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Questo gioverà, sia sotto il profilo di una maggiore garanzia di accesso al mercato da parte delle piccole imprese sia sotto l'aspetto della tutela delle aziende operanti in un determinato territorio, valorizzando così quelle di prossimità. Anche per un altro emendamento c'è un successo, ossia per il vincolo obbligatorio per la revisione dei prezzi in situazioni particolari. Questo è un grande risultato per parametrare i costi al reale andamento del mercato. Questo rappresenta un sostegno importante per le imprese del territorio, che saranno così nella condizione di fronteggiare situazioni eccezionali e imprevedibili, come quelle che stiamo purtroppo vivendo da mesi. La revisione dei prezzi, infatti, durante l'esecuzione del contratto si rivela necessaria per mantenere reciproco l'equilibrio tra il contraente e l'esecutore e così dà la possibilità alle imprese di fare offerte congrue, salvaguardando il principio di sana e leale concorrenza. È passata, inoltre, nel corso dell'esame, una nuova disciplina del ricorso al sorteggio, che, grazie alla Lega, dovrà essere fortemente limitata e regolata, in quanto si tratta di un meccanismo che svilisce la qualificazione acquisita dalle imprese. Inoltre, siamo anche fieri di un emendamento approvato, che prevede siano a carico delle stazioni appaltanti le polizze assicurative per la copertura dei rischi professionali a favore del personale impiegato dalle stazioni appaltanti, cosa che non era scontata. Così, i loro costi saranno a carico delle stazioni appaltanti medesime. Sono stati infine accolti anche due ordini del giorno della Lega e altri tre importanti della Commissione che, come Gruppo Lega, abbiamo sottoscritto. Essi prevedono, da parte del Governo, l'impegno a prevedere una revisione dei tariffari delle società organismo di attestazione, le cosiddette SOA, a valorizzare l'esperienza del direttore tecnico dei lavori, a disciplinare il tema dell'equo compenso per i professionisti impegnati nell'ambito dei contratti pubblici, a realizzare tempestivamente una piattaforma digitale italiana delle costruzioni e a provvedere alla semplificazione delle verifiche antimafia. Mi unisco alle parole pronunciate dall'amico, senatore Paroli, poc'anzi, perché è chiaro che il Parlamento, nonostante il lavoro che è stato fatto in Commissione e nonostante si siano ottenuti risultati concreti, deve ritornare a essere una parte attiva della legislazione e non deve derogare ad altri organi il compito per cui siamo stati eletti. Tuttavia, posso affermare che siamo orgogliosi di aver portato a casa questi risultati, che sono concreti, frutto di trattative con la maggioranza e con il Governo. E sono risultati che la Lega non avrebbe potuto ottenere stando all'opposizione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la necessità di varare delle politiche efficaci di ripresa economica oggi ci porta a discutere di appalti pubblici, che da sempre costituiscono una leva fondamentale di politica economica e sociale. Proprio nella fase dell'emergenza Covid, il tema ha assunto una funzione essenziale e rinnovata di contrasto alla crisi, con la possibilità di immissione di liquidità immediata nel sistema produttivo. La ripresa e la resilienza quindi non possono non prendere in considerazione le problematiche mai risolte dalla normativa sugli appalti. È importante che, proprio nel contesto del PNRR, si sia deciso di intervenire per regolamentare la materia dei contratti pubblici con misure urgenti - conosciamo già i decreti approvati - e misure a regime. Proprio tra le misure a regime rientra la revisione dell'attuale disciplina del codice dei contratti pubblici, che, seppure aggiornato e integrato nel 2016, presenta notevoli difficoltà attuative. Questo per dire che il disegno di legge delega che discutiamo, approvato dal Governo nel giugno 2021, rientra proprio nelle riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e intende, al fine di evitare procedure di infrazione, certamente recepire le tre direttive UE (la n. 23, la n. 24 e la n. 25 del 2014), in merito alla riduzione e alla certezza dei tempi relativi alle procedure di gara, alla stipula dei contratti, alla realizzazione di opere pubbliche, alla digitalizzazione e informatizzazione delle procedure, alla semplificazione e all'ampliamento delle forme di partenariato pubblico-privato. Allo stesso tempo, il provvedimento in esame vuole ridurre al massimo le regole che vanno oltre quelle richieste dalla normativa europea, comparando invece la normativa italiana con quella adottata anche in altri Stati membri dell'Unione, soprattutto tenendo conto delle discipline normative dei Paesi che da tempo attuano in modo concreto la semplificazione e la velocizzazione delle procedure. In Commissione lavori pubblici e comunicazioni qui in Senato abbiamo discusso molto sul testo di questo disegno di legge e di ciò ringrazio il Governo, nelle persone del vice ministro Bellanova e del ministro D'Incà, e i relatori, senatori Pergreffi e Cioffi. Forza Italia, che ha sempre condiviso la riforma del codice, ha dato il suo contributo con la proposta di diversi emendamenti migliorativi del testo, anche sulla base dell'audizione di soggetti interessati, ossia quelle persone e quelle aziende che quotidianamente affrontano la difficoltà di applicazione nel concreto della normativa e le lungaggini burocratiche. Con i colleghi tutti, anche con quelli dell'opposizione, che ringrazio in modo particolare per il contributo che hanno dato per far andare avanti i lavori in modo più sereno, siamo riusciti a definire un testo sicuramente non perfetto, come è stato evidenziato anche dai precedenti interventi dei relatori, ma che rappresenta un punto di inizio per risolvere le criticità presenti nell'attuale codice degli appalti, il quale, prima di contenuti veri e propri, manca di chiarezza e semplicità espositiva. Successivamente all'approvazione della legge, i decreti attuativi saranno adottati entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge stessa, a cura del Consiglio di Stato. Su quanto stabilito dalla legge e voluto in questo caso fortemente dal Governo non mi soffermo, pur condividendo le perplessità evidenziate in primis dai relatori, ma anche dal collega Paroli in modo chiaro. Bisogna che questi decreti attuativi prevedano quindi una maggiore chiarezza di linguaggio e, per quanto riguarda il merito, assicurino il rispetto dei criteri espressi dal Parlamento: mi riferisco all'apertura alla concorrenza e al confronto competitivo fra gli operatori dei mercati dei lavori, dei servizi e delle forniture, con una semplificazione della disciplina applicabile a tali settori, e tenendo conto anche delle specificità. Questo è proprio frutto di un emendamento di Forza Italia, condiviso con tutte le forze di maggioranza, nel settore dei contratti nell'ambito dei beni culturali, con la previsione del divieto per le stazioni appaltanti di utilizzare, ai fini della selezione degli operatori da invitare alle procedure negoziate, il sorteggio o altro metodo di estrazione casuale dei nominativi, se non in presenza di situazione particolari e specificamente motivate.