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Approfitto dell'occasione per ricordare Marco Biagi nella settimana dell'anniversario della sua morte. (Applausi) . Ministro Cingolani, oggi con volontà propositiva Forza Italia, forza di maggioranza che sostiene il Governo, si rivolge a lei che può determinare le scelte sui temi più importanti in questo momento: energia, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, economica e sociale, concessioni, autorizzazioni, verifiche, controlli e sistemi di protezione. Oggi siamo al suo fianco per aiutarla a realizzare la trasformazione che il Paese si aspetta e che ha bisogno di tanto coraggio. Penso che a lei il coraggio non manchi, come non manca a noi che siamo qua oggi con lei, mettendo a terra una politica energetica che per trent'anni non è stata realizzata. Penso al PNIEC, al Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, già obsoleto e non ancora aggiornato. Semplifichiamo subito procedure, iter autorizzativi; incoraggiamo investimenti; premiamo e agevoliamo riconversioni e innovazione delle imprese; rendiamo flessibile il lavoro puntiamo sulle comunità energetiche e sull'autoconsumo; rimettiamo in funzione le trivelle inutilizzate e usiamo il nostro gas subito. (Applausi) . Diamo certezze a chi produce e crea lavoro con provvedimenti e incentivi strutturali, perché le aziende hanno bisogno di strutturalità, rendendo strutturale in primis il golden power almeno sul piano energetico; mettendo in sicurezza la salvaguardia dei nostri asset strategici come l'idroelettrico e le rinnovabili; prorogando le concessioni ai nostri operatori italiani per consentire loro nuovi investimenti e revamping ; attuando il sacrosanto principio di reciprocità sia all'interno della Comunità europea, sia a chi viene da fuori, con lo Stato alleato delle Regioni che regolamentano. Poi, l'azione più importante: realizzare impianti in ogni punto d'Italia per potenziare la raccolta, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti. (Applausi) . I rifiuti sono un patrimonio. Occorre potenziare oltre misura l'economia circolare per poter produrre e utilizzare quelle materie prime seconde che possono sopperire la mancanza di materie prime. Ripeto: abbattiamo i muri ideologici. Basta con i comitati del «no», che dicono «no» persino alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, pena una dipendenza che sta finanziando la guerra. (Applausi) . Questa dipendenza sta finanziando la guerra. Bisogna invece potenziare la formazione e le competenze per governare l'innovazione e informare correttamente i cittadini per superare quella sindrome di NIMBY che crea lo stimolo a volere fortemente la sostenibilità, ma sempre lontano dalla propria visuale, perché questa si chiama ipocrisia. (Applausi) . Bisogna correre con i decreti end of waste ; agevoliamo, velocizziamo, semplifichiamo le pratiche per il riciclo. Pensiamo alla produzione di residui; interveniamo sui consorzi, affinché agevolino. Non mandiamo più all'estero i rifiuti. Non paghiamo più per esportare valore con cui all'estero si produce energia. Basta. (Applausi) . Per fortuna il Ministero ha approvato un nostro emendamento sull'estensione della capienza dei magazzini di stoccaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), dopo aver esteso il bonus televisori ed elettrodomestici. Potenziamo l'utilizzo dei biocarburanti, per la cui produzione l'Italia ha le tecnologie, utilizzando rifiuti e biomasse, non dimenticando il biometano. Oggi il mix energetico va allargato: solo gas e rinnovabili non saranno sufficienti. Abbiamo bisogno di ricerca e infrastrutture per l'elettrico e per l'idrogeno. Dobbiamo abituarci a panorami diversi, se vogliamo mantenere il benessere a cui siamo abituati. Servono infrastrutture per evitare il paradosso di grandi navi italiane alimentate a gas naturale liquefatto (GNL), che però viene trasportato da Rotterdam su navi che vanno a gasolio: succedono queste cose. Facciamo correre la ricerca sul nucleare pulito. Facciamola correre, insegnando la differenza tra fissione e fusione; ricordando che non abbassiamo le tasse anche perché siamo già in infrazione per il deposito unico nucleare e perché paghiamo a caro prezzo l'esportazione dei nostri rifiuti radioattivi. (Applausi) . Ministro Cingolani, lei è una persona preparata, schietta, diretta, che ha il coraggio di denunciare i problemi, che però bisogna risolvere. Noi oggi vogliamo suggerirle una rosa di soluzioni, che andrebbero attuate tutte insieme, subito. Lei che guida un Ministero assolutamente centrale nelle scelte ha una grande responsabilità e non abbia timore di condividerla con il Parlamento, voce del Paese, con le scelte e con la responsabilità. Siamo consapevoli che ci sarà da lavorare sodo subito, da lavorare duro non solo per tenere l'Italia a galla, ma anche per farla navigare e renderla finalmente libera e indipendente. Per questo bisogna innanzitutto dare risposte alle famiglie e alle imprese, preoccuparsi di farle sopravvivere oggi, per poterle poi portare a regime. Non bisogna aver paura. Bisogna stringere alleanze con chi produce e crea lavoro, con chi ha dimostrato di saperci fare, e lasciarlo fare, mettendosi al fianco come facilitatori, stabilendo regole certe e sanzioni pesantissime per chi non le rispetta. Ci sono emergenze oggi e bisogna risolverle subito, a partire dal caro bollette e dal costo dei carburanti, la cui metà del prezzo è prelievo fiscale, che sta mettendo in ginocchio l'autotrasporto e a rischio gli approvvigionamenti. Se si ferma l'autotrasporto, si ferma il Paese, si ferma il commercio, si fermano gli ospedali, si fermano le scuole: si ferma tutto. (Applausi) . È quindi la priorità numero uno. Piuttosto indaghiamo sulle speculazioni e bastoniamo, aiutati dall'Europa. Forza Italia (sia il presidente Berlusconi a Bruxelles, sia il Gruppo Forza Italia nella sua interezza in Senato) ha presentato interrogazioni serie su questa questione. Togliere le accise è un investimento, non una mancata entrata. (Applausi) . Lo chiediamo con forza, lo stiamo chiedendo: costerebbe di più l'inerzia. Se si ferma l'autotrasporto, si ferma il Paese. Costano di più i 4 miliardi di truffe sugli eco bonus che non fermare gli speculatori, imponendo un tetto sui prezzi. Sono 200.000 le imprese in difficoltà; un milione i posti di lavoro a rischio, fornitori che non consegnano: non è uno scherzo. Rivediamo tutto ciò che ha dimostrato di non funzionare, rivedendo anche - e concludo - l'utilizzo del PNRR, aggiornando i progetti al periodo che stiamo vivendo. Non siamo nel 2019, non siamo nel 2020, non siamo nel 2021: siamo nel 2022 ed è successo di tutto. Manca l'invasione degli alieni o delle cavallette. (Applausi) . Ministro Cingolani, abbiamo fiducia in lei. Lei è preparato, so che sa ascoltare, può agire insieme al Parlamento, l'unione fa la forza.