[massime]

ORD. 70/06. REATI E PENE - SOCIETÀ COMMERCIALI - REATO DI FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI - SANZIONE PENALE - RITENUTA CARENZA DEI REQUISITI DI ADEGUATEZZA ED EFFETTIVITÀ, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE SOGLIE DI RILEVANZA PENALE DEL FATTO E AI TERMINI DI PRESCRIZIONE - DENUNCIATA ELUSIONE DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI - SOPRAVVENUTA MODIFICA DELLE NORME CENSURATE - NECESSITÀ DI VERIFICA DELLA PERSISTENTE RILEVANZA DELLA QUESTIONE - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AI GIUDICI RIMETTENTI.. Restituzione degli atti ai giudici rimettenti, a causa del sopravvenuto mutamento del quadro normativo, nei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 2621 e 2622 del codice civile, come modificati dal decreto legislativo 11 aprile 2002, n. 61, "nella parte in cui non consentono l'effettività, a mezzo di idoneo meccanismo processuale, della adeguata sanzione penale prevista dalla direttiva medesima e nella parte in cui non prevedono adeguato mezzo processuale in grado di consentire la celebrazione del processo penale entro i termini di prescrizione dei reati previsti dalle stesse norme". Il mutato quadro legislativo, infatti, incide in modo evidente sull'oggetto dei giudizi di costituzionalità, donde la necessità di una nuova valutazione sul punto da parte dei giudici rimettenti circa la rilevanza delle questioni sollevate alla luce del ius superveniens nonché dei principi in tema di successione delle leggi penali (discutendosi, nei giudizi principali, di fatti commessi sotto il vigore dell'originaria disciplina di cui all'art. 2621, numero 1, cod. civ.).