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Disposizioni per la tutela degli appartenenti alle Forze di polizia, dei militari e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Onorevoli Senatori. – La delicatezza e la complessità del ruolo svolto dalle Forze di polizia, dai militari e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco impongono di rendere effettiva la tutela di coloro che appartengono a tali corpi e che subiscono danni di carattere biologico e/o economico in connessione con l'adempimento del servizio d'istituto, o comunque in esecuzione dei compiti e degli obblighi sugli stessi incombenti ai sensi dell'ordinamento giuridico attualmente vigente. È indubbiamente difficile trattare, in modo completo, la questione della tutela di tutti coloro che operano nel Comparto sicurezza e quella dei rischi connessi con le attività prestate: difficoltà che nascono essenzialmente dagli impieghi multidisciplinari e polifunzionali, che spesso si incrociano con le attività complesse degli operatori in condizioni di esposizione multifattoriale, in disparate condizioni climatiche, in situazioni di stress e di grande responsabilità. Sono sempre più numerosi i casi che vedono agenti in servizio restare gravemente feriti portando per tutta la loro vita segni indelebili o, in casi estremi, perdere la propria vita sul luogo di lavoro. Il presente disegno di legge si prefigge l'obiettivo di garantire ai rappresentanti delle Forze dell'ordine quei diritti che finora non sono previsti nel nostro ordinamento. Nello specifico, valutate le specifiche e condivise esigenze funzionali della Polizia di Stato e la conseguente necessità di apportare gli ormai necessari adeguamenti alle procedure amministrative in materia di attività connesse al riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio, alla concessione e liquidazione dell'equo indennizzo nelle situazioni in cui l'amministrazione inizi d'ufficio il procedimento per il riconoscimento della causa di servizio, si stabilisce che, in caso di riconoscimento della dipendenza delle infermità per iniziativa d'ufficio del procedimento, il questore predisponga un adeguato parere relativo alla vicenda per cui è causa, entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento. Inoltre, qualora risulti che il danno sia di rilevanza tale da impedire la riammissione in servizio o laddove ci siano ingenti spese da sostenere e vi siano comprovate lesioni è possibile procedere senza il parere del Comitato di verifica per le cause di servizio. Sarà del Capo della polizia la competenza esclusiva del riconoscimento della dipendenza di infermità da causa di servizio (articolo 1). Nel disegno di legge si prevede altresì l'applicazione del decreto-legge 31 marzo 2005, n. 45, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 maggio 2005, n. 89, al fine di istituire in tutto il territorio nazionale le commissioni mediche ospedaliere della Polizia di Stato e chiudere definitivamente il rapporto anacronistico di dipendenza dalle commissioni mediche ospedaliere militari. Si prevede, pertanto, che con decreto del Ministro della difesa, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, siano istituite in tutto il territorio nazionale le commissioni mediche ospedaliere della Polizia di Stato (articolo 2). Inoltre, al fine di scongiurare per falle o lungaggini del sistema giudiziario la configurazione di un danno da mancato rimborso delle spese legali sopportate dagli appartenenti alle Forze di polizia per procedimenti connessi alla propria attività di servizio, si reputa necessario prevedere un'effettiva tutela di tali soggetti, che spesso possono essere destinatari di un provvedimento giurisdizionale di non luogo a procedere ovvero di estinzione del reato per prescrizione dello stesso oppure possono trovarsi in situazioni di assenza di una sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità pur se il fatto ad essi non è imputabile (articolo 3). Si prevede altresì la velocizzazione dei rimborsi per scongiurare la configurazione di un danno da mancato rimborso delle spese legali per procedimenti connessi con le proprie attività. Si prevede, quindi, l'esenzione dal pagamento del ticket sanitario per prestazioni finalizzate a diagnosi di patologie connesse con infortuni occorsi durante lo svolgimento dell'attività (articolo 4). Inoltre, appare incongruo ed illogico traslare sugli appartenenti alle Forze di polizia i costi relativi al risarcimento per danno erariale nelle ipotesi di assenza di dolo, posto che gli operatori di Polizia, rispetto agli altri dipendenti pubblici, sono costantemente esposti al rischio di danneggiare l'erario per l'espletamento dei propri compiti di istituto, perseguendo finalità di gran lunga superiori al valore dei danni pecuniari talvolta cagionati. Appare dunque logico e necessario prevedere l'abolizione della responsabilità amministrativo-contabile per colpa grave quando si cagioni il danno in adempimento del proprio dovere (articolo 5). Con il presente disegno di legge si prevede altresì l'eliminazione di un'evidente discriminazione, contenuta nell'articolo 12- bis del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, che interpretando le disposizioni contenute negli articoli 1 e 4 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, stabilisce che tali disposizioni «non si applicano al personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, che rimangono disciplinate dai rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia». Considerato che la materia non è stata posta a riordino, tutti coloro che lavorano nelle Forze di polizia e nelle Forze armate, in caso di incidente occorso in servizio, non sono coperti da alcuna assicurazione e sono dunque costretti a sostenere tutte le cure, il più delle volte onerose, in modo autonomo (articolo 6).. 1 (Modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461) 1 Al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 3 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 2 - bis . In ipotesi di iniziativa d'ufficio del procedimento, il questore della sede dove presta servizio il dipendente interessato predispone un adeguato e congruo parere relativo alla vicenda per cui è causa entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento»; b all'articolo 11 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 4-bis . Nelle ipotesi di avvio d'ufficio del procedimento per il riconoscimento dell'infermità da causa di servizio, di cui all'articolo 3, qualora risulti che il danno sia di rilevante evidenza tanto da rendere improbabile la riammissione in servizio del dipendente o da poter posticipare la stessa a data di difficile ponderazione, o che questo sia tale da comportare ingenti spese sanitarie è possibile procedere senza il parere del Comitato. 4 - ter .