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la Comunicazione in esame mira a fornire ulteriori orientamenti agli Stati membri su come attenuare l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica per le famiglie e le imprese e su come utilizzare gli ingenti profitti realizzati da alcuni operatori di energia elettrica per finanziare tali misure. A tal fine, prevede ulteriori soluzioni per far fronte all'impatto del "caro prezzi" dell'energia, a seguito degli successivi aumenti verificatisi nel 2022, anche a causa delle forti tensioni geopolitiche e, soprattutto, come già detto in precedenza, in conseguenza dello scoppio del conflitto in Ucraina e del perdurare di fenomeni finanziari speculativi, prevedendo interventi emergenziali temporanei, che non dovrebbero compromettere gli obiettivi a lungo termine del Green Deal , né il funzionamento del mercato unico. In particolare, le opzioni a breve termine sul prezzo dell'energia elettrica possono essere raggruppate in due categorie: compensazioni finanziarie e interventi regolatori. Le compensazioni finanziarie mirano a ridurre i prezzi dell'energia elettrica, intervenendo direttamente sul segmento al dettaglio o indirettamente sul mercato all'ingrosso. Per quanto riguarda invece gli interventi regolatori, essi consistono nel fissare un massimale regolato di prezzo massimo sull'energia; la Commissione evidenzia come il ricorso alle maggiori entrate derivanti dalla tassazione dell'energia e dal prezzo fissato per il carbonio o dai profitti anomali di alcune imprese del settore energetico possa contribuire a finanziare le misure analizzate nella Comunicazione. Tutte le opzioni di intervento sono analizzate, nel dettaglio, nell'allegato alla Comunicazione in oggetto; la Comunicazione prevede anche misure volte a garantire l'approvvigionamento di gas a prezzi ragionevoli per il prossimo inverno. In particolare, la Commissione si è dichiarata ​​pronta a creare una task force per gli acquisti comuni di gas: raggruppando la domanda, infatti, si faciliterebbero i contatti internazionali dell'Unione con i fornitori di gas naturale liquefatto (GNL) e gas, si favorirebbe la creazione di partenariati energetici con i grandi fornitori di GNL, gas e idrogeno della regione mediterranea, con i partner in Africa, ma anche con il Medio Oriente e gli Stati Uniti d'America. A ciò si aggiunge che la task force potrebbe promuovere l'uso efficiente delle infrastrutture del gas dell'Unione europea, in particolare dei terminali GNL, ma anche degli impianti di stoccaggio e dei gasdotti, in linea con la politica europea di stoccaggio del gas, comune e strategico, da attuare mediante un'azione coordinata e la ripartizione degli oneri tra i 27 Stati membri. In merito, la proposta legislativa della Commissione è stata già approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea come Regolamento (UE) 2022/1032 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 giugno 2022 che modifica i regolamenti (UE) 2017/1938 e (CE) n. 715/2009 per quanto riguarda lo stoccaggio del gas, confermando il minimo di riempimento entro il 1° novembre dell'80 per cento degli stoccaggi per il 2022 e del 90 per cento per gli anni successivi. Attualmente lo stoccaggio nel nostro Paese ha superato il 62 per cento della capacità; considerato inoltre che: risulta evidente la complessità nell'individuare una risposta semplice e univoca al problema dei prezzi elevati dell'energia elettrica, data la diversità delle situazioni tra gli Stati membri, anche tenuto conto che alcune misure risultano adatte solo a specifici contesti nazionali, mentre altri interventi richiederebbero una normativa unionale e un approccio comune a livello europeo. Tuttavia, la necessità di agire sia sul breve, con interventi emergenziali, quanto sul medio e lungo periodo, tramite risposte strutturali, è resa evidente laddove si consideri che in Italia, dove gli impianti a ciclo combinato alimentati a gas naturale rappresentano la tecnologia marginale in circa il 50 per cento delle ore, negli ultimi 12 mesi, ovvero tra giugno 2021 e giugno 2022, il prezzo medio dell'energia elettrica è aumentato di oltre 3 volte, mentre quello del gas è più che raddoppiato, anche nel regime di maggior tutela. In particolare, il prezzo spot dell'energia elettrica, nel 2021, si è attestato a 125 euro/MWh (a fronte di 39 euro/MWh nel 2020 e 52 euro/MWh nel 2019), valore estremamente alto, anche se inferiore ai picchi dei prezzi spot raggiunti, nel nostro Paese, a dicembre 2021 (185 euro/MWh per il gas naturale e 438 euro/MWh per l'energia elettrica); come noto, i prezzi elevati dell'energia alimentano l'inflazione, danneggiano l'economia nazionale ed europea e incidono sulla ripresa dalla crisi da COVID-19, per cui l'Italia, dall'approvazione del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 2021, n. 171, ha adottato numerose misure per affrontare i prezzi dell'energia, senza però incidere in modo strutturale sui meccanismi di formazione del prezzo, per cui, nonostante le numerose iniziative, il prezzo del caro energia ha inciso e continua a incidere su milioni di famiglie e su buona parte dei settori industriali italiani, alimentando effetti inflattivi che ostacolano la crescita economica; tra le soluzioni finora adottate si segnalano: l'annullamento delle aliquote relative agli oneri di sistema per famiglie e attività non domestiche e non; la riduzione dell'IVA sulle bollette del gas al 5 per cento; i bonus sociali destinati alle famiglie che presentano un ISEE al di sotto di determinate soglie un contributo dal settore delle rinnovabili estratto dal meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell'energia; l'introduzione di un contributo straordinario dovuto dalle imprese esercenti in Italia le attività di produzione, rivendita e importazione di energia elettrica e gas o di produzione, estrazione, rivendita, importazione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi (cosiddetta imposta sugli extraprofitti), inizialmente previsto nella misura del 10 per cento, successivamente aumentato al 25 per cento, dell'incremento del saldo tra operazioni attive e passive realizzato dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022; inoltre, tra le iniziative intraprese, il Governo ha dotato l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) di uno strumento per valutare, in maniera più completa, le dinamiche di formazione dei prezzi sul mercato italiano del gas naturale, attribuendole una funzione di monitoraggio dei contratti di approvvigionamento per l'importazione del gas naturale (articolo 7, commi 5 e 6, del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21), al fine di ampliare l'ambito di osservazione dei fenomeni e di approfondire le dinamiche dei costi di approvvigionamento risultanti da tali contratti e la relazione tra questi ed i prezzi sui mercati all'ingrosso su cui viene scambiato il gas naturale con riferimento ai diversi hub europei.