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Revisione della disciplina in materia di propaganda elettorale e «silenzio elettorale». Onorevoli Senatori. -- Il «silenzio elettorale» non è un obbligo vincolante in maniera uniforme in tutti i Paesi del mondo né è valutato in uguale misura dall'opinione pubblica. Infatti talora è considerato una valida e necessaria garanzia, talora invece è oggetto di critica, in quanto è percepito come una misura paternalistica e di sfiducia nei confronti dei cittadini elettori, visti quasi offensivamente come persone influenzabili e facilmente manipolabili. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, la prassi costituzionale ha ritenuto che la regola del «silenzio elettorale» violi la tutela della libertà di espressione, per cui la propaganda è vietata solo in corso di votazione nelle immediate vicinanze del seggio. In altri Paesi, come la Francia e la Spagna, vige invece una regolamentazione ancor più articolata e ristrettiva di quella presente nel nostro Paese. Ad esempio in Francia è vietata ai candidati la propaganda mediante social network durante tutto il periodo di «silenzio elettorale». In Italia il «silenzio elettorale» è regolamentato dalla legge 4 aprile 1956, n. 212, modificata ed integrata dalla legge 24 aprile 1975, n. 130, dalla legge 4 febbraio 1985, n. 10, di conversione in legge del decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, dalla legge 10 dicembre 1993, n. 515, e discussa anche contestualmente alla riforma della legge 6 maggio 2015, n. 52, nota come Italicum ovvero revisione dell'intera legge elettorale. La ratio della normativa che disciplina il «silenzio elettorale» trova fondamento nella necessità di consentire ai cittadini un periodo idoneo per «riflettere» autonomamente sul voto da esprimere, senza l'assillo della propaganda politica, una sorta di protezione e tutela per permettere loro di farsi un'idea in piena libertà. Tuttavia, a parere dei proponenti di questo disegno di legge, la normativa vigente non assicura un esaustivo ed effettivo «silenzio elettorale» tale da poter garantire efficacemente ai cittadini elettori le condizioni utili per rielaborare scelte di voto autonome, consapevoli e libere da condizionamenti. Il presente disegno di legge si pone pertanto l'obiettivo di colmare questa lacuna. La legge n. 212 del 1956 e successive modificazioni in materia di propaganda elettorale, come pure il citato decreto-legge n. 807 del 1984, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 10 del 1985, appaiono inadeguate e anacronistiche rispetto all'ampia e diversificata offerta di possibilità comunicative, che trovano vasto e agevole spazio nel web , in particolare nei social network . L'articolo 9- bis del citato decreto-legge n. 807 del 1984, specifica infatti che: «Nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale». Si rende pertanto necessario intervenire su tale articolo al fine di evitare che la legge italiana in materia risulti anacronistica e ricca di ambiguità. Ad esempio, attualmente, sono vietati i comizi e le tribune televisive, due strumenti abbastanza in disuso per la propaganda elettorale, ma nulla vieta la propaganda sui social network , strumenti alla portata di tutti e di immediata risonanza mediatica. Inoltre l'articolo 9, comma 2, della legge n. 212 del 1956 recita: «Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali». Il divieto assoluto di propaganda vige quindi solo entro 200 metri dai seggi e questo significa che oltre tale distanza si possono distribuire volantini e fare ogni tipo di propaganda mobile (aerei con striscioni, camion con insegne). Pertanto si rende necessario intervenire in maniera più estensiva e tutelante anche su questo punto.. 1 1 All'articolo 9, comma 1, della legge 4 aprile 1956, n. 212, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché ogni forma pubblicitaria attraverso radio, social network e rete internet in generale». 2 1 L'articolo 9- bis del decreto legge 6 dicembre 1984, n. 807, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 febbraio 1985, n. 10, è sostituito dal seguente: «9- bis . -- Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto di diffondere propaganda elettorale sia attraverso sistemi radiotelevisivi che tramite social network e rete internet in generale».