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Il decreto- legge si propone di definire innanzitutto il sistema di governance dell'evento. Il Capo III stabilisce il divieto di pubblicizzazione parassitarla, vietando le forme di pubblicità tese a far ricavare un vantaggio economico o concorrenziale, collegando all'evento un marchio o prodotto in modo illecito, cioè senza l'autorizzazione dei soggetti organizzatori degli eventi. Il Capo IV, infine, reca le disposizioni finali. L'efficacia e l'importanza del provvedimento consistono soprattutto nel lanciare un messaggio di speranza per il futuro, dimostrando anche all'estero l'intenzione del Paese di portare avanti l'impegno a organizzare gli eventi sportivi di cui si parla e la sua capacità di farlo, in un momento di drammatica difficoltà per l'intero pianeta. Italia Viva, durante l'esame in sede referente in Commissione cultura, si è dimostrata favorevole al lavoro e ha portato avanti in Commissione e evidenziato il compito della politica in questo momento, che non è solo quello di gestire l'emergenza sanitaria ed economica, ma anche di avere una visione del futuro verso cui muoversi, posizione che condivido pienamente. Il decreto in esame rappresenta molto bene l'idea di cosa la politica deve fare, perché offrire una prospettiva presenta un'occasione di ripartenza e questa è, appunto, la visione politica. Non si possono nascondere dubbi in relazione alla possibilità di svolgere davvero le finali ATP a partire dal 2021 in considerazione del fatto che della crisi in corso non si può ancora prevedere il termine, tuttavia, credo che progettare questi eventi costituisca innanzitutto una comunicazione positiva per rilanciare l'economia, in particolare nel settore turistico che è stato duramente colpito nelle sue strutture e rischia di pagare un prezzo economico altissimo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Dichiarazioni di voto finale GABRIELE TOCCAFONDI (IV). Grazie Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, come Paese abbiamo ipotizzato la candidatura italiana alle olimpiadi e alle paralimpiadi più o meno tre anni fa: era il settembre 2017. Sempre come Paese abbiamo presentato quella candidatura di Milano- Cortina, abbiamo ottenuto le olimpiadi, le paralimpiadi e abbiamo festeggiato qualche mese fa, meno di un anno fa. Ci troviamo adesso a votare in Parlamento quello che è il primo atto - primo di una serie - di un percorso e lo facciamo in un momento in cui oggettivamente le priorità e le urgenze, e giustamente le attenzioni di tutti, comprese di questo Parlamento e del Governo, sono altre. Sembra, quindi, come dire, fuori luogo parlare in questo contesto, nell'attualità di oggi e di questo periodo di olimpiadi, di finali di tennis, di un miliardo di investimenti, di ricadute sul territorio, di visibilità del nostro Paese, di investimenti pubblici e privati, di 2 milioni di visitatori, del 2026. In questo momento, con lutti, con problemi economici oggettivi, con rischio di perdita di lavoro, con PIL in caduta, con crisi e chiusure, la nostra discussione rischia di essere se non contestualizzata percepita come fuori dalla realtà, fuori dal contesto. La politica ha l'obbligo di essere impegnata sulla realtà, sul contingente, sull'attualità, ma, nello stesso tempo, ha anche l'obbligo di avere una visione sul futuro. Per questo, la discussione che stiamo facendo non è fuori luogo, non è fuori dalla realtà. Governare non è e non significa semplicemente amministrare, non è sinonimo di amministrare e la differenza sta proprio nell'avere una visione del futuro, una prospettiva, un'idea, un progetto; un concetto che dobbiamo utilizzare anche per quella che rappresenta - e lo sappiamo tutti - un passaggio fondamentale rispetto al periodo buio che stiamo vivendo, che è quella della ripartenza, della riapertura, se vogliamo chiamarla così. Un concetto che Matteo Renzi ha ben utilizzato a fine marzo; non due anni fa, non due mesi fa, due settimane fa; una visione, una prospettiva, un'idea del dopo rispetto al contingente che va affrontato, nessuno lo nega e, in quel contesto, il tema era la riapertura economica, produttiva, in sicurezza. La risposta più gentile è stata, non due anni fa o due mesi fa ma due settimane fa: sei un irresponsabile. Sono passate due settimane e non mi pare che ci sia più nessuno in questo Paese che parli di chiusure a prescindere. Prima uno è irresponsabile, adesso tutti i responsabili: cos'è successo in due settimane? Per quello che mi riguarda ha vinto la politica, è entrata finalmente la politica, che è gestione del contingente ma è anche visione del futuro, quindi, evviva la politica. Noi siamo ben contenti se adesso tutti sono per ripensare alla riapertura, per avere una visione, una prospettiva, un progetto. Siamo talmente contenti anche perché tutti comprendono adesso che non possiamo vivere di reddito di cittadinanza, di reddito universale, di patrimoniale o di debito fine a se stesso, perché così non abbiamo un futuro, una prospettiva e un domani; abbiamo un futuro se riparte l'unica attività che può dare vera dignità, vero reddito, vera occupazione ovvero il lavoro, cioè le imprese. Ci vuole, quindi, la politica perché ci vuole una visione, una prospettiva. Se ci fosse stata una visione, una prospettiva anche negli anni passati - penso al recente e precedente Governo - adesso, in questo momento in quest'Aula avremmo magari, per esempio, potuto discutere di quanto poteva essere utile aver ottenuto - è un'ipotesi - le olimpiadi a Roma per il 2024. Immagino che questa discussione la stiano facendo poco lontano, in Francia, a Parigi, dove hanno ottenuto le prossime olimpiadi, o di quanto poteva essere utile, in questa idea di prospettiva e di progettualità, una discussione sulle olimpiadi invernali anche a Torino. Serve una visione e forse ora ce ne rendiamo conto che serve alla politica anche una visione e una prospettiva. Adesso è il momento, quindi, di comprendere che un popolo si rialza certamente con la gestione del presente - nessuno lo nega -, ma anche con una visione del futuro. Il voto di oggi su questo decreto ha questo senso, ha questo significato per quanto ci riguarda. Per tutte queste motivazioni, annuncio il voto favorevole del gruppo di Italia Viva (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 1777: sull'emendamento 3.3, il senatore Santillo avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bertacco, Castaldi, Cattaneo, Ciampolillo, Ciriani, Crimi, De Poli, Di Piazza, Giacobbe, Maffoni, Magorno, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Nugnes, Parente, Rojc, Segre, Sileri, Sudano, Turco e Unterberger. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: