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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 211 GIROTTO La seduta inizia alle ore 9,35. IN SEDE REFERENTE Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 DDL 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Interviene in discussione generale il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), premettendo che l'analisi dei fallimenti del mercato rappresenta un elemento centrale nella propria carriera accademica e professionale e che non è un caso che lo Stato debba intervenire per far funzionare il mercato, in ottica concorrenziale. In merito all'articolato, si sofferma in particolare sull'articolo 32 le cui intenzioni, di sicuro lodevoli, non corrispondono a suo avviso agli esiti. Dichiara infatti di non condividere l'approccio di fondo della disposizione basato su un pregiudizio negativo nei confronti dei parlamentari, ritenuti incompetenti o fautori di meri interessi di parte. Nel difendere pienamente le prerogative del Parlamento - che peraltro dichiara di aver sempre difeso anche precedentemente ai suoi incarichi politici - reputa che l'obiettivo della trasparenza e dell'imparzialità nelle procedure di nomina dei componenti delle Autorità indipendenti non risulti perseguito dall'articolo 32. Rammenta infatti che, in base a tale disposizione, per ciascun soggetto competente si istituisce una commissione di cinque membri, la quale valuta preventivamente le candidature e presenta una lista di nomi, in un numero non precisato ma non inferiore a quattro, agli organi preposti alla nomina. Pur comprendendo l'intento di risolvere il problema di nomine troppo politiche, reputa tuttavia che il meccanismo proposto si limiti a spostare il momento politico in occasione della nomina della citata commissione di tecnici, peraltro senza che siano specificati i criteri. Lamenta dunque l'eccessiva discrezionalità attribuita a tale commissione sulla scelta delle candidature, con la conseguenza di rendere il momento cosiddetto tecnico una continuazione della fase politica, con altri mezzi e senza responsabilità. Pone pertanto un problema di verifica della trasparenza di tali scelte, sottolineando altresì che l'articolo 32 chiude di fatto alla verifica ex post dell'adeguatezza di esse. Ciò, in quanto un eventuale ricorso dovrebbe essere rivolto alla commissione di tecnici, ma la scelta da essi compiuta risulta di natura politica e dunque insindacabile in re ipsa. Paventa infine il rischio che il rimedio proposto risulti peggiore del male, non migliorando affatto la situazione attuale. Sull'ordine dei lavori interviene il relatore COLLINA ( PD ), il quale chiede al Presidente se sia possibile consentire ulteriori interventi di merito, anche di senatori già intervenuti, considerato che nella giornata di ieri si è sviluppata una discussione prevalentemente di carattere generale e di metodo. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) ricorda di essere intervenuta ieri in discussione generale con l'idea che si potrà intervenire ulteriormente sui singoli temi in occasione dell'illustrazione degli emendamenti. Ritiene dunque preferibile non allungare ulteriormente tale fase procedurale. Il presidente GIROTTO conferma che gli interventi finora svolti nel dibattito non precludono la possibilità di prendere nuovamente la parola in sede di illustrazione degli emendamenti. Al riguardo comunica che, durante la Conferenza dei Capigruppo di ieri, è stata avanzata l'ipotesi di una posticipazione di 24 ore del termine per la presentazione degli emendamenti, già fissato a lunedì 14 marzo, alle ore 12. Domanda quindi l'orientamento della Commissione al riguardo. Il senatore CROATTI ( M5S ) ribadisce quanto affermato ieri circa la complessità del provvedimento e la difficoltà di raggiungere posizioni comuni, tanto all'interno dei Gruppi quanto della maggioranza, rispetto alle variegate richieste degli operatori sentiti in audizione. In proposito, fa presente peraltro che proprio questa mattina è stata svolta l'audizione dell'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) sull'emendamento 2.0.1000, su cui occorre una riflessione. Pur non contestando la proposta di posticipare a martedì 15 marzo il termine per la presentazione degli emendamenti, domanda se non sia possibile un lasso di tempo più ampio, anche al fine di limitare il numero delle proposte emendative a seguito di confronti di merito. Il relatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) fa presente che gli argomenti testé descritti sono già stati sottoposti al Governo in occasione di precedenti riunioni informali. Pur prendendo atto della proposta della Conferenza dei Capigruppo circa la posticipazione di 24 ore, reputa pertinenti le riflessioni del senatore Croatti, considerato che un ampliamento dei tempi consentirebbe poi di snellire i lavori. Il relatore COLLINA ( PD ) afferma che uno slittamento di 24 o di 48 ore non potrebbe cambiare di molto la situazione, considerato che occorrerà poi valutare gli emendamenti presentati, come accade sovente sui provvedimenti complessi, rispetto ai quali si individuano le priorità tematiche. Pone dunque un tema di responsabilità del Parlamento, chiamato ad avviare un confronto con l'Esecutivo e tra le forze politiche. Risponde anche ad un quesito del senatore LANZI ( M5S ) circa i tempi di esame, precisando che le tempistiche sono dettate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), secondo il quale tanto la legge quanto i decreti legislativi devono essere approvati entro il 31 dicembre 2022. Il Parlamento dovrebbe dunque approvare in via definitiva il disegno di legge entro giugno. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) rimarca nuovamente che il provvedimento è uno dei pilastri del PNRR e dunque invoca uno sforzo da parte della Commissione e da parte del Parlamento tutto, tenuto conto che il confronto politico è già avviato. Rispetto alla posticipazione del termine, ritiene che una dilazione di 48 ore possa servire solo nell'ipotesi di contenere il numero degli emendamenti da presentare, altrimenti può essere sufficiente la posticipazione di sole 24 ore. Ribadisce peraltro che il provvedimento contribuisce a disegnare un nuovo modello di politica industriale e dunque il confronto non può essere rimandato sine die . Ritiene infatti che sia una responsabilità del Parlamento rispettare i tempi ed elaborare soluzioni a fronte delle numerose richieste avanzate dai soggetti auditi. Il presidente GIROTTO sottolinea che il PNRR ha avuto origine dall'esigenza di offrire una risposta europea comune contro la pandemia. Al momento della sua redazione non si avevano certezze sulla fine della pandemia né poteva essere prevista la guerra tra Russia e Ucraina. Ciò premesso, chiede pertanto al Vice Ministro di farsi interprete presso le sedi opportune di una esigenza di rivalutare i tempi di adozione delle misure del PNRR, considerato il cambiamento del contesto di riferimento. Si augura dunque che il Governo mantenga un dialogo aperto con l'Europa anche per comprendere se analoghe difficoltà di realizzazione coinvolgono altri Stati membri.