[resaula]

Il disegno legge n. 497, come approvato dalla Commissione, è rubricato «Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri» ed è composto da 24 articoli e 2 allegati: l'allegato A, in cui sono elencate 57 isole marine, e l'allegato B, in cui sono indicate 16 isole lagunari e sei isole lacustri. L'articolo 1 indica l'oggetto e la finalità del disegno di legge e reca inoltre gli opportuni richiami alla normativa europea ed alla Costituzione. La novità più importante all'interno dell'articolo 1 è quella prevista al comma 6, in cui è stata inserita una definizione di isole minori ed è la prima volta che ciò viene fatto. Ci sono stati vari altri atti, compreso - se non sbaglio - un fondo dedicato alle isole minori nella legge di stabilità 2008, ma non c'era mai stata una definizione univoca in questo senso, che noi inseriamo al comma 6 dell'articolo 1, facendo riferimento agli allegati A e B in cui, come dicevo prima, sono indicate le isole marine, lagunari e lacustri. L'articolo 2 prevede gli obiettivi di sviluppo e di valorizzazione delle isole minori, tra cui ad esempio la mobilità sostenibile, favorita dall'uso di veicoli ecologici o alimentati con tecnologie elettriche o ibride; la promozione dell'offerta turistica, purché compatibile con la capacità di carico degli ecosistemi, poiché abbiamo a che fare con ambienti piccoli, con aree marine protette, quindi ovviamente anche l'offerta turistica deve essere proporzionata alla sostenibilità; l'incremento della produzione energetica da fonti rinnovabili con relativi sistemi di accumulo per bilanciare le eventuali variazioni di carico; la promozione di interventi per l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e privato; la promozione di sistemi per l'elettrificazione delle banchine, anche in questo caso preferenzialmente attraverso fonti rinnovabili, e la valorizzazione dei beni culturali, ambientali demaniali. Durante la discussione, l'articolo 3, che è il cardine del disegno di legge, ha subìto numerose modifiche rispetto al testo originario. Al comma 1 si specifica che il Documento unico di programmazione delle isole minori (DUPIM) è utilizzato per gli interventi di realizzazione sul territorio delle isole ed è adottato con decreto del Ministero per gli affari regionali e le autonomie, su proposta del comitato, creato dallo stesso articolo, istituito presso il Dipartimento degli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, presieduto dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie. Al comma 2 si sancisce che i Comuni interessati concorrono alla predisposizione del citato DUPIM mediante l'elaborazione di progetti integrati di sviluppo territoriale. Al comma 3 si dispone che i progetti integrati di sviluppo territoriale predisposti dai Comuni ai sensi del comma 2 costituiscono gli strumenti operativi di programmazione nei quali sono individuati i singoli progetti da realizzare, che saranno poi inseriti nel DUPIM, per i quali ci saranno i finanziamenti poi stabiliti dall'articolo 4. Al comma 6 si stabilisce la composizione del comitato, al quale si è dato un ruolo centrale e si è cercato di dare una composizione il più possibile rappresentativa di tutte le parti in causa. Il comitato, oltre a raccogliere i DUPIM che vengono approvati dalle Regioni e a proporli al Ministero per l'approvazione, esprime anche un parere sui criteri di riparto del Fondo. La durata di questo piano di programmazione è settennale e coincide con la programmazione settennale dei fondi strutturali dell'Unione europea. L'articolo 4 prevede l'istituzione di due fondi, uno per parte corrente e uno in conto capitale, rispettivamente con una dotazione di dieci milioni di euro per parte corrente e di venti milioni di euro annui in conto capitale a decorrere dal 2019 al 2024. Il fondo è utilizzato per gli interventi predisposti nel DUPIM e si è stabilito di dividerlo, all'articolo 5, per il 90 per cento alle isole dell'allegato A, ovvero le isole marine, e per il 10 per cento alle isole di cui all'allegato B, ovvero le isole lacustri. Concludo semplicemente ringraziando i colleghi per il lavoro svolto in Commissione, che ritengo sia stato comunque proficuo e costruttivo. Ci tengo a sottolineare l'importante e puntuale lavoro svolto dai tecnici della Commissione, ringraziandoli per il loro lavoro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Siano. Ne ha facoltà. DE SIANO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, tra i princìpi fondamentali della Costituzione vi è che i cittadini del nostro Paese sono tutti uguali, hanno gli stessi diritti e sono soggetti ai medesimi doveri. Per la stragrande maggioranza dei cittadini che vivono nelle isole minori o nelle piccole isole italiane, però, non è così. Non sono cittadini che godono degli stessi diritti rispetto agli altri. Il problema era stato individuato anche dai nostri Padri fondatori che, all'articolo 119 della Costituzione, prevedevano che, per gli svantaggi vissuti dai cittadini delle isole minori, fossero previsti stanziamenti speciali alle Regioni e ai Comuni di quelle isole affinché potessero colmare detti svantaggi. Quali sono gli svantaggi che vivono i cittadini delle isole minori? Io sono un isolano e vivo anche io una piccola isola. Quindi, io conosco bene, da cittadino che vive questi territori e da amministratore locale degli stessi (perché lo sono stato per tanti anni) i problemi di cui tutti quanti parliamo da anni ma ai quali difficilmente poniamo mano per risolverli in maniera concreta. Mi riferisco ai problemi della sanità, dei trasporti, del costo dei servizi, del costo del carburante. Lo dico con molta franchezza. Io vivo a Ischia. Sapete quanto costa un litro di benzina nella mia isola? Due euro. Sapete quanto costa un litro di gasolio nella mia isola? 1,90 euro. Quindi, c'è una disparità rispetto ad altri posti d'Italia. Faccio un altro esempio. Se una donna incinta che vive in un'isola partenopea, come ad esempio Procida, deve partorire all'improvviso e deve essere portata in ospedale, se c'è vento e le condizioni del mare non sono buone deve affidarsi alla volontà del Signore, perché non c'è altra via e non c'è soluzione. Questi sono i problemi concreti che vivono quotidianamente i cittadini delle isole minori. È importante e significativo che questo Parlamento prenda in esame la discussione di un disegno di legge avente per oggetto le isole minori. Riconosco alla Presidente della Commissione il fatto che anche nella scorsa legislatura si è impegnata per portare avanti, insieme con tanti altri colleghi, un disegno di legge del genere. Oggi iniziamo la discussione, un percorso ed un cammino, ma è solo l'inizio. Noi, come Gruppo di Forza Italia, siamo favorevoli a discutere su un problema del genere, ma è solo l'inizio. Questo disegno di legge è un contenitore di buone intenzioni;