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(Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, cari colleghi, non vi nego che sono stata un po' indecisa nell'accettare di parlare con un discorso già preparato da alcuni giorni, per questioni organizzative. Però oggi l'ho rivisto. Mi sono seduta e l'ho sistemato, cominciando a tagliare una serie di provvedimenti che pensavo si potessero mettere in campo e che venissero accolti, ma non lo sono stati. Però il bello è stato notare che effettivamente il Governo odierno ha messo in campo dei provvedimenti e delle soluzioni per il famoso welfare familiare. È da vent'anni, se non da venticinque, che lavoro su questi aspetti, e dalle forze politiche di tutti gli schieramenti non ho mai visto un intervento in questa direzione. Oggi posso ammettere che la prospettiva è stata quella; non elenco più i provvedimenti, perché già altri colleghi li hanno ampiamente esposti. Non vi nego però che, facendo riferimento a quello che ha detto poc'anzi la collega Rojc, questo è l'inizio, quindi mi auguro veramente che si possa continuare in questa direzione in qualunque modo, con qualunque forza di Governo. Dico questo perché i lodevoli provvedimenti che sono stati messi in campo non sono inseriti all'interno di una progettualità più grande: è un po' quello che diceva la collega Toffanin. Fate attenzione, io nomino colleghi che non appartengono solamente alla maggioranza, ma anche alla minoranza, perché per me l'importante è la soluzione, l'obiettivo da raggiungere, il provvedimento. Questo provvedimento che riguarda tutta una progettualità su interventi di politica familiare è un tipo di intervento che dovrebbe vederci tutti uniti in questa direzione. Per non perdermi allora in chiacchiere, vi porto un po' di dati. Noi parliamo sempre di denatalità e la presidente Alberti Casellati ha realizzato anche un evento su questo tema. La denatalità è importante e intendo declinarvi questo discorso perché mi sembra come quando trent'anni fa i Verdi lanciavano l'appello per l'ambiente ed erano visti come degli idealisti, dei sognatori, come se tutto ciò che dicessero non avesse un fondamento scientifico; oggi però vediamo quello che sta succedendo con l'ambiente. Ebbene, il discorso della denatalità in realtà non lo stiamo affrontando ora, non è un argomento nuovo. È un argomento che oggi arriva in maniera più pregnante nelle Aule del Parlamento e se ne parla anche al Governo. Questo perché è il frutto di un lavoro che anche associazioni e altre realtà negli anni hanno condotto per sollecitare l'attenzione della classe politica. Ad esempio, il report sulla denatalità dell'Istat fotografa un Paese in cui anno dopo anno si registrano sempre meno nascite, con una perdita di oltre 120.000 nuovi nati nel corso dell'ultimo decennio, una contrazione a tassi superiori al 20 per cento. L'ho detto in altri contesti e lo ripeterò in questa sede, anche se per me è un po' stancante di dire sempre le stesse cose, però per qualcun altro magari può essere una novità: sapete che ogni nuova nascita incide in positivo sul PIL nazionale annuo di 35.000 euro? Nel 2017 abbiamo avuto 458.000 bambini; ad oggi dal 2008 abbiamo avuto una contrazione delle nascite di 15.000 unità, se vuoi moltiplicate 15.000 per 35.000 euro viene una cifra di circa 4,4 miliardi di euro in meno per l'economia del Paese. Con questo intendo dire che noi purtroppo abbiamo una visione miope dell'economia, non abbiamo una visione macroeconomica. Quando si parla di natalità e di interventi in questa direzione guardiamo solo le uscite e questa non è una visione a 360 gradi, perché ogni nascita porta con sé e stimola l'indotto, il lavoro per piccole e medie imprese. Non stiamo assistendo anche a una contrazione delle classi anche nelle scuole? Andando al dunque, è lodevole anche l'intervento e l'attenzione alla disabilità, quindi l'incremento dei fondi in questa direzione. PRESIDENTE. Senatrice Drago, la devo invitare a concludere, perché la seduta terminerà alle 22 e devo consentire lo svolgimento di un altro intervento dopo il suo. DRAGO (M5S) .Avviandomi allora alla conclusione (perché, come vedete, sicuramente il discorso non si può concludere in questa sede), vorrei fare un appello a tutte le forze politiche a produrre uno studio su questo tema, ognuno con le proprie specialità, con le proprie competenze, con la propria formazione; un tavolo che chiaramente non abbia finalità ideologiche, ma che veda tutte le forze politiche insieme per risolvere un problema gravissimo e annoso. Concludo affermando in particolare il mio auspicio di votare emendamento per emendamento, perché voglio sentirmi la coscienza a posto nelle mie scelte per il futuro dei nostri giovani. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Stefani. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dulcis in fundo o forse anche in cauda venenum , vedremo se è così. Oggi arriviamo a fare questa farsa di discussione, l'ennesima, dopo una tribolata analisi, sedute oniriche, sospensioni, riflessioni, rinvii e vertici, che - lo ricordo bene - invece di risolvere i problemi, forse li hanno anche accresciuti, e il tutto ampiamente condito di confusione. Siamo inoltre di fronte alla prospettiva - assai antidemocratica - di sottrarre anche alla Camera l'esame del testo e la possibilità d'intervenire. Speriamo di evitare questo passaggio, che non fa nient'altro che scalfire ulteriormente le già scalfite istituzioni. Quindi, a poco più di qualche giorno dalla fine del 2019, la manovra di bilancio non fa altro che disegnare un bilancio dell'Italia: un Paese con grandi potenzialità, modestissimi risultati, piccole ambizioni e un'immensa crisi di fiducia, che si rileva in particolare proprio dallo scollamento ampio ed evidente tra il consenso, l'espressione della volontà degli italiani e l'attuale rappresentanza al potere. È un grave problema la rappresentatività della politica, come lo è la crisi della politica: in questa maniera, però, non fate altro che accentuare il distacco fra il popolo e chi ne dovrebbero essere i rappresentanti. Ricordo parole non mie, ma che cito dall'articolo di fondo di un noto quotidiano: se tanti italiani non hanno senso dello Stato è perché lo Stato continua a fare loro senso. Colleghi del mio Gruppo, più esperti di me, sapranno entrare più approfonditamente nell'analisi del testo. Voglio solo ricordare qualche pagina di una legge che chiamerò astrusa e complicata, per usare espressioni politicamente corrette. Sono già state sollevate varie denunce per previsioni puntuali, non sistematiche, senza alcuna visione e senza futuro. Purtroppo però vi sono anche previsioni che si possono considerare assolutamente pericolose e norme che riescono a diventarlo: molte delle disposizioni di carattere fiscale racchiuse nel disegno di legge hanno una natura sostanzialmente discriminatoria, in quanto destinate a esplicare i loro effetti limitatamente a determinati settori del mercato, e così incidendo negativamente su interi sistemi produttivi.