[pronunce]

Anche queste disposizioni sarebbero incostituzionali perché, in violazione della competenza esclusiva dello Stato in materia di «ordinamento civile», introdurrebbero deroghe alla disciplina statale fissata dal citato decreto ministeriale destinate a operare sempre e dappertutto, e non, invece, soltanto laddove vi siano quelle ragioni di specificità territoriale che, sole, secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale, potrebbero legittimare l'intervento del legislatore regionale. 4.- Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri l'art. 17 della legge reg. Molise n. 7 del 2015 sarebbe costituzionalmente illegittimo per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. L'art. 17 in esame ha inserito nella legge regionale n. 30 del 2009 l'art. 14-ter, in forza del quale entro il 31 maggio 2016 la Giunta regionale adotta i Piani paesistici esecutivi di ambito di cui all'art. 11 della legge della Regione Molise 1° dicembre 1989, n. 24 (Disciplina dei piani territoriali paesistico-ambientali). Osserva il ricorrente che il legislatore regionale, al momento dell'introduzione di tali piani, non poteva tenere conto delle successive norme statali dettate in materia di pianificazione paesaggistica, e in particolare delle disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137). La sopravvenuta normativa regionale, invece, avrebbe dovuto contemplare il coinvolgimento degli organi ministeriali competenti nella formazione degli strumenti di pianificazione paesaggistica e nell'adeguamento a essi degli strumenti urbanistici sottordinati, secondo le necessarie modalità di copianificazione e i rapporti di gerarchia previsti dagli artt. 135 e 143 del d.lgs. n. 42 del 2004. Le disposizioni statali del codice dei beni culturali e ambientali, invece, sono state richiamate solo in relazione all'autorizzazione paesistica necessaria, nelle more dell'adozione dei piani, alla realizzazione degli interventi edilizi a valore strategico nelle zone vincolate. La norma censurata, in conclusione, intervenendo in materia demandata alla esclusiva competenza legislativa dello Stato, senza tenere in debito conto le norme con cui lo Stato tale competenza ha esercitato, violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. 5.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, infine, lamenta l'illegittimità dell'art. 18, comma 2, della legge reg. Molise n. 7 del 2015 per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, Cost. La disposizione impugnata prevede che i procedimenti avviati prima dell'entrata in vigore della legge e per i quali non sono ancora stati versati gli oneri concessori sono valutati e definiti secondo le disposizioni della legge stessa. Ne conseguirebbe che agli interventi realizzati sotto la vigenza della vecchia normativa regionale e in violazione delle distanze stabilite dal d.m. n. 1444 del 1968 si applicano le nuove disposizioni, che introducono una sanatoria collegata «al fatto - meramente amministrativo - del mancato versamento degli oneri concessori». Si tratterebbe, quindi, di un condono edilizio, inammissibile ad opera della fonte legislativa regionale, in violazione dei principi affermati dalla giurisprudenza costituzionale in materia (si citano le sentenze della Corte costituzionale n. 225 del 2012 e n. 290 del 2009).1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, lettere g) ed i), 4, comma 1, lettera g), 17 e 18, comma 2, della legge della Regione Molise 14 aprile 2015, n. 7, recante «Disposizioni modificative della legge regionale 11 dicembre 2009, n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica)». 1.1.- Lamenta, in particolare, il ricorrente che gli artt. 2, comma 1, lettere g) ed i), e 4, comma 1, lettera g), della legge reg. Molise n. 7 del 2015 violino l'art. 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, della Costituzione, perché consentono interventi di ampliamento e ricostruzione degli edifici esistenti in deroga alle distanze legali fissate dall'art. 9 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765). 1.2.- Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri l'art. 17 della legge reg. Molise n. 7 del 2015 sarebbe illegittimo per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., perché - inserendo nella legge della Regione Molise 11 dicembre 2009, n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica) l'art. 14-ter, in forza del quale entro il 31 maggio 2016 la Giunta regionale adotta i Piani paesistici esecutivi di ambito di cui all'art. 11 della legge della Regione Molise 1° dicembre 1989, n. 24 (Disciplina dei piani territoriali paesistico-ambientali) - non avrebbe tenuto conto delle norme statali del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) che impongono la copianificazione Stato-Regioni in materia paesaggistica. 1.3.- Lamenta, infine, il Presidente del Consiglio dei ministri che l'art. 18, comma 2, della legge reg. Molise n. 7 del 2015 violi l'art. 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, Cost., perché, prevedendo che i procedimenti avviati prima dell'entrata in vigore della legge e per i quali non sono ancora stati versati gli oneri concessori sono valutati e definiti secondo le disposizioni della legge medesima, realizzerebbe un condono edilizio straordinario non consentito al legislatore regionale. 2.-