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Ricordiamo che, grazie a Dio, di cancro si muore di meno, perché si può sopravvivere, ovviamente con adeguati stili di vita. Devo dunque dire grazie a quelle associazioni che si prendono cura dei pazienti, anche dopo un evento avverso, come un tumore. Occorre quindi aiutare queste persone, non solo nella prevenzione e durante un eventuale intervento, ma anche nel percorso di vita successivo. Esistono infatti le associazioni di coloro che si definiscono onconauti, ovvero coloro che continuano a navigare la propria vita, con un tumore che stanno tenendo sotto controllo. Dunque, l'ordine del giorno G1 non fa altro che proporre la tutela dei diritti dei pazienti oncologici e quindi devo sempre ringraziare le associazioni come "Salute donna", che cercano di tenere alta l'attenzione su questo tema. Nella precedente legislatura non facevo parte dell'Intergruppo per la lotta al cancro, perché ero alla Camera dei deputati, ma abbiamo portato a termine l 'iter della legge sulla Rete nazionale dei registri dei tumori, che mi ha visto firmataria nella precedente legislatura, presso la Camera dei deputati. Quindi, l'importanza di avere un'attenzione su queste tematiche è senz'altro fondamentale, perché ribadisco che la prevenzione e gli stili di vita hanno un'importanza strategica e come istituzioni abbiamo il dovere di promuovere queste pratiche. Occorre parlare sempre di networking, di queste reti che si formano anche in ambito sanitario, come quella che abbiamo costituito noi come Gruppo interparlamentare, per rispondere in maniera più efficace all'esigenza di salute dei nostri cittadini. Penso ad esempio anche alle reti ematologiche e oncoematologiche, che sono fondamentali. Non basta costituirle; bisogna capire se stanno funzionando. È dunque importante anche effettuare i monitoraggi degli impegni che prevediamo. A questo punto ribadisco pertanto che è importante aver raggiunto un'intesa in Aula su queste tematiche. Credo che purtroppo tutti noi, chi da vicino chi da un po' più lontano, siamo toccati da questa patologia, pertanto possiamo solo essere favorevoli a questo ordine del giorno, perché è un tema di grande rilievo e dunque dobbiamo dare una risposta a quanti hanno chiesto di impegnare il Governo. Noi lo facciamo attraverso la nostra mozione e l'ordine del giorno unitario e chiediamo al Governo che i punti inseriti nei testi vengano accolti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, anch'io come gli altri colleghi non avevo visto la mail del collega Romeo. Mi sembra positivo che dalle tre mozioni - lo avrei proposto nel dibattito - si arrivi a un ordine del giorno unitario e, se i colleghi lo consentiranno, vorrei anch'io a apporvi la mia firma, condividendone lo spirito. Aderendo profondamente al ragionamento che nasce dal rapporto con le associazioni di volontariato e i familiari, vorrei solo fare una sottolineatura, soprattutto per il Governo. Tutto ciò che affermiamo nell'ordine del giorno e che era sostanzialmente ripreso nelle tre mozioni, che personalmente condividevo, prende atto di un problema oggettivo: la profonda diversità e disparità sul territorio nazionale delle pratiche, a cominciare dalla rete oncologica, dai sistemi di integrazione a quelli di assistenza, di assistenza domiciliare o caregiver. È una riflessione che non può fermarsi a questa presa d'atto; c'è bisogno di capire se siamo in grado di condividere una strategia operativa che non può prescindere da due problemi, il primo dei quali è endemico e strutturale, vale a dire il sottofinanziamento del sistema sanitario. Infatti, anche laddove c'è quel problema di ritardo e di cui abbiamo parlato, per costruire le reti oncologiche integrate occorrono investimenti, una strategia (a mio avviso, perfino sostitutiva laddove le Regioni non operano coerentemente) di condivisione in primo luogo. Si tratta di una scelta economica. Noi abbiamo approvato una norma giustissima, che condividiamo tutti, sul registro dei tumori, ma senza un euro. Guardiamoci negli occhi, signor Sottosegretario, senza un euro non si fa. Noi qui, con tutto lo spirito positivo e di condivisione, che io apprezzo, dobbiamo, però, assumerci una responsabilità. Dobbiamo dare le risorse indispensabili per realizzare quei punti che qui abbiamo indicato, per sostenere la rete di domiciliarizzazione, che considero fino ai malati terminali. Tenete conto che abbiamo ancora un problema serissimo per quello che riguarda la rete degli hospice , perché alcune Regioni sono in grado di rispondere sugli hospice ma tante altre Regioni non lo sono. E noi sappiamo che gli hospice sono un elemento di civiltà. Quindi, va benissimo questo ordine del giorno unitario, ma troviamo un modo, signor Sottosegretario, per costruire una strategia, per metterci delle risorse, per fare degli interventi concreti. Diversamente, è sì importante la condivisione ma ci fermiamo qui. Occorre decidere un investimento strategico sulla salute, che non è solo una spesa, ma è un investimento. Noi siamo in recessione. La salute, la sanità, sono un grande sistema di investimenti, che può consentire di far crescere questo Paese. Smettiamo di ragionare solo come se fosse una spesa. Abbiamo aziende farmaceutiche importanti in questo Paese. Dobbiamo gestire la grande sfida dei farmaci innovativi, che ci propone di cambiare le norme sui farmaci maturi per gestire il tema dei farmaci innovativi. Bisogna fare delle scelte. Siamo fermi alle petizioni di principio. È passato un anno. È ora di agire. Noi, quindi, voteremo a favore di questo ordine del giorno unitario. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sull'ordine del giorno presentato. BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, stimati senatori, non posso che essere felice di questa condivisione, veramente bella, da parte di tutte le parti politiche. E ne sono felice sia come rappresentante del Governo che come addetto ai lavori, visto che ho speso trentacinque anni della mia vita nella ricerca oncologica. Quindi, questo è un momento di gioia per me. Chiaramente è tutto condivisibile, soprattutto quest'ultimo intervento del senatore Errani. Io auspico che continueremo con questo passo, come già fatto per il registro tumori, come già fatto per la rete degli IRCCS. Per quanto concerne le campagne di prevenzione, esistono effettivamente, ancora oggi, differenze sostanziali tra Nord e Sud Italia. Questa è una realtà e il Governo si impegna, e particolarmente mi impegno io, visto che ho la delega specifica per queste problematiche, a fare del mio meglio per cercare di sanare queste differenze. Credo che il cancro sia un problema che riguardi chiaramente tutti e, quindi, io auspico, anche nel prossimo futuro, di trovare sempre un allineamento completo da parte di tutte le forze politiche per sostenere questo tipo di attività, sia per la prevenzione, sia per la diagnosi sia per le terapie. Oggi le terapie innovative sono una sfida importante. Volevo qui approfittare solo per fare un po' di chiarezza tecnica - consentitemelo - su alcune terminologie. La terapia genica è di per sé una piccola parte delle terapie innovative.