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Disposizioni concernenti l'ammissione ai corsi di laurea e alle scuole di specializzazione in medicina e chirurgia nonché l'esame di abilitazione all'esercizio della professione medica. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge opera nell'ambito degli impegni della Conferenza dei presidi e dei presidenti del consiglio del corso di laurea specialistica (CCLS) in medicina e chirurgia per migliorare la formazione dei futuri medici, perché sappiano rispondere ai bisogni emergenti e alle nuove richieste di qualità professionale, che la società pone alla classe medica nella sua triplice funzione di prevenzione, assistenza e riabilitazione. Per fornire risposte soddisfacenti però sono necessari nuovi modelli didattico-formativi, che utilizzino tecnologie didattiche avanzate, anche sul piano dell'esperienza clinica, senza tuttavia rinunciare a insegnare come coltivare le relazione interpersonali, con il paziente e con i colleghi, vero paradigma dell'agire medico e della sua intrinseca qualità etica. Altro aspetto determinante della formazione nei primi anni accademici è la partecipazione degli studenti all'attività di ricerca, indispensabile per assicurare un costante livello di qualità all'attività di assistenza. Per questo diventa necessaria una rivisitazione dei modelli di valutazione con cui sono pensati e proposti i momenti chiave nella selezione-formazione degli studenti di medicina e chirurgia nelle varie tappe del loro iter formativo: in ingresso, in itinere e in uscita. Quest'ultima valutazione si basa sul bilancio delle competenze cliniche realmente acquisite dagli studenti e deve essere in continuità diretta con le prove di ammissione alle varie scuole di specializzazione. Il laureato in medicina e chirurgia, nel momento in cui conclude la sua preparazione di base, deve possedere una formazione generale sufficientemente solida e completa, prima di entrare nella scuola di specializzazione scelta. Mentre al termine della scuola di specializzazione frequentata dovrà essere certificata l'effettiva competenza acquisita dai giovani medici nello svolgere, in autonomia e in equìpe , la propria professione medica risolvendo problemi a complessità crescente. La consapevolezza di dover garantire a tutti i laureati in medicina e chirurgia un livello di preparazione complessiva di alto profilo, in linea con l'evoluzione delle conoscenze scientifiche e con la loro ricaduta sul piano assistenziale, sta stimolando nel corpo docente un'attenta riflessione sulle modalità di valutazione degli studenti. Sono quattro le fasi principali della valutazione dello studente in medicina e chirurgia prima e del giovane medico dopo, in un arco di tempo che si attesta mediamente sui dieci anni: a) la valutazione in ingresso, con i test di selezione e con la nuova graduatoria nazionale; b) la valutazione al termine del corso di studi e l'indispensabile carattere abilitante che esso deve possedere per l'esercizio della professione; c) la valutazione in ingresso nelle diverse scuole di specializzazione con il concorso nazionale; d) la valutazione al termine della scuola di specializzazione. Ogni fase della valutazione richiede comunque una solida visione d'insieme dell'intero processo formativo, perché lo studente che supera la selezione iniziale affronta uno sforzo rilevante al termine degli studi della Scuola media superiore (SMS), ha grandi aspettative in questa selezione, che spesso ripete per due tre volte, tanto forte è la sua motivazione. Analogamente, al termine degli studi, e una volta conseguita la laurea, il neolaureato in medicina e chirurgia sa bene che non potrà esercitare la sua professione senza una specializzazione medica, per cui torna nuovamente a concentrarsi sugli esami di ammissione alla scuola di specializzazione, disposto a ripeterli ancora una volta per due tre volte, se necessario. Un iter di studi, già lungo di per se: dieci anni in media! Se si calcola anche il tempo necessario per ottenere l'abilitazione, corre il rischio di allungarsi di altri quattro-cinque anni prima di poter offrire un risultato oggettivamente spendibile sul piano professionale. Esame di Ammissione. Gli studenti che sostengono gli esami di ammissione a medicina e chirurgia sono molto motivati e ben coscienti della difficoltà di superare uno dei test più selettivi per rapporto tra numero di candidati e posti disponibili. Nonostante una preparazione di partenza spesso superiore alla media, come conferma il voto ottenuto agli esami di maturità, sanno di dover acquisire una preparazione specifica nelle discipline oggetto di esame: chimica, fisica, matematica, biologia e genetica. In molti casi si tratta di materie affrontate nei primi anni di liceo, come la chimica o la biologia ad esempio, e non sempre messe in relazione con scelte future. Solo nel corso dell'ultimo anno di liceo, quando la scelta della facoltà si consolida, afferrano l'importanza del rapporto tra le materie di studio della SMS e i successivi esami di ammissione all'università. E’ allora che il loro studio si fa più diretto e concreto, ma riguarda solo le materie dell'ultimo anno, per esempio matematica e fisica. Per le altre attendono le vacanze estive per aggiornare, ampliare e approfondire le discipline oggetto di esame. Gli aspiranti medici dedicano di fatto l'intera estate dopo la maturità a preparare questo esame. La Doxa ha svolto un'indagine per capire come si preparano i ragazzi che superano il test di ingresso alla facoltà di medicina e chirurgia. Il quadro è chiaro: gli studenti ammessi a medicina e chirurgia provengono in grandissima percentuale dai licei e un quarto di loro ha già tentato una volta l'ammissione. Quasi tutti (97 per cento) hanno fatto uno studio specifico per il test di ammissione, utilizzando strumenti appositi: accanto ai libri e ai corsi, hanno svolto esercitazioni e simulazioni on line . Dall'indagine emerge che il 94 per cento di chi ha superato il test viene dal liceo, il 68 per cento dallo scientifico e il 26 per cento dal classico, percentuali ben superiori a quelle riferite agli immatricolati a tutte le altre facoltà. Gli studenti che entrano al primo tentativo sono il 73 per cento, mentre il 27 per cento ha già provato almeno una volta. Le professioni dei genitori sono le più varie e la percentuale dei «figli d'arte» è contenuta: i padri medici o dentisti sono il 18 per cento, le madri il 13 per cento. Confezionare le domande a scelta multipla non è cosa facile e negli ultimi anni si sono trovate domande giustamente contestate dagli studenti perché offrivano più di una risposta esatta, o perché l'impianto della domanda appariva ambiguo. Il vistoso spread tra partecipanti e posti disponibili e il frequente ricorso ai tribunali amministrativi regionali (TAR) dei delusi ha reso indispensabile creare un modello di esame in cui la correzione sia affidata a un sistema ottico automatico che proceda direttamente a redigere la graduatoria. Non è il miglior sistema possibile per la selezione, perché non tutte le qualità del futuro medico possono essere tradotte in domande a scelta multipla, ma lo è certamente per oggettività e trasparenza. La selezione viene tradizionalmente effettuata attraverso domande a scelta multipla (DSM), che implicano un ragionamento che conduca lo studente a individuare l'unica risposta che soddisfa tutti i requisiti presenti nella domanda.