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Il senatore Marco PELLEGRINI ( M5S ) si ricollega alle considerazioni svolte dal senatore Tosato, osservando come il provvedimento su "quota 100" non rientrava soltanto nel programma della Lega, ma anche del Movimento 5 Stelle. Con riguardo alle critiche avanzate sempre dai senatori della Lega sull'incremento della pressione fiscale, che sarebbe stato determinato dalla manovra in discussione, ricorda che nel biennio 2019-2020 il rapporto tra pressione fiscale e prodotto interno lordo rimarrà stabile al 41,9 per cento. In effetti, la manovra non comporta un aumento del carico fiscale, se non limitatamente a soggetti che, in precedenza, non hanno adempiuto ai propri doveri fiscali, mentre la grande maggioranza dei contribuenti avrà un beneficio dalle misure proposte dal Governo, come si evince dalla semplice lettura della rubrica degli articoli iniziali del provvedimento dedicati alla deducibilità dell'IMU, alla riduzione della cedolare secca sugli affitti, all'istituzione di un Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti e alla riduzione dei premi e dei contributi INAIL. Altresì, sono previste nuove risorse dal contrasto all'evasione fiscale, dalla revisione degli indicatori sintetici di affidabilità e dalle misure sulla rivalutazione delle partecipazioni societarie, con la conseguenza che i 7 miliardi di maggiori entrate derivano non da una aumento del prelievo, ma dal restringimento di sacche di elusione e dallo spostamento di tassazione. Rispondendo alla critica sulla perequazione delle pensioni, osserva come la manovra in esame preveda un intervento perequativo al cento per cento a fronte di quello dello scorso anno che era limitato al novantasette per cento. Da ultimo, osserva come le imposte di scopo, quali la plastic tax e la sugar tax, siano funzionali a favorire la transizione verso consumi più efficienti ed ecologicamente sostenibili. La senatrice L'ABBATE ( M5S ) si sofferma sulla plastic tax, osservando come questa sia una misura fiscale già presente in diversi Stati europei, tra cui la Danimarca, e che vada inquadrata in una linea politica finalizzata a favorire una trasformazione dei modelli produttivi e dei consumi. Ricordando che essa si accompagna a misure per incrementare l'occupazione, per esempio nel settore dell'economia circolare. Il senatore SACCONE ( FI-BP ) rivendica la contrarietà del proprio Gruppo sia a misure come il reddito di cittadinanza sia a "quota 100", sostenendo come gli eventi futuri abbiano dato ragione a questa posizione. Fa poi presente che, secondo i dati avallati dall'Ufficio parlamentare di bilancio, sia la manovra del Governo Conte I sia quella in discussione abbiano incrementato la pressione fiscale di un decimale di punto rispetto al PIL. Peraltro, proprio una componente della maggioranza, quale Italia Viva, critica il Governo per la propensione ad aumentare la pressione fiscale. Con riguardo alla plastic tax , ne denuncia l'effetto devastante sul tessuto imprenditoriale ed occupazionale di interi comparti produttivi. La senatrice PIRRO ( M5S ) sottolinea, con riguardo alla plastic tax, che la maggiore parte dei Paesi europei sta muovendosi nella direzione di penalizzare le condotte inquinanti, adottando misure fiscali volte a favorire modelli di sviluppo ecocompatibili. Anche con riguardo alle auto aziendali, nel condividere l'opportunità di un ripensamento della norma, fa presente la necessità che le relative misure siano legate al rinnovo del parco automobilistico. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, rivendica la battaglia del Movimento 5 Stelle nell'aver introdotto una misura di sostegno alle fasce deboli fortemente richiesta dal Paese e, per la quale è in via di implementazione la seconda fase basata sull'inserimento degli aventi diritto nel mercato del lavoro. Il senatore ZULIANI ( L-SP-PSd'Az ) stigmatizza fortemente le misure contenute nella manovra di finanza pubblica, rilevando, con riferimento alla plastic tax , che essa risulta del tutto incoerente rispetto alle politiche sul riciclo dei rifiuti e sullo sviluppo ecocompatibile adottate dai comuni italiani più virtuosi e dai Paesi europei maggiormente all'avanguardia. Evidenzia come l'educazione all'ambientale non possa essere imperniata sull'incremento del carico fiscale ed invita la maggioranza ad un esame di coscienza per rivedere norme, come la plastic tax o la sugar tax, fortemente penalizzanti per l'economia italiana. Il senatore DAMIANI ( FI-BP ), ricollegandosi alle testimonianze fornite dai soggetti chiamati in audizione, evidenzia come tutte le organizzazioni del mondo produttivo e dei lavoratori abbiano espresso forti critiche nei confronti dell'impianto complessivo della manovra, che risulta privo di una visione di politica economica e di sviluppo. Nel sottolineare l'incremento dal 41,8 al 41,9 per cento del rapporto tra pressione fiscale e prodotto interno lordo, fa presente come la plastic tax , in altri Paesi europei, non sia accompagnata dagli oneri che in Italia già gravano per l'erogazione dei servizi di imballaggio e presenti una modulazione non vessatoria, a differenza di quella contenuta nella proposta del Governo. Manca poi una seria politica di revisione della spesa pubblica, in barba alle promesse avanzate dal Movimento 5 Stelle in campagna elettorale volte a recuperare 50 miliardi attraverso risparmi di spesa. Per quanto riguarda il regime forfettario per le partite IVA e i professionisti, critica le continue modifiche dei regimi fiscali con la conseguenza di complicare la vita dei contribuenti. Sottolinea altresì la necessità di contrastare seriamente l'evasione fiscale attraverso l'emersione del "nero" e dell'economia sommersa, anziché con inutili minacce vessatorie, auspicando, in conclusione, che l'impianto della manovra venga profondamente rivisto e migliorato nel corso dell' iter parlamentare. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che dalla manovra finanziaria del Governo emerga la mancanza di una visione, il che è conseguenza della maledizione alla quale il Paese è consegnato dal contesto politico ed economico di riferimento. Altresì, riconosce al ministro Gualtieri la grande onestà intellettuale di aver definito il criterio del PIL potenziale come un parametro inaffidabile per valutare l'andamento dell'economia. Ritiene, altresì, come tale parametro inneschi una sorta di circuito vizioso, in combinato disposto con il perseguimento della stabilità dei prezzi. L'attuale manovra rappresenta, quindi, un'operazione di galleggiamento dovuta al fatto che l'Italia è rimasta da sola a difendere il vuoto simulacro del PIL potenziale. Ricorda che la proposta della Lega consiste nella predisposizione di una manovra espansiva basata sull'aumento del rapporto deficit -PIL ad un livello prossimo al 3 per cento, ma comunque inferiore al 3,1 per cento programmato dal governo francese. Osserva che si continua purtroppo a raschiare il fondo del barile, al fine di galleggiare per un altro anno, in assenza di un'assunzione collettiva di responsabilità, che richiederebbe la predisposizione di una manovra coraggiosa basata sulla consapevolezza dell'ottusità di regole di bilancio pro-cicliche.