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Da un'analisi della Corte costituzionale, compito della Repubblica è la rimozione degli ostacoli socio-economici, sulla base di interventi pubblici che mirano, da un lato, a sostenere le categorie svantaggiate di cittadini e, dall'altro, ad estendere a tutti, uomini e donne, la partecipazione alla vita politica, economica e sociale. Citando le parole di Bobbio, l'uguaglianza intesa come uguagliamento dei diversi è un ideale permanente e perenne degli uomini viventi in società. Ogni superamento di questa o quella discriminazione viene interpretata come una tappa del progresso civile. Orgogliosamente, oggi posso affermare senza remore che, con il decreto in esame, stiamo realizzando in pieno un'altra tappa per il progresso civile del nostro Paese. Un rinnovamento della politica e della società si realizza con il contributo congiunto e con una partecipazione equilibrata di donne e uomini. La partecipazione ugualitaria delle donne, a tutti i livelli delle strutture decisionali, in campo economico, sociale e culturale è necessaria per garantire le esigenze di entrambi i sessi nelle politiche, nei programmi e nelle azioni. La giornata del 28 luglio per la Puglia rappresenta un momento buio, dove all'improvviso sembrano vanificarsi le lunghe battaglie sostenute dalle donne partigiane che riuscirono ad ottenere l'incarico pubblico per una donna. La presenza femminile nelle istituzioni rappresenta il raggiungimento di una democrazia compiuta e garantisce la rottura di vecchi sistemi di potere. Io sono un dirigente penitenziario, un direttore di carcere, e posso attestare che la presenza delle donne, in questo ambiente prevalentemente maschile, garantisce quella sensibilità appartenente solo alla sfera femminile. La democrazia paritaria è ciò a cui il nostro sistema deve tendere e rappresenta una questione di civiltà giuridica. Proprio per questo, la democrazia paritaria non è né una concessione né un regalo. Mi preme quindi sottolineare come la presenza delle donne debba rappresentare non un'eccezione, ma la normalità. Come senatrice del MoVimento 5 Stelle mi pregio di far parte di un Gruppo che detiene il più alto numero di presenze femminile tra le sue file: una dimostrazione pratica di come la politica può farsi attraverso la parità dei diritti tra uomo e donna e possa aumentare quei livelli, ancora troppo bassi, della presenza delle donne nelle cariche istituzionali a tutti i livelli. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, il Consiglio regionale della Puglia è composto da 50 consiglieri regionali - le donne sono cinque su 50 - e la Giunta regionale della Puglia, composta da nove assessori più il presidente, vede la presenza di una sola donna. La relatrice, nel suo intervento, prima ricordava che, a livello nazionale, la media della presenza femminile negli organismi eletti nelle Regioni è del 25 per cento circa. Quindi, posto che tutte le altre Regioni hanno proceduto ad ottemperare agli obblighi di legge, la domanda è se questo intervento fosse necessario. La risposta è sì, perché questi numeri ci dicono, evidentemente, che la Regione Puglia non è stata in grado di arrivare in maniera autonoma a darsi delle norme, nonostante la ricostruzione che il collega La Russa prima ha fatto e che sicuramente corrisponde alla realtà. Il principio, il punto cardine è che non c'è stata capacità, da parte degli organismi di quella Regione, di arrivare in maniera autonoma a potersi dare delle regole e delle norme che potessero garantire la parità di genere nell'espressione del voto da parte degli elettori pugliesi. Se questa è una priorità, anche la discussione che si è fatta, addirittura da parte del Vice Presidente dell'Assemblea, senatore Calderoli, sulla possibilità di stoppare l' iter del provvedimento, credo proprio venga meno. Del resto, l'articolo 120 della nostra Costituzione parla in maniera chiara della possibilità data al Governo di intervenire, in maniera sussidiaria e rispettosa del principio di leale collaborazione, al posto di una Regione, per garantire la tutela dell'unità giuridica. Posto che, prima dell'emanazione del decreto in esame, il Governo ha tentato a più riprese di collaborare lealmente con la Regione Puglia, per arrivare alla definizione di questo principio e posto che ha lasciato tutto lo spazio e il tempo necessari affinché il Consiglio regionale potesse adempiere all'obbligo in questione, esercitando pienamente la propria funzione, espletati vari tentativi, crediamo sia stato corretto intervenire applicando l'articolo 120 della Costituzione e, quindi, in maniera sostitutiva. È importante che anche nella Regione Puglia, come nel resto del Paese, le donne abbiano la possibilità di accedere in maniera paritaria, come gli uomini, alle cariche elettive, per un principio che potremmo definire "paradosso delle priorità". È, cioè, ormai appurato e verificato che persone diverse e di genere diverso compiono scelte differenti, nei processi legislativi e nei processi decisionali. Ciò accade nelle aule elettive, come nelle aziende e in tutte le organizzazioni complesse. L'apporto del genere femminile consente di rispondere in maniera più piena, più adeguata e più sensibile - come ha detto la collega intervenuta prima di me - rispetto ad alcune tematiche in cui la specificità di genere, la storia che ciascuno ha alle spalle e le sensibilità che la natura attribuisce a ciascuno di noi aiutano ad arrivare a determinazioni più precise, più complete e più rispettose delle esigenze di molti, anche di chi magari, a volte, non viene adeguatamente rispettato. Oggi abbiamo aperto i nostri lavori con la commemorazione del senatore Zavoli e, nell'intervento del collega Zanda, si è detto quanto fosse per lui importante la parola "insieme". È una cosa che mi ha colpito, è molto bella e credo che molti di noi facciano politica, interpretino il proprio ruolo e si sforzino di agire nel loro servizio alla Nazione, al Comune o alla Regione, cercando di farlo "insieme", per quanto possibile, anche rispetto alle differenze politiche che pure ci sono. Ecco, forse a volte quest'insieme andrebbe declinato proprio a partire dai differenti generi e non soltanto insieme alle diverse forze politiche o alle varie anime che abitano una stessa comunità politica. Riuscire davvero nello sforzo d'includere uomini e donne nei processi; farlo - certo - partendo dalle norme, ma poi permettendo ai cittadini di esprimere liberamente una tale scelta; e, quando si eleggono un sindaco o un presidente di Regione, che le norme li aiutino a garantire che quest'insieme si traduca in una presenza equilibrata nell'organismo esecutivo di uomini e donne: tutto questo credo sia necessario e doveroso. Il provvedimento oggi in esame aiuta anche la Regione Puglia a intraprendere questa strada e andare verso questa direzione. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà. *QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Signor Presidente, colleghi senatori, signor Ministro, in linea generale non amo gli interventi normativi che tendono a stravolgere e cercano di plasmarla, a volte fino a deformarla.