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Nuovo Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge costituzionale si propone di riscrivere lo Statuto della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia secondo una nuova visione strategica dell'ente regione e del sistema delle autonomie. Lo Statuto della regione Friuli-Venezia Giulia, quinto in ordine di tempo delle autonomie speciali, è fortemente connotato da un periodo storico in cui la regione rappresentava l'ultimo caposaldo del mondo occidentale contrapposto a un sistema (il cosiddetto «socialismo reale») che imponeva ai popoli situati oltre il confine orientale modelli socio-economici molto distanti e diversi dai nostri. Dopo il crollo dei sistemi totalitari e l'allargamento dell'Unione europea con l'entrata di molti Stati che appartenevano al blocco comunista, la regione Friuli-Venezia Giulia perde il ruolo di «sentinella» dell'occidente e diventa geograficamente il cuore della nuova Europa. Il disegno di legge costituzionale è incentrato sulla creazione di un nuovo «sistema di istituzioni» e di nuovi rapporti tra queste, in cui vengono ripartiti e ridistribuiti i compiti e le funzioni, nell'ottica della concreta attuazione dei princìpi di sussidiarietà, leale collaborazione e razionalizzazione dei costi. Il quadro dei valori fondanti I primi articoli del disegno di legge costituzionale di revisione dello Statuto descrivono i princìpi etici e i valori sociali fondamentali entro cui viene inserito il nuovo assetto istituzionale e i nuovi criteri con cui amministrare il territorio, vale a dire: a) la tradizione storico-culturale cristiana su cui si fonda la regione; b) le tradizioni di libertà, di scienza, di pensiero e di laicità delle istituzioni; c) lo sviluppo della persona secondo i princìpi di libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà. In questo contesto vengono individuati gli obiettivi prioritari cui indirizzare l'azione di governo per il miglioramento del benessere della comunità: 1) nell'ambito delle garanzie di carattere universalistico, la tutela del diritto alla vita, la promozione della maternità e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio quale cellula fondamentale della società; il diritto alla salute e all'assistenza sociale; la promozione dei diritti dei minori, degli anziani e delle persone disabili; il diritto alle pari opportunità e la valorizzazione delle differenze di genere; il diritto alla libertà di studio, l'accesso all'istruzione pubblica e privata, alla cultura e alla formazione permanente come bisogno individuale e valore collettivo; la promozione dell'associazionismo e del volontariato anche nell'ottica dell'attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale; 2) nell'ambito della tutela delle identità culturali, innanzitutto l'affermazione del principio di autogoverno del popolo friulano e giuliano attraverso forme rispondenti alle caratteristiche delle loro identità, storia e tradizioni; il riconoscimento dei diritti di quanti appartengono alle minoranze linguistiche storicamente insediate sul territorio regionale; la forte volontà di tutela e di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico e delle tradizioni culturali proprie di tutte le comunità storicamente residenti nel territorio regionale; 3) nell'ambito della tutela del territorio, il mantenimento dell'equilibrio fra competitività delle imprese e sostenibilità ambientale; la tutela dell'ambiente quale patrimonio comune; il diritto dei cittadini a essere informati sulle condizioni e sulla qualità dell'ambiente e sui rischi che possono derivare da eventuali situazioni di criticità ambientale; 4) nell'ambito della promozione dello sviluppo economico, il diritto al lavoro e alla sicurezza nei luoghi di lavoro; la promozione dello sviluppo economico basato sull'innovazione e sul rispetto dei principi di coesione sociale. Si vuole segnalare, infine, che tra gli obiettivi generali di governo della regione è stato previsto il compito di tutelare la sicurezza dei cittadini, in linea con le richieste che provengono dai sindaci della maggioranza dei territori degli Stati europei. Sempre in questo contesto e già nei primi articoli sono delineati anche i principi ispiratori del nuovo assetto istituzionale: a) la valorizzazione dell'autonomia della regione nel nuovo contesto costituzionale e dell'adesione all'Unione europea; b) il riconoscimento delle due anime della regione, le province friulane, da un lato, e Trieste, dall'altro, realtà cui vanno riconosciuti nuovi strumenti e forme di coordinamento e di governo, conformemente alla loro storia nonché alle loro potenzialità e vocazioni; c) la valorizzazione dei principi di autonomia e sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione. I caratteri generali della nuova organizzazione amministrativa L'idea cardine del disegno di legge costituzionale è di procedere a un riassetto della regione tenendo conto della matrice policentrica del territorio e della necessità di creare una struttura sufficientemente leggera, che risponda all'esigenza di vedere tutti -- comuni, province, regione, mondo del lavoro e dell'economia -- partecipi delle scelte di governo. Il concetto di governance che ha ispirato il lavoro vuole fare del confronto la procedura obbligatoria per operare le scelte legislative. Servono nuovi procedimenti decisionali perché quelli attuali sono inadeguati e lo sforzo è stato quello di coniugare queste esigenze con la semplificazione del sistema, mantenendosi sempre all'interno dell'unità regionale. Il ruolo della regione Il ruolo e l'assetto della regione sono ridisegnati secondo due distinte linee direttive: da un lato, si rafforzano gli elementi che sostanziano la specialità dell'intero sistema regionale; dall'altro, si ridisegna la ripartizione delle funzioni tra consiglio regionale, giunta regionale e presidente e tra regione ed enti locali. In particolare: a) sono potenziate le competenze legislative esclusive, soprattutto in riferimento alle materie relative alla salvaguardia dell'ambiente e dei beni culturali, alla sicurezza e alla programmazione scolastica; b) è anche previsto che, con decreti legislativi di attuazione dello Statuto, lo Stato possa attribuire alla regione ulteriori materie tra quelle rientranti nella sua competenza legislativa esclusiva; c) è rafforzata l'autonomia finanziaria, aumentando, da quattro decimi e mezzo a otto, la quota regionale di compartecipazione ai gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle società; d) sono previste forme speciali di agevolazione fiscale e finanziamenti specifici per promuovere la competitività delle imprese regionali nei confronti dei nuovi Stati membri dell'Unione europea e degli Stati dell'Europa centro-orientale; e) è rafforzato il ruolo della Commissione paritetica con riferimento alle funzioni di concertazione con lo Stato e alle procedure per la deliberazione dei decreti legislativi di attuazione dello Statuto. Con riguardo a quest'ultimo aspetto sono infatti previste forme di silenzio assenso per i pareri obbligatori dello Stato, in modo da evitare che i lunghi tempi per il rilascio degli stessi blocchino, di fatto, l' iter per l'approvazione dei decreti di attuazione; f) sono potenziati i poteri e le funzioni della regione nell'ambito dei rapporti internazionali. Dal punto di vista della ripartizione delle competenze amministrative, il ruolo della regione è sensibilmente ridotto: