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6 La parte interessata ha diritto ad ottenere l'immediato rilascio di copie del provvedimento che dispone la sospensione dell'esecuzione dell'atto o della restituzione della somma di cui all'articolo 43, comma 1, lettera p) , per esibirle all'ente incaricato dell'esecuzione o per farne notifica ad esso. 114 (Sospensione cautelare e giudizio di merito) 1 Se concede la sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato, il collegio fissa contestualmente l'udienza per la discussione della causa nel rito e nel merito non oltre novanta giorni dalla data del provvedimento con il quale è stata disposta la sospensione. 2 Gli effetti della sospensione cessano automaticamente dal momento della pubblicazione della sentenza che decide la causa nel rito o nel merito. 115 (Mutamenti delle circostanze) 1 In caso di mutamento delle circostanze, il tribunale tributario o la corte d'appello tributaria, su istanza motivata di parte, può revocare o modificare il provvedimento cautelare precedentemente adottato ancor prima della sentenza che decide la causa nel rito o nel merito, osservate per quanto possibile le forme di cui agli articoli 110 e seguenti. 116 (Sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato nel giudizio d'appello e di revocazione) 1 Nei giudizi d'appello e di revocazione ai fini della delibazione del merito deve tenersi specificamente conto di quanto statuito dalla sentenza impugnata e dai motivi dedotti dalla parte impugnante. 117 (Sospensione dell'esecuzione in pendenza di ricorso per cassazione) 1 In pendenza del ricorso per cassazione l'istanza di sospensione dell'esecuzione dell'atto o della restituzione delle somme di cui all'articolo 43, comma 1, lettera p) , è proposta davanti al giudice tributario che ha emesso la sentenza impugnata per cassazione. 2 Il giudice tributario di cui al comma 1 non può pronunciarsi sull'istanza se la parte che l'ha proposta contestualmente al deposito dell'istanza o all'invio della stessa per posta in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento alla segreteria del giudice adito non produce copia del ricorso per cassazione e certificato di deposito del ricorso rilasciato dalla cancelleria della Sezione tributaria della Corte di cassazione, che attesti altresì la pendenza del relativo procedimento. 3 Si applica quanto disposto dall'articolo 116. III IL PROCEDIMENTO DI CONCILIAZIONE IN PENDENZA DI GIUDIZIO 118 (Conciliazione concordata in pendenza di giudizio) 1 Se le parti in pendenza del giudizio raggiungono un accordo conciliativo per la definizione in tutto o in parte della controversia, non oltre il termine perentorio di dieci giorni liberi prima dell'udienza fissata per la discussione, possono presentare, alla segreteria del giudice davanti al quale pende la causa, istanza sottoscritta congiuntamente da tutte le parti o dai rispettivi difensori per la definizione conciliativa totale o parziale di quanto forma oggetto della controversia stessa. 2 Il collegio, riscontrata la formale ritualità dell'accordo, dà atto della intervenuta conciliazione. Se l'accordo esaurisce l'oggetto del giudizio, il collegio pronuncia sentenza di cessazione della materia del contendere. Se l'accordo conciliativo riguarda soltanto una parte di quanto forma oggetto di giudizio, il collegio procede all'ulteriore trattazione della causa e dell'intervenuta cessazione parziale della materia del contendere si dà atto nella sentenza che definisce la controversia. 119 (Istanza unilaterale di conciliazione in pendenza di giudizio) 1 Ognuna delle parti, non oltre il termine perentorio di dieci giorni liberi prima dell'udienza fissata per la discussione davanti al giudice tributario di primo o di secondo grado, può presentare, alla segreteria del giudice davanti al quale pende la causa, istanza per la conciliazione totale o parziale della controversia. 2 L'istanza deve contenere a pena d'inammissibilità l'indicazione esatta dei presupposti fattuali e delle ragioni giuridiche su cui si basa, con l'esatta precisazione dell'oggetto della conciliazione e dei relativi effetti tra le parti. 3 Il collegio, se non ritiene manifestamente inammissibile o infondata l'istanza all'udienza, invita le parti alla conciliazione fissando altra udienza per il perfezionamento dell'accordo conciliativo a norma dell'articolo 120 o altrimenti per la discussione della causa. 120 (Verbale di conciliazione) 1 L'intervenuta conciliazione è fatta risultare a verbale. 2 Il processo verbale, sottoscritto dal presidente del collegio e dal segretario costituisce titolo esecutivo per le parti private e legittima il soggetto dotato di potere impositivo o esattivo a provvedere, in caso d'inadempimento, alla sua esecuzione nelle forme stabilite dalla legge. 3 Con provvedimenti apicali sono indicate agli uffici le modalità degli accordi conciliativi, anche per quanto concerne la rateizzazione dei versamenti da effettuare e le garanzie che devono essere prestate prima dell'accordo. 121 (Riduzione delle sanzioni) 1 Se la conciliazione ha luogo, le sanzioni amministrative pecuniarie si applicano nella misura di un terzo delle somme irrogabili in rapporto all'ammontare del tributo risultante dalla conciliazione. 2 In ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore a un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo. 3 In applicazione dell'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, sulle somme risultanti dall'applicazione delle sanzioni non sono dovuti interessi moratori. IV DISPOSIZIONI FINALI, ATTUATIVE, TRANSITORIE E ABROGATIVE 122 (Entrata in vigore) 1 Il presente codice entra in vigore a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 123 (Norme applicabili) 1 Le disposizioni contenute nel presente codice si applicano a tutti i processi che sono proposti successivamente alla data di entrata in vigore di cui all'articolo 122. 2 Per tutti i processi iniziati anteriormente alla data di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le norme di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 3 Le norme contenute nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, non sono applicabili ai processi di cui al comma 1. 124 (Disposizioni di raccordo) 1 Le norme contenute nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, continuano ad applicarsi anche per i processi tributari iniziati dopo l'entrata in vigore del presente codice. 2 I tribunali tributari e le corti d'appello tributarie si sostituiscono in tutto alle commissioni tributarie provinciali e alle commissioni tributarie regionali, e relative sezioni distaccate, nonché alle commissioni tributarie di primo e di secondo grado di Trento e di Bolzano, di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, così come da queste norme e relative modificazioni e integrazioni disciplinate, anche quanto agli assetti organizzativi e agli ambiti di competenza, alla data di entrata in vigore del presente codice.