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La pandemia ha messo in luce tutta la fragilità di un Servizio sanitario nazionale frammentato, che noi dobbiamo ricomporre e ricostruire dalle fondamenta, partendo proprio dalla formazione degli operatori e dagli investimenti in qualità nel merito, in nome di quel famoso articolo 32 della Costituzione che sancisce il diritto alle cure per tutti indistintamente e che oggi va perseguito anche con i nuovi mezzi che la scienza e la tecnologia ci offrono. Bisogna certamente investire in modo deciso in questa direzione, nella medicina personalizzata, nella medicina predittiva, nella genomica di popolazione, nella prevenzione, nella ricerca sanitaria traslazionale che deve rappresentare un volano di sviluppo per il sistema Paese, nella trasformazione dei nostri ospedali in hub resi efficienti grazie all'uso dell'intelligenza artificiale, digitalizzati, collegati agli enti di ricerca, al territorio o ad altri centri dislocati in altre parti del Paese e del mondo. Siamo in un momento di passaggio epocale e dobbiamo costruire il futuro di questo Paese guardando al mondo che immaginiamo da tempo e che oggi abbiamo la facoltà di rendere reale. (Applausi) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, prima di chiudere il dibattito, vorrei rivolgermi al senatore Endrizzi. Purtroppo non ho sentito quello che ha detto e chiedo scusa all'Assemblea perché non è ammissibile. (Applausi) . Rivolgendosi al governatore Zaia, e parlando dei tamponi che avrebbe usato, ha detto che lo avrebbe deciso in preda a qualche sostanza o a qualche suggestione. Ora, in questa sede non si possono fare questi riferimenti; non è accettabile che in questa Aula si insinuino comportamenti di questo tipo. Non è accettabile. (Applausi) . Ritengo che il rispetto sia la base, la precondizione per una discussione in quest'Aula. Ognuno può esprimere quello che vuole. Io sono della Regione Veneto e so bene quello che è successo e quello che succede, così come lei. Lei può avere la sua opinione, ci mancherebbe altro che non la potesse esprimere in quest'Aula, ma sempre con rispetto e non con insinuazioni di comportamenti di questo tipo. Infatti, la parola «sostanza» che lei ha usato non è ammissibile, perché è gravemente offensiva nei confronti del governatore Zaia. (Applausi). ENDRIZZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, io mi scuso perché riconosco che l'espressione era equivoca; ovviamente non volevo intendere «sostanza stupefacente» e ho subito riparato utilizzando il termine: «suggestione». Credo che il contenuto del mio intervento non debba essere confuso con quella parola, che riconosco essere stata equivoca, ma ciò non rientrava nelle mie intenzioni. Non ho alluso a droghe, non era questa la mia intenzione. (Applausi). PRESIDENTE . Prendiamo atto delle sue scuse. Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro della salute. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Pirro, Boldrini, Errani, Parente e Laniece, e n. 2, dai senatori Romeo, Bernini, Ciriani e da altri senatori. Signor Ministro, le chiedo scusa, ma la diretta televisiva prevista per la sua replica inizia fra tre minuti, le chiederei quindi la pazienza, per la sua replica e per i pareri, di aspettare la diretta TV. Chiedo scusa per questa breve sospensione soltanto per permettere alla RAI di entrare in collegamento con noi. (La seduta, sospesa alle ore 19,07, è ripresa alle ore 19,10) . Avverto che è in corso la diretta televisiva con la RAI. Ha facoltà di intervenire in replica il ministro della salute, onorevole Speranza, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, onorevoli senatori, desidero esprimere sincera gratitudine a chi è intervenuto in questo dibattito, a tutte le senatrici e ai senatori che lo hanno fatto. È la prima volta che diamo seguito a una disposizione normativa approvata da poco tempo, il decreto-legge n. 19 del 2020. Qual è la novità sostanziale? Fino a poche settimane fa i provvedimenti del Governo venivano comunicati al Parlamento in una fase successiva all'approvazione, che avveniva attraverso la firma del Presidente del Consiglio dei ministri, con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, o attraverso l'approvazione dei decreti-legge. L'innovazione, che stiamo sperimentando per la prima volta con questa discussione di oggi, prevede che un delegato del Governo, un componente del Governo, in questo caso il Ministro della salute, venga in Aula e, prima della firma di un provvedimento possa ascoltare, il dibattito inventare ed assumere l'indirizzo e il punto di vista del Parlamento. Credo che questo sia un fatto positivo ed importante. La norma può essere sicuramente non perfetta, ma è sicuramente un passo in avanti, che ci consente - lo dico da Ministro che cofirma il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di costruire un provvedimento che possa tenere in considerazione quello che arriva dal Parlamento. In che momento siamo? Siamo in un momento ancora complicato della storia del nostro Paese, credo abbiamo un obbligo di dire fino in fondo la verità a chi ci ascolta. Il Paese ha vissuto mesi difficili, come mai visti prima nella storia recente. È stato, probabilmente, il momento più difficile della storia repubblicana dopo la Seconda guerra mondiale. Per questo, ogni nostra parola deve essere pesata con grandissima attenzione e mi pare che il dibattito che abbiamo ascoltato sia stato largamente all'altezza della difficoltà di questo passaggio storico. Abbiamo dovuto approvare misure difficilissime. Lo dico con grande sincerità. Lo dico per me che le ho sottoscritte, per i Presidenti di Regione, che sono stati chiamati tutti a scelte difficili, tutt'altro che scontate, lo dico chiaramente per il Governo, che si è trovato di fronte ad una stagione totalmente inedita. Dover sottoscrivere provvedimenti che hanno limitato la libertà delle persone è veramente qualcosa che non ha precedenti nella storia del nostro Paese. Cosa ci stanno dicendo oggi i numeri e i dati, non solo quelli del nostro Paese ma i dati anche internazionali? Che quelle misure, anche se difficili, anche se complicate, anche se capaci di privare le persone della libertà (e credo non ci sia niente di più enorme e di più eclatante per chi svolge funzioni istituzionali), siano state, in qualche modo, misure indispensabili. Il Paese, senza queste misure, avrebbe pagato un prezzo veramente molto più alto. Mi sia consentito di ribadirlo, con la massima umiltà e con il massimo senso dello Stato e delle istituzioni: senza queste misure drammatiche e senza la consapevolezza e la responsabilità di milioni di italiane e di italiani che hanno rispettato queste norme che abbiamo messo in campo, il numero di vittime sarebbe stato veramente molto più alto e il prezzo che il Paese intero avrebbe pagato, in termini di vite umane e in termini anche economici, veramente molto più significativo. Basta alzare lo sguardo per un istante e guardare cosa avviene ancora in tanti altri Paesi del mondo in queste ore. La verità, infatti, è che in Europa il clima è migliore.