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l'insegnamento primario e secondario, nonché quello tecnico e professionale (punti b, c e d), è accordato dagli Atti Senato nn. 10, 711, e 979 in modo pieno alle popolazioni slovene e tedesche, in parte notevole a quelle francesi; l'Atto Senato n. 842 prevede l'insegnamento primario in modo pieno alle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene, croate, rom e sinti e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo; in forme attenuate l'insegnamento primario e secondario, nonché quello tecnico e professionale è garantito dal disegno di legge n. 711 anche alle popolazioni germaniche parlanti il mocheno e il cimbro; in materia di giustizia penale (articolo 9, paragrafo 1, punto a ) della Carta), tutti e quatto i disegni di legge richiamati prevedono che le giurisdizioni, su domanda di parte, svolgano la procedura nelle lingue delle popolazioni tedesche, e che le richieste e le prove, scritte o orali, non siano considerate improponibili solo perché formulate nelle lingue delle popolazioni germaniche e slovene; in materia di giustizia civile (articolo 9, paragrafo 1, punto b ) della Carta), tutti e quattro i disegni di legge prevedono l'applicabilità delle misure previste dalla Carta nelle lingue di un ampio novero di popolazioni, tra le quali i disegni di legge n. 711 e n. 979 includono anche le popolazioni Rom, Sinti e, limitatamente al solo disegno di legge n. 711, i Camminanti; relativamente all'uso della lingua da parte delle autorità amministrative e nell'ambito dei servizi pubblici (articolo 10, paragrafo 1, lettera c ) della Carta), i disegni di legge n. 10, n. 711 e n. 979 dispongono la possibilità per le autorità amministrative di redigere documenti nelle lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo; a queste popolazioni i disegni di legge n. 711 e n. 979 aggiungono Rom, Sinti e Camminanti (questi ultimi solo nell'Atto Senato n. 711); in relazione ai mezzi radio televisivi, tutti i disegni di legge richiamati stabiliscono l'obbligo di garantire l'istituzione di almeno una stazione radiofonica e di una rete televisiva nelle lingue delle popolazioni germaniche dell'Alto Adige/Südtirol, slovene e di quelle parlanti il francese e il ladino; a queste il disegno di legge n. 842 aggiunge le lingue delle popolazioni albanesi, catalane, greche, croate e di quelle parlanti il franco-provenzale, il friulano, l'occitano e il sardo; relativamente alle attività e alle infrastrutture culturali, i disegni di legge in esame stabiliscono l'impegno a promuovere le iniziative e l'accesso alle opere prodotte nelle lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene, croate, nonché delle popolazioni parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo. Anche in questo caso i disegni di legge n.711 e n. 979 includono anche Rom, Sinti e Camminanti (questi ultimi solo nell'Atto Senato n. 711); il richiamo alle medesime lingue ricorre in tutti e quattro i provvedimenti anche per quanto concerne l'obbligo di opporsi alle pratiche che, nell'ambito delle attività economiche e sociali, tendono a scoraggiare l'uso delle lingue regionali; con riguardo agli scambi transfrontalieri, tutti e quattro i testi stabiliscono l'obbligo di applicare gli accordi bilaterali e multilaterali esistenti che vincolano le parti con gli Stati in cui è usata la medesima lingua in modo identico o simile o a sforzarsi di concluderne nei settori della cultura, dell'insegnamento, dell'informazione, della formazione professionale e dell'educazione permanente, con riferimento alle lingue delle popolazioni slovene e croate (per l'Atto Senato n. 711 anche di quelle Rom, Sinti e Camminanti e per l'Atto Senato n. 979 anche di quelle Rom e Sinti); con riferimento alla programmazione televisiva, tutti i disegni di legge in esame dettano misure specifiche in materia; l'Atto Senato n. 842 include anche il riferimento a un sostegno alla comunicazione via web nelle lingue regionali o minoritarie oggetto del provvedimento; per quanto riguarda agli strumenti di monitoraggio e attuazione, gli Atti Senato nn. 711 e 979 introducono (rispettivamente agli articoli 6 e 5) norme e strumenti per il monitoraggio della Carta, affidando tale competenza al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. L'Atto Senato n. 711 attribuisce altresì alla Presidenza del Consiglio, e più precisamente al Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, d'intesa con le regioni, con le province autonome di Trento e di Bolzano e con i Ministeri interessati, la competenza per l'attuazione della Carta; tutti i disegni di legge in esame recano norme di salvaguardia, prevedendo che, ai fini di quanto previsto dall'articolo 4 della Carta in materia di statuti attuali di protezione, siano comunque fatte salve eventuali disposizioni nazionali vigenti più favorevoli; nessuno dei provvedimenti in esame reca indicazioni relative alla copertura finanziaria. Il Relatore conclude la sua esposizione proponendo di enucleare, insieme alla collega relatrice, un testo base che tenga conto degli elementi più significativi dei quattro disegni di legge in esame, da sottoporre alla valutazione delle Commissioni riunite. Il presidente PETROCELLI , dopo avere ringraziato i relatori per le esaurienti relazioni svolte, auspica vivamente che l'attuale frangente sia propizio, diversamente dai tentativi esperiti in passato, per una conclusione positiva dell' iter di approvazione della Carta europea in questione. Ritiene altresì condivisibile l'opzione della riscrittura, da parte dei relatori, di un testo contenente gli aspetti migliori dei diversi disegni di legge sul tavolo e che rappresenti la base della ulteriore discussione ed attività emendativa da parte delle Commissioni riunite. Apre, quindi, la discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) concorda sulla proposta di predisporre un testo unificato di sintesi. Invita a valutare l'opportunità di svolgere alcune audizioni e, solo successivamente, procedere alla discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ), nel concordare con l'impostazione del Presidente per quanto concerne l'ordine dei lavori da seguire, ritiene opportuno, tuttavia, che nel prospettato testo unificato, che sarà elaborato dai relatori, non si prescinda da quanto richiesto nell'articolo 1 della Carta, che delinea una precisa definizione della nozione di "lingue regionali o minoritarie", rispetto alla quale, come noto, esistono non poche divergenze tra gli stessi esperti di lingue o dialetti.