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Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,25) ( Segue BERTACCO). Per quel che riguarda i criteri nell'assunzione dei navigator , non riesco a capire perché sono state scelte alcune tipologie di lauree e altre no. Forse sarebbe stato meglio adottare criteri un po' più larghi: ad esempio, se va bene la laurea in scienze politiche, non si vede perché escludere quella in lettere o in filosofia. C'è dunque tutta una serie di contraddizioni, che ci porta a capire che qui non c'è un ragionamento sulla povertà. Le associazioni che sono venute in Commissione a parlarci di come tutti i giorni, sulla strada, affrontano la povertà, ci hanno chiesto perché non valutiamo e non verifichiamo le esperienze del territorio e perché vogliamo intestardirci a mescolare le politiche attive del lavoro con l'intervento sociale. Ci hanno invitato ad andare a vedere le loro esperienze, fatte anche sulla base di errori, che nel tempo sono stati corretti. Invece non lo si è fatto, perché bisogna comunque arrivare alla conclusione entro maggio e quindi siamo qui oggi. Anche nel corso degli ultimi passaggi in Commissione abbiamo subito tutta una serie di rimandi, sempre giustificati - ancora una volta - da ragioni tecniche. Avete approvato il provvedimento con voto di fiducia alla Camera dei deputati e sinceramente faccio un po' fatica a capire che tipo di problematiche ci siano. D'altra parte, l'utilizzo di questa Assemblea e il rispetto nei confronti di chi ci lavora ormai è quasi pari a zero. Passo dunque a parlare di quota 100 e, tra le tante cose, ci dispiace che si sia scelto di approvare un decreto-legge unico. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. BERTACCO (FdI) . Sto concludendo, signor Presidente. Siamo sicuramente consapevoli che questo provvedimento non è e non sarà la revisione della legge Fornero. Ci è dispiaciuto sicuramente tanto vedere che con la norma in materia di trattamento di fine servizio (TFS) sia stato fatto un ulteriore bel regalo alle banche e invece il tema avrebbe forse dovuto essere affrontato in maniera diversa, utilizzando o fondi INPS pubblici o con l'intervento, in caso di bisogno, della Cassa depositi e prestiti. Avrei tante altre cose da dire, ma il tempo a mia disposizione è scaduto e dunque, per tutti i motivi che fin qui ho elencato, annuncio il voto contrario del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto a rappresentanze di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti del Liceo classico e scientifico «FAES Città studi» di Milano e dell'Istituto Comprensivo «Zapponeta - Borgo Mezzanone» di Zapponeta, in provincia di Foggia, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 1541-B PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, siamo al terzo esame del provvedimento e per noi - mi spiace dirlo - è stato un mese perso nel provare a suggerire e a indicare modifiche migliorative e ragionevoli ad un decreto-legge nato male, sin dall'inizio. Siamo stati presi in giro. Il ministro Di Maio in queste settimane ha auspicato un confronto, un ascolto attento, possibili convergenze sulle politiche sociali e sulle politiche del lavoro: è una grande bugia, una grandiosa preso in giro. I confronti si fanno alla luce del sole, si fanno qui in Aula e soprattutto nelle Commissioni e non certo ricorrendo al decreto-legge. Sul provvedimento in esame avete fatto dichiarazione altisonanti. Avete parlato di cancellazione della povertà, quando oggi la crisi economica incombe sul Paese: lo ha certificato solo ieri pomeriggio il Fondo monetario internazionale. Siamo in recessione senza che abbiate mosso un dito. I poveri non scompariranno - ahimè per le famiglie - ma rischieranno di aumentare nei prossimi mesi. Avete parlato di riforma strutturale del welfare e anche questa mattina ho ascoltato questo passaggio. In realtà, avete introdotto un provvedimento con risorse a debito; avete introdotto un principio costituzionale un po' farlocco; avete introdotto i diritti "in dissolvenza", cioè diritti che valgono per un po' finché ci sono risorse. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo avete fatto con il reddito di cittadinanza e con quota 100, una finestra aperta - o un finestrone, come ricordava la collega Nisini - che si chiuderà presto. Non avete poi riformato il welfare ed il provvedimento si poggia su infrastrutture storicamente fragili, in primis i centri per l'impiego, che sono quelli che conosciamo. Avevate annunciato una riforma strutturale; l'aveva annunciato lo stesso Di Maio. Abbiamo avviato una serie di audizioni in Commissione, non ancora concluse e di cui non si conosce lo sbocco: una proposta di legge o una riforma contenuta nel decretone? Se la riforma annunciata dal ministro Di Maio sui centri dell'impiego fosse questa, davvero potremmo dire di essere a «Scherzi a parte». Avete fondato il provvedimento sulle piattaforme digitali, ma è noto come sia difficile per le persone più fragili accedere a queste ultime. Sappiamo anche - lo dicono anche gli esperti - che quel potenziamento delle piattaforme digitali cui auspicate nel decreto richiederà anni di tempo. Avete azzerato il lessico, le parole chiave che hanno percorso in questi anni il dibattito pubblico e scientifico a livello europeo. Neppure avete fatto proprio il linguaggio e il lessico del pilastro europeo dei diritti sociali: welfare di comunità, prossimità, multidimensionalità, ascolto, presa in carico, responsabilità, reciprocità, parole escluse dal dibattito e neppure presenti nel decreto. Non vi siete fidati di due infrastrutture strategiche quelle sì già esistenti. Mi riferisco agli enti locali, che sui temi del welfare e della povertà sono il cuore pulsante di una comunità, e alle reti del terzo settore, che oggi e nel futuro prossimo - lo sappiamo tutti - svolgeranno un ruolo strategico per la coesione sociale. (Applausi dal Gruppo PD) . Insomma, avete dimenticato i territori; è da lì che occorreva ripartire perché, quando si parla di welfare più giusto e più inclusivo e di attenzione alle fragilità, parliamo di territori. Sono le comunità che si prendono carico delle fragilità; sono le reti di comunità, le reti di terzo settore, i nostri amministratori e i nostri assessori che voi avete trascurato. In questo provvedimento chiedete impegni agli enti locali senza offrire alcunché, senza offrire risorse e senza aiutarli in un processo di nuova infrastrutturazione. Avete dimenticato la sussidiarietà orizzontale (mi stupisco dei colleghi della Lega, che sulla sussidiarietà nei decenni scorsi hanno fatto grandi battaglie anche ideologiche) le realtà civili e religiose.