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La finalità principale dell'albo è selezionare i soggetti che garantiscano un'alta qualità dei servizi per la persona e per la famiglia. Ovviamente i servizi pubblici per l'infanzia e le persone non autosufficienti non devono iscriversi all'albo. Anche in questo caso, nell'albo confluiscono le schede dei soggetti accreditati dalle regioni. Viene così identificato un unico regime di accreditamento per i soggetti che operano a livello nazionale abilitati a erogare i servizi pagati con i voucher , mentre sono attribuite alle regioni le competenze per l'accreditamento dei soggetti che operano in una sola regione, analogamente a quanto è previsto per l'autorizzazione delle agenzie per il lavoro nazionali e regionali. L'articolo 9 attribuisce alle regioni la competenza nell'accreditamento delle imprese, delle organizzazioni e delle associazioni, con sedi operative in una sola regione, abilitate a erogare i servizi che possono essere pagati con il voucher universale. I criteri di accreditamento di questi soggetti sono definiti con leggi regionali. Le regioni conferiscono all'albo nazionale di cui all'articolo 8 le schede anagrafiche dei soggetti accreditati. L'articolo 10 prevede la costituzione presso l'INPS del sistema telematico per la gestione dei voucher . L'efficienza e la facilità del sistema telematico francese per la gestione dei CESU da parte delle famiglie e dei lavoratori, la possibilità di effettuare tutte le operazioni on line , dall'acquisto dei chèque al pagamento dei contributi sociali senza dover entrare mai in un ufficio, sono fattori che hanno contribuito probabilmente in misura molto alta al successo di questo sistema, oltre naturalmente alle generose agevolazioni fiscali. L'articolo prevede che anche il sistema telematico italiano di amministrazione del voucher debba consentire ai datori di lavoro e ai lavoratori di gestire tutte le operazioni esclusivamente on line . Nell'ultimo comma si prevede che il datore di lavoro sia tenuto a comunicare attraverso il sistema telematico il codice fiscale del lavoratore e la sua retribuzione anche nel caso in cui provveda direttamente al pagamento del collaboratore domestico con il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia, al fine tracciare i redditi per contrastare l'evasione fiscale. L'articolo 11 intende far fronte a una serie di criticità sui canali d'incontro, in gran parte informali, utilizzati dai collaboratori domestici e dalle famiglie. Dall'indagine del Censis sulle famiglie che utilizzano colf e badanti, già citata, emerge che il reclutamento del personale avviene, per quasi il 90 per cento, attraverso amici, conoscenti o altri collaboratori domestici. Solo pochi ricorrono a parrocchie o altre strutture legate al culto, a cooperative oppure ad agenzie per il lavoro. Solo lo 0,6 per cento ha utilizzato un centro per l'impiego. È indispensabile, di conseguenza, creare un sistema d'intermediazione pubblico e privato che faciliti l'incontro fra le famiglie e i collaboratori domestici in sinergia con gli albi regionali. Si prevede che tra i livelli essenziali delle prestazioni che i servizi per il lavoro devono garantire in tutto il territorio nazionale vi sia anche la creazione di un apposito sportello al quale possano rivolgersi sia i collaboratori disoccupati che le famiglie che cercano personale domestico. È essenziale che siano coinvolte nelle attività d'intermediazione di questo settore anche le organizzazioni senza scopo di lucro, le parrocchie e altre associazioni attraverso l'istituto dell'accreditamento regionale. L'articolo 12 prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sviluppi gli standard minimi relativi ai diversi profili professionali delle diverse aree di servizi di cura oltre a definire la durata minima e i contenuti formativi per ogni profilo. Si è infatti determinata in Italia una varietà di corsi di formazione di durata molto diversificata che hanno portato a modelli diversi. Il comma 2 dello stesso articolo offre inoltre la possibilità, a coloro che intendono esercitare questo tipo di professione, di avere certificate le competenze acquisite anche in percorsi formali e non formali onde evitare che siano inseriti in percorsi di formazione senza che se ne riscontri la necessità. Infatti le persone che abbiano ottenuto la certificazione delle competenze possono essere iscritte agli albi regionali o frequentare i percorsi di formazione solo per i contenuti e le competenze da acquisire rispetto ai rispettivi standard . Occorre ricordare a questo proposito che attualmente solo una minima parte di collaboratori (il 14,3 per cento) ha seguito un corso di formazione relativo alle mansioni che svolge, ma tenere anche conto che sono lavoratori con un livello d'istruzione elevato (secondo un'indagine di UniCredit, il 18 per cento dei collaboratori familiari immigrati ha frequentato l'università ). L'articolo 13 prevede la certificazione della qualità dei servizi offerti dalle imprese, organizzazioni senza scopo di lucro e associazioni abilitate a erogare servizi alla persona e alla famiglia, attraverso il riconoscimento di un marchio di qualità. Uno degli obiettivi principali del disegno di legge è, infatti, garantire alle famiglie servizi di qualità in particolare per quanto riguarda l'assistenza specialistica a persone non autosufficienti. L'articolo 14 istituisce l'apposito Fondo per il finanziamento e il cofinanziamento delle misure previste nel disegno di legge. L'articolo 15 definisce le modalità per il monitoraggio e la valutazione del disegno di legge. L'articolo 16 rinvia le modalità di attuazione della legge a uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, e definisce l'ambito di intervento e i compiti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai fini dell'istituzione e della promozione del voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia. L'articolo 17 individua le fonti di copertura finanziaria delle misure previste nel disegno di legge.. 1 ( Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia) 1 È istituito il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia al fine di contribuire a un migliore equilibrio tra la vita lavorativa e quella personale, d'innalzare i livelli di qualità delle prestazioni a favore dell'infanzia, delle persone non autosufficienti e per il benessere della famiglia e di favorire la crescita dell'occupazione e l'emersione del lavoro non regolare nel settore dei servizi di assistenza personale e di lavoro domestico. 2 Il voucher di cui al comma 1 può essere utilizzato: a dalle famiglie per l'acquisto agevolato dei servizi per la persona e per la famiglia; b dalle imprese e da coloro che esercitano attività autonome e professionali per l'erogazione agevolata di prestazione di welfare aziendale ai propri dipendenti; c dalle amministrazioni pubbliche per l'erogazione delle prestazioni sociali obbligatorie e facoltative, di servizi per la persona e per la famiglia a favore di persone bisognose e svantaggiate o di altri destinatari delle politiche assistenziali e del lavoro; d dalle imprese, dalle fondazioni e dagli enti bilaterali di emanazione contrattuale a favore dei propri associati o clienti, anche per l'assistenza alle persone indennizzate a seguito di incidenti. 3 Il voucher di cui al comma 1 agevola l'acquisto dei servizi descritti nell'allegato A annesso alla presente legge e le altre prestazioni assistenziali e formative previste dalle regioni ai sensi dell'articolo 5.