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Disposizioni in materia di rigenerazione urbana. Onorevoli Senatori . – Il tema della rigenerazione urbana è un tema di grande attualità che merita di essere affrontato in maniera decisa nell'immediato. Lo sviluppo sconsiderato delle città ha portato a un'urbanizzazione poco razionale, priva di pianificazione, di scarsa qualità architettonica e con utilizzo di materiali scadenti, con conseguente frammentazione del territorio, limiti di accessibilità ai servizi e dispendio energetico. Non solo, sono ormai sempre più frequenti i fenomeni di abbandono di capannoni ed ex aree industriali all'interno delle realtà urbane, stanno avendo un grande impatto sul degrado urbanistico ma soprattutto sociale. Un attento programma di riqualificazione del territorio rappresenta un importante supporto anche al contenimento e alla prevenzione di fenomeni di dissesto, di erosione e di desertificazione dei territori, alterati e amplificati dai cambiamenti climatici. È ormai diffusa la consapevolezza di come tutto ciò impatti in maniera decisa sui fenomeni alluvionali, sempre più intensi e frequenti o i fenomeni siccitosi, con conseguenze devastanti per l'incolumità delle persone, la conservazione dei beni materiali e la tutela dell'ambiente e delle risorse naturali. È diventato pertanto urgente convergere su un modello di governo del territorio, orientato alla riqualificazione dell'esistente, al riutilizzo e al recupero di aree dismesse o degradate, piuttosto che sulla creazione di nuove costruzioni, con conseguenti impatti su aree verdi e suoli agricoli e il rischio di ulteriore consumo di suolo, in contrasto con gli obiettivi dell'Unione europea in materia di efficienza dell'uso delle risorse e di azzeramento del consumo netto del suolo entro il 2050. Nel corso della scorsa legislatura, il Parlamento è stato chiamato a discutere approfonditamente il tema della rigenerazione urbana. I lavori hanno portato il Senato a convergere su un testo ampiamente condiviso e bilanciato di governo del territorio. Il presente disegno di legge è finalizzato a favorire la rigenerazione urbana, quale strumento fondamentale per la riqualificazione dell'esistente ai fini del rimedio al degrado urbano, nonché incentivare il miglioramento della qualità di vita dei cittadini, la creazione di opportunità occupazionali, ma anche offrire il contributo concreto al raggiungimento dell'obiettivo di azzeramento del consumo del suolo. Viene proposto un modello di governo del territorio efficace e realistico, disciplinando, in forma unitaria e organica, i principi e le procedure nel rispetto della funzione di indirizzo dello Stato e della concorrente competenza regionale. Il disegno di legge intende essere complementare alle misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) in materia di rigenerazione urbana. A livello statale, in conformità al riparto delle competenze tra Stato e regioni in ambito di governo del territorio previsto dalla Costituzione, sono necessari provvedimenti intesi anche a uniformare le iniziative territoriali di sviluppo sostenibile a livello nazionale, e per supportare il passaggio dall'epoca dell'urbanistica di espansione a quella dell'urbanistica della riqualificazione e del riuso del tessuto insediativo esistente, in accordo con le mutate esigenze umane. In tale percorso è necessario evitare un blocco all'attività edilizia e allo sviluppo infrastrutturale, ma occorre allo stesso tempo trovare il raccordo tra azioni sistematiche ed equilibrate, politiche organiche ambientalmente ed economicamente sostenibili, che tengano conto di tutti gli interessi coinvolti.. Art. 1. (Finalità e obiettivi) 1. La presente legge, in attuazione degli articoli 9, 41, 42, 44 e 117, terzo comma, della Costituzione, degli articoli 11 e 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché della Convenzione europea sul paesaggio, ratificata ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 14, nell'ambito della materia del governo del territorio, individua nella rigenerazione urbana lo strumento finalizzato al recupero del patrimonio costruito per migliorarne la qualità, l'efficienza energetica e idrica, la sicurezza sismica e la dotazione tecnologica, alla promozione di politiche urbane integrate e sostenibili, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, nonché alla salvaguardia delle funzioni ecosistemiche del suolo. 2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, nonché per realizzare l'obiettivo europeo di azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050, la presente legge individua i seguenti obiettivi: a) favorire il riuso edilizio di aree già urbanizzate e di aree produttive con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché dei complessi edilizi e di edifici pubblici o privati, in stato di degrado, di abbandono, dismessi, inutilizzati, in via di dismissione o da rilocalizzare, incentivandone la riqualificazione fisico-funzionale, la sostenibilità ambientale, la sostituzione e il miglioramento del decoro urbano e architettonico complessivo; b) migliorare la permeabilità dei suoli nel tessuto urbano tramite il principio del riuso e della invarianza idraulica, anche al fine della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici nelle città, favorendo il riequilibrio ambientale, la sostenibilità ecologica, la presenza di aree verdi e il rimboschimento, l'attuazione di soluzioni tecnologiche, architettoniche e ingegneristiche per la sicurezza sismica, l'efficientamento energetico e il contenimento di fenomeni quali isole di calore, eventi meteorologici estremi e il dissesto idrogeologico, nonché l'incremento della biodiversità negli ambiti urbani oggetto di rigenerazione urbana; c) realizzare infrastrutture strategiche per lo sviluppo ecosostenibile del territorio e per la realizzazione di opere di difesa e messa in sicurezza del territorio e del costruito ubicato in contesto a rischio idrogeologico; d) applicare il criterio del « saldo zero » del consumo di suolo attraverso interventi compensativi, nell'ambito territoriale comunale, di rinaturalizzazione, deimpermeabilizzazione o bonifica del suolo già consumato; e) elevare la qualità della vita, nei centri storici come nelle periferie, con l'integrazione funzionale di residenze, attività economiche, servizi pubblici e commerciali, attività lavorative, tecnologie e spazi dedicati al lavoro comune, cosiddetto coworking , e al lavoro agile, servizi e attività sociali, culturali, educativi e didattici promossi da soggetti pubblici e privati, nonché spazi e attrezzature per il tempo libero, per l'incontro e la socializzazione, con particolare considerazione delle esigenze delle persone con disabilità; f) tutelare, valorizzare e innovare i centri storici nelle peculiarità identitarie, culturali e paesaggistiche dalle distorsioni causate dalla pressione turistica, dall'abbandono ovvero dai fenomeni di esclusione causati da processi di repentina ricomposizione sociale; g) integrare sistemi di mobilità sostenibile con il tessuto urbano delle aree oggetto di rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla rete dei trasporti collettivi, alla ciclabilità e ai percorsi pedonali; h) favorire la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale allo scopo di soddisfare la domanda abitativa debole e la coesione sociale;