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Con le risorse del primo pilastro PAC il 30 per cento sarà a carico dell'agricoltore e il 70 per cento con le risorse del FGASR del secondo pilastro. Questa possibilità, che è già stata richiesta e ottenuta dall'Italia grazie all'impegno del Governo e ai nostri parlamentari europei, consentirà di ampliare notevolmente la diffusione degli strumenti di gestione dei rischi a territori e settori come quelli segnalati ad oggi non adeguatamente coperti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Caligiuri, per due minuti. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio il ministro Patuanelli per la puntuale risposta a un quesito che, per la sua ampiezza e la miriade di questioni ad esso collegate, non era di semplice argomentazione. La questione della produzione e approvvigionamenti agricoli espone l'Italia alla volatilità dei prezzi - questo lo ha spiegato bene - quindi, posso ritenermi soddisfatta. Vorrei utilizzare il tempo per pungolare l'Esecutivo, quindi, lei, Ministro. Ecco perché vorrei ritornare ancora una volta sul disagio che vivono i nostri impegni agricoli a causa dei fenomeni climatici. Penso alle gelate, ma anche alle improvvise piogge torrenziali e grandinate. Cito solo un episodio come esempio, ovvero quanto accaduto lo scorso 12 giugno in Calabria, dove la grandine da record ha distrutto il raccolto di frutta, in particolare pesche e ortaggi. Dinanzi a fenomeni del genere, sempre più frequenti proprio a causa dei cambiamenti climatici, uniti alla presenza della fauna selvatica - di cui discuteremo prossimamente - che ci ha visti stamattina insieme sullo stesso palco per la manifestazione di Coldiretti, ma che avrebbe dovuto vederci insieme anche in quest'Aula stamattina, come richiesto da Forza Italia e da tutto il centrodestra per approvare in Assemblea quanto già fatto in Commissione agricoltura, c'è necessità di provvedimenti incisivi e di certezza del sostegno. Anche e soprattutto questo è un modo di sostenere il reddito dei nostri imprenditori, tutelando le nostre aziende produttrici di qualità nonché dell'intero circuito, a partire dalle forti braccia di uomini e donne che ogni giorno lavorano i nostri campi. Non lasciamo soli i nostri agricoltori, altrimenti a chi verrà affidato il compito di curare il nostro bellissimo patrimonio naturale, contrastandone l'abbandono? (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Bergesio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02674 sulla tutela delle denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari italiani, per tre minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, il falso made in Italy, secondo le recenti stime, ha ormai superato abbondantemente i 100 miliardi di euro l'anno. Teniamo conto che l' italian sounding è cresciuto del 70 per cento negli ultimi dieci anni. Questo fenomeno che falsifica la realtà del made in Italy con l'uso di parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette inganna il consumatore, evocando l'origine italiana di alimenti che sono privi di qualsiasi legame col nostro territorio. Il tema di oggi è quello del vino, signor Ministro, e nello specifico della difesa del nostro Prosecco. Il fatturato delle aziende italiane che producono vino ha superato gli 11 miliardi di euro, le aziende che vinificano sono oltre 40.000 e impiegano oltre 35.000 addetti. Nel 2020 il nostro Paese ha esportato vino per oltre 6,2 milioni di euro, di cui uno rappresentato dal Prosecco. Nel primo trimestre 2021 c'è stata una crescita dell' export dell'8 per cento dei vini. Signor Ministro, la nuova battaglia in cui siamo chiamati in difesa sta coinvolgendo il Prosecco ed è iniziata con la presentazione alla Commissione europea da parte della Croazia della denominazione di registrazione della menzione tradizionale "Prosek" per un vino bianco fermo prodotto sul territorio croato. Già nel 2013 Zagabria aveva provato a registrare la stessa denominazione per un passito e l'avrebbe denominato anche "Prosek" . Allora, la Commissione europea aveva respinto la domanda, perché il marchio di denominazione di origine protetta era già stato assegnato al Prosecco italiano. Questa volta la preoccupazione dei produttori è legittima, perché la domanda potrebbe venire accettata almeno per quanto riguarda la pubblicazione sulla Gazzetta dell'Unione europea, un primo passo che non significherebbe il via libera a questa vergognosa domanda, ma comunque un avvio di un periodo di due mesi in cui gli enti pubblici e privati potranno presentare le loro osservazioni ed i motivi per cui ritengono che non debba essere accolta. Vogliamo da subito sentire da lei che il Governo italiano e il Ministero si impegnano ad una formale e netta posizione contro questa richiesta che è tra l'allucinante e il catastrofico. Il Prosecco è solo italiano, così come sono italiane le colline di Conegliano e di Valdobbiadene dove si coltivano i vitigni. Queste terre - non dimentichiamocelo - sono iscritte nella lista UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità. Questa iscrizione non ha un valore simbolico, ma significa riconoscere e decretare l'assoluta identità culturale tra la denominazione - in questo caso "Prosecco" - e il territorio in cui viene prodotta. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Ringrazio il senatore interrogante. Ho già manifestato in quest'Aula molto spesso la mia idea rispetto alla necessità di proteggere le nostre produzioni DOP, IGP e tutte le nostre produzioni distintive in generale. Prosecco è una frazione del Comune di Trieste, quindi può immaginare se non sarò a difesa del Prosecco, della sua eccellenza e della sua qualità. Mi preme innanzitutto rassicurare sul fatto che ci siamo già attivati presso la Commissione europea opponendoci in modo formale all'accoglimento della domanda di registrazione di menzione tradizionale (MT) "Prosek" presentata della Croazia, nonché alla relativa procedura di pubblicazione, quindi è già un atto. In occasione del Comitato di gestione OCM del 29 giugno scorso abbiamo infatti rappresentato la nostra ferma contrarietà all'accoglimento della richiesta in questione, in quanto la menzione corrisponde, in traduzione, al nome della DOC "Prosecco" e delle DOCG "Conegliano Valdobbiadene Prosecco" e "Colli Asolani-Prosecco", in netto contrasto con la normativa europea di riferimento diretta a proteggere i prodotti iscritti nel registro delle DOP della Commissione europea. A supporto della nostra posizione, abbiamo altresì evidenziato che sin dai primi negoziati per l'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea era stata avanzata dalla stessa Croazia una medesima richiesta che, su nostra opposizione, non fu accolta né successivamente recepita, come ricordava il senatore Bergesio, nei regolamenti e nelle decisioni relative al Trattato di adesione, né iscritta nell'apposito registro della Commissione.