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In applicazione della invocata riforma finalizzata alla separazione bancaria, sollecitata anche in ambito europeo, è necessario fissare regole che distinguano tra investimenti finanziari utili all'economia reale e quelli ad elevato rischio connessi a operazioni finanziarie di natura speculativa, da utilizzare in un segmento specifico del mercato finanziario in cui ogni investitore sia responsabile di ciò che rischia e le direttive autorizzate ad essere operative siano costrette ad osservare rigorosi limiti operativi e di capitale. Con la presente iniziativa si intende conferire la delega al Governo affinché provveda ad una riforma normativa volta ad affermare la separazione tra banca commerciale e banca d'affari secondo i principi ed il modello della legge Glass -- Steagall, tenendo conto della esigenza di valorizzare un modello di banca tradizionale, non speculativa, riconoscendone la specificità ed il ruolo economico e sociale. Con l'articolo 3 vengono stabiliti i principi e i criteri direttivi sulla base dei quali dovranno essere adottati i decreti legislativi attuativi per la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari. In particolare si dovrà prevedere: a) il divieto per le banche commerciali di svolgere direttamente o indirettamente, qualsiasi attività propria delle banche d'affari, delle società di intermediazione mobiliare e, in generale, di tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico; b) il divieto per le banche commerciali di detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con: banche d'affari; banche d'investimento; società di intermediazione mobiliare e tutte le altre tipologie di società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico; c) il divieto per i rappresentanti, i direttori, i soci di riferimento e gli impiegati delle banche d'affari, le banche d'investimento, le società di intermediazione mobiliare e in generale tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico di detenere posizioni di controllo e di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali; d) l'obbligo, per le banche commerciali, di operare in condizioni di sostanziale equilibrio tra le scadenze delle attività di raccolta e di impiego delle risorse finanziarie; e) l'adozione di sanzioni proporzionate e dissuasive per le banche che non ottemperino ai principi sanciti alle lettere a), b), c) e d) prevedendo, per le infrazioni di maggiore gravità, la revoca dell'autorizzazione all'attività bancaria; f) un congruo periodo, comunque non superiore a diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del primo decreto legislativo attuativo della presente legge, durante il quale le banche devono risolvere le incompatibilità di cui sopra; g) un differente trattamento fiscale tra banche commerciali e banche d'affari orientato a favorire le prime, in considerazione della loro attività a sostegno dell'economia reale e in particolare in favore dei risparmiatori e delle piccole e medie imprese. Con l'articolo 4 si dispone che gli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 3, sono trasmessi alle Camere entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 2, per il parere delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro trenta giorni dalla data dell'assegnazione. Decorso il termine per l'espressione dei citati pareri, i decreti possono essere comunque adottati. L'articolato è molto essenziale ed è coerente con la chiarezza e semplicità dell'esposizione normativa della nostra Costituzione, in modo tale che anche l’interpretazione sia univoca e sia comprensibile a tutti i cittadini.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge dispone la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari al fine di tutelare le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l'economia reale e differenziare tali attività da quelle legate all'investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali, anche mediante modifica, integrazione e coordinamento della disciplina vigente di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende: a) per banche commerciali: le banche che esercitano l'attività di credito nei confronti dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e delle comunità e che effettuano la raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione per l'esercizio dell'attività di credito; b) per banche d'affari: le banche che investono nel mercato finanziario, svolgendo attività legate alla negoziazione e all'intermediazione di valori mobiliari in genere. Art. 3. (Delega al Governo, principi e criteri direttivi) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e secondo i principi e i criteri direttivi di cui al comma 2, uno o più decreti legislativi recanti norme per la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari. 2. I decreti legislativi di cui al comma l sono adottati in applicazione dei seguenti principi e criteri direttivi: a) prevedere il divieto per le banche commerciali di svolgere direttamente o indirettamente, qualsiasi attività propria delle banche d'affari, delle società di intermediazione mobiliare e, in generale, di tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico; b) prevedere il divieto per le banche commerciali di detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con i soggetti di seguito elencati: 1) banche d'affari; 2) banche d'investimento; 3) società di intermediazione mobiliare; 4) tutte le altre tipologie di società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico; c) prevedere il divieto per i rappresentanti, i direttori, i soci di riferimento e gli impiegati delle banche d'affari, le banche d'investimento, le società di intermediazione mobiliare e in generale tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico, di detenere posizioni di controllo e di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali; d) prevedere, per le banche commerciali, l'obbligo di operare in condizioni di sostanziale equilibrio tra le scadenze delle attività di raccolta e di impiego delle risorse finanziarie; e) stabilire sanzioni proporzionate e dissuasive per le banche che non ottemperino ai principi sanciti alle lettere a), b), c) e d) prevedendo, per le infrazioni di maggiore gravità, la revoca dell'autorizzazione all'attività bancaria; f) prevedere un congruo periodo, comunque non superiore a diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del primo decreto legislativo di cui al comma 1, durante il quale le banche devono risolvere le incompatibilità di cui alla presente legge;