[resaula]

Signor Presidente, mi pare vi sia una consapevolezza piena nel Paese che l'occasione fornita dal finanziamento del PNRR e del Next generation EU non possa essere sprecata. C'è piena consapevolezza tra le forze politiche, soprattutto di maggioranza a giudicare dall'ultimo intervento, del fatto che questi finanziamenti andranno spesi presto e bene - non c'è alternativa al riguardo - con una precisazione in più: non ci saranno alibi, perché c'è una misurabilità chiara di quel che avverrà. Se il PIL aumenterà, se i miliardi di euro che annualmente si spendono in investimenti pubblici cresceranno di un "x" maggiore di uno nei prossimi anni rispetto al 2019, l'Italia ce l'avrà fatta, la politica ce l'avrà fatta e il rilancio dell'economia sarà un fatto concreto. E, quando un obiettivo è misurabile, tutti sono maggiormente tenuti ad impegnarsi affinché questa misurazione porti ad un giudizio assolutamente positivo. Il decreto in esame è di questo che parla: stabiliti cioè quali sono i finanziamenti, bisogna vedere come fare a spenderli al più presto e nel contempo anche bene, avendo cifre chiare di approccio a determinate spese. Il decreto affronta infatti praticamente tutti i temi che vanno trattati. Si parte dall'organizzazione della gestione delle risorse, dalla governance , dal monitoraggio del Parlamento e farò un inciso su questo tra poco. Affronta poi i temi della valutazione di impatto ambientale e della valutazione strategica ambientale, non solo per fortuna per le opere del PNRR, ma giustamente anche per quelle del PNIEC (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima), perché anche quelle sono assolutamente fondamentali affinché la cifra cui mi riferivo prima di sostenibilità, coesione e digitalizzazione sia presente in tutti i provvedimenti. Si affronta il tema degli incentivi, ma soprattutto delle regole per gli investimenti in fonti rinnovabili, del superbonus: anche qui, con qualche miglioramento intervenuto durante l'esame alla Camera, non c'è proroga, ma snellimento delle procedure attraverso la previsione della sola CILA. Si affronta il tema della digitalizzazione e poi, con grande precisione, si interviene in alcuni punti degli appalti, quindi della realizzazione delle opere pubbliche, che sarà la parte su cui farò un focus maggiore nel mio intervento. Per quanto i temi siano diversi e disparati, mi pare di vedere chiaramente un disegno organico, una cifra, che è quella cui facevo riferimento prima, che contraddistingue tutti i diversi interventi. In poche parole potrei dire che si lavora per fare presto e bene, con efficienza e con trasparenza, con attenzione per l'ambiente, ma contro le idee di blocchi ingiustificati e indiscriminati rispetto a investimenti necessari al Paese. La Camera ha decisamente migliorato il testo e qui non posso che unirmi alle riflessioni fatte da altri colleghi: è chiaro che c'è un rimpianto per non averlo potuto fare anche noi. Avevamo anche noi in Commissione cose da dire, misure da mettere in campo. Non è stato possibile: si capisce la gravità del momento, si capisce che bisogna correre e corriamo, rinunciando, ahimè, a un ruolo che ci sarebbe piaciuto svolgere come Partito Democratico in questo ramo del Parlamento. I miglioramenti della Camera sono anche nella direzione di un maggior coinvolgimento del Parlamento, che potrà giudicare semestralmente ciò che sta accadendo. Sul ruolo di Comuni e Province, oltre che Regioni, nella cabina di regia c'è un fatto importantissimo (io dico per noi parlamentari del Sud, ma è facile dire che lo sia per l'Italia), che è blindare la cifra del 40 per cento di investimenti proprio nel Meridione. C'è un bell'emendamento del PD, a firma dell'onorevole Rotta, approvato per garantire anche che in tutti gli organismi di governance ci sia la parità di genere: anche questo mi pare un fatto positivo. Sugli appalti il Governo si è comportato esattamente come aveva annunziato. Quando abbiamo approvato le risoluzioni in materia di PNRR, sapevamo che nel testo vi era scritto che sugli appalti il Governo avrebbe agito in due modi differenti: tutto quello che era urgente sarebbe stato oggetto di un decreto-legge, quello che stiamo discutendo, mentre si rinviava ad una legge delega una revisione più complessiva e generale del codice degli appalti. Ciò è avvenuto, perché la legge delega è stata presentata e assegnata al Senato e all'8 a Commissione, dove magari, con i colleghi del PD (qua vedo il senatore D'Arienzo), ma direi con i colleghi di tutti i Gruppi, possiamo giocare il nostro ruolo. Il PNRR in materia di appalti prova a intervenire su tutta la filiera: la programmazione, la progettazione e l'acquisizione di pareri, che è sempre il punto più delicato; interviene poi sugli affidamenti di servizi e di lavori, l'esecuzione, il collaudo e le controversie. Nella maggior parte dei casi vi è un rafforzamento e un differimento di data di alcune previsioni che già nel decreto-legge semplificazioni, approvato nel mese di settembre dello scorso anno, avevamo messo in campo con il precedente Governo. Una serie di misure che avevamo ritenuto potessero rimanere in vigore solo fino a dicembre 2021 (anzi, nel testo del decreto c'era scritto giugno), sono portate giustamente e pragmaticamente al giugno 2023, perché è di tanto tempo che abbiamo bisogno e probabilmente anche un po' di più. Ad esempio, è potenziato e prorogato il collegio tecnico-consultivo, uno strumento molto importante per evitare controversie, così come il salvacondotto per la responsabilità erariale. Già col precedente Governo ritenemmo di dare un segnale importantissimo ai funzionari della pubblica amministrazione: si sentano protetti nel caso di eventuali errori fatti in buona fede, ma si sentano non protetti in caso di omissioni. In sostanza, è un modo per cercare di superare il tema della paura della firma. È stato prorogato anche l'appalto integrato: questa è una misura su cui il PD ha dato il consenso con un po' di sofferenza, avendo sempre ritenuto che la centralità del progetto esecutivo fosse alla base di un corretto espletamento di tutte le procedure, ma à la guerre comme à la guerre . Era necessario; anzi è previsto che lo si possa fare anche sui progetti di fattibilità tecnica ed economica, cosa che ha destato qualche dissapore, ma si sappia, per esempio, che la Salerno-Reggio Calabria, la Taranto-Potenza-Battipaglia e la Genova-Ventimiglia oggi sono a quel livello di progettazione e se le si vuole realizzare entro il 2026, non c'era altra scelta. Viene sospesa la terna di subappalti. Ci sono novità - non entro nel merito, perché vedo che ho quasi esaurito il mio tempo - per le soglie dei lavori, per i servizi e altre due grandi novità: una commissione VIA specifica per le opere PNRR e PNIEC, in modo da avere una velocità maggiore (sappiamo tutti che quello è un collo di bottiglia) e una soprintendenza centralizzata rispetto a queste opere. Quest'ultima per me è una misura importantissima, perché troppe volte vediamo sul territorio nazionale una difformità nei pareri delle soprintendenze, che è di per sé una discrezionalità elevata, che rende diverse le diverse zone del Paese. Speriamo che funzioni, perché è una scommessa importante. Altri punti saranno affrontati nella legge-delega: