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la previsione di due distinti programmi - gestiti rispettivamente dalle singole regioni e dal Ministero dell'interno - aventi però la medesima finalità di consentire la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Per la realizzazione di tali programmi sono assegnati ai comuni, per il periodo 2021-2033, mediante riparto effettuato dal soggetto gestore, contributi (a valere sul fondo per gli investimenti degli enti territoriali) per un importo complessivo di circa 8,1 miliardi di euro. Al fine di superare le criticità nella progettazione degli investimenti pubblici, spesso il principale fattore di ostacolo alla loro realizzazione, i commi da 86 a 93 dell'articolo 1 del disegno di legge istituiscono la centrale per la progettazione delle opere pubbliche, di cui possono avvalersi le amministrazioni centrali e gli enti territoriali interessati per la progettazione di opere pubbliche. I commi 94-96, introdotti nel corso dell'esame alla Camera, aumentano le facoltà assunzionali delle regioni che attivano determinate misure amministrative, prevedendo che le stesse possono assumere sino ad un massimo di cinquanta unità di personale a tempo determinato. Si prevede inoltre l'istituzione, con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di una struttura di missione temporanea per il supporto alle attività del Presidente del Consiglio dei ministri relative al coordinamento delle politiche del Governo e dell'indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati. Alla struttura, denominata "InvestItalia" sono attribuiti diversi compiti, funzionali al potenziamento della capacità espansiva degli investimenti pubblici, tra cui in particolare quello di analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali. Una serie di interventi mira invece a favorire la ripresa degli investimenti privati. Occorre in particolare segnalare il rifinanziamento di 48 milioni di euro per il 2019, di 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020-2023 e di 48 milioni di euro per il 2024 della cosiddetta "Nuova Sabatini", misura di sostegno volta alla concessione - alle micro, piccole e medie imprese - di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cosiddetti investimenti in beni strumentali "Industria 4.0" e di un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati sui predetti finanziamenti. L'articolo 1, comma 103, dispone lo stanziamento, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, di 90 milioni per il 2019 e di 20 milioni per il 2020 per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, da destinare alle finalità già individuate per l'attuazione del Piano medesimo. Si rifinanzia poi di 5 milioni di euro per l'anno 2019 e di 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 lo strumento del contratto di sviluppo, misura di incentivazione per le imprese che intendano realizzare, singolarmente o in forma associata, investimenti di grande dimensione in determinati settori. Si incrementa di 100 milioni di euro per l'anno 2019 e di 50 milioni di euro per l'anno 2020 la dotazione del fondo crescita sostenibile, destinando tali risorse al finanziamento degli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi industriale complessa e delle aree di crisi non complessa. I commi da 108 a 116 istituiscono un Fondo di sostegno al Venture Capital con una dotazione di 30 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 e di 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025, per sostenere la sottoscrizione, da parte dello Stato, di quote o azioni di fondi di Venture Capital . Quanto alle misure in materia di finanza locale, evidenzia che i commi da 493 a 504 recepiscono i contenuti dell'accordo in sede di Conferenza Stato-regioni del 15 ottobre 2018. Nel merito, si riduce il contributo alla finanza pubblica a carico delle regioni ordinarie per il 2020 in attuazione della sentenza della Corte costituzionale n.103 del 2018, attribuendo alle regioni contributi per la realizzazione di nuovi investimenti e si stabilisce che tali contributi sono compensati, per pari importo, a titolo di concorso alla finanza pubblica per gli anni 2019-2010. Il comma 503 individua nel 31 gennaio 2019 il termine entro cui deve essere raggiunta l'intesa in Conferenza Stato-regioni sulle risorse aggiuntive per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese nelle materie di competenza concorrente. L'articolo 1, comma 505, introdotto alla Camera, stanzia 50 milioni di euro annui, dal 2021 al 2033, per la spesa di investimento delle regioni che aderiscono volontariamente alle misure, previste dall'articolo 6, comma 20, del decreto-legge n. 78 del 2010, di riduzione dei costi della pubblica amministrazione (riduzioni di spese per indennità e gettoni di presenza, riduzione dei componenti degli organi collegiali, riduzione delle spese per consulenze esterne, per missioni, per attività di formazione, per le autovetture di servizio). I commi da 512 a 515 disciplinano l'attribuzione alle province delle Regioni a Statuto ordinario di un contributo di 250 milioni di euro annui per gli anni dal 2019 al 2033 (complessivi 3,750 miliardi) per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e scuole. Il comma 517 rende permanenti le disposizioni relative alle modalità di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario, nonché quelle per la determinazione dei trasferimenti erariali non fiscalizzati da corrispondere alle province appartenenti alle regioni Sicilia e Sardegna. I commi 518-521 introducono la facoltà per gli enti locali in disavanzo di utilizzare, pur con alcune limitazioni, il risultato di amministrazione. Il comma 522, aggiunto dalla Camera, semplifica le modalità di riconoscimento, da parte delle giunte degli enti locali, delle spese per lavori pubblici urgenti cagionati da eventi eccezionali e imprevedibili. I commi 523-525 semplificano gli adempimenti contabili degli enti locali, prevedendo, a decorrere dal bilancio di previsione per il 2019, unicamente l'invio dei bilanci di previsione e dei rendiconti alla banca dati delle amministrazioni pubbliche. Il comma 526, introdotto alla Camera, prevede un trattamento normativo più favorevole per i comuni (e le loro forme associative) che approvano i bilanci entro i termini previsti dal Testo unico sugli enti locali. L'articolo 1, commi 527-529, detta norme volte a favorire gli investimenti degli enti territoriali, prevedendo che le economie riguardanti le spese di investimento per lavori pubblici concorrano alla determinazione del fondo pluriennale vincolato, secondo modalità definite con decreto interministeriale da adottare entro il 30 aprile 2019. I commi 547-548 e 560 apportano modifiche all'ordinamento contabile delle regioni al fine di favorire gli investimenti pubblici.