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Un secondo step , che condivide con il primo la finalità di integrare la funzione consultiva del CNEL in una ottica di sistema europeo, è rappresentato dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e di attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea) e, per ciò che più da vicino riguarda l'oggetto della presente relazione, dall'articolo 28 (Partecipazione delle parti sociali e delle categorie produttive alle decisioni relative alla formazione di atti dell'Unione europea) della stessa legge che, tra l'altro richiama espressamente le attribuzioni del CNEL di cui all'articolo 10 della legge n. 936 del 1986 (come modificato dalla legge n. 39 del 2011). Tutte le disposizioni brevemente passate in rassegna acquistano dunque una chiara finalizzazione al potenziamento della fase di programmazione economico-finanziaria dell'Italia, in coerenza con un « modello » europeo che a monte sconta un istituzionalizzato rapporto tra organi cui compete la formazione e l'approvazione dei documenti di programmazione e organi cui compete di rendere pareri agli stessi (articolo 13 del Trattato sull'Unione europea che, al paragrafo 4, recita: « Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sono assistiti da un Comitato economico e sociale e da un Comitato delle regioni, che esercitano funzioni consultive »). Ciò considerato, obiettivo delle modifiche normative proposte è chiaramente quello di completare il processo di attuazione delle indicazioni formalmente espresse dalla normativa europea e recepite dalla normativa nazionale nella direzione della maggiore effettività del ruolo consultivo del CNEL. Il contributo che il CNEL può rendere al complessivo processo di formazione del quadro programmatico di riferimento in cui si cala la gestione del bilancio è qualificato dalla sua composizione tripartita e dalla connotazione di sede di rappresentanza degli organismi intermedi che rendono, per questo, logicamente indefettibile il contributo stesso. Su un piano di effettività, destinatario principale delle valutazioni del CNEL nella materia in discorso è in primo luogo il Governo, affinché questi possa « tenerne conto » nella formazione del complessivo quadro programmatico da sottoporre all'approvazione parlamentare. Ciò senza pregiudizio alcuno per le prerogative del Governo e delle Camere di audire il CNEL ovvero le organizzazioni in esso rappresentate secondo le attuali prassi e i Regolamenti parlamentari. La presente iniziativa legislativa non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato ed è pertanto omessa la redazione della specifica relazione tecnica ai sensi dell'articolo 17, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.. 1 1 All'articolo 10 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, lettera d), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole : « , in coerenza con il calendario degli adempimenti di cui all'articolo 7 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, tenuto conto di quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche, e dal regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro »; b è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 1-bis . Anche ai fini della redazione dei documenti di programmazione di cui agli articoli 7 e seguenti della legge 31 dicembre 2009, n. 196, che il Governo presenta alle Camere ai sensi degli articoli 10 e 10- bis della medesima legge n. 196 del 2009, il CNEL trasmette al Governo, entro il 10 marzo di ogni anno, corredati delle osservazioni delle organizzazioni produttive e sociali rappresentate nel Consiglio, i seguenti documenti: a) gli esiti delle sessioni di cui al comma 1, lettera d) ; b) il documento riassuntivo degli scostamenti delle performance rilevati nella relazione di cui all'articolo 10- bis, comma 1, lettera a) , rispetto al Programma nazionale di riforma approvato; c) il documento riassuntivo della relazione di cui all'articolo 10- bis, comma 1, lettera b), con specifico riferimento allo stato della contrattazione collettiva di lavoro nazionale, decentrata e integrativa ». 2 All'articolo 10- bis , comma 1, lettera a) , della legge 30 dicembre 1986, n. 936, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Tale relazione include gli esiti del monitoraggio e della valutazione delle performance con riferimento a quanto indicato nel Programma nazionale di riforma. Nella stessa relazione, un'apposita sezione è dedicata all'analisi dei livelli e della qualità dei servizi erogati in relazione agli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) su base territoriale, di cui all'articolo 14 della legge 4 agosto 2016, n. 163, tenuto conto dell'andamento nell'ultimo triennio di tali indicatori, nonché delle previsioni sull'evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento, anche in relazione alle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica del quadro programmatico, dei documenti di programmazione delle regioni e dei contenuti dello schema del Programma nazionale di riforma ».