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È indubbiamente vero quello che il senatore Marilotti aveva denunciato qualche giorno fa: con l'attuale normativa - o, meglio, con la sua attuale esecuzione - ci vorrebbero duecentotrent'anni soltanto per desegretare gli atti contenuti qui al Senato della Repubblica. Infine, rispondo sui contratti segretati, di cui hanno parlato i senatori Magorno e Gasparri: la normativa riguarda i contratti segretati, che secondo le norme europee dovrebbero comprendere anche i contratti per l'affidamento delle intercettazioni da parte della magistratura. La magistratura ritiene invece che, a differenza degli altri Paesi europei, siamo un caso speciale e i contratti segretati non vengono consegnati all'Autorità che il Governo e il Parlamento hanno individuato per il controllo, che è la Sezione speciale della Corte dei conti. Aggiungo che negli ultimi giorni quest'ultima ci ha consegnato ulteriore documentazione anche sulla possibilità che la mancata esecuzione della direttiva europea e la mancata consegna dei contratti secretati all'ufficio speciale della Corte dei conti possano interferire anche sulla validità dei processi in corso. E qui concludo, per non aprire altre questioni molto importanti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GABRIELLI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, signore senatrici e signori senatori, presidente Urso, prima di fare alcune brevissime considerazioni su quanto ho ascoltato dalla relazione e dagli interventi, consentitemi di esprimere un personale plauso, anche a nome del Governo, per questa iniziativa e per il fatto che si svolga l'odierno dibattito, perché in una moderna democrazia il sistema dei controlli e delle verifiche tra i poteri è la condizione imprescindibile. Questo è importante anche dal punto di vista del messaggio che si deve dare, perché nel nostro Paese il comparto dell' intelligence troppo spesso vive una condizione anche di marginalità. Siamo forse l'unico Paese al mondo che ha coniato la locuzione «Servizi deviati» perché, nella pubblicistica e nella modalità con la quale si rappresenta l'attività dei Servizi, troppo spesso questi sono la sentina delle peggiori cose che possono avvenire nel nostro Paese, quando invece ci sono uomini e donne che servono il Paese. È solo con un'efficace azione di controllo che si restituisce dignità a queste persone, a questi operatori e servitori dello Stato, affinché l'attività che viene svolta nell'interlocuzione tra l'Autorità delegata, il Governo, il sistema dell'Intelligence e il Comitato parlamentare abbia poi una sua possibilità di dibattito e di prosecuzione per le tante attività che devono essere svolte. Nel merito delle cose che ho sentito, mi soffermo soltanto sul tema della cybersicurezza. In questo senso, consentitemi di rivendicare al Governo il fatto di avere in qualche modo messo mano per tempo a questo problema, dopo dieci anni nei quali troppo spesso ci siamo attardati rispetto alle soluzioni (lo "zar", le fondazioni). Questo Governo a giugno, grazie anche alla collaborazione del Copasir (a questo proposito, non posso non ringraziare il presidente Urso, perché in quel momento il Copasir viveva un momento estremamente problematico e, anzi, il fatto che oggi sia ritornato nella sua composizione naturale credo che sia una ricchezza e una positività per tutti), ha emanato un decreto-legge e ad agosto c'è stata una legge. Per le nostre condizioni ordinarie abbiamo fatto i regolamenti entro dicembre e l'Agenzia è operativa. Ovviamente si deve fare ancora molto, però rivendico che al vertice dell'Agenzia ci sono persone preparate. Il professor Baldoni e la dottoressa Ciardi sono il meglio che abbiamo in questo settore: abbiamo scelto queste persone al di fuori delle logiche di appartenenza, per i loro curricula e per le pregresse esperienze professionali. Vorrei poi sottolineare una cosa. Il senatore Gaspari citava il famosissimo antivirus Kaspersky. Signori miei, Kaspersky è nel mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA) dal 2003. Noi non possiamo renderci conto delle cose solo nel momento in cui si verificano. C'è un presupposto, che è l'autonomia tecnologica del nostro Paese; una delle missioni fondamentali dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale è l'autonomia tecnologica. Se non raggiungiamo l'autonomia tecnologica, il tema della dipendenza (oggi dai russi, domani dai cinesi, dopodomani da qualche altro Paese che può creare problemi alla nostra sicurezza) sarà sempre un tema attuale. Come ricordava il presidente Urso, il Governo si accinge a fare una norma per consentire che non solo l'antivirus così ampiamente citato, ma anche altre piattaforme informatiche vengano poste fuori dall'ambito dell'attività delle pubbliche amministrazioni, ma ripeto che questi sono interventi spot , che hanno ad oggetto una situazione evidenziata. Noi dobbiamo costruire un sistema resiliente. In conclusione, l'Agenzia ha la missione fondamentale di creare un ambiente resiliente nel nostro sistema Paese: non vorrei che ci fosse confusione su questo. Gli attacchi e le difese attengono ad altri ambiti: alla cyber defense , alla cyber investigation e alla cyber intelligence . Questo è un tratto che abbiamo voluto mantenere molto distinto, perché riteniamo in qualche modo prevalente il tema di creare un ambiente sicuro. Non a caso, una recente direttiva a mia firma, nell'interlocuzione doverosa tra il comparto Intelligence e l'Agenzia, ha sottolineato la premialità e la prevalenza dell'aspetto resiliente su altri tipi di considerazione. A me a volte fa anche un po' sorridere quando sento l'eccessiva enfasi sugli attacchi e sui contrattacchi. Se sono nella condizione - ammesso che lo possa fare - di individuare l'attaccante, per poi ritrovarmi con il sistema Paese in una condizione di assoluta debolezza, credo che non ci sia possibilità di scelta. Prima dobbiamo difenderci e creare i presupposti per la resilienza e poi, se del caso, anche avere una postura di attacco, ma la resilienza e la capacità del nostro Paese di contrastare questo tipo di fenomeni sono prevalenti. PRESIDENTE. È così esaurita la discussione sulla relazione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 728-B Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 728-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. Il relatore, senatore Bergesio, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. BERGESIO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limito a ricordare due passaggi fondamentali. Il provvedimento è partito dal Senato, grazie all'iniziativa dei componenti della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare e, su tutti, del presidente Vallardi.