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Resta ovviamente ferma la facoltà da parte delle regioni a statuto ordinario di ridurre, fino all'azzeramento, le aliquote dell'IRAP, in virtù dell'articolo 5 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, che non trova applicazione alle autonomie speciali. Il comma 4 detta il criterio mediante il quale, tenendo conto delle nuove misure base delle aliquote, vanno rideterminate le aliquote che le regioni, secondo le facoltà loro concesse dal comma 3 dell'articolo 16 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 68 del 2011, hanno già variato. In particolare, ferma restando la percentuale di variazione d'aliquota applicata nei confronti delle precedenti misure base, detta variazione va sommata algebricamente alle nuove misure base. La suddetta rideterminazione interessa, ovviamente, tutti i soggetti passivi IRAP, di cui al comma 1, lettere a), b) e c) , dell’articolo 2 in esame e si rende, altresì, applicabile in tutti i casi in cui le previgenti misure base di aliquota risultino modificate sia in aumento che in diminuzione. Art. 3. -- (Disposizioni in materia di redditi di natura finanziaria) La norma in esame interviene sul livello di tassazione dei rendimenti degli strumenti finanziari assoggettati ad un prelievo a monte (ritenute e imposte sostitutive): -- innalzando l'aliquota di imposta, attualmente determinata nella misura del 20 per cento, al 26 per cento; -- mantenendo inalterata l'aliquota di imposta attualmente determinata nella misura del 12,50 per cento. Con i commi da 1 a 4 viene stabilita la misura del prelievo a monte sui redditi di natura finanziaria e l'ambito di applicazione. Il comma 1 definisce le aliquote delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili sui redditi individuati dagli articoli 44 e 67 del TUIR nella misura del 26 per cento, mentre il comma 2 individua i redditi di natura finanziaria che, al fine di salvaguardare interessi ritenuti meritevoli di tutela, sono esclusi dall'incremento di tassazione. Si tratta delle obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 601 del 1973 ed equiparati nonché delle obbligazioni emesse da Stati esteri inclusi nella cosiddetta white list , che conservano l'aliquota di tassazione al 12,50 per cento. In tale contesto è stato esplicitato che il regime fiscale previsto per le obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella white list di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168- bis , comma 1, del TUIR è applicabile anche ai titoli emessi da enti territoriali dei suddetti Stati. Ai sensi del comma 3 è fatta salva l'applicazione delle minori aliquote introdotte in adempimento di obblighi derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea ed in particolare: -- dell'aliquota del 5 per cento prevista dal comma 8- bis dell'articolo 26- quater del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 per la ritenuta sugli interessi corrisposti da società italiane a società estere di altri Stati dell'Unione europea (cosiddette «consociate») cui, in linea di principio, si applica la direttiva 2003/49/CE (cosiddetta «Direttiva interessi e canoni»), qualora gli interessi siano destinati a finanziare il pagamento di interessi ed altri proventi su prestiti obbligazionari emessi dai percettori e aventi le caratteristiche previste dal medesimo comma 8- bis ; -- dell'aliquota dell'1,375 per cento prevista dal comma 3- ter dell'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 per la ritenuta applicabile sugli utili spettanti alle società e agli enti soggetti ad un'imposta sul reddito delle società negli Stati membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo e inclusi nella cosiddetta white list ; -- dell'aliquota dell'11 per cento applicabile sul risultato maturato dalle forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo n. 252 del 2005 e sugli utili corrisposti a fondi pensione istituiti nei predetti Stati (articolo 27, comma 3, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973). Con il comma 4 si modifica la misura del rimborso spettante ai soggetti non residenti indicati nell'articolo 27, comma 3, ultimo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 che dimostrino di aver pagato all'estero in via definitiva sugli stessi utili mediante certificazione del competente ufficio fiscale. Il comma 5 regolamenta l'applicazione delle imposte sostitutive previste dagli articoli 5, 6 e 7 del decreto legislativo n. 461 del 1997 nei vari regimi di tassazione del risparmio (dichiarativo, amministrato e gestito) sui redditi di natura finanziaria cui continua ad applicarsi l'aliquota del 12,50 per cento. Poiché l'aliquota dell'imposta sostitutiva applicata in tali regimi è quella del 26 per cento, mentre quella relativa ai redditi derivanti da obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 601 del 1973 -- e ai titoli ad essi equiparati -- e da obbligazioni emesse da Stati esteri inclusi nella cosiddetta white list resta al 12,50 per cento, occorre assicurare tale minore tassazione in sede di determinazione delle basi imponibili, computando i relativi redditi nella misura del 48,08 per cento del loro ammontare. Anche in tale contesto è stato esplicitato che il regime fiscale previsto per le obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168- bis , comma 1, del TUIR è applicabile anche ai titoli emessi da enti territoriali di suddetti Stati. Analogamente a quanto previsto con il decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, l'esigenza di mantenere il livello di tassazione del 12,50 per cento sui rendimenti di determinati strumenti finanziari viene tutelata anche in caso di investimento indiretto negli strumenti stessi e, in particolare, «attraverso» fondi comuni di investimento o contratti di tipo assicurativo (assicurazione sulla vita e di capitalizzazione).