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15 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 18, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, la città metropolitana di Venezia subentra nelle funzioni esercitate dal provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia e dall'Autorità per la laguna di Venezia di cui all'articolo 95 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, in materia di salvaguardia e di risanamento della città di Venezia e dell'ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonché di tutela dall'inquinamento e di mantenimento del regime idraulico delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresì, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite. 16 Per le attività di cui al comma 15, il sindaco della città metropolitana di Venezia si avvale dei soggetti di cui al comma 5. 17 Fatto salvo quanto previsto per gli interventi indifferibili e urgenti, ai sensi dell'articolo 4 della presente legge, l'approvazione dei progetti e degli interventi da realizzare, previsti dal Piano generale, e l'espressione dei pareri, visti, autorizzazioni, nulla osta, intese o assensi, comunque denominati, obbligatori ai sensi delle vigenti disposizioni normative statali e regionali, sono effettuate dagli enti competenti per materia, ai quali sono trasferite le competenze della Commissione istituita dall'articolo 5 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e integrata dall'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 360. 6 (Finanziamento e gestione del MOSE) 1 Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il presidente della regione Veneto, è nominato il Commissario per la gestione del MOSE, che sovrintende al funzionamento, alla gestione e alla manutenzione del MOSE e che è responsabile dell'attivazione del medesimo MOSE in caso di necessità. Per l'attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023. 2 Il Commissario di cui al comma 1 si avvale delle strutture e degli uffici periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, previa intesa con gli enti interessati, può avvalersi della collaborazione della regione Veneto, della città metropolitana di Venezia e dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale. 3 Agli oneri di cui al comma 1 del presente articolo, pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui al comma 200 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 7 (Finanziamenti della Cassa depositi e prestiti Spa e delega al Governo per l'adozione di agevolazioni tributarie) 1 Al fine di favorire l'attuazione delle finalità di cui alla presente legge, la Cassa depositi e prestiti Spa è autorizzata ad anticipare al Comitato istituzionale locale, alla regione Veneto, alla città metropolitana di Venezia, al comune di Venezia e ai comuni individuati ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo la ripartizione stabilita dal Comitato istituzionale locale nell'ambito del Piano generale, finanziamenti agevolati in conto capitale da utilizzare fino al limite annuo delle risorse di cui all'articolo 8. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico sono stabilite le modalità di rimborso dei crediti alla Cassa depositi e prestiti Spa, comprese le quote degli interessi maturati. 2 Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, per stabilire le modalità di applicazione di apposite esenzioni fiscali, detrazioni e deduzioni ai fini del recupero immobiliare, nonché di riduzione dei costi di trasporto e per prevedere disposizioni per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, ai fini della realizzazione delle finalità di cui alla presente legge, nei comuni individuati ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a semplificazione delle norme statali concernenti l'incentivazione delle attività economiche, con particolare riferimento alla chiarezza e alla celerità delle modalità di concessione e di erogazione delle agevolazioni; b razionalizzazione delle misure di incentivazione; c differenziazione e regolamentazione delle misure di incentivazione in funzione della dimensione dell'intervento agevolato, ovvero dei settori economici di riferimento; d priorità per l'erogazione degli incentivi definiti attraverso programmi negoziati con i soggetti destinatari degli interventi; e razionalizzazione delle modalità di monitoraggio, di verifica e di valutazione degli interventi; f adeguata diffusione di investimenti produttivi, tenuto conto dei livelli di crescita e di occupazione, con particolare attenzione ai distretti industriali in situazione di crisi; g individuazione di princìpi e di criteri per l'attribuzione degli aiuti di maggior favore alle piccole e medie imprese nonché destinazione alle stesse piccole e medie imprese di quote di risorse, che risultino effettivamente disponibili ai sensi della presente legge, in quanto non già destinate ad altre finalità, non inferiori al 50 per cento; h previsione, in conformità con il diritto dell'Unione europea, di forme di fiscalità di sviluppo con particolare riguardo alla realizzazione di nuove attività di impresa. 3 Entro otto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo trasmette alle Camere gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 2, accompagnati dall'analisi tecnico-normativa e dall'analisi dell'impatto della regolamentazione, per l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro trenta giorni, indicando specificatamente le eventuali disposizioni ritenute non conformi ai princìpi e ai criteri direttivi di cui alla presente legge. Il Governo, tenuto conto di tali pareri, entro quarantacinque giorni dalla data di espressione del parere parlamentare, ritrasmette alle Camere, con le sue osservazioni e con le eventuali modificazioni, i testi per il parere definitivo delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro venti giorni dalla data di assegnazione. Decorso inutilmente tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Il mancato rispetto, da parte del Governo, dei termini di trasmissione alle Camere degli schemi dei decreti legislativi comporta la decadenza dall'esercizio della delega legislativa. 4 Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 2, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dal medesimo comma, il Governo può emanare, ai sensi del comma 3, disposizioni integrative o correttive dei medesimi decreti legislativi, sulla base di una relazione motivata presentata alle Camere, che individua le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le ragioni dell'intervento normativo proposto. 5