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Abbiamo chiesto di limitare e di comprimere uno dei diritti costituzionalmente a noi più cari: la libertà di movimento. Se però tu lo fai - ed è giusto che tu lo faccia per evitare il rischio di propagazione del virus - tu devi sapere che conti su una classe dirigente che ti sta dicendo che al tuo sacrificio corrisponderà un nostro esercizio di pari intensità che ti darà la possibilità di ripartire. Prima o poi il tasto reset lo dovremo pigiare e allora esso coinciderà con l'esercizio di semplicità. In conclusione, riprendiamoci quelle immagini, teniamocele nella nostra memoria, non soltanto per il dramma che esse ci hanno consegnato ma anche perché qualcuno ha salvato delle vite semplicemente rovesciando il paziente, mettendolo in una posizione naturale. L'Italia non è un paese perfetto: è un po' un calabrone, come disse qualcuno, ma non possiamo impedire al calabrone nella sua imperfezione - che sfida le leggi dell'aerodinamica - di poter volare perché quel calabrone ha il diritto sacrosanto, con tutte le sue imperfezioni, di restare in natura. Invito quindi il Governo ad avere il senso rivoluzionario della semplicità e di costruirla condividendola con noi. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, in queste ore stiamo davvero decidendo e facendo passi importanti con provvedimenti che non hanno precedenti. Provvedimenti d'urgenza, emergenziali, ma molto importanti e fondamentali; dal decreto coronavirus al decreto liquidità, ad altri provvedimenti che arriveranno subito dopo Pasqua, al decreto sulla scuola. Quello che dobbiamo fare, come hanno ripetuto i miei colleghi e che voglio ribadire anch'io, è certamente azzerare la burocrazia, rendere tutto semplice e immediato perché le persone sono in difficoltà, i nostri cittadini tutti hanno bisogno di essere sostenuti e lo possiamo fare dando loro delle risposte immediate. È necessario quindi pensare oggi al domani, ad un domani che speriamo sia vicino e che sia subito migliore rispetto alla tragedia che stiamo attraversando. È necessaria quindi la collaborazione di tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza. Questa emergenza, purtroppo, ci ha fatto capire che siamo tutti piccoli, ma dobbiamo essere uniti di fronte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi. Ci sarà un dopo e ci sarà il momento opportuno, come abbiamo chiesto anche noi di Italia Viva, per istituire una Commissione di inchiesta per capire cosa non ha funzionato e accertare le responsabilità. Ma oggi no. Oggi stiamo cercando di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per arginare un dramma immenso, che purtroppo vede migliaia di morti in Italia e nel mondo. La sera possiamo vedere l'immagine del Tricolore che illumina la facciata di Palazzo Chigi, del Senato, di tanti palazzi ma anche di tante case che hanno deciso di esporlo; ebbene, quel tricolore non deve essere solo il simbolo dell'unità nazionale, dei nostri valori di solidarietà e di rispetto, ma deve virtualmente abbracciare e sostenere chi è in difficoltà e quelle persone che non abbiamo fisicamente potuto abbracciare, a cui non abbiamo potuto stare vicini e che abbiamo perso. Abbiamo perso troppi nostri cari, amici, in particolare troppe persone anziane che appunto non abbiamo potuto stringere, abbracciare, a cui non abbiamo potuto fare un funerale, dare un addio. Pensiamo alle persone ricoverate in questo momento, alle loro famiglie: come istituzioni abbiamo il dovere di essere accanto a loro in ogni momento. Stiamo infatti perdendo una generazione, gli affetti più cari, la memoria storica di questo Paese e abbiamo il dovere di ricordarli con tutto il rispetto che meritano quando ci sarà consentito di farlo. Allo stesso modo desidero ringraziare e sostenere con azioni concrete - dobbiamo farlo - tutti coloro che sono in prima linea: i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri operatori sociosanitari, le operatrici dei centri di aiuto alle donne (perché purtroppo abbiamo visto che la violenza non si ferma neanche in questi giorni), le nostre Forze dell'ordine, tutti coloro che sono in prima linea e lavorano per consentirci di avere tutti quei beni necessari per vivere, non dico normalmente, ma per vivere. Vanno tutelati prima di tutto dal punto di vista della loro salute e delle persone che assistono ogni giorno. Per questo c'è la necessità di parlare concretamente di questo tema: troppi operatori ancora non hanno fatto i tamponi e non hanno le protezioni necessarie. Desidero però ringraziare anche i nostri imprenditori, i nostri artigiani, i nostri agricoltori, i liberi professionisti, tutti i lavori autonomi, gli operatori del turismo, della cultura, tutti coloro che ogni giorno stanno affrontando questo dramma del lavoro con le loro preziose aziende e i loro dipendenti. Pertanto dobbiamo dire zero burocrazia. Abbiamo detto che non lasceremo indietro nessuno e questo è oggi il nostro dovere, il nostro obbligo morale che dobbiamo ribadire qui, in Senato. Abbiamo detto che tutti devono essere aiutati, però vorrei soffermarmi ancora una volta, signor Presidente, sull'eccesivo numero di morti avvenute nelle case di riposo e nelle case di cura, non solo in Lombardia ma in tutta Italia. Anche a questo proposito è necessario l'intervento del Governo, delle Regioni, di chi dirige queste strutture. Va bene l'avvio di ispezioni di vigilanza, perché dobbiamo capire fino in fondo cosa sta succedendo e stare vicino a questi operatori sociali, socio-sanitari che fanno turni massacranti e che poi devono tornare nelle loro case, dalle loro famiglie. Questa è la priorità. Infine, signor Presidente, rubo ancora qualche secondo per rivolgermi alle generazioni degli anziani, dei nostri genitori, dei nostri nonni e dei nostri ragazzi e giovani. Anche questi ultimi stanno affrontando un'emergenza e fortunatamente non hanno mai conosciuto momenti di guerra, paura e tragedie. Spero che non accadrà mai. Dobbiamo fare un in bocca al lupo a chi dovrà affrontare gli esami di maturità e di terza media e a tutti i ragazzi, i docenti e le famiglie diciamo che siamo con loro. Stiamo sperimentando anche un modo diverso di didattica, quella a distanza. Io non so se la scuola riuscirà ad aprire a maggio, oppure no. Però io dico che, se la scuola non riaprirà a maggio, dobbiamo cercare di investire subito - anche qui, senza burocrazia - 2 miliardi di euro (lo abbiamo chiesto come Italia Viva) per mettere in sicurezza le nostre scuole, perché abbiamo troppi edifici scolastici che ancora non lo sono. Facciamo in modo che quando si tornerà a scuola questi ragazzi e queste ragazze siano messi nelle condizioni di studiare anche con strumenti nuovi e soprattutto in edifici scolastici sicuri. Rivolgo un ringraziamento al Governo per tutto quello che faremo nei prossimi giorni. Rimaniamo uniti e cerchiamo di dare risposte immediate alla nostra comunità. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) .