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L'articolo 5 prevede che il Governo emani uno o più decreti legislativi volti a modificare l'attuale disciplina delle astensioni e congedi per maternità e paternità, ampliando la finestra temporale disponibile e incrementando il trattamento economico, in particolare prevedendo la possibilità per entrambi i genitori di astenersi facoltativamente dal lavoro per i primi tre anni del bambino, con una retribuzione del 60 cento nei primi due anni di vita del minore e del 50 per cento nel terzo anno. In alternativa, i tre anni di astensione possono essere fruiti dal quarto al dodicesimo anno di vita del minore, ma in questo caso è riconosciuta una retribuzione pari al 30 per cento. L'articolo 6 delega il Governo ad adottare misure finalizzate al potenziamento del sistema territoriale dei servizi socio-educativi, attraverso alcune linee di intervento individuate fondamentalmente nel potenziamento dell'offerta resa dagli asili nido. L'articolo 7 delega il Governo ad adottare misure volte a favorire il ricorso al lavoro agile e flessibile allo scopo di agevolare la conciliazione fra le esigenze della famiglia con quelle lavorative, come lo smart working . Con l'articolo 8 si delega il Governo ad adottare misure volte a garantire, nei casi di crisi del rapporto fra i coniugi, il diritto dei figli a crescere in presenza di entrambi i genitori, rendendo effettivo il ricorso a forme di condivisione dell'affido, nonché il diritto dei genitori di essere partecipi della crescita dei propri figli e delle più importanti decisioni che riguardino loro. È previsto altresì l'affiancamento alle famiglie in difficoltà di operatori specializzati, nonché un concreto sostegno, anche economico, mirato a limitare fenomeni di disagio, fornendo gli strumenti conoscitivi necessari per una corretta gestione finanziaria. Con l'articolo 9 si delega il Governo a sostenere le coppie nella gestione serena della famiglia, nell'educazione dei figli, armonizzando i tempi di lavoro e di cura della famiglia e garantendo loro la massima presenza e vicinanza al nucleo familiare, per limitare altresì lo spopolamento dei piccoli comuni dell'entroterra e delle zone montane. L'articolo 10 delega il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi di riforma del sistema di calcolo dell'ISEE, al fine di considerare il reddito netto effettivamente a disposizione delle famiglie in luogo di quello lordo e rimodulare i parametri di calcolo del patrimonio familiare e la scala di equivalenza a favore di alcune categorie di soggetti (famiglie numerose, famiglie con figli in tenera età, nuclei monogenitoriali, diversamente abili). L'articolo 11 introduce un sistema di tassazione del reddito su base familiare secondo i principi conosciuti come « fattore famiglia ». Il calcolo delle imposte è basato sul reddito complessivamente prodotto dal nucleo familiare, applicando una soglia di esenzione totale ( no-tax area ) determinata in base a caratteri quali-quantitativi del nucleo stesso. L'articolo 12 prevede l'introduzione, sempre in base a delega governativa, di un sistema di esenzioni dai costi di compartecipazione per l'accesso alle prestazioni sanitarie rientranti nei livelli essenziali di assistenza (LEA) per le famiglie in cui siano presenti almeno tre figli. L'articolo 13 prevede l'introduzione, in base a delega governativa, di un sistema di esenzioni dalle tasse scolastiche, relative alle scuole di ogni ordine e grado, per le famiglie in cui siano presenti almeno tre figli. Con l'articolo 14 si delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati alla realizzazione di campagne informative aventi l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini, specie i più giovani, sul tema della cura della propria salute e del proprio corpo, in relazione allo specifico rischio che alcuni comportamenti possano causare l'insorgenza di condizioni patologiche in grado di compromettere la possibilità di procreare. L'articolo 15 delega il Governo a realizzare iniziative informative e formative su temi quali la genitorialità, il bullismo, il cyberbullismo , l'educazione affettivo-relazionale e la lotta alla violenza di genere. L'articolo 16 delega il Governo a regolamentare la figura del mediatore familiare. Gli articoli 17 e 18 chiudono il testo con le disposizioni finali e finanziarie.. 1 (Delega al Governo per il riordino dei cicli scolastici) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la riforma dei cicli scolastici di cui alla legge 28 maggio 2003, n. 53, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a la scuola dell'infanzia ha durata triennale e concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, cognitivo e sociale dei bambini e delle bambine di età compresa tra i tre e i sei anni, promuovendone le potenzialità di autonomia, creatività, apprendimento e operando per assicurare l'effettiva eguaglianza delle opportunità educative nel rispetto dell'orientamento educativo dei genitori, contribuendo, soprattutto durante l'ultimo anno di frequenza, con interventi mirati ad attività di prescrittura, prelettura e precalcolo, a stimolare i processi logici e di organizzazione spazio-temporale, propedeutici alla formazione di base del futuro alunno, conformemente a quanto previsto dall'articolo 2 legge n. 53 del 2003; b la scuola di base ha la durata di otto anni e si caratterizza per un percorso educativo unitario e articolato in rapporto alle esigenze di sviluppo degli alunni. Essa si raccorda da un lato alla scuola dell'infanzia e dall'altro alla scuola secondaria; c la scuola secondaria ha la durata di quattro anni e ha la finalità di consolidare, riorganizzare e accrescere le capacità e le competenze acquisite nella scuola di base, di sostenere e incoraggiare le attitudini e le vocazioni degli studenti, di arricchire la formazione culturale, umana e civile degli studenti, sostenendoli nella progressiva assunzione di responsabilità, e di offrire loro conoscenze e capacità adeguate all'accesso all'istruzione superiore universitaria e non universitaria ovvero all'inserimento nel mondo del lavoro. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che deve essere reso entra trenta giorni dalla data della trasmissione. 2 (Delega al Governo in materia di disposizioni per l'assegnazione delle cattedre vacanti) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la riforma della disciplina delle cattedre vacanti in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere che le nuove cattedre messe a disposizione a seguito di pensionamento siano preventivamente messe a disposizione dei docenti di ruolo collocati in regioni differenti da quella di origine;