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Una norma transitoria contenuta nell'articolo 2072, come modificato dal presente disegno di legge, raccorda alla nuova disciplina del contratto collettivo efficace erga omnes tutte le disposizioni legislative previgenti che condizionano il godimento da parte dei datori di lavoro di finanziamenti o altri benefici particolari al rispetto di standard di trattamento collettivi. Articolo 2073 - (Recesso unilaterale dal contratto collettivo a tempo indeterminato). L'articolo conferma l'orientamento giurisprudenziale consolidato, nel senso dell'ammissibilità del recesso unilaterale dal (solo) contratto collettivo a tempo indeterminato. Questa disposizione e quella contenuta nell'articolo successivo potrebbero essere omesse, dal momento che esse costituiscono soltanto una applicazione delle regole contenute nello stesso codice civile, che disciplinano i contratti in generale; riteniamo tuttavia forse opportuno ribadirle anche in questo contesto, almeno nella prima fase dell'iter della riforma, perché nei lavori preparatori resti traccia dell'intendimento di voltar pagina in modo netto rispetto alla disciplina corporativa del contratto collettivo. Articolo 2074 - (Efficacia del contratto collettivo dopo la scadenza). L'articolo conferma l'orientamento giurisprudenziale consolidato, che condiziona l'ultrattività temporale del contratto collettivo, dopo la scadenza del termine, a una clausola in esso contenuta che preveda appunto, in caso di ritardo del rinnovo, la sua trasformazione in contratto a tempo indeterminato (con conseguente applicabilità della norma di cui all'articolo precedente, in tema di recedibilità unilaterale). Articolo 2075 - (Efficacia del contratto collettivo sul rapporto individuale). Anche questo articolo conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, nel senso che: a) le disposizioni contenute nel contratto collettivo non si incorporano nel contratto individuale di lavoro: esse pertanto restano nella piena disponibilità delle parti collettive stipulanti; b) il contratto collettivo non può disporre di diritti nascenti dal contratto individuale; c) le eventuali sovrapposizioni tra disposizioni collettive e pattuizioni individuali sono regolate dai contratti stessi che le contengono, applicandosi il principio del favor per il prestatore di lavoro nel caso di contrasto tra contratto collettivo e individuale. Si chiede fin d'ora che l'articolo 1 del disegno di legge, contenente la nuova formulazione degli articoli del codice civile da 2063 a 2078, sia votato per parti separate, in ossequio alla regola posta dall'articolo 72 della Costituzione.. Art. 1. 1. Gli articoli da 2063 a 2076 del libro V del codice civile sono sostituiti dai seguenti: « Capo II DELLA LIBERTÀ E ATTIVITÀ SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO Art. 2063. (Libertà e attività sindacale) (1). Tutti i lavoratori, quale che sia il tipo di contratto in cui è dedotta la loro prestazione, sono liberi di costituire associazioni professionali e di aderirvi, nonché di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro, nei limiti in cui ciò non pregiudichi il corretto adempimento dei loro obblighi contrattuali. Art. 2064. ( Rappresentanze sindacali aziendali ) (1). Organismi di rappresentanza possono essere costituiti da una o più associazioni sindacali nelle unità produttive alle quali facciano capo più di quindici lavoratori dipendenti e in seno alle quali ciascuna delle associazioni stesse annoveri almeno un lavoratore dipendente iscritto. (2). Gli organismi di cui al comma 1 sono costituiti da rappresentanti sindacali distribuiti tra le associazioni sindacali interessate o loro coalizioni secondo i criteri stabiliti dagli accordi interconfederali o contratti collettivi applicabili, che prevedano e regolino la costituzione delle rappresentanze mediante consultazione elettorale almeno triennale, aperta a tutte le associazioni sindacali interessate anche se non firmatarie degli accordi o contratti stessi, con sistema proporzionale, anche eventualmente corretto con sbarramenti minimi e con il riferimento a indici di rappresentatività risultanti dalla combinazione tra il numero dei voti e quello degli iscritti. In difetto di disciplina collettiva della materia, si applicano le disposizioni contenute nei commi 3 e 4. (3). In difetto di disciplina collettiva applicabile, gli organismi di cui al comma 1, sia che assumano forma unitaria sia che assumano la forma di rappresentanze separate, sono costituiti da rappresentanti sindacali distribuiti tra le associazioni sindacali interessate o loro coalizioni in proporzione ai consensi che esse conseguono in consultazioni elettorali che si svolgono, su iniziativa di uno o più dipendenti dell'unità produttiva, con cadenza almeno triennale. Per il conseguimento di un rappresentante è necessario, ancorché non sufficiente, che l'associazione o coalizione di associazioni abbia ottenuto almeno un ventesimo dei voti espressi. Salva diversa disciplina collettiva, il numero complessivo dei rappresentanti è pari a tre nelle unità produttive con numero di dipendenti fino a trecento; nelle unità produttive di maggiori dimensioni è pari a uno ogni cento dipendenti. (4). In difetto di diversa disciplina collettiva applicabile, ciascuna associazione sindacale o coalizione di associazioni è libera circa le modalità di elezione o scelta del rappresentante al quale, in seguito alla consultazione elettorale di cui al secondo o al terzo comma, risulti avere diritto, con il solo vincolo che esso deve appartenere al novero dei dipendenti dell'unità produttiva. L'attribuzione della carica, con le prerogative e i diritti che ne conseguono, avviene mediante comunicazione scritta alla direzione aziendale. Con la stessa modalità il rappresentante può essere sostituito dall'associazione. (5). Nelle aziende in cui si applica un contratto collettivo a sé stante in riferimento a una categoria professionale di dipendenti, la distribuzione dei rappresentanti sindacali avviene mediante una consultazione riservata ai lavoratori appartenenti alla suddetta categoria, come definita dal contratto stesso. In tal caso il numero dei rappresentanti sindacali è proporzionato al numero degli appartenenti alla categoria interessata, salva diversa disposizione contenuta nel contratto collettivo applicabile. (6). Gli organismi di cui al comma 1, unitariamente o separatamente: a) possono indire assemblee nel luogo di lavoro al di fuori dell'orario, oppure in orario di lavoro nei limiti di dieci ore annue per ciascun lavoratore interessato, senza riduzione della retribuzione per coloro che vi partecipano; b) possono indire referendum da svolgere al di fuori dell'orario di lavoro, su materie inerenti alle attività sindacali; c) hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro o committente ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i collaboratori all'interno dell'unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro; d) nelle unità produttive con almeno duecento dipendenti hanno diritto a usufruire, per l'esercizio delle loro funzioni, di un idoneo locale comune all'interno dell'azienda o nelle immediate vicinanze di essa; nelle unità produttive con un numero inferiore di dipendenti hanno diritto di usufruire di un locale idoneo per le loro riunioni;