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l'evoluzione del conflitto siriano ha rafforzato la posizione del Governo di Hassad, che oggi controlla la maggior parte del territorio nazionale, ad esclusione di Idlib, la più grande delle quattro aree di de-escalation (con Homs-Hama, Daraa e Ghouta) concordate da Russia, Iran e Turchia nel negoziato di Astana; la Giordania e la Siria hanno raggiunto un accordo per la riapertura dell'importante valico di frontiera di Nasib, vitale per gli scambi commerciali, che negli ultimi tre anni era rimasto sotto il controllo dei ribelli anti Assad; le Nazioni Unite, Israele e la Siria hanno accettato di riaprire il valico di frontiera di Quneitra tra Israele e Siria sulle alture del Golan a partire dal 15 ottobre 2018; diversi Paesi del Golfo stanno rivedendo la propria politica verso il Governo siriano, in chiave anti iraniana; considerato che, a parere degli interroganti: la strategia adottata dall'Unione europea nel documento strategico sulla Siria del 3 aprile 2017 risulta ormai obsoleta rispetto alle evoluzioni politiche e militari degli ultimi 2 anni; con l'ingresso diretto di truppe statunitensi, russe, turche, iraniane, israeliane e di altri Paesi, il conflitto siriano rischia, in questa difficile fase, di espandersi, da regionale a globale; il dialogo tra le parti è l'unico antidoto a un' escalation militare globale; la ricostruzione del Paese potrebbe essere supportata anche dalle imprese italiane; il riassorbimento dei flussi di profughi siriani è possibile solo attraverso la pacificazione del Paese e il miglioramento delle condizioni di vita nelle zone già pacificate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda ripristinare regolari rapporti diplomatici con il Governo siriano, tra cui la riapertura delle rispettive ambasciate; se intenda intervenire, nell'ambito delle sue attribuzioni, a livello europeo per negoziare una road map che porti alla fine delle sanzioni europee nei confronti della Siria; se intenda potenziare con iniziative di competenza le misure di monitoraggio del fenomeno dei foreign fighter . Atto n. 3-00382 CANGINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il 24 agosto 2016 un sisma di magnitudo 6,0 interessava i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il crollo di immobili provocava, come noto, 299 morti, con migliaia di persone coinvolte, numerosi feriti e gravi danni sul territorio; successivamente, il 30 ottobre 2016, alle ore 7.40, la regione Marche veniva colpita da nuova scossa di magnitudo 6,5, la più forte in Italia dal sisma dell'Irpinia del 1980, che causava ulteriori crolli e gravissimi danni agli edifici pubblici e privati, nonché alle infrastrutture, in particolare nelle provincie di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Seguirono altre scosse in quell'anno, ed ulteriori, di minore intensità, si sono verificate nell'anno successivo e in quello in corso; ricordato che: citando la Protezione civile, "in seguito agli eventi sismici di ottobre [2016], con la graduale chiusura delle aree di accoglienza allestite dopo il terremoto del 24 agosto e l'esigenza di garantire una sistemazione di breve periodo a un numero di cittadini cresciuto in modo esponenziale in poche ore, sono state realizzate aree container a uso abitativo nelle Regioni Umbria e Marche, che hanno sostituito i campi attendati impossibili da attrezzare a causa delle condizioni meteorologiche del periodo. Questa soluzione ha consentito di dare una risposta abitativa, seppur provvisoria, a chi non poteva allontanarsi dal proprio territorio. Fin dalle settimane successive al 24 agosto si è lavorato per garantire sistemazioni di lungo periodo ai cittadini con casa inagibile o in zona rossa nei comuni maggiormente colpiti attraverso la realizzazione di SAE - Soluzioni abitative in emergenza. Le SAE sono soluzioni abitative antisismiche realizzate nel rispetto del risparmio energetico, di 40, 60 e 80 metri quadri, smontabili e riconvertibili, completamente arredate, collegate da percorsi pedonali e da aree destinate al verde, adatte a qualsiasi condizione climatica"; a maggio 2018 la stampa locale riportava che risultavano essere state consegnate alla regione Marche 1.557 SAE (soluzioni abitative in emergenza); ad agosto, il presidente della Regione Marche dichiarava ufficialmente che "Circa mille cantieri al lavoro, metà delle macerie raccolte, tutte le casette consegnate entro il 15 settembre, tutte le attività produttive che avevano fatto richiesta sono state delocalizzate. [Le iniziative] sono il segno che la ricostruzione è possibile, sul fronte dell'emergenza finalmente assistiamo alla coda delle attività. Le SAE sono state quasi tutte consegnate, 27 comunità su 28 si sono ricostituite e anche 166 piccole attività commerciali sono state ricollocate accanto alle SAE garantendo i servizi alle famiglie: segno che si sta ritornando a casa e comincia una nuova fase"; per la costruzione delle casette prefabbricate per i terremotati sono state spese risorse pubbliche per un miliardo e 188 milioni di euro, casette che sono costate, in alcuni casi, anche 5.000 euro al metro quadro; le affermazioni ottimiste del presidente della Regione Marche non sembrano trovare aderenza alla realtà se, nel caso delle SAE, si riscontra che queste non sembrano essere affatto sicure e solide: le persone che le utilizzano denunciano che i pannelli che le costituiscono (parete, soffitti e talvolta i pavimenti, come nel comune di Muccia) sono pregni d'acqua, tanto da diventare pericolanti per avanzata marciscenza. Per tali ragioni molte famiglie sono tornate a vivere nelle strutture alberghiere disponibili, situate, talvolta, a centinaia di chilometri dalle loro città; gli organi di stampa locali hanno evidenziato che i carotaggi eseguiti sulle SAE, che come ricordato dovrebbero essere "adatte a qualsiasi condizione climatica", rivelano un'altissima presenza di umidità, e questo perché parrebbe che gli operai addetti siano stati sollecitati a concludere il lavoro celermente, montando pannelli che non hanno una tenuta ermetica, tanto da registrare fessure tra l'uno e l'altro. In data 13 novembre, la trasmissione televisiva "Le Iene" ha diffuso la testimonianza di un operaio, il quale, avendo partecipato ai lavori di montaggio delle SAE, ha dichiarato che in molti casi sarebbero stati montati pannelli già bagnati, in quanto, in mancanza di uno spazio appropriato per lo stoccaggio dei materiali, questi sarebbero stati lasciati all'aperto, sotto la pioggia e la neve; a luglio di quest'anno su presunte irregolarità in materia di subappalti per la realizzazione delle SAE hanno iniziato ad interessarsi la magistratura e la Guardia di finanza, con perquisizioni e sequestri di computer e di documenti negli uffici della Protezione civile della Regione Marche su disposizione della Procura di Ancona; evidenziato che: