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a la durata del contratto, le condizioni, anche economiche e il termine del preavviso per l'eventuale rinegoziazione o la disdetta; b le clausole di utilizzabilità del buono pasto, specificate in modo espresso e uniforme, relative alle condizioni di validità, ai termini di scadenza e ai limiti di cumulabilità degli stessi, che non possono eccedere il valore complessivo giornaliero di 35 euro; c l'indicazione dello sconto incondizionato riconosciuto alla società di emissione dai titolari degli esercizi convenzionati per effetto dell'utilizzo dei buoni pasto presso i medesimi; d l'indicazione del termine di pagamento, non superiore a sessanta giorni dalla fatturazione dei medesimi, che la società di emissione di buoni pasto è tenuta a rispettare nei confronti degli esercizi convenzionati; e l'indicazione dei corrispettivi riconosciuti alla società di emissione di buoni pasto, compresi quelli per lo svolgimento di servizi aggiuntivi offerti e di commissioni, che non possono essere superiori al 6 per cento del valore facciale del buono pasto; f l'indicazione del termine entro il quale l'esercizio convenzionato può esigere il pagamento delle prestazioni effettuate; g un'offerta di base prevista dagli accordi tra la società di emissione e i titolari degli esercizi convenzionabili, senza servizi aggiuntivi, idonea ad assicurare al cliente un servizio completo, ferma restando la libertà della società di emissione di proporre agli esercizi convenzionabili anche servizi aggiuntivi; h l'indicazione di apposita polizza assicurativa parametrata al valore dell'appalto, stipulata contro i rischi di insolvenza. 2 È vietato pattuire con gli esercizi convenzionati un corrispettivo superiore a quanto previsto dal comma 1, lettera e) , salvo nel caso in cui gli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili prevedano termini di pagamento inferiori a trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura; in tal caso la società di emissione può richiedere un corrispettivo non superiore all'8 per cento del valore facciale del buono pasto. 3 È vietato addebitare agli esercizi convenzionati costi diversi dallo sconto incondizionato e dai corrispettivi per prestazioni o servizi aggiuntivi eventualmente acquistati. Gli accordi stipulati tra la società di emissione e i titolari degli esercizi convenzionabili non possono negare ai titolari di esercizi convenzionati il pagamento almeno parziale di fatture relative ai buoni pasto presentati a rimborso a fronte di contestazioni parziali, di quantità o valore, relative alla fatturazione dei medesimi. 4 Gli accordi di cui al presente articolo sono stipulati e possono essere modificati, con specifica accettazione delle parti, esclusivamente in forma scritta, a pena di nullità. 5 Ai fini dell'attuazione del comma 1, lettera c) , è vietato pattuire con gli esercizi convenzionati uno sconto incondizionato più elevato di quello stabilito dalla società di emissione in sede di offerta ai fini dell'aggiudicazione o in sede di conclusione del contratto con il cliente. Lo sconto incondizionato remunera tutte le attività necessarie e sufficienti al corretto processo di acquisizione, erogazione e fatturazione del buono pasto. 6 Nell'ambito dei contratti di convenzione, ai fini della partecipazione alle gare, nonché della valutazione di congruità delle relative offerte economiche, possono essere considerati come servizi aggiuntivi solo quelli che consistono in prestazioni ulteriori rispetto all'oggetto principale della gara e che hanno un'oggettiva e diretta connessione intrinseca con l'oggetto della gara. 7 Resta ferma la facoltà dei titolari degli esercizi convenzionabili di non aderire alla proposta di prestazioni aggiuntive. 8 Le clausole difformi dei contratti individuali di convenzionamento, preesistenti o successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, sono sostituite di diritto da quelle previste dal comma 2, salvo che contengano condizioni più favorevoli per gli esercizi convenzionati. 3 1 Le società di emissione di buoni pasto e le associazioni più rappresentative a livello nazionale degli esercenti o dei distributori possono stipulare contratti di convenzione per la somministrazione di alimenti e bevande o per la cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato o per la vendita di prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare con condizioni e termini difformi da quanto previsto dalla presente legge, fermo restando quanto previsto all'articolo 2, commi 2 e 3. 4 1 In caso di mancato rispetto di quanto disposto dall'articolo 2, l'esercente può richiedere il risarcimento del danno pari all'ammontare dell'intero valore facciale dei buoni pasto; si applicano le disposizioni del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. 2 Le società di emissione di buoni pasto e gli esercizi convenzionati adottano tutte le misure idonee a garantire un uso corretto dei buoni pasto. Gli esercizi convenzionati devono altresì indicare al proprio interno, in modo chiaro e ben leggibile, i limiti all'utilizzo dei buoni pasto. 5 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sono disciplinate la tassazione e la deducibilità dei buoni pasto.