[pronunce]

Inoltre, dato che il sovraccarico di attività legislativa e di controllo che grava sulle assemblee rappresentative erode progressivamente la visibilità della discussione parlamentare, anche in ragione della contrazione dei tempi a disposizione per il singolo rappresentante all'interno della Camera di appartenenza, voler ridurre il ruolo del rappresentante all'adempimento delle funzioni intra moenia significa trascurare del tutto la realtà del mandato rappresentativo, che non si esaurisce nel compimento di atti "tipici", ma si manifesta nel raccordo costante tra rappresentante e rappresentato, nelle forme della comunicazione democratica. La difesa della Camera conclude rilevando in alcuni spunti della giurisprudenza di questa Corte la conferma alla propria tesi fondata su un'ampia accezione del termine «politica parlamentare», nel senso che, quando si afferma che il nesso funzionale ricorre laddove vi sia «sostanziale identità di contenuti» fra dichiarazioni tipiche e dichiarazioni esterne, non sembra escludersi che tale «identità sostanziale» sia desunta proprio dal complesso della «politica parlamentare».1.- Il Tribunale di Bergamo ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Camera dei deputati riguardo alla delibera del 13 novembre 2003 (doc. IV-quater, n. 35), con la quale l'Assemblea ha dichiarato che le opinioni espresse dal deputato Sgarbi nel corso di alcune puntate del programma televisivo "Sgarbi quotidiani" - oggetto del giudizio di risarcimento danni instaurato dall'avvocato Lucibello che le aveva ritenute offensive nei propri confronti - costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e sono quindi coperte dall'immunità, di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione. Il ricorrente sostiene che le espressioni oggetto del giudizio risarcitorio non possono essere ricondotte all'esercizio del mandato parlamentare, essendo state espresse nel corso di una trasmissione televisiva, nella quale il deputato svolgeva il ruolo di conduttore retribuito. La Camera dei deputati, la quale ha prodotto alcuni atti parlamentari tipici sia del suddetto deputato, sia di colleghi di quest'ultimo, sostiene, in via preliminare, l'inammissibilità del ricorso e, nel merito, la sua infondatezza. 2.- Il ricorso è inammissibile. Questa Corte ha più volte affermato che le opinioni espresse extra moenia da un parlamentare, per essere coperte dall'immunità di cui all'art. 68, primo comma, Cost., devono costituire sostanziale divulgazione di uno o più atti riconducibili alla funzione del loro autore. D'altra parte, perché questa Corte possa accertare la sostanziale identità delle espressioni in questione e per il principio di autosufficienza degli atti introduttivi dei giudizi costituzionali, il ricorrente ha l'onere di riportare nell'atto introduttivo del giudizio le espressioni ritenute offensive (ex plurimis, sentenze n. 79 del 2005 e n. 383 del 2006). Nel caso in esame, il Tribunale di Bergamo non ha ottemperato a tale onere, né può essere accolta la tesi secondo la quale il ruolo di conduttore retribuito di una trasmissione televisiva, ricoperto dal deputato nel momento in cui manifestava le opinioni, in teoria offensive, è tale da escludere l'esistenza di un nesso con la funzione parlamentare; nesso ritenuto necessario per l'accertamento dell'immunità. Ciò che conta è che ad essere divulgato sia il contenuto sostanziale di un atto parlamentare, mentre le circostanze della divulgazione potranno avere rilievo eventualmente su piani diversi, estranei ai compiti di questa Corte.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, proposto dal Tribunale di Bergamo nei confronti della Camera dei deputati, con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 febbraio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 febbraio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA