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Nel momento di difficoltà si tende la mano, si cerca di aiutare come e quando è possibile. A tal riguardo voglio riferire di un episodio personale che mi è successo tre settimane fa. Casualmente ho letto su Facebook una serie di insulti rivolti a tutti i politici. Potevo girarmi dall'altra parte e andare oltre, ma non l'ho fatto perché, anziché essere indirizzati ad una precisa parte politica, come avviene di solito, erano generici, rivolti a tutti noi. Ho deciso di approfondire, accertando che quegli insulti erano determinati dal fatto che quella persona non incassava la cassa integrazione da quattro mesi: quattro mesi senza alcun tipo di sostentamento. Con i mezzi offerti dai social media contatto privatamente questa persona, che mi spiega la situazione. La sera stessa coinvolgo il sottosegretario Nisini; la settimana dopo quella persona e tutti i suoi colleghi hanno incassato la cassa integrazione, perché nel momento di difficoltà la Lega c'è. (Applausi) . È lì che dobbiamo dimostrare di essere presenti e noi lo dimostreremo anche nei prossimi tre mesi, raccogliendo le firme per il referendum, occasione durante la quale ci sarà un confronto diretto tra tutti noi e gli italiani. Visto che il tempo a mia disposizione purtroppo è quasi finito, chiudo dicendo che sappiamo che questo provvedimento non è perfetto, ma sappiamo altrettanto bene che il meglio è nemico del bene e che la volontà di migliorare per forza delle buone idee spesso le ha rovinate e rese inefficaci. Quindi, pensando che il contenuto positivo di questo decreto... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PISANI Giuseppe (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghe senatrici e colleghi senatori, da qualche giorno milioni di italiani vivono in zona bianca e possono fruire dell'allentamento di molte delle restrizioni fino ad ora imposte dalla lotta al coronavirus. Ciò è merito sicuramente del comportamento di tutti gli italiani, ma è soprattutto la conseguenza dei provvedimenti adottati e l'effetto della linea rigorosa mantenuta dai Governi che hanno affrontato questa pandemia, che non sono mai corsi dietro ai ripetuti proclami di quanti hanno cercato, spesso irragionevolmente, di precorrere i tempi. Tempi che, invece, sono dettati dai risultati che si raggiungono gradualmente con le misure giuste, come evidenziato dal calo dei contagi, dalla riduzione dei ricoveri in terapia intensiva e dalla diminuzione dei decessi di queste ultime settimane. Le riaperture dovranno avvenire nel rispetto di obblighi che rimangono fermi (distanziamento fisico, indossare le mascherine, lavare frequentemente le mani), perché la lotta al virus non è ancora conclusa, e ce lo ricorda purtroppo quanto sta accadendo in Gran Bretagna, dove, per il rapido diffondersi della variante Delta, quella indiana, divenuta dominante nel Paese, il premier Johnson è stato costretto a differire il giorno tanto atteso delle riaperture. Uno studio pubblicato nei giorni scorsi su «The Lancet», una prestigiosa rivista scientifica medica, ha dimostrato che la variante Delta riduce moderatamente l'efficacia dei vaccini. In particolare, Biontech Pfizer fornisce una protezione contro tale variante del 79 per cento, rispetto al 92 per cento; Astrazeneca permette una protezione del 60 per cento rispetto al 73 per cento della variante inglese. Quindi la prosecuzione della campagna vaccinale risulta cruciale per la ripartenza. L'effetto delle vaccinazioni ha permesso di mettere in protezione una larga parte della popolazione sopra i settant'anni. Ciò ha fatto sì che da maggio la circolazione del virus si sia maggiormente diffusa nelle fasce di età più giovani. La sfida ora non è solo vaccinare queste persone più giovani, ma anche convincere quella parte di popolazione che, in ogni fascia di età, risulta ancora indecisa. In tale sfida risulta cruciale il ruolo del medico di medicina generale, primo attore delle cure primarie, che conosce i propri pazienti con i quali ha instaurato uno stretto rapporto fiduciario. L'alleanza medico di medicina generale e paziente si rivela decisiva come sempre. La medicina del prossimo futuro, quella disegnata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, passerà anche dalla implementazione della medicina del territorio e delle cure primarie. Un altro patto che si deve mantenere ben saldo è quello tra sanità pubblica e cittadini: la sanità pubblica offre gratuitamente la vaccinazione indicando gli obiettivi da raggiungere in modo che il cittadino possa decidere di accettare l'offerta vaccinale avendo chiari il beneficio da trarre e il rischio connesso, perché la decisione di sottoporsi al trattamento sanitario avviene dietro consenso informato e formato bene. A questo proposito, mi preme dire che una giusta e corretta informazione dovrebbe associarsi alla rinuncia del protagonismo, specie da parte di quanti non sono addetti ai lavori (Applausi) , segnatamente in relazione a specifici argomenti di salute e medicina, argomenti per i quali le opinioni devono formarsi sulla base di documentate evidenze scientifiche. È giusto pertanto che siano poche le voci a parlare: in questi casi, quelle delle autorità preposte alla regolazione e alla farmacovigilanza, con buona pace dei vari commentatori che ogni giorno si sperticano su quotidiani e media per dire la propria. L'infodemia, ossia l'epidemia di informazioni, rischia di ingenerare nella popolazione soltanto confusione ed allarmismo, ed è condivisibile l'opinione di quanti affermano che decidere se accettare o meno l'offerta vaccinale non significa diritto di scelta del tipo di vaccino da parte del paziente. Prendo spunto dalle parole di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale dell'ordine dei medici, quando ricorda che i vaccini non sono giocattoli. Come tutti i farmaci, anche i vaccini hanno effetti collaterali, motivo per il quale si prevede una prescrizione del medico e, quindi, un'assunzione di responsabilità di quest'ultimo sia in sede civile che penale. Il ragionamento riguardo a quale vaccino debba essere somministrato spetta al medico, anche se il cittadino può decidere se accettare o meno la scelta del medico. Oggi non è il momento di accampare meriti, di rivendicare primogenitura. Come più volte detto in quest'Aula, è più che mai il momento di lavorare tutti insieme per uscire dalla crisi e porre solide basi per una pronta ripartenza, impegnandosi per poter effettuare campagne vaccinali di massa anche nei Paesi meno capienti finanziariamente. Come giustamente detto, il vaccino è bene comune e, come tale, al di là del giusto riconoscimento per l'impegno in ricerca, deve essere gratuito e non assoggettato a logiche di mercato. Per i predetti motivi possiamo essere fiduciosi nella graduale ripresa delle attività economiche e sociali e per questo motivo il Gruppo MoVimento 5 Stelle voterà a favore del provvedimento oggi in discussione. (Applausi) . PARAGONE (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto) .