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a istituisce e cura la tenuta dell'albo nazionale degli organismi di certificazione e degli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale accreditati, procedendo alle iscrizioni e alle cancellazioni secondo le procedure stabilite dal regolamento; b istituisce e cura la tenuta del registro nazionale delle organizzazioni del commercio equo e solidale, redatto sulla base degli elenchi comunicati dai rispettivi enti rappresentativi; c istituisce e cura la tenuta del registro nazionale degli enti licenziatari dei marchi degli enti certificatori; d esercita il potere di vigilanza sugli organismi di certificazione e sugli enti rappresentativi e verifica il mantenimento da parte degli stessi dei requisiti previsti dalla presente legge; e emana direttive e linee guida per l'adozione dei programmi di informazione, divulgazione e sensibilizzazione sulle prassi del commercio equo e solidale e per l'adozione dei programmi di formazione degli operatori della filiera del commercio equo e solidale; f garantisce la piena trasparenza della filiera del commercio equo e solidale, rilasciando a chiunque ne fa richiesta informazioni relative agli enti iscritti all'albo e nei registri nazionali di cui al presente comma, secondo le condizioni previste dal regolamento. 5 La Commissione può ammettere ai benefici previsti dall'articolo 9, comma 2, e dall'articolo 10 gli enti che, pur non essendo iscritti nei registri nazionali di cui al comma 4 del presente articolo: a sono costituiti con un ordinamento interno a base democratica e non perseguono fini di lucro; b rispettano i requisiti previsti per le organizzazioni del commercio equo e solidale dall'articolo 3, commi 1, lettere a), b) e c) e 2. 6 Il riconoscimento è disposto, su domanda dell'ente interessato, dalla Commissione, sentiti gli organismi di certificazione e gli enti rappresentativi. 7 Le associazioni dei consumatori di cui al comma 2, gli organismi di certificazione, le organizzazioni del commercio equo e solidale, i loro enti rappresentativi e chiunque vi ha interesse può presentare un ricorso alla Commissione contro le decisioni di accreditamento, di revoca o di sospensione dell'accreditamento ovvero contro il mancato esercizio del potere di vigilanza. 8 Ai ricorsi di cui al comma 7 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni che regolano il ricorso in opposizione di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199. 7 (Mutuo riconoscimento) 1 Nel rispetto dei princìpi di non discriminazione e di leale collaborazione stabiliti dall'Unione europea, le tutele e i benefìci previsti dalla presente legge sono estesi alle imprese e alle merci europee che sono state riconosciute o certificate in altri Stati membri dell'Unione europea tramite procedure equivalenti a quelle previste dalla medesima legge. 2 In ogni caso, gli organismi di certificazione e gli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale stabiliti in Stati membri dell'Unione europea sono ammessi alle procedure di accreditamento di cui alla presente legge alle medesime condizioni previste per gli organismi e per gli enti stabiliti nello Stato italiano. 3 Il regolamento di cui all’articolo 12 prevede disposizioni per l'attuazione del presente articolo. V INTERVENTI DI PROTEZIONE E SOSTEGNO 8 (Tutela dei marchi e norme sull'etichettatura) 1 I prodotti del commercio equo e solidale importati o distribuiti da un'organizzazione del commercio equo e solidale possono essere presentati, etichettati e pubblicizzati con la denominazione di «prodotto del commercio equo e solidale» ovvero con diciture quali «prodotto del commercio equo», «commercio equo e solidale», «commercio equo», « fair trade », «comercio justo» e « commerce equitable ». Negli altri casi, i prodotti del commercio equo e solidale possono essere presentati, etichettati e pubblicizzati con tali denominazioni solo congiuntamente al marchio dell'organismo di certificazione che ne ha attestato la provenienza. 2 È vietato l'uso della denominazione di «organizzazione del commercio equo e solidale» e di altre denominazioni similari alle imprese e agli enti che non sono iscritti nel registro nazionale di cui all'articolo 6, comma 4, lettera b), ovvero qualora la registrazione sia stata sospesa o revocata. 3 Al di fuori dei casi di cui al comma 1, è vietato descrivere un prodotto, nell'etichettatura, nella pubblicità o nei documenti commerciali, con termini che suggeriscono all'acquirente che esso o che le materie prime utilizzate provengono da una filiera del commercio equo e solidale o sono stati prodotti, trasformati e distribuiti secondo le prassi del commercio equo e solidale. 4 Chi viola i divieti di cui ai commi 2 e 3 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro. Se la violazione è commessa da un soggetto che esercita il commercio ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, è ordinata la sospensione dell'attività per dieci giorni. In caso di recidiva, la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata di un terzo e si applica la sospensione dell'attività fino ad un mese. 5 Gli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale e gli organismi di certificazione iscritti all'albo nazionale di cui all'articolo 6, comma 4, lettera a), sono legittimati ad agire per inibire l'uso indebito definito dal presente articolo. Con la sentenza che inibisce la condotta illegittima il tribunale condanna, altresì, al risarcimento del danno. 9 (Interventi per la diffusione del commercio equo e solidale) 1 Lo Stato e le regioni, per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1: a sostengono iniziative divulgative e di sensibilizzazione promosse dagli organismi e dagli enti di cui agli articoli 3, 4 e 5, mirate a diffondere i contenuti e le prassi del commercio equo e solidale e ad accrescere nei consumatori la consapevolezza degli effetti delle proprie scelte di consumo; b sostengono specifiche azioni educative nelle scuole e negli istituti di formazione, promosse dagli organismi e dagli enti di cui agli articoli 3, 4 e 5 e relative alle problematiche della globalizzazione economica, agli squilibri tra Nord e Sud del mondo, alle implicazioni delle scelte di consumo e alle opportunità offerte da forme di scambio fondate sulla cooperazione. 2 Lo Stato e le regioni, sulla base di progetti presentati da organizzazioni del commercio equo e solidale: a promuovono e sostengono iniziative di formazione per gli operatori e i volontari; b promuovono e sostengono progetti di cooperazione con i produttori per la realizzazione di nuove produzioni o filiere o per lo sviluppo di quelle esistenti; c concedono, nei limiti del regime degli aiuti di importanza minore stabilito dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, contributi per l'apertura o per la ristrutturazione della sede nonché per l'acquisto di attrezzature, arredi e dotazioni informatiche, fino a un massimo del 40 per cento delle spese ammissibili; d concedono contributi in conto capitale a termine al fine di consentire la realizzazione di investimenti legati a specifici progetti di sviluppo;