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Eccezionalmente, per l'esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, vi potrà essere la previsione di un solo colloquio, sostitutivo di tutte le prove di esame. Tale eventualità richiederà la rimodulazione dello stesso colloquio e dei punteggi di esame previsti dall'articolo 18 del predetto decreto legislativo. Conseguentemente potranno essere rivisti i criteri di attribuzione dell'eccellenza agli alunni e del relativo premio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2007, n. 262 che attualmente, ai sensi dell'articolo ,2, comma 6, prevede, appunto, come criterio attributivo il voto di esame. Specifica attenzione, ai sensi del comma 5, le ordinanze ministeriali dedicheranno all'adattamento delle previsioni in materia di valutazione ed esami di Stato agli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali. Con norma immediatamente precettiva, ai fini dei requisiti di ammissione agli esami di Stato, il comma 6 prevede le seguenti deroghe riferite al decreto legislativo n. 62 del 2017, limitatamente all'anno scolastico 2019/2020: a) per l'ammissione agli esami di Stato conclusivi del primo ciclo di istruzione non è richiesta la frequenza di cui all'articolo 5, comma 1, e la valutazione nei termini di cui all'articolo 6, né la partecipazione alla prova standardizzata INVALSI, come ordinariamente previsto dall'articolo 7, comma 4, del citato decreto legislativo per i candidati interni e dall'articolo 10, comma 6, per i candidati privatisti; b) per l'ammissione agli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione si prescinde per i candidati interni da tutti i requisiti di cui all'articolo 13, comma 2, e per i candidati privatisti dalla partecipazione alla prova INVALSI e dallo svolgimento di attività assimilabili all'alternanza scuola-lavoro, ordinariamente previste dall'articolo 14, comma 3. Si precisa, tuttavia, che le attività di alternanza scuola-lavoro, ora denominate percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento ai sensi del comma 784 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018, saranno, comunque, oggetto del colloquio di esame. Il comma 7 regola, per i candidati esterni, l'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Nel caso in cui debbano sostenere l'esame preliminare di cui all'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo n. 62 del 2017, lo stesso dovrà svolgersi necessariamente in presenza. Lo svolgimento degli esami di Stato, inoltre, avverrà nel corso della sessione straordinaria degli esami che sarà calendarizzata per le esigenze di cui all'articolo 17, comma 11, del decreto citato. Saranno comunque garantite modalità omogenee di svolgimento degli esami di Stato rispetto ai candidati interni. Il sistema della formazione italiana nel mondo, di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64, richiede che quanto disposto dalle ordinanze di cui ai commi precedenti sia diversamente adattato nei diversi Paesi esteri, in ragione dell'evoluzione della pandemia. All'adattamento si provvederà, ai sensi del comma 8, tramite specifiche disposizioni da parte del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sentito il Ministro dell'istruzione. La disposizione è coerente con la disciplina del sistema della formazione italiana nel mondo, in relazione al quale sono consentiti anche in via ordinaria adattamenti degli ordinamenti alle specificità locali (per le scuole statali all'estero: articolo 4, comma 2, articolo 6, commi 1 e 2, articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 64 del 2017, concernenti rispettivamente le scuole statali, le paritarie e le non paritarie all'estero). Il comma 9 prevede specifiche clausole di invarianza finanziaria a fronte del mutamento delle modalità di svolgimento delle valutazioni e degli esami. Articolo 2 Il comma 1, in relazione al protrarsi dello stato di emergenza, consente ad una o più ordinanze del Ministro dell'istruzione, sentiti il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione, di adottare, anche derogando specifiche previsioni di legge, misure urgenti per l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2020/2021, in relazione: a) all'inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2020/2021, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Il calendario scolastico del prossimo anno, potendo risentire anche delle misure di recupero degli apprendimenti richiede che sia oggetto di valutazione congiunta tra Stato e Regioni. La data di inizio dell'attività didattica, inoltre, dovrà considerare il possibile rallentamento delle procedure di avvio dell'anno scolastico; b) alla possibilità di semplificare gli aspetti procedurali delle operazioni di utilizzazione, assegnazione provvisoria e di immissione in ruolo del personale scolastico ed alle attività ad esse connesse. La stringente sequenza delle operazioni di immissione in ruolo e delle successive attività di utilizzazione ed assegnazione provvisoria potranno richiedere la proroga delle relative operazioni rispetto all'ordinario termine del 31 agosto. Le immissioni in ruolo potranno essere disposte fino al 15 settembre 2020 ed il termine di conclusione delle operazioni di avvio dell'anno, previste dall'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, potrà essere prorogato. Tali ultime norme prevedono, che « le assunzioni a tempo indeterminato, i provvedimenti di utilizzazione, di assegnazione provvisoria e comunque quelli di durata annuale riguardanti il personale di ruolo, devono essere completati entro il 31 agosto di ciascun anno. I contratti a tempo indeterminato stipulati dai dirigenti territorialmente competenti dopo tale data comportano il differimento delle assunzioni in servizio al 1° settembre dell'anno successivo, fermi restando gli effetti giuridici dall'inizio dell'anno scolastico di conferimento della nomina. A regime entro lo stesso termine del 31 agosto devono essere conferiti gli incarichi di presidenza delle istituzioni scolastiche. Entro la medesima data i dirigenti territorialmente competenti procedono altresì alle nomine dei supplenti annuali, e fino al termine dell'attività didattica attingendo alle graduatorie permanenti provinciali » e che « Decorso il termine del 31 agosto, i dirigenti scolastici provvedono alle nomine dei supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche attingendo alle graduatorie permanenti provinciali » e, in subordine, alle graduatorie di istituto. Una proroga dei termini previsti concederà agli uffici, al momento in grave sofferenza, di concludere le operazioni previste dalla normativa vigente, secondo un calendario disposto con ordinanza; c) ad alcune misure relative al sistema della formazione italiana nel mondo.