[sommcomm]

Sempre nell'ottica di salvaguardare la centralità della progettazione e la distinzione tra attività di progettazione e attività di programmazione e controllo, l'emendamento 1.547 sopprime la lettera aa), che ha reintrodotto l'incentivo del 2 per cento per le attività di progettazione svolte dai progettisti interni alle pubbliche amministrazioni, prevedendo dunque che l'incentivo resti per le attività alle quali era destinato dalla formulazione previgente dell'articolo 113 del codice dei contratti pubblici. Critica l'eliminazione del tetto del 30 per cento per il punteggio economico ai fini dell'individuazione del rapporto qualità/prezzo, in quanto tale previsione snatura il funzionamento dell'offerta economicamente più vantaggiosa - il cui ambito di applicazione è già peraltro ampiamente circoscritto dal provvedimento in esame - rischiando di trasformarla surrettiziamente in una forma di aggiudicazione al minor prezzo. Altra disposizione del decreto-legge che gli emendamenti del Partito Democratico intendono sopprimere è quella che elimina il divieto di affidare il subappalto a chi abbia partecipato alla gara senza aggiudicarsela. Tale previsione è infatti incomprensibile, in quanto o favorirà accordi e cordate o incentiverà un contenzioso pretestuoso. Non è dato comprendere per quale motivo un operatore economico che si è aggiudicato una gara possa voler affidare un subappalto a un concorrente. Con riferimento all'articolo 4, il gruppo del Partito Democratico ha presentato un emendamento volto a circoscriverne l'applicazione, introducendo criteri per l'individuazione delle opere in relazione alle quali è possibile procedere alla nomina di un commissario straordinario. È necessario porre dei paletti e, in ogni caso, i commissari non dovrebbero assumere le funzioni di stazioni appaltanti o, perlomeno, non dovrebbero essere stazioni appaltanti che possono operare in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici. Ciò che è stato previsto per Genova, stante l'assoluta eccezionalità di quanto avvenuto in quel caso, non può essere replicato per un numero indeterminato di situazioni. La senatrice PAPATHEU ( FI-BP ) richiama l'attenzione delle Commissioni sul tema dei ribassi aggressivi negli appalti pubblici che producono effetti fortemente negativi sulle condizioni economiche e contrattuali dei lavoratori nonché evidenti ripercussione per gli aspetti attinenti alla sicurezza sul lavoro. Sottolinea infatti come la spinta verso il massimo ribasso è all'origine, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, di fenomeni distorsivi come lo sfruttamento dei lavoratori ed il caporalato. Interviene per una breve integrazione la senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ), ricordando alcuni emendamenti diretti a favorire l'ingresso di nuovo personale nel settore pubblico, in particolare la proposta 1.0.2, concernente un programma straordinario di assunzioni di personale tecnico da parte delle stazioni appaltanti, e la proposta 4.24, riguardante un piano di assunzioni presso il Ministero per i beni e le attività culturali e presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Segnala, infine, gli emendamenti 28.0.1 e 28.0.2, diretti a prorogare il regime convenzionale per Radio Radicale. Interviene, quindi, la senatrice CONZATTI ( FI-BP ) rilevando inizialmente come il decreto-legge presenti concettualmente una contraddizione, dal momento che, nato per garantire maggiore celerità nella realizzazione delle opere pubbliche, al tempo stesso richiederà per essere completamente operativo tempi lunghi necessari per l'emanazione di un regolamento attuativo. Ricorda che, per ammissione dello stesso Governo, l'impatto del provvedimento sul prodotto interno lordo sarà tutto sommato ridotto e che pertanto l'efficacia complessiva in termini economici delle norme sarà minima. Ritiene che attribuire alla stazione appaltante la decisione di escludere dalla partecipazione alla gara determinati soggetti in base ad accertamenti di natura fiscale o previdenziale ancora in corso sia errato, trattandosi di un aspetto che compete prioritariamente all'Autorità giudiziaria e pertanto non delegabile alla stazione appaltante. Ulteriore scelta non condivisibile è la sostituzione dell'offerta economicamente più vantaggiosa con il criterio del massimo ribasso. Conclude sottolineando come il decreto-legge presenti diversi altri aspetti problematici che verranno sicuramente approfonditi nel seguito della discussione dal suo Gruppo. La senatrice RIZZOTTI ( FI-BP ) illustra l'emendamento 1.261, volto a rendere effettiva la previsione della suddivisione in lotti, al fine di favorire l'accesso delle micro, piccole e medie imprese al mercato degli appalti. In particolare, la proposta specifica i criteri qualitativi e quantitativi che le stazioni appaltanti devono rispettare nella suddivisione in lotti. Illustra inoltre l'emendamento 1.695, volto a mantenere in vigore il comma 912 della legge di bilancio per il 2019, che ha ampliato il ricorso all'affidamento diretto e del quale il comma 2 dell'articolo 1 ha disposto l'abrogazione. Il seguito dell'esame è infine rinviato. La seduta termina alle ore 13,45. Allegato