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premesso altresì che il quotidiano "Avvenire" ha recentemente riportato le stime contenute nel Rapporto "Cambia Terra" dell'associazione "Action Aid", nelle quali si calcola, con un "focus" sulle donne, che siano circa 57.000 le lavoratrici sfruttate nei campi, sia italiane che straniere; considerato che il Rapporto di "Action Aid" rivela sistematici episodi di molestie, violenze e ricatti da parte dei datori di lavoro sulle donne costrette a lavorare in media 15-16 ore al giorno, con una retribuzione oraria di circa 2,5 euro, e in condizioni che contraddicono anche i diritti primari, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intendano intraprendere per la piena applicazione della legge contro il "caporalato" (legge n. 199 del 2016), per potenziare i controlli sui terreni agricoli italiani e far emergere questo mondo sommerso e per accertare le violazioni dei diritti dei lavoratori, con particolare riferimento alle donne braccianti vittime di molestie sessuali e di sfruttamento. Atto n. 4-07123 BERGESIO Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2022, cosiddetto "decreto flussi" ha stabilito le quote dei flussi d'ingresso in Italia dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale per l'anno 2021, fissandole in 69.700 unità, di cui 42.000 riservate al lavoro stagionale nel settore agricolo e turistico-alberghiero; nonostante l'avvenuto inoltro delle istanze, fissato nel periodo dal 1° febbraio al 17 marzo 2022, ad oggi non sono stati ancora rilasciati i nulla osta da parte degli Sportelli Unici, il che lascia il Paese in una situazione drammatica con il concreto rischio di perdere un'intera raccolta estiva nei campi; si apprende come i ritardi burocratici nella lavorazione delle pratiche siano legati ad attività di reingegnerizzazione dei sistemi informatici degli sportelli unici dell'immigrazione, le quali hanno costretto alla chiusura della piattaforma dalla fine del mese di aprile alla metà del mese di maggio 2022, comportando pertanto la sospensione di ogni attività collegata; la piattaforma anche a seguito della successiva riapertura ha evidenziato molteplici problematiche che hanno reso impossibile la gestione delle pratiche e, ad oggi, il sistema non è ancora completamente operativo; la situazione, alla vigilia dell'apertura della campagna di raccolta estiva, è ormai allarmante: all'agricoltura italiana mancano infatti circa 100.000 addetti, 1.450 braccianti soltanto nella provincia di Cuneo, dove si rischia la perdita di interi raccolti; è ingiustificabile che per colpa della burocrazia le imprese agricole perdano il lavoro di una intera annata agraria, peraltro in un periodo già estremamente difficile, in cui il prolungarsi della guerra in Ucraina sta provocando incessanti rincari dei costi dell'energia e delle materie prime; è necessaria l'immediata adozione di meccanismi più snelli maggiormente rispondenti alle esigenze delle imprese che nella programmazione del lavoro non possono scontrarsi con un apparato burocratico inadeguato e non al passo con i tempi dettati dalla natura e dalla stagionalità delle operazioni; tali situazioni rischiano inoltre di favorire fenomeni di illegalità. L'aumento dell'ingresso clandestino nel nostro Paese e allo stesso tempo le difficoltà nella gestione degli ingressi regolari attraverso gli attuali strumenti normativi, dimostrano un'evidente incapacità da parte degli organi competenti di coordinare una politica migratoria efficiente ed efficace; è evidente come la gestione di una immigrazione controllata rappresenti un efficace contrasto a quella immigrazione economica che va soltanto ad accrescere i fenomeni di sfruttamento dei lavoratori e di micro e macro criminalità nel nostro Paese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti nelle premesse e quali provvedimenti intendano immediatamente adottare per garantire il regolare flusso di lavoratori qualificati nel nostro Paese. Atto n. 4-07124 GRANATO Bianca Laura Ai Ministri della salute e dell'istruzione Premesso che un recente studio di peer review (intitolato "Carbon dioxide rises beyond acceptable safety levels in children under nose and mouth covering: Results of an experimental measurement study in healthy children" e disponibile sul sito "sciencedirect"), condotto da diversi ricercatori appartenenti a svariati istituti sanitari e scientifici tedeschi, ha verificato i livelli di anidride carbonica inalata sotto le maschere chirurgiche e le mascherine FFP2 indossate da 45 bambini aventi un'età media di 10,7 anni, durante un breve periodo di 25 minuti, concludendo: "L'obiettivo principale di questo studio era scoprire se i bambini che respiravano sotto una maschera facciale - maschera chirurgica e maschera FFP2 - sarebbero stati esposti a livelli di anidride carbonica nell'aria inalata, maggiori quelli ritenuti sicuri dalle normative vigenti in Germania. Abbiamo deliberatamente utilizzato un ambiente tranquillo in cui i bambini non erano esposti a nessun carico di lavoro fisico o mentale che avrebbe aumentato la loro necessità di fornitura di ossigeno. Anche in posizione seduta immobile per circa 18 minuti con mascherina, abbiamo misurato forti aumenti dell'anidride carbonica dell'aria inalata sotto la maschera facciale. Gli incrementi sono stati numericamente ampi e statisticamente molto significativi. I risultati sono stati molto robusti. Pertanto, l'anidride carbonica si accumula nella maschera e viene inalata. Ciò aumenta l'anidride carbonica nell'aria inalata sotto la mascherina, a livelli che violano le norme di sicurezza accettate per l'anidride carbonica. Siamo stati chiaramente in grado di distinguere tra il contenuto di anidride carbonica nell'aria inalata, nell'aria espirata e nell'aria inalata ed espirata articolare, il che mostra la validità dei nostri risultati. I nostri risultati erano già stati confermati da un altro gruppo di ricerca che ha utilizzato tubi di misurazione inseriti nel naso degli adulti. Questi risultati supportano il potenziale nesso causale tra sintomi, come mal di testa e affaticamento e l'aumento del contenuto di anidride carbonica nell'aria inalata sotto la mascherina. A nostra conoscenza non ci sono altri studi di misurazione che potrebbero invalidare o contraddire i nostri dati. (...) In conclusione, abbiamo prodotto dati sperimentali che mostrano che il contenuto di anidride carbonica nell'aria inalata sale in media tra 13.000 e 13.750 ppm di anidride carbonica, indipendentemente dal fatto che i bambini indossino una maschera chirurgica o FFP2. Ciò va ben oltre il livello di 2.000 ppm considerato come limite di accettabilità e oltre i normali 1.000 ppm per l'aria in ambienti chiusi. (...) Abbiamo mantenuto i livelli di CO2 nell'ambiente, al di sotto di 1.000 parti per milione (ppm) attraverso una ventilazione frequente. (...) Abbiamo misurato 13.100 ppm di CO2 nell'aria inalata sotto la maschera chirurgica e 13.900 ppm di CO2 nell'aria inalata sotto la maschera FFP2. (...) Nonostante ciò, questa è una stima piuttosto bassa, avendola misurata solo dopo un breve periodo di tempo e senza sforzo fisico.