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da un lato, il computo dei voti avrebbe creato problemi di coerenza con l'effetto selettivo proprio dell'elezione nei collegi uninominali in quota maggioritaria; dall'altro lato, poiché è il numero dei seggi che determina la consistenza della maggioranza di governo, è parso logicamente corretto optare per il computo di questi al fine di determinare la necessità del premio -- perché se già la maggioranza stabile del 55 per cento è ottenuta, esso non è necessario -- e il soddisfacimento di una delle due condizioni per l'accesso, ovvero l'aver ottenuto più seggi rispetto ai concorrenti e, perciò, rappresentare la lista o la coalizione di liste di maggioranza relativa che ha vinto le elezioni. Per evitare, tuttavia, che il premio sovrarappresenti eccessivamente la lista o coalizione di liste beneficiaria, viene introdotta una seconda condizione per accedervi al primo turno: il superamento di una certa soglia di voti in entrambe le Camere. Tale condizione è finalizzata ad assicurare che il beneficiario non rappresenti a sua volta una minoranza dei consensi degli elettori, pur essendo la più grande tra le minoranze. Il superamento di questa soglia, fissata al 42 per cento, è calcolato sulla base del totale dei consensi espressi a livello nazionale, nell'ambito della quota proporzionale, computando nel totale anche i voti espressi a favore di liste che non hanno superato le soglie di sbarramento per essere ammesse al riparto dei seggi. Tale scelta, oltre che rafforzare l'intento di non far conseguire il premio alla più grande delle minoranze, ha l'effetto di assegnare un rilievo a quei voti che, destinati a liste non ammesse al riparto, non arrivano ad esprimere alcuna rappresentanza nelle Aule parlamentari. La regola per cui la soglia deve essere superata in entrambe le Camere persegue la creazione di maggioranze omogenee in entrambi i rami del Parlamento. In caso di superamento solo in uno dei due, non essendo assegnato alcun premio, si dà luogo al secondo turno per entrambi. La possibilità che nessuna coalizione o lista superi la soglia del 42 per cento mette a rischio il raggiungimento dell'obiettivo di governabilità che il sistema vuole perseguire. Di qui la previsione di un secondo turno eventuale, al quale far partecipare le due coalizioni o liste singole che al primo turno abbiano ottenuto il maggior numero di seggi parlamentari, sommando quelli attribuiti in quota maggioritaria e attribuibili in quota proporzionale sia alla Camera sia al Senato. In caso di parità di seggi tra due liste o coalizioni di liste, prevale quella che ha ottenuto più voti nella quota proporzionale. In tal modo, al secondo turno partecipano gli stessi soggetti sia alla Camera sia al Senato. Sempre al fine di evitare la formazione di maggioranze diverse nelle due Camere, il secondo turno si svolge con un'unica scheda valida per entrambi i rami del Parlamento, nel caso degli elettori aventi diritto ad eleggere entrambe le Camere, e valida per la sola Camera dei deputati, nel caso degli elettori aventi un’età inferiore ai venticinque anni. La funzione del secondo turno è, infatti, quella di assicurare la governabilità mediante l'assegnazione del premio: se da questo potessero uscire due maggioranze diverse, esso non espleterebbe tale funzione. Per questo l'elettore esprime il voto per il capo della forza politica o della coalizione, il quale rappresenta un elemento unificante l'assetto delle liste che si presentano sia alla Camera sia al Senato. Poiché al secondo turno il voto è espresso per il capo della forza politica o della coalizione e, quindi, per uno dei due schieramenti contendenti e non invece per le singole liste, una volta individuato lo schieramento assegnatario del premio, il riparto dei seggi avviene sulla base delle cifre elettorali risultate dal primo turno. Al secondo turno è inoltre ammesso l'apparentamento tra i due soggetti concorrenti e le liste escluse da questo, così come accade ( mutatis mutandis ) per le elezioni comunali. Questa soluzione genera alcune conseguenze positive: gli elettori hanno la possibilità di scegliere direttamente a quale delle due formazioni politiche assegnare il premio di governabilità e, quindi, il ruolo di maggioranza di governo; la coalizione o lista beneficiaria gode di una legittimazione elettorale assai superiore a quella ottenuta mediante l'assegnazione del premio in un primo turno dal quale usciva rappresentando meno del 42 per cento dei votanti; anche gli elettori che al primo turno non hanno espresso il proprio voto per alcuna delle due maggiori formazioni politiche in campo hanno la possibilità di incidere (se del caso, anche a seguito degli eventuali apparentamenti) sulla scelta della futura maggioranza e, indirettamente, del futuro governo. Va precisato che la presente proposta modifica parzialmente il vigente sistema di assegnazione dei seggi necessari a raggiungere la maggioranza del 55 per cento in entrambe le Camere, ovvero il sistema di assegnazione del premio di governabilità. In particolare, viene mantenuto il sistema di calcolo basato sul quoziente di maggioranza e su quello di minoranza, al fine di determinare il numero di seggi spettanti alle liste o coalizioni che formano l'una e l'altra. Tuttavia il premio viene fatto valere solo sulla quota proporzionale, non modificando i risultati elettorali dei singoli collegi uninominali. Quindi, una volta determinato il numero di seggi che in ciascuna circoscrizione spetta alla lista o coalizione destinataria del premio di governabilità, da tale numero vengono sottratti i seggi da essa già ottenuti nei collegi uninominali e la differenza viene ricavata nella quota proporzionale. In tal modo, viene salvaguardato il collegamento tra eletti ed elettori che è fisiologicamente più forte all'interno dei collegi uninominali rispetto a quello proprio delle circoscrizioni proporzionali. Poiché il premio si assegna a livello nazionale e poiché esso stesso rappresenta un incentivo alla formazione di coalizioni di liste, anche tali coalizioni sono determinate a questo livello. Si prevede quindi che la dichiarazione di condividere uno stesso programma di governo, depositato congiuntamente a livello nazionale unitamente al nome del capo della forza politica o della coalizione (requisito per l'individuazione delle coalizioni), valga a determinare in ogni circoscrizione l'automatico collegamento tra le liste che, coalizzate a livello nazionale, si presentano nelle varie circoscrizioni elettorali del Paese. 8. La novella legislativa Il sistema è introdotto con la tecnica della novellazione dei testi unici per l'elezione della Camera dei deputati (decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957) e del Senato della Repubblica (decreto legislativo n. 533 del 1993). L'articolo 1 contiene tutte le modifiche relative al testo unico per l'elezione della Camera dei deputati, mentre le modifiche al decreto legislativo n. 533 del 1993 per l'elezione del Senato della Repubblica sono contenute nell'articolo 2. L'articolo 3 reca una norma di delega al Governo finalizzata alla determinazione delle circoscrizioni elettorali per la Camera e dei collegi uninominali. In particolare, si prevede che il Governo predisponga lo schema di decreto sulla base di una proposta formulata da una commissione composta da tecnici e parlamentari, nominata dai Presidenti delle Camere e presieduta dal presidente dell'ISTAT, quale figura di garanzia.