[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 2, commi 1, lettera b), 4, 5, 6, della legge della Regione Campania 17 ottobre 2005, n. 18 (Norme sulla musicoterapia e riconoscimento della figura professionale di musicoterapista), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 21 dicembre 2005, depositato in cancelleria il 27 dicembre 2005 ed iscritto al n. 100 del registro ricorsi 2005. Visto l'atto di costituzione della Regione Campania; udito nell'udienza pubblica del 21 novembre 2006 il Giudice relatore Luigi Mazzella; udito l'avvocato dello Stato Paolo Cosentino per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Vincenzo Cocozza per la Regione Campania.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 21 dicembre 2005 e depositato in cancelleria il 27 dicembre 2005, il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione e «per contrasto coi principi fondamentali delle leggi statali in materia di professioni», questione di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, lettera b), 4, 5 e 6 della legge della Regione Campania 17 ottobre 2005, n. 18 (Norme sulla musicoterapia e riconoscimento della figura professionale di musicoterapista). Il ricorrente espone che, con la predetta legge, la Regione Campania ha disciplinato la nuova figura professionale del musicoterapista (art. 2, comma 1, lettera b), stabilendo il relativo percorso formativo (art. 4), ed ha istituito il «registro professionale regionale del musicotarapista», definendo le procedure ed i requisiti richiesti ai nuovi operatori per il perfezionamento della relativa iscrizione (artt. 5 e 6). Così facendo, tuttavia, la Regione avrebbe ecceduto dai limiti della competenza legislativa regionale previsti dall'art. 117, terzo comma, Cost. nella materia concorrente delle professioni e, in particolare, delle professioni sanitarie. Infatti, a parere del Presidente del Consiglio dei ministri, la figura del musicoterapista (il quale avrebbe competenze in campo psicopedagogico, medico e musicale e svolge un tirocinio in strutture della riabilitazione con supervisione clinica) dovrebbe ritenersi compresa tra le professioni sanitarie e, quindi, afferente ad una materia nella quale, come più volte affermato dalla Corte costituzionale, la potestà legislativa regionale deve rispettare il principio fondamentale secondo cui l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili ed ordinamenti didattici, e l'istituzione di nuovi albi è riservata allo Stato. Infine il ricorrente, considerato che le disposizioni della legge della Regione Campania n. 18 del 2005 diverse da quelle oggetto di specifica censura si porrebbero in inscindibile connessione con queste ultime, chiede che l'illegittimità costituzionale sia estesa, in via consequenziale, anche alle restanti disposizioni della legge in esame. 2. – Nel giudizio si è costituita la Regione Campania che ha concluso chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile e infondato. Ad avviso della Regione la legge impugnata non violerebbe i limiti imposti alla potestà legislativa concorrente delle Regioni dall'art. 117, terzo comma, Cost., perché la legge medesima, come risulterebbe dal comma 2 del suo art. 1, si limiterebbe a promuovere l'applicazione della disciplina della musicoterapia nell'ambito della funzione di sostegno per un pieno e sano sviluppo delle capacità del singolo individuo e della comunità, con particolare riferimento ai portatori di handicap ed ai soggetti disagiati. La legge, dunque, non regolamenterebbe l'attività in oggetto, bensì costituirebbe il fondamento legislativo ed il limite per futuri interventi di promozione dell'attività stessa, individuando i requisiti ed i presupposti per simili interventi. Dall'esatta individuazione della finalità della legge discenderebbe, a parere della difesa regionale, anche l'inammissibilità della questione, perché il ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri non conterrebbe la specifica indicazione dei motivi di illegittimità di tutte le disposizioni, ma solamente l'apodittica assunzione delle norme impugnate nell'ambito dei principi fondamentali della materia e l'affermazione della connessione delle residue norme con quelle specificamente censurate. 3. – In prossimità dell'udienza di discussione la Regione ha depositato una memoria nella quale sottolinea che, nelle more del giudizio di legittimità costituzionale, è stata promulgata la legge 1° febbraio 2006, n. 43 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali). Tale nuova disciplina statale imporrebbe di distinguere due tipologie professionali: da un lato, quelle sanitarie (art. 1, comma 1) e, dall'altro, quelle degli “operatori di interesse sanitario non riconducibili alle professioni sanitarie come definite dal comma 1” (art. 1, comma 2). Rispetto alle seconde la legge n. 43 del 2006 prevede la competenza delle Regioni nell'individuazione e formazione dei profili professionali. Ne conseguirebbe che il musicoterapista costituirebbe un profilo di operatore di interesse sanitario per il quale le Regioni sarebbero abilitate ad interventi legislativi anche più incisivi rispetto a quello effettuato con la legge impugnata.1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione e «per contrasto coi principi fondamentali delle leggi statali in materia di professioni», questione di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, lettera b), 4, 5 e 6 della legge della Regione Campania 17 ottobre 2005, n. 18 (Norme sulla musicoterapia e riconoscimento della figura professionale di musicoterapista). 2. – La questione è fondata. La legge regionale impugnata dal Presidente del Consiglio dei ministri definisce la musicoterapia come «attività psico-pedagogica e socio-sanitaria di pubblico interesse», avente quale scopo «lo sviluppo e la riabilitazione di potenziali funzioni dell'individuo per il raggiungimento di una migliore integrazione sul piano intrapersonale e interpersonale e, conseguentemente, di una migliore qualità della vita» (art. 1). Essa, inoltre, qualifica il musicoterapista come «un soggetto in possesso di diploma superiore di secondo grado e con una buona conoscenza della musica, che ha svolto un corso triennale di impostazione multidisciplinare socio-psicopedagogico-medico-musicale e un tirocinio di un anno presso strutture pubbliche o convenzionate o del privato sociale, della formazione primaria e della riabilitazione, con supervisione clinica e di musicoterapia» (art. 2); dispone che il musicoterapista svolge funzioni di prevenzione, di riabilitazione e socio-sanitarie (art. 3);