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ma, nello stesso tempo, era necessario, perché abbiamo da affrontare una stagione che purtroppo è ancora lunga e della quale ancora non conosciamo i tempi reali. Spesso l'opposizione è colpita da benaltrismo, che comunque colpisce - è bene riconoscerlo - le forze che sono all'opposizione. Soprattutto rispetto a quel benaltrismo, è bene ricordare che quei provvedimenti - ribattezzati decreti sicurezza - introdussero elementi che hanno perturbato la tranquillità e anche la sicurezza della comunicazione pubblica; mi riferisco, per esempio, alle notizie diffuse riguardo al contagio da parte degli irregolari. Questa è oggettivamente una menzogna, utilizzata per influenzare l'opinione pubblica e per creare e diffondere la narrazione di coloro che, in dispregio dei più elementari principi umanitari, hanno alimentato un quadro generale assolutamente fasullo. Da ultimo - come ricordavo in premessa - le modifiche che oggi apportiamo ai testi, di fatto rovesciandone il contenuto, non sono frutto di un capriccio o della volontà di affermare qualcosa di diverso rispetto alla maggioranza che ha voluto e sostenuto quei decreti. Gli interventi che stiamo portando avanti e che ci accingiamo ad approvare oggi sono in sostanza espressi richiami ai principi enunciati dal Presidente della Repubblica, quando - a titolo esemplificativo, ma certamente non esaustivo dei guasti e delle storture che questi provvedimenti hanno presentato da subito, che erano stati contestati nell'immediatezza da noi, che allora eravamo all'opposizione, e che sono tuttavia ancora presenti - aveva indicato l'articolo 7, in cui ci si riferiva ad un generico pubblico ufficiale. Tendenzialmente, si pensa che un pubblico ufficiale possa essere soltanto un poliziotto o comunque un rappresentante delle Forze dell'ordine e invece, da una lettura attenta, ci si rende conto che può essere anche un semplice insegnante; è una norma quindi, anche quella, affetta da palesi dubbi di costituzionalità, perché non corrispondente a un principio di ragionevolezza. Per non parlare delle misure sproporzionate: un milione di euro di ammenda è evidentemente una sanzione che serve soltanto come spot , perché non sarebbe possibile la pretesa del suo pagamento. È inutile, allora, fare gli specchietti per le allodole e vantarsi di essere severi e duri, ma piuttosto affrontiamo il problema, come stiamo facendo e come abbiamo sempre fatto, in maniera ragionevole e corretta e soprattutto con l'intento di avere risultati precisi. Devo sottolineare che l'opposizione al cambiamento di quei decreti-legge è sterile e inopportuna, perché di fatto li stiamo aggiustando, per portarli nei limiti della ragionevolezza e della concreta attuazione dei principi che avrebbero voluto perseguire, mentre sono stati soltanto permeati dall'intendimento di fare propaganda e demagogia. L'opposizione dovrebbe forse ringraziarci, dunque, perché abbiamo posto fine all'ingiustizia e alle storture create da quei provvedimenti. Ancora, in questo periodo di pandemia, risultano maggiormente necessari gli interventi. Oltre alla lotta a quel virus invisibile, questo Parlamento, con la conversione del decreto-legge che speriamo di portare in porto nella giornata odierna, afferma principi di profonda attenzione intanto all'emergenza che viviamo, ma anche a tutti i problemi conseguenti all'emanazione e all'applicazione dei cosiddetti decreti Salvini, e riporta anche all'applicazione di un principio che la nostra Costituzione ci impone, quello del rispetto della persona umana, della giustizia diffusa e della nostra civiltà giuridica. È per questo motivo quindi che parlare di profili di incostituzionalità di questo provvedimento, per i consueti sbandierati motivi dell'assenza dei requisiti di urgenza, ci pare davvero fuori luogo e soprattutto lontano dalle necessità di questo Paese nel momento gravissimo che stiamo vivendo e che dovrebbe richiamarci a un senso di più alta responsabilità. (Applausi) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli ministri, onorevoli colleghi, non mi sto a dilungare sul problema che abbiamo oggi in quest'Aula, sulla questione dell'incostituzionalità e sul fatto che il decreto-legge presuppone che ci siano i criteri di necessità e di urgenza. Questo l'ha già spiegato molto bene il collega Balboni. Vorrei farvi riflettere anche su un'altra questione che fino adesso è stata trascurata, cioè che il Presidente della Repubblica per firmare questo decreto-legge, come qualcuno di voi ricorderà, ci ha messo quindici giorni: un tempo lunghissimo, che dovrebbe farvi riflettere. Colleghi, ponetevi allora delle domande e datevi delle risposte, se il Presidente della Repubblica ci ha messo così tanto tempo a firmare questo decreto-legge. Credo che i criteri di necessità e urgenza, soprattutto, non siano presenti nell'agenda degli italiani. Oggi gli italiani vi chiedono di avere altre risposte. Oggi, 18 dicembre, vi chiedono come potranno passare il loro Natale. I nostri commercianti, ristoratori, imprenditori e lavoratori vi chiedono se potranno aprire i loro esercizi commerciali e oggi - giovedì 18 dicembre - ancora non avete dato loro risposte. Credo che, anziché bloccare l'Assemblea a discutere di questo decreto insicurezza e illegalità (che è di fatto la rappresentazione plastica che siete un Governo lunare), dovreste - e vi prego di farlo - atterrare sulla terra, scendere dalla luna e immergervi nel Paese reale! Questo dovreste fare. E invece no, state sulla luna, distanti dai problemi degli italiani... (Brusio). PRESIDENTE . Senatrice Garnero Santanchè, mi scusi se la interrompo. Colleghi, per cortesia, non è obbligatorio rimanere in Aula, mentre lo è consentire alla collega di svolgere il suo intervento. Anche la Presidenza fa fatica a seguire. Oltretutto, la mascherina non ci agevola. Prego, senatrice Garnero Santanchè. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Grazie, signor Presidente. Gli italiani, cari colleghi, non vi stanno chiedendo di abolire i confini; gli italiani non vi chiedono di aumentare il traffico nel Mediterraneo delle ONG e degli scafisti; gli italiani non vi chiedono di aumentare il fatturato delle cooperative che si occupano della gestione dei migranti. Non vi chiedono tutto questo e, soprattutto, non vi chiedono di aumentare i morti nel Mediterraneo, perché è questo che, con il vostro decreto, succederà. Ricordatevi queste parole, perché quei morti peseranno sulle vostre coscienze. Infatti, è questo che fate oggi. Gli italiani vi chiedono ben altro. Capisco che questo è il più grande spot che state facendo, ma è pericoloso perché a tutte le miserie del mondo mandate il messaggio che possono venire nella nostra Nazione a fare tutto ciò che vorranno. Vi rendete conto dell'ingiustizia nei confronti degli italiani? Siete coloro che hanno limitato le loro libertà costituzionali. Certo, c'è una pandemia. Non siamo negazionisti, siamo consapevoli del momento. Ma proprio perché il momento è drammatico da un punto di vista sia sanitario, sia economico, cosa fate invece? Dividete gli italiani in cittadini di serie A e di serie B.