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Anche per il calcolo dell'indennità di fine rapporto viene abolito l'automatismo che attribuisce una consistente quota di essa all'ex coniuge, a prescindere dal contributo fornito dallo stesso, anche con lavoro domestico, all'organizzazione familiare. 11) Le unioni libere Le unioni «di fatto», così chiamate con un termine che ne sminuisce la dignità e la rilevanza giuridica, divengono «unioni libere». Esse, in effetti, sono «di fatto» solo perché il diritto non le disciplina, violando il suo compito. Le «unioni libere» si celebrano nel medesimo modo e determinano gli stessi effetti del matrimonio. Esse sono, in pratica, matrimoni, ma con una serie di differenze che recepiscono le moderne esigenze di maggiore libertà, duttilità dell'istituto e possibilità di esplicazione dell'autonomia privata. Con il progetto di riforma, il matrimonio tradizionale non viene abolito e chi vuole può continuare a sceglierlo. Chi invece non desidera essere tradizionalista ed avverte le nuove esigenze, la cui mancata realizzazione, unitamente ad altri fenomeni sociali, sta progressivamente riducendo il numero dei matrimoni, ha una nuova possibilità. Alle unioni libere non si applica l'anacronistica normativa relativa alla promessa di matrimonio e non si applicano alcuni divieti matrimoniali, le norme sul lutto vedovile, le disposizioni, di derivazione canonica, sull'errore sulle qualità della persona e la lettura, al momento della celebrazione, di articoli del codice. Non si applicano altresì i divieti di apporre condizioni, di cui all'articolo 108 del codice civile e di modificare diritti e doveri previsti (articolo 160 del medesimo codice). Caratteristica delle unioni libere è proprio quella di potere, entro determinati limiti, scegliere il contenuto del proprio patto matrimoniale. I liberi consorti sono tali perché possono stabilire obblighi di assistenza diversi da quelli previsti dal codice e possono escludere l'obbligo di coabitazione . Essi sono liberi di stipulare accordi in vista di un possibile divorzio (accordi già possibili in molti Paesi, ma assolutamente vietati in Italia) e, con conseguenze solo in caso di esso, indicare princìpi guida per lo svolgimento della loro vita comune. Le unioni libere prevedono (articoli 194 e seguenti inseriti dal disegno di legge) altre facoltà e possibilità non previste per il matrimonio, che le parti possono, prima di unirsi, scegliere insieme. Esse sono «un vestito confezionato su misura», che le coppie scelgono liberamente per sé, unico e diverso da tutti gli altri, pur disegnato nell'alveo di un modello generale, con conseguenti limiti. Gli accordi delle coppie sono nulli se non rispettano il principio di parità tra gli sposi e di reciprocità di diritti e doveri. 12) Le intese di solidarietà Quanti non vogliono stipulare un matrimonio, né nella forma tradizionale né in quella delle unioni libere, possono porre in essere tra loro un'intesa di solidarietà. L'intesa è possibile tra due o più persone, non implica un'unione sessuale e determina, rispetto all'unione matrimoniale o libera, conseguenze ridotte. Anche coloro che stipulano un'intesa, come i coniugi, intendono compiere un percorso comune basato sulla solidarietà e sull'affetto, ma, mentre i coniugi o i liberi consorti intendono attribuire al partner il ruolo principale nella propria vita, essi intendono semplicemente, come recita il nuovo articolo 203, attribuirsi reciprocamente un ruolo nelle proprie relazioni umane ed affettive, nonché nelle vicende di vita quotidiana. 13) Le comunità intenzionali Del tutto diverse sono le comunità intenzionali, le quali vanno incontro ad esigenze di vicinanza e comunità di gruppi di persone. Esse estendono la sfera della solidarietà sociale ed ampliano le possibilità dei cittadini di vivere insieme e di condividere progetti o ideali. Le comunità non sono «famiglie», ma si inseriscono nello spazio esistente tra la coppia e la comunità generale. Dopo l'affievolimento e la sostanziale scomparsa della parentela manca, nelle società moderne, la possibilità di estendere il concetto di appartenenza al di là del «sé» immediato e della famiglia puramente atomistica. Tra l'individuo e la comunità generale (umanità, patria, nazione) non vi è nulla. Per alcune situazioni od eventi (es. catastrofi naturali o grandi eventi sportivi) l'individuo può condividere con altri il senso di far parte di un insieme omogeneo. Nell'ordinario, nella quotidianità, ciò non avviene e ciò determina o acuisce il senso di solitudine della modernità. Riconoscendo le comunità intenzionali è possibile che più persone, con gli stessi ideali e progetti, realizzino contrattualmente un'unione economica e solidaristica, regolata per legge e perciò trasparente ed immediatamente reversibile. 14) Quadro complessivo degli istituti familiari e parafamiliari Con la presente riforma, gli spazi di libertà e diversità (ricchezza) del diritto di famiglia vengono finalmente ampliati. Viene meno il regime di «monopolio» del matrimonio tradizionalmente inteso. Due persone che si amino e vogliano attribuire l'uno all'altro il ruolo più importante nella propria esistenza, realizzando una complessiva unione di vita, possono, secondo le loro preferenze, contrarre un matrimonio tradizionale o stipulare una libera unione, con analoghi effetti. Se invece essi non desiderano un'unione di tal tipo, ma desiderano che la collettività riconosca un legame meno intenso ed attribuisca ad esso determinati effetti, possono stipulare un'intesa di solidarietà. L'intesa può essere stipulata anche da più di due persone. Se, infine, gli individui, anche già legati in coppie o intese, vogliano partecipare ad un progetto più ampio, riunendosi ad altre persone grazie a regole comunemente accettate, possono ricorrere allo schema della comunità internazionale. Il tutto crea una serie di legami che, attraversando la società, ne consolidano la rete di solidarietà. 15) La filiazione In tema di filiazione, non solo vengono abolite le differenze tra figli legittimi e naturali, ma cessa ogni ragione perché si configurino due categorie differenziate. I figli sono tali e basta, comunque nati. Il meccanismo di creazione dell'atto di nascita e di contestazione dello stato è unico e non vi sono formalità o adempimenti distinti. Scompaiono le ultime differenze in tema di eredità e successione. Il capitolo sulla filiazione, anziché (come avviene attualmente), con numerose e puntigliose regole per stabilire chi sia figlio legittimo e chi no, si apre con la puntuale indicazione degli obblighi dei genitori, creando uno «statuto» dei diritti e della tutela del minore. 16) Procreazione assistita In tema di procreazione assistita (inserita nel titolo del codice relativo alla filiazione) si afferma il diritto alla genitorialità, tenendo conto delle aspirazioni di coloro i quali desiderano un figlio e possono averlo con l'aiuto della scienza, e, in un'ottica non punitiva ma di solidarietà, nei loro confronti viene dettata una serie di norme idonee ad adeguare la nostra legislazione a quella europea. Vengono ammesse la diagnosi preimpianto e la fecondazione eterologa, riattribuendo alle coppie diritti di scelta che competono ad esse e non allo Stato.