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Tali evidenze scientifiche non possono essere un esercizio di bricolage e di autonomia nella raccolta dei dati e di equiparazione tra vera scienza e falsa scienza, perché questa è la fake news più grande. Credo infine che sia estremamente pericoloso il tentativo, che viene portato avanti da mesi, di insinuare dubbi sulla credibilità delle conclusioni raggiunte dalla comunità scientifica, di picconare giornalmente quello che ci viene detto da chi ha la responsabilità grave e pesante, ma essenziale, di dirci cosa possiamo fare, cosa è prudente fare e quali trattamenti sanitari sono estremamente consigliabili e necessari. Vorrei fare un appello, dopo una discussione durata diversi giorni all'interno della nostra Commissione, dove si sono superate situazioni non facilissime e dove non si è registrata purtroppo quell'unanimità, anche all'interno della maggioranza, che io invece auspico sempre: attenzione ai segnali che diamo. Devo dire che mi sono approcciato a questo decreto-legge, qualche giorno fa, con una speranza relativa ai dati degli ultimi giorni, che coincidono con l'abbassamento delle temperature, con l'arrivo di una stagione più fredda e con l'aumento delle attività che si svolgono al chiuso: i nuovi contagi oggi sono 2.000 in più rispetto a ieri e c'è una ripresa, per ora non fortemente preoccupante, ma sicuramente visibile, nell'andamento dei contagi. Speravo che tutto questo, e anche l'osservazione e la valutazione di quello che sta avvenendo in Paesi vicino a noi che hanno seguito linee diverse dalle nostre, inducesse tutti a una maggiore responsabilità e a una moderazione degli istinti di attacco a parti della politica del green pass . Dobbiamo essere molto chiari: l'unica arma contro il Covid è il vaccino e l'unica cosa che ci ha fatto ripartire è il green pass . Poche storie, questa è la verità. (Applausi) . E allora, se questa è la verità, come io credo, bisogna stare estremamente attenti ai segnali che si mandano all'opinione pubblica. Vorrei infine dire che sono molto d'accordo con le scelte che sono state fatte dal Ministero degli interni per quanto riguarda le restrizioni da introdurre alle manifestazioni dei cosiddetti no pass . Il diritto di dissentire è sacrosanto, ma quel diritto non può essere esercitato mettendo in pericolo la salute pubblica e mettendo in pericolo un altro diritto degli italiani, il diritto al lavoro. Mi pare che, da questo punto di vista, le cose migliori e più sagge come al solito le abbia dette ieri nell'assemblea dell'ANCI a Parma il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È con le sue parole, che non hanno bisogno di nessun commento, che vorrei concludere il mio intervento. Il Capo dello Stato ha detto: «Le forme legittime di dissenso non possono mai sopraffare il dovere civico di proteggere i più deboli. Dobbiamo sconfiggere il virus, non attaccare gli strumenti che lo contrastano». Credo che queste parole, meglio di ogni altra considerazione che può fare qualsiasi di noi, ci descrivano qual è la sfida che abbiamo di fronte. È una sfida che possiamo vincere, ma che vinceremo soltanto se ci sarà grande compattezza e coesione, da parte delle istituzioni e dei cittadini, nella lotta a questa pandemia. (Applausi) . RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, ancora una volta siamo qui a dover approvare un provvedimento salva-vite. Dobbiamo infatti convertire in legge il decreto entrato in vigore il 15 ottobre scorso e cioè dobbiamo estendere l'impiego del green pass all'accesso ai luoghi di lavoro pubblici e privati. Pur avendo il consenso di gran parte della popolazione, soprattutto questo decreto-legge ha suscitato manifestazioni di protesta e prese di posizione estreme, anche in quest'Aula, come ha appena ricordato il presidente Parrini. Voglio qui ricordare le immagini ignobili dei manifestanti di Novara, vestiti come i deportati dei lager nazisti. (Applausi) . Ignoranti che non conoscono la storia, perché confondono il diritto alla salute in uno Stato che vuol salvarti la vita con il vaccino, da un regime che si è macchiato dei peggiori crimini contro l'umanità: la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. Onorevoli colleghe e colleghi, il green pass è il semaforo verde per poter partecipare alla vita sociale del Paese, uno strumento che funziona, perché spinge a vaccinarsi. Chi non accetta però il vaccino, se vuole partecipare alla vita sociale, deve fare il tampone. A proposito dei tamponi, nelle settimane scorse si è dibattuto se fosse il caso o meno di far pagare i tamponi ai non vaccinati. Nel decreto-legge che stiamo approvando, l'articolo 4 dispone l'obbligo per le farmacie di applicare il prezzo calmierato per la somministrazione dei predetti test rapidi. È una scelta sulla quale ci ritroviamo, anche se c'è sempre da chiedersi perché le parafarmacie non possano fare il tampone rapido. Comunque l'applicazione del prezzo calmierato sarà assicurata anche dalle strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio sanitario. Colleghi, come sapete, nel corso dell'esame in Commissione, come ha appena detto anche il presidente Parrini, il provvedimento è stato in più parti oggetto di modifiche. Nel votare gli emendamenti, non sempre come maggioranza che sostiene il Governo Draghi ci siamo ritrovati dalla stessa parte. Alcuni di questi emendamenti sono passati a maggioranza ristretta. Certo, questo fa parte della normale dialettica parlamentare, ma è evidente che il Governo si deve porre il problema di come si costruiscono questi provvedimenti, in relazione alla maggioranza e al Parlamento, costruendo così una sintesi che sia effettivamente tale ed equilibrata. Basta sfogliare i giornali e le agenzie di stampa, per capire che non siamo ancora usciti dalla pandemia e anzi c'è una recrudescenza del virus a livello europeo. Di certo qui da noi, in Italia, le cose vanno meglio, perché il Governo ha tenuto la barra dritta e per questo possiamo avere meno paura di altri, ma nei Paesi vicini al nostro la situazione è preoccupante. In Austria hanno varato un nuovo lockdown selettivo per i non vaccinati. Altro che green pass ! I non vaccinati non possono entrare in negozi, ristoranti e piste da sci. Anche in Germania sono preoccupati per la situazione epidemiologica, anche perché si è vaccinato meno del 70 per cento della popolazione e nelle ultime ventiquattro ore 40.000 persone sono risultate positive, il doppio di una settimana fa, per non parlare poi della Gran Bretagna, della Romania, della Serbia, della Croazia e della Bulgaria. È evidente che imporre ai lavoratori pubblici e privati il possesso di una certificazione per accedere ai luoghi di lavoro ha significato una svolta necessaria, per evitare il rischio di nuove chiusure. La campagna vaccinale è a buon punto, ma se vogliamo contenere il numero dei contagi e mantenere sotto soglia il numero dei ricoveri dobbiamo convincere gli incerti e spingere per la terza dose se non vogliamo rinunciare di nuovo alla vita sociale.