[massime]

Sopravvenienze nel giudizio in via principale - Abrogazione delle disposizioni impugnate e contestuale approvazione di disposizioni sostanzialmente identiche - Ius superveniens non satisfattivo - Insussistenza dei requisiti per la cessazione della materia del contendere - Rigetto della relativa richiesta.. Nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 2, lett. b), della legge reg. Abruzzo n. 36 del 2015, e 11, comma 6, lett. b), della legge reg. Abruzzo n. 5 del 2016, non è accolta la richiesta della Regione resistente di dichiarare cessata la materia del contendere in ragione della sopravvenuta abrogazione delle disposizioni impugnate. L'abrogazione disposta dall'art. 1, comma 3, della legge reg. Abruzzo n. 11 del 2016 è stata contestualmente accompagnata dall'approvazione di disposizioni dal contenuto sostanzialmente identico; né rileva la circostanza che la novella legislativa avrebbe riprodotto una disposizione [l'art. 16 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2012] già previamente impugnata dal Governo e non dichiarata illegittima, tanto più che la decisione adottata riguardo ad essa è di inammissibilità. ( Precedente citato: sentenza n. 85 del 2014, dichiarativa, tra l'altro, dell'inammissibilità della questione di costituzionalità dell'art. 16 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2012 ) . Secondo la costante giurisprudenza costituzionale, perché possa dichiararsi la cessazione della materia del contendere è necessario il concorso di due requisiti: lo ius superveniens deve avere carattere satisfattivo delle pretese avanzate con l'atto introduttivo del giudizio e le disposizioni impugnate non devono avere avuto medio tempore applicazione. ( Precedenti citati: sentenze n. 8 del 2017, n. 257 del 2016, n. 253 del 2016, n. 242 del 2016 e n. 199 del 2016 ) .