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3) per esaurimento del patrimonio. Il giudice tutelare può tuttavia autorizzare in ogni momento con decreto la cessazione della destinazione su istanza motivata del beneficiario o dell'amministratore di sostegno. Sopraggiunto il termine della destinazione, il patrimonio è assegnato dall'affidatario al soggetto designato dal costituente nell'atto costitutivo. In mancanza di espressa designazione, il patrimonio è assegnato al conferente o ai suoi eredi o legatari. Art. 695. – (Separazione patrimoniale) – Il patrimonio a vantaggio del beneficiario di un'amministrazione di sostegno: 1) è separato dal patrimonio personale dell'affidatario e da altri patrimoni che fossero a lui affidati; 2) non incrementa il patrimonio personale dell'affidatario; 3) non fa parte del regime patrimoniale nascente dal matrimonio dell'affidatario e della sua successione ereditaria; 4) non può essere oggetto di azioni da parte dei creditori personali dell'affidatario; 5) è segregato rispetto al patrimonio dell'affidatario in caso di insolvenza di quest'ultimo o di suo fallimento. L'affidatario risponde con i beni del patrimonio e con i loro frutti esclusivamente per le obbligazioni contratte per l'attuazione del programma. I beni costituenti il patrimonio possono essere oggetto di rivendicazione nella misura in cui l'affidatario, violando le obbligazioni risultanti dalla legge e dall'atto costitutivo, abbia confuso i beni costituenti il patrimonio con i propri o ne abbia disposto contro l'interesse del beneficiario. Art. 696. – (Obbligazioni dell'affidatario) – L'affidatario non può compiere alcun atto dal quale possa ricavare vantaggio, neanche indiretto, in quanto agisce nell'esclusivo interesse del beneficiario. L'affidatario deve tenere i beni affidati separati sia dai propri che da qualunque altro bene del quale sia affidatario e distintamente identificabili. L'affidatario deve rendere conto del suo operato per iscritto almeno una volta all'anno al giudice tutelare. L'affidatario può rivolgersi al giudice tutelare per ottenerne direttive o altri provvedimenti attinenti al patrimonio o a singoli beni che ne facciano parte. Gli atti e i contratti compiuti e stipulati dall'affidatario in conflitto di interessi o che siano gravemente pregiudizievoli per il beneficiario possono essere annullati su istanza del beneficiario medesimo, dei suoi eredi o aventi causa, del soggetto preposto alla vigilanza e dell'amministratore di sostegno che non sia affidatario. L'azione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui l'atto o il contratto è stato compiuto. Art. 697. – (Diritti dei legittimari) – Finché dura la destinazione al mantenimento alla cura, alla formazione e al sostegno del beneficiario, gli atti di conferimento di beni nel patrimonio non sono soggetti a riduzione per integrare la quota dovuta ai legittimari. I legittimari possono agire unicamente sui beni del patrimonio che residuano al termine della destinazione ». 8 (Disposizioni transitorie. Trasmissione degli atti al giudice tutelare) 1 Nei giudizi di interdizione e di inabilitazione pendenti alla data di soppressione dei predetti istituti, il giudice dispone d'ufficio la trasmissione degli atti del procedimento al giudice tutelare, ai fini della nomina di un amministratore di sostegno. In tal caso il giudice già competente per l'interdizione o per l'inabilitazione può adottare i provvedimenti urgenti di cui al quarto comma dell'articolo 405 del codice civile. Il tutore o il curatore provvisorio assume automaticamente la funzione di amministratore di sostegno provvisorio relativamente al compimento degli atti di ordinaria amministrazione fino a successivo provvedimento del giudice tutelare. 9 (Revoca dell'interdizione e dell'inabilitazione già pronunciate) 1 L'interdizione e l'inabilitazione già pronunciate alla data di soppressione dei predetti istituti si intendono automaticamente revocate, mentre il tutore e il curatore assumono automaticamente la funzione di amministratore di sostegno provvisorio relativamente al compimento degli atti di ordinaria amministrazione, fino a successivo provvedimento del giudice tutelare. 2 Nei casi di cui al comma 1, il giudice tutelare procede anche d'ufficio alla nomina dell'amministratore di sostegno con riguardo alla persona precedentemente interdetta o inabilitata. L'interessato e i soggetti legittimati ai sensi dell'articolo 406, primo comma, del codice civile e il pubblico ministero possono, a loro volta, presentare ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno.