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L'Agenzia di cui al comma 1 rappresenta il Ministero delle imprese e del made in Italy e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nell'ambito della cooperazione e negoziazione delle posizioni italiane nelle principali direzioni di accesso allo spettro delle frequenze, oltre a costituire il punto di ingresso per gli operatori satellitari per registrare le loro frequenze nel registro internazionale delle frequenze dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (IUT). 4. L'agenzia di cui al comma 1 è l'interlocutore pubblico dei grandi utilizzatori dello spettro delle frequenze. Opera, tramite accordi, al fine di istituire siti radio garantendo la compatibilità elettromagnetica e monitorandone effetti e impatti. Oltre a gestire le autorizzazioni d'installazione, l'Agenzia medesima è responsabile del monitoraggio e del controllo dell'utilizzo delle frequenze, e garantisce l'effettiva disponibilità delle frequenze assegnate agli utenti grazie al lavoro quotidiano degli agenti sul campo. 5. L'Agenzia di cui al comma 1 propone al Governo la determinazione dei limiti alle emissioni compatibili con la tutela della salute, nel quadro dell'armonizzazione europea. 6. In presenza di conflitti tra operatori, l'Agenzia di cui al comma 1 opera come sede di risoluzione delle interferenze. 7. L'Agenzia di cui al comma 1, in occasioni di eventi e manifestazioni che richiedono un elevato impiego di frequenze, interviene per pianificare e controllare l'utilizzo delle frequenze temporaneamente consegnate sul territorio e garantire il regolare svolgimento dell'evento. 8. Oltre ai compiti di cui al comma 1, l'Agenzia nazionale delle frequenze: a) monitora l'esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche; b) definisce su delega del Governo i valori limite che garantiscono l'assenza di effetti sulla salute e vigila sul rispetto degli stessi; c) garantisce inoltre la conformità delle apparecchiature radio e dei terminali disponibili sul mercato effettuando misure del tasso di assorbimento specifico (SAR); d) garantisce la tutela della ricezione del segnale televisivo e gestisce i reclami dei telespettatori quando hanno difficoltà a riceverlo, purché tali difficoltà non siano legate alle loro apparecchiature individuali. 9. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione, all'Agenzia nazionale delle frequenze è assegnato un contingente di personale non superiore a 100 unità, individuato nell'ambito dei dipendenti a tempo indeterminato in servizio presso il Ministero delle imprese e del made in Italy , l'Autorità per le garanzie nelle comunicazione e l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente alla data del 31 dicembre 2023, attraverso una procedura di selezione finalizzata all'accertamento dell'idoneità in relazione al profilo professionale di destinazione, nonché alla valutazione delle capacità in ordine alle funzioni da svolgere. Art. 9. (Relazione annuale alle Camere) 1. La relazione annuale predisposta dal Comitato per la regolazione digitale di cui all'articolo 6, dedica apposite sezioni: a) alle proposte di intervento per favorire l'accessibilità ai contenuti digitali e per rimuovere o ridurre l'impatto delle barriere, che possono essere inserite nella legge annuale per il digitale di cui all'articolo 10, oltre che alle barriere che limitano l'accessibilità dei servizi digitali da parte di cittadini e imprese, evidenziando in particolar modo le barriere rappresentate da carenze infrastrutturali e mancanza di competenze e know-how , nonché quelle riscontrate da persone o gruppi a elevata vulnerabilità; b) ai rischi sistemici derivanti dalla progettazione, dal funzionamento dei servizi e dei relativi sistemi o dall'uso dei servizi delle piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, così come definiti e individuati dalla Commissione europea ai sensi del regolamento (UE) 2022/2065, descrivendo le misure di attenuazione di tali rischi adottate nel corso dell'ultimo anno dalle suddette piattaforme, fornendo, inoltre, una valutazione circa l'idoneità e l'efficacia di tali misure. La relazione annuale individua e delinea i rischi sistemici, in Italia, per quanto riguarda: 1) la diffusione di contenuti illegali tramite i servizi delle piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei motori di ricerca online di dimensioni molto grandi; 2) eventuali effetti negativi, attuali o prevedibili, per l'esercizio dei diritti fondamentali, in particolare quelli relativi alla dignità umana, sancito dall'articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, al rispetto della vita privata e familiare, sancito dall'articolo 7, alla tutela dei dati personali, sancito dall'articolo 8, alla libertà di espressione e di informazione, inclusi la libertà e il pluralismo dei media, sanciti dall'articolo 11, alla non discriminazione, sancito dall'articolo 21, al rispetto dei diritti del bambino, sancito dall'articolo 24, e all'elevata tutela dei consumatori, sancito dall'articolo 38 della Carta medesima; 3) eventuali effetti negativi, attuali o prevedibili, sul dibattito civico e sui processi elettorali, nonché sulla sicurezza pubblica; 4) qualsiasi effetto negativo, attuale o prevedibile, in relazione alla violenza di genere, alla protezione della salute pubblica e dei minori e alle gravi conseguenze negative per il benessere fisico e mentale della persona; c) alle attività di contrasto ai contenuti illegali intraprese nell'ultimo anno ai sensi del regolamento (UE) 2022/2065, con particolare riferimento: 1) agli ordini di contrastare uno o più specifici contenuti illegali emessi dalle autorità italiane competenti nei confronti dei prestatori di servizi intermediari, ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2022/2065; 2) ai sospetti di reati notificati dai prestatori di servizi alle autorità italiane competenti, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (UE) 2022/2065; 3) alle fattispecie di reato più spesso oggetto di ordinanza da parte delle autorità competenti e di notifica da parte dei prestatori di servizi; 4) ai prestatori di servizi nei cui confronti le autorità competenti hanno emesso più ordini e che hanno effettuato più notifiche; 5) ai settori in cui le autorità competenti hanno emesso più ordini e che hanno effettuato più notifiche; d) ai contenuti rimossi nell'ultimo anno dai prestatori di servizi di memorizzazione di informazioni in seguito all'attivazione di meccanismi di segnalazione e azione, ai sensi dell'articolo 16 del regolamento (UE) 2022/2065, fornendo un'analisi di dettaglio per quanto riguarda: 1) le fattispecie di reato più spesso oggetto di ordinanza da parte delle autorità competenti e di notifica da parte dei prestatori di servizi; 2) i prestatori di servizi nei cui confronti le autorità competenti hanno emesso più ordini e che hanno effettuato più notifiche; 3) i settori in cui le autorità competenti hanno emesso più ordini e che hanno effettuato più notifiche;