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Abbiamo anche l'urgenza di dire a noi stessi che il fenomeno delle migrazioni è complesso, e come tutti i fenomeni complessi richiede approfondimento, studio e quindi fatica, e porterà a delle risposte complesse. Ho ascoltato gli interventi in Commissione e qualche collega della Camera mi ha anche detto: «Tu sei un po' fusa di testa», perché ho ascoltato da casa anche gli interventi in discussione generale alla Camera. Ho sentito delle cose veramente inenarrabili. È opportuno riportare la verità, ossia che dovremmo avere il coraggio di abbandonare le speculazioni e di dirci che la tutela dell'altro è importante e va fatta in modo serio, responsabile, costruttivo, e dovremmo sempre averla come priorità. (Commenti). Ho ancora un minuto. PRESIDENTE . Colleghi, il tempo a disposizione per gli interventi è tenuto dalla Presidenza, rigorosamente e tenendo conto anche delle esigenze di tutti i Gruppi. Non riesco ad individuare l'autrice del richiamo, che è assolutamente fuori luogo. Prego, senatrice Biti, continui. BITI (PD) . La ringrazio, signor Presidente, mi avvio a concludere. Dicevo che va riportata una certa verità. Io sono convinta di quella che avevo già appurato e l'ho confermato riascoltando anche il mio intervento dell'agosto 2019, ossia il fatto che siamo diversi ontologicamente e per formazione. Per noi contano la vita, l'umanità, i diritti e la giustizia di ogni persona. Io potrei essere migrante un domani, come lei, Presidente, potrebbe esserlo dopodomani; ciascuno di noi, colleghi, in questo momento ha la fortuna di non dover migrare, ma non si sa mai cosa può succedere e quest'anno ce lo sta insegnando. Tutti noi potremmo trovarci un giorno a dover andare in un altro Paese per necessità o per scelta, perché pensiamo che lì potremmo avere una vita migliore. Questo è solo il primo passo - lo dico anche al mio partito - e ci aspetta molto di più per risolvere questo fenomeno. Non basta - mi rivolgo a lei, signor Vice ministro, e al Presidente, ma lei lo sa - questo decreto-legge per affrontare un fenomeno così complicato. Come ha ricordato la collega De Petris, ormai la cosiddetta legge Bossi-Fini non è più attuale; l'ha detto anche ieri un collega di Forza Italia. Abbiamo necessità di un impegno serio, costruttivo e responsabile. Noi ci siamo, ci dobbiamo essere. Per me e per il Partito Democratico questa resta una priorità urgente, e per questo motivo votiamo no alle questioni pregiudiziali. (Applausi) . AIMI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, spero che quello ad immigrare non sia un invito che dà anche una prospettiva futura al popolo italiano, perché vi dico che siete sulla strada giusta. (Applausi) . Speriamo che questo provvedimento non passi, perché è lacunoso e non solo: è incostituzionale, mancano i presupposti di necessità e di urgenza. Soprattutto, vi voglio dire che sotto il profilo sostanziale, siccome si parlava di verità, mi permetterò di evidenziare alcuni elementi che spero faranno comprendere a quest'Assemblea le ragioni per le quali questo non è un decreto-legge sicurezza, ma è il decreto insicurezza in assoluto. (Applausi) . Questo è il decreto immigrazione, il decreto clandestini. State trasformando l'Italia in un grande campo profughi: è questa la verità. E voglio capire come mai, in un momento così delicato, nel quale stiamo affrontando notevoli problemi di carattere economico, problemi gravissimi e legati anche alla pandemia, come mai qualcuno crede che si possa pensare e immaginare che l'Italia possa essere recettiva. Di quanti? Io vi pongo una domanda, una domanda importante. Mi dovete dire qual è il limite dell'immigrazione in Italia. (Applausi) . Qual è? Quanti ne possiamo ancora accogliere dignitosamente? Quante sono le persone alle quali possiamo offrire un'abitazione degna, un lavoro e un aiuto? 10.000, 20.000, 50.000? Dateci un numero e poi, da sinistra, spiegate con le vostre fantasie e con la vostra immaginazione cosa dovremmo fare con quell'uno in più che arriva. Noi abbiamo un principio che vogliamo seguire e diciamo che l'Italia in questo momento non è nelle condizioni di poter continuare questa politica di accoglienza, che è folle. A chi ci ascolta diciamo che non c'è nemmeno bisogno dell'interpretazione dei politici; ci vuole lo psichiatra per capire come mai siete arrivati e vi siete spinti a tanto. (Applausi) . È vero, il buon Dio e la geografia ci hanno posti al centro del Mediterraneo, tra il Nord e il Sud del mondo, ci hanno messi magari in una condizione di difficoltà: siamo un meraviglioso giardino a cielo aperto, siamo un grande museo, siamo portatori di una civiltà straordinaria, quella greco-romana e giudaico-cristiana; siamo un punto di riferimento e - consentitemi di dire - di civilizzazione per le battaglie di libertà che abbiamo saputo portare e per il grande amore che abbiamo saputo anche donare alle nazioni, all'estero. Nessuno pensi, allora, che nel centrodestra vi sia o possa anche solamente albergare l'idea del razzismo o di qualcos'altro, che noi consideriamo un'infezione dello spirito. (Applausi) . Il razzismo è un'infezione dello spirito; lo voglio ribadire. Voglio anche dire, però, che raccontare a centinaia di migliaia di ragazzi che provengono dall'Africa che qui si può arrivare e trovare l'Eldorado, il paradiso terrestre è un atto che giudichiamo politicamente criminale. Non si può continuare su questa strada. (Applausi) . Dovete rendervi conto della situazione nella quale viviamo. Siccome amiamo e vogliamo difendere questa Italia, vi diciamo che forse riuscirete anche a far passare questo provvedimento, ma noi, come centrodestra, ci assumiamo un impegno perché, prima o poi, quando ci farete votare, torneremo a governare quest'Italia e tra le prime leggi che cancelleremo ci sarà sicuramente questa. (Applausi) . Vogliamo dire che questa abrogazione sarà - la saluteremo, se ci sarà - un momento molto importante e aggiungo che non capisco come mai, in un momento in cui il Governo ci viene a raccontare che siamo in zona rossa, che l'Italia rischia di trasformarsi in zona rossa, in cui non si potrà circolare da un paese all'altro, a Sud del Mediterraneo, a Lampedusa abbiamo la zona verde. Questo è assolutamente inconcepibile. (Applausi) . Non vorrei che, sotteso a tutto ciò, ci fosse invece qualche interesse perché Buzzi in quella non dimenticata intervista ebbe a dire che si fanno più affari con l'immigrazione che non con la droga. È una vergogna! (Applausi) . Arrivano sempre più disgraziati; ebbene - noi vogliamo dirlo con coraggio - possiamo garantire loro vera dignità?