[resaula]

Ma soprattutto facciamo tesoro delle più qualificanti esperienze estere, i cui modelli organizzativi dovremmo mutuare, visto che le maggiori organizzazioni internazionali li valutano con precisi punteggi. Al contrario, il Governo procede a tappe, senza sapere da dove ripartire e dove si arriverà alla fine: manca, cioè, un quadro d'insieme. Un'impresa, quando deve aprire un'attività a livello internazionale, tiene conto anche della velocità con cui può farlo e risolvere eventuali controversie, per cui in tutta la riforma non manca quella della magistratura. Solo tenendo conto delle migliori esperienze si possono vedere nascere riforme puntuali, condivise e quindi durature. Un'opera gigantesca di riorganizzazione del lavoro pubblico dev'essere preceduta dalla semplificazione delle procedure e del rapporto tra amministrazioni pubbliche e controparti, che sono i cittadini e le imprese. Semplificare l' iter per le domande e le autorizzazioni può consentire ai cittadini e alle imprese di fare, costruire e aprire attività economiche e professionali, insomma di muovere quell'economia ferma anche a causa della burocrazia che tutto rallenta, in alcuni casi fino a fermarlo. Un'altra cosa che non riusciamo ad accettare - nemmeno io che ho superato i settant'anni e sono della generazione degli appunti presi a penna e a mano su carta - è che non ci sia traccia di una vera digitalizzazione delle procedure, che potrebbe consentire di operare in modo più veloce. È evidente che, ove fossero semplificate e magari digitalizzate le procedure, si potrebbero mantenere i controlli ex post , garantendo che non ci siano abusi, con un fabbisogno di personale certamente inferiore a quello odierno. Ci sarebbe persino un impatto positivo sia sui conti pubblici, sia sugli stipendi di coloro che rimangono a lavorare nella pubblica amministrazione, evitando tagli lineari e riprogrammando la spesa degli attuali 164 miliardi di redditi da lavoro dipendente, in modo che chi è bravo possa anche guadagnare di più. La pubblica amministrazione non può continuare a essere una sorta di reddito ante litteram. In conclusione, signor Presidente, è necessario ripartire da un completo ridisegno della macchina pubblica, presentando un bilancio di sostenibilità nei confronti dei cittadini, delle imprese e dell'intero Paese, ossia dell'Italia del fare, che si muove velocissimamente, mentre si vede rallentata da quell'enorme pachiderma che ancora oggi, purtroppo, è la pubblica amministrazione. L'esame della Camera, signor Presidente, non ha modificato la sostanza del provvedimento tornato ora al nostro esame, per cui il Gruppo Forza Italia confermerà il proprio voto negativo e ad esso contrario. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CAMPAGNA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAMPAGNA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, oggi, con l'approvazione del provvedimento in esame, che coniuga innovazione, onestà ed efficienza, mettiamo un altro importante tassello sulla strada del cambiamento. Infatti, un più efficace sistema di valutazione delle performances della pubblica amministrazione italiana e quindi un reale miglioramento della sua efficienza per i cittadini sono alcuni degli elementi che contraddistinguono, qualificandolo, il contratto di Governo. Spesso la nostra pubblica amministrazione è stata ed è - quando a ragione, quando a torto - oggetto di critiche e stereotipi. Facendo la tara tra i pareri radicali espressi da associazioni di categoria e normali cittadini, per onestà intellettuale non si può certo dire che tutto funzioni per il meglio. A molti sarà capitato, almeno una volta nella vita, d'imbattersi in un ufficio pubblico poco efficiente. Non a caso, secondo il 52° rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, il 52,1 per cento degli italiani ritiene che la pubblica amministrazione italiana funzioni piuttosto male; per un altro 17,9 per cento la stessa funziona molto male. Insomma, a conti fatti sette cittadini su dieci chiedono un radicale cambio di passo. È proprio questo che ha portato alla stesura e - a breve - all'approvazione del presente provvedimento. Tra i suoi principali obiettivi c'è quello di ridurre costantemente - per arrivare a un suo futuro azzeramento - il malfunzionamento della macchina pubblica, che, secondo la CGIA di Mestre, ha un impatto molto negativo sulla nostra economia, frenandone la ripresa. La stessa associazione ha stimato che il malfunzionamento della pubblica amministrazione costi più dell'evasione fiscale, che in Italia supera i 100 miliardi di euro all'anno. Ecco perché, nei sei articoli che compongono il disegno di legge, abbiamo messo in campo una serie di misure che viaggiano proprio in tale direzione. Il cosiddetto Nucleo della concretezza, la task force che sarà istituita presso il Dipartimento della funzione pubblica di Palazzo Chigi e che agirà insieme all'Ispettorato della funzione pubblica, ma senza sovrapposizioni - lo sottolineiamo - ha come obiettivo quello d'intervenire laddove una pubblica amministrazione si trovi in difficoltà nell'attuazione delle norme e, quindi, agendo da tutor . Inoltre, diciamo basta al principio che chi sbaglia non paga mai e magari fa pure carriera. Diciamolo pure. Stavolta infatti non ci sono scorciatoie: una volta accertate eventuali mancanze da parte loro, le pubbliche amministrazioni dovranno per forza mettersi in regola. Il Nucleo della concretezza effettuerà sopralluoghi per vigilare che ciò avvenga e la mancata attuazione delle misure comporterà una responsabilità disciplinare dei dirigenti e l'iscrizione dell'amministrazione in un'apposita black list che sarà pubblicata sul sito del Dipartimento della funzione pubblica, ma non solo. Il disegno di legge concretezza interviene anche su un altro odioso fenomeno, che negli ultimi anni ha più volte occupato le pagine dei giornali: sto parlando dei cosiddetti furbetti del cartellino, ovvero quei dipendenti pubblici infedeli che, in barba a qualsiasi norma comportamentale o disciplinare, mancano di rispetto a tutti i cittadini onesti e perbene che - tengo a sottolinearlo e a ribadirlo - in Italia sono la maggioranza. (Applausi dal Gruppo M5S e del ministro Bongiorno) . Come dimenticare il caso, verificatosi nei mesi scorsi proprio nella mia Sicilia, a Palermo, dei 42 dipendenti dell'assessorato regionale alla salute finiti sotto inchiesta con l'accusa di truffa aggravata, accesso abusivo al sistema informatico e false attestazioni? Quei signori andavano al supermercato o dal parrucchiere in orario di lavoro, registrando false presenze e coprendosi vicendevolmente. Per non parlare del famoso, ormai famigerato, vigile di Sanremo, che è stato beccato a timbrare in mutande, per poi rientrare indisturbato nella propria abitazione. Ricordo ancora un altro caso salito agli onori della cronaca, ossia la lettera nel 2014 dal sindaco di Locri, che addirittura si rivolse a Gesù Cristo, implorandolo di fare qualcosa per provvedere a liberarlo dall'assenteismo dei dipendenti comunali. E potrei continuare, ma preferisco fermarmi qui.