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l'ufficio di tutela del Ministero, oltre a sostenere che l'area del futuro Lidl ha destinazione commerciale, specificava di avere prescritto, il 31 gennaio 2020, alla ditta proprietaria e richiedente il permesso di costruzione (Orsi immobiliare), indagini archeologiche preventive e poi saggi di scavo, operazioni tutte descritte in dettaglio insieme ai risultati raggiunti a quella data, ma aggiungeva testualmente: "Come da progettazione lo spazio interno della proprietà sarà organizzato grossomodo in tre fasce: - quella più a nord, in cui il progetto prevede un ampio spazio verde della misura di 2500 mq, - una fascia centrale che ospiterà la struttura del capannone delle dimensioni di 2300 mq, - quella sud destinata a parcheggio scoperto delle dimensioni di 3100 mq"; la Soprintendenza prospettava, inoltre, nella parte finale dell'atto, che dopo il completamento degli scavi, in corrispondenza del mausoleo a pianta circolare (diametro di 16,40 metri) di cui si conservano le fondazioni, messo in luce presso l'angolo nordest del cantiere, dovesse aver luogo un'operazione di restauro conservativo e che andassero "valutati gli interventi di valorizzazione del monumento e dell'area circostante destinata a verde per una superficie di ca. 2.550 mq"; benché la nota non lo specifichi, è intuitivo che la progettazione descritta non è quella originale ma una rielaborazione mediante la quale la proprietà, alla luce delle scoperte avvenute nell'area di cantiere, concentrate sul versante nord, ha tentato di conciliare l'opera con le emergenze archeologiche, in modo da ottenere il nulla osta all'esecuzione dei lavori. Fotografie aeree datate ottobre 2021 inviate dai residenti agli interroganti dimostrano, però, che la sistemazione definitiva, tuttora in corso, non coincide che parzialmente con la descrizione fornita il 13 luglio 2021; la fascia settentrionale è infatti macroscopicamente più piccola di quella che ospita la struttura del capannone e al suo interno ricade, occupando poco meno di metà della superficie totale, solo il terzo più orientale dell'asse viario di II sec. a.C. orientato 45 gradi a nordest (come la centuriazione graccana) al quale, dismesso, il monumento funerario di I sec. a.C. si è parzialmente sovrapposto; la prosecuzione verso ovest del percorso stradale è stata obliterata, dopo l'indagine archeologica, per ripristinare la quota utile alla costruzione del capannone Lidl, mentre verso est l'interruzione è netta, per la presenza della preesistente recinzione di un'altra proprietà; la valutazione de "gli interventi di valorizzazione del monumento e dell'area circostante destinata a verde per una superficie di ca. 2.550 mq" sembra dunque avere indotto a rinunciare ad una fascia unitaria di verde e, se mai, raggiungere la quantità prevista sommando alla metà "risparmiata" della fascia nord gli spazi marginali del cantiere, per musealizzare, invece, nell'altra metà, quanto resta del mausoleo e delle immediate adiacenze; tale ipotesi, fattibile e ragionevole sulla carta, è assai poco praticabile in concreto. Avrebbe perciò dovuto esserle preferito un cambio di orientamento del capannone, con eventuale ridimensionamento dello stesso o del parcheggio antistante, tale da disporre l'immobile parallelamente all'asse stradale antico invece che alla via Castaldo. Solo così il visitatore avrebbe percepito al meglio lo sviluppo del tracciato romano, quand'anche fosse stato solo parzialmente lasciato a vista e per il tratto successivo "suggerito", a quota più alta, da un viale con uguali dimensioni e parimenti orientato; valutato che è ben noto agli specialisti che via Galatina riproduce il percorso della strada, come d'uso fiancheggiata da tombe (poco lontano dalla proprietà Orsi ne è stata rinvenuta una eccezionale: la cosiddetta tomba di Stallia), che, uscendo da Capua, conduceva al santuario di Diana Tifatina. Qualsiasi ipotesi di nuova edificazione in quest'area deve perciò confrontarsi con un rischio archeologico alto, tale che, una volta eseguite le indagini del caso, è possibile che l'opera progettata debba essere modificata, anche sensibilmente, o addirittura accantonata. L'interesse della comunità, infatti, prevale, o almeno dovrebbe prevalere, su quello del privato, oggi niente affatto ignaro del rischio assunto, tanto più che nel suburbio settentrionale di Capua pochissime testimonianze materiali antiche sono finora sfuggite alla distruzione. Spetta agli uffici del Ministero assicurarsi che sia l'opera nuova a rispettare l'antica, non il contrario, come sembra invece essere accaduto nel caso di specie, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa riferire quale fosse la destinazione urbanistica dell'area del costruendo centro Lidl all'atto della richiesta del permesso di costruzione, per accertarne la legittimità o meno, e se non condivida il timore che isolare i ruderi dietro il capannone, costringerli tra quello e la recinzione della proprietà Orsi, consentendo che il volume dell'immobile interrompa il cono visuale del tracciato viario antico, rischia di condannare di fatto quell'area all'oblio e allo squallore di un "retrobottega", sempre che si trovino il denaro e la soluzione tecnica capace di garantire (potenzialmente) la fruizione del sito. Atto n. 3-02925 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: risulta gli interroganti che il 4 novembre 2021 a Valle di Maddaloni, piccolo Comune del Casertano, nelle ore subito precedenti la celebrazione della festa dell'unità nazionale e delle forze armate, svoltasi altrove a causa delle proibitive condizioni meteorologiche, il Monumento Ossario ai Garibaldini eretto nel 1889 ai piedi dei ponti vanvitelliani dell'Acquedotto Carolino, lungo la strada provinciale 335 (si veda "Beni Architettonici" su "comune.valledimaddaloni.ce"), sia stato vittima di un raid vandalico; infierendo sull'altorilievo che orna la facciata principale dell'ossario, a pianta quadrangolare con alzato troncoconico (sormontato da un obelisco), dedicato ai caduti nella battaglia del Volturno, svoltasi in data 1° ottobre 1860, ignoti hanno staccato di netto le teste di due figure del gruppo che fiancheggia l'anta sinistra della porta, sovrastata da una grande Vittoria bronzea, e di un terzo appartenente al gruppo che invece fiancheggia l'anta destra della stessa, dove la testa di Giuseppe Garibaldi è stata colpita anch'essa al volto nell'intento, raggiunto, di sfigurarlo. Gli altorilievi, così come la Vittoria, sono opera dello scultore napoletano Enrico Mossutti (1849-1920); le immagini diffuse sui social dal Comune, dopo che il sindaco ha sporto denuncia ai Carabinieri, mostrano la porta sfondata e, ancora in terra ai piedi dell'ossario, le porzioni staccate dalle sculture, successivamente recuperate in vista dell'indispensabile restauro (si veda in proposito quanto pubblicato sulla pagina "Facebook" del Comune Valle di Maddaloni" e "Valle di Maddaloni. Danneggiato l'Ossario garibaldino. Il sindaco Buzzo: Vandalismo inspiegabile e davvero inaccettabile" su "GiornaleNews");