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Modifiche all'articolo 14 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n.35, in materia di semplificazione di controlli sulle imprese agricole ed agroalimentari a sostegno della competitività. Onorevoli Senatori. -- Le analisi condotte dalle principali organizzazioni internazionali individuano nella complicazione burocratica una delle prime cause dello svantaggio competitivo dell'Italia nel contesto europeo e nell'intera area dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Il recente rapporto del World Bank Institute Doing business in a more transparent world segnala -- al pari delle precedenti edizioni -- il ritardo dell'Italia, che scende, rispetto allo scorso anno, dall'83º all'87º posto su 183 Paesi e si colloca al 25º posto su 26 Paesi dell'Unione europea (penultima prima della Grecia). Il Governo ha pertanto ritenuto urgente predisporre un piano di intervento adeguato per riportare il Paese a livelli di competitività accettabile e lo ha fatto con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. Sebbene il Governo abbia fatto un primo passo verso la razionalizzazione del sistema dei controlli sulle imprese, all'articolo 14 del citato decreto-legge si accenna soltanto alla semplificazione per le imprese agricole ed agroalimentari, che pure sono essenziali per il rilancio competitivo di un settore chiave per garantire una ripresa economica duratura e più equilibrata per l'intero sistema-Paese. Tutto ciò mentre le aziende agricole italiane, che pure in molti casi rappresentano casi di eccellenza, con produzioni di qualità riconosciuta, sono esposte, in un mondo interconnesso e complesso qual è quello odierno, ad una forte competizione internazionale: senza compromettere tale competizione e piuttosto affrontandola, è necessario creare le condizioni affinché le aziende siano in grado di confrontarsi con le rivali sul mercato internazionale senza pesi burocratici ingiustificati, che non rendono possibile l'espressione delle loro grandi potenzialità. Ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese è una riforma che non costa, libera risorse per la crescita e favorisce un migliore ambiente imprenditoriale. In questo senso, il presente disegno di legge intende venire incontro alle legittime esigenze del settore agricolo e agroalimentare che cerca una crescita e un rilancio deciso, intervenendo laddove più forte è sentita l'esigenza di semplificazione e certezza normativa, in modo tale da mettere in grado gli attori economici di affrontare le sfide del mondo moderno. D'altro canto, lo stesso sviluppo economico del Paese non può essere sostenuto che attraverso la certezza normativa e, con essa, quella burocratico--amministrativa, e con la prevedibilità dei comportamenti e delle richieste delle amministrazioni coinvolte nella cura e nella gestione degli interessi connessi all'agroalimentare, proprio a causa della crescente complessità del sistema economico globale. Tutto ciò va anche nella direzione della necessaria « spending review », in quanto una delle priorità per razionalizzare la spesa consiste proprio nello sciogliere il nodo legislativo della semplificazione, così da rendere possibile alle imprese di sprigionare le proprie potenzialità e permettere loro di svolgere la propria attività in maniera trasparente, snella e certa, senza frenarne lo sviluppo. Anche a livello europeo si va d'altronde affermando la necessità di liberare le aziende del settore da quei pesi che gravano, dal punto di vista amministrativo e quindi economico, sullo sviluppo e sul sereno svolgimento dell'attività imprenditoriale. Il settore agricolo ha bisogno di un'innovativa opera di modernizzazione delle procedure amministrative, sì da poter affrontare le sfide del mercato europeo e internazionale senza oneri molteplici e privi di coerenza. Spesse volte, infatti, nel nostro ordinamento, vengono richiesti alle imprese -- non solo quelle agricole ed agroalimentari -- adempimenti non necessari, non motivati da reali necessità, ma dovuti a quella stratificazione della normativa primaria e secondaria che caratterizza l'ordinamento italiano, che lo rende talvolta incoerente e genera inevitabili inefficienze del sistema. Nel comparto agricolo e agroalimentare, in base a quanto previsto dalle diverse normative di settore -- oltre a quelle sanitarie e ambientali -- l'impresa è soggetta periodicamente a differenti tipologie di controllo e ispezione, svolte da soggetti diversi, che si traducono per l'imprenditore in un'effettiva incidenza sull'attività lavorativa, qualificata nel linguaggio comune come costo dell'impresa in termini di burocrazia amministrativa. Si stima, infatti, che in Italia un'azienda agricola debba dedicare mediamente cento giorni l'anno per gli adempimenti burocratici e che la burocrazia, in agricoltura, abbia un costo complessivo a livello nazionale di 3 miliardi di euro l'anno. Partendo dall'ormai diffusa consapevolezza per cui, di fronte alla crisi internazionale, i costi della burocrazia risultano sempre più gravosi per le imprese, è necessario peraltro considerare che l'incidenza degli oneri amministrativi sul fatturato, in linea generale, non subisce variazioni anche a fronte di una riduzione delle attività produttive. Di conseguenza, obiettivo del presente disegno di legge è realizzare una forma di razionalizzazione del sistema dei controlli sulle imprese agricole e agroalimentari, in modo da garantire il coordinamento, la programmazione e la proporzionalità di tali controlli, evitando duplicazioni e sovrapposizioni che recano intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali sì da favorirne lo sviluppo e la crescita. La semplificazione della normativa agricola, come proposta dal presente disegno di legge, ha l'obiettivo di dare certezza dei tempi e riconoscimento dei diritti agli agenti economici, rendendo i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione più semplici, trasparenti e produttivi, e ridurre il peso ed il costo della burocrazia, con vantaggi che ricadono non solo sulle imprese ma anche sulla finanza pubblica. In particolare, per migliorare l'attività complessiva di accertamento in via preventiva dei differenti organi impegnati e per ottimizzare le risorse delle singole forze anche ai fini di evitare, talvolta, la sovrapposizione operativa e raggiungere una maggiore efficacia dell'attività, le proposte modifiche all'articolo 14 del decreto-legge 9 febbraio 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, mirano ad una modernizzazione del sistema che permetta altresì una maggiore efficacia delle azioni di controllo e a una migliore gestione delle risorse destinate alla tutela dei consumatori.