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4 Gli incentivi di cui ai commi 1, 2 e 3 sono riconosciuti a condizione che i nuovi fabbricati realizzati siano conformi agli strumenti urbanistici vigenti, alla normativa antisismica e che, dal punto di vista dell'efficienza energetica, siano « edifici a energia quasi zero », conformi al dettato dell'articolo 4 -bis del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192. 5 La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo dall'anno successivo a quello di sostenimento delle spese. 6 Gli incentivi di cui al presente articolo sono cumulabili con gli incentivi fiscali previsti da altre norme ad esclusione di quelli previsti dall'articolo 16- bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 7 (Incentivi fiscali per favorire la rinaturalizzazione di terreni già impermeabilizzati) 1 Al fine di favorire la rinaturalizzazione di terreni, urbani od extraurbani, già oggetto di interventi di impermeabilizzazione, a decorrere dall'anno 2019, ai soggetti privati , persone fisiche o giuridiche, di cui all'articolo 6, comma 1, che, demolendo o comunque rimuovendo i manufatti o i materiali impermeabilizzanti, restituiscano un terreno all'attività agricola ovvero lo rinaturalizzino, a qualsiasi scopo, mediante il reimpianto di specie arboree autoctone, è riconosciuta la detrazione di imposta di cui all'articolo 6, nella misura del 50 per cento delle spese documentate di demolizione, asportazione e smaltimento dei manufatti o dei materiali impermeabilizzanti e di eventuale reimpianto di specie arboree autoctone. La detrazione è ripartita, nel tempo, a norma del comma 5 dell'articolo 6. 2 Tra le spese sostenute per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 sono comprese quelle per la progettazione e per le prestazioni professionali connesse all'esecuzione delle opere di restituzione all'attività agricola o di rinaturalizzazione. 3 Il diritto alla detrazione d'imposta è subordinato alla certificazione di avvenuta restituzione del terreno all'attività agricola o di avvenuta rinaturalizzazione rilasciata dalla competente agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) ovvero dalle competenti agenzie provinciali per l'ambiente (APPA) delle province autonome di Trento e di Bolzano. 8 (Delega al Governo in materia di recupero delle aree urbane degradate) 1 Il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro delle infrastrutture e trasporti, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni volte a favorire il recupero delle aree urbane degradate, nel rispetto dei seguenti prìncipi e criteri direttivi: a semplificare e incentivare, con opportune misure fiscali, interventi, pubblici e privati, di rigenerazione urbana di aree urbane degradate attraverso il miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, di sicurezza attiva e passiva, paesaggistiche, ambientali e culturali; b predisporre deroghe al patto di stabilità interno a favore dei comuni che individuano, attraverso i propri strumenti urbanistici, aree degradate da sottoporre a processi di rigenerazione urbana; c prevedere forme di compensazione per i mancati introiti a favore dei comuni, derivanti dalla riduzione dell'onerosità relativa ai permessi edilizi per gli interventi di riuso. 9 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.