[pronunce]

che l'ordinanza di rimessione muove da un erroneo presupposto ermeneutico, giacché ritiene che la fattispecie di reato prevista dall'art. 171-ter, comma 1, lettera e), della legge n. 633 del 1941 sia integrata anche in presenza di un comportamento di sostanziale rilievo civilistico, costituente mero inadempimento dell'obbligazione assunta all'atto della conclusione del contratto, laddove la norma denunciata richiede altresì che il fatto sia commesso «per uso non personale» e «a fini di lucro»; che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente infondata (si veda anche l'ordinanza n. 157 del 2006). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 171-ter, comma 1, lettera e), della legge 22 aprile 1941, n. 633 (Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio), come sostituito dall'art. 14 della legge 18 agosto 2000, n. 248 (Nuove norme di tutela del diritto d'autore), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Cagliari con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 febbraio 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 febbraio 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA