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In tal modo i prefetti, titolari delle contabilità speciali, potranno utilizzare le risorse a disposizione oltre il termine del 31 dicembre 2013, evitando che le stesse costituiscano, alla chiusura dell'esercizio in corso, economia di bilancio, con conseguente impossibilità di provvedere alla realizzazione delle attività previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in via di definizione. Art. 4. -- (Proroga di termini in materia di infrastrutture e trasporti) Comma 1. La disposizione proroga al 31 dicembre 2014 il termine entro cui dovrà essere adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti il regolamento di definizione della disciplina dei corsi di formazione per gli addetti al salvamento acquatico, previsto dall'articolo 15, comma 3- quinquies , del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14. L'attuale termine di adozione scade al 31 dicembre 2013, sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 giugno 2013, in attuazione dell’articolo 1, commi 388 e 394, legge 24 dicembre 2012, n. 228. La proroga disposta è volta a preservare la possibilità di introdurre uno strumento di disciplina che si pone a garanzia e tutela della sicurezza e della salvaguardia della vita umana in acqua. La materia del salvamento acquatico, pur essendo oggetto di alcune disposizioni (fogli d'ordine e circolari) concernenti le acque marittime, originate tra il 1929 e il 1984, dall'allora Amministrazione della marina mercantile, si presta ad un intervento per via regolamentare, data l'assenza di una espressa previsione di riserva di legge. Anche a fronte di richieste di nuovi soggetti, finalizzate a svolgere corsi per l'abilitazione al salvamento, si è posta la necessità di disporre l'introduzione di una normativa organica, di rango regolamentare, finalizzata alla individuazione degli organismi legittimati alla formazione, al salvamento ed al rilascio delle relative abilitazioni. La disposizione di proroga, inserita con la tecnica della novella, non riproduce il secondo periodo del comma 3- quinquies dell'articolo 15 del decreto-legge n. 216 del 2011, concernente il divieto di rilascio di nuove autorizzazioni allo svolgimento delle relative attività fino alla data di entrata in vigore della suddetta disciplina, in considerazione del particolare carattere eccezionale di tale disposizione. Comma 2. Si prevede la proroga dal 31 dicembre 2013 al 31 dicembre 2014 del termine per l'aggiornamento dei diritti aeroportuali al tasso di inflazione programmato, applicabile ai soli aeroporti che non hanno ancora sottoscritto il contratto di programma. I complessi meccanismi previsti per la determinazione dell'aggiornamento comportano che, di fatto, l'aggiornamento avvenga in ritardo rispetto all'inizio dell'anno di riferimento, rendendo necessaria la proroga del termine. Ciò anche in considerazione del fatto che, nelle more della completa operatività dell'Autorità di regolazione dei trasporti di cui al decreto-legge n. 201 del 2011, ad oggi risulta ancora in corso l' iter istruttorio finalizzato alla stipula di una serie di contratti di programma tra ENAC e gestore relativi agli scali di Genova, Olbia, Firenze e Bergamo. Comma 3. La disposizione proroga al 31 dicembre 2014 la decorrenza dell'obbligo, per le autoscuole, di adeguare il parco veicolare alle caratteristiche previste dalla direttiva 2006/126/CE sulle patenti di guida, entrata in vigore il 19 gennaio 2013, in considerazione dell'investimento di notevole entità a carico delle imprese, soprattutto in un periodo di grave crisi economica. Peraltro, in mancanza di tale proroga molti operatori del settore dovranno cessare l'attività, atteso che l'articolo 123, comma 9, lettera b), del codice della strada prevede che la competente provincia debba revocare l'autorizzazione a svolgere attività di autoscuola quando «venga meno l'attrezzatura tecnica e didattica» della stessa. Infatti le autoscuole, hanno l'obbligo -- previsto dall'articolo 123 del codice della strada -- di avere la proprietà dei beni aziendali e, quindi, anche del parco veicolare con cui effettuano le esercitazioni e gli esami per il conseguimento delle patenti di guida, e hanno quindi l'obbligo di avere in proprietà veicoli con le caratteristiche previste dalla nuova direttiva, entrata in vigore il 19 gennaio 2013. In particolare, le scuole guida devono procedere all'acquisto di almeno nove nuovi veicoli, di cui quattro veicoli a due ruote, un quadriciclo, un autocarro di massa complessiva compresa tra 3,5 e 7,5 tonnellate con relativo rimorchio ed un autobus per il trasporto fino a sedici passeggeri con relativo rimorchio. Comma 4. La disposizione proroga sino al 31 dicembre 2014 il termine (già prorogato al 31 dicembre 2013 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 giugno 2013, ai sensi dell'articolo 1, commi 388 e 394, della legge 24 dicembre 2012, n. 228) per l'emanazione del decreto con cui, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 40 del 2010, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e previa intesa con la Conferenza unificata, adotta disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. L'adozione di tale decreto si rende necessaria in quanto la normativa introdotta dall'articolo 29, comma 1- quater del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, che ha apportato modifiche sostanziali alla legge quadro 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, tra cui, in particolare, il servizio di taxi con autovettura e il servizio di noleggio con conducente, presenta notevoli profili di criticità, sia sotto il profilo costituzionale che comunitario, e risulta, peraltro, di problematica attuazione, alla luce di alcune carenze sostanziali di carattere ordinamentale. In particolare, la predetta disposizione contiene elementi fortemente restrittivi dei princìpi di libera concorrenza, già rappresentati in sede di conversione del citato decreto-legge «milleproroghe» del dicembre 2008 presso il Senato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che evidenziava come le innovazioni normative fossero suscettibili di introdurre numerosi elementi di rigidità nonché limiti aventi una spiccata portata anticoncorrenziale; in quella sede, la stessa Autorità concludeva auspicando l'introduzione di interventi correttivi delle suddette disposizioni. Peraltro, anche la IX Commissione della Camera è intervenuta più volte con numerosi pareri.