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Nella situazione data (quella, colleghi, che ci avete lasciato voi), abbiamo tracciato una strategia e un progetto per il futuro del Paese. La maggioranza ha discusso, ma abbiamo imparato a lavorare insieme. Basta con le polemiche e portiamo avanti questo progetto di cui l'Italia ha assolutamente bisogno. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, M5S e PD) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,36) RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro della sanità, onorevoli colleghi, Italia Viva voterà la fiducia ed esprime soddisfazione per il fatto che l'IVA non aumenterà, rischio molto forte nel mese di agosto ed evitato dal lavoro di tutte e di tutti. Una premessa, però, occorre a questa discussione. Parliamo spesso di onestà, onesta, onestà. Ebbene, c'è una onestà intellettuale che dobbiamo a quest'Aula. Questa maggioranza, nel rivendicare con forza il positivo risultato raggiunto, deve anche scusarsi con le opposizioni, perché, per il secondo anno consecutivo, un ramo del Parlamento non potrà discutere approfonditamente della legge di bilancio. Noi abbiamo contestato questo quando eravamo all'opposizione, facendo anche un ricorso in Corte costituzionale. Oggi che siamo in maggioranza abbiamo il dovere di scusarci con l'opposizione e con il Presidente della Repubblica, che ci aveva richiamato a un metodo diverso. Senza onestà intellettuale non c'è la possibilità di andare ad analizzare il risultato di questa legge di bilancio (Applausi dal Gruppo IV-PSI) , che per noi, signor Presidente del Senato, vede un bicchiere più che mezzo pieno. L'IVA non aumenta. Aumentano i denari per la sanità: ma non da adesso, senatore Errani, bensì dal 2013. Aumentano i denari per il lavoro e siamo contenti che l'aumento di 20-30 euro al mese per ogni lavoratore sia oggi salutato come una vittoria; lo è anche per noi, almeno come lo era l'aumento di 80 euro che invece qualcuno considerava una mancia. Aumentano i denari per la famiglia, grazie al lavoro del ministro Elena Bonetti, e per l'agricoltura, grazie al lavoro del ministro Teresa Bellanova. Abbiamo sottolineato con il Gruppo Italia Viva, con i colleghi Comincini, Consatti e Parente, il lavoro straordinario fatto in questi mesi. Tuttavia, c'è un problema. Il problema è che questo Paese, che doveva abolire la povertà, lo scorso anno ha abolito la crescita, in particolar modo per tre errori, che per noi sono stati clamorosi, compiuti dal Governo precedente: quota 100, la strategia dei condoni fiscali e la misura (che noi non condividiamo, ma che abbiamo rispettato in ragione dell'impegno di maggioranza), del reddito di cittadinanza. Il punto fondamentale è che non è stato un anno bellissimo. Non lo è stato per l'Italia, in un quadro nel quale intorno a noi tutto sta cambiando con una certa velocità. I ruggenti anni Venti di questo secolo vedranno Stati Uniti e Cina discutere, litigare e combattere. L'Inghilterra o, meglio, il Regno Unito di Boris Johnson affronterà la Brexit con uno straordinario investimento in incentivi fiscali, preoccupante per un'Unione europea che è capace di avere regole comuni per il bilancio ma non per il fisco. Lussemburgo e Irlanda continuano a farci concorrenza sleale. Il mondo va verso Est e tutti sottolineano l'importanza dell'intelligenza artificiale, non rendendosi conto della straordinaria difficoltà e fragilità che hanno, ad esempio, gli amici cinesi sul tema energetico e gli amici indiani sul tema idrico. In questo scenario, in cui la NATO sembra soccombere dal punto di vista geopolitico (tanto che il presidente Macron parla di "morte cerebrale"), qual è il ruolo che vuole avere l'Italia? Solo quello di rincorrere e fare da spettatrice? Qual è il nostro ruolo sull'aerospazio, sulla robotica e sulle scienze della vita, in un momento nel quale fortunatamente si vive più a lungo, ma non è detto che si viva meglio? Su tutti questi temi, a nostro avviso occorre una scelta di campo, quella della verità contro la demagogia. È per questo che sul tema della plastic tax e della sugar tax , nel rispettare il compromesso, cui faceva riferimento il senatore Errani, pensiamo che nei prossimi mesi il Parlamento dovrà intervenire. Il senatore Errani ha detto che abbiamo recuperato 28 miliardi di euro di tasse e dunque cosa volete che siano 200 milioni di euro (Commenti della senatrice De Petris). Ma allora, "fatto 30, facciamo 31", perché quello della plastic tax non è un tema che aiuterà i nostri amati pesci a vivere nell'oceano in modo più semplice e garbato, ma porterà i nostri lavoratori dell'Emilia-Romagna a vivere con maggiori difficoltà. È un po' quello che è accaduto nel 2011, quando si decise di fare la guerra al distretto della cantieristica navale pensando di colpire i ricchi e si andarono a colpire gli operai che non riuscivano ad arrivare alla fine del mese. Lo stesso discorso vale per la sugar tax . Pensiamo che sia giusto un grande investimento in educazione ambientale, ma non è la cultura del semaforo - che vogliono i Paesi anglosassoni - quella che serve, perché si rischia paradossalmente di colpire le aziende italiane (anche quelle che usano nocciole turche, che sempre italiane sono). Il punto fondamentale, amici e colleghi, è che dobbiamo riflettere su quale Italia vogliamo per i prossimi dieci anni e non stare a discutere di misure semplicistiche e demagogiche. Per questo, fare dell'Italia la Silicon valley dell'economia circolare è possibile, non facendo cassa con le tasse, ma investendo sulla trasformazione tecnologica e sull'innovazione ambientale. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Bisogna dire la verità, sempre. Signor Presidente del Senato, diceva Mark Twain: «Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe»; lo abbiamo visto sulla vicenda bancaria. Ieri il Governo ha dato il via libera a un decreto importante per salvare la Banca popolare di Bari, facendo finalmente verità, raccontando cioè che chi salva i risparmiatori e i lavoratori non è un amico dei banchieri ma è una persona che si preoccupa del futuro delle imprese e del territorio. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Lo abbiamo detto da tempo, anche quando non si mettevano soldi pubblici nelle banche, cosa che invece oggi si facendo. Se si è potuto fare quell'intervento è perché la riforma delle banche popolari, che due grandi personaggi di questo Paese, Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi, avevano chiesto al Parlamento invano nel 1998, è stata finalmente realizzata. Arriverà il giorno in cui, mentre la verità si allaccia le scarpe, le bugie smetteranno di circolare, contro la serietà di chi ha scelto la responsabilità e non l'ipocrisia. Abbiamo scelto di dare vita a questo Governo e pensiamo che esso abbia bisogno di stabilità.