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Il 24 giugno 2017 l'Italia ha notificato alla Commissione europea il piano di aiuti per facilitare la liquidazione delle due banche. La crisi della Veneto Banca SpA e della Banca popolare di Vicenza SpA è quindi sfociata nella messa in liquidazione delle stesse, che ha prodotto ingenti perdite in capo agli azionisti, sia grandi investitori che piccoli risparmiatori, che detenevano per lo più le azioni in depositi bancari in regime dichiarativo o di risparmio amministrato. L'articolo 67, comma 1, lettere c) e c-bis) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, prevede la deducibilità delle minusvalenze solo se « realizzate mediante cessione a titolo oneroso », escludendo la possibilità di dedurre la perdita generatasi in sede di liquidazione (diversamente, per esempio, da altre tipologie di titoli quali le obbligazioni). Giova ricordare che la legge del 30 dicembre 2018 n.145 (legge di bilancio per il 2019) ha istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze il Fondo indennizzo risparmiatori (FIR), per l'erogazione di indennizzi a favore dei risparmiatori – azionisti e obbligazionisti – che hanno subito un pregiudizio – a causa delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998 – da parte di banche e loro controllate con sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Il citato Fondo gestito da Consap aveva una dotazione iniziale di 1.575 milioni, che è stata utilizzata solo in parte. Occorre, quindi, prevedere ulteriori misure per i risparmiatori che non hanno beneficiato del predetto Fondo. Al fine di non penalizzare eccessivamente i risparmiatori, con il presente disegno di legge si ritiene opportuno prevedere una misura straordinaria di deducibilità delle minusvalenze prodotte dalla crisi della Veneto Banca Spa e della Banca popolare di Vicenza Spa attraverso il rilascio di un'apposita certificazione da parte degli intermediari presso cui le azioni e le obbligazioni subordinate sono depositate o trasferite. Eventuali proventi che dovessero derivare in sede di liquidazione saranno tassati come corrispettivi di vendita assumendo un nuovo costo fiscale pari a zero.. 1 1 Gli intermediari vigilati dalla Banca d'Italia presso cui sono depositate o trasferite le azioni e le obbligazioni subordinate Tier 1 e Tier 2 della Veneto Banca Spa e della Banca popolare di Vicenza Spa rilasciano, su richiesta del titolare, un'apposita certificazione ai sensi del comma 5 dell'articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, contenente le informazioni necessarie a consentire la deduzione, agli effetti tributari, della perdita derivante dalla liquidazione delle suddette società, determinata assumendo come corrispettivo un valore pari a zero. Eventuali proventi conseguiti dalla liquidazione delle suddette società sono considerati corrispettivi da cessione a titolo oneroso. 2 Possono accedere alla deduzione di cui al comma 1 i soggetti ai quali non sono stati erogati gli indennizzi di cui ai commi 493 e seguenti dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ovvero che vi abbiano rinunciato. 3 Agli oneri derivanti dalla presente legge si provvede a valere sulle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 493, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.