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Il 4 maggio 1948 i casottani, delusi dalla direzione che stanno prendendo gli avvenimenti, inviano un memorandum alla direzione della Südtiroler Volkspartei, chiedendo di far intervenire in loro aiuto i loro parlamentari a Roma. Il 13 dicembre 1948 la questione fu posta all'attenzione della prima riunione del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, allorché il consigliere Remo Defant fece un applauditissimo intervento, dicendo che c'erano «comuni fuori della regione che desideravano rientrare, Cortina d'Ampezzo, Pieve di Livinallongo, Santa Lucia, Casotto, Pedemonte e Valvestino, che avevano espresso in numerosissime riunioni la volontà di poter ritornare nel Trentino-Alto Adige», nella convinzione che la regione avrebbe quanto prima esaudito il desiderio di quelle popolazioni. Il presidente Luigi Menapace assicurava il massimo interessamento, dichiarando che «appena possibile si sarebbe data forma e sostanza al desiderio delle popolazioni appoggiando moralmente le procedure da avviare con il consenso del consiglio regionale». Nell'agosto 1964 fu istituita la diocesi di Bolzano-Bressanone e i confini delle diocesi di Bolzano e di Trento furono fatti coincidere, caso unico in Italia, con le rispettive province; in quell'occasione, senza che fosse avvertita la necessità di chiedere un parere, magari non vincolante, ai parrocchiani coinvolti, furono lasciati a Belluno i decanati di Cortina D'Ampezzo e di Livinallongo, a Brescia la zona di Magasa e Valvestino, mentre Pedemonte e Casotto passarono dalla diocesi di Trento a quella di Vicenza. I parroci di Pedemonte conservano tuttora la facoltà, riconosciuta alle nuove province acquisite dopo il 1918, le cosiddette «terre redente», di insegnare religione nella scuola primaria. Nel 1980 gli abitanti di Casotto, che avevano ripetutamente ma inutilmente cercato di ricostituire un proprio comune autonomo, chiesero e ottennero, con legge regionale del Veneto 31 maggio 1980, n. 81, di essere aggregati a Pedemonte, adducendo motivazioni di carattere storico. Verso la fine degli anni novanta, fu realizzato il ripristino del libro fondiario, a spese della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol (in seguito la competenza sarebbe passata alle due province autonome). Il 7 marzo 2000 il consiglio comunale di Pedemonte votò all'unanimità una delibera di adesione al realizzando «Dizionario toponomastico Trentino». Dopo aver dato valore ufficiale ai risultati della ricerca sulla toponomastica svolta secondo i criteri della provincia autonoma di Trento, furono accettate in toto tutte le norme previste nel Bollettino ufficiale della regione autonoma Trentino-Alto Adige n. 55 del 9 novembre 1993 in materia di vincoli sulla toponomastica, facendo propri tutti gli obblighi che per i comuni del Trentino discendevano direttamente da una legge provinciale. Nel 2001 a Casotto fu ripristinata l'antica Regola, modificando in tal senso l'Amministrazione separata usi civici (ASUC) che per molti anni aveva gestito i beni di uso comune. Le Carte di regola nella giurisdizione di Caldonazzo, alla quale anche Casotto apparteneva, erano precedenti all'introduzione dei comuni. Il 28 luglio 2003 il consiglio comunale di Pedemonte chiese all'unanimità di considerare l'intero territorio comunale soggetto alla salvaguardia e alla valorizzazione e diffusione della lingua cimbra e delle tradizioni storico-culturali della minoranza linguistica cimbra. Il 10 dicembre 2006 divenne ufficialmente operativo il trasporto da Vicenza a Trento del nuovo catasto edilizio urbano, contestualmente a Valvestino e a Magasa che lo trasportarono a Riva del Garda, al termine di un processo lungo e difficile che ha visto necessaria una modifica alle norme di attuazione dello statuto di autonomia della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2006, n. 196. La parlata di Pedemonte è sostanzialmente riconducibile al dialetto trentino usato a Lavarone e nell'alta Valsugana, anche se risente di influssi veneti, soprattutto nella frazione di Casotto. Rimane un substrato di lingua cimbra nei modi di dire e nei vocaboli, oltre che nei racconti e in alcune tradizioni civili e religiose. Per questo sussistono rapporti molto stretti con gli istituti culturali del contiguo comune trentino di Luserna/Lusérn. La toponomastica di Pedemonte conserva ancora un'antica impronta cimbra, che in alcune frazioni interessa più del 90 per cento dei nomi di luogo. Per il loro particolare interesse, tutti i toponimi di Pedemonte, negli anni 1998-2001, sono stati raccolti, classificati e inseriti nel «Dizionario toponomastico trentino». Il disegno di legge costituzionale si compone dell'articolo 1, che distacca il comune di Pedemonte dalla regione Veneto e lo aggrega al Trentino-Alto Adige/Südtirol, secondo la procedura prevista dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, delegando il Governo ad adottare gli opportuni decreti legislativi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale, secondo la procedura prevista dall'articolo 107 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670. L'articolo 2 stabilisce l'entrata in vigore della legge costituzionale il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione.. 1 (Distacco del comune di Pedemonte dalla regione Veneto e sua aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione) 1 Il comune di Pedemonte è distaccato dalla regione Veneto e aggregato alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, nell'ambito della provincia autonoma di Trento, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. 2 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, uno o più decreti legislativi recanti le modifiche o integrazioni alle disposizioni legislative vigenti che risultino strettamente consequenziali a quando disposto dal comma 1, applicando, ove necessario, la procedura prevista dall'articolo 107 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670. 3 Il Governo è autorizzato ad adottare le disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione della presente legge costituzionale. 2 (Entrata in vigore) 1 La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione.