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Ed è proprio l'articolo 1 del provvedimento che definisce in modo inequivocabile l'obiettivo della misura che ridefinisce il modello di benessere collettivo adottato fino ad ora dallo Stato italiano, abbandonando per sempre l'attuale organizzazione frammentaria e indirizzando le scelte politiche verso l'adozione di un sistema volto a ridurre l'esclusione sociale e ad accrescere la possibilità di sviluppo di ciascun individuo nell'ambito della moderna società organizzata. I meccanismi attraverso cui realizzare tale obiettivo vanno ricondotti dunque a una misura unica fondamentale di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale, volta a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione, attraverso politiche dirette al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti a rischio di marginalità, nella società e nel mondo del lavoro, in piena attuazione dell'articolo 38 della nostra Costituzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Dunque una misura di sostegno al reddito, ma non solo, una misura proattiva, un grande investimento nei centri per l'impiego, nell'interoperabilità delle banche dati e nelle politiche attive del lavoro. Chi sono i beneficiari del reddito di cittadinanza? Si tratta di nuclei familiari che sotto il profilo del reddito e del patrimonio possiedono un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 9.360 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare fino ad un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di 5.000 euro per ogni componente con disabilità. Il beneficio economico è composto da due elementi: uno ad integrazione del reddito familiare, fino alla soglia di 6.000 euro annui moltiplicati per uno se si tratta di un nucleo familiare formato da un solo individuo e aumentato di 0,4 per ciascun componente maggiorenne o di 0,2 per ciascun componente minorenne del nucleo familiare; l'altro elemento che compone il beneficio economico copre le spese per i beneficiari residenti in abitazione in locazione fino a un massimo di 3.360 euro annui, o per i nuclei residenti in abitazioni di proprietà e per le quali è stato acceso un mutuo. Il beneficio in questo caso copre le spese fino a un massimo di 1.800 euro annui. Per comprendere meglio come è composto il beneficio e quale sarebbe il sostegno al reddito per le famiglie, vorrei portare in Assemblea alcuni esempi. Una famiglia composta da due adulti e un figlio minore percepirà un beneficio comprensivo di rimborso per le spese di affitto pari a 1.080 euro; una famiglia composta da due adulti e tre minori percepirà un beneficio comprensivo di rimborso per le spese di affitto pari a 1.280 euro; una famiglia composta da due adulti e quattro figli minori percepirà un beneficio comprensivo di rimborso per le spese di affitto pari a 1.330 euro. Il reddito di cittadinanza non è però solo un sostegno al reddito, ma una misura proattiva collegata all'inserimento nel contesto sociale e lavorativo del cittadino. È previsto infatti un sistema di condizionalità collegato al godimento del beneficio che si estrinseca nel Patto per il lavoro e nel Patto per l'inclusione sociale. Tali condizioni contengono la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, l'adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo o all'inclusione sociale, che comprendono accanto a specifici percorsi formativi e di ricerca attiva del lavoro, anche attività di servizio per la comunità, riqualificazione professionale, completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all'inclusione sociale e all'inserimento nel mercato del lavoro. Al rispetto delle suddette condizioni sono tenuti tutti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e non frequentanti un regolare percorso di studio o di formazione. Elemento di novità, inoltre, è che da tali obblighi possono essere esonerati i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza, nel nucleo familiare, di soggetti minori di tre anni di età, ovvero con disabilità grave o non autosufficienza. A questo proposito vorrei anche spiegare all'Assemblea il motivo per il quale non sono stati accolti alcuni emendamenti, che collegavano il carico di cura ad un comma della legge di stabilità del 2017, in materia di caregiver . Dato che la figura del caregiver non è ancora normata e che in questo momento, in Commissione Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, è stato costituito un Comitato ristretto, che si occuperà di elaborare un testo proprio su tale fattispecie, da relatrice ho ritenuto opportuno lasciare l'elaborazione della normativa a tale Comitato ristretto e a quello che poi la Commissione vorrà mettere in atto sulla figura del caregiver . Con riguardo alla nozione di offerta di lavoro congrua, si fa rinvio ai criteri posti dal decreto ministeriale del 10 aprile 2018 relativamente alla coerenza dell'offerta con i profili professionali, alla tipologia contrattuale ed alla misura della retribuzione, che in verità è stata in parte modificata, in quanto il decreto ministeriale sull'offerta di lavoro congrua faceva riferimento al 20 per cento in più rispetto all'ultima NASPI percepita dal beneficiario. Essendo però, in questo caso, il beneficiario del reddito di cittadinanza non un beneficiario di NASPI e cambiando la normativa, abbiamo ritenuto opportuno accogliere l'emendamento in tal senso, riguardante la retribuzione congrua. Nello specifico, la distanza dell'offerta di lavoro dal luogo di residenza, invece, è incrementata fino a comprendere l'intero territorio nazionale al crescere della durata del godimento del reddito di cittadinanza e in relazione al numero di offerte rifiutate. (Brusio). Signor Presidente, le chiedo se è possibile limitare un po' il brusìo dei colleghi, perché altrimenti devo alzare la voce. (Richiami del Presidente). Inoltre, ai fini della valutazione della congruità della distanza rileva anche la circostanza che nel nucleo familiare siano presenti o no componenti con disabilità. Anche in questo caso, come dicevo all'inizio, sono state apportate delle modifiche di maggior favore per le famiglie che, all'interno, hanno componenti con disabilità. Come incentivo all'immediata occupabilità del beneficiario si prevede che, qualora sia accettata un'offerta relativa ad un luogo di lavoro situato ad oltre 250 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario, il medesimo continua a percepire il reddito di cittadinanza, a titolo di compensazione delle spese di trasferimento sostenute, per i successivi tre mesi dall'inizio del nuovo impiego, elevati a dodici mesi nel caso in cui siano presenti nel nucleo familiare componenti di minore età, ovvero componenti con disabilità. Per quanto concerne la richiesta, il riconoscimento e l'erogazione del beneficio, quest'ultimo può essere chiesto presso gli uffici di Poste Italiane o mediante un canale telematico o presso un centro di assistenza fiscale. Il riconoscimento da parte dell'INPS avviene entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda al medesimo INPS.