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Forse è cambiato il colore delle bandiere, quel rosso condannato dalla storia perché simbolo di un'ideologia sfociata spesso in dittatura e che nulla ha a che fare con la ricorrenza della liberazione, simbolo appunto di libertà. (Applausi). Auspico, quindi, che situazioni simili non debbano più accadere. Mai come adesso i cittadini italiani devono sentire la vicinanza dello Stato, che deve essere di sostegno. Quando il cittadino vede la lunga mano dello Stato avvicinarsi a lui, deve aspettarsi uno sprono, un incentivo a tirarsi su, un aiuto e non uno spintone che lo mortifica nel portafoglio e - cosa ben più importante - nello spirito. Basta con uno Stato forte con i deboli e debole con i delinquenti. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Cari colleghi, con questo intervento desidero inizialmente esprimere tutta la mia solidarietà ai cittadini che hanno subito la perdita dei loro cari durante questa epidemia e si sono trovati in difficoltà economiche e di ogni genere che hanno compromesso la possibilità di sostenere le proprie famiglie. Il decreto che è stato emanato prevede interventi importanti per fronteggiare la crisi generata dalle epidemie. Dato che l'epidemia non è ancora terminata, vorrei però dare un contributo affinché anche una sola vita umana sia salvata. L'epidemia ha evidenziato come l'indebolimento progressivo della sanità pubblica a favore di quella privata abbia reso la prima non in grado di rispondere prontamente a una pandemia; ha infatti evidenziato come la sanità, in mano alle Regioni, sia stata insufficiente e comunque con risultati profondamente differenti da Regione a Regione per quello che riguarda il suo compito fondamentale, che è salvare le vite umane. Per rendersi conto, basta leggere i numeri. Saltano agli occhi i dati che emergono dalla Lombardia, dove al 19 maggio ci sono stati 15.597 decessi su 85.481 contagiati: quasi il 50 per cento dei decessi in Italia si è verificato in Lombardia. Se si confrontano questi dati con quelli di un'altra Regione, il Veneto, dove l'epidemia è iniziata quasi contemporaneamente, ma si sono avuti 1.820 decessi su 18.997 contagiati, le differenze sono eclatanti. Sappiamo che i numeri assoluti dipendono dal numero di verifiche e dunque dei tamponi effettuati, ma il numero totale dei decessi parla da solo ed è probabile che i numeri siano in difetto, perché non sono stati fatti a tutti i cittadini i tamponi. In queste Aule abbiamo più volte sentito dare la colpa al Governo delle mancanze di attrezzature che erano però di competenza regionale. Questo è il risultato delle politiche di regionalizzazione e fondamentalmente delle richieste di autonomia volute anche oggi fortemente dalla Lega. PRESIDENTE. Vedo un assembramento a destra dell'Emiciclo. Vi chiedo, se potete, di non disturbare, e magari di stare un po' più distanti l'uno dall'altro. COLTORTI (M5S) . Ma si ricordano, i colleghi della destra, i requisiti minimi essenziali delle prestazioni? I cittadini meridionali, che sostengono l'economia votando la destra creeranno Regioni a velocità di sviluppo estremamente differenziata. Facendo queste semplici comparazioni, emerge inoltre l'assoluta inadeguatezza dei responsabili regionali, in primo luogo del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dell'assessore alla sanità Giulio Gallera (Applausi) , che dicono di aver seguito tutte le direttive del Governo, ma sembra evidente che dal Governo non sia stata mai diramata la raccomandazione di ricoverare in strutture delle RSA malati in via di guarigione, ma evidentemente non ancora guariti, come invece emerge dalla delibera della Giunta regionale Lombarda n. 112906 dell'8 marzo 2020. (Commenti). Io non vi ho disturbato durante i vostri interventi. Vi prego, quindi, di farmi parlare. PRESIDENTE. Credo abbia ragione. E poi a quest'ora potreste fare a meno di disturbare. Non c'è nemmeno la diretta televisiva. COLTORTI (M5S) . Sono stati accesi dei fiammiferi in un serbatoio di benzina che hanno lanciato il contagio e oltre 15.000 morti non sono una caramella. Io soffro per questo. Inoltre, appare evidente come, a fronte di un depotenziamento costante della sanità pubblica e della chiusura di decine di strutture pubbliche che avrebbero potuto e dovuto essere riutilizzate in Lombardia, si sia scelto di aprire un centro Covid alla Fiera di Milano, costato ben 25 milioni, di cui 21 da fonti private e quattro da fonti pubbliche, che dovrà essere smantellato alla fine dell'epidemia. (Applausi). Oppure volete tenere decine di operatori a guardarsi l'un l'altro senza fare nulla? Anche ora, a fronte di una recettività iniziale prevista di oltre 100 posti letto, sono stati ospitati 13 pazienti nel momento di massimo utilizzo. (Proteste). PRESIDENTE. Colleghi, riusciamo a lasciare il senatore Coltorti concludere il suo intervento? Vi ricordo che subito dopo è iscritto a parlare il senatore Vescovi, che appartiene al Gruppo che adesso sta protestando. COLTORTI (M5S) . Come dimenticare che la gestione è stata affidata interamente ai fedelissimi della Lega, tra i quali il giornale «L'Espresso» menziona - guarda caso - la stessa ex moglie di Matteo Salvini. Ma queste sono la giustizia, la trasparenza e soprattutto la buona politica che propugna la Lega? (Vivaci proteste). Questa è l'onestà che questa mattina in Aula è stata richiesta? PRESIDENTE. Una volta, insomma, si diceva che la famiglia non si tocca. Andiamo avanti. Nessuno può censurarla. COLTORTI (M5S) . Ricordo che oggi si voleva sfiduciare il ministro Bonafede. Per realizzare questa struttura è stato chiamato l'ex capo della Protezione civile, ingegner Bertolaso, fedelissimo di Berlusconi e specialista in sperpero di denaro pubblico. Come non ricordare il centro congressi dell'isola La Maddalena in occasione del G8 del 2009, costato oltre 327 milioni, più un albergo per altri 75 milioni? (Applausi). Anche in quel caso si tratta di strutture mai utilizzate! Più di recente si ricorda il centro Covid di Civitanova Marche, nelle Marche, costato anch'esso 12 milioni e - guarda caso - mai utilizzato. (Applausi). Sembra che la cosa importante sia non fare il bene del Paese, ma spendere e distribuire il denaro proveniente da donazioni private, la cui origine per ora non è dato sapere, perché la realizzazione di queste strutture è stata data al Sovrano militare ordine di Malta senza alcuna trasparenza: chi ha donato il denaro e come sono stati stimati i costi? Comunque i cittadini lombardi di quei soldi e di quelle strutture non ne sono praticamente accorti, ma si sono accorti da tempo delle chiusure degli ospedali pubblici e delle lunghe liste per fare le analisi, che invece vengono fatte in tempi brevissimi nelle strutture private. (Applausi). Quando sarà stata distrutta la sanità pubblica, quella privata potrà praticare i costi che vuole.