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Atto n. 4-03847 ANGRISANI DE LUCIA GRANATO CORRADO FERRARA TRENTACOSTE LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: i Comuni di Sarno e Mercato San Severino, in provincia di Salerno, sono soci del Consorzio farmacie servizi (Co.fa.ser.) con sede a Sarno; il consorzio fu costituito ai sensi dell'art. 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali); il Co.fa.ser. gestisce 8 farmacie dislocate nelle città di Sarno, Mercato San Severino, Castel San Giorgio, Battipaglia e Montecorvino Rovella; le farmacie del consorzio in quanto pubbliche appartengono alla comunità e offrono prodotti, servizi ed attività volte a preservare una risorsa importante per la collettività: la salute e il benessere; considerato che: sono numerose le anomalie riscontrate nella gestione del Co.fa.ser. , oggetto peraltro di diversi articoli di stampa in cui la cronaca racconta di assunzioni inutili, onerose e poco trasparenti; in data 2 luglio 2019 è stato denunciato alla stazione dei Carabinieri di Sarno il furto del protocollo cartaceo del consorzio fino al 31 dicembre 2018; in data 10 giugno 2019 e in data 13 luglio 2019 il collegio dei revisori del Co.fa.ser. ha inviato due esposti denuncia alla Corte dei conti; considerato inoltre che: lo stesso collegio dei revisori con verbale del 18 luglio 2019 certificava una perdita di esercizio quantificata in 1.206.500 euro e invitava a deliberare la messa in liquidazione del consorzio, verificando la possibilità di realizzare accordi di ristrutturazione (art. 182- bis della legge fallimentare, di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni), concordato in continuità ed ogni altra procedura volta a salvaguardare i lavoratori, gli asset aziendali e la continuità del servizio; in seguito il Tribunale civile di Nocera Inferiore ammetteva il Co.fa.ser. alla procedura di concordato preventivo ai sensi dell'art. 161, comma 6, della legge fallimentare; infine, si apprende da fonti di stampa che la procedura di concordato preventivo potrebbe essere infruttuosa e che il Co.fa.ser. rischia il fallimento creando così un grave danno economico e patrimoniale alle pubbliche amministrazioni dei Comuni di Sarno e Mercato San Severino oltre a generare una crisi socio-occupazionale che coinvolgerebbe decine di famiglie, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; quali iniziative intenda assumere affinché siano individuate le eventuali responsabilità relativamente al danno derivante dalle perdite di esercizio del consorzio; se intenda considerare di avviare una verifica da parte dei servizi di finanza pubblica in ordine alle criticità gestionali che emergono dall'amministrazione del Co.fa.ser. Atto n. 4-03848 PELLEGRINI Emanuele IWOBI LUCIDI VESCOVI CAMPARI CORTI RUFA PERGREFFI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'evoluzione della situazione epidemiologica a livello internazionale vede importanti focolai europei ed extraeuropei; la nota del 9 luglio 2020, con la quale la Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute ha evidenziato la necessità di rafforzare i controlli tesi a diminuire il rischio di "reimportazione" del virus nel territorio nazionale, ha contestualmente proposto la restrizione, assoluta o condizionata, della mobilità da determinati Paesi, in presenza di specifiche condizioni sanitarie; l'ordinanza del Ministero della salute in medesima data prevede ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, nella quale sono vietati l'ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù e Repubblica dominicana; sempre nell'ordinanza vengono sospesi voli diretti e indiretti per i Paesi citati, ma al contempo, in deroga a quanto prima scritto, viene specificato che rimane consentito l'ingresso in Italia delle persone con residenza anagrafica in Italia da data anteriore a quella del decreto; valutato infine che da numerose testimonianze, e secondo quanto risulta agli interroganti, vista la sospensione dei voli, tanti cittadini italiani risultano bloccati nei Paesi iscritti nell'elenco, e non riescono a trovare il modo di rimpatriare in Italia, si chiede pertanto di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per permettere ai cittadini italiani bloccati all'estero di rientrare nel loro Paese; se intendano mettere a disposizione voli speciali per il rimpatrio dei cittadini italiani, al fine di accelerare le procedure di rimpatrio. Atto n. 4-03849 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari europei Premesso che: tra la complessa fase di lockdown per il Covid-19, la massiccia importazione di prodotti agroalimentari dall'estero, il traffico di vino adulterato prodotto per la maggior parte in Puglia, la carenza di un supporto adeguato da parte dello Stato alle aziende del settore vitivinicolo, il settore agroalimentare delle uve e dei vini è veramente in ginocchio; pare sia in arrivo, in Puglia, l'uva senza semi importata dall'Olanda, che ha acquistato enormi scorte di prodotto dall'Africa del nord e che ora si accinge ad immetterlo sottocosto nel mercato della grande distribuzione, senza il rispetto delle regole sulla concorrenza. I costi che la filiera italiana deve sostenere non sono assolutamente paragonabili a quelli dell'uva che giunge per altre vie. Infatti, l'uva pugliese ha il prezzo minimo di 1,70-1,80 euro al chilo contro il prezzo di vendita alla grande distribuzione dell'uva olandese-egiziana di 1,20 euro. Il confronto è insostenibile e potrebbe piegare definitivamente il mercato dell'uva made in Puglia, creando ulteriore disoccupazione in una regione già alle prese con i danni da maltempo e la crisi post COVID-19; per quanto concerne il secondo aspetto inquietante, riguardante la sofisticazione vinicola, da un articolo on line di "Intravino" dell'8 luglio 2020, l'interrogante ha appreso di un'ordinanza che ha chiuso le indagini partite un anno fa, che hanno portato alla luce un gigantesco traffico di vino adulterato prodotto per la maggior parte in Puglia. Infatti, dalla Megale Hellas di San Pietro Vernotico (Brindisi) provenivano ogni anno milioni di bottiglie con etichette che ricordavano nomi famosi dell'enologia pugliese ma che, all'interno, contenevano una miscela ben congegnata di vino spagnolo scadente, contenente zucchero e additivi; un vero e proprio "liquido alcolico" indegno della definizione di "vino";