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area portuale sita sulla banchina di nord-ovest denominata "molo nord". Istituiva, contestualmente, abbonamenti per le aree di parcheggio destinati ai fruitori di attività commerciali e strutture ricettive site nel porto turistico; l'ufficio circondariale marittimo di Vieste, con ordinanza n. 26/2019 dell'11 giugno 2019, regolava la circolazione dei veicoli nell'intera area portuale stabilendo requisiti per l'accesso, il transito e la sosta dei veicoli tramite appositi pass , precisando che i permessi di accesso e sosta, a qualunque titolo rilasciati, erano da ritenersi strettamente personali e gratuiti, salvo oneri di bollo (art. 3, n. 8, e art. 5, n. 7, dell'ordinanza). Nulla, invece, veniva previsto in merito alla consegna delle aree in favore del Comune. Al contrario, nel medesimo provvedimento, si dà atto della sospensione del procedimento amministrativo afferente alla richiesta di consegna gratuita ex art. 34 del codice della navigazione attivato dal Comune di Vieste con nota prot. n. 11759 del 7 luglio 2017; il sindaco di Vieste, in data 14 giugno 2019, emetteva ordinanza confermando, per il periodo dal 15 giugno 2019 al 15 settembre 2019, la destinazione a parcheggio delle aree di viabilità interna del molo nord e del molo sud del porto turistico di Vieste, incaricando il comando di Polizia locale dell'esecuzione. In tale ordinanza si dà atto, per la prima volta, dell'assenza del titolo autorizzativo ministeriale e in tal senso vengono richiamate le sentenze della Corte costituzionale n. 89 e n. 90 del 2006 e la n. 255 del 2007, nonché il parere del 27 febbraio 2015 n. 100167/196 dell'Avvocatura dello Stato sulla non occorrenza del titolo concessorio nell'ipotesi in cui l'ente si limiti a riservare a sé stesso l'uso del bene demaniale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se ritenga senza titolo la gestione, da parte del Comune di Vieste, di aree del demanio marittimo utilizzate come parcheggio a pagamento e, in questo caso, se intenda prendere provvedimenti. Atto n. 4-01861 FARAONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la grave crisi del "Giornale di Sicilia", lo storico quotidiano di Palermo, se non affrontata in tempi congrui e risolta, rischia di privare la Sicilia e l'Italia intera di una delle sue voci più autorevoli; la decisione, giunta improvvisa, di licenziare 34 dei 43 poligrafici che vi lavorano getta infatti un'ombra assai preoccupante sulle future sorti del giornale che da oltre un secolo e mezzo racconta la vita, le luci e le ombre della Sicilia; il licenziamento dei poligrafici potrebbe infatti rappresentare solo il primo passo di un'operazione più ampia, tendente allo smantellamento di questa importante realtà imprenditoriale; una città come Palermo e una regione come la Sicilia hanno bisogno, oggi più che mai, di un'informazione libera e attenta, a garanzia delle libertà di tutti; la situazione è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere se il Governo ritenga, ed in quali tempi, di attivarsi per la ricerca di una soluzione alla grave crisi aziendale, con la convocazione di un tavolo tecnico presso il Ministero dello sviluppo economico o con altre forme di intervento che possano essere utili al fine di affrontare e superare la crisi dello storico quotidiano siciliano. Atto n. 4-01862 LUCIDI CASTALDI TURCO LANNUTTI ANGRISANI ORTOLANI DONNO CAMPAGNA VANIN Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: in data 29 aprile 2013 il Tribunale di Terni comunica l'ammissione al concordato fallimentare del gruppo Novelli, azienda umbra nel ramo agroalimentare con 500 dipendenti e sedi a Spoleto, Terni, Amelia, Roma, Latina e Muggiò. In data 7 novembre 2013, il concordato viene omologato. A partire da questi anni si svilupperanno una serie di vertenze giudiziarie che vedranno gli asset societari coinvolti nelle indagini di circa 4 tribunali e 3 procure della Repubblica: Terni, Spoleto, Perugia, Castrovillari e Monza-Brianza; in data 22 dicembre 2016, la società Novelli viene venduta al prezzo di un euro ad una nuova società denominata Alimentitaliani, e di lì a poco, svuotata delle sue attività e passività, ne verrà dichiarato il fallimento; la nuova società Alimentitaliani nei primi mesi del 2017 ricorrerà a un nuovo concordato fallimentare, che verrà però rigettato e nel dicembre 2017 verrà dichiarata anch'essa fallita; considerato che: come riportato dal mensile "Micropolis", in data 27 aprile 2017: "Nell'ottobre 2012 il gruppo va in default e presenta istanza di concordato preventivo. Viene nominato come advisor lo studio legale Gop. (Gianni, Origoni, Cappelli) che individua un Cda "tecnico" accettato dalle banche con il compito di portare avanti il concordato e ristrutturare il debito"; come riportato dal quotidiano "Il Sole 24 Ore": "il Gruppo Novelli è approdato all'omologazione del concordato preventivo con continuità aziendale proposto presso il Tribunale di Terni e nell'elaborazione del piano di ristrutturazione, il Gruppo è stato assistito dallo studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners con un team guidato dal Partner Antonio Auricchio"; risulta agli interroganti che lo stesso studio abbia assistito, oltre alla stessa Alimentitaliani, anche Arcelor Mittal, Alitalia e Whirlpool; considerato inoltre che: tutta la vertenza Novelli è stata gestita presso il Tavolo di lavoro dell'Unità di gestione delle vertenze per le crisi di impresa del Ministero dello sviluppo economico, con a capo il dottor G. C., attualmente non riconfermato nel ruolo; anche le altre vertenze e crisi di impresa citate sono state gestite dalla stessa unità del Ministero dello sviluppo economico; preso atto che a quanto risulta agli interroganti: in data 10 giugno 2019 lo studio GOP Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners ha annunciato di aver assunto il dottor G. C. nel ruolo di "of Counsel", quale esperto in materia di crisi di impresa; preso atto infine che: l'articolo 53, comma 16- ter , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", recita che: "I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.