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Ho apprezzato molto anche il fatto che in questa crisi, con questa emergenza, si sia pensato giustamente a far ripartire il bando «Sport e periferie», perché sappiamo quanto sia importante il ruolo dello sport nelle situazioni difficili anche dal punto di vista sociale ed economico, quanto sia importante aggregare i giovani, quanto sia importante, quindi, l'impatto sociale e culturale che questo ha. L'ho molto apprezzato. Allo stesso modo vorrei dire, con altrettanta franchezza, che fortunatamente lei ha fatto il suo mestiere anche nel cosiddetto decreto-legge rilancio, cioè ha fatto il mestiere di un Ministro che sa di essere competente sulle politiche giovanili e lo sport e si è adoperato per essi. Ovviamente adesso io ho sentito ciò che ci ha voluto anticipare, vedremo esattamente nel merito quali interventi conterrà il decreto-legge rilancio, interventi significativi che certamente tutti avremmo voluto moltissimo. Inoltre nel mondo dello sport non ci sono soltanto i grandi calciatori che guadagnano tanto, ma ci sono tantissime persone che anche con questa crisi hanno problemi di lavoro, quindi il bonus è importante, come lo sono l'intervento a favore di tutti questi soggetti, che lei ha annunciato, e è il fondo per il rilancio dello sport. Lei, Ministro, ha fatto bene il suo mestiere, ma purtroppo devo dire, con una punta critica, che, almeno dalle notizie che abbiamo circa il decreto-legge rilancio, non altrettanto hanno fatto altri Ministri, che magari avrebbero potuto avere più a cuore le questioni su cui hanno la delega. Io pertanto gliene do pienamente atto ed è importante che - dovrebbe valere per tutto, ce lo diciamo continuamente ma speriamo che lo sia per lo sport - che questa sia un'occasione. Dalle crisi si può uscire in due modi, come lei mi insegna: si può uscire facendo tanti passi indietro oppure facendo invece dei passi in avanti, cogliendone in qualche modo l'opportunità, facendo anche un passaggio di rinnovamento. Nel mondo dello sport c'è necessità di innovazione, con la possibilità di fare un salto di qualità, sia "ai piani alti", senatore La Russa, che ai piani cosiddetti bassi, quindi minori, che però riguardano milioni e milioni di famiglie, di persone e di giovani. Credo che quella di oggi sia anche un'opportunità per tutti noi che ci cimentiamo con questa crisi così devastante che ovviamente sullo sport - torno a ripeterlo - ha avuto un impatto profondo e lacerante: penso al rinvio delle Olimpiadi o anche ad eventi importanti per il nostro Paese, come ad esempio la partita inaugurale degli Europei di calcio, che doveva svolgersi a Roma. Sappiamo perfettamente poi quanto tutto questo non sia legato soltanto ad una questione di immagine, ma abbia un impatto economico notevole, notevolissimo, in una situazione in cui lo sport di base aveva già difficoltà e in cui il calcio stesso, non solo quello "alto", ma anche la serie B e la serie C hanno difficoltà economiche non indifferenti. Pensiamo a tutta la questione dei diritti televisivi. Conosciamo benissimo l'impatto della crisi anche sul fronte occupazionale, che riguarda direttamente non solo le società sportive e di calcio, ma anche tutto il mondo di coloro che nelle radio e nelle televisioni si occupano dalla mattina alla sera di sport e di calcio. Tra le altre cose, signor Ministro, quando dico che questa è un'occasione è perché non possiamo nasconderci la verità. Anche nel calcio professionistico c'è una crisi profonda: questo è il punto. L'attuale emergenza arriva in una situazione già molto difficile, con una crisi non indifferente, che ha avuto conseguenze, con una gestione sui bilanci a dir poco creativa, ad esempio. Sappiamo tutti i problemi che ci sono e, soprattutto, conosciamo quello che è accaduto negli ultimi dieci anni. Credo quindi, signor Ministro, che la sua azione potrà essere assolutamente meritevole, se noi cogliamo questa occasione per rinnovare e innovare. Arrivando a ciò che sta a cuore a tutti, vale a dire il famoso dibattito sulla ripresa del campionato. Anch'io sono una tifosa come la collega Sbrollini e da tifosa - sarò una tifosa diversa, non lo so, forse «città che vai, tifosi diversi che trovi» - dico che per me, come tra l'altro anche moltissime associazioni di tifosi hanno testimoniato in queste settimane, la priorità, il problema fondamentale, la questione centrale per tutti è quella di poter riprendere in sicurezza. (Applausi) . Quindi non ci possono essere delle zone franche, come diceva prima il collega La Russa. Non dimentichiamo che, all'inizio di questa pandemia, c'è stato un impatto sul mondo del calcio perché moltissimi sono stati trovati positivi. Devo ricordare la famosa partita Lecce-Atalanta? Vogliamo ricordarcela? Non possiamo dimenticare quello che ci è accaduto poco tempo fa. La priorità assoluta è quindi la sicurezza e in questo senso, signor Ministro, sottoscrivo il modo in cui lei si è mosso e la sua prudenza estrema, perché il calcio è uno sport di contatto. Mi avvio rapidamente a concludere. Il 18 riprenderanno gli allenamenti collettivi, come lei ha annunciato; c'è un protocollo fatto dalla FIGC. Se tutta la nostra vita, la vita di ogni cittadino, è condizionata dal comitato tecnico-scientifico, mi chiedo per quale motivo ciò non debba avvenire anche per il mondo dello sport. Oltretutto sapendo che si tratta di una situazione delicata, perché, se si verificano casi, devono accettare di starsene due mesi in clausura ed è evidente a tutti che lì il rischio è maggiore. Noi qui veniamo giustamente richiamati dagli assistenti parlamentari ogni volta che ci avviciniamo un po' di più agli altri (e non è che ci abbracciamo o gioiamo), pensate voi che cosa può accadere nel mondo del calcio e degli altri sport. Le ripeto, signor Ministro, che noi di Liberi e Uguali - ma credo di parlare anche a nome di altri colleghi - condividiamo pienamente e totalmente il modo in cui lei si è mosso, perché ciò è avvenuto all'insegna della prudenza. Questo significa rispettare lo sport e significa rispettare innanzitutto la salute dei cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Ministro, signor Presidente, colleghi, io do un giudizio globalmente positivo dell'insieme delle scelte fatte per contrastare l'emergenza coronavirus nell'ambito sportivo. Vorrei utilizzare il tempo che mi è stato concesso per sviluppare alcune considerazioni che mi serviranno per formulare un apprezzamento, per esprimere una preoccupazione e un auspicio e per rivolgere al Ministro - me lo permetterà - una sollecitazione ad accelerare alcune scelte e possibilmente a rivederne altre. L'apprezzamento molto convinto lo faccio per l'attenzione che ha dimostrato anche quest'oggi per il mondo dello sport di base. Dobbiamo abituarci a considerare lo sport di base per quel che realmente è, cioè un anello decisivo del nostro welfare , del nostro Stato sociale, e un tassello fondamentale, con una grande rilevanza politica, delle politiche del nostro Paese per la salute psichica, fisica e sociale dei nostri cittadini. Non dobbiamo mai smarrire questa consapevolezza nel compiere le scelte.