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Si tratta di risorse per aiutare le attività maggiormente colpite dalla pandemia o addirittura chiuse - questa era la concezione di partenza - sia con riferimento alle imprese che alle famiglie per quel che riguarda soprattutto gli aspetti connessi al costo dell'energia e del gas, ma finalizzate ad aiutare anche molti settori che hanno vissuto e stanno vivendo una situazione davvero complessa: dal settore dell'Horeca, al settore del tessile e della moda, del turismo, della cultura, dello spettacolo, dello sport; ricordo ancora gli enti locali, tutto il segmento della salute, le istituzioni sul territorio e il settore del trasporto. Di fronte al quadro di complessità che ci si trova a dover affrontare, è evidente che le risorse che il provvedimento prevede sono insufficienti. Chi ha lavorato nei giorni scorsi al decreto-legge si è reso conto che nei fatti, al di là di alcuni accordi complessivi da parte della Commissione, si è lavorato sul piano normativo per risolvere problemi, per togliere impedimenti e limitazioni, dando sostegno e agevolazione a determinati settori. Credo allora sia stato un dato assolutamente positivo aver previsto, con l'ordine del giorno condiviso con il Governo, e approvato in Commissione, di mettere in campo una strategia che guarda in avanti, mirante soprattutto ad affrontare la complessità della crisi energetica acuitasi a seguito delle vicende belliche che tutti conosciamo. Tutto questo anche per ottenere a livello europeo le autorizzazioni alla proroga per il temporary framework , affrontare il tema dell'autotrasporto, del sostegno ai familiari delle vittime legate ad impegni connessi al Covid, tutto il lavoro di sostegno assolutamente necessario e fondamentale agli enti territoriali, al settore del turismo e della scuola. Per quanto riguarda il comparto agricolo, il provvedimento prevedeva un intervento sul settore suinicolo, che pareva essere in quel momento il settore più in crisi. È evidente che ciò che sta accadendo in queste settimane con l'esplosione, da una parte, dei costi dell'energia e, d'altra, di tutti i costi connessi alle materie prime (dai fertilizzanti ad operazioni molto semplici, quale potrebbe essere l'irrigazione, che con i costi del carburante agricolo che stiamo vedendo in queste ore diventa una pratica praticamente insostenibile) richiedono e richiederanno un intervento fortissimo. Credo che la previsione di questo ordine del giorno e il provvedimento che aspettiamo ad ore, ossia il decreto specifico di intervento sulle problematiche dell'agricoltura, siano una risposta assolutamente fondamentale che tutto il mondo agricolo sta aspettando. Mi avvio a concludere. Se ci focalizziamo su questo provvedimento, non possiamo che osservare semplicemente come tante, troppe sono ancora le domande che aspettano risposta. Se guardiamo complessivamente la strategia che prevede il provvedimento alla Camera sulle questioni energetiche, i provvedimenti in preparazione da parte del Governo e il provvedimento prossimo che dovrà essere emanato sulle questioni agricole, penso che cominciamo a intravedere una strategia complessiva, che poi scommetterà soprattutto sulla speranza che questa situazione di ripetizioni a cascata di eventi drammatici che impattano sull'attività che stiamo facendo prima o poi abbia una fine, e potremo dedicarci nuovamente a definire una strategia che guardi in avanti e non soltanto sempre all'emergenza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Boccardi. Ne ha facoltà. BOCCARDI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli senatori, prima di tutto vorrei ringraziare i tre relatori l'intera Commissione bilancio e il Governo per l'ottimo lavoro svolto. Abbiamo introdotto con questa conversione importanti provvedimenti tra cui vorrei anch'io ricordare le nuove possibilità per tutti i contribuenti italiani offerte dalla rottamazione- ter , saldo e stralcio. (Applausi) . Con questo provvedimento, i termini per pagare le rate scadute si sono riaperti per tutto l'anno 2022. Vorrei porre l'attenzione anche su un emendamento approvato dalla Commissione e dal Governo che finalmente dà dignità giuridica a un settore tra i più colpiti dalla pandemia da Covid-19, ossia il settore del wedding e degli eventi privati. (Applausi) . Ringrazio per questo il Governo e i relatori. Ricordo che nel 2020 questo settore ha avuto perdite superiori al 90 per cento del fatturato e nel 2021, nonostante la ripresa, del 65 per cento. Oggi, in questo brevissimo tempo a mia disposizione, voglio però dedicare una riflessione a un argomento importante citato dal relatore, senatore Damiani, ossia la proroga della moratoria sui mutui pregressi al Covid. Oggi, mentre noi parliamo, gli aumenti dei prezzi del settore dell'energia continuano con i conseguenti effetti negativi sulle imprese, oltre che sulle famiglie. Ecco perché mi permetto oggi di insistere, come ormai faccio da settimane, sulla proroga della moratoria dei mutui pre-Covid. Siamo soddisfatti della condivisione unanime di tutta la maggioranza parlamentare che nell'ordine del giorno a questo decreto ha impegnato il Governo ad adoperarsi presso le istituzioni dell'Europa affinché il quadro temporaneo UE ( temporary framework ) venga esteso e potenziato anche al fine di consentire la proroga della moratoria in favore delle micro, piccole e medie imprese, relativamente all'apertura di credito e concessione di prestiti e finanziamenti. Questo però, signor Sottosegretario, non può restare un mero proclama, quindi vigileremo affinché il Governo, al primo decreto utile e in tempi brevissimi, approvi questa moratoria mutui per salvare migliaia - credetemi, sono migliaia - di imprese dal fallimento. (Applausi) . Si tratta di un risultato che premierebbe non tanto noi senatori né tanto i partiti politici, quanto le migliaia di imprese italiane che stanno soffrendo in questo momento a causa dell'insostenibile aumento dei costi, specie dell'energia, per la difficoltà dell'approvvigionamento delle materie prime o perché le loro attività sono praticamente ferme da dicembre, com'è il caso del comparto del turismo. Tale moratoria converrebbe anche allo Stato, che in assenza di essa potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una forte esposizione debitoria. Grazie alla precedente concessione da parte del Governo di sospensioni e dilazioni, il sistema bancario ha potuto beneficiare di un corposo intervento di garanzie statali. Se non si dispone la proroga della moratoria indicata si rende concreto il rischio, cari senatori e cara Sottosegretario, dell'emergere di difficoltà di rimborso per debitori che si siano avvalsi di tale garanzia statale. Conseguentemente, le banche creditrici sarebbero tenute ad attivare queste garanzie rilasciate in loro favore, rendendosi così concreti gli oneri finanziari per i bilanci pubblici. Non esistono quindi profili di potenziali oneri a carico dei bilanci pubblici derivanti dalla proroga di misure di moratoria. Anzi, è vero il contrario poiché, senza una misura di questo tenore, l'attivazione diffusa delle garanzie statali rilasciate determinerebbe immediati e difficilmente fronteggiabili oneri per i bilanci pubblici.