[pronunce]

La prima di tali disposizioni stabilisce che, per la sua attività, l'ARAN si avvale delle risorse derivanti dai contributi posti a carico delle singole amministrazioni dei vari comparti, da corrispondersi in misura fissa per dipendente in servizio (lettera a), nonché di quote, a carico dei soggetti che se ne avvalgono, per l'assistenza alla contrattazione integrativa e per le altre prestazioni eventualmente richieste (lettera b). Il comma 9, a sua volta, dispone che la riscossione dei contributi di cui al comma precedente è effettuata, per le amministrazioni dello Stato, direttamente attraverso la previsione di spesa complessiva da iscrivere nell'apposito capitolo dello stato di previsione di spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri (lettera a), e, per le amministrazioni diverse dallo Stato, mediante un sistema di trasferimenti da definirsi tramite decreti del Ministro per la funzione pubblica di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e, a seconda del comparto, dei Ministri competenti, nonché, per gli aspetti di interesse regionale e locale, previa intesa espressa dalla Conferenza unificata Stato-regioni e Stato-Città (lettera b). Lo stesso art. 50, al comma 16, non indicato tra le disposizioni considerate nella adozione dell'impugnato decreto, stabilisce che "le regioni a statuto speciale e le province autonome possono avvalersi, per la contrattazione collettiva di loro competenza, di agenzie tecniche istituite con legge regionale o provinciale ovvero dell'assistenza dell'ARAN ai sensi del comma 2". Ed è proprio dalla mancata considerazione, nella adozione del decreto ministeriale oggetto del presente conflitto, della particolare condizione di autonomia costituzionalmente spettante alle regioni a statuto speciale e, per quel che qui direttamente rileva, alle province autonome di Trento e di Bolzano, che deriva la lesione delle attribuzioni loro garantite. Il decreto impugnato, infatti, pretende di applicarsi non solo alle amministrazioni diverse dallo Stato per le quali la rappresentanza negoziale è affidata all'ARAN, ma anche alle province autonome, alle quali l'art. 50, comma 16, del d.lgs. n. 29 del 1993 rimette la scelta tra la istituzione di agenzie tecniche per la contrattazione in ambito provinciale e l'utilizzazione dell'ARAN, quale rappresentante della parte pubblica. Ebbene, sia la provincia autonoma di Trento [legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (Revisione dell'ordinamento del personale della provincia autonoma di Trento)], sia la provincia autonoma di Bolzano [legge provinciale 10 agosto 1995, n. 16 (Riforma dell'ordinamento del personale della provincia)] hanno esercitato la facoltà loro riconosciuta nel senso di provvedere autonomamente, attraverso propri organismi, alla contrattazione collettiva in ambito provinciale. Pertanto, poiché non è contestato che entrambe le province autonome, per la contrattazione collettiva del comparto sanità, non si sono avvalse della rappresentanza dell'ARAN, come pure in astratto sarebbe stato possibile, la pretesa dello Stato che contribuiscano anch'esse al finanziamento dell'ARAN in relazione proprio alla contrattazione per il personale di quel comparto risulta lesiva, ad un tempo, delle attribuzioni che statutariamente spettano alle ricorrenti in materia di stato giuridico ed economico del personale addetto alle istituzioni e enti sanitari (art. 2 del d.P.R. n. 474 del 1975, come modificato dall'art. 1 del d.lgs. n. 267 del 1992) e della loro autonomia finanziaria. 3. - L'Avvocatura dello Stato, sia negli atti di costituzione che nel corso della discussione in pubblica udienza, ha sostenuto che il decreto in questione potrebbe essere interpretato in modo tale da salvaguardare la speciale posizione di autonomia delle ricorrenti: ad avviso della difesa erariale, infatti, sarebbe evidente che il decreto in tanto potrebbe applicarsi alle province autonome, in quanto queste si siano in concreto avvalse delle prestazioni dell'ARAN. La Corte ritiene però che, in considerazione non solo della formulazione letterale delle disposizioni del decreto del Ministro della funzione pubblica in data 18 ottobre 1999, ma anche del suo contenuto, una soluzione meramente interpretativa non sia possibile. Il decreto impugnato, che è attuativo dell'art. 50, comma 8, lettera a), riguarda cioè la contribuzione ordinaria, include espressamente le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano tra i destinatari dell'obbligo di contribuzione secondo le modalità in esso previste. Inoltre, proprio perché applicabile alle province autonome, il medesimo decreto autorizza il Ministero del tesoro a trattenere gli importi ritenuti dovuti a titolo di contribuzione in favore dell'ARAN sulle somme spettanti a qualunque titolo alle province stesse, le quali, a differenza delle regioni a statuto ordinario, non ricevono apporti a carico del Fondo sanitario nazionale. Del resto, il fatto che, successivamente alla proposizione degli attuali ricorsi per conflitto, il Ministro della funzione pubblica abbia richiesto, ed ottenuto, l'intesa della Conferenza unificata su un decreto ministeriale volto a modificare quello impugnato, per stabilire che le disposizioni in questo contenute si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome solo nel caso in cui si avvalgano, per la contrattazione collettiva, dell'assistenza dell'ARAN, rende evidente la impossibilità di una interpretazione del decreto impugnato che salvaguardi la speciale autonomia delle ricorrenti. 4. - A seguito dell'accoglimento del motivo di ricorso, fondato sulla illegittimità dell'onere di contribuzione imposto dal decreto ministeriale impugnato, resta assorbita l'ulteriore censura con la quale di quell'onere si contestano le modalità di adempimento.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, dichiara che non spetta allo Stato imporre alle province autonome di Trento e di Bolzano l'obbligo di corrispondere contributi a favore dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), a titolo di partecipazione alle spese di gestione relative alla contrattazione collettiva per il personale del comparto sanità e conseguentemente annulla il decreto del Ministro della funzione pubblica in data 18 ottobre 1999 concernente "Modalità di trasferimento dei contributi a favore dell'ARAN per il comparto Sanità, ai sensi dell'art. 50, comma 8, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29", nella parte in cui si riferisce alle province autonome di Trento e di Bolzano. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Mezzanotte Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 27 luglio 2001. Il cancelliere: Fruscella