[pronunce]

Infatti, l'art. 104, comma 1, del r.d. n. 1265 del 1934 non condizionerebbe l'istituzione di una farmacia “in deroga” ad una mera verifica circa lo stato della viabilità, ma esigerebbe che esso sia valutato in rapporto alle «particolari necessità di assistenza farmaceutica di un certo nucleo abitativo», per queste ultime intendendosi, tra l'altro, «il numero di abitanti dell'area considerata e la percentuale di anziani e di persone che normalmente non siano dotate di mezzi di trasporto di proprietà». Solo una siffatta interpretazione adeguatrice della norma oggetto sarebbe conforme all'art. 32 Cost., e consentirebbe di dichiarare infondata la questione di costituzionalità, secondo quanto richiesto in via principale dalla parte. Qualora invece questa Corte dovesse accedere all'interpretazione “restrittiva” adottata dal giudice a quo, il Comune conclude per l'accoglimento della questione, giacché ne sarebbe leso il diritto alla salute. 3. – Con altra ordinanza del 22 giugno 2006, pervenuta a questa Corte il 25 ottobre 2006 (reg. ord. n. 537 del 2007) , il Tribunale amministrativo per la regione Friuli-Venezia Giulia ha nuovamente sollevato analoga questione di legittimità costituzionale dell'art. 104, comma 1, del r.d. 27 luglio 1934, n. 1265, come sostituito dall'art. 2 della legge 8 novembre 1991, n. 362, in relazione all'art. 32 della Costituzione. 3.1. – Il rimettente premette di essere investito di un ricorso avverso la delibera di istituzione di una farmacia “in deroga” in località Campagna e Dandolo, frazioni del Comune di Maniago, e svolge considerazioni del tutto analoghe a quelle già sviluppate nella precedenza ordinanza. 3.2. – Si è costituito in giudizio il Comune di Maniago, parte del processo principale, svolgendo le medesime argomentazioni e assumendo le medesime conclusioni formulate in occasione della precedente ordinanza. 4. – Con ordinanza del 22 giugno 2006, pervenuta a questa Corte il 25 ottobre 2006 (reg. ord. n. 538 del 2007) , il medesimo rimettente ha nuovamente sollevato analoga questione di legittimità costituzionale dell'art. 104, comma 1, del r.d. 27 luglio 1934, n. 1265, in relazione all'art. 32 della Costituzione. 4.1. – Il TAR premette di dover conoscere dell'impugnativa rivolta avverso la delibera di istituzione di una farmacia “in deroga” in località Tamai, frazione del Comune di Brugnera. Il giudice a quo, alla luce dell'agevole collegamento viario tra detta frazione e la sede farmaceutica già operante, conclude per l'insussistenza delle concrete condizioni previste dalla legge ai fini dell'apertura di una farmacia “in deroga”, e solleva la questione di costituzionalità sulla base di considerazioni del tutto analoghe a quelle già svolte nelle precedenti ordinanze. 5. – Con ordinanza del 22 giugno 2006, pervenuta a questa Corte il 25 ottobre 2006 (reg. ord. n. 539 del 2007) , il Tribunale amministrativo per la regione Friuli-Venezia Giulia ha sollevato analoga questione di legittimità costituzionale dell'art. 104, comma 1, del r.d. 27 luglio 1934, n. 1265, in relazione all'art. 32 della Costituzione. 5.1. – Il rimettente premette di essere investito di un ricorso avverso la medesima delibera di istituzione di una farmacia “in deroga” in località Tamai, frazione del Comune di Brugnera, e svolge considerazioni del tutto analoghe a quelle già sviluppate nella precedenza ordinanza. 6. – In tutti i giudizi è intervenuta Federfarma, Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacie italiani, chiedendo, previa declaratoria di ammissibilità del proprio intervento, che la questione sia dichiarata manifestamente inammissibile o, in subordine, manifestamente infondata. 7. – Nelle more dei giudizi hanno depositato memorie, in ciascuno dei procedimenti ove si sono costituiti o sono intervenuti, il dott. Collovini, il Comune di Maniago e Federfarma, insistendo sulle conclusioni già rassegnate. A parere del dott. Collovini, non vi sarebbe corrispondenza tra l'accoglimento della questione ed il soddisfacimento del diritto alla salute come prospettato dal rimettente, giacché, una volta rimosso il limite costituito dalle condizioni topografiche e di viabilità, residuerebbe comunque l'ulteriore limite della distanza richiesta tra sedi farmaceutiche. Secondo il Comune di Maniago, la norma impugnata conserverebbe poi il suo «particolare significato» di autorizzare l'apertura di farmacie nei Comuni più distanti dai centri urbani, se posta a confronto con l'art. 5 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni nella legge 4 agosto 2006, n. 248 (Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), che avrebbe “in fatto” invece rafforzato l'offerta di farmaci nelle aree più popolose, ove si concentrano i grandi centri commerciali.1. – Con cinque ordinanze di analogo tenore il Tribunale amministrativo per la Regione Friuli-Venezia Giulia dubita, in relazione all'art. 32 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 104, comma 1, del r.d. 27 luglio 1934, n. 1265 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie), come sostituito dall'art. 2 della legge 8 novembre 1991, n. 362 (Norme di riordino del settore farmaceutico), nella parte in cui, subordinando l'istituzione di farmacie in deroga alla sussistenza di obiettive condizioni topografiche e di viabilità, lederebbe il diritto alla salute delle «fasce più deboli, seppur minoritarie, degli utenti del servizio», per le quali sarebbe in ogni caso difficoltoso l'accesso alla sede farmaceutica. La disposizione censurata stabilisce infatti che, in deroga all'ordinario criterio demografico sancito dall'art. 1 della legge n. 475 del 1968, possa essere istituita una nuova farmacia nei Comuni fino a 12.500 abitanti, quando lo richiedono particolari esigenze dell'assistenza farmaceutica in rapporto alle condizioni topografiche e di viabilità, purché sia osservato un limite di distanza di almeno 3.000 metri dalle sedi già operanti. Nei giudizi a quibus le impugnate delibere di istituzione di nuove farmacie sarebbero, a parere del rimettente, meritevoli di annullamento, giacchè il collegamento viario dovrebbe reputarsi viceversa agevole.