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Tali attività si svolgeranno nelle sedi e nei modi indicati annualmente dal consiglio stesso. In linea di massima le attività della scuola, oltre alle lezioni teoriche sono rappresentate: dalle esercitazioni pratiche in laboratorio; dalle esercitazioni pratiche in reparto; dai turni in accettazione, sala parto e sala operatoria, ambulatorio; da seminari e conferenze; da quanto altro stabilito dal consiglio di scuola all'inizio di ogni anno. La frequenza alle attività pratiche è obbligatoria. La verifica della frequenza alle attività didattiche verrà fatta sulla base delle presenze nelle singole materie relative all'anno in corso: La frequenza alle attività pratiche verrà documentata secondo modalità stabilite dal consiglio di scuola. Lo specializzando, per poter sostenere l'esame teorico pratico per il passaggio all'anno di corso successivo, dovrà aver frequentato almeno l'80% delle ore dedicate alle lezioni nelle singole materie e l'80% delle attività pratiche. Ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l'attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione anche all'estero e nell'ambito di quanto previsto dalla legge 9 febbraio 1979 n. 38, in materia di cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 19 luglio 1986 COSSIGA FALCUCCI, Ministro della pubblica istruzione Visto, il Guardasigilli: ROGNONI Registrato alla Corte dei conti, addì 17 novembre 1986 Registro n. 84 Istruzione, foglio n. 106