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Bisognerà valutare anche le operazioni di cessione degli NPL, probabilmente con valutazioni che, secondo alcuni, non avevano una totale congruità. C'è il fattore di mercato e c'è il fattore Sud, motivo del ragionamento di fondo sulla Banca degli investimenti del Sud, ma c'è anche il ruolo della Banca d'Italia nella partita della moral suasion per la Banca Tercas; vorrei infatti ricordare che c'è stato un accompagnamento e addirittura un invito in questa direzione. Ci sono poi il ruolo dell'Unione europea nell'utilizzo del Fondo interbancario, perché gli anni di impedimento all'utilizzo del Fondo interbancario hanno avuto il loro peso e, in ultimo, c'è il ruolo della vigilanza fino ai nostri giorni. Per fortuna la legge bancaria italiana e la legge fallimentare non prevedono il fallimento per gli istituti di credito, ma la procedura della liquidazione. Questo perché la norma ha come precipuo interesse l'interesse pubblico e, proprio i numeri che la relatrice ha espresso, ci dicono quale sia il notevole interesse pubblico di questo tema. Permettetemi di fare un raffronto: Lehman Brothers rispetto al mondo era niente; provate a immaginare l'effetto che ha avuto il suo fallimento sul mondo, peraltro con il sistema americano. Credo quindi che la valutazione debba essere svolta compiutamente sia per quella che è stata la nemesi del percorso, sia, in modo rigoroso, sereno e trasparente, nell'utilizzare uno strumento che, proprio per la delicatezza del sistema del credito, va maneggiato con cautela, al di là del dibattito tra le scelte degli ultimi Governi rispetto a situazioni più o meno similari, ma che certamente investono una partita più grande. Permettetemi solo un appunto. Abbiamo parlato di Banca popolare di Bari; non ho trovato provvedimenti che riguardano la Banca popolare di Bari. Con una novazione nelle fonti del diritto, come mi insegnano gli esperti di diritto, utilizziamo un comunicato stampa come fonte del diritto. Ormai, occupandomi io nell'altra vita di fisco, sono abituato ai comunicati stampa, anche postumi, rispetto alle scadenze stabilite dalle proroghe. Quindi non deve esserci più stupore. Però, visto che siamo in Parlamento, avrei gradito che il Governo avesse trovato una forma - scusate il gioco di parole - più formale di comunicazione al Parlamento di quella che è un'intenzione che può vederci concordi in questo percorso. Il Governo ha utilizzato questo strumento per avviare quindi il rafforzamento della cosiddetta Banca d'investimenti per il Sud tramite 900 milioni su Invitalia, che è l'azionista al 100 per cento del Mediocredito centrale, con una serie di valutazioni di cautela nel provvedimento che riguardano l'ipotetica scissione, senza però darla per certa; giustamente, perché è necessario fare delle riflessioni. Quindi c'è la possibilità di acquisire asset , oppure di cogestire asset con la Banca popolare di Bari. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12) ( Segue PICHETTO FRATIN). Credo che l'operazione possa essere promuovibile; pertanto abbiamo la Banca del Mezzogiorno, che si rafforza anche con l'eventuale scissione, e il Mediocredito centrale che affianca Banca popolare di Bari o ne acquisisce parte degli asset . Peraltro ho apprezzato anche il fatto che nel provvedimento si prevede la remunerazione del capitale non solo per un fatto obbligatorio e formale, perché altrimenti l'Unione europea ci avrebbe chiesto perché non funziona, ma perché credo che le operazioni da svolgere debbano rispondere ad un criterio di economicità. Se non svolgiamo operazione con economicità, probabilmente salviamo alcune posizioni, ma a scapito di altre e quindi non ne vale la pena. Qui però va fatta una considerazione, rispetto all'una e all'altra scelta. Il provvedimento in esame, oltre a permettere di valutare le colpe e le opportunità, deve servire ad un serio approfondimento sul nostro sistema bancario, al di là delle Commissioni di indagine o di inchiesta. Va bene istituire le Commissioni d'inchiesta, perché ciò rientra anche nel nostro ruolo, ma vorrei ricordare che il nostro sistema bancario, con i provvedimenti del 1926-1927 e poi con la legge bancaria del 1936, era gerarchico e aveva una chiarezza estrema, che ha permesso di passare il periodo della Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945, e i sessanta anni successivi, almeno fino al 1990, senza grandi situazioni di disagio. Certamente ci sono state situazioni di disagio, ma non sono state enormi, nonostante l'azzeramento del valore della lira nel periodo bellico. C'era chiarezza: c'erano gli istituti diritto pubblico, tra cui vorrei ricordare il Nuovo istituto bancario San Paolo, il Monte dei Paschi di Siena, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, le tre banche di interesse nazionale, Credit, Comit e Banco di Roma, le banche di credito ordinario private, la più importante delle quali era la Banca nazionale dell'agricoltura, gli enti morali, le casse di risparmio, che erano soggetti pubblici, che univano le due funzioni importanti dell'interesse pubblico e della territorialità, ovvero dell'attenzione al territorio. Signor Presidente, le chiedo ancora due minuti di tempo, per concludere il mio intervento. Questo sistema aveva la caratteristica della specializzazione: se si prestavano ai clienti i soldi a trent'anni, li si doveva raccogliere a trent'anni. La raccolta e l'impiego dovevano essere correlati: questa era la forza di quel sistema. Nel 1990, a seguito degli indirizzi della Commissione europea della CEE, oggi Unione europea, c'è stata la liberalizzazione della struttura giuridica, al fine di modernizzare e di essere più competitivi. C'è stata però anche la creazione della banca universale, che può fare tutto e non ha più correlazione fra la raccolta e l'impiego. Forse è il caso davvero di rimettere mano e di verificare - compatibilmente, come è ovvio, con gli impegni nei confronti dell'Unione europea, di cui facciamo parte - il nostro sistema bancario, per capire come dovrebbe funzionare e come dovrebbe essere la vigilanza. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pesco. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, non posso che essere soddisfatto dell'odierna approvazione del provvedimento in esame, proprio nel giorno in cui si avviano i lavori della Commissione d'inchiesta sulle banche, per la quale è stato scelto un Presidente del Movimento 5 Stelle. Siamo infatti pieni di orgoglio e davvero fiduciosi che tale Commissione potrà scandagliare ciò che è successo nel nostro sistema bancario, per capire effettivamente quali sono state le cause dei mali, che hanno afflitto le nostre banche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sono sicuro che tutte le forze politiche faranno un grandissimo lavoro per questo fine. Signor Presidente, il provvedimento in esame ha due finalità. La più importante è riuscire a dare un vero impulso al sistema creditizio e bancario del Sud Italia, per riuscire a facilitare la creazione degli investimenti. Poi c'è anche la finalità di sistemare una situazione un pochino problematica, diciamo così, riferita alla Banca popolare di Bari.