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da alcuni mesi, gli uffici della Motorizzazione civile di Bergamo versano in una situazione organizzativa di difficoltà, a causa di una carenza di organico tale da non poter garantire lo svolgersi degli esami di guida, sia teorici che pratici, agli allievi delle autoscuole di Bergamo e della provincia, secondo le esigenze necessarie; lo stato di disagio per l'utenza è aumentato a seguito dei recenti fatti di cronaca, che hanno visto sottoposti ad indagini giudiziarie alcuni funzionari, sospesi dal servizio; la situazione, più volte riportata dalla stampa locale e in particolare da "L'Eco di Bergamo", sta provocando un gravissimo pregiudizio a tutta la comunità bergamasca, anche a causa dei ritardi nelle revisioni dei mezzi per l'autotrasporto e degli autobus e nel rilascio di duplicati delle carte di circolazione e delle patenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione di disagio degli uffici della Motorizzazione civile di Bergamo; quali misure di propria competenza intenda adottare per garantire servizi efficienti ai cittadini di Bergamo e alle aziende di trasporto, che si avvalgono regolarmente della Motorizzazione. Atto n. 4-00156 DE PETRIS Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che il decreto legislativo n. 62 del 2017, recante "Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato a norma dell'art. 1, commi 180 e 181, lettera i) , della legge 13 luglio 2015, n. 107", ha, fra l'altro, previsto la presenza in commissione di esame dei docenti di religione cattolica (art. 4); considerato che: l'art. 309 del decreto legislativo n. 297 del 1994 prevede che i docenti di religione cattolica (IRC) partecipino alle valutazioni periodiche e finali solo degli alunni che si sono avvalsi di tale insegnamento, non esprimano valutazioni e non svolgano esami, limitandosi a consegnare alle famiglie una speciale nota relativa all'interesse manifestato dall'alunno e al profitto conseguito; il decreto del Presidente della Repubblica n. 202 del 1990, attuativo dell'intesa tra l'autorità scolastica italiana e la Conferenza episcopale italiana sull'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, modificando l'intesa del 14 dicembre 1985, resa esecutiva in Italia con decreto del Presidente della Repubblica n. 751 del 1985, precisa che: "Nello scrutinio finale, nel caso in cui la normativa statale richieda una deliberazione da adottarsi a maggioranza, il voto espresso dall'insegnante di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale"; considerato inoltre che, nonostante sia compito del collegio docenti definire i contenuti delle attività alternative all'insegnamento della religione cattolica, ai fini dell'affidamento delle stesse, si riscontra che l'attività rimane ancora troppo spesso elusa, malgrado Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e Ministero dell'economia e delle finanze abbiano comunicato tutte le modalità per renderla esecutiva; ritenuto che: a parere dell'interrogante il docente di IRC, in base all'ordinamento scolastico italiano, non è titolare di un insegnamento obbligatorio, non esprime valutazioni e non svolge esami; la presenza dell'insegnante di religione, generalmente titolare di tutte o della gran parte delle classi terze impegnate nell'esame, impedendo lo svolgimento contemporaneo dei colloqui di più classi arrecherebbe un forte disagio organizzativo alle istituzioni scolastiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non voglia fornire tempestivamente indicazioni alle scuole, confermando, come ad avviso dell'interrogante prevede la normativa, che l'insegnante di religione cattolica, nel rispetto dell'ordinamento, non partecipa agli esami evitando inutili appesantimenti nello svolgimento dei colloqui; se non voglia, altresì, avviare ulteriori misure per garantire l'insegnamento delle attività alternative all'insegnamento della religione in tutte le istituzioni scolastiche, al fine di attuare le disposizioni costituzionali che delineano una scuola statale democratica, inclusiva, laica e pluralista per la Repubblica italiana. Atto n. 4-00157 DE PETRIS Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: le società Ma. Ca, Servizi generali e Smeraldo, che sono state affidatarie nell'appalto delle pulizie e decoro delle scuole pubbliche del lotto 5, province di Frosinone e Latina, dal febbraio 2014, hanno ripetutamente violato gli accordi ministeriali e territoriali, oltre ai capitolati di appalto ed i contratti nazionali di lavoro e per questo sono state richiamate e segnalate agli enti preposti ed addirittura condannate in giudizio a seguito di azioni legali promosse da parte delle organizzazioni sindacali che hanno chiesto più volte alla Consip, al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali la risoluzione della convenzione; la risoluzione è avvenuta il 1° dicembre 2017; considerato che: le stesse aziende continuano ad operare sull'appalto, come se avessero avuto una proroga; il personale non riceve lo stipendio da più di 9 mesi, pur avendo lavorato anche nel mese di agosto 2017 (tra l'altro a molti sono state anche negate le ferie estive); l'Ispettorato del lavoro di Frosinone ha certificato i crediti dovuti ai lavoratori e inviati alle singole scuole per il pagamento in surroga, ma solo 54 istituti scolastici, su 140 delle due province, hanno proceduto al pagamento diretto dei lavoratori, mentre le restanti, in particolar modo della provincia di Latina, non hanno ancora provveduto, trattenendo di fatto i fondi pubblici; a parere dell'interrogante, è inaccettabile quanto sta accadendo ai lavoratori che hanno garantito le pulizie, la sanificazione e il decoro delle scuole delle province di Frosinone e Latina ed è inoltre molto grave quanto avvenuto, dato che gli appalti hanno carattere pubblico, quindi sono risorse della collettività erogate dal Ministero dell'istruzione attraverso la Consip, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali iniziative intendano adottare, al fine di risolvere la problematica esposta, far in modo che venga ripristinata la legalità nella gestione del servizio e soprattutto che ai lavoratori vengano restituiti il salario, il lavoro e la dignità; se intendano vigilare sulle mancanze elencate, in modo da trovare una definitiva soluzione a queste inadempienze e risolvere la difficile situazione nella quale versano le scuole. Atto n. 4-00158 TOFFANIN Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: domenica mattina 13 maggio 2018 negli stabilimenti di Acciaierie venete di Padova, nel reparto fonderia, si è verificato un drammatico incidente, che ha coinvolto quattro persone, due dipendenti diretti e due della Hayama Tech, che lavora in appalto nel siderurgico;