[pronunce]

che si sono costituiti anche alcuni dei dipendenti regionali beneficiari del regolamento n. 2 del 2001 e parti appellanti nel giudizio principale, i quali chiedono le questioni siano dichiarate manifestamente inammissibili o infondate; che, ad avviso di questi ultimi, la legge reg. Lazio n. 14 del 2009 è conforme ai parametri costituzionali evocati nell'ordinanza di rimessione e la sua emanazione è motivata da eccezionali finalità perequative; essa presuppone un procedimento concorsuale interno e si limita a far propri gli effetti di atti e provvedimenti amministrativi adottati in attuazione di precedenti disposizioni legislative ed in esecuzione di specifici provvedimenti cautelari del giudice amministrativo. Considerato che il Consiglio di Stato dubita, in riferimento agli artt. 3, 24, 51, 81, 97, 111, 113 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, della legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 3, nelle parti in cui ricorrono le parole «qualifica e» [rectius: «qualifica o»] e 2, della legge della Regione Lazio 16 aprile 2009, n. 14 (Disposizioni in materia di personale); che, successivamente alla pronuncia dell'ordinanza di rimessione con la quale sono state sollevate le predette questioni, questa Corte, con la sentenza n. 195 del 2010, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'intera legge reg. Lazio n. 14 del 2009; che, pertanto, le questioni medesime debbono essere dichiarate manifestamente inammissibili, essendo divenute prive di oggetto. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 3, nelle parti in cui ricorrono le parole «qualifica e» [rectius: «qualifica o»], e 2, della legge della Regione Lazio 16 aprile 2009, n. 14 (Disposizioni in materia di personale), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 51, 81, 97, 111, 113 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, dal Consiglio di Stato con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 gennaio 2011. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 gennaio 2011. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA