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Vorrei poi fare un passaggio, che ritengo doveroso, sul riconoscimento della lingua dei segni e anche su una semplificazione e accelerazione nell'attribuzione delle risorse alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi. È un'altra misura che si può adattare; il contributo rimane quello, ma la velocità e la semplificazione sono punti che in quest'Assemblea continuiamo a definire necessari. È una piccola cosa, ma che servirà alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi. Vorrei fare un ultimo riferimento a un argomento importante, grave, che ha colpito tutti in questi giorni. Dopo i festeggiamenti del 1° maggio, quando forse si è parlato di questioni non a tema, in questa sede dobbiamo parlare, come hanno fatto alcuni colleghi, di quanto sta succedendo: l'aumento delle morti sul lavoro, un fenomeno inaccettabile nel 2021. Temo che in molti casi le difficoltà economiche abbiano comportato una diminuzione del livello di sicurezza. Questo non può avvenire e penso debbano essere previste nuove risorse proprio perché i controlli ci siano, con più persone preposte, con la sussistenza di strumenti di sicurezza e di tutte le prerogative necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori. Non è possibile, infatti, che i numeri si siano alzati così tanto. È una sconfitta per il nostro Paese. A mio avviso il numero dei morti sul lavoro è indice della civiltà di un Paese, che dovrebbe tutelare tutti i lavoratori, qualunque ruolo essi abbiano. È una battaglia che ancora dovremo combattere tutti insieme. Per il momento andiamo avanti, approviamo nelle prossime ore questo decreto- legge incredibilmente importante, con delle risorse davvero consistenti pari a 32 miliardi. Io ripongo una speranza in queste risorse così copiose e nella possibilità di far riprendere tutte le attività, con la giusta prudenza, perché forse molte volte si fraintende. Nessuno dice: liberi tutti, non importa. La prudenza e il senso di responsabilità ci devono essere, ma proprio per prudenza e per senso di responsabilità dobbiamo permettere a tutti i lavoratori, a tutte le famiglie, di riprendere una vita normale, di riprendere il lavoro, che non dà solo sostentamento ma anche dignità, il senso della vita, l'importanza della contribuzione alla propria comunità. Andiamo avanti così, allora: la Lega c'è e ha dimostrato anche al Governo di svolgere un'azione importante che continuerà a fare, con concretezza e semplicità, ma con tanta forza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, ci tengo innanzitutto a ringraziare i colleghi, i membri del Governo e i relatori per il lavoro portato avanti insieme, che ha migliorato il testo del decreto-legge sostegni e che ha indicato in qualche modo le linee guida del Parlamento al Governo attraverso gli ordini del giorno per la stesura del secondo decreto-legge sostegni di prossima emanazione. Dal lavoro e dalla lettura degli emendamenti di tutti i Gruppi è emersa la comune volontà di sostenere imprese, lavoratori e famiglie in questo che speriamo sia l'ultimo frangente di pandemia. Questo è ancora il momento di salvare con tutti i mezzi necessari il lavoro e la capacità produttiva del Paese. L'abbiamo fatto finora, nell'anno appena trascorso. L'abbiamo fatto nelle settimane scorse con il lavoro nelle Commissioni e lo ha fatto il Governo sul solco tracciato dal Governo Conte, con un impiego di risorse in un solo anno mai visto prima nel nostro Paese. Quando la pandemia sarà terminata e riprenderemo finalmente a vivere, non dobbiamo però dimenticarci il senso di profonda inquietudine provato quando abbiamo visto le nostre strade e piazze vuote; quando abbiamo visto i nostri negozi, i nostri bar e i nostri ristoranti chiusi; quando abbiamo visto le nostre piccole imprese private della possibilità di vivere. Non dobbiamo dimenticarci che la vitalità delle nostre città è data ancora dalle piccole attività economiche. Non dobbiamo dimenticarci quanto è emerso in modo drammatico nell'anno appena trascorso. I nostri piccoli imprenditori e le partite IVA, nonostante da sempre abbiano sostenuto il tessuto economico e anche sociale del Paese, sono ancora la fetta più importante di popolazione priva delle più elementari forme di garanzia che spettano di diritto a ciascun lavoratore. (Applausi) . Con l'ultima legge di bilancio abbiamo previsto una nuova forma di cassa integrazione per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata (ISCRO), in via sperimentale. Dopo la pandemia dovremo stabilizzare questa misura estendendola a tutte le categorie di lavoratori autonomi. È nostro dovere farlo. È un principio di giustizia sociale. Oggi siamo chiamati a un salvataggio di emergenza con le misure che ci apprestiamo ad approvare. Anche questo è un nostro dovere. Sono tante le ciambelle di salvataggio previste nel testo originario del decreto sostegni e sono tante anche le nuove misure introdotte dal Senato nelle Commissioni finanze e bilancio, di cui hanno parlato i colleghi ieri e oggi in discussione generale, tra cui l'esonero per alberghi, bar e ristoranti dalla prima rata IMU, dal canone RAI, dalla tassa di occupazione del suolo pubblico; l'esonero per i proprietari dal pagamento delle imposte sugli affitti non riscossi; i ristori alle start-up - di cui ringrazio il collega, primo firmatario, senatore Dell'Olio - che non hanno ricevuto finora indennizzi. Le misure aggiuntive sono tante e sono tutte straordinariamente rivolte a sostenere imprese e lavoratori in difficoltà. Ci tengo a richiamare, tra i tanti emendamenti approvati, tre che hanno introdotto nuove tutele per i lavoratori dei porti industriali, tra cui il porto canale di Cagliari. Mi riferisco all'emendamento a mia prima firma, sostenuto dalla vice ministro Alessandra Todde e dai colleghi parlamentari sardi del MoVimento 5 Stelle, tra cui la collega Evangelista, e agli emendamenti dei senatori Emilio Floris di Forza Italia e del senatore Giuseppe Luigi Cucca di Italia Viva; colleghi che ringrazio, come sardo, per aver espresso anche in questa occasione la comune volontà di operare, al netto delle diverse sensibilità politiche, per il bene della nostra Isola. C'è poi ancora l'emendamento del MoVimento 5 Stelle a prima firma del collega senatore Mario Turco, che ha esteso la cessione anche ai crediti di imposta del Piano nazionale transizione 4.0, una delle misure più finanziate del Piano nazionale di ripresa e resilienza, fondo complementare investimenti. (Applausi) . Grazie a questa novità, abbiamo di fatto introdotto una sorta di superbonus imprese, consentendo alle imprese di cedere liberamente i crediti d'imposta per investimenti in innovazione e formazione e in ricerca e sviluppo e, quindi, non solo di usarli in compensazione, come era previsto finora. La novità rende ancora più vicina e a portata di mano una tra le principali proposte economiche del MoVimento 5 Stelle, ovvero il potenziamento di una piattaforma elettronica per certificare e far circolare i crediti di imposta immessi nel sistema.