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Voglio infatti ricordare che al centro dell'Oceano Pacifico, al nord delle isole Hawaii, come possiamo vedere anche dalle immagini consegnateci dai social media , troviamo il Pacific trash vortex, cioè il vortice di immondizia del Pacifico, che ha una superficie di 700.000 chilometri quadrati, superiore a quella della Penisola iberica, le cui correnti hanno fatto addensare questi rifiuti, creando delle vere e proprie isole. Questa spazzatura che arriva in Italia, e che - visto che abbiamo usato questo termine - devono pulire i nostri pescatori - non si capisce bene a che titolo, perché non vengono pagati certo per fare i pescatori, a differenza dei nostri operatori ecologici - ci viene portata dalle correnti: essa proviene addirittura dalla Turchia, dalla Francia e dalla Spagna e tocca ovviamente a noi italiani porre rimedio. Quindi il provvedimento oggi al nostro esame è sicuramente apprezzabile, ma purtroppo servirà a poco, quasi a nulla, se non a riparare all'immenso danno che oggi questi rifiuti causano nei nostri mari. Tali rifiuti hanno causato anche la morte di tante specie e, addirittura, i soliti esperti su Internet sostengono che ognuno di noi mangia quasi l'equivalente di una carta di credito al giorno, per via dei piccoli frammenti di plastica che troviamo nelle acque, nei pesci e nel cibo. Essi vengono ingeriti, purtroppo, anche a causa delle etichette dell'abbigliamento: le fibre sintetiche e il loro lavaggio rappresentano infatti una ulteriore causa di inquinamento dei mari. Ritengo invece che sia a maggior ragione urgente - mi rivolgo per questo al Governo - che si intervenga con misure serie, che introducano anche degli incentivi economici e fiscali, per la promozione delle attività di questi operatori ecologici, affinché vengano creati dei lavoratori adeguatamente attrezzati, che possano svolgere questo lavoro in maniera seria e professionale. Francamente, lasciare ai pescatori questo compito mi sembra davvero surreale. Onorevoli colleghi, siamo tutti chiamati a votare il provvedimento in esame e lo voteremo, ma dobbiamo essere consapevoli che non è questo il provvedimento che si può fregiare del titolo, così importante, di SalvaMare: rimane un provvedimento spazzamare e l'ingrato compito è delegato ai nostri pescatori. (Applausi) . PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ovviamente accolgo l'invito di contrarre i tempi, per poter consentire il voto finale del provvedimento prima della sospensione, ma non avendo un intervento scritto da lasciare agli atti ritengo comunque di dover dire qualcosa. Inizio partendo dallo spunto che mi hanno dato alcune imprecisioni, che ho sentito da alcuni colleghi intervenuti precedentemente. L' iter del provvedimento in esame si è avviato durante il Governo Conte 1, partecipato anche dalla Lega, si è poi sviluppato in tre ulteriori passaggi, con modifiche introdotte prima nella lettura della Camera dei deputati poi, di nuovo, nella lettura del Senato e ciò ha comportato l'allungamento dei tempi, sino alla giornata odierna. Dunque, si sono succeduti quattro passaggi nelle Assemblee parlamentari - quello di oggi è il quarto - e tre Governi diversi. Detto questo, credo sia comprensibile capire perché nel provvedimento è contenuta una scadenza già trascorsa, per la quale ho presentato un ordine del giorno in Commissione, invitando il Governo a rimediare non appena il provvedimento sarà approvato. L'ordine del giorno è stato sottoscritto anche da molti altri colleghi della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, forse da tutti, e quindi farà sì che, non appena il provvedimento verrà promulgato, si potrà intervenire per aggiornare questa scadenza. Avendo assunto l'impegno di contrarre i tempi, non entrerò nel merito del provvedimento, e però voglio fare alcuni riferimenti espliciti. Penso, ad esempio, a quanto indicato espressamente all'articolo 1: si parla di risanamento dell'ecosistema marino, di promozione dell'economia, di modelli comportamentali virtuosi, ed è quest'ultimo punto che ritengo di dover approfondire con una piccola riflessione. Sono misure per me importanti perché all'articolo 1 si indica espressamente un obiettivo, che in parte è stato raggiunto nelle zone montane, dove la simbiosi uomo-territorio si è sviluppata da sempre, facendo comprendere che gli usi, le tradizioni, i comportamenti virtuosi, anche disciplinati in atti - che, ad esempio, comportavano l'obbligo per i frontisti di ripulire l'alveo dei fiumi - dovevano essere replicati anche nelle acque, compresi i fiumi, dal momento che è vero che il provvedimento si chiama salva mare, ma include in esso anche ciò che avviene su fiumi, laghi e, appunto, mare. Questo mi consente di rispondere ad alcuni colleghi che hanno deplorato la mancanza di incentivi a tal favore, cosa che evidentemente avremmo apprezzato anche noi, ma io non conosco un agricoltore o un operatore che non apporta miglioramenti sul luogo di lavoro o sul suo terreno, se si tratta di chi fa agricoltura. Quindi, passare da un sistema che implicitamente prima portava i pescatori a reimmettere in mare i rifiuti raccolti - perché si trattava di rifiuti speciali - a un sistema che invece gli consente di conferirli per lo smaltimento gratuitamente e senza difficoltà amministrative, perché vengono equiparati a rifiuti ordinari come i rifiuti delle navi, direi che si tratta di un miglioramento enorme. Anche io, quindi, avrei apprezzato se ci fossero stati contributi in tal senso, ma da persona che viene dalla montagna e sa che la cura del proprio orto - chiamiamolo impropriamente così - è responsabilità prima di ogni persona che esercita quella attività, ma soprattutto è un qualcosa che fa volontariamente, a mio avviso già di per sé questo giustifica il fatto che si auspica di poter lasciare un mondo migliore alle future generazioni, come qualcuno ha detto, con questo provvedimento. In tal senso mi permetto di aprire una piccola parentesi personale perché, nel giorno del compimento dei diciotto anni di mia figlia più grande per me è un piacere da padre poter approvare un provvedimento che contribuirà a creare la possibilità di lasciare anche per lei, appunto, un mondo migliore. (Applausi) . Nel rispetto dell'impegno di contrarre i tempi, mi avvio alle conclusioni dichiarando il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier - Partito Sardo d'Azione perché siamo consapevoli che non stiamo provando un provvedimento che da solo risolverà tutti i problemi del mare, però questo si chiama decreto-legge e non bacchetta magica o qualcosa che non è nelle nostre possibilità; quindi, pragmaticamente, da persona concreta riconosco che ci sono dei limiti e che sarebbe stato possibile migliorarlo ulteriormente, come del resto è sempre possibile per qualunque provvedimento, ma ritengo che l'innovazione introdotta con questo provvedimento, con quanto sarà possibile fare dopo che l'avremo approvato, da sola giustifica il fatto che il nostro voto sarà favorevole. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 11,49) L'ABBATE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.