[ddlpres]

La disposizione prevista dal comma 9 è volta a prorogare sino al 28 febbraio 2023 l'obbligo di pagamento con sistemi telematici dell'anticipazione forfettaria prevista dall'articolo 30 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. Per effetto della riforma di cui all'articolo 13, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2023 il contributo unificato dovrà essere corrisposto esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma tecnologica di cui all'articolo 5, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (articolo 13 citato, comma 1- quinquies ). Tale disposizione si pone in continuità temporale con quanto previsto attualmente dalla norma emergenziale di cui al comma 3 dell'articolo 221 del decreto-legge n. 34 del 2020, avente scadenza il 31 dicembre 2022. Al contrario, il pagamento delle anticipazioni forfettarie di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002 – che, sempre in virtù dell'articolo 221, comma 3, del decreto-legge n. 34 del 2020, fino al 31 dicembre 2022 viene corrisposto tramite la piattaforma tecnologica sopra citata – in virtù del combinato disposto dell'articolo 13, comma 1, lettera b), e dell'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo n. 149 del 2022 dovrà essere corrisposto con le medesime modalità telematiche solo a decorrere dal 28 febbraio 2023. Ciò comporta che sino al 31 dicembre 2022 coloro che iscriveranno la causa a ruolo potranno pagare il contributo unificato tramite la piattaforma pagoPA, mentre successivamente e fino al 28 febbraio 2023 le anticipazioni forfettarie, attualmente assolte in via telematica grazie alla norma emergenziale sopra indicata, verrebbero a dover essere corrisposte tramite marche da bollo. Da qui la necessità di prorogare fino al 28 febbraio 2023 l'operatività della disposizione emergenziale che prevede il pagamento in via telematica delle anticipazioni forfettarie di cui si è detto, in modo che anche in questo caso siano evitate soluzioni di continuità temporale nell'uso dei sistemi telematici di pagamento. Comma 10. La disposizione, finalizzata a garantire la piena funzionalità degli uffici giudiziari, anche per quanto concerne il rispetto degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, prevede la proroga fino al 28 febbraio 2023 dei contratti a tempo determinato del personale dell'amministrazione giudiziaria con la qualifica di operatore giudiziario inquadrato nell'area degli assistenti (Ex Area II, posizione economica F1), che scadranno tra la fine del corrente anno e i primi mesi dell'anno 2023, ai sensi dell'articolo 1, comma 925, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Il contingente è costituito da 189 unità di personale, rimasto escluso dalla procedura di stabilizzazione dei 1.200 operatori giudiziari prevista dall'articolo 17- ter del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, recante « Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ». Si rappresenta al riguardo che nell'ambito di tale procedura, a fronte di complessivi 1.265 operatori giudiziari in servizio, potranno esserne stabilizzati, nel rispetto dei requisiti previsti dal bando di assunzione, un numero pari a 894 unità. Comma 11. Reca l'autorizzazione di spesa per far fronte agli oneri derivanti dalla proroga dei contratti a tempo determinato del personale dell'amministrazione giudiziaria con la qualifica di operatore giudiziario, di cui al comma 10. Articolo 9 ( Proroga di termini in materie di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ) Il comma 1 proroga al 31 dicembre 2023, per le gestioni previdenziali esclusive, alle quali sono iscritti i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche e tra cui rientrano anche i fondi ex INADEL ed ex ENPAS, amministrati dall'INPS, relativi alle indennità di fine servizio (TFS/TFR), la sospensione dei termini di prescrizione degli obblighi relativi alle contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria, differendo al contempo al 31 dicembre 2018 il riferimento ai periodi di competenza delle contribuzioni stesse. Inoltre, si prevede il differimento sino al 31 dicembre 2023 del termine entro il quale le amministrazioni pubbliche che abbiano instaurato rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o assimilati (dottorati di ricerca, componenti di commissione e collegi) sono tenute a dichiarare e ad adempiere agli obblighi relativi alla contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta alla Gestione separata ai sensi dell'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Ad oggi le posizioni interessate dagli omessi adempimenti hanno comportato numerose criticità conseguenti all'assenza di accredito della contribuzione obbligatoria in capo ai prestatori che lamentano tale situazione e ricorrono sistematicamente alle vie legali al fine di vedere riconosciuta la propria posizione previdenziale. La norma consente alle amministrazioni pubbliche, tramite controllo diretto o su denuncia del singolo prestatore effettuata alla medesima amministrazione committente, di normalizzare la posizione contributiva e di consentire il conseguente aggiornamento dell'estratto conto. In tal modo l'Istituto è legittimato ad acquisire il versamento e ad aggiornare la posizione contributiva dei lavoratori rimanendo esclusa, in assenza di tale intervento, la possibilità per l'INPS di attivare coattivamente la pretesa creditoria per periodi contributivi sui quali è già intervenuta la prescrizione ordinaria. Il comma 2 proroga per l'anno 2023 la disposizione in materia di semplificazione delle procedure di rilascio dei nulla osta al lavoro per cittadini non comunitari. Nello specifico, il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2022, n. 122, recante « Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali », ha introdotto (articoli 42-45) alcune significative innovazioni volte alla semplificazione e velocizzazione delle procedure di rilascio dei nulla osta al lavoro di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2021 (programmazione dei flussi d'ingresso dei cittadini non comunitari per l'anno 2021), per rendere esigibili in tempi brevi e certi le quote disposte dal decreto.