[resaula]

Al netto delle regolazioni contabili esso risulta pari a 17,9 miliardi di euro con un miglioramento di 23,6 miliardi rispetto alle corrispondenti previsioni definitive. L'avanzo primario di bilancio è risultato pari a 49,2 miliardi di euro, pari al 2,8 per cento del PIL, superiore di 7,7 miliardi rispetto a quello del 2017, con un miglioramento del 15,7 per cento. Infine, il ricorso al mercato finanziario si attesta a -225,1 miliardi di euro con un miglioramento di 44,7 miliardi rispetto alle previsioni definitive, nel rispetto del limite massimo fissato dall'articolo 1 della legge di bilancio per il 2018. Il saldo netto da finanziare si è attestato nel 2018 a -45,9 miliardi di euro, pari al 2,6 per cento del PIL; tale esito è da riferire al risultato combinato della gestione di competenza e di quella dei residui, che presentano rispettivamente un saldo negativo in termini di competenza di 40 miliardi circa e di 5,7 miliardi in termini di residui. Il saldo presenta un miglioramento sia rispetto alle previsioni definitive che rispetto all'esercizio 2017. Per quanto concerne la gestione in conto residui, il conto dei residui provenienti dagli esercizi 2017 e precedenti presentava, al 1° gennaio 2018, residui attivi per 204 miliardi di euro e residui passivi per 137,9 miliardi, con un'eccedenza attiva di 66 miliardi di euro. Nel corso dell'esercizio la situazione delineata si è modificata: infatti, dal lato delle entrate, si sono registrate variazioni in diminuzione pari a 46 miliardi di euro e dal lato delle uscite si è registrata una analoga diminuzione di 17,5 miliardi di euro, di cui 8,3 miliardi eliminati per perenzione amministrativa. A seguito di tali variazioni, gli accertamenti di residui attivi provenienti dai precedenti esercizi ammontano a 158 miliardi di euro, mentre i residui passivi ammontano a 120 miliardi di euro. Con riguardo, poi, ai residui di nuova formazione derivanti dalla gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2018, le somme rimaste da riscuotere e da versare ammontano a 88 miliardi di euro e quelle rimaste da pagare raggiungono 68,3 miliardi di euro. In termini di tasso di formazione di nuovi residui passivi, questo aumenta dall'8,2 per cento registrato nel 2017, all'8,4 per cento registrato nel 2018. Tale aumento è riconducibile al maggiore tasso di riduzione dei pagamenti di competenza rispetto al tasso di riduzione degli impegni. Nel complesso, il conto dei residui al 31 dicembre 2018 espone residui attivi per 203,9 miliardi di euro e residui passivi per 140,36 miliardi di euro, con un'eccedenza attiva di 63,57 miliardi di euro. Quest'ultima presenta, rispetto all'inizio dell'esercizio, una diminuzione di 2,6 miliardi di euro circa, dovuto ad una riduzione del volume dei residui attivi per 136 milioni di euro e un aumento dei residui passivi per 2,4 miliardi di euro. Per quanto concerne, infine, il conto generale del patrimonio - il documento contabile che fornisce annualmente la situazione patrimoniale dello Stato quale risulta alla chiusura dell'esercizio - si rileva che le attività finanziarie hanno presentato nel 2018 un aumento complessivo di 20,1 miliardi di euro, passando da 636 a 656 miliardi di euro; nello specifico, va registrato un aumento delle attività finanziarie di breve termine dovuto all'aumento registrato nei «residui attivi per denaro da riscuotere» e nei «crediti di tesoreria», compensato in parte da una diminuzione nei «residui attivi per denaro presso gli agenti della riscossione». Quanto alle attività finanziarie di medio-lungo termine, si è assistito ad un aumento complessivo di 13 miliardi di euro. Nelle attività non finanziarie "prodotte", si è registrato un incremento complessivo di 8,3 miliardi di euro. Quanto ai beni mobili patrimoniali, le consistenze hanno presentato complessivamente un incremento di 1,2 miliardi di euro. Nelle attività non finanziarie "non prodotte" si è registrata una diminuzione complessiva di -104 milioni di euro. Le passività finanziarie risultano complessivamente aumentate. Per i debiti a breve termine, nei residui passivi di bilancio 2018, si riscontra un aumento, mentre nei debiti di tesoreria si rileva un aumento complessivo, determinato dall'effetto combinato della diminuzione nelle «altre gestioni» e degli aumenti registrati per i «conti correnti» e nel «debito fluttuante», mentre gli «incassi da regolare» sono rimasti invariati. Per i debiti a medio e lungo termine, l'aumento complessivo è risultato di 45,78 miliardi di euro, di cui 50,8 nei «debiti redimibili», in parte compensati dalla diminuzione di 5 miliardi nei restanti «debiti diversi». Va altresì ricordato che nel ciclo del bilancio 2018, con riferimento al triennio di programmazione 2018-2020, è stato integrato per la prima volta il processo di revisione della spesa, così come previsto dall'articolo 22- bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nell'ottica di un rafforzamento della programmazione finanziaria e con l'obiettivo di conseguire un maggior grado di sistematicità del processo di revisione della spesa. Le proposte di risparmio dei Ministeri sono confluite nella legge di bilancio attraverso specifiche disposizioni normative, con le quali sono stati rivisti i parametri che determinano la spesa e, in più ampia misura, tramite azioni di razionalizzazione delle strutture e dei processi. A fronte dell'obiettivo di 1 miliardo in termini di indebitamento netto, gli stanziamenti del bilancio sono stati ridotti per circa 1,3 miliardi di euro che decorrono - in base al diverso impatto delle spese e secondo la loro natura - in conformità ai criteri di contabilità nazionale. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice sul disegno di legge n. 1388, senatrice Pirro. PIRRO, relatrice sul disegno di legge n. 1388 . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, il 1° luglio scorso il Governo ha varato un pacchetto di misure composto dal disegno di legge di assestamento e dal decreto-legge n. 61 del 2019. Rispetto al Documento di economia e finanza di aprile, il disegno di legge di assestamento - assumendo lo stesso quadro macroeconomico di riferimento - fa emergere un miglioramento dell'indebitamento netto nel 2019 pari a 6,1 miliardi di euro, determinato per 6,2 miliardi da maggiori entrate nette e per 0,1 miliardi da maggiori spese nette. Va precisato che tali importi includono un impatto migliorativo sul deficit di 0,5 miliardi, da imputare agli andamenti registrati fuori dal perimetro del bilancio dello Stato. Nello specifico, il disegno di legge n. 1388, recante l'assestamento di bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019, ha lo scopo di aggiornare a metà esercizio le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto. Con il disegno di legge di assestamento le previsioni di entrata sono adeguate in base alla revisione delle stime del gettito;