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Al fine di consolidare e incrementare la funzione residenziale e far fronte alla carenza di alloggi per le fasce sociali vulnerabili, negli insediamenti storici di cui all'articolo 1 è approvato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un piano decennale per l'edilizia residenziale pubblica che prevede: a) l'utilizzo a favore dell'edilizia residenziale pubblica del patrimonio immobiliare pubblico statale, regionale e comunale dismesso; b) l'obbligo di mantenere le destinazioni residenziali previste con la sospensione dei cambi d'uso, fatte salve le attrezzature pubbliche e quelle strettamente connesse e compatibili con la residenza; c) l'erogazione di contributi a favore di comuni caratterizzati da elevata riduzione della popolazione residente per l'acquisto di alloggi da cedere in locazione a canone agevolato; d) la possibilità di subordinare il rilascio del titolo abilitativo, per interventi di recupero relativi a un numero non inferiore a quattro unità, alla stipula di una convenzione mediante la quale i proprietari si impegnano a locare, a un canone concordato con il comune, una quota non inferiore al 25 per cento delle abitazioni recuperate assicurando la priorità ai precedenti occupanti. Art. 6. (Norme transitorie) 1. Nelle more dell'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali, alle disposizioni di cui all'articolo 3, per i beni culturali d'insieme sono esclusi gli interventi in contrasto con l'articolo 2, comma 2. Con esclusione dei beni culturali già dichiarati, l'inizio dei lavori è subordinato alla previa comunicazione del progetto alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, che può opporre il proprio diniego, con provvedimento motivato, entro il termine perentorio di sessanta giorni.