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L'ultimo anno è stato caratterizzato da politiche, che speravamo ormai relegate ad un passato anacronistico, di sostanziale centralizzazione, statalizzazione e irrigidimento di tutto il sistema. Il presente Governo, il più a sinistra della Storia repubblicana italiana, non sembra purtroppo indirizzato a cambiare prospettiva, anzi. E continuando su questa china riuscirà nell'impresa di fare più danni all'economia italiana della grande crisi internazionale. Ma ricordatevi, onorevoli colleghe e colleghi: un conto è risolvere i problemi di sopravvivenza della maggioranza e del Governo con una fiducia, un altro è guadagnarsela, quella fiducia, presso gli elettori che prima o poi torneranno a votare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Pertanto, il Gruppo di Forza Italia, non in maniera pregiudiziale, ma per il bene del Paese, voterà contro questo provvedimento ma soprattutto contro questo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ANASTASI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANASTASI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, finalmente ci accingiamo a votare in Aula un provvedimento il cui iter è stato tanto breve quanto travagliato, nato con la precedente maggioranza di Governo e arrivato a noi in ritardo, a causa delle note vicende agostane. La conversione di questo decreto-legge non era pertanto né dovuta né scontata, ma questa maggioranza ha voluto comunque affrontare con coraggio la sua prima prova. Un rodaggio certamente positivo per il lavoro congiunto del Governo, delle Commissioni e del relatore, che ringrazio. Certo, non sono mancati i momenti di tensione e di normale confronto. Ci siamo anche permessi il lusso di inserire in questo provvedimento quelli che definisco tre colpi di scena, che andremo a vedere. Questo decreto-legge mette in pratica ciò che il Movimento teorizza dalla sua nascita, cioè una sintesi, quasi un combinato disposto, fra gli articoli 32 e 35 della Costituzione (per chi non li ricordasse, tutela del lavoro e tutela della salute), ultimamente sempre più in antitesi per i mutamenti che ci sono stati nell'economia, nel mondo del lavoro e nella società civile degli ultimi vent'anni. Il MoVimento 5 Stelle vuole invertire questo trend che ha visto una lenta e costante contrazione dei diritti dei lavoratori. Non è un caso, infatti, che nell'estate del 2018 il nostro primo provvedimento sia stato l'approvazione del decreto dignità. Cambia la maggioranza ma non la nostra idea di tutelare un esercito di lavoratori invisibili, frammentati, scarsamente sindacalizzati e con esigenze composite, che vanno da chi ne fa un lavoro saltuario a chi ne fa una professione continuativa e vuole rimanere in questo status . Per la prima volta, nella storia di questa Repubblica, affrontiamo la questione dei lavoratori della cosiddetta gig economy . Lo facciamo permettendo loro di accedere a minime garanzie previdenziali, assistenziali, infortunistiche e professionali. Sempre sul fronte delle tutele, interveniamo modificando i requisiti per accedere alla disoccupazione e consentiamo l'accesso alla contrattazione collettiva in maniera prevalente. Mandiamo quindi definitivamente in soffitta quella sorta di cottimo mascherato che purtroppo ha contrassegnato, in questi anni, rapporti di lavoro per nulla paritari; li tiriamo fuori, insomma, da quel limbo che li aveva resi invisibili e - passatemi il termine anglofono - expendable , cioè sacrificabili. Tiriamo fuori da questo limbo tutti i lavoratori italiani. Il decreto-legge non si limita soltanto alle tutele dei rider . Oggi infatti interveniamo anche sui contratti a tempo determinato in ANPAL, dando la possibilità ad INPS di assumere su tutto il territorio nazionale oltre 1.000 precari e questa è una buona notizia, una bella notizia per i lavoratori stabilizzati e per il funzionamento dell'INPS stesso. (Applausi dal Gruppo M5S) . Garantiamo inoltre fondi per gli ammortizzatori sociali per quei lavoratori delle aree industriali di crisi complessa che purtroppo stanno vivendo una crisi gravissima in aree come la Sicilia, la Sardegna e il Molise. Con l'articolo 8 ci occupiamo anche dei lavoratori disabili. Diamo infatti la possibilità ai privati di alimentare il fondo per il diritto al lavoro a loro dedicato, nato vent'anni or sono proprio per incentivare l'assunzione di personale con disabilità. Voglio infine citare, per la parte relativa alle tutele dei lavoratori e del comparto produttivo, l'articolo 12 che potenzia le strutture di collegamento fra il Ministero del lavoro e il MISE, assumendo 12 unità specializzate in crisi di impresa e sviluppo delle stesse, perché l'idea del ministro Di Maio di aumentare la sinergia fra i due ministeri è vincente e va perseguita con ogni mezzo. Archiviata così la parte relativa alla tutela e alla crisi di impresa, parliamo finalmente di sviluppo economico. A tale proposito, in questo decreto-legge assistiamo al primo vero e proprio colpo di scena, cioè l'emendamento end of waste, emendamento frutto del lavoro congiunto della nostra collega Vilma Moronese e del ministro Costa, lavoro durato oltre un anno. Le Regioni e le Province, seguendo precisi criteri determinati dallo Stato, potranno rilasciare o rinnovare autorizzazioni alla cessazione della qualifica di rifiuto, passaggio necessario perché lo stesso torni a essere o un prodotto o un materiale da rimettere in commercio. Superiamo, in questo modo, lo stallo in cui ci troviamo provocato dal vecchio decreto ministeriale del 1998. Colleghi, il mondo è cambiato e lo sono anche i rifiuti e ciò che andava buttato e interrato, ora è materia prima: con questo provvedimento riattiviamo intere filiere produttive che generano migliaia di posti di lavoro; con questo provvedimento, mettiamo in campo la visione ambientalista del Movimento. Un provvedimento che rappresenta un volano economico formidabile, oltre che un atteggiamento di vita orientato verso la sostenibilità. Colleghi, il rifiuto va valorizzato, non bruciato come ho sentito dire a volte in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo M5S) . Una tonnellata riciclata, come ho sentito dire in quest'Aula, vale ben dieci volte una tonnellata bruciata e in quella differenza di valore finanziario ci stanno innumerevoli posti di lavoro, c'è ricchezza, c'è un ambiente più pulito e più salubre. Perché se ancora qualcuno non lo avesse capito, il nostro pianeta è un sistema chiuso e quello che produciamo, prima o poi, o lo mangiamo o lo beviamo o lo respiriamo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Smaltito - scusate il gioco di parole - il primo colpo di scena, nel decreto-legge in esame abbiamo pensato anche al mantenimento del parco fotovoltaico italiano, introducendo criteri di proporzionalità sulle multe comminate ai gestori di impianti, che sono andati in sanzione per motivi di poco conto e rischiavano quindi di dover abbandonare l'attività per eccesso sanzionatorio da parte dello Stato. Come promesso arriviamo all'articolo 14, ovvero il secondo colpo di scena, che prevede l'abrogazione dell'immunità penale per i gestori e conduttori dell'acciaieria di Taranto. È l'esempio tipico di quanto detto in premessa, ovvero il dualismo mutuamente esclusivo fra gli articoli 32 e 35 della Costituzione.