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Tale risposta non può ritenersi appagante in quanto le zone interne del Cilento (assolutamente prevalenti) sono, per l'appunto, a destinazione agricola e dal complesso quadro indiziario portato da più tempo a conoscenza delle autorità pubbliche costituivano un'area potenzialmente inquinata, e pertanto da esplorare attentamente e non certo da escludere dall'esecuzione dei telerilevamenti con sensori montati su aeromobili, come invece del tutto erroneamente è stato fatto, si chiede di sapere quali provvedimenti d'urgenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per rimediare a questa grave ed inaccettabile lacuna nell'attività di ricerca e di individuazione di rifiuti nocivi per la salute nel sottosuolo cilentano, e se, nello specifico, intenda disporre un'integrazione nell'attuazione del progetto MIAPI, eventualmente con l'utilizzo degli aeromobili in dotazione della Guardia di finanza o dell'Arma dei Carabinieri, muniti, a quanto risulta all'interrogante, dei sensori magnetometrici, radiometrici, termici, utili anche all'individuazione nel sottosuolo di eventuali interramenti di materiale radioattivo. Atto n. 4-03944 AIMI CRAXI RONZULLI CANGINI GASPARRI GALLIANI PAGANO SICLARI BARBONI PAPATHEU TOFFANIN RIZZOTTI DAMIANI FERRO ROSSI CALIGIURI MODENA MASINI MOLES BINETTI GALLONE PEROSINO PICHETTO FRATIN MANGIALAVORI BERARDI CALIENDO MALAN Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa e dell'interno Premesso che: giovedì 30 luglio 2020 un aereo militare italiano, un "Hercules C 130" proveniente da Pisa e diretto in Libia, con 40 militari a bordo, è atterrato a Misurata intorno alle ore 17:30. Ad alcuni militari del Celio e della brigata "Julia" è stata però negata l'autorizzazione allo sbarco da parte delle autorità libiche poiché mancava sul loro passaporto il visto d'ingresso; i militari presenti sono poi scesi a terra, ma 17 di loro sono dovuti tornare indietro. A oggi in Libia sarebbero presenti 400 uomini al massimo, 142 veicoli, 2 mezzi aerei e una nave nel porto di Tripoli in appoggio alla Guardia costiera nel contrasto alle partenze dei gommoni verso l'Italia; si tratta, a parere degli interroganti, di un respingimento senza scrupoli, e umiliante per i nostri militari, chiamati a svolgere operazioni di supporto in loco : sminamento e protezione del nostro contingente; la vicenda appare ancor più surreale se si pensa che sulle coste italiane stanno arrivando, con ritmo sempre più preoccupante, migliaia di irregolari, provenienti proprio dalla Libia; il "respingimento" dei nostri uomini irride l'Italia e ne compromette l'immagine agli occhi del mondo; a Tripoli, inoltre, gli uomini del comandante della missione militare italiana Miasit, compresa la scorta, risulterebbero disarmati poiché i libici non li avrebbero mai autorizzati, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali siano le reali ragioni per cui si è verificato tale inspiegabile respingimento; quali iniziative di competenza siano state assunte al riguardo a tutela dei nostri militari e dell'immagine stessa del nostro Paese agli occhi dell'Europa e del mondo; quali atti concreti si intenda assumere per evitare che tali atteggiamenti abbiano a ripetersi. Atto n. 4-03945 CROATTI PIARULLI BARBONI DE LUCIA LANNUTTI TRENTACOSTE LANZI FERRARA ROMANO RUSSO ANGRISANI CORRADO PRESUTTO MAIORINO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il nostro è un Paese a vocazione turistica e, come è noto, la nostra economia si basa in larga parte sul turismo grazie all'immenso patrimonio storico, culturale, paesaggistico, enogastronomico e naturale di cui gli italiani possono godere e che possono offrire ai turisti stranieri che arrivano in Italia; il turismo vale attualmente il 12 per cento del prodotto interno lordo (PIL) e il 14 per cento dell'occupazione. Per far crescere questi numeri e rendere il settore un cardine della nostra economia è necessario adottare una direzione autonoma e centralizzata cui siano dedicate apposite risorse finanziarie e che faccia da raccordo con le varie legislazioni regionali per il perseguimento di grandi risultati di sviluppo cui il nostro Paese può aspirare a livello sia nazionale che internazionale; considerato che: il Ministero del turismo e dello spettacolo, originariamente istituito con la legge 31 luglio 1959, n. 617, è stato poi soppresso nell'aprile 1993 a seguito di referendum abrogativo e la gestione del settore è stata trasferita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con la creazione di un dipartimento ad hoc . Successivamente si è delineata un'evoluzione dell'articolazione a livello istituzionale in materia di turismo nonché delle relative suddivisioni di competenze e attribuzioni in materia; di recente il decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132, ha ritrasferito in capo al Ministero per i beni e le attività culturali le funzioni in materia di turismo con conseguente soppressione, a partire dal 1° gennaio 2020, del Dipartimento del turismo istituito presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; considerata l'importanza di questo settore, il nostro Paese non può non avere un Ministero dedicato che si occupi esclusivamente del turismo, l'assenza di una politica industriale nel settore ha manifestato tutte le sue criticità proprio in un evento eccezionale (pandemia, attentato terroristico, calamità naturale) che ha messo in ginocchio un intero settore e che non può passare inosservato. Necessita di una governance centrale che detti precise linee di indirizzo delle politiche turistiche, che si concentri sulla valorizzazione del sistema turistico, sullo sviluppo delle attività finalizzate alla promozione dell'immagine dell'Italia, delle sue realtà regionali all'estero e di tutte le eccellenze made in Italy . Le importanti azioni di ristoro messe in campo dal Governo hanno attenuato il dramma che innumerevoli aziende hanno dovuto affrontare, ma la vera sfida è quella di proteggere il settore prevenendo, ristorando e supportando con fondi strutturali e azioni di rilancio concertate che solo un ente dedicato può attivare; a parere degli interroganti, considerata l'importanza di questo settore, il nostro Paese non può non avere un Ministero dedicato che si occupi esclusivamente del turismo, che detti precise linee di indirizzo delle politiche turistiche, che si concentri sulla valorizzazione del sistema turistico, sullo sviluppo delle attività finalizzate alla promozione dell'immagine dell'Italia, delle sue realtà regionali all'estero e di tutte le eccellenze made in Italy , si chiede di sapere se non si ritenga necessaria l'istituzione di un Ministero dedicato e competente esclusivamente per il settore del turismo. Atto n. 4-03946 CROATTI PIARULLI BARBONI DE LUCIA LANNUTTI TRENTACOSTE LANZI FERRARA ROMANO RUSSO ANGRISANI CORRADO PRESUTTO MAIORINO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: