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Gli specchi d’acqua dei compendi vallivi che, in esito alla ricognizione di cui all’articolo 2, comma 1- ter , del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, risultino arginati alla data di entrata in vigore del codice della navigazione, sono di proprietà privata. Art. 2. 1. I titolari delle parti vallive di proprietà privata possono ottenere in concessione gli specchi d’acqua demaniali facenti parte del medesimo compendio vallivo. 2. La concessione di cui al comma 1 è a titolo oneroso, il canone annuo è commisurato ai parametri applicati per le concessioni lagunari ed è raddoppiato qualora nel compendio vallivo non sia praticato l’allevamento ittico. 3. Le convenzioni regolatorie della concessione devono prevedere l’obbligo, in capo ai concessionari, di garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione ambientale degli specchi acquei oggetto di concessione. 4. Ai fini di cui al comma 3 il richiedente presenta un piano di durata quinquennale contenente le attività manutentive ordinarie e straordinarie, un programma di conservazione e valorizzazione ambientale, l’eventuale programma di valorizzazione produttiva della valle da pesca, da realizzare a propria cura e spese. La mancata attuazione del programma è giusta causa di revoca della concessione. 5. Le concessioni hanno durata trentennale, il piano di cui al comma 4 deve essere aggiornato ogni cinque anni a cura del concessionario. 6. L’integrità morfologica, idraulica e paesaggistico-ambientale della laguna di Venezia, nonché la sua unitarietà costituiscono criteri informatori per il rilascio delle concessioni. Art. 3. 1. A tutti i compendi vallivi è applicato un canone di emungimento dell’acqua, aggiornato periodicamente, commisurato alla superficie degli specchi acquei. Art. 4. 1. Gli specchi d’acqua delle valli da pesca dovono essere utilizzati, anche ai fini dell’esercizio delle attività produttive, nel rispetto della normativa vigente per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna e dei provvedimenti disposti dal magistrato alle acque di Venezia per il mantenimento del regime lagunare. 2. L’articolo 9, della legge 5 marzo 1963, n. 366, è abrogato.