[pronunce]

Considerato che il Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Bari dubita, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, della legittimità costituzionale degli artt. 283, 373, 623 e 630 del codice di procedura civile in quanto tali norme, prevedendo che il provvedimento di sospensione emesso dal giudice del gravame ha efficacia ex nunc, escludono che il processo esecutivo iniziato con il pignoramento prima del provvedimento emesso in sede di inibitoria si estingua e che gli atti esecutivi compiuti divengano inefficaci; che il giudice dell'esecuzione non è chiamato a fare applicazione della norma che disciplina gli effetti dell'inibitoria (art. 283 cod. proc. civ.) , ma a prendere atto di quanto disposto dal giudice al quale la legge conferisce il relativo potere; sicché solo tale giudice è legittimato, ove ravvisi una irragionevole limitazione di tale potere, a sollevare questione di legittimità costituzionale della norma che glielo conferisce; che evidente è l'irrilevanza, nel caso di specie, della questione sollevata relativamente all'art. 373 cod. proc. civ. ; che del pari evidente è l'irrilevanza della questione sollevata con riguardo all'art. 623 cod. proc. civ. , dal momento che tale norma conferisce al giudice dell'esecuzione il potere di sospendere l'esecuzione solo se tale potere non spetta, come nella specie, al “giudice davanti al quale è impugnato il titolo”, a nulla rilevando che dinanzi a lui sia stata proposta (inutilmente prima ancora che irritualmente) un'opposizione ex art. 615 cod. proc. civ. per far valere la sospensione aliunde disposta; che, infine, è irrilevante la questione sollevata con riguardo all'art. 630 cod. proc. civ. , dal momento che tale norma si limita a disciplinare l'estinzione del processo esecutivo per inattività delle parti, e non anche ogni ipotesi in cui gli atti esecutivi compiuti divengano inefficaci; che, non essendo il rimettente investito dell'applicazione di alcuna delle norme la cui illegittimità costituzionale denunzia, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 283, 373, 623 e 630 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Bari, sezione distaccata di Altamura, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 marzo 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'1 aprile 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA