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Nonostante la loro ritualità e il loro tecnicismo, l'esame e l'approvazione sia del rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2019, sia delle disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2020 sono fondamentali per il Parlamento, che da qui a poco potrà procedere ad allocare le risorse, in vista del prossimo anno, con la legge di bilancio 2021. Quest'anno la grave crisi legata alla pandemia da Covid-19 ha provocato delle profonde modificazioni nella gestione delle risorse dello Stato. Tuttavia, questo passaggio ci permette di costruire un ponte tra la precedente sessione di bilancio, chiudendola, e la nuova sessione di bilancio, riprogrammando le nostre previsioni. Credo che quando il Parlamento è chiamato ad approvare provvedimenti che gestiscono le risorse pubbliche servano la massima serietà e trasparenza. Farlo in un periodo così difficile, inoltre, ci chiama a un impegno ancora più alto e forte. Come dicevo, l'andamento dei conti pubblici ha indubbiamente subito le conseguenze legate alla pandemia. I dati del consuntivo 2019 ci consentivano, infatti, di poter contare su una situazione di stabilità che risultava sicuramente più in linea con le migliori previsioni formulate dal Governo in autunno. Il deficit più basso delle aspettative e diversi indicatori economici che riportavano una situazione migliore del previsto lasciavano presagire anche la possibilità di una moderata ripresa. Poi, però, come tutti sappiamo, le misure di contenimento dell'epidemia hanno stravolto completamente quel quadro, ma, nonostante tutto, i numeri dimostrano che l'economia italiana è pienamente sostenibile. E se questo è avvenuto, è stato anche grazie a una serie di interventi che, nel corso degli ultimi anni, hanno permesso allo Stato di tenere sotto controllo la spesa pubblica, efficientandola e recuperando importanti risorse per la collettività, oltre al fatto di poter contare sul sostegno di un'Europa che non ha abbandonato l'Italia e ha garantito la sostenibilità del suo debito pubblico. Tutti noi sappiamo che la situazione che oggi ci viene mostrata dall'assestamento è legata alle condizioni date fino al 31 maggio 2020; fino a quella data si è potuto tener conto anche degli importanti provvedimenti che il Governo e il Parlamento hanno adottato, fatta eccezione per l'ultimo decreto approvato, il decreto agosto. Le variazioni di bilancio che oggi approviamo nella proposta di disegno di legge di assestamento recepiscono infatti anche gli effetti finanziari di tutti quei provvedimenti straordinari adottati per contrastare le ricadute negative dell'epidemia sulla nostra economia (penso ai cosiddetti decreti cura Italia, liquidità e rilancio). Si tratta di interventi che indubbiamente provocano un peggioramento del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio, che si attesta intorno ai 300 miliardi di euro, a fronte dei - 78 miliardi di euro previsti inizialmente. Parliamo di un peggioramento di oltre 224 miliardi di euro del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni, che subisce anche l'influenza di un aumento di spesa, pari a 179 miliardi di euro, legato proprio ai provvedimenti messi in campo finora. Tra questi pesano sicuramente i trasferimenti agli enti pubblici, tra cui 35,4 miliardi agli enti di previdenza maggiori, che sono serviti a coprire gli oneri legati alla cassa integrazione per i lavoratori; senza dimenticare l'importante finanziamento che lo Stato ha garantito alle Regioni e ai Comuni. Per questi ultimi credo che il nostro impegno dovrà continuare con ancora più forza; sindaci e amministratori locali si troveranno a fronteggiare le conseguenze di una crisi economica e sociale che ci obbliga a dare loro maggiori risorse e strumenti per intervenire perché, come sappiamo, sindaci e Comuni sono il front office dello Stato rispetto a tutti i cittadini. Come dicevo, approvati questi provvedimenti, il Parlamento potrà entrare in una sessione di bilancio che a mio avviso sarà fondamentale per il futuro di questo Paese. Avremo un compito arduo, ma soprattutto un'enorme responsabilità verso le future generazioni. È verso quelle generazioni che dobbiamo guardare, verso le loro esigenze e le loro necessità. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,25) ( Segue COMINCINI). Con l'attuale maggioranza di Governo abbiamo liberato il campo dalla possibilità di proiettare l'Italia fuori dall'Europa. Oggi, da quella stessa Europa abbiamo la dimostrazione che l'Italia è e continuerà a essere un punto di riferimento. Con i miliardi del recovery fund e con tutti gli strumenti che l'Europa ci ha messo a disposizione dovremo fare la nostra parte: mettere in sicurezza non solo i conti dello Stato ma lo sviluppo, il progresso e il futuro del nostro Paese. Per tutte le ragioni appena esposte , signor Presidente, anche a nome del mio Gruppo Italia Viva-PSI dichiaro il nostro voto favorevole a questo provvedimento. (Applausi). CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, il rendiconto 2019 e l'assestamento di bilancio 2020 rientrano sicuramente tra i temi più importanti che riguardano un'amministrazione, che possa essere quella centrale, come nel caso di oggi, piuttosto che decentrata, come le amministrazioni delle Regioni, delle Province e dei Comuni. Si tratta chiaramente di temi che appassionano meno rispetto ai temi politici, nonostante siano questioni comunque molto importanti. Parliamo di documenti tecnici, di numeri, come dicevo prima, dietro i quali il Governo si nasconde per dire che tutto va bene salvo il fatto che, se qualcosa va male, sicuramente è colpa della pandemia che ha sconvolto il nostro Paese. Dal momento che il mio è un intervento in dichiarazione di voto, vorrei lasciare da parte la freddezza dei numeri perché possiamo certamente dire che, tra i due documenti, c'è uno spartiacque ampio che riguarda la pandemia che stiamo vivendo. Quindi, se i numeri del rendiconto 2019 hanno parametri certamente positivi rispetto a quelli del 2018, i dati dell'assestamento 2020 hanno moltissime negatività, e il peggioramento è dovuto senz'altro al drammatico momento che tutto il mondo - Italia compresa - sta vivendo, oltre alle politiche, a nostro avviso sbagliate, promosse dalla maggioranza e dall'attuale Governo. Questi dati dovrebbero suggerire che è necessario lasciare da parte gli slogan a cui ha abituato sempre più il Governo, e le previsioni ottimistiche per calarsi piuttosto nella realtà vera del nostro Paese. Credo che il dato che dovremmo guardare principalmente sia quello relativo al PIL, il nostro Prodotto interno lordo. L'Istat ha dovuto rivedere al ribasso le stime del PIL relativamente al secondo trimestre del 2020, che cala addirittura del 13 per cento rispetto al trimestre precedente e del 18 per cento rispetto al secondo trimestre del 2019. Confindustria stima che il 2020 si chiuderà con un calo del 9,6 per cento. Questo grazie alla ripresa che qualcuno definisce in modo ottimistico di rimbalzo del terzo e del quarto trimestre dell'anno in corso. Una ripresa che sarà sicuramente non omogenea, destinata a lasciare diversi settori indietro: