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In particolare, il comma 2 specifica le finalità della disposizione prevedendo che, nel termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, l'ENEA modifica il proprio statuto, prevedendo l'istituzione della figura del direttore generale. Si prevede , inoltre , che con decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sia modificata la dotazione organica dell'Agenzia, prevedendo l'inserimento di una unità dirigenziale di livello generale. Per l'istituzione del posto funzione di livello dirigenziale generale è autorizzata la spesa di 67.456 euro per l'anno 2022 e di 202.366 euro annui a decorrere dall'anno 2023. Il comma 3 sostituisce il comma 5 dell'articolo 37 della legge n. 99 del 2009, eliminando ogni riferimento ad attività direttive e gestionali in capo al presidente. Art. 25. – (Obiettivi del Programma nazionale di gestione dei rifiuti) La disposizione in argomento si rende necessaria al fine di superare la criticità relativa al « piano di gestione delle macerie » impropriamente inserito tra gli elementi contenuti nel Programma nazionale per la gestione dei rifiuti ai sensi dell'articolo 198 -bis , comma 3, lettera i) , del decreto legislativo n. 152 del 2006. Il piano di gestione delle macerie derivanti da eventi calamitosi ivi inserito non sembra coerente con gli ambiti di competenza statale e regionale. Tuttavia, considerata la notevole rilevanza di una pianificazione dettagliata della gestione dei rifiuti derivanti da eventi calamitosi, è fondamentale che, nell'ambito delle competenze regionali (articolo 199 del decreto legislativo n. 152 del 2006), venga introdotta una disposizione finalizzata all'inserimento tra gli elaborati del piano di gestione dei rifiuti anche quello di gestione delle macerie e dei materiali derivanti dal crollo e dalla demolizione di edifici ed infrastrutture a seguito di un evento sismico. Nello specifico, in relazione all'adozione del Programma nazionale di gestione dei rifiuti di cui all'articolo 198- bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 si è da poco conclusa la fase di scoping sul rapporto preliminare e si sta procedendo con la dovuta celerità alla predisposizione del programma e del rapporto definitivo, la cui adozione è fissata al 30 giugno 2022 dal PNRR. Art. 26. – (Supporto tecnico operativo per le misure attuative del Piano nazionale di ripresa e resilienza di competenza del Ministero della transizione ecologica) Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ed i relativi accordi di finanziamento e prestito sottoscritti prevedono termini stringenti per l'efficace attuazione degli investimenti e delle riforme con obiettivi e traguardi da conseguire secondo un piano concordato di rendicontazioni semestrali il cui ultimo termine è previsto al 30 giugno 2026. In tale contesto, il Ministero della transizione ecologica (MITE) è l'amministrazione cui è conferita istituzionalmente una delle più rilevanti sfide strategiche del Piano ossia quella di accelerare la transizione ecologica, superando barriere che si sono dimostrate critiche in passato mediante l'attuazione di una serie di investimenti e riforme che riguardano l'economia circolare, l'energia rinnovabile, l'idrogeno, la rete e la mobilità sostenibile, l'efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, la tutela del territorio e della risorsa idrica nonché gli interventi per la sostenibilità ambientale dei porti. Per raggiungere gli ambiziosi traguardi ambientali del Piano, al Ministero della transizione ecologica sono stati assegnati oltre 34,6 miliardi di euro per l'attuazione di ventisei investimenti/sub-investimenti estremamente complessi, con procedure attuative delle più diversificate (crediti d'imposta, avvisi per la selezione di progetti a titolarità di enti locali o imprese, accordi di programma, etc). L'attuazione delle predette misure richiede specifiche competenze tecniche e specialistiche aggiuntive con particolare riferimento al tema degli aiuti di stato e degli appalti (compreso lo strumento del partenariato pubblico-privato) e per garantire il rispetto, in fase attuativa, dei princìpi orizzontali del Piano. Tra questi, è certamente da menzionarsi, il principio di « non arrecare danno significativo all'ambiente » (DNSH) in base al quale, per come specificato nella circolare del Ministero dell'economia e delle finanze del 30 dicembre 2021, n. 32, il MITE dovrà dimostrare, in sede di monitoraggio e rendicontazione dei milestone e target e, in altri casi, in sede di verifica e controllo della spesa, se la misura di pertinenza sia stata effettivamente realizzata senza arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali con l'applicazione di stringenti regole puntualmente dettagliate nella circolare sopra richiamata. Inoltre, in prospettiva, il ruolo del MITE potrebbe essere maggiormente rafforzato nel processo attuativo del Piano anche a causa dell'attuale scenario socio-politico ed economico europeo che ha condotto la Commissione europea a presentare il nuovo programma REPowerEU (azione europea comune per un'energia più sicura, più sostenibile e a prezzi più accessibili) che comporterà una ulteriore accelerazione sui target climatici ed energetici europei. In questo quadro, per l' effort finanziario, la tempistica sfidante ed il profondo cambiamento delle regole rendicontative del PNRR connesse all'attuazione di un quadro di performance stringente, il tema del rafforzamento delle azioni di assistenza tecnica dedicate assume un'importanza strategica. A partire dall'esperienza delle politiche di coesione risulta infatti necessario il concretizzarsi di azioni finalizzate ad eliminare la frammentarietà, a modellizzare e fluidificare i processi ma anche a stimolare la partecipazione, la cooperazione, la trasparenza e l'inclusività e a risolvere potenziali criticità attuative per la cui risoluzione sono richieste competenze tecniche altamente specializzate garantendo il conseguimento degli sfidanti obiettivi del Piano in materia ambientale, nelle tempistiche previste e l'attuazione delle connesse politiche di investimento pubblico. Si aggiunga che, mentre le azioni di supporto tecnico-operativo strettamente finalizzate all'attuazione degli specifici progetti finanziati sono ammissibili nell'ambito del PNRR, non lo sono invece le azioni di assistenza tecnica, tra cui quelle di preparazione, monitoraggio, controllo, audit e valutazione necessarie per l'attuazione del Piano e delle relative iniziative. Tali azioni possono essere, quindi, finanziate solo con risorse nazionali e ciò ha condotto il Ministero dell'economia e delle finanze ad attivare i servizi di assistenza tecnica forniti da Cassa depositi e prestiti, Invitalia e SOGEI/Eutalia. Ad oggi, le azioni di assistenza tecnica attivate non sono comunque sufficienti a coprire i fabbisogni di supporto del MITE, per la descritta dimensione finanziaria, complessità e varietà delle azioni a titolarità e che richiedono l'attivazione di servizi strutturati e dedicati di supporto anche ai processi relazionali e di confronto tecnico nei riguardi degli altri soggetti a vario titolo interessati nel processo attuativo e dei servizi della Commissione europea (ad esempio servizi di consulenza in materia di aiuti, appalti, partenariato pubblico-privato-PPP, DNSH, eccetera).