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A tale esigenza è possibile provvedere attraverso l'istituzione delle sezioni specializzate presso tutte le sedi provinciali di tribunale e di ogni corte d'appello (articolo 1). Si affianca, ovviamente, all'ufficio del giudice specializzato per i minorenni, l'ufficio del pubblico ministero minorile, in primo grado e in grado d'appello (articoli 3 e 5). 2. L'applicazione di tale riforma implica la realizzazione di sezioni specializzate, con contestuale assegnazione ad esse di personale specializzato, alla cui assegnazione e formazione si provvede mediante i criteri indicati all'articolo 8 e la predisposizione, da parte del Consiglio superiore della magistratura, di appositi corsi di aggiornamento e di formazione professionali. 3. Un nodo cruciale dell'intervento di trasformazione dell'attuale sistema della giustizia minorile riguarda la composizione del collegio giudicante che, ai sensi del regio decreto-legge n. 1404 del 1934, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 835 del 1935, istitutivo del tribunale per i minorenni, è costituito da due magistrati togati, affiancati da due giudici onorari, scelti tra cittadini di ambo i sessi, che siano cultori di psichiatria, antropologia criminale, pedagogia, psicologia. Essendo chiamati a comporre il collegio giudicante, i giudici onorari assumono un ruolo determinante, talora egemone, nell'espletamento della funzione giurisdizionale e nell'emanazione del provvedimento conclusivo del procedimento. L'attribuzione di funzioni decisorie a soggetti privi di una adeguata preparazione sul piano tecnico-giuridico, oltre a non garantire lo svolgimento del processo nel pieno rispetto delle regole processuali poste a tutela delle parti, pone seri dubbi sull'imparzialità dell'organo demandato a decidere su questioni che, per la delicatezza che le connota, richiedono una trattazione da parte di un organo super partes . Ma quali garanzie di indipendenza e di imparzialità possono essere fornite da un organo i cui componenti laici possono prestare attività dipendente presso i servizi sociali – organo inserito all'interno dell'amministrazione – contemporaneamente all'espletamento del loro mandato di giudici minorili? Attribuendo le funzioni giurisdizionali a un organo a composizione esclusivamente togata (articoli 2 e 4) è possibile garantire il rispetto delle regole processuali e restituire al giudice il ruolo di terzo imparziale all'interno del processo. 4. L'imprescindibile apporto ai fini della formazione della decisione, fornito dalla cultura specialistica di tali esperti, può tuttavia essere mantenuto prevedendo che il collegio giudicante, composto da soli giudici togati, sia integrato da ausiliari esperti, cui sono attribuite funzioni di assistenza e consultive. Gli articoli 9 e 10 dettano i criteri relativi alle modalità e ai requisiti richiesti per la nomina e al trattamento economico loro spettante ed i compiti che gli ausiliari esperti sono chiamati ad assolvere. Privare gli ausiliari esperti della funzione decisoria non significa, come da taluno affermato, estrometterli dal giudizio, ma il conferimento di funzioni consultive e di assistenza tecnica attribuisce loro un ruolo fondamentale ai fini della formazione del convincimento del giudice. 5. Il presente disegno di legge, nella consapevolezza dell'alto ruolo formativo preventivo e di assistenza svolto da tali specialisti, mira altresì a potenziarne gli interventi, in una fase precedente l'intervento a livello giudiziario. Il giudice minorile, infatti, potrà essere soltanto un terzo arbitro, in quanto esistano altri ruoli, altre figure istituzionali delegate alla protezione del minore e capaci di intervenire rapidamente ed efficacemente in occasione delle situazioni di crisi. È previsto, infatti, che le sezioni specializzate si avvalgano dell'opera degli uffici del servizio sociale e degli organismi, ritenuti idonei, apprestati per il perseguimento di tali finalità (articolo 11). È inoltre data facoltà alle sezioni specializzate di avvalersi di nuclei di polizia istituiti presso di esse (articolo 12). 6. Affinché tali forme di collaborazione e di intervento possano in concreto realizzarsi è necessario garantire un forte sistema di servizi sociali, dotato degli strumenti e delle strutture che consentano agli operatori di apprestare le adeguate forme di tutela. Ma allo stato attuale la rete dei servizi sociali è piuttosto frammentaria e il personale addetto privo di adeguata specializzazione; tale situazione è stata da più parti denunciata. Si impone un potenziamento delle strutture già esistenti e una loro dislocazione più diffusa sul territorio, al fine di garantire un accesso a tali servizi più agile e immediato e consentire di monitorare più efficacemente la società, per intervenire efficacemente già a livello preventivo, neutralizzando, per quanto possibile, le cause di conflitto familiare. 7. Le funzioni di giudice tutelare sono, infine, attribuite ai giudici delle sezioni specializzate, provvedendo a un ampliamento delle sue competenze anche alle materie elencate tassativamente all'articolo 7, al fine di superare gli inconvenienti causati dalla contraddittoria distribuzione di tali competenze tra diversi organi. Esemplificativa in tale senso è l'ipotesi di autorizzazione all'esercizio dell'impresa. È competente per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, il giudice tutelare; per l'esercizio definitivo: il tribunale ordinario, se la richiesta è fatta dal genitore; il tribunale per i minorenni, se il richiedente è il tutore. Competenza delle sezioni specializzate Nella determinazione delle competenze si è operata la tradizionale distinzione tra competenza civile e penale, disciplinandone la distribuzione per competenza e per territorio. Competenza penale Nell'ambito della competenza penale viene attuato un ampliamento della competenza per materia delle sezioni specializzate. L'attuale tribunale per i minorenni è, infatti, competente per i procedimenti relativi ai reati commessi dai minori di anni diciotto. Nell'ottica della riforma che il presente disegno di legge intende attuare, obiettivo primario è la tutela di quei soggetti che, per la minore età o per la posizione di debolezza in cui si trovano, sono esposti al rischio di lesioni dei loro interessi, o a un aggravamento della situazione pregiudizievole in cui versano. Si ritiene allora opportuno demandare alla competenza di un organo altamente specializzato, e in grado di fornire gli adeguati strumenti di tutela, la trattazione di una serie di controversie, tassativamente elencate all'articolo 13, in cui il minore sia non più soggetto attivo del reato, ma vittima dello stesso. Nella stessa ottica, di attrazione alle sezioni specializzate delle controversie che coinvolgano soggetti minori, va letto l'articolo 14 che, per le ipotesi di connessione di procedimenti in cui vi siano imputati maggiorenni e minorenni, mantiene ferma la competenza delle sezioni specializzate esclusivamente in relazione agli imputati minorenni, deferendo i maggiorenni al giudizio di altre sezioni del tribunale.