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Di fatto, abbiamo una Camera che si occupa del provvedimento in Commissione (non in Aula, diciamocelo francamente) e un'altra Camera che, a fasi alterne, di anno in anno ne prende atto e, attraverso la fiducia, vota soltanto sì o no al provvedimento. È un atteggiamento inaccettabile, è qualcosa che deve essere modificato, perché altrimenti si sta verificando - lo vediamo con i nostri occhi - una sorta di semipresidenzialismo, senza averlo in Costituzione. Si fa un gran parlare ultimamente di tale questione, ma voglio dire che esiste di fatto, così come di fatto esiste soltanto l'attività legislativa di una Camera. Non parliamo poi della decretazione di urgenza: i decreti legislativi che vengono portati in Aula, sono solitamente approvati attraverso la fiducia. Il ruolo delle Camere, del Parlamento e del bicameralismo in questo modo non lascia semplicemente a desiderare, ma viene meno. Pongo il problema alla Presidenza, al Governo e agli altri colleghi parlamentari, perché penso che dal punto di vista di chi siede in Parlamento sia problematico portare il proprio apporto e le proprie idee per migliorare certi provvedimenti. Non è quanto dovrebbe accadere. Non vorrei arrivare al punto di dire ciò che disse qualche anno fa un nostro collega, che ho avuto l'onore di conoscere in quest'Aula e che ora non c'è più, ma è stato anche Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga: egli sosteneva che tutte le leggi di bilancio - forse il presidente Calderoli si ricorderà, quando interveniva da senatore a vita in quest'Aula - erano false; un po' scherzava, un po' diceva la verità. Di fatto, noi non abbiamo la possibilità di conoscere pienamente quanto andiamo a votare; non lo sapete neanche voi, colleghi della maggioranza, che voterete a favore del provvedimento. Noi almeno voteremo contro e già con questo possiamo dire di non approvare una cosa che non conosciamo precisamente al cento per cento. Tutti dovrebbero dire questo, perché è la verità, colleghi parlamentari; nessuno di noi conosce per intero la legge di bilancio, come invece dovrebbe essere. Purtroppo, se ne prende atto, si vota sì o no, e domani notte o il 24 dicembre il disegno di legge sarà portato alla Camera, dove non ci sarà nemmeno la discussione del provvedimento in Commissione e sarà approvato definitivamente. Questo è francamente inaccettabile; come opposizione, lo vogliamo denunciare con forza. Doveva essere il Governo dei migliori, quello che avrebbe fatto qualcosa di diverso dagli altri. Denunciamo invece che è addirittura il Governo dei peggiori perché fa peggio degli altri Governi. Arrivando ad alcuni temi, presenti nella legge di bilancio, vorrei porre l'accento ad esempio sugli stanziamenti in favore delle Forze dell'ordine. Fratelli d'Italia ha avuto un atteggiamento costruttivo e certamente non arriviamo a votare la manovra di bilancio gli ultimi giorni e le ultime ore per colpa dell'opposizione, che ha presentato tantissimi emendamenti o fatto ostruzionismo. Dobbiamo dirlo ai cittadini italiani che ci guardano e che osservano. Arriviamo a questo perché ci sono veti incrociati all'interno della maggioranza, mancette che vengono date a questo e a quell'altro e continue diatribe all'interno della maggioranza, che non si mette d'accordo. Noi però come Fratelli d'Italia e come opposizione, abbiamo portato al provvedimento degli emendamenti migliorativi e propositivi. Riteniamo altamente insufficiente quanto stanziato dal Governo per i finanziamenti alle Forze dell'ordine. L'attenzione nei loro confronti deve infatti essere primaria nel nostro Paese, perché la sicurezza non è soltanto un argomento di cui si parla in campagna elettorale per dire che siamo tutti per la sicurezza; ci mancherebbe che qualcuno dicesse poi che è per l'insicurezza o per la delinquenza. Di fatto però quando il Parlamento, attraverso la manovra di bilancio, non aiuta le Forze dell'ordine come dovrebbe, ci sentiamo di denunciarlo con forza in quest'Aula. Per quanto riguarda ad esempio le assunzioni nelle Forze dell'ordine, abbiamo visto l'atteggiamento incredibile del Partito Democratico che, attraverso il suo Capogruppo, ha presentato un emendamento sul possibile trattenimento in servizio degli agenti per un periodo di due anni oltre i limiti ordinamentali. Invece di andare nella direzione di nuove assunzioni, stabilizziamo chi c'è già, senza comprendere la situazione e rimanendo completamente distanti dalla realtà e dalle problematiche che attraversano le Forze dell'ordine. Mi riferisco al fatto che il personale sta diventando sempre più anziano e non riesce a svolgere il proprio compito in strada. Almeno ascoltate i sindacati delle Forze dell'ordine e della Polizia che vi dicono che state andando nella direzione opposta a quella della sicurezza del cittadino. Diventa infatti difficile per chi è anziano fare ordine pubblico nelle strade. L'emendamento del PD è andato invece proprio in questa direzione, aumentando il numero di anni necessari alle Forze dell'ordine per andare in pensione, non capendo che invece bisogna stanziare soldi - come è stato fatto in parte, ma a nostro avviso in maniera insufficiente - per l'aumento del personale. Per quanto riguarda la Polizia di Stato nei prossimi dieci anni avremo una riduzione di 10.000 unità. Per non parlare poi della Polizia penitenziaria, argomento difficilissimo e importantissimo. Qualche mese fa abbiamo fatto un incontro e un dibattito con la ministra Cartabia, che ci ha parlato in Assemblea delle problematiche relative alle carceri. Ci ha riferito della mancanza del personale, anche in quel caso un personale anziano. Nei prossimi anni andranno in pensione 30.000 agenti della Polizia penitenziaria. Ricordo che operare all'interno dei penitenziari è un lavoro molto logorante. Di fatto, chi svolge quel lavoro molto spesso è un detenuto come gli altri, perché passa tantissimi anni in condizioni non facili, in cui è difficile stare a contatto con le emergenze sociali che si pongono in quell'ambito. In tutto questo sarebbe stato importante da parte del Governo stanziare più soldi possibili per le assunzioni. Anche per quanto riguarda la Polizia penitenziaria ci sono addirittura dei ragazzi che hanno fatto i concorsi sia per quanto riguarda il personale che proviene dal mondo delle Forze armate sia per quanto riguarda persone che hanno fatto concorsi civili e sono in attesa delle assunzioni che invece non vengono fatte. Voglio sperare che si intervenga e che i soldi stanziati siano sufficienti per le assunzioni, anche se dubito che possano esserlo. Noi di Fratelli d'Italia abbiamo presentato un emendamento, a mia prima firma, sulla questione che chiede l'assunzione di ragazzi nella Polizia penitenziaria. Spero che la richiesta possa essere recepita dal Governo e che si possa andare in tale direzione. Noi - ripeto - abbiamo proposto questi emendamenti con intento costruttivo e propositivo, nell'interesse del popolo italiano. La sicurezza non è un argomento da trattare solo in campagna elettorale. Noi crediamo nella sicurezza sempre. Non ci si può scandalizzare quando succede il fatto grave o quando il poliziotto viene aggredito o quando qualcuno fa qualcosa per strada e non viene adeguatamente fermato; il Parlamento deve intervenire nei fatti, garantendo la sicurezza ai cittadini e dando la possibilità alle Forze dell'ordine di operare al meglio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Richetti.