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– con la lettera b) si prevede un incremento del fondo di cui all'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, pari a 50 milioni di euro. I commi 13 e 14 quantificano gli oneri derivanti dai commi 10, 11 e 12 e recano la relativa copertura finanziaria o rinviano per la medesima all'articolo 15. Articolo 4. (Misure per l'incremento della produzione di gas naturale) La disposizione in esame è coerente con le finalità del decreto-legge e dell'azione messa in atto dal Governo, volta a garantire la ripresa economica del Paese e il sostegno ai settori più in difficoltà. L'attuale congiuntura geopolitica ed economica richiede un intervento nel senso di ampliare le fonti di approvvigionamento energetico, messe a forte rischio dal conflitto armato tra la Russia e l'Ucraina e dalla condizione di dipendenza dal gas russo. L'apporto della produzione nazionale di gas appare indispensabile anche per contribuire a calmierare l'andamento dei prezzi energetici e facilitare, per tale via, l'attuazione del PNRR. Si intende dunque apportare alcune modifiche all'articolo 16 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 2022, n. 34, al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale da destinare, a prezzi calmierati, ai clienti finali industriali a forte consumo energetico, attualmente in notevole difficoltà. Con la disposizione di cui al comma 1, lettera a) , le concessioni ammesse alle procedure di approvvigionamento potranno operare anche nelle aree interessate dai cosiddetti vincoli aggiuntivi di esclusione previsti dal Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), fissati a livello locale e non espressamente formalizzati in norme di rango primario o derivanti da accordi internazionali. Rimangono pertanto in essere solo i divieti e le restrizioni alle attività upstream specificatamente costituiti da atti legislativi previgenti al PiTESAI, quali, in sostanza, i divieti di cui all'articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per le attività a mare e i divieti in Alto Adriatico per ragioni di subsidenza. A tal riguardo, la disposizione in parola prevede che siano ammesse alle procedure di approvvigionamento anche le « concessioni di coltivazione di idrocarburi poste nel tratto di mare compreso tra il 45° parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po, a una distanza dalle linee di costa superiore a 9 miglia e aventi un potenziale minerario di gas per un quantitativo di riserva certa superiore a una soglia di 500 milioni di metri cubi ». Detta modifica riammette a produrre le concessioni esistenti in Alto Adriatico, limitatamente alla porzione di mare specificatamente indicata dalla norma (quella compresa tra il 45° parallelo ed il parallelo passante per la foce del ramo di Goro), oltre le 9 miglia marine e solo in caso di concessioni caratterizzate da un elevato potenziale minerario. In deroga a quanto previsto dai sopracitati divieti normativi a mare, dette concessioni potranno produrre per la durata di vita utile del giacimento a condizione che aderiscano alle procedure di cui all'articolo 16, comma 1, del decreto-legge n. 17 del 2022 (in modo che la deroga si traduca effettivamente in un sostegno ai settori economici più in difficoltà) e previa presentazione di analisi tecnico-scientifiche e programmi dettagliati di monitoraggio e verifica dell'assenza di effetti di subsidenza significativi da condurre sotto il controllo del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. La disposizione, in buona sostanza, consente che alle procedure di approvvigionamento di gas possano partecipare altre due concessioni (con un valore complessivo di gas di oltre 10 miliardi di Smc da produrre secondo stime in circa 15 anni – incremento di gas previsto di circa 700 milioni di Smc annui), oltre quelle già invitate dal GSE, su direttiva del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, a fronte di complessive nove concessioni in alto Adriatico escluse dalla procedura ai sensi dell'articolo 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. L'intervento di modifica di cui alla lettera b) prevede il rilascio di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia, in deroga all'articolo 6, comma 17, del decreto legislativo n. 152 del 2006, che invece preclude nuove attività in materia di idrocarburi nelle aree marine protette e nelle 12 miglia da dette aree e dalla costa. Anche in questo caso, la deroga è prevista solo con riferimento a siti caratterizzati da elevato potenziale minerario (riserva certa superiore a 500 milioni di metri cubi) e a condizione che i titolari delle nuove concessioni aderiscano al meccanismo di cui al comma 1, a sostegno dei clienti finali industriali a forte consumo di gas. Ad oggi, tra le 9 e le 12 miglia, non sussiste alcuna istanza di concessione in corso di istruttoria presso l'Amministrazione, ma insistono parzialmente o integralmente cinque permessi di ricerca. I cinque permessi interessati dall'intervento di modifica normativa qui descritto sono: A.R80.AG – al largo della laguna veneta – con circa il 40 per cento del permesso fuori le 9 miglia, A.R78.AG – al largo delle coste emiliane, con circa un terzo del permesso fuori le 9 miglia, F.R40.NP – al largo di Brindisi – con 100 per cento fuori le 9 miglia, G.R13.AG – al largo di Gela e a ridosso della concessione di « Argo e Cassiopea » – con una minima parte fuori le 9 miglia, ivi incluso l'unico pozzo esistente che, ricadendo entro le 9 miglia, non verrebbe salvaguardato, ed il permesso G.R14.AG – che avrebbe circa l'80 per cento di area fuori le 9 miglia con, in particolare, due pozzi Panda 1 e Panda W1 già realizzati nella fascia tra le 9 e le 12 miglia, che potrebbero essere quindi salvaguardati con possibilità per l'operatore di riproporre istanza di concessione per la produzione presumibilmente di gas per circa 1,7 miliardi di Smc. Con la lettera c) si modifica l'articolo 16, comma 3, del decreto-legge n. 17 del 2022, prevedendo che anche per il rilascio delle nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia, di cui all'intervento previsto alla precedente lettera b) , vi sia un tempo massimo per l'Amministrazione ridotto da sei mesi, previsti dall'originaria versione della norma, a tre mesi, come per il rilascio delle altre autorizzazioni funzionali a rendere effettiva la procedura di approvvigionamento di cui al medesimo articolo 16. Con le lettere d) ed e) vengono sostituiti i commi 4 e 5 dell'articolo 16 del decreto-legge n. 17 del 2022.