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Modifiche alla legge 30 marzo 2004, n. 92, in materia di iniziative per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata nelle giovani generazioni. Onorevoli Senatori . – La legge 30 marzo 2004, n. 92, recante l'istituzione del « Giorno del ricordo » in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale, ha consegnato alla memoria nazionale, seppure con un ritardo colpevole che grava sulla coscienza di chi per opportunità politiche interne ed internazionali pose su quei fatti un velo di silenzio, una tragedia che è di tutto il popolo italiano e non solo di chi subì sulle sue carni quello strazio. Le foibe, le fosse comuni, le deportazioni, le atrocità compiute dai partigiani jugoslavi di Tito da Trieste a Fiume, da Gorizia a Pola e Zara, e poi il lungo esodo di 350.000 italiani dall'Istria, dal Quarnaro e dalla Dalmazia, hanno lasciato tracce, monumenti, pietre e ricordi che è giusto conoscano le giovani generazioni. L'intento di questo disegno di legge è dunque quello di promuovere iniziative, attività, visite e viaggi di riscoperta di quelle tracce, approfondimento, studio, meditazione. Viene a tal fine istituito quindi, con il comma 1 dell'articolo unico di questo disegno di legge, un fondo a ciò destinato presso il Ministero dell'istruzione e del merito: esso potrà alimentare quelle iniziative che lodevolmente e volontariamente fino ad oggi già hanno messo in atto scuole e istituzioni, si pensi ad esempio ai « viaggi del ricordo » predisposti a partire dagli anni 2009/2013 dall'Amministrazione di Roma Capitale con numerosi istituti scolastici superiori. Il comma 2 fissa il termine entro il quale deve essere emanato il regolamento che fissi criteri e modalità di utilizzo delle risorse del fondo. Il comma 3 individua specificamente tre luoghi di Trieste che sono testimoni della tragedia delle foibe e dell'esodo e destina un piccolo finanziamento agli enti che si occupano della gestione dei monumenti e siti. La Foiba di Basovizza, monumento nazionale dal 1992, è il luogo simbolo del calvario di Trieste, occupata dagli jugoslavi di Tito dal 1° maggio al 12 giugno del 1945: in quei giorni furono deportati e sparirono a migliaia donne e uomini, civili, militari, carabinieri, finanzieri, agenti di polizia e di custodia carceraria, fascisti e antifascisti, compresi membri del Comitato di liberazione nazionale. Molti di essi trovarono la morte proprio nella foiba (impropriamente detta così, perché era un pozzo minerario) di Basovizza, che custodisce al suo interno 500 metri cubi di cadaveri mai identificati. Il sacrario di Basovizza è manutenuto e curato dalla Lega nazionale, storica associazione sorta nella Trieste asburgica nel lontano 1891 a tutela dell'italianità della città ed ancora operante con gli stessi ideali. Sono circa 100.000 i visitatori che annualmente si recano a rendere omaggio alla Foiba di Basovizza, la gran parte giovani e scuole. A qualche chilometro da Basovizza, si trova il Museo di carattere nazionale C.R.P. (Centro raccolta profughi) di Padriciano: esso è l'unico allestimento espositivo in Italia, ed è situato in un'area esclusiva che conserva inalterata la sua struttura originaria dopo la dismissione nella metà degli anni Settanta del XX secolo. Accolse migliaia di profughi dalla ex zona B e racconta storie terribili, come quella della piccola Marinella, morta di freddo nel gelido inverno del 1956. Realizzato inizialmente quale mostra permanente nel 2004 dall'Unione degli Istriani, che lo gestisce, il Museo di carattere nazionale C.R.P. di Padriciano è oggi una delle strutture più visitate nella provincia di Trieste, tappa fondamentale nell'ambito dei « viaggi del ricordo », che fanno del capoluogo giuliano un sito unico in Italia. Nel Porto vecchio di Trieste c'è un altro « luogo del ricordo » particolarmente toccante e diventato noto ai più attraverso il toccante racconto messo in scenda dall'artista Simone Cristicchi: il Magazzino n. 18. Raccoglie le masserizie di quelli esuli che abbandonavano per sempre la casa e la terra e immaginavano di ricostruirla altrove: poi tutta quella roba rimase lì per sempre. Il Magazzino 18 è una sorta di « Pompei » pietrificata ai tempi dell'esodo: tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità, sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli, attrezzi da lavoro, scarpe, occhiali, quaderni di scuola, foto di famiglia... e poi le sigle, i nomi « Servizio Esodo ». Un mondo che non tornerà mai più, ricco di memoria, storia e cultura a cui si dedica l'Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata (IRCI) di Trieste che lo gestisce col museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata. Il comma 4, infine, prevede la copertura finanziaria secondo le regole generali di legge. Raccomandiamo a tutti voi, onorevoli senatori, l'approvazione di questo disegno di legge che consegna un tassello in più alla cultura del ricordo e della comune memoria nazionale.. 1 1 Alla legge 30 marzo 2004, n. 92, dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: « Art. 2- bis . – 1 . Al fine di far conoscere alle giovani generazioni e trasmettere alle stesse, nel rispetto dell'autonomia scolastica e nel rispetto della comune memoria nazionale, la tragedia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata è istituito un fondo nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito, con una dotazione di 700.000 euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Tale fondo è destinato alla promozione e al finanziamento di iniziative, viaggi e visite degli studenti della scuola secondaria ai luoghi simbolo di quelle vicende. 2 . Il Ministro dell'istruzione e del merito, con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce le modalità di utilizzo delle risorse di cui al comma 1, stabilendo al contempo la tipologia di spese finanziabili. 3 . È concesso un finanziamento di 100.000 euro annui, per un totale complessivo di 300.000 euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, alla Lega nazionale di Trieste, destinato alla gestione del Sacrario del monumento nazionale della Foiba di Basovizza, all'Unione degli istriani di Trieste, per la gestione del Museo di carattere nazionale C.R.P. (Centro di raccolta profughi) di Padriciano a Trieste, e all'IRCI, per la gestione del museo delle masserizie dell'esodo “Magazzino 18” del Porto vecchio di Trieste. 4 .