[resaula]

tra le condizioni indicate, non vi è quella in ordine all'effettuazione di un test sierologico che individui la presenza di anticorpi al coronavirus, che provano una copertura vaccinale protratta nel tempo, registrando valori superiori di anticorpi anche di chi ha fatto le due dosi; a questi soggetti viene tolta la libertà di viaggiare, di partecipare ad un evento nonostante abbiano una copertura vaccinale, venendo considerati alla stregua di soggetti senza copertura vaccinale, costretti, così, ogni 2 giorni a farsi un tampone per tornare alla normalità; invero, il sistema attuale riconosce il green pass solo a coloro che sono guariti e a cui è stata rilasciata una certificazione dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da COVID-19, ovvero, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell'interessato; non vengono presi in considerazione, dunque, tutti quei soggetti che, ad esempio, sono stati positivi asintomatici e hanno scoperto di aver contratto il virus solo a seguito dell'effettuazione del test sierologico, e nelle more non possono effettuare il vaccino poiché controindicato a fronte dell'alta quantità di anticorpi rilevati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente individuare misure specifiche per coloro che presentano tali condizioni, prevedendo che tra le condizioni per cui si ottiene il green pass sia inserita anche l'ipotesi di coloro che, seppure non in possesso di un certificato di guarigione, hanno effettuato un test sierologico, che dimostri la presenza di anticorpi al virus e dove la lettura dell'anamnesi completa suggerisca la non effettuazione del vaccino. Atto n. 4-05891 BARBONI BERNINI AIMI PAGANO Al Ministro dell'interno Premesso che: dal 17 giugno 2021 è entrata in vigore la legge n. 84, sul distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione; la legge n. 84 del 2021 è stata approvata dal Senato della Repubblica dopo un lungo iter iniziato con il referendum svoltosi nel 2007, a seguito del quale l'83 per cento degli abitanti di Montecopiolo e l'87 per cento degli abitanti di Sassofeltrio si sono espressi favorevolmente per il passaggio dei due Comuni dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini; in base all'art. 1 i due Comuni interessati possono distaccarsi dalla Regione Marche e aggregarsi alla Regione Emilia-Romagna in considerazione della loro particolare collocazione territoriale e dei peculiari legami storici, economici e culturali con i comuni limitrofi della provincia di Rimini; entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro dell'interno, con proprio decreto, nomina un commissario, a tutela del passaggio, con il compito di promuovere gli adempimenti necessari per l'attuazione dell'art. 1; il commissario deve essere nominato dal Ministro dell'interno, sentite le Regioni Marche ed Emilia-Romagna e la Provincia di Rimini, che devono altresì provvedere agli adempimenti di rispettiva competenza, oltre a quelli necessari per l'attuazione dell'art. 1, nel rispetto del principio di leale collaborazione, attraverso accordi, intese e atti congiunti, garantendo continuità nelle prestazioni e nelle erogazioni di servizi; come previsto dall'art. 2, comma 4, il commissario nominato deve assicurare che gli adempimenti necessari siano posti in essere entro un anno dall'entrata in vigore della legge; nonostante siano decorsi i 30 giorni dall'entrata in vigore della legge n. 84 del 2021 non risulta sia stata attivata la procedura per la nomina del commissario, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia predisposto gli atti necessari per la nomina del commissario alla tutela del passaggio, atto necessario sancito dalla legge, per l'aggregazione dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio alla Provincia di Rimini. Atto n. 4-05892 FAZZOLARI Al Ministro della salute Premesso che: come è noto, l'articolo 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche", ha disposto che a far data dal 6 agosto 2021 una lunga serie di attività e servizi sarà consentita in zona bianca esclusivamente alle persone, di età superiore agli anni 12, munite di una delle certificazioni verdi COVID-19 previste dalla vigente normativa; a decorrere da tale data il green pass , già necessario per muoversi in tutta Europa, sarà richiesto in Italia a tutti gli over 12 in zona bianca per l'accesso ad eventi sportivi, fiere, piscine, palestre, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, limitatamente alle attività al chiuso, e sarà richiesto altresì per sedersi ai tavoli di ristoranti, bar, cinema, centri termali e sale bingo al chiuso ed addirittura per partecipare a concorsi pubblici; tali disposizioni si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e le attività siano consentiti ed alle condizioni previste per le singole zone; il green pass è però attualmente rilasciato, come è noto, esclusivamente a seguito all'avvenuta vaccinazione con vaccini approvati dall'EMA, e la circostanza della sua fattuale obbligatorietà a decorrere dal 6 di agosto determina, comprensibilmente, forte preoccupazione per gli abitanti della Repubblica di San Marino, dove è stata implementata una massiva campagna vaccinale che solo qualche giorno fa ha determinato il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge con il 70 per cento della popolazione vaccinata, di cui il 90 per cento con il vaccino russo Sputnik; il problema riguarda circa 15.000 italiani residenti sul Titano, i quali, dopo i pesanti contraccolpi subiti dapprima a causa della questione legata al " caos targhe" (conseguenza diretta del "decreto sicurezza"), e dopo l'aggravarsi della situazione epidemiologica locale a causa del ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini promesse dall'Italia, ora sono alle prese con gli effetti negativi del nuovo decreto COVID che limita i loro spostamenti, si chiede di sapere quali soluzioni il Ministro in indirizzo ritenga di individuare al fine di evitare ingiuste penalizzazioni e ulteriori ripercussioni legate alla gestione della crisi pandemica ai danni dei cittadini di San Marino, vaccinati in larghissima maggioranza con il vaccino Sputnik, in relazione all'impossibilità di ottenere il rilascio del green pass , di fatto obbligatorio per una larga serie di attività sociali e servizi a decorrere dal 6 agosto 2021.