[resaula]

se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza dell'utilizzo della suddetta modalità che, lungi dall'essere mirata e selettiva, rappresenta un serio pericolo, oltre che per gli altri animali presenti sulle isole, anche per l'ambiente particolarmente protetto, andando ad inquinare le falde acquifere, il mare e a contaminare tutta la catena alimentare, sebbene sia condivisibile l'intenzione di eradicare alcune delle specie dannose, come il ratto nero, dalle isole; considerato che in nessuna delle isole mediterranee esistono ancora delle biocenosi originarie (perché perdute ormai da millenni a causa dell'interferenza antropica), se abbia un senso procedere a sedicenti programmi di "riqualificazione ambientale" (mediante i progetti LIFE+) che prevedono essenzialmente la massiva eradicazione (anche violenta) di molte delle piante e degli animali ormai presenti da tempo, ma originariamente alloctone, che sono riuscite ad integrarsi nel nuovo ambiente interagendo con esso fino a diventarne parte ormai integrante; se fosse a conoscenza del fatto che, in nome della "purezza razziale", si sia proceduto in molte delle isole alla completa rimozione forzata di specie animali, come il riccio, Erinaceus europaeus L., 1758, la pernice rossa, Alectoris rufa (L., 1758), la coturnice orientale, Alectoris chukar J.E.Grasy, 1830, ed il fagiano, Phasianus colchicus L., 1758, da Pianosa (Arcipelago toscano), il coniglio selvatico, Oryctolagus cuniculus (L., 1758), e parte della popolazione di capra selvatica, Capra aegagrus Erxleben, 1777, da Montecristo, mentre al Giglio l'estirpazione degli ultimi individui di muflone, Ovis orientalis Gmelin, 1774, è ancora in corso. E se non fosse invece il caso di contenerne la diffusione; se fosse a conoscenza del fatto che, nella maggior parte dei casi, queste eradicazioni non sono state supportate da alcuno studio scientifico preliminare condotto localmente, ma solo arbitrariamente giustificate con riferimento a studi svolti in realtà geografiche ed ambientali molto lontane dal Mediterraneo, come nel caso dei mufloni delle Hawaii o delle Canarie; se fosse a conoscenza del fatto che dietro ai numerosi progetti LIFE+ (LetsGo Giglio, Montecristo 2010, Life Puffinus Tavolara, Resto con Life, Life PonDerat, Life Diomedee), cui partecipano enti pubblici come l'ex Corpo forestale dello Stato, l'ISPRA, il PNAT ed altri ancora, appaia ricorrere il coinvolgimento di alcune ditte private (come la fiorentina NEMO srl, presente in ogni progetto) che redigono le relazioni tecniche per i piani di gestione, stilano le proposte progettuali presentate sui bandi, e vengono coinvolte come beneficiari associati o come sub-contractor in attività di progettazione esecutiva e supporto nello svolgimento dei lavori, nel monitoraggio scientifico e nella gestione generale del progetto finanziato. E che non sia mai stato chiesto al alcun gruppo di ricercatori indipendenti dai progetti LIFE+ di assistere alla loro realizzazione e di verificarne i risultati; se intenda verificare, inoltre, visto che gli interventi risultano già effettuati, il rispetto della condizione di cui alla lettera c) dell'articolo 1 dell'ordinanza del Ministero della salute del 14 gennaio 2010; se ritenga opportuno procedere ad una verifica delle motivazioni e giustificazioni sottostanti agli interventi finanziati, in quanto una volta alterato un ecosistema, soprattutto se insulare, è praticamente impossibile tornare indietro, ed è imbarazzante che questo possa avvenire grazie al sostegno dei fondi europei e dell'intera comunità. Atto n. 3-03063 FENU SANTILLO GIROTTO CORBETTA CASTALDI CROATTI D'ANGELO SANTANGELO PAVANELLI NATURALE TRENTACOSTE DI PIAZZA LUPO FEDE MAUTONE GARRUTI PIARULLI LICHERI MARINELLO VANIN CAMPAGNA RICCIARDI CASTELLONE CATALFO FERRARA PELLEGRINI Marco GAUDIANO MANTOVANI GALLICCHIO AGOSTINELLI AIROLA ANASTASI AUDDINO BOTTICI CASTIELLO CIOFFI COLTORTI CRIMI DE LUCIA DELL'OLIO DI GIROLAMO DI NICOLA DONNO ENDRIZZI GUIDOLIN L'ABBATE LANZI LEONE LOMUTI LOREFICE MAIORINO MATRISCIANO MONTEVECCHI NOCERINO PERILLI PESCO PETROCELLI PIRRO PISANI Giuseppe PRESUTTO PUGLIA QUARTO ROMAGNOLI ROMANO RUSSO TAVERNA TONINELLI TURCO VACCARO LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge n. 34 del 2020, nell'ambito delle misure in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, introduce all'art. 119 l'incremento al 110 per cento dell'aliquota di detrazione delle spese sostenute in interventi in ambito di efficienza energetica delle abitazioni, di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici oltre che delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (cosiddetto "Superbonus"); nello stesso decreto-legge n. 34 del 2020 viene istituito il meccanismo per cui, in luogo della detrazione fiscale, il soggetto avente diritto può optare per uno sconto sul corrispettivo dovuto o la cessione del credito; in particolare, l'articolo 121 dello stesso decreto prevede che, nella fattispecie dello sconto sul corrispettivo dovuto, esso si formuli in un credito d'imposta a vantaggio del fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e gli altri intermediari finanziari; tale strumento è stato ulteriormente prorogato fino al termine del 30 giugno 2022, introdotto dall'art. 1, comma 66, della legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 2020); da ultimo, l'articolo 28 del decreto-legge n. 4 del 2022 (cosiddetto "decreto Sostegni- ter ") ha modificato la disciplina dello sconto in fattura e della cessione dei crediti d'imposta in materia edilizia ed energetica, escludendo la facoltà di successiva cessione a favore dei primi cessionari. Per i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati precedentemente oggetto di cessione o sconto in fattura, viene consentita esclusivamente una ulteriore cessione ad altri soggetti; valutato che: è notizia degli ultimi giorni la rilevazione di frodi inerenti al sistema di cessione dei crediti d'imposta maturato a partire da prestazioni inesistenti, per un ammontare di circa 4 miliardi di euro; sempre negli ultimi giorni è emersa l'indagine della Guardia di finanza, in cui l'ipotesi di reato è l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, coordinata dalla Procura di Perugia, che ha portato al sequestro di beni e crediti per un valore di 103 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 440 milioni di euro sequestrati nell'indagine della Procura di Rimini;