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Posso dunque fare soltanto alcune considerazioni, partendo dalla parte finale del suo discorso, presidente Conte - che è stato chiaro, netto e autorevole - e quella politica, quando ha detto - non con le stesse parole, ma con questo significato - che ci sono state le elezioni europee, della nuova Commissione e del Presidente del Parlamento, e il lancio di un grande programma per l'economia verde. Tutto questo a cosa si appende, senza il bilancio comunitario pluriennale? Ecco perché l'appuntamento di domani è politicamente rilevante. Il piglio con cui ha parlato oggi il presidente Conte, è una grande garanzia: siamo convinti che coglierà quest'occasione per impedire che vi siano non soltanto i tagli prefigurati nella proposta della presidenza croata, che, come hanno detto tanti colleghi, riguardano l'agricoltura, la coesione, ma anche la mancanza di fondi su progetto Erasmus, digitale, difesa e migrazione. Sono e siamo certi che saprà affrontare anche altri nodi, alcuni dei quali ha già lumeggiato nel suo intervento. Ne indico cinque o sei in maniera telegrafica. In primo luogo, Brexit e coronavirus: queste due grandi sciagure come incidono sul bilancio poliennale? Perché tali essi sono. In secondo luogo, il sostegno finanziario al piano verde e le risorse previste in bilancio sono le stesse? Ripetiamo la storia delle vacche di Fanfani o sono diverse? Su questo dobbiamo intenderci: non possiamo utilizzare le stesse risorse per fare più cose, altrimenti prendiamo in giro i cittadini europei. In terzo luogo, come ha ben detto, bisogna affrontare la vergogna delle restituzioni, i famosi rebate che riguardano cinque Paesi, anche alcuni che stanno molto bene e non si capisce perché abbiano diritto ad un rimborso: dobbiamo abolirli tutti, altrimenti il bilancio pluriennale diventa un mercimonio tra Governi e Stati ed è una vergogna. (Applausi dal Gruppo PD) . In quinto luogo, è necessario un basket vero di risorse proprie: il presidente Monti ha fatto una proposta ampia, cui si possono aggiungere altri addendi; si dia vita finalmente ad un nuovo sistema di finanziamento del bilancio. Infine, è sicuramente consapevole del fatto che l'appuntamento di domani, e quello che verrà dopo, apre un'altra fase, peraltro sollecitata anche dalla formale apertura del dibattito da parte del commissario Gentiloni Silveri: è la fase di un nuovo bilancio e di una nuova governance fiscale ed economica della zona euro nonché della possibile e auspicabile revisione del Patto di stabilità e del fiscal compact . (Applausi dal Gruppo PD) . Siamo di fronte, cari colleghi e care colleghe, non soltanto ad un appuntamento importante come il bilancio pluriennale, ma a sfide enormi, da cui dipende davvero la possibilità dell'Unione europea di essere e di tornare ad essere amica dei cittadini. Serve una presenza italiana forte, unita e compatta. Da questo punto di vista, può contare sul sostegno pieno e leale del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, avvocato Conte, inizio il mio intervento portandole i saluti del presidente Bagnai, che in questo momento si trova a Bruxelles, seduto ai tavoli della settimana parlamentare europea, per discutere seriamente di finanza e di futuro per l'Italia e per l'Europa (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , a differenza di chi, come lei, partecipa ai summit solo per tentare - a mio giudizio, con scarsi risultati - di fare una foto con i capi di Governo in prima fila, per poi trovarsi nell'ultimo angolo sinistro, perché è lì che hanno messo l'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La verità è che, ad oggi, nessuno dei presenti in quest'Aula sa quale sia stata e quale sarà la proposta di trattativa italiana. Non lo sa neanche il Presidente della Commissione di cui faccio parte, che prima è intervenuto: forse sarebbe stato meglio spiegarglielo, prima che intervenisse. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sta giocando tutta la trattativa da solo e sarà l'unico responsabile della fine delle politiche agricole e di sviluppo del nostro Paese. A meno di trentasei ore dalla probabile chiusura del Quadro finanziario pluriennale, è venuto qui in Senato a raccontarci di percentuali ipotetiche, quasi come fossero numeri del lotto, per dirci che tutto andrà bene. Se, oltre ai numeri, ci vuole dare anche la ruota, magari i più fortunati di noi possono provare a giocarli e vediamo se si vince qualcosa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il gioco d'azzardo rischia però di essere una malattia e lei sta giocando con il nostro futuro: per noi questo è inaccettabile. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono lontani i bei vecchi tempi della democrazia parlamentare: si ricorda le sue parole? Veniva qua a riempirsi la bocca di questa frase: dobbiamo parlamentarizzare i processi europei. Bene, ma non troppo, mi viene da dirle, visti i risultati. La Lega e gli italiani non sono più disposti ad accettare un Governo che va avanti a colpi di fiducia. Portate i decreti in Commissione solo perché costretti e utilizzate le fiducie per zittire le minoranze, come si fa nei regimi. (Commenti del senatore Parrini) . Nel regime contista- bis si azzerano i lavori di Commissione e, s'impedisce il confronto d'Assemblea; siamo persino arrivati al punto di aver sospeso gli interventi di fine seduta da quasi tre mesi: tutto per mettere a tacere l'opposizione. Abbiamo chiesto più volte - ne sono l'esempio tangibile - quale sia il documento di trattativa e a che punto sia: puntualmente, ci avete dato risposte varie e fuorvianti, pur di nascondere le carte. L'ultimo dossier aggiornato, presidente Conte, ci è arrivato ieri sera alle ore 17. Abbiamo lavorato per due mesi su un dossier dell'ottobre scorso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Si sa però che, prima o poi, i nodi vengono al pettine e il giorno 20 è qui, dietro l'angolo. Abbiamo sul tavolo una proposta inaccettabile, fondata a grandi linee sulla prima struttura finlandese, che, qualora venisse confermata, sempre che non lo sia già, sancirebbe due dati di fatto importanti. Il primo è che in Europa, come dice mio papà, contiamo meno del due di picche con banco bastoni; il secondo, e molto più grave, è che avete ucciso definitivamente l'agricoltura il sistema agroalimentare italiano. Non vi siete limitati poi solo a quello: vogliamo parlare delle migliaia di occasioni sprecate nella non meno importante partita della distribuzione dei fondi di coesione? Vogliamo parlare dei 1.000 miliardi che il green new deal dovrebbe portare all'economia europea, ma di cui non vi è traccia? Ci sono 7,5 miliardi sui 1.000 promessi, con l'unica certezza che 877 andranno alla Germania e due alla Polonia. È intelligente penalizzare l'agricoltura, che è un'eccellenza italiana, per favorire l'Europa centrale? A mio giudizio no: