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Quanto esposto crea anche situazioni che determinano il rischio di ricorsi all'Unione europea per violazione dei diritti di uguaglianza e inerenti ai rapporti di lavoro. Il presente disegno di legge ha il fine dì rimediare alla palese violazione dei diritti di uguaglianza e dei lavoratori, integrando la normativa del 1985. Poiché il riconoscimento di anzianità ex lege se, da un lato, risolve i profili problematici esposti, d'altro lato evidenzia problemi in ordine alla copertura finanziaria, il disegno di legge prevede una serie di ipotesi per garantirla. Un riconoscimento sic et simpliciter del rapporto di lavoro subordinato comporterebbe un onere economico stimato intorno a 50 milioni di euro. Il presente disegno di legge prevede sostanzialmente due ipotesi: 1) con la prima, il lavoratore chiede di poter usufruire degli anni durante i quali ha lavorato a convenzione al solo fine di maturare gli anni necessari per andare in pensione ma senza che tali anni siano computati per determinare l'importo delta pensione; 2) con la seconda, il lavoratore che vuole vedersi riconosciuti gli anni dei rapporto a convenzione anche ai fini pensionistici economici deve versare un contributo per ogni anno riscattato. Sono anche regolamentati alcuni rari casi nei quali il lavoratore a convenzione aveva già spontaneamente provveduto a corrispondere quanto dovuto ai fini contributivi. Con il meccanismo previsto l'onere finanziario diminuisce di circa il 40 per cento arrivando alla cifra di 30 milioni di euro. Alla copertura di tali oneri si provvede mediamente i risparmi derivanti dalla rideterminazione della strutture periferiche dei Ministeri.. 1 1 Alla legge 20 maggio 1985, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 3, primo comma, le parole: «con esclusione di ogni riconoscimento di anzianità, e» sono soppresse; b dopo l'articolo 6 sono inseriti i seguenti: «Art. 6- bis. - (Anzianità di servizio). -- 1 . Coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro convenzionato successivamente trasformato in rapporto di lavoro subordinato, con il medesimo ente o con un altro datore di lavoro, hanno diritto al riconoscimento degli anni del rapporto di lavoro convenzionato ai fini dell'anzianità di servizio. 2 . Gli anni di rapporto di lavoro convenzionato, riconosciuto ai sensi del comma 1, non sono computati al fini del trattamento economico pensionistico. Qualora il lavoratore intenda beneficiare della possibilità di riscattare gli anni di rapporto a convenzione deve dichiarare quanti anni del rapporto di lavoro convenzionato intende riscattare e deve versare un contributo previdenziale pari a 500 euro per ogni anno riscattato. Il versamento deve avvenire contestualmente alla richiesta di pensionamento. 3 . Nel caso di cui al comma 2 il trattamento economico è pari a quello corrisposto a un soggetto pensionato di pari qualifica e anzianità con un rapporto di lavoro subordinato. 4 . Il lavoratore che aveva un rapporto di lavoro convenzionato, e che ha già pagato quanto dovuto ai fini contributivi per gli anni del rapporto di lavoro convenzionato, ha diritto alla pensione al sensi di quanto disposto dal presente articolo. 5 . Il lavoratore che, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è già collocato in pensione, ma non beneficia del riconoscimento degli anni di rapporto di lavoro convenzionato, ai fini dell'anzianità di servizio e della determinazione del trattamento economico, può richiedere tale riconoscimento ai sensi del presente articolo. 6 . Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede, fino a concorrenza degli stessi, mediamente utilizzo di quota parte delle risorse di cui all'articolo 6- ter . Art. 6- ter. - (Rideterminazione delle strutture periferiche dei Ministeri). -- 1. Al fine di razionalizzare e di ottimizzare l'organizzazione delle spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri, con regolamenti da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla rideterminazione delle strutture periferiche e all'utilizzazione in via prioritaria dei beni immobili di proprietà pubblica, in modo da assicurare la continuità dell'esercizio delle funzioni statali nel territorio. Dalle disposizioni di cui al presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2012. I risparmi sono conseguiti dalle amministrazioni pubbliche e, in caso di accertamento di minori economie, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».