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Sia il Governo con il decreto rilancio sia il Parlamento sono intervenuti e stanno intervenendo in modo concreto per introdurre e normare questa figura. L'infermiere di famiglia costituirà una delle figure fondamentali della sanità italiana, consentendo a pazienti e famiglie di evitare l'ospedalizzazione con enormi benefici in termini di salute a livello psicologico e anche economici. Dobbiamo accogliere, quindi, con particolare favore e soddisfazione gli interventi del decreto che prorogano i termini in ambito di potenziamento delle reti di assistenza territoriale perché rappresentano un altro preciso e concreto segnale di attenzione verso la sanità di prossimità, ovvero la sanità desiderata innanzitutto da milioni di italiani fragili insieme alle loro famiglie. In questa sede voglio evidenziare anche la norma contenuta nel decreto che dispone la proroga al 2021 dell'utilizzo delle quote premiali da destinare alle Regioni virtuose accantonate a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale in base ai criteri di riequilibrio e riparto indicati in sede di Conferenza Stato-Regioni. Anche questo punto è molto importante e riguarda la sanità italiana del futuro. Troppo spesso, purtroppo, negli anni passati ci siamo trovati a discutere di sprechi a livello sia centrale che, ovviamente, regionale, anche in considerazione della competenza esclusiva delle Regioni in materia sanitaria. La sanità italiana non era premiale: non si evidenziavano, infatti, nel modo migliore gli sforzi dei territori più virtuosi in termini economici e, soprattutto, di qualità dei servizi offerti alla cittadinanza. Finalmente si sta cambiando registro ed è giusto in questa sede riconoscere il grande lavoro svolto dalla Conferenza Stato-Regioni, vero momento di sintesi nell'ottica di una fattiva e positiva sinergia tra i vari livelli istituzionali. Il decreto in conversione oggi accompagna concretamente questo sforzo istituzionale e di ciò dobbiamo essere tutti molto soddisfatti. Altre misure che vanno accolte con grande favore riguardano il trattamento del personale sanitario, messo così a dura prova dalla pandemia in corso e al quale dobbiamo rivolgere sempre la nostra gratitudine e attenzione. Il decreto contiene, tra le altre, alcune norme che riguardano le unità speciali di continuità assistenziale, la deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie e in materia di cittadinanza e, per l'assunzione alle dipendenze della pubblica amministrazione, l'avvio di specifica funzione assistenziale per l'emergenza Covid-19 e la permanenza in servizio del personale sanitario. Inoltre, sempre in ambito di contratti di lavoro, segnalo la proroga delle norme che dispongono l'attribuzione di alcuni incarichi di lavoro autonomo in ambito sanitario anche a tutti i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio della professione medica e iscritti all'ordine professionale. Sono misure concrete, di sostanza, che vanno incontro alle esigenze degli operatori sanitari e che avranno indiscutibili riflessi positivi anche sul livello dell'assistenza alla cittadinanza. Anche il fondamentale settore della ricerca ha trovato la giusta attenzione in questo decreto-legge. A tal proposito, è opportuno sottolineare l'intervento normativo che prevede l'accantonamento per il 2021 della somma annua, a valere sulle risorse finanziarie del Servizio sanitario nazionale, per la realizzazione di obiettivi connessi alle attività di ricerca, assistenza e cura relative al miglioramento dei livelli essenziali di assistenza. Inoltre, è opportuno evidenziare la norma che consente agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico e agli istituti zooprofilattici sperimentali la proroga, fino al 30 settembre 2021, dei contratti di lavoro flessibile in corso, relativi ad attività di ricerca e di supporto alla ricerca. Infine, vorrei sottolineare la norma che incrementa per l'anno 2021 da 5 a 7 milioni di euro la dotazione del Fondo per l'assistenza ai bambini affetti da malattia oncologica. Da tutti questi elementi si evince che il decreto-legge interviene in modo efficace e concreto anche nel settore sanitario. Il momento che stiamo vivendo è gravoso, straordinario e mette a dura prova la nostra società. Ogni giorno il Servizio sanitario nazionale è sotto forte pressione in ogni suo elemento, dalle strutture agli operatori impegnati senza sosta sul campo, agli scienziati che dietro i riflettori lavorano per trovare le giuste soluzioni. A questo proposito, permettetemi di evidenziare anche la necessità di intervenire nel continente africano. L'Africa ha bisogno di rafforzare i suoi sistemi sanitari e di ridurre l'entità delle centinaia di emergenze a cui fare fronte. Nonostante a livello globale siano molte le incognite relative al progredire della pandemia da Covid-19, per i Paesi africani la situazione è particolarmente complessa, anche perché l'Africa è un continente che consta di 53 Paesi con le più diverse situazioni socio-economiche, sanitarie, politiche e nazionali. Seguire e sostenere le strategie dei Paesi africani contro l'epidemia è di estremo interesse per le Nazioni europee, inclusa l'Italia, poiché siamo così interconnessi che contrastare l'epidemia in Africa significa dare valore e prospettive di consolidamento futuro anche a tutte quelle iniziative congiunte che coinvolgono i Paesi europei. Le istituzioni, ai vari livelli, dal Governo al Parlamento, alle Regioni, ai Comuni, devono svolgere compiutamente il loro ruolo con senso di doverosa responsabilità, operando in sinergia, nel rispetto dei ruoli e delle competenze. Anche il decreto-legge oggi in esame va pienamente in questa direzione. Il nostro sostegno, auspicabilmente il più ampio e convergente possibile, contribuirà a incidere nella società con la concretezza delle norme, sviluppando nel Paese il necessario clima di positività ed equilibrio. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2101, di conversione del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 183, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,45, è ripresa alle ore 13,32) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante proroga termini, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto, alle quali seguirà la chiama, orientativamente intorno alle ore 15.