[ddlpres]

Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge, che si compone di tre capi e sei articoli, è volto ad affrontare il delicato e rilevante tema dell'occupazione, sotto i diversi profili attinenti al sistema delle tutele a sostegno dei soggetti in cerca di occupazione, al riordino e alla semplificazione del mercato del lavoro, nonché alla possibilità di rafforzare le misure a tutela della genitorialità. Gli interventi verranno realizzati attraverso l'esercizio di apposite deleghe conferite al Governo specificatamente finalizzate a: realizzare un riordino della disciplina degli ammortizzatori sociali; procedere alla riforma dei servizi per il lavoro e delle politiche attive; completare il processo di semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro; realizzare un concreto ed efficace riordino delle forme contrattuali attualmente vigenti in materia di lavoro; rafforzare le misure di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il capo I contiene disposizioni in materia di ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro e politiche attive. In particolare, l'articolo 1 prevede una delega al Governo al fine di assicurare, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale e di favorire il coinvolgimento attivo di quanti sono espulsi dal mercato del lavoro ovvero siano beneficiari di ammortizzatori sociali, attraverso la semplificazione delle procedure amministrative e la riduzione degli oneri non salariali del lavoro. A tal fine sono individuati i seguenti principi e criteri direttivi: a) con riferimento agli strumenti di integrazione salariale: rivedere i criteri di concessione ed utilizzo delle integrazioni salariali escludendo i casi di cessazione aziendale; semplificare le procedure burocratiche anche con la introduzione di meccanismi standardizzati di concessione; prevedere che l'accesso alla cassa integrazione possa avvenire solo a seguito di esaurimento di altre possibilità di riduzione dell'orario di lavoro; revisione dei limiti di durata, da legare ai singoli lavoratori; prevedere una maggiore compartecipazione ai costi da parte delle imprese utilizzatrici; prevedere una riduzione degli oneri contributivi ordinari e la loro rimodulazione tra i diversi settori in funzione dell'effettivo utilizzo; revisionare l'ambito di applicazione della cassa integrazione ordinaria e straordinaria e dei fondi di solidarietà di cui all'articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92; b) con riferimento agli strumenti di sostegno in caso di disoccupazione involontaria, rimodulare l'ASpI omogeneizzando tra loro la disciplina ordinaria e quella breve; incrementare la durata massima dell'ASpI per i lavoratori con carriere contributive più significative; estendere l'applicazione dell'ASpI ai lavoratori con contratti di co.co.co. , prevedendo in fase iniziale un periodo biennale di sperimentazione a risorse definite; introdurre massimali in relazione alla contribuzione figurativa; valutare la possibilità che, dopo l'ASpI, possa essere riconosciuta un'ulteriore prestazione in favore di soggetti con indicatore ISEE particolarmente ridotto; eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito per l'accesso a prestazioni di carattere assistenziale. Nell'esercizio di tale delega si prevede che siano individuati meccanismi volti ad assicurare il coinvolgimento attivo del soggetto beneficiario di prestazioni di integrazione salariale ovvero di misure di sostegno in caso di disoccupazione, al fine di favorirne lo svolgimento di attività in favore della comunità locale di appartenenza. L'articolo 2 prevede una delega al Governo al fine di garantire la fruizione dei servizi essenziali in materia di politica attiva del lavoro su tutto il territorio nazionale, nonché di assicurare l'esercizio unitario delle relative funzioni amministrative. A tal fine sono individuati i seguenti principi e criteri direttivi: razionalizzare gli incentivi all'assunzione già esistenti; razionalizzare gli incentivi per l'autoimpiego e l'autoimprenditorialità; istituire, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un'Agenzia nazionale per l'impiego per la gestione integrata delle politiche attive e passive del lavoro, partecipata da Stato, regioni e province autonome e vigilata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla quale attribuire compiti gestionali in materia di servizi per l'impiego, politiche attive e ASpI, coinvolgendo le parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali; razionalizzare gli enti e le strutture, anche all'interno del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che operano in materia di ammortizzatori sociali, politiche attive e servizi per l'impiego allo scopo di evitare sovrapposizioni e garantire l'invarianza di spesa; possibilità di far confluire nei ruoli delle amministrazioni vigilanti o dell'Agenzia il personale proveniente dalle amministrazioni o uffici soppressi o riorganizzati; rafforzare e valorizzare l'integrazione pubblico/privato per migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro; introdurre modelli sperimentali, che prevedano l'utilizzo di strumenti per incentivare il collocamento dei soggetti in cerca di lavoro e che tengano anche conto delle esperienze più significative realizzate a livello regionale; mantenere in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il ruolo per la definizione dei livelli essenziali in materia di occupazione; mantenere in capo alle regioni e alle province autonome le competenze in materia di programmazione delle politiche attive del lavoro, favorire il coinvolgimento attivo del soggetto che cerca lavoro. Il capo II contiene disposizioni in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione. L'articolo 3 prevede una delega al Governo al fine di conseguire obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, allo scopo di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. A tal fine sono individuati i seguenti principi e criteri direttivi: razionalizzare e semplificare le procedure e gli adempimenti connessi con la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro, con l'obiettivo di dimezzare il numero di atti di gestione del rapporto di carattere burocratico ed amministrativo; eliminare e semplificare, anche mediante norme di carattere interpretativo, le disposizioni interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali e amministrativi; unificare le comunicazioni alle pubbliche amministrazioni per i medesimi eventi (ad esempio gli infortuni sul lavoro) ponendo a carico delle stesse amministrazioni l'obbligo di trasmetterle alle altre amministrazioni competenti; rafforzare il sistema di trasmissione delle comunicazioni in via telematica e abolire la tenuta di documenti cartacei; rivedere il regime delle sanzioni, tenendo conto dell’eventuale natura formale della violazione, favorendo l’immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, e valorizzando gli istituti di tipo premiale;