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uno dei maggiori esperti a livello internazionale sulla molecola è l'italiano Andrea Savarino, ricercatore dell'Istituto superiore di sanità. Alcune sue pubblicazioni su "Lancet infectious diseases" del 2003 e del 2006, firmate anche da Antonio Cassone, allora direttore del Dipartimento malattie infettive, e da Roberto Cauda, attuale direttore di malattie infettive dell'ospedale "Gemelli" di Roma, sono tra le più citate nella comunità scientifica sul farmaco dall'inizio della pandemia ad oggi. Eppure il ricercatore ha sostenuto in una recente intervista di non essere stato interpellato dai membri del suo istituto facenti parte del comitato scientifico dell'AIFA in merito al ritiro della determinazione sull'idrossiclorochina. Avere eccellenze nel Paese e non interpellarle è biasimevole; l'idrossiclorochina da sola non può rappresentare una cura definitiva per il virus ma è ampiamente sostenuto che possa attenuarne gli effetti peggiori se il farmaco viene somministrato specialmente nella fase iniziale della malattia, e con dosaggi bassi o moderati che ne evitino eventuali effetti di cardiotossicità. Va anche ricordato che le nuove linee guida cinesi sulla terapia anti SARS-CoV-2, alla luce dei risultati di un clinical trial randomizzato, prevedono l'uso della clorochina e ne incentivano l'uso in terapie antivirali di combinazione comprendenti fino a tre farmaci, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno, per evitare un collasso del sistema ospedaliero e prevenire l'alto numero di decessi nelle residenze sanitarie assistenziali, in assenza di un vaccino testato, o meglio di più vaccini, per un lungo ed imprecisato periodo temporale, al quale si deve aggiungere il tempo necessario per la sua o loro somministrazione, autorizzare l'utilizzo dell'idrossiclorochina nelle dosi considerate e ritenute corrette dai ricercatori europei, e procedere con un nuovo trial randomizzato e controllato nel quale si confrontino pazienti con infezione lieve o moderata trattati con dosi basse del farmaco, da solo od in combinazione con altri antivirali disponibili per uso orale, e pazienti trattati con sola terapia di supporto, con un major end point come l'ospedalizzazione e secondary end point come ingresso in terapia intensiva, per valutare se l'utilizzo del farmaco riduca la necessità di terapie intensive o l'indice di mortalità. Atto n. 3-02029 SANTILLO TONINELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 22 settembre 2020 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso all'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) la proposta di aggiornamento del piano economico-finanziario relativo alla convenzione unica tra ANAS SpA e Autostrade per l'Italia SpA (ASPI), per l'espressione del parere previsto dall'articolo 43, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201; il 14 ottobre 2020 l'ART ha reso parere al Ministero sull'aggiornamento del piano economico-finanziario; l'Autorità rileva che: "il Piano Economico Finanziario (...) presenta alcune significative difformità applicative (...) potenzialmente idonee a riflettersi anche sui livelli tariffari applicabili all'utenza"; in particolare il piano, che si sviluppa su un orizzonte temporale di 19 anni (dal 2020 al 2038), prevede una variazione tariffaria media annua dell'1,75 per cento. Secondo le stime dell'ART si determinerebbe invece un incremento tariffario linearizzato annuo dello 0,87 per cento a partire dal 2021 sino al termine della concessione; altro rilievo principale dell'ART è legato ai costi delle manutenzioni incrementali, cioè quelle aggiuntive da dover fare per compensare le mancanze di gestione degli anni precedenti. L'ART evidenzia che: "l'inclusione di tali interventi nella costruzione tariffaria, con conseguente addebito dei relativi oneri agli utenti per 1,2 miliardi di euro, va attentamente valutata dalla competente Direzione generale del MIT sotto il profilo dell'ammissibilità"; inoltre, con riguardo alla metodologia di calcolo del sistema tariffario previgente (TIR), viene segnalato che "il flusso di cassa relativo all'annualità 2020 risulta incrementata di una rettifica applicata dal gestore (...), tale rettifica, recante effetti vantaggiosi per il concessionario nel calcolo del TIR previgente, sia ammissibile solo nella misura in cui la stessa possa essere ricondotta al rilascio/utilizzo di fondi accantonati nei precedenti esercizi"; un'altra contestazione dell'Autorità è quella relativa all'inclusione in tariffa di un onere correlato agli effetti economici scaturenti dall'emergenza COVID-19, mentre "il sistema tariffario ART prevede il trasferimento del rischio tariffario in capo al concessionario"; valutato che: appaiono nel complesso rilevanti le possibilità per ASPI di incrementare notevolmente i propri profitti a scapito degli utenti destinatari dei pedaggi maggiorati. Tale scenario è assolutamente contro corrente rispetto all'azione governativa in essere, che, a seguito della tragedia del "ponte Morandi", ha dapprima avviato una procedura amministrativa volta a valutare la revoca della concessione, poi successivamente confluita nella delicata trattativa con Cassa depositi e prestiti finalizzata a ricondurre il concessionario a una gestione pienamente coerente con gli interessi pubblici coinvolti, attraverso la partecipazione della medesima Cassa depositi e prestiti; la complessa e delicata trattativa, finalizzata a estromettere Atlantia, holding controllata dalla famiglia Benetton, dalla gestione di Autostrade per l'Italia, per permettere l'ingresso di soggetti a partecipazione pubblica guidati da Cassa depositi e prestiti rischia di essere irreversibilmente alterata da un piano economico-finanziario che, garantendo eccessivi vantaggi all'attuale concessionario, è potenzialmente in grado di influire negativamente sul prezzo di cessione, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di evitare che il nuovo piano economico-finanziario realizzi ingiustificati vantaggi in favore di Autostrade per l'Italia in questa fase di delicate trattative con Cassa depositi e prestiti e che si creino irreversibili effetti sui termini, anche e soprattutto economici, della suddetta trattativa. Atto n. 3-02030 DE CARLO CIRIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: tra le nuove misure urgenti di contenimento del contagio varate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, particolare preoccupazione destano le nuove pesanti restrizioni riguardanti le attività dei servizi di ristorazione: bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie le cui attività, ai sensi dell'articolo 1, comma 9, lettera ee) , non sono consentite a decorrere dalle ore 18.00 sino alle ore 5.00 sino al 24 novembre; si tratta di una delle restrizioni più preoccupanti sia per gli effetti diretti sulla filiera della ristorazione, che per quelli, indiretti ma strettamente correlati, sull'intero comparto della filiera agroalimentare: due settori fortemente interrelati e interdipendenti, che oggi si trovano improvvisamente in una condizione di gravissima difficoltà e forte disagio, la cui crisi sta drammaticamente sfociando in forme sempre più diffuse di protesta in numerose città in tutta Italia; le stime relative alle perdite della filiera agroalimentare sono allarmanti: