[pronunce]

Le domande così sottoposte alla Corte non danno luogo a specifiche questioni sulla conformità delle disposizioni del decreto alla legge di delega: come tali, esse non sono ammissibili. 8. - Le questioni sollevate con il secondo motivo del secondo ricorso investono gli articoli 1, 8 e 11 del d.lgs. n. 443 del 1999, che avrebbero trattenuto in capo allo Stato funzioni e compiti - rispettivamente in tema di metrologia legale e strumenti di misura, di consorzi tra piccole e medie imprese, e di esami per conducenti di unità di diporto nautico e di patenti nautiche - che invece, secondo la legge di delega, avrebbero dovuto essere conferiti alle regioni, con ciò violando gli articoli 76, 117 e 118 della Costituzione. 9. - Le questioni non sono fondate. L'art. 1 del decreto impugnato modifica l'art. 18 del d.lgs. n. 112, aggiungendo ai compiti conservati allo Stato dal comma 1, lettera c), del decreto base (determinazione dei campioni nazionali di unità di misura e conservazione dei prototipi nazionali del chilogrammo e del metro) gli ulteriori compiti di "definizione di norme in materia di metrologia legale" e di "omologazione di modelli di strumenti di misura". Si tratta di compiti del tutto omogenei a quelli già individuati dal decreto base, ed evidentemente estranei, da un lato, "alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo" delle comunità territoriali, nonché alle funzioni e compiti amministrativi "localizzabili nei rispettivi territori", cioè a quelle funzioni e compiti che, in base all'art. 1, comma 2, della legge di delega, erano destinati ad essere conferiti alle regioni e agli enti locali, "nell'osservanza del principio di sussidiarietà"; dall'altro lato, riconducibili ai compiti "preordinati ad assicurare l'esecuzione a livello nazionale degli obblighi derivanti dal Trattato sull'Unione europea e dagli accordi internazionali" in materia di strumenti di misura e controllo metrologico (cfr. , ad esempio, il d.P.R. n. 798 del 1982, di attuazione della direttiva CEE n. 71/316, e il d.lgs. n. 517 del 1992, di attuazione della direttiva CEE n. 90/384), a loro volta esclusi dal conferimento ai sensi dell'art. 1, comma 4, lettera e), della legge di delega. L'art. 8 del d.lgs. n. 443 del 1999 esclude dalle funzioni conferite alle regioni dall'art. 48, comma 1, lettera b), del decreto base, relative alla "promozione e al sostegno alla costituzione di consorzi tra piccole e medie imprese industriali, commerciali e artigiane", quelle relative ai consorzi "a carattere multiregionale". Le funzioni di promozione e di sostegno dei consorzi in questione sono riconducibili ai compiti comuni in tema di "promozione dello sviluppo economico" e di "valorizzazione dei sistemi produttivi", che l'art. 1, comma 6, della legge di delega individua come "interessi pubblici primari che lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali assicurano nell'ambito delle rispettive competenze": il carattere multiregionale dei consorzi può giustificare, in base all'apprezzamento del legislatore delegato, la loro esclusione dall'area dei compiti rimessi in esclusiva agli enti territoriali in funzione della loro riconducibilità agli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità e alla loro localizzabilità nei rispettivi territori (art. 1, comma 2, della legge di delega). L'art. 11, comma 1, lettere a) e b), del d.lgs. n. 443 modifica l'art. 104, comma 1, del decreto base, che elenca le funzioni mantenute in capo allo Stato in materia di trasporti, estendendo i compiti statali in tema di esami per conducenti di veicoli a motore e loro rimorchi a quelli "per unità di diporto nautico"; e parimenti aggiungendo, ai compiti statali in tema di rilascio di patenti e di certificati di abilitazione professionale e loro duplicati e aggiornamenti, i compiti concernenti il rilascio di patenti nautiche e relativi duplicati e aggiornamenti. La conservazione in capo allo Stato dei compiti predetti, evidentemente omogenei a quelli già riservati allo Stato dal testo originario dell'art. 104 del decreto base, si giustifica in quanto essi incidono sulla materia della "sicurezza pubblica", esclusa, a norma dell'art. 1, comma 3, lettera l), della legge di delega, dal conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti locali. 10. - Con il quarto motivo del primo ricorso e con il terzo motivo del secondo ricorso la ricorrente censura le disposizioni dei decreti impugnati che stabiliscono i compiti "di rilievo nazionale" riservati allo Stato ai sensi dell'art. 1, comma 4, lettera c), della legge n. 59 del 1997, in quanto non sarebbe stata seguita la procedura prevista da tale norma: sarebbe cioè mancata la previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, che avrebbe dovuto precedere la predisposizione del decreto legislativo; e anche dopo tale predisposizione non sarebbe stata raggiunta l'intesa sui compiti di rilievo nazionale, né il Governo avrebbe motivatamente deliberato in mancanza dell'intesa, come previsto dalla norma predetta della legge di delega. Sarebbero perciò violati gli articoli 76, 117 e 118 della Costituzione. Nel ricorso contro il decreto n. 443 del 1999 si specifica la censura rilevando che alle sedute della Conferenza Stato-regioni nelle quali si è sancita l'intesa (25 giugno e 1° luglio 1999) non erano presenti tutti i presidenti delle regioni e delle province autonome, il cui assenso unanime sarebbe invece necessario a tale fine, e, nella seduta del 25 giugno, non era presente neanche la maggioranza dei presidenti, onde l'intesa non avrebbe potuto essere sancita nemmeno a maggioranza dei componenti. Si rileva infine, in relazione all'art. 3 del decreto legislativo n. 443, modificativo dell'art. 29, comma 2, lettera b), del d.lgs. n. 112, che il testo del decreto impugnato è diverso da quello sancito nell'intesa. Il profilo di censura relativo al mancato assenso all'intesa di tutti i presidenti delle regioni, e comunque all'assenza, nella seduta della Conferenza in cui l'intesa venne sancita, della maggioranza dei presidenti, è avanzato dalla ricorrente anche riguardo al d.lgs. n. 112 del 1998, ma solo nella memoria depositata in vista dell'udienza del 16 gennaio 2001, quindi tardivamente. Tale profilo è stato invece tempestivamente prospettato, nel secondo ricorso, a proposito del d.lgs. n. 443 del 1999. 11. - Le questioni, nei loro termini generali, e salvo quanto si dirà a proposito dell'art. 3 del d.lgs. n. 443 del 1999, non sono fondate.