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tanta è la differenza in termini di maturità tra un dodicenne e un sedicenne, ma assai poca, direi nulla, è tra un ventunenne e un venticinquenne. Quindi, la ratio iniziale era ben diversa e - bene ha fatto il collega Malan a ricordarlo - strettamente legata al funzionamento bicamerale del Parlamento italiano, che vedeva ognuna delle due Camere idonea a controllare l'altra. Costantino Mortati, tante volte citato (chissà quante volte letto), ci ricorda che vi è differenza... (Brusio). Signor Presidente, posso chiederle di sollecitare un po' più di silenzio? Ho difficoltà a concentrarmi. (Richiami del Presidente) . Costantino Mortati ci ha spiegato che vi è differenza tra Costituzione formale e materiale e la Costituzione materiale che oggi integra la Costituzione formale è diversa. Ormai siamo di fronte a un bicameralismo alternato; specialmente con i decreti-legge, vediamo che i provvedimenti partono una volta dalla Camera, un'altra dal Senato. Solo per i disegni di legge di iniziativa parlamentare ritroviamo quel bicameralismo. Se nel 1975 abbiamo diminuito la maggiore età a diciott'anni, quella ratio iniziale allora forse è venuta meno. E se valutiamo anche la modifica di fatto del nostro assetto costituzionale, ci rendiamo conto ulteriormente che non vi è più la necessità di tenere distinta l'età degli elettori della Camera e del Senato. Per quello che ho detto, allora, non è esatto forse intendere questo provvedimento come un'apertura ai giovani, perché bisogna far loro spazio. Il problema non è questo, ma semmai di prendere atto di un cambiamento costituzionale e capire - ed è molto importante questo passaggio - che il cambiamento che stiamo introducendo non può essere considerato isolatamente, come fine a se stesso. Esso si deve accompagnare a un'operazione ben più ampia di difficile compimento, perché oggi il vero problema è la maturità dell'elettore non in ragione della maggiore età, ma perché adeguatamente informato e conscio delle problematiche politiche. L'elettore disinformato vota male, senza un adeguato consenso informato, come direbbero i medici. Qual è la via per migliorare la coscienza politica, sociale e civica degli italiani? I social network - non lo nascondiamo - non ci stanno aiutando. Uno dei passaggi fondamentali per questa presa di coscienza risiede nell'esempio che noi per primi dobbiamo dare. L'epoca delle contrapposizioni ideologiche, in cui eravamo nemici, risale ad almeno settant'anni fa. Oggi siamo espressione di una democrazia che tenta disperatamente di diventare matura, in cui non ci sono nemici, ma avversari, che si confrontano sulle idee. (Applausi) . Una vera democrazia, affinché ognuno di noi sia davvero rappresentante del popolo, chiede e impone una mediazione. Come membri della Lega, difendiamo le nostre idee convinti che siano giuste, ma sappiamo che altri - anche voi - sono portatori di altre idee che non possiamo ignorare e sappiamo - e l'abbiamo dimostrato con i fatti - che, se siamo veramente democratici, per portare un provvedimento all'approvazione è necessaria la mediazione. Se diminuiamo l'età dell'elettorato a diciotto anni, ma continuiamo a spaccarci e a contrastarci in modo irragionevole - perdonatemi la digressione - su provvedimenti come il disegno di legge Zan, contraddiciamo la modifica costituzionale che oggi stiamo apportando. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,38) ( Segue GRASSI). Dobbiamo essere all'altezza del provvedimento che stiamo approvando. Dobbiamo mostrare agli italiani come ci si comporta, quando si è consci dell'importanza del proprio operato, e cosa significhi agire in modo maturo, informandosi, studiando e contrapponendosi sui fatti e sulle argomentazioni, non su vuoti slogan , perché, se continuiamo a procedere così, continueremo a rivolgerci a un elettorato che, magari novantenne, rimarrà immaturo, perché non adeguatamente informato o edotto di ciò che davvero è in gioco per il futuro del Paese. A nome del Gruppo a cui appartengo, Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, dichiaro pertanto il voto favorevole su questo provvedimento. (Applausi) . GARRUTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, nel motivare il voto favorevole da parte del Gruppo del MoVimento 5 Stelle sul disegno di legge costituzionale in esame, ripercorrerò quanto sostenuto dai colleghi che non voteranno favorevolmente a questa riforma apparentemente minimale dalla Costituzione, ma niente affatto irrilevante, riportando all'attenzione di quest'autorevole Assemblea alcuni passaggi dei lavori preparatori della 1 a Commissione di questo ramo del Parlamento. Si è detto che i Padri costituenti avevano previsto una differente età di elettorato per le due Camere e che questo qualcosa vorrà pur dire. Nell'affrontare il tema della diminuzione della soglia per accedere all'elettorato attivo a diciott'anni anche per il Senato, non si può non considerare il mutato contesto socio-culturale del Paese rispetto alla stagione costituente del 1946-1947, i cui lavori devono costituire un imprescindibile punto iniziale. Le ferite della guerra e della fase istituzionale che precedettero il dibattito sulla Costituzione consigliarono i costituenti di prevedere elementi differenziali nella composizione su base anagrafica del corpo elettorale, al fine di allocare nel Senato le caratteristiche di maturità ed equilibrio utili a bilanciare gli entusiasmi delle giovani generazioni. La differenza di età tra l'elettorato attivo di Camera e Senato, com'è noto, era pari a quattro anni, quando la Costituzione entrò in vigore. Tuttavia, nella legge n. 39 del 1975, che fissava il compimento della maggiore età a diciott'anni rispetto ai ventuno precedentemente previsti, tale differenza è stata raddoppiata e dunque si sono amplificati gli effetti delle scelte dei costituenti, in un periodo peraltro di maggiore progresso e scolarizzazione. La circostanza che la legge ordinaria, che perseguiva tutt'altre finalità, abbia conseguito un simile effetto distorsivo e di scoordinamento tra i commi 1 degli articoli 48 e 58, va necessariamente sanata, perché priva di giustificazione e senza uguali nelle democrazie contemporanee. Si è detto: non voteremo una riforma fatta - cito testualmente - «a spizzichi e bocconi». Allora, ditelo che volete abolire una delle due Camere. Era il 1985 quando la Commissione Bozzi, nella sua relazione conclusiva, auspicava per la prima volta la fissazione dell'elettorato attivo al Senato al conseguimento della maggiore età, come per tutti gli altri diritti civili e politici. Diverse ipotesi di riforme istituzionali hanno annoverato l'abbassamento dell'elettorato attivo, sino al fallimento della riforma Renzi-Boschi.