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I relatori Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) ed Elvira EVANGELISTA ( M5S ) esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti. Il sottosegretario Morrone esprime parere conforme. La senatrice VALENTE ( PD ) intervenendo sull'ordine dei lavori, sottolinea come l'articolo 2 del provvedimento rappresenti il fulcro centrale e l'impalcatura principale del medesimo, insiste per avere una motivazione circa il parere negativo espresso dal Governo sulle proposte emendative ed inoltre chiede conto delle ragioni per cui si voglia ignorare quanto emerso in sede di audizioni e soprattutto quanto dichiarato nel parere del Consiglio superiore della magistratura che si è espresso in senso critico sulle previsioni normative dell'articolo 2. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) ricorda che in genere è buona prassi fornire una motivazione sulle ragioni per cui si esprime un parere negativo sulle proposte emendative. Chiede chiarimenti sul fatto che non sia ricompreso nell'ambito dei reati catalogo contro la violenza di genere la previsione dell'articolo 613- bis pur essendo invece di compresa la previsione dell'articolo 612- bis. Rifacendosi a quanto emerso nel dibattito in sede di audizioni auspica l'approvazione degli emendamenti a sua firma. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) ritiene che il termine di tre giorni previsto dall'articolo 2 possa essere di ostacolo ad uno svolgimento di una corretta attività investigativa, tuttavia nello stesso tempo fa presente come non si tratti, a suo avviso, di un termine perentorio o eccessivamente stringente dal momento che la norma del codice di procedura penale già attualmente vigente prevede la possibilità di fare eccezione al rispetto di siffatti termini in presenza di condizioni particolari. La senatrice MODENA ( FI-BP ) riportandosi a quanto emerso nel corso delle audizioni ricorda le criticità emerse in merito alla previsione del termine di tre giorni paventando rischi di disfunzioni nell'attività giudiziaria. La senatrice VALENTE ( PD ) condivide quanto espresso dalla senatrice Modena e ricorda quanto emerso in seno alle audizioni. Invita a prendere in considerazione anche i rischi che tale previsione può comportare nel momento in cui il pubblico ministero avvisi la persona offesa presso il proprio domicilio dell'avvio dell'azione penale con il rischio che tale comunicazione venga a conoscenza anche dell'eventuale marito convivente che sulla donna abbia già posto in essere atti violenti. Ricorda le criticità espresse dal parere del Consiglio superiore della magistratura e l'importanza che la vittima venga audita da personale specializzato a rischio altrimenti di provocare una vittimizzazione secondaria. Fa presente che il rispetto del termine di tre giorni potrebbe rendere difficile l'audizione da parte di soggetti specializzati soprattutto in piccole realtà giudiziarie dove non esistono sezioni specializzate contro i reati a danno delle donne. Fa appello al senso di responsabilità di tutti i componenti della Commissione invitandoli ad approvare gli emendamenti a sua firma. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) precisa che il problema del termine dei tre giorni non si pone soltanto nell'ottica della buona amministrazione della giustizia ma soprattutto per la necessità di tutelare la vittima che rimane esposta al rischio di vittimizzazione secondaria. La senatrice UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) condivide invece la previsione normativa che impone il limite di tre giorni per intervento da parte del pubblico ministero paventando al contrario il rischio che in mancanza di tempi certi, la reazione della macchina della giustizia possa essere percepita dalle vittime come intempestiva. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) difende la previsione normativa dei tre giorni ritenendo che possa rappresentare anche un argine contro le denunce strumentali dal momento che consentirebbe al pubblico ministero immediatamente di confrontarsi con la vicenda oggetto di indagine ed eventualmente percepire la falsità di una eventuale denuncia. Il senatore BALBONI ( FdI ) condivide alcune perplessità emerse nel corso del dibattito, tuttavia ritiene che le soluzioni proposte anche da rappresentanti delle opposizioni con i propri emendamenti siano al pari non condivisibili; ricorda inoltre, al fine di sdrammatizzare i termini del dibattito, che il termine dei tre giorni non deve comunque considerarsi perentorio. Conclude preannunciando la propria astensione su tutti gli emendamenti tranne sull'emendamento 2.1. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) preannuncia il proprio voto favorevole sull'emendamento a propria firma 2.1. Il senatore CUCCA ( PD ) ricorda le critiche emerse nel corso delle audizioni e il rischio che tale previsione possa tradursi in un provvedimento poco funzionale alle esigenze dell'amministrazione della giustizia e che si riveli pertanto dannoso e controproducente; paventa che si venga a minare l'autonomia della magistratura ed invita tutti i colleghi ad una cauta riflessione rispetto alla previsione normativa in oggetto. Il senatore DAL MAS ( FI-BP ) pur riconoscendo che il senatore Pillon ha dato una ragionevole motivazione della posizione di chiusura della maggioranza rispetto ad eventuali proposte emendative, ricorda tuttavia che a suo avviso il termine di tre giorni non tutelerebbe le persone e paventa quindi rischi per l'incolumità delle vittime anche in merito alle modifiche che vengono proposte sull'articolo 335 del codice di procedura penale. La senatrice PIARULLI ( M5S ) insiste nel ritenere necessario l'inserimento di una corsia preferenziale, o di un termine seppur puramente acceleratorio, per venire incontro alle esigenze di giustizia delle vittime che così possono toccare con mano una tempestività dell'intervento giudiziario. Con separate votazioni sono respinti gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10 e 2.0.1. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA Il PRESIDENTE comunica che la Commissione è ulteriormente convocata domani, giovedì 4 luglio alle ore 10,30 e che l'Ufficio di Presidenza per la programmazione dei lavori, già convocato al termine della presente seduta, si terrà invece domani al termine della seduta plenaria appena convocata. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,20. Allegato