[resaula]

I piani terapeutici interessati si riferiscono a specifiche patologie che includono ausili e dispositivi monouso e protesici. La proroga si rende necessaria al fine di ridurre il rischio di infezioni da Covid, limitando l'affluenza negli ambulatori specialistici per ottenere il rinnovo dei piani in questione. Ai sensi del comma 4, viene poi precisato che i termini previsti da disposizioni legislative diverse da quelle individuate nell'allegato, sebbene connessi o correlati alla cessazione dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, non sono modificati a seguito della proroga al 15 ottobre dello stato di emergenza e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020. Il comma 5 dispone che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, da adottarsi sentiti i Presidenti delle Regioni interessate nel caso in cui le misure riguardino esclusivamente una Regione o alcune Regioni, ovvero il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel caso in cui riguardino l'intero territorio nazionale, e comunque per non oltre dieci giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, continua ad applicarsi il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020. A tale proposito, si ricorda che il 7 agosto scorso è stato emanato un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per disciplinare le misure da adottare per il contenimento del contagio, con efficacia fino al 7 settembre, e che il 7 settembre è stato emanato un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia valido fino al 7 ottobre prossimo. Il comma 6 stabilisce che il rinnovo dell'incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza possa essere disposto per più di una volta con successivi provvedimenti e per al massimo ulteriori quattro anni. Ricordo che attualmente l'incarico dei direttori, della durata massima di quattro anni, può essere rinnovato una sola volta; viene quindi modificata la durata massima, che rimane pertanto di quattro anni per il primo incarico più un massimo complessivo di ulteriori quattro anni, prevedendo al contempo la possibilità che vi siano più provvedimenti successivi di rinnovo dell'incarico anziché uno solo. Nella relazione illustrativa del decreto si evidenzia che la disposizione introduce un elemento di flessibilità per garantire le diverse situazioni e i possibili contesti, come ad esempio l'attuale stato di emergenza sanitaria, la continuità e la funzionalità della guida degli apparati di intelligence. Si intende così evitare possibili pregiudizi in un settore particolarmente delicato quale quello preposto alla tutela della sicurezza nazionale. Aggiungo una qualità di questo tipo di norma: in tutte le funzioni dello Stato che debbano presentare una garanzia di terzietà - penso per esempio alla Presidenza della Repubblica o alle Authority di controllo - la durata prevista per i loro mandati è sempre più lunga di quella della legislatura, questo a garanzia dell'indipendenza di queste cariche, esattamente come noi richiediamo a coloro che difendono la nostra sicurezza un'indipendenza dalla possibile influenza delle maggioranze delle quali possono essere espressione. Proprio per dare conto di queste disposizioni, nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati il titolo del decreto-legge in esame è stato integrato. L'articolo 1- bis inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati introduce una disposizione di coordinamento, prevedendo che le disposizioni del decreto-legge n. 19 del 2020 si applichino nei limiti della loro compatibilità con quanto stabilito dal decreto-legge n. 33 del 2020. Deve essere infatti verificato il coordinamento di alcune misure di contenimento all'epidemia adottabili ai sensi del decreto-legge n. 19 con le misure previste dal decreto legge n. 33, di ambito e portata più circoscritti, posto che il provvedimento proroga al 15 ottobre l'applicabilità degli interventi previsti da entrambi i decreti. A tale proposito, si ricorda che l'articolo 3, comma 1 del decreto-legge n. 19 prevede che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di attuazione delle misure previste dall'articolo 2, comma 1, le Regioni possano adottare unicamente misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle vigenti, mentre l'articolo 1, comma 16 del decreto-legge n. 33 consente alle Regioni di introdurre misure sullo svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali sia più restrittive sia ampliative rispetto a quelle statali. L'articolo 2, modificato dalla Camera, prevede la clausola di invarianza degli oneri finanziari, disponendo che all'attuazione del presente decreto si provveda nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'articolo 3 dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Nel corso dell'esame in Commissione, non sono state apportate modifiche. È stato tuttavia approvato all'unanimità un giusto ordine del giorno a favore dei lavoratori fragili: l'articolo 26, comma 2 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 prevedeva infatti fino al 31 luglio 2020 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati riconosciuti disabili gravi, nonché per i lavoratori in condizioni di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, l'equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero. Poiché tale disposizione non è stata prorogata dal decreto-legge in esame, per la necessità di individuare le idonee coperture finanziarie, con l'atto di indirizzo in questione si impegna il Governo a prorogarla, anche in via retroattiva, fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica. Infine, Presidente, una sola considerazione più politica su questo decreto, che è stato seguito lungo queste settimane da vivaci discussioni, se non da polemiche, sull'opportunità di proroga dello stato di emergenza. Anche in occasione della discussione generale qui in Senato si è discusso se vi fossero o no i presupposti di fatto per dichiararne proroga. Credo che l'evoluzione dei dati epidemiologici e il quadro mondiale della pandemia, con intere Nazioni, quando non continenti interi, alle prese ancora con numeri di contagio tanto elevati, renda evidente oggi l'opportunità di prorogare modalità che consentano una rapida ed efficace risposta, sposando l'ottica ovviamente della massima flessibilità al mutare delle condizioni epidemiologiche, che non è solo la ratio di questo provvedimento, ma che in questi mesi si è dimostrata strumento efficace nella difficilissima sfida contro il Covid-19. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ci troviamo nuovamente in quest'Aula per discutere e votare un provvedimento che ha per presupposto la sussistenza dello stato di emergenza.