[resaula]

Qui però siamo in Italia, siamo nel Senato della Repubblica e qui ci possiamo non soltanto permettere di raccontare, ma anzi è doveroso registrare quello che è accaduto e cioè che negli anni del quantitative easing , cioè dei soldi facili garantiti dalla Banca centrale, che avrebbero dovuto aiutare l'Italia a fare buona scorta e ridurre il deficit , abbiamo avuto invece Governi a guida del Partito Democratico che hanno sciupato quelle condizioni economiche. Lo hanno fatto facendo, peraltro, uno scambio, che noi definiamo criminale, tra accettare l'immigrazione incontrollata e avere quindi la possibilità riconosciuta dall'Europa di una maggiore possibilità di spesa, che oltretutto hanno sciupato ulteriormente non utilizzando i soldi e la flessibilità in più garantita dall'Europa in cambio della volontaria adesione all'invasione del nostro territorio e alla creazione di una bomba sociale, demografica e culturale all'interno dell'Italia che non sappiamo come affrontare. Poi c'è qualcuno che oggi si deve fare carico delle promesse di rimpatriare 600.000 immigrati clandestini che non possono essere assorbiti (ma questo è un altro tema), ma intanto quel Governo, che si è assunto la responsabilità di fare spesa facile invece che per fare gli investimenti per fare i tanti piccoli bonus che pure lei ha ricordato, ha una gravissima responsabilità. Badi bene, però, signor Ministro, che sostituire i piccoli bonus da 80 euro - per raccontarne solo uno - con il mega- bonus del reddito di cittadinanza non è una politica tanto diversa e tanto lungimirante (Applausi dei senatori Zaffini e Rizzotti). Vi ritroverete infatti - e ci ritroveremo e soprattutto si ritroveranno quelli che verranno dopo di noi - con lo stesso problema e cioè che, dopo aver chiesto magari una deroga, trattando con l'Europa in maniera più o meno dignitosa, in piedi piuttosto che in ginocchio, per ottenere un altro margine di flessibilità, lo si brucerà, invece che per diminuire il debito e raddrizzare la bilancia dei pagamenti (mediante politiche di crescita e di sviluppo economico attraverso il taglio delle tasse, la semplificazione burocratica, gli incentivi veri alla crescita economica e a chi dà lavoro), per fare questi bonus. Poi la prossima volta ci ritroveremo un Governo che avrà fatto delle promesse e avrà inserito clausole di salvaguardia pesantissime, che prevedono per i prossimi anni tassazioni esorbitanti e intollerabili, e ciò naturalmente pregiudicherà il futuro dell'Italia. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 11,49) ( Segue MARSILIO). Signor Ministro, noi avevamo detto esattamente queste parole quando abbiamo dovuto discutere della politica economica all'inizio della manovra di bilancio, in occasione dell'esame della Nota di aggiornamento al DEF e poi già alla Camera nelle audizioni congiunte che si sono svolte sul bilancio: a noi sta anche bene, siamo pronti a sostenere il Governo contro l'Europa per fare magari il deficit che serve, purché quei miliardi recuperati con il deficit siano destinati ad abbassare la pressione fiscale e fare quindi le politiche che noi abbiamo promesso in campagna elettorale, ma non perché sono delle promesse ma perché sono politiche che servono al Paese per fare investimenti infrastrutturali seri che rilancino l'economia e non per buttarli nel reddito di cittadinanza e in altre spese correnti di dubbia utilità. Penso che lei stesso oggi, come economista, non abbia potuto che registrare la situazione e dire con tutta la cortesia possibile alla sua maggioranza: «Attenzione, riflettete, siate lucidi e cercate di capire quello che sta avvenendo e qual è il rischio cui state esponendo il Paese». (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, Ministro, colleghi senatrici e senatori, siamo al tedioso e ripetitivo teatrino: il valzer di numeri di questa manovra e delle sue misure, infatti, non sembra arrestarsi Tra un vertice e l'altro, a Palazzo Chigi, sulla manovra riprendono le girandole dei comunicati, delle interviste nei talk-show , delle smentite, dei tweet , delle dirette Instagram, dove si dice che i saldi non cambiano, che i decimali non si limano o ancora che non ci si attacca ai decimali ma che le misure non si ritardano; che le iniziative non si annacquano, che continuerete a tirare dritto. A starvi dietro si fa un'enorme fatica, e ci sta: il mestiere dell'opposizione è cosa impegnativa è seria, si sa, ma qui di poco serio - mi spiace dirlo, signor Ministro, proprio a lei, che invece spesso appare quasi isolato nel dimostrare senso delle istituzioni e rispetto nei confronti degli impegni assunti - c'è il vostro insieme, che risponde al nome di «compagine di Governo». Il famoso gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo - a proposito, leggevo giusto ieri che la figlia di Salvini pensa che il padre faccia il poliziotto, guarda caso! - o ancora meglio la tecnica del bastone e della carota sono talmente abusati dai principali azionisti dell'attuale Esecutivo che il precipitato reale di questa vostra dialettica si polarizza in una secca perdita di credibilità del nostro Paese. Volerete nei sondaggi, forse, o forse immaginate di riuscirci raccontando bugie, ma gli osservatori internazionali, i partner europei, gli investitori hanno ormai espresso a più riprese un giudizio critico. Avete deciso, infatti, di mettere in piedi un teatro dell'assurdo a ciclo continuo, dove va in scena - da mesi ormai - un'opera che sta demolendo quei segnali di ripresa che si susseguivano da ben quattordici trimestri - ripeto, quattordici - senza soluzione di continuità. Ebbene, avete spezzato il giro e lo state facendo pagare con i risparmi degli italiani. È un prezzo, questo, doppiamente insopportabile perché mette in fibrillazione il presente per via della impennata che ha segnato lo spread e si traduce in un'ipoteca pesante che verrà riscossa nel prossimo futuro. Per questo oggi, signor Ministro, il suo intervento in Aula ci ha deluso, perché speravamo assumesse una diversa rilevanza, un approccio diverso. È stata una relazione, la sua, oggettivamente imbarazzante. Con la risoluzione che il PD ha presentato, volevamo aiutarvi a costruire un argine, un saggio perimetro di contenimento per la salvaguardia dei risparmi degli italiani, e, tramite questo, mettere al riparo anche l'accesso al credito, con buona pace dunque di quelle nuove teorie economiche lanciate dalla viceministro Castelli per la quale lo spread non influisce sui tassi dei mutui. Tuttavia, come se non fosse già abbastanza, la questione spread è, purtroppo, solo una parte di quel Moloch che avete messo insieme con la vostra legge di bilancio. Avete disegnato e immaginato la manovra senza la minima considerazione del contesto macroeconomico in cui va ad insistere. Non avete preso in minima considerazione i segnali di indebolimento dell'economia, con una minore crescita stimata da ISTAT sia nel 2018 che nel 2019 e nel 2020. Lei li ha citati anche oggi qui, ma non ne avete voluto tener conto.