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«In caso di separazione dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi, con paritetica assunzione di responsabilità e di impegni, salvo i casi di impossibilità materiale, e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale; a questi ultimi è data la possibilità di intervenire volontariamente, ai sensi dell'articolo 105 del codice di procedura civile, nel giudizio di separazione, riconoscendo loro la facoltà di chiedere al giudice, con idoneo e separato procedimento, di disciplinare il diritto dei minori ad avere rapporti con loro. L'ascolto del minore e i relativi diritti prevalgono in ogni situazione. Per evitare violazione dei diritti del minore sopra richiamati il giudice assicura al minore autonoma tutela in giudizio per mezzo di un curatore speciale ad acta , scelto tra gli avvocati iscritti nell'apposito elenco per il patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 2002, n. 115, anche in caso di competenza in giudizio del tribunale ordinario. Il curatore, nell'esercizio del suo ruolo, deve ascoltare i rappresentanti legali di entrambi i genitori ed essere obbligatoriamente affiancato da uno specialista dell'età evolutiva adeguato alla fascia d'età del minore.»; b il secondo comma è sostituito dal seguente: «Per realizzare la finalità indicata al primo comma, nei procedimenti di cui all'articolo 337- bis , il giudice adotta provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Dispone che, salvo quanto stabilito all'articolo 337- quater , i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, prendendo atto, se non contrario all'interesse dei figli, degli accordi intercorsi tra i genitori ed esplicitati nei rispettivi piani familiari. In mancanza di tali accordi, il giudice stabilisce la tempistica e le modalità attraverso le quali ciascun genitore deve equamente contribuire alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli, secondo quanto stabilito dal quarto comma. L'età dei figli, la distanza tra le abitazioni dei genitori e il tenore dei loro rapporti, ai fini del rispetto del diritto dei minori, non devono precludere l'affido condiviso né influire sulla equa frequentazione dei figli da parte dei genitori. Ciascuno dei genitori ha il diritto e il dovere di tenere, a settimane alterne, il minore presso di sé almeno per tre giorni settimanali con due notti di pernottamento, in una settimana, ed almeno per quattro giorni settimanali con tre notti di pernottamento nella settimana successiva, o comunque almeno venti ore di ordinaria veglia del minore complessive a settimana. Qualora tale frequenza non sia concretamente realizzabile, a causa della dichiarata impossibilità da parte di uno dei genitori di poter conciliare tale impegno con la sua attività lavorativa, il giudice è tenuto comunque a garantire su istanza di quest'ultimo, un piano di frequentazione che rispetti, nel modo più ampio possibile, sia i diritti del minore di cui al primo comma che il numero di ore complessivamente previste ex lege modulandole in base alle esigenze lavorative del genitore medesimo e considerando, fermo restando la priorità delle figure genitoriali, la possibilità di far usufruire delle medesime ore anche parenti di primo grado. »; c al terzo comma: 1 il primo periodo è sostituito dai seguenti: «La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori, salvo quanto disposto dall'articolo 337- quater . Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione e alla salute sono assunte di comune accordo dalla coppia genitoriale, tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli»; 2 dopo il secondo periodo sono inseriti i seguenti: «Il cambiamento di residenza dei figli costituisce decisione di maggior interesse e richiede sempre il preventivo accordo dei genitori. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice che contestualmente dispone nuove modalità di frequentazione alla luce delle mutate esigenze organizzative della famiglia. Nel caso in cui il genitore collocatario si trasferisca dalla originaria residenza familiare in altro luogo, situato oltre i duecento chilometri di distanza, perderà l'assegno di mantenimento per gli eventuali aventi diritto. In presenza di trasferimenti avvenuti senza il consenso scritto dell'altro genitore, senza adeguata motivazione o con dolo, il giudice, valutando tale comportamento ai fini dell'affidamento e delle sue modalità di attuazione, dispone l'immediato ricollocamento dei figli.»; d il quarto comma è sostituito dal seguente: «Salvo accordi diversi sottoscritti tra le parti, ciascuno dei genitori provvede in forma diretta e per capitoli di spesa al mantenimento dei figli. Il giudice accerta i redditi dei genitori attraverso indagini tributarie sui periodi antecedenti la separazione. Le spese non prevedibili, preventivamente concordate, saranno divise in proporzione al reddito di ciascuno.»; e dopo il quarto comma è inserito il seguente: «Il giudice è tenuto a disporre il mantenimento diretto, sulla base di quanto proposto dalla coppia genitoriale nel piano familiare, motivando sempre l'effettiva impossibilità di attuazione del medesimo. In tal caso, egli dispone la corresponsione di un assegno perequativo periodico da parte di uno dei genitori, qualora la differenza tra i redditi netti di ciascuno di loro sia superiore al 50 per cento delle spese di mantenimento del minore, riferite al tenore goduto, rispettando sempre il principio di proporzionalità e del costo dei figli come definiti nel quarto comma. L'eventuale assegno perequativo è calcolato sulla base delle indagini tributarie relative ai periodi antecedenti la separazione. Il giudice dispone sempre, in capo al genitore percettore dell'assegno perequativo, l'obbligo di versarlo su un conto corrente bancario o postale, fornendo periodica rendicontazione delle spese effettuate a colui che ne è gravato o, su richiesta di quest'ultimo, al giudice. Qualora un genitore venga meno, comprovatamente e reiteratamente, al dovere di provvedere alle necessità del figlio nella forma diretta per la parte di sua spettanza, il giudice stabilisce, a domanda, che provveda mediante assegno da corrispondere all'altro genitore per il quale resta l'obbligo di rendicontare le modalità di utilizzo». 2 ( Modifiche all’articolo 337- quater del codice civile ) 1 All'articolo 337- quater del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a il primo comma è sostituito dal seguente: «Il giudice può sospendere la responsabilità genitoriale, anche in assenza di condanna, esclusivamente quando gli accertamenti disposti e le prove riportate attestino avvenuta o tentata violenza o pregiudizio psico-fisico per il minore.