[resaula]

le strade boschive principali (adiacenti ad altre strade vicinali e di campagna, adornate da piante bellissime e rigogliose, tutte nell'area di interesse naturalistico del geoparco UNESCO, nel territorio di Cavallirio) che sarebbero oggetto del provvedimento di esbosco sono inserite nella rete dei sentieri del CAI, nei percorsi di nordic walking e turismo sostenibile dell'ATL della Provincia di Novara, nei percorsi enogastronomici e turistici delle eccellenze locali promosse dal club UNESCOterre del Boca; il sentiero CAI 787 è sovrapposto alla linea di vincolo idrogeologico previsto dal piano regolatore generale del Comune di Cavallirio e quindi va considerata nella sua completa attenzione; considerato che: l'ordinanza sindacale presenta indeterminatezza dell'oggetto e mancanza di valutazioni tecniche o statiche sugli alberi (alcune migliaia), poiché si parla genericamente dell'abbattimento al lato di tutte le strade del Comune degli "alberi pericolosi", senza però né definirli né individuarli, né localizzarli, come previsto dall'art. 54, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000 (verifica della pericolosità effettiva), come ricordato dal Consiglio di Stato (sentenza n. 1189 del 22 marzo 2016), che ha ritenuto corretta la statuizione del giudice di prime cure ove censurava delle ordinanze di abbattimento delle querce secolari, in quanto sfornite di elementi istruttori e di motivazione in grado di rappresentare un'effettiva situazione di pericolo per i cittadini; l'ordinanza risulta, poi, viziata dal fatto di richiamare una nota (prot. 3520 dell'8 settembre 2020) della Provincia di Novara, che risulta in realtà essere la n. 21486 (con la stessa data) e che riguarda solo le strade provinciali; nella risposta all'interrogazione parlamentare 4-04511 del 1° giugno 2011, relativa agli abbattimenti di alberi lungo le più suggestive strade italiane, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti afferma: "pertanto, ad avviso del Ministero, gli alberi impiantati prima dell'entrata in vigore del codice della strada, nelle fasce di rispetto ad una distanza inferiore ai 6 metri, non devono essere rimossi, né si deve provvedere alla rimozione degli alberi già impiantati lateralmente alla strada nella fascia di pertinenza"; l'ordinanza appare quindi un atto in netta contraddizione con le seguenti leggi e convenzioni internazionali: la Costituzione italiana, in punto di tutela del paesaggio, definito di "interesse pubblico di valore costituzionale primario ed assoluto" (Corte costituzionale, sentenza n. 145 del 2013); la Costituzione italiana, rispetto alla preservazione delle foreste, definite "bene giuridico di valore primario e assoluto" (Corte costituzionale, sentenza n. 105 del 2008); la Convenzione internazionale sulla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, ratificata dall'Italia con la legge n. 503 del 1981, con cui l'Italia si impegna ad adottare politiche nazionali idonee a garantire la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali impedendone di svolgere funzioni essenziali; il principio n. 1 della dichiarazione di Stoccolma, che stabilisce il fondamento del legame tra i diritti umani e la protezione ambientale, dichiarando che l'uomo ha diritto ad un ambiente che permetta salute e benessere e che dichiara il dovere di ogni persona a tutelare l'ambiente per le presenti e future generazioni, sancendone il principio di precipua tutela e protezione da attività lesive; la convenzione sulla diversità biologica, ratificata dall'Italia con la legge n. 124 del 1994; la convenzione di Lugano (del 26 giugno 1993) che lascia un periodo di 30 anni per accertare e richiedere il risarcimento in solido dei danni di attività ambientali lesive dell'ambiente e della popolazione; la convenzione di Strasburgo del 4 novembre 1998, che legittima l'utilizzo della legge penale da parte di comitati ed associazioni di cittadini per la difesa della popolazione civile da attività lesive per la salute pubblica e l'ambiente, sottolineando che la qualità dell'aria un ambiente disboscato peggiorerebbe di molto, ponendosi in netto contrasto con la tutela della salute pubblica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti; quali iniziative intenda intraprendere per assicurare la corretta applicazione delle norme attualmente vigenti relativamente alla tutela di un patrimonio ambientale riconosciuto a livello internazionale. Atto n. 4-04488 PELLEGRINI Emanuele Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 20 novembre 2020 presso il CPR (centro di permanenza per il rimpatrio) di via Corelli a Milano si è verificato l'ennesimo tentativo di rivolta ad opera degli occupanti; presso il centro si sono verificati plurimi e continui tentativi di rivolta, più o meno organizzati; in particolare, il 20 novembre, pare che alcuni degli ospiti abbiano innescato una protesta ammassando materassi e danneggiando arredi vari, porte e finestre, rompendo vetri e alcune persone si sarebbero addirittura posizionate sul tetto della struttura; la manifestazione sarebbe durata circa un'ora e avrebbe visto coinvolti circa una quarantina di nordafricani e diverse squadre dei reparti mobili della Polizia; l'episodio è solo l'ultimo di una lunga serie di situazioni incresciose e pericolose che rendono chiaro come la situazione sia di fatto insostenibile; in relazione a quanto accaduto, sono altresì intervenute le sigle sindacali della Polizia, che hanno rinnovato le innumerevoli segnalazioni sulla problematicità della situazione, chiedendo un intervento risolutore e chiarimenti circa le condizioni di lavoro delle forze dell'ordine; nello specifico, il periodo pandemico e la condizione sanitaria della comunità straniera presente nel centro rendono ancora più evidente l'insufficienza del personale addetto, e quindi l'assoluta difficoltà delle forze dell'ordine a far fronte a sommosse e rivolte interne che rendono inagibili i locali stessi; è stata altresì denunciata l'inadeguatezza del personale medico e paramedico, specie in rapporto alla presenza di soggetti positivi al COVID-19 per i quali non è previsto uno spazio dedicato ed adeguato; la situazione è pertanto inadeguata e insostenibile, soprattutto per le forze di polizia che, adempiendo al proprio dovere, rischiano doppiamente per la propria incolumità; la situazione è assolutamente insostenibile e pertanto si impone una presa di posizione e un'azione positiva, atta a risolvere le problematiche esposte e già denunciate dal personale dipendente, si chiede di sapere quali interventi il Ministro in indirizzo voglia porre in essere per garantire la sicurezza del sito, nonché le adeguate condizioni di operatività delle forze dell'ordine interessate, anche dal punto di vista sanitario.