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Esame e rinvio) Il relatore D'ARIENZO ( PD ) illustra il provvedimento in esame, segnalando preliminarmente che alcune delle disposizioni in esso contenute danno risposta a temi che erano stati approfonditi dalla 8ª Commissione nel corso dell'esame del decreto-legge "semplificazioni". Il disegno di legge in esame contiene 38 articoli, suddivisi in 8 capi, recanti disposizioni di natura eterogenea, che intervengono in diversi settori. Le disposizioni di maggior rilievo per la 8ª Commissione sono contenute nell'articolo 8, che introduce novelle a diversi articoli del codice dei contratti pubblici, al fine di risolvere alcuni dei profili di incompatibilità della normativa italiana con le direttive europee evidenziati nella procedura di infrazione n. 2018/2273. In primo luogo, il comma 1, alla lettera a) , introdotta nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, modifica l'articolo 46 del codice per includere nell'elenco degli operatori economici ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria - che nella formulazione vigente della disposizione comprende i prestatori di servizi di ingegneria e architettura, le società di professionisti, le società di ingegneria, i prestatori di servizi di ingegneria e architettura identificati con determinati codici e stabiliti negli Stati membri, i raggruppamenti temporanei dei soggetti elencati e i consorzi stabili di professionisti e società di ingegneria - anche "altri soggetti abilitati in forza del diritto nazionale a offrire sul mercato servizi di ingegneria e di architettura" e i loro raggruppamenti temporanei. A tali soggetti è inoltre estesa la possibilità di documentare, per i primi cinque anni dalla costituzione, il possesso dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi previsti dal bando di gara con le modalità di cui al comma 2 dell'articolo 46. Il comma 1, alle lettere b) , c) ed e) , apporta poi modifiche agli articoli 80, 105 e 174 del codice, complessivamente volte ad eliminare l'obbligo dell'indicazione della terna dei subappaltatori e ad attribuire al subappaltatore, e non già all'operatore economico concorrente, la dimostrazione dell'assenza dei motivi di esclusione. Nel dettaglio, le novelle all'articolo 80, commi 1 e 5, intervengono sui motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione ad una procedura di appalto per eliminare la possibilità che un operatore economico - nei casi in cui è obbligatoria l'indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta, cioè per gli appalti che siano di importo pari o superiore alle soglie europee o che, indipendentemente dall'importo a base di gara, riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa - possa essere escluso per motivi che si riferiscono ad un subappaltatore. È conseguentemente modificato anche il comma 7 dell'articolo 80, per limitare al solo operatore economico - con esclusione quindi del subappaltatore - la possibilità di ravvedimento operoso dopo un giudizio definitivo per i reati indicati nell'articolo. Le novelle all'articolo 105, comma 4, del codice introducono tra le condizioni generali per l'affidamento in subappalto quella che non sussistano motivi di esclusione a carico del subappaltatore e sopprimono di conseguenza la previsione che attribuisce al concorrente l'onere di dimostrare l'assenza dei motivi di esclusione in capo al subappaltatore. È poi abrogato il comma 6 dell'articolo 105, con eliminazione dell'obbligo per gli operatori economici di indicare nell'offerta la terna di subappaltatori nel caso di appalti di importo pari o superiore alle soglie europee o che, indipendentemente dall'importo a base di gara, riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa. Le novelle all'articolo 174 adeguano al nuovo quadro normativo la disciplina del subappalto che riguarda i contratti di concessione. In particolare, vengono soppressi l'obbligo, posto in capo agli operatori economici che non siano micro, piccole o medie imprese, di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta per la concessione di lavori, servizi e forniture, nonché l'obbligo per l'offerente di dimostrare l'assenza dei motivi di esclusione in capo ai subappaltatori. Viene comunque stabilito che l'affidatario provveda a sostituire i subappaltatori relativamente ai quali un'apposita verifica, svolta dalla stazione appaltante, abbia dimostrato la sussistenza dei suddetti motivi. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, è stata poi introdotta la lettera d) del comma 1, che interviene sull'articolo 113- bis del codice (relativo ai termini di pagamento e alle clausole penali), per precisare i compiti del direttore dei lavori e del RUP in materia di adozione dello stato di avanzamento dei lavori, di emissione dei certificati di pagamento e della relativa tempistica. In particolare, le nuove disposizioni stabiliscono che, fermi restando i compiti del direttore dei lavori, l'esecutore può comunicare alla stazione appaltante il raggiungimento delle condizioni contrattuali per l'adozione dello stato di avanzamento dei lavori. Il direttore dei lavori accerta senza indugio il raggiungimento di tali condizioni e adotta lo stato di avanzamento dei lavori contestualmente all'esito positivo del suddetto accertamento ovvero contestualmente al ricevimento della comunicazione da parte dell'esecutore. In caso di difformità tra le valutazioni del direttore dei lavori e quelle dell'esecutore in merito al raggiungimento delle condizioni contrattuali, il direttore dei lavori, a seguito di tempestivo accertamento in contraddittorio con l'esecutore, procede all'archiviazione della comunicazione ovvero all'adozione dello stato di avanzamento dei lavori. Lo stato di avanzamento dei lavori è trasmesso immediatamente al RUP, il quale, come prescritto dalla normativa vigente, emette il certificato di pagamento contestualmente all'adozione dello stato di avanzamento dei lavori e, comunque, non oltre sette giorni dalla data della sua adozione, previa verifica della regolarità contributiva dell'esecutore e dei subappaltatori. Il RUP invia il certificato di pagamento alla stazione appaltante, la quale procede al pagamento. La fattura può essere emessa dall'esecutore al momento dell'adozione dello stato di avanzamento dei lavori e non è subordinata al rilascio del certificato di pagamento da parte del RUP. Ogni certificato di pagamento emesso dal RUP è infine annotato nel registro di contabilità. Per quanto riguarda gli ulteriori commi dell'articolo 8 del provvedimento in esame, il comma 2, a seguito delle modifiche introdotte nel codice dei contratti pubblici, dispone la soppressione della parte della disciplina transitoria relativa al subappalto contenuta nell'articolo 1, comma 18, del decreto-legge n. 32 del 2019 (sblocca cantieri), con la quale, nelle more di una revisione complessiva del codice, è stata disposta la sospensione fino al 30 giugno 2021 (come da ultimo stabilito dal decreto-legge n. 183 del 2020) dell'applicazione delle disposizioni del codice in materia di subappalto che sono state novellate o soppresse dal disegno di legge in esame.