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peraltro, gli interventi limitativi delle prerogative dei difensori, introdotti con atti privi di forza di legge, sono continuati anche con le note del capo della Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati che, con i provvedimenti del 5 febbraio e del 24 febbraio 2021, ha imposto il deposito dell'"atto abilitante", dunque onerando il difensore di un'ulteriore incombenza non prevista dalla legge; tale oggettiva situazione dovrebbe concludersi il 30 aprile 2021, termine ultimo per le misure di emergenza di contrasto alla pandemia, ma inequivocabili sono gli annunci di provvedimenti di proroga di tutte tali misure; considerato che per tali ragioni la giunta dell'Unione delle camere penali italiane ha proclamato secondo le vigenti regole di autoregolamentazione, e nel rispetto delle pronunce della Corte costituzionale ed in attesa di una certa e più consolidata loro interpretazione con esclusione dei processi contro imputati detenuti in custodia cautelare, l'astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 29, 30, 31 marzo 2021, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia avuto modo di approfondire la questione, stante il suo recente insediamento; se sia stato istituito un tavolo di confronto sul punto e se intenda assumere iniziative, e nel caso quali esse siano. Atto n. 3-02357 BITI FEDELI NANNICINI ALFIERI D'ARIENZO PITTELLA RAMPI VATTUONE VALENTE STEFANO ASTORRE D'ALFONSO IORI BOLDRINI FERRAZZI PARRINI GIACOBBE ROJC VERDUCCI MANCA Ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'articolo 1, comma 42, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), ha previsto, per ciascuno degli anni dal 2021 al 2034, l'assegnazione in favore dei Comuni di contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché per il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Il medesimo comma ha previsto uno stanziamento per i progetti di rigenerazione urbana di importo pari a 150 milioni di euro per l'anno 2021, a 250 milioni di euro per l'anno 2022, a 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e a 700 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034; il successivo comma 43 ha previsto, in attuazione del comma 42, l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dell'interno e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, finalizzato ad individuare i criteri e le modalità di ammissibilità delle istanze e di assegnazione dei contributi; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2021, n. 56, adottato al fine di ripartire le risorse previste dall'articolo 1, comma 42, ha individuato nella "vulnerabilità sociale e materiale" uno dei principali problemi per l'attuazione della norma nei confronti dei Comuni di più piccole dimensioni; il decreto ha pertanto stabilito che hanno facoltà di richiedere i contributi previsti soltanto i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, non capoluogo di provincia, ed i Comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana che intendano realizzare interventi per la rigenerazione urbana non integralmente finanziati da altri soggetti, escludendo di conseguenza i Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti non capoluogo di provincia; considerato che: la suddetta limitazione della platea dei Comuni che possono accedere ai contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana non solo riduce l'efficacia delle disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 42 e 43, della legge di bilancio per il 2020, ma si configura in senso palesemente contrario rispetto alle intenzioni del legislatore espresse in sede di approvazione della stessa legge; i fenomeni di "vulnerabilità sociale e materiale" non insistono sui Comuni soltanto in ragione della loro effettiva dimensione, ma anche del loro essere periferia fisica rispetto ai grandi centri urbani e alle sedi amministrative locali, con la conseguente incapacità strutturale di ottenere risorse pubbliche e private che abbiano una ricaduta positiva in termini di investimenti sul territorio, si chiede di sapere: se non si ritenga opportuno modificare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021 in modo da ampliare la platea dei beneficiari, permettendo l'accesso ai fondi sia da parte dei Comuni sotto i 15.000 abitanti non capoluogo di provincia, sia da parte di enti in forma associata come le Unioni dei Comuni; se non si ritenga altrimenti di dover prevedere ulteriori stanziamenti al fine di costruire analoga misura che sia specificamente riferita ai Comuni sotto i 15.000 abitanti non capoluogo di provincia. Atto n. 3-02358 EVANGELISTA DONNO NATURALE LEONE TRENTACOSTE GAUDIANO PIARULLI FERRARA CASTALDI D'ANGELO ABATE LANNUTTI RUSSO LANZI MAIORINO MATRISCIANO Al Ministro della giustizia Premesso che: la violenza di genere costituisce da sempre un fenomeno complesso di portata globale e trasversale, un fenomeno che nonostante gli importanti interventi normativi costituisce tuttora una drammatica realtà, come dimostrano anche le parole spese sul tema dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio dei ministri in occasione della celebrazione della festa della donna lo scorso 8 marzo 2021; i dati ISTAT rappresentano che nel periodo 1° gennaio-31 maggio 2020, la convivenza forzata imposta dal lockdown nazionale ha generato un allarmante aumento, pari all'11 per cento rispetto all'anno 2019, dei procedimenti iscritti per maltrattamenti contro familiari e conviventi, catalogabili come violenza di genere; ancora, nel periodo marzo-ottobre 2020 le chiamate valide al numero di pubblica utilità 1522 è esponenzialmente cresciuto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da 13.424 a 23.071 (circa il 70 per cento in più). Triplicate anche le richieste di aiuto tramite chat (da 829 a 3.347); la velocità con la quale si passa dai "reati spia" al femminicidio è aumentata sensibilmente e ciò fa sì che spesso la risposta data dalle autorità non risulti sufficiente ad evitare la terribile escalation di violenza; considerato che: con i precedenti interventi normativi per il contrasto alla violenza di genere sono state introdotte nel nostro sistema nuove norme di carattere punitivo-repressivo e misure, necessarie ed efficaci, sul fronte della protezione della vittima e della prevenzione dei reati di violenza di genere; attualmente, uno degli strumenti di maggior contrasto ai delitti di violenza domestica e di genere è rappresentato dalla legge n. 69 del 2019, detta "codice rosso".