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C'è un po' di tutto, ma è tranquillamente costituzionale, come tutti i decreti-legge della storia e di tutti i Governi. C'è un po' di tutto dentro; non c'è ordine; non c'è un'idea di un testo unico fiscale o di un riordino che veramente semplifichi la vita ai cittadini. Il condono, a mio avviso, è trattato in modo ipocrita, tant'è che non si usa neanche la parola «condono», perché non si ha il coraggio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Probabilmente è una questione di ragion di Stato all'interno della maggioranza e le poche cose che erano vero condono sono state rimosse in extremis . Il 17 luglio, intervenendo in quest'Aula, avevo detto che, secondo me, per il condono si può abbandonare l'ipocrisia e togliersi ogni remora morale se è finalizzato agli investimenti. Se, invece, il condono corrisponde al detto «Pochi, maledetti e subito» e finanzia la spesa corrente, in realtà intacca il tesoretto che c'è, perché il condono fa parte del monte dei depositi bancari, sotto forme diverse, degli italiani, che viene spostato per finanziare la spesa corrente, perché il bilancio dello Stato ha delle spese correnti tutte legittime, ma alcune politicamente giuste e condivisibili e altre meno, come il famoso reddito di cittadinanza. Le aspettative di gettito, a mio avviso, sono sopravvalutate. Non ci saranno, ma lo Stato, a differenza di un'impresa privata o di un ente pubblico locale, può dire tranquillamente che aspettava un incasso di milioni o miliardi e poi, se questo non c'è, tutto va nel debito pubblico e torniamo donde eravamo partiti. Ma si parla di lotta all'evasione, che va fatta attraverso il condono: in questo modo emerge il reddito non dichiarato e le irregolarità formali, e queste ci stanno. Ciò, però, obbedisce a un principio, che non voglio credere sia il pensiero della maggioranza, secondo il quale gli italiani sono tutti evasori e, quindi, vanno controllati da mattina a sera. Noi di Forza Italia obbediamo a un altro principio: gli italiani sono tutti brava gente; tutto è permesso, tranne ciò che è vietato e non il contrario; se c'è qualcosa che non va, ci sono gli organi preposti a controllare e se potessero farlo, lasciando perdere le irregolarità formali, le piccole questioni o i piccoli evasori, forse neanche avremmo bisogno di pensare al condono. Tutto è soggetto a controllo, tutto è ANAC e non facciamo le opere pubbliche perché altrimenti c'è la mafia e la corruzione. Applicare un tale principio è sovversivo, perché genera ciò che è avvenuto in Italia in questi anni: il blocco di tutto. Qualcuno paventa o parla di un magazzino fiscale di 850 miliardi di euro che, a mio avviso, non esistono. Non posso poi non dire che non è stata citata la Bolkestein in questo decreto fiscale, che era un cavallo di battaglia di Forza Italia che era stato condiviso dall'Aula. Sulle BCC (Banche di credito cooperativo) credo sia sommamente sbagliata la legge n. 49 del 2016, come è sbagliato l'emendamento che è passato, che va a dire: cerchiamo di difendere, come in diritto, il principio di mutualità, ma lo fa la capogruppo, che è una SpA, la quale non obbedisce alla mutualità. Assisteremo quindi alla fine di queste banche che sono situate nei paesi della loro ricchezza storica, rispetto alle famiglie italiane. E poi vogliamo parlare di difendere i paesi! (Il microfono del senatore Perosino inizia a lampeggiare). Devo interrompere, Presidente? Avevo sette minuti. PRESIDENTE. No, veramente le ho concesso un altro minuto. Finché non le dico di interrompere, può continuare; avendo soltanto un minuto, però, la prego di avviarsi a concludere. PEROSINO (FI-BP) . Concludo sulla fattura elettronica: spero che il Garante della privacy faccia desistere quelli che sono fissati su quest'argomento. Ne ha parlato il collega Damiani la settimana scorsa, al question time , e il ministro Tria ha detto che si inventa la fattura elettronica, che sarà applicata, perché le ditte hanno difficoltà a gestire le fatture. Ma dove vive? Le ditte di fatture ne fanno di giorno e di notte, finché vogliono, a miliardi; basta avere la materia per fare una fattura, ossia la vendita di un prodotto o di un servizio. Si fanno tranquillamente. Sono fisicamente contrario alla fattura elettronica - e lo stesso discorso vale per le BCC - perché, a forza di deroghe ed esclusioni, ha creato un altro caos. Qui confondiamo - come ho già detto altre volte - la forma con la sostanza: ma pensiamo di ricavare due miliardi dalla fattura elettronica? E siamo di nuovo all'evasione. PRESIDENTE. Ora si avvii alla conclusione, grazie senatore. PEROSINO (FI-BP) . Queste sono note che riprenderemo. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Accoto. Ne ha facoltà. ACCOTO (M5S) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, il decreto-legge fiscale, dopo varie vicissitudini, approda oggi all'esame dell'Assemblea. Permettetemi di fare chiarezza e di enunciare i punti di forza di questo provvedimento, che contiene importanti elementi, volti a ripristinare un rapporto di fiducia tra i cittadini e lo Stato. Contrariamente a quanto espresso in maniera impropria e strumentale dall'opposizione, al fine di screditare l'intero provvedimento, in esso è esclusa ogni finalità condonistica. Il decreto-legge è stato pensato allo scopo di venire concretamente incontro alle esigenze dei cittadini, oggi sempre più in difficoltà, e rappresenta il primo passo verso una riscossione finalmente amica dei contribuenti. È opportuno instaurare una pace fiscale tra l'amministrazione e i cittadini, in modo da rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l'estinzione del debito mediante un saldo e uno stralcio dell'importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. A tale proposito, risulta importante sottolineare che l'articolo 4 sancisce, al comma 1, che sono automaticamente annullati i debiti d'importo residuo fino a 1.000 euro. Tale importo sarà calcolato alla data di entrata in vigore del decreto-legge e risulterà comprensivo di capitale, interessi per ritardate iscrizioni a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Stiamo parlando perlopiù di lavoratori autonomi, piccole imprese e singoli cittadini, non di grandi evasori, come falsamente decantato dall'opposizione. Inoltre, si deve evidenziare che l'intera prima parte del provvedimento è improntata alla pacificazione fiscale. Nello specifico, l'articolo 1 introduce la possibilità di definire in via agevolata i processi verbali di constatazione, pagando l'imposta contestata, con lo sconto di sanzioni e interessi.