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Senatore Romeo, l'assistente parlamentare che è venuto a verificare ha riferito che le tessere funzionavano. (I senatori De Bertoldi e La Russa segnalano alla Presidenza il malfunzionamento del sistema elettronico di votazione). Neanche le vostre tessere funzionano? LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, effettivamente durante la votazione anche alcuni colleghi del mio Gruppo non sono riusciti a far funzionare il sistema. STEFANO (PD) . Siete scandalosi! MIRABELLI (PD) . Ma sei un Vice Presidente, La Russa! LA RUSSA (FdI) . Ma lo dico obiettivamente, è la verità. Allora i Vice Presidenti devono dire bugie? PRESIDENTE. Mi scusi, senatore La Russa, ma questo dimostra ancora una volta che il mio invito alla pazienza di un attimo fa per verificare che tutto funzionasse è stato oggetto di una protesta inutile: stavo facendo infatti controllare che il sistema, adeguato a seguito della costituzione del nuovo Gruppo, fosse effettivamente in funzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Invito dunque il senatore Segretario a verificare nuovamente se la richiesta di verifica del numero legale risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata) . Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale) . Ci sono ancora persone in fila. MIRABELLI (PD) . Ma che facciamo? Chiuda, Presidente! STEFANO (PD) . Chiuda la votazione, Presidente. PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale. VOCE DAL GRUPPO PD. Uno a uno! Reiezione di proposta di inversione dell'ordine del giorno PRESIDENTE . Metto ai voti la richiesta di inversione dell'ordine del giorno avanzata dal senatore Calderoli. Non è approvata. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . Discussione del disegno di legge: Doc 1460 Conversione in legge del decreto-legge 7 agosto 2019, n. 75, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2019, n. 75, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Sanatoria degli effetti del decreto-legge 11 luglio 2019, n. 64 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1460. Larelatrice, senatrice Piarulli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. PIARULLI, relatrice . Signor Presidente, il decreto-legge in conversione, esaminato in sede referente dalla Commissione giustizia, detta norme finalizzate ad assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali prorogando la durata in carica dei rispettivi componenti. Il decreto-legge consta di due articoli. L'articolo 1, comma 1, nella formulazione vigente, dispone che il Presidente e i componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali continuino ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all'insediamento del nuovo Collegio e comunque non oltre il 7 ottobre 2019 (sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto- legge in conversione). Nel corso dell'esame in Commissione è stato approvato, all'unanimità, l'emendamento 1.1 (testo 2), a mia firma, con il quale si prevede che il Collegio del Garante per la protezione dei dati personali continui ad esercitare le suddette funzioni fino all'insediamento e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. È opportuno ricordare che gli attuali membri del Collegio sono stati eletti nelle rispettive sedute di Camera e Senato del 6 giugno 2012 e si sono insediati il 19 giugno 2012. La scadenza del Consiglio dell'Autorità era dunque prevista per il 19 giugno 2019. In conformità al parere del Consiglio di Stato del 7 dicembre 2010, n. 5.388, è stato consentito all'attuale Collegio di operare in regime di prorogatio fino al 17 agosto 2019. Il regime di prorogatio , infatti, non può avere durata superiore a sessanta giorni dalla scadenza naturale del mandato del Collegio. Stante l'improrogabilità di tale termine, si è ritenuto necessario introdurre nell'ordinamento un'apposita disposizione di legge allo scopo di garantire la funzionalità del Garante per un ulteriore periodo di tempo, in attesa del rinnovo del Collegio. Proprio al fine di scongiurare l'interruzione delle funzioni del Garante, è stato adottato il decreto-legge in esame, il cui articolo 2 dispone in ordine all'entrata in vigore del provvedimento. Nel corso dell'esame in sede referente è stato inoltre approvato, anch'esso all'unanimità, l'emendamento governativo x1.1, il quale propone l'inserimento di un ulteriore comma all'articolo unico del disegno di legge di conversione. La nuova disposizione, anche al fine di evitare possibili contenziosi, prevede la sanatoria degli effetti del decreto-legge 11 luglio 2019, n. 64, decaduto per mancata conversione. Quest'ultimo decreto-legge interveniva sulla disciplina organica dei poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (cosiddetto golden power ), contenuta nel decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21. Obiettivo delle norme era, in linea generale, rafforzare la tutela della sicurezza nazionale in ambiti di rilevanza strategica, attribuendo al Governo più tempo e un ventaglio più ampio di informazioni ai fini dell'esercizio dei propri poteri. Vorrei concludere ricordando, in estrema sintesi, le principali misure previste dal decreto-legge decaduto. Esse riguardavano l'ampliamento dell'oggetto di alcuni poteri speciali (con riferimento al potere di veto da parte dell'Esecutivo, esso veniva esteso anche all'adozione di atti o operazioni da parte delle società che detengono gli asset strategici); specifiche integrazioni agli obblighi di notifica finalizzati all'esercizio dei poteri speciali; modifiche alla disciplina dei poteri speciali in tema di tecnologie 5G per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l'esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale; con riferimento ai settori dei trasporti e delle comunicazioni, novelle volte a rendere la definizione di soggetto esterno all'Unione europea simmetrica a quanto disposto in tema di tecnologia e a precisare i criteri per determinare se un investimento estero possa incidere sulla sicurezza o sull'ordine pubblico. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà.