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quali iniziative di competenza intenda infine intraprendere, nei riguardi del medesimo Istituto nazionale della previdenza sociale, al fine di sanare una situazione che appare indubbiamente deprecabile nei riguardi degli iscritti, oltre che di perdita d'immagine dello stesso Istituto. Atto n. 4-06224 PITTELLA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: in località San Sago del comune di Tortora (Cosenza) è presente un impianto di trattamento di rifiuti, anche speciali e pericolosi, chiuso a seguito di diverse inchieste penali sul possibile inquinamento del sottosuolo e dell'ambiente circostante. Le inchieste hanno lasciato un segno profondo nella comunità, la quale non ha mai smesso di lottare per la tutela della sicurezza ambientale e sanitaria del territorio nel quale vive; recentemente, la Regione Basilicata avrebbe rilasciato parere favorevole circa la valutazione di incidenza ambientale volta alla ripresa delle attività dell'impianto di San Sago, disattendendo le aspettative della maggioranza dei cittadini del comune di Tortora; l'impianto di trattamento dei rifiuti in località San Sago, per quanto ubicato nel territorio della Calabria, risulta posto ad una distanza di circa 200 metri in direzione nord dal sito ZSC (zona speciale di conservazione) "valle del Noce" (codice IT9210265) di competenza della Regione Basilicata, e lo scarico delle acque post trattamento dei rifiuti avviene nel torrente Pizzinno che confluisce nel fiume Noce e quindi nel mar Tirreno; la valle del Noce, attraversato dall'omonimo fiume, vede fondersi i confini di Calabria e Basilicata in un meraviglioso scenario naturale che merita valorizzazione per la bellezza, le risorse naturali e culturali, la tutela della biodiversità e la conservazione dell'ecosistema del tratto del fiume e, pertanto, la ripresa delle attività dell'impianto di trattamento di rifiuti speciali e pericolosi sarebbe assolutamente incoerente con tali obiettivi e con la vocazione naturalistica e turistica dell'area; la riapertura dell'impianto potrebbe mettere in pericolo la salute del fiume con riverberi sulla costa con danni ambientali, turistici ed economici e mettere a rischio gli interventi previsti di valorizzazione dell'ecosistema del fiume Noce oggetto del "contratto di fiume" finanziato con fondi FSC, volto ad individuare, definire e sostenere l'attuazione di attività ludico-ricreative e culturali capaci di favorire l'attrattività turistica dell'area; le comunità calabresi e lucane delle aree territoriali più prossime all'impianto manifestano ferma opposizione alla riapertura e, tra queste comunità, anche quella di Lauria, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per salvaguardare il sito ZSC della valle del Noce e per tutelare la biodiversità e la conservazione dell'ecosistema del fiume Noce, a forte rischio in ragione della possibile ripresa dell'attività inquinante dell'impianto di trattamento dei rifiuti situato nel comune di Tortora, in località San Sago; se non ritenga opportuno attivarsi per sospendere ogni procedura di riapertura dell'impianto e per avviare un serio ed efficace piano di monitoraggio e valorizzazione dell'intero corso del fiume Noce che possa fotografare la situazione e la salute del corso d'acqua a tutela della flora e della fauna che lo abitano e che costituiscono il grande patrimonio di diversità biologica di un territorio unico nel suo genere. Atto n. 4-06225 STABILE ROJC Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'imminente ripresa dei lavori nel comprensorio ospedaliero di Cattinara a Trieste prevede l'abbattimento della pineta; questo piccolo bosco rappresenta una delle poche aree verdi di vicinato ancora presenti, accessibile da parte di persone a bassa mobilità come anziani, bambini, disabili, cioè chi più frequenta le aree verdi; si vuole trasformare questo polmone verde in un parcheggio, senza considerare soluzioni alternative di minor impatto ambientale; la zona è stata già oggetto di importanti opere a beneficio della collettività, ma a spese dei residenti (superstrada con gallerie); la pineta è superstite di un'area boschiva più ampia che ha già subito il taglio di numerosi alberi solo alcuni anni fa, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per evitare l'abbattimento della pineta, individuando altre alternative per il parcheggio, considerato che l'evidenza del cambiamento climatico impone di salvaguardare ogni singolo metro quadrato di natura e che per ricreare una pineta come questa ci vorrebbe almeno mezzo secolo. Atto n. 4-06226 LANNUTTI ANGRISANI GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: dall'analisi fatta dal laboratorio dell'ospedale "Niguarda" di Milano, diretto dal professor Francesco Scaglione, svolta su tremila persone, risulta che a sei mesi dall'iniezione della seconda dose di vaccino gli anticorpi si dimezzano. Sempre secondo la stessa analisi, non c'è nessuna certezza scientifica sul fatto che gli anticorpi rimasti possano prevenire forme gravi del COVID-19. Non si sa nemmeno quanti anticorpi necessitino per proteggere bene dal virus e neanche se conti invece la memoria cellulare, quella che il corpo matura quando viene iniettato il vaccino; ha dichiarato al programma di RaiTre "Report" il professore di Microbiologia all'università di Padova, Andrea Crisanti: «Il vaccino sembra stia perdendo efficacia per quanto riguarda la capacità di bloccare la trasmissione»; considerato che: quando il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva annunciato che il piano di richiamo della vaccinazione (la terza dose) era pronto e che avrebbe coinvolto qualsiasi adulto statunitense, si sono dimessi due esponenti importanti tra i più competenti nel campo delle vaccinazioni della FDA (l'ente regolatore dei farmaci negli USA), Krause e Gruber. I due scienziati hanno anche prodotto uno studio nel quale si dimostrava che non c'era nessuna evidenza scientifica della necessità della terza dose: «Al momento non ci sono prove che mostrano il bisogno della terza dose per tutti»; secondo l'ex direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, Antonio Cassone, gli effetti collaterali dopo la seconda dose dei vaccini a base di mRNA sono molto frequenti. Inoltre, Cassone sostiene che non ci siano ancora dati sufficienti per valutare appieno che cosa succederà con la terza dose; considerato, inoltre, che: il 3 settembre scorso Moderna ha proposto ad EMA e FDA di consigliare per tutti la mezza dose (50 microgrammi), lasciando la dose intera solo per gli immunodepressi; al contrario AIFA il 9 settembre ha dato parere positivo alla somministrazione intera (100 microgrammi) anche per gli ospiti delle RSA, e gli anziani over 80; seguendo il parere di AIFA, il 27 settembre una circolare firmata dal direttore generale del Ministero della salute, Giovanni Rezza, dà il via libera al booster con entrambi i vaccini mRNA (Pfizer e Moderna). Per due settimane viene somministrata la dose sbagliata e solo l'8 ottobre le autorità sanitarie si accorgono che qualcosa non quadra e specificano che la dose booster può essere somministrata solo col vaccino Pfizer; considerato, infine, che: