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È maggiore l' import dell' export . Quindi, bene aprirsi agli investimenti cinesi, ma che ciò venga fatto con trasparenza. A proposito, se avrete la compiacenza di dirci qualcosa di più su questo accordo, non sarebbe male. Mi sembra che ci siano degli accordi bilaterali che lei oggi non ha citato (mi riferisco ai porti di Trieste e Genova). Occorre tutelare i nostri asset strategici, soprattutto nel rispetto dei nostri partner europei e delle nostre storiche alleanze. Veniamo ai temi ambientali, che finalmente sono al centro del dibattito. Voglio citare Sant'Ignazio di Antiochia, che ci dice: «Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è». Vede, Presidente, noi rappresentanti delle istituzioni dovremo essere di esempio per i nostri concittadini. Ma, se poi un Ministro della Repubblica va in televisione a dire che ha comprato un SUV a diesel, come potete pretendere che gli italiani vi credano quando parlate di tematiche ambientali e chiedete loro di fare sacrifici in questo senso? L'alternativa al diesel c'è e si chiama trasporto ferroviario, di cui però non si parla in nessuna delle 227 pagine della relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, che ha redatto il precedente Ministro degli affari europei. A proposito, signor Presidente del Consiglio, le deleghe agli affari europei le manterrà lei? Per quanto tempo? Glielo chiedo, perché avremmo parecchie questioni da affrontare, specialmente per quanto riguarda la nuova programmazione dei fondi comunitari e le relative trattative in corso, che si stanno svolgendo a Bruxelles. Ho parlato di trasporto ferroviario, che tutto il mondo, tranne i consulenti del ministro Toninelli, sa essere il mezzo più ecologico ed efficiente. Quindi parliamo di TAV che, in termini di competitività, creazione di posti di lavoro e miglioramento delle condizioni ambientali, è un'opportunità straordinaria che state boicottando. Come intendete rafforzare le relazioni europee se venite meno ad accordi presi? Parliamo di fatti: nell'era della globalizzazione e delle sfide ad essa legate, l'Italia da sola purtroppo non ha alcuna possibilità, mentre ora, a causa vostra, è isolata nel contesto europeo. L'apparente improvvisazione con cui avete messo in campo recenti iniziative commerciali rischia di compromettere la nostra fondamentale alleanza con gli Stati Uniti. Mi avvio alla conclusione, rivolgendovi l'invito, signori del Governo, di uscire dal bunker in cui vi siete rinchiusi, di smetterla di ascoltare cattivi consiglieri e di far riprendere all'Italia il suo ruolo di misura ed equilibrio nello scenario internazionale. Ripartiamo dall'Europa, che è la nostra casa, il nostro presente e, se saremo in grado di coglierne le opportunità, il nostro futuro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gaudiano. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, oggi è la festa del papà: approfitto per fare i miei migliori auguri a tutti i papà presenti in Aula (Applausi) e colgo l'occasione per fare gli auguri al nostro presidente, Giuseppe Conte, per il suo onomastico. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, colleghi senatori, signor Presidente del Consiglio, desidero incentrare il mio intervento sul problema del lavoro e dell'occupazione, visto che tra i temi che i leader europei affronteranno c'è proprio quello dell'occupazione, della crescita e della competitività. Le politiche di austerità hanno creato barriere sociali tra le economie più deboli del Mediterraneo, in cui lo Stato sociale è stato poco a poco smantellato, e le economie dell'Europa settentrionale, in cui i sistemi di protezione sociale hanno invece tenuto. Per il raggiungimento della convergenza economica non si sono messi in campo meccanismi e strumenti di solidarietà a livello europeo, determinando l'esplosione del fenomeno del dumping sociale, con un flusso migratorio intracomunitario di lavoratori verso Paesi con sistemi di welfare più generosi. Uno dei principi fondatori dell'Unione europea è la solidarietà: per questo è necessario creare sistemi di garanzia sociale armonizzati in tutti gli Stati membri dell'Unione europea; strumenti di sostegno al reddito, politiche occupazionali inclusive, servizi universali di assistenza e lotta alla povertà, al fine di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei, in controtendenza rispetto alle fallimentari politiche neoliberiste e di austerità, che difficilmente potranno rilanciare l'economia nazionale. Il rilancio e la crescita europea non possono prescindere dalla tutela del lavoro nella sua accezione più ampia. La tutela del lavoro implica tanti fattori interconnessi, che vanno dalla domanda all'offerta, alla produzione industriale, alle politiche economiche, alle condizioni ambientali, alla tutela dei diritti dei lavoratori in ogni latitudine, alla conservazione dello Stato sociale. Il rilancio della crescita europea non può non porre attenzione alla protezione del lavoro e in particolare alla deflazione salariale, che agisce negativamente sulla domanda interna del Paese. Un modello di sviluppo delle relazioni industriali che vede il taglio dei salari dà solo apparentemente maggiore competitività alle aziende, ma diminuisce i diritti dei lavoratori che vengono di fatto sottopagati. Pertanto, signor Presidente, noi chiediamo che l'Europa tutta, le sue istituzioni e gli Stati membri, lavorino in sinergia con l'obiettivo dell'inclusione sociale per una crescita equa, condivisa e sostenibile, con più occupazione, lotta alla povertà, rilancio dell'economia nazionale, attraverso investimenti finalizzati alla ricerca ed allo sviluppo del tessuto economico. Particolare attenzione, signor Presidente, deve essere rivolta alle piccole e medie imprese, che sono e rappresentano il vero tessuto connettivo ed il volano della produzione interna ed europea. Noi apprezziamo e condividiamo in toto il lavoro che lei con tanto impegno ed abnegazione ha svolto e sta svolgendo e ci auguriamo da italiani ed appartenenti all'Unione europea che a breve si possano realizzare e concretizzare le condizioni di felicità e di pace sociale, con l'auspicio che - come dicevano i Romani - ne cives ad arma veniant . (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico all'Assemblea che, sulle comunicazioni relative al Consiglio europeo, sono state presentate le proposte di risoluzione n. 3, dalla senatrice Pucciarelli e da altri senatori, n. 4, dal senatore Marcucci e da altri senatori, n. 5, dalla senatrice De Petris e da altri senatori, n. 7, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e n. 9, dal senatore Ciriani e da altri senatori. Sulle comunicazioni relative al memorandum con la Cina sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Patuanelli e Romeo, n. 2, dal senatore Marcucci e da altri senatori, n. 6, dalla senatrice De Petris e da altri senatori, n. 8, dal senatore Gasparri e da altri senatori, e n. 10, dal senatore Ciriani e da altri senatori. Ha facoltà di intervenire il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte.