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Quindi, è facile immaginare che, per tutti i reati, compresi quelli di mafia, dove vi è la possibilità di proroga e deve esserci sempre questa motivazione, rei, che sono stati anche condannati in primo grado, faranno sicuramente ricorso. E in Cassazione si discuterà non se siano colpevoli o innocenti, ma se la motivazione per chiedere la proroga è stata corretta, puntuale e avrà dimostrato che c'era una particolare complessità. La ciliegina sulla torta in questa struttura, in questa idea precisa di giustizia che ha questo Governo è la seguente: le procure vengono sottoposte alle indicazioni della politica al fine di graduare i reati che dovranno essere perseguiti. È evidente il concetto. Il concetto è che, nell'idea assolutamente accentratrice del potere che ha questo Governo, e che questa maggioranza sta subendo senza neanche riuscire a capirlo, si vuole che la magistratura non possa essere un potere del tutto autonomo. Si vogliono ridurre a un fascio tutti i poteri; a un fascio tutti i cittadini. Il Parlamento deve essere allineato, i partiti devono essere allineati. Che cosa vi ricorda questo? Chi è che ha preso ispirazione dal concetto che tutti devono essere allineati come dei fasci stretti in una fascina? Signor Presidente, a questo punto devo dire due parole anche su come si è svolta questa discussione. Stiamo parlando di una riforma che avrà delle conseguenze disastrose nella pratica, ma ancora più disastrose dal punto di vista del segnale che viene dato alla società, dal punto di vista culturale. Ripeto, infatti, che qui la volontà è proprio quella, in tutti i tasselli, di dire: il Governo detta, il Parlamento esegue. E che cosa detta il Governo? Detta esattamente questo: due velocità, due tipi di giustizia. Per i ricchi e per i potenti, immunità e impunità. Per i poveri, guai; per i poveri prigione e, possibilmente, processo veloce. In quel caso, sì. Infatti, si tenta di confondere le idee alle persone, dicendo che questi principi sono per la deflazione del giudizio, per velocizzare i processi. No, non è così; sono per creare l'impunità per alcuni e questo lo si fa rasando a zero il Parlamento e la Commissione. Anche alla Camera è stato così: alla Camera fiducia, al Senato fiducia e schiaffo, perché in Commissione ieri è arrivato il momento di parlare degli emendamenti e immediatamente, il giorno stesso, in Conferenza dei Capigruppo tutti i Capigruppo parlamentari, imbeccati dal Governo, hanno deciso che l'indomani si sarebbe andati in Aula per votare, di nuovo, la questione di fiducia. Ieri non abbiamo votato un solo emendamento: è questo il concetto che avete del Parlamento? E lei, Presidente, non fa nulla per difenderlo? Stiamo dando un esempio che in futuro verrà ricordato. Questa è una tragica pagliacciata e siccome questo Parlamento sta diventando un circo che schiaccia soltanto i pulsanti, non esistono pagliacci e circhi senza i palloncini. (Il senatore Crucioli mostra un cartello e alcuni palloncini) . PRESIDENTE . Invito gli assistenti parlamentari ad intervenire immediatamente e il senatore Crucioli ad abbassare i cartelli, che sono espressione della sua fantasia. Senatore Crucioli, la invito ad agevolare l'intervento degli assistenti, altrimenti questo diventa un richiamo formale, con tutte le conseguenze del caso. Senatore Crucioli, non vorrei doverla invitare ad abbandonare l'Aula. Sospendo la seduta per cinque minuti. (La seduta, sospesa alle ore 11,07, è ripresa alle ore 11,12) . Riprendiamo i nostri lavori. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei innanzitutto soffermarmi sul lavoro della Commissione giustizia, che in questo periodo ha tenuto fede agli impegni con grande senso di responsabilità e per questo credo vada rivolto anche un ringraziamento al presidente Ostellari, tenuto conto - questo va detto - che siamo ormai in prossimità della sessione di bilancio e quindi non sarebbe stato sicuramente un atteggiamento responsabile non tener conto delle calendarizzazioni, che non sono calate dall'alto, ma sono impegni precisi che ha assunto il nostro Paese con riferimento agli atti relativi al programma di Governo e quindi anche al recovery fund. L'intervento che ho ascoltato prima mi induce a fare una piccola valutazione, perché ho ben chiaro in mente come è stato approvato - quella notte in Commissione era presente anche il senatore Vitali - il decreto cosiddetto spazzacorrotti, che io preferisco chiamare "spazza giustizia". Lo dico perché non credo che possiamo accettare lezioni di cosiddetta democrazia parlamentare da chi progettò quel tipo di normativa, assumendo degli impegni che poi vennero disattesi. (Applausi) . Questo lo devo dire. Vorrei anche ringraziare - come ho fatto ieri con il sottosegretario Macina - il sottosegretario Sisto per il lavoro che ha svolto, perché non è vero che non ci sono stati approfondimento o discussione: chiunque abbia la voglia ed il tempo di leggere gli atti parlamentari pubblici della Camera, che rendono conto del dibattito e dei lavori in Commissione, può capire bene quale sia la mole del lavoro svolto, soprattutto al di là delle ultime mediazioni relative alle improcedibilità per la costruzione di un testo che in un certo senso fissa finalmente un punto di equilibrio, soprattutto con riferimento al punto di equilibrio massimo che per noi è la Costituzione. Finalmente torniamo nell'alveo dell'articolo 27, con riferimento alla presunzione di non colpevolezza ed alla funzione rieducativa della pena, e dell'articolo 111 sulla durata ragionevole del processo e sul giusto processo. È chiaro che il testo è stato costruito con grande fatica, perché la maggioranza che sostiene il Governo è variegata, ma questo non è un elemento che deve essere concepito come un disvalore; anzi, per me è esattamente il contrario. Abbiamo avviato la legislatura con una conflittualità altissima su questi temi; è proseguita una conflittualità altissima, e oggi, invece, siamo qui a discutere di un punto di equilibrio, che può soddisfare o meno. Forza Italia lo ha detto anche durante il dibattito alla Camera negli interventi che si sono susseguiti: avrebbe preferito qualche norma in più, e però, indipendentemente da questo, si è assunta la responsabilità di trovare un testo condiviso. Per esempio, sicuramente avremmo preferito fare passi avanti su alcuni temi come quello del processo mediatico, perché il problema non è essere ricchi o poveri davanti alla giustizia; il problema è di chi ha un nome che fa scalpore sui giornali e, senza aver avuto di fatto neanche uno straccio di sentenza di primo grado, si trova rovinato da un processo mediatico e nessuno lo può ripagare. Abbiamo visto sfilate di politici che sono stati assolti dopo aver avuto reputazione, carriera e famiglia rovinate, anche nelle ultime settimane. La riforma che ci apprestiamo ad approvare, come dicevo, è un traguardo importante come assunzione di responsabilità. Si è parlato molto di una serie di temi, che però lascio a chi, magari, ha una cultura da penalista più attenta; io vorrei ricordare l'importanza di questa riforma con riferimento ad altri aspetti di cui forse si è parlato meno.