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Istituzione dell'Autorità garante per la promozione e la protezione dei diritti umani. Onorevoli Senatori . – L'Italia ha svolto e deve continuare a svolgere un importante ruolo nella promozione e protezione dei diritti umani nel mondo. Il nostro Paese ha già saputo giocare questa funzione quando nel 1950 ospitò a Roma la firma della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Il 20 dicembre 1993 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione n. 48/134 recependo anche le conclusioni di cui alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti umani tenutasi a Vienna nel giugno 1993, sulla costituzione e sul rafforzamento di autorità nazionali per i diritti umani. A seguito di questa risoluzione, molti Stati si sono dotati di autorità nazionali per i diritti umani e molti altri si sono ufficialmente impegnati a farlo; l'Italia, invece, non ha dato riscontro alla suddetta risoluzione. Eppure, nel presentare la propria candidatura al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2007, 2011 e 2019, l'Italia ha assunto precisi impegni – tra cui l'istituzione di una Commissione nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani fondamentali – ribaditi anche nel corso della Revisione periodica universale (2014 e 2020) in risposta a puntuali raccomandazioni internazionali. Attualmente nel nostro Paese operano diversi organismi che svolgono attività cruciali nella tutela e promozione dei diritti umani. In particolare, si menzionano: - l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, istituita dalla legge 12 luglio 2011, n.112, che « promuove l'attuazione della Convenzione di New York e degli altri strumenti internazionali in materia di promozione e di tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, la piena applicazione della normativa europea e nazionale vigente in materia di promozione della tutela dell'infanzia e dell'adolescenza »; - il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, istituito dall'articolo 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, la cui missione e' di monitorare l'osservanza da parte del nostro Paese delle norme nazionali e delle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia nella custodia delle persone sottoposte alla limitazione della libertà personale. Questa importante istituzione svolge anche le ulteriori funzioni di meccanismo nazionale di controllo che derivano dalla ratifica del Protocollo opzionale all'importante Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 (ratificato ai sensi della legge 9 novembre 2012, n. 195) la cui attuazione si rileva, tra l'altro, di fondamentale importanza – soprattutto con riferimento ad alcune recenti vicende nell'area mediterranea meridionale; - il Garante per la protezione dei dati personali, istituito con la legge 31 dicembre 1996, n. 675, regolato oggi dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, che garantisce il rispetto dei diritti delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone, nelle operazioni riguardanti il trattamento dei dati personali. A queste Autorità si aggiungono: l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri in attuazione della direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000; il Comitato interministeriale per i diritti umani (CIDU), istituito con decreto del Ministro per gli affari esteri 15 febbraio 1978, n. 519, e i difensori civici regionali o locali. È in questo contesto che si inserisce il presente disegno di legge che, ferme restando competenze, prerogative e ruolo degli altri organismi di cui si è detto, istituisce l'Autorità garante per la promozione e la protezione dei diritti umani. A tal fine, l'articolo 1 istituisce l'Autorità garante per la promozione e la protezione dei diritti umani con indipendenza amministrativa e di giudizio, nonché in piena autonomia decisionale, gestionale e finanziaria. L'articolo 2 disciplina la composizione e il funzionamento dell'istituenda Autorità. Essa è composta da quattro membri eletti dal Parlamento e un presidente nominato con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. La sua composizione deve assicurare un'adeguata rappresentanza di genere e pluralistica delle forze sociali. Sono poi disciplinate le incompatibilità, la modalità di sostituzione e rinnovo delle cariche, nonché l'indennità che spetta ai componenti. L'articolo 3 disciplina i compiti assegnati all'Autorità (comma 1, lettere da a) a m) ). L'Autorità, nel ricevere segnalazioni relative a specifiche violazioni o limitazioni dei diritti riconosciuti negli atti internazionali in vigore, provvede sulle stesse mediante poteri di accertamento, controllo e denuncia. I compiti sono svolti secondo le modalità di cui ai commi da 2 a 6. In particolare, l'Autorità può disporre accessi, ispezioni e verifiche presso le strutture ove la violazione denunziata ha avuto luogo per effettuare rilevazioni utili ai riscontri, avvalendosi, ove necessario, della collaborazione di altri organi dello Stato. L'articolo 4, nel rispetto del principio di leale collaborazione, disciplina i rapporti con gli altri organismi aventi funzioni di promozione e protezione dei diritti umani. L'articolo 5 disciplina l'organizzazione amministrativa dell'Autorità. La dotazione organica del personale amministrativo dell'Autorità è stabilita nel numero di venti unità. L'assunzione di personale avviene mediante concorso pubblico finalizzato alla selezione di personale fornito dei requisiti stabiliti dall'Autorità in relazione allo svolgimento delle sue funzioni e di adeguata conoscenza delle principali lingue straniere e dei mezzi informatici. L'articolo 6 reca disposizioni in materia di vigilanza, informazioni e controllo. In particolare, si specifica che l'Autorità può chiedere alle pubbliche amministrazioni, nonché a qualsiasi soggetto pubblico e a qualsiasi soggetto di diritto privato, di fornire informazioni e accedere a dati rilevanti ai fini della protezione dei diritti umani, nel rispetto delle disposizioni previste in materia di protezione dei dati personali. Infine, l'articolo 7 reca disposizioni in materia di copertura finanziaria.. 1 (Istituzione dell'Autorità garante per la promozione e la protezione dei diritti umani)