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Di quella drammatica giornata, di quell'atto vile e orrendo, resta la ferita di tante morti incolpevoli, la coscienza di un passato da rammentare per non ripeterlo e l'eco di una stortura della storia che va conosciuta nella sua origine profonda e nelle sue devianze. Le Fosse Ardeatine furono l'ennesima, oscena rappresentazione di un odio forsennato e assurdo, di una fede tossica che trovò nella negazione del prossimo e nella discriminazione della razza l'obiettivo del suo impeto bestiale. Il passato peggiore risveglia oggi le nostre coscienze e ci lascia un severo monito per il futuro: non cedere mai alla banalità del male. L'Italia, la Puglia, e anche la città di Barletta - insignita di due medaglie d'oro per la Resistenza e presente ieri alla celebrazione dell'anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine con il suo gonfalone e i rappresentanti dell'ANPI - testimoniano la portata storica e simbolica del contributo che anche la nostra comunità, con il sacrificio dei suoi uomini, ha portato alla storia dell'antifascismo. Grazie ancora per avermi concesso la parola, Presidente. (Applausi dai Gruppi PD e M5S) . NATURALE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'orrore che circonda il mondo dei rifiuti non conosce limiti. Ancora una volta assistiamo a indegne quanto pericolose pratiche nella gestione dei rifiuti che restituiscono il degrado e il piglio criminale di pseudo-imprenditori senza scrupoli che operano in nome di profitti dominanti anche a scapito del cibo che mangiamo, dell'aria che respiriamo e dell'acqua che beviamo. Come ormai noto alle cronache nazionali, in seguito a un meritevole servizio di un popolare programma televisivo del 18 marzo e ad altri approfondimenti del 21 marzo scorso, a Deliceto (località del Foggiano) si apprende, attraverso la testimonianza di un ex lavoratore e di alcuni filmati, che nottetempo dalla discarica ormai esaurita con una pompa veniva prelevato il percolato per poi essere scaricato in un adiacente canale che sfocia nel fiume Cervaro, il quale attraversa il Parco regionale dell'Incoronata. L'acqua di tale canale viene utilizzata dagli agricoltori ignari per irrigare i loro campi, coltivati principalmente a cereali e ortaggi. Successivamente la trasmissione televisiva ha evidenziato anche la continua assenza di controlli nei pozzetti ricavati vicino alla discarica in cui confluisce il percolato, perché dichiarati senza liquidi, nonostante le piogge in diversi periodi dell'anno. La discarica in questione è gestita da Agecos SpA, che fa riferimento alla famiglia Bonassisa, protagonista già in passato di varie vicende giudiziarie e praticamente dentro ogni affare che riguarda i rifiuti. Il percolato nelle discariche è un liquido altamente inquinante, che si produce con il processo di degradazione della parte organica dei rifiuti, in aggiunta all'acqua piovana, che penetra nella discarica raccogliendo le scorie inquinanti. Questo liquido necessita di essere prelevato dalla discarica e trattato in maniera specifica, o attraverso la depurazione in impianti in loco o, trasportato con mezzi specifici, in impianti esterni per opportuno trattamento. Il gestore di questa discarica ha pertanto fatto richiesta di ampliamento alla Regione Puglia, ma l'autorizzazione è ancora in corso di validazione. Si tratta di una situazione gravissima, che nuoce tanto alla salute dei consumatori dei prodotti lì coltivati, quanto all'immagine della nostra provincia. Lo sforzo che stiamo compiendo per rilanciare le tante bellezze e i valori della nostra terra viene vanificato da gesti come questi, che sono un duro colpo al turismo e all'agricoltura del Tavoliere. Rivolgo un appello a tutte le istituzioni preposte al controllo e alla repressione dei reati ambientali, affinché si mantengano sane le matrici ambientali, fondamentali per la sopravvivenza degli uomini e degli altri esseri viventi. È necessario un controllo più stretto sia sugli impianti industriali legali sia sulle imprese di personaggi spregiudicati che mettono a rischio la salute di tutti noi. Duole ribadirlo, ma esistono carenze di personale e di risorse per specifici uffici e autorità nel settore ambientale, in questa che sta diventando una priorità assoluta per l'agenda di ogni amministratore. Bisogna spezzare il trend delle attività inquinanti, pericolose e a volte illegali, perché il danno di tali pratiche sta diventando irreversibile per la salute, oltre che insostenibile per le casse dello Stato in termini di assistenza sanitaria. Non dobbiamo più rincorrere i reati, ma l'aspetto della prevenzione deve essere rafforzato con maggiori risorse agli enti di controllo e di repressione specifica. Non c'è più tempo. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, intervengo in merito a un fatto accaduto nelle ultime ore. Mi riferisco in particolare alla confessione di Cesare Battisti, che ha raccontato finalmente di essere lui stesso il responsabile dei quattro omicidi e dei ferimenti dell'epoca del terrorismo, un'epoca non dimenticata. A noi non interessa sapere se lo ha fatto per convenienza e quali sono le ragioni che sottendono a tale motivazione. Possiamo avere qualche sospetto, cioè il tentativo e il desiderio di ottenere magari qualche sconto di pena in sede esecutiva, dico semplicemente, però, che quarant'anni dopo siamo oltre il tempo massimo. Ma, al di là di queste considerazioni, rimane un fatto: tutti coloro che sino ad oggi lo hanno sostenuto si ritrovano oggi completamente nudi di fronte a ciò che si è verificato e a quello che è avvenuto. Nessuno ha chiesto scusa, nemmeno coloro che lo hanno sostenuto sino all'ultimo. Mi riferisco ad esempio a Paolo Cento, il quale aveva detto che gli anni di piombo vanno chiusi con un'amnistia, o a Valerio Evangelisti, che diceva che Battisti libero non costituisce un pericolo per nessuno, o a Vauro Senesi, il quale ha detto recentemente di assumersi la responsabilità di aver firmato per Battisti. Ebbene, questi signori oggi si dovrebbero vergognare e chiedere scusa al popolo italiano per quanto è avvenuto (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vorrei semplicemente ricordare che abbiamo ancora 50 latitanti da portare a casa. Nell'ottobre 2018 avevo formulato un auspicio, anzi avevo chiesto come regalo di Natale che il Governo riuscisse a riportare a casa Cesare Battisti; non è arrivato per Natale, ma poco dopo: beh, poco male. Ora dobbiamo concludere questo periodo tragico, lo dobbiamo archiviare, ma non possiamo farlo se non riportiamo a casa questi 50 delinquenti, in molti casi comunisti combattenti, che devono venire in Italia a rispondere dei crimini commessi.