[resaula]

chi li raggiungerà successivamente potrà andare via tre mesi più tardi e la finestra è trimestrale. I lavoratori pubblici avranno invece finestre di sei mesi, con un preavviso di altri sei, e potranno lasciare il lavoro dal primo agosto. Per evitare disservizi nel mondo scolastico, i lavoratori della scuola, invece, dovranno aspettare il 28 febbraio di ogni anno per poter andare in pensione all'inizio del successivo anno scolastico o accademico. Tutti coloro che optano per la cosiddetta quota 100 - e finora è stata richiesta già da 100.000 lavoratori (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) - non potranno cumulare l'assegno con redditi da lavoro superiori a 5.000 euro annui fino al raggiungimento dei sessantasette anni di età. Inoltre, il loro assegno pensionistico sarà più leggero, stante il versamento di minori contributi. Per favorire e stimolare il ricambio generazionale tra lavoratori anziani e giovani, la legge di conversione prevede lo sviluppo di una formula già esistente ma poco utilizzata finora. Le imprese in crisi o con esuberi potranno utilizzare i fondi di solidarietà di settore per consentire l'uscita con tre anni di anticipo rispetto a quota 100 (a cinquantanove anni e con trentacinque anni di contributi). Il fondo, con oneri a carico delle imprese, pagherà l'anticipo pensionistico fino al raggiungimento dei requisiti per quota 100. La novità è che le imprese non devono pagare anche i contributi per gli anni mancanti alla pensione. Il provvedimento oggi in esame si è reso necessario alla luce degli effetti distorsivi e devastanti della cosiddetta legge Fornero nei confronti del mercato del lavoro e dell'aumento sempre più preoccupante della disoccupazione giovanile. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo allungamento dell'età pensionabile per adeguarla alla speranza di vita dei lavoratori. La legge Fornero col tempo è diventata una diga di contenimento a un grosso bacino di lavoratori da tempo in età pensionabile, che la percepiscono sempre con maggiore insofferenza, in particolar modo nella pubblica amministrazione, dove il blocco del turnover , abbinato al prolungamento dell'età pensionabile, ha aumentato l'età media dei lavoratori a cinquantacinque anni: un'età esageratamente elevata rispetto alla media europea. Al fine di ovviare a questo problema si è già intervenuti con il cosiddetto provvedimento concretezza che, sbloccando il turnover e consentendo un rapporto paritario fra lavoratori in entrata ed uscita, permetterà sicuramente un significativo e auspicato ricambio generazionale attraverso l'assunzione di giovani che sostituiranno i lavoratori che andranno in pensione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quota 100 continua convintamente in questa direzione e nei prossimi tre anni cercherà di far defluire dal collo di bottiglia un po' di lavoratori, così da rendere successivamente più agevole il raggiungimento del vero obiettivo che si è posto questo Governo: quarantuno anni di servizio indipendentemente dall'età. Nel lavoro privato probabilmente non ci sarà di sicuro un ricambio paritario, ma si è voluto contribuire al ricambio generazionale fornendo alle aziende un impulso positivo che può renderle economicamente più forti, competitive e appetibili sul mercato del lavoro. Poiché questa opportunità è stata già accolta favorevolmente da 100.000 lavoratori in possesso di tali requisiti, possiamo affermare che avrà un impatto positivo sul mondo del lavoro; infatti, ci troviamo nella condizione di ribadire con forza che si può stimolare e sostenere il passaggio generazionale. Data l'età di molti lavoratori ancora in servizio si può dire che i nonni stanno lasciando il posto di lavoro ai figli; in tal modo avranno tempo da trascorrere in famiglia e con i propri nipoti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È altamente probabile che un posto di lavoro sicuro consenta ai nostri giovani di pensare a una famiglia e sia un forte impulso anche per le natalità. Quota 100 è una facoltà volontaria, un modo aggiuntivo per accedere alla pensione insieme a tutti gli altri accessi ordinari già previsti o regolati dalla disastrosa riforma Monti-Fornero. Pertanto, si potrà continuare ad andare in pensione utilizzando indifferentemente sia la Fornero, sia quota 100, l'APE social, la pensione di anzianità, l'opzione donna o i provvedimenti previsti per i lavoratori precoci e quelli per le attività particolarmente usuranti. Fra le norme che stiamo approvando si prevede che l'INPS effettui un monitoraggio mensile per l'anno 2019 e trimestrale negli anni seguenti sulle domande di pensionamento e fornisca al Ministero del lavoro e delle politiche sociale e a quello dell'economia e delle finanze la rendicontazione tempestiva degli oneri che ne derivano, proprio per evitare scostamenti dalla spesa prevista; disciplinano inoltre la riforma della governance dell'INPS, l'ente che gestisce le pensioni e l'assistenza, e quella dell'Inail, l'Istituto per l'assicurazione sugli infortuni sul lavoro. Dispone il passaggio da una gestione accentrata nelle mani del presidente a una collegiale «senza comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». In questi enti verranno ripristinati i consigli di amministrazione che erano stati aboliti molti anni fa, che saranno composti da cinque membri di nomina governativa, compreso il presidente. Oggi è un giorno speciale perché finalmente le Lega mantiene la promessa di scardinare la legge Fornero fatta in campagna elettorale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nessuno può dimenticare il dicembre 2011 e quel provvedimento che il Governo Monti ironicamente chiamò salva Italia. È proprio approvando la riforma Fornero e in particolare l'articolo 24 che quel Governo tecnico e chi lo ha sostenuto - alcuni dei quali purtroppo sono ancora seduti in quest'Aula (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) - ha creato la piaga sociale degli esodati e bloccato il ricambio generazionale nel mercato del lavoro, colpendo i lavoratori italiana in maniera vigliacca, subdola e ingiusta, giustificando gli interventi come necessari e urgenti e facendo cassa a spese dei pensionati e di chi stava andando in pensione. Sono storie di questo Paese anche i miliardi di aumento del deficit pubblico che il Governo Monti ha prodotto e aggiunto sulle spalle dell'Italia. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Pizzol. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Quota 100 è un esercizio di coerenza per la Lega, che sancisce ufficialmente la fine di una stagione di supina obbedienza alle leggi calate dall'alto e dettate dall'alta finanza europea contro gli italiani, com'è stata per l'appunto la legge Fornero, che vietò le pensioni ai lavoratori che, dopo una vita di lavoro, avevano il sacrosanto diritto di godersi il meritato riposo. Abbiamo così cercato di mitigare gli effetti punitivi di quella legge che, dall'oggi al domani, ha innalzato repentinamente l'età anagrafica di accesso alla pensione e allungato di parecchi anni la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia ed eliminato quella di anzianità.