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Ulteriore profilo di interesse si rinviene in relazione alla previsione che, per redigere tale Piano, il Dipartimento per la protezione civile si avvalga di un Comitato tecnico, di cui fanno parte "qualificati rappresentanti" di una serie di ministeri, tra cui la Difesa (art.1). Vengono inoltre previsti uno stanziamento di 40 milioni per l'acquisto di mezzi operativi e di attrezzature per la lotta attiva agli incendi boschivi, di cui 2,1 milioni sono assegnati al Ministero della difesa (art.2), nonché misure finalizzate a garantire il tempestivo aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, integrando quanto già disposto dalla legge n. 353 del 2000, prevedendo a tal fine un potere sostitutivo in capo alle Regioni. Ricorda a tal proposito che gli aggiornamenti annuali degli elenchi dei soprassuoli percorsi dal fuoco nel quinquennio precedente sono compiuti dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri e dai Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome (art. 3). Ulteriore misura di interesse per la Commissione difesa concerne l'attribuzione al Comando unità forestali dei Carabinieri e ai Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale, del monitoraggio del rispetto - da parte dei Comuni - degli adempimenti della legge-quadro in materia di incendi boschivi (art.3). In conclusione, formula l'espressione di un parere favorevole sul provvedimento in esame. Non essendovi richieste di intervento in sede di discussione generale, interviene il sottosegretario Stefania PUCCIARELLI per sottolineare l'importanza del provvedimento in esame, finalizzato ad incrementare la capacità di prevenzione e di risposta agli incendi boschivi da parte delle diverse componenti operative. Esprime quindi un sentito ringraziamento alle Forze Armate per il supporto alle azioni di tutela del patrimonio boschivo, anche in relazione all'azione di contrasto degli incendi. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, la PRESIDENTE pone in votazione la proposta di parere favorevole, che, previa verifica della presenza del prescritto numero legale, risulta approvata. La PRESIDENTE rileva l'esito unanime della votazione. IN SEDE REFERENTE Libertà sindacale delle Forze armate DDL 1893 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1542 Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1950 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 14 settembre. La presidente PINOTTI ricorda che la Commissione è sempre in attesa dei prescritti pareri sugli aspetti finanziari del provvedimento. Il relatore VATTUONE ( PD ), a tal proposito, informa di aver ricevuto rassicurazioni sull'imminente chiarimento, da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, su alcuni aspetti finanziari del provvedimento. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 571 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 571 La Commissione difesa del Senato, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare assegnato sulla Prospettive strategiche della politica di sicurezza e difesa comune dell'Unione europea (n. 571); premesso che: negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato diverse importanti iniziative per favorire il sempre maggiore coordinamento tra i sistemi di difesa nazionali, con l'obiettivo di aumentare le capacità complessive, migliorare le modalità di impiego e l'interoperabilità delle forze, ridurre le duplicazioni, garantire il migliore utilizzo delle risorse e sostenere l'industria europea della difesa, rafforzandone la base scientifica e tecnologica; attraverso la Revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD), gli Stati membri possono individuare le rispettive carenze capacitive e sincronizzare, per quanto possibile, le programmazioni nazionali. A seguire, secondo le linee definite dal Piano di sviluppo delle capacità (CDP), gli Stati, sostenuti dalle competenti strutture dell'Unione, possono avviare progetti cooperativi, allo scopo di colmare le carenze esistenti, evitando duplicazioni e sprechi di risorse, attraverso gli strumenti della cooperazione strutturata permanente (PESCO); il primo rapporto CARD, presentato nel novembre 2020, individua sei ambiti in cui gli Stati dovrebbero concentrare il loro impegno, per rafforzare le capacità comuni in aree considerate cruciali sia per le prestazioni operative Ue che in termini di ritorno industriale (carro armato da battaglia, motovedetta europea, sistemi soldato, sistemi di contrasto anti-droni, difesa nello spazio e mobilità militare rafforzata); con la revisione strategica della PESCO approvata a novembre 2020, il Consiglio oltre a fissare l'obiettivo di aumentare le spese per gli investimenti nella difesa (portandole al 20 % delle spese complessive) e razionalizzare i progetti già approvati (puntano alla qualità rispetto alla quantità); ha individuato una lista di 26 progetti che possono produrre risultati concreti entro il 2025 (tra cui le Squadre di reazione rapida alla minaccia cyber, il Comando medio europeo, la Mobilità militare e la Sorveglianza e protezione dei porti, quest'ultimo a guida italiana); a partire dal 2017, la Commissione ha adottato diversi strumenti di finanziamento diretto dell'industria della difesa (in particolare l'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa (PADR), rivolto alla ricerca e il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP), rivolto alla fase di sviluppo dei progetti), fino al Fondo europeo per la difesa (EDF), con risorse per 7,9 miliardi di euro (seppure ridotte rispetto alle previsioni iniziali) per il periodo dal 2021 al 2027, sia per la ricerca che per lo sviluppo (e i cui primi bandi sono stati pubblicati lo scorso 30 giugno); il regolamento EDF prevede un incremento della quota di cofinanziamento europeo per i progetti approvati in sede PESCO, che potranno dunque ricevere un nuovo stimolo per la loro implementazione, risultando premianti per gli Stati che li promuovono; lo scorso febbraio la Commissione europea ha presentato un piano d'azione sule sinergie tra l'industria civile, della difesa e dello spazio, per rafforzare la complementarietà tra relativi programmi e strumenti, promuovere i vantaggi economici e tecnologici e favorire l'utilizzo dei risultati della ricerca industriale civile nei progetti della cooperazione europea in materia di difesa; le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce cyber e/o ibride, incluse le minacce chimiche e biologiche, le emergenze sanitarie e la disinformazione;