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Come MoVimento 5 Stelle riteniamo sia indispensabile istituire questo fondo facente capo al Ministero dell'istruzione. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,42) ( Segue DE LUCIA). Chiudo con una sollecitazione che mi viene dall'ascolto di un interessante intervento dello storico Alessandro Barbero, secondo il quale la storia e la memoria sono due cose completamente diverse, sottintendendo, però, che troppo spesso la storia intende ricostruire la verità. Nel caso dell'Olocausto è diverso: la verità è tangibile, è riscontrabile, la memoria è ancora viva e può raccontare. Anche per questo ha un senso approvare questo provvedimento. Per tutto quanto detto, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, dichiaro il voto favorevole sul provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi) . Discussione del documento: Doc Doc. XVI, n. 9 Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla questione se il Senato debba promuovere conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte costituzionale con riguardo agli atti posti in essere nell'ambito di un procedimento penale pendente dinanzi alla procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze nei confronti del senatore Renzi Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XVI, n. 9. La Giunta ha deliberato a maggioranza di proporre all'Assemblea l'attivazione nei confronti della competente autorità giudiziaria di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione. La relazione è stata già stampata e distribuita. Chiedo alla relatrice, senatrice Modena, se intende integrarla. MODENA, relatrice . Signor Presidente, colleghi, ciò che è rilevante, alla luce della relazione che esaminiamo oggi, è il tema centrale, che deve essere individuato con precisione. Oggi discutiamo della lesione delle attribuzioni del Senato, quindi della lesione a prescindere dall'utilizzo come prova delle... (Brusio. Richiami del Presidente) . Come dicevo, quello che è necessario fare oggi è riuscire a individuare il punto sostanziale di cui andiamo a discutere, che è la lesione delle attribuzioni del Senato. In sostanza, andiamo a discutere della lesione che ha o avrebbe subito il Senato, a prescindere dall'utilizzo come prova di una serie di elementi nei confronti del senatore Renzi. Questo è un punto sostanziale del ragionamento: l'attribuzione intesa come lesione delle prerogative e dei poteri del Senato. Da questo punto di vista, si ritiene fosse necessaria una richiesta preventiva di autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria e, conseguentemente, che la lesione dell'attribuzione sussista in quanto non ci sia stata l'autorizzazione richiesta in via preventiva. I fatti, descritti nella relazione che è stata distribuita, hanno avuto inizio con una lettera pervenuta il 7 ottobre 2021, quando il senatore Renzi ha sollevato una questione attinente l'articolo 68 della Costituzione, come dicevo in precedenza, e in particolare il terzo comma di tale articolo. La questione quindi ha avuto inizialmente in esame l'istanza con cui i difensori del senatore Renzi hanno avanzato al procuratore aggiunto una formale intimazione di astenersi dallo svolgimento di qualsivoglia attività investigativa, preclusa sia i sensi dell'articolo 68 della Costituzione che dell'articolo 4 della legge costituzionale n. 140 del 2003, nonché dall'utilizzo di conversazioni e di corrispondenza. Il senatore Renzi, nella sostanza, aveva chiesto alla Presidenza del Senato di porre in essere tutto quanto necessario per il ripristino e la tutela delle garanzie dei diritti costituzionali sanciti dall'articolo 68 e dalla legge n. 140 del 2003. Il presidente del Senato ha trasferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari copia della lettera con cui il procuratore della Repubblica del tribunale di Firenze rappresentava la sua totale disponibilità. In modo particolare, il senatore Renzi riteneva che dovesse essere posto all'esame del Senato e della Giunta il fatto che conversazioni, tra parlamentari e non, oggetto dell'istanza, sarebbero state utilizzate senza un'autorizzazione preventiva. Il senatore ha riportato una serie di documenti e di fatti che sono stati analizzati dalla Giunta e anche a più riprese, nel senso che alcuni documenti erano stati presentati in una seduta, poi il senatore Renzi è stato ascoltato dalla Giunta e successivamente ha ulteriormente integrato la documentazione. La documentazione che rileva è stata quella relativa all'utilizzo di una serie di messaggi, i famosi messaggi WhatsApp, con un imprenditore, Vincenzo Ugo Manes, in occasione di un viaggio a Washington del senatore Renzi, che è stata ritenuta dallo stesso una palese violazione delle prerogative parlamentari. Il 4 novembre 2021 il Presidente del Senato ha poi trasmesso un'ulteriore documentazione, fatta pervenire sempre dal senatore Renzi, che allegava in particolare la corrispondenza avvenuta fra lui stesso e il dottor Ugo Manes tra il 3 e il 4 giugno del 2018 e rilevabile in un faldone di atti relativi alla chiusura dell'indagine 415- bis. Inoltre, produceva una corrispondenza con terzi, quali il dottor Carrai, e l'annotazione della Polizia giudiziaria del 12 giugno 2020, dove si rilevava che era stato esposto per intero il suo estratto conto. La Giunta ha affrontato la questione in varie sedute e a maggioranza ha deliberato di prospettare all'Assemblea l'attivazione, nei confronti della competente autorità giudiziaria, del conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, perché sia le intercettazioni di conversazioni o le comunicazioni, sia il sequestro di corrispondenza nei confronti dei membri del Parlamento sono disciplinati dal terzo comma dell'articolo 68 della Costituzione, che sancisce la necessità dell'autorizzazione della Camera a cui il parlamentare appartiene. Per ciò che concerne il sequestro di corrispondenza, in particolare l'articolo 4, comma 1 della legge n. 140 nel 2003 presuppone un potere autorizzatorio preventivo da parte della Camera competente, che dovrà essere attivato dall'autorità giudiziaria con una richiesta di autorizzazione all'effettuazione del sequestro. Questo modulo operativo presuppone pertanto un'autorizzazione da ottenere ex ante e quindi prima dell'effettuazione di un sequestro di corrispondenza. L'articolo 6 della legge n. 140 del 2003 contempla invece per i casi di intercettazione su utenze telefoniche di terzi non parlamentari il modulo della autorizzazione ex post , cioè successiva al compimento della captazione, che può essere rilasciata per le fattispecie in cui l'intercettazione del parlamentare sia fortuita o occasionale, essendo la direzione dell'atto di indagine rivolta esclusivamente nei confronti dei terzi. Questo modello procedurale, diversamente da quello previsto dal predetto articolo 4, presuppone un'autorizzazione richiesta ex post ogni qualvolta l'autorità giudiziaria voglia utilizzare questi elementi di prova nei confronti del parlamentare.