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E non credete a chi vi racconta che era già stato fatto con l'introduzione del Rei, visto che questa misura era rivolta a una platea estremamente ridotta rispetto ai 5 milioni di poveri certificati dall'Istat. (Applausi dal Gruppo Misto) . Il Rei erogava somme ridicole, ben lontane dai 780 euro del reddito di cittadinanza che invece consentirà ai percettori di uscire dalla soglia di povertà assoluta e ricominciare a condurre una vita dignitosa. Ma in questo provvedimento non c'è solo il reddito, ci sono anche le misure di uscita anticipata dal lavoro, per poter finalmente rompere le inique catene imposte dalla legge Fornero. E mi riferisco a quota 100 (già ampiamente descritta dai colleghi) ma ancor più ad opzione donna. Negli ultimi mesi siamo stati tutti bersaglio di campagne sui social per portare alla nostra attenzione la richiesta di prorogare questa misura che tanto aveva trovato il favore delle donne, che hanno così la possibilità di andare in pensione se hanno maturato almeno trentacinque anni di anzianità contributiva e se hanno compiuto cinquantotto anni (se lavoratrici dipendenti) o cinquantanove (se lavoratrici autonome). Alcune colleghe ed io abbiamo depositato un ordine del giorno che impegna il Governo a reperire le risorse per estendere la misura anche per gli anni a venire, così da dare la possibilità di ritirarsi dal lavoro anche a quelle donne rimaste fuori dal provvedimento per una manciata di mesi. Quindi - e concludo - con le misure contenute in questo decreto andiamo a porre un altro fondamentale tassello nella trasformazione del nostro Paese, dopo il decreto dignità - che, per inciso, si sta rivelando straordinariamente efficace nel promuovere la stabilizzazione dei contratti e il superamento della precarietà (Applausi dal Gruppo M5S) - lo spazza corrotti e il decreto semplificazioni, solo per citarne alcuni. Finalmente offriamo a tante persone - come ad esempio alla signora Rosa, che tante volte preoccupata in questi mesi mi ha scritto e persino telefonato - la possibilità di andare in pensione prima, per potersi godere i nipoti. Offriamo ai nostri giovani la possibilità di entrare fattivamente nel mondo del lavoro, ma soprattutto consentiamo a milioni di cittadini di rialzare la testa e di rimettersi in gioco. Ci sono voluti anni di battaglie, dentro e fuori dai Palazzi, ma alla fine, come si dice, chi la dura la vince. E a vincere oggi sono i cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, io non nascondo in premessa la difficoltà di fare questo intervento, perché non vorrei essere nei panni delle opposizioni, in modo particolare del PD, ma anche degli amici di Forza Italia, e quindi non vorrei condividere la loro frustrazione politica nel vedere demolito, con questo provvedimento, ciò che loro hanno approvato insieme, cioè la legge Fornero (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , e ciò che loro avrebbero voluto fare (Forza Italia) e che hanno fatto senza grandi successi in merito al reddito di cittadinanza. In tanti ci dicevano che non si può fare. Come contraltare allo slogan della Lega «stop Fornero», in tanti dicevano che non si può fare. E noi lo abbiamo fatto. Oggi questa maggioranza fa ciò che in tanti volevano scoraggiarci dal fare, perché bisognava salvaguardare, a spese dei cittadini, le patrie casse. Si può fare e anzi si deve fare questo provvedimento, perché la legge Fornero è un provvedimento che è stato approvato contro il popolo e ogni provvedimento che viene approvato contro il popolo deve essere bocciato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È contro il popolo un provvedimento che aumenta inopinatamente l'età pensionabile ed è contro il popolo un provvedimento che, per esempio, crea quella sacca di diseredati che sono appunto gli esodati, i figli di nessuno; è contro il popolo un provvedimento che punta a mortificare le persone e i cittadini. La bontà di questa nostra scelta è dovuta al fatto che siamo consapevoli che questo è l'inizio di un percorso. Come dice sempre Salvini, noi stiamo demolendo la legge Fornero; l'obiettivo è quello di arrivare, da qui a tre anni, a quota 41. La bontà di questo percorso è testimoniata in maniera oggettiva e indiscutibile non dalle chiacchiere del politichese, ma dalla formidabile adesione che tantissimi cittadini, migliaia e migliaia di cittadini italiani, hanno manifestato nei confronti di quota 100. È un percorso importante, che fa il paio con il reddito cittadinanza. Il collega Tosato prima l'ha detto: noi abbiamo un paradosso in questa Aula, dove le opposizioni legittimamente avversano il reddito di cittadinanza. Da una parte abbiamo il PD e il centrosinistra, che lo fanno dopo aver fallito con il reddito di inclusione, e dall'altra gli amici di Forza Italia, che lo fanno dopo che in campagna elettorale hanno sbandierato a più non posso il reddito di dignità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Noi invece facciamo quello che abbiamo promesso, e lo facciamo non per fare accomodare gli italiani. Chi dice che questa misura, così come è arrivata in Parlamento, tende a favorire l'assistenzialismo dice qualcosa che non corrisponde al vero. Il reddito di cittadinanza uscirà da questo Parlamento, dal Senato e dalla Camera, in maniera strutturata e collegata con un percorso lavorativo, perché noi vogliamo dare una prospettiva agli italiani e non vogliamo assolutamente fare in modo che gli italiani possano perdere fiducia verso lo Stato e verso il loro Paese. Un ultimo pensiero, Presidente: io credo che questo percorso sia culturalmente profondo e radicalmente diverso rispetto a quelli seguiti da coloro che hanno governato il Paese fino a qualche mese fa perché noi proviamo a dare all'Italia e agli italiani una nuova vita, agli anziani una nuova vita che va lungo il percorso della dignità perché chi ha lavorato per una vita intera, chi si è spaccato la schiena per una vita intera, chi ha condotto la propria vita personale e familiare a testa alta, faticando per portare a casa uno stipendio, è giusto che ad una certa età possa godersi la famiglia, la moglie, i nipoti e tutti coloro con i quali non ha potuto vivere durante la vita lavorativa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma c'è anche una nuova vita per i giovani che si chiama speranza perché quota 100, e anche il reddito di cittadinanza, al di là delle congetture strumentali e politiche, tendono a dare nuove opportunità di lavoro perché se in tanti andranno in pensione, in tanti avranno una nuova chance e in tanti ritorneranno a vivere. È un dato oggettivo inequivocabile che non si può smentire. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per concludere, a queste persone, agli anziani che potranno godersi la loro vita con dignità e ai giovani che potranno percorrerla, invece, con speranza, dobbiamo anche dedicare un pensiero e cioè che quelle lacrime di coccodrillo andate in mondovisione oggi si sono trasformate in un sorriso per queste persone.