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Quello che non si è capito all'inizio della diffusione, che con colpevole ritardo si sta comprendendo oggi, è che nessuno è immune da contagi tanto violenti. Il vaccino è lontano, ci vorrà almeno un anno, ma in tutto questo ha brillato e continua a brillare per assenza l'Unione europea, tanto che viene da chiedere, anche dai più europeisti, che cosa serva Bruxelles con polemiche e divisioni. Sappiamo che la sanità è una materia degli Stati, ma sarebbe stato opportuno che ci fosse una riunione con un protocollo europeo da far adottare agli Stati, certamente sotto forma di consigli e suggerimenti, non quello che invece è arrivato dall'Europa, ovvero il boato di accuse all'Italia, immaginando come la Francia che il problema è dei «soliti vicini». No, noi italiani siamo molto capaci; conosciamo bene il nostro Paese e sappiamo che riusciamo a dare risposte serie, soprattutto nei momenti di emergenza, per quel tessuto sociale formato da persone che offrono un impegno che va anche oltre i compiti istituzionali o quelli legati alle attività che svolgono. A tutti questi va sempre il nostro grazie. Ringrazio ancora gli operatori sanitari. E adesso si parla delle situazioni drammatiche del nostro Sistema sanitario? Si scopre, cioè, con le epidemie che i nostri pronto soccorso sono al collasso da tempo, da mesi, che non ci sono sicurezze per gli operatori sanitari? Ho presentato, a nome del mio Gruppo, emendamenti al disegno di legge per la sicurezza degli operatori sanitari, che chiedevano il posto di polizia fisso, le telecamere. Sappiamo tutti cosa è accaduto l'altro giorno al pronto soccorso di Napoli per un rapinatore morto: è una vergogna! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . È una vergogna comunque: non so ancora cosa abbia deciso la procura di Napoli, tranne una disposizione che non voglio commentare; in compenso, è entrata una certa parte di procura a gamba tesa aprendo l'inchiesta contro ignoti per quello che è l'ospedale di Cologno. Ma siamo veramente alle comiche! Per quanto riguarda il decreto-legge, abbiamo cercato di migliorarlo con le nostre proposte, molte delle quali sono state accolte dal Governo nel decreto- legge che è stato depositato ieri, però mi chiedo: occorre un'epidemia per svegliarci e capire che i ricercatori italiani sono i migliori al mondo, sottopagati, e che non si investe nella ricerca del nostro Paese? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Occorre un'epidemia per scoprire che le dottoresse che hanno isolato il virus in Italia sono precarie a 1.000 euro al mese? Occorre forse un'epidemia? Mah, non lo so veramente. C'è il problema, di cui leggevo stamattina sulla Rete, in relazione al prossimo decreto-legge, della carenza dei dispositivi medici individuali (articolo 34) per cui possono non riportare il marchio CE, ma l'autorizzazione dell'Istituto superiore di sanità. Ebbene, credo che forse si dovrà rivedere tale disposizione perché gli operatori sanitari stamattina non erano molto d'accordo. Comunque, colleghi, da medico sono esterrefatta da quella che è stata la folle gestione della comunicazione. L'unico lato positivo di questa folle gestione è che, visto che ormai siamo un Paese di infettivologi, epidemiologi - figure che negli ospedali mancano, ma che a livello mediatico abbondano sempre - ci si è accorti dell'influenza stagionale che ha fatto stare a letto l'anno scorso più di 5 milioni di italiani, perché solo il 45 per cento della popolazione si vaccina e non si riesce a raggiungere il 75 per cento delle vaccinazioni. Mi ha stupito l'assordante silenzio dei no-vax. Mi ha davvero stupito molto perché adesso tutti sono in attesa del vaccino. Credo che Forza Italia abbia dimostrato la propria responsabilità, sedendosi ai tavoli col Governo; certo ci dovrebbero essere delle misure operative. Abbiamo fatto delle proposte, anche ieri con il logo Italyes; il nostro Paese deve essere difeso da questo Governo. Bisogna immediatamente, come ha detto il presidente Berlusconi, rivedere il Patto di stabilità in Europa e farlo sospendere. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Fate in modo che queste proposte non vengano chiuse in un cassetto, ma soprattutto fate presto, perché le imprese e i lavoratori non possono più attendere e se calcoliamo che chi paga le tasse nel Paese per sette mesi, paga le tasse, lavora per pagare le tasse, gli altri cinque mesi per mantenere se stesso e la sua famiglia. E adesso gli togliamo pure due mesi di lavoro; basta guardarsi in giro, è tutto vuoto. Cerchiamo di essere rapidi. Concludo con un appello al ministro Di Maio; non parli più, per favore, di «coronavairus» e non faccia dichiarazioni, come quella di ieri, dicendo che ha suggerito ai nostri ambasciatori nel mondo di difendere l'immagine dell'Italia. È il Ministro di tutti gli italiani: si vergogni! Ci sono dodici italiani bloccati ad Asmara. (Proteste dal Gruppo M5S) . Dodici italiani, tra cui anche bambini, bloccati, senza fare il tampone. Che la Farnesina li faccia tornare a casa! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, con questo intervento vorrei fare un po' di chiarezza rispetto alle tante notizie, alcune affidabili e altre molto meno, che si sentono in merito al coronavirus. Ad ascoltare alcuni siamo di fronte ad una malattia che decimerà la popolazione mondiale, secondo altri è una semplice influenza. Qual è la verità? La realtà, come spesso accade, sta nel mezzo. Questo è un virus respiratorio, ma è la prima volta che infetta l'essere umano e quindi non abbiamo risposte immunitarie. È successo già con altri virus influenzali naturalmente, la storia dell'uomo ne è piena. Certo è che la medicina negli anni ha fatto passi da gigante, anche se la medicina non è e non può essere una scienza esatta. Non esistono due individui identici, neanche i gemelli monozigoti; ogni essere umano è il prodotto di un libretto d'istruzioni, il nostro DNA, composto da ben 36 volumi, i nostri cromosomi, per un totale di 20.000 parole conosciute, i geni, e 3,2 miliardi di caratteri, le coppie di basi che compongono il DNA. Il risultato dipende in parte anche da chi monta il tutto, il cosiddetto fattore ambientale. Insomma, abbiamo ancora tanto da scoprire sull'argomento, ma anche se non abbiamo una cura e non abbiamo un vaccino, oggi riusciamo a curare i sintomi, nella maggior parte dei casi con successo. Non avendo anticorpi per difenderci, però, anche oggi siamo più facilmente esposti a forme gravi di polmonite, soprattutto le persone anziane, i soggetti più fragili, con patologie pregresse. Quello che sappiamo è che dobbiamo proteggerci con gesti semplici, come lavarci le mani, con comportamenti attenti, come si legge nel decalogo del Ministero della salute. Se avete sintomi influenzali, state a casa, non è il momento di essere stacanovisti, non recatevi al pronto soccorso, ma chiamate i numeri di emergenza dedicati.