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la diossina, ad esempio, sta 10 milioni di anni nel terreno. Vogliamo forse fare un set aside di 10 milioni di anni? È chiaro quindi che alcune sostanze non dovrebbero proprio esserci nel terreno, perché sono bioaccumulabili, non percolano e persistono per milioni di anni. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bonis. Ne ha facoltà. DE BONIS (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, cari colleghi, questo disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto Genova, all'esame del Parlamento, si compone di alcuni punti fondamentali: gli interventi urgenti per il sostegno e la ripresa economica del territorio del Comune di Genova; la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti; gli interventi nei territori dei Comuni di Casamicciola, Forio, Lacco Ameno e, infine, le misure urgenti per gli eventi sismici verificatisi in Italia negli anni 2009, 2012, 2016 e 2017. Come già ribadito dal ministro delle infrastrutture Toninelli, con la conversione in legge del decreto ci saranno misure a sostegno delle imprese che hanno avuto difficoltà economiche a causa del crollo, norme che riguardano la zona portuale e retroportuale e aiuti e sostegni anche sul fronte della tassazione ai cittadini che hanno perso la casa a causa del disastro derivante dal crollo del ponte. Vengono disposte risorse per il trasporto locale e per gli autotrasportatori colpiti dalla frattura della viabilità. Non posso quindi negare che sia stato fatto un ottimo lavoro dal nostro Governo e dalla nostra maggioranza, soprattutto alla Camera, dove l'elevata qualità del contributo fornito da ciascuna forza politica ha consentito un lavoro a tratti innegabilmente faticoso, ma estremamente produttivo e di notevole miglioramento del testo. Mi riferisco evidentemente ai significativi interventi per la città di Genova. Non posso, però, non evidenziare la vicenda relativa all'articolo 41, che mi ha visto particolarmente impegnato, anche all'interno del mio Gruppo, a illustrare gli effetti e gli impatti di questa norma, rispetto alla quale ho presentato anche degli emendamenti e un ordine del giorno, che spero vengano accolti dall'Assemblea, nonostante non siano stati accettati in Commissione. Anzitutto, il tema dei fanghi, per la sua complessità e delicatezza, è un po' estraneo alla questione e mi preme evidenziare una perplessità sull'articolo 41 rispetto alla tutela della salute, che è uno dei nostri princìpi e diritti fondamentali riconosciuti dalla Carta costituzionale. Mi sono sempre battuto affinché, di fronte alla tutela della salute e dell'ambiente, il profitto potesse fare un passo indietro e ad alcuni di noi sembra che questa norma possa agevolare i profitti di alcune imprese, facendo spandere questi prodotti e queste sostanze sui suoli. Il bene della vita, infatti, merita tutela e l'innalzamento dei limiti di idrocarburi pesanti potrebbe rappresentare un rischio per l'ambiente e per la catena alimentare. È la stessa Unione europea, del resto, che, con le sue direttive, ci invita alla prudenza e a disciplinare l'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, in modo da evitare effetti nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull'uomo. La terra è sacra e non deve diventare una discarica a cielo aperto: dobbiamo preservarla soprattutto per le nostre generazioni future. Sembrerebbe, invece, con il testo pervenuto dalla Camera, di essere di fronte a un aumento dei limiti che, rapportato a quello dei fanghi industriali, è notevolmente superiore. Per queste considerazioni, l'Unione europea ha sempre osservato il principio di precauzione, perché da trent'anni proprio l'Organizzazione mondiale della sanità stabilisce che tutti i composti già previsti dal codice dell'ambiente sono cancerogeni, si accumulano nel suolo, non sono biodegradabili e rischiano di comportare anche una procedura di infrazione per il nostro Paese. Spero vivamente, quindi, anche alla luce di quanto previsto dal principio di precauzione, che vengano effettuate qui in Assemblea, al Senato, possibili correzioni, al fine di evitare la distribuzione di queste sostanze nei nostri terreni. Chiedo di consegnare il testo scritto del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, come lei sa, non era previsto che io intervenissi in questa discussione, ma lo voglio fare perché sono stati evidenziati degli aspetti, in particolare da un rappresentante della Lega, che ha citato un emendamento del Partito Democratico, riferito al decreto-legge terremoto dello scorso luglio, che tutti insieme abbiamo votato. È stato un riferimento scorretto e per questo intervengo, perché in quest'Assemblea non ci possono essere scorrettezza, manipolazione e mistificazione. Noi avremmo voluto che questo fosse il decreto-legge esclusivamente dedicato a Genova, a quella immane tragedia. Altre parti sono state inserite, a nostro avviso malamente; ad esempio, è stata inserita una parte che riguarda anche il Centro Italia. Io sono residente nel cratere di quel terribile terremoto del 2006 e conosco bene gli sforzi che abbiamo compiuto; so bene quanti sforzi abbiamo fatto tutti insieme. Ad esempio, colleghi, tutti insieme, a luglio, decidemmo di approvare, in quel provvedimento, che fu l'ultimo atto sulla spinta del Governo Gentiloni Silveri, una sanatoria per le cosiddette piccole difformità. Oggi si fa una cosa molto differente e quando viene citato un nostro emendamento di allora - che tra l'altro non venne votato, perché precluso da quell'accordo che tutti insieme facemmo - viene fatto in maniera profondamente sbagliata e scorretta, perché viene citata la prima parte dell'emendamento, ma non la seconda e la seconda parte è quella che contiene i vincoli, ad esempio il fatto che possano accedere ai contributi solamente i volumi regolarmente accatastati. I limiti sono quelli che stabiliscono che la sanatoria può valere solamente per le piccole difformità e, quindi, relativamente alle percentuali previste dal Piano casa, che nel caso della Regione Marche sono del 20 per cento. Questo limite voi di Lega e 5 Stelle lo togliete, permettendo che si vada oltre il 20 per cento e trasformando quella necessità di una sanatoria per piccole difformità in un vero e proprio condono. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi cancellate il vincolo che noi abbiamo messo e cioè che fossero dei tecnici professionisti ad accertare che non ci fosse un legame tra le volumetrie fatte in maniera abusiva e i danni sismici, perché l'abusivismo causa danni e causa morte, come abbiamo visto nella tragedia che è avvenuta a Palermo. E poi, colleghi, in quell'emendamento del Partito Democratico c'era un vincolo al quale teniamo particolarmente, mi riferisco al vincolo dell'autorizzazione e della compatibilità paesaggistica.