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Da evitare infatti la convinzione (falsa) che i bambini negativi agli screening siano ormai «al sicuro» dalla diagnosi di celiachia, potendo sottostimare la comparsa dei sintomi e dei segni che compaiano successivamente. Rispetto ai metodi di diagnosi, ad oggi è ancora punto di riferimento il protocollo per la diagnosi e follow-up della malattia celiaca pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che rappresenta la flow-chart scientificamente validata e riconosciuta da Ministero della salute. Il protocollo è attualmente in aggiornamento. Il presente disegno di legge, che consta di quattro articoli, si propone di modificare la legge 4 luglio 2005, n. 123, per aggiornarne l'articolato agli approfondimenti scientifici sopra esposti e alla prassi quotidiana di applicazione dopo otto anni di vigenza. In particolare, l'articolo 1 interviene sulla tipologia di interventi nazionali e regionali diretti a favorire il normale inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da celiachia, prevedendo: – l'attuazione di politiche di case finding , che inducano alla diagnosi di categorie a rischio, all'interno della fascia di età proposta: familiari di primo grado, casi di menarca tardivo, difficoltà della crescita; – la necessità di una preparazione e aggiornamento professionali non solo del personale sanitario ma anche di quello del settore della ristorazione, del turismo e alberghiero. L'articolo 2 apporta modificazioni in tema di «Diagnosi precoce e prevenzione» prevedendo il miglioramento della diffusione di un aggiornato protocollo di diagnosi, da inserirsi nei piani sanitari regionali, per una corretta e precoce diagnosi di celiachia. L'articolo 3 interviene sulle modalità di erogazione dei prodotti senza glutine prevedendo che il Ministro della salute favorisca ogni iniziativa che possa ridurre i costi degli alimenti per celiaci e facilitarne l'approvvigionamento ai malati. L'articolo 4, infine, interviene in primo luogo, sopprimendo la previsione in base alla quale il foglietto illustrativo dei prodotti farmaceutici deve indicare con chiarezza se il prodotto può essere assunto senza rischio dai soggetti affetti da celiachia. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge n. 123 del 2005 è da ritenersi superato da quanto definito dalla farmacopea europea, dal Ministero della salute e dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), per i quali i farmaci possono essere tutti liberamente assunti dai celiaci, poiché il contenuto di glutine consentito dalla normativa europea è del tutto innocuo per i pazienti. In secondo luogo, prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedano non solo all'inserimento di appositi moduli informativi sulla celiachia nell'ambito delle attività di formazione e aggiornamento professionali rivolte a ristoratori e ad albergatori ma anche all'inserimento nei programmi degli istituti tecnici e professionali rivolti agli operatori della ristorazione e ricettività di appositi moduli di formazione sulla celiachia e la dieta senza glutine.. 1 (Modifiche all'articolo 2 della legge 4 luglio 2005, n. 123) 1 All'articolo 2, comma 3, della legge 4 luglio 2005, n. 123, sono apportate le seguenti modificazioni: a alla lettera a) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, attuando programmi di case finding nelle categorie a rischio da inserire nelle attività dei livelli essenziali di assistenza, con apposito accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano . Le categorie a rischio nelle quali effettuare l'attività di case finding sono definite con decreto del Ministro della salute, aggiornato con cadenza annuale, sentito il parere dell'Istituto superiore di sanità»; b alla lettera c) la parola «precoce» è soppressa e dopo le parole: «malattia celiaca» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «, attraverso la diffusione di protocolli di diagnosi e follow up »; c dopo la lettera g) è inserita la seguente: « g-bis) provvedere alla preparazione e all'aggiornamento professionale del personale del settore della ristorazione, del turismo e alberghiero;»; d alla lettera h) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, con particolare riferimento ai fondi erogati dal Ministero della salute». 2 (Modifiche all'articolo 3 della legge 4 luglio 2005, n. 123) 1 All'articolo 3 della legge 4 luglio 2005, n. 123, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, definendo i fattori di rischio di cui alla precedente lettera a) , e concentrare su di essi programmi di case finding con il coinvolgimento dei medici di medicina generale del Servizio sanitario nazionale»; b al comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, validati e diffusi dal Ministero della salute e dall'Istituto superiore di sanità sulla base delle evidenze scientifiche prevalenti ed accreditate presso la comunità scientifica internazionale». 3 (Modifiche all'articolo 4 della legge 4 luglio 2005, n. 123) 1 All'articolo 4 della legge 4 luglio 2005, n. 123, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1: 1 dopo le parole: «alimentazione equilibrata» sono inserite le seguenti: «e la necessaria e rigorosa compliance alla dieta, quale terapia per il trattamento della celiachia»; 2 dopo la parola: «dietoterapeutici» sono inserite le seguenti: «o come classificati in base alle norme vigenti,»; b al comma 2: 1 dopo le parole: «sulla base» sono inserite le seguenti: «dei dati del fabbisogno calorico di cui ai Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia (LARN) periodicamente aggiornati e»; 2 al secondo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, favorendo ogni iniziativa che possa ridurre i costi degli alimenti dietoterapeutici, o come classificati in base alle norme vigenti, senza glutine, e facilitarne l'approvvigionamento nel rispetto dell'obiettivo di normale inserimento dei celiaci nella vita sociale, come previsto dall'articolo 2 della presente legge». 4 (Modifiche all'articolo 5 della legge 4 luglio 2005, n. 123) 1 All'articolo 5 della legge 4 luglio 2005, n. 123, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è abrogato; b al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, oltre all'inserimento nei programmi degli istituti professionali per i servizi alberghieri e la ristorazione di appositi moduli di formazione sulla celiachia e sulla dieta senza glutine».