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Successivamente, il decreto-legge n. 228 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 15 del 2022, all'articolo 2, comma 4, ha autorizzato l'impiego nel 2022 delle risorse non utilizzate nel 2021 a favore dei familiari del personale di cui al citato articolo 74- bis . A fronte delle istanze presentate complessivamente dai familiari del personale deceduto, appartenente alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nel corso dell'anno 2022 è stato erogato un importo pari a 300.000 euro in favore dei soggetti beneficiari la cui istanza si è positivamente definita. La proroga al 2023 consente la conclusione, in via applicativa, del procedimento di erogazione del contributo in favore dei soggetti aventi diritto, familiari del personale delle diverse Forze di polizia nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Comma 3. La disposizione afferisce alla proroga della validità della graduatoria del concorso pubblico a 250 posti nella qualifica di vigile del fuoco, approvata con decreto ministeriale n. 237 del 14 novembre 2018 e prorogata al 31 dicembre 2022 dall'articolo 1- ter del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120. La norma si rende necessaria al fine di assicurare le facoltà assunzionali nella qualifica di vigile del fuoco del Corpo nazionale dei vigili del fuoco fino al 30 giugno 2023. Tale graduatoria, che presenta 1.622 idonei, costituisce al momento l'unico bacino da cui attingere per assicurare le assunzioni nella qualifica di vigile del fuoco, fondamentale per garantire il funzionamento della macchina del soccorso pubblico. Il termine del 30 giugno è giustificato dal fatto che sono in corso di avanzato espletamento le procedure del nuovo concorso pubblico per l'accesso alla citata qualifica, che si ritiene potranno essere concluse nei primi mesi del 2023: in tal modo si intende evitare che si giunga alla fine del prossimo anno con la vigenza di due distinte graduatorie per accedere alla medesima qualifica. Comma 4. L'intervento normativo risponde all'esigenza di differire, al 31 dicembre 2023, il termine per la verifica di vulnerabilità sismica sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Più nel dettaglio, la misura, mediante la proroga del termine per la verifica del rischio della vulnerabilità sismica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, consente il rispetto della normativa sulla prevenzione del rischio sismico per gli immobili in uso alla Polizia di Stato e all'Arma dei carabinieri ritenuti di interesse strategico di protezione civile, permettendo di concludere gli accordi pattizi esistenti in un più congruo periodo di tempo, peraltro convergente con il favorevole e attuale indirizzo governativo di proroga dei bonus fiscali connessi alle ristrutturazioni edilizie. La proroga in argomento, inoltre, lasciando più tempo ai proprietari per l'esecuzione dei necessari lavori di consolidamento strutturale, consentirebbe all'Amministrazione usuaria di acquisire in locazione immobili per l'uso di caserme della Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri idonei rispetto alla normativa sulla prevenzione del rischio sismico. La norma si pone in continuità con quanto già disposto dall'articolo 10- bis , comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15. I commi 5 e 6 rispondono all'esigenza di prorogare, dal 31 dicembre 2022 al 30 giugno 2023, la sospensione dell'applicazione del requisito abilitativo, consistente nel superamento dei corsi teorico-pratici previsti dall'articolo 5, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, previsto per le guardie giurate da impiegare in servizi antipirateria. Trattasi di disposizione già prorogata, al 31 dicembre 2022, dall'articolo 2, commi 6- bis e 6- ter , del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15. Più nel dettaglio, in virtù delle disposizioni attualmente vigenti, fino alla data del 31 dicembre 2022 potranno essere impiegate guardie particolari giurate non ancora in possesso della relativa abilitazione, purché in possesso del previsto requisito di partecipazione, per un periodo di almeno sei mesi, quali appartenenti alle Forze armate, a missioni internazionali, attestato dal Ministero della difesa. L'ulteriore periodo di applicazione del regime transitorio è stato utilizzato per aggiornare il quadro normativo della materia, in modo da garantirne la più agevole applicazione, anche da parte degli armatori e degli istituti di vigilanza, una volta entrato a regime. In questo periodo, infatti, ha visto la luce la modifica, in chiave di semplificazione, del disciplinare tecnico, adottato dal Capo della Polizia-direttore generale della Pubblica Sicurezza pro-tempore in data 24 febbraio 2015, concernente la formazione per i servizi di sicurezza sussidiaria previsti dal decreto ministeriale n. 154 del 2009, che ha ridefinito le modalità di svolgimento dei corsi di formazione teorico-pratici che le guardie giurate devono frequentare e sostenere per essere adibite ai servizi anti-pirateria. A questo intervento normativo si è aggiunto quello recato con il regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 7 giugno 2022, n. 98, che ha apportato una parziale revisione del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno n. 139 del 2019, recante disposizioni in materia di impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria. Detto intervento, adeguandosi a quanto introdotto nel disciplinare tecnico, ha aggiornato il regime della formazione delle guardie giurate da destinare ai servizi antipirateria, sopprimendo il modulo didattico organizzato dal Comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera e conservando il modulo formativo teorico-pratico organizzato dalla Marina militare. A tal riguardo, si rappresenta, che lo Stato maggiore della Marina – considerato l'approssimarsi della scadenza del regime transitorio ed al fine di assicurare all'industria marittima nazionale un'adeguata aliquota di guardie giurate private abilitate ai servizi di protezione antipirateria a bordo delle navi battenti bandiera italiana in navigazione nelle acque internazionali individuate come « a rischio » dal Ministero della difesa – ha reso noto di aver organizzato per l'anno in corso due corsi specialistici che si terranno nel prossimo mese di dicembre.