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il settore delle telecomunicazioni è al centro di una profonda trasformazione che richiederà lo sviluppo e la cura di nuove competenze professionali e la diffusione di una cultura digitale. Questo processo dovrà essere accompagnato da investimenti rilevanti nella formazione delle lavoratrici e dei lavoratori da parte delle imprese per la salvaguardia del tessuto occupazionale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del piano di investimenti che l'azienda Iliad Italia SpA intenda mettere in campo per assicurare sia un proficuo sviluppo occupazionale sia un sistema formativo che accompagni le lavoratrici e i lavoratori in questa fase di profondi cambiamenti che stanno interessando il settore delle telecomunicazioni; quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprendere per garantire il rispetto della legge italiana nei propri processi di identificazione e acquisizione del cliente, anche al fine di assicurare regole certe e uniformi per tutti gli operatori delle telecomunicazioni, in un ambito concorrenziale corretto e leale. Atto n. 3-00129 VALENTE MARCUCCI PATRIARCA LAUS PARENTE NANNICINI MIRABELLI MALPEZZI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il 4 ottobre 2017, presso il Ministero dello sviluppo economico si è tenuto un incontro per affrontare lo stato di crisi dell'area industriale ex Montefibre di Acerra (Napoli). A tale incontro hanno partecipato rappresentanti del Ministero, l'assessore per il lavoro e l'assessore per le attività produttive della Regione Campania, presenti le confederazioni nazionali di CGIL, CISL e UIL e i rappresentanti delle segreterie nazionali e territoriali di Filtem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil; l'incontro è avvenuto a seguito della presentazione al Ministero, da parte della Regione Campania dell'istanza di riconoscimento di area di crisi complessa ai sensi della legge n. 181 del 1989, dell'area industriale, in cui si trovano gli stabilimenti della ex Montefibre; nelle more del riconoscimento di area di crisi complessa, la stessa Regione Campania ha comunque richiesto la conferma del riconoscimento di area di crisi non complessa, già ottenuto in precedenza dal Ministero, per dare seguito ai bandi già pubblicati che prevedono agevolazioni a sostegno di progetti di investimento dedicati allo sviluppo dell'area industriale; a seguito dell'incontro sono state avviate iniziative per il rilancio dell'area industriale ex Montefibre di Acerra, che tuttavia hanno subito un forte rallentamento a causa del lungo periodo intercorso tra le elezioni e l'insediamento del nuovo Esecutivo; considerato che: i lavoratori coinvolti dallo stato di crisi sono 350, di cui soltanto 120 allo stato attuale usufruiscono di ammortizzatori sociali che termineranno il 31 dicembre 2018; il decreto già approvato per le aree di crisi complessa non prevede la copertura degli stessi; le organizzazioni sindacali hanno richiesto un intervento urgente da parte di tutte le istituzioni per mettere in atto interventi di sostegno di progetti imprenditoriali di riconversione dell'area e di proroga degli ammortizzatori sociali in favore dei lavoratori coinvolti; rilevato che, per quanto risulta agli interroganti: da notizie raccolte, in data 26 luglio 2018, sarebbe prevista la convocazione presso il Ministero di un tavolo di crisi per la vertenza riguardante l'ex Montefibre di Acerra; a tale tavolo, oltre ai rappresentanti del Ministero, delle organizzazioni sindacali e della Regione, sarebbero stati invitati, in modo del tutto irrituale rispetto a quanto finora avvenuto per tali situazioni, anche tre rappresentanti del Movimento 5 Stelle, tra i quali un senatore in carica, il capogruppo al Consiglio regionale della Campania Gennaro Saiello e la consigliera regionale Valeria Ciarambino, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni che hanno indotto il Ministero dello sviluppo economico a convocare al tavolo di crisi sull'ex Montefibre di Acerra, oltre a coloro che hanno responsabilità formali nella vicenda, i tre rappresentanti politici del Movimento 5 stelle; se il Ministro in indirizzo ritenga necessaria e indispensabile la partecipazione dei rappresentanti Movimento 5 stelle al tavolo di crisi e quali siano le ragioni dell'esclusione dal tavolo dei rappresentanti di altre forze politiche di maggioranza ed opposizione; se intenda attuare tale metodo di gestione anche in altri tavoli di crisi. Atto n. 3-00130 LANNUTTI TAVERNA PATUANELLI BOTTICI PESCO DI NICOLA CASTIELLO TURCO DRAGO DI PIAZZA BUCCARELLA FENU FATTORI PERILLI BOTTO PUGLIA MORRA SILERI LUCIDI FERRARA PARAGONE ROMAGNOLI MAUTONE GRASSI LOMUTI URRARO GIARRUSSO ACCOTO DELL'OLIO LANZI PIRRO Marco PELLEGRINI PRESUTTO GIROTTO TRENTACOSTE RICCARDI EVANGELISTA AUDDINO MAIORINO Giuseppe PISANI FLORIDIA MANTERO DE BONIS NOCERINO DE FALCO VACCARO CASTALDI DONNO GUIDOLIN MOLLAME Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: durante l'audizione informale, tenutasi il 17 luglio 2018 dinanzi alle Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera dei deputati, nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato, il presidente Giuseppe Maria Berruti, commissario della Consob, a seguito della domanda dell'on. Raphael Raduzzi, ha dichiarato che la Consob ha compiuto le verifiche, previste dagli artt. 3 e 4 del suo regolamento di organizzazione e funzionamento, sulla legittimità della nomina a presidente di Mario Nava. Di tali verifiche vi sono gli esiti, che il presidente Berruti, per lealtà verso l'istituto di cui è commissario, ha dichiarato di non poter rendere noti, ma che, ovviamente, possono essere acquisiti dal Parlamento e dal Governo; già con gli atti di sindacato ispettivo del Senato della Repubblica 4-00077 e 4-00167 e dell'Europarlamento 003015, erano stati sollevati dubbi relativamente all'ipotesi che il presidente Nava fosse stato nominato in violazione della legge n. 216 del 1974, istitutiva della Consob. Infatti, la Consob (Commissione per le società e la borsa), regolata attraverso la legge n. 216 del 1974 e la legge n. 281 del 1985, ha il compito di svolgere attività di tutela degli investitori, per l'efficienza, trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Essa è governata da un organo collegiale composto da un presidente e da quattro membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri (previa deliberazione del Consiglio stesso), i cui membri, oltre ai normali requisiti richiesti per ogni ufficio pubblico, per la nomina a componente della Commissione, devono anche possedere una "specifica e comprovata competenza ed esperienza" e una "indiscussa moralità ed indipendenza". Al requisito dell'indipendenza sono collegate le ipotesi di incompatibilità previste tassativamente: