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In sede di esame alla Camera si è precisato che l'adozione del predetto decreto è diretta non solo alla promozione del riciclaggio della plastica, ma anche di altri materiali non compatibili con l'ecosistema marino e delle acque interne. L'articolo 5 "Norme in materia di gestione delle biomasse vegetali spiaggiate" è stato introdotto alla Camera. Esso distingue tra biomasse vegetali, derivanti da piante marine o alghe, depositate naturalmente sul lido del mare e sull'arenile, disciplinate ai commi 1 e 2, e prodotti costituiti di materia vegetale di provenienza agricola e forestale, depositata naturalmente sulle sponde dei laghi, dei fiumi, e sulla battigia, disciplinati al comma 3. La norma rimette alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano l'individuazione dei criteri e delle modalità per la raccolta, la gestione e il riutilizzo dei materiali sopra elencati, tenendo conto delle norme tecniche, qualora adottate da ISPRA. L'articolo 6, anch'esso introdotto nel corso dell'esame del provvedimento alla Camera, rinvia ad un decreto interministeriale, con il parere dell'ISPRA e sentito il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, per la determinazione delle linee guida operative a cui si conformano le attività tecnico-scientifiche funzionali alla protezione dell'ambiente marino, che comportano l'immersione subacquea al di fuori degli ambiti portuali, svolte dal personale del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente marino o da soggetti terzi che svolgono attività di monitoraggio e controllo dell'ambiente marino in base ad una apposita convenzione o in virtù di finanziamenti ministeriali. Anche tale norma è stata introdotta nel corso dell'esame presso la Camera. L'articolo 7 consente di realizzare campagne di sensibilizzazione per la realizzazione delle finalità della legge, delle strategie per l'ambiente marino di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 ottobre 2017, che ha approvato il Programma di misure relative alla definizione di strategie per l'ambiente marino, e degli obiettivi contenuti nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, tra cui l'obiettivo 14 "Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile". L'articolo 8 stabilisce che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca promuove nelle scuole di ogni ordine e grado attività volte a rendere gli studenti consapevoli dell'importanza della conservazione dell'ambiente, e, in particolare, del mare e delle acque interne, nonché delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca tiene conto di tali attività nella definizione delle linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica di cui all'articolo 3 della legge n. 92 del 2019 . L'articolo 9, introdotto dalla Camera, modifica l'articolo 52 del decreto legislativo n. 171 del 2005 "Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172", che istituisce la "Giornata del mare". In particolare, il comma 3 dell'articolo 9 stabilisce che "In occasione della giornata [del mare] gli istituti scolastici di ogni ordine e grado possono promuovere nell'ambito della propria autonomia e competenza, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, iniziative volte a diffondere la conoscenza del mare. " , e, per effetto della modifica normativa, a tale comma si aggiunge " , anche in riferimento alle misure per prevenire e contrastare l'abbandono dei rifiuti in mare". L'articolo 10, modificato alla Camera, prevede l'attribuzione di un riconoscimento ambientale in favore degli imprenditori ittici che tengono comportamenti virtuosi, ovvero utilizzano materiali a basso impatto ambientale, partecipano a campagne di pulizia o conferiscono rifiuti accidentalmente pescati. La norma rinvia ad un decreto del Ministro dell'ambiente e del territorio e del mare, da adottarsi, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, per la disciplina delle procedure, modalità e condizioni di attribuzione del predetto riconoscimento anche ai fini dei programmi di etichettatura ecologica. L'articolo 11 si occupa degli impianti di desalinizzazione ed è stato introdotto alla Camera. Il comma 1 stabilisce che gli impianti di desalinizzazione maggiormente impattanti devono essere sottoposti a VIA, e, nel modificare l'allegato II alla parte II del Codice dell'ambiente, inserisce i predetti impianti nell'ambito dei progetti di competenza statale. Il comma 2 chiarisce che agli scarichi dei predetti impianti si applica la disciplina contenuta nel Codice dell'ambiente relativa agli scarichi. Inoltre, si rinvia ad un decreto per la determinazione di criteri specifici per tale tipologia di scarichi, ad integrazione dei criteri contenuti nell'allegato 5 alla parte terza del citato Codice. Il comma 3 precisa le ipotesi in cui è possibile utilizzare gli impianti in questione per la produzione di acqua per il consumo umano. Il comma 4 rinvia ad un decreto interministeriale per la definizione dei criteri di indirizzo nazionale sull'analisi dei rischi ambientali e sanitari correlati agli impianti di desalinizzazione nonché le soglie di assoggettabilità alla VIA. Il comma 5 esclude dal campo di applicazione della norma gli impianti di desalinizzazione installati a bordo delle navi. L'articolo 12, introdotto dalla Camera, istituisce, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Tavolo interministeriale di consultazione permanente con il compito di coordinare l'azione di contrasto dell'inquinamento marino, anche dovuto alle plastiche, di ottimizzare l'azione dei pescatori per le finalità della legge e di monitorare l'andamento del recupero dei rifiuti conseguente all'attuazione del "SalvaMare", garantendo la diffusione dei dati e dei contributi. I commi 2 e 3 si occupano della composizione del predetto organismo e il comma 4 precisa che ai componenti non spettano compensi, indennità e simili. L'articolo 13, introdotto dalla Camera, stabilisce che ogni anno il Ministro dell'ambiente presenta una relazione alle Camere sull'attuazione del SalvaMare. L'articolo 14 statuisce che "Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono alle attività previste dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. " Il disegno di legge n. 674 apporta a sua volta talune modifiche al Codice dell'ambiente al fine di consentire ai pescatori di contribuire al risanamento dell'ecosistema marino senza incorrere in sanzioni. Esso si compone di quattro articoli. L'articolo 1 modifica l'articolo 256 del Codice, rubricato "attività di gestione di rifiuti non autorizzata" . In particolare, si aggiunge il comma 1- bis all'articolo 256 citato, e, per effetto di tale modifica, si esclude la configurabilità del reato di trasporto non autorizzato di rifiuti nell'ipotesi di recupero e trasporto a terra di rifiuti rinvenuti in mare da parte di imprese di pesca e cooperative, consorzi e associazioni tra imprese di pesca.