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Quando si procede con istruzione sommaria, se entro il termine di sei mesi ovvero, quando si tratta dei reati indicati nell'art. 407, comma 2, lettera a), del codice, di dodici mesi dall'entrata in vigore del codice non è stato ancora richiesto il decreto di citazione a giudizio o richiesta la sentenza di proscioglimento o non è stato disposto il giudizio direttissimo, il pubblico ministero entro i successivi trenta giorni trasmette il fascicolo con le sue conclusioni al giudice istruttore. Questi provvede agli adempimenti previsti dall'art. 372 del codice abrogato ed entro sessanta giorni dalla scadenza del termine ivi indicato pronuncia sentenza di proscioglimento od ordinanza di rinvio a giudizio. 3. Quando si procede con istruzione formale, se alla scadenza dei termini di sei o dodici mesi previsti dal comma 2 l'istruzione è ancora in corso, il giudice istruttore entro cinque giorni deposita il fascicolo in cancelleria, dandone avviso al pubblico ministero a norma dell'articolo 369 del codice abrogato. Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine previsto dall'articolo 372 del codice abrogato, il giudice istruttore pronuncia sentenza di proscioglimento od ordinanza di rinvio a giudizio. 4. Nei procedimenti di competenza del pretore, se alla scadenza del termine di sei mesi previsto dal comma 2 l'istruzione è ancora in corso, il pretore entro trenta giorni pronuncia sentenza di proscioglimento, decreto di citazione a giudizio o decreto penale di condanna ovvero dispone il giudizio direttissimo". - Il testo vigente dell'art. 405 (Inizio dell'azione penale. Forme e termini), comma 2, del codice di procedura penale è il seguente: "2. Il pubblico ministero richiede il rinvio a giudizio entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato". - Il testo vigente dell'art. 553 (Termini di durata delle indagini preliminari), commi 1 e 2, del codice di procedura penale è il seguente: "1. Il pubblico ministero compie le indagini preliminari entro quattro mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di reato. Se è necessaria la querela, l'istanza, la richiesta o l'autorizzazione a procedere, si applicano le disposizioni dell'art. 405, commi 3 e 4. 2. A richiesta del pubblico ministero e per giusta causa, il giudice per le indagini preliminari, prima della scadenza, può prorogare il termine previsto dal comma 1 per un tempo non superiore a quattro mesi". - Il testo vigente dell'art. 454 (Presentazione della richiesta del pubblico ministero), comma 1, del codice di procedura penale è il seguente: "1. Entro novanta giorni dalla iscrizione della notizia di reato nel registro previsto dall'art. 335, il pubblico ministero trasmette la richiesta di giudizio immediato alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari". - Il testo vigente dell'art. 459 (Casi di procedimento per decreto), comma 1, del codice di procedura penale è il seguente: "1. Nei procedimenti per reati perseguibili di ufficio, il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva, può presentare al giudice per le indagini preliminari, entro quattro mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di reato e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna, indicando la misura della pena e l'eventuale pena accessoria". - Il testo vigente degli articoli 243 (Revoca delle sentenze di proscioglimento), comma 2, e 244 (Disciplina applicabile in caso di regressione dei procedimenti alla fase istruttoria), comma 1, del D.Lgs. n. 271/1989 è il seguente: "Art. 243, comma 2. - In caso di revoca di una sentenza istruttoria di proscioglimento si osservano le disposizioni del codice. Gli atti di polizia giudiziaria e gli atti istruttori già compiuti sono considerati ad ogni effetto come compiuti nel corso delle indagini preliminari". "Art. 244, comma 1. - Le disposizioni dell'articolo 243, comma 2, si osservano anche quando, dopo la scadenza dei termini di sei o dodici mesi previsti dall'art. 242, i procedimenti proseguiti con l'applicazione delle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del codice regrediscono per qualunque motivo alla fase istruttoria ovvero quando non sono rispettati i termini indicati nell'articolo 242 commi 2, 3 e 4. In tali casi si osservano altresì le seguenti disposizioni: a) i termini che, secondo il codice, decorrono dal momento in cui è effettuata taluna delle iscrizioni nel registro previsto dall'art. 335, sono computati a partire dalla data del provvedimento che dispone la regressione del procedimento o la trasmissione degli atti al pubblico ministero; b) alle nullità relative verificatesi nel corso dell'istruzione si applica l'art. 181 commi 1 e 2, del codice; c) alla parte civile ritualmente costituita spettano nelle indagini preliminari i poteri attribuiti dal codice alla persona offesa". - Il testo vigente dell'art. 406 (Proroga del termine), comma 1, del codice di procedura penale è il seguente: "1. A richiesta del pubblico ministero e per giusta causa, il giudice, prima della scadenza, può prorogare il termine previsto dall'art. 405 per un tempo non superiore a sei mesi".