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Esprime altresì parere contrario sugli emendamenti 1.14, 1.16, 1.17, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28, 1.30, 1.31, 1.32, 1.36, 1.40, 1.41, 1.42, 1.43, 1.0.1, 1.0.2, 1.0.7, 1.0.8, 1.0.9, 1.0.12, 1.0.14 e 1.0.16. Infine, invita a ritirare l'emendamento 1.0.27. Il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) chiede chiarimenti in merito all'accantonamento dell'emendamento 1.34 (testo 2), con il quale si pone rimedio alla soppressione delle agevolazioni fiscali per gli enti del Terzo settore, disposta con i commi 51 e 52 della legge di bilancio per il 2019. Ricorda che anche autorevoli esponenti del Governo hanno riconosciuto la necessità di apportare una correzione in tal senso. Il senatore PATUANELLI ( M5S ), accogliendo l'invito della relatrice, ritira l'emendamento 1.0.27. Quanto alla questione sollevata dal senatore Margiotta, conferma che anche il Presidente del Consiglio ha assunto l'impegno di intervenire per ripristinare le agevolazioni fiscali a beneficio delle associazioni del no profit . Ritiene pertanto condivisibile l'iniziativa assunta dal Gruppo PD con l'emendamento all'esame. Resta, tuttavia, da risolvere il problema della copertura, non essendo condivisibile la proposta di distrarre parte dei fondi destinati al finanziamento del reddito di cittadinanza e alla revisione del sistema pensionistico. Il vice ministro GALLI evidenzia che sulla questione dell'IRES per gli enti del Terzo settore vi è un orientamento comune di maggioranza e opposizioni. Pertanto, è preferibile che l'emendamento 1.34 (testo 2) resti accantonato, al fine di individuare una formulazione condivisa. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ricorda che anche gli emendamenti 11.0.170 e 11.0.171, a sua prima firma, riguardano lo stesso argomento. Chiede se i relatori intendano presentare una propria riformulazione. Il senatore COLLINA ( PD ), replicando al senatore Patuanelli, sottolinea che il testo 2 dell'emendamento 1.34 presenta una copertura differente da quella indicata, che era prevista invece nel testo originario. Il PRESIDENTE sottolinea che la riformulazione all'emendamento 1.34 è all'esame della Commissione bilancio e resta pertanto accantonata. Si procede, quindi, alla votazione. Previa verifica del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.4 è posto in votazione ed è respinto. Posti separatamente ai voti gli emendamenti 1.6, 1.7, 1.8, 1.9 e 1.10 sono respinti. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.11. Il senatore MARGIOTTA ( PD ), intervenendo in dichiarazione di voto, sottolinea che la proposta in esame è volta a estendere l'applicazione della sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese anche alle micro imprese, nonché ai professionisti iscritti agli ordini professionali, in quanto anch'essi attraversano un periodo di crisi. Ritiene incomprensibile l'indisponibilità della maggioranza e del Governo ad accogliere l'emendamento in esame. Il senatore VITALI ( FI-BP ) annuncia voto favorevole sull'emendamento 1.11, il cui contenuto è simile a quello dell'emendamento 1.13 a sua prima firma. Chiede un ripensamento dei relatori e del Governo sulla proposta in esame. Infatti, nonostante l'esiguità degli stanziamenti del Fondo, si tratta di evitare una disparità di trattamento, in quanto anche i professionisti - come le piccole e medie imprese - subiscono gli effetti negativi derivanti dai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. L'emendamento 1.11 è posto in votazione ed è respinto. Posti ai voti congiuntamente, gli identici emendamenti 1.12 e 1.13 sono respinti. Il senatore VITALI ( FI-BP ) chiede che i relatori e il rappresentante del Governo argomentino il proprio parere contrario, quanto meno sugli emendamenti in riferimento ai quali vengono effettuate dichiarazioni di voto. Il PRESIDENTE , in qualità di relatore, precisa che l'orientamento contrario sull'emendamento 1.11, come anche sugli identici 1.12 e 1.13, non deriva da una mancanza di sensibilità verso le istanze delle categorie di soggetti da essi individuati, ma, al contrario, dalla volontà di riflettere attentamente sull'ampiezza della platea dei destinatari dell'intervento al fine di non sminuirne l'efficacia. Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.14, 1.16, 1.17 e 1.20 sono respinti. Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.21. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) sottolinea che l'emendamento in esame è volto a estendere la garanzia della sezione speciale del Fondo per le piccole e medie imprese anche al settore edilizio, che - come è noto - attraversa un prolungato periodo di crisi, con perdita di molti posti di lavoro. Esprime, inoltre, rammarico perché non è stato accolto l'emendamento 1.16, volto a prevedere un sostegno anche per le imprese subappaltatrici - e non solo per quelle di maggiori dimensioni, aggiudicatarie dell'appalto - che vantino crediti nei confronti della pubblica amministrazione, per lavori già eseguiti. Il senatore ASTORRE ( PD ) osserva che le misure previste con l'emendamento 1.21, come le altre inserite nelle proposte di modifica segnalate dal senatore Margiotta, sono volte a mitigare gli effetti negativi della crisi del settore edilizio, che è fondamentale per la ripresa economica del Paese. Annuncia, pertanto, il proprio voto favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 1.21 è respinto. Con successive distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27 e 1.28. Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.30, identico all'emendamento 1.31. Il senatore VITALI ( FI-BP ) invita i relatori e il Governo a rivalutare l'emendamento in esame, che prevede l'intervento del Fondo di garanzia in favore delle imprese titolari di crediti nei confronti dei Comuni che hanno dichiarato dissesto, per evitare che vi siano ripercussioni sui servizi locali per i cittadini. Segnala che tale intervento è stato sollecitato dall'ANCI. Il PRESIDENTE accogliendo la richiesta del senatore Vitali, dispone l'accantonamento degli emendamenti identici 1.30 e 1.31, nonché dell'emendamento 1.32, che riguarda la stessa materia. L'emendamento 1.36, posto in votazione, risulta respinto. Posti separatamente ai voti gli emendamenti 1.40, 1.41, 1.42 e 1.43 sono respinti.