[pronunce]

che nell'ordinanza di rimessione si osserva ancora che «lungi dall'influire sulle condizioni per la rimessione della questione di legittimità costituzionale, i prospettati limiti – alla sindacabilità di scelte discrezionali del legislatore, appunto – restano, infatti, affidati alla valutazione della stessa Corte costituzionale e ne condizionano – in caso di accoglimento – la scelta del tipo di pronuncia, essenzialmente, fra declaratoria di inammissibilità e pronuncia additiva di principio o a dispositivo additivo generico»; che nel giudizio si sono costituite la parte privata del giudizio principale, insistendo per la declaratoria di incostituzionalità, e l'INPS, che ha concluso per l'inammissibilità, l'irrilevanza e, comunque, per l'infondatezza della questione; che è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, insistendo per la declaratoria di manifesta inammissibilità o, comunque, di infondatezza della questione. Considerato che, come risulta dalla precedente esposizione, l'ordinanza è perplessa in quanto il giudice rimettente, avanzando l'ipotesi che la questione sollevata possa essere ritenuta inammissibile, per essere il relativo petitum oggetto di discrezionalità legislativa, propone a questa Corte un ventaglio di soluzioni possibili, che vanno dalla inammissibilità alla pronuncia additiva di principio; che, pertanto, fra il dispositivo dell'ordinanza e la motivazione sussiste una incongruenza che rende perplessa la valutazione del fondamento giuridico della questione e lascia trasparire un uso distorto dell'incidente di costituzionalità (cfr. , in proposito, ordinanze n. 108 del 1997 e n. 425 del 1992); che, di conseguenza, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, primo comma, ultimo periodo, della legge 7 febbraio 1979, n. 29 (Ricongiunzione dei periodi assicurativi dei lavoratori ai fini previdenziali), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 38, secondo comma, della Costituzione, dalla Corte di cassazione, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 giugno 2005 F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe Di Paola, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 giugno 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: Di Paola