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L'articolo 4 reca l'abrogazione della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, recante modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all'estero. L'articolo 5 reca la sostituzione dell'articolo 64 della Costituzione con la soppressione del secondo comma. L'articolo 6 reca la sostituzione dell'articolo 70 della Costituzione con il quale viene complessivamente ridisegnata l'architettura del procedimento legislativo ordinario. La funzione legislativa esercitata collettivamente da entrambe le Camere è limitata ai seguenti specifici casi: a) per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali; b) per le leggi di stabilità e di bilancio; c) per le leggi elettorali e per le leggi di ratifica o di revisione dei trattati tra l'Italia e l'Unione europea. La Camera dei deputati ha la competenza nelle materie non riservate alla competenza legislativa esclusiva del Senato. Il Senato della Repubblica ha competenza legislativa esclusiva per le seguenti materie: a) affari esteri e dell'Unione europea, con esclusione delle leggi di ratifica o di revisione dei trattati tra l'Italia e l'Unione europea; b) giustizia; c) tutela dei diritti civili e sociali e politiche dell'immigrazione; d) difesa; e) tutela dell'ambiente e dei beni culturali; f) coordinamento della legislazione statale con quella regionale e raccordi normativi con le autonomie territoriali infraregionali e funzionali. L'articolo 7 reca la sostituzione dell'articolo 72 della Costituzione con l'obiettivo di dare tempi certi alla discussione ed alla votazione dei disegni di legge. La proposta pone fine (con alcune eccezioni) al bicameralismo paritario, con esclusivo riguardo all'esercizio della funzione legislativa . Non incide sulla compartecipazione alla relazione fiduciaria del Parlamento con il Governo, la quale permane attribuzione costituzionale di ambedue le Camere. La differenziazione del bicameralismo entro il procedimento legislativo avviene sulla scorta di un duplice criterio: per competenza materiale e procedimentale. In particolare, viene stabilito che ogni disegno di legge presentato ad una Camera è preliminarmente esaminato dal suo Presidente, ai fini della sua ammissibilità secondo il criterio della competenza per materia e in caso di dubbio, decidono insindacabilmente i rispettivi Uffici di Presidenza, in sede congiunta. È altresì previsto che il regolamento di ciascuna Camera stabilisca procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza. L'articolo 8 reca la sostituzione dell'articolo 77 della Costituzione prevedendo che, in caso di adozione di decreti-legge, il Governo debba presentarli il giorno stesso alla Camera competente per materia che, anche se sciolta, è convocata e si riunisce entro cinque giorni. Il termine per la conversione dei decreti-legge viene ridotto da sessanta a quarantacinque giorni, ciò al fine di garantire procedura di esame e voto finale entro un termine determinato. Si fa, inoltre, esplicito divieto al Governo di procedere alla reiterazione di precedenti decreti al fine di rinnovare disposizioni non convertite in legge. Viene, inoltre, introdotto il divieto di emanare o convertire decreti-legge contenenti disposizioni disomogenee tra loro. L'articolo 9 reca una modifica dell'articolo 81 della Costituzione volta a prevedere che, nell'ottica della riduzione dei costi cui il disegno di legge costituzionale si ispira, per la verifica degli oneri e l'impatto finanziario delle leggi, sia competente una Commissione di deputati e senatori costituita nei modi stabiliti con legge della Repubblica. Giova a tal fine anche ricordare che con la legge n. 243 del 2012 è stato istituito l'Ufficio parlamentare di bilancio, organismo (composto da un Consiglio di tre membri, di cui uno con funzioni di Presidente, nominati d'intesa dai Presidenti delle Camere e indicati dalle Commissioni bilancio di ciascuna Camera, a maggioranza dei due terzi dei rispettivi componenti) destinato a svolgere analisi sui temi della finanza pubblica, che ha sede presso le Camere, opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione e che condivide con istituzioni simili già attive in numerosi altri paesi occidentali, l'obiettivo di promuovere una maggiore trasparenza del bilancio pubblico ai fini della sostenibilità della finanza pubblica. L'articolo 10 reca la sostituzione dell'articolo 94 della Costituzione in tema di rapporti fra Governo e Parlamento. Il Governo deve ottenere la fiducia delle due Camere in seduta comune, con l'approvazione di una mozione motivata con voto per appello nominale. Entro dieci giorni dal giuramento, il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia. L'articolo 94 novellato stabilisce che la mozione di sfiducia debba essere firmata da almeno il 20 per cento dei componenti complessivi della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e messa in discussione entro tre giorni dalla sua presentazione. Al Governo si attribuisce anche la facoltà di porre la questione di fiducia su un proprio provvedimento alla Camera competente per materia, mentre per le leggi di stabilità e di bilancio, la fiducia deve essere espressa dalle Camere riunite in seduta comune.. 1 (Modifica dell'articolo 48 della Costituzione) 1 All'articolo 48 della Costituzione, il terzo comma è sostituito dal seguente: «La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività». 2 (Modifica dell'articolo 56 della Costituzione) 1 L'articolo 56 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 56. -- La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di quattrocento. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per quattrocento e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti». 3 (Modifica dell'articolo 57 della Costituzione) 1 L'articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 57. -- Il Senato della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto. Il numero dei senatori elettivi è di duecento. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno. La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti». 4 (Abrogazione della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n.1) 1 La legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1 è abrogata. 5 (Modifica dell'articolo 64 della Costituzione)