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a questo punto, sfruttando le informazioni ottenute per contattare potenziali clienti, e lucrando sulle commissioni, i titolari dei centri chiamate potevano ricavare fino a 400 euro per ogni nuovo contratto stipulato. La mole degli illeciti proventi, da spartirsi poi fra tutti i partecipanti alla filiera criminale, era quindi ingente: decine di migliaia di euro ogni mese; i reati di cui il gruppo di soggetti si è reso responsabile vanno dall'accesso abusivo a sistemi informatici alla detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso (con l'aggravio di aver colpito sistemi di pubblico interesse); dalla violazione della legge sulla privacy , alla diffusione illecita di dati personali; considerato che: le data room , utilizzate in diversi contesti commerciali, sono impiegate nel caso in cui più soggetti debbano condividere e conservare una grande quantità di informazioni riservate inerenti all'offerta di servizi o beni in vendita. Un tempo vere e proprie stanze sorvegliate, sono state riprodotte, da quando le innovazioni tecnologiche lo hanno reso possibile, in ambiente cloud : le virtual data room consistono in un sito, una piattaforma o comunque uno spazio digitale riservato il cui accesso sia consentito solo ad un numero definito di soggetti, ai quali viene fornita una chiave sicura che consente la consultazione e il download dei dati conservati, senza dover rispettare turni di consultazione; nel settore della fornitura di servizi essenziali e, in particolare, dei servizi di telecomunicazione, le data room raccolgono informazioni riservate, messe in comune dagli operatori di settore, per la gestione della cosiddetta portabilità e della manutenzione della rete; tali dati sono gestiti in Italia da TIM, manutentore dell'infrastruttura di rete e, soprattutto, dell'ultimo tratto dell'infrastruttura stessa (l'"ultimo miglio"), che arriva al singolo utente consumatore, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano assumere iniziative, anche di carattere normativo, volte a prevedere procedure maggiormente rigide in materia di protezione dei dati personali, scongiurando il ripetersi di eventi come quelli descritti i quali vanno, inoltre, a ledere la libera concorrenza e la trasparenza del mercato; se non ritengano necessario adoperarsi affinché siano disposti gli opportuni controlli in merito ai sistemi informatici di tutte le piattaforme che conservino dati di cittadini, enti e imprese italiane, così garantendo il buon funzionamento delle infrastrutture stesse oltre alla corretta applicazione della normativa corrente in materia. Atto n. 4-03803 LANNUTTI GIANNUZZI NATURALE MAIORINO PISANI Giuseppe VANIN GALLICCHIO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: in data 28 febbraio 1998 l'ente Poste italiane è stato trasformato in società per azioni, con quote per circa il 30 per cento appartenenti al Ministero dell'economia e delle finanze e per il 35 per cento a Cassa depositi e prestiti; Poste italiane SpA possiede una vasta rete di presidio territoriale, composta da circa 13.000 uffici postali e da 16 centri di meccanizzazione, nei quali lavorano nel complesso circa 130.000 dipendenti; è arrivata agli interroganti da parte di un cittadino, il signor V.D., residente nella città di Melfi (Potenza), la seguente segnalazione: mercoledì 1° luglio e giovedì 2 luglio 2020, presso gli sportelli degli unici due uffici di Poste italiane presenti in città egli non ha potuto ritirare la pensione del padre, il signor A.D., che viene ogni mese accreditata sul libretto postale ordinario, emesso da Cassa depositi e prestiti SpA e collocato da Poste italiane. In entrambi gli uffici postali, infatti, i prelievi allo sportello con operatore erano stati bloccati per mancanza di liquidità. Negli stessi due giorni, era però possibile prelevare il contante allo sportello automatico; a causa della mancata erogazione della pensione, in quei due giorni il signor A.D., non possedendo la "carta libretto" per ritirare del contante allo sportello automatico, è dovuto ricorrere a un prestito del figlio per fare la spesa; solo recandosi una terza volta presso l'ufficio postale il signor V.D. ha potuto ricevere allo sportello 600 euro da consegnare al padre, somma equivalente non all'ammontare della pensione, ma come residuo di incassi ricevuti quella mattina dall'ufficio postale; considerato, inoltre, che: dal mese di aprile, al fine di contenere il rischio epidemiologico da COVID-19 e disciplinare gli accessi del pubblico agli uffici postali, con l'ordinanza del capo del Dipartimento della protezione civile n. 652 del 19 marzo 2020, è stato disposto che il pagamento delle prestazioni pensionistiche da parte di Poste italiane SpA sia anticipato; come disposto dalla stessa azienda "al fine di consentire a tutti i beneficiari dei pagamenti di recarsi presso gli uffici postali in sicurezza e nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19, con l'Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile è stata estesa anche al mese di luglio l'anticipazione del pagamento delle rate di pensione, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, che avverrà secondo i seguenti scaglioni, suddivisi in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione". Pertanto, coloro che potevano ritirare la pensione di luglio solo in contanti presso un ufficio postale potevano presentarsi già dal 24 giugno agli sportelli, rispettando la turnazione alfabetica; quando, dopo aver tentato, senza successo, di ritirare la pensione del padre, il signor V.D. ha deciso di chiedere spiegazioni al responsabile dell'ufficio postale dove è depositato il libretto ordinario del signor A.D., la direttrice dell'ufficio si è unicamente limitata a confermare che l'operazione non sarebbe stata possibile a causa della mancanza di liquidità, dovuta all'erogazione anticipata delle pensioni, benché fuori dall'ufficio i clienti delle Poste potessero continuare regolarmente a ritirare contante con il bancomat , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se, nell'ambito delle proprie competenze, non ritengano opportuno adoperarsi affinché non si verifichino più tali disservizi a danno degli utenti di Poste italiane SpA, al fine di garantire il dovere all'erogazione della pensione e al diritto di riceverla nei tempi previsti dalla legge. Atto n. 4-03804 SACCONE MALLEGNI MOLES Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 22 giugno 2020 sul proprio blog Beppe Grillo ha pubblicato un articolo nel quale, dopo aver definito quello di Open Fiber come un "esperimento completamente fallito", si è schierato a favore della creazione di una rete unica, indicando i passaggi secondo lui necessari per giungervi. Fra questi: "Fare entrare Cdp in Tim con un'ulteriore cifra del capitale che deve essere pari a quella di Bollorè (circa il 25%)";