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h) affiancare i servizi di orientamento al lavoro con modalità mirate alle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, al fine di favorire la diffusione di informazioni sulle opportunità sociali e lavorative esistenti; i) sensibilizzare gli operatori dei servizi dell'impiego e delle associazioni di categoria, al fine di prevenire atteggiamenti di discriminazione nei confronti di Rom e Sinti e garantire loro parità di trattamento. 9. I comuni, nell'ambito delle loro competenze, individuano le aree comunali disponibili per l'installazione dei circhi, degli spettacoli ambulanti e dei parchi di divertimento e adottano misure che favoriscano le condizioni necessarie affinché le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti possano conseguire le certificazioni e le licenze per l'esercizio delle attività produttive, commerciali e dello spettacolo, nonché per la concessione delle aree di vendita nei mercati o nelle fiere e per l'esercizio di circhi, spettacoli viaggianti e di parchi di divertimento. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito delle proprie competenze, adottano piani e altri provvedimenti che, mediante vincoli imposti ai comuni o incentivi o finanziamenti ai comuni stessi, garantiscano che in ogni provincia sia disponibile almeno un'area idonea allo svolgimento delle attività indicate dal presente comma. 10. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, promuovono, anche su richiesta delle associazioni finalizzate all'integrazione dei gruppi sinti e rom o delle associazioni rappresentative di tale minoranza, l'inserimento lavorativo delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, anche mediante il sostegno alla costituzione di cooperative di lavoro e specifici progetti concernenti iniziative di sostegno all'inserimento lavorativo dei gruppi sinti e rom. La realizzazione degli interventi previsti dal presente articolo può essere effettuata altresì sulla base di apposita convenzione che disciplini anche le modalità per la concessione e l'erogazione dei finanziamenti. Art. 32. (Promozione della tutela della salute) 1. La Repubblica, in attuazione dell'articolo 32 della Costituzione, promuove l'effettiva tutela del diritto alla salute delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 2. Il Ministero della salute, le regioni, le aziende ospedaliere e le aziende sanitarie locali (ASL), anche in collaborazione con le università, con gli ordini professionali e con le associazioni rappresentative dei diversi gruppi di Rom e di Sinti, promuovono e adottano nei servizi sanitari e socio-sanitari misure e iniziative finalizzate a: a) assicurare che le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti abbiano accesso ai servizi sanitari su base non discriminatoria; b) sensibilizzare il personale sanitario circa eventuali specifiche necessità della popolazione appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti; c) prevenire e contrastare eventuali situazioni igienico-sanitarie in cui, tra le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, si riscontri una più elevata incidenza di malattie o di denutrizione; d) informare gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che non ne siano a conoscenza della disponibilità dei servizi sanitari e sociosanitari pubblici e privati accreditati e delle modalità attraverso cui usufruirne; e) rafforzare la fiducia delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti nei confronti dei servizi sanitari pubblici e privati accreditati, anche attraverso la previsione di sanzioni disciplinari in caso di discriminazione diretta o indiretta subita dai Rom e dai Sinti; f) prevedere la formazione di personale sanitario che disponga delle conoscenze necessarie per comprendere gli aspetti importanti della cultura dei Rom e dei Sinti; g) sostenere mediatori linguistico-culturali nei rapporti tra le comunità dei Rom e dei Sinti e gli operatori dei servizi sanitari pubblici; h) promuovere e sviluppare programmi destinati a fornire ai genitori e alle donne rom e sinte che eventualmente non ne siano a conoscenza informazioni relative all'assistenza sanitaria, inclusa l'alimentazione, la cura del neonato e la violenza domestica; i) migliorare l'accesso alle cure ginecologiche, compresa l'assistenza prima della nascita, al momento del parto e dopo la nascita, mediante, tra l'altro, la diffusione di informazioni e la formazione delle madri rom e sinte e la valorizzazione di mediatrici culturali; l) tutelare con speciale attenzione la salute dei bambini appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, fornendo appropriate cure pediatriche, tra cui misure preventive quali le campagne di vaccinazione presso le aree in cui essi si trovano, qualora ve ne sia la necessità, anche nel caso in cui essi alloggino in sistemazioni abitative improprie o abusive. 3. Gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti accedono ai servizi sanitari pubblici ed accreditati anche nelle more della loro iscrizione anagrafica o della loro iscrizione al servizio sanitario nazionale, salvo il rispetto delle norme vigenti in materia di assistenza sanitaria dei cittadini dell'Unione europea o dei cittadini di Stati extracomunitari. Le persone e presenti nelle aree di sosta e residenti in altre regioni sono iscritte dall'ASL competente per territorio negli elenchi degli iscritti tenuti ai sensi dell'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le procedure fissate dalle norme regionali. Art. 33. (Accesso alle prestazioni di assistenza sociale e iniziative dei servizi sociali) 1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, favoriscono l'effettivo accesso delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti alle prestazioni di assistenza sociale e ai servizi sociali. 2. I comuni, in collaborazione permanente con le associazioni rappresentative dei Rom e dei Sinti o su richiesta delle medesime: a) concertano gli interventi di sostegno eventualmente necessari, definiti sulla base dell'analisi dei bisogni effettuata con il contributo di tutti i soggetti appartenenti alla popolazione locale dei Rom e dei Sinti; b) valutano le proposte e i progetti che le persone, singole o associate, propongono di realizzare per provvedere ad eventuali aspetti problematici o svantaggiosi della condizione in cui vive la popolazione locale dei Rom e dei Sinti; c) si avvalgono dell'opera di mediatori linguistico-culturali per favorire lo sviluppo di positive relazioni tra la comunità dei Rom e dei Sinti e la restante popolazione, finalizzate alla conoscenza, alla comprensione, alla corretta fruizione dei servizi sociali ed alla interazione con le strutture e le istituzioni presenti sul territorio; d) favoriscono l'effettivo accesso delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti a tutti i servizi sociali del comune. 3. Gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che si trovano sul territorio comunale accedono ai servizi socio-assistenziali erogabili dalle amministrazioni regionali e locali, anche nelle more della loro iscrizione anagrafica o in deroga al requisito dell'iscrizione anagrafica, salvo il rispetto delle norme vigenti in materia di soggiorno dei cittadini dell'Unione europea o dei cittadini di Stati extracomunitari. 4.