[massime]

Imposte sui redditi - Imposizione straordinaria - Redditi di lavoro dipendente - Trattamenti di fine rapporto - Obbligo tributario a carico del datore di lavoro, sostituto d'imposta, di versare a titolo di acconto delle imposte dovute un importo ragguagliato all'ammontare dei trattamenti di fine rapporto maturati al 31 dicembre 1996 e 1997 - Assunta irragionevolezza con lesione dei principi di capacità contributiva e di eguaglianza - Non fondatezza delle questioni.. Il requisito della capacità contributiva, presupposto dell'imposizione fiscale, non esige necessariamente l'esistenza di un reddito o di un reddito nuovo, ma è sufficiente che vi sia un collegamento tra la prestazione imposta ed i presupposti economici presi in considerazione, in termini di forza e consistenza economica dei contribuenti o di loro disponibilità monetarie attuali, quali indici concreti di situazione economica degli stessi contribuenti. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 211, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come sostituito dall'art. 2, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, in legge 28 maggio 1997, n. 140, il quale impone ai sostituti d'imposta per redditi di lavoro dipendente l'obbligo di versare al fisco un acconto (variabile a seconda della base occupazionale) delle imposte dovute dai dipendenti sui trattamenti di fine rapporto maturati a fine 1996 ed a fine 1997. - Sul principio di capacità contributiva, v. sentenze n. 62/1977, n. 92/1972 e n. 201/1975. - Sulla progressività del sistema fiscale v. ordinanza n. 341/2000. M.R.