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Entrando dunque nel merito della disegno di legge, con l'articolo 1 si vuole attribuire alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano la facoltà di adottare, in completa autonomia, le misure previste dalla direttiva 92/43/CEE, cosiddetta « direttiva habitat », relativamente alle specie della fauna selvatica « carnivora », in deroga alle disposizioni del relativo regolamento di attuazione, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997. n. 357, e della legge 11 febbraio 1992, n. 157. In particolare, la direttiva habitat , nonché il suo regolamento di attuazione, disciplina, in relazione alle specie selvatiche « carnivore » di cui alla lettera a) degli allegati II, IV, e V, la conservazione degli habitat naturali e seminaturali della fauna selvatica, anche ai fini della salvaguardia della biodiversità delle zone frequentate dagli stessi animali. In attuazione della normativa europea vigente e, in particolare, della direttiva habitat , alcuni Paesi membri dell'Unione europea, come ad esempio la Spagna, la Francia e la Svezia, hanno adottato dei piani di monitoraggio e di gestione del lupo prevedendo anche l'abbattimento qualora la consistenza delle popolazioni di lupi andasse oltre la capacità portante del territorio o creasse danni alle attività antropiche, come l'allevamento, ovvero causasse danni alla salute e alla sicurezza pubblica. È quindi necessario riconoscere piena autonomia alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per quanto riguarda la gestione, la salvaguardia e il monitoraggio dello stato di conservazione dei grandi carnivori e dei relativi habitat di interesse europeo, attribuendo ad esse la facoltà di stabilire anche eventuali « prelievi », in deroga alla normativa vigente, qualora siano a rischio l'incolumità della popolazione locale e la pacifica convivenza con animali predatori, quali ad esempio il lupo, come previsto dal presente disegno di legge. Anche la risoluzione 2015/2137(INI) approvata dal Parlamento europeo il 2 febbraio 2016 riconosce la necessità di « valutare accuratamente il ruolo dei grandi predatori e l'eventuale introduzione di misure di adattamento, in modo da salvaguardare la biodiversità, il paesaggio agricolo e l'allevamento nelle regioni di montagna, praticato da secoli » ed evidenzia come le direttive sulla tutela della natura prevedano un'ampia flessibilità al fine di agevolarne l'attuazione tenendo conto delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali secondo quanto sancito dalla direttiva habitat . Queste disposizioni evidenziano esplicitamente la necessità di apportare modifiche al livello di protezione di determinate specie, in conformità alle esigenze economiche, agricole e di pubblica sicurezza locali. Quanto rilevato è assolutamente prioritario per evitare la proliferazione incontrollata dei grandi carnivori e la presenza di branchi vaganti nel territorio, che rendono di fatto impossibile il sereno svolgimento delle attività giornaliere e tradizionali della popolazione locale, minacciano la sopravvivenza degli allevamenti e la sicurezza delle persone e vanificano tutti gli sforzi e le azioni di contrasto dello spopolamento delle valli e di tutela delle attività montane.. 1 1 In deroga alle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e della legge 11 febbraio 1992, n. 157, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano è conferita la competenza di disciplinare in modo autonomo le modalità di adozione, nel proprio territorio, delle misure previste dalla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativamente alle specie animali indicate alla lettera a) , voce: « carnivora », degli allegati II, IV e V della medesima direttiva e per la conservazione dei relativi habitat naturali e seminaturali, anche ai fini della salvaguardia della biodiversità delle zone frequentate da tali animali, tenendo conto delle esigenze economiche, sociali, culturali e di pubblica sicurezza nonché delle particolarità regionali e locali. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione di quanto disposto dal comma 1, adottano le misure idonee a garantire la gestione, la salvaguardia e il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie di cui al medesimo comma 1 e dei relativi habitat di interesse europeo, con particolare attenzione a quelli prioritari, e regolamentano i prelievi degli esemplari delle medesime specie e le relative deroghe, anche con riferimento all'autorizzazione delle deroghe previste dall'articolo 11, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, tenuto conto anche della reiterazione di episodi di predazione. 3 Ai fini di quanto previsto dai commi 1 e 2, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano: a effettuano un periodico censimento dei grandi carnivori presenti nel proprio territorio, anche in accordo con le regioni confinanti individuando gli esemplari appartenenti alla specie autoctona del lupo o a quella generale dei canidi; b stabiliscono, sulla base di un'apposita relazione tecnico-scientifica, i livelli minimi di presenza dei grandi carnivori, necessari alla salvaguardia delle specie, ai sensi di quanto stabilito dalla normativa dell'Unione europea; c redigono, sulla base di un'accurata analisi, il piano d'intervento per il contenimento del numero di esemplari presenti nei rispettivi territori, prevedendo il ricorso anche a tecniche di sterilizzazione o di prelievo forzoso con messa in cattività; d individuano i casi in cui è necessario procedere all'abbattimento degli esemplari ritenuti pericolosi per l'incolumità pubblica. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ogni due anni, trasmettono al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica una relazione sulle deroghe concesse ai sensi del comma 2 del presente articolo, finalizzata alla predisposizione, da parte del medesimo Ministero, della relazione alla Commissione europea prevista dall'articolo 11, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357. 5 Con riferimento alle specie di cui al comma 1, nelle aree della rete Natura 2000, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano le opportune misure per evitare il degrado degli habitat di specie, nonché l'eventuale perturbazione delle specie per le quali le citate aree sono state perimetrate, in relazione alle possibili conseguenze di tale pertubazione rispetto alle finalità della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992. 6 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano linee guida per la gestione delle specie di cui al comma 1 e dei relativi habitat , con particolare attenzione alle aree della rete Natura 2000, e, se necessario, piani di gestione specifici o integrati con altri piani di sviluppo, nonché opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali, conformi alle esigenze ecologiche delle citate specie. 2 1 Sono fatte salve le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, compatibili con le disposizioni della presente legge.