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sono la più grande dimostrazione di come la scienza, lo sport, l'arte, la poesia e la cultura debbano essere usate per unire i popoli, non per allontanarli. (Applausi) . Pensiamo veramente che espellere un cantante o uno sportivo disabile avvicini la pace? Presidente Draghi, la invito ad andare avanti a portare parole di pace, di equilibrio e di mediazione. È il ruolo dell'Italia da settant'anni a questa parte. Lei giustamente dice che ci muoviamo in un contesto generale: è giusto, però qualcuno prima di lei in politica estera - che è fondamentale - ha osato, su entrambi i fronti (Craxi, Aldo Moro, Prodi, Berlusconi). L'Italia veniva prima di altri e prevedeva, prima di altri, come uscire dal conflitto con una posizione orgogliosamente in Occidente, ma senza chiudere le porte del dialogo: riaprire i porti per esportare grano, sostenere la candidatura di Odessa come sede di Expo 2030 e un cessate il fuoco di quarantott'ore, con l'Italia a guida di un'Europa in cui crediamo, ma libera e sovrana, alle dipendenze di nessuno. Lo ripeto: un'Europa libera e sovrana, alle dipendenze di nessuno. (Applausi). Vedrà che così, anziché parlare di armi, si parlerà - entro la fine di questo mese, auspicabilmente - di pace, cosa che salverà vite in Ucraina, come in Russia, e salverà - lo ripeto perché per qualcuno non contano, ma per me sì - i posti di lavoro di donne e uomini italiani che per la pace sono disposti a qualsiasi sacrificio, ma che meritano aiuto, attenzione e rispetto. La pace subito significa salvare il lavoro delle operaie e degli operai italiani. Chi vuole la guerra, parla di guerra e vorrebbe mandare armi per i prossimi sei mesi a settembre vada fuori dalle fabbriche che stanno chiudendo a raccontarlo a quelle madri e a quei padri di famiglia italiani per i quali la guerra significa non mangiare più. (Applausi) . Pace e lavoro subito sono possibili, Presidente! (Applausi. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Presidente Draghi, onorevoli colleghi, siamo felici di vederla oggi qui in Aula a parlare di questi temi; anzi, mi permetta di invitarla, a nome del MoVimento 5 Stelle, a venire più spesso in Parlamento per parlare di questi argomenti, e non perché serva un confronto con i parlamentari, ma perché i parlamentari qui rappresentano il popolo italiano, e se vogliamo davvero raggiungere quella coesione sociale di cui lei parla spesso, Presidente, e se vogliamo rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, dobbiamo utilizzare anche questi strumenti: la condivisione, la trasparenza delle informazioni e la partecipazione alle scelte. Questo confronto è necessario, Presidente, soprattutto perché ci troviamo in un Governo di unità nazionale, retto da una maggioranza trasversale che purtroppo, soprattutto ultimamente, non si dimostra sempre corretta, e l'abbiamo visto anche ieri in Commissione affari esteri, emigrazione. Questo confronto è necessario perché ci troviamo in un momento storico straordinario, che viene dopo una crisi pandemica, quando la nostra economia già stava faticando a rialzarsi per i colpi ad essa legati. È pertanto necessario che ci confrontiamo, perché gli scenari cambiano continuamente, di mese in mese, di giorno in giorno, di ora in ora. L'ha detto in maniera molto puntuale anche lei, presidente Draghi: alla crisi energetica adesso sta seguendo una crisi alimentare e questa probabilmente sarà anche la guerra del grano, perché l'Ucraina è il granaio d'Europa e alcuni Paesi in Africa e in Medio Oriente già stanno soffrendo questa crisi alimentare, a cui probabilmente seguirà anche una crisi migratoria. E quale sarà, Presidente, il Paese più colpito da questa ennesima crisi? La risposta è semplice: sarà ancora una volta l'Italia. Qual è allora la strategia che il Governo intende mettere in atto? Qual è la visione per costruire il futuro non solo dell'Ucraina, ma anche del nostro Paese? È chiaro che ci preoccupa vedere continuamente minate misure per noi fondamentali per far ripartire l'economia di questo Paese (penso al superbonus e a tutti gli investimenti in transizione ecologica). Presidente Draghi, i cittadini hanno necessità di essere informati e noi questo confronto avremmo voluto averlo prima della sua visita negli Stati Uniti: non perché per un incontro bilaterale sia previsto un passaggio in Parlamento, ma perché per noi è fondamentale dare questo segnale di coesione tra Governo e Parlamento e di sinergia tra tutte le forze politiche. (Applausi) . Durante la pandemia, il Presidente del Consiglio era qui quasi ogni due settimane. Se egli non avesse avuto quell'investitura forte da parte del Parlamento, probabilmente la svolta innovatrice che c'è stata in quel periodo in Europa, che ha portato per la prima volta ad utilizzare strumenti come il debito comune condiviso, non vi sarebbe stata. Signor Presidente, non è accettabile che, in tre mesi, abbiamo parlato di questi temi una sola volta. E la volta in cui abbiamo votato quella risoluzione la rivendichiamo con forza. Non l'abbiamo mai messa in discussione, perché, grazie a quella risoluzione, noi abbiamo sostenuto l'Ucraina nell'esercizio del diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Adesso, però, dobbiamo costruire insieme la fase due. Come la vogliamo costruire questa fase due, presidente Draghi? Continuando a parlare di quali sono le armi da inviare? Nell'interesse di chi? E come faremo a scongiurare il rischio di una terza guerra mondiale nucleare? O questa fase due, invece, la vogliamo far partire davvero, potenziando i negoziati, mettendo in campo misure che servono per evitare la recessione? Le famiglie italiane vogliono la pace. Le imprese vogliono la pace. La società italiana vuole la pace. (Applausi) . Signor Presidente del Consiglio, abbiamo molto apprezzato le sue parole al presidente Biden, perché lei ha detto che gli italiani vogliono che si giunga presto alla pace e che l'Italia e l'Europa devono occupare un ruolo centrale in questa fase diplomatica. Certo, la fase delle trattative diplomatiche sarà più complessa e più lunga rispetto a quella dell'invio di armi, ma questa è la direzione. Non dobbiamo attendere che cada l'ultima bomba per far partire il dialogo. Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle non ha dubbi. Adesso è il momento di costruire il futuro dell'Ucraina all'interno di una cornice di solidarietà europea, ma è anche il momento per l'Italia di rinnegare posizioni bellicistiche che non le appartengono, che non le sono mai appartenute. Noi siamo un Paese che è nato dalle macerie della Seconda guerra mondiale e che ha ripudiato la guerra anche all'interno della propria Costituzione.