[pronunce]

che – al pari del termine per la notificazione del ricorso e della relativa ordinanza di ammissibilità – il termine di venti giorni dall'ultima notificazione stabilito dall'art. 26, terzo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale (nel testo di cui alla deliberazione 16 marzo 1956) per il deposito presso la cancelleria della Corte degli atti notificati ha carattere perentorio e deve essere osservato a pena di decadenza, perché da esso decorre l'intera catena degli ulteriori termini stabiliti per la prosecuzione del giudizio, con la fase procedurale destinata a concludersi con la decisione definitiva sul merito (ex plurimis, sentenze n. 88 del 2005 e n. 172 del 2002 ed ordinanze n. 430 del 2008, n. 253 del 2007 e n. 304 del 2006); che, poiché tale deposito degli atti deve avvenire – ai sensi dello stesso art. 26, terzo comma, delle norme integrative – «con la prova delle notificazioni», il dies a quo della decorrenza del termine va ragionevolmente individuato nel momento in cui il ricorrente, se diligentemente attivatosi, ha avuto la disponibilità della prova delle notificazioni; che, nella specie, il Tribunale ricorrente ha ricevuto in data 4 novembre 2008 la comunicazione dell'ordinanza di ammissibilità del conflitto e, unitamente al ricorso introduttivo del giudizio, ne ha tempestivamente notificato copia alla Camera dei deputati in data 17 novembre 2008 (cioè entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione, fissato nell'ordinanza stessa), ricevendo in restituzione la relata di notificazione, con atto spedito dall'Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti (UNEP) della Corte di appello di Roma in data 11 dicembre 2008 e pervenuto il 17 dicembre successivo - come da timbro apposto su di esso - alla cancelleria del suddetto Tribunale; che il Tribunale di Monza, con plico postale spedito il 18 dicembre 2008 e pervenuto alla cancelleria della Corte costituzionale il 22 dicembre successivo, ha depositato gli atti notificati, con la prova della loro notificazione; che pertanto, mentre il ricorso e l'ordinanza risultano tempestivamente notificati il 17 novembre 2008, il loro deposito presso la cancelleria della Corte costituzionale, con la prova della notificazione, è stato effettuato il 18 dicembre 2008, oltre la scadenza del termine di venti giorni dalla data della loro notificazione; che, in proposito, non esclude la tardività del deposito la circostanza che la relata della notificazione alla Camera dei deputati sia stata restituita al giudice ricorrente solo il 17 dicembre 2008, quando il citato termine per il deposito degli atti notificati era già decorso; che infatti, nel caso di specie, la notificazione è stata effettuata dall'ufficiale giudiziario non già a mezzo posta, ma a mani proprie; che, mentre nella notificazione a mezzo posta il notificante, dopo aver consegnato all'ufficiale giudiziario l'atto da notificare, non ha particolari oneri di diligenza, dovendo solo attendere la restituzione dell'avviso postale di ricevimento - avviso che costituisce prova certa della data sia dell'avvenuta consegna del plico al destinatario sia della comunicazione di tale consegna al notificante -, nella notificazione a mani proprie, invece, sussiste uno specifico onere di diligenza a carico del notificante; che infatti, con riguardo a tale ultima modalità di notificazione, questa Corte ha già affermato che l'ufficiale giudiziario – pur se tenuto ad eseguire la notificazione senza indugio e comunque entro il termine prefissato dall'autorità per gli atti da essa richiesti (art. 108, secondo comma, del d.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229) - non ha «l'obbligo di restituire gli atti al richiedente nel domicilio o nella sede di questo» (sentenza n. 247 del 2004) e che «il notificante […] deve diligentemente attivarsi, facendo in modo - per quanto egli può controllare - che il procedimento di notificazione si concluda, con il ritorno degli atti nella sua disponibilità, nel tempo utile per il rituale proseguimento del processo» (sentenza n. 247 del 2004, già citata; ordinanza n. 278 del 2004); che dunque, con riferimento al ricorso proposto dal Tribunale di Monza, non può procedersi allo svolgimento della fase di merito del giudizio sul conflitto di attribuzione, non risultando rispettato il termine perentorio per il deposito degli atti notificati presso la cancelleria di questa Corte.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara improcedibile il ricorso per conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato proposto dal Tribunale di Monza, sezione distaccata di Desio, nei confronti della Camera dei deputati ed indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 giugno 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Franco GALLO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 giugno 2009. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA