[resaula]

La seconda questione concerne le liste opportunistiche e strumentali che vengono da fuori del territorio del singolo Comune. Il merito di entrambi i problemi è stato già chiarito. Voglio aggiungere solo due considerazioni: la prima riguarda le crescenti oggettive difficoltà che molti Comuni da tempo esprimevano, da ben prima che scoppiasse l'emergenza pandemica. Queste difficoltà sono legate soprattutto allo spopolamento diffuso che investe da tempo le aree più periferiche del nostro Paese. È un fenomeno profondo che ha radici sociali ed economiche che non possono essere risolte intervenendo solo ed esclusivamente sulle regole. È chiaro, poi, che, tra i molti effetti che lo svuotamento di questi centri produce, c'è anche una partecipazione, purtroppo, sempre più limitata alla vita pubblica, quindi anche al voto da parte degli aventi diritti, siano essi residenti sia, in misura maggiore, gli iscritti all'AIRE. Sul tema degli iscritti all'AIRE, soprattutto nei Comuni più piccoli, parliamo molto spesso di persone che non esercitano più il diritto di voto da tempo, con la conseguenza possibile - ma effettivamente concreta - di contribuire a rendere invalida l'elezione per mancato raggiungimento del quorum . A tutto questo possiamo e dobbiamo dare una soluzione che tuteli sostanzialmente tre elementi: validità delle elezioni, principio democratico e piena legittimazione elettorale degli organi rappresentativi. La seconda considerazione riguarda l'aspetto più strettamente costituzionale di questo disegno di legge, che è legato soprattutto a due profili: da un lato, la soglia più bassa definita per il quorum , che passa da 50 a 40 per cento; dall'altra, il tema degli iscritti all'estero, quindi il rapporto tra cittadinanza e residenza per il voto nelle elezioni locali, che è la cornice in cui si inserisce ogni valutazione sullo scorporo dei cittadini iscritti all'AIRE. Se il diritto di voto dall'estero non è previsto per le elezioni locali, come invece lo è per le elezioni politiche generali e per i referendum , le ragioni sono chiare. C'è senza dubbio una motivazione legata all'importanza specifica del radicamento territoriale in questo tipo di elezioni e l'esigenza che l'elettore dimostri questo radicamento con la presenza diretta alle elezioni. Ripeto che tutto questo è chiaro e ben comprensibile, ma si accompagna con l'esigenza di evitare distorsioni per quanto riguarda la validità di un'elezione, nel caso in cui si presenti una sola lista. In questa direzione, per evitare possibili distorsioni, va scelto di scorporare dal computo del quorum gli elettori residenti all'estero. Questo per dire che quella odierna non è una soluzione nuova per il Partito Democratico, che invece è stato tra i primi, in passato, a presentare proposte di legge simili. Si tratta dunque di una proposta che oggi non possiamo che giudicare equilibrata dal punto di vista dei principi costituzionali e capace di dare risposte che, da tempo, i Comuni, anche attraverso l'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e i loro rappresentanti, chiedono. Aggiungo infine una parola sull'estensione delle sottoscrizioni delle liste per i Comuni tra i 2.000 e i 500 abitanti, per evitare che si approfitti della riserva elettiva a garanzia delle minoranze, da parte di liste che nascono con obiettivi che sono abbastanza lontani dal bene di una comunità e di un territorio. È stato osservato, anche in modo comprensibile, il rischio che l'introduzione delle firme possa rivelarsi un ostacolo, anziché una tutela per la presentazione dei candidati. Capisco l'osservazione, ma credo che anche il pericolo di effetti controproducenti possa essere escluso, così come previsto dalla diversa modulazione del numero di firme proporzionali agli abitanti. In conclusione, mi auguro davvero che il provvedimento in esame sia il primo concreto passo per rispondere ai nodi che restano aperti per tanti piccoli Comuni: penso ad esempio al riconoscimento di un'indennità congrua ai sindaci, al tema della gestione associata, così come alla questione del superamento dei limiti di mandato. Anche dalle risposte a questi temi passa il rafforzamento necessario di una parte imprescindibile della struttura sociale e amministrativa del nostro Paese. Per tutte queste ragioni, quindi per il merito del provvedimento finale e perché abbiamo contribuito a questo testo condiviso, il voto del Partito Democratico sul disegno di legge in esame sarà favorevole. (Applausi) . Chiusura di votazione PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la votazione per l'elezione di due senatori Segretari. Invito i senatori Segretari a procedere allo spoglio delle schede. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Hanno preso parte alla votazione i senatori: