[sommcomm]

Il Relatore ritiene pertanto che la proposta sia conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. La Commissione prende atto. (COM)(2021) 21) Protezione dati personali Doc n. COM(2021) 21 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2014/41/UE per quanto riguarda l'allineamento alle norme dell'UE in materia di protezione dei dati personali (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) La senatrice MASINI ( FIBP-UDC ) introduce la proposta di direttiva proposta in esame, che interviene a modifica della direttiva 2014/41/UE, relativa all'ordine europeo di indagine penale, al fine di allineare le disposizioni sulla protezione dei dati personali, ai principi e alle norme contenuti nella direttiva (UE) 2016/680, sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, per fornire un quadro di protezione dei dati coerente nell'Unione. Si ricorda che la direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie  attuata in Italia con il decreto legislativo n. 51 del 2018  si applica al trattamento sia nazionale che transfrontaliero dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia e la prevenzione di minacce alla sicurezza pubblica (articolo 1, paragrafo 1). La proposta in esame comporta la soppressione dell'articolo 20 della direttiva 2014/41/UE, il quale dispone che il trattamento dei dati personali ai sensi della direttiva deve essere conforme alla decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio e ai principi della convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, del 28 gennaio 1981, e relativo protocollo addizionale. La direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie ha abrogato tale decisione quadro con effetto dal 6 maggio 2018. Ai sensi del suo articolo 59, i riferimenti alla decisione quadro si intendono fatti alla direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie. Il fatto che il paragrafo 1 dell'articolo 20 della direttiva 2014/41/UE faccia riferimento alla decisione quadro potrebbe generare confusione quanto alla questione se la direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie si applichi anche al trattamento dei dati personali relativi agli ordini europei di indagine nell'ambito di procedimenti non penali, che non rientrano nell'ambito di applicazione di quest'ultima direttiva. Pertanto è sufficiente la soppressione dell'articolo 20, paragrafo 1, per porre rimedio alla possibile ambiguità, con la conseguente applicazione della direttiva (UE) 2016/680 al trattamento dei dati personali di cui alla direttiva 2014/41/UE nel proprio ambito di applicazione. Anche il paragrafo 2 dell'articolo 20 della direttiva 2014/41/UE, che dispone che l'accesso ai dati personali sia limitato, fatti salvi i diritti dell'interessato, e che solo le persone autorizzate abbiano accesso a tali dati, risulta superfluo, in quanto la direttiva (UE) 2016/680, sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, e il regolamento (UE) n. 2016/679, sulla protezione dei dati, istituiscono un quadro completo sui diritti degli interessati e sugli obblighi del titolare del trattamento. Per quanto riguarda gli aspetti di valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, si osserva che la proposta individua come base giuridica l'articolo 16, paragrafo 2, del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria per stabilire le norme relative alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale e le norme relative alla libera circolazione di tali dati. Il principio di sussidiarietà è rispettato poiché, trattandosi di modificare un atto legislativo europeo (direttiva 2014/41/UE), solo l'Unione europea è abilitata a farlo. Inoltre, si tratta di intervenire in un ambito normativo, quello relativo al riconoscimento reciproco di decisioni adottate dagli Stati membri ai fini dell'acquisizione di prove, che per sua natura richiede di essere disciplinato a livello di Unione. La proposta rispetta inoltre il principio di proporzionalità considerato che si limita a quanto necessario per allineare la direttiva 2014/41/UE alla legislazione dell'Unione in materia di protezione di dati personali e in particolare alla direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, senza modificarne in alcun modo l'ambito di applicazione. Si osserva, infine, che in riferimento alla proposta in esame è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, elaborata dal Ministero della giustizia, che fornisce una valutazione positiva dell'atto, ritenuto conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. La Relatrice ritiene pertanto che la proposta sia conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. La Commissione prende atto. COM(2020) 798 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che abroga la direttiva 2006/66/CE e modifica il regolamento (UE) 2019/1020 Doc n. COM(2020) 798 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che abroga la direttiva 2006/66/CE e modifica il regolamento (UE) 2019/1020 (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 marzo. La senatrice MASINI ( FIBP-UDC ) svolge alcune considerazioni aggiuntive, rispetto alla relazione introduttiva svolta nella seduta del 9 marzo, con riguardo in particolare alle novità contenute nella proposta di regolamento e alla coerenza con la vigente normativa nei settori in cui essa incide. Ricorda, anzitutto, che la proposta di regolamento in esame abroga e sostituisce la direttiva 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori, al fine di modernizzarne il quadro legislativo, rafforzare il funzionamento del mercato interno dell'UE delle batterie, promuovere l'economia circolare chiudendo il circuito dei materiali e ridurre gli impatti sociali e ambientali per tutto il ciclo di vita delle batterie. Il quadro normativo vigente sulle pile, infatti, disciplina solo la fase finale del ciclo di vita delle batterie, mentre occorrono disposizioni che disciplinano anche gli aspetti delle fasi di produzione e di utilizzo delle batterie come le prestazioni elettrochimiche, la durabilità, le emissioni di gas a effetto serra o l'approvvigionamento responsabile.