[pronunce]

che il d.P.R. 31 maggio 1974, n. 417 ha istituito la figura di ispettore tecnico ed ha attribuito ad esso le funzioni ispettive e dirigenziali descritte nell'art. 4 dello stesso decreto presidenziale, e che, con l'art. 5 del decreto-legge 6 novembre 1989, n. 357, convertito in legge 27 dicembre 1989, n. 417 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 1989, n. 357, recante norme in materia di reclutamento del personale della scuola), è stato istituito un ruolo unico, riconfermando al comma 2 dello stesso articolo 5 che gli ispettori tecnici «esercitano le funzioni di cui all'art. 4 del d.P.R. 31 maggio 1974, n. 417», senza, però, modificare l'assegno base di sede, come stabilito dall'originaria tabella allegata al d. P.R. n. 215 del 1967; che le disposizioni contenute nell'art. 10 del citato d.P.R. 23 gennaio 1967, n. 215 sono state riprodotte nell'art. 658, comma 7, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, con il quale è stato approvato il testo unico delle disposizioni vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado, sostituendo per mero coordinamento soltanto il termine “ispettore scolastico - figura soppressa dal citato d.P.R. 31 maggio 1974, n. 417 - con quello di “ispettore tecnico”, lasciando, invece, inalterata la originaria tabella; che tale tabella prevedeva una indennità “base” alla quale andavano aggiunte le maggiorazioni o riduzioni relative alle singole sedi, determinate in base a coefficienti che tengono conto del costo della vita, del corso dei cambi, degli eventuali disagi di sede, del costo degli alloggi, del personale domestico; che il legislatore, nell'esercizio della discrezionalità spettantegli ha operato una scelta che non è viziata da manifesta irragionevolezza o da palese arbitrarietà, né ha comportato una ingiustificata disparità di trattamento nei confronti del personale inquadrato nel nuovo ruolo degli “ispettori tecnici”, tenuto conto della natura non retributiva del predetto assegno di sede, bensì soltanto indennitaria dei maggiori oneri dovuti all'espletamento del servizio all'estero; che le particolari finalità dell'indennità in esame rispetto alla retribuzione giustificavano una misura che non rientrava comunque nel rapporto di stretta correlazione tra prestazione di lavoro e trattamento retributivo, sicché non era irragionevole una differente disciplina normativa, la quale di per sé non esulava dall'ambito della discrezionalità legislativa in tema di meccanismi di perequazione (ordinanza. n. 254 del 2001); che non assume rilievo alcuno la circostanza che l'art.27 del d.lgs. 27 febbraio 1998, n. 62 ha modificato l'art. 658 del citato testo unico n. 297 del 1994, rideterminando gli importi relativi agli “assegni base di sede” e collocando gli ispettori tecnici al primo livello, superiore rispetto a quelli dei direttori didattici con funzioni ispettive e dei presidi; che infatti tale disposizione si inserisce nell'ambito di un riordino complessivo della disciplina del trattamento economico del personale scolastico e nel quadro di una politica economica generale e di gestione di concrete disponibilità finanziarie, tenuto conto anche che lo stesso fluire del tempo può, come più volte affermato da questa Corte (sentenze n. 374 del 2002, n. 126 del 2000, n. 117 del 1999 e n. 311 del 1995), costituire un elemento di per sé idoneo a differenziare situazioni soggettive, che il legislatore ha in precedenza, nell'ambito di una valutazione di carattere economico finanziario, ritenuto di non diversificare; che, infine, è inconferente il richiamo dell'art. 97, comma primo della Costituzione, in quanto il principio di buon andamento non può essere richiamato per conseguire miglioramenti retributivi (ordinanza n. 263 del 2002, n. 205 del 1998, sentenza n. 273 del 1997); che, pertanto, la questione sotto ogni profilo è manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale della tabella contenuta nell'art. 658 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 97, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 maggio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Piero Alberto CAPOTOSTI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 giugno 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA