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4) Nel computo del numero legale di cui ai precedenti commi 1 e 3 non si terrà conto della presenza del Sindaco", il presidente del Consiglio comunale, supportato dal parere del segretario comunale, dichiarava, in maniera del tutto inopinata, la seduta deserta per mancanza del numero legale, non tenendo alcun conto della nota con la quale i consiglieri comunali di minoranza presenti in aula chiedevano di proseguire i lavori della seduta, ai sensi dell'art. 52, commi 3 e 4, dello statuto e dell'art. 30 del regolamento del Consiglio comunale, agli atti del consiglio e protocollata poi al n. 569/2020; considerato che: l'art. 39 del decreto legislativo n. 267 del 2000 stabilisce che il presidente del Consiglio comunale è tenuto a riunire il Consiglio, in un termine non superiore ai 20 giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste e che, in caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del Consiglio, previa diffida, provvede il prefetto; la formulazione letterale della norma lascia desumere che, nell'arco temporale di 20 giorni decorrenti dalla presentazione della richiesta, debbano svolgersi sia la convocazione che la materiale seduta consiliare finalizzata alla discussione degli argomenti proposti dal quinto dei consiglieri (si vedano, ex multis , il parere del Ministero dell'interno 18 maggio 2017); il diritto di iniziativa dei consiglieri comunali è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione severa ed eccezionale della modificazione dell'ordine delle competenze mediante intervento sostitutivo del prefetto in caso di mancata convocazione del Consiglio comunale in un termine emblematicamente breve (20 giorni). Il significato giuridicamente utile di tale procedura rafforzata di tutela va individuato nel fatto che l'ordinamento ritiene un valore essenziale del sistema democratico che alla minoranza sia assicurata effettività del diritto di iniziativa, e cioè del diritto di discussione in assemblea sull'argomento richiesto. Ove così non fosse, grave ed evidente sarebbe la contraddizione fra tutela rafforzata del diritto di iniziativa e mancanza di limiti per la maggioranza di metterlo nel nulla (si veda la sentenza del TAR Puglia n. 1022 del 2004); l'art. 38, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000 demanda al regolamento comunale, "nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto", la determinazione del "numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute", con il limite che detto numero non può, in ogni caso, scendere sotto la soglia del "terzo dei consiglieri assegnati per legge all'ente, senza computare a tale fine il sindaco e il presidente della provincia"; l'art. 30 del regolamento del Consiglio comunale di Sarno stabilisce che "3. È seduta di seconda convocazione per ogni oggetto iscritto all'ordine del giorno quella che succede in giorno diverso ad una precedente dichiarata deserta per mancanza di numero legale"; l'art. 52, commi 3 e 4, del vigente statuto del Comune di Sarno prevede che "3) Nella seduta di seconda convocazione è in ogni caso necessaria per la validità dell'adunanza la presenza di almeno 1/3 dei Consiglieri assegnati. 4) Nel computo del numero legale di cui ai precedenti commi 1 e 3 non si terrà conto della presenza del Sindaco"; sebbene, nel disciplinare la seduta di seconda convocazione, il regolamento del Consiglio comunale di Sarno non indichi espressamente il numero dei consiglieri comunali necessario per la sua validità, deve ritenersi direttamente applicabile il quorum previsto dallo statuto comunale in base al principio di gerarchia delle fonti ed in conformità all'art. 7 del decreto legislativo n. 267 del 2000 che disciplina l'adozione dei regolamenti comunali "nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto" (si vedano la sentenza del TAR di Brescia n. 2625 del 28 dicembre 2009 e il parere del Ministero dell'interno 21 marzo 2019); l'"ostruzionismo di maggioranza", ovvero il comportamento preordinato al conseguimento della mancanza del numero legale delle assemblee rappresentative, costituisce un'inammissibile prevaricazione della maggioranza nei confronti delle minoranze, alle quali viene impedito di esercitare il proprio ruolo di opposizione e quindi l'esercizio di un diritto politico costituzionalmente garantito. L'articolo 49 della Costituzione preclude ai partiti politici e ai loro rappresentanti "qualunque opera non solo di aperto sabotaggio ma anche di subdola, lenta e surrettizia erosione delle istituzioni democratiche" (si veda la sentenza del TAR di Catania n. 1181 del 18 luglio 2006), si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risulti che per i fatti descritti ci sia stato l'autorevole intervento del prefetto di Salerno, al fine di ripristinare e ristabilire il rispetto delle norme legislative, statutarie e regolamentari poste a tutela ed a garanzia dell'esercizio dei diritti costituzionalmente riconosciuti ai consiglieri di minoranza; se non convenga che ripristinare le regole del gioco democratico significhi garantire l'interesse della città di Sarno e del prosieguo delle necessarie attività amministrative, improntate ai criteri di legittimità e trasparenza essenziali per il vivere civile. Atto n. 4-02895 CAMPAGNA FLORIDIA GRANATO CORRADO ABATE LA MURA NATURALE CORBETTA MATRISCIANO ANGRISANI MORONESE PRESUTTO NOCERINO PIRRO AUDDINO GIANNUZZI LEONE TRENTACOSTE MANTERO ENDRIZZI PAVANELLI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: con la legge 20 agosto 2019, n. 92, è stato introdotto nel nostro Paese l'insegnamento dell'educazione civica, comprensivo dell'educazione ambientale, nelle scuole di ogni ordine e grado; tale provvedimento che rappresenta, in questo momento di grave emergenza per i cambiamenti climatici, un'inversione di tendenza davvero significativa e all'avanguardia nello scenario mondiale, rischia tuttavia di essere vanificato dalla sconcertante notizia, diffusa da un comunicato dell'associazione nazionale presidi (Anp), dell'accordo stipulato tra quest'ultima ed Eni per l'avvio di un programma di seminari sulle tematiche ambientali, per affiancare le scuole e formare i docenti supportandone la capacità progettuale; in base all'accordo, Eni e Anp organizzeranno in tutta Italia degli incontri gratuiti, in collaborazione con l'ente formativo "Dirscuola", su 4 macro tematiche: cambiamento climatico, rifiuti, efficienza energetica e bonifica dei siti contaminati; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: