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Il Governo Lega-MoVimento 5 Stelle tronca a «soli» 50 milioni il contratto che, come Di Maio diceva orgoglioso, aveva quattro salatissime voci di spesa: leasing (81 milioni), manutenzione (31 milioni), handling (12 milioni) e addestramento (4 milioni); da aggiungere poi la riconfigurazione e la speranza comunque che non vi siano penali per il ricorso della stessa Ethiad. Di Maio e Toninelli dicevano di Renzi e del Partito Democratico: «l'esempio dell'arroganza e del potere che abbiamo mandato a casa il 4 marzo 2018» (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az); «il senso di frustrazione e rabbia sono enormi», dicevano; e continuavano, come due comici: «mi sembra che al Governo ci fosse un certo Matteo Renzi»; «sto' genio di Renzi si comprava un aereo da 150 milioni di euro; se non è cambiamento questo?»; e continuavano « Bye bye, Renzi; oggi chiudiamo un buio capitolo della nostra storia». Beh, lo avete riaperto! Cari membri del MoVimento 5 Stelle, non arrostite nemmeno un po' nel ricordare ciò che avevate promesso agli elettori? Non vi vergognate più del volo di Stato di Renzi, costato ad Alitalia 150.000 euro per andare a vedere la finale degli US Open tra Pennetta e Vinci? Signor Presidente, concludo preferendo ricordare che l'Italia, grazie ad Alitalia, rappresenta nel mondo l'eccellenza, la solidarietà e l'italianità. Rappresenta l'eccellenza, perché 1.200 tecnici svolgono attività per garantire efficienza alla flotta: nei quattro hangar dell' hub di Fiumicino e nei 33 aeroporti l'alto livello di performance e affidabilità è riconosciuto a livello internazionale per più di 110 compagnie; rappresenta la solidarietà per la divisione cargo della compagnia italiana per la fornitura di medicine e umanitaria e l'italianità per il made in Italy nel trasporto. La Lega, in conclusione, per tutto quanto detto, non può sostenere tale disegno di legge, non avendo potuto conoscerne programmi e strategie. Non crediamo che questo Governo PD-MoVimento 5 Stelle ce la possa fare e possa affrontare con lealtà di intenti il progetto Alitalia, con politici che, pur di rimanere seduti e incollati alla poltrona, dimenticano offese e dicotomie strategiche. Avete dimenticato anche il question time di un anno fa, nel quale la senatrice Lupo spalleggiava Di Maio, che dava del «narcisista» a Renzi, e i senatori Faraone - che non vedo - e Bellanova - addirittura Ministro - rischiarono di far sospendere la seduta di Assemblea per le continue e maleducate interruzioni? Noi della Lega a maggio possiamo continuare a chiedervi che fine hanno fatto queste spese. Attenti, colleghi del MoVimento 5 Stelle, perché lo steward Renzi diceva: piaccia o non piaccia, a me piace correre e da solo. Non si sa dove voglia andare, ma sicuramente non è più nella direzione in cui vogliono andare gli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto professionale industria e artigianato «Enrico Bernardi» di Padova, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1665 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, signori del Governo, ci troviamo oggi in una situazione per certi aspetti imbarazzante. Parlare di questo decreto-legge senza citare l'altro tema all'ordine del giorno per iniziativa della senatrice Lupo, la delega al Governo per il trasporto aereo, disegna l'allarmante politica industriale del Governo. Oggi interveniamo per l'ennesima volta per dare un effetto placebo a una compagnia già decotta e tecnicamente fallita. Il trasporto aereo nel nostro Paese obiettivamente anche per colpa dei Governi precedenti non si è adattato, all'entrata in vigore dei tre pacchetti che la Comunità economica europea aveva introdotto nel corso degli anni Ottanta e Novanta. Ancora oggi in quest'Aula si parla di compagnia di bandiera, ma non esistono più le compagnie di bandiera (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC): oggi si parla di compagnie comunitarie. Signori del Governo, colleghi e colleghe, oggi la competizione non è tra questa compagnia e un'altra, ma tra un sistema e un altro. Analizziamo il nostro: i dati di traffico del 2019 dicono che 193 milioni di passeggeri hanno volato nel nostro Paese. La concentrazione principale - non può che essere così - è sui sistemi di Milano (con 35 milioni), Roma (49 milioni) e Venezia (14); siamo oltre il 70 per cento dell'intero trasportato su sistemi aeroportuali. Per avere come riferimento sistemi aeroportuali competitivi, citiamo Francoforte, che da sola fa 80 milioni di passeggeri all'anno - il più grosso sistema italiano ne fa 49, tanto per dare alcuni parametri - con una compagnia che non è l'Alitalia, ma Lufthansa. Ora, quando Francoforte è arrivata a saturazione, è stato creato il secondo hub a Monaco di Baviera: siamo sui 50 milioni di passeggeri, ancora superiori al massimo dell' hub italiano che fa più traffico, ossia Roma. Come siamo messi nel nostro Paese? Abbiamo due mini- hub : Roma, con 49 milioni di passeggeri, e Malpensa. L' hub - per chi capisce un po' di trasporto aereo - è il centro di un sistema che viene alimentato da aeroporti satellitari. Uno dei nostri due mini-centri è fuori dal baricentro, perché Malpensa è dappertutto fuorché al centro di un hub . Non sono state fatte negli anni scelte di politica industriale precise. Si è sbagliato obiettivamente nel mantenere aperto, ad esempio, Linate e nel voler lanciare il mini- hub di Malpensa, con il risultato che le principali compagnie europee, in seguito alla terza liberalizzazione della fine degli anni Ottanta, hanno continuato - e continuano tutt'ora - a drenare traffico interessante, quello di prosecuzione: da Linate si va a Parigi, Londra, Amsterdam, Francoforte e Madrid, da dove poi si prosegue. La nostra sgangherata compagnia nazionale, Alitalia, non riesce a essere competitiva a trecentosessanta gradi e su tutti i fronti rispetto a queste compagnie. Ci vogliono alleanze, ma le abbiamo fallite tutte: tutte quelle fatte negli ultimi anni da Alitalia sono state un fallimento. Attualmente Alitalia brucia 700.000 euro al giorno, ogni giorno che Dio manda in terra. Signori del Governo, mi aspettavo che oggi ci fosse la signora Ministro. Infatti, al di là del cinguettare dalle televisioni sui dati delle elezioni in Emilia-Romagna, avrebbe dovuto dirci quali intenzioni ha su Alitalia e dove ci vuole portare. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Anche questi 400 milioni di euro che stiamo assegnando ad Alitalia, senza un piano industriale e un disegno, sono soldi buttati nel pozzo.