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Da ligure e rappresentante dei cittadini liguri, saluto questo provvedimento con soddisfazione e torno a casa a testa alta perché i cittadini sanno bene che, nonostante ciò che dicono le opposizioni, noi siamo molto diversi da quanti ci hanno preceduto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Del resto basta chiedere alle associazioni dei risparmiatori truffati da Banca Etruria e dalle banche venete, per i cui risarcimenti in manovra di bilancio sono stati stanziati 1,3 milioni di euro, se avrebbero preferito nei loro casi avere a che fare con la celerità e la serietà di questo Governo oppure no. La risposta è stata già data alle urne dello scorso anno. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Botto. Ne ha facoltà. BOTTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri del Governo, da cittadina ligure vivo con particolare coinvolgimento il caso di Banca Carige e se intervengo in questa sede, per parlare del decreto-legge del nostro Esecutivo, che stiamo convertendo in legge, è perché sono convinta che ciò che stiamo facendo come Governo sia la cosa migliore da fare, prima di tutto per i cittadini, liguri e di tutta Italia. Il provvedimento è un intervento a sostegno di una banca totalmente diverso da quelli del Governo che ci ha preceduto, perché è tempestivo e non c'è alcun regalo ai banchieri: il capitale versato dallo Stato, in garanzia delle emissioni obbligazionarie dell'istituto, dovrà essere restituito. Inoltre, per tutta la durata dell'intervento statale, la banca non potrà distribuire dividendi. Siamo dunque, ancora una volta, ad intervenire con urgenza sulla crisi di una banca. Per questo, a chi dall'opposizione polemizza contro questo provvedimento chiedo: cosa avete fatto negli ultimi nove anni per evitare le crisi bancarie di Carige, Etruria, Monte dei Paschi, delle banche venete e di tutte quelle che hanno rovinato migliaia di famiglie? Il nostro Governo, nella manovra, ha messo un miliardo e mezzo di euro per aiutare gli azionisti truffati dalle banche. Cifra, mi piace far notare, 15 volte superiore all'elemosina di 100 milioni che era stata prevista dal Governo Gentiloni Silveri. (Applausi della senatrice Leone). Oggi, ancora una volta, ci troviamo a riparare i danni che voi avete fatto chiudendo gli occhi di fronte a una gestione vergognosa delle banche, della vigilanza e delle crisi in generale. C'è un'altra novità rispetto al passato, che mi rende orgogliosa della legge di cui stiamo discutendo oggi. Grazie a un emendamento del MoVimento 5 Stelle, a firma Currò, il Ministero dell'economia e delle finanze trasmetterà al Parlamento una relazione ogni quattro mesi per rendere pubblici i debitori di un certo peso della banca ligure e per far capire tempestivamente quali e quanti crediti dell'istituto rischiano di andare in sofferenza. Ricordo la mia reazione quando ho letto i nomi di chi, avendo ricevuto prestiti facili senza restituirli o facendolo solo in parte, con la complicità dei dirigenti, ha affossato la banca. Rimasi indignata e, dopo aver letto quei nomi, la reazione dell'opinione pubblica è stata la stessa. Nomi noti a noi liguri e non solo, perché non si tratta di gente comune, ma delle élite della cosiddetta imprenditoria, della politica e della società, in Regione e non solo. Finalmente questi nomi non sono coperti dalla politica, queste persone non sono protette da un Governo compiacente. Come abbiamo già fatto e come continueremo a fare grazie a questo emendamento, scoperchieremo i legami tra le banche e la politica; legami che, anche nel recente passato, hanno funestato la gestione di Carige. Sapete perché questo mi fa indignare? Perché se da questa parte abbiamo i soliti noti, dall'altra parte ci sono milioni di persone comuni in Italia che non hanno né "santi in paradiso", né amici negli istituti bancari, ai quali non viene prestato nemmeno un euro dalle banche, sia che si tratti di fare impresa, sia che si tratti di necessità del momento. I costi della crisi sono stati riversati dalle banche sui loro clienti e si sono tradotti in prestiti più onerosi e restrizioni del credito. La nostra economia era fondata proprio sul credito bancario e questo scenario è una delle principali cause della più grande crisi del dopoguerra, quella del decennio 2007-2017, con un crollo del PIL del 10 per cento, un calo della produzione industriale del 25 per cento, investimenti in diminuzione del 30 per cento, decine di imprese fallite ogni singolo giorno, disoccupazione a livelli superiori alla media dell'Unione europea. Oggi in Italia stiamo cercando di risolvere, dunque, vecchi problemi, ma cerchiamo di farlo con soluzioni nuove, visto il fallimento di chi ci ha preceduti e che oggi vorrebbe darci lezioni. Il decreto-legge approvato nel Consiglio dei ministri del 7 gennaio scorso che oggi esaminiamo ha lo scopo di proteggere in via precauzionale i risparmiatori. Offriamo una garanzia fino ad un massimo di 300 milioni sui prestiti ottenuti da Banca Carige, che siano raccolti sul mercato o da Banca d'Italia. Come accennato, nel caso in cui la banca non dovesse riuscire a restituirli, interverrà lo Stato; in questo modo per Carige sarà più facile raccogliere liquidità e garantire l'operatività della banca. Solo nell'ipotesi in cui Banca Carige non riuscisse ad adeguare i suoi requisiti patrimoniali, anche attraverso un accorpamento, lo Stato interverrà direttamente ricapitalizzando e garantendo correntisti e risparmiatori. In questo caso però, sia ben chiaro, la banca diventerebbe di proprietà pubblica, cioè dei cittadini stessi, e non regaleremo questa banca, come è stato fatto in passato, ad un'altra banca privata per la cifra simbolica di un euro facendo pagare il conto ai risparmiatori. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Bagnai) . Il messaggio deve essere chiaro per tutti: con noi è finita l'era dei profitti privati fatti coi soldi pubblici. Gli italiani, esattamente un anno fa, ci hanno chiesto di cambiare il modo di fare politica; ci hanno chiesto di farlo concretamente, non solo a parole, e il provvedimento in discussione è la prova provata che manteniamo la parola data, perché se è vero che abbiamo ereditato un sistema Paese in macerie, è altrettanto vero che non ci stancheremo mai di rimediare ai danni fatti, di ricostruire un Paese sulle fondamenta solide dell'etica e della dignità dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Buccarella. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) .