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L'articolo 5 consente agli intermediari italiani (banche, società di intermediazione mobiliare (SIM), istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, gestori di fondi e intermediari finanziari) che alla data di recesso operano nel Regno Unito di continuare ad operare nel periodo transitorio, previa notifica alle autorità competenti e nel rispetto delle disposizioni previste nel Regno Unito, salvo quanto previsto specificamente per i gestori di sedi di negoziazione all'articolo 6, comma 1. L'operatività oltre il periodo transitorio verrebbe ammessa, qualora gli intermediari presentino alle autorità competenti l'istanza di autorizzazione per operare in un Paese terzo, in conformità con le disposizioni vigenti. L'articolo 6 consente ai gestori italiani di una sede di negoziazione (sistema multilaterale di negoziazione, sistema organizzato di negoziazione o mercato regolamentato) di continuare ad estendere la propria attività nel Regno Unito per un periodo massimo di diciotto mesi dal momento del recesso, permettendo l'accesso agli operatori del Regno Unito che risultano già membri o partecipanti della sede di negoziazione. La possibilità di beneficiare del periodo transitorio risulta comunque subordinata alla presentazione, entro la data di recesso, di un'istanza per l'estensione dell'operatività nel Regno Unito quale mercato extra -UE, ai sensi degli articoli 26, 29 o 70 del TUF, nonché alla circostanza che continui a essere rispettata la normativa europea di settore. Inoltre viene riconosciuta ai gestori di sedi di negoziazione del Regno Unito la possibilità di continuare a svolgere la propria attività sul territorio della Repubblica nel periodo transitorio, consentendo l'accesso agli operatori stabiliti in Italia che, alla data di recesso, risultano già membri o partecipanti della sede di negoziazione, a condizione che, entro la predetta data, venga presentata, ai sensi degli articoli 28, 29- ter o 70 del TUF, istanza per l'estensione dell'operatività nel territorio della Repubblica, nonché continui a essere rispettata la normativa europea di settore. L'articolo 7 detta disposizioni in materia di adesione degli operatori del Regno Unito ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela di cui agli articoli 128- bis del TUB e 32- ter del TUF. L'articolo 8 introduce un meccanismo di adesione automatico ai sistemi di garanzia dei depositanti e di indennizzo degli investitori italiani per le banche e le imprese di investimento che continuino ad operare nel periodo transitorio con succursale. Infatti le incertezze legate alla copertura assicurativa da parte dei sistemi del Regno Unito determinano l'assenza delle condizioni necessarie per effettuare l'accertamento di equivalenza dei livelli di tutela. La medesima protezione è prevista anche per le banche e le imprese di investimento che prestano servizi e attività di investimento in regime di prestazione di servizi senza stabilimento, nel caso in cui risulti che i relativi clienti non siano tutelati dai sistemi di garanzia dei depositanti e di indennizzo del Regno Unito per il periodo successivo alla data del recesso. Simile meccanismo mira quindi a evitare il rischio che i depositanti e gli investitori di tali banche e imprese di investimento siano privati della tutela fino ad oggi garantita dal regime di cooperazione all'interno dell'Unione europea, con riflessi negativi sulla fiducia nel sistema bancario e finanziario e sul corretto funzionamento del mercato e sulla stabilità complessiva. La tutela dei sistemi di garanzia dei depositanti e degli investitori italiani opererebbe pertanto senza soluzione di continuità rispetto alla protezione già accordata da quelli del Regno Unito. È poi previsto un termine entro il quale l'adesione obbligatoria ai sistemi italiani verrebbe perfezionata sul piano amministrativo, contrattuale e contributivo. La norma impone altresì di assicurare ai depositanti e agli investitori un'informativa aggiornata e tempestiva, circa il sistema di tutela e di garanzia chiamato ad intervenire in caso di crisi dell'intermediario nonché sulle modalità di rimborso e di indennizzo. Inoltre la disposizione chiarisce la natura prescrittiva della comunicazione preventiva che la banca che intende trasferirsi da un sistema di garanzia dei depositanti ad un altro in ambito europeo è tenuta ad effettuare ai sensi dell'articolo 96- quater .3, comma 1, del TUB; da ciò discende che, in assenza di detta comunicazione entro sei mesi prima della data del recesso del Regno Unito dall'Unione europea, non si dà luogo al trasferimento delle risorse dal sistema di garanzia italiano a quello del Regno Unito. Infine le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle banche, alle imprese di investimento e ai gestori di fondi che entro sei mesi devono procedere alla chiusura dei rapporti ai sensi dell'articolo 4. L'articolo 9 consente alle imprese assicurative del Regno Unito che, alla data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea, siano abilitate ad operare nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento o libera prestazione di servizi, di proseguire tale attività, nei limiti della gestione del solo business in essere a tale data, per un periodo transitorio fino al diciottesimo mese successivo a tale data. Con l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea tali imprese del Regno Unito prima operanti come imprese di Stato membro, perderanno tale qualifica e diventeranno imprese di Stato terzo, alle quali, ai sensi dell'articolo 29 del CAP, non è consentito l'esercizio dell'attività assicurativa nel territorio della Repubblica in regime di libera prestazione dei servizi. Tale previsione è coerente con il quadro normativo europeo di riferimento per il settore assicurativo che non contempla detta forma di operatività per le imprese di assicurazione. Dette imprese per continuare ad operare in Italia dovrebbero presentare istanza ed essere autorizzate all'esercizio dell'attività in regime di stabilimento, in conformità alla procedura di cui all'articolo 28 del CAP e alle relative disposizioni di attuazione. Tuttavia, in una prospettiva di garanzia della continuità dei servizi nei confronti degli assicurati e aventi diritto a prestazioni assicurative, dette imprese potranno procedere nei limiti della gestione dei contratti e delle coperture già in essere alla data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea. Le stesse non potranno assumere nuovi affari, né procedere a rinnovare, anche tacitamente, i contratti, in assenza del soddisfacimento dei requisiti di accesso ed esercizio nel mercato italiano richiesti dalla normativa di settore a seguito del mutamento del quadro giuridico di riferimento con riguardo alla qualificazione dello Stato di origine. Alla data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea l'IVASS procederà, anche ai fini di tutela del consumatore, alla cancellazione dall'elenco delle imprese UE tenuto dall'IVASS di cui all'articolo 26 del CAP, adottando le iniziative opportune per assicurare l'adeguata informativa ai consumatori. Per la gestione dei contratti già assunti è richiesta all'impresa la presentazione di un piano contenente le misure di gestione che consentano di procedere alla corretta esecuzione di tali contratti nel migliore interesse degli assicurati e degli aventi diritto a prestazioni assicurative entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge.