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Siamo fermi perché non ci sono state le riforme strutturali che sarebbero servite al Paese per arrivare a una NADEF prodromica all'attuazione del bilancio tale da poter dire tranquillamente che la situazione è di un certo tipo, c'è stato un miglioramento e siamo comunque solidi e strutturati, senza dover premettere che è importante fare le riforme (una volta sono 27, una volta 28, una volta 30, una volta c'è un programma di Governo, un'altra volta un altro). Bisognerebbe arrivare a una Nota di aggiornamento senza questo, che dica invece qual è la situazione, quello che è successo nell'anno e fin dove sappiamo di poterci spingere, perché abbiamo realizzato una serie di riforme strutturali che serviranno ad attuare il PNRR cui il collega che mi ha preceduto ha fatto riferimento. Parliamo di tantissimi soldi che stanno arrivando, che saranno fondamentali. Ricordo anche ai colleghi che hanno detto che di questi soldi al Sud arriveranno le briciole, che non arriverà niente nelle isole, mentre anche al Nord non saranno tanto contenti, che si parla comunque di qualche miliardo di euro, frutto di un ammorbidimento da parte dell'Unione europea, che ci ha chiesto se volevamo usare questi fondi: il nostro Paese ha risposto sì, ma abbiamo un elenco di cose da fare. Le riforme che devono essere fatte sono fondamentali: ce ne sono alcune che hanno necessità di correre molto più velocemente di altre, altrimenti, quando sarà ora di usare questi soldi, ci troveremo completamente fermi. Pertanto, al di là delle previsioni - che, badate bene, se leggete, sono del tutto prudenziali - la validazione viene fatta con quattro tipi di modalità: questo è quello che diciamo noi, secondo quello che dite voi, per cui la responsabilità è all'interno del Parlamento e bisogna fare attenzione. Se infatti si legge bene, è una situazione che resta sospesa, per cui dovremmo realizzare quello che non siamo riusciti a fare negli ultimi venti anni, vale a dire darci un'accelerata, uno scatto nel vero senso del termine, nelle riforme che servono, così da mettere in atto la ristrutturazione del Paese; diversamente, la prossima Nota di aggiornamento sarà nella stessa identica situazione e, andando a esaminarla, vedremo che riprenderà gli stessi identici concetti, riproponendo una percentuale un po' su o un po' giù, dando una previsione limitata nel tempo. Questo comporta ovviamente che quelli che sono al di fuori di quest'Aula abbiano un filino di paura, dagli imprenditori al semplice cittadino: l'imprenditore, l'artigiano, quello che ha il negozio che vende il pane, quello che ha il supermercato o il benzinaio si chiedono come sarà la situazione, cosa succederà e quali saranno le riforme. Serve un po' di certezza, non solo nei tempi, ma anche nei contenuti, perché, se non diamo certezza nei contenuti a quelli che stanno fuori, oltre a non capire il perché si rimutuano in continuazione dopo anni, anche se si capisce tranquillamente leggendo... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. C'è stato un errore, ha ancora due minuti a disposizione: prego, senatrice Faggi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . L'importante in questa situazione è pertanto dare certezze e soprattutto tenere la barra dritta, quando si decide. Abbiamo visto anche tutti gli scostamenti che sono stati fatti e tutte le rateizzazioni, che da una parte non sono serviti a niente, perché, se uno non riesce a lavorare, non è che se gli viene spostata di sei mesi la rateizzazione di una cartella in scadenza, ma non lavora, allora sei mesi dopo può pagarla; se non ha i soldi sei mesi prima e non lavora, non li avrà neanche sei mesi dopo. Quello che allora è importante - è un auspicio, ma ritengo fondamentale che si concretizzi, oltre al contenuto della risoluzione che verrà presentata, con tutto l'elenco della spesa - è che ci siano certezza delle cose e tempi veramente più veloci, per non trovarci nella situazione di avere esattamente rimutuata la stessa cosa, con le stesse identiche parole e con queste semplici oscillazioni di dati, che qui sono stati giustamente evidenziati dai colleghi, ma che non ci danno comunque l'impressione di essere un Paese forte. Dobbiamo essere un Paese forte soprattutto nei fatti all'esterno. Vanno bene queste cose, sono dati, algoritmi e tutto quello che volete, ma dobbiamo fare scelte, anche estremamente dirompenti, che siano però un volano tale da farci arrivare, magari nel 2022, a dire di non aver avuto una grande crescita, ma che non c'è una decrescita, che finalmente la diseguaglianza si è un pochino attenuata, il sistema dei trasporti è migliorato, sono partite le infrastrutture e non si sono arenate nei TAR, non ci sono contenziosi e forse qualcosa si sta muovendo. Forse, poi, la NADEF non sarà più un documento di 130 pagine, ma solo di 50 e potremo intravedere un futuro un po' più certo e magari qualche soluzione definitiva. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, vorrei concentrarmi sui numeri contenuti all'interno di questa Nota di aggiornamento del DEF per quanto riguarda la sanità, il nostro scudo nei confronti dell'emergenza e della pandemia. In questa NADEF si parla di rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e di miglioramento dell'accesso alle cure e di tutto il sistema di prevenzione che riguarda la salute dei cittadini. I numeri di questa NADEF, del Fondo sanitario nazionale, sono di un 7,5 per cento rispetto al PIL nel 2020, che scende al 7,3 nel 2021, per poi scendere ulteriormente al 6,1 negli anni successivi. Nominalmente però la questione per fortuna è un po' diversa, perché partiamo da 123 miliardi nel 2020, saliamo a 129 miliardi nel 2021 per poi assestarci dal 2024 a 124 miliardi. Sono comunque 9 miliardi in più rispetto all'entità del Fondo sanitario nazionale all'avvio di questa legislatura, nel 2018, però è di meno nel rapporto rispetto al PIL. Speriamo che non ci sia poi la flessione successiva al 2022 che vediamo in questa Nota di aggiornamento del DEF, perché negli anni precedenti il rapporto rispetto al PIL era sempre stato intorno al 6,6 per cento, quindi ci auguriamo che anche nei prossimi anni ci sarà un aggiustamento in quella direzione, per non scendere al di sotto di tali livelli. Una flessione è comunque attesa e la auspichiamo tutti, perché per esempio circa 7 miliardi dei 129 spesi in questo 2021 sono destinati a fronteggiare la pandemia, riguardano i vaccini, le spese della struttura commissariale per l'emergenza, i fondi per la somministrazione dei vaccini e l'abbattimento delle liste d'attesa che si sono allungate nel periodo in cui i nostri ospedali hanno dovuto far fronte all'emergenza Covid e non hanno potuto espletare tutte le prestazioni routinarie che avevano sempre fatto. Di fianco ai fondi stanziati all'interno del nostro bilancio, ci sono poi quelli che arriveranno dal PNRR, come i 15 miliardi della missione 6: