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In tale quadro, le intese di solidarietà rappresentano un istituto, interindividuale, mentre le comunità intenzionali riguardano contesti più ampli, relativi a singoli o famiglie, che scelgano di avere tra loro legami economici e solidaristici. Le intese di solidarietà sono un istituto utilizzabile (ad esempio) sia da anziani fratelli o sorelle che vivano insieme nella ex casa paterna, sia da giovani che vogliano sperimentare nuove forme di vita comune, mentre le comunità intenzionali sostituiscono antiche tipologie di unione e solidarietà collettiva, che la società attuale sembra aver spazzato via, ma delle quali si avverte ancora l'esigenza. Per ciascuno di tali istituti vengono dettate regole, tenendo conto delle finalità di essi. Non vi è, come si è detto, parificazione ai matrimoni, né alle libere unioni che ora ne rappresentano l'alternativa. Fino ad oggi, poi, le norme sulla filiazione si sono soprattutto preoccupate di stabilire chi sia figlio legittimo e chi no (e perché). Con il presente progetto di riforma, il loro scopo è quello di tutelare i minori e definirne i diritti. Non a caso, il nuovo articolo costituisce una sorta di manifesto dei diritti dei minori, finora mancante nel nostro codice. Del tutto nuovo è anche l'articolo che attribuisce ai figli, nel rispetto della parità costituzionale dei coniugi, il doppio cognome. All'interno del titolo dedicato alla filiazione, poi, si inserisce nel codice una nuova disciplina del fenomeno della procreazione assistita, la quale, sulla scia della decisione della Corte costituzionale n. 151 dell'8 maggio 2009, elimina le anomalie esistenti nella legge n. 40 del 2004 e restituisce alla disciplina della materia una dimensione europea e di «buon senso», oltre che rispettosa dei diritti di tutti i soggetti coinvolti. Inoltre viene inserita nel codice civile, nello spirito di unificazione della normativa familiare, di cui si è detto, un'altra parte finora ingiustificatamente assente, relativa all'adozione ed all'adozione internazionale. Nell'opera di inserimento si è avuta cura di tutelare il diritto di conoscere le proprie origini, anche per coloro ai quali finora esso era sostanzialmente negato (informazioni in ordine all'adozione). Nuova è anche la parte con cui la potestà genitoriale (anche qui, come già avvenuto in altri Paesi europei) viene trasformata in responsabilità genitoriale ed adeguatamene regolamentata. Nella parte relativa alla tutela, il progetto di riforma estende l'applicazione della figura dell'amministratore di sostegno, ponendo fine, per quanto riguarda il sostegno e la rappresentanza degli incapaci, ad una fase di contemporanea esistenza, nel nostro ordinamento, tra il vecchio regime tutelare e le nuove figure, introdotte con la legge 9 gennaio 2004, n. 6. Al di fuori del libro primo del codice civile, il progetto di riforma introduce il reato di mobbing familiare (articolo 580- ter) , depenalizza la sospensione di cure mediche in particolari casi (articolo 580- bis) e rafforza le norme per la tutela nei soggetti deboli, in caso di violenza nelle relazioni familiari, consentendo l'intervento anche in assenza di querela, istituendo il fondo per le vittime di abusi familiari e favorendo l'aiuto da parte di centri di assistenza familiare.. 1 (Libro primo del codice civile) 1 Il libro primo del codice civile è sostituito dal seguente: «LIBRO PRIMO DIRITTO DELLA PERSONA TITOLO I DELLE PERSONE FISICHE Art. 1. - (Capacità giuridica). -- La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita. Art. 2. - (Maggiore età). -- La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Art. 3. - (Capacità di agire). -- Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa. Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un'età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore è abilitato all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro. Art. 4. - (Commorienza). -- Quando un effetto giuridico dipende dalla sopravvivenza di una persona a un'altra e non consta quale di esse sia morta prima, tutte si considerano morte nello stesso momento. Art. 5. - (Atti di disposizione del proprio corpo). -- Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume. Art. 6. - (Capacità giuridica e cure). -- Ciascun soggetto in possesso della capacità di agire, nonché in possesso della capacità di intendere e di volere ha diritto a che, in caso di ricorso a cure mediche, sia rispettata la sua volontà: 1) di essere informato o meno della diagnosi e della prognosi, e, nel caso in cui desideri non essere informato, in ordine alle persone che devono esserlo in propria vece; 2) in ordine all'inizio o alla continuazione di interventi di trattamento sanitario e sostegno vitale ed al tempo per il quale essi devono esserlo; 3) in relazione alla possibilità di fruire dei predetti interventi di sostegno vitale, anche se gli stessi possono determinare o favorire uno stato di incoscienza permanente; 4) in relazione alla somministrazione di sostanze idonee ad alleviare la sofferenza, nei casi in cui le stesse possono portare ad un'abbreviazione della vita. Le strutture mediche ed il personale sanitario sono tenuti a rispettare tale volontà e, in caso di ricovero per patologie rilevanti, a chiedere preventivamente al paziente di manifestare le proprie intenzioni in ordine ai punti indicati. Art. 7. - (Minorenni ed incapaci). -- In caso di minorenni infrasedicenni, le manifestazioni di volontà di cui ai numeri 1), 2), 3) e 4) del primo comma dell’articolo 6 competono agli esercenti la potestà genitoriale. Ove le stesse siano contrarie all'inizio o alla continuazione degli interventi di sostegno vitale o comunque possano risultare pregiudizievoli per la salute del minore, per la loro efficacia è necessario un provvedimento di conferma da parte del giudice tutelare del luogo di svolgimento delle cure. Il provvedimento di conferma deve essere richiesto dagli esercenti la potestà. Il giudice decide tenendo presente, in primo luogo, l'interesse del minore. Il provvedimento è impugnabile presso la Corte d'appello. Nel caso di amministrazione di sostegno, le predette manifestazioni di volontà competono al soggetto indicato nel provvedimento di amministrazione, con le modalità precisate nel provvedimento stesso. Art. 8. - (Testamento biologico). -- Ciascun cittadino maggiorenne, in possesso della capacità di agire, può redigere un testamento biologico, allo scopo di manifestare la propria volontà in relazione alle scelte di carattere sanitario e terapeutico in caso di successiva incapacità, nonché all'eventuale donazione di organi.