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nell'ambito del nuovo quadro normativo nazionale di riordino del servizio fitosanitario nazionale, il centro di ricerca difesa e certificazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA-DC) sarà individuato come istituto di riferimento nazionale per la protezione delle piante, organismo scientifico di supporto per le attività di protezione delle piante a livello nazionale e di coordinamento della rete nazionale dei laboratori di diagnostica sugli organismi nocivi delle piante; l'ispezione e il campionamento sui territori regionali va effettuata dagli ispettori o agenti fitosanitari o da personale tecnico adeguatamente formato e specificamente incaricato dal servizio fitosanitario regionale; ogni squadra deve essere costituita da un minimo di due unità, e deve essere dotata di equipaggiamento adeguato; l'attività ispettiva deve essere condotta anche presso vivai autorizzati a produrre in zone demarcate; è indispensabile attuare i controlli previsti dall'articolo 11 della decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione del 18 maggio 2015, in base alla quale gli Stati membri effettuano controlli ufficiali regolari sulle piante specificate sottoposte a movimentazione al di fuori della zona delimitata, o da una zona infetta ad una zona cuscinetto; la ricerca ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale nello studio di tutti i fattori dell'epidemia ed i progetti di ricerca e sperimentazioni (sia quelli conclusi, che quelli ancora in corso) sono riconducibili a tre fonti di finanziamento: quello dell'Unione europea (procurement EFSA, tre progetti del programma Horizon 2020), quello nazionale (Ministero delle politiche agricole) e quello regionale (Regione Puglia); il ripristino del potenziale produttivo nelle aree colpite rappresenta una delle priorità principali, al fine di sostenere un'economia agricola che vede nella filiera olivicola il principale settore produttivo, di conservare un paesaggio agrario di straordinaria unicità e bellezza, e di evitare l'abbandono dei terreni; il ripristino si attua mediante lo snellimento delle procedure autorizzative di eradicazione degli ulivi infetti; l'immediato abbattimento delle piante infette dà luogo alla corresponsione di un contributo ai proprietari o conduttori a qualunque titolo dei terreni agricoli e delle aree ricadenti nelle zone delimitate (zona cuscinetto e zona di contenimento), per indennizzare i costi legati all'estirpazione delle piante di olivo infette dall'organismo Xylella fastidiosa ed il valore delle piante abbattute; non hanno tuttavia diritto ad indennizzo i proprietari o conduttori a qualsiasi titolo dei terreni agricoli e delle aree ricadenti nelle zone delimitate che non adempiano alle ordinanze di abbattimento nei modi e tempi indicati dalle competenti autorità fitosanitarie; è inoltre necessario procedere tramite la rimozione di piante disseccate a seguito di Xylella nella zona infetta, subordinata al rilascio di apposita autorizzazione su istanza di parte; tale autorizzazione può essere concessa per motivi fitosanitari quando la pianta è in situazione di improduttività o di seria compromissione della produttività; la pubblica amministrazione, accertata la presenza della malattia, può concedere l'autorizzazione all'espianto, purché il richiedente pianifichi la messa a dimora di un egual numero di olivi o altre specie arboree; il rispetto della continuità dell'uso e della destinazione agricola dei terreni interessati da infezioni di Xylella è assicurato in Puglia dalla legge regionale 8 ottobre 2014, n. 41, che dispone, per tali terreni, il rispetto della tipizzazione urbanistica vigente al momento dell'espianto, escludendo la possibilità di rilascio di permessi di costruire in contrasto con la precedente destinazione urbanistica; al fine del ripristino del potenziale produttivo, è poi necessario sostenere le riconversioni verso coltivazioni resistenti di olivo, o anche verso altre colture arboree, con lo scopo di diversificare il paesaggio agrario ed aumentare la biodiversità del territorio; al fine di tutelare gli ulivi secolari e quelli monumentali, la legge della Regione Puglia 29 marzo 2017, n. 4, che riprende la legge della Regione Puglia 4 giugno 2007, n. 14, propone incentivi alla sperimentazione delle soluzioni proposte dalla ricerca scientifica e viene stabilito il finanziamento di operazioni di potatura straordinaria conservativa degli ulivi monumentali; è necessario tutelare gli olivicoltori e i vivaisti, nonché i lavoratori dipendenti e gli altri operatori della filiera, tramite interventi compensativi delle perdite di reddito, impegna il Governo: 1) ad adottare le misure necessarie al fine di contrastare l'espansione del fitopatogeno Xylella fastidiosa, individuando le azioni utili per il ripristino e il rilancio della coltura olivicola, del settore vivaistico e dell'economia agricola del territorio interessato; 2) a sostenere progetti di ricerca e sperimentazione, indispensabili per trovare soluzioni che consentano lo sviluppo e la sperimentazione di innovazioni tecniche, con funzione curativa e preventiva. Atto n. 1-00104 BAGNAI BOTTICI MONTANI ROMEO TOSATO SAVIANE BOSSI Simone PUCCIARELLI BONFRISCO CASOLATI RIVOLTA ZULIANI FERRERO SOLINAS - Il Senato, premesso che: la Banca d'Italia è il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale; il quantitativo totale di oro detenuto dall'istituto, a seguito del conferimento di 141 tonnellate alla Banca centrale europea (BCE), è pari a 2.452 tonnellate (metriche) costituito prevalentemente da lingotti (95.493) e, per una parte minore, da monete; l'oro dell'istituto è custodito prevalentemente nei propri caveau e in parte all'estero, presso alcune banche centrali; a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo, la proprietà delle riserve auree nazionali è surrettiziamente apparsa nella discussione parlamentare come un tema di dibattito, specie dopo l'avvento del sistema bancario europeo e lo stratificarsi della normativa nazionale, rendendo dunque necessario un intervento legislativo chiarificatore; ai sensi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dello Statuto del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) e della BCE, queste costituiscono parte integrante delle riserve dell'eurosistema, assieme alle altre banche centrali nazionali e a quelle di proprietà della Banca centrale europea. Infatti l'articolo 127 del TFUE (ex art. 105 del TCE) stabilisce, al comma 2, che tra i compiti fondamentali da assolvere tramite il SEBC è quello di "detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri"; al contempo, l'articolo 30 dello statuto del SEBC prevede che "La BCE ha il pieno diritto di detenere e gestire le riserve in valuta che le vengono trasferite e di utilizzarle per gli scopi indicati nel presente statuto";