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nel legittimo auspicio di poter soddisfare il diritto statuito dalla suddetta sentenza, la signora De Candia chiede e ottiene il pignoramento dei beni della debitrice, rappresentati da alcuni immobili; nel corso della conseguente esecuzione immobiliare (Tribunale di Avezzano, R.G.E. n. 1/2014) sono, tuttavia, emerse irregolarità urbanistiche, che hanno indotto il giudice dell'esecuzione a disporre la vendita dei beni della debitrice a un prezzo a base d'asta di gran lunga inferiore al loro reale valore, nonostante le incertezze sulla effettiva portata delle irregolarità urbanistiche, i pareri discordanti sulla sanabilità dei vizi e una non celata possibilità di ritorno in bonis formulata in un parere scritto dall'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale; considerato che: la vicenda si sarebbe conclusa, con piena soddisfazione di entrambe le parti, se il giudice dell'esecuzione avesse inteso accogliere l'istanza formulata dalla De Candia, che proponeva l'assegnazione del compendio immobiliare al valore massimo stabilito dalla perizia del consulente tecnico d'ufficio e non quello ampiamente svilito dalla tesi di insanabilità dei vizi urbanistici. Una decisione in tal senso orientata, conforme alla più recente e illuminata giurisprudenza, avrebbe salvaguardato persino gli interessi della parte debitrice, che avrebbe visto decurtato il suo debito di una somma assai superiore a quella che potrà conseguire per effetto di una vendita che, se non impedita, sarà verosimilmente realizzata a valori ampiamente inferiori a quelli di mercato; dopo l'udienza di comparizione delle parti fissata per il 2 ottobre 2018, il giudice dell'esecuzione potrebbe confermare l'ordinanza di vendita degli immobili al risibile prezzo di circa 20.000 euro e tale circostanza andrebbe a ledere in modo irreparabile il diritto al risarcimento materiale e morale per la signora Franca, con conseguenze imprevedibili, dati i due precedenti tentativi di suicidio, le condizioni di profonda fragilità psichica e frustrazione della vittima, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda attivarsi allo scopo di accertare, nell'ambito dei propri poteri ispettivi, la sussistenza di eventuali irregolarità nell' iter della procedura giudiziale; se ritenga di verificare la corretta applicazione delle norme poste a presidio dell'interesse generale per il soddisfacimento dei diritti spettanti in seguito a un pronunciamento definitivo da parte dell'autorità giudiziaria, nell'ambito delle aste giudiziarie, arginando il dilagante fenomeno delle vendite a prezzi di gran lunga inferiori al reale valore di mercato che rendono l'appagamento della pretesa risarcitoria impossibile. Atto n. 3-00232 CIRIANI Al Ministro per la famiglia e le disabilità Premesso che: in questi giorni si susseguono incontri nell'ambito delle forze di maggioranza, tra rappresentanti del Governo e tecnici ministeriali, per individuare e definire le misure da inserire nella prossima legge di bilancio per il 2019, con relativa quantificazione economica e specificazione delle coperture finanziarie; è oramai prossima la data entro cui dovrà essere presentata la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che, quest'anno, assume un ruolo peculiare, considerato che il DEF 2018 era stato presentato dal Governo precedente nella fase di avvio della XVIII Legislatura, privo del quadro programmatico; dal dibattito complessivo emerge che, delle annunciate misure in favore delle politiche per la famiglia e la natalità e di strumenti di sostegno al reddito, tutto alla fine si ridurrebbe all'introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza che, a prescindere dalla platea (più o meno ampia), dei potenziali beneficiari, sono misure a parere dell'interrogante del tutto insufficienti a dare ossigeno alle famiglie italiane da anni in affanno; esse, nel tempo, hanno visto sensibilmente ridurre il loro potere di acquisto, soprattutto a causa dell'impoverimento dei salari, a seguito dell'aumento della tassazione locale e nazionale, e ancora penalizzate da politiche di bilancio, che sino ad oggi non hanno inciso in termini positivi rispetto all'eccessivo carico fiscale che grava su di esse; secondo recenti dati Istat, il numero delle famiglie in povertà assoluta è in crescita: nel 2017 c'erano in Italia 158.000 famiglie povere in più rispetto all'anno precedente; i drammatici dati relativi a povertà ed esclusione sociale colpiscono maggiormente le famiglie numerose e i bambini, e si riflettono anche negli alti tassi di dispersione scolastica e di prematuro abbandono dei percorsi di formazione universitaria; inoltre, il basso tasso di natalità e l'invecchiamento della popolazione pongono seri problemi, anche di competitività del nostro sistema produttivo, nel medio periodo, che richiedono lo sviluppo di strategie a lungo termine, quali politiche più mirate di sostegno alle famiglie; considerato che: da sempre Fratelli d'Italia si batte perché la famiglia, che rappresenta l'elemento propulsore della società e dell'economia e, dunque, il motore essenziale per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese, diventi il perno centrale della politica di bilancio nazionale, con la previsione di misure efficaci, strutturali e permanenti di sostegno (anche di natura fiscale) volte a contrastare la crisi demografica in atto, a incentivare la natalità e a rilanciare i consumi; l'istituzione di un «reddito d'infanzia» (ossia un assegno mensile per ogni minore a carico), a previsione di specifiche agevolazioni fiscali (come la riduzione dell'imposta sul valore aggiunto sui prodotti per l'infanzia, quali pannolini, latte in polvere, eccetera), il rafforzamento dell'istituto del congedo parentale, l'implementazione dell'offerta di strutture e di servizi socio-educativi per l'infanzia (anche per la fascia neo-natale e pre-scolastica) gratuiti, a tempo pieno e con un sistema di apertura a rotazione anche nel periodo estivo, l'introduzione di incentivi per le imprese, che assumono neomamme e giovani donne, il potenziamento degli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro, il pieno riconoscimento dell'opera dei caregiver familiari e la deducibilità del lavoro domestico, oltre al necessario stanziamento di ulteriori e più adeguate risorse finanziarie, sono solo alcune delle misure essenziali in grado di contribuire, in maniera determinante, alla crescita socio-economica del nostro Paese, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo stia assumendo (soprattutto in vista della predisposizione del disegno di legge di bilancio per il 2019) al fine di promuovere e garantire l'adozione di efficaci misure (anche di carattere economico e finanziario) per la tutela, il sostegno e il benessere complessivo della famiglia, e, in particolare, se e in che termini ritenga che le misure esemplificative indicate in premessa siano condivisibili come strumenti efficaci di sostegno. Atto n. 3-00233 BERNINI SICLARI RIZZOTTI BINETTI STABILE TESTOR Al Ministro della salute Premesso che: