[resaula]

Uno dei suoi usi lo chiarisce il caso della Norddeutsche Landesbank, che forse c'entra poco effettivamente con la discussione odierna, a parte il fatto che per questa storia del fare "due pesi e due misure" già sapete che abbiamo un conto di un miliardo di euro da pagare per salvare una delle nostre banche (ma non facciamo nomi a mercati aperti). Essa serve a condizionare le dinamiche economiche dei Paesi, a istituzionalizzare il metodo dei "due pesi e due misure", a far sì che un Paese del Nord - la Germania - possa continuare a salvare con soldi pubblici le sue banche; serve a massacrare noi quando cerchiamo di porre rimedio alle situazioni di crisi che si creano nel nostro Paese. A questo serve. La domanda allora è una sola: cari colleghi, per quanto possiamo continuare ad accettare questo sistema, in cui - l'ho già detto, ma lo ripeto - non si riesce neanche a capire quale sia l' iter di normative (prendiamo come esempio quella sul MES) che riguardano molto da vicino noi e il futuro dei nostri figli, mentre - di converso - viene strettamente procedurizzato con date limite e ultimatum (in modo da creare quella simpatica tensione sui mercati che ci tiene svegli) il processo di elaborazione della legge di bilancio, che invece dovrebbe essere un atto quantomeno di autonomia l'atto massimo della potestà legislativa di un Paese? Non lo so. È una domanda che vi pongo. Ci si è accaniti sulle assurdità ancora presenti nel disegno di legge di bilancio in esame; pensiamo però a quelle che sono state tolte, ad esempio al tentativo di riformare, per emendamento, il sistema delle autorità indipendenti, roba che sinceramente gridava vendetta al cielo e, grazie a Dio, i Presidenti di Commissione e di Assemblea hanno ritenuto di dichiarare inammissibili porcherie di quel tipo. Non voglio però accanirmi contro questa maggioranza. In questo momento si avvicina il Natale e io vi scuso per aver scritto una legge di bilancio così abominevole. Non vi scuso però per il fatto che continuate a rinviare un dibattito e una riflessione sul tema vero: l'Unione europea ci serve o no? Se poi vogliamo decidere che il tema vero è quanti pezzi abbia un'automobile, io mi documenterò e sarò lieto di avere un franco dibattito con il collega che mi ha preceduto. Secondo me, però, in un giorno come questo, il tema istituzionale del motivo per cui ci serve la "tonnara" in cui ci siamo lietamente infilati va evocato per due motivi. Anzitutto, perché c'è chi ne sta uscendo e perché noi ci siamo ancora dentro; in secondo luogo, perché tutte le aporie che voi state incontrando nel gestire, da maggioranza rissosa, divisa inconcludente e incapace di governare questo Paese, alla fine sono riconducibili non a vostri limiti personali (ho il massimo rispetto per la vostra capacità politica ed esperienza), ma alle aporie del sistema su cui voi continuate a non voler riflettere e anche a voler negare agli altri il diritto di farlo! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E questo, purtroppo, non vi sarà perdonato non tanto dal Gruppo cui appartengo, ma dagli elettori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dell'Olio. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, il disegno di legge di bilancio in discussione in questi giorni in Assemblea contiene un ampio bagaglio di misure importanti per il Paese, i cittadini e le imprese. In tanti hanno parlato dei punti più famosi della legge, tra cui il blocco dell'aumento dell'IVA, una misura che si vorrebbe far passare inosservata, ma che, di fatto, è una riduzione di 23 miliardi di euro di tasse che avrebbe altrimenti inciso, in media, per 540 euro sulle famiglie. Ci sono poi misure di supporto al mondo della sanità e tanti altri interventi che non sto qui a ripetere, in quanto sono stati già ampiamente illustrati dai colleghi che mi hanno preceduto. Vorrei focalizzarmi su qualcosa che spiega come il MoVimento 5 Stelle si stia muovendo al Governo, in un solco che è continuo e ha un suo senso perché occorre rimettere in sesto questo Paese, giorno dopo giorno, legge dopo legge, manovra finanziaria dopo manovra finanziaria. Non ci si può attendere di risollevare il Paese nel corso di un solo esercizio o anche di una sola legislatura, né si può pensare di farlo in fretta. Occorre farlo partendo dai mattoni fondamentali di un Paese. E i mattoni sono le persone. Occorre rimettere al centro la persona, restituendole la dignità e la garanzia della tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, in perfetta linea di continuità con quanto il MoVimento 5 Stelle ha iniziato a fare nella scorsa manovra. Che accanto a noi ci sia il partito x o il partito y non interessa. Gli interessi degli italiani vengono prima di qualsiasi idea o rivalità politica (Applausi dal Gruppo M5S) e a noi del M5S interessa solo conseguire i risultati utili per gli italiani. L'anno scorso il decreto-legge dignità e reddito di cittadinanza hanno cominciato a dare risposte al problema della povertà e della precarietà con inequivocabili successi, al di là di qualche strepito strumentale e pretestuoso. Come ha recentemente ricordato l'INPS, a soli sei mesi dall'introduzione il reddito di cittadinanza ha determinato una riduzione del 60 per cento del tasso di povertà. I dati sull'incremento dei contratti stabili, nel corso dei mesi, sono sempre più incoraggianti. La rete di protezione nei confronti dei più deboli, degli ultimi, dei penultimi, di quelli lasciati ai margini per troppi anni, sta progressivamente funzionando. Come abbiamo sempre detto, avremmo iniziato dagli ultimi e dai bisogni essenziali delle persone, per poi risalire verso chi sopravvive, ma potrebbe vivere meglio, per continuare poi con il supporto alle persone e alle famiglie con azioni in altri ambiti oltre quelli della sussistenza. Ecco, quindi, che con questa manovra proseguiamo il lavoro a beneficio delle famiglie, con un'azione organica: 600 milioni in più nel 2020 per potenziare bonus bebé e bonus asili nido; congedo parentale che passa da cinque a sette giorni (avremmo voluto fare di più ma questioni economiche non ce l'hanno permesso); 2 miliardi nel biennio successivo per finanziare l'assegno unico familiare e alimentare la fiducia di tante mamme e papà, ma anche di tante giovani coppie che torneranno a guardare al futuro con rinnovata fiducia. Per la disabilità, altro tema sensibile che riguarda tante nostre famiglie, la legge di bilancio stanzia 580 milioni aggiuntivi nel triennio per istituire un nuovo Fondo per la disabilità e la non autosufficienza. Ma, allo stesso tempo, si prevedono ulteriori finanziamenti a favore di altri tre fondi ad hoc : quello per la tutela del diritto al lavoro dei disabili, quello per il trasporto disabili e quello per i caregiver . Quando si parla delle famiglie, poi, non possiamo tacere le sofferenze, le speranze e le attese che contraddistinguono le coppie che non possono avere figli.