[pronunce]

che, inoltre, il contesto in cui la norma è inserita – nel capo II del titolo II della legge n. 289 del 2002 dedicato solo al concordato fiscale – nonché una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 12 indurrebbero ad escludere che si sia «voluto falcidiare per tre quarti qualsiasi credito dello Stato perciò solo che sia iscritto a ruolo», non senza considerare che una tale operazione sarebbe oltretutto priva di copertura finanziaria; che, seguendo l'interpretazione accolta dal giudice rimettente, la scelta dei crediti da abbattere sarebbe meramente casuale e dunque costituzionalmente irrazionale, in quanto creerebbe una disparità di trattamento tra debitori dello Stato affidata al dato, del tutto esteriore e causale, della già avvenuta iscrizione a ruolo del debito. Considerato che l'art. 12 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nel prevedere la definizione dei carichi di ruolo pregressi mediante il pagamento di una somma pari al 25% dell'importo iscritto a ruolo, nonché delle somme dovute al concessionario a titolo di rimborso per le spese sostenute per le procedure esecutive da lui eventualmente effettuate, si riferisce ai «carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali e affidati ai concessionari del servizio nazionale della riscossione»; che, ai sensi dell'art. 214 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, anche la riscossione delle pene pecuniarie e delle spese processuali avviene, nel caso di mancato adempimento all'invito di pagamento dell'importo dovuto, mediante iscrizione a ruolo delle relative somme; che, benché l'art. 12 della legge n. 289 del 2002 – quale risulta anche dall'interpretazione autentica fornitane dall'art. 1, comma 2-decies, del decreto-legge n. 143 del 2003, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 212 – debba ritenersi riferito ai ruoli relativi alle entrate tanto di natura tributaria quanto di natura non tributaria, dal suo ambito di applicazione devono ritenersi sicuramente escluse le pene pecuniarie; che diversa è, infatti, la natura delle sanzioni penali e dunque delle pene pecuniarie, le quali non possono essere equiparate alle altre entrate dello Stato; che proprio tale natura comporta che, ai sensi dell'art. 79 della Costituzione, l'estinzione delle pene possa essere disposta solo con “legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale”; che, dunque, l'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 12 della legge n. 289 del 2002 – interpretazione che, come più volte ribadito da questa Corte, “costituisce generale canone esegetico” (sentenza n. 44 del 2004; si vedano, inoltre, le sentenze n. 198 e n. 107 del 2003) – porta ad escludere che tale disposizione possa avere ad oggetto anche le pene pecuniarie, così come invece ritenuto dal giudice a quo; che per tali ragioni, la questione prospettata dal rimettente deve ritenersi manifestamente infondata. Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), modificato dall'art. 5-bis del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282 (Disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità), introdotto con la legge di conversione 21 febbraio 2003, n. 27, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Padova, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 dicembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA