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A ciò si devono aggiungere le palesi sperequazioni conseguenti alla mancata estensione dei contenuti normativi dei provvedimenti di concertazione al personale dirigente, come nel caso dei buoni pasto che restano ancora determinati in 4,65 euro, mentre per il resto del personale sono stati portati da anni a 7 euro. Appare quindi ineludibile intervenire in materia con un provvedimento legislativo articolato finalizzato a dare concreta attuazione al disposto del citato articolo 19 della legge n. 183 del 2010, in materia di specificità anche alla luce delle risorse stanziate dall'articolo 1, comma 680, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018), al fine di riconoscere la specificità della funzione e del ruolo del personale delle Forze armate, dei Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nel concreto, con il presente disegno di legge si intende conferire al Governo, in linea con quanto già fissato dal richiamato articolo 19 della legge n. 183 del 2010, una delega finalizzata a declinare il principio giuridico di «specificità», al fine di valorizzare il rapporto di impiego, definendo nel concreto gli ambiti della «tutela economica, pensionistica e previdenziale»; In particolare: l'articolo 1 conferisce una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati a: – dare concreta attuazione a quanto previsto dall'articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, in materia di specificità del personale del comparto sicurezza e difesa; – disciplinare il rapporto di impiego del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco; – definire un quadro normativo volto ad individuare in modo chiaro ed esaustivo gli istituti anche di carattere economico caratterizzanti lo specifico comparto; – adeguare il sistema dei parametri stipendiali, di cui al decreto legislativo 30 maggio 2003, n. 193, ai fini della valorizzazione dell'anzianità, in relazione alla qualifica e al grado rivestito; – riconoscere misure previdenziali che consentano di compensare i minori limiti di età rispetto a quelli previsti per il resto dei lavoratori pubblici e privati; – introdurre misure compensative, anche di carattere previdenziale, nei confronti del personale assunto a decorrere dal 1º gennaio 1996 ovvero di quello che alla predetta data aveva una anzianità contributiva pari o inferiore ai diciotto anni, finalizzate a compensare, almeno in parte, il mancato avvio di forme pensionistiche complementari nel comparto sicurezza e difesa; l'articolo 2 prevede l’ iter procedurale per la formalizzazione dei decreti legislativi; l'articolo 3 contiene la clausola finanziaria; l'articolo 4 reca l'entrata in vigore.. 1 (Delega al Governo per attuare la specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) 1 Al fine di dare concreta attuazione a quanto previsto dall'articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, in materia di specificità del personale del comparto sicurezza e difesa, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dei Ministri della difesa, dell'interno, della giustizia, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, uno o più decreti legislativi per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego, della tutela economica, pensionistica e previdenziale del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, secondo i seguenti ulteriori princìpi e criteri direttivi di carattere generale: a definizione della specificità intesa come peculiarità dei compiti istituzionali, dalla quale discendono norme speciali per disciplinare il rapporto di impiego del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; b definizione di un quadro normativo volto ad individuare in modo chiaro ed esaustivo gli istituti anche di carattere economico caratterizzanti lo specifico comparto, rispetto al resto del pubblico impiego; c adeguamento del sistema dei parametri stipendiali, di cui al decreto legislativo 30 maggio 2003, n. 193, ai fini della valorizzazione dell'anzianità, in relazione alla qualifica e al grado rivestito; d riconoscimento di misure previdenziali che consentano di compensare i minori limiti di età rispetto a quelli previsti per il resto dei lavoratori pubblici e privati, tenuto anche conto del progressivo ampliamento della base di calcolo del trattamento di quiescenza con il sistema contributivo; e definizione di idonei limiti di età ordinamentali che tengano conto di quelli previsti all'atto dell'entrata in vigore dei decreti delegati di cui alla presente legge, delle esigenze funzionali delle singole amministrazioni, dell'esigenza di mantenere una sostanziale equiordinazione fra le varie componenti del comparto, disciplinando l'eventuale applicazione dell'istituto della speranza di vita, di cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122, in modo compatibile con le peculiarità dei diversi ordinamenti delle componenti del comparto, senza peraltro riflessi sulla funzionalità degli stessi; f introduzione di misure compensative, anche di carattere previdenziale, soprattutto nei confronti del personale assunto a decorrere dal 1º gennaio 1996 ovvero di quello che alla predetta data aveva una anzianità contributiva pari o inferiore ai diciotto anni, finalizzate a compensare, almeno in parte, il mancato avvio di forme pensionistiche complementari nel comparto sicurezza e difesa. 2 (Disposizioni di carattere generale) 1 Gli schemi di decreto legislativo di cui all'articolo 1 sono trasmessi alle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale e agli organismi di rappresentanza militare del personale rispettivamente interessati, affinché esprimano il proprio parere entro il termine di trenta giorni dalla ricezione dello schema stesso, decorso il quale il parere si intende favorevole. Gli schemi sono, inoltre, trasmessi, almeno quarantacinque giorni prima della scadenza dei termini di cui al primo periodo, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché le Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari esprimano il proprio parere. Il Governo procede comunque all'adozione dei decreti legislativi qualora tale parere non sia espresso entro trenta giorni dalla richiesta. 2 Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all'articolo 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi fissati dal presente articolo, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei medesimi decreti legislativi, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato. 3 (Copertura finanziaria)