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Quindi, la pregherei adesso di lasciare intervenire il senatore Pepe per consentirgli di esprimere la sua visione politica e legislativa. Ve ne chiedo la cortesia, nel massimo rispetto, lo stesso che ha espresso l'Assemblea nei vostri confronti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . MALPEZZI (PD) . Sul provvedimento la ascoltiamo volentieri! PEPE (L-SP-PSd'Az) . Vorrei ricordare, Presidente, che quella cultura politica, in un frangente di questa Repubblica, ha addirittura provato ad aiutare Sofri, Bompressi e Pietrostefani, perché hanno una visione giustizialista quando conviene a loro, o di converso garantista sempre quando conviene a loro. A proposito di terroristi, caro Ministro, spero che il presidente Bolsonaro finalmente assicuri Battisti alle patrie galere per i crimini schifosi che ha commesso qui in Italia. PRESIDENTE . Senatore Pepe, si attenga al merito del provvedimento. La magistratura farà il suo dovere nell'ambito della sua attività. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Ci arrivo subito, Presidente, e spiego le ragioni per cui la Lega voterà favorevolmente rispetto a questo provvedimento, partendo da un assunto: il fenomeno corruttivo, purtroppo, è radicato ed è diffuso nella politica e nella pubblica amministrazione italiana. Pertanto è un fenomeno che va spazzato via con una legge importante. Tra le tante cose che ho sentito durante questo dibattito (alcune coerenti rispetto al provvedimento, altre meno), non ho sentito parlare dell'effetto deterrente della norma penale. È un effetto importante in un Paese civile, anche se non è l'unico, in ragione del quale i cittadini devono sapere che lo Stato non scherza più rispetto a determinati argomenti. È un modo per dire ai cittadini «basta commettere determinati reati». Noi parliamo, come ha detto il senatore Grasso, di reati che hanno un impatto sociale pesantissimo. Infatti, la parte offesa di questi reati è l'opinione pubblica e la comunità nazionale o può essere una comunità cittadina: di questo parla il disegno di legge anticorruzione. Non parla di quanto ho anche sentito dire, cioè di delitti colposi. Qualcuno faceva accenno alla responsabilità dei sindaci, per esempio, nelle lesioni colpose o negli omicidi colposi, ma questo non esiste. Così come non esiste all'interno di questo provvedimento l'abuso d'ufficio, che è la tagliola in cui tutti quanti gli amministratori comunali (lo dico anche da sindaco) rischiano di incappare in maniera più frequente. Questo è un reato che all'interno del provvedimento non è assolutamente annoverato. Un'altra riflessione vorrei farla rispetto al giusto processo e vorrei farmi e fare a questa Assemblea alcune domande: il processo attuale è un processo giusto, sì o no? È un processo che si celebra in una ragionevole durata, sì o no? È un processo che nella fase delle indagini viene condotto in maniera riservata, sì o no? Partendo dalla prescrizione, pochi hanno rilevato che è un istituto che avrà efficacia contestualmente all'avvio del nuovo processo penale, ovvero dal primo gennaio 2020. Ritengo allora che questa sia la sfida più importante; fare un processo che assicuri trasparenza, parità effettiva tra accusa e difesa e, soprattutto, celerità. Se infatti un processo si celebra con celerità, viene garantito lo Stato assicurando la pena al colpevole, ma soprattutto viene garantito l'innocente, che non è costretto a subire procedimenti penali per anni e anni, magari uscendone fuori illeso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ricordo che, solamente negli ultimi trenta anni, i casi di errori giudiziari sono stati 27.000; alcuni si sono verificati con il vecchio procedimento inquisitorio, tantissimi altri con l'attuale procedimento accusatorio. La vera sfida è allora quella del nuovo procedimento penale. Una norma va vista nella sua praticabilità e nei suoi effetti rispetto al processo penale. Questa è la sfida che il Governo ha accettato con la legge delega che andrà in scadenza non alle calende greche, ma alla fine del prossimo anno. È lì che tutta l'Assemblea e l'assise parlamentare, del Senato e della Camera, si giocheranno una partita importante. Vorrei ricordare ai colleghi che hanno parlato di libertà rispetto al provvedimento che, dai nostri banchi, ma sono convinto da tutti, la libertà è un valore irrinunciabile: la nostra, ma soprattutto, per certi versi, quella degli altri. Qualcuno amava definirla come l'ossigeno: senza non si vive. Ricordo che la libertà non si decanta, ma si conquista e si difende. In passato i nostri padri l'hanno fatto con atti eroici, a noi spetta farlo con atti di civiltà e quest'atto può essere il nuovo processo penale che la legge delega assegnerà al Governo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, vorrei premettere una questione di metodo e, poi, affrontare il merito del provvedimento. Per quanto riguarda il metodo, mi verrebbe da dire «benvenuti sulla terra». Signor Ministro, parlo con lei. Mi sembra infatti che voi eravate quelli che vi opponevate ai Governi che mettevano la fiducia; eravate quelli che occupavate i banchi del Governo per protestare contro gli atti che limitavano la libertà e la libera coscienza dei parlamentari. Oggi, invece, ponete la fiducia proprio per controllare i vostri parlamentari (Applausi dal Gruppo FI-BP) , perché siete sicuri che neanche loro avrebbero potuto votare questo provvedimento. Nel merito il provvedimento nasce come una misura anticorrotti; e che c'entra la prescrizione? Essa era stata già regolata un anno fa dal ministro Orlando, dal Governo di centrosinistra che l'aveva aumentata rispetto ai limiti stabiliti dalla cosiddetta legge Cirielli, di tre anni; diciotto mesi dopo la sentenza di primo grado e diciotto mesi dopo la sentenza di secondo grado; un totale di dieci anni e mezzo. Il collega che mi ha preceduto parlava di un processo giusto in tempi rapidi, voi lo allungate e lo ritenete ingiusto, creando una disparità di trattamento tra accusa e difesa! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questa non era una norma della quale si sentiva il bisogno, credo piuttosto che si tratti di una misura contrattuale, un do ut des : tu mi dai l'anticorruzione e la prescrizione, io ti do la sicurezza. Un Paese non può però fondarsi su questi patti. Sono un avvocato da più di quarant'anni e mi sono sentito, signor Ministro, profondamente offeso quando lei, in una trasmissione - a lei infatti piace più frequentare i talk show che le Aule parlamentari - ha affermato che con il provvedimento finirà la pacchia degli avvocati azzeccagarbugli che con i loro espedienti allungano il processo. Ministro, lei forse non sa che dal 2001 i rinvii chiesti dall'avvocato e dall'imputato sospendono automaticamente la prescrizione.