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lo stesso Ranucci ha anche precisato, proprio per non essere frainteso e bollato come "no vax", che Report è "da sempre a favore del vaccino come migliore prevenzione". Per cui dopo le polemiche politiche, Ranucci ha risposto che "un fatto non ha colorazioni no vax. È un fatto punto, che piaccia o no". "Cercare di nascondere degli errori è il miglior modo di alimentare chi non crede nel vaccino", ha aggiunto il conduttore; considerato infine che: sulla vicenda sono intervenuti con una nota l'UsigRai, il sindacato dei giornalisti RAI, e il comitato di redazione della direzione editoriale offerta informativa: "Da Report un rigoroso, serio e documentato lavoro giornalistico d'inchiesta come richiede il miglior Servizio Pubblico. Nessuna tesi no-vax, nessun cedimento a teorie anti-scientifiche". "Il sindacato difende il meticoloso lavoro dei colleghi e di tutta la redazione di Report, guidata da Sigfrido Ranucci, precisando (come ha ricordato lo stesso conduttore alle agenzie di stampa dettagliando l'infondatezza di ogni accusa mossa) che raccontare le criticità del sistema dei vaccini non significa affatto schierarsi contro ma, come era ripetutamente sottolineato, farle emergere per migliorarlo e renderlo più efficace e solido nella lotta contro il Covid. Il lavoro di Report è pertanto in linea con la missione d'inchiesta che accompagna da sempre la trasmissione in tutti i temi affrontati, compresa la pandemia da Covid dal suo inizio, facendo emergere la provenienza delle tesi complottiste sulla sua origine e il 'sistema di diffusione' di queste tesi antiscientifiche organizzato tramite social", conclude la nota; gli interroganti ritengono che sia doveroso implementare e favorire le rare trasmissioni del servizio pubblico in grado di affrontare argomenti così impervi e difficili, che hanno la peculiarità di disvelare in anticipo temi di pubblica rilevanza e di interesse sociale, oltre a dare lustro alla televisione di Stato, si chiede di sapere se e quali iniziative di competenza il Governo ritenga opportuno adottare al fine di tutelare il giornalismo d'inchiesta, per evitare che si metta a rischio il lavoro di ricerca e riscontro rigoroso svolto dai giornalisti impegnati in tali attività. Atto n. 4-06235 FERRERO BERGESIO CASOLATI MONTANI PIANASSO Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo fonti giornalistiche sono all'incirca 5.000 i giovani provenienti da ogni parte d'Italia, ma anche dalla Francia e dall'Olanda, che si sono riuniti a Torino tra l'ex fabbrica che un tempo ospitava la Fiat Allis e i boschi circostanti tra Borgaretto e Nichelino, non lontano dalla tangenziale autostradale e dalla monumentale palazzina di caccia di Stupinigi, residenza reale che fa parte del patrimonio UNESCO, per partecipare a un rave party abusivo da tenersi per la festa di Halloween; il rave si pone sulla scia di quello tenutosi a Viterbo conclusosi con un morto, due ragazze stuprate, decine di giovani in ospedale in coma etilico e un focolaio di COVID, evidenziando così un grave problema di ordine pubblico; complessivamente sono state circa 3.000 le persone identificate e 1.500 i mezzi fermati ai check point organizzati dalle forze dell'ordine; i partecipanti sono arrivati nella notte di sabato 30 settembre 2021 mandando in tilt il traffico all'altezza dello svincolo della tangenziale di Stupinigi, spingendo le forze dell'ordine a chiudere l'uscita fino alle due di notte. Le lunghe file di camper e auto incolonnate hanno paralizzato la circolazione anche nelle vie di accesso all'ex area industriale, dove si sarebbe dovuto svolgere il rave party ; sono rimasti feriti anche tre poliziotti del reparto mobile, uno a causa di una sassaiola lanciata contro le forze dell'ordine e altri due nel tentativo di evitare di essere investiti da un camion; la Prefettura ha disposto l'allestimento di una struttura della Croce rossa nelle aree interessate, e sono state decine gli interventi dei sanitari, che hanno soccorso chi ha abusato di alcool o droghe ed anche per contusioni e fratture, il cui costo è stato interamente addebitato ai Comuni interessati; nella fabbrica e nei terreni limitrofi dove si è tenuto il rave sono rimasti quintali di rifiuti che dovranno essere portati via. All'interno dello stabilimento sono state abbandonate anche decine di auto e qualche vecchio camper ; nei comuni limitrofi, oltre al disagio per la cittadinanza, si segnalano muri imbrattati e automobili danneggiate di cui qualcuno dovrà rispondere; considerato che: i costi per lo smaltimento dei rifiuti ricadranno sulla fondazione dell'ordine mauriziano, proprietaria dei terreni ora sotto sequestro e sommersi dai rifiuti, ma anche sui Comuni di Beinasco, Nichelino e Stupingi, che hanno già organizzato la raccolta nelle aree di loro pertinenza; l'esborso per i Comuni interessati, ai quali è già stata recapitata la fattura della Croce rossa, che stanno effettuando la pulizia e probabilmente si troveranno a rispondere dei danneggiamenti e disagi alla cittadinanza, è quantificabile in qualche decina di migliaia di euro, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per evitare il ripetersi di simili episodi, scongiurando un importante problema di ordine pubblico, nonché un onere eccessivamente gravoso per le amministrazioni interessate in ordine alla gestione di simili situazioni e agli ingenti costi per la raccolta e lo smaltimento della gran quantità dei rifiuti, prevedendo, altresì, un ristoro economico per i pregiudizi subiti a causa delle cospicue spese affrontate per il ripristino delle aree. Atto n. 4-06236 SAPONARA ALESSANDRINI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: a Milano dall'inizio dell'anno scolastico in una scuola su quattro il tempo pieno è stato attuato in ritardo di varie settimane e nel 4 per cento degli istituti non è neppure cominciato, questo a causa della carenza d'organico; infatti a novembre, il 40 per cento per cento delle scuole ancora soffre di mancanza di docenti, inoltre il 15 per cento delle scuole dell'infanzia e della primaria non ha attivato il pre e il post scuola; la situazione è stata messa in luce da un questionario proposto a 700 genitori dal movimento «Priorità alla Scuola». I dati raccolti fra il 18 e il 28 ottobre, riguardano 243 istituti pubblici, dall'infanzia alle medie; le famiglie raccontano di intervalli trascorsi in classe e di pranzi seduti al banco, mentre sulla lavagna luminosa vengono proiettati cartoni animati per tenere tranquilli i più piccoli. Inoltre, gite vietate, laboratori e palestre chiusi; dall'infanzia alle superiori, il problema principale è il ritardo nella copertura delle cattedre: sono 800 i posti ancora da coprire, per alcuni errori informatici sono stati ignorati 200 insegnanti, che invece sarebbero stati disponibili, inoltre si sono avuti anche comportamenti scorretti da parte di docenti che non si sono presentati o che dopo aver preso servizio, il giorno dopo si sono assentati in maniera prolungata; inutile parlare del disappunto delle famiglie, in questi giorni ci sarà il quarto scorrimento delle graduatorie provinciali, e solo dopo i presidi potranno chiamare con le proprie graduatorie d'istituto;