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In particolare, l'articolo 16 della legge n. 38 del 2001 assegna alla regione la competenza relativa al sostegno delle attività e delle iniziative culturali, artistiche, sportive, ricreative, scientifiche, educative, informative e editoriali promosse e svolte da istituzioni ed associazioni della minoranza slovena, in ossequio all'articolo 3 dello Statuto speciale, il quale prevede che « Nella Regione è riconosciuta parità di diritti e di trattamento a tutti i cittadini, qualunque sia il gruppo linguistico al quale appartengono, con la salvaguardia delle rispettive caratteristiche etniche e culturali »; la lettera b) introduce il nuovo comma 1- bis dell'articolo 19 della citata legge n. 38 del 2001, che dispone il trasferimento in proprietà dell'edificio di via Filzi, già Narodmi Dom, alla « Fondazione Narodni Dom », costituita dall'Unione culturale economica slovena – SKGZ e dalla Confederazione delle organizzazioni slovene – SSO, nonché il nuovo comma 1- ter , il quale dispone la concessione in uso gratuito e perpetuo dell'immobile di proprietà demaniale sito in Trieste, denominato « ex Ospedale militare » all'Università degli studi di Trieste, già utilizzato come Casa dello studente, in concessione a titolo gratuito con oneri di ordinaria e straordinaria manutenzione a proprio carico ai sensi dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, recante « Regolamento concernente i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato ». Viene altresì introdotto un nuovo comma 1- quater , il quale dispone la concessione, in uso perpetuo e gratuito, all'Università degli studi di Trieste dell'edificio denominato « Gregoretti 2 » di proprietà del comune di Trieste. Inoltre il nuovo comma 1- quinquies del medesimo articolo 19 stabilisce che le operazioni di trasferimento previste dai commi precedenti siano esenti da carichi fiscali. Viene, infine prevista (lettera c) ) la soppressione del comma 2 dell'articolo 19. La disposizione attuale prevede che « In caso di mancata intesa entro cinque anni, si provvede, entro i successivi sei mesi, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ». Si tratta di un potere sostitutivo da esercitare entro cinque anni nel caso di mancata intesa tra la regione e gli altri soggetti istituzionali interessati per la tutela della minoranza linguistiche slovena che, oltre ad apparire eccessivamente invasivo dell'autonomia regionale – anche alla luce della successivamente intervenuta riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione – è da ritenersi non più utile, non ravvisandosi la necessità di un intervento sostitutivo mediante il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ivi previsto, anche in considerazione del lasso di tempo ormai trascorso dall'entrata in vigore della legge n. 38 del 2001. Il comma 2 prevede un'autorizzazione di spesa per la realizzazione di interventi di riqualificazione ovvero di manutenzione straordinaria degli immobili dell'Università degli studi di Trieste o concessi alla stessa in uso perpetuo e gratuito per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali – in relazione ai commi successivi – per oneri quantificati in 3 milioni di euro per l'anno 2022 e in due milioni di euro annui dal 2023 al 2031. Si prevede che ai complessivi oneri derivanti si provvede a valere sulle risorse del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma Fondi di riserva e speciali della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'università e della ricerca. Il comma 3 dispone un'autorizzazione di spesa per la rifunzionalizzazione dell'immobile sito in Trieste, denominato « ex Ospedale militare » quantificata in 2 milioni di euro per l'anno 2021 e 7,054 milioni di euro per l'anno 2022, da destinare all'Università degli studi di Trieste, a valere sulle risorse del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma Fondi di riserva e speciali della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il comma 4 reca una disposizione di chiusura che rimette a un'intesa tra la medesima « Fondazione – Fundacjia Narodni Dom » e l'Università degli studi di Trieste, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, la determinazione delle modalità del trasferimento della Scuola di studi in lingue moderne per interpreti e traduttori, che attualmente occupa i locali del Narodni Dom di via Filzi, nonché l'individuazione degli spazi assegnati a titolo gratuito all'Università degli studi di Trieste nelle more del medesimo trasferimento e di quelli da porre nella immediata disponibilità della Fondazione. Art. 9. – (Disposizioni in materia di protezione di dati personali) L'intervento normativo mira ad allineare le previsioni del codice in materia di protezione di dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito denominato « Codice ») al rispetto delle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, (relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, di seguito denominato « Regolamento »), nell'ottica di semplificare il quadro e valorizzare le attività e i compiti di interesse pubblico svolti dalle pubbliche amministrazioni o dalle società a controllo pubblico statale per finalità di pubblico interesse, oltre che nell'adozione e attuazione delle riforme e misure previste dal PNRR. Con le modifiche indicate al comma 1, lettere a) e b) , si interviene sugli articoli 2- ter e 2- quinquiesdecies del Codice, per chiarire la base giuridica e la liceità del trattamento operato dalle amministrazioni o dalle società a controllo pubblico statale nell'espletamento di compiti di interesse pubblico e per finalità esclusive di pubblico interesse, nonché precisare l'ambito di valutazione rimesso all'Autorità di controllo secondo le previsioni del Regolamento. In proposito, va ricordato che l'articolo 6, paragrafo 1, lettera e) , del Regolamento prevede che, ove il trattamento sia necessario per l'esecuzione di un « compito di interesse pubblico » o connesso « all'esercizio di pubblici poteri » di cui è investito il titolare del trattamento, la base giuridica – che rende lecito il trattamento – è costituita « dal diritto dell'Unione o dello Stato membro ».