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Un impatto significativo per il capoluogo del Piemonte, ma anche, più in generale, un volano per l'intera Regione e per il Paese. Si tratta inoltre, di un'occasione unica per il sistema universitario Piemontese: l'Università degli Studi e il Politecnico di Torino e l'Università degli Studi del Piemonte Orientale. Un'occasione nel breve periodo per l'impatto dato dalle 1.500 associazioni studentesche coinvolte, il milione e cinquecentomila studenti universitari interessati, ma anche un'occasione in prospettiva, sia in termini di conoscibilità e attrattività futura del sistema universitario piemontese, che in termini di eredità infrastrutturale, ad esempio, per la residenzialità universitaria che certamente merita di essere rafforzata. Il valore, di medio e lungo periodo di un investimento come questo il Piemonte lo ha conosciuto con i Giochi olimpici invernali del 2006, che furono un'occasione importante per Torino e per tutta la Regione anche per le ricadute positive che ebbero in termini di visibilità, innovazione e investimenti di medio periodo. Credo sia tempo di tornare a sostenere iniziativa di questa portata. Ci sono dunque molte e significative ragioni pratiche per dare continuità ad un impegno a sostegno della candidatura della città di Torino ad ospitare la trentaduesima edizione delle Universiadi invernali nel 2015. Accanto a quelle che ho richiamato, ci sono Regioni sostenute dalla qualità e dai segnali positivi sul fronte organizzativo, quali l'impegno del Comitato Promotore Universiade 2025, del CUSI, il Centro Universitario Sportivo Italiano, del CUS Torino e della Regione Piemonte, che ha già previsto, all'interno del proprio bilancio di previsione uno stanziamento per il sostegno dell'evento. Sono ragioni che immagino abbia tenuto in conto anche la Federazione internazionale sport universitari (la FISU), che nella sua visita fatta a metà marzo a Torino, Bardonecchia e Pragelato ha dato un giudizio positivo sul disegno organizzativo, non da ultimo per la sua caratterizzazione in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica e in termini di sviluppo dello sport universitario. Alle ragioni pratiche si affiancano alcune importanti ragioni simboliche a sostegno di questa candidatura: il fatto che le Universiadi siano nate proprio a Torino nel 1959; il fatto che ora più che mai abbiamo bisogno di sostenere e concretizzare iniziative di rilancio, sviluppo, crescita; soprattutto il fatto - centrale dopo più di un anno nel quale abbiamo chiesto ai nostri giovani sacrifici significativi - che si investa per il presente e il futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Per tutte queste ragioni, il nostro voto a questa mozione che impegna il Governo a dare continuità al sostegno e alla candidatura della città di Torino ad ospitare le Universiadi invernali del 2025 sarà favorevole. Dichiarazione di voto della senatrice Tiraboschi sulle mozioni 1-00349, 1-00354, 1-00355, 1-00357, 1-00358 e 1-00360 Dichiaro il voto favorevole sul testo della mozione a prima firma della senatrice Bernini, così come riformulata dal sottosegretario Vezzali. Dichiarazione di voto del senatore Bergesio sulle mozioni 1-00349, 1-00354, 1-00355, 1-00357, 1-00358 e 1-00360 Grazie Presidente, signori del Governo, colleghi, le Universiadi nascono dall'intuizione di uno dei più grandi dirigenti sportivi mai esistiti: il piemontese Primo Nebiolo che volle che la prima edizione si svolgesse a Torino nel 1959; il dirigente intuì che oltre alla prestazione puramente tecnica esiste una prestazione valoriale. Grazie a Nebiolo Torino è sede del braciere dell'Universiade dal quale si accende il fuoco del sapere per dare inizio a tutte le edizioni delle universiadi nel mondo. La candidatura dell'Italia e di Torino per l'Universiade invernale del 2025 va oltre il desiderio di portare uno dei più importanti eventi sportivi al mondo. Questo è e sarà il più importante evento mondiale invernale per atleti universitari. Saranno undici giorni di gare; più di 3.000 partecipanti da oltre 50 Paesi, oltre 2.000 i volontari coinvolti; trasmissione televisiva in più di 100 Paesi raggiungendo più di 750 milioni di utenti; oltre 125 milioni di ricaduta diretta sul territorio; oltre 500 milioni tra ricadute dirette ed indirette generate dall'evento. Quali sono gli obbiettivi veri che si pone questa manifestazione universale: 1. Veicolare il primo modello della storia di "Universiade degli studenti universitari" nella quale l'organizzazione dell'evento avrà una forte componente operativa universitaria, rappresentando per gli studenti stessi un'opportunità di completamento della loro formazione. 2. Costruire un progetto "culturale" che attraverso la gestione diretta da parte degli Atenei sia teso a promuovere il sistema universitario piemontese e Italiano a livello internazionale, progetto che ha l'obiettivo di raggiungere oltre 1,5 milioni di studenti internazionali. 3. Obiettivo primario sarà organizzare un'edizione di "Universiade sostenibile" nelle due accezioni di sostenibilità ambientale, in collaborazione con i green office degli Atenei e sostenibilità economica attraverso un processo di revisione dei budget prima e di controllo di gestione dopo. 4. La manifestazione lascerà un'eredità infrastrutturale in termini di residenzialità universitaria per un totale di 2.000 posti letto. Si rende necessaria la realizzazione di strutture capaci di accogliere gli ospiti, che possano essere riconvertite in residenze universitarie permanenti volte a integrare l'offerta abitativa per gli studenti delle Università del territorio piemontese (Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino e Università degli Studi del Piemonte Orientale). 5. Infine occorre dare merito per l'impulso dato alla nascita della prima Para Universiade e per la manifestazione Special Olympics World. Queste rappresenteranno un'occasione per promuovere la creazione di un mondo sportivo in cui tutte le persone possano essere riconosciute per le proprie capacità e non discriminate per le loro differenze. Le Universiadi, secondo Primo Nebiolo, rappresentavano la quintessenza dei valori che dovrebbero essere nostri compagni di vita: il rispetto, l'integrazione vera non quella fumosa, l'appartenenza, l'etica, la disciplina, l'autostima, valori che dovrebbero essere di supporto a qualsivoglia prestazione sportiva. Lo sport, come sosteneva Nelson Mandela, ha il potere di cambiare il mondo, ha il potere di ispirare, ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono immediatamente. Il nostro grazie va al Governo per l'impegno preso (85 milioni per investimenti e 28 milioni di euro per la spesa corrente), alla Regione Piemonte, al Governatore Cirio e all'assessore Fabrizio Ricca, instancabile promotore e sostenitore della candidatura, a tutta la Giunta ed al Consiglio Regionale del Piemonte che hanno già stanziato nel bilancio di previsione ben 5 milioni di euro per l'evento.