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infine, rende ricattabili tutti, non solo l'uomo politico corrotto, ma anche il partito o l'istituzione da lui rappresentata. Quando le organizzazioni mafiose riescono a condizionare il consenso, la vita democratica del nostro Paese viene distorta. Si pensi al fenomeno dell'astensionismo: le massicce astensioni odierne consentono infatti il successo di talune elezioni con un numero minimo di voti o con un secondo turno stabilito dalla legge elettorale. In queste situazioni i voti mobilitati dai mafiosi possono diventare preziosissimi e determinanti per ottenere la vittoria elettorale. Ogni persona che non vota è un voto che conta doppio per corrotti e mafiosi. Le cronache continuano a riportare fenomeni di pesante inquinamento a livello locale al Sud e al Nord, dove le mafie hanno da tempo radicato gran parte dei loro affari, peraltro sempre più prosperosi. È questa l'accusa che sta facendo emergere con forza il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, secondo cui quanto emerso dall'operazione Aemilia è appena la punta dell' iceberg. Per De Raho la mafia, fattasi imprenditrice, spara di meno, ma corrompe di più e sottolinea: la nostra zavorra sono mafia e corruzione, quest'ultima dilaga, ma quando ci sono corruzione e mafia l'economia va a fondo. Questo perché con i loro capitali immensi e sanguinanti, provenienti da droga, prostituzione, tratta, traffico di esseri umani, riduzione in schiavitù, traffico di armi, azzardo azzerano l'economia legale, inquinano il mercato, distorcono il sistema dei prezzi, eludono le tasse con false fatturazioni. L'economia basata sulla legalità non riesce più a competere ed è destinata a fallire; tutta l'economia va verso una deriva illegale con l'appoggio di una politica compiacente. Per questo è necessario avere leggi penali in grado di punire chi commette questo orrendo crimine da entrambe le parti: chi offre e chi accetta lo scambio. La riforma dell'articolo 416- ter del codice penale oggi in esame è solo l'ultima delle modifiche normative fatte al codice penale con lo scopo di giungere all'obiettivo di ridurre il più possibile le interpretazioni giurisprudenziali. In particolare, con questo intervento si elimina il riferimento al metodo dell'intimidazione mafiosa. Ciò rende irrilevante il metodo attraverso il quale ci si impegna a procurare i voti oggetto dell'accordo politico-mafioso, anche sulla base dell'ovvia considerazione che la possibilità di provare l'utilizzo del metodo mafioso, a volte, è estremamente difficile. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. MANTOVANI (M5S) . Sì, Presidente. Peraltro, come detto, il metodo mafioso non è fatto soltanto di violenza o di minacce. A certi sodalizi criminali è sempre convenuto diffondere nella popolazione l'idea che, chiedendo il loro aiuto, si potevano raggiungere gli uomini di partito e gli uffici pubblici che erano nelle loro agende di contatti. Infine, come esponente di un movimento politico che ha sempre premiato l'onestà, voglio sottolineare come non sia compito solo delle norme far rispettare la legalità. PRESIDENTE. Senatrice, concluda, le do ancora quindici secondi. MANTOVANI (M5S) . La ringrazio. Non bastano le condanne o i reati commessi e giudicati come tali: ci sono i fatti, gli episodi che non costituiscono di per sé illeciti, ma che evidenziano una connessione, mentre dovrebbe esserci una rimarcata distanza. Tali fatti, tali elementi di contiguità devono essere esaminati dai partiti stessi e condannati politicamente. Diceva infatti Borsellino… (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Senatrice, deve concludere perché altrimenti poi sono costretta a dare ulteriore tempo a tutti e non è possibile. Ho già spiegato che abbiamo due ore di discussione generale, per cui devo ritenere il suo intervento concluso. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 22 novembre. La settimana corrente sarà dedicata all'esame dei disegni di legge sul voto di scambio politico-mafioso e sulla legittima difesa. Per quest'ultimo provvedimento, la Conferenza dei Capigruppo tornerà a riunirsi domani, alle ore 17, per valutare, alla luce del dibattito, l'ulteriore articolazione temporale della discussione nonché il mantenimento o meno del question time previsto per giovedì. Al momento, la seduta di domani non prevede orario di chiusura. La prossima settimana l'Assemblea non terrà seduta per consentire i lavori delle Commissioni, in particolar modo delle Commissioni affari costituzionali e bilancio sul decreto-legge in materia di sicurezza pubblica. L'esame di quest'ultimo provvedimento avrà inizio nella seduta di lunedì 5 novembre, con inizio alle 9,30, e proseguirà martedì 6 novembre fino alla sua conclusione, con sedute senza orario di chiusura. Nelle sedute di mercoledì 7 e giovedì 8 saranno discussi gli argomenti non conclusi nelle settimane precedenti: Commissione di inchiesta sul sistema bancario e rete nazionale registri tumori. Il calendario prevede inoltre la discussione dei seguenti provvedimenti: decreto-legge sulla città di Genova e altre emergenze, ove approvato dalla Camera dei deputati, nella settimana dal 13 al 15 novembre; decreto-legge fiscale, legge europea 2018 e connesse relazioni sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, nonché ratifiche di accordi internazionali, nella settimana dal 20 al 22 novembre. Restano confermati nelle predette settimane il sindacato ispettivo nonché il question time , alle ore 15 di giovedì 8, 15 e 22 novembre. Infine, il calendario sarà integrato con la discussione del rendiconto e del bilancio interno del Senato. Programma dei lavori dell'Assemblea, integrazioni PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento - la seguente integrazione al programma dei lavori del Senato per i mesi di settembre e ottobre 2018: - Disegno di legge n. 822 - Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 - Documento LXXXVI, n. 1 - Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2018 - Documento LXXXVII, n. 1 - Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 22 novembre 2018: