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II comma 2 prevede la facoltà - da parte dei Comuni di riservare spazi adeguati agli imprenditori agricoli o ittici esercenti la vendita diretta dei prodotti PPL nell'area destinata al mercato, mentre il comma 3 stabilisce che gli esercizi commerciali possono dedicare ai prodotti PPL appositi spazi di vendita. L'articolo 6 reca disposizioni concernenti i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature. L'articolo 7 reca disposizioni in materia di semplificazione delle norme sui requisiti strutturali dei locali destinati alle attività. Il comma 1 prevede che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento - nel rispetto dei regolamenti (CE) n. 852 del 2004 in materia di igiene dei prodotti alimentari e n. 853 del 2004 in materia di igiene per gli alimenti di origine animale - possono stabilire, al fine di semplificare la normativa in materia, i requisiti strutturali dei locali destinati alle attività di lavorazione, produzione e vendita dei prodotti PPL, anche allo scopo di preservare le caratteristiche e le tradizioni territoriali degli stessi. L'articolo 8 istituisce, al comma 1, all'interno del sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, un'apposita sezione per la raccolta di tutte le informazioni utili ai fini della valorizzazione dei prodotti PPL. Al comma 2, si prevede che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano forniscano, nell'ambito delle loro competenze e per i prodotti dei rispettivi territori, tutte le informazioni utili ai fini dell'aggiornamento della suddetta sezione internet, mentre al comma 3 è prevista la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 9 prevede che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire corsi di formazione per il personale addetto alla lavorazione, alla preparazione, alla trasformazione, al confezionamento, al trasporto e alla vendita dei prodotti PPL. L'articolo 10 reca disposizioni in materia di attività di controllo mentre l'articolo 11 reca una serie di disposizioni applicative. L'articolo 12 reca norme in materia di sanzioni, mentre l'articolo 13 reca le disposizioni finanziarie, statuendo che dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 14 dispone infine l'entrata in vigore del provvedimento. Questa iniziativa si colloca in un quadro generale dove il rischio approvvigionamenti è connesso alla crisi internazionale. Queste iniziative legislative valorizzano il ruolo di queste produzioni nella produzione nazionale. Grati ai nostri contadini sempre! Grazie Presidente. Dichiarazione di voto della senatrice Sbrollini sul disegno di legge n. 728-B Il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi in quest'Aula, al di là dell'importante contenuto - su cui tornerò a breve - credo sia cruciale anche per un'altra ragione e ci tengo a sottolinearla fin da subito: è la dimostrazione di come su temi di rilievo per il Paese si possa fare asse in maniera costruttiva e trasversale. In tutti i passaggi dell' iter parlamentare di questo disegno di legge, tutte le forze politiche hanno lavorato in un clima di collaborazione per giungere ad un testo che fosse il più condiviso possibile. Dunque, ci tengo a ringraziare i colleghi della Commissione Agricoltura, il relatore e il Governo per l'importante lavoro che è stato fatto in questi mesi, sia in questo ramo del Parlamento, sia alla Camera. Lo dicevo prima: questo disegno di legge tocca temi che sono cruciali per il nostro Paese. Non si parla solo di varietà e di bellezza del nostro territorio, ma anche di ricchezza, di ciò che concretamente il nostro Paese può offrire e di come può farlo. Ecco, allora, che diventa fondamentale - ed è proprio questa la ratio sottesa a questo provvedimento - valorizzare la presenza delle piccole produzioni locali alimentari che sono sul nostro territorio. Capite bene che si tratta di un passo significativo non solo per la nostra economia, ma anche per almeno un altro aspetto, strettamente correlato. Faccio riferimento al problema dello spopolamento delle aree interne: la crisi epidemiologica che ci ha travolto negli ultimi anni non ha fatto altro che mettere in luce i nervi scoperti del nostro territorio, tra cui sicuramente rientra il progressivo spopolamento delle aree più interne del Paese. Questo perché in alcuni territori c'è il rischio concreto di abbandono da parte delle persone, perché mancano talvolta i servizi, ma anche delle imprese, che hanno faticato in questi anni per costruire qualcosa di importante. Dunque, il settore agroalimentare locale e tipico rappresenta uno dei pilastri decisivi e fondamentali per il rilancio del mondo rurale e una grandissima opportunità di sviluppo economico per l'intero Paese da non perdere. Le imprese agricole e agroalimentari, soprattutto quelle di dimensioni minori, che sono magari ubicate nelle zone più svantaggiate, quelle marginali, come per esempio quelle montane, vedono proprio nel prodotto tipico locale la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante, una fetta di mercato che spesso verrebbe aggredita troppo facilmente anche dalla concorrenza delle aziende agricole di più grandi dimensioni. Parlare oggi di piccole produzioni locali con questo provvedimento vuol dire prestare finalmente attenzione e cura a quelle aree del Paese che, con diversi metodi di produzione, possono trovare una nuova declinazione con riguardo a territori a rischio di abbandono. Si tratta di piccole tradizioni locali da cui spesso dipendono l'essenza e il mantenimento della biodiversità ma anche, addirittura, tecniche di lavorazione antiche, che di fatto hanno consentito alle nostre produzioni agroalimentari di trovare nel mondo la loro specificità. Ad alcuni quello di oggi potrebbe apparire come un provvedimento di nicchia, che coinvolge solo certi territori e solo alcuni tipi di prodotto. In realtà è tutto il contrario: fornire supporto e semplificazioni ad un settore che coinvolge i piccoli imprenditori agricoli vuol dire anche fornire a certe aree del Paese - penso a quelle del Mezzogiorno per esempio, ma non solo - strumenti per assumere un ruolo sempre più rilevante a livello economico. Questa proposta di legge rappresenta un buon punto di compromesso, anche grazie allo spirito di collaborazione che, come ho già detto in apertura del mio intervento, ha accompagnato i lavori parlamentari. L'intento è quello di fornire un quadro normativo finalmente organico ad un settore alimentare prezioso come quello delle piccole produzioni locali. Questo ha come diretta conseguenza investimenti in termini di sicurezza e di promozione turistica, che sono strettamente correlati proprio a queste produzioni. Quello di oggi è quindi un importante passo: abbiamo dato una compiuta definizione di PPL, piccole produzioni locali, e al contempo abbiamo cercato di tutelare le filiere e le piccole produzioni autoctone, fornendo garanzie al consumatore finale. Queste produzioni avranno ampi spazi e canali appositi di vendita, e le Regioni, attraverso il MiPAAF, garantiranno tutte le informazioni utili alla loro valorizzazione. Sono previste un'etichettatura e la promozione dei prodotti locali attraverso un paniere garantito da un marchio, che sarà portato avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero del turismo.