[pronunce]

Attualmente, infatti, l'art. 28, comma 1, della legge n. 448 del 2001 prescrive che il Governo individui gli enti pubblici ritenuti indispensabili e solo eventualmente ("se necessario") provveda alle previste operazioni di trasformazione, accorpamento o fusione. D'altro canto, per gli enti non individuati entro il termine stabilito, è la stessa legge che ne dispone la soppressione e messa in liquidazione. Inoltre, ciò che più rileva ai fini del presente giudizio è che l'art. 34 della legge n. 289 del 2002 ha modificato, circoscrivendolo, l'ambito di applicazione dell'art. 28 della legge n. 448 del 2001, i cui destinatari sono attualmente individuati nei soli enti ed organismi pubblici sui quali lo Stato esercita poteri di vigilanza. 6. - Nessuna delle ricorrenti ha impugnato la nuova disposizione. La Regione Emilia-Romagna, nella memoria depositata in prossimità dell'udienza, ha dato atto delle modifiche sopravvenute, espressamente affermando che l'introduzione del riferimento agli enti vigilati dallo Stato è tale da far venir meno le censure da essa mosse all'art. 28, commi 1, 5 e 6, ma soltanto a partire dall'entrata in vigore della legge di modifica n. 289 del 2002. Infatti, afferma la Regione, permarrebbe il suo interesse alla decisione della questione sollevata, in considerazione della sola esistenza della norma invasiva delle competenze regionali, a prescindere dalla concreta attuazione che la disposizione possa avere avuto. Effettivamente il sopravvenuto mutamento del quadro normativo è tale da incidere in modo sostanziale sui termini della questione sollevata dalle ricorrenti, considerato che la norma, nel testo vigente, si riferisce unicamente agli enti sui quali lo Stato esercita poteri di controllo, seppur variamente articolati. Tale situazione, contrariamente a quanto sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, è sufficiente a far venir meno, la necessità di una pronuncia della Corte. Infatti, se da un lato non risulta che alla disposizione originaria oggetto del presente giudizio sia stata data una qualche concreta attuazione, dall'altro è pacifico che, attualmente, la disposizione censurata non è più in vigore e che - anche secondo quanto espressamente riconosciuto dalla stessa ricorrente - la vigente formulazione è tale da far venire meno le originarie ragioni di doglianza. Pertanto, con riferimento alle censure relative ai commi 1, 5 e 6 dell'art. 28, conformemente alla giurisprudenza di questa Corte, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere (si vedano, da ultimo, le ordinanze n. 15 del 2003 e n. 443 del 2002). 7. - Quanto al comma 8 dell'art. 28, occorre considerarne anzitutto la coerenza con il nuovo contenuto del comma 1, nel senso che gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, cui - ai sensi di tale disposizione - si applicano in via sperimentale le disposizioni del comma 1, rientrano tra gli enti ed organismi pubblici vigilati dallo Stato in forza dell'art. 121, comma 2, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo della legge 15 marzo 1997, n. 59), il quale conserva allo Stato, tra l'altro, la vigilanza e il controllo su detti istituti. Inoltre, la legge 16 gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione), all'art. 42, ha delegato il Governo ad emanare un decreto legislativo recante norme per il riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico. Tale legge risulta espressamente impugnata dalla Regione Emilia-Romagna, con autonomo ricorso (iscritto al registro ricorsi n. 32 del 2003). Il decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288 (Riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, a norma dell'articolo 42, comma 1, della legge 16 gennaio 2003, n. 3), ha dato attuazione a tale delega attraverso una analitica ed organica disciplina degli enti in questione, regolando espressamente e specificamente il profilo della trasformazione degli istituti esistenti e dettando, altresì, per la trasformazione di tali enti, nuove e - sotto più profili - differenti disposizioni rispetto a quanto previsto nell'art. 28 oggetto del presente giudizio. In tal modo, peraltro, il d.lgs. n. 288 del 2003 ha determinato il radicale mutamento della disciplina contenuta nella disposizione impugnata, incidendo sui termini della questione sollevata. Tenuto conto di tali sopravvenienze normative, nonché della circostanza che, anche in questo caso, la disposizione impugnata - nella sua formulazione originaria - non ha prodotto alcun effetto concreto (non risultando che in attuazione di essa siano stati adottati i regolamenti ivi previsti), deve pertanto essere dichiarata cessata la materia del contendere. 8. - Con riferimento, infine, alla censura concernente il comma 11 dell'art. 28 della legge n. 448 del 2001, premesso che la norma ha un contenuto del tutto estraneo alla materia della "trasformazione e soppressione degli enti pubblici" oggetto dell'intera disposizione, va considerato determinante - ai fini della soluzione della questione proposta dalla Regione Emilia-Romagna - il carattere meramente facoltizzante di quanto disposto dal legislatore statale; carattere evidenziato dalla semplice possibilità, riconosciuta agli enti competenti in materia di approvvigionamento idrico primario, di "avvalersi degli enti preposti al prevalente uso irriguo della risorsa idrica attraverso apposite convenzioni e disciplinari tecnici". Ciò, a prescindere dalla individuazione della materia cui la norma inerisce consente di per sé di escludere qualunque violazione delle competenze legislative costituzionalmente riconosciute alle Regioni e dunque determina l'infondatezza della censura prospettata.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata ogni decisione sulle restanti questioni di legittimità costituzionale della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevate dalle Regioni Campania ed Emilia-Romagna con i ricorsi indicati in epigrafe; riuniti i giudizi, relativamente all'art. 28, comma 1, 5, 6, 8 e 11, della legge 28 dicembre 2001, n. 448; dichiara cessata la materia del contendere in relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 28, commi 1, 5 e 6 della legge 28 dicembre 2001 n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevata dalla Regione Campania e dalla Regione Emilia-Romagna in riferimento all'art. 117 della Costituzione.