[pronunce]

b) congiuntamente, il principio di ragionevolezza (art. 3 Cost.) e il principio di corrispondenza tra funzioni trasferite e risorse necessarie ad esercitarle (art. 119, quarto comma, Cost.), in quanto irragionevolmente prescrive alla Regione di finanziare le ulteriori funzioni assegnatele con le risorse già ad essa attribuite a fini generali dallo statuto speciale. 2. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, si è ritualmente costituito, chiedendo il rigetto del ricorso. Per la difesa erariale, l'art. 1 del d.lgs. n. 137 del 2007, evocato a parametro dalla ricorrente, attribuisce alla legge finanziaria per l'anno 2008 il potere sia di fissare limiti massimi alle maggiori entrate tributarie da esso disposte, sia di condizionare tali maggiori entrate al trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione. A tale interpretazione del parametro la difesa erariale perviene sulla base delle seguenti argomentazioni: a) il suddetto art. 1 del d.lgs. n. 137 del 2007, in quanto attuativo dello statuto speciale, non può derogare all'art. 49 dello statuto medesimo, per il quale spettano alla Regione le sole entrate riscosse sul territorio regionale e, quindi – contrariamente a quanto si legge nell'art. 3, comma 7, del Protocollo d'intesa stipulato il 6 ottobre 2006 tra lo Stato e la Regione –, non è diretto ad escludere alcuna pretesa “anomalia” consistente nella mancata inclusione tra le entrate regionale dei redditi da pensione percepiti da soggetti residenti nel territorio regionale; b) il generale principio della «necessaria neutralità finanziaria», finalizzato a non compromettere l'equilibrio finanziario statale e posto a fondamento di tutti i provvedimenti di devoluzione delle funzioni amministrative alle autonomie territoriali, esige che all'ampliamento delle basi di gettito per il calcolo della compartecipazione regionale corrisponda un «simmetrico trasferimento di funzioni amministrative» dallo Stato alla Regione – come del resto già osservato dal Ministero dell'economia e finanze, nell'esprimere «il proprio contrario avviso» in sede di «approvazione della citata norma di attuazione» –, dovendo la legge, in caso contrario, prevedere la copertura finanziaria per l'erogazione delle maggiori risorse alla Regione; c) lo stesso citato articolo 1 del d.lgs. n. 137 del 2007 precisa che la propria efficacia si esercita «nell'àmbito delle disposizioni» che, nella citata legge finanziaria per l'anno 2008, «disciplinano la regolazione finanziaria tra lo Stato e la regione». Sulla base di queste premesse interpretative, l'Avvocatura dello Stato afferma che l'impugnata disposizione della legge finanziaria per l'anno 2008 non víola l'evocato parametro, proprio perché è autorizzata ad operare non come «mero strumento di ratifica di un onere predeterminato, ma come punto di sintesi nelle regolazioni finanziarie tra lo Stato e la Regione al fine di mantenere il necessario equilibrio finanziario» e, pertanto, legittimamente fissa limiti alle entrate regionali e richiede che a tali maggiori entrate corrisponda, nel 2010, un trasferimento di funzioni amministrative alla Regione. In ogni caso – rileva, infine, la difesa erariale – la disposizione impugnata è stata parzialmente modificata dal sopravvenuto art. 47-ter del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 28 febbraio 2008, n. 31, il quale ha esteso all'anno 2010 il limite di € 30 milioni nell'erogazione a favore della Regione ed ha “soppresso” il secondo periodo del comma 5 del censurato art. 2 della legge n. 244 del 2007 e, con esso, ogni menzione del trasferimento di funzioni amministrative dallo Stato alla Regione, determinando cosí, in parte qua, la cessazione della materia del contendere. 3. – Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, la Regione Friuli-Venezia Giulia ha riconosciuto che il denunciato secondo periodo del comma 5 dell'art. 2 della legge n. 244 del 2007, il quale non ha mai avuto applicazione, è stato “soppresso” dall'art. 47-ter del decreto-legge n. 248 del 2007, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 31 del 2008 e che, pertanto, è cessata la materia del contendere relativamente a tale disposizione. Quanto al censurato primo periodo dello stesso comma 5, la ricorrente osserva che, contrariamente a quanto ritenuto dalla difesa erariale: a) la legge statale non può avere il fine di escludere un automatico accollo da parte dello Stato di nuovi e maggiori oneri collegati all'aumento della base di gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, perché non può modificare la misura dell'attribuzione di risorse alla Regione, espressamente determinata dall'art. 1, comma 4, del d.lgs. n. 137 del 2007; b) l'art. 49 dello statuto speciale non prevede che tra le entrate tributarie spettanti alla Regione rientrino solo quelle riscosse nel territorio regionale, ma consente che vi siano ricomprese anche entrate che con essa abbiano un «razionale collegamento territoriale»; c) l'art. 1, comma 4, del d.lgs. n. 137 del 2007 si limita a integrare l'art. 49 dello statuto speciale, attribuendo rilievo, ai fini della spettanza alla Regione della quota delle ritenute sui redditi da pensione, non al luogo fisico della riscossione – normalmente Roma, dove hanno sede gli enti previdenziali – ma al «luogo in cui il reddito è maturato, ed in cui vive (usufruendo dei pubblici servizi) il soggetto che subisce la ritenuta».1. – La Regione Friuli-Venezia Giulia censura l'art. 2, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), il quale prevede: a) al primo periodo, che «In sede di prima applicazione, i maggiori introiti a favore del bilancio della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia derivanti dall'applicazione del comma 4 dell'art. 1 del decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 137, non possono superare, per gli anni 2008 e 2009, rispettivamente gli importi di 20 milioni di euro e di 30 milioni di euro»; b) al secondo periodo, che «A partire dall'anno 2010 i maggiori introiti, rispetto all'importo riconosciuto per l'anno 2009, acquisiti alle casse regionali in applicazione del citato comma 4 dell'art. 1 del decreto legislativo n. 137 del 2007 sono riconosciuti solo con contestuale attribuzione di funzioni dallo Stato alla medesima regione autonoma». 1.1. – Quanto al primo periodo della disposizione censurata, la ricorrente lamenta che esso víola: