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gli Stati Uniti, in risposta alla grave carenza di offerta di semiconduttori a livello globale e alle tensioni strategiche, stanno adottando iniziative volte a rafforzare la propria autonomia strategica nell'approvvigionamento di semiconduttori e a spostare il baricentro della produzione mondiale di chip , al momento in Asia orientale, la più importante delle quali è il "Creating helpful incentives to produce semiconductors (CHIPS) for America act", approvato in doppia lettura e riferito alla Commissione finanze del Senato per l'approvazione degli oneri finanziari; l'iniziativa dell'amministratore delegato della Intel Corporation rientra pertanto nell'ambito della strategia statunitense di sicurezza nazionale e di drastica riduzione della dipendenza dalla catena di approvvigionamento dei semiconduttori dai Paesi asiatici; in linea con gli indirizzi dell'amministrazione statunitense, a seguito della firma di una dichiarazione congiunta da parte di 22 Stati membri dell'Unione europea, inclusa l'Italia, la Commissione europea ha lanciato nel giugno 2021 l'alleanza sulle tecnologie di processori e semiconduttori finalizzata al rafforzamento delle filiere domestiche, con particolare riferimento alla capacità manifatturiera; rilevato che: secondo i dati della Commissione europea, nel 2018 il valore dei semiconduttori nei sistemi elettronici ha raggiunto il 31,4 per cento. Le vendite mondiali di semiconduttori sono state di 113,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2020. A livello globale, la previsione della tendenza del mercato a lungo termine per i componenti elettronici è il superamento dei 1.000 miliardi di dollari entro il 2030; tra le 7 flagship della strategia annuale di crescita sostenibile del 2020, di cui alla comunicazione della Commissione COM(2019) 650 final del 17 dicembre 2019, su cui si fonda la valutazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza, la sesta, denominata " scale-up ", riconosce che la transizione digitale della UE dipende dall'aumento delle capacità delle infrastrutture cloud dell'industria europea e dalla capacità di sviluppare componentistica più performante, all'avanguardia e sostenibile, e per tale ragione individua l'obiettivo di raddoppiare la produzione di semiconduttori in Europa entro il 2025, per produrre processori 10 volte più efficienti dal punto di vista energetico e consentire la rapida diffusione delle auto connesse e il raddoppio della quota di aziende della UE che utilizzano servizi cloud avanzati e big data dal 16 per cento di oggi; conseguentemente, il piano nazionale di ripresa e resilienza predisposto dal Governo italiano e approvato definitivamente dal Parlamento il 27 aprile 2021 include, nella componente 2 della missione 1, lo stanziamento di 750 milioni di euro di contributi a sostegno di progetti industriali ad alto contenuto tecnologico, tra i quali ricade la produzione di semiconduttori, ripartiti tra l'investimento 1 ("transizione 4.0") e l'investimento 2 ("investimenti ad alto contenuto tecnologico"); ritenuto che: l'eventuale collocazione dello stabilimento Intel di lavorazione di semiconduttori sul territorio nazionale rappresenterebbe una grande opportunità per la creazione di posti di lavoro di qualità, lo sviluppo territoriale, il trasferimento tecnologico e il rafforzamento delle università e dei centri di ricerca italiani; le potenziali ripercussioni negative sui Paesi europei derivanti dalle tensioni strategiche e commerciali in atto nel mercato dei semiconduttori possono essere mitigate attraverso il rafforzamento dell'autonomia strategica europea, che consiste, in questo caso, in una quota maggiore di approvvigionamento domestico di semiconduttori, cruciali per la produzione di beni finiti indispensabili per il mantenimento di livelli elevati di qualità della vita, impegna il Governo ad adottare, presso tutte le sedi istituzionali opportune, ogni iniziativa volta a favorire l'Italia come sede di attività di lavorazione di semiconduttori, e a prevedere semplificazioni burocratiche e incentivi adeguati per l'attrazione di investimenti stranieri e lo stabilimento sul territorio nazionale di attività produttive da parte di aziende estere, al fine di rafforzare l'autonomia strategica italiana ed europea nell'approvvigionamento di semiconduttori e garantire il mantenimento di adeguati livelli di ricerca e sviluppo in ambito tecnologico, della microelettronica e dell'intelligenza artificiale. Interpellanze Atto n. 2-00089 BARBARO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il DVB-T2 ( Digital Video Broadcasting - Second Generation Terrestrial ) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre. Tutti gli utenti e le emittenti televisive dovranno adeguarsi al nuovo standard ed è per questo che, da mesi, è principiata una campagna di comunicazione rivolta ai telespettatori, al fine di informarli sulla necessità di acquistare TV di ultima generazione o specifici decoder per continuare a poter usufruire del servizio con il vecchio televisore; il decreto ministeriale 19 giugno 2019 ha fissato al prossimo 1° settembre il cambio di codifica di tutte le trasmissioni nazionali sull'intero territorio italiano ( switch-off ), quale passaggio intermedio funzionale ad accompagnare gli utenti verso le nuove tecnologie e a consentire il riassetto delle frequenze ai fini del rilascio, entro il 30 giugno 2022, della banda 700 MHz ai servizi di radiocomunicazione di nuova generazione; il passaggio da DVB-T ( standard MPEG2) a DVB-T2, infatti, consente di avere un maggiore numero di canali con un minore numero di frequenze, tuttavia, a causa dei ritardi di assegnazione dell'ulteriore capacità di trasmissione disponibile in ambito nazionale, delle assegnazioni dei diritti d'uso delle frequenze agli operatori di rete nazionali e locali, il Governo ha recentemente ammesso che i ritardi accumulati non consentono di perseguire il piano originale, che prevedeva il cambio di tecnologia in due step : il primo a settembre 2021 e il secondo a giugno 2022. Allo stato il passaggio obbligato delle trasmissioni in DVB-T2 è posticipato al 1° gennaio 2023, tuttavia nel periodo intermedio (luglio 2022 - gennaio 2023) le emittenti dovranno organizzarsi per già trasmettere in DVB-T MPEG4, potendo contare su meno frequenze, e quindi, in concreto, rinunciare a qualche canale o ridurre la qualità della trasmissione; l'interpellante, all'uopo, esprime il suo scetticismo sulle incertezze circa i piani di intervento necessari per coordinare il riassetto della tv digitale terrestre ai fini del rilascio della banda 700 MHz agli operatori di comunicazione entro il 30 giugno 2022, e la conseguente preoccupazione che ciò possa rendere grave nocumento sia alla informazione, sia alla tenuta finanziaria delle imprese radiotelevisive; a ciò si aggiunga che le imprese fornitrici di apparati di ricezione si sono impegnate affrontando ingenti investimenti per mettere a disposizione degli utenti milioni di nuovi apparati in tempo utile; il solo valore della merce aggiuntiva mobilitata, e in larga parte già acquisita e in arrivo in Italia per far fronte alla transizione del 1° settembre 2021, ammonta a oltre mezzo miliardo di euro, a cui vanno aggiunti i maggiori costi non comprimibili di logistica per il trasporto e lo stoccaggio straordinario delle merci: