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Questo è l'invito che rivolgiamo alla maggioranza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sullo stesso argomento toccato dalla collega Bernini. Ieri sera, in modo incomprensibile, abbiamo appreso della volontà della nuova maggioranza di rinviare la trattazione di questo disegno di legge, che - lo ricordo anch'io - è stato approvato all'unanimità alla Camera e che doveva essere trattato in questa Aula il 1° agosto, giornata di discussione del disegno di legge sull'educazione civica, quando vi fu un ostruzionismo, anche con sospensione dei lavori dell'Aula, che determinò il rinvio della trattazione del disegno di legge del distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche all'Emilia-Romagna. Allora raccolsi, insieme ad altri colleghi del MoVimento 5 Stelle, i senatori Croatti e Coltorti, la delusione dei rappresentanti di questi due paesi; ricordo che c'erano anche il sindaco di Sassofeltrio e il rappresentante del comitato. La delusione fu perché dopo dodici anni dal giugno del 2007, quando si tenne il referendum approvato a maggioranza assoluta, non solo di questi due Comuni, ma di altri sette Comuni della Valmarecchia, questi ultimi, guarda caso, dopo due anni riuscirono a passare dalle Marche all'Emilia-Romagna. Le popolazioni di queste due comunità hanno riconfermato ancora la volontà popolare attraverso i due consigli comunali - come chiesto peraltro da lei, senatore Calderoli, in Commissione affari costituzionali - che si sono espressi nel giugno del 2019 per il passaggio. Ieri sera, dopo che la scorsa settimana è stato approvato il calendario all'unanimità, si è appreso di un ulteriore rinvio, di cui, come ha detto prima la collega Bernini, non riusciamo a capire le ragioni; forse per dare peso a delle petizioni farlocche che stanno circolando negli ultimi mesi in quei due paesi per estorcere delle firme. No, così non va bene. È una presa in giro di queste due comunità. Il Partito Democratico si arroga ancora, di prepotenza, di disporre un ulteriore rinvio. Stamattina su quotidiani locali si parlava di una decisione congiunta del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle. No, cari colleghi del MoVimento 5 Stelle, cari colleghi Croatti e Coltorti, voi avete subito la volontà del Partito Democratico di porre un ulteriore rinvio. Lo stesso Partito Democratico, prima Partito Democratico della Sinistra, alla guida delle giunte regionali marchigiane e delle giunte provinciali di Pesaro e Urbino, in dodici anni non ha fatto nulla per rimuovere le condizioni che avevano portato allora i cittadini di questi due paesi a firmare quel referendum . (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Allora non c'erano i servizi, c'era la volontà di comprimere la sanità, non c'erano manutenzioni; sono passati dodici anni e da parte della Giunta regionale e della Provincia di Pesaro e Urbino non è stato fatto assolutamente nulla. Allo stesso modo voglio sottolineare che in questi dodici anni, perché da così tanto dura l' iter , i rappresentanti della Regione Marche e i rappresentanti della Provincia di Pesaro Urbino non si sono mai degnati di rispondere e di partecipare alle richieste pervenute dalle varie Commissioni che hanno lavorato in questi anni, dimostrando arroganza nei confronti del Parlamento. Quindi - ripeto - il Gruppo della Lega è contrario a questa modifica del calendario e chiede che nella giornata odierna venga trattato il disegno di legge sul distacco di questi due Comuni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci sono delle persone che ieri sera sono partite per venire qui in Senato e assistere finalmente all'approvazione di questo disegno di legge. Vediamo, cari colleghi, di non deluderli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'argomento sulla base soprattutto della conoscenza di questi Comuni e del territorio. Sapete io sono del Trentino, ma per ragioni familiari frequento questi Comuni diverse volte all'anno. Credo che chi conosce questi Comuni e la conformazione geografica del territorio, non possa che riflettere diversamente da quanto i nostri alleati hanno detto fino ad oggi. Cari colleghi, ricordo che sono passati oltre dodici anni dal referendum e che il corpo elettorale di oltre dodici anni fa è completamente diverso da quello odierno. Ricordo - e sono dati oggettivi - che in questi Comuni hanno raccolto delle firme, con tanto di carta d'identità dei sottoscrittori; io l'ho visto con i miei occhi e ho sentito personalmente che oggi la popolazione nutre forti dubbi sul distacco in Emilia-Romagna e non per ragioni politiche. Infatti, basta prendere in mano una carta geografica, vedere dove si trovano i Comuni di Sassofeltrio e di Montecopiolo e dove sono gli ospedali o le scuole per capire che ovviamente il distacco di questi Comuni dalle Marche per andare nella Romagna è un non senso politico e geografico, perché - lo ribadisco - le scuole sono a Mercatino Conca, in provincia di Pesaro, a dieci minuti di macchina, mentre un domani dovrebbero andare a Morciano di Romagna, cioè a venti, venticinque minuti di macchina; l'ospedale è a Sassocorvaro, cioè a un quarto d'ora di macchina, mentre in Romagna devono andare a Riccione, a trenta, trentacinque minuti di macchina. Bastano queste considerazioni, basta conoscere davvero il territorio per capire che riflettere un po' di più su questo argomento avrebbe un senso. Ribadisco che il mio è un intervento per conoscenza personale del territorio e delle persone che ci vivono, per aver ascoltato di persona i dubbi e le problematiche che queste persone esprimono. Proprio per questo il Gruppo Fratelli d'Italia è favorevole a una rivisitazione della situazione, ad approfondire meglio la questione e in sostanza ritengo che dopo dodici anni avrebbe un senso rifare un referendum e lasciare davvero al popolo di questi paesi una decisione, da prendere oggi e non dodici anni fa in contesti completamente diversi, su quello che vuole per la propria vita, per la propria famiglia, per il proprio lavoro (Applausi del senatore Casini). PRESIDENTE . Senatrice Bernini, oltre alla sua contrarietà al calendario, devo interpretare il suo intervento nel senso che anche lei fa la proposta del senatore Arrigoni di inserire nel calendario odierno il distacco dei due Comuni? BERNINI (FI-BP) . Non lo avevo fatto, signor Presidente? PRESIDENTE. Aveva espresso la contrarietà, ma non la proposta. BERNINI (FI-BP) . La richiesta è di mantenere il punto nell'ordine del giorno di oggi, con una speranza, ma ho come la sensazione che non la spunteremo; vorrei quindi confermare l'impegno della maggioranza di trattarlo comunque l'8 ottobre, poi se vinceremo, evviva. PRESIDENTE .