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l'affinità entro il secondo grado; il rapporto di assidua frequentazione. Tale ultimo rapporto è specificamente definito dallo stesso comma 4- bis come quello derivante: da una relazione sentimentale; da un rapporto di amicizia consolidato ("stabilmente protrattosi nel tempo") e connotato da "reciproca confidenza", nonché il rapporto e frequentazione tra commensali abituali. Il nuovo comma 4- ter dell'articolo 35 del Codice fornisce la definizione di ufficio giudiziario ai sensi del precedente comma 4- bis : mentre l'incompatibilità sussiste sempre in presenza di ufficio organizzato in sezione unica, nel caso di più sezioni, il riferimento all'ufficio va inteso alla sezione alla quale appartengono i componenti del collegio. Su questo aspetto si fa presente che la direttiva europea non prevede alcuna specificazione. Con riferimento ai destinatari delle disposizioni introdotte, si segnala che le stesse si applicano anche in relazione alla nomina degli stessi professionisti in altri procedimenti previsti dallo stesso codice antimafia e, in particolare, nell'amministrazione giudiziaria di beni personali (articolo 33) e aziendali (articolo 34); ciò, rispettivamente, in forza del rinvio alla disciplina dell'articolo 35 e a quella del capo I del titolo III del libro primo del Codice (in cui lo stesso articolo 35 è contenuto). L'articolo 1, lettera b) , aggiunge, poi, al Codice antimafia i nuovi articoli 35.1 e 35.2. L'articolo 35.1 dispone l'obbligo per l'amministratore giudiziario di depositare entro due giorni dalla nomina nella cancelleria del giudice (che lo ha nominato) una dichiarazione che attesti l'assenza delle situazioni di incompatibilità previste dal comma 4- bis dell'articolo 35. Al mancato deposito o alla successiva emersione di profili di incompatibilità consegue la sostituzione del professionista da parte del tribunale in via d'urgenza. Viene, inoltre stabilito - ai fini della prescritta vigilanza del presidente della corte d'appello di cui al successivo articolo 35.2 - che l'amministratore giudiziario debba indicare l'esistenza dei legami o rapporti previsti dal nuovo comma 4- bis con magistrati che esercitano la funzione nel distretto di corte d'appello ove pende il procedimento nel cui ambito è stato conferito l'incarico. Analoga dichiarazione del coadiutore attestante l'assenza delle incompatibilità deve essere consegnata da questi all'amministratore giudiziario entro due giorni dalla nomina (e, comunque, prima di iniziare la sua attività). Quest'ultimo, nelle successive 48 ore, la deposita nella cancelleria del giudice; in assenza di consegna della dichiarazione da parte del coadiutore o in caso di incompatibilità sopravvenuta, consegue anche qui l'impossibilità per l'amministratore giudiziario di avvalersi dell'apporto del coadiutore. L'articolo 35.2 del Codice antimafia dà attuazione al criterio di delega che prevede la vigilanza del presidente della corte d'appello sugli incarichi affidati ai professionisti. Tale vigilanza si concreta nella possibilità, per il presidente, di estrarre per via informatica i dati più rilevanti sulle incompatibilità contenute nelle dichiarazioni depositate dagli amministratori giudiziari ai sensi dell'articolo 35.1. Si tratta in particolare dei dati concernenti il nome del giudice che ha assegnato l'incarico; i dati riferiti all'ausiliario; la data di conferimento dell'incarico; il nome del magistrato con il quale il professionista incaricato ha dichiarato di essere legato da uno dei rapporti di cui alla nuova disciplina delle incompatibilità. Quanto alla vigenza di tale disciplina, l'articolo 5, comma 2, dello schema prevede che la stessa decorra dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento del responsabile dei sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, da adottarsi entro un anno dall'entrata in vigore del presente decreto, attestante la piena funzionalità dei sistemi di estrazione, con modalità informatiche ed in forma massiva dei dati necessari all'esercizio della funzione di sorveglianza. I successivi articoli del provvedimento estendono ad altri professionisti nominati in specifiche procedure la disciplina introdotta dall'articolo 1 per gli amministratori giudiziari nei procedimenti di prevenzione. In particolare, l'articolo 2 aggiunge un comma all'articolo 28 della legge fallimentare (regio decreto n. 267 del 1942) per prevedere - anche per le nomine dei curatori fallimentari e dei loro coadiutori - l'applicazione della disciplina dell'incompatibilità, della dichiarazione e della vigilanza, introdotte dall'articolo 1 dello schema in esame. La modifica dell'articolo 28 consente l'analoga estensione della disciplina in oggetto anche alle nomine dei commissari e liquidatori giudiziali nominati nell'ambito di procedimenti di concordato preventivo. L'articolo 3 ﻿aggiunge un comma 3- bis all'articolo 8 della legge n. 270 del 1999, relativa alla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza. Il nuovo comma stabilisce l'applicazione della disciplina dell'incompatibilità prevista dalle nuove disposizioni introdotte dall'articolo 1 dello schema in esame, anche per la nomina - da parte del tribunale - del commissario giudiziale a seguito della sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza dell'impresa. L'articolo 4 estende anche al gestore della liquidazione e ai liquidatori nelle procedure per la composizione delle crisi da sovraindebitamento, la nuova disciplina dell'incompatibilità, della dichiarazione e della vigilanza; sono a tal fine novellati gli articoli 7 e 14- quinquies della legge n. 3 del 2012 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento). Inoltre, in virtù dell'espresso rinvio all'articolo 28 della legge fallimentare fatto dall'articolo 13 della stessa legge n. 3 del 2012, la nuova disciplina si applica anche per la nomina del liquidatore nominato dal giudice (su proposta dell'organismo di composizione della crisi) quando per la soddisfazione dei crediti sono utilizzati beni pignorati ovvero se così è previsto dall'accordo o dal piano del consumatore. Gli articoli 5 e 6 recano infine la clausola di invarianza finanziaria e l'entrata in vigore del provvedimento. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto legislativo recante disposizioni per la tutela del lavoro nell'ambito delle imprese sequestrate e confiscate Doc n. 14 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per la tutela del lavoro nell'ambito delle imprese sequestrate e confiscate (Parere alla Ministra per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 34 della legge 17 ottobre 2017, n. 161. Esame e rinvio) Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) illustra lo schema di decreto legislativo in esame, composto di sette articoli, che attua la delega contenuta all'articolo 34 della legge n. 161 del 2017, finalizzata all'adozione di disposizioni per la tutela del lavoro nelle imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria, favorendo la regolarizzazione dei rapporti di lavoro, l'accesso agli ammortizzatori sociali e la continuazione delle attività economiche.