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Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Minamata sul mercurio, con Allegati, fatta a Kumamoto il 10 ottobre 2013. Onorevoli Senatori. – Il mercurio è stato riconosciuto come inquinante globale in grado di produrre rilevanti effetti negativi sulla salute umana e sull'ambiente. Questa sostanza, presente nell'ambiente sia per effetto di attività umane, sia per effetto di fenomeni naturali, per le sue caratteristiche fisiche e chimiche viene trasportata e, quando emessa in atmosfera, si deposita anche molto lontano dal luogo di emissione, persistendo nell'ambiente. Il mercurio, inoltre, è soggetto a bioaccumulo attraverso la catena alimentare. Il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) ha promosso una serie di studi scientifici per acquisire ogni possibile informazione circa la pericolosità di questo elemento, giungendo alla conclusione che è necessario disporre di uno strumento globale giuridicamente vincolante a livello internazionale perché singole iniziative di Stati o anche di gruppi di Stati non sono efficaci per contrastare la minaccia rappresentata dal mercurio. Nel febbraio 2009, il Governing Council dell'UNEP ha deciso di avviare un negoziato per l'adozione di uno strumento legale vincolante a livello globale sul mercurio. Nel gennaio 2013 il Comitato negoziale intergovernativo, riunito nella sua quinta sessione, ha trovato l'accordo finale sul testo della Convenzione sul mercurio. Tale testo è stato successivamente posto alla firma il 10 ottobre 2013 nella città di Kumamoto in Giappone e, nella stessa data, è stato sottoscritto anche dall'Italia. L'obiettivo della Convenzione è la protezione della salute e dell'ambiente dalle emissioni e dai rilasci antropogenici di mercurio e di composti del mercurio. Il testo della Convenzione prevede misure per ridurre i livelli di mercurio nell'ambiente, contemperando l'esigenza di armonizzazione con le politiche di sviluppo nazionali. Sono previste altresì misure per lo stoccaggio temporaneo del mercurio, per i rifiuti contenenti mercurio e i siti contaminati. La Convenzione entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del cinquantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione. La ratifica della Convenzione non comporta impatti significativi sul nostro sistema produttivo ed economico. Infatti, l'Italia nel corso degli anni si è progressivamente adeguata ai regolamenti europei e alle direttive che regolano, in via diretta o indiretta, ambiti specifici ora sistematicamente coperti dalla Convenzione sul mercurio. Pertanto, si ritiene che le prescrizioni della Convenzione possano essere rispettate secondo le modalità e i tempi previsti, senza significativi oneri per il sistema produttivo ed economico del Paese. La ratifica dell'Italia avviene in concomitanza con la ratifica da parte dell'Unione europea e di tutti gli Stati membri della Convenzione di Minamata. Il processo di ratifica a livello di Unione europea si è concluso con l'adozione della decisione 2017/939 (UE) del Consiglio, dell'11 maggio 2017, che ha approvato, previa conforme deliberazione del Parlamento europeo, la Convenzione a nome dell'Unione, nonché del regolamento (UE) 2017/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che stabilisce le disposizioni per ottemperare agli obblighi della Convenzione, unitamente ad una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la ratifica della Convenzione stessa da parte dell'Unione europea. Parallelamente, gli Stati membri adottano provvedimenti legislativi di ratifica della stessa secondo i propri ordinamenti. Il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Minamata sul mercurio si compone di cinque articoli. In particolare, gli articoli 1 e 2 riguardano la ratifica e l'esecuzione della Convenzione di Minamata. L'articolo 3, comma 1, prevede che le funzioni di amministrazione nazionale competente per l'attuazione delle disposizioni previste dalla Convenzione, nonché di punto focale per lo scambio delle informazioni ivi previste sono svolte dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 2 prevede un apposito decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare , di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da adottare entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di ratifica, con il quale sono stabilite le modalità per assicurare il coordinamento delle attività di raccolta dei dati di monitoraggio, relativi alle emissioni di mercurio in atmosfera e ai rilasci nelle altre matrici ambientali, ai fini dell'attività di reporting sullo stato di attuazione della Convenzione, da parte dell'autorità nazionale competente di cui all'articolo 3, comma 1, nei confronti dell'Unione europea e del Segretariato della Convenzione, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. Tale decreto terrà conto, in particolare, delle nuove disposizioni introdotte dalla legge 28 giugno 2016, n. 132, recante istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, volte ad assicurare omogeneità ed efficacia alle attività di controllo della qualità dell'ambiente, anche a tutela della salute pubblica. L'articolo 4 definisce l'onere finanziario annuo previsto per l'attuazione della Convenzione, sulla base di quanto specificato nella relazione tecnico-finanziaria. L'articolo 5 disciplina l'entrata in vigore della legge di ratifica. La Convenzione di Minamata si compone di trentacinque articoli e di cinque allegati, che ne costituiscono parte integrante. Gli articoli 1 e 2 definiscono gli obiettivi e illustrano le definizioni adottate. L'articolo 3, che riguarda le fonti di approvvigionamento di mercurio ed il commercio, vieta alle Parti di consentire nuove attività estrattive nelle miniere di mercurio a partire dall'entrata in vigore della Convenzione e fissa in quindici anni il termine per le attività in essere nelle miniere preesistenti. Inoltre stabilisce che ogni Stato Parte deve impegnarsi a censire ogni deposito di mercurio o di composti di mercurio superiore alle 50 tonnellate metriche. L'articolo fissa anche i criteri per l'esportazione e per l'importazione di mercurio e di composti di mercurio. L'articolo 4 concerne i prodotti contenenti mercurio e stabilisce che ogni Stato Parte deve prendere misure appropriate per impedire la produzione, l'importazione e l'esportazione dei prodotti contenenti mercurio elencati nella parte I dell'allegato A, con scadenze differenziate nel tempo. L'articolo 5 regola i processi di fabbricazione che comportano l'utilizzo di mercurio o di composti di mercurio e stabilisce che ogni Stato Parte deve prendere misure appropriate per impedire l'uso di mercurio o dei suoi composti nei processi produttivi elencati nell'allegato B, a decorrere dalla data ivi specificata, fatta eccezione per i casi in cui uno Stato Parte abbia ottenuto un'esenzione registrata sulla base delle previsioni dell'articolo 6.