[normattiva_dump]

Cessazione e sospensione dell'incarico Fermo restando quanto disposto dall'art. 10 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987, nel caso previsto dal sesto comma di detto articolo la riammissione in servizio dello specialista deve essere disposta dal Ministero della sanità sentita la commissione di cui al successivo punto 31 della presente normativa. Punto 6 Doveri e compiti dello specialista Fermo restando quanto previsto dall'art. 8 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987, il medico specialista, per la parte di sua competenza, provvede ad annotare i dati diagnostici e terapeutici sull'appendice al libretto sanitario dell'assistito, contribuisce alla formazione del giudizio medico-legale circa l'idoneità al lavoro, svolge attività di collaborazione ad interventi di carattere epidemiologico, prescrive le specialità medicinali e i prodotti galenici. Punto 7 Provvedimenti disciplinari In caso di inosservanza degli obblighi convenzionali il Ministero della sanità adotta, sentito l'interessato, uno dei provvedimenti di cui all'art. 16 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987. Avverso la decisione è ammessa opposizione da parte dell'interessato, entro quindici giorni dalla data della relativa comunicazione, al Ministro della sanità, il quale, sentita la commissione di cui al punto 31 delle presenti norme, decide in via definitiva entro trenta giorni dalla notifica dell'opposizione. In attesa della definizione del procedimento di cui al comma precedente, il Ministro può disporre la riammissione temporanea in servizio del medico. In sede di decisione sull'opposizione presentata può anche essere adottato un provvedimento più grave di quello impugnato. Indipendentemente dalle sanzioni applicabili ai sensi delle presenti norme, resta ferma la competenza degli ordini dei medici a valutare sotto il profilo deontologico il comportamento degli iscritti che si siano resi inadempienti agli obblighi convenzionali. L'esito del procedimento disciplinare è comunicato al comitato di cui all'art. 13 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987 nonché all'ordine dei medici territorialmente competente per i provvedimenti o iniziative di competenza. Punto 8 Mobilità Per esigenze di carattere organizzativo e funzionale il Ministero della sanità ha la facoltà di avvalersi dell'istituto della mobilità previsto dall'art. 6 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987 anche nelle ipotesi di riduzione o soppressione dell'orario di attività di cui al precedente punto 4, comunicando il provvedimento al comitato di cui all'art. 13 della convenzione suindicata. L'eventuale opposizione di cui al quarto comma del citato art. 6 è presentata al Ministero della sanità - Ufficio per l'attuazione del Servizio sanitario nazionale. Nel caso di non agibilità temporanea del presidio ambulatoriale, il Ministero della sanità utilizza temporaneamente lo specialista, senza danno economico per lo stesso, in altra struttura di cui il Ministero della sanità abbia la disponibilità. Punto 9 Aumenti di orario - Istituzione di nuovi turni Qualora sia necessario procedere ad aumenti di orario per un servizio già attivato, il Ministero della sanità prioritariamente interpella il medico (o i medici nell'ordine di anzianità di servizio presso il SASN) titolare di incarico nel servizio medesimo al fine di conferirgli l'aumento stesso. Qualora il medico interpellato accetti l'aumento di orario, il Ministero della sanità ne dà comunicazione al comitato di cui all'art. 13 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987. Qualora il medico interpellato dichiari la propria indisponibilità o non sia in condizioni di acquisire l'aumento di orario, il Ministero della sanità attiverà la procedura prevista dal precedente punto 1 delle presenti norme. Qualora sia necessario procedere ad istituzione di nuovi turni, il Ministero della sanità provvederà ai sensi del citato punto 1. Punto 10 Indennità di accesso Fermo restando quanto previsto nell'art. 18 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987, qualora il medico svolga per il Ministero della sanità un incarico, al di fuori del comune di residenza, in un comune dove svolge attività anche per conto degli enti pubblici che adottano la convenzione predetta e per la quale percepisce dagli enti medesimi l'indennità di accesso, tale indennità, previa intesa con gli enti competenti, sarà a carico del Ministero della sanità e degli enti in proporzione alle ore dei relativi incarichi. Allo specialista che risiede in località non comprese nella provincia in cui è ubicato il presidio presso il quale l'incarico deve essere svolto, in relazione a tale incarico non compete l'indennità di accesso. Resta ferma la norma transitoria n. 8 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987. Punto 11 Aggiornamento professionale obbligatorio I medici che operano esclusivamente per il Ministero della sanità sono tenuti a partecipare ai corsi di aggiornamento generali e speciali organizzati dal Ministero medesimo. I medici che operano anche per le UU.SS.LL. , fermo restando quanto previsto dall'art. 20 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987, sono tenuti a partecipare ai corsi speciali organizzati dal Ministero della sanità. Per la partecipazione ai corsi obbligatori di aggiornamento viene corrisposto il rimborso delle spese di viaggio e di missione nella misura prevista per i dipendenti dello Stato con la qualifica di primo dirigente. Durante l'espletamento dei corsi i medici sono considerati in permesso retribuito. Le ore di corso che superano il normale orario giornaliero sono retribuite a parte ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 28 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987. Punto 12 Assicurazione contro i rischi derivanti dagli incarichi Il Ministero della sanità, sentita la commissione di cui al successivo punto 31, provvede ad assicurare i medici comunque operanti nei propri ambulatori secondo quanto disposto dall'art. 21 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987. Punto 13 Rapporti con i sindacati firmatari dell'accordo Il Ministero della sanità, a richiesta scritta dei sindacati firmatari delle presenti norme, riconosce al medico che ricopre incarichi sindacali brevi permessi retribuiti, da concedersi di volta in volta fatte salve le esigenze di servizio. I permessi di cui al comma precedente sono considerati come attività di servizio ed hanno piena validità per tutti gli aspetti sia normativi che economici previsti dalle presenti norme. Punto 14 Sostituzioni Per le sostituzioni trova applicazione l'art. 26 della convenzione stipulata il 3 marzo 1987 modificato nel primo e secondo comma come segue: Alle sostituzioni di durata non superiore a trenta giorni il Ministero della sanità provvede assegnando l'incarico di supplenza al medico designato dall'interessato. Per le sostituzioni di durata superiore o nei casi in cui per giustificati motivi il medico non abbia provveduto alla designazione del sostituto, il Ministero della sanità conferisce l'incarico di supplenza a un medico comunque disponibile. Il Ministero della sanità ha in ogni caso la facoltà, qualora lo ritenga opportuno, di soprassedere alle supplenze. Nei confronti del medico supplente non operano i motivi di incompatibilità di cui al punto 2 delle presenti norme.