[ddlpres]

Il comma 9 reca una clausola di invarianza finanziaria in relazione alle attività del Comitato, cui si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, e stabilisce che ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o altro emolumento comunque denominato. Il comma 10 infine dispone che, per la fase di prima applicazione della legge, si provvede ad integrare il DUPIM esistente, mentre il successivo DUPIM è predisposto per il periodo 2023-2029. L'articolo 4 detta norme relative a due specifici Fondi per il sostegno delle isole minori. Il comma 1 incrementa il Fondo di sviluppo delle isole minori, istituito dalla legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244 del 2007), di 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023. Il comma 2 incrementa il Fondo per gli investimenti nelle isole minori, istituito dalla legge di bilancio per il 2020 (legge n. 160 del 2019), di 20 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2022 al 2027. Il Fondo è volto a sostenere gli investimenti e finanzia quindi gli interventi in conto capitale previsti dal DUPIM e nei relativi PIST, nonché gli ulteriori interventi per i quali le disposizioni del disegno di legge in esame rinviano alle risorse del Fondo. Il comma 3 disciplina le procedure di monitoraggio degli interventi, rinviando a un successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e prevedendo, in particolare, che per gli interventi non infrastrutturali il monitoraggio sia effettuato attraverso la Banca dati delle amministrazioni pubbliche. L'articolo 5 definisce le modalità di ripartizione delle risorse di cui all'articolo 4, stabilendo che siano destinate per il 90 per cento ad interventi in favore delle isole di cui all'allegato A, relativo alle isole minori marine, e per il 10 per cento ad interventi in favore delle isole di cui all'allegato B, relativo alle isole minori lagunari e lacustri. L'articolo 6 consente ai comuni delle isole minori di destinare il gettito dell'imposta di scopo anche alla realizzazione di progetti, diversi dalle opere pubbliche cui è generalmente destinato tale gettito, finalizzati più in generale al sostegno alle isole minori. Nella disciplina dell'imposta di scopo i comuni possono prevedere altresì la destinazione del gettito dell'imposta anche per la realizzazione di progetti, diversi dalle opere pubbliche cui è destinato per regolamento comunale o ex lege il gettito dell'imposta, purché siano comunque diretti alla realizzazione delle finalità di sostegno delle isole minori. L'articolo 7 disciplina le procedure per la ricognizione infrastrutturale, ai fini della quantificazione dei fondi per la perequazione infrastrutturale. Il comma 1 prevede che i comuni delle isole minori, d'intesa con le regioni di appartenenza, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, compiano una ricognizione delle proprie dotazioni infrastrutturali (sanitarie, assistenziali e scolastiche) nonché della rete stradale, della rete fognaria, idrica ed elettrica e delle strutture portuali e aeroportuali, ove esistenti, ai fini della quantificazione dei fondi per la perequazione infrastrutturale, in attuazione dell'articolo 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Il comma 2 prevede che i sindaci dei comuni delle isole minori trasmettano poi all'ANCIM, entro i successivi sessanta giorni, una relazione sulle risultanze della ricognizione, comprensiva dei progetti di adeguamento delle infrastrutture, ai fini del loro inserimento nel DUPIM e per la elaborazione di ogni successivo DUPIM. Il comma 3 stabilisce che tali relazioni siano inoltrate dall'ANCIM alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per le valutazioni dei progetti ai fini del riparto delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. L'articolo 8 dispone che, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i comuni delle isole minori provvedano – d'intesa con le regioni di appartenenza, e nell'ambito delle risorse umane, finanziare e strumentali disponibili nei rispettivi bilanci – alla ricognizione del patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale presente nel proprio territorio. Entro i successivi sessanta giorni, i sindaci dei medesimi comuni trasmettono all'ANCIM, al Ministero della cultura e alle regioni (di appartenenza) una relazione sulle risultanze della ricognizione effettuata, al fine di definire progetti di recupero e valorizzazione. Analogamente, l'articolo 9 dispone che, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i comuni delle isole minori provvedano – sempre d'intesa con le regioni di appartenenza, e nell'ambito delle risorse umane, finanziare e strumentali disponibili nei rispettivi bilanci – anche alla ricognizione delle manifestazioni culturali, musicali, religiose, storiche e turistiche presenti nel proprio territorio. Entro i successivi sessanta giorni, i sindaci dei medesimi comuni trasmettono all'ANCIM, al Ministero della cultura, al Ministero del turismo e alle regioni di appartenenza una relazione sulle risultanze della ricognizione effettuata, al fine di definire progetti di valorizzazione e promozione. Inoltre, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i comuni, le regioni e i Ministeri interessati provvedono, ciascuno secondo le proprie competenze, a pubblicare l'elenco delle manifestazioni che si svolgono nel proprio territorio e a individuare criteri premiali all'interno dei bandi per l'erogazione di contributi alle medesime. Tali elenchi e criteri premiali sono soggetti a revisione da parte dei medesimi soggetti, entro il 31 dicembre di ogni anno. L'articolo 10 detta disposizioni in materia di censimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali. Il comma 1 stabilisce che i comuni delle isole minori, d'intesa con le regioni di appartenenza, provvedano a censire le produzioni presenti sul loro territorio. Il termine per tale adempimento è fissato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Ai sensi del comma 2, entro i successivi sessanta giorni i sindaci dei comuni interessati trasmettono una relazione sui risultati del monitoraggio all'ANCIM, al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste nonché alle regioni. Il comma 3 definisce cosa debba intendersi per « piccole produzioni locali », stabilendo che siano tali i prodotti agricoli di origine animale o vegetale, primari o trasformati, destinati all'alimentazione. Tali prodotti devono provenire da un'azienda agricola, ittica o di allevamento, e devono essere destinati, in piccole quantità, al consumo sul posto e alla vendita diretta al consumatore nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione e delle province contermini. Il comma 4 prevede, quindi, che, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i comuni, le regioni e il Ministero dell'agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, ciascuno per le proprie competenze, pubblichino l'elenco delle piccole del proprio territorio di competenza e individuino i criteri di utilizzo del marchio delle isole minori per la promozione dei prodotti.