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durante la gestione commissariale risultano essere stati rilevati ulteriori fatti gestionali, che hanno condotto al depauperamento economico dell'ente, quale l'assenza di idonee procedure per il recupero di crediti per valori prossimi al milione di euro, o la concessione in comodato gratuito ad alcuni Aero Club federati di aeromobili della flotta in proprietà ad AeCI; a seguito del cambio del commissario nel mese di febbraio 2019, Giuseppe Leoni avrebbe intentato un ricorso al Tar sugli atti di nomina di entrambi i commissari; il Tribunale amministrativo nell'ambito del giudizio sulla richiesta di annullamento degli atti, nella sentenza del 23 dicembre 2019, avrebbe obiettato che "va ordinato alle amministrazioni ministeriali appellanti di nominare l'architetto Leoni Presidente dell'Aeroclub d'Italia" laddove non ricorrano le circostanze ostative evidenziate; sempre il Tar, su richiesta di Leoni, avrebbe bloccato le elezioni indette dal commissario in carica tramite provvedimenti cautelare del 20 giugno 2019 e in data 20 ottobre 2019 rigettava il ricorso al secondo atto di nomina a commissario effettuato dal Governo Conte I, rinviando al 20 marzo 2020 l'udienza sulle richieste di annullamento subordinate, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere affinché venga evitato che la funzione di presidente dell'ente pubblico AeCI, al quale competono importanti attività certificative, di controllo e di gestione dell'aviazione leggera diportistica e degli sport aeronautici, venga assunta da soggetto carente dei requisiti di onorabilità, le cui condotte (e per fatti di gestione dello stesso ente) sono attualmente sottoposte al giudizio della magistratura penale e contabile, e affinché venga proseguita l'azione riformatrice e di riordino intrapresa dal commissario straordinario, anche con la predisposizione di un nuovo statuto conforme alla normativa e alle pronunce dell'autorità giudiziaria amministrativa. Atto n. 4-02830 PEROSINO Ai Ministri per la pubblica amministrazione e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 20 dicembre 2019 l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) ha rilasciato un parere prot. n. 0008787/2019 in merito al finanziamento del salario accessorio e retribuzioni per posizioni organizzative per i dipendenti con contratto ai sensi dell'art. 1, comma 557, della legge n. 311 del 2004; il parere chiarisce che tale personale è ritenuto come personale a tempo determinato con contratto individuale separato e distinto da quello dell'ente di appartenenza, che esso debba essere assunto con il trattamento economico iniziale di categoria, come previsto dall'art. 12, comma 7, del contratto collettivo nazionale di lavoro delle funzioni locali del 21 maggio 2018, che conseguentemente si esclude che eventuali riconoscimenti di progressioni economiche orizzontali presso l'amministrazione di appartenenza possano avere effetti nei confronti dell'ente che li ha assunti con tali norme; tale parere però contrasta con altri precedenti di organi giurisdizionali ed in particolare il parere n. 2141/2005 della sezione I del Consiglio di Stato che ha previsto la possibilità di derogare al limite dell'orario di lavoro fissato nel 50 per cento per gli incarichi di posizione organizzativa oggi fissata dall'art. 53, comma 3, del contratto collettivo; anche il parere n. 109/2017/PAR della Sezione di controllo regionale della Corte dei conti per il Molise ha ritenuto possibile lo scavalco condiviso unitamente allo scavalco di eccedenza, per cui sarebbe inverosimile che lo stesso dipendente conservasse il proprio inquadramento economico nel primo istituto e non nel secondo istituto; è di tutta evidenza il contrasto tra il parere espresso dall'ARAN e pareri espressi in precedenza dal Consiglio di Stato e della Corte dei conti; il parere dell'ARAN rischia di paralizzare l'attività amministrativa dei piccoli Comuni che ricorrono spesso a questo istituto per far fronte all'impossibilità di ampliare il proprio organico di dipendenti a tempo indeterminato con conseguente grave danno alle attività istituzionali demandate agli enti locali, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo con riferimento al finanziamento del salario accessorio e retribuzioni per posizioni organizzative per i dipendenti a contratto vogliano intervenire a chiarire l'ambito di applicazione del suddetto istituto. Atto n. 4-02831 PAPATHEU VITALI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'Istat ha diffuso la stima provvisoria su occupati e disoccupati in Italia, con riferimento al dicembre 2019. I dipendenti a termine, ovvero i precari, a dicembre risultano in aumento di 17.000 unità su novembre, arrivando a toccare quota 3 milioni e 123.000, mentre il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) si attesta al 28,9 per cento; il tasso di disoccupazione in Italia risulta al 9,8 per cento, ma il numero delle persone in cerca di lavoro segna un aumento su base mensile (pari a 2.000) e, nel dettaglio, i disoccupati crescono tra gli uomini (pari a 28.000 in più) e tra gli under 50, a fronte di una diminuzione tra le donne (27.000 in meno) e gli ultracinquantenni; preoccupa, in particolare, che siano in calo gli occupati, che nel dicembre 2019 segnano una diminuzione di 75.000 unità e secondo l'Istat si tratta della "contrazione più forte in termini assoluti da febbraio del 2016". A scendere, con un'inversione di rotta, è il numero di lavoratori dipendenti permanenti (75.000 in meno), ovvero coloro che hanno il posto "fisso". Calano anche gli indipendenti (16.000 in meno), mentre gli occupati aumentano tra i dipendenti a termine (17.000 in più); il numero di lavoratori autonomi a dicembre scende di 16.000 unità su base mensile, con il totale che tocca il minimo storico dal 1977. Ormai in Italia gli indipendenti si fermano a 5 milioni e 255.000. Il Fondo monetario internazionale ha stimato la crescita per l'Italia a intorno allo 0,5 per cento per il 2020, la più bassa tra tutti i Paesi dell'Unione europea; insomma, si tratta di un quadro allarmante della situazione occupazionale in Italia con un'involuzione in termini di lavoratori occupati ed un incremento del precariato, da cui si evince l'inefficacia delle politiche sociali e del lavoro di questo Governo, a fronte di misure dispendiose intraprese, come in particolare il reddito di cittadinanza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tali stime Istat e per quali motivazioni si stia verificando una tangibile contrazione delle stime occupazionali, con l'avvenuta rilevazione di un massimo storico di oltre 3 milioni i contratti a tempo. Atto n. 4-02832 BERARDI Al Ministro dell'interno Premesso che: