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l'auspicio è che vediamo risultati concreti del lavoro che dovrebbe essere fatto dalla stessa e che effettivamente ci si inizi a muovere in maniera un po' più concreta, in modo tale che i risultati vengano portati anche all'esame di quest'Assemblea. Com'è noto, c'è stata una discussione sulla data di termine della proroga, proprio per consentire all'Assemblea di esaminare i risultati su una vicenda sicuramente complessa e molto delicata alla quale dobbiamo prestare la massima attenzione. Voteremo ovviamente a favore della proroga, come abbiamo fatto anche in occasione della prima. Il tempo di operatività della Commissione di inchiesta era già ampiamente scaduto. Arriviamo al 1° ottobre 2022; ci auguriamo che in quella data, finalmente, potremo avere per le mani qualcosa di concreto. (Applausi). LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, la Commissione di inchiesta sui fatti de "Il Forteto", come sapete, sta lavorando da mesi su una vicenda che risulta essere una delle pagine più buie del nostro Paese, tanto che, se raccontassimo i fatti a chi non ne conoscesse minimamente l'esistenza, penserebbe a un film dell'orrore o comunque a una vicenda che non potrebbe accadere nel nostro Paese, tanto meno nella nostra civilissima Toscana. È vero che stiamo discutendo di una proroga, sottolineo necessaria, ma credo sia opportuno ricordare a noi tutti i punti fondamentali di questa vicenda. Il luogo, Vicchio di Mugello, una vallata dell'Appennino toscano, in provincia di Firenze: un luogo dove per circa trent'anni sono stati accolti minori in affidamento, allontanati da famiglie con gravi problemi; un luogo dove sono stati commessi gravi abusi sessuali e violenze su minori; un luogo dove si predicava o si attuava una teoria educativa, sociale, un modello di famiglia - sinceramente non saprei come definirlo - voluto e gestito da un certo Fiesoli, capo di quella comunità. Cito le stesse parole che ho usato in quest'Aula quando votammo la legge istitutiva della Commissione: "Il Forteto" è stata una setta totalizzante in cui si è annullata la personalità dei soggetti, di ragazzi con gravi problemi, e si sono rovinate decine, centinaia di famiglie e di persone, perché al "Forteto" non ci sono stati soltanto gravissimi abusi su minori, le violenze, le botte, i rapporti sessuali completi messi in atto dal Fiesoli; in quel luogo c'erano bambini che venivano fatti alzare all'alba per andare a lavorare, prima di essere portati a scuola, per fare un formaggio che magari mangiavano i tanti ospiti illustri - da politici a magistrati - che hanno frequentato la struttura. Dopo le due Commissioni di inchiesta della Regione Toscana e i processi, che hanno visto condanne, è emerso che in quel luogo è stato permesso di tutto nel silenzio e con la connivenza della politica, della magistratura, dei vertici socio-sanitari; con l'avallo e l'aiuto della Regione Toscana e delle amministrazioni locali, che per anni hanno considerato "Il Forteto" un esempio, finanziandolo e promuovendolo. (Applausi). Ancora oggi le responsabilità politiche non sono definite, non è ancora ben definito quale sia stato il meccanismo che ha creato il corto circuito del sistema; uno scaricabarile delle responsabilità fra chi doveva controllare e aveva il dovere di tutelare e proteggere quelle che allora sono state giovani vittime. In questi mesi abbiamo ascoltato molti di quegli attori: le vittime, i consulenti. Ancora oggi ci chiediamo come è possibile che sia successo tutto ciò, chi ha protetto Fiesoli. È possibile che i magistrati, i politici, gli operatori che hanno avuto a che fare con "Il Forteto" abbiano agito tutti in buona fede? È possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla? Ancora queste domande non hanno una risposta completa e compiuta. Dobbiamo andare a fondo di questa vicenda, e per questo occorre altro tempo; troppi sono ancora gli angoli bui. Soprattutto mi rivolgo al Presidente della Commissione e ai colleghi: usiamo bene il tempo che ci viene nuovamente concesso per andare nel vivo della questione. Cerchiamo di individuare non solo i responsabili individuali su cui la magistratura si è già pronunciata, ma anche la responsabilità politica di tutto ciò al fine di non rendere vano il nostro lavoro. Lo dobbiamo prima di tutto alle vittime, ma anche alle Istituzioni e alla buona politica sporcata dalla vicenda. Tutto ciò senza scordare - voglio ricordarlo a me stesso e all'Assemblea - che se il "Forteto" rappresenta la parte più estrema e drammatica delle vicende degli affidamenti - purtroppo non unica nella sua drammaticità, penso ad esempio alla vicenda di Bibbiano - occorre ricordare quanto sia necessario approfondire in misura ancora maggiore il tema generale e delicato degli affidi. Per questi motivi e molti altri annuncio il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. (Applausi) . BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico voterà a favore della proroga del termine per la Commissione d'inchiesta sul "Forteto" non convintamente, ma responsabilmente. Vorrei far notare che siamo già alla seconda proroga. È una Commissione che chiede responsabilità; noi siamo qui per questo, l'abbiamo sempre votata e abbiamo partecipato in tal senso. Dispiace che il senatore La Pietra abbia svolto già una relazione su una relazione. Ricordo che stiamo votando semplicemente una proroga. Faccio un appello a tutti i commissari, ma soprattutto, Presidente, a lei affinché si arrivi a votare una relazione su questo fatto increscioso, drammatico e tragico che riguarda sicuramente tutta l'Italia, ma in particolare una zona della Toscana, che mi è particolarmente cara. Si arrivi, per il rispetto che è dovuto a tutti gli interessati, a tutte le vittime dirette e indirette, a votare una relazione il prima possibile, senza aspettare ottobre. Abbiamo avuto degli intoppi dovuti all'emergenza Covid, che non può però essere una giustificazione per prorogare ulteriormente dei lavori che ci devono vedere dare risposte chiare e certe con senso di responsabilità. Sappiamo che c'è ancora qualcosa di non chiaro. La Commissione sta lavorando, ma non è tollerabile che ci sia ancora, in questo momento in cui, lo ricordo, votiamo solo la proroga, la strumentalizzazione di chi pensa di avere in Assemblea già una relazione sul tema. (Applausi) . Un tema che ci chiama, senatore La Pietra, ad avere responsabilità verso le vittime. Votiamo intanto la proroga e poi diremo nella relazione tutto quello che abbiamo riscontrato, ognuno nelle sue posizioni. (Applausi) . RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) .