[massime]

Provincia di bolzano - Sistema delle comunicazioni e radiotelevisivo - Disciplina - Facoltà della provincia di stipulare convenzioni con enti radiotelevisivi - Inclusione testuale degli organismi esteri e non di quelli aventi natura privatistica - Ricorso governativo - Assunta alterazione del principio della concorrenza e del pluralismo nell’informazione - Non fondatezza della questione.. La norma di cui all’art. 2, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 luglio 2002, n. 11 – denunciata in quanto consentirebbe alla Provincia di stipulare convenzioni solo con enti radiotelevisivi stranieri, con alterazione delle condizioni della concorrenza, a causa della mancata indicazione di qualsiasi criterio o regola attinenti alla procedura della contrattazione, nonché con violazione del principio del pluralismo, a causa della mancanza di garanzia in ordine alla predisposizione dei programmi oggetto delle predette convenzioni – amplia, rispetto all’originaria formulazione dell’art. 8, comma 3, della legge provinciale n. 6 del 2002 – sostituita proprio dalla norma denunciata –, la sfera dei contraenti anche a tutti gli organismi di settore aventi natura privatistica, tra cui i concessionari italiani; né a diverse conclusioni può indurre il riferimento testuale, in questo ambito, agli “organismi radiotelevisivi esteri”, giacché tale esplicita inclusione dimostra che la formulazione della norma certamente non esclude gli organismi italiani. Né, d’altra parte, il lamentato silenzio della disposizione preclude in alcun modo l’applicazione ai procedimenti di stipulazione delle convenzioni delle comuni regole che disciplinano i contratti ad evidenza pubblica, a tutela appunto della concorrenza; così come la previsione, con norma di carattere generale, della presentazione, da parte del comitato provinciale per le comunicazioni, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di un progetto programmatico delle sue attività rende evidente che detto comitato non possa non esprimere parere alla Provincia sulle produzioni oggetto delle convenzioni in questione, anche sotto il profilo della garanzia del pluralismo e dei diritti connessi. Non è, pertanto, fondata la relativa questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli articoli 21 e 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione.