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In una fase difficilissima come questa abbiamo garantito al meglio il funzionamento dei servizi essenziali e urgenti della giustizia, tutelando gli operatori e non pregiudicando i diritti di alcuno. Come il Ministro sa, avremmo voluto modificare ulteriormente le norme sulle carceri, per ridurre la sovrappopolazione e consentire anche in carcere quel distanziamento necessario per evitare la diffusione del virus. Abbiamo un po' migliorato il testo, estendendo la possibilità di garantire la licenza fino al 30 giugno a tutti i detenuti che godono della semilibertà e migliorando il decreto sull'applicazione dei braccialetti. Siccome però è una bugia dire che c'è il "libera tutti", resta una nostra preoccupazione che la scelta degli arresti domiciliari con i braccialetti comporti che questi apparecchi siano insufficienti e che i tempi di attivazione siano troppo lunghi per ridurre il numero delle persone istituzionalizzate, come dovremmo fare, per salvaguardare meglio la salute dei detenuti, ma anche degli agenti e degli operatori. Su questo nei prossimi giorni verificheremo se il provvedimento sulla detenzione domiciliare funzionerà e se saranno sufficienti i suoi effetti per mettere in sicurezza dal virus le carceri e, se non sarà così, chiederemo altri interventi per assumerci fino in fondo un dovere e una responsabilità che abbiamo tutti insieme: garantire la salute anche dei cittadini reclusi. Forza, ce la faremo! (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sottrarrò molto tempo alla vostra attenzione e cercherò di essere essenziale. Non è il momento dei sofismi, ma dobbiamo assolutamente cercare di dare risposte al Paese: è il momento dell'assunzione delle responsabilità. Come Lega, ma posso tranquillamente estendere il ragionamento ai colleghi del centrodestra, siamo stati coscienziosi, non abbiamo portato avanti alcun tipo di manovra ostruzionistica, e siamo stati responsabili. Credo che di questo se ne debba dare atto. Dall'altra parte c'è un'altra grande responsabilità, che invece incombe sui colleghi di maggioranza, quella non solo di non aver condiviso il provvedimento, ma di averlo addirittura blindato con la fiducia. Oggi ci troviamo allora qui, impotenti, a dare dei contributi nel merito del provvedimento che abbiamo discusso in lungo e in largo in Commissione, come abbiamo fatto anche oggi in Assemblea. È stata bravissima la collega senatrice Nisini a richiamare la stragrande maggioranza degli articoli sui quali ci siamo soffermati e sui quali la Lega ha presentato emendamenti. Credo però sia inutile andare ora a fare una sintesi di tutto quello che è stato detto, anche perché ci porterebbe via tempo e non ci porterebbe da nessuna parte. Credo che ci sia soltanto un modo per fare sintesi. L'unica idea che mi viene in mente è che, rispetto a tutte le criticità che abbiamo evidenziato nel provvedimento, ad oggi abbiamo una sola certezza: nelle tasche dei cittadini italiani non è entrato neanche un euro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A ciò aggiungo un'altra considerazione. Da un mese le nostre vite sono condizionate dal male endemico di questo Paese, la burocrazia, che dovremmo estirpare. Devo dare atto anche a qualche collega della maggioranza che si è espresso sul tema: questo mi fa immensamente piacere, perché quello che abbiamo visto in questo mese è veramente un film dell'orrore. Siamo stati travolti da decine di provvedimenti; i cittadini e le imprese sono rimasti confusi cercando di orientarsi nella miriade di provvedimenti che sono stati emessi, con il solo risultato di creare confusione. Da questo punto di vista mi preme ribadire che la situazione è stata aggravata anche dall'incapacità del Governo di porre freno alla burocrazia. Esaurita questa doverosa premessa, vorrei soffermarmi, utilizzando il tempo rimasto al mio disposizione, su due argomenti che mi stanno particolarmente a cuore. Il primo argomento non credo debba necessariamente ricomprendersi nelle dinamiche di aspetti settoriali perché fa esplicito riferimento alla situazione emergenziale che è sotto gli occhi di tutti e che stiamo vivendo. A tale proposito c'è stato infatti un grandissimo contributo del terzo settore, del volontariato, delle associazioni: tutto il mondo del no-profit è stato essenziale in questa fase emergenziale del nostro Paese. Ebbene, qual è stata la risposta del provvedimento? Un solo articolo ha parlato delle dinamiche del terzo settore; badate bene, si tratta di un articolo che non ha nessuna copertura di spesa, perché si riferisce essenzialmente alla possibilità di far svolgere le assemblee online a tutti gli enti del terzo settore. Quindi, una dignità calpestata, e parliamo di grandi organizzazioni che in questo periodo sono sotto gli occhi di tutti: mi riferisco alla Protezione civile, alla Croce Rossa italiana, alla Caritas; parlo soltanto dei più famosi e mi dispiace di non avere il tempo per poter citare tutti gli altri organismi che hanno avuto la possibilità, e soprattutto la capacità, di dare una mano alla nostra gente in questo momento. Ripeto, dignità calpestata: un solo articolo nel provvedimento cura Italia per il terzo settore. Calpestate! Le nostre associazioni sono state calpestate, nonostante sia di tutta evidenza il lavoro che stanno sopportando in situazioni veramente difficili. Infine, mi soffermo su un altro comparto del mondo del no-profit , quello dello sport dilettantistico: è un mondo totalmente no-profit , fatto nella sua stragrande maggioranza di volontari, che assicura attività sportiva a 20 milioni di italiani, rappresenta il 2 per cento del prodotto interno lordo italiano (il 4 per cento, se consideriamo l'indotto) ed oltre 1 milione di operatori che in questo momento sono a rischio. Si tratta di un comparto che ci aiuta quotidianamente nel miglioramento della nostra qualità di vita, ma soprattutto abbatte la spesa pubblica. Sotto il profilo sanitario, il fatto che si faccia attività sportiva - è di tutta evidenza che in questi giorni gli italiani la stanno facendo anche all'interno delle proprie abitazioni - è un qualcosa che ci aiuta anche nel contenimento della spesa pubblica. L'Organizzazione mondiale della sanità ricorda spesso che la seconda causa di malattia al mondo è la sedentarietà. Pensate quanto è importante l'attività sportiva in un bilancio pubblico. All'interno del decreto-legge cura Italia troviamo però soltanto due articoli che si riferiscono a questa materia. Eppure abbiamo un Ministro; allora delle due l'una: o il Ministro non è stato incisivo oppure il Governo non lo ha neanche ascoltato. Non voglio neanche entrare nel merito di quello che è stato inserito all'interno del decreto-legge relativamente al differimento dei canoni degli impianti sportivi pubblici. La Lega ha presentato un emendamento, ma ne parlerò subito dopo. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,32) ( Segue BARBARO). Il differimento dei canoni voglio chiamarlo per quello che effettivamente è: una grandissima presa in giro; vi è lo spostamento dei canoni di due mesi ma con la permanenza dei costi a carico dei soggetti concessionari.