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L'ideologia di genere non mira a difendere le persone, ragazzi o adulti che siano, che vivono in modo problematico un conflitto tra il proprio corpo e la propria psiche, ma a confondere la realtà, facendo in modo che il soggettivo superi l'oggettivo, con l'idea che nessuno è uomo e nessuno è donna, ma siamo tutti in divenire. Anche questo è inaccettabile. (Applausi) . Non si può portare un tema che ha, sì, a che fare con problemi, singoli o anche diffusi, che devono essere affrontati con grande responsabilità da chi se ne deve occupare, e di cui la legislazione deve farsi carico, ma che non c'entra nulla con l'idea che invece debba essere reputato reato qualsiasi pensiero diverso da quello gender, anche perché sono state catalogate almeno cinquantasei identità di genere (mi dicono che questo accada su Facebook). Lo ripeto: cinquantasei identità di genere che è chiaramente indipendente dal sesso. Il rispetto e il riconoscimento che dobbiamo ad affettività diverse dalla coppia naturale, però, cosa c'entrano con tutto questo? E cosa c'entrano i bambini, che si vorrebbero crescere educandoli a un'assenza di certezze e radici, dimenticando che il diritto a educare spetta alla famiglia? Se si tratta di trovare ulteriori tutele a condizioni particolari, così come ad aggravare qualsiasi condanna a potenziali violenze, fisiche o morali, credo che nessuno di noi farà mancare il proprio sostegno e tutti faremo la nostra parte. Se però la volontà diventa l'introduzione del pensiero unico gender , con l'impossibilità di pensare e affermare il ruolo prioritario - questo sì - della famiglia naturale, allora non potremo che opporci, per amore della realtà e della libertà. Non comprendo, infine, colleghi - e mi rivolgo soprattutto a quelli della cosiddetta sinistra - questa rigidità e quest'indisponibilità a un confronto costruttivo. Non ha senso, perché si parla di persone e di situazioni che di tutto hanno bisogno meno che di essere messe al centro di un clima che il nostro Paese sinceramente non dovrebbe vivere. Dovrebbe stare a cuore a tutti approvare una norma che possa dirsi largamente condivisa dal Parlamento, così come dagli italiani. È un grave errore, colleghi, non provarci, come lo è preferire l'ideologia al buon senso. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bruzzone. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dopo un lungo dibattito, le posizioni della Lega ormai sono chiare e lineari: noi siamo per il rispetto dei diritti dei singoli, purché vengano rispettate le leggi. Siamo per il rispetto della libertà di scegliere come vivere il proprio privato. Noi siamo per rigettare, cari colleghi, e condannare ogni forma di odio o di istigazione all'odio e il disegno di legge di cui stiamo parlando contiene questi principi, ma anche altro, come vere e proprie storture, che addirittura vanno a coinvolgere negativamente i minori, i bambini e le famiglie: questo è ciò che ci preoccupa. Vedete - mi rivolgo a quella parte - arrivo da un paese piccolo dell'entroterra ligure, dov'è nato e sepolto Sandro Pertini, il Presidente partigiano, che, se oggi fosse seduto in quest'Aula, sarebbe probabilmente al nostro fianco a combattere le storture che, PD e MoVimento 5 Stelle sostengono. (Commenti) . Eh sì, lo so che bruciano. Ho anche un titolo particolare a parlare di queste cose, per la storia della mia famiglia, , quindi vi invito ad ascoltare. Probabilmente, se fosse in quest'Aula, con quello che ha fatto e con il contributo che ha dato al nostro Paese, Pertini sarebbe qui a combattere le vostre storture. Non sarebbe qui contro i valori della vita naturale, quella che il Creatore ci ha dato, quei valori su cui, grazie ai sacrifici di molti, è fondata la nostra libera società. Pensateci e cercate di riflettere ricordando il passato, perché è arrivato il momento e c'è la possibilità di fare retromarcia in autotutela rispetto a contenuti che non vanno bene e che, in coscienza, anche voi stessi non condividete, sui quali è possibile trovare una via d'uscita e una soluzione: è ciò che noi perseguiamo. (Vivaci commenti) . Ogni forma di protesta è consentita. Ricordo che una volta in un Consiglio regionale del nostro paese fu portato per protesta in aula un asino. Se andiamo a interrompere su queste cose, probabilmente non c'è neanche bisogno di farlo. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Bruzzone, prendiamola come iperbole. (Commenti) . Insomma, intanto sta parlando la Presidenza, come sempre per moderare e tutelare chi parla e chi ascolta. Infatti, stavo appunto interloquendo con il collega Bruzzone e non l'ho interrotto, nonostante i suoi colleghi che stanno dietro di lui abbiano interrotto e dialogato con altre parti. State tranquilli e sicuri che, come sempre, il dibattito viene tutelato nei confronti di tutti. Quindi non c'è bisogno di intervenire o fare sostituzioni di persona, in particolar modo con questa Presidenza. Prego, senatore Bruzzone, era una figura retorica la mia, l'iperbole, che vedo che non ha trovato l'apprezzamento dell'Assemblea, ma non me ne posso rammaricare. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Le assicuro, signor Presidente, che basta andare a rivedere le cronache; ho fatto riferimento a fatti veri. La ringrazio anche per il tempo che è stato oggetto di questa interruzione. Credo che tutti insieme dobbiamo quindi rigettare ogni forma di odio e di istigazione all'odio. Qui sono costretto a divagare un attimo, restando però su un binario importante. Sono costretto, anche per il ruolo che ricopro e perché questo purtroppo è l'unico palcoscenico che consente di farlo, a richiamare l'attenzione su come viene trattato giornalmente pressoché l'1 per cento dei cittadini italiani, che non sono pochi, i quali pagano per svolgere un'attività a cui mediamente è collegato circa lo 0,8 per cento del PIL nazionale. Vi assicuro che non fa piacere sentirsi dire tutti i giorni quello che sto per dire. Leggo, perché è tutto certificato da striscioni, manifesti, video e trasmissioni televisive (in alcuni casi anche mamma RAI si è schierata dalla parte dell'odio): "Siete dei vermi ignobili"; "Fate schifo"; "Sono crepati 41 assassini: grazie per essere morti, soprattutto quelli giovani"; "Vogliamo i vespasiani sulle loro tombe". Sto parlando di manifesti e striscioni che vanno di moda in questo Paese nell'ultimo periodo. Adesso arrivo a spiegarmi meglio, caro Simone: "Cacciatore e pescatore, stessa m., stesso odore"; "Quando un cacciatore muore, noi brindiamo a tutte le ore" (affisso in una città sotto forma di manifesto funebre); "Che san Covid vi stermini tutti" (non parliamo di quattro, cinque o dieci persone, una qua e una là, bensì dell'1 per cento delle famiglie italiane, cioè di italiani a cui corrisponde una famiglia); "Dei cacciatori morti non ce ne frega niente"; "Il cacciatore è un uomo di m. e devono morire tutti";