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È perciò preferibile che i relatori presentino emendamenti interamente sostitutivi del testo, fissando un termine anche breve per la presentazione di eventuali subemendamenti. Il relatore AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az), a integrazione della illustrazione del relatore Grassi, precisa che sono stati previsti cinque interventi emendativi che accolgono in tutto o in parte alcuni degli emendamenti presentati. Il primo intervento è volto ad accogliere la richiesta che la proposta sia redatta in articoli e riguardi solo la legge ordinaria. La riformulazione proposta mira ad allineare e rendere omogenea la disposizione che novella l'articolo 71 della Costituzione al secondo comma del vigente articolo 71, nel quale già si prevede che la proposta sia redatta in articoli. In questo modo si evita di ripetere la prescrizione della redazione in articoli, al fine di favorire una migliore leggibilità del testo costituzionale. Inoltre, si è esplicitato che sono ammissibili solamente proposte di legge che abbiano natura ordinaria. Chiede, quindi, ai proponenti di riformulare nel senso indicato ovvero ritirare gli emendamenti 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.87, 1.92 e 1.111. In secondo luogo, al fine di rispondere alle esigenze emerse nel corso del dibattito parlamentare nonché delle audizioni informali, si è scelto di lasciare nel testo dell'articolo 71 solo i limiti sostanziali alla nuova iniziativa legislativa rafforzata, spostando i limiti di carattere procedurale o le specificazioni di quelli contenuti in principio nel testo dell'articolo 71, nella legge costituzionale n. 1 del 1953. In questo modo si potrà rendere più chiaro e snello il testo costituzionale e, al contempo, disciplinare in modo più puntuale e dettagliato il giudizio di ammissibilità della proposta popolare e del referendum che vi può conseguire. In particolare, quindi, si propone di sopprimere l'espressione "non meramente formali" e di spostare il riferimento all'articolo 81 della Costituzione nella legge costituzionale n. 1 del 1953, che disciplinerà altresì le fasi procedurali in cui si articola il giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale. Nell'ambito di tale giudizio, la Corte costituzionale accerta che la proposta di iniziativa popolare non abbia contenuto meramente abrogativo. Inoltre, si intende prevedere che la Corte costituzionale, nel caso che il Parlamento abbia modificato il testo dei promotori, controlli il carattere non formale o di coordinamento delle modificazioni parlamentari. A tale proposito, gli emendamenti 1.248, 1.405 e 1.406 risulterebbero sostanzialmente accolti. Limitatamente a quanto concerne l'individuazione dell'organo terzo nella Corte costituzionale, risulterebbero parzialmente accolti nella sostanza gli emendamenti 1.35 e 1.42. Il terzo intervento emendativo è volto a precisare che il giudizio della Corte riguarda l'ammissibilità dell'iniziativa rafforzata e non del referendum in quanto tale e che la nuova procedura non si applica alle proposte d'iniziativa popolare semplice, cioè sottoscritte da 50.000 elettori. Inoltre, si vuole introdurre un richiamo più ampio al rispetto delle norme costituzionali, così da escludere che il limite possa essere ristretto ai soli principi costituzionali. Conseguentemente, invita a riformulare in tal senso o a ritirare gli emendamenti 1.90, 1.94, 1.110, 1.250 e 1.251. La quarta modifica è volta a sopprimere il richiamo di tutti gli aspetti che la legge attuativa, approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, deve disciplinare. A tale riguardo, invita i proponenti a ritirare gli emendamenti 1.442 e 1.457. Esprime parere favorevole sull'emendamento 2.1, che - sopprimendo l'articolo 2 del disegno di legge costituzionale - fa venire meno la modifica del quorum per il referendum abrogativo di cui all'articolo 75 della Costituzione. Nella stessa ottica, invita i proponenti a ritirare l'emendamento 2.0.1, che estenderebbe il quorum approvativo del 25 per cento anche ai referendumex articolo 132 della Costituzione, in linea con l'intenzione della maggioranza di apportare modifiche puntuali al testo della Carta costituzionale. La senatrice PIROVANO (L-SP-PSd'Az), accogliendo l'invito dei relatori, ritira l'emendamento 2.0.1 e presenta l'ordine del giorno G/1089/2/1, pubblicato in allegato. Il senatore VITALI (FI-BP) ribadisce che il Gruppo di Forza Italia potrebbe ritirare i propri emendamenti e valutare se subemendare gli eventuali emendamenti dei relatori, sostitutivi dell'attuale testo. Il senatore PARRINI (PD), nel concordare con il senatore Vitali, propone di rinviare il seguito dell'esame a domani per consentire un'attenta valutazione delle proposte di modifica dei relatori. Il senatore PAGANO (FI-BP) ritiene opportuno un rinvio più ampio, anche alla prossima settimana. Il senatore VITALI (FI-BP) chiede che nel pomeriggio di oggi siano resi disponibili i testi anticipati dai relatori. Il relatore GRASSI (M5S) assicura che saranno distribuiti, informalmente, i testi di cui ha illustrato il contenuto, in un'ottica di piena collaborazione, al fine di giungere a un testo quanto più possibile condiviso. Auspica un atteggiamento parimenti collaborativo anche da parte delle opposizioni nella richiesta di rinviare l'esame del provvedimento. Il relatore AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) conferma che, nelle prossime ore saranno inviate informalmente le proposte di riformulazione, con l'indicazione degli emendamenti in parte o del tutto accolti e di quelli di cui si chiede il ritiro, accompagnate da una nota illustrativa. Per quanto non fatto proprio dai Gruppi, i relatori presenteranno invece proprie proposte. Il senatore CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) osserva incidentalmente che sarebbe inopportuno aprire un dibattito su un testo non ancora depositato. Il PRESIDENTE propone quindi di sconvocare la seduta pomeridiana già convocata per le ore 17 e di rinviare alla prossima settimana il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SECONDA SEDUTA POMERIDIANA Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per le ore 17 di oggi non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 11,45. Allegato