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(Richiami del Presidente) . Ho quasi concluso, signor Presidente. In entrambi i casi sappiamo che i bambini che nasceranno saranno privati della figura paterna o materna dal capriccioso egoismo di due adulti, che hanno più denaro. Questo è vero schiavismo. PRESIDENTE. Concluda, per favore. PILLON (L-SP) . Concludo, signor Presidente. Questo è attentare alla dignità della donna. Signor Ministro, visto che riusciamo a dire che chi ruba un'auto all'estero non può legittimamente registrarne la proprietà in Italia, mentre riusciamo a registrare in Italia dei bambini, come se fossero figli di due padri, comprati all'estero, vorrei sapere cosa intende fare per garantire che i sindaci rispettino la normativa vigente, che vieta utero in affitto e traffico di gameti... PRESIDENTE. Per favore, concluda. PILLON (L-SP) . ...e impedire la legittimazione ex post di tali pratiche. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, senatore Salvini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SALVINI, ministro dell'interno e vice presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, ringrazio il senatore Pillon. Negli ultimi mesi si sono registrati diversi casi di richieste di iscrizione e trascrizione di atti di nascita da parte di persone dello stesso sesso, rispetto alle quali alcuni ufficiali dello stato civile, nel solco del vigente ordinamento, hanno correttamente opposto diniego, ritenendole contro la legge. Altri uffici comunali, invece, hanno ritenuto di procedere alla formazione degli atti richiesti andando oltre, a mio avviso, le norme vigenti. Sul tema, che, come intuibile, va al di là della stretta valutazione in termini giuridici, si stanno sviluppando posizioni diversificate: mi riferisco, in particolare, all'ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale del tribunale di Pisa dell'11 maggio scorso, che solleva la questione di legittimità costituzionale della normativa di stato civile, nella parte in cui non consente la formazione in Italia di un atto di stato civile in cui siano riconosciuti come genitori due persone dello stesso sesso. Sul piano amministrativo, i diversi contenziosi attualmente in corso hanno suggerito al Ministero l'opportunità di richiedere all'Avvocatura generale dello Stato - e lo abbiamo fatto - le proprie valutazioni di ordine legale, prima di definire linee di indirizzo, che ho intenzione di diramare a tutte le prefetture e a tutti gli enti interessati. Ritengo necessario attendere tali valutazioni, tenuto conto dell'orientamento del Consiglio di Stato, volto ad escludere che il prefetto possa annullare l'atto dell'ufficiale dello stato civile in assenza di un'espressa previsione di legge. Dal mio punto di vista, comunque, ad oggi esistono alcuni punti fermi. Il primo: secondo il vigente ordinamento di stato civile, gli atti di nascita si formano e si iscrivono nei relativi registri, indicando quali genitori la madre partoriente e il padre biologico. Punto. (Commenti della senatrice De Petris). Tale principio viene anche riaffermato con riferimento alla notazione nell'atto di nascita del riconoscimento di filiazione, che richiede la preventiva verifica in capo al soggetto dichiarante della condizione di paternità o maternità. Secondo punto fermo: l'articolo 12 della legge n. 40 del 2004 considera le pratiche dell'utero in affitto e della compravendita di gameti umani e di bambini quali fattispecie delittuose. Sono dei reati. Finché campo e finché sarò membro di questo Governo, l'utero in affitto e i bambini in vendita non esisteranno in Italia come pratica che lede il diritto del bambino, della mamma e del papà. (Applausi del senatore Giarrusso) . Attendiamo quindi la sentenza dell'Avvocatura dello Stato. Nell'interesse collettivo e in particolare dei bambini, il diritto ad avere una mamma e un papà è un diritto a cui io e questo Governo daremo fiato, voce e difesa in ogni sede possibile e immaginabile. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Pillon, per due minuti. PILLON (L-SP) . Signor Presidente, signor Ministro, sono pienamente soddisfatto della risposta. Ringrazio il Ministro per aver indicato con chiarezza quali sono da considerarsi le condotte lecite e le condotte illecite da parte dei sindaci e lo ringrazio per avere annunciato un suo provvedimento amministrativo, che lo chiarisca in modo definitivo. Ringrazio il ministro Salvini anche per avere ricordato che madre è solo colei che partorisce e padre è solo colui che ha concepito. MALPEZZI (PD) . Quindi chi adotta non è madre! PILLON (L-SP) . Ci auguriamo che le amministrazioni e anche alcuni tribunali vogliano ottemperare a queste indicazioni che, oltre ad essere conformi alla legge, sono soprattutto conformi alla naturalità delle cose, al buon senso e al superiore interesse dei fanciulli. (Applausi dal Gruppo L-SP) . MALPEZZI (PD) . Quindi è madre solo chi partorisce. E chi adotta? PRESIDENTE . Il senatore Dal Mas ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00124 sulle occupazioni abusive di edifici, per tre minuti. DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, senatrici e senatori, signor Ministro, lei conosce bene questa vicenda - ne ha parlato diverse volte - dell'occupazione abusiva di immobili, una piaga di questo Paese, anche se probabilmente in tutti i Paesi occidentali accade questo. La questione, però, ha avuto un'accelerazione a seguito di due recenti sentenze, che lei certamente conosce, del tribunale civile di Roma, emesse a distanza di otto mesi, che hanno realizzato un vero e proprio cambio di paradigma su questa vicenda, affermando principi sui quali poi velocemente mi soffermerò richiamandoli. La questione è nota perché già nella precedente legislatura il Capo della Polizia, nel corso di un'audizione presso la Commissione d'inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado di città e periferie, ha dato questi dati: Catania oltre 100 unità, Genova 3.000 appartamenti, Reggio Calabria 110 alloggi, Roma 101 edifici, Torino 24 stabili, Venezia 19 immobili occupati e 14 invasioni di terreni. Se non erro, nel contratto di Governo per il cambiamento del Paese, voi avete indicato un apposito capitolo, a pagina 44-45, dove avete, anche in modo direi preciso, indicato in circa 48.000 alloggi la dimensione di questo fenomeno. Tornando alle recenti decisioni del tribunale di Roma, una del novembre del 2017, una più recente di luglio 2018, lo Stato italiano è stato condannato a risarcire i proprietari per l'occupazione abusiva di immobili e sostanzialmente si parla di cifre abbastanza interessanti, anzi importanti, quasi spaventose: in un caso di 266.000 euro mensili, nell'altro caso 28 milioni di euro. In particolare, nelle richiamate decisioni si afferma un principio: la latitanza dello Stato, che ha significato la mancata prevenzione, al fine di evitare l'occupazione, e il mancato sgombero degli immobili.