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3 Il creditore ha altresì il diritto di ottenere dal debitore un ragionevole risarcimento per ogni costo documentato di recupero eccedente l'importo forfettario di cui al comma 1 sostenuto a causa del ritardo del pagamento e, in particolare, per i costi derivati dallo svolgimento dell'incarico di recupero del credito affidato a un avvocato o a un altro soggetto terzo. 4 Resta fermo il risarcimento del maggior danno in favore del creditore ove il debitore non dimostri che il ritardo non sia a lui imputabile. 9 (Nullità) 1 L'accordo sulla data del pagamento o sulle conseguenze del ritardato pagamento è nullo se, avuto riguardo alla corretta prassi commerciale, al principio di buona fede e correttezza, alla natura della merce o del servizio oggetto del contratto, alla condizione dei contraenti e ai rapporti commerciali tra i medesimi, nonché ad ogni altra circostanza del caso, risulta gravemente iniquo in danno del creditore. 2 Si considera gravemente iniquo l'accordo: a che esclude l'applicazione di interessi di mora; b che esclude i risarcimenti per spese di recupero o per il maggior danno previsti dall'articolo 8; c che, senza essere giustificato da ragioni oggettive, ha come obiettivo principale quello di procurare al debitore liquidità aggiuntiva a spese del creditore; d con cui l'appaltatore o il subfornitore principale impone ai propri fornitori o subfornitori termini di pagamento ingiustificatamente più lunghi rispetto ai termini di pagamento ad esso concessi. 3 Il giudice, anche d'ufficio, dichiara la nullità dell'accordo e comunque, avuto riguardo all'interesse del creditore, alla corretta prassi commerciale e alle altre circostanze di cui al comma 1, applica i termini legali ovvero riconduce ad equità il contenuto dell'accordo medesimo e del relativo rapporto giuridico. 10 (Sanzioni amministrative pecuniarie) 1 Salvo che il fatto costituisca reato, il debitore considerato grande impresa ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera e) , è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 500.000 euro ove non rispetti i termini legali e contrattuali di pagamento, chieda indebitamente al creditore di ritardare la spedizione della fattura o della richiesta equivalente di pagamento, la consegna della merce o la prestazione del servizio, ostacoli o rifiuti indebitamente la consegna della merce o la prestazione del servizio o rifiuti indebitamente di corrispondere al creditore il risarcimento per i costi di recupero di cui all'articolo 8, commi 1 e 2. 2 L'entità della sanzione amministrativa pecuniaria per le violazioni previste dal comma 1 del presente articolo è determinata, per il debitore considerato microimpresa, piccola impresa o media impresa ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d) , in relazione alla frequenza, alla misura e alla modalità dei ritardi di pagamento, alle richieste e ai rifiuti di risarcimento ai creditori, nonché al numero delle persone occupate unitamente al fatturato annuo o al totale di bilancio annuo dell'impresa creditrice. A quest'ultimo fine e comunque per una minore gravità della sanzione si tiene conto del caso in cui l'impresa creditrice abbia un numero di persone occupate pari o maggiore ma un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo minore rispetto alle soglie fissate per la definizione di media impresa ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d) . 3 L'Autorità garante della concorrenza e del mercato provvede alla vigilanza sull'applicazione delle disposizioni dei commi 1 e 2 del presente articolo e all'irrogazione delle sanzioni ivi previste, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. A tal fine l'Autorità può avvalersi del supporto operativo del Corpo della guardia di finanza, fermo restando quanto previsto sui poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall'articolo 13 della citata legge n. 689 del 1981. 4 All'accertamento delle violazioni l'Autorità garante della concorrenza e del mercato provvede d'ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato, comprese le associazioni dei consumatori aderenti al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e le associazioni indicate all'articolo 11, comma 1, che devono essere avvisati dell'avvio del procedimento nel quale possono intervenire. L'Autorità comunica altresì al creditore o ai creditori interessati l'avvio del procedimento nel quale gli stessi possono intervenire. 5 Nella contestazione della violazione l'Autorità garante della concorrenza e del mercato deve sempre concedere al debitore un termine non inferiore a trenta giorni e non superiore a quarantacinque giorni per dimostrare di aver cessato la condotta contestata e di aver posto rimedio alle conseguenze pregiudizievoli nei confronti del creditore o dei creditori interessati, secondo le modalità definite dall'Autorità stessa. In ragione di tale dimostrazione l'Autorità adotta ordinanza motivata di archiviazione degli atti; diversamente procede nei confronti del debitore. 6 Restano fermi i poteri di indagine attributi all'Autorità garante della concorrenza e del mercato dall'articolo 12 della legge 10 ottobre 1990, n. 287. 7 Gli introiti derivanti dall'irrogazione delle sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, a un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, da destinare a vantaggio delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese per finanziare iniziative di informazione o attività di ricerca, di studio e di analisi in materia di innovazione tecnologica e di gestione aziendale. 8 L'Autorità garante della concorrenza e del mercato svolge le attività previste dal presente articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 11 (Tutela degli interessi collettivi) 1 Le associazioni di categoria rappresentate in almeno cinque camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, oppure nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, nonché le loro articolazioni territoriali e di categoria sono legittimate a proporre azione in giudizio a tutela di interessi relativi alla generalità dei soggetti appartenenti alla categoria professionale e a tutela di interessi omogenei relativi solo ad alcuni soggetti, richiedendo al giudice competente: a di accertare la grave iniquità o la nullità delle condizioni contrattuali concernenti la data del pagamento o le conseguenze del relativo ritardo e di inibirne l'uso; b di adottare le misure idonee a correggere o a eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate ai sensi della lettera a) ; c di ordinare la pubblicazione del provvedimento adottato ai sensi della lettera b) su uno o più quotidiani a diffusione nazionale oppure locale, anche nella relativa edizione online a tutti accessibile, nei casi in cui la pubblicità del provvedimento possa contribuire a correggere o a eliminare gli effetti delle violazioni accertate. 2 L'inibitoria è concessa, quando ricorrono giusti motivi di urgenza, ai sensi degli articoli 669- bis e seguenti del codice di procedura civile. 3