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Delega al Governo per l'istituzione di un Servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione. Onorevoli Senatori. – La scelta strategica operata con la legge n. 226 del 2004 (ora confluita nel codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010), che ha disposto la sospensione delle chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1º gennaio 2005, modificando il meccanismo dell'alimentazione del personale di truppa da quello basato sulla coscrizione obbligatoria a quello improntato a una personale volontarietà, si è dimostrata di indubbio successo in quanto la riduzione quantitativa degli organici delle Forze armate, conseguente all'introduzione del nuovo modello di difesa professionale, è stata ampiamente compensata dall'alto livello di specializzazione e di efficienza del relativo personale, impiegato, con lusinghieri risultati, in operazioni sempre più delicate in Patria e all'estero. In particolare, relativamente agli impegni sul territorio nazionale la disponibilità di personale militare professionale efficiente ha consentito di incrementare le misure di sicurezza dei punti sensibili in funzione antiterrorismo e di partecipare a interventi di concorso con le Forze di polizia, nonché a interventi in caso di pubbliche calamità. All'estero, invece, nei diversi teatri operativi dove operano i contingenti italiani, il contributo assicurato dai nostri militari a sostegno della pace e della sicurezza nelle aree di crisi è da tutti apprezzato e considerato essenziale, così come unanime è la riconoscenza dimostrata per la professionalità e per l'umanità che i militari italiani sanno esprimere a contatto delle popolazioni civili vittime dei conflitti, garantendo loro un quadro di sicurezza e riaccendendo la speranza di una vita normale e di un futuro dignitoso. È tuttavia da evidenziare che proprio l'accresciuto impegno dell'Esercito italiano nelle missioni internazionali di stabilizzazione e ricostruzione da un lato e, dall'altro lato, i sempre maggiori e complessi compiti che negli ultimi anni sono stati assolti in Patria dal personale militare hanno posto in evidenza la necessità di disporre di professionalità non disponibili o presenti in numero troppo esiguo nell'ambito del personale in servizio permanente o, ancora, la cui formazione e permanenza nei ranghi risulterebbero troppo onerose in relazione alle previsioni d'impiego. Occorre, poi, considerare l'elevato numero di cittadini italiani che, pur avendo fatto una scelta professionale diversa da quella militare, intendono mettere la propria disponibilità al servizio della Nazione, concorrendo alla difesa delle sue istituzioni, della collettività e dei suoi beni, sia sul territorio nazionale che all'estero. Si è manifestata pertanto l'esigenza, riconosciuta ormai pienamente dal punto di vista dottrinale e operativo, di individuare un modello di difesa più flessibile alle esigenze del Paese in cui, accanto a unità composte da personale in servizio permanente, si collochi un bacino di personale appositamente addestrato al quale attingere per assolvere incarichi particolari e per periodi di tempo determinati, selezionando il relativo personale dal mondo civile. La scelta operata dal disegno di legge in esame è proprio quella di istituire un Servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione, formato da reparti periodicamente addestrati, aggregati a reparti già esistenti su base regionale e composti da cittadini italiani – da inquadrare a seconda dei casi come ufficiali, sottufficiali e personale di truppa – che intendano mettere la propria disponibilità al servizio della Nazione, con il compito prioritario della difesa della Patria, sancito dall'articolo 52 della Costituzione e secondo i princìpi del citato codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010. Il personale del citato Servizio sarà arruolato previa accurata selezione psico-fisica attitudinale dell'aspirante arruolato e partecipazione ad un corso propedeutico di formazione da svolgere presso gli istituti di formazione militare di base e avanzata (articolo 2). Al fine di favorire la tempestività dell'impiego operativo, il personale appartenente al predetto Servizio sarà richiamato annualmente per svolgere cicli di addestramento tecnico-operativo, corrispondenti al reparto di appartenenza (articolo 4). Gli appartenenti al Servizio dovranno presentarsi ogni qualvolta saranno convocati da parte del comando da cui dipendono, con l'indicazione del periodo di richiamo, del suo inizio e della ragione del richiamo (articolo 5). Apposite norme sono poi previste per incentivare il personale civile all'arruolamento nel Servizio con particolare riferimento, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, al mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato e al mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro. Infine, sono previsti sia incentivi fiscali in favore dei datori di lavoro, proporzionali alla durata delle assenze dei loro dipendenti in ragione dei richiami per lo svolgimento di attività operative o di formazione, sia agevolazioni fiscali sulle imposte sul reddito in favore dei professionisti e dei lavoratori autonomi del medesimo Servizio, in ragione dei richiami per lo svolgimento di attività operative o di formazione. I volontari che sono lavoratori autonomi avranno, inoltre, diritto di percepire un'indennità per il mancato reddito relativo ai giorni in cui si sono astenuti dal lavoro per lo svolgimento delle attività di servizio, mentre per il personale del Servizio privo di occupazione al momento del richiamo in servizio sarà corrisposta, relativamente ai citati periodi di impiego, un'indennità corrispondente a quella prevista per il grado militare di inquadramento.. 1 (Istituzione di un Servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione) 1 Al fine di garantire uno strumento di difesa più flessibile alle esigenze del Paese, nonché di assicurare un contatto più costante tra i cittadini e le Forze armate, il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare l'istituzione e il funzionamento di un Servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione (SNM), con il compito prioritario della difesa della Patria, sancito dall'articolo 52 della Costituzione e secondo i princìpi di cui all'articolo 89 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. 2 Possono essere arruolati nel SNM i cittadini italiani in possesso dei requisiti indicati dall'articolo 3 che intendono concorrere alla difesa delle istituzioni, della collettività e dei beni della Patria, sul territorio nazionale e all'estero. 3 Il SNM è costituito in reparti aggregati a reparti già esistenti su base regionale, periodicamente addestrati e composti da ufficiali, da sottufficiali e da personale di truppa maschile e femminile. 4 I decreti legislativi di cui al comma 1, concernenti, tra l'altro, le modalità di accesso al SNM, la sua articolazione interna e lo status giuridico ed economico del relativo personale, sono adottati sulla base dei princìpi e criteri direttivi indicati dalla presente legge, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari che si esprimono entro sessanta giorni dalla data di assegnazione del relativo schema, corredato dei pareri previsti dalla normativa vigente.