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se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative urgenti intenda adottare, per quanto di sua competenza, per sanare questa ingiustizia, che lede i diritti di una lavoratrice con gravi problemi di salute. Atto n. 3-00988 BINETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: i recenti fatti di Reggio Emilia hanno rivelato una serie di abusi sui minori che sono realmente intollerabili, anche perché cominciano sempre con il loro allontanamento dalla famiglia, spezzando un legame prezioso, che andrebbe piuttosto recuperato e ristrutturato, ma non interrotto in modo drammatico; il caso di Reggio Emilia, disgraziatamente, non è un caso unico e la stessa firmataria della presente interrogazione, nel tempo, ne ha fatti presenti alcuni, per i quali è stata recentemente sollecitata una risposta del Ministro in indirizzo; il caso che si rappresenta riguarda F.C., nato a Cagliari nel 2007, da una coppia di genitori regolarmente sposati: M.C. e L.C.; ai genitori di F. è stata sospesa la responsabilità genitoriale dal Tribunale per i minorenni di Cagliari dal 2016 e il bambino è stato affidato ai cugini acquisiti G.C. e S.C.; il Tribunale per i minorenni di Cagliari ha deciso che i genitori di F. possano vederlo soltanto tre volte al mese, insieme alla coppia affidataria e solo in mezzo alla strada, perché i servizi sociali non consentono che gli incontri avvengano né in casa propria, né in casa dei cugini affidatari; i genitori vorrebbero recuperare la responsabilità genitoriale, vivere nuovamente insieme al figlio, mantenendo i giusti rapporti anche con coloro che sono attualmente la coppia affidataria; la sentenza attuale, emessa dal Tribunale per i minorenni di Cagliari, è la n. 11/18 ADS, mentre la procedura precedente era la n. 682/11 VG. Il cronologico del processo è: CRON 347/18, si chiede di sapere in che modo il Ministro in indirizzo intenda rivedere la normativa sugli affidi per tutelare più e meglio il bambino, F.C., garantendogli, fin da subito, la miglior relazione possibile con i genitori naturali e valutando successivamente un eventuale recupero della potestà genitoriale sospesa per un periodo di tempo, ma non definitivamente. Atto n. 3-00989 NANNICINI ALFIERI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: la fondazione Enasarco è una cassa di previdenza privatizzata dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e provvede alla previdenza e assistenza integrativa degli agenti e rappresentanti di commercio e dei promotori finanziari (oggi denominati consulenti finanziari); la fondazione Enasarco svolge una funzione pubblicistica e costituzionalmente garantita dall'art. 38 della Costituzione ed è qualificata quale pubblica amministrazione ai sensi dell'elenco Istat; la fondazione Enasarco provvede alla gestione dei contributi versati dai propri iscritti attraverso investimenti in strumenti finanziari mobiliari e immobiliari; a quanto risulta dai bilanci della cassa, la fondazione ha investito, a partire dall'anno 2001, circa 500 milioni di euro nei fondi immobiliari gestiti da Sorgente sgr, oggi commissariata dalla Banca d'Italia a seguito di gravi irregolarità nella gestione; a quanto riportato dai giornali e a quanto rinvenibile dai bilanci della stessa fondazione, già a partire dal 2013 erano state rilevate criticità nella gestione dei fondi, per superare le quali Sorgente sgr aveva proposto la sottoscrizione di un primo accordo quadro nel 2014 e poi nel 2016; da quanto appreso, i suddetti accordi sarebbero stati del tutto disattesi dal gestore, sulla base di una presunta lesione dell'autonomia di gestione spettante alla sgr ; considerato che: da quanto si apprende dagli organi di stampa è in atto un duro contenzioso tra la fondazione Enasarco e Sorgente sgr, per il risarcimento dei danni subiti dalla fondazione dalla mala gestio di Sorgente sgr; a parere degli interroganti tale situazione si traduce in un danno nei confronti dei lavoratori iscritti alla fondazione Enasarco, il cui patrimonio dovrebbe essere valorizzato attraverso investimenti che siano in grado di offrire rendimenti idonei a garantire l'equilibrio previdenziale della cassa; dai bilanci dei fondi risulterebbe invece che, sebbene nel corso degli anni i fondi gestiti da Sorgente abbiano incassato oltre 180 milioni di euro di canoni di affitto, questi ultimi non siano stati distribuiti e la situazione patrimoniale dei fondi sarebbe gravata da numerosi debiti e costi di gestione: in particolare il fondo "Michelangelo" risulterebbe avere in cassa solo 1.400 euro (pag. 38 della relazione semestrale del Fia italiano immobiliare Donatello- Comparto Michelangelo Due al 30 giugno 2018) e debiti per oltre 20 milioni di euro (pag. 41), mentre il fondo "Megas" avrebbe registrato minusvalenze sugli immobili pari a circa 6 milioni di euro (pag. 32 della relazione semestrale del Fia italiano immobiliare Megas al 30 giugno 2018); risulterebbe altresì che Sorgente sgr abbia posto in essere una complessa operazione di interposizione di società finalizzata a "svuotare" i poteri di governance dei fondi partecipati da Enasarco rispetto agli investimenti immobiliari effettuati per loro conto e interesse da Sorgente sgr negli USA e in Svizzera (relazione Deloitte del 16 novembre 2015 e pag. 5, lettera c), del provvedimento di Banca d'Italia del 18 dicembre 2018); considerato inoltre che: a quanto riportato sugli organi di stampa l'immobile di via del Tritone, di proprietà del fondo Megas e oggi sede di Sorgente, sarebbe stato affittato ad una società del gruppo Sorgente, Tiberia Srl, con uno sconto del canone di quasi il 40 per cento: operazione non solo in palese conflitto di interessi, ma posta in essere successivamente all'avvio del processo di sostituzione di Sorgente come gestore del fondo Megas; dagli organi di stampa e a quanto risulta agli interroganti il provvedimento di commissariamento di Sorgente disposto da Banca d'Italia farebbe riferimento a carenze nel processo di valutazione degli attivi del fondo, in particolare "nella ricostruibilità dei valori e nell'aderenza dei dati utilizzati alle effettive condizioni di mercato, in grado anche di alterare significativamente i valori di vendita stimati e quindi la consistenza patrimoniale dei fondi" (pag. 2, lettera a), del provvedimento di Banca d'Italia del 18 dicembre 2018) nonché carenze nell'attività di gestione dei fondi che potrebbero configurare comportamenti penalmente rilevanti e cagionare un danno al patrimonio di Enasarco, oltre che a tutti gli altri sottoscrittori dei fondi; tale situazione appare quindi preoccupante per gli agenti di commercio, si chiede di sapere: quali azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare, nell'ambito dei poteri di vigilanza attribuiti ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, al fine di verificare se tali operazioni siano state correttamente comunicate ai sensi dell'art. 8, comma 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;