[pronunce]

che, riguardo alla rilevanza, non è chiarito lo svolgimento della procedura espropriativa in rapporto all'applicabilità della norma denunciata, dal momento che il giudice a quo riporta l'elenco degli atti impugnati, senza porre in relazione con essi le violazioni – peraltro puramente elencate nella loro parte epigrafica – che parte ricorrente ha fatto valere in causa; che gli antefatti della procedura espropriativa sono oggetto del giudizio a quo e non possono essere obliterati dal rimettente nell'economia della decisione di merito che dovrà adottare, sicché è puramente assiomatica l'affermazione secondo cui la pubblica utilità dell'opera è stata dichiarata con la legge della Regione Siciliana n. 9 del 2004; che, in particolare, il giudice a quo non ha considerato che una prima proroga dell'efficacia del vincolo, è stata disposta dall'art. 71 della legge della Regione Siciliana 16 aprile 2003, n. 4 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003), e che, con decreto del direttore generale del Consorzio a.s.i. in data 24 settembre 2002, è stato approvato il progetto definitivo dell'opera che, secondo i princípi dell'ordinamento nazionale (art. 2 della legge 3 gennaio 1978, n. 1, recante «Accelerazione delle procedure per la esecuzione di opere pubbliche e di impianti e costruzioni industriali»), applicati anche in Sicilia (art. 1 della legge della Regione Siciliana 10 agosto 1978, n. 35, recante «Nuove norme in materia di lavori pubblici e per l'acceleramento e la semplificazione delle relative procedure»), contiene la dichiarazione di pubblica utilità, con la conseguenza che la protrazione del vincolo espropriativo potrebbe risalire ad una norma diversa da quella denunciata, e la dichiarazione di pubblica utilità ad un diverso atto; che il non avere il Collegio rimettente motivato in ordine alle ragioni per le quali non si deve tenere conto della norma generale di cui all'art. 71 della legge della Regione Siciliana n. 4 del 2003, ma dell'art. 22 della legge della stessa Regione n. 9 del 2004, che ha un valore ricognitivo e limitativo nel tempo della proroga disposta, praticamente sine die, dallo stesso art. 71, determina la manifesta inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge della Regione Siciliana 31 maggio 2004, n. 9 (Provvedimenti urgenti in materia finanziaria), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 42, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 dicembre 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA