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Queste misure, insieme a una ri-regolamentazione più generale delle attività finanziarie, e un maggior controllo dei movimenti di capitali, rappresentano una delle «riforme strutturali» più urgenti per l'Europa. Governi e Commissione europea parlano di «riforme strutturali» quando hanno in mente flessibilità per il lavoro e tagli allo Stato sociale. Invece la prima e più importante riforma, che permetterebbe di prevenire i rischi che hanno generato la crisi e di rendere più sicuro il sistema, è oprio quella dei mercati finanziari. La riforma delle regole di salvataggio bancario europeo finora adottate, non risolve nulla anzi peggiora la situazione dei depositanti. Se prima a rimetterci erano tutti i contribuenti che risarcivano i depositanti nei salvataggi adesso i depositanti, per la prima volta, partecipano ufficialmente al rischio dell'«impresa speculativa» non avendo alcun diritto ai suoi proventi. Anche il rapporto Liikanen, redatto da una commissione indipendente di esperti incaricata dalla Commissione Europea, e il rapporto Vickers commissionato dal governo del Regno Unito, hanno evidenziato come la soluzione più appropriata del problema risieda nel perseguimento della Volcker rule . Una delle soluzioni per risolvere il problema, proposta dai rapporti Vickers e Liikanen, è quella di separare le due attività. I cittadini che mettono i propri risparmi in depositi bancari non devono rischiare che tali risparmi evaporino per via di attività di trading in proprio delle banche conglomerate. L'Italia può iniziare una nuova fase tornando all'origine per evitare l'azzardo morale dei banchieri e restituire la vera funzione creditizia, volta a raccogliere il risparmio per poterlo impiegare con prudenza, come volano principale dell'economia. La separazione tra le banche ordinarie (commerciali) e quelle (di affari) che operano sui mercati speculativi, oltre ad evitare che famiglie, imprese e comuni risparmiatori possano pagare il conto per l'avidità dei banchieri adusi a generare bolle speculative mondiali, avrebbe la funzione di far uscire il Paese dalla cultura del guadagno facile giocando d'azzardo sui mercati, vera e propria ubriacatura collettiva che ha catturato i legislatori di tutto il mondo al mito della ricchezza senza sacrifici, con l'«Eldorado» dei derivati e della creazione del denaro dal nulla. L'economia reale ed il sudore del risparmio non possono essere fagocitati dalla finanza speculativa, per questo è urgente più che mai ripristinare quella muraglia cinese che separi la finanza speculativa di banche e banchieri di affari, che hanno fatto affari con i soldi nostri, dalle banche commerciali che prestano all'economia reale. Con i quattro articoli del disegno di legge, si intendono indicare i principi e criteri direttivi per delegare il Governo a preparare un decreto legislativo che abbia come finalità di stabilire la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari, per tutelare le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l'economia reale e differenziare tali attività da quelle legate all'investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge è finalizzata a stabilire la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari, per tutelare le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l'economia reale e differenziare tali attività da quelle legate all'investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali. Art. 2. (Delega al Governo) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e secondo i principi e i criteri direttivi di cui al comma 2, uno o più decreti legislativi recanti norme per la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari prevedendo il divieto esplicito, per le banche che effettuano la raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione, di svolgere attività legate alla negoziazione di valori mobiliari in genere. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 devono essere adottati in applicazione dei seguenti principi e criteri direttivi: a) prevedere il divieto per le banche commerciali, ovvero le banche che effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico, di effettuare qualsiasi attività legata alla negoziazione e all'intermediazione dei valori mobiliari, sancendo così la separazione tra le funzioni delle banche commerciali e quelle delle banche d'affari; b) prevedere il divieto per le banche commerciali di detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con i seguenti soggetti: le banche d'affari, le banche d'investimento, le società di intermediazione mobiliare e in generale tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico; c) prevedere il divieto per i rappresentanti, i direttori, i soci di riferimento e gli impiegati delle banche d'affari, delle banche d'investimento, delle società di intermediazione mobiliare e in generale di tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico di ricoprire cariche direttive e detenere posizioni di controllo nelle banche commerciali; d) prevedere un congruo periodo, comunque non superiore a un anno dalla data di entrata in vigore del primo decreto legislative di cui all'alinea, durante il quale le banche possono risolvere le incompatibilità di cui alla presente legge; e) prevedere un diverso trattamento fiscale tra le banche commerciali e le banche d'affari al fine di favorire le prime, tenuto conto della loro attività a sostegno dell'economia reale e in particolar modo in favore dei risparmiatori e delle piccole e medie imprese; f) stabilire sanzioni proporzionate e dissuasive, ivi compresa la revoca dell'autorizzazione all'attività bancaria, per le banche che non ottemperano a quanto previsto alle lettere a) , b) , c) e d) . 3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al presente articolo sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro un mese dalla data di trasmissione. 4. Decorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 3, i decreti possono essere comunque adottati. Art. 3. (Salvaguardia finanziaria) 1. Dalla presente legge e da ciascuno dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .