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Disciplina delle elezioni primarie per la selezione dei candidati alle elezioni inerenti cariche monocratiche. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge si pone l'importante obiettivo di regolamentare le elezioni primarie in quanto strumento di partecipazione democratica. Prima di entrare nel merito dei contenuti del disegno di legge, è opportuno inserirlo nel contesto dell'evoluzione del quadro normativo e del dibattito politico che si svolge intorno al tema della disciplina dei partiti politici. Occorre considerare che nel nostro Paese va estendendosi in modo sempre più diffuso la propensione a selezionare le candidature attraverso le elezioni primarie, organizzate da partiti, movimenti politici e coalizioni tra i medesimi. È con la nascita del Partito Democratico nel 2007 (anche se la prima vera consultazione degli elettori risale al 2005, e riguardò la scelta di Romano Prodi quale candidato premier del centrosinistra) che le elezioni primarie sono diventate uno strumento rilevante di selezione della classe politica. Da allora ad oggi si sono tenute decine di consultazioni per varie cariche (da sindaco a presidente di regione, da parlamentare a segretario di partito), che hanno sempre fornito un risultato soddisfacente in termini di partecipazione dell'elettorato di riferimento, tanto che in Europa si parla ormai apertamente di «primarie all'italiana». Secondo alcuni istituti che hanno svolto accurate ricerche sulla composizione sociale del cosiddetto «popolo» delle primarie, i partecipanti sono perfettamente rappresentativi, come età, livello di studio e aspettative valoriali, dell'elettorato di riferimento. Tali studi sfatano una delle accuse ricorrenti che sono state rivolte al modello di primarie «aperte», che consentirebbe ad elettori di altra parte politica di influenzarne il risultato. Le primarie sono uno strumento utile a stimolare una moderna forma di partecipazione alla politica, che appare assolutamente in linea con alcune leggi approvate in questi anni come quella che introduce un sistema di finanziamento basato sulle detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di partiti politici e sulla destinazione volontaria del due per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Un dato che appare confermato dai risultati sul primo anno di erogazione del due per mille ai partiti, relativi all'anno di imposta 2014. Poiché le elezioni primarie sono un fondamentale strumento di partecipazione dei cittadini alla vita politica è necessario superare alcune criticità che sono emerse negli anni e che rischiano di inficiare la rilevanza e la portata innovativa delle stesse. Pertanto sembra opportuno elaborare un quadro normativo che regolamenti le elezioni primarie in modo rigoroso. Al fine quindi di procedere di pari passo con l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, il presente disegno di legge si propone di «istituzionalizzare» le primarie, elevandole a strumento esplicitamente previsto dall'ordinamento e fissando con rigore le procedure e i termini ai quali i partiti che intendono farvi ricorso devono attenersi per una rigorosa selezione della propria classe politica, prevedendo tre diversi modelli, sulla base delle preferenze più o meno espresse dai diversi soggetti politici: aperte, semiaperte e chiuse. L'idea di fondo che sta alla base di tale scelta è che la titolarità del diritto di selezionare i candidati ai vertici delle amministrazioni sia affidata ai cittadini. I partiti mantengono ovviamente un ruolo nell'individuazione delle regole e dei limiti dell'elettorato passivo e dunque nell'elaborazione delle proposte da sottoporre ai cittadini, ma sia il potere di scelta -- conferito direttamente ai cittadini e dunque sottratto alle dirigenze dei partiti -- sia il sistema di garanzie circa il corretto svolgimento delle operazioni elettorali sono posti al medesimo livello del procedimento elettorale vero e proprio. L'articolo 1 stabilisce le finalità del presente disegno di legge prevedendo che le elezioni primarie si svolgano per la selezione dei candidati dei partiti politici, dei movimenti politici e delle coalizioni tra i medesimi alle cariche di sindaco, sindaco metropolitano ove ne sia prevista l'elezione diretta, presidente della giunta regionale e presidente delle province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 2 disciplina l'indizione delle elezioni primarie prevedendo che, entro centoventi giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle candidature, il legale rappresentante di uno o più soggetti politici possa richiedere all'ufficio elettorale competente di indire elezioni primarie per la selezione dei propri candidati alle suddette cariche. La richiesta di indizione di elezioni primarie è soggetta alla raccolta di un numero di firme pari a quelle necessarie per la presentazione delle liste nelle elezioni corrispondenti. L'ufficio elettorale competente stabilisce le sedi e la data in cui si svolgono le elezioni primarie, sentiti il prefetto e i sindaci dei comuni in cui si svolgono le elezioni stesse, e comunica ai cittadini data e modalità di svolgimento delle elezioni primarie mediante affissioni pubbliche. Le medesime comunicazioni sono altresì pubblicate nel sito internet del Ministero dell'interno e nel sito ufficiale dei soggetti politici promotori delle elezioni primarie. L'articolo 3 prevede che, unitamente alla richiesta di indire le elezioni primarie, i soggetti politici depositino il regolamento di disciplina delle elezioni stesse. Il regolamento stabilisce le condizioni per la presentazione delle candidature, le norme di comportamento per la campagna elettorale idonee ad assicurare il contenimento, entro limiti appropriati, delle spese sostenute dai candidati, condizioni di parità dei candidati nell'accesso alle candidature con riferimento anche all'entità, alle modalità e alla documentazione delle spese, nonché le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni ivi previste. Il regolamento può prevedere che il diritto di sottoscrivere le candidature alle elezioni primarie sia riservato a un determinato numero di cittadini, ovvero ai soli iscritti, ovvero che sia attribuito, in via comunque non esclusiva, a un numero qualificato di componenti dell’organismo dirigente dei soggetti politici promotori. In tale ultimo caso, il numero massimo delle sottoscrizioni non può essere superiore al 35 per cento dei componenti del medesimo organismo. Il regolamento indica inoltre a quale forma di elezioni primarie si intenda ricorrere. L'articolo 4 definisce appunto le forme che possono assumere le elezioni primarie. Le elezioni primarie sono definite aperte, se il diritto di voto è attribuito alla generalità degli elettori; semiaperte, se il diritto di voto è attribuito agli elettori che al momento del voto si dichiarano sostenitori di un soggetto politico e sono disposti a farsi registrare in quanto tali in un albo; chiuse, se il diritto di voto è attribuito a coloro che risultano, alla data di indizione delle elezioni primarie, regolarmente iscritti a un dato soggetto politico oppure a un albo degli elettori all'uopo costituito da quello stesso soggetto politico. L'articolo 5 disciplina il collegio dei garanti, istituito in caso di indizione di elezioni primarie, che sovrintende alla regolarità delle elezioni anche in fase di presentazione delle candidature, nomina gli scrutatori e i componenti delle commissioni elettorali, vigila sul rispetto dei risultati elettorali, delibera su qualsiasi ricorso e proclama il vincitore.