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Abbiamo introdotto, a quell'epoca, se ricorda, le norme sullo stalking e tutta una serie di fattispecie di reato per punire le violenze sia domestiche che di genere. Oggi siamo qui a discutere della stessa questione. Dobbiamo però tener conto, Presidente, che nel nostro Paese esistono due problemi. Di fronte a fatti orrendi come quello che oggi abbiamo letto sui giornali, di una donna che viene ammazzata dal fidanzato e le cui foto vengono poi postate sui social , si prova immediatamente un raccapriccio generale, una voglia di ribellarsi, ma al contempo, trascorso qualche giorno, riprende a farsi strada lo stesso modo di pensare, lo stesso atteggiamento culturale, la posizione giustificazionista sulla violenza perpetrata da un uomo, per cui la donna se l'è cercata, per il modo in cui si vestiva, per il modo in cui partecipava, perché è andata in determinate strade poco frequentate e così via. Se non combattiamo questo modello culturale tutte le norme che andremo ad approvare molto probabilmente non avranno quella efficacia che normalmente dovrebbero avere. Vede, Sottosegretario, io non le do colpa perché mi sarei aspettato non solo la presenza dei Ministri, ma la necessità di una verifica puntuale di cosa deve combattere la norma che andiamo ad approvare. Con molta sincerità, dico che come Gruppo Forza Italia abbiamo votato alla Camera e abbiamo anche dato il nostro supporto con una serie di emendamenti che non avevano alcuna finalità ostruzionistica, ma soltanto di miglioramento di un testo affinché avesse efficacia reale. Entriamo nel merito. Le faccio un esempio: sul revenge porn , che viene introdotto con l'articolo 612- ter , non abbiamo presentato proposte modificative ma un emendamento unico: vi siete dimenticati il minore di età. La senatrice Rivolta un minuto fa ha ricordato giustamente che bisogna tener conto della violenza sui minori. Ebbene, in quel caso avete introdotto sì le ipotesi della persona in condizione di inferiorità fisica o psichica; avete introdotto norme in favore di chi è anziano, ma vi siete dimenticati del minore di età. Vado oltre. Noi abbiamo posto alcune questioni: ho chiesto che nell'articolo 335 del codice di procedura penale venga inserito l'obbligo di iscrivere nel registro degli indagati, con precedenza rispetto a tutte le altre notizie, le questioni riguardanti la violenza di genere e domestica. Avete detto che era una soluzione giusta, ma non gli avete dato alcun seguito. Nello stesso tempo, avevo chiesto che fosse immediatamente data notizia alla donna vittima dell'avvenuta iscrizione. Questo per dare un minimo di risposta: niente. Mi dite, invece, che è necessario che venga sentita dopo tre giorni dall'iscrizione. Signor Sottosegretario, so che lei è attento, avrà letto il testo, ma mi chiedo: il Ministro del Dicastero cui appartiene o lo stesso ministro Bongiorno o altri hanno letto i Resoconti delle audizioni svolte in Commissione? Basta leggere quanto detto da Fabio Roia, che tutti conoscete e che ha un'esperienza specifica in questa materia. Non voglio ricordare quanto ha dichiarato la collega Monteleone della procura di Roma, secondo cui c'è un problema di tempi e di organizzazione degli uffici che non renderebbe efficiente la misura dei tre giorni; ma sono molto più preoccupato di quanto scritto dal collega Roia, ovvero che questa disposizione non è necessaria. Dopo tre giorni cosa otteniamo? Pensate per un momento: la donna fa una denuncia circostanziata; non c'è nient'altro da dire, ha fatto la denuncia ai Carabinieri o alla Polizia e quella denuncia viene trasmessa e c'è un'iscrizione nel registro degli indagati. Bene, la dobbiamo di nuovo sentire sui fatti? Vi rendete conto di quanto sia contro qualsiasi logica coinvolgere la donna in tutte le fasi del processo successivo, dovendo la stessa ricordare più volte gli episodi di violenza di cui è stata vittima? Eppure, voi dite che va sentita dopo tre giorni. Dopo tre giorni non c'è alcuna utilità. Non posso accettare la giustificazione di Simone Pillon, secondo il quale emergerebbe la possibilità di svelare le denunce infondate. Vi rendete conto che, appena dopo tre giorni, senza alcuna attività istruttoria, il pubblico ministero, soltanto dal colloquio con la persona per avere informazioni sui fatti, non può fare una valutazione di questo tipo? Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,29) ( Segue CALIENDO). Non voglio parlare della mia esperienza personale, ma vi ho portato l'esempio del massimo esperto in Italia per quanto riguarda reati di questo genere, il quale ha dato un'indicazione, che io avrei dato negli stessi termini, ma non faccio riferimento alla mia esperienza. Io vi dico che forse non avete mai visto un processo nei confronti delle donne o non avete mai visto un processo che si occupa di violenza, che ormai è perpetrata in tutti i settori della vita sociale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E mi domando quale sia la ragione di fare soltanto uno spot , sentendo la donna dopo tre giorni. Non è un fatto positivo, bensì negativo. Ho presentato un emendamento che prevede l'anticipazione dell'iscrizione e l'indicazione che il pubblico ministero possa ascoltare la vittima quando è necessario: quando la denuncia non è circostanziata o quando è opportuno integrarla. In quel caso è necessario, altrimenti a che serve? Con la stessa logica abbiamo dato indicazioni per correggere improprietà ed errori commessi alla Camera. Ho fatto riferimento al nuovo reato di revenge porn , di cui all'articolo 612- ter . Vi rendete conto che questo reato, probabilmente è richiamato solo in alcune norme? È un reato introdotto, successivamente nel corso della discussione. Quindi, per alcuni reati ed alcune norme, che sono indicate prima, viene richiamato, per altre no. Pertanto, signor Sottosegretario, perché la sospensione condizionale della pena per gli altri reati sarà sottoposta a una serie di condizioni, che condividiamo, come il necessario risarcimento di tutta l'attività, e non deve essere, invece, applicata a quel tipo di reato? Ho fatto un esempio, ma di questi casi ce ne sono diversi. Non sono, quindi, emendamenti che attengono alla filosofia, alla politica generale del Paese, ma attengono soltanto a una questione tecnica. Che farà il giudice di fronte a un reato del genere, quando, nella norma sulla sospensione condizionale, esso non è richiamato? Dire che dobbiamo approvare il provvedimento perché su questo il Governo si è impegnato non è una giustificazione. Sapete benissimo che, quando si vuol approvare un disegno di legge, nel passaggio tra Senato e Camera anche una settimana è sufficiente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Occorre fare delle correzioni che imprimano un'azione positiva. Altrimenti, quel livello culturale al quale ho fatto riferimento sarà perpetuato nel nostro Paese perché, di fatto, queste saranno norme senza una conseguenza pratica sotto il profilo della cosiddetta risposta penale a determinati fatti che hanno necessità di prevenzione. La prevenzione viene dalla cultura. La cultura si può creare attraverso norme che hanno una loro effettività con la capacità di ciascuno di rendersi conto della gravità di quanto si sta convertendo. Invece, voi dite di no. Qual è la ragione?