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Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione. Onorevoli Senatori. – Secondo il piano oncologico nazionale 2011-2013 i registri dei tumori, oltre a descrivere il fenomeno neoplastico nelle sue variazioni territoriali e temporali attraverso misure di incidenza e mortalità, sono uno strumento indispensabile per l'organizzazione e la valutazione dell'efficacia degli interventi di prevenzione primaria in aree o popolazioni ad alto rischio e per indicare in modo dinamico quali aree della prevenzione primaria vanno rafforzate. L'intesa del 30 ottobre 2014 «Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro – Anni 2014-2016» ha confermato il processo di pianificazione nazionale per l'oncologia e il rafforzamento dell'azione delle regioni e del Ministero della salute nella lotta contro il cancro di cui all'intesa del 10 febbraio 2011 concernente il «Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro» per gli anni 2011-2013. L'intesa proroga al 31 dicembre 2016 la validità del «Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro anni 2011-2013» e prevede, in particolare, il recepimento di tre documenti, prodotti su mandato della stessa intesa del 10 febbraio 2011, in particolare: – guida per la costituzione di reti oncologiche regionali: l'implementazione delle reti oncologiche con l'identificazione di obiettivi specifici e criteri di realizzazione da applicare nei possibili diversi modelli regionali. L'attuazione delle reti oncologiche deve essere sottoposta a monitoraggio da parte del Ministero sulla base di una proposta operativa formulata a tale fine dall'AGENAS; – buon uso delle risorse in oncologia: affronta la questione dell'uso delle risorse di sistema con l'impegno da parte delle regioni e pubbliche amministrazioni a verificare per un massimo di tre anni l'appropriatezza dell'uso delle tecnologie specificate nell'intesa, con la prospettiva di dovere, in relazione ad applicazioni specifiche, essere considerate pratiche dismissibili; – health technology assessment e oncologia: gli aspetti metodologici da utilizzare nella valutazione HTA (Health technology assessment) in oncologia e criteri di prioritarizzazione per indirizzare l'uso delle risorse disponibili alle valutazioni di HTA. I dati che emergono da «I numeri del cancro in Italia 2017», il censimento ufficiale dell'Associazione italiana di oncologia medica-AIOM e dell'Associazione italiana registri tumori-AIRTUM sono 369.000 i nuovi casi di tumore in Italia stimati nel 2017 di cui circa 192.000 negli uomini e 177.000 (46 per cento) nelle donne. Nel documento si specifica che «Complessivamente in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno infiltrante. Escludendo i tumori della cute (non melanomi), negli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 18 per cento di tutti i tumori diagnosticati; seguono il tumore del colon-retto (16 per cento), il tumore del polmone (15 per cento), della vescica (11 per cento) e delle vie urinarie (5 per cento). Tra le donne il tumore della mammella rappresenta il 28 per cento delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13 per cento), del polmone (8 per cento), della tiroide (6 per cento) e del corpo dell'utero (5 per cento)». I dati dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) indicano per il 2014 (ultimo anno al momento disponibile) poco più di 177.301 decessi attribuibili a tumore, tra i circa 600.000 decessi verificatisi in quell'anno. I tumori sono la seconda causa di morte (29 per cento di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie (37 per cento). La frequenza dei decessi causati dai tumori nelle aree italiane coperte dai registri tumori è in media, ogni anno, di circa 3,5 decessi ogni 1.000 uomini e di circa 2,5 decessi ogni 1.000 donne. Si può affermare che «mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di un tumore. I dati riguardanti le aree coperte dai Registri Tumori indicano come prima causa di morte oncologica nella popolazione il tumore del polmone (19 per cento), che risulta essere anche la prima causa di morte fra gli uomini (26 per cento), mentre fra le donne e il tumore della mammella la causa più frequente (17 per cento), seguiti dai tumori del colon-retto (10 per cento tra gli uomini e 12 per cento tra le donne) e dal tumore della prostata tra gli uomini (8 per cento) e dal tumore del polmone tra le donne (11 per cento)». Nel 2017 sono oltre 3 milioni e trecentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore, almeno il 27 per cento (900.000) può ritenersi guarito, ossia con un'attesa di vita paragonabile a quella delle persone non affette da tumore. Nel documento si sottolinea, inoltre, che i registri tumori di popolazione rappresentano un importante strumento per il monitoraggio della patologia oncologica. In diversi Paesi, come ad esempio quelli del Nord Europa, l'attività di registrazione dei tumori avviene sull'intero territorio nazionale, mentre in altre nazioni, come in Italia, esistono registri attivi in aree locali. La rete di Registri tumori italiani riuniti nell'Associazione italiana registri tumori (AIRTUM), comprende 47 registri tumori generali (che raccolgono informazioni su tutti i tumori) e 4 registri tumori specializzati (per fasce d'età o per specifico tumore, sempre riguardanti un'intera popolazione) e condivide un archivio centralizzato. Nel complesso circa 36 milioni di italiani, pari ad oltre il 60 per cento della popolazione residente totale, vivono in aree dove e presente un registro tumori di popolazione. L'obiettivo del presente disegno di legge è quello di dare risposte riguardo l'andamento dei tumori sull'intero territorio nazionale, i tempi di sopravvivenza, l'indice di mortalità e l'aumento o la diminuzione di una determinata patologia oncologica rispetto agli anni precedenti, tenendo conto che si prevede l'obbligo di istituire un archivio contenente i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori. Nella XVII legislatura la Commissione Igiene e sanità del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva sugli effetti dell'inquinamento ambientale sull'incidenza dei tumori, delle malformazioni feto-neonatali ed epigenetica, preliminarmente diretta allo studio dell'area geografica della regione Campania denominata «Terra dei Fuochi» (TdF) che comprende che comprende parte delle province di Napoli e Caserta: principalmente nel quadrilatero situato tra il Litorale Domitio, l'agro Aversano-Atellano, l'agro Acerrano-Nolano e Vesuviano e la città di Napoli. Il territorio attualmente perimetrato come TdF include 90 comuni. Suddivisi per registro tumori (RT)/ASL sono: 34 per il RT/ASL Caserta; 35 per il RT/ASL Napoli 3 Sud; 20 per il RT/ASL Napoli 2 Nord; 1 per RT/ASL Napoli 1 Centro.