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La necessità e l'urgenza di una decretazione di questo livello, quindi, deriva dal fatto che nel momento in cui è stato emanato il decreto-legge vi erano le condizioni necessarie per addivenire ad una proposizione di quella natura. Per le ragioni di carattere generale, che ho espresso, e per ragioni di merito, il Gruppo del Partito Democratico voterà contro la questione pregiudiziale presentata. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B). URSO (FdI) . Signor Presidente, questo provvedimento è l'ultimo di una lunga serie che anche in questa legislatura abbiamo dovuto affrontare. Anzi, i colleghi senatori ricorderanno che uno dei primi provvedimenti che abbiamo dovuto esaminare nella Commissione speciale che fu istituita in attesa di istituire le altre Commissioni fu appunto il decreto del 27 aprile 2018, uno dei tanti emanati dal Governo allora in carica (se ben ricordo era il terzo decreto-legge in appena due anni). Quel decreto veniva portato all'attenzione del Parlamento nei primi giorni della sua costituzione come eredità del precedente Governo Gentiloni. Ebbene, in quell'occasione Fratelli d'Italia fu l'unico Gruppo parlamentare a rilevare come questo fosse un modo sbagliato di affrontare la questione e come non vi fosse, già allora, un piano strategico industriale per salvare, anzi per rilanciare la compagnia di bandiera Alitalia. I colleghi senatori ricordano che in quell'occasione, di fronte alle nostre puntuali osservazioni, di cui la cronaca dei mesi successivi e anche questo decreto-legge ci danno pienamente ragione, furono auditi i tre commissari di allora, che presentarono il loro piano strategico, poi rivelatosi nel tempo, come noi sostenevamo allora, del tutto inattuabile. Ebbene, questo decreto è il settimo intervento realizzato dal 2017 ad oggi. Lo ripeto: è il settimo intervento legislativo sull'Alitalia realizzato dal 2017 ad oggi, eredità dei Governi di sinistra (in quel caso Gentiloni Silveri), tanto più che oggi coloro che hanno realizzato i primi decreti e coloro che hanno realizzato i successivi decreti e provvedimenti legislativi fanno parte della stessa compagine di Governo, quindi in piena eredità e responsabilità. La responsabilità e l'eredità emergono in maniera evidente anche dai dati che riguardano, purtroppo, la compagnia di bandiera. Recentemente è stato emanato il decreto al nostro esame che impiega comunque altre risorse, dopo quelle già sprecate in questi mesi e in questi anni. Ricordo a me stesso che la crisi non è di oggi ma viene da lontano, ma anche la capacità di rinviare le decisioni si è oggi ulteriormente aggravata. Ricordo a me stesso che già nei primi passi della legislatura del 1994, che fu la mia prima legislatura, il Parlamento si occupò della crisi di Alitalia e allora fu prospettata una soluzione che era forse l'unica capace di realizzarsi concretamente in quegli anni e che avrebbe potuto permettere all'Alitalia di avere un ruolo come compagnia europea in un mondo della navigazione aerea che si modificava profondamente. Parliamo della fine degli anni Novanta, quando una forza interna che si richiamava alla sinistra sindacale si oppose all'alleanza strategica, già sottoscritta, col vettore olandese KLM. Allora era la soluzione giusta per Alitalia che veniva da una situazione migliore e che avrebbe potuto essere il vettore guida di quell'alleanza naturale e non contrastante con gli interessi strategici del nostro Paese. Non si volle fare e altri errori furono commessi in seguito. Tuttavia gli errori che oggi abbiamo davanti, gli errori dei vostri Governi, sono tanto più eclatanti alla luce di ciò che è accaduto nel frattempo, in questi mesi, mentre rinviavate le decisioni, attingendo sempre dalle casse pubbliche ulteriori risorse, che poi sono le risorse dello Stato e quindi dei cittadini. Questo è tanto vero che avete nominato, durante l'esame della legge di bilancio, non più tre commissari, cancellando la precedente gestione commissariale che avevate definito come quella finalizzata al salvataggio dell'Alitalia, bensì un commissario liquidatore, perché nella sua storia il nuovo commissario appare proprio come uno straordinario liquidatore. Il commissario, che credo non abbia ancora incontrato i commissari precedenti, ha fatto una relazione davvero allarmante su quanto accaduto durante i vostri Governi, cioè il Governo Gentiloni-Silveri e i Governi Conte, nello stato di dissesto dell'Alitalia. Lo stesso commissario nominato ha parlato di una perdita sostanziale. Riferisce che l'Alitalia ha bruciato circa 300 milioni di euro all'anno nel periodo di amministrazione straordinaria, il che porta ad un ammontare di quasi 10 miliardi le risorse complessive bruciate da Alitalia negli ultimi quarantacinque anni (9,2 miliardi di euro). La questione è tanto più grave perché in questi anni di amministrazione commissariale, Alitalia ha perso valore a causa dello spreco di risorse e della contrazione della flotta aerea: gli aerei, infatti sono diminuiti da 121 a 113. Sono diminuite le destinazioni e sono diminuiti i passeggeri, soprattutto quelli delle rotte brevi: ciò ha portato a un'ulteriore perdita di valore. In sostanza, se il salvataggio o la sua collocazione fossero avvenuti due anni fa, Alitalia avrebbe avuto un valore di gran lunga superiore a quello di oggi, che è diminuito appunto per il ridimensionamento sia della flotta aerea, sia delle rotte e dei passeggeri. Nel contempo, non sono state affrontate né risolte due questioni che riteniamo importanti, anche al fine di capire cos'è accaduto prima della gestione commissariale, durante i Governi Renzi e Gentiloni Silveri. Mi riferisco a quello che è accaduto in merito agli scali aeroportuali di Heathrow, che sono stati ceduti in maniera strana ai precedenti proprietari di Alitalia. Questo argomento emerse in maniera evidente durante le audizioni che imponemmo all'inizio della legislatura nella Commissione speciale: in quella sede ci fu detto che si potevano riacquistare i diritti sugli scali con poche risorse (parlo di un anno e mezzo fa, quindi in questa legislatura, durante l'era dei 5 Stelle al Governo); ebbene, questo scandalo, a cui si poteva porre rimedio con un intervento anche da parte dell'Alitalia commissariale, è rimasto tale, l'intervento promesso non c'è stato e la toppa al buco scandaloso non è stata messa. Lo dico anche a memoria di chi si fa - o si è fatto, ma poi i fatti l'hanno smentito - cultore della moralizzazione. Questo è ancor più grave alla luce di un'altra situazione emersa nel frattempo, che - come denuncia un quotidiano a voi molto vicino - riguarda lo strano giro di aerei Alitalia in mano ad una fiduciaria irlandese, per cui sono passati di mano non soltanto gli scali, ma anche quattro o cinque aerei. Lo scandalo che c'era, quindi, si è ulteriormente aggravato durante questa gestione commissariale. Cosa c'è dietro all'Alitalia? Cosa c'è stato dietro all'Alitalia privata e pubblica degli ultimi anni?