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«n. 1 presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro e» sono soppresse. Note all'art. 2: - Si riporta il testo degli articoli 2, comma 1; 3, comma 9; 13, comma 2, lettera t); 30, commi 1-3; 31, comma 1; 34, comma 2, lettere l), m), n), r); 35, comma 3 e comma 4, lettere h), i, l); 39, comma 2; Tabella A, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2014, n. 274, come modificato dal presente decreto: «Art. 2 (Uffici e funzioni di livello dirigenziale generale). - 1. Il Ministero si articola in dodici uffici dirigenziali di livello generale centrali e undici uffici dirigenziali di livello generale periferici, coordinati da un Segretario generale, nonché in un ufficio dirigenziale di livello generale presso l'Organismo indipendente di valutazione della performance. 2. Sono uffici dirigenziali di livello generale periferici del Ministero gli undici istituti dotati di autonomia di cui all'art. 30,comma 2, lettera a), e comma 3, lettera a). » «Art. 3 (Uffici di diretta collaborazione). - (Omissis). 9. Presso il Gabinetto può essere conferito, nell'ambito delle prescritte dotazioni organiche, un incarico dirigenziale di livello non generale» «Art. 13 (Direzione generale "Educazione e ricerca"). - (Omissis). 2. In particolare, il Direttore generale: (Omissis). t) cura, raccordandosi con la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio la tenuta e il funzionamento dell'elenco, disciplinato dal decreto ministeriale 20 marzo 2009, degli istituti e dei dipartimenti archeologici universitari, nonché dei soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia di cui all'art. 95 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni; (Omissis).». «Art. 30 (Istituti centrali e dotati di autonomia speciale). - 1. Sono istituti centrali: a) l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione; b) l'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane; d) l'Istituto centrale per la demoetnoantropologia; e) l'Istituto centrale per l'archeologia; f) l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario; g) l'Istituto centrale per gli archivi; h) l'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi; 2. Sono istituti dotati di autonomia speciale: a) quali uffici di livello dirigenziale generale: 1) la Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, di cui all'art. 4-bis del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 23 gennaio 2016, e successive modificazioni; b) quali uffici di livello dirigenziale non generale: 1) l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro; 2) la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; 3) la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; 4) l'Archivio Centrale dello Stato; 5) il Centro per il libro e la lettura; 6) l'Istituto centrale per la grafica. 7) l'Opificio delle pietre dure. 3. Sono altresì dotati di autonomia speciale i seguenti istituti e musei di rilevante interesse nazionale: a) quali uffici di livello dirigenziale generale: 1) la Galleria Borghese; 2) le Gallerie degli Uffizi; 3) la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea; 4) le Gallerie dell'Accademia di Venezia; 5) il Museo e Real Bosco di Capodimonte; 6) il Museo Nazionale Romano; 7) il Parco Archeologico del Colosseo; 8) il Parco Archeologico di Pompei; 9) la Pinacoteca di Brera; 10) la Reggia di Caserta; b) quali uffici di livello dirigenziale non generale: 1) il Complesso monumentale della Pilotta; 2) la Galleria dell'Accademia di Firenze; 3) la Galleria Nazionale delle Marche; 4) la Galleria Nazionale dell'Umbria; 5) le Gallerie Estensi; 6) le Gallerie Nazionali d'arte antica; 7) i Musei reali; 8) il Museo delle Civiltà; 9) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; 10) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; 11) il Museo Archeologico Nazionale di Taranto; 12) i Musei del Bargello; 13) il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; 14) il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare; 15) il Parco archeologico dei Campi Flegrei; 16) il Parco archeologico dell'Appia antica; 17) il Parco archeologico di Ercolano; 18) il Parco archeologico di Ostia antica; 19) il Parco archeologico di Paestum; 20) il Palazzo Ducale di Mantova; 21) il Palazzo Reale di Genova; 22) Villa Adriana e Villa d'Este.». «Art. 31 (Organi periferici del Ministero). - 1. Sono organi periferici del Ministero: a) i Segretariati regionali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di cui all'art. 32; b) le Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio, di cui all'art. 4 del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 23 gennaio 2016, e successive modificazioni; c) (soppressa); d) i Poli museali regionali, di cui all'art. 34; e) i Musei, di cui all'art. 35; f) le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche, di cui all'art. 36 e di cui all'art. 5 del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 23 gennaio 2016; g) gli Archivi di Stato, di cui all'art. 37; h) le Biblioteche, di cui all'art. 38.». «Art. 34 (Poli museali regionali). - (Omissis). 2. Il direttore del polo museale regionale, oltre ai compiti individuati ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, e dell'art. 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, svolge, in particolare, le seguente funzioni: (Omissis); l) autorizza il prestito dei beni culturali delle collezioni di propria competenza per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'art. 48, comma 1, del Codice, anche nel rispetto degli accordi di cui all'art. 20, comma 2, lettera b), sentita per i prestiti all'estero, la Direzione generale Musei; m) autorizza le attività di studio e di pubblicazione dei materiali esposti e/o conservati presso i musei del polo; n) dispone, sulla base delle linee guida elaborate dal Direttore generale Musei, l'affidamento diretto o in concessione delle attività e dei servizi pubblici di valorizzazione di beni culturali, ai sensi dell'art. 115 del Codice;