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Istituzione del Museo del Ricordo in Roma. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge prevede l'istituzione del « Museo del Ricordo », con sede in Roma, al fine di tutelare e diffondere il ricordo delle violenze contro gli italiani sfociate nell'uccisione di donne e uomini innocenti attraverso, ma non esclusivamente, l'uso delle foibe e del grande esodo degli italiani dall'Istria, Fiume e Dalmazia avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale, anche in coerenza con le finalità di cui alla legge 30 marzo 2004, n. 92. La volontà di istituire a Roma il predetto « Museo del Ricordo » nasce dalla necessità, espressa chiaramente dall'articolo 1 della legge 30 marzo 2004, n. 92 (recante « Istituzione del “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati ») di « conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale ». Il presente disegno di legge si propone di perseguire tale finalità, anche mediante la ricostruzione e la narrazione della storia degli italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, attraverso un grande Museo nazionale nella Capitale. La scelta di realizzarlo a Roma è dettata, oltre che dal ruolo simbolico che riveste la Capitale, anche dal legame molto stretto tra la comunità degli esuli e la città. Il censimento nazionale del 1961 riporta, infatti, la cifra di 8.600 residenti a Roma – complessivamente nello stesso periodo sono circa 13.000 in tutto il Lazio – nati nelle regioni italiane passate alla Jugoslavia. A Roma trovarono, negli anni, ospitalità almeno 10.000 esuli in particolare in quello che, proprio grazie alla loro presenza, mantiene tutt'ora il nome di Quartiere Giuliano-Dalmata, nell'ambito del IX Municipio, nel quale si stabilirono ben 2.000 esuli; altri, invece, tralasciando soluzioni temporanee come la Stazione Termini e i forti Aurelio e Boccea, andarono nel Villaggio Giuliano ad Acilia, oggi Villaggio San Giorgio. Roma accolse gli esuli positivamente e non si verificarono gravi casi di intolleranza come avvennero a Bologna, Ancona o a Venezia. È per il complesso di tali peculiarità storiche, oltre che per l'oggettiva assenza di un Museo analogo nella Capitale, che si giustifica la pregevole iniziativa governativa; il pur importante Archivio museo storico di Fiume, gestito dalla Società di studi fiumani (con cui il costituendo Museo collaborerà in quanto monitorato, ai sensi della sopra richiamata legge 30 marzo 2004, n. 92, dalla Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura), oltre a essere una realtà privata, per grandezza degli spazi e funzione, non presenta le caratteristiche di un museo nazionale. Il disegno di legge è composto da due articoli. L'articolo 1, comma 1, esplicitando la finalità sopra richiamata, prevede l'istituzione del « Museo del Ricordo ». Il comma 2 stabilisce che la « Fondazione Museo del Ricordo », ente di diritto privato costituito dal Ministero della cultura ai sensi degli articoli 112 e 113 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, provvede alla gestione del « Museo del Ricordo ». Alla richiamata Fondazione possono, altresì, partecipare la regione Lazio e altri soggetti pubblici e privati. Il comma 3 prevede che il patrimonio della Fondazione sia costituito da apporti del Ministero della cultura e possa essere incrementato da ulteriori apporti dello Stato, nonché dalle risorse provenienti da soggetti pubblici e privati. Inoltre, prevede che le attività della Fondazione siano finanziate anche con le risorse di cui al successivo articolo 2, comma 1, e che possano essere integrate anche tramite le risorse facenti parte del patrimonio di cui al periodo precedente e con ulteriori contributi di enti pubblici e di soggetti privati. Il comma 4 dispone che con decreto del Ministro della cultura sono approvati gli schemi di atto costitutivo e di statuto della Fondazione. Il comma 5 prevede che la Fondazione sia sottoposta alla vigilanza del Ministero della cultura, secondo le modalità previste dalla normativa vigente, e che detta attività sia svolta nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. L'articolo 2 reca la quantificazione e la copertura degli oneri. Infine, come previsto dall'articolo 7, comma 6, del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2017, n. 169, si rileva che in riferimento al presente disegno di legge è stata disposta l'esenzione dall'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) in forza della ricorrenza delle ragioni giustificative di cui all'articolo 7, comma 1, del richiamato regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 2017. Nello specifico, l'esenzione dall'AIR si giustifica in ragione del ridotto impatto dell'intervento in termini di scarsa entità dei costi di adeguamento attesi, numero esiguo dei destinatari, importo ridotto delle risorse pubbliche impiegate e impatto non rilevante sugli assetti concorrenziali del mercato.. Art. 1. (Istituzione e finalità del Museo del Ricordo) 1. Al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati nel secondo dopoguerra, di ricostruire e narrare la storia degli italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia e della più complessa vicenda del confine orientale italiano, anche in coerenza con le finalità di cui alla legge 30 marzo 2004, n. 92, è istituito il « Museo del Ricordo » , con sede in Roma. 2. Alla gestione del Museo di cui al comma 1 provvede la « Fondazione Museo del Ricordo » , ente di diritto privato costituito dal Ministero della cultura ai sensi degli articoli 112 e 113 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Alla Fondazione possono partecipare, oltre al Ministero della cultura, la regione Lazio e altri soggetti pubblici e privati. 3. Il patrimonio della Fondazione di cui al comma 2 è costituito da apporti del Ministero della cultura e può essere incrementato da ulteriori apporti dello Stato, nonché dalle risorse provenienti da soggetti pubblici e privati. Le attività della Fondazione sono finanziate con le risorse di cui all'articolo 2, comma 1, e possono essere integrate anche tramite le risorse facenti parte del patrimonio di cui al primo periodo e con ulteriori contributi di enti pubblici e di soggetti privati. 4. Con decreto del Ministro della cultura sono approvati gli schemi di atto costitutivo e di statuto della Fondazione di cui al comma 2. 5. La Fondazione di cui al comma 2 è sottoposta alla vigilanza del Ministero della cultura secondo le modalità previste dalla normativa vigente.