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Colleghi, il tempo lo sto tenendo, però questo non è ammissibile, soprattutto nell'ultima seduta. L'intervento è di tre minuti, anche perché poi molti insistiamo sulla dignità degli interventi in Parlamento, quindi cerchiamo di essere conseguenti e concludiamo i lavori ordinatamente. Senatrice, la invito a concludere il suo intervento perché il tempo è veramente al termine. NUGNES (Misto-Man. A Pap PRc-Se) . Ebbene, benché stiamo andando verso una vera e propria catastrofe e sono certa che toccheremo il fondo del barile col prossimo Parlamento, la fine di tutto questo, la morte di questo modello capitalista predatorio, che abbatte il pubblico e demolisce la Costituzione, avrà fine prima di quanto voi... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno *VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, l'intervento del senatore Verducci riguarda la recente alluvione nelle Marche, quindi chiederei a chi non ha imminenti partenze di trattenersi e a chi intende abbandonare l'Aula di farlo in silenzio per cortesia. (Brusio). (Richiami del Presidente). Colleghi, per chi si fosse distratto, ripeto che il senatore Verducci sta intervenendo sui gravissimi fatti avvenuti nelle Marche, quindi vi invito a tacere e a consentire lo svolgimento dell'intervento come merita l'argomento. VERDUCCI (PD) . Signora Presidente, colleghi, sono giornate di lutto indicibile per tutti noi marchigiani e per tutta l'Italia. L'alluvione della notte del 15 settembre è un evento terribile che ci colpisce nella carne viva degli affetti più cari che tengono insieme una comunità. È una tragedia che riapre ferite mai rimarginate, come quelle del terremoto e come quelle dell'alluvione del 2014. C'è un dolore profondo per le persone che non ci sono più, strappate dal fango alle proprie case, alle proprie famiglie; abbiamo conosciuto i loro nomi, i loro volti, le loro storie e in questa sede desidero citare uno ad uno i loro nomi: Andrea, Giuseppe, Diego, Fernando, Mohamed, Erina, Maria Luisa, Gino, Augusto, Noemi, Michele. (Applausi). Ringrazio i colleghi per essersi alzati in piedi ed essersi uniti al mio e al nostro dolore e al mio e al nostro cordoglio. Con loro, Presidente, colleghi, anche Brunella, dispersa da quella notte, e il piccolo Mattia di otto anni, che in questi giorni abbiamo visto in foto sorridente con i genitori; sorridente, prima che avvenisse quello che nessuno poteva pensare fino a qualche ora prima, Mattia, a cui la mamma ha provato in ogni modo a fare da scudo; da giorni il babbo, i nonni, i vigili del fuoco e tanti volontari lo stanno cercando in tutti i modi. Signora Presidente, c'è una solidarietà grande. Volontari da tutte le Marche e da tutta Italia, tantissimi giovani, ventenni, che hanno lasciato quello che stavano facendo per andare dove è necessario stare, per aiutare chi ha perso tutto, per contribuire ad una rinascita, che oggi pare difficilissima, ma che ci sarà. Quei giovani hanno unito il proprio impegno e il proprio coraggio all'impegno, al coraggio, alla determinazione e alla professionalità dei Vigili del fuoco, degli operatori della protezione civile, delle Forze dell'ordine, dei medici, di tutto il personale sanitario, dei sindaci, che sono al lavoro ininterrottamente da quella notte per mettere in salvo le persone, per proteggere i più deboli, i più fragili, quelli che sono stati maggiormente colpiti. Ci sono molte persone sfollate. Alcuni luoghi in queste ore sono ancora difficilmente raggiungibili. In alcuni centri abitati scarseggia l'acqua potabile. I danni economici sono giganteschi. Paesi e città, i cui nomi sono conosciuti ovunque per la loro bellezza e per la generosità di chi li abita, sono ancora ricoperti dalla melma. Case, aziende, attività, mestieri, progetti di vita costruiti in decenni di lavoro, generazione dopo generazione, dopo generazione, sono stati inghiottiti dalla notte dell'alluvione. Signora Presidente, colleghi, le Marche si rialzeranno (Applausi) , si rialzeranno come sempre è accaduto nelle ore più buie. Oggi abbiamo il dovere di combattere chi si ostina ad essere indifferente e complice degli effetti dell'inquinamento e del cambiamento climatico, la mancanza di manutenzione, l'incuria, i mancati interventi strutturali, la speculazione edilizia, lo sfruttamento del suolo e un modello economico feroce e ingiusto che condanna il pianeta e minaccia il futuro delle nuove generazioni. (Applausi) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, colleghi, ringrazio il senatore Verducci per questo importante momento di condivisione e ovviamente anche come Gruppo Lega ci associamo al pensiero per le Marche. Tuttavia - non è polemica, ma un appello a chi siederà in questi banchi dopo di noi - queste parole hanno risuonato in quest'Aula in occasione di ogni tragedia e non è mai seguito un atto. È grave che l'Italia, che fra terremoti e alluvioni conosce tragedie - non dico quotidianamente, ma spesso - non si sia dotata di una legge nazionale per la gestione delle emergenze e che ogni volta si debba ricominciare, plaudendo alla protezione civile e ai volontari. Nelle parole del collega senatore Verducci, probabilmente, qualcuno un po' più grande di me di età avrà rivisto anche gli angeli del fango di Firenze, del 1966. Il problema è che non avere una legge per la gestione delle emergenze nel 1966 forse era anche plausibile, ma non averla oggi è comunque una colpa che credo l'intero sistema politico-istituzionale nazionale si porti sulle spalle. Mi auguro che il prossimo Parlamento riesca a fare quello che non abbiamo fatto noi, perché è una cosa che serve all'Italia, a prescindere dai colori e dalle appartenenze, e al sistema Paese. QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, nell'ultimo mio intervento di martedì scorso paventai ciò che poi si è verificato nelle Marche: era una tragedia annunciata, che ha causato undici morti, due dispersi e un territorio devastato. Condivido pienamente il dolore delle comunità colpite. Nelle Marche si sono verificati un evento meteo estremo, che comunque può accadere ovunque in Italia, e un alluvione in un territorio geologicamente fragile, strutturalmente vulnerabile e indifeso. I climatologi ci hanno ben detto che c'è un'emergenza climatica planetaria e che in Italia quest'anno si è creata la combinazione di caldo e di asciutto più estrema mai vista prima d'ora dall'inizio dell'Ottocento, con i mari più caldi di 5 o 6 gradi e tanta energia disponibile, da innescare nubifragi e alluvioni autunnali.