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Attenzione, però: perché la riforma possa raggiungere gli effetti sperati, occorre coniugare le riforme puntuali dei codici con digitalizzazione, miglioramento delle infrastrutture, riorganizzazione degli uffici, accrescimento delle competenze dell'amministrazione, unità di missione per aggredire le disfunzioni sistemiche, anche attraverso quello strumento di supporto all'attività del magistrato qual è il già citato ufficio per il processo, che prevede - badiamo bene - un aumento di personale complessivo in sede nazionale di oltre 8.000 unità, da selezionare tra 28.000 domande già presentate. Vedo problematico - sono d'accordo in questo con il senatore Balboni - il limite dei tre anni per i contratti a tempo determinato di alcune categorie (la maggior parte) di coloro che saranno assunti, soprattutto considerando che potrebbe perdersi la professionalità che nel frattempo si sarà formata in questi soggetti. Confido tuttavia che, nel tempo che intercorrerà, potremo trovare soluzioni per rendere definitiva quell'implementazione, la riorganizzazione di questa importante novità dell'ufficio del processo su cui tanto puntiamo. Per quanto riguarda poi gli strumenti alternativi alle vie giudiziarie ordinarie, si è fatto un buon lavoro sulla mediazione e sulla negoziazione assistita come strumenti per la conciliazione delle controversie civili e commerciali. Con la delega si incentiva il ricorso a questi strumenti anche ripensando gli incentivi fiscali, riconoscendo, per esempio, il credito di imposta in favore degli organismi di mediazione, aprendo alla possibilità che le procedure siano anche svolte con modalità telematiche, estendendo il patrocinio a spese dello Stato anche alla mediazione e alla negoziazione; ciò porta a una vera eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge con il ricorso alla giustizia anche delle persone meno abbienti, che così possono vedere riconosciuti i propri diritti. Si è ritenuto inoltre di estendere il ricorso obbligatorio alla mediazione in via preventiva, che oggi già rappresenta una condizione di procedibilità per molte controversie, anche ad altre materie. Lo scopo di questa estensione è evidentemente quello di alleggerire il più possibile il carico dei tribunali civili su materie che ne intasano attualmente il funzionamento, naturalmente preservando le garanzie delle parti. Con una modifica introdotta in Commissione, viene previsto un criterio metodologico che mi sento in particolare di condividere: procedere cioè alla verifica, alla luce delle statistiche e della sperimentazione, dell'opportunità o meno di mantenere la mediazione come condizione di procedibilità in relazione alle singole materie. In questo modo, dati alla mano, si deciderà come adeguare gli istituti alla realtà, alle esigenze e ai risultati. Nel favorire la partecipazione delle parti alla mediazione, la riforma regola le conseguenze della mancata partecipazione. Molto spesso infatti alcune parti non si presentano strumentalmente agli incontri proprio per farli saltare e non è possibile che non ci siano conseguenze. Sulla negoziazione assistita, che, come sappiamo, è un accordo amichevole tra le parti, oltre ad una semplificazione si approntano idonee garanzie per l'istruzione stragiudiziale e si introducono anche sanzioni penali per le false dichiarazioni in quella sede. Per incentivare il ricorso all'istituto, si stabilisce inoltre che l'avvocato che abbia fatto ricorso all'istruttoria stragiudiziale sia pagato di più e che quello che, al contrario, abbia commesso abusi in questa fase abbia conseguenze gravi sul piano disciplinare. Non ho il tempo di entrare nel merito di ogni parte tecnica della legge delega, che è veramente molto ampia, e mi riservo di approfondire qualche altro tema in sede di dichiarazione di voto per illustrare altre novità importanti, come per esempio l'istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per la famiglia, unificazione tra Tribunale dei minorenni, giustizia per i minori e tribunale ordinario, che si occupa invece delle cause di separazione e di divorzio. Tutte queste novità potranno aiutarci - si spera - a rafforzare quell'equilibrio assolutamente necessario tra l'accelerazione del 40 per cento dei procedimenti che l'Europa ci chiede e poi la tutela dei diritti delle parti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori, oggi siamo chiamati ad approvare una riforma fondamentale per creare i presupposti di una giustizia celere, veloce e soprattutto giusta. L'originaria formulazione del disegno di legge Bonafede nulla disponeva in materia di processo familiare, dimostrando una scarsissima sensibilità verso la tutela dei minori, degli adolescenti, dei soggetti vulnerabili e delle persone. Il Governo Draghi, prima, e la Commissione, poi, hanno ribaltato la prospettiva, ponendo al centro di questa riforma proprio la persona e le famiglie, che per noi del centrodestra sono il pilastro della società e pertanto vanno adeguatamente tutelate. A ottant'anni dalla sua istituzione, scompare finalmente il Tribunale per i minorenni, dove i procedimenti giudiziari non erano governati da alcun tipo di regola, né scanditi da tempi processuali definiti e soprattutto si caratterizzavano per i numerosi provvedimenti provvisori che alla fine, per il lungo tempo in cui erano destinati a valere, diventavano definitivi. Tale sistema cozzava, come da anni lamentavamo, con i principi costituzionali del giusto processo. Noi di Forza Italia, insieme ad altre forze del centrodestra, ci siamo battuti per anni per la creazione di un unico giudice specializzato in materia di famiglia e della persona, sottoposto a regole predeterminate e soprattutto uguali in tutto il territorio nazionale. Oggi finalmente abbiamo raggiunto uno storico risultato, che premia la costanza con la quale abbiamo portato avanti la nostra visione di giustizia a tutela delle persone. La riforma cancella un'altra struttura del nostro sistema, l'articolo 403 del codice civile, recante l'allontanamento del minore dalla propria famiglia in forza di un provvedimento della pubblica autorità, che era stato pensato nel secolo scorso per situazioni di emergenza e che parte della politica non ha mai voluto toccare per gli interessi che coinvolgeva. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,04) ( Segue RONZULLI). Già due anni fa avevo presentato un disegno di legge per riformare il sistema degli affidi, in modo da limitare lo strapotere dei servizi sociali e, soprattutto, per fare in modo che un provvedimento che incide così fortemente sulla libertà personale dei minori coinvolti e dei loro genitori fosse sottoposto al controllo del magistrato. Sono quindi molto soddisfatta che questa mia proposta diventerà presto legge dello Stato. Non assisteremo più alla sottrazione incontrollata, indiscriminata e solo apparentemente lecita dei bambini alle loro famiglie di origine. Nella mia qualità di Presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, avevo da tempo segnalato la necessità di introdurre specifiche cause di incompatibilità per i giudici onorari dei tribunali per i minorenni e per gli assistenti sociali in tutti i procedimenti di affidamento del minore fuori dalla famiglia.