[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol 29 settembre 2004, n. 3 (Interpretazione autentica dell'articolo 11, comma 1, della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7), promosso con ordinanza dell'8 novembre 2004 dalla Corte d'appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano, sugli appelli riuniti proposti da Rolando Girardi ed altri contro Luis Durnwalder ed altri, iscritta al n. 66 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visti gli atti di costituzione di Rolando Girardi ed altri e di Luis Durnwalder ed altri, nonché gli atti di intervento della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e della Provincia autonoma di Bolzano; udito nell'udienza pubblica del 16 maggio 2006 il Giudice relatore Romano Vaccarella; uditi gli avvocati Giuseppe Ramadori e Gianni Lanzinger per Rolando Girardi ed altri, Alessandro Pace, Leonardo Di Brina e Gerhard Brandstätter per Luis Durnwalder ed altri, Giuseppe de Vergottini per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e Giuseppe Franco Ferrari per la Provincia autonoma di Bolzano.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Nel corso di un giudizio elettorale la Corte d'appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano, ha sollevato, con ordinanza dell'8 novembre 2004, questione di legittimità costituzionale - in riferimento agli artt. 4, 25 e 47 dello statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, approvato con d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, nonché agli artt. 3, 51 e 102 della Costituzione - dell'articolo unico della legge della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol 29 settembre 2004, n. 3 (Interpretazione autentica dell'articolo 11, comma 1, della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7), il quale (sotto la rubrica «Interpretazione autentica») così recita: «1. Nell'articolo 11, comma 1, della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7, e successive modifiche, le espressioni “amministratori o dirigenti”, ovunque ricorrano, sono riferite esclusivamente a soggetti titolati alla rappresentanza esterna dell'ente o società». 1.1.- In punto di fatto, il giudice a quo riferisce che il sig. Rolando Girardi e altri, tutti cittadini iscritti nelle liste elettorali di Comuni della Provincia autonoma di Bolzano, in tale qualità chiamati a partecipare alle elezioni del Consiglio della medesima Provincia indette per il giorno 26 ottobre 2003, adirono il Tribunale ordinario di Bolzano, domandando che il consigliere eletto Luis Durnwalder fosse dichiarato decaduto di diritto, fin dall'origine, per avere ricoperto, per vari anni e fino alla data del 14 maggio 2004, la carica di membro del consiglio di amministrazione della società Sadobre s.p.a., partecipata dalla Provincia autonoma per oltre la metà del capitale sociale, ed essersi, pertanto, trovato, alla data dell'ultimo giorno fissato per la presentazione delle candidature, nella situazione di ineleggibilità prevista dal combinato disposto degli artt. 10 e 11 della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7 (Testo unico delle leggi regionali per l'elezione del Consiglio regionale), trasfusa nel decreto del Presidente della Giunta regionale 29 gennaio 1987, n. 2/L (Approvazione del testo unico delle leggi regionali per l'elezione del Consiglio regionale), e recepita dall'art. 1, comma 1, della legge provinciale 14 marzo 2003, n. 4 (Disposizioni sull'elezione del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano per l'anno 2003). Il convenuto consigliere Durnwalder, costituitosi, resistette alla domanda, deducendo che la disposizione dell'art. 11, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 7 del 1983, deve interpretarsi nel senso che la causa di ineleggibilità da essa prevista riguarda unicamente gli «amministratori o dirigenti» che rivestono la qualifica di «legali rappresentanti» di «società per azioni con capitale maggioritario della Regione o delle Province autonome» e che in tal senso la norma era stata costantemente interpretata ed applicata dal Consiglio regionale da varie legislature. L'adito Tribunale, con sentenza del 24 agosto 2004, rigettò la domanda, ritenendo che la carica ricoperta dal consigliere Durnwalder integrava una causa di incompatibilità, e non già di ineleggibilità, venuta meno in epoca anteriore alla data della delibera di convalida della contestata elezione. Avverso la sentenza di primo grado i cittadini elettori e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale proposero appello, censurando l'interpretazione posta a base della decisione. L'appellato resistette alle impugnazioni, chiedendone il rigetto. Nella pendenza dei giudizi di gravame, poi riuniti , il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol approvò la legge n. 3 del 2004, entrata in vigore lo stesso giorno (27 ottobre 2004) per il quale era fissata l'udienza di discussione davanti alla Corte d'appello. 1.2.- In diritto, la Corte rimettente osserva che va riconosciuta la intrinseca natura interpretativa della legge regionale n. 3 del 2004, pur a prescindere dalla conforme autodefinizione emergente dal suo titolo, poiché essa non è venuta a innovare il contenuto dell'art. 11 della legge regionale n. 7 del 1983, bensì solo a rendere più chiara e inequivoca la portata delle espressioni in essa adoperate. Ricordato che la commissione di convalida del Consiglio regionale (ed il Consiglio stesso) aveva da più legislature interpretato la norma nel senso sostenuto dal Durnwalder, la Corte pone in evidenza gli elementi testuali, lessicali e sintattici, nonché i rilievi di carattere sistematico, che depongono nel senso che la norma si prestasse a dubbi interpretativi, per eliminare i quali è intervenuta la legge in questione. La Corte, quindi, confuta la tesi interpretativa seguita dal primo giudice, secondo cui, nella specie, trattavasi di una causa di incompatibilità. 1.3.- Quanto alla rilevanza della questione, il giudice rimettente afferma, da un lato, che «dalla ritenuta incontrovertibile natura interpretativa» della legge regionale denunciata discende «la sua retroattiva forza vincolante e concreta applicabilità alla fattispecie da esaminare», e, dall'altro lato, che la posizione del consigliere Durnwalder va valutata alla stregua del disposto dell'art. 11 della legge regionale n. 7 del 1983, «da intendersi come dettato a disciplina di ipotesi di autentica ineleggibilità».