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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 229 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,49). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta dell'11 giugno. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che, in data 15 giugno 2020, è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2020» (1845). Sulla scomparsa di Stefano Bertacco PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi) . Signori senatori, è con profonda commozione che desidero esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza ai familiari, ai parenti e agli amici del senatore Stefano Bertacco, scomparso domenica scorsa nella sua Verona a soli cinquantasette anni. Persona di profonda intelligenza e sempre aperta al confronto costruttivo, era entrato per la prima volta in Senato nel 2014 come senatore subentrante, proprio in seguito alla mia elezione al Consiglio superiore della magistratura. Nel corso della sua esperienza parlamentare, protrattasi anche in questa legislatura, Stefano Bertacco si è più volte fatto apprezzare dai colleghi e da tutto il personale per impegno, professionalità e grande correttezza, doti che gli hanno consentito di interpretare al meglio il mandato elettorale e di essere uno tra i principali protagonisti anche di questa legislatura, in cui ha guidato con grandi meriti il Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia in alcuni dei momenti più delicati e complessi della vita politica nazionale. La sua costante partecipazione attiva ai lavori di quest'Assemblea e delle Commissioni non gli ha mai impedito di occuparsi con la stessa dedizione dell'amministrazione del territorio e, in particolare, di Verona, la sua città, dove ricopriva l'incarico di assessore ai servizi sociali. Un settore, quest'ultimo, a cui Stefano Bertacco ha sempre guardato con forte interesse e passione, dedicandosi tanto come politico, quanto come semplice cittadino alle tante difficoltà di chi vive situazioni di particolare fragilità. Stefano Bertacco lascia a tutti noi il ricordo di un politico mite e dialogante, ma non per questo meno risoluto e determinato nel portare avanti le proprie idee e le proprie battaglie, con senso civico e incrollabile forza morale. La terribile malattia che lo ha colpito poco più di sei mesi fa non è mai riuscita a sconfiggerne lo spirito e la forza morale. Anzi, fino all'ultimo giorno, fino a quando ne ha avuto le forze il senatore Bertacco ha continuato a lavorare nell'interesse dell'Assemblea e di tutti gli italiani. In ricordo del senatore Stefano Bertacco, invito pertanto quest'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi). CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, devo confessare che, tra i tanti interventi che ho fatto in quest'Aula, e anche fuori di quest'Aula, questo è uno dei più difficili, se non il più difficile in assoluto, perché devo portare il mio ricordo e il ricordo dei miei colleghi di Fratelli d'Italia a un caro collega, di un grande amico, un uomo che ci ha lasciato a soli cinquantasette anni. Non ricordiamo, quindi, una persona che aveva abbandonato la politica o che era lontano dal Parlamento, ma una persona che è stata con noi fino a poche settimane fa, a pochi mesi fa, in quei banchi sui quali adesso è posato un mazzo di fiori. E su quei banchi Stefano voleva tornare con tutte le forze. Fino all'ultimo ha lottato per poter ritornare tra di noi. Purtroppo, non ce l'ha fatta. È stato attivo in quest'Aula, con noi, fino a quel giorno di novembre, un maledetto giorno in cui ci ha comunicato che doveva rientrare in fretta a Verona per accertamenti. Purtroppo, da quel giorno è iniziato un percorso di malattia che è apparso subito molto grave. Durante quella malattia, però, è successa una cosa strana. È come se la malattia avesse fatto brillare di più e risaltare di più le doti e le qualità umane che Stefano aveva e che tutti quanti gli hanno riconosciuto, anche gli avversari politici: il sorriso, la cordialità, la disponibilità al confronto con tutti, una naturale bonomia e la voglia di fare, di continuare a impegnarsi per se stesso, per i propri cari, naturalmente, ma anche per noi, per il Gruppo, seppure a distanza, seppure con tutte le difficoltà che potete immaginare, e anche, soprattutto, per la sua città, la città di Verona, che amava moltissimo. Il presidente Giorgia Meloni e chi, come me, lo ha sentito negli ultimi giorni, può testimoniare il fatto che, ancora il 2 giugno, ma ancora sabato scorso, raccontava agli amici di come preparare le elezioni, di come prepararsi alle nuove sfide. In questa occasione, così difficile e così drammatica, vorrei che fosse chiara una cosa: Stefano era un uomo di destra e lo era dalla testa ai piedi. Ma era, appunto, un uomo, non era uno stereotipo e non amava le etichette appiccicate da chi ci vorrebbe delle caricature ridicole, di chi pensa che essere di destra voglia dire automaticamente essere delle persone poco intelligenti o poco sensibili. Stefano, invece, è stato un uomo di destra ed un amministratore di una destra che si è sempre occupata del sociale. Stefano si è occupato, nella sua militanza politica, quasi sempre di infanzia, di disagio giovanile, di emarginazione, di anziani, di disabilità, di dipendenza: insomma, di tutte le persone più fragili e delle situazioni più complicate. Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha detto che sicuramente Stefano è stato il migliore assessore alle politiche sociali che abbia avuto la città. Noi possiamo aggiungere che è stato un ottimo, straordinario, componente della Commissione parlamentare lavoro e previdenza sociale e di quella per l'infanzia e l'adolescenza. Questo ci manca molto, soprattutto in questi momenti.