[pronunce]

c) se è vero, fermo restando il limite invalicabile del giudicato, che la mera presenza di un ricorso giurisdizionale non impedisce l'approvazione di una legge-provvedimento, è anche vero, però, che l'eventuale e comprovata esclusiva finalizzazione di quest'ultima alla sottrazione dell'oggetto del sindacato giurisdizionale e alla conseguente privazione della stessa possibilità di tutela giurisdizionale del ricorrente costituirebbe un indice sintomatico dell'irragionevolezza della legge medesima. Alla luce di tali considerazioni, il TAR ritiene rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 10, comma 9, del d.l. n. 16 del 2012, nella parte in cui - «nonostante le "difficoltà tecniche che rendono, allo stato, impossibile l'adempimento imposto ai concessionari dagli atti impugnati, con evidenti conseguenze pregiudizievoli in danno di essi", evidenziate nella suddetta ordinanza cautelare n. 300 del 2012 e ribadite dalla società ricorrente con i motivi aggiunti, ove sono stati illustrati i ritardi imputabili all'Amministrazione nella fase di omologazione delle necessarie modifiche tecnologiche dei sistemi - fissa (attraverso la modifica dell'art. 5, comma 3, del decreto del direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011) al 1° settembre 2012 la data di avvio dell'applicazione della ritenuta del 6 % sulla parte della vincita eccedente &#8364; 500». 1.3.- In punto di rilevanza, il TAR Lazio precisa che, chiamato a pronunciarsi sulla domanda cautelare proposta con motivi aggiunti, ritiene «decisivo» il contenuto della nota impugnata, nella parte in cui afferma che «non sarà consentito il funzionamento dei sistemi di gioco che, al primo settembre 2012, risulteranno non conformi alle disposizioni vigenti». Il Tribunale mostra di non condividere la tesi dell'Avvocatura generale dello Stato, secondo cui la nota in parola non avrebbe carattere provvedimentale, perché le verifiche di conformità delle modifiche tecnologiche da apportare ai sistemi hardware e software «sono per legge demandate al partner tecnologico SOGEI». Sarebbe infatti evidente l'immediata lesività della nota, perché con essa l'AAMS avrebbe interpretato la norma censurata nel senso della impossibilità di differire il termine del 1° settembre 2012 e contestualmente diffidato i concessionari dal continuare a svolgere la propria attività, se a tale data non avessero conformato i propri sistemi alle disposizioni vigenti. 1.4.- In punto di non manifesta infondatezza della questione, il giudice a quo ritiene, in primo luogo, che la norma censurata, nel fissare al 1° settembre 2012 la data di avvio dell'applicazione dell'addizionale del 6 per cento, si ponga in contrasto col principio di ragionevolezza, perché il d.l. n. 16 del 2012 è entrato in vigore solo nel mese di marzo 2012 e il termine fissato dal legislatore sarebbe assolutamente insufficiente per realizzare le necessarie modifiche tecnologiche dei sistemi, procedere alla loro installazione e ottenerne l'omologazione, specie se si considera che i tempi per quest'ultima non dipendono dal concessionario ma dalla SOGEI. In particolare, secondo il TAR Lazio, assumerebbero rilevanza decisiva: a) la circostanza, non contestata dall'AAMS, che alla data del deposito del ricorso (7 luglio 2012) la società ricorrente fosse ancora in attesa dell'omologazione; b) il fatto che l'Avvocatura generale dello Stato, nella memoria depositata in data 21 luglio 2012, abbia confermato che le verifiche di conformità sono per legge demandate alla SOGEI, partner tecnologico dell'amministrazione; c) la circostanza che la parte ricorrente alla camera di consiglio del 25 luglio 2012 abbia confermato, con dichiarazione resa a verbale, il mancato completamento del procedimento di omologazione; d) la circostanza che non sia stato ancora adottato il decreto direttoriale previsto dall'art 5, comma 3, del decreto 12 ottobre 2011. Il rimettente osserva, poi, che la mancata correlazione del termine di avvio dell'applicazione dell'addizionale alla conclusione del procedimento di omologazione renderebbe la legge-provvedimento in esame incoerente con gli interessi pubblici da perseguire, perché il blocco dell'attività dei concessionari non in regola alla data del 1° settembre 2012 determinerebbe notevoli pregiudizi economici non solo per costoro ma anche per l'erario. 2.- Si è costituita la società HBG Connex spa, ricorrente nel giudizio principale, con atto di intervento depositato nella cancelleria della Corte il 23 ottobre 2012. 2.1.- Anche la parte privata premette una breve ricostruzione di fatto della vicenda che ha dato origine al giudizio a quo, evidenziando, in particolare, come i concessionari avessero più volte segnalato all'amministrazione l'impossibilità di procedere all'applicazione dell'addizionale, se non previo adeguamento dei sistemi di gioco e loro omologazione da parte della SOGEI. 2.2.- In punto di rilevanza e non manifesta infondatezza, la società interveniente fa proprie le argomentazioni poste alla base dell'ordinanza di rimessione, sottolineando, peraltro, come alla data della memoria i procedimenti di omologazione non si siano ancora conclusi. 3.- Con memoria depositata il 4 dicembre 2012 è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, eccependo l'inammissibilità e comunque l'infondatezza della questione sollevata. 3.1.- Dopo avere ripercorso il contenuto dell'ordinanza di rimessione, la difesa dello Stato eccepisce, in primo luogo, l'inammissibilità del ricorso per avere il giudice a quo omesso di verificare la possibilità di pervenire, in via interpretativa, a una soluzione conforme a Costituzione. Il rimettente, infatti, affermerebbe chiaramente che la norma denunciata è suscettibile di diverse interpretazioni tali da fare ritenere illegittima quella fornita da AAMS, ma tali interpretazioni alternative il TAR Lazio avrebbe omesso di fornire. 3.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri eccepisce poi l'inammissibilità della questione sul rilievo che con l'ordinanza n. 2704 del 25 luglio 2012, coeva a quella di rimessione della questione di legittimità costituzionale, il TAR Lazio ha accolto l'istanza cautelare avanzata con i motivi aggiunti, sospendendo l'efficacia della nota impugnata. In tal guisa il Tribunale avrebbe definitivamente consumato il potere cautelare sul provvedimento impugnato. 3.3.- Con un'ulteriore eccezione la difesa dello Stato sostiene che «il sindacato costituzionale sulla c.d. legge provvedimento presuppone la formazione di un giudicato che, nella specie, non esiste». Qualora si ritenesse che la mera pendenza di un ricorso impedisca l'approvazione di una legge, «ciò si risolverebbe in un inammissibile vulnus delle prerogative legislative, con l'introduzione di un limite nuovo, non codificato, all'esercizio della relativa funzione». Di qui l'inammissibilità, secondo l'Avvocatura generale dello Stato, della questione.