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a partire dal 1° aprile 2022, tutti i nuovi iscritti al registro dei praticanti avvocato dovranno seguire un nuovo corso obbligatorio con durata minima di 160 ore, da affiancare ai 18 mesi di pratica forense già previsti, solamente per accedere all'esame di abilitazione all'esercizio della professione; l'obbligo è previsto dall'articolo 43 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, di riforma dell'ordinamento della professione forense, mentre la disciplina dei corsi di formazione è stata specificata con il decreto del Ministero della giustizia n. 17 del 9 febbraio 2018; l'entrata in vigore della disciplina dei corsi di preparazione era stata inizialmente posticipata al 2020, sempre con un decreto ministeriale (decreto n. 133 del 5 novembre 2018) e nuovamente posticipata all'anno 2022 con decreto ministeriale n. 80 del 9 giugno 2020; nell'organizzazione di questi corsi e della loro offerta didattica è lasciata particolare libertà ai diversi consigli dell'ordine, i quali avranno l'unico obbligo di rispettare le linee guida del consiglio nazionale forense e di garantire la partecipazione di tutti i richiedenti; la partecipazione, però, stona con alcuni corsi previsti a "numero chiuso", che costringono così gli sfortunati esclusi a dover virare su corsi "aperti" geograficamente più distanti; oltretutto, è anche rimessa alla discrezionalità dei singoli consigli forensi la possibilità di richiedere un contributo economico per il sostentamento del corso, frapponendo così tra il praticamente e il conseguimento del titolo un ulteriore ostacolo, di tipo sia didattico che economico; dopo due proroghe biennali, pare che si sia giunti al punto di non ritorno, senza che siano state affrontate le criticità di una normativa che va in netta controtendenza sia con gli altri percorsi di accesso agli ordini professionali che con la disciplina di concorsi di secondo grado, come quello in magistratura; se, infatti, da un lato si è più volte intervenuti per rendere "abilitanti" diversi titoli di studio (odontoiatria, farmacia, medicina veterinaria, psicologia), dall'altro si è proceduto a ridimensionare i requisiti per l'accesso al concorso in magistratura, con la legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (approvata dalla Camera in prima lettura il 26 aprile 2022) che all'articolo 4 esclude il requisito alternativo dei 18 mesi di tirocinio presso la scuola di specializzazione per le professioni legali, prevedendo invece la possibilità di accesso immediato al concorso a seguito dell'ottenimento della laurea ; misure di liberalizzazione e semplificazione che, sicuramente, stonano con il percorso che pare incombere per gli aspiranti avvocati, visto peraltro che il recente decreto "milleproroghe" (decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15) ha previsto, all'articolo 8, proroghe per l'esame di avvocato, ma nessuna misura per i corsi di formazione, si chiede di sapere: se sia intenzione del Ministro in indirizzo prevedere un'ulteriore proroga all'avvio dell'obbligatorietà di questi corsi di formazione; se si preveda, come soluzione a lungo termine, una rimozione del riferimento normativo ai corsi obbligatori che rappresentano solamente un ulteriore ostacolo all'esercizio della professione forense; se, in alternativa, si procederà quantomeno ad una disciplina che preveda il superamento del corso come titolo equivalente al certificato di compiuta pratica, eliminando altresì la possibilità di corsi a "numero chiuso" o di "contributi economici volontari". Atto n. 4-07156 LOMUTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il Consiglio comunale di Scanzano Jonico (Matera) è stato sciolto con decreto del Presidente della Repubblica 27 dicembre 2019, essendo stati riscontrati fenomeni di infiltrazione e condizionamento da parte della criminalità organizzata cui è seguito il commissariamento; al termine del periodo di commissariamento, in data 8 settembre 2021, il prefetto di Matera ha convocato i comizi elettorali per l'elezione diretta del sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale, da svolgersi il 7 novembre 2021; con il verbale n. 149 della sottocommissione elettorale di Pisticci (Matera) è stata deliberata l'ammissione alla candidatura alla carica di sindaco del signor Mario Altieri, collegato alla lista "Scanzano rinasce"; considerato che: a seguito delle elezioni svoltesi in data 7 novembre 2021, nell'ambito dei controlli effettuati sulle liste elettorali per il rinnovo dei Consigli comunali di Africo, San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria) e Sinopoli (Reggio Calabria), di Carmiano (Lecce), di Manfredonia (Foggia), di Orta di Atella (Caserta) e di Scanzano Jonico, il 4 novembre 2021, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha votato all'unanimità la proposta del presidente Nicola Morra di rendere pubblici i nominativi segnalati dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo per i quali vi erano condizioni ostative alla candidatura; tra i nominativi suddetti era presente anche quello dello stesso Mario Altieri, candidato sindaco di Scanzano Jonico. Dai successivi accertamenti è emersa, a suo carico, una causa di incandidabilità ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lett. c) , del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, in applicazione delle norme della "legge Severino"; tale circostanza è stata notificata da parte della commissione elettorale circondariale di Matera al presidente dell'adunanza dei presidenti di sezione per gli adempimenti di competenza, che in data 8 novembre 2021, in sede di proclamazione degli eletti, ha dato lettura della dichiarazione di mancata proclamazione del signor Altieri, candidato sindaco che ha ottenuto il maggior numero dei voti; in seguito alla mancata proclamazione del candidato sindaco, che ha determinato il mancato rinnovo degli organi elettivi con la conseguente impossibilità di assicurare il normale governo e funzionamento dell'ente, il prefetto di Matera in data 9 novembre 2021 ha nominato i commissari prefettizi per la provvisoria gestione del Comune; considerato inoltre che; il signor Altieri ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato rispetto all'esito della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Basilicata del gennaio 2022, che ha respinto il suo ricorso avverso perché infondato, definendo legittima la procedura dell'adunanza dei presidenti di sezione. Il ricorso è stato respinto dal Consiglio di Stato con sentenza del 20 maggio 2022; precedentemente, nel febbraio 2022, il Tribunale civile in composizione collegiale di Matera aveva respinto il ricorso presentato da Mario Altieri confermando la tesi della Prefettura, che aveva fatto riferimento ad una relazione del tribunale di sorveglianza, in cui si precisa che Altieri è stato riabilitato parzialmente solo per le condanne riportate fino al 2010;