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siamo tutti consapevoli che il recovery fund è un'occasione storica, forse unica; per corrispondere bisogna avere il coraggio di cambiare il Paese. A me francamente della discussione su cabina di regia, staff dirigenziale e tecnici interessa fino a un certo punto; a me interessa cosa e quali progetti facciamo per costruire un nuovo modello di sviluppo, un Paese più giusto e un sistema sociale in grado di affrontare certe situazioni. Non mi bastano i titoli, voglio vedere i progetti. Quando parliamo di green , voglio capire quale idrogeno e quale trasformazione ecologica facciamo. (Applausi) . È su questo che magari ci divideremo, ma ben venga questa discussione, perché non la pensiamo tutti allo stesso modo, altrimenti non saremmo a sedere in posizioni diverse. Ben venga questa discussione. Sapete qual è la mia paura? Ve lo dico con sincerità senza impegnare nessuno, solo il mio pensiero: mi chiedo se ne siamo all'altezza, se la maggioranza sia all'altezza di costruire questo livello di confronto in Parlamento, se sia all'altezza l'opposizione e se siano all'altezza le forze sociali, perché bisogna cambiare molto se vogliamo vincere questa sfida. Certo, è banale dire che 9 miliardi per la sanità sono una scelta assolutamente inadeguata. Ma io voglio capire cosa facciamo sulla sanità, quale strategia assumiamo, quale rinnovamento del sistema del rapporto tra sanità territoriale e ospedaliera. (Applausi) . Voglio capire e non mi accontento più, a seconda dei momenti, di dire che le Regioni devono contare di più e di meno. Quale idea abbiamo di Paese? Chi fa che cosa? Quale responsabilità ci assumiamo? Queste sono le vere discussioni. Colleghi, davvero volete il rimpasto o il rimpastino? Ma dove pensiamo di poter andare? Fuori di qua... (Commenti). State calmi. Fuori di qua i cittadini italiani ci chiedono di svolgere la nostra funzione. La nostra funzione, ci piaccia o non ci piaccia, è avere il coraggio, la forza e la determinazione di cambiare questo Paese, in modo tale che fra qualche anno la discussione classica, per esempio, sul prelievo fiscale non si faccia più, perché avremo costruito più giustizia, più equità, più libertà. (Applausi) . Questo è lo sforzo che dobbiamo fare. Tutto il resto rischia di essere, per rispetto che devo sempre a tutto, un insieme di parole assolutamente autoreferenziali, parole tutte dentro di noi, parole e chiacchiere. Il Paese, se vogliamo riprendere e ricostruire, ha bisogno di una svolta, prima di tutto culturale. E questa svolta noi, colleghi della maggioranza, ci piaccia o meno, siamo obbligati a farla, perché non c'è alternativa in questo Parlamento che non sia il fatto di riuscire a realizzare questa svolta. (Applausi) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, vorrei esprimere il voto favorevole alla questione di fiducia del Gruppo Partito Democratico e il nostro apprezzamento alle misure contenute nei decreti-legge e che questa Camera ha contribuito a rafforzare. Molti di voi hanno parlato delle misure nel merito ed io mi permetto di ricordarne solo una, una piccola misura che riguarda l'esonero dal versamento TOSAP e COSAP fino a marzo 2021; una piccola misura che dà un segnale in questa fase difficile ai bar e ai ristoranti, che danno maggiore vivacità e vitalità alle nostre città, oggi rabbuiate dalla pandemia. Nel mio intervento vorrei esprimere due apprezzamenti e un auspicio: il primo apprezzamento riguarda il lavoro svolto dalla maggioranza e dalle opposizioni. Lo dico senza ipocrisia: alcuni toni esacerbati di questa sera non attenuano il valore del lavoro fatto insieme ed è un bene averlo fatto perché aver lavorato insieme ha migliorato l'impianto originario. Spero che questo metodo possa continuare anche nel futuro perché questo ci chiede il Paese, di lavorare insieme prescindendo dai ruoli che oggi abbiamo e che penso avremo anche nel futuro. Il secondo apprezzamento riguarda il rapporto con il Governo. Sono presenti due Sottosegretari che ci hanno seguito passo per passo e anche il Ministro per i rapporti con il Parlamento. È stata una collaborazione utile, costruttiva, preziosa e leale, ma voglio aggiungere una cosa: questa procedura legislativa andrebbe ripensata perché, se analizziamo bene, tra pareri, bollinature, pareri successivi e altro l'ampiezza dell'esercizio del nostro ruolo di legislatori eletti democraticamente dai cittadini è molto ridotto. Ciò andrebbe ripensato. Lo dico - penso - interpretando il sentimento di tutta l'Assemblea. L'auspicio è di passare dalla filosofia dei ristori alla filosofia del sostegno alle filiere produttive, alle famiglie, ai professionisti, ai settori economici più vessati dalla pandemia perché non è vero che tutti sono stati colpiti allo stesso modo. Occorre procedere con selettività. Quando brucia una casa cosa fai? Devi spegnere l'incendio e siamo ancora nell'incendio e dobbiamo spegnerlo anche con misure assistenziali, anche con i ristori, con ciò che allevia, ma non crea condizioni di ripresa e di resilienza. Adesso deve arrivare il momento della transizione, dall'emergenza (la casa che brucia) al Paese che va ricostruito e anche un po' ripensato. Abbiamo gli strumenti, come il nuovo decreto ristori che avrà una dotazione finanziaria ancora più cospicua. Abbiamo un altro importante strumento grazie all'Europa. Colleghi, non dimentichiamo mai che, se oggi parliamo di Next generation EU o recovery plan , è perché c'è un'Unione europea che mette a disposizione 209 miliardi tra sovvenzioni e prestiti per l'Italia. Questa grande opportunità non va sprecata, non va sciupata ma va utilizzata per dare fiato e respiro alle grandi potenzialità di questo Paese. Questa è una fase di transizione verso cui dobbiamo andare sapendo che c'è una realtà forse ancora più grave di quella che avvertiamo. Non sottovaluto l'allarme che ieri il gruppo di lavoro del G30 ha lanciato sulla dimensione della sofferenza che c'è nel mondo, lenita dalle giuste misure assistenziali che noi e gli altri abbiamo realizzato. Noi crediamo che il Governo saprà guidare questa transizione, ma è dall'analisi dura della realtà che può e deve partire la rinascita. «È di notte che è bello credere nella luce» scriveva Edmond Rostand e noi ci crediamo e lavoriamo perché torni a splendere il sole sul nostro amato Paese. (Applausi) . CAUSIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAUSIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, forse non tutti i colleghi della maggioranza ricordano che l' incipit dell'articolo 41 della Costituzione italiana - che abbiamo sotto il banco e dovremmo tutti aver presente - recita che l'attività economica è libera. Quindi, l'approvazione di un provvedimento di ristoro non si configura, come ho sentito da parte di qualche collega della maggioranza, come una gentile concessione alla libera impresa.