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Non voglio fare riferimenti a colleghi o colleghe nello specifico, ma invito tutti a rimanere nel merito del decreto-legge e, quindi, della malattia infettiva peste suina e di tutto quello che deve essere fatto in questo momento per delimitarla in confini ben precisi ed eradicarla dove è presente. Non ci possiamo permettere - lo ribadisco - di perdere tanti milioni sulla filiera suinicola, se - Dio non voglia - si dovesse diffondere questa malattia. Rivolgo ancora un ringraziamento ai colleghi per il lavoro svolto in Commissione. Ringrazio il Governo e la Commissione bilancio, che ha dato il suo apporto anche nelle ultime ore. Ringrazio il sottosegretario Sileri e la sottosegretaria Bini, che ci hanno sempre accompagnato in questi giorni di discussione. Speriamo davvero di arrivare a un risultato che possa essere visto perfettibile, ma sicuramente buono. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Bergesio. BERGESIO, relatore . Signor Presidente, ringrazio tutti coloro che si sono espressi in discussione generale fino ad ora. Ricordo a tutti che questo provvedimento, emanato il 17 febbraio 2022, ha coinvolto quattro Ministeri nell'esprimere le loro valutazioni in Commissione (il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero della salute). Il provvedimento è stato esaminato da due Commissioni di merito (la Commissione agricoltura e la Commissione igiene e sanità) e credo che il lavoro sia stato svolto in breve tempo (lo dico anche all'amico senatore La Pietra). In quarantatré giorni abbiamo portato il provvedimento in Aula, dopo aver audito una ventina di soggetti (in totale erano 45 le organizzazioni e le associazioni che avevano chiesto di essere audite). Abbiamo ripreso i contributi di tutti, con molta attenzione. Si tratta di un tema delicato e credo che questo decreto-legge farà scuola nei provvedimenti futuri, per quanto riguarda sia la peste suina africana che l'influenza aviaria. Ringrazio il senatore Vallardi, che ha citato una proposta di risoluzione che noi abbiamo pronta da portare in Aula; il contenimento della fauna selvatica nel nostro Paese è un tema importante, sollevato anche dal senatore La Pietra. La senatrice Lunesu ci ha parlato dell'esperienza vissuta in Sardegna, per farne tesoro; ne prendiamo atto e ne abbiamo preso atto anche in precedenza in Commissione. Il senatore Zuliani ci ha invitato a non fare più passerelle su palchi di grandi organizzazioni, come Coldiretti, Confagricoltura, CIA (le organizzazioni sindacali), ma a procedere con dei provvedimenti che siano in grado di risolvere il problema. La senatrice Fregolent ci ha ricordato i danni alla filiera, invitandoci ad agire subito. Come abbiamo detto in precedenza, sono oltre 20 milioni di euro a settimana che la filiera sta subendo; un crollo pazzesco tra vendite e prezzi di produzione. Dall'altra parte ci sono i costi, che non sono solo i costi della peste suina africana, ma sono i costi delle materie prime, sono i costi energetici, sono anche e soprattutto i costi del lavoro combinato con tutti gli altri fattori economici che oggi gravano sull'allevamento, sulle produzioni agricole, sulle 25.000 aziende che nel nostro Paese producono suini. Il senatore De Carlo ha parlato di una visione troppo urbanizzata di un'Italia rurale. È vero, gli do ragione: questo è un tema importante. Ma, dall'altra parte, anche la questione vaccini va vista sia su questo tema, se possibile, sia anche sul tema relativo all'influenza aviaria, che è un'altra piaga del nostro Paese. Abbiamo ascoltato anche la senatrice Boldrini, che ha parlato di questa condivisione. È vero che si voleva dare ancora più potere al Commissario, e non per mettere in secondo piano le Regioni, ma per farle lavorare coordinate. Alla fine credo che sia uscito un buon testo, perché il Commissario potrà lavorare in stretto coordinamento con le disponibilità economiche che ci siamo dati. Il senatore De Bonis ci ha ricordato che le posizioni non devono essere oltranziste. È vero, perché, se fossimo partiti dal concetto - lo dico anche al senatore Crucioli - che questo provvedimento avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi legati all'allevamento, all'agricoltura, alla fauna selvatica, al mancato incasso del turismo, ai costi di gestione degli enti locali (una sorta di provvedimento omnibus ), non saremmo riusciti a farlo. Ci saranno altri provvedimenti che saranno in grado di risolvere questi problemi. La senatrice Cantù ci ha parlato della riforma della sanità pubblica veterinaria, un tema che secondo me dovrebbe essere messo all'ordine del giorno di questa Assemblea. Sapete che i veterinari negli altri Paesi d'Europa dipendono non dal Ministero della salute, ma da quello dell'agricoltura. Credo che una riflessione dovrà essere fatta su questo tema, soprattutto partendo dal concetto di rapporto e soprattutto dalla tipologia di rapporto di professionalità tra il veterinario, l'allevatore e tutta la sanità pubblica, che è molto caro a questo Paese. Abbiamo ascoltato anche la nostra Capogruppo in Commissione agricoltura, che ringrazio, senatrice Naturale, parlare di un percorso condiviso che è stato importante. Abbiamo fatto il possibile e ringrazio anche la Commissione bilancio, il presidente Pesco e i commissari per il lavoro svolto; sono riusciti sia su una proposta di modifica importante che vedremo dopo, l'emendamento 2.4, sia sugli emendamenti 1.60 e 1.61 a riprenderli nell'ultima seduta in Commissione bilancio, consentendoci di chiarire un punto che stava particolarmente a cuore al senatore Bruzzone, ma anche ad altri senatori. Sto parlando dell'individuazione non solo delle guardie provinciali, ma anche, in alcune Regioni come la Liguria, dove ormai le guardie provinciali non esistono più, delle guardie regionali. Alla fine, con il termine «polizia locale» - come ci ha spiegato bene il Sottosegretario - abbiamo ripreso tutto. Vi ringrazio. (Applausi) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge gli emendamenti 1.68, 1.71, 1.72, 1.95, 1.104, 1.105, 1.107, 1.0.3 e l'ordine del giorno G1.1. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signora Presidente, vorrei illustrare l'emendamento 1.26, a cui tengo particolarmente, che abbiamo anche discusso in Commissione, ma che non ha ottenuto il parere favorevole.