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In tale contesto, il cyber spazio rappresenta un significativo fattore abilitante che amplifica le potenzialità della minaccia ibrida e costituisce un ideale campo d'azione e di proselitismo per l'estremismo violento. Parimenti, la possibilità di accesso a tecnologie avanzate, da parte di un bacino sempre più ampio di utenti, pone i nostri potenziali avversari in grado di accedere a strumenti, relativamente economici e facilmente reperibili". Tutto ciò richiede non solo scelte finanziarie conseguenti, ma anche politiche industriali adeguate, necessarie per restare al passo con l'evoluzione tecnologica e mantenere il tradizionale vantaggio tecnologico della Difesa. In questo senso è anche necessaria l'introduzione della " security‐by‐design ", quale prerequisito obbligatorio nello sviluppo delle applicazioni e dei sistemi. Dà conto del processo di adeguamento delle strutture organizzative della difesa. Ricorda altresì l'affermazione del ministro Guerini pronunciata nel corso dell'audizione svolta lo scorso 9 marzo presso le Commissioni difesa di Camera e Senato, secondo cui uno dei tre settori in cui il dicastero intende contribuire al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è proprio "la difesa dello spazio cibernetico, ormai parte del dominio delle operazioni militari". In questo settore, infatti, il Ministero intende sviluppare "nuovi progetti rivolti, da un lato, ad ampliare ed irrobustire le capacità di gestione e protezione dei dati, dall'altro a potenziare le capacità di difesa e resilienza innalzando i livelli di sicurezza nel contrasto alle minacce informatiche e digitali, anche a protezione delle infrastrutture critiche del Paese". Infine dà lettura degli impegni al Governo contenuti nella bozza di risoluzione. Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Giorgio MULE', per esprimere apprezzamento per l'approfondito lavoro svolto dalla Commissione, testimoniato dalla bozza di risoluzione testé illustrata dal relatore, che restituisce pienamente il senso di una minaccia attualizzata come quella cyber. Sottolinea con particolare favore il richiamo fatto dal relatore alla Bussola strategica (Strategic Compass), aspetto che sarà sempre più centrale per le prospettive di sicurezza dell'Unione europea. La PRESIDENTE , rilevato che la bozza di risoluzione presentata dal relatore è molto articolata e, anche in considerazione della complessità del tema, propone alla Commissione di rinviare alla prossima seduta il voto finale, anche per dare tempo ai senatori per formulare eventuali ed ulteriori proposte di perfezionamento del testo conclusivo. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Libertà sindacale delle Forze armate DDL 1893 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1542 Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1950 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo (Rinvio del seguito dell'esame congiunto) La presidente PINOTTI rinvia il seguito dell'esame, in attesa dei prescritti pareri. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,40. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 423 La Commissione difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sui profili della sicurezza cibernetica attinenti alla difesa nazionale, a seguito di un'attività istruttoria nel cui ambito si sono svolte le audizioni del gen. div. Calogero Massara, vice comandante del Comando per le operazioni in rete (COR); di Laura Carpini, Capo Unità per le politiche e la sicurezza dello spazio cibernetico del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI); di Fabio Rugge, capo dell'ufficio NATO del MAECI; del col. Giovanni Reccia, già comandante del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza; di Gabriele Faggioli, presidente dell'Associazione italiana per la sicurezza informatica; di Antonio Missiroli, vicesegretario NATO con delega per le sfide emergenti alla sicurezza; di Roberto Baldoni, vice direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS); di Nunzia Ciardi, direttrice del Servizio Polizia Postale della Polizia di Stato; del gen. b. Marco Mochi, capo del III Reparto "Telematica" dell'Arma dei Carabinieri; della professoressa Paola Severino; di Paolo Prinetto, Direttore del Laboratorio nazionale cyber security ; di Antimo Ponticiello, Direttore generale per lo studente, l'integrazione e l'orientamento del Ministero della pubblica istruzione; del gen. Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell'Unione europea; di Eva Spina, Dirigente generale del Ministero dello sviluppo economico e dei rappresentanti delle società Leonardo; Fincantieri; Telsy, Telecom Italia; Elettronica; Intesa Sanpaolo; Eni; ENEL, SNAM; Engineering Ingegneria Informatica; considerato che: da tempo le Relazioni sulla politica dell'informazione per la sicurezza pongono particolare attenzione sulla minaccia cyber , che è in continua evoluzione, capace di adattarsi all'innovazione tecnologica e di sfruttarne gli sviluppi. Le caratteristiche più significative di tale dominio sono l'ubiquità e l'asimmetria della minaccia, la velocità di trasmissione, l'assenza di confini geografici e politici, la difficoltà di individuare chi conduce l'attacco. Il rapido progresso nel settore informatico, sebbene da un lato sia ormai un irrinunciabile punto di forza per ogni Paese, dall'altro espone al potenziale rischio da attività malevola condotta nello spazio cibernetico, che sfrutta sia le vulnerabilità di cui possono essere affetti gli strumenti informatici in uso, sia la limitata sensibilità degli utenti, spesso inconsapevoli del rischio o poco inclini ad adottare le misure minime di sicurezza. Nel prossimo futuro, peraltro, non è difficile prevedere un'ulteriore esponenziale estensione del dominio cibernetico e, quindi delle possibilità di attacchi (anche in seguito all'espansione, tra l'altro, di criptovalute, c.d. "internet delle cose", intelligenza artificiale, ecc.); la recente emergenza COVID-19 ha poi dimostrato che un uso maggiore degli strumenti informatici e delle connessioni in rete amplifica le occasioni di attacco. Come si legge nella Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2020, infatti: "la pandemia è stata un evento determinante anche in termini di impatto sulla società, sulle tecnologie in uso alla popolazione, sulla digitalizzazione di attività e servizi nonché sul conseguente ampliarsi della superficie di rischio cibernetico per l'individuo e per l'intero Sistema Paese. Hanno quindi acquisito maggiore attualità e concretezza le minacce alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti, nonché alla continuità degli approvvigionamenti.