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neanche il sindaco, presente all'animata discussione, ha posto in essere alcuna azione o intervento affinché cessassero gli insulti in danno della Amoroso, nonostante la propria funzione di pubblico ufficiale in esercizio delle proprie funzioni durante il Consiglio comunale; tale situazione è stata resa nota da riprese della locale emittente e da notizie, video e audio, pubblicate sui social network e in rete, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se non ritenga, considerata la gravità dell'episodio, attivare i competenti uffici territoriali della Prefettura al fine di acquisire ogni elemento utile, anche su supporto audio/video, finalizzato ad individuare le precise responsabilità circa l'accaduto, anche in riferimento ad eventuali omissioni e inadempienze verificatesi nella gestione del Consiglio comunale, e scongiurarne il ripetersi in futuro, nell'oggettivo interesse dello svolgimento democratico del confronto all'interno dell'assise cittadina. Atto n. 4-00213 NISINI Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Mercatone Uno è una catena di ipermercati della grande distribuzione organizzata non alimentare nata nel 1975 e presente su quasi tutto il territorio nazionale con oltre 80 punti vendita specializzati nella vendita di mobili, arredamento ed elettrodomestici gestiti dalla società M. Business Srl, ora in amministrazione straordinaria; dopo un lungo periodo di crescita nel quale il gruppo era arrivato ad avere un fatturato di oltre 800 milioni di euro, 500.000 metri quadri di superficie di vendita ed oltre 3.700 dipendenti, in aggiunta ad altre insegne in altri settori, il gruppo ha subito, anche a seguito della crisi finanziaria del 2007, sostanziali perdite economiche che hanno determinato un'importante crisi aziendale sfociata, nel corso dell'anno 2015, nella richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Bologna; con decreto del 7 aprile 2015, il Ministero dello sviluppo economico ha ammesso parte delle società del gruppo alla procedura di amministrazione straordinaria con la nomina di tre commissari straordinari: Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari; a partire da tale data i dipendenti sono entrati in cassa integrazione, in alcuni casi arrivata anche fino al 30 per cento, con conseguente perdita di potere di acquisto ed evidenti difficoltà economiche; il 16 giugno 2016, è stato pubblicato il bando di vendita dell'intero gruppo Mercatone Uno, che non ha ricevuto offerte; il 15 febbraio 2017, i commissari straordinari, dopo l'autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico, hanno pubblicato un nuovo bando di vendita per il gruppo, con maggiore flessibilità sul prezzo e sul perimetro di vendita; il 21 maggio 2018, il Ministero ha dato l'autorizzazione all'aggiudicazione dei compendi aziendali relativa a 68 punti vendita in tutta Italia, sui 74 oggetto del bando di cessione: 55 (di cui 47 attivi e 8 attualmente chiusi) sono stati ceduti alla Shernon holding Srl, società con sede a Milano, mentre 13 punti vendita sono stati ceduti alla Cosmo SpA, che si distingue attraverso il marchio di abbigliamento Globo; i punti vendita della Toscana (Colle Val d'Elsa, Altopascio e Lucca) insieme ad altri (Genova, Palermo, Catania, Castelfranco Veneto, Castelfranco Emilia e Pieve di Fissiraga), che sono nei primi 20 posti per vendita del mobile nella rete su un totale di 59 punti vendita che in questi anni di amministrazione straordinaria hanno continuato l'attività di vendita con ottime performance , sono stati, inspiegabilmente, ceduti alla società Cosmo SpA, la quale preannuncia di cambiare radicalmente il core business dell'attività; relativamente ai rapporti di lavoro, Shernon sarebbe orientata ad acquisire 1.867 unità (di cui 171 full time e 1.696 part time ) sui 2.179 occupati nel perimetro di riferimento, mentre Cosmo SpA prevede di acquisirne 196 (di cui 144 full time e 52 part time ) su 566 occupati nel perimetro di riferimento; dal giorno 22 maggio 2018 i lavoratori, impiegati presso i negozi della Toscana e di altre regioni coinvolte in questa cessione di ramo d'azienda, sono in stato d'agitazione supportati dalle categorie sindacali che hanno già coinvolto le istituzioni locali; da notizie, i dipendenti non sono stati debitamente informati in merito alle procedure e alle attività dei commissari, nonostante gli stessi siano creditori privilegiati della società, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; se conosca quali siano i motivi che hanno portato i commissari alla decisione di cedere alcuni punti vendita, alto vendenti e maggiormente produttivi, ad una società con un core business completamente diverso da quello attuale; se sia a conoscenza dei motivi per cui la società Shernon holding non abbia ritenuto strategico presentare offerta per il punto vendita di Colle Val d'Elsa, ritenuto dai dipendenti uno dei fiori all'occhiello del marchio; quali siano state le altre offerte presentate e non accettate, compresi i relativi motivi di esclusione, e quali siano le garanzie patrimoniali e finanziarie presentate dalle società aggiudicatarie; se conosca quali siano i motivi per cui i commissari non hanno tenuto informati i dipendenti dell'evolversi della situazione, con particolare riferimento ai probabili acquirenti e ai piani industriali prospettati; quale sia la strategia che i commissari intendano perseguire ai fini della cessione dei punti vendita per i quali non sia stato trovato un acquirente (Mirabella Eclano, Fiorenzuola d'Arda, Bomporto, Parma via Fleming, Viterbo, Brandizzo, Genola, Brindisi, Carini, Curtarolo e Tribano). Atto n. 4-00214 DE BERTOLDI Ai Ministri per la famiglia e le disabilità e dell'interno Premesso che: per la prima volta in Trentino-Alto Adige, a Rovereto (Trento), un ufficio di stato civile ha registrato un atto di nascita di una bambina nata all'estero da due madri, delle quali quella biologica è una roveretana iscritta all'AIRE e residente in Belgio, ove sono previste e normate tali possibilità di doppia maternità o paternità; sono sempre più numerosi i casi in cui coppie omosessuali chiedono la trascrizione in Italia dell'atto di nascita di un figlio nato all'estero con il metodo della fecondazione eterologa o, addirittura, della maternità surrogata; l'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, vieta espressamente l'accesso alle tecniche di procreazione mediamente assistita a coppie dello stesso sesso, mentre l'articolo 12, comma 6, vieta il ricorso alla surrogazione di maternità, nonché la sua organizzazione o pubblicizzazione; queste pratiche sono, dunque, vietate in Italia e questo spinge le coppie formate da persone dello stesso sesso a recarsi all'estero per poter avere dei figli; nel mese di aprile 2018, addirittura, per la prima volta in Italia, un bambino nato nel territorio nazionale è stato ufficialmente registrato come figlio di due madri;