[pronunce]

6.3.2.- La Giunta regionale, inoltre, ha adottato la delibera 30 dicembre 2015, n. 2422, con la quale, in attuazione dell'art. 1, comma 122, ha individuato le risorse da riprogrammare a seguito del monitoraggio da parte del Gruppo di azione coesione, applicando un taglio di 112.627.271 euro per l'annualità 2016. Per l'annualità 2015, dunque, tale disposizione non ha avuto attuazione nei confronti della Regione, non essendo state distolte risorse destinate al Piano di azione coesione Puglia. 7.- Con ricorso notificato il 27 febbraio 2015 e depositato il successivo 6 marzo (reg. ric. n. 41 del 2015) , la Regione siciliana ha impugnato, fra gli altri, i commi 122, 123 e 124 dell'art. 1 della legge n. 190 del 2014, per violazione degli artt. 3 e 97, primo e secondo comma, Cost., per la limitazione alla potestà amministrativa regionale prevista dall'art. 20 dello statuto della Regione siciliana (approvato con il regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2), in particolare negli ambiti attribuiti nelle materie di cui agli artt. l4, lettere d), g), m), o), r), e 17, lettere a), d), f) ed h) del medesimo statuto; nonché per violazione degli artt. 81, sesto comma, e 119, primo e sesto comma, Cost., anche in riferimento all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), e, per il solo comma 123, per violazione del principio di leale collaborazione, di cui all'art. 120 Cost. L'art. 1, comma 123, prevede che «Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Gruppo di azione coesione, di cui al decreto del Ministro per la coesione territoriale 1° agosto 2012 , provvede all'individuazione delle specifiche linee di intervento oggetto di riprogrammazione ai sensi del comma 122». A sua volta, l'art. 1, comma 124, stabilisce che «Le risorse di cui al comma 122 sono versate all'entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all'erario». 7.1.- A sostegno del pregiudizio subito, la Regione siciliana illustra la genesi e le finalità del Piano di azione coesione, avviato nel 2011, d'intesa con la Commissione europea, per accelerare l'attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007-2013. 7.1.1.- Tale operazione - osserva la ricorrente - è stata preceduta da un Accordo sottoscritto il 3 novembre 2011 tra il Governo e i Presidenti delle otto Regioni meridionali (Piano Nazionale per il Sud: Sud 2020). Esso stabilisce, tra le altre cose, che «Le rimodulazioni dei programmi potranno prevedere la revisione del tasso di cofinanziamento comunitario a condizione che le risultanti risorse nazionali siano vincolate al riutilizzo nel rispetto del principio della territorialità» (punto 2). L'Accordo poi sottoscritto tra il Governo italiano e la Commissione europea ha previsto la costituzione di un Gruppo di azione per seguire il Piano di azione coesione. Secondo la Regione, le istituzioni europee avrebbero acconsentito ad una complessiva riprogrammazione delle risorse destinate alla politica di coesione per l'Italia, a condizione che le medesime non siano distolte, per la quota nazionale destinata al cofinanziamento, dalle politiche di sviluppo rivolte alle Regioni più svantaggiate. 7.1.2.- Il Piano di azione coesione è stato attuato attraverso fasi successive di riprogrammazione dei Programmi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007-2013, dei programmi operativi delle Regioni meridionali e di quelli nazionali. In misura estremamente residuale sono presenti piccole risorse destinate ad alcune Regioni del Centro-Nord. Dunque, mentre in via amministrativa si stava percorrendo il complesso iter per le riprogrammazioni dei programmi del Piano approvate dal Gruppo di azione, come nel caso di alcune azioni del PAC III, fase Sicilia, la legge di stabilità per il 2015 è intervenuta a decurtare di un'ingente quota le risorse del Fondo di rotazione, già destinate ad interventi nell'ambito del Piano di azione coesione, per il finanziamento degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato. Tale misura, secondo la Regione, in quanto estranea alle finalità del Piano di azione coesione, non potrebbe essere finanziata con l'impiego di fondi ad esso destinati. 7.1.2.1.- Neppure, in contrario avviso, potrebbe essere invocato il precedente di cui all'art. 4 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76 (Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 9 agosto 2013, n. 99, ai sensi del quale il «Gruppo di Azione procede periodicamente in partenariato con le amministrazioni interessate, alla verifica dello stato di avanzamento dei singoli interventi e alle conseguenti rimodulazioni del Piano di azione coesione che si rendessero necessarie anche a seguito dell'attività di monitoraggio anche al fine di eventuali riprogrammazioni» (comma 3). Ad avviso della ricorrente, infatti, tale possibilità di riallocare le risorse già destinate a taluni interventi, in quanto inserita fra le «Misure per la velocizzazione delle procedure in materia di riprogrammazione dei programmi nazionali cofinanziati dai Fondi strutturali e di rimodulazione del Piano di Azione coesione», sarebbe consentita esclusivamente nel contesto del Piano. 7.1.3.- Con la legge di stabilità, invece, in spregio delle finalità di finanziamento del Piano di azione coesione, sarebbe stata introdotta una regola inedita, quella cioè della decurtazione delle risorse del fondo di rotazione, in assenza di impegni. In tal modo il legislatore statale, oltre a disattendere il principio di territorialità imposto dalle istituzioni europee, nel far riferimento alla data del 30 settembre 2014 avrebbe applicato retroattivamente una vera e propria sanzione, alla quale le amministrazioni interessate non sapevano di andare incontro. 7.2.- Quanto agli effetti negativi derivanti dai commi impugnati, la ricorrente si duole della sottrazione di oltre 1.314 milioni di euro sulle linee PAC Salvaguardia, Misure Anticicliche e Nuove Azioni Regionali, relativa a interventi di rilevanza strategica per la Regione, da attuare nell'ambito di pressoché tutti i suoi settori di competenza; nonché della sottrazione di oltre 281 milioni relativi al cosiddetto Piano Giovani. 7.2.1.- La Regione, inoltre, lamenta l'incremento dei contenziosi con le amministrazioni beneficiarie esterne; le ricadute finanziarie ancor più drastiche che tali contenziosi produrranno per quei casi nei quali l'obbligo giuridicamente vincolante, non presente alla data del 30 settembre 2014, sia stato assunto nei mesi successivi (ottobre-dicembre);