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Inoltre, da quando ci siamo insediati, abbiamo distribuito 3 miliardi, tra Regioni e città, per consentire due grandi operazioni che rifinanzieremo per i prossimi anni, ovvero il potenziamento dei progetti di trasporto rapido di massa, sui quali le città avevano già progetti maturi in termini di avanzamento, e 2,2 miliardi per la sostituzione dei bus al fine di trasformare la nostra flotta bus cittadina in una flotta ambientalmente sostenibile. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro. Ovviamente noi attenderemo con ansia il 15 novembre per capire esattamente il livello di utilizzo da parte delle Regioni delle risorse messe a disposizione dal Governo e dal Parlamento. Però vorrei dirle una cosa molto chiara, signor Ministro. Verificherò queste ricerche scientifiche, ma avevamo già un livello di sofferenza non indifferente, e lei lo sa perfettamente: in tempo di pace eravamo già in grande sofferenza nelle grandi città. Io sono di Roma e possiamo organizzarci un viaggio insieme, se vuole, così possiamo vedere un po' di autobus e le condizioni in cui sono. Magari uno non si prende il coronavirus, ma si può prendere qualche altra cosa. Poi c'è il problema dell'affollamento delle metropolitane che lei conosce perfettamente, tant'è che con lei avevamo discusso anche della metro C. Quindi, abbiamo un livello di sofferenza nelle città che in tempo di pace era già notevole. Oggi pensare che con quel sistema non ci sia stata diffusione del contagio all'interno dei mezzi di trasporto, francamente... Leggiamo pure oggi sui giornali che ci sono dei farmaci miracolosi, però oggettivamente le cose stanno un po' diversamente. Credo invece che dobbiamo assolutamente rafforzare l'azione per un piano di intervento straordinario, sapendo che prima o poi in pace ci torneremo, quindi a maggior ragione dobbiamo lavorare per un piano triennale di rafforzamento del sistema del trasporto pubblico locale. I problemi sanitari li avremo anche dopo, magari non per questioni relative al Covid, ma alla salute dei nostri polmoni. Quella è la priorità e su questo lavoreremo insieme anche per avere i fondi del recovery fund . PRESIDENTE . Il senatore D'Arienzo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02034 sulle misure di supporto al settore del trasporto pubblico locale, per tre minuti. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la disponibilità. L'occasione, nel luogo più rappresentativo del nostro Paese della democrazia e degli italiani, è quella di usare parole di verità; in parte, ne ha già fatto riferimento. Per noi del Partito Democratico, il trasporto pubblico è un tema delicato ed ha una rilevante valenza sociale. È la ragione per la quale abbiamo condiviso la scelta di non fermare il trasporto pubblico locale anche nel periodo del lockdown : è costato parecchio ed è una scelta che abbiamo condiviso e supportato, perché convinti dei benefici che dà alla comunità e che si tratti di un diritto che l'Italia deve sempre garantire. In ogni caso, abbiamo condiviso anche il fatto che, sebbene il trasporto pubblico locale e il trasporto scolastico non siano di competenza dello Stato - non lo dico per polemica, perché questa è la verità - lo Stato si è fatto carico di finanziare non solo le perdite dei ricavi e il rimborso dei biglietti e degli abbonamenti, ma anche i servizi aggiuntivi, per fare in modo che non ci fosse quel sovraffollamento che tutti denunciano e che comunque, pensiamo alla capienza dell'80 per cento, sono frutto di scelte e analisi fatte dal comitato tecnico-scientifico il 26 di agosto. Conosciamo bene come si sono svolte le cose: sono stati emanati il decreto rilancio, con risorse per 500 milioni di euro, il decreto agosto, con 400 milioni di euro, e il decreto di inizio settembre, con la decisione di finanziare i servizi aggiuntivi del trasporto pubblico locale e del trasporto scolastico. Rileviamo però che qualcosa non ha funzionato, perché in alcune Regioni si è partiti subito, ma in altre, come il bellissimo Veneto, ad esempio, si è partiti il 26 ottobre. Cos'è che davvero non ha funzionato? Non voglio gettare la croce addosso a nessuno: sicuramente ci sono stati problemi, ma noi siamo qui per risolverli e non per fare polemica. Cosa è successo? Come mai questi servizi aggiuntivi sono partiti in ritardo? Inoltre pensiamo che debbano essere ancora investite risorse sul trasporto pubblico locale, che soffrirà anche in ragione dell'ultimo DPCM. Chiediamo quindi se sono previsti ulteriori finanziamenti, rispetto ai 900 milioni di euro, già investiti in questo settore. Queste sono le informazioni di cui abbiamo bisogno, per continuare a garantire questo servizio e fare in modo che ogni polemica cessi, perché in questo momento non ne abbiamo bisogno. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, non ripeterò il dettaglio della progressione degli interventi del Governo a supporto del trasporto pubblico locale, già perfettamente ricordata dal senatore D'Arienzo. Innanzitutto, come effettivamente va riconosciuto, partiamo dal presupposto di un sistema di trasporto pubblico locale profondamente differenziato, con livelli di efficienza diversi, che spesso sono diversi all'interno delle stesse Regioni, tra trasporti extraurbani e urbani, tra modalità di trasporto su ferrovia e modalità di trasporto su gomma, tra città dotate di sistemi di metropolitane e di sistemi tranviari particolarmente efficienti sul fronte ambientale, ma ancora non completamente dotati di mezzi, perché in fase di implementazione. Quindi, la pandemia accade in un momento nel quale il Governo stava sostenendo Regioni e Comuni, come ho descritto nella risposta precedente alla senatrice De Petris, proprio per potenziare tutto il sistema e per cercare di garantire un'omogeneità, sia tra Regioni che a livello intraregionale. Pensate, per esempio, alla grande attività svolta per la sostituzione e l'ampliamento del numero dei nuovi treni regionali, che è in uno stato di avanzamento molto differenziato tra Regione e Regione e questo è figlio di questioni legate alla storia di ogni singolo territorio. L'altro punto fondamentale da ricordare è che, rispetto a questa seconda riapertura totale delle attività più importanti del nostro Paese, con l'aggiunta quindi della scuola, il calcolo dei flussi, che abbiamo analizzato con l'Inail, praticamente da aprile in poi, ci diceva che, da un totale di 30 milioni di fruitori giornalieri del trasporto pubblico locale, avremmo avuto sui mezzi un carico attorno ai 21 o 22 milioni, perché c'è già stata una riduzione naturale, legata ai temi del Covid e ad un po' di smart working , rimasto in campo anche durante il periodo estivo. Ad oggi le Regioni e le aziende di proprietà delle Regioni ci dicono che, complessivamente, siamo arrivati al 50 per cento in quest'ultima settimana. Da lunedì abbiamo un indicazione attorno al 50 per cento e quindi circa 15 milioni di persone. Certamente, in termini di programmazione dell'utilizzo dei fondi, abbiamo stanziato risorse sempre in accordo con le Regioni: