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Il recovery plan deve fare anche questo e io lavorerò e mi batterò affinché tutto ciò non resti un sogno, ma diventi realtà. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, desidero intervenire perché, tra le richieste che erano state rivolte al Governo e che vorrei ribadire in questa sede, pur di fronte a una situazione e a un quadro completamente mutati, c'è quella relativa allo stato di attuazione dei decreti attuativi (perdonate il gioco di parole). Come ha ricordato anche oggi in Aula il collega Ferro, sappiamo che il Governo - anzi, il presidente Conte - lascia in eredità numeri importanti, ovvero 547 decreti attuativi. Ciò significa che solo il 40 per cento delle norme di legge ha avuto le gambe necessarie per produrre effetti. In particolare, aspettiamo ancora l'emanazione dei decreti attuativi relativi al decreto-legge liquidità e al decreto-legge rilancio. In molti casi si è andati anche oltre i termini e restano in sospeso anche provvedimenti importanti, come ad esempio quello per la prosecuzione delle opere pubbliche, oppure il decreto per il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali, oppure ancora quelli riguardanti il ristoro degli enti locali per i mancati introiti legati alla tassa di soggiorno e di occupazione degli spazi pubblici. È dunque necessario, a nostro avviso, che si riferisca in Parlamento sullo stato di attuazione di tali decreti, sui motivi dei ritardi e sulle misure che si intendono adottare, in quanto la metà di essi riguarda, tra l'altro, l'emergenza da Covid-19. Ritenendo che questa emergenza richieda una gestione efficiente, pensiamo quindi sia necessario comprendere effettivamente quanto ci sia di parlato e quanto invece è stato fatto, con riferimento alle varie norme approvate dall'inizio della pandemia ad oggi. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 2 febbraio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 2 febbraio, alle ore 16, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 14,03) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2070 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. In merito agli emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1- bis .1, 1- bis .2, 1- quater .l, 1- quater. 2, 1- quater .3, 1- quater .4, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10, 2.11, 2.12, 2.13, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.9, 2.0.10, 2- bis .0.1, 2-bis.0.2, 2- bis .0.3, 2- bis .0.4, 2- bis .0.5, 2- bis .0.6, 2- bis .0.7, 2- bis .0.8, 2- bis .09, 2- bis .0.10 e 2- bis .0.11. Sulla proposta 1- quater .5 il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Integrazione all'intervento della senatrice Rojc sul 100° anniversario della fondazione del Partito Comunista Italiano Signor Presidente. Onorevoli colleghi, scrive Antonio Gramsci nel 1917: "Odio gli indifferenti. /.../ L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera./.../ Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare... ". Parole, queste, che dopo oltre un secolo potrebbero essere considerate come parte delle fondamenta del PCI. Non ho mai condiviso la storia del Partito Comunista. Quella comunista non è la mia storia, e sono consapevole delle contraddizioni che ne segnano il percorso. Ma ne ho sempre profondamente rispettato la matrice: nel 1921 l'Italia si stava preparando all'ascesa al potere di Mussolini, ma nella Venezia Giulia, come altrove in Italia, il fascismo stava già mostrando la sua vera natura attraverso azioni squadriste. I comunisti ne compresero, forse prima di altri, la pericolosità. Chi prende in mano le "Lezioni sul fascismo" di Palmiro Togliatti, può comprenderne l'idea di fondo: da esule a Mosca e dirigente dell'Internazionale comunista propose una acuta analisi del fascismo come fenomeno storico che i liberali, i socialisti e anche i comunisti avevano alle origini sottovalutato. Togliatti è stato un personaggio anche controverso, ma è stato definito "rivoluzionario costituente" in quanto da queste "Lezioni" emergono le basi teoriche e pratiche del Partito Comunista nella guerra di liberazione e nell'impianto della Costituzione di una Repubblica fondata sul lavoro e sui valori dell'antifascismo. Dichiarato contraltare delle forze del cristianesimo democratico, del liberalismo e della socialdemocrazia, il Partito Comunista è stato un soggetto fondamentale del pluralismo italiano. Chi, raccoglie l'eredità delle forze popolari, condivide i valori che determinano la nostra Costituzione e rappresentano le basi della nostra Repubblica, non potrà non rispettare quelle donne e quegli uomini che hanno fatto propri gli ideali che sin dalla Rivoluzione francese sono alla base della concezione dell'Europa moderna: libertà, fraternità, uguaglianza. E, aggiungeremo noi, figli di coloro che ne hanno combattuto l'orrore e praticato la fede, l'anti-fascismo. I comunisti non rinunciarono mai alla lotta per la giustizia sociale. E in questa lotta si riconoscevano le donne e gli uomini che vi hanno aderito in massa. Vi hanno aderito con l'animo puro, da idealisti. E permettetemi una nota che riguarda la minoranza nazionale slovena: fu il PCI per primo a offrire agli sloveni la possibilità di vedere eletto sulle proprie liste un proprio rappresentante parlamentare, a cui hanno poi aderito i suoi eredi, nel centro- sinistra fino a oggi.