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in tutto questo tempo i curdi in prima persona hanno difeso non solo se stessi, ma anche noi, e hanno largamente contribuito a sconfiggere Daesh e l'ISIS. Non dobbiamo dimenticare che la Turchia ha sempre fatto arrivare, attraverso il confine, aiuto alle milizie jihadiste. Questo si sta confermando anche con tutto quello che sta accadendo in queste ore. L'assassinio di Hevrin Khalaf e le modalità con cui è avvenuto ci dicono che l'odio più grande, come è ed è stato quello dell'ISIS, è nei confronti delle donne. Questo è l'elemento fondamentale: l'odio verso i curdi e contro le combattenti curde. L'odio perché vogliono chiudere quell'esperienza; un'esperienza incredibile. Lì, in quell'enclave, hanno costruito un'esperienza democratica in cui ci sono due presidenti, un uomo e una donna. Uno dei terreni democratici più avanzati anche rispetto a quello che accade nei nostri Paesi. L'hanno voluta uccidere in modo così barbaro e violentarla proprio per marcare il disprezzo verso questo percorso, verso questa grande affermazione di diritti perché sanno perfettamente che quando ci sarà un vero e proprio movimento di emancipazione e di affermazione dei diritti delle donne, non ci sarà più spazio per i fondamentalismi; non ci sarà più spazio per tutto il terribile integralismo islamico. Non ci sarà più spazio per operazioni autoritarie. Per tali ragioni dobbiamo essere lì, non dobbiamo avere dubbi. Dobbiamo essere lì per difendere i curdi e per fare in modo che la Turchia non solo sia sanzionata, ma ci sia una voce unica dell'Europa. Dico anche con chiarezza al Ministro che noi non ci accontentiamo di un decreto ministeriale che solo per il futuro vieti la vendita delle armi alla Turchia. Bisogna bloccare tutte le commesse che sono al momento in corso. Ed inoltre rappresenterebbe uno schiaffo per tutti, per lo sport libero e democratico, che si celebrasse ad Istanbul la finale della Champions League. Ed io ritengo che l'Italia, come Paese, e l'Assemblea del Senato, con le sue donne, le sue senatrici, non solo debbano avanzare una richiesta unanime affinché ciò non avvenga, ma abbiano anche un dovere morale in tal senso. Le donne hanno combattuto per noi, sono morte in prima fila e questo martirio continua ancora oggi. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, M5S, L-SP-PSd'Az, PD e IV-PSI ) . STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, alcuni fatti e alcune notizie di oggi che riguardano una vicenda molto articolata. Il Vice Presidente della Generalitat, la Presidente del Parlament, Ministri vari e responsabili delle associazioni indipendentiste della società civile della Spagna e della Catalogna, sono stati giudicati colpevoli, con pene che vanno dai nove ai tredici anni. Pene particolarmente gravi che rispetto ad un ordinamento come quello italiano sarebbero ascrivibili quasi tutte per gravi reati di sangue. Non è però ancora finita. I politici secessionisti riparati all'estero saranno inseguiti da un mandato di cattura internazionale. Una questione, quella catalana, che non può e non deve lasciare indifferente tutta la comunità internazionale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In particolare non deve lasciare indifferente l'Europa. Sono ancora vivide, troppo vivide, le immagini di azioni di polizia in occasione delle celebrazioni del voto. Sono immagini che pesano su tutti; pesano su chi crede che vi sia stato un legittimo percorso e su chi è di contrario avviso. Comunque pesano. È una vicenda controversa e spinosa che vede toccare principi fondamentali di tutte le società civili. Attraverso il significato di referendum , attraverso il significato della sovranità popolare, attraverso il significato di quella che è la sovranità in senso stretto e dell'unità nazionale. Passa attraverso la contemperazione di interessi e principi, che riguardano gli stessi processi identitari. La risoluzione della vicenda non passa però attraverso l'uso della forza, ma nemmeno attraverso le sentenze che così non faranno che alimentare ancor più astio e contrasti all'interno della società. La soluzione passa attraverso un forte dialogo politico istituzionale e attraverso una partecipazione attiva della comunità internazionale, nel rispetto di tutti e nel rispetto di principi che dovrebbero valere per tutta l'Europa. La Carta delle Nazioni Unite recita che occorre sviluppare tra le Nazioni relazioni amichevoli, fondate sul rispetto, sul principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In tutto questo, quindi, l'Europa deve esserci. Non deve esserci soltanto nelle questioni economiche, non deve esserci soltanto quando si deve parlare di spread . L'Europa deve esserci. Quella della Catalogna è sicuramente una partita a scacchi forse troppo lunga, troppo complicata e forse anche mal giocata. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, vorrei intervenire, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, nel dibattito aperto in precedenza in merito alla gravissima aggressione che l'esercito turco, su mandato del presidente Erdogan, sta realizzando in queste ore nel territorio della Siria contro il popolo curdo e, in generale, contro il popolo siriano. Di questo argomento sicuramente ci sarà occasione di parlare anche domani, dato che sarà presente il presidente del Consiglio Conte che renderà una informativa in merito al Consiglio europeo che si svolgerà questa settimana e che dovrà affrontare questioni importanti anche inerenti la politica estera dell'Europa. Su questo argomento siamo stati netti sin dall'inizio nel condannare assolutamente l'invasione turca e nel chiedere che l'Italia, l'Unione europea e le Nazioni Unite agiscano insieme, nella maniera più netta possibile. In particolare abbiamo chiesto che siano realizzate sanzioni selettive nei confronti del presidente Erdogan, dei Ministri, dei generali coinvolti e dei loro familiari, perché la comunità internazionale può emanare sanzioni che colpiscano coloro che hanno dato azione alla repressione e all'eccidio nel territorio siriano. Le sanzioni nei confronti delle persone, cioè dei criminali, sono sanzioni che colpiscono veramente a fondo e che spesso ottengono i risultati che si propongono. Abbiamo chiesto che l'Italia si attivi in Europa affinché quest'ultima sospenda ogni aiuto alla Turchia, anche quelli concessi per sostenere i profughi siriani che sono nel territorio turco, e che cancelli ogni processo di adesione della Turchia. La cancellazione del processo di adesione, a differenza della sospensione, provoca infatti conseguenze immediate anche per quanto riguarda le risorse destinate alla Turchia proprio perché è in corso il processo di adesione all'Unione. Si potrebbe proporre di utilizzare meglio quelle stesse risorse, per tutelare il confine europeo e magari aiutare direttamente quelle popolazioni martoriate, piuttosto che lasciare che finiscano nelle mani di chi realizza crimini contro l'umanità perché di crimini contro l'umanità si tratta.