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Ciò in quanto, stante la particolare struttura del disegno di legge, articolato sostanzialmente su tre aree di intervento (una recante disposizioni di natura pubblica, come ad esempio i trasporti pubblici locali, una relativa all'avvio delle attività imprenditoriali - sia di natura commerciale che industriale - ed una relativa al regime dei mercati, con disposizioni che interessano entrambe le aree precedenti), si potrebbero verificare inopportune sovrapposizioni, con la stessa tematica trattata in più audizioni. Ad avviso del relatore COLLINA ( PD ), l'organizzazione del ciclo di audizioni potrebbe ricalcare quella già adottata in occasione dell'esame di importanti provvedimenti congiuntamente alla Commissione ambiente. Anche in quell'occasione, infatti, si era concordato di procedere alle sole audizioni ritenute assolutamente necessarie da parte dei Gruppi. In relazione ad ulteriori soggetti, invece, si era proceduto a richiedere della documentazione scritta. Il senatore MARTI ( L-SP-PSd'Az ), nel concordare con quanto prima rilevato dal relatore Collina, e la senatrice GARNERO SANTANCHE' ( FdI ), pur riconoscendo la fondatezza delle osservazioni espresse dalla senatrice Tiraboschi, si pongono tuttavia problematicamente su un'eventuale implementazione pratica delle stesse. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) replica ribadendo che l'individuazione di criteri per l'effettuazione delle audizioni è di fatto imposta dalla particolare articolazione del provvedimento, fondate sulle aree tematiche prima descritte. Osserva quindi che la concreta definizione dell'organizzazione dei lavori potrà aver luogo posteriormente alla formulazione, da parte dei Gruppi, delle rispettive proposte di audizione. Il relatore COLLINA ( PD ) osserva che, qualora si volesse seguire un criterio per materia nella definizione del ciclo di audizioni, fondato sui singoli Capi in cui si compone l'articolato, si dovrebbe quanto meno fissare un limite, per ogni Gruppo, di due proposte di audizione per ogni Capo del provvedimento ed anche in questo caso l'elenco risulterebbe particolarmente lungo. Il senatore Pietro PISANI ( L-SP-PSd'Az ) invita la Commissione a valutare la possibilità di acquisire anche il lavoro svolto da altre Commissioni, inclusi gli organi bicamerali, sulla tematica oggetto del disegno di legge, ai fini di un auspicabile contenimento dei tempi di esame. Con riferimento alle osservazioni formulate dalla senatrice Tiraboschi, il presidente GIROTTO rileva che le norme inerenti l'attività imprenditoriale sono di fatto racchiuse in un solo articolo, che opera peraltro degli interventi di natura circoscritta. Ribadisce quindi l'opportunità, già sottolineata all'inizio del dibattito, di circoscrivere l'effettuazione delle audizioni ad una cerchia di soggetti ritenuta assolutamente imprescindibile. Sul punto, sarà pertanto cruciale raggiungere un'efficace sintesi politica tra tutti i Gruppi parlamentari. Il relatore COLLINA ( PD ), nell'osservare che le singole audizioni avranno formalmente luogo sull'intero provvedimento - con oggettiva e conseguente difficoltà ad articolarle rigidamente ratione materiae - e nel rilevare che la concreta organizzazione potrà definirsi una volta che i Gruppi avranno fatto pervenire le loro proposte, ricorda che la Commissione si può avvalere anche di opzioni di natura telematica, come le videoconferenze. Sotto il profilo del merito, osserva infine che, ancorché non si tratti di un decreto-legge, il provvedimento iscritto all'ordine del giorno, d'iniziativa del Governo, è particolarmente importante, in quanto impiega le risorse stanziate dal PNRR. La Commissione, infine, su proposta del PRESIDENTE , delibera di fissare per venerdì 21 gennaio, alle ore 12, il termine entro il quale i Gruppi potranno far pervenire le rispettive proposte di audizione. Il presidente GIROTTO comunica peraltro che i documenti acquisiti nel corso dell'istruttoria sul disegno di legge in titolo saranno resi disponibili sulla pagina web della Commissione. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI Normativa concernente la capienza dei locali da intrattenimento Doc n. 980 Normativa concernente la capienza dei locali da intrattenimento (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV, n. 59) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 dicembre. Il relatore CROATTI ( M5S ) presenta e illustra uno schema di risoluzione sull'affare assegnato in titolo, pubblicato in allegato, precisando che al fine di tenere conto delle ultime evoluzioni della crisi pandemica sono stati aggiunti due specifici impegni al Governo: il primo sollecita ad adottare le opportune misure per compensare il settore dell'intrattenimento a seguito dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 221 del 2021 ed il secondo invita a valutare l'opportunità di sospendere le disposizioni relative all'imposta sugli intrattenimenti di cui al decreto legislativo n. 60 del 1999. Dopo che il presidente GIROTTO ha reso noto che lo schema di risoluzione è stato in precedenza trasmesso all'Esecutivo e che il Dicastero dello sviluppo economico ha fatto pervenire il proprio nulla osta per le parti di competenza, poiché nessuno chiede di intervenire, previa verifica del numero legale, lo schema di risoluzione poc'anzi illustrato dal relatore è posto ai voti e approvato. La seduta termina alle ore 13,55. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO n. 980 ( Doc. XXIV, n. 59) La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 980 sulla normativa concernente la capienza dei locali da intrattenimento, anche mediante un ciclo di audizioni dei più significativi portatori di interessi, premesso che: in Italia, nel 2019, vi erano più di 3.000 aziende che svolgevano attività di intrattenimento. Ad oggi, si stima una diminuzione del 30 per cento della presenza di tali imprese anche a seguito dell'emergenza pandemica da COVID-19. Si tratta di un settore che impiega circa 90.000 addetti e che è in grado di produrre un fatturato annuo di circa 2 miliardi di euro; il termine " capienza ", nel settore intrattenimento, è tecnicamente utilizzato per definire, numericamente, la capacità di massimo affollamento di un determinato luogo reso agibile all'attività di pubblico spettacolo. Tale indicazione numerica viene determinata dalle Commissioni provinciali di vigilanza istituite presso le prefetture ed incaricate della verifica di igiene, sicurezza e solidità dei suddetti luoghi; gli aspetti principali presi in considerazione per la determinazione della "capienza di sicurezza" di un locale di pubblico spettacolo sono sostanzialmente: l'igiene, quindi il numero dei servizi igienici a disposizione di clienti e personale, le dotazioni sanitarie, le attrezzature e gli impianti di ricambio dell'aria; la sicurezza, con specifico riferimento alla capacità di deflusso, alle uscite di emergenza per lo sfollamento dei luoghi ed ai presidi antincendio;