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Il contrasto all'obesità e alle altre patologie ad essa correlate, per risultare fruttuoso, non può non analizzare e valutare attentamente i mutamenti socioeconomici che si sono determinati nella nostra società e che hanno influenzato i nostri stili di vita. La conoscenza dei fattori di rischio che concorrono a determinare la diffusione dell'obesità consentirà al legislatore di intervenire nell'opera di contenimento dei rischi e, quindi, di tutela e cura delle persone che, purtroppo, anche per motivi strettamente clinici, sono o potranno essere affetti da questa patologia. L'Italia ha sottoscritto nel 2013 la «Dichiarazione di Vienna» con la quale si è impegnata, tra gli altri, a ridurre la diffusione dell'obesità, a monitorare il sovrappeso tra la popolazione e a contrastare la diffusione di pubblicità rivolte ai minori finalizzate al consumo di alimenti e bevande grassi o ricchi di zuccheri. Anche il Parlamento europeo è intervenuto, di recente, ponendo il veto sul progetto di norme europee che permetterebbero agli alimenti per bambini di continuare a contenere fino a tre volte la quantità di zucchero raccomandata dall'OMS. In diversi Paesi europei è già presente una specifica tassazione che riguarda i prodotti alimentari ad alto contenuto di grassi e le bevande analcoliche con aggiunta di zucchero e anidride carbonica. L'adozione anche in Italia di misure similari potrebbe indurre le aziende a produrre e promuovere alimenti e bevande più «sani» e consentirebbe di poter usufruire dell'eventuale maggior gettito fiscale per adottare nuove politiche a contrasto dell'obesità. L'adozione di politiche mirate allo sviluppo dell'attività fisica, infine, potrebbe riguardare anche i luoghi di lavoro che sono, oggi, diventati i luoghi in cui i lavoratori «sostano» per la maggior parte del tempo. L'esercizio fisico svolto dai lavoratori, dentro e fuori il luogo di lavoro, come hanno documentato molte ricerche, determina un aumento della produttività delle aziende e una diminuzione delle spese sanitarie. Sarebbe, pertanto, auspicabile promuovere una politica che consenta anche ai datori di lavoro la possibilità di poter procedere all'ammodernamento degli ambiti lavorativi, in modo da poterli dotare, come nel caso degli asili nido aziendali, di opportuni spazi attrezzati per lo svolgimento di attività fisica secondo i criteri del welfare aziendale. Il disegno di legge in oggetto si pone, per l'appunto, l’obiettivo di approntare una politica di prevenzione e contrasto dell'obesità per rispondere alle diverse esigenze dei cittadini che soffrono di questa patologia o che sono a rischio di contrarla. In particolare negli articoli da 1 a 3 delinea le strategie per la prevenzione dell'obesità sia dal punto di vista sanitario che sociale attraverso il piano nazionale che individua i diversi settori d'intervento quali, per esempio, l'ampliamento dell'insegnamento dell'educazione fisica nelle scuole. Gli articoli 4 e 5 istituiscono l'Osservatorio per lo studio dell'obesità e la tessera per il cittadino obeso. Entrambi detti strumenti hanno la finalità di migliorare la vita delle persone affette da obesità; i successivi articoli fino al 9 diminuiscono le imposizioni fiscali a carico delle attività sportive e degli impianti sportivi, anche aziendali, e impongono maggiori oneri per gli alimenti ricchi di sostanze dannose per la salute. Con l'articolo 10 si disciplina la distribuzione automatica degli alimenti e delle bevande vietandone la vendita in presenza di sostanze dannose alla salute; infine si fa carico, nell'articolo 11, al Ministero della salute, di informare i cittadini riguardo un corretto stile di vita e di alimentazione.. 1 (Princìpi e finalità) 1 La presente legge detta i princìpi fondamentali in materia di prevenzione e cura dell'obesità e dei disturbi dell'alimentazione, al fine di garantire la tutela della salute e il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti affetti da obesità. 2 L'obesità, correlata ad altre patologie di interesse sociale, è essa stessa una malattia cronica di interesse sociale. 2 (Livelli essenziali di assistenza per i soggetti affetti da obesità) 1 Al fine di garantire e assicurare l'equità e l'accesso alle cure, l'assistenza ai soggetti affetti da obesità rientra nei livelli essenziali di assistenza. 3 (Piano Nazionale per la prevenzione e la cura dell'obesità) 1 Lo Stato, le regioni e gli enti locali promuovono gli interventi per la prevenzione e la cura dell'obesità nella popolazione tramite un piano nazionale per la prevenzione e la cura dell'obesità da approvare in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari, secondo il piano nazionale per la prevenzione e la cura dell'obesità, ogni idonea iniziativa diretta a fronteggiare la malattia dell'obesità. 3 Gli interventi di cui al comma 1 sono rivolti: a alla prevenzione della malattia dell'obesità e delle relative complicanze, al miglioramento delle cure dei pazienti obesi; b ad agevolare l'inserimento dei cittadini obesi nelle attività scolastiche, lavorative e sportivo-ricreative; c alla promozione delle attività sportive e di igiene dietetica nelle scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado finalizzate a migliorare lo stile di vita degli studenti; d a prevedere nell'ambito della programmazione didattica delle istituzioni scolastiche di cui alla lettera c) , l'introduzione di centoventi minuti settimanali facoltativi per lo svolgimento di attività sportive da tenersi anche nelle ore pomeridiane; e alla diffusione con campagne di informazione permanenti, anche tramite i mass media , di un corretto stile di alimentazione e nutrizione, di attività fisica e lotta contro la sedentarietà; f alla formazione sociale per l'educazione alla profilassi della malattia dell'obesità; g alla formazione e all'aggiornamento per i medici di medicina generale, per i pediatri di libera scelta e per il personale del servizio sanitario nazionale che interviene nei processi di prevenzione, diagnosi e cura dell'obesità. 4 (Istituzione dell’Osservatorio per lo studio dell'obesità) 1 È istituito presso il Ministero della salute l'Osservatorio per lo studio dell'obesità (OsO). 2 L'OsO, composto da tre funzionari nominati con decreto del Ministro della salute, opera con compiti di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita della popolazione italiana, con strutture, mezzi e personale in dotazione al Ministero della salute con invarianza di costi a carico dello Stato. 3 Il Ministro della salute, con proprio decreto, definisce annualmente gli obiettivi dell'OsO. 4 Il Ministro della salute presenta annualmente al Parlamento la relazione aggiornata sui dati epidemiologici e diagnostico-terapeutici acquisiti dall'OsO e sulle nuove conoscenze scientifiche in tema di obesità. 5 (Tessera per l'assistenza) 1 Ogni cittadino affetto da obesità, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, deve essere fornito di tessera personale che sulla base di una certificazione del medico curante attesti l'esistenza della malattia.