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Decisione relativa all'uso di un certificato per la circolazione delle merci fra gli Stati membri, in applicazione delle norme del Trattato che istituisce la Comunità economica europea. LA COMMISSIONE DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA Viste le norme del Trattato e, in particolare, quelle di cui agli articoli 9 et 10, par. 2, comma 1; Considerando che l'istituzione di un certificato comune è il metodo più adatto ad assicurare un efficace controllo amministrativo, pur evitando, nello stesso tempo, l'imposizione di inutili formalità a carico del commercio; HA PRESO LA SEGUENTE DECISIONE NEI CONFRONTI DEGLI STATI MEMBRI Articolo 1. Per l'applicazione della seguente decisione, si deve intendere per: a) Trattato: il Trattato che istituisce la Comunità, economica europea e i documenti allegati, firmati a Roma il 25 marzo 1957; b) Stati membri: il Regno del Belgio; la Repubblica federale tedesca e il Land di Berlino; la Repubblica francese (dipartimenti metropolitani, algerini, della Guadalupa, della Martinica, della Guyana, della Reunion) la Repubblica italiana; il Granducato del Lussemburgo; il Regno dei Paesi Bassi in Europa; i territori europei, le cui relazioni esterne sono assunte da uno dei suindicati Stati. c) Merci in libera pratica: le merci provenienti da Paesi terzi per le quali, in uno Stato membro, siano state adempiute le formalità d'importazione, riscossi i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente esigibili, e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse; d) Merci ottenute sotto il regime del traffico di perfezionamento: le merci ottenute, in uno Stato membro, con l'impiego parziale o totale di prodotti che non sono stati sottoposti al pagamento dei dazi doganali o delle tasse di effetto equivalente loro applicabili in tale Stato membro, ovvero ottenuti con l'impiego di prodotti ammessi al beneficio del ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse.