[ddlpres]

« I figli maggiorenni hanno il diritto di essere mantenuti e istruiti, secondo quanto previsto dal presente articolo, finché non abbiano raggiunto l'autosufficienza economica oppure siano stati messi nella condizione di poterla raggiungere, tenendo conto delle loro capacità, delle condizioni di salute, delle inclinazioni e del percorso di studi e di formazione professionale intrapreso ». 2 L'articolo 337- septies del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 337- septies. – (Disposizioni in favore del figlio maggiorenne) – Il giudice, su richiesta di un genitore, del figlio o di entrambi, può disporre che l'assegno di cui all'articolo 337- quinquies , sesto comma: 1) sia versato, in tutto o in parte, direttamente al figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente finché continuerà ad abitare prevalentemente con il genitore avente diritto all'assegno; 2) sia versato direttamente al figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente che non abiti stabilmente con il genitore avente diritto all'assegno. L'assegno di cui al sesto comma dell'articolo 337- quinquies può essere richiesto dal figlio maggiorenne nell'ambito del giudizio tra i genitori se pendente oppure, negli altri casi, in via autonoma; in quest'ultimo caso si applica l'articolo 316- bis , anche in assenza di pregresso inadempimento. Il genitore tenuto al versamento del contributo al mantenimento direttamente al figlio maggiorenne può chiedere in ogni tempo la revoca o la modifica delle modalità di contribuzione con le forme previste dall'articolo 316- bis ». 8 (Figli maggiorenni con disabilità) 1 L'articolo 337- octies del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 337- octies . – (Figli maggiorenni con disabilità) – Ai figli maggiorenni in condizioni di disabilità, come definita dall'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, si applicano gli articoli 337- bis , 337- quater , 337- quinquies e 337- sexies . Il giudice, ove lo ritenga opportuno, su richiesta di almeno uno dei genitori, può assumere i provvedimenti di cui all'articolo 337- ter e 337- quater » . 9 (Poteri del giudice e modalità di adozione dei provvedimenti) 1 Nel capo II del titolo IX del libro primo del codice civile, dopo l'articolo 337- octies sono aggiunti i seguenti: « Art. 337- novies. – (Poteri del giudice e ascolto del minore) – Prima dell'emissione in via provvisoria dei provvedimenti indicati negli articoli 337- ter , 337- quater e 337- quinquies , il giudice: 1) può assumere sommarie informazioni; ordinare alle parti o ai terzi l'esibizione in giudizio della documentazione necessaria o di quella ritenuta rilevante ai fini della decisione provvisoria; provvedere ai sensi dell'articolo 492- bis del codice di procedura civile; disporre consulenza tecnica d'ufficio secondo quanto disposto all'articolo 337- undecies ; 2) procede all'ascolto del minore secondo quanto previsto dall'articolo 336- bis ; nei procedimenti in cui prende atto degli accordi tra i genitori, il giudice non procede all'ascolto a meno che non lo ritenga strettamente necessario per il rispetto dei diritti dei figli definiti all'articolo 337- bis . Il giudice può emettere statuizioni provvisorie, non impugnabili, per il tempo strettamente necessario all'espletamento degli atti previsti al primo comma. Tutti i provvedimenti provvisori, ivi compresi quelli di modifica o revoca, emessi dal giudice ai sensi degli articoli 337- bis e seguenti, nonché quelli emessi ai sensi degli articoli 330 e 333, sono impugnabili innanzi alla corte d'appello ai sensi dell'articolo 739 del codice di procedura civile. Ciascun genitore può chiedere in qualunque momento la revoca o la modifica dei provvedimenti provvisori emessi ai sensi degli articoli 337- bis e seguenti, in presenza di fatti nuovi e qualora i provvedimenti emessi risultino in contrasto con i diritti dei figli. La revoca o la modifica dei provvedimenti si chiedono al giudice del procedimento in corso. I commi terzo e quarto si applicano anche a tutti i provvedimenti provvisori emessi nell'ambito dei giudizi di separazione personale, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, annullamento e nullità del matrimonio, scioglimento dell'unione civile. Qualora ne ravvisi l'opportunità, il giudice, in presenza di prole minorenne, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 337- bis e seguenti per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell'interesse morale e materiale dei figli. Art. 337- decies. – (Revoca e modifica dei provvedimenti definitivi) – Ciascun genitore può chiedere in qualunque momento la revoca o la modifica dei provvedimenti definitivi emessi ai sensi degli articoli 337- bis e seguenti, in presenza di fatti nuovi o qualora i provvedimenti emessi risultino in contrasto con i diritti dei figli. Fermo restando quanto previsto all'articolo 337- septies , la revoca o la modifica dei provvedimenti si chiedono con ricorso ai sensi dell'articolo 710 del codice di procedura civile: 1) al giudice del luogo di residenza abituale del minore; 2) in pendenza dei termini per la proposizione dell'impugnazione del provvedimento di cui si chiede la revoca o la modifica, al giudice che ha emesso il provvedimento. Art. 337- undecies. – (Consulenze tecniche e indagini del servizio sociale professionale territoriale) – Solo qualora sia strettamente necessario all'emissione dei provvedimenti di cui agli articoli 330, 333, 337- ter e 337- quater , il giudice, con provvedimento analiticamente motivato, tenendo prioritariamente conto dei diritti dei figli di non subire le conseguenze della conflittualità dei genitori e di non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la loro volontà, può avvalersi di un consulente tecnico esclusivamente per l'accertamento delle condizioni dei genitori e del rapporto tra questi e i figli. Al consulente tecnico non può in ogni caso essere demandata la decisione sul regime di affidamento o sulla domiciliazione o sui tempi di permanenza. Solo qualora sia strettamente necessario all'emissione dei provvedimenti di cui agli articoli 330, 333, 337- ter e 337- quater , il giudice, con provvedimento analiticamente motivato, tenendo prioritariamente conto dei diritti dei figli di non subire le conseguenze della conflittualità dei genitori e di non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la loro volontà, può avvalersi dei servizi sociali professionali territorialmente competenti e delle strutture ospedaliere pubbliche, esclusivamente per l'accertamento delle condizioni dei genitori e del rapporto tra questi e i figli. All'incaricato non può in ogni caso essere demandata la decisione sul regime di affidamento o sulla domiciliazione o sui tempi di permanenza. Le indagini e gli approfondimenti di cui al secondo comma devono sempre svolgersi nel rispetto del diritto di difesa e del diritto al contraddittorio.