[ddlpres]

a nei fondi privati, per la ricerca e il prelievo è necessario il preventivo consenso del proprietario o del titolare di altro diritto reale; b nelle aree demaniali dello Stato, l'autorizzazione di ricerca e di prelievo è rilasciata dall'autorità amministrativa competente per territorio, ed eventualmente per materia, sotto forma di nulla-osta; c nelle aree demaniali di competenza regionale, costituisce titolo valido il semplice possesso della licenza; d nelle aree, oggetto di concessione di coltivazione di cava, costituisce titolo valido il possesso della licenza, ferma restando la necessità del consenso del concessionario. Sono, in ogni caso, escluse da qualsiasi attività di ricerca le torbiere; e nelle aree, oggetto di concessione mineraria di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, suscettibili di rinvenimenti di interesse mineralogico ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettere d) ed f) , ove la concessione non sia decaduta, e con esclusione di quelle per acque minerali e termali e per idrocarburi, è richiesta l'autorizzazione del concessionario; f nelle aree di cui alle lettere d) ed e) , nel caso in cui la concessione sia decaduta, è richiesta la sola l'autorizzazione del proprietario o del titolare di altro diritto reale sul fondo, ai sensi di quanto indicato alla lettera a) , e fermo restando che la ricerca e il prelievo riguardino campioni mineralogici ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettere d) ed f) . 2 Salvo particolari accordi, conclusi con i titolari dei diritti reali o con i concessionari di cui alle lettere a) , d) , e) ed f) , la proprietà del materiale rinvenuto e prelevato spetta al ricercatore. 3 Nel caso il richiedente sia un centro istituzionale di ricerca, un museo pubblico di qualsiasi livello, una società o un consorzio di diritto privato, legalmente costituiti, statutariamente dediti ad attività concernenti le scienze della terra, convenzionati con enti pubblici di ricerca, a condizione che la convenzione contenga obbligatoriamente i criteri di attribuzione in proprietà del materiale rinvenuto a ciascuno dei soggetti convenzionati, l'assenso o l'autorizzazione di cui alle lettere b) , c) , d) ed e) del comma 1 non possono essere negati e possono essere concordati solo tempi e modi dell'intervento di ricerca e prelievo. 7 1 È vietata qualsiasi attività di ricerca e prelievo di campioni mineralogici e di ogni sostanza minerale in grotte o cavità naturali di origine carsica. 2 Nei giacimenti secondari auriferi è consentito il prelievo di un quantitativo giornaliero, di interesse mineralogico, non superiore a grammi 5 per persona, ferme restando le competenze in materia del locale distretto minerario. 3 Nel corso dell'attività di ricerca e di prelievo, e salvo che nel progetto di ricerca di cui all'articolo 11 non sia diversamente previsto, è consentito esclusivamente l'impiego di attrezzature di tipo manuale, quali martelli, mazze del peso massimo di 5 chilogrammi, scalpelli, cunei, piccozze, picconi, badili e altri attrezzi, di lunghezza comunque non superiore a metri 1,60. 4 Ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, del regolamento di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e della legge 18 aprile 1975, n. 110, nelle attività di ricerca e di prelievo è sempre vietato l'uso di esplosivi. 5 Considerata l'estrema variabilità di peso specifico delle rocce matrici, contenenti le specie di interesse mineralogico, e la contemporanea impossibilità, sul terreno, di procedere ad attendibili valutazioni ponderali, è fatto obbligo al ricercatore di effettuare un ragionevole e proporzionato prelievo, lasciando in situ una quantità di materiale di possibile interesse mineralogico, sufficiente a testimoniarne le caratteristiche giaciturali e a permettere eventuali, futuri prelievi. A tale scopo, il privato ricercatore deve effettuare un esauriente rilievo fotografico datato, contenente la rappresentazione dello stato dei luoghi, prima e dopo il prelievo. 8 1 Allo scopo di conseguire la massima diffusione delle conoscenze in campo geo-mineralogico, ai fini della divulgazione scientifica nelle scuole e della consapevolezza del rilevante patrimonio mineralogico nazionale e tenuto conto che il commercio possa rivelarsi un utile veicolo culturale, al ricercatore in possesso di licenza è consentita, nel rispetto della normativa fiscale vigente, l'alienazione occasionale di campioni di minerali, da lui rinvenuti o provenienti da permuta o acquisto, alla sola condizione che ne certifichi la esatta provenienza ed il legittimo possesso. 2 I dati di cui al comma 1, finalizzati alla tracciabilità di uno o più campioni mineralogici, sono ricavati dalla relazione annuale presentata ai sensi dell'articolo 9, se alienante e ricercatore si identifichino nella medesima persona, o sono certificati indicando la lista dei campioni mineralogici e il ricercatore da cui essi sono stati rinvenuti, se si tratta di una persona diversa dall'alienante. 3 Nell'ipotesi di trasferimento di proprietà di singoli campioni o di intere collezioni, che siano stati oggetto di notificazione da parte del Ministero per i beni e le attività culturali in quanto di rilevante interesse pubblico, in conformità agli articoli 13, 14, 15, 16 e 17 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché ai sensi dell'articolo 9 della presente legge, è fatto obbligo al proprietario di conformarsi agli articoli 59, 60, 61 e 62 del citato codice, affinché, se ritenuto opportuno, il Ministero possa esercitare, nei termini, il previsto diritto di prelazione. III UTILIZZAZIONE SCIENTIFICA E CULTURALE DEL MATERIALE PRELEVATO 9 1 Allo scopo di assicurarne l'identificazione e garantire l'utilizzazione scientifica del materiale prelevato, ai titolari di licenza è fatto obbligo di trasmettere, entro il 31 dicembre di ogni anno, alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, una relazione datata, numerata e sottoscritta, contenente, oltre gli estremi della licenza, l'indicazione delle località di ricerca visitate e dei rinvenimenti di minerali effettuati, sia che si tratti di specie conosciute, sia che si tratti di specie ignote e in corso di identificazione, ovvero ancora da esaminare. In particolare sono segnalati i rinvenimenti di campioni ritenuti, a vario titolo, di eccezionale importanza mineralogica, culturale e museale. Qualora si tratti di materiale ancora da esaminare, è ritenuta esaustiva una indicazione, anche di solo peso o volume, che, seppure necessariamente generica, non consenta equivoci.