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L'emendamento 1.0.3, posto ai voti, è respinto. Si passa alla votazione del mandato al relatore. Per dichiarazione di voto di astensione interviene il senatore RAMPI ( PD ), esprimendo una contrarietà di fondo sul provvedimento a partire dal titolo. Il disegno di legge n. 763 determinerà, a suo giudizio, un ritorno a un sistema rigido, che la legge n. 107 del 2015 tentava di superare anche mediante la chiamata per competenze, che avrebbe reso efficace un sistema di assunzione nazionale degli insegnanti, al fine di permettere alle scuole di personalizzare il percorso didattico. Nel sottolineare che sarebbe necessaria una discussione approfondita sui modelli pedagogici del futuro e pur riconoscendo l'esigenza di monitorare attentamente l'attuazione della legge n. 107, rivendica l'aumento di risorse, nonché gli investimenti sui dirigenti scolastici e sulle competenze dei docenti compiuti dal precedente Governo, negando la volontà di imporre un modello competitivo. Domanda dunque quale sia il modello pedagogico presente nelle scelte della maggioranza, lamentando che il disegno di legge in esame rappresenti un mero " spot ", orientato piuttosto a produrre risparmi, in linea con un approccio - spesso registrato in passato - che vede la scuola come luogo da cui prelevare risorse. Conclude paventando il rischio che il provvedimento in esame non porti nessun beneficio agli studenti. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) dichiara a sua volta il voto di astensione del suo Gruppo, ricordando di aver presentato il disegno di legge n. 880 coerentemente con le battaglie intraprese nella scorsa legislatura. La chiamata diretta si è dimostrata, a suo giudizio, inefficace, non idonea a portare miglioramenti alla qualità della didattica e ai risultati degli alunni, né a permettere - a detta degli stessi dirigenti scolastici - il completamento degli organici. Il testo approvato dalla Commissione risolve alcuni punti nodali, lasciando tuttavia irrisolte altre questioni. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) ritiene che il testo approvato dalla Commissione rispecchi l'eterno vizio delle politiche scolastiche, di rivolgersi non agli utenti del servizio, ma piuttosto ai docenti, come testimoniato dall'intervento della senatrice Granato sull'emendamento 1.100: una politica dunque sotto ricatto. Pur non condividendo le politiche del governo Renzi, reputa che quest'ultimo avesse perseguito alcuni buoni obiettivi, come quello di introdurre la meritocrazia nella selezione dei docenti e la responsabilizzazione dei dirigenti scolastici in materia. Teme che il testo in discussione esprima invece una politica scolastica di carattere burocratico e centralistico, espressione del peggior egualitarismo: si dice perciò sorpreso che tale proposta sia sostenuta dalla Lega. Dichiara conclusivamente il voto di astensione della propria parte politica. La senatrice GRANATO ( M5S ), dopo aver ricordato che il testo approvato costituisce l'esito di un lungo approfondimento, tiene a precisare che il cosiddetto percorso FIT non prevedeva principi meritocratici, ma rappresentava lo sfruttamento di docenti a stipendio ridotto. Il disegno di legge n. 763 restituisce ai docenti pari status giuridico, superando la distinzione tra docenti titolari su ambito e docenti titolari su scuola, stabilendo che tutti i docenti saranno titolari su scuola. Coglie poi l'occasione per lamentare le modalità di reclutamento indiscriminato determinato dallo svuotamento delle graduatorie a esaurimento (GAE) conseguente alla legge n. 107, frutto di un meccanismo informatico censurato anche nelle sedi giurisdizionali. A suo giudizio occorre invece mettere a regime un piano di rientro dei docenti, costretti spesso a peregrinare in territori distanti dal proprio luogo di residenza. Preannuncia perciò l'avvio di ampie consultazioni con i protagonisti del mondo della scuola per conoscerne le esigenze e individuare un modello di riferimento, puntando sulle risorse più preziosa rappresentata dagli studenti. Dichiara infine il voto favorevole del suo Gruppo. La Commissione conferisce quindi mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 763, come modificato, autorizzandolo a chiedere di poter svolgere la relazione orale, proponendo l'assorbimento dei disegni di legge n. 753 e 880, e a effettuare gli interventi di coordinamento e correzione formale del testo che dovessero risultare necessari. Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica DDL 1264 Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica DDL 233 Modifiche al decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, recante disposizioni in materia di insegnamento di "Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea" DDL 303 Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nella scuola primaria e secondaria DDL 610 Disposizioni in materia di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta DDL 796 Introduzione dell'insegnamento curricolare di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, allargamento della partecipazione degli studenti agli organi collegiali della scuola, nonché reintroduzione del voto in condotta DDL 863 Valorizzazione e potenziamento dei percorsi di "Cittadinanza e Costituzione" DDL 1031 Istituzione dell'insegnamento di educazione alla convivenza civile nelle scuole primarie (Seguito della discussione congiunta e rinvio) - e della petizione n. 238 ad essi attinente Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 2 luglio. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 75 emendamenti e 5 ordini del giorno al disegno di legge n. 1264, pubblicati in allegato. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ), nel ribadire quanto già affermato nella seduta del 2 luglio, nella quale aveva inviato a limitare le proposte emendative al fine di consentire l'approvazione definitiva del disegno di legge in titolo, nel testo definito dalla Camera dei deputati, invita i Gruppi a ritirare le proposte di modifica avanzate e ricorda le molte sollecitazioni provenienti da esponenti del centro sinistra a intervenire sollecitamente per introdurre l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole. Ribadisce anche l'auspicio che la nuova disciplina, che potrà essere semmai oggetto di correttivi in momenti successivi, possa essere definita in tempo utile per l'avvio del prossimo anno scolastico. Il senatore RAMPI ( PD ) si dice convinto vi siano i tempi per approvare emendamenti migliorativi e assicurare una rapida terza lettura nell'altro ramo del Parlamento, in tempo per l'avvio del nuovo anno scolastico. Poiché nessuno chiede di intervenire per illustrare gli emendamenti e gli ordini del giorno, il PRESIDENTE avverte che il seguito della discussione proseguirà in altra seduta. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE dl n. 59/2019