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Al riguardo, sottolinea come il supporto logistico alle Unità Navali nei porti esteri sia assicurato mediante una delle seguenti procedure, ovvero quella di individuazione di fornitori o di provveditore marittimo locali e successiva attivazione a cura delle strutture diplomatiche o degli addetti militari nello Stato di sosta, quella di fruizione, ove possibile, di prestazioni a titolo gratuito e/ o a titolo oneroso, secondo accordi vigenti, presso le basi navali dei Paesi NATO, e infine quella di utilizzo di agenzia marittima internazionale privata, competente per area geografica, individuata tramite gara dalla NATO Support and Procurement Agency (NSPA). Con l'eccezione della procedura di fruizione di prestazioni presso le basi NATO, che prevede un sistema di compensazione finanziaria tra Stati, le acquisizioni dei beni e servizi marittimi - rappresentati principalmente da viveri, combustibile navale e servizi portuali - avvengono attraverso fornitori dello Stato ospitante, in considerazione della "natura territoriale" delle prestazioni richieste. Ricorda come nel 2006 la Marina militare abbia aderito al programma Naval Logistic Support Partnership (NLSP) di NSPA, riscontrando numerosi benefici in termini di correttezza, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa rispetto alle altre tipologie di procedura. In particolari, i suddetti benefici hanno riguardato gli aspetti di trasparenza e semplificazione dell'attività amministrativa, alla luce dei ridotti tempi di gestione correlati alla durata della sosta dell'Unità Navale, di predeterminazione ed uniformità della maggior parte dei costi unitari sostenuti dalle Unità Navali per ciascun porto, di eliminazione dell'uso del contante nei pagamenti e di incremento della capacità di proiezione della Forza armata nel contesto internazionale, grazie alla copertura pressoché globale del programma. Tanto rappresentato, osserva che i servizi logistici resi in porto estero alle Unità della Marina militare non sarebbero comunque erogabili da ditte nazionali, alle stesse condizioni e allo stesso prezzo di quelle fornite dallo Stato ospitante. D'altra parte, stante la connotazione strettamente vincolata al territorio ed i tempi ristretti di esecuzione, sottolinea come anche le Unità di Marine estere in sosta nei porti nazionali si avvalgono di fornitori italiani attivati da contractors NSPA e, peraltro, per quanto noto, non sussiste alcuna limitazione per la partecipazione delle imprese italiane alle gare indette da NSPA per l'individuazione di contractors di area. In conclusione, sottolinea come l'adesione della Forza armata al programma NLSP non sottragga risorse alle imprese nazionali, né ponga alcun limite alla loro partecipazione ai bandi di gara; al contrario consenta una gestione amministrativa più trasparente ed efficace, riducendo all'essenziale le spese di cambio valuta e l'immobilizzo di capitali a bordo delle Unità Navali. Replica la senatrice PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) dichiarandosi insoddisfatta delle delucidazioni ricevute. A suo giudizio le Marine militari di altri Paesi beneficiano di offerte più vantaggiose rispetto a quella italiana, in termini di costi e di qualità dei servizi fruiti. La presidente PINOTTI dichiara concluse le procedure informative. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (A.g. n. 195) cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle forze di polizia della Repubblica Federale Solama Doc 195 Schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala (Parere al Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 311, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Esame e rinvio) La relatrice DONNO ( M5S ) osserva innanzitutto come l'atto del Governo in esame, presentato dal Ministero della difesa il 7 settembre scorso, trovi il proprio fondamento giuridico nel comma 2 dell'art. 311 del Codice dell'Ordinamento militare, che prevede la cessione ad altri Paesi di armamenti obsoleti, di natura difensiva e previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari. Per molti anni questa norma ha avuto scarsa attuazione, perché le cessioni di armamento venivano disposte in atti legislativi, ossia nei decreti-legge di proroga delle missioni internazionali. Con l'entrata in vigore della legge n. 145 del 2016 (ovvero della cosiddetta "legge quadro" sulle missioni internazionali), e il conseguente abbandono dello strumento del "decreto missioni", la previsione ha trovato nuove occasioni di applicazione. Osserva come il provvedimento all'esame della Commissione - che è chiamata a formulare un parere al Governo entro il 12 ottobre - preveda la cessione a titolo gratuito a favore della forza di polizia somala di due Veicoli multiruolo nella versione protetta, denominati VM-90P, oltre che di vari equipaggiamenti per l'ordine pubblico, ovvero 200 scudi quadrati, 200 caschi con maschera e 50 scudi tondi. Evidenzia come la relazione illustrativa predisposta dallo Stato maggiore della Difesa precisi che i veicoli oggetto della cessione sono stati dichiarati "fuori servizio" dall'Ispettorato Logistico dell'Arma dei carabinieri, perché ormai vetusti e con elevati oneri manutentivi e limitate possibilità di impiego, nonché già sostituiti, nel tempo, da materiali nuovi e più rispondenti alle esigenze operative. La medesima relazione specifica che gli equipaggiamenti per l'ordine pubblico (caschi e scudi), dichiarati anch'essi "fuori servizio", risultano in esubero e comunque non più rispondenti alle esigenze di impiego operativo dell'Arma dei carabinieri. L'intento sotteso alla cessione di tale materiale, come si evince ancora dalla relazione, è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra l'Arma dei carabinieri e le Forze di polizia somale nel quadro delle attività di collaborazione e di sostegno alle istituzioni locali. Ricorda altresì come il Paese africano sia impegnato da anni nel consolidamento della propria realtà statuale e nella lotta contro gruppi armati e destabilizzanti dell'autorità centrale, a partire dalla pericolosa componente islamista di Al-Shabaab . Con la Somalia l'Italia ha sottoscritto nel 2013 un Accordo bilaterale di cooperazione nel settore della difesa, finalizzato ad incrementare la collaborazione tra le Forze armate, consolidando le rispettive capacità difensive e migliorando la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Rimarca come quell'accordo annoveri lo scambio di materiali quale contributo ad accrescere l'interoperabilità fra i rispettivi dispositivi di polizia. Ricorda inoltre come lo scorso marzo si sia conclusa la Missione Bilaterale Somalia - MIADIT - che ha visto anche la partecipazione dei militari dell'Arma dei carabinieri - di addestramento delle Forze di polizia somale e gibutiane, volta a favorire la stabilità e la sicurezza della Somalia e dell'intera regione del Corno d'Africa, accrescendo le capacità nel settore della sicurezza e del controllo del territorio da parte delle Forze di polizia somala.