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in data 15 giugno 2017, il TAR Campania, sezione staccata di Salerno (sezione seconda), ha respinto, con sentenza n. 43/2017, il ricorso proposto dalla società, ritenendo che "la ratio della norma [art. 3, comma 2, del decreto legislativo n. 96 del 2005] che tale nomina prevede, non può che essere quella di superare una situazione di inerzia delle - non già di disaccordo tra le - Amministrazioni competenti". Si rileva, all'uopo, il macroscopico errore in cui è occorso il collegio giudicante, confondendo l'ordinario rimedio del commissario ad acta , ex art. 31 del codice del processo amministrativo e la speciale previsione normativa limitata agli aeroporti, sancita dall'art. 3, comma 2, del decreto legislativo n. 96 del 2005. Si evidenzia, inoltre, la travisazione del parere del Ministero dell'economia n. 16606 del 15 luglio 2013, che costituisce atto endoprocedimentale e non provvedimento conclusivo del procedimento; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: la società ha rispettato i termini originariamente fissati per la concreta erogazione dei fondi previsti dal decreto-legge n. 133 del 2014, cosiddetto Sblocca Italia. Infatti, il decreto ministeriale di attuazione della legge, il n. 82 del 2015, prevedeva che le condizioni di appaltabilità e di cantierabilità indicate nella legge potessero intendersi soddisfatte e, per l'effetto, non dare luogo alla revoca dei fondi nel caso in cui fossero stati presentati i progetti entro le date previste dalla legge: il 30 aprile 2015 e il 31 agosto 2015; nell'incertezza interpretativa di quale fosse la data da rispettare, la società ha preferito accelerare ogni procedura e presentare il progetto in data 29 aprile 2015; successivamente, e precisamente nei mesi di maggio e giugno 2015, sia l'ENAC che il Ministero delle infrastrutture hanno consolidato un'interpretazione, fissata in apposita corrispondenza, secondo la quale la data da rispettare per la presentazione del progetto sarebbe stata quella del 31 agosto 2015, successivamente prorogata al 31 ottobre 2015; successivamente, il decreto-legge n. 185 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2016, entrata in vigore il 24 gennaio 2016, all'art. 9, ha statuito che: "ai fini della revoca dei finanziamenti di cui ai commi 5 e 6 [dell'art. 3 del decreto-legge n. 133 del 2014], le condizioni di appaltabilità e di cantierabilità si realizzano quando i relativi adempimenti, previsti dai decreti di cui al comma 2, sono compiuti entro il 31 dicembre dell'anno dell'effettiva disponibilità delle risorse necessarie ai fini rispettivamente corrispondenti"; per gli aeroporti di Firenze e di Salerno i fondi sono appostati, secondo la tabella acclusa al citato decreto ministeriale n. 82, nell'anno 2018. Alla luce del rinnovato tenore della norma, la società ha attivato, compatibilmente con le proprie condizioni economico-patrimoniali, le ulteriori fasi procedurali; in data 29 aprile 2015, in ottemperanza al disposto del decreto-legge n. 133 del 2014, è stato consegnato ad ENAC e alla competente direzione del Ministero delle infrastrutture il progetto definitivo del primo stralcio funzionale degli interventi di potenziamento dello scalo, comprensivi del potenziamento e dell'allungamento della pista di volo a 2.000 metri; in data 9 novembre 2015, ENAC ha approvato in chiave tecnica la revisione del piano di sviluppo aeroportuale masterplan decennale, aggiornato a seguito delle modifiche apportate al progetto definitivo concordate nel verbale del 5 agosto 2015; in data 2 gennaio 2016, è entrato in vigore il decreto del Presidente della Repubblica n. 201 del 2015, recante "Regolamento recante l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, a norma dell'articolo 698 del codice della navigazione", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2015, grazie al quale l'aeroporto di Salerno-Pontecagnano è stato classificato quale aeroporto di interesse nazionale; in data 20 giugno 2016, è stato presentato lo studio di impatto ambientale al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché agli altri enti coinvolti nel procedimento autorizzativo; in data 26 maggio 2017, ENAC ha espresso attestazione di conformità del progetto definitivo presentato alle specifiche del regolamento (UE) n. 139/2014 per gli aeroporti di CAT. 3C, prescrivendo la redazione di studi specialistici aeronautici; in data 1° giugno 2017, la Regione Campania, Direzione generale per l'ambiente e l'ecosistema, ha espresso, nell'ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale, il parere favorevole di competenza al piano di sviluppo aeroportuale masterplan decennale dell'aeroporto; in data 20 giugno 2017, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 156, il regolamento (UE) 2017/1084 della Commissione, del 14 giugno 2017, che modifica il regolamento (UE) n. 651/2014, per quanto riguarda gli aiuti alle infrastrutture portuali e aeroportuali, le soglie di notifica applicabili agli aiuti alla cultura e alla conservazione del patrimonio e agli aiuti alle infrastrutture sportive e alle infrastrutture ricreative multifunzionali, nonché i regimi di aiuti a finalità regionale al funzionamento nelle regioni ultraperiferiche, e modifica il regolamento (UE) n. 702/2014, per quanto riguarda il calcolo dei costi ammissibili. Il regolamento dichiara compatibili con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, del trattato ed esenta dall'obbligo di notifica di cui all'articolo 108, paragrafo 3, del trattato, gli aiuti alla gestione e agli investimenti per gli scali al di sotto dei 200.000 passeggeri posti a meno di 100 chilometri di distanza da aeroporti vicini; in data 6 febbraio 2018, è stato registrato il decreto n. 36, a firma congiunta Ministero dell'ambiente e Ministero per i beni e le attività culturali, con il quale è stata approvata la valutazione di impatto ambientale, si chiede di sapere: se esistano i requisiti di cantierabilità delle opere per portare a compimento il finanziamento di 40 milioni di euro dell'opera; se sia intenzione del Governo concedere, in caso di negative risultanze rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2018, un anno di proroga che consenta di non disperdere il lungo e travagliato lavoro fatto negli anni per assicurare al territorio un'infrastruttura indispensabile per cambiarne i destini economici. Atto n. 4-00525 GALLONE RONZULLI Alfredo MESSINA GALLIANI MALLEGNI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: