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invito tutti coloro che sostengono il disegno di legge Zan, o comunque che si interessano di quello che succederà nel futuro, a leggerlo perché non è lunghissimo (sono una cinquantina di pagine), e dentro ci sono tantissime cose interessanti. In particolare ha attirato la mia attenzione, tra gli assi di questa strategia, quello relativo a educazione e istruzione, in cui si dicono tantissime cose e, in particolare, si dichiara che bisogna progettare percorsi innovativi di formazione in materia di educazione all'affettività che partano dai primi gradi dell'istruzione, proprio per cominciare dagli asili nido - ripeto, dagli asili nido - e dalle scuole dell'infanzia a costruire un modello educativo inclusivo fondato sul rispetto delle differenze che costituisca una risorsa non solo per chi fa parte della comunità LGBT, ma per tutti i bambini. Dunque, dagli asili nido. Sarebbe bello leggerlo tutto, ma evidentemente ho tempo solo per qualche breve accenno. Tra le varie misure, si prevede di realizzare percorsi innovativi di formazione e di aggiornamento con tanto di riconoscimento di crediti formativi per chi vi partecipa, per cui è praticamente un obbligo o comunque un forte incentivo (Applausi) , con un particolare focus sul tema LGBT: lo sviluppo dell'identità sessuale nell'adolescente, l'educazione affettivo-sessuale, la conoscenza delle nuove realtà familiari. Quali sarebbero le nuove realtà familiari? Sarebbero le famiglie omogenitoriali, cioè coppie omosessuali con figli, dunque contro la legge, ma pazienza, tanto la legge poi si cambierà, alcuni giudici già ritengono di cambiarla. Un giudice ha detto persino che ogni tanto bisogna dare una spallata alla legge. Ma vorrei vedere cosa si direbbe di un generale che ogni tanto volesse dare una spallata alle istituzioni schierando i suoi carri armati. (Applausi) . Si dice, inoltre, che la formazione dovrà essere rivolta non solo al corpo docente e agli studenti - figuriamoci - con il riconoscimento per entrambi di crediti formativi, ma anche a tutto il personale non docente e ai genitori. Si parla poi di un avvio di accordi di collaborazione con le associazioni LGBT e della valorizzazione dell' expertise - il testo è pieno di termini inglesi, perché a quanto pare l'italiano non è sufficientemente espressivo - delle associazioni LGBT in merito alla formazione e alla sensibilizzazione degli studenti e delle famiglie. Salto alcuni passaggi per arrivare al punto dell'accreditamento delle associazioni LGBT presso il Ministero dell'istruzione in qualità di enti di formazione. Non si parla di esperti anche suggeriti da queste associazioni, ma di soggetti senza altro titolo di studio se non il fatto di essere militanti delle associazioni LGBT. Si va avanti dicendo tantissime altre cose e a pagina 42 di questo corposo testo c'è l'elenco delle associazioni con le quali si è collaborato e c'è una bella serie di associazioni LGBT, tra le quali il circolo culturale omosessuale Mario Mieli. Chi era Mario Mieli? A lui è intitolato per l'appunto un circolo molto attivo, di cui ci sono anche dei filmati con delle drag queen che spiegano ai bambini il fatto che non devono limitare la propria sfera, pensare di essere maschi o di essere femmine, perché possono essere tutte e due, forse loro pensano di essere maschi ma in realtà sono femmine. Questo Mario Mieli, a cui il circolo è intitolato, scrisse un libro, «Elementi di critica omosessuale», che è sostanzialmente l'unica sua opera, di cui leggo con vero disagio alcuni passi (ce ne sono persino di peggiori), ma l'intero libro ha quest'ottica, non si tratta di frasi estrapolate (leggerlo per credere, il testo completo si trova addirittura, non so se legalmente, su Internet). Una delle cose che dice in questo libro è: «Noi sì possiamo amare i bambini» - bella cosa amare i bambini, meno bello è quanto segue: «Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l'amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza». Un altro brano e concludo, perché è già fin troppo: «L'amore per Dio e il timore di Dio sono il risultato nevrotico di un amore per i genitori censurato dal tabù dell'incesto e da quello anti-omosessuale. Il desiderio erotico del bambino per il padre, il desiderio erotico della figlia per la madre, tutto si trasforma nevroticamente in adorazione di Dio, mentre l'esperienza magica dell'universo recondito... il conosci te stesso passano necessariamente attraverso l'omosessualità manifesta». Presentai a suo tempo un'interrogazione su questo, la risposta del Governo fu che non risultava che questi signori, nella loro attività nelle scuole, avessero compiuto atti di pedofilia. Ci mancherebbe! Se risultasse forse qualcosa si sarebbe dovuto fare. (Applausi) . La domanda è la seguente: persone che intitolano il proprio circolo a un signore che ha scritto cose di questo genere che cosa insegnano ai bambini nelle scuole? Questa era la domanda: non c'è stata risposta. Ecco perché io sostengo che l'articolo 8 sia molto peggio dell'articolo 7. L'articolo 7 prevede una giornata, mentre qui tutte le giornate saranno condizionate con questa inclusività e dovranno esserci dei libri che portano in tale direzione. A proposito di libri, ieri ne ho sentito citare alcuni. Leggo le sinossi di due di essi, pubblicate su un sito simpatetico con tale visione. Sono due libri destinati ai bambini. Una recita: Milo si prepara per la nanna e poi ascolta la storia della sua nascita - ai bambini piace ascoltare le storie - come le sue mamme si sono incontrate e amate e poi di come, per averlo, hanno chiesto aiuto un dottore che ha impiantato un semino nella pancia di una di loro. Il semino è diventato Milo, un bambino felice e amato. Siamo molto contenti che il bambino sia felice. Ma, mentre una volta si raccontava stupidamente della cicogna e dei cavoli, qui si racconta del dottore che mette un semino. Da dove viene quel semino? Viene da un uomo, che è il padre del bambino; bambino che avrebbe il diritto di averlo accanto a sé e di riceverne sostegno, tra l'altro anche economico. Invece no: è diventato un semino. Ce ne sono tanti di libri di questo genere. Vi racconto l'altra storia: Luca è sempre solo, come Marco. I due bambini diventano amici e inseparabili compagni di giochi ed avventure. Che bello: erano soli e finalmente trovano un amico. Da grandi, uno farà l'imprenditore - benissimo - e l'altro il pilota militare, molto bene. I due amici si sposeranno con una bella cerimonia festosa e con la benedizione delle loro mamme. Qui si insegna che l'amico del cuore o l'amica del cuore, per una bambina, è il tuo partner sessuale. Se non è così, vuol dire che è mancato qualcosa, che sei menomato. Ecco come andare a mettere in testa ai bambini idee di questo genere!