[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito dell'accordo di cooperazione transfrontaliera sottoscritto, nell'ambito del programma comunitario “Interreg III A, Italia-Austria”, con i Länder Carinzia, Salisburgo e Tirolo senza la preventiva intesa con il Governo prevista dall'art. 5 della legge 19 novembre 1984, n. 948, recante ratifica ed esecuzione della convenzione europea sulla cooperazione transfrontaliera, adottata a Madrid il 21 maggio 1980, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato l'8 maggio 2002, depositato in cancelleria il 16 successivo ed iscritto al n. 20 del registro conflitti 2002, e nel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito della nota del Ministro per gli affari regionali n. 200/00472/89.6/Reg./Transf.10 del 31 maggio 2002, avente ad oggetto “accordi di cooperazione transfrontaliera per recepire i programmi comunitari Interreg III”, promosso con ricorso della Provincia autonoma di Bolzano, notificato il 1° agosto 2002, depositato in cancelleria il 2 successivo ed iscritto al n. 29 del registro conflitti 2002. Visti gli atti di costituzione delle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto, della Provincia autonoma di Bolzano e del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 27 aprile 2004 il Giudice relatore Fernanda Contri; uditi gli avvocati Giandomenico Falcon per la Regione Friuli-Venezia Giulia, Mario Bertolissi, Romano Morra e Fabio Lorenzoni per la Regione Veneto, Roland Riz e Sergio Panunzio per la Provincia di Bolzano e gli avvocati dello Stato Ignazio F. Caramazza e Aldo Linguiti per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso regolarmente notificato e depositato, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano, della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Regione Veneto in relazione all'accordo di cooperazione transfrontaliera dalle stesse sottoscritto, in data 15 gennaio 2002, nell'ambito dell'iniziativa comunitaria “Interreg III A, Italia-Austria”, con i Länder della Repubblica austriaca Tirolo, Carinzia e Salisburgo, senza aver ottenuto la preventiva intesa con il Governo prevista dall'art. 5 della legge 19 novembre 1984, n. 948 (Ratifica ed esecuzione della convenzione europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali, adottata a Madrid il 21 maggio 1980). Il ricorrente lamenta la lesione delle proprie attribuzioni costituzionalmente garantite, come definite dall'art. 117 della Costituzione. Nel ricorso viene dato preliminarmente atto che la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento affari regionali, ha avuto notizia della stipula dell'accordo dalla lettura di un comunicato stampa e che ha quindi chiesto alla Provincia autonoma ed alle Regioni interessate di trasmettere l'atto in questione, ottenendone copia solo a seguito di tale sollecitazione. Nell'atto introduttivo vengono analiticamente descritti il contenuto dell'accordo impugnato e le sue finalità, in particolare l'espresso richiamo in esso contenuto al programma comunitario denominato “Interreg III A, Italia-Austria”, e si precisa che gli strumenti di attuazione e gli organi di cooperazione previsti sono conformi a quanto stabilito dall'art. 8 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui fondi strutturali. Più precisamente, per quanto concerne gli effetti dell'accordo, si precisa che esso prevede l'istituzione di un'autorità di gestione, di un'autorità di pagamento, di un comitato di pilotaggio e di una segreteria tecnica, così come previsto dagli artt. 9, lettere n) ed o), 34 e 35 del citato regolamento. Il comitato di pilotaggio, che viene nominato dal comitato di sorveglianza, è composto da due rappresentanti di ciascuna delle Regioni interessate e da un rappresentante delle due amministrazioni nazionali, qualora queste ne facciano richiesta, mentre un rappresentante della Commissione europea può partecipare ai lavori in veste di osservatore. L'autorità di gestione e quella di pagamento si avvalgono di una segreteria tecnica che svolge le attività materiali connesse all'attuazione del programma con personale assunto ad hoc. Prosegue il ricorso specificando che, secondo l'atto impugnato, alle spese dell'autorità di gestione e della segreteria si provvede coi fondi dell'assistenza tecnica del programma, in proporzione alla dotazione finanziaria di ciascun partner stabilita in base ad una ripartizione predeterminata, ed è previsto che, in caso di contenzioso con la Commissione europea, i partners assumano diretta responsabilità patrimoniale, sollevando in tal modo da ogni onere l'autorità di gestione e di pagamento. L'accordo prevede infine che i suoi effetti decorrono dalla data in cui esso verrà ratificato dai sottoscrittori secondo le rispettive procedure autorizzative interne. In relazione ai contenuti dell'atto, in ricorso si sottolinea che la costituzione delle autorità di gestione e pagamento si sostanzia nell'istituzione di “organismi comuni di cooperazione transfrontaliera” che, pur se previsti dal regolamento comunitario, non trovano una loro disciplina nell'ordinamento nazionale vigente, in quanto l'Italia, pur avendo sottoscritto il secondo protocollo addizionale alla convenzione sulla cooperazione transfrontaliera di Madrid, non l'ha ancora ratificato. Osserva ancora la parte ricorrente che l'atto impugnato non prevede, come è stabilito in generale per gli accordi internazionali, la durata dei suoi effetti e che esso è privo della stessa data di sottoscrizione. Esso, quindi, sarebbe lesivo delle competenze statali, in quanto il nuovo testo dell'art. 117 Cost. riserva allo Stato il potere di legislazione esclusiva in materia di politica estera e di rapporti internazionali dello Stato, con la conseguenza che permane in capo ad esso il potere estero stabilito in via generale dal previgente testo costituzionale, mentre il potere di concludere accordi ed intese con Stati esteri e con enti territoriali di Stati esteri viene riconosciuto, in via di eccezione, alle Regioni, purché vengano rispettati limiti sostanziali e procedurali, e precisamente che l'oggetto dell'accordo riguardi una materia di competenza regionale e che venga seguito il procedimento regolato da una legge statale.