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a parere degli interroganti, una corretta gestione clinica nella somministrazione dei vaccini nei riguardi dei soggetti allergici consentirebbe di evitare il rischio che una fascia considerevole di popolazione, coerentemente al principio di volontarietà della somministrazione, decida di non vaccinarsi, oppure di vaccinarsi solo dopo aver valutato nel tempo i risultati relativi alla tollerabilità ed efficacia del vaccino da parte dei soggetti allergici, rischiando così di concorrere al già conclamato ritardo nell'avanzamento della campagna vaccinale e nel tardivo raggiungimento della "soglia di immunità di gregge", o restando comunque ingiustamente escluse dalla campagna vaccinale per mancanza di protocolli adeguati alla gestione dei rischi connessi alla loro condizione clinica; nel recente rapporto AIFA sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19, relativo al periodo 27 dicembre 2020-26 gennaio 2021, in un mese sono stati riportati 13 casi di anafilassi o shock anafilattico al vaccino Pfizer-Biontech, di cui 12 casi tra le donne e il caso di un uomo, con un'età media di circa 45 anni: tutti sono stati rapidamente assistiti e trattati presso il centro vaccinale dove è avvenuta la vaccinazione o immediatamente trasferiti in pronto soccorso; alla luce di tali primi esiti del monitoraggio dell'andamento della campagna vaccinale, è evidente che con la graduale e auspicabilmente rapida implementazione della campagna vaccinale e l'adesione alla vaccinazione della quasi totalità della popolazione nazionale, e il conseguente futuro incremento esponenziale delle vaccinazioni, le autorità sanitarie e i presidi preposti dovranno essere in grado di valutare attentamente tutti gli aspetti e le problematiche relativi alla somministrazione di ogni tipo di vaccino disponibile e in fase di somministrazione, attuando un piano sanitario di prevenzione, proprio al fine di monitorare le casistiche e le tendenze emerse nei casi di eventi o reazioni avverse ed adottare adeguati protocolli di intervento nel casi di insorgenza di allergie; il protocollo attualmente attuato presso i presidi sanitari che stanno somministrando i vaccini Pfizer-Biontech e Astrazeneca prevedono principalmente: all'accettazione, la compilazione da parte del paziente di una scheda in cui dichiara il suo stato di salute e le eventuali patologie da cui è affetto, la previa valutazione della scheda clinica da parte del medico che decide la somministrazione del vaccino in assenza di controindicazioni, e, dopo la somministrazione, un'osservazione clinica del paziente per almeno 15 minuti, al fine di fronteggiare un'improvvisa emergenza; tale protocollo, secondo alcune valutazioni che gli interroganti considerano rilevanti e non trascurabili, non risulterebbe adeguato o sufficiente a garantire la somministrazione in sicurezza dei vaccini ai pazienti affetti da grave patologia immuno-allergica, oppure con anamnesi positiva per pregressa grave reazione sistemica allergica o per shock anafilattico da qualsiasi causa, dovendo per loro invece essere attuato un diverso e più specifico protocollo di vaccinazione che persegua la finalità di una somministrazione sicura per i pazienti a rischio; tale obiettivo può essere perseguito, a parere degli interroganti, avvalendosi del supporto di un tavolo di lavoro che preveda anche la presenza di specialisti in allergologia e immunologia clinica, al fine di apportare un contributo a una programmazione di un piano vaccinale inclusivo e adeguato anche alle casistiche di tutti i soggetti a rischio di gravi reazioni sistemiche e allergiche, si chiede di sapere quali interventi il Ministro in indirizzo abbia adottato o ritenga di adottare al fine di garantire, anche attraverso protocolli sanitari adeguati, la sicurezza nella somministrazione dei vaccini anche in favore dei soggetti allergici e se, al fine di favorire la più ampia adesione da parte della popolazione alla campagna vaccinale in condizioni di sicurezza, non ritenga necessario avvalersi del supporto di un tavolo di lavoro che si occupi di contribuire alla programmazione di un piano vaccinale adeguato alla gestione dei rischi di gravi reazioni sistemiche e allergiche. Atto n. 4-05059 FATTORI NUGNES Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il 5 marzo 2021 l'emittente "Radio Popolare" ha annunciato l'esistenza di un contratto, posto in essere dal Ministero dell'economia e delle finanze, che coinvolgeva la società di consulenza statunitense McKinsey, chiamata a dare un supporto alla redazione del PNRR necessario per lo sblocco dei 209 miliardi di euro previsti per l'Italia dal programma "Next generation EU"; la notizia è stata successivamente riportata dalle maggiori testate nazionali; nel comunicato stampa n. 44 del 6 marzo il Ministero ha confermato la veridicità della notizia; nel comunicato vengono forniti alcuni elementi dell'accordo stilato ai sensi dell'art. 36, comma 2, del codice degli appalti (decreto legislativo n. 50 del 2016), ovvero dei cosiddetti contratti diretti "sotto soglia", relativi al compenso di 25.000 euro più IVA e alle caratteristiche della consulenza, specificando che: "non è coinvolta nella definizione dei progetti del PNRR. Gli aspetti decisionali, di valutazione e definizione dei diversi progetti di investimento e di riforma inseriti nel Recovery Plan italiano restano unicamente in mano alle pubbliche amministrazioni coinvolte e competenti per materia. L'Amministrazione si avvale di supporto esterno nei casi in cui siano necessarie competenze tecniche specialistiche, o quando il carico di lavoro è anomalo e i tempi di chiusura sono ristretti, come nel caso del PNRR. In particolare, l'attività di supporto richiesta a McKinsey riguarda l'elaborazione di uno studio sui piani nazionali "Next Generation" già predisposti dagli altri paesi dell'Unione Europea e un supporto tecnico-operativo di project management per il monitoraggio dei diversi filoni di lavoro per la finalizzazione del Piano"; considerato che: l'aspetto economico, stando ai parametri del mercato privato della consulenza, coprirebbe potenzialmente i soli costi di qualche giorno di lavoro di consulenti " junior "; per McKinsey questo tipo di prestazione significa un vantaggio in termini di posizionamento e di accesso a un patrimonio informativo, da poter eventualmente riutilizzare nella fase operativa del PNRR; appare evidente che pur specificando il Ministero il ruolo di consulente di carattere tecnico operativo di project management ma non quello per la stesura del piano, McKinsey in questa fase giocherebbe un ruolo di notevole influenza sulla redazione di un piano che prospetta il futuro del nostro Paese; la decisione giustificata dall'elemento fretta è un ulteriore vulnus democratico laddove la partecipazione del Parlamento al futuro del Paese è relegato a mero ruolo ratificatore; la McKinsey è stata in passato oggetto di procedimenti che l'hanno portata a importanti rimborsi e condanne, come quella sul caso degli oppioidi negli USA per la quale ha dovuto risarcire l'importo di 573 milioni di dollari per accordarsi con le richieste di 49 Stati americani secondo cui la società ha contribuito ad alimentare l'epidemia di dipendenze a base di oppioidi; le dichiarazioni rilasciate in merito lasciano margini a ulteriori dubbi sulla coincidenza di interessi della società con gli interessi pubblici dell'Italia. A seguito di tale risarcimento dal sito web della McKinsey si leggeva infatti: "Ammettiamo di non aver riconosciuto adeguatamente l'epidemia che si sta manifestando nelle nostre comunità o il terribile impatto dell'abuso di oppiacei";