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secondo quanto evidenzia l'agenzia di stampa, inoltre, nei documenti trasmessi mancherebbe ogni indicazione che possa orientare circa la distribuzione dei punti di vendita e, fra l'altro, la progettazione della rete territoriale non costituirebbe oggetto dell'offerta tecnica ed è pertanto rinviata alla fase successiva all'aggiudicazione; l'interrogante sottolinea che, oltre a non chiarire le "caratteristiche tecniche dei punti vendita", il Consiglio di Stato nel parere inviato evidenzia come non sia previsto alcun obbligo dei candidati di fornire in sede di gara qualche elenco della rete di vendita territoriale; secondo Agimeg, il Consiglio di Stato evidenzia anche dubbi sull'obbligo dei concessionari di attivare solo il 30 per cento dei diritti acquisiti; tale obbligo derivava dalla considerazione che i concessionari potessero avere difficoltà nell'aprire i punti di gioco considerate le diverse leggi regionali in materia; il Consiglio di Stato rileva come questo provvedimento ponga evidenti perplessità riguardo al criterio di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, quale tutela sociale ed economica che deve essere presa in considerazione, insieme a quello del progressivo contenimento del numero di punti di vendita in funzione antiludopatia, per assicurare volumi adeguati di introiti per l'erario; l'interrogante rileva altresì come non sia stata considerata l'intesa Stato-Regioni del settembre 2017, siglata nel corso della Conferenza unificata, nella quale erano state riportate le linee guida per il riordino della normativa sul gioco ed in particolare il rinvio alle leggi regionali e ai regolamenti comunali, per la definizione di un sistema di regole relative alla distribuzione territoriale e temporale dei punti gioco; avrebbe dovuto essere emanato un decreto ministeriale per l'attuazione dell'accordo, ed il Consiglio di Stato, evidenzia ancora l'interrogante, rileva come non ci siano spiegazioni per cui lo stesso decreto non sia stato ancora adottato, sostenendo pertanto la necessità di procedere anche in assenza dello stesso decreto ministeriale di recepimento e in assenza delle leggi regionali attuative previste dall'ordinamento vigente, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; per quali motivi non sia stato adottato attualmente alcun provvedimento esecutivo dell'intesa Stato-Regioni citata; se sia a conoscenza del fatto che le autonomie territoriali partecipanti alla medesima Conferenza Stato-Regioni del settembre 2017 non abbiano ritenuto di doversi adeguare ai contenuti sostanziali della stessa; se non ritenga opportuno intraprendere adeguate iniziative, al fine sia di evitare eccessive concentrazioni dei punti vendita in alcune aree del Paese (e condizioni di assenza di servizio in altre), sia in merito al numero di operatori, per tutelare la libertà di mercato, prevedendo la presenza di piccoli esercizi e operatori del settore. Atto n. 4-01639 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: il 26 aprile 2019 a Trento si è verificato l'ennesimo atto di aggressione nei confronti delle forze dell'ordine da parte di un tunisino, presente nel territorio italiano illegalmente (in quanto sprovvisto dei documenti di permesso di soggiorno), il quale, sotto effetto di sostanze stupefacenti, ha assalito violentemente due agenti di polizia tra cui un'agente donna, le cui conseguenze hanno provocato un ricovero in ospedale per la poliziotta; l'aggressione, avvenuta a causa del rifiuto di fornire le proprie generalità da parte dell'extracomunitario irregolare, secondo quanto risulta dall'agenzia di stampa "l'Opinione", è l'ultima di una lunga sequela di avvenimenti di cronaca nera, che si stanno verificando nella città trentina, che stanno turbando la comunità locale, nonostante la costante attività di presidio e di monitoraggio svolta dalle forze dell'ordine quotidianamente; a giudizio dell'interrogante, la vicenda conferma nuovamente l'esigenza di potenziare i sistemi di controllo e di vigilanza da parte del Ministero dell'interno a Trento, in considerazione dei livelli divenuti oramai inaccettabili di violenza; le numerose sollecitazioni rivolte al Governo attraverso la presentazione da parte dell'interrogante, nel corso della XVIII Legislatura, di atti di sindacato ispettivo, rimasti peraltro senza riscontro, sull'esigenza di innalzare i livelli di tutela e di salvaguardia nei riguardi della comunità locale, nei confronti di soggetti extracomunitari presenti nella città trentina in forma irregolare, e di fronteggiare gli atti di violenza da parte degli anarchici di sinistra, che compiono atti di devastazione nel corso di manifestazioni pubbliche, confermano la necessità d'introdurre rapide misure volte a garantire le idonee condizioni di sicurezza per i cittadini trentini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'ennesimo atto di violenza avvenuto a Trento; se non convenga sull'urgenza di potenziare i livelli di sorveglianza e sicurezza nella città, in considerazione dell'aumento dei fenomeni di aggressione, anche nei confronti delle forze dell'ordine; quali iniziative intenda intraprendere per garantire pertanto i normali livelli di sicurezza e tutela nei confronti della comunità locale. Atto n. 4-01640 NENCINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in data 18 ottobre 2018 si è svolta la prova scritta del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito in Gazzetta Ufficiale il 24 novembre 2017, n. 90, IV serie speciale; i concorrenti avrebbero dovuto essere 8.736, ovvero gli stessi che hanno superato la prova preselettiva del 23 luglio, ma i concorrenti della Regione Sardegna hanno effettuato la prova in data 13 dicembre. Ciò perché in data 17 ottobre l'Ufficio scolastico regionale della Sardegna determinava il differimento della prova scritta, a seguito di un'ordinanza di chiusura delle scuole disposta dal sindaco di Cagliari, sede unica della prova, a causa delle condizioni meteorologiche avverse; nell'ambito della procedura, dunque, è stata riscontrata una serie di anomalie, che riguardano la violazione del principio di contestualità ed unicità delle prove scritte su tutto il territorio nazionale; la violazione del principio dell'anonimato; la mancata pubblicazione, in anticipo, delle griglie di valutazione con descrittori analitici; la disparità di trattamento in merito alla possibile consultazione dei testi normativi, rimessa all'eccessiva discrezionalità dei responsabili d'aula o vigilanti; malfunzionamenti degli apparati informatici; in particolare, è grave la violazione del principio di contestualità ed unicità delle prove scritte su tutto il territorio nazionale sancita dall'articolo 8, comma 2, del bando del corso-concorso, nonché la violazione del principio di equità, che avrebbe dovuto creare pari opportunità a tutti i concorrenti; tale principio di equità appare ulteriormente violato, considerato che la griglia di valutazione con i rispettivi criteri è stata pubblicata 24 ore prima della prova. In tal senso, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha opportunamente pubblicato la griglia, aggiungendo l'" incipit " per ognuno dei 5 quesiti.