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Si tratta di capire se vogliamo che l'Italia - non Torino o il Piemonte - non rimanga marginale rispetto all'Europa, e neanche per la generazione presente in quest'Aula - tanto per capirci - ma per quelle future, oppure se il nostro Paese debba rimanere un'area periferica. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Lo vedremo comunque in occasione del dibattito sulla legge di bilancio e con gli opportuni confronti. Naturalmente con la legge di bilancio 2019 si capirà se il Governo intende continuare con provvedimenti punitivi nei confronti delle imprese o puntare, invece, sulla valorizzazione del capitale umano, cercando di premiare i migliori, quelli che lavorano di più. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci corre l'obbligo di precisare - è una valutazione che credo il Ministro da parte sua vorrà approfondire - che, nonostante negli anni scorsi siano state attivate agevolazioni per i contratti a tempo indeterminato (che alla Camera lo stesso Governo ha prorogato), molte aziende hanno scelto il contratto a tempo determinato, perché era la tipologia contrattuale che più si confaceva alle prospettive di crescita di quelle imprese, per la stagionalità, per il turismo e per i servizi. Addirittura si sono create delle condizioni che attualmente rendono impossibile l'attivazione del contratto a tempo indeterminato per alcuni che hanno l'azienda divisa e quindi non possono farlo, a differenza di altri che, avendo invece l'azienda unitaria e più licenze, possono ricorrervi. Ci sono quindi situazioni assurde di questo genere. Le stesse proiezioni ufficiali, che vedono oggi l'attivazione di 60.000 contratti a tempo indeterminato, grazie ai 162 milioni di incentivi ora introdotti, non ci dicono quanti se ne sarebbero attivati ugualmente senza incentivi. Così non funziona e non possiamo partire dal concetto di condannare le piccole e piccolissime imprese, quelle dell'artigianato, del commercio e della manifattura, che non sono rappresentate da Confindustria, collega Bagnai, ma che hanno creato comunque, in questi ultimi anni, molti più posti di lavoro che non la crescita economica generale che si è registrata nel nostro Paese: lo hanno fatto con il tempo determinato, iniziando da una prova per arrivare poi all'indeterminato. A queste imprese va quindi un encomio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . A dimostrarci che non esiste un'emergenza sono i dati, peraltro del tutto in media, anzi, al di sotto della media rispetto all'Unione europea e nessuno naturalmente vieta ai contratti a tempo determinato di diventare poi a tempo indeterminato. Subire però penalizzazioni perché si dà lavoro è l'ultima cosa che chiedono gli imprenditori, così come perdere il lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non potrà infatti essere rinnovato il contratto e quindi trasformato poi eventualmente in tempo indeterminato, che è quello che può chiedere un lavoratore. La dignità è avere un lavoro in regola, magari vivendo la speranza di veder rinnovato il contratto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Come Gruppo abbiamo chiesto a gran voce che in particolare i colleghi della Lega, che con noi hanno condiviso il programma di Governo del centrodestra, insistessero per avere i voucher , perché li consideriamo una soluzione per regolarizzare il più possibile lavori che non hanno la possibilità di continuità e che ben vanno incontro - anche per i soggetti pubblici, se saranno introdotti - all'esigenza di aiutare le fasce più deboli. Non su tutto; alcuni sono stati posti, a livello molto limitato, purtroppo, per poche categorie, creando peraltro discriminazioni tra soggetti similari. Credo sia dimostrato che ricorrere solo alla regolamentazione delle forme contrattuali non risolve il problema. È l'economia che cresce che crea il lavoro, è la fiducia degli imprenditori, fiducia che peraltro, come qualcuno ha detto, con cinque regimi in quattro mesi, da qui a ottobre, viene minata. Allo stesso modo, temiamo che i nuovi limiti minimi e massimi creino maggiore difficoltà e siamo diffidenti sull'azione verso i centri per l'impiego, che finora hanno creato solo il 3 per cento di occupazione nel loro ruolo di tramite rispetto all'occupazione, di collocamento, per usare un vecchio termine. Al contrario, ritenevamo un'occasione utilizzare il decreto-legge per risolvere la questione scuola, per dare percorsi di certezza ai docenti anche delle scuole paritarie. In merito alle delocalizzazioni... PRESIDENTE.Concluda, senatore. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . ...per colpire pochi grandi, e un po' malfattori, che hanno delocalizzato dopo aver percepito gli incentivi, si rischia di minare il processo di internazionalizzazione del nostro Paese, delle nostre imprese e delle più piccole imprese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Buoni alcuni altri interventi. Concludo, Presidente, dicendo che per noi con questo decreto-legge si è persa l'occasione di dare almeno alcune risposte. Una su tutte: la Bolkestein. Potevamo dare una risposta, così come sulla scuola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'unico nesso che vediamo con la dignità è farla perdere alle migliaia di persone - forse anche 130.000, come citavano gli ultimi dati - che non si vedranno più rinnovato il contratto di lavoro. Per questi motivi, noi votiamo contro. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Molte congratulazioni) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, presidente Conte, illustri colleghi, nell'ampio dibattito parlamentare che si è svolto su questo decreto-legge, in Assemblea e nelle ventisei ore di Commissione, ci sono stati diversi spunti di vero interesse che questa maggioranza ha ascoltato, ma sono anche state usate parole che faccio difficoltà a collocare in questo dibattito. Si è parlato di decreto indignità e di vergogna: ebbene, con questa difficoltà, mi chiedo esattamente di cosa dovremmo vergognarci. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . VERDUCCI (PD) . Di tutto! PATUANELLI (M5S) . Dovremmo forse vergognarci di aver rimesso al centro del dibattito politico il tema dei diritti dei lavoratori? Io credo di no. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Dovremmo vergognarci di aver posto un ulteriore freno a imprese che vengono a sfruttare i lavoratori e gli aiuti su questo territorio per poi delocalizzare e lasciare in strada le persone? Io credo di no, non dovremmo vergognarci. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Dovremmo forse vergognarci di aver voluto tutelare quella famiglia che, magari, ha un figlio o un familiare sul baratro per colpa del gioco d'azzardo e la sera mentre sta cenando vede la pubblicità del gratta e vinci? Credo che non dobbiamo vergognarci di aver tolto questa umiliazione a quella famiglia. Credo che dobbiamo esserne orgogliosi. (Commenti della senatrice Ronzulli).