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Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 1811, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 278 Senatori votanti 278 Maggioranza 140 Favorevoli 155 Contrari 123 Il Senato approva. Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 19. Colleghi, la già prevista sospensione fino alle ore 12 è prolungata fino alle ore 12,30 a causa del protrarsi dei lavori della Camera dei deputati. Sospendo quindi la seduta fino alle ore 12,30. (La seduta, sospesa alle ore 11,53, è ripresa alle ore 12,42) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Informativa del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle misure per la nuova fase relativa all'emergenza epidemiologica da Covid-19 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle misure per la nuova fase relativa all'emergenza epidemiologica da Covid-19». Ricordo che è in corso la diretta televisiva con la RAI. Ha facoltà di parlare il Presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, torno qui in Parlamento per condividere ancora una volta con voi, rappresentanti della Nazione, gli indirizzi che il Governo sta perseguendo allo scopo di riavviare il motore economico e produttivo del Paese dopo il superamento della fase più acuta dell'emergenza sanitaria. Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è una sfida ancora più difficile, e certamente non meno insidiosa, di quella che abbiamo affrontato all'inizio dell'emergenza quando, di fronte al diffondersi progressivo e a tratti impetuoso del contagio, siamo stati costretti ad introdurre misure contenitive sempre più severe, che in base ai princìpi di massima precauzione e di proporzionalità sono state estese progressivamente all'intero territorio della Penisola. Per tutelare i beni primari della persona, la vita, la salute e l'integrità fisica, siamo stati costretti a limitare il più possibile gli spostamenti, ad imporre il distanziamento sociale, a sospendere ogni attività che contemplasse il contatto e conseguentemente l'incremento esponenziale del contagio. Gli italiani hanno pienamente compreso il rischio rappresentato da questo virus insidioso e sconosciuto, ed hanno condiviso il grande sforzo collettivo realizzato per contenerlo e mitigarlo. Le misure, salvo limitate eccezioni prontamente sanzionate, sono state ovunque rispettate con disciplina e anche consapevolezza. Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle - questa affermazione la faccio con la dovuta prudenza - lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane durante le quali è stato chiesto loro di modificare finanche le abitudini di vita. Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Tuttavia, a tre mesi esatti dal primo caso registrato all'ospedale di Codogno, posso affermare in coscienza - possiamo affermare, come Governo, in coscienza - di aver compiuto la scelta giusta, l'unica in grado di contrastare il diffondersi dell'epidemia sull'intero territorio nazionale. Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità. Ora siamo nella condizione di attraversare questa fase 2 con fiducia e con responsabilità. Tutti noi conosciamo meglio il virus , sappiamo come proteggerci, quali sono le regole di distanziamento sociale e di igiene, la funzione utile e a volte necessaria delle mascherine e dei dispositivi di protezione individuale. Mi rivolgo a tutti e in particolare ai giovani, dei quali è pienamente comprensibile l'entusiasmo per aver riconquistato questa libertà di movimento: in questa fase, più che mai, rimane fondamentale, anche quando siamo all'aperto, il rispetto delle distanze di sicurezza e, ove necessario, l'utilizzo delle mascherine. Non è ancora questo il tempo dei party , delle movida e degli assembramenti. Occorre fare attenzione, perché non si tratta solo di esporre se stessi al contagio - questo i nostri giovani lo devono capire - ma significa esporre al contagio anche i propri cari. Abbiamo predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio. È un piano che ci consente, sulla base delle informazioni quotidiane, che debbono pervenirci dalle Regioni, di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull'incrocio di una nutrita serie di parametri. È un piano che ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive, nel caso in cui, nei luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai. Siamo consapevoli che l'avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l'aumento della curva del contagio. Questo è un rischio che abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione. Dobbiamo accettare questo rischio, perché non possiamo fermarci in attesa di un vaccino, altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire e ci troveremo con un tessuto produttivo e sociale terribilmente e forse irrimediabilmente compromesso. Non ci possiamo permettere di protrarre l'efficacia di misure sì limitative, per un tempo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può infatti tollerare una compressione dei diritti fondamentali, se non nella misura strettamente necessaria a difendere i beni primari della vita e della salute dei cittadini, in dipendenza di una minaccia grave e attuale. La permanenza di misure così severe sul piano delle limitazioni dei diritti fondamentali, oltre il tempo necessario ad invertire la curva del contagio, sarebbe dunque irragionevole e incompatibile con i princìpi della nostra Costituzione. In questa prospettiva abbiamo inserito le residue limitazioni alle libertà fondamentali, ancora indispensabili per superare completamente la crisi sanitaria, in disposizioni di rango primario, mentre abbiamo riservato alla normazione secondaria esclusivamente le previsioni più di dettaglio. La scorsa settimana, il 16 maggio, abbiamo adottato il decreto-legge n. 33, che limita le restrizioni alla circolazione esclusivamente agli spostamenti fra le Regioni e, allo stato, solo fino al prossimo 2 giugno. Restano evidentemente confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con soggetti positivi. All'interno del quadro normativo disposto con queste norme primarie, che quindi adesso è offerto, verrà esaminato, modificato, integrato dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge, si pone poi il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato lo scorso 17 maggio. Il provvedimento è stato definito all'esito di un'interlocuzione serrata e costante con le Regioni e con gli altri enti locali.