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Nel caso della valle dell'Ofanto sono ben tre le regioni che sono chiamate a intervenire sulla tutela, la salvaguardia e lo sviluppo dell'area ofantina, ma la scarsa capacità di collaborazione di queste tre regioni ha di fatto reso marginale tale area territoriale nelle strategie di sviluppo regionale. L'attuale regionalismo ha finito così per incidere anche sulla preesistente visione unitaria della valle ofantina, interrompendo processi di integrazione economica e sociale lungo l'intera valle, storicamente determinatisi. L'analisi dei programmi e dei progetti realizzati negli ultimo ventennio per la conservazione, la salvaguardia e la tutela del fiume Ofanto e per lo sviluppo sostenibile dell'intera valle ofantina evidenzia chiaramente che si tratta di programmi/progetti, per quanto encomiabili, molto limitati. Anche l'istituzione del Parco naturale regionale del Fiume Ofanto ad opera della regione Puglia è un esempio lampante di una risposta parziale a problematiche che sono di natura più ampia, che coinvolgono un territorio interregionale. Attualmente, solo le istituzioni locali, laddove possibile, continuano ad attivare iniziative e progetti, tra cui il contratto di fiume dell'Alto Ofanto e il contratto di fiume del Basso e Medio Ofanto, che, pur nella loro limitazione territoriale, danno esecuzione al patto Val d'Ofanto. L'istituzione del Parco naturale nazionale del fiume Ofanto ridarà slancio agli sforzi che le istituzioni locali hanno prodotto negli anni scorsi per attuare una politica di rilancio del territorio ofantino comune, sulla scia dell'operato di personalità illustri come Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti, Francesco Saverio De Sanctis. Con l'istituzione dell'Ente parco si verrebbe a creare una governance del territorio ofantino che vedrebbe la partecipazione obbligatoria, oltre che delle istituzioni locali, dei presidenti delle tre regioni interessate, sotto la sorveglianza del Ministero della transizione ecologica. Con il piano del Parco e il connesso piano di sviluppo economico e sociale, in sostanza, il territorio ofantino potrebbe finalmente contare su una visione e su progettualità in grado di fare della valle ofantina un territorio di sperimentazione di politiche di sviluppo di qualità dell'intero Mezzogiorno, in grado di integrare le aree interne con quelle costiere in termini ambientali, economici e sociali. In conclusione, il presente disegno di legge mira a fondere le varie realtà geografiche, idrogeologiche e socio-economiche presenti nella valle del fiume Ofanto, con lo scopo di realizzare, attraverso l'istituzione di un parco nazionale, una unione di elementi in grado di favorire la tutela piena e totale e la valorizzazione del territorio quale incubatore per una rinascita dell'Italia centro-meridionale, incentrata sulla biodiversità e la natura. L'istituzione del Parco naturale nazionale del fiume Ofanto restituirebbe alla comunità della valle un patrimonio ambientale, storico-culturale ed economico che per troppo tempo è stato danneggiato ed abbandonato all'incuria. L'istituendo Ente di gestione del Parco nazionale, infatti, da un lato opererebbe per salvaguardare il territorio – anche affiancandosi all'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale – e dall'altro per promuovere un nuovo e straordinario sviluppo turistico-ambientale. Il primo articolo del disegno di legge istituisce il Parco naturale nazionale del fiume Ofanto, mentre l'articolo 3 istituisce l'Ente di gestione del Parco nazionale avente personalità di diritto pubblico, sotto la vigilanza del Ministero della transizione ecologica. Gli organi dell'Ente di gestione, invece, sono indicati all'articolo 4. All'articolo 2 sono riportate le finalità che dovranno essere perseguite nella gestione del Parco sin dal momento della sua istituzione, mentre all'articolo 5 sono riportate le norme generali di tutela e salvaguardia del territorio ricadente nel Parco medesimo. Gli articoli da 6 a 11 descrivono gli strumenti di attuazione di cui l'Ente di gestione dovrà dotarsi per l'attuazione delle finalità istitutive del Parco: Piano territoriale dell'area, Piano pluriennale economico-sociale, Regolamento delle attività consentite all'interno del Parco. L'Ente di gestione avrà il compito di rilasciare nulla osta per tutte le opere che saranno svolte all'interno del Parco (articolo 9). L'articolo 12 regola le sanzioni per chi reca danni e non osserva le norme di salvaguardia; l'articolo 13 disciplina le modalità per l'erogazione degli indennizzi; l'articolo 14 regola la sorveglianza del Parco, che dovrà essere garantita tramite personale dell'Ente di gestione o tramite convenzioni con altri enti pubblici, anche nazionali, operanti sul territorio. L'articolo 15 definisce il patrimonio dell'Ente di gestione, l'articolo 16 prevede norme finanziarie. L'articolo 17 è la norma di chiusura. Molte delle informazioni contenute nella relazione introduttiva sono tratte dai seguenti libri: Dellisanti R.M., Carpe diem , Centro studi meridionali, Giovinazzo, 2000; Dellisanti R.M., Le risorse dell'Ofanto , Stilo Editrice, Bari, 2009; Dellisanti R.M., Parco naturale regionale fiume Ofanto. Un viaggio nella natura tra storia ed arte , Stilo Editrice, 2016; Guerra V., Iacoviello M., Pierelli E., Lenoci D. B., Bastiani M., Venerucci V., « Verso un Contratto di Fiume del sistema bioregionale Ofanto » in Reticula ISPRA n. 22 del 2019 Numero Monografico; Iacoviello M., « Nuovi Briganti » in L'Ofanto dagli impeti di vortici e di creste , GAL CILSI, 2016; Marrese. M., Iacoviello M., « Proposta di Sito di Interesse Comunitario Media Valle del Fiume Ofanto » – in « Atti del Convegno Natura 2000 in Basilicata: percorsi di contaminazione tra natura, scienza, arte e cultura dei luoghi »; A.V. « La rete ecologica nella pianificazione territoriale delle valli interne e piane costiere. Il caso studio Nord-Barese Ofantino », ISPRA, Rapporti n. 152 del 2011; Iacoviello M., « Dal Patto Val d'Ofanto ad Apulia Fluminun Programmazione e pianificazione, alla ricerca di una convergenza possibile tra bioregionalismo, interscalarità, irrequietezza e complessità », in pubblicazione « Contratti di fiume » a cura di Bastiani M., Dario Flaccovio Editore, 2011; Iacoviello M. « Per un Manifesto del Parco fluviale dell'Ofanto, otto valori per una invariante territoriale », in « Atlante cartografico Ambientale del parco regionale del fiume Ofanto 2008 » PIC Interreg Grecia-Italia 2000/2006 – Progetto « Educazione ed inclusione delle comunità locali residenti nei territori attraversati dai fiumi Kalamas (Ioannina, Thesprotia) e Ofanto, Agenzia Territoriale per l'Ambiente del PTO NBO, 2008 »; Jacoviello A., « Il Futuro ha un cuore antico », Calice Editore, Roma 1997. Agli autori citati vanno i miei ringraziamenti per la preziosa collaborazione fornita..