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Disposizioni per l'introduzione della «Carta cultura per i lavoratori». Onorevoli Senatori. – La formazione culturale dei lavoratori è condizione fondamentale per la loro crescita umana e professionale. In alcuni paesi questo principio è stato trasformato in concrete azioni di governo. Il Programa de Cultura do Trabalhador – Vale Cultura , rappresenta uno degli esempi principali in questo campo, voluto dal Governo federale del Brasile, istituito con la legge n. 12761 del 27 dicembre 2012 e regolato con successivo decreto n. 8084 del 26 agosto 2013. Secondo l'articolo 2 della legge istitutiva, il programma ha i seguenti obiettivi: consentire l'accesso e il godimento di prodotti e servizi culturali, incoraggiare la visita a luoghi artistici e culturali e incoraggiare la partecipazione ad eventi e manifestazioni culturali e artistiche. Per valorizzare l'iniziativa il Governo federale brasiliano ha avviato una partnership con le aziende interessate a diffondere lo strumento tra i propri lavoratori. La misura ha portata nazionale. Il beneficio concesso al lavoratore tramite una carta prepagata magnetica è di circa 14,75 dollari al mese. L'importo, può essere utilizzato per acquistare CD, DVD, libri, riviste e giornali, o anche per pagare mensilmente corsi e workshop culturali su tutto il territorio nazionale. Le tasse sulla sicurezza sociale o i fondi di compensazione per il periodo di servizio non incidono sull'importo speso, con il Buono cultura, dalle società che offrono il beneficio ai propri dipendenti e la misura è esente dalle imposte sul reddito. Negli ultimi anni, soprattutto nel corso dell'ultima legislatura, anche il Governo italiano ha avviato importanti iniziative per lo sviluppo e la diffusione della cultura. L'articolo 1, commi 979-980, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) ha introdotto disposizioni finalizzate a promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale tra i diciottenni. In particolare – il testo dell'articolo 1, comma 979, come modificato dall'articolo 2- quinquies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89) – aveva previsto che a tutti i residenti nel territorio nazionale, in possesso, ove previsto, di permesso di soggiorno, che compivano 18 anni di età nel 2016, era assegnata una Carta elettronica – la cosiddetta Card cultura –, dell'importo nominale massimo di euro 500, da utilizzare per ingressi a teatro, cinema, mostre e altri eventi culturali, per spettacoli dal vivo, per l'accesso a musei, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali, nonché per l'acquisto di libri. A tal fine, il Governo ha autorizzato la spesa di euro 290 milioni per il 2016. Successivamente, tale previsione è stata estesa dall'articolo 1, comma 626, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) anche ai giovani che compivano 18 anni nel 2017, che potevano utilizzare la Card anche per l'acquisto di musica registrata, nonché di corsi di musica, di teatro o di lingua straniera. A tal fine, è stata autorizzata la spesa di euro 290 milioni per il 2017. Da ultimo, la legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018) ha rifinanziato l'iniziativa per il 2018 e per il 2019 con euro 290 milioni annui, intervenendo direttamente nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali (MIBAC). Inoltre, per il potenziamento delle competenze nel cinema, nei media, nelle tecniche di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, nonché per l'alfabetizzazione all'arte e per l'avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado, l'articolo 27, comma 1, lettera i) , della legge 14 novembre 2016, n. 220 e l'articolo 2, comma 4, lettera i) , della legge 13 luglio 2015, n. 107, hanno previsto la destinazione, ogni anno, di almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo per il cinema e l'audiovisivo e di almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo. In tal senso, tra le misure attivabili manca un analogo strumento a supporto dei lavoratori, ed ecco, dunque, la ratio dell'intervento normativo in oggetto. Il presente disegno di legge, consta di 10 articoli. L'articolo 1 stabilisce che, al fine di consentire l'accesso diffuso ai prodotti culturali, incoraggiare l'accesso a eventi e spettacoli culturali e artistici, sviluppare le attività di natura artistica e culturale, contribuire alla crescita culturale dei lavoratori, a tutti i prestatori di lavoro subordinato italiani o di altri Paesi membri dell'Unione europea e ai lavoratori stranieri non appartenenti ad uno Stato dell'Unione europea, che hanno raggiunto la maggiore età, che soggiornano stabilmente e regolarmente in Italia da almeno tre anni e che sono titolari di un permesso di soggiorno è assegnata, nel rispetto del limite di spesa di cui all'articolo 2, una Carta elettronica, denominata «Carta cultura per i lavoratori». L'articolo 2 prevede, invece, che il MIBAC è il soggetto responsabile della realizzazione della Carta cultura per i lavoratori. A tal fine, il MIBAC si avvale, nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, dell'Agenzia dell'Italia digitale, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, e, ai sensi dell'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, delle società SOGEI – Società generale d'informatica S.p. A. e CONSAP – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p. A. L'articolo 3 invece stabilisce che i soggetti beneficiari della «Carta cultura per i lavoratori» sono i soggetti iscritti al registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, che provvedono alla distribuzione della Carta cultura dei lavoratori ai dipendenti con un regolare rapporto di lavoro in essere. L'articolo 4 prevede, che la Carta cultura per i lavoratori sia realizzata dal soggetto responsabile di cui all'articolo 2 in forma di applicazione informatica, utilizzabile tramite accesso alla rete internet , nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, con riferimento, in particolare alle modalità e ai tempi di conservazione dei dati personali. Ai sensi dell'articolo 5, invece, la Carta è utilizzabile per acquisti presso le strutture e gli esercizi di cui all'articolo 6 e viene usata attraverso buoni di spesa assegnati ai dipendenti del soggetto beneficiario, ai sensi dell'articolo 4, comma 3. Ciascun buono di spesa è individuale e nominativo e può essere speso esclusivamente dai dipendenti del soggetto beneficiario registrato che ne hanno fatto richiesta.