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Un sistema che non permetteva a nessuno, se non alla Cupola, di risalire ai conti. È molto probabile quindi che quei conti ci fossero. Stavo per perdere la fede". Si farebbe anche riferimento, nella puntata, all'eventualità che Rossi durante queste trasferte possa aver portato soldi contanti negli uffici dei manager della banca, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno in relazione alle informazioni in suo possesso possa confermare o smentire i rapporti intrattenuti, a qualsiasi titolo, da David Rossi con il Ministero o alcuni uffici e proprietà ad esso riconducibili; se i Ministri in indirizzo ritengano che sia possibile ottenere dai gestori telefonici conferme in merito all'effettiva cessazione di attività per il telefono BlackBerry Curve 2011, operando una ricerca per codice Imei; se risultino collegamenti con altri casi giudiziari, chiusi o ancora oggi pendenti, per verificare se risultino presenti attività telefoniche ricollegabili a Rossi e ai suoi strumenti di telefonia; se intendano valutare l'attivazione dei poteri ispettivi conferiti dall'ordinamento. Atto n. 4-01678 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: fanghi di colore rosso e puzza nauseabonda, si presenta così il fiume Cavone, nella zona di Pisticci e San Mauro Forte (in provincia di Matera), che da alcuni giorni è balzato all'attenzione delle cronache nazionali con l'allarme lanciato ai microfoni della trasmissione di "Striscia la Notizia", dall'associazione "Cova Contro"; dal ponte della strada provinciale 154, che da Pisticci arriva a Montalbano jonico, la visuale è ampia e il disastro appare chiaro; il prato verde diventa d'un tratto marrone e poi rosso, l'acqua del fiume Cavone non è più cristallina e ristagna, perché bloccata dai sedimenti di fanghi neri che si sono accumulati in questa area, sul fondo non nuotano pesci e alcuni cittadini raccontano di averne raccolti a decine, morti; tale situazione registrata in agro di Pisticci è stata posta all'attenzione, nei giorni scorsi, anche dell'ente provinciale di Matera, che ha ritenuto necessario predisporre alcuni sopralluoghi e verifiche per approfondire la questione. Primo passo una interlocuzione con l'Arpab, la quale ha effettuato dei prelievi sia sui sedimenti, sia nell'acqua e la preoccupazione maggiore è rappresentata dalla possibile presenza di metalli pesanti, che potrebbero creare seri problemi alla salute, oltre che all'ambiente; si legge dalla stampa locale che, in attesa che i risultati delle analisi effettuate dall'Arpab facciano chiarezza, dando così riposte alle preoccupazioni evidenziate dagli amministratori locali e dai cittadini, il sindaco di Pisticci, venerdì 10 maggio, ha emesso un'ordinanza che impone il divieto di prelievo, captazione, attingimento ed utilizzo delle acque del fiume Cavone. Provvedimento che fa seguito proprio alle prime indagini effettuate il 4 maggio 2019 dai Carabinieri forestali e dal NIPAAF (Nucleo investigativo di Polizia ambientale, agroalimentare e forestale) di Matera, i quali accertavano lungo la sponda sinistra del fiume Cavone, la presenza di una depressione nel terreno di forma semicircolare, ribassata di circa 2 metri, sul cui fondo e lungo i margini era presente materiale melmoso e di colore rosso ruggine; altro aspetto importante da chiarire, e su questo sono a lavoro i militari dell'Arma, è se i fanghi di colore rosso siano emersi dal fondo del fiume o siano entrati in contatto con l'acqua successivamente dai campi, magari dopo uno sversamento illecito di materiale. Anche questo è un tassello fondamentale per il seguito e l'eventuale sviluppo dell'indagine, ammesso che dalle analisi delle sostanze si evidenzino contaminazioni; se il materiale che ha invaso il Cavone arrivasse dal fondo del fiume, si tratterebbe di una contaminazione che arriva dal sottosuolo e quindi dalla rete idrografica del materano. In questo caso potrebbe trattarsi di rifiuti speciali interrati, pozzi abusivi di raccolta di fanghi come già ne sono stati sequestrati in passato. Se invece fosse provato che la contaminazione arrivasse dal terreno che circonda il fiume, potrebbe trattarsi di una discarica abusiva, di un illecito smaltimento di prodotti zootecnici o anche di sversamenti di prodotti chimici; in ogni caso, la preoccupazione degli abitanti è alta, anche perché di recente la magistratura ha indagato proprio su una contaminazione per la fuoriuscita di petrolio, che ha portato all'arresto di un dirigente dell'Eni. Il liquido, nel febbraio 2017, contaminò il reticolo idrografico della val d'Agri, la rete fognaria e poi la rete idrografica circostante, a due chilometri dalla diga del Pertusillo, che fornisce acqua alla Puglia per l'irrigazione di 35.000 ettari di terreno; il fiume Cavone, infine, sfocia nel golfo di Taranto tra Pisticci e Policoro, località balneari molto frequentate durante la stagione estiva, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare perché si faccia chiarezza sullo stato ambientale del fiume Cavone; se non ritenga urgente sollecitare le autorità competenti locali per un controllo attento e puntuale del fiume Cavone, procedendo alla definizione di una programmazione di monitoraggio delle acque superficiali e profonde, oltre che dei sedimenti; se non sia del parere che, oltre al piano di monitoraggio delle acque, sarebbe opportuno effettuare un controllo degli scarichi delle attività industriali, civili e agricole che insistono sul bacino del fiume e di quelli relativi ai pozzi di coltivazione di gas naturale attivi o dismessi nell'area del fiume. Atto n. 4-01679 GIANNUZZI PRESUTTO ANGRISANI DI MICCO VACCARO CASTELLONE PUGLIA LICHERI DONNO ROMANO TRENTACOSTE LEONE ANASTASI GIROTTO ROMAGNOLI CASTALDI CORRADO Ai Ministri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che a quanto risulta agli interroganti il 15 marzo 2019, nel corso della seduta del Consiglio comunale di Napoli, la consigliera Matano prendeva la parola per denunciare con forza la pluridecennale condizione di pericolo per la salute pubblica e di profondo degrado sociale, riportate anche da fonti di stampa ("Il Mattino" del 22 gennaio e del 1° marzo 2019), concernente i cosiddetti "bipiani" del quartiere Ponticelli, appartenente alla VI municipalità del Comune di Napoli; rilevato che: per rispondere all'esigenza abitativa scaturita dal violento sisma del 1980, che interessò la città di Napoli, furono costruiti dei container trasformati in abitazioni temporanee per accogliere parte degli sfollati della città; questi container , di proprietà del Comune di Napoli, furono coibentati nei pavimenti, nelle travi e nei soffitti con lastre di amianto; ovviamente, ad oggi, queste strutture versano in stato di estremo degrado, sia per quel che concerne l'impiantistica (inclusa l'assenza di un regolare allaccio al sistema fognario), sia per quel che concerne lo stato di estremo deterioramento delle lastre di amianto, con cui sono costruite;