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L'intero articolo 2, infatti, prevede che – una volta approvato il PNP – le regioni integrino i propri Piani regionali con una sezione specificatamente dedicata alle politiche di sanità pubblica veterinaria, nel rispetto della divisione delle competenze previste dalla Costituzione e nell'ambito delle intese della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, come peraltro già avviene nella fase di redazione dei Piani nazionali della prevenzione. Nelle more dell'approvazione del nuovo PNP, l'articolo 2 prevede che sia stilato un documento provvisorio di pianificazione delle politiche – a livello nazionale e a livello regionale – per perseguire gli obiettivi di cui allo stesso articolo. L'articolo 3 prevede che il sistema informativo per il funzionamento delle reti di epidemio-sorveglianza di cui al decreto del Ministro della salute 7 dicembre 2017, di seguito denominato Classyfarm , monitori e analizzi i dati relativi al benessere e alla sicurezza alimentare e indirizzi gli interventi in allevamento per renderli conformi agli standard di biosicurezza previsti dalla normativa vigente, assicuri la raccolta, la gestione e l'interscambio delle informazioni tra l'operatore del settore alimentare che alleva animali destinati alla produzione di alimenti e le autorità competenti del settore veterinario, della sicurezza alimentare e dei mangimi di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 193 del 2007. Laddove il sistema Classyfarm evidenzi l'alta qualità del processo in termini di rispetto degli standard di sicurezza alimentare e benessere animale, è rilasciata da parte del Ministero della salute, previa comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, una certificazione di salubrità del processo di allevamento da apporre sul prodotto commercializzato al fine di informare il consumatore. L'articolo 4 è invece dedicato a misure di epidemio-sorveglianza e gestione della fauna selvatica: si introducono programmi regionali di sorveglianza della fauna selvatica al fine di tutelare la sanità animale e la salute pubblica, nel rispetto dei princìpi di biodiversità. Tali programmi, adottati da ogni regione in collaborazione coi propri servizi veterinari, hanno lo scopo di monitorare i rischi sanitari legati al proliferare della fauna selvatica, coordinando le attività di soccorso e controllo, elaborando mappe di rischio, alimentando una raccolta di dati a livello nazionale, elaborando linee guida, valorizzando la collaborazione con gli enti di gestione faunistico-venatoria, promuovendo adeguata formazione sulla fauna selvatica, vietando attività di soccorso non coordinate. Inoltre, il suddetto articolo 4 prevede al comma 2 che le regioni possano sviluppare ulteriori interventi volti all'adozione di piani di contenimento della fauna selvatica esercitati selettivamente, previo parere obbligatorio e non vincolante dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e in conformità con i Piani regionali della prevenzione. Inoltre, il comma 3 prevede linee guida regionali per la commercializzazione e il consumo delle carni di selvaggina cacciata o derivante da piani di controllo, assicurando certezza di tutela della salute pubblica e controllo delle carcasse presso strutture autorizzate. I piani di contenimento di cui al comma 2 dell'articolo 4, infine, sono coordinati da ufficiali o agenti del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, anche con la partecipazione di guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni regionali e provinciali, nonché di coadiutori al controllo faunistico, muniti di licenza di porto di fucile previa abilitazione rilasciata a seguito di corsi di formazione. Tali attività, secondo il comma 5 dell'articolo 4, non costituiscono attività venatoria. L'articolo 5 prevede un chiarimento di natura ordinamentale relativo alla farmaco-sorveglianza, che costituisce ambito operativo dell'area C, responsabile per l'allevamento degli animali, la produzione animale e sottoprodotti, dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali. In questo senso, l'articolo assicura per legge che i servizi sanitari regionali garantiscano adeguata articolazione regionale del suddetto ambito operativo. L'articolo 6, infine, stabilisce che il direttore generale della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, quale capo dei servizi veterinari italiani, svolga funzione di coordinamento della rete dei responsabili dei servizi veterinari regionali.. 1 (Finalità e princìpi generali) 1 Nel rispetto dei princìpi di tutela della salute di cui all'articolo 32 della Costituzione, la presente legge è finalizzata alla valorizzazione e al rafforzamento del sistema di prevenzione, programmazione e controllo della sanità pubblica veterinaria, con particolare riferimento alla salute e alla sicurezza alimentare, mediante: a il potenziamento del sistema della sanità pubblica veterinaria di prevenzione e controllo del Servizio sanitario nazionale (SSN), nell'ambito degli strumenti di pianificazione nazionali in capo al Ministero della salute; b il potenziamento delle buone pratiche già in uso da parte del sistema della sanità pubblica veterinaria e lo sviluppo di metodiche omogenee per garantire la sicurezza alimentare e valutare la corrispondenza dei processi in uso da parte degli operatori della filiera degli allevamenti a criteri standard di conformità, in grado di stabilire il fattore rischio in termini di bio-sicurezza della filiera stessa; c misure di carattere organizzativo volte a migliorare il sistema di governance della sanità pubblica veterinaria. 2 (Piano nazionale della prevenzione) 1 Gli obiettivi della sanità pubblica veterinaria e gli interventi di prevenzione, vigilanza e controllo veterinari sono stabiliti e aggiornati in un'apposita sezione da istituire nel Piano nazionale della prevenzione (PNP). 2 La sezione del PNP di cui al comma 1 determina gli obiettivi generali e specifici di prevenzione e controllo veterinario di rilievo nazionale, individua gli standard minimi, le modalità di verifica e gli indicatori di monitoraggio del conseguimento degli obiettivi, nonché gli standard nazionali in materia di sicurezza alimentare, sanità e benessere animale e tutela degli animali d'affezione. 3 La sezione del PNP cui al comma 1 è adeguata periodicamente sulla base degli aggiornamenti periodici previsti per il PNP nel suo complesso, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. 4 Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle more dell'aggiornamento del PNP, il Ministro della salute, sentito l'Istituto superiore di sanità, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adotta un documento di programmazione provvisorio secondo le finalità e gli obiettivi dei commi 1 e 2, sentito il parere della Federazione nazionale ordini veterinari italiani.