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Proprio per questo nella 12 a Commissione, discutendo oggi su questo provvedimento, abbiamo espresso un parere ovviamente favorevole, ma con un'osservazione, che mi piace richiamare all'attenzione di tutta l'Assemblea: nella cabina di regia, tra le tante autorevoli persone chiamate a farne parte, ci sia anche il Ministero della salute. È infatti in gioco certamente la salute del sistema, ma anche la salute di ognuno di noi. Per questo è necessario che, quando si parla di cybersecurity e di investimenti massicci, che vengono fatti non solo sul digitale in senso generico, ma in particolare sulla sanità digitale, in quel cervello organizzativo siano presenti persone esperte di sanità. Credo che questo possa essere un momento molto positivo per modificare in meglio il Sistema sanitario nazionale e generare quei piani nazionali che finora erano destinati ad essere parcheggiati in un cassetto, che sia il Piano sanitario nazionale sotto il profilo oncologico, quello sulle malattie rare o quello sulla cronicità. Tutto questo può essere rivitalizzato se le reti informatiche saranno capaci di intercettare i bisogni reali e di offrire ad essi risposte. Credo, quindi, che sia un momento molto positivo per combinare la tecnologia con quelle che chiamiamo le medical humanities , e cioè quell'umanizzazione della medicina... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il recentissimo attacco hacker al sistema informatico della Regione Lazio ci ha fatto comprendere, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la minaccia cibernetica è in realtà concreta e prossima alla vita dei cittadini comuni. I malware , sempre più sofisticati, non solo offendono gli interessi strategici del Paese, ma possono anche colpire direttamente le persone, sottraendo loro risorse economiche, accesso alle fonti energetiche, ai trasporti e alle cure. Nel caso di questo attacco si sarebbe trattato di un ramsonware con finalità estorsive, che ha creato un ritardo nel funzionamento del sistema regionale di vaccinazione, che opera nell'ambito dell'efficiente coordinamento nazionale affidato alla professionalità del grande generale Figliuolo, e potrebbe essere stato la causa di altre infezioni che si sarebbero potute naturalmente evitare. Lo stesso tipo di attacco ha recentemente paralizzato il sistema sanitario irlandese e il grande oleodotto americano. Anche durante le guerre, le istituzioni sanitarie del nemico sono protette da convenzioni internazionali; gli attacchi informatici, invece, non hanno regole e i loro scopi spesso non sono facilmente decifrabili, come l'identità dei loro autori. Non possiamo dunque che giudicare opportuna e necessaria l'istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che colma un vuoto ormai anacronistico tra gli strumenti per la difesa degli interessi e degli asset nazionali. La delicata fase della transizione digitale della pubblica amministrazione deve essere protetta e guidata dagli esperti dell'Agenzia, anche per evitare che si perpetui l'assurda situazione che i sistemi informatici delle istituzioni siano notevolmente più fragili e arretrati rispetto ai sistemi detenuti dai privati. I sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni contengono i dati più riservati dei cittadini e dovrebbero essere difesi dalle incursioni criminali, con la stessa cura riservata ai servizi segreti vitali dello Stato. La sicurezza dei dati dei cittadini diventerà ancor più cogente dal momento che verrà creato il fascicolo sanitario elettronico omogeneo a livello nazionale, che diventerà il singolo punto di accesso, per cittadini e residenti, alla propria storia clinica e ai servizi offerti dal Servizio sanitario nazionale. Altro aspetto della trasformazione digitale della pubblica amministrazione, prescritta dal PNRR, sarà la migrazione delle amministrazioni sul cloud e l'interoperabilità dei sistemi informatici, accentramento telematico che dovrà avvenire in un ambiente rigorosamente presidiato. Auspico che l'Agenzia possa essere una struttura agile e reattiva e non posso che apprezzare il fatto che essa risponderà direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri e all'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento. Ma il rafforzamento della cybersicurezza del comparto pubblico potrebbe essere inefficiente se non si provvederà a una robusta campagna di informazioni al largo pubblico sui temi della sicurezza informatica. Colleghi, noi tutti sappiamo che anche un solo personal computer infettato può essere la base di partenza di attacchi informatici devastanti. L'educazione alla sicurezza informatica dovrebbe essere materia di insegnamento, come lo è la sicurezza stradale. L'Agenzia sarà il centro nazionale di coordinamento che si rapporterà con gli omologhi organismi internazionali, un presidio importante per la protezione dei nostri cittadini che avvicinerà l'Italia ai più alti standard di sicurezza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, come ha detto bene il relatore, la cybersecurity è il pilastro fondamentale dell'economia digitale ed è per questo che dobbiamo intendere l'Agenzia che si vuole istituire come un'organizzazione al servizio della governance. Se non facciamo questo salto, si tratterà dell'ennesima sovrastruttura, peraltro - questi temi vengono affrontati già da quattro, cinque anni - regolamentata già in precedenza, e di cui noi abbiamo chiaramente ridefinito il perimetro, le attività, le finalità e gli obiettivi. Sono accadute una serie di cose - pensiamo all'attacco alla Regione Lazio - che ci devono assolutamente far riflettere. Il provvedimento sulla cybersecurity è quindi un'ottima iniziativa, a condizione che non si pensi che l'organizzazione possa far fronte da sola agli attacchi e soprattutto a quelli definiti nation-state . La sicurezza è un ecosistema che si costruisce facendo squadra con i maggiori player internazionali e definendo le partnership tra pubblico e privato. A tal proposito, apro una parentesi. Una serie di gare d'appalto è stata aggiudicata a fornitori privati e nei capitolati non si è prestata alcuna attenzione ai temi della cybersicurezza. Tenete presente che una parte significativa di manutenzione applicativa e ai sistemi viene fatta proprio da aziende private e si costruisce lasciando al privato tutte le attività di threat intelligence e threat analysis e riservando invece al pubblico le attività di intelligence sulle questioni più sociologiche, psicologiche, comportamentali, culturali e politiche. A tal riguardo, sarebbe auspicabile una forte cooperazione internazionale tra le Agenzie di intelligence perché è fondamentale conoscere il nemico. Il nemico del terzo millennio non è colui che lancia aerei e carri armati come fossero delle bombe, ma è un vero e proprio pirata, un soggetto che non ha Patria, né scrupoli e che, con un click su un computer, che si trova magari dall'altra parte del mondo, può scatenare vere e proprie guerre; guerre che si scatenano oggi bloccando gli aeroporti, gli ospedali, la comunicazione e tutto ciò che vive e funziona attraverso le connessioni. (Applausi) . Pensate addirittura che oggi delle mani esperte potrebbero bloccare un'auto di ultima generazione con il passeggero che si trova all'interno.