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la nuova tecnologia 5G comporterà una vera rivoluzione tecnologica, con servizi erogabili con disponibilità di banda molto superiore (fino a 100 volte) rispetto al sistema 4G e con l'unificazione tra la rete fissa e quella mobile. I servizi che verranno erogati richiederanno l'integrazione delle reti attuali, utilizzando anche differenti tipologie di antenne posizionate su diversi supporti strutturali, tra cui quelli di minori dimensioni che, in ragione del numero e delle localizzazioni, non possono essere trascurati sotto il profilo dell'impatto elettromagnetico sulla popolazione; la nuova tecnologia 5G, pertanto, richiede una maggiore concentrazione di antenne, per di più di potenza superiore; la magistratura ha avuto modo di occuparsi sinora di più casi di tumori cerebrali provocati da esposizioni a onde elettromagnetiche in varie controversie che hanno visto, più di una volta, l'INAIL soccombente; a volte le consulenze tecniche disposte dai tribunali sono risultate inattendibili essendo rese da parte di soggetti in conflitto di interessi, come rilevato dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 17438 del 2012. Il che vuol dire che gli studi finanziati dall'industria privata sono spesso di parte e privi di attendibilità; la comunità scientifica ha chiesto una moratoria nell'applicazione della tecnologia 5G, finché non ci saranno studi indipendenti; l'articolo 32 della Costituzione considera il diritto alla salute come il primo, per importanza, tra tutti i diritti tutelati, definendolo, non a caso, "fondamentale", si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo abbia disposto studi indipendenti per accertare e misurare il rischio effettivo derivante dalla tecnologia 5G, sia per l'infittimento del numero delle antenne sul territorio e sia per il moltiplicarsi della loro potenza. Atto n. 4-03823 AIMI Al Ministro della difesa Premesso che: il COVID-19 si sta ampiamente diffondendo nei Paesi extra Schengen e in moltissimi casi il contagio appare completamente fuori controllo; in Libia i casi avrebbero superato le migliaia di unità, con un notevole aumento di tamponi risultati positivi: il primo positivo sarebbe un cittadino di ritorno dall'Arabia saudita il 25 marzo 2020. Sono pertanto scattate le misure di distanziamento sociale. Purtroppo, si è dimostrato che il contagio viaggia anche a bordo delle navi delle organizzazioni non governative: 28 sono i positivi trovati a bordo della nave "Sea Watch 3" e 8 quelli individuati a bordo della "Mare Jonio" della "Mediterranea saving humans"; in Libia, dunque, pare che il coronavirus si stia diffondendo rapidamente senza che vi sia un sistema sanitario in grado di fronteggiare l'emergenza; i dati sui contagi nei centri di detenzione libici sono praticamente inesistenti: è molto probabile che diversi migranti, positivi al coronavirus, tenteranno la fuga a bordo di "barconi" per raggiungere l'Italia; altra grande criticità è rappresentata dalla diffusione del contagio in Bangladesh: numerosi cittadini bengalesi di ritorno dal loro Paese di origine sono risultati positivi al COVID-19 all'aeroporto di Fiumicino; il 30 giugno 2020 il Ministro della salute ha disposto l'effettuazione di tamponi per i passeggeri di rientro dal Bangladesh e, successivamente, una sospensione dei voli per una settimana: "un lasso di tempo in cui si studieranno nuove misure cautelative per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue", è stato ribadito; attualmente i voli sono bloccati, per 14 giorni, da ben 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Kuwait, Oman, Bosnia Erzegovina, Macedonia del nord, Moldova, Brasile, Cile, Panama, Perù e Repubblica dominicana; alla luce anche di quanto disposto per il Bangladesh e per gli altri citati Paesi è assolutamente incomprensibile, a parere dell'interrogante, che non siano state ancora varate misure drastiche per bloccare gli sbarchi dalla Libia e, più in generale, per fermare le navi delle organizzazioni non governative che continuano a portare sulle coste italiane centinaia di irregolari, si chiede di sapere: di quali informazioni si disponga circa il contagio da COVID-19 in Libia; quanti, attualmente, siano i migranti positivi individuati a bordo delle navi approdate sulle coste italiane; se, oltre agli approfondimenti in tema di emergenza sanitaria, si intenda avviare verifiche urgenti per azzerare il rischio di arrivi dalla Libia di combattenti dell'ISIS di ritorno dal fronte siriano; quali iniziative si intenda adottare per azzerare tempestivamente gli sbarchi di irregolari sulle nostre coste. Atto n. 4-03824 FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: si apprende da mezzi di stampa di un'interessante scoperta scientifica per la lotta al COVID-19 da parte di un gruppo di ricercatori dell'università americana di Huston, che, in collaborazione con altri ricercatori, sembrano aver sviluppato un filtro dell'aria in grado di intrappolare il virus e ucciderlo all'istante, e sul quale i test hanno accertato una mortalità del virus SARS-CoV-2 pari al 99,8 per cento in un singolo passaggio; dallo studio pubblicato sulla rivista "Materials today fisica", risulta che questo filtro potrebbe essere utilizzato in ambienti chiusi, quali aeroporti, aerei, uffici e scuole, per evitare la diffusione del COVID-19 e che si starebbe già lavorando a prototipi a scala più ridotta, utilizzabili sulle scrivanie degli uffici o sui banchi di scuola; gli studi scientifici internazionali hanno dimostrato che il virus è in grado di persistere in aria per un certo lasso di tempo e che quindi la purificazione dell'aria rappresenta un passaggio fondamentale per la prevenzione e la lotta alla sua diffusione, si chiede di sapere se il Governo stia facendo le opportune verifiche e i necessari approfondimenti tecnico-scientifici al fine di verificare l'effettiva efficacia del filtro, e in caso di riscontro positivo, se intenda attivarsi al fine di garantire il tempestivo acquisto del prodotto a tutela dei cittadini italiani, senza dover attendere qualche sorta di coordinamento con l'Europa o nuove e poco attendibili linee guida dell'OMS. Atto n. 4-03825 FREGOLENT Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della salute Premesso che: negli ultimi giorni si sono registrati diversi casi di passeggeri positivi al COVID-19 su un volo in arrivo dal Bangladesh, e questi passeggeri sono risultati avere la temperatura corporea alta, causando notevoli problemi per la gestione dell'emergenza sanitaria dei positivi e degli altri passeggeri del volo; tali problemi si sarebbero potuti evitare se a tutti i passeggeri fosse stata controllata la temperatura prima dell'imbraco sul velivolo o comunque prima dell'ingresso in Italia; il regolamento sanitario internazionale adottato dall'Assemblea mondiale della sanità, inteso a proteggere la salute pubblica a livello globale, rappresenta uno strumento importante per la protezione contro il diffondersi di malattie a livello internazionale, quale il COVID-19 e, all'articolo 43, prevede l'identificazione da parte dei Paesi di "misure sanitarie aggiuntive" in risposta a rischi specifici per la sanità pubblica o emergenze sanitarie di interesse internazionale; la situazione sanitaria mondiale rappresenta una condizione di particolare gravità e ha carattere transfrontaliero: