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il sostegno della transizione verso mezzi di trasporto non inquinanti e le filiere produttive è uno dei punti più importanti all'interno delle 6 missioni su cui si fonda il Piano nazionale di ripresa e resilienza: la rivoluzione verde e della transizione ecologica, sulla quale è previsto un investimento di circa 70 miliardi di euro; la situazione occupazionale della regione Basilicata è delle più negative del mezzogiorno d'Italia e ad oggi le prospettive, purtroppo, appaiono tutt'altro che rosee per il futuro; in particolare, dall'ultimo rapporto della IRES-CGIL, pubblicato di recente, emerge una fotografia devastante del quadro socio-economico della Basilicata che vede: una economia a pezzi; molte imprese fallite; disoccupazione in aumento; crisi demografica; PIL regionale in calo del 12,6 per cento; fallimenti cresciuti del 133 per cento e delle liquidazioni di imprese del 14,7 per cento; alle dette criticità si aggiungono 2.000 imprese lucane con vertenze aperte, per oltre 15.000 addetti coinvolti e, di questi, pare che soltanto il 50 per cento abbia possibilità di soluzione favorevole in termini di continuità aziendale; la paventata crisi dell' automotive presente in Basilicata potrebbe coinvolgere migliaia di famiglie, in una regione con appena circa 560.000 abitanti e che da decenni subisce il fenomeno dello spopolamento in maniera importante; a parere degli interroganti è doveroso un confronto tra il Governo nazionale, quello regionale e le associazioni di categoria, che rappresentano i lavoratori dello stabilimento e del suo indotto, per dare immediato inizio ad un piano di ampliamento di investimenti e attuare le strategie industriali all'insegna dell'innovazione e dell'eco-sostenibilità, mirate a consolidare il più importante e produttivo insediamento industriale della Basilicata; tutto questo anche nel rispetto del prestito di 6 miliardi e 300 milioni di euro ottenuto da FCA con una garanzia SACE all'80 per cento per sostenere la ripartenza di una filiera che vale 10.000 piccole imprese e il 6,2 per cento del Pil, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente della situazione descritta; quali iniziative, alla luce dei fatti descritti, intenda assumere al riguardo; se intenda convocare un tavolo di confronto con la regione Basilicata, le associazioni di categoria e i vertici del gruppo Stellantis per trovare tempestivamente una valida e rassicurante soluzione. Atto n. 3-02379 CROATTI GIROTTO LANZI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Atto n. 3-02380 DORIA LUNESU FLORIS Al Ministro della salute Premesso che: la Regione Sardegna, per mezzo dell'Azienda per la tutela della salute (ATS), ha predisposto un'articolata strategia di contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 ed ha messo in atto interventi a garanzia della tenuta del sistema sanitario; la strategia di contenimento dell'emergenza epidemiologica ha comportato notevoli sforzi, sia in termini organizzativi, sia in termini di stanziamento di risorse finanziarie; in virtù di tale strategia, in Sardegna la situazione epidemiologica non è tale da destare allarme, in quanto la diffusione del virus è contenuta e non si registra alcun aggravio per le strutture sanitarie complessivamente considerate; in particolare, la Regione ha anzitutto provveduto ad attivare in pochissimo tempo più di 300 nuovi posti letto dedicati ai pazienti affetti da COVID-19, il che ha reso possibile l'ospedalizzazione di tutti i pazienti, le cui condizioni lo richiedevano, come dimostra il fatto che la percentuale di posti letto occupati per COVID-19 è molto bassa (il 14 per cento in terapia intensiva e l'11 per cento negli altri reparti non intensivi); secondariamente, la Regione ha potenziato i servizi di igiene e sanità pubblica, attivando un cospicuo numero di Unità speciali di continuità assistenziale (USCA), che sono oggi presenti in tutti i distretti, con dotazioni tecnologiche ed organizzative tali da garantire la presa in carico dei possibili pazienti sintomatici; inoltre, nel mese di dicembre 2020 si è passati da un atteggiamento di risposta reattiva ad uno improntato alla ricerca proattiva dei possibili portatori asintomatici del virus , attivando a tal fine una campagna, denominata "Sardi e Sicuri", che offre a tutti i cittadini sopra i 10 anni di età la possibilità di effettuare un tampone rapido antigenico di seconda generazione (Immunofluorescenza con POCT) ed in caso di positività l'esecuzione immediata di un tampone molecolare; infine, è stato avviato un controllo degli ingressi in Sardegna nei porti e negli aeroporti sardi, in base all'ordinanza n. 5 del 5 marzo 2021, che prevede la possibilità di effettuare un tampone antigenico di seconda generazione rapido in immunofluorescenza e, in caso di positività, l'immediata esecuzione di un tampone molecolare; in tal modo, è stato possibile giungere ad una capacità di filtro pari ad almeno l'80 per cento dei soggetti potenzialmente infettivi tra quelli che entrano in Sardegna; nel territorio sardo, si registra in tal modo una frequenza di casi molto bassa, inferiore a 50 casi per 100.000 abitanti, frequenza lievemente incrementata a motivo della penetrazione della cosiddetta variante inglese; l'incremento dell'indice RT a 1,08 è molto limitato ed influenzato da eventi riferibili al passato, in un contesto di bassa incidenza e con un intervallo di confidenza a cavallo dell'unità (0.97-1.2), si chiede di sapere: alla luce del quadro epidemiologico descritto in premessa, quali siano le ragioni che hanno indotto il Governo a collocare il territorio regionale in zona "arancione", producendo ripercussioni negative sulle attività economiche; se non ritenga di adottare tutte le iniziative di propria competenza finalizzate a collocare il territorio sardo in zona "bianca", dal momento che la strategia di contenimento dell'emergenza epidemiologica adottata dalla Giunta regionale ha permesso di gestire la medesima emergenza senza mettere a rischio la salute dei cittadini e senza comprimere o limitare le attività sociali ed economiche. Atto n. 3-02381 DAL MAS GASPARRI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che: in occasione della conversione in legge del "decreto milleproroghe" (decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183), è stato approvato, alla Camera dei deputati, l'ordine del giorno n. 9/2845-A/132 con il quale il Governo veniva impegnato a verificare la congruità dei termini di scadenza della sospensione degli sfratti per morosità, per gli immobili anche ad uso non abitativo, distinguendo tra le situazioni di morosità pregressa e successiva rispetto all'insorgenza della crisi pandemica; il citato ordine del giorno impegnava il Governo anche a prevedere, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, forme di ristoro economico o di agevolazione fiscale in favore dei proprietari degli immobili interessati dalla sospensione del rilascio per morosità;