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l' hotel "Michelangelo" costruito tra il 1958 e il 1969 con 17 piani ed alto circa 60 metri, che conta complessivamente 305 camere, capacità ricettiva massima di 500 ospiti, 2 bar, un ristorante e 17 sale congressi, ubicato nei pressi della stazione Centrale di Milano, uno tra i più importanti alberghi del capoluogo meneghino, famoso anche a livello internazionale, chiuderà definitivamente per decisione della nuova proprietà, subentrata dal 1° agosto 2019, la quale, peraltro, ha già aperto in data 2 novembre 2021 una procedura di licenziamento collettivo ( ex artt. 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 e successive modifiche) di tutto il personale in forza (erano 101 a ottobre 2020, ora sono 49 dipendenti a tempo indeterminato), a seguito della cessazione e dismissione di ogni attività alberghiera e congressuale entro gennaio 2022, con contestuale restituzione al Comune di Milano della licenza delle attività turistico-alberghiere, a fronte di una radicale trasformazione edilizia dell'immobile in una struttura destinata a uffici o superfici commerciali, attraverso lavori di ristrutturazione di durata non inferiore a 36 mesi; stando a quanto risulta all'interrogante, a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, del lockdown e delle misure restrittive che hanno colpito diversi settori produttivi e le relative posizioni professionali, anche in ambito del lavoro subordinato, i dipendenti dell' hotel Michelangelo sono stati sospesi dall'attività lavorativa senza soluzione di continuità a partire dal marzo 2020, sino al 16 ottobre 2021, ricorrendo all'utilizzo dell'ammortizzatore sociale del fondo salariale FIS, assegno ordinario con causale COVID-19, con utilizzo di fondi pubblici stanziati dal Governo con i decreti-legge "cura Italia", "ristori" e "sostegni"; il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il 22 marzo 2020, in occasione dell'annuncio per l'utilizzo del Michelangelo come albergo post COVID, dichiarava pubblicamente che la struttura fosse già in chiusura prima della pandemia, tuttavia, stando a quanto riferito all'interrogante, a suo tempo, né lo stesso sindaco né la sua Giunta avrebbero risposto alle richieste dei dipendenti formalizzate per iscritto e inviate loro, circa l'informativa relativa al progetto edile ed urbanistico, nonché di ristrutturazione dell'immobile adibito ad attività alberghiera e congressuale; la società Michelangelo S.r.l. (già Matteotti 12 S.r.l. quale società controllante e incorporante per fusione Ecce S.r.l. hotel Michelangelo), quale attuale proprietaria dello stabile, opera nell'ambito della compravendita e riqualificazione immobiliare e, peraltro, il 31 luglio 2019 (modifica dell'atto costitutivo di variazione dell'oggetto sociale) avrebbe ampliato l'attività sociale dell' hotel da albergo a immobiliare; nel progetto comune di fusione per incorporazione della società Ecce a socio unico nella società controllante Matteotti 12 ai sensi degli articoli 2501- bis e 2501- ter del codice civile, presentato ai soci, documento datato 31 marzo 2020, depositato e reperibile dall'archivio ufficiale delle camere di commercio, risulterebbe chiaramente nell'atto includente la relazione del collegio sindacale, quale organo incaricato dalla revisione legale dei conti (ai sensi dell'art. 2501- bis , comma 5, del codice civile), che in riferimento al conto economico non sarebbe previsto nessun importo economico per il personale per gli anni 2021, 2022, 2023, 2024, così come nel prospetto relativo al cash flow , sempre riportato nel suddetto piano, ciò probabilmente a testimoniare che la nuova proprietà avesse già deciso la chiusura dell'attività alberghiera e congressuale dell' hotel ; nella procedura di licenziamento collettivo di tutto il personale in forza della struttura alberghiera, inviata peraltro oltre che alla rappresentanza sindacale unitaria e alle organizzazioni sindacali territoriali di categoria, anche a Polis Lombardia (istituto regionale per il supporto alla politiche della Lombardia), nell'allegato relativo al numero dei dipendenti in esubero, suddiviso per profili professionali e settore aziendale, in palese violazione della normativa ex art. 4, comma 3, della legge n. 223 del 1991, nonché della legge sulla privacy GDPR regolamento (UE) 679/2016, sarebbero stati inseriti anche nomi, cognomi e retribuzioni individuali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano verificare, urgentemente e per quanto di competenza, se vi sia stato un utilizzo improprio di denaro pubblico attraverso l'erogazione dei fondi stanziati dal Governo a seguito dell'autorizzazione e della concessione alla società Michelangelo S.r.l. (già società Ecce e Matteotti 12) dell'ammortizzatore sociale del fondo salariale FIS, assegno ordinario con causale COVID-19, dal marzo 2020 sino al 16 ottobre 2021, visto che i ristori economici statali avevano la finalità di intervenire per supportare gli effetti della crisi economica per le imprese e i lavoratori derivanti dalla pandemia e non per erogare fondi pubblici in favore di società che, presumibilmente, avevano già deciso precedentemente di cessare l'attività, in favore di operazioni immobiliari con la conseguente perdita di tutti i posti di lavoro; se intendano verificare se vi sia stata una violazione della normativa in materia di procedura di licenziamento collettivo, ai sensi della legge n. 223 del 1991, e di privacy , ai sensi del GDPR; se intendano adottare un sistema di politiche attive a supporto dell'occupazione e iniziative volte a ridurre il divario che la pandemia ha causato in termini di tutela del lavoro tra le diverse tipologie di impiego, tenendo conto del numero dei lavoratori coinvolti, al fine di avviare un rafforzamento delle misure sistemiche di sostegno alla formazione professionale per il reinserimento nel mercato del lavoro, anche a vantaggio di lavoratrici e lavoratori autonomi. Atto n. 4-06269 MANTERO LA MURA NUGNES ANGRISANI GRANATO LEZZI BOTTO ABATE MORONESE GIANNUZZI LANNUTTI DI MICCO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la legge n. 145 del 2018, art. 1, comma 258, dispone che "A decorrere dall'anno 2019, le regioni e le province autonome, le agenzie e gli enti regionali, o le province e le città metropolitane se delegate all'esercizio delle funzioni con legge regionale ai sensi dell'articolo 1, comma 795, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono autorizzati ad assumere, con aumento della rispettiva dotazione organica, fino a complessive 4.000 unità di personale da destinare ai centri per l'impiego"; il decreto-legge n. 4 del 2019, art. 12, comma 3, dispone l'adozione di un piano di potenziamento straordinario dei centri per l'impiego e delle politiche attive del lavoro e al comma 3- bis prevede da parte delle Regioni e delle Province autonome, a decorrere dall'anno 2020, l'assunzione fino a 3.000 unità di personale, da destinare ai centri per l'impiego, e a decorrere dall'anno 2021 di ulteriori 4.600 unità;