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Da ultimo, esprime apprezzamento per il mancato avvio della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, rimarcando nuovamente la necessità di uno sforzo unitario della classe politica per migliorare il funzionamento dell'apparato statale. Il PRESIDENTE, nel ringraziare i senatori intervenuti, avverte che la discussione generale proseguirà in una prossima seduta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. 87 - Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente l'amministrazione e la contabilità delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 4, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91 Doc n. 87 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente l'amministrazione e la contabilità delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 4, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91 (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 4, comma 8, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91. Esame e rinvio) Il relatore PRESUTTO ( M5S ) illustra lo schema di decreto in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il provvedimento in esame va inquadrato nel processo di armonizzazione dei sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche introdotto dalla legge di contabilità n. 196 del 2009, che all'articolo 2 ha delegato il Governo ad adottare nuove regole e strutture contabili in funzione delle esigenze di programmazione, gestione e rendicontazione della finanza pubblica. A livello europeo, il riferimento è costituito dalla direttiva 2011/85/UE, facente parte del pacchetto dei provvedimenti legislativi noti come Six Pack , volti all'introduzione di meccanismi rafforzati di controllo e di sorveglianza sugli squilibri macroeconomici e finanziari degli Stati membri, anche attraverso la definizione di regole minime comuni per i quadri di bilancio nazionali. Rileva che il legislatore ha dato seguito a tali indicazioni operando secondo due principali e distinte linee di intervento. Da un lato, per quanto riguarda l'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche territoriali quali regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale, mediante l'attuazione dell'articolo 2 della legge delega sul federalismo fiscale (legge n. 42 del 2009). Dall'altro, per quanto riguarda la disciplina contabile delle amministrazioni pubbliche diverse da quelle territoriali e da quelle centrali dello Stato, e dunque degli enti nazionali di previdenza ed assistenza, delle agenzie regionali sanitarie e degli enti dell'amministrazione centrale differenti dai ministeri, mediante l'attuazione dell'articolo 2 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009). Una ulteriore e specifica linea di intervento attiene, invece, alla armonizzazione contabile delle università. Lo schema di regolamento in esame introduce princìpi uniformi e armonizza i sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche che adottano la contabilità finanziaria affiancata (a fini conoscitivi) dalla contabilità economico-patrimoniale, con riferimento alle amministrazioni diverse dalle regioni, dagli enti locali e loro organismi strumentali, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, dalle università e dalle amministrazioni centrali dello Stato. La norma di riferimento generale è costituita dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 91 del 2011, il quale dispone, che per migliorare la qualità dei dati di finanza pubblica, rendendoli più trasparenti e raccordabili con il sistema europeo dei conti, le amministrazioni pubbliche che utilizzano la contabilità finanziaria sono tenute ad adottare un comune piano dei conti integrato, costituito da conti che rilevano le entrate e le spese in termini di contabilità finanziaria e da conti economico-patrimoniali redatti secondo comuni criteri di contabilizzazione. A tal fine, il suddetto articolo 4 prevede - al comma 3, lettere a) , b) e c) - l'adozione di tre diversi regolamenti concernenti. Rispettivamente, il piano dei conti integrato (lettera a )), l'amministrazione e la contabilità delle amministrazioni pubbliche (lettera b )) e i principi contabili applicati (lettera c )). Fa presente che il regolamento previsto dalla lettera a) è stato emanato con il decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2013; quello di cui alla lettera c) non è stato fin qui adottato, mentre il regolamento previsto dalla lettera b) costituisce l'oggetto del presente schema di decreto. La lettera b) , in particolare, prevede la revisione delle disposizioni recate dal regolamento di cui al decreto legislativo n. 97 del 2003 concernente l'amministrazione e la contabilità degli enti pubblici dipendenti dallo Stato (cosiddetti enti parastatali). Tale regolamento, pertanto, viene abrogato dall'articolo 90 dello schema di decreto in esame. Segnala, inoltre, che il termine di scadenza per l'adozione del regolamento risulta ormai decorso, in quanto originariamente fissato al 31 dicembre 2012 e poi da ultimo posticipato al 31 dicembre 2014. Il regolamento può comunque essere esaminato, attesa la natura non perentoria  bensì solo ordinatoria  dei termini attinenti all'esercizio della potestà regolamentare del Governo, come diffusamente precisato nella relazione illustrativa del provvedimento. Lo schema di regolamento in esame si compone di 90 articoli, suddivisi in otto Titoli, a partire da quello recante le disposizioni generali (Titolo I, articoli da 1 a 10), con cui si definisce in primo luogo l'ambito di applicazione, vale a dire il novero delle amministrazioni pubbliche destinatarie della nuova disciplina: queste risultano determinate per esclusione, in quanto si tratta delle amministrazioni pubbliche (come individuate dall'articolo 2 del decreto legislativo n.165 del 2001) diverse sia da regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale (disciplinati dal citato decreto legislativo n. 118 del 2011) sia dalle amministrazioni centrali dello Stato, quali i Ministeri (cui fa riferimento la delega recata dall'articolo 40 della legge n. 196 del 2009). L'ambito soggettivo di applicazione del provvedimento viene quindi a riguardare, tra gli altri, gli enti nazionali di previdenza ed assistenza, le Agenzie regionali sanitarie, le autorità indipendenti, gli enti dell'amministrazione centrale differenti dai ministeri. Viene inoltre precisato che le università, il cui sistema contabile è disciplinato dal decreto legislativo n. 18 del 2012, debbano conformarsi per l'amministrazione e la gestione ai principi recati dal presente regolamento. Viene poi disciplinato, tra le altre disposizioni, il documento unico di programmazione (DUP), da redigersi da parte dell'organo di vertice dell'amministrazione entro il 15 ottobre, e che dovrà descrivere le linee strategiche dell'ente da intraprendere o sviluppare in un arco temporale definito, di norma coincidente con la durata del mandato.