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Per questo si propone la modifica delle relative norme del codice civile e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, prevedendo la competenza del notaio, ma lasciando integro il sistema dei controlli pubblicistici sull'operato degli enti. Il titolo IV riguarda quelle applicazioni del principio di sussidiarietà che, come si è detto in apertura, risultano funzionali a produrre innovazioni, valorizzando anche in questo caso il ruolo delle professioni. In particolare si tratta di colmare una lacuna del nostro ordinamento che mentre prevede, per dimostrare la qualità di erede, un'autocertificazione obbligatoriamente accettata dalle pubbliche amministrazioni, non contempla una norma analoga per i soggetti privati. Qui si propone di introdurre il certificato di successione, che attesta il luogo e la data di apertura della successione; la devoluzione del patrimonio ereditario per legge o per testamento; le generalità e il codice fiscale del de cuius ; le generalità ed il codice fiscale dei soggetti aventi diritto alla successione, sia a titolo universale che particolare; i diritti e le quote a ciascuno spettanti; la situazione di possessori di beni dell'eredità (con possibilità di eventuale contestuale dichiarazione di intervenuto acquisto dell'eredità per effetto di possesso ultratrimestrale da parte dei chiamati intervenuti in atto); la composizione del patrimonio; i dati di individuazione catastale degli immobili, con indicazione del loro valore (che costituisce la base imponibile per l'applicazione delle imposte ipotecarie e catastali e dell'eventuale imposta di successione); i poteri della persona designata nel certificato per eseguire le disposizioni testamentarie o per amministrare la successione. Tutti i dati inseriti nell'atto di successione devono essere attestati dai diretti interessati, ma sotto il controllo del notaio, che verifica la conformità delle dichiarazioni rese dalle parti ai documenti da questi esibiti, e, se lo reputa necessario, richiede la produzione di documentazione integrativa o, su incarico delle parti, provvede direttamente alle ispezioni nei pubblici registri. Il certificato di successione consente dunque al cittadino di conseguire effetti civilistici e fiscali, assorbendo la presentazione della dichiarazione di successione, con una rilevante semplificazione delle procedure. Viene così introdotto nel nostro ordinamento uno strumento nuovo, che colma la lacuna indicata. È utile precisare che nel nostro ordinamento qualcosa di simile è già previsto, assegnando però il relativo ruolo a un giudice, ma solo per le zone in cui vige il sistema tavolare (titolo II del regio decreto 28 marzo 1929, n. 499). Con la proposta qui esplicitata viene invece introdotto nel nostro ordinamento uno strumento nuovo che colma in via generale, valorizzando il ruolo del notaio, la lacuna indicata. Peraltro, dall'introduzione di questo strumento può conseguire maggiore sicurezza nell'adempimento delle obbligazioni tributarie derivanti dall'apertura di una successione per causa di morte oltre che maggiore gettito fiscale, in quanto da esso conseguono l'individuazione dei soggetti passivi delle imposte dovute e dei cespiti caduti in successione, della liquidazione e del versamento delle imposte ipotecarie e catastali e dell'eventuale imposta di successione, della trasmissione telematica dei dati all'Agenzia delle entrate, all'Agenzia del territorio ed ai comuni, con conseguente aggiornamento in tempo reale delle varie banche dati. Si attua in tal modo un significativo snellimento delle attività dell'Agenzia delle entrate connessa con le pratiche tributarie successorie. È utile precisare che questa nuova forma di documentazione giuridica della devoluzione ereditaria è in linea con le legislazioni di altri Paesi europei (per esempio in Belgio, in Romania o, da ultimo, in Austria e in Francia) sulla redazione del certificato di eredità e risponde quindi anche all'esigenza di armonizzazione del nostro sistema all'evoluzione della normativa negli altri Stati europei. Peraltro, va infine ricordato che con il regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2012 -- che sarà applicabile tre anni dopo la sua entrata in vigore in tutti gli Stati membri, (ad eccezione di Danimarca, Regno Unito ed Irlanda) -- le successioni transfrontaliere sono state notevolmente semplificate dall'introduzione del certificato successorio europeo che costituisce la prova della qualità di erede in tutti gli stati dell'Unione europea. Si evidenzia che il disegno di legge in titolo è frutto dell'impegno del gruppo di lavoro costituito da: -- Domenico de Stefano, presidente del Consiglio notarile di Milano; -- Paolo Giuggioli, presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano; -- Alessandro Solidoro, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano; -- Gianni Zingales, presidente del Consiglio provinciale dei consulenti del lavoro di Milano; -- e coordinato da Luca Antonini, professore di Diritto costituzionale e Diritto costituzionale tributario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova.. Titolo I SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI ATTIVITÀ DI IMPRESA ATTRAVERSO LA SUSSIDIARIETÀ Art. 1. (Responsabilità delle imprese) 1. All'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo le parole: «direttamente dall'organo dirigente» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «, nonché da coloro che siano regolarmente iscritti negli albi dei consulenti del lavoro, degli avvocati, dei dottori commercialisti, a cui l'organo dirigente conferisce mandato. I predetti soggetti possono rinunciare al mandato al termine di ogni anno solare successivo alla nomina». Art. 2. (Asseverazione della regolarità contributiva) 1. All'articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 2006, n. 248, e successive modificazioni, dopo il comma 28- ter , è inserito il seguente: «28- quater. L'asseverazione di cui al comma 28 può riguardare anche le disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto-legge 14 giugno 1996, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1996, n. 402. A tal fine l'asseverazione non può essere rilasciata da professionisti con meno di 5 anni di iscrizione all'albo, che non siano in regola con gli obblighi contributivi e formativi stabiliti dall'albo stesso, e che non siano provvisti di idonea assicurazione per lo svolgimento di tale attività. A seguito della presentazione della predetta asseverazione si applicano le disposizioni dell'articolo 3, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni». 2. All'articolo 26, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo il numero 2) è aggiunto il seguente: «2- bis) asseverazione dei soggetti previsti dall'articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, nella quale si dichiara che l'impresa è attiva presso la Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura e che è in regola con i versamenti contributivi e le ritenute fiscali relative al personale dipendente o assimilato per il periodo precedente alla stipula del contratto di appalto o d'opera o di somministrazione». 3.