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Soprattutto dobbiamo cercare di arrivare a quelle "sacche" di giovani più indifferenti, perché nati e cresciuti in contesti più fragili, più violenti, di maggiore ignoranza, e insegnare loro che ci si può scontrare sulle regole ma sulla dignità delle persone non si può mai venire a compromessi. Penso che su questo sia necessario lavorare molto e noi - io, Daisy Pirovano e tutto il Gruppo della Lega con Matteo Salvini e il nostro Capogruppo - siamo pronti a fare questo percorso. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti del Liceo economico-sociale «Regina Margherita» di Torino, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione delle mozioni nn. 208, 211 e 212 MOLES (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLES (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il 27 gennaio, come è stato detto in tutti gli altri interventi, è il giorno scelto per onorare il ricordo dell'Olocausto, che ha portato lo sterminio di milioni di innocenti durante la Seconda guerra mondiale; il ricordo di questa tragedia storica non può e non deve rivivere però solo durante il Giorno della Memoria, ma ogni giorno e attraverso ogni strumento possibile affinché non si dimentichi. Ben vengano i viaggi, ma anche diari, documenti, testimonianze dei sopravvissuti a questa orribile pagina della storia dell'uomo. Leggiamo e rileggiamo queste testimonianze, andiamo ad ascoltarle dal vivo se possiamo, perché un giorno queste persone non ci saranno più e starà a noi tenere vive le loro verità e le loro storie e ricordiamo che dei pochi sopravvissuti sono stati liberati dai campi i loro corpi ma le loro anime sono rimaste e rimarranno prigioniere dei ricordi dei loro strazi Non è un bel Paese quello dove quasi il 16 per cento crede che la Shoah non sia mai esistita. Conoscere la storia, studiare la storia, ricordare e tramandare la storia nelle scuole e non solo, dovunque sia possibile: solo le cose che si dimenticano possono ritornare. (Brusio). PRESIDENTE. Rinnovo l'invito a mantenere il silenzio durante gli interventi dei colleghi, maggiormente in questa giornata. MOLES (FIBP-UDC) . Ci sono differenti modi di vivere questa memoria: guardando al passato, al presente o al futuro. Secondo me, l'unico modo onesto e costruttivo è farne occasione di riflessione a tutto campo: un'occasione per studiare la storia, ma anche per riflettere sul male, sull'indifferenza verso il destino dell'altro, affinché ciò che è accaduto non capiti più. Trovare la frase giusta e dedicare un pensiero particolare al Giorno della Memoria richiede sensibilità e un tatto delicato per una tragedia di tale portata, perché talmente immane è stato ciò che è accaduto che spesso le parole possono non avere la capacità di rappresentarne il senso. È tremendamente difficile ricordare l'Olocausto e la Shoah senza rischiare di scivolare in riflessioni banali, in ragionamenti ordinari, in parole cariche di retorica. Da un po' temo che si sia indebolita la cognizione del perché sia così importante la ricorrenza del ricordo dell'Olocausto, ma è un obbligo morale ed etico ricordare, perché non si può e non si deve dimenticare. Ricordare è un dovere: noi non dobbiamo e non vogliamo dimenticare e soprattutto non vogliamo che il mondo dimentichi. I lager non sono stati un incidente, ciò che è accaduto non è stato un fortuito avvenimento della storia. Ricordo Hannah Arendt: «Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso». La memoria dell'Olocausto e dei campi di concentramento deve rimanere nella mente di tutti, affinché nessuno possa dimenticarla, ma soprattutto affinché nessuno possa contestarla. Questo è un tema che deve accomunare tutti, senza se e senza ma. Non ci possono essere distinzioni di parte, perché sull'Olocausto, che è stato il male assoluto, non sono in alcun modo tollerabili revisionismo, ambiguità, negazionismo o sottovalutazione. I campi di concentramento devono rimanere come luogo di riflessione e di monito per tutti coloro i quali verranno dopo, affinché si sappia e si ricordi in eterno che uomini hanno fatto sì che altri uomini fossero ridotti a non essere più esseri umani ma solo dei malefici numeri tatuati, senza più nome, identità, ricordi, sentimenti e dignità e tutto per la programmata soluzione finale. Pochi anni ci separano dal più spaventoso crimine di massa della storia moderna, un crimine che mostra fino a che punto possa regredire la coscienza morale dell'umanità; l'Olocausto è giunto a definire la disumanità nel nostro tempo, tanto da essere la campana a morto dell'Illuminismo, uno sprofondare negli abissi dell'umanità, impensabile per chi considera la storia un crescente cammino di progresso e di civiltà. Se c'è oggi ancora un'etica ed una moralità post -Olocausto, ad ogni individuo è ora richiesto il dovere di ricordare e lo sforzo di intervenire contro qualsiasi Olocausto, perché è bene tener presente che alla discriminazione di massa e all'Olocausto ci si è arrivati e ci si arriva poco per volta, con il silenzio e con la noncuranza. Se c'è una propensione umana alla comoda dimenticanza, allora è ancora più importante oggi riflettere su quanto successo, per evitare che si ripeta un tale atto criminale. Oggi è ancora più importante ricordare: ricordare quanti hanno perso la vita e quanti sono sopravvissuti all'orrore dei campi di concentramento, per evitare che ci si dimentichi quanto successo in quegli anni bui per la storia dell'umanità. Colleghi senatori, la memoria storica dell'Olocausto e di tutti gli stermini di massa del secolo scorso riguarda l'intera umanità: gulag , Cuba, Ruanda, ex Jugoslavia, ancora e ancora. Se la verità è il solo riscatto che può esserci, la memoria è l'unico modo per custodirla intatta. Confutare il disastro razziale avvenuto durante la Seconda guerra mondiale è un reato, senza il dubbio del giudizio, sia perché è impossibile annientare una verità storica colma di evidenze inconfutabili sia perché sarebbe cecità pericolosa, potenziale preludio di altre, in cui l'uomo, non solo non comprende il peso di una realtà storica ma si dispone alla disattenzione circa l'ipotesi che essa possa ripresentarsi. È questa una distrazione che nessuno può permettersi, perché ciò significherebbe non comprendere quale sia stata e quale sia la gravità di un'epoca recente e tragica ove l'uomo ha mostrato la sua parte peggiore. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12,30) ( Segue MOLES). Contestare qualunque testimonianza di un evento di questa portata significa mitigare la realtà della storia, sottraendole il suo significato istruttivo, voltando ancora la testa di fronte ad una sofferenza che è avvenuta, che si è ripetuta e potrebbe ripetersi. Negoziare o svalutare la storia equivale a mentire sull'uomo e su un disastro, tanto tremendo ma non sconosciuto, che l'umanità deve continuare a riconoscere, conservandone la memoria. Primo Levi diceva: