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Le organizzazioni sportive sono, invece, invitate a dotarsi di regole più stringenti contro la corruzione, nonché a prevedere sanzioni e misure disciplinari per i casi di violazione, oltre a princìpi di buona governance (articolo 7). Nella stessa ottica, per garantirne una più ampia diffusione, la Convenzione è stata aperta alla firma non solo dei Paesi membri del Consiglio d'Europa, ma anche degli Stati aderenti alla Convenzione culturale europea, degli Stati membri dell'Unione europea e degli Stati non membri che abbiano partecipato alla sua elaborazione o che godano dello status di osservatore presso il Consiglio d'Europa, nonché di ogni altro Paese non membro su invito del Comitato dei Ministri (articolo 32, paragrafi 1 e 2). Quanto alla data di entrata in vigore della Convenzione, l'articolo 32, paragrafo 4, dispone che essa coincida con il giorno successivo al decorso di un periodo di tre mesi seguenti il raggiungimento di cinque ratifiche (strumenti da depositarsi presso il Segretario generale del Consiglio), almeno tre delle quali provenienti da Stati membri del Consiglio d'Europa. Il testo si compone di quarantuno articoli, suddivisi in nove capi, rispettivamente dedicati a: Scopo, princìpi guida, definizioni (articoli 1-3); Prevenzione, cooperazione e altre misure (articoli 4-11); Scambio di informazioni (articoli 12-14); Diritto penale sostanziale e cooperazione in materia di applicazione della normativa (articoli 15-18); Giurisdizione, procedura penale e misure di applicazione della normativa (articoli 19-21); Sanzioni e misure (articoli 22-25); Cooperazione internazionale giudiziaria e in altri ambiti (articoli 26-28); Follow-up (articoli 29-31); Disposizioni finali (articoli 32-41). Sul piano del contenuto, in tale articolazione spiccano, anche in ragione delle caratteristiche del fenomeno della manipolazione delle competizioni sportive, gli aspetti della repressione e della cooperazione internazionale (articolo 1, paragrafo 2). In ordine al primo profilo – come sottolinea il Rapporto esplicativo (paragrafo 20) – la Convenzione individua talune condotte da perseguire in ambito nazionale (in particolare il riciclaggio dei proventi derivanti dai reati relativi alla manipolazione delle competizioni sportive), senza peraltro imporre agli Stati la creazione di nuove fattispecie di reato. La definizione di tali comportamenti (riferimenti specifici sono operati al riciclaggio di denaro e alla responsabilità delle persone giuridiche) mira ad agevolare la cooperazione giudiziaria e di polizia tra gli Stati parte. Al fine di assicurare, inoltre, un efficace sistema di applicazione, la Convenzione considera un ampio ventaglio di possibili sanzioni di natura penale, amministrativa e disciplinare, raccomandando agli Stati di determinarle in modo effettivo, dissuasivo e proporzionato. In merito al secondo profilo, si rileva – ancora nel Rapporto esplicativo (paragrafo 21) – come la dimensione transnazionale assunta con sempre maggiore frequenza dai fenomeni di manipolazione abbia reso indispensabile il rafforzamento della cooperazione internazionale, sia sul fronte delle indagini, sia su quello della repressione dei reati. In tali ambiti la Convenzione non interferisce comunque con gli strumenti vigenti nei settori dell'assistenza giudiziaria e dell'estradizione, quali in particolare la Convenzione europea di estradizione del 1957, la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 1959 e il Protocollo addizionale del 1978. Il ruolo degli Stati parte nell'incoraggiare il principio del reciproco riconoscimento delle sanzioni disciplinari adottate da organizzazioni sportive nazionali di Paesi stranieri mira a evitare che un atleta sanzionato da una federazione nazionale si sottragga all'applicazione della sanzione, partecipando a competizioni diverse o, viceversa, si esponga al rischio di una duplice sanzione. Ai sensi dell'articolo 2, i princìpi guida ai quali deve ispirarsi la lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, sono costituiti da: i diritti dell'uomo, le regole di legalità e di proporzionalità, la protezione della vita privata e dei dati personali. Quanto alle numerose definizioni fornite dall'articolo 3, risultano particolarmente dettagliate quelle relative alle nozioni di «scommessa sportiva» – rispetto alla quale sono differenziate le ipotesi di «scommessa illegale», «scommessa irregolare» e «scommessa sospetta» – e di «partecipante alla competizione» – in cui rientrano le figure di atleti, personale di supporto ed « official/ officiel », ovvero proprietari, azionisti, dirigenti e personale delle società sportive nazionali ed internazionali, nonché arbitri e componenti delle giurie. Dopo aver illustrato gli strumenti di prevenzione e coordinamento interno (articolo 4), di valutazione e gestione dei rischi (articolo 5), di educazione e sensibilizzazione (articolo 6), le misure concernenti le organizzazioni sportive e gli organizzatori di competizioni (articolo 7), le misure riguardanti il finanziamento delle organizzazioni sportive (articolo 8), le misure dedicate all'autorità di controllo sulle scommesse e altre autorità (articolo 9) e le misure riguardanti gli operatori di scommesse sportive (articolo 10), la Convenzione fa carico agli Stati parte di individuare e di adottare, in conformità con la legge applicabile e la giurisdizione interessata, i mezzi più efficaci di lotta contro le scommesse illegali. A tal fine, l'articolo 11 indica, a scopo esemplificativo, le seguenti ipotesi: blocco o limitazione diretta o indiretta dell'accesso agli operatori «remoti» di scommesse illegali e chiusura degli operatori stessi; blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori; divieto per gli operatori de quibus di pubblicizzare le loro attività; sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali. Tra gli interventi che gli Stati parte sono chiamati ad attuare sul piano dello scambio di informazioni (articolo 12) si segnala l'identificazione di una piattaforma nazionale operativa nella lotta alla manipolazione delle manifestazioni sportive. Ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, la piattaforma nazionale dovrà, in particolare, fungere da centro di informazioni, raccogliendo e trasmettendo i dati rilevanti alle autorità e organizzazioni interessate. Essa si occuperà, inoltre, di coordinare la lotta alla manipolazione delle competizioni sportive; di ricevere, centralizzare e analizzare le informazioni relative a scommesse «atipiche» e sospette su competizioni sportive che si svolgano nel territorio degli Stati parte, emettendo, se del caso, gli opportuni «allerta»; di trasmettere informazioni alle autorità o alle organizzazioni sportive e agli operatori di scommesse, segnalando possibili infrazioni delle norme indicate dalla Convenzione stessa; di cooperare con tutte le organizzazioni e le autorità interessate a livello nazionale e internazionale, comprese le piattaforme nazionali degli altri Stati. A cura di ciascuno Stato parte, gli estremi e l'indirizzo della piattaforma nazionale dovranno essere comunicati al Segretario generale del Consiglio d'Europa (articolo 13, paragrafo 2). L'articolo 14 regola le misure di protezione dei dati personali.