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Siamo soddisfatti anche perché ci sembra che sia centrato il punto, cioè l'intervento indispensabile dal punto di vista della qualità del lavoro prestato. Possiamo quindi dire che attendiamo il testo normativo; non le nascondo - lo dico con sincerità - che si tratta di un testo molto atteso, e credo che lei lo sappia. La domanda torna in modo sempre più pressante e noi a volte ci troviamo nella condizione di non poter dare delle risposte. La voglio ringraziare, signor Ministro, per il quadro che ha dato, poiché mi sembra chiaro rispetto al percorso. PRESIDENTE . La senatrice Piarulli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02913 sulle attuali criticità del sistema carcerario italiano, per tre minuti. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, premesso che l'articolo 27 della Costituzione dispone che le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e debbano tendere quindi alla rieducazione e risocializzazione del condannato, il carcere non è luogo di repressione ma di ordine, sicurezza e trattamento, dove i detenuti sono condotti all'interiorizzazione delle norme, alla responsabilizzazione e al rispetto delle regole, mediante un processo di inclusione fatto di autonomia, socializzazione e integrazione. L'emergenza carceraria legata al sovraffollamento è un problema atavico e consolidato nel tempo, che rischia di compromettere gli ambiziosi obiettivi costituzionali. Innumerevoli fatti di cronaca vedono indistintamente coinvolti detenuti e personale che, a seconda dei casi, risultano presunti autori o vittime di fatti illeciti. Ciò è manifestazione evidente delle inadeguate condizioni di vivibilità per tutti coloro che ruotano attorno alle strutture penitenziarie. Si registra una mancanza di personale di polizia penitenziaria, di figure trattamentali come gli educatori (vi è una media di circa due per istituto), di dirigenti penitenziari, non solo al Nord ma anche al Sud, tenendo tra l'altro presenti anche i frequenti pensionamenti e l'età avanzata del personale del Sud. Si consideri che risultano essere state riaperte durante il periodo del lockdown anche strutture chiuse per inagibilità, come ad esempio una sezione della casa circondariale di Trani, e che risultano essere ancora attivi spacci o bar dove è impiegato personale di polizia penitenziaria, distolto dai suoi precipui compiti, nonostante ci siano distributori automatici di bevande, snack e cibi confezionati. In questo modo si pregiudica la sicurezza degli istituti penitenziari. Vi è pertanto la necessità che gli istituti penitenziari siano dotati di strumenti di controllo automatizzati e che possano essere utilizzati i droni. Molti soggetti che sono privati della libertà presentano patologie psichiatriche e purtroppo bisogna prendere atto che non sempre ci sono delle adeguate articolazioni ASL per la salute mentale. Oltre a ciò, c'è sempre il problema dell'insufficienza numerica delle REMS, nonostante gli stanziamenti previsti nella legge di bilancio dell'anno scorso, e quindi soggetti che transitano sine titulo nelle carceri. Per questi motivi, chiedo di sapere dal signor Ministro se sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intenda intraprendere. PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, professoressa Cartabia, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CARTABIA, ministro della giustizia . Signor Presidente, le tematiche toccate sono ben note, sono numerose, tutte di estrema rilevanza e frutto di problemi irrisolti da molto tempo. Certamente, anche qui, in tre minuti non sarà possibile esporre tutte le attività che, su vari fronti, si stanno approntando per affrontare tutte queste emergenze, tenendo presente sempre quel faro rappresentato dall'articolo 27 della Costituzione. Anzitutto, il problema del sovraffollamento, che lei ha citato, è un problema che persiste nelle nostre carceri. È importante aprire gli occhi su questo fatto. Ho già detto, in più di un'occasione, che è un problema che va affrontato da diverse angolature, ad esempio valorizzando l'esecuzione penale di comunità, con le sanzioni e l'esecuzione della pena diverse dal carcere, l'esecuzione penale esterna, ma naturalmente anche facendosi carico e intervenendo sulle strutture. Ha ragione, senatrice Piarulli, quando dice che gli spazi detentivi gravano sulla condizione della detenzione e della vita dei detenuti, ma anche di chi lavora in quelle carceri. È per questo che si sta intervenendo con molte ristrutturazioni, utilizzando tutti i poteri anche acceleratori che sono dati all'amministrazione penitenziaria fino al 31 dicembre 2022 e con i fondi del PNRR, o meglio nell'ambito di quelli complementari: è prevista la costruzione di nuovi padiglioni, di cui mi preme sottolineare che l'intervento riguarda non solo i posti letto disponibili, cioè le camere, ma anche le aree trattamentali. È sempre importante che si portino avanti, soprattutto nei nuovi progetti, degli sviluppi equilibrati. Il personale è in grave carenza e in grave sofferenza. Una delle prime cose che ho fatto, come Ministro, è stato riattivare i concorsi che erano stati congelati durante il periodo della pandemia. Ho chiesto all'amministrazione penitenziaria di pianificare i concorsi con regolarità e con cadenza annuale e, proprio in queste ore, c'è una trattativa del comparto sicurezza per ottenere un ampliamento delle piante organiche. Mi auguro che il Governo e il Parlamento, sempre nella manovra di bilancio, tengano conto di queste drammatiche esigenze. Sulla videosorveglianza fissa, attraverso bodycam , videoregistrazione e sistemi antidroni, è da settimane che, soprattutto in seguito a fatti di grave attualità, ho sollecitato l'amministrazione penitenziaria a farsene carico e ci stiamo lavorando. Infine, vorrei fare un accenno al problema della malattia psichiatrica, delle REMS e soprattutto dei detenuti sine titulo . Voi sapete che questa è una competenza che è prevalentemente in capo al Ministero della salute, ma non dico questo per esimermi dalle mie responsabilità. Al contrario, abbiamo fatto un tavolo, soprattutto sul finire dell'estate, per cominciare ad affrontare in modo più sistematico questo problema. Le do qualche elemento. Se al 28 ottobre 2020 i detenuti irregolari per malattia psichiatrica erano 98, oggi sono 35. Ancora troppi, ma il lavoro che si sta facendo è molto, con il contributo di tutti, Ministero della salute e Regioni, che in questi mesi sono state sensibilizzate e ci hanno dato la disponibilità di nuove strutture che stiamo attivando. Abbiamo anche l'occhio della Corte costituzionale e stiamo rispondendo, col Ministero della salute, a un'istruttoria richiesta dalla Corte su questo punto. Vi sono problemi di varia natura, anche nel riparto di competenze, perché, ovviamente una chiarezza delle competenze può aiutare una migliore facilitazione nella risoluzione dei problemi. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Piarulli, per due minuti. PIARULLI (M5S) . Signor Ministro, la risposta è esaustiva. Veramente confido nel suo intervento fattivo, proprio per la sua sensibilità e le sue competenze. Ritengo siano necessari personale e nuove strutture, anche prevedendo plessi amovibili, e tutto ciò che sia possibile per rendere anche l'espiazione della pena conforme ai dettami costituzionali. PRESIDENTE .