[resaula]

Non abbiate paura, anche da noi il voto segreto può consentire a qualcuno di dissentire dalle posizioni. Lasciate la libertà ai vostri parlamentari, perché forse temete anche la libertà del loro giudizio. Il Regolamento ci consente di votare in questo modo, lo si faccia. (Applausi) . La ringrazio, signor Presidente, per aver applicato il Regolamento, la Costituzione, i principi della libertà del pensiero (Applausi) . CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto che si parla di Regolamento, parliamo di Regolamento. Non è che quando non si ha ragione nel merito si ricorre al Regolamento e poi, non conoscendolo, si ritorna al merito, altrimenti non se ne esce più. Signor Presidente, io plaudo alla sua scelta di accoglimento della nostra richiesta. È evidente che il non passaggio all'esame degli articoli non è un istituto procedurale, perché gli articoli di riferimento delle questioni procedurali sono a livello dell'articolo 93, sia la questione sospensiva che la questione pregiudiziale. Per tali questioni procedurali è prevista una determinata tipologia di voto, la votazione nominale elettronica, che infatti viene rispettata. La questione del non passaggio agli articoli non può essere procedurale, perché non c'è alcuna previsione di tipologia di voto: quindi, per alzata di mano, per votazione elettronica e anche segreta. Quindi, non c'entra assolutamente niente. (Applausi) . Così come lo è il momento in cui si discute, perché le questioni sospensiva e pregiudiziale si discutono dopo la relazione, prima che si sia svolta la discussione generale. Il non passaggio agli articoli si vota dopo la chiusura della discussione generale e, quindi, nel pieno merito. In riferimento alle circostanze che vi siano o no, su tutti gli articoli, i riferimenti al fatto che si incida su determinati articoli della Costituzione, non bisogna solo leggere il comma 4, ma anche il comma 7 dell'articolo 113 del nostro Regolamento, dove si dice che, quando vi è prevalenza, la votazione si effettua a scrutinio segreto. Come diceva il senatore Gasparri, vi è chiarezza nel voto segreto. Non è che il voto segreto obbliga a votare sì o no. Il voto è libero, proprio per questo si chiama segreto. (Applausi) . Vi è un atteggiamento di ostilità, a volte, nei confronti del voto segreto. Ricordo un precedente del 1998, che autorizzò il voto segreto su una richiesta di non passaggio agli articoli. Mi viene in mente, però, anche quello che si è fatto nella scorsa legislatura, quando, in occasione di un voto che, per prassi, si era sempre svolto a scrutinio segreto, l'interpretazione proposta da chi oggi protesta per il voto segreto portò la Giunta del Regolamento a dire che il voto segreto doveva avvenire invece in forma palese, in modo da poter controllare le proprie truppe. Colleghi miei, quando bisogna guardarsi, ogni tanto, in scienza e coscienza, allora guardiamoci allo specchio e comportiamoci da donne e da uomini. (Applausi) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, è evidente che il Gruppo MoVimento 5 Stelle voterà convintamente contro la concessione del voto segreto, perché riteniamo che la decisione di concederlo si basi su un presupposto sbagliato. Non ci sono, infatti, i presupposti per concedere il voto segreto, per un motivo molto semplice. Dico anche al collega Calderoli che io adesso prescindo dalla questione procedurale, ma parlo del merito. Non vi sono i presupposti, che poi illustrerò, ai sensi degli articoli citati, che non devono afferire a quelli elencati tassativamente all'articolo 113, perché non vi rientrano, ma rientrano negli articoli 2 e 3 della Costituzione. Non essendoci i presupposti, la contropartita è che, non essendoci questa garanzia regolamentare, come è stato ricordato, si ha un'autorizzazione surrettizia a indossare una maschera nei confronti del Paese, nei confronti dei cittadini e, consentitemi, forse anche con chi ha vissuto accanto a noi. L'onorevole Zan è stato criticato per il termine truffa. È evidente la portata delle dichiarazioni di Zan, rispetto allo strumentalizzare una richiesta regolamentare per raggiungere un altro effetto. Di questo gioco si è stancato il Paese, si sono stancati i cittadini. È impossibile fermare quest'onda ed è antistorico: più ci si oppone e più avanza. È impossibile che uno scoglio possa arginare il mare e questo sta accadendo. (Applausi) . Il senatore Romeo ha detto: se foste dei politici avveduti, non avreste detto di respingere questa richiesta del non passaggio gli articoli. In questo senso, non siamo politici avveduti. Se difendiamo la verità e la trasparenza e chiediamo di metterci la faccia, allora non siamo politici avveduti. Senatore Romeo, lei invece è un politico avveduto che sta cercando di trovare tutti gli escamotage e gli strumenti per sottrarre all'Aula un lavoro che è durato un anno. (Applausi) . Questo fa il politico avveduto: mischia le carte, confonde. (Applausi) . Non mi meraviglio, visto che il vostro capo politico ha dichiarato nella discussione generale che giudica lodevole e distintivo il fatto che non venga richiesto ai vostri candidati l'orientamento sessuale al momento della candidatura. Se ne è pure vantato: questo fa capire bene quanto sia compreso questo concetto e il richiamo agli articoli 2 e 3, che sono gli unici articoli della Costituzione al quale dobbiamo riferire questo provvedimento, che parlano di uguaglianza di diritti e di pari dignità. Questa è la questione fondamentale, perché se la si riduce all'elenco tassativo di cui all'articolo 113, comma 4, del nostro Regolamento, non si afferra la vera sostanza. Questo non l'ho detto solo io, perché sarebbe una mia opinione o un'opinione del Gruppo, ma lo dice la Corte costituzionale, che già in due sentenze ha ben descritto il tema dell'identità sessuale in riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Lo ha anche detto questo Senato in una seduta del 2016, di cui abbiamo lo stenografico, nel quale il presidente Grasso respinse la richiesta, proprio sulla base del fatto che la questione delle unioni civili, che allora si stava esaminando, si dovesse riferire all'articolo 2 della Costituzione, che esula dal discorso che stiamo facendo sul voto segreto. Quindi, da un certo punto di vista, al senatore Calderoli che dice «fermatevi», noi rispondiamo «fermatevi voi», perché il Paese non vi segue, non vi capisce. (Applausi) . Si ha paura e per questo si è arrivati a dire che il voto segreto serve a dare libertà. Il voto segreto non serve a dare libertà, ma serve in questo momento, quando non ci sono i presupposti, a trovare una via d'uscita dinanzi a una situazione che vi inchioda alle vostre responsabilità. (Applausi) .