[resaula]

in merito a tale procedura si evidenzia come tali controlli risultino del tutto indiziari, in quanto i rilievi aerofotogrammetrici e quelli delle misurazioni, affinché assumano valore probatorio, necessitano di sopralluoghi con riscontri oggettivi in campo, nel rispetto del principio generale del pieno contraddittorio con l'agricoltore; inoltre, con particolare riferimento al contributo unico, la contestazione di presunte irregolarità o incongruenze della domanda avviene sistematicamente dopo che la coltura a cui esso si riferisce non è più presente in campo. Ne consegue che l'accertamento fatto da remoto per il tramite di fotorilievi satellitari non possa essere oggetto di verifica in campo. Stupisce che i Centri di assistenza agricola non informino i loro assistiti che, in mancanza di un controllo in loco , l'Organismo accertatore non possa applicare sanzioni e decurtazioni del contributo; una tale gestione dissennata provoca ai produttori agricoli danni irreversibili per mancata erogazione di un aiuto (spesso unico), che costituisce la base dei redditi agricoli; in ultimo, ma non meno importante, è l'abuso del cosiddetto "Refresh" (una rivisitazione da parte di AGEA del tutto arbitraria e soggettiva basata su rilievi effettuati da remoto, mediante fotografie satellitari, senza il contraddittorio con le parti richiedenti). Nel momento in cui il CAA predispone il fascicolo aziendale, operazione necessaria finalizzata alla presentazione di tutte le "domande di aiuto" (domanda unica o PSR che sia), il primo controllo che esegue è quello di verificare che i dati dichiarati dal produttore siano corrispondenti a quelli rilevati da AGEA in quel preciso momento e procede, quindi, all'invio telematico della domanda di pagamento. Purtroppo, però, succede spesso che i dati che allora risultavano corrispondenti ed esatti, in seguito all'aggiornamento "Refresh" effettuato da AGEA, rendano il fascicolo aziendale discordante rispetto ai dati acquisiti in precedenza e ciò invalida la domanda di pagamento e la blocca. Il tutto all'insaputa dell'operatore e del produttore agricolo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia verificare: che AGEA, nel disciplinare con provvedimenti interni il procedimento di controllo si attenga perentoriamente non solo alla normativa interna (art. 7 e seguenti della legge n. 241 del 1990) ma anche alla copiosa normativa comunitaria, oltre al costante orientamento della giurisprudenza Unionale posti a salvaguardia dei diritti degli agricoltori, tra i quali si segnala l'obbligo del contraddittorio e una puntuale verbalizzazione delle attività poste in essere e delle osservazioni eventualmente sollevate dagli interessati; che il metodo adottato per effettuare i controlli non sia basato unicamente sui rilievi fotografici e satellitari, i quali non assicurano, né accuratezza, né diritto di difesa, quando viene a mancare un tempestivo controllo in loco , che va effettuato necessariamente prima che la coltura in campo sia rimossa per il raccolto; che AGEA non utilizzi i controlli "Refresh" in remoto, dopo che il CAA abbia riallineato il fascicolo secondo le richieste di AGEA medesima, né tantomeno successivamente all'invio telematico della domanda unica di pagamento, dal momento che ne invaliderebbe il contenuto bloccando il pagamento della stessa; quali provvedimenti intenda adottare affinché che tutte le operazioni sul fascicolo aziendale siano operate nel rispetto del contraddittorio con l'agricoltore o con il tecnico delegato. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02184 DE BONIS Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, in fase di conversione presso il Senato della Repubblica e già approvato dalla Camera dei deputati, prevede, all'articolo 8, disposizioni in deroga a quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, della legge 2 luglio 2004, n. 165 per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, limitatamente all'anno 2020, in considerazione del quadro epidemiologico complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale; stabilisce l'articolo che le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, anche già scaduti, o per i quali entro il 31 dicembre 2020 si verificano le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo, hanno luogo non prima del novantesimo e non oltre il centocinquantesimo giorno successivo alla data in cui si sono verificate le circostanze, che rendono necessario il rinnovo ovvero nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori; tale decreto-legge, pur dettando disposizioni dirette alla totalità delle regioni a statuto ordinario, è destinato a trovare immediata applicazione con riferimento alla Regione Calabria, in cui occorre procedere alle elezioni degli organi regionali, ai sensi dell'articolo 126 della Costituzione e dell'art. 33, comma 6, dello Statuto regionale (di cui alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 e successive modifiche), per via della scomparsa della Presidente della Regione, Jole Santelli, avvenuta il 15 ottobre 2020; considerato che: il decreto governativo della Regione Calabria indica fra il 14 febbraio e il 14 aprile 2021 la data di svolgimento delle elezioni e il vice presidente facente funzione, Antonio Spirlì, ha già scelto per il voto il primo giorno utile, ossia il 14 febbraio, riducendo al minimo i tempi della campagna elettorale e del procedimento preparatorio; si fa presente che la legge elettorale calabrese avrebbe vizi di costituzionalità, secondo diversi giuristi, ma a parte questo, la convocazione dei comizi elettorali per tale data preclude la competizione elettorale a tutti i movimenti e i partiti non già presenti in Consiglio regionale o aventi eletti in Parlamento, per una serie di insormontabili ostacoli; infatti, tale data è stata fissata nel periodo in cui la Calabria era "zona rossa" ed era quindi impossibile ogni attività politica. La raccolta delle firme, inoltre, è preclusa in parte o del tutto, perché alcuni comuni hanno gli uffici delegati chiusi, per il rischio di contagio e i notai spesso evitano di certificarle per lo stesso motivo; né è lontanamente pensabile il ricorso al tradizionale tavolo di raccolta nei luoghi più frequentati, ora pressoché deserti e senza considerare il rischio a cui si esporrebbero i volontari organizzatori; né le cose sono molto cambiate da quando da "rossa", la Calabria è diventata "arancione"; il numero di firme da raccogliere, inoltre, non verrebbe ridotto a un terzo, come le elezioni regionali svoltesi nel 2020, ma resterebbe quello fissato per tempi senza mobilità ridotta e rischi per la salute; in queste condizioni si dovrebbero raccogliere molte migliaia di firme entro il 15 di gennaio, mentre le famiglie si chiudono in casa per il COVID e per tradizione e mentre il Governo impone un altro lockdown da Natale a Capodanno; con la data per le elezioni fissata al 14 febbraio 2021 non è possibile alcuna campagna elettorale, su cui incombe pure la terza ondata della pandemia, il cui picco sarebbe a cavallo dei giorni del voto e la cui durata potrebbe protrarsi sino alla tarda primavera;