[ddlpres]

In tal modo, tutti i piani di dilazione accordati in seguito ad istanze presentate nell'arco temporale che va dall'entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2021 avranno identica disciplina. Il comma 6 modifica il comma 3- bis dell'articolo 68 del decreto-legge n. 18 del 2020, al fine di estendere la rimozione della preclusione alla possibilità di chiedere la dilazione del pagamento dei debiti oggetto di « rottamazione -ter » o di « saldo e stralcio » anche ai debitori per i quali si è determinata l'inefficacia della prima rottamazione (articolo 1 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016) ovvero della « rottamazione -bis » (articolo 1, commi da 4 a 10- quater , del decreto-legge n. 148 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2017). In tal modo, si assicura parità di trattamento, nell'accesso alla dilazione di cui all'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, tra i debitori per i quali si è determinata l'inefficacia delle diverse definizioni agevolate che negli ultimi anni hanno interessato i carichi di ruolo. Articolo 8 – (Individuazione dei soggetti esenti dal versamento IMU) La disposizione in commento è diretta a ricomprendere tra i soggetti beneficiari della cancellazione della prima e della seconda rata dell'IMU, quelli che sono annoverati tra i soggetti passivi del tributo a norma del comma 743 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020). Titolo II – Sostegno alle imprese, all'economia e al lavoro Articolo 9. – (Indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e degli incaricati alle vendite) La disposizione in esame intende riconoscere: – al comma 1 una indennità pari a 1.000 euro a favore delle stesse categorie di lavoratori di cui al citato decreto-legge n. 137 del 2020 ancora in sofferenza economica a causa del perdurare dell'epidemia di COVID-19: – ai commi 2, 3, 5 e 6 una indennità pari a 1.000 euro a favore delle stesse categorie di lavoratori di cui al citato decreto-legge n. 137 che presentano determinati requisiti, principalmente estensivi, rispetto a quanto già disciplinato dallo stesso decreto-legge n. 137 del 2020 da erogarsi previa nuova domanda da presentare entro il 15 dicembre prossimo. In particolare, ai commi 2, 3, 5 e 6 si intende tutelare: – i lavoratori dipendenti stagionali nel settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del proponendo decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI (nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego), alla data di entrata in vigore della presente disposizione; la medesima indennità è riconosciuta, alle stesse condizioni, ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali (comma 2); – i lavoratori delle seguenti categorie: a) dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del proponendo decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo; b) intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del proponendo decreto; c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il giorno precedente la data di entrata in vigore del presente decreto siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile; d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data di entrata in vigore del proponendo decreto e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (comma 3). I soggetti di cui al comma 3, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni: a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; b) titolari di pensione. È riconosciuta una indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in possesso cumulativamente dei requisiti di seguito elencati: a) titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto-legge di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; b) titolarità nell'anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui alla lettera a) , di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; c) assenza di titolarità, al momento dell'entrata in vigore del presente decreto-legge, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente (comma 5) Ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo con almeno trenta contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, né di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, né titolari di contratto di lavoro intermittente con corresponsione dell'indennità di disponibilità di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è riconosciuta un'indennità pari a 1.000 euro.