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con D.G.R. n. 104 dell'8 marzo 2022, la Regione Campania emanava il nuovo piano di eradicazione delle infezioni bufaline in sostituzione di quello precedente, il cui contenuto, come emerso con tutta evidenza, non soddisfa le esigenze e le aspettative delle organizzazioni allevatoriali, che hanno avviato sul territorio una serie di manifestazioni spontanee per evidenziare la inadeguatezza del piano attuale; ad una prima analisi dello stesso, appaiono non sufficienti le misure previste nel piano per quanto concerne l'isolamento dei capi, le azioni a sostegno del ripopolamento, la tempistica della campagna vaccinale, la tempistica relativa all'elaborazione dei risultati; ritenuto che: in virtù del precedente fallimento, ogni ulteriore ritardo e mancata eradicazione delle suddette infezioni costituirebbe un ulteriore danno per il comparto allevatoriale, mettendo a serio rischio di sopravvivenza un patrimonio che andrebbe salvaguardato e valorizzato; a pagare il danno non sarebbero solo gli allevatori, ma anche tutta la filiera, compresa la trasformazione di un prodotto, la mozzarella di bufala, che in Campania vanta una denominazione di origine (DOP) tra le più importanti d'Europa, e la stessa areale di tutela, potrebbe esserne compromessa; la Commissione europea non ha mancato di ribadire che: "i risultati raggiunti negli ultimi anni in relazione alla salute delle bufale in Campania sono ben al di sotto degli obiettivi concordati e che in caso di mancato progresso nell'eradicazione della malattia, il sostegno finanziario dell'UE potrà essere interrotto" (Stella Kyriakides commissario alla salute e alla sicurezza alimentare 17 marzo 2020 in riscontro all'atto di sindacato ispettivo n. E004312/2019), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire con ogni urgenza al fine di assicurare le più opportune misure di contrasto alle infezioni bufaline, alla luce di quello che agli interroganti appare come il manifesto fallimento delle politiche di eradicazione poste in essere dalla Regione Campania con la nomina di un commissario ad acta dotato dei più ampi poteri, a tutela di un patrimonio zootecnico unico per la sua importanza e di alto valore strategico per l'intera economia della regione. Atto n. 4-07002 FATTORI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la linea ferroviaria Roma Lido ha un bacino di utenza superiore ai centomila passeggeri ed è un'infrastruttura strategica per la Capitale ed in particolare per il Municipio X, in quanto collega Roma con il suo mare; la linea ferroviaria Roma - Civita Castellana - Viterbo ha un bacino di utenza superiore ai settantacinque mila passeggeri ed è anch'essa un'infrastruttura strategica per la Capitale ed in particolare per tutti i comuni dell'area Roma Nord e per il Municipio XV, in quanto collega le zone di Prima Porta, Labaro, Centro RAI, Saxa Rubra, Tor di Quinto, Campi Sportivi, Acqua Acetosa, Euclide con il centro della Capitale, a piazzale Flaminio; nonostante la loro importanza, la Roma Lido e la Roma Nord sono ormai da molti anni considerate tra le peggiori linee ferroviarie italiane, così come comprovato dalle classifiche annuali del poco ambito Premio Caronte promosso da Legambiente; negli ultimi anni, in particolare negli ultimi mesi, sia la ferrovia Roma Lido che la ferrovia Roma Nord mostrano crescenti livelli di disservizio, determinando nei fatti situazioni insostenibili che pesano enormemente sulle spalle degli utenti e una vera e propria negazione del diritto alla mobilità; la linea ferroviaria Roma Lido e la ferrovia Roma Nord, di proprietà della Regione Lazio, sono entrate nella classificazione di linea di interesse nazionale, ai sensi dell'articolo 47, comma 1, del decreto-legge n. 50 del 2017, di conseguenza gli interventi di ammodernamento possono essere direttamente coordinati con la società Rete Ferroviaria Italiana S.p. A.; considerato che: per ciò che concerne l'assenza di parco rotabile sulla linea ferroviaria Roma Lido, la soluzione individuata nel tempo, al fine di mitigare i disservizi in attesa dei necessari lavori di adeguamento infrastrutturale, consiste nel recupero e nella messa in esercizio di alcuni convogli ad oggi regolarmente in uso sulle linee Metro A e Metro B di Roma Capitale; a tale scopo nel 2018 il Consiglio del Municipio X votò all'unanimità una risoluzione (Prot. CO/ 158982), condivisa con il comitato pendolari, che prevedeva di adattare e trasferire in esercizio sulla linea Roma Lido un numero pari a 5 convogli MA300 utilizzati sulle linee ferroviarie metropolitane della Capitale; nel gennaio 2019, durante una seduta della VI Commissione permanente del Consiglio regionale del Lazio, Presidente Refrigeri, in audizione congiunta pubblica con l'assessore regionale Alessandri, l'assessore comunale Meleo, il Comitato pendolari, i referenti di ATAC, in quanto gestori del servizio e la Presidente del Municipio X, Giuliana di Pillo, si formalizzò una risoluzione che prevedeva, oltre al relativo finanziamento, l'utilizzo di 5 treni in uso alla Metro B da destinare al parco rotabile della Roma Lido; nel dicembre 2021, con una mozione votata a maggioranza (Prot. CO/149194 del 21 dicembre 2021), il Municipio X di Roma Capitale impegnò il Presidente del Municipio X e la Giunta, in attesa del completamento delle procedure di trasferimento della gestione della Roma Lido dall'azienda ATAC alle aziende COTRAL e ASTRAL, ad attivarsi tempestivamente presso la Regione Lazio ed il Comune di Roma, al fine di rendere possibile l'utilizzo sulla linea ferroviaria Roma Lido di alcuni convogli ad oggi regolarmente in uso sulla linea Metro A e Metro B; con la stessa mozione si impegnava il Presidente del Municipio X e la Giunta ad istituire un Osservatorio permanente sulla Roma Lido, costituito da rappresentanze dei Comitati di pendolari del X Municipio, del Comune di Roma e della Regione Lazio, con rappresentanti sia delle maggioranze che delle opposizioni, che sia di raccordo con tutte le Istituzioni e gli Enti competenti al fine di monitorare costantemente l'andamento del servizio e l'avanzamento dei cantieri previsti sull'intera tratta e, nello specifico il completamento della stazione di Tor di Valle e Acilia Sud, con annessa opera integrativa della realizzazione del ponte ciclopedonale che collega la stazione Acilia Sud con l'area urbana, e la costruzione della nuova stazione o fermata di Giardino di Roma, oltre alla realizzazione delle opere accessorie connesse e gli interventi di adeguamento strutturale così come di messa in sicurezza dell'intera rete ferroviaria della Roma Lido; il mancato funzionamento di diversi impianti di traslazione (ascensori e scale mobili), posti all'interno delle stazioni della Roma Lido o in prossimità delle stesse determina di fatto la negazione del diritto alla mobilità per le persone anziane, le persone con disabilità motoria o scarsa abilità motoria, oltre a comportare una condizione di profonda insicurezza per gli utenti tutti;