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E che dire delle obiezioni che la Commissione europea vi ha manifestato mettendo in evidenza l'inadeguatezza della manovra rispetto ai parametri di riduzione del debito? Troppe tasse, poi, e con scelte demagogiche sull'evasione fiscale, che lasciano il tempo che trovano. In sostanza, una somma di ingredienti messi a caso senza un filo conduttore. Questo per la logica dei cavalli alati di Platone, cui somiglia questa coalizione: ognuno guarda se stesso e nessuna auriga è in grado di sterzarli indicandogli la strada giusta. I cavalli di questo Governo, anzi i ronzini, sono ormai fuori controllo. È difficile, anzi è impossibile governare così. Anche i più avveduti di voi se ne stanno rendendo conto. Tra voi e il Paese con i suoi bisogni drammatici, noi scegliamo la nostra gente. Per questi motivi diciamo no a questa manovra. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante non fosse affatto scontato investire in questa legge di bilancio, dato che abbiamo tagliato in maniera significativa le tasse scongiurando l'aumento dell'Iva, una stangata di 23 miliardi che sarebbe scattata il 1° gennaio, abbiamo anche investito. Con orgoglio devo dire che abbiamo investito soprattutto in sanità. Dopo anni di tagli e di chirurgia finanziaria a danno del diritto alla salute, finalmente si inverte la rotta: abbiamo incrementato di 2 miliardi di euro il Fondo sanitario nazionale e altri 2 miliardi sono stati stanziati per l'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico che, con un nostro ordine del giorno, estendiamo anche all'edilizia extra ospedaliera, al fine di potenziare le cure primarie, le cure intermedie e i bisogni di setting assistenziali appropriati e dedicati a cronicità, disabilità e cure palliative perché il nostro Paese ha bisogno urgente di riorganizzare e stringere le maglie della rete di assistenza territoriale. Abbiamo abolito finalmente il superticket , ossia la quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati. Il superticket , introdotto dal Governo Berlusconi nel 2011 come tassa aggiuntiva non obbligatoria, era stato fatto passare come provvedimento temporaneo - sono passati quasi dieci anni - che avrebbe dovuto aiutare le Regioni a gestire un sistema sanitario in dissesto, ma non ha avuto altro effetto che incidere sui costi delle prestazioni rappresentando un ostacolo all'accesso alle cure. Si tratta di una tassa iniqua che rendeva più costose alcune prestazioni pubbliche rispetto a quelle private e comportava spesso la rinuncia alle cure stesse. Il superticket ormai era applicato per intero solo nelle Regioni meno virtuose, aumentando così le disparità regionali e le diseguaglianze tra i cittadini, che sono una delle principali criticità della sanità italiana, determinando il paradosso di dover pagare di più per una prestazione di qualità più scadente. Lo stesso fondo dedicato alla riduzione del superticket veniva diviso tra le Regioni in base alla spesa storica e non al fabbisogno, garantendo l'erogazione di prestazioni sanitarie solo nelle Regioni che le avevano storicamente già fornite e, quindi, negando il diritto alla cura a chi storicamente non si era curato. Tutto questo a breve sarà archiviato finalmente. (Applausi dal Gruppo M5S) . Abbiamo dedicato un fondo di 235 milioni di euro per l'acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di medicina generale al fine di migliorare il processo di presa in cura e ridurre il fenomeno delle liste di attesa. Con un nostro emendamento abbiamo esteso questo fondo anche ai pediatri di libera scelta e previsto un potenziamento dei percorsi di telemedicina e di trasmissione dei flussi informativi tra medici di medicina generale, Regioni e Ministero della salute tramite un software gestionale unico. Abbiamo rinnovato di un miliardo di euro il Fondo per i farmaci innovativi sia oncologici che per le malattie rare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Crediamo, infatti, che investire in innovazione e terapie sempre più personalizzate sia la via maestra per conciliare appropriatezza e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale, utilizzando anche metodi di contrattazione del prezzo del farmaco anch'essi innovativi, come è stato fatto per le terapie chimeric antigen receptor T cell (Car-T) con il payment by result . Inoltre, sul piano della valorizzazione del personale sanitario, abbiamo stabilizzato i precari della sanità estendendo la proroga a tutto il 2019. Abbiamo incrementato di 1.000 unità i contratti di formazione specialistica, abbiamo stanziato un milione di euro per rendere finalmente operativa la legge che istituisce la rete nazionale dei registri tumori e abbiamo dedicato un milione di euro alle cooperative nuove assegnatarie di beni confiscati alla criminalità per progetti in ambito sociale nell'assistenza ai minori, ai tossicodipendenti, ai soggetti con disturbo dello spettro autistico e alle donne vittime di violenza. Voglio ringraziare tutti i miei colleghi che si sono spesi e si spendono con me ogni giorno affinché qualcosa cambi in questo meraviglioso Paese che sta attraversando un momento così delicato e difficile. Questo Paese è famoso nel mondo per il suo sistema sanitario, dove non conta lo stato sociale, perché per accedere alle cure basta essere un individuo, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Questo Paese, culla di cultura e di straordinari talenti, ci deve vedere tutti uniti qui nelle Aule e nei palazzi, ma anche lì fuori, da Nord a Sud, legati da un senso di appartenenza senza confini; un Paese forte ed eticamente saldo, che ci faccia sentire chiaramente e senza dubbio che il bene di ognuno di noi è anche il bene dell'altro. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rivolgo un caro saluto a lei, al Governo e ai colleghi presenti. In questi giorni di dibattito sulla manovra di bilancio, che per la seconda volta, vista la mia prima esperienza parlamentare, ho l'occasione, l'onore e la possibilità di discutere in quest'Aula, ho sentito una serie di riferimenti importanti a singole misure, a quelle che vengono definite piccole marchette e che vengono elargite qua e là per la Penisola, ciascuno per i propri interessi - legittimi, ci mancherebbe altro - per poi ottenere quelle otto-dieci righe di articolo sui quotidiani, legittimamente, presso il collegio di appartenenza. Non vorrei però perdere di vista gli elementi di cornice, oltre che il ritratto di questa manovra di bilancio. Il primo elemento, sicuramente, è che siamo arrivati - ma anche lo scorso anno non mi sembra sia stato fatto meglio - a ridosso della fine dell'anno con una richiesta di fiducia al Parlamento, perché anche l'anno scorso, ma quest'anno in particolare, visti gli ultimi smottamenti, almeno stando alle cronache dei giornali (poi li vedremo probabilmente anche in quest'Aula) approvare centinaia o migliaia di emendamenti in Aula probabilmente avrebbe cagionato più danno che vantaggio agli stessi proponenti.