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Il titolo III è dedicato specificamente ai sistemi ad alto rischio per la salute e la sicurezza o per i diritti fondamentali delle persone, mentre il titolo IV si concentra su determinati rischi di manipolazione. Il titolo V contribuisce all'obiettivo di creare un quadro giuridico favorevole all'innovazione, adeguato alle esigenze future e resiliente alle possibili perturbazioni. I titoli VI, VII e VIII disciplinano le procedure e le strutture di governance a livello dell'Unione e a livello nazionale, compresi meccanismi di monitoraggio successivamente all'immissione sul mercato dei sistemi di IA. Il titolo IX istituisce un quadro per la creazione di codici di condotta che mira a incoraggiare i fornitori di sistemi di IA non ad alto rischio ad applicare volontariamente i requisiti obbligatori previsti per i sistemi di IA ad alto rischio. Infine, tra le disposizioni finali, è previsto un periodo transitorio di due anni per la data iniziale di applicabilità del regolamento al fine di facilitare la corretta attuazione da parte di tutte le parti interessate. Tuttavia, viene anticipata a tre mesi dall'entrata in vigore del regolamento l'applicazione delle norme relative alla designazione del Comitato europeo per l'intelligenza artificiale e delle autorità nazionali competenti, nonché a 12 mesi l'obbligo di stabilire disposizioni sanzionatorie a livello nazionale. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva che la base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 114 del TFUE, il quale prevede l'adozione di misure per il ravvicinamento delle legislazioni nazionali, destinate ad assicurare l'instaurazione e il funzionamento del mercato interno. Inoltre, dato il riferimento della proposta ad alcune regole riguardanti il trattamento di dati personali, in particolare restrizioni sull'utilizzo di sistemi di IA per l'identificazione biometrica remota "in tempo reale" in spazi accessibili al pubblico a fini di attività di contrasto, la proposta si basa anche sull'articolo 16 del TFUE, relativo alla protezione dei dati personali della persona. La proposta risulta conforme al principio di sussidiarietà dal momento che la vastità e la varietà del campo di applicazione dell'IA possono essere integrate in qualsiasi prodotto o servizio che circola liberamente nel mercato interno, implicando in questo modo il conseguimento degli obiettivi solo tramite un approccio condiviso da tutti gli Stati membri. Regole nazionali divergenti potrebbero ostacolare la circolazione senza soluzione di continuità di prodotti e servizi collegati ai sistemi di IA in tutta l'UE e potrebbero dimostrarsi inefficaci nel garantire la sicurezza e la protezione dei diritti fondamentali e dei valori dell'Unione nei diversi Stati membri. La proposta risulta altresì conforme al principio di proporzionalità in quanto si basa sui quadri giuridici esistenti e dispone soltanto in difesa dei diritti fondamentali e della sicurezza, messi a repentaglio da sistemi di IA ad alto rischio. Per altri sistemi di IA non ad alto rischio sono imposti soltanto obblighi di trasparenza limitati, ad esempio in termini di fornitura di informazioni per segnalare l'utilizzo di un sistema di IA nelle interazioni con esseri umani. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, la quale fornisce una valutazione complessivamente positiva della proposta, ritenuta conforme all'interesse nazionale, in quanto l'introduzione di regole chiare sull'intelligenza artificiale è fondamentale per lo sviluppo della tecnologia in un contesto europeo sicuro e globale. Il Governo, tuttavia, rileva alcuni ambiti in cui in sede negoziale andrebbero apportate modifiche. In particolare, raccomanda di attribuire alla Commissione europea il ruolo di definire in concreto i sistemi di intelligenza artificiale, di modificarne l'elenco e di adattare obblighi e divieti, riservando agli Stati membri un ruolo consultivo rispetto al processo. La centralità dei poteri della Commissione deve essere valutata rispetto al ruolo degli Stati membri, allo stato limitato e di tipo essenzialmente consultivo. Il Governo ritiene necessario, inoltre, specificare in modo chiaro, in primo luogo il sistema di regole, eccezioni ed esenzioni in materia di security e in secondo luogo concetti chiave laschi (rischio inaccettabile, alto rischio etc.) suscettibili di applicazione frammentata e indesiderata. L'Esecutivo ritiene opportuno graduare gli interessi coinvolti (uniformazione delle regole, innovazione, sviluppo, concorrenza, diritti) rispetto alla priorità strategica che si intende sostenere (per esempio: se è prioritaria l'uniformazione giuridica, appare opportuno insistere per norme "blindate"; se si vogliano controllare i processi, appare opportuno insistere su un allargamento degli ambiti di autorizzazione; se si vuole allentare il controllo, appare opportuno rivedere il perimetro dei divieti e degli obblighi). Da ultimo, il Governo esprime perplessità sul meccanismo di governance , il quale appare complesso e sposta sulle autorità nazionali una serie di responsabilità e competenze al momento difficilmente rilevabili negli Stati membri. Infine, il Relatore osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di dieci Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'Unione, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 223 Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno Doc n. COM(2021) 223 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il relatore CORBETTA ( M5S ) introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che intende stabilire norme e procedure per disciplinare le sovvenzioni estere concesse a un'impresa che esercita un'attività economica nel mercato interno, al fine di garantire condizioni di parità con le altre imprese. L'iniziativa legislativa si basa sul Libro bianco della Commissione europea sulle sovvenzioni estere, del 17 giugno 2020, in cui è stata individuata una lacuna nelle norme europee in materia di concorrenza, commercio e appalti pubblici, che di fatto impediscono all'Unione di intervenire quando le sovvenzioni estere causano distorsioni sul mercato interno anche attraverso il finanziamento di concentrazioni o di offerte nelle gare di appalto. Il Libro bianco rileva che, mentre la concessione di aiuti da parte delle autorità degli Stati membri è soggetta alla normativa sul controllo degli aiuti di Stato, per il sostegno concesso dai Paesi terzi non esiste un sistema analogo. Ciò crea una situazione di svantaggio per le imprese che esercitano un'attività economica non sovvenzionata nell'Unione europea, rispetto alle imprese che invece beneficiano di sovvenzioni estere. Il Libro bianco ha inoltre individuato problemi legati all'accesso ai finanziamenti europei da parte degli operatori che ricevono sovvenzioni estere, che potrebbero causare distorsioni della concorrenza per l'accesso ai fondi UE.