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inoltre, a seguito di accertamenti eseguiti nel corso del 2018, con riferimento al canale Fosso Imperatore, sito nei pressi dell'area PIP di Nocera Inferiore, è emerso, da un lato, che gli scarichi sono effettuati in assenza di trattamento o a valle di un trattamento inidoneo o inefficace, e, dall'altro, che la maggior parte delle aziende, che è stata sottoposta a controllo, opera in assenza di AUA e di SCIA; in data 6 ottobre 2018, la prima firmataria ha eseguito un sopralluogo in prossimità del canale Fosso Imperatore e, constatata una gravissima situazione di degrado ambientale, nei giorni successivi ha provveduto al deposito di un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore; nonostante il grave stato di inquinamento del bacino idrografico del Sarno sia un dato incontrovertibile, la Regione Campania, a fronte dei rilievi formulati dalla Commissione, ha dichiarato che i fanghi derivanti dal dragaggio sono presuntivamente identificati con codice CER 17.05.06, e le terre e rocce da scavo con il codice 17.05.04. Si tratta, come noto, di codici che rispettivamente identificano fanghi di dragaggio e terre e rocce da scavo non pericolosi; inoltre, sempre a fronte della richiesta di chiarimenti da parte della Commissione circa l'esecuzione delle opere nell'ex SIN, la Regione Campania ha categoricamente escluso che le opere del GPS interessino aree ricadenti nell'ex SIN; considerato che: in base al PRB 2013, aggiornato nel 2019, il fiume Sarno è un'Area Vasta (Avellino), ovvero un'area in cui i dati esistenti inducono a ritenere che la situazione ambientale sia particolarmente compromessa, a causa della presenza contemporanea, in porzioni di territorio particolarmente limitate, di più siti inquinati e/o potenzialmente inquinati; dall'esame del PRB 2019 emerge una diffusa situazione di inquinamento, che interessa il suolo, le acque superficiali e profonde, derivante dagli scarichi fognari e industriali abusivi. Inoltre, alla luce delle tabelle allegate al predetto Piano, che individuano, tra l'altro, i siti potenzialmente contaminati, risulta assolutamente inverosimile che gli interventi del GPS non coinvolgano aree inquinate ricadenti nell'ex SIN; con decreto dirigenziale n. 75 del 10 giugno 2019 la Regione Campania ha disposto la proroga di cinque anni dell'efficacia del decreto dirigenziale n. 177 del 2 dicembre 2013, con il quale è stato espresso parere favorevole di valutazione di impatto ambientale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti o di altri elementi al riguardo, e quali iniziative intenda assumere al fine di verificare se i soggetti tenuti a conformarsi alle prescrizioni della Commissione VIA abbiano provveduto ad ottemperare alle stesse; se ritenga opportuno assumere iniziative volte a chiarire con precisione le aree interessate dalle opere del GPS, al fine di escludere che queste riguardino aree comprese nell'ex SIN; se, a fronte dell'aggravarsi dello stato di inquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno, non ritenga di intraprendere azioni dirette a valutare nuovamente la compatibilità ambientale del GPS. Atto n. 3-01052 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: l'Azienda gardesana servizi (Ags) SpA, società a capitale interamente pubblico, cui hanno aderito i comuni dell'area Garda-Baldo dell'ambito territoriale ottimale "Veronese" (formata da 20 comuni della riviera veronese del lago di Garda, e parte della val d'Adige) e che si occupa di gestire l'intera rete idrica dei comuni veronesi che appartengono all'area del Garda, ha svolto la gara per la progettazione definitiva del nuovo collettore fognario; la gara è stata vinta dalla società HMR con sede a Padova, per una cifra di circa 469.000 euro; in merito alla gara espletata, nonostante la società HMR abbia offerto la stesura della relazione geologica (i cui oneri, pertanto, si ritengono inclusi nell'importo di contratto), la medesima è stata comunque successivamente oggetto di una specifica procedura negoziata svolta nel mese di aprile 2019 da parte di AGS per un importo di 176.800 euro che, nei fatti, è una cifra notevole, pari ad 1/3 della cifra offerta dalla HMR per redigere l'intero progetto, compresa la stessa relazione geologica; si osserva che la procedura negoziata, oltreché per il progetto definitivo affidato a soggetto terzo (la società HMR Srl) si riferisce alla redazione della relazione geologica richiesta su base bibliografica per il progetto di fattibilità tecnico economica, ovvero per un atto già redatto e approvato circa due anni prima; a parere dell'interrogante, la gara in questione, che è stata esperita secondo una procedura negoziata semplificata ai sensi dell'art. 36, comma 2, lettera c ) del decreto legislativo n. 50 del 2016 (Codice degli appalti), sarebbe dovuta essere esperita seguendo i dettami dell'art. 36, comma 2, lettera b ); infatti, la lettera c ) citata dell'art.36 si riferisce a lavori per i quali il limite per la procedura negoziata è 1 milione di euro, mentre per i servizi in genere, occorre fare riferimento alla lettera b) ove il limite è dato dalle soglie comunitarie; inoltre, per i servizi di ingegneria, come pare più precisamente il caso in esame, non pare esistano dubbi sulla necessità di espletare la gara, ai sensi dell'art. 157 del Codice degli Appalti in vigore alla data dell'11 marzo 2019; per quanto detto, emergerebbe, se confermata l'erronea attribuzione normativa, che la procedura adottata da AGS per l'affidamento della relazione geologica si sarebbe potuta applicare sono in casi particolari disciplinati dalla legge, si chiede di sapere: se l'AGS SpA abbia correttamente applicato la norma in vigore relativamente alla procedura per l'affidamento della redazione della relazione geologica in questione; se la cifra posta a base della procedura, 176.800 euro, sia corrispondente ai valori che il mercato impone per atti della medesima natura. Atto n. 3-01053 TARICCO PARRINI MAGORNO GIACOBBE ROJC FERRAZZI LAUS ASTORRE BITI D' ALFONSO CUCCA IORI PATRIARCA PITTELLA D'ARIENZO ALFIERI MALPEZZI MANCA SBROLLINI NANNICINI MESSINA Assuntela STEFANO CIRINNA' PINOTTI BOLDRINI GARAVINI VATTUONE MARINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo analisi delle associazioni di categoria del commercio dal 2010 hanno chiuso oltre 35.000 esercizi commerciali al dettaglio di piccole dimensioni, cioè con una superfice inferiore a 50 metri quadri, e tra questi le percentuali più alte sono di negozi tradizionali, come quelli alimentari e dell'abbigliamento; tra le cause di questa "moria imprenditoriale" è costantemente citato il carico burocratico e fiscale;