[pronunce]

che, per lesione degli stessi parametri (sulla base di identiche motivazioni) vengono inoltre impugnati l'art. 1, comma 1, che, alle lettere e) ed f), stabilisce l'erogazione di fondi per il buon funzionamento del Centro regionale di audiologia e per gli impianti cocleari e il riconoscimento di quest'ultimo come centro di riferimento regionale, e l'art. 3, che, ai commi 8 e 9, dispone la sovvenzione di 150.000,00 euro per il Centro regionale di audiologia e per gli impianti cocleari di Pescara e il riconoscimento del Centro stesso come Centro di riferimento regionale; che il Presidente del Consiglio dei ministri, censura infine l'art. 4 della stessa legge regionale, che (come integrato dall'Allegato A) disciplina la formazione ed i percorsi formativi di massaggiatore e di capo bagnino degli stabilimenti idroterapici, specificandone la relativa durata, i requisiti necessari per l'accesso a detti percorsi, i requisiti delle strutture pubbliche e private necessari per ottenere l'autorizzazione ad effettuare i corsi e le modalità di valutazione finale; che l'Avvocatura generale rileva che la specifica finalità di abilitazione all'esercizio della professione e l'individuazione dei requisiti necessari per la relativa frequenza e delle modalità di valutazione finale escludono che la norma in esame sia riconducibile alla materia residuale della «formazione professionale» (come definita dalle sentenze di questa Corte n. 175, n. 51 e n. 50 del 2005), dimostrando viceversa come essa si ascriva nella materia concorrente delle «professioni» di cui all'art. 117, terzo comma, Cost., giacché essa disciplina una specifica figura professionale sociosanitaria, regolandone le modalità di accesso e così incidendo sul relativo ordinamento didattico; che dunque (come affermato dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte) le Regioni possono sì legiferare in materia, ma nel rispetto dei princìpi fondamentali stabiliti dallo Stato, cui spetta l'individuazione di nuove figure professionali, dei loro contenuti, dei titoli per accedervi e dei relativi ordinamenti didattici; e ciò, a maggior ragione nel settore sanitario, dove la materia delle «professioni» si intreccia inevitabilmente con quella della «tutela della salute», anch'essa rientrante nell'ambito della potestà legislativa concorrente; che, poiché dunque, con specifico riferimento alle suddette figure del massaggiatore e del capo bagnino negli stabilimenti idroterapici, i relativi ordinamenti professionali non possono considerarsi definiti, stante l'assenza dei provvedimenti statali di disciplina dei rispettivi ordinamenti didattici, il ricorrente denunzia la violazione dell'art. 117, terzo, comma, Cost. non potendosi ritenere ammissibile la regolamentazione differenziata, da parte delle Regioni, di una figura professionale che sostanzialmente non è stata individuata; che, ad ulteriore dimostrazione di come, nel settore sanitario, le esigenze di unitarietà nella disciplina delle professioni assumano carattere di particolare importanza, la difesa dello Stato richiama anche la legge 1° febbraio 2006, n. 43 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali), che prevede, ai fini della definizione di nuove figure professionali, nell'ambito delle aree professionali sanitarie già individuate a livello statale, una procedura molto complessa che implica anche il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni e il necessario parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanità; che, dopo la proposizione del ricorso la Regione Abruzzo - non costituita nel giudizio in via principale - ha emanato la legge regionale 10 novembre 2014, n. 38 (Abrogazione della legge regionale n. 6 del 4 gennaio 2014, recante "Modifica alle leggi regionali 8 febbraio 2005, n. 6, art. 202, 3 marzo 2005, n. 23, art. 21 e 9 novembre 2005, n. 33 - Iniziative a favore del centro regionale di audiologia - e norme per la formazione di massaggiatore e di capo bagnino degli stabilimenti idroterapici"), che, all'art. 1, comma 1, ha espressamente abrogato tutta la legge regionale n. 6 del 2014; che, a seguito di tale sopravvenienza normativa, il Presidente del Consiglio dei ministri, conformemente alla delibera del Governo dell'8 maggio 2015, «tenuto conto che sono venute meno le motivazioni del ricorso», ha depositato in data 8 giugno 2015 atto di rinuncia all'impugnativa, notificato alla Regione il 22 maggio 2015. Considerato che, in mancanza di costituzione in giudizio della Regione convenuta, l'intervenuta rinuncia al ricorso determina, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l'estinzione del processo (da ultimo, ordinanze n. 134 e n. 9 del 2015).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 settembre 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Paolo GROSSI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 9 ottobre 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI