[ddlpres]

Tale modalità intende evitare che l'erogazione degli incentivi sia basata esclusivamente sulla produzione presunta. Il comma 3 prevede, per i soli impianti di potenza maggiore di 200 kW, una rimodulazione degli incentivi, che vengono spalmati su un periodo di 24 anni, rispetto all'attuale durata ventennale, con conseguente riduzione delle tariffe incentivanti spettanti. Per tali impianti, è prevista la possibilità di accedere a finanziamenti bancari, per un importo massimo pari alla differenza tra l'incentivo già spettante al 31 dicembre 2014 e l'incentivo rimodulato, sulla base di apposite convenzioni con il sistema bancario, di provvista dedicata e di garanzia concessa, cumulativamente o alternativamente, dalla Cassa depositi e prestiti SpA. È previsto, inoltre, che le regioni e gli enti locali adeguino i permessi rilasciati, comunque denominati, per la costruzione e l'esercizio degli impianti fotovoltaici, alla nuova durata dell'incentivo. Si prevede, infine, che il produttore possa optare, in alternativa al predetto allungamento a 24 anni, per una riduzione volontaria di una quota pari all'8 per cento dell'entità residua dell'incentivo di spettanza alla data di entrata in vigore del presente provvedimento. Art. 27. - (Rimodulazione del sistema tariffario dei dipendenti del settore elettrico) La norma dispone l'esclusione dagli oneri tariffari, a decorrere dal 1° luglio 2014, dello sconto attualmente previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti del settore elettrico assunti dal 1979 al 1996. Art. 28. - (Riduzione dei costi del sistema elettrico per le isole minori non interconnesse) L'articolo prevede la revisione della regolazione e della remunerazione dei sistemi elettrici integrati insulari di cui all'articolo 7 della legge n. 10 del 1991, sulla base di criteri di efficienza e di stimolo all'efficienza energetica, al fine di conseguire una riduzione degli oneri gravanti sulla bolletta elettrica dei consumatori. Art. 29. - (Rimodulazione del sistema tariffario elettrico delle Ferrovie dello Stato) La norma stabilisce che l'applicazione delle condizioni tariffarie favorevoli previste in base alla convenzione tra Rete Ferroviaria Italiana SPA (RFI) e Enel Distribuzione venga limitata ai soli consumi di energia elettrica relativi al servizio di trasporto ferroviario universale, come individuati con decreto che il Ministero della sviluppo economico (MISE) è chiamato ad adottare con cadenza biennale, sentite le Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico per i trasporti. Nelle more dell'adozione del predetto decreto e dell'effettiva operatività del nuovo sistema, che richiederà nuove modalità di rilevazione dei consumi ferroviari, la componente tariffaria compensativa annua, riconosciuta in attuazione del regime tariffario speciale di cui al comma 1, è ridotta, sulla parte eccedente il quantitativo di 3.300 GWh, di un importo di 120 milioni di euro. I tipi di trasporto diversi dal servizio universale (alta velocità, merci, eccetera) rimangono assoggettati al pagamento secondo i costi effettivi del servizio evitando, in tal modo, sussidi incrociati tra settore elettrico e settore ferroviario. L'Autorità dei trasporti ha il compito di vigilare che non vi sia una traslazione dei costi sui prezzi e sui pedaggi relativi al servizio universale e che la norma abbia una corretta applicazione sul mercato. Art. 30. - (Semplificazione amministrativa e di regolazione a favore di interventi di efficienza energetica e impianti a fonti rinnovabili) L'articolo introduce una serie di semplificazioni amministrative per la realizzazione di interventi di efficienza energetica e di piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare solare fotovoltaico. Per gli interventi già realizzabili con semplice comunicazione se ne precisano i contenuti, prevedendo un modello unico approvato dal MISE, sentita l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, e si stabiliscono modalità semplificate per l'acquisizione degli atti di assenso eventualmente necessari. Tale disposizione consente, peraltro, una riduzione degli oneri per le pratiche di realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici collocati sugli edifici. Sono, altresì, introdotte ulteriori misure di semplificazione per la realizzazione di impianti di produzione di biometano e la conversione a biometano di impianti di produzione di energia elettrica da biogas, che consentono una diminuzione degli oneri economici gravanti sulle bollette elettriche, riducendo l'uso di biocarburanti diversi dal biometano, prevalentemente di importazione. Art. 31. - (Modifiche all'articolo 120 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, relativo alla decorrenza delle valute e calcolo degli interessi) La legge 27 dicembre 2013, n. 147 («Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -- legge di stabilità 2014») ha sostituito il comma 2 dell'articolo 120 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, in materia di decorrenza delle valute e calcolo degli interessi. La disposizione, nella formulazione vigente sino al 31 dicembre 2013, demandava al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR) di regolare «modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attività bancaria»; in attuazione di questa norma, il CICR aveva provveduto a disciplinare la materia, stabilendo (nel febbraio del 2000) che: 1) nelle operazioni in conto corrente dovesse essere assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori; 2) in talune ipotesi fosse ammessa la produzione di interessi da parte di interessi già maturati, in deroga a quanto a quanto previsto in linea generale dal codice civile (articolo 1283; la deroga riguardava conto corrente, finanziamenti con piano di rimborso rateale e operazioni di raccolta). La modifica di cui alla legge n. 147 del 2013 ha sostituito l'articolo 120, comma 2, richiedendo al CICR di prevedere che «gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale». La disposizione ha posto problemi interpretativi, in quanto da una parte sembra ammettere la capitalizzazione («gli interessi periodicamente capitalizzati...») e, dall'altra, stabilisce che gli interessi non producono interessi ulteriori (laddove l'effetto della capitalizzazione è proprio quello di passare a sorte capitale e, dunque, produrre interessi). Questi problemi interpretativi creano pesanti incertezze tra gli operatori; per questa ragione si propone una modifica dell'articolo 120, comma 2, del testo unico bancario che ripropone l'impianto della disposizione vigente fino al 2013, modificandone tuttavia alcuni aspetti nella prospettiva di: aumentare la trasparenza dei tassi per i clienti;