[ddlpres]

Viene eliminata la residua riserva postale, prevista dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 261 del 1999, relativa ai servizi inerenti alle notificazioni a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni, ed ai servizi inerenti alle notificazioni a mezzo posta di cui all'articolo 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Nell'articolo 3, comma 2, lettera b) del decreto legislativo n. 261 del 1999, viene ridefinito il limite del servizio universale con riguardo al peso dei pacchi, passando dagli attuali 20 chilogrammi a 10 chilogrammi, così come consentito dalla direttiva 1997/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 15 dicembre 1997. Viene inoltre modificato l'articolo 23 del decreto legislativo n. 261 del 1999 che affida direttamente a Poste italiane l'erogazione del servizio universale per un periodo di quindici anni, prevedendo un processo di selezione ad evidenza pubblica ed una durata significativamente inferiore, parametrata al medesimo arco temporale di cinque anni, attualmente individuato dalla stessa norma come periodo necessario per la verifica dei miglioramenti di efficienza registrati. In un'ottica concorrenziale sarebbe, infine, opportuno lasciare aperta la possibilità che il servizio universale sia modulato in maniera flessibile, prevedendo un obbligo di valutazione, secondo criteri di efficienza e qualità del servizio, anche in aree geografiche disagiate, in sede regolatoria. Vengono inoltre eliminate le asimmetrie in materia di IVA, il cui pagamento è allo stato attuale escluso per le sole prestazioni di servizio universale fornite dall'operatore pubblico e non soggette a negoziazione individuale, sebbene persino su questo versante l' Antitrust abbia rilevato delle irregolarità. L'articolo 6 si occupa del settore bancario. Al fine di stimolare la concorrenza e di garantire maggiore trasparenza, si delega il Governo all'introduzione di una disposizione che preveda la costituzione di una società separata da Poste italiane S.p. A., che abbia quale oggetto sociale lo svolgimento dell'attività bancaria e che risponda ai requisiti della normativa settoriale contenuta nel T.U.B. Al fine di rendere omogeneo il regime giuridico dei diversi operatori bancari, si propone di modificare la disciplina delle banche popolari attraverso: l'eliminazione della clausola di gradimento di cui all'articolo 30, comma 5, del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e dell'eclusione dal divieto di inserire limiti all'uso delle deleghe di voto prevista dall'articolo 137, comma 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Al fine di garantire al consumatore la possibilità di compiere scelte economiche consapevoli, si propone di modificare l'articolo 28 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, prevedendo ulteriori e più stringenti obblighi informativi a carico degli istituti finanziari. In particolare, si inserisce l'obbligo, per l'istituto di credito che offre un prodotto finanziario, di informare il beneficiario del finanziamento in merito all’obbligatorietà o la non obbligatorietà ex lege della polizza assicurativa e i costi della stessa; in caso di offerta di una polizza assicurativa emessa da una società appartenente al medesimo gruppo si prevede l'obbligo di specificare la provvigione percepita e l'ammontare della provvigione pagata dalla compagnia assicuativa all'intermediario in caso di polizza non abbinata ad un prodotto finanziario; si introduce infine l'obbligo di far decorrere almeno 10 giorni tra il momento della stipula del finanziamento e quello della stipula della polizza. L'articolo 7 reca disposizioni nel settore assicurativo. Il settore assicurativo nel ramo «RC auto» appare ancora caratterizzato da elementi che condizionano il pieno dispiegarsi delle dinamiche competitive, con evidenti ricadute sull'andamento dei premi: nel periodo 2007-2012 la crescita dei prezzi è stata quasi doppia di quella osservata nell'Eurozona. L'indagine conoscitiva svolta nel 2013 ha documentato l'aumento dei prezzi pagati dai consumatori. Per quanto riguarda la «RC auto», il premio in Italia è più del doppio di quello pagato in Francia e Portogallo, supera quello tedesco dell'80 per cento e quello olandese del 70 per cento. Si registra inoltre un ridotto tasso di passaggio dei consumatori da un operatore all'altro. Al fine di incentivare la mobilità della clientela, si propone di integrare la disciplina delle clausole anticoncorrenziali in tema di responsanbilità civile auto, di cui all'articolo 8 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, sancendo la nullità anche delle clausole che abbiano per effetto l'instaurarsi di rapporti di esclusiva di fatto tra compagnie ed agenti e delle clausole di ostacolo alla collaborazione tra intermediari appartenenti a differenti reti distributive. L'articolo 8 interviene sul sistema portuale e aeroportuale. Per quanto riguarda il settore aereoportuale, si modifica l'articolo 704 del Codice della navigazione, nel senso di fissare la durata massima del provvedimento concessorio in venti anni. Al fine di evitare illegittime deroghe all'immediata attuazione della nuova disciplina comunitaria di cui alla direttiva 2009/12/CE, concernente la definizione dei corrispettivi aeroportuali sulla base di un confronto fra gestori e utenti aeroportuali, vengono abrogati i commi 2 e 3 dell'articolo 22 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, in materia di modalità applicative delle nuove disposizioni in materia di diritti aeroportuali. Nel settore portuale persiste una commistione tra regolazione e gestione delle operazioni portuali che crea ostacoli alla concorrenza nei servizi portuali. Pertanto si modifica la legge 28 gennaio 1994, n. 84, e più precisamente: 1) si modifica il comma 6 dell'articolo 6 introducendo un divieto per le autorità portuali di svolgere, direttamente o attraverso società partecipate, oltre alle operazioni portuali, anche ogni altra attività industriale e commerciale nei porti; 2) si modifica il comma 1- bis dell'articolo 14 prevedendo modalità più concorrenziali di gestione dei servizi tecnico-nautici, limitando il ricorso alla gestione in riserva legale solo alle ipotesi in cui essa risulti assolutamente indispensabile; in tali circostanze, prevedere meccanismi di concorrenza per il mercato ai fini dell'individuazione del gestore ovvero, in ultima analisi, meccanismi di determinazione di tariffe basate sul principio del price cap ; 3) si modifica l'articolo 16 prevedendo un meccanismo consultivo dell'Autorità dei trasporti in relazione al numero massimo di autorizzazioni per l'esercizio dei servizi portuali; 4) con riguardo all'attività concessoria di aree e banchine in ambito portuale, si modifica l'articolo 18 introducendo una norma espressa che preveda il ricorso a procedure di selezione degli operatori (assegnatari delle aree appartenenti all'ambito portuale) ad evidenza pubblica;