[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 2 della legge 21 febbraio 1977, n. 36 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 dicembre 1976, n. 854, recante maggiorazione di aliquote delle imposte di registro, di bollo e delle tasse sulle concessioni governative) che aggiunge l'articolo 1-bis e modifica gli articoli 4 e 8 della tariffa, parte prima, allegato A, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 634 (Disciplina della imposta di registro), promosso con ordinanza del 10 settembre 2003 dalla Commissione tributaria centrale sul ricorso proposto dall'Agenzia delle entrate – Ufficio di Avezzano contro Lea Pitari ed altro nella qualità di eredi di Idio Ridolfi, iscritta al n. 47 del registro ordinanze 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 17 novembre 2004 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro. Ritenuto che la Commissione tributaria centrale – nel corso del giudizio proposto l'8 luglio 1987 dall'Ufficio delle entrate di Avezzano nei confronti di Idio Ridolfi avverso la decisione del 4 maggio 1987 della Commissione tributaria regionale de L'Aquila – ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2 della legge 21 febbraio 1977, n. 36 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 dicembre 1976, n. 854, recante maggiorazione di aliquote delle imposte di registro, di bollo e delle tasse sulle concessioni governative) che aggiunge l'articolo 1-bis e modifica gli articoli 4 e 8 della tariffa, parte prima, allegato A, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 634 (Disciplina della imposta di registro), nella parte in cui prevede che, nel caso di atti traslativi di terreni agricoli stipulati a titolo oneroso da soggetti non imprenditori agricoli, l'imposta di registro si applichi con l'aliquota del 15% anziché con quella dell'8% prevista dall'articolo 1 della suddetta tariffa per gli imprenditori agricoli, per violazione degli articoli 3, primo comma, 11, 42, primo e secondo comma, 53 e 117 (nel testo previgente) della Costituzione; che il giudice rimettente espone che il Ridolfi aveva acquistato, con rogito del 16 gennaio 1984, un terreno seminativo sito in località Fucino e non confinante con altre proprietà dello stesso Ridolfi; che l'atto era stato registrato con imposte percepite in misura fissa, per avere l'acquirente richiesto i benefici fiscali di cui alla legge 6 agosto 1954, n. 604 (Modificazioni alle norme relative alle agevolazioni tributarie a favore della piccola proprietà contadina); che, con scrittura privata autenticata il 2 gennaio 1985, il Ridolfi aveva presentato una dichiarazione unilaterale “integrativa” per correggere il contratto stipulato il 16 gennaio 1984, là dove era stata invocata la legge n. 604 del 1954 anziché l'articolo 9, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 (Disciplina delle agevolazioni tributarie); che, successivamente, lo stesso Ridolfi aveva proposto ricorso innanzi alla Commissione tributaria di primo grado di Avezzano avverso l'avviso di liquidazione per il pagamento della somma di lire 29.635.000 per decadenza dai benefici fiscali, determinata dall'omessa esibizione entro un anno del certificato definitivo del competente ispettorato provinciale agrario; che il ricorso del contribuente era stato accolto dal giudice adito e la relativa pronuncia era stata confermata dalla Commissione tributaria di secondo grado; che avverso questa pronuncia aveva proposto ricorso alla Commissione tributaria centrale l'Ufficio tributario deducendo che determinante, ai fini del rigetto del ricorso, è l'omessa presentazione entro l'anno dell'unica documentazione idonea a mantenere i benefici, solo provvisoriamente concessi all'acquirente; che secondo il giudice rimettente la doglianza dell'Ufficio delle entrate era condivisibile, sia perché le imposte di cui trattasi devono essere applicate sulla base del contenuto dell'atto “cartolare” presentato per la registrazione, sia infine perché anche l'agevolazione prevista dall'art. 36 della legge 25 luglio 1952, n. 991 (Provvedimenti in favore dei territori montani), e successive modifiche, e dall'art. 9, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, deve essere esplicitamente e specificamente richiesta nel contesto dell'atto presentato per la registrazione; che nel ricorso introduttivo il contribuente non ha formulato una domanda in via subordinata volta ad ottenere la riduzione dell'imposta di registro, che nell'avviso di liquidazione è stata quantificata mediante applicazione dell'aliquota del 15% prevista dall'art. 1-bis aggiunto – con relativa “nota” – alla tariffa, parte prima, allegato A, del d.P.R. n. 634 del 1972, dall'art. 2, primo comma, della legge 21 febbraio 1977, n. 36; che non risulta altresì che il Ridolfi abbia prodotto al notaio rogante certificazione della qualità – eventualmente posseduta – di imprenditore agricolo a titolo principale; che, pertanto, il giudice rimettente non può, allo stato della liquidazione e per limite processuale, disporre l'applicazione dell'aliquota “normale” dell'8%, stabilita per i trasferimenti immobiliari dall'anzidetta “nota” mediante richiamo dell'art. 1 della stessa tariffa, e confermata, per gli imprenditori agricoli a titolo principale, dall'art. 2 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico approvato con d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro), e dalla relativa nota; che, poiché l'accoglimento del ricorso proposto dall'Ufficio delle entrate comporterebbe declaratoria della piena legittimità dell'avviso di liquidazione notificato il 21 febbraio 1985, il giudice a quo ritiene di dover sollevare questione di legittimità costituzionale nei termini innanzi esposti; che la questione è rilevante ai fini della decisione sulla pretesa, vantata dall'ufficio delle entrate, dell'imposta di registro con aliquota “punitiva” del 15%; che, quanto alla dedotta violazione dell'art. 53 Cost., l'aliquota del 15% (in luogo dell'aliquota “normale” dell'8%) non è correlata ad una maggiore e speciale capacità contributiva dei soggetti acquirenti di “terreni agricoli e relative pertinenze” allorquando tali soggetti siano “diversi” dagli imprenditori agricoli a titolo principale e che l'introduzione nel 1977 di detta elevata aliquota ha perseguito finalità non riconducibili al “concorrere alle spese pubbliche”, ma “protezionistiche” degli imprenditori agricoli;