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Capisco bene che siamo in una situazione difficile e che non si può recriminare astrattamente sulla funzione del Parlamento e sulla funzione del Senato. Ma esiste un problema di metodo e di sostanza (mi rivolgo al Governo): si possono anche convertire i decreti-legge in poco tempo, ma lo spazio per un confronto politico ci deve essere. Prima di impostare il provvedimento e durante l'impostazione del provvedimento, il Governo ci faccia una proposta; non possiamo trovarci costretti in un monocameralismo di fatto, che ci impedisce di dare un contributo. È un compito fondamentale del Governo quello di valorizzare il ruolo e i contributi che vengono dai Gruppi parlamentari. Valorizzare quest'Aula non è un elemento di debolezza, ma è un elemento di forza del Governo. A questo proposito, vorrei dare alcune indicazioni di lavoro. Al di là dei decreti - su cui pure bisognerà trovare con il Ministro per i rapporti con il Parlamento un percorso diverso - vogliamo discutere della direzione di marcia del PNRR? È ora. Io sono preoccupato quando sento Ministri che ci dicono che la proposta della Commissione europea sulla transizione ecologica è troppo rapida. Quale strada stiamo prendendo? Che riforma del welfare stiamo attuando? Come vanno i progetti? Per valorizzare l'Aula, non serve stabilire che c'è una quota che si distribuisce tra i diversi Gruppi. A me di questo non interessa nulla. Venite però a spiegarci come vanno i progetti e quale direzione di marcia stiamo prendendo, perché la cosa di cui sono preoccupato - l'ho già detto e lo ripeto - è che non vorrei che ci trovassimo, fra qualche mese, al primo check sui progetti, a verificare che siamo in ritardo e magari incrociare a quel punto progetti già fatti, fuori da qualsiasi strategia. Tutti abbiamo detto che dopo la pandemia cambia tutto. Io dico che dobbiamo lavorare perché dopo la pandemia cambi davvero questo Paese. (Applausi) . DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi senatori, come già detto da numerosi colleghi prima del mio intervento, anche oggi votiamo in quest'Aula un provvedimento cristallizzato in un in un solo ramo del Parlamento: una prassi che potrebbe anche avere le sue motivazioni, ma che certo non rispetta oggi il dettato costituzionale, che prevede l'attività legislativa in capo alle due Camere, in un gioco di assoluta parità. Un bicameralismo perfetto che, piaccia o non piaccia, oggi è la nostra regola e definisce la nostra attività legislativa. Questa non è assolutamente un'eccezione; visto che richiamiamo tutti, sempre, nei nostri interventi la centralità del Parlamento, non vorrei che alla fine fosse soltanto un esercizio di retorica. (Applausi) . Quindi, così come hanno fatto tutti i Gruppi parlamentari, richiamiamo anche noi con forza, ma con delle motivazioni, la centralità del Parlamento. Veniamo al provvedimento in esame, che - com'è stato ricordato - nasce in questa Camera sulla spinta del primo decreto sostegni, con degli ordini del giorno che tutta la maggioranza ha sostenuto in quest'Aula. Quindi, il decreto-legge sostegni- bis basa il suo approccio proprio sull'indirizzo politico che il Senato ha dato. È un provvedimento poderoso, importante, che nasce con una base di 40 miliardi e 77 articoli; poi, nel lavoro parlamentare che è stato fatto alla Camera, si reperiscono altre risorse e diventa un provvedimento da 43 miliardi, aumentando anche il numero degli articoli e la mole degli interventi previsti. Come sempre, coerentemente con quanto facevamo quando eravamo all'opposizione, anche oggi che siamo in maggioranza, essendo appunto una forza politica coerente, sottolineiamo una nota dolente, quella dei decreti attuativi. Siamo in emergenza, dobbiamo essere veloci nelle misure. (Applausi) . Quindi, Sottosegretario, invito lei e il Governo a dare attuazione immediata a tutti i decreti attuativi che ci sono, perché bisogna arrivare alla gente, in questo momento particolare di emergenza, nella maniera più veloce possibile. È un decreto che trova la sua copertura di 40 miliardi, con l'ultimo voto espresso dal Parlamento, come scostamento di bilancio: una vera e propria manovra finanziaria. Le modifiche alla Camera hanno assolutamente migliorato il provvedimento, lo hanno potenziato, soprattutto sulle misure economiche, che oggi devono avere un forte impatto sociale ed economico, perché sappiamo tutti come la pandemia ha portato quest'anno a una grave crisi. Una ripartenza che - sappiamo tutti - non è facile; ce lo dicono i dati economici, ce lo dice anche l'Istat: ci sono interi comparti industriali che stentano ancora a ripartire. Abbiamo quindi la necessità di aiutare e sostenere ed è difficile, in questo momento, ritornare alla situazione economica precedente al Covid-19. Siamo però soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto prima col decreto-legge sostegni, oggi con il decreto-legge sostegni- bis , e rivendichiamo tante delle misure che sono state inserite, anche perché abbiamo segnato, rispetto al passato, un cambio di passo notevole. Siamo passati oggi dalla strategia dei ristori a quella dei sostegni. (Applausi) . Abbiamo tolto i codici ATECO, che scontentavano tutti, così come abbiamo eliminato tante forme di assistenzialismo che non servivano a niente e siamo passati al fondo perduto, agli investimenti: tutte linee di indirizzo che Forza Italia ha dettato nei vari provvedimenti. Vorrei citare alcuni dati per lasciarne traccia nel mio intervento. Il decreto-legge sostegni- bis si compone di nove Titoli, di cui i due principali sono «Sostegno alle imprese, all'economia e abbattimento dei costi fissi» e «Misure per l'accesso al credito e la liquidità delle imprese». Ci sono poi misure per la salute e per gli enti territoriali: importanti sono gli aiuti che stiamo facendo arrivare a tutte le amministrazioni pubbliche, ai Comuni, ai nostri sindaci che sono in prima linea. (Applausi) . Ci sono anche misure per i giovani, per la scuola, per la ricerca, per la cultura e per l'agricoltura, che è anche per noi un tema importante. Anche in questo provvedimento sono previsti sostegni per le imprese: 15 miliardi, di cui 11,4 a fondo perduto; 1,8 miliardi per il credito d'imposta; 1,2 miliardi per l'internazionalizzazione delle imprese; 600 milioni di euro per l'esenzione dalla Tari (Applausi) , perché anche questa era una vergogna e noi oggi finalmente, con le attività chiuse, diamo ristoro a quegli esercenti, a quelle attività commerciali che pagavano la Tari ingiustamente. È previsto poi anche l'accesso al credito e alla liquidità per le imprese: 9 miliardi di euro per garantire l'accesso al credito, sostenere la liquidità e incentivare la capitalizzazione. È stata prorogata al 31 dicembre 2021 la moratoria sui prestiti. Si tratta quindi di tanti provvedimenti importanti che anche noi di Forza Italia abbiamo voluto con determinazione, lavorando, come abbiamo detto, anche in sinergia con il Gruppo alla Camera, che ha approvato numerosi emendamenti. In questa stessa Aula, nonostante il provvedimento fosse cristallizzato, abbiamo puntato però su due argomenti.