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Inoltre, l'investimento genererà un risparmio annuo medio in bolletta di 500 euro per ogni beneficiario. 483.000 famiglie con reddito medio-basso (sotto i 1.800 euro) hanno avuto l'occasione di effettuare lavori di riqualificazione energetica profonda alla propria abitazione a costo zero. Questo significa che nonostante la recessione dovuta alle misure restrittive, la crescita economica si è allargata dal settore edile a tutti gli altri settori collegati, che sono molti, si chiede di sapere: se il Governo, anche se in carica per il disbrigo degli affari correnti, non abbia il dovere di impedire la più grande morte economica di decine di migliaia di imprese e professionisti, i quali credendo dello Stato, si sono esposti nel superbonus con progetti e lavori, che prevedevano l'integrale sconto in fattura; se il blocco o le esigue possibilità di rivendere i crediti, che genera il collasso di sistemi produttivi col rischio di disseminare scheletri di cantieri in giro per l'Italia, con effetti disastrosi sulla qualità della vita delle città, non debba essere riattivato; quali misure urgenti il Governo intenda assumere, a 15 giorni dalle elezioni, per offrire risposte concrete alle migliaia di imprese condannate al fallimento ed alla chiusura delle loro attività, con conseguenti perdite di decine di migliaia di posti di lavoro. Atto n. 4-07404 VANIN Orietta MONTEVECCHI Michela Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: si apprende dalle notizie di stampa di questi giorni (vedasi il sito emergenzacultura.org) della vendita dell'Hotel Excelsior del Lido di Venezia alla società privata di investimenti immobiliari London & Regional Properties con sede a Londra per la somma di cento trenta milioni di euro, una cifra, peraltro, superiore alle stime di perizia; tale società di investimenti inglese aveva già in gestione l'Hotel Excelsior e il ricavato della vendita conclusasi in questi giorni sarebbe finalizzato a consentire il restauro e la riapertura del vicino Hotel Des Bains, oramai chiuso da diversi anni e in condizioni di degrado, ma altresì depredato di mobili e arredi di pregio; inoltre, la società London & Regional Properties figura tra i quotisti del fondo immobiliare, in gestione da ultimo alla società Coima, nel quale era confluito sia l'Excelsior che il De Bains e al momento dell'inserimento in tale fondo i due hotels avevano alcuni "cespiti ancillari, tra cui le concessioni delle spiagge antistanti che in teoria dovrebbero andare a gara nel 2024"; tuttavia, dai documenti del Demanio, si legge nel medesimo articolo di stampa, le spiagge in questione "non risultano quindi tra quelle che saranno, forse, messe a gara" in quanto, per effetto di una legge della Regione Veneto del 2002 che consente già di procedere ad assegnazioni e rinnovi delle concessioni, la London & Regional Properties avrebbe già "acquistato" le proprietà con le concessioni rinnovate per vent'anni; con la vendita dell'Excelsior a London & Regional Properties, Coima conta di ripianare parte del debito accumulato dal fondo e di ottenere nuovo credito dalle banche per valorizzare il Des Bains "attraverso il ripristino della sua destinazione originaria ad hotel e l'inserimento di elementi evocativi del contesto di arte e cultura in cui il complesso si inserisce, con l'obiettivo di creare un legame tra memoria del passato, differenti culture e nuove generazioni"; peraltro, l'Amministratore delegato di Coima, Manfredi Catella, si è dichiarato "favorevole a favorire ogni collaborazione con il comune di Venezia, con le autorità competenti e le associazioni locali", e ritiene indispensabile un gioco di squadra con le pubbliche istituzioni; a tal fine, oltre al potenziamento dell'aeroporto e relativi collegamenti, chiede che il Comune utilizzi i proventi degli oneri di urbanizzazione per valorizzare il lungomare, cioè lo spazio pubblico tra i suoi alberghi e la spiaggia che ha ceduto ad uno dei quotisti del suo stesso fondo; considerato che: numerose perplessità emergono da tale ricostruzione in merito a operazioni immobiliari che coinvolgono beni affidati in concessione a privati, ma che conservano la proprietà pubblica e una ben precisa funzionalizzazione dei beni in questione; tali beni sembrano fuggire ai principi sanciti a livello comunitario in merito alla necessità di porre a gara i beni affidati in concessione; vi è la necessità di verificare se e in che misura vi è intenzione da parte dell'Amministrazione locale di impegnare risorse pubbliche in tale contesto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali indagini intenda avviare per porre in essere le opportune verifiche. Atto n. 4-07405 VANIN Orietta Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 19 novembre 2020 il ministro pro tempore Paola De Micheli nominava, ai sensi dell'art. 95, comma 18, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, commissario liquidatore del Consorzio Venezia Nuova e della Costruzioni Mose Arsenale - Comar S.c.ar.l. il dottor Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; l'art. 95, comma 18, del citato decreto-legge prevede che con il decreto di nomina del commissario liquidatore venisse determinato il compenso spettante al medesimo "sulla base delle tabelle allegate al decreto di cui all'art. 8 del d.lgs. 4 febbraio 2010, n. 14" e che "Gli oneri relativi al pagamento di tale compenso sono a carico delle società" poste in liquidazione; il decreto di nomina del commissario Miani, tuttavia, all'art. 3, comma 2, dispone che "Il compenso del Commissario liquidatore è determinato con separato decreto"; si apprende da notizie di stampa che il compenso spettante al commissario liquidatore Miani sarebbe di circa 5 milioni di euro, valore determinato in proporzione al valore enorme della grande opera (6 miliardi e mezzo di euro) e che "nell'ambito della discussione al decreto Infrastrutture" sarebbero stati presentati alcuni emendamenti che porterebbero la cifra, secondo i primi conteggi, ad essere ridotta di due terzi, quindi attorno al milione e mezzo ("corrieredelveneto.corriere.it", 2 agosto 2022); inoltre la stampa dà notizia ("Il Gazzettino-Venezia", 17 agosto 2022) dell'avvio di una indagine da parte della Guardia di finanza sugli incentivi previsti per i dirigenti del Provveditorato alle Opere pubbliche del Triveneto che si sono occupati di MOSE, al fine di avere un quadro completo per verificare un eventuale danno erariale avanti la Corte dei conti; emblematico il caso dell'ing. Giampiero Majerle che avrebbe chiesto un compenso di 4 milioni di euro per la sua attività di RUP (somma corrisposta solo in parte); considerato che: il ruolo pubblico che riveste il dottor Miani è di rilevantissima importanza e lo stesso ha sempre dichiarato alla stampa di "aver lavorato gratis"; le disposizioni vigenti consentono al commissario liquidatore di ricevere per le attività di natura concorsuale un compenso in percentuale all'ammontare dell'attivo realizzato;