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Modifiche all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, in materia di imposta municipale propria. Delega al Governo per la revisione del catasto dei fabbricati. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge è finalizzato a rivedere la disciplina dell'imposta municipale sugli immobili con l'obiettivo dichiarato di riequilibrare il carico fiscale che grava sui cittadini e sulle imprese e di spostare una quota consistente dello stesso dalle fasce economicamente più deboli e da chi lavora verso le situazioni di rendita. Nel primo anno di applicazione dell'IMU, i versamenti totali, effettuati da 25,8 milioni di contribuenti, ammontano a 23,7 miliardi di euro, con un andamento superiore alle stime originarie del Governo. Il gettito IMU relativo all'abitazione principale, comprensivo delle manovre comunali, è risultato di circa 4 miliardi di euro, superiore di circa 700 milioni di euro all'ultimo anno di applicazione dell'ICI. In tale ambito circa il 90 per cento dei contribuenti ha effettuato versamenti compresi entro i 500 euro, mentre il 6,8 per cento dei contribuenti ha versato oltre 600 euro, con un gettito complessivo di poco inferiore al 30 per cento del totale. Il gettito dell'IMU sui fabbricati diversi dall'abitazione principale ammonta a 17,9 miliardi di euro. Con riferimento alla natura giuridica dei contribuenti, le persone fisiche su altri fabbricati sono circa 15,3 milioni con un importo medio di versamento di 736 euro, mentre i soggetti diversi dalle persone fisiche sono poco più di 700.000 con un importo medio di versamento pari a 9.313 euro. In tale ambito, i versamenti fino a 1.800 euro sono attribuibili quasi totalmente alle persone fisiche mentre alla classe di versamenti superiore a 1.800 euro si colloca il 96,3 per cento dei versamenti effettuati da soggetti non persona fisica. La Commissione europea, ad un anno di distanza dalle richiesta di riduzione del trattamento favorevole per le abitazioni necessaria a favorire il riordino e la stabilizzazione dei conti pubblici, in un recente rapporto su occupazione e sviluppi sociali in Europa, pubblicato nel gennaio scorso, ha sostenuto che l'imposta municipale introdotta dal Governo Monti dovrebbe essere migliorata rafforzandone la progressività. La detrazione di 200 euro per la prima casa e quella aggiuntiva per i figli a carico, così come prevista dal comma 10 dell'articolo 13 del decreto–legge n. 201 del 2011, non appaiono sufficienti a tale scopo. La stessa commissione europea ha richiesto, altresì, miglioramenti relativamente all'aggiornamento dei valori catastali, alle detrazioni non legate alla tassazione sul reddito dei contribuenti e alla definizione di residenza principale e secondaria in modo da rafforzare la progressività di un'imposta la cui struttura avrebbe dovuto essere legata al reale valore dell'immobile. In assenza di tali correttivi, secondo la commissione, l'IMU rischia di aumentare le disparità di trattamento tra contribuenti. Analogamente forti preoccupazioni emergono da più parti in relazione al carico fiscale dell'IMU gravante sugli immobili delle imprese, ed in particolare delle microimprese, tanto più grave perché giunto in un momento che vede il nostro sistema economico in evidenti difficoltà. In molti casi, l'aliquota base dello 7,6 per mille gravante su tali immobili, già di per sé alta, è stata innalzata dai comuni fino al 10,6 per mille, rendendo la gestione dell'attività delle imprese, in particolare di artigiani e piccoli imprenditori, particolarmente difficile. Il presente disegno di legge, pertanto, in linea con quanto richiesto in sede europea propone un alleggerimento dell'IMU sulla prima casa e sui fabbricati delle microimprese, compensando tale iniziativa con adeguati risparmi di spesa pubblica e con un maggiore prelievo, del tutto sostenibile dal sistema, sulle transazioni finanziarie. Nel merito, l'articolo 1 prevede modificazioni alla disciplina dell'imposta municipale prevista dall'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011 con l'obiettivo di renderla maggiormente progressiva. In particolare, viene previsto che le disposizioni relative alla rivalutazioni dei coefficienti catastali degli immobili previste dall'articolo 13 si applichino soltanto in via transitoria, in attesa della revisione del catasto dei fabbricati a cui è affidato il compito di riequilibrare il valore catastale degli immobili e di conseguenza il prelievo dell'imposta municipale a carico dei contribuenti. Per rendere maggiormente progressiva l'imposta si raddoppia la detrazione prevista in favore dei soggetti proprietari di abitazione principale, portandola da 200 a 400 e si rende permanente la detrazione aggiuntiva prevista per i figli a carico. Per effetto di tali disposizioni, un numero significativo di famiglie sono esentate dal pagamento dell'imposta municipale. Sempre a sostegno delle famiglie, viene stabilito che alle abitazioni concesse in comodato d'uso gratuito ai figli si applica la medesima aliquota prevista dal comune per le abitazioni principali. Infine, si prevede l'applicazione di una aliquota ridotta per gli immobili non locati di proprietà di cittadini italiani residenti all'estero e per gli immobili non locati di proprietà di anziani o disabili che abbiano trasferito la loro residenza presso istituti di ricovero o case di cura. A sostegno del sistema produttivo, viene previsto che i comuni possano ridurre l'aliquota di base, fino allo 0,2 per cento, per i fabbricati strumentali di proprietà artigiani e piccoli imprenditori direttamente utilizzati per lo svolgimento della loro attività produttiva. L'articolo 2, proprio nell'ottica di rendere l'imposizione sugli immobili maggiormente progressiva, reca la delega al Governo per la revisione del catasto dei fabbricati. In particolare, la delega intende correggere le sperequazioni insite nelle attuali rendite, accentuate dall'aumento generalizzato disposto con il decreto-legge n. 201 del 2011, che ha introdotto l'Imposta municipale sperimentale (IMU). Fatto, questo, determinanate per il conseguimento dell'obiettivo di riequilibrio dell'imposizione tra i contribuenti, in particolare tra coloro che posseggono un'abitazione in periferia o un’abitazione di recente costruzione, che spesso si trovano con rendite più alte di coloro che vivono nel centro urbano. Tra i principi e criteri direttivi da applicare per la determinazione del valore catastale degli immobili la delega indica, in particolare, la definizione degli ambiti territoriali del mercato, nonché la determinazione del valore patrimoniale utilizzando la superficie in luogo del numero dei vani attualmente utilizzato. La riforma del catasto dovrà avvenire a invarianza di gettito, con particolare riferimento alle imposte sui trasferimenti e all'IMU tenendo conto, in quest'ultimo caso, delle condizioni socio-economiche e dell'ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell'ISEE. I contribuenti potranno chiedere la rettifica delle nuove rendite attribuite, con obbligo di risposta entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza. Contestualmente dovranno essere aggiornati i trasferimenti perequativi ai comuni. Saranno, infine, ridefinite le competenze delle commissioni censuarie, in particolare attribuendo loro il compito di validare le funzioni statistiche utilizzate per determinare i valori patrimoniali e le rendite.