[massime]

Rifiuti - Norme della Regione Lombardia - Determinazione della categoria "rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale" - Previsione che vi rientrano anche i rifiuti decadenti dal trattamento dei rifiuti urbani - Contrasto con la disciplina nazionale di riferimento che stabilisce che "i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti" debbano venir ricompresi nella categoria dei rifiuti speciali - Violazione della competenza statale esclusiva nella materia della tutela dell'ambiente - Illegittimità costituzionale.. È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s ), Cost., l'art. 14, commi 3- bis della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (aggiunto dall'art. 6, comma 1, lett. a , della legge regionale n. 35 del 2014), che amplia la categoria "rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale", ricomprendendovi anche tutti quelli decadenti dal trattamento dei suddetti rifiuti. La norma si pone in contrasto con la disciplina nazionale di riferimento (d.lgs. n. 152 del 2006), secondo cui i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento vanno ricompresi nella categoria dei rifiuti speciali. E poiché la disciplina dei rifiuti rientra, per costante giurisprudenza costituzionale, nella materia della «tutela dell'ambiente», si determina il vulnus al precetto costituzionale; non rileva, in contrario, né l'eventuale "opportunità" della diversa classificazione dei rifiuti urbani operata dalla norma impugnata, né il suo prospettato carattere di interpretazione adeguatrice della disciplina statale, poiché in ambito di competenza esclusiva dello Stato non è consentito alla Regione di adottare interventi normativi siffatti. Per la riconducibilità della disciplina dei rifiuti nell'ambito della materia della tutela dell'ambiente, v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 180/2015, 149/2015, 58/2015, 70/2014, 69/2011, 373/2010 e 127/2010.