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Il tempo dedicato a questo provvedimento non è stato pertanto di sette, otto o nove mesi; il tempo dedicato a questo provvedimento in Commissione è stato meno di tre mesi. E in questi tre mesi - lo dico a tutti, signor Presidente - cosa abbiamo potuto registrare? Abbiamo potuto svolgere le audizioni di associazioni, di magistrati, di costituzionalisti e di educatori; abbiamo potuto ascoltare persone che non erano state sentite alla Camera, perché vi ricordo che questo provvedimento non è quello che è stato oggetto di audizione alla Camera dei deputati. Questo provvedimento è uscito dalla Camera dei deputati e oggi ce lo troviamo qui. Attraverso queste audizioni abbiamo potuto comprendere, signor Presidente, che non ci sono dei motivi ideologici. Io non sono chiamato a esprimere oggi un giudizio su questo; lo farete voi, lo faremo dopo nella discussione. Ci sono degli evidenti problemi di ordine tecnico-giuridico, che sono emersi tutti nella medesima direzione: dalle associazioni di femministe, Arcilesbica, costituzionalisti, professori, educatori. Ricordo e invito tutti a rivedere le audizioni del professor Flick e del professor Mirabelli; andate a leggere cosa dicono. Essi si concentrano, signor Presidente, su tre punti fondamentali: l'articolo 1, l'articolo 4 e l'articolo 7. In questo modo noi, attraverso le audizioni, abbiamo aperto il dibattito. Evidentemente forse non era possibile farlo prima, perché c'erano quei problemi regolamentari. Ma l'abbiamo potuto fare oggi e registrare oggi, in questi giorni, grazie a questo lavoro. Cosa accade poi? È arrivata anche una nota verbale dalla Santa Sede, che è stata acquisita al nostro fascicolo e che le ho consegnato per conoscenza, signor Presidente. Essa evidenzia - ho quasi terminato, signor Presidente - sempre i medesimi nodi giuridici. Non sono nodi ideologici, sono nodi giuridici. E pur di trovare una soluzione, signor Presidente, a quel punto abbiamo fatto anche un tavolo politico. E il tavolo politico, formato ovviamente dalle forze di maggioranza che sostengono questo Governo, ha fatto emergere, intanto, la disponibilità: questo il primo dato. Il secondo dato è che al tavolo politico, cui hanno partecipato, ovviamente, i Presidenti dei Gruppi di maggioranza, sono pervenute alcune proposte emendative da parte dei partiti Lega-Salvini Premier -Partito Sardo d'Azione, Forza Italia e Italia Viva. A seguito di queste osservazioni, quindi, ho potuto lavorare su una ipotesi di mediazione che, ovviamente, teneva conto delle osservazioni pervenute dai Gruppi e di ciò che abbiamo sentito dalle audizioni. Ho, quindi, depositato, in quel contesto, una proposta di mediazione; una proposta che, come lei ricorderà e come ricorderanno tutti, ha ricevuto una sostanziale adesione, quantomeno come base di partenza, da parte della maggioranza dei Gruppi. Ricordo, infatti, gli interventi del senatore Faraone, della senatrice Unterberger e di quanti hanno manifestato una adesione al dialogo. A quel punto, mi è stato anche suggerito, da parte della senatrice De Petris, nonostante il calendario fissato per oggi e votato allora, di procedere al deposito della proposta che avevo presentato in quel tavolo politico. Io, allora, sono andato in Commissione, ho colto l'invito della senatrice De Petris e ho illustrato quella che era la proposta. Quindi, è nero su bianco: la proposta di mediazione c'è ed è all'interno del Resoconto della penultima seduta. Signor Presidente, quella proposta parte da un passo in avanti che tutti i Gruppi hanno fatto, anche quelli di opposizione al testo. Parte da un presupposto: si prende il disegno di legge Zan come testo base e su quello si operano sostanzialmente tre modifiche. Qualcuno le ritiene troppo invasive, qualcun altro meno, ma quella è la strada. Quella è la strada, dettata da costituzionalisti, da professori, da associazioni, da educatori e anche dalla Santa Sede. Certo che siamo uno Stato laico, ma questo non è in discussione. Non è questo il tema. Il tema è verificare se quei problemi di ordine giuridico sono problemi che intendiamo risolvere oppure no. Signor Presidente, la disponibilità c'è, da parte di molti Gruppi. Io ho sentito, oggi e anche in questi ultimi giorni, molte personalità, sia a sinistra sia nel centrodestra, che sono intervenute indipendentemente da quello che il loro capo politico dichiara. A questo punto, da convinto giurista, io sostengo che, prima di procedere a votare un provvedimento che presenta degli evidenti problemi di ordine tecnico, è necessario verificare se esista la disponibilità politica. Questa disponibilità politica, a mio avviso, nella maggioranza esiste. C'è qualcuno che, evidentemente, forse mira a impedire l'approvazione di un buon testo. Io dico che, a fronte del lavoro che abbiamo fatto, oggi è mio dovere rappresentare all'Aula questa necessità di provare fino all'ultimo la volontà politica di dialogo. Parto dal dato oggettivo che ho espresso prima. Come Commissione, è da meno di tre mesi che siamo al lavoro su questo provvedimento: non sette, non otto e non nove. Io ovviamente sono a disposizione se qualcuno dovesse deciderlo, ma non sono io a doverlo fare e non è nemmeno più la Commissione che presiedo a doverlo decidere. La invito quindi, signor Presidente, a sospendere l'attuale seduta e a convocare la Conferenza dei Capigruppo per valutare - anche lei lo faccia con questo spirito - se c'è la disponibilità a continuare quel dialogo che avevamo intrapreso in quel tavolo politico che aveva dato ottimi frutti, sulla base del quale in brevissimo tempo, secondo me in quindici giorni, noi possiamo arrivare a un testo condiviso e quindi permettere a quest'Assemblea di votare con un'ampia maggioranza un testo migliore senza quelle criticità sollevate da molti e forse da troppi (Applausi) . PRESIDENTE . Presidente Ostellari, prendo atto di quanto lei ha affermato. Avevo convocato per oggi alle ore 15 la Conferenza dei Capigruppo, che ho rinviato proprio perché volevo conoscere lo stato dell'arte nella Commissione giustizia sul disegno di legge Zan. Alla luce di quanto lei ha affermato, per capire qual è la volontà politica dell'Assemblea, sospendo la seduta e convoco immediatamente la Conferenza dei Capigruppo. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, adesso il presidente Ostellari ha raccontato la sua versione, che è abbastanza forzata se non fantasiosa. Inoltre in questi giorni, in queste settimane e in questi mesi è emersa da parte sua una sorta di idiosincrasia sul voto: non tiene infatti conto del fatto che quest'Assemblea ha votato per la calendarizzazione in Aula e oggi ci ha impedito di votare in Commissione, dove la maggioranza avrebbe ribadito la volontà di discutere il provvedimento in Assemblea. Questo, infatti, signor Presidente, è un provvedimento importante, che serve a proteggere le persone , a garantirle (Commenti in Aula). Vede, signor Presidente, che non è possibile fare la mediazione di cui parla Ostellari, perché c'è una parte di quest'Assemblea che dei diritti umani e civili non si interessa (Applausi) ! PRESIDENTE. Ognuno in quest'Aula può dire quello che vuole, per cortesia.