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da denunce sembrerebbe inoltre che non siano stati effettuati neppure i necessari controlli presso gli aeroporti per la verifica della motivazione legata al viaggio, anche alla luce del fatto che molti viaggiatori sono arrivati verso tali destinazioni passando da mete europee, come Parigi, Francoforte o Amsterdam, che hanno aperto, diversamente dall'Italia, specifici corridoi per il raggiungimento in sicurezza di queste mete extra europee, si chiede di sapere quali siano le motivazioni che hanno spinto il Governo italiano a bloccare i voli verso mete giudicate "COVID free ", quando invece altri Paesi dell'Unione europea hanno stabilito di adottare l'apertura di specifici corridoi turistici verso queste mete e se i Ministri in indirizzo non ritengano di adottare specifiche azioni per consentire l'immediata apertura di corridoi di viaggio verso mete come le Maldive, Zanzibar e Dubai. Atto n. 3-02210 LA MURA Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: Montecorice (Salerno) è un comune costiero situato interamente nel parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni il cui comitato promotore si costituì il 18 marzo 1989; con delibera n. 35 del 24 novembre 2020 il Consiglio comunale di Montecorice ha dichiarato la pubblica utilità del lido comunale da realizzare sull'area demaniale marittima sita in Casa del Conte, baia Arena, in ossequio alla nota prot. n. 907 del 21 gennaio 2020 dell'ufficio competente del parco; in particolare, in tale nota l'ufficio ha negato il rilascio del nulla osta per incompatibilità dell'intervento con il regime normativo delle zone B1 del piano del parco manifestando però la disponibilità a valutare l'istanza di nulla osta ai sensi dell'art. 20 delle norme di attuazione del piano; la norma, in deroga agli articoli precedenti, consente, per le opere pubbliche e per le infrastrutture ed i servizi di pubblica utilità non altrove localizzabili, gli interventi di nuova costruzione, di completamento, ampliamento, ristrutturazione e manutenzione strettamente necessari e compatibili con le esigenze generali di tutela del parco e delle sue risorse; in data 30 gennaio 2020 la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino, in considerazione del carattere stagionale dell'opera, ha espresso parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica per la sua realizzazione; considerato che: l'area destinata alla realizzazione dell'opera, in base al piano territoriale paesistico vigente, rientra nella zona di conservazione integrale, comprensiva delle aree con rilevante configurazione paesistico-ambientale, singolarità geologiche e geomorfologiche, nonché vegetazionali, sottoposte al massimo regime di tutela; in particolare, in forza di tale regime, volto a garantire il mantenimento dell'assetto paesaggistico e naturalistico della zona di conservazione integrale, è vietata qualsiasi costruzione senza possibilità di deroga; e, per i nuovi stabilimenti balneari, nel rispetto della tutela dei litorali marini secondo quanto previsto dall'art. 9, comma 1, punto 3 terzo, del piano territoriale paesistico; l'area è classificata dal piano del parco come zona B, di riserva generale orientata, e, più precisamente, rientra nella "sotto categoria" B1, che individua gli ambiti di elevato pregio naturalistico, in cui si intende potenziare la funzionalità dell'ecosistema, conservarne il ruolo per il mantenimento della biodiversità, con funzione anche di collegamento e di protezione delle zone A. Nelle aree rientranti in zona B1 "Sono in ogni caso esclusi interventi edilizi che eccedano quanto previsto alle lettere a), b), e c), di cui al comma 1 dell'art. 3 del D.P.R. 380/2001 o interventi infrastrutturali non esclusivamente e strettamente necessari per il mantenimento delle attività agro-silvo-pastorali o per la prevenzione degli incendi"; l'area oggetto dell'intervento ricade in zona di protezione speciale (ZPS) del sito IT8050048 della rete "Natura 2000" che rende necessaria la valutazione di incidenza; in questa area nidificano le tartarughe marine Caretta caretta ed è diffusamente presente il giglio marino sulla duna costiera, specie entrambe in via di estinzione, protette da normative nazionali e internazionali. Nella stessa area è, inoltre, presente, in mare, la prateria di Posidonia oceanica; l'area limitrofa è classificata dal piano del parco zona A, ed è, pertanto, sottoposta a massima tutela. In particolare, si tratta di un'area che il parco ha acquisito all'esito di un'intensa attività di contrasto alla speculazione edilizia, che ha portato alla demolizione delle strutture già realizzate; l'intervento implica la realizzazione di opere di urbanizzazione a carattere permanente come vasche di accumulo, collettore fognario di sollevamento, rete idrica ed elettrica che avrebbero un impatto sull'area; considerato, inoltre, che: in data 23 dicembre 2020, a mezzo di e-mail , il consigliere comunale avvocato Tarallo ha informato l'interrogante e i Ministri in indirizzo dei fatti esposti, deducendo l'illegittimità dell'intervento in ragione della circostanza che l'area interessata ricade in zona di conservazione integrale in base al piano territoriale paesistico e in zona B, di riserva integrale orientata, in forza del piano del parco; il consigliere ha altresì evidenziato le conseguenze pregiudizievoli connesse all'intervento e invocato l'intervento dei Ministri al fine di evitare uno scempio irreparabile in danno di un'area protetta e di un sito europeo di Natura 2000; a parere dell'interrogante, il parere rilasciato dalla Soprintendenza è illegittimo in quanto confliggente con le previsioni richiamate, oltre che per l'esiguità della motivazione a supporto dello stesso. Inoltre, non ricorrono le condizioni di cui al citato art. 20 per la realizzazione in deroga dell'intervento, in quanto, in disparte le valutazioni circa il carattere di pubblica utilità e della possibilità di esecuzione altrove, non vi è dubbio alcuno che esso sia incompatibile con le esigenze generali di tutela del parco e delle sue risorse, comportando una modifica dell'area direttamente interessata e di quella limitrofa, che si risolve in un deterioramento, avente, tra l'altro, carattere permanente; in ogni caso la realizzazione del lido comunale confligge con i vincoli riferiti in quanto inerisce ad un'area protetta e in particolare ricade in un tratto in cui è stata alterata e distrutta la continuità della fascia dunale che invece va ricostruita; nel caso di specie la salvaguardia degli ecosistemi e delle bellezze paesaggistiche è inconciliabile con l'interesse meramente economico sotteso all'opera che sarebbe comunque localizzabile altrove, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti o di ulteriori informazioni al riguardo; quali iniziative, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano assumere al fine di tutelare l'area ed evitare che essa possa essere irrimediabilmente danneggiata.