[pronunce]

L'introduzione a livello nazionale dello sportello telematico dell'automobilista, ad opera del d.P.R. 19 settembre 2000, n. 358 - prosegue la Regione - ha comportato che le imposte e i diritti relativi alle operazioni di motorizzazione espletabili mediante la procedura di sportello telematico e indicati nella circolare ministeriale 6 maggio 2003, n. 1670/M360, vengano dagli operatori privati, autorizzati ad avvalersi del servizio, direttamente versati allo Stato e non piú agli uffici periferici regionali e, per essi, all'Istituto cassiere, con l'indebita conseguenza dell'attribuzione allo Stato di un gettito che spetterebbe, invece, alla Regione. La ricorrente lamenta che la legge istitutiva dello sportello dell'automobilista non avrebbe mai potuto modificare le norme statutarie e quelle di attuazione che attribuiscono alla Regione tutti i diritti spettanti per le operazioni svolte dagli uffici di motorizzazione trasferiti, operazioni alle quali vanno assimilate quelle svolte dai centri privati autorizzati dalla stessa Regione. A tale conclusione non potrebbe ostare l'evocato art. 2-quater del d.P.R. n. 1113 del 1953 - il quale prevede l'afflusso diretto alle casse regionali delle sole entrate direttamente percepite dagli uffici trasferiti - perché tale disposizione «non consente di sottrarre artatamente le funzioni trasferite agli uffici regionali attribuendo allo Stato i servizi affidati in concessione a soggetti privati ma che andrebbero svolti dagli uffici aventi sede nella Regione siciliana». Sempre per la ricorrente, la tesi di controparte, se ritenuta per ipotesi fondata, «condurrebbe ad una onerosa ed illogica partita di giro, in quanto, diminuendo le entrate derivanti dalle operazioni direttamente svolte dagli uffici pubblici, comporterebbe la necessaria e proporzionale variazione in aumento del contributo statale di cui all'art. 2-quater» del d.P.R. n. 1113 del 1953. Tale tesi, sarebbe, peraltro, «basata su una speciosa attribuzione allo Stato del servizio, enfatizzando il momento "informatico" senza tener conto del fatto che, se il soggetto che effettua la digitazione dell'operazione non è un dipendente degli uffici della motorizzazione della Sicilia, non va trascurato che a fronte di tale minima circostanza rimangono invece in capo ai suddetti uffici tutte le attività antecedenti e consequenziali, previste dalla legge»; e, in particolare: a) il rilascio delle autorizzazioni e la stipula delle convenzioni con i privati; b) l'acquisizione, i controlli e la successiva archiviazione della documentazione inerente la singola operazione di revisione effettuata dalle imprese di cui all'art. 80 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada); c) i controlli sia tecnici che amministrativi sulle revisioni effettuate da tali imprese; d) la gestione delle richieste di documentazione e di verifica avanzate dagli organi di polizia e la tenuta degli archivi; e) i controlli relativi allo sportello telematico dell'automobilista e tutte le attività riguardanti le verifiche amministrative, compresa l'archiviazione e la custodia dei fascicoli. 2. - Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo il rigetto del ricorso. La difesa dello Stato rileva preliminarmente l'inammissibilità del conflitto, perché «la posizione dell'Amministrazione statale in ordine alla spettanza allo Stato delle entrate relative alle operazioni di motorizzazione di cui si discute è stata espressa per la prima volta con la nota 14/2/2008 n. 0014656 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti [...] non impugnata, e solo ribadita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con la nota 24/10/2008 n. 0111774 [...] oggetto del presente ricorso». Per il resistente, il ricorso è, comunque, infondato nel merito, in primo luogo, perché le entrate relative alle operazioni di motorizzazione non sono riconducili alla categoria dei tributi di cui all'art. 2 del d.P.R. n. 1074 del 1965. Esse, infatti, non sarebbero «un prelievo coattivo di ricchezza operato dallo Stato o altro Ente Pubblico, destinato al soddisfacimento di bisogni pubblici e rapportato alla capacità contributiva, presa a base e giustificazione del concorso alla spesa pubblica di cui all'art. 53 della Costituzione». Sarebbero, invece, riconducibili alla categoria giuridica della tariffa, che «si configura come corrispettivo-copertura, versato da un cittadino in riferimento ad un servizio richiesto ed erogato». Sempre per il resistente, sussiste un secondo profilo di infondatezza del ricorso. Rileva la difesa dello Stato che l'art. 80 del d.lgs. n. 285 del 1992, disciplinando i criteri, modi e tempi per l'effettuazione della revisione generale o parziale delle categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi, contempla al comma 8 la possibilità, per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di affidare in concessione quinquennale le suddette revisioni ad imprese di autoriparazione che abbiano determinate caratteristiche. A ciò deve aggiungersi che l'art. 2-ter del d.P.R. n. 1113 del 1953 prevede che gli uffici di cui all'art. 2, comma 1, utilizzano le procedure dei sistemi informativi automatizzati del Ministero e i protocolli di trasmissione compatibili con il medesimo sistema informativo. 3. - Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha ribadito quanto già sostenuto nell'atto di costituzione, aggiungendo, quale ulteriore motivo di inammissibilità del conflitto, che quest'ultimo «non sembra configurare alcuna reale vindicatio potestatis quanto esclusivamente una vindicatio rei». Si tratterebbe, cioè di una pretesa a contenuto esclusivamente patrimoniale che non coinvolge, neppure mediatamente, l'accertamento della violazione di norme attributive di competenza di rango costituzionale. 4. - Con ricorso notificato il 10 settembre 2009 e depositato il 17 settembre 2009 (r. confl. enti n. 7 del 2009), la Regione siciliana ha sollevato - in riferimento all'art. 36 dello statuto di autonomia, agli artt. 2 e 4 del d.P.R. n. 1074 del 1965 e agli artt. 1, 2-bis, 2-ter, 2-quater, del d.P.R. n. 1113 del 1953 - conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione ai seguenti atti: a) decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 10 luglio 2009, n. 0003662; b) circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 10 luglio 2009, R.U. 70058, di attuazione del suddetto decreto; c) decreto del Ministro dei trasporti del 5 marzo 2008, n. 66T, in quanto allegato alla predetta circolare.