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La legge avrà il compito di determinare se, ad esempio, tutti i delegati di una regione andranno al candidato più votato o se verranno ripartiti in modo proporzionale ovvero con collegi uninominali. Tutti e tre i sistemi sono stati adoperati negli Stati Uniti d'America, con ampia prevalenza del primo. L'articolo 16 modifica l'articolo 84 della Costituzione portando da cinquanta a trentacinque anni l'età minima per l'elezione a Presidente della Repubblica e prevedendo per il Vice Presidente gli stessi requisiti. L'articolo 17 modifica l'articolo 85 della Costituzione, introducendo l'elezione a suffragio universale del Presidente della Repubblica, al quale si applica il limite dei due mandati. Si istituiscono i delegati regionali, designati dagli elettori, ovviamente in relazione al loro impegno a votare una certa coppia di candidati alla Presidenza e alla vice Presidenza. I delegati esprimeranno i loro voti regione per regione. Sono previsti meccanismi di salvaguardia ove i delegati non diano la maggioranza ad alcun candidato: una votazione della Camera, nella quale i deputati di ogni regione esprimono un unico voto, e, in caso ulteriormente negativo, la Presidenza attribuita al Vice Presidente. Questi è eletto con lo stesso meccanismo del Presidente in sede di voto dei delegati regionali. In mancanza di una maggioranza in tale sede, è previsto il passaggio al Senato, con il medesimo meccanismo del voto per regioni, fino al raggiungimento della maggioranza. Si tratta di procedure cui sarà necessario ricorrere raramente ma che tendono ad evitare traumatici scontri e ad offrire in ogni caso una soluzione chiara e definitiva. L'articolo 18 modifica l'articolo 86 della Costituzione sulla supplenza del Presidente della Repubblica, che viene ordinariamente affidata al Vice Presidente. La nuova versione dell'articolo 87, dodicesimo comma, demanda al Presidente la nomina di un Vice se viene a mancare quello indicato dagli elettori. La medesima facoltà è attribuita al Vice Presidente che abbia assunto le funzioni di Presidente della Repubblica. È prevista inoltre, in caso di necessità, l'elezione di un supplente da parte della Camera. La scadenza elettorale resta comunque invariata. L'articolo 19 modifica le funzioni del Presidente della Repubblica previste dall'articolo 87 della Costituzione. Gli sono aggiunte le prerogative di Capo del Governo, che come tale nomina e revoca i Ministri, con il parere della Camera non vincolante, ma politicamente di notevole peso. Viene introdotto l'obbligo di informare le Camere sull'attività di Governo. Viene conferita la facoltà di nominare i dirigenti generali dello Stato, con il parere della Camera, nonché due terzi dei giudici della Corte Costituzionale, con il parere vincolante del Senato o della Camera. Viene sottratta invece al Capo dello Stato la presidenza del Consiglio superiore della magistratura che l'articolo 26, modificando l'articolo 104 della Costituzione, affida a un membro appositamente eletto dal Consiglio al proprio interno. L'articolo 20 modifica l'articolo 90 della Costituzione per adattare l'istituto della messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica al nuovo assetto istituzionale. In particolare, si richiede la maggioranza dei due terzi e si estende tale disciplina anche al Vice Presidente. L'articolo 21 modifica l'articolo 91 della Costituzione stabilendo che il Presidente della Repubblica presta un giuramento pubblico nelle mani del Presidente della Corte costituzionale, non obbligatoriamente davanti al Parlamento, a sottolineare il rapporto diretto con tutti i cittadini e non solo con le istituzioni, sotto l'alta egida della Carta fondamentale della Repubblica. Si introduce anche una data certa per l'assunzione della carica del Presidente. L'articolo 22 modifica l'articolo 92 della Costituzione stabilendo l'incompatibilità tra l'appartenenza al Governo e al Parlamento, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, e disciplinando l'istituto della mozione di censura nei confronti dei Ministri. Gli articoli 23 e 25 adattano gli articoli 93 e 96 della Costituzione al nuovo assetto istituzionale a proposito del giuramento dei Ministri e del perseguimento dei loro reati. L'articolo 24 abroga gli articoli 88, 89, 94 e 95 della Costituzione, che disciplinano il potere di scioglimento delle Camere, la cosiddetta «irresponsabilità» del Capo dello Stato, la fiducia parlamentare al Governo e le funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri: tutti istituti che qui vengono aboliti. L'articolo 28 modifica l'articolo 135 della Costituzione unificando le procedure per la nomina di dieci dei quindici membri della Corte costituzionale, effettuata dal Presidente della Repubblica con il parere e il consenso, alternativamente, della Camera e del Senato. Si prevede altresì che i membri della Corte siano nominati a vita e si disciplinano le eventuali cessazioni dalla carica. L'articolo 29 modifica l'articolo 138 della Costituzione per rendere le regioni partecipi del procedimento di modifica della Carta fondamentale. Le letture parlamentari si riducono a due, ma con la previsione di una maggioranza qualificata dei tre quinti e con l'introduzione di un procedimento di ratifica da parte di tre quarti delle regioni. Si modificano conseguentemente le condizioni per la richiesta di referendum. Gli articoli da 30 a 35 disciplinano la transizione al nuovo assetto istituzionale, in realtà formalmente semplice. Si sottolinea che il passaggio avviene lasciando in carica, per i primi due anni, la Camera dei deputati precedentemente eletta, modificando solamente l'assetto dell'Esecutivo e del Senato federale. Un passaggio graduale, dunque, non traumatico, che non cancella ma valorizza l'esperienza della Costituzione del 1947. Può essere interessante ricordare che il 9 gennaio 1996 fu presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge che, come la presente, si ispirava al sistema americano della divisione dei poteri. Essa si allontanava maggiormente dal modello americano, ma in alcuni punti coincideva con il presente disegno di legge. Quella proposta di legge era la n. 3665 della XII legislatura, «Revisione dell'ordinamento della Repubblica per l'introduzione della forma di governo presidenziale». Primo firmatario era l'onorevole Taradash, l'ottavo era il proponente di questo disegno di legge. Tra gli altri ottanta firmatari, sei hanno rivestito l’incarico di Ministri nei Governi presieduti da Silvio Berlusconi.. I MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE 1 (Fondamenti della Repubblica) 1 All'articolo 1 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente: «L'Italia è una Repubblica federale democratica, fondata sui princìpi di libertà e responsabilità, sul lavoro e sulla civiltà dei cittadini che la formano». 2 (Denominazione del Senato) 1 All'articolo 55, primo comma, della Costituzione, le parole: «della Repubblica» sono sostituite dalla seguente: «federale». 3 (Camera dei deputati) 1 L'articolo 56 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 56. -- La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di quattrocento.