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Ci stiamo modificando, stiamo diventando carbonio, come base della vita, e plastica. Questa direttiva introduce quindi il controllo e la gestione di questi nuovi problemi, come quello degli interferenti endocrini, degli antibiotici - che purtroppo sono un problema vecchio - e delle microplastiche. Inoltre, i parametri indicatori previsti dalla direttiva non hanno un impatto diretto sulla salute umana, però rappresentano uno strumento importante per stabilire le modalità di funzionamento degli impianti di produzione e distribuzione dell'acqua destinata al consumo umano e per valutare la qualità dell'acqua. Tali parametri possono contribuire a individuare malfunzionamenti nel trattamento delle acque e svolgono un ruolo importante nel rafforzamento e nel mantenimento della fiducia dei consumatori nella qualità dell'acqua. Pertanto, è opportuno che gli Stati membri garantiscono che tali parametri siano monitorati. Voglio aggiungere che avevo proposto nella legge "salva mare" - anche qui tutti vogliono proteggere il mare (vedete come sono connesse le cose tra di loro?) - di apporre un'etichetta sugli abiti per dare indicazioni sul lavaggio. Noi non potremo mai risolvere il problema dei depuratori, delle acque reflue civili o dei depuratori delle acque per il consumo umano se non mettiamo a monte dei filtri, se non modifichiamo la nostra tecnologia, come quella delle lavatrici, tanto per dirne una. Purtroppo, soprattutto in Italia, abbiamo paura di osare e arriviamo sempre dietro agli altri, quando avremmo la possibilità di fare meglio, con la nostra ricerca, con la nostra creatività e la nostra capacità di cercare strategie e soluzioni innovative. Parliamo di tecnologia, di digitalizzazione e di approfondimenti su tutti i temi che riguardano la ricerca per il futuro. Perché non voglio votare questa legge delega? Perché noi in Europa non esistiamo, siamo vecchi, non portiamo innovazione, non portiamo noi stessi e non difendiamo l'innovazione, il nostro modo di essere innovativi. Difendiamo sempre e solo le lobby (Applausi della senatrice Abate) . Ecco perché come esempio di buona attività parlamentare plaudo a questo disegno di legge delega, ma non ad alcune delle misure in esso contenute, che vanno comunque a difendere le lobby . (Applausi dal Gruppo CAL-Alt-PC-IdV) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, questa legge di delegazione europea ci offre la possibilità di tornare su un tema che ci è caro e che rappresenta per noi un'ingiustizia verso gli italiani che non possiamo accettare. Se tutti hanno gettato ormai la spugna sulla questione dei balneari italiani, Fratelli d'Italia non ha la minima intenzione di farlo. Così come ci siamo impegnati sul provvedimento concorrenza, noi presenteremo i nostri emendamenti su ogni provvedimento che ci darà la possibilità, per materia, di farlo, perché per noi l'esproprio del lavoro italiano rappresenta un'intollerabile attività da parte del Governo e della maggioranza. Per questo motivo, anche a questo provvedimento abbiamo presentato un emendamento, a prima firma del senatore Fazzolari, che interverrà in dichiarazione di voto, ma sottoscritto da tutti i senatori componenti del Gruppo di Fratelli d'Italia, per chiedere al Governo di avere un ripensamento su questa vicenda e di impegnarsi in maniera seria affinché all'Italia non venga perpetrato un torto peraltro auto-procurato, perché se il padre della direttiva, il commissario Bolkestein, ha detto che essa non si applica alle concessioni demaniali, non capiamo per quale motivo il Governo e chi lo sostiene voglia essere più realista del re. Si potrebbe ipotizzare che ci troviamo al cospetto di un'attività deliberatamente volta a penalizzare il lavoro di queste persone che da anni scrivono una storia di pregio della produzione italiana che ci invidia il mondo intero e che è rimasta, dopo il decreto concorrenza, veramente disarmata nel non vedersi rappresentata dopo essere stata illusa da tante forze politiche. Noi, coerentemente, continueremo ad interpretare la linea che abbiamo sposato dal primo momento, dicendo no alla direttiva Bolkestein, no all'esproprio del lavoro italiano e facendo in modo che vi dobbiate pronunciare ogni qualvolta ce ne sarà la possibilità fino alla fine di questa legislatura. La volta scorsa, infatti, abbiamo assistito anche ad una polemica stucchevole, secondo la quale non avevamo ripresentato in Aula l'emendamento che era stato bocciato in Commissione. Ebbene, l'emendamento 20.0.4 lo abbiamo ripresentato anche a questa legge, lo avete già bocciato in Commissione, vedremo tra qualche ora come vi pronuncerete nuovamente su questa vicenda. Fa sorridere sentire affermare che è stato raggiunto un risultato e poi nella nuova legislatura vedremo. Chi la pensa come i balneari italiani ha il dovere di pronunciarsi oggi su questa vicenda perché queste persone, le loro famiglie, i loro dipendenti, la loro clientela non possono essere trattati in questo modo, essere letteralmente vilipesi, come è accaduto, anche con una campagna di stampa vergognosa evidentemente finanziata da quei poteri economici che si vogliono giovare di questo esproprio. (Applausi dal Gruppo FdI) . Abbiamo sentito dire che queste persone sono state delle scroccone sulle spalle dello Stato, che hanno pagato dei miseri canoni. Ma chi li ha fissati i canoni, se non lo Stato? Ci sono forze politiche che sostengono che queste persone pagano appena 100 milioni di euro di concessioni per un volume d'affari di circa 14 miliardi, dimenticando di dire che su quei 14 milioni pagano le tasse (l'IVA) quindi non sono soltanto i canoni, ma anche tutto quanto viene versato allo Stato in termini di tasse. E comunque se i canoni sono bassi, la soluzione non è togliere le spiagge ai nostri balneari per darle alle multinazionali. Non è accettabile quanto avvenuto in termini di decisione politica in assenza di una mappatura seria del nostro demanio. Non è possibile pensare che la storia si chiuda qui, in questo modo, senza curarsi del destino di 30.000 imprese e di tutto quello che hanno rappresentato, rappresentano e potranno rappresentare per la nostra Nazione. Fratelli d'Italia, come il nostro leader Giorgia Meloni ci insegna ogni giorno, è il partito della patria. Ovunque c'è un italiano che subisce un'ingiustizia (e qui è più di uno), noi sentiamo il dovere di combattere fino in fondo questa battaglia. Speriamo anche che intervenga la ragione, oltre che il sentimento, di chi in quest'Aula deve rappresentare il popolo. Qualche collega che mi ha preceduto ha detto che il diritto comunitario non può strangolare la nostra sovranità nazionale. Mi sembra che, nel caso dei nostri balneari, siamo stati proprio noi a prendere il cappio e astringercelo al collo, altrimenti non si spiega l'atteggiamento completamente diverso che viene riservato ad altre realtà europee, come la Spagna e il Portogallo, per le quali non esiste la problematica relativa alla direttiva Bolkestein, che a tutti i costi si vuole applicare ai nostri balneari, per primi (ma noi temiamo che verrà anche il turno di altre categorie). Fratelli d'Italia si opporrà sempre e comunque, in ossequio coerente al principio di difesa del lavoro italiano. (Applausi del Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fedeli. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, ringrazio lei, il Governo, la relatrice e i due relatori.