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Istituzione dell'ordine e dell'albo professionale dei grafologi. Onorevoli Senatori . – Sin dagli anni Ottanta, in ragione della proliferazione del settore terziario, un numero crescente di « nuove professioni » ha iniziato a reclamare un riconoscimento pubblico. Il diffondersi sempre più emergente di nuove figure professionali, il sistema sociale ed economico sempre più complesso e l'affermarsi di nuovi modelli di organizzazione hanno reso insufficiente l'individuazione delle professioni intellettuali operata dalla dottrina tradizionale Sul piano del diritto europeo la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, statuisce all'articolo 11 che « per le professioni coperte dal regime generale di riconoscimento dei titoli di formazione [...] gli Stati membri dovrebbero continuare a fissare il livello minimo di qualificazione necessaria in modo da garantire la qualità delle prestazioni fornite sul loro territorio ». Inoltre il « Rapporto sulla concorrenza nei servizi professionali » adottato dalla Commissione europea, pubblicato il 9 febbraio 2004, riconosce la necessarietà della regolamentazione dei servizi professionali. Vi si legge: « vi sono essenzialmente tre ragioni per cui un certo grado di regolamentazione dei servizi professionali può essere necessario: l'asimmetria dell'informazione tra clienti e prestatori di servizi, dovuta al fatto che una caratteristica essenziale dei prestatori dei servizi professionali è il livello elevato di conoscenze tecniche di cui dispongono e di cui i consumatori possono essere privi; le esternalità, in quanto i servizi in questione possono avere un impatto su terzi; infine, nel caso di taluni servizi professionali, la produzione di “beni pubblici” che presentano un valore per la società in generale ». L'attività del grafologo incide su interessi di rilievo costituzionale e su diritti fondamentali della persona. Oggi la professione (e la scienza grafologica) conosce tre ambiti di esplicazione: 1) la grafologia professionale, per tale intendendosi l'esercizio dell'attività libero-professionale di grafologo, consistente nell'identificazione dei tratti distintivi e della paternità di una scrittura o in altre prestazioni d'opera inerenti allo studio delle scritture, della grafia e del gesto grafico; 2) la grafologia giudiziaria, che si traduce nell'espletamento di prestazioni professionali consistenti nell'identificazione della paternità di una scrittura ovvero in altre prestazioni d'opera inerenti le scritture, la grafia ed il gesto grafico nelle vesti di periti o consulenti tecnici d'ufficio o di parte in procedimenti e processi giudiziari; 3) la grafologia rieducativa, che si declina nell'esercizio della professione di tecnico grafologo rieducatore della scrittura, il quale è il professionista che coopera nell'attività di prevenzione, diagnosi e riabilitazione del disturbo della disgrafia. Il tratto unitivo di tali ambiti che consente la ricostruzione unitaria della figura del grafologo è l'analisi e lo studio della scrittura umana, sicché il grafologo può essere definito come l'esperto di scritture, grafia e gesto grafico esercente attività libero-professionale nei settori di applicazione della scienza grafologica. In tutti gli ambiti di declinazione della professione grafologica sopra censiti si ravvisano interessi meritevoli di tutela costituzionale e rimarchevoli esigenze sociali, per parafrasare le pronunce della Corte costituzionale. Posto che il segno grafico costituisce un basico tratto dell'identità della persona, l'attività di individuazione della sua paternità costituisce attività coessenziale all'attuazione dei diritti personali. Esigenza sociale di certezza del diritto e dei traffici economico-giuridici è la agevole individuazione dell'autore di scritture a mezzo delle quali si attua la circolazione dei diritti nella società. L'attività scientifica volta all'individuazione dell'autore di una scrittura, dunque, è funzionalmente preposta all'attuazione del principio di certezza del diritto e socialmente preordinata al buon funzionamento giuridico della società. Ciò è tanto più vero se si ha riguardo alla grafologia giudiziaria, ove quel mezzo di ausilio del giudice costituito dalla perizia e dalla consulenza tecnica d'ufficio può rivelarsi decisivo e sorreggere una sentenza penale di condanna o di assoluzione ovvero una sentenza civile di accoglimento o rigetto di una domanda. La connessione con i superiori interessi di giustizia è palese. L'ausilio della consulenza grafologica nel processo civile e penale, inoltre, addivenendo ad una attribuzione di paternità di una scrittura, determina, a differenza di altre specie di perizie che trovano spazio nella prassi giudiziaria, effetti diretti sulla decisione giudiziaria, tanto civile, quanto penale. Ciò, anche in considerazione dell'assenza di nozioni di grafologia acquisite nella formazione del giudice e del giurista italiano, la quale non gli consente di entrare con competenza nel merito dell'espletata consulenza, inducendolo, pertanto, a recepire nel provvedimento giudiziario l'avviso del tecnico. Tale circostanza deve indurre il legislatore a tenere in massima considerazione la figura professionale in discorso. La correlazione tra il diritto alla salute e l'estrinsecazione della grafologia rieducativa è altrettanto immediata: oltre a concorrere all'atto diagnostico, profilattico e riabilitativo del disturbo della disgrafia, l'attività del grafologo rieducatore appare funzionalizzata alla riappropriazione del gesto grafico da parte del paziente, da riguardarsi come componente essenziale di manifestazione del diritto alla propria identità personale. Tra le esigenze sociali che militano per l'istituzione dell'ordine professionale in argomento non va taciuta quella – peraltro evidenziata a più riprese dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato – di mitigare ed elidere l'asimmetria informativa esistente nel settore professionale, nella specie grafologico, tutelando i consumatori e garantendo loro i diritti di informazione circa le prestazioni del grafologo ed i relativi costi. Già le brevissime notazioni che precedono danno il polso di quanto l'attività lavorativa del professionista grafologico incida diritti costituzionali di prim'ordine ed attinga esigenze sociali di alto rilievo pubblicistico. Si ritiene, pertanto, non più rimandabile la strutturazione ordinistica della professione di grafologo, meritevole dell'istituzione di appositi percorsi di laurea in scienze grafologiche e della iscrizione ad un ordine professionale a cui subordinare il legale esercizio della professione. A tal proposito l'articolo 1 delinea l'oggetto della presente legge, cioè la disciplina dell'esercizio della professione dei grafologi. L'articolo 2 definisce la professione di grafologo, distinguendo gli ambiti di applicazione di tale attività. L'articolo 3 elenca i requisiti necessari per l'esercizio della suddetta professione. L'articolo 4 prevede l'istituzione dell'albo dei grafologi. L'articolo 5 spiega le condizioni necessarie per l'iscrizione al suddetto albo. L'articolo 6 tratta dei casi che prevedono il decadimento di tale iscrizione. L'articolo 7 chiarisce che l'ordine è nazionale e specifica la possibilità di istituzione di sedi regionali e provinciali. L'articolo 8 contiene gli organi previsti a livello nazionale, quali il Consiglio e l'Assemblea degli iscritti, e definisce la composizione e i compiti che spettano a tali organi.