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Per i parchi nazionali con estensione a mare dell'Arcipelago Toscano e dell'Arcipelago di La Maddalena sono disposte, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le modifiche per l'adeguamento della parte marina alle perimetrazioni, alle zonazioni, e alle discipline delle attività non consentite e consentite secondo gli standard vigenti nelle restanti aree marine protette, secondo quanto stabilito dagli articoli 18, 19 e 19- bis . Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». 2 Il decreto di cui all'articolo 2, comma 5- quater , della legge n. 394 del 1991, introdotto dal comma 1, lettera b) , del presente articolo, è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare avvia l 'iter istitutivo di riserve marine ai sensi dell'articolo 2, comma 5- quinquies , della legge n. 394 del 1991, introdotto dal comma 1, lettera b) , del presente articolo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Il decreto di cui all'articolo 2, comma 5- sexies , della legge n. 394 del 1991, introdotto dal comma 1, lettera b) , del presente articolo, è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 5 All'articolo 2 della legge n. 394 del 1991 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 9- ter. L'istituzione di un nuovo parco assorbe tutte le altre aree protette, nazionali, regionali o locali comprese nel territorio del nuovo parco». 2 (Introduzione dell'articolo 7- bis della legge n. 394 del 1991) 1 Al titolo I della legge n. 394 del 1991 è aggiunto, in fine, il seguente articolo: «Art. 7- bis. - (Contributo per la tutela ambientale delle aree protette delle isole minori). -- 1. A decorrere dal 1º gennaio 2013 i comuni delle isole minori di cui all'articolo 25, comma 7, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nelle quali sono presenti aree protette di cui alla presente legge, possono deliberare con apposito regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, l'istituzione di un contributo per lo sbarco di passeggeri sul proprio territorio operante anche per periodi limitati dell'anno, destinato a finanziare interventi per la tutela ambientale, nonché per il controllo della sicurezza territoriale, per il potenziamento del servizi igienico-sanitari e per il miglioramento dell'accoglienza e della promozione turistiche. 2. Il contributo di cui al comma 1 non può superare la misura massima di 2 euro per passeggero e non è dovuto dai soggetti residenti, dai lavoratori e dagli studenti pendolari, nonché da altri soggetti appartenenti a categorie da tutelare, che arrivano sulle isole minori mediante le compagnie di navigazione concessionarie delle linee marittime, nonché dai componenti dei nuclei familiari dei soggetti che risultino aver pagato l'imposta municipale unica (IMU). 3. Il regolamento adottato ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1 determina, in particolare: a) la misura del contributo; . b) eventuali riduzioni ed esenzioni, determinate in relazione alle incentivazioni a favore di operatori turistici e al prolungamento della stagione turistica, alle motivazioni relative allo sbarco di passeggeri e alle caratteristiche socio-economiche dei soggetti passivi; c) l'eventuale periodo infrannuale di applicazione del contributo. 4. Le compagnie di navigazione e gli altri vettori di cui al comma 2 provvedono al versamento del contributo, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, e presentano al comune la relativa dichiarazione, nel rispetto dei termini e delle modalità stabiliti dal regolamento adottato ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1». 3 (Modifica all'articolo 8 della legge n. 394 del 1991) 1 All'articolo 8, comma 7, della legge n. 394 del 1991 dopo la parola: «marine» sono inserite le seguenti: «e le riserve marine». 4 (Modifiche all'articolo 9 della legge n. 394 del 1991) 1 All'articolo 9 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a i commi da 1 a 8- bis sono sostituiti dai seguenti: « 1 . L'Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 2 . Sono organi dell'Ente: a) il Presidente; b) il Consiglio direttivo; c) il revisore dei conti; d) la Comunità del parco. 3 . Gli organi dell'Ente parco durano in carica cinque anni. 4 . Il Presidente del parco nazionale è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco. L'intesa è resa entro trenta giorni, trascorsi i quali è da ritenersi acquisita tramite silenzio assenso. In caso di risposta negativa alla richiesta di intesa, il Ministro propone una seconda intesa con un candidato diverso e in caso di un nuovo esito negativo procede direttamente alla nomina del Presidente escludendo i due nomi su cui l'intesa è stata negata. La carica di Presidente di parco nazionale è incompatibile con qualsiasi incarico pubblico amministrativo o elettivo. 5 . Nelle more della nomina del Presidente del parco nazionale e al fine di assicurare la continuità amministrativa e il regolare svolgimento delle attività prioritarie dell'Ente parco, rimangono in carica il Consiglio e il Presidente uscenti. 6 . Il Presidente del parco nazionale ha la legale rappresentanza dell'Ente parco, ne coordina l'attività, esercita le funzioni che gli sono delegate dal Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili che sottopone alla ratifica del Consiglio direttivo nella seduta successiva. 7 . Il Presidente del parco nazionale, se lavoratore dipendente, pubblico o privato, ha diritto di assentarsi dal lavoro per l'intera giornata in cui è convocato il Consiglio direttivo e ha altresì diritto di assentarsi per un massimo di 48 ore lavorative al mese. Il Presidente del parco, se lavoratore dipendente, ha diritto ad ulteriori permessi non retribuiti sino ad un massimo di 24 ore lavorative mensili qualora risultino necessari per l'espletamento dell'incarico. Gli eventuali oneri finanziari derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma sono a carico del bilancio dell'Ente parco. 8 . Al Presidente del parco nazionale spetta un'indennità di carica consistente in un compenso annuo fisso, nell'ammontare fissato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La regione determina l'indennità di carica spettante al Presidente del parco regionale e del consorzio del parco.