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Ogni decisione di una autorità superiore volta ad impedire la conclusione o l'applicazione, o a provocare la rescissione di un contratto di cooperazione transfrontaliera, implica una preventiva intesa con autorità superiori analoghe degli altri Stati interessati. ARTICOLO 5. In caso di lite, il diritto applicabile indica la giurisdizione competente. Tuttavia, i contratti di cooperazione transfrontaliera possono prevedere clausole di arbitrato. Gli utenti ed i terzi conservano tuttavia le vie di ricorso esistenti avverso le autorità locali dello Stato da cui dipendono ed è a carico di queste autorità di agire in via di regresso contro il contraente inadempiente. Le autorità superiori prenderanno tutti i provvedimenti in loro potere per assicurare una sollecita esecuzione delle decisioni giurisdizionali qualunque sia la nazionalità del tribunale che le ha pronunciate. ARTICOLO 6. I contratti conclusi nel quadro del presente accordo sussistono dopo la sua denuncia. Nondimeno, i contratti comprenderanno una clausola che autorizzerà le Parti a rescinderli, salvo il rispetto di un preavviso di almeno cinque anni, nel caso in cui il presente accordo fosse stato denunciato esso stesso. Gli Stati-parte avranno facoltà di provocare l'applicazione di questa clausola. 1.5 Modello di accordo interstatale concernente gli organismi di cooperazione transfrontaliera tra autorità locali Nota preliminare: Questo accordo può essere concluso sia singolarmente, sia congiuntamente con uno o più modelli di accordo interstatale (testi da 1.1 a 1.5). ARTICOLO 1. Le collettività locali e le altre persone di diritto pubblico, per gli scopi che sono autorizzate a perseguire, in virtù del diritto interno, nel quadro di una associazione o di un sindacato, possono partecipare ad associazioni o sindacati di poteri locali costituiti sul territorio di un'altra Parte, in conformità al diritto interno di questa. ARTICOLO 2. Nei limiti delle attribuzioni dei loro membri, le associazioni o sindacati considerati nell'articolo 1 hanno il diritto di svolgere le attività in ordine al loro scopo sociale sul territorio di ciascuna delle Parti interessate ove sono soggetti alle disposizioni emanate dallo Stato, salvo deroga dallo stesso ammessa. ARTICOLO 3. 1. L'atto costitutivo dell'associazione o sindacato, i singoli statuti e le modificazioni di questi atti sono soggetti all'approvazione delle autorità superiori di tutte le collettività locali partecipanti. Lo stesso vale per l'ingresso in una associazione o in un sindacato già esistente. 2. Questi atti e la loro approvazione saranno portati a conoscenza di tutte le popolazioni interessate attenendosi alle modalità di pubblicità applicate in ciascuno Stato. Lo stesso vale per ogni cambiamento della sede sociale e per ogni decisione concernente le persone capaci d'impegnare l'associazione o il sindacato e i limiti del loro potere. 3. I suddetti atti saranno stesi nelle lingue ufficiali in uso in ciascuno degli Stati in cui dovranno avere effetto. I diversi testi faranno ugualmente fede. ARTICOLO 4. 1. Gli statuti regolano i rapporti giuridici dell'associazione o sindacato. Essi comprendono le materie richieste dalla legislazione che li regge, in conformità all'articolo 1. In ogni caso, essi ne indicano i membri, il nome e la sede. Essi indicano lo scopo dell'associazione o del sindacato ed eventualmente le funzioni e il luogo di insediamento degli impianti destinati a realizzarli. Essi fissano le condizioni per la designazione degli organi di gestione e di amministrazione, la misura degli impegni degli associati e del loro contributo agli oneri comuni: gli organi di gestione devono comprendere almeno un rappresentante delle collettività locali membri di ciascun Paese. Gli Stati stessi fissano la composizione e le modalità di deliberazione dell'assemblea generale, la forma dei processi verbali di seduta, le modalità di scioglimento e di liquidazione, le regole applicabili in materia di bilanci e di conti. 2. Gli statuti devono, inoltre, comprendere una disposizione che permetta agli associati di ritirarsi dall'associazione entro un termine di cui essi fisseranno la durata, previa liquidazione dei loro eventuali debiti verso l'associazione e previo indennizzo di questa, come stabilito da esperti, per gli investimenti e le spese effettuati dall'associazione o per cui questa si è impegnata a profitto o a sgravio dei detti associati. Gli statuti fissano pure le condizioni per le dimissioni d'ufficio o l'esclusione di un associato a causa di inadempienza delle obbligazioni. ARTICOLO 5. Le Parti s'impegnano ad accordare le autorizzazioni necessarie per il compimento, sul loro territorio, da parte dell'associazione o sindacato, del compito che gli incombe, sotto riserva delle esigenze di ordine e sicurezza pubblici. ARTICOLO 6. Quando, con l'applicazione del diritto interno, l'associazione o sindacato non potrà disporre, sul territorio di uno Stato, di alcuni poteri, diritti o privilegi necessari per la realizzazione del suo scopo a beneficio delle collettività locali membri dipendenti da tale Stato, esse avranno il diritto e il dovere d'intervenire in nome e per conto dell'associazione o sindacato, per esercitare ed ottenere tali poteri, diritti o privilegi. ARTICOLO 7. 1. I poteri di tutela o di controllo sull'associazione o sindacato sono esercitati, in conformità al diritto interno, dalle autorità competenti dello Stato nel quale è fissata la sede. Queste curano parimenti la tutela degli interessi delle autorità locali dipendenti da altri Stati. 2. Le autorità competenti degli altri Paesi hanno un diritto di informazione sulle attività e decisioni della associazione o sindacato e sugli atti assunti nell'esercizio della tutela o del controllo. Esse ricevono in particolare, a domanda, i testi adottati e i processi verbali delle riunioni degli organi dell'associazione o sindacato, i conti annuali e il progetto di bilancio, se esiste, dal momento che il diritto interno prescrive la loro comunicazione alle autorità di tutela o di controllo. Esse possono comunicare direttamente con gli organi dell'associazione o sindacato con le autorità di tutela o di controllo di queste, indirizzare loro osservazioni e chiedere d'essere consultate direttamente in casi e su questioni determinati. 3. Le autorità competenti degli altri Stati avranno ugualmente il diritto di notificare all'associazione o al sindacato che esse si opporranno a che le collettività che dipendono dalla loro competenza continuino a partecipare all'associazione o al sindacato. Questa notificazione debitamente motivata sarà considerata una causa di esclusione e riportata come tale negli statuti. Le autorità considerate nei paragrafi 1 e 2 del presente articolo hanno parimenti il diritto di farsi rappresentare da un delegato presso gli organi di gestione dell'associazione o sindacato, avendo tale delegato la facoltà di assistere a tutte le riunioni dei detti organi e di riceverne gli ordini del giorno e i processi verbali. ARTICOLO 8. Le prestazioni o forniture di cui l'associazione o sindacato sarà incaricato sul territorio dei suoi membri, in conformità con gli statuti, saranno effettuate sotto la propria responsabilità e a completo discarico di questi.