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In particolare, il comma 1 prevede che nel 2014 l'anticipazione, fino all’importo massimo di 300 milioni di euro, sia destinata all'incremento della massa attiva di risanamento dei comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario dal 1º ottobre 2009 fino alla data di entrata in vigore della legge 6 giugno 2013, n. 64. Il comma 2 individua nella massa passiva censita e nella dimensione demografica i criteri per ripartire le somme disponibili tra gli enti dissestati. Con il comma 3 si dispone che sia il Ministero dell'interno a concedere ed erogare l'anticipazione di liquidità. Al comma 4 si introducono tempi stringenti per il passaggio dal comune alla gestione commissariale, mentre al comma 5 si fissano i tempi della restituzione ed il tasso di interesse da corrispondere. Il comma 6 dà atto della copertura finanziaria della norma, mentre il comma 7 abroga la citata disposizione che disciplinava in precedenza l'intervento, ormai superata. Ai sensi del comma 8, inoltre, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio. Infine il comma 9 costituisce una norma di chiusura, in quanto per gli altri aspetti procedimentali di dettaglio rinvia al decreto del Ministro dell’interno 11 gennaio 2013, emanato in attuazione dell'articolo 243- ter , comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000. Art. 34. - (Disposizioni in materia di pagamento dei debiti sanitari) Allo scopo di favorire l'accesso alle risorse già previste dal citato decreto-legge n. 35 del 2013, consentendo così un più rapido riequilibrio delle gestioni di cassa per il settore sanitario, l'articolo prevede la possibilità per le regioni di avere accesso alle anticipazioni di liquidità anche per quella componente dei debiti cumulati al 31 dicembre 2012 che era già stata pagata nel momento dell'entrata in vigore del medesimo decreto-legge. La disposizione ammette pertanto la possibilità di presentare un piano dei pagamenti che elenchi dette partite debitorie (ripristinando così la cassa del 2013 che ha pagato poste pregresse), comunque ponendo il limite complessivo degli importi verificati ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge n. 35 del 2013 (le grandezze economico-finanziarie che, in contraddittorio con le regioni, sono state individuate, nell'ambito dei bilanci sanitari, quali fattori di squilibrio di cassa). La disposizione chiarisce inoltre che tali partite debitorie possono comunque essere inserite in via residuale rispetto alle categorie di debiti individuati dal decreto-legge n. 35 del 2013 (debiti ancora in essere dalla data di entrata in vigore del decreto-legge suddetto, con priorità per quelli che non hanno formato oggetto di cessione pro soluto ). Art. 35. - (Disposizioni dirette a garantire il rispetto dei tempi di pagamento dei debiti sanitari) L'articolo 35 ha la finalità di garantire l'integrale copertura finanziaria delle grandezze economico-finanziarie che sono state individuate, in ambito sanitario, quali fattori di squilibrio di cassa e che hanno formato oggetto di specifica verifica ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge n. 35 del 2013. A tale scopo: -- i commi da 1 a 3 disciplinano il caso in cui la regione abbia operato distrazioni di cassa (evento che determina un corrispondente squilibrio di cassa per gli enti del Servizio sanitario nazionale), ma non abbia chiesto l'accesso alle anticipazioni di liquidità nella misura necessaria a recuperare tale squilibrio. In questo caso si prevede per la regione interessata l’obbligo di richiedere l'accesso alle anticipazioni nella richiamata misura; qualora la regione non vi provveda è diffidata a trasferire agli enti del Servizio sanitario regionale le risorse in questione, ovvero ad adottare tutti gli atti necessari ad ottenere l'accesso all'anticipazione; in caso di perdurante inerzia si attiva la procedura di commissariamento; -- i commi 4 e 5 disciplinano il caso in cui la regione abbia effettuato investimenti a valere sul fondo sanitario corrente, ancora in via di ammortamento e tali da comportare squilibri di cassa, ma non abbia chiesto l'accesso alle anticipazioni di liquidità nella misura necessaria a recuperare tale squilibrio. In questo caso si prevede per la regione interessata l'obbligo di dimostrare la sussistenza di condizioni economico-finanziarie tali da garantire comunque il rispetto dei tempi di pagamento previsti dalla legislazione vigente ovvero di accedere alle anticipazioni di liquidità nella richiamata misura, con attivazione della procedura di diffida e commissariamento ove la regione non provveda; -- il comma 6, nel presupposto di un qualificato interesse nazionale a che le amministrazioni pubbliche rispettino i tempi di pagamento stabiliti dalla normativa europea e dalla legislazione nazionale vigente, dispone che anche le autonomie speciali che non hanno fornito i dati nell'ambito della richiamata verifica vi provvedano e che, ove si manifestino criticità nella gestione di cassa, siano tenute, al pari delle altre regioni, ad accedere alle anticipazioni di liquidità, con applicazione delle disposizioni in materia di diffida e di commissariamento; -- il comma 7 dispone un incremento delle risorse già previste per il pagamento dei debiti sanitari cumulati alla data del 31 dicembre 2012, per un importo di 770 milioni di euro, in relazione al fatto che il presente articolo impone alle regioni di recuperare integralmente gli squilibri riscontrati; -- infine il comma 8 è diretto ad integrare l'ordinamento vigente (articolo 1 del decreto-legge n. 9 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 67 del 1993) in materia di impignorabilità delle somme destinate al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza, per superare gli aspetti di incostituzionalità di cui alle sentenze della Corte costituzionale nn. 186/2013 e 285/1995, allo scopo di disporre la quantificazione preventiva obbligatoria delle somme destinate al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza, introducendo i conseguenti obblighi di comunicazione all'istituto tesoriere. Art. 36. - (Debiti dei Ministeri) L'articolo prevede, al comma 1, una spesa nel limite massimo di 250 milioni di euro nell'anno 2014, per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili del Ministero dell'interno nei confronti delle aziende sanitarie locali, ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 9, maturati al 31 dicembre 2012. La stessa norma prevede altresì che le eventuali somme eccedenti siano destinate al soddisfacimento dei debiti della medesima fattispecie, certi, liquidi ed esigibili, maturati dopo la data del 31 dicembre 2012. Con il comma 2 è altresì istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un fondo con una dotazione di 300 milioni per l'anno 2014, destinato all'estinzione dei debiti dei Ministeri il cui pagamento non ha effetti peggiorativi in termini di indebitamento netto. Art. 37.