[pronunce]

Pertanto, le disposizioni impugnate, nel disporre l'assunzione a carico del bilancio regionale di oneri aggiuntivi per garantire livelli di assistenza non essenziali, violerebbero il principio di contenimento della spesa pubblica sanitaria, quale principio di coordinamento della finanza pubblica, la cui determinazione è riservata allo Stato dall'art. 117, terzo comma, Cost. 1.3.- Il Presidente del Consiglio dei ministri impugna, infine, l'art. 72 della legge reg. Puglia n. 67 del 2018, in forza del quale «1. Gli specialisti ambulatoriali a rapporto convenzionale, veterinari e di altre specialità, che alla data del 31 dicembre 2017 svolgevano esclusivamente attività ambulatoriale, i veterinari in regime di convenzione di cui alla legge regionale del 3 agosto 2007 n. 25 (Assestamento e seconda variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2007) e personale laureato dirigente di cui alla legge regionale 9 giugno 1987, n. 16 (Norme organiche per l'integrazione scolastica degli handicappati), a convenzione a tempo indeterminato ad esaurimento nell'ambito del servizio sanitario nazionale, a domanda, possono essere inquadrati nei ruoli con il trattamento giuridico ed economico previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro della dirigenza, nei limiti dei posti vacanti nelle dotazioni organiche. Ai fini dell'inquadramento di cui sopra gli interessati devono essere titolari d'incarico a tempo indeterminato non inferiore a trentotto ore settimanali e avere almeno cinque anni di anzianità di servizio nella pubblica amministrazione. 2. Resta fermo il giudizio d'idoneità espletato con le procedure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 luglio 1997, n. 365 (Regolamento per il giudizio d'idoneità ai sensi dell'articolo 9, comma 8, del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517). 3. L'ingresso nei ruoli determina l'automatica eliminazione dei relativi rapporti convenzionali, pertanto, non comporta riflessi diretti o indiretti a carico del bilancio dell'ente». Ad avviso del ricorrente, la disposizione impugnata, stabilendo il diritto di inquadramento nei ruoli della dirigenza sanitaria del personale indicato, a semplice domanda e senza concorso, si porrebbe in contrasto con l'art. 15, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), il quale prevede, in tema di disciplina della dirigenza medica e delle professioni sanitarie, che «[a]lla dirigenza sanitaria si accede mediante concorso pubblico per titoli ed esami, disciplinato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 484», con conseguente violazione degli artt. 97 e 117, secondo comma, lettera g), Cost. 2.- La Regione Puglia si è costituita in giudizio solo con riferimento alla impugnativa avente ad oggetto l'art. 102 della legge reg. Puglia n. 67 del 2018, riservata a separata pronuncia. 3.- Con atto depositato il 20 marzo 2019, il Presidente del Consiglio dei ministri, in conformità alla delibera assunta dal Consiglio dei ministri nella seduta del 7 marzo novembre 2019, ha rinunciato al ricorso limitatamente all'impugnazione dell'art. 15 della legge reg. Puglia n. 67 del 2018. 4.- Il ricorrente ha depositato il 3 giugno 2020 una memoria integrativa in cui, dato atto della rinuncia parziale al ricorso in relazione all'impugnazione dell'art. 15 della legge reg. Puglia n. 67 del 2018, ribadisce la richiesta di declaratoria di illegittimità costituzionale delle altre disposizioni impugnate, evidenziando che l'intervenuta sostituzione, a decorrere dal 30 novembre 2019, dell'art. 72 della legge reg. Puglia n. 67 del 2018 da parte dell'art. 10 della legge della Regione Puglia 30 novembre 2019, n. 52 (Assestamento e variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2019 e pluriennale 2019-2021) «sembra implicare il riconoscimento della fondatezza del motivo di impugnazione proposto avverso la norma originaria».1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale, tra gli altri, degli artt. 15, 61, 66, 72, 86 e 93 della legge della Regione Puglia 28 dicembre 2018, n. 67, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2019 e bilancio pluriennale 2019-2021 della Regione Puglia (Legge di stabilità regionale 2019)». Va riservata a separata pronuncia la decisione delle ulteriori questioni di legittimità costituzionale promosse con il ricorso indicato in epigrafe. 2.- È, innanzitutto, impugnato l'art. 15 della legge reg. Puglia n. 67 del 2018 che, ad avviso del ricorrente, introducendo un sistema sanzionatorio riferito agli interventi realizzati sugli ulteriori contesti paesaggistici di cui all'art. 143, comma l, lettera e), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), norma che in materia di piano paesaggistico riserva allo Stato l'individuazione di eventuali ulteriori contesti diversi da quelli indicati dall'art. 134 del detto d.lgs. n. 42 del 2004, violerebbe gli artt. 9 e 117, secondo comma, lettera s), Cost. Tuttavia, nelle more del presente giudizio, il Presidente del Consiglio dei ministri, sulla base dei chiarimenti e delle precisazioni fornite dalla Regione Puglia, ha dichiarato di rinunciare alla relativa impugnazione, con atto depositato il 20 marzo 2019, in conformità alla delibera assunta dal Consiglio dei ministri nella seduta del 7 marzo novembre 2019. Non essendosi la Regione Puglia costituita in giudizio, in relazione alle questioni oggetto del presente esame, l'intervenuta rinuncia determina, ai sensi dell'art. 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l'estinzione del processo (ex multis, ordinanze n. 202 del 2019, n. 55 del 2018, n. 27 del 2016, n. 199 e n. 134 del 2015), limitatamente alla detta questione. 3.- Sono, inoltre, impugnati gli artt. 61, 66, 86 e 93 della legge reg.