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fatto sta che le cautele e le restrizioni imposte dalla buffer zone , che accompagnano gli aspetti più condivisi (rilancio socio-economico, recupero ambientale, incremento del decoro, miglioramento della comunicazione con il pubblico, potenziamento delle infrastrutture e del sistema dell'accoglienza), sembrerebbero avere rallentato fino ad immobilizzarlo il processo di effettiva attivazione del sito UNESCO, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia in grado di spiegare le ragioni per le quali la cortina arborea circostante la Peschiera Grande del Parco Reale sia stata sacrificata e quali iniziative intenda assumere per contribuire ad arrivare in tempi brevi al Piano di gestione e ad una delimitazione razionale della buffer zone del sito UNESCO. Atto n. 3-02672 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: in Molise, per i fruitori del Parco archeologico che racchiude i resti del monastero benedettino di San Vincenzo al Volturno, fondato all'inizio dell'VIII secolo nella piana di Rocchetta e ricadente, oggi, nei comuni di Castel San Vincenzo, Rocchetta e Cerro al Volturno (Isernia), la cripta dell'Abate Epifanio (824-842), sottostante ad una chiesa che è parte del complesso di San Vincenzo Minore, con i suoi straordinari affreschi, rappresenta senza dubbio il gioiello del sito; la proprietà della cripta, sconsacrata, è dell'Abbazia di Montecassino dal 1942, in seguito alla donazione effettuata in suo favore dal duca Catemario di Quadri, la cui famiglia aveva rilevato i possedimenti monastici (acquisiti dai cassinesi nel Seicento) dopo la soppressione dell'asse ecclesiastico in età napoleonica; opera su incarico di Montecassino anche la persona che, offrendosi come guida, provvede ad aprire e chiudere la cripta, esclusivamente su prenotazione, ricavandone dieci euro a visitatore (si veda la sezione "Visita San Vincenzo - Abbazia di San Vincenzo" su "abbaziasanvincenzo"). L'accesso all'area archeologica, in capo alla Direzione regionale musei del Molise, organo periferico del Ministero della cultura, costa 5 euro (2 con riduzione) ma è condizionato, oggi, dalla penuria di personale di custodia, tant'è che dal 17 maggio 2021 le visite sono possibili solo di domenica e nei giorni festivi (si veda "Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno - Direzione regionale musei Molise" su "beniculturali"); le aperture straordinarie in luglio e agosto, su richiesta di gruppi, interessano (ma non sempre) un secondo giorno a settimana, sempre diverso, con orario ancora più ridotto (si veda "Direzione regionale Musei Molise" su "Facebook"); considerato che: la suddetta gravissima limitazione rischia di far passare sotto silenzio un'altra criticità che riporta indietro l'orologio della storia di alcuni anni: grazie ad un accordo del 2018 fra il Ministero e l'Abbazia, che assicurava a Montecassino una percentuale del 30 per cento sui biglietti pagati dagli utenti per accedere all'area, fino a prima dell'emergenza sanitaria da SARS-CoV-2, a determinate condizioni di compatibilità con il microclima del luogo e fino ad un massimo di 20 ingressi al giorno, i dipendenti del Ministero consentivano a loro volta l'accesso dei visitatori nell'angusto vano ipogeo, senza che ciò comportasse per costoro un'ulteriore spesa; risulta agli interroganti, però, che pochi giorni fa il personale di custodia statale si sia visto sottrarre, per consegnarla al vicino convento di suore, la copia delle chiavi della cripta che gli era stata affidata, necessaria anche per effettuare visite a fini di tutela, perché il rappresentante locale dell'Abbazia (un laico) avrebbe messo in discussione l'accordo ricordato, ritenendolo, per ragioni non esplicitate pubblicamente, non più consono; si ripropone, dunque, la situazione che già 15 anni fa offrì lo spunto per una interpellanza, a prima firma dell'on. Titti De Simone, che contestava la possibilità, per l'abate, di decidere in via esclusiva se e chi far entrare nella cripta di Epifanio, oltre a chiedere chiarezza in merito alla gestione dei cospicui finanziamenti pubblici erogati e a lungo gestiti (quelli regionali) dal soggetto privato Abbazia di Montecassino: è l'Atto Camera 5/00280 del 9 ottobre 2006, svolto in VII Commissione permanente il 30 novembre con l'esposizione, da parte del Governo, di molti buoni propositi per il futuro, a cominciare dalla volontà di identificare, per gli interventi a venire, un soggetto attuatore terzo rispetto ai numerosi enti locali, uffici e istituti ministeriali, ma anche atenei (italiani e stranieri) coinvolti, nel tempo, nelle attività di scavo archeologico, di studio e di conservazione. Il compito è poi toccato alla prefata Direzione regionale musei del Molise; nel merito della criticità appena riemersa, nel testo di risposta all'interpellanza si legge: "Dato l'impegno di fondi pubblici andrà definita e sottoscritta anche la convenzione prevista dalla normativa vigente per garantire la visita e l'accesso del pubblico ai beni, specificando orari e modalità" (si veda Camera - XV Legislatura - Resoconto della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) del 30 novembre 2006). Non è chiaro se quanto accade oggi sia legato all'intervenuta scadenza della convenzione, biennale ma rinnovabile, o sia un'iniziativa unilaterale dell'Abbazia o del suo rappresentante; manutenzioni e restauri sono in effetti a carico del Ministero fin dagli anni '30 del secolo scorso, ma in particolare dal 1993 in poi, e oltre 100.000 euro di fondi pubblici saranno spesi a breve dalla Soprintendenza per la conservazione della cripta senza ottemperare a quanto previsto dal decreto legislativo n. 42 del 2004 agli articoli 32 e seguenti. L'accordo di programma stipulato a suo tempo con la Regione Molise ha infatti riservato alla Soprintendenza gli interventi all'interno dell'area archeologica in senso stretto, mentre sono toccate all'Ente locale le sistemazioni esterne volte al potenziamento infrastrutturale; valutato che: il Ministero garantisce che quanto resta del celebre monastero molisano sia gestito da professionisti competenti e ricada sotto l'egida di una struttura che ne allinea gli standard di tutela a quelli vigenti su tutto il territorio nazionale, sottraendolo inoltre ad interessi speculativi e di parte; la normativa in vigore, ma anche la situazione del Molise, con i suoi piccoli e piccolissimi comuni a rischio di spopolamento, non permette, infatti, che la responsabilità di una realtà così complessa sia posta direttamente sulle spalle delle comunità locali, anche se queste sono chiamate a parteciparvi; la tendenza frazionista e distruttiva continua tuttavia a manifestarsi, nella regione, e recentemente, ledendo l'indispensabile sinergia tra enti locali e Ministero, ha messo seriamente a rischio la possibilità che San Vincenzo al Volturno partecipi al processo di candidatura dei principali siti benedettini italiani nelle liste del patrimonio UNESCO;