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Colleghi, sono sinceramente convinta che non sia troppo tardi ed è per questo che propongo che anziché forzare il calendario ad una non rapida, ma forsennata, frenetica e folle corsa del disegno di legge Zan verso l'Assemblea la prossima settimana a testo invariato, noi ci si prenda qualche giorno in più. Il presidente Ostellari ha fatto una verifica sul punto; avevamo detto una settimana in più per consentire alla Commissione giustizia, oberata di provvedimenti, che sta già decidendo in congiunta con la Commissione affari costituzionali, e alle altre Commissioni che dovranno esaminare il disegno di legge Zan, rendendo un parere sullo stesso, di lavorare seriamente sul testo. Colleghi, se non sono solo parole, se noi dobbiamo veramente difendere un diritto, se dobbiamo difendere i diritti LGBTQ +, cosa di cui io sono profondamente convinta, di cui noi siamo profondamente convinti, non esiste un unico modo per farlo. La politica è mediazione, confronto e capacità di fare sintesi. Facciamo sintesi. Mancava un centimetro alla metà nei nostri tavoli fino ad un'ora fa, andiamo avanti non irrigidiamoci. Non facciamo, collega Malpezzi, salti in avanti eccessivi perché qui non si tratta di vittorie e sconfitte di qualcuno, si tratta di maturità politica di quest'Aula che deve dimostrare di essere capace di rappresentare tutti e non solamente una parte preferita. Questo non è parte di un accordo politico che rientra nell'ambito di operatività del Governo. Questa è attività parlamentare. Lo abbiamo detto una volta e lo ripetiamo: il Governo Conte è finito, non esiste più, siamo in una fase nuova, in una fase di unità nazionale. Non dividiamoci su un calendario che con una settimana in più ci vedrebbe ancora uniti. Propongo, in conclusione, di fare della legge Zan una legge veramente condivisa, una legge che sia per noi una prova di maturità politica. Una legge che ci faccia fare ciò per cui siamo qui: lavorare sulle norme per migliorarle. Noi non siamo degli osservatori non partecipanti, siamo dei legislatori, non limitiamoci ad osservare il passaggio della legge Zan senza metterci mano. Lavoriamo insieme per renderla migliore e per migliorare i diritti di chi ci sta a cuore e rappresenta il vero cuore della norma, cioè i suoi destinatari. (Applausi) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà contro la proposta di calendario dei lavori per una serie di motivi. Il primo fa riferimento a un caso piuttosto strano, relativo alla relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. La relazione è stata fortemente voluta dalla sinistra affinché arrivasse in Assemblea ed è stata calendarizzata; dopodiché, all'improvviso, senza che nessuno dicesse o spiegasse nulla, quella relazione è stata ritirata e non se ne parla più. Siccome noi siamo abituati a pensare male, abbiamo l'impressione che qualcuno non voglia che in quest'Aula si discuta dei contenuti di quella relazione, relativa al caso dei gessi rossi in Toscana, perché contiene alcune accuse molto precise, severe e circostanziate nei confronti dell'amministrazione regionale della Toscana e degli enti preposti al controllo. Se siamo noi a pensare male, gradirei che qualcuno della maggioranza si alzasse in piedi e ci confermasse che questa relazione quanto prima arriverà in Assemblea per un voto. (Applausi) . Altrimenti noi continueremo a pensare male con più argomenti di quelli che abbiamo oggi, ma sicuramente non taceremo questo fatto. La seconda questione naturalmente riguarda il disegno di legge - che la collega Bernini ha soprannominato decreto, per chiari motivi - Zan. La sinistra ha deciso che il bicameralismo non esiste più; quindi non serviva fare il referendum , presidente Renzi, perché il PD, con un atto unilaterale, ha deciso che il Senato non esiste più, non serve che lavori, non serve che discuta, non serve che tenti di migliorare un testo. Non serve che i senatori esercitino il loro diritto-dovere di lavorare, ognuno nel proprio campo, per tentare di correggere e migliorare i testi che arrivano alla loro attenzione. La motivazione è evidente. Oltre ai contenuti, che tutti conosciamo, secondo me c'è un altro motivo, un dato politico grande come una casa, signor Presidente, colleghi: all'interno della maggioranza c'è un pezzo di maggioranza che è più maggioranza degli altri e che vuole dimostrarlo. Vuole dimostrare chi comanda all'interno della maggioranza e del Governo Draghi. I padroni della maggioranza sono i 5 Stelle e il PD e lo dimostrano con questo Diktat ; sono i padroni della maggioranza e si comportano con atteggiamento padronale, con l'arroganza dei padroni di una volta, quindi impongono con la forza dei numeri e dei muscoli a tutto il Parlamento la loro verità, che non può essere contestata. Questo è quanto accade. Come abbiamo detto cento volte e ripetiamo per la centunesima volta (l'ho detto io, l'ha detto il collega Balboni, l'abbiamo detto in tanti in Commissione giustizia), se l'emergenza del Paese - ammesso e non concesso che sia questa - è la violenza omofobica, siamo disponibili ancora una volta a ragionare su come rendere le norme penali che già esistono - che già esistono! - più severe e più efficaci, se questo è il tema. Temo tuttavia che il tema non sia affatto questo. Noi non possiamo accettare che venga approvata, su una questione così delicata, una norma liberticida (presidente Alberti Casellati, peso le parole: una norma liberticida), che introduce surrettiziamente (ma neanche tanto surrettiziamente) il reato di opinione; una norma che limita, fino quasi ad annullare, il ruolo della famiglia come luogo privilegiato in cui educare i propri figli; una norma che introduce obbligatoriamente nelle scuole di ogni ordine e grado la Giornata della teoria gender , persino nelle scuole elementari, persino ai bambini di sei anni. (Applausi) . D'altra parte, signor Presidente, come è classico di ogni regime autoritario, l'indottrinamento inizia sin dalla più tenera età; e qui di indottrinamento stiamo parlando. Andate pure avanti come schiacciasassi. Hanno cercato di farvi ragionare e di fermarvi le associazioni cattoliche (ma non ci sono riuscite), le associazioni laiche, quelle femministe, e poi intellettuali e personalità che hanno ricoperto la carica di Presidente della Corte costituzionale; persino il prudentissimo Vaticano è intervenuto con una nota che non ha precedenti. Ma per voi non conta nulla; conta soltanto la vostra bandiera ideologica da sbandierare; per voi conta approvare una legge, in maniera inaccettabile, in modo tale che voi, che forse - lo vedremo nei prossimi giorni -, siete maggioranza in quest'Aula ma sicuramente siete in minoranza fuori da qui, possiate imporre al resto del Paese, alla maggioranza del Paese, una legge che introduce il pensiero unico e poter controllare chi la pensa in maniera diversa. (Applausi) . Questo è il contenuto del disegno di legge Zan e questo spiega l'urgenza e la vostra ottusità nel non accettare critiche e anche messaggi di compromesso o di accordo provenienti dal resto del Parlamento.