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Poste italiane esiste per garantire innanzi tutto un servizio postale rapido ed efficiente. Inoltre, in quanto servizio pubblico, dovrebbe avere come compito principale quello di semplificare la vita ai cittadini (anche attraverso i servizi bancari e finanziari), anche a costo di spendere più soldi e di avere meno guadagni; considerato che: CGIL SLC, CISL SLP, FAILP CISAL, CONFSAL comunicazioni e UGL comunicazioni hanno dichiarato: "Le Poste siciliane sono al collasso. Assistiamo inermi ai tagli di risorse e alla superficialità nell'affrontare argomenti seri per la qualità del servizio e le condizioni di lavoro. Poche le risposte per colmare questo divario e disagio. Le condizioni di lavoro sono gravi e insopportabili e questo si ripercuote negativamente sul personale e sulla qualità dei servizi. Nel settore postale aumenta il prodotto in relazione al volume dell'e-commerce ma diminuiscono i diritti e si annullano i contenuti degli accordi sottoscritti. Il risultato sono gli uffici postali senza operatori allo sportello, di cui deve farsi carico chi rimane, sopperendo alle carenze e sempre a rischio di azioni disciplinari ormai all'ordine del giorno"; i sindacati denunciano che non si procede con le assunzioni. I lavoratori lamentano turni raddoppiati, continui distacchi da un ufficio all'altro e turni massacranti. Mancano sia personale agli sportelli che portalettere. Anche perché dal 2011 al 2019 c'è stato un massiccio incentivo al prepensionamento e pensionamento, senza nessun ricambio di personale; Morwenna Di Benedetto della Slc CGIL ha dichiarato: "L'azienda vuole le aperture, ma con una carenza di personale evidente. Siamo contrari a tenere aperto per tenere aperto, anche perché il rischio è che ne risenta il servizio. In pratica, le aperture si fanno grazie ai sacrifici dei lavoratori e della stessa filiale, che cerca di venire incontro alle esigenze dei dipendenti e al tempo stesso osservare il programma aziendale. È vero che si spinge molto sul digitale, ma alla fine i clienti vengono negli uffici"; considerato, inoltre, che: secondo la media dei dati raccolti dalle associazioni dei consumatori, negli uffici postali è funzionante mediamente solo uno sportello su tre e l'attesa media di un cittadino che si reca a un ufficio postale è di un'ora e 17 minuti; in alcuni sportelli postali verificati sul campo, come quello del popoloso quartiere di Cinecittà Est a Roma in via Terzilio Cardinali, 11, per la carenza di personale o la disorganizzazione con 16 sportelli ed in genere sono aperti in meno della metà, la media sfiora le 2 ore di attesa, cosa inaccettabile in un Paese civile; considerato, infine, che l'amministratore delegato di Poste italiane Matteo Del Fante continua a propagandare (anche quando viene audito in Parlamento) la ritrovata efficienza della sua azienda, senza mai accennare alla carenza di personale denunciata dai sindacati o alla lentezza degli uffici sparsi sul territorio nell'erogare servizi essenziali ai cittadini, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se non trovino indegno per un Paese come l'Italia avere un servizio postale inefficiente e penalizzante nei confronti dei cittadini che non si possono permettere di rivolgersi a spedizionieri privati o a banche e assicurazioni private; se il Ministro dell'economia e delle finanze, in quanto azionista di Poste italiane, intenda sollevare queste critiche all'interno del consiglio di amministrazione ed eventualmente valutare un possibile cambio al vertice dell'azienda; se il Ministro del lavoro e delle politiche sociali non ritenga necessario, intervenire, se del caso interessando l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, per verificare se quanto denunciato dai sindacati corrisponda al vero e sia necessario formare un tavolo di lavoro con Poste italiane per raggiungere l'obiettivo di far assumere all'azienda il personale necessario; se il Ministro dell'economia non ritenga necessario spingere Poste italiane a una riorganizzazione dei propri obiettivi, mirando meno al profitto dei propri azionisti e più all'efficienza del servizio che deve essere dato ai cittadini. Atto n. 4-06284 GINETTI CARBONE CONZATTI CUCCA GARAVINI MARINO SBROLLINI VONO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la corretta informazione rappresenta, specialmente nella società odierna, uno dei capisaldi della democrazia e al contempo un diritto soggettivo strettamente connesso al principio democratico, così come sancito nella nostra Costituzione. Il principio è riconosciuto a livello internazionale anche dall'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani: tale articolo prevede, infatti, il diritto di ciascuna persona di "cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere". Questo presuppone il pluralismo delle notizie, che siano veritiere, corrette e trasparenti; tuttavia, si conferma ogni giorno il diffondersi di informazioni false o fuorvianti, alimentata e amplificata negli ultimi anni dall'uso sempre più smodato di internet , dai social network , anche da parte di minori, e dallo sviluppo di nuove tecnologie che riescono a diffondere "comunicazioni" in modo sempre più invasivo; tali notizie distorte, false o scorrette, più comunemente note come fake news , hanno notevole incidenza sulla formazione dell'opinione pubblica e, al contempo, sullo sviluppo fisico, mentale e morale dei minori; considerato che: l'impatto di tali fake news è stato attenzionato anche dalla stessa Commissione europea, nel suo Piano d'azione per la Disinformazione (2018), che ha ritenuto il fenomeno pericoloso non solo per i singoli cittadini, ma anche per l'opinione pubblica largamente intesa, così come per la tenuta della democrazia negli Stati contemporanei; nella Legge di delegazione europea del 22 aprile 2021, n. 53, è stata introdotta, tra i "principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/1808" (direttiva sui servizi di media audiovisivi) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, la disposizione di cui all'art. 3, comma 1, laddove alla lettera g) , tra i principi e criteri direttivi specifici, prevede oltre a misure per favorire la protezione dei minori da contenuti multimediali e pubblicitari fuorvianti, anche misure che favoriscano la correttezza delle informazioni degli stessi per contrastare le cosiddette fake news , stabilendo che "i fornitori di servizi di media forniscano agli utenti informazioni sufficienti in merito ai contenuti e prevedendo inoltre specifiche misure nei confronti di chi utilizza profili fittizi di soggetti inesistenti ovvero tramite l'appropriazione di identità altrui, al fine de alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false", si chiede di sapere quali iniziative intenda porre in essere il Governo per dare attuazione alla specifica delega contenuta nella legge di delegazione europea per garantire la sicurezza della genuinità nel processo di formazione della volontà politica del cittadino, con particolare riguardo all'uso dei social network quale principale fonte di informazione politica e di contrasto all'annoso problema delle fake news . Atto n. 4-06285 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che: