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Disposizioni per la promozione e lo sviluppo delle start-up e delle piccole e medie imprese innovative mediante agevolazioni fiscali e incentivi agli investimenti. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge, di iniziativa parlamentare, è stato approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura, trasmesso al Senato e assegnato alla 6ª Commissione permanente in sede redigente. Il disegno di legge trasmesso dalla Camera interviene sulle agevolazioni fiscali in favore delle start-up e delle PMI innovative (articoli da 1 a 3) e sui requisiti di capitale delle SiS, società di investimento semplice (articolo 4). L'articolo 1 contiene le definizioni rilevanti di start-up innovativa e di PMI innovativa, rinviando alla disciplina vigente. L'articolo 2 interviene sulla disciplina delle detrazioni IRPEF per gli investimenti in start-up e PMI innovative al fine di consentirne la fruizione anche in caso di incapienza del contribuente, ovvero qualora la detrazione superi l'imposta lorda dovuta dal contribuente, mediante la trasformazione dell'eccedenza non detraibile in credito d'imposta utilizzabile in dichiarazione o in compensazione. L'articolo 3 chiarisce e specifica l'esenzione delle plusvalenze derivanti da cessione di quote in imprese innovative, al fine di rendere l'agevolazione coerente con i requisiti imposti – con particolare riferimento alle caratteristiche delle imprese innovative – dalla vigente disciplina in materia di aiuti de minimis . Si esenta da imposizione sui redditi l'insieme di proventi percepiti dalle persone fisiche, ove provenienti dalla partecipazione a Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investono in imprese innovative. L'articolo 4 innalza da 25 a 50 milioni di euro del limite di patrimonio netto previsto per le società di investimento semplice (SiS). Il quadro organico delle agevolazioni fiscali per le start-up e per le PMI innovative vede le principali misure agevolative per imprese innovative contenute negli articoli da 26 a 31 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e nell'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, e, da ultimo, nell'articolo 14 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106. Un'ampia sistematizzazione dei vantaggi fiscali, ordinamentali e finanziari per queste categorie di imprese è stata effettuata dal Ministero delle imprese e del made in Italy nel suo approfondimento aggiornato a giugno 2022. Il disegno di legge reca quindi diverse modifiche alla disciplina delle agevolazioni riferite alle imprese operanti nei settori dell'innovazione tecnologica ( start-up innovative), adeguando tale disciplina rispetto ad una normativa che ha dato sostanziali risultati positivi. La Commissione ha confermato le disposizioni introdotte presso l'altro ramo del Parlamento con alcune modifiche integrative e correttive. In prima istanza, l'articolo 3 del testo originario nel modificare il decreto-legge n. 73 del 2021 in materia di agevolazione di investimenti in start-up PMI innovative, inserisce all'articolo 14 del citato decreto un rinvio alle condizioni di ammissibilità per le PMI già fissate con il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014. Tale previsione normativa di derivazione europea è stata modificata a partire dal 1° luglio 2023 ampliando, tra l'altro, le condizioni di accesso al finanziamento. Viceversa, il disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati non tiene conto di tale intercorsa modificazione, ragion per cui è apparso necessario apportare le modifiche all'articolo 3 inserendo il giusto riferimento al regolamento europeo. Di particolare rilievo le disposizioni introdotte per favorire la patrimonializzazione delle imprese attraverso il Patrimonio Destinato. Il nuovo articolo 3, introdotto dalla Commissione, amplia le facoltà operative del Patrimonio Destinato attraverso una modifica della legge istitutiva del Patrimonio stesso. Ricordo che il Patrimonio Destinato o Patrimonio Rilancio trova origine nel contesto dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, quale strumento volto ad attuare interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, anche attraverso il rafforzamento patrimoniale delle imprese. L'articolo 27, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, (cosiddetto decreto Rilancio) ha previsto a tal fine la costituzione, nell'ambito di Cassa depositi e prestiti S.p. A. – CDP, di un patrimonio le cui risorse sono destinate all'attuazione di interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Ai sensi del suddetto articolo 27, il Patrimonio Destinato non è costituito mediante segregazione di una parte del patrimonio di CDP, ma mediante l'apporto di beni da parte del Ministero dell'economia e delle finanze. A tal fine, è stata autorizzata per l'anno 2020 l'assegnazione a CDP di titoli di Stato o di liquidità, nel limite massimo di 44 miliardi di euro. Si tratta quindi di un fondo interamente pubblico la cui gestione è affidata a CDP. Le risorse del Patrimonio Destinato sono impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano. In via preferenziale il Patrimonio Destinato effettua i propri interventi mediante sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, partecipazione ad aumenti di capitale, acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche. Per il finanziamento delle attività del Patrimonio Destinato o di singoli comparti è consentita l'emissione, a valere sul Patrimonio Destinato o su singoli comparti, di titoli obbligazionari o altri strumenti finanziari di debito. Sulle obbligazioni del Patrimonio Destinato, in caso di incapienza del patrimonio medesimo, è concessa la garanzia di ultima istanza dello Stato. Il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 3 febbraio 2021, n. 26, reca il regolamento concernente i requisiti di accesso, condizioni, criteri e modalità degli investimenti del Patrimonio Destinato. La Commissione ha introdotto uno strumento innovativo, giornalisticamente definito « Fondo dei fondi », per orientare in maniera più efficace le risorse pubbliche e private verso i settori più dinamici e innovativi del complesso industriale nazionale. Il comma 1 dell'articolo 3 citato aggiunge il comma 5- bis all'articolo 27 del decreto-legge n. 34 del 2020, specificandone la finalità nel sostegno alla patrimonializzazione delle imprese italiane e al rafforzamento delle filiere, reti e infrastrutture strategiche tramite lo sviluppo del mercato italiano dei capitali.