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«Le maschere di tipo 1 non sono destinate all'uso da parte di operatori sanitari in sala operatoria o altre attività mediche con requisiti simili». Mascherina chirurgica! Allora, signor Presidente, se questo non è un argomento degno di entrare in Parlamento, cosa ci stiamo a fare noi qua dentro? (Applausi) . Questo è quello che sta succedendo nelle nostre scuole. Questo è quello che il Governo ci aveva detto che non sarebbe accaduto: l'approssimazione e, addirittura, far passare una cosa per un'altra. Sono molto preoccupato. E noi abbiamo tutte le ragioni per essere preoccupati, signor Ministro. Questa non è una situazione normale e, se siamo in stato di emergenza, voi avete messo una persona che si chiama Arcuri a risolvere questi problemi. Questo è quello che sta facendo Arcuri. Questo è quello che non deve succedere e su questo dovete rispondere in Parlamento e ai cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Candiani, la ringrazio per la dialettica istituzionale che siamo riusciti a mantenere. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il 31 maggio il primario del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, ha dichiarato: «Il Covid-19 non esiste più. Qualcuno terrorizza il Paese». Quattro mesi dopo, nel mondo vengono quotidianamente scoperti altri 315.000 nuovi positivi e in Italia più di 1.500. Il 21 agosto, il leader della Lega Matteo Salvini, ha detto: «Ora il Covid-19 è gestibile senza allarmismi. È assurdo parlare di emergenza e mancanza di emergenza. Questo è terrorismo per mantenere il potere». Sono le stesse frasi che abbiamo risentito poc'anzi in Aula. Terrorismo è quel che cerca di fare qui la Lega da alcuni anni a questa parte, spaventando gli italiani per racimolare consensi, inventandosi paure che non hanno riscontro - queste sì - da nessun dato ufficiale. Per quanto riguarda il mantenimento del potere, gli italiani con questa tornata elettorale sono stati chiari: il Governo deve andare avanti. E lo hanno comunicato in maniera democratica: altro che colpo di Stato. Sono alcuni mesi che una parte della politica, dell'informazione e dell'opinione pubblica ripete che il Covid-19 non rappresenta più un pericolo, che l'epidemia è passata. A marzo l'Italia era stata investita da un TIR chiamato coronavirus e tutti noi temevamo per il nostro futuro; secondo gli oppositori al Governo, oggi non è più così e il pericolo è scampato. A marzo tutti noi tolleravamo lo stato di emergenza proprio in virtù di quella realtà; oggi molti lo giudicano un'imposizione degna di uno Stato totalitario. Dobbiamo smetterla di essere antiscientifici e con la memoria corta. A marzo nel mondo si contavano meno di 100.000 nuovi casi giornalieri di Covid-19; oggi sono più di tre volte tanto. Il coronavirus sta mietendo vittime ovunque. I contagiati hanno superato quota 31 milioni e i morti stanno per varcare la soglia psicologica di un milione: un milione di vittime che sarebbe stato in buona parte evitabile se i Governi di tanti Paesi avessero preso seriamente la lotta all'epidemia, se avessero avuto il coraggio che ha avuto il Governo italiano. Il nostro Governo ha adottato provvedimenti straordinari di necessità e di urgenza - come stabilito all'articolo 77 della Costituzione - aventi forza di legge, senza penalizzare il ruolo centrale del Parlamento. Ha messo in atto uno strumento efficace rispetto ad una situazione in perenne cambiamento, che richiedeva continui aggiornamenti su regole e azioni da intraprendere; norme da alcuni giudicate restrittive e che, invece, sono a protezione della salute. Tanti, troppi esponenti politici che si trovano in quest'Aula accusano il Governo di aver distrutto l'economia: punti di vista miopi e poco attenti al quadro complessivo. Le previsioni qualche mese fa davano il PIL in calo del 12 per cento. Grazie al comportamento restrittivo del Governo, oggi quegli stessi organismi nazionali e internazionali dicono che la ricchezza prodotta dal Paese diminuirà del 9 per cento. Magari alla fine dell'anno l'economia italiana avrà avuto un rimbalzo ancora maggiore rispetto al 3 per cento attuale. Le regole rigide imposte dal Governo grazie all'esistenza dello stato di emergenza permettono all'Italia di avere una ripresa economica migliore rispetto agli altri Paesi europei. Noi ne siamo usciti prima, meglio e soprattutto con minor rischio di una seconda ondata. Pensate al contraccolpo psicologico ed economico che stanno subendo gli imprenditori del Regno Unito in questo momento. E che dire di quelli della Spagna, della Francia, di parte della Germania, del Belgio e dell'Olanda? C'è poi la questione sanitaria. Chi ha una visione miope delle cose giudica le questioni sanitarie come temi che riguardano solamente la salute delle persone, non rendendosi conto che una società sana dal punto di vista medico è anche più florida dal punto di vista economico. Ogni persona che va in ospedale per curarsi rappresenta un costo non da poco per la società. Tenere il Covid lontano dai nostri concittadini vuol dire proteggere la salute e non solo, in quanto significa anche proteggere i conti di questo Paese. Il coronavirus, oggi come non mai, sta circolando in tutto il mondo, mettendo in ginocchio, uno dopo l'altro, decine di Paesi. Il Covid ci ha dimostrato che un'epidemia da coronavirus non conosce confini ed è in grado di spostarsi in meno di ventiquattr'ore da un continente all'altro e di diffondersi all'interno di un piccolo territorio con una velocità sorprendente, che purtroppo abbiamo vissuto sulla pelle di tanti di noi. L'esperienza ci ha insegnato che la rapidità della reazione da parte delle autorità è uno degli elementi chiave per riuscire a contenere il contagio. L'esperienza ci ha anche insegnato che il miglior antidoto al Covid, in attesa della cura, resta il distanziamento sociale, che è garantito da una serie di regole possibili solo grazie all'esistenza dello stato di emergenza. Quando questo cesserà, quelle regole decadranno. Le regole per la gestione del Covid nelle scuole sono possibili solo grazie all'esistenza dello stato di emergenza; la limitazione di spettatori negli spettacoli dal vivo è possibile solo grazie all'esistenza dello stato di emergenza. Lo smart working utilizzato in maniera massiccia, la cassa integrazione straordinaria a protezione dei dipendenti di piccole aziende, il divieto di licenziamento, le proroghe alla stipulazione di contratti di lavoro autonomo per personale medico e infermieristico: sono tutte cose possibili solo grazie all'esistenza dello stato di emergenza. È di questi giorni l'ennesimo elogio da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità al Governo italiano, indicato come il più virtuoso degli Esecutivi in Europa e nel mondo democratico. In Francia i contagi giornalieri hanno superato nuovamente quota 10.000, in Germania quota 2.000, nel Regno Unito 4.000, in Belgio e Olanda, che hanno una popolazione molto inferiore alla nostra, quasi 2.000; Israele è di nuovo in lockdown. È vero, lo stato di emergenza non è accettabile in condizioni normali.