[ddlpres]

a) all'articolo 59, il comma 2 è sostituito dal seguente: «Nel caso in cui il diritto di far salire o scendere passeggeri in stazioni situate lungo il percorso nello svolgimento di servizi ferroviari passeggeri in ambito nazionale, ivi compresa la parte di servizi internazionali svolta sul territorio italiano, comprometta l'equilibrio economico di un contratto di servizio pubblico in termini di redditività di tutti i servizi coperti da tale contratto, incluse le ripercussioni sul costo netto per le competenti autorità pubbliche titolari del contratto, domanda dei passeggeri, determinazione dei prezzi dei biglietti e relative modalità di emissione, ubicazione e numero delle fermate, orario e frequenza del nuovo servizio proposto, l'operatore può avere comunque accesso al mercato, previa corresponsione di diritti sull'esercizio di collegamenti effettuati fra due stazioni all'interno del territorio nazionale. Tali diritti dovranno essere precipuamente finalizzati a compensare il necessario aumento dei corrispettivi per gli obblighi di servizio pubblico previsti nel quadro di contratti di servizio pubblico». b) l'articolo 61 è abrogato. Art. 12. (Trasporto pubblico locale) 1. All'articolo 18 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, il comma 2 è sostituito dai seguenti: «2. Nell'ambito della propria autonomia gli enti locali individuano una delle seguenti modalità di svolgimento del servizio di trasporto pubblico locale: a) regime di libera iniziativa economica; b) affidamento in esclusiva mediante procedura di evidenza pubblica, previa definizione degli eventuali obblighi di servizio pubblico; c) affidamento a società mista, il cui socio privato sia stato scelto con gara con le modalità previste dall'ordinamento comunitario e previa definizione degli eventuali obblighi di servizio pubblico. 2- bis . Resta ferma la possibilità per l'ente locale di procedere all'affidamento in house , nei limiti fissati dall'ordinamento comunitario. 2- ter . Al fine di garantire che la gestione del servizio risponda ad esigenze di efficienza, l'ente, qualora non intenda far ricorso alla libera iniziativa economica, procedendo ai sensi del comma 2, lettere b) e c) o del comma 2- bis , deve indicare le ragioni di carattere economico che giustificano tale scelta e, in caso di enti locali con popolazione superiore a 50.000 abitanti, chiedere il parere preventivo dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che si pronuncia entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta. Ai fini del parere, l'ente deve inviare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato una relazione da cui emergano le valutazioni di convenienza economica e finanziaria della forma di gestione prescelta, tenendo conto degli obblighi di servizio pubblico, della qualità e del grado di efficienza ed economicità del servizio. Decorso il termine di sessanta giorni, il parere, se non reso, si intende espresso in senso favorevole. 2- quater . La durata dell'affidamento è fissata dall'ente in misura proporzionata all'entità e alla durata degli investimenti, e comunque in misura non superiore all'ammortamento delle opere che devono essere realizzate dal soggetto affidatario. È esclusa qualsiasi possibilità di rinnovo automatico e di proroga degli affidamenti di cui al presente articolo. 2- quinquies . Le procedure di cui al comma 2, lettere b) e c) , si svolgono nel rispetto dei principi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dei principi generali in materia di contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità.». Art. 13. (Gestione dei rifiuti) 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 195, comma 1, lettera m) , le parole: «delle linee guida per la individuazione» sono soppresse; b) all'articolo 200, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . La gestione dei rifiuti urbani è organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali, di seguito anche denominati ATO, delimitati dallo Stato ai sensi dell'articolo 195, comma 1, lettere m) , n) ed o) , e secondo i seguenti criteri: a) superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei rifiuti; b) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici, demografici, tecnici; gli ATO possono essere costituiti anche su base sovraregionale, in base a criteri di efficienza orientati al conseguimento di economie di scala e differenziazione; c) adeguata valutazione del sistema stradale e ferroviario di comunicazione al fine di ottimizzare trasporti all'interno dell'ATO; d) valorizzazione di esigenze comuni e affinità nella produzione e gestione dei rifiuti; e) ricognizione di impianti di gestione di rifiuti già realizzati e funzionanti; f) considerazione delle precedenti delimitazioni affinché i nuovi ATO si discostino dai precedenti solo sulla base di motivate esigenze di efficacia, efficienza ed economicità.»; c) all'articolo 203, comma 2, lettera c) , le parole: «non inferiore» sono sostituite dalle seguenti: «non superiore». Art. 14. (Sanità) 1. Al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 8- ter , comma 3, secondo periodo, le parole: «al fabbisogno complessivo e» sono soppresse; b) all'articolo 8- quater , il comma 7 è abrogato. Art. 15. (Consumatori) 1. All'articolo 35 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Nei contratti tra imprese e consumatori che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli e formulari, le clausole relative all'oggetto del contratto, al corrispettivo, alla durata ed all’eventuale rinnovo, alle condizioni e alle modalità di esercizio del recesso, all'esistenza e all'importo di eventuali penali, al contenuto e alle modalità di fruizione delle garanzie di legge e convenzionali e al foro competente, devono essere sempre indicate, sinteticamente e in modo chiaro e comprensibile, in un foglio informativo da sottoporre alla firma del consumatore a cui ne è rilasciata contestualmente copia. La portata e il significato delle predette clausole indicate nel foglio informativo non possono essere limitati o contraddetti da altre clausole in altre parti del contratto o in altro documento contrattuale». Art. 16. (Autorità indipendenti) 1. Alla legge 10 ottobre 1990, n. 287, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3- bis .