[resaula]

Non votare la fiducia al Governo, Presidente, sarebbe una scelta grave. È una scelta grave ed è un oggettivo errore politico, perché mette in discussione l'Esecutivo in una fase così drammatica per l'Italia e per l'Europa, interrompendo questo percorso. Una simile scelta produrrebbe inevitabili conseguenze politiche, ben al di là dei calcoli e di quello che abbiamo letto in queste ore sui media . Signor Presidente, la sovranità appartiene al popolo, come sta scritto nella Costituzione, e nessuno, meno che mai il Partito Democratico, ha timore di rivolgersi agli italiani, a cui spetta l'ultima parola. Credo però che, se chiedessimo agli italiani di cosa hanno bisogno oggi, l'ultima cosa che ci risponderebbero sarebbe "una crisi di Governo". (Applausi) . All'Italia, in una fase drammatica come quella che stiamo vivendo, serve un Governo nella pienezza delle sue funzioni e il Partito Democratico, signora Presidente, lavora per questo, per la prosecuzione e il rilancio dell'attività di questo Governo, sapendo qual è la cifra politica con cui questo Governo è nato. È un Esecutivo, quello guidato dal presidente Draghi, che ha avviato il suo percorso in una situazione eccezionale, partendo da una comune assunzione di responsabilità delle forze di questa maggioranza, che erano e rimangono molto diverse dal punto di vista politico e del loro profilo programmatico, che hanno risposto positivamente a un appello del Presidente della Repubblica e che si sono assunte, tutte, la responsabilità di sostenere, in una condizione eccezionale, questo Governo, nell'interesse generale del Paese. Il Governo si fonda su questa assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, tutte, che un anno e mezzo fa hanno fatto quella scelta di fronte agli italiani. (Applausi) . Il presidente Draghi lo ha ricordato con grande chiarezza, con le parole che ha pronunciato nella giornata di ieri. Siamo a uno snodo cruciale ed è tempo che ogni forza di questa maggioranza metta in chiaro di fronte al Parlamento, quindi di fronte al Paese, se le condizioni che ci portarono un anno e mezzo fa a iniziare questo percorso e che ci hanno portato a produrre i risultati che ricordavo ci sono ancora o sono venute meno. Bisogna dirlo con chiarezza e senza infingimenti, perché è un dovere di trasparenza che abbiamo di fronte agli italiani e di fronte a questo Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor presidente Casellati, Governo, colleghi senatori, oggi qui in Aula abbiamo da approvare il cosiddetto decreto aiuti, che ha una portata finanziaria di circa 23 miliardi di euro. Ritengo che sia un provvedimento doveroso, così come lo sono stati tutti quelli che fino ad oggi in quest'Aula noi della maggioranza e questo Governo abbiamo approvato, tutti insieme, proprio per grande senso di responsabilità nei confronti degli italiani. È quindi un provvedimento che non si discosta di molto rispetto a quelli approvati fino a qualche settimana fa contro la pandemia o di sostegno economico per le conseguenze della crisi sanitaria che c'è stata nel nostro Paese fino a qualche tempo fa e che c'è ancora oggi. A questo aggiungiamo la crisi economica che deriva da una guerra inaspettata e non voluta. È un momento di grande emergenza: di qui la necessità di varare dei provvedimenti di sostegno a famiglie e imprese. Noi di Forza Italia ci siamo mossi in questa direzione e riteniamo oggi questo Governo in linea con la genesi stessa della sua formazione: è un Governo di emergenza, nato grazie all'intuizione politica del presidente Berlusconi, che ha anteposto gli interessi degli italiani a quelli del suo e nostro partito politico. (Applausi) . Ecco perché oggi continuiamo a vedere in un momento di emergenza e di responsabilità il fattore politico principale da mettere al centro, perché molte delle cose che sono state fatte oggi si devono anche alle proposte che Forza Italia ha avanzato, a partire dal piano vaccini, la prima proposta che ha fatto uscire il Paese finalmente fuori dalla pandemia; o meglio, oggi conviviamo con la pandemia grazie al corposo piano vaccini che abbiamo fatto approvare. Ci sembra quindi incomprensibile che oggi una forza di maggioranza chieda discontinuità politica rispetto all'emergenza che il Paese sta vivendo. Questa non è discontinuità, ma la schizofrenia politica di un movimento che forse - come dicevano altri colleghi - oramai ha perso una visione politica che forse non ha mai avuto. (Applausi) . Per fare politica servono le proposte e non le proteste. Ecco perché noi siamo in questo Governo, come abbiamo deciso un anno e mezzo fa: proprio per portare le nostre proposte in un momento difficile per il Paese. Anche noi esprimiamo numerose criticità, come in particolar modo il fatto che oggi questo provvedimento è blindato, essendo stato chiuso in un ramo del Parlamento. Esprimiamo la nostra criticità rispetto a un monocameralismo che non ci appartiene. Volevamo anche noi portare proposte migliorative, ma lo hanno fatto i nostri colleghi alla Camera dei deputati, che hanno fatto proposte importanti, ad esempio per aiutare il settore della pesca, che è in difficoltà in queste settimane. Abbiamo avanzato proposte per cercare di sbloccare il superbonus, presentato modifiche alla disciplina del reddito di cittadinanza, avanzato proposte per le centrali elettriche di Brindisi e Civitavecchia o per i sostegni agli enti locali. Abbiamo anche apportato semplificazioni sugli appalti; abbiamo parlato di Sud anche in questo decreto. È stato un lavoro di grande responsabilità. Non temiamo le elezioni, Forza Italia non le teme assolutamente. Siamo disponibili, ma dobbiamo portare avanti la nostra responsabilità nei confronti degli italiani e del Paese, perché oggi una previsione sulla durata di questa crisi e di questa guerra non l'abbiamo e non la riesce a fare nessuno. Ecco perché servono questi decreti, il decreto aiuti di oggi e altre misure di sostegno a famiglie e imprese. Dobbiamo fare ancora molto per aiutare le imprese con le garanzie SACE, che vanno prorogate ancora, perché dobbiamo aiutare le imprese in difficoltà. Abbiamo istituito un fondo perduto di 130 milioni per le aziende, le piccole e medie imprese che in questo momento sono in difficoltà. Abbiamo pensato all'aggiornamento dei prezziari del caro materiale e dobbiamo ancora intervenire sul superbonus, perché dobbiamo sbloccare la situazione della cessione dei crediti e portare a compimento tutti i cantieri e tutte le pratiche che oggi nel nostro Paese sono aperti. (Applausi) . Dobbiamo aiutare le categorie, i professionisti e le imprese che oggi sono in difficoltà per il superbonus. Quanto all'energia vi è l'impulso alle rinnovabili e l'aiuto agli enti locali. Ma ci siete sul territorio? (Applausi) . I sindaci a breve dovranno tagliare i servizi pubblici ai cittadini e l'illuminazione pubblica sarà spenta di notte. Sono questi gli aiuti che oggi dobbiamo dare agli italiani, in questo caso agli enti locali, come il sostegno alla pesca, come dicevo, in un momento difficile e complicato per il Paese. La direzione è questa: l'aiuto e il sostegno. Oggi in quest'Aula però c'è chi abbandonerà, lascerà e dirà no a un provvedimento di aiuti e sostegno al popolo italiano.