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XV, n. 115); della Cassa depositi e prestiti società per azioni (CDP S.p. A), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 116). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 13 febbraio 2019, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a determinati aspetti della sicurezza e della connettività delle ferrovie in relazione al recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione (COM(2019) 88 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è stato deferito, in data 15 febbraio 2019, alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 10 aprile 2019. L'atto è stato altresì deferito, in pari data, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a e 14 a . Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Laus ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01197 della senatrice Bonino. La senatrice Lonardo ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01200 del senatore Gasparri ed altri. Mozioni Atto n. 1-00079 TESTOR MALLEGNI MASINI GIAMMANCO CESARO PICHETTO FRATIN MOLES DAL MAS MANGIALAVORI VITALI - Il Senato, premesso che: secondo gli ultimi dati forniti dall'Eurostat, l'Italia si colloca al quartultimo posto su 28 Paesi UE in relazione al PIL, per investimenti in infrastrutture; la percentuale del 2 per cento rispetto al PIL risulta essere abbondantemente al di sotto della media europea del 2,7 per cento; solo nel 2018, il valore degli investimenti pubblici italiani è risultato essere sotto la media europea di 17,1 miliardi di euro; un trend discendente, consolidato nel corso degli ultimi anni, che dal 2009 al 2017 ha determinato un ridimensionamento degli investimenti pubblici per le costruzioni pari al 37,7 per cento, con ripercussioni su 122.000 impiegati del comparto rimasti senza lavoro; si tratta di dati preoccupanti in un momento in cui il nostro Paese avrebbe bisogno di investimenti di medio-lungo periodo per ridare una prospettiva di sviluppo economico e infrastrutturale; la realizzazione di maggiori opere pubbliche genererebbe benefici dal punto di vista logistico e coinvolgimento nella costruzione e manutenzione delle stesse; il patrimonio infrastrutturale italiano ha subito un costante degrado, che mette in gioco la sicurezza stessa dei suoi cittadini e non permette di immaginare un futuro in cui il nostro Paese possa tornare ad essere attrattivo nei confronti dei grandi investitori internazionali; a parere dei proponenti del presente atto di indirizzo, nel contesto di un quadro finanziario europeo, si intravede la necessità di affiancare agli stanziamenti di bilancio nazionale per la spesa in conto capitale ingenti risorse europee finalizzate allo sviluppo infrastrutturale; tale prospettiva potrebbe essere colta nella fase attuale in cui, nell'ambito della complessa trattativa del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, tuttora in corso, sarebbe auspicabile un accordo tra i vari Paesi membri per addivenire ad una nuova ripartizione delle risorse finalizzata ad accrescere la flessibilità del QFP; attraverso un importante quotidiano nazionale, il 12 febbraio 2019 il viceministro delle infrastrutture, Edoardo Rixi, riferendosi alla TAV, ha dichiarato possibile "migliorare l'opera sul versante dei costi, ad esempio portando la percentuale di fondi europei dal 40% al 50%, risparmiando un paio di miliardi"; è del tutto evidente che, all'interno della compagine governativa, ci siano posizioni volte a considerare una revisione delle risorse all'interno del bilancio dell'Unione europea da destinare alle grandi opere infrastrutturali, impegna il Governo: 1) con riferimento al quadro finanziario pluriennale 2021-2027, riguardo al quale ha espresso la necessità che "il bilancio sia sufficientemente flessibile in modo da poter essere efficacemente impiegato in situazioni di emergenza", ad avviare una trattativa nelle sedi competenti per addivenire ad una più idonea ripartizione dei fondi e dei capitoli di bilancio dell'Unione europea da destinare alle opere infrastrutturali; 2) a farsi promotore in sede comunitaria per far sì che le infrastrutture relative al trasporto nazionale e comunitario vengano messe tra i primi punti del programma della Commissione europea. Atto n. 1-00080 LUCIDI FERRARA MAIORINO LANZI ANGRISANI PARAGONE ANASTASI TURCO ROMANO CORRADO DONNO TRENTACOSTE CORBETTA LANNUTTI MONTEVECCHI - Il Senato, premesso che: al termine della seduta del Consiglio europeo del 23 marzo 2018, nella sua formazione a 27 ( ex art. 50 del Trattato sull'Unione europea), sul processo di uscita del Regno Unito dall'Unione europea, cosiddetta Brexit, il Consiglio ha pubblicato i suoi orientamenti finali, in cui viene ribadita la necessità di mantenere uno stretto partenariato fra Unione europea e Regno Unito riguardo alla cooperazione commerciale ed economica, alla lotta al terrorismo ed alla criminalità internazionale, alla sicurezza, alla difesa e alla politica estera; in particolare, il Consiglio ha riconosciuto che la prossimità geografica fra l'Unione europea ed il Regno Unito e l'uscita del Paese dall'area Schengen rendono fondamentale assicurare la cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale, tramite un partenariato che dovrebbe contemplare "efficaci scambi di informazioni, il sostegno alla cooperazione operativa tra autorità di contrasto e la cooperazione giudiziaria in materia penale" e che garantisca meccanismi efficaci di esecuzione e risoluzione delle controversie; considerato che: il processo di uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea potrebbe comportare un indebolimento della capacità di cooperazione giudiziaria e di polizia, nonché degli strumenti di interscambio informativo in materia finanziaria e fiscale, creando così un ambiente favorevole allo sviluppo e proliferazione delle organizzazioni mafiose; in tale contesto, tra le principali criticità che la Brexit potrebbe generare, vi è l'impossibilità di ricorrere a una serie di strumenti e principi di riconoscimento giuridico che oggi sono alla base della cooperazione che, pur nella sua complessità, ha consentito di conseguire un buon numero di successi, nonostante le diversità tra l'ordinamento giuridico britannico e quello europeo;