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Norme per la dismissione dell'uso di animali da parte dei circhi e per il sostegno dello spettacolo circense contemporaneo. Onorevoli Senatori. – Da molti anni lo spettacolo circense è messo sotto accusa dalla crescente sensibilità dei cittadini nei confronti dei diritti degli animali, sensibilità divenuta ormai una vera e propria acquisizione culturale che sta conducendo il circo italiano verso un inesorabile declino. Questo nonostante il circo sia apprezzabile per i contenuti artistici rappresentati da clown, giocolieri, acrobati, trapezisti e illusionisti. È l'uso degli animali, però, che l'ha confinato nel vicolo dell'anacronismo. Per la loro intera esistenza gli animali sono obbligati in angusti spazi, in molti casi con l'ausilio di mezzi coercitivi, quali le catene, tipici dei peggiori orrori della tortura. Da tale deplorevole situazione gli animali sono svincolati solo per eseguire a comando, spesso sotto il giogo della frusta, esercizi contrari alla loro natura. La violenza perpetrata nei confronti degli animali è continua, dalle condizioni di detenzione al trasporto in container per finire con l'addestramento finalizzato a soggiogare l'animale alla volontà dell'uomo. Un inevitabile effetto di tale stato di cose è la crescente disaffezione del pubblico. Il fenomeno è paradossalmente mantenuto dal superato sistema contributivo statale, che perdura contro ogni logica e interesse, in primis del circo, solo per la non più sostenibile «funzione sociale» riconosciuta ai circhi dalla «vecchia» legge 18 marzo 1968, n. 337. La vita del circo dipende ormai indissolubilmente dai contributi statali, mentre la sua popolarità è in costante declino. Occorrono pertanto degli interventi decisi a sostegno dell'arte circense, che non devono prescindere però dall'approvazione di un provvedimento urgente che ponga fine al dannoso, superfluo e anacronistico utilizzo degli animali, costretti in prigionia e sottoposti a trattamenti brutali. Non si tratta dell'abolizione del circo, come qualcuno vuol fare credere, ma di interventi finalizzati alla promozione di uno spettacolo che, pur nel rispetto della tradizione, deve sapersi adeguare ai tempi, recependo quei valori che una società civile vuole vengano rispettati. Tra questi sicuramente vi è quello del diritto alla libertà per gli animali, a prescindere se già nati in cattività o prelevati in natura. D'altra parte esistono vari esempi nel mondo di spettacoli circensi di grande prestigio e successo che non utilizzano gli animali tra i quali, in primis , il Cirque du soleil. Giova sottolineare che la crisi del settore circense è ora un dato di fatto. L'occupazione è infatti messa in pericolo dal mantenimento dello status quo , che condurrà inevitabilmente alla chiusura, già in parte preannunciata, di importanti complessi circensi e all'aggravamento delle accuse di maltrattamento di animali mosse da aree sempre più vaste dell'opinione pubblica. Per imparare gli esercizi dello spettacolo gli animali subiscono addestramenti basati su violenze fisiche e psichiche che mortificano la loro natura. Le loro esibizioni sono il risultato di una violenza continuata che comincia con la cattura traumatizzante e prosegue con l'addestramento, che ne annienta la volontà ricorrendo a punizioni spietate ad ogni piccolo sbaglio, impossibile da dimenticare. L'animale da circo deve diventare un automa, non può permettersi di sfidare il padrone o di sbagliare. I bambini possono anche trovare divertente un animale costretto a esercizi innaturali per la sua specie, ma sicuramente non ne trarranno alcun beneficio, né sotto l'aspetto pedagogico né per quanto riguarda lo sviluppo della propria sensibilità. Il triste spettacolo degli animali al circo, sottoposti all'imposizione coercitiva dell'addestramento, crea nel bambino un'ottica distorta del rapporto tra uomo e animale. Al circo s'insegna ai bambini che gli animali sono giocattoli viventi, che non hanno dignità e quindi che non meritano rispetto. L'animale esiste solo in quanto è buffo ed è sottomesso all'uomo, ma non esiste in sé, con le proprie caratteristiche e il proprio bisogno di libertà. Il circo senza animali non solo è possibile ma è necessario per recuperare un rapporto tra uomo e natura, tra bambini e animali. Non si può non sottolineare come ormai non vi sia tappa di attendamento del circo che non sia accolta da manifestazioni di cittadini contro l'uso degli animali. Le stesse amministrazioni comunali, in attesa di una legge che ne bandisca l'utilizzo, si sono provviste di precise ordinanze che regolamentano la detenzione degli animali. Tali disposizioni si rifanno a precise norme costantemente violate dalla grande maggioranza dei circhi italiani e delle quali in questa iniziativa legislativa si sente l'obbligo di richiamare espressamente il rispetto. Non è più tollerato lo spettacolo circense con gli animali, neanche all'estero. I circhi italiani, in Belgio come in Germania o in Israele, sono accolti da manifestazioni di protesta, con grave pregiudizio per l'immagine nazionale. Come non considerare negativamente il fatto che simili esibizioni sono finanziate dallo Stato grazie a un capitolo del Fondo unico per lo spettacolo destinato ai circhi e finalizzato al sovvenzionamento dello spettacolo all'estero? Quello che ormai l'opinione pubblica, anche internazionale, individua come maltrattamento degli animali, ossia il mancato rispetto della loro natura, rappresenta un dato di fatto ampiamente condiviso. Il maltrattamento si palesa, in primo luogo, nel momento in cui la vita degli animali è confinata in spazi angusti e in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche. Si tratta di situazioni che costituiscono precise fattispecie penalmente sanzionate dalla legge n. 189 del 2004 e dal novellato articolo 727 del codice penale sul maltrattamento di animali. Importanti sentenze della Suprema Corte hanno già sancito la continuità giurisprudenziale con le precedenti disposizioni, ora riformate, in materia di maltrattamento di animali. Giova ricordare che l'articolo 2, comma 1, della legge n. 175 del 2017, recante disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi volti: al coordinamento e riordino delle disposizioni in materia di attività, organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche; alla riforma della disciplina vigente nei settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche. Tra i princìpi e criteri direttivi vi è la revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, ai fini del graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse. Ad oggi non è stato emanato alcun decreto attuativo. Non è un caso che l'Italia abbia il più alto numero di condanne per i circhi tra i Paesi membri dell'Unione europea. È crescente, inoltre, il numero di Stati che hanno legiferato nella stessa direzione del presente disegno di legge: