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si assiste, pertanto, da anni alla commercializzazione di un prodotto che può essere definito miele secondo la normativa cinese, ma non secondo quella europea e secondo la definizione del codex alimentarius ; tenuto conto che: è compito della UE, degli Stati membri e dell'Italia garantire che tutti i mieli importati provenienti da Paesi terzi siano conformi alla definizione di miele nella UE, in primo luogo quelli di origine cinese; occorre, quindi, sostenere le imprese in difficoltà e attivare a livello europeo un piano d'azione contro le contraffazioni, rafforzando le procedure di tracciabilità, impegna il Governo: 1) ad adottare disposizioni volte a sostenere le imprese apistiche al verificarsi di eventi inconsueti, per la mancata produzione, come avviene per le altre imprese agricole; 2) a definire un piano di controlli sui mieli di importazione al fine di individuare e ridurre la quantità di miele non conforme alla normativa comunitaria immesso sul mercato nazionale; 3) ad attivarsi in tutte le sedi opportune, al fine di uniformare a quella italiana la normativa sull'etichettatura del miele di tutti i Paesi dell'Unione europea, con chiara ed univoca indicazione del Paese di origine anche per le miscele di mieli, estendendo lo stesso obbligo anche a tutti gli altri prodotti alimentari dell'alveare quali pappa reale, polline e propoli; 4) ad attivare campagne di informazione e promozione a sostegno del miele italiano e delle sue proprietà nutritive e sui benefici per la salute derivanti dal suo consumo, anche presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado; 5) a prevedere "pacchetti" di misure di sostegno agli apicoltori e alle buone pratiche, come ad esempio la diversificazione delle colture e una più stringente regolamentazione dell'uso di anti parassitari e diserbanti; 6) a mettere in atto misure agroambientali e climatiche (AECM) incentrate sui sistemi di produzione rispettosi dell'ambiente, tecnologie di precisione, agricoltura biologica e lotta integrata ed energie rinnovabili. Atto n. 1-00499 BERNINI Anna Maria CRAXI Stefania Gabriella Anastasia AIMI GASPARRI BARBONI BERARDI GALLONE Maria Alessandra GALLIANI GIAMMANCO Gabriella MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI Maria RONZULLI Licia ALDERISI Francesca BARACHINI BINETTI Paola BOCCARDI CALIENDO CALIGIURI Fulvia Michela CANGINI CESARO DAL MAS DAMIANI DE BONIS DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO FLORIS GHEDINI GIRO MESSINA Alfredo MODENA Fiammetta PAGANO PAPATHEU Urania Giulia Rosina PAROLI PEROSINO SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE Laura TIRABOSCHI Maria Virginia TOFFANIN Roberta VITALI VONO Gelsomina - Il Senato, premesso che: il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio del denaro sono una grave minaccia non solo per la sicurezza dei cittadini, ma anche per il sistema economico e finanziario Italiano e europeo; in particolare, l'Europol stima che circa l'1 per cento del PIL della UE sia rilevato come coinvolto in attività finanziarie sospette; durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19 molti settori dell'economia sono stati colpiti e ad approfittare di questa situazione molto spesso sono sia soggetti stranieri, in prevalenza asiatici, sia la criminalità organizzata che si insinua nelle attività commerciali per riciclare il denaro proveniente da attività illegali; la Commissione europea, tra le novità in questo ambito, in data 21 luglio 2021, ha presentato un pacchetto di disposizioni legislative volto proprio a consolidare le norme UE per contrastare il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio di denaro, proponendo di creare entro il 1° gennaio 2023 una nuova autorità che si chiamerà AMLA, Authority for anti-money laundering and countering the financing of terrorism, per la lotta al riciclaggio di denaro. AMLA sarà la centrale di coordinamento delle autorità nazionali, volta a garantire che il settore privato applichi le norme della UE; l'obiettivo dell'autorità è di migliorare l'individuazione di transazioni e attività sospette e colmare le scorciatoie utilizzate dai criminali per riciclare proventi illeciti o finanziare attività terroristiche attraverso il sistema finanziario; inoltre, AMLA avrà poteri di vigilanza e di indagine, nei confronti di enti creditizi e finanziari più rischiosi o di gruppi di enti creditizi o finanziari e coordinerà e assisterà le FIU nazionali (per l'Italia UIF, unità di informazione finanziaria) nel migliorare l'efficacia dell'attuazione delle prescrizioni, garantendo standard normativi e metodi di valutazione del rischio uniformi; tenuto conto che: il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante "Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione", reca disposizioni a fini di prevenzione e contrasto dell'uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e detta misure volte a tutelare l'integrità del sistema economico e finanziario e la correttezza dei comportamenti degli operatori tenuti alla loro osservanza; l'articolo 3 riguarda una vasta platea di soggetti (persone fisiche e giuridiche) e categorie professionali e fra questi: intermediari bancari e finanziari, professionisti, dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro, oltre a notai e avvocati, tutti obbligati all'espletamento di adempimenti definiti per la prevenzione e il contrasto di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo; ai sensi dell'articolo 1 del decreto le autorità di vigilanza di settore sono la Banca d'Italia, la CONSOB e l'IVASS in quanto autorità preposte alla vigilanza e al controllo degli intermediari bancari e finanziari, dei revisori legali e delle società di revisione legale, mentre il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e la DIA eseguono i controlli sull'osservanza delle disposizioni di cui al decreto da parte dei soggetti obbligati non vigilati dalle autorità di vigilanza di settore nonché gli ulteriori controlli effettuati, in collaborazione con la UIF che ne richieda l'intervento a supporto dell'esercizio delle funzioni di propria competenza, accertano le violazioni degli obblighi ed effettuano gli approfondimenti investigativi, impegna il Governo a sostenere concretamente in tutte le sedi europee la candidatura dell'Italia a sede dell'Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, e a porre in essere tutte le iniziative necessarie a tal fine, rappresentando questa scelta una grande opportunità per il nostro Paese, considerato l'ampio lavoro svolto e l'attività di prevenzione e repressione sistematica sinora svolti per contenere l'espansione di tali fenomeni.