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Oggi l'Aula è chiamata alla medesima approvazione già espressa dalla Commissione agricoltura. Non abbiamo più tempo da perdere: gli ultimi rilevamenti, nei diversi siti monitorati, sullo stato dello svernamento della cimice asiatica hanno dimostrato che le fuoriuscite, da inizio marzo fino al mese scorso, risultano pari a oltre il 27 per cento; un dato superiore a quello verificatosi l'anno scorso. La sintesi delle fonti che emettono previsioni meteorologiche segnalano che queste prime due settimane di giugno sono state e saranno caratterizzate da un graduale e continuo incremento delle temperature, minime e massime, e da un regime, in termini di pioggia, al di sotto della media stagionale; questo è il contesto ideale perché la cimice faccia danni. Oltre a ringraziare naturalmente tutti quelli che sono intervenuti e l'apporto dato da tutti i Gruppi, dico semplicemente che anche e soprattutto gli istituti di ricerca e sperimentazione hanno fatto bene il loro lavoro. Ci siamo avvalsi di documentazione importante - tra cui quella fornita dal Crea - dando valore al lavoro di monitoraggio e di lotta nei confronti di questo dannoso insetto. Giochiamo d'anticipo e usiamo l'intelligenza che ci è propria; è necessario fare blocco e dare una risposta pronta. Possiamo e dobbiamo fare presto; per riuscirci è necessario il voto di oggi. Per questo il nostro Gruppo (Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione) voterà convintamente a favore di questa preziosa e determinante risoluzione, per gli agricoltori e per tutti gli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, i cambiamenti climatici in atto, unitamente al fenomeno oramai acclarato della globalizzazione, hanno, come noto a tutti, evidenti ricadute sull'ambiente e a cascata sull'agricoltura. Proprio poche settimane fa abbiamo approvato un disegno di legge che affrontava alcune delle emergenze cagionate da questi fattori. Ricordo, a titolo di esempio, il dramma della Xylella o i danni causati dal maltempo, peraltro sempre più frequenti. Questa doverosa premessa mi è necessaria per sottolineare la gravità della situazione, visto che, a distanza di pochi giorni, quest'Assemblea è costretta ad impegnarsi su una nuova emergenza in agricoltura. Questa volta al centro dell'attenzione è la cimice marmorata asiatica, che è un insetto alieno al nostro ambiente, arrivato chissà come nel nostro Paese e che, grazie alle temperature insolitamente alte dei passati autunni, è proliferato in maniera esponenziale, distruggendo importanti colture. Questo è avvenuto al Nord, al Centro e fra un po' potrebbe accadere anche al Sud (speriamo di no). La voracità di questo insetto è immensa: esso è in grado di attaccare più di 100 varietà di vegetali differenti (molti sono gli ortaggi che ne subiscono danni) e ciò rende questo dramma una vera e propria emergenza nazionale. Peraltro questo avviene proprio nel momento in cui può essere messo in campo il massimo profitto degli agricoltori, cioè quando dovrebbero vendere il loro prodotto. L'ulteriore timore deriva dal fatto che nel nostro Paese l'insetto non incontra antagonisti naturali e che grazie al clima particolarmente favorevole, come peraltro è stato già detto e lo ripeto, esso riesce a raddoppiare la sua già pur notevole capacità riproduttiva arrivando a riprodursi fino a due volte l'anno. Per fermare i danni che la cimice marmorata asiatica causa alle nostre colture si è cercato di individuare le soluzioni più opportune. È stato provato quanto sia difficile fermarla con le reti antinsetto e con quelle trattate con insetticidi: tantissime sono le difficoltà ad operare una copertura completa delle colture da proteggere, specie su grandi appezzamenti. Un aspetto molto importante è che i costi per l'utilizzo di questi strumenti sono enormi. I fitofarmaci disponibili poi si sono rivelati assolutamente insufficienti per fermare la proliferazione di questo vero flagello: gli esperimenti condotti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e dai centri di ricerca pubblici e privati non hanno prodotto in effetti soluzioni definitive e le altre sperimentazioni recentemente avviate dallo stesso Ministero attraverso l'utilizzo di nuovi prodotti fitosanitari o di insetti antagonisti autoctoni hanno evidenziato varie limitazioni e problemi concreti sui tempi. La comunità scientifica, dunque, è pressoché unanime nel ritenere che la lotta biologica classica possa essere la risposta più adeguata a contenere lo sviluppo e i danni causati dalla cimice marmorata asiatica. Per combatterla si devono utilizzare necessariamente gli antagonisti naturali di questo insetto, che però non sono presenti in Italia ed quindi è necessario importarli dall'area di origine dello stesso insetto di cui trattasi. Anche gli scienziati sono quindi convinti che l'unica soluzione siano gli antagonisti naturali che sono in grado di fermarne la produzione perché si mangiano le uova e l'antagonista per eccellenza sembra essere un insetto più volte richiamato in quest'Aula che è la vespa samurai. Senza dilungarmi, perché tanto è stato detto e perché nel documento si fanno chiari riferimenti all'attenzione che si userà nell'introdurre questi insetti nel nostro ecosistema, auspico un mandato unanime dell'Assemblea del Senato per fare in modo che nel più breve tempo possibile si adotti ogni provvedimento che superi gli attuali vincoli normativi previsti dalla direttiva habitat che impedisce ai nostri scienziati di introdurre questi insetti non autoctoni. Tale richiesta ci è peraltro giunta, tra gli altri, dai rappresentanti della Fondazione per la ricerca l'innovazione e lo sviluppo tecnologico dell'agricoltura piemontese (Agrion), auditi in 9 a Commissione. In questa sede oltre ai tanti soggetti auditi, vorrei ringraziare in primo luogo il presidente Vallardi, che è stato come sempre molto attivo, ma anche tutta la Commissione che ha lavorato insieme per addivenire a questa risoluzione che auspico sarà approvata da tutti. Mai come in questo caso il Parlamento deve mostrare unità di intenti e velocità, cui deve seguire altrettanta speditezza da parte di chi dovrà nei fatti combattere questo nuovo flagello del XXI secolo. Come sottolineato anche da rappresentanti del Crea, è ormai acclarato dai più recenti casi verificatisi anche in Italia che intervenire rapidamente può permettere l'eradicazione delle specie aliene con costi economici e sociali contenuti, come ad esempio è successo per il focolaio di tarlo asiatico nell'aria urbana di Roma; al contrario, perdere la capacità di intervenire nella fase iniziale, come si è verificato nel caso della Xylella , porta ad una crescita esponenziale dei costi e all'impossibilità di eliminare in modo definitivo il problema. Insomma, dobbiamo fare presto - è stato detto da tutti - per fermare l'avanzamento della cimice asiatica che distrugge il lavoro e il guadagno di migliaia di nostri agricoltori. Ancora una volta, però, voglio dire con forza in questo Senato che dobbiamo smetterla di avere un approccio esclusivamente emergenziale quando si parla di problematiche legate all'agricoltura.