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Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos DDL 676 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, fatto a Bangkok il 17 febbraio 2003 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 7 agosto. Il presidente PETROCELLI comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui, in particolare, quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura, condizionato alla approvazione di un emendamento "tecnico" di invarianza finanziaria. Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra, pertanto, l'emendamento 3.0.1, pubblicato in allegato, finalizzato a recepire la condizione posta nel parere della Commissione bilancio. Il senatore MALAN ( FI-BP ) preannuncia il voto di astensione, della parte politica da lui rappresentata, su tale emendamento. Verificata la presenza del numero legale, il presidente PETROCELLI mette in votazione l'emendamento 3.0.1, che risulta approvato. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, così come modificato, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il presidente PETROCELLI avverte che la seduta già convocata per le ore 14,45 di domani, mercoledì 24 ottobre, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,05. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 840 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza; espresso l'apprezzamento per l'intento complessivo del provvedimento, prioritariamente finalizzato alla riorganizzazione del sistema di riconoscimento della protezione internazionale e delle altre forme complementari di tutela dei richiedenti asilo, per una più efficiente gestione del fenomeno migratorio; esaminate in particolare le norme introdotte in materia di immigrazione e protezione internazionale, destinate a risolvere alcune delle maggiori criticità del sistema attualmente vigente; preso atto che le norme introdotte fanno salvo il potere-dovere delle Commissioni territoriali di valutare l'eventuale sussistenza dei presupposti del principio di non refoulement, internazionalmente garantito a sensi dell'articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo statuto dei rifugiati; valutata la compatibilità delle disposizioni in materia di diniego e revoca della protezione internazionale con le clausole di esclusione dallo status di rifugiato ai sensi della già richiamata Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo statuto dei rifugiati; esaminate, in particolare, le norme di cui all'articolo 10 sul procedimento immediato dinanzi alla Commissione territoriale; valutata la previsione di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a) con l'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché con l'articolo 46, paragrafi 1, 6 e 8 della direttiva 32/2013/UE sulle procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale in combinato con le norme previste dalla Direttiva 2008/115/CE in materia di permesso di soggiorno, anche secondo i recenti orientamenti della Corte di Giustizia dell'Unione Europea; esaminate altresì le disposizioni di cui all'articolo 14 in materia di revoca della cittadinanza acquisita dallo straniero o dall'apolide quando la persona sia stata condannata in via definitiva per gravi reati; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con la seguente osservazione: che sia valutata la compatibilità delle disposizioni di cui all'articolo 14 in materia di revoca della cittadinanza acquisita dallo straniero o dall'apolide nel caso in cui la persona sia stata condannata in via definitiva per gravi reati con l'articolo 8 della Convenzione delle Nazioni Unite sulla riduzione dell'apolidia del 1961, ratificata dall'Italia con legge 29 settembre 2015, n. 162. Allegato