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Trattandosi del membro interno, non è stato ovviamente nemmeno verificato se vi fosse mancanza di componenti nel settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, poiché il nome è stato indicato da subito dal consiglio di dipartimento e precedentemente all'estrazione degli altri due membri della commissione; valutato che, sempre per quanto risulta, il decreto rettorale di approvazione degli atti per questa stessa procedura, datato 22 dicembre 2021 (n. 4905, prot. 0153826) è stato però digitalmente firmato dal rettore il giorno 21 dicembre 2021 (come attestano le firme elettroniche sull'atto), cioè 24 ore prima dell'ultima riunione tenuta dalla commissione, svoltasi in data 22 dicembre, e del relativo verbale (n. 613, prot. 0153823) , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto riferito circa alcune sorprendenti "distorsioni" temporali e numeriche verificatesi a fine 2021 all'università di Sassari nella gestione delle procedure di chiamata ex art. 24 della legge n. 240 del 2010 per professore di prima fascia; se non ritenga utile e necessario disporre l'invio di ispettori ministeriali presso l'ateneo turritano per verificare la correttezza sia di questa sia delle altre procedure di chiamata bandite nel corso del 2021. Atto n. 3-03281 CORRADO LANNUTTI ANGRISANI GRANATO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il 12 dicembre 2021, un pirata informatico noto come "zerox296", non nuovo a simili azioni clamorose, ha sottratto al sistema informatico della Società di gestione impianti nucleari (SOGIN), partecipata interamente dal Ministero dell'economia e delle finanze, che ha il compito di smantellare le centrali nucleari dismesse e realizzare l'impianto unico per stoccare in sicurezza le scorie radioattive italiane, 800 gigabyte di file dal contenuto vario, relativi al periodo 2004-2020, per poi metterli all'asta su due forum , uno dei quali russo, al prezzo (considerato basso) di 250.000 dollari in Monero, una criptovaluta circolante dal 2014 il cui valore supera, oggi, i 215 euro ("Cosa sappiamo sugli 800 gigabyte di dati rubati sul nucleare italiano" su "wired" e "Attacco a Sogin, qualcuno ha in mano i dati del programma italiano sul nucleare" su "soleguardiano"); a giudicare dai due campioni di informazioni pubblicati dal pirata a mo' di "assaggio", nel bottino non mancano i dati sensibili, comprese la mappa che localizza l'impianto ITREC di Trisaia di Rotondella (Matera), gestito da SOGIN, e la copertina dell'aggiornamento 2020 del piano di sicurezza dell'ex centrale nucleare di Caorso (Piacenza); non è noto, al momento, come si sia evoluta e come sia finita, se lo è, una così preoccupante vicenda. Soprattutto, non è dato sapere chi possa avere attualmente a disposizione quella mole gigantesca di dati, tale da configurare l'accaduto (tecnicamente un'esfiltrazione) come il più grande furto di dati mai commesso in Italia; preoccupa, inoltre, l'evidenza di una certa imprudenza, se non proprio sciatteria, nella tenuta dei dati trafugati (comprese password in chiaro), rivelatrice della mancanza dei requisiti minimi di sicurezza; considerati la delicatezza dei compiti di SOGIN, che peraltro collabora con altre aziende strategiche italiane come Leonardo e Saipem, il possibile utilizzo dei dati rubati per scopi poco chiari e non necessariamente amichevoli, la loro presenza sui server in una nazione che oggi non gode più del credito né dell'affidabilità riconosciutale in passato, anzi sembra considerare gli impianti nucleari particolarmente appetibili dal punto di vista militare, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia in grado di fare chiarezza su tutti gli aspetti di una questione delicata qual è il furto di 800 gigabyte di dati al sistema informatico di SOGIN, questione in cui potrebbe essere in gioco la sicurezza nazionale e che inevitabilmente si configura come l'ennesima ombra sull'efficienza e correttezza della gestione della società di decommissioning del Ministero, che agli interroganti risulta al centro di critiche già in precedenza. Atto n. 3-03282 CORRADO LANNUTTI ANGRISANI GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017 ha istituito 31 sistemi di sorveglianza e 15 i registri di patologia di rilevanza nazionale, con l'obiettivo di garantire un sistema attivo di raccolta sistematica di dati anagrafici, sanitari ed epidemiologici per registrare e caratterizzare tutti i casi di rischio per la salute, di una particolare malattia o di una condizione di salute rilevante in una popolazione definita; il 20 aprile 2019 è entrata in vigore la legge 22 marzo 2019, n. 29, "Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione"; essa ha istituto la rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza dei sistemi sanitari regionali, identificati per ciascuna Regione e Provincia autonoma ai sensi del citato decreto 3 marzo 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 2017; considerato che: all'art. 4 della legge n. 29 è stabilito che entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore, ovvero entro il mese di aprile 2020, il Ministro della salute, al fine di garantire un controllo permanente dello stato di salute della popolazione, anche nell'ambito dei sistemi di sorveglianza, dei registri di mortalità, dei tumori e di altre patologie, avrebbe dovuto adottare un decreto per l'istituzione del referto epidemiologico, ai fini del controllo sanitario della popolazione con particolare attenzione alle aree più critiche del territorio nazionale, per individuare i soggetti preposti alla raccolta e all'elaborazione dei dati che confluiscono nel referto epidemiologico e di disciplinare il trattamento, l'elaborazione, il monitoraggio continuo e l'aggiornamento periodico dei medesimi dati; la raccolta e il conferimento dei dati e la produzione dei flussi rappresentano un obbligo per adempiere ai fini della verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, come indicato all'art. 5 della legge; considerato inoltre che: la legge di bilancio per il 2020 (comma 463 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160) ha stanziato un milione di euro annui, a partire dal 2020, per l'attuazione di detta rete e per l'istituzione del referto epidemiologico inerente alla valutazione dello stato di salute complessivo della popolazione; con il decreto 12 agosto 2021 relativo al riparto delle risorse della legge n. 160 del 2019, per il perseguimento delle finalità di cui alla legge n. 29 del 2019, è stato disposto, all'art. 3, che entro il 31 marzo di ogni anno le Regioni e le Province autonome trasmettono al Ministero una relazione finale riepilogativa delle attività svolte e dei risultati raggiunti nell'anno precedente;