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la legge n. 115 del 2016 (che novella la legge n. 654 del 1975, come già modificata dalla legge n. 205 del 1993) sanziona le condotte volte alla propaganda ovvero all'istigazione e all'incitamento di reati quali la negazione della "Shoah" o dei crimini di genocidio e di quelli contro l'umanità, ma anche la negazione dei crimini di guerra; nel caso di crimini contro l'umanità, il rinvio è agli articoli 6, 7 ed 8 dello statuto della Corte penale internazionale, che recepisce i crimini definiti dall'art. 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, allegato all'accordo di Londra dell'8 agosto 1945 (cui fa peraltro riferimento diretto la decisione 2008/913/Gai dell'Unione europea, per gli stessi comportamenti); a giudizio dell'interrogante forme di propaganda o negazione volte ad esaltare gli sconfitti della seconda guerra mondiale, condannati a Norimberga e negli altri processi per crimini di guerra e contro l'umanità, rientrano senz'altro nell'ambito dell'antigiuridico; la giurisprudenza penale tende ad equiparare i prodotti cartacei a quelli su supporti informatici, telematici e comunque su piattaforme virtuali, tanto che i prodotti virtuali, collocati in rete pubblica internet da privati, non possono rientrare esclusivamente sotto la disciplina delle clausole contrattuali che i principali server , anche a livello internazionale, stipulano (il più delle volte per adesione) con l'utente in ordine al diritto di rimozione dei contenuti offensivi apparsi sul web o sulla moderazione dei contenuti; a giudizio dell'interrogante, per quanto certe clausole di tutela vadano incentivate (art. 3 della legge n. 71 del 2017), pure è innegabile che una multinazionale a Palo Alto ha una percezione dell'antigiuridicità diversa da quella dettata dal sistema giustizia dello Stato italiano, così come la concezione che possono avere gli " over the top " di cui parla Soro, in tema di "contenuti che incitano all'odio" (che pure sarebbero vietati, per esempio secondo le clausole di policy dei conferimenti sul sito "Google"), non può che divergere rispetto a quella prevalente nei popoli che hanno subito l'atrocità della persecuzione nazista; come dimostra la citata decisione 2008/913/Gai, gli ordinamenti giuridici europei, con assai maggiore efficacia di quelle clausole contrattuali stereotipate, a giudizio dell'interrogante ben saprebbero ricomprendere questo tipo di pseudo-storia tra i "contenuti che promuovono o giustificano l'uso della violenza contro persone o gruppi in base a razza, etnia, religione, disabilità fisiche, sesso, età, nazionalità" (ovvero "contenuti il cui scopo sia l'incitamento all'odio sulla base di tali caratteristiche", come recita la policy di "Google"), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo condividano l'affermazione che nella Repubblica italiana, fondata sulla Resistenza, la propaganda fascista o nazista non può avere alcun diritto di cittadinanza e va contrastata con la piena attivazione di tutti gli strumenti offerti dalla repressione penale; se non ritengano che le ideologie fascista e nazista, oltre ad essere vietate dalla "legge Scelba" (legge n. 645 del 1952), rientrino anche sotto l'apparato sanzionatorio della "legge Mancino" (legge n. 205 del 1993), che va dunque immediatamente attivato nei confronti degli autori dei libri citati in premessa; se in particolare non ritengano che la vendita on line di volumi ispirati alle ideologie sconfitte nel 1946 non configuri reato strumentale (rispetto al reato-fine della propaganda del fascismo), a fronte del quale dunque attivare, per le società che gestiscono le imprese di distribuzione editoriale, la responsabilità amministrativa di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001. Atto n. 4-00451 PATRIARCA Al Ministro dell'interno Premesso che: si esprime forte preoccupazione per la sicurezza sul territorio di Mirandola (Modena), città di 25.000 abitanti e importante punto di riferimento per un'area vasta che comprende la pianura modenese a nord del capoluogo provinciale e diversi comuni del basso mantovano; Mirandola è un centro di rilevanza europea per la presenza del distretto biomedicale ed è polo di attrazione, oltre che per chi vi lavora, anche per la presenza di un ospedale, delle scuole (con circa 4.000 studenti), di esercizi commerciali e di rilevanti attività di servizio. Il terremoto del 2012 ha provocato gravissimi danni alla città, dai quali la popolazione sta riuscendo, con molto lavoro e impegno, a risollevarsi. Oggi la situazione è in piena ripresa in tutti i settori, ad eccezione di quello della sicurezza, dove si scontano ormai croniche difficoltà e ritardi; è da lungo tempo che la comunità mirandolese denuncia difficoltà sul fronte della sicurezza ed in particolare la carenza di personale nella pianta organica del locale commissariato di pubblica sicurezza, un problema che ancora non è stato risolto; a differenza di anni fa, oggi si è di fronte ad un aumento dell'insicurezza aggravato dalle incertezze della crisi economica e dagli effetti del terremoto, che ci impongono una rinnovata attenzione a questi temi; considerato che: dopo il terremoto del 2012 il Comune ha chiesto ed ottenuto (in base ad un protocollo sottoscritto con l'Agenzia del demanio, in accordo con Prefettura di Modena, Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna e Provveditorato interregionale delle opere pubbliche) di divenire soggetto attuatore degli interventi di ricostruzione volti a dotare le forze dell'ordine di sedi moderne e funzionali, attraverso il recupero e l'utilizzo di edifici demaniali. In particolare, sono in stato avanzato i progetti di recupero di 3 edifici danneggiati dal sisma: palazzo ex Gil, destinato a sede del commissariato di Polizia e della Polizia stradale; palazzo ex Milizia, destinato a sede di Carabinieri, Inps e Agenzia delle entrate; ex commissariato di via Fulvia, destinato a sede della Guardia di finanza; questi interventi saranno realizzati in un'ottica di risparmio delle risorse pubbliche, dal momento che le forze dell'ordine sono da anni in affitto presso privati. Si fa presente che, dopo il sisma e nonostante le difficoltà legate alla ricostruzione, nei mesi scorsi, la comunità ha iniziato ad accogliere diversi richiedenti asilo, facendo prevalere il senso di umanità e di responsabilità. Ciò ha ulteriormente messo sotto pressione il sistema di controllo e di risposta del Comune, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di incrementare il numero degli uomini e delle donne dislocati al commissariato di Mirandola, visto che nessuno degli ispettori di Polizia che termineranno il corso di formazione nel 2018 sarà destinato al commissariato di Mirandola; se intenda mantenere il massimo impegno sulle iniziative di recupero degli edifici del demanio che saranno destinati agli uffici della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza e quale sia lo stato di avanzamento dei suddetti procedimenti.