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Istituzione del Comitato interministeriale per le politiche della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e costituzione dell’Agenzia nazionale della ricerca. Onorevoli Senatori. -- Da più di un decennio la comunità scientifica è pressoché concorde nel sottolineare l'esigenza di rinnovare la governance italiana della ricerca al fine di superare le frammentazioni e unificare gli obiettivi di questo settore. Condivisibile è la proposta lanciata, ad esempio, dal « Gruppo 2003 » di istituire un'Agenzia nazionale della ricerca che superi l'attuale sistema frammentato e burocratizzato creando invece una struttura coordinata, flessibile e agile che dia una visione sistemica della politica della ricerca, proposta ampiamente accolta nella risoluzione Doc. XXIV, n. 36, della 7ª Commissione Senato in tema di enti pubblici di ricerca presentata nella attuale legislatura. È quantomeno discutibile, infatti, che ancora nel 2016 l'Italia insista su un modello ormai ampiamente superato dalla maggior parte dei paesi europei, tranne Montenegro e Polonia, che finanzia la ricerca senza un'agenzia a ciò dedicata. Per questo, nella stesura del presente disegno di legge, abbiamo voluto ispirarci a modelli europei già collaudati ed efficaci. La governance delineata è multilevel in quanto viene differenziato il momento politico, quello in cui vengono delineate la scelta delle priorità e dell'allocazione delle risorse, da quello prettamente gestionale in cui si delineano le modalità concrete con le quali rispondere alle richieste governative. Questo assetto modificherebbe radicalmente quello attuale nel quale ogni Ministero ha a disposizione una determinata quantità di risorse economiche che viene utilizzata per la ricerca del proprio Ministero in maniera poco coordinata con gli altri e spesso poco trasparente. La ricerca, quindi, si perde nei mille rivoli dei diversi Ministeri creando nocumento alla vision complessiva che diventa sfocata ed impalpabile. È invece necessario che tutti questi rivoli convergano in un unico fondo su cui il Governo abbia un pieno controllo sia a monte, in termini di visione strategica della ricerca, che a valle, in termini di verifica e valutazione dell'efficacia dei finanziamenti. Per far ciò il presente disegno di legge istituisce il Comitato interministeriale per le politiche della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione (CIPR), presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, e formata dai Ministri interessati, che determina gli indirizzi e le priorità strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica, definisce il quadro delle risorse finanziarie da attivare e assicura il coordinamento con le altre politiche nazionali, europee ed internazionali. Il fondamento costituzionale è nell'articolo 95, comma 1, che dispone: «Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri». Una delle forme di tale coordinamento è, appunto, la costituzione di comitati di Ministri. Il CIPR opera di concerto con il CIPE, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, del quale costituisce l'omologo per quanto riguarda le politiche del settore della ricerca scientifica e tecnologica, dello sviluppo e dell'innovazione. Al pari del CIPE, il CIPR viene affiancato da un dipartimento sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento delle politiche della ricerca, con compiti operativi e di supporto per tutte le attività del CIPR e dei suoi organi consultivi e propositivi. Il Comitato è affiancato dal Consiglio strategico della ricerca (CSR), organo consultivo formato da personalità di altissimo profilo scientifico, tecnologico, culturale e produttivo, che collabori nella strutturazione del piano nazionale della ricerca e quindi nell'idea di «Ricerca» da perseguire. Tra i membri del comitato, viene designato un coordinatore che assume la qualifica di Consigliere scientifico del Presidente del Consiglio dei ministri. Essendo di nomina governativa, il CSR non può rappresentare la comunità scientifica, e dunque vi è la necessità di definire il nodo di raccordo fra la politica e la comunità. Questo nodo di raccordo è di fondamentale importanza, per disinnescare fenomeni di autoreferenzialità politica ed allo stesso tempo per una giusta calibrazione delle formulazioni delle linee strategiche che devono essere sempre rapportate alle reali potenzialità del Paese, ai suoi bisogni ed alle sue necessità. Per questo motivo, si propone di affiancare al CIPR, quali ulteriori organi propositivi e consultivi, il Consiglio universitario nazionale (CUN) e l'equivalente organo per gli enti pubblici di ricerca, il Consiglio nazionale dei ricercatori e tecnologi (CNRT), che si istituisce con la presente legge. Il CNRT è stato altresì inserito come condizione dalla 7ª Commissione permanente nella seduta n. 313 del 3 novembre 2016 nel parere da questa formulato sul decreto legislativo recante semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell'articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124, che si riporta integralmente: « in analogia con quanto previsto per le comunità scientifiche delle università, si propone l'istituzione di un Consiglio nazionale dei ricercatori e dei tecnologi, organo consultivo e propositivo delle comunità scientifiche degli enti, che viene consultato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri vigilanti. Tale organo è composto dai rappresentanti eletti dei ricercatori e tecnologi negli organi scientifici e di governo dei singoli enti, senza maggiori oneri per la finanza pubblica». Si istituisce, altresì, l'Agenzia nazionale della ricerca, organo terzo ed indipendente dalla politica, competente a bandire, selezionare e finanziare le idee e le progettualità migliori ai fini del raggiungimento degli obiettivi decisi dal Governo. L'Agenzia è formata da un presidente, da un consiglio di amministrazione, da un Consiglio scientifico e da un collegio dei revisori dei conti. L'Agenzia è lo strumento operativo del CIPR che, seguendo criteri di trasparenza, realizza bandi di concorso e assegna i fondi uniformando i criteri di valutazione dei progetti con peer review internazionali e site visit in linea con quanto già accade nella quasi totalità dei paesi europei. Anche per l'Agenzia è stato previsto un ruolo della comunità scientifica, in particolare il CUN ed il CNRT esprimono cinque dei nove membri del consiglio di amministrazione e la totalità dei membri del Consiglio scientifico dell'Agenzia. Le disposizioni della presente proposta superano quelle contenute nel decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, recante «Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica», che, sebbene configuri un quadro coerente del processo decisionale con spunti interessantissimi nel campo del coinvolgimento della comunità scientifica, contiene delle inefficienze e nel corso del tempo è stato progressivamente svuotato o non attuato. Per questo motivo qui si riprendono alcune delle disposizioni ivi contenute, ma allo stesso tempo si snellisce il processo, prevedendo un unico centro decisionale governativo (il CIPR) anzichè la distinzione fra commissione CIPE e Governo (MIUR, allora MURST), prevedendo organi consultivi più autonomi del comitato di esperti che era presieduto dallo stesso Ministro.