[normattiva_dump]

che è del pari accettabile la previsione di un incrocio sfalsato, che colleghi la via Caio Flaminio alla progettata via di circonvallazione, in quanto detto incrocio servirà di collegamento dal Foro Italico con i quartieri ad ovest della città, adeguatamente utilizzando ed allargando l'attuale rilevato e raddoppiando le gallerie della già costituenda rete ferroviaria; che opportuna appare la creazione di una rete di nuove strade di piano regolatore, che dividono le due zone poste ai margini della via Caio Flaminio in sei Isolati destinati ad edilizia particolarmente vincolata mediante rapporti di copertura, indici di utilizzazione nonché mediante progetti unitari che definiscano gli edifici altimetricamente e planimetricamente nell'orientamento e nella forma; Considerato, per quanto concerne la destinazione delle singole zone, che esse appaiono in linea di massima opportunamente ubicate in relazione ai tipi edilizi consentiti, ed in relazione sopratutto alle esigenze di carattere ambientale nonché edilizio-paesistiche della zonalità; Considerato in particolare per quanto riguarda il lotto a fondale del tratto rettilineo di via Caio Flaminio, che il comune di Roma con nota 22 marzo 1962, n. 17130, ha fatto presente che le quote massime assolute sul livello del mare stabilite per i fabbricati realizzabili sul predetto lotto erano state fissate nella variante in esame in previsione dell'abbassamento delle quote della via Flaminia vecchia previsto in circa ml. 3,00; che con la citata nota è stato, altresì, segnalato, che in seguito alle sistemazioni stradali effettuate per la via Olimpica e per i relativi raccordi con la via Flaminia sono state praticamente realizzate quote diverse da quelle come sopra previste per cui si rende necessario rapportare le quote massime dei fabbricati edificandi sul lotto in questione alle quote della sistemazione stradale già effettuata; Considerato che a causa delle mutate condizioni altimetriche delle arterie circostanti il lotto in questione, le edificazioni previste sul lotto stesso non potrebbero, qualora fossero mantenute le quote massime s.l.m. stabilite nella variante, raggiungere le altezze ed il conseguente numero dei piani previsti sopratutto in funzione di un'organica sistemazione urbanistica ed ambientale; che ciò porterebbe una forte alterazione di una parte di quelle caratteristiche tipologiche speciali previste per l'edilizia della zona e che sono state riconosciute ammissibili; che, ad evitare ciò, si rende necessario stabilire che le quote massime assolute di copertura dei fabbricati da edificare nel lotto di che trattasi siano rapportate alle limitrofe quote della sistemazione stradale già realizzata e che le quote dei fabbricati stessi sul livello del mare siano portate a m. 40,00 s.l.m. per il corpo alto e a m. 33,00 s.l.m. per il corpo più basso antistante; Considerato, per la zona a destra della vecchia Flaminia e a nord della strada di circonvallazione che si ritiene accettabile la soluzione proposta, benchè le altezze degli edifici siano piuttosto notevoli in relazione all'ambiente; che, di conseguenza, si ritiene opportuno prescrivere che le quote massime indicate per ciascuno dei corpi di fabbrica ricadenti nella predetta zona siano comprensive di ogni volume fabbricativo, ivi compresi parapetti, volumi tecnici, pensiline ed ogni altra soprastruttura, che dovranno perciò essere comunque contenuti nelle predette quote massime; Considerato che le modifiche come sopra apportate alla sistemazione edilizia dei predetti isolati non importano una innovazione tale da alterare nella sua assenza il progetto elaborato dal comune di Roma; che, pertanto, le predette modifiche possono essere introdotte di ufficio dall'autorità statale come richiesto dal comune di Roma con la nota 3 dicembre 1962, n. 65503; Considerato, per la zona compresa tra viale di Tor di Quinto e il sovrastante viale dei Pini che le norme proposte si ravvisano nelle loro linee generali accettabili; che, peraltro, si ravvisa necessario prescrivere che la norma relativa agli impianti della Società Romana di Elettricità venga integrata nel senso di consentire il mantenimento della edificazione attuale riservata agli impianti stessi e, nel caso di necessità di una loro trasformazione di consentire una diversa distribuzione dei volumi fabbricativi senza alterarne la cubatura totale esistente e sempre che permanga la destinazione ad impianti elettrici della stessa, Società; che, per la zona a monte della rampa di collocamento con il viale di Tor di Quinto ad est di via Caio Flaminio, si ritiene che la limitata fabbricazione proposta dal Comune possa essere consentita a condizione che la relativa sistemazione edilizia venga effettuata coordinatamente al necessario riassetto delle costruzioni esistenti sull'area a parco pubblico, che accompagnano le stazioni di servizio lungo il fronte nord-est del corso Francia; che, a tale scopo, si ritiene necessario prescrivere che venga preventivamente concordato ed attuato un progetto unitario per la sistemazione definitiva delle suddette stazioni di servizio, in modo che queste ultime limitino al massimo la parte costruita e armonizzino le strutture strettamente occorrenti al loro esercizio con elementi arborei, coloriture, sistemi di illuminazione, ecc. di tono pacato e confacente all'aspetto della località; che sia i progetti dei villini ricadenti nella zona di che trattasi che quelli relativi alle nuove sistemazioni per le cennate stazioni di servizio dovranno riportare il preventivo benestare della Soprintendenza ai monumenti per il Lazio; Considerato che il comune di Roma ha accettato e fatto proprie le prescrizioni di cui sopra, con deliberazione commissariale n. 552 del 21 febbraio 1962, approvata dal Ministero dell'interno con nota n. 16170 R62/103 del 3 agosto 1962 e pubblicata ai sensi di legge; Considerato che il Ministero della pubblica istruzione, in sede di esame della variante ai sensi della legge 26 gennaio 1962, n. 17, ha rilevato la necessità che il comune di Roma, di intesa con il competente Provveditorato agli studi provveda a determinare le aree per le scuole elementari e per la scuola media indispensabili alle attuali e future esigenze delle zone comprese nella variante stessa; che il comune di Roma con nota 24 agosto 1964, n. 39865, allo scopo di non ritardare l'approvazione del progetto di che trattasi ha proposto di stralciare dall'approvazione stessa tre aree, indicate con segno rosso in una planimetria in scala 1: 1000, le quali con successiva variante verranno destinate all'edilizia scolastica; che la proposta di cui sopra, sulla quale si è pronunciato favorevolmente il Ministero della pubblica istruzione, può essere accolta; che tuttavia al fine di lasciare impregiudicata la possibilità di consentire una più organica ed omogenea sistemazione delle scuole in ordine alle reali necessità del quartiere, si ravvisa opportuno che lo stralcio, proposto dal comune di Roma per la parte sud della zona di forma triangolare indicata con la lettera "A" nelle planimetrie della variante, venga esteso all'intera predetta zona affinchè il Comune interessato possa, d'intesa con il competente Provveditorato agli studi,. esaminare la possibilità di concentrare nella zona stessa l'edilizia scolastica prevista nel settore più a nord;