[ddlpres]

Viene abrogato il secondo comma dell'articolo 83 della Costituzione, che prevede l'integrazione del Parlamento in seduta comune con delegati regionali in occasione dell'elezione del Capo dello Stato, perché tali delegati già sono rappresentati nel nuovo Senato federale. È sostituito l'articolo 86 della Costituzione attribuendo al Presidente della Camera dei deputati, e non più al Presidente del Senato, le funzioni di supplenza in caso di temporaneo impedimento del Capo dello Stato. Il potere di scioglimento previsto dall'articolo 88 della Costituzione è limitato alla sola Camera dei deputati. Rappresenta invece una sostanziale novità la modifica all'articolo 84 della Costituzione, in virtù della quale l'età minima per l'elezione alla carica di Presidente della Repubblica è abbassata dagli attuali cinquanta ai quaranta anni di età. Le disposizioni di coordinamento e la disciplina transitoria Gli articoli 6, 9, 12, 16, 17, 19 e 20 recano disposizioni di coordinamento tra le modifiche apportate dal presente disegno di legge costituzionale e le restanti parti della Costituzione. In particolare l'articolo 19 sostituisce il primo comma dell'articolo 126 della Costituzione, sullo scioglimento dei Consigli regionali e sulla rimozione dei presidenti delle Giunte regionali per atti contrari alla Costituzione o per gravi violazioni di legge o per ragioni di pubblica sicurezza. Il testo vigente richiede che il decreto motivato di scioglimento sia adottato dal Presidente della Repubblica «sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica». Tenuto conto della composizione del Senato federale, in cui le istanze regionali troverebbero diretta espressione, la previsione costituzionale della Commissione parlamentare per le questioni regionali è apparsa superflua e si è ritenuto che il parere sia reso dai Presidenti delle due Camere. Gli ultimi due articoli recano norme transitorie necessarie per portare a regime la riforma costituzionale. L'articolo 21, al comma 1, prevede che le disposizioni introdotte entrino in vigore a decorrere dalla legislatura successiva a quella in corso alla data di entrata in vigore della legge costituzionale «e con riferimento alle relative elezioni delle due Camere». Quest'ultimo inciso mira a chiarire che, sin dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale, dovranno tempestivamente essere predisposti gli strumenti legislativi necessari alla sua attuazione, in particolare per quanto concerne le modifiche alla disciplina per l'elezione della Camera dei deputati necessarie per tenere conto della riduzione del numero dei deputati e dell'abbassamento della soglia di età per l'elettorato passivo, per l'adozione della legge statale che detti le modalità di elezione del Senato federale, per l'adozione della legge dello Stato e della successiva disciplina regionale atta a definire le nuove modalità di formazione e di composizione dei Consigli delle autonomie locali. La nuova disciplina elettorale dovrà essere approvata (comma 3) entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale. Il comma 2 disciplina la prima elezione del Senato federale, che avrà luogo contestualmente all'elezione della Camera dei deputati, anch'essa nella nuova composizione, al termine della corrente legislatura, ad opera dei Consigli regionali in carica. Nelle regioni i cui Consigli risultassero sciolti a tale data, l'elezione sarebbe differita per essere effettuata dal Consiglio neoeletto. I senatori così eletti resteranno in carica sino al rinnovo dei rispettivi Consigli regionali. I Consigli delle autonomie locali, precisa infine il comma 3, provvederanno ad eleggere i senatori di propria competenza solo quando saranno ricostituiti in conformità ai princìpi uniformi di composizione definiti con legge dello Stato. Fino ad allora, anche l'elezione di tali senatori sarà effettuata dai Consigli regionali. L'articolo 22 reca, infine, una clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale, la cui formulazione ricalca quella dell'articolo 10 della ricordata legge costituzionale n. 3 del 2001, di revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione. Essa prevede che, sino all'adeguamento dei rispettivi statuti di autonomia, da effettuare con legge costituzionale, le disposizioni introdotte da tale riforma costituzionale si applichino anche alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite.. Art. 1. 1. Al primo comma dell'articolo 55 della Costituzione, le parole: «Senato della Repubblica» sono sostituite dalle seguenti: «Senato federale della Repubblica». Art. 2. 1. Il secondo comma dell'articolo 56 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Il numero dei deputati è di cinquecento». 2. Al terzo comma dell'articolo 56 della Costituzione, la parola: «venticinque» è sostituita dalla seguente: «diciotto». 3. Al quarto comma dell'articolo 56 della Costituzione, le parole: «, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero,» sono soppresse e la parola: «seicentodiciotto» è sostituita dalla seguente: «cinquecento». Art. 3. 1. L'articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 57. -- Il Senato federale della Repubblica è eletto, secondo modalità stabilite dalla legge, su base regionale. In ciascuna Regione i senatori sono eletti dal Consiglio regionale, al proprio interno, e dal Consiglio delle autonomie locali tra i componenti dei Consigli dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane. Il Presidente e gli altri componenti delle Giunta regionale non sono eleggibili a senatore. Il Consiglio regionale elegge, con voto limitato: a) cinque senatori nelle Regioni fino a un milione di abitanti; b) sette senatori nelle Regioni con più di un milione e fino a tre milioni di abitanti; c) nove senatori nelle Regioni con più di tre milioni e fino a cinque milioni di abitanti; d) dieci senatori nelle Regioni con più di cinque milioni e fino a sette milioni di abitanti; e) dodici senatori nelle Regioni con più di sette milioni e fino a nove milioni di abitanti; f) quattordici senatori nelle Regioni con più di nove milioni di abitanti. I Consigli regionali della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del Molise eleggono un senatore per ciascuna Regione; i Consigli provinciali delle Province autonome della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol eleggono, con voto limitato, tre senatori per ciascuna Provincia. In ciascuna Regione il Consiglio delle autonomie locali elegge: a) un senatore nelle Regioni fino a un milione di abitanti; b) due senatori nelle Regioni con più di un milione di abitanti, con voto limitato. I Consigli delle autonomie locali delle Province autonome della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol eleggono un senatore per ciascuna Provincia. L'elezione ha luogo entro trenta giorni dalla prima riunione del Consiglio regionale o delle Province autonome della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol». Art. 4. 1. L'articolo 58 della Costituzione è abrogato. Art. 5. 1. L'articolo 60 della Costituzione è sostituito dal seguente: