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Sulla stessa linea interpretativa, infine, gli articoli 8 e 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 4 agosto 1955 n. 848, sanciscono rispettivamente il diritto al rispetto della vita privata e familiare e il divieto di ogni forma di discriminazione. Proprio per la violazione di tali disposizioni l'Italia è stata condannata dalla Corte di Strasburgo con la sentenza 7 gennaio 2014 (Cusan e Fazzo c. Italia). La Corte ha ritenuto la preclusione all'assegnazione al figlio del solo cognome materno una forma di discriminazione che viola il principio di uguaglianza di genere. Gli otto articoli del presente disegno di legge, quindi, mirano a risolvere tale vulnus normativo, di fronte al quale l'ufficiale dello stato civile dovrà accogliere la richiesta dei genitori che, di comune accordo, intendano attribuire il doppio cognome, al momento della nascita (con riferimento anche ai figli nati fuori dal matrimonio) o al momento dell'adozione. Più nel dettaglio, l'articolo 1 riconosce la parità di trattamento ai coniugi nella scelta del proprio cognome, e il diritto per entrambi i genitori di trasmetterlo al figlio. L'articolo 2 aggiunge un articolo al codice civile volto a disciplinare l'ipotesi in cui i genitori riconoscano contemporaneamente il proprio figlio. In tal caso, l'attribuzione del cognome verrà decisa di comune accordo dai coniugi, i quali potranno scegliere quello dell'uno o dell'altro, oppure, affiancandoli in ordine di scelta, il cognome di entrambi. L'articolo 3, sostituendo per intero l'articolo 262 del codice civile, concerne il cognome del figlio nato fuori dal matrimonio. L'articolo 4, invece, modifica l'articolo 299 del codice civile, estendendo la possibilità di trasmettere il doppio cognome anche ai figli adottivi. L'articolo 5 dispone l'adeguamento delle norme regolamentari in materia di stato civile a quanto previsto dal presente disegno di legge. L'articolo 6 estende l'applicazione delle disposizioni contenute nel presente disegno di legge anche ai figli di cittadini italiani nati all'estero, purché iscritti nell'apposita Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE). Infine, gli articoli 7 e 8 sono rispettivamente relativi alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore della legge, stabilita al giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 (Attribuzione del proprio cognome da parte dei coniugi) 1 L'articolo 143- bis del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 143- bis. – (Cognome dei coniugi) – Ciascun coniuge conserva il proprio cognome e ha il diritto di trasmetterlo al proprio figlio ». 2 L'articolo 156- bis del codice civile è abrogato. 3 All'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, i commi secondo, terzo, quarto e quinto sono abrogati. 2 (Introduzione dell'articolo 143- bis.1 del codice civile) 1 Dopo l'articolo 143- bis del codice civile è inserito il seguente: « Art. 143- bis. 1. – (Cognome dei figli di genitori coniugati) – Al figlio di genitori coniugati è attribuito il cognome di uno o di entrambi i genitori, affiancati secondo l'ordine scelto da questi ultimi di comune accordo, per un massimo di un cognome per genitore. I genitori devono presentare una dichiarazione congiunta davanti all'ufficiale di stato civile, che comprova l'accordo di cui al comma precedente. In assenza della dichiarazione congiunta dei genitori, l'ufficiale dello stato civile attribuisce al figlio i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico. Ai figli successivi al primo, generati dai medesimi genitori, l'ufficiale dello stato civile attribuisce d'ufficio lo stesso cognome del primo figlio, anche se nato prima del matrimonio ma riconosciuto contemporaneamente da entrambi. Si applicano le norme di cui all'articolo 250, in quanto compatibili. Il figlio cui sia attribuito il cognome di entrambi i genitori può trasmettere al proprio figlio soltanto uno di essi ». 3 (Modifica dell'articolo 262 del codice civile) 1 L'articolo 262 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 262. – (Cognome del figlio nato fuori dal matrimonio) – Il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, si applica quanto previsto dall'articolo 143- bis .1. Il figlio che ha compiuto quattordici anni può chiedere che il cognome del genitore che lo abbia riconosciuto per secondo, o per il quale si sia concluso il procedimento di accertamento, sia aggiunto anteponendolo o posponendolo a quello del genitore che lo ha riconosciuto per primo ». 4 (Modifica dell'articolo 299 del codice civile) 1 L'articolo 299 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 299. – (Cognome dell'adottato) – L'adottato assume il cognome dell'adottante e lo antepone al proprio. Nel caso di adottato con due cognomi, a norma dell'articolo 143- bis .1, egli indica quale dei due cognomi intende mantenere. Se l'adozione è compiuta da coniugi, si applica quanto previsto dall'articolo 143- bis.1 ». 5 (Modifiche alle norme regolamentari in materia di stato civile) 1 Con regolamento da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, sono apportate al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, in materia di ordinamento dello stato civile, le modifiche necessarie per adeguare la relativa disciplina alle disposizioni introdotte dalla presente legge. 6 (Disposizioni finali) 1 Le disposizioni della presente legge in materia di attribuzione del cognome ai figli si applicano anche ai figli degli italiani nati all'estero, iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470. 7 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 8 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.