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nelle procedure passive di consegna (quando cioè l'Italia esegue il mandato sul proprio territorio e consegna l'imputato allo Stato estero richiedente) dall'arresto fino alla consegna della persona ricercata (o fino al momento della definitività della decisione di mancata consegna); nelle procedure attive di consegna (quando cioè è l'Italia a chiedere allo Stato estero l'esecuzione del mandato) in favore della persona ricercata che ha esercitato il diritto di nominare un difensore sul territorio nazionale perché assista il difensore nello Stato membro di esecuzione. Precisa, come ricordato altresì dalla relazione illustrativa, che già le corti d'appello, interpretando estensivamente l'articolo 75 del TU spese di giustizia, applicano la disciplina del patrocinio gratuito a spese dello Stato ai soggetti interessati da procedure di consegna per mandato d'arresto europeo. Ciò, anche in base alle previsioni dell'articolo 90 dello stesso TU che prevede che "il trattamento previsto per il cittadino italiano è assicurato altresì allo straniero e all'apolide residente nello Stato". Ciononostante, si è ritenuto opportuno intervenire con la novella all'articolo 75 per allineare anche normativamente la disciplina del TU spese di giustizia al contenuto dell'articolo 5 della direttiva. Il secondo profilo della disciplina del TU spese di giustizia ritenuto meritevole di intervento riguarda il gratuito patrocinio in favore degli autori di reati in materia di evasione di imposte sui redditi e dell'IVA. Una prima modifica - prevista dall'articolo 2 dello schema - riguarda l'articolo 91, comma 1, lettera a ) del TU che esclude dal patrocinio a spese dello Stato l'indagato, l'imputato o il condannato per tale tipologia di illeciti. Poiché la direttiva 2016/1919 riguarda espressamente indagati e imputati, l'articolo 2 dello schema di decreto: espunge dall'articolo 91 il riferimento all'indagato e all'imputato, per allinearsi al contenuto della direttiva (l'esclusione dal gratuito patrocinio dell'articolo 91 riguarderà, quindi, solo i condannati); chiarisce che l'ambito applicativo dell'esclusione dal gratuito patrocinio riguarda i soli condannati "con sentenza definitiva". Nonostante quest'ultima modifica possa apparire ultronea - in quanto il riferimento dell'articolo 91 a "indagati, imputati e condannati" già chiarisce, per esclusione, che con quest'ultimo termine ci si riferisca ai definitivi (essendo già non definitivi gli indagati e gli imputati) e non ad appellanti e ricorrenti, la relazione illustrativa specifica che il Governo ha ritenuto di intervenire a fini di chiarezza interpretativa. Infatti, dopo la soppressione del riferimento a indagati e imputati, l'esclusione dal gratuito patrocinio dettato dell'articolo 91 avrebbe riguardato i soli condannati, ingenerando il dubbio che potesse riguardare anche i condannati in primo o secondo grado. L'ulteriore modifica, sempre in materia di gratuito patrocinio per autori di reati tributari, è introdotta all'articolo 76, comma 4- bis , del TU spese di giustizia. Tale disposizione prevede una presunzione legale secondo cui, il reddito dei condannati in via definitiva per una serie di reati di particolare gravità (associazione mafiosa e reati connessi, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti o al contrabbando di tabacchi) si ritiene superiore ai limiti previsti (per aver diritto al patrocinio a spese dello Stato). L'articolo 3 dello schema integra il catalogo di reati indicati dal comma 4-bis dell'articolo 76 del citato TU, prevedendo che la citata presunzione di un reddito superiore ai limiti cui consegue l'esclusione dal gratuito patrocinio (fatta salva la prova contraria) operi anche in relazione ai condannati definitivi per reati commessi in violazione delle norme per la Gratuito patrocinio e reati di evasione fiscale e IVA 5 repressione dell'evasione di imposte sui redditi e dell'IVA. L'articolo 4 concerne, infine, la copertura finanziaria derivante dall'attuazione dell'articolo 2, che amplia l'ambito applicativo del gratuito patrocinio agli indagati e condannati per i sopracitati reati tributari. In particolare, alla copertura degli oneri, valutati in 2,4 mln di euro all'anno a decorrere dal 2019 si provvede mediante la corrispondente riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea. Il presidente OSTELLARI ricorda che la Commissione politiche dell'Unione europea potrà rendere osservazioni entro il 3 febbraio prossimo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE DDL NN. 925 e 417 - Giudizio abbreviato DDL 925 Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo DDL 417 Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato, nonché modifica all'articolo 69 del codice penale, in materia di concorso di circostanze aggravanti e attenuanti (Discussione congiunta e rinvio) Il presidente OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) procede in veste di relatore alla relazione illustrativa dei disegni di legge in titolo che propongono - ambedue - di escludere dall'ambito di applicabilità del giudizio abbreviato i delitti puniti con la pena dell'ergastolo. Passando al merito illustra dapprima l'atto Senato n. 925, in quanto già approvato dalla Camera dei deputati. Tale provvedimento si compone di cinque articoli. L'articolo 1 modifica l'articolo 438 del codice di procedura penale, per prevedere: che non è ammesso il giudizio abbreviato per delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo; che in caso di inammissibilità della richiesta di rito abbreviato, in quanto il fatto per il quale si procede è punito con l'ergastolo, l'imputato può riproporre la richiesta fino a che non siano formulate le conclusioni nel corso dell'udienza preliminare e che in caso di inammissibilità della richiesta di rito abbreviato dichiarata in udienza preliminare, il giudice all'esito del dibattimento applica, se ritiene che il fatto accertato non è punibile con l'ergastolo, la riduzione di pena connessa al negato rito speciale. L'articolo 2 modifica l'articolo 441- bis del codice di procedura penale, che disciplina l'ipotesi di nuove contestazioni del pubblico ministero nel corso del giudizio abbreviato. Il provvedimento, attraverso l'introduzione di un ulteriore comma, specifica che se le nuove contestazioni del pubblico ministero riguardano un delitto punito con l'ergastolo, il giudice revoca l'ordinanza con cui è stato disposto il rito abbreviato e il procedimento penale prosegue nelle forme ordinarie. L'articolo 3 interviene - anche con finalità di coordinamento - sull'articolo 442, comma 2, del codice di procedura penale, relativo all'entità della pena applicabile in caso di giudizio abbreviato conclusosi con sentenza di condanna.