[resaula]

Ad oggi ci sono meno lavoratori pubblici rispetto agli altri Paesi europei e una pubblica amministrazione "anziana", con un'età media di 50 anni, nonostante nel piano nazionale di ripresa e resilienza, come si legge nel rapporto, siano stati previsti investimenti in "capacità amministrativa" della pubblica amministrazione per 1,3 miliardi di euro, e ulteriori 0,4 miliardi di fondi strutturali UE e cofinanziamento nazionale; la pubblica amministrazione italiana al 1° gennaio 2021 conta 3,2 milioni di dipendenti, 31.000 in meno rispetto all'anno precedente (0,97 per cento in meno), il minimo storico degli ultimi 20 anni. Dopo il timido segnale di crescita del personale del 2019, nel 2020 il blocco dei concorsi per l'emergenza sanitaria e l'accelerazione dei pensionamenti non ha permesso al turnover di ritrovare un equilibrio. La pubblica amministrazione italiana si conferma vecchia (in media 50 anni di età), scarsamente aggiornata (mediamente 1,2 giorni di formazione per dipendente all'anno), in difficoltà nell'offrire servizi adeguati a imprese e cittadini (il 76 per cento degli italiani li considera inadeguati, mentre gli europei insoddisfatti sono il 51 per cento), eppure chiamata ad essere il motore della ripresa; inoltre, nel prossimo triennio almeno 300.000 persone usciranno dal pubblico impiego; intanto sono arrivati a 3,03 milioni i pensionati da lavoro pubblico, in un rapporto di 94 pensioni erogate ogni 100 contribuenti attivi. E l'esodo è destinato ad aumentare: come descritto nello stesso rapporto, nel prossimo triennio almeno 300.000 persone del pubblico impiego andranno in pensione, ma probabilmente saranno molte di più, se si considera che oltre 500.000 dipendenti hanno già oltre 62 anni e 183.000 hanno raggiunto oltre 38 anni di anzianità di servizio; come era in progetto, si è effettivamente aperta una nuova stagione dei concorsi, con lo sblocco delle prove selettive e una notevole semplificazione delle procedure, che erano destinati ad accelerare l'inserimento di personale necessario a garantire il funzionamento della macchina pubblica. Ciononostante ci sono graduatore di candidati idonei ferme da mesi, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno prevedere oltre all'assunzione dei vincitori anche di tutti gli idonei, mediante lo scorrimento della graduatoria o prevedere la possibilità di attingere alla graduatoria da parte di altre amministrazioni. Atto n. 4-07314 FERRERO Roberta CASOLATI Marzia BERGESIO MONTANI PIANASSO Al Ministro della giustizia Premesso che: un detenuto sottoposto al regime di cui all'art. 41- bis della legge sull'ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975) è stato inviato al carcere di Torino per osservazione psichiatrica e ciò nonostante il reparto sestante, come noto, sia chiuso per ristrutturazione; questo detenuto non dovrebbe essere collocato nel carcere di Torino, che è fuori dal circuito del regime carcerario "rigoroso"; pur nell'evidenza di quanto esposto, di per sé già sufficiente, a parere dell'interrogante, ad inquadrare la pericolosità della situazione, il medesimo detenuto avrebbe creato non pochi problemi di gestione interna, tanto che, nei giorni scorsi, si è reso anche protagonista di un'aggressione in danno di un agente della Polizia penitenziaria, che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso con applicazione di punti di sutura al sopracciglio dell'occhio sinistro; sempre nei giorni scorsi, il detenuto si sarebbe rifiutato di rientrate dall'ora d'aria. Dopo lunga opera di convincimento sarebbe rientrato; successivamente si sarebbe recato ad effettuare la doccia in altra cella e, quindi, dal quel momento non sarebbe più rientrato in cella, gironzolando per il corridoio della sezione e dormendo in un corridoio attiguo alla cella dal medesimo occupata; da quanto riferito lo stesso detenuto creerebbe non pochi problemi con il cibo e assumerebbe una condotta assai discutibile (parrebbe che manchino dettagliate direttive per il personale di Polizia penitenziaria che presta servizio nel carcere di Torino), provocando seri e gravi problemi di gestione interna; sono indubbie e facilmente intuibili le gravi difficoltà degli agenti a fronte di atteggiamenti aggressivi, arroganti e prepotenti del detenuto; sempre nei gironi scorsi, in un altro padiglione detentivo del carcere di Torino, i detenuti di un'intera sezione si sarebbero rifiutati di rientrare in cella fino alle ore 23.00 circa, parrebbe per problemi riconducibili alla mancata erogazione dell'acqua dovuto ad un disguido tecnico; gli agenti della Polizia penitenziaria del carcere di Torino sono oramai allo stremo delle forze, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo ritenga opportuno adottare, al fine di tutelare l'incolumità degli agenti penitenziari e garantire loro condizioni di lavoro tali per cui possano adempiere alle loro funzioni. Atto n. 4-07315 PIRRO Elisa PISANI Giuseppe VANIN Orietta BOTTICI Laura ROMANO L'ABBATE Patty DI GIROLAMO Gabriella Al Ministro della salute Premesso che: lo shock anafilattico, o anafilassi, è la reazione allergica sistemica più grave tra le reazioni allergiche generalizzate e rappresenta un rischio per la vita. Tali episodi si verificano generalmente in risposta all'esposizione a farmaci, punture di insetti imenotteri o cibo . Per tale motivo è importante riconoscerla e trattarla tempestivamente; il 19 luglio 2022, nel bresciano, Alessandro Barni, di 53 anni, è deceduto a causa di anafilassi dovuta a molteplici punture di imenotteri. Quest'anno si sono verificati numerosi decessi dovuti a shock anafilattico, tra cui quello di Martina Quadrino, di 13 anni, che lo scorso 16 aprile 2022, in provincia di Latina, ha perso la vita per arresto cardiaco a seguito di una reazione allergica alimentare. Accertati un altro caso ad aprile, uno a maggio ed almeno tre a giugno del corrente anno; considerato che: l'unica modalità per rispondere subito ad uno shock anafilattico è la somministrazione tempestiva, per via intramuscolare, dell'autoiniettore di adrenalina, un farmaco che è in grado di erogare una quantità unica e predosata di adrenalina. Le linee guida internazionali sottolineano l'importanza dell'adrenalina autoiniettabile come trattamento di prima linea per ottenere una risposta rapida ed efficace in caso di anafilassi; secondo un documento redatto dall'Associazione allergologi ed immunologi italiani territoriali ed ospedalieri gli esiti negativi nella gestione di una crisi anafilattica sono dovuti principalmente alla somministrazione tardiva di adrenalina. Il personale sanitario, i pazienti e i loro familiari devono essere bene istruiti a riconoscere i sintomi dell'anafilassi, così da utilizzare il farmaco senza esitazione; inoltre, in alcuni casi, la somministrazione di un solo autoiniettore di adrenalina può non rivelarsi sufficiente. Questi rischi, potenzialmente fatali, possono essere evitati provvedendo all'utilizzo di un secondo autoiniettore;