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È persino arrivata una nota verbale dalla Segreteria di Stato vaticana, quindi c'è il mondo della Chiesa che pone alcune questioni. Questo è un tema talmente divisivo che non potete pensare di affrontarlo forzando e chiedendo una calendarizzazione in Aula per la settimana prossima, sapendo che la Commissione in pochi giorni difficilmente potrà trovare una soluzione. (Applausi) . La verità, anzi, è che portare il disegno di legge in Aula per la discussione la settimana prossima significa esautorare la Commissione dei suoi poteri, non accelerare i lavori della Commissione, ma esattamente il contrario. (Applausi) . Facciamo tutti parte di una maggioranza, ma vogliamo davvero affrontare un tema così delicato andando a votare un calendario? Questo è quanto abbiamo detto fin dall'inizio e ve lo diciamo chiaramente: ce l'abbiamo messa tutta, le abbiamo provate tutte, a cominciare dal fatto che abbiamo depositato un disegno di legge a firma della senatrice Ronzulli, del senatore Matteo Salvini e di altri, proprio per testimoniare che sul tema della lotta alle discriminazioni noi ci siamo. (Applausi) . Questo è un segnale che abbiamo voluto dare, ma quel disegno di legge non lo avete neanche voluto guardare, perché tendenzialmente la logica dice che si abbinano i disegni di legge, si fa un testo unico, lo si porta alla votazione della Commissione e lo si discute. Questo è il metodo, è una prassi consolidata per chi fa parte di una maggioranza. Nonostante questo, dal momento che si voleva partire dal disegno di legge Zan, abbiamo accettato che si partisse da quello, anche qui dando la nostra disponibilità a provarci. Abbiamo messo in conto che ci sono alcuni articoli nel disegno di legge Zan che sono stati oggetto naturalmente di critiche, come abbiamo già detto, anche da parte del mondo della sinistra, da parte di alcune femministe. Mi sono stati inviati degli emendamenti proposti da Arcilesbica via mail - non li ho inventati io - in cui si chiede di cambiare quella legge. (Applausi) . Il presidente Ostellari prontamente, subito dopo la Conferenza dei Capigruppo, ha convocato un tavolo, che noi chiediamo da un mese e mezzo a questa parte, ma ci è sempre stato detto che prima si doveva calendarizzare la legge. Questa non è una forzatura? Ma no, figuriamoci, stiamo scherzando? Io al tavolo mi siedo subito, se mi si invita, non chiedo che prima ci sia la calendarizzazione. Il presidente Ostellari chiede le proposte di modifica. Ci sono dei gruppi politici che le presentano. Si arriva a un testo che cerca il più possibile di accontentare tutte le istanze. Un testo che noi abbiamo considerato una buona base di partenza. Oggi, nel corso della riunione, abbiamo chiesto ci fosse dato un segnale, da parte del centrosinistra, della maggioranza giallorossa (chiamatela come volete), della volontà di modificare il testo. La risposta che ci avete dato è stata: non se ne parla! Avete rifiutato una proposta di mediazione, fatta dal presidente Ostellari, che teneva conto di tutte le sensibilità. Ma per arrivare al dunque: per quale motivo fate ciò? Perché la verità è che voi volete approvare la legge così com'è. (Applausi) . Voi avete fatto capire che il vostro atteggiamento e la vostra volontà è di prendere o lasciare. A questo punto, però, di fronte a questo tentativo e a questa volontà, che avete manifestato in modo molto chiaro, a questo punto ognuno, come è stato detto bene, deve prendersi le proprie responsabilità. La responsabilità vostra, però, sarà quella di avvelenare il clima politico di una maggioranza che sostiene il Governo. Da persone responsabili, tutti dovremmo metterci intorno al tavolo a discutere e ragionare senza fretta. (Applausi) . Questa era la politica di una volta! Invece, oggi c'è la politica del "prendere o lasciare", perché si sostiene che si snatura la legge. Io pongo una domanda. Se l'obiettivo del disegno di legge Zan è contrastare le discriminazioni legate all'orientamento sessuale, al sesso e al genere e ad altre tipologie, ma per quale motivo siete contrari alla proposta del presidente Ostellari? All'articolo 1, la sua proposta pone, come finalità della legge, quanto segue: «La presente legge ha la finalità, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, di offrire la più ampia tutela contro ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, sul genere - perché sul genere c'è dentro sicuramente l'aspetto della transfobia, della lesbofobia e di tutte le questioni di cui avete spesso parlato - e sull'orientamento sessuale, quali espressioni di diritti inviolabili di ciascun individuo, nonché contro ogni forma di discriminazione finalizzata alla disabilità». Ma se questo è l'obiettivo della legge Zan, perché non vi va bene questo articolo? Spiegate perché non va bene. (Commenti del senatore Licheri. Brusio). La disabilità era anche all'interno del disegno di legge Zan. Sta lì, tranquillo! Leggi e studia, Licheri! Studia! (Applausi) . Magari, invece, l'obiettivo è un altro e presenta tutti i possibili intenti di buona fede, che sono quelli ovviamente legati a tutelare queste identità. Il rischio vero è che l'obiettivo... (Brusio). PRESIDENTE.Colleghi, per cortesia, così non riesco a sentire niente. C'è troppo brusio. Prego, senatore Romeo, prosegua e mi dica qual è la sua proposta di modifica al calendario. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, se, invece, l'obiettivo è introdurre o legittimare la fluidità sessuale e il genere neutro, che sono logiche di mercato, lì noi non ci stiamo! (Applausi) . Sull'ideologia gender non ci stiamo! Sono logiche di mercato, perché lo sappiamo tutti che, se c'è il genere neutro, è più facile vendere smalti anche agli uomini! Lo sappiamo tutti che è così. Questa è la verità! Queste logiche lasciamole perdere, così come la tutela della libertà personale, la tutela dell'espressione delle proprie idee, che sono garantite dalla Costituzione e così deve essere e rimanere. Non ci devono essere reati d'opinione. (Applausi) . Di fronte a questo, noi appoggeremo la proposta della collega Bernini, perché speriamo ancora che da parte di qualcuno della ex maggioranza giallorossa ci sia la volontà di ragionare davvero. Mettiamoci lì, troviamo una soluzione, siamo vicini, come ha detto la collega Bernini, e soprattutto facciamo un servizio dando una legge vera ai cittadini e lasciamo perdere le ideologie, che rischiano di fare male al nostro Paese. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, vorrei fare un po' di ordine anche nei termini. Come dicevo prima all'amica e collega Bernini e a tutti i colleghi nella precedente riunione, chiedo, non per una sorta di favore personale, di non usare il termine «forzatura» semplicemente perché non è appropriato.