[resaula]

Abbiamo, ad esempio, l'articolo 191 del testo originario - vedremo poi nel maxiemendamento - sulla rivalutazione dei beni, che riguarda soltanto i marchi e l'avviamento; non è prevista la rivalutazione dei beni immobili e delle partecipazioni, ma, come si è sempre fatto, può essere oggetto di un altro provvedimento per le persone fisiche e le società di persone. Un altro tema importantissimo è rappresentato dalle moratorie bancarie che scadono: sono stati presentati su questo degli emendamenti, che spero siano recepiti, con la previsione di una proroga della moratoria sui crediti bancari fino al 30 di giugno nel settore dell'autotrasporto, che piange la concorrenza straniera o perlomeno di chi ha la sede in Romania. Pensiamo di risolvere tutto con lo smart working che fino al 3 o 5 per cento - e dico delle percentuali a naso - può essere utile e praticabile, ma oltre crea problemi al sistema di procedura delle ditte e, soprattutto, della pubblica amministrazione. Abbiamo prorogato le cartelle esattoriali, con un meccanismo interessante, ma il concetto base è: chi non paga non è un evasore o uno che vuol fare il furbo, ma è qualcuno che non può e allora la dilazione rispetto al Covid è ultra-annuale e probabilmente andrà rivista. Ci sarebbero molti altri temi, anche di politica generale e internazionale, che possono riguardare il bilancio, perché alla fine diventano espressione monetaria. Per quanto concerne i flussi degli immigrati, ad esempio, sono previsti in circa 81.000; io toglierei due zeri perché, se è vero che dobbiamo integrare le persone e rispettare, questo può essere fatto a dosi facilmente omologabili. L'Europa, come già detto, ci avversa su tante cose e bisogna veramente battere i pugni. L'accordo con la Francia - è un mio grido di dolore in quest'Aula - è pericoloso, perché la settimana dopo l'accordo Macron è andato negli Emirati Arabi Uniti e ha fatto una commessa da circa 20 miliardi di elicotteri, sottraendola ad aziende nazionali. Una manovra a parte - una piccola manovra - probabilmente sarà necessaria per la questione relativa al Monte dei paschi. Non la metto in politica, ma è una questione di numeri. Il bonus del 110 per cento è stata una bella intuizione, in qualche modo corretta rispetto alle previsioni iniziali dell'articolo 9, ma è partita su presupposti sbagliati. Si è fatto un calcolo sui potenziali interventi in Italia: ne è risultato lo 0,7 per cento e il costo è stato di 18 miliardi di euro. Se ad esempio ne risultasse il 7 per cento, ci sarebbe il default di cassa. Quindi c'è qualcosa che non quadrava sin dall'origine. Ora questo strumento va portato avanti, così come previsto dagli emendamenti fatti propri dal Governo, ma va in qualche modo ricondotto a percentuali che siano più consone all'economia. Concludendo, signor Presidente, ci sono poi emendamenti e norme interessanti. Penso ad esempio all'articolo 166 e ai seguenti, che prevedono contributi per ponti e viadotti, un tema importantissimo, e c'è poi la manutenzione delle scuole e il tema della rigenerazione urbana. Ricordo anche l'articolo 136, che voglio difendere, con cui il fondo per la revisione dei prezzi dei contratti pubblici è stato rifinanziato con 100 milioni di euro - in aggiunta ai 34 già stanziati - ma che va finanziato in maniera più forte e semplificato. Ricordo inoltre gli articoli 139 e 140, contenenti i finanziamenti alle Province ai Comuni. Cito infine l'articolo 172 su cui avevo proposto un emendamento, che spero sia accolto, per la modifica del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, il decreto legislativo n. 267 del 2000, per quel che riguarda la questione relativa ai segretari comunali, di cui ho già parlato in Assemblea. Si tratta infatti di un tema importante, che riguarda la vita amministrativa, la politica dei nostri paesi e il buon governo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è nostro compito mettere in evidenza gli aspetti positivi contenuti all'interno della manovra economica. In primo luogo ci teniamo a citare gli otto miliardi di euro che il Governo ha messo a disposizione per ridurre le tasse degli italiani. (Applausi) . Certamente la riforma dell'Irpef non può dirsi epocale, però recepisce dei requisiti importanti, che abbiamo messo in evidenza e che, quantomeno come Lega, abbiamo sempre sottolineato: in primo luogo la rimodulazione degli scaglioni e, in secondo luogo, la riduzione delle aliquote, proprio per cercare di aiutare il ceto medio, che è quello che negli ultimi anni ha subito le maggiori penalizzazioni e che ha continuato a subirle a causa del Covid. Questo era l'obiettivo, che è stato assolutamente centrato. La riduzione delle tasse riguarda però tutti gli scaglioni: sappiamo che fino a 12.000 euro di reddito l'Irpef non si paga e quindi comunque i redditi bassi usufruiscono già di alcune agevolazioni. Dai 12.000 euro a salire, la rimodulazione delle aliquote, con l'intervento sulle detrazioni e l'assorbimento del bonus Renzi, fa in modo che tutti gli italiani avranno una riduzione delle tasse. Chi più e chi meno, a livello progressivo, perché questo è scritto nella nostra Costituzione, tutti avranno questa riduzione. Si tratta di un risultato chiaro ed evidente. L'altro risultato a cui teniamo particolarmente, perché è una battaglia storica della Lega, è aver ottenuto finalmente l'abolizione dell'IRAP per un milione tra ditte individuali, professionisti e partite IVA, su cui abbiamo insistito molto. Lo ripeto: un milione di soggetti, tra ditte individuali, persone fisiche e partite IVA, godrà dell'abolizione dell'IRAP. È dunque la prima volta che non solo sentiamo parlare di abolizione dell'IRAP, ma che lo facciamo davvero. (Applausi) . Se sommiamo questo milione di ditte individuali e professionisti ai due milioni che hanno beneficiato della mini- flat tax , introdotta quando la Lega era al Governo all'inizio della legislatura, arriviamo a 3 milioni di partite IVA, che erano state dimenticate per anni dallo Stato italiano. Grazie all'intervento della Lega oggi finalmente beneficiano di una riduzione delle tasse. (Applausi) . Non saranno risultati epocali, ma - perdonatemi se ci rifacciamo sempre al pragmatismo - sono risultati concreti e tangibili che nessuno può negare. Non è tutto, però, perché la riduzione delle tasse è un pacchetto importante e fondamentale in questa manovra, ma ci sono stati anche altri interventi che reputiamo decisivi: 100 milioni di euro stanziati per il turismo, viste tutte le difficoltà di questo momento a causa del Covid, 50 milioni per il settore dell' automotive per cercare di aiutare le nostre imprese e i nostri produttori. Sono loro che devono essere aiutati; non serve solo una politica legata agli incentivi sulle auto, ma una politica rivolta alle piccole aziende. Noi siamo pieni di terzisti; c'è il mondo dei concessionari che è in notevole difficoltà e per loro abbiamo ottenuto un fondo importante.