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Modifica all'articolo 24- bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di regime fiscale agevolato per le persone fisiche che trasferiscono la loro residenza in Italia e misure in favore delle famiglie e delle imprese. Onorevoli Senatori. – Tra gli interventi più recenti introdotti nella legislazione italiana, finalizzati ad incentivare il trasferimento della residenza fiscale sul territorio italiano, risultano quelli previsti dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017), le cui misure si ponevano l'obiettivo principale favorire gli investimenti, i consumi e il radicamento in Italia di nuclei familiari e individui non residenti ad alto potenziale di reddito, a prescindere dallo svolgimento di una specifica attività lavorativa. In particolare, per questi soggetti, la legge di bilancio 2017 ha stabilito, in deroga alla disciplina ordinaria, una tassazione agevolata dei redditi prodotti all'estero, che consiste nel versare un'imposta sostitutiva dell'IRPEF, stabilita forfettariamente, pari a 100.000 euro, per ciascun periodo d'imposta, confermando comunque le normali imposte da applicare sui redditi italiani. Il regime agevolato predetto tuttavia risulta, ad avviso dei presentatori del presente disegno di legge, depotenziato e circoscritto ad una platea di beneficiari ad altissime capacità reddituali, i quali possono anche riscontrare interesse e convenienza sulle attuali disposizioni previste, ma ciononostante esclude un ambito di persone fisiche vasto e diffuso, che invece potrebbero certamente essere interessate a trasferire la propria residenza fiscale in Italia, agevolate da una normativa più favorevole e attrattiva. In tale ambito, la presente iniziativa legislativa si inserisce all'interno delle vigenti disposizioni convenzionali in materia, con l'obiettivo di porre le basi per un'autentica strategia di rilancio, per quanto riguarda il regime fiscale dedicato al trasferimento di residenza in Italia di capitale umano, nella convinzione che un impatto economico reale e favorevole si ottiene solo attraverso una tassazione appetibile, anche sui redditi italiani. Una fiscalità di vantaggio, determina infatti lo spostamento di sedi direzionali di aziende estere nel nostro Paese, unitamente a numerosissimi manager , dirigenti e amministratori, (che conseguono redditi medi, alti o altissimi) i quali, se optassero per la residenza in Italia con un'attività professionale avente sede nel nostro territorio, determinerebbero con la tassazione al 15 per cento, come prevede il presente disegno di legge, un vantaggio fiscale molto significativo e notevolmente superiore rispetto a Paesi come gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito, oltre che la Germania, la Francia ed altri. Al riguardo, se consideriamo il progetto in corso da anni di trasferire da Londra a Milano il distretto finanziario europeo di riferimento, con l'obiettivo di portare nel capoluogo lombardo le attività in uscita dalla City londinese (a causa degli effetti della Brexit ), tale decisione indurrebbe lo spostamento di almeno 50 – 60.000 manager (con redditi medi pari a 600.000 euro) dalla piazza finanziaria britannica, con esiti estremamente favorevoli sia per essi (considerato che pagherebbero meno della metà delle imposte fiscali rispetto a quanto versano attualmente in Gran Bretagna) che per il fisco italiano, che incasserebbe al contempo, entrate da record . Pertanto, il presente disegno di legge intende introdurre misure di politica fiscale e di crescita, in grado di determinare una svolta di forte richiamo ed effettiva al Paese, prevedendo anche una particolare attenzione per le regioni del Mezzogiorno, attraverso l'introduzione di ulteriori interventi fiscali quanto mai vantaggiosi per le persone fisiche con la residenza all'estero che decidono di trasferire la residenza in uno dei comuni già ricadenti nelle regioni dell'obiettivo «Convergenza» ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006 (Puglia, Calabria, Campania, Sicilia). Il quadro delle disposizioni previste dalla presente iniziativa legislativa si completa inoltre con ulteriori misure di sistema, stabilendo che i maggiori oneri fiscali derivanti dal gettito complessivo della nuova imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi delle persone fisiche con sede all'estero, che trasferiscono la propria residenza in Italia, siano destinati ad interventi per la riduzione del cuneo fiscale e per incentivare la natalità nel nostro Paese. Analizzando più dettagliatamente l'impianto normativo del presente disegno di legge, composto da due articoli, i commi da 1 a 4 dell'articolo 1 sostituiscono l'attuale regime fiscale previsto dall'articolo 24- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, attualmente limitato ai redditi esteri di chi trasferisce la propria residenza in Italia, con un regime fiscale opzionale che riguarda tutti i redditi di chi trasferisce dall'estero la propria residenza in Italia In particolare, viene prevista la tassazione con l'aliquota flat del 15 per cento per quindici anni del reddito complessivo di chi trasferisce in Italia la residenza dopo essere stato residente all'estero per almeno nove dei dieci anni precedenti. Il successivo comma 5 prevede inoltre, l'integrale esenzione da imposizione sui redditi per quindici anni a favore di coloro che trasferiscono in Italia la residenza, a condizione di essere stati residenti all'estero per almeno nove dei dieci anni precedenti. Il comma 6 prevede che le maggiori entrate derivanti dal gettito complessivo dell'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi delle persone fisiche di cui al comma 2 a valere su quota parte, siano riservate all'erario e affluiscano al Ministero dell'economia e delle finanze, per essere destinate agli interventi per la riduzione del cuneo fiscale e per il finanziamento delle misure in favore della natalità. La restante parte eccedente è versata al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Il comma 7 rinvia ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro della famiglia, i criteri e le modalità per l'assegnazione e la ripartizione quota parte dei contributi per le finalità di cui al precedente comma 6. Si precisa infine che le presenti disposizioni non necessitano di coperture di gettito, essendo invece idonee a determinarne un incremento, per l'evidente effetto attrattivo di base imponibile dall'estero che non sconterebbe altrimenti alcuna imposizione in Italia. A tal fine, l'articolo 2 stabilisce la clausola d'invarianza finanziaria, ai sensi della quale dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.