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Un manufatto importante, riconosciuto da tutti gli scandianesi come il "balcone sulla città" e "cartolina di Scandiano", che però sorge su area privata; le autorità locali hanno immediatamente contattato la proprietà dell'area, che è privata, per chiedere di intervenire tempestivamente per effettuare il ripristino; il monte delle tre Croci o monte Calvario (349 metri sul livello del mare) deriva il suo nome dalle tre croci, simbolo della redenzione. Si presume esistessero già prima del XVII secolo. Il monte era meta di processioni da parte degli abitanti di San Ruffino durante la settimana santa. Gli abitanti delle parrocchie limitrofe si potevano unire alla processione solo con l'autorizzazione del parroco, si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza delle circostanze descritte e che tipo di iniziative intenda mettere in atto, con il coinvolgimento degli enti territoriali interessati, al fine di garantire l'avvio di tutti i lavori necessari al ripristino del manufatto. Atto n. 4-04366 AIMI BARBONI BERNINI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: una Giunta comunale, con propria deliberazione, ha approvato linee di indirizzo per l'erogazione di contributi economici una tantum a favore di talune attività di impresa del proprio territorio, soggette a chiusura durante l'emergenza sanitaria determinata dal COVID-19, stabilendo una diversificazione del contributo erogabile sulla base del danno economico subito dalle imprese stesse, sulla base di quanto disposto dall'articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto rilancio), recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19"; il Comune, con istanza di interpello rivolta all'Agenzia delle entrate, ha rappresentato che il contributo, quale intervento di carattere straordinario e sociale, secondo i fini cui è preposto, in sede di erogazione è stato assoggettato a ritenuta d'acconto del 4 per cento, ai sensi dell'articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e ha chiesto conferma se sia corretto applicare la predetta ritenuta del 4 per cento; l'Agenzia delle entrate con proprio parere (risposta n. 494), dopo aver ribadito che il contributo a fondo perduto previsto dall'articolo 25 del decreto Rilancio per espressa previsione normativa non concorre alla formazione della base imponibile, ai fini IRES ed IRAP e, pertanto, non è soggetto alla ritenuta prevista dall'articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, ha ricordato anche che le norme di esenzione in materia tributaria, per effetto della loro natura derogatoria di carattere speciale, sono di stretta interpretazione e non possono essere estese ad altre fattispecie. Pertanto, in assenza di una espressa previsione di legge che escluda la rilevanza ai fini delle imposte sui redditi dei contributi pubblici, occorre far riferimento alle ordinarie regole che ne disciplinano la tassazione diretta; i contributi disciplinati dalla norma richiamata, definiti "in conto capitale", non sono correlati a specifici fattori produttivi (siano essi di esercizio che a fecondità ripetuta), consistendo in un generico potenziamento dell'apparato produttivo dell'impresa beneficiaria e, di conseguenza, assumono rilevanza fiscale, come sopravvenienze, nel momento in cui entrano nella disponibilità materiale e giuridica del percettore; in relazione all'ambito di applicazione di tale disposizione, è stato precisato che la norma individua i soggetti su cui grava l'obbligo di operare la ritenuta, identificandoli nelle Regioni, Province, Comuni ed altri enti pubblici e privati, delimitando il proprio ambito di applicazione al rispetto di due condizioni (soggettiva e oggettiva), ovvero che: a) il destinatario del contributo sia un'impresa; b) i contributi non siano destinati all'acquisto di beni strumentali (si veda, tra l'altro, risoluzioni 17 giugno 2002, n. 193/E, e 4 agosto 2004, n. 108/E); per quanto riguarda l'ambito oggettivo di applicazione della disposizione, l'Agenzia ha osservato che la norma non individua esattamente i contributi assoggettati a ritenuta, ma si limita ad indicare quelli esclusi, dettando sostanzialmente un principio di carattere generale in forza del quale tutti i contributi corrisposti alle imprese dalle Regioni, Province e Comuni, dagli enti pubblici e privati subiscono la ritenuta alla fonte a titolo di acconto, con la sola esclusione dei contributi per l'acquisto dei beni strumentali ("Le regioni, le provincie, i comuni, gli altri enti pubblici e privati devono operare una ritenuta del quattro per cento a titolo di acconto delle imposte indicate nel comma precedente e con obbligo di rivalsa sull'ammontare dei contributi corrisposti ad imprese, esclusi quelli per l'acquisto di beni strumentali"); nel caso di specie, in relazione al contributo (deliberato dal Comune a favore delle imprese in difficoltà economica a seguito della pandemia causata dal COVID-19), non è rinvenibile nell'ordinamento una norma che ne escluda la tassazione e, pertanto, allo stesso trova applicazione il regime fiscale delineato; in particolare, è rappresentato che "il contributo deliberato dal Comune è rivolto principalmente ad imprese a conduzione familiare, la cui mancata attività economica comporta una grave crisi finanziaria e sociale. Di conseguenza tale contributo assume la caratteristica di intervento sociale a sostegno di situazioni di bisogno e non al reddito di impresa". Pertanto, detto contributo non è diretto all'acquisto di beni strumentali, bensì si sostanzia in un sostegno economico straordinario alle imprese in difficoltà a seguito della pandemia; l'Agenzia delle entrate, in assenza di disposizioni che riconoscono un regime fiscale di favore a tali erogazioni, ha ritenuto che il contributo assuma rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e sia da assoggettare, al momento dell'erogazione, alla ritenuta a titolo d'acconto nella misura del 4 per cento, di cui al comma 2 dell'articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, si chiede di sapere se, in considerazione della grave situazione economica e sociale che sta vivendo il Paese, il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare misure volte a sottoporre i citati contributi al medesimo trattamento tributario che prevede l'esenzione per queste forme di aiuto e non siano pertanto assoggettati alla ritenuta a titolo di acconto, di cui al citato articolo 28, comma 2. Atto n. 4-04367 CORTI Al Ministro della difesa Premesso che: recentemente, a causa della perenne incuria, nove lapidi del cimitero militare monumentale di san Cataldo, a Modena, sono crollate; il cimitero di san Cataldo è composto da due parti nettamente distinte. La prima parte venne realizzata tra il 1858 e il 1876 su progetto dell'architetto modenese Cesare Costa.