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sfortunatamente questo approccio ha avuto a livello di popolazione un impatto limitato, mentre si sono diffuse una serie di misure, solo apparentemente, alternative e certamente non più sicure; in realtà smettere di fumare avvia l'autoriparazione dei polmoni, anche dopo 40 anni di uso e abuso di sigarette, come ha dimostrato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Cambridge e del Wellcome Trust Sanger Institute, il quale ha scoperto che quando si smette di fumare, anche dopo 40 anni di abitudine radicata, gruppi di cellule "superstiti" non danneggiate dal fumo iniziano a sostituire quelle malate; la proposta commerciale prevalente oggi, quasi tutta a carico dei grandi produttori di tabacco, è concentrata sul mercato dei prodotti del tabacco a carattere sostitutivo rispetto alle sigarette, nella logica, non dimostrata, della riduzione del danno; di fatto si è evidenziata, nel corso degli ultimi anni, una crescita esponenziale dei cosiddetti prodotti del tabacco da inalazione senza combustione, meglio noti come tabacco riscaldato. Nel nostro Paese sono attivi due soli operatori, Philip Morris e British American Tobacco, che hanno lanciato rispettivamente i propri prodotti a marchio IQOS e GLO nel 2014 e nel 2018; l'ipotesi di partenza, tutta da dimostrare e allo stato attuale priva di fondamento scientifico, è che questo tipo di prodotto nuoccia meno alla salute, ed ha fatto sì che ad oggi il tabacco riscaldato benefici di uno sconto fiscale pari al 75 per cento rispetto alle sigarette tradizionali da combustione; percentuale di sconto incrementata per effetto della manovra di bilancio approvata nel dicembre 2018, che ha dimezzato l'incidenza fiscale del tabacco riscaldato rispetto alle sigarette da combustione, riducendola dal 50 per cento originariamente previsto all'attuale 25 per cento. Questo sconto fiscale, pari al 75 per cento rispetto alle sigarette tradizionali, presuppone sul piano teorico che l'impatto tossicologico, ossia il potenziale di rischio del tabacco riscaldato, sia decisamente inferiore rispetto ai rischi prodotti dal tabacco da combustione; in questa logica il Ministro della salute ed il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, hanno provveduto ad emanare il decreto 7 agosto 2017 recante "Procedure e modalità di valutazione delle informazioni e degli studi di cui all'art. 20 del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6"; la cosa grave dal punto di vista fiscale è la perdita secca dell'Erario e l'enorme guadagno che ricavano i produttori di tabacco, i quali a conti fatti, e nel pieno rispetto di una norma che appare immotivata, fungono da potenti evasori fiscali, dal momento che ottengono uno sconto rilevante a fronte di una promessa non mantenuta; in questo caso il danno emergente riguarda proprio la salute pubblica a cui non afferiscono i fondi ricavati dalla fiscalità generale; per citare solo una serie di eventi che si stanno verificando in questi giorni, appare evidente come i pazienti che muoiono o comunque si ammalano gravemente per il COVID-19 sono tutte persone portatrici di patologie di tipo cardio-respiratorio contratte nel tempo, spesso come fumatori attivi o in misura minore come fumatori passivi; sono quindi gravi le conseguenze per chi pretende di sostituire un tipo di tabacco con un altro tipo, modificandone le modalità di assunzione nell'illusione che questo non abbia ripercussioni sulla salute individuale e pubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che l'attuale diverso regime di tassazione, che determina un vantaggio competitivo del tabacco riscaldato nell'ambito dei diversi segmenti dei prodotti del tabacco, non rappresenti un incentivo con potenziali caratteri di rischio nel momento in cui determina o lascia percepire da parte del consumatore un maggior favore dello Stato nei confronti di quel tipo di prodotto, pur in assenza di una valutazione tecnica che ne attesti la minor tossicità, ovvero il minor danno. Atto n. 4-02960 NENCINI Al Ministro della salute Premesso che: a metà dicembre 2019, nella città cinese di Wuhan si sono riscontrati i primi casi di un'epidemia che sta coinvolgendo tutto il mondo e che negli ultimi giorni sta scuotendo fortemente il nostro Paese; si tratta della malattia denominata Covid-19, causata dalla diffusione del "coronavirus" e che ha già messo in ginocchio la popolazione e l'economia della Cina, provocando decine di migliaia di contagi e, ad oggi, quasi 3.000 vittime; l'Italia è il primo Paese europeo per numero di contagi, il quarto del mondo: la situazione sanitaria italiana risulta fortemente compromessa a causa della capillare e preoccupante diffusione del virus a partire dai due focolai originati a Codogno (Lombardia) e Vo' Euganeo (Veneto); nella riunione di domenica, 23 febbraio, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19; tra le norme inserite, si prevede che l'attuazione delle misure di contenimento venga disposta non solo con specifici decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ma anche con atti emanati dalle autorità regionali o locali; considerato che: si sta assistendo, sin dalla scorsa settimana, ad un repentino esodo da parte di persone originarie delle Regioni meridionali e abitanti, o semplicemente di passaggio, al Nord, in particolare in Lombardia e Veneto, che fanno rientro nel Mezzogiorno; è quanto accaduto, ad esempio, alle due persone, madre e figlio, di San Demetrio Corone, un paesino di circa 3.000 abitanti in provincia di Cosenza: rientrati venerdì scorso proprio da Codogno, entrambi si sono messi in isolamento volontario nonostante non presentassero alcuna sintomatologia; da quanto si apprende, almeno per quanto riguarda la provincia di Cosenza, in queste ore non risulterebbero ancora adeguatamente operativi i protocolli di prevenzione e di controllo (compresi anche i tamponi per la verifica del contagio) che le autorità sanitarie locali dovrebbero mettere in atto secondo quanto stabilito dal Governo; parallelamente, è preoccupante l'assenza di adeguati e tempestivi controlli all'interno dell'aeroporto di Lamezia Terme, sia per quanto riguarda i voli internazionali sia per quelli nazionali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali iniziative urgenti intenda adottare affinché su tutti i territori del Paese venga assicurata la medesima attuazione dei controlli e delle misure stabiliti dal Governo con decreto-legge, e di competenza anche delle autorità sanitarie locali e regionali, al fine di porre un freno alla diffusione del coronavirus e di contenerne il più possibile le disastrose conseguenze. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01414 del senatore Centinaio ed altri, sui danni al comparto agroalimentare per il "coronavirus"; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-01412 della senatrice Rizzotti, sull'assistenza a domicilio con cure palliative.