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Quindi ci auguriamo che, almeno nella fase finale di questa misura, si consenta di proseguire in modo ordinato, in modo tale che fino al 31 dicembre 2023 si possa consentire alle famiglie e alle imprese italiane di dare risposte rispetto alla spinta economica che può darci questo decreto, per quei numeri che ho dato ieri, quando ho spiegato che cosa rappresenta l'edilizia per il nostro sistema Paese. Siamo in presenza di un decreto-legge che è largamente insufficiente. Lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina lo ha reso del tutto inutile e superato dagli eventi che ci sono stati, ma anche da situazioni precedenti al conflitto che si è generato. Ad esempio, vi è la questione del caro energia, che - lo voglio ricordare - era già presente in legge di bilancio, perché noi abbiamo provato a spostare delle somme, addirittura parte delle somme che prevedevano la riduzione delle tasse, che nessuno ha potuto verificare, perché di quegli otto miliardi previsti per gli scaglioni Irpef nessuno si è accorto. Fermo restando che noi siamo sempre favorevoli quando si parla di riduzione delle tasse, abbiamo detto che andavano creati degli effetti moltiplicatori. Vi sono i 10 miliardi del reddito cittadinanza (lo voglio ricordare, perché quest'anno il Governo dei migliori ci ha messo addirittura un miliardo di euro in più e siamo passati da 9 a 10 miliardi), più gli otto miliardi della riduzione delle tasse. Noi dicevamo di spostarli almeno in parte per creare quell'effetto moltiplicatore sul prodotto interno lordo nazionale a sostegno delle piccole e medie imprese, che rappresentano l'80 per cento delle imprese italiane e sono la spina dorsale del sistema economico del Paese. Al caro energia si è aggiunto anche un ingiustificato caro carburanti. Oggi vediamo che nei Paesi limitrofi, come ha accennato il collega Misiani, come la vicina Slovenia, è stato messo un tetto al prezzo dei carburanti: un litro di benzina costa 1,50 euro, mentre noi siamo arrivati addirittura a quasi 2,50 euro e non si capisce perché non si fanno le stesse cose che fanno i nostri Paesi confinanti. (Applausi) . Allora, c'è un extragettito di IVA - lo voglio ricordare - che stiamo incassando e tale extragettitto può servire anche per fare questo tipo di operazione, ma non c'è tempo. Il tempo è scaduto, cara sottosegretaria Sartore; io ringrazio per la disponibilità che ha dato, però non può venire a dirci che ha preso degli appunti su alcuni temi, per cui giustamente ha fatto riferimento ad alcuni emendamenti, dicendo che in questo caso abbiamo approvato emendamenti ordinamentali. Addirittura in qualche caso ha fatto riferimento a delle interpretazioni autentiche. È vero questo, ma oggi serve altro, oggi siamo in guerra. Oggi Draghi ci ha detto - voglio citare quello che ha detto - che siamo passati da un'economia di mercato ad un'economia di guerra. Ma quando si fanno queste dichiarazioni servono anche atti consequenziali, affinché si possano dare risposte su questi temi. Quindi, se non partiamo da questo assunto e ci mettiamo a fare ulteriori prelievi fiscali sulle materie prime o sui carburanti, come dicevo, prima o poi arriveremo all'assurdità che la benzina in Italia costerà 2,5 euro e nella vicina Slovenia costerà 1,5 euro. Voglio aggiungere una cosa molto chiara. Questo è il tempo delle decisioni, è il tempo della responsabilità; non è il tempo di inventarsi, come avete fatto nelle scorse settimane, la riforma del catasto (di cui all'articolo 6 della legge delega per la riforma fiscale), che colpisce quanto di più prezioso c'è per gli italiani: la propria casa di abitazione. Come ha detto anche il nostro leader nazionale, mentite sapendo di mentire. Infatti, l'ulteriore prelievo fiscale sulla casa c'è, perché lo dicono le norme che accompagnano l'articolo 6: si vogliono aumentare gli estimi per tassare e colpire particolarmente l'abitazione principale, per compensare le imposte sul lavoro. Questo dice la norma di cui all'articolo 6. Soprattutto state rispolverando lo ius soli , sotto le mentite spoglie della legge sulla cittadinanza. Questi sono gli schiaffi in faccia che gli italiani non vogliono prendere, che soffrono. In questo momento degli immigrati stanno venendo in Europa e in Italia e noi dobbiamo essere consapevoli di dover accogliere a braccia aperte queste persone, che scappano da una vera guerra, che è quella che oggi investe la Russia e l'Ucraina. Noi oggi, in questa sede, dobbiamo assumere le nostre responsabilità, ma serve un intervento diretto dell'Europa, altrimenti non ce la possiamo fare. Voi continuate a dire che non si può parlare di scostamento, addirittura che sia pericoloso farlo, quando, fino a sei mesi fa, avete impegnato 200 miliardi di euro nello scostamento di bilancio, impegnando i nostri figli e i nostri nipoti per i prossimi cinquant'anni; oggi invece dobbiamo stare attenti a parlare di scostamento. Serve però l'intervento dell'Europa. Se non volete parlare di scostamento, parliamo di clausole di salvaguardia: dobbiamo evitare che possa rientrare in campo il patto di stabilità in Italia, perché non ci sono le condizioni. Serve un nuovo recovery plan , da guerra, un recovery bellico. Servono misure mirate nei confronti delle materie prime, delle bollette; servono aiuti mirati anche sul lavoro, per creare quell'effetto moltiplicatore che faccia da spinta per far ripartire l'economia. Non avendo più tempo mi accingo alle conclusioni, Presidente. Noi saremo dalla parte degli italiani e non del Governo Draghi, perché ci ha deluso. Saremo sicuramente dalla parte del popolo italiano, sperando che il presidente Draghi, insieme alla maggioranza, pensi alle imprese, alle famiglie, agli agricoltori. Oggi infatti le famiglie hanno paura di ricevere la bolletta dell'energia elettrica o di andare al distributore a fare un pieno di benzina; è proprio ciò che noi non volevamo, che non serviva a questo Governo. Questo, invece, è ciò che il Governo sta facendo. Quindi noi, per questo e per tanti altri motivi che non ho il tempo di illustrare, non esprimeremo un voto favorevole e ci pronunceremo contro la questione di fiducia posta su questo provvedimento. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, il testo del decreto-legge sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia è inevitabilmente datato: va letto, sì, insieme al decreto-legge energia, ma entrambi appartengono a un'altra fase politica, che abbiamo tuttavia il dovere di comprendere e di leggere, attraverso le nuove dinamiche economiche che stanno caratterizzando il nostro Paese e che caratterizzeranno inevitabilmente sia il Documento di economia e finanza di inizio aprile, sia, ancora di più, l'importante lavoro che il Governo ha avviato nella dimensione Europea. Il provvedimento introduce alcuni ristori, finalizzati a garantire la continuità delle attività più penalizzate dalle restrizioni pandemiche. Sono ristori necessari, anche se insufficienti, proprio per contrastare le dinamiche economiche.