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nel frattempo, il 1° dicembre 2014, il Comune di Petacciato affidava a tecnici locali un nuovo progetto di sola "mitigazione" del rischio idrogeologico, per poi approvarlo soltanto 11 giorni dopo (delibera n. 153 del 12 dicembre); il costo per la sua realizzazione fu stimato in 12.400.000 euro; due anni dopo, il 26 luglio 2016, fu firmato a Campobasso, tra l'allora presidente del Consiglio dei ministri e il presidente della Regione Molise, "patto per il Molise", nel quale furono previste opere di "consolidamento" idrogeologico del versante nord di Petacciato. Il totale di previsione di spesa fu di 44 milioni di euro, di cui 41 a valere su fondi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: da quali atti e documenti progettuali furono derivate stime dei costi e modalità attuative delle opere è ignoto. Soprattutto, il finanziamento dilazionato comportò il declassamento di un intervento con caratteristiche di necessità ed urgenza ad uno di ordinaria amministrazione; infine, nel 2018, al termine di una riunione tenutasi il 9 agosto presso la Direzione generale del Ministero, venne annunciata dalla stampa la nomina del presidente della Regione a commissario di governo per un intervento, ancora una volta, di sola "mitigazione" della frana secolare; ciò al fine di trasformare in definitivo un non meglio specificato progetto preliminare. I fondi ammonterebbero a 41 milioni di euro, 14 dei quali già stanziati per il primo dei quattro lotti previsti, si chiede di sapere: a quale progetto preliminare si faccia riferimento, da chi sia stato messo a punto, a seguito di quali indagini e studi, e se sia stato reso pubblico; se i 14 milioni di euro ad esso destinati siano una prima parte del finanziamento di 41 milioni di euro a carico del Ministero citati nel patto per il Molise e come possano essere utilizzati per opere di "mitigazione", a parere degli interroganti di più che dubbia efficacia, dovendo tali fondi essere utilizzati per opere di consolidamento e risanamento; se il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi nelle sedi di competenza affinché sia dato compiuto seguito agli studi e ai progetti della commissione tecnico-scientifica del 2002, al fine di risolvere definitivamente e con cognizione di causa l'annoso problema. Atto n. 4-01658 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che: l'Agenzia dei beni confiscati alle mafie è prevista e disciplinata nel decreto legislativo n. 159 del 2011. Il suo compito istituzionale è di gestire i beni immobili e le aziende confiscate alle organizzazioni mafiose, attraverso sia la gestione diretta sia la vendita; l'Agenzia soffre di una cronica carenza d'organico, che si rivela tanto più grave se si considera che i beni che essa ha in gestione sono circa 20.500, tra aziende e immobili, per un controvalore di circa 7 miliardi di euro, secondo stime tanto attendibili, quanto forse prudenti; la gestione di questa massa patrimoniale non è semplice e necessita di elevate professionalità e di interlocutori seri e affidabili sul fronte degli enti locali e delle associazioni antimafia; nel decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018 (cosiddetto decreto sicurezza), all'art. 37, era stato previsto che la dotazione organica fosse aumentata di 70 unità mediante reclutamento di nuovo personale per concorso e di altre 100 persone mediante distacco da altre amministrazioni; la concreta attuazione di queste disposizioni è di vitale importanza per dare credibilità alle reiterate dichiarazioni del ministro Salvini di voler combattere la mafia, le quali, altrimenti, resterebbero vuoti proclami; la sede di Milano, competente per i beni siti in tutto il nord Italia, ha infatti, ad oggi, solo 5 unità di personale, si chiede di sapere: a quale punto sia il reclutamento e il distacco del personale indicato in premessa; per quale motivo sul sito istituzionale dell'Agenzia l'ultima relazione sull'attività svolta risalga al 2016. Atto n. 4-01659 CASTIELLO Al Ministro dell'interno Premesso che: Vallo della Lucania (Salerno), capoluogo del Cilento, è sede di Tribunale. È sede del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. È sede di diocesi vescovile. È sede ospedaliera (DEA di secondo livello). È sede di Comunità montana. È sede di sette banche, di numerose agenzie di assicurazioni e di vari altri enti pubblici e privati, taluni di rilevanti dimensioni e volume di attività; a Vallo esiste solo la compagnia dei Carabinieri e un distaccamento della Polizia stradale; il più vicino commissariato della Polizia di Stato è sito a Battipaglia, a circa 64 chilometri di distanza, ma con un collegamento stradale a dir poco scadente, con limiti di velocità di 50-60 chilometri orari, essendo divenuto, a causa della diffusa antropizzazione e del ragguardevole flusso di traffico, una vera e propria arteria urbana. nel periodo estivo, allorquando il turismo balneare prende d'assalto la costiera cilentana (Acciaroli, Palinuro, Marina di Camerota, eccetera) con una consistenza oscillante tra un milione e mezzo-due milioni di turisti, la percorrenza dell'asse viario risulta fortemente ostacolata e i tempi si allungano al di là del limite della ragionevolezza; nelle ultime due relazioni della Direzione investigativa antimafia il Cilento è descritto come zona a grave rischio di infiltrazioni malavitose, subendo da nord la pressione della camorra dell'agro nocerino-sarnese e da sud la pressione della 'ndrangheta cosentina; nel circondario di Vallo della Lucania sono ormai presenti numerosi centri di accoglienza di immigrati (Ascea, Casalvelino, Orria, Centola-Palinuro, Camerota); la tutela dell'ordine pubblico e la prevenzione e repressione dell'illegalità richiedono la presenza di un commissariato di pubblica sicurezza per la necessaria integrazione dell'opera dell'Arma dei Carabinieri, divenuta di per sé sola insufficiente per il controllo del territorio; il Comune di Vallo della Lucania ha già reperito l'immobile adatto ad ospitare il commissariato, costituito dalla palazzina di via De Marsilio che accoglie il locale distaccamento della Polizia stradale, con ampia superficie disponibile; con delibera del Consiglio comunale, votata all'unanimità, il Comune ha richiesto l'apertura del commissariato e la Provincia di Salerno, a sua volta, ha preso atto con favore, tramite delibera di Consiglio provinciale, della richiesta, rimarcando la circostanza che è stata individuata una sede moderna e funzionale, nell'ambito di una struttura in parte destinata alla Polizia stradale, si chiede di conoscere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per rispondere all'esigenza di integrazione dell'opera dell'Arma dei Carabinieri nel controllo del territorio divenuta inadeguata. Atto n. 4-01660 PARAGONE DONNO VANIN ANASTASI GAUDIANO DI MARZIO LANNUTTI LEONE LANZI MANTERO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: