[ddlpres]

o) impegnare gli istituti assicuratori a sviluppare metodologie di analisi degli andamenti degli infortuni indennizzabili e di quelli non indennizzabili che consentano di acquisire, con il contributo delle organizzazioni dei lavoratori, delle imprese maggiormente rappresentative e delle associazioni di infortunati e invalidi del lavoro, informazioni utili a gestire in modo efficace gli interventi a tutela delle specificità di genere, nel rispetto dei princìpi di eguaglianza di trattamento fra lavoratori esposti alle stesse situazioni di rischio; p) estendere, in forma obbligatoria o facoltativa, la tutela prevista dalla legge 3 dicembre 1999, n. 493, a tutte le persone che svolgono le attività in essa previste, anche se soggette all’assicurazione generale obbligatoria, sentite le associazioni e le organizzazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative; q) prevedere, per i casi di cui alla lettera p) , un premio non inferiore a quello previsto per il lavoro svolto in àmbito domestico in via esclusiva; r) prevedere, ai fini della semplificazione degli adempimenti, per tutti i soggetti assicurati ai sensi della legge 3 dicembre 1999, n. 493, modalità di versamento del premio tramite il sistema di riscossione delle imposte dirette; s) prevedere prestazioni modulabili per tutti i soggetti assicurati ai sensi della legge 3 dicembre 1999, n. 493, al fine di: 1) garantire un’efficace tutela alle situazioni di necessità di supporto gestionale ed organizzativo derivanti dalla condizione di disabilità temporanea assoluta conseguente all’infortunio sul lavoro o alla malattia professionale; 2) garantire le cure sanitarie e riabilitative necessarie e utili al superamento della situazione di malattia e di disabilità derivante dall’infortunio sul lavoro o dalla malattia professionale; 3) prevedere per i soggetti assicurati ai sensi della legge 3 dicembre 1999, n. 493, il diritto all’assegno per assistenza personale continuativa, da erogare alle medesime condizioni previste per la generalità degli assicurati ai sensi del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, per le ipotesi in esso indicate; 4) rivedere la definizione di malattia o di infortunio allo scopo di ricomprendere nella stessa le malattie derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico; 5) prevedere, per le invalidità permanenti, l’applicazione del sistema di indennizzo disciplinato dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, con riferimento al danno biologico e al danno patrimoniale, stabilendo per la determinazione di quest’ultimo modalità di calcolo che consentano l’integrazione con prestazioni integrative di assicurazioni volontarie private; t) estendere le forme assicurative contro il rischio infortunistico derivante dal lavoro svolto in àmbito domestico di cui all’articolo 6, comma 2, lettera a) , della legge 3 dicembre 1999, n. 493, a tutte le attività finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico, indipendentemente dal loro luogo di svolgimento; u) impegnare l’istituto assicuratore ad effettuare il monitoraggio degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali conseguenti al lavoro svolto in àmbito domestico, utilizzando a tal fine la collaborazione operativa delle organizzazioni dei lavoratori e delle imprese maggiormente rappresentative e delle associazioni degli infortunati e invalidi del lavoro; v) promuovere le iniziative necessarie affinché le metodologie di rilevazione e classificazione degli infortuni sul lavoro nell’ambito lavorativo e domestico rilevino la specifica rischiosità cui sono esposti i soggetti chiamati ad operare in entrambi i suddetti ambiti; z) prevedere la possibilità di accedere ai percorsi di formazione anche per i soggetti non iscritti nelle apposite liste di collocamento, di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, indipendentemente dalla percentuale di invalidità; aa) riconoscere l’apporto degli enti bilaterali e delle associazioni nazionali di infortunati e invalidi del lavoro nella gestione dei servizi, nel monitoraggio della qualità e dell’efficacia dei percorsi di cui alla lettera bb) , fermo restando il riferimento complessivo alla responsabilità dell’assicuratore nei confronti degli aventi diritto; bb) prevedere percorsi formativi dei soggetti invalidi con orientamento specialistico corrispondente alle attitudini e alle competenze di base; cc) valorizzare le esigenze di formazione continua da sostenere per i soggetti infortunati, con specifica attenzione alla diversità del ruolo rivestito nell’ambito lavorativo; dd) prevedere che il finanziamento da parte degli istituti assicuratori e degli enti preposti allo specifico settore di iniziative di reinserimento professionale di genere sia subordinato alla presentazione di progetti certificati e al monitoraggio in corso d’opera e finale della qualità ed efficacia del percorso, secondo criteri definiti, nell’àmbito del Centro per il monitoraggio della tutela di genere per i rischi professionali di cui alla lettera n) , da enti bilaterali ed associazioni nazionali di infortunati ed invalidi del lavoro accreditati presso il Centro medesimo.