[pronunce]

che, a prescindere, infatti, da ogni altra possibile considerazione, i rimettenti non spiegano per quale ragione — assistendosi, nelle ipotesi considerate, ad un cambiamento delle persone fisiche dei giudicanti — l'utilizzazione, se pur ammissibile, delle prove assunte dal giudice incompetente o dal tribunale non correttamente composto si sottrarrebbe - in assenza di specifiche indicazioni normative in tal senso - alle regole valevoli, in via generale, per i casi di mutamento del giudice: tra cui, in primis, quella dell'impossibilità di utilizzare le dichiarazioni precedentemente raccolte mediante sola lettura, allorché le parti chiedano un nuovo esame del dichiarante e questo risulti possibile; che inconferente risulta, infine, il riferimento del Tribunale di Latina alla disposizione dell'art. 514, comma 1, cod. proc. pen. , in base alla quale è consentita la lettura dibattimentale delle dichiarazioni assunte nel corso dell'udienza preliminare, qualora si tratti di dichiarazioni rese nelle forme previste dagli artt. 498 e 499 cod. proc. pen. alla presenza dell'imputato o del suo difensore: e ciò per l'assorbente ragione che il rimettente non tiene conto del diritto delle parti di chiedere comunque un nuovo esame, in dibattimento, delle persone già sentite nell'anzidetta udienza, con conseguente applicabilità della regola di cui all'art. 511, comma 2, cod. proc. pen. ; che le questioni debbono essere dichiarate, pertanto, manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 511, 514 e 525, comma 2, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 27, 101 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Sala Consilina, dal Tribunale di Latina e dal Tribunale di Genova con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 febbraio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 9 marzo 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA