[resaula]

in questi ultimi anni è stata non sufficientemente incrementata la formazione professionale diretta, sia agli insegnanti perfezionati nel sostegno, sia per ciascuno degli insegnanti curricolari delle classi italiane di ogni ordine e grado; il deciso e fermo potenziamento di queste particolari esperienze professionali costituirebbe una risposta chiara al precetto giuridico di cui all'articolo 3 della Costituzione secondo il quale "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"; tutte le "indicazioni" e le "linee guida", che negli anni sono state emesse, ribadiscono che la "diversità" impone all'azione didattica ed educativa una matura sfida culturale e professionale: essere capaci di affrontarla, possedendo o cercando di farlo, anche a seguito di una specifica formazione professionale, le adatte abilità nelle strategie didattiche inclusive, darebbe, di fatto, risposte concrete e necessarie non solamente ai bisogni e alle necessità formative degli alunni con disabilità o con disturbi specifichi di apprendimento, con altre difficoltà o disturbi evolutivi e con svantaggio sociale e culturale, ma anche, ed è questa la vera novità culturale della scuola italiana, la qualità dell'apprendimento di tutti gli alunni; l'attuale prospettiva pedagogica internazionale propone una forma di piena inclusione che, partendo dal riconoscimento degli alunni disabili nella scuola, si apre all'inclusione per tutti i bisogni educativi speciali e conseguentemente accoglie pienamente tutti gli alunni fornendo risposte adeguate a ogni genere di difficoltà; tale necessità delinea le ambizioni programmatiche di una scuola che sa rispondere adeguatamente alle specificità individuali di tutti gli alunni, non soltanto a quelle degli alunni disabili o con BES, una scuola che non pone barriere, anzi valorizza le differenze individuali di ognuno e facilita la partecipazione sociale e l'apprendimento, e una scuola fattore di promozione sociale, davvero attenta alle caratteristiche individuali, sia nel caso delle difficoltà sia per ciò che concerne la variabilità "normale" ed "eccezionale", integrando dentro di sé inclusione e integrazione; l'articolo 8 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, come modificato dal decreto legislativo 7 agosto 2019, n. 96, stabilisce che ciascuna istituzione scolastica, nell'ambito della definizione del piano triennale dell'offerta formativa (PTOF), predispone il piano per l'inclusione che definisce le modalità per l'utilizzo coordinato delle risorse, compreso l'utilizzo complessivo delle misure di sostegno sulla base dei singoli piani educativi individualizzati di ogni bambina e bambino, alunna o alunno, studentessa o studente, e, nel rispetto del principio di accomodamento ragionevole, per il superamento delle barriere e l'individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento nonché per progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell'inclusione scolastica, impegna il Governo: 1) a porre in essere appositi interventi vòlti a disciplinare in maniera più esaustiva ed efficace la conditio vulneris evidenziata; 2) a procedere all'indizione di una selezione pubblica per titoli ed esame orale, il cui unico requisito di accesso per i posti di sostegno sia il titolo di specializzazione, senza ulteriori vincoli, finalizzata a un'immediata immissione in ruolo delle cattedre di sostegno; 3) a sollecitare il raggiungimento di un superiore obiettivo qualitativo delle docenze, anche attraverso il riesame della possibilità di una progettazione curricolare elastica e aperta a tutte le differenti abilità, orientata all'incremento di competenze aggiuntive sviluppate che collaborino al percorso educativo personalizzato degli alunni. Interrogazioni Atto n. 3-01778 GARNERO SANTANCHE' CIRIANI Al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: tra le misure adottate in questi mesi per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19, numerosi sono stati i divieti e le limitazioni che hanno interessato il mondo dello sport, con la sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina; in particolare, a pagare un prezzo altissimo è stato il calcio, con la sospensione praticamente di tutti i campionati e la chiusura degli stadi al pubblico; fermo restando l'esigenza prioritaria di garantire la massima tutela della salute e la sicurezza sanitaria, sarebbe opportuno valutare l'adozione, in tempi rapidi, di protocolli efficaci che garantiscano la riapertura degli stadi secondo standard di sicurezza, consentendo ad esempio la presenza di un numero limitato di tifosi, sulla base delle dimensioni e della capienza degli impianti; numerose sono le sollecitazioni in tal senso che provengono dalle diverse associazioni di settore (federazioni sportive, tifoserie, eccetera), sia per esigenze di programmazione sia per dare segnali, altamente simbolici ed ottimistici, di fiducia e di un ritorno alla normalità, con tutte le precauzioni comunque ancora indispensabili; prolungare la disputa delle competizioni sportive calcistiche a porte chiuse, quando altri settori stanno invece lentamente ritornando alla normalità, nel rispetto di tutte le misure di prevenzione adottate, significa, in sostanza, penalizzare un settore in cui la partecipazione emotiva, anche in presenza, è un elemento essenziale dello spirito competitivo che lo caratterizza; non si capisce, dunque, quali siano le motivazioni reali per cui ancora perdura questa situazione di stallo e di incertezza, quando ben si potrebbero adottare misure di prevenzione e protocolli di sicurezza, come avviene per tutti gli altri luoghi pubblici e privati (parchi, ristoranti, eccetera), ben tenendo conto delle specificità degli impianti, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo stia predisponendo al fine di trovare, in accordo anche con le federazioni sportive e le associazioni di settore, le soluzioni necessarie e adeguate a garantire in tempi rapidi una riapertura graduale e in sicurezza degli stadi, sulla base anche delle specificità di ogni impianto (ad esempio capienza, dimensioni, eccetera) e delle caratteristiche delle singole squadre in competizione. Atto n. 3-01779 DE PETRIS Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i primi giorni di febbraio 2020 alcune agenzie di stampa economica in Italia hanno annunciato la richiesta di un prestito ad alcune banche italiane da parte dell'Egitto, volto al finanziamento dell'acquisto di due fregate Fremm Bergamini e ad alcuni velivoli fabbricati dall'azienda Leonardo. Nel corso delle settimane il valore dell'operazione è aumentato esponenzialmente, con l'inclusione aerei da combattimento, missili e altre fregate, come confermato dal Consiglio dei ministri dell'11 giugno 2020 che ha approvato l'avvio di un accordo con il Governo egiziano per una commessa relativa alla vendita di una partita di armi dal valore di circa 11 miliardi di euro; la relazione governativa annuale sull' export di armamenti, trasmessa al Parlamento nel mese di maggio 2020, va nella stessa direzione, confermando la tendenza ad un significativo aumento dell' export di armamenti da parte del nostro Paese (circa l'80 per cento dal 2014);