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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 97 PESCO La seduta inizia alle ore 22.05. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente PESCO comunica che il senatore Misiani, a nome del proprio Gruppo, ha fatto richiesta di pubblicità dei lavori della seduta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, attraverso l'attivazione del circuito interno. Tale richiesta è stata trasmessa alla Presidenza del Senato, che ha comunque già preventivamente espresso il proprio assenso. Dispone quindi l'avvio della trasmissione della seduta. La Commissione conviene. IN SEDE REFERENTE 981 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni DDL 981 e 981-bis Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni (Seguito dell'esame e rinvio) - (Tabb. 1 e 1- bis ) Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (limitatamente alle parti di competenza) - (Tabb. 2 e 2 -bis ) Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (limitatamente alle parti di competenza) Prosegue l'esame sospeso nella seduta pomeridiana di ieri. Il presidente PESCO comunica che sono stati presentati gli emendamenti dei relatori 1.6000, 1.6001, 1.6002, 1.6003 e 1.6004, nonché gli emendamenti del Governo 1.7000, 1.7001 e 1.7002, pubblicati in allegato. Il sottosegretario Laura CASTELLI deposita la Comunicazione al Parlamento presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. Il PRESIDENTE dispone una breve sospensione della seduta. La seduta, sospesa alle ore 22,10, è ripresa alle ore 22,15. Il sottosegretario Laura CASTELLI illustra quindi la Comunicazione al Parlamento presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. In particolare, ricorda che lo scorso 11 ottobre 2018, il Parlamento ha approvato la Relazione presentata ai sensi dell'articolo 6, della legge n. 243 del 2012, con cui ha autorizzato il Governo al ricorso all'indebitamento nei limiti indicati nella Relazione stessa. Successivamente, in seguito alla presentazione alla Commissione europea del Documento Programmatico di Bilancio, si è aperto un confronto teso a individuare una posizione di sintesi fra l'esigenza di sostenere la crescita e dedicare adeguate risorse alla coesione sociale e la richiesta di una correzione più decisa dei conti pubblici. Grazie all'atteggiamento costruttivo e di reciproca disponibilità, il confronto con la Commissione europea si è concluso con il raggiungimento di un accordo. La posizione condivisa raggiunta tiene anche conto dei recenti segnali di deterioramento del quadro macroeconomico a livello internazionale e del mutato clima di fiducia delle imprese italiane. Le nuove stime di finanza pubblica prevedono, infatti, una revisione al ribasso della crescita del Pil reale, stimata per il 2018 e per il 2019 all'1 per cento, rispetto alle precedenti stime dell'1,2 e 1,5 per cento. Anche la previsione di crescita del Pil nominale per il 2018 e 2019 è rivista al ribasso, a causa anche della discesa del deflatore nel terzo trimestre di quest'anno e della variazione del prezzo del petrolio e delle altre variabili esogene. Le stime della crescita nominale scendono quindi, per il 2018, dal 2,5 al 2,1 per cento e, per il 2019, dal 3,1 al 2,3 per cento. Per i successivi anni 2020 e 2021, la crescita del Pil reale è stimata all'1,1 e all'1,0 per cento, a causa degli effetti conseguenti sia al peggioramento dello scenario internazionale, sia alla rimodulazione della manovra di bilancio. Alla luce di questi nuovi elementi e del confronto con la Commissione europea, il Governo ha provveduto a calibrare la propria strategia di politica economica in modo da contemperare il perseguimento degli obiettivi di politica economica nazionali e la coerenza con la governance europea. L'azione governativa continua, quindi, a essere improntata a stimolare la crescita economica, specialmente in un contesto caratterizzato da sostanziali rischi al ribasso, e ad affrontare problemi concreti. In particolare, sono confermati gli interventi in materia di reddito di cittadinanza, di pensionamento anticipato e di rilancio degli investimenti pubblici e privati. L'obiettivo di indebitamento netto in rapporto al Pil è fissato al 2,04 per cento nel 2019, all'1,8 per cento nel 2020 e all'1,5 per cento nel 2021. Tali saldi si traducono in un obiettivo di indebitamento strutturale dell'1,3 per cento nel 2019, dell'1,2 per cento nel 2010 e dell'1,0 per cento nel 2021. Per quanto riguarda il rapporto debito/Pil, considerati gli introiti da privatizzazioni (pari all'1 per cento del Pil nel 2019 e allo 0,3 per cento nel 2020) e i ricavi da dismissioni immobiliari destinati alla riduzione del debito (per circa 1 miliardo nel 2019 e circa 0,2 miliardi sia nel 2020 sia nel 2021), esso è previsto in riduzione per il prossimo triennio, passando dal 131,7 per cento, al 130,7 per cento nel 2019, al 129,2 per cento nel 2020, per chiudere al 128,2 per cento nel 2021. In un'ottica di alleggerimento dei saldi, sul lato delle entrate, il Governo intende adottare le seguenti misure: la revisione delle cd. clausole di salvaguardia IVA per gli anni 2020 e 2021; l'introduzione di una web tax ; l'abrogazione del credito di imposta in favore dei soggetti passivi IRAP che non impiegano lavoratori dipendenti; l'abrogazione del credito di imposta in favore dei soggetti che compiono investimenti in beni strumentali nuovi; l'abrogazione dell'aliquota ridotta IRES in favore degli enti non commerciali; un pacchetto di misure che incrementa il prelievo nel settore dei giochi; entrate aggiuntive da dismissioni immobiliari. Sul lato delle spese, in aggiunta alla rimodulazione e riprogrammazione di alcuni fondi (Fondo di sviluppo e coesione, Fondo di cofinanziamento nazionale, Fondi FS), si è intervenuto con le seguenti misure: contenimento della spesa pensionistica sui trattamenti più elevati, attraverso sia un raffreddamento dello schema di indicizzazione sia una riduzione degli emolumenti corrisposti; utilizzo, da parte delle Regioni, delle risorse già stanziate nei programmi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei, in via prioritaria per gli interventi di mitigazione dei rischi ambientali e idrogeologici; rinvio al 15 novembre 2019 della presa di servizio degli assunti nelle amministrazioni centrali.