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Si tratta di un'opportunità per il nostro Paese, dove vi sono energie, ricerche e know-how che possono permettere, anche nel campo dell'economia circolare e delle innovazioni tecnologiche green , davvero un buono sviluppo. Questa è la cosa assolutamente fondamentale. Tra alcuni minuti affronteremo anche la vicenda di Venezia: adesso discutiamo di Venezia, ma magari tra una settimana ce ne dimentichiamo. Non illudiamoci che gli eventi climatici estremi si fermeranno: non si fermano, il cambiamento è fortemente accelerato e i dati vanno tutti in questo senso. Sento ogni tanto qualcuno che si illude pensando che la tecnologia risolverà tutto. La tecnologia non risolverà tutto: la tecnologia e la ricerca ci aiutano, ma noi dobbiamo compiere le scelte per riorientare la nostra economia, perché l'attuale modello distruttivo non è più sostenibile né per il nostro Paese né per il Pianeta. Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, e quindi delle nostre non scelte, verranno pagati in primis e coloro che hanno meno possibilità e sono più in difficoltà; si abbatteranno più pesantemente sugli strati più poveri della popolazione. Ce lo dobbiamo ricordare sempre. Affrontare questo tema, predisporre piani di mitigazione, ridurre le emissioni, riconvertire e accelerare la transizione ecologica ed energetica è anche una grande operazione di giustizia sociale, perché - ripeto - gli effetti dei cambiamenti climatici verranno pagati maggiormente dalle persone in difficoltà. C'è un altro elemento che il provvedimento non affronta compiutamente, anche se è in stretta in connessione con gli interventi che noi cominciamo a mettere in campo. Sono le aree metropolitane e le grandi città a essere maggiormente a rischio, per un problema che riguarda le cosiddette isole di calore a causa della concentrazione della popolazione: una tendenza mondiale che riscontriamo anche nel nostro Paese, dove le difficoltà sono più forti i problemi di qualità dell'aria non indifferenti. Dobbiamo quindi, concentrare su questo tutti gli investimenti riguardanti la mobilità sostenibile. E nel provvedimento sono contenuti alcuni accenni in proposito, ma bisogna fare molto, molto di più, affinché questo diventi un fattore competitivo e di innovazione forte per le nostre città. Le città che hanno su questo sono, anche in Europa, le più competitive dal punto di vista economico e sociale. Il decreto-legge in esame fa un primo passo fondamentale, affermato solennemente nell'articolo 1: il nostro Paese sta affrontando dal punto di vista strategico la lotta ai cambiamenti climatici. E questa è la missione dell'attuale maggioranza, che può davvero segnare una svolta molto importante per il Paese, dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Per questi motivi, voteremo convintamente a favore del provvedimento. (Applausi dai Gruppi Misto e M5S) . COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli esponenti del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento di cui stiamo discutendo e che ci apprestiamo a votare si colloca nel solco di un percorso che - sono convinto - caratterizzerà l'azione del nostro Governo per i prossimi anni. Il green new deal - la nuova vocazione verde che il Governo e la maggioranza che lo sostiene vogliono dare all'Italia - rappresenta un obiettivo strategico significativo entro il quale si inserisce anche il provvedimento in esame che - come ha detto ieri il ministro Costa - compone - nel combinato tra green new deal nazionale e green new deal europeo voluto dalla nuova presidente della Commissione europea von der Leyen - una visione più ampia per affrontare i cambiamenti climatici. Ancora, in questi giorni sono migliaia i cittadini alle prese con esondazioni di fiumi e mareggiate che hanno provocato milioni e milioni di danni e centinaia sono gli uomini della Protezione civile, del personale sanitario e delle Forze dell'ordine - a cui va il mio e il nostro più sentito ringraziamento - impegnati a sostenere le popolazioni colpite e risolvere i danni provocati dal maltempo. L'immagine drammatica della mareggiata e dell'acqua alta a Venezia, con piazza San Marco completamente sommersa, di cui discuteremo fra poco con le mozioni presentate, nonché le immagini di Matera e delle tante altre zone colpite (da Nord a Sud, in Emilia come in Campania, in Liguria e in Basilicata) ci mettono di fronte alla più cruda delle verità. Il fenomeno del cambiamento climatico produce effetti sempre più concreti e mai come adesso lo affrontiamo avendone contezza, toccandolo con mano e constatando le reali conseguenze che potrebbe provocare. Mi pare evidente che, di fronte a tale scenario, le istituzioni di questo Paese non possono che considerare il tema ambientale come prioritario per il futuro dei propri cittadini. Quando qualche mese fa abbiamo deciso di votare la fiducia al Governo Conte- bis lo abbiamo fatto, anche e soprattutto, perché eravamo convinti che una diversa maggioranza parlamentare avrebbe potuto imprimere una svolta soprattutto su questo tema che ci sta particolarmente a cuore, con un impegno serio, concreto e fattivo. Come accennavo poc'anzi, con il green new deal questo Governo, sin dalla sua nascita, ha considerato l'ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici un aspetto prioritario. Il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire segna una netta svolta e una profonda discontinuità con il passato, soprattutto se letto in combinato disposto con le importanti disposizioni inserite nel disegno di legge di bilancio che discuteremo tra qualche giorno in quest'Aula e che, anche sul versante ambientale e del green new deal, sarà migliorato dalla proposte dei parlamentari (sicuramente da quelle dei senatori del Gruppo Italia Viva-PSI). Con il cosiddetto disegno di legge clima diamo anzitutto - e non solo - risposte concrete per evitare che il nostro Paese incorra in una procedura di infrazione da parte dell'Unione europea, che costerebbe cara ai cittadini italiani. Cominciamo anche a dare un indirizzo concreto per migliorare la qualità dell'area nelle nostre città. Nel provvedimento in esame siamo intervenuti concentrandoci prioritariamente sulle grandi aree metropolitane (dove abitano 22 milioni di italiani, pari al 36 per cento della popolazione del nostro Paese), che risultano oggettivamente più critiche, oltre che popolose. Gli incentivi alla mobilità sostenibile permetteranno di assegnare un contributo di 500 o 1.500 euro a tutti quei cittadini che il decideranno di rottamare rispettivamente un motociclo o un'auto fino alla classe di omologazione Euro 3 o potrà essere usato per acquistare abbonamenti di trasporto pubblico locale, biciclette a pedalata assistita oppure per l'utilizzo del servizio di car o bike sharing. Viene anche prevista, per i Comuni con importanti livelli di inquinamento, l'autorizzazione di spesa di 10 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto per i bambini alla scuola dell'infanzia statale o comunale con mezzi di trasporto nuovi. Stiamo parlando di cifre importanti che segnano un netto cambio di passo: milioni di euro per la sostituzione dei mezzi che inquinano di più, per il trasporto scolastico sostenibile e per il trasporto pubblico locale nelle aree metropolitane. Lo abbiamo visto e capito tutti: