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Disposizioni in tema di obbligo di esposizione del numero verde contro usura e racket. Onorevoli Senatori . – Racket e usura sono due reati spesso collegati tra di loro, che incidono pesantemente sulla libertà e qualità della vita delle vittime sulle quali si ripercuotono. Il racket è una forma di estorsione criminale nei confronti di operatori economici e di chi detiene la proprietà di un'azienda che produce reddito, mentre l'usura è lo sfruttamento del bisogno di denaro di un altro individuo per procacciarsi un forte guadagno illecito. Più nello specifico, l'articolo 629, primo comma, del codice penale punisce « chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno ». Rientra in tale previsione quello che, nel gergo, è definito « racket delle estorsioni », ovvero quell'attività criminosa volta a controllare attività economiche e commerciali, realizzando illeciti guadagni mediante l'intimidazione e la violenza, attraverso il controllo di un determinato territorio. In genere, infatti, si costringono i soggetti che svolgono attività industriali, commerciali, artigianali o professionali a pagare periodicamente delle somme di denaro, il cosiddetto « pizzo », in cambio della « protezione » da intimidazioni o attentati ad opera della medesima organizzazione criminale. Si tratta, in altri termini, di un tipico reato che prevede la cooperazione della vittima, risultando così complesso, poiché costituito dalla vis (violenza) e dall'induzione ad un certo comportamento dannoso per la vittima, ma vantaggioso per chi agisce. Inoltre, la mutevolezza continua del fenomeno estorsivo comporta un rilevante problema di tipizzazione e, di conseguenza, di repressione del reato, ulteriormente aggravato dall'esercizio di una forte capacità intimidatoria nei confronti delle vittime e del territorio, soprattutto nei contesti in cui la percezione di sicurezza, della propria persona e dei propri beni o la fiducia nelle pubbliche istituzioni sono scarsamente percepite. Al contempo, si configura il reato di usura quando un soggetto si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, come corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari ovvero procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario (articolo 644 del codice penale). Interessi usurari sono quelli che superano il limite stabilito per legge o che, in base alle modalità e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultino comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità ovvero all'opera di mediazione, o ancora quegli interessi che, pur essendo inferiori al limite fissato per legge, sono stati elargiti da un soggetto debole che si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria e che si trova quindi costretto ad accettare tali condizioni, sia pure gravose. Rispetto al racket , tuttavia, l'usura non riguarda solo imprenditori o chi svolge attività commerciali o produttive, ma colpisce anche le famiglie e quelle fasce deboli o a basso reddito che sono così più esposte alla trappola dello « strozzino », in quanto non riescono ad accedere agli ordinari strumenti di credito legale. Ecco che allora, al fine prevenire il più possibile il ricorso all'usura, offrendo la possibilità di ottenere un credito legale e alternativo a quello ordinario, esteso ad imprenditori che già versano in difficoltà economiche e ai quali spesso è revocato il fido dalle banche, con la legge 7 marzo 1996, n. 108, è stato istituito un fondo di solidarietà per le vittime di tale reato, cui si è aggiunto in ragione della legge 23 febbraio 1999, n. 44, quello per le vittime delle richieste estorsive. Presso il Ministero dell'interno è stato poi istituito un Comitato di solidarietà per le vittime sia di usura che di estorsione, presieduto da un apposito Commissario, con il compito di esaminare e deliberare sulle istanze di accesso al fondo di solidarietà. Inoltre, allo scopo di fornire informazioni sui due reati, sulla normativa in materia attualmente in vigore o sulla stessa procedura da seguire per accedere all'apposito fondo, oltre allo specifico servizio offerto presso ogni prefettura, è stato attivato il numero verde 800.999.000. Per rilanciare e diffondere il più possibile questo recapito telefonico gratuito, utile per chi ha intenzione di ricevere dei chiarimenti in materia, su come prevenire o affrontare eventuali problemi legati al racket e all'usura, il presente disegno di legge intende rendere obbligatorio l'esposizione di un cartello recante il summenzionato numero verde, in tutti i luoghi di pubblico interesse. Più nello specifico, tale proposta normativa è formata da quattro articoli. L'articolo 1 prevede l'obbligo di esposizione del cartello recante il numero verde contro usura e racket nei locali dove si svolge l'assistenza medico-generica e pediatrica e in quelli della pubblica amministrazione dove si erogano servizi diretti all'utenza, negli esercizi ricettivi e di ristorazione, negli ospedali, nei centri sportivi, nelle principali piazze comunali e nei parchi giochi, oltre che nelle sedi legali, operative ed amministrative delle società che si occupano della gestione di servizi postali, assicurativi, finanziari o fiscali e degli istituti di patronato. L'articolo 2 disciplina il sistema sanzionatorio conseguente la violazione dell'obbligo di esposizione del cartello di cui all'articolo 1, vale a dire l'applicazione di una sanzione amministrativa che varia dai 200 euro ai 500 euro e, nel caso di pubbliche amministrazioni, l'applicazione dell'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, concernente la responsabilità dirigenziale. L'articolo 3 e l'articolo 4 recano rispettivamente la clausola di invarianza finanziaria e l'entrata in vigore del presente disegno di legge.. 1 ( Oggetto e criteri direttivi) 1 Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, espongono, in modo visibile al pubblico, nei locali dove sono erogati i servizi diretti all'utenza, un cartello recante il numero verde contro usura e racket. 2 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, ove nominato, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i modelli dei cartelli di cui al comma 1 del presente articolo, i relativi contenuti, le lingue utilizzate, nonché le modalità e le tempistiche di esposizione.