[massime]

Impiego pubblico - Presidenza del consiglio dei ministri - Personale di ruolo - Esclusione dalla procedura di inquadramento verticale, in una qualifica superiore (già previsto per il personale in posizione di comando o di fuori ruolo, dopo un biennio di lodevole esercizio di mansioni superiori) - Prospettato contrasto con i principî di ragionevolezza e parità di trattamento - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, denunziato, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, sotto il profilo che escluderebbe “implicitamente” i dipendenti di ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, dalla facoltà, riconosciuta al personale di qualifiche funzionali e ad esaurimento, in servizio presso la Presidenza medesima alla data di entrata in vigore della legge n. 400 del 1988, in posizione di comando o fuori ruolo, di chiedere l’inquadramento nella qualifica funzionale della carriera immediatamente superiore, con il profilo professionale corrispondente alle mansioni superiori lodevolmente esercitate per almeno due anni. Non è infatti configurabile alcuna violazione degli invocati parametri, in quanto la situazione all’esame del giudice rimettente, relativa a dipendente di ruolo, non può essere assimilata a quella dei soggetti beneficiari della norma censurata, avente i caratteri di transitorietà ed eccezionalità, finalizzati alla disciplina di situazioni peculiari e contingenti, e pertanto tale situazione estranea rimane alla 'ratio' della norma stessa. - V. sentenza n. 431/1997. A.M.M.