[normattiva_dump]

II.6 Rapporto segnale utile/segnale disturbante in radiofrequenza (RF) Rapporto, espresso in DB, tra i valori della tensione in radiofrequenza dal segnale utile e la tensione in radiofrequenza del segnale disturbante, essendo queste tensioni misurate ai limiti di entrata del ricevitore in determinate condizioni.1 II.7 Rapporto relativo di protezione in radiofrequenze Differenza, espressa in dB, tra il rapporto di protezione per una emissione utile e una emissione disturbante i cui portanti differiscono di diametro F (Hz o kHz) ed il rapporto i di protezione delle stesse emissioni per i portanti della stessa frequenza. II.8 Termine relativo alla zona di servizio - Zona di servizio occorrente (per la radiodiffusione a onde decametriche) Zona nella quale una amministrazione si propone di assicurare un servizio di radiodiffusione. 1) Queste condizioni determinate comprendono vari fattori, come lo scarto di diametro F tra portanti utile e disturbante, le caratteristiche dellèemissione (tipo di modulazione, tasso di modulazione, tolleranza sulla frequenza portante ecc), il livello all'entrata del ricevitore nonché le caratteristiche del ricevitore (selettività, sensibilità all'intermodulazione, ecc). II.9 Campo minimale utilizzabile (Emin) (1) Il valore minimale che permette la ricezione della qualità voluta, nelle condizioni di ricezione specificate, in presenza di rumori naturali ed artificiali ma in assenza di disturbi dovuti ad altri trasmettitori. II.10 Campo utilizzabile (Emu) (1) Il valore minimale del campo che permette la ricezione della qualità voluta, nelle condizioni di ricezione specificate, in presenza di rumori e di disturbi sia che questo valore corrisponda ad una situazione reale, sia che esso risulti da accordi o da piani di frequenze. III. Metodo di previsione della propagazione Il metodo di previsione della propagazione da utilizzare sarà quello descritto nelle Norme tecniche2 dell'IFRB. Per i fabbisogni delle previsioni della propagazione, l'anno sarà suddiviso in quattro stagioni e le previsioni saranno fatte per un solo mese che rappresenta la stagione, come specificato nella sezione 1 dell'allegato 1 alla presente Risoluzione (schedario dei fabbisogni HFBC) 1) I termini "campo minimale utilizzabile" e "campo utilizzabile" corrispondono ai valori specificati del campo del segnale utile che permette di ottenere la qualità di ricezione voluta. Per stabilire se queste condizioni sono soddisfatte si utilizza il valore mediano (50%) di un segnale sottoposto ad affievolimenti. 2) Vedi anche la Raccomandazione 512 (HFBC-87). L'indice d'attività solare da utilizzare per la pianificazione sarà la media slittante sui 12 mesi dei numero delle macchie solari R12. Il piano stagionale è stabilito secondo i valori di R12 per il periodo in questione. Viene utilizzato il più piccolo valore mensile di R12 previsto per questa stagione. IV. Sistema di pianificazione HFBC IV.1 Punti di misura L'insieme dei punti di misura specificati nella Norme tecniche dell'IFRB permetterà di rappresentare le zone CIRAF e i quadranti per i fabbisogni di pianificazione (vedi anche il paragrafo IV.4.1.1.). Quando una zona di servizio richiesta, così come notificata da una amministrazione in conformità al supplemento 2 (HFBC-87), non contiene un punto di misura, l'IFRB stabilirà un nuovo punto di misura e lo includerà nelle Norme tecniche. Tali aggiunte alle Norme tecniche saranno comunicate alle amministrazioni (numeri 1001 e 1001.1 del Regolamento delle radiocomunicazioni). IV.2 Vincoli di pianificazione IV.2.1 Frequenze preregolare Quando una amministrazione segnala che le sue installazioni possono funzionare solo su un numero limitato di date frequenze fisse, il metodo di pianificazione ne terrà conto come indicato al paragrafo IV.4.2.10. IV.2.2 Funzionamento limitato ad alcune bande di frequenze a) Quando una amministrazione segnala che le sue installazioni possono funzionare solo su una data banda di frequenza, soltanto le frequenze di questa banda saranno incluse nel piano. b) Quando una amministrazione segnala una banda di frequenza preferita, il sistema cercherà di scegliere una frequenza in questa banda. Se la scelta è impossibile, esso proverà le frequenze della banda appropriata più vicina. Altrimenti il sistema sceglierà le frequenze della banda appropriata tenendo conto dei vincoli imposti dalle attrezzature, come indicato al paragrafo IV.2.1. IV.2.3 Potenza a) Quando una amministrazione segnala un solo valore di potenza a causa dei vincoli imposti dalle attrezzature, questa potenza sarà utilizzata nel processo di pianificazione. b) Quando una amministrazione segnala più valori di potenza possibili, la potenza appropriata sarà utilizzata per ottenere l'affiadabilità di riferimento di circuito, e un solo valore di potenza sarà determinato per la durata dell'emissione. IV.2.4 Antenna Quando una amministrazione segnala che l'antenna di cui dispone può funzionare soltanto in una data banda di frequenza, solo le frequenze di questa banda saranno incluse nel piano. IV.2.5 Frequenza preferita In conformità ai principi di pianificazione e senza imporre dei vincoli alla pianificazione, le seguenti disposizioni devono essere applicate nei piani stagionali: 1) le amministrazioni possono indicare una frequenza preferita; 2) ci si sforzerà, nel corso del processo di pianificazione, di includere nel piano la frequenza preferita; 3) se ciò non è possibile, ci si sforzerà di scegliere una frequenza nella stessa banda. Altrimenti, si utilizzerà il sistema di pianificazione HFBC per scegliere le frequenze appropriate che permettano di corrispondere al maggior numero di fabbisogni, tenendo conto dei vincoli imposti dalle caratteristiche tecniche dette attrezzature. IV.3 Continuità d'utilizzazione delle frequenze IV.3.1 Introduzione La continuità nell'utilizzazione di una frequenza è una questione importante tanto per il radiodiffusiore che per l'ascoltatore; è una caratteristica inerente alla diffusione di un programma. Inoltre, i limiti imposti dalle caratteristiche tecniche dei mezzi di trasmissione di cui dispongono alcune amministrazioni, implicano anche dei fabbisogni imperativi di continuità di frequenza. È augurabile che i cambiamenti di frequenza siano limitati a quelli che impongono le variazioni delle condizioni di propagazione. Le regole di applicazione della continuità di frequenza sono date nei paragrafi IV.3.4 di cui sopra. IV.3.2 Definizioni IV.3.2.1 Continuità interstagionale IV.3.2.1.1 Continuità di tipo 1 Continuità d'utilizzazione della stessa frequenza all'interno di un'ora o da un'ora all'ora successiva per un fabbisogno. IV.3.2.1.2 Continuità di tipo 2 Continuità d'utilizzazione della stessa frequenza durante la stessa stagione passando da un fabbisogno all'altro o da una fetta d'orario all'altra. IV.3.2.2 Continuità interstagionale IV.3.2.2.1 Continuità di tipo 3 Continuità d'utilizzazione della stessa frequenza per lo stesso fabbisogno durante due stagioni consecutive. IV.3.2.2.2 Continuità di tipo 4 Continuità d'utilizzazione della stessa frequenza per lo stesso fabbisogno durante due stagioni equinoziali consecutive. IV.3.2.2.3 Continuità di tipo 5 Continuità d'utilizzazione della stessa frequenza per lo stesso fabbisogno nel corso di due anni consecutivi.