[pronunce]

«Conseguentemente, ove la disposizione sia ritenuta lesiva delle prerogative dell'Ente nazionale o anche semplicemente inopportuna, la stessa può essere resa inoperante semplicemente omettendo la stipula della convenzione o dell'accordo ivi previsti». La Regione osserva che i motivi di censura proposti con il ricorso «costituiscono l'effetto di travisamento del significato della norma impugnata», in quanto la disposizione in esame si riferisce soltanto alle funzioni di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica di cui all'art. 151 del d. lgs. n. 490 del 1999, già delegate dallo Stato alle Regioni con il d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382). La norma, pertanto, non si riferisce né direttamente, né indirettamente alle funzioni di rilascio del nulla osta di cui all'art. 13 della legge n. 394 del 1991 e scaturisce da una richiesta formale dell'Ente parco delle Dolomiti Bellunesi – unico parco nazionale presente nel territorio della Regione Veneto – al fine di semplificare l'iter amministrativo delle opere da realizzarsi all'interno del perimetro del Parco stesso. Pertanto la disposizione in esame «non comprime alcuna funzione di competenza dell'Ente parco ma, all'opposto, ne ammette l'estensione, riconoscendo all'Ente parco la competenza al rilascio anche dell'autorizzazione paesaggistica, in via ordinaria di competenza regionale». 5.— Con memoria depositata il 14 ottobre 2004, l'Avvocatura generale dello Stato, preso atto delle argomentazioni difensive formulate dalla Regione Veneto, ha insistito nella richiesta di declaratoria di illegittimità costituzionale della norma. La difesa dello Stato rileva che la norma in esame «lungi dall'essere chiara (…) riesce (…) a creare confusione normativa, a tutto svantaggio dell'efficacia degli strumenti di tutela delle aree protette approntati dall'ordinamento». Deduce, infine, che la Regione non ha alcun potere di prevedere o imporre che l'esercizio di determinate funzioni, inerenti alla tutela delle aree protette, sia subordinato alla stipula di convenzioni o accordi interistituzionali tra l'Ente parco, la Regione e lo Stato. 6.— In prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Veneto ha depositato una memoria, con la quale ha ribadito le argomentazioni svolte al momento della costituzione. In particolare, osserva che la disposizione in esame non attiene alle funzioni di cui all'art. 13 della legge n. 394 del 1991. La previsione della stipula dell'accordo o della convenzione non costituisce, altresì, un'imposizione nei confronti dell'Ente parco, suscettibile di limitare i poteri allo stesso attribuiti dalla legge statale, ma è diretta ad ampliare i poteri dell'Ente medesimo, prevedendo che quest'ultimo sia competente anche in ordine alla concessione dell'autorizzazione paesaggistica.1. — Il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri ha ad oggetto l'art. 1, comma 2, della legge della Regione Veneto 29 ottobre 2003, n. 26 (Modifica della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112» e della legge regionale 9 maggio 2002, n. 10 «Rideterminazione del termine previsto dall'articolo 58, comma 2, della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11: Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112»), in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera s), e 114 della Costituzione. 2. — Detta norma aggiunge il comma 4-bis all'art. 64 della citata legge della Regione Veneto n. 11 del 2001. La disposizione sospettata di illegittimità costituzionale prevede che nelle aree ricadenti nel perimetro dei parchi nazionali – nel territorio della Regione Veneto ricade il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi – e nelle aree di protezione esterna agli stessi, oggetto di vincolo ai sensi dell' art. 146 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352), le funzioni, disciplinate dall'art. 61, comma 1, lettera b), numero 2, riguardanti opere o lavori di competenza degli Enti parco nazionali o da essi anche indirettamente realizzati, nonché le funzioni di cui all'art. 63, comma 1, lettera a), della medesima legge regionale, sono esercitate dall'Ente parco successivamente alla stipula di una convenzione o di un accordo interistituzionale tra l'Ente stesso, la Regione e lo Stato, per la determinazione delle relative modalità di esercizio. 3.— La questione di legittimità costituzionale proposta dal Presidente del Consiglio dei ministri è articolata in due distinte censure. Con la prima viene dedotto che la norma impugnata dà luogo ad un illegittimo condizionamento dell'attività dell'Ente parco, al quale compete – ai sensi dell'art. 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) – il rilascio del nulla osta per la realizzazione di interventi all'interno del perimetro del parco o nelle zone ad esso limitrofe. Vi sarebbe, quindi, la lesione della competenza legislativa nella materia “tutela dell'ambiente”, riservata, in via esclusiva, allo Stato, ex art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Con la seconda censura si afferma che la disposizione impugnata impone allo Stato, come obbligatorio, l'esercizio di un'attività amministrativa, consistente nella stipula di un accordo interistituzionale o di una convenzione per la fissazione delle modalità di esercizio di funzioni proprie dell'Ente parco. 4.— Innanzitutto, occorre delineare il quadro normativo regionale in cui si colloca la disposizione impugnata. L'art. 61 della legge della Regione Veneto n. 11 del 2001, la cui rubrica reca Funzioni della Regione, al comma 1, lettera b), prevede che «Sono di competenza della Regione, in quanto richiedono l'unitario esercizio a livello regionale, le seguenti funzioni già delegate dallo Stato, ai sensi dell'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977: a) [omissis]; b) rilascio di autorizzazioni, funzioni di vigilanza e adozione di provvedimenti cautelari e sanzionatori in materia di beni ambientali relativi ad opere o lavori: 1) [omissis]; 2) di enti o aziende concessionari pubblici o dipendenti dallo Stato o dalla Regione». L'art. 62 della legge regionale in questione, la cui rubrica reca Funzioni delle province, dispone la subdelega alle Province delle funzioni concernenti: