[normattiva_dump]

Il monitoraggio prosegue finchè le aree non soddisfano i requisiti in materia di acque sanciti dalla normativa in base alla quale esse sono designate e finchè non sono raggiunti gli obiettivi di cui all'articolo 77 del presente decreto legislativo. Qualora un corpo idrico sia interessato da più di uno degli obiettivi si applica quello più rigoroso. Come già riportato nella parte generale del presente Allegato, ai fini di evitare sovrapposizioni, la valutazione dello stato avviene per quanto possibile attraverso un unico monitoraggio articolato in modo da soddisfare le specifiche esigenze derivanti dagli obblighi delle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti. A.3.10. Precisione e attendibilità dei risultati del monitoraggio La precisione ed il livello di confidenza associato al piano di monitoraggio dipendono dalla variabilità spaziale e temporale associata ai processi naturali ed alla frequenza di campionamento ed analisi previste dal piano di monitoraggio stesso. Il monitoraggio è programmato ed effettuato al fine di fornire risultati con un adeguato livello di precisione e di attendibilità. Una stima di tale livello è indicata nel piano di monitoraggio stesso. Al fine del raggiungimento di un adeguato livello di precisione ed attendibilità, è necessario porre attenzione a: * il numero dei corpi idrici inclusi nei vari tipi di monitoraggio; * il numero di siti necessario per valutare lo stato di ogni corpo idrico; * la frequenza idonea al monitoraggio dei parametri indicativi degli elementi di qualità. Per quanto riguarda i metodi sia di natura chimica che biologica, l'affidabilità e la precisione dei risultati devono essere assicurati dalle procedure di qualità interne ai laboratori che effettuano le attività di campionamento ed analisi. Per assicurare che i dati prodotti dai laboratori siano affidabili, rappresentativi ed assicurino una corretta valutazione dello stato dei corpi idrici, i laboratori coinvolti nelle attività di monitoraggio sono accreditati od operano in modo conforme a quanto richiesto dalla UNI CEN EN ISO 17025. I laboratori devono essere accreditati almeno per i parametri di maggiore rilevanza od operare secondo un programma di garanzia della qualità/controllo della qualità per i seguenti aspetti: - campionamento, trasporto, stoccaggio e trattamento del campione; - documentazione relativa alle procedure analitiche che devono essere basate su norme tecniche riconosciute a livello internazionale (CEN, ISO, EPA) o nazionale (UNI, metodi proposti dall'ISPRA o da CNR-IRSA per i corpi idrici fluviali e lacustri e metodi proposti dall'ISPRA per le acque marino-costiere e di transizione); - procedure per il controllo di qualità interno ai laboratori e partecipazione a prove valutative organizzati da istituzioni conformi alla ISO Guide 43-1; - convalida dei metodi analitici, determinazione dei limiti di rivelabilità e di quantificazione, calcolo dell'incertezza; - piani di formazione del personale; - procedure per la predisposizione dei rapporti di prova, gestione delle informazioni. ((Per i metodi per il campionamento degli elementi di qualità biologica si fa riferimento ai pertinenti manuali ISPRA, quaderni e notiziari CNR-IRSA per le acque dolci e manuali ISPRA ed ICRAM per le acque marino-costiere e di transizione)). I metodi per i parametri chimici sono riportati nei Manuali e Linee Guida APAT/ CNR-IRSA n. 29/2003 e successivi aggiornamenti e in "Metodologie Analitiche di Riferimento. Programma di Monitoraggio per il controllo dell'Ambiente marino costiero (Triennio 2001-2003)" Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, ICRAM, Roma 2001 e successivi aggiornamenti. Per le sostanze dell'elenco di priorità per le acque superficiali interne, nelle more della pubblicazione dell'aggiornamento dei quaderni APAT/CNR-IRSA si fa riferimento per i metodi analitici alle metodiche di cui alla seguente tabella 3.9. ((Per la misura delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, si fa riferimento ai pertinenti manuali ISPRA. Per la misura delle caratteristiche morfologiche dei laghi, si fa riferimento ai Report CNR-ISE. )) Per la misura della portata (solida e liquida) per le acque superficiali interne, nelle more della pubblicazione dei metodi ISPRA/CNR, si fa riferimento a quelli indicati nell'elenco di seguito riportato. Tab. 3.9. Metodi analitici per la misura delle concentrazioni delle sostanze dell'elenco di priorità nella colonna d'acqua per le acque interne. --------------------------------------------------------------------- Sostanze dell'elenco di priorità Metodi analitici --------------------------------------------------------------------- Alaclor EN ISO 6468: 1996; ISO 11370:2000; APAT 5060 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Antracene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Atrazina EN ISO 11369:1997; EN ISO 10695:2000; ISO 11370:2000; APAT 5060 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Benzene ISO 15680:2003; ISO 11423-1:1997; APAT 5140 (2003) --------------------------------------------------------------------- Cadmio e composti EN ISO 5961:1994;ISO 17294-2:2003; ISO 15586:2003; APAT 3120 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- C10-13-cloroalcani (1) --------------------------------------------------------------------- Clorfenvinfos DIN EN 12918:1999; ISO 11370:2000; APAT 5060 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Clorpyrifos (-etil, -metil) DIN EN 12918:1999; APAT 5060 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- 1,2-Dicloroetano EN ISO 10301:1997; ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Diclorometano EN ISO 10301:1997; ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Ftalato di bis(2-etilesile) (DEHP) ISO 18856:2004 --------------------------------------------------------------------- Diuron EN ISO 11369:1997; APAT 5050 (2003) con LC/MS --------------------------------------------------------------------- Endosulfan EN ISO 6468:1996; APAT 5060 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Fluorantene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Esaclorobenzene EN ISO 6468:1996; APAT 5090 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Esaclorobutadiene EN ISO 10301:1997; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Esaclorocicloesano EN ISO 6468:1996; APAT 5090 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Isoproturon EN ISO 11369:1997; APAT 5050 (2003) con LC/MS --------------------------------------------------------------------- Piombo e composti ISO 17294-2:2003; ISO 11885:2007; ISO 15586:2003; APAT 3230 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Mercurio e composti EN 1483:1997; EN 12338:1998; EN 13506:2001; APAT 3200 (2003) ; Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Naftalene ISO 17993:2002; ISO 15680:2003; APAT 5080 (2003) --------------------------------------------------------------------- Nichel e composti ISO 17294-2:2003; ISO 11885:2007; ISO 15586:2003; APAT 3220 (2003);