[pronunce]

- non vi è alcuna differenza qualitativa nel trattamento sanzionatorio fra l'assegno privo di copertura al momento dell'emissione e quello privo di copertura al momento della presentazione per l'incasso; - il regime del pagamento tardivo (cosiddetto “ravvedimento operoso”) non tiene conto del fatto che l'assegno fosse o meno scoperto al momento dell'emissione; - è prevista la cancellazione del protesto, nel caso in cui esso sia stato levato illegittimamente o erroneamente, senza distinzione fra cambiale e assegno; - è prevista la riabilitazione del debitore protestato, che abbia adempiuto l'obbligazione per la quale è stato levato il protesto, decorso un anno, sempre senza distinzione fra cambiale e assegno; che, in conclusione, ad avviso del rimettente, il regime del protesto sia della cambiale sia dell'assegno è identico, differendo, ormai senza più giustificazione, soltanto quanto alla cancellazione; che è intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, il quale ha concluso per la declaratoria di non fondatezza della questione, in quanto - come è stato rilevato dalla Corte costituzionale in precedenti pronunzie - tuttora diversa è la funzione tipica dei due titoli di credito, costituendo l'assegno bancario un mezzo di pagamento e la cambiale, invece, uno strumento di credito, sicché si giustifica ancor oggi una disciplina differenziata quanto alla cancellazione del protesto. Considerato che il Giudice di pace di Ferrara dubita, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 41 e 47 Cost., della legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della legge 12 febbraio 1955, n. 77 (Pubblicazione degli elenchi dei protesti cambiari), come sostituito dall'art. 2, comma 1, della legge 18 agosto 2000, n. 235 (Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari), nella parte in cui non consente al traente di un assegno bancario, protestato per mancato pagamento, di ottenere la cancellazione del proprio nome dal registro informatico dei protesti a seguito del pagamento, nel termine di cui all'art. 8, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 386 (Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari) - come sostituito dall'art. 33 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205) - di quanto (sorte, interessi, spese, penale) dalla legge stessa previsto; che questa Corte ha già esaminato, con la sentenza n. 70 del 2003, la questione - posta come centrale dal rimettente - del rilevante avvicinamento, sotto più profili, della disciplina dell'assegno a quella della cambiale, concludendo che, tuttavia, la peculiare natura di mezzo di pagamento conservata dall'assegno giustifica la diversa disciplina che, quanto alle conseguenze del protesto, il legislatore ha dettato rispetto alla cambiale; che, essendo palesemente incongrui gli ulteriori parametri costituzionali indicati dal rimettente - in quanto invocati al fine di denunciare inconvenienti di fatto e non certamente effetti giuridici contrari a Costituzione -, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della legge 12 febbraio 1955, n. 77 (Pubblicazione degli elenchi dei protesti cambiari), come sostituito dall'art. 2, comma 1, della legge 18 agosto 2000, n. 235 (Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 41 e 47 della Costituzione, dal Giudice di pace di Ferrara con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2004. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA