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nel luglio 2015 la motonave "Ivy", un cargo di bandiera delle isole Cook diretto al porto di Varna, nel mar Nero, ha perso nelle acque del golfo di Follonica (Grosseto) 63 tonnellate di rifiuti suddivisi in 56 ecoballe costituite prevalentemente da materiale plastico pressato, utilizzabile come combustibile solido secondario (CSS) per alimentare termovalorizzatori; al momento circa 40 ecoballe risultano ancora giacenti sul fondale marino, nelle vicinanze dell'isolotto di Cerboli, a sud dell'isola d'Elba. La permanenza in mare aumenta giorno per giorno il rischio che si sfaldino gli imballaggi e che si disperdano tonnellate di plastiche eterogenee in mare e sulle coste vicino al santuario internazionale dei cetacei "Pelagos" e al parco nazionale dell'arcipelago toscano; dopo la caduta in mare la spazzatura in parte è riemersa e si è spiaggiata lungo la costa dell'isola d'Elba, e un'altra parte è stata ripescata accidentalmente dai pescatori locali; si sono verificati inquinamenti da plastiche sulle spiagge del comune di Rio Marina dell'isola d'Elba, a testimoniare il probabile progressivo deterioramento degli imballaggi e il rilascio dei rifiuti sul fondo del mare è in aumento; da ultimo, il 17 maggio 2020, è stato anche registrato l'avvistamento di un "fiume di plastica", orientato da sudest verso nordovest, trasportato della forte corrente a due miglia di distanza dal porto di Salivoli a Piombino; quindi, come afferma l'ISPRA, appare ormai "indifferibile" l'intervento di recupero delle ecoballe dal fondale marino al fine di evitare che con la rottura degli imballaggi si verifichi un vero e proprio disastro ambientale; un tempestivo intervento è stato ritenuto urgente anche da a seguito delle risultanze analitiche dell'ARPA Toscana; con decreto del Presidente della Repubblica in data 25 giugno 2019, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 400 del 1988, è stato nominato commissario straordinario del governo il contrammiraglio Aurelio Caligiore, capo del reparto ambiente marino del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un ufficiale in servizio effettivo del Corpo delle Capitanerie di porto; proprio in relazione a tale incarico l'Autorità garante della concorrenza e del mercato in data 20 dicembre 2019 ha avviato il procedimento volto a verificare l'eventuale incompatibilità con l'ulteriore incarico di commissario straordinario; il termine entro il quale dovrebbe concludersi il procedimento è stato prorogato da ultimo al 31 luglio 2020; considerato che: il ruolo dell'attuale commissario è delineato al citato art. 11 della legge n. 400 come quello di un organo che ha solo funzioni di indirizzo e coordinamento esclusivamente operativo tra amministrazioni statali ordinariamente competenti, ne consegue che tempi e procedure ordinarie sono inconciliabili con la situazione emergenziale che impone di intervenire tempestivamente per evitare che il rischio ambientale in atto, stante il progressivo deterioramento degli involucri, si trasformi in un disastro ambientale; le potestà attualmente attribuite al commissario ex art. 11 non consentono di effettuare l'intervento di recupero urgente dei rifiuti rimasti sui fondali, anche indipendentemente dall'esito del procedimento avviato dall'Autorità; pertanto sembra opportuno valutare l'opzione di dichiarare l'emergenza nazionale e nominare un commissario delegato ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 1 del 2018, quindi con la potestà di adottare misure che trascendono le ordinarie capacità operative degli enti competenti mediante l'esercizio di facoltà non previste a legislazione vigente, evitando anche la complessità delle procedure occorrenti per indire un appalto pubblico europeo, si chiede di sapere se e quali iniziative di propria competenza si intenda intraprendere per evitare che, perdurando l'attuale situazione di stallo, si verifichi un danno grave all'ambiente marino e costiero alla luce delle problematiche di ordine operativo e amministrativo evidenziate. Atto n. 3-01628 CANGINI BINETTI CALIENDO CALIGIURI CESARO FERRO GALLONE MALAN MODENA PAGANO PAROLI PEROSINO PICHETTO FRATIN ROSSI SCHIFANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'Italia è probabilmente l'unico Paese della comunità internazionale dove ogni Legislatura parlamentare che esprime un Governo diverso dal precedente è accompagnata da una nuova organizzazione scolastica dell'istruzione. Mentre i Paesi OCSE e quelli non OCSE ad economia avanzata perseguono un cammino rettilineo nel tempo che ha come obiettivo preciso ed unico quello di rendere l'istruzione un momento altamente formativo per lo studente in termini culturali, civici, di capacità relazionale e critica, ed un trampolino di lancio per il suo futuro professionale, in Italia nel corso degli anni si è assistito un graduale depauperamento culturale e ad una minor capacità competitiva delle nostre giovani generazioni rispetto a quelle di altri Paesi, dove la scuola di qualità, selettiva, che remunera in modo consono gli insegnanti, è considerata, insieme alla famiglia e al lavoro, la pietra d'angolo della società sulla quale costruire un Paese prospero in termini sociali ed economici; in questo periodo di emergenza sanitaria la scuola si è necessariamente dovuta rimodulare per non sospendere i programmi di studio senza tuttavia avere i mezzi tecnologici necessari per l'insegnamento a distanza. Una scuola che si è rimodulata affidandosi senza alcuna esitazione alle risorse tecnologiche personali degli insegnanti e degli studenti. Una scuola che si è dovuta adeguare a continui mutamenti di indirizzo del Ministro, anticipati a mezzo stampa, su esami, scrutini, rientro a scuola di insegnanti e studenti che hanno determinato incertezze nel corpo insegnante, nelle famiglie e negli studenti su tempi, modalità, organizzazione dello studio; la comunicazione non chiara ha naturalmente sollevato perplessità sull'azione del Governo e sulla sua capacità organizzativa di una realtà, quale quella della scuola e dell'insegnamento, articolata e complessa; dalle ultime dichiarazioni alla stampa dell'architetto e professore di disegno industriale Giulio Ceppi, del comitato di esperti del Ministro in indirizzo, parrebbe che il Governo si stia indirizzando in modo certo e definitivo verso un modello di educazione, formazione e istruzione denominato "scuola ibrida". Le dichiarazioni, oltre a palesare una totale inadeguatezza del comitato di esperti a collaborare con le istituzioni dando come acclarate e di certa applicazione loro decisioni ancor prima che vengano conosciute e valutate dal Parlamento, non lasciano dubbi su quello che dovrebbe essere il futuro della scuola in Italia: "Stiamo lavorando su un modello molto più ibrido, che adesso seguirà ancora la forzatura che il Covid ci impone, ma che nel tempo diventerà una modalità permanente. Lavorare con tempi diversi, con modalità diverse, con le differenze che ogni scuola vorrà applicare a seconda del numero di studenti, di come è collocata nel territorio. [Si tratterà] di avere tre piattaforme su cui lavorare: la fisicità della scuola, che è quella a cui siamo tutti abituati- andare a scuola.