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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 189 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,31). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 6 febbraio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sul Giorno del ricordo PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, nel pomeriggio di ieri ho partecipato, insieme al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente del Consiglio dei ministri e ad altri rappresentanti del Governo, alle celebrazioni per il Giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata che si sono svolte proprio nella nostra Aula legislativa. Una cerimonia ricca di emozioni a cui hanno preso parte, oltre a diversi esuli, ai loro familiari, ai figli e ai nipoti delle vittime dei perseguitati, anche molti studenti provenienti da tutto il Paese; giovani attenti e sensibili, soprattutto curiosi di approfondire le ragioni, le dimensioni, la tragicità di quello che oggi sappiamo essere stato un genocidio di ferocia inaudita e la più grave strage di italiani compiuta in tempo di pace. Una verità per troppo tempo nascosta, taciuta, colpevolmente dimenticata dalle Istituzioni, dagli storici e dagli organi di informazione, condannata all'oblio da un inaccettabile negazionismo antistorico, antitaliano, antiumano. Una tragedia nazionale che, al pari delle guerre, dell'odio razziale, degli stermini di massa, ha annichilito ogni forma di umanità e di fronte alla quale la memoria rappresenta un'occasione di riscatto, l'occasione per rendere giustizia ai morti delle foibe, alle centinaia di migliaia di nostri connazionali strappati dalle loro terre e dalle loro famiglie, ai bambini e a tutti gli innocenti, vittime delle persecuzioni, dell'odio, dell'indifferenza. Studiare, quindi comprendere, ricordare, divulgare, tramandare ogni cosa, ogni pagina della nostra storia, anche quelle più dolorose e sciagurate. La memoria è la più grande ricchezza che possiamo lasciare alle nuove generazioni, a chi verrà dopo di noi. Una ricchezza che abbiamo il dovere di costruire con responsabilità e con onestà, senza veli o censure ideologiche. Un patrimonio di consapevolezza e di valori che sia di antidoto ad ogni forma di violenza o di intolleranza, che sia cardine di una società sempre più aperta e democratica, che sia fondamenta di un futuro sempre più pacifico, sempre più dialogante e libero. (Applausi). CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, le sue parole sono state così chiare, limpide e nette che francamente non voglio rischiare di rovinarle aggiungendo qualcosa. Voglio solo dire che sono lieto, come Presidente della Camera di allora, di aver lavorato affinché fosse approvata questa legge, che ci consegna il valore della memoria. Lei lo ha detto pochi minuti fa: la memoria è una cosa da coltivare assieme, perché la storia va conosciuta soprattutto per le giovani generazioni. Noi stiamo parlando, in questo caso, di centinaia di migliaia di italiani, vittime di una dura persecuzione, che hanno vissuto in quegli anni un doppio esilio: il primo dalla loro terra e il secondo, per molti versi ancora più difficile da sostenere, dalla memoria della propria Nazione. Il silenzio e le reticenze del passato sono stati finalmente cancellati e io dico che questo è un fatto che onora il Parlamento che istituì quella legge e tutti noi che partecipiamo a questa cerimonia. Voglio solo aggiungere, nel finale, una considerazione che riguarda le polemiche. Certo, noi sappiamo che la ricostruzione storica può portare polemiche, ma se noi utilizziamo i momenti di comune sentimento collettivo per fare delle polemiche, credo che perdiamo una grande occasione, un grande appuntamento che ci consegna, invece, l'obbligo morale di ricordare assieme, ciascuno con le proprie accentuazioni e con le proprie opinioni politiche, ma facendo maturare un sentiment collettivo, che è quello che dobbiamo trasmettere ai nostri giovani. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), PD e IV-P.S.I. Congratulazioni) . NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi siamo finalmente nella condizione di poter scrivere una biografia della Nazione. Le Nazioni possono scrivere la loro biografia solo se c'è - come ricordava un grande storico francese, Renan - un comune sentire. Sulla storia delle foibe e degli italiani infoibati invece (e cade a pennello, come ricordava prima il presidente Casini, la Giornata del ricordo, in piedi dal 2004) è stata stesa una terribile coltre di silenzio. Anzi, le foibe rappresentano - cosa ancora peggiore - un esempio terribile di mutilazione della storia e della verità. La verità può essere manipolata storicamente soprattutto in tre modi e la vicenda delle foibe rappresenta una manipolazione perfetta di questo triangolo della verità. La verità può essere taciuta: abbiamo taciuto a lungo l'opportunismo del comunismo italiano di fronte all'eccidio titino. La verità può essere stravolta, ed è la seconda condizione, il secondo lato di questo triangolo: può essere stravolta per gettarla addosso a qualcun altro, per strumentalizzarla per fini politici; in questo caso, come talvolta è successo nella storia, per utilizzarla a fini nazionalisti. Poi c'è un terzo caso: la verità può essere anche profanata ed è il peggiore dei lati di questo triangolo.