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Art. 7. (Modifica alla disciplina delle incompatibilità del componente del Governo) 1. All'articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 215, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) ricoprire cariche o uffici pubblici diversi da quelli di cui al comma 1- bis »; b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 -bis. Il divieto di cui al comma 1 non si applica: a) alle cariche od uffici pubblici di cui all'articolo 1, se inerenti alle medesime funzioni; b) al mandato parlamentare; c) ad altra carica pubblica elettiva, relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni, popolazione non superiore a 5.000 abitanti in base ai dati dell'ultimo censimento; d) ad altra carica pubblica elettiva di natura non monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni, popolazione superiore a 5.000 abitanti in base ai dati dell'ultimo censimento»; c) al comma 4, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Ai membri del Governo non possono essere assegnate indennità o compensi per l'esercizio di funzioni di presidenza o amministrazione di enti o aziende dipendenti dal Ministero presso il quale sono titolari della propria carica o sui quali il predetto Ministero debba o possa esercitare funzioni di vigilanza o controllo. In ogni caso resta vietato il cumulo delle competenze economiche del membro del Governo con ogni altro emolumento derivante dalla carica od ufficio rivestito precedentemente, ovvero dalla diversa data di assunzione della carica od ufficio se sopraggiunta». Art. 8. (Disciplina transitoria) 1. In sede di prima applicazione della presente legge, i membri del Parlamento per i quali esista o si determini alcuna delle incompatibilità previste nell'articolo 3 optano, nel termine di un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, fra le cariche che ricoprono ed il mandato parlamentare. 2. La legge 15 febbraio 1953, n. 60, è abrogata. Restano ferme tutte le altre disposizioni in materia di incompatibilità previste dalla Costituzione e dalle leggi vigenti. 3. All'articolo 13 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, il comma 3 è abrogato. 4. Le disposizioni in materia di incompatibilità, di cui all'articolo 7, si applicano a decorrere dalla data di indizione delle elezioni relative alla prima legislatura parlamentare successiva alla data di entrata in vigore della presente legge. 5. A decorrere dalla data di indizione delle relative elezioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni in materia di incompatibilità di cui agli articoli 3 e 5 della presente legge si applicano altresì alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia, fermo restando quanto previsto dall'articolo 6, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni. Capo III MODIFICHE ALLE DISPOSIZIONI COMUNI AL CONTENZIOSO ELETTORALE Art. 9. (Contenzioso sulle operazioni elettorali) 1. Al codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono apportare le seguenti modificazioni: a) l'articolo 126 è sostituito dal seguente: «Art. 126. - (Ambito della giurisdizione sul contenzioso elettorale). -- 1. Il giudice amministrativo ha giurisdizione sulle operazioni elettorali, quanto alle elezioni comunali, provinciali e regionali e all'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia. Resta salva la giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi dell'articolo 8, comma 2, sull'ineleggibilità e sull'incompatibilità degli eletti. 2. Il giudice amministrativo ha altresì giurisdizione sugli atti del procedimento elettorale preparatorio per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Le decisioni giurisdizionali di cui agli articoli 129 e 130 non interferiscono con l'esercizio, da parte di ciascuna Camera, dei poteri di cui all'articolo 66 della Costituzione in ordine alle operazioni elettorali successive all'apertura dei seggi, nonché sull'ineleggibilità e sull'incompatibilità degli eletti. 3. Il certificato di iscrizione nelle liste elettorali, previsto dal testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato elettivo e per la tutela e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, fa stato fino a querela di falso in ordine alla sussistenza dei requisiti di capacità elettorale dei candidati alla data del suo rilascio. È fatta salva, nel corso dei giudizi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, l'applicazione dell'articolo 77, comma 2»; b) l'articolo 128 è sostituito dal seguente: «Art. 128. - (Inammissibilità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica). -- 1. Nella materia di cui al presente titolo non è ammesso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. 2. Nei giudizi di cui al presente titolo i collegi del Consiglio di Stato non includono i componenti nominati ai sensi dell'articolo 19, primo comma, numero 2), della legge 27 aprile 1982, n. 186».