[resaula]

un insulto alle persone, una presa in giro per il popolo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete veicolato il messaggio errato dell'assistenzialismo e per giunta non darete seguito a quanto promesso. Tra le varie certezze negative, c'è ancora la mancanza di incisività sulla Bolkestein, un taglio ai premi INAIL per le aziende limitatissimo e, sempre sul fronte imprese, la mancanza completa di un intervento strutturale di ampio respiro, che sia utile a supportare in maniera sussidiaria le condizioni utili per creare e dare lavoro. Questa è l'ennesima dimostrazione che a questo Governo manca prima di tutto una visione complessiva di cosa si debba fare per lo sviluppo. Senza crescita delle imprese è recessione. Dove non ci sono politiche di sviluppo, non ci sono ipotesi per il futuro e questa manovra delle promesse mancate declina i suoi difetti in tutti i settori, compreso quello dell'agricoltura. Il sottosegretario Manzato è venuto in Commissione non a smentire quello che tutti abbiamo evidenziato, ovvero che i fondi stanziati sono esigui, ma a dirci che è intenzione del Ministero avviare nel futuro tavoli di confronto con tutti gli operatori delle varie filiere produttive. Siamo ancora una volta nel capitolo delle ipotesi per il futuro. Nessuno nega che un intervento di ascolto e confronto sia utile; però, quando si è al Governo, bisogna governare e non procrastinare continuando a fare annunci da campagna elettorale permanente. Le parole del Sottosegretario in Commissione avevano, poi, evidenziato come sul fronte agricoltura - cito testualmente - «il Governo interviene soprattutto per fronteggiare questioni specifiche o particolari emergenze». Tuttavia, quello che Forza Italia ha detto per prima e per molto tempo su questo fronte, non viene recepito. Con i colleghi diciamo dall'autunno della necessità di intervenire a sostegno delle emergenze e dei danni che coinvolgono l'agricoltura sia dal punto di vista atmosferico che da quello della fauna selvatica. Ora, però, per quanto abbiamo potuto vedere, ci si sarebbe aspettati l'individuazione di risorse; ma, a questo punto, le risorse non ci sono. Questo Governo continua, purtroppo, a compiere scelte al massimo ribasso o sulla pelle degli italiani e non mette in bilancio su queste partite risorse sufficienti. Questo a fronte di produzioni agricole talvolta distrutte, come dicevo, dal maltempo e a danni per milioni di euro. Anche su questo fronte il giudizio non può che essere, dunque, negativo, così come negativo è il giudizio su tutta la partita agricoltura, dove si investe zero, e parliamo di un pilastro dell'economia nazionale di importanza capitale. Un settore che offre opportunità occupazionali, di sviluppo, di crescita, tutte parole che a questo Governo non piacciono. Un settore che non è più soltanto lavoro nei campi, ma che è filiera, agroalimentare, marketing , un mondo sul quale si deve investire e al quale questo Governo non offre opportunità. La soluzione dei problemi viene posticipata e nel presente si costruiscono misure fortemente recessive. Sulla concretezza prevalgono i proclami ai quali poi non si riesce a dare seguito. Questa manovra è la cartina di tornasole della compagine governativa, dove sembra prevalere un'anima del poi; l'idea che nulla debba essere fatto: né il sostegno all'agricoltura né le grandi opere, né un intervento strutturale e strategico sulla raccolta e sul riciclo dei rifiuti né l'abbassamento delle imposte dirette, e nemmeno la flat tax , la tassa piatta e unica che tanto servirebbe al Paese. In conclusione, Forza Italia non può consentire, e non consentirà, che questa visione nichilista prevalga e continuerà a lavorare contro l'idea di un Paese di assistiti e di decrescita infelice che dice no a tutto. Noi vogliamo un futuro virtuoso e libero, nel quale vengono valorizzate le eccellenze, vengono messe le risorse in chiave sussidiaria dove necessario e viene dato lo spazio che merita al fare, al creare, al produrre. Per voi queste cose sono lontanissime e questa legge di bilancio lo testimonia. Noi continuiamo a lavorare perché al Paese migliore sia dato lo spazio che merita. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Magorno. Ne ha facoltà. MAGORNO (PD) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi senatori, un grande scrittore calabrese, uno dei più grandi scrittori della nostra Regione, Corrado Alvaro, nel secolo scorso soleva dire che la gente di Calabria, i calabresi «vogliono essere parlati». In verità, tutti i popoli desiderano di «essere parlati», ognuno va alla ricerca di una parola, ma in quel momento storico, un momento difficile per il Mezzogiorno d'Italia e per la nostra Regione, se mai il Mezzogiorno d'Italia in questi ultimi secoli ha vissuto dei momenti facili, voleva dire che c'erano Governi che avrebbero dovuto parlare in maniera diversa alla gente del Mezzogiorno e alla nostra Regione, alla nostra gente. Probabilmente il voto che il MoVimento 5 Stelle è riuscito a prendere il 4 marzo è un voto che si basa sul presupposto che noi non siamo stati in grado di parlare alla gente del Mezzogiorno, dovevamo parlare meglio. Certo, abbiamo fatto qualcosa, ma dovevamo fare di più. Il risultato è che questo Governo è sordo alla gente del Mezzogiorno, perché in questa legge della instabilità è rimasto sordo alle richieste della gente del Mezzogiorno ed è muto rispetto alle istanze e alle richieste che in maniera forte erano uscite dalle urne del Mezzogiorno d'Italia, dai seggi del Mezzogiorno d'Italia. Mi riferisco a due o tre questioni specifiche che riguardano il Mezzogiorno e anche la mia Regione. Non ha saputo parlare ai lavoratori precari calabresi. Dietro quella sigla ex LSU ed ex LPU ci sono uomini e donne, lavoratori e lavoratrici ai quali noi, nei passati Governi di centrosinistra, abbiamo dato dignità, uomini e donne che oggi lavorano, avviando il processo di stabilizzazione e mettendo in campo le risorse per la proroga e soprattutto per le deroghe. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi che non li avete ascoltati e che non avete saputo parlargli, avete messo in campo le risorse per mantenerli fino all'ottobre del 2019, assumendo che è possibile stabilizzarli nel corso dei prossimi dieci mesi. Non avete saputo parlare alle Regioni, non avete saputo parlare ai municipi del Mezzogiorno d'Italia e della mia Regione, la Calabria. Ho letto la nota dei senatori calabresi che esultano per i nove milioni di euro dati all'aeroporto di Crotone in tre anni. Omettono di dire, però, che questa legge di instabilità ha tolto dal fondo di coesione delle Regioni 850 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo PD) . Avete idea di quanti milioni di euro in meno avranno il Mezzogiorno d'Italia e la mia Regione? Non avete saputo parlare alle piccole imprese del Mezzogiorno d'Italia e della mia Ragione, non avete previsto nessun incentivo; non potranno né investire, né conseguentemente creare posti di lavoro. Questa è la vostra legge di instabilità.