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L'intervento normativo del nuovo Governo e le discussioni nelle Commissioni competenti sul decreto-legge in esame, che ricordiamo è in vigore dal 14 gennaio, hanno reso possibili delle piccole modifiche, rendendolo più uniforme e armonioso, riguardo all'indicazione delle date di termine delle misure, e definendo meglio e più semplicemente il contenuto della denominazione delle zone ad alto rischio di contagio, fino a quelle con un livello di rischio moderato e di rischio basso, con l'indicazione chiara dei limiti di spostamento in ambito regionale e comunale. È ampliata la fattispecie del passaggio del territorio regionale dalla zona gialla a quella arancione, prospettando anche una zona bianca, libera da ogni limitazione valevole per le zone rosse, arancioni e gialle, ferma restando l'applicazione di determinate misure e protocolli. (Brusio) . Signor Presidente, chiedo se i colleghi possono far terminare il brusio. PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di far cessare il brusio. VONO (IV-PSI) . Grazie, signor Presidente. Il decreto-legge prevede, all'articolo 2, le sanzioni nel caso di violazione delle misure di contenimento del contagio, delineandone anche il procedimento di applicazione, con un rinvio esplicito all'apparato sanzionatorio vigente. Infatti, a seconda della violazione commessa, si dispongono sanzioni amministrative, pecuniarie e accessorie e, tra queste, mi pare utile ricordare il rinvio alla pena contravvenzionale dell'inosservanza di «un ordine legalmente dato, per impedire l'invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell'uomo», ex articolo 260 del Testo unico delle leggi sanitarie (nel caso in cui il fatto non integri un delitto colposo contro la salute pubblica o comunque un più grave reato), l'inosservanza della quarantena, e per cui la sanzione consiste nell'arresto da tre a diciotto mesi e nell'ammenda da 500 a 5.000 euro, con l'esclusione, per la combinatoria delle pene congiunte, della possibilità di oblazione. Vengono definiti poi alcuni profili dell'attività vaccinale, con la previsione dell'istituzione di una piattaforma informativa nazionale per agevolare le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e di tutti i materiali di supporto alla somministrazione e il tracciamento relativo; il raccordo con l'Anagrafe nazionale dei vaccini, istituita con il decreto ministeriale del 17 settembre 2018; l'informazione da parte del commissario straordinario (che oggi riconosciamo nel generale Figliuolo, a cui vanno i nostri auguri di buon lavoro), d'intesa con il Ministro della salute e con il Ministro degli affari regionali e delle autonomie, alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome sullo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini in oggetto. Il decreto-legge poi, all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b) , posticipa le elezioni suppletive per i seggi dichiarati vacanti di Camera e Senato, che devono svolgersi entro il 20 maggio. Allo stesso modo, entro la stessa data, vengono differite le elezioni per i Comuni i cui organi sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose, prorogando nelle more la durata della gestione della Commissione straordinaria in deroga alla normativa vigente. Inoltre, all'articolo 5, prevede l'estensione, fino al 30 aprile, della validità dei permessi di soggiorno dei cittadini di Paesi terzi, nonché l'efficacia dei titoli di soggiorno in materia di immigrazione, ricomprendendo quindi nel regime di proroga quelli in scadenza tra il 31 dicembre 2020 e il 30 aprile 2021. È un decreto-legge quindi che continua a prevedere proroghe a quelle misure restrittive, molto stringenti in alcuni casi, adottate fin da subito con un susseguirsi di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, per far fronte ad una situazione nuova ed improvvisa, che ha colto il mondo di sorpresa; misure che hanno condizionato in questi mesi le libertà personali di ognuno di noi. Sono misure che hanno limitato il diritto di circolare liberamente per strade urbane, parchi, spazi pubblici, il diritto di frequentare luoghi di svago e divertimento, il diritto di usufruire dei servizi educativi e della didattica in presenza da parte dei nostri ragazzi e finanche il diritto di lavorare. Infatti, se la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti hanno risolto temporaneamente la situazione lavorativa di molti dipendenti, è innegabile che in tempi brevi serve un intervento audace sulle politiche attive del lavoro. È innegabile anche la crisi profonda di molte attività di imprese professionali e artigianali, che non hanno superato le gravi difficoltà dovute alla limitazione e alla sospensione delle stesse attività, con gravissimo danno economico, ma in particolar modo danno sociale, dove la stessa dignità delle persone è stata purtroppo sacrificata, senza i dovuti provvedimenti, non di ristoro, ma di apertura e soluzione di tavoli di crisi a vari livelli. Tuttavia, colleghi, non è il tempo delle recriminazioni e quindi è corretto e onesto intellettualmente dire che le misure introdotte con i vari provvedimenti di cosiddetta prevenzione dell'emergenza epidemiologica, malgrado le conseguenze che sono visibili a tutti e per cui, in virtù di una speculazione mediatica di propaganda, abbiamo in questi mesi sentito dire tutto e il contrario di tutto, sono servite a tutelare un diritto fondamentale e assoluto garantito dalla nostra Carta costituzionale: il diritto alla salute di tutti noi. Di fronte a un virus sconosciuto che si è diffuso velocemente in tutto il mondo e così anche nelle nostre Regioni italiane è stato necessario intervenire - e lo è ancora - con limitazioni ad alcuni diritti di libertà, con uno strumento normativo straordinario e che ora con questo decreto proseguono. Vi è però una differenza riguardo a prima e cioè che contemporaneamente stanno cambiando degli equilibri, che sicuramente ci permetteranno di gestire con una visione diversa ogni situazione sanitaria e di agire in modo coordinato per attenuare, di conseguenza, le ripercussioni socio-economiche nelle Regioni del Nord, come nelle Regioni del Sud. Penso ad esempio alla mia Calabria, dove urge una nuova gestione con maggiore competenza del Piano vaccinale, la cui velocizzazione, ma soprattutto la migliore organizzazione anche a livello di interlocuzione e confronto in Europa e con le Regioni, è fondamentale per affrontare meglio nell'immediato, e superare definitivamente poi, questo periodo di pandemia che ha cambiato ormai, forse in modo irrecuperabile, le nostre abitudini di vita. Mi sento di dire però che non potrà mai cambiare la nostra voglia di andare avanti, creando le condizioni di fiducia nel futuro per tutti i nostri giovani, nei cui confronti abbiamo il dovere di garantire la possibilità di affrontare da protagonisti le sfide dei prossimi anni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, gentili colleghe e colleghi, l'incidenza dell'epidemia nella quasi totalità delle Regioni italiane è ancora molto preoccupante ed elevata. Ciò evidenzia l'esigenza, soddisfatta dal decreto in esame, di adottare ancora misure rigorose di contrasto e di contenimento alla diffusione dell'epidemia.