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L'articolo 7, intervenendo sull'articolo 131- bis del codice penale, limita il campo di applicazione della preclusione all'applicazione della causa di non punibilità per la "particolare tenuità del fatto" nelle ipotesi di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. La modifica è volta a circoscrivere la preclusione ai reati commessi non più nei confronti di "pubblico ufficiale" ma nei confronti di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria nell'esercizio delle proprie funzioni. Contestualmente, la disposizione preclude sempre l'applicazione della tenuità del fatto alle ipotesi di oltraggio a magistrato in udienza. L'articolo 8 interviene sull'articolo 391- bis del codice penale allo scopo di inasprire il regime sanzionatorio per chiunque agevoli, nelle comunicazioni con l'esterno, il detenuto sottoposto alle restrizioni di cui all'articolo 41- bis della legge sull'ordinamento penitenziario; la pena base diventa la reclusione da 2 a 6 anni (in luogo della reclusione da 1 a 4 anni); la pena per la fattispecie aggravata diventa la reclusione da 3 a 7 anni (in luogo della reclusione da 2 a 5 anni). È inoltre estesa l'applicabilità delle medesime pene anche al detenuto che, sottoposto alle restrizioni di cui all'articolo 41- bis , comunica con altri in violazione delle prescrizioni imposte. L'articolo 9 inserisce nel codice penale il nuovo articolo 391- ter per punire con la reclusione da 1 a 4 anni chiunque mette a disposizione di un detenuto un apparecchio telefonico. La fattispecie si applica anche al detenuto che usufruisce del telefono e specifiche aggravanti sono previste quanto il reato è commesso da un pubblico ufficiale, un incaricato di pubblico servizio o un avvocato. L'articolo 10 modifica l'articolo 588 del codice penale, che punisce il reato di rissa, inasprendone le pene tanto per la fattispecie base, consistente nella partecipazione ad una rissa, quanto per quella aggravata, che si applica quando in conseguenza della rissa taluno rimanga ucciso o riporti lesioni personali. L'articolo 11, modificando gli articoli 13 e 13- bis del decreto-legge n. 14 del 2017, amplia l'ambito di applicazione delle misure del divieto di accesso ai locali pubblici e ai locali di pubblico trattenimento (cosiddetto Daspo), che possono essere disposte dal questore, autorità di pubblica sicurezza, nei confronti di coloro che siano stati denunciati per specifici reati e inasprisce le sanzioni in caso di violazione dei suddetti divieti. L'articolo 12 implementa gli interventi per il contrasto dei reati di stupefacenti commessi attraverso l'utilizzo della rete internet, prevedendo per i provider l'obbligo di introdurre strumenti di filtraggio dei siti web segnalati come strumento per la commissione dei suddetti reati e, conseguentemente, sanzioni amministrative per la violazione degli obblighi. L'articolo 13 interviene sulla disciplina del Garante nazionale delle persone private della libertà personale, attribuendogli funzioni nell'ambito della prevenzione della tortura. Inoltre si consente al Garante di delegare l'esercizio di alcune circoscritte funzioni ai garanti territoriali, quando particolari circostanze lo richiedano, per una durata massima di 6 mesi. Infine, il mandato dell'attuale Garante è prorogato di due anni. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC )auspica che, dopo quanto accaduto e dopo i chiarimenti che i gruppi hanno inteso rendere in merito alla vicenda polemica scaturita dopo la precedente seduta della Commissione giustizia, non si debbano più verificare personalizzazioni sulle questioni procedurali; auspica che in futuro ci si comporti in maniera coerente con i principi di un corretto dibattito parlamentare; ringrazia poi le relatrici per la esaustività e la completezza delle relazioni; ricorda l'importanza del dibattito in merito al decreto sicurezza anche per via delle raccomandazioni che erano pervenute da parte della presidenza della Repubblica al momento della promulgazione del decreto. Ricorda, tuttavia, come le indicazioni della presidenza della Repubblica erano limitate solo ad alcuni aspetti mentre, a suo avviso, in questo momento il Parlamento starebbe approfittando del pretesto di procedere alle correzioni dettate per adeguarsi alle indicazioni rese dalla Presidenza della Repubblica, per introdurre tuttavia norme nuove ed estranee rispetto alle medesime suddette indicazioni. Esprime, quindi, disappunto per il fatto che si continuino a cambiare le norme al variare delle maggioranze parlamentari con grave pregiudizio della certezza del diritto e della funzionalità del sistema giudiziario. Il PRESIDENTE invita il senatore Caliendo a formulare le proprie considerazioni di merito in sede di discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) chiede che sia svolto un ciclo di audizioni informali. Il PRESIDENTE , considerati i ristretti margini di tempo a disposizione per l'esame del provvedimento, invita i Gruppi a circoscrivere l'elenco di soggetti da audire. Propone inoltre di svolgere le audizioni nella giornata di domani, martedì 15 dicembre, nelle pause dei lavori dell'Assemblea. A conclusione delle audizioni, si aprirà la discussione generale. Propone inoltre di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti nella mattinata di mercoledì 16 dicembre. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene difficile organizzare lo svolgimento delle audizioni nella giornata di domani, considerati gli impegni dell'Assemblea, convocata a partire dalle ore 9,30. Inoltre, considera prematuro fissare il termine per gli emendamenti, ancora prima dello svolgimento della discussione generale: anche se la scadenza del decreto è ormai imminente, essendo prevista per il 20 dicembre, e bisogna tenere conto che l'Assemblea sarà impegnata su altri argomenti prima di passare all'esame del disegno di legge n. 2040 . Il PRESIDENTE ribadisce che, nella giornata di domani, sarà possibile svolgere le audizioni prima e dopo le sedute dell'Assemblea, o anche durante la pausa in genere prevista all'ora di pranzo. A proposito del termine per gli emendamenti, sebbene da un punto di vista procedurale sarebbe più corretto fissarlo dopo lo svolgimento della discussione generale, ritiene che si debba tener conto dei tempi a disposizione per l'esame del provvedimento. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) fa presente, in merito al dibattito sulla necessità di procedere o meno alle audizioni, come già presso la Camera dei deputati molte audizioni siano state stralciate per ragioni di tempo e ritiene, quindi, opportuno un supplemento d'istruttoria almeno presso questo ramo del Parlamento, in modo da poter recuperare le audizioni che non sono state svolte presso la camera dei deputati, evidenziando preoccupazioni per l'impatto che un provvedimento così delicato potrebbe avere sugli interessi generali del Paese.