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se, in considerazione dell'accentuarsi delle condizioni di precarietà in termini di sicurezza e del numero del personale di Polizia penitenziaria fortemente esiguo all'interno del carcere di Novara, non ritenga opportuno avviare un'indagine ministeriale, volta ad accertare quali siano effettivamente le condizioni attuali all'interno della struttura carceraria; quali iniziative urgenti intenda intraprendere, nell'ambito delle sue competenze, al fine di migliorare la situazione dell'istituto penitenziario di Novara, tenendo conto dei rilievi esposti. Atto n. 4-00744 MASINI BERARDI BARACHINI MALLEGNI GALLONE Alfredo MESSINA PAPATHEU TESTOR Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 25 settembre 2018 si è sviluppato un incendio di grandissime proporzioni sul monte Serra, la montagna più alta che divide le province di Pisa e di Lucca, e secondo le stime locali ha prodotto la distruzione di una superficie pari a 1.388 ettari di territorio oltre a creare un danno economico di oltre 11 milioni di euro almeno per l'agricoltura e i privati, come recentemente comunicato dal sindaco di Calci (Pisa); l'incendio ha mandato in fumo oltre mille ettari tra boschi e ulivi, ha creato danni per milioni di euro al patrimonio ambientale e paesaggistico (almeno dieci case devastate dal fuoco a Montemagno) e costretto nella prima fase di emergenza allo sfollamento di circa 700 persone; secondo le stime di Coldiretti il danno riguarda oltre 1.000 ettari di vegetazione e come sottolineato dall'associazione di categoria: "Le fiamme hanno distrutto 10.000 piante di ulivo, anche secolari. Ulivi che dovranno essere ripiantati e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre. Il fuoco, inoltre, ha colpito anche vigneti e castagneti. Per il settore agricolo la stima dei danni è salita a 6 milioni di euro. L'incendio avrà pesanti effetti anche sul piano ambientale, per via della perdita di biodiversità, tra animali morti e la distruzione di ampie aree di bosco"; sempre secondo la Coldiretti saranno inoltre impedite per anni tutte le attività umane tradizionali, come la raccolta della legna, delle castagne e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica, come la cerca dei funghi; l'associazione ha evidenziato, inoltre, che, superata l'emergenza, occorrerà intervenire rapidamente per far ripartire le attività produttive, anche con interventi straordinari per il reimpianto delle coltivazioni, occorrerà aver presente che ai costi necessari per ripristinare la produzione andranno aggiunti i danni per le mancate produzioni e in sostanza bisognerà tenere conto della sopravvivenza delle aziende di questi territori, che vivono di agricoltura; in una parte consistente del territorio andato distrutto, la caccia sarà vietata totalmente sino al 31 gennaio 2019, escluso quella dedita agli ungulati, soprattutto cinghiali; l'assessore per l'ambiente del Comune di Cascina (Pisa), Luciano Del Seppia, ha comunicato che è in corso la stima dei danni e del costo di una prima bonifica, partendo dal fatto che per ogni ettaro occorrono 5.000 euro; emerge da ciò con chiarezza il costo immane che ne deriverà; saranno inoltre da valutare le modalità di intervento per la messa in sicurezza del monte in vista dell'inverno e delle prime piogge, dove, con un terreno cotto, privo di vegetazione, con massi in bilico, c'è il rischio di nuove emergenze per le aree sottostanti pedemontane, si chiede di sapere: quale sia l'intenzione del Ministro in indirizzo e quale sia il piano strategico di sviluppo immediato per il ripristino degli oltre 1.300 ettari di terreno andati distrutti; quali siano i fondi destinati per la riqualificazione dell'area montana, e da dove essi provengano per ricostruire la zona devastata dal rogo, viste le stime che ammontano a 40 milioni di euro; se non sia il caso di nominare ed indicare un commissario straordinario che segua attentamente la ricostruzione, tenendo informati tutti i livelli istituzionali e la popolazione locale e toscana; se, nell'ambito dell'attivazione di tutte le procedure necessarie per la tutela ambientale, idrogeologica e forestale, non sia opportuno ed urgente che il Governo dichiari lo stato di emergenza nazionale come proposto dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Atto n. 4-00745 SANTILLO DE LUCIA Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 23 maggio 2018 sull'albo on line del Comune di Marcianise (Caserta) è stata pubblicata l'ordinanza del sindaco n. 15 recante "Ordinanza contingibile ed urgente per sgombero edificio pericolante cd. Centro Polifunzionale sito in Marcianise- Parco Primavera"; da quanto riportato tra le premesse dell'ordinanza, risulta che, a seguito di sopralluogo effettuato dagli uffici comunali competenti, era emersa la precaria condizione statica dell'immobile, con distacco di gran parte del copriferro dagli elementi strutturali che aveva determinato l'ossidazione dell'armatura strutturale; inoltre, era emerso che l'intero immobile versava in un grave stato di abbandono e di degrado, con presenza di spazzatura e di materiali vari, rendendo il luogo pericoloso anche dal punto di vista igienico-sanitario; lo stabile, un centro polifunzionale di cui il Comune non ha potuto definire con esattezza la proprietà, fu costruito a fine anni '80, ma mai entrato in funzione, e nel corso del tempo è stato occupato sine titulo da 6 famiglie di senzatetto, per le quali l'eventuale crollo avrebbe comportato gravi conseguenze e rischio per l'incolumità delle persone stesse, oltre che per la sicurezza per il traffico e i pedoni; nelle premesse, inoltre, si dichiara che, al fine di prevenire gravi pericoli che minacciavano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana, il sindaco avrebbe adottato gli opportuni provvedimenti per la messa in sicurezza del luogo, come stabilito per legge; da notizie riferite agli interroganti risulterebbe che, a seguito degli adempimenti procedurali per la messa in sicurezza dell'edificio, le 6 famiglie (in totale 17 perone tutte italiane e residenti nel comune di Marcianise) che dimoravano all'interno della struttura siano state avvisate dell'imminente demolizione e il giorno 10 ottobre 2018 sfrattate dalle forze di polizia per permettere le operazioni di abbattimento; considerato che: dalle notizie in possesso dagli interroganti si tratterebbe di famiglie al limite della sussistenza, con gravi disagi di carattere sociale; infatti, oltre ad una persona anziana su una sedia a rotelle, ci sarebbero due minori ed il coniuge di una persona ristretta in carcere, mentre quasi tutti sarebbero seguiti dagli assistenti sociali comunali;