[pronunce]

In via preliminare, va rilevato che nell'epigrafe del ricorso le disposizioni impugnate sono state individuate negli artt. 1, comma 2; 3; 7, commi 7 e 8; 10; 11; 12; 13; 14; 18 e 19 della legge regionale in esame. Nella relazione del Ministro per gli affari regionali, richiamata nella delibera del Consiglio dei ministri del 3 febbraio 2005, vengono citate, invece, le disposizioni contenute negli artt. 1, comma 1, lettera b); 2, comma 1, lettere c), e) ed f); 3, comma 1, lettera d); 7, commi 7, lettere a) e c), e 8; 10; 11; 12; 13; 14; 18 e 19. Ciò premesso, deve essere dichiarata, innanzitutto, l'inammissibilità della questione di costituzionalità dell'art. 1, comma 2, della legge in esame (il quale disciplina le politiche della Regione Toscana in materia di pesca professionale e acquacoltura), in quanto non compreso nell'elenco delle norme oggetto di impugnazione contenuto nella citata relazione ministeriale. Al riguardo va ricordato, infatti, che la scelta politica del Governo di impugnare norme regionali si esprime nell'indicazione delle specifiche disposizioni ritenute eccedenti le competenze della Regione, salva l'autonomia tecnica dell'Avvocatura dello Stato nell'individuazione dei motivi di censura (cfr. sentenza n. 3 del 2006). 2. — Occorre, altresì, precisare l'oggetto dell'impugnazione, in ragione sia della mancata indicazione che della non precisa corrispondenza di alcune delle disposizioni contenute nell'epigrafe del ricorso, rispetto a quelle indicate, invece, nella citata relazione del Ministro per gli affari regionali. Nella premessa del ricorso non è fatta menzione dell'art. 1, comma 1, lettera b), e dell'art. 2, comma 1, lettere c), e), ed f), della legge regionale in esame, che, tuttavia, costituiscono oggetto di censure nella motivazione. Si fa, altresì, espresso riferimento agli artt. 3, e 7, comma 7, tout court, mentre nella delibera del Consiglio dei ministri sono ritenuti lesivi l'art. 3, comma 1, lettera d), e l'art. 7, comma 7, lettere a) e c), della legge regionale in esame. 2.1. — Orbene, sotto un primo aspetto va ricordato che l'art. 34 della legge 11 marzo 1953, n. 87 stabilisce, al primo comma, che i ricorsi che promuovono le questioni di legittimità costituzionale a norma degli artt. 31, 32 e 33 – tra cui rientrano, tra l'altro, i ricorsi dello Stato contro le leggi delle Regioni – devono contenere le indicazioni di cui al primo comma dell'art. 23, cioè le disposizioni della legge o dell'atto avente forza di legge viziate da illegittimità costituzionale e le disposizioni della Costituzione o delle leggi costituzionali che si assumono violate (cfr. sentenza n. 384 del 1999). 2.2.— Sotto un secondo aspetto, inoltre, deve ricordarsi che questa Corte ha avuto modo di affermare che l'oggetto dell'impugnazione è definito dal ricorso in conformità alla decisione assunta dal Governo (cfr. sentenze n. 106 del 2005 e n. 338 del 2003), ferma la valutazione della Corte medesima in ordine all'eventuale nesso di inscindibilità tra la disposizione validamente impugnata e le altre disposizioni della legge non investite da autonome censure ritualmente proposte. 2.3. — Alla luce delle suesposte considerazioni, pertanto, la prospettazione di illegittimità costituzionale delle norme in esame, sia pure formulata nella sola motivazione del ricorso, in presenza della relativa delibera di autorizzazione all'impugnazione e tenuto conto del complessivo tenore del ricorso (v. sentenza n. 447 del 2006), consente di ritenere oggetto del giudizio di costituzionalità anche l'art. 1, comma 1, lettera b), nonché l'art. 2, comma 1, lettere c), e) ed f), della legge regionale censurata. Inoltre, proprio in ragione del contenuto autorizzatorio della suddetta delibera governativa, l'art. 3 deve ritenersi impugnato solo con riguardo al comma 1, lettera d), e l'art. 7, comma 7, deve ritenersi impugnato, a sua volta, solo con riguardo alle lettere a) e c), come, d'altra parte, si rileva dal tenore delle argomentazioni contenute nella motivazione del ricorso. 2.4. — In conclusione, l'oggetto dell'impugnazione deve ritenersi delimitato con riguardo alle seguenti disposizioni della legge regionale in esame: l'art. 1, comma 1, lettera b); l'art. 2, comma 1, lettere c), e), ed f); l'art. 3, comma 1, lettera d); l'art. 7, commi 7, lettere a) e c), e 8, nonché gli artt. 10; 11; 12; 13; 14; 18 e 19. 3. — Passando alla disamina del merito, va osservato che un primo gruppo di censure riguarda la disciplina delle licenze di pesca e delle misure di sostenibilità, contenuta nell'art. 3, comma 1, lettera d), nell'art. 7, commi 7, lettere a) e c), e 8, e – in quanto connessi – nell'art. 1, comma 1, lettera b), e negli artt. 12, 13 e 14, comma 1, lettera a). 3.1. — Giova richiamare, in breve, il contenuto di tali disposizioni. In ragione dell'art. 1, comma 1, lettera b), il rilascio delle licenze di pesca rientra tra gli oggetti disciplinati dalla legge regionale n. 66 del 2005. Spetta alle Province rilasciare, «nei limiti determinati dal programma regionale, le licenze di pesca» (art. 3, comma 1, lettera d). I commi 7, lettere a) e c), e 8 dell'art. 7 fissano alcuni dei contenuti del programma regionale per la pesca e l'acquacoltura, individuati precipuamente nelle «limitazioni temporanee delle attività di pesca per aree determinate», nelle «determinazioni di modalità temporanee di utilizzo delle diverse attrezzature di pesca consentite», nonché nella fissazione, per ciascuna Provincia, del «numero massimo delle licenze di pesca concedibili, che alla data di entrata in vigore della (presente) legge, non possono comunque complessivamente superare quelle rilasciate, alla data stessa, dal Ministero delle politiche agricole e forestali». L'art. 12, a sua volta, disciplina le modalità di rilascio delle licenze di pesca. L'art. 13 costituisce, presso le Province costiere, il registro dei pescatori professionali e delle imprese di pesca e delle navi e galleggianti intestatarie di licenza di pesca. Infine, l'art. 14, comma 1, lettera a), rimette all'adozione di regolamenti regionali di attuazione la fissazione delle modalità del rilascio delle licenze e dell'iscrizione nel registro della pesca professionale. 3.2. —