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Con il disegno di legge in discussione si propone quindi di introdurre una disciplina comportamentale in caso di incidente nautico il più possibile conforme a quella vigente per le lesioni personali stradali gravi o gravissime, pertanto anche nei casi in cui la morte e le lesioni siano determinate da soggetti alla guida di imbarcazioni a motore. Come dicevo, è una sorta di provvedimento speculare a quello che riguarda l'omicidio e le lesioni stradali. Con questo provvedimento abbiamo anche colto l'occasione per risolvere alcune criticità emerse dall'applicazione della normativa sull'omicidio e, in particolare, sulle lesioni stradali, intervenendo, nei limiti dello stretto necessario, su alcune disposizioni sia sostanziali, che procedurali. A questo riguardo, voglio dire che sicuramente non si tratta della panacea di tutti i mali, però era certamente necessario un primo intervento e poi, come sempre, cercheremo via via di sistemare ancora meglio questi due provvedimenti. Signor Presidente, ho già ringraziato il senatore Balboni, primo firmatario del provvedimento, e vorrei ora rimarcare l'atteggiamento collaborativo che si è avuto durante l'esame del disegno di legge. La Commissione ha istituito un sottocomitato e tutti i suoi membri hanno lavorato alla stesura del testo che viene ora sottoposto all'Assemblea. Si è davvero lavorato in un clima di fattiva collaborazione. Non si può pertanto non ringraziare tutti i membri della Commissione, il presidente Ostellari che ha accolto di buon grado questa proposta e il Governo per il suo atteggiamento collaborativo. Il sottosegretario Sisto ha seguito ed è stato sempre presente ai lavori e a lui va il nostro ringraziamento perché stiamo effettivamente colmando una lacuna del sistema. Il provvedimento - lo sappiamo - non è certamente il meglio, ma con esso mettiamo intanto un po' di ordine in una materia molto sentita e delicata soprattutto nei mesi estivi, consentendo alle famiglie di stare più tranquille sul bagnasciuga. Avremo infatti la possibilità di applicare sanzioni molto più gravi per chi si mette alla guida di mezzi pericolosi, consapevole delle conseguenze cui va incontro. In ultimo, un ringraziamento molto sentito va al dottor Buonomo e al dottor Ruscica, che come sempre hanno collaborato in maniera molto attiva, aiutandoci nella stesura del testo finale con grandissima professionalità e competenza. Quindi, credo sia doveroso da parte di tutti quanti noi formulare un ringraziamento sentito anche a loro. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Ruspandini. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, prendo la parola su questo tema estremamente delicato. Con il disegno di legge a prima firma del senatore Balboni il Gruppo Fratelli d'Italia dimostra, ancora una volta, di essere un'opposizione costruttiva, che noi definiamo patriottica perché di qualità e responsabile. È per questo che oggi ci proponiamo di estendere la disciplina delle norme penali previste per l'omicidio stradale e le lesioni gravi e gravissime ai conducenti delle imbarcazioni a motore. Come amiamo ricordare, il Parlamento, se messo alla prova e in condizioni di lavorare, sa dare delle risposte ed è per questo che voglio ringraziare pubblicamente il senatore Balboni per la sua sensibilità e per il lavoro svolto, volto a perfezionare il quadro normativo, che aveva bisogno di questa impostazione. Nel mare, infatti, per una serie di motivi preoccupanti che non sto qui a elencare, non esiste sicurezza e si rischia troppe volte la vita. Come detto anche dal relatore, i giornali e i quotidiani riportano le tante tragedie che soprattutto nei periodi estivi si verificano nei laghi e nei mari e in cui troppo spesso perdono la vita i minori. Le ragioni sono tantissime, tra cui l'incuria. La Guardia costiera non ha mezzi, né uomini per provvedere alla sicurezza dei cittadini. Ecco perché diventa indispensabile una legge che introduca il reato di omicidio nautico e che lo regoli con la medesima disciplina prevista per l'omicidio stradale. Nel disegno di legge al nostro esame i diportisti al timone di imbarcazioni a motore sotto l'effetto, per esempio, di alcol o di sostanze stupefacenti, che causino la morte di una persona o procurino gravissime lesioni, sono considerate alla stregua del conducente dell'automobile che commette lo stesso reato. Sembra a tutti, non solo a me, credo, palesemente folle e inaccettabile che il responsabile di una morte alla guida di un'automobile rischi diciotto anni di galera, mentre invece se è alla guida di una barca, rischia una condanna che può essere anche di soli sei mesi. Era presente un vulnus nel nostro ordinamento che ci siamo presi la responsabilità di provare a colmare. Ringrazio per tale ragione il Gruppo Fratelli d'Italia e il senatore Balboni; serviva una pezza che potesse mettere al riparo la vita di migliaia e migliaia di cittadini. È un segnale forte proprio perché si tratta di una norma che può fungere da deterrente per un invito alla prudenza a chiunque si metta alla guida di un'imbarcazione. Condivido le parole del relatore che ricordava che sempre più spesso questi motoscafi ad altissima velocità vengono utilizzati anche da persone sprovviste di patenti ed anche - diciamo così - capacità dell'uso dello stesso veicolo. Si è un po' larghi dal punto di vista della permissività nell'utilizzo di queste potenti imbarcazioni soprattutto durante l'estate. Il disegno di legge al nostro esame - voglio sottolinearlo - presenta un altro aspetto importantissimo che è quello sollevato dall'avvocatura delle camere penali, che fa seguito ad una proposta di legge del nostro capogruppo Ciriani, volta ad alleviare l'ingolfamento dei tribunali e dare la possibilità di risolvere piccoli conflitti privati in maniera bonaria, soprattutto quelli riguardanti gli incidenti stradali. È un altro segno di civiltà che mostra come il disegno di legge vada davvero nella direzione giusta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel rapporto sul diporto nautico in Italia del 2019 aveva registrato nell'ultimo triennio un numero di sinistri nautici pari a 742, con 32 morti e 154 feriti. Le ragioni che stanno a fondamento dell'intervento normativo sono quindi rinvenibili nella necessità di dotarsi di strumenti normativi adeguati al fine di migliorare i livelli di sicurezza della navigazione. Infatti la stessa pratica delle attività di navigazione, da una parte, e i dati riportati relativamente agli indici di sinistrosità dall'altra, rendono evidente la necessità del provvedimento legislativo. L'esame in Commissione giustizia ha visto la costituzione di un comitato ristretto, cui ho partecipato in prima persona quale rappresentante del Gruppo MoVimento 5 Stelle, volto ad elaborare un testo condiviso da sottoporre all'attenzione della Commissione in sede plenaria. Il risultato è stato quello di un testo che ha assorbito in larghissima parte, direi quasi la totalità, gli emendamenti presentati dal Gruppo MoVimento 5 Stelle.