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Quindi noi, in tutta sicurezza, dobbiamo garantire, soprattutto in ambito scolastico, certezza e garanzia che i protocolli vengano applicati e che si intervenga immediatamente per cercare di velocizzare laddove ci siano degli intoppi nel sistema individuato insieme alle Regioni. (Applausi) . Sto parlando, ad esempio, del fatto che quando un bambino viene riconosciuto positivo, ai genitori andrebbe garantito che tutta la filiera continui a lavorare, che non ci siano intoppi, per garantire sicurezza e sostegno. Non vorrei mai, infatti, che ci fossero persone, soprattutto padri e madri, che si sentissero isolati e soli. Questo per me è molto importante. Per tutto il resto, signor Ministro, credo che stiamo andando dalla parte giusta. Controlliamo, ovviamente, e monitoriamo quello che si sta facendo da adesso in poi. La sfida dell'apertura della scuola è importantissima e io credo che davvero, controllando passo passo, ce la possiamo fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio veramente per essere qui oggi per questa informativa. Vorremmo che il Presidente del Consiglio mostrasse la sua stessa solerzia nel presentarsi in Parlamento ma evidentemente non ritiene opportuno farlo troppe volte. Approfitto della sua disponibilità e spero che nella sua replica possa rispondere alle nostre interrogazioni presentate molti mesi fa che sono sempre più attuali, a cominciare da quella presentata da Forza Italia il 28 gennaio, proprio quando cominciava nel mondo la pandemia del Covid e in Italia, apparentemente, non c'erano ancora i casi che poi si sono verificati. All'epoca chiedevamo se il Ministero avesse già preso delle decisioni. Non mi riferisco neanche soltanto a quella presentata ai primi di maggio circa le circolari emesse dal suo Ministero che bloccavano da più di un mese le autopsie ai pazienti deceduti per Covid, cosa che sembrava molto strana visto che solo grazie alle autopsie è stato possibile capire il meccanismo di questa terribile malattia. Fortunatamente, poi, nel mese di giugno sono state sbloccate. Avevamo presentato anche un'interrogazione sui test sierologici. Conosciamo tutti il flop dei testi sierologici perché su 190.000 persone che si pensava di coinvolgere in due settimane, pur essendo stata prorogata poi al 16 luglio la scadenza, avevano aderito in meno della metà. Avremmo voluto sapere anche come mai, pur avendo stanziato quattro milioni e mezzo di euro con i test forniti gratuitamente dalle aziende, la Croce Rossa ha speso più di ciò che era stato stanziato dal Ministero e ulteriori fondi elargiti dalle donazioni volontarie. Sapevamo perché sarebbe stato un flop : non era possibile far trascorrere troppi giorni tra un test sierologico apparentemente positivo e il tampone, quindi le persone non hanno aderito. Anzi, vorrei sollecitare anche la risposta ad un'interrogazione che Forza Italia ha depositato oggi affinché possano essere eseguiti i test sierologici su tutti gli scrutatori e tutti i presidenti delle sezioni elettorali. (Applausi) . Non ho mai avuto risposta a una mia interrogazione sui lavoratori fragili, e infatti il Governo se n'è dimenticato, perché nelle disposizioni che prorogavano lo stato di emergenza fino al 15 ottobre manca sorprendentemente la norma che consentiva ai lavoratori con una disabilità grave, malati di tumore, trapiantati, affetti da malattie rare e quindi immunodepressi, di usufruire di un periodo di assenza dal lavoro equiparato al ricovero ospedaliero. Sono state date mance e mancette a destra e a sinistra, ma sui lavoratori fragili c'è stata una disattenzione imperdonabile. Ci auguriamo, Ministro, che lei possa risolvere al più presto questa incresciosa situazione. Nessuna risposta, inoltre, è stata data ad una mia interrogazione presentata mesi fa sulla mancanza di un piano pandemico nazionale per poter contenere le possibili situazioni emergenziali, anche sugli sbarchi degli immigrati. L'ultimo piano pandemico risale al 2010 e poi più niente. Ora, gli italiani usciti da qualche mese dal lockdown e ancora alle prese con restrizioni prudenziali sia imposte dalla pandemia e dalle disposizioni, ma anche dalla responsabilità del popolo italiano, nonostante quello che si dice, vorrebbero certezze. Non parliamo della scuola. Per la data imminente del 14 settembre non si sa se tutte le scuole apriranno e se lo faranno in tutte le Regioni. Il ministro Azzolina ha fatto ricadere tutte le responsabilità sui presidi per gestire il buon andamento della didattica degli istituti. Credo che tutti si aspettino poche parole che non si smentiscano un giorno dopo l'altro e linee guida chiare. Detto questo, sappiamo quante situazioni urgenti il nostro Paese e il nostro sistema sanitario hanno dovuto affrontare. Molti ospedali italiani, travolti per mesi dall'ondata di ricoveri, hanno interrotto le prestazioni erogate per i pazienti affetti da altre gravi patologie. Sono stati interrotti gli screening oncologici, essenziali per individuare precocemente i tumori e intervenire tempestivamente; secondo un sondaggio promosso da un'associazione, più del 36 per cento di pazienti ha lamentato la sospensione di esami e visite di follow-up . Sono stati rinviati per mesi anche gli interventi chirurgici; dai dati registrati in 54 strutture cardiologiche universitarie i ricoveri per infarto si sarebbero dimezzati, ma la mortalità per infarto è triplicata. Questi sono i dati anche della Società italiana di cardiologia. Non più confortanti certo sono i dati relativi alla cura delle malattie rare: secondo l'Istituto superiore di sanità oltre il 50 per cento dei pazienti ha dovuto interrompere il proprio percorso terapeutico. Secondo le stime del centro di ricerca in economia e management nella sanità dell'Università Cattaneo sono saltati 12,5 milioni di esami diagnostici e 20,4 milioni di analisi. Io sono consapevole che le misure di prevenzione impongono il distanziamento tra i pazienti, separatori fisici e igienizzazione, ma il timore è che non si adottino con tempestività misure opportune per programmare l'attività ospedaliera e rispondere in modo adeguato ai tanti italiani che da mesi aspettano prestazioni sanitarie essenziali o addirittura salvavita. È inutile che continui con questo triste elenco. Sappiamo come le liste d'attesa siano drammatiche (lo erano già prima e lo sono ancora di più adesso). Abbiamo visto nel decreto agosto che sono state prese delle misure e speriamo che possano essere efficaci, perché le persone non possono più aspettare. Credo sia necessario intervenire proprio per evitare ricadute catastrofiche. È necessario allungare gli orari delle prestazioni, assumere più personale, dare formazione e centralità ai medici. Si parla sempre di costi, necessità e difficoltà nel reperire le risorse, ma le risorse del MES sarebbero subito disponibili. Perché il Governo si ostina a non volerle utilizzare? Occorre concentrarsi sulla medicina territoriale: distretti, ambulatori, assistenza domiciliare, gestione della cronicità, vicinanza ai più deboli, residenze socio-sanitarie. Questi fondi tanto bistrattati potrebbero servire a rimodernare tutte quelle apparecchiature vetuste, che costano più di manutenzione che non di utilizzo;