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Giovedì 8 aprile h. 9,30 - Seguito di mozioni sul potenziamento delle cure domiciliari per i pazienti affetti da Covid-19 - Mozione n. 160, Mantovani ed altri, sul potenziamento dell'insegnamento della matematica e dell'educazione digitale - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (ore 15) Martedì 13 aprile h. 16,30 - Mozioni da definire Mercoledì 14 " h. 9,30 Giovedì 15 " h. 9,30 Giovedì 15 aprile h. 15 - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, desidero innanzitutto sollecitare la risposta ad un'interrogazione, l'Atto Senato 4-02588 , relativa al Comune di San Giorgio a Cremano, nella quale abbiamo chiesto al Ministero dell'interno di attivarsi affinché venga esercitato un monitoraggio relativo alla gestione amministrativa di tale ente locale. Desidero inoltre, sottolineare Presidente, un fatto che ritengo increscioso: la Provincia di Salerno cerca restauratori gratis. Il lavoro si paga. Quello dei bandi e degli avvisi pubblici contenenti proposte di lavoro in ambito culturale da svolgere gratuitamente rappresenta un fenomeno tutto italiano che conosciamo da tempo, lesivo dei diritti dei lavoratori e di tutto il mondo della cultura, ma stavolta la Provincia di Salerno le batte tutte: con un avviso esplorativo, pubblicato il 26 marzo e rivolto ai restauratori, con cui realizzare uno o più progetti di restauro di opere d'arte di proprietà della Provincia di Salerno, non solo si chiede un impegno a titolo gratuito, ma ci si spinge anche oltre, perché in quell'avviso si può leggere testualmente che «le proposte progettuali e la realizzazione degli interventi non dovranno comportare oneri per l'ente e pertanto saranno realizzate a cura e spese del restauratore». Incredibile, ma vero. Questo episodio, signor Presidente, è la conferma di una necessaria e urgente norma sull'equo compenso dei lavoratori autonomi, infatti anche l'articolo 36 della nostra Carta costituzionale sancisce che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro. Bisogna quindi fare in modo che si riconosca pienamente il valore sociale ed economico delle libere professioni, impedendo che possano essere previste retribuzioni non correttamente parametrate alla qualità e alla quantità delle prestazioni richieste. È quindi necessario garantire il principio dell'equo compenso alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi contratti con la pubblica amministrazione. A tal riguardo, signor Presidente, sottolineo anche che c'è un disegno di legge che potrebbe risolvere ab origine questo problema, che è l'Atto Senato 1955 a mia prima firma. (Applausi) . CROATTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, sono ormai tre anni che in quest'Aula parliamo di un argomento che penso ormai conoscono tutti: i Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio. Le risposte che non arrivano a questi cittadini sono inammissibili, non fanno onore ai lavori di quest'Assemblea. Il 24 e 25 giugno 2007 hanno votato lo spostamento dalle Marche all'Emilia Romagna, sono passati quattordici anni e non sono ancora arrivate risposte, non è cambiato nulla. In realtà sono cambiati i sindaci, i Presidenti di Regione, i Governi e i Ministri, ma nulla è cambiato per questi cittadini. Soprattutto è inammissibile il fatto che non sia arrivata nessuna risposta. Dal 18 settembre 2019 il disegno di legge recante questo spostamento è in discussione. Esso riguarda 2.421 abitanti che stanno vivendo una difficoltà molto grossa in materia di scuole e sistema sanitario; i loro amministratori hanno difficoltà ad affrontare i bandi regionali e quelli europei; soprattutto, da parte di questi cittadini c'è una grandissima mancanza di fiducia nelle istituzioni. Ricordiamoci che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quei cittadini l'hanno esercitata; rispettiamo il loro volere, calendarizziamo questo disegno di legge e concludiamone l' iter . (Applausi) . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei ricordare un fatto drammatico accaduto trent'anni fa a Padova, quando due agenti della Polizia di Stato hanno perso la vita in un conflitto a fuoco. Durante una rapina al ristorante «Le Padovanelle» di Padova è intervenuta una volante, sono scesi due agenti della polizia, Giordano Coffen e Giovanni Borraccino, e nel conflitto a fuoco purtroppo sono stati uccisi da banditi armati con un fucile a pompa. L'assistente Borraccino rispose anche al fuoco, ma è stato immediatamente freddato. Egli ha lasciato la moglie e due figli, mentre l'agente ausiliario Coffen ha lasciato i genitori. Sono passati trent'anni da questa vicenda e proprio in questi giorni ho voluto ricordarla all'interno di questa istituzione perché erano servitori dello Stato. Quando in una volante c'è una chiamata in radio, senti che la macchina accelera e ti porta a fare il tuo lavoro, senti le sirene; inizi a pensare dov'è la pistola e intervieni con quella cosa che è riportata molto bene nella canzone dal titolo «Signor tenente» di Giorgio Faletti, quando dice che ci tocca fare i conti con il coraggio della paura. Quegli agenti sono stati un esempio e sono persone che ho anche avuto la fortuna di conoscere, per questo vorrei ricordare in quest'Aula quel drammatico evento che trent'anni fa ci ha portato via due servitori dello Stato. Concludo con questa frase: io, quando vedo un uomo o una donna in divisa, non mi spavento, ma mi sento sicuro. Grazie Giordano e grazie Giovanni. (Applausi) . MANGIALAVORI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, prendo la parola per unirmi al grido d'allarme e di dolore che in questi ultimi giorni e settimane da ogni parte d'Italia arriva da commercianti, imprenditori, piccoli artigiani, partite IVA e categorie produttive, cioè quella parte della società che più di altre ha pagato il prezzo delle chiusure disposte dai Governi che si sono succeduti in questo lunghissimo anno di pandemia. Le proteste di piazza delle ultime ore non sono altro che una spia di un malessere sociale profondo, che non può essere sottovalutato e nemmeno sottaciuto. Le violenze e le dimostrazioni più muscolari vanno condannate con fermezza, ma è indubbio che questo Governo deve prendere atto che il nostro Paese ormai è allo stremo e ha bisogno di sapere quando i suoi sacrifici potranno finalmente finire e quando si potrà tornare almeno a una parvenza di normalità.