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solo così sarà possibile attuare rapidamente le grandi opere infrastrutturali, essenziali per la ripresa. Bisogna sostituire le procedure attuali con procedure snelle e già sperimentate, come il modello Genova, lasciando che la trasparenza scongiuri episodi di arbitrio o corruzione. Cari colleghi, il modello Genova ha funzionato o no? Secondo noi, sì! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mai un'opera così importante, ormai in fase di ultimazione, è stata realizzata in così poco tempo. Per quello noi chiediamo che venga utilizzato questo modello anche per le opere delle Olimpiadi: velocità, efficienza, praticità e trasparenza. Vogliamo evitare il rischio di arrivare a un appuntamento così importante in ritardo, come purtroppo spesso è già capitato. Allora perché continuate a dire «no» a questo sistema? L'avete bocciato alla Camera e continuate a contrastarlo al Senato. Noi crediamo in questa grande opportunità e ci abbiamo creduto fin dall'inizio, ma dobbiamo sottolineare che coloro che oggi governano hanno messo una nota dissonante nel testo: l'esenzione fiscale per i manager e i dipendenti del comitato organizzatore, che, anche se ridimensionata in prima lettura, ci stupisce ugualmente da coloro che, a botte di populismo, pur essendo ormai casta, urlano in queste Aule contro i privilegi. Ecco, magari era meglio riservare questi privilegi ai nostri medici e al personale sanitario in questo momento, come avevamo chiesto noi, e non ringraziarli solo con due pacche sulle spalle. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sottolineo, per chi non lo sapesse o gli fosse sfuggito, che non stiamo parlando di briciole, ma stiamo parlando di quasi 50 milioni di euro: 50 milioni di euro che avete ridotto in prima lettura alla Camera, rivedendo il regime di agevolazioni a 45 milioni. Non prendeteci in giro e non prendete in giro, con noi, anche gli italiani e il personale sanitario, a cui non avete accettato di applicarlo come premio: roba da nascondersi, se fossi in voi. Ricordo che ai vertici del comitato organizzativo si parla di stipendi di 400-500.000 euro, non di stipendi normali. Quindi, provate a fare uno sforzo e a ripensarci, per non creare diseguaglianze certamente non consone nel momento che stiamo passando. Noi convintamente sosteniamo le Olimpiadi Milano Cortina 2026 e le ATP di Torino, ricordando che l'evento eccezionale ci offre un'opportunità, quella di ripensare le regole che governano la società e la nostra economia. Sapremo cogliere questa occasione e anche questi Giochi olimpici possono ridarci lo slancio per far ripartire il Paese. Non perdiamo tempo; regole certe e responsabilità sono fondamentali. Non perdiamo questa grande occasione e dimostriamo cos'è l'Italia, cosa sanno fare i lombardi, i veneti e i trentini e cosa sanno fare gli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, farò un intervento che vuole mettere qualche seme, visto che abbiamo davanti sei anni e ormai le Olimpiadi invernali si faranno. La prima considerazione è che l'ambiente montano è uno degli ecosistemi più fragili; di conseguenza qualunque manomissione si faccia in un ambiente montano è quella che ha un più lungo tempo di riassorbimento. La seconda è che abbiamo preso delle Olimpiadi che alla fine nessuno voleva, perché molte Nazioni si sono sfilate, visto che è diventato abbastanza problematico riuscire a far quadrare i conti, ma non voglio fare una polemica di soldi. Vorrei fare osservare quanto segue: si è parlato - e bene giustamente - di riutilizzabilità degli impianti e delle strutture che verranno costruite. Su questo bisognerebbe fare chiarezza. Quando si parla di una pista olimpica di discesa, si parla di fare qualche cosa che è paragonabile all'impianto di irrigazione nel proprio giardino. Voglio dire che si opera una pesante manomissione ogni volta che si azzarda l'apertura di una nuova pista, ragion per cui bisogna vigilare molto su questo, perché richiede innanzi tutto lo sbancamento; dopodiché, il manto erboso va continuamente conservato e, quindi, bisogna continuamente usare i concimi; se non piove, bisogna irrigare e abbattere tutte le tubature per l'innevamento programmato fino in cima. Davanti ai nostri occhi c'è ancora il triste campionato mondiale di Sierra Nevada, che si dovette rinviare per la mancanza della neve; o ancora i Giochi olimpici invernali di Nagano, dove un giorno pioveva e l'altro c'era la bufera di neve, per cui non si riusciva a capire quando poter fare le gare. In una situazione di questo tipo, l'innevamento programmato è obbligatorio e, quindi, bisogna costituire tutto il meccanismo. Dopodiché, bisogna creare le vasche per lo stoccaggio dell'acqua. Per chi non le avesse viste, le vasche che si costruiscono in alta montagna nelle pietraie sono composte da enormi lastroni di cemento, accostati a fare un'enorme coppa, che devono essere costantemente tenuti pieni d'acqua; quindi, l'acqua vi deve essere portata da un'altra parte. Poi ci sono tutti i sistemi di pompaggio e, di conseguenza, una forte pressione sull'utilizzo e la gestione delle acque in ambiente montano. Tutto questo deve essere valutato. Spero non si pensi di aprire nuove piste che magari verranno usate una sola volta. Sempre a tal proposito, ricordiamo che nelle Olimpiadi di Albertville del 1992 qualcuno si mise in testa che la pista Oreiller-Killy della Val d'Isère non andava più bene, per cui bisognava farne un'altra che venne chiamata Face de Bellevarde, su una montagna che si chiama Bellevarde, usata solo quella volta, una volta sola. D'altra parte, le piste olimpiche possono essere utilizzate anche dalle persone - per così dire - normali mentre altri impianti come i trampolini per il salto hanno una fruizione molto limitata, soprattutto se non riescono a essere inseriti nel circuito internazionale di salto dal trampolino, come si voleva fare per Torino nel 2006, ma non avvenne. Quindi, la fruibilità di un trampolino olimpico è legata a quante persone possono oggettivamente utilizzarlo, e sono davvero poche. Si usa per gli allenamenti, quando naturalmente c'è la neve, per cui la riutilizzabilità teorica può esistere sempre, ma quella pratica in misura minore. Per quanto riguarda la pista di bob, vale lo stesso discorso: si può usare con il bob, con lo slittino, ma è legata all'utilizzo professionale, nel senso che l'abilità necessaria per usare su una pista da sci non è quella richiesta per una pista di bob e, quindi, anche in questo caso va fatta attenzione. Il terzo punto concerne l'accoglienza. I villaggi olimpici sono da sempre una spina nel fianco perché richiedono di creare migliaia e migliaia di posti per poter ospitare le persone (in questo caso si stima siano 12.000). La domanda è la seguente: un ambiente già abbondantemente antropizzato, come quello dell'alta Provincia di Belluno, si può permettere 12.000 nuove edificazioni stabili?