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Sono inoltre stabilite le modalità per la risoluzione di eventuali controversie interpretative o applicative fra le Parti (articolo 5). Conclude osservando che il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di quattro articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, chiarito che i costi realizzativi saranno sostenuti dai co-promotori, STEG e TERNA, previo accesso al contributo dei fondi europei, l'articolo 3 li valuta in 1.620 euro ad anni alterni a decorrere dal 2021, ascrivibili unicamente alle spese per le riunioni del Comitato di monitoraggio. Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, aperta la discussione generale. Il vice ministro Marina SERENI tiene ad informare i Commissari che l'Accordo in titolo - peraltro, già ratificato dalla Tunisia - è stato riconosciuto dalla Commissione europea come progetto di comune interesse, e, conseguentemente, suscettibile di usufruire dei relativi fondi dell'Unione. Sotto tale profilo, una sollecita ratifica, da parte del Parlamento italiano, dell'Accordo - che, come accennato dal Presidente relatore, assume un particolare significato strategico avuto riguardo, non solo ai rapporti tra Italia e Tunisia, ma anche al ruolo nazionale nell'area mediterranea - rappresenterà l'effettivo valore aggiunto per la partecipazione di TERNA al bando europeo. La senatrice CRAXI ( FIBP-UDC ), nel concordare sulla necessità di una rapida approvazione del mentovato accordo, ricorda che la Tunisia costituisce un faro di democrazia nella zona del nord Africa, che, tuttavia, in questo particolare frangente storico, sta vivendo una drammatica fase di crisi economica. Risulta, pertanto, prioritario appoggiare, in ogni modo, Tunisi, la cui tenuta democratica rappresenta un interesse strategico per l'Italia. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) è anch'egli dell'avviso che occorra procedere celermente alla ratifica di questo Trattato di collaborazione energetica con la Tunisia. Al contempo, auspica che diventi effettiva la parte di cofinanziamento comunitaria del progetto. Chiede lumi, infine, su quanto affermato nella relazione al disegno di legge di ratifica, ovvero sull'aggravio di costi, quantificabile in alcuni centesimi di euro a kilowattora, che comunque sarebbe a carico dell'Italia, una volta eseguito l'intero progetto, importando energia elettrica dalla Tunisia. Il presidente PETROCELLI assicura, in proposito, che si procederà, anche con l'interlocuzione del Governo, a chiarire gli aspetti di tale rincaro. Il senatore URSO ( FdI ) sottolinea che l'attuale crisi tunisina è molto più grave e pericolosa, soprattutto per l'Italia, di quanto possa apparire a prima vista. Dal versante economico, giungono preoccupanti notizie secondo cui numerose imprese europee, ma anche tunisine, stanno abbandonando il Paese per investire altrove, ad esempio in Marocco. Inoltre, un collasso del "sistema Paese" della Tunisia comporterebbe conseguenze molto gravi per l'Italia in termine di incremento dei flussi migratori, che già oggi risultano essere assai consistenti, considerata l'estrema facilità - comparata, invece, con la lontananza delle coste libiche - di arrivare a Lampedusa con piccoli barchini. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 9,45.