[resaula]

I restanti emendamenti si intendono illustrati. Gli emendamenti e ordini del giorno riferiti agli articoli 3, 4 e 5 del decreto-legge si intendono illustrati. Passiamo all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, con l'emendamento 6.1, insieme al nostro capogruppo Ciriani e al collega Zaffini, chiediamo all'Assemblea di votare affinché venga sanata quella che secondo noi è una discriminazione che subiscono gli uffici scolastici regionali delle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Molise ed Umbria. Infatti, se il Ministero dell'istruzione fosse dotato di ulteriori quattro posti di dirigente generale, questi potrebbero essere destinati alle suddette Regioni, affinché anche i relativi uffici scolastici regionali possano avere un dirigente regionale, come avviene in tutte le altre Regioni d'Italia. Questo naturalmente al fine di aumentare l'efficienza e l'efficacia degli stessi. Per tale ragione avevamo concepito l'emendamento 6.1. Con mia sorpresa, per quello che è stato lo svolgimento dei lavori in Commissione, a un certo punto era apparso un emendamento della relatrice che, confermando per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia quanto era già previsto nella scorsa legge di bilancio, aggiungeva un posto di dirigente generale per la Regione Umbria, lasciando quindi scoperte le altre due Regioni, Basilicata e Molise. Questo emendamento è stato poi ritirato e ci saremmo aspettati, in fase di proposizione dell'emendamento 6.1, che ci venisse chiesta una riformulazione, com'è prassi istituzionale. Ciò non è avvenuto ed è scomparsa anche la formulazione della relatrice. Noi ci teniamo a tenere in piedi l'emendamento 6.1, perché riteniamo che, con poco sforzo economico, si possa sanare una situazione che discrimina le quattro Regioni. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Gli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge si intendono illustrati. Non essendo ancora pervenuti i pareri della 5 a Commissione, sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,12, è ripresa alle ore 16,30) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI La seduta è ripresa. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.13 (testo 2 corretto), 1.15, 1.200, 1.400, 1.0.2 (testo 2), 1.0.10000 e 1.0.700; il parere è contrario sui restanti emendamenti e ordini del giorno ad eccezione dell'emendamento 1.300, che ritiro. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, vorrei intervenire su questo emendamento. Prima, nella discussione generale, in riferimento allo spostamento della delega al turismo dal Ministero delle politiche agricole al Ministero dei beni e le attività culturali, sono state esposte legittime argomentazioni, basate, tuttavia, su dati assolutamente discutibili. Ad esempio, è stato detto che il Ministero delle politiche agricole, sotto la guida del precedente Ministro, aveva di fatto iniziato a tutelare l'origine dei prodotti. Ebbene, latte, formaggi, grano, pasta, riso e pomodoro hanno avuto l'etichettatura d'origine nella precedente legislatura. Quindi, di fatto, in questa legislatura si è semplicemente continuato il percorso a suo tempo avviato, senza apportare alcuna innovazione. Un percorso che dovremo ulteriormente rafforzare, ad esempio, per quanto riguarda il tema della trasformazione degli ortofrutticoli, che ancora non hanno questa definizione. Mi preme che quando argomentiamo a favore di un tema, seppur legittimamente, non cerchiamo di distogliere l'attenzione innescando temi che nulla hanno a che vedere e che peraltro sono forzature, anche in termini di argomenti. (Applausi del senatore Ferrari) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, vorrei soltanto continuare il ragionamento di prima sull'emendamento 1.4 in quanto analogo a quello che abbiamo discusso prima. Si è citato il tema dell' export a dimostrazione del fatto che, nei quattordici mesi del precedente Governo di questa legislatura, per la prima volta, si sarebbe data attenzione all' export . Ebbene, l' export agroalimentare nel 2009 ammontava a 26 miliardi, nel 2011 a 30 miliardi, nel 2013 a 33 miliardi, nel 2015 a 37, nel 2017 a 41, nel 2018 a 42. Questo solo per dire che la crescita che c'è stata, anche in questo caso, non è nient'altro che la continuazione di un percorso già avviato. Tra l'altro, a sostegno della tesi che non è impossibile - anzi, chiederemo che sia fatta - una grande sinergia tra i prodotti enogastronomici e il turismo, cito il fatto che il provvedimento sull'enoturismo fu varato nel dicembre 2017 e divenne legge un anno e mezzo dopo, nel 2019, quindi questa attenzione è possibile quotidianamente. Per questi motivi saremo contrari all'emendamento 1.4. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE.