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A questo proposito, voglio citarne uno solo, riprendendo una frase, o poco più, estrapolata da un'intervista molto più ampia, che mi ha convinto e commosso allo stesso tempo. La frase è del senatore Faraone, che, intervistato sul disegno di legge Zan, dice: «Proprio perché deve colpire gli abusi, i crimini, le prevaricazioni, deve essere scritta bene e non dare adito a dubbi interpretativi. Questo il compito che dobbiamo affidare alla legge. Punto. (...) Vogliamo allargare i diritti o accontentarci della bandierina? Io non ho dubbi su cosa fare». Invito tutti a leggere la sua intervista, rilasciata come senatore, ma come padre innanzitutto. Anche per le ragioni molto ben esposte dal collega abbiamo più volte ripetuto al Partito Democratico che servirebbe un confronto serio sul tema, togliendo i temi divisivi e lasciando l'impianto di una legge che tutti siamo pronti a votare. Purtroppo ogni singola apertura e ogni singola proposta fatta da noi, ma anche da molti altri, affinché si approvi la legge con il voto di tutti, si sono inesorabilmente scontrate con il muro eretto dal segretario Letta, che ci fa pensare ci sia una scelta più strategica che di buon senso. Il suo posizionamento mi induce a fare un paio di riflessioni. La prima è che, alla fine di questi mesi di scontri sul testo, forse sia arrivato a metabolizzare, a comprendere e a realizzare che, così com'è, esso non sia il migliore possibile, per cui il suo arrocco consapevole determinerà la morte del disegno di legge in oggetto, ma nel contempo darà soddisfazione a quell'area di sinistra del suo partito e della sua alleanza, evitando una guerra interna e spostandola al di fuori del perimetro del centrosinistra. Contento lui, buona fortuna. La seconda: nessun accordo per compiacere Conte, l'uomo dei mille carpiati, che, secondo l'Enrico da Parigi, è l'alleato giusto per sconfiggere questo centrodestra a trazione leghista, tralasciando, a mio avviso, due piccolissimi particolari. Il primo è che la fascia di mercato a cui si rivolgono è esattamente la stessa (quindi, buona fortuna) e il secondo è l'errore di sottovalutare l'ambizione dell'ex avvocato del popolo. Ma si sa: ai posteri l'ardua sentenza. Ho però molta fiducia nel Partito Democratico e nel suo popolo, credetemi. Sono certo che, appena ne avrà la possibilità, come ha fatto per Zingaretti, lo scaricherà, al grido di "Letta ciao, ciao, ciao!", magari proprio dopo la sconfitta sul disegno di legge Zan. "Papà sei un X", mi hanno detto i miei figli. Noi senatori siamo definiti dalle nuove generazioni e dagli influencer di turno come boomer o generazione X, perché boomer sono le persone nate dalla Seconda guerra mondiale fino alla metà degli anni Sessanta, quindi coloro che hanno vissuto l'età del boom economico, seguiti a ruota dalla generazione X, della quale faccio parte, perché comprende i nati dal 1965 al 1980, per poi arrivare agli ultimi, che si chiamano generazione Z, che sono i veri nativi digitali, quelli che si confrontano sul web . Noi boomer o generazione X, secondo i giovani, siamo coloro che etichettano, che definiscono le persone in categorie; loro invece le identificano come persone, non più tra maschi e femmine perché una persona può sentirsi anche un'altra cosa. Poi, magari, i nuovi giovani possono arrivare a pensare che la nostra posizione sul disegno di legge Zan sia giustificata da poter essere liberi di insultare le minoranze, senza essere puniti per questo e chissà quale altra nefandezza. Guardate, giovani e rivoluzionari - lo dico ai ragazzi, e lo dico anche ai miei figli, in realtà - lo siamo stati tutti, chi più chi meno. Ma sono certo che la vera stella polare che dovrebbe guidare le persona di tutte le età sia quella del rispetto per ogni differenza, sia essa di genere, di razza, eccetera eccetera. Definire un maschio o una femmina, un omosessuale, una lesbica, un cattolico, un ebreo, un musulmano non è una discriminazione per nessuno, ma solamente una banale definizione, utile a sottolineare quelle differenze che ci sono e che tanto si vogliono difendere; ma con questa legge, così com'è, ciò non potrà mai accadere. Alla generazione Z dico che sono cresciuto rispettoso degli altri, con le mie idee consolidate nel tempo: come tutti, da ragazzo pensavo di avere ogni verità in tasca, mi sentivo forte e spavaldo, ma mai e poi mai ho sentito la necessità di insultare, di ghettizzare le persone per i loro orientamenti sessuali, religiosi o altro. La vera differenza tra i boomer e la generazione Z sta nell'esposizione diversa delle informazioni. Durante la nostra gioventù erano poche le informazioni alle quali potevamo accedere; per voi, ragazzi, al contrario, sono infinite, ne siete bombardati ogni santo giorno. Su temi come questo - proprio perché di sicuro siete meno ignoranti di noi o lo siete meno di quanto lo eravamo noi - usate questa mole di informazioni per confrontarle tra loro, matchatele; ascoltate tutte le tesi in campo e non lasciatevi intimidire dall'opinione di coloro seguiti sui social . Anzi, mettetele in discussione perché spesso - non sempre evidentemente - dietro si celano meno nobili intenzioni. Ricordatevi che è solo una questione di tempo e prima o poi boomer lo diventerete anche voi. Mi piace citare una frase di chiusura di un noto programma radiofonico in onda nel pomeriggio: tutti hanno il diritto di avere un'opinione, ma tutti hanno il dovere di averla informata. Per questo dico che poco mi importa di quale sarà l'opinione, purché sia figlia di questa premessa. Concludo con un auspicio, signora Presidente, del tutto personale, credetemi. Come è accaduto per questa legge, il confronto con i miei figli è stato acceso - devo ammetterlo, molto acceso - ma possa esserci sempre e a prescindere dall'argomento e dalle rispettive posizioni, a volte importanti e complicate come in questo caso, ma sempre con un unico obiettivo: offrire loro la possibilità di avere la possibilità di avere la propria opinione senza imporla né come genitore né tanto meno come legislatore. (Applausi) . PRESIDENTE. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, viviamo un momento storico in cui i sacrifici fatti dai giovani sono completamente differenti da quelli della nostra epoca o dell'epoca dei nostri genitori. Si combatte meno e si ottiene tutto con troppa facilità. Questa mancanza di dedizione porta le nuove generazioni ad abbandonare tutto alle prime difficoltà. In Italia la quota di popolazione con titolo di studio terziario continua a essere molto bassa rispetto all'Unione europea, ma per fortuna non sempre è così. In concomitanza con la vittoria dei calciatori azzurri ai campionati europei è emersa una giovane atleta. È di lei che voglio parlare: