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Essendo già stanziati i fondi necessari, ritiene incomprensibile la proroga limitata disposta dal Governo. La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) chiarisce che la proroga è limitata al 1° giugno 2019 perché, pur essendo intenzione del Governo e della maggioranza modificare l'istituto del bonus cultura, si è ritenuto opportuno mantenerlo per l'anno scolastico in corso. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto l'emendamento 7.1. Posti ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli identici emendamenti 7.3, 7.4, e 7.5. Posti ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, risultano altresì respinti gli emendamenti 7.6 e 7.7. L'ordine del giorno G/717/1/1 è accolto. Si passa quindi all'esame dell'emendamento 7.0.1. La senatrice MALPEZZI ( PD ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 7.0.1, che proroga il termine dell'invio della documentazione per la selezione degli interventi del progetto "Bellezza - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati". Su richiesta del senatore MALLEGNI ( FI-BP ), il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 7.0.1. Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8. Il PRESIDENTE , in qualità di relatore, invita i proponenti a riformulare l'emendamento 8.1 sostituendo le parole "1° febbraio 2019" con le parole "31 dicembre 2018". Il senatore CIRIANI ( FdI ) insiste sulla originaria formulazione, ritenendo necessaria una proroga più ampia di quella proposta dal relatore. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 8.1 è respinto. Il senatore PARRINI ( PD ) ritira l'emendamento 8.3. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) chiede l'accantonamento dell'emendamento 8.4 (testo 2), che viene quindi accantonato. L'emendamento 8.5, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto. Sono quindi ritirati gli emendamenti 8.6 e 8.7. L'emendamento 8.8 (testo 2) è accantonato. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli emendamenti 8.9, 8.10 e 8.12. L'emendamento 8.13 è invece ritirato. Il rappresentante del Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno G/717/2/1 e G/717/3/1. E' quindi posto in votazione e respinto, con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 8.0.1. Il PRESIDENTE dispone quindi l'accantonamento della proposta 8.0.2. La seduta, sospesa alle ore 19,55, riprende alle ore 20,35. Si procede quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Il senatore MIRABELLI ( PD ) riformula l'emendamento 1.1 in un testo 2, pubblicato in allegato, che viene accantonato. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) insiste per la votazione dell'emendamento 1.2, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. L'emendamento 1.3 decade per assenza del proponente. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli emendamenti 1.2 e 1.4. Si passa alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 e 1.9. Il senatore MIRABELLI ( PD ), intervenendo in dichiarazione di voto, ritiene irragionevole e strumentale l'anticipazione delle elezioni per gli organi provinciali in scadenza entro il 31 dicembre 2018, come anche lo svolgimento di più tornate elettorali nell'arco di pochi mesi. Peraltro, ricorda che il Ministro dell'interno, nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni affari costituzionali della Camera dei deputati e del Senato, si è riservato di valutare la opportunità di un intervento organico per la ridefinizione dell'assetto delle Province. Pertanto, dichiara il proprio voto favorevole sugli emendamenti in esame. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene opportuno che il Governo, prima di modificare le date delle elezioni degli organi provinciali, illustri la propria linea politica con riferimento all'assetto delle Province. Rileva che, con l'approvazione del comma 2 dell'articolo 1 del testo all'esame, si incide con effetto retroattivo sulla durata del mandato elettorale degli organi provinciali, anticipandone la scadenza. Dichiara quindi il proprio voto favorevole sull'emendamento 1.5, che rinvia le elezioni al 31 gennaio 2019, accorpandole in un'unica data. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) annuncia il proprio voto favorevole. Ricorda gli effetti - a suo avviso - negativi determinati dalla legge n. 56 del 2014, che ha sottratto l'elezione degli organi provinciali al suffragio universale. Con la fissazione delle elezioni provinciali al 31 ottobre 2018, appare impossibile un intervento organico e tempestivo da parte del nuovo Governo, volto a risolvere le criticità emerse nel processo di abolizione delle Province. La misura recata dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge all'esame finisce per aggravare la situazione, anticipando la scadenza naturale del mandato di alcuni enti. Ritiene incomprensibile, inoltre, l'atteggiamento di chiusura del Governo e della maggioranza, rispetto alla proposta, avanzata anche dall'Unione delle Province d'Italia, di accorpare in un'unica data - il 31 gennaio 2019 - più tornate elettorali relative a organi provinciali in scadenza nei prossimi mesi. Invita, quindi, a una ulteriore riflessione, prendendo eventualmente in considerazione una data intermedia, per esempio quella del 30 novembre. Posti ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, gli identici emendamenti 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 e 1.9 sono respinti. Si passa alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 1.12, 1.13, 1.14 e 1.15. Il senatore MIRABELLI ( PD ), annunciando a nome del Gruppo un voto favorevole, ricorda che la proposta di modifica in esame recepisce l'esigenza rappresentata dall'Associazione nazionale Comuni italiani di consentire agli enti locali di aumentare le tariffe per le affissioni pubbliche fino a un massimo del 50 per cento al metro quadro, qualora vi siano le condizioni di mercato. Si tratta, a suo avviso, di una misura ragionevole, volta ad accrescere le risorse a disposizione dei Comuni. Posti ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, gli identici emendamenti 1.12, 1.13, 1.14 e 1.15 sono respinti. L'emendamento 1.19 è ritirato.