[sommcomm]

Denuncia il mancato accoglimento delle istanze provenienti dalle categorie produttive e ritiene errato prendere in considerazione, come parametro di riferimento temporale per l'attivazione dei ristori, il mese di aprile 2019, perché, così facendo, si escluderebbero le imprese stagionali che, ad aprile 2019, ovviamente erano chiuse per via della mancato inizio della stagione turistica. Quindi, invita il Governo a valutare come arco temporale di riferimento il fatturato prodotto nel trimestre, seguendo la logica di filiera in virtù della quale devono essere incluse negli aiuti economici tutte le imprese appartenenti alla stessa filiera. Ricorda, infine, come, in questi mesi, si sarebbe dovuto investire nel settore dei trasporti, perché proprio tali carenze infrastrutturali determinano la diffusione del virus tra coloro che fanno uso dei mezzi pubblici per spostarsi nelle nostre città. Interviene la senatrice PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ), denunciando l'insufficienza e l'inadeguatezza delle misure fin qui adottate e prendendo come parametro esemplificativo la posizione dei proprietari degli immobili ad uso commerciale nei confronti dei quali non è stato predisposto alcun tipo di ristoro economico. Stigmatizza, poi, i ritardi nell'erogazione della cassa integrazione e giudica nel complesso inadeguati gli interventi adottati dal Governo negli ultimi mesi, ritenendoli non all'altezza delle emergenze economiche aggravate dalla pandemia. Interviene la senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ), sottolineando che le misure adottate non hanno tenuto conto delle proposte pervenute dalle associazioni di categoria. Evidenzia come la necessità di ricorrere a un secondo "decreto Ristori" dimostri plasticamente l'inadeguatezza del primo decreto. Peraltro, rimarca la disponibilità e la collaborazione offerte dalle opposizioni anche presso la Commissione istruzione, in sede di votazione del parere. Denuncia la necessità di apportare adeguate correzioni al decreto, soffermandosi in particolare sul problema dei mancati codici ATECO, sulla necessità di procedere ad interventi di defiscalizzazione in favore dei lavoratori del settore dello spettacolo e sull'esigenza di instaurare un tavolo di confronto con gli operatori del settore dello spettacolo, della cultura e dello sport particolarmente colpiti dalle misure restrittive. Sottolinea come i ritardi del Governo siano stati aggravati dalla mancata emanazione dei decreti attuativi dei diversi provvedimenti normativi primari. Stigmatizza l'opinione di chi ha giudicato attività non essenziali quelle connesse al mondo dello sport e dello spettacolo, trascurando invece il fatto che tali attività sono trainanti rispetto all'indotto, dando quindi lavoro a molti cittadini. Conclude, poi, facendosi portavoce dei problemi della sua città, Parma, che ha dovuto annullare e sospendere importanti eventi e rappresentazioni culturali in calendario nei musei, nonché nel Teatro Regio. Raccomanda, quindi, al Governo di prendere in dovuta considerazione le necessità e le emergenze della città emiliana. Sottolinea, infine, come vi sia stata la massima collaborazione da parte delle opposizioni e come, tuttavia, nonostante la buona volontà e lo spirito di leale cooperazione, buona parte delle proposte dei Gruppi di minoranza siano state disattese. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) pone l'accento sulla sofferenza di diversi settori produttivi, tra cui quello della distribuzione di cibi e bevande, che dà lavoro a circa 30.000 persone alle dipendenze di 3000 aziende, senza dimenticare poi il settore preposto alla ristorazione per le mense universitarie e degli uffici pubblici. Ricollegandosi ad un recente approfondimento giornalistico del quotidiano "la Repubblica" - testata certo non vicina alle posizioni della Lega - evidenzia come le perdite di tali settori, nell'arco delle ultime tre settimane, si aggirano intorno ai 512 milioni di euro. Pertanto, ne consegue l'insufficienza delle risorse previste dal decreto "ristori". Nonostante le perdite di fatturato subite, alcune di queste aziende, come quelle operanti nel territorio della provincia di Modena, continuano nella loro attività che, però, richiede un adeguato sostegno finanziario da parte dello Stato. Richiama quindi le problematiche delle aziende che si trovano ad operare nelle cosiddette "zone rosse", per poi sottolineare il disagio sofferto da molti genitori che, a causa delle condizioni di inadeguatezza del trasporto pubblico locale, si sono dovuti fare carico della necessità di accompagnare i figli a scuola. In conclusione, pone l'accento sulla necessità di tutelare quella spina dorsale del sistema produttivo del Paese rappresentata dalla dorsale appenninica. Il presidente D'ALFONSO ricorda incidentalmente che, secondo le rassicurazioni fornite dal Governo, l'emendamento di recepimento del decreto "ristori bis" nel decreto "ristori 1" verrà presentato entro le ore 18 di oggi. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), nel denunciare la drammatica situazione in cui versa la città di Monza, che si è autodefinita la "nuova Codogno", rileva l'evidente insufficienza delle risorse predisposte dal Governo per ristorare le attività colpite dall'emergenza pandemica. Altresì, stigmatizza la complessità dei meccanismi burocratici che hanno ostacolato l'effettiva corresponsione dei ristori economici. Nell'auspicare l'adeguatezza dei contributi a fondo perduto e la necessità di una loro immediata corresponsione, anche attraverso l'utilizzo degli strumenti telematici, pone poi l'accento sulla complessità economica e sociale di quella realtà rappresentata dalla regione Lombardia, il che richiede un approccio non uniforme e integrale, bensì la modulazione di interventi calibrati sulle diverse sfaccettature territoriali. Il senatore SACCONE ( FIBP-UDC ), nel dichiararsi consapevole che il provvedimento in esame non sarà l'ultimo, auspica che il Governo adotti misure concrete, senza atteggiamenti polemici o di parte. Ricorda come già da tempo avesse formulato proposte volte a risolvere il problema dei trasporti, anche mediante il ricorso a modalità alternative di spostamento, tuttavia tali suggerimenti sono rimasti inascoltati. Aggiunge che altre evidenti problematiche sono state trascurate dal provvedimento, a partire dal sostegno finanziario per gli artigiani, rispetto ai quali va riconosciuto senza ipocrisia come la mancata registrazione di una parte degli incassi abbia rappresentato una forma di sopravvivenza dovuta alla mancata riforma di un sistema fiscale oppressivo. Non condivide, peraltro, il tentativo di taluni diretto a fomentare lo scontro tra i lavoratori garantiti e quelli privi di una retribuzione certa, perché tale contrapposizione non conduce ad alcuna soluzione. Ritiene infatti che, più che togliere a chi ha, occorra potenziare il sostegno economico ai soggetti maggiormente colpiti dalla crisi. Per tale ragione, è necessario procedere ad un nuovo scostamento di bilancio, che si dichiara disponibile a sostenere. Il senatore FENU ( M5S ), in relazione alle critiche avanzate sui ritardi delle misure adottate, esprime la convinzione che il Governo abbia percorso la strada più rapida per assicurare il sostegno ai soggetti danneggiati dalla crisi, basandosi, in primo luogo, sulle istanze di ristoro già presentate per i precedenti provvedimenti.