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Classe 1ªA enti con popolazione oltre i 250.000 abitanti, comuni capoluogo di provincia e amministrazioni provinciali segretario generale di cl. 1ªA. Quanto ai criteri di computo del numero di abitanti delle sedi convenzionate, la direttiva n. 90 del 12 aprile 2000 emanata dall'Agenzia autonoma per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali, confermata anche dalla nota n. 76.063 del 29 settembre 2014 del Ministero dell'economia e finanze – Ragioneria generale dello Stato, prevedeva che, in caso di segreterie convenzionate, per la determinazione della classe, si tenesse conto della sommatoria delle popolazioni residenti nei comuni convenzionati. Sopraggiunge la circolare del Ministero dell'interno protocollo n. 485 del 24 marzo 2015 che, a contratto collettivo e normativa invariata, introduceva il criterio di classificazioni delle sedi di segreteria convenzionate dato dalla sola densità demografica del comune capofila. Al netto delle ovvie perplessità in materia di gerarchia delle fonti, la conseguenza di ciò fu che tra il 2015 e il 2020 ciascun comune con popolazione non superiore a 3.000 abitanti poteva costituire sedi di segreteria convenzionate con altri comuni, fino a 3.000 abitanti, classificandosi come sede di classe IV e assumendo segretari comunali di fascia C, ripartendone altresì i relativi costi sia con riferimento al trattamento tabellare che al trattamento accessorio. Interveniva quindi l'articolo 16 -ter , comma 11, del decreto-legge n. 162 del 2019 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 8 del 2022, disponendo che: « La classe di segreteria delle convenzioni previste dall'articolo 98, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è determinata dalla somma degli abitanti di tutti i comuni convenzionati ». In attuazione di tale norma il decreto del Ministero dell'interno 21 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 30 novembre 2020, reintroduceva quindi il criterio della sommatoria degli abitanti senza però che si procedesse all'auspicata ridefinizione in aumento delle fasce demografiche (classi IV con aumento del limite dai 3.000 ai 5.000 abitanti). Ciò comportava che i comuni di piccole e piccolissime dimensioni, che per lo più facevano ricorso alle convenzioni di segreteria, non potessero più accedervi senza superare – sommando gli stessi abitanti – il limite di 3.000 e dovendo, conseguentemente, scegliere se accollarsi per intero il trattamento del segretario comunale, benché complessivamente identico, ma non più ripartibile tra un maggior numero di enti, o tra enti di maggiori dimensioni o, con oneri superiori, convenzionarsi ove possibile con altri enti reclutando segretari di fascia B, ove disponibili e ad un costo superiore (a titolo esemplificativo fino al 21 ottobre 2020 tre comuni con popolazione ciascuno di 2.900 abitanti convenzionandosi erano classificati come una classe IV di 2.900 abitanti e ripartivano il costo di un segretario di fascia C; dopo il 21 ottobre 2020 – invariati i costi dei segretari comunali, fatti salvi rinnovi contrattuali – i comuni di cui sopra, ove convenzionati sono stati classificati come sede di classe III per complessivi 8.700 abitanti e, dunque, non accessibile ad un segretario di fascia C, il cui limite soglia restava a 3.000 abitanti, per cui al capofila rimaneva quale unica scelta quella di convenzionarsi con un ente di massimo 100 abitanti; accollarsi tutta la spesa del segretario benché complessivamente non mutata; o assumere un segretario di fascia B abilitato alle classi III, con evidenti maggiori oneri e la difficoltà di attestarsi al di sotto dei limiti di cui ai commi da 557 a 562 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 e all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017).. 1 (Autorizzazione all'aumento degli idonei iscrivibili all'Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali) 1 Al fine di assicurare la piena funzionalità e capacità amministrativa dei comuni nell'attuazione degli interventi e nella realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e di riequilibrare il rapporto numerico fra segretari comunali e provinciali iscritti all'albo e sedi di segreteria, in deroga alla disciplina in materia di iscrizione all'albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, il Ministero dell'interno, in relazione al concorso pubblico, per esami, per l'ammissione di quattrocentoquarantotto borsisti al corso-concorso selettivo di formazione – edizione 2021 per il conseguimento dell'abilitazione richiesta ai fini dell'iscrizione di trecentoquarantacinque segretari comunali nella fascia iniziale dell'albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, di cui al bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale , quarta serie speciale, n. 89 del 9 novembre 2021, è autorizzato a iscrivere al predetto albo, in aggiunta a quelli previsti dal bando, anche i borsisti non vincitori che abbiano conseguito il punteggio minimo di idoneità al termine del citato corso-concorso selettivo di formazione. 2 L'iscrizione all'albo nazionale dei segretari comunali e provinciali dei borsisti aggiuntivi di cui al comma 1 avviene con le modalità previste dal comma 8 dell'articolo 16 -ter del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8. 3 Al corso-concorso selettivo di formazione di cui al comma 1 resta applicabile la disciplina prevista dall'articolo 16 -ter , comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, in materia di svolgimento del corso-concorso di formazione e di tirocinio pratico. 2 (Computo del trattamento economico e del trattamento accessorio ai fini dell'articolo 1, commi da 557 a 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell'articolo 33, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34) 1 La spesa complessiva sostenuta dagli enti locali per i segretari comunali iscritti alla fascia C non è computata, in sede di applicazione dell'articolo 1, commi da 557 a 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonché dell'articolo 33, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, per la quota corrispondente all'importo dello stipendio tabellare, della retribuzione di posizione e di risultato nonché dell'eventuale maggiorazione di convenzione previsti dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro.