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Agli istituti del sistema nazionale di istruzione beneficiari delle erogazioni liberali per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti è erogato, in un'unica soluzione, il 90 per cento delle erogazioni liberali annualmente iscritte sul Fondo di cui all'art. 3, comma 4. 2. Con successivo decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca viene definito lo schema di convenzione che ciascuna istituzione scolastica beneficiaria di erogazioni liberali per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti deve stipulare con il relativo ente locale proprietario dell'immobile oggetto dell'intervento. 3. Ciascuna istituzione scolastica di cui al comma 2 del presente articolo eroga le risorse all'ente locale nel quale ha sede l'edificio scolastico oggetto dell'intervento secondo gli stati di avanzamento dei lavori debitamente certificati, ai sensi della convenzione di cui al comma 2. 4. Agli istituti del sistema nazionale di istruzione che beneficiano delle erogazioni di cui al comma 1 in misura inferiore al valore medio nazionale per alunno è riservato il 10 per cento delle somme annualmente iscritte sul fondo di cui all'art. 3, comma 4. Il predetto 10 per cento è ripartito tra le istituzioni del primo periodo, con prioritario riferimento a quelle che percepiscono, ai sensi del comma 1, una somma minore per alunno, ed assicurando, a tutte le istituzioni destinatarie, uno stesso importo per alunno, tra le erogazioni di cui al comma 1 e quelle di cui al presente comma»; considerato che ad oggi il Ministero non ha ancora provveduto a dare attuazione al comma 2 dell'art. 5 del decreto ministeriale 8 aprile 2016 per la definizione dello schema di convenzione tra l'istituto scolastico beneficiario dell'erogazione liberale e dell'ente proprietario dell'immobile; considerato che pertanto tali somme sono attualmente depositate nei bilanci degli istituti scolastici beneficiari delle erogazioni liberali, ma non possono essere trasferiti all'ente locale proprietario dell'edificio in quanto non ancora definito lo schema di convenzione con decreto del Ministero dell'istruzione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali provvedimenti intenda assumere al fine di dare concreta attuazione alle previsioni, di cui alla legge n. 107 del 2015, ed in particolare all'art. 5, comma 2, del decreto ministeriale 8 aprile 2016, per consentire alle istituzioni scolastiche beneficiarie di erogazioni liberali di realizzare nuove strutture tramite il trasferimento di risorse all'ente locale, proprietario dell'immobile e di avviare, di conseguenza, gli interventi di realizzazione di nuove strutture scolastiche, manutenzioni e potenziamento di quelle esistenti, così come previsto dalla legge n. 107 del 2015. Atto n. 4-00535 GINETTI GRIMANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che con atto 4-00328, a firma Grimani e Ginetti, veniva presentata un'interrogazione al Ministro in indirizzo con la quale si chiedeva di sapere quali iniziative intendesse mettere in atto per assicurare che i futuri assetti proprietari consentissero di proiettare nel futuro il sito industriale Acciai speciali Terni, strategico per l'intero Paese e se fosse stato disponibile ad un confronto con le istituzioni e le parti sociali per individuare e attuare le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia, e in Umbria in particolare, a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito ternano; ricordato che: il 29 giugno 2018 l'indiana Tata Acciai e la tedesca ThyssenKrupp hanno annunciato la fusione delle loro attività europee, dando vita al secondo colosso europeo nel mercato dell'acciaio piano dopo ArcelorMittal, creando un soggetto da 21 milioni di tonnellate prodotte ribattezzato ThyssenKrupp Tata Steel, con sede in Olanda; con le fusioni già effettuate e con altre operazioni in corso, compresa la programmata acquisizione dalla procedura di amministrazione straordinaria di Ilva da parte di ArcelorMittal, i due gruppi potrebbero arrivare a controllare il 50 per cento del mercato continentale; la principale controllata in Italia di ThyssenKrupp è Acciai speciali Terni (AST), dove sono presenti gli impianti che sfornano circa un milione di tonnellate di acciai speciali all'anno coprendo l'intero ciclo di produzione in modo integrato, dalla fusione fino all'imballaggio, occupando oltre 2.000 dipendenti diretti; lo stabilimento ternano, esempio di un moderno sviluppo industriale, è stato oggetto di un accordo sottoscritto presso il Ministero dello sviluppo economico il 3 dicembre 2014, che, oltre a prevedere una razionalizzazione con 300 mobilità volontarie, ha riconfermato la strategicità del sito attraverso il mantenimento della struttura produttiva dell'azienda e l'attività core business basata su due forni fusori; considerato che: il tavolo di confronto sul futuro di tali assetti con le istituzioni e le parti sociali è stato convocato in data 18 settembre 2018 alla presenza della sola dirigenza dell'azienda e non anche con i proprietari; vi è la necessità che il Governo nazionale si renda disponibile ad un confronto con la proprietà ThyssenKrupp, le istituzioni e le parti sociali al fine di individuare le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia, in Umbria in particolare, a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito di Terni in cui si collocano competenze e specificità tecnologiche relative agli acciai speciali che lo rendono uno tra i compendi produttivi più avanzati e competitivi in Europa; tale incontro confronto si rende ancor più necessario ed urgente in relazione alle recenti vicende legate alla governance societaria di ThyssenKrupp che ha visto le dimissioni quasi contestuali dell'amministratore delegato Heisinger e del presidente del consiglio di sorveglianza Lehner, anche in riferimento alla fusione con Tata Steel, da cui AST è rimasta fuori, ed alle dichiarazioni di procedere alla vendita del compendio ternano; preso atto che il Governo tedesco, nella persona della cancelliera Merkel e del governatore del Land Nord Reno-Westfalia che siede nel board di ThyssenKrupp, si è già espresso inequivocabilmente a favore di una continuità industriale su ampie basi, con il rischio di indebolire la posizione di AST rispetto alla cessione prospettata; valutato che in un mercato oligopolistico quale quello dell'acciaio, AST e l'acciaio a Terni hanno una prospettiva solo se inseriti nel contesto delle attività di un player industriale che ne possa valorizzare le specificità; considerato che in data 2 agosto 2018 si è svolto presso la presidenza della Regione Umbria un incontro per discutere i temi rappresentati e che sono state unanimemente condivise dalle istituzioni locali (Regione, Comune e Provincia di Terni), dalle parte sociali e dai parlamentari presenti le preoccupazioni relativamente alla tenuta occupazionale ed allo sviluppo del comparto siderurgico del Paese, si chiede di sapere: