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Atto n. 1-00500 BERNINI Anna Maria GALLONE Maria Alessandra CALIGIURI Fulvia Michela PAPATHEU Urania Giulia Rosina MESSINA Alfredo BOCCARDI RONZULLI Licia TIRABOSCHI Maria Virginia GALLIANI GIAMMANCO Gabriella MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI Maria AIMI ALDERISI Francesca BARACHINI BARBONI BERARDI BINETTI Paola CALIENDO CANGINI CESARO CRAXI Stefania Gabriella Anastasia DAL MAS DAMIANI DE BONIS DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MODENA Fiammetta PAGANO PAROLI PEROSINO SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE Laura TOFFANIN Roberta VITALI VONO Gelsomina - Il Senato, premesso che: il quadro regolatorio europeo in materia di energia e clima al 2030 è in costante evoluzione. La Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell'UE in materia di ambiente, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Tale obiettivo è previsto dalla legge europea sul clima (Regolamento 2021/1119/UE) ed è a sua volta funzionale a trasformare l'UE in un'economia competitiva e contestualmente efficiente sotto il profilo delle risorse, che nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra, come indicato dal Green Deal europeo; dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina, l'Europa e in particolare l'Italia, sono state colpite duramente sul fronte energetico, molto più di altre parti del mondo, perché molto più alta è la dipendenza italiana dal gas russo senza voler dimenticare che gli sviluppi geopolitici, anche lo scorso anno, anche prima dell'invasione dell'Ucraina, avevano spinto ad un aumento dei prezzi rispetto ai valori del 2021; l'aumento del prezzo dell'energia e delle materie prime, registrato a partire dalla fine del 2021, nonché il deterioramento dello scenario geopolitico seguito alla crisi ucraina rischiano concretamente di impedire alle imprese di consolidare una ripresa possibile o di compromettere definitivamente la sopravvivenza di quelle che non sono riuscite ancora ad agganciarla; la politica energetica italiana si è progressivamente sviluppata puntando ad incrementare i consumi di elettricità senza prestare attenzione al problema sotteso all'elettrificazione dei consumi ovvero a come si produce l'elettricità e, quindi, a come sostituire le fonti fossili con energia rinnovabile; negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dei consumi di gas che sono passati dal 34 per cento del 2014 al 48,5 per cento del 2021 senza un altrettanto significativo aumento di produzione energetica da fonti rinnovabili; eolico e fotovoltaico sono fonti fondamentali da implementare insieme a tutte le altre fonti rinnovabili, altrimenti non sarebbe possibile sostituire il gas e il petrolio e raggiungere gli sfidanti obiettivi europei; gli ambiziosi progetti dell'Unione europea per uno sviluppo sostenibile prevedono in tempi brevi un forte abbattimento delle emissioni di anidride carbonica che resta difficilmente raggiungibile nei tempi previsti con il solo utilizzo di energie da fonti rinnovabili; l'intermittenza di queste fonti ha bisogno di ridondanza, di mantenimento di capacità di generazione alternativa, di capacità di accumulo abnormi, che diventano problematiche ove si considerino i costi delle materie prime e di smaltimento e di reti altamente interconnesse che non sono presenti; il gas per l'Italia, per la nostra industria, continua ad essere fondamentale e proseguirà il suo ruolo strategico di accompagnamento alla transizione ecologica ancora per anni; l'assoluta rilevanza del tema è confermata dalle misure emergenziali che si sono progressivamente adottate, finalizzate, tra l'altro, ad incrementare la produzione di gas nazionale anche superando i vincoli stabiliti dal PiTESAI, il Piano della transizione energetica sostenibile che individua le aree in cui si può svolgere la prospezione di idrocarburi sul territorio nazionale e ad aumentare la capacità di rigassificazione, senza contare la necessaria riapertura delle centrali a carbone ancora attive in Italia da cui arriva oggi il 6 per cento dell'energia consumata nel Paese; con riferimento all'energia nucleare, molti Paesi proseguono l'investimento in energia atomica, tra cui Gran Bretagna, Russia, India, Cina e Francia, che ha annunciato la costruzione di sei nuovi reattori nucleari EPR (ad acqua pressurizzata), oltre all'entrata in servizio del reattore di Flamanville, prevista per il 2024, e all'impegno di un miliardo di euro per la realizzazione di reattori di piccole dimensioni; i Ministri dell'economia e dell'industria di 10 Paesi dell'Unione europea (Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) hanno pubblicato un documento, il 10 ottobre 2021, per chiedere che l'energia nucleare sia compresa nelle fonti di energia pulita all'interno della «Tassonomia degli investimenti verdi» della Commissione europea, cioè l'insieme di regole di classificazione che si applicano alle attività economiche per poterle definire «sostenibili»; relativamente al settore dell'idrogeno e dei biocarburanti l'Europa e l'Italia, anche a seguito dell'adozione del cosiddetto RePowerEU, teso a diversificare le fonti e le rotte del gas naturale ed a ridurne il consumo, stanno mettendo in campo diverse azioni per rilanciare l'idrogeno rinnovabile per sostituire in maniera accelerata volumi di gas naturale nei consumi finali difficili da elettrificare; tale azione è in linea con l'obiettivo di decarbonizzazione e concorre, quindi, a incrementare la sostenibilità ambientale e l'indipendenza energetica già nel breve periodo. Il bioidrogeno può contribuire, assieme al biometano ed altri carburanti e combustibili "RFNBO" e "RFBO", alla decarbonizzazione del settore dei trasporti e dell'industria; considerato che: il Prezzo Unico Nazionale, il PUN dell'energia elettrica nel 2022 si è aggirato mediamente attorno ai 280 euro al MW, con punte oltre i 500 euro a MW. Il costo della bolletta energetica a carico delle imprese è salito dagli 8-10 miliardi di euro del periodo 2019-2018 ai preventivati 68 nel 2022; in particolare per le imprese energivore il costo dell'energia è talmente elevato da rendere la produzione non solo non remunerativa, ma addirittura in perdita mettendo a rischio la tenuta di diverse aziende con evidenti ripercussioni occupazionali anche sulle aziende dell'indotto; con l'articolo 16 -bis del decreto-legge n. 17 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 2022, n. 34, sono state introdotte disposizioni per la cessione di importanti quantità di energia elettrica detenuta dal Gestore del sistema elettrico (GSE), a prezzo calmierato alle imprese energivore;