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13 (Disposizioni finalizzate ad abbattere le emissioni nocive derivanti dalle attività di desolforizzazione e di lavorazione del petrolio) 1 Al fine di abbattere le emissioni nocive ed inquinanti in atmosfera, con particolare riferimento a quelle derivanti da attività di desolforizzazione e di lavorazione del petrolio, nonché al fine di prevenire i correlati rischi per la salute pubblica, per le coltivazioni e per gli allevamenti, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, della salute e del lavoro e delle politiche sociali, da adottare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono ridefiniti ed aggiornati i valori minimi e massimi di emissione dell'idrogeno solforato e degli altri agenti inquinanti derivanti dalle attività di cui all'articolo 1, in modo da adeguarli ai livelli raccomandati dall'OMS. 2 Il decreto di cui al comma 1 definisce altresì le modalità di monitoraggio e di rilevazione dell'idrogeno solforato nelle aree interessate dalla presenza di centri di lavorazione del petrolio da parte delle competenti strutture pubbliche, con oneri a carico delle società di gestione degli impianti. 14 (Revisione delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi) 1 A decorrere dal 1º gennaio 2015, l'aliquota di prodotto corrisposta allo Stato dai titolari di ciascuna concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi estratti sia in terraferma che in mare, ai sensi del comma 1 dell'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, è stabilita, uniformemente, nella misura del 50 per cento della quantità di idrocarburi estratti. 2 All'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, i commi 2, 3, 6 e 6- bis sono abrogati. 15 (Modifica all'articolo 18 del decreto legislativo n. 625 del 1996, in materia di canoni annui per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione e di stoccaggio) 1 All'articolo 18 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. A decorrere dal 1º gennaio 2015, i canoni annui per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione e di stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana sono così determinati: a) permesso di prospezione: 2.000 euro per chilometro quadrato; b) permesso di ricerca: 3.000 euro per chilometro quadrato; c) permesso di ricerca in prima proroga: 5.000 euro per chilometro quadrato; d) permesso di ricerca in seconda proroga: 10.000 euro per chilometro quadrato; e) concessione di coltivazione: 20.000 euro per chilometro quadrato ; f) concessione di coltivazione in proroga: 25.000 euro per chilometro quadrato; g) concessione di stoccaggio insistente sulla relativa concessione di coltivazione: 5.000 euro per chilometro quadrato; h) concessione di stoccaggio in assenza di relativa concessione di coltivazione: 20.000 euro per chilometro quadrato». 2 A decorrere dal 1º gennaio 2015, per ogni anno di mancato inizio delle attività di concessione di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo n. 625 del 1996, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applica la sanzione pecuniaria di euro 4.000 per chilometro quadrato. 16 (Tassazione delle emissioni inquinanti) 1 A decorrere dal 1º gennaio 2015, nei confronti degli enti operanti nel settore degli idrocarburi sono istituite: a una imposta sui consumi dell'importo di 2.000 euro per tonnellata di carbone, coke di petrolio, bitume di origine naturale emulsionato con il 30 per cento di acqua, denominato «Orimulsion» (NC 2714), impiegati negli impianti di combustione, come definiti dalla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010; b una imposta dell'importo di 40 euro per ogni chilo di ossido di azoto emesso, da applicare limitatamente agli impianti che producono almeno 25 MWh di energia utile all'anno, ove per energia utile si intendono vapore, acqua calda o elettricità prodotti e impiegati nella produzione. 2 Le imposte di cui al comma 1 sono versate, a titolo di acconto, in rate trimestrali sulla base dei quantitativi impiegati nell'anno precedente. Il versamento a saldo si effettua alla fine del primo trimestre dell'anno successivo, unitamente alla presentazione di apposita dichiarazione annuale con i dati dei quantitativi impiegati nell'anno precedente, nonché al versamento della prima rata di acconto. Le somme eventualmente versate in eccedenza sono detratte dal versamento della prima rata di acconto e, ove necessario, delle rate successive. In caso di cessazione dell'impianto nel corso dell'anno, la dichiarazione annuale e il versamento a saldo sono effettuati nei due mesi successivi. 3 In caso di inosservanza dei termini di versamento previsti al comma 2, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di importo dal doppio al quadruplo dell'imposta dovuta, fermi restando i princìpi generali stabiliti dal decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. In caso di inosservanza delle disposizioni del comma 1 si applica la sanzione amministrativa prevista dall'articolo 50 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni. 17 (Esclusione dai vincoli del patto di stabilità interno) 1 Nel saldo finanziario in termini di competenza mista, rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, non sono considerate le risorse affluite nei bilanci degli enti locali, provenienti dalle aliquote di prodotto degli idrocarburi liquidi e gassosi e dai canoni per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione e di stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana. 18 (Agenzia per il controllo e la sicurezza delle attività estrattive, delle risorse minerarie ed energetiche) 1 Presso il Ministero dello sviluppo economico è istituita l'Agenzia per il controllo e la sicurezza delle attività estrattive, delle risorse minerarie ed energetiche, di seguito denominata «Agenzia», sottoposta all'indirizzo e alla sorveglianza del medesimo Ministero, con l'obiettivo di monitorare le attività di utilizzo delle risorse naturali del sottosuolo nel rispetto dell'ambiente e della salute, nonché di garantire la salute dei lavoratori del settore e la sicurezza delle attività estrattive. Sono trasferite all'Agenzia le competenze e le risorse umane e strumentali degli uffici periferici della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo economico.