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In caso di inosservanza delle suddette misure, oltre agli oneri necessari alla realizzazione delle misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale, il soggetto inadempiente è tenuto a versare una somma di importo equivalente che affluisce ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnata per le esigenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 44 (Semplificazioni in materia di procedure concernenti la gestione dei rifiuti) 1 Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 6, il comma 14 è sostituito dal seguente: « 14 . Per gli impianti di smaltimento o di recupero dei rifiuti ricompresi in un'installazione per la quale è necessaria l'autorizzazione integrata ambientale, ai sensi del comma 13, l'autorizzazione integrata ambientale costituisce anche autorizzazione alla realizzazione o alla modifica e produce altresì gli effetti di cui all'articolo 208, comma 6, secondo periodo. A tal fine: a) la partecipazione alla conferenza di servizi di cui all'articolo 29 -quater , comma 5, è estesa ai partecipanti alla conferenza di servizi di cui all'articolo 208, comma 3; b) la regione, o l'autorità da essa delegata, specifica in conferenza di servizi le garanzie finanziarie da richiedere ai sensi dell'articolo 208, comma 11, lettera g), che devono essere prestate a favore della regione, o dell'autorità da essa delegata; c) i contenuti dell'autorizzazione integrata ambientale sono integrati con gli elementi di cui all'articolo 208, comma 11»; b all'articolo 190: 1 al comma 3, dopo le parole: «di rifiuti non pericolosi» sono inserite le seguenti: «e le quattro tonnellate di rifiuti pericolosi» 2 dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3-bis . Gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, qualora obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico, possono delegare alla tenuta la cooperativa agricola di cui sono soci o l'attività commerciale che abbia messo a loro disposizione un sito per il deposito temporaneo ai sensi dell'articolo 183, comma 1, lettera bb) . In tale circostanza la cooperativa o l'attività commerciale possono adottare un registro unico in cui sono annotati il nome e la ragione sociale del socio produttore, la quantità e la qualità del rifiuto prodotto da ogni singolo socio»; c all'articolo 193, dopo il comma 9 -bis è inserito il seguente: « 9-ter . Non è altresì considerata trasporto la movimentazione dei rifiuti effettuata dall'imprenditore agricolo di cui all'articolo 2135 del codice civile, dai propri fondi al sito che sia nella disponibilità giuridica dell'attività commerciale che ha fornito il mezzo tecnico di produzione da cui è derivato il rifiuto, qualora sia finalizzata al raggiungimento del deposito temporaneo»; d all'articolo 214, comma 4, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con decreto direttoriale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare si provvede ogni anno all'aggiornamento delle norme tecniche di cui al citato decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998, che individuano i tipi di rifiuti non pericolosi e fissano, per ciascun tipo di rifiuto e per ogni attività e metodo di recupero degli stessi, le condizioni specifiche in base alle quali l'esercizio di tali attività è sottoposto alle procedure semplificate»; e all'articolo 318 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 4-bis . Le garanzie finanziarie o assicurative prescritte nel presente decreto, e in particolare dagli articoli 151, 194 e 195, sono ridotte del 50 per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, e del 40 per cento per le imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001. La riduzione è applicata, direttamente dalle amministrazioni che richiedono le garanzie, agli operatori che documentano il possesso delle certificazioni per le attività soggette alle garanzie stesse»; f all'articolo 212, comma 15, alinea, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Il decreto di cui al presente comma assicura la massima semplificazione dei requisiti richiesti agli operatori e delle procedure amministrative, che devono essere allineati al rispetto degli obblighi stabiliti dall’Unione europea». 45 (Sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti pericolosi - STRIP) 1 L'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, è sostituito dal seguente: «Art. 11. - (Sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti pericolosi - STRIP). -- 1 . In attuazione dell'articolo 17 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, e dell'articolo 1, comma 1116, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sentite le associazioni imprenditoriali presenti nel Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (CESPA), con decreto adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, disciplina le modalità di istituzione e di funzionamento di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti pericolosi (STRIP), che: a) non deve comportare oneri a carico delle imprese, con particolare riferimento ai costi relativi ad operazioni e ad attività funzionali al controllo e al monitoraggio dei dati e delle informazioni di interesse della pubblica amministrazione; b) può prevedere, in considerazione della tipologia delle attività svolte e dei rifiuti prodotti o gestiti, in alternativa al sistema cartaceo vigente, la trasposizione in formato digitale dei relativi dati e la trasmissione degli stessi, con le medesime tempistiche, ad un sistema centrale gestito dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. In tal caso, deve essere assicurata l'interoperabilità con i software gestionali aziendali e non deve essere richiesto l'obbligatorio utilizzo di particolari tecnologie o di specifici dispositivi informatici; deve, altresì, essere assicurato il coordinamento con le altre banche dati della pubblica amministrazione, in modo da garantire l'efficiente e tempestivo scambio delle informazioni detenute anche al fine di semplificare e ridurre gli adempimenti a carico delle imprese. 2 . Con il regolamento di cui al comma 1 sono definiti: a) le informazioni necessarie ai fini della tracciabilità e le modalità di annotazione, di trasmissione e messa a disposizione dei dati all'autorità competente, con forme e tempistiche compatibili con le esigenze operative delle attività di impresa;