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Disciplina dell'attività di rappresentanza degli interessi particolari e istituzione del registro pubblico dei rappresentanti di interessi. Onorevoli Senatori. -- La rappresentanza degli interessi particolari presso i decisori pubblici è un'attività esercitata da secoli in qualsiasi società, seppur differentemente avvertita in base alle diverse realtà storico-giuridiche di ciascun paese. L'esperienza delle società anglosassoni -- mutuata dalle istituzioni dell'Unione europea -- ha dimostrato come la regolamentazione del settore, totalmente assente nella legislazione italiana, fornisce non solo un efficace strumento per la lotta alla corruzione, bensì un essenziale strumento per garantire la concreta efficacia delle politiche pubbliche e assicurare la partecipazione della società civile ai processi decisionali. La nostra cultura giuridica si è sempre opposta in maniera decisa alla istituzionalizzazione delle « lobbies » -- termine inglese comunemente impiegato per indicare i gruppi di interessi particolari -- , tuttavia emerge in maniera sempre più evidente dalla cronaca quotidiana che i gruppi di pressione siano una realtà immanente, la cui attitudine può manifestarsi in maniera positiva o negativa a seconda che l'ordinamento preveda una rigorosa regolamentazione fondata sui princìpi di trasparenza, legalità e partecipazione. L'obiettivo del presente disegno di legge è segnatamente il seguente: regolamentare le interazioni tra gruppi di interessi particolari e decisori pubblici, al fine di porre rimedio a lacune normative che favoriscono fenomeni gravi ed estremamente dannosi per la Repubblica, come l'opacità delle relazioni tra gruppi di pressione e istituzioni -- nonché la conseguente corruzione -- e, allo stesso tempo, favorire l'adempimento del diritto, dovere costituzionale alla partecipazione dei cittadini alla organizzazione politica, economica e sociale del paese, creando un connessione trasparente e garantista del principio di uguaglianza tra pubblico e privato. L'articolo 1 enumera i princìpi ai quali il presente testo si ispira e le finalità generali che intende perseguire. In particolare, si tratta di garantire e assicurare i princìpi di trasparenza e di legalità nelle relazioni tra Parlamento e portatori di interessi particolari, nonché tutelare la concorrenza e la partecipazione consapevole e paritaria della società civile nei procedimenti decisionali. L'articolo 2 provvede a definire i soggetti destinatari della legge, in modo tale da fornire un testo non equivoco volto a garantire una corretta applicazione della stessa. In primo luogo esplica la differenza tra portatori e rappresentanti di interessi particolari, definendo i primi come soggetti esercenti, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, attività di rappresentanza di interessi particolari mentre, i secondi, come soggetti che, su incarico dei portatori, esercitano un'attività rivolta a rappresentare interessi socialmente legittimati, anche di natura non economica, al fine di incidere ed orientare i processi decisionali pubblici in atto ovvero di avviare nuovi processi decisionali pubblici. Prosegue il medesimo articolo con l'illustrazione del significato di «decisori pubblici», ossia di soggetti che, in ragione del proprio ufficio pubblico, concorrono alle decisioni pubbliche, includendo esplicitamente nella definizione il Presidente del Consiglio dei ministri, i ministri, i vice ministri, i sottosegretari di Stato, i vertici degli uffici di diretta collaborazione dei ministri, dei vice ministri e dei sottosegretari di Stato nonché altri titolari di incarichi pubblici con funzione dirigenziale generale, i membri del Parlamento. Infine, fornisce la definizione di «processi decisionali», individuati come procedimenti di formazione degli atti normativi e amministrativi generali, nonché quella di «attività di rappresentanza di interessi», ossia qualsiasi attività svolta dai rappresentanti di interessi particolari, attraverso proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta, anche trasmessa per via telematica, intesa a perseguire interessi socialmente legittimati nei confronti dei decisori pubblici. L'articolo 3 indica l'autorità preposta al controllo degli obblighi e dei doveri introdotti dal disegno di legge. Nello specifico, al fine di garantire l'assenza di qualsivoglia nuovo o maggiore onere a carico della finanza pubblica, individua nell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) l'organo competente ad esercitare le funzioni volte all'adempimento di tale ruolo, funzioni che sono per di più esplicitate dal medesimo articolo e comprendono: la garanzia e tutela della partecipazione dei portatori di interessi particolari ai processi decisionali e alle consultazioni, la tenuta, il controllo e la pubblicazione del registro dei portatori di interessi particolari, la pubblicazione dei dati e delle relazioni annuali ricevute dai portatori di interessi, la comunicazione ai soggetti iscritti al Registro dell'apertura di consultazioni riguardanti l'elaborazione di politiche pubbliche nei settori di loro interesse, nonché la redazione e trasmissione al Parlamento di un rapporto sulla verifica dell'attività degli iscritti al Registro, svolta nell'anno precedente. L'elemento chiave nella disciplina dell'attività di rappresentanza degli interessi particolari è previsto dall'articolo 4 del presente disegno di legge ed è costituito dall'istituzione di un Registro dei portatori di interessi particolari. L'obbligatoria iscrizione al Registro -- che, come già menzionato, è istituito presso l'AGCM -- risponde alla chiara esigenza di trasparenza in ordine all'identità dei soggetti che intendono esercitare attività di rappresentanza di interessi particolari con le istituzioni pubbliche, nonché alla necessità di rendere più chiare e trasparenti le condotte dei soggetti esercenti pubbliche funzioni. L'ammissibilità dell'iscrizione al Registro è subordinata al possesso di particolari requisiti individuati dal medesimo articolo e, qualora la richiesta venga accettata, la conseguente iscrizione comporta automaticamente l'assunzione di obblighi, espressamente previsti dall'articolo 5. Tra questi, sono compresi l'obbligo di iscrizione al Registro e di rendicontazione annuale, in capo all'AGCM, della propria attività di rappresentanza di interessi, con specifico riferimento anche delle risorse economiche impiegate a tale scopo. L'articolo 6 definisce i diritti di cui, al momento dell'iscrizione al Registro, diventano automaticamente titolari i rappresentanti di interessi particolari. Tra questi è compreso il diritto a presentare pubbliche proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte e documenti e qualsiasi altra comunicazione relativa all'interesse rappresentato, ai decisori pubblici, il diritto di accesso alle strutture istituzionali e alla partecipazione alle procedure decisionali. Per rispondere alle medesime esigenze l'articolo 7 prevede gli obblighi in capo ai decisori pubblici, tra cui quello di garantire l'accesso, a chiunque ne faccia richiesta, ai documenti di cui alle precedenti previsioni. L'articolo 8 prevede un fondamentale strumento di partecipazione, rivolto a garantire la trasparenza nelle relazioni tra portatori di interessi e decisori pubblici ossia le consultazioni.