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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visti gli articoli 17 e 21 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visti gli articoli 1 e 27 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica in data 9 ottobre 1990, n. 309; Visto l'art. 8 della legge 5 giugno 1990, n. 135, recante "Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS"; Visto l'art. 12 della legge 11 agosto 1991, n. 266, recante "Legge- quadro sul volontariato"; Visti l'art. 1, comma 1, e l'art. 2, comma 5, della legge 19 luglio 1991, n. 216, recante "Primi interventi in favore dei minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose"; Vista la legge 27 maggio 1991, n. 176, recante "Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo"; Vista la legge 22 novembre 1990, n. 354, recante "Istituzione della commissione di indagine sulla povertà e sull'emarginazione"; Visto il proprio decreto in data 13 febbraio 1990, n. 109, recante "Regolamento concernente istituzione ed organizzazione del Dipartimento per gli affari sociali nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri"; Considerata l'opportunità di integrare le competenze del Dipartimento per gli affari sociali con le nuove attribuzioni derivanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dalle predette disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, alla legge n. 266 del 1991 e alla legge n. 216 del 1991, data l'omogeneità con quelle di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 109 del 1990 e di modificare conformemente l'organizzazione interna del predetto Dipartimento, assicurando altresì un collegamento tra il comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga ed il comitato interministeriale per la lotta all'AIDS; Considerato altresì che le attività del Dipartimento corrispondono a funzioni attribuite al Ministro per gli affari sociali dalla legge e per delega del Presidente del Consiglio dei Ministri; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nella adunanza generale del 21 novembre 1991; D'intesa con il Ministro per gli affari sociali; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, gli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 febbraio 1990, n. 109, di cui alle premesse, sono così sostituiti: "Art. 2 (Competenze). - 1. Il Dipartimento provvede agli adempimenti riguardanti: a) il coordinamento delle iniziative conoscitive, di proposizione e di elaborazione progettuale inerenti alle problematiche sociali emergenti; b) studi e proposte di riforma in materia di servizi sociali, con particolare riguardo alle problematiche relative alla famiglia, alla terza età, ai cittadini disabili e all'emarginazione; c) i rapporti con le amministrazioni statali, regionali e locali, nonché con gli organismi operanti, nelle materie di interesse del Dipartimento, in Italia e all'estero; d) l'informazione, gli studi e le iniziative in materia di problemi dell'età minore e giovanile, associazionismo sociale e volontariato, anche coordinando l'attività di amministrazioni ed enti pubblici, nonché i rapporti del settore; e) il coordinamento dell'attività di amministrazioni, enti ed istituzioni competenti nell'impiego degli obiettori di coscienza nell'ambito dei servizi sociali; f) l'attività di segreteria per la commissione per l'esame istruttorio dei progetti da finanziare con il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, per il comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga e per il comitato interministeriale per la lotta all'AIDS; l'attività di documentazione riguardante i progetti nonché l'attuazione delle deliberazioni ad essi relative; la gestione del Fondo e delle risorse finanziarie connesse; g) l'informazione sulle forme di tossicodipendenza e il coordinamento delle relazioni con le strutture pubbliche operanti per la prevenzione, il recupero ed il reinserimento sociale dei tossicodipendenti, con le comunità terapeutiche ed i centri di accoglienza; h) la predisposizione delle relazioni al Parlamento, ove previste, e la responsabilità organizzativa degli anni internazionali promossi nelle tematiche sociali; i) l'elaborazione di progetti pilota nel campo delle politiche di benessere sociale e l'informazione sullo stato delle iniziative concernenti la politica sociale, i criteri della spesa sociale ed i relativi strumenti di intervento; l) la costituzione di una banca-dati, anche in collegamento con le amministrazioni statali e gli enti pubblici interessati, nei settori dei servizi sociali e delle problematiche sociali; m) l'attuazione della legge 27 maggio 1991, n. 176, nonché della legge 19 luglio 1991, n. 216, per quanto riguarda l'esercizio delle funzioni attribuite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; n) la costituzione, l'organizzazione e il funzionamento dell'Osservatorio nazionale per il volontariato e la gestione tecnico-amministrativa del Fondo per il volontariato; o) gli affari generali ed i compiti strumentali all'esercizio di ogni altra funzione attribuita dalla legge o delegata al Ministro per gli affari sociali nonché all'attività di organi collegiali operanti presso il Dipartimento; l'organizzazione e le attività strumentali al funzionamento del Dipartimento nonché, con il coordinamento del Segretariato generale, gli affari relativi a personale, beni e servizi per il funzionamento del Dipartimento, gli adempimenti in materia contabile e finanziaria attribuiti al Ministro per gli affari sociali. Art. 3 (Organizzazione) . - 1. Il Dipartimento comprende i seguenti uffici: ufficio per le problematiche della famiglia, della terza età, dei disabili e degli emarginati; ufficio per le problematiche minorili, per il servizio civile e del volontariato; ufficio per la prevenzione delle tossicodipendenze; ufficio affari generali, studi e documentazione. 2. L'ufficio per le problematiche della famiglia, della terza età, dei disabili e degli emarginati provvede agli adempimenti di cui all'art. 2, lettere a) e b), e si articola nei seguenti servizi: servizio per le iniziative a favore della famiglia; servizio per gli interventi a favore della terza età; servizio per i diritti dei cittadini disabili e i problemi dell'emarginazione. 3. L'ufficio per le problematiche minorili, per il servizio civile e del volontariato provvede agli adempimenti di cui all'art. 2, lettere d), e), l), m) e n), e si articola nei seguenti servizi: servizio per gli interventi a favore dei minori e dei giovani; servizio per le iniziative riguardanti gli obiettori di coscienza; servizio per l'associazionismo e la cooperazione di solidarietà sociale; servizio per il volontariato. 4.