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Norme per lo sviluppo e l'adozione di tecnologie di intelligenza artificiale. Onorevoli Senatrici, Onorevoli Senatori . – L'innovazione può essere un motore di progresso economico, inclusione sociale e salvaguardia ambientale essenziale per assicurare la prosperità e la competitività dell'Italia nel contesto europeo e globale, oltre ad essere cruciale per affrontare le sfide globali come il cambiamento climatico, la salute pubblica e l'invecchiamento della popolazione. La transizione digitale, motore dell'innovazione, è parte integrante del programma europeo Next Generation EU e costituisce, assieme alla transizione ecologica, una delle due direttrici fondamentali per lo sviluppo socioeconomico e la sostenibilità dei Paesi membri. Tra le sfide innovative più importanti c'è sicuramente lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA). L'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel nostro Paese si pone come opportunità chiave per superare le attuali problematiche economiche e sociali. Infatti, in un'era di produttività costantemente in calo per più di trent'anni e con l'avanzare dell'età media dei lavoratori, la pressione sulle capacità del Paese di innescare sviluppo e avanzamento economico si intensifica. Dal 2023 al 2040, si prevede che l'Italia assisterà alla perdita di quasi 3,7 milioni di posti di lavoro che, con i livelli attuali di produttività individuale, contribuiscono con circa 268 miliardi di euro in termini di valore aggiunto. All'interno di questa realtà, l'intelligenza artificiale si propone come risposta innovativa capace di aiutare a superare queste sfide e di stimolare la crescita economica del Paese. Attraverso le sue intrinseche capacità di apprendimento e autonomia produttiva, l'IA può aiutare le aziende a migliorare l'efficienza operativa delle proprie risorse e a preservare l'alta competitività del tessuto imprenditoriale italiano. Nonostante ciò, l'implementazione di tali tecnologie richiede un approccio ponderato che include programmi di formazione costante e politiche di riqualificazione professionale per assicurare che l'utilizzo dell'IA diventi un volano per la crescita e il benessere, preservando e supportando una componente umana vitale nell'evoluzione del panorama lavorativo. L'IA avrà conseguenze significative sulla maggior parte dei settori economici e sui procedimenti aziendali. Non è questione di « se » ma di « quando » e « quanto » l'intelligenza artificiale inciderà significativamente. Dall'ambito dei servizi finanziari alla produzione industriale, questa tecnologia sta ridefinendo le modalità operative tradizionali delle imprese. I primi a trarre vantaggio saranno i processi innovativi e di ricerca, indispensabili per mantenere la competitività del made in Italy , seguiti dai settori della produzione e della logistica, dell'assistenza al cliente, del marketing e della struttura organizzativa interna. È fondamentale accelerare l'adozione di tali innovazioni per restare in corsa in un contesto globale che procede spedito. Le aziende che integrano questa evoluzione tecnologica non solo aumentano l'efficienza operativa ma anche la capacità di ideare soluzioni distintive che incontrano le mutevoli necessità del mercato. Affrontare questa sfida richiederà un cambiamento culturale e strategico, in cui le aziende si adattano per sfruttare appieno il potenziale dell'IA, contribuendo così al loro sviluppo nell'ambito economico internazionale. Integrare l'intelligenza artificiale potrebbe servire a sbloccare la produttività del sistema italiano. Attraverso l'automazione avanzata, l'ottimizzazione dei processi e la generazione di soluzioni innovative, l'IA avrebbe una capacità inedita di amplificare l'efficienza e la produttività all'interno delle aziende del Paese. Le previsioni prendono in considerazione due prospettive: l'incremento di produttività permesso dall'intelligenza artificiale potrebbe tradursi sia in una produzione di valore aggiunto maggiore nello stesso lasso di tempo, sia in una riduzione dell'orario lavorativo a parità di valore, migliorando così la qualità della vita dei lavoratori. Gli impatti reali sull'Italia saranno una combinazione di queste dinamiche, influenzate da vari fattori come il settore specifico, le dinamiche di crescita, l'organizzazione aziendale, la posizione geografica, il capitale umano e le abilità. L'intelligenza artificiale inaugura nuove prospettive ma presenta anche rischi etico-sociali. Perché l'innovazione diventi un motore di avanzamento, è fondamentale perseguire uno sviluppo responsabile. La trasparenza nella gestione dei dati, l'affidabilità delle tecnologie adottate, la protezione e la privacy dei sistemi, l'imparzialità degli output e l'accessibilità a questi servizi sono elementi fondamentali per l'attuazione di un'intelligenza artificiale etica. In questo ambito, si promuovono sistemi che non escludono l'intervento umano nelle decisioni e nella creazione di contenuti derivati dall'uso di tali strumenti (il concetto di « human in the loop » o « human on the loop »). Un equilibrio tra innovazione e protezione dei diritti individuali e collettivi richiede un dialogo aperto tra governi, imprese e società civile, permettendo così all'IA di fiorire in un ambiente che valorizzi il benessere e il progresso senza intaccare valori imprescindibili. Per questo l'Italia dovrà seguire e implementare il prima possibile l' AI Act , anche detta « legge sull'intelligenza artificiale », la proposta legislativa dell'Unione europea di regolamento che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale e modifica i regolamenti (CE) n. 300/2008, (UE) n. 167/2013, (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828) in modo da ridurre gli usi scorretti, garantire una maggiore privacy e protezione dei dati e rispondere alle preoccupazioni etiche che questa tecnologia sta sollevando. L'Italia non potrà capitalizzare le opportunità fornite dall'intelligenza artificiale senza un impegno attivo e proattivo; senza di esso, rischieremmo di rimanere indietro nella gara internazionale. Per sfruttare i vantaggi dell'IA è indispensabile adottare un approccio strutturato che promuova la diffusione delle competenze digitali e l'adozione tecnologica nelle aziende, elementi chiave per questo nuovo orizzonte. In particolare, promuovere la digitalizzazione delle imprese, soprattutto quelle di piccola e media entità, è vitale per facilitare l'implementazione di soluzioni basate sull'IA, migliorando così l'efficienza operativa delle stesse. All'Italia mancano 3,7 milioni di occupati con le necessarie abilità digitali di base e ci sarebbe bisogno di 137.000 iscrizioni aggiuntive ai corsi di laurea ICT per rendere possibile l'adozione dell'IA nel panorama economico nazionale. Nel merito, il presente disegno di legge è finalizzato a generare benefici concreti per cittadini, imprese e startup attraverso misure d'intervento che facciano crescere l'ecosistema dell'innovazione e il potenziale tecnologico dell'intelligenza artificiale, a beneficio della qualità della vita delle persone. Gli obiettivi prioritari sono di: a) stimolare la creazione di posti di lavoro qualificati e la crescita continua; b) guidare la transizione digitale;