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Dà poi conto dell'articolo 1, comma 3, lettera c) , che modifica e integra l'articolo 14, comma 5, inserendo anche i nuovi commi 6, 7 e 8, che dovrebbero più correttamente essere rinumerati 5- bis , 5- ter , 5- quater , della legge n. 287, al fine di incoraggiare una leale e completa collaborazione delle imprese coinvolte nelle istruttorie, garantendo all'Autorità pregnanti poteri sanzionatori. A tal fine, si introduce la possibilità per l'AGCM di applicare una sanzione amministrativa pecuniaria fino all'1 per cento del fatturato totale realizzato a livello mondiale durante l'esercizio precedente nel caso in cui, dolosamente o per colpa: le imprese e le associazioni di imprese ostacolino l'ispezione; siano stati infranti i sigilli apposti ai locali, libri e documenti aziendali; in risposta ad una domanda rivolta nel corso di un'ispezione, le imprese e le associazioni di imprese non forniscano una risposta completa o forniscano informazioni inesatte o fuorvianti; in risposta ad una richiesta di informazioni, le imprese e le associazioni di imprese forniscano informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti oppure non forniscano informazioni entro il termine stabilito; le imprese e le associazioni di imprese non si presentino all'audizione. Il nuovo comma 6 dell'articolo 14 sancisce il potere dell'AGCM di irrogare alle imprese e associazioni di imprese penalità di mora il cui importo può giungere fino al 5 per cento del fatturato medio giornaliero realizzato durante l'esercizio sociale precedente per ogni giorno di ritardo. Il nuovo comma 7 del medesimo articolo sancisce il potere dell'AGCM di irrogare sanzioni amministrative pecuniarie da 150 a 25.823 euro alle persone fisiche che, dolosamente o per colpa: non si conformano all'accertamento ispettivo; in risposta ad una richiesta di informazioni, forniscono informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti oppure non forniscono le informazioni entro il termine stabilito, salvo rifiuto motivato se le informazioni richieste possono far emergere la propria responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative di carattere punitivo o per un reato; non si presentano all'audizione convocata. Il nuovo comma 8 del medesimo articolo sancisce il potere dell'AGCM di infliggere penalità di mora, di importo compreso tra 150 e 500 euro, per ogni giorno di ritardo a decorrere dalla data fissata nella richiesta formulata dall'Autorità al fine di costringerle a fornire informazioni complete ed esatte in risposta a una richiesta di informazioni, salvo rifiuto motivato, apresentarsi all'audizione o a sottoporsi all'ispezione. Passa indi all'articolo 1, comma 4, che modifica l'articolo 14- bis della legge n. 287, al fine di consolidare i poteri dell'Autorità con riguardo all'applicazione delle misure cautelari nei casi di urgenza dovuta al rischio di un danno grave ed irreparabile per la concorrenza. In particolare, l'AGCM può applicare una misura cautelare proporzionata fino all'adozione della decisione finale oppure per un periodo di tempo specificato, informando la rete europea della concorrenza. In caso di inadempimento a una decisione che dispone misure cautelari, l'AGCM può infliggere una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 3 per cento del fatturato totale realizzato a livello mondiale durante l'esercizio precedente. Con riferimento all'articolo 1, comma 5, di modifica dell'articolo 14- ter della legge n. 287, segnala che l'AGCM valuta l'idoneità degli impegni presentati dalle imprese coinvolte nell'istruttoria e, previa consultazione degli operatori del mercato, può renderli obbligatori. In caso di mancato rispetto degli impegni resi obbligatori, l'AGCM può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria fino 10 per cento del fatturato totale realizzato a livello mondiale durante l'esercizio precedente. Evidenzia indi che l'articolo l, comma 6, novella l'articolo 15 della legge n. 287, nella prospettiva di affinare la disciplina in materia di diffide e sanzioni e garantire un'elevata portata dissuasiva e la solvibilità delle imprese sanzionate. In particolare, si modifica il comma l dell'articolo 15 e si aggiungono i commi l- bis , 1 -ter e 1- quater. Una volta ravvisate le infrazioni della normativa antitrust, l'AGCM fissa il termine per l'eliminazione delle infrazioni stesse ovvero, laddove le infrazioni siano già cessate, ne vieta la reiterazione. L'articolo 1, comma 7, aggiunge una serie di articoli dopo l'articolo 15 della legge n. 287. In particolare, l'articolo 15- bis dispone che l'Autorità adotta, con proprio provvedimento generale, un programma di trattamento favorevole che definisce i casi in cui, in virtù della qualificata collaborazione prestata dalle imprese nell'accertamento di infrazioni alle regole di concorrenza, la sanzione amministrativa pecuniaria può essere non applicata ovvero ridotta per le imprese che rivelino di aver partecipato a cartelli segreti. Al riguardo precisa che per "cartello segreto" si intende un accordo o pratica concordata volta a coordinare la condotta concorrenziale a livello di prezzi, di vendita o di altre condizioni di transazione. Vengono altresì descritti i presupposti affinché l'Autorità possa concedere l'immunità dalle sanzioni, che non può essere concessa alle imprese che hanno esercitato coercizione su altre imprese perché aderissero al cartello segreto o continuassero a parteciparvi. Dopo aver rilevato che l'articolo 15- ter reca le ipotesi in cui l'AGCM può concedere la riduzione delle sanzioni, si sofferma sull'articolo 15- quater , che descrive le condizioni necessarie da soddisfare per poter beneficiare del trattamento favorevole per la partecipazione a cartelli segreti. L'articolo 15- quinquies dispone poi che le dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole possono essere presentate per iscritto o in forma orale, mentre l'articolo 15- sexies prevede la possibilità per le imprese che intendono beneficiare della non applicazione delle sanzioni di richiedere all'Autorità di essere inserite in un elenco relativo al trattamento favorevole per un periodo determinato di volta in volta dall'Autorità stessa. Secondo l'articolo 15- septies , l'impresa che ha richiesto alla Commissione europea il trattamento favorevole in relazione a un cartello segreto, può presentare all'Autorità una domanda in forma semplificata in relazione al medesimo cartello, a condizione che la domanda riguardi più di tre Paesi membri come territori interessati. Se la Commissione europea riceve una domanda completa e l'Autorità riceve una domanda semplificata in relazione allo stesso presunto cartello, l'Autorità considera la Commissione come il principale interlocutore del richiedente in particolare nel fornire le istruzioni al richiedente sullo svolgimento di qualsiasi ulteriore indagine interna, finché non sia precisato se la Commissione perseguirà, integralmente o parzialmente, il caso.