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È composto da rappresentanti degli istituti di ricerca, delle associazioni e degli enti di rilievo nazionale impegnati nel settore dell'integrazione degli alunni stranieri e dell'intercultura, da esperti del mondo accademico, culturale e sociale e da dirigenti scolastici. I suoi componenti rimangono in carica per tre anni. Nel 2015 alle scuole è stata inviata una circolare con raccomandazioni e proposte operative elaborate dall'Osservatorio. Il comma 4 prevede che le reti di scuole possano stipulare – senza maggiori oneri di finanza pubblica – convenzioni con università, istituzioni, enti, associazioni o agenzie presenti sul territorio, per lo sviluppo di iniziative. Le apposite linee guida devono essere definite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 1, comma 70, della legge n. 107 del 2015 ha previsto la costituzione, entro il 30 giugno 2016, di reti fra scuole del medesimo ambito territoriale, finalizzate, fra l'altro, alla realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale, da definire sulla base di accordi di rete. In base al comma 71, lettera c) , del medesimo articolo 1 della suddetta legge, questi ultimi individuano, fra l'altro, le risorse da destinare alla rete per il perseguimento delle proprie finalità. Le linee guida per la formazione delle reti di scuole sono state diramate con Nota del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 2151 del 7 giugno 2016. Il comma 5 prevede che a decorrere dall'anno scolastico 2018-2019 il Piano nazionale di formazione dei docenti preveda anche l'attività di formazione e di aggiornamento dei docenti e dei dirigenti delle istituzioni scolastiche statali e paritarie «volta ad aumentare le conoscenze e le competenze di cittadinanza globale per l'integrazione scolastica e la dialettica interculturale». Il Piano nazionale per la formazione dei docenti riferito al triennio 2016-2019, elaborato sulla base dell'articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015, è stato adottato con decreto ministeriale n. 797 del 19 ottobre 2016. Esso peraltro riguarda, nei contenuti proposti, anche i dirigenti scolastici e il personale ATA (nel paragrafo 2.8 si rileva che non sia possibile separare la formazione per i docenti da quella per i dirigenti scolastici e per il resto del personale scolastico). Pertanto all'interno del capitolo 4 viene preso in considerazione il fabbisogno formativo complessivo delle scuole, considerando tutto il personale, e si fa presente che i piani formativi promuoveranno anche modalità di formazione in grado di coinvolgere diverse figure nello stesso «spazio formativo», proprio per stimolare una collaborazione che migliori e rafforzi la scuola e la sua comunità. Nell'ambito delle priorità previste dal Piano nel capitolo 4, la 4.7 riguarda «Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale». Le linee strategiche relative a questa priorità sono così individuate: garantire in ogni scuola la presenza di un nucleo di insegnanti in grado di fronteggiare i processi di accoglienza, alfabetizzazione, mediazione culturale, a partire dalle aree a forte immigrazione; attrezzare la scuola a vivere gli scenari della globalizzazione, come apertura ai processi di interdipendenza, di pluralismo culturale, di scambio, ma anche di valorizzazione dei segni distintivi della cultura europea (democrazia, pari opportunità, nuovo umanesimo, coesione sociale, diritti civili); rafforzare le competenze culturali, linguistiche e comunicative dei docenti, per favorire programmi di plurilinguismo, di modernizzazione dell'insegnamento e il confronto con gli altri paesi; rafforzare le competenze glottodidattiche e per l'insegnamento di italiano come lingua seconda (L2); promuovere una corretta valutazione delle competenze degli alunni stranieri; promuovere un'interpretazione moderna e inclusiva della cittadinanza consapevole e delle competenze di cittadinanza, anche attraverso lo sviluppo dell'idea di cittadinanza globale. Il comma 6, infine, prevede che con accordo tra lo Stato e le regioni (in Conferenza permanente) siano individuate le modalità per l'attuazione di misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento di matrice jihadista nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale. Tale previsione discende dalla competenza legislativa esclusiva delle regioni in materia di istruzione e formazione professionale, i cui percorsi rappresentano una delle componenti del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione. Articolo 9 – Progetti di formazione universitaria e postuniversitaria Autorizza la spesa di 2,5 milioni di euro per il 2018, di 5 milioni dal 2019 (da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), destinata a finanziare progetti per la formazione universitaria e postuniversitaria di figure professionali specializzate nella prevenzione e nel contrasto alla radicalizzazione e all'estremismo violento di matrice jihadista, nel dialogo interreligioso, nelle relazione interculturali ed economiche e nello sviluppo dei Paesi di emigrazione, previsti ed organizzati da accordi di cooperazione fra università italiane e università dei Paesi aderenti all'Organizzazione della cooperazione islamica, con i quali l'Italia abbia stipulato accordi di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Dei 57 Paesi membri dell'Organisation of Islamic Cooperation (OIC) risultano aver stipulato Accordi di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica con l'Italia: AZERBAIJAN – Accordo di cooperazione culturale, scientifica, tecnica fatto a Baku il 1° giugno 2002 e ratificato ai sensi della legge n. 131 del 2006; GIORDANIA – Accordo di cooperazione tecnica, firmato ad Amman il 16 giugno 1965. Notificato. In vigore dal 24 luglio 1965 – Accordo di cooperazione culturale e scientifica, firmato ad Amman il 26 ottobre 1975. Notificato. In vigore dal 16 marzo 1978; ALBANIA – Accordo di collaborazione culturale fatto a Tirana il 12 settembre 1994 e ratificato ai sensi della legge n. 49 del 1998 – Accordo di collaborazione scientifica e tecnologica con allegato sulla proprietà intellettuale fatto a Tirana il 18 dicembre 1997 e ratificato ai sensi della legge n. 204 del 1999; INDONESIA – Accordo per la cooperazione culturale fatto a Jakarta il 20 ottobre 1997 e ratificato ai sensi della legge n. 108 del 2000 – Accordo per la cooperazione scientifica e tecnica, fatto a Jakarta il 20 ottobre 1997 e ratificato ai sensi della legge n. 195 del 2000; UZBEKISTAN – Accordo di collaborazione culturale e scientifica, fatto a Tashkent il 03 maggio 1997 e ratificato ai sensi della legge n. 56 del 1999;