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E dovrebbe essere interesse pubblico preservare le aree demaniali militari e non violarle, trasformandole in discariche; inoltre, le istituzioni locali stanno facendo un grande sforzo per rilanciare la vocazione agricola e turistica del territorio lungo il corso del Sele e tale ultima scelta della Regione Campania va nella direzione diametralmente opposta, nel silenzio delle istituzioni nazionali, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei gravi fatti esposti e quali iniziative di competenza intendano assumere al riguardo, anche al fine di preservare l'area demaniale militare di Persano e tutto il territorio della piana del Sele. Atto n. 4-06646 CANGINI Al Ministro della salute Premesso che: ANAOO-Assomed, l'associazione dei medici e dirigenti sanitari italiani, stima che nel quadriennio 2019-2023 si potrebbe arrivare a un deficit di 10.173 medici, frutto dello squilibrio fra 32.501 pensionamenti e gli appena 22.328 nuovi specialisti che opteranno per il servizio sanitario nazionale; da anni si registra un insufficiente numero di borse di formazione in medicina generale, che acuisce il problema della mancanza dei medici di base nell'intero territorio nazionale; il protrarsi dell'emergenza sanitaria ha determinato ricadute sulla società, acuendo tutte le non risolte criticità di sistema: sono sempre vive nelle regioni le questioni della mancanza di medici e dell'esternalizzazione del servizio sanitario, la questione complessa e fiduciaria del rapporto con il proprio medico e la carenza di medici di base, il tema delle prestazioni sanitarie e le distanze da colmare per raggiungere le sedi per la somministrazione; con riguardo alla provincia di Fermo, già dall'anno 2019, si sono riscontrate le seguenti criticità: una diminuzione consistente dei medici di famiglia per raggiunti limiti di età e un lento ricambio generazionale; pochi medici di medicina generale; il venire meno di medici nel servizio sanitario di urgenza ed emergenza medica; persone costrette a curarsi fuori dal comune di residenza; la questione di come garantire un servizio sanitario base in quei piccoli comuni che sorgono in aree montane e che sono distanti da strutture sanitarie attrezzate , si chiede di sapere, tenuto conto dell'oggettiva mancanza di medici in Italia, se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno: valutare con più attenzione gli effetti negativi che il numero chiuso per l'accesso alla facoltà di medicina determina sul servizio sanitario, soprattutto gli effetti negativi che ne discendono per i piccoli comuni, che devono fronteggiare il problema serissimo della mancanza di guardie mediche; valutare la possibilità di non richiedere la prova selettiva d'ingresso alla facoltà di medicina per gli studenti residenti da almeno 5 anni in comuni montani con meno di 5.000 abitanti; poiché i tagli prodotti nella sanità hanno avuto conseguenze negative per la medicina di base, rendendola poco avvicinabile anche dai neo laureati che sempre più spesso, nonostante ben formati in Italia, vanno all'estero per l'esercizio della loro professione, valutare di finanziare adeguatamente e snellire le procedure di accesso alle scuole di specializzazione per i neo laureati. Atto n. 4-06647 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: l'ingresso sul mercato dei farmaci biosimilari ha rappresentato un'opportunità straordinaria nella cura di molte patologie gravi e croniche, consentendo di ampliare il numero di pazienti trattati con terapie biologiche di comprovata qualità ed efficacia, stimolando la concorrenza e riducendo l'impatto economico a carico del SSN: secondo un report della fondazione "The Bridge", per la sola classe dei farmaci anti TNF, il risparmio generato dall'uso del biosimilare è stato di 163 milioni di euro nel 2019 e di quasi 58 milioni nel primo quadrimestre del 2020. Benefici, questi, ancora più tangibili in una fase critica come quella che il sistema sta vivendo a causa della pandemia da COVID-19; al fine di garantire un equilibrio tra le esigenze di salvaguardia della spesa pubblica e la garanzia della libertà prescrittiva del medico attraverso la disponibilità di un novero ampio di terapie tra cui scegliere, la legge n. 232 del 2016 (modificando l'articolo 15, comma 11- quater , del decreto-legge n. 95 del 2012) ha specificato ulteriormente le modalità di ricorso all'accordo quadro per l'acquisto di farmaci biologici a brevetto scaduto, per i quali vi siano in commercio almeno tre biosimilari; la norma prescrive infatti che i pazienti debbano essere trattati con uno dei primi tre farmaci nella graduatoria dell'accordo quadro, classificati secondo il criterio del minor prezzo o dell'offerta economicamente più vantaggiosa; l'accordo quadro rappresenta quindi uno strumento agile per stimolare il confronto competitivo tra tutti gli operatori, con ricadute positive dal punto di vista economico, ma soprattutto per tutelare la libertà prescrittiva del clinico, attraverso la compresenza di un numero adeguato di opzioni terapeutiche fissato dalla legge in tre prodotti aggiudicatari; oggi, tuttavia, pervengono numerose segnalazioni da diverse regioni in cui si dà conto di un trend di interpretazione discrezionale dell'accordo quadro, attraverso la formulazione di atti e procedure, formali o sostanziali, con sola finalità economicistica, volti ad indirizzare la scelta prescrittiva del clinico esclusivamente sul primo classificato della graduatoria, esponendo così i pazienti a switch multipli e frequenti che possono creare disagio e disorientamento, a fronte di risparmi spesso di minima entità; così facendo, si mortifica il principio ispiratore della norma, che è quello di garantire sì la razionalizzazione della spesa, ma anche e soprattutto di salvaguardare la libertà prescrittiva del medico, importante anche per il corretto monitoraggio dell'uso del biosimilare nella pratica clinica, e a tutela dell'appropriatezza terapeutica e della salute del paziente; nell'ottica di un'adeguata gestione del paziente, l'autonomia prescrittiva del clinico è un atto imprescindibile, ed è quindi fondamentale vigilare sulla corretta applicazione della normativa sull'accordo quadro per scongiurare il rischio che lo sbilanciamento delle priorità verso il conseguimento di risparmi minimi porti a conseguenze più gravi nel lungo periodo dal punto di vista degli esiti di salute dei pazienti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo fenomeno e quali iniziative intenda avviare per tutelare l'autonomia prescrittiva, assicurando che i clinici siano posti nelle condizioni di continuare a prescrivere liberamente una tra le opzioni terapeutiche aggiudicatarie dell'accordo quadro. Atto n. 4-06648 STABILE Al Ministro dell'interno Premesso che: Damjan Nacini, segretario regionale del CONAPO del Friuli-Venezia Giulia, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, ha dichiarato che sono troppo pochi i vigili del fuoco che il Ministro dell'interno sta per destinare al Friuli-Venezia Giulia; in questi giorni il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero ha reso noti i numeri dei pompieri neoassunti che stanno terminando il corso di formazione e che, a breve, saranno destinati nei vari comandi d'Italia, ma per il Friuli-Venezia Giulia si tratta di numeri insufficienti;