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Tuttavia, in Commissione avevamo proposto anche di estendere il ricordo ad altre realtà e io, con un emendamento che poi ho ritirato per far sì che il percorso della legge fosse unanime, ho colto anche quanto emerso dalle audizioni delle associazioni combattentistiche e d'arma nell'altra legislatura, che furono ascoltate e che numerose rivendicarono il diritto al ricordo anche dei loro sacrifici. I numeri degli alpini sono irraggiungibili, tuttavia il sacrificio del popolo in divisa non può essere valutato solo sul piano dei numeri e quindi avevamo menzionato in Commissione quello dei granatieri, dei bersaglieri, ricordando Enrico Toti, degli aviatori, ricordando Francesco Baracca, protagonista della storia italiana e del sacrificio italiano (Applausi) , e il sacrificio dei fanti italiani nell'eroica battaglia del Piave (quindi la data poteva essere anche quella del 24 maggio, che tutti gli italiani hanno imparato, perché almeno una volta si imparava a scuola). Non dovrebbero essere ricordati in maniera solenne anche i paracadutisti, nel giorno della battaglia di El Alamein, o i Carabinieri, nel giorno della carica di Pastrengo, che viene celebrata con il carosello e la carica dei Carabinieri? (Applausi) . Lo stesso vale per altri Corpi dello Stato (Polizia, Vigili del fuoco e Guardia di finanza). Si era discusso un po' di questo, in Commissione, poi alla fine abbiamo convenuto, come si suol fare in Parlamento, per non dare l'impressione che si fosse contrari a questa legge, con un ordine del giorno che prima il relatore Vattuone ha ricordato, di invitare il Parlamento - noi stessi - a valutare che sono giornate senza costi e ciascuno ha la sua festa. Sappiamo bene che la Polizia, i Carabinieri e l'Esercito hanno ognuno la propria festa; anche gli alpini hanno del resto già l'adunata e delle ricorrenze, alle quali questa si aggiunge. L'ordine del giorno invita quindi a valutare l'ipotesi di specifiche iniziative nelle scuole e nell'insegnamento, in giorni in cui, cari colleghi - le parole che ho ascoltato oggi me le porto dentro la testa - la Difesa e le Forze armate tornano ad essere elemento essenziale della vita dei popoli. (Applausi) . L'Italia ripudia la guerra, ma non subisce le aggressioni. La discussione si è riaperta in questi giorni in Italia. Si fa un sondaggio chiedendo se si vuole la pace o la guerra: ma chi di noi risponderebbe che vuole la guerra? Se però si chiede se si vuole che un popolo sia sterminato e aggredito e una Nazione invasa o che quel popolo si difenda, penso che in percentuali analoghe si risponderebbe che è giusto difendersi. Se non c'è la difesa, non c'è la vita dei popoli. Signor Presidente, in conclusione noi condividiamo la legge al nostro esame per rendere omaggio, insieme a tutto il Parlamento, alle truppe alpine di ieri, ai caduti di Russia, ai caduti di ogni guerra e ai giovani. Oggi non c'è più la leva obbligatoria, che sicuramente richiamava tanti tra le truppe alpine, e le Forze armate sono diventate professionali. Gli alpini restano alpini sempre, sono i più solidali e più pronti. Anche altri Corpi e altre Forze che ho voluto ricordare vanno accomunate però in questo gesto di omaggio. Era di questo che si era discusso in Commissione per molti anni. Si trattava infatti di una discussione morale e culturale sull'importanza di tutte le Forze armate. Gli alpini hanno poi una loro forza e una loro storia che si erge nella memoria e nella sensibilità di tutti, ma nel votare questa legge abbiamo voluto ricordare anche tutti gli altri e le altre. Ricordo infatti che da qualche anno le donne nelle Forze armate nelle missioni di pace in giro per il mondo, danno un contributo ai valori di libertà e di democrazia. In questi giorni stiamo riscoprendo drammaticamente - anche se non avremmo voluto che ciò accadesse a causa dell'invasione dell'Ucraina - che la Difesa, l'energia e le attività agroalimentari sono fondamentali per l'indipendenza di una Nazione e direi anche della stessa Europa. Riflettiamo allora sui sacrifici di ieri, istituiamo la Giornata per la memoria e il sacrificio degli alpini, ma poi ricordiamoci anche di chi porta oggi la divisa (Applausi) , dei loro diritti economici, del loro sacrificio, del loro sforzo e della loro essenzialità. Come abbiamo ricordato giorni fa, abbiamo avuto bisogno di quelle divise dopo i terremoti, quando c'era da vaccinare la popolazione e quando c'è da soccorrere chiunque. Grazie quindi agli alpini, ma anche a tutte le Forze armate d'Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. Ringrazio il senatore Gasparri per il suo appassionato intervento. CORTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero subito esprimere un sincero ringraziamento al sottosegretario Pucciarelli e al collega relatore, senatore Vattuone, nonché un encomio al nostro Capogruppo in Commissione difesa, l'amico e collega Massimo Candura, per la pazienza e la capacità di mediazione che ha trovato insieme a tutti i membri della Commissione difesa. Cari colleghi, il provvedimento che a breve voteremo, spero all'unanimità, è per me fonte di grande emozione, non solo perché, per fatalità, lo si discute nel 150° anniversario della nascita del Corpo degli alpini, ma anche perché anticipa di un mese esatto la 93° manifestazione dell'Associazione nazionale alpini (ANA) a Rimini. Credo che con il voto favorevole di quest'Assemblea, gli oltre 200.000 alpini che sfileranno 1'8 maggio lo faranno ancor di più a testa alta e orgogliosi delle Istituzioni. Per un senatore e per un montanaro come me, cresciuto a pane e alpini, questo è un giorno indimenticabile. Ho la grande fortuna non solo di essere discendente di una stirpe di alpini, ma soprattutto di far parte della grande famiglia alpina, cui sono molto legato dall'età di nove anni, quando mio nonno mi coinvolse nelle attività sociali del gruppo alpini del mio paese, Montefiorino. Sono talmente legato a questo Corpo che ancora provo dispiacere per non essere stato giudicato idoneo al servizio militare. Da socio ANA, amico degli alpini, non mi è però mai stato fatto pesare e con orgoglio, quando è possibile, sfilo con il mio gruppo di appartenenza. Mentre ancora il mio ricorso era pendente al Senato, chiesi al deputato modenese Golinelli, che ringrazio, di presentare alla Camera questo disegno di legge, poi approvato lì all'unanimità nel giugno 2019. Devo dire che non fu facile individuare le due importanti parole che ne cogliessero il significato: memoria e sacrificio. Si parla di «memoria» perché è una specialità degli alpini a reclutamento territoriale, che da subito è divenuta l'orgoglio delle genti di montagna e dei valligiani, che l'hanno alimentata con la loro migliore gioventù. Gli alpini congedati non lo hanno dimenticato, quando sono tornati a casa dal servizio militare, e hanno sempre mantenuto quel legame di amicizia e fraternità con i commilitoni.