[ddlpres]

3 All'atto del deposito dello strumento di ratifica della Convenzione, la Repubblica italiana dichiara che applicherà l'articolo 39, paragrafo 1, lettera b) , della Convenzione stessa. 4 All'atto del deposito dello strumento di ratifica, la Repubblica italiana dichiara che, ai sensi dell'articolo 54, paragrafo 2, della Convenzione, qualsiasi rimedio a disposizione del creditore può essere esercitato senza l'autorizzazione del tribunale, a meno che il ricorso all'autorità giudiziaria non sia espressamente previsto dalle disposizioni della Convenzione medesima. 5 Ai sensi dell'articolo XXX del Protocollo, all'atto del deposito dello strumento di ratifica, la Repubblica italiana dichiara di applicare gli articoli VII, X e XIII del medesimo Protocollo. Agli effetti previsti dall'articolo X, paragrafo 2, del Protocollo, il termine per l'adozione delle misure di cui all'articolo 13, paragrafo 1, lettere a) , b) e c) , della Convenzione è di dieci giorni lavorativi dal deposito della domanda e il termine per l'adozione delle misure di cui all'articolo 13, paragrafo 1, lettera d) , della Convenzione è di trenta giorni lavorativi dal deposito della domanda. 3 (Delega al Governo per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale) 1 Al fine di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni della Convenzione e del Protocollo, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a modificare l'ordinamento italiano al fine di dare attuazione alla Convenzione e al Protocollo; b modificare coerentemente il codice della navigazione al fine di adeguarlo alle disposizioni della Convenzione e del Protocollo; c armonizzare le norme adottate per l'adeguamento nazionale con le rilevanti fonti dell'Unione europea, in particolare quelle relative alla regolamentazione delle procedure di insolvenza di cui al regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015; d adeguare al disposto della Convenzione e del Protocollo le disposizioni relative alle garanzie che regolano il conflitto tra più creditori nelle procedure concorsuali e tutte le pertinenti disposizioni processuali; e estendere ai beni mobili registrati la fattispecie del pegno non possessorio, di cui all'articolo 1 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, e di cui all'articolo 152 del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. 3 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Se il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'esercizio della delega o successivamente, quest'ultimo è prorogato di sessanta giorni. Qualora il Governo non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione, per il parere definitivo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Decorso il predetto termine, i decreti possono essere comunque adottati. 4 Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare disposizioni integrative o correttive dei medesimi decreti legislativi in conformità con le modalità previste dal presente articolo e nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 1. 5 Dall'adozione dei decreti legislativi in attuazione della delega recata dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al loro interno, essi sono adottati solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 4 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate vi provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 2 Agli eventuali ulteriori oneri derivanti dall'articolo 61 della Convenzione e dall'articolo XXXVI del Protocollo si fa fronte con apposito provvedimento legislativo. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .