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come emerge dagli atti menzionati, attualmente le aziende e, in ultima istanza, la Regione Umbria hanno assunto in toto il peso economico potenziale del rischio da risarcimento, che, come noto, soprattutto nel caso di risarcimento danni da responsabilità medica, può avere valori di causa estremamente elevati; la fase indicata come transitoria di autoritenzione completa prosegue da oltre un anno, interessando già due anni dal punto di vista amministrativo e contabile; la direzione regionale è espressamente onerata di adottare i provvedimenti idonei e opportuni per la costituzione di apposito fondo regionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se ritenga di attivarsi nelle sedi di competenza per conoscere quali siano i motivi che giustifichino tale stato di fatto e affinché sia risolta la grave problematica, considerato che la sanità umbra è senza la copertura assicurativa da due anni e questo comporta spese smisurate per ospedali e aziende sanitarie in termini di risarcimento del danno per errore medico sanitario; se, analogamente a quanto narrato per la Regione Umbria, risultino aziende sanitarie e ospedaliere di altre Regioni senza copertura assicurativa. Atto n. 4-06957 ROMEO CANTU' FREGOLENT DORIA LUNESU MARIN Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore, ha introdotto l'obbligo di vaccinazione contro il COVID-19 per gli ultracinquantenni, prevedendo l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro in caso di inosservanza dell'obbligo. L'articolo 1, al comma 2, statuisce che l'obbligo non sussiste, per cui la somministrazione del vaccino può essere tralasciata o differita, in ipotesi di pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell'assistito, ovvero dal medico vaccinatore, nel rispetto della disciplina ministeriale in materia; la sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro scatta per i soggetti che, entro il 1° febbraio 2022, non abbiano iniziato il ciclo vaccinale primario, non abbiano effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario nel rispetto delle indicazioni e nei termini previsti con circolare del Ministero della salute, non abbiano effettuato la dose di richiamo ( booster ) successiva al ciclo vaccinale primario entro i termini di validità delle certificazioni verdi; il sistema sanzionatorio prevede che attraverso l'Agenzia delle entrate-riscossione, il Ministero della salute comunica ai non adempienti l'avvio del procedimento, invitandoli, entro 10 giorni dalla ricezione, a comunicare all'ASL competente per territorio l'eventuale certificazione afferente al differimento o all'esenzione dall'obbligo vaccinale, oppure ulteriore motivo di assoluta e oggettiva impossibilità. Negli stessi 10 giorni, i medesimi inadempienti hanno l'onere di comunicare all'Agenzia delle entrate-riscossione l'avvenuta presentazione di detta documentazione e la ASL competente per territorio trasmette all'Agenzia, entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione dei destinatari, previo eventuale contraddittorio con l'interessato, un'attestazione relativa alla mancata sussistenza dell'obbligo vaccinale, oppure all'impossibilità di adempiervi; ove la ASL competente non confermi l'insussistenza dell'obbligo vaccinale, ovvero l'impossibilità di adempiervi, verrà notificato un avviso di addebito all'inadempiente, con valore di titolo esecutivo. Per l'eventuale opposizione alla sanzione la competenza appartiene al giudice di pace; il Ministero della salute ha inviato all'Agenzia gli elenchi delle persone che non si sono sottoposte al vaccino (si tratterebbe di una platea di circa 1,8 milioni di over 50) e, dopo la verifica, si prevede l'invio delle cartelle. Al momento sarebbero in via di spedizione circa 600.000 avvisi; considerato che: il database non risulta affidabile posto che sono state notificate multe a persone decedute e a persone vaccinate, anche in altri Paesi; emerge la necessità di approfondire attentamente, anche per la rilevanza dei dubbi di incostituzionalità da più parti sollevati, i profili formali e sostanziali incidenti ictu oculi in punto di legittimità del procedimento sanzionatorio, in particolare per la parte in cui le disposizioni non prevedono l'espressa esclusione dalla sottoscrizione del consenso informato, posto che, se di obbligo vaccinale (anche in forma surrettizia) si tratta, non ci può essere prescrizione di consenso informato dovendo lo Stato assumersi integralmente la responsabilità per eventuali effetti avversi, salvo l'esercizio del diritto di rivalsa da parte dello Stato nei confronti del produttore ad ogni conseguente effetto di ragionevole certezza di efficacia, durata e sicurezza, al fine di ristabilire un rapporto di fiducia tra Stato e cittadino; dei 1,8 milioni soggetti over 50 che non risultano vaccinati, circa 800.000 sono guariti dal COVID-19; spetterà, dunque, a questi ultimi procedere alla comunicazione alle ASL di competenza, con una procedura non proprio agevole, per evitare la multa da 100 euro, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno ed urgente sospendere, almeno per 6 mesi, l'invio degli avvisi di addebito delle sanzioni, in attesa dei chiarimenti necessari, al fine di evitare un aumento del contenzioso, considerato che la procedura di richiesta all'azienda sanitaria e di verifica da parte di quest'ultima ai fini dell'accertamento dell'effettiva ipotesi di esenzione è un procedimento ostico che comporterà lungaggini in termini di controlli, valutando, altresì, di rimuovere fattispecie di obbligo vaccinale correlate al consenso informato, posto che non vi può essere obbligo vaccinale nemmeno in forma surrettizia senza che sia preceduto da assunzione di piena responsabilità da parte dello Stato. Atto n. 4-06958 AIMI CANGINI GALLIANI CRAXI BINETTI FERRO BARBONI DE SIANO PAGANO PEROSINO PAPATHEU RIZZOTTI DAL MAS STABILE DE BONIS BERARDI CALIGIURI TIRABOSCHI GIAMMANCO PAROLI Al Ministro dell'interno Premesso che: da autorevoli fonti si apprende che nella la notte tra venerdì 22 e sabato 23 aprile 2022, oltre dieci giovani sotto i 30 anni si sono affrontati in una maxi rissa lungo una via centrale di Carpi (Modena), in una zona dove normalmente si svolge il mercato alimentare; durante lo scontro sono comparse armi pericolosissime, come un machete , mazze da baseball e bastoni di legno. Un giovane, colpito dalla lama del machete , ha rischiato l'amputazione di una mano; sul posto sono tempestivamente intervenuti, a seguito di una segnalazione, gli agenti della squadra volante del commissariato che sono riusciti a identificare e denunciare per rissa sei cittadini stranieri maggiorenni; a seguito dei fatti, cinque ragazzi tra i 25 e i 27 anni, in maggioranza di nazionalità pakistana, si sono presentati al pronto soccorso;