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risulta altamente improprio, come invece si verifica, accorpare la questione del sistema delle spiagge libere della zona centrale di Ostia e delle spiagge libere di Castel Porziano e Capocotta con quella degli arenili della zona ad alta urbanizzazione. Tale accoppiamento di tratte assai diverse cerca soltanto di sottrarre i gestori balneari all'obbligo di garantire la prevista metà dell'arenile a spiaggia libera, come prevede il piano di utilizzo degli arenili (il cosiddetto PUA); il sistema delle spiagge libere va affrontato con decisione rimuovendo tutti gli ostacoli all'accesso e alla fruibilità di un bene comune inalienabile, procedendo ad una radicale bonifica dei luoghi, rimuovendo materialmente tutte le opere abusive prodotte e ultimando la demolizione dei numerosi chioschi, che ingombrano le spiagge stesse, bloccando e cancellando l'efficacia degli affidamenti diretti che di fatto aggirano la regolare procedura dei bandi; particolarmente significativa è la vicenda della spiaggia libera ex Arca (Caritas), di proprietà comunale, ridotta ora in condizioni vergognose, diventata negli anni un'autentica discarica. Una spiaggia libera che da 3 anni è praticamente blindata all'interno di un reticolato e di due cancelli di ingresso, uno chiuso con catena e lucchetto e l'altro divorato dalla corrosione. Un tratto di litorale nei pressi della stazione ferroviaria Cristoforo Colombo completamente abbandonato, che dovrebbe essere destinato alla libera fruizione dei cittadini e invece è tenuto prigioniero. Solo l'impegno civile e la lotta di associazioni e di cittadini ha costretto recentemente le autorità a togliere almeno il lucchetto e ad impegnarsi nel procedere a un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi, così da rimuovere il reticolato che insiste sulla spiaggia libera e che viola palesemente l'ordinanza balneare 2018, impedendo il libero accesso alla battigia, si chiede di sapere: se non si ritenga opportuno intervenire con la dovuta tempestività ed energia al fine di verificare la legittimità e congruità delle concessioni, nonché la presenza di abusi relativi alla cementificazione nella fascia dei 300 metri dal bagnasciuga e della loro immediata rimozione; se non si ritenga, inoltre, urgente ripristinare la legalità attraverso la confisca e l'abbattimento immediato delle costruzioni abusive sequestrate; quali iniziative si intenda porre in essere al fine di giungere al più presto al ripristino della piena fruibilità delle spiagge libere del litorale di Ostia, verificando gli abusi perpetrati anche con l'accorpamento con stabilimenti confinanti e contigui, con azioni di stimolo e di controllo di legalità sugli atti e le scelte relative alla demolizione dei chioschi, al ripristino dei siti e all'indizione di nuovi bandi pubblici, congrui e validi per l'assegnazione di nuove concessioni. Atto n. 4-00134 SAPONARA CENTINAIO CAMPARI Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: le case cantoniere, in capo ad Anas, distribuite sul territorio nazionale, sono 1.244 e solo una parte continua a svolgere il ruolo di supporto all'attività di manutenzione stradale per cui erano state inizialmente concepite; esse rappresentano un patrimonio storico-edilizio importante, soprattutto in quelle regioni in cui le più frequentate arterie di traffico stradale son costellate dalla loro presenza, e spesso risultano dismesse, abbandonate o pericolanti, soprattutto nei territori montani, con conseguente impressione negativa per gli utenti delle strade; in accordo con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'Agenzia del demanio, l'Anas ha promosso nel luglio 2016 un progetto di riqualificazione di parte di queste realtà all'insegna del turismo sostenibile; il progetto di valorizzazione delle case cantoniere è legato a un bando di gara rivolto a soggetti di cui all'art. 45 del decreto legislativo n. 50 del 2016, nel rispetto delle prescrizioni poste dagli artt. 47 e 48 del medesimo decreto legislativo; sono state individuate da Anas 30 case cantoniere la cui ristrutturazione, secondo il progetto pilota di riqualificazione, sarebbe a carico di Anas, mentre al concessionario spetterebbe la corresponsione di un canone di concessione, oltre ad un contributo variabile in funzione del fatturato generato dall'attività imprenditoriale; il valore complessivo stimato per la realizzazione del progetto ammonterebbe a 47.076.933,50 euro; la riqualificazione delle case cantoniere si pone come un obiettivo importante per il recupero del patrimonio edilizio esistente, per la valorizzazione dell'ambiente circostante, in un'ottica di risparmio e tutela del suolo, nonché come opportunità di creare strutture ricettive alternative e sostenibili per un tipo di turismo di nicchia (turismo lento) che sempre di più si sta affermando, si chiede di sapere: quale sia lo stato di avanzamento del progetto di riqualificazione delle case cantoniere, promosso da Anas nel luglio 2016 a fini turistico-culturali; quante case cantoniere, tra quelle individuate, siano state effettivamente coinvolte nella riqualificazione e quale sia l'ammontare effettivo dei contributi assegnati da Anas per la loro riqualificazione; se i Ministri in indirizzo ritengano di rinnovare il progetto estendendolo ad altre case cantoniere; quale sia il destino di quelle case cantoniere non rientranti nel progetto, che presentano un avanzato stato di abbandono. Atto n. 4-00135 PILLON CENTINAIO ARRIGONI AUGUSSORI BAGNAI BARBARO BERGESIO BONFRISCO BORGHESI BORGONZONI Simone BOSSI Umberto BOSSI BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDIANI CANDURA CANTU' CASOLATI DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO IWOBI MARIN MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI Emanuele PELLEGRINI PEPE PERGREFFI PIANASSO PIROVANO Pietro PISANI PITTONI PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA ROMEO RUFA SAPONARA SAVIANE SBRANA SIRI SOLINAS STEFANI TESEI TOSATO VALLARDI VESCOVI ZULIANI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: in data 5 aprile 2018 è stato pubblicato sul sito internet della Commissione per le adozioni internazionali (autorità centrale italiana in materia di adozione di minori stranieri in base alla Convenzione de L'Aia del 1993 e relativa legge di ratifica n. 476 del 1998) un avviso dal titolo "Adozioni in Polonia", con cui veniva reso noto quanto segue: negli ultimi mesi alcune famiglie adottanti instradate in Polonia, e che avevano ricevuto il parere favorevole all'abbinamento con minori polacchi da parte di uno degli enti polacchi autorizzati (Centro adottivo cattolico di Varsavia), dopo diversi mesi di attesa, sono state informate che il Ministero della famiglia e del lavoro e delle politiche sociali, in qualità di autorità centrale polacca, ha negato il proprio consenso al proseguimento delle relative procedure adottive;