[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 44, comma 3, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo), promosso dal Tribunale amministrativo regionale per il Veneto nel procedimento vertente tra Brussi Costruzioni srl, in proprio e quale mandataria del costituendo raggruppamento temporaneo d'imprese con MAEG Costruzioni spa, ANAS spa e Carena - Impresa di Costruzioni spa, in proprio e quale mandataria del costituendo raggruppamento temporaneo d'imprese con la Giugliano Costruzioni Metalliche srl, con ordinanza del 18 novembre 2016, iscritta al n. 39 del registro ordinanze 2017 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 12, prima serie speciale, dell'anno 2017. Visti gli atti di costituzione della Brussi Costruzioni srl, in proprio e nella qualità spiegata, della Carena - Impresa di Costruzioni spa, in proprio e nella qualità spiegata, nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella udienza pubblica del 22 maggio 2018 il Giudice relatore Giancarlo Coraggio; uditi l'avvocato Alfredo Biagini per la Brussi Costruzioni srl e l'avvocato dello stato Fabrizio Fedeli per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, sezione seconda, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 76, 111, 113 e 117, primo comma, della Costituzione - quest'ultimo in relazione all'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848 -, questione di legittimità costituzionale dell'art. 44, comma 3, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo), limitatamente alla locuzione «salvi i diritti acquisiti anteriormente alla comparizione». 1.1.- Il rimettente espone in punto di fatto che: - il raggruppamento temporaneo d'imprese (RTI) Brussi costruzioni srl - MAEG Costruzioni spa ha impugnato l'aggiudicazione della gara per l'affidamento dell'appalto relativo ai lavori di restauro, consolidamento e adeguamento dimensionale del Ponte della Priula lungo la strada statale 13 Pontebbana, lamentando la violazione degli artt. 87 e 88 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), in relazione al giudizio di non anomalia dell'offerta dell'aggiudicatario RTI Carena - Impresa di Costruzioni spa e Giugliano Costruzioni Metalliche srl, l'irragionevolezza e l'ingiustizia manifesta di tale giudizio e il travisamento degli atti di gara; - nel processo a quo si sono costituite sia l'ANAS spa sia l'aggiudicataria controinteressata, la quale ha eccepito la nullità della notificazione del ricorso alla stazione appaltante, in quanto non effettuata presso la sede legale di Roma ma presso quella periferica del compartimento della viabilità per il Veneto e presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato, nonostante l'ANAS non benefici del patrocinio obbligatorio dell'Avvocatura; la controinteressata ha altresì eccepito che - ai sensi dell'art. 44, comma 3, d.lgs. n. 104 del 2010 (d'ora in avanti: cod. proc. amm.), secondo cui la costituzione dell'intimato sana la nullità della notificazione del ricorso, ma restano «salvi i diritti acquisiti anteriormente alla comparizione» - la sanatoria determinatasi per effetto della costituzione in giudizio dell'ANAS opera ex nunc, con conseguente inammissibilità del ricorso, essendo la detta costituzione successiva alla scadenza del termine per l'impugnazione del provvedimento; - la controinteressata ha anche proposto ricorso incidentale, lamentando che la ricorrente avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara ai sensi dell'art. 38, comma 1, lettere c) ed e), d.lgs. n. 163 del 2006, perché priva del requisito della moralità professionale, per aver commesso gravi infrazioni in materia di sicurezza sul lavoro, per non aver fornito giustificazioni in ordine ai costi interni della sicurezza e per diversi elementi di incongruità dell'offerta. 1.2.- Quanto alla rilevanza della questione, il TAR Veneto osserva che - pacifica anche tra le parti la nullità della notificazione all'ANAS effettuata nelle forme menzionate - il ricorso, ai sensi dell'art. 44, comma 3, cod. proc. amm., dovrebbe essere dichiarato inammissibile, perché la costituzione dell'amministrazione è avvenuta dopo la scadenza del termine per l'impugnazione. In caso di accoglimento della questione, invece, dovrebbe ritenersi che la costituzione in giudizio dell'ANAS abbia sanato la nullità della notificazione, con conseguente necessità di esaminare il ricorso nel merito. Secondo il rimettente, poi, non sarebbe possibile una lettura costituzionalmente orientata della disposizione censurata, perché la sua sostanziale identità rispetto all'art. 17, terzo comma, del regio decreto 17 agosto 1907, n. 642 (Regolamento per la procedura dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato), che regolava la contigua fattispecie della nullità del ricorso introduttivo, rende logico attribuire alla prima il significato da sempre attribuito al secondo, né si rinverrebbe in giurisprudenza o in dottrina una valida interpretazione alternativa. Tale non potrebbe essere considerata quella fatta propria da alcune pronunce, anche del Consiglio di Stato, secondo cui la costituzione in giudizio dell'amministrazione intimata sana la nullità della notificazione con effetto ex tunc, anziché ex nunc, poiché esse si limiterebbero, tralaticiamente, a citare l'effetto sanante previsto dall'art. 156, terzo comma, del codice di procedura civile, ritenuto applicabile alle notificazioni del ricorso prima dell'entrata in vigore del codice del processo amministrativo, senza prendere in considerazione la disposizione sopravvenuta da esso recata. 1.3.- In punto di non manifesta infondatezza il rimettente ritiene, in primo luogo, che la norma censurata violi l'art. 76 Cost.