[resaula]

Era invece necessaria, come forse era possibile o almeno auspicabile, visto che in altri momenti si è avuta una mozione unitaria del Senato per trovare un modo per uscire dalla situazione e dare delle prospettive. Se il Governo non voleva concordare con una serie di impegni o di premesse delle mozioni, poteva dare un'indicazione diversa, atta ad andare avanti. A parte i pochi progetti che probabilmente andranno avanti, ciò avrebbe consentito di trovare una soluzione per tutti gli altri impegni e convenzioni dei Comuni. Invece, il 25 settembre proprio il Governo ha comunicato ai vari Comuni il blocco dei 1.600 milioni, contravvenendo, molto dopo l'incontro, agli impegni assunti dal presidente Conte e dando un seguito assolutamente diverso. Torno a ripetere che non si riesce a comprendere, anche perché in questo modo il danno è doppio, perché vorrei capire come sia possibile recuperare con l'avanzo di amministrazione, il valore e l'impatto dei progetti. Si può discutere di quelli che piacciono o non piacciono, ma si trattava di risorse indubbiamente necessarie per le città. Poi qualcuno può fare obiezioni, come ho sentito fare. Ci sono state opinioni diverse e anche a me personalmente, forse, alcuni progetti piacevano e altri no, ma indubbiamente il valore di una serie di investimenti pubblici, finalmente, nelle aree periferiche delle nostre città è fondamentale. Vorrei ricordare che nella scorsa legislatura c'è stata una Commissione alla Camera proprio sulle periferie, che ha tracciato una linea d'intervento su quello che è fondamentale per un Paese. Lei, Sottosegretario, sa quanto me quanto oggi sia fondamentale intervenire nelle città e nelle periferie delle città. Tale intervento ha un valore sociale enorme. Avete presentato il cosiddetto decreto sicurezza: ma che pensate? Che la sicurezza nelle città si faccia solo e unicamente attraverso il respingimento degli immigrati? La sicurezza delle città si persegue facendo in modo di dare la possibilità di aumentare la qualità della vita, fornendo una serie di servizi, facendo in modo che quei cittadini non si sentano cittadini di serie C. Questo era il valore profondo. Volevate cambiare i progetti? Benissimo. Ma certamente fare questa operazione è sbagliato. Aggiungo, poi, che stiamo discutendo la Nota di aggiornamento al DEF ed era assolutamente fondamentale aumentare gli investimenti pubblici; torno a ripeterlo: è un fattore importante per la crescita del Paese, quindi ha un impatto certamente sociale ma anche dal punto di vista del valore economico in una situazione di scarsità di risorse, anche per quanto riguarda gli investimenti pubblici che voi indicate nella Nota di aggiornamento. Sapete meglio di me quanto l'investimento pubblico sia un moltiplicatore per quattro, altro che la spesa corrente! Quella è una cosa fondamentale. Non basta il reddito di cittadinanza per pensare di migliorare la qualità della vita nelle aree più periferiche delle città, dove c'è disagio sociale. Questo era il valore profondo e credo che fosse assolutamente necessario venirsi incontro, fare una proposta, poter arrivare anche ad una condivisione e ad una mozione unitaria, invece vi è la totale chiusura da questo punto di vista. A questo punto non possiamo che prendere atto che è solo e unicamente un fatto ideologico. Io non ho votato a favore della legge di bilancio in cui è stato inserito il fondo per le periferie, ma pensate forse che siccome non ho votato a favore di quella legge, l'anno dopo mi metterei a cancellare tutto? Questo è un modo assurdo di concepire l'amministrazione e il buon governo. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi è necessità di continuità, il lavoro non può essere legato a contrapposizioni e vendette. Non vi piacevano alcuni progetti? Si poteva intervenire, si poteva aprire un dialogo con le amministrazioni comunali. Ma la cancellazione è un intervento veramente ideologico e vendicativo. Questo non significa buon governo: non è un atto di buon governo sottrarre risorse alle amministrazioni comunali. Siete voi che siete venuti a spiegarci - e io concordo - quanto i Comuni, in tutti questi anni, abbiano dovuto stringere la cinghia, abbiano dovuto fare e subire tagli che sono finiti tutti quanti sul welfare e sui servizi. Ebbene, questo, in fondo, era anche un modo per risarcirli. E proprio voi, che siete venuti a dire che era finita l'epoca dei tagli ai Comuni, la prima cosa che fate è tagliare fondi, tra l'altro già impegnati, tradendo le aspettative, tradendo i patti, tradendo le convenzioni. Tutto questo, è un modo veramente incredibile di porsi nei confronti dei vostri stessi Comuni. Se questo voi lo chiamate Governo del cambiamento, io non posso che fare gli auguri a tutti gli italiani, perché il cambiamento rischia di essere veramente deleterio. (Applausi del senatore Zanda) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, la vicenda dei fondi per le periferie ha un tasso di paradosso veramente elevato; io, da senatore neo eletto, povero senatore di campagna, mi stupisco di tutte queste paradossalità che vengo vedendo, a cominciare dal fatto che Faraone applaude Gasparri: è una cosa francamente divertente, paradossale, creativa. E poi, questo voto del Senato; colleghi, siamo tutti incappati in questo voto, non starei di più di tanto, come ha detto il nostro Capogruppo, a calcare la mano sul fatto che il Senato quel giorno ha votato consapevolmente i contenuti di quell'emendamento; non andrei oltre su questa circostanza, mi fermerei alla semplice necessità di risolvere, di rimediare, di metterci una toppa, di ripristinare in qualche modo la certezza nei confronti del cittadino, dei Comuni e delle amministrazioni. Nel momento in cui i cittadini sottoscrivono con lo Stato un rapporto convenzionale, lo Stato deve incontrarli in modo corretto, consapevole e serio, cioè mantenendo gli impegni. Dopo di che, cosa sia successo con quell'emendamento è inutile che ce lo stiamo a raccontare. Anche questo ha un qualcosa di paradossale. Capisco la necessità, per i colleghi di maggioranza di difendere il provvedimento, ma non capisco, francamente, la rigidità del Governo, che interviene in Aula e, su mozioni che sono molto simili o di poco si discostano (ad esempio, non esito ad affermare che la nostra mozione potrebbe essere in parte assorbita da quella di maggioranza), esprime un parere contrario, come su tutte le altre mozioni, su un tema come questo, che suggerisce maggiore cautela perché, in effetti, è il Governo che cambia le carte in tavola ai Comuni e ai cittadini, non sono i Comuni e nessun altro. Un altro aspetto abbastanza paradossale è vedere i colleghi del PD che si sperticano, volendo dare lezioni, sempre con il ditino alzato. Francamente, riesco a capire poco, colleghi di maggioranza, perché se dovevamo correggere qualcosa delle tante malefatte fatte da questi signori, non dovevamo cominciare dalle periferie, c'era tanto altro materiale in cui andare a pescare, ma veramente tanto. Insieme al nostro Capogruppo ci interrogavamo, in corso di dibattito, su quale sarebbe potuto essere il nostro atteggiamento nei confronti della mozione di maggioranza.