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L’articolo 13 introduce la nuova figura del tutor d’impresa, che ha la funzione di assistere le imprese nello svolgimento di tutti gli adempimenti richiesti per l’esercizio dell’attività produttiva. Il tutor è individuato nella persona del responsabile dello sportello unico per le attività produttive (SUAP) o in un suo delegato. Nel caso in cui il comune non sia in grado di assicurare la funzione di tutor , l’impresa può rivolgersi alla regione affinché questa le fornisca la dovuta assistenza e informazione, anche mediante il supporto di tutor di altri SUAP presenti sul proprio territorio. L’articolo 14 consente l’uscita temporanea di beni culturali dall’Italia qualora questi risultino non esposti per la pubblica fruizione in Italia e la loro uscita sia richiesta in attuazione di accordi culturali, rinnovabili una sola volta, con istituzioni museali straniere, le quali corrispondono un corrispettivo per lo sfruttamento economico del bene per un periodo che non può essere superiore a dieci anni (comma 1). Per adeguarsi, poi, alle mutate prassi del settore cinematografico, si amplia la possibilità di depositare la copia del film presso la Cineteca nazionale per l’ottenimento dei contributi, oltre che mediante negativo della pellicola originale, anche in versione digitale (comma 2). Il comma 3 reca la clausola di invarianza finanziaria. L’articolo 15, comma 1, prevede che i termini per il rilascio del permesso di costruire siano raddoppiati nei soli casi di progetti particolarmente complessi da realizzare nei comuni con più di 100.000 abitanti, secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento. Il comma 2 semplifica la realizzazione di varianti ai permessi di costruire che non costituiscono variazioni essenziali, assoggettandole alla SCIA, a condizione della loro conformità alle prescrizioni urbanistico-edilizie e dell’avvenuta acquisizione degli atti di assenso in materia ambientale e paesaggistica, nonché di quelli previsti dalle altre norme di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie e di quelle relative all’efficienza energetica. Tali segnalazioni costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruire dell’intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori. Il comma 3 precisa che, ai fini dell’attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, l’accertamento delle varianti non dà luogo alla sospensione dei lavori. L’articolo 16, comma 1 reca disposizioni modificative del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006. Con le modifiche di cui al comma 1, lettere a) e b) , al fine di promuovere lo sviluppo del partenariato pubblico privato e agevolare la gestione delle relative operazioni, si riconosce alle amministrazioni aggiudicatrici la possibilità di far ricorso a centrali di committenza, dotate di adeguate competenze, oltre che per l’affidamento dei contratti di appalto, come già previsto a legislazione vigente, anche per l’affidamento dei contratti di concessione di lavori o altro contratto di partenariato pubblico privato. Si consente in tal modo di centralizzare, su base comunque volontaria, attività che, per la complessità delle procedure e dei relativi contratti, richiedono spesso livelli di specializzazione e competenza non sempre rinvenibili in amministrazioni di medie e piccole dimensione. In tali ipotesi infatti, la complessità delle procedure potrebbe di fatto scoraggiare le stazioni appaltanti dal porre in essere dette tipologie di contratti ovvero potrebbe generare procedure non correttamente predisposte. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere c) e d) sono volte ad assicurare piena operatività alla previsione in forza della quale, al verificarsi dei presupposti per la risoluzione di un rapporto concessorio per motivi attribuibili al concessionario, gli enti finanziatori del progetto possono evitare la risoluzione designando una società che subentri nella concessione al posto del concessionario. Si prevede in particolare che il termine entro il quale gli enti finanziatori possono designare un nuovo concessionario – rinviato al contratto o, in mancanza di specifica clausola, alla determinazione dell’amministrazione aggiudicatrice – non possa comunque essere inferiore a centoventi giorni, in ragione della complessità delle attività preliminari che gli enti finanziatori e il potenziale interessato devono svolgere ai fini del subentro; un termine inferiore potrebbe di fatto non rendere applicabile l’istituto del subentro. Inoltre si elimina la previsione che demanda a un decreto ministeriale la determinazione dei criteri e delle modalità di attuazione del diritto di subentro, riconducendole alla volontà negoziale delle parti e stabilendo il principio per cui le clausole pattizie debbano essere definite in modo tale da non compromettere l’esercizio del diritto e che, a tal fine, le parti possono stipulare accordi diretti con il finanziatore che costituiscono parte integrante del contratto; conseguentemente si elimina la disposizione transitoria, applicabile nelle more dell’emanazione del suddetto decreto. L’articolo 16, comma 2, mira a ridurre l’ overdesign delle opere infrastrutturali ferrovie e stradali. Si prevede che l’introduzione di nuove norme nazionali non fondate su standard comuni europei di sicurezza ferroviaria deve essere limitata al minimo, subordinandole ad una analisi economica di impatto sul sistema ferroviario che tiene conto dei relativi sovraccosti oltre che alla stima dei tempi necessari alla loro implementazione. L’articolo 17, comma 1, modifica l’articolo 5 del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, aggiungendo il comma 2- bis. Con tale modifica si esclude dall’ambito di applicazione del codice della privacy il trattamento dei dati personali delle persone fisiche che agiscono nell’esercizio di un’attività di impresa, sia in forma collettiva (società semplice, s.n.c., s.a.s.) sia in forma individuale e sempre che si tratti di dati relativi all’attività d’impresa (lettera a ). Si sostituisce poi l’articolo 36 dello stesso decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, demandando ad un apposito decreto interministeriale il compito di adeguare periodicamente il disciplinare tecnico di cui all’allegato B) al codice, introducendo la possibilità di definire, con il medesimo decreto, modalità semplificate di adozione delle misure minime a favore, in particolare, di piccole e medie imprese, professionisti e artigiani, sentiti il Garante per la protezione dei dati personali e le associazioni maggiormente rappresentative di tali soggetti (lettera b ). L’articolo 18 introduce le seguenti modifiche in materia di VIA, VAS, AIA, bonifica e messa in sicurezza. Il comma 1, lettera a) , modifica l’articolo 7, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevedendo che, in sede statale, il provvedimento di AIA sia rilasciato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, disponendo la soppressione dell’obbligo di acquisire preventivamente i pareri dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute, dello sviluppo economico e delle politiche agricole alimentari e forestali, determinando così una importante riduzione dei tempi per il rilascio dell’autorizzazione.