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Si tratta di un connotato fondamentale del nuovo sistema di giurisdizione tributaria, giacché un adeguato compenso costituisce un elemento di dignità professionale e personale e quindi un ulteriore fattore di indipendenza e autonomia dei giudici. Parallelamente, viene ribadita con l'articolo 13 la responsabilità dei giudici per i danni cagionati nel corso della loro attività. Il capo III riforma il sistema di sorveglianza e autogoverno della giurisdizione tributaria, accorpandolo con le disposizioni in materia disciplinare. Il punto fondamentale (articolo 14) è costituito dall'esclusione del Ministero dell'economia e delle finanze dalle competenze in materia di organizzazione e vigilanza della giurisdizione tributaria, che vengono accentrate in capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Si vuole così evitare che le commissioni tributarie e i relativi uffici dipendano in qualsivoglia modo dallo stesso ramo della pubblica amministrazione che è per lo più parte nei processi tributari. Alla stessa Presidenza è trasferito il compito di redigere e presentare la relazione annuale al Parlamento. L'attuale Consiglio di presidenza della giustizia tributaria è ridenominato, più semplicemente, Consiglio della giustizia tributaria (CGT). Esso è l'organo di vigilanza e governo della giurisdizione tributaria, attuata secondo l'attuale meccanismo «a cascata», reso ancora più efficace e legittimo per la professionalità dei nuovi giudici e l'esclusività del loro rapporto di lavoro: i presidenti delle CAT vigilano sugli altri membri delle CAT stesse e sui TT e i presidenti dei TT sugli altri giudici degli stessi TT; tutti questi soggetti, a loro volta, vigilano sull'operato degli uffici di segreteria. Il comma 4 prevede che la Presidenza e il CGT si avvalgono per la vigilanza di appositi uffici della Presidenza; al riguardo la disposizione transitoria di cui all'articolo 116 dispone il trasferimento alla Presidenza stessa degli uffici competenti in materia di giurisdizione tributaria e attualmente operanti presso il Ministero dell'economia e delle finanze, garantendo la continuità dei servizi amministrativi del contenzioso e del loro collegamento con gli OGT. Il secondo periodo del comma pone un particolare accento sulla rendicontazione dei risultati ottenuti in sede di mediazione e contenzioso da parte delle agenzie fiscali e degli altri enti e organi di cui all'articolo 56, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, quali il corpo della Guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate-Riscossione. Con la Sezione I si regolamenta in modo più snello il CGT, il cui assetto e funzionamento sono ispirati al Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. L'articolo 15 riduce il numero dei componenti da 15 a 11, in relazione al più contenuto bacino di riferimento (circa 450 giudici), bilanciando l'elemento togato (7 componenti) con quello parlamentare (4 componenti): date le regole di funzionamento (articolo 22, comma 1), sarà così sempre necessaria la presenza di almeno un componente non togato per la validità delle deliberazioni. L'incardinamento dell'organo nella Presidenza del Consiglio non comporta, a rispetto dell'autonomia dello stesso, alcun ruolo della stessa nella sua composizione: a) La componente togata eletta dai giudici rappresenta la stretta maggioranza dei membri e non più i due terzi come in passato ed è integrata da un consigliere di cassazione, esperto in materia tributaria, designato dal Presidente della corte stessa. b) La componente non togata è rimasta invariata nella sua composizione quantitativa (due eletti dalla Camera dei deputati e due eletti dal Senato della Repubblica) e quantitativa (professori universitari e soggetti abilitati alla difesa). Sono state però modificate le modalità di elezione, imponendo una votazione congiunta dei due esperti ma consentendo ai membri di ciascuna Camera la possibilità di votare per un solo candidato e considerando eletti i due esperti che ottengono il maggior numero di voti; in questo modo, salvo il caso di maggioranze parlamentari particolarmente ampie o di opposizioni frammentate, è garantita la rappresentanza di queste ultime nel CGT. Il comma 3 dell'articolo 15 regola l'assegnazione della presidenza, rimettendola interamente al CGT ed eliminando il vincolo della scelta fra i componenti non togati. Le regole di elezione sono state disegnate per favorire una scelta in tempi brevi ed evitare stalli. Il comma 4 conferma per i componenti del CGT le incompatibilità già previste dalla vigente disciplina. L'articolo 16 allunga la durata del CGT da 4 a 5 anni e regola il caso di sostituzione di componenti eletti. Indifferentemente dal fatto che il componente cessato sia togato o non, esso è sostituito dal primo dei non eletti. Solo nel caso dei componenti eletti dal Parlamento e solo se non vi sono non eletti, si ha, data la particolare modalità di elezione descritta all'articolo 15, la decadenza di entrambi i componenti eletti dalla stessa Camera, che procede, su comunicazione del presidente della CGT, a una nuova elezione. Le nuove regole per il reclutamento dei giudici tributari giustificano l'inserimento del divieto di partecipazione ai concorsi stessi per i componenti del CGT (articolo 16, comma 3). L'articolo 17 elenca le attribuzioni del presidente del CGT. L'articolo 18 riprende le cause di ineleggibilità previste dalla legislazione vigente. Per quanto riguarda l'elezione dei componenti togati del CGT, l'articolo 19, complice la riduzione del numero degli elettori e degli eligendi, adotta una disciplina molto più semplice di quella attuale, definendo i princìpi e le regole generali e lasciando al regolamento di attuazione i dettagli procedurali. Il sistema elettorale è basato su elementi molto semplici e di massima comprensibilità: a) circoscrizioni elettorali disegnate in modo da garantire un'equilibrata rappresentanza del territorio; b) divieto di liste di candidati per evitare la formazione di correnti all'interno di un corpo elettorale così ristretto; ogni giudice elettore può esprimere il voto per un solo candidato. Resta definita nella normativa primaria la competenza del CGT a ricevere i reclami sulle elezioni e a decidere sugli stessi. L'articolo 20 riprende, adeguandoli, i contenuti dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 545 del 1992. In particolare viene riscritta la lettera relativa all'attività di formazione, espungendo il passaggio relativo agli stanziamenti e la previsione della comunicazione di un programma di formazione ad altro organo amministrativo; al loro posto si è inserita una più moderna e più sostanziale indicazione delle attività da svolgere, mirata non solo all'approfondimento tecnico-professionale, ma anche all'acquisizione di capacità gestionali e organizzative e allo sviluppo di capacità di autovalutazione da parte dei magistrati. L'attività di formazione è inoltre estesa al personale degli uffici di segreteria. Gli articoli da 21 a 25 riprendono anch'essi le previsioni del decreto legislativo n. 545 del 1992 con alcune semplificazioni e integrazioni: a) si prevedono due ipotesi di convocazione d'ufficio, una per la prima riunione del CGT neoeletto e una semestrale;