[ddlcomm]

a) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Qualora un soggetto, come definito al comma 1, decida di delocalizzare, anche mediante affidamento a terzi, l’attività di call center fuori dal territorio nazionale in un Paese che non sia membro dell’Unione europea, deve darne comunicazione, almeno centoventi giorni prima del trasferimento: a) al Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché all'Ispettorato nazionale del lavoro, a decorrere dalla data della sua effettiva operatività a seguito dell'adozione dei decreti di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, indicando i lavoratori coinvolti; b) al Ministero dello sviluppo economico, indicando le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico; c) al Garante per la protezione dei dati personali, indicando le misure adottate per il rispetto della legislazione nazionale, e in particolare delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché delle ulteriori disposizioni in materia di registro pubblico delle opposizioni»; b) al comma 3, le parole: «ad aziende» sono sostituite dalle seguenti: «a soggetti» e le parole: «Paesi esteri» sono sostituite dalle seguenti: «Paesi che non siano membri dell’Unione europea»; c) ai commi 4 e 5, le parole: «Paese estero» sono sostituite dalle seguenti: «Paese che non sia membro dell’Unione europea»; d) il comma 6 è sostituito dal seguente: « 6 . La omessa o tardiva comunicazione di cui al comma 2 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000 euro per ciascuna comunicazione omessa o tardiva. Nei casi di cui al comma 2, lettera a) , la sanzione è irrogata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ovvero, dalla data della sua effettiva operatività, dall’Ispettorato nazionale del lavoro. Nei casi di cui al comma 2, lettere b) e c) , la sanzione è irrogata, rispettivamente, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Garante per la protezione dei dati personali. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui ai commi 4 e 5 comporta la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000 euro per ogni giornata di violazione; l’accertamento delle violazioni di cui ai commi 4 e 5 e l’irrogazione della relativa sanzione spettano al Ministero dello sviluppo economico. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 161 del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, ove la mancata informazione di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo integri altresì la violazione di cui all’articolo 13 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003. Al fine di consentire l’applicazione delle predette disposizioni, il Ministero dello sviluppo economico comunica al Garante per la protezione dei dati personali l’accertamento dell’avvenuta violazione»; e) dopo il comma 6 è inserito il seguente: « 6-bis . Ai fini dell’applicazione del presente articolo, nonché di quanto previsto dall’articolo 130 del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il soggetto che abbia affidato lo svolgimento di propri servizi ad un call center esterno, o nell’interesse del quale comunque operi un call center , è considerato titolare del trattamento ai sensi degli articoli 4, comma 1, lettera f) , e 28 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003 ed è conseguentemente responsabile in solido con il soggetto gestore del call center . La constatazione della violazione può essere notificata all’affidatario estero per il tramite del committente». 2. La comunicazione di cui all’articolo 24- bis , comma 2, lettera c) , del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è effettuata al Garante per la protezione dei dati personali dai soggetti che già operano in Paesi che non siano membri dell’Unione europea, nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 20. Art. 21 . (Tutela della concorrenza nel settore della distribuzione cinematografica) (Tutela della concorrenza nel settore della distribuzione cinematografica) 1. All'articolo 26 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: 1. Identico : « 2-bis . L'Autorità, su segnalazione di chi vi abbia interesse o, periodicamente, d'ufficio, adotta i provvedimenti necessari per eliminare o impedire il formarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza, nelle modalità previste dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287, qualora sul mercato di riferimento un unico soggetto, ivi comprese le agenzie territoriali monomandatarie o plurimandatarie, anche in una sola delle dodici città capozona di cui al comma 1 del presente articolo, detenga, direttamente o indirettamente, una posizione dominante nel mercato della distribuzione cinematografica, con particolare riferimento ai soggetti che operano contestualmente anche in uno dei seguenti settori: « 2-bis. Identico : a) produzione; a) identica ; b) programmazione; b) identica ; c) esercizio; c) identica ; d) edizione o distribuzione di servizi televisivi, on line o telefonici. d) edizione o distribuzione di servizi media audiovisivi, di comunicazione elettronica e della società dell'informazione . 2-ter . L'Autorità pubblica una relazione annuale sullo stato della concorrenza nel settore della distribuzione cinematografica». 2-ter. Identico ». Art. 21. Art. 22 . (Semplificazione delle procedure di identificazione per la portabilità) (Semplificazione delle procedure di identificazione per la portabilità) 1. Al fine di semplificare le procedure di migrazione tra operatori di telefonia mobile e le procedure per l'integrazione di SIM card aggiuntive o per la sostituzione di SIM card richieste da utenti già clienti di un operatore, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono previste misure per l'identificazione in via indiretta del cliente, anche utilizzando il sistema pubblico dell'identità digitale previsto dall'articolo 64 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, in modo da consentire che la richiesta di migrazione e di integrazione di SIM card e tutte le operazioni ad essa connesse possano essere svolte per via telematica. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Identico Art. 22. Art. 23 . (Misure per favorire i pagamenti digitali) (Misure per favorire i pagamenti digitali e le erogazioni liberali tramite credito telefonico) 1.