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è di recente costituzione la REM, Rete nazionale di energia dal mare ed i sistemi per sfruttare l'energia dalle onde sono ad un TRL più basso rispetto a quelli che sfruttano le correnti di marea e questi sono prossimi ad una fase di pre-industrializzazione, ma entrambe le tipologie hanno bisogno delle tariffe incentivanti per poter avanzare i loro rispettivi TRL e giungere quindi ad una maturità industriale; negli altri Paesi europei, soprattutto Francia e Regno Unito, nonché negli USA ed in Canada, dove, ad esempio, nonostante un potenziale energetico ben più alto di quello italiano, è stata prevista una tariffa incentivante di 530 dollari per MWh, si è riusciti nell'intento di attrarre numerosi investitori locali e stranieri con riflessi anche sull'economia locale. Inoltre, nella sola Europa, negli ultimi 10 anni, sia il trend di sviluppo per l'energia dalle onde, che la produzione cumulativa dell'energia da correnti di marea, hanno avuto un incremento sostanziale ed il forte sviluppo nel settore è dovuto anche al fatto che l'energia da correnti marine è perfettamente predicibile e quindi non soffre delle limitazioni e della aleatorietà delle altre fonti rinnovabili; sembrerebbe quindi alquanto singolare che l'Italia non riconfermi, dopo un'attesa di ben 5 anni, le tariffe incentivanti ad accesso diretto presenti nell'ultimo decreto FER operativo fino al 31 dicembre 2017, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno inserire la fonte di energia dal mare o energia marina nel decreto FER 2 attraverso una politica di sostegno al settore che preveda, in particolare, di stabilire un contingente di potenza per tale fonte, auspicabilmente pari almeno a 20MW, da incentivare con tariffa fissa di 400 euro/MWh per 15 anni, lasciando tale possibilità per impianti nuovi da sviluppare nei prossimi 5 anni, prevedendo eventualmente una riduzione programmata di 100 euro/MWh ogni 5 anni, qualora il contingente di potenza venga saturato, destinando tali tariffe ad impianti di taglia nominale fino ad 1 MW, mentre per gli impianti con potenza superiore ad 1MW il contingente di potenza potrebbe essere sempre di 20 MW, riducendo la tariffa incentivante a 300 euro/MWh. Atto n. 3-03209 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che: gli articoli 291 e seguenti del Codice civile disciplinano l'istituto dell'adozione del maggiorenne, disponendo, tra l'altro che tale adozione «è permessa alle persone che non hanno discendenti legittimi o legittimati»; già previsto dal Codice del 1865, infatti, l'istituto dell'adozione del maggiorenne nasce con una finalità essenzialmente patrimoniale, nello spirito di difendere le «esigenze dell'adottante di dare continuità al proprio nome e al proprio patrimonio»; il fondamento del divieto di adottare persone maggiorenni in presenza di figli minori si ravvisa nella tutela di questi ultimi, i quali non sono in grado di esprimere il consenso in merito a una decisione che incide direttamente sulla loro sfera giuridica personale e patrimoniale; l'adozione di persona maggiorenne crea un vincolo che non si sostituisce, come invece accade nell'adozione di minorenne, ma si aggiunge a quello derivante dalla filiazione di sangue e, pertanto, l'adottato conserva i diritti e i doveri verso la famiglia di origine, tra i quali anche i diritti successori; pur essendo la questione dibattuta in ambito dottrinario, non è ancora stata affrontata dal legislatore l'ipotesi della sopravvenienza di figli minori dell'adottante in un momento successivo al perfezionamento, da parte dello stesso, dell'adozione di un maggiorenne; in proposito giova ricordare che la Corte europea dei diritti dell'uomo, con una sentenza del 2015, ha ritenuto che il venir meno del vincolo dell'adozione sia ammissibile, purché sussistano ragioni sufficienti ai sensi dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare; in tale quadro, la Corte ha ritenuto che ai fini del venir meno del vincolo dell'adozione sia necessario un interesse prevalente rispetto all'interesse e alla stabilità creatisi con l'adozione; con particolare riguardo all'ipotesi di sopravvenienza di figli si deve rilevare che la presenza di interessi prevalenti, di cui sono portatori i figli minori sopravvenuti, potrebbe giustificare il venir meno del vincolo con l'adottato maggiorenne: l'interferenza nella vita dell'adottato sarebbe controbilanciata, ai sensi dell'articolo 8 della CEDU, dall'esigenza di salvaguardare il superiore interesse dei minori sopravvenuti; l'interesse del minore costituisce, infatti, un valore fondamentale sia nel nostro ordinamento nazionale sia in quello sovranazionale, si chiede di sapere quali siano gli orientamenti del Ministro in indirizzo in merito alla problematica esposta in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere al riguardo. Atto n. 3-03210 LOMUTI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: il notevole incremento dei costi delle energie avrà un impatto negativo molto importante sul sistema produttivo italiano, determinando un serio rallentamento della ripresa economica del Paese; la grande difficoltà dell'Unione europea a far fronte all'aumento dei suddetti costi è determinata da una serie di motivi: oltre il 50 per cento degli approvvigionamenti si concentrano su un solo fornitore extra UE; manca una regolamentazione comune e applicata in tutti gli Stati membri sulla sicurezza, con particolare riferimento alla gestione degli stoccaggi e al relativo uso delle riserve; le barriere tariffarie determinate dalla regolamentazione degli scambi cross border (tariffe infrastrutture gas); l'aumento dei prezzi della CO2; le sanzioni economiche alla Russia; la sussistenza di una sensibile presenza di posizioni finanziarie speculative; circa i 2/3 di combustibile proveniente dalla Russia, vengono acquistati a valori quasi dimezzati rispetto alle attuali quotazioni, grazie a contratti a lungo termine siglati anni fa, a prezzi fissi tarati sui valori di allora; è lo stesso Presidente russo, Vladimir Putin, ad affermare che le compagnie energetiche italiane stanno facendo affari d'oro con il gas russo, rivendendolo a quasi il doppio del prezzo che stanno pagando. Profitti per almeno 4 miliardi di euro. Per fare un esempio concreto: un metro cubo viene pagato circa 30 centesimi e rivenduto a 50, con un profitto di 20 centesimi, che basta moltiplicare per 20 miliardi di metri cubi per capire la portata speculativa, come ha dichiarato il presidente di "Nomisma"; il risultato è che il consumatore, legato a contratti di lungo periodo, ha subito un incremento dei prezzi della componente energia fondamentalmente non dovuto; a seguito dell'invasione dell'Ucraina ad opera della Russia, sono scattate sanzioni nei confronti di quest'ultima da parte di molti Stati (tra i quali straordinariamente anche la Svizzera). Il bersaglio principale di dette sanzioni è l'economia russa: congelamento dei beni detenuti all'estero da parte dell' élite politica russa; blocco delle esportazioni; blocco del sistema "Swift" per le banche russe; congelamento degli asset all'estero di Putin e dei suoi fedelissimi.