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E questa modifica ha fatto scendere bruscamente le leggi a carattere d'urgenza quasi a livello zero, a dimostrazione che esse erano etichettate urgenti anche quando non lo erano per fargli evitare il pericolo dei referendum opzionali. Grazie a questo esempio abbiamo ritenuto necessario introdurre in questa proposta di legge costituzionale il concetto che ogni decreto-legge entra subito in vigore, ma entro un anno deve essere obbligatoriamente approvato con referendum . Art. 74- bis . (Referendum propositivo) . Con l'articolo 74- bis introduciamo a livello nazionale il referendum propositivo. Esso è già presente nello statuto di alcuni enti locali (comuni, province e regioni). Questo strumento permette ai cittadini, previa raccolta di circa un milione di firme (il 2 per cento dell'elettorato), di mettere al voto popolare una proposta elaborata dal comitato promotore. È uno strumento esistente in decine di Stati degli USA, tra cui la California e l'Oregon, e chiamato «iniziativa». Il referendum propositivo ha importanti differenze con l'iniziativa popolare a voto popolare che abbiamo introdotto nell'articolo 73- bis : richiede il doppio delle firme per la sua attivazione, il 2 per cento contro l'1 per cento dell'iniziativa popolare a voto popolare (il referendum propositivo è quindi molto più difficoltoso e richiede una mobilitazione di energie molto maggiore della iniziativa popolare a voto popolare); il quesito non viene discusso in Parlamento, ma va direttamente al voto popolare; il tempo per raggiungere l'esito finale è molto più breve (mesi invece di anni); non è prevista la possibilità di una controproposta parlamentare. Anche questo referendum come tutti gli altri di cui chiediamo l'introduzione non prevede quorum per la sua validità. Chi si reca a votare decide. Dopo il voto, in caso di esito positivo della votazione, al legislatore è lasciato un tempo di novanta giorni per dare attuazione al risultato del referendum . Non si poteva pretendere l'immediata attuazione, perché il referendum propositivo può deliberare in parte o completamente una nuova legge. Quindi può essere necessario uno stretto tempo tecnico per trasformare la volontà dei cittadini in legge e armonizzare tutte quelle correlate. Abbiamo inoltre stabilito che per dieci anni il legislatore non possa cambiare la norma, mentre un referendum a votazione popolare (ossia i cittadini) può cambiarla in qualsiasi momento. Art. 75. ( Referendum abrogativo). L'articolo 75 della Costituzione prevede: al primo comma, che 500.000 elettori possano richiedere l'indizione di un referendum ; al secondo comma, che alcune materie non siano soggette a referendum ; al quarto comma, che la proposta soggetta a referendum sia valida solo se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto; al quinto comma si evince che il legislatore doveva poi stabilire con legge le modalità del referendum , fissate con la legge n. 352 del 1970 che ha limitato il diritto e il potere dei cittadini imponendo l'autenticazione delle firme richieste per indire referendum da consegnarsi in soli tre mesi. Dal 1995 gli ultimi 24 referendum , precedenti all'ultimo referendum del giugno 2011, sono stati tutti invalidati per il mancato raggiungimento del quorum , 50 per cento + 1 degli aventi diritto, con conseguente spreco di denaro pubblico. Ecco allora che la nostra proposta di legge costituzionale prevede nel novellato articolo 75 l'azzeramento del quorum , sul principio che conta solo chi vota e che tutte le materie siano referendabili, come accade oggi in Svizzera, Baviera, California. Art. 75- bis . (Promulgazione delle leggi e dei risultati del referendum ). Un particolare riguardo si è dedicato all'articolo 75- bis , in materia di promulgazioni delle leggi e dei risultati del referendum confermativo, dove si propone di impedire che una legge abrogata con referendum confermativo possa essere ripresentata prima di cinque anni. Art. 75- ter . (Firme elettroniche e cittadini autenticatori). Nell'articolo 75- ter proponiamo che le firme possano essere raccolte su supporto cartaceo o elettronico, come sarà a partire dal 2012 per l'ICE, che dovrà essere recepita e regolamentata da tutti gli Stati dell'Unione europea e che prevede appunto anche la raccolta di firme tramite modalità informatiche certificate. Nell'articolo 75 -ter abbiamo inoltre introdotto il principio secondo il quale anche i cittadini che lo desiderano possono raccogliere le firme, autenticandole. Essi diventano, alla stregua degli attuali autenticatori, soggetti a doveri e responsabilità anche penali. In tal modo anche l'Italia si avvicinerebbe a una situazione già presente in altri Paesi come la Svizzera e la California, dove il sistema è ancora più agevole; infatti, in questi Paesi la raccolta firme avviene senza autenticatori. Le firme sono raccolte su moduli stampati in proprio, fatti girare in internet oppure pubblicati con inserzioni a pagamento nei giornali cartacei e ritagliati. Sono solo gli uffici elettorali che effettuano il controllo sulle firme, indicando se una firma è valida oppure no, confrontando quelle raccolte con firme modello depositate dai cittadini e conservate in appositi registri. Art. 75- quater . (Materie di competenza). Ai cittadini viene data la competenza su tutte le materie sulle quali sono competenti anche i loro rappresentanti, come avviene in Svizzera, California e Baviera, ma vengono esclusi tutti gli argomenti che ledono i diritti umani. Art. 75- quinquies . (Libretto informativo) . Al fine di favorire la più ampia e consapevole partecipazione dei cittadini alle votazioni, sia del referendum che dell'iniziativa popolare, si è proposto di far pubblicare e inviare ad ogni elettore un opportuno libretto informativo, per assicurare così la corretta informazione sull'oggetto della votazione e facilitare la diffusione per mezzo dei media del suddetto libretto informativo, come già avviene regolarmente in Svizzera da qualche decennio. Art. 75- sexies . (Modifica dello strumento di democrazia diretta da parte dei cittadini anche dopo il deposito delle firme) . In questo articolo abbiamo voluto evitare di vanificare lo sforzo dei cittadini. Il comitato promotore può porsi l'obiettivo di raccogliere le firme necessarie per attivare uno specifico strumento di democrazia diretta e non riuscire a raggiungerlo. Se questo accade, invece di annullare per intero lo sforzo sostenuto, il comitato promotore può optare per l'utilizzo di un altro strumento di democrazia diretta che preveda un numero inferiore e sufficiente di firme. Per poter adottare tale scelta il comitato promotore deve indicare -- già all'atto delle sottoscrizioni -- l'uso che farà delle firme raccolte. Art. 75- septies . (Spazi pubblici gratuiti per la discussione delle iniziative e dei referendum). La democrazia diretta funziona bene se i suoi meccanismi sono resi agevoli. Questo articolo prevede che, come per i partiti prima delle elezioni, anche il comitato promotore abbia a disposizione spazi e strutture pubblici. Art. 118. (Enti locali e democrazia diretta).