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Atto n. 3-02501 VERDUCCI BITI D'ARIENZO ALFIERI ASTORRE BOLDRINI CERNO CIRINNA' D'ALFONSO FEDELI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MARGIOTTA MARILOTTI MIRABELLI PITTELLA ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VALENTE Al Ministro della giustizia Premesso che: secondo quanto riportato da un'inchiesta del quotidiano "Domani" nel corso dell'indagine condotta dalla Procura di Trapani sulle organizzazioni umanitarie "Jugend Rettee", "Save the children" e "Medici senza frontiera", sarebbero state intercettate le conversazioni di diversi giornalisti d'inchiesta; ad essere intercettati sarebbero stati i colloqui della cronista Nancy Porsia con il suo avvocato, Alessandra Ballerini, e ancora conversazioni con le proprie fonti di Sergio Scandura, corrispondente di Radio Radicale, Claudia De Pascale della trasmissione "Report" di RAI 3, Nello Scavo di "Avvenire", Francesca Mannocchi, Fausto Biloslavo de "il Giornale", Antonio Massari de "il Fatto Quotidiano". Questi al momento i nomi che sono stati diffusi a seguito del predetto articolo; particolarmente grave appare il caso riguardante le intercettazioni della giornalista Nancy Porsia, giornalista d'inchiesta esperta di Libia, che collabora con diverse testate italiane e internazionali. Infatti, secondo quanto riportato dal quotidiano "Domani" sarebbe stata intercettata per più di un mese e sarebbero state trascritte anche le conversazioni con il suo avvocato Alessandra Ballerini, legale anche della famiglia Regeni, cui riferiva la preoccupazione per le minacce ricevute dalle milizie libiche guidate da al-Bija; la protezione delle fonti giornalistiche è la chiave di volta della libertà di stampa, perché, senza un'adeguata ed effettiva tutela, la stampa potrebbe astenersi dal divulgare notizie di interesse generale, compromettendo il ruolo d'informazione in materia di fatti d'interesse pubblico, ma anche quello di controllore dell'attività dell'autorità pubblica che è proprio del giornalismo libero; considerato che: la Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza Sedletska contro Ucraina (ricorso n. 42634/18) depositata il 1° aprile, ha stabilito che l'accesso ai dati telefonici di una giornalista, deciso dalle autorità giudiziarie nazionali per individuare l'autore di un reato, è una sicura violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che assicura il diritto alla libertà di espressione, con particolare riguardo alla libertà di stampa; con quest'ultima sentenza la Corte di Strasburgo ha ulteriormente rafforzato la libertà di stampa, essenziale non solo per permettere al giornalista l'esercizio della libertà di espressione, ma anche per consentire alla società civile di ottenere informazioni di interesse generale, fondamentali per la democrazia nel suo insieme; conseguentemente, come riaffermato dalla Corte EDU, esiste un obbligo internazionale degli Stati volto a garantire la tutela della segretezza delle fonti. Una protezione ad ampio raggio, inoltre, che riguarda anche le informazioni indirette e materiale in possesso dei giornalisti. Questo vuol dire che le autorità inquirenti non solo non possono chiedere al giornalista il nome della fonte, ma non possono neanche cercare di assumere indirettamente, con sequestro di materiale o intercettazioni, notizie per identificare le fonti; la sentenza è solo l'ultima di una lunga serie di pronunce di corti nazionali ed europee che, in attuazione dell'articolo 21 della Costituzione e dell'articolo 10 della CEDU, nonché di diversi trattati internazionali, hanno da sempre garantito la piena libertà dell'attività di informazione alla luce del suo ruolo di indicatore della cifra democratica di un Paese; a quanto si apprende, il procuratore di Trapani avrebbe dichiarato che si procederà allo stralcio delle comunicazioni irrilevanti, ma occorre rilevare come nei verbali redatti dalla polizia giudiziaria, anche in una fase antecedente al deposito degli atti, non debbano essere riportate trascrizioni di conversazioni irrilevanti o inutilizzabili dal punto di vista giudiziario, né valutazioni del merito; il Ministro in indirizzo non appena la notizia è stata riportata dal quotidiano "Domani" ha provveduto tempestivamente ad inviare gli ispettori presso la Procura di Trapani, si chiede di sapere quali siano gli esiti degli accertamenti svolti dagli ispettori e quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo, qualora i fatti riportati risultassero confermati, intenda adottare al fine di promuovere azioni nelle sedi competenti volte a sanzionare gli eventuali abusi commessi, anche alla luce del rango costituzionale che il diritto alla libertà di stampa riveste nel nostro Paese. Atto n. 3-02507 LAUS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: nell'anno 1947, ritenuta la necessità di promuovere l'irrigazione e la trasformazione fondiaria nella Puglia e nella Lucania per l'incremento della produzione agricola nazionale, veniva istituito l'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia ed in Lucania (EIPLI); allo stesso ente (con decreto legislativo n. 281 del 1947) venivano assegnati i compiti strategici di bonifica, irrigazione e gestione dei grandi invasi e tale ruolo veniva svolto con profitto negli anni dell'implementazione della produzione agricola meridionale e della trasformazione di pratiche, colture e metodi di coltivazione, rappresentando un effettivo elemento di innovazione e di sviluppo; negli ultimi decenni la trasformazione della governance del bene "acqua" ha interessato altri soggetti, nell'effettivo sviluppo seguente all'istituzione delle Regioni e del radicamento delle loro strutture, proseguita con le politiche di sussidiarietà, decentramento e riforme (anche costituzionali, a partire dal Titolo V); la funzione dell'EIPLI è mutata e l'azione è divenuta farraginosa a seguito della lunga fase commissariale dell'ente che ne ha appesantito l'attività ed offuscato la mission , spesso creando conflitto di funzioni tra gli enti regionali e lo stesso ente; considerato che: allo stato l'ente risulta permanentemente commissariato, conditio e vulnus da superare con urgenza ripristinando la fisiologica dinamica amministrativa, e privo della figura determinante del direttore generale: circostanze rilevanti che non qualificano l'ente e ne deteriorano azione e credibilità; più volte i Governi nazionali si sono cimentati in progetti di riforma dell'ente coerenti con lo sviluppo del settore agricolo, la strategica funzione del bene "acqua" ed una lungimirante prospettiva di governance integrata tra Regioni; in questo senso l'ex Ministro per il Sud De Vincenti, facendo seguito ad una proposta del 2012 rimasta inattuata di riforma del settore, ha avviato le consultazioni con le Regioni Basilicata, Puglia e Campania per l'istituzione della Società delle acque meridionali: progetto lungimirante allo stato interrotto, con evidente nocumento delle dinamiche amministrative dell'EIPLI;