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mi sembra una cosa più che ovvia. Concludendo, signor Presidente, riteniamo che questo provvedimento segni una discontinuità importante con il passato e siamo fieri, come Lega, di poter dire che abbiamo raccolto le richieste di un importantissimo settore in crisi per un possibile rilancio, trasformandole finalmente in una buona legge. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, mi trovo a intervenire sempre quando lei presiede l'Aula, quindi la incarico di portare i miei suggerimenti e le mie note al Governo, che qui è rappresentato da un Sottosegretario; tuttavia mi rivolgo a tutto il Governo e a tutta la maggioranza, perché voglio intitolare questo mio intervento «Luci e qualche ombra». Penso sia encomiabile l'intento, che tutti i Governi si sono posti, di sveltire il sistema degli appalti; ritengo che sia una materia delicatissima. A mio avviso, queste modifiche sostanziali e importanti sono già il nuovo codice degli appalti, perché, se fra tre o sei mesi facciamo un nuovo codice, rischiamo di cambiare di nuovo e di perdere altro tempo. Invece qui viene detto (luci) di procedere con il regolamento entro centottanta giorni e si dice no alle linee guida dell'ANAC e ai decreti attuativi. Lo sintetizzo, ma tra le righe si legge questo. Secondo me far partire i cantieri è importantissimo - come hanno già sottolineato altri colleghi - e risolverebbe tanti problemi. Crescerebbe il PIL, crescerebbe l'occupazione e migliorerebbe l'ambiente, perché oggi si costruiscono opere pubbliche con criteri diversi, si piantuma nelle aree libere, si evitano le code alla circolazione, aumentando la possibilità di circolare sulle strade e nelle circonvallazioni attorno alle città. Si migliorerebbe inoltre il bilancio, che è turbato e "sporco" a causa di troppi residui, che risalgono agli anni scorsi e che creano un problema nel momento in cui diventano cassa - perché vanno pagati - e in cui diventano opere attuate, soprattutto se si fanno nuove leggi per stanziare nuove risorse. Da un lato queste nuove leggi vanno fatte, ma dall'altro preferirei che fossero realizzate le opere che corrispondono al Fondo per lo sviluppo e la coesione; secondo le statistiche, è stato realizzato il 6-7 per cento delle opere ed è stata prorogata la durata del Fondo. Per quanto riguarda lo sport e le periferie sono state firmate le convenzioni ma non sono stati erogati i fondi, e lo stesso per quanto riguarda le aree degradate; parlo dei fondi a favore degli enti locali. Anche i fondi dell'ANAS hanno delle procedure di appalto molto lunghe; quindi sono rimasti dei residui nei bilanci degli enti locali, degli enti a ciò deputati o dello Stato. A mio avviso - è un altro suggerimento che avrei cercato di dare ai Presidenti delle Commissioni 8 a e 13 a - prima di procedere all'esame si sarebbero dovuti audire dei tecnici, estraendoli a sorte o con il criterio che si ritiene più giusto - un tecnico di un Comune fino a 5.000 abitanti, un tecnico di un Comune fra i 5.000 e i 20.000 e così, a seconda della classe demografica, un tecnico di una Provincia, un tecnico dell'Anas - nonché degli ingegneri, architetti, geometri e anche degli amministrativi - quelli che curano le procedure d'appalto - perché avrebbero potuto dirci dove si annidano i problemi nelle procedure di appalto. Scorrendo brevemente i testi di alcuni articoli, mi viene da dire che è positivo quello che prevede che si possa appaltare nei casi di manutenzione ordinaria e straordinaria, a esclusione dei progetti troppo incisivi e che comportino la sostituzione di parti strutturali delle opere, procedendo sulla base del progetto definitivo, perché si accelera un passaggio, che è quello del progetto esecutivo. Si prevede però - e questa è un'ombra - di dare una diversa definizione del progetto di fattibilità che tenga conto del minor consumo di suolo possibile - credo che questo sia implicito - e, attraverso un emendamento, del miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività. Io credo che questi documenti - abbiamo visto quello per la TAV - possano essere tirati da tutte le parti e quindi possano essere - per così dire - di comodo. Inoltre, del progetto di fattibilità per le opere sopra soglia bisogna redigere altri documenti - e questa è un'altra ombra - quali gli studi di fattibilità ambientale e paesaggistica, la descrizione delle misure di compensazione e di mitigazione dell'impatto ambientale. Credo che tutto questo sia già compreso nel progetto generale. C'è un articolo, che invece giudico importante, di modifica dell'articolo 31 che demanda all'ANAC l'adozione di linee guida per la definizione del compito del RUP delle funzioni e anche dell'indennità al RUP, quella del 2 per cento, che ha creato diversi problemi di interpretazione negli anni scorsi. Porto l'esperienza dell'Ente Provincia di Cuneo, che ha regolamentato le disposizioni che riguardano il 2 per cento attraverso una classe - anche in questo caso - di importo degli appalti, per cui il 2 per cento è soltanto per le opere sotto i 500.000 euro, perché da 500.000 euro a un milione - se ricordo bene - si parla dell'1,5; se si supera un milione si parla dell'uno per cento, e stabilisce a chi va nell'ambito degli uffici. Se l'indennità al RUP va soltanto a una persona fisica, si crea un'eccessiva disparità rispetto agli altri componenti degli uffici e ciò determina, viceversa, il blocco dei lavori. Approvo la modifica apportata all'articolo 36 in materia di contratti sotto soglia, allorché si va a stabilire, anche in difformità rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio, che da 40.000 a 150.000 si possono contattare 3 operatori; da 150.000 a 350.000 se ne possono contattare 10; da 350.000 a un milione si parla di 15 operatori. Credo questa una buona scelta. Per quanto riguarda la norma che prevede che la stazione appaltante per i contratti sotto soglia possa procedere all'aggiudicazione di norma, sulla base del criterio del minor prezzo, ovvero, previa motivazione, sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ho visto nella prassi che si può usare il criterio dell'offerta economicamente vantaggiosa giustificandolo, ed è quello più efficiente perché permette una valutazione di altri parametri; mentre quello del puro prezzo può creare problemi, perché può andare a scapito della qualità o portare contestazioni in sede di contabilità finale. C'è una norma che giudico molto buona e che sarà manna per i sindaci italiani, ed è quella che modifica l'articolo 37 rendendo facoltativa la CUC (la Centrale unica di committenza), che soprattutto per gli importi dei piccoli e medi Comuni italiani rappresenta un costo e ha generato tutta una serie di problematiche di costituzione e funzionamento. La possibilità di considerarla facoltativa sarà dunque ben accolta. Mi permetto poi di muovere ancora altre osservazioni.