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abbiamo chiesto l'estensione del credito d'imposta previsto per alcune zone economiche, per il Sud, anche ai grandi porti del Nord. Che cosa abbiamo ottenuto? Semplicemente che la montagna ha partorito un topolino. Il cosiddetto decreto semplificazione parla di tutto ma cambia la vita davvero a pochi, pur occupandosi, come dicevo prima, di qualcosa per cui servirebbe un'enciclopedia per quanti volumi abbiamo dovuto trattare con tanta pazienza nelle Commissioni. Abbiamo parlato del codice degli appalti, del demanio delle acque interne, di scuola, di agricoltura, di ordini forensi, delle trivelle, per le quali ci siamo incredibilmente arenati. Abbiamo parlato della pubblica amministrazione, delle PMI, della tracciabilità dei rifiuti, dei medici, dell'Alitalia, degli enti locali, dei veterinari, dei concorsi pubblici. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 20,17) ( Segue RUSPANDINI). Fatemi dire due parole sull'Alitalia: vi sembra questo il modo di affrontare una questione come questa? Senza farci capire se esista la pianificazione di una strategia nazionale del trasporto aereo, del nostro sistema aeroportuale? Abbiamo visto - mentre qualcuno ride - stralciare fino all'ultimo istante due terzi degli emendamenti da noi presentati. Il decreto semplificazione ci ha lasciato un giudizio positivo per pochissime questioni, per il piccolo fondo per le PMI creditrici nei confronti dello Stato (che abbiamo chiesto di raddoppiare), per il tentativo positivo di mettere ordine nel caos delle licenze degli NCC e dei balneari. Abbiamo apprezzato gli aiuti a Rigopiano e la norma sull'etichettatura con la quale si indica finalmente l'origine dei prodotti. Il resto è propaganda elettorale. Avremmo voluto votare a favore ma manca un ingrediente che per Fratelli d'Italia è fondamentale: il coraggio. Per questo il Gruppo Fratelli d'Italia si astiene su questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FdI) . MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, il decreto-legge al nostro esame arriva in Aula in ritardo, com'è noto, dopo che l'Aula è stata bloccata per più settimane. Un decreto trasformato in omnibus , a serio rischio di costituzionalità, come abbiamo visto, rischio evitato in extremis dalle improponibilità e inammissibilità comunicate dalla Presidenza del Senato. La verità è che è in atto una campagna elettorale strisciante, una competizione tra forze di maggioranza sempre più antitetiche. Siamo stati bloccati a lungo mentre si cercavano mediazioni sempre più al ribasso. Il decreto-legge ha un titolo di sicuro effetto, in questo siete francamente bravi - dignità, sicurezza, spazza corrotti - ma dietro il titolo, anche in questo caso, nulla. Vi sfido anche questa volta a trovare che cosa possa giustificare il nome di semplificazione. Ieri è stato autorevolmente ricordato, in quest'Aula, l'articolo 77 della Costituzione ed il richiamo della Corte del 2012: nelle leggi di conversione non possono essere inserite norme assolutamente ultronee rispetto al testo del decreto-legge. Ed invece il testo è cresciuto e lievitato di pari passo agli appetiti del Governo, intenzionato a far rientrare tutto quanto era stato tenuto fuori dalla legge di bilancio per le vicende della trattativa con Bruxelles a tutti note. Nelle Commissioni riunite sono state approvate 61 pagine di emendamenti, la stragrande maggioranza dei quali valutati inammissibili dalla Presidenza del Senato, che questa volta ringrazio per la meticolosità del lavoro, credo anche supportata da autorevolissima moral suasion. Qui c'è un problema, che è quello di comunicazione tra i Presidenti delle Commissioni e la Presidenza del Senato: non possiamo per tre settimane votare emendamenti poi ritenuti inammissibili in Aula. Sono così scomparsi microinterventi, indegne mance, norme ad personam , provvidenze dovute a questo o a quel parlamentare per campagna elettorale. Qualche esempio? Un favore ad un operatore della logistica genovese, la modifica del CDA di ENAC per nominarne uno gradito al nuovo Presidente nominato solo dieci giorni fa, in coerenza con lo spoil system già esercitato su Ferrovie e su ANAS, di cui credo che il Governo sarà chiamato a rispondere dalla Corte dei conti; il potenziamento di Equitalia, non più ritenuto il diavolo come mesi fa, da quando l'amministratore delegato è di vostra nomina; persino un posto in più nell'organico del Ministero dell'interno; la pericolosissima deroga di tre anni concessa per l'adeguamento alla norma di sicurezza degli impianti antincendio nelle scuole, dove vivono i nostri figli, i bambini; l'incentivo alle un tempo odiate auto blu; la cancellazione del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo e persino l'agghiacciante favore alle concessionarie, tra cui quelle autostradale e all'Aspi (a luglio bisognava togliere la concessione, oggi con un emendamento - poi per fortuna dichiarato inammissibile - in Commissione era stata approvata la deroga per le autostrade, tra cui l'Aspi, all'applicazione del codice degli appalti, evitando così il fastidio per loro di assegnare i lavori attraverso la gara). Altro che decreto semplificazioni: decreto complicazione, con molte norme ispirate solo da desiderio di potere, da voglia di occupare, con operazioni di sfacciato clientelismo, ogni spazio possibile. Un vero e proprio assalto alla diligenza. Ma qualcosa di buono c'è ed è grazie al PD - lo ha ricordato questa mattina il presidente Marcucci - ed è la cancellazione dello sbagliatissimo raddoppio dell'Ires sul no profit , un errore vostro nella legge di bilancio subito nominato «tassa sulla bontà». Vi diamo atto, su questo, di aver votato insieme a noi in Commissione prima e in Aula poi, un buon segnale, purtroppo episodico ed isolato, di corretta dinamica maggioranza-opposizione nell'interesse dei cittadini. Abbiamo convenuto insieme di evitare correzioni spot al codice degli appalti, una buona legge che certamente merita check-up e correzioni - sono il primo a dirlo - ma non certo stravolgimenti. Avete però bocciato il nostro emendamento volto a cancellare l'aumento della soglia al di sotto della quale è possibile affidare lavori senza gara, una norma inserita nottetempo nella legge di bilancio, di cui Cantone ha detto che favorirà la corruzione. Quanto ipocrite suonano le parole di Bonafede e il decreto spazza corrotti, quando poi invece esiste uno iato evidente tra le vostre affermazioni e le vostre azioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Ho già detto degli NCC e non mi dilungherò. Vi eravate impegnati ad affrontare il tema con una legge ad hoc , l'avevate presentata alla Camera e poi, mentre faceva il suo iter , l'avete rovesciata integralmente in questo decreto. Per pagare un dividendo politico ai tassisti, in particolare romani, schierati con la Raggi in campagna elettorale, colpite un settore che non è fatto solo di Uber o di grandi società, ma da tanti lavoratori autonomi, piccoli imprenditori che hanno investito soldi per poter lavorare. Le trivelle, un bluff clamoroso: