[ddlpres]

Lo stesso articolo, ai commi 6, 7, 8, 9 stabilisce che la Commissione nazionale ha la funzione di assicurare il corretto svolgimento del dibattito pubblico e verificare il rispetto degli standard di informazione del pubblico durante la fase di realizzazione dei progetti e fino alla fase di collaudo dell'opera o di avvio del servizio pubblico realizzato. Alla Commissione nazionale è attribuito inoltre il potere di esprimere pareri e formulare raccomandazioni di carattere generale o metodologico per favorire la diffusione e lo sviluppo delle forme di partecipazione pubblica. La Commissione nazionale è chiamata ad assicurare idonea e tempestiva pubblicità, sul proprio sito internet , ai risultati delle consultazioni popolari avviate, ai sensi dell'articolo 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dagli enti territoriali interessati dalla realizzazione degli interventi di cui all'articolo 2 della presente proposta. Dal canto loro, le pubbliche amministrazioni e le imprese sono tenute a fornire alla Commissione nazionale notizie, informazioni e la necessaria collaborazione. La Commissione nazionale può avvalersi della collaborazione dell'Arma dei carabinieri, attraverso un apposito Nucleo per la trasparenza e la partecipazione alle decisioni concernenti infrastrutture e opere di rilevanza strategica. La Commissione nazionale disciplina, ai sensi del comma 10, con proprio regolamento, le audizioni periodiche delle associazioni ambientaliste riconosciute, delle associazioni sindacali, delle imprese e dei lavoratori. Ai sensi del comma 11, la Commissione nazionale è tenuta a presentare alle Camere entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull'opera svolta nell'anno precedente. L'articolo 7 è specificamente dedicato a disciplinare alcuni interventi sui territori interessati da quelle opere, già avviate, frutto di ratifiche di accordi tra lo Stato italiano e Stati esteri. Un apposito organismo, il Comitato di gestione tecnico-operativo, viene istituito col compito di gestire i suddetti interventi, al fine di rendere vantaggiosa per la collettività la presenza dell'opera sul territorio. L'articolo 8 detta disposizioni di natura finanziaria, stabilendo che alla copertura dell'onere derivante dall'istituzione e dal funzionamento della Commissione nazionale, determinato in 3 milioni di euro per il 2015, e in 5 milioni di euro a decorrere dal 2016, per il 2015 si provvederà con variazioni di bilancio che il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare a valere sullo stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Dal 2016 si provvederà attraverso un contributo di importo pari allo 0,5 per mille delle opere da realizzare, che il proponente versa direttamente alla Commissione nazionale, secondo l'identico meccanismo che -- da tempo -- assicura, a legislazione vigente, il funzionamento della Commissione VIA/VAS.. 1 (Finalità) 1 Al fine di garantire la massima informazione dei cittadini e delle formazioni sociali sulle decisioni di interesse pubblico, promuovendo la più ampia partecipazione degli interessati, nonché di assicurare l'imparzialità del confronto dei diversi punti di vista, la realizzazione di infrastrutture o di opere pubbliche di rilevanza strategica nazionale o con forte rilevanza socio-economica o impatto significativo sull'ambiente è sottoposta, nei casi individuati dalla presente legge, a dibattito pubblico. 2 (Ambito di applicazione) 1 Ai fini della presente legge sono considerati infrastrutture e opere pubbliche di rilevanza strategica nazionale le infrastrutture e gli insediamenti di cui all'articolo 161, comma 1, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e sono in ogni caso considerati infrastrutture e opere pubbliche con forte rilevanza socio-economica o impatto significativo sull'ambiente gli interventi per i quali sia prevista la valutazione di impatto ambientale obbligatoria o, se rientranti nell'elenco di cui al comma 2, il cui valore di investimento sia pari o superiore a 100 milioni di euro e che riguardino un bacino di utenza non inferiore a 250.000 abitanti, con esclusione di quelli conseguenti ai procedimenti concessori di cui agli articoli 5, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. 2 Rientrano fra gli interventi di cui al comma 1: a realizzazione di autostrade o di superstrade; b realizzazione di linee ferroviarie; c realizzazione di vie di navigazione, o adeguamento dei canali esistenti alle dimensioni dei natanti di tonnellaggio elevato; d realizzazione o potenziamento di infrastrutture delle piste di aerodromi; e realizzazione o potenziamento di infrastrutture portuali; f realizzazione di linee elettriche; g realizzazione di gasdotti; h realizzazione di oleodotti; i realizzazione di depositi di scorie nucleari; l realizzazione di dighe idroelettriche o di dighe di ritenuta; m trasferimento di acqua da bacino fluviale, escluse le vie di navigazione; n stabilimenti e impianti culturali, sportivi, scientifici, turistici; o impianti di trattamento, stoccaggio e smaltimento rifiuti, discariche e termovalorizzatori. 3 Riguardo agli interventi il cui valore di investimento è inferiore a 100 milioni di euro e che riguardano un bacino di utenza inferiore a 250.000 abitanti, la Commissione nazionale di garanzia per il dibattito pubblico di cui all'articolo 6, di seguito denominata «Commissione nazionale», procede, all'atto del ricevimento della comunicazione di cui all'articolo 3, ad avviare il procedimento di dibattito pubblico, che si svolge con le modalità previste dagli articoli 3 e 4, su richiesta, alternativamente: a del proponente l'intervento; b di un consiglio regionale o delle province autonome di Trento o di Bolzano, o di un numero di consigli comunali o provinciali rappresentativi di almeno 250.000 abitanti; c di almeno cinquanta membri della Camera dei deputati o venticinque membri del Senato della Repubblica; d di 250.000 cittadini elettori residenti in un'area di afferenza ricollegabile al luogo nel quale, secondo il progetto di cui all'articolo 3 dovrebbe essere realizzato l'intervento. 4 Per gli interventi di cui all'articolo 1, da realizzare su isole con non più di 35.000 abitanti, oppure nel territorio di comuni di alta montagna, è sufficiente che la richiesta di cui al comma 3 provenga da almeno un terzo degli abitanti. 3 (Svolgimento del dibattito pubblico) 1 Il soggetto che intenda realizzare uno degli interventi di cui all'articolo 2, di seguito denominato «proponente», almeno centottanta giorni prima della presentazione della relativa domanda di autorizzazione ai soggetti competenti, trasmette alla Commissione nazionale una comunicazione contenente una proposta di progetto con l'indicazione, chiara e circostanziata, degli obiettivi e delle caratteristiche principali dell'intervento, la sua localizzazione, gli impatti ambientali, i tempi e i costi di realizzazione, gli eventuali benefìci per il territorio sul piano ambientale, territoriale, occupazionale e sociale, al fine di svolgere un dibattito pubblico.