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Uno strumento che è stato concepito nell'ottica di sostenere la famiglia e incentivare la natalità è quello dell'assegno unico universale, che è già operativo, ma che, in realtà, risulta un mero sostegno al reddito perché basato sul calcolo dell'ISEE che, come ho detto prima, deve essere assolutamente riformato. Gli indicatori patrimoniali oggi infatti non sono più rispondenti alla reale situazione economica delle famiglie. Ad esempio, Ministro, la prima casa non dovrebbe rientrare nel calcolo dell'ISEE, perché effettivamente andrebbe a penalizzare davvero molte famiglie. (Applausi) . È quindi opportuno, Ministro, l'ordine del giorno presentato da tutti i Gruppi parlamentari per impegnare il Governo ad andare in questa direzione attraverso l'istituzione di un tavolo. L'assegno unico semplifica, perché assorbe le precedenti misure a sostegno della famiglia, ma non è universale, perché non è destinato a tutti. Siamo quindi ancora molto lontani da altri Paesi, come la Germania. Oltretutto dobbiamo evidenziare le interpretazioni restrittive dell'INPS per le maggiorazioni, emerse proprio in questi giorni, per le famiglie con più di quattro figli, di cui uno con più di ventuno anni. Anche su questo bisogna assolutamente intervenire e fare chiarezza. In buona sostanza, siamo tutti consapevoli del ruolo fondamentale della famiglia in Italia. Oggi, con il family act , cominciamo un percorso che ci deve portare a costruire un sistema strutturale, equilibrato, che non costituisca solo un sostegno al reddito, ma sia anche uno strumento efficace per garantire serenità e sicurezza alle famiglie di oggi e a quelle di domani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento in esame è molto importante. Ormai è noto il mio modo di intervenire, quindi come sempre inizio con un pensiero che non è mio, perché si può trovare ovunque, ma che ritengo importante citare. Cos'è la famiglia? Il ruolo della famiglia è importantissimo nella vita di ciascuno di noi, perché essa ci aiuta nei momenti di difficoltà, ci accompagna, ci consiglia, ci aiuta a prendere delle decisioni, ci corregge, gioisce con noi quando abbiamo successo, sperando sempre nel meglio per noi. La famiglia è il primo ambiente in cui il singolo individuo è inserito e i rapporti con i familiari contribuiscono a fornire molti degli strumenti fondamentali per l'inserimento nella comunità. Il progetto educativo della famiglia richiede un'armonia tra i vari membri della famiglia stessa, una crescita equilibrata delle loro personalità e questo progetto spesso viene realizzato in modo inconsapevole, attraverso la creazione di una rete di relazioni e di messaggi, che definisce le aspettative reciproche e l'identità di chi ne fa parte. Senza la famiglia ci si può sentire persi, non soli. Questo è il primo pensiero che porto, perché il ruolo della famiglia è fondamentale per ciascuno di noi. Questo lo potete trovare ovunque, ma spesso questa descrizione non è coincidente con l'attuale modo di vivere. Spesso il ruolo della famiglia, come vediamo quotidianamente, è stato deformato, svilito, in qualche maniera è stato ridotto a un mero nome: la famiglia. Si sente dire spesso: ormai hai quarant'anni, devi farti una famiglia. Dopo un po' di anni, la stessa persona che ha creato una famiglia magari dice: non posso fare questo, perché "tengo famiglia". Nel corso degli anni il supporto, che qui bene ho spiegato, come parte fondante di un individuo, perde valore al punto tale da diventare un peso. La famiglia è un peso, i figli possono essere un peso, i nonni, gli zii, le persone anziane diventano un peso; tutto viene ridotto a una situazione puramente economica: costa troppo, non ce la faccio, non riesco. Pertanto quel concetto fondamentale, che dovrebbe appartenere a ciascuno di noi dal momento della nascita e nel percorso della sua vita, viene completamente disatteso. Questo discorso si riallaccia al provvedimento in discussione e alla delega al Governo di alcuni obiettivi che sono fondamentali, perché danno la possibilità, in tempi così oscuri e difficili come quelli che stiamo attraversando, di non perdere il significato di questo concetto fondamentale di famiglia. Occorre aiutare la famiglia in tutti i settori: occorre sostenerla dal punto di vista economico; occorre aiutare la genitorialità, aiutare le donne che vogliono lavorare e contestualmente vogliono essere madri; bisogna aiutare i nuclei familiari perché in questi tempi così moderni il concetto stesso di famiglia è andato perso. Forse un centinaio di anni fa non c'erano i telefoni cellulari, non c'erano gli iPad, non c'era nessuna connessione tecnologica, ma c'era la filiera, il vero senso della famiglia, le famiglie allargate che si aiutavano: quella con più disponibilità aiutava la più povera; c'era una relazione, anzi una rete di relazioni che facevano diventare la famiglia un insieme di grandi famiglie, e per anni, nella crescita dell'uomo e della società, è stato così. Con il tempo, invece, la modernità, con le sue sfide che noi abbiamo colto, ha significativamente cambiato il modo di porci, però paradossalmente invertendo, però, il ruolo fondante della famiglia, riducendolo ad un problema. Questo provvedimento invece la sostiene e sicuramente dovrà essere portato a termine perché contiene delle deleghe: sappiamo che la delega al Governo deve essere esercitata, che bisogna arrivare a fatti concreti e alla sua attuazione. Il disegno di legge in discussione disciplina e mette insieme tutta una serie di norme già in essere, di aiuto alla famiglia, ai figli e a tutti gli aspetti che ho toccato, dando in questo modo la possibilità di riprendere e ridare impulso al concetto di famiglia che a poco a poco abbiamo visto perdersi. Sono anche tante e quotidiane le notizie sui giornali che ci parlano di famiglie al cui interno ci sono situazioni drammatiche, di famiglie che non arrivano a fine mese e che compiono atti terribili, e di bambini che vivono in situazioni di grandissimo disagio. È anche importante che i cittadini sappiano che il Governo mette in atto una serie di provvedimenti tesi a colmare quella che molto banalmente deve essere chiamata solitudine, l'essere soli nell'affrontare determinati problemi. Auspico che questo sia solo l'inizio del riordino di quanto già è stato fatto, consapevole che sicuramente non si può arrivare a tutto e a tutti, ma che è un primo passo che deve essere orientare verso ulteriori attenzioni a questo segmento di vita che ci portiamo dentro, spesso accompagnato dalla sensazione che non sia abbastanza importante. Invece la famiglia lo è, perché tutti noi abbiamo una piccola o una grande famiglia; magari la nostra sta bene e non ha problemi, ma rivolgere il pensiero a chi invece ha grosse difficoltà è importante. Mi si conceda in questo momento, anche se non c'entra niente, di rivolgere il pensiero - è un pensiero costante che ho - a coloro che la famiglia non ce l'hanno più perché sono in guerra (Applausi) . La guerra non fa sconti a nessuno; la famiglia in guerra la perdi nel peggiore dei modi, crudelmente, e lascia un vuoto che segna.