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risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/1727 per quanto riguarda la preservazione, l'analisi e la conservazione presso Eurojust delle prove relative a genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra e reati connessi, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1143) ; risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2016/1628 per quanto riguarda la proroga del potere conferito alla Commissione di adottare atti delegati, alla 8 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1144); risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio intesa a garantire un livello di imposizione fiscale minimo globale per i gruppi multinazionali nell'Unione, alla 6 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1145); risoluzione sulla relazione sullo Stato di diritto 2021 della Commissione, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1146); risoluzione sulla relazione 2021 della Commissione sulla Macedonia del Nord, alla 3 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1147); risoluzione sulla relazione 2021 della Commissione sull'Albania, alla 3 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1148); risoluzione sull'incriminazione dell'opposizione e la detenzione di leader sindacali in Bielorussia, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1149); risoluzione sulla creazione dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025 - microcredenziali, conti individuali di apprendimento e apprendimento al servizio in un ambiente sostenibile, alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1150); risoluzione sulla lotta contro l'impunità per i crimini di guerra in Ucraina, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1151); risoluzione sulle conseguenze sociali ed economiche per l'UE della guerra russa in Ucraina - rafforzare la capacità di agire dell'UE, alla 1 a , alla 3 a , alla 4 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1152). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Fenu e Lorefice hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00484 del senatore Mirabelli ed altri. Le senatrici Donno e Pinotti hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00485 del senatore Gasparri ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Malpezzi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03361 del senatore Misiani ed altri. Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti L'interrogazione 3-03361, del senatore Misiani ed altri, rivolta ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, è rivolta solo al Ministro dello sviluppo economico. Mozioni, nuovo testo La mozione 1-00457, del senatore Girotto ed altri, pubblicata il 15 febbraio 2022, deve intendersi riformulata come segue: GIROTTO, CASTELLONE, GARRUTI, CATALFO, D'ANGELO, FERRARA, MARCO PELLEGRINI, GAUDIANO, MANTOVANI, GALLICCHIO, AGOSTINELLI, AIROLA, ANASTASI, AUDDINO, BOTTICI, CASTALDI, CASTIELLO, CIOFFI, COLTORTI, CORBETTA, CRIMI, CROATTI, DE LUCIA, DELL'OLIO, DI GIROLAMO, DI PIAZZA, ENDRIZZI, FEDE, FENU, GUIDOLIN, L'ABBATE, LANZI, LEONE, LICHERI, LOMUTI, LOREFICE, LUPO, MAIORINO, MARINELLO, MATRISCIANO, MONTEVECCHI, NATURALE, PAVANELLI, PERILLI, PESCO, PIARULLI, PIRRO, GIUSEPPE PISANI, PUGLIA, QUARTO, RICCIARDI, ROMAGNOLI, ROMANO, SANTANGELO, SANTILLO, TAVERNA, TONINELLI, TURCO, VANIN, BUCCARELLA - Il Senato, premesso che: già nell'autunno 2021, il sistema produttivo italiano risultava fortemente in crisi a causa del persistere dell'enorme incremento dei costi di generazione dell'energia, con conseguenze economiche molto preoccupanti, sia sul versante dell'inflazione, che per il pericolo di un rallentamento, se non addirittura di un'interruzione, della ripresa. Le cause intrinseche di tale aumento derivano dalla struttura del sistema energetico europeo e dalla relativa dipendenza dal gas, per cui l'Unione europea, pur disponendo di un sistema di infrastrutture di importazione diversificato, non è riuscita a sottrarsi alle dinamiche globali, non dominabili, degli aumenti di prezzo. Tra le principali cause individuate figurano: 1) gli approvvigionamenti concentrati per oltre il 50 per cento su un solo fornitore extra UE, al centro delle tensioni geopolitiche e oggetto di sanzioni da parte degli Stati membri; 2) l'assenza di una regolamentazione comune e applicata in tutti gli Stati membri in materia di sicurezza energetica, con particolare riferimento alla gestione degli stoccaggi ed il relativo uso delle riserve, regolamentazione che l'Unione europea sta cercando di creare e implementare, nonostante le difficoltà materiali relative al reperimento delle materie prime; 3) una regolamentazione degli scambi, detta cross border (tariffe infrastrutture gas), che ha determinato barriere tariffarie penalizzanti l'Italia; 4) un rilevante incremento dei prezzi dell'anidride carbonica, anche in ragione di posizioni finanziarie speculative; come noto, dal mese di febbraio 2022, la situazione è stata ulteriormente esacerbata dalle forti tensioni geopolitiche, in particolare dallo scoppio del conflitto armato tra Federazione Russa e Ucraina, che ha determinato la necessità di adoperarsi per una diversificazione degli approvvigionamenti energetici, in particolare di gas naturale, a causa della riduzione dei flussi provenienti dalla Federazione Russa; il forte aumento dei costi riguarda tutti gli Stati membri, inclusi quelli che producono larga parte della loro energia elettrica dalle centrali nucleari, poiché, nonostante le realtà energetiche diverse, gli Stati sono comunque legati alle stesse dinamiche di dipendenza con gli approvvigionamenti del combustibile nucleare da altri Stati e le regole di formazione dei prezzi sui mercati internazionali, con ciò rendendo anche palesemente antieconomica qualsiasi ipotesi di riapertura alla produzione di energia nucleare; considerato che: