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Si tratta, dunque, di risparmi da calcoli errati o approssimativi, come dicevo poco fa, del costo di queste due misure: sarebbero più di 1,5 miliardi di euro che qui stiamo accantonando. Mi viene quindi il dubbio di cosa stiamo accantonando e del perché non accantoniamo tanto quanto è stato indicato ufficialmente ieri dal presidente dell'INPS, per quanto dati certi, ufficiali e definitivi e non più stime l'INPS li fornirà solo a settembre. L'altro dubbio che mi viene rispetto a questo congelamento è che non abbiamo elementi che ci permettano di essere tranquilli circa la sostenibilità di questa misura, che di fatto sottrae 1,5 miliardi di euro ai nostri Ministeri. Ben vengano i presunti risparmi di quota 100 e reddito di cittadinanza, anche se avremmo preferito che si risparmiasse più sul reddito di cittadinanza che non su quota 100, mentre i dati snocciolati nelle Commissioni congiunte dal presidente dell'INPS mi hanno deluso, perché stiamo spendendo di più per sostenere le persone che stanno a casa e percepiscono soldi regalati dallo Stato, piuttosto che per favorire un ricambio generazionale, demolendo la riforma Fornero e mandando in pensione chi ha lavorato onestamente tutta una vita. Come Fratelli d'Italia ribadiamo che il reddito di cittadinanza non ci piace perché avremmo preferito il sostegno alle imprese che assumono piuttosto che a chi sta a casa perché magari il lavoro non si è mai neppure sforzato di cercarlo. Il punto vero, però, non è quanto prevediamo di accantonare, ma a cosa destineremo le somme risparmiate. Non è questa la sede opportuna per stabilirlo, ma come Fratelli d'Italia abbiamo già avanzato una nostra proposta contenuta in un ordine del giorno, che questa mattina in Commissione bilancio è stato accolto come raccomandazione, per impegnare il Governo, nella prossima manovra di bilancio, a vincolare le somme risparmiate a misure specifiche quali il sostegno alla famiglia e alla natalità e a politiche economiche che possano difendere e creare lavoro e non solo un tanto ingiustificato quanto improduttivo assistenzialismo. Per quanto riguarda le famiglie, ribadiamo che è arrivato il momento di produrre un piano nazionale di interventi anche di natura fiscale, finalizzato a contrastare la crisi demografica in atto e a incentivare la natalità, con provvedimenti strutturali e permanenti volti all'introduzione di misure a sostegno delle famiglie non basate esclusivamente su erogazioni monetarie, ma volte all'implementazione dell'offerta di strutture e di servizi socioeducativi per l'infanzia e per la disabilità. Non c'è il ministro Tria e me ne dispiaccio, comunque mi rivolgo a lui lo stesso, perché durante la sua ultima audizione, ieri pomeriggio, sono rimasto a dir poco sorpreso quando, a un certo punto del suo intervento, ha detto che, in quanto a misure per le famiglie, il reddito di cittadinanza qualche impatto sulle famiglie più povere lo ha avuto. Rimango basito da queste dichiarazioni perché ho seri dubbi che i problemi delle famiglie italiane si risolvano con un'erogazione di 500-600 euro al mese. Sostenere le famiglie vuol dire permettere alle donne di non entrare in crisi quando scoprono una gravidanza, perché temono che ciò si traduca in uno stop alla loro carriera, piuttosto che in spese su spese per mantenere i nuovi nati. Sostenere le famiglie e la natalità non è solo una questione di soldi, ma anche una questione di servizi e garanzie che vengono forniti dallo Stato alle famiglie e in particolare ai genitori. Le famiglie, ad esempio, si aiutano cambiando il sistema fiscale e rendendolo più leggero; per questo, come Gruppo Fratelli d'Italia chiediamo l'introduzione immediata della flat tax per le famiglie. Sulla flat tax siamo stufi degli annunci e chiediamo concretezza a questo Governo per il bene delle nostre famiglie e delle nostre imprese, che devono essere messe nelle condizioni di tornare ad assumere. La proposta di Fratelli d'Italia è chiara: flat tax al 15 per cento sui redditi incrementali, che non costa nulla, fa emergere il sommerso e si può fare immediatamente. Basta, quindi, con le chiacchiere, è ora di passare ai fatti. Noi riteniamo che le risorse risparmiate da quota 100 e reddito di cittadinanza debbano essere destinate a misure strutturali, capaci di innescare un meccanismo virtuoso e stabile di crescita del PIL e dell'occupazione. Per Fratelli d'Italia si devono evitare interventi sulla spesa corrente, piuttosto si deve agire sulla pressione fiscale, riducendola, così da dare sostegno a imprese e famiglie, senza dimenticare chiaramente gli investimenti infrastrutturali. ( Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, il disegno di legge in esame (Atto Senato 1383), di conversione in legge del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica, è strettamente collegato al disegno di legge: «Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019» (Atto Senato 1388). Tutti e due assieme questi provvedimenti consentono di stabilire numericamente che c'è un minore indebitamento, pari a 7,606 miliardi di euro, che fa sì che il rapporto tra deficit e PIL torni dal 2,4 al 2,04 per cento, cioè al punto da cui si era partiti nella prima fase della legge di bilancio 2018. Questo ha fatto sì che l'Europa abbia sospeso la procedura di infrazione per l'Italia o che la si possa evitare e ciò per tutti noi, non per il Governo o per la maggioranza, ma per il Paese. Forse, se si presentassero delle manovre capaci di produrre effetti rapidi sugli investimenti, l'Europa potrebbe anche tollerare uno sforamento maggiore, così come ha consentito alla Francia, per cui ci si potrebbe presentare con la schiena dritta e la faccia anche truce per ottenere quello che potrebbe spettare a una Nazione come l'Italia, in prospettiva di scelte forti e incidenti sull'economia, sull'occupazione e sulla creazione di PIL. Come già detto da altri colleghi, dunque, il risparmio di 1,5 miliardi di euro, accantonato in fondi da suddividere successivamente, è dovuto al fatto che si risparmia sul reddito di cittadinanza e su quota 100. Su quota 100, salvo qualche problema nella fase finale dell'anno, le domande attualmente sono 150.000 rispetto alle 250.000 previste. Nel disegno di legge per l'assestamento del bilancio sono previste maggiori entrate per 6,24 miliardi di euro: anche se mi viene più facile ragionare a livello comunale piuttosto che nazionale, non confondo di certo milioni e miliardi. Nello specifico, 1,9 miliardi di euro derivano dalla fatturazione elettronica (e qui confesso una mia mancanza: pensavo che andasse al contrario, ma probabilmente non ho la percezione dell'economia di tutta l'Italia); 1 miliardo di euro deriva da altre entrate diverse;