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per i mezzi antincendio si andrebbe da 2 milioni di euro a zero; per la manutenzione di hangar e attrezzature si passerebbe da un milione e mezzo di euro a zero; lo stesso capo di Stato maggiore della difesa, generale Enzo Vecciarelli, aveva espresso, nel corso di un'audizione in Parlamento, l'esigenza di risorse economiche adeguate; grande preoccupazione è stata manifestata anche dai rappresentanti del Cocer aeronautica che lamentano la possibilità di non riuscire a pagare neanche le utenze di luce e gas, si chiede di sapere: se quanto riportato dalla stampa e lamentato dai rappresentanti dell'Aeronautica corrisponda al vero; quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare la paralisi operativa dell'Aeronautica militare e la mortificazione delle donne e degli uomini in divisa. Atto n. 4-01513 ENDRIZZI CASTELLONE SILERI PISANI Giuseppe MARINELLO DI MARZIO MAUTONE Al Ministro della salute Premesso che: negli ultimi anni, in alcune regioni, tra cui il Veneto, per la costruzione (o anche per la ristrutturazione) di ospedali, le amministrazioni regionali e le aziende sanitarie si sono affidate alla tecnica finanziaria del cosiddetto project financing (PF) o "finanza di progetto". Con questa formula si attribuisce la possibilità ad un soggetto privato, definito "promotore", di realizzare opere pubbliche attraverso un contratto di compartecipazione pubblico-privato, in cui il privato finanzia l'opera, o una parte della stessa, in cambio di un canone e/o della gestione di servizi che, negli ospedali, riguardano in genere attività non sanitarie. Il ricorso per la costruzione di ospedali alla tecnica della finanza di progetto viene in genere giustificata con il finanziamento che assicurano i privati all'opera, per il quale è prevista e coerente, una remunerazione solo a fronte di un rischio di impresa; i contratti stipulati garantiscono invece ai soggetti privati clausole di salvaguardia che spostano ogni rischio sul contraente pubblico, il quale si impegna a coprire eventuali mancati gettiti con fondi pubblici. A fronte di ciò, a parere degli interroganti non appaiono giustificati rendimenti impliciti e garantiti che si aggirano non di rado intorno al 7-8-9 per cento, ben superiori a qualsiasi tasso di finanziamento a cui potrebbero accedere le pubbliche amministrazioni, con punte del 18-19 per cento, se si considerano tutte le circostanze previste, collocandosi addirittura oltre il tasso usurario; in base ai vincoli contrattuali sottoscritti, la suddetta tecnica del project financing determina per le aziende sanitarie costi di gestione che, in taluni casi, sono superiori rispetto alla vecchia gestione interna o rispetto al precedente sistema dell'appalto, a seconda dei contesti, del 30, 40, 50 per cento e per la durata di decenni. Risulta ancora che l'aumento di tali costi comporti pesanti squilibri nei bilanci delle relative aziende sanitarie e della stessa Regione Veneto, andando direttamente e indirettamente a ridurre le risorse per i livelli quantitativi e qualitativi dell'assistenza, con possibili sperequazioni in tali livelli tra territori diversi; a livello Eurostat, il finanziamento del privato non viene computato nel debito pubblico se il privato si accolla almeno due dei tre rischi connessi all'adozione del PF: il rischio di costruzione, il rischio di disponibilità? e il rischio di domanda. La decisione Eurostat, dell'11 febbraio 2004, prevede che i beni ( assets ) oggetto di tali operazioni non vengano registrati nei conti delle pubbliche amministrazioni, ai fini del calcolo dell'indebitamento netto e del debito, solo se c'e? un sostanziale trasferimento di rischio dalla parte pubblica alla parte privata; sulla incompatibilità della finanza di progetto nella costruzione di ospedali (rientranti nelle cosiddette opere fredde), si è duramente espressa la Corte dei cConti, la quale ha evidenziato che nelle fattispecie in esame non si generano flussi di entrate che possano sostenere correttamente il finanziamento del progetto; conseguenza di questo è la definizione di accordi che, nell'individuare flussi alternativi, scaricano tuttavia sul pubblico i rischi di impresa. In questa situazione, il project financing perde ogni sostenibilità e opportunità, costituendo per il privato una fonte di rendita garantita e per il soggetto pubblico uno strumento di elusione del patto di stabilità interno, nell'immediato, e un aumento di costi e debito pubblico per il futuro ( ex multis Corte dei conti, sezioni riunite in sede di controllo, delibera n. 15/2010 ; Corte dei conti in sezione regionale del controllo per l'Emilia - Romagna deliberazione n. 5/2012/PAR); anche in Veneto la magistratura contabile da tempo ha manifestato grandi perplessità sul sistema del project financing nell'ambito ospedaliero, evidenziandone le relative criticità. In particolare il procuratore regionale della Corte dei conti del Veneto ha avuto modo di affermare che lo strumento del project financing non è generalmente adatto per le opere cosiddette "fredde", come gli ospedali; è una operazione a "debito", il cui importo va a incrementare il debito pubblico; nei contratti della sanità veneta il privato si è assunto solo il rischio di costruzione, "per il resto si tutela bene inserendo nel contratto clausole che di fatto annullano i rischi", concordando "penali molto contenute, in qualche caso insignificanti; "in tal modo l'opera finisce di costare molto di più del previsto aggravando il debito dell'ente pubblico"; i maggiori costi di strutturazione (costi legali, tecnici e finanziari, costi assicurativi, commissioni varie) e la rigidità della struttura sono i "principali svantaggi" (Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Veneto, intervento del procuratore regionale per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2014; delibera n. 196/2018/PRSS Corte dei conti, sezione regionale di controllo per il Veneto). In particolare, la Corte dei conti ha di recente invitato a monitorare con attenzione i costi della finanza di progetto relativi alle ex aziende sanitarie n. 4 Alto Vicentino (ora incorporata nell'azienda sanitaria n. 7 Pedemontana) e n. 12 Veneziana (ora azienda sanitaria n. 3 Serenissima), costi "che al momento non trovano sufficiente copertura nei ricavi delle aziende e vengono coperti dai contributi in conto esercizio erogati dalla Regione a posteriori, in sede di individuazione della perdita di bilancio" (delibera n. 196/2018); in particolare, nel project financing di Santorso (Vicenza) il contratto prevede che i canoni (sia il "canone di disponibilità" che i canoni di noleggio come pure i canoni per la gestione dei servizi) siano rivalutati ogni anno applicando l'89,95 per cento della variazione dell'indice NIC (l'aumento generato da questa clausola è stato dal 2007 al 2012 del 12,2 per cento, cioè si è passati dai costi complessivi pari a 31.680.341 del 2007 ai 36.228.503 del 2012); infine il Codice dei contratti pubblici prevede che: