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Il provvedimento in conversione si compone di sei articoli, dei quali l'articolo 1 tratta appunto del Piano nazionale per investimenti complementari, finalizzato a integrare con risorse nazionali gli interventi del PNRR per - lo ripeto - 30,6 miliardi per gli anni dal 2021 al 2026. Il comma 2 prevede di ripartire il fondo tra le amministrazioni centrali competenti, individuando i programmi e gli interventi cui destinare le risorse e il relativo profilo finanziario annuale per ciascuno delle annualità citate. In particolare, gli interventi finanziati con il Fondo complementare sono ripartiti come segue: 1.750 milioni per i servizi digitali alla cittadinanza digitale, 1.780 milioni per interventi a favore delle aree terremotate, ulteriormente potenziati da un emendamento e da un ordine del giorno approvati in Commissione; 9.760 milioni sono destinati al Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili per il rinnovo delle flotte, il rafforzamento delle linee regionali, il rinnovo del materiale rotabile, il programma Strade sicure, il monitoraggio dinamico per il controllo remoto di ponti, viadotti e tunnel, lo sviluppo e l'accessibilità marittima dei porti, l'elettrificazione delle banchine e le aree interne. Si tratta di moltissimi progetti e alcuni sono stati potenziati sia da emendamenti approvati dalla Commissione bilancio, sia da ordini del giorno che impegneranno il Governo a intervenire nei prossimi provvedimenti, a partire dalla legge di bilancio. Sono previsti, inoltre, 1.455 milioni per il Ministero della cultura per un piano di investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali. Sono necessari 2.387 milioni per il Ministero della salute per dei programmi di prevenzione, protezione e per la medicina territoriale; 6.800 milioni al Ministero dello sviluppo economico per dei programmi particolarmente innovativi, uno dei quali è il programma Polis, che coinvolgerà Posteitaliane e riguarderà 4.800 Comuni in Italia. Sono previsti, inoltre, il potenziamento delle misure per la transizione 4.0; risorse al Ministero della giustizia per il miglioramento della situazione carceraria, con particolare riferimento alle strutture penitenziarie sia per adulti che per minori; 1,2 miliardi per i contratti di filiera al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF); 500 milioni alle iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale; risorse al Ministero dell'interno per i piani urbani integrati e 4.500 milioni per la misura del superbonus. La misura del superbonus è stata ulteriormente prorogata: per quanto riguarda gli Istituti autonomi case popolari al 30 giugno 2023, mentre per le spese sostenute dai condomini al 31 dicembre 2022, indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori. Sul punto va sottolineato che la relazione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza approvata il 30 marzo scorso dalle Commissioni riunite 5ª e 14ª aveva indirizzato il Governo a intervenire per potenziare ulteriormente questa misura; allo stesso modo, molti degli emendamenti e ordini del giorno presentati dai colleghi in Commissione bilancio hanno raccomandato al Governo di prorogare e ampliare l'ambito soggettivo di tale intervento. A tal proposito, è da valutare molto positivamente l'articolo 1, comma 5, che vincola eventuali risparmi di spesa monitorati sulla misura del superbonus alla proroga del termine di fruizione dell'agevolazione. Il provvedimento contiene altre misure importanti. L'articolo 1, comma 6, disciplina le modalità di attuazione degli investimenti previsti dal Piano, prevedendo l'applicazione di procedure di semplificazione, accelerazione e revoca delle risorse per mancato rispetto dei cronoprogrammi e mancata alimentazione dei dati che servono alle strutture di monitoraggio. A breve il Ministero dell'economia e delle finanze adotterà un decreto per disciplinare nel dettaglio il monitoraggio e il cronoprogramma degli investimenti. A tal proposito, è utile specificare che i cronoprogrammi sono già stati individuati dalle amministrazioni competenti nell'ambito dei lavori preparatori al PNRR, ma con il prossimo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze verranno rivisti e semplificati, in coerenza con lo spirito dell'articolo 1, che è quello di incrementare la capacità di spesa delle pubbliche amministrazioni e accelerare la realizzabilità delle opere al fine del raggiungimento degli obiettivi strettamente connessi all'ottenimento dei contributi finanziari dell'Unione europea (prestiti e sovvenzioni). L'articolo 1, comma 8, prevede che l'attuazione degli interventi costituenti aiuti di Stato sia preventivamente soggetta all'autorizzazione da parte della Commissione europea. Inoltre, un emendamento approvato in Commissione stabilisce che alle amministrazioni sia richiesto il pieno rispetto del principio dell'assenza di danno significativo agli obiettivi ambientali. L'articolo 1, comma 9, reca le misure di copertura finanziaria. Desidero ricordare che il lavoro di Commissione è stato faticoso (perché il provvedimento è oggettivamente di difficile emendabilità), tuttavia lo sforzo congiunto di Governo e Commissione bilancio (ringrazio anche tutti i tecnici) ha permesso di approvare in Commissione delle significative norme sia ordinamentali, sia onerose a valere sulla copertura della programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione, che saranno di grande impatto e potenziamento del Fondo complementare stesso. Con riferimento all'articolo 2, riguardante il Fondo per lo sviluppo e la coesione, e le altre misure riferirà la correlatrice, senatrice Rivolta. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Rivolta. RIVOLTA, relatrice . Signor Presidente, l'articolo 2 incrementa le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relative al ciclo di programmazione 2021-2027 di un importo complessivo di 15,5 miliardi per le annualità dal 2022 al 2031, secondo la seguente ripartizione: 850 milioni per il 2022, 1.000 milioni per il 2023, 1.250 milioni per il 2024, 2.850 milioni per il 2025, 3.600 milioni per il 2026, 2.280 milioni per il 2027, 2.200 milioni per il 2028, 600 milioni per il 2029, 500 milioni per il 2030 e 370 milioni per il 2031. Tale rifinanziamento si aggiunge ai 50 miliardi complessivi già stanziati dalla legge di bilancio 2021 e destinati esclusivamente a sostenere interventi per lo sviluppo volti a ridurre i divari socio-economici e territoriali tra le diverse aree del Paese. Ne consegue, come confermato dall'approvazione in Commissione dell'emendamento 2.1, che esplicita la finalizzazione dell'incremento delle risorse all'accelerazione del loro utilizzo e alla realizzazione degli investimenti previsti nel PNRR, quanto indicato dal Governo nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale è annunciato un anticipo della programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione in linea con le politiche settoriali di investimento e di riforma previste nel PNRR, secondo un principio di complementarità e di addizionalità delle risorse.