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l'attuale consiglio di reggenza dell'accademia, da statuto forte di 21 membri fra temporanei e permanenti, è formato dai previsti 12 membri eletti dall'assemblea generale per un triennio (7 dei quali, invece dei 5 previsti insieme al conservatore del museo, sono oggi anche nella giunta esecutiva) e 8 membri permanenti, in rappresentanza degli enti fondatori (ad oggi 7, in attesa del soggetto designato da Roma capitale), nonché da 3 membri cooptati e una bibliotecaria; risulta agli interroganti che il consiglio di reggenza sia scaduto il 19 febbraio 2022 ma si sia poi auto-prorogato alla scadenza naturale (25 luglio 2022) della nomina del presidente, Giovanni Iacovelli, anomalia che si è aggiunta a quella, parimenti sorprendente, delle nomine di accademici ad oggi non ratificate dal Ministero della cultura, che nei confronti dell'accademia esercita compiti di tutela e vigilanza per il tramite della Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali, benché l'art. 4 dello statuto condizioni l'ingresso in carica dei soci all'assenso espresso da quel dicastero e l'art. 14 faccia altrettanto per i membri temporanei del consiglio di reggenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa chiarire se sussistano le condizioni per un'ulteriore proroga sine die dell'attuale consiglio di reggenza dell'accademia di storia dell'arte sanitaria (e se questa debba essere avallata o meno dal Ministero della cultura) o non si debbano invece indire immediatamente le elezioni per il rinnovo di tale organo e la designazione del nuovo presidente; se sussistano le condizioni di esclusione dal voto che eleggerà il nuovo consiglio di reggenza per i soci la cui nomina non è stata ratificata dal Ministero, quindi da statuto mai entrati in carica come soci né in grado di diventare membri del consiglio se non previo assenso ministeriale, e se non sia il caso di optare per un commissariamento temporaneo dell'ente, in attesa della conclusione della procedura. Atto n. 4-07340 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: è tuttora aperta presso il Tribunale di Pistoia la procedura fallimentare n. 32, conseguente alla sentenza n. 38 del 7 luglio 2017, relativa ad un "Castello, immobile di pregio artistico e storico" sito in via Domenico Giuli n. 1-3 a Crespina Lorenzana (Pisa); dopo due tentativi di vendita senza incanto del "lotto A. Compendio immobiliare denominato Villa Giuli formato da più corpi di fabbrica sviluppati su parti interrate e seminterrate e più piani, oltre a pertinenze scoperte e terreni annessi" andati deserti a giugno 2019 (prezzo base 695.000 euro) e a gennaio 2022, un portale delle aste giudiziarie oggi lo dice "venduto" con modalità asincrona telematica nell'asta del 14 giugno 2022, dove il prezzo base era di 534.000 euro e l'offerta minima di 401.000. Un altro portale, però, dal 28 luglio 2022 fissa la data dell'asta successiva dello stesso lotto A2789740 al 29 novembre 2022, con prezzo base 400.000 euro e offerta minima di 300.000, lasciando intuire che anche l'ultima tentata vendita non è andata a buon fine: il portale del tribunale lo attesta, infatti, "non aggiudicato", come si apprende dal sito "astegiudiziarie.it"; considerato che il complesso edilizio noto come villa Giuli o villa-palazzo di Lorenzana, eretto nella parte settentrionale dell'abitato storico e poderosamente contraffortato, pare che esistesse fin dalla prima metà del XVI secolo ma è conservato nelle forme assunte nel secondo Settecento, al netto degli interventi di modifica, restauro e ampliamento dei volumi voluti nel tardo Ottocento da Domenico Giuli. Il valore storico dell'immobile, forte di 81 stanze distribuite fuori terra su tre piani, più altana e locali interrati su due piani, con giardino e parco storico attiguo, valore riconosciuto con dichiarazione d'interesse culturale particolarmente importante n. 177 del 10 maggio 2006 ai sensi dell'art. 10, comma 1, del decreto legislativo n. 42 del 2004, sarebbe accresciuto da affreschi che ornavano le sale di rappresentanza (si veda sul sito "spazioinwind.libero.it/amministrareinsieme/villagiuli.htm"); valutato che: acquistato dal Comune il 7 marzo 1980 ad un prezzo molto conveniente quando era ancora in buono stato, a seguito di ipotesi d'utilizzo valutate collegialmente con i Comuni limitrofi, la Provincia e la Regione a fini ricettivi (oscillando tra destinazione socio-sanitaria e turistica) ma mai concretizzate per oltre 20 anni, il compendio, articolato in più corpi ed esteso su 3.200 metri quadri, si è andato inesorabilmente degradando a causa della mancata manutenzione seguita all'abbandono ("bud2-diario.blogspot.com/2008/01/villa-giuli-lorenzana-pisa.html"), al punto che le coperture sono collassate in più punti e diversi settori risultano inagibili perché collabenti, mentre ancora si perseguivano astratte ipotesi di utilizzo sovente incompatibili con le previsioni di tutela dell'allora Soprintendenza ai beni architettonici; messa infine all'asta e comprata da una società immobiliare il 17 ottobre 2007 per 1,1 milioni di euro, dopo che il Ministero per i beni e le attività culturali aveva autorizzato il Comune all'alienazione di villa Giuli (16 agosto 2007) senza poi esercitare il diritto di prelazione ex art. 60 del codice nonostante l'avesse assoggettata a vincolo, la proprietà iniziò in effetti i necessari lavori di restauro del complesso, già allora in "pessimo stato di conservazione e manutenzione", previa messa in sicurezza (tanto è vero che davanti a gran parte delle facciate sono montati ponteggi fissi, già coperti da teli di protezione e decorativi, oggi inagibili anch'essi), per interromperli però quasi immediatamente e assicurare soltanto, per qualche tempo, la pulizia degli spazi esterni (si legga "A villa Giuli è tutto fermo" su "Il Tirreno"); da ultimo, con il fallimento della Badino S.r.l. e la sentenza del 2017, si è pervenuti ai tentativi in atto di vendita a corpo di un compendio articolato in 3 lotti, il primo dei quali è appunto quello che qui interessa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa spiegare perché il Ministero per i beni culturali abbia consentito che villa Giuli, assoggettata a vincolo tutorio nel 2006, fosse venduta a privati e lasciata andare in rovina fino a raggiungere le odierne deplorevoli condizioni di completo degrado in attesa che un'asta giudiziaria le dia un nuovo intestatario, evenienza non ancora verificatasi a distanza di più di 16 anni;