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Ma a causa degli oneri finanziari e dei ritardi del Governo, nel luglio 2019 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in contrasto con la volontà della stessa Sarc, ha deciso di affidare ad ANAS l'intera opera, rimborsando la concessionaria con circa trentasei milioni di euro. Il tutto attraverso decisioni stabilite dall'Esecutivo al tempo del Governo Conte I, e con la successiva ratifica del Conte II, attraverso deliberazione del CIPE, o meglio per decisione del Ministero dell'economia, da cui sarebbe partito l'ordine di liquidare i privati; nonostante la trasparenza della procedura, viene scritta una relazione consegnata al Presidente del Consiglio dei ministri, in cui si accusa l'amministratore delegato dell'ANAS di aver stabilito il contratto e lo stanziamento economico alla concessionaria di sua personale iniziativa. Della vicenda si è occupata anche l'autorità anticorruzione, l'ANAC, che non ha sollevato alcuna obiezione; la seconda vicenda riguarda la Orte-Mestre, nella quale il Ministero ha più volte sollecitato l'ANAS a valutare la possibilità di realizzare direttamente la progettazione, l'esecuzione e la gestione del corridoio di viabilità. L'ANAS ha adempiuto alle richieste dell'Esecutivo con un documento di analisi strategica dei possibili (e complessi) aspetti procedurali di ingresso nella società promotrice e di sviluppo dell' iter . Il tutto è ora in una fase istruttoria presso il Ministero che non ha assunto ancora le decisioni concrete sull'opera; considerato inoltre che le stesse concessionarie delle due arterie contestano che ci siano stati favoritismi nei loro confronti: hanno infatti ribadito che tutto sarebbe avvenuto in forza di precise disposizioni di legge recepite poi dal CIPE. Al momento sulle due vicende starebbe indagando anche la Corte dei conti, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa; se ritenga di dover far luce sulla vicenda tenendo conto di quanto stabilito nei vari passaggi decisionali, che hanno portato al rimborso milionario della prima concessionaria e alla sospensione della concessione per la seconda rete viaria; se ritenga utile valutare le conseguenze di un cambio al vertice di ANAS, considerando le capacità e la correttezza dell'amministratore delegato, il quale non ha fatto altro che dare seguito a disposizioni di legge approvate dal Parlamento ed attuate dal Ministero competente. Atto n. 4-05758 CRUCIOLI ANGRISANI CORRADO GRANATO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, dell'interno e della difesa Premesso che a quanto risulta agli interroganti: in questi giorni i lavoratori portuali di Genova denunciano l'ennesimo passaggio nel porto di una "nave della morte", la "Bahri Hofuf" della flotta di stato dell'Arabia Saudita, carica di armi e esplosivi verso i teatri di guerra civile nel Medio-Oriente. A bordo è documentata la presenza di 12 container con esplosivi e di elicotteri da combattimento Boeing Apache; nessuna istituzione, dalla Prefettura all'Autorità portuale, dalla Procura della Repubblica alla Polizia di frontiera, si è presentata a verificare la legittimità del carico, nonostante la legge n. 185 del 1990 reciti all'articolo1, comma 5: "L'esportazione, il transito? di materiali di armamento sono vietati quando sono in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell'Italia, con gli accordi concernenti la non proliferazione, nonché quando mancano adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei materiali di armamento. " E al comma 6: "Sono altresì vietati: a) verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell'art. 51 della Carta dell'ONU; b) verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell'art.11 della Costituzione; c) verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo totale o parziale delle forniture belliche; d) verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani"; gli elicotteri da guerra Apache risulterebbero destinati all'esercito saudita, che li impiega presumibilmente nel conflitto (pur mai esplicitamente dichiarato) esistente in Yemen, dove la crisi umanitaria che ne è derivata ha causato oltre 18.000 vittime civili tra 2015 e 2020. Il che ha costretto secondo "Save the children" più di 4 milioni di persone, tra cui più di 2 milioni di bambini, a lasciare le case, mentre si stima che l'80 per cento della popolazione (24 milioni di persone) abbia bisogno di assistenza umanitaria; il Governo italiano, grazie al Parlamento, esortato dalle ONG e dai movimenti per i diritti umani, ha in corso l' embargo sulle bombe aeree, ma lascia passare impunemente la nave Bahri Hofuf. Così, mentre i portuali genovesi sono stati recentemente ricevuti da Papa Francesco, che li ha "benedetti" per l'onestà morale e il coraggio civile con cui lottano contro i traffici di armi e per la dignità del loro lavoro, sui fianchi degli elicotteri USA venduti all'Arabia saudita, la società Boeing ha scritto candidamente su incarico del cliente: "GOD BLESS YOU" ("Dio vi benedica"), si chiede di sapere quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per porre rimedio alla grave questione descritta in premessa, al fine di contrastare lo smercio di armi e materiale volto alla guerra e allo sterminio, nel rispetto della Carta Costituzionale. Atto n. 4-05759 DE CARLO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che l'applicazione del regolamento delegato (UE) 2020/689 della Commissione del 17 dicembre 2019, che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e da cova prevede il blocco delle movimentazioni animali in vita da territori non ufficialmente indenni verso territori ufficialmente indenni; in particolare, la nota di chiarimento del Ministero della salute dell'8 giugno 2021 n. 0014022-08/06/2021-DGSAF-MDS-P (su richiesta della Regione Campania) riguarda il citato regolamento (UE) 2020/689, nella parte riguardante la movimentazione, in vita, del patrimonio zootecnico; interpretando e spiegando l'allegato IV del regolamento e segnatamente il capitolo I, sezione I, lettera e) , il Ministero di fatto esplicita il divieto assoluto di movimentazione animale tra territori NUI (non ufficialmente indenni) e territori UI (ufficialmente indenni); considerato che: tali nuove norme limitano fortemente la capacità di movimentare animali vivi dalla Sicilia e dalle altre regioni NUI verso le regioni UI (Centro e Nord Italia), in considerazione del fatto che oggi non è più sufficiente che gli animali vivi siano ufficialmente indenni dalle malattie indicate così come la sola azienda o l'allevamento di provenienza del bestiame, ma è indispensabile che l'intero territorio in cui ricade l'azienda (indenne) sia anch'esso considerato tale; l'attività di vendita e la relativa movimentazione del bestiame, principalmente verso il nord Italia, ha garantito in passato agli allevatori una discreta fonte di reddito utile a sostenere i costi delle proprie aziende;