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È dal 2018 che ci stiamo lavorando, ma le forze politiche sul concorso ordinario, le cui procedure selettive possono riguardare tutti e sono previste dalla Costituzione, non trovano la quadra perché ognuno deve accontentare chiaramente qualcuno o qualche categoria di proprio interesse. Così facciamo veramente il male della scuola e lo testimoniano anche i dati dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione. (Invalsi). La legge n. 107 del 2015, infatti, richiede ai docenti formazione strutturale obbligatoria, ma per i requisiti di accesso si creano corsie preferenziali, creando dei percorsi non selettivi di reclutamento per alcuni, svantaggiando tutti coloro che hanno presentato già la domanda e pagato la quota di iscrizione al concorso. Tutte le procedure ordinarie sono sospese sine die ; non si sa quando verranno riprese, mentre vengono varate quelle straordinarie, che si sovrappongono ad altre che si sono appena concluse. Quindi, ancora più posti andranno ai cosiddetti precari, tra cui molti, purtroppo, non sono neanche abilitati. Anche per loro è stata attivata un'ulteriore procedura differenziata dalle altre. Mi domando: se tutti dovranno essere docenti, tutti si dovranno sedere in cattedra, tutti avranno lo stesso stipendio, per quale motivo si creano percorsi differenziati quando i requisiti per insegnare devono essere gli stessi? Perché si vuole continuamente non solo insidiare il dettato costituzionale, ma anche creare delle situazioni in ingresso che pregiudicano anche la qualità della formazione dei nostri studenti, che è l'aspetto al quale dovremmo guardare prioritariamente. Invece, purtroppo, non lo facciamo perché su quello non c'è alcun impegno, se non solamente nominale. Basta pensare al piano estate, che si basa soltanto su attività ludico-ricreative e di supporto e sostegno psicologico, mentre nulla si fa per i gap formativi. Sappiamo che la scuola è un'agenzia formativa, anche se, purtroppo, è stata aziendalizzata contro la nostra volontà. La scuola è un'agenzia formativa chiaramente deputata a creare e a formare cittadini liberi, consapevoli e dotati di coscienza critica. Purtroppo i dati Invalsi ci restituiscono, invece, un quadro totalmente diverso e se a fronte di ciò non ci porremo le domande necessarie per un ripensamento del nostro sistema di istruzione in una direzione ben diversa e contraria rispetto a quella verso cui stiamo andando, non avremo altro che pessimi risultati. Un'altra problematica che non è stata affrontata bene è relativa al fatto che i docenti che poi verranno avviati verso percorsi di reclutamento non selettivi, verranno presi dalle graduatorie per le supplenze, che non sono fatte per dei percorsi di reclutamento. Nel momento in cui i docenti verranno avviati nei percorsi di reclutamento, poi dovranno rimanere nelle Regioni dove hanno fatto richiesta per tre anni, perché si vedranno applicato il blocco della mobilità. Anche questa è una cosa che non condividiamo affatto. Ci sono stati dei miglioramenti rispetto al testo che era stato varato dal Consiglio dei ministri, ad esempio abbiamo visto che finalmente è stato ripristinato il regolamento per il concorso per dirigenti tecnici, ma ci auguriamo anche che venga bandito immediatamente, perché ci sono soltanto 35 ispettori scolastici e dirigenti tecnici in tutta Italia e non si può continuare così, perché le scuole sono in balia di sé stesse e di abusi di tutti i tipi, che restano totalmente ignorati dall'amministrazione centrale. Per quanto attiene alle scuole paritarie, non siamo d'accordo sul finanziamento di 60 milioni destinato al comparto, perché sappiamo che queste scuole dovrebbero vivere con i propri fondi. L'unica cosa positiva è che è stato approvato un emendamento che il nostro Gruppo ha presentato alla Camera, grazie al quale quantomeno per l'accesso a questi finanziamenti le scuole dovranno rendere pubblici i bilanci e gli organici, cosa che speriamo almeno eviterà che le risorse vadano anche ai tanti diplomifici che ci sono in tutta Italia. Ma questo dovrebbe valere anche per la parità scolastica, che dovrebbe essere concessa solo a determinate condizioni, cioè a condizione che questi istituti abbiano bilanci pubblici e trasparenti e organici pubblici e trasparenti: solo così si può accettare che delle scuole private possano essere equiparate a quelle dello Stato, così come i titoli di studio. Ci sono ancora tanti punti che purtroppo nel nostro sistema di istruzione non vanno bene, nel decreto sostegni- bis sono state aggiunte ulteriori criticità ed è per questo che voteremo contro questo provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, nell'affrontare le risposte all'emergenza e per la ripresa del Paese, questo Governo ha evidentemente segnato un coraggioso cambio di passo rispetto al precedente. È nostra opinione che il Governo Draghi stia lavorando bene, malgrado quello che è stato fatto dal Governo Conte. (Applausi) . Molto diversa è la nostra visione: eravamo abituati ai decreti ristori uno, due, tre, quattro, a tante misure raffazzonate, confuse l'una con l'altra, senza un disegno organico, senza un ordine di reale priorità, svilendo l'efficacia delle tante risorse comunque messe a disposizione, troppo spesso sprecate dal Governo Conte. Ora invece al primo decreto sostegni ha fatto seguito il decreto sostegni- bis , la cui organicità al primo è data dalle misure inserite nel decreto, anche dando seguito agli ordini del giorno che proprio in quest'Aula erano stati votati come impegno preciso al Governo per il sostegni- bis . Come relatrice di maggioranza al primo decreto sostegni, esprimo soddisfazione perché il lavoro del Senato non si è esaurito con il primo provvedimento, ma è continuato anche in questo decreto-legge. Nonostante la seconda lettura in Senato abbia trovato tempi molto compressi e l'impossibilità di qualsiasi modifica, questo ramo del Parlamento si è comunque potuto esprimere attraverso ordini del giorno impegnativi, ed è stato preso in considerazione dall'Esecutivo. Ogni ordine del giorno si è trasformato in norma, e lo stesso auspichiamo possa avvenire per quelli odierni. Fondamentali, pertanto, sono le risposte date per la copertura dei costi fissi su cui ci eravamo molto impegnati, per le attività che hanno subito chiusure, che vanno a completare le misure adottate nel decreto-legge sostegni, come il credito d'imposta per i canoni di locazione, l'esenzione della Tari, ulteriori fondi per il pagamento delle bollette dell'energia elettrica e fondi a sostegno delle attività e dei settori maggiormente penalizzati dalla crisi. Al contempo, ci eravamo impegnati per ulteriori indennità per i lavoratori stagionali e dello sport, per la moratoria sui prestiti fino al 31 dicembre 2021, per la proroga e la rimodulazione degli strumenti di garanzia. Sia attraverso i contributi a fondo perduto sia attraverso l'accesso al credito, non si deve lasciare indietro nessuno, pena la messa in discussione di un sistema di indotto su cui poggia in modo particolare il nostro Paese.