[pronunce]

che il giudice a quo solleva la questione in base all'interpretazione e applicazione della disposizione censurata fatta propria dal Comune di Venezia - soggetto abilitato alla emanazione delle ordinanze-ingiunzioni amministrative in materia, e parte del giudizio principale - e non in base a una interpretazione propria, interpretazione che a esso spetta tanto più in quanto, come giudice del ricorso in opposizione all'ordinanza-ingiunzione, a norma dell'art. 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), è investito di una funzione di controllo giurisdizionale sul provvedimento sanzionatorio dell'amministrazione comunale; che, in tal modo, il rimettente elude il compito di individuare il senso e la portata della norma impugnata, compito a esso spettante e preliminare ai fini della proposizione della questione di costituzionalità; che la questione di legittimità costituzionale deve pertanto essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 della legge della Regione Veneto 11 marzo 1986, n. 7 (Disciplina della professione di guida turistica, interprete turistico e accompagnatore turistico), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 41 della Costituzione, dal Giudice di pace di Venezia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 2002. F.to: Massimo VARI, Presidente Gustavo ZAGREBELSKY, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 maggio 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA