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Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende regolamentare anche in Italia le unioni stabili tra persone dello stesso sesso che non hanno, a tutt'oggi, alcun riconoscimento giuridico: un primato negativo del nostro paese non più accettabile dopo anni di attese e proposte legislative fallite. Uomini e donne dello stesso sesso, che stabiliscono relazioni affettive, sentimenti di solidarietà e vincoli di reciproca assistenza in convivenze stabili devono vedere riconosciuti i loro reciproci rapporti, in un assetto giuridico specifico che garantisca alcuni diritti e doveri civili. Questo disegno di legge non modifica la disciplina giuridica del matrimonio così come attualmente regolata dalla legislazione italiana o la concezione tradizionalmente intesa dell'istituto matrimoniale, né influisce in alcun modo sulla condizione giuridica dei figli o sulla disciplina delle adozioni dei minori. Il fine di questo disegno di legge è consentire ai cittadini dello stesso sesso legati da vincoli stabili di affetto di vedere riconosciuto il loro stato e di definire rapporti giuridici e patrimoniali, riconoscendo così un elementare principio di eguaglianza giuridica, secondo il dettato dell'articolo 3, primo comma, della Costituzione. La situazione legislativa italiana in materia è in evidente ritardo rispetto all'evoluzione della cultura giuridica europea. Nella cultura giuridica italiana, del resto, con sentenza della Corte costituzionale del 2012, si comincia ad affermare la necessità della tutela giuridica della coppia omosessuale, asserendo come essa sia titolare, oltreché del diritto individuale, riconosciuto all'articolo 2 della Costituzione, anche del diritto di vivere liberamente una condizione di coppia e di vedere tutelati giuridicamente specifici diritti e doveri. E quindi, in coerenza con il quadro giuridico europeo e con lo spirito di questa sentenza, mentre ribadiamo che la relazione omosessuale non rientra nello statuto giuridico del matrimonio, contemporaneamente affermiamo la necessità urgente del riconoscimento giuridico dell'unione affettiva tra persone dello stesso sesso. Il principio che sottende la presente normativa è che ad una maggiore estensione della libertà debba corrispondere anche un maggiore grado di responsabilità e che dunque al riconoscimento dei diritti di coppia seguano anche i doveri, e nel caso di scioglimento, le garanzie di tutela al partner più debole. La scelta di tenere distinto l'assetto giuridico delle unioni civili omosessuali da quello relativo alle coppie eterosessuali nasce dalla convinzione che, mentre equipararle potrebbe sembrare un'estensione delle libertà, secondo noi invece finirebbe per penalizzarle entrambe. Le coppie eterosessuali hanno infatti la possibilità di sposarsi se vogliono sancire la stabilità della loro unione, salvo che tale intendimento sia impedito da fatti precisi e concreti, ai quali la legge deve porre rimedio. Il disegno di legge prevede il riconoscimento delle unioni civili tra cittadini dello stesso sesso (articolo 1), attraverso un'unica modalità di registrazione che ne definisce carattere e contenuti (articolo 2 e 3). La ratio dell'articolato di questo disegno di legge è di non far derivare le norme dall'istituto giuridico del matrimonio, ma di stabilire un'autonoma disciplina dei rapporti giuridici e patrimoniali delle coppie omosessuali. L'introduzione di un nuovo istituto basato su una tale disciplina, proprio perché riservato alle sole coppie dello stesso sesso, non solo non influisce sulla natura del matrimonio, ma esclude che la sua disciplina complessiva e il nomen juris vengano estesi al nuovo istituto. Proprio per tali motivi, l'introduzione dell'unione civile registrata non interferisce in alcun modo con il disposto dell'articolo 29, primo comma, della Costituzione, quale che sia l'interpretazione che si intenda darne: i diritti della famiglia fondata sul matrimonio non sarebbero infatti compromessi, né modificati, né limitati, né intaccati dall'esistenza delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Abbiamo invece l'obbligo di garantire all'unione civile registrata un insieme di diritti e di doveri: la possibilità di scegliere un regime patrimoniale comune, così come la necessità di doveri di solidarietà all'interno dell'unione civile registrata (articoli 6 e 7); la necessità di garantire pari condizioni nei negozi e contratti sociali, nel campo del lavoro, dell'assistenza sanitaria, dell'abitare e dei diritti successori (articoli 8, 9, 10, 11, 13, 14 e 15), oltreché naturalmente le norme relative al trattamento previdenziale e pensionistico (articoli 16 e 19). L'articolo 17 prevede le modalità di scioglimento delle unioni civili registrate. Infine l'articolo 19 conferma l'intendimento di fondo secondo il quale non si intende in alcun modo influire sulla condizione giuridica dei figli o sulla disciplina delle adozioni dei minori. Come ci ha insegnato la storia recente, in Parlamento si sono accumulate decine di proposte di legge nelle scorse legislature che, lacerate da estremismi diversi, non hanno trovato una sintesi condivisa sulle unioni civili. Lo spirito di questo disegno di legge è quello di trovare un comune sentire su palesi e conclamati atti di ingiustizia che, senza modificare l'istituto del matrimonio, consenta però alle coppie omosessuali di vivere, con la serenità che deriva dalle giuste garanzie giuridiche, la propria vita affettiva.. 1 (Definizioni e finalità) 1 La presente legge, in attuazione dell'articolo 2 della Costituzione, disciplina i diritti e i doveri dell'unione omosessuale, intesa quale formazione sociale costituita tra due persone dello stesso sesso stabilmente conviventi. 2 Tale unione, ai fini della presente legge, viene denominata «unione civile registrata». 2 (Unioni civili registrate) 1 Possono contrarre tra loro un'unione civile registrata, secondo le modalità stabilite dalla presente legge, due persone fisiche, di maggiore età, dello stesso sesso anagrafico, almeno una delle quali in possesso della cittadinanza italiana, che intendono legarsi reciprocamente con un vincolo di solidarietà e di reciproca assistenza morale e materiale. 3 (Registro delle unioni civili registrate) 1 Presso l'Ufficio dello stato civile di ogni comune è istituito il registro delle unioni civili registrate. Il sindaco, un suo delegato o l'Ufficiale dello stato civile provvedono alla iscrizione nel registro delle unioni civili registrate, nonché alle relative annotazioni. La richiesta di iscrizione deve essere effettuata con dichiarazione contestuale. 2 Ai fini della presente legge i componenti l'unione civile registrata sono denominati « partner ». 3 Non può contrarre un'unione civile registrata chi è vincolato da un matrimonio o da altra unione civile registrata. 4 I partner mantengono ciascuno il proprio cognome, salvo che, all'atto della registrazione dell'unione civile registrata, stabiliscano che uno dei due, o entrambi, aggiungano al cognome dell'uno quello dell'altro. 4 (Condizione dei figli) 1 La registrazione dell'unione civile registrata non ha effetti sullo stato giuridico dei figli dei contraenti. 2 Le disposizioni che regolano l'adozione di minori non si applicano alle unioni civili registrate. 5 (Regime patrimoniale) 1 Con l'iscrizione al registro delle unioni civili registrate, i partner mantengono ciascuno il proprio regime patrimoniale, fatto salvo quanto eventualmente previsto nella convenzione di cui all’articolo 6.