[resaula]

ENI ha chiesto, nel giugno scorso, al Ministero della transizione ecologica l'autorizzazione per il suo progetto Carbon Capture & Storage (CCS), un programma sperimentale, basato sull'utilizzo del metano, in particolare per la produzione di idrogeno (idrogeno "blu"), di stoccaggio geologico dell'anidride carbonica, prodotta dal metano, nella concessione di coltivazione "A.C 26.EA" (Porto Corsini Mare), della quale è unica titolare, nel mare Adriatico al largo di Ravenna; ciò, nonostante l'Assemblea regionale dell'Emilia-Romagna si sia pronunciata il 30 giugno 2021 contro il finanziamento del progetto CCS dell'ENI a valere su fondi dell'Unione europea (UE) per la ricerca; l'impegno di ENI nelle fonti rinnovabili di nuovi 15 GW al 2030, se confrontato con quello delle sue dirette concorrenti alla stessa data (Total nuovi100 GW, BP nuovi 50 GW) risulta così umiliante da spingere l'Ente a concludere un'operazione meramente finanziaria di acquisizione di 13 impianti eolici onshore nell'Italia meridionale ("Il Sole 24 Ore", 10 luglio 2021), un'operazione di facciata che la mantiene largamente al di sotto delle citate società concorrenti; considerato che: l'obiettivo di riduzione delle emissioni GHG da parte dell'Eni è del 25 per cento al 2030, peraltro calcolato rispetto al 2018; un tribunale olandese ha intimato alla Shell di tagliare del 45 per cento le emissioni di CO2 entro il 2030; ENI, con la sua attività centrata sui fossili ora e nel futuro, danneggia la salute dei cittadini mettendo inoltre a rischio, con gravi implicazioni economiche e sociali, il conseguimento da parte dell'Italia dell'obiettivo UE del 55 per cento di riduzione dei GHG al 2030, proprio mentre la Germania diventa capofila nella UE con l'obiettivo del 65 per cento di riduzione al 2030; gravi impatti negativi, oltre che ambientali e sanitari, relativi alle trasformazioni necessarie al mondo del lavoro, possono derivare dalle resistenze di ENI al cambiamento, in particolare dai ritardi causati dal prevalere di interessi e logiche aziendali su quelli del Paese; i progetti di cattura e stoccaggio CO2 che ENI continua a fare ventilare al largo della fascia litoranea ravennate, non possono che essere considerati lesivi di un progetto che veda la città di Ravenna, come polo di produzione di energia rinnovabile, a zero impatto di emissione; la politica energetica rappresenta un punto nevralgico, per una realtà come quella ravennate, da troppo legata all'estrazione di idrocarburi. Dallo stanziamento di 68,9 miliardi di euro del "Next Generation UE", per una transizione energetica, basterebbe già da solo lo stanziamento del polo eolico (Progetto Agnes - 70 mln di euro in tre anni) o il progetto di solarizzazione del CER del canale Emiliano-Romagnolo, per seguire la via delle rinnovabili; l'idrogeno verde, oggi considerato da alcuni come una produzione ecologica, ma ancora troppo cara potrà raggiungere, come accaduto per i costi di produzione di energia solare, i costi di energia a produzione di idrogeno verde mediante elettrolizzatore in grado di competere con tutti i combustibili fossili entro 5 anni; i numeri della filiera di energia alimentata ad idrogeno verde, parlano di 30 miliardi di giro d'affari contro un'importazione di 40 miliardi di carburanti fossili annuo per il nostro Paese. Si potrebbe non solo raggiungere l'autosufficienza energetica a zero emissioni, ma addirittura esportarla. Con il know how delle eccellenze cittadine in campo estrattivo, la riconversione sarebbe non solo più facile, ma anche all'avanguardia e più idrogeno verde si produrrà più il costo di produzione diminuirà e con esso il costo dell'energia prodotta, con evidenti ricadute sull'ambiente, sulla salute e sull'occupazione; tutte queste criticità sono state sollevate con lettere inviate al Presidente del Consiglio dei ministri e con appelli presentati da esponenti del mondo della ricerca e dell'associazionismo ambientalista, fino alla stessa diffida inviata all'ENI per danni temuti, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per sollecitare ENI a: desistere dal perseguimento di politiche che arrecano danno alla salute dei cittadini, agli interessi generali del Paese e che, verosimilmente, non permettono di reggere la concorrenza sul mercato di compagnie operanti nello stesso settore, maggiormente pronte al cambiamento; cambiare rapidamente strategie industriali e atteggiamenti nei confronti dei cittadini, impegnandosi nella sostituzione dei combustibili fossili con energie rinnovabili, in particolare con una riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 45 per cento al 2030 e praticare la raccomandazione del regolamento di "Next Generation EU" di realizzare entro il 2025 il 40 per cento degli obiettivi 2030 di generazione elettrica da fonti rinnovabili, adempiendo così al ruolo che le compete in virtù delle risorse tecnologiche e della capillarità delle infrastrutture che possiede e del ruolo di importanza storica nel settore energetico che riveste. Atto n. 3-02796 MARCUCCI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della cultura Premesso che: nell'ambito del progetto "Bellezza" - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati, progetto di recupero di luoghi culturali dimenticati appartenenti agli enti locali, già nel febbraio 2018, a 271 comuni, fu notificato il buon esito delle istanze proposte; di conseguenza, già da allora, i comuni, facendo legittimo affidamento sulle risorse assegnate, hanno intrapreso l' iter necessario per il completamento dei progetti finanziati (dagli espropri, laddove necessario, alle diverse fasi di progettazione); in molto casi, come per i comuni di Molazzana e di Careggine, in provincia di Lucca, non sono state ancora date informazioni circa i tempi di attuazione del progetto; trattandosi, come nel caso dei suddetti comuni, di piccoli o piccolissimi comuni, la realizzazione dell'opera di recupero finanziata dal progetto riveste un'importanza assoluta per l'Amministrazione e per la comunità rappresentata e avere cognizione dei tempi della fase finale di attuazione del progetto diventa essenziale, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di consentire, in tempi certi e celeri, il completamento dei progetti finanziati nei comuni di Molazzana e di Careggine e, quindi, la realizzazione di quegli interventi di restauro, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale di luoghi particolarmente significativi per i territori in cui ricadono. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02794 RICCIARDI TURCO DI GIROLAMO QUARTO GALLICCHIO TRENTACOSTE NATURALE CROATTI VACCARO PIARULLI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'impoverimento della dotazione infrastrutturale nel Mezzogiorno, dovuto a una riduzione più marcata degli investimenti pubblici al Sud e nelle isole, ha prodotto una sistematica crescita del gap con la restante parte del Paese: