[pronunce]

Una volta disposta, da parte del Tribunale rimettente, la sospensione della predetta delibera, la Regione Liguria ha costituito un apposito gruppo tecnico, che ha confermato la sostanziale equivalenza di efficacia terapeutica dei vari inibitori. La congruità della misura disposta in ambito regionale è stata positivamente vagliata dall'Agenzia italiana del farmaco, la quale ha espresso parere favorevole a che le condizioni previste dall'art. 6, comma 1, del decreto-legge n. 347 del 2001 fossero applicate «esclusivamente alla categoria degli inibitori di pompa». Oltre al parere della suddetta Agenzia, il contestato intervento legislativo si basa anche sull'accordo nel frattempo intervenuto tra i Ministeri dell'economia e delle finanze, e della salute, del 6 marzo 2007, accordo finalizzato all'approvazione del Piano di rientro e di individuazione degli interventi per il perseguimento dell'equilibrio economico ai sensi dell'art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2005). In questo accordo si legge che «il potenziamento dell'utilizzo di farmaci generici è un obiettivo imprescindibile, per ricondurre la spesa farmaceutica all'interno delle percentuali del 13% e del 16% della spesa sanitaria» e che «uno degli esempi più significativi è quello della categoria degli inibitori di pompa acida». 2.2. – Quanto alle specifiche censure, la difesa regionale obietta che l'art. 6 del decreto-legge n. 347 del 2001, al primo comma, attribuisce (ora) all'Agenzia italiana del farmaco l'identificazione dei farmaci che, in presenza di altri prodotti provvisti di efficacia terapeutica sovrapponibile purché appartenenti alla medesima categoria, possono essere totalmente o parzialmente esclusi dalla rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale, e, al secondo comma, riconosce alle stesse Regioni tale facoltà di esclusione in relazione ai farmaci (rispetto il cui ruolo essenziale) non sia stato riconosciuto dalla predetta Agenzia: «vi è quindi una valutazione a livello centrale, che accerta l'osservanza del livello minimo di prestazioni». Nel caso di specie, la stessa Agenzia ha espresso un parere favorevole circa le limitazioni introdotte in àmbito regionale alla rimborsabilità dei farmaci qui considerati. Sicché – a detta della Regione interveniente – cadrebbero anche le doglianze basate sulla pretesa violazione dell'art. 32 Cost., anche alla luce di alcune pronunce rese dai giudici amministrativi che hanno escluso la compromissione del diritto alla salute in caso di preferenza accordata al farmaco meno costoso. Per quanto concerne la dedotta illegittima configurazione, da parte del legislatore regionale, del potere di deroga ivi contemplato, che non sarebbe assistito da idonei criteri direttivi, la difesa regionale replica sottolineando che, a fronte di valutazioni eminentemente tecniche, la genericità della previsione in oggetto è la conseguenza della eterogeneità delle ipotesi che si possono, in concreto, delineare. La Regione interveniente, infine, nega la natura asseritamente provvedimentale della censurata disciplina, attesa la sua portata generale e astratta. D'altronde – conclude la difesa regionale – l'unico limite del giudicato non risulterebbe superato, trattandosi di contenzioso ancora in corso. 3. – Si sono costituite nel presente giudizio di legittimità costituzionale quattro società farmaceutiche (che erano) parti nei giudizi a quibus, nonché la Farmindustria-Associazione delle imprese del farmaco, (che era) intervenuta ad adiuvandum in uno di questi giudizi. 3.1. – Nel merito, la Astra Zeneca s.p.a. e la Bracco s.p.a. contestano la competenza della Regione Liguria ad escludere, sia pure parzialmente, dal regime di rimborsabilità assicurato a livello nazionale farmaci che siano classificati dall'Agenzia italiana del farmaco in fascia A e che, come tali, rientrano tra i livelli essenziali di assistenza, con conseguente violazione degli artt. 3, 32 e 117 Cost. Per la difesa di queste società, all'Agenzia italiana del farmaco «è devoluta una competenza esclusiva in punto di valutazione ed approvazione dei farmaci e ad essa sola spetta stabilire le categorie di rimborsabilità dei medesimi». Sicché, una volta ricondotto un farmaco tra i medicinali di fascia A, trattandosi di farmaci ascrivibili ex lege ai livelli essenziali di assistenza, esso non può formare oggetto di alcun intervento limitativo regionale. Pertanto, l'art. 117 Cost. non ammette alcuna disciplina regionale differenziata quanto ai livelli essenziali di assistenza, giacché la discrezionalità di cui dispongono le Regioni può esprimersi sul piano meramente organizzativo. Né l'art. 6, comma 2, del decreto-legge n. 347 del 2001 potrebbe giustificare l'intervento legislativo regionale, dal momento che la possibilità di escludere, in tutto o in parte, la rimborsabilità è circoscritta ai farmaci aventi un ruolo non essenziale o sovrapponibili. D'altro canto, il legislatore statale, con il decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 29 novembre 2007, n. 222, ha inserito, nel testo del succitato art. 6, un comma 2-bis, il quale sancisce la nullità dei provvedimenti regionali di cui al comma 2, assunti in difformità da quanto deliberato, ai sensi del comma 1, dalla Commissione unica del farmaco o, successivamente alla istituzione dell'Agenzia, dalla Commissione consultiva tecnico-scientifica, fatte salve eventuali ratifiche adottate dall'Agenzia medesima antecedentemente al 1° ottobre 2007. Nel caso di specie, l'Agenzia non ha ratificato le misure limitative disposte dalla Regione Liguria. In definitiva, nel settore farmaceutico la legislazione nazionale, come si evince dalla stessa giurisprudenza costituzionale, rifletterebbe l'esigenza di una disciplina necessariamente uniforme, potendo le Regioni semmai prevedere ulteriori prestazioni o servizi, facendovi fronte con risorse proprie. Né la legittimazione della contestata determinazione legislativa potrebbe derivare dalla volontà di contenere in tal modo la spesa pubblica. Infatti, l'individuazione in sede nazionale dei livelli essenziali di assistenza ha già avuto luogo in applicazione del principio di economicità. Spetta solo all'Agenzia italiana del farmaco il compito di monitorare il consumo e la spesa farmaceutica e di intervenire su quest'ultima in caso di superamento del tetto di spesa. 3.2. – La violazione degli artt. 3, 32 e 97 Cost. discenderebbe, a detta delle costituite società, dalla illegittima disparità di trattamento così determinata, da un lato, tra patologie e, dall'altro, tra singoli princípi attivi che verrebbero differenziati solo sulla base del fattore costo. Senza trascurare, poi, l'ingiustificata disparità di trattamento tra le aziende che commercializzano farmaci appartenenti alla categoria in oggetto.