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in base all'intesa istituzionale stipulata il 23 dicembre 2010 tra l'allora commissario delegato per l'emergenza carceri e il presidente della Provincia, la Provincia autonoma di Bolzano si sarebbe assunta, per conto dello Stato, l'integrale finanziamento dell'infrastruttura, inclusi i costi di gestione, a valere sul concorso al riequilibrio della finanza pubblica, ai sensi dell'accordo di Milano del 2009; lo Stato, da parte sua, si impegnava a trasferire la proprietà della struttura penitenziaria da dismettere alla Provincia autonoma mediante specifico atto di cessione, da formalizzare, immediatamente dopo l'ultimazione, il trasferimento e la messa in esercizio della nuova struttura penitenziaria; la Provincia autonoma di Bolzano ha quindi indetto e pubblicato un bando a livello europeo, redatto secondo alla normativa relativa ai partenariati pubblico-privati, ai sensi dell'articolo 153 del codice dei contratti pubblici, concernente la progettazione, realizzazione e gestione del nuovo istituto penitenziario e che prevedeva oltre al pagamento di un contributo pubblico per l'investimento anche un canone di disponibilità ed un canone di servizi; successivamente alla conclusione della gara, con la redazione di una graduatoria degli operatori economici, di un'aggiudicazione provvisoria e la successiva nomina del primo in graduatoria quale promotore, è stata istituita una conferenza dei servizi, alla quale ha partecipato anche un rappresentante del Ministero della giustizia, che insieme al promotore ha concordato modifiche al progetto; la procedura è stata però sospesa fino al chiarimento sul finanziamento dell'operazione di partenariato pubblico-privato, non richiesta dalla Provincia, ma voluta dal Ministero della giustizia al fine di sperimentare, all'interno di un progetto pilota, l'istituto del project financing nell'ambito dell'edilizia penitenziaria italiana; ad oggi, per la realizzazione del nuovo istituto penitenziario, sono stati spesi 17.135.887,53 euro, integralmente rimborsati dal Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso il meccanismo dell'accordo di Milano: per effetto dell'articolo 2, comma 123, della legge n. 191 del 2009, gli oneri riferiti al nuovo istituto penitenziario rientrano nella categoria di spese che, previo accordo Stato-Provincia, sono sostenute dalla Provincia e successivamente defalcate dal contributo di finanza pubblica a cui è annualmente tenuta la Provincia ai sensi delle disposizioni statutarie; in questo senso, la Provincia ha sostenuto le spese per l'esproprio e le connesse spese tecniche e il Ministero dell'economia ha già defalcato dal contributo di finanza pubblica il corrispondente importo, nell'ambito di un importo preventivato di complessivi 25 milioni di euro, ma con l'aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto la Provincia dovrà sostenere i restanti oneri (19.518.400 euro, da versare in base agli stati di avanzamento lavori, un canone di disponibilità pari a 5.246.000 euro e un canone servizi pari a 2.311.087,60 euro per 16 anni) per i quali è necessario che trovi applicazione il medesimo meccanismo contabile; qualora l'intesa istituzionale venisse disattesa, per la Provincia autonoma di Bolzano ci sarebbero pesanti conseguenze finanziarie, dovendosi assumere oneri nella misura di oltre 100 milioni di euro nell'arco di 16 anni, secondo quanto previsto nella relazione di sintesi di riequilibrio del piano economico-finanziario, non ravvisandosi, peraltro, una norma che consenta alla Provincia di farsi carico di tale spesa; l'urgenza dell'avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo penitenziario è motivata non solo dalla necessità di realizzare finalmente una struttura idonea alla funzione, ma anche di rispettare le disposizioni in materia di esproprio per pubblica utilità, avendo la Provincia già provveduto a suo tempo all'acquisizione dell'area su cui insisterà l'opera e al passaggio della proprietà dell'area stessa in capo allo Stato; l'intesa istituzionale condiziona anche la realizzazione dell'opera al trasferimento alla Provincia dell'attuale carcere sito in via Dante a Bolzano, laddove si potrebbe ipotizzare, qualora il valore dell'immobile si attestasse intorno ai 19,5 milioni di euro, di non applicare il meccanismo di scomputo dal contributo di finanza pubblica al citato contributo da versare alla società aggiudicataria alla stipula del contratto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, relativamente ai canoni richiamati in premessa, per un ammontare complessivo di oltre 7,5 milioni di euro all'anno per sedici anni, i quali peraltro corrisponderebbero a riduzioni di spesa da parte del Ministero della giustizia, in quanto riferiti alla manutenzione dell'immobile e al costo dei servizi che supporteranno l'istituto penitenziario, voglia definitivamente accertare l'applicazione del meccanismo di scomputo, di cui all'articolo 2, comma 123, della legge finanziaria n. 191 del 2009, ai pagamenti annuali cui sarebbe tenuta la Provincia autonoma di Bolzano, dal momento che il nuovo penitenziario costituisce opera pubblica dello Stato, realizzata con finanziamenti erogati dalla Provincia per conto dello Stato. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06893 PESCO CORBETTA PAVANELLI LANZI PRESUTTO CROATTI TRENTACOSTE VANIN ROMANO MANTOVANI L'ABBATE LANNUTTI DELL'OLIO ANASTASI MAUTONE DESSI' Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge n. 808 del 1985 prevede finanziamenti e contributi per la partecipazione di imprese nazionali a programmi industriali aeronautici in collaborazione internazionale, finalizzati allo sviluppo e all'accrescimento della competitività delle stesse; in particolare, alle imprese nazionali partecipanti a programmi in collaborazione internazionale per la realizzazione di aeromobili, motori, equipaggiamenti e materiali aeronautici possono essere concessi finanziamenti per l'elaborazione di programmi e l'esecuzione di studi, progettazioni, sviluppi, realizzazione di prototipi, prove, investimenti per industrializzazione e avviamento alla produzione fino alla concorrenza dei relativi costi, inclusi i maggiori costi di produzione sostenuti in relazione all'apprendimento precedente al raggiungimento delle condizioni produttive di regime (art. 3, comma 1, lettera a) ); i progetti finanziati ex legge n. 808 del 1985, disposti nella forma di contributi pluriennali (o limiti d'impegno), sono regolati dai decreti ministeriali n. 173 del 2010 (fino al 2015, anno nel quale è subentrato il nuovo decreto ministeriale 3 luglio 2015) per quanto riguarda l'ambito "civile" e dal decreto ministeriale n. 174 del 2010 per l'ambito della "sicurezza nazionale"; per gli interventi relativi ai progetti di ricerca e sviluppo nell'area della sicurezza nazionale, con il citato decreto del Ministero dello sviluppo economico n. 174 del 2010, sono state stabilite le condizioni e i modi per la restituzione allo Stato dei finanziamenti, sotto forma di diritti di regia, definiti come quote degli incassi delle vendite dei prodotti indicati applicando aliquote anche differenziate secondo scaglioni di avanzamento degli incassi, fino a concorrenza dell'importo degli interventi fruiti; considerato che: