[ddlpres]

I termini di cui al comma 1 non sono vincolanti in presenza di figli nati o adottati dai coniugi. 3. Lo straniero può inviare al Ministro dell’interno entro trenta giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del matrimonio, ovvero dalla separazione personale dei coniugi, integrazioni alla documentazione già presentata, idonee a dimostrare la sussistenza di un altro titolo per l’attribuzione o per la concessione della cittadinanza. In tale caso il termine per la conclusione del procedimento è esteso a trentasei mesi complessivi. 4. Lo straniero maggiorenne, adottato da cittadino italiano, acquista la cittadinanza italiana se risiede legalmente nel territorio della Repubblica, senza interruzioni, per almeno due anni successivamente all’adozione». 4 (Attribuzione della cittadinanza). 1 Dopo l’articolo 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come sostituito dall’articolo 3 della presente legge, è introdotto il seguente: «Art. 5- bis. -- 1. Acquista la cittadinanza italiana, su propria istanza e alle condizioni di cui all’articolo 5- ter , con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno: a) lo straniero che da almeno cinque anni soggiorna legalmente e senza interruzioni nel territorio della Repubblica, vi risiede ed è in possesso di un requisito reddituale non inferiore a quello richiesto per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi dell’articolo 9 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni; b) il cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea che risiede legalmente da almeno tre anni nel territorio della Repubblica; a) lo straniero regolarmente soggiornante in Italia da almeno tre armi a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato». 5 (Verifica dell’integrazione linguistica e civica dello straniero). 1 Dopo l’articolo 5- bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dall’articolo 4 della presente legge, è introdotto il seguente: «Art. 5- ter. -- 1. L’acquisizione della cittadinanza italiana nell’ipotesi di cui all’articolo 5- bis , comma 1, lettera a), è condizionata alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio della Repubblica, riscontrata: a) da una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente al livello A2, di cui al quadro comune europeo di riferimento delle lingue, approvato dal Consiglio d’Europa; b) dalla conoscenza soddisfacente della vita civile dell’Italia e della Costituzione italiana. 2 . Lo straniero che risultasse inidoneo alla verifica di cui al comma 1 ha diritto a ripeterla senza limitazioni a condizione che siano passati almeno quattro mesi dalla data della comunicazione dell’esito della stessa. Il provvedimento di acquisizione della cittadinanza rimane pendente fino all’accertamento delle condizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1. 3 . Il Governo individua e riconosce, anche in collaborazione con le regioni e con gli enti locali, le iniziative e le attività finalizzate a rendere edotto lo straniero circa le modalità e le possibilità per l’acquisizione della conoscenza della lingua, della cultura e della Costituzione italiane nonché a sostenere il processo di integrazione linguistica e sociale secondo modalità stabilite ai sensi dell’articolo 25. 4 . Secondo modalità stabilite ai sensi dell’articolo 25, sono determinati i titoli idonei ad attestare il possesso del livello della conoscenza della lingua italiana di cui al comma 1 del presente articolo, nonché le attività il cui svolgimento costituisce titolo equipollente. Con le medesime modalità sono determinati la documentazione da allegare all’istanza, ai fini dell’attestazione dei requisiti di cui al citato comma 1, le modalità del colloquio diretto ad accertare la sussistenza dei requisiti medesimi, nonché i casi straordinari di giustificata esenzione dal possesso dei requisiti di cui al medesimo comma 1. 5 . L’acquisizione della cittadinanza italiana impegna il nuovo cittadino al rispetto, all’adesione e alla promozione dei valori di libertà, di eguaglianza e democrazia posti a fondamento della Repubblica italiana». 6 (Motivi preclusivi dell’attribuzione della cittadinanza) 1 L’articolo 6 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente: «Art. 6 -- 1. Precludono l’attribuzione della cittadinanza ai sensi degli articoli 4, comma 2- bis , 5 e 5- bis : a) la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale; b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge prevede una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione; c) la condanna per un reato non politico a una pena detentiva superiore a un anno da parte di un’autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza è stata riconosciuta in Italia, d) la dichiarazione di delinquenza abituale; e) la condanna per uno dei crimini o delle violazioni previsti dallo Statuto del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, annesso alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU 827(1993) del 25 maggio 1993, o dallo Statuto del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, annesso alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU 955(1994) dell’8 novembre 1994, o dallo Statuto titutivo della Corte penale internazionale, adottato a Roma il 17 luglio 1998 e reso esecutivo dalla legge 12 luglio 1999, n. 232. 2. L’attribuzione della cittadinanza non è preclusa quando l’istanza riguarda un minore condannato a una pena detentiva non superiore ai due anni. 3 . Il riconoscimento della sentenza straniera, anche ai soli fini ed effetti di cui al comma 1, lettere c) ed e) del presente articolo è richiesto dal procuratore generale del distretto dove ha sede l’ufficio dello stato civile in cui è iscritto o trascritto il matrimonio, nei casi di cui all’articolo 5, ovvero dal procuratore generale del distretto nel quale è compreso il comune di residenza dell’interessato, nei casi di cui agli articoli 4, comma 2- bis , e 5- bis . 4 . La riabilitazione o l’estinzione del reato fanno cessare gli effetti preclusivi della condanna. 5 . L’ordinanza che dispone una misura cautelare personale, ovvero l’inizio dell’azione penale per uno dei reati indicati nelle lettere a) e b) del comma 1, ovvero l’apertura del procedimento di riconoscimento della sentenza straniera indicata nella lettera c ) del citato comma 1, ovvero i provvedimenti che dispongono l’arresto, la cattura, il trasferimento o il rinvio a giudizio oppure la sentenza di condanna anche non definitiva pronunciati ai sensi dei rispettivi Statuti dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia o dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda o dalla Corte penale internazionale determinano la sospensione del procedimento per l’attribuzione della cittadinanza.