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-- Divenuta eseguibile la sentenza che dichiara la morte presunta, il coniuge può contrarre nuovo matrimonio. Art. 69. - (Prova dell'esistenza della persona di cui è stata dichiarata la morte presunta) . -- La persona di cui è stata dichiarata la morte presunta, se ritorna o ne è provata l'esistenza, ricupera i beni nello stato in cui si trovano e ha diritto di conseguire il prezzo di quelli alienati, quando esso sia tuttora dovuto, o i beni nei quali sia stato investito. Essa ha altresì diritto di pretendere l'adempimento delle obbligazioni considerate estinte ai sensi del secondo comma dell'articolo 66. Se è provata la data della sua morte, il diritto previsto nel primo comma di questo articolo compete a coloro che a quella data sarebbero stati i suoi eredi o legatari. Questi possono inoltre pretendere l'adempimento delle obbligazioni considerate estinte ai sensi del secondo comma dell'articolo 66 per il tempo anteriore alla data della morte. Sono salvi in ogni caso gli effetti delle prescrizioni e delle usucapioni. Art. 70. - (Dichiarazione di esistenza o accertamento della morte) . -- La dichiarazione di esistenza della persona di cui è stata dichiarata la morte presunta e l'accertamento della morte possono essere sempre fatti, su richiesta del pubblico ministero o di qualunque interessato, in contraddittorio di tutti coloro che furono parti nel giudizio in cui fu dichiarata la morte presunta. Art. 71. - (Nullità del nuovo matrimonio) . -- Il matrimonio contratto a norma dell'articolo 68 è nullo, qualora la persona della quale fu dichiarata la morte presunta ritorni o ne sia accertata l'esistenza. Sono salvi gli effetti civili del matrimonio dichiarato nullo. La nullità non può essere pronunziata nel caso in cui è accertata la morte, anche se avvenuta in una data posteriore a quella del matrimonio. Capo III DELLE RAGIONI EVENTUALI CHE COMPETONO ALLA PERSONA DI CUI SI IGNORA L'ESISTENZA O DI CUI È STATA DICHIARATA LA MORTE PRESUNTA Art. 72. - (Diritti spettanti alla persona di cui si ignora l'esistenza) . -- Nessuno è ammesso a reclamare un diritto in nome della persona di cui si ignora l'esistenza, se non prova che la persona esisteva quando il diritto è nato. Art. 73. - (Successione alla quale sarebbe chiamata la persona di cui si ignora l'esistenza) . -- Quando s'apre una successione alla quale sarebbe chiamata in tutto o in parte una persona di cui s'ignora l'esistenza, la successione è devoluta a coloro ai quali sarebbe spettata in mancanza della detta persona, salvo il diritto di rappresentazione. Coloro ai quali è devoluta la successione devono innanzi tutto procedere all'inventario dei beni e devono dare cauzione. Art. 74. - (Estinzione dei diritti spettanti alla persona di cui si ignora l'esistenza) . -- Le disposizioni degli articoli precedenti non pregiudicano la petizione di eredità né gli altri diritti spettanti alla persona di cui si ignora l'esistenza o ai suoi eredi o aventi causa, salvi gli effetti della prescrizione o dell'usucapione. La restituzione di frutti non è dovuta se non dal giorno della costituzione in mora. Art. 75. - (Successione a cui sarebbe chiamata la persona della quale è stata dichiarata la morte presunta) . -- Quando s'apre una successione alla quale sarebbe chiamata in tutto o in parte una persona di cui è stata dichiarata la morte presunta, coloro ai quali, in sua mancanza, è devoluta la successione devono innanzi tutto procedere all'inventario dei beni. Art. 76. - (Estinzione dei diritti spettanti alla persona di cui è stata dichiarata la morte presunta) . -- Se la persona di cui è stata dichiarata la morte presunta ritorna o ne è provata l'esistenza al momento dell'apertura della successione, essa o i suoi eredi o aventi causa possono esercitare la petizione di eredità e far valere ogni altro diritto, ma non possono recuperare i beni se non nello stato in cui si trovano, e non possono ripetere che il prezzo di quelli alienati, quando è ancora dovuto, o i beni nei quali esso è stato investito, salvi gli effetti della prescrizione o dell'usucapione. Si applica la disposizione del secondo comma dell'articolo 74. TITOLO V DELLA PARENTELA E DELLA AFFINITÀ Art. 77. - (Parentela) . -- La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite. La parentela sussiste senza differenze, ai fini di legge, sia nel caso in cui la filiazione sia avvenuta nel matrimonio o in unioni libere, sia in ogni altra ipotesi in cui essa sia riconosciuta dalla legge. Art. 78. - (Linee della parentela) . -- Sono parenti in linea retta le persone di cui l'una discende dall'altra; in linea collaterale quelle che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l'una dall'altra. Art. 79. - (Computo dei gradi) . -- Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all'altro parente, sempre restando escluso lo stipite. Art. 80. - (Limite della parentela) . -- La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati. Art. 81. - (Affinità) . -- L'affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro. Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d'uno dei due, egli è affine dell'altro. L'affinità non cessa per la morte, anche senza prole, della persona da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati. Cessa se il matrimonio o libera unione sono dichiarati nulli, salvi gli effetti di cui all'articolo 85, primo comma, numero 4). L'affinità cessa nel momento del passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, anche ai fini di cui all'articolo 85. TITOLO VI FORME DI UNIONE FAMILIARE Capo I MATRIMONIO CIVILE Sezione I Delle condizioni necessarie per contrarre matrimonio Art. 82. - (Età) . -- I minori di età non possono contrarre matrimonio. Il tribunale, su istanza dell'interessato, accertata la sua maturità psico-fisica e la fondatezza delle ragioni addotte, sentito il pubblico ministero, i genitori o il tutore, può con decreto emesso in camera di consiglio ammettere per gravi motivi al matrimonio chi abbia compiuto sedici anni. Il decreto è comunicato al pubblico ministero, agli sposi, ai genitori e al tutore. Contro il decreto può essere proposto reclamo, con ricorso alla corte d'appello, nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione. La corte d'appello decide con ordinanza non impugnabile, emessa in camera di consiglio. Il decreto acquista efficacia quando è decorso il termine previsto nel quarto comma, senza che sia stato proposto reclamo. Art. 83. - (Interdizione per infermità di mente) . -- Non può contrarre matrimonio l'interdetto per infermità di mente. Se l'istanza di interdizione è soltanto promossa, il pubblico ministero può richiedere che si sospenda la celebrazione del matrimonio; in tal caso la celebrazione non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato. Art. 84.