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in quest'ultimo caso sarebbe giusto che la mancata decisione della magistratura portasse al collocamento del soggetto in custodia cautelare immediatamente in libertà. Noi stiamo invece parlando di persone che sono già state condannate in via definitiva, con sentenza passata in giudicato, il cui posto, quindi, è la galera. E voi, tramite questa riforma pasticciata, permettete che la magistratura, o con il silenzio, o peggio ancora con un eventuale ritardo dovuto agli uffici, nella trasmissione di atti o altro, anziché restare in galera se ne stia allegramente a casa. Vi abbiamo sottolineato la questione, vi abbiamo pregato di porvi rimedio e non è stato fatto e di questo non possiamo che dolercene. La seconda questione riguarda un altro emendamento che noi avevamo presentato, il 2.10: avevamo chiesto che vi fosse l'impossibilità per il magistrato di sorveglianza di procedere alla reimmissione in libertà in assenza dei pareri. Noi pensiamo che i pareri della procura antimafia, sia nazionale che distrettuale, debbano essere indispensabili, obbligatori, ovviamente non vincolanti, ma che debbano essere espressi. Viceversa, oggi sono stati fissati termini, peraltro anche molto ristretti, per cui è molto facile che questi pareri non vengano rilasciati, non vengano trasmessi, si perdano nei meandri delle cancellerie e che, quindi, i tribunali possano decidere senza avere avuto il parere della procura nazionale antimafia. Questo, a nostro modo di vedere, è un grave pericolo, che permetterà probabilmente il reiterarsi di episodi come quelli di cui purtroppo ci siamo dovuti occupare in questo periodo. Viceversa, oggi dobbiamo assolutamente plaudere a una riforma che è stata concordata, cioè quella di autorizzare le telefonate da parte dei detenuti. (Richiami del Presidente) . Grazie, Presidente. Poi, se mi permette qualche minuto in più, rinuncerei alle repliche da relatore. PRESIDENTE. Rinunci pure a quello che vuole, ma si attenga ai tempi di questo intervento. PILLON, relatore di minoranza . Allora non rinuncio alla replica. PRESIDENTE. Ancora un minuto glielo do. PILLON, relatore di minoranza . Grazie Presidente. Allora dicevo: bene alle telefonate dal carcere con i figli minori; sarebbe bello che ora la maggioranza decidesse di autorizzare anche le telefonate dei papà liberi con i loro figli in situazione di separazione o di divorzio. (Applausi) . Abbiamo avuto infatti casi, durante il lockdown , in cui i bambini sono stati privati della figura genitoriale (sia essa il padre o la madre non ci interessa) per periodi anche di tre mesi. Secondo noi i poteri del Garante dei detenuti sono stati allargati un po' troppo e mi permetto di dire che forse sarebbe ora di istituire anche un garante della polizia penitenziaria, visto che otto agenti sono stati feriti anche questa settimana nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. (Applausi) . Allora va bene tutelare i detenuti - siamo tutti d'accordo - però teniamo presente che ci sono anche gli agenti di polizia penitenziaria, che là dentro passano la giornata. Sull'articolo 3 mi riporto sostanzialmente ad alcuni aspetti positivi: è stato bene specificare meglio che le cause relative alla tutela dei minori e agli alimenti sono in realtà quelle che riguardano i diritti delle persone minorenni, come pure è stato bene anticipare, con un emendamento nostro e di Fratelli d'Italia... PRESIDENTE. Le do ancora qualche secondo, ma è già un minuto oltre. PILLON, relatore di minoranza . Grazie, vado rapidamente alla chiusura. È stato un bene anticipare la riapertura dei tribunali al 1°luglio. Bene anche ampliare gli spazi della negoziazione assistita. Male invece, molto male - e concludo, riservandomi di parlare ancora nella replica - il processo penale da remoto: non è possibile fare una discussione penale da remoto, non è possibile ascoltare testimoni da remoto. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo del mio intervento, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna, visto che sono previsti in discussione generale anche gli interventi dei colleghi Rossomando e D'Alfonso del Gruppo Partito Democratico. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Anzi, vi comunico, nell'occasione, che i tempi previsti per tutti gli interventi, oltre che per la discussione sulla questione di fiducia, laddove venisse apposta, portano la chiusura dei nostri lavori intorno alle ore 22,30-23, forse anche dopo. Quindi, se qualcun altro volesse seguire l'esempio della senatrice Cirinnà, può farlo liberamente. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, intervengo nel merito dell'articolo 6, Capo II, ovvero quello che introduce la app Immuni. Voglio precisare che si tratta della conversione di un decreto-legge che per brevità definiamo «proroga delle intercettazioni e sospensioni processuali» e pongo subito la prima questione che è di metodo, poi verrò a quelle di merito. La questione di metodo che sottolineo è la seguente: abbiamo un decreto-legge n. 28 del 30 aprile 2020 che si sovrappone ad atti amministrativi già adottati, ovvero il decreto-legge è stato varato dopo gli atti amministrativi che dovrebbe disciplinare. Quindi, sostanzialmente, con l'introduzione dell'articolo 6, il Governo cerca di dare una copertura legislativa ad atti amministrativi fondamentalmente illegittimi. Mi pare che questa sia una prassi che si va consolidando e che abbiamo già denunciato, ovvero quella di DPCM abusivi. Nell' incipit del citato articolo, si legge: «Al solo fine di allertare le persone che siano entrate in contatto stretto con soggetti risultati positivi e tutelarne la salute»; questa quindi è la funzione dell' app Immuni. Faccio notare come la prima persona da allertare debba essere il ministro Di Maio, che ai microfoni di Sky TG24 ha commesso una nota gaffe , dicendo: «Immuni ci avviserà se ci avviciniamo a persone infette». Sostanzialmente, quindi, il Ministro ha una visione quasi di preveggenza dell' app , che infatti è stata ironicamente ribattezzata "Immunerò". Come tutti sanno, serve esattamente al contrario, cioè a dichiarare se nei giorni precedenti si è entrati in contatto con una persona poi risultata positiva. Torniamo alle cose serie e vengo a qualche merito. Vi sono molti dubbi tecnici e anche perplessità - che abbiamo scritto nelle nostre interrogazioni presentate sia alla Camera sia al Senato - sulle procedure, sulla criticità rispetto alle violazioni della privacy , sui problemi di cybersicurezza, sul conflitto di interessi, sul family office cinese e quant'altro. Cominciamo delle procedure: durante la fast call for contribution adottata per individuare soluzioni tecnologiche per il monitoraggio (il cosiddetto contact tracing ) non sono stati indicati né un criterio di selezione né le caratteristiche dell' app . Il gruppo di lavoro data-driven , nonostante questo, tra le 319 proposte pervenute, ha selezionato l' app