[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.5, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.70, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.6, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.7, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.9 e 1.0.10 sono improponibili. L'emendamento 1.0.11 è accantonato. Passiamo all'emendamento 1.0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.12, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Siamo pronti a sciogliere la riserva sull'emendamento 1.7 (testo 2)/462, senatore Santillo? SANTILLO, relatore . Signor Presidente, per scegliere una formulazione che sia la più chiara possibile, al termine della formulazione prima dichiarata, che ho poc'anzi letto si aggiungono le seguenti parole: «per gli stessi Comuni:» e tutta la parte del 20- ter che sono i punti a), b) e c). PRESIDENTE . Dunque lei ha modificato il comma 20- bis , aggiungendo le parole «per gli stessi Comuni: », ed ha eliminato il primo capoverso del comma 20- ter , aggiungendo al comma 20- bis le lettere a), b) e c). Il comma 20- quater rimane invece invariato, diventando però 20- ter . SANTILLO, relatore . È esatto. PRESIDENTE. Allora, provo a ripetere quanto ho capito e lei mi dirà se corrisponde o se ho sbagliato. Il capoverso 20- bis è sostituito con il seguente: «Per il periodo di vigenza del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, sono fatti salvi gli effetti dell'articolo 1, comma 912, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per i soli Comuni che, alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, abbiano avviato l' iter di progettazione per la realizzazione degli investimenti di cui all'articolo 1, comma 107, della legge 30 dicembre del 2018, n. 145, e non hanno ancora avviato l'esecuzione dei lavori. Per gli stessi Comuni: a) il termine di cui all'articolo 1, comma 109, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è differito al 10 luglio 2019; b) il termine di cui all'articolo 1, comma 111, primo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è differito al 31 luglio 2019; c) il termine di cui all'articolo 1, comma 111, ultimo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è differito al 15 novembre 2019. Il capoverso 20- quater diventa 20- ter e rimane invariato: «Il Ministero dell'interno provvede, con proprio decreto, all'attuazione delle disposizioni di cui al comma 3- bis , nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato». Chiedo al relatore se tale formulazione è corretta. SANTILLO, relatore . Sì, signor Presidente, è corretta. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/462 (testo 2), presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.7 (testo 2)/466 risulta pertanto assorbito. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2), precedentemente accantonato. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, siamo all'emendamento al quale ho accennato già in precedenza a proposito dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3) del collega Patuanelli. È il famoso emendamento 1.7 (testo 2), a firma della senatrice Pergreffi, che, nella comunicazione, è passato come la sospensione del codice degli appalti. Esso conteneva tutta una serie di punti piuttosto negativi, alcuni molto negativi, alcuni dei quali sono stati emendati dal collega Patuanelli e di questo gli do atto. Faccio un esempio a proposito dell'offerta economicamente più vantaggiosa, si ripristina il tetto di trenta punti su cento per aggiudicare la gara. Ma per me rimane tutta intera in questo emendamento, o in quel che resta di esso, perché è un testo sul quale andrebbero fatte molte cancellature per capire ciò di cui stiamo parlando, la parte più negativa del decreto-legge n. 32 del 2019, cioè quella in cui si decide di sospendere il divieto del ricorso all'affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori. In pratica si demolisce in modo devastante il cardine principe del codice: la centralità della progettazione, la terzietà del progettista rispetto all'impresa, la qualità della progettazione. Queste erano tutte cose - per questo prima ho richiamato il collega della scorsa legislatura nella mia Commissione, senatore Cioffi - sulle quali nella precedente legislatura avevamo lavorato con i 5 Stelle in modo assolutamente unanime, in sintonia totale. Infatti, tornare all'impresa che fa il progetto, cioè all'appalto integrato sulla base del definitivo, significa dar vita a quanto abbiamo assistito (varianti incredibili, ricorsi e contenziosi, riserve quotidiane) senza alcuna tutela della qualità della progettazione, a vantaggio soltanto, non delle imprese (che neanche lo vogliono questo emendamento), ma delle imprese scorrette, facendo venir meno ancora una volta un elemento sul quale eravamo quasi tutti d'accordo nella scorsa legislatura, punendo i progettisti, mettendoli alla mercé delle imprese. Questa è l'operazione che si fa. Francamente mi dispiace che non ci sia il ministro Toninelli, perché ho la sensazione che gli sfugga la portata della famosa lettera b) del primo comma dell'emendamento della collega Pergreffi. Sono convinto che se ci avesse messo un po' di attenzione sarebbe stata d'accordo con le cose che sto dicendo, perché è una norma che ci porterà esattamente a tutte le devastanti, disastrose negatività che con il codice avevamo provato a cancellare. Altro che norma criminogena, è peggio.