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Dopo essersi soffermata sulle proposte di modifica all'articolo 12, volte a incrementare le risorse per il pagamento degli straordinari delle forze dell'ordine, illustra l'ordine del giorno G/1437/16/1, con il quale si impegna il Governo a prevedere, al momento della definizione della prossima legge di bilancio, un adeguato stanziamento per il rinnovo del contratto nazionale del comparto di sicurezza. La senatrice NUGNES ( Misto ) dichiara di aver presentato pochi emendamenti all'articolo 1, oltre a quello soppressivo dell'intero articolo, in quanto ritiene che lo stesso non possa essere utilmente modificabile. Tuttavia, rifacendosi alle considerazioni della senatrice De Petris, segnala in particolare l'emendamento 1.219, ritenendo altrimenti necessaria una riforma costituzionale che riveda le competenze del Presidente del Consiglio, e l'emendamento 1.233. Richiama quindi gli emendamenti 6.3, soppressivo dell'articolo, e 15.2, a sua volta soppressivo dell'articolo, perché le previsioni relative all'arresto in flagranza rischiano di favorire l'instaurazione di uno Stato di polizia. Infine incidentalmente si sofferma sull'emendamento 12.2, a prima firma della senatrice De Petris, che si pone l'obiettivo di istituire un fondo per i rimpatri, escludendo tra le destinazioni i Paesi che si trovino in condizione di conflitto alimentare, crisi alimentare, sanitaria e ambientale o che non garantiscano la tutela dei diritti umani. Il senatore DE FALCO ( Misto ) illustra il complesso degli emendamenti a sua prima firma all'articolo 1. In particolare ritiene che con l'espressione "esercizio delle funzioni di coordinamento" appaia evidente che nessuna nuova potestà sostanziale è stata attribuita al Ministro dell'Interno, atteso che il coordinamento non può che consistere in un atto politico o di alta amministrazione di carattere generale ed astratto, che non può di per sé tradursi in un provvedimento specifico e puntuale. Inoltre giudica che la potestà d'imporre un limite alla libertà che deriva dal diritto pubblico generale internazionale, nonché dalle Convenzioni internazionali ratificate o rese esecutive, vada definita in maniera più precisa. Ricorda poi che, poiché in base all'articolo 27 della Costituzione l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, ciò dovrebbe valere per i migranti che arrivano via mare, che non possono essere ritenuti ipso facto rèi di immigrazione clandestina. Contesta la disposizione che prevede che del provvedimento adottato dal Ministro dell'interno il Presidente del consiglio ne debba essere solo informato, in quanto ritiene vi sia una palese violazione dell'articolo 95, visto che il Presidente del Consiglio dei ministri verrebbe a conoscenza della decisione una volta che questa è stata assunta e non potrebbe quindi coordinare l'attività dei Ministri, e segnala criticamente il mancato coinvolgimento del Ministro degli affari esteri. Infine, considera l'articolo inapplicabile in molte circostanze, come nel caso di nave che abbia a bordo migranti, di ipotesi di soccorso marittimo e di naviglio militare. Con riferimento all'articolo 2, chiarisce che gli emendamenti sono intesi a correggere il testo in diversi punti. Osserva preliminarmente che la formulazione del nuovo comma 6- bis potrebbe indurre in errore poiché sembra escludere che il comandante di nave militare, o di nave in servizio governativo non commerciale, sia tenuto a osservare la normativa internazionale. Inoltre, relativamente alla sanzione amministrativa, osserva che sui rapporti tra sanzioni penali e sanzioni amministrative esiste una consolidata giurisprudenza della Cassazione e della Corte europea dei diritti dell'uomo, con la quale si chiarisce che il doppio binario è accettabile solo qualora sia dimostrata la connessione sostanziale tra i due procedimenti. Inoltre, ritiene che la stessa entità della sanzione, oltre ad apparire irragionevole, sia talmente afflittiva da assumere natura sostanzialmente penale, contraddicendo il principio del ne bis in idem . Infine esprime le proprie perplessità sull'applicabilità del provvedimento di confisca e segnala che l'articolo ha anche la conseguenza di creare un vero e proprio giudizio anticipato sull'ipotesi di immigrazione illegale e qualifica arbitrariamente le persone che sono a bordo della nave come migranti e clandestini senza tener conto della circostanza che essi siano dei naufraghi. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) richiama i principali temi oggetto degli emendamenti del proprio Gruppo, che riguardano le organizzazioni non governative, i controlli di frontiera, l'inottemperanza a limitazioni e divieti in materia di ingressi, ordine e sicurezza, le detrazioni per l'installazione impianti sicurezza nelle abitazioni, le pene per l'uso di fuochi artificiali nel corso di manifestazioni in luogo pubblico, la polizia locale, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il trattamento accessorio delle forze di polizia, il reato di tortura e la sperimentazione del taser . Segnala inoltre alcuni specifici emendamenti, con relative coperture, che interessano le specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e la revisione dei ruoli delle Forze armate e delle Forze di polizia, assicurando che in caso di disponibilità del Governo ad accoglierne almeno uno, il suo Gruppo ritirerà i rimanenti emendamenti rendendo più rapido l' iter del provvedimento. Il senatore PARRINI ( PD ) sottolinea che il Gruppo del Partito democratico ha presentato un corposo numero di emendamenti per sottolineare le gravi criticità del provvedimento. Tuttavia, chiede di sapere se la maggioranza e il Governo sono realmente disponibili a valutare almeno le proposte di modifica più significative. In particolare, gli emendamenti riferiti agli articoli 1 e 2 del decreto-legge sono volti a correggere le disposizioni che risultano in contrasto con gli articoli 10, 11, 95 e 117 della Costituzione, per la violazione di obblighi e convenzioni internazionali. Altre proposte emendative, invece, tendono a migliorare il testo, in primo luogo alleviando l'entità delle sanzioni, che risultano particolarmente afflittive, essendo state aumentate di venti volte, nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, oppure prevedendone la rateizzazione in 76 o 80 anni, rispettivamente, con gli emendamenti 2.89 e 2.90. Ulteriori emendamenti sono volti a ovviare alla carenza di misure idonee al potenziamento degli organici delle forze dell'ordine o degli stanziamenti necessari per migliorare le loro condizioni economiche. Segnala, inoltre, la necessità di modificare l'articolo 12, che destina i fondi previsti per i rimpatri volontari al finanziamento di intese bilaterali con gli Stati che collaborino per la riammissione degli immigrati irregolari. A tale proposito, rileva il fallimento delle politiche del Governo, che aveva assicurato di rimpatriare in breve tempo circa 600 mila migranti, mentre allo stato attuale risulta che in un anno sono state riportate nei Paesi di provenienza soltanto 6.000 persone circa, dato che peraltro è in linea con i risultati ottenuti dal precedente Esecutivo. Sarebbe necessaria altresì una politica estera più efficace, per superare lo stato di isolamento del Paese nelle relazioni internazionali.