[massime]

ORD. 294/06. PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - PROCEDIMENTO CIVILE NEI CONFRONTI DI UN PARLAMENTARE PER RISARCIMENTO DANNI A SEGUITO DI DICHIARAZIONI DIFFAMATORIE - DELIBERAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLA CAMERA DI APPARTENENZA - CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE PROPOSTO DALLA CORTE DI APPELLO DI GENOVA, SEZIONE TERZA CIVILE - RIPROPOSIZIONE, DA PARTE DELLO STESSO GIUDICE, DI UN RICORSO GIÀ DICHIARATO AMMISSIBILE PER L'EVENTUALITÀ CHE IL PRIMO SIA DICHIARATO IMPROCEDIBILE - SOPRAVVENUTA CONSUMAZIONE DEL POTERE DI AGIRE A TUTELA DELLE PROPRIE ATTRIBUZIONI A SEGUITO DELLA GIÀ AVVENUTA PROPOSIZIONE DI UN RICORSO AVVERSO IL MEDESIMO ATTO - INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO.. Inammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica del 14 maggio 1998, relativa alla insindacabilità delle opinioni espresse da un proprio componente, riproposto nonostante il medesimo conflitto sia stato già dichiarato ammissibile con ordinanza n. 341 del 2004. Infatti, nel riproporre il conflitto in relazione al medesimo atto per l'eventualità che il precedente ricorso sia dichiarato improcedibile, l'organo ricorrente pone in essere una situazione processuale che contrasta con la ratio della disposizione che vieta tale riproposizione, poiché in tal guisa si protrarrebbe ulteriormente uno stato di conflittualità tra poteri, in contrasto con l'esigenza costituzionale che il giudizio, una volta instaurato, sia concluso in termini certi e non rimessi alle parti configgenti. > >- Sull' "esigenza costituzionale" che il giudizio su un conflitto tra poteri dello Stato, una volta instaurato, sia concluso in termini certi e non rimessi alle parti configgenti, v. la sentenza citata n. 116/2003 e le ordinanze nn. 143/2005, 40/2004, 188 e 153/2003.