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Proprio per il fatto che la MCS non è un'allergia, le leggi federali negli USA trattano la MCS come una forma grave di invalidità. Il corpo, infatti, non è più in grado di metabolizzare (tollerare) qualsiasi piccola traccia di sostanze di sintesi nell'ambiente, come insetticidi, pesticidi, disinfettanti, detersivi, profumazioni chimiche, deodoranti di sintesi per la casa e la persona, vernici, solventi chimici, colle, prodotti catramosi e petroliferi, preservanti del legno, materiali dell'edilizia non naturali additivati con sostanze chimiche di sintesi, inchiostri chimici, scarichi degli automezzi, fumi di stufe, camini, barbecue , prodotti plastici non idonei per l'alimentazione, farmaci, anestetici, formaldeide, tessuti additivati con sostanze chimiche, vapori di benzina e tutto quando sia di derivazione petrolchimica. La MCS è una delle malattie più gravi conosciute al mondo poiché implica una incapacità a vivere e la impossibilità a respirare negli ambienti dove sono presenti sostanze chimiche di sintesi anche a minime dosi e comporta un'invalidità che impone un isolamento fisico totale impedendo qualsiasi forma di vita sociale e lavorativa. Nella quasi totalità dei casi la patologia conduce il cittadino affetto all'indigenza rendendolo non più in grado di offrire alcuna prestazione lavorativa e quindi incapace di provvedere al proprio sostentamento. EVOLUZIONE DELLA MCS Nell'arco di pochi anni dalla manifestazione della MCS (stadio 1) i sintomi si cronicizzano e senza un adeguato sostegno, la patologia può avere conseguenze molto gravi sino a provocare emorragie, ictus e infarti. Inoltre, l'infiammazione cronica, tipica dello stato di MCS, porta a sviluppare con alta incidenza forme tumorali e leucemiche. Questo evento clinico è frequente ad esempio nella « sindrome del Golfo » o nella « sindrome dei Balcani » (solo uno dei modelli di MCS). Si tratta di una sindrome che può colpire a qualsiasi età, ma soprattutto colpisce i lavoratori particolarmente esposti a sostanze tossiche in un rapporto uomini/donne di 1 a 3. La MCS, allo stato attuale della ricerca scientifica, è progressiva e irreversibile. Inoltre, non risulta, al momento, una cura per il ritorno allo stato originario di tolleranza (stadio 0). Peggiorando nel tempo, in proporzione al grado di esposizione, si diventa sensibili anche a molte sostanze naturali (per esempio ai terpeni, provenienti da legni resinosi, usati come vettori di sostanze chimiche di sintesi all'interno della composizione di prodotti di largo consumo - quali detersivi, ammorbidenti, profumi e profumatori ambientali eccetera) e intolleranti ad una grande quantità di alimenti additivati con antimuffe, coloranti o conservanti. Uno studio realizzato negli Stati Uniti d'America nel 1992 ha tracciato il seguente quadro evolutivo della sindrome: – stadio 0 – tolleranza: rappresentata dalla capacità di un individuo a sopportare l'ambiente chimico circostante; – stadio 1 – sensibilizzazione: denominata anche fase irritante; si verifica quando una persona è sottoposta ad una esposizione chimica o tossica acuta ad alte dosi o ad una esposizione a basse dosi, ma prolungata nel tempo. I sintomi conseguenti all'esposizione chimica nella maggior parte dei casi non sono rilevabili clinicamente. I disturbi possono includere dolore alle articolazioni e ai muscoli, cefalea, affaticamento (stanchezza cronica), rossore, prurito, nausea, tachicardia, asma, insufficiente circolazione periferica e altro; – stadio 2 – infiammazione: l'esposizione chimica determina una diffusa infiammazione cronica dei tessuti, come ad esempio artrite, vasculiti, dermatiti, asma non allergica, coliti, miositi, riniti e circolazione periferica molto problematica. Si manifestano sia sintomi che segni obiettivi rilevabili clinicamente. La progressione della malattia avviene in seguito ad ulteriori esposizioni, ma se non si è ancora verificato il danno ai tessuti, il processo può essere invertito con l'allontanamento dall'agente chimico e con specifiche cure di disintossicazione; – stadio 3 – deterioramento, detto anche « fase di non ritorno »: l'infiammazione cronica causata dall'esposizione chimica produce danni al tessuto, come lesioni al sistema nervoso centrale, al rene, al fegato, al polmone, al sistema immunitario ed altro. Questo livello è irreversibile: una volta che i tessuti sono danneggiati e la funzione dell'organo compromessa, rimangono pressoché nulle le speranze nella pratica medica corrente per invertire il processo. Patologie comuni in questo stadio sono, ad esempio, lupus , ischemie, cancro, autoimmunità, forme degenerative reumatiche, sclerosi multipla. DATI EPIDEMIOLOGICI La sensibilità ad agenti contenuti nei prodotti d'uso è riscontrata negli Stati Uniti per il 15 per cento della popolazione e nel 10 per cento in Danimarca; mentre la MCS invalidante colpisce tra l'1,5 e il 3 per cento della popolazione (studio Heuser 1998 USA). LA PATOLOGIA La MCS è una patologia che comporta reazioni multiorgano in caso di esposizione a sostanze chimiche presenti nell'ambiente anche a basse dosi per tempi prolungati. I criteri diagnostici della malattia sono stabiliti dal Consenso internazionale del 1999, frutto di uno studio multicentrico durato dieci anni, che è stato pubblicato su Archives of Environmental Health (vol. 54/3). La diagnosi viene svolta in tutto il mondo attraverso un questionario clinico delle esposizioni ambientali denominato « quick enviromental exposure and sensitivity inventory » (QEESI). Il Consenso definisce la MCS come: 1. uno stato cronico; 2. con sintomi che ricorrono in maniera riproducibile; 3. in risposta ai bassi livelli di esposizione a prodotti chimici multipli e non connessi tra loro; 4. sintomi che migliorano o scompaiono quando gli elementi scatenanti sono rimossi; 5. sintomi che interessano più di un organo o sistema organico. La risoluzione di Roma sulla MCS, che è stata prodotta a conclusione dei lavori del Convegno internazionale sulla MCS tenutosi nel 2015 a Palazzo San Macuto, Camera dei deputati, con il premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica, stabilisce che: – « La MCS è una malattia fisiologica caratterizzata da sensibilità chimica e dalla presenza di sintomi di diversi sistemi d'organo; – nella MCS avvengono diversi cambiamenti fisiologici, tra cui lo stress ossidativo/nitrosativo, l'infiammazione cronica, disfunzioni immunologiche e neurologiche. Non ci sono prove di un'origine psichiatrica di questa malattia; – ai pazienti con MCS devono essere forniti speciali protocolli di ospedalizzazione; – la MCS richiede un approccio di cura multidisciplinare che è utile anche per la gestione di altre malattie croniche legate all'ambiente (come il diabete di tipo II e le malattie cardiovascolari), e come le malattie neurodegenerative (come l'Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica-SLA); – le strutture di assistenza sanitaria devono collaborare con i servizi sociali per aiutare i pazienti con MCS ad ottenere una opportuna e adeguata riabilitazione; – come parte del trattamento, i pazienti affetti da MCS devono evitare le sostanze chimiche.