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Disposizioni in materia di valorizzazione dell’espressione musicale e artistica nel sistema dell’istruzione. Onorevoli Senatori. -- «Da tempo la comunità scientifica afferma che la capacità creativa sia la caratteristica fondamentale della specie Homo sapiens : essa non è prerogativa di pochi ma di tutti; non appartiene soltanto ad artisti o scienziati, ma esiste in ogni individuo e si manifesta in vari ambiti, nelle relazioni familiari e sociali, nel lavoro e nella comunità, purchè venga stimolata adeguatamente da condizioni favorevoli» (Luigi Berlinguer, Ri-creazione. Una scuola di qualità per tutti e per ciascuno ). Nel corso del XX secolo, illustri musicisti e pedagogisti hanno dimostrato l'importanza di considerare lo sviluppo umano a partire da due particolari forme di pensiero: quello «scientifico» e quello «narrativo». Minore attenzione è stata invece riservata, sinora, a un modo di espressione intellettuale altrettanto importante: quello artistico. Una modalità di rappresentazione del mondo capace di connettere, in modo spesso originale e sorprendente (e solo in apparenza illogico), dati scientifici con aspetti discorsivi. È da questo vasto campo di coltivazione dello «stupore» immaginifico, avente valore, forza e natura estetica, che hanno spesso attinto le grandi scoperte che hanno cambiato il corso della storia dell'umanità. Non tenerne conto oggi, in un momento di crisi sociale, dei modelli di sviluppo, di sostenibilità ambientale, e in generale di forte decadenza culturale, sarebbe un atto politico ingiustificabile, soprattutto in un Paese come l'Italia che ha dato un contributo di primissimo piano allo sviluppo del pensiero artistico e alla creazione di un patrimonio di opere e di stili performativi. È quindi importante che da subito il Parlamento si impegni nella valorizzazione dell'espressione artistica -- musica, danza, teatro, architettura, arti visive e plastiche, cinema, eccetera -- quale motore strategico dello sviluppo non solo della società italiana, ma dell'intera umanità. Anche al fine di contrastare la decadenza culturale, il presente disegno di legge si pone l'obiettivo di fissare alcune norme essenziali atte a garantire a ogni livello d'età occasioni formative nel campo delle arti performative, basate sull'acquisizione di una piena consapevolezza degli aspetti pratici, teorico-analitici e storico-culturali in senso lato, del fenomeno artistico osservato nelle sue molteplici forme espressive e nelle possibili intersecazioni tra linguaggi. In particolare, si ravvisa la necessità di definire con legge ordinaria alcuni princìpi volti a garantire a ogni cittadina e cittadino le necessarie opportunità formative nel campo dell'espressione artistica, asse portante dello sviluppo del senso civico improntato secondo una cultura in grado di coniugare produttivamente pensiero artistico, umanistico e tecnologico-scientifico. Si tratta peraltro di una competenza-chiave raccomandata dal Parlamento europeo (raccomandazione n. 2006/962/CE del 18 dicembre 2006) ed esplicitata esattamente nei termini di una «consapevolezza dell'importanza dell'espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un'ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive». Il presente disegno di legge vuole anche essere un tributo all'impegno che il grande Maestro Claudio Abbado ha inteso lasciarci quale irrinunciabile eredità culturale. Per tale ragione il disegno di legge trae ispirazione dall'insegnamento valido per tutto il campo artistico, quello che deriva dal saper interrogare il passato e il presente attraverso lo sviluppo dei linguaggi artistici per poter guardare tanto al futuro della musica quanto alla musica del futuro, senza perdere di vista il suo rapporto con la società e l'impegno civile. Il Maestro Abbado, come sappiamo, si è riconosciuto nei princìpi etici alla base del Sistema delle orchestre infantili e giovanili promosso in Venezuela dal Maestro José Antonio Abreu (nel solco di una tradizione sudamericana già testimoniata dal lavoro del Maestro Jorge Peña Hen, assassinato dal regime militare dopo il colpo di stato in Cile, nel 1973). Mirando ad organizzarne sistematicamente la diffusione anche in Italia, il Maestro ha contribuito in maniera decisiva a diffondere nel mondo i princìpi ispiratori di quel modello educativo, la cui enorme portata socio-culturale muove dalla consapevolezza della valenza formativa ed educativa della pratica collettiva della musica, ovvero dal fatto che l'arte rende migliori le società. Sappiamo peraltro come in Italia esista una vasta e lunga tradizione grazie alla quale si è prodotta una articolata offerta formativa nel campo delle arti performative sul territorio. In particolare, nel campo dell’educazione musicale, indicazioni innovative si sono avute nei programmi della scuola media del 1979, negli ordinamenti della scuola elementare nel 1985 e negli orientamenti per la scuola dell’infanzia nel 1991, oltre alla messa in ordinamento delle scuole medie a indirizzo musicale (SMIM) nel 1999. Tali innovazioni hanno attivato nelle scuole buone prassi in relazione al fare musica, come è emerso anche dalla ricerca promossa dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica nel 2008. Oggi, le nuove indicazioni nazionali per il curricolo della scuola d’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, nonché provvedimenti quali il decreto ministeriale n. 8 del 2011, costituiscono riconoscimento tangibile dell’importante valenza educativa delle esperienze performative. Non va poi dimenticato l'apporto delle scuole popolari e civiche di musica, delle bande, dei cori, delle scuole di danza, dei laboratori teatrali e di quanto promosso dal terzo settore, dall'associazionismo e dal mondo del volontariato. Un capillare patrimonio sociale e artistico prezioso, che la legge vuole non solo formalmente riconoscere ma anche impegnarsi a sostenere concretamente. Il disegno di legge intende definire i princìpi atti a garantire a ogni cittadina e cittadino le essenziali opportunità formative nel campo dell'espressione artistica. A tal fine alcune definizioni sono utili per intendere il senso profondo dell'iniziativa parlamentare: per espressione artistica vengono intese tutte le forme possibili del fare artistico ovvero del processo creativo connesso alla sfera estetica. Questo sia in termini di patrimonio culturale (colto o popolare, in qualche modo storicizzato), sia come opportunità espressiva ovvero processo/prodotto creativo originale, che deve essere reso accessibile a tutti. Per arti performative (o arti dello spettacolo) si intendono invece tutte le forme di espressione artistica (linguaggi) che si esplicano mediante azioni sceniche dal vivo di qualunque genere, compresi i principali linguaggi codificati della Musica, della Danza, e del Teatro, nonché tutte le forme ibride e sperimentali di espressione artistica anche di tipo multimediale. Per formazione artistica infine si intende qualsiasi tipo di percorso formativo mirato all'acquisizione integrata di competenze pratiche, teorico-analitiche e storico-culturali in campo artistico.