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Il comma 1, lettera b) , sostituisce l'articolo 20 del decreto legislativo n. 231 del 2007. Gli standard internazionali del GAFI obbligano i Paesi a dotarsi di sistemi e procedure strutturate di valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo in modo che sia garantito ai destinatari degli obblighi posti di graduare l'intensità dei presidi adottati, concentrandosi sulle aree di maggior rischio rilevate, in concreto, nell'esercizio della propria attività. Il nuovo articolo 20 («Analisi e valutazione del rischio») introduce l'obbligo specifico, per i destinatari del decreto n. 231 del 207, di prevedere procedure basate sul rischio adeguate alle rispettive dimensioni e attività, nonché di documentare, aggiornare e mettere a disposizione delle autorità competenti, le misure adottate. I soggetti obbligati dovranno, inoltre, essere in grado di dimostrare l'adeguatezza e proporzionalità delle misure attuate, alle autorità di vigilanza di settore e agli ordini e collegi professionali. Il comma 1, lettera c) , sostituisce l'articolo 21. Nel lasciare immutata la previsione del comma 1, la proposta introduce due nuovi commi. Il nuovo comma 2 dell'articolo 21 prevede che il cliente-fiduciario di trust espressi detenga e conservi informazioni accurate ed aggiornate sui soggetti e gli assets fondamentali implicati nel trust di cui è fiduciario e, qualora agisca in qualità di trustee , riveli al destinatario dell'obbligo di adeguata verifica il suo status . La previsione risponde allo standard internazionale di cui alla raccomandazione 25 GAFI/FATF che impone ai Paesi di adottare misure atte ad impedire l'utilizzo di negozi e strumenti giuridici di natura fiduciaria per fini illeciti. La disposizione è peraltro strettamente allineata alle attuali previsioni della proposta di IV direttiva antiriciclaggio (articolo 30). Il nuovo comma 3 dell'articolo 21 prevede l'obbligo, in capo alle imprese dotate di personalità giuridica e tenute all'iscrizione nel registro delle imprese, di individuare il proprio titolare effettivo e comunicarlo ad un'apposita sezione del medesimo registro. L'accesso alla sezione viene riservato alle autorità di vigilanza del settore, alla UIF, alla Guardia di finanza e alla DIA e consentito anche, previo accreditamento e dietro il pagamento dei diritti di segreteria di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, ai soggetti destinatari degli obblighi di adeguata verifica della clientela. I dati e le informazioni oggetto di comunicazione al registro delle imprese vengono individuati con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Con lo stesso decreto vengono altresì disciplinati i termini e le modalità di comunicazione e di consultazione dei dati e delle informazioni di cui sopra. Conformemente a quanto enunciato negli standard internazionali GAFI/FATF (raccomandazioni nn. 24 e 25 e relative note interpretative), la disposizione, al pari di quella introdotta con il comma 2, si propone di dettagliare e dare attuazione all'obbligo gravante sugli Stati di strutturare processi di acquisizione, aggiornamento e reale messa a disposizione delle informazioni relative alla titolarità effettiva delle persone giuridiche. Lo stesso principio è contenuto nella proposta di IV direttiva antiriciclaggio che, all'articolo 29, stabilisce che gli Stati membri assicurano che le società o entità giuridiche stabilite nel loro territorio ottengano e mantengano informazioni accurate, adeguate e aggiornate sui propri titolari effettivi e che tali informazioni siano prontamente messe a diposizione delle autorità competenti nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. L'impegno del legislatore nazionale in materia di trasparenza a fini di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per fini illegali è stato altresì ufficialmente ribadito in seno al G8, che ha richiesto agli Stati della Comunità internazionale componenti il consesso di rendere puntualmente conto delle iniziative concretamente messe in campo per il contrasto dei fenomeni di occultamento e dissimulazione dei flussi finanziari di provenienza criminale. Al comma 1 dello stesso articolo 30 del disegno di legge, le lettere d) ed e) rispettivamente sostituiscono ed abrogano gli articoli 25 e 26. La sostituzione dell'articolo 25 è giustificata dalla necessità di escludere un'esenzione totale, per determinati soggetti o determinati contratti/prodotti caratterizzati da un basso rischio, dagli obblighi di adeguata verifica della clientela. L'attuale disposizione prevede, di fatto, un'esenzione totale dai suddetti adempimenti nelle ipotesi previste dall'articolo 25, comma 1 e 3, per i prodotti ritenuti a basso rischio e individuati dal comma 6, nonché, previa autorizzazione del Ministro dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 26, per qualunque altro prodotto o transazione caratterizzato da un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Tale esenzione totale è in contrasto con gli standard GAFI sull'applicazione della SDD ( semplified due diligence ). L'applicazione di misure semplificate di adeguata verifica della clientela deve, infatti, tener conto degli esiti di una concreta valutazione del rischio, non essendo ritenuto sufficiente dal GAFI l'obbligo di raccogliere informazioni sufficienti per stabilire se il cliente possa beneficiare della verifica semplificata (articolo 25, comma 4). Per coadiuvare i destinatari della normativa nella valutazione del rischio strumentale alla graduazione dell'intensità delle misure di adeguata verifica, l'articolo 4 dell'allegato tecnico, anch'esso novellato, fornisce un'elencazione non esaustiva di fattori sintomatici di situazioni potenzialmente a basso rischio di riciclaggio. L'articolo 25 sostitutivo dell'attuale disposizione, nel rimettere ad una valutazione del rischio ad opera del soggetto obbligato la possibile applicazione di obblighi semplificati, esclude, tuttavia, la SDD nelle ipotesi in cui l'identificazione effettuata con modalità «semplificate» risulti non attendibile. Gli obblighi semplificati di adeguata verifica sono comunque esclusi nelle ipotesi in cui sussista un sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. La soppressione dell'articolo 26 (che prevede i criteri tecnici per l'autorizzazione, da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, di applicazione di obblighi semplificati) è la diretta conseguenza della sostituzione dell'articolo 25. La lettera f) del comma 1 prevede l'abrogazione del comma 6- bis dell'articolo 36 (Obblighi di registrazione). Il citato comma, di cui si propone la soppressione, prevede che le disposizioni inerenti gli obblighi di registrazione non trovino applicazione nelle ipotesi di esenzione dagli obblighi di adeguata verifica previste dal vigente articolo 25.