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Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione delle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2120 in materia di accesso a un'Internet aperta (COM(2019) 203 definitivo), alla 8 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 14 maggio 2019, ha trasmesso la seguente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, relativa ad una causa in cui la Repubblica italiana è parte, che è deferita, ai sensi dell'articolo 144- ter del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente, competenti per materia: sentenza della Corte (Grande sezione) del 30 aprile 2019, causa C-611/17, Repubblica italiana contro Commissione europea. La Corte ha respinto il ricorso dell'Italia volto a ottenere l'annullamento del regolamento (UE) 2017/1398 del Consiglio che modifica il regolamento (UE)2017/127 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca ( Doc . XIX, n. 40). Garante per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di atti. Deferimento Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, con lettera in data 3 maggio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, del Regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, n. 168, il conto finanziario dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 258). Mozioni, apposizione di nuove firme La senatrice Giammanco ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00115 del senatore Quagliariello ed altri. I senatori Marco Pellegrini, Romano ed Endrizzi hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00121 della senatrice Castellone ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 30 aprile al 15 maggio 2019) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 29 DE BERTOLDI: su un incendio appiccato in una caserma dell'Esercito in provincia di Trento (4-00170) (risp. TRENTA, ministro della difesa ) sull'intervento di un funzionario cinese nei confronti di una giornalista italiana durante la conferenza stampa al Quirinale (4-01477) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) BONINO: sull'attacco ad alcune imbarcazioni ucraine da navi militari russe nel mar Nero (4-00957) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) MODENA: sulla realizzazione di "centri regionali di sbarco" in Nord Africa (4-01351) (risp. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) PELLEGRINI ed altri: sulla riorganizzazione della Direzione distrettuale antimafia di Foggia (4-00984) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) Mozioni Atto n. 1-00126 ALFIERI MALPEZZI GIACOBBE PINOTTI FEDELI CIRINNA' IORI MESSINA Assuntela PITTELLA GINETTI BOLDRINI - Il Senato, premesso che: nel 2008, un colpo di Stato militare guidato dal generale Mohamed Ould Abdel Aziz ha rimosso il presidente della Mauritania Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi e il primo ministro Yahya Ould Ahmed El Waghef, a seguito del quale la Mauritania è stata temporaneamente sospesa dall'Unione africana. Il generale Aziz è stato successivamente eletto presidente nel 2009 e nuovamente confermato al primo turno nelle elezioni del 2014 con l'82 per cento dei consensi, elezioni cui non hanno partecipato i partiti d'opposizione, denunciandone la mancanza delle necessarie garanzie democratiche; il 22 giugno e il 6 luglio 2019 sono stati indetti i due turni delle nuove elezioni presidenziali cui il presidente Aziz non parteciperà, avendo affermato di volere rispettare il limite dei due mandati fissato dalla Costituzione mauritana. Pertanto, il partito di governo "Union pour la République", UPR, ha presentato il dimissionario Ministro della difesa ed ex capo di Stato maggiore Ghazouani, mentre i partiti d'opposizione hanno candidato Sidi Mohamed Ould Boubacar, già primo ministro tra il 1992 e il 1996 e tra il 2005 e il 2007, sostenuto dal partito islamista Tawassoul e Biram Dah Abeid, leader dell'Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista; il 28 marzo 2019, i partiti dell'opposizione hanno denunciato la mancanza dei necessari requisiti di trasparenza e imparzialità della commissione elettorale incaricata dell'organizzazione degli scrutini per le presidenziali; infatti, la stessa è composta, con una sola eccezione, da dichiarati sostenitori dell'ex capo di Stato maggiore Ghazouani. Pertanto, le opposizioni hanno chiesto una composizione più equilibrata della commissione unitamente alla liberazione di alcuni esponenti politici in stato di arresto, al ritiro dei provvedimenti di espulsione e alla sospensione dei procedimenti giudiziari contro gli attivisti e gli oppositori rifugiati all'estero. Inoltre, è stato richiesto l'aggiornamento degli elenchi degli elettori e la presenza di osservatori internazionali alle elezioni presidenziali di giugno; secondo quanto emerso da diversi rapporti presentati negli anni dalle Nazioni Unite, le comunità haratin e afromauritane, che si stima che costituiscano due terzi della popolazione mauritana, sono escluse da molti aspetti della vita politica, economica e sociale, nonché sistematicamente discriminate. La Mauritania, infatti, è l'ultimo Paese al mondo ad avere formalmente abolito la schiavitù nel 1981 e, secondo i dati del "Global slavery index", risulta ancora oggi tra i dieci Stati al mondo con la più alta incidenza del fenomeno, incidenza dovuta al profondo radicamento del concetto di schiavitù nella società mauritana. Si aggiunga che, nonostante l'approvazione negli anni di nuove disposizioni di legge volte a contrastare il fenomeno, le stesse finiscano poi con il non essere pienamente applicate da parte della Polizia e della magistratura; numerose organizzazioni non governative internazionali, quali Amnesty International, hanno denunciato la sistematica violazione dei diritti umani in Mauritania, attraverso intimidazioni, aggressioni, procedimenti giudiziari, arresti arbitrari e torture ai danni degli attivisti contro la schiavitù e degli oppositori politici;