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Si tratta, infatti, di aree vincolate e tutelate nelle quali non risulta possibile il rilascio di future concessioni minerarie considerata la presenza di diversi vincoli legati al valore naturalistico e paesaggistico complessivo dell'ambito territoriale interessato dal provvedimento; il progetto di ricerca mineraria Corchia, essendo dichiaratamente propedeutico a svolgere un'attività, quella estrattiva, è incompatibile con i vincoli ambientali e paesaggistici che interessano l'area di progetto e, in particolare, del tutto contraria agli obiettivi di conservazione dei siti "Natura 2000" interessati, ma di tale incompatibilità, a parere degli interroganti, non si è tenuto adeguatamente conto; considerato inoltre che al permesso di ricerca si è opposta anche la Regione Emilia-Romagna, contraria a far riprendere le attività di estrazione in un'area fragile e caratteristica come quella di Corchia, nell'Appennino parmense, di forte valenza ambientale e paesaggistica che rappresenta meta di escursionisti e naturalisti; valutato che a parere degli interroganti non si comprende come un'attività di ricerca come quella estrattiva possa essere compatibile con gli obiettivi di transizione ecologica e fra i pilastri del PNRR, si chiede di sapere quali siano state le valutazioni che hanno portato i Ministri in indirizzo ad esprimere parere favorevole alle attività di ricerca. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03059 RUOTOLO Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da organi di stampa, si apprende la notizia della scarcerazione del boss Paolo Carolei, esponente di spicco di uno dei clan egemoni a Castellammare di Stabia (Napoli), protagonista non solo di omicidi, attentati, estorsioni, ma anche di esercitare un potere monolitico tale da condizionare pezzi della pubblica amministrazione nell'assegnazione di appalti, come emerge dall'inchiesta "Domino Bis"; a quanto risulta all'interrogante, pare che la ritrovata libertà del boss sia stata immortalata in video e foto diffusi sui social network e in particolare su "Tik Tok", secondo una consuetudine per annunciare il ritorno in società; inoltre, occorre ricordare la circostanza che proprio un parente del boss ricopre la carica di consigliere comunale; nel comune di Castellammare di Stabia vi è una forte presenza della criminalità organizzata: come emerso da un complesso quadro investigativo, i clan operano non solo nelle tradizionali attività illecite legate al mercato della droga, del racket e dell'usura, ma si evidenzia un interesse della camorra nel sistema degli appalti pubblici e nell'inquinamento della politica, con il tentativo di condizionare l'esito in favore di imprese loro legate; si rammenta che l'interrogante, con gli atti di sindacato ispettivo n. 4-03600, pubblicato il 4 giugno 2020, n. 4-05205, pubblicato il 31 marzo 2021 e n. 3-02425 pubblicato il 14 aprile 2021, aveva sollecitato il Ministro in indirizzo ad approfondire il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nel Comune di Castellammare di Stabia e verificare la sussistenza dei presupposti per l'attivazione dei poteri di accesso, di cui all'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, testo unico degli enti locali; è noto poi che il 26 maggio 2021 il prefetto di Napoli, su delega del Ministero, ha nominato la commissione d'accesso nel Comune di Castellammare di Stabia, al fine di verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione o di collegamenti con la criminalità organizzata nel contesto dell'amministrazione, prorogando successivamente di ulteriori 3 mesi il termine per l'espletamento degli accertamenti in corso; a giudizio dell'interrogante, anche a seguito dei più recenti sviluppi della vicenda, occorre fare immediatamente chiarezza e offrire certezze alla comunità di Castellamare di Stabia, già scossa dalle rilevanti indagini investigative, nell'auspicio che si possa sradicare definitivamente il malaffare dal tessuto economico e sociale del territorio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ultime notizie riportate in premessa e quale sia la sua valutazione al riguardo, in attesa di conoscere quanto prima le determinazioni successive alle conclusioni delle attività della commissione d'accesso nel Comune di Castellammare di Stabia, al fine di garantire la piena trasparenza e la corretta azione amministrativa dell'ente locale. Atto n. 3-03060 BINETTI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: in data 27 aprile 2021, la presente firmataria ha presentato una interrogazione (3-02465), in cui si evidenziava una profonda ingiustizia subita dal professor L.T., in quanto il 20 luglio 2020, il consiglio di Dipartimento di Scienze odonto-stomatologiche e maxillo-facciali dell'università di Roma "Sapienza" aveva chiamato come professore di prima fascia il professor G. P., nel settore scientifico disciplinare MED/28, settore concorsuale 06/F1; il 26 marzo 2020, infatti, era stata nominata la Commissione che, dopo aver esaminato l'elenco dei candidati che avevano presentato domanda per la partecipazione alla procedura, il 1° luglio 2020, aveva effettuato la valutazione collegiale comparativa complessiva dei candidati, in cui veniva dichiarato vincitore G.P.; successivamente, il 15 luglio 2020, venivano approvati gli atti della procedura; in quell'occasione un altro candidato, concretamente il professor L.T., faceva ricorso in data 30 settembre 2020, e chiedeva l'annullamento della delibera, con la sospensione degli effetti che ne derivavano L.T. documentava l'invalidità del giudizio della Commissione e parlava di violazione e falsa applicazione della legge n. 240 del 2010, di manifesta ingiustizia; L.T. evidenziava come il presunto vincitore avesse presentato una falsa documentazione dei suoi titoli, che, a suo avviso, non avrebbero meritato la valutazione data dai commissari; per di più la Commissione, per argomentare il suo giudizio, aveva individuato nuovi e diversi criteri per la valutazione dei candidati rispetto a quelli previsti dal bando, facendo venir meno la par condicio tra i concorrenti; non a caso, dopo tutte le procedure di verifica, il TAR aveva accolto il ricorso del professor T. e l'Università aveva sospeso la procedura di chiamata del professor P.; la stessa Avvocatura generale dello Stato, interpellata dall'università, aveva consigliato la "Sapienza" di non fare prendere servizio al professor P. per evitare "di assumere decisioni che rischiano di essere travolte dalla sentenza del Tribunale"; il CDA della Sapienza quindi sospendeva in autotutela la presa di servizio come ordinario del professor P., avendo verificato che aveva dichiarato titoli falsi; P. aveva già inserito detti titoli falsi in un concorso da primario per la UOC di chirurgia orale, in cui era risultato vincitore, dal momento che probabilmente detti titoli non erano stati controllati adeguatamente; in ragione delle palesi falsità dei titoli di P. e delle conseguenti ingiustizie subite dal professor L.T., nell'atto di sindacato ispettivo presentato dall'interrogante si chiedeva al Ministro dell'Università: