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Atto n. 3-03082 PIRRO MATRISCIANO VANIN ROMANO L'ABBATE CROATTI TRENTACOSTE DI GIROLAMO PISANI Giuseppe MONTEVECCHI Al Ministro della salute Premesso che nella notte di sabato 15 gennaio 2022 nel reparto di oncologia dell'ospedale "San Giovanni di Dio" di Firenze, Simone Benvenuti, un giovane di 23 anni, è morto a causa di una complicanza legata alla piastrinopenia, patologia per la quale era stato ricoverato. In un noto programma televisivo, la madre del giovane ha denunciato e raccontato il calvario a cui è andata incontro, poiché le è stato negato e impedito di stare accanto al figlio in punto di morte a causa di politiche restrittive anticontagio adottate dall'ospedale; considerato che: gli articoli 2- bis e 2- ter del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante "Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19", prevedono le modalità di accesso nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e il protocollo che regola le modalità di relazione dei familiari con i pazienti affetti da COVID-19 presso le strutture sanitarie; nello specifico, ai sensi del comma 1 dell'articolo 2- bis è consentito agli accompagnatori dei pazienti non affetti da COVID-19, muniti delle certificazioni verdi COVID-19, di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti d'emergenza e accettazione dei reparti di pronto soccorso, nonché dei reparti delle strutture ospedaliere. Salvi i casi di oggettiva impossibilità dovuta all'urgenza, valutati dal personale sanitario, per l'accesso alle prestazioni di pronto soccorso è sempre necessario sottoporsi al test antigenico rapido o molecolare; il comma 1 dell'art 2- ter , inoltre, reca: "Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentito il Comitato tecnico-scientifico, il Ministero della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adotta un protocollo uniforme per tutto il territorio nazionale che, nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera correlata al COVID-19, assicuri, in caso di pazienti affetti da COVID-19: a) il mantenimento delle comunicazioni tra operatori e familiari, garantendo a questi ultimi la possibilità di ricevere informazioni puntuali e periodiche sullo stato di salute del proprio familiare attraverso una figura appositamente designata, all'interno dell'unità operativa di degenza, compreso il pronto soccorso; b) lo svolgimento delle visite da parte dei familiari, secondo regole prestabilite consultabili da parte dei familiari ovvero, in subordine o in caso di impossibilità oggettiva di effettuare la visita o come opportunità aggiuntiva, l'adozione di strumenti alternativi alla visita in presenza, quali videochiamate organizzate dalla struttura sanitaria; c) l'individuazione di ambienti dedicati che, in condizioni di sicurezza, siano adibiti all'accesso di almeno un familiare", si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro di indirizzo intenda intraprendere per fronteggiare questa reale e reiterata problematica; se intenda regolare le modalità di accesso dei visitatori stabilite dal decreto a cui le direzioni sanitarie delle strutture sanitarie devono strettamente attenersi, in modo da consentire un'uniforme applicazione delle disposizioni sull'intero territorio nazionale, senza alcuna disparità per gli utenti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06567 BRUZZONE Al Ministro dell'interno Premesso che: negli ultimi anni la presenza di cinghiali selvatici sul territorio si è moltiplicata: sono alcuni milioni gli esemplari che allo stato brado e in branchi si aggirano non solo nelle aree rurali devastando i raccolti e diffondendo malattie come la peste suina, ma anche nei centri abitati, provocando danni e incidenti stradali, mettendo a rischio la sicurezza delle persone; allo scopo di prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza della circolazione, nonché per limitare i danni causati dalla fauna selvatica alle attività agricole e zootecniche, è fondamentale l'azione di controllo faunistico, anche di tipo diretto, ovvero attraverso il contenimento numerico delle specie responsabili dei danni; le dinamiche comportamentali dei cinghiali rendono necessaria la definizione di procedure efficaci, che consentano un intervento tempestivo da parte dei soggetti autorizzati ad effettuare le azioni di controllo, nei centri urbani e nella loro prossimità così come nelle aree ove siano presenti colture in atto ed è necessario superare i vincoli che rendono inefficaci e pericolose queste azioni, come il divieto di utilizzare dispositivi che attenuino il rumore dello sparo; la normativa italiana dispone infatti, all'articolo 2 della legge n. 110 del 1975, che, "salvo che siano destinate alle Forze armate o ai Corpi armati dello stato, ovvero all'esportazione, non è consentita la fabbricazione, l'introduzione nel territorio dello Stato e la vendita (...) di ogni dispositivo progettato o adattato per attenuare il rumore causato da uno sparo"; la legge n. 157 del 1992, all'articolo 21, comma 1, lettera u) , esplicita il divieto di utilizzare "armi da sparo munite di silenziatore" per l'attività venatoria, ma specifica al contempo, all'articolo 19, che i piani di abbattimento non rientrano nell'attività propria della caccia, prevedendo che tali piani siano attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali con la collaborazione di proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani, delle guardie forestali o comunali munite di licenza per l'esercizio venatorio; l'impossibilità di attenuare il rumore di uno sparo, nel caso specifico del piano di abbattimento dei cinghiali, complica notevolmente la situazione creando addirittura situazioni di pericolo nel momento in cui gli animali, spaventati, fuggono per le vie cittadine seminando panico fra la popolazione e causando danni e incidenti stradali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente mettere in atto le opportune iniziative, anche di iniziativa normativa, per consentire l'utilizzo di "dispositivi per attenuare il rumore causato da uno sparo" nell'ambito delle azioni di controllo faunistico disposte dalle Regioni, ai sensi dell'articolo 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992, al fine di rendere più immediati ed efficaci gli interventi di abbattimento dei cinghiali tesi a prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica, la sicurezza della circolazione e a limitare i danni causati alle attività agricole e zootecniche. Atto n. 4-06568 BOSSI Simone Ai Ministri della transizione ecologica e della salute Premesso che: l'8 febbraio 2022 si è verificato un gravissimo episodio di inquinamento ambientale derivante da uno sversamento di liquami nel Serio Morto, in provincia di Cremona, a causa di un guasto in un impianto di biogas presente nella zona di Castelleone;