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Checché ne dica il senatore Giarrusso - non so se è ancora in Aula, forse no - a nostro avviso essi non rispondono a un criterio di civiltà giuridica e, quindi, di civiltà senza aggettivi. In particolare, mi dispiace che non sia presente il senatore Giarrusso, ma credo che chi parla da questi banchi - potrebbe essere chiunque del mio Gruppo - abbia pieno titolo, per la storia del nostro movimento e non solo quella personale, di dire che il tentativo di limitare la corruzione è sempre stato a destra e, insieme alla ricerca di una maggiore sicurezza per i cittadini, uno dei nostri principali obiettivi, addirittura andando oltre. Io ricordo che ci siamo persino messi un po' le mani sopra gli occhi rispetto a certi aspetti esagerati di Mani pulite, che abbiamo appoggiato forse più di quanto, con la luce che si è accesa in seguito, avrebbero meritato certe pratiche. Ma non ce ne pentiamo, perché era comunque un anelito di speranza di contrastare efficacemente la corruzione. Eppure, anche se a noi non è mai capitato di dover chiedere al nostro leader di fare marcia indietro per una foto con il nipote di Provenzano; anche se a noi non è mai capitata - neanche a me personalmente, pur venendo alla stessa città del collega che mi ha preceduto - un'occasione di questo genere, non ci fa assolutamente specie dire che la norma sulla prescrizione è profondamente sbagliata, e ripeto profondamente sbagliata. È sbagliata, perché la ratio della prescrizione non sta, come un sentimento di vendetta può fare immaginare, nella volontà di colpire o non colpire il colpevole. La ratio della prescrizione sta nel fatto che la pena è qualcosa che lo Stato decide di comminare a un colpevole perché sia la risposta, la retribuzione, alla sua violazione della legge e anche un insegnamento alla società. Ebbene, il trascorrere del tempo in maniera eccessiva fa venir meno questa pretesa punitiva dello Stato. Ce lo hanno spiegato tutti i giuristi nella storia del diritto e lei, signor Ministro, lo sa bene. L'immaginare che, dopo il primo grado, non ci sia la prescrizione significa soprattutto incoraggiare la lentezza della definizione dei processi, perché la prima ragione non è quella che ci è stata detta e cioè che si scoprono tardi, la prima ragione - e non ne do colpa ai magistrati o, almeno, non solo ai magistrati - è che i processi sono lenti, per le strutture. Tra un'udienza penale e l'altra - e ve lo dice un avvocato penalista, non del tutto in disarmo - passano mesi, passano tempi immemori. Non credo allora che si possa immaginare una prescrizione infinita, semmai - e abbiamo sentito anche dal presidente Grasso alcune proposte - dei rimedi per far sì che la prescrizione possa essere sospesa o che si possa consentire al processo di durare meno. La pretesa incivile, che è solo spirito di vendetta e che nulla ha a che vedere con la pretesa punitiva dello Stato, di non consentire mai a un imputato di sapere se è colpevole o innocente, non ci convincerà mai! (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, colleghi senatori, intanto devo ringraziare il signor Ministro della sua presenza, perché lei non è un assiduo frequentatore né dell'Aula né della Commissione. Ci fa piacere vederla qui e, anzi, auspichiamo in futuro di vederla più spesso. Devo peraltro sottolineare, come è stato manifestato da tutti i colleghi dell'opposizione che sono intervenuti, il silenzio totale del Sottosegretario che ha seguito i lavori in Commissione: ho sentito la sua voce solo per l'espressione del parere conforme ai pareri sistematicamente contrari su tutti gli emendamenti. Finalmente, ho sentito stasera anche la voce del senatore Crucioli, del cui intervento mi dispiaccio. Chi mi conosce sa che io non strumentalizzo mai nulla e che, quando parlo, ci metto sempre la faccia, in tutte le vicende che riguardano la mia attività, sia privata che pubblica. Mi dispiace aver sentito strumentalizzare un emendamento che, evidentemente, non è stato approvato, facendo nome e cognome, laddove qualche altro collega, richiamando oggi l'emendamento presentato nella scorsa legislatura, ha avuto quantomeno il buon senso di non indicare i presentatori. Come ho detto in altra occasione, bisogna leggere tutto, quando si danno delle notizie; perché la mia firma è stata ritirata dalla lista dei presentatori dell'emendamento citato, in quanto apposta per errore e quindi, non si può indicare il mio nome a sostegno di un emendamento che era palesemente contrario a quella che era la linea del Partito Democratico. Un emendamento frutto di una scelta di un collega perché noi tutti, grazie a Dio, abbiamo la facoltà di pensare e tutti riusciamo anche a discernere fra quello che a noi piace e quello che a noi non piace. Al Partito Democratico quell'emendamento non piaceva e, infatti, noi, che non siamo abituati ad approvare, come fate voi, i provvedimenti solo con la forza dei numeri, abbiamo discusso. Sui giornali il ritiro della mia firma è stato ben riportato e, allora, conviene sempre informarsi prima di dire cose che non sono rispondenti al vero. Dico questo perché, ancora stasera, ho sentito molte parole in libertà. Abbiamo sentito che gli emendamenti non sono stati approvati perché si limitavano a chiedere la soppressione di articoli. Non è vero e qui i casi sono due: o non avete letto gli emendamenti oppure non ne avete compreso la portata. Io voglio pensare, poiché parlo con dei tecnici del diritto, che almeno il contenuto lo abbiate letto e abbiate compreso a cosa si riferiva e sarebbe stato bello poterne discutere in Commissione. Sarebbe stato bello sentire la vostra opinione e capire perché quegli emendamenti a voi non andavano bene. Non è sufficiente dire che volevate combattere la corruzione con ogni mezzo: anche noi la vogliamo combattere e lo abbiamo dimostrato, con tutti i provvedimenti che sono stati approvati, spesso con l'apporto delle opposizioni. Il senatore Caliendo, che anche nella scorsa legislatura era all'opposizione, è buon testimone dei dibattiti e dei confronti che avvenivano quotidianamente in Commissione. Voi invece avete opposto solo un silenzio inutile. Quando si dice «con ogni mezzo», questo significa con ogni mezzo che sia ricompreso nella legalità e nella costituzionalità dei provvedimenti, mentre voi oggi state massacrando la Costituzione. L'ho già detto un'altra volta in quest'Aula: io ho giurato sulla Costituzione, ci credo, continuerò a crederci e continuerò fermamente a oppormi a questo genere di provvedimenti, che straccia i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, quella per la quale noi combattiamo qui dentro, mettendoci la faccia, sempre. Ma abbiamo sentito anche dell'altro. Abbiamo sentito che la prescrizione è il rifiuto della pretesa punitiva dello Stato: vedremo che risultato porterete, vedremo cosa porterete a casa introducendo questa prescrizione. Ho sentito altri stasera parlare degli avvocati. Io continuo a pensare che sia un incidente di percorso definire la classe forense come azzeccagarbugli. Debbo dire che ne ho sorriso e che non ne faccio un fatto di volontà: