[normattiva_dump]

In prima istituzione, i docenti che costituiscono il consiglio della scuola vengono designati in rapporto agli insegnamenti da attivare, con apposita delibera del consiglio della facoltà di scienze politiche dell'Università cattolica di Milano secondo quanto previsto dall'art. 91. Il direttore viene nominato dal rettore, su proposta del consiglio della scuola che lo elegge a voto segreto tra i professori ordinari, straordinari o fuori ruolo che insegnino anche nella scuola stessa; dura in carica tre anni ed è rieleggibile. In caso di motivato impedimento la direzione della scuola è affidata a un professore associato che pure insegni nella scuola medesima. Il direttore ha la responsabilità della scuola, convoca il consiglio e lo presiede, e ha, nell'ambito della conduzione della scuola stessa, le funzioni proprie dei presidenti del consiglio del corso di laurea. Il direttore promuove altresì per la stipula, attraverso il consiglio di amministrazione e il rettore, le convenzioni per lo svolgimento dell'attività di formazione. Scuola di specializzazione in relazioni industriali Art. 103. - È istituita presso l'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano la scuola di specializzazione in relazioni industriali che conferisce il diploma di specialista in relazioni industriali. Art. 104. - La direzione della scuola ha sede presso la facoltà di scienze politiche che provvede all'organizzazione didattica della scuola secondo il disposto dell'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162. Art. 105. - La scuola ha lo scopo di fornire una conoscenza scientifica delle relazioni industriali promuovendo l'analisi delle relazioni di lavoro nell'impresa e nella società e degli istituti preposti alla regolamentazione dei relativi contenuti economici e normativi. Nella scuola vengono tra l'altro trattati - nei diversi aspetti sociologici, economici, storici, psicologici e giuridici - i temi dei conflitti di lavoro in rapporto alle diverse variabili, che incidono sul contesto aziendale, tecnologiche e organizzative ma anche ambientali, e in rapporto all'evoluzione complessiva dei moderni sistemi socio-economici. L'insieme delle conoscenze così acquisite costituirà l'essenziale requisito per legittimare la qualifica di specialista di relazioni industriali. Art. 106. - La durata del corso è di due anni e non è suscettibile di abbreviazioni. Art. 107. - Il numero degli iscritti è di venticinque per ogni anno e complessivamente di cinquanta per l'intero corso di studi. I concorsi di ammissione sono banditi con decreto rettorale in tempo utile per ogni anno accademico. Art. 108. - Alla scuola sono ammessi coloro i quali abbiano conseguito il diploma di laurea in scienze politiche o giurisprudenza o economia e commercio. Art. 109. - L'ammissione avviene in adempimento dei criteri fissati dall'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162. Nel caso di convenzione con enti pubblici e privati, che preveda, a carico di questi ultimi, la concessione di borse per frequentare la scuola, la commissione per l'esame di ammissione, composta di norma da cinque professori di ruolo designati dal consiglio della scuola stessa, può essere integrata da un docente o cultore della materia attinente, scelto dal consiglio entro una terna designata dagli enti erogatori. Costituiscono titolo di ammissione: a) la tesi di laurea; b) il voto di laurea; c) il voto riportato negli esami di profitto nel corso di laurea in discipline attinenti la specializzazione ed indicate nel bando di concorso per ciascuno dei corsi di laurea che danno accesso alla scuola; d) le pubblicazioni scientifiche. Il punteggio dei predetti titoli è quello stabilito dal decreto ministeriale del 16 settembre 1982, emanato ai sensi dell'art. 13, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/82, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 6 ottobre 1982. Art. 110. - Organizzazione dei corsi: durante il primo anno di corso vengono impartiti otto insegnamenti e altrettanti durante il secondo anno. Nel primo anno di corso sono obbligatorie (insegnamenti fondamentali) le seguenti materie: 1) industrializzazione italiana ed europea; 2) storia delle relazioni sindacali in Europa; 3) bilancio e altre determinazioni di sintesi; 4) sociologia del lavoro e dell'industria; 5) economia industriale e del terziario o economia delle amministrazioni pubbliche. Lo studente deve altresì scegliere tre materie del gruppo di discipline opzionali (complementari). Nel secondo anno di corso sono obbligatorie le seguenti materie: 1) gestione delle risorse umane e delle trattative sindacali; 2) diritto sindacale; 3) deontologia professionale. Lo studente deve altresì scegliere altre cinque materie del gruppo di discipline opzionali. Un corso annuale può essere sostituito da due corsi semestrali. I corsi opzionali da attivare di anno in anno sono deliberati dagli organi direttivi della scuola e vengono scelti fra le seguenti discipline: 1) storia della produzione; 2) storia della tecnologia; 3) storia del sindacato dei lavoratori e delle rappresentanze industriali in Italia; 4) diritto dell'economia; 5) diritto del lavoro; 6) legislazione sociale e previdenziale; 7) diritto processuale del lavoro; 8) economia del lavoro; 9) economia delle aziende di credito; 10) politica delle relazioni sindacali; 11) ricerca operativa; 12) economia di impresa; 13) pianificazione e budget delle risorse umane; 14) amministrazione del personale; 15) gestione operativa della formazione; 16) teoria delle organizzazioni complesse; 17) psicologia del lavoro e della comunicazione; 18) sociologia economica; 19) storia sociale del lavoro; 20) metodologia e tecnica della ricerca sociale; 21) teoria e tecnica dell'organizzazione; 22) organizzazione del lavoro nell'impresa e nelle amministrazioni pubbliche; 23) igiene e medicina del lavoro; 24) medicina preventiva e igiene mentale; 25) sicurezza sul lavoro; 26) sociologia dei conflitti di lavoro; 27) politiche del lavoro. Considerato, secondo il disposto dell'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, che l'attuazione di piani di sviluppo economico e sociale, ed in particolare quelli connessi alla legge 9 febbraio 1979, n. 38, rende necessarie nuove figure professionali per la cui realizzazione non sono istituiti corsi di studi universitari, le discipline fondamentali e complementari indicate sono afferenti a gruppi disciplinari della facoltà di scienze politiche (in particolare degli indirizzi politico-sociale, politico-economico, storico-politico, politico-amministrativo), con una finalizzazione maggiore rispetto alle consuete discipline dei curricula di laurea. Le materie di insegnamento possono essere integrate di anno in anno, su richiesta del consiglio della scuola, da corsi, conferenze e seminari su argomenti specialistici tenuti da studiosi delle varie materie. Art. 111. - Gli specializzandi sono tenuti a seguire i corsi delle lezioni e a partecipare alle attività pratiche nei termini qui di seguito precisati: