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Legge quadro dei lavoratori dello spettacolo. Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si vuole dare dignità ai lavoratori dello spettacolo che, dal 1947 a oggi, sono privi di tutele e di una vera e propria qualificazione giuridica. Negli ultimi anni il mondo dello spettacolo ha subìto una fortissima crescita, caratterizzata da un impiego sempre maggiore di capitali. Questo settore, a lungo considerato come una sorta di « sottolavoro », è ormai diventato una vera e propria industria cui tutti siamo interessati, infatti film, programmi e format sono ormai un patrimonio culturale di cui non possiamo fare a meno poiché influisce notevolmente sul nostro modo di relazionarci e di pensare, coinvolgendo inoltre una crescente quantità di persone. Ma se sul piano tecnico c'è stata questa esplosione, sul piano giuridico i lavoratori dello spettacolo sono sprovvisti di un'adeguata normativa e di tutela. A tal proposito molti contestano che non si possono definire questi soggetti come veri e propri lavoratori, ma non dobbiamo dimenticare che, come qualsiasi altro lavoratore, essi per la loro prestazione richiedono un certo impiego di energie fisiche, intellettuali, psicofisiche e che in aggiunta a ciò, nella loro attività, necessitano di quella vis creativa , che rende unica la già di per sé peculiare prestazione. Un Paese come il nostro, che vive e trae la sua forza dalla cultura e dalla tradizione, non può permettersi il lusso di lasciare questi soggetti privi di tutele. Il presente disegno di legge vuole, pertanto, non solo inquadrare questi soggetti, ma anche fornirgli tutele previdenziali e in materia di occupazione. A tal proposito è impossibile pensare che si possa lasciare il tetto insormontabile delle centoventi ore lavorative annue, senza che ci sia nemmeno la possibilità di ricorrere alla previdenza complementare e agli istituti della totalizzazione e del riscatto degli anni di studio. A maggior ragione, questi soggetti che sono soggetti a sforzi fisici e la cui prestazione è caratterizzata dalla discontinuità devono avere una pur minima tutela sia in materia di disoccupazione involontaria che di infortuni sul lavoro. Oltre a ciò bisogna dare certezza giuridica ai rapporti di lavoro, partendo dal contratto di scrittura artistica, sia con la previsione di un registro che contenga, su base volontaria, i nominativi dei lavoratori dello spettacolo e dei loro agenti. Sempre sulla base del contratto di scrittura artistica deve altresì anche essere ammissibile la deduzione per i costi necessari all'attività artistica e di spettacolo. Inoltre, è indispensabile, ai fini di una miglior occupazione, reintrodurre l'istituto di collocamento per i lavoratori dello spettacolo, su base provinciale, con funzioni informative, di orientamento, assistenziale, e soprattutto con la finalità di favorire l'incontro tra domanda e offerta. Questo disegno di legge non vuole altro che dare dignità e tutela giuridica a questi lavoratori, nel rispetto degli articoli 2, 3 e 4 della Costituzione, riconoscendo dunque a chi fa cultura e spettacolo la possibilità di avere una adeguata e minima tutela come tutti gli altri lavoratori. L'articolo 1 reca la definizione dei lavoratori dello spettacolo, colmando una lacuna ultra settantennale. L'articolo 2 novella i modi per effettuare il ricongiungimento dei contributi previdenziali versati dai lavoratori, riducendo da 120 a 90 il numero di giornate lavorative necessarie per accedere ai diritti di assistenza e previdenza. Si consideri che la grande crisi ha colpito ogni settore lavorativo, ma in particolare quello dello spettacolo, rendendo difficoltosa la possibilità di adempiere i propri doveri, il pagamento della contribuzione previdenziale, al fine di poter legittimamente godere dei diritti connessi. Nel caso in cui il lavoratore dello spettacolo non raggiunga i 90 giorni indicati, potrà versare volontariamente i contributi necessari a raggiungere « quota 90 » in un anno, per godere dei diritti detti. Si prevede poi l'applicazione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi per garantire il ricongiungimento dei contributi versati e il riscatto di laurea ai fini pensionistici, come per le altre tipologie di lavoratori L'articolo 3 introduce una figura contrattuale ad hoc per i lavoratori dello spettacolo, il « contratto di scrittura artistica » applicabile ai lavoratori circoscritti dalla definizione contenuta all'articolo 1. L'articolo 4 specifica quale sia la retribuzione imponibile dei lavoratori dello spettacolo, con la specificazione dei costi sostenuti deducibili demandando al Governo, sentite le associazioni sindacali maggiormente rappresentative, le tipologie di spese riconosciute. L'articolo 5 introduce e definisce giuridicamente la figura professionale dell'agente di spettacolo. L'articolo 6 istituisce il registro dei lavoratori e degli agenti dello spettacolo. Si specifica che esso è finalizzato alla certificazione della professionalità dei soggetti iscritti e che l'iscrizione è libera e non rappresenta, in nessun caso, un requisito vincolante per l'esercizio delle attività di lavoratore dello spettacolo e di agente di spettacolo. L'articolo 7 reintroduce nell'ordinamento giuridico l'ufficio di collocamento dello spettacolo. L'articolo 8 prevede nuove misure di tutela sociale, specificamente previsti in favore dei lavoratori dello spettacolo, alla luce della peculiarità della professione svolta e della saltuarietà che la connota. Si segnala, in particolare, 1'estensione del godimento al diritto di ricevere una assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ora negata.. 1 (Definizione dei lavoratori dello spettacolo) 1 Sono lavoratori dello spettacolo quei soggetti che con abilità di natura artistica, che si possono manifestare con un'attività inventiva, un'interpretazione, un'esibizione, una particolare abilità fisica, una specifica personalità, o anche con una qualificata competenza tecnico-artistica, danno un apporto necessario o sostanziale alla realizzazione o alla miglior riuscita dello spettacolo. 2 (Ricongiungimento dei contributi previdenziali versati) 1 I lavoratori dello spettacolo che, nell'ambito delle categorie di cui all'articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, come integrati e ridefiniti ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 15 marzo 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 7 aprile 2005, svolgono la loro attività lavorativa in modo saltuario, intermittente e differenziato nei tempi e nei luoghi e con rapporti di lavoro di natura autonoma o subordinata, e che non raggiungono le novanta giornate di prestazione annue richieste ai fini previdenziali per avere diritto alla pensione, possono versare in maniera volontaria i contributi relativi alle giornate mancanti per raggiungere tale quota. I contributi versati dal lavoratore alla gestione ex ENPALS dell'INPS in attuazione di quanto disposto dalla presente legge sono ricongiungibili ai sensi della normativa vigente in materia, ai fini del raggiungimento del diritto. È prevista altresì la possibilità del riscatto di laurea ai fini pensionistici 2 Ai lavoratori di cui all'articolo 1 si applicano le disposizioni previste nel decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42. 3 (Contratto di scrittura artistica)