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decide, in accordo con la suddetta autorità, qualora ne sussistano i requisiti e previa acquisizione di un parere motivato da parte dei servizi socio-assistenziali dell'ente locale che seguono gli adottanti, da trasmettere all'ente autorizzato entro quindici giorni dalla data della richiesta, in merito all'opportunità di procedere all'adozione ovvero, in caso contrario, prende atto del mancato accordo e ne dà immediata informazione alla Commissione di cui all'articolo 38, comunicandone le ragioni, nonché, ove sia richiesto dal Paese di origine, approva, in ogni caso previa acquisizione di un parere motivato da parte dei servizi socio-assistenziali dell'ente locale, da trasmettere all'ente autorizzato entro quindici giorni dalla data della richiesta, la decisione di affidare il minore o i minori ai futuri genitori adottivi. I termini di cui alla presente lettera sono obbligatori; c) riceve dall'autorità straniera copia degli atti e della documentazione relativi al minore e li trasmette immediatamente ai servizi socio-assistenziali dell'ente locale e alla Commissione di cui all'articolo 38; d) svolge, in collaborazione con i servizi socio-assistenziali dell'ente locale, attività di sostegno del nucleo adottivo fin dall'ingresso del minore in ltalia, su specifico incarico ricevuto in adempimento dell'obbligo di cui all'articolo 34, comma 2». Art. 3. (Assistenza) 1. All'articolo 34 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, il comma 2 è sostituito dai seguenti: « 2. Dal momento dell'ingresso in ltalia, ai fini di una corretta integrazione familiare e sociale e per l'adempimento delle richieste delle autorità dei Paesi di origine dei minori, i servizi socio-assistenziali degli enti locali, collaborando con l'ente autorizzato che ha curato la procedura adottiva all'estero, assistono gli affidatari, i genitori adottivi e il minore. Essi in ogni caso riferiscono al pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni sull'andamento dell'inserimento, segnalando le eventuali difficoltà per gli opportuni interventi. 2 -bis. Le attività di cui al comma 2 del presente articolo sono svolte dai servizi socio-assistenziali in collaborazione con gli enti autorizzati sulla base di appositi protocolli da stipulare ai sensi dell'articolo 39- bis ». Art. 4. (Adozione pronunciata all’estero) 1. All'articolo 35 della legge 4 maggio 1983, n. 184, i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: « 2. Qualora l'adozione sia stata pronunciata nello Stato estero prima dell'arrivo del minore in Italia, la sentenza straniera è riconosciuta in applicazione della legge 31 maggio 1995, n. 218. 3. Se sussistono la certificazione di conformità alla Convenzione e l'autorizzazione previste rispettivamente dalle lettere i) e h) del comma 1 dell'articolo 39, il provvedimento di adozione è immediatamente trascrivibile nei registri dello stato civile». Art. 5. (Qualità e organizzazione: requisiti e controlli per gli enti autorizzati) 1. All'articolo 39- ter della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera c) del comma 1 è sostituita dalla seguente: « c) disporre di un'adeguata sede operativa in ciascuna delle regioni o province autonome per le quali sono autorizzati a operare in Italia e nei Paesi stranieri in cui intendono operare»; b) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 1 -bis. Oltre ai requisiti stabiliti nel comma 1, fino al 31 dicembre 2013 gli enti autorizzati devono essere in possesso degli ulteriori seguenti requisiti: a) avere la personalità giuridica riconosciuta ai sensi dell'articolo 12 del codice civile; b) avvalersi all'estero di collaboratori legati agli enti stessi da rapporti professionali stabiliti e remunerati sulla base di criteri svincolati dal numero di procedure adottive concluse; c) farsi certificare annualmente in bilancio da un ente o persona a ciò preposta; d) fornire contestualmente i servizi di formazione e di accompagnamento degli adottanti previsti dagli articoli 29- bis , commi 4, 5 e 6, 31, comma 3, e 34, comma 2. 1 -ter. A decorrere dal 1º gennaio 2014 gli enti autorizzati devono altresì avere almeno cinque sedi regionali in Italia ed essere operativi in almeno dieci Paesi all'estero. Entro la stessa data le attività di cooperazione devono essere svolte in proprio dagli enti autorizzati riconosciuti come organizzazioni non governative dal Ministero competente. 1 -quater. Per la verifica della permanenza dei requisiti di cui ai commi 1, 1- bis e 1- ter gli enti sono sottoposti a controlli e a eventuali ispezioni con cadenza biennale». 2. Al comma 1 dell'articolo 39 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « l-bis) vigila sul funzionamento degli enti autorizzati, anche disponendo eventuali ispezioni, per la verifica del mantenimento dei requisiti di cui all'articolo 39- ter ». Art. 6. (Soppressione delle agenzie regionali per l'adozione) 1. All'articolo 39- bis della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, la lettera c) , è sostituita dalla seguente: « c) promuovono la definizione di protocolli operativi e di convenzioni tra enti autorizzati e servizi.»; b) i commi 2 e 3 sono abrogati. Art. 7. (Commissione per le adozioni internazionali) 1. All'articolo 38 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: « 1. Ai fini indicati dall'articolo 6 della Convenzione è costituita presso il Ministero degli affari esteri la Commissione per le adozioni internazionali. 2. La Commissione è composta da: a) un presidente nominato dal Presidente dei Consiglio dei ministri nella persona di un ambasciatore; b) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri; c) un rappresentante del Ministero dell'interno; d) un rappresentante del Ministero della giustizia specializzato sulle tematiche minorili; e) un rappresentante della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni; f) due rappresentanti degli enti autorizzati designati dal Presidente della Commissione; g) un rappresentante del Ministero della salute; h) un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze; i) un rappresentante del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; l) tre rappresentanti designati, sulla base di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da associazioni familiari a carattere nazionale, almeno uno dei quali designato dal forum delle associazioni familiari»; b) il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5.