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In altre parole, per giorni è stata prolungata la promiscuità, permettendo così al virus di diffondersi velocemente, anche tra coloro che si sono recati in quel periodo al pronto soccorso per altre patologie; considerato che: il direttore sanitario dell'Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est, responsabile dell'ospedale di Alzano, colui che avrebbe deciso la riapertura dell'ospedale, Roberto Cosentina, è stato condannato il 31 gennaio a 2 anni e 6 mesi in primo grado per omessa denuncia verso un medico (Leonardo Cazzaniga), soprannominato «dottor morte». Cazzaniga è stato condannato all'ergastolo per la morte di dodici pazienti terminali ai quali, secondo i giudici, avrebbe somministrato un sovradosaggio di farmaci con la chiara intenzione di uccidere. Se ne vantava al telefono con l'amante, infermiera nello stesso ospedale. Ebbene, nonostante la condanna, Cosentina non è stato rimosso. Nei giorni scorsi, secondo notizie di stampa, la Procura della Repubblica di Bergamo avrebbe aperto una inchiesta; inoltre, a quanto risulta agli interroganti: la giornalista di "Valseriana News" Gessica Costanzo, ha denunciato il fatto che molte imprese in Val Seriana hanno riaperto la produzione, in deroga al decreto governativo. Anche le industrie che palesemente non possono essere catalogate tra quelle essenziali; Gessica Costanzo ha ricostruito nelle sue inchieste che i malati di COVID-19 sono stati trasportati in ospedale solo quando erano in condizioni disperate e che molti di loro sono morti a casa loro, senza aver ricevuto l'assistenza dovuta e senza essere conteggiati tra le vittime del virus ; la reporter ha anche affermato che ai parenti prossimi deceduti per Coronavirus non è stato fatto il tampone, costringendoli a una quarantena volontaria e rischiando, così, una volta usciti dalla eventuale quarantena di essere ancora infetti; dal servizio di "Report" è emerso che alla maggior parte dei pazienti delle RSA della provincia di Bergamo non è stato fatto il tampone e che le strutture sono rimaste aperte al pubblico per giorni dopo l'inizio dell'epidemia e le stesse sono state utilizzate per "parcheggiare" alcuni malati di COVID-19, per allentare la pressione sugli ospedali della zona. Entrambe decisioni che hanno portato alla diffusione del virus in tutte le RSA e alla morte di almeno 600 ospiti, su 6.000 in totale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano informati sulla vicenda; se il Ministro della salute non ritenga di dover approfondire l'operato del direttore sanitario dell'Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est; se il Ministro dello sviluppo economico non ritenga necessario accertare se a Bergamo i decreti governativi siano stati violati da aziende della provincia; se il Ministro per gli affari regionali e le autonomie intenda verificare se la Regione Lombardia abbia agito nei limiti delle sue competenze. Atto n. 4-03145 TRENTACOSTE Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'ex AUSL 4 di Enna, oggi Azienda sanitaria provinciale (ASP), nell'ambito della programmazione di cui all'art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, aveva previsto la realizzazione di alcune strutture a carattere socio-sanitario; fra queste veniva individuato il presidio di riabilitazione funzionale per soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, cosiddetto Crim (centro di riabilitazione interprovinciale multidisciplinare); l'ASP di Enna, per la realizzazione del presidio, individuava in località Pergusa un edificio incompiuto risalente agli anni '50, che doveva essere adibito a istituto per l'assistenza all'infanzia; con l'intervento si sarebbe dovuta completare la struttura esistente, avente una superficie di circa 7.200 metri quadri distribuita su più livelli, in grado di ospitare 150 degenti divisi in cinque moduli residenziali. Il centro avrebbe avuto due reparti di medicina fisica e riabilitativa e di riabilitazione cardiopolmonare, oltre a varie camere di degenza, aule per la formazione, studi, spogliatoi e ambienti di servizio per il personale medico e amministrativo; con delibera del 22 marzo 2005 n. 814 del direttore generale dell'ASP veniva approvato il progetto definitivo dei lavori per la ristrutturazione di detto fabbricato, denominato "ex CISS", per adibirlo a centro interprovinciale per la riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali; con decreto dirigenziale del Ministero della salute del 6 settembre 2005, venivano finanziati i lavori con i fondi, ex art. 20 della legge n. 67 del 1988 per complessivi 8.359.510,81 euro posti a carico del Ministero stesso per il 95 per cento e della Regione Siciliana per il restante 5 per cento; considerato che: nel luglio del 2019, grazie al lavoro svolto dal Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della salute, il ministro Giulia Grillo annunciava lo stanziamento di 236 milioni di euro per interventi di ammodernamento degli ospedali siciliani; di questi, oltre 3 milioni erano destinati alla struttura dell'ex CISS di Pergusa, e specificamente 1.330.000 euro per il completamento delle finiture e la sistemazione delle parti esterne, e 1.900.000 euro per l'acquisto delle attrezzature; risulta all'interrogante che ad oggi nulla è stato fatto per ultimare i lavori; il 21 marzo 2020, l'interrogante e i consiglieri comunali di Enna, Cinzia Amato e Davide Solfato, hanno chiesto al direttore generale dell'ASP, dottor Francesco Iudica, di valutare la possibilità di attivare tutte le procedure necessarie presso la Regione Siciliana affinché l'immobile venisse messo a disposizione del sistema sanitario per fronteggiare l'emergenza pandemica COVID-19, considerata la sua posizione baricentrica e isolata rispetto ai centri urbani, ma ben collegata e facilmente raggiungibile, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché si faccia chiarezza in ordine ai fondi stanziati per il recupero della struttura in questione; se non ritenga di attivarsi nelle sedi opportune affinché sia garantita l'ultimazione dei lavori, la consegna dell'immobile e un'adeguata destinazione d'uso, secondo le esigenze medico-assistenziali previste dal piano sanitario adottato dalla Regione Siciliana. Atto n. 4-03146 MALAN Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: con un comunicato stampa del 27 marzo 2019, il Garante nazionale per l'infanzia annunciava l'avvio di una indagine che porterà, tra un anno, alla pubblicazione di un dossier sui maltrattamenti dei bambini e degli adolescenti in Italia dopo una rilevazione campionaria effettuata in 231 comuni italiani; tale indagine, si annuncia, viene effettuata insieme a CISMAI e Terre des Hommes;