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Pensavamo che fosse effettivamente l'alba perché ritenevamo finalmente che sia il Governo precedente che quello attuale si sarebbero occupati di questo terremoto in maniera più seria e pensavamo, in realtà, che questo Governo avrebbe avuto il coraggio e la competenza di farlo in modo organico, in quanto disponibile ad ascoltare i territori perché, Presidente, è passato effettivamente tantissimo tempo, ma soprattutto perché c'erano state numerose occasioni per approfondire la materia. Abbiamo discusso, infatti, di sei decreti; su di essi ci siamo divisi e confrontati e abbiamo ascoltato dai territori sempre le medesime cose. Ne abbiamo parlato in occasione del decreto terremoto di Gentiloni Silveri nella scorsa legislatura, del decreto milleproroghe, del decreto per il ponte di Genova, dello sbloccacantieri e anche della legge di bilancio dello scorso anno. Immaginavamo che si potesse aprire una stagione di confronto anche con noi delle opposizioni per redigere un testo che finalmente rappresentasse la speranza della partenza di questa ricostruzione che, come è stato ampiamente ricordato anche dagli stessi rappresentanti della maggioranza, è ferma a percentuali ridicole che girano intorno al 3-5 per cento. Dopo tre anni e mezzo sembrerebbe effettivamente poco. Invece non avevamo fatto i conti con le esigenze della politica, delle passerelle e della campagna elettorale del Governo in Umbria, né con la disperazione delle forze del Governo e con la volontà di pensare che un decreto-legge, anche se vuoto, rappresenta comunque un momento d'interesse da parte della maggioranza sull'argomento al fine di aiutare l'agonizzante alleanza di Governo a ottenere un risultato migliore di quello realizzato finora. Così però non avete raggiunto l'obiettivo e abbiamo perso anche noi, purtroppo, perché ci siamo ritrovati di fronte a un decreto-legge, come dicevo in precedenza, completamente vuoto che, sarà inutile per queste popolazioni. Nel passaggio parlamentare alla Camera avevamo chiesto al Governo e anche alla stessa maggioranza che si inaugurasse una stagione di confronto con tutti i soggetti interessati, per affrontare in maniera organica la ricostruzione, ma soprattutto che attraverso i nostri emendamenti venissero accolte le istanze provenienti dal territorio. Invece, l'atteggiamento di totale chiusura della maggioranza, con la bocciatura di tutte le nostre proposte, ha impedito che si potesse approvare un decreto-legge che puntasse a risolvere i problemi, piuttosto che spostarli in avanti nel tempo. Come ho già avuto modo di evidenziare anche nel corso dell'esame in Commissione, ci saremmo sicuramente aspettati qualcosa di più significativo e al riguardo fra le tante carenze del provvedimento non può non rilevarsi la mancanza di un vero ed effettivo confronto con le parti interessate. Da parte di Fratelli d'Italia non c'è stato alcun ostruzionismo: le accuse che ci sono state rivolte dalla maggioranza in questi giorni sono risibili e rappresentano una scusa dietro cui celare l'amara verità di un decreto-legge risolutivo vuoto. Che senso ha, a questo punto, audire gli esponenti locali, se poi nel provvedimento non sono tenute in considerazione le loro osservazioni? Che dire poi degli interventi degli auditi? Sono stati particolarmente significativi e importanti, soprattutto in termini di criticità. Ci sembra grave e assurdo, pertanto, che questa maggioranza abbia deciso di blindare il provvedimento già licenziato dalla Camera, escludendo qualsiasi modifica migliorativa qui a Palazzo Madama. La maggioranza farebbe bene a riflettere sul proprio comportamento, che nei fatti è una grande presa in giro. Il provvedimento d'urgenza in titolo nasce da questa constatazione di mancato confronto con le parti e, partendo da un'impostazione iniziale chiaramente inadeguata, nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento è stato arricchito di numerose previsioni che hanno cercato di renderne più incisiva la portata e di allargarne anche l'ambito di operatività. Alcune di queste, ad esempio, come quella in materia di edifici scolastici ovvero quella sulle problematiche concernenti la rimozione delle macerie, sono state introdotte anche grazie al contributo della maggioranza: ciò non toglie, però, che si sia ancora lontani dall'assicurare il livello d'intervento necessario a fronte delle problematiche in esame. Emerge nuovamente la particolare necessità di misure ulteriori che operino sul versante di una maggiore semplificazione procedurale e pongano rimedio alla carenza di personale che inevitabilmente pregiudica l'efficacia dell'azione amministrativa. In questo caso, cioè, mettiamo ancora più burocrazia. Aggiungo ancora che la scelta di privilegiare il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso per l'affidamento degli incarichi di progettazione e dei servizi di architettura, ingegneria e altri servizi tecnici, come la programmazione urbanistica, ci sembra assolutamente non condivisibile in quanto tale criterio risulta palesemente disfunzionale rispetto ad affidamenti che per essere svolti in modo adeguato chiedono prestazioni di elevata qualità professionale e non sicuramente di chi fa un prezzo inferiore. Lo stesso vale per le modifiche introdotte dall'articolo 2 del decreto-legge, che interviene in materia di disciplina di ricostruzione pubblica e privata. Sebbene si possano comprendere le ragioni ispiratrici della previsione, riteniamo certamente irrealistiche le modalità attuative della medesima, in particolare nella parte in cui si prevede che gli altri comproprietari o soggetti legittimati siano avvisati a mezzo lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, o tramite posta elettronica. L'esperienza, per chi abita lì, ha dimostrato più volte che nelle piccole realtà locali, come quelle interessate dagli eventi sismici in questione, spesso la proprietà degli immobili è condivisa fra una molteplicità di soggetti, alcuni dei quali, a volte irrintracciabili, effettivamente non si riescono a trovare. Invece, non è andata così. La maggioranza e il Governo, ancora una volta, sono stati sordi a qualsiasi tentativo di correzione e hanno preferito invece proseguire verso una direzione sbagliata, come abbiamo ascoltato in Commissione dai sindaci di Norcia e Visso e dalle reti delle professioni tecniche. Il quadro procedurale in esame, comunque, continua, come dicevo, ad essere estremamente complesso. Questi territori hanno bisogno di avere una prospettiva. Non hanno bisogno di una velocizzazione della ricostruzione, ma di una politica concreta. È ancora più grave che il tema del dissesto idrogeologico sia completamente sparito dall'agenda di questo Governo. Spiace doversi ripetere, ma questa maggioranza va a dilapidare le risorse importante per aiutare il territorio e invece continua a darle per il reddito di cittadinanza. Questo provvedimento è vuoto come la vostra azione di Governo; è inutile, come i mesi che stanno passando senza che scelte strategiche siano prese per il futuro dell'Italia. Per l'ennesima volta, avete preso in giro gli italiani, mentre bastava pochissimo per trovare una sintesi tra la maggioranza e l'opposizione e per cercare effettivamente di dare una risposta chiara a queste persone che aspettano da troppi anni. Per questa ricostruzione siamo soltanto al 3 per cento. Quindi, il Governo ha fallito completamente con questo decreto. (Applausi dal Gruppo FdI) .