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Dal momento che l'attuale disciplina elettorale prevede la suddivisione del corpo elettorale in circoscrizioni plurinominali, si ritiene che il modo più efficace per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti senza revisionare il sistema elettorale in profondità -- introducendo, ad esempio, il collegio uninominale -- sia l'introduzione del voto di preferenza. Affinché il voto di preferenza possa però contribuire positivamente alla ricostruzione di un rapporto fiduciario tra elettore ed eletto, è essenziale che la dimensione delle circoscrizioni elettorali sia tale da consentire un'uguale possibilità a tutti i candidati di raggiungere l'intero elettorato senza dover ricorrere a spropositate spese elettorali, che introdurrebbero oggettive disparità tra i candidati, oltre che prestare il fianco a potenziali fenomeni corruttivi. Si ritiene peraltro necessaria l'introduzione di un limite massimo di spese per le campagne elettorali dei singoli candidati, nonché il controllo severo e la repressione di eventuali voti di scambio. A tal fine si ritiene indispensabile un'opera di dimensionamento delle circoscrizioni elettorali su ambiti territoriali più ridotti rispetto a quelli attuali, prevedendo che le liste siano costruite prendendo a riferimento le province. Per favorire il pieno rispetto del principio delle pari opportunità di genere sancito dall'articolo 51 della Costituzione si prevede inoltre che sia possibile dare anche una seconda preferenza ma che, qualora l'elettore decida di avvalersi di questa facoltà, essa debba essere necessariamente espressa in favore di un candidato di genere diverso rispetto alla prima, pena l'annullamento della seconda opzione. Si tratta di una modalità di espressione del voto già sperimentata sia a livello regionale (si pensi alla legge elettorale campana), sia a livello comunale, in seguito all'apposita legge approvata nella scorsa legislatura (n. 215 del 2012) e che ha dato buoni esiti quanto al riequilibrio della rappresentanza.. 1 (Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati) 1 Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, il comma 2 è sostituito dai seguenti: « 2 . Il territorio nazionale è diviso in circoscrizioni corrispondenti al territorio delle province. Salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero, la ripartizione dei seggi è effettuata in ragione proporzionale, con l'attribuzione di un premio di maggioranza, a norma degli articoli 77, 83 e 84, e si effettua in sede di Ufficio centrale nazionale. 2 -bis. Il premio di cui al comma 2 è attribuito alla lista o alla coalizione che abbia conseguito il maggior numero di voti validi espressi sul piano nazionale, se pari ad almeno il 40 per cento di questi. Qualora la suddetta soglia non sia raggiunta da alcuna lista o coalizione, il premio è attribuito alla lista o alla coalizione più votata al secondo turno di ballottaggio tra le prime due liste o coalizioni più votate al primo turno di votazione.»; b all'articolo 4, dopo il comma 2 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 2 -bis. Ciascun elettore può esprimere, nelle apposite righe stampate accanto al contrassegno della lista scelta ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza. 2 -ter. In caso di svolgimento del secondo turno di ballottaggio di cui all'articolo 1, comma 2- bis , ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista o della coalizione, da esprimere su un'unica scheda recante, in due distinti riquadri, i contrassegni delle liste concorrenti ovvero, in caso di coalizione, quelli delle liste tra loro collegate.»; c all'articolo 11, il primo comma è sostituito dal seguente: «I comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri. Esso fissa la data di svolgimento del secondo turno di ballottaggio di cui all'articolo 1, comma 2- bis , nella seconda domenica successiva alla data di svolgimento del primo turno di votazione.»; d all'articolo 14- bis , il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno.»; e all'articolo 18- bis , il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Ogni lista, all'atto della presentazione, è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine. A pena di inammissibilità della lista, i candidati successivi al primo devono essere presentati in ordine alternato di genere. La lista è formata complessivamente da un numero di candidati non inferiore a un terzo e non superiore ai seggi assegnati alla circoscrizione.»; f all'articolo 31, comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso di svolgimento del secondo turno di ballottaggio di cui all'articolo 1, comma 2- bis , sulle schede i contrassegni delle liste collegate sono riprodotti di seguito, in linea verticale.»; g dopo l’articolo 59 è inserito il seguente: «Art. 59- bis . -- 1 . Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome del candidato preferito o dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima. In caso di identità di cognome tra candidati, devono scriversi sempre il nome e il cognome e, ove occorra, la data e il luogo di nascita. 2 . Qualora il candidato abbia due cognomi, l'elettore, nel dare la preferenza, può scriverne uno solo dei due. La indicazione deve contenere, a tutti gli effetti, entrambi i cognomi quando vi sia possibilità di confusione fra più candidati. 3 . Le preferenze per candidati compresi in liste di altri collegi sono inefficaci. 4 . Sono, altresì, inefficaci le preferenze per candidati compresi in una lista diversa da quella votata. 5 . Se l'elettore non ha indicato alcun contrassegno di lista ma ha scritto una preferenza per candidati compresi tutti nella medesima lista, s'intende che ha votato la lista alla quale appartengono i preferiti. 6 . Se l'elettore ha segnato più di un contrassegno di lista, ma ha scritto una preferenza per candidati appartenenti ad una sola di tali liste, il voto è attribuito alla lista cui appartiene il candidato indicato. 7 . Se l'elettore non ha indicato alcun contrassegno di lista, ma ha espresso la preferenza a fianco di un contrassegno, si intende che ha votato la lista alla quale appartiene il contrassegno medesimo. 8 . È possibile esprimere una o due preferenze. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza. Le preferenze espresse in eccedenza sono nulle.»;