[pronunce]

che, secondo il giudice a quo, l'art. 49, comma 1, lettera e), della legge regionale della Campania n. 15 del 2002 sarebbe però richiamato al primo “visto” del preambolo motivazionale della successiva delibera della Giunta regionale n. 4063 dell'11 settembre 2002, che avrebbe modificato il calendario venatorio allegato alla delibera n. 3628 del 26 luglio 2002, sostituendo il primo capoverso, lettera a), del primo deliberato, nel senso che le specie colombaccio, ghiandaia, merlo, quaglia e tortora sono considerate cacciabili dall'8 al 15 settembre 2002, con integrale conferma, per il resto, della prima delibera del 26 luglio 2002; che, a giudizio del rimettente, la questione di legittimità costituzionale sarebbe rilevante, in quanto la norma censurata integrerebbe il presupposto giuridico del complessivo deliberato regionale costituito dalla delibera n. 3628 del 26 luglio 2002, come modificata dalla successiva delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002; che, tuttavia, il giudice a quo, nel richiamare la delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002, annette ad essa il contenuto di una precedente delibera della Giunta regionale del 9 settembre 2002, n. 4039 (Riformulazione calendario venatorio annata 2002-2003 in esecuzione sentenza Tar n. 4022 del 4/9/2002), la quale, richiamando al primo “visto” del preambolo motivazionale l'art. 49, comma 1, lettera e), della legge regionale della Campania n. 15 del 2002, sostituiva la previsione contenuta nel primo capoverso, lettera a), della delibera n. 3628 del 2002, stabilendo che potessero essere cacciate dall'11 settembre 2002 le specie colombaccio, ghiandaia, merlo, quaglia e tortora; che avverso tale delibera il WWF Italia, ricorrente nel giudizio a quo, ha proposto motivi aggiunti con atto del 10 settembre 2002, chiedendone l'annullamento anche in relazione alla parte in cui essa consentiva la caccia delle specie sopra menzionate dall'8 [recte: 11] settembre 2002; che la suddetta previsione è stata modificata dalla Giunta regionale campana con la delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002 (Delibera Regionale 4039 del 9/9/2002 - Differimento termini), la quale prevede, diversamente da quanto si evince dalla ordinanza di rimessione, il differimento al 15 settembre 2002 dell'inizio dell'attività venatoria “per tutte le specie cacciabili ad eccezione del cinghiale per il quale l'apertura resta fissata il 2 ottobre 2002”; che anche avverso questa delibera il WWF Italia, ricorrente nel giudizio a quo, ha proposto motivi aggiunti con atto del 5 novembre 2002, chiedendone l'annullamento in quanto essa, pur allineando la data di apertura della stagione venatoria alla terza domenica di settembre (come previsto dal citato art. 18 della legge statale n. 157 del 1992), richiama la rimanente parte del calendario venatorio regionale, oggetto di ulteriori censure nel procedimento pendente davanti al TAR Campania; che, dunque, il giudice rimettente, nel motivare sulla rilevanza della questione, pur citando la delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002, non tiene conto del contenuto di essa, che prevede l'apertura della caccia nel territorio regionale a partire dal 15 settembre 2002 (coincidente con la terza domenica del mese), in conformità con quanto previsto dalla normativa nazionale, facendo invece esplicito e motivato riferimento al contenuto della delibera n. 4039 del 9 settembre 2002; che l'erronea considerazione del contenuto del complessivo deliberato regionale costituito dalla delibera n. 3628 del 26 luglio 2002 come modificata dalle richiamate successive delibere inficia la ricostruzione proposta dal giudice a quo per sostenere la rilevanza della questione; che la motivazione sulla rilevanza appare pertanto carente, in assenza di qualsiasi riferimento alla previsione, contenuta nella citata delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002, del differimento al 15 settembre 2002 dell'inizio dell'attività venatoria nel territorio campano.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 49, comma 1, lettera e), della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 15 (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002), sollevata, in riferimento all'art. 117, primo comma e secondo comma, lettera s), della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sede di Napoli, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 marzo 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 marzo 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA