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Disposizioni per il sostegno allo sport italiano nel mondo e la promozione della pratica sportiva tra gli italiani all'estero. Onorevoli Senatori . — Lo sport è indiscutibilmente uno dei fenomeni di crescente sensibilità sociale, che ha importanti riflessi anche in campo economico e politico, ed è nello stesso tempo un fattore di civiltà e di relazione pacifica tra le persone e tra i popoli. La sua funzione di formazione e di sviluppo sociale e civile, inoltre, è particolarmente riconosciuta per i giovani, che dalle attività sportive ricavano un impulso per guardare al di là delle barriere nazionali, culturali e sociali. Il valore relazionale dello sport ha un risvolto ancora più significativo per un Paese come l'Italia, che può vantare una forte presenza di cittadini all'estero, in sensibile accrescimento negli ultimi anni a seguito dello sviluppo dei fenomeni di nuova emigrazione, e una rete di comunità di origine italiana costituita e consolidata nel tempo in tutte le realtà di storica immigrazione. Lo sport, dunque, può rappresentare per l'Italia una scelta strategica capace di concorrere al rilancio della sua immagine di Paese dinamico e moderno e al rafforzamento dei rapporti con la sua articolata diaspora. La conferma che lo sport sia un fattore di identità molto radicato per tutti coloro che guardano all'Italia con partecipazione culturale ed emotiva viene dalle massive manifestazioni di entusiasmo che si sono avute in occasione della vittoria della nostra squadra nazionale nei campionati mondiali di calcio. Un'analoga affermazione di immagine all'estero può essere considerata la buona capacità organizzativa dimostrata dal nostro Paese in occasioni delle Olimpiadi invernali ospitate a Torino nel 2006 e di successivi eventi di risalto mondiale. Rispetto a questa possibilità di promozione che lo sport dimostra non vi sono stati finora riscontri normativi e progettuali che abbiano adeguatamente fatto leva su questa potenzialità. Bisogna tornare indietro di diversi anni per riscontrare concreti elementi di intervento nella promozione delle attività sportive all'estero. Essi, in concreto, sono limitati a una convenzione tra l'allora Ministero degli affari esteri e il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), volta ad estendere ad alcune realtà giovanili estere la positiva esperienza dei Giochi della gioventù. Tale convenzione, peraltro, non è non più operante da diversi anni. Anche per superare le presenti difficoltà che il nostro Paese incontra nella sua proiezione internazionale è tempo di utilizzare in modo ragionato e organizzato questa leva che può arrecare un evidente vantaggio ai nostri molteplici interessi nazionali. Il presente disegno di legge è finalizzato a due fondamentali obiettivi: da una parte, sostenere lo sport italiano nel mondo, soprattutto tramite le federazioni aderenti al CONI; dall'altra rilanciare la promozione della pratica sportiva tra le comunità italiane all'estero, in particolare tra le comunità giovanili, come momento di coesione e di relazione con l'Italia. È incontestabile, infatti, come l'impegno promozionale abbia manifestato una tendenza al ridimensionamento: lo dimostra il fatto che la presenza di organizzazioni operanti in diversi Paesi ai Giochi della gioventù, meritoriamente organizzati dal CONI, si è quasi dimezzata negli ultimi anni. Il disegno di legge de quo è diviso in capi. In particolare, il capo I mira al sostegno e a una migliore conoscenza dello sport italiano nel mondo; il capo II mira alla promozione della pratica sportiva tra gli italiani all'estero e tra le persone di origine italiana; il capo III reca le disposizioni finali. Per quanto riguarda il sostegno allo sport italiano nel mondo, si propone di favorire la circolazione delle informazioni, di incrementare gli accordi internazionali e le forme di cooperazione sportiva, di sostenere la conoscenza dello sport italiano, di incrementare gli scambi sportivi a livello scolastico e, soprattutto, di operare un coordinamento degli interventi che i diversi soggetti pubblici e lo stesso CONI organizzano all'estero, coinvolgendo gli organismi di rappresentanza dei cittadini degli italiani all'estero come i Comitati degli italiani all'estero (COMITES) e il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE). A tale scopo, si impegna il Governo a prevedere forme di collaborazione con le regioni e con il CONI. Per quanto concerne la promozione della pratica sportiva tra gli italiani all'estero e tra le persone di origine italiana, è il caso di ricordare che la Conferenza dei giovani di origine italiana svoltasi a Roma nel 2008 ha richiesto proprio l'incremento della promozione sportiva come uno dei punti più qualificanti del programma di intervento verso le nostre comunità nel mondo. Per raggiungere questo obiettivo si propone di rafforzare il sostegno al CONI per l'organizzazione dei Giochi della gioventù e dei Campionati studenteschi all'estero, di favorire l'istituzione di comitati nazionali e regionali di promozione sportiva, di coinvolgere in questo sforzo gli enti e il personale impegnati nell'insegnamento della lingua e della cultura italiane nel mondo, di favorire la cooperazione tra associazioni italiane ed enti e associazioni di promozione operanti all'estero e di prevedere per le società e le associazioni sportive di italiani all'estero la possibilità di contributi per la loro attività. Per evitare la creazione di sovrastrutture organizzative e l'impegno di risorse finanziarie difficili da reperire, il compito di definire i programmi di intervento e di realizzare il coordinamento dei soggetti che operano in questo campo è attribuito alla Commissione per la promozione della pratica sportiva tra gli italiani all'estero, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo sport. Gli articoli 1 e 2 chiariscono le finalità e gli interventi con cui si intende perseguirle. L'articolo 3 prescrive le necessarie forme di collaborazione con il CONI e con le regioni per il sostegno allo sport italiano nel mondo e per l'estensione della presenza del CONI in campo internazionale. L'articolo 4 sancisce l'impegno del Governo ad assumere la promozione delle attività sportive nelle comunità italiane all'estero, in particolare tra i giovani, come scelta strategica per lo sviluppo dei legami con il Paese di origine. L'articolo 5 definisce i programmi di promozione prevedendo l'azione congiunta di Governo, CGIE, CONI e regioni, con il coinvolgimento dei COMITES e del CGIE, nonché del personale impegnato all'estero nell'insegnamento della lingua e della cultura italiane, per la diffusione della pratica sportiva tra i giovani; per la formazione e l'aggiornamento degli animatori e dei dirigenti operanti nel settore sportivo; per l'istituzione di comitati nazionali e regionali; per prevedere la possibilità, in favore delle società e delle associazioni sportive italiane all'estero, di presentare richieste di assistenza tecnica e di contributi finanziari, che saranno istruite dalle autorità diplomatico-consolari e valutate sulla base del parere espresso dai COMITES competenti; per individuare le eventuali disponibilità delle imprese italiane all'estero a concorrere come sponsor alla promozione della pratica sportiva. L'articolo 6 istituisce, presso il Dipartimento per lo sport, la Commissione per la promozione della pratica sportiva tra gli italiani all'estero e ne definisce la composizione. La Commissione si impegna a definire i programmi di intervento e a favorire il coordinamento dei soggetti operanti in campo sportivo.