[pronunce]

- La lesione dei parametri costituzionali, statutari e delle norme di attuazione statutaria sopra richiamati si paleserebbe, specificamente, in ragione della violazione dell'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica n. 381 del 1974, come modificato dal decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di demanio idrico, di opere idrauliche e di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, produzione e distribuzione di energia elettrica), in quanto da tale disposizione si evincerebbe la competenza amministrativa della sola Provincia autonoma di Trento, essendo la Provincia autonoma di Bolzano (ai sensi del secondo comma dello stesso art. 14) unicamente destinataria di un terzo dei proventi economici della concessione, in ragione del suo cointeressamento all'impianto in questione. L'art. 14 del d.P.R. n. 381 del 1974 prevede tre diversi criteri per la individuazione della Provincia competente, identificandoli: a) nel territorio ove è sita, in tutto o in parte, l'opera di presa; b) nel territorio ove è sita l'opera di prima presa, in caso di impianti a catena o in serie; c) nel territorio ove ricade il massimo rigurgito a monte determinato dalla presa stessa. Secondo la difesa della ricorrente Provincia autonoma di Trento i tre criteri sarebbero riferiti a due diverse tipologie di impianto ed a tre diverse possibili situazioni. Il massimo rigurgito a monte riguarderebbe gli impianti idroelettrici realizzati previo sbarramento del corso d'acqua, dacché la diga sarebbe il presupposto fattuale della formazione del rigurgito. Mentre i criteri riferiti all'opera di presa (o, nel caso di più impianti in serie o a catena, all'opera di prima presa) sarebbero riferiti agli impianti ad acqua fluente, nei quali, non sussistendo uno sbarramento, non si formerebbe un lago artificiale e non vi sarebbe alcun rigurgito di acqua a monte dell'opera di presa. La difesa provinciale esclude, poi, che possano esservi due autorità entrambe competenti in ordine alla stessa concessione e ritiene che tali tre criteri indicati siano tra loro alternativi, dovendosi escludere, pertanto, che il criterio dell'opera di presa possa trovare applicazione, là dove l'impianto sia un invaso idroelettrico. L'impianto cui si riferisce la concessione di San Floriano d'Egna realizza uno sbarramento del torrente Avisio e forma il lago artificiale di Stramentizzo, interamente ricadente nel territorio Provinciale trentino (con conseguente riferibilità a tale territorio del criterio del massimo rigurgito a monte dell'impianto), sicché, secondo la ricorrente, a nulla rileverebbe la circostanza che nel territorio alto atesino siano siti l'opera di presa e gli stessi impianti, dovendosi comunque riconoscere la esclusiva competenza della Provincia autonoma di Trento. 3. - La Provincia autonoma di Bolzano si è costituita tardivamente, con un controricorso nel quale chiede che il ricorso sia dichiarato inammissibile, improcedibile e, comunque, infondato nel merito. 4. - In prossimità dell'udienza pubblica la Provincia autonoma di Bolzano ha depositato una memoria, nella quale argomenta la inammissibilità e la infondatezza del ricorso. 4.1. - Per la resistente, il ricorso sarebbe inammissibile, anzitutto, in quanto teso a censurare non una lesione delle attribuzioni costituzionali della Provincia ricorrente, ma solo una falsa ed erronea applicazione di una norma di legge. Per la difesa provinciale di Bolzano, in particolare, «la lesione lamentata si esaurisce nella presunta erronea interpretazione ed applicazione della legge nella delibera impugnata, senza che quest'ultima, per il suo contenuto, appaia idonea ad arrecare da sola (e non già in quanto esecuzione errata della legge) pregiudizio alla sfera di competenza costituzionale della Provincia Autonoma di Trento». 4.2. - Il ricorso sarebbe, poi, inammissibile o improcedibile, in quanto la lesione lamentata dalla ricorrente Provincia autonoma di Trento sarebbe già insita nella pubblicazione in data 24 febbraio 2006 sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol n. 8, parte III (annunzi legali), ai sensi e per gli effetti di cui alla citata legge provinciale n. 1 del 2005, della domanda di rinnovo presentata dalla società SEL s.p.a. per l'impianto di San Floriano d'Egna. Posto che tale atto, presupposto di quello oggetto di conflitto, dovrebbe ritenersi già interamente lesivo delle attribuzioni della ricorrente Provincia autonoma di Trento, quest'ultima, avendovi prestato acquiescenza, sarebbe decaduta dal potere di impugnare un atto meramente consequenziale. 4.3. - Il ricorso sarebbe, infine, inammissibile per carenza di interesse, in quanto con convenzione del 12 maggio 1986 le due Province autonome avrebbero concordato per l'applicazione del solo criterio della opera di presa per determinare l'autorità competente in via amministrativa e normativa in ordine alle derivazioni di acqua di interesse comune. Tale convenzione, conclusa ai sensi e per gli effetti dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), riguarderebbe tutte le derivazioni di acqua, anche le grandi derivazioni a scopo idroelettrico, nonostante queste ultime fossero al momento della sua conclusione (e fino al decreto legislativo n. 463 del 1999) di esclusiva competenza statale, in quanto, ancor prima della delega e poi della attribuzione della relativa competenza alle Province autonome, queste erano comunque titolari di taluni diritti statutari di partecipazione ed intervento in materia. 4.4. - Nel merito la Provincia autonoma di Bolzano, che condivide la tesi della ricorrente sulla necessaria unicità della autorità amministrativa competente e che dubita della legittimità costituzionale e della conformità al diritto comunitario della disciplina legislativa della Provincia di Trento in materia di grandi derivazioni idroelettriche, argomenta la infondatezza del ricorso, sostenendo una diversa interpretazione dell'art. 14 del d.P.R. n. 381 del 1977. Ad opinione della resistente, questa disposizione di attuazione statutaria detterebbe due criteri successivi e non (come invece sostenuto dalla ricorrente Provincia autonoma di Trento) due criteri alternativi per la individuazione della autorità competente, con la conseguenza che la regola del massimo rigurgito troverebbe applicazione solo laddove il criterio dell'opera di presa non fosse sufficiente a determinare la competenza, cosa che avverrebbe, in specie, laddove l'opera di presa fosse in comune tra le due Province autonome. Posto che l'opera di presa, al pari dell'intero impianto idroelettrico e del canale di restituzione, è sita nel solo territorio alto atesino, da tale lettura deriverebbe la competenza della Provincia autonoma di Bolzano in ordine alla concessione in questione e la applicazione ad essa della sua legislazione. 4.5.