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il 25 gennaio 2022 il "Journal of American medical association" ha pubblicato un lungo articolo sul rischio di miocardite da vaccino nei giovani al di sotto dei 24 anni, concludendo che il rischio di sviluppare tale reazione avversa era aumentato soprattutto dopo la seconda dose ed in particolare negli adolescenti e giovani maschi, e concludeva affermando che tale rischio deve essere formalmente considerato nel contesto degli eventuali benefici della vaccinazione; i rischi di eventi di miocardite a seguito della dose booster (terza dose) non sono stati ancora considerati nella valutazione del rapporto tra beneficio e rischio da parte dell'Agenzia europea dei medicinali, la quale infatti prudenzialmente e ad avviso degli interroganti molto opportunamente, raccomanda la dose booster esclusivamente nei maggiorenni o nei minori severamente compromessi; AIFA invece, inspiegabilmente, ha unilateralmente deciso di autorizzare la dose booster in tutti i minori in aperto contrasto con le indicazioni europee, si chiede di sapere: quali siano le ragioni per cui il Governo non ha promosso e tuttora non ha avviato una campagna di sensibilizzazione sui rischi di infiammazione cardiaca post vaccino, ben accertati a seguito della vaccinazione nei giovani adulti, posto che la diagnosi e le conseguenti terapie sono "tempo dipendenti"; perché il Governo italiano, al pari di quelli di altri Paesi europei (fra cui Francia e Germania), non sconsigli in via prudenziale l'utilizzo del vaccino Spikevax negli under 30; perché abbia autorizzato l'utilizzo della dose booster nei minori, con l'utilizzo del vaccino Spikevax di Moderna, in difformità dalla valutazione ufficiale dell'EMA ed in difformità rispetto ai dati riportati condivisi dalla comunità scientifica. Atto n. 3-03124 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: il numero di decessi per COVID-19, oggi, viene presentato quasi come una nota a margine di una narrativa tutta positiva della situazione, facendo volutamente perdere la drammaticità vissuta durante tutto il periodo di pandemia; a due anni dall'inizio della pandemia, si sono superati i 5,6 milioni di morti COVID nel mondo. L'Italia registra, oggi, 151.684 decessi legati al COVID dall'inizio della pandemia, il numero più alto nell'Unione europea e l'ottavo nel mondo. Sopra ci sono gli Stati Uniti, il Brasile, l'India, la Russia, il Messico, il Perù, che per popolazione totale e conformazione territoriale non possono certo essere paragonati alla nostra penisola; l'unico Paese assimilabile all'Italia che ha più morti è il Regno Unito, al settimo posto, con uno stacco di circa 10.000 unità. Germania e Francia dichiarano meno morti, così come la Spagna, la Grecia e il Portogallo, gli Stati baltici e mitteleuropei. Eppure è noto che molte zone d'Europa sono state colpite dal coronavirus con ondate particolarmente difficili anche per la tenuta degli ospedali; l'età media più alta degli italiani, l'organizzazione territoriale delle aziende sanitarie e la diversa conformazione della città, tanto per citare alcuni tra i fattori presi in considerazione dagli studi sui contagi, non bastano a giustificare un numero così alto di morti in Italia; considerato che: le scelte fatte dai Governi italiani sono state tra le più severe d'Europa: tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 2020, l'Italia è stata il primo Paese europeo a bloccare i voli diretti da e verso la Cina, con una delle misure più drastiche nella UE. Il 23 febbraio il Consiglio dei ministri ha emanato il decreto-legge n. 6, che sanciva la chiusura totale dei comuni con focolai attivi e la sospensione di manifestazioni ed eventi sugli stessi comuni; nei giorni successivi il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha emanato una serie di decreti attuativi in cui le misure di restrizione si fanno progressivamente più ferree ed estese via via all'intero territorio nazionale; dal 26 novembre 2021 al 4 febbraio 2022 il Governo Draghi ha emanato 5 decreti-legge volti al contenimento dell'epidemia, l'uno più restrittivo dell'altro. Essi hanno introdotto oltre all'obbligo vaccinale per gli over 50 anche un numero molto elevato di previsioni circa l'uso delle certificazioni verdi, sia base che rafforzate, necessarie per gli spostamenti e per l'accesso alla quasi totalità dei servizi e delle attività sul territorio nazionale; l'Italia, in questo momento, tra tutti i Paesi dell'Unione è quella che fa più vaccini in rapporto alla popolazione, considerando prime, seconde e terze dosi. Infatti, al 91,12 per cento, pari a 49.212.974 abitanti, della popolazione over 12 è già stata somministrata la prima dose di vaccino. L' 88,72 per cento della popolazione over 12, pari a 47.917.549 persone, ha completato il ciclo vaccinale. Inoltre, il 93,70 per cento della popolazione over 12, pari a 50.609.258 abitanti, ha almeno una dose di vaccino e è guarito da 6 mesi al massimo; l'emergenza pandemica ha mostrato tutta la debolezza del sistema sanitario nazionale, quanto nella medicina territoriale quanto in quella ospedaliera. Il servizio sanitario nazionale è arrivato alla pandemia due anni fa in condizioni di debolezza assoluta nell'organico e nei macchinari: ci sono 53.000 infermieri in meno rispetto a quelli che servirebbero e 10.000 medici in meno; inoltre, dall'ultimo rapporto del Ministero della salute, risulta che in Italia negli ospedali pubblici e privati convenzionati in media il 36 per cento dei macchinari ha più di 5 anni e il 32 per cento oltre 10. Una carenza che si traduce in un servizio più scadente, e tempestività e qualità dell'assistenza ne risentono, si chiede di sapere: quali siano i veri motivi, nonostante la rigidità delle misure adottate di contenimento delle libertà, per i quali l'Italia continua a registrare un numero di morti (la media si aggira intorno ai 400 al giorno ed i 2.500 a settimana) così alto; quali siano i motivi per cui il Ministro in indirizzo non ha sostenuto, fin dall'inizio dell'emergenza, un intervento massiccio di rafforzamento della medicina di base e territoriale, ancora oggi insufficiente. Atto n. 3-03125 MONTEVECCHI DE LUCIA MATRISCIANO PESCO CATALFO ROMANO AIROLA PIRRO RUSSO VANIN GAUDIANO LANZI LEONE PAVANELLI PRESUTTO RICCIARDI TRENTACOSTE CROATTI Ai Ministri della cultura e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la 66a edizione dell'"Eurovision song contest", festival musicale internazionale che ha visto vincere i Maneskin nell'edizione del 2021, si svolgerà a Torino dal 10 al 14 maggio 2022; il Comune di Torino ha lanciato l'annuncio "Giovani x Torino" per la selezione di 600 giovani under 30, prevedendo lo svolgimento di una serie di attività di volontariato dal 1° aprile al 20 maggio; nell'annuncio viene esplicitato che le figure ricercate si occuperanno di attività quali "gestione flussi e servizi al pubblico interni alle sedi e nelle aree esterne, informazioni sulle sedi e turistiche, accoglienza delegazioni, presidi sala stampa e delegation area, accrediti, trasporti, collaborazione in segreteria volontari, attaché che prevede di entrare in contatto con una delegazione designata"; considerato che: