[normattiva_dump]

Art. 5 Gestione finanziaria e patrimoniale 1. L'esercizio finanziario dell'ICE inizia il 1› gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno. 2. Costituiscono entrate proprie dell'Istituto: a) i corrispettivi dei servizi prestati agli operatori economici pubblici o privati, determinati a norma dell'art. 3, comma 4; b) le assegnazioni annuali, a carico dello stato di previsione della spesa del Ministero del commercio con l'estero, a fronte dei servizi compresi nel programma promozionale; c) le altre assegnazioni a carico del bilancio dello Stato, a fronte di servizi prestati a richiesta delle amministrazioni dello Stato e sulla base di apposite convenzioni; d) i proventi patrimoniali e di gestione, ivi compresi quelli dei servizi informativi e della vendita delle pubblicazioni e relativa pubblicità e quelli provenienti dalla partecipazione di imprese all'attuazione del programma promozionale; gli eventuali contributi di amministrazioni, associazioni, enti pubblici o privati; le altre entrate eventuali. 3. Affluiscono altresì all'entrata dell'ICE, ai sensi dell'art. 3, comma 2, della legge 18 marzo 1989, n. 106, i contributi annuali alle spese di funzionamento in Italia e all'estero erogati dal Ministero del commercio con l'estero, in unica soluzione all'inizio di ciascun anno finanziario, a fronte delle spese generali dell'Istituto non coperte dalle entrate di cui al comma 2. 4. La gestione finanziaria e patrimoniale dell'ICE è disciplinata da norme ispirate alle disposizioni del codice civile in materia di imprese, nonché alle specifiche esigenze di operatività dell'Istituto, in relazione anche all'attività da svolgersi all'estero. In ogni caso deve essere tenuta contabilità separata per ciascuna delle entrate derivanti da attività proprie dell'Istituto. 5. Le norme di cui al comma 4 prevedono, in particolare, che i bilanci dell'Istituto siano redatti sulla base delle disposizioni del codice civile e delle normative contabili in materia di bilancio delle società per azioni e recano particolari disposizioni e schemi di sintesi che consentono il raccordo dei bilanci e delle contabilità dell'Istituto con le norme di contabilità generale dello Stato. Le norme stesse prevedono l'obbligo di certificazione dei bilanci e stabiliscono i limiti entro i quali l'Istituto può avvalersi di istituti di credito per il servizio di tesoreria relativamente alle entrate proprie non provenienti da assegnazioni o contributi a carico del bilancio dello Stato. 6. L'Istituto adotta un sistema di contabilità analitica di tipo industriale sulla cui base sono tra l'altro forniti, con la relazione di cui all'art. 1, comma 3, dettagliati elementi informativi sui costi delle attività espletate e dei servizi prestati e sui corrispettivi introitati, specificando in particolare: a) la quota dei costi generali non ripartibili; b) la quota dei costi generali imputabili a ciascuna tipologia delle attivià espletate o dei servizi prestati; c) la differenza, per i servizi prestati dietro corrispettivo, tra il prezzo di mercato e le tariffe agevolate in concreto applicate. 7. Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell'Istituto è esclusivamente esercitato, anche per la gestione dei fondi di cui ai commi 2 e 3, ai sensi della legge 21 marzo 1958, n. 259, e con le modalità di cui all'art. 12 della legge stessa. Note all'art. 5: - Il testo dell'art. 3, comma 2, della legge n. 106/1989 (Riordinamento dell'Istituto nazionale per il commercio estero) è il seguente: "2. A fronte delle spese generali non coperte dalle entrate di cui al comma 1, è attribuito all'Istituto un contributo alle spese di funzionamento in Italia e all'estero, in conformità a quanto previsto dalla tabella D della legge finanziaria per il 1989 alla voce Ministero del commercio con l'estero - legge 31 maggio 1975, n. 185, pari a lire 190 miliardi per il 1989, 195 miliardi per il 1990 e 200 miliardi per il 1991. Alla determinazione del contributo negli anni successivi si provvede a norma dell'art. 11-quater della legge 5 agosto 1978, n. 468, adeguandolo con riferimento al tasso di inflazione ovvero riducendolo in relazione ai risultati delle analisi di cui al successivo comma 3. All'erogazione del contributo si provvede in unica soluzione, all'inizio di ciascun anno finanziario, a carico dello stato di previsione della spesa del Ministero del commercio con l'estero". Il comma surriportato richiama: la tabella D allegata alla legge n. 451/1988 (Legge finanziaria 1989) concernente: "Stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione annua è demandata alla legge finanziaria"; la legge n. 185/1975 che concerne il potenziamento e la razionalizzazione dell'attività di promozione delle esportazioni italiane; l'art. 11-quater della legge n. 468/1978 (Riforma di alcune norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio), aggiunto dall'art. 8 della legge n. 362/1988, il cui testo è il seguente: "Art. 11-quater (Leggi di spesa pluriennale e a carattere permanente). - 1. Le leggi pluriennali di spesa in conto capitale quantificano la spesa complessiva, l'onere per competenza relativo al primo anno di applicazione, nonché le quote di competenza attribuite a ciascuno degli anni considerati nel bilancio pluriennale; la legge finanziaria può annualmente rimodulare le quote previste per ciascuno degli anni considerati nel bilancio pruriennale, nei limiti dell'autorizzazione complessiva a norma dell'art. 11, comma 3, lettera c). 2. Le amministrazioni e gli enti pubblici possono stipulare contratti o comunque assumere impegni nei limiti dell'intera somma indicata dalle leggi di cui al comma 1 ovvero nei limiti indicati nella legge finanziaria. I relativi pagamenti devono, comunque, essere contenuti nei limiti delle autorizzazioni annuali di bilancio. 3. Le leggi di spesa a carattere permanente quantificano l'onere annuale previsto per ciascuno degli esercizi compresi nel bilancio pluriennale. Esse indicano inoltre l'onere a regime ovvero, nel caso in cui non si tratti di spese obbligatorie possono rinviare le quantificazioni dell'onere annuo alla legge finanziaria a norma dell'art. 11, comma 3, lettera d). 4. Il disegno di legge finanziaria indica, in apposito allegato, per ciascuna legge di spesa pluriennale di cui all'art. 11, comma 3, lettera c), i residui di stanziamento in essere al 30 giugno dell'anno in corso e, ove siano previsti versamenti in conti correnti o contabilità speciali di tesoreria, le giacenze in essere alla medesima data". L'art. 11, comma 3, lettere c) e d), della legge stessa, soprarichiamata, così recita: "3. La legge finanziaria non può introdurre nuove imposte, tasse e contributi, né può disporre nuove o maggiori spese, oltre a quanto previsto dal presente articolo. Essa contiene: (Omissis);