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Avete bocciato il Ponte sullo stretto, ma non vi siete preoccupati di mettere in sicurezza il porto che permette l'attraversamento dello Stretto di Messina, che è attraversato da 2 milioni di mezzi e che non è stato realizzato per questo traffico. Non avete accolto l'emendamento del porto e nemmeno quello dell'aeroporto di Reggio Calabria. Voi del MoVimento 5 Stelle, rappresentate il 74,56 per cento degli eletti al Sud; avreste potuto fare tanto per il Sud, ma non c'è traccia di Sud nel vostro maxiemendamento. C'è soltanto l'elemosina: il reddito di cittadinanza. È una vergogna per il nostro Paese. I cittadini del Sud non si sentono di vivere con dignità in questo Paese. Potevate fare molto di più. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fazzolari. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, in queste poche ore di dibattito abbiamo sentito critiche feroci alla manovra di Governo arrivare anche dalla sinistra e dalla ex maggioranza che abbiamo avuto negli ultimi cinque anni. Certo, così è facile prestare il fianco a chi dice: «Da che pulpito...» C'è poco da fare, le ricette che abbiamo avuto negli ultimi cinque anni - è inutile che ce lo nascondiamo - non hanno funzionato. Voglio evitare di ripetere cose già dette anche da me più volte, ma i numeri degli ultimi cinque anni del Governo di sinistra sono i numeri di una catastrofe: ultimi per crescita in Europa (la media europea nel 2017 è stata del 2,3 per cento e l'Italia si è assestata all'1,5 per cento); abbiamo assistito a un disastro per l'occupazione… MIRABELLI (PD) . Disastro per l'occupazione cosa? FAZZOLARI (FdI) . Il debito pubblico è esploso; il rapporto tra debito e PIL è cresciuto dell'8,5 per cento; il debito è salito di 270 miliardi e in cinque anni gli investimenti sono diminuiti di 8 miliardi eccetera. COLLINA (PD) . I gatti e il topolino li vedi su «Topolino». FAZZOLARI (FdI) . Questi sono i dati degli ultimi cinque anni. Serviva un cambiamento. MIRABELLI (PD) . Sull'occupazione? Non abbiamo capito i dati sull'occupazione. FAZZOLARI (FdI) . È arrivato il Governo del cambiamento perché serviva un cambiamento. Peccato che il cambiamento non c'è stato perché la discussione surreale che abbiamo oggi è che la sinistra sta contestando una manovra che è in continuità con le sue manovre. State giocando in casa tra di voi. Questa manovra, infatti, ripete esattamente gli orrori e gli errori delle manovre degli ultimi cinque anni, non solo nei numeri. Il Governo del cambiamento era partito lancia in resta a dichiarare guerra all'Unione europea dicendo di finirla con l'austerità e che avrebbero previsto un deficit del 2,4 per cento. Hanno stappato lo champagne per questo. La ricetta era sbagliata perché - un briciolo di conoscenze di macroeconomia potrebbero servire quando uno deve fare una manovra economica - le politiche espansive dal lato della domanda solo su spesa corrente non hanno mai funzionato nella storia delle economie occidentali; quindi, questa sarebbe stata la prima che, in teoria, faceva una politica espansiva basata solo sulla spesa corrente e non sugli investimenti. Mettendo però da parte questo elemento, almeno si poteva dire di essere di fronte a una politica di cambiamento. Sfortunatamente neanche questo, perché partiti lancia in resta, al primo «buh!» dell'Unione europea ci siamo arresi: abbiamo alzato bandiera bianca e calato le braghe. E adesso abbiamo una manovra che prevede saldi ancora peggiori di quelli previsti negli anni precedenti, quindi un deficit del 2 per cento e per di più interamente in spesa corrente. Ora, noi tifiamo sempre per l'Italia ma una brutta figura così mi chiedo perché l'abbiamo dovuta fare. Se si aveva l'intenzione di essere così poco combattivi sarebbe stato meglio non dichiarare guerra. Non si dichiarano le guerre per poi fare delle figuracce e arrendersi alla prima difficoltà. Faccio un inciso: a proposito della manovra abbiamo sentito dire «prima gli italiani». Mi spiegate, allora, perché la manovra che stiamo per approvare l'hanno conosciuta e la conoscono Juncker e Moscovici e non la conosciamo noi che siamo il Parlamento italiano? Prima gli italiani cosa? (Applausi dal Gruppo FdI) . La manovra dovremmo conoscerla prima noi e poi dovremmo trasferirla a Bruxelles, non viceversa. La verità è che le argomentazioni di questa manovra erano così deboli che era anche difficile combattere per difenderla. Serviva una manovra sovranista. Che cos'è una manovra sovranista noi lo diciamo da sempre perché, per capirci, noi eravamo sovranisti prima ancora che questo termine diventasse di moda e chi scopre in tarda età di diventare sovranista, magari si confonde e non capisce esattamente di che cosa sta parlando. Una manovra sovranista è, ad esempio, quella fatta da Trump negli Stati Uniti: investimenti pubblici e riduzione delle tasse, anche pagata in deficit ma deficit interamente destinato a investimenti pubblici e riduzione delle tasse. I risultati si vedono e l'economia americana sta volando. È quello che abbiamo fatto noi? No, e infatti non c'è alcuna riduzione delle tasse. Addirittura rispetto ai soldi presenti nell'ultima manovra che abbiamo potuto vedere (perché questa sarà addirittura peggiore) vi sono 6 miliardi in più di tasse sulle imprese, e non sulle grandi perché almeno la metà di queste graveranno sulle PMI. Nessuna flat tax ovviamente, e, sempre dai numeri che avevamo finora, a fronte dei 18 miliardi in più di deficit per finanziare la spesa corrente, abbiamo solamente 3 miliardi in più per finanziare investimenti. Questo fa capire qual è l'orientamento di questa manovra. Oppure, una manovra sovranista è la manovra che stanno attuando i Paesi di Visegràd nella quale concentrano gran parte delle loro risorse al sostegno alle famiglie per un piano di natalità serio. Anche a questo proposito in questa manovra non c'è nulla. Una manovra sovranista avrebbe guardato all'unità territoriale della propria Nazione (mentre il divario Nord-Sud resta inaccettabile) e avrebbe concentrato le proprie risorse nel Sud, così come ad esempio ha fatto la Germania al momento della riunificazione, concentrando gran parte delle proprie risorse a riassorbire i territori dell'Est. Tutto ciò che noi non abbiamo fatto perché questa non è una manovra sovranista. D'altronde che questa fosse, purtroppo, la naturale conclusione di una farsa era più che prevedibile. Beppe Grillo lo aveva annunciato anni fa, dicendo fieramente che grazie al MoVimento 5 Stelle in Italia non era cresciuta la destra. Bene, questo inganno per fortuna sta finendo. Con questa manovra abbiamo stabilito chi sono i sovranisti e chi può sfidare i tecnocrati di Bruxelles e non è certo questo Governo grillo-leghista ma solamente i sovranisti di Fratelli d'Italia. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) .