[resaula]

con deliberazione della Giunta regionale del Piemonte, 12 marzo 2021, n. 23-2978, recante "Costituzione del Comitato Promotore per la candidatura ai "Giochi mondiali Universitari invernali 2025", è stato approvato lo schema di atto costitutivo e di statuto; in data 26 marzo 2021, il Centro universitario sportivo italiano ha provveduto ad inviare alla FISU la lettera di candidatura ufficiale della Città di Torino ad ospitare la XXXII edizione Universiadi Invernali 2025; considerato inoltre che: la candidatura di Torino 2025 rappresenta, tra l'altro, un'occasione irripetibile per attivare investimenti immobiliari pubblici per la realizzazione dei villaggi per gli atleti, che resteranno alla città come residenze universitarie; Torino 2025 sarà il primo modello della storia di "Universiade degli studenti universitari", nella quale l'organizzazione dell'evento avrà una forte componente operativa universitaria e studentesca, rappresentando per gli studenti stessi un'opportunità di completamento della loro formazione universitaria; le Universiadi 2025 costituiscono una formidabile opportunità per l'immagine a livello nazionale ed internazionale della Regione Piemonte, che costituirà un volano per l'economia del territorio e un'occasione per l'ammodernamento delle strutture sportive pubbliche; la Regione Piemonte ha già provveduto a stanziare le risorse necessarie per il sostegno dell'importante evento sportivo all'interno del proprio bilancio di previsione, impegna il Governo a riconfermare il proprio sostegno alla candidatura della città di Torino ad ospitare la XXXII edizione Universiadi Invernali 2025 e a dare piena condivisione alle iniziative assunte fino ad oggi dalla Regione Piemonte e alla Città di Torino. Interpellanze Atto n. 2-00082 LONARDO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, per quanto risulta all'interpellante: è riesplosa l'emergenza brucellosi bufalina in provincia di Caserta, stando alle denunce mediatiche e alle richieste avanzate da Confagricoltura; gli allevatori della provincia di Caserta invocano controlli più stringenti e puntuali per rendere realmente efficace la profilassi primaria, al fine di evitare l'abbattimento dei capi di bestiame, attuando sistemi di contribuzione per l'ammodernamento e la riqualificazione delle aziende bufaline nel rispetto delle norme sanitarie, del benessere degli animali e dei processi produttivi moderni e innovativi per elevare gli standard di biosicurezza degli allevamenti; la Comunità europea, nel 2016, ha emanato un regolamento, che gli Stati membri avrebbero dovuto adottare entro aprile 2021, che prevede la vaccinazione per la brucellosi e altre malattie come la tubercolosi; considerato che, sempre per quanto risulta all'interpellante: la risoluzione approvata all'unanimità dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato sull'affare assegnato n. 237 (Doc. XXIV, n. 24) ha impegnato il Governo: a) a valutare la possibilità di prevedere forme di incentivo alla creazione di consorzi o cooperative che possano gestire anche in maniera consortile gli effluenti di allevamento, consentendone una valorizzazione ed una migliore utilizzazione agronomica; b) a valutare l'opportunità di attivare un tavolo tecnico coinvolgendo il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per definire un Piano finalizzato ad affrontare e gestire la problematica dei reflui in regione Campania, dove è allevato circa l'80 per cento dell'intero patrimonio bufalino; c) a valutare in accordo con la Regione Campania e nel rispetto delle indicazioni contenute nella risoluzione approvata all'unanimità dalle Commissioni riunite XIII Ambiente e IX Agricoltura il 6 agosto 2019 sui "nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione in Campania oggetto della deliberazione della Giunta regionale n. 762 del 5 dicembre 2017 (n. 93)" la implementazione di azioni, strumenti e norme finalizzate a rendere armonicamente sostenibile socialmente, ambientalmente ed economicamente la salvaguardia e le prospettive del comparto bufalino con la vita e le aspettative del territorio e delle comunità a cui lega la sua storia; d) a valutare la possibilità di istituire un tavolo con il coinvolgimento di Ministero delle politiche agricole, Ambiente e Regione Campania, per favorire e rafforzare il risanamento e lo sviluppo della filiera bufalina nelle diverse criticità, in particolare: e) a valutare forme di ristoro relativo al mancato reddito in seguito all'abbattimento in relazione al numero di capi abbattuti, 6 per cento dell'intero patrimonio bufalino nel primo anno, prevedendo negli anni successivi come conseguenza delle attività di profilassi, una riduzione del numero di capi da abbattere; f) a valutare interventi a favore dell'applicazione delle misure di biosicurezza nelle aziende in cui sono state diagnosticate brucellosi o tubercolosi. Infatti, l'applicazione di idonee misure di biosicurezza dettate e verificate dal Servizio sanitario nazionale, unitamente alla ottimizzazione dei tempi di prelievo e di erogazione dei provvedimenti, rappresentano attualmente misure utili a ridurre ed eliminare la presenza delle patologie dal territorio; g) a coinvolgere attivamente gli allevatori nella predisposizione di misure di biosicurezza, al fine di assicurare l'espletamento e il successo dei Piani di eradicazione, per il tramite di una corretta gestione aziendale, prevedendo aiuti economici, supporto tecnico-scientifico e promuovendo l'adozione di buone pratiche per la gestione sostenibile del sistema produttivo sia per la sicurezza animale che ambientale; h) a migliorare la implementazione della "Tracciabilità della filiera lattiero casearia", che rappresenta un volano per la crescita economica dell'intera filiera; ciò potrà avvenire attraverso l'ottimizzazione del sistema strettamente legato all'apporto economico, al fine di consentire un accurato monitoraggio del latte e delle produzioni lattiero-casearie e mediante l'incrocio dei dati delle piattaforme, anche ai fini del contrasto di fenomeni di contraffazione della mozzarella di bufala DOP, con particolare riguardo all'impiego di latte proveniente dall'estero; i) a rafforzare la selezione genetica della bufala di razza mediterranea italiana che rappresenta un volano per la crescita del settore, anche puntando a lavorare per una più puntuale definizione per la popolazione bufalina e utile alla salvaguardia del patrimonio nazionale, attraverso iniziative oggetto di finanziamento nei pagamenti accoppiati di cui all'art. 52 del regolamento n. 1307/2013 della nuova programmazione PAC e PSR, si chiede di sapere: se siano state adottate tutte le indicazioni contenute nella risoluzione sulle problematiche della filiera bufalina approvata dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) al Senato (Doc. XXIV, n. 24); quali misure urgenti il Ministro in indirizzo voglia intraprendere al fine di evitare il propagarsi della brucellosi bufalina in Campania. Interrogazioni Atto n. 3-02491 ABATE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: