[resaula]

Non lo dico soltanto per fare in modo che questa soluzione sia la risposta ai tanti che lavorano agli sportelli della Banca popolare del Mezzogiorno: la soluzione è strumentale e funzionale alla ripresa di un'economia in cui, da Saraceno in poi, si è sempre decretato che il credito è una delle principali strutture. Per questo il Gruppo del Partito Democratico voterà a favore del disegno di legge al nostro esame. (Applausi dai Gruppi PD, Misto e IV-P.S.I.) . *BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, qualcuno ha definito iniziativa riempitiva la questione pregiudiziale sollevata dalla senatrice Faggi. Su questo vorrei dire, nell'annunciare il voto favorevole del nostro Gruppo, che piuttosto temiamo che questo provvedimento sia un'iniziativa riempitiva. Lo sosterremo, perché ovviamente non vogliamo che vengano imputate a noi le conseguenze della mancanza di visione altrui, ma non siamo esattamente convinti che sarà risolutivo dei problemi che vuole affrontare e che però non nomina neanche in rubrica. Vorrei partire da alcune osservazioni che sono state sviluppate nel corso della discussione generale per spiegare cosa intendo. Qui abbiamo di fronte almeno tre problemi: un problema di sistema, un problema di vigilanza e un problema di risorse. Intanto partiamo dal sistema. Come gli onorevoli colleghi sanno, il sangue non è un liquido, ma è un organo: è composto da tante cellule diverse. Lo stesso vale per il sistema creditizio, che è il sangue dell'economia: non è un insieme omogeneo, ma è composto da tanti istituti diversi, almeno negli organismi che funzionano. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 13,09) ( Segue BAGNAI). Ha fatto bene il senatore Pichetto Fratin a fare un excursus storico sul sistema creditizio italiano, mentre sono un po' scettico sull'entusiasmo di altri colleghi verso iniziative innovative. Mi viene da dire «tornate all'antico e sarà un progresso» - per citare Giuseppe Verdi - e questo perché se guardiamo alla situazione dei nostri concorrenti più agguerriti (pensiamo alla Germania) vediamo che in quel caso il sistema creditizio si basa su un principio, su cui forse dovremmo cominciare ad aprire un dibattito (ma non ci riusciamo, non so perché), che fa riferimento al ruolo del settore pubblico nel sistema creditizio e quindi delle banche pubbliche. Pensiamo alla Germania che ha un sistema basato su tre pilastri: le banche pubbliche ( Landesbank e Sparkasse ); le banche private e le banche di credito cooperativo. È un tavolo con tre gambe; noi di queste tre gambe ne abbiamo due ed è abbastanza evidente che c'è il pericolo che il tavolo traballi. Ma ciò non interessa realmente a nessuno perché si parla di intervenire a condizioni di mercato. In alcuni spicchi di questo emiciclo siamo passati da una denigrazione di Keynes e del ruolo del settore pubblico, fatta da sinistra paradossalmente, a un'esaltazione di Hayek e del ruolo del mercato che non ci porta da nessuna parte. Vanno aggiunte, inoltre, al sistema creditizio tedesco le banche di sviluppo regionale. Ce ne sono 13 e sono esentate dalle regolamentazioni europei e di cui qualcuno qui ha giustamente lamentato il carattere draconiano. Mi riferisco alla capital requirements regulation (CRR) e alla capital requirements directive (CRD). Noi non siamo riusciti a esentare sostanzialmente nessuna banca. Quelle che erano fuori dal perimetro - per esempio, le banche di credito cooperativo - le abbiamo riportate dentro e poi vengono a dirci che competiamo ad armi pari e che c'è il level playing field ? No, secondo me, c'è un low-level debate , una cosa un po' diversa. Forse dovremmo chiederci se non sia giunto il momento di rivendicare il ruolo dello Stato. Per far questo, dobbiamo rivendicarne la dignità. Possiamo farlo in compagnia di chi ha fatto della denigrazione delle istituzioni e, in particolare, dei corpi elettivi - non so se vi ricordate la casta, il magna magna e la scatoletta di tonno - il fondamento della propria effimera carriera politica? Direi di no. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Possiamo farlo con chi vede, per ciò che sta succedendo e gli episodi di mala gestio che pure ci sono stati, nel giustizialismo l'unico orizzonte risanatore per i percorsi della nostra economia? Direi di no. Certo, la mala gestio c'è stata e forse è stata anche protratta; lo vedremo perché sono in corso delle inchieste. Ma se il tema è quello, vogliamo allora parlare di un'altra cosa? Perché questa maggioranza sta insabbiando nei fatti un dibattito sul ruolo e sulla riforma della governance dell'Autorità di vigilanza? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Se il tema è quello, dobbiamo intervenire, anche perché è indispensabile fugare un dubbio atroce, dopo gli interventi della magistratura, che pure ci sono stati e che sono stati una delle motivazioni dell'intervento della collega Faggi. Il dubbio è che in questo Paese ci siano organismi indipendenti dalla politica e dotati di un potere sanzionatorio che usano per condurre una politica, per esempio, creditizia. L'indipendenza di certi istituti è predicata rispetto a certe politiche come quella monetaria. Cari colleghi, quanto è alto il tasso di interesse, quante banche e di che tipo debbano esserci in un territorio dovremmo deciderlo noi, se ne abbiamo ancora voglia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lasciamo perdere questo e concentriamoci sul potenziale salvataggio innominato (quello che nel lessico di alcuni ideologi del PD si chiamerebbe «la mucca nel corridoio» potremmo chiamarlo «l'elefante nel trullo»). Veramente stiamo pensando di risolvere con queste risorse un problema di tale entità? Voglio essere molto specifico sul punto e chiarire. L'avevamo fatto come azione preventiva quando era venuta cortesemente a trovarci la commissaria Vestager e, allora, vogliamo lamentare l'intervento dell'Unione europea, che in alcuni casi salva con denaro pubblico le banche e in altri no, costringendo a strani escamotage i legislatori nazionali? Cosa è successo nella Norddeutsche Landesbank , l'ultima delle banche pubbliche tedesche che è stata salvata con ulteriore denaro pubblico (3 miliardi di euro)? C'è stata una rilevante restrizione del perimetro dell'attività, che è consistita nel cedere un intero ramo di attività (il credito navale, che era andato per aria a causa del crollo del commercio internazionale) e anche un sostanziale recupero di profitti nel piano industriale: hanno fondamentalmente previsto di licenziare metà delle persone. Quindi, lì ci sarà poi un ulteriore costo sociale perché lo Stato dovrà pur sostenere queste persone nel loro percorso per trovare un nuovo lavoro. Ma noi davvero pensiamo che un intervento a condizioni di mercato, quindi con un ROE tecnicamente intorno all'8 per cento, riducendo il perimetro dell'attività, riducendo l'operatività dell'Istituto, sia possibile in un territorio come quello che stiamo considerando, devastato dai terremoti e caratterizzato da una fragilità, purtroppo, endemica? Credo che non sarà possibile.