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Sono fatte salve tutte le altre definizioni di cui alle pertinenti normative vigenti di carattere nazionale ed europeo. Art. 3. (Raccolta) 1. La raccolta delle chiocciole è consentita per scopi alimentari e terapeutici, per il solo uso e il consumo diretti e per quantitativi non superiori a 24 capi giornalieri per persona, nel periodo da aprile a settembre. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ne disciplinano il relativo calendario. 2. Le chiocciole prelevabili in natura devono essere soggetti adulti, di diametro conchigliare superiore a 3 centimetri. 3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai soggetti che svolgono l'attività di allevamento di cui all'articolo 4. Art. 4. (Allevamento) 1. L'attività di elicicoltura, in tutte le sue articolazioni, è sottoposta agli obblighi e al trattamento fiscale e previdenziale previsti per le attività agricole di allevamento. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano: a) definiscono le regole, le condizioni e le autorizzazioni necessarie per l'allevamento delle chiocciole, tenuto conto del manuale di corretta prassi e sulla base delle diverse tipologie di allevamento autorizzato nei termini di seguito indicati: 1) allevamento a ciclo naturale completo: tutto il ciclo si svolge nei recinti a cielo aperto, dalla riproduzione all'ingrasso, con alimentazione totalmente vegetale; 2) allevamento a ciclo misto: solo parte del ciclo si svolge in campo aperto, riparando al chiuso nella stagione invernale, con alimentazione vegetale e mangimi; 3) allevamento intensivo: tutto il ciclo si svolge al chiuso, con alimentazione esclusivamente a base di mangimi e sfarinati. b) provvedono alla raccolta, con cadenza annuale, dei dati relativi agli impianti autorizzati, al fine di alimentare l'anagrafe informatizzata nazionale degli animali di cui al decreto del Ministero della salute 2 marzo 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2018; c) definiscono, per gli allevamenti autorizzati alla commercializzazione o vendita al pubblico, criteri e modalità di autorizzazione, anche igienico-sanitari, ed eventuali specifiche applicazioni per il conseguimento dell'attestato HACCP ( Hazard Analysis and Critical Control Points ), concernente l'analisi dei rischi e dei punti critici in materia di igiene e sicurezza alimentare. 3. Gli impianti di elicicoltura, in relazione alle aree della raccolta, dell'allevamento all'aperto e della riproduzione delle chiocciole, sono tenuti al rispetto delle seguenti prescrizioni: a) divieto di alterare o danneggiare l'assetto idrogeologico, faunistico e floreale, nonché l'afflusso idrico e la composizione chimica dei corsi d'acqua; b) divieto di effettuare ogni forma di discarica, con la sola eccezione degli interventi necessari per assicurare la sicurezza urbana o l'incolumità pubblica; c) obbligo di bonificare i terreni sottoposti a trattamenti chimici o preventivamente utilizzati come discariche di materiali inerti prima del riposizionamento delle chiocciole. Art. 5. (Utilizzo) 1. L'utilizzo di chiocciole per scopi alimentari, farmaceutici, cosmetici e industriali, è consentito solo se: a) provenienti da impianti di elicicoltura autorizzati, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera b) ; b) in caso di importazione, siano corredate da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità o documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. Art. 6. (Macellazione, trasporto e distribuzione) 1. Gli operatori del settore alimentare che utilizzano le chiocciole per scopi di consumo alimentare sono tenuti al rispetto dei seguenti requisiti: a) le chiocciole devono essere macellate in uno stabilimento iscritto nel Sistema integrato per gli scambi e le importazioni (S.Inte. S.I.) del Ministero della salute; b) lo stabilimento in cui sono preparate le chiocciole deve avere un locale riservato al deposito e alla macellazione. Tale locale deve essere fisicamente separato da quello adibito alla preparazione; c) le chiocciole che muoiono per cause non riconducibili alla macellazione non possono essere preparate per il consumo umano; d) le chiocciole devono essere oggetto di analisi chimiche, microbiologiche e organolettiche per la sicurezza alimentare, effettuate per campionamento. Se tali analisi indicano che possono rappresentare un pericolo, non possono essere preparate per il consumo umano. 2. Le chiocciole classificate come molluschi devono essere confezionate ed etichettate e devono essere vive al momento dell'acquisto finale. 3. Il trasporto dei molluschi avviene a temperatura controllata con mezzi di trasporto refrigerati. In caso di brevi spostamenti direttamente al consumatore finale, il trasporto può essere effettuato a temperatura ambiente. 4. Il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e il Ministero della salute, previo confronto con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definiscono con apposito provvedimento documenti e modalità di rintracciabilità e tracciabilità del prodotto. Art. 7. (Commercio) 1. È consentito il commercio di chiocciole per scopi alimentari, cosmetici, farmaceutici, industriali e terapeutici esclusivamente di chiocciole provenienti da impianti di elicicoltura autorizzati ai sensi dell'articolo 4, comma 2 o, se di importazione, corredate da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità, ovvero da documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. 2. Le chiocciole commerciabili sono esclusivamente quelle appartenenti alle seguenti specie: Otala Lactea, Eobania Vermiculata, Helix Aperta, Helix Aspersa Maxima, Helix Aspersa Muller, Helix Aspersa Typica, Helix Pomatia, Helix Lucorum, Theba Pisana, Cernuella Virgata, Achatina. 3. Possono esercitare il commercio di chiocciole solo gli impianti di elicicoltura iscritti all'anagrafe di cui all'articolo 4, comma 2, lettera b) . 4. Le chiocciole in commercio provenienti da allevamento all'aperto devono essere accompagnate da idonea autocertificazione rilasciata dall'allevatore, dalla quale risultino l'indicazione della quantità, della tipologia di animale, dell'allevamento all'aperto di provenienza, della salubrità ambientale del luogo ove sono raccolte, allevate e riprodotte, nonché del nutrimento unicamente vegetale o di derivazione esclusivamente vegetale ad esse somministrato. 5. Le chiocciole provenienti da importazione devono essere confezionate e corredate, per ogni singolo lotto uniforme, da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità, ovvero da documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. 6. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano procedono, tramite il servizio veterinario delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, ai controlli degli impianti di elicicoltura per verificare la veridicità di quanto dichiarato con l'autocertificazione di cui al comma 4 del presente articolo e la conformità alle prescrizioni di cui all'articolo 4. 7.