglio di amministrazione della Cattolica assicurazioni. Era un galantuomo con la schiena dritta, intransigente con se stesso ma anche con chi si trovava a collaborare con lui. La fedeltà agli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa era la linea guida che ispirava tutta la sua azione politica. Con il professor Vecchiato contribuì alla nascita dell'Università di Verona, appoggiando con convinzione l'Istituto superiore di scienze storiche «Ludovico Antonio Muratori». Se posso riassumere in poche parole tutto ciò che è stato l'onorevole Valentino Perdonà direi che era un uomo dalla fede incrollabile, aveva un altissimo valore della famiglia, riconosceva un'importanza fondamentale allo studio e credeva nell'impegno personale per far andare meglio tutte le cose. Grazie, onorevole Perdonà, per quanto hai fatto al servizio delle istituzioni, della nostra città e della nostra Provincia. Grazie, Presidente, per avermi dato l'opportunità di ricordarlo. (Applausi) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Socrate-Mallardo» di Marano di Napoli, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Sulla scomparsa di Giorgio Squinzi CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, anch'io, approfittando della sua personale cortesia e di quella dei colleghi vorrei ricordare che ieri abbiamo accompagnato al Duomo di Milano, per l'ultimo saluto, una personalità che ritengo sia stata quella di un grande italiano: Giorgio Squinzi. (Applausi) .