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Lui, tra i più capaci, non è riuscito a presentare il disegno di legge di bilancio nemmeno nei tempi: è arrivato con un mese di ritardo. Poi vi ha lasciato qui in una sorta di limbo, perché non diciamo che il disegno di legge di bilancio è stato discusso. Non si è discusso assolutamente nulla: le sedute della 5 a Commissione sono state convocate e sconvocate di continuo e qualche capo bastione di partito è andato in processione al MEF giusto per qualche mancetta, perché di questo si parla. Tutto il resto è stato tristemente deciso dal MEF. Vorrei spendere ancora qualche parola sul lavoro, su quanto poco si stia facendo per il lavoro e quanto sia stato anche mortificato il reddito di cittadinanza. Voi avete previsto una commissione e poi non l'avete ascoltata; una commissione che aveva messo l'accento sui navigator , i quali avevano trovato un deserto, dovuto sicuramente alla gestione trentennale dei centri per l'impiego, utilizzati come serbatoi di manovalanza, buoni per la politica, ma sostanzialmente incapaci di funzionare. Ebbene, voi li state mandando a casa, con quattro mesi di proroga e, per inciso, nel frattempo avete allargato le maglie dei Ministeri, dove state assumendo e nominando di tutto e di più: da esperti esterni a funzionari. Avete allargato le maglie di tutto. Brunetta assume chi vuole, con il suo albo, mentre i navigator avevano fatto anche una prova selettiva, neanche molto semplice. Questi li state mandando via, così Brunetta fa le sue assunzioni. State abbandonando a loro stessi quella parte fragile di percettori del reddito di cittadinanza, che avrebbe bisogno del pubblico, l'unico in grado di accompagnare costoro verso un vero inserimento nel mondo del lavoro, perché era più conveniente dare il compito alle agenzie interinali, che sicuramente non potranno, giustamente e legittimamente, occuparsi di quella fascia, pari a un terzo dei percettori, che potrebbe finalmente andare a lavorare. Non avete voluto neanche guardarli gli emendamenti, dicendo: li abbiamo prorogati per quattro mesi. Se vogliono, è così, altrimenti se ne andassero a quel Paese. Questo è il succo del discorso. Ed è veramente mortificante che un Governo di unità nazionale, un Governo che dovrebbe agire davvero per il bene del Paese non abbia preso a cuore determinate situazioni. Voglio solamente ricordare un aspetto. Tanti di voi si sono compiaciuti per questa grande legge di bilancio. Ma andatevi a guardare le altre. Cosa c'è di rivoluzionario in questa legge di bilancio? Non c'è niente che trasformerà, che rivoluzionerà la vita della povera gente. Ricordo che la Lega aveva le coperture per 40-50 miliardi. Vi sono dichiarazioni dell'attuale ministro Garavaglia, che diceva che le teneva nascoste, altrimenti gliele avrebbero copiate. Bene, è il momento di tirarle fuori, perché le bollette stanno lì sul comodino e gli italiani avranno serie difficoltà. Brunetta, anche lui, aveva 50-60 miliardi pronti nel cassetto per fare la flat tax : tiratele fuori queste coperture, perché la gente lì fuori se ne frega altamente del Presidente della Repubblica, delle vostre dinamiche di partito, delle nomine... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatrice Lezzi, la devo interrompere e richiamare. (Commenti della senatrice Lezzi). No, adesso lei ascolta me, anche perché il suo microfono è spento, senatrice Lezzi. Intanto, la Presidenza la richiama formalmente. Non credo che lei abbia capito e, quindi, necessita che io le spieghi. Io non l'ho interrotta nel corso di tutto il suo intervento, nonostante i toni accesi, che fanno parte della polemica politica. Ma lei non può riferirsi al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, nei toni che ha usato. Pertanto, questo è un richiamo formale. (Applausi) . Adesso può proseguire e concludere il suo intervento. LEZZI (Misto) . Signor Presidente, io ero rivolta ai partiti che, in questo momento, anziché pensare alle urgenze del Paese, hanno pensato a tutt'altro. Ora io vi faccio i miei migliori auguri. Quasi tutti voi potrete andare a spendervi i 100.000 euro, i 10.000 euro o i 15.000 euro sul territorio, per dire finalmente: avete visto? Sono un senatore potente! Ho portato i soldi, ho fatto il parcheggio della chiesa sotto casa. Bravi! Intanto, però, gli italiani avranno altro urgenze e voi li state di nuovo illudendo, senza risolvere assolutamente nulla, pensando sempre ed esclusivamente ai fatti vostri. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, entrerò subito in argomento. Quale Italia - è stato chiesto - pensiamo per i prossimi decenni? Si è discusso in Parlamento; ci stiamo lamentando, abbiamo delle ragioni e credo che nei prossimi mesi ci sarà un dibattito su questa evoluzione della situazione democratica e rappresentativa. I partiti e la politica devono discutere di questo. Il tema energetico e ambientale, pur vero e grave - siamo già in ritardo di anni e di decenni - che si tramuta in transizione ecologica, dovrà essere graduale e compatibile con la situazione reale e dovrà essere studiato a fondo perché non è detto, ad esempio, che l'elettrico sia la soluzione. Saremo in futuro una Nazione manifatturiera, dove il fisco e la burocrazia consentono di produrre ricchezza o saremo soltanto la Nazione - e vado per riassunto - del mandolino? Difenderemo le nostre produzioni nazionali a tutti i costi, anche rispetto all'Europa, quando ci attacca sul vino, sulle case o su altre cose? L'Istituto Bruno Leoni, illustre centro di pensiero di Torino, ha detto che siamo di fronte alla stagnazione produttiva pluridecennale dell'Italia. Siamo di fronte al problema dell'inflazione che, fino a certi limiti, è benefica, ma oltre va controllata, altrimenti è pericolosa per gli interessi e per i risparmi. Siamo di fronte alla conseguenze della pandemia che, oltre che dal punto di vista sanitario, ha causato quello che sappiamo sui prezzi e sull'energia. Il problema dell'energia deriva dal no alle centrali nucleari. Abbiamo deciso la riforma fiscale, che è un primo passo, ma che è fatta purtroppo per pochi miliardi, è stato detto, ma è fatta a debito e a debito non si risolve nulla, né per le famiglie, né per le aziende, né per lo Stato. I vincoli di bilancio sono saltati. Il rapporto tra deficit e PIL quest'anno è al 9,8, per cento, mentre è previsto per il 2022 in legge di bilancio al 5,6 per cento; il debito totale è a 2.700 miliardi (un anno fa parlavamo di 2.350-2.400 miliardi) e ci sono altri miliardi, compresi quelli del PNRR, che andranno aggiunti a questo importo mastodontico. Ci sono alcuni temi ai quali faccio solo degli accenni, signor Sottosegretario, perché lei recepisca, e so di parlare a persona che ne terrà conto.