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dei 3 medici di base presenti nel comune, terremotato, di Amandola (Fermo), nella regione Marche, due sono andati in pensione; tale situazione ha determinato un serio disagio alla popolazione per l'oggettiva impossibilità dell'unico medico di soddisfare in tempi brevi le esigenze delle circa 5.000 persone, che possono necessitare della sua assistenza (visite nelle abitazioni o in studio, controlli, ricette mediche, certificati); la presenza di un unico medico per un'intera comunità, che già in una situazione di normalità sanitaria è difficilmente sostenibile, ora con l'emergenza in essere per la diffusione del COVID-19 è chiaramente un problema che necessita di una soluzione rapida; lo stress del comparto medico causato dall'emergenza sanitaria non ha fatto altro che acuire un problema già conclamato in era pre pandemia; il direttore interpellato dell'area vasta 4 ha affermato che nelle graduatorie regionali non ci sono medici disposti a ricoprire l'incarico in sedi considerate disagiate; tale situazione si presenterà in diversi altri comuni marchigiani ed è già presente in molti comuni d'Italia; tale criticità è infatti diffusa su tutto il territorio nazionale, ed è aggravata dall'oggettiva carenza di medici dovuta anche alla regola del numero chiuso per accedere alle facoltà di medicina. Una situazione che penalizza in maniera maggiore i territori montani, già in difficoltà per la carenza di servizi e di infrastrutture, territori abitati prevalentemente da anziani, che più di altri hanno bisogno di cure, si chiede di sapere, tenuto conto che il diritto alla salute della persona è costituzionalmente garantito, quali iniziative, di concerto con le Regioni, il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per risolvere il problema esposto e se, d'intesa con il ministro dell'università, non ritenga opportuno ampliare la "ricettività" delle facoltà di medicina potenziando le scuole di specializzazione. Atto n. 3-02363 BINETTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: durante il primo periodo di lockdown , è stata attivata, fin dal primo momento, un'estensione del numero dei giorni di permesso retribuito ex art. 33 della legge n. 104 del 1992 per i lavoratori con disabilità grave o per chi assistesse congiunti con disabilità grave; concretamente, l'articolo 24 del decreto "cura Italia" (decreto-legge n. 18 del 2020) aveva previsto per marzo ed aprile 2020 complessive 12 giornate in più di permesso retribuito, oltre ai 3 giorni ordinariamente fruibili per marzo e i 3 ordinariamente fruibili per aprile; in sostanza, i beneficiari di tali permessi avrebbero potuto fruirne tra marzo ed aprile 2020 fino a complessivi 18 giorni; la medesima proposta è stata fatta anche con il decreto "rilancio" (decreto-legge n. 34 del 2020) per maggio e giugno 2020, concedendo la possibilità di fruire anche per tale bimestre dei complessivi 18 giorni di permessi ex lege n. 104 del 1992, coerentemente con il decreto "aprile", che aveva attualizzato l'articolo 24, definendo che: 1) il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, è incrementato di ulteriori complessive 12 giornate fruibili nei mesi di marzo e aprile 2020 e di ulteriori complessive 12 giornate fruibili nei mesi di maggio e giugno 2020; 2) il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell'emergenza COVID-19 e del comparto sanità; 2- bis ) resta fermo che per il personale delle forze di polizia, delle forze armate, della Polizia penitenziaria e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il beneficio di cui al comma 1 si intende riconosciuto compatibilmente con le esigenze organizzative dell'ente cui appartiene e con le preminenti esigenze di interesse pubblico da tutelare. Il beneficio non può essere cumulato con quanto previsto all'articolo 87, comma 6. Tale previsione si intende riferita anche al personale della Polizia locale dei comuni, delle province e delle città metropolitane; 3). alla copertura degli oneri previsti si provvede ai sensi dell'articolo 126; durante la scorsa estate, essendo venuto meno, almeno parzialmente, il timore che le scuole ed i centri diurni rimanessero chiusi, si è allentata la richiesta di ulteriori ampliamenti dei giorni di permesso retribuiti e quindi nel decreto "agosto" (decreto-legge n. 104 del 2020) nulla veniva detto su tale aspetto, ma si strutturava e potenziava meglio la norma per il lavoro agile in favore dei genitori di persone con disabilità grave, prevedendo all'articolo 21 -ter (tuttora in vigore) la seguente disposizione: "Fino al 30 giugno 2021, i genitori lavoratori dipendenti privati che hanno almeno un figlio in condizioni di disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore e che l'attività lavorativa non richieda necessariamente la presenza fisica, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81"; nei 4 decreti "ristori" (decreti-legge n. 137, n. 149, n. 154 e n. 157 del 2020) non è stata riproposta alcuna richiesta di estensione dei permessi ex lege n. 104 del 1992, essendosi lavorato più che altro sui "congedi COVID-19"; stante l'andamento della pandemia, con l'alternarsi di aperture e chiusure, potrebbe essere necessario riproporre la possibilità di 12 giornate in più di permessi ex lege n. 104 del 1992 per i mesi marzo-aprile 2021 ed altre ed ulteriori 12 giornate in più per i mesi maggio e giugno 2021, oltre ai giorni già ordinariamente fruibili per 3 volte in ciascun mese; infatti, le agevolazioni ricordate si applicano più che altro ai genitori di figli con disabilità grave, non già ad altri parenti; accanto alla possibilità di accedere al lavoro agile o al congedo COVID-19 bisognerebbe prevedere nuovamente un ampliamento del numero delle giornate dei permessi ex lege n. 104 del 1992, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in aggiunta a quanto si è verificato nel 2020, e in considerazione del fatto che la pandemia continua a mietere vittime con l'elevato numero di contagi e di decessi, non ritenga necessario incrementare il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa, di cui all'articolo 33 della legge n. 104 del 1992 in favore dei lavoratori con disabilità con connotazione di gravità e dei lavoratori che assistono persone con disabilità con connotazione di gravità, di ulteriori complessive 12 giornate fruibili nei mesi di marzo e aprile 2021 e di ulteriori complessive 12 giornate fruibili nei mesi di maggio e giugno 2021.