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Al fine di consentire al Consiglio lo svolgimento dei propri compiti istituzionali, le amministrazioni e gli enti di cui al comma 5 del presente articolo assicurano al Consiglio medesimo l'accesso a tutte le banche di dati in materia di clima da loro costituite o alimentate. Ai fini dell'accesso ai dati raccolti per fini statistici, ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, il Consiglio è equiparato agli enti e agli uffici facenti parte del Sistema statistico nazionale. Art. 8. (Dotazione finanziaria del Consiglio scientifico del clima) 1. A decorrere dall'anno 2024 è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro annui in favore di ciascuna Camera, da destinare alle spese necessarie al funzionamento del Consiglio. La dotazione finanziaria di cui al presente comma può essere rideterminata esclusivamente con la legge di bilancio, sentito il Consiglio, e deve risultare in ogni caso sufficiente ad assicurare l'efficace esercizio delle funzioni di cui all'articolo 7. 2. La gestione finanziaria del Consiglio si svolge in base al bilancio di previsione approvato dal Consiglio medesimo entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Il rendiconto della gestione finanziaria è approvato entro il 30 aprile dell'anno successivo. Il bilancio di previsione e il rendiconto della gestione finanziaria sono trasmessi ai Presidenti delle due Camere e pubblicati in allegato ai rispettivi bilanci. 3. Agli oneri derivanti dal presente capo, pari a 6 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante utilizzo delle risorse disponibili, anche in conto residui, sui capitoli dello stato di previsione del Ministero della transizione ecologica e del Ministero dello sviluppo economico, finanziati con quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO 2 , di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, di competenza delle medesime amministrazioni. Capo III DISPOSIZIONI PROCEDURALI RELATIVE AL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI CLIMATICI Art. 9. ( Budget di carbonio complessivo e obblighi emissivi settoriali) 1. Il Consiglio, in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali ed europei sugli scenari di decarbonizzazione, individua il budget di carbonio complessivo riferito all'obiettivo di cui all'articolo 2, comma 1, lo aggiorna con cadenza triennale e lo comunica al Presidente del Consiglio dei ministri. 2. Il Presidente del Consiglio dei ministri, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Consiglio, adotta uno o più decreti per la definizione degli obblighi emissivi settoriali. 3. Il Consiglio effettua il monitoraggio annuale delle emissioni di gas a effetto serra in relazione al budget di carbonio complessivo e agli obblighi emissivi settoriali. 4. Il Consiglio segnala al Governo eventuali scostamenti tra il livello di emissioni di gas a effetto serra registrato ed il budget di cui al comma 1. In presenza di scostamenti, il Consiglio provvede all'individuazione di meccanismi correttivi commisurati in proporzione alla differenza tra il livello di emissioni di gas a effetto serra registrato e il budget di cui al comma 1. 5. I decreti di cui al comma 2 definiscono termini e modalità di attuazione dei meccanismi correttivi di cui al comma 4. Art. 10. (Piano di azione sul clima) 1. Ai fini dell'attuazione della presente legge, il Consiglio predispone e trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri la proposta di Piano di azione sul clima, di seguito denominato « Piano ». Nella predisposizione del Piano, il Consiglio promuove la partecipazione attiva dei soggetti pubblici e privati interessati secondo i principi stabiliti all'articolo 7 della Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, fatta ad Aarhus il 25 giugno 1998 e ratificata ai sensi della legge 16 marzo 2001, n. 108. 2. Il Piano armonizza, coordina e allinea le politiche, a tutti i livelli, rispetto agli obblighi emissivi settoriali annuali di cui all'articolo 9, e individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento, il cronoprogramma nonché le amministrazioni competenti all'attuazione delle singole misure. 3. Il Piano, in coerenza con gli aggiornamenti del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), si avvale e fa riferimento ai diversi strumenti di programmazione previsti in materia di clima dalla normativa europea, nazionale, regionale e a eventuali nuovi strumenti, laddove non siano previsti da specifici piani settoriali. 4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il PNACC è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 5. Le misure previste dal Piano sono integrate dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica, entro il 31 marzo di ogni anno, nel Piano per la transizione ecologica, di cui al decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2021, n. 55. 6. Sulla proposta di Piano predisposta dal Consiglio è acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che è reso nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. La proposta di Piano è contestualmente trasmessa dal Presidente del Consiglio dei ministri alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Il Piano è approvato in via definitiva con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entro trenta giorni dall'espressione dei pareri ovvero dall'inutile decorso dei termini di cui al primo e al secondo periodo. 7. Dopo l'approvazione definitiva del Piano da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, il Consiglio, contestualmente alla presentazione della relazione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c) , allegata al Documento di economia e finanza, trasmette alle Camere un resoconto annuale sullo stato di attuazione del Piano, dando conto delle azioni, delle misure, delle fonti di finanziamento adottate e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati. 8. Il Piano è aggiornato annualmente. 9. Le regioni comunicano al Consiglio, con cadenza biennale, gli obiettivi emissivi dei piani energetici regionali e gli obiettivi emissivi dei piani regionali della mobilità e dei trasporti. 10. Il Consiglio verifica e controlla la coerenza dei piani regionali di cui al comma 9 e segnala gli scostamenti degli obiettivi regionali dagli obblighi emissivi settoriali nella relazione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c) . Art. 11. (Assemblea dei cittadini) 1.