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Tuttavia, il principio della doppia incriminazione rivivrà allorquando la richiesta di assistenza abbia ad oggetto l'esecuzione di perquisizioni, sequestri, confisca di beni e altri atti che, per la loro natura, incidono su diritti fondamentali delle persone o risultano invasivi di luoghi o cose (articolo 3). L'Accordo disciplina dettagliatamente quale debba essere la forma e il contenuto della richiesta di assistenza giudiziaria (articolo 5) e stabilisce che la stessa debba essere trasmessa attraverso le autorità centrali appositamente designate dalle Parti contraenti (articolo 4), individuate nel Ministero della giustizia, per l'Italia, e nel Procuratore generale e nel Ministero della giustizia, per la Nigeria. Per l'esecuzione delle attività richieste si applica la lex loci ; e invero le Parti si impegnano a collaborare, tempestivamente, in conformità alla legislazione dello Stato richiesto; tuttavia, al fine di assicurare che l'assunzione probatoria avvenga secondo modalità tali da consentirne la più ampia utilizzabilità processuale, è prevista la possibilità di eseguire la domanda di assistenza secondo le modalità procedurali particolari indicate dalla Parte richiedente, sempre che ciò non contrasti con la legislazione della Parte richiesta. È altresì prevista la possibilità che le persone indicate dalla Parte richiedente siano presenti all'esecuzione della richiesta, previa autorizzazione in tal senso da parte dello Stato richiesto, nei limiti in cui il proprio ordinamento giuridico lo consenta. È inoltre espressamente disciplinata l'ipotesi in cui la persona nei cui confronti debba essere eseguita la domanda di assistenza giudiziaria invochi immunità, privilegi, diritti o incapacità in base all'ordinamento dello Stato richiedente o richiesto, prevedendo che la relativa decisione in merito sia assunta dallo Stato la cui normativa venga invocata (articolo 6). L'assistenza giudiziaria potrà essere rifiutata dallo Stato richiesto in una serie di casi divenuti ormai consueti nelle discipline pattizie internazionali (per esempio quando l'esecuzione è contraria alla legislazione dello Stato richiesto, quando l'esecuzione della richiesta può mettere in pericolo la sovranità, la sicurezza, l'ordine pubblico o altri interessi essenziali dello Stato o provocare conseguenze contrarie ai principi fondamentali del proprio ordinamento giuridico, quando si procede per un reato politico – con esclusione dei reati di omicidio e tentato omicidio, di ogni altro reato contro la vita e la libertà delle persone, ovvero dei reati di terrorismo e di ogni altro reato non considerato politico ai sensi di trattati e altri accordi internazionali di cui entrambi gli Stati siano Parte – o per un reato militare), o quando si hanno fondati motivi per ritenere che la richiesta di assistenza possa essere strumentalmente volta a perseguire, in qualsiasi modo, una persona per motivi di razza, sesso, religione, nazionalità od opinioni politiche ovvero che la posizione di detta persona possa essere pregiudicata per i detti motivi, quando l'assistenza è richiesta per un reato punito con pena vietata dall'ordinamento dello Stato richiesto (ad esempio la pena di morte ovvero trattamenti inumani o degradanti), nonché quando la persona nei cui confronti si procede è già stata indagata e giudicata per lo stesso fatto dallo Stato richiesto (cosiddetto principio del ne bis in idem ). È inoltre prevista la possibilità di rinviare l'esecuzione della domanda di assistenza nei casi in cui il compimento degli atti richiesti possa pregiudicare lo svolgimento di indagini o di procedimenti penali in corso nello Stato (articolo 7). III. Previsioni specifiche Gli articoli da 8 a 18 disciplinano in maniera puntuale il compimento di singoli atti passibili di costituire oggetto di una richiesta di cooperazione. In particolare ciascuno Stato farà quanto possibile per individuare persone indicate nella domanda di assistenza giudiziaria che si trovino presumibilmente sul proprio territorio (articolo 8). Una disciplina di dettaglio è prevista per il contenuto della richiesta di notifica di citazioni e di documenti trasmessi dallo Stato richiedente nonché le modalità di esecuzione della stessa (articolo 9). Gli articoli successivi contengono la disciplina dell'assunzione di prove testimoniali dinanzi alle autorità competenti dello Stato richiesto (articolo 10), ovvero dello Stato richiedente, a seguito della notifica della citazione a comparire eseguita dallo Stato richiesto (articolo 11), nonché delle garanzie da prestare nei confronti delle persone che compaiono nello Stato richiedente a seguito della predetta citazione (articolo 12). In particolare è disciplinato il cosiddetto « principio di specialità », in virtù del quale la persona comparsa nello Stato richiedente a seguito di notifica effettuata nello Stato richiesto a norma dell'articolo 11 non potrà essere sottoposta a indagini né a procedimenti, processi o misure privative della libertà personale in relazione a reati commessi prima di entrare nel territorio di detto Stato; inoltre non potrà essere obbligata a rendere dichiarazioni né a partecipare ad attività diverse da quelle indicate nella domanda di assistenza, salvo che lo Stato richiesto e la persona interessata lo consentano. Il paragrafo 2 del medesimo articolo disciplina le ipotesi di cosiddetta « purgazione » della specialità (articolo 12). Le disposizioni successive mirano a risolvere le problematiche che possono verificarsi nelle ipotesi in cui la persona che deve partecipare all'atto richiesto sia detenuta ovvero sia impossibilitata a comparire volontariamente nel territorio dello Stato richiedente. In particolare, in relazione alla prima ipotesi, è previsto il trasferimento temporaneo della persona detenuta, purché ciò non interferisca con indagini o procedimenti penali in corso nello Stato richiesto, e la persona trasferita sia trattenuta in stato di custodia nello Stato richiedente (articolo 13). In relazione all'ipotesi di impossibilità a comparire volontariamente nello Stato richiedente, è prevista la possibilità di ricorrere alla videoconferenza (articolo 15), strumento utilizzabile non solo per consentire l'audizione di una persona, bensì anche per la partecipazione al processo dell'imputato, anche nei casi in cui il soggetto interessato sia detenuto. La norma prevede altresì le modalità di esecuzione della videoconferenza. Al fine di assicurare il buon fine delle indagini e del corso della giustizia, entrambi gli Stati si impegnano ad adottare le misure previste dai rispettivi ordinamenti per la protezione delle vittime, dei testimoni e delle altre parti del procedimento penale, in relazione all'assistenza richiesta (articolo 14). Sono quindi disciplinate in modo specifico le attività di produzione di documenti, atti e cose (articolo 16) e le perquisizioni, i sequestri e la confisca dei proventi e delle cose pertinenti al reato, fatti salvi i diritti dei terzi di buona fede. Al fine di agevolare il sequestro e la confisca dei predetti beni, è previsto un ruolo attivo in capo all'Autorità centrale dello Stato che viene a conoscenza della presenza, nel proprio territorio, di proventi o beni pertinenti ad un reato commesso nell'altro Stato; è invero previsto un ruolo propulsivo della predetta Autorità, che provvederà ad informare l'Autorità centrale dell'altra parte, così stimolando l'invio di una richiesta di cooperazione a norma dell'Accordo, volta ad assicurare il sequestro o la confisca dei beni (articolo 17).