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È soprattutto però nel campo delle fruizioni dei servizi idrici che tali criticità sono emerse in modo chiaro, stante una pronuncia referendaria che, in molti casi, è stata in realtà disattesa proprio nel rapporto privilegiato tra l'ARERA e le società che gestiscono i servizi stessi. Ecco alcuni esempi: si è permesso che le difficoltà economiche di queste società consentissero l'applicazione di aliquote tariffarie in deroga, oppure che alcune delle società in oggetto continuassero in effetti a essere borderline rispetto al quesito referendario, essendo partecipate anche da capitali privati o comunque operanti con istituti di natura civilistica o, infine, che fossero applicate in bolletta voci, quali quelle relative al costo della risorsa finanziaria, che appaiono incompatibili con l'esito referendario o con l'applicazione di conguagli pesantemente retroattivi. È quindi necessario riconsiderare alcuni aspetti della gestione dell'Autorità, valutando l'introduzione, pur nel rispetto dell'autonomia anche manageriale dell'istituto, di meccanismi che mettano l'Esecutivo e il Parlamento nelle condizioni di fornire le linee di indirizzo politico in base alle quali il collegio dell'Autorità dovrà concretamente operare. Pertanto, questo deve essere un principio generale e non solo legato al periodo di prorogatio ; è la natura stessa dell'Autorità a dover essere riconsiderata. È inoltre opportuno introdurre verifiche periodiche, attraverso audizioni da tenere nelle Commissioni competenti, in merito all'operatività concreta della stessa e al campo delle proprie competenze. Noi del Gruppo Fratelli d'Italia ci chiediamo se la politica possa non considerare che gli aumenti generalizzati dei costi delle utenze rappresentano per le famiglie una voce di spesa sempre meno sostenibile e non prevedere, quantomeno, un regime di controlli più serrati su tariffari e le rateizzazioni, in virtù dell'interesse generale. Riteniamo che, per questioni di indirizzo politico, il mero strumento legislativo, a fronte della quotidiana governance di tali settori, risulti comunque meno efficace se non affiancato, appunto, da una costante opera di indirizzo e controllo che le istituzioni parlamentari dovrebbero essere in grado di effettuare. Proprio per i motivi suddetti Fratelli d'Italia ritiene che l'attuale discussione generale dovrebbe essere l'occasione per fornire analisi e proposte in merito. Pensiamo inoltre che sia opportuno rivedere anche la durata della permanenza in carica del collegio dell'Autorità, attualmente pari a sette anni, riducendola a cinque, proprio in base al concetto del controllo che il Parlamento deve effettuare direttamente sull'Autorità. Questo considerando alcune evidenti criticità contenute nel disegno di legge stesso, che derivano proprio dalle motivazioni portate a supporto dello stesso e contenute nella relazione tecnica. In buona sostanza, sia la legge costitutiva delle Autorità sia un parere del Consiglio di Stato, che una sentenza della Corte costituzionale sanciscono che una prorogatio dei membri dei collegi delle Autorità, per essere legittima e compatibile con la normativa vigente, deve rispondere fondamentalmente a due requisiti: essere di ragionevole durata e comunque non eccedere i sessanta giorni; prevedere che in regime di prorogatio l'attività dei collegi sia limitata all'ordinaria amministrazione. Nel disegno di legge si ipotizza, invece, una proroga contra legem a tutti gli effetti. Il collegio di ARERA, difatti, è scaduto l'11 febbraio 2018 e con la previsione di una proroga fino al 30 settembre verrebbe di fatto a essere prorogato per ben più di sette mesi. Noi del Gruppo Fratelli d'Italia pensiamo che una proroga così ampia non abbia alcun senso e crediamo sia necessario fissare la proroga in trenta giorni, come previsto dall'emendamento presentato alla Camera dei deputati, che non abbiamo riproposto al Senato in quanto ritenevamo che in un Paese normale, con una maggioranza parlamentare conclamata, ad oggi avremmo potuto discutere con un Governo legittimamente insediato, che avrebbe di fatto reso inutile la proroga. Concludo ponendomi e ponendo a tutti i colleghi una domanda. Oggi in Aula abbiamo affrontato due provvedimenti decisamente importanti per gli italiani. Il primo riguarda Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, e il secondo appunto ARERA, l'autorità regolamentatrice; due provvedimenti che influiscono e incidono in maniera tangibile sulle tasche dei cittadini. Il decreto-legge sull'Alitalia rappresenta la nostra finestra sul mondo; ARERA è di diretto interesse economico per noi tutti. Entrambi questi provvedimenti approdano in Aula in una fase politica molto particolare; avrebbero bisogno di essere ridiscussi in modo più approfondito ed esaminati nel dettaglio, ma l'attenzione al momento è molto più incentrata sulla situazione politica e istituzionale. Mi sorge quindi un dubbio e mi chiedo se i provvedimenti in esame siano stati inseriti volontariamente dal precedente Governo in questa fase, a causa dell'incapacità dello stesso di affrontare queste situazioni. (Applausi dal Gruppo FdI. Molte congratulazioni.) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, il decreto-legge in esame detta norme finalizzate ad assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, prorogando la durata in carica dei rispettivi componenti. Il disegno di legge si compone di due articoli. In particolare l'articolo 1, modificato nel corso dell'esame presso la Commissione speciale esame atti di Governo della Camera con l'approvazione di un emendamento a firma del relatore, onorevole Dario Galli, dispone che i componenti dell'ARERA continuino ad esercitare le proprie funzioni limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino alla nomina dei nuovi componenti della predetta autorità. Si specifica quindi il termine ultimo e inderogabile per l'esercizio di tali funzioni, individuato non oltre il novantesimo giorno dal giuramento del primo Governo formato successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame e comunque non oltre il 30 settembre 2018. Il testo originario dell'articolo prevedeva, quale termine per l'esercizio delle funzioni in prorogatio , il novantesimo giorno dall'insediamento del primo Governo formato successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Nel corso dell'esame nella Commissione speciale della Camera è stato inoltre introdotto all'articolo 1 il nuovo comma 1- bis , il quale prevede che l'ARERA, durante il periodo di prorogatio , trasmetta alle Camere ogni quarantacinque giorni una relazione concernente gli atti di ordinaria amministrazione e quelli indifferibili e urgenti adottati nel periodo di riferimento. L'articolo 2 dispone in ordine all'entrata in vigore del provvedimento, prevista per il giorno stesso della pubblicazione del decreto-legge nella Gazzetta Ufficiale. Mi si consenta al riguardo di effettuare alcune considerazioni. Dopo l'esame della Camera, che ha introdotto alcune modifiche al testo (come dicevamo), il Senato ha solamente accolto due ordini del giorno durante l'esame presso la nostra Commissione speciale.