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non arreca un danno significativo a nessuno dei predetti obiettivi ambientali (principio del " do no significant harm "); è svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia previste all'articolo 18; è conforme ai criteri di vaglio tecnico fissati dalla Commissione europea; l'art. 19 fissa i requisiti per i criteri di vaglio tecnico, tra i quali compare quello che impone che gli stessi si basino su prove scientifiche irrefutabili e sul principio di precauzione sancito dall'articolo 191 TFUE (art. 19, paragrafo 1, lett. f ). Il principio di precauzione è un approccio alla gestione del rischio in virtù del quale, nell'ipotesi in cui una determinata politica o azione possa arrecare danno ai cittadini o all'ambiente e non vi sia ancora un consenso scientifico sulla questione, la politica o l'azione in questione non dovrebbe essere perseguita; nel mese di aprile 2021 la Commissione UE ha pubblicato un pacchetto di misure, comprensivo anche dell'atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia europea. Nella comunicazione (COM (2021) 188 final) del 21 aprile 2021 la Commissione ha anticipato l'adozione di un atto delegato complementare relativo al gas naturale e all'energia nucleare; con riferimento all'energia nucleare occorre precisare che nel marzo 2021 il Joint Research Centre (JRC), incaricato di verificare l'impatto della produzione di energia nucleare sugli altri obiettivi ambientali, secondo il principio "non arrecare un danno significativo", aveva pubblicato una relazione in cui si evidenziava che dalle analisi non era emersa alcuna evidenza scientifica comprovante che l'energia nucleare arrechi un danno maggiore alla salute dell'uomo o all'ambiente rispetto alle altre tecnologie per la produzione di energia elettrica già incluse nella tassonomia, in quanto attività che sostengono la mitigazione dei cambiamenti climatici; tale relazione è stata successivamente sottoposta all'esame di altri due gruppi di esperti, quello di cui all'art. 31 del Trattato Euratom e il Comitato scientifico dei rischi sanitari, ambientali ed emergenti; il Comitato ha formulato una serie di rilievi critici circa l'inclusione del nucleare nella tassonomia. Più nel dettaglio, esso ha rilevato che «ci sono diversi risultati in cui il rapporto è incompleto e richiede di essere rafforzato con ulteriori prove o con considerazioni approfondite», e che in molti casi la valutazione degli impatti è stata fatta per comparazione ad altre tecnologie, modalità insufficiente ad assicurare l'assenza di danni significativi; inoltre, in merito all'inquinamento, il Comitato ha osservato che il numero degli studi richiamati a supporto della valutazione è inadeguato a comprovare le conclusioni, e in merito al rischio di incidenti gravi, che gli stessi rimarranno indipendentemente dall'incidenza delle garanzie regolamentari per attuare misure di prevenzione e che i rischi dovuti agli incidenti nucleari permangono indipendentemente dalle misure di mitigazione. Infine, quanto allo stoccaggio a lungo termine dei rifiuti radioattivi, il Comitato ha rilevato che resta una questione aperta con notevoli incertezze; si è aperto un acceso dibattito tra gli Stati membri e nell'ambito della comunità scientifica in merito alla possibilità di includere l'energia nucleare nella tassonomia; nei primi giorni di dicembre 2021 è stato pubblicato il Regolamento delegato (UE) 2021/2139, che integra il regolamento sulla tassonomia, e che fissa i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un'attività economica contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici o all'adattamento ai cambiamenti climatici e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale. Il regolamento non include nella tassonomia il gas naturale e l'energia nucleare; tuttavia, il 31 dicembre 2021 la Commissione ha pubblicato una bozza di atto delegato secondo la quale i progetti nucleari con permesso di costruzione rilasciato entro il 2045 sarebbero idonei ad attrarre investimenti privati, purché in grado di prevedere piani per la gestione delle scorie radioattive e per il decommissioning delle centrali nucleari. Allo stesso tempo, sarebbero ammissibili anche i progetti sul gas con autorizzazioni rilasciate entro il 2030, purché soddisfino una serie di condizioni, come emissioni inferiori a 270 grammi di CO? equivalente per kWh; la bozza è stata inviata agli Stati membri e agli esperti della Piattaforma sulla finanza sostenibile per acquisire contributi entro il termine del 12 gennaio 2022, poi posticipato al 21 gennaio; in data 21 gennaio 2022 la Piattaforma sulla finanza sostenibile ha pubblicato il documento "Response to the Complementary Delegated Act", in cui si evidenzia che il nucleare non rispetta il principio " do no significant harm ", e, quindi, deve essere escluso dalle tecnologie green . Inoltre, secondo la Piattaforma, il gas potrebbe rientrarvi solo se rispettasse il criterio dei 100 gr di CO2 al KWh e non quello dei 270 gr, come proposto nella bozza della Commissione; preoccupa la dichiarazione rilasciata in un'intervista al "Frankfurter Allgemeine Zeitung" dalla commissaria responsabile del dossier , Mairead McGuinness, secondo la quale la Commissione europea adotterà il 2 febbraio 2022 il regolamento che include gas e nucleare nella tassonomia, e sono possibili solo "piccole modifiche" rispetto alla bozza del 31 dicembre 2021; la Germania, l'Austria, la Spagna, la Danimarca e il Lussemburgo si sono espressi in senso nettamente contrario all'inclusione del nucleare e del gas nella tassonomia, e alcuni di essi hanno minacciato di ricorrere alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Altri Paesi, tra cui la Francia, sono, invece, favorevoli a tale inclusione; considerato che: il nostro Paese, almeno fino ad oggi, non ha espresso una decisa opposizione all'inserimento del gas naturale e del nucleare nella tassonomia. Questa posizione è, a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo, particolarmente grave, considerati gli esiti dei referendum sulla produzione di energia nucleare, i rischi connessi a tale produzione, i tempi e i costi di gestione dei rifiuti radioattivi che si trovano sul nostro territorio; inoltre, nel quotidiano on line "Il Fatto Quotidiano" del 25 gennaio 2022 è riportata la notizia secondo la quale il Governo italiano avrebbe valutato troppo bassi i limiti stabiliti dalla bozza del 31 dicembre 2021 per qualificare come green gli impianti che producono gas. Si legge che «Secondo l'Italia la soglia di emissione di Co2/kWh dovrebbe essere alzata a 340 grammi, oppure si dovrebbe consentire di mantenere una media annuale di 750 chilogrammi di Co2/kWh calcolata su vent'anni»; la produzione di energia nucleare è stata oggetto di due referendum abrogativi, nel 1987 e nel 2011, attraverso i quali i cittadini hanno espresso chiaramente la volontà di non produrre energia nucleare.