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L'aspetto sociologicamente più rilevante del fenomeno, che assume le caratteristiche di una sorta di cyberbullismo (ovviamente estremo), è che farebbe leva sulla bassa autostima, sulla fragilità e sull'instabilità emotiva dei soggetti coinvolti. Ciò contribuisce anche a spiegare il fenomeno secondario costituito dalla psicosi da blue whale , che si è diffusa moltissimo nell'ultimo periodo tra i teenager e le loro famiglie, proprio per il timore che si ha dell'adescamento in Rete nei loro confronti. Il fenomeno è purtroppo molto diffuso ed estremamente pericoloso, che non trova però nel nostro sistema una qualificazione giuridica ben precisa. Infatti, sebbene i compiti assegnati ai ragazzi che si prestano a fare questo gioco siano spesso finalizzati al suicidio del partecipante, qualora non si realizzi l'intento criminoso (ossia la morte del giocatore) non si può considerare configurato il reato di istigazione al suicidio. La legislazione attuale prevede una serie di condotte che si sostanziano nell'istigazione a delinquere e al suicidio, ma nessuna delle condotte attualmente previste dal nostro sistema penale prevede un'istigazione al compimento di autolesionismo. È per questo, proprio per mettere fine a questa situazione, che è intervenuto il provvedimento in esame, che - a mio parere - è estremamente importante; non a caso questa Assemblea lo sta votando praticamente all'unanimità, solo con qualche astensione. Tra l'altro, si prevede la nuova figura di reato come ipotesi residuale, perché si dice «qualora non costituisca più grave reato». La scelta rilevante è stata anche quella di prevedere obblighi in capo ai titolari del trattamento e ai gestori delle piattaforme. Ai messaggi pericolosi veicolati attraverso moltissime piattaforme social deve essere dato un freno, ed è anche questo l'intento della normativa in esame: a tal fine è stata inserita l'espressa previsione che, qualora sia stata posta in essere una delle condotte previste dal nuovo articolo 414- ter del codice penale, il genitore, il tutore o il curatore può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore della piattaforma un'apposita istanza per l'oscuramento o la rimozione delle immagini, salvo la conservazione ai fini probatori per un periodo di nove mesi. In questo senso, sento il dovere di manifestare qui qualche perplessità, perché - a mio parere - una durata di nove mesi non è comunque sufficiente per garantire la sicurezza in termini probatori. Ho eccepito, inoltre, in Commissione il termine di quarantott'ore previsto affinché il materiale venga rimosso dalla piattaforma digitale. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,03) ( Segue CUCCA). E questo termine è evidentemente eccessivamente ampio, considerato - ad esempio - che piattaforme come Tik Tok o Instagram prevedono che determinate immagini in un tempo infinitesimale (molto meno di un secondo) vengono cancellate automaticamente. Lasciare quarantott'ore questo materiale sulla Rete può essere davvero pericoloso per l'educazione, la cura e soprattutto la protezione dei minori coinvolti in siffatte vicende. Per il momento è stato fatto sicuramente un notevole passo avanti. Speriamo che non accadano episodi come quelli che siamo costretti a vedere tutti i giorni e che il suddetto intervallo di tempo possa essere riconsiderato in un secondo momento con un intervento che lo abbrevi ulteriormente. È evidente però che non basta quello che stiamo facendo. C'è davvero necessità di una migliore prevenzione, di una miglior cura dei minori, di prevedere misure che possano assistere i ragazzi che, soprattutto dopo il periodo della pandemia, hanno subito fenomeni depressivi che li hanno portati a frequentare i social e questo genere di sfide. Dovremmo intervenire con un altro intervento legislativo importante, in maniera tale da curare, molto più di quanto abbiamo fatto fino ad oggi, la salute fisica e mentale dei nostri figli e dei minori. Per i motivi esposti, il Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano voterà convintamente a favore di questo provvedimento, auspicando però che sia solo il primo passo, perché davvero su questa materia c'è bisogno di fare tanto altro e credo che sia nostro dovere mettere in atto tutte le azioni necessarie per prevenire questi fenomeni gravissimi. (Applausi) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, Fratelli d'Italia ha sottoscritto il disegno di legge d'iniziativa del senatore Pillon, che ringrazio per l'iniziativa e la condivisione, e lo ha sostenuto e anche rafforzato in Commissione giustizia con il contributo del collega Balboni. Sosteniamo tale provvedimento convintamente anche oggi, perché il disegno di legge n. 2086, contenente modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio, colma un vuoto legislativo e punta a tutelare i minori, sempre più esposti sui social ai rischi rappresentati da sfide pericolose e da giochi chi si sono rivelati talvolta anche mortali. Purtroppo non sono mancati i casi di cronaca a ricordarcelo, e si tratta non di numeri o di notizie stampa, ma di bambini che sono rimasti vittime inconsapevoli e involontarie di queste sfide portate fino all'atto estremo ed ultimo del suicidio: tragedie di giochi letali come masticare capsule di detersivo, oppure la sfida dello spaccatesta, o ancora le prove di apnea fino al soffocamento: episodi che hanno fatto emergere un mondo sommerso di sfide maledette e anche un vuoto normativo che abbiamo il dovere di colmare. La legislazione vigente, infatti, contempla l'istigazione al suicidio, così come l'istigazione a delinquere, ma tali condotte non comprendono la fattispecie sempre più diffusa, purtroppo, dell'istigazione all'autolesionismo, e questo rappresenta il vulnus normativo da correggere. Bisogna intervenire rispetto ad una sorta di far west che corre sul web , responsabilizzando i gestori delle piattaforme social , inducendoli ad usare tutti i mezzi tecnici necessari per fronteggiare tali rischi e per stroncare sul nascere la diffusione di atteggiamenti emulativi e l' escalation . Le modifiche proposte dal disegno di legge agli articoli del codice penale, in particolare 414 e 580, puntano a introdurre pene e sanzioni per chi, con dolo o colpa, espone al rischio la salute della vita dei minori. Si prevede altresì l'aumento di pena per l'istigazione al suicidio attraverso strumenti telematici e informatici, nonché la punizione delle condotte commesse all'estero. Cari colleghi, siamo consapevoli che l'approvazione di questo disegno di legge non sia la panacea ma una goccia nel mare, anzi in quello stagno senza regole rappresentato dai social , ed enormi restano le criticità e le questioni irrisolte. Tuttavia, siamo anche consapevoli che questo strumento legislativo impone finalmente paletti importanti, segna un perimetro di rispetto delle regole di vigilanza, di controllo e di responsabilità che chiama in causa gli utenti e i genitori dei minori, ma soprattutto - attenzione, colleghi - chiama in causa le aziende digitali, quei colossi multinazionali che hanno fatturati da capogiro e non pagano le tasse in base al fatturato. (Applausi) .