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Invece di perdere il nostro tempo per presentare centinaia di emendamenti su un decreto-legge che sappiamo non può essere modificato in quei termini, tutte le forze politiche lavorino insieme per dare al Governo in Aula in queste ore un supporto, un indirizzo, una forza unitaria del Paese per affrontare questa crisi epocale. Diamo tutti insieme la forza al Governo e al nostro Presidente del Consiglio di andare in Europa e ottenere quello che oggi con grande determinazione sta perseguendo: meccanismi di finanziamento straordinario. Credo che questo sia ciò che dobbiamo sentire nel profondo e che il Paese si aspetta da una classe dirigente, forse inadeguata, lo sappiamo e lo ribadisco. Sono il primo infatti a denunciare la mia inadeguatezza, ma sappiamo che di fronte a noi abbiamo bisogno di superare quest'ostacolo, di salvare il Paese e metterci sulla rampa di lancio di un nuova crescita e di un nuovo miracolo italiano che è alla portata di questo Paese. Lei, presidente Conte, ci ha chiamato al coraggio, alla determinazione e alla responsabilità: il Partito Democratico ci sarà, con coraggio, determinazione e responsabilità. Il Partito Democratico sente forte - anzi, fortissimo - quell'orgoglio di essere parte e rappresentanza di una grande comunità nazionale, che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi saprà superare l'emergenza sanitaria e, di qui a un periodo medio, quella economica che abbiamo di fronte. Richiamiamo tutte le forze politiche e tutto il Paese a questa responsabilità e a questo slancio di orgoglio nazionale. (Applausi dai Gruppi PD, M5S, Misto e del senatore Casini). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Salvini. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli Ministri, colleghi, guardiamo al futuro: raccogliamo l'appello - come stiamo facendo da giorni e da settimane - con proposte concrete, per rispetto a chi in questo momento è a casa e ha problemi immediati. I problemi di chi sta a casa, infatti, riguardano il prossimo fine settimana: al di là delle dichiarazioni di intenti e delle dotte citazioni storiche e umanistiche, la gente vuole capire se la cassa integrazione arriva questo mese o fra due, perché le bollette, i mutui e le rate degli affitti non aspettano. Medici, infermieri e sanitari li sentiamo quotidianamente, come tutti voi; mettiamo le mani avanti, non bastano applausi, complimenti o medagliette: occorre intervenire pesantemente sugli stipendi di chi sta rischiando la vita in prima linea. Il Governo ha emesso un provvedimento che prevede per chi lavorerà alle Olimpiadi Milano-Cortina uno stipendio tassato solo sul 30 per cento del montante, quindi esentasse per il restante 70 per cento: chiediamo per il personale medico, sanitario e infermieristico lo stesso trattamento economico e che quindi il 70 per cento dei loro stipendi sia esentasse per i prossimi anni, perché di pacche sulle spalle ne hanno piene le tasche nelle corsie degli ospedali. Pensiamo all'immediato, perché oggi al Governo si chiedono risposte immediate. Signor Presidente: mancano milioni di mascherine, nelle case di riposo, nelle corsie di ospedale e nelle case! L'emergenza, infatti, fra poche settimane si trasferirà dagli ospedali alle case: quando verranno dimessi i malati, occorreranno le bombole d'ossigeno a casa, che mancano e ormai sono sul mercato nero; gli italiani sono a casa e si sacrificano, ma pretendono di essere protetti e rispettati. Mancano i saturimetri per valutare la quantità di ossigeno nel sangue, che sono arrivati a 200 euro di quotazione: da cittadino italiano mi aspetto queste risposte dal Governo, ma adesso. Lo stesso vale per le tute e i camici e non si tratta di una polemica di parte: leggevo infatti che il governatore della Campania De Luca, del PD, ha affermato: che rischiamo il dramma. Da Roma non è arrivato nulla. Il governatore del PD della Puglia dice che mancano le mascherine e da Roma non arriva nulla. Il governatore del PD dell'Emilia-Romagna dice che ha dovuto muoversi lui, perché a Roma perdevano tempo. Non è quindi un problema di destra o di sinistra, perché il virus non colpisce quelli di destra o quello di sinistra, quelli belli o quelli brutti, colpisce tutti. Siamo arrivati a 7.503 morti. Vorrei che questo numero non si moltiplicasse e quindi rilancio l'appello dei sindaci. Ho sentito ieri i sindaci di alcuni Comuni bergamaschi che non hanno ricevuto un colpo di telefono da nessuno; a Grumello, i morti nel marzo scorso erano stati 5, i morti quest'anno sono 35. E così in tanti altri Comuni della frontiera bresciana e bergamasca. Consentitemi di dire, che chi si permette di criticare la qualità della sanità offerta dai medici lombardi, si dovrebbe vergognare (Applausi) . Prima di mettere in discussione la qualità del servizio offerto ai cittadini per polemica politica, si dovrebbe vergognare. In Lombardia sono stati realizzati 700 letti di terapia intensiva in più grazie all'eroismo del personale sanitario, non di qualcuno che arriva da altri Paesi. Questi sono i numeri. Senza spirito polemico, però, alla fine di tutto dovremo chiedere conto a chi ha fatto cominciare tutto e ha perso settimane colpevolmente nel denunciare l'epidemia. Se il Governo cinese sapeva, non ha denunciato e non ha protetto, ha commesso un crimine ai danni dell'umanità e adesso non si può far passare per salvatore colui che ha contagiato il mondo. (Applausi) . Questo è inaccettabile. Gli aiuti sono benvenuti da parte di tutti, ma è vero che si sono perse tre settimane nella denuncia all'Organizzazione mondiale della sanità del rischio epidemia? È vero, sì o no? Non ci sono terze vie; se è sì, è sì, se è no, è no. Quindi un'emergenza sanitaria che viene affrontata con tutti i mezzi necessari. Io vi prego - avete nominato un commissario - di dare risposte, ma di farlo oggi; fra una settimana è tardi, perché quelle mascherine e quelle tute possono salvare la vita. La Regione Sardegna ha chiesto 400 ventilatori polmonari. Ad oggi ne sono arrivati zero; la Regione Veneto ha chiesto un milione di tute protettive; ad oggi ne sono arrivate 1.000. Quindi vi chiediamo di fare bene e fare in fretta. Ognuno deve fare il suo; i medici stanno facendo il loro, i poliziotti stanno facendo il loro, sindaci e governatori stanno facendo il loro, ci aspettiamo dallo Stato e dal Governo protezione della salute. E poi non passare dall'emergenza sanitaria all'emergenza sociale ed economica. Mi è arrivato poco fa un foglio. Come sta affrontando la Svizzera l'emergenza economica alle porte? Con un foglio, non con 13 decreti, 300 divieti e 600 pagine da studiare, che nemmeno un consulente del lavoro riesce a capire. La Confederazione elvetica manda ai suoi imprenditori un foglio perché garantisce adesso, immediatamente, soldi liquidi in banca, il 10 per cento del fatturato dell'anno scorso con un tetto fino a 500.000 euro e lo farà per cinque anni, con un foglio, da compilare adesso. Questo è il modello che dobbiamo seguire. Vi chiediamo coraggio, visione e lungimiranza.