[pronunce]

Si tratterebbe, dunque, di un ambito disciplinare rientrante nell'art. 117, secondo comma, lettera a), Cost., da cui risulterebbe esclusa la Regione, anche difficilmente individuabile come portatrice dell'interesse potenzialmente inciso. Tale differenza si riverbererebbe sullo sfruttamento degli idrocarburi sulla terraferma rispetto a quello nello spazio marino, soggetto anche ad interessi internazionali, da cui l'insussistenza della disparità di trattamento denunciata dalla Regione per violazione dell'art. 3, primo comma, Cost. Per le stesse ragioni sarebbe infondata la censura del successivo comma 10 del medesimo articolo, posto che nel mare continentale ed in ambiti posti in prossimità di altri Paesi rivieraschi non sussisterebbe alcuna competenza regionale, ma solo quella dello Stato. 8.- È intervenuto in giudizio il WWF Italia, deducendo in via preliminare la propria legittimazione all'intervento e, nel merito, sostenendo l'illegittimità costituzionale, tra l'altro, dell'art. 38, commi 1-bis, 4 e 10, del d.l. n. 133 del 2014, in riferimento a parametri e per profili in parte coincidenti con quelli indicati dalla Regione Marche ed in parte ulteriori. 9.- Con memoria depositata il 15 marzo 2016 la Regione Marche, nel riepilogare le proprie censure anche alla luce dello ius superveniens, ha anzitutto evidenziato l'intervenuta cessazione della materia del contendere relativamente alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 38, comma 1-bis, del d.l. n. 133 del 2014, attesa l'abrogazione della norma ad opera dell'art. 1, comma 240, lettera b), della legge n. 208 del 2015 senza che il piano delle aree originariamente previsto sia mai stato adottato. Con riferimento al successivo comma 4, la ricorrente sostiene che nella fattispecie non sarebbe stata realizzata un'attrazione a livello centrale di funzioni amministrative, ma l'attivazione di un potere sostitutivo in ordine all'esercizio delle stesse, trattandosi dei procedimenti di VIA in corso «presso le regioni», che ne verrebbero private. Quanto al comma 6, lettera b), del medesimo art. 38, la ricorrente insiste nel sostenere l'illegittimità della norma che non prevede l'intesa con riferimento alle attività minerarie da svolgere in mare. Ciò in quanto l'art. 6, comma 17, del d.lgs. n. 152 del 2006, nel testo in vigore al momento della proposizione del ricorso, contemplava una serie di eccezioni al divieto di attività entro le dodici miglia marine, onde la sussistenza della competenza regionale, viceversa non estesa al mare aperto. Peraltro, a seguito della legge n. 208 del 2015, tale divieto sarebbe stato reso assoluto e poiché nel frattempo non sarebbe stato adottato il piano delle aree subordinatamente al quale era previsto il rilascio del titolo concessorio unico, anche con riferimento alla censura in considerazione sarebbe sopravvenuta la cessazione della materia del contendere. Infine, la Regione ribadisce le censure rivolte al successivo comma 10, analoghe a quelle relative al comma 6, sollecitando questa Corte a valutare la potenziale abrogazione della disposizione ad opera del divieto assoluto di attività mineraria entro le dodici miglia marine previsto a seguito delle modifiche apportate al citato art. 6, comma 17, del d.lgs. n. 152 del 2006 dalla legge n. 208 del 2015, con conseguente eventuale cessazione della materia del contendere in caso di mancata applicazione della norma. Con memoria depositata il 2 maggio 2017 la Regione Marche ha riepilogato i motivi di censura già articolati e replicato alla difesa erariale, insistendo nella declaratoria di fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale proposte, salva l'eventuale sussistenza degli estremi per dichiarare la cessazione della materia del contendere quanto all'impugnativa dell'art. 38, commi 1-bis, 6, lettera b), e 10, del d.l. n. 133 del 2014. 10.- Con memoria depositata il 15 marzo 2016 l'Avvocatura generale dello Stato ha svolto argomenti coincidenti con quelli sviluppati nella propria memoria illustrativa relativa al ricorso della Regione Abruzzo, ribadendo in merito al comma 10 che non sussisterebbe competenza regionale sul mare continentale e che la norma terrebbe in debito conto gli aspetti ambientali. 11.- Con ricorso depositato il 15 gennaio 2015 (reg. ric. n. 5 del 2015) la Regione Puglia ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 38, commi 1-bis, 4, 6, lettera b), e 10, del d.l. n. 133 del 2014 (come convertito), in riferimento agli artt. 3, primo comma, 117, terzo comma, 118, primo comma, e 120, secondo comma, Cost., adducendo a sostegno delle censure motivazioni coincidenti con quelle sviluppate dalla Regione Marche nel ricorso con cui ha impugnato le medesime disposizioni. 12.- Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, deducendo l'infondatezza del ricorso con argomenti corrispondenti a quelli svolti in merito al ricorso con cui la Regione Marche ha impugnato le medesime disposizioni. 13.- Sono intervenuti in giudizio il WWF Italia - deducendo in via preliminare la propria legittimazione all'intervento e, nel merito, sostenendo l'illegittimità costituzionale, tra l'altro, dell'art. 38, commi 1-bis, 4 e 10, del d.l. n. 133 del 2014, in riferimento a parametri e per profili in parte coincidenti con quelli indicati dalla Regione Puglia ed in parte ulteriori - e, fuori termine, l'Associazione "Amici del Parco Archeologico di Pantelleria", sostenendo la propria legittimazione all'intervento e la fondatezza delle censure mosse dalla Regione Puglia alle disposizioni impugnate, nonché sollecitando questa Corte a sollevare innanzi a sé questione di legittimità costituzionale, tra l'altro, dell'art. 38 anche con riferimento a parametri posti a presidio dell'autonomia speciale riconosciuta alla Regione siciliana. 14.- Con memoria depositata il 15 marzo 2016 la Regione Puglia ha svolto considerazioni coincidenti con quelle sviluppate dalla Regione Marche nella memoria da essa depositata in pari data. Con memoria depositata il 2 maggio 2017 la Regione Puglia ha svolto considerazioni coincidenti con quelle sviluppate dalla Regione Marche nella memoria da essa depositata in pari data. 15.- Con memoria depositata il 15 marzo 2016 l'Avvocatura dello Stato ha svolto argomenti coincidenti con quelli sviluppati nella propria memoria illustrativa relativa al ricorso della Regione Marche. 16.- Con ricorso depositato il 15 gennaio 2015 (reg. ric.