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C'è poi l'incentivazione dell'iniezione di gas in stoccaggio, per far sì che il ciclo di riempimento degli stoccaggi, che si sta avviando ora in previsione del prossimo periodo invernale, sia il più rapido ed efficace possibile, per garantire che le misure di risparmio di gas di cui sopra abbiano l'effetto di ottenere l'effettiva iniezione di gas in stoccaggio. Altrimenti, si ridurrebbero solo in un mero import . Sono tutti punti che vanno regolati con strumenti regolatori che sono in fase di valutazione. È chiaro che abbiamo anche la possibilità, in caso di emergenza, di utilizzare la produzione di centrali termoelettriche a carbone, che sono ancora in funzione. Alcune sono infatti in phase out per il 2025, che però ancora producono e, in caso di emergenza, abbiamo qualche mese di autonomia per produrre un po' più di elettricità. Ovviamente tutto quello che stiamo cercando di fare - e lo dico qui, che sia chiaro a tutti - a parità di gas, sperando non ci sia una lunga coda di questa disastrosa guerra, è volto a mantenere l'impegno del 55 per cento di decarbonizzazione al 2030. Unitamente a questo, c'è una fortissima accelerazione di misure in favore delle rinnovabili. In questi giorni state discutendo la conversione in legge del provvedimento che prevede la liberalizzazione sino a 200 chilowatt, che è tanto, delle rinnovabili come fossero manutenzioni. Abbiamo sbloccato mezzo gigawatt di impianti eolici pochi giorni fa. Stiamo cercando di accelerare, perché la via maestra rimane comunque sempre quella di ridurre i consumi, da un lato, e di accelerare le forme alternative che sono greenhouse gas free , dall'altro. Sempre pensando ai prossimi periodi invernali, oltre a quelle descritte, si potrebbe intervenire con misure di contingentamento della domanda e di accelerazione dell'efficientamento energetico, quindi misure di flessibilità sui consumi di gas (come l'interrompibilità del settore industriale, che però deve agire per brevi periodi settimanali, solo in caso di picchi della domanda), anche nel settore termoelettrico (dove pure esistono misure di riduzione del carico in modo controllato), e misure di contenimento dei consumi negli altri settori. Come sapete, c'è un piano di riserva di contenimento dei consumi a diversi livelli, a seconda del grado di emergenza. Sono cose pronte, lo Stato le ha e, se dovessero servire, verranno messe in atto. È chiaro che ci si prepara a tutti i possibili scenari, sperando che non si avverino quelli peggiori. Si può poi sempre pensare a un incremento di importazioni di energia elettrica dal Nord Europa per ridurre il consumo di gas nel parco termoelettrico italiano. Le possibili misure strutturali per eliminare invece la dipendenza totale di importazioni dalla Russia richiedono alcune riflessioni. Vi dico i punti fondamentali della strategia. È chiaro che qui è stata avviata una riflessione su misure strutturali che devono essere in linea con le proposte del pacchetto europeo che è in corso di finalizzazione, RePower EU: Joint european action for more affordable, secure and sustainable energy, che sta per uscire e prevede misure importanti. Stiamo valutando la nostra capacità di rigassificazione su unità galleggianti, ancorate in prossimità di porti, dove ovviamente si è in prossimità anche dei punti d'attacco alla rete gas, che sono realizzabili in dodici-diciotto mesi, per un valore totale che, secondo valori teorici, va dai 16 ai 24 miliardi di metri cubi. Per essere molto chiari, si tratta di navi che fanno rigassificazione vicino al punto di ingresso. Questa soluzione è rapida e flessibile rispetto a terminali on-shore fissi a terra ed è di minor costo, anche se - come potete capire - a livello europeo è partita la corsa alle navi di rigassificazione: non sono tante e costruirle richiede molto, quindi si devono prendere quelle che ci sono. Quanto ai costi di affitto elevati, per fortuna ci siamo mossi per primi, avendo l'idea della nostra dipendenza molto forte, e abbiamo ora due o tre opzioni che stiamo valutando. Nuova capacità di rigassificazione on-shore : in particolare, sono anche realizzabili progetti per terminali a terra, che potrebbero garantire circa 20 miliardi di metri cubi all'anno. I tempi però sono di trentasei-quarantotto mesi, quindi sono infrastrutture un po' più grosse; intanto si può vedere l'evoluzione, avendo comunque quelli galleggianti che sono permanenti. Le cose che vi ho detto però non sono cumulabili: l'idea non è di fare tutto, poiché sarebbe eccessivo e richiederebbe anche forniture di GNL molto forti, ma stiamo valutando in termini di tempi, di costi e di efficacia come arrivare ad avere il prima possibile l'indipendenza. Stiamo quindi parlando e confrontandoci con tutti gli operatori. C'è poi la possibilità di un raddoppio della capacità del TAP, che ci permetterebbe di incrementare di 10 miliardi di metri cubi all'anno i flussi, ma è un'operazione che va da quarantacinque a sessantacinque mesi, perché si tratta di realizzare un'infrastruttura. Stiamo quindi guardando tutto l'arco delle possibilità. Tenete conto che questa seconda misura avrebbe bisogno anche di alcuni interventi in Albania e Grecia per le stazioni di pompaggio, quindi sarebbe un'operazione internazionale piuttosto complessa; però la stiamo analizzando. Inoltre - ve l'ho detto prima ed è una cosa che sta già succedendo adesso - c'è l'accelerazione di tutti i progetti rinnovabili off-shore e on-shore ; in particolare, in questo momento disponiamo di 40 gigawatt di richieste di connessione di progetti off-shore e numerosi interventi di semplificazione e accelerazione sulle rinnovabili, non ultimo - ve l'ho accennato poc'anzi - quello che prevede impianti fino a 200 kilowatt - se questo decreto-legge verrà convertito il prima possibile, come spero - che potremo mettere su tetti e aree private per autoconsumo, come fosse una manutenzione, con un form , un modulo, senza dover fare processi autorizzativi lunghi e complessi. Tenete conto - questo per darvi un po' di metrica - che ogni 8 gigawatt di potenza elettrica che installiamo ci fa risparmiare in media 3 miliardi di metri cubi di gas. È chiaro che tale risparmio nel tempo migliorerà ed è per questo che vi dicevo che l'unico vero problema che abbiamo è nel medio termine, ossia l'inverno che viene ed eventualmente il prossimo (speriamo che non succeda nulla). Sul resto, con il nuovo gas che stiamo contrattualizzando, che va a sostituire quello russo, e con la nostra corsa su altre fonti alternative rinnovabili, nel medio-lungo periodo non si vede il problema. Aggiungo che ci sono un incremento di produzione nazionale di 2,2 miliardi di metri cubi del nostro gas - questo l'abbiamo discusso di recente - dalle attuali stazioni di estrazione, che sarà utilizzato per alleviare i costi delle imprese, e l'introduzione di meccanismi di ritiro della produzione nazionale da parte del gruppo Gestore dei servizi energetici (GSE) a prezzi equi, da assegnare anch'essa ad aziende energivore e piccole-medie imprese. Tali misure si sommano alle altre che già conoscete.