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A invertire la rotta dovrebbe continuare la profonda modifica prevista al capitolo dei congedi parentali e di paternità, che andranno estesi anche ai lavoratori autonomi e ai professionisti. Rispetto a quanto già previsto dalla legge in materia di congedi, si aggiunge l'impegno, scritto nero su bianco in un altro ordine del giorno da noi sottoscritto, con cui si prospetta di ampliare e diversificare i benefici a vantaggio di persone chiamate ad assicurare cura e assistenza prolungata a familiari gravemente malati. Sulla stessa linea, vi è un altro atto di indirizzo, che ha trovato accoglimento e riporta in auge la questione, ancora non risolta, del riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari. Vi è poi una questione di equità, che riguarda l'accesso ai servizi socio educativi per l'infanzia e l'adolescenza da parte delle famiglie. Questione che si lega a filo doppio con le misure di contrasto alla povertà educativa minorile nelle zone di alto rischio come le periferie. Risulta chiaro, quindi, che universalità e pari opportunità siano le due direttrici lungo le quali si muove la legge delega. Direttrici che hanno come protagonisti i genitori, ma altrettanto figlie e figli nelle diverse età della vita fino al raggiungimento di una condizione di autonomia. L'ambizione più grande riguarda proprio loro, la possibilità che diamo loro di diventare adulti, di crescere, persino di venire al mondo, se ci pensiamo, e soprattutto le possibilità che daremo loro di scegliere quali cittadine e cittadini essere domani. Sulla base di queste argomentazioni, esprimo con soddisfazione il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi) . BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il disegno di legge in esame reca delega al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, incidendo su materie e ambiti diversi. È un articolato abbastanza complesso. In questi nuovi articoli si inizia specificando le finalità dell'intervento normativo, che contiene disposizioni di delega al Governo per l'adozione, il riordino, il potenziamento di norme dirette a sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie; per valorizzare la crescita armoniosa ed inclusiva dei bambini e dei giovani; per sostenere l'indipendenza e l'autonomia finanziaria di questi ultimi, nonché per favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro di entrambi i genitori e sostenere in particolare quello femminile. Poi sono disposti i principi e i criteri direttivi generali dell'articolo 1, ai quali il Governo deve attenersi nell'esercizio delle future deleghe, poi precisati da ulteriori principi e criteri direttivi specifici stabiliti dagli articoli successivi. Spicca subito un condivisibilissimo principio di applicazione universale dei benefici, dovendo operare evidentemente a risorse finite, secondo criteri di progressività (si specifica poi) basati sulle applicazioni dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) che, pur con tutti i suoi limiti, è un criterio adottato anche in altri ambiti di intervento normativo. Ovviamente ciò dimostra una sensibilità e un'attenzione che si sono volute giustamente prestare. Infatti, se osserviamo bene l'intero provvedimento, almeno a mio modo di vedere, sembra essere uno di quei felici interventi normativi che danno attuazione concreta al famoso disposto sull'eguaglianza sostanziale, previsto dal secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione. In questo caso il Governo e il legislatore parlamentare stanno operando per rimuovere ostacoli di natura economica e sociale, che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini nell'ambito familiare, impedendo il pieno sviluppo della persona umana. A me piace interpretare così questo intervento. Il Ministro ha detto che deve essere una riforma di tutti e noi riteniamo di condividere questo approccio. Penso che l'attenzione prestata ai settori economicamente e socialmente più deboli del nostro Paese sia un valore aggiunto, che va oltre la condivisibile volontà di intervenire a sostegno delle famiglie, ma lascia trasparire anche una sensibilità e una lungimiranza che vanno premiate, come sarà da parte nostra, preannunciando fin d'ora il voto favorevole. È bene sottolineare un altro aspetto che, a nostro modo di vedere, deve essere valorizzato e apprezzato, ossia l'attenzione prestata, grazie anche agli interventi operati presso la Camera dei deputati, alle disabilità, sia quando sono i figli stessi portatori di disabilità (nell'articolo 2), sia nei nuclei familiari in cui sia presente un disabile. Anche in questo caso la delega conferita al Governo presta particolare attenzione affinché le misure di sostegno, nei vari ambiti in cui si concretizzano, tengano in considerazione questi aspetti. Credo che anche questo intervento possa essere inquadrato come una rimozione degli ostacoli di natura sociale che impediscono, nell'ambito familiare, la piena realizzazione della persona umana. Inoltre, credo sia apprezzabile, in tema di congedi parentali, oltre all'aver esteso al quattordicesimo anno di età del figlio, in luogo del dodicesimo attualmente previsto, il periodo minimo del congedo parentale, l'aver introdotto il congedo di paternità. Si stabilisce il principio che tale diritto sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del padre lavoratore, che non sia subordinato a una determinata anzianità lavorativa, che sia garantito a parità di condizioni anche per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni e che la durata del congedo obbligatorio di paternità sia superiore rispetto a quanto disposto dalla legislazione vigente e progressivamente incrementata fino a novanta giorni lavorativi. Anche questa è una misura assolutamente apprezzabile, così come lo è il fatto che l'attuazione delle deleghe sarà sottoposta a monitoraggio e verifica dell'impatto, richiamando l'organismo già creato con la legge n. 46 del 2021, relativa all'assegno unico universale. Non ravvisiamo, quindi, alcuna criticità nel testo e, anzi, come cercavo di illustrare, vi è una visione complessiva assolutamente da accogliere. Ho trovato poi particolarmente apprezzabile - sperando che, quando sarà il momento, sarà valorizzato dalla delega, perché sono uno dei tanti colleghi che seguono con particolare attenzione la questione della transizione energetica e dell'innovazione - il richiamo contenuto nella lettera e) del secondo comma dell'articolo 5, in cui, per i ragazzi di età inferiore ai diciotto anni, sono previste agevolazioni fiscali per la frequenza di corsi di formazione per le nuove professioni legate all'innovazione, alla digitalizzazione e all'autoimprenditoria. Credo che questa sia una novità che va oltre l'ambito istituzionale nel rapporto scolastico dell'alternanza scuola lavoro, perché avremo certamente bisogno di nuove professionalità. Questo ambito attiene più al mondo scolastico che a quello familiare, ma è bene che sia contenuto anche questo richiamo.