[resaula]

se ritenga la destinazione del bene a struttura commerciale compatibile con la capacità del privato di assicurare la tutela nel tempo di tutti gli elementi architettonici identificati nell'analisi storico-critica realizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo stesso, assumendosi il Ministero la responsabilità delle verifiche dello stato dei beni in modo continuativo; se siano stati formulati piani di pubblica fruibilità del bene stesso da parte del Ministero, e, qualora non siano stati formulati, se non ne ritenga necessaria la predisposizione, recependo le istanze della cittadinanza e dei portatori di interessi diffusi con apposito procedimento, poiché palazzo Medici-Clarelli rappresenta l'ultima traccia avente riconoscimento pubblico della famiglia Medici nella capitale nonché opera pregiata di Antonio da Sangallo il giovane e ricordando che, a norma del codice dei beni culturali, è un bene fruibile dalla cittadinanza. Atto n. 4-02618 DE PETRIS Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che la legge n. 157 del 1992, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", prevede all'art. 12, comma 8, l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile ed infortunio dei praticanti l'attività venatoria; le associazioni venatorie nazionali riconosciute (art. 34) forniscono l'assicurazione ai propri associati con contratti assicurativi collettivi in convenzione; la gestione di tali servizi deve corrispondere alle normative vigenti e può essere svolta esclusivamente da società assicuratrici iscritte o da intermediari autorizzati dalla legge (IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni); ai fini del computo le associazioni venatorie azionali devono considerare esclusivamente i propri soci che hanno contratto polizza assicurativa annuale di responsabilità civile ed infortuni per i massimali previsti, oppure possono considerare soci quelli di associazioni venatorie a carattere regionale o locale, temporaneamente associate o affiliate, sulla base dei propri statuti. Sono considerati validi i soli soci iscritti che abbiano versato il premio assicurativo esclusivamente secondo le modalità previste dal provvedimento IVASS; il numero dei soci assicurati deve risultare dalle dichiarazioni rese sotto la propria responsabilità rispettivamente dalla compagnia di assicurazione e dal presidente dell'associazione. Dette dichiarazioni devono attestare la sussistenza delle condizioni richieste, ivi compreso l'avvenuto pagamento dei premi assicurativi e i requisiti del socio come stabilito dal decreto legislativo n. 460 del 1997 e successive modifiche; i contratti sottoscritti dalle associazioni venatorie nazionali riconosciute e da quelle regionali riconosciute rappresentano la quasi totalità dei praticanti l'attività venatoria e assicurano i titolari anche nelle pratiche di tiro sportivo; vi sono, inoltre, i contratti emessi direttamente dalle imprese di assicurazione senza intermediazione delle associazioni di categoria; le coperture assicurative sono necessarie anche per le attività di controllo faunistico in deroga ai tempi previsti dai calendari venatori; è rilevante il numero degli incidenti, anche mortali, correlati all'attività venatoria, che coinvolgono anche non cacciatori e che arrecano danni ad animali e beni altrui, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno ed urgente che i contratti assicurativi emessi dalle società di intermediazione e assicuratrici vengano resi pubblici nella loro interezza e che siano esplicitate le competenze e la gestione da parte delle società verificate dall'IVASS; se non ritengano opportuno verificare che le compagnie di assicurazione abbiano concorso e concorrano al fondo di garanzia per le vittime della caccia di cui all'art. 25 della legge n. 157 del 1992; se non ritengano necessario, dato l'alto numero di incidenti verificatisi, rendere obbligatoria per tutti i cacciatori iscritti alle "squadre" per la caccia al cinghiale, per chi sia impegnato nella caccia di selezione e comunque per chiunque pratichi la caccia al cinghiale, una polizza con massimali di 5 milioni di euro per responsabilità civile e di 200.000 euro per infortuni con morte o invalidità permanente. Tali massimali dovrebbero essere oggetto di adeguamento ogni 4 anni con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, anche al fine di aumentare il fondo di garanzia per le vittime della caccia. Atto n. 4-02619 PAVANELLI MORONESE ROMANO ANGRISANI VANIN TRENTACOSTE PARAGONE LANNUTTI PRESUTTO DONNO GARRUTI DE LUCIA FEDE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), con deliberazione 12 dicembre 2017 n. 852/2017/R/EEL, ha aggiornato la disciplina dei servizi di interrompibilità istantanea e di emergenza del carico elettrico, al fine di recepire gli indirizzi del Ministero dello sviluppo economico del 12 dicembre 2017, e ha approvato il nuovo regolamento delle procedure di approvvigionamento a termine dei servizi di interrompibilità e il contratto standard per l'erogazione dei medesimi servizi per il triennio 2018-2020; con deliberazione 28 giugno 2018 n. 363/2018/R/EEL, l'Autorità ha aggiornato in riduzione il corrispettivo a copertura dei costi per la remunerazione del servizio di interrompibilità del carico elettrico e del corrispettivo di reintegrazione oneri di salvaguardia a decorrere dal 1° luglio 2018; inoltre, con deliberazione 27 dicembre 2018 n. 705/2018/R/EEL ha aggiornato i corrispettivi di dispacciamento per l'anno 2019; l'attuale regime dei servizi di interrompibilità istantanea e di emergenza del carico elettrico, gestiti tramite l'operatore nazionale Terna, Rete elettrica nazionale, di durata triennale, terminerà il 31 dicembre 2020; l'Italia ha un differenziale di prezzo sfavorevole rispetto ad altri importanti Paesi europei, come si apprende dalla tabella pubblicata sul sito internet del gestore mercati energetici (GME), dove si può ricavare che il prezzo medio di un megawattora nel periodo da gennaio ad ottobre 2019 è stato in Italia di 53,665 euro, mentre in Germania di 37,939 euro, in area scandinava di 38,862 euro, in Spagna di 49,651, in Francia di 39,138 euro; in particolare, rispetto alla Germania è presente un differenziale sfavorevole di prezzo medio di 15,726 euro per megawattora, corrispondente ad una differenza del 29,3 per cento in meno di costo dell'energia elettrica in Germania nello stesso periodo; considerato che: il livello del costo dell'energia elettrica rappresenta uno dei fondamentali fattori della produzione per le attività industriali classificate energy intensive , tipicamente presenti nel settore della grande e media industria; il livello del costo dell'energia elettrica può essere a pieno titolo fatto rientrare tra gli strumenti di politica industriale;