[pronunce]

degli artt. 117 e 118 Cost., in combinato disposto con l'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione); dell'art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); del principio di leale collaborazione; e dell'art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive). L'impugnato art. 17-ter, comma 5, prevede che si applichino «nell'intero territorio nazionale» (e, quindi, anche in quello della Provincia autonoma di Bolzano) le disposizioni di cui al Capo IV-bis del d.l. n. 83 del 2012, come convertito, sino all'entrata in vigore delle disposizioni delle autonomie speciali. Il menzionato Capo IV-bis contiene disposizioni per favorire la mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive. Ad avviso della ricorrente, l'intervento normativo statale, disponendo l'immediata applicazione delle disposizioni di cui al Capo IV-bis del d.l. n. 83 del 2012, interferirebbe negli ambiti di potestà legislativa esclusiva e concorrente delle Province autonome di Trento e di Bolzano previsti dallo statuto e, in particolare, dall'art. 8, numero 5), in materia di urbanistica e piani regolatori; dall'art. 8, numero 10), in materia di edilizia pubblica; dall'art. 8, numero 17), in materia di viabilità; dall'art. 8, numero 18), in materia di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale; dall'art. 9, numero 10), in materia di igiene e sanità. Correlativamente verrebbe invasa anche la connessa potestà amministrativa, ai sensi dall'art. 16 dello statuto e delle relative norme di attuazione. La normativa statale interferirebbe poi con gli artt. 1 e 15 del d.P.R. n. 235 del 1977, secondo cui non si applicano alle Province autonome di Trento e di Bolzano le disposizioni di legge incompatibili con le norme di attuazione in materia di energia. Osserva inoltre la ricorrente che, in base alla clausola di maggior favore prevista dall'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, dovrebbero ritenersi violate le competenze regionali in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia e risparmio energetico attribuite ai sensi degli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118 Cost., competenze nell'ambito delle quali è stata emanata la legge della Provincia di Bolzano 7 luglio 2010, n. 9 (Disposizioni in materia di risparmio energetico e energia rinnovabile). Viene inoltre rimarcato come la disposizione statale impugnata ribalti il meccanismo disciplinato dall'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, secondo cui, nelle more dell'adeguamento delle disposizioni provinciali alle norme statali che fissano princípi a norma degli artt. 4 e 5 dello statuto, continuano ad applicarsi le disposizioni regionali e provinciali preesistenti. 5.- Con atto depositato in data 15 novembre 2012, è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, esponendo che la norma contestata integra una clausola di cedevolezza finalizzata a salvaguardare livelli minimi essenziali delle prestazioni nel territorio dello Stato, senza alcuno svuotamento dei poteri legislativi e amministrativi attribuiti alle autonomie, che potranno esercitare le loro competenze in base all'espressa previsione contenuta nel secondo comma della norma censurata. Ad avviso del resistente, la ragionevolezza dell'intervento normativo statale costituito da norme cedevoli deriverebbe dall'esigenza di colmare un vuoto legislativo nell'applicazione di princípi fondamentali statali, per il tempo necessario all'emanazione della normativa regionale o provinciale. 6.- Con memoria depositata il 3 settembre 2013, la ricorrente ha replicato alle osservazioni dello Stato in relazione alle altre disposizioni impugnate con ricorso e discusse in separato procedimento. Con ulteriore memoria depositata in data 1° ottobre 2013, la Provincia autonoma ha ribadito, in relazione all'art. 17-ter, comma 5, che la censurata disposizione statale interferisce con materie di competenza provinciale nelle quali la Provincia ha già legiferato, senza consentire a quest'ultima di attuare i nuovi princípi statali nel termine stabilito dalle disposizioni di attuazione statutaria. La ricorrente ha insistito, pertanto, per la dichiarazione d'illegittimità costituzionale. 7.- Con ricorso notificato il 10 ottobre 2012, depositato il successivo 17 ottobre 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 152 dell'anno 2012, la Provincia autonoma di Trento ha impugnato, tra le altre, le disposizioni degli artt. 16, comma 10-bis, e 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, per violazione: dell'art. 8, numeri 5), 6), 10), 17) e 18), dell'art. 14 e dell'art. 16 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige; degli artt. 19 e 20 del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); dell'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992; dell'art. 1 della legge n. 443 del 2001; degli artt. 117 e 118 Cost.; dei princípi di leale collaborazione e di certezza del diritto. 7.1.- In particolare, l'art. 16, comma 10-bis, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, prevede che: «Al fine di garantire l'approvazione in tempi certi del progetto definitivo del prolungamento a nord dell'autostrada A31, già compresa nelle Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T), secondo le procedure di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e alla relativa normativa di attuazione, l'intesa generale quadro prevista dall'articolo 161, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, deve essere raggiunta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto».