[resaula]

i candidati per partecipare alla preselezione devono avere a disposizione un computer , collegato alla rete elettrica e connesso a internet con una rete stabile e utilizzata in via esclusiva, avere uno smartphone con un sistema operativo aggiornato, e devono configurare la propria postazione seguendo indicazioni ben precise, posizionando il dispositivo mobile su un supporto alle proprie spalle, alla distanza di circa 60 centimetri con un'angolazione rispetto alla scrivania di 45 gradi, che riprenda l'intero svolgimento della prova; la verifica della regolarità di tutte le condizioni spetta al proctor , responsabile di aula, e alla commissione verificatrice, che in qualunque momento, anche durante lo svolgimento della prova, possono chiedere al candidato di muovere il dispositivo mobile con la telecamera ed effettuare un controllo dell'ambiente circostante; si resta in attesa di conoscere quale sarà il numero dei proctor impiegati per sorvegliare circa 4.000 candidati, e da quanti candidati sarà composta ogni aula per rendere fattibile un vero e costante controllo dei monitor ed un'eventuale verifica di anomalie o irregolarità da parte di un candidato; alla luce di tutto ciò, appare evidente che la modalità scelta per la prova preselettiva del concorso pubblico per vigile del fuoco è, in primo luogo, a parere dell'interrogante discriminante, perché non garantisce l'accesso a tutti, presupponendo il possesso di strumenti tecnici e informatici da parte di tutti i candidati e non tiene conto del divario digitale tuttora esistente sul territorio nazionale, che non assicura una copertura internet in modo uniforme; in secondo luogo, la modalità di controllo a distanza di tutte le dettagliate strumentazioni tecniche e la regolarità della configurazione della stanza non garantiscono parità di trattamento per tutti i candidati e, salvo l'impiego di centinaia di proctor , appaiono approssimative e pertanto soggette a innumerevoli ricorsi e, conseguentemente, ad incredibili ritardi procedurali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga che la procedura scelta per l'espletamento della prova preselettiva per il concorso per vigile del fuoco, nonostante non tenga conto delle difficoltà di supporto tecnico e informatico e del divario digitale nazionale, sia conforme al dettato costituzionale, che garantisce la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale per l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese; se non ritenga opportuno intervenire per far sì che il concorso sia svolto con modalità che garantiscano la tempestività, l'economicità e la regolarità di espletamento, limitando le possibilità che numerosi ricorsi da parte dei candidati portino ad un ritardo per la conclusione dell' iter di reclutamento. Atto n. 4-06963 RICHETTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: l'Ispettorato nazionale del lavoro è un'agenzia del Governo italiano istituita dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, in attuazione della delega contenuta nella legge 10 dicembre 2014, n. 183; l'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo ha stabilito che "Al personale dirigenziale e non dirigenziale di ruolo dell'Ispettorato si applica, rispettivamente, la contrattazione collettiva dell'Area I e la contrattazione collettiva del comparto Ministeri", anche in considerazione del fatto che il personale dipendente del nuovo INL era già da diverso tempo dipendente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; il comma 143 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, ha previsto che " al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo da ripartire, con dotazione pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021" e che tale fondo, a partire dal 2020 "può essere alimentato con le eventuali somme (...) che si rendono disponibili e seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale 2019-2021"; lo stesso comma 143, infine, stabilisce la perequazione delle indennità di amministrazione del personale appartenente alle aree professionali dei Ministeri al fine di ridurne il differenziale e per l'armonizzazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato delle medesime amministrazioni; considerato che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2022, serie generale, n. 59, anche in attuazione del comma 143, ha stabilito, ai fini della progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e dirigenziali dei Ministeri, un incremento delle indennità di amministrazione e dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato; fra le amministrazioni individuate dal decreto non è però annoverato l'Ispettorato nazionale del lavoro, costola del Ministero del lavoro, nonostante al suo personale, come premesso, sia applicata la medesima contrattazione collettiva prevista per il personale dipendente dei Ministeri; all'Ispettorato è stata inoltre preclusa, senza piena osservanza dei criteri dettati sia dalla legge 10 dicembre 2014, n. 183, che dall'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in cui si prevede l'applicazione del più favorevole contratto delle agenzie fiscali e, contestualmente, è stato escluso dalle amministrazioni destinatarie degli incrementi individuati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; l'esclusione dell'Ispettorato dalle amministrazioni individuate dal decreto stona ancor di più alla luce dell'ampliamento delle competenze e delle responsabilità, anche sociali, previsto dalle nuove disposizioni normative in materia di tutela e sicurezza sul lavoro di cui al decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, relative alla sicurezza sul lavoro e a contrasto dell'incremento del fenomeno delle "morti bianche"; tali competenze si sono aggiunte alle già numerose funzioni in capo all'Ispettorato e il personale tutto ha adottato diverse iniziative di protesta con larghissima partecipazione proprio per richiamare l'attenzione collettiva e politica; i dipendenti dell'Ispettorato, chiamati quotidianamente a difendere i diritti di tutti i lavoratori, paradossalmente non vengono tutelati nemmeno dal proprio datore di lavoro, lo Stato italiano, pur avendo il pieno diritto, scaturente anche dall'articolo 36 della Costituzione, ad ottenere il giusto riconoscimento del quantum dovuto risultato della contrattazione collettiva di riferimento, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo abbiano intenzione di adottare i provvedimenti necessari a favorire il superamento di questa iniquità; se si preveda, quindi, il riconoscimento dell'indennità di amministrazione armonizzata al pari dei dipendenti ministeriali riferita sia al triennio 2019-2021 che all'anno corrente. Atto n. 4-06964 PERGREFFI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: