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Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale. Onorevoli Senatori . – In vista della prossima manovra di bilancio per il 2020 si rende più che mai necessario avanzare delle proposte. Occorre individuare misure di rilancio del sistema Paese, considerato che una pluralità di misure, anche se singolarmente condivisibili, non può di per sé sortire un effetto per adeguare risposte quantitative, dato che non sposta le attitudini di consumatori, risparmiatori e produttori. Norme che dovranno essere quantitativamente adeguate tali da escludere assolutamente incrementi di spesa corrente, che abbiano effetti positivi su deficit e debito e che invertano il trend attualmente orientato alla decrescita. Tra i Paesi europei oggi vi è una grande differenza nella tassazione delle imprese: i sistemi fiscali più favorevoli sono Romania (aliquota 10 per cento) e Irlanda (aliquota 12,5 per cento). All'opposto i grandi Paesi come Francia e Germania. La tassazione sulle imprese risulta in calo in quasi tutti i Paesi OCSE mentre in Italia l'aliquota, 24 per cento, risulta essere ancora superiore alla media dei Paesi industrializzati. Così come è ormai necessaria una revisione delle aliquote sulle persone fisiche. Una misura che impatterebbe in modo positivo sui cittadini e su tutto il sistema economico del nostro Paese. La situazione economica attuale, con l'Italia ultima su 28 Paesi dell'Unione europea (a breve 27) per crescita economica, è il risultato del disastro della manovra 2019. Non ci sono spazi di ulteriore deficit pubblico in quanto le risorse residue sono state utilizzate per i pagamenti dei debiti pregressi verso le imprese da parte delle pubbliche amministrazioni. Siamo già vicini al limite del 3 per cento del limite del rapporto deficit /PIL invalicabile in base agli accordi europei. Numerosi recenti provvedimenti del governo sono coperti con aumento di entrate. La pressione fiscale è in aumento. L'unico versante aggredibile è quello della spesa pubblica, pari a oltre 800 miliardi di euro. La soluzione che si offre nel presente disegno di legge sta in un serio e vincolante programma di s pending review incisivo e con obiettivi precisi e non generici che riduca tutti gli sprechi e le duplicazioni in modo da avere una riduzione dell'1 per cento della spesa pubblica complessiva. (8 miliardi appunto). Ad invarianza di servizi per i cittadini. Un esempio sono le province, sulle quali da due anni si sono approvati provvedimenti d'urgenza ma ancora non si vedono risultati apprezzabili. Ovviamente non si tratta di licenziare i dipendenti ma di ricollocarli verso altre pubbliche amministrazioni del medesimo territorio secondo le loro propensioni e attitudini professionali. Si avrebbero comunque risparmi per 4 miliardi di spese per i consigli regionali, il funzionamento delle strutture e delle sedi che verrebbero ovviamente eliminate. Si può poi ragionare di accorpare le sedi di vari enti pubblici statali e locali sul territorio. Una conclusione: occorre evitare il circolo vizioso dato da minore crescita, maggior deficit da calo delle entrate, le conseguenti manovre di maggiore entrata compensative del deficit e l'ulteriore depressione che ci porterebbe verso una sindrome simile a quella della Grecia. Occorre una politica favorevole alla crescita economica. I sovranisti non danno le risposte che servono. « I sovranisti sono gli eredi dei fautori della spesa pubblica. Non ce n'è uno tra loro che abbia mai lavorato ». Il disegno di legge delega il Governo ad adottare decreti legislativi che prevedano la revisione della imposizione fiscale diretta al fine di avere un sistema tributario più equo e sostenibile, attraverso crescita economica e lotta all'evasione fiscale (articolo 1). Prevede l'introduzione dell'aliquota del 15 per cento per i redditi di impresa delle società e di due aliquote per i redditi delle persone fisiche: 15 per cento fino a 79.990 euro e 20 per cento pari o superiore a 20 per cento. Si introduce, quale base imponibile del reddito familiare, l'istituto della famiglia fiscale e si prevedono oneri deducibili e detrazioni fiscali per assicurare la progressività del prelievo (articolo 2). Gli articoli 3 e 4 recano le procedure per l'attuazione della delega e le necessarie coperture finanziarie.. 1 (Oggetto e finalità della delega) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la revisione dell'imposizione fiscale diretta al fine di prevedere un sistema tributario più equo e sostenibile per i contribuenti, anche attraverso la crescita economica, di contrastare il fenomeno dell'evasione fiscale e di pervenire ad una drastica riduzione del carico fiscale gravante sui contribuenti. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei princìpi costituzionali di cui agli articoli 1, 3, 31, 53 e 81 della Costituzione, del diritto dell'Unione europea, nonché nel rispetto degli obiettivi di equilibrio di bilancio e di riduzione del rapporto tra debito e prodotto interno lordo stabiliti a livello europeo, di quelli dello statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore, e in coerenza con quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, con particolare riferimento all'articolo 2, comma 2, lettera gg), della citata legge in merito all'individuazione di strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, con riguardo ai diritti e alla formazione della famiglia e all'adempimento dei relativi compiti. 3 In sede di adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo provvede alla modifica e all'integrazione dei testi unici e delle disposizioni organiche che regolano le relative materie e al coordinamento formale e sostanziale tra i decreti legislativi medesimi e le altre leggi dello Stato, nonché all'abrogazione espressa delle norme incompatibili. 2 (Princìpi e criteri direttivi) 1 I decreti legislativi di cui all'articolo 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a revisione degli istituti tributari riguardanti l'imposizione diretta, mediante semplificazione e riduzione a non più di due delle aliquote di prelievo previste per ciascuna imposta sui redditi, in modo da prevedere: 1 un'aliquota pari al 15 per cento per i redditi di impresa delle società in qualunque forma giuridica siano costituite e per i redditi da lavoro autonomo; 2 due aliquote per i redditi delle persone fisiche pari, rispettivamente, al 15 per cento per i redditi familiari fino a 79.990 euro e al 20 per cento per i redditi familiari pari o superiori a 80.000 euro; b introduzione, quale base imponibile del reddito familiare, dell'istituto della famiglia fiscale, individuata nella famiglia costituita dal contribuente dichiarante, dall'eventuale coniuge, dichiarante o meno, e da tutti i familiari fiscalmente a carico, indipendentemente dalla effettiva convivenza nella medesima dimora;