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l'esigenza posta dalla "transizione ecologica" del PNRR richiede una nuova struttura delle imprese e del lavoro per incrementare fortemente l'occupazione nelle attività " green ", in particolare nel settore delle energie rinnovabili da sostituire impianti a combustibili fossili; gravi impatti negativi, ambientali e sanitari, e relativi alle trasformazioni necessarie al mondo del lavoro, possono derivare dalle resistenze al cambiamento, in particolare dai ritardi causati dal prevalere di interessi e logiche aziendali su quelli del Paese; ENI ha annunciato il 5 giugno scorso (si veda "Pianeta Verde" sul "Corriere della Sera" on line ) il suo piano di "neutralità climatica" al 2050 con la riduzione delle emissioni, rispetto al 2018, del 25 per cento, entro il 2030 e del 65 per cento entro il 2050. Tutti i piani nazionali assumono invece il 1990 come anno di riferimento: a giudizio degli interroganti ancorarsi al 2018 rappresenta dunque un'inaccettabile scorciatoia e un prolungamento capzioso di attività nocive e non più necessarie alla vita dei cittadini. Tali cifre di riduzione dimostrano che ENI si è dotata di piani industriali per la "decarbonizzazione" non adeguati alle esigenze della salute e alle politiche del PNRR, volte a combattere la grande minaccia di questo secolo, il cambiamento climatico, come riconosciuto anche dall'accordo di Parigi del 2016; gravi sono le potenziali conseguenze del ritardo e dell'insufficienza degli obiettivi ENI, testimoniati dall'accordo con ENEL, che provvederà alla decarbonizzazione dei siti ENI " hard to abate " ma anche dagli obiettivi al 2030 sulle fonti energetiche rinnovabili, molto inferiori rispetto a grandi compagnie europee operanti negli stessi settori: nuovi 60 gigawatt al 2050 contro i 100 di TOTAL e i 50 di British Petroleum. Non risulta nemmeno migliorato l'obiettivo di nuovi 15 gigawatt al 2030; ENI non sembra aver recepito l'insegnamento delle 7 maggiori compagnie internazionali oil & gas che nel 2020 hanno dirottato 87 miliardi di dollari di investimenti in settori diversi da petrolio e metano, e continua a ignorare il monito dell'International energy agency dei Paesi OCSE, la quale afferma che nel cammino verso la "neutralità climatica" al 2050 "non c'è più spazio per nuovi investimenti su petrolio e metano". Come dimostrato dal progetto "Carbon capture and storage" (CCS) di Ravenna, ENI continua a puntare invece proprio sul metano; ENI danneggia la salute dei cittadini mettendo a rischio, con gravi implicazioni economiche e sociali, il conseguimento da parte dell'Italia dell'obiettivo UE del 55 per cento di riduzione dei GHG al 2030, proprio mentre la Germania innalza al 65 per cento il suo obiettivo per il 2030, si chiede di sapere quali interventi i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, per quanto di loro competenza e dal momento che ENI è una società partecipata dallo Stato attraverso il Ministero dell'economia e delle finanze e la Cassa depositi e prestiti, affinché il gruppo dirigente ENI, che elabora strategia e programmi: a) desista dal perseguimento di politiche a danno degli interessi generali del Paese e, verosimilmente, non in grado di reggere la concorrenza sul mercato di compagnie operanti nello stesso settore, maggiormente pronte al cambiamento; b) cambi velocemente rotta, impegnandosi nella sostituzione dei combustibili fossili con energie rinnovabili, a difesa dell'ambiente, della salute e nell'adesione agli obiettivi UE, in particolare in conformità all'indicazione del 40 per cento entro il 2025 degli obiettivi 2030 di generazione elettrica da fonti rinnovabili, adempiendo così al ruolo che le compete come maggior ente energetico del Paese e con la capacità di innovazione e con il coraggio che contraddistinse il suo fondatore. Atto n. 4-05652 RUOTOLO MIRABELLI Al Ministro dell'interno Premesso che: il Consiglio comunale di Orta di Atella (Caserta), eletto il 10 giugno 2018 con il sindaco Andrea Villano, è stato sciolto con decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 282 del 2 dicembre 2019; lo scioglimento avviene a seguito del lavoro della commissione d'accesso. Nella relazione redatta dai funzionari della Prefettura emergono forme di ingerenza della criminalità organizzata, che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialità dell'attività comunale; il Tribunale di Napoli nord ha stabilito per l'ex sindaco Villano un turno di incandidabilità, però l'interessato ha presentato ricorso in appello; la Corte d'appello ha adottato un provvedimento ancora più duro, accogliendo la richiesta avanzata dal Ministero dell'interno: l'incandidabilità di Villano prorogata per due turni elettorali; all'interno della sentenza viene ripreso il decreto di scioglimento dell'amministrazione ortese approvato dal Consiglio dei ministri, su indicazione del Ministro in indirizzo, e nello specifico si evidenziano le criticità del piano urbanistico comunale (PUC), annullato poi dai commissari; l'amministrazione Villano è rimproverata di aver avuto un atteggiamento omissivo sul PUC, in quanto non avrebbe agito in autotutela, il che potrebbe essere stato il sintomo di possibili condizionamenti esterni. Secondo i giudici, l'amministrazione uscente non avrebbe mai reciso del tutto i propri legami con quella guidata in passato dall'allora sindaco Angelo Brancaccio, condannato a 4 anni e 8 mesi per associazione camorristica, ponendosi quindi in continuità con le vecchie logiche che hanno condizionato e determinato la vita politica di Orta di Atella; per quanto risulta agli interroganti la commissione straordinaria composta da Francesca Giovanna Buccino, Rosaria Maria Falasca e Lucia Guerriero lo scorso 8 giugno 2021 ha proceduto alla nomina del responsabile del V settore politiche del territorio, ingegnere Raffaele Villano, come responsabile del procedimento e della redazione del nuovo PUC; considerato che: il precedente piano è stato annullato dalla commissione straordinaria con delibera n. 15 del 14 luglio 2020 per l'ipotesi di un condizionamento esterno sull'amministrazione comunale; si constata che la commissione straordinaria nell'atto di nomina per la stesura del PUC ha affidato l'incarico all'ingegnere Raffaele Villano, che aveva redatto il PUC precedente e che risulta agli interroganti essere il cugino diretto dell'ex sindaco Andrea Villano; si evidenzia che agli interroganti appare alquanto inopportuna tale nomina, vista la parentela diretta del funzionario con l'ex sindaco e le possibili pressioni ambientali che potrebbero ripercuotersi su quell'ufficio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza dei fatti e se non intenda adottare, per una questione di opportunità, iniziative di competenza, visto che il Comune di Orta di Atella da anni è esposto a situazioni difficili, che colpiscono l'amministrazione pubblica, anche tenuto conto dell'estesa ingerenza della criminalità organizzata in quest'area. Atto n. 4-05653 MATRISCIANO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: