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Sarebbe stato giusto, piuttosto, ripristinare un sistema di accoglienza piccolo, diffuso, che aveva dato ottimi risultati e che continuerà a darli attraverso questo decreto-legge, non solo in termini di gestione, ma anche in riferimento al fine ultimo, che è il percorso di integrazione. Siamo intervenuti altresì ripristinando la questione fondamentale, ovvero rimettendo in linea le nostre norme con l'articolo 10 della Costituzione attraverso la possibilità di attivare sistemi di protezione speciali, molto ampi, che permettono quindi di intervenire come protezione umanitaria. Questo spiega i presupposti di necessità e di urgenza. In conclusione, siamo tutti convinti che bisognerà intervenire nuovamente in modo complessivo, finalmente, su tutta la questione immigrazione e mettervi mano una volta per tutte per abrogare quella che io e molti di noi qua dentro consideriamo la vera legge criminogena, ovvero la Bossi-Fini. (Applausi). Per queste ragioni, respingiamo le pregiudiziali di costituzionalità. (Applausi). BITI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, signor Vice Ministro, membri del Governo, colleghi e colleghe, ringrazio il mio Gruppo per avermi permesso di intervenire in questa discussione sulle pregiudiziali che sono state presentate. Potrei semplicemente iniziare e chiudere il mio intervento dicendo che il decreto-legge sicurezza e immigrazione che stiamo esaminando, e che ha già ricevuto il voto della Camera dei deputati... (Brusio). PRESIDENTE . Senatrice, mi perdoni se la interrompo. Colleghi, per cortesia, il brusio è davvero fortissimo e copre la voce della collega. Prego, senatrice. BITI (PD) . Dicevo che il testo che stiamo esaminando in questi giorni nelle Commissioni competenti - e ora anche in Assemblea - già passato, dopo un ampio dibattito molto lungo - più di una settimana in Aula, e ancor prima nelle Commissioni - alla Camera dei deputati, nasce nel solco di due decreti-legge: il decreto-legge sicurezza e immigrazione e l'ultimo decreto-legge cosiddetto sicurezza bis dell'agosto 2019. Nasce in quel solco, e a quei provvedimenti facciamo riferimento. Ricordo che all'epoca anche noi avevamo presentato questioni pregiudiziali, che erano state bocciate, e questo mi basterebbe per dire che ora interveniamo su testi che avevano avuto il vaglio di costituzionalità nelle Aule, e che quindi adesso non possono che avere lo stesso trattamento. Entrerò più nel merito. Il Presidente della Repubblica, come sapete - è stato citato più volte - ha mandato una lettera al Presidente del Consiglio nell'agosto 2019 parlando di una promulgazione con riserva, che non è una bocciatura, ma quasi. La promulgazione con riserva deriva da indicazioni precise che il Capo dello Stato dà in termini di necessità di proporzionalità tra sanzioni e comportamenti e di fondamentale conformità alle normative internazionali. Non è poco, è molto per un Paese come Italia che, nell'ambito degli accordi internazionali, è sempre stata in prima fila nel rispettarli e nel promuoverli. Inoltre, la Corte costituzionale rileva talune questioni sui decreti-legge sicurezza 1, sicurezza 2, Salvini - non so più come chiamarli - in merito alla preclusione all'iscrizione anagrafica, che viene da sé, con un po' di logica e un minimo di ragionamento. È ovvio che se le persone non le riconosci, le stese saranno invisibili, e dove c'è l'invisibilità non potrà esserci niente di buono né per le persone invisibili né per tutti gli altri che vivono intorno. Questi sono i termini per i quali questi decreti-legge sono stati nuovamente esaminati e riportati in queste Aule. Parlate di mancanza di omogeneità, ma anche a questo riguardo mi occorre ricordare che tutti i temi inerenti la sicurezza e l'immigrazione contenuti nel decreto-legge in esame erano presenti nei decreti-legge precedenti, sempre nello stesso solco da voi tracciato, colleghi dell'opposizione, nel quale pertanto noi agiamo. Bisognava riportare all'attenzione delle questioni per restituire a questo Paese il suo volto umano e giusto che nella storia non gli è mai mancato. Vi lamentate, o comunque nelle questioni pregiudiziali fate osservazioni - scusate, uso un termine migliore - circa la mancanza dei presupposti di necessità e urgenza nel provvedimento, quindi mi viene una domanda che rivolgo anche al Governo tramite lei, signor Presidente. Non mi tornano i conti, in quanto l'opposizione sostiene che non c'è urgenza, perché il decreto-legge n. 130 del 2020 interviene adesso dopo un anno e qualche mese, ma sostiene anche che i numeri degli sbarchi e degli immigrati clandestini nel nostro Paese sono aumentati. I conti non tornano perché fino a ottobre vigevano i cosiddetti decreti Salvini e anche per questo consideriamo urgente il decreto-legge in esame. Vorrei però soffermarmi su altre urgenze che il Partito Democratico ritiene di dover portare all'attenzione di quest'Assemblea. Non viene mai meno l'urgenza del rispetto della vita delle persone, dell'umanità, della giustizia e della dignità di ogni vita, che sia italiana, africana, asiatica o di qualunque parte del mondo (Applausi) . L'umanità, la giustizia, l'importanza, la sacralità della vita non vengono mai meno e avranno per noi sempre rilievo di urgenza e di priorità. Secondo me, questo ontologicamente ci allontana da voi. Inoltre è urgente - lo dico a me stessa e a tutti i partiti di quest'Assemblea - metter fine alle speculazioni, perché, colleghi, laddove voi ci accusate di fare speculazione sulla vita delle persone che traghettiamo in mare (perché di questo ci accusate), noi ribattiamo con l'accusa di speculare elettoralmente sull'insicurezza che verrebbe portata dai migranti. Io credo che non faccia onore all'Assemblea e ai ruoli che rivestiamo stare così in basso e buttarsi nella mediocrità di queste accuse invertite che ci muoviamo in continuazione. Credo che il tema sia importante e che sia urgente riportare verità, che cioè non si debba parlare di insicurezza o di mancanza di sicurezza accostandola al migrante, al diverso, a una persona che ha delle difficoltà, più di noi che in questo momento siamo dei privilegiati. Bisogna riportare la verità del rispetto della vita e delle persone in questo nostro mondo. Ogni Stato ha diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, ma sempre assicurando il rispetto della dignità di ogni persona: il diritto della persona ad emigrare è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con la facoltà di ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle proprie capacità, aspirazioni e progetti, insomma dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità. Questo ci dice che le migrazioni - ma lo sappiamo o comunque dovremmo saperlo - sono un fenomeno complesso, che è nella storia del mondo, dell'umanità, da migliaia di anni.