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Ho sentito parlare di ciò che non esiste, perché, per quanto riguarda i dirigenti scolastici, manca ancora un provvedimento ad hoc che regolerà proprio quelle situazioni in cui i dirigenti hanno più plessi, soprattutto nelle amministrazioni più importanti. Non c'è niente di tutto ciò e, quindi, la discussione generale è stata improntata su ciò che non esiste. Sottolineo inoltre, proprio perché si è parlato tanto delle verifiche biometriche, che esse servono soprattutto a quei dirigenti che operano nelle amministrazioni più grandi e devono girare da un plesso a un altro, e quindi non si è in grado di tenere sotto controllo le presenze e le assenze dei sottoposti. Ciò è davvero importante e il provvedimento a me sta a cuore, perché sono un amministratore locale: sono assessore in un capoluogo di Provincia, un'amministrazione comunale con più plessi in cui i dirigenti scolastici, che svolgono le funzioni più disparate, si devono muovere da un immobile comunale a un altro e non hanno la percezione di chi c'è e di chi non c'è. Si è parlato molto, ma poi, alla fine, mi sono resa conto che si tratta delle stesse cose che sono state dette durante la discussione in prima lettura. Non è vero che ci sia duplicazione fra il Nucleo concretezza e l'ispettorato del lavoro: la relazione tecnica spiega qual è il ruolo, quali sono i compiti e quali sono le finalità del Nucleo concretezza. Il Nucleo concretezza è di fatto un tutor , che va a supportare le amministrazioni pubbliche che sono in difficoltà e non riescono a essere efficienti nei servizi erogati ai cittadini; nell'eventualità in cui ce ne fosse bisogno, esso adotta anche delle misure correttive che vanno a supportare quelle realtà più piccole dove magari c'è meno professionalità e meno esperienza e hanno bisogno di un supporto. Ci si chiede se funzionerà o meno, ma - ragazzi - in dieci anni nessuno ha mai fatto niente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Catalfo) . Sono state solo messe delle toppe che hanno fatto peggio. Noi ci abbiamo messo la faccia e ringrazio il ministro Bongiorno per essersi dedicata con anima e cuore all'amministrazione pubblica, che per anni è stata messa da parte. L'amministrazione pubblica significa servizi ai cittadini; l'amministrazione pubblica è importante, perché, se non funziona, si ferma il Paese. Noi sappiamo che l'età media dei dipendenti pubblici è pari a cinquantatre anni e la presenza degli under 35 nelle amministrazioni pubbliche è intorno al 2 per cento. Noi vogliamo ringiovanire, efficientare, fare un ricambio generazionale; il turnover , che non è mai stato fatto, adesso c'è, perché, essendo cinquantadue anni l'età media del dipendente pubblico, capite che le persone che hanno lavorato una vita sono più in difficoltà. Abbiamo bisogno di menti fresche e pertanto, grazie all'articolo 3, ci saranno assunzioni mirate e ricambio generazionale. Per quanto riguarda poi la lotta e la prevenzione dell'assenteismo, qualcuno ci critica e dice che l'assenteismo non esiste. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcune situazioni: ottobre 2015 , Sanremo, 196 dipendenti comunali coinvolti e 43 misure restrittive; luglio 2016, Boscotrecase, 30 dipendenti comunali indagati per oltre 200 episodi di assenteismo. E in queste situazioni c'erano anche segretari generali e comandanti della polizia municipale, per cui le verifiche sono essenziali. Questo è il Governo del cambiamento e quello in esame è un provvedimento di buon senso, perché sta dalla parte dei lavoratori per bene e farà una dura lotta contro l'assenteismo perché dobbiamo ricordare che i lavoratori pubblici che non vanno al lavoro, che timbrano il cartellino e poi escono dall'ufficio, vanno a fare la spesa o si trovano in situazioni personali fuori dall'ambiente di lavoro, vengono pagati con i soldi pubblici. Ringrazio il ministro Bongiorno, i rappresentanti del Governo e i componenti della Commissione che hanno lavorato insieme a lei su questo provvedimento, perché è di buon senso, mette olio e benzina nel motore della pubblica amministrazione, ormai da anni quasi fermo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az, della senatrice Catalfo e del ministro Bongiorno) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza. PARENTE, relatrice di minoranza . Signor Presidente, desidero intervenire soprattutto sullo sblocco delle assunzioni, anche ad integrazione di quanto ho detto nella relazione iniziale. La norma che parla di assunzioni nel triennio 2019-2021 è già vecchia, nel senso che siamo a giugno; la Camera ha avuto in mano il provvedimento per sei mesi e sono intervenute due questioni fondamentali, una delle quali è la legge di bilancio, che ha stabilito che le facoltà assunzionali contenute in tutte le norme previste nel primo testo per tutti i dipendenti (la Presidenza del Consiglio, tutti i Ministeri, tutti gli enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università) si rimandano al 15 novembre 2019. Per dovere d'informazione, dico che è intervenuta quota 100 e la prima finestra per i dipendenti pubblici è ad agosto 2019, per cui naturalmente partiremo dal 2020. Tuttavia, la cosa che mi preme maggiormente sottolineare è che - a nostro avviso - le assunzioni devono innanzitutto avere l'obiettivo di migliorare i servizi pubblici per le cittadine e i cittadini e di avvicinare lo Stato alle esigenze delle imprese. Sul Nucleo della concretezza mi sono già espressa e non ci ritorno. Signor Ministro, occorrerebbe un piano di fabbisogni che porti soprattutto più assunzioni nei servizi: penso alle assistenti sociali e ai centri per l'impiego, in cui si riscontrano anche sovrapposizioni di competenze tra ciò che fa lo Stato e ciò che fanno le Regioni, e quindi anche dipendenti in misura maggiore. Probabilmente, su questo dovremmo discutere in maniera bipartisan e lancio un appello in tal senso perché - l'ho detto in tutti i modi - dovremmo rafforzare i servizi, mentre rischiamo, signor Ministro, di fare assunzioni lineari, dopo aver fatto tagli lineari. Avviandomi alla conclusione, c'è una innegabile stratificazione di organismi e norme. Anche sul decreto legislativo n. 165 del 2001, il Testo unico del pubblico impiego, si interviene in modo molto massiccio, appesantendo ulteriormente le norme, che invece abbiamo tanto bisogno di semplificare. Sono poi previste prove selettive centralizzate e tutto il tema della semplificazione dell'accesso al pubblico impiego non è risolto. Dalla Camera, infatti, sono state aggiunte molte modifiche, ma il tema non è risolto perché nelle selezioni di accesso non si richiedono - come dicevo - competenze digitali per il capitale umano di una pubblica amministrazione innovatrice, mentre sarebbero opportuni test non attitudinali mnemonici, ma sulle competenze del personale, perché la nostra pubblica amministrazione deve avere una competitività anche nel nostro sistema economico. Non è vero poi che non si è fatto niente nei dieci anni passati.