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n. 8273 del 17 maggio 2021, il direttore generale Musei, Massimo Osanna, dava istruzioni affinché i direttori che avevano stipulato quei contratti (il più recente, della galleria nazionale delle Marche, era del 1° maggio 2021) sospendessero o interrompessero le relative attività, al fine di consentire la valutazione delle varie fattispecie concrete e di assumere gli opportuni atti di indirizzo e coordinamento, anche alla luce di una regolamentazione ad hoc in via di (asserita) elaborazione. Detta iniziativa del direttore generale non sembra, tuttavia, avere prodotto effetti, mentre pare che altri istituti del Ministero stiano tuttora valutando analoghe proposte di contratto, si chiede di sapere: perché la cessione dei diritti sulle immagini delle 40 opere delle Gallerie degli Uffizi sia stata effettuata a favore di Cinello S.r.l. senza bandire alcuna procedura ad evidenza pubblica; in ragione di quali criteri sia stato deciso di riconoscere alla Cinello il 50 per cento degli utili, al netto dei costi eventualmente sopportati dalla società (mentre per simili intermediazioni, ove si tratti realmente di concessioni e non di compravendite, di solito non si supera il 5 per cento), nonché quali siano i criteri di calcolo dei costi e i sistemi di verifica degli stessi eventualmente adottati dal museo fiorentino; quali azioni siano state intraprese o si intenda esperire da parte del Ministero per ripristinare il rispetto della normativa in vigore in materia di diritto d'autore; come il Ministero intenda tutelarsi contro la condotta di Cinello S.r.l. che, violando gli accordi contrattuali, sul sito internet aziendale (ultimo accesso del 28 maggio 2022 "www.cinello.com/it/artworks") continua a proporre la vendita al pubblico di riproduzioni digitali di opere sulle quali non può più vantare diritti, a meno di non ammettere che il contratto scaduto il 31 dicembre 2021 abbia comportato una cessione definitiva e totale del diritto di proprietà su quelle opere da parte delle Gallerie degli Uffizi; se il Ministro in indirizzo abbia già promosso, o quando intenda farlo, un'accurata ispezione al fine di accertare se e quali vantaggi abbia eventualmente tratto Eike Schmidt dall'accordo con il privato e se il mancato esercizio da parte di Massimo Osanna dei doveri di coordinamento e controllo nei confronti degli istituti autonomi di prima fascia e dei doveri di direzione e indirizzo, in aggiunta, sugli istituti di seconda fascia ( ex art. 18 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169) non sia meritevole di censure proporzionate al danno patrimoniale e di immagine derivante allo Stato dalla vicenda, a dispetto della quale nessuno dei due dirigenti ha finora avuto la dignità di rassegnare le dimissioni. Atto n. 3-03351 CORRADO Margherita GRANATO Bianca Laura LANNUTTI ANGRISANI Luisa Al Ministro della cultura Premesso che, in tema di appalti per i servizi aggiuntivi nei luoghi della cultura statali, sono in molti a lamentare il malcostume per cui, se la società vincitrice della gara è anche editore, difficilmente lascia spazio agli editori concorrenti, o non ne concede affatto, come ha già stigmatizzato l'interrogazione 3-03340 del 24 maggio 2022, con riferimento alla ditta che a Roma gestisce la basilica di Santa Maria ad Martyres, ovvero il Pantheon; considerato che: è anche un editore la società di servizi napoletana ARTE'M, affidataria dei servizi aggiuntivi dei parchi archeologici di Pompei, di Ercolano e di Paestum-Velia, istituti statali con autonomia speciale, la quale, a quanto risulta agli interroganti, penalizzerebbe persino le ditte con cui ha stipulato contratti di distribuzione. Lo farebbe esercitando un filtro censura preventivo, applicato per mere ragioni di opportunità (s'ignora se su pressione di terzi o di propria iniziativa), tale da escludere dall'esposizione e dalla proposta al pubblico persino pubblicazioni recenti, ben documentate e dal prezzo contenuto, dedicate al sito archeologico e alla sua gestione ma distanti dall'agiografica narrazione corrente; neppure sfuggirebbero alla censura quei testi a carattere specialistico ma che non stentano, proprio per la loro qualità, a trovare acquirenti, quando gli autori si lascino sfuggire esternazioni poco lusinghiere nei confronti della pubblica amministrazione e delle politiche ministeriali; i libri a firma del direttore generale Musei e del direttore del parco archeologico di Pompei hanno invece stabile dimora nei due bookshop pompeiani di ARTE'M, com'è intuitivo, e, stampati come sono da grandi editori, è plausibile che la vendita in migliaia di copie comporti anche la corresponsione di diritti agli autori, favoriti dalla generosa esposizione delle loro "fatiche letterarie" in spazi pubblici invece preclusi, di fatto, alla galassia dei piccoli editori, spesso per un'asserita mancanza di spazi; mal si concilia, quest'ultima giustificazione, nel caso ad esempio dei bookshop pompeiani di Porta Marina e piazza Esedra (come da verifica recente), non solo con la cospicua distanza tra i diversi libri esposti, molti dei quali dedicati non a Pompei e alle altre città vesuviane bensì a Roma, ma anche con l'abbondante proposta di gadget . Nel bookshop di piazza Esedra, in specie, fanno bella mostra di sé molti volumi della Osanna Edizioni, la casa editrice venosina di proprietà della madre del direttore generale Musei, peraltro dedicati in gran parte alla Lucania, mentre altri editori sono penalizzati dal posizionamento dei loro testi, impilati, nella parte più bassa e difficilmente leggibile degli espositori; per contro, nel bookshop di Paestum sono proposti tutti i volumi di ARTE'M, che da soli costituiscono la grandissima parte dell'offerta, qualcuno di Naus e pochi di altri editori, di norma non più attivi; valutato che il danno economico e di immagine che deriva dai criteri di esposizione descritti non colpisce solo gli editori "discriminati" ma si riverbera anche su ARTE'M, e la rinuncia di quest'ultima alla vendita di pubblicazioni specialistiche, alle quali sempre più spesso preferisce quelle divulgative, avendo chiuso volontariamente una stagione di coesistenza felice tutt'altro che tramontata (perché le rivendite pompeiane sono frequentate non solo da turisti ma anche da studiosi di tutto il mondo che hanno lì missioni archeologiche e di buon grado, verosimilmente, continuerebbero ad acquistare volumi di pregio scientifico), impone di riflettere sulle ragioni di una politica commerciale incomprensibile da parte dell'attuale concessionario dei servizi aggiuntivi, se non alla luce del miraggio di vantaggi indebiti o del timore di gravi ritorsioni. Tertium non datur , si chiede di sapere: quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo a favore dei piccoli editori che, occupandosi di archeologia a livello divulgativo e scientifico, stimolano la ricerca e la cultura, ma stentano a vivere delle vendite dei loro testi nei bookshop dei parchi e dei musei statali perché troppo spesso viene loro impedito di entrare o, entrati, sono discriminati al punto da rischiare la sopravvivenza;