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La lettera c) sopprime l'attribuzione in capo al Ministro dell'interno della competenza a limitare o vietare l'ingresso, il transito, la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di sicurezza pubblica o di contrasto di violazioni delle leggi sull'immigrazione. Tale disposizione era stata introdotta dal decreto-legge n. 53 del 2019. La lettera d) sopprime le disposizioni sulla multa a seguito della violazione del divieto di ingresso, transito o sosta nelle acque territoriali italiane, nonché sulla confisca ed eventuale distruzione dell'imbarcazione, previste dal decreto-legge n. 113 del 2020. La lettera e) concerne il divieto di respingimento e di espulsione. Riscrive le disposizioni recate dall'articolo 19 del testo unico dell'immigrazione, estendendo l'ambito di applicazione del divieto. In particolare, tra i motivi di persecuzione che determinano il divieto di respingimento è stato introdotto dalla Camera anche l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Ulteriori disposizioni incidono - ampliandone il perimetro - sulla previsione circa il divieto di respingimento o espulsione o estradizione di una persona verso uno Stato nel quale si ritenga possa essere sottoposta a tortura. Il divieto è ora esteso a fondati motivi che inducano a ravvisare un rischio di trattamenti inumani e degradanti. Una modifica approvata durante l'esame presso la Camera richiama altresì il rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano. Il divieto è del pari esteso a fondati motivi per ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che depongano in senso contrario ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica, di protezione della salute, nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Al fine di definire maggiormente questa dimensione (non considerata nel dispositivo del testo unico dell'immigrazione, ma presente negli orientamenti giurisprudenziali) la nuova norma prevede che si tenga conto "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine". Si prevede, inoltre, che lo straniero per il quale valga il divieto di espulsione e al quale non sia accordata la protezione internazionale, ottenga un permesso di soggiorno per protezione speciale, rilasciato dal questore previo parere della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Le lettere f) , g) , h) e i) recano disposizioni relative ad alcuni permessi speciali di soggiorno previsti dal testo unico dell'immigrazione: per calamità; per motivi di lavoro del ricercatore; per minori stranieri non accompagnati al compimento della maggiore età; per cure mediche. La lettera i- bis ) , introdotta nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, dispone in ordine al soggiorno di breve durata di studenti di filiazioni universitarie straniere. Il comma 2 dispone che, fermo restando quanto previsto dall'articolo 83 del codice della navigazione, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, in conformità con la Convenzione di Montego Bay del 1982, il Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e previa informazione al Presidente del Consiglio dei ministri, possa limitare o vietare il transito e la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale. È al contempo disposta l'esclusione per le operazioni di soccorso effettuate nel rispetto delle indicazioni della competente autorità per la ricerca e soccorso in mare emesse sulla base degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali in materia di diritto del mare nonché  come specificato nel corso dell'esame presso la Camera  della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e delle norme nazionali, internazionali ed europee in materia di diritto di asilo. Nei casi di inosservanza del divieto o del limite posto, è prevista una multa da 10.000 a 50.000 euro (che si aggiunge alla reclusione fino a due anni già prevista per le violazioni all'articolo 83 del codice della navigazione). Sono contestualmente oggetto di abrogazione le disposizioni inserite dal decreto-legge 53 del 2019 che prevedevano una sanzione amministrativa da 150.000 euro a 1.000.000 euro, la responsabilità solidale dell'armatore con il comandante e la confisca obbligatoria della nave utilizzata nel caso di violazione del provvedimento di divieto o limitazione di ingresso, transito o sosta delle navi. L'articolo 1- bis , introdotto durante l'esame presso l'altro ramo del Parlamento, novella l'articolo 12 del testo unico dell'immigrazione. In particolare, prevede l'assegnabilità anche a enti del Terzo settore di beni sequestrati nel corso di operazioni di polizia di prevenzione e repressione dell'immigrazione clandestina. Nel caso si tratti di imbarcazioni, tali enti procedono allo smaltimento. L'articolo 2 interviene sulla procedura di esame delle domande di protezione internazionale, sulla relativa decisione e sulle procedure di impugnazione, attraverso alcune modifiche al decreto legislativo n. 25 del 2008, di attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato. Con una modifica approvata dalla Camera, si prevede che l'audizione dell'interessato da parte delle commissioni territoriali possa essere disposta anche mediante collegamenti audiovisivi a distanza, nel rispetto della riservatezza dei dati. Viene poi modificata la procedura di esame prioritario e di esame accelerato delle domande di riconoscimento della protezione internazionale, prevedendo, tra l'altro, che le domande presentate da richiedenti per i quali è stato disposto il trattenimento in uno hotspot o in un centro di permanenza per i rimpatri e delle domande presentate da cittadini provenienti da un Paese di origine sicuro, fermo restando l'esame con procedura accelerata, non siano più esaminate in via prioritaria. Inoltre, rientrano nella procedura accelerata le domande presentate da persona sottoposta a procedimento penale, o condannata con sentenza anche non definitiva, per gravi reati. I minori stranieri non accompagnati e, come specificato nel corso dell'esame presso la Camera, i soggetti portatori di esigenze particolari (quali minori, disabili, anziani, vittime di tratta) sono esclusi dall'applicazione della procedura accelerata delle domande. A questi ultimi, inoltre, non si applica la disciplina in materia di domande manifestamente infondate. In caso di domanda di asilo reiterata in fase di esecuzione di un provvedimento di allontanamento, questa non viene più considerata automaticamente inammissibile ma è comunque esaminata dalla commissione territoriale entro tre giorni. Viene portata da uno a due anni la durata del permesso di soggiorno per protezione speciale rilasciato, a determinate condizioni, a coloro ai quali è stata respinta la domanda di protezione internazionale.