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Mi è sembrato giusto sottolineare l'attenzione per i temi legati al disagio delle persone e dei giovani e gli interventi che sono stati fatti sulla scuola. Ho trovato sinceramente un po' fuori luogo alcuni interventi sull'autonomia differenziata, che forse in questo momento non erano attinenti. Ad ogni modo - come dicevo prima - anche ascoltare interventi che non ci sembrano perfettamente centrati fa parte del confronto che in questa Aula deve avvenire ed è un momento di crescita. Sono contenta di aver fatto questa esperienza insieme ai colleghi relatori. Ringrazio il Governo, il vice ministro Castelli, instancabile e sempre presente, e le faccio gli auguri per tutto quello che arriverà nei prossimi mesi a partire dal Natale. Ringrazio anche i sottosegretari Guerra, Sartore e Freni, ultimo in ordine di apparizione, nonché tutto lo staff del Ministero dell'economia e delle finanze e della Ragioneria di Stato, che hanno partecipato a questa sessione di bilancio. Non dimentico, certo, i nostri Uffici del Senato e della 5 a Commissione, nonché tutto il personale e gli assistenti parlamentari che hanno accompagnato le nostre lunghe giornate e anche le nottate e hanno assistito a interminabili sedute. Grazie a tutti. Io spero che i frutti che verranno grazie alle scelte fatte possano aiutare davvero - e sono convinta che aiuteranno - le famiglie, le imprese e il Paese in generale. Moltissimo rimane ancora da fare, ma l'importante è rendersi conto e centrare sempre meglio gli obiettivi. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Errani. ERRANI, relatore . Signor Presidente, molti colleghi e gli stessi relatori hanno sottolineato il problema dei tempi, su cui non tornerò, perché è stato detto in modo chiaro. Voglio, però, dire una cosa. Il senatore Malan ha detto che abbiamo superato tutti i record , ma non è così. Ricordo che la prima legge di bilancio di questa legislatura non ha avuto i relatori, perché è arrivato il maxiemendamento circa un'ora e mezza prima della votazione. Vorrei ricordare che abbiamo fatto un lavoro riconoscendo il senso di costruzione di un impegno comune tra maggioranza e minoranza. E ne sono quindi contento. Alcuni interventi oggi hanno parlato di mance e altro. Per quello che mi riguarda, vorrei che si scrivesse e si scolpisse nella roccia che non c'è spazio nella legge di bilancio per interventi puntuali, specifici, localistici. Tuttavia, quei 600 milioni - e non vorrei che su questo ci fosse confusione - di risorse per i parlamentari hanno avuto destinazioni importanti, come - per esempio - per le assunzioni per le Forze dell'ordine, per la Polizia e per i Vigili del fuoco. Quel fondo è servito, in accordo con il Governo, a dare una risposta strategica. E tutte le volte che sento un partito rivendicare in toto quel risultato sono contento, perché vuol dire che abbiamo fatto insieme un ottimo lavoro di sintesi. Se il superbonus non ha i vincoli che erano previsti nella legge di bilancio, è perché la scelta più significativa l'abbiamo fatta con le risorse parlamentari, insieme e in accordo con il Governo. Se per la scuola abbiamo risolto il problema del personale ATA e riconosciuto un minimo di risorse per garantire che anche gli insegnanti fossero parificati, nei livelli salariali, al resto della pubblica amministrazione, è perché abbiamo utilizzato le risorse del fondo parlamentare e l'abbiamo fatto insieme. Va bene mettersi gli scudetti sul petto - la politica ha anche questa caratteristica - ma, quando si fa un lavoro comune, saperlo riconoscere è un elemento di valore per l'insieme e per la stessa Assemblea. La politica non si fa mai per conto proprio: la politica deve avere sempre una visione comunitaria, che è un grande elemento di valore. Mi rivolgo ora ai colleghi di l'Alternativa c'è, soffermandomi sullo stanziamento di risorse a favore del fondo per la non autosufficienza, evitando di fare confusione con l'autonomia differenziata, che è altra questione e che non può, né deve stare all'interno della legge di bilancio. Il fatto che nella manovra di bilancio, per la prima volta, ci siano i livelli essenziali di assistenza è un merito che, in primis, dobbiamo riconoscere al Governo perché non è mai stato fatto. Adesso, sfidandoci in alto - non in basso - dobbiamo costruire il relativo percorso di realizzazione. In questa manovra ci sono cose importanti, frutto del lavoro parlamentare. Si leggono i giornali e il giorno dopo si viene in Aula a dire che va bene, ma potevamo fare ancora di più nella direzione giusta. Ma è tanto quello che abbiamo fatto e su cui dobbiamo continuare. Voglio dare una risposta sulla questione del terzo settore posta da un collega di Fratelli d'Italia. C'è un intervento non risolutivo, ma che comunque dà la possibilità di evitare il pagamento dell'IVA che, con un provvedimento recentissimo, in relazione a un'emergenza - una questione di rapporti con l'Unione europea - si era introdotto. Sul terzo settore dovremmo riordinare la legge, che presenta dei problemi e va rivista complessivamente. Mi piacerebbe se riuscissimo a discutere di questo. Tuttavia, non penso che questo provvedimento sia il meglio possibile, in quanto ci sono questioni che non abbiamo trattato e che invece andavano affrontate. Una di queste, collega Floris, è la questione di Air Italy, su cui vorrei che tutta l'Assemblea esprimesse una sollecitazione corale all'indirizzo del Governo. È ingiusto e non accettabile che tutte le compagnie, e non solo Alitalia, ma anche Blue Panorama, Emirates, anche Norwegian e Air Italy hanno avuto la cassa integrazione per il 2022. Qui non potevamo farlo, collega Floris. Anche il Gruppo cui appartengo aveva presentato un emendamento in tal senso, ma non potevamo farlo. Su questo anche quest'Assemblea con l'odierno dibattito può dare un segnale: deve venire una sollecitazione forte al Governo perché ci sia una risposta. Non possiamo lasciare questi lavoratori senza alcun ammortizzatore, perché non è giusto e non è equilibrato. Ci sono altre questioni. Anche sul lavoro - per esempio - abbiamo fatto qualcosa. Tuttavia, nonostante il nostro sforzo e il fatto di aver cercato una norma, in questo Paese i lavoratori discontinui sono ancora in una situazione critica. Vi sono poi quei 150 milioni che sono un fondo per le emergenze, che oggi non hanno destinazioni definite e riguardano turismo, automotive - come ha detto il senatore Verducci e ha ragione - i lavoratori dello spettacolo, dell'arte e della cultura sono tra le figure che in questo Paese hanno ricevuto meno anche nell'emergenza Covid e richiedono di più. Su questo dobbiamo cominciare a lavorare, onde evitare che poi ci sia sempre qualcuno in quest'Aula a spiegarci com'è la realtà del Paese. Non siamo disconnessi: sappiamo qual è la realtà del Paese, o meglio, dovremmo saperla. Troviamo il modo per fare un dibattito vero su queste tematiche ed emergenze, per trovare delle sintesi da proporre al Governo. Credo che questo dovrebbe essere il nostro ruolo. Avviandomi alla conclusione, tra le cose importanti che abbiamo fatto, c'è una per la sanità che spero riceverà l'applauso di tutta l'Assemblea e di tutti i Gruppi.