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la pena è diminuita di un terzo per il militare - partecipante alla violenza - la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato, nonché per il militare che sia stato determinato a commettere il reato da un superiore. Alla condanna per i delitti di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo di cui agli articoli 229- ter e 229- quater del codice penale militare l'articolo 229- quinquies fa conseguire la pena accessoria della rimozione, quando non ne derivi la degradazione. Al nuovo articolo 229- sexies il disegno di legge introduce nel codice penale militare di pace il reato di atti persecutori. Il reato speciale riproduce la fattispecie comune di cui all'articolo 612- bis del codice penale. L'articolo 229- sexies incrimina il fatto del militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta un altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero in modo da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. Sarebbe quindi punito - con la reclusione da sei mesi a cinque anni - il militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata (fino ad un terzo) se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona la quale è o è stata legata da relazione affettiva alla vittima, ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di una donna in stato di gravidanza ovvero con armi o da persona travisata. L'articolo 229- septies infine prevede che le disposizioni del Capo III, del titolo IV del libro secondo del codice penale militare di pace si applicano se il fatto è commesso per cause inerenti al servizio o alla disciplina militare, alla presenza di militari riuniti per servizio o da militare che si trovi in servizio o in luogo militare. Anche l'Atto Senato n. 1478 introduce nel codice penale militare di pace una serie di reati sessuali. Nel merito la proposta consta di 3 articoli. L'articolo 1, con previsioni analoghe (ma non del tutto sovrapponibili) a quelle dell'Atto Senato n. 1193, introduce nel codice penale militare di pace, agli articoli 229- bis e seguenti, i reati di molestie sessuali, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori. In primo luogo il disegno di legge inserisce, all'articolo 229- bis , nel codice penale militare di pace il reato di molestie sessuali. : esso punisce,con la reclusione fino a sei mesi, il militare che pone in essere, con il dissenso anche non espresso di altro militare, atti, espressioni verbali, gesti a connotazione sessuale o qualsiasi forma di discriminazione basata sul sesso, in modo da offenderne l'onore e la dignità. Il reato è punibile anche a querela della persona offesa. È prevista una circostanza aggravante (per la quale si applica la reclusione fino ad un anno) quando il fatto è commesso con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti alla qualità di superiore gerarchico o in comando. L'articolo 229- ter , mutuando il contenuto degli articoli 609- bis e 609- ter del codice penale, introduce nel codice penale militare di pace e disciplina il reato di violenza sessuale. In particolare la disposizione punisce (con la reclusione militare da cinque a dieci anni) come reato: il fatto del militare che, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe altro militare a compiere o subire atti sessuali; il fatto del militare che induce taluno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; il fatto del militare che induce taluno a compiere o subire atti sessuali traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Sono previste poi una serie di circostanze aggravanti. In particolare si prevede che la pena per i fatti di cui sopra è quella della reclusione militare da sei a dodici anni se gli stessi sono commessi: avvalendosi di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; da persona travisata o che simuli la qualità di superiore gerarchico; su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale; nei confronti di una donna in stato di gravidanza; nei confronti di persona della quale il colpevole sia coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza. L'ultimo comma dell'articolo 229- ter prevede una specifica circostante attenuante che consente nei casi di minore gravità una riduzione della pena da applicare nella misura non eccedente un terzo. L'articolo 229- quater, mutuandolo dall'articolo 609- octies del codice penale,disciplina il delitto di violenza sessuale di gruppo. Tale figura criminosa consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all'articolo 229- ter . Il militare che commette atti di violenza sessuale di gruppo a danno di altro militare è punito con la reclusione militare da sei a dodici anni. La disposizione prevede una serie di circostanze aggravanti ed attenuanti. In particolare: la pena è aumentata (fino ad un terzo) se concorre taluna delle circostanze previste dal terzo comma dell'articolo 229- ter. La pena è diminuita di un terzo per il militare - partecipante alla violenza - la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato, nonché per il militare che sia stato determinato a commettere il reato da un superiore. Al nuovo articolo 229- quinquies il disegno di legge introduce il reato di atti persecutori. Il reato speciale riproduce la fattispecie comune di cui all'articolo 612- bis del codice penale. L'articolo 229- quinquies incrimina il fatto del militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta un altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero in modo da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. È quindi punito - con la reclusione militare da otto mesi a sei anni - il militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.