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In attesa che decorra il termine di venti minuti dal preavviso di cui all'articolo 119 del Regolamento, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 9,48, è ripresa alle ore 10,03) . Prego i colleghi di raggiungere i loro posti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.500 (testo corretto)/1, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.500 (testo corretto)/2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. VERDUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo sui subemendamenti 1.0.500 (testo corretto)/2 e 1.0.500 (testo corretto)/3, che si riferiscono all'emendamento 1.0.500 (testo corretto), presentato ieri sera dal relatore. Il tema in essi trattato è stato da noi molto sollecitato e concerne una problematica di cui ci si è accorti in maniera massiccia in corso d'opera e recentemente, nelle ultime settimane. Mi riferisco alle piccole difformità di tipo edilizio e urbanistico che sono molto diffuse, spesso non eliminate per la mancanza di piani urbanistici comunali, e che niente hanno a che vedere, per lo meno per quanto riguarda la tipologia a cui noi del Partito Democratico ci riferiamo, con intenti speculativi o ipotesi ancora peggiori. Si tratta, quindi, di piccole difformità su cui tutti quanti abbiamo detto che è necessario intervenire. Voglio anche dire che c'è stato un lavoro preparatorio che la commissaria straordinaria alla ricostruzione De Micheli ha fatto con tutti i Gruppi parlamentari, in vista del provvedimento. Questo tema non è entrato nel decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, perché il Governo, che era dimissionario, non aveva la necessaria autorevolezza politica per farlo. Si tratta, tuttavia, di un tema che dobbiamo assolutamente affrontare. Signor Presidente, colleghi, noi voteremo l'emendamento presentato dal relatore, anche se riteniamo che sia una risposta assolutamente parziale e troppo limitata. Per questo motivo sono stati presentati i due subemendamenti. Noi auspichiamo, tuttavia, che durante l'esame alla Camera dei deputati tutti i Gruppi parlamentari possano giungere a un risultato più forte e ampio, ma condiviso da tutti, su questo tema, che è decisivo, altrimenti l' iter della ricostruzione non si completerà e si perderà altro tempo. Ribadisco, quindi, che noi voteremo l'emendamento del relatore, che è comunque un passo in avanti, pur ritenendolo ancora insufficiente. Ritiriamo altresì le nostre proposte emendative per arrivare a una soluzione che sia condivisa da tutti, perché il tema in esame appartiene a tutti. PRESIDENTE. La presidenza ne prende atto. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLI , sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, prendiamo atto del ritiro delle proposte emendative. Vorrei ringraziare le parti politiche che hanno permesso di arrivare a questo emendamento del relatore, perché i lavori svolti dalla Commissione hanno avuto proprio questo obiettivo. Ripeto che prendiamo atto del ritiro e ringrazio. Se il Presidente me lo consente, colgo l'occasione per aggiungere un commento su quanto si voterà subito dopo l'emendamento del relatore, riguardante il famoso tema del de minimis . Su questo il Governo si è fermato (motivo per cui le proposte emendative erano state accantonate), cosciente di una volontà molto forte da parte di questo ramo del Parlamento. Il motivo per cui il Governo ha invitato a ritirare gli emendamenti riguardanti il tema del de minimis risiede nel fatto che il commissario agli aiuti di Stato ha chiesto alle aziende di dare informazioni sulla certificazione degli aiuti (ossia se questi erano legittimi oppure no). La certificazione dovrà arrivare al commissario nel periodo compreso dal 21 al 27 luglio. In quei giorni si prenderà atto di quelli legittimi e, quindi, non ci sarà alcun problema per le aziende coinvolte dal sisma. Il Governo intende informare questo ramo del Parlamento che si impegna a compiere tutti i passi necessari a rimettere in piedi le aziende che, invece, dall'analisi che sta sul tavolo del commissario per gli aiuti di Stato, risulterà che hanno ricevuto aiuti di Stato non leciti. Pertanto, l'impegno del Governo è quello di arrivare il prima possibile, dopo questa certificazione, a poter rifocillare la parte di aziende che hanno avuto oggettivamente un danno. Tale è l'impegno che oggi voglio comunicare a questo ramo del Parlamento. Ringrazio ancora i colleghi che hanno ritirato le proposte emendative. Ricordo che l'emendamento approvato dalla Commissione sulla proroga dei termini delle osservazioni è frutto di una scelta politica importante. Dall'altra parte, l'ordine del giorno che probabilmente verrà posto all'attenzione di quest'Assemblea riguarderà l'impegno sull'interlocuzione con Bruxelles su questo tema molto importante, su cui - ripeto - deve essere ripreso un dialogo con l'istituzione europea. *QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sulle dichiarazioni del Governo. PRESIDENTE. Senatore, il Governo ha fatto un commento rispetto al ritiro. Lei ha titolo per parlare e dire quello che vuole. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, lei mi insegna che le dichiarazioni del Governo riaprono il dibattito. PRESIDENTE. Non le considero dichiarazioni, ma solo una presa d'atto del ritiro degli emendamenti del senatore Verducci. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . La prima parte dell'intervento sì, signor Presidente; la seconda, no: nella seconda parte si è entrati nel merito del de minimis e sono state fatte delle comunicazioni. PRESIDENTE. Senatore Quagliariello, Forza Italia è già "sotto" di tre minuti, quindi non dovrei neanche farla parlare. La faccio parlare comunque. Non stiamo a discutere sulle minutaglie. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . La ringrazio, signor Presidente; lei mi consentirà di non essere d'accordo con la sua interpretazione, ma la ringrazio comunque, perché è lei che decide in questo caso. A me pare francamente che le dichiarazioni rese dovrebbero essere precisate da parte del Governo. Ritengo - e credo che tutti quanti qui ne siamo consapevoli - che in un mondo globalizzato ciò che conta siano le condizioni di contesto. Detto in altri termini, i soldi arrivano dove ci sono condizioni perché questi possano fruttare. Il Governo si dovrebbe rendere conto che quelle agevolazioni sono state riconosciute perché a L'Aquila c'erano macerie, innanzitutto morali e poi economiche. Non c'erano strade, c'erano condizioni di lavoro terribili. Come si fa a considerare quelli come aiuti di Stato non leciti? Il Governo dovrebbe dire con chiarezza che quegli sgravi non sono aiuti di Stato.