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è proprio mentre il mondo intero si trova costretto a fronteggiare la più grave crisi globale scatenata dalla diffusione del COVID-19 secondo una dinamica che sempre più appare connessa alle gravi responsabilità nella gestione della diffusione dell'epidemia da parte della Repubblica popolare cinese, che la stessa si rivela intenta e pronta a rafforzare le sue strategie di radicamento economico e politico all'estero, a cominciare dall'Africa, continente sempre più centrale nei piani di posizionamento geopolitico cinese; la vulnerabilità del continente africano nella gestione di una crisi sanitaria ed economica improvvisa e senza precedenti ha infatti reso di fatto indispensabile il ricorso ad aiuti ed interventi proposti e resi disponibili dalla Cina, già nella fase più acuta della diffusione del virus, dall'invio di personale medico e sanitario, di dispositivi e apparecchiature mediche e dispositivi di protezione individuale; appaiono rilevanti le preoccupazioni espresse al riguardo dall'economista beninese Albert Honlonkou, consulente della Banca africana di sviluppo in Africa occidentale, che ha evidenziato come, sebbene l'Africa risulti essere la regione meno colpita al mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, si prevede che il continente possa entrare in recessione per la prima volta in 20 anni, con una contrazione che potrebbe creare 50 milioni di poveri e 30 milioni di disoccupati in più, trovandosi nelle condizioni di non poter fare a meno della Cina; secondo informazioni riportate dalla stampa, già a giugno il Governo di Pechino risultava aver inviato équipe mediche a più di 50 nazioni africane, oltre a 30 milioni di test , 10.000 respiratori e 80 milioni di mascherine, mentre a margine del summit straordinario sulla solidarietà Africa-Cina contro il COVID-19, iniziativa diretta a rafforzare la cooperazione nella lotta al virus, il presidente Xi Jinping avrebbe inteso anzitutto assicurare che il continente sarà tra i primi a ricevere il vaccino sviluppato in Cina, e, inoltre, avrebbe riconfermato lo stanziamento di 2 miliardi di dollari dilazionati in due anni da destinare alla costruzione della sede generale dell'African centres for disease control and prevention dell'Unione africana ad Addis Abeba; l'interrogante rileva la necessità, nell'ambito di uno scenario globale in costante evoluzione che, pur in contesto critico e di forte difficoltà, sia in grado di assicurare un pieno ed effettivo rispetto del principio di sovranità nazionale e territoriale, che la comunità internazionale monitori attentamente tali dinamiche al fine di accertare che simili interventi, apparentemente ascrivibili ad una legittima e anzi doverosa forma di cooperazione internazionale messa in atto della Cina per la soluzione di una crisi globale determinata in misura significativa anche dalle sue stesse responsabilità, non diventino invece il pretesto per legittimare una politica di espansione speculativa e suscettibile di produrre rilevanti alterazioni degli equilibri geopolitici ed economici, determinando uno sbilanciamento a suo favore della propria sfera di influenza politica ed economica sull'economia mondiale, con rilevanti ed inevitabili conseguenze prevedibili anche sulle dinamiche dei flussi migratori e demografici intercontinentali; lo scenario prospettato risulta particolarmente preoccupante se si pensa alla forte dipendenza costruita negli anni tra la Cina e i Governi africani in termini di debito e di creazione di infrastrutture, un debito che nel mese di giugno il presidente Xi Jinping ha dichiarato di voler rinegoziare o parzialmente cancellare, anche se autorevoli osservatori non escludono che a fronte di tale eventualità la Cina potrebbe richiedere una priorità per le esportazioni in Africa; un attento monitoraggio di tali dinamiche risulta pertanto indispensabile al fine di assicurare, nella fase attuale e anche nei prossimi anni, una fase di graduale ripresa dell'economia mondiale libera da condizionamenti tali da alterare le dinamiche di una leale competizione economica internazionale, e, soprattutto, assicurare che in questa fase di crisi le difficoltà generate dalla pandemia le operazioni di non diventino occasione di operazioni di speculazione economica e finanziaria da parte di alcune potenze economiche ai danni delle economie più deboli, con effetti non trascurabili sugli equilibri geopolitici internazionali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo stia monitorando con la dovuta attenzione gli importanti interventi di sussidio messi in atto dalla Repubblica popolare cinese in Africa e se escluda che tali forme di cooperazione internazionale per il contrasto della crisi generata dalla pandemia, ed in parte ascrivibile alle stessa responsabilità del Governo cinese e alle carenze informative nella prima fase della gestione dell'epidemia, possano invece celare mire espansionistiche suscettibili di intaccare la sovranità nazionale degli Stati africani e di destabilizzare lo scenario geo-economico globale a suo evidente vantaggio e a discapito delle economie più deboli o più pesantemente colpite dalla crisi sanitaria ed economica in atto. Atto n. 4-04237 PILLON BOSSI Simone Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: in data 4 ottobre 2020 a Cremona è stata inaugurata la mostra "Affiche", che si estende per 20 chilometri, con 40 opere realizzate dall'illustratrice Nicoletta Ceccoli esposte negli spazi riservati alle affissioni nelle vie del comune; l'iniziativa è stata organizzata dall'associazione culturale "Tapirulan" in collaborazione con il Comune di Cremona; le illustrazioni esposte raffigurano diverse immagini dai contenuti violenti o a sfondo sessuale aventi ad oggetto bambini, come, ad esempio, una bambina rappresentata con in mano la testa di un coniglio di peluche decapitato o l'immagine di una bambina che tiene tra le mani cinque palloncini che sono teste di clown decapitati, avendone ai piedi i corpi mozzati; come attestato da fonti di stampa, sono piovute diverse polemiche, anche da parte di alcuni esponenti della minoranza consiliare del Comune di Cremona, sia sul contenuto della mostra, sia sulla partecipazione del Comune all'evento; la stessa artista Nicoletta Ceccoli in un comunicato ha precisato che la "biciclettata" inaugurale della mostra, tenutasi domenica 4 ottobre, era "pensata per essere affrontata anche dai bambini", dando, dunque, per scontato che i minori potessero essere fruitori della mostra e incoraggiandone la partecipazione; considerata l'inopportunità dell'affissione di immagini così sgradevoli e sconvenienti in luoghi pubblici, anche alla luce dell'attenzione sempre maggiore che le istituzioni stanno riservando al tema della tutela dei minori dalle immagini violente o a sfondo sessuale; considerata, altresì, più in generale l'inopportunità di esporre in luoghi pubblici immagini raffiguranti bambini, che contengano riferimenti sessuali espliciti, anche in ragione delle politiche di contrasto del fenomeno della pedopornografia messe in atto negli ultimi anni; considerato, infine, inopportuno che un ente locale prenda parte all'organizzazione di un evento di questo genere, si chiede di sapere: se e con quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intervenire sulla vicenda;