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Istituzione di una Convenzione costituente per la revisione della parte seconda della Costituzione. Onorevoli Senatori . – Dopo l'intervento di riduzione del numero dei parlamentari (legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1), a cui non ha fatto seguito alcun contrappeso e alcun correttivo, il quadro istituzionale e, in particolare, l'istituzione parlamentare necessitano di un intervento organico che ne ripristini, tuteli e valorizzi la rappresentatività e la funzionalità, al netto delle misure di revisione dei Regolamenti parlamentari, necessarie ma non sufficienti, dato il loro perimetro di azione limitato, e di quelle costituzionali più recenti, di natura microsettoriale, che non sono andate in questa direzione. Il confronto sul tema delle riforme istituzionali negli ultimi tempi ha avuto difficoltà a decollare sul piano concreto e ogni volta ha finito per cedere sotto il peso di altre dinamiche di natura politica, come quelle attinenti al rapporto tra il Governo e il Parlamento, a quello tra la maggioranza e l'opposizione o, ancora, ai rapporti interni alle coalizioni che, con geometrie variabili, si sono alternate nella maggioranza o all'opposizione nel corso del tempo. A questo va aggiunto che, negli anni, anche al netto della situazione inedita prodotta dall'emergenza collegata alla pandemia, sono andate consolidandosi quelle che, in modo sostanzialmente unanime, vengono considerate delle cattive prassi, come, ad esempio, quella dell'eccessivo ricorso alla decretazione d'urgenza abbinato alla posizione della questione di fiducia o quella, più recente, dell'esame dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge con la pratica possibilità di apportare modificazioni al testo del decreto solamente nel corso della prima lettura, in una sorta di bicameralismo paritario a senso unico alternato. In assenza dell'avvio di un vero e proprio dibattito di merito su questi e su altri temi, come quello della possibile revisione della forma di governo, e in considerazione della brevità del tempo che rimane fino al termine naturale della XVIII legislatura, nasce la proposta di istituire una Convenzione costituente, da eleggere contestualmente al prossimo Parlamento, che possa operare esclusivamente su questo genere di riforme, al riparo dalle perturbazioni politiche ed elettorali più o meno variabili e ricorrenti e dalle conseguenti dinamiche di incontro e scontro politico quotidiano tra gruppi e coalizioni sugli argomenti presenti nel calendario parlamentare. Tale organo, in un tempo definito, avrebbe il compito di redigere, approvare e presentare alle Camere una proposta di revisione della Costituzione, da sottoporre, eventualmente, al corpo elettorale attraverso un referendum popolare, ove ne ricorrano le condizioni: ciò avverrebbe in via facoltativa, qualora le Camere approvino il testo a maggioranza assoluta, o in via obbligatoria, qualora anche in una sola delle due Camere non si raggiunga la prescritta maggioranza assoluta. Non si farebbe comunque luogo a referendum qualora il testo sia approvato da entrambe le Camere con la maggioranza dei due terzi dei componenti. La presente proposta offrirebbe dunque al Parlamento attualmente in carica l'occasione per costruire una nuova sede, dedicata e distinta dalle ordinarie dinamiche parlamentari, in cui svolgere un confronto serio e costruttivo, auspicato da tempo da molte forze politiche ma che sino ad oggi, per diverse ragioni, non si è mai sviluppato in modo talmente compiuto e risolutivo da poter produrre soluzioni organiche di revisione costituzionale.. 1 1 È istituita una Convenzione costituente, di seguito denominata « Convenzione », con il compito di procedere alla revisione della parte seconda della Costituzione secondo le disposizioni della presente legge costituzionale. 2 1 La Convenzione è composta da centocinquanta membri elettivi. 2 I membri della Convenzione sono eletti a suffragio universale, con voto diretto, eguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti dai cittadini iscritti nelle liste elettorali per l'elezione della Camera dei deputati. 3 Sono eleggibili alla carica di membro della Convenzione tutti i cittadini che abbiano i requisiti per l'elezione alla Camera dei deputati. 3 1 L'elezione della Convenzione si svolge nella stessa data stabilita per le elezioni delle Camere della legislatura successiva a quella in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Con il decreto di convocazione dei comizi elettorali è stabilito il giorno della prima riunione della Convenzione. 4 1 Le circoscrizioni elettorali per l'elezione della Convenzione e i relativi capoluoghi sono stabiliti come segue: a I circoscrizione, capoluogo Milano: Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia; b II circoscrizione, capoluogo Venezia: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna; c III circoscrizione, capoluogo Roma: Toscana, Umbria, Marche, Lazio; d IV circoscrizione, capoluogo Napoli: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria; e V circoscrizione, capoluogo Palermo: Sardegna, Sicilia. 2 L'assegnazione dei seggi alle singole circoscrizioni di cui al comma 1 è effettuata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare contestualmente al decreto di convocazione dei comizi elettorali di cui all'articolo 3. 3 I seggi sono assegnati alle singole circoscrizioni in proporzione alla popolazione residente in ciascuna di esse, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale. Nel calcolo dei seggi da assegnare si tiene conto dei quozienti interi e dei più alti resti. 4 Le liste dei candidati alla Convenzione devono essere presentate per ciascuna circoscrizione e devono essere sottoscritte da non meno di trentamila e non più di trentacinquemila elettori, fermi restando i casi di esclusione previsti dall'articolo 12, quarto comma, della legge 24 gennaio 1979, n. 18. In ciascuna lista presentata in ogni circoscrizione nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unità più prossima. 5 L'elettore esprime il proprio voto tracciando sulla scheda un solo segno, comunque apposto, sul contrassegno della lista prescelta. I seggi sono ripartiti in ragione proporzionale fra le liste concorrenti dapprima in sede di collegio unico nazionale e successivamente nelle singole circoscrizioni. La ripartizione dei seggi spettanti alle liste nelle circoscrizioni è effettuata ai sensi dell'articolo 83, comma 1, lettera h) , del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in quanto compatibile. In ciascuna circoscrizione sono proclamati eletti, nel limite dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista medesima, secondo l'ordine di presentazione.