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non ricordo un procuratore che ci abbia detto di andare avanti così e che il decreto-legge va bene così com'è - ma anche delle società - forse è qualcosa che ci siamo dimenticati - che ci hanno detto che l'allineamento dei dati tra i vari archivi digitali non è al momento possibile. Attenzione: questo mina uno dei principi del processo, il contraddittorio, la parità di posizione tra accusa e difesa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma evidentemente il principio del contraddittorio, che noi abbiamo studiato all'università alla facoltà di giurisprudenza, nella Costituzione non c'è più. (Brusio. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az ). Evidentemente non c'è neanche la volontà di ascoltare le critiche. PRESIDENTE.Senatore, ci pensa la Presidenza. Colleghi, lasciate liberi i banchi del Governo. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Dicevo: se non riusciamo a garantire il principio del contraddittorio all'interno del processo, che cosa stiamo a fare? Guardate che la classe degli avvocati non è lì a rompere le scatole e basta - sono un po' popolano, è vero - ma forse ci sta facendo capire che servono norme fatte bene. Mia madre diceva: fai le cose fatte pulite. Io sono venuto qui per cercare di lavorare bene, ma evidentemente non tutti sono qui per lavorare bene. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Evidentemente, la maggior parte di coloro che compongono l'attuale maggioranza è qui semplicemente per mantenere il proprio seggio. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La questione del trasferimento dei dati è stata minimizzata dal Governo in una prosecuzione di audizione, cui hanno partecipato due funzionari del Ministero, preparatissimi, che ringrazio ancora, perché ci hanno dato comunque informazioni importanti. Ad oggi, però, non posso smentire in maniera esaustiva la mancanza di sicurezza nel trasferimento dei dati lamentata da parte delle società. Con quale responsabilità, quindi, sostengo un provvedimento, quando non ho le basi tecniche per dire che il procedimento è sicuro? Chi oggi in quest'Aula può prendere questa decisione senza avere alcun tipo di problema con la propria coscienza? Io sinceramente non mi prendo questa responsabilità, la lascio ad altri. Oggi dico no al decreto-legge in esame (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dico no a questo tipo di provvedimento - beninteso - dopo che il Ministero ha già speso abbondanti risorse. Forse dimentichiamo, infatti, che i server già acquistati da parte del Ministero oggi sono parzialmente inutilizzabili. Non dimentichiamo, poi, sempre per quanto riguarda la custodia dei server - forse lo abbiamo dimenticato - che molti procuratori hanno chiesto come funzionerà poi la custodia dei server , la custodia dei dati; dati che sono i nostri, sono i dati dei cittadini, perché con l'utilizzo dei trojan - come è stato già detto giustamente in precedenza - entrano nelle nostre case. È corretto perseguire i delitti. È corretto portare avanti l'azione penale, assolutamente. É necessario, però, garantire i diritti della difesa! PRESIDENTE.Colleghi, vi prego di lasciare liberi i banchi del Governo. Prego, senatore Pellegrini. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . I costi che sono stati sostenuti sono per beni all'interno dei tribunali che oggi non sappiamo come vengono gestiti. Sono i procuratori a dirlo. Ripeto che non voglio dilungarmi, perché non credo sia opportuno perdere tempo e non perché siamo di fronte a un provvedimento che avrebbe dovuto essere importante. Il modo, però, di approcciare al provvedimento con il sistematico e ordinario respingimento di ogni singolo emendamento proposto dalle opposizioni è sinceramente imbarazzante, anche perché gli emendamenti proposti dal mio Gruppo non sono stati presentati assolutamente per prendere tempo o per portare avanti un'azione ostruzionistica. Assolutamente no. Tuttavia, la sistematicità del no che arrivava dai banchi del Governo, del segno «non passa», del segno «non accettiamo nulla e portiamo avanti solo quello che vogliamo noi» dimostra una portata autoritaria da parte del Governo che io non accetto. Non lo accetto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 20,17) ( Segue PELLEGRINI Emanuele). Prima il senatore Romeo ha fatto notare che la maggioranza, evidentemente, non porta rispetto nei confronti delle minoranze. Non importano le minoranze, ma io dico di più: non solo non importano le minoranze, ma non importano neanche i cittadini perché, se non importano le voci di tutti coloro che sono qui dentro, è evidente che non vogliono ascoltare nessuno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La fiducia che tra poco arriverà viene posta su un provvedimento in prima lettura. É una cosa che ho visto molto raramente fare e forse mai, nei quasi due anni che sono in Parlamento. Anche quando seguivo i lavori parlamentari, sinceramente non ho mai visto questo tipo di fiducia. Ebbene, credo che questo dovrebbe portare a una analisi seria e molto più ampia sul ruolo del Parlamento e di tutti i singoli parlamentari e penso che questa riflessione dovremmo fare tutti insieme, ma probabilmente dovremo farla la prossima volta, quando finalmente i cittadini avranno deciso chi deve andare veramente al Governo di questo Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC. Molte congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, in verità sulla giustizia, in questi giorni, si sta facendo un gran parlare e si sta facendo molta confusione e retorica. Non entro nei tecnicismi della legge, che lascio agli avvocati e ai magistrati del Gruppo, ma ho necessità di intervenire sui concetti politici che sono all'interno di questo dibattito e sulle falsità politiche. Voi vi dite garantisti. Ebbene, non permetto a nessuno di dirmi non garantista, perché ritengo che il garantismo sia un valore imprescindibile dello Stato di diritto. Ma vi chiedo: su cosa siete garantisti? Lo siete sul blocco stradale, che avete reso reato penale? Pertanto, Nicoletta Dosio, settantaquattro anni, dovrà fare un anno di galera e poiché a Torino, in Val di Susa, vige un regime particolare inserito nella legge n. 119 del 2013, in materia di femminicidio, altri la seguiranno per un'opposizione politica e sociale. Chi c'è nelle galere? Per chi siete garantisti voi che vi opponete allo stop alla prescrizione e alle intercettazioni per reato di corruzione? Chi difendete usando le parole Stato di diritto e diritto? Non difendete certo chi commette reati sociali e politici, perché queste persone non sono garantite, di esse ne sono piene le galere. Così come sono piene di coloro che hanno commesso reati di minor grado: furti e rapine, che poi si riducono all'aver sottratto un cellulare. Ecco: per quelli nessuno è garantista. Vi dico allora che ci sarebbe bisogno di un distinguo nell'affrontare le questioni delicate in tema di giustizia: distinguere i reati sociali e politici dagli altri reati, come quelli di corruzione.