[ddlpres]

5 Con il decreto di scioglimento è nominata una commissione composta da tre cittadini, eleggibili al consiglio regionale, che provvede all'ordinaria amministrazione di competenza della giunta regionale e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo consiglio regionale. Con lo stesso decreto è fissata la data delle elezioni da effettuare entro sei mesi dallo scioglimento. V ORGANI DI RAPPRESENTANZA E GARANZIA 40 (Istituzione del collegio di garanzia statutaria) 1 È istituito il collegio di garanzia statutaria, con il compito di verificare la rispondenza delle fonti normative regionali al presente Statuto. 2 Il collegio di garanzia statutaria è composto da nove membri nominati, per due terzi, dal consiglio regionale e, per un terzo, dal consiglio delle autonomie locali a maggioranza assoluta dei componenti. 3 I membri indicati dal consiglio regionale sono eletti a scrutinio segreto, con modalità che assicurano la presenza della minoranza. 4 I membri del collegio di garanzia statutaria sono nominati per cinque anni e non possono essere nuovamente nominati. La legge regionale statutaria determina i casi di incompatibilità e i requisiti di professionalità e di esperienza indispensabili per fare parte del collegio. 5 Il presidente del collegio di garanzia statutaria è eletto all'interno del collegio stesso. 41 (Funzioni del collegio di garanzia statutaria) 1 Il collegio di garanzia statutaria fornisce, su richiesta o di propria iniziativa, pareri non vincolanti agli organi della regione e del sistema delle autonomie locali riguardo a: a la conformità dei provvedimenti legislativi regionali al presente Statuto, all'ordinamento costituzionale e all'ordinamento dell'Unione europea; b eventuali violazioni delle competenze legislative e amministrative della regione da parte dello Stato; c eventuali conflitti di competenza determinati da provvedimenti amministrativi emanati dalla regione a danno degli enti locali o da questi ultimi a danno della regione. 2 Il collegio di garanzia statutaria pubblica una relazione annuale sulla qualità della legislazione regionale, con particolare riguardo ai principi di semplificazione e di certezza del diritto. 42 (Istituzione del consiglio regionale dell'economia e del lavoro) 1 È istituito il consiglio regionale dell'economia e del lavoro quale organo rappresentativo delle categorie produttive, delle organizzazioni dei lavoratori, delle organizzazioni professionali, delle associazioni dei consumatori, del terzo settore, delle autonomie funzionali e della cooperazione. 2 Il consiglio regionale dell'economia e del lavoro esprime parere obbligatorio sui progetti di legge di bilancio e di programma regionale di sviluppo nonché sulle proposte di piani e di programmi regionali di carattere economico-sociale. 3 Il consiglio regionale dell'economia e del lavoro può formulare, su richiesta, proposte od osservazioni sulle leggi, sui regolamenti e sugli altri provvedimenti di competenza della giunta e del consiglio regionali. 4 La legge regionale disciplina i criteri di composizione e le modalità di funzionamento del consiglio regionale dell'economia e del lavoro. Il regolamento interno del consiglio regionale disciplina i rapporti tra quest'ultimo e il consiglio regionale dell'economia e del lavoro. 5 Il consiglio regionale dell'economia e del lavoro esercita l'iniziativa legislativa regionale, secondo le modalità e con gli effetti previsti dalla legge istitutiva. V SISTEMA DELLE AUTONOMIE 43 (Autonomia degli enti locali) 1 I comuni, le province e la provincia metropolitana di Trieste sono enti autonomi dotati di propri statuti che ne disciplinano le attribuzioni, il funzionamento e le forme di garanzia dei cittadini, nel rispetto della Costituzione, del presente Statuto e delle leggi regionali sugli enti locali approvate con il parere obbligatorio del consiglio delle autonomie locali. 2 Gli enti locali di cui al comma 1 hanno autonomia organizzativa, impositiva e finanziaria secondo le forme definite dal presente Statuto. 3 I comuni, le province e la provincia metropolitana di Trieste sono titolari di funzioni proprie e di quelle conferite dallo Stato e dalla regione secondo il principio di sussidiari età. 4 I comuni, le province e la provincia metropolitana di Trieste hanno potestà di emanare regolamenti per la disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. 44 (Sistema di finanziamento degli enti locali) 1 I comuni, le province e la provincia metropolitana di Trieste hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. 2 L'autonomia finanziaria di entrata è garantita da una quota fissa di partecipazione ai decimi di compartecipazione regionale, ripartita tra gli enti locali in misura proporzionale al gettito dei tributi erariali riferibile ai rispettivi territori. La quota di partecipazione è stabilita con la legge regionale statutaria. 3 L'autonomia finanziaria di entrata è altresi garantita dalla possibilità di differenziare autonomamente le aliquote delle addizionali e di applicare tributi propri in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento del sistema tributario e della finanza pubblica statale e regionale. 4 La regione istituisce un fondo di perequazione da distribuire ai comuni e alle province al fine di garantire i servizi e gli investimenti essenziali per i territori con minore capacità fiscale e la transizione al nuovo sistema di finanziamento. 5 L'autonomia finanziaria di spesa è garantita dall'eliminazione di ogni vincolo di destinazione nei trasferimenti regionali. La regione può assegnare finanziamenti vincolati esclusivamente per la realizzazione di accordi di programma di interesse regionale. 45 (Organizzazione amministrativa del territorio) 1 Il territorio di ciascuna provincia, compresa la provincia metropolitana di Trieste, è suddiviso in ambiti territoriali ottimali che costituiscono i livelli ottimali di esercizio delle funzioni associate degli enti locali e la sede istituzionale per il coordinamento e la programmazione comune. 2 La regione, previo parere del consiglio delle autonomie locali, individua con legge gli ambiti territoriali ottimali adeguandoli alla distribuzione territoriale dei distretti sanitari. 3 I comuni riuniti in ambiti territoriali ottimali esercitano le funzioni in forma associata, individuando autonomamente, entro il termine previsto dalla legge regionale, i soggetti, le forme e le metodologie del coordinamento. Decorso inutilmente tale termine, la regione esercita il potere sostitutivo nelle forme stabilite dalla legge regionale. 4 Al fine di favorire un processo sovracomunale di organizzazione dei servizi e delle strutture, la regione individua con legge forme di incentivazione dell'esercizio associato delle funzioni da parte dei comuni, istituendo un apposito fondo in bilancio e graduando la corresponsione dei benefìci in relazione al livello di unificazione. 46 (Consiglio delle autonomie locali) 1 Il consiglio delle autonomie locali è l'organo di rappresentanza del sistema delle autonomie locali della regione. 2 Il consiglio delle autonomie locali è composto da un membro per ogni ambito territoriale ottimale, designato dai sindaci dei comuni che ne fanno parte tra i componenti dei rispettivi consigli. Partecipano di diritto i presidenti delle province e i sindaci dei comuni capoluogo di provincia. 3 La legge statutaria regionale stabilisce il sistema di elezione del consiglio delle autonomie locali, sulla base di criteri che garantiscono anche la rappresentanza dei comuni di dimensione minore. 4 Non possono fare parte del consiglio delle autonomie locali i componenti del consiglio regionale e dei consigli provinciali.