[pronunce]

ciò è strutturalmente impossibile, in quanto mera ricezione di normativa statale) al fine di privilegiare predeterminati o predeterminabili destinatari, sia perché, a ben vedere, risulta priva di contenuti normativi propri, essendosi limitata a recepire nell'ambito regionale, in maniera tassativa, ipotesi già disciplinate dal legislatore statale (che, a sua volta, ha bene esplicitato la finalità di "razionalizzazione" delle strutture della P.A. interessate, e ciò anzi in manifesta attuazione del canone costituzionale del buon andamento e della imparzialità ex art. 97 Cost.)». 4. - Si è costituita in giudizio anche la Azienda sanitaria locale (d'ora in poi: Asl) della Provincia di Brindisi, con una memoria nella quale sostiene la inammissibilità e la infondatezza della questione. 4.1. - L'Asl eccepisce, anzitutto, la carenza di interesse degli appellanti nel giudizio principale. Ciò, in quanto non avrebbero in alcun modo dimostrato di essere collocati in una graduatoria oggettivamente utilizzabile, in caso di scorrimento, ai fini della loro assunzione in luogo dei lavoratori precari oggetto della procedura di stabilizzazione contestata. In particolare, gli stessi non avrebbero dimostrato se la graduatoria in cui risultavano inclusi sia stata approvata o meno ai sensi dell'art. 9 della legge n. 207 del 1985, invocato quale parametro del giudizio amministrativo. La difesa della Asl sostiene che la graduatoria in cui rientrano i ricorrenti sarebbe quella approvata con delibera del Direttore generale della Asl di Brindisi 3 gennaio 2007, n. 1 e che questa sarebbe stata adottata «sotto l'egida delle differenti previsioni normative di cui al sopravvenuto DPR 220/2001», che avrebbe sostituito la disciplina dettata dalla legge n. 207 del 1985 e dal cui art. 18, comma 7, si desumerebbe che l'utilizzo delle graduatorie nel biennio di validità non sarebbe obbligatorio (come, invece, previsto dall'art. 9 della legge n. 207 del 1985), ma meramente facoltativo, e che il ricorso alle graduatorie sarebbe radicalmente precluso per la copertura dei posti istituiti successivamente alla data di indizione del concorso. Questa ultima previsione sarebbe di particolare rilievo, nel caso di specie, in quanto con delibera 28 febbraio 2008, n. 541 la Asl di Brindisi avrebbe approvato una nuova pianta organica che, per quanto specificatamente concerne il profilo di infermiere professionale, contempla un numero complessivo di posti di nuova istituzione diverso da quello originariamente previsto alla data di indizione del concorso sostenuto dai ricorrenti e che non rappresenterebbe la mera sommatoria dei previgenti organici delle amministrazioni sanitarie confluite nella Asl di Brindisi. Da tale circostanza di fatto deriverebbe, per la difesa della Asl, la inutilizzabilità della graduatoria in cui sono inclusi gli appellanti nel giudizio principale e, di risulta, la loro carenza di interesse a censurare, nell'ambito del giudizio a quo, la delibera della Giunta regionale n. 1657 del 2007, e nell'ambito del giudizio costituzionale, l'art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007. 4.2. - La Asl di Brindisi eccepisce, poi, la manifesta irrilevanza della questione proposta e la carenza di motivazione della ordinanza di remissione in ordine alla prospettata immediata lesività dell'art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 sulle posizioni giuridiche degli appellanti. Motivazione che, secondo la parte costituita, sarebbe stata assolutamente necessaria, posto che l'art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 non avrebbe alcun contenuto lesivo ed esprimerebbe solo una dichiarazione di intenti in tema di stabilizzazione dei c.d. precari, limitandosi a demandare alla delibera della Giunta regionale la definizione di criteri e modalità della stabilizzazione stessa. 4.3. - Nel merito la Asl di Brindisi sostiene la infondatezza della questione sotto vari profili. Quanto al prospettato contrasto dell'art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 con in principi di ragionevolezza ed imparzialità della funzione legislativa in quanto diretto a comprimere posizioni meritevoli di tutela ai sensi dell'art. 9 della legge n. 207 del 1985 nonché dell'art. 12, comma 9, della legge regionale n. 12 del 2005, la difesa della Asl sostiene, anzitutto, che l'art. 9 della legge n. 207 del 1985 non avrebbe alcun rilievo nella vicenda controversa, atteso che, come detto, la graduatoria concorsuale cui i ricorrenti originari, odierni appellanti nel giudizio a quo, sono inseriti, sarebbe stata adottata sotto la vigenza della nuova disciplina dettata dal d.P.R. n. 220 del 2001. E sostiene, poi, non diversamente dalla Regione Puglia, che l'art. 12, comma 9, della legge regionale n. 12 del 2005 sarebbe una norma transitoria, non contenente, pertanto, alcun principio della materia, non riconoscerebbe alcuna preferenza all'utilizzo delle graduatorie, rispetto alla indizione di nuove procedure concorsuali, limitandosi ad individuare le modalità con cui, discrezionalmente, la amministrazione potrebbe decidere di coprire i posti vacanti, e, in ogni caso, non precluderebbe una successiva diversa scelta da parte del legislatore regionale. Per la difesa della Asl, inoltre, non sussisterebbe alcun contrasto tra l'art. 30 della legge regionale n. 10 del 2007 ed il principio del pubblico concorso, posto che la procedura di stabilizzazione prevista dai legislatori statale e regionale richiedono espressamente il superamento di una prova concorsuale. Infine, la Asl di Brindisi richiama la sentenza n. 274 del 2003 di questa Corte, sostenendo che dalla stessa si desumerebbe la ragionevolezza di norme finalizzate alla stabilizzazione di personale c.d. precario. 5. - Si sono costituiti in giudizio anche D. R. ed altri, appellanti nel giudizio a quo, con una memoria nella quale chiedono l'accoglimento della questione. 5.1. - Gli appellanti del giudizio a quo aderiscono, in buona sostanza, agli argomenti sviluppati nell'ordinanza di remissione e ribadiscono, in particolare, il carattere obbligatorio del ricorso alle graduatorie per la copertura dei posti vacanti nel biennio di validità, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 207 del 1984. Disposizione quest'ultima, che sarebbe applicabile alla graduatoria cui sono iscritti, essendo la relativa procedura stata indetta nella vigenza di questa disciplina normativa.