[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 581, 583, 584 e 585, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007), promossi con ricorsi delle Regioni Toscana, Valle d'Aosta e Lombardia, notificati il 23, il 22 e il 26 febbraio 2007, depositati in cancelleria il 27 e 28 febbraio e il 7 marzo 2007 ed iscritti ai nn. 8, 9 e 14 del registro ricorsi 2007. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 29 gennaio 2008 il Giudice relatore Sabino Cassese; uditi gli avvocati Fabio Lorenzoni per la Regione Toscana, Francesco Saverio Marini per la Regione Valle d'Aosta, Beniamino Caravita di Toritto per la Regione Lombardia e l'avvocato dello Stato Gabriella D'Avanzo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con tre separati ricorsi (r. ric. n. 8, 9 e 14 del 2007) , le Regioni Toscana, Valle d'Aosta e Lombardia hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale, oltre che di altri commi dello stesso articolo, dei commi 581, 583, 584 e 585 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007). Le norme impugnate si inquadrano in un riordino della disciplina della formazione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, con la soppressione della Scuola superiore della pubblica amministrazione e l'istituzione dell'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche – Scuola nazionale della pubblica amministrazione. In particolare, il comma 581 attribuisce alla nuova Agenzia compiti di raccolta, elaborazione e sviluppo delle metodologie formative, di ricerca, sviluppo, sperimentazione e trasferimento delle innovazioni di processo e di prodotto delle pubbliche amministrazioni; accreditamento delle strutture di formazione, di cooperazione europea ed internazionale in materia di formazione e innovazione amministrativa, di supporto, consulenza e assistenza alle amministrazioni pubbliche nell'analisi dei fabbisogni formativi, nello sviluppo e trasferimento di modelli innovativi, nella definizione dei programmi formativi. Il comma 583 prevede che, salve le previsioni del comma precedente (relative ai dipendenti dello Stato e ai segretari comunali e provinciali), le pubbliche amministrazioni si avvalgano, per la formazione e l'aggiornamento professionale dei loro dipendenti, di istituzioni o organismi formativi pubblici o privati dotati di competenza ed esperienza adeguate, a tal fine inseriti in un apposito elenco nazionale tenuto dalla Agenzia per la formazione, che provveda alla relativa attività di accreditamento e certificazione; e che, ai fini dello svolgimento delle iniziative di formazione e aggiornamento professionale di propri dipendenti, da esse promosse, le pubbliche amministrazioni procedano alla scelta dell'istituzione formativa mediante procedura competitiva tra le strutture accreditate. Il comma 584 dispone che il Consiglio dei ministri, sentite le organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore pubblico, stabilisce annualmente il numero di posti di dirigente dello Stato e degli enti pubblici nazionali messi a concorso dall'Agenzia per la formazione, ripartendoli tra il concorso riservato a dipendenti pubblici in possesso dei requisiti previsti dalla legge e il concorso aperto ai cittadini dei Paesi dell'Unione europea in possesso di qualificata formazione universitaria. Il comma 585 prevede che, con un regolamento governativo, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provveda, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, a dare attuazione alle disposizioni dei commi precedenti, a riformare il sistema della formazione dei dirigenti e dipendenti delle pubbliche amministrazioni e di sostegno all'innovazione ed alla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche e a riordinare le relative strutture pubbliche esistenti, nonché i loro strumenti di finanziamento, in modo da ridurre le spese e migliorare i risultati dell'attività svolta. Il suddetto comma definisce altresì alcuni criteri per l'elaborazione del regolamento: accorpamento delle strutture nazionali esistenti, precisa indicazione dei compiti, attribuzione all'Agenzia per la formazione di un ruolo di coordinamento, indicazioni relative all'organizzazione dell'Agenzia, soppressione di strutture esistenti, trasferimento del relativo personale all'Agenzia. 2. – La Regione Toscana impugna l'art. 1, commi 581, 583 e 585, della legge n. 296 del 2006, con riferimento agli artt. 117 e 118 della Costituzione. Secondo la Regione ricorrente, queste previsioni violano l'art. 117, quarto comma, della Costituzione, in quanto intervengono in materia di formazione professionale e di organizzazione interna della Regione e degli enti da essa dipendenti, entrambe materie di potestà legislativa esclusiva delle Regioni ; nonché l'art. 118 della Costituzione, in quanto attribuiscono funzioni amministrative a un'amministrazione statale. Nel complesso, le disposizioni impugnate vanificherebbero il sistema di formazione professionale per i dipendenti regionali, sviluppato dalle Regioni nell'esercizio delle proprie competenze. Per quanto riguarda la materia della formazione professionale, la ricorrente osserva che essa appartiene alla potestà legislativa residuale delle Regioni e ricorda che la Corte: ha riconosciuto questa potestà legislativa (sentenza n. 51 del 2005); ha distinto tra l'attività formativa «interna», somministrata dai datori di lavoro ai loro dipendenti in ambito aziendale e quindi rientrante nella competenza dello Stato in materia di ordinamento civile, e quella «esterna», rientrante nella competenza regionale, dichiarando l'illegittimità costituzionale della disciplina statale in materia di tirocini estivi di orientamento (sentenza n. 50 del 2005); ha riconosciuto la legittimità delle norme toscane relative ai profili formativi dei contratti di apprendistato e ai criteri e requisiti per la capacità formativa delle imprese (sentenza n. 406 del 2006); e, in un caso reputato analogo a quello di specie e riferibile anche alle Regioni, ha affermato la lesione delle competenze provinciali da parte della disciplina regolamentare statale in materia di requisiti per lo svolgimento di attività di formazione in materia sanitaria, verifica degli stessi e riconoscimento di organismi di formazione (sentenza n. 328 del 2006). Per quanto riguarda l'organizzazione degli uffici regionali, la Regione ricorrente osserva che le norme impugnate intervengono anche in questa materia, a sua volta rientrante nella potestà legislativa residuale delle Regioni.