[pronunce]

Il Presidente del Consiglio dei ministri denuncia l'illegittimità dell'art. 8, comma 1, lettera d), della legge della Regione Piemonte 25 giugno 2008, n. 18 (Interventi a sostegno dell'editoria piemontese e dell'informazione locale), pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 27 del 3 luglio 2008, per violazione, nel complesso, degli articoli 117, secondo comma, lettera e), terzo comma e 119 della Costituzione. 2. – Con un primo motivo, il ricorrente afferma che la disposizione denunciata – nello stabilire, nel testo originario oggetto d'impugnazione, una «riduzione dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) al 2,25 per cento a partire dall'anno 2009» per gli editori di periodici locali di informazione – víola gli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119 della Costituzione, perché essa disciplina le aliquote di detto tributo, il quale è da considerarsi statale, in quanto istituito con legge dello Stato, e, pertanto, si pone in contrasto con il combinato disposto dei commi 1 [quale modificato dall'art. 1, comma 50, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008)] e 3 dell'art. 16 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), secondo cui: a) in linea generale, «L'imposta è determinata applicando al valore della produzione netta l'aliquota del 3,9 per cento» (art. 16, comma 1); b) «le regioni hanno facoltà di variare l'aliquota di cui al comma 1 fino ad un massimo di un punto percentuale» (art. 16, comma 3, primo periodo); c) «La variazione può essere differenziata per settori di attività e per categorie di soggetti passivi» (art. 16, comma 3, secondo periodo). Con un secondo, subordinato, motivo di censura, la difesa erariale afferma che, qualora si ritenesse l'IRAP un tributo proprio regionale in forza dell'art. 1, comma 43, della legge n. 244 del 2007 – il quale, entrato in vigore il 1° gennaio 2008, stabilisce che «l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) assume la natura di tributo proprio della regione e, a decorrere dal 1° gennaio 2009, è istituita con legge regionale» (termine, peraltro, prorogato al 1° gennaio 2010, dall'art. 42, comma 7, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti», entrato in vigore successivamente al deposito del ricorso e convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14) –, la disposizione impugnata violerebbe comunque un «principio fondamentale di coordinamento del sistema tributario di cui agli artt. 117, terzo comma, e 119 Costituzione», in quanto determina una «riduzione della relativa aliquota al di sotto della soglia minima consentita dalla legge statale», in contrasto con il terzo periodo del comma 43 del medesimo art. 1 della legge n. 244 del 2007, secondo cui le Regioni possono modificare l'aliquota del tributo «nei limiti stabiliti dalle leggi statali». 3. – In via preliminare, deve rilevarsi che, successivamente alla proposizione del ricorso, la disposizione denunciata – che trova applicazione «a partire dall'anno 2009», e cioè, secondo l'interpretazione autentica ad essa data dall'art. 1 della legge della Regione Piemonte 16 giugno 2009, n. 18 (Interpretazione autentica della lettera d comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 25 giugno 2008, n. 18 “Interventi a sostegno dell'editoria piemontese e dell'informazione locale”), «a partire dalla dichiarazione IRAP 2009» – è stata modificata, prima, dall'art. 28 della legge della stessa Regione 30 settembre 2008, n. 28 (Assestamento al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e disposizioni finanziarie), che ha integralmente sostituito, a far data dal 6 ottobre 2008, la predetta lettera d) del comma 1 dell'art. 8 della legge della Regione Piemonte n. 18 del 2008, elevando l'aliquota al 2,90 per cento «a partire dall'anno 2009»; poi, dall'art. 5 della legge della suddetta Regione 6 agosto 2009, n. 22 (Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l'anno 2009), che ha nuovamente integralmente sostituito, a far data dal 22 agosto 2009 [in forza dell'art. 47, comma 2, della legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Piemonte)], la predetta lettera d) del comma 1 dell'art. 8 della legge della Regione Piemonte n. 18 del 2008, come modificata dall'art. 28 della legge regionale n. 28 del 2008, elevando ulteriormente l'aliquota dell'IRAP al 2,98 per cento, «a partire dall'anno 2009». Deve altresí rilevarsi che tale ius superveniens è entrato in vigore prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione IRAP 2009. Infatti, l'art. 1, comma 52, della legge n. 244 del 2007 stabilisce, in riferimento al «periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007» (e dunque con riferimento all'anno d'imposta 2008), che «Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro il 31 marzo 2008, sono stabiliti i nuovi termini e le modalità di presentazione della dichiarazione IRAP e sono dettate le opportune disposizioni di coordinamento». L'articolo unico di quest'ultimo decreto – e cioè del decreto 11 settembre 2008 del Ministro dell'economia e delle finanze (recante «Modalità e termini di presentazione della dichiarazione IRAP»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica 13 ottobre 2008, n. 240 – stabilisce che: a) «con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di cui all'art. 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322» (e dunque entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui il periodo d'imposta era in corso alla data del 31 dicembre) «è approvato il modello di dichiarazione dell'imposta regionale sulle attività produttive» (comma 1); b) tale modello «deve essere presentato, esclusivamente in via telematica, all'Agenzia delle entrate, secondo le modalità ed i termini previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322» (comma 2);