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Tuttavia tale evenienza è del tutto residuale, come affermato dalla Corte costituzionale in una sentenza relativa a un caso riferito alla Camera dei deputati e la relazione cita anche esplicitamente parti di questa sentenza della Corte, che hanno aiutato la Giunta in un giudizio che è stato lungo e complesso, con pareri che sono stati acquisiti da parte dei colleghi interessati, anche di giuristi notissimi, nonché di presidenti emeriti della Corte costituzionale. Quindi, in conclusione, alla luce delle considerazioni sopra esposte, l'unica variante rispetto alle proclamazioni iniziali in Campania, secondo la relazione del senatore Paroli, approvata dopo la procedura di contenzioso che si è svolta nella Giunta, riguarda la lista di Forza Italia. Verrebbero quindi eletti la candidata Lonardo, con il subentro del candidato Lotito nel collegio 1, e nel collegio 2 i candidati De Siano e Lonardo, eletta in questo collegio in quanto vi ha conseguito una cifra elettorale percentuale più bassa rispetto al collegio 1. Il candidato Cesaro risulta eletto nel collegio 3. Verrebbe quindi escluso il senatore Carbone, nel collegio 3. Queste sono la proposta che la Giunta ha avanzato, dopo tutta la prevista procedura di contestazione, di udienza pubblica e di camera di consiglio, e le conseguenti decisioni, che, attraverso la relazione del senatore Paroli, che ho dovuto illustrare, sostituendolo per la sua missione parlamentare, propone all'Assemblea, nella variazione che ho qui richiamato. PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata la questione sospensiva QS1. Ha chiesto di intervenire il senatore Grasso per illustrarla. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, siamo in sede di discussione della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sull'elezione contestata nella Regione Campania del senatore Vincenzo Carbone, deliberata a maggioranza, in data 6 ottobre 2020. (Brusio). Signor Presidente, vedo che c'è il più totale disinteresse. Mi fa piacere che nessuno se ne interessi: bene! Desidero premettere che, con deliberazione del 24 settembre 2020, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, riunitasi in camera di consiglio, a seguito della contestazione dell'elezione del senatore Carbone, decisa dalla Giunta nella seduta del 4 agosto 2020 e della relativa seduta pubblica, ha deciso di proporre al Senato l'annullamento dell'elezione del senatore Carbone nella Regione Campania. Questa decisione si basa su dati di proclamazione che sono stati rettificati rispetto a quelli iniziali dell'11 marzo 2018 soltanto in relazione a 72 sezioni selezionate a caso, a seguito di palesi discordanze rispetto ai dati del Ministero dell'interno, come risulta dal verbale dell'ufficio elettorale regionale del 12 marzo 2018. Si è quindi reso necessario procedere alla costituzione, in seno alla Giunta, di un Comitato di revisione che ha proceduto alla verifica dei risultati elettorali di ben 457 sezioni (circa 3.000 schede), interrompendo poi i suoi lavori, come risulta dal verbale del 22 luglio 2020, firmato dal coordinatore, senatore Lucio Malan, non ritenendo sufficienti i dati acquisiti e reputando necessario ottenere ulteriori elementi di certezza. I dati necessitano quindi di essere rettificati prima di procedere all'applicazione dei meccanismi di calcolo previsti dalla vigente legge elettorale. Se è vero che il controllo delle schede votate in sei sezioni (e soltanto in sei tra quelle selezionate) non è stato possibile, in quanto erroneamente distrutte (speriamo che sia un errore, incolpevole o colpevole) tramite invio al macero da parte degli uffici competenti alla custodia, è anche vero che il Comitato e la Giunta devono effettuare un ulteriore approfondimento utilizzando i relativi verbali e tabelle di scrutinio quali strumenti di prova diversi per ricostruire l'espressione del voto, come del resto ha stabilito la sentenza n. 197 del 2007 del Consiglio di Stato, che statuisce che la distruzione delle schede non determina l'invalidità delle operazioni elettorali, se non è preclusa l'attendibilità dell'accertamento della verità mediante l'impiego di strumenti di prova diversi dall'esame diretto delle schede, come appunto i verbali e le tabelle di scrutinio (metodo fra l'altro adottato dallo stesso Ufficio elettorale regionale per la rettifica dei primari dati di proclamazione). Occorre considerare che il Senato ha, in primo luogo, il dovere di ristabilire la corretta e trasparente rappresentazione del voto popolare, rettificando i dati di proclamazione, secondo quanto da accertare, affinché l'applicazione della legge elettorale sia fondata su dati reali e verificati. Pertanto, il Senato non può assolutamente abdicare ai suoi poteri di verifica, in particolar modo quando si tratta del rispetto del voto e del principio della rappresentanza popolare. Si chiede quindi che l'Assemblea deliberi, ai sensi dell'articolo 93, comma 1, del Regolamento del Senato, di sospendere la deliberazione, in attesa che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari acquisisca gli ulteriori elementi di certezza che reputa necessari affinché l'applicazione della legge elettorale vigente sia fondata su dati verificati e reali. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva QS1, presentata dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Ricordo ai colleghi che, ai sensi dell'articolo 135- ter , comma 2, del Regolamento, fino alla chiusura della discussione, almeno venti senatori possono formulare proposte in difformità dalle conclusioni della Giunta mediante la presentazione di ordini del giorno motivati. In mancanza di tali proposte l'Assemblea non procederà a votazione, intendendosi senz'altro approvate le conclusioni della Giunta. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, oggi siamo chiamati a discutere e a votare una relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari che riguarda un componente dell'Assemblea, che vive con una spada di Damocle sulla testa ormai da quattro anni, con un'istruttoria che ha visto alternarsi due relatori, oltre all'istituzione di un comitato per la verifica dei verbali e delle schede della Regione Campania. Entrando nel merito del ricorso, viene ricostruito uno stravagante teorema, che stravolge non solo il testo unico del 1993, che regola l'elezione del Senato della Repubblica, ma soprattutto i principi costituzionali che regolano la democraticità del nostro ordinamento. Faccio riferimento in particolar modo al diritto di voto, ai sensi dell'articolo 48 della Costituzione, e, in particolare, ai profili inerenti all'uguaglianza del voto. Avallare questa tesi equivarrebbe a un totale rovesciamento del voto di alcuni elettori, risultato che sarebbe intollerabile.