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Credo invece nella politica e nei partiti e credo che la cosa più giusta sia invece riformare e selezionare la classe dirigente e non tagliare il Parlamento, perché è considerato un costo, come vuole far credere il MoVimento 5 Stelle. L'anticasta l'avete creata voi in questi anni e avete ridotto questa Assemblea a non contare più nulla. Ricordo che, ad inizio legislatura, abbiamo approvato una legge in tre giorni e il senatore Calderoli, rivolgendosi al Partito Democratico ha evidenziato che non c'era bisogno del referendum e che la riforma costituzionale non serviva, visto che avevamo approvato una legge in tre giorni. Mi chiedo allora quale sia il problema che ci porta a diminuire soltanto il numero dei parlamentari, vedendolo solo come un costo. In particolar modo una persona con grande esperienza come il senatore Calderoli non si sarebbe dovuto prestare a un atteggiamento del genere nei confronti del Parlamento, che rappresenta da tanti anni. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, rappresentante del Governo, mi associo al coro dei colleghi che hanno espresso il proprio disappunto per la mancata illustrazione della relazione da parte del relatore Calderoli, non perché ci manchino gli elementi per approfondire il testo presentato, di cui parliamo ormai da un giorno intero, ma perché - e mi rammarica molto dirlo - lo ritengo l'ennesimo sgarbo al Parlamento. Se consideriamo infatti che il provvedimento incide in maniera prepotente ed esclusiva proprio sulla vita di questa Assemblea e di quella della Camera dei deputati, il minimo che avreste potuto fare sarebbe stato spiegarci il vostro punto di vista e la ratio di questa decisione. Invece, non c'è nulla di tutto ciò, né dal relatore, né dalla maggioranza che non interviene, ma tant'è. Anche questa volta esprimeremo le nostre opinioni, con la sensazione che la maggioranza non abbia interesse alcuno a un confronto con le minoranze. Essa non ha interesse alcuno a far esercitare il proprio ruolo all'Assemblea. Entrando nel merito del provvedimento in esame, che ricordo a tutti essere una riforma costituzionale, non posso esimermi dal notarne subito l'approssimazione e la superficialità. Una riforma della nostra Costituzione, testo che vi invito ancora una volta, come ho già fatto ieri, a rileggere ogni tanto, non può essere fatta a spizzichi e bocconi per un'esclusiva esigenza elettorale. Da tutti gli interventi effettuati finora, credo sia chiaro che il problema non sia la riduzione del numero dei parlamentari, a cui praticamente tutti ci siamo dichiarati favorevoli. Il problema è lo spacchettamento di un provvedimento, che dovrebbe essere ben più complesso e che dovrebbe tener conto di tutta una serie di norme che rendano efficace questa riduzione. Alla base di questa pseudoriforma, non ci sono fondamenta solide, non c'è uno studio approfondito del nostro tessuto sociale e politico, non c'è un vero ascolto del territorio, c'è solo la volontà, ancora una volta, di fare propaganda spicciola attraverso grandi titoli. L' hashtag «TagliaPoltrone», come lo avete ribattezzato, è l'ennesima operazione di marketing da social network , senza che il suo contenuto sia altrettanto efficace. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una riforma costituzionale che riguardi la democrazia e la rappresentatività politica, per definirsi tale, deve tener conto di tutte le forme del Governo, da quelle nazionali a quelle regionali, dalle Province, che versano ancora in uno stato di assoluta confusione dopo la sciagurata riforma Delrio, ai Comuni, ormai ultimo baluardo reale di democrazia. Ripeto: siamo favorevoli alla riduzione dei parlamentari. Lo dico ancora una volta, perché Forza Italia non consentirà che i suoi interventi vengano strumentalizzati nella campagna elettorale ormai imminente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non permetteremo che ci accusiate di voler proteggere i privilegi di quella che considerate una casta, della quale ormai fate parte a tutti gli effetti. E non lo faremo perché la verità è che non avete inventato nulla: la riduzione dei parlamentari era presente nella riforma costituzionale del terzo Governo Berlusconi, solo che in quel caso non era pura demagogia, ma era inserita in una riforma ben più complessa che intendeva superare il bicameralismo perfetto, modificare la forma di Governo, potenziare i poteri delle Regioni e anche ridurre i numeri dei parlamentari. Senza entrare nel merito della correttezza di quella riforma, che ricordo essere stata bocciata da un referendum popolare (e noi rispettiamo la volontà degli elettori), appare però evidente che era tutto un altro apparato. Ora, non voglio star qui a elogiare quella riforma e a sminuire questa solo per uno spirito prettamente campanilistico; voglio però sottolineare come questo tentativo di riforma non sia altro che il frutto di questo Governo del compromesso, cui ormai ci siamo abituati. Un provvedimento, l'ennesimo, che cerca una mediazione al ribasso pur di non far litigare i due partiti di maggioranza. Ma la Costituzione è una cosa seria e la democrazia è una cosa seria; non è possibile considerarle come un terreno di conquista su cui posizionare delle bandierine. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, vede, mi basta anche poco tempo per dire che sono un po' avvilito. Sono avvilito perché, come molti di voi, ho letto gli atti che riguardano i lavori dell'Assemblea costituente e devo dire che sarei stato felice di appartenere a quel mondo, dove vi era un confronto di idee. Il Parlamento sta diventando qualche cosa in cui non mi riconosco: non è più un confronto di idee. Voi non parlate, non dite una parola, non sappiamo qual è la vostra intenzione. Io al liceo ero innamorato dei grandi dibattiti della cosiddetta prima Repubblica di questo Paese, signor Ministro. Quando fu abolito il latino nella scuola media (io ero appena all'università), Stefano Riccio - ricordo ancora il nome del deputato - parlò quattro ore in latino; era una logica completamente diversa. Si è ridotto il Parlamento a qualche cosa in cui non mi riconosco: tempi stretti, in cui si può parlare sempre meno. Il Presidente correttamente, dato il numero degli interventi, mi dice che ho cinque minuti di tempo, il che è la negazione stessa del nostro modo di essere. Che senso ha? Che senso ha, quando parlerò del reddito di cittadinanza, avere cinque minuti di tempo? C'è da discutere e da valutare sul perché di alcune sanzioni che lasciano aperto il discorso in eterno, in modo molto diverso da quanto avviene anche con i minorenni nei procedimenti penali. Qual è la logica di questa riforma? Badate, molti di voi ricorderanno e il presidente Calderoli ricorda benissimo che qua dentro, tre anni fa, c'era il Gruppo Partito Democratico che sosteneva che noi eravamo contro il popolo, perché il popolo voleva l'abolizione del Senato. Molti che hanno votato con noi e che hanno fatto la battaglia elettorale in difesa della Costituzione ne erano convinti ma è una preoccupazione che io non ho mai avuto: