[ddlpres]

Il proprietario o il detentore che viola il divieto di esercizio dell’attività di allevamento di cui ai commi 1 e 5 o la sospensione dell’esercizio dell’attività di allevamento di cui al comma 3 è soggetto alla pena prevista dall’articolo 650 del codice penale, alla revoca, se ne è in possesso, della registrazione di cui all’articolo 4, nonché al ritiro delle uova immesse sul mercato durante i relativi periodi di restrizione. Le uova prodotte in tali periodi sono destinate alla distruzione o all’industria non alimentare. 7. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei compiti derivanti dall’attuazione del presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente». Art. 16. (Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, in materia di biocidi) 1. Il Ministero della salute provvede agli adempimenti previsti dal regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sui biocidi, di seguito denominato «regolamento n. 528». 2. Il Ministero della salute è designato quale «autorità competente» ai sensi dell’articolo 81 del regolamento n. 528. 3. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le tariffe di cui all’articolo 80 del regolamento n. 528 e le relative modalità di versamento. Le tariffe sono determinate in base al principio di copertura del costo effettivo del servizio e sono aggiornate ogni tre anni. 4. Con decreto del Ministro della salute sono stabilite le modalità di effettuazione dei controlli sui biocidi immessi sul mercato, secondo quanto previsto dall’articolo 65 del regolamento n. 528. 5. Con decreto del Ministro della salute è disciplinato l’ iter procedimentale ai fini dell’adozione dei provvedimenti autorizzativi da parte dell’autorità competente previsti dal regolamento n. 528. Art. 17. (Attuazione del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici) 1. Il Ministero della salute provvede agli adempimenti previsti dal regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici, di seguito denominato «regolamento n. 1223». 2. Il Ministero della salute è designato quale «autorità competente» ai sensi dell’articolo 34 del regolamento n. 1223. 3. Il Ministero della salute è l’autorità centrale dello Stato alla quale spettano compiti di indirizzo generale e coordinamento in materia di cosmetici, l’elaborazione e l’adozione dei piani pluriennali di controllo, la supervisione e il controllo sulle attività degli organismi che esercitano le funzioni conferite dallo Stato, dalle regioni e province autonome e dalle aziende sanitarie locali. 4. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano spettano compiti di indirizzo e coordinamento delle attività territoriali delle aziende sanitarie locali, nonché l’elaborazione e l’adozione dei piani regionali di controllo. 5. Con decreto del Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede alla regolamentazione delle procedure di controllo del mercato interno dei prodotti cosmetici, ivi inclusi i controlli dei prodotti stessi, degli operatori di settore e delle buone pratiche di fabbricazione. 6. Con decreto del Ministro della salute sono regolamentati gli adempimenti e le comunicazioni che gli operatori del settore sono tenuti ad espletare nell’ambito dell’attività di vigilanza e sorveglianza di cui agli articoli 7, 21, 22 e 23 del regolamento n. 1223. Art. 18. (Modifica al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, recante attuazione delle direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari. Procedura di infrazione 2009/4583) 1. All’articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, dopo il comma 2– bis è inserito il seguente: « 2 -ter. L’indicazione non è necessaria quando, con riferimento alle sostanze elencate nell’allegato 2, sezione III (allergeni), la denominazione di vendita indica l’ingrediente interessato». Art. 19. (Modifica al decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, recante attuazione della direttiva 2006/7/CEE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione. Procedura di infrazione 2011/2217) 1. L’articolo 13 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, recante attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/ CEE, è sostituito dal seguente: «Art. 13. - (Cooperazione). -- 1. Se il bacino idrografico comporta un impatto transfrontaliero sulla qualità delle acque di balneazione, lo Stato italiano collabora con gli altri Stati dell’Unione europea interessati nel modo più opportuno per attuare il presente decreto, anche tramite lo scambio di informazioni e un’azione comune per limitare tale impatto. 2. Se il bacino idrografico comporta un impatto sulla qualità delle acque di balneazione che coinvolge più regioni e province autonome, gli enti territoriali interessati attuano le medesime procedure di cui al comma 1». Capo V DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AMBIENTE Art. 20. (Modifiche al decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, in materia di valutazione e gestione dei rischi da alluvioni. Procedura di infrazione 2012/2054) 1. Al decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 2, comma 1, lettera a) , le parole: «non direttamente imputabili ad eventi meteorologici» sono sostituite dalle seguenti: «causati da impianti fognari»; b) all’articolo 6, comma 2: 1) l’alinea è sostituito dal seguente: «Le mappe della pericolosità da alluvione contengono la perimetrazione delle aree geografiche che potrebbero essere interessate da alluvioni secondo i seguenti scenari: »; 2) la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi»; 3) alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, se opportuno»; c) all’articolo 6, comma 3: 1) la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) estensione dell’inondazione e portata della piena»; 2) la lettera c) è sostituita dalla seguente: « c) se opportuno, velocità del flusso o flusso d’acqua considerato»;