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a) l'ente locale di riferimento deve garantire un finanziamento almeno pari al 30 per cento dei fondi che si stima di raccogliere; b) la raccolta fondi può essere avviata attraverso una piattaforma telematica già esistente, oppure l'ente locale può svilupparne una nuova dedicata ad un progetto specifico; c) l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale che propone la raccolta fondi deve specificare nella proposta i risultati e gli obiettivi che si intendono raggiungere, misurabili in termini quantitativi e con sufficiente affidabilità, evidenziando in particolar modo il risparmio finanziario conseguito dall'ente locale; d) per i contributi di importo inferiore ad euro 1.000 non può essere riconosciuto alcun compenso al donante, salvo quando disposto dal comma 12. Per gli importi superiori ad euro 1.000 può essere riconosciuto un premio complessivo proporzionale ai risultati e obiettivi raggiunti, con particolare riferimento ai risparmi di spesa conseguiti dall'ente locale attraverso l'erogazione di servizi a forte innovazione sociale finanziati con la raccolta fondi; e) l'approvazione da parte dell'ente locale che attiva la raccolta fondi di un apposito regolamento per disciplinare tutti gli aspetti della raccolta pubblica. Il comma 12 riconosce, con riferimento ai contributi di importo inferiore ad euro 1.000 di cui alla lettera d) del comma 11, una detrazione d'imposta nella misura del 30 per cento delle somme effettivamente versate. Inoltre, ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, il comma espressamente stabilisce che il riconoscimento della detrazione è riconosciuto a condizione che i versamenti siano effettuati tramite banche o uffici postali, ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Al fine di incentivare gli enti locali ad attivare sistemi di raccolta fondi attraverso il meccanismo di crowdfunding civici il comma 13 prevede che il Fondo di solidarietà comunale di cui all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2016, n. 232, è incrementato di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025. Tali risorse sono ripartite, con apposito decreto del Ministro dell'interno, tra i comuni in proporzione all'entità dei fondi destinati al finanziamento di iniziative promesse da imprese start-up innovative a vocazione sociale attraverso sistemi di crowdfunding civici. L'articolo 13, al fine di promuovere lo sviluppo dell'innovazione sociale e conseguentemente la diffusione sul territorio nazionale delle imprese start-up innovative a vocazione sociale, disciplina lo strumento dei laboratori di innovazione sociale. In termini generali, le norme introdotte dall'articolo 11 sono volte a promuovere il coinvolgimento dei portatori di interesse pubblici e privati, attraverso uno strumento quali i laboratori di innovazione sociale che favoriscono le interazioni e il coordinamento tra tali soggetti. Il comma 1 prevede che i comuni, al fine di promuovere progetti innovativi in campo sociale, nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi successivi, possono costituire laboratori di innovazione sociale, che si configurano come strumenti volti a favorire l'integrazione tra imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche al fine di attuare progetti di innovazione sociale. Ai sensi del comma 2 i laboratori di innovazione sociale devono perseguire cinque obiettivi fondamentali: a) incentivare progetti volti ad introdurre a livello comunale iniziative di innovazione sociale quale mezzo per accrescere il livello dei servizi pubblici garantiti alla comunità di riferimento, nel rispetto del principio di sussidiarietà; b) definire con cadenza biennale le linee guida per la sperimentazione di nuovi modelli di innovazione sociale; c) promuovere rapporti di collaborazione con le università e i centri di ricerca pubblici al fine di migliorare i progetti di innovazione sociale; d) sviluppare progetti di rete con soggetti di natura privata; e) finanziare le iniziative promosse da imprese start-up innovative a vocazione sociale, anche attraverso l'acquisizione di partecipazioni nel capitale sociale. Il comma 3 stabilisce che i laboratori di innovazione sociale sono costituiti sotto forma di fondazione ai sensi degli articoli 14 e seguenti del codice civile. Il comma 4 precisa che l'acquisizione della personalità giuridica viene acquisita dalla fondazione ai sensi dell'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361. Organi essenziali della fondazione, ai sensi del comma 5, sono: a) il presidente, che ne è il legale rappresentante ed è scelto tra soggetti di riconosciuta competenza in materia di imprese start-up innovative a vocazione sociale; b) il consiglio di amministrazione, costituito da un numero minimo di cinque membri, compreso il presidente; c) l'assemblea dei soci; d) il comitato tecnico-scientifico, con compiti di consulenza per la programmazione, la realizzazione, il monitoraggio, la valutazione di progetti di innovazione sociale, composto da personalità che hanno comprovata esperienza nell'attività di sostegno a imprese start-up innovative; e) il revisore dei conti. Al prefetto della provincia in cui la fondazione ha la sede legale spettano, ai sensi del comma 6, tutte le funzioni di controllo. Ai sensi del comma 7 tutti i soci fondatori contribuiscono alla costituzione del patrimonio della fondazione, specificando che quest'ultimo è costituito: a) dal fondo di dotazione, costituito dai conferimenti, in proprietà, uso o possesso, a qualsiasi titolo, di denaro, beni mobili o immobili o altre utilità impiegabili per il perseguimento dei compiti istituzionali, effettuati dai fondatori all'atto della costituzione e dai partecipanti; b) dai beni mobili e immobili che pervengono a qualsiasi titolo alla fondazione; c) dalle donazioni, dai lasciti, dai legati e dagli altri atti di liberalità disposti da enti o da persone fisiche con espressa destinazione all'incremento del patrimonio; d) da contributi attributi al patrimonio dall'Unione europea, dallo Stato, da enti locali e da altri enti pubblici; Il comma 8 introduce, per le erogazioni liberali effettuate a favore della fondazione, un credito d'imposta nella misura del 30 per cento a condizione che il versamento sia effettuato tramite banca o ufficio postale ovvero mediante altri strumenti di pagamento che assicurano la tracciabilità dello stesso. Il credito d'imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo. Il comma 9 stabilisce che con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono definite le modalità di fruizione del credito d'imposta di cui al comma 8. Ai sensi del comma 10 l'assemblea dei soci della fondazione approva, su proposta del consiglio di amministrazione, la relazione annuale sulla gestione, che deve essere predisposta secondo quanto previsto dal comma 12). Il comma 11 stabilisce che, entro trenta giorni dall'approvazione ai sensi del comma 10, la relazione annuale sulla gestione deve essere approvata dal consiglio comunale del comune socio fondatore. Il comma 12 definisce gli elementi essenziali che devono essere ricompresi nella relazione sulla gestione: a) quali iniziative sono state poste in essere al fine di promuovere iniziative di innovazione sociale; b) gli effetti sull'offerta di servizi pubblici a seguito delle iniziative di cui al lettera a) , in termini di incremento dell'offerta nonché del soddisfacimento dei bisogni sociali;