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tra l'altro, questa è un'Assemblea un po' distratta per una commemorazione, mi si consenta almeno questo. Userò poche parole perché, per chi ama il cinema, per chi ha tentato di farlo, per chi semplicemente si trova anche per caso a farlo, figure come quella di Bernardo Bertolucci sono un punto di riferimento: appartengono alla storia del nostro Paese, non solo alla storia del cinema, ma alla storia culturale, alla storia migliore di questa Italia, che tra l'altro ha guadagnato notorietà nel mondo. È inutile che ricordi che i film di Bernardo Bertolucci sono considerati una delle espressioni più alte, più complesse e più compiute dell'arte cinematografica italiana. L'incontro e il sodalizio con Pasolini furono determinanti per Bertolucci. Non è un caso che la poesia di Pasolini sia nei film di Bernardo Bertolucci e che il padre Attilio sia stato una delle prime figure di riferimento per lo stesso Pasolini, quando si presentò senza praticamente nulla e iniziò a Roma il suo percorso cinematografico. Io però vorrei anche sottolineare come la scomparsa di artisti come Bernardo Bertolucci sia non solo una perdita culturale enorme ma che abbia anche un risvolto, se vogliamo, pratico, concreto, ovvero il fatto che mancherà un punto di vista illuminante, mediato attraverso i suoi film (nel caso di Pasolini attraverso i suoi scritti oltre che ai suoi film), su quel che accade, sulla storia, sui rapporti umani, sulla società. I film, infatti, sono il prodotto di quello che il regista osserva e vede e che di suo immette nella propria opera. Quindi il discorso è ricco e complesso, tra l'altro esteticamente assolutamente di pregio (pensate al sodalizio con Vittorio Storaro). Insomma è importante perché non avere più quello sguardo sulla realtà, non avere più quel punto di riferimento oltre a rattristarci, in qualche modo ci disorienta. L'unico rimedio che abbiamo è tornare a rivedere i suoi film che sono il patrimonio, sono il testamento culturale di un regista, che sopravvivono alla morte di chi li ha girati e che permettono di ritrovare, di rivedere la storia, soprattutto la storia d'Italia. Pensate a film come «Il conformista» o come «Novecento», film straordinari che contengono molto di più di quello che le immagini riescono in prima battuta a trasmettere. Quindi, naturalmente è una grandissima ferita culturale, umana e artistica e se vogliamo anche poetica dal momento che viene a mancare veramente una delle voci più importanti della nostra cultura. (Applausi dai Gruppi M5S e dei senatori Rampi e Rufa). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, in queste ultime ore siamo stati tutti colpiti dalla morte di un altro dei grandi maestri del cinema italiano che ci ha lasciato: Bertolucci ha rappresentato, nella sua lunga carriera, la grande evoluzione del cinema italiano. Quel cinema che è diventato grande per il suo modo di guardare il mondo, la realtà. In molti suoi film vi è anche un connubio con il mondo della letteratura che molto spesso - penso a «Il conformista» - ha fatto rivivere, attualizzandoli, i contenuti delle grandi opere. Lo dico anche da romana: è stato incredibile il rapporto di Bertolucci con questa città, con la nostra Roma e con le immagini: penso a quell'immagine dell'EUR nel film «Il conformista», con tutto ciò che comportava. Ricordo poi l'altro grande incontro che ha segnato profondamente la sua opera, quello con Pasolini. Sono stati i due grandi che hanno dato lustro non soltanto alla poesia, alla letteratura e al cinema ma che hanno dato una possibilità di vicinanza e di reinterpretazione della storia e del suo rapporto con gli ultimi che è stata impareggiabile. Vorrei ricordare i riconoscimenti che ha ricevuto a livello internazionale: l'Oscar per il film «L'ultimo imperatore», il Leone d'oro, tutti i premi alla carriera che sono assolutamente fondamentali e importanti e hanno dato grande lustro al nostro Paese. Vorrei quindi proporre al Presidente, dato che in queste ore c'è la camera ardente in Campidoglio a conferma del grande rapporto del maestro con la città, l'opportunità di organizzare in Senato, in modo meno estemporaneo, un omaggio a questo grande maestro del cinema italiano, colui che ha voluto e ha saputo interpretare - penso al film «Novecento» - la storia degli ultimi e dei più poveri all'interno della grande storia, nobilitandoli molto. Quindi esprimiamo il nostro rammarico per questa perdita, ma anche l'orgoglio, come Paese, per aver avuto un grande maestro come Bertolucci. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e M5S e del senatore Rampi) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, anche il nostro Gruppo vuole ricordare oggi la figura di un grande maestro della settima arte, Bernardo Bertolucci, che lascia un grande vuoto. Sono stati già ricordati i suoi capolavori, come «L'ultimo imperatore», «Il tè nel deserto», «Novecento» e anche film molto discussi, tra comunismo e fascismo, su momenti di grande passaggio. Quelli appena citati sono solo alcuni dei grandiosi successi di quello che è stato comunque un figlio della nostra Italia. Bertolucci ha dato lustro alla Nazione, vincendo qualsiasi premio, compresi un Oscar come migliore regista e un Leone d'oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia. Quindi, come dicevamo, egli lascia un grande vuoto nei suoi familiari, ma anche in noi, che abbiamo avuto il privilegio di essere spettatori dei suoi film. Diciamo addio a questo grande maestro e continueremo a seguire la sua arte, che invece resterà scolpita in eterno, attraverso i suoi film. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Lupo e Rampi) . Discussione del disegno di legge: Doc 886 Conversione in legge del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 886. Ilrelatore, senatore Fenu, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FENU, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, con le misure contenute nel decreto-legge in esame veniamo incontro alle esigenze delle persone che si sono trovate in difficoltà a causa della crisi economica e della pressione insostenibile del nostro sistema tributario. Non parliamo dei grandi evasori, esclusi da questo provvedimento, ma di quei contribuenti che non sono stati in grado di pagare le tasse per una situazione economica oggettivamente penalizzante. Veniamo inoltre incontro alle imprese, in particolare alle piccole imprese, introducendo misure finalizzate a ristabilire un nuovo rapporto di fiducia tra fisco e contribuente quale necessaria premessa per l'avvio di un graduale processo di riduzione della pressione fiscale e di semplificazione del sistema impositivo. Con il decreto-legge in esame diamo quindi un segnale a quel nuovo ceto sociale debole e ai nuovi poveri, che i Governi precedenti spesso non hanno saputo riconoscere.