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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 8ª e 13ª RIUNITE 13ª(Territorio, ambiente, beni ambientali) 4 MORONESE La seduta inizia alle ore 16,05. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI La PRESIDENTE comunica che è pervenuta, da parte del senatore Margiotta, la richiesta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, della pubblicità dei lavori della seduta odierna delle Commissioni riunite. Constatato l'unanime consenso delle Commissioni, avverte che verrà immediatamente inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato e che per il prosieguo dei lavori sarà attivata la diretta audiovisiva. IN SEDE REFERENTE n. 909 - Decreto-legge n. 109, disposizioni urgenti per la città di Genova e altre emergenze DDL 909 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Interviene sull'ordine dei lavori il senatore MARGIOTTA ( PD ) per chiedere, a nome del proprio Gruppo, che l'esame del provvedimento prosegua sia nella giornata di giovedì sia in quella di venerdì come programmato. Preannuncia l'intenzione di effettuare interventi su ogni emendamento. La PRESIDENTE propone di anticipare la convocazione di domani alle ore 10,30 per l'illustrazione degli emendamenti, nel rispetto dei tempi del dibattito previsti dall'articolo 100, comma 9, del Regolamento, e riprendere poi i lavori lunedì 12 novembre alle ore 14,30 per procedere alle votazioni. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) non si pronuncia negativamente sulla proposta, pur rilevando una limitazione dei tempi del dibattito, rispettosa del Regolamento, ma inusuale in Commissione. Chiede tuttavia di poter svolgere l'illustrazione delle proposte emendative solo a seguito dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni che verranno consultate. La PRESIDENTE ribadisce la propria proposta, ricordando che i pareri sugli emendamenti non sono funzionali all'illustrazione ma alla votazione. Il senatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ) fa notare che è interesse comune concludere speditamente l' iter del provvedimento e propone di tenere sedute delle Commissioni sia venerdì che lunedì. La PRESIDENTE ricorda che è già in calendario una seduta per venerdì alle ore 9. Intervengono a sostegno della proposta della Presidente e a nome dei rispettivi Gruppi i senatori SANTILLO ( M5S ), NUGNES ( M5S ) e PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ). In risposta al senatore FERRAZZI ( PD ), che chiede conto di quando si possano ottenere i pareri prescritti dal Regolamento, la PRESIDENTE ricorda che si voterà in presenza dei pareri prescritti. Anche il senatore NASTRI ( FdI ) ricorda l'importanza che le Commissioni consultate esprimano i propri pareri. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) osserva che a suo avviso, per anticipare la seduta di domani, sarebbe opportuno un consenso unanime. Si dichiara disponibile eventualmente anche ad illustrare gli emendamenti prima della trasmissione dei pareri, ma non ad anticipare la seduta di domani. La PRESIDENTE , d'intesa con il Presidente dell'8 a Commissione Coltorti, conferma allora la convocazione per domani alle ore 14. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ) nota come non sia necessario conformarsi alle prassi del passato, se queste comportano un allungamento dei tempi. La PRESIDENTE rileva che il calendario delle Commissioni riunite deve in ogni caso partire dal presupposto che il provvedimento è calendarizzato in Aula per martedì 13. Il senatore FERRAZZI ( PD ), notando come la fissazione del calendario delle sedute spetterebbe all'Ufficio di Presidenza, invita a coordinarsi con i Presidenti delle Commissioni consultate per dare tempi certi alle Commissioni riunite. La PRESIDENTE ricorda che, ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento, la convocazione delle sedute rientra tra i poteri della Presidenza. Constatato che nessun altro chiede di intervenire in discussione generale, si passa alle repliche. Il vice ministro RIXI rileva preliminarmente che nel provvedimento non sono state inserite le norme sulla Gronda e sul Terzo Valico nel corso dell'esame alla Camera dei deputati perché al riguardo vi era un profilo di inammissibilità per materia, trattandosi di un decreto-legge. Peraltro, sul punto, sono stati accolti molti ordini del giorno della minoranza. Precisa anche che, allo stato attuale, non si registrano ritardi sulla realizzazione di nessuna delle due opere. In via generale, spiega che tutte le misure previste inizialmente nel decreto sono state utilizzate come contenitori per approntare le necessarie dotazioni di bilancio, che poi è stato possibile anche rimodulare per utilizzarle a copertura di altre norme introdotte in sede di esame presso la Camera. Altre risorse saranno invece disponibili per gli anni successivi nella legge di bilancio. Per quanto riguarda il porto, non era possibile intervenire in questa sede senza togliere risorse ad altri porti italiani, ma assicura che ci sarà un finanziamento ad hoc . Anche per quanto riguarda l'autotrasporto, i periodi successivi saranno finanziati con la legge di bilancio. Del resto, trovandosi a fine anno, è normale che diverse coperture verranno individuate nel bilancio dei prossimi anni. In altri casi, come per il sostegno alle attività produttive o gli indennizzi per gli immobili, a settembre non erano disponibili i dati per quantificare le somme da erogare: anche in questo caso si sono utilizzate le coperture del decreto riempiendole di contenuto in corso di conversione. Ricorda anche che, prima dell'emanazione del decreto-legge, il Governo aveva già stanziato importanti somme per l'emergenza e che sono state realizzate in tempi particolarmente ridotti infrastrutture ferroviarie e viarie finalizzate a ripristinare, per quanto possibile, la circolazione nell'area. I tempi per la conversione sono comunque cruciali, non solo per la scadenza del termine costituzionale, ma anche perché dopo il 5 dicembre non sarà possibile richiedere erogazioni sui fondi riferiti al 2018. Con il decreto si è anche inteso evitare che situazioni analoghe possano ripetersi su altre infrastrutture simili del territorio nazionale, in un Paese che è il primo in Europa per numero di viadotti e di ponti: anche nel caso del Ponte Morandi la tragedia non è dipesa dall'assenza di progetti di adeguamento, ma dalla tempistica inadeguata. Si sofferma anche sulla cassa integrazione in deroga, che il decreto concede per un anno e non per tre anni come richiesto da alcuni portatori di interesse: l'obiettivo è il ripristino di una situazione competitiva e non l'assistenzialismo, dal momento che il porto di Genova è il primo contribuente del Paese e occorre mettere tutto il sistema produttivo e logistico che vi fa capo in condizione di ripartire al più presto. Conclude reputando che fino ad ora sia stato svolto un lavoro proficuo con l'apporto di tutte le forze politiche e che, in particolare, vi sia stata una profonda condivisione con il territorio e con le associazioni di categoria.