[resaula]

La colpa di Chiara - colpa per modo di dire - è stata quella di non voler più nascondere i problemi sotto il tappeto, ma di volerli affrontare. Certo, questo ha scatenato le reazioni di quel "sistema Torino" di cui qualcuno ancora si ostina a negare l'esistenza; quel sistema che ora sta sferrando una pesante offensiva contro una donna, una sindaca, che evidentemente non si piega alle altrui pretese. Questi attacchi offrono lo spunto anche agli squilibrati o, peggio, alla criminalità organizzata, perché ricordiamo che nei lavori preliminari alla TAV è già stata accertata l'infiltrazione mafiosa, che teme di perdere ricchi affari. Ebbene, a tutti loro diciamo con forza che Chiara Appendino è, prima ancora che una grande sindaca, una grande donna, che non si piegherà e proseguirà la sua strada a testa alta e schiena dritta. A chi l'attacca pretestuosamente voglio dire: non vincerete mai. Infatti, prima di arrivare a lei, troverete tutti noi a difenderla. E poi, come amiamo dire noi del MoVimento 5 Stelle: non si può vincere contro chi non si arrende mai. Forza Chiara! (Applausi dal Gruppo M5S) . PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei esprimere vicinanza a chi in questi giorni ha perso un proprio familiare in quella che si è manifestata come la tempesta perfetta. Anche la mia Regione, la Liguria, ha pagato un duro prezzo e sta piangendo la sua vittima. A ciò si aggiunge un intero comparto letteralmente in ginocchio. Proprio quel mare, che porta lavoro e turismo, in questi giorni ha letteralmente spazzato via tutto. Oggi non esistono più spiagge, non esistono più stabilimenti balneari e la stagione turistica è dietro l'angolo, come dietro l'angolo c'è la direttiva Bolkestein. All'indomani del disastro, il comparto balneare si è trovato in una situazione doppiamente sfavorevole. Non soltanto danni ingenti cui fare fronte, ma anche una situazione di diffusa incertezza per il futuro delle concessioni, che mette gli imprenditori di fronte ad un bivio: investire sulla ricostruzione della propria attività, con la paura che nel 2020 l'ascia della Bolkestein cali su di loro, oppure abbandonare tutto. A fronte di questa situazione e tenendo presente l'impegno di questa maggioranza e del Governo a tutelare il comparto dalle folli conseguenze della direttiva, sconfessata addirittura da chi l'ha scritta, sono sicura che il Parlamento e il Governo sapranno operare per rassicurare gli operatori, affinché il timore della Bolkestein non diventi parte integrante del rischio d'impresa, e sostenere le attività attraverso agevolazioni fiscali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo innanzitutto per ringraziare la Presidenza che all'inizio della seduta ha ricordato in modo egregio i tristi fatti che ci hanno interessato, come territorio, in questi giorni e nei giorni scorsi. Si tratta di eventi di particolare entità. Io arrivo da una Regione, come la collega che mi ha preceduto, che ha subito un ulteriore danno rispetto a quelli che tutti quanti già conosciamo, però ho sentito molti degli intervenuti parlare di dissesto idrogeologico. A questo proposito, vorrei richiamare l'attenzione su un dato e riprendo parole che sono apparse sugli organi di comunicazione in questi giorni: «Se non tocchi l'alberello e non draghi il fiume, la natura presenta il conto». «Il bosco vive e deve essere curato e il greto del torrente dragato». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . «L'inerzia, l'assenza e l'ignoranza a volte sono alla base di questi fatti. La tutela della montagna dovrebbe essere affidata alle comunità locali». Queste parole non sono mie, sono del ministro dell'interno Matteo Salvini, che ha voluto lanciare un messaggio che non soltanto pienamente condivido, ma non vi è ombra di dubbio che gli aiuti, anche economici, sono importanti, ma gli interventi sul territorio, quelli che ineriscono la gestione del territorio che l'uomo deve fare, devono essere consentiti. Mi verrebbe quasi da dire liberamente consentiti, perché tutti siamo d'accordo che la salamandra piuttosto che il rospo ululone debbano essere salvaguardati, ma credo che debba essere salvaguardata anche la vita della gente e spesso e volentieri si tratta di dover fare delle scelte rispetto a questo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Concludo, per far capire quello che stiamo vivendo in una realtà importante dal punto di vista turistico come la Liguria, aggiungendo che la principale località turistica della nostra Regione è isolata e chissà quando potrà essere collegata con i mezzi di comunicazione, se non soltanto via mare, ma quando il mare è grosso quella località, piccola ma importante e conosciuta nel mondo, è isolata. Bene, un tentativo di collegarla allargando un sentiero per poter far fronte ad eventuali necessità di soccorso, è in queste ore fronteggiato e ostacolato da assurde forme di ambientalismo da salotto che chiedono di impedire l'allargamento di un sentiero semplicemente perché interessa il territorio di un parco. Io penso che anche in questi casi i problemi vadano risolti e affrontati e se elementi come il parco sono ostativi per la salute e la salvezza della gente, in alcuni casi vanno eliminati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Vincenzina Bruzzone: è questo il nome della nostra concittadina di Albisola Superiore che ha perso la vita durante la vera e propria apocalisse che si è abbattuta sulla terra ligure e, susseguentemente, su tutto il Nord e non solo, isole comprese. Una lamiera si è distaccata da un tetto e l'ha colpita a morte, strappandola così in modo brutale all'affetto dei suoi familiari, a cui va il mio personale cordoglio, quello del Gruppo a cui appartengo e, credo di poter dire, anche quello di tutta l'Assemblea del Senato. Vincenzina è stata l'unica vittima di una tragedia che poteva avere un bilancio ancora più tragico e solo un miracolo del buon Dio ha evitato di costringere altre famiglie a un dolore senza fine. Da ligure ho vissuto la furia di questa tempesta con amarezza e scoramento, oltre che con comprensibile sgomento. Dopo la ferita lacerante del crollo del ponte Morandi, ancora lutti, ancora dolore e distruzione. Le nostre spiagge, che d'estate rappresentano il luogo della spensieratezza, del piacevole ritrovo delle nostre famiglie e dei vacanzieri nostri ospiti, sono state spazzate via dalla furia distruttrice del maltempo, che ha ridotto tutto a un cumulo di detriti e macerie, mutando al contempo la morfologia di quel tratto di costa.