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L'articolo 2 ha la finalità di mettere anzitutto a sistema le disposizioni normative che, nel corso del tempo, hanno introdotto forme di finanziamento dell'Ispettorato e di incentivazione dell'attività di vigilanza, sostituendolo con un meccanismo uniforme e semplificato. È infatti previsto, al comma 1, che tutte le entrate derivanti dalla vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale siano destinate, entro il limite di 70 milioni di euro annui, « all'incremento dei Fondi per il trattamento accessorio del personale di ruolo dell'Ispettorato » e che, in relazione a tali somme, una percentuale del 3 per cento sia destinata a misure di welfare integrativo. Nell'ambito delle stesse somme la contrattazione collettiva individua misure, anche a carattere indennitario, finalizzate a un più efficiente impiego del personale ispettivo di ruolo dello stesso Ispettorato e a una maggior efficacia dell'attività di vigilanza. Il finanziamento del Fondo risorse decentrate dell'Ispettorato vuole attenuare, seppur solo parzialmente, il « differenziale » che oggi si registra tra i trattamenti economici del personale dell'Ispettorato con quelli dell'INPS e dell'INAIL. Tale disarmonia è fonte periodicamente di stati di agitazione del personale dell'Ispettorato che, pur svolgendo le medesime mansioni, gode di trattamenti complessivi fortemente inferiori rispetto a quelli dei colleghi degli altri due Istituti, pur a fronte di responsabilità anche maggiori quantomeno sotto il profilo dello svolgimento dell'attività di vigilanza. Al comma 2 si prevede inoltre, a far data dal 1° gennaio 2021, un meccanismo che consente un utilizzo tempestivo delle somme introitate ai sensi del comma 1 e che garantisce comunque la spendibilità esclusivamente di somme effettivamente versate. Al fronte del nuovo meccanismo introdotto al comma 1, il comma 3 prevede quindi l'abrogazione, a far data dal 1° giugno 2020: – dell'articolo 14 del decreto-legge n. 145 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2014, che stabiliva il raddoppio degli importi sanzionatori legati alla violazione di alcuni obblighi in materia di tempi di lavoro e la destinazione in quota parte di alcuni introiti sanzionatori, sino ad un massimo di 13 milioni di euro annui (importo così elevato dalla legge n. 145 del 2018) « destinato a misure (...) finalizzate ad una più efficiente utilizzazione del personale ispettivo sull'intero territorio nazionale, ad una maggiore efficacia, anche attraverso interventi di carattere organizzativo, della vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, nonché alla realizzazione di iniziative di contrasto del lavoro sommerso e irregolare »; – degli aumenti sanzionatori previsti dalla legge di bilancio (articolo 1, comma 445, lettera d) , della legge n. 145 del 2018) per i medesimi obblighi in materia di tempi di lavoro già raddoppiati dal citato decreto-legge n. 145 del 2013; – della destinazione degli aumenti sanzionatori previsti dalla legge di bilancio (articolo 1, comma 445, lettera e) , della legge n. 145 del 2018) al finanziamento del Fondo risorse decentrate dell'Ispettorato entro il limite di 15 milioni di euro; – della destinazione delle rivalutazioni sanzionatorie per le violazioni in materia di salute e sicurezza previste dall'articolo 306, comma 4- bis , del decreto legislativo n. 81 del 2008 « al finanziamento di iniziative di vigilanza nonché di prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza del lavoro effettuate dalle direzioni territoriali del lavoro ». Il comma 3 prevede inoltre, in ragione dell'abrogazione dei citati aumenti sanzionatori legati alle violazione della disciplina in materia di tempi di lavoro contenuta nel decreto legislativo n. 66 del 2003, una modifica a quest'ultimo decreto volta a mantenere inalterati tali importi. L'articolo 3 prevede anzitutto, al fine di consentire all'Ispettorato nazionale del lavoro di avvalersi tempestivamente delle specifiche professionalità necessarie ad una gestione in autonomia delle attività istituzionalmente demandate alle agenzie istituite ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la possibilità di avvalersi, per il triennio 2020-2022, di un contingente fino a 20 unità di personale appartenente all'area III del comparto Ministeri in posizione di comando. È inoltre prevista l'applicazione all'agenzia dell'aumento percentuale già stabilito dalla legge di bilancio 2019 per il Ministero dell'economia e finanze relativo alla possibilità di avvalersi temporaneamente di incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001; tale previsione appare necessaria in ragione dello svolgimento in autonomia di nuove attività in capo all'Ispettorato, che richiede l'impiego di professionalità non disponibili nell'immediato all'interno dell'Amministrazione. Il comma 2 vuole invece consentire una rapida immissione in ruolo di nuovo personale dirigenziale presso l'Ispettorato nazionale del lavoro che, pur a fronte degli interventi previsti dall'articolo 1, comma 445, della legge n. 145 del 2018, registra ancora oggi un elevato numero di carenze. Alla fine del 2019 risulta infatti un totale di 12 sedi scoperte, sia a livello centrale che territoriale. Sulla base delle cessazioni dal servizio degli ultimi due anni e quindi in applicazione del relativo turn over , l'Ispettorato ha proceduto ad assumere 4 unità di personale dirigenziale e, a seguito della relativa autorizzazione, dovrebbe assumere ulteriori 8 unità nel corso del 2020, di cui il 50 per cento mediante corso-concorso da svolgersi a cura della Scuola nazionale dell'amministrazione. Il corso-concorso tuttavia implica che l'effettiva immissione in servizio del personale dirigenziale non possa avvenire se non a distanza di anni dalla relativa autorizzazione all'assunzione. La disposizione pertanto, in ragione della necessità di coprire con estrema urgenza alcune sedi territoriali che, per evidenti ragioni, non possono operare in assenza di un dirigente titolare, vuole consentire di superare tale meccanismo attraverso una immissione diretta dei nuovi assunti attraverso lo scorrimento di graduatorie esistenti. L'articolo 4 introduce alcune disposizioni « transitorie e finali ». Anzitutto al comma 1 si prevede che, in sede di prima applicazione il direttore dell'Ispettorato provveda a introdurre una nuova disciplina « concernente l'organizzazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell'Ispettorato » e, al comma 2, che entro due mesi dall'entrata in vigore del provvedimento siano adottati il nuovo statuto dell'Ispettorato e siano nominati i componenti degli organi.