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promuovendo un approccio integrato alle fenomenologie della violenza, al fine di garantire il riconoscimento delle diverse dimensioni della violenza nei confronti delle vittime, a livello relazionale, fisico, psicologico, sociale, sessuale, culturale ed economico; e della quota di contribuzione al finanziamento dei percorsi di recupero di cui all'articolo 8, comma 2- bis , del decreto- legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, e all'articolo 282- quinquies del codice di procedura penale, come introdotti dagli articoli 2 e 3 della presente legge, secondo quanto stabilito dall'articolo 4. 3 I centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere possono essere costituiti da: a enti locali, in forma singola o associata; b associazioni il cui scopo sociale preveda il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere, che abbiano al loro interno competenze specifiche in materia di violenza di genere e recupero degli uomini autori di violenza, con personale specificamente formato; c soggetti di cui alle lettere a) e b) , di concerto, d'intesa o in forma consorziata. 4 I centri per il recupero degli uomini autori di violenza operano in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali, tenendo al contempo conto delle necessità fondamentali per la protezione delle persone che subiscono violenza, anche qualora svolgano funzioni di servizi specialistici, e in particolare con la rete integrata dei centri antiviolenza e delle case-rifugio di cui all'articolo 5- bis , comma 4, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119. 5 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, destinatarie delle risorse oggetto di riparto ai sensi del comma 2, presentano al Ministro delegato per le pari opportunità, entro il 30 marzo di ogni anno, una relazione concernente le iniziative adottate nell'anno precedente a valere sulle risorse medesime. 6 Sulla base delle informazioni fornite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano di cui al comma 5, il Ministro delegato per le pari opportunità presenta alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato di utilizzo delle risorse stanziate ai sensi del presente articolo. 2 (Ammonimento del questore e obbligo di frequenza di percorsi di recupero per uomini autori di violenza) 1 Ai soggetti che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, autori di violenza domestica e di genere si applicano le misure di prevenzione personali del questore previste dal capo I del titolo I del libro I del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 2 All'articolo 8 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2-bis . Il questore dispone, nei confronti del soggetto ammonito per azioni di violenza domestica e di genere, l'obbligo di partecipazione a specifici percorsi di recupero di cui al quinto comma dell'articolo 165 del codice penale per un periodo non inferiore a otto mesi, con l'obbligo di notifica all'ufficio del questore della partecipazione ai medesimi percorsi, in particolare attraverso la notificazione dall'avvio della stessa con la presa in carico del soggetto ammonito, dell'attestazione di partecipazione al percorso con frequenza almeno settimanale e di ogni eventuale anomalia dovesse riscontrarsi da parte del soggetto nell'ambito della partecipazione al percorso di recupero. In caso di mancata attestazione di partecipazione a tali percorsi di recupero da parte del soggetto ammonito o di valutazione negativa all'esito della partecipazione agli stessi percorsi, il questore procede alla proposta, nei confronti del soggetto ammonito, della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza o, qualora le circostanze lo richiedano e ciò sia conforme alle esigenze di tutela del soggetto per la tutela del quale si è proceduto all'ammonimento, di una delle altre misure previste dal codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 ». 3 (Percorso di recupero nelle fasi antecedenti il giudizio) 1 Dopo l'articolo 282- quater del codice di procedura penale è inserito il seguente: « Art. 282- quinquies – (Percorso di recupero nelle fasi antecedenti il giudizio) – 1. Il giudice, qualora si proceda per i delitti di cui agli articoli 572, 609- bis , 609- ter , 609- quater , 609- quinquies , 609- octies e 612- bis , nonché agli articoli 582 e 583- quinquies nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, del codice penale, prescrive all'imputato destinatario dell'applicazione di misure cautelari la partecipazione a specifici percorsi di recupero di cui al quinto comma dell'articolo 165 del codice penale per un periodo non inferiore a otto mesi, con frequenza almeno settimanale. La violazione dell'obbligo di cui al presente articolo, o la valutazione negativa nei confronti dell'imputato all'esito del percorso di recupero, configura trasgressione alle prescrizioni inerenti a una misura cautelare ai sensi dell'articolo 276. In caso di cessazione o revoca delle misure cautelari disposte per i delitti di cui al primo periodo, cessa contestualmente l'obbligo di partecipazione ai percorsi di cui al medesimo periodo, anche anticipatamente rispetto agli otto mesi previsti ». 4 (Oneri per la partecipazione ai percorsi di recupero) 1 La partecipazione ai percorsi di recupero di cui all'articolo 8, comma 2- bis , del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, e all'articolo 282- quinquies del codice di procedura penale, come introdotti dagli articoli 2 e 3 della presente legge, è subordinata al versamento di un contributo da parte del soggetto ammonito o destinatario delle misure cautelari di cui ai medesimi articoli. 2 L'entità del contributo di cui al comma 1 è determinata dal decreto di cui all'articolo 1, comma 2. Con il medesimo decreto, valutati tutti gli elementi di cui alle lettere da a) a d) del medesimo comma 2, sono determinate le modalità attraverso le quali il contributo costituisce fonte ulteriore di finanziamento dei centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere. 3 Ai fini della determinazione dell'entità del contributo si tiene conto della situazione personale dei soggetti di cui al comma 1.