[ddlpres]

1 In coerenza con le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all'articolo 10, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, e in relazione all'articolo 3, comma 1, del medesimo regolamento, nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1 della presente legge, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a prevedere che il percorso formativo del liceo del Made in Italy persegua i seguenti obbiettivi: 1 essere indirizzato allo studio della cultura giuridica ed economica e della tradizione umanistica del nostro Paese; 2 fornire allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alle scienze giuridiche ed economiche, all'interno di un quadro culturale che, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, consenta di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare una visione critica della realtà; 3 guidare lo studente ad approfondire e sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per cogliere la complessità e la specificità di alcuni settori strategici dell'economia del Paese, cosiddetti « settori del Made in Italy » ; 4 assicurare allo studente un percorso di acquisizione di conoscenze e di competenze molteplici per proseguire, in modo proficuo, la propria formazione in ambito universitario e per inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro. b prevedere che il percorso formativo, oltre a raggiungere i risultati di di cui alla lettera a) , offra conoscenze su: 1 princìpi dell'economia manageriale; 2 strumenti per la gestione complessiva di un'impresa; 3 modelli di business , in particolar modo dei modelli di business delle aziende dei settori della moda, dell'arte e dall'alimentare; 4 tecniche avanzate di marketing ; 5 strategie di marketing specifiche per le imprese del Made in Italy ; 6 strumenti operativi per il supporto e lo sviluppo dei processi produttivi e organizzativi delle imprese del Made in Italy ; 7 scenario economico internazionale; 8 caratteristiche del sistema economico del Made in Italy ; 9 caratteristiche e opportunità dei mercati emergenti; 10 strumenti per gestire le dinamiche e i processi di internazionalizzazione di prodotti e servizi del Made in Italy ; 11 strumenti di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e problematiche giuridiche rilevanti nelle filiere del Made in Italy ; 12 normativa sul commercio internazionale; c prevedere l'istituzione di comitati tecnico-scientifici regionali con il compito di sovrintendere al funzionamento didattico del liceo del Made in Italy , ovvero all'attuazione di una programmazione territoriale che garantisca un'equa distribuzione dell'offerta formativa sul territorio; d disporre il coordinamento della disciplina vigente relativa all'articolazione del sistema dei licei, anche mediante l'abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili con i decreti legislativi emanati in attuazione della presente legge. 3 (Princìpi e criteri direttivi specifici di delega) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a individuazione degli obiettivi specifici di apprendimento in relazione agli insegnamenti compresi nel piano di studi per il liceo del Made in Italy, prevedendo: 1 per il primo biennio, i seguenti insegnamenti: 1.1) lingua e letteratura italiana; 1.2) lingua e cultura straniera; 1.3) storia dell'arte; 1.4) matematica; 1.5) informatica; 1.6) scienze naturali; 1.7) fisica; 1.8) scienze motorie e sportive; 1.9) storia e geografia; 1.10) diritto ed economia politica; 1.11) religione cattolica o attività alternative; 2 per il secondo biennio e per il quinto anno, i seguenti insegnamenti: 2.1) lingua e letteratura italiana; 2.2) lingua e cultura straniera; 2.3) storia dell'arte; 2.4) matematica; 2.5) informatica; 2.6) scienze motorie e sportive; 2.7) storia; 2.8) filosofia; 2.9) religione cattolica o attività alternative; 2.10) economia e gestione delle imprese del Made in Italy; 2.11) modelli di business nelle industrie dei settori della moda, dell'arte e dell'alimentare; 2.12) Made in Italy e mercati internazionali; b previsione che l'orario annuale degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti sia di 891 ore nel primo biennio, corrispondenti a 27 ore medie settimanali e di 1023 ore nel secondo biennio e nel quinto anno, corrispondenti a 31 ore medie settimanali; c individuazione delle classi di concorso richieste per impartire l'insegnamento di: 1 economia e gestione delle imprese del Made in Italy ; 2 modelli di business nelle industrie moda, arte e alimentare; 3 Made in Italy e mercati internazionali. 2 I decreti legislativi di cui all'articolo 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 3 Gli schemi dei decreti legislativi sono corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura e sono tra smessi alle Camere perché su di essi siano espressi, entro trenta giorni dalla data della trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti sono adottati anche in mancanza dei suddetti pareri. 4 Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tale fine, per gli adempimenti ivi previsti le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, questi sono adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 5 Sono fatte salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.