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Riguardo alla spesa sanitaria corrente, la Nota prevede, per l'anno in corso, un importo pari a 116.331 milioni di euro (con un tasso di crescita del 2,4 per cento rispetto al 2017); il suddetto importo è superiore a quello previsto, per il medesimo anno 2018, dal Documento di economia e finanza 2018 (valore che era pari a 115.818 milioni). Per il triennio 2019-2021, la Nota in esame prevede che, in base al conto delle pubbliche amministrazioni a legislazione vigente, la spesa sanitaria corrente cresca secondo un tasso pari allo 0,8 per cento nel 2019, all'1,9 per cento nel 2020 ed al 2,0 per cento nel 2021; il rapporto tra la spesa sanitaria ed il PIL decresce da un valore pari a 6,6 punti percentuali nel 2018 e a 6,5 punti nel 2019 ad un livello pari a 6,4 punti in ciascuno degli anni 2020 e 2021. Per quanto riguarda, infine, i valori assoluti per il 2019, la Nota prevede un importo pari a 117.239 milioni, mentre il Documento di economia e finanza prevedeva, per il medesimo anno, un valore pari a 116.382 milioni. Si apre la discussione generale. La senatrice RIZZOTTI (FI-BP), dopo aver ricordato i numerosi rilievi critici sollevati nel corso delle audizioni svolte dalla Commissione bilancio, evidenzia che il Documento in esame, in termini generali, assomiglia ad una sorta di programma elettorale. Peraltro, per ciò che attiene al finanziamento della sanità, dichiara che ben altro sarebbe stato lecito attendersi dal sedicente Governo del cambiamento: a parte il mantenimento del miliardo aggiuntivo già stanziato dal precedente Esecutivo, la Nota di aggiornamento non inverte la tendenza alla decrescita della spesa sanitaria in rapporto al PIL, prefigurando un andamento al ribasso che giungerà a toccare il 6,4 per cento nel biennio 2020-2021 (al di sotto, quindi, della soglia di pericolo indicata dall'OMS per la tenuta del sistema). Al contempo, rileva che il Documento in esame prevede, in termini assoluti, un aumento della spesa per l'anno in corso, di cui non è agevole comprendere la ragione. Trova che il dichiarato intendimento di rendere omogenei i LEA su tutto il territorio nazionale si ponga in contraddizione rispetto alla politica perseguita dal Governo in tema di regionalismo differenziato. Rileva che il testo è lacunoso per ciò che attiene alle attività di prevenzione, mentre in riferimento ai pur prefigurati interventi sul patrimonio edilizio sanitario e per l'ammodernamento tecnologico è caratterizzato da un approccio burocratico (si prevede l'ennesima cabina di regia). Quanto agli interventi in tema di personale, osserva che, in base alle stime della Fondazione GIMBE, mancano i fondi necessari per il perfezionamento delle procedure di assunzione e stabilizzazione e che, all'interno del Documento, non si fa cenno ai problemi connessi ai rinnovi contrattuali. In relazione alla governance della spesa farmaceutica, si domanda come i prefigurati interventi potranno essere realizzati, dal momento che l'AIFA è ancora priva del direttore generale e risulta in questa fase scarsamente operativa. Dopo aver sottolineato che l'istituzione dell'Anagrafe nazionale vaccini è opera del precedente Esecutivo e che l'attuale Governo dovrebbe semmai impegnarsi in sede attuativa (così come per la legge Gelli-Bianco sulla responsabilità dei professionisti sanitari), segnala che il Documento appare lacunoso anche in materia di nomenclatore tariffario e di screening neonatali. Rilevato che la Nota trascura di fornire chiarimenti anche sul tema dei farmaci innovativi e sulle soluzioni individuate per l'accesso alle scuole di specializzazione in medicina, conclude evidenziando come la sanità non sembri davvero una priorità per l'attuale Governo. La senatrice STABILE (FI-BP) rimarca che la spesa sanitaria italiana, espressa in rapporto al PIL, è tra le più basse in assoluto nel panorama europeo e che a tale riguardo il Documento in esame appare poco coerente con gli impegni assunti nell'ambito del contratto di governo: perdura la tendenza alla decrescita del finanziamento ed aumentano conseguentemente le preoccupazioni per la tenuta del sistema e per l'incremento delle diseguaglianze. Soggiunge di non trovare nel Documento passaggi convincenti per ciò che attiene all'annunciata lotta agli sprechi e alle inefficienze. Sottolinea, inoltre, i rischi implicati dalla "piena attuazione" del decreto ministeriale n. 70 del 2015 in tema di assistenza ospedaliera: ne potrebbe derivare un'ulteriore diminuzione del numero di posti letto, tale da porre a repentaglio l'assistenza in un contesto in cui la medicina territoriale non è stata ancora potenziata in maniera adeguata e a fronte della tendenza all'invecchiamento della popolazione. La senatrice BOLDRINI (PD) osserva preliminarmente che la Nota giunge all'esame delle Camere con grave ritardo, in dispregio della normativa vigente, che prevede termini precisi anche a tutela delle prerogative parlamentari. Sottolinea, quanto alle risorse, che a parte il mantenimento del miliardo aggiuntivo già stanziato dal precedente Esecutivo non si registrano sforzi significativi per aumentare le disponibilità del comparto. Ne consegue, a giudizio dell'oratrice, che i prefigurati interventi in merito al personale (stabilizzazioni e assunzioni), all'innovazione tecnologica e all'edilizia sanitaria sono destinati a restare sulla carta, come peraltro già segnalato dai rappresentanti delle regioni e da autorevoli commentatori. Dopo aver rilevato che il superamento del contenzioso in ambito farmaceutico è sì necessario ma insufficiente al reperimento delle risorse occorrenti, stigmatizza la mancanza di una politica adeguata in materia di disabilità: occorre lo stanziamento di risorse, ad esempio a favore dei care giver familiari, non già l'annuncio di nuove iniziative legislative in materia. Più in generale, rileva che il testo in esame aggrava il debito pubblico senza innalzare il livello degli investimenti, ponendo così le premesse per una manovra finanziaria destinata al mero incremento della spesa corrente. La senatrice FAGGI (L-SP-PSd'Az) riconosce che occorrerebbero stanziamenti ben maggiori nel settore sanitario per venire incontro a tutte le legittime esigenze prospettate, a partire dagli interventi sulle infrastrutture. Fa al contempo rilevare che la situazione attuale non è il prodotto degli ultimi sei mesi di governo, ma di anni e anni di gestioni non sempre ottimali, alle quali devono aggiungersi gli effetti della crisi economica dell'ultimo decennio. Ritiene pertanto necessario da parte di tutti, politici e operatori del settore sanitario, un approccio costruttivo, apparendo in questo momento poco produttivo presentare quaderni di doglianze. La senatrice BINETTI (FI-BP), nelle condizioni date, stima necessario focalizzare l'attenzione su alcuni temi prioritari. Per parte sua, segnala al Governo tre interventi, a suo avviso opportuni e non troppo costosi: l'inserimento nei LEA del diritto dei malati oncologici alla riabilitazione; l'estensione degli screening neonatali anche a malattie rare come la SMA;