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Credo che le famiglie e le persone affette da questo disturbo importante hanno bisogno proprio di iniziative molto concrete. Non ultimo, per poter concretizzare le iniziative ci vogliono i fondi, quindi credo sia importante soprattutto tener conto di questo aspetto. Se si vogliono portare avanti iniziative di qualità, bisogna avere il coraggio di erogare risorse nuove. Per queste ragioni, annuncio il voto convintamente favorevole del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi voteremo convintamente a favore dell'ordine del giorno e devo dire che è stato un segnale molto importante il fatto che siano state unificate in un ordine del giorno le mozioni presentate, tutte peraltro ampiamente condivisibili nei vari punti e anche nelle loro diversità. Signor Presidente, colleghi, nella scorsa legislatura si è fatto un grande passo in avanti con l'approvazione della legge n. 134 nel del 2015, che nel nostro ordinamento ha rappresentato e rappresenta non solo un passo in avanti, ma un grande punto di riferimento. Il problema è che sono passati quattro anni e, come sempre accade, siamo molto bravi a fare anche buone leggi, ma poi vi è una difficoltà, evidentemente endemica del Paese, a procedere speditamente nell'attuazione. Tant'è che le novità contenute nella legge n. 134 del 2015, che io considero davvero molto importante e innovativa perché per la prima volta considerava in modo unitario l'intero progetto di vita del soggetto autistico, intervenivano soprattutto al momento del compimento della maggiore età. Siamo poi rimasti in un po' indietro con l'attuazione della suddetta legge perché non sono state ancora pubblicate, e sono in fase di elaborazione, le nuove linee guida che l'Istituto superiore di sanità sta predisponendo. Questo impegno a perfezionare l'elaborazione e quindi finalmente a pubblicare tali linee guida è contenuto e anche ripreso nell'ordine del giorno presentato. Sono passati, lo ripeto, esattamente quattro anni. Certamente vi è stato anche il risultato della Conferenza unificata dello scorso anno, che nel nuovo patto per la salute aveva fatto un ulteriore passo in avanti sui livelli essenziali di assistenza, ma non solo siamo ancora molto lontani da un approccio più omogeneo tra le Regioni ma siamo anche molto indietro a fronte di dati che sono sempre più allarmanti. Non voglio dire che vi sia una epidemia di autismo, ma certamente la diagnosi è più precoce e i sistemi di rilevamento molto più attivi, grazie ai moltissimi passi in avanti fatti dalla fine degli anni Novanta ai giorni nostri, fanno sì che il numero sia aumentato. I numeri sono molto allarmanti: si parla di 500.000 soggetti, e quindi di 500.000 famiglie, e bisogna fare presto e bene innanzi tutto nel campo della ricerca. È importante che prosegua e sia sempre più rafforzato il sistema di una rete scientifica europea e quindi, da questo punto di vista, bisogna rafforzare anche l'Osservatorio nazionale dell'autismo. La ricerca è fondamentale perché, come dicevamo prima anche se di questo si parla molto poco, almeno dai dati in nostro possesso emerge che vi possono essere certamente cause genetiche, ma anche l'influenza di fattori ambientali. Studi molto importanti, recentemente pubblicati (e non solo recentemente perché si parla di studi iniziati, per esempio, dalla University of California nel 2003), ci forniscono dati sui fattori ambientali che sono sicuramente molto preoccupati. A tale proposito bisogna procedere con la ricerca scientifica che non è mai abbastanza, per ben indagare e meglio precisare le diagnosi e, contemporaneamente, anche per le misure di tipo abilitativo e riabilitativo. Ora, abbiamo un'altra questione che avevamo iniziato ad affrontare nella passata legislatura, nella quale è stata approvata anche la cosiddetta legge del «dopo di noi», la n. 112 del 2016. La cito perché fino ad oggi tutto il peso è sulle famiglie e solo parzialmente il sistema sanitario e il sistema socio sanitario si sono fatti carico di questi problemi. Questo non deve più accadere. Chiunque ha avuto contatti con l'Associazione e con i genitori sa che il problema più grande e le questioni poste alle Istituzioni riguardano ciò che accadrà quando non ci saranno più loro a farsene carico. Vorrei quindi soffermarmi sull'altro punto dolente che riguarda purtroppo le risorse economiche. Il riferimento all'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) nella Conferenza unificata Stato-Regioni ha prescritto ancora una volta l'invarianza di spesa. Ciò significa che se anche in questo campo non ci sono le risorse adeguate, tutto il peso dal punto di vista materiale ed anche psicologico rimane assolutamente e unicamente sulle famiglie, che rischiano di rimanere l'unica forma di welfare . Pertanto, la questione delle risorse economiche è assolutamente decisiva. Vi è poi un'altra questione decisiva, quella relativa ai caregiver ; nella manovra finanziaria della scorsa legislatura avevamo iniziato ad introdurre qualche piccola misura anche per quanto riguarda i caregiver. Anche su tale questione bisogna avere la determinazione ad andare avanti e mettere in campo tutte le iniziative dal punto di vista normativo ed economico, perché la parte socio assistenziale e il supporto alle famiglie sono cruciali. Altrettanto cruciale è il sostegno a tutti i processi di inclusione sociale delle persone con autismo. Condivido allora l'ordine del giorno G1, che riguarda la necessità di promuovere i progetti finalizzati all'inserimento lavorativo e tutti i progetti che vanno verso l'inclusione sociale. È opportuna altresì l'istituzione di una Commissione speciale. Ancor più necessario però è l'impegno da parte del Governo affinché possa essere finalmente accelerata l'adozione delle linee guida previste dalla legge n. 134 del 2015 e, contemporaneamente, vi siano le risorse necessarie a far fronte ai servizi sanitari e socio-assistenziali. Per tutti questi motivi confermo il nostro voto convinto sull'ordine del giorno G1, che ha unificato le mozioni precedentemente illustrate. (Applausi dal Gruppo Misto e del senatore Ferrari) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo gli studenti dell'Istituto d'istruzione superiore «Quinto Ennio», della bella Gallipoli, in provincia di Lecce. (Applausi). Ripresa della discussione delle mozioni nn. 42 (testo 2), 83, 98 e 106 BINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINI (PD) . Signor Presidente, non voglio tornare su molte delle questioni che sono state bene evidenziate da colleghe e colleghi in Assemblea riguardo il disturbo e la patologia e a quanto conosciamo al riguardo dal punto di vista scientifico. Penso che oggi siamo chiamati a provare a dare una risposta più concreta ed efficace alle tante famiglie che si trovano nella condizione di avere un figlio che ha questo tipo di disturbo. Come leggiamo e sappiamo dai tanti racconti delle persone che conosciamo e da chi ha vissuto vicende simili, la scoperta della malattia di un figlio e di un disturbo di questo tipo, all'inizio fa crollare il mondo addosso al genitore, fa vedere tutto nero, fa pensare di sentirsi isolati, fa cercare tutte quelle informazioni che si possono avere per capire a cosa si sta andando incontro.