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Alla luce di siffatte evidenze, si rende necessario intervenire sui citati provvedimenti rettificando la disciplina vigente in materia e operando opportuni riconoscimenti professionali e contrattuali agli impiegati assunti localmente.. Art. 1. (Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18) 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 152, primo comma, le parole: «a contratto», ovunque ricorrano, sono soppresse; b) all'articolo 154: 1) il primo comma è sostituito dal seguente: «Per quanto non espressamente disciplinato dal presente titolo, i contratti sono regolati dalla legge locale. Eventuali controversie che dovessero insorgere a causa delle presenti disposizioni saranno di competenza esclusiva del tribunale italiano»; 2) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «Al personale assunto ai sensi dell'articolo 152, ancorché regolato dalla legge locale, si applicano gli accordi collettivi concernenti la costituzione e il funzionamento delle rappresentanze sindacali unitarie, nonché tutte le norme relative ai distacchi, aspettative e permessi e altre prerogative sindacali previsti dal Contratto collettivo nazionale del lavoro per il personale del comparto Ministeri»; c) l'articolo 157 è sostituito dal seguente: «Art. 157. - (Retribuzione) -- 1. La retribuzione annua base è fissata dal contratto individuale tenendo conto delle condizioni del mercato del lavoro locale, del costo della vita, nonché dei parametri di crescita economica del Paese. 2. La determinazione della retribuzione di cui al comma 1 tiene altresì conto dell'anzianità di servizio, dell'impegno profuso e dei risultati conseguiti dal lavoratore. È altresì determinata in modo uniforme per Paese e per mansioni omogenee. Può essere consentita in via eccezionale, nello stesso Paese, una retribuzione diversa per quelle sedi che presentino un divario particolarmente sensibile nel costo della vita. La retribuzione è fissata e corrisposta in euro, salva la possibilità di ricorrere ad altra valuta in presenza di particolari motivi. Annualmente il lavoratore può esercitare il diritto di opzione sulla valuta della retribuzione, decidendo che essa venga corrisposta in valuta locale o in euro. La conversione della valuta sarà effettuata conformemente ai valori stabiliti dal tasso di finanziamento del Ministero dell'economia e delle finanze. 3. Le retribuzioni, sulla base dei parametri di cui al presente articolo, sono negoziate con le organizzazioni sindacali rappresentative. 4. In ogni caso, la retribuzione non potrà mai essere inferiore a quella fissata a livello locale per professionalità analoghe.»; d) all'articolo 157- sexies , il secondo comma è sostituito dal seguente: «Per i contratti a tempo indeterminato, in caso di malattia, all'impiegato assente spetta l'intera retribuzione per i primi centoventi giorni e, nei successivi quattordici mesi, la retribuzione ridotta di un decimo. Superato tale periodo, possono essere concessi ulteriori diciotto mesi senza retribuzione. Trascorso tale periodo massimo di trentasei mesi, durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto, si può procedere alla risoluzione del rapporto di impiego»; e) l'articolo 160 è sostituito dal seguente: «Art. 160. - (Assunzione presso altro ufficio) -- 1. Nel caso di chiusura o soppressione di un ufficio all'estero, l'Amministrazione è tenuta a ricollocare entro tre mesi gli impiegati a contratto presso un altro ufficio all'estero. L'impiegato assunto presso altro ufficio conserva, a tutti gli effetti, la precedente anzianità di servizio e il precedente regime contrattuale. 2. L'impiegato che sia cessato dal servizio per gravi e documentati motivi personali, dopo aver prestato lodevole servizio per almeno cinque anni presso l'ufficio all'estero, può essere autorizzato -- tenuto conto delle esigenze di servizio -- a svolgere le proprie mansioni presso un altro ufficio all'estero entro tre mesi dalla cessazione presso la sede precedente. Anche nei casi di cui al presente comma, l'impiegato conserva la precedente anzianità di servizio. 3. Nei casi previsti dal presente articolo si prescinde, nella riassunzione, dalle disposizioni di cui all'articolo 155. Non può in ogni caso essere riassunto l'impiegato che sia cessato dal servizio ai sensi dell'articolo 161 e dell'articolo 166, primo comma, lettere a) , b) , c) , d) ed e) . Nel caso di soppressione o chiusura di istituti italiani di cultura, la riassunzione deve essere disposta, tenuto conto delle esigenze di servizio, anche in deroga alle dotazioni di personale a contratto stabilite per i singoli istituti con apposito decreto ministeriale; nel caso di soppressione o chiusura degli istituti italiani di cultura, il personale in servizio presso i medesimi è riassorbito dalla sede diplomatico-consolare più vicina. Nei soli casi di cui al comma 1, agli impiegati a contratto è attribuito un contributo alle spese di trasferimento nella misura determinata con apposito decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e della finanze»; f) all'articolo 166, primo comma, la lettera f) è abrogata. Art. 2. (Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) 1. All'articolo 42 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il comma 3- bis è sostituito dal seguente: «3- bis . Ai fini della costituzione degli organismi di cui al comma 3, è garantita la partecipazione del personale in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari nonché presso gli istituti italiani di cultura all'estero, ancorché assunto con contratto regolato dalla legge locale. Di quanto previsto dal presente comma, ai fini del dato elettorale e delle deleghe conferite alle organizzazioni sindacali per il versamento dei contributi sindacali del personale a contratto locale, valide per il calcolo del dato associativo, si tiene conto ai fini del calcolo della rappresentatività sindacale ai sensi dell'articolo 43». Art. 3. (Modifiche al decreto legislativo 7 aprile 2000, n. 103) 1. Al decreto legislativo 7 aprile 2000, n. 103, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2, comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2- bis .»; b) dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: «Art. 2- bis. -- 1. Il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano tutte le assenze per malattia intervenute nei tre anni precedenti l'episodio morboso in corso. 2. Superato il periodo di cui al comma 1, al lavoratore che ne faccia richiesta, in casi particolarmente gravi può essere concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di diciotto mesi. 3.