[resaula]

il ruolo della banca centrale europea è dunque in costante crescita in connessione con le mutate esigenze socio-economiche; il crescente ruolo dell'Europa e delle istituzioni comunitarie dovrebbe tradursi in un nuovo ruolo dell'Unione europea nei rapporti con tutti i soggetti terzi, portando ad una concezione unitaria al fine di rendere l'economia comunitaria più competitiva; anche il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, nel corso delle comunicazioni rese in Senato in data 17 febbraio 2021, ha sottolineato come "Sostenere questo Governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro e la prospettiva di un'Unione europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune, capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione", proprio a voler mettere in evidenza la necessità dell'utilizzo condiviso delle risorse fiscali alla luce di un accresciuto ruolo della UE; rilevato che: l'Unione Europea, il cui bilancio è finanziato attraverso dazi doganali, contributi degli Stati membri basati sull'imposta sul valore aggiunto (IVA), contributi basati sul reddito nazionale lordo (RNL) e, a partire dal 1° gennaio 2021, contributi nazionali basati sui rifiuti di imballaggi di plastica non riciclati, ha dimostrato di voler affrontare una grande sfida comune come quella del finanziamento della ripresa nella fase post pandemica attraverso l'assunzione di prestiti sui mercati finanziari, a tassi decisamente più favorevoli di quanto avrebbero potuto fare molti Stati membri, allo scopo di redistribuirne poi gli importi con il programma "Next generation EU"; a coronamento di tale decisione, la Commissione europea è ora chiamata a presentare proposte sulle risorse proprie relativamente al meccanismo di adeguamento delle emissioni di anidride carbonica alle frontiere, al prelievo sul digitale e al sistema di scambio delle quote di emissione della UE, mentre entro giugno 2024 la Commissione dovrà proporre nuove fonti di entrate con particolare attenzione all'imposta sulle transazioni finanziarie e al contributo finanziario collegato al settore societario; è evidente come, sul piano fiscale relativo ad aspetti ambientali, finanziari e digitali, questa svolta possa e debba essere inquadrata in una generale ridefinizione dei rapporti fra l'Unione europea e i soggetti terzi extra UE, anche tenuto conto che l'attuale competizione tra Stati Uniti e Cina si sta sviluppando lungo direttrici relativamente nuove che vanno dalla dimensione economica a quella della sicurezza, come il dominio cyber , il 5G e il controllo dei big data , rendendosi pertanto fondamentale, proprio a partire da questi temi, la salvaguardia degli interessi comuni europei ed il rafforzamento del ruolo dell'Europa sulla scena globale; valutato altresì che: in un intervento tenuto il 10 febbraio 2021, all'Economic club of New York, il Governatore della Federal Reserve (FED), Jerome Powell, ha chiarito in modo deciso alcuni punti fondamentali della politica monetaria che la FED intende perseguire in questa fase di mercato, tra cui assume primaria rilevanza il pieno impiego. Nell'ambito di tale obiettivo, particolare attenzione viene riservata alle fasce più deboli della popolazione. In termini quantitativi, l'obiettivo della FED è quello di arrivare ad un tasso di disoccupazione del 3,5 per cento, ossia il tasso di disoccupazione raggiunto prima della pandemia; nell'intervento viene altresì precisato che: "l'economia americana può raggiungere la piena occupazione e mantenere un tasso di disoccupazione del 3,5 per cento senza alcun rischio di inflazione; al raggiungimento della piena occupazione la FED non aumenterà immediatamente i tassi di interesse ma aspetterà il consolidamento della ripresa economica"; l'obiettivo della piena occupazione, infatti, è una priorità di policy della FED. La Banca centrale europea, al contempo, nonostante il crescente ruolo che ha assunto nell'ultimo periodo non incide ancora attivamente sulle politiche occupazionali; la mancata piena attuazione del principio della piena occupazione porta a notevoli ripercussioni, sia internamente al mercato comunitario, sia, e in maggior misura, in raffronto con i mercati extra UE, impegna il Governo ad attivarsi nelle sedi opportune al fine di sensibilizzare le istituzioni dell'Unione europea ed i Governi di tutti i Paesi partner coinvolti nel processo d'integrazione europea circa la necessità di: 1) rafforzare il ruolo della Banca centrale europea, attribuendole, nell'ambito della politica monetaria, anche la funzione di garantire la "piena occupazione", coerentemente con quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, del Trattato sull'Unione europea; 2) modificare l'articolo 3, comma 3, del Trattato sull'Unione europea, e, conseguentemente, l'articolo 127 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (già articolo 105 del Trattato che istituisce la Comunità europea), nonché il protocollo n. 4 del TFUE, al fine di statuire che lo sviluppo sostenibile della UE si fonda su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva nei rapporti con tutti i soggetti terzi extra UE. Interrogazioni Atto n. 3-02309 MISIANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: Novem car interior design S.p. A. è un produttore attivo a livello globale di componenti decorativi di alta qualità soprattutto in legni pregiati ed elementi funzionali per gli interni di auto di lusso, fornitore delle le più rinomate case automobilistiche e con stabilimenti in Germania, Repubblica ceca, Slovenia, Cina, Messico, Honduras e Italia, detenendo la più grossa fetta di tale mercato, con un fatturato che si aggira intorno ai 600-700 milioni di euro annui; lo stabilimento italiano di Bagnatica (Bergamo), che in passato è arrivato ad occupare fino a circa 400 dipendenti, a seguito di una forte ristrutturazione nel 2012 e nel corso degli ultimi 10 anni è sempre stato messo ai margini del gruppo, a vantaggio dello stabilimento di Zalec in Slovenia, e sembrerebbe ritenuto non più strategico per competere a livello mondiale, essendo relegato alla produzione dedicata al solo mercato italiano, nello ai marchi Maserati e Alfa Romeo; nei primi mesi del 2019, conseguentemente alla crisi globale del mercato automobilistico, è arrivata la decisione da parte della proprietà di spostare una parte di produzione nello stabilimento sloveno; per lo stabilimento di Bergamo si è fatto ricorso ad ammortizzatori sociali e al licenziamento dei dipendenti somministrati, per il periodo intercorso fino al lancio di nuovi modelli FCA (nella seconda parte del 2021), che dovrebbero normalizzare i livelli occupazionali e permettere anche nuove assunzioni; a metà del 2020 è stata presa la decisione che, per quanto riguarda le nuove piattaforme da avviare nel 2021, due fasi del processo produttivo sarebbero state fatte anch'esse in Slovenia; nel mese di gennaio 2021 è stato predisposto un ulteriore spostamento di altre fasi del processo produttivo, lasciando per Bergamo solo la fase di assemblaggio e controllo, con l'obiettivo di portare la forza lavoro a 60 unità rispetto alle attuali 115, decisione che fa temere per il futuro produttivo dell'impianto;