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Modifiche alla legge 12 luglio 2011, n. 112, concernente l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. Onorevoli Senatori . – L'istituzione di un Garante nazionale dei diritti del bambino, operante nel quadro di un'Istituzione nazionale per i diritti umani, ha costituito un obiettivo per anni raccomandato al nostro Paese da autorevoli voci della comunità internazionale (e segnatamente dal Comitato dei diritti del bambino), perseguito in sede parlamentare attraverso svariate proposte di legge, e finalmente raggiunto nel corso del 2011, con l'adozione della legge istitutiva dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. La legge 12 luglio 2011, n. 112, « Istituzione dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza », rappresenta un importante passo avanti, che porta il nostro Paese almeno virtualmente al livello di molti Stati che da tempo si sono dotati di simili istituzioni. Il garante dei diritti del bambino integra infatti l'attività degli apparati amministrativi e giudiziari posti a presidio del benessere dei minori d'età. I compiti posti in capo all'Autorità garante possono essere ricondotti a due principali linee di azione: la promozione intesa quale diffusione della cultura dell'infanzia e dell'adolescenza da un lato e la verifica dall'altro della piena attuazione dei diritti e degli interessi delle persone di minore età, con particolare riferimento a quelli sanciti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. L'Autorità garante opera attraverso atti di soft law che perseguono obiettivi di moral suasion e attribuisce un incisivo potere di segnalazione e di espressione di pareri sulla formulazione degli atti normativi del Governo e del Parlamento. La legge n. 47 del 2017 poi ha attribuito all'Autorità garante ulteriori competenze in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati, ossia il monitoraggio della tutela volontaria, anello essenziale del sistema di accoglienza italiano che svolge un ruolo fondamentale nel processo di integrazione del minore straniero non accompagnato. A seguito poi dell'entrata in vigore della legge n. 71 del 2017, recante « Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo », l'Autorità partecipa unitamente ad altre istituzioni al tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e coordinato dal Ministero dell'istruzione. Ulteriori competenze sono state attribuite all'Autorità garante dalla legge n. 92 del 2019, con la quale è stato introdotto l'insegnamento scolastico dell'educazione civica. L'Autorità è divenuta parte della Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell'adolescente digitale, istituita presso il Ministero dell'istruzione con compiti di monitoraggio, verifica, diffusione e aggiornamento dell'educazione alla cittadinanza digitale impartita nell'ambito dell'insegnamento dell'educazione civica. A ben vedere i compiti dell'Autorità risultano articolati su più livelli, dal momento che coinvolgono i rapporti con le istituzioni centrali ma anche con quelle locali e soprattutto con le omologhe realtà internazionali. Il Comitato sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza delle Nazioni Unite, nel febbraio 2019, nelle osservazioni conclusive al quinto e sesto rapporto periodico dell'Italia sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, ha raccomandato allo Stato italiano di rafforzare l'Autorità italiana per l'infanzia e l'adolescenza assicurando la piena indipendenza e autonomia, aumentandone le risorse umane tecniche e finanziarie, nonché creando un'istituzione nazionale per i diritti umani in conformità ai princìpi di Parigi. A ben vedere, ciò che ci chiede il Comitato è un rafforzamento in modo strutturale del ruolo dell'Autorità garante indispensabile a valorizzarne l'azione e a non pregiudicare l'efficacia degli interventi già realizzati. Il quadro normativo illustrato a ben vedere presenta alcuni limiti legati all'attuale assetto organizzativo, finanziario e funzionale dell'Autorità. Il comma 6 dell'articolo 3 prevede che l'Autorità garante istituisca « idonee forme di collaborazione » con i garanti regionali o figure analoghe. A tal fine, è istituita la Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che riunisce, con il coordinamento dell'Autorità garante nazionale, tutti gli altri garanti « ove istituiti ». La legge non entra naturalmente nelle competenze regionali, ma nemmeno fornisce orientamenti e princìpi di riferimento per la legislazione regionale in materia. La Conferenza ha compiti abbastanza modesti: promuovere l'adozione di linee comuni di azione e promuovere lo scambio reciproco di dati e informazioni sulla condizione minorile. D'altro canto la legge è perentoria nel precisare che la Conferenza è istituita « senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica »: essa non ha quindi una propria dotazione di risorse e non può realisticamente adottare una propria agenda operativa. Attraverso il disegno di legge in esame ci si propone di dare seguito alle indicazioni del Comitato, apportando una serie di modifiche alla legislazione vigente e in particolare alla legge n. 112 del 2011. Nel dettaglio l'articolo 1 del disegno di legge interviene in primo luogo sull'articolo 2 della legge n. 112 del 2011, sia con riguardo alla procedura di nomina, attraverso la previsione del coinvolgimento della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, sia in relazione alla durata del mandato dell'Autorità garante. Al fine di dare maggiore continuità agli interventi e alle azioni poste in essere, il disegno di legge estende la durata del mandato a cinque anni, in luogo dei quattro attualmente previsti, esplicitando nel contempo il divieto di rinnovo. È poi prevista una dettagliata disciplina sulle incompatibilità secondo la quale il titolare dell'Autorità garante, cessato il proprio mandato, non può per almeno due anni ricoprire cariche politiche o incarichi in organismi che svolgono – a vario titolo – attività nel settore dell'infanzia e dell'adolescenza. L'articolo 2 modifica la legge n. 112 del 2011 con riguardo alle competenze spettanti all'Autorità: viene in particolare rafforzato il potere consultivo dell'Autorità chiamata ad esprimere parere su tutti i disegni di legge sia governativi che parlamentari nonché su tutti gli atti normativi in tema di infanzia. È altresì rafforzato il potere ispettivo dell'Autorità con la possibilità per essa di effettuare visite ed ispezioni senza la necessità di un preventivo accordo o della preventiva autorizzazione dell'amministrazione presso la quale si effettua la visita o l'ispezione. L'articolo 3 affronta una delle più evidenti criticità del sistema attuale, la mancanza nella legge istitutiva di un sistema di coordinamento o di un collegamento funzionale tra l'Autorità garante e le figure di garanzia regionali.