[resaula]

sexting , invio di contenuti sessualmente espliciti attraverso e-mail o chat ; sextortion , diffuso soprattutto tra gli adolescenti, consistente nel forzare qualcuno ad inviare video o immagini sessualmente espliciti; grooming , o adescamento on line tramite chat , app e siti web ; e live distant child abuse , cioè la condivisione in streaming di video pedopornografici; a quasi 30 anni dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata in Italia con legge n. 176 del 1991, il problema del maltrattamento e dell'abuso sui minori è un dramma che continua ad affligge non solo i Paesi del "Sud del mondo" ma anche quelli con un elevato sviluppo socio-economico come l'Italia; i numeri di queste violenze, che spesso si consumano nel silenzio, sono più alti di quel che si immagina e c'è molto da fare, in termini di supporto ai genitori, di sostegno ai bambini esposti ad abusi e maltrattamenti e di sensibilizzazione alle segnalazioni e alle denunce; di recente il comitato Onu per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ha pubblicato le osservazioni sull'attuazione della Convenzione di New York in Italia: 14 pagine, 43 paragrafi, nei quali il comitato "ha manifestato preoccupazioni e ha raccomandato di adottare misure urgenti - si legge in una nota sul sito dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza - in particolare in tema distribuzione delle risorse finanziarie che tenga conto dei diritti dei minorenni più vulnerabili, non discriminazione delle persone di minore età sotto ogni aspetto, educazione e istruzione, minorenni migranti, rifugiati e richiedenti asilo", tra l'altro esortando l'Italia a "introdurre un sistema nazionale di raccolta dati in materia di violenza contro i minorenni"; il monitoraggio del fenomeno a livello nazionale, nonché la sua conoscenza nelle sue multiformi tipologie, è il primo e fondamentale passo per l'adozione di politiche di prevenzione e protezione adeguate; di fatto, in assenza di un sistema informativo istituzionalizzato ed omogeneo, i dati sul problema si dimostrano non esaustivi e solo settoriali; la necessaria e improcrastinabile adozione di un adeguato sistema di monitoraggio è evidenziata non solo dallo stato dei fatti, ma è manifestata anche dal comitato ONU per la CRC, Convention on the rights of the child (CRC/C/ITA/CO/3-4), nel quale si sollecita lo Stato "a garantire che il sistema informativo nazionale sull'assistenza e la tutela dei minori e delle loro famiglie raggiunga la piena operatività e disponga delle necessarie risorse umane, tecniche e finanziarie per essere efficace nella raccolta delle informazioni pertinenti in tutto il paese, rafforzando così la capacità dello Stato parte di promuovere e tutelare i diritti dei minori"; l'incidenza inferiore rispetto ai dati registrati in altri Paesi europei fa poi ragionevolmente supporre che in Italia molti abusi non vengano denunciati e rimangano sommersi: è dunque immaginabile uno scenario ben più grave di quello fotografato da polizia ed autorità giudiziaria; il lavoro svolto dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza nella conoscenza del fenomeno e nel monitoraggio del maltrattamento minorile si è rivelato di particolare importanza e costituisce una prima tappa significativa nel tentativo di riempire un vuoto informativo. L'ISTAT ha fornito supporto nella definizione del disegno di indagine. Come più volte raccomandato, infatti, dalle organizzazioni internazionali, è essenziale sviluppare un sistema di informazioni e monitoraggio del maltrattamento dell'infanzia per disegnare e adottare politiche efficaci per la soluzione e prevenzione dei problemi dei minorenni, nonché per il monitoraggio della protezione stessa dell'utenza presa in carico; "Save the Children" Italia è impegnata da diversi anni nell'applicazione quotidiana di un proprio sistema di tutela ( child safeguarding policy ) volto a proteggere i minori dalla violenza, con il coinvolgimento di numerosi partner , quali associazioni, gruppi di volontariato ed altri, e si impegna affinché ogni struttura, sia pubblica sia del privato sociale, adotti un sistema di tutela; oltre ad un'adeguata condotta repressiva è fondamentale prevenire il fenomeno e dotare i soggetti che hanno regolari contatti con bambini e ragazzi (nei settori dell'istruzione, della sanità, della protezione sociale, della giustizia, della sicurezza e della cultura) di un'adeguata conoscenza delle violenze e in particolare dell'abuso sessuale in danno ai minori, nonché dei mezzi per individuarlo e segnalarlo, come previsto all'articolo 5 della Convenzione di Lanzarote: appare ugualmente fondamentale provvedere affinché i condannati per reati sessuali in danno a minori, o per adescamento, siano interdetti dallo svolgimento di qualunque tipo di attività tale da comportare contatti diretti e regolari con bambini e ragazzi, come previsto dall'articolo 10 della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI; il DSM (Diagnostic and statistical manual of mental disorders) classifica la pedofilia quale disturbo mentale. È dunque importante fornire assistenza e garantire percorsi riabilitativi e terapeutici, facilmente individuabili, per coloro che presentano impulsi sessuali nei confronti di infanti, al fine di prevenire ed evitare reiterazioni; in tal senso è possibile fare riferimento al progetto Dunkelfeld attivo in Germania costituito da campagne mediatiche volte a pubblicizzare servizi di cura per persone che si autodefiniscono pedofili e sentono il bisogno di aiuto; nel Regno Unito la NSPCC (National society far the prevention of cruelty to children) ha predisposto un servizio di assistenza telefonica ed intervento immediato per coloro che temono di poter compiere un reato sessuale nei confronti di un bambino; in Danimarca è stato realizzato un sito web rivolto ad adulti che riconoscono di avere un interesse sessuale nei confronti di bambini, invitandoli a cercare aiuto psicologico prima di commettere abusi, anche tramite una linea telefonica dedicata; il Governo italiano, a parte vaghe enunciazioni di principio, non sta affrontando il problema della crescita esponenziale del fenomeno delle violenze e abusi nei confronti dei minori, da un punto di vista sia giuridico, sia economico, sia culturale: nella legge di bilancio per il 2019 le somme stanziate per il fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità sono state ridotte di circa 1,8 milioni di euro per il triennio 2019, 2020, 2021 e il fondo per le vittime di reati intenzionali violenti, destinato anche agli orfani per crimini domestici, ha subito una decurtazione rispetto agli anni precedenti. Contestualmente, sono state fermate le attività dell'Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, dell'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza e dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia; allo stato attuale il sistema di protezione non è in grado né di proteggere chi non ha i mezzi per potersi difendere né di abbattere il muro di silenzio che circonda le situazioni di violenza;