[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 3, comma 2, e 5, della legge della Regione Lazio 23 dicembre 2011, n. 19 (Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2012 - art. 11 legge regionale 20 novembre 2001, n. 25), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso spedito per la notifica il 27 febbraio 2012, depositato in cancelleria il 2 marzo 2012 ed iscritto al n. 48 del registro ricorsi 2012. Visto l'atto di costituzione della Regione Lazio; udito nella camera di consiglio del 5 dicembre 2012 il Giudice relatore Aldo Carosi.. Ritenuto che il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto questioni di legittimità costituzionali degli articoli 3, comma 2, e 5 della legge della Regione Lazio 23 dicembre 2011, n. 19 (Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2012 - art. 11 legge regionale 20 novembre 2001, n. 25), denunciandone il contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma, e con l'art. 119 della Costituzione; che la legge regionale n. 19 del 2011 all'art. 3 (Istituzione dell'imposta regionale sulla benzina per autotrazione) dispone, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, l'istituzione dell'imposta regionale sulla benzina per autotrazione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398 (Istituzione e disciplina dell'addizionale regionale all'imposta erariale di trascrizione di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 952 e successive modificazioni, dell'addizionale regionale all'accisa sul gas naturale e per le utenze esenti, di un'imposta sostitutiva dell'addizionale, e previsione della facoltà delle regioni a statuto ordinario di istituire un`imposta regionale sulla benzina per autotrazione), disciplinandone la misura e le modalità di accertamento e di liquidazione; che l'art. 5 (Rideterminazione degli importi delle tasse automobilistiche regionali) stabilisce che «Gli importi della tassa automobilistica regionale e della soprattassa annuale regionale di cui al titolo III, capo I, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e successive modifiche, dovuti dal 1° gennaio 2012 e relativi a periodi fissi posteriori a tale data, sono determinati con l'aumento del 10 per cento dei corrispondenti importi vigenti nell'anno 2011»; che secondo lo Stato tali disposizioni sarebbero state in contrasto con la normativa nazionale che ha sospeso il potere delle Regioni e degli enti locali di deliberare aumenti di tributi; che, in particolare, il ricorrente rileva che già l'art. 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie), aveva disposto che: «Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno, in funzione della attuazione del federalismo fiscale, è sospeso il potere delle regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato»; che la norma sarebbe stata reiterata con l'art. 77-bis, comma 30, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in forza del quale: «Resta confermata per il triennio 2009-2011, ovvero sino all'attuazione del federalismo fiscale se precedente all'anno 2011, la sospensione del potere degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, fatta eccezione per gli aumenti relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU)»; che da ultimo la sospensione sarebbe stata ribadita dall'art. 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2011) , secondo il quale: «Resta confermata, sino all'attuazione del federalismo fiscale, la sospensione del potere delle regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, di cui al comma 7 dell'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, fatta eccezione per gli aumenti relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU) e per quelli previsti dai commi da 14 a 18 dell'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»; che una deroga alla disposta sospensione del potere delle Regioni sarebbe stata introdotta dall'art. l, comma l, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 che, nel modificare l'art. 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), avrebbe di fatto consentito alle Regioni a statuto ordinario di modificare le aliquote dell'addizionale IRPEF a partire dal primo gennaio 2012 (con ciò - si sostiene - confermando il divieto di aumento per tutte le altre imposte);