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Sistema nazionale di controllo ambientale. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge è espressamente finalizzato alla costituzione di un efficace sistema nazionale di controllo ambientale. L'Unione europea ha infatti sancito l'introduzione della tutela dell'ambiente tra i princìpi del Trattato sull'Unione inserendo la promozione di un elevato livello di protezione dell'ambiente e il miglioramento della qualità di quest'ultimo tra gli obiettivi delle politiche europee, sollecitando la sua protezione attraverso il diritto penale. Il Parlamento ha quindi il dovere di adottare strumenti che vadano effettivamente in questa direzione. L'integrazione e il coordinamento del lavoro svolto dalle singole Procure in materia di ambiente e salute rappresenta uno strumento importante per la realizzazione concreta di tale obiettivo. La storia degli ultimi sessant'anni testimonia quanto la politica sia stata inadeguata fino ad ora nei confronti dell'assalto predatorio subìto dal territorio e dall'ambiente. Da nord a sud il nostro Paese appare lacerato da gravissime emergenze e disastri ambientali, nell'assenza del dovuto controllo e della necessaria tutela. Siamo primi in classifica tra i Paesi più inquinati d'Europa e primi nelle infrazioni comunitarie tra le quali il primato spetta alle infrazioni in ambito ambientale. Il controllo ambientale preventivo, umiliato dalla scarsità di uomini, mezzi e risorse, non è stato in grado di assolvere la sua funzione. Si continua a intervenire in regime emergenziale, con costi di gran lunga superiori rispetto all'adozione di idonee soluzioni strutturali. La gestione dell'ordinario è lasciata alla buona volontà e dedizione di alcuni che operano nonostante i disagi strutturali e strumentali, a volte in assoluta solitudine. A questo quadro desolante si aggiungono un controllo eccessivo della politica sulle nomine e sugli incarichi, poca trasparenza degli enti, sovrapposizione di competenza e conflitti d'interesse, sovrapposizioni tra controllati e controllori, disorganizzazione e mancanza di coordinamento tra gli enti. Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo ambizioso di strutturare un interforze investigativo, giudiziario e di accertamento, sulla falsariga della Direzione nazionale antimafia, quale asse portante a livello nazionale della difesa, della tutela e del controllo ambientale. La necessità di riorganizzare, coordinare e specializzare tutte le attività di vigilanza e d'indagine in materia di ambiente nasce dall'esigenza di rendere finalmente reale e incisiva l'azione dello Stato nei confronti dei reati commessi a danno dell'ambiente e della salute, in violazione del codice penale, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto «codice dell'ambiente»), e del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di garantire l'effettiva tutela degli ecosistemi naturali in modo uniforme ed efficace su tutto il territorio nazionale secondo il principio di prioritaria considerazione degli interessi di tutela ambientale ribadito dall'articolo 3- quater del codice dell'ambiente, e in applicazione dei princìpi di precauzione, azione preventiva, correzione alla fonte dei danni causati, nonché dei princìpi del «chi inquina paga», dello sviluppo sostenibile e della solidarietà affermati e ribaditi dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (articolo 191). Oltre alla diffusa esigenza di convertire alcune sanzioni amministrative connesse ai reati commessi a danno dell'ambiente e della salute in più pertinenti reati penali con un inasprimento delle pene già previste, e conseguente allungamento dei tempi della prescrizione, si rileva la difficoltà nel coordinamento tra tutti i soggetti che si occupano di procedimenti inerenti alla tutela dell'ambiente e della salute, sia nelle fasi di accertamento tecnico che in quelle d'indagine. È evidente la necessità di dettare nuove disposizioni volte a rendere più specializzata e coordinata, anche a livello nazionale, l'attività giudiziaria in materia. Va inoltre considerata la mancanza di un'informazione organica e completa in merito alle analisi e ai rilevamenti ambientali effettuati dai vari organi competenti nonché ai reati accertati, indispensabile per ottimizzare il lavoro delle autorità preposte e per sostanziare la piena realizzazione del diritto di tutti i cittadini al libero accesso all'informazione ambientale. Deve essere anche considerata la necessità di introdurre norme che legittimino le associazioni all'esercizio dell'azione di risarcimento del danno ambientale diffuso, nei confronti dei soggetti responsabili dell'inquinamento, nonché l'esigenza, sollevata da più parti, di colpire il patrimonio dei soggetti che commettono reati contro l'ambiente e la salute con misure di sequestro cautelativo anche per equivalente patrimoniale. Il presente disegno di legge vuole costituire una risposta alle esigenze manifestate da tutti gli attori impegnati nei diversi ambiti della tutela ambientale e della salute, che hanno contribuito alla stesura del lavoro svolto, che è la sintesi delle criticità da essi stessi riscontrate. Nel ridisegnare il sistema di controllo ambientale, il presente disegno di legge, che riporta una parte del più ampio disegno di legge n. 1306, si occupa di ridefinire gli organismi del sistema di controllo ambientale avendo quale principio ispiratore quello di conferire autonoma dignità alla materia della tutela e del controllo ambientale, che per la delicatezza e l'importanza rivestita necessita di un sistema coordinato ed efficace oltre che altamente specializzato sia dal punto di vista giuridico che tecnico. Si è ritenuto indispensabile riorganizzare le Forze dell'ordine e gli organismi tecnici di controllo già esistenti in un unico corpo interforze, militare e civile, che sappia ottimizzare tutte le risorse e le informazioni a disposizione anche attraverso l'istituzione di una banca dati informatica unica, utilizzabile dalle forze che si occupano di ambiente per intrecciare e coordinare dati e azioni. Si è scelto di seguire nella sua definizione di massima l'organigramma delle Direzioni antimafia applicando tuttavia dei correttivi necessari alla specificità della materia; sono così state istituite le Direzioni ambiente e salute. La Direzione nazionale ha sede a Roma con compiti di coordinamento delle attività condotte dalle direzioni distrettuali. Il numero e la distribuzione delle direzioni distrettuali saranno stabilite sulla base della maggiore o minore necessità di controllo ambientale in loco . La Direzione investigativa è dislocata su tutto il territorio nazionale con sedi territoriali da reperirsi nelle strutture esistenti che abbiano maggiore disponibilità di spazi idonei, o solo in subordine utilizzando strutture confiscate alla criminalità organizzata, e in essa confluisce tutto il personale dei diversi organi ed enti che attualmente si occupa di tutela ambientale. Nell'articolato si è prestata grande attenzione ai meccanismi di reclutamento e nomina cercando di allontanare gli stessi da dinamiche localistiche, attribuendo importanza alla motivazione personale e ai titoli posseduti. Viene inoltre introdotto un punto fondamentale e cioè l'obbligo di trasmissione entro le quarantotto ore di tutte le denunce pervenute localmente alla direzione regionale e centrale, predisponendo appropriate sanzioni per chi ometta tale invio.