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Non possiamo dimenticare che i dati statistici mondiali sulla violenza sulle donne sono ancora oggi inquietanti e lasciano sbigottiti: una donna su tre subisce violenza e in Italia la situazione non è differente. Nella risoluzione approvata oggi ricordo che abbiamo chiesto di incrementare le risorse per l'intero sistema di prevenzione e contrasto alla violenza, semplificando e velocizzando il percorso dei finanziamenti. La politica ha il compito di monitorare eventuali vuoti normativi e l'impatto che le leggi hanno sui fenomeni deviati e sanguinari, come la violenza sulle donne. Su questo dobbiamo essere tutti uniti senza divisioni di sorta, senza se e senza ma. Casi come quello di Luana Rainone devono diventare solo un triste passato da commemorare come monito futuro. Non possiamo permettere che accadano fatti simili ancora una volta. Bisogna condannare fermamente ogni forma di aggressione, vessazione e maltrattamento. La storia di tutte le donne vittime di violenza ci addolora intimamente e ogni volta che veniamo a conoscenza di fatti di sangue che hanno la radice nell'odio di genere, ci rabbuia l'anima fino al profondo della nostra coscienza. Bisogna etichettare come violenza di genere tutti quei comportamenti che non tengono conto della volontà della donna e della sua libera autodeterminazione individuale. Questa piaga va affrontata a tutti i livelli, puntando sulle note tre «p»: prevenzione, protezione e punizione. Permettetemi di aggiungere anche la «c» di coraggio. Tocca a noi mettere le donne vittime di violenza in condizioni di sentirsi protette in caso di denuncia. PRESIDENTE. Concluda, senatrice Angrisani. ANGRISANI (M5S) . Ma noi donne, dalla nostra, dobbiamo imporci il coraggio di rivolgerci alle istituzioni. Ricordiamoci che la storia di Luana potrebbe essere la storia di una di noi, di una nostra amica, una nostra sorella, una nostra figlia. Sono vicino alla sua famiglia e a tutte le donne vittime di violenza di ogni genere. Riposa in pace Luana: non ti dimenticheremo. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, sono trascorsi dieci anni dal barbaro omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, nel Cilento. Ancora non vi sono un volto o un nome per l'autore del barbaro assassinio. Nove colpi di pistola - risuonarono nel silenzio di una notte di fine estate, troncando - da un lato - la vita di un uomo semplice, intelligente, dai rapporti umani senza convenevoli; un amministratore capace e lungimirante, ben voluto dai suoi concittadini e vero artefice della rinascita di un angolo meraviglioso della Campania, Pollica, con le sue marine, Acciaroli e Pioppi. Dall'altro lato, l'omicidio non è riuscito certamente a recidere o distruggere quanto di buono Angelo aveva realizzato. Egli ha portato il paese cilentano all'avanguardia per la qualità dell'ambiente e della vita, della lotta costante al degrado e alla speculazione edilizia; ha combattuto con convinzione lo spaccio di droga, realizzando un'idea di politica che non scende a compromessi o a patti sulla difesa del bene comune. Suo è il merito per aver reso Pollica la capitale mondiale della dieta mediterranea, diffondendo nel mondo gli studi dei coniugi Keys, rendendo il suo Comune l'emblema di un'alimentazione - la dieta mediterranea - e di uno stile di vita oggi celebrato in tutto il mondo e riconosciuto anche dall'Unesco. Difensore della legalità, è simbolo di un Meridione sano e vero, che si rimbocca le maniche, capace di utilizzare per il suo sviluppo e per il motore economico le sue ricchezze naturali; un modello e uno stile di vita slow che tanti turisti e visitatori richiama e tanto interesse ha suscitato nel mondo. Il suo testimone è stato raccolto dai suoi amici e dai suoi concittadini che fieramente stanno portando avanti il suo sogno e la visione della sua collettività cilentana, capace di fare perno sulla tutela ambientale, nel rispetto della legalità. Il sindaco visionario e precursore aveva scritto un futuro per quei territori, fondato sulla valorizzazione delle loro bellezze naturali, sulla diffusione della dieta mediterranea e sull'appartenenza al circuito mondiale della città slow , un nuovo modo di vivere la vita e la quotidianità. A dieci anni dalla sua scomparsa il suo è ancora un delitto senza autori e senza mandanti. In conclusione, signor Presidente, sono e siamo vicini, come istituzione, alla famiglia e ai cittadini nel chiedere alle autorità competenti, alle Forze dell'ordine e alle autorità giudiziarie la ricerca della verità e della giustizia per Angelo Vassallo, il sindaco pescatore. (Applausi) . SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, abbiamo parlato di donne e continuiamo a parlare di donne. Questa volta, però, parliamo di casalinghe le quali sentendo parlare del cosiddetto bonus casalinghe - in realtà bonus non è - inserito nel decreto agosto, si sono illuse di vedere riconosciuto, anche se con un minimo corrispettivo, il faticoso lavoro di governo della casa e della famiglia che quotidianamente svolgono: un'illusione perché, in realtà, l'articolo 22 del decreto agosto parla di ben altro. Infatti, seppur spacciato erroneamente come bonus casalinghe, il fondo previsto altro non è che una quota destinata alla formazione delle casalinghe e a incrementare le loro opportunità culturali e l'inclusione sociale. Di fronte a tutto questo, colleghi, Presidente, resto basita e interdetta, perché è come se si dicesse che le donne casalinghe sono delle disadattate, staccate dalla vita sociale e magari anche un po' ignoranti, visto che le si vuole formare e aiutare in percorsi di inclusione. Ritengo tutto questo una vera offesa (Applausi) all'intelligenza dei 7 milioni e mezzo circa di donne che per motivi familiari, o per scelta, svolgono l'attività di casalinga, uno dei mestieri più difficili perché non ci sono ferie, né riconoscimenti monetari per l'attenzione che devono dedicare non solo alla famiglia, ma anche a quanto accade fuori dalle mura domestiche proprio per ben condurre il ménage familiare. Vediamo meglio questo articolo che sembra molto generoso nei confronti delle casalinghe, ma che in realtà con una mano dà e con due prende. Infatti, per accedere alla formazione che l'articolo prevede per le donne coinvolte, esse devono tassativamente avere l'assicurazione prevista per le casalinghe dall'articolo 7 della legge 3 dicembre 1999, n. 493; un'assicurazione che, presa singolarmente, non è sicuramente esosa, visto che ha un costo pari a 24 euro, ma che moltiplicata per 7,5 milioni - supponendo che questo sia il numero delle casalinghe in Italia - dà una cifra pari a 180 milioni di euro. Se invece consideriamo quanto previsto dall'articolo 22 del cosiddetto decreto agosto per il fondo destinato alla formazione di ogni casalinga, otteniamo ben 40 centesimi di euro.