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Norme per l'elezione della Camera dei deputati. Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali. Onorevoli Senatori. -- In questi ultimi anni, la democrazia sta vivendo un autentico paradosso: mai nella storia recente è stato così alto il consenso verso questa forma di governo fondata sulla sovranità popolare, ma al tempo stesso, da tempo, giungono dalle urne preoccupanti e rilevanti segnali di disagio e di critica al funzionamento delle istituzioni della democrazia rappresentativa. Accorciare la distanza tra i cittadini e i loro rappresentanti ricostruendo un clima di fiducia verso la politica e i rappresentanti nelle istituzioni è, nei tempi difficili che stiamo vivendo, uno degli obiettivi prioritari da perseguire con determinazione e visione di lungo periodo, se non si vogliono correre rischi seri per il futuro delle democrazie contemporanee. I sistemi elettorali, quindi, non possono e non devono essere una materia riservata ai soli esperti ma, al contrario, devono diventare oggetto di un confronto democratico aperto e partecipato al fine di trovare soluzioni efficaci per favorire una democrazia che veda gli elettori protagonisti e non semplici spettatori. La ricerca di un sistema elettorale in grado di aiutare la «ricucitura» territoriale, favorire la coesione nazionale e garantire una adeguata rappresentatività parlamentare, rappresenta un obiettivo da conseguire per rafforzare la democrazia italiana, a maggior ragione pensando alla riforma costituzionale che prevede una sola Camera che dà la fiducia e rafforza il ruolo del Governo nel processo legislativo Nell'attuale fase storica l'obiettivo da conseguire è, in estrema sintesi, quello di trovare un corretto equilibrio tra le esigenze della governabilità e quelle della rappresentanza, recuperando nel contempo quel rapporto democraticamente fecondo tra eletto ed elettore che si è andato colpevolmente perdendo con l'introduzione nell'ordinamento delle cosiddette liste bloccate con la legge 21 dicembre 2005, n. 270. Guardando alle esperienze del passato in materia di leggi elettorali, è indubbio che la dimensione del collegio -- su cui era, ad esempio, fondata la legge 4 agosto 1993, n. 277 -- abbia dimostrato di rispondere meglio all'esigenza di accorciare le distanze tra eletto ed elettore, oltre a garantire un significativo contenimento dei costi delle campagne elettorali e quella riconoscibilità dei candidati negata in radice da cosiddetti listini bloccati circoscrizionali. Fermi restando i 12 eletti nella circoscrizione Estero, si propone quindi che il territorio nazionale sia suddiviso in 26 circoscrizioni e in 475 collegi uninominali, nei quali è eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti con un sistema elettorale maggioritario. Nessuno dei due generi può superare il 60 per cento dei candidati di ogni partito o coalizione di partiti a livello circoscrizionale. Per meglio rispondere alla evoluzione del sistema politico rispetto a quando venne approvata la ricordata legge elettorale del 1993, i restanti 143 seggi sono cosi attribuiti: -- 90 al partito/coalizione, i cui candidati nei collegi uninominali abbiano ottenuto sul territorio nazionale il maggior numero di voti validi; -- 30 al partito/coalizione, i cui candidati nei collegi uninominali abbiano ottenuto il secondo miglior risultato per numero di voti validi; -- 23 ai partiti/coalizioni che abbiano superato la soglia del 2 per cento nel complesso dei 475 collegi, a condizione che ciascuno di essi abbia un numero di candidati eletti nei collegi uninominali inferiore a 10. I 90 seggi costituiscono un premio di maggioranza espresso in numero fisso, sufficiente a favorire la governabilità senza però eccedere nella deformazione della rappresentatività del partito/coalizione vincitore delle elezioni, che in ogni caso, sommando gli eletti nei collegi e il premio di maggioranza, non potrà comunque superare il numero di 350 deputati. I 30 seggi assegnati al secondo partito/coalizione consentono, invece, di aumentare la consistenza parlamentare del «migliore» tra i perdenti e ottenere quindi un minimo di bilanciamento del rilevante premio di maggioranza assegnato al partito/coalizione vincente. I rimanenti 23 seggi consentono, infine, di garantire il diritto di tribuna ai partiti minori. Per l'individuazione dei 143 eletti, viene stilata, per ogni partito/coalizione, una graduatoria nazionale dei collegi in cui il candidato ad esso/essa collegato, non abbia ottenuto il seggio, in ordine decrescente sulla base del rapporto percentuale tra i voti ottenuti e il totale dei voti validi espressi nel collegio stesso. In caso di parità al secondo decimale, verrà preso in considerazione il numero di voti assoluti. Viene, altresì, inserita una norma per favorire l'effettuazione di primarie di partito/coalizione per l'individuazione del candidato di collegio, al fine di rafforzare la rappresentanza dei territori e favorire la partecipazione degli elettori al processo di selezione dei futuri deputati.. 1 1 La legge 6 maggio 2015, n. 52, e gli articoli 1, 2 e 6 della legge 21 dicembre 2005, n. 270, sono abrogati. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della legge 21 dicembre 2005, n. 270, con le modificazioni introdotte dalla presente legge. Sono fatte salve le disposizioni relative all'elezione dei dodici deputati nella circoscrizione Estero di cui alla legge 27 dicembre 2001, n. 459. 2 Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della legge 21 dicembre 2005, n. 270, sono apportate le seguenti modificazioni: a l'articolo 1 è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto, espresso in un unico turno elettorale. 2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. 3. Nell'ambito delle circoscrizioni elettorali di cui al comma 2, 475 seggi sono attribuiti in altrettanti collegi uninominali, nei quali risulta eletto il candidato che ha riportato il maggior numero di voti. 4. Fatti salvi i 12 seggi attribuiti nella circoscrizione Estero, i restanti 143 seggi sono attribuiti con le modalità previste dall'articolo 83»; b l'articolo 3 è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1.