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nel territorio di Napoli, anche a causa della presumibile mancata ottemperanza degli oneri spettanti alle municipalità di competenza, probabilmente per problemi nella compilazione delle domande inviate tramite la piattaforma del mercato elettronico della pubblica amministrazione, alcuni asili nido aperti grazie ai suddetti fondi sono chiusi, in attesa del beneplacito del Ministero, come ad esempio il nido "Il cucciolo", con sede nella municipalità 5; altri asili, facenti parte della municipalità 2 e denominati "Rocco Jemma" e "Fava Gioia", invece, sono prossimi alla chiusura, pur essendo stati aperti rispettivamente a maggio e a ottobre 2018, poiché, non essendo stata bandita la nuova gara per riassegnare la gestione, la continuità pedagogica non potrà essere garantita, a causa della lunghezza delle pratiche; considerato, inoltre, che: sebbene le municipalità di competenza abbiano assicurato di aver espletato le procedure per l'accesso ai fondi PAC entro il mese di luglio 2018, non è chiaro se la ragione della mancata erogazione dei fondi stessi sia da imputare a potenziali errori nella compilazione delle domande o se ci sia un problema di ordine burocratico, che possa aver rallentato o frenato l'erogazione dei budget ; i fondi PAC, come detto, assicurano l'apertura degli asili nido, nonché le risorse per la continuazione delle relative attività, e assumono, dunque, un'importanza imprescindibile, anche di carattere sociale; l'erogazione dei fondi, tra l'altro, sarebbe in scadenza nel giugno 2019, con effetti pesanti sulle strutture esistenti che sostengono la propria attività solo grazie alle somme assegnate dal Viminale; considerato infine che: la situazione rappresenta motivo di allarme sociale di tutti i genitori che, spesso per impegni di lavoro, hanno l'esigenza di avvalersi dell'ausilio fondamentale degli asili nido; queste strutture nella società contemporanea svolgono una funzione educativa e assistenziale che ogni Comune deve assicurare ai propri cittadini, i quali devono potersi avvalere, con facilità e agio, della facoltà di far accogliere i propri figli nelle medesime; nella sola città di Napoli, per la ragione citata, rischiano la chiusura almeno 20 strutture per l'infanzia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e, in particolare, se gli attuali ritardi nell'erogazione dei fondi del Piano di azione e coesione da parte del Ministero sia imputabile al Comune di Napoli e ai municipi interessati o, al contrario, sia frutto di un problema burocratico; se, conseguentemente, non ritenga opportuno procedere al più presto, nei limiti di propria competenza, all'erogazione di quanto necessario ad assicurare l'apertura degli asili nido in itinere e la continuazione dell'attività di quelli esistenti; se non ritenga, altresì, di prorogare la scadenza dei fondi del Piano di azione e coesione fissata attualmente a giugno 2019, allo scopo di favorire la continuità dell'attività degli asili nido esistenti. Atto n. 4-01031 PUGLIA TRENTACOSTE LANZI GIANNUZZI FERRARA DONNO LANNUTTI CORRADO LA MURA Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: i Comuni di Cercola, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma (Napoli) hanno costituito un consorzio cimiteriale con lo scopo di "gestire in forma associativa ed in modo coordinato il Servizio Cimiteriale, già gestito in forma consortile tra gli stessi Comuni, per ottenere un significativo risparmio della relativa spesa a beneficio dei Comuni stessi e con l'intento di evitare l'istituzione di tre diversi cimiteri in un contesto di agglomerato urbano, avente caratteristiche socio - economiche e culturali similari"; in data 18 luglio 2018 si è riunito il consiglio di amministrazione del consorzio, presso la sua sede, con il seguente ordine del giorno: "Finanza di progetto per l'affidamento in concessione nell'ambito delle forme di partenariato pubblico-privato, dei lavori di realizzazione di un tempio di cremazione all'interno del cimitero consortile tra i Comuni di Cercola, Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio con connessa gestione. Procedura ai sensi dell'art. 183 del D.lgs. 50/2016 e s.m.i."; con voto unanime dei presenti è stato deliberato, seduta stante, di dichiarare di pubblico interesse la proposta della società Edile Vispin Srl, in qualità di soggetto proponente, ai sensi dell'articolo 183, comma 15, del decreto legislativo n. 50 del 2016, per la realizzazione in concessione, mediante l'istituto di project financing , di un tempio crematorio all'interno del cimitero consortile; sono state, altresì, approvate le delibere consequenziali, nonché l'impegno di provvedere a inserire l'intervento in oggetto nel programma triennale delle opere pubbliche e nell'elenco annuale 2018; in particolare, la proposta della società Edile Vispin Srl, protocollato dal consorzio al n. 345 del 26 aprile 2018, prevede la costruzione, in concessione per 30 anni, di un forno crematorio all'interno del cimitero consortile, che costituisce un impegno di spesa, secondo gli elaborati presentati, di 6.211.798,85 euro; considerato che: l'area sulla quale dovrebbe sorgere l'opera interessa un bacino di utenza pari a circa 32.000 abitanti, nella quale, secondo gli attuali indici Istat per la Campania, potrebbe registrarsi una media di morti pari a 9 ogni mille abitanti, per un totale stimato di circa 270 ogni anno, di cui solo una piccola parte sarebbe oggetto di cremazione; la struttura che s'intende realizzare, per dimensioni e costi, potrebbe, una volta in funzione, potenzialmente evadere richieste ben più numerose di quelle dei comuni interessati al consorzio, tanto da essere in grado di soddisfare le richieste per tutto il territorio regionale campano. Il progetto, infatti, prevede la creazione di un tempio di cremazione con ben sei forni crematori; considerato ancora che, a parere degli interroganti: l'ipotesi paventata, tutt'altro che irrealistica, rischia di causare un grave danno ambientale a tutta la comunità interessata all'area su cui l'opera sarebbe realizzata, con grave pregiudizio della salute pubblica; la pomposa struttura sorgerebbe, tra l'altro, nelle immediate prossimità del parco nazionale del Vesuvio e precisamente nel comune di Massa di Somma, a circa 500 metri, in linea d'aria, dall'ospedale "Apicella" e a 2 chilometri dall'ospedale "del Mare", con evidente grave nocumento per tutta la popolazione coinvolta; si apprende, inoltre, che nessuna consultazione pubblica sarebbe avvenuta in ordine a questa vicenda così delicata; considerato infine che, sebbene il responsabile dell'ufficio tecnico preposto alla verifica della regolarità dell'opera abbia ravvisato la sussistenza della conformità del progetto con lo strumento urbanistico approvato dall'assemblea consortile con deliberazione n. 5 del 28 novembre 2018, risulta, al contrario, l'esistenza di cause di non conformità.