[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 4, commi 2, 3 e 4 lettere a), b), c), e), ed f); dell'art. 5, dell'art. 6, commi 2 e 3; dell'art. 7; dell'art. 8; dell'art. 9, comma 2; dell'art. 11; dell'art. 12; dell'art. 13 e dell'art. 14, comma 2, della legge 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), promossi con ricorsi delle Regioni Lazio e Toscana notificati il 10 e il 13 maggio 2006, depositati in cancelleria il 16 maggio 2006 ed iscritti ai nn. 64 e 65 del registro ricorsi 2006. Udito nell'udienza pubblica del 3 luglio 2007 il Giudice relatore Maria Rita Saulle; uditi gli avvocati Leopoldo di Bonito per la Regione Lazio e Lucia Bora e Fabio Lorenzoni per la Regione Toscana.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 10 maggio 2006, depositato il successivo 16 maggio, la Regione Lazio ha sollevato, in via principale, questione di legittimità costituzionale degli articoli 5, 7, 11, 12 e 13, della legge 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), per violazione degli articoli 117 e 120 della Costituzione. A parere della ricorrente tale legge, nell'abrogare la legge 5 dicembre 1985, n. 730 (Disciplina dell'agriturismo), ha inciso, in assenza di un interesse unitario, nelle materie dell'agricoltura - cui appartiene quella dell'agriturismo - e del turismo - cui sono riconducibili taluni aspetti dell'attività agrituristica - attribuite alla competenza legislativa residuale delle Regioni, introducendo una disciplina che, anche ove si ritenesse espressione del potere legislativo concorrente dello Stato in materie rilevanti nell'ambito della suddetta attività, travalica i limiti di competenza a questo attribuiti. 1.1 - In particolare, la Regione Lazio ritiene che l'art. 5, nel disciplinare i requisiti igienico sanitario degli immobili e delle attrezzature da utilizzare per attività agrituristiche, seppure espressione della potestà legislativa concorrente dello Stato nelle materie «tutela della salute» e «governo del territorio», pone una normazione di dettaglio precludendo ogni possibile intervento da parte della Regione. 1.2 - La seconda censura investe l'art. 7. Secondo la Regione Lazio anche tale disposizione, nell'introdurre una disciplina di dettaglio in ordine alle modalità per il rilascio del certificato di abilitazione all'esercizio dell'attività agrituristica, violerebbe le prerogative normative regionali, peraltro già esercitate con la legge 10 novembre 1997, n. 36 (Norme in materia di agriturismo). 1.3 - Una terza censura riguarda l'art. 11 e, in particolare, l'adozione di un programma di durata triennale per le Regioni, finalizzato alla promozione dell'agriturismo italiano. Anche tale norma, a parere della ricorrente, sarebbe lesiva delle proprie competenze legislative e, in particolare, del potere di programmazione riconosciuto alle Regioni nelle materie attribuite alla loro competenza, così come, peraltro, previsto dall'art. 50, della legge regionale 11 novembre 2004, n. 1 (Nuovo Statuto della Regione Lazio). 1.4 - La quarta censura investe l'art. 12. La Regione lamenta che tale disposizione, nell'estendere l'applicabilità delle disposizioni contenute nella legge n. 96 del 2006 all'attività della pesca ed alla relativa ospitalità e somministrazione di alimenti, violerebbe la competenza normativa regionale in materia di pesca, materia attribuita, anch'essa, alla competenza residuale delle Regioni. 1.5 - La ricorrente ritiene, infine, che l'art. 13, nella parte in cui attribuisce allo Stato, mediante l'istituzione dell'Osservatorio nazionale dell'agriturismo, un esteso e generale ruolo di indirizzo e coordinamento delle politiche nel settore dell'agriturismo, oltre ad intervenire in una materia sottratta alla sua competenza, non risponderebbe neanche a esigenze di sussidiarietà, difettando, peraltro, i requisiti della ragionevolezza e proporzionalità di tale intervento e non essendo previsto alcun coinvolgimento delle Regioni. La ricorrente conclude rilevando che le diverse disposizioni impugnate, oltre a violare l'art. 117 della Costituzione, contrasterebbero con l'art. 120 della Costituzione e, in particolare, con il principio della leale collaborazione tra Stato e Regioni, essendo la disciplina censurata frutto di scelte unilaterali del legislatore statale. In proposito, la Regione Lazio osserva che le norme censurate non sarebbero state sottoposte all'esame della conferenza Stato-Regioni, né sarebbero state esaminate dalla commissione parlamentare per le questioni regionali, in violazione dell'art. 11 della legge 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). 2. Con ricorso notificato il 13 maggio 2006, depositato il successivo 16 maggio, la Regione Toscana ha sollevato, in via principale, questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, commi 2, 3 e 4, lettere a), b), c), e) ed f); dell'art. 5, commi 4, 5 e 6; dell'art. 6, commi 2 e 3; dell'art. 8; dell'art. 9, comma 2; dell'art. 11, comma 1; dell'art. 12 e dell'art. 14, comma 2, della legge 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), per violazione degli artt. 117 e 118 della Costituzione. La ricorrente ripropone le argomentazioni poste a fondamento del ricorso della Regione Lazio e, in particolare, l'inquadramento della attività agrituristica nelle materie di competenza residuale regionale del turismo e dell'agricoltura e che, seppure alcuni aspetti della legge impugnata rientrano in materie attribuite alla competenza legislativa concorrente, tuttavia il legislatore statale avrebbe introdotto, anche in tali ambiti, una disciplina di dettaglio. 2.1. - Con la prima censura la ricorrente lamenta che i commi 2, 3, e 4, lettere a), b), c), e), ed f), dell'art. 4, violerebbero gli artt. 117 e 118 della Costituzione, in quanto con tali disposizioni il legislatore statale sarebbe intervenuto a regolare aspetti concernenti esclusivamente l'attività agrituristica che, per le ragioni sopra indicate, rientra tra le materie sottratte alla sua competenza, non ravvisandosi, peraltro, esigenze di carattere unitario che impongano il suddetto intervento.