[ddlpres]

Tali colloqui con i minori, anche accompagnati da un altro familiare, avvengono in orari o in luoghi diversi da quelli utilizzati per gli incontri di soggetti maggiorenni con detenuti o internati, preferibilmente nel pomeriggio e nei giorni festivi per non compromettere l'attività scolastica dei minori. I colloqui dei minori con genitori detenuti devono essere concessi anche fuori dai limiti temporali stabiliti dal comma 8 dell'articolo 37 del regolamento dei cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230. La durata dei colloqui, regolata sulla base delle esigenze pedagogiche del minore, non può comunque essere inferiore a un'ora, salvo che per volontà dei colloquianti o per la tutela del minore stesso, e può essere estesa anche a parte della giornata e alla consumazione di un pasto»; b dopo il quinto comma è inserito il seguente: «Salvo che per ragioni attinenti alla tutela e all'interesse del minore, oltre ai colloqui telefonici previsti dal comma 2 dell'articolo 39 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, sono garantiti colloqui telefonici fra i minori e i genitori detenuti in numero non inferiore a quattro al mese, cumulabili con i colloqui con altri soggetti e aventi durata massima di quindici minuti». 2 (Rapporti con la famiglia e tutela della genitorialità) 1 L'articolo 28 della legge 26 luglio 1975, n. 354, è sostituito dal seguente: «Art. 28. – (Rapporti con la famiglia). – 1. Particolare cura è dedicata alla tutela della genitorialità e dell'affettività, nonché a mantenere, migliorare o ristabilire le relazioni affettive ed educative dei detenuti e degli internati con le famiglie e in special modo con i figli minori. 2. Gli operatori psico-pedagogici prestano all'interno degli istituti assistenza alle famiglie al fine di affrontare la crisi dell'allontanamento del soggetto detenuto dal nucleo familiare e di rendere possibile il mantenimento di un valido rapporto con i figli. 3. La responsabilità genitoriale delle madri e dei padri detenuti, che non deve interrompersi durante la detenzione, è incentivata favorendo i colloqui con i figli, anche mediante spazi idonei all'incontro».