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Chiunque lancia un attacco nella consapevolezza che esso avrà come effetto collaterale diffusi, gravi e durevoli danni all'ambiente, manifestamente sproporzionati rispetto al diretto e concreto vantaggio militare atteso, è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. 2. Se l'attacco determina la distruzione del patrimonio biologico di un ecosistema, l'avvelenamento non temporaneo dell'atmosfera o delle risorse idriche ovvero una catastrofe ecologica, si applica la pena della reclusione da dieci a diciotto anni. Art. 58. (Opere e installazioni che contengono o producono energie pericolose) 1. Chiunque arbitrariamente lancia un attacco che può coinvolgere opere o installazioni che contengono ovvero producono energie pericolose che possano essere liberate dall'attacco e causare gravi perdite di vite umane, ferite o danni a beni civili, è punito con la reclusione da dieci a quindici anni. Art. 59. (Omicidio o ferimento di persona fuori combattimento) 1. Chiunque cagiona la morte o il ferimento grave di un combattente che, avendo deposto le armi o non avendo più mezzi di difesa, si sia arreso senza condizioni è punito con la reclusione non inferiore a diciotto anni. Art. 60. (Abuso della bandiera di parlamentare) 1. Chiunque usa indebitamente la bandiera di parlamentare, simulando falsamente l'intenzione di negoziare, è punito, se dal fatto derivano la morte di una persona o lesioni personali gravi, con la reclusione da cinque a dieci anni. Art. 61. (Abuso di bandiera, insegne o uniformi delle Nazioni Unite) 1. Chiunque fa un uso improprio della bandiera, delle insegne o delle uniformi delle Nazioni Unite è punito, se dal fatto derivano la morte di una persona o lesioni personali gravi, con la reclusione da cinque a dieci anni. Art. 62. (Abuso degli emblemi distintivi delle convenzioni di Ginevra del 1949) 1. Chiunque usa indebitamente gli emblemi distintivi delle convenzioni di Ginevra del 1949 e dei protocolli addizionali è punito, se dal fatto derivano la morte di una persona o lesioni personali gravi, con la reclusione da cinque a dieci anni. Art. 63. (Attacco ad obiettivi protetti) 1. Chiunque attacca un edificio, un'opera o un luogo dedicati al culto, all'educazione, all'arte, alla scienza o a scopi umanitari ovvero monumenti storici, ospedali o luoghi ove i malati ed i feriti siano riuniti, al di fuori dei casi in cui siano utilizzati per fini militari, è punito con la reclusione da quattro a otto anni. 2. Chiunque, in violazione del diritto internazionale e nelle stesse circostanze di cui al comma 1, attacca ovvero espone al rischio di un attacco un bene culturale oggetto di protezione rafforzata è punito con la reclusione da cinque a dodici anni. 3. È punito con la stessa pena di cui al comma 2 chiunque attacca direttamente ogni altro bene storico, artistico, archeologico, architettonico, scientifico, culturale o religioso che, per caratteristiche proprie e note ai belligeranti, costituisca eredità culturale e spirituale di un popolo ovvero patrimonio universale del genere umano, al di fuori dei casi in cui sia utilizzato per fini militari. Art. 64. (Mutilazione) 1. Chiunque sottopone una persona che si trovi sotto il suo controllo a mutilazione, anche sfigurandola o rendendola permanentemente inabile o rimuovendole un organo, che non sia giustificata né da cure mediche, dentistiche od ospedaliere né dall'interesse esclusivo della persona coinvolta, è punito, se dal fatto deriva un grave rischio per la salute o l'integrità fisica o psichica della persona stessa, con la pena della reclusione da cinque a quindici anni. 2. Se dal fatto di cui al comma 1 deriva la morte della persona, si applica la pena della reclusione da dieci a venti anni. Art. 65. (Esperimenti medici o scientifici) 1. Chiunque sottopone una persona che si trovi sotto il suo controllo ad un esperimento medico o scientifico, che non sia giustificato né da cure mediche, dentistiche od ospedaliere né dall'interesse esclusivo della persona coinvolta, è punito, se dal fatto deriva un grave rischio per la salute o l'integrità fisica o psichica della persona stessa, con la pena della reclusione da cinque a dodici anni. 2. Se dal fatto di cui al comma l deriva la morte della persona, si applica la pena della reclusione da dieci a venti anni. Art. 66. (Perfidia) 1. Chiunque cagiona la morte o il ferimento di una persona della parte avversa facendo appello, con l'intenzione di ingannarla, alla sua buona fede o alla sua fiducia per farle credere che ha il diritto di ricevere o l'obbligo di accordare la protezione prevista dalle regole del diritto internazionale dei conflitti armati, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni. Art. 67. (Diniego di quartiere) 1. Chiunque, essendo in posizione di effettivo comando o controllo sulle forze subordinate alle quali si rivolge, dichiara od ordina che non vi siano sopravvissuti al fine di minacciare l'avversario o di condurre le ostilità nel presupposto che non vi siano sopravvissuti, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Art. 68. (Distruzione o sequestro di proprietà nemica) 1. Chiunque distrugge o illegalmente espropria proprietà dell'avversario, al di fuori dei casi in cui ciò sia richiesto dalla necessità del conflitto, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Art. 69. (Saccheggio) 1. Chiunque saccheggia una città o altro luogo, anche se preso d'assalto, è punito con la reclusione da dodici a ventiquattro anni. Art. 70. (Impiego di veleno o di armi avvelenate) 1. Chiunque impiega una sostanza idonea a cagionare la morte o gravi danni alla salute per le sue proprietà tossiche, ovvero impiega un'arma che rilasci tale sostanza per effetto del suo uso, è punito con la reclusione da dodici a diciotto anni. Art. 71. (Impiego di gas, liquidi, materiali od ordigni vietati) 1. Chiunque impiega un gas idoneo a cagionare la morte o gravi danni alla salute per le sue proprietà asfissianti o tossiche, ovvero impiega altra sostanza, liquido o materiale ovvero procedimento analogo, è punito con la reclusione da dodici a diciotto anni. Art. 72. (Impiego di proiettili vietati) 1. Chiunque, in violazione del diritto internazionale, impiega proiettili che si espandono o si schiacciano facilmente nel corpo umano, in modo da causare lesioni superflue o sofferenze non necessarie, è punito con la reclusione da otto a quindici anni. Art. 73. (Mine) 1. Chiunque, in violazione delle norme di diritto internazionale, utilizza mine antipersona o altri analoghi ordigni è punito con la reclusione da quattro a dodici anni. Art. 74. (Attacco a cose o persone che usano segni distintivi delle convenzioni di Ginevra del 1949) 1.