[resaula]

La legge Delrio è intervenuta su un apparato, quello delle Province, che sì aveva alcune lacune, perché esistevano le Province, come la mia, di 1.250.000 abitanti e Province che avevano poco più di 100.000 abitanti, ma la risposta non poteva essere quella di rendere impensabile qualsiasi possibilità di dignità delle Province e di azione, facendo in modo che i migliori tecnici scappassero, che non ci fossero le risorse sufficienti, come ho sentito da altri colleghi. Le competenze che avevano le Province erano davvero importantissime e ancora lo sono, in parte: dalla viabilità alle strade, dall'edilizia scolastica alla formazione professionale, dall'ambiente alla gestione del territorio. Oggi queste competenze vengono lasciate senza riferimenti adeguati dal punto di vista, da una parte, della formazione e della possibilità di avere disponibilità di dirigenti e dipendenti e, dall'altra, di risorse. Non ci sono le risorse e non abbiamo la possibilità di fare in modo che le Province possano dare risposte ai piccoli Comuni. Se penso alla mia Lombardia, ci sono Comuni che non possono avere un rapporto diretto con una Regione che ormai ha superato i 10 milioni di abitanti. La legge Delrio prevedeva un Presidente in carica per quattro anni e un consiglio provinciale in carica due anni, dopo di che si è rinnovato il consiglio provinciale ancora per due anni. Oggi colleghi di maggioranza, il termine che voi stabilite rende possibile che alcune Province non vadano affatto al voto il 31 ottobre, che altre vadano al voto per eleggere il Presidente e altre ancora per eleggere solo il consiglio provinciale: in questo modo si è riusciti a superare, con l'umiliazione delle Province, di tutti gli amministratori e dei sindaci, anche ciò che ha sbagliato Delrio e mi stupisco, perché da un sindaco questo non me lo sarei mai aspettato. Il tema è che il 31 ottobre si voterà per le Province, non so con quale clamore o passione (io vedo un territorio completamente frastornato in cui si dice qualcosa del tipo: bisogna farlo e facciamolo), ma sappiamo che quei servizi che le Province andranno ad amministrare (finché non verranno tolti) serviranno ai Comuni e ai nostri cittadini e allora una risposta va data immediatamente. Consapevole che tra oggi e domani in quest'Aula non si potrà cambiare questa norma, rivolgo un appello al presidente della 1 a Commissione Borghesi: dal 31 ottobre, dopo la votazione delle Province, si faccia un'indagine conoscitiva, un approfondimento veloce, che renderà chiaro che se vogliamo aiutare i nostri amministratori che hanno un contatto diretto con i cittadini (sindaci e consiglieri comunali), dobbiamo dare anche a loro delle Province in grado di sostenere quel lavoro. Concludo dicendo che Forza Italia e anche altre forze politiche (la Lega in particolare) hanno presentato disegni di legge che vanno nella direzione dell'elezione diretta delle Province; si può fare con le elezioni europee senza costi per il Paese e quindi su questo chiedo davvero un salto di qualità. Abbiamo fatto una frittata e abbiamo creato un mostro che oggi è stato addirittura peggiorato nei suoi contenuti: facciamo in modo di rimediare, diamo dignità. Se qualcuno pensa che le Province siano inutili le cancelli, subito; se pensa che possano ancora servire - come pensiamo noi - all'architettura costituzionale e amministrativa delle nostre Regioni e dei nostri Comuni, ridiamo loro dignità e torniamo al voto diretto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berardi. Ne ha facoltà. BERARDI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e rappresentati del Governo, desidero oggi intervenire nuovamente in Aula sulla direttiva Bolkestein, una vicenda arcinota, che però purtroppo non ha trovato una sua dimensione. Il turismo è un settore con un peso determinante nell'economia del nostro Paese, in quanto vale l'11 per cento del PIL e il 12,5 per cento dell'occupazione. Le destinazioni balneari sono le preferite dal 68 per cento dei turisti, che si dichiarano molto soddisfatti dei servizi offerti, con ben 30.000 imprese e oltre 100.000 addetti nel settore. Evito i riferimenti normativi, perché non è la prima volta che parliamo della direttiva Bolkestein in Aula e ci vorrebbe molto più tempo di quello che ho a disposizione. Vorrei però nuovamente rimarcare alcuni punti fondamentali. Lungo tutta la nostra Penisola gli stabilimenti balneari rappresentano un comparto economico fondamentale, che non può essere lasciato in balia di una normativa ancora incerta, né tantomeno in attesa di tavoli o riunioni tecniche che ad oggi non è dato sapere quando avverranno. Occorre una legge di riforma che dia garanzia a queste imprese e che tuteli le specificità della loro attività. Nel corso degli ultimi decenni gli operatori balneari hanno migliorato, con il proprio lavoro, sacrifici e investimenti, l'aspetto e la funzionalità delle nostre coste, fino a renderle il simbolo dell'eccellenza turistica che tutto il mondo ci invidia. Questo patrimonio, che non è soltanto economico, ma culturale e direi addirittura identitario del nostro Paese, rischia di essere annientato, distrutto, perso per sempre. È perciò nostro dovere evitare che ciò accada, tutelando le migliaia di piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che hanno dato vita e corpo al settore. Infatti, non stiamo difendendo le lobby , i grandi fondi di investimento o i poteri forti, ma solo e soltanto le nostre famiglie italiane, che ormai da troppo tempo si trovano in una situazione di palese incertezza. Noi di Forza Italia, con in testa il presidente Silvio Berlusconi, siamo da sempre al fianco dei lavoratori e del mondo del lavoro. Purtroppo - e mi dispiace - non possiamo dire altrettanto di voi, che avete solo creato danno al mondo del lavoro, a partire dal cosiddetto decreto dignità, per proseguire con la confusione a riguardo delle graduatorie degli insegnanti (diplomati magistrali, TFA, sostegno eccetera), fino ad arrivare all'assurda - e spero tornerete indietro - proposta di chiusura degli esercizi commerciali la domenica. Quello è un settore che occupa più di 450.000 addetti e rischia - non si capisce in favore di cosa - una diminuzione rilevante di migliaia di unità di lavoratori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Gli italiani - permettetemi, colleghi, di rivolgermi a tutti voi - chiedono lavoro vero e non certamente la vostra elemosina. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, la discussione del provvedimento riprenderà domani alle ore 9,30 con la replica del rappresentante del Governo. Rinvio pertanto l'esame del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) .