[resaula]

Col decreto legislativo n. 116 del 2016 loro addirittura prevedevano - ripeto - che dopo quarantott'ore si potesse intervenire. Per una volta devo dire che è stato più corretto il senatore d'Alfonso nel ripercorrere anni e anni di tentativi, nel dire che il tema non si esaurisce con la presenza, ma lo incrocia. Bene, noi vorremmo che almeno i cittadini li incrociassero dentro gli uffici, i dipendenti pubblici (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) e non in mutande. È vero, serve di più, serve assolutamente guardare alla qualità del lavoro che viene prodotto, serve motivare; però serve prima di tutto che i dipendenti ci siano. Per questo, alle grandi riforme di sistema, bocciate più volte, noi preferiamo la politica dei piccoli passi: passo dopo passo migliorare nell'interesse dei cittadini e delle imprese l'amministrazione pubblica, perché sul fatto che ce ne sia bisogno direi che tutti siamo d'accordo. Al senatore Patriarca vorrei ricordare che c'è un articolo del testo unico che riconosce ai prefetti alcune funzioni anche nei confronti degli enti locali. Quindi, finché le leggi ci sono, noi riteniamo debbano essere rispettate. Alla collega Toffanin, che ha fatto la relazione di minoranza per il Gruppo Forza Italia, vorrei invece ricordare alcuni passaggi della legge n. 15 del 2009 dell'allora ministro Brunetta. Noi siamo dei dilettanti rispetto ad alcune affermazioni e proposte di Brunetta. Lo dico anche al collega Floris: mentre lui, quando era sindaco a Cagliari, premiava i dipendenti meritevoli che andavano in pensione con una medaglia, negli stessi mesi il ministro Brunetta prevedeva la possibilità di concludere i procedimenti disciplinari - era la lettera b) dell'articolo 7 della legge n. 15 del 2009 - addirittura in pendenza di giudizio penale. Come garantismo, non c'è male. Quindi prendere lezioni da voi, che avete fatto delle azioni in questo senso, non lo accettiamo. Ricordo anche che la stessa legge, all'articolo 4, prevedeva addirittura che la privacy non valesse per i dipendenti pubblici: non si applicano le disposizioni in materia di privacy ai dipendenti pubblici. Tanto che poi l'anno dopo l'articolo fu cancellato. CANGINI (FI-BP) . L'hai votato anche tu! BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Appunto: noi siamo rimasti in quella direzione, evidentemente voi no. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo FI-BP. Applausi ironici del senatore Moles) . Infatti, noi crediamo - ma lo ricorderò poi anche ai colleghi di Fratelli d'Italia - che chi lavora nel pubblico sia comunque un privilegiato, perché è al servizio della propria comunità, e si debba comportare di conseguenza. Su quei due piatti della bilancia noi crediamo che l'interesse pubblico di un Paese e di un popolo valga più di quello del singolo, quando il singolo si comporta male. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ai colleghi di Fratelli d'Italia vorrei ricordare queste parole: «Per anni a destra abbiamo sostenuto la necessità di una tolleranza zero, da parte dei politici, nei confronti dei dipendenti pubblici fannulloni assenteisti, perché sono persone che rubano lo stipendio offendono i milioni di disoccupati e i tanti lavoratori onesti della pubblica amministrazione. Non abbiamo potuto fare tante delle riforme che avevamo proposto per l'opposizione della sinistra e dei sindacati. Oggi pare che la sinistra di Renzi si sia ricreduta e che si voglia su questo andare fino in fondo. Siccome noi non siamo come la sinistra, Matteo Renzi, se vuole essere serio su questo tema garantiamo fin da ora il sostegno di Fratelli d'Italia.»: questo diceva Giorgia Meloni il 18 gennaio del 2016. Noi almeno la fiducia che avevate detto di voler riporre in Renzi gradiremmo averla, perché la collega Rauti diceva che chi andava a lavorare una volta lo faceva cantando, purtroppo ora canta chi marca il cartellino e poi se ne va pensando di aver gabbato i colleghi e i cittadini. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Venendo ai contenuti, crediamo che sia assolutamente innovativo questo provvedimento, contrariamente a quanto sostiene il PD, perché per essere innovativo - dico di più, rivoluzionario - un provvedimento non ha bisogno di stratificare per forza con altre leggi. Può farlo in due modi: tagliando le leggi che non servono (e penso che nessuno meglio dell'allora ministro Calderoli possa averlo dimostrato, avendo cancellato più di 400.000 norme inutili, quando era Ministro), ma anche rendendo concrete e attuando le leggi vigenti. Il ministro Bongiorno ricordava la disapplicazione dell'autocertificazione nelle pubbliche amministrazioni. Pochi giorni fa in 5 a Commissione bilancio - ne è testimone il collega Errani - è stato proposto, in sede di esame del decreto fiscale, un emendamento assolutamente meritevole, con cui si proponeva che un'amministrazione non potesse richiedere atti già in suo possesso a cittadini e imprese. Abbiamo detto che era vero, ma c'è già una legge che lo prevede. Se un senatore, in totale buona fede, arriva a proporre una legge pensandola giusta e neanche sa che già esiste quella legge, perché le amministrazioni non la applicano, allora vuol dire che rivoluzionario in questo Paese, prima di tutto, è far funzionare quello che già c'è. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . A questo serve quel Nucleo, nel totale e pieno rispetto del principio di leale collaborazione istituzionale, perché è giusto che lo Stato e il Governo si pongano il problema e si facciano carico di quei Comuni che non sono in grado, magari per dimensioni, di farlo da soli. Va bene infatti ispirarsi ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità, poi però nel pratico vanno attuati. Mi avvio alla conclusione, dicendo che non c'è bisogno di andare alla NASA per attuare, ad esempio, i controlli biometrici. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . I tornelli elettronici, senatrice Parente, li proponeva nel 2008 a Bologna un vostro assessore illuminato della giunta Cofferati, ma maestro dei tornelli è stato Brunetta. Sui pagamenti abbiamo gli smartphone che già prevedono l'impronta digitale. Non è che sia prevista soltanto nel regime carcerario per i pregiudicati. Il collega Iannone proponeva di partire dal Parlamento. Ebbene, i deputati votano con l'impronta digitale. Se possono farlo i parlamentari, lo possono fare anche i dipendenti pubblici. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . È per tutto questo che convintamente il Gruppo della Lega voterà a favore del provvedimento, perché c'è un proverbio che dice: «Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto». Con questo provvedimento la montagna della pubblica amministrazione per la prima volta si muove verso il cittadino. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Congratulazioni) . FLORIS (FI-BP) .