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il valore complessivo dei consumi privati che, per effetto della migrazione universitaria, viene trasferito dal Sud al Nord è di circa 2 miliardi di euro, ma si arriva ad una perdita complessiva di consumi pubblici e privati stimata in 3 miliardi di euro. Sul livello del PIL meridionale il reddito aggregato del Sud ne perde 0,4 punti percentuali; altra motivazione primaria risiede nella crisi strutturale del Sud Italia. Purtroppo, i numeri sono impietosi e negli ultimi anni, il tasso di crescita dell'Italia meridionale si è rivelato inferiore anche a quello della Grecia che attraversa la più grande crisi economica di sempre. Secondo una ricerca condotta dall'istituto "Giuseppe Toniolo" in collaborazione con Intesa-San Paolo e fondazione Cariplo, l'84,25 per cento dei giovani under 25 residenti al Sud Italia dichiara di non aver problemi nel trasferirsi al Nord, a prescindere dalla regione; uno studente su 2 (poco più del 50 per cento) si dimostra interessato a trasferirsi all'estero; questo è il quadro che emerge dall'indagine, svolta su un campione di 5.000 giovani di età compresa fra i 19 e i 32 anni. Gli studenti provenienti dalla Campania, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Basilicata e dalla Sicilia non si fanno problemi nel trasferirsi in Emilia-Romagna, in Lombardia e in Piemonte, perché convinti di ricevere un'istruzione migliore e di veder incrementare il loro bagaglio di conoscenze e di competenze, aspetti fondamentali per riuscire a trovare un'occupazione quanto più in linea possibile con il loro percorso universitario; altro aspetto che incide sul trasferimento al Nord da parte degli studenti risiede nelle basse aspettative nell'operato della classe politica. Il problema è in tutta Italia (e in molti altri Paesi del mondo): tuttavia, è significativo constatare che il 23 per cento dei giovani residenti al Nord si dichiara ottimista nel credere che la classe politica locale possa apportare miglioramenti alla qualità della vita, mentre la soglia si abbassa al 17 per cento nel Mezzogiorno; ciò che però differenzia la prospettiva di chi studia al Nord e di chi studia al Sud risiede nelle opportunità di trovare un lavoro e nell'ottenimento di un determinato stipendio. La precarizzazione del mercato del lavoro, le retribuzioni basse, la totale sfiducia nel vedere la luce in fondo al tunnel , vale a dire un miglioramento nelle prospettive future (anche a lungo periodo), è una realtà con cui i giovani studenti devono convivere molto più al Sud che al Nord. Solo 16 studenti su 100 al Sud Italia si dichiara indisponibile a trasferirsi, preferendo rivedere decisamente al ribasso le sue prospettive lavorative e gli obiettivi professionali; considerato che: occorre assolutamente sfatare il luogo comune secondo cui le università del Nord siano le migliori. Probabilmente lo saranno nell'immaginario collettivo che va, poi, ad interferire nella percezione delle famiglie meridionali. Tra le cause che falsano la realtà degli atenei italiani vi sono le classifiche pubblicate periodicamente che hanno come unico scopo quello di orientare le scelte delle immatricolazioni e che alla fine, se non proprio dall'inizio, hanno ben poco di scientifico; molto spesso sono costruite su indicatori che fanno risultare ciò che i committenti vogliono che risulti. E non occorre aggiungere altro. Inoltre, le sedi universitarie italiane vivono in un contesto di concorrenza e di continuo definanziamento, pertanto l'obiettivo di ogni ateneo è attrarre studenti, rilevante per l'attribuzione o la perdita dei fondi. Quindi, la fuga dei giovani verso Nord consente alle università settentrionali di ricevere maggiori finanziamenti; la competizione fra gli atenei crea vincitori e vinti e ogni strumento viene ritenuto valido per accaparrarsi più risorse e quindi per sottrarle agli altri. Tutto questo a scapito del Sud e delle famiglie meridionali, costrette a sostenere spese ingenti per mantenere agli studi i loro figli nelle regioni del Nord; soltanto la creazione di presupposti per rimanere ed iniziative per attirare nuovamente chi si è trasferito al Nord già dai tempi universitari potrà scongiurare questa piaga. D'altronde, sono davvero molti i giovani provenienti dal Mezzogiorno che si dichiarano favorevoli a ritornare al loro paese d'origine, anche a fronte di uno stipendio leggermente inferiore. Ciò che però non deve mai mancare è un processo volto a dar loro pari opportunità di far carriera, affinché possano risultare protagonisti e non spettatori; gli interventi "a pioggia" effettuati nel passato sono serviti a poco e a nulla. Solo grandi riforme strutturali potranno migliorare drasticamente la situazione del Sud Italia, rendendolo competitivo con il Nord e gli altri Paesi europei. Senza un piano di interventi decisi, purtroppo, il Mezzogiorno sarà destinato ad essere per sempre il fanalino di coda, si chiede di sapere quali iniziative intendano mettere in atto i Ministri in indirizzo per fare in modo che chiunque scelga di frequentare un'università lo faccia nella sede più prossima al proprio territorio di origine non solo perché tutte le università italiane sono eccellenti ma, soprattutto, perché dovranno sostenere costi minori. Arrestare l'emorragia dei giovani meridionali che emigrano verso le università del Nord equivale a rilanciare l'economia del Sud. Atto n. 4-03597 MONTANI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dal 3 giugno 2020 l'Italia ha abolito le restrizioni d'entrata alle frontiere con i Paesi dell'area Schengen; la Svizzera, sulla stessa linea di altri Paesi limitrofi all'Italia, ha informato il Governo italiano sulla decisione di mantenere fino a nuovo avviso le restrizioni in vigore; Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia svizzero, ha sconsigliato i viaggi in Italia finché i confini saranno chiusi, ovvero fino al 6 luglio; al contrario, secondo quanto trapela da articoli di stampa, il 15 giugno la Svizzera riaprirà i confini con Francia, Germania e Austria; considerato che: tale decisione avrà pesanti ripercussioni sulla provincia del Verbano-Cusio-Ossola, a causa dei mancati introiti per i mercati, alberghi e ristoranti, senza contare il blocco dei treni cisalpini e le conseguenti ricadute negative sul turismo; per gli operatori turistici del verbano, per la provincia del Verbano-Cusio-Ossola e per l'indotto turistico del lago Maggiore, rischia di essere l'inizio di una stagione estiva disastrosa dal punto di vista economico, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per incentivare le relazioni bilaterali con la Svizzera e conseguentemente accelerare l'apertura delle frontiere con la stessa, anche tramite azioni volte ad incrementare l'attrattività del nostro Paese all'inizio della stagione estiva. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01640 del senatore Lanzi ed altri, sulla realizzazione di un quartiere di 49 villette accanto al parco Ducale del comune di Sassuolo (Modena); 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):