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Misure di semplificazione degli adempimenti per i cittadini e le imprese e di riordino normativo. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge contiene una serie di misure di semplificazione che arricchiscono il quadro degli interventi di sburocratizzazione dell’amministrazione, indispensabili per la riduzione degli oneri amministrativi e informativi a carico di cittadini e imprese ed utili per il rilancio dell’economia. Si tratta di misure di semplificazione a costo zero che, in coerenza con precisi impegni assunti in sede europea, permettono, come richiesto anche dalle maggiori associazioni imprenditoriali, di ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese. In proposito, si sottolinea che le misure fino ad oggi adottate, comprese quelle contenute nel decreto cosiddetto «Semplifica Italia» (decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35), hanno consentito di realizzare un risparmio stimato, a regime, in 8,14 miliardi di euro (pari al 31,3 per cento degli oneri) e che il nuovo provvedimento, con gli ulteriori risparmi che ne deriveranno, darà un importante contributo al rispetto degli impegni assunti. Il disegno di legge si compone di 39 articoli, il cui contenuto viene di seguito illustrato. L’articolo 1 prevede una delega legislativa per il riassetto e la codificazione in materia di istruzione, università e ricerca, in materia ambientale, nonché in materia di leggi metriche, di società fiduciarie e di revisione, di borse merci e di società di mutuo soccorso. Il comma 2 rinvia, quali princìpi e criteri direttivi della delega, all’articolo 20 della legge n. 59 del 1997. Il comma 3 stabilisce la procedura di adozione dei decreti legislativi: proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dei Ministri competenti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato, nonché, successivamente, del parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano entro sessanta giorni. Decorsi i termini, i decreti legislativi possono essere comunque approvati. Il comma 4 prevede che entro due anni dall’entrata in vigore dei decreti legislativi possano essere adottate disposizioni integrative e correttive dei decreti stessi. L’articolo 2 disciplina la delega al Governo per l’adozione, entro due anni, di decreti legislativi contenenti disposizioni anche modificative della disciplina vigente, per il riordino, l’armonizzazione e il coordinamento di tutte le norme legislative e regolamentari in materia di istruzione, università e ricerca. Vengono stabiliti i princìpi e criteri direttivi della delega: organizzazione delle disposizioni vigenti alla data di adozione dei decreti per settori omogenei o per materie, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse ; coordinamento, formale e sostanziale, delle disposizioni per garantire coerenza giuridica, logica e sistematica, nonché per assicurare il riordino e la semplificazione delle strutture, ivi compresi gli organi collegiali della scuola, e dei procedimenti; individuazione e indicazione delle previgenti disposizioni abrogate; semplificazione e riordino del regime dei controlli e delle valutazioni delle attività e dell’organizzazione delle università, ivi compresi gli organismi preposti, in conformità al principio di autonomia delle università medesime sancito dall’articolo 33 della Costituzione, attraverso la riduzione dei controlli e delle valutazioni di tipo preventivo e l’eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni di competenze, con esclusione delle norme in materia di contabilità. Il comma 2 rinvia alla procedura di adozione dei decreti legislativi disciplinata dall’articolo 1, comma 3, del disegno di legge. Il comma 3 reca disposizioni per l’invarianza finanziaria. L’articolo 3 disciplina la delega al Governo volta alla codificazione in materia ambientale, da esercitarsi entro due anni. Al tal riguardo, il Governo adotta uno o più decreti legislativi volti a correggere o integrare le norme in materia di tutela ambientale al fine del completamento del quadro normativo contenuto nel decreto legislativo n. 152 del 2006, nel rispetto delle regole costituzionali in materia di riparto delle competenze legislative e amministrative tra Stato e regioni. Al comma 1, si individuano i princìpi e criteri direttivi per il riassetto dei seguenti settori: princìpi di tutela ambientale, ivi compresa la disciplina dell’accesso in materia ambientale; funzioni e organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela e del territorio e del mare, degli enti e società da esso vigilati, delle commissioni e altri organismi, comunque denominati, da esso vigilati; in tale ambito si procederà anche ad una ricognizione dei compiti di tutela ambientale di altri enti e organi, anche di polizia ; valutazione di impatto ambientale, valutazione ambientale strategica, autorizzazione integrata ambientale, autorizzazione unica ambientale; bonifiche ambientali, prevenzione e risarcimento del danno ambientale; rimedi stragiudiziali e giudiziali in materia ambientale; parchi nazionali, riserve e aree naturali nonché marine protette, zone umide, e zone a qualunque titolo interessate da profili ambientali, tutela della biodiversità, della biosicurezza, della fauna e della flora, tutela e difesa del mare e dell'ambiente marino e costiero; difesa del suolo e lotta alla desertificazione; tutela delle acque dall’inquinamento; gestione delle risorse idriche; gestione dei rifiuti, ivi comprese la disciplina in tema di discariche e impianti di smaltimento, riciclo, recupero, nonché la gestione dei rifiuti connessa alle situazioni emergenziali; tutela e qualità dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; prevenzione e protezione dall'inquinamento acustico ed elettromagnetico e dai rischi industriali; infrastruttura per l’informazione territoriale ( Inspire ); fiscalità ambientale; commercio di emissioni inquinanti; prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente concentrando nel codice penale le fattispecie di delitti in materia ambientale. Il comma 2 reca ulteriori princìpi e criteri direttivi di semplificazione normativa: a) indicazione, dopo la rubrica di ogni articolo, tra parentesi, degli estremi della precedente disposizione del decreto legislativo n. 152 del 2006 riassettata, o di altra previgente fonte normativa riassettata, della disposizione dell’Unione europea, della giurisprudenza europea o costituzionale attuata; b) coordinamento delle discipline settoriali di tutela dei singoli beni ambientali al fine di ridurre duplicazioni; c) coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; d) verifica del rispetto della normativa da riassettare in conformità alle direttive europee in materia; e) adeguamento della normativa alla giurisprudenza costituzionale, europea e delle giurisdizioni superiori; f) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile;