[resaula]

L'articolo 2 del disegno di legge prevede l'introduzione di sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro, e reca un principio generale sullo svolgimento della prestazione nella sede di lavoro da parte dei dirigenti delle amministrazioni pubbliche. L'introduzione di tali sistemi è prevista in sostituzione di quelli di rilevazione automatica attualmente in uso (comma 1); una modifica approvata dalla 11 a Commissione ha specificato che i sistemi si riferiscono agli accessi. Sono esclusi dalla previsione dei nuovi sistemi: il personale in regime di diritto pubblico e i dipendenti titolari di un rapporto agile (rapporto di lavoro subordinato che, secondo la definizione di cui all'articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81, si svolge senza precisi vincoli di orario o di luogo, con svolgimento della prestazione in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno, senza una postazione fissa). Una modifica approvata dalla 11 a Commissione ha inoltre introdotto il richiamo ai principi di proporzionalità, non eccedenza e gradualità nell'adozione dei nuovi sistemi, richiamati in particolare nel corso dell'audizione dinanzi alla Commissione dal Garante per la protezione dei dati personali. Per quanto riguarda i dirigenti delle amministrazioni pubbliche, il comma 2 specifica che essi adeguano la propria prestazione nella sede di lavoro alle esigenze dell'organizzazione e dell'incarico dirigenziale svolto, nonché a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane. Una modifica approvata dalla 11 a Commissione ha esplicitato che i dirigenti, per le finalità di cui al comma 2, sono inclusi nell'ambito di applicazione dei nuovi sistemi di cui al precedente comma 1 (fatta salva la summenzionata esclusione per le categorie in regime di diritto pubblico). La definizione delle modalità attuative della sostituzione dei sistemi di rilevazione automatica attualmente in uso con quelli di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza è demandata a un decreto, avente natura regolamentare, del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, previa intesa sancita in sede di Conferenza unificata Stato, Regioni, Province autonome, città e autonomie locali, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali sulle modalità di trattamento dei dati biometrici. Per il personale docente ed educativo si prevede un distinto regolamento, emanato dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, previo parere del suddetto Garante. Resta fermo, in ogni caso, il rispetto delle norme europee sul trattamento dei dati biometrici, di cui all'articolo 9 del Regolamento UE 2016/679. Nell'apprestarmi alla chiusura del mio intervento, vorrei solamente dire che era ora che arrivasse questo importante provvedimento, che parla anche di turn over e di assunzioni. Erano anni che ciò non avveniva. Per questo voglio ringraziare il ministro Bongiorno e, insieme a lei, tutti i senatori, in particolare il Presidente dell'11 a Commissione, per l'ottimo lavoro che abbiamo svolto; un lavoro che è stato regolarmente portato avanti con entusiasmo e con quella passione che contraddistingue questo Governo del cambiamento, un Governo che vuole puntare a risolvere i problemi dei cittadini, partendo dalla pubblica amministrazione. Abbiamo avuto il coraggio di farlo, lo faremo e continueremo con il Governo del cambiamento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Parente. PARENTE, relatrice di minoranza . Signor Presidente, i lavori della Commissione sono terminati ieri, intorno all'una di notte, senza che sia stato accolto nessun suggerimento tra le principali osservazioni avanzate dai soggetti ascoltati in Commissione, a cominciare da Comuni e Regioni; né sono stati approvati emendamenti presentati dal Gruppo Partito Democratico, che in parte recepivano quelle osservazioni. Essi erano finalizzati a introdurre cambiamenti e aggiustamenti in un provvedimento in molte parti confuso, contraddittorio e soprattutto, a nostro avviso, non rispettoso delle professionalità e della vita amministrativa di migliaia di dipendenti e dirigenti pubblici. Il disegno di legge non rappresenta per noi uno strumento per realizzare la concretezza delle azioni, come il ministro Bongiorno (della cui presenza in Aula sono molto felice) ha affermato. «Il Nucleo della concretezza ha il compito» - recita l'articolato - «di attuare un piano triennale delle azioni concrete per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni». Noi qui vediamo una prima contraddizione tra la relazione di accompagnamento, che usa una bellissima espressione («il Nucleo della concretezza deve essere di supporto») e quello che prescrive il disegno di legge, ovvero di garantire l'attuazione, di fare sopralluoghi, di inviare addirittura i verbali al prefetto e addirittura sono stabiliti dei tempi in cui le pubbliche amministrazioni devono adeguarsi alle azioni correttive con una lista nera delle amministrazioni che non lo fanno. Il Nucleo ha 53 unità di personale. Magari, ministro Bongiorno, lei avesse fatto un nucleo a supporto della pubblica amministrazione: noi l'avremmo appoggiato, sostenuto e aiutato nella sua definizione. Questo non lo è: lei sceglie di aggiungere un nuovo meta-organo amministrativo a quelli già esistenti, senza peraltro aggiungere nessuna misura di portata innovativa - mi rivolgo al relatore - altro che Governo del cambiamento! Il nuovo nucleo entrerà in uno scenario che mantiene intatti gli organismi indipendenti di valutazione, finendo per assomigliare a una duplicazione dell'Ispettorato (o per alcuni aspetti all'ANAC), rappresentando una sovrapposizione di organismi. Sembra prevalere, purtroppo, ancora una volta la tendenza ad aggiungere, moltiplicare organismi, nuclei e commissioni, in un sistema aggrovigliato, frutto di bulimia normativa e di una forte quanto sterile propensione al nuovismo, che non riesce a dotarsi di quei giusti incentivi positivi che sono essenziali per il raggiungimento degli obiettivi. Questo viene inserito in un contesto caratterizzato da stratificazione normativa e disomogeneità interpretativa, che si traduce nel rallentamento dell'azione amministrativa, rappresentando quest'ulteriore organismo uno spreco di risorse pubbliche, come evidenziato dalla Conferenza delle Regioni. Noi abbiamo proposto in Commissione almeno un rinnovamento, qualcosa di nuovo, che ci potesse essere prima della definizione del piano triennale una consultazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici, le risorse umane sulle cui gambe camminano le azioni concrete. Solo così, a nostro avviso, potevamo migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa. Un'altra proposta emendativa - magari l'Assemblea l'accogliesse, perché è molto importante per noi - riguarda la semplificazione dei controlli sulle amministrazioni territoriali. C'è stata l'audizione dell'ANCI, di tutti i Comuni italiani, che ci hanno elencato tutti gli adempimenti di controllo che hanno i Comuni italiani.