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Finalmente questo Governo ha innescato un cambio di paradigma che trasformerà la scuola e la ricerca in due pilastri fondamentali della Nazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . I sistemi educativi e della ricerca scientifica italiani devono dare risposta a diverse criticità che si sono stratificate nel tempo. Il tasso di abbandono scolastico è agghiacciante: 14,5 per cento nel 2017, ben 4 punti più della media europea. Si tratta di un problema che si ripercuote sull'occupazione: i disoccupati con la licenza media sono il doppio dei diplomati e il quadruplo dei laureati. La popolazione italiana nella fascia di età compresa tra i ventiquattro e i sessantaquattro anni è laureata solo per il 19 per cento, contro una media europea del 32 per cento. Ogni anno, circa mezzo milione di giovani non completa gli studi universitari e uno studente su due abbandona i corsi. L'università, dal 2008, ha perso circa 10.000 docenti e c'è un ritmo di 1.200 pensionamenti l'anno. Il ricambio finora attuato è insufficiente. L'assunzione dei 1.600 ricercatori previsti a breve è una salutare boccata d'ossigeno, ma urge un piano straordinario di reclutamento di almeno 2.000 ricercatori l'anno per i prossimi cinque anni. I pochi finanziamenti e l'arruolamento faticoso e frammentato hanno prodotto un invecchiamento strutturale dei ricercatori. Nell'università italiana gli over 50 superano la metà dei docenti; nel Regno Unito e in Francia sono meno del 40 per cento. Gli assegnisti di ricerca, la classe più precaria in questo segmento, sono oltre il 20 per cento. Nel 2017 la spesa pubblica italiana per l'istruzione universitaria è stata pari allo 0,3 per cento del PIL, con ciò attestandosi l'Italia ultima in Europa, che in media spende più del doppio (0,7 per cento). Nel 2017, per ricerca e sviluppo è stato investito uno striminzito 1,4 per cento del PIL; per l'area dell'Unione europea il dato è stato pari al 2 per cento, mentre per Stati Uniti, Germania e Giappone è stato di circa il 3 per cento, ossia più del doppio. Ciononostante, i ricercatori italiani producono in media come francesi, statunitensi e tedeschi e addirittura molto più dei giapponesi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Investiamo la metà e produciamo il doppio dei giapponesi: incredibile, fino a un certo punto, perché ciò dimostra il ricco capitale umano, di prim'ordine, e un sistema comunque abbastanza operoso. Dalle criticità menzionate, la scelta di questo Governo di separare i Ministeri dell'istruzione e dell'università e della ricerca è positiva e lungimirante. (Applausi dal Gruppo M5S). Il decreto-legge in oggetto scaturisce infatti dalla necessità e urgenza di intervenire in tali settori, al fine di operare una razionalizzazione delle funzioni e garantire una piena valorizzazione delle specificità proprie. Così facendo, si favorisce il potenziamento della ricerca scientifica e tecnologica, nonché lo sviluppo autonomo dell'università e degli istituti d'istruzione superiore, in attuazione degli articoli 9 e 33 della nostra Costituzione. L'alta formazione e la ricerca rappresentano il futuro di ogni Paese che ha a cuore le sorti delle nuove generazioni. (Applausi dal Gruppo M5S). Avere un Ministero che si occupi solo di questo è una scelta strategica per l'Italia, anche al fine di affrontare il prossimo programma quadro 2021-27 Horizon Europe dell'Unione europea, che con un budget di circa 100 miliardi di euro è il più ambizioso programma di ricerca e innovazione di sempre. Strumentalmente qualcuno ha parlato di distribuzione di poltrone: chi ha affermato questo palesa perlomeno scarsa conoscenza sul tema dell'alta formazione e della ricerca scientifica. La necessità di avere un Dicastero che si occupi di questi temi è di vitale importanza e denota l'attenzione di questo Governo verso il mondo della ricerca e dell'università, quindi la sua volontà di realizzare uno sviluppo fecondo, sostenibile e durevole dell'Italia. (Applausi dal Gruppo M5S). Questo sdoppiamento rappresenta senza dubbio una scelta cruciale per il Paese, che si troverà a fronteggiare veloci trasformazioni socio-economiche, tecnologiche e industriali, crisi legate al cambiamento climatico, all'inquinamento delle matrici ambientali e al depauperamento delle risorse energetiche e idriche e finanche allo sviluppo di pericolose epidemie come quella in atto. Per potenziare la ricerca in Italia bisogna anche affrontare il tema della fuga dei cervelli. Questi laureati così ben preparati, a denotare l'ottima formazione dei nostri atenei, sono costretti a rivolgersi all'estero per vedere realizzate le loro aspirazioni. Bisogna assolutamente investire sui giovani e immettere nel sistema nuova linfa, dando speranza a coloro che si sono tanto impegnati per raggiungere obiettivi importanti. Bisogna favorire il diritto allo studio, alla formazione e alla ricerca e la ricerca: ogni sforzo in tal senso avrà benefiche ricadute per l'Italia. È il caso di sottolineare che la trentenne Francesca Colavita, una delle tre ricercatrici tra le prime al mondo ad aver isolato il coronavirus - com'è stato già ricordato - era una precaria in via di assunzione. Onore a Francesca, che, con un lodevole spirito di sacrificio, ha fatto compiere un salto alla conoscenza scientifica e ha dato lustro all'Italia. Intanto auguriamo buon lavoro ai nuovi ministri della pubblica istruzione, Lucia Azzolina, e dell'università e della ricerca, Gaetano Manfredi, con l'auspicio che diventino protagonisti di quel cambio di passo di cui entrambi i Dicasteri hanno bisogno e, con essi, l'intera Italia. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. ANGRISANI, relatrice . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE . Poiché anche il rappresentante del Governo non intende intervenire, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 26 febbraio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 26 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,45) .