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a seguito di tale iniziativa, la presente firmataria ha ricevuto numerose segnalazioni, supportate da consistente documentazione fotografica, che denunciano una situazione di degrado e di inquinamento davvero allarmante relativa al Rivo d'Arco, alla sua foce presso la Marina di Seiano e alla spiaggia, ricadenti nel territorio del Comune di Vico Equense; più nel dettaglio, secondo le segnalazioni, il Rivo d'Arco è gravemente inquinato e maleodorante, contiene scarichi illeciti, materiali di risulta, e molto probabilmente anche liquami fognari, residui della lavorazione lattiero casearia e rifiuti edili. Questa situazione di inquinamento si ripercuote sulla foce del Rivo presso la Marina di Seiano e sulla spiaggia; le acque del Rivo d'Arco, anche per effetto di poche ore di pioggia, trasportano i materiali inquinanti in mare, rendendo le acque marroni, e sulla spiaggia, trasformandola in una fogna a cielo aperto; l'area in oggetto è un sito di importanza comunitaria (SIC) e al contempo una zona di protezione speciale (ZPS); il Comune di Vico Equense ospita cinque spiagge "Bandiera Blu" della FEE (Fondazione per l'Educazione Ambientale), tra le quali vi è anche quella di Marina di Seiano Ovest Porto. A parere dell'interrogante, è inaccettabile, in primo luogo, che esistano ancora situazioni di inquinamento come quelle del Rivo d'Arco, e, in secondo luogo, che tale situazione riguardi un territorio con riconoscimenti internazionali come la Bandiera Blu; in data 30 luglio 2021 l'interrogante ha segnalato i fatti esposti al Comune di Vico Equense, alla Regione Campania, alla FEE, alla Guardia costiera e alla Capitaneria di Porto competenti per territorio, al fine di sollecitare azioni immediate di verifica, monitoraggio, controllo e risoluzione dei problemi descritti; considerato che: la Strategia dell'UE sulla biodiversità entro il 2030 ha evidenziato il nesso esistente tra lo stato di degrado degli ecosistemi naturali, compresi quelli fluviali e marini, e la comparsa e la diffusione di malattie: la salute dell'uomo dipende dalla salute della natura. Sono, pertanto, necessarie azioni di conservazione degli ecosistemi naturali e di ripristino di quelli degradati; in data 12 maggio 2021 la Commissione UE ha adottato la comunicazione "Un percorso verso un pianeta più sano per tutti Piano d'azione dell''UE: "Verso l'inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo" (COM(2021) 400), secondo la quale entro il 2050 ? ? L'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo è ridotto a livelli che non sono più considerati nocivi per la salute e per gli ecosistemi naturali e che rispettano limiti sostenibili per il nostro pianeta, così da creare un ambiente privo di sostanze tossiche?? ; occorre intervenire con tempestività al fine di rimuovere le cause di inquinamento per arrestare il degrado degli ecosistemi naturali, tutelare la salute dei cittadini, e al contempo assicurare lo sviluppo sostenibile dei territori attualmente interessati da fenomeni di inquinamento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti o di altri elementi al riguardo, e quali iniziative intenda adottare al fine di rimuovere la situazione di inquinamento del Rivo d'Arco, ripristinare gli ecosistemi naturali degradati per effetto dello stesso, e, più in generale, quali azioni intenda intraprendere per porre rimedio a situazioni di inquinamento analoghe a quella descritta, presenti sul nostro territorio. Atto n. 3-02779 LA MURA Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: il 23 luglio 2014 la UE ha approvato la direttiva 2014/89/UE, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, in forza della quale gli Stati membri sono tenuti provvedere alla pianificazione degli spazi marittimi e alla gestione integrata delle zone costiere, secondo un approccio ecosistemico; più nel dettaglio, gli Stati devono pianificare e regolare gli usi diversi dello spazio marittimo, limitando i conflitti e creando opportune sinergie. L'elaborazione dei piani di gestione per l'attuazione della pianificazione marittima è fondamentale per individuare la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine, presenti e futuri, che possono includere: aree per la produzione dell'acquacoltura, aree dove è consentita la pesca, aree per la produzione di energia da fonti rinnovabili, rotte di trasporto marittimo e flussi di traffico, ivi compreso il sistema portuale, zone di addestramento militare, siti di conservazione della natura e di specie naturali e zone protette, zone di estrazione di materie prime, ricerca scientifica, tracciati per cavi e condutture sottomarine, turismo, patrimonio culturale sottomarino, paesaggi costieri; secondo la direttiva, la pianificazione deve fondarsi su un approccio ecosistemico, definito dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (direttiva 2008/56/CE) come segue: "una strategia che promuove la conservazione e un uso sostenibile ed equo del suolo, dell'acqua e delle risorse viventi attraverso una gestione integrata degli stessi. L'obiettivo della gestione ecosistemica è di mantenere un ecosistema in una condizione sana, produttiva e resiliente affinché possa fornire agli esseri umani i beni e i servizi che desiderano e di cui hanno bisogno. A differenza degli approcci attuali, solitamente mirati a una singola specie, attività, settore o problema, la gestione ecosistemica considera gli impatti cumulativi di diversi settori"; la direttiva, che stabilisce come termine ultimo per l'adozione dei piani di gestione dello spazio marittimo, da parte degli Stati membri, il 31 marzo 2021, è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201, che individua il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili quale autorità competente per la sua attuazione; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° dicembre 2017 sono state approvate le linee guida contenenti gli indirizzi e i criteri per la predisposizione dei piani di gestione dello spazio marittimo. Esse sottolineano la necessità di garantire la coerenza tra i piani marittimi e gli obiettivi della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; l'art. 5 del decreto legislativo prevedeva originariamente come termine ultimo per l'adozione dei piani il 31 dicembre 2020. Tale termine è stato posticipato al 31 marzo 2021, in forza dell'art. 13, comma 5- bis , del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 16; ad oggi non è stata ancora avviata la procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) in relazione ai citati piani; considerato che: in data 1° febbraio 2021 è stata avviata la procedura di VAS del piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), che attualmente è nella fase della consultazione pubblica.