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4 Il canile privato convenzionato ha la funzione principale di canile di mantenimento ma può assolvere contestualmente alla funzione di canile sanitario, purché con la medesima dotazione strutturale e strumentale e con una concreta separazione fisica e funzionale. 5 Sia nelle strutture box che nelle aree libere recintate, i cani devono essere suddivisi in gruppi compatibili per carattere, indole ed abitudini, al fine di evitare qualsiasi aggressione gli uni con gli altri. Gli animali devono essere accuditi quotidianamente, assicurando loro le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico ed etologico, consentendo un'adeguata possibilità di esercizio fisico. I mangimi bilanciati, differenziati per età, stato fisico o eventuali patologie, devono essere somministrati singolarmente e giornalmente in quantità tale da assicurare il mantenimento degli animali in buona salute. 6 I box di mantenimento devono essere divisi in moduli distanti fra loro almeno dieci metri; ogni modulo può contenere al massimo trenta box e deve essere collegato ad una zona di sgambamento. Ogni rifugio deve essere dotato di un box singolo ogni quattro box collettivi, da destinare ai cani mordaci o aggressivi, con doppio ingresso e dotato di porta scorrevole centrale manovrabile dall'esterno. Tutti i box devono essere numerati, devono avere dimensioni minime di 8 metri quadrati per cane e da un minimo di 1,80 metri ad un massimo di 2,70 metri d'altezza e devono prevedere due zone, di cui una per il riposo, coperta, chiusa su tre lati con idonei pannelli coibentati, provvista di pedana e di cuccia impermeabili, lavabili, disinfettabili e disinfestabili, e una per lo spazio libero, provvista di protezione dal sole e dalle intemperie per almeno il 50 per cento. Le recinzioni dei box devono essere tali da impedire il contatto fisico tra cani e la possibilità di aggressioni reciproche fino ad un'altezza minima di 1,50 metri. 7 I requisiti tecnico-strutturali e gestionali dei rifugi sono stabili con il decreto di cui all'articolo 15, comma 5. 8 I canili rifugio devono tenere il registro di cui all'articolo 15, comma 9. 17 (Microcanili e microgattili e cani liberi accuditi) 1 I comuni di piccole dimensioni possono ottemperare alle disposizioni della presente legge anche attraverso il microcanile e il microgattile, inteso come struttura gestita da un'associazione riconosciuta, destinata ad ospitare un numero massimo, rispettivamente, di trenta cani e trenta gatti. 2 Il microcanile è dotato delle seguenti strutture: piccola infermeria, magazzino, segreteria per l'attività di adozione, recinti di 30 metri quadrati, di cui 6 metri quadrati coperti, per un massimo di tre cani di taglia media, e deve tenere il registro di cui all'articolo 15, comma 9. 3 Il servizio veterinario ufficiale assolve alle funzioni di controllo sanitario sul microcanile, il cui responsabile e i volontari devono comunque essere adeguatamente formati e svolgere i seguenti compiti: a ospitare gli animali trovati in strada dopo la permanenza in osservazione presso il canile sanitario di competenza, assicurando loro la corretta gestione, le cure e un adeguato livello di benessere; b incentivare e favorire le adozioni da parte di privati. 4 I comuni, su proposta delle associazioni riconosciute, dei comitati di quartiere o dei privati cittadini, riconoscono e promuovono la figura del cane libero accudito, come presenza stabile all'interno della comunità. I cani liberi accuditi devono essere vaccinati, sterilizzati, curati, protetti, alimentati e assicurati per eventuali danni a terzi, a cura del comune. I cani liberi accuditi devono inoltre essere iscritti all'anagrafe canina, muniti di microchip a nome del comune e portare una medaglietta ben visibile legata ad un collare con i colori del comune di appartenenza, con i dati relativi all'ufficio per i diritti animali e il recapito telefonico del privato cittadino che abitualmente si prende cura dell'animale. I soggetti di cui al primo periodo, in accordo con il comune, realizzano ricoveri di modeste dimensioni forniti di cuccia e tettoia, autorizzati con determinazione dell'ufficio per i diritti animali competente, non assoggettabile al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico. Il richiedente ha l'onere della somministrazione degli alimenti e della pulizia del ricovero. Qualora non ricorrano le condizioni suddette i cani devono essere ricoverati in canili pubblici o privati convenzionati. 18 (Affidamento del servizio di ricovero di animali d'affezione) 1 I comuni, per tutti i compiti di propria competenza, possono avvalersi delle associazioni riconosciute, dei servizi veterinari ufficiali e di altri soggetti idonei, purché diano garanzie di buon trattamento degli animali. Nell'aggiudicazione delle gare d'appalto si deve tener conto del miglior rapporto qualità/prezzo in considerazione del benessere garantito agli animali, con priorità alle associazioni riconosciute e alle strutture che insistano nell'ambito territoriale di competenza dei propri servizi veterinari ufficiali. La gestione di tali servizi non può essere affidata a soggetti che incorrano nelle condizioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera i) , numeri 3), 4) e 5), e le convenzioni possono essere liquidate con cadenza mensile posticipata, previa verifica dei rispetto dei termini contrattuali e delle condizioni di benessere degli animali. 2 I comuni, nelle procedure di affidamento del servizio di mantenimento e gestione di animali d'affezione, devono garantire adeguati livelli di tutela e benessere. In particolare deve essere assicurato che: a la struttura individuata corrisponda ai requisiti tecnico-strutturali e gestionali previsti dalla presente legge e dal decreto di cui all'articolo 15, comma 5; b sia evitato lo stress agli animali dovuto a trasporti su lunga distanza; c avvenga la rapida restituzione dell'animale al proprietario; d nella struttura individuata siano poste in essere attività che incentivino le adozioni da parte delle associazioni riconosciute e siano garantite le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera g) . 3 I comuni, nell'affidamento del servizio, sono tenuti a dare priorità alle strutture che: a comportino minimi spostamenti degli animali preferendo, ove possibile, strutture sul rispettivo territorio provinciale o regionale; b siano gestite o si avvalgano di servizi prestati da associazioni riconosciute. 19 (Gatti liberi, colonie feline e gattili) 1 I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è vietato a chiunque maltrattarli o allontanarli dal loro habitat . 2 I gatti liberi, identificati e iscritti all'anagrafe felina secondo le modalità di cui all'articolo 8, comma 1, a nome del comune in cui vivono, sono sterilizzati, curati e vaccinati dal servizio veterinario ufficiale e reinseriti nella loro colonia di provenienza o nel loro habitat originario. 3 La cattura dei gatti liberi è consentita solo per la sterilizzazione e per le cure sanitarie necessarie al loro benessere.