[pronunce]

che, tuttavia, il rimettente - a fronte dell'evoluzione normativa che ha interessato gli articoli 24 e 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 - non chiarisce adeguatamente quali dei vari testi normativi ritiene disciplinino le fattispecie sottoposte al suo esame; che, in effetti, quanto alla prima ordinanza di rimessione (reg. ord. n. 1123 del 2003) , premesso e ribadito che non può essere condiviso quanto il rimettente osserva circa il carattere ordinatorio del termine previsto dall'art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 (ordinanza n. 107 del 2003), non è desumibile dall'ordinanza di rimessione se, lamentando la «inesistenza di termini decadenziali» per la consegna dei ruoli al concessionario, la Commissione provinciale rimettente intenda riferirsi alla natura del termine previsto dall'art. 24 (nel testo anteriore alla modifica operata dall'art. 10, comma 1, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) ovvero alla soppressione di tale termine da parte della norma da ultimo citata; che è evidente che, nel primo caso, troverebbe integrale applicazione quanto statuito con l'ordinanza n. 107 del 2003 da questa Corte, laddove, nel secondo caso, oggetto di censura dovrebbe essere esclusivamente la nuova formulazione dell'art. 24 nella parte in cui, sopprimendo il termine dal quale decorre quello previsto dall'art. 25, vanifica anche quest'ultimo con il rendere indeterminato il dies a quo; che, quanto alla seconda ordinanza di rimessione (reg. ord. n. 1159 del 2003), risulta dall'esposizione del fatto operata dal rimettente che, nel caso di specie, la notifica della cartella di pagamento (14 giugno 2001) è avvenuta quando era in vigore (dal 9 giugno 2001) l'art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, come modificato dall'art. 1 del d.lgs. 27 febbraio 2001, n. 193, norma nella quale nessun termine è previsto per la notifica della cartella di pagamento al contribuente da parte del concessionario; che, conseguentemente, non sono affatto pertinenti le considerazioni - del tutto identiche a quelle svolte nell'ordinanza iscritta al numero 1123 del registro ordinanze 2003 - del rimettente circa la natura ordinatoria del termine previsto dal (previgente) testo dell'art. 25; che i rilievi appena svolti comportano una palese insufficienza della motivazione di entrambe le ordinanze sia quanto alla rilevanza sia quanto alla individuazione delle questioni sottoposte a questa Corte, e pertanto la manifesta inammissibilità delle questioni stesse. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 17 (nel testo vigente per le dichiarazioni presentate prima del 1° gennaio 1999), 24 e 25 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) sollevate, in riferimento agli articoli 3, 23, 24, 53 e 97 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Milano con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 novembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 novembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA