[resaula]

Soprattutto, da questo DEF non emerge nessun tipo di intenzione a muoversi verso una riduzione della pressione fiscale, che è assolutamente vitale per il futuro di questo Paese. Voglio ricordare come, purtroppo, alcune questioni che abbiamo sollevato e che sono state sollevate anche in questo dibattito, e di cui si discute in questi giorni non sono effettivamente affrontate nel modo giusto nel Paese. Per esempio, una parola chiave, una parola che è divenuta fondamentale per tutti in questo Paese è la parola liquidità, che sembra essere diventata in questi giorni la parola magica. Come, però, accaduto spesso in passato, per noi non fa difetto tanto l'obiettivo, ma come arrivare a questo obiettivo. Ed è questo, appunto, il primo problema che intendo sollevare oggi in quest'Aula. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18) ( Segue PAGANO). Innanzitutto è meglio precisare che, quando il Presidente del Consiglio dei ministri ha parlato di liquidità, forse avrebbe fatto bene a parlare di debito. Quando si ci si riferisce alla liquidità, in effetti non si fa null'altro che parlare di debito per chi ne fa richiesta. Che si tratti di una richiesta di 25.000 euro a garanzia totale dello Stato o degli scaglioni fino a 800.000, sono soldi che le aziende e i piccoli imprenditori dovranno restituire. Che si tratti di un bar chiuso, di un'estetista o di un barbiere, le domande sono sempre le stesse: avrò i clienti in futuro? Riuscirò a pagare le rate alla banca o ai miei fornitori? Quanto durerà questo lockdown ? Diciamocelo francamente: si poteva e si doveva scegliere un'altra strada, prevedere almeno per alcune tipologie di impresa o di artigiani contributi a fondo perduto. È l'unica possibilità per dare un po' di serenità soprattutto a chi sta subendo sulla propria pelle gli effetti devastanti di questa chiusura forzata e, cioè, i lavoratori autonomi. Anche la richiesta che viene fatta di garanzia assoluta e di prestiti all'Europa risulta fondamentale, ma deve essere chiaro che, anche quando si è parlato di recovery fund , bisogna parlare soprattutto di contributi a fondo perduto. Nel DEF si parla di debito pubblico, che aumenterà. Lo scostamento di bilancio non può che vederci ovviamente favorevoli, ma si tratta di capire se vivere o morire. Far ripartire il Paese significa aiutare le imprese che ne sono l'unico motore. Non possiamo pensare che questo Paese si possa bloccare con la burocrazia che abbiamo. C'è una sola cosa peggiore del non fare le cose: prometterle e non farle. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, è stato detto tante volte oggi che ci troviamo di fronte a una situazione inimmaginabile. La pandemia da coronavirus è un evento storico; una sfida immane di fronte alla quale il Governo e la maggioranza stanno cercando di raccogliere ogni sforzo possibile per mitigare gli effetti sanitari ed economici e porre le basi per una ripartenza in piena sicurezza. Lo sforzo economico messo in campo in tal senso è ingente: tra decreto cura Italia, decreto liquidità e l'imminente nuovo decreto-legge avremo un ricorso al deficit per circa 80 miliardi di euro. Il nuovo provvedimento, in particolare, metterà in campo un ricorso al deficit per 55 miliardi, gli stessi richiesti nella relazione sottoposta al Parlamento in termini di scostamento dagli obiettivi di bilancio. In tutto la manovra innescata dal provvedimento arriverà ad oltre 150 miliardi, considerando le garanzie pubbliche per l'erogazione di liquidità alle imprese, le nuove dotazioni per la Cassa depositi e prestiti e i miliardi messi in campo per saldare i debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei nostri imprenditori. L'importanza del combinato disposto di questi provvedimenti è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di un'ulteriore ampia estensione della cassa integrazione a beneficio anche delle piccolissime aziende, di un ampiamento e potenziamento del sostegno mensile per gli autonomi, di un incisivo intervento a fondo perduto per le imprese che hanno subito un calo del fatturato, di un reddito di emergenza a favore di coloro che sono rimasti scoperti dalle garanzie fornite dalla cassa integrazione e dal sostegno agli autonomi. Ripeto: il tutto deve essere letto in un complesso di misure organiche che stanno cercando in modo progressivo di rispondere alle mutevoli esigenze della popolazione. In un mondo i cui equilibri sono stati letteralmente ribaltati da un virus invisibile, ma molto aggressivo non c'era alternativa a questo modo di procedere: un attento monitoraggio della situazione, un conseguente pacchetto di risposte progressive e adattate di volta in volta alla rapida evoluzione dei problemi. Il MoVimento 5 Stelle come componente decisiva della maggioranza che sostiene questo Governo non ha lesinato e non lesinerà i suoi sforzi per far sì che le risorse stanziate in questi provvedimenti arrivino a destinazione, per far sì che la liquidità arrivi nel minor tempo possibile alle nostre imprese, ai nostri artigiani, ai nostri commercianti e alle nostre famiglie, per far sì che parte considerevole di queste stesse risorse sia utilizzata per potenziare il bene primario che è il nostro Servizio sanitario nazionale. (Applausi dal Gruppo M5S) . In un contesto in cui si prevedono una caduta del PIL dell'8 per cento, un aumento del deficit del 10 per cento del PIL, un incremento del debito del 155 per cento dello stesso prodotto interno lordo, abbiamo l'obbligo di interpretare e indirizzare questa crisi. Intendo dire che questa sfida immane deve essere interpretata come un acceleratore dei processi di cambiamento che, fino a qualche mese fa, se non qualche settimana, sembravano irrimediabilmente bloccati. In questa direzione non potranno non inserirsi massicce semplificazioni di tutte le procedure che devono portare a liberare investimenti, ad aprire i cantieri, ad archiviare tutta quella serie di incombenze che non dovranno ostacolare le potenzialità della ripartenza. Il Governo sta lavorando a queste semplificazioni. Il Parlamento, forte anche dell'esperienza e degli input accumulati durante la discussione di alcuni precedenti provvedimenti (quali, ad esempio, lo sblocca cantieri) è in grado di fornire preziosi suggerimenti e preziose soluzioni per togliere la sabbia da tutti quegli ingranaggi che dovranno - giocoforza - essere lubrificati, con un occhio di riguardo proprio al settore delle imprese e delle costruzioni, a quello dei lavori pubblici e delle infrastrutture, i veri volani dell'economia del nostro Paese. Insomma, come dichiarato dal nostro premier Conte, dobbiamo realizzare lo sblocca Italia. Il Governo italiano sta facendo la sua parte, nella consapevolezza che la risposta al coronavirus, dramma europeo e internazionale - dramma simmetrico, come più volte detto - dovrà essere rafforzata e ampliata proprio in una dimensione europea. Lasciamo stare il ritardo con il quale una certa tecnocrazia comunitaria si è mossa;