[ddlpres]

Sulla questione si è pronunciata anche la Corte di giustizia dell'Unione europea con sentenza pregiudiziale del 22 ottobre 2012 (cause riunite C-344/13 e C-367/13), rilevando che il differente trattamento fiscale riservato dall'ordinamento italiano alle vincite conseguite in Italia e a quelle conseguite in altri Stati membri, costituisce una restrizione alla libera prestazione di servizi (articolo 56 del TFUE) ritenuta non giustificabile né da motivi di ordine pubblico, né da ragioni di pubblica sicurezza o di sanità pubblica. Nel corso del giudizio, a nulla sono valse le obiezioni in merito al fatto che anche le vincite nei casinò nazionali sono tassate in virtù dell'articolo 30, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi, il quale prevede che «la ritenuta sulle vincite corrisposte dalle case da gioco autorizzate è compresa nell'imposta sugli spettacoli di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640». Pertanto, in ottemperanza alla sentenza di cui sopra, il comma 1 dell'articolo in esame interviene sul testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, (TUIR), al fine di aggiungere all'articolo 69 un comma 1- bis , il quale esclude dall'applicazione delle imposte sui redditi le vincite conseguite da contribuenti italiani nelle case da gioco autorizzate in altri Stati membri dell'Unione Europea o aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo, parificando il trattamento fiscale di tali vincite a quello applicabile alle vincite conseguite presso le case da gioco nazionali. A completare tale modifica interviene poi la lettera b) del comma 2, che abroga il settimo comma dell'articolo 30 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973. La lettera a) del comma 2 modifica invece il quarto comma dell'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, al fine di aggiornare il dettato normativo alle nuove tipologie di gioco introdotte dopo l'entrata in vigore del TUIR. Tale disposizione non comporta alcuna modifica sostanziale all'attuale sistema di tassazione previsto per i singoli giochi. I commi 3 e 4 provvedono alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, oneri valutati in euro 3.960.000 per l'anno 2017 ed in euro 2.320.000 a decorrere dall'anno 2018. Il capo III del disegno di legge contiene disposizioni in materia di giustizia. L'articolo 6 reca disposizioni volte a rafforzare la cooperazione in materia di obbligazioni alimentari richiesta a livello europeo e internazionale dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, (cosiddetto Bruxelles II- bis ), relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, dal regolamento (CE) n. 4/2009, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari e dalla Convenzione fatta all'Aia il 23 novembre 2007 sulla esazione internazionale di prestazioni alimentari nei confronti di figli e altri membri della famiglia, entrata in vigore per l'Italia il 1º agosto 2014 in forza di approvazione e ratifica da parte dell'Unione europea con effetto vincolante per tutti gli Stati membri (ad esclusione della Danimarca). Il comma 1, in particolare, mira ad introdurre nell'ordinamento nazionale gli strumenti necessari all'assolvimento, da parte dell'autorità centrale (nel caso di specie: il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della giustizia), dei compiti che le sono attribuiti dalla Convenzione dell’Aia del 2007, in particolare quelli relativi: a) contribuire a localizzare il debitore o il creditore; b) aiutare ad ottenere informazioni pertinenti riguardanti il reddito e, se necessario, la situazione patrimoniale del debitore o del creditore, compresa l'ubicazione dei beni. La mancanza di norme attuative interne, infatti, rende critico l'assolvimento delle funzioni dell’autorità centrale, soprattutto con riferimento ai compiti di raccolta delle informazioni sul reddito. La natura self executing dei citati regolamenti ha obbligato l’autorità centrale ad attivarsi comunque per l'acquisizione delle informazioni: obbligo di attivazione al quale deve però corrisponde un obbligo -- in capo ai destinatari di tali richieste -- di fornirle. La norma in esame, attribuendo all’autorità centrale la possibilità di avvalersi dei servizi minorili e di chiedere l'assistenza degli organi della pubblica amministrazione e di tutti gli enti i cui scopi corrispondono alle funzioni che gli derivano dalle convenzioni e dai regolamenti e consentendo, attraverso tali organi, l'accesso alle informazioni utili, colma un’importante lacuna che, sino ad oggi, ha sensibilmente pregiudicato la possibilità dell’autorità centrale di assolvere i compiti che le derivano dalla normativa ricordata. Sulla base delle informazioni raccolte, quindi, l'autorità centrale potrà decidere se proseguire la procedura con l'avvio della fase giudiziale di recupero del credito, oppure procedere all'archiviazione ove ritenga che la situazione di incapienza dell'obbligato renda impossibile soddisfare le richieste del creditore. Il comma 2 mira a velocizzare la procedura di recupero del credito mediante la trasmissione delle informazioni sui beni del debitore direttamente all'ufficiale giudiziario, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria competente ai sensi dell'articolo 492- bis del codice di procedura civile. Si richiama l'attenzione sulla circostanza che l'introduzione della norma in esame allinea i poteri attribuiti all'autorità centrale a quelli che già le sono riconosciuti, per il raggiungimento delle finalità che le sono proprie, da altre norme: in particolare dall'articolo 3 della legge 15 gennaio 1994, n. 64, avente ad oggetto la ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell'affidamento, aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio 1980, e della Convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, aperta alla firma a L'Aja il 25 ottobre 1980; norme di attuazione delle predette convenzioni, nonché della convenzione in materia di protezione dei minori, aperta alla firma a L'Aja il 5 ottobre 1961, e della Convenzione in materia di rimpatrio dei minori, aperta alla firma a L'Aja il 28 maggio 1970. Anche la legge 23 dicembre 1992, n. 524, di ratifica della convenzione tra gli Stati membri delle Comunità europee sulla semplificazione delle procedure relative al recupero dei crediti alimentari fatta a Roma il 6 novembre 1990 conferiva all'allora «Ufficio Centrale» poteri analoghi a quelli di cui alla noma in oggetto per l'assolvimento delle sue funzioni.