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quella statale e quella paritaria, gambe che dovrebbero essere lunghe ugualmente e ugualmente toniche, diciamo così. Invece no; anche questo Governo privilegia la scuola statale danneggiando la scuola paritaria. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Il concorso straordinario per i docenti delle scuole paritarie è sfumato come neve al sole. Perché? Non si sa. Forse - immagino - per un pregiudizio ideologico, non vedo altra spiegazione. Ma è un'ideologia vecchia, stantia; un'ideologia che non torna rispetto ai numeri. Ogni studente costa allo Stato, nella scuola statale, 6.400 euro; lo stesso studente, nella scuola paritaria, ne costa poco più di 500. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Il risparmio per lo Stato è gigantesco ed è per questo che noi abbiamo sempre proposto, anche in questa circostanza, il bonus scuola, per lasciare, da un punto di vista di banale buon senso liberale, libere le famiglie di decidere come e dove iscrivere i propri figli. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questo non avrebbe dei costi maggiori per lo Stato anzi comporterebbe dei risparmi e insieme al principio dei costi standard , si affermerebbe un principio che credo sia nell'interesse di tutti: quello della libertà di scelta. Invece anche in questo caso, per furore ideologico o quantomeno per diversità di approccio culturale, la scelta è stata un'altra. Mi sembra quindi evidente che, per tutta questa serie di ragioni e di fatti, Forza Italia non possa votare a favore. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . ANGRISANI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANGRISANI (M5S) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, ci apprestiamo a votare un provvedimento di cui forse si parlerà poco in TV e sui giornali. Eppure si tratta di un testo che incide positivamente sulla vita di tantissime persone, anzi, su tutti gli italiani, perché la scuola pubblica e l'istruzione dei nostri ragazzi sono temi che riguardano tutti indistintamente, perché da lì passa il presente e il futuro del nostro Paese. Non ci nascondiamo, colleghi, che questo decreto-legge ha avuto una genesi travagliata: intrapreso dal precedente Governo, su iniziativa del ministro Bussetti, ha subito numerose trasformazioni con la nuova maggioranza, divenendo alla fine una risposta forse più tecnica che politica alle stratificate situazioni del precariato storico, comunque importantissima nell'interesse preminente di tutelare l'andamento del sistema della pubblica istruzione. La scuola italiana è stata trasformata negli ultimi vent'anni in un'azienda che produce elementi utili al mercato, non più cittadini consapevoli, non più studenti con solide basi culturali che possano muoversi in un mondo in continua evoluzione, con piena consapevolezza critica. Gradualmente, il paradigma costituzionale della scuola pubblica ha subito colpi che ne hanno minato le fondamenta. Questi colpi sono stati sferrati alla qualità dell'offerta formativa, anche attraverso politiche di investimenti sbagliati, che hanno ridotto le risorse per le attività extracurriculari dei docenti, disorientati dal continuo cambio dei sistemi di reclutamento, da interventi normativi che hanno gettato nel caos la conduzione delle scuole. Il decreto-legge in esame vuole dare una risposta ad anni di promesse mancate e di politiche sbagliate rispetto alle problematiche reali della scuola. Le richieste dei lavoratori e degli stakeholder devono essere necessariamente conciliabili con le esigenze del buon andamento del sistema di istruzione nazionale, altrimenti anche questo provvedimento sarebbe l'ennesimo boomerang che cancellerebbe definitivamente diritti di studenti e famiglie. (Applausi dal Gruppo M5S) . C'è stato chi non si è fatto scrupolo di illudere ciascuno di avere ragione, acconsentendo alle richieste di tutti, cavalcando l'onda della demagogia e soffiando sul fuoco per gettare discredito su un operato che doveva soddisfare, invece, ben altre legittime aspettative. Il Parlamento non è un supermarket , dove il cliente ha sempre ragione e si viene a barattare il consenso con qualche emendamento, ma è un luogo deputato a decidere sulla scorta dell'interesse di un'intera Nazione! (Applausi dal Gruppo M5S) . A tal fine abbiamo inserito nel testo misure che semplificano le procedure di reclutamento dei precari con tre annualità di servizio. Abbiamo puntato sulla valorizzazione del precariato non sacrificando la qualità della scuola, con procedure concorsuali veloci e oggettive, per dare continuità didattica agli studenti e stabilità a 48.000 docenti, che assumeremo dal 1° settembre 2020. Ecco la vera notizia che dovrebbe essere al centro di tutti i dibattiti pubblici: ci saranno quasi 50.000 assunzioni di insegnanti nel 2020. Ma non solo: sono tante altre le norme contenute in questo testo. Penso agli scuolabus gratis o a prezzo ridotto per i bambini. Penso alla call veloce, che consentirà di assumere docenti per coprire i posti che ogni anno restano vuoti e che di solito vanno a supplenza. Daremo così la possibilità ai vincitori di concorso, agli iscritti nelle graduatorie e agli idonei di concorso di spostarsi, se lo vogliono, in altre Regioni per essere assunti, purché garantiscano la continuità didattica. Ma penso anche alle norme sulla didattica innovativa e a quelle per la stabilizzazione dei collaboratori scolastici. È evidente che con questo provvedimento, che ha comportato un importante impegno da parte della Commissione istruzione, non si è certo esaurito il nostro fondamentale compito istituzionale: sarà nostra cura monitorare e verificare che tutte le misure che stiamo per varare abbiano esito soddisfacente, curandoci di apporre eventuali correttivi nel caso ciò non fosse. Dunque, questa previsione legislativa consente di compiere molti passi avanti volti al rafforzamento del ruolo della scuola rispetto agli anni scorsi, ma molti ne dovrà ancora fare. Dovrà cercare soprattutto spazio nell'ottica dell'inclusione sociale, nel pieno rispetto dei principi posti dagli articoli 3 e 34 della Costituzione. Nel mondo che sogna e che si sforza di realizzare il MoVimento 5 Stelle la scuola è e deve essere un valore fondante della democrazia. Il grande giurista Piero Calamandrei conosceva molto bene il ruolo dell'educazione scolastica e della cultura. Amava usare una metafora per definire il concetto ideale che sosteneva il suo pensiero. La scuola è come il sangue, affermava. È un elemento essenziale dell'organo costituzionale. Senza la scuola pubblica, che deve venire prima di quella privata, non ha senso parlare di democrazia. Ricordiamo le sue parole: «Se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue».