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se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative di competenza aventi come obiettivo l'esaurimento della graduatoria degli idonei del concorso per 814 vigili del fuoco; se abbia intenzione di reperire urgentemente i fondi necessari per assunzioni ulteriori, da attingere dalla graduatoria, quantificate in almeno 600 unità al fine di incrementare il già previsto corso di dicembre di sole 96 unità (saldo turnover ); se intenda, eventualmente, prorogare tale graduatoria al 31 dicembre 2019, al fine di assumere gli ultimi rimasti in graduatoria, cosa che consentirebbe di abbassare l'età media del personale del Corpo, attualmente pari a 49 anni, in quanto gli idonei hanno una età media di 33 anni. Atto n. 4-00533 GARAVINI GIACOBBE Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: per tutelare i diritti socio-previdenziali dei lavoratori del nostro Paese emigrati nel corso degli anni, lo Stato italiano ha stipulato importanti convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi di maggiore emigrazione; tali convenzioni hanno garantito, in materia di sicurezza sociale, la parità di trattamento dei nostri lavoratori con i lavoratori locali, l'esportabilità delle prestazioni previdenziali da un Paese all'altro e soprattutto la facoltà di totalizzare i contributi versati nei vari Paesi di emigrazione ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi minimi previsti dalle diverse legislazioni per la maturazione di un diritto a prestazione; sono attualmente circa 800.000 le pensioni in convenzione internazionale erogate dall'Inps a cittadini italiani residenti all'estero e a cittadini italiani rientrati in Italia dopo l'emigrazione, e sono decine di migliaia i cittadini italiani residenti all'estero e in Italia, i quali matureranno nei prossimi anni il diritto a una pensione italiana in pro rata attraverso l'applicazione di una convenzione bilaterale o multilaterale di sicurezza sociale; sono stati e sono ancora purtroppo e ingiustamente esclusi da questo diritto tutti i dipendenti pubblici i quali si sono nel corso degli anni recati all'estero per lavorare e per vivere (decine di migliaia) perché non considerati rientranti nel campo di applicazione soggettivo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia; infatti mentre i regolamenti comunitari prevedono esplicitamente sin dal 1998 (regolamento (CE) n. 1606/98) l'estensione del proprio campo di applicazione ai regimi speciali dei dipendenti pubblici e dei liberi professionisti, tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia non prevedono esplicitamente tale diritto; a causa di tale grave e incomprensibile disparità di trattamento con gli altri lavoratori e all'inazione delle autorità competenti, i dipendenti pubblici e i liberi professionisti italiani i quali sono emigrati o emigrano nei Paesi extracomunitari sono stati e sono esclusi da ogni forma di tutela previdenziale convenzionale e non possono utilizzare i contributi versati in Italia sia per ottenere una prestazione italiana sia una prestazione estera in regime di convenzione; premesso inoltre che: l'articolo 21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (decreto-legge "Salva-Italia"), convertito, con modificazioni, dalla legge del 27 dicembre 2011, n. 214, ha disposto la soppressione dell'INPDAP e il conseguente trasferimento di tutte le sue funzioni all'INPS a partire dal 1° gennaio 2012; dal gennaio 2012 quindi l'INPDAP non esiste più, ma tutte le sue funzioni e competenze sono state trasferite all'INPS e le tutele previdenziali dell'INPS si applicano anche ai lavoratori subordinati del settore pubblico, attraverso una speciale gestione che fa capo all'INPS (ex INPDAP); tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale prevedono la loro applicabilità anche alle legislazioni concernenti i regimi speciali per determinate categorie di lavoratori in quanto ai rischi coperti dalle stesse convenzioni e alle leggi, regolamenti e agli altri atti legislativi che modifichino tali legislazioni; la soppressione dell'INPDAP e la conseguente attribuzione delle relative funzioni all'INPS rende quindi necessario uniformare i criteri di accesso degli assicurati alle prestazioni in regime internazionale, includendo nel campo di applicazione soggettivo anche i dipendenti pubblici e i liberi professionisti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano consapevoli della situazione di esclusione e di discriminazione alla quale sono da sempre soggetti i nostri connazionali dipendenti pubblici e liberi professionisti ai fini del perfezionamento di una prestazione di sicurezza sociale in convenzione bilaterale; se non ritengano giusto e opportuno, visto che il combinato disposto delle previsioni delle convenzioni bilaterali e delle norme di soppressione dell'INPDAP ora lo consente, adottare le iniziative necessarie affinché anche i dipendenti pubblici e i liberi professionisti siano considerati rientranti nel campo di applicazione di tali accordi senza dover ricorrere alla modifica di ogni singola convenzione . Atto n. 4-00534 GINETTI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Vista la legge n. 107 del 2015 recante "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti", che ha previsto, tra l'altro, la possibilità di destinare erogazioni liberali in denaro agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti; premesso che l'art. 1, comma 145, della stessa legge n. 107 del 2015, come modificato dall'art. 1, comma 231, lettera a) della legge n. 208 del 2015, prevede un credito d'imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2015 e pari al 50 per cento di quelle effettuate nel periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2017 per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti; premesso che tale credito d'imposta è riconosciuto alle persone fisiche, nonché agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d'impresa; visto che l'art. 1, comma 147, della citata legge prevede che il credito d'imposta, di cui al comma 145, sia ripartito in tre quote annuali di pari importo e che le spese siano ammesse al credito d'imposta nel limite dell'importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d'imposta; visto il decreto attuativo del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di cui il decreto ministeriale 8 aprile 2016 recante "Disciplina del credito d'imposta di cui all'articolo 1, comma 145 della legge n. 107 del 2015", per le erogazioni liberali in denaro in favore delle scuole; considerato in particolare l'art. 5 di tale decreto, rubricato "Modalità di assegnazione delle risorse agli istituti del sistema nazionale di istruzione", il quale prevede : «1.