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n. D.P.C./RUP 497/9351, nel febbraio 2016 è stato approvato, dalla conferenza dei servizi, il progetto definitivo dell'intervento per l'installazione di un radar sul monte Li Foj, nel comune di Picerno (Potenza); la realizzazione di tale radar riguarda il progetto di integrazione della rete nazionale dei radar, già in funzione nelle regioni limitrofe alla Basilicata, quali Calabria, Campania, Molise, con possibilità di sostituzione reciproca in caso di avaria, che, pertanto, rendono l'area lucana già ampiamente sorvegliata, al punto che l'impianto si ritiene non indispensabile per la perfetta funzionalità della rete nazionale; l'impianto avrebbe un meccanismo che produce un impulso di 500 kw in un lasso di tempo pari a 2 microsecondi e gli indirizzi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in materia evidenziano come lo studio per la valutazione di incidenza debba contenere una descrizione dettagliata del piano o del progetto che faccia riferimento, in particolare, alla tipologia delle azioni o delle opere, alla dimensione, alla complementarietà con altri piani o progetti, all'uso delle risorse naturali, alla produzione di rifiuti, all'inquinamento e al disturbo ambientale, al rischio di incidenti per quanto riguarda le sostanze e le tecnologie utilizzate. Insomma, un'analisi delle interferenze del piano o progetto col sistema ambientale di riferimento, che tenga in considerazione le componenti biotiche, abiotiche e le connessioni ecologiche; la comunità locale ha intrapreso attività di protesta sul progetto evidenziandone l'inutilità e il forte impatto non solo sulla popolazione, ma anche sulla fauna che popola l'area protetta dalla rete "Natura 2000" che ha una significativa valenza naturalistica, che ne fa non solo una zona speciale di conservazione, ma comprende anche un habitat di specie da tutelare, superiore a quello riscontrabile nella zona speciale di conservazione nel cuore dell'Appennino; nonostante la valenza naturalistica dell'area, l'ufficio di compatibilità ambientale della Regione Basilicata ha espresso la non assoggettabilità del progetto alla procedura di valutazione di incidenza ambientale; con sentenza n. 4327 del 13 settembre 2017 il Consiglio di Stato affermava che "La valutazione di incidenza è il procedimento di carattere preventivo (...). La 'Rete Natura 2000' comprende le Zone di protezione speciale e la valutazione di incidenza, per come costantemente interpretata dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia e delle Corti nazionali, si applica pertanto sia agli interventi che ricadono all'interno delle aree "Natura 2000", sia a quelli che, pur collocandosi all'esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati dal sito"; dai contenziosi dinanzi al Tar della Basilicata e al Consiglio di Stato, che vedono costituirsi in giudizio il Comune di Picerno, è emerso che non è stata effettuata nessuna valutazione di incidenza ambientale dagli uffici e dagli enti preposti e, tuttavia, è stata data l'autorizzazione all'installazione del radar ; tenuto conto che tutti i percorsi non sono stati ancora compiuti e l'Unione europea, nel caso delle aree protette, dà la possibilità di appellarsi. Quindi nulla è ancora concluso e, se ci sono delle lacune dal punto di vista delle autorizzazioni, il tutto va riesaminato per dimostrare che questo tipo di attività non impatti sulla salute dei cittadini e dell'ambiente. Pertanto, se la valutazione di incidenza ambientale non tiene conto dell'inquinamento (elettromagnetico in questo caso), è fatta in maniera difforme o non completa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, ai sensi dell'articolo 309 del codice dell'ambiente di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, non ritenga di dover intervenire: 1) al fine di prescrivere una deroga alla realizzazione del radar sul monte Li Foj, tenendo conto della contrarietà manifestata sia dalla popolazione che dal Comune di Picerno, evidenziata da quest'ultimo ampiamente nelle memorie processuali; 2) affinché il progetto sia sottoposto alla valutazione di incidenza ambientale e la Regione Basilicata riformuli il giudizio di compatibilità ambientale, ovvero espliciti le ragioni per le quali non ha ritenuto di assoggettare l'opera alla valutazione d'incidenza ambientale; se, infine, non ritenga che ci siano già le premesse per un'infrazione comunitaria. Atto n. 4-02039 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: la direttiva 2009/128/CE, recepita con il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, ha istituito un "quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi", il cosiddetto piano d'azione nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; per l'attuazione di tale direttiva sono stati definiti i piani di azione nazionali per stabilire gli obiettivi, le misure, i tempi e gli indicatori per la riduzione dei rischi e degli impatti derivanti dall'utilizzo dei prodotti fitosanitari; il piano di azione, adottato in Italia con decreto interministeriale 22 gennaio 2014, promuove pratiche di utilizzo dei prodotti fitosanitari maggiormente sostenibili e fornisce indicazioni per ridurre l'impatto dei prodotti fitosanitari nelle aree agricole, nelle aree extra agricole (aree verdi urbane, strade, ferrovie, eccetera) e nelle aree naturali protette; considerato che: per l'anno 2019, il piano di azione per l'uso sostenibile dei fitofarmaci è scaduto a febbraio e il nuovo piano non è stato ancora reso pubblico dai tre Ministeri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute ai fini della consultazione pubblica; il nuovo piano, che detta le regole per l'uso dei pesticidi non solo in agricoltura ma anche per la gestione del verde pubblico in città e la manutenzione di strade e ferrovie, resta ad oggi bloccato nelle stanze del Ministero delle politiche agricole, dopo che il testo proposto dal comitato tecnico-scientifico, appositamente costituito, ha ricevuto i pareri favorevoli dei Ministeri dell'ambiente e e della salute; il piano dovrebbe prevedere regole più severe per l'uso sostenibile dei pesticidi, in particolare fissando distanze di sicurezza dalle abitazioni, dalle scuole e dalle altre aree pubbliche, ma anche limitazioni all'uso delle sostanze chimiche tossiche e nocive per piante e animali selvatici all'interno delle aree naturali protette, come i siti della rete "Natura 2000", limitazioni che probabilmente non sono gradite all'industria dell'agrochimica e alle associazioni agricole; tenuto conto che il Parlamento austriaco, invocando il "principio di precauzione", ha approvato il divieto totale di utilizzo dei pesticidi a base di glifosato sul proprio territorio. Quindi, vietare il glifosato è possibile, anche senza dover attendere il termine dell'autorizzazione concessa dall'Unione europea, si chiede di sapere: quando sarà reso pubblico il nuovo piano di azione per l'uso sostenibile dei fitofarmaci;