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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 14 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14,40. IN SEDE REDIGENTE DDL N. 536 - Istituzione Commissione inchiesta 'Il Forteto' DDL 536 Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto" (Discussione e rinvio) La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo, il quale riprende il contenuto dell'Atto Senato n. 2093, approvato, nella scorsa legislatura, in prima lettura dal Senato. Prima di procedere alla disamina del provvedimento, dà conto dei fatti sottesi alla proposta di inchiesta. Ricorda che la cooperativa agricola "Il Forteto", comunità di recupero per minori disagiati, sita nel Comune di Barberino di Mugello (Firenze), è stata al centro di una lunga vicenda giudiziaria per abusi sessuali, maltrattamenti e pedofilia, iniziata già alla fine degli anni settanta - culminata nel 1985 con una prima condanna definitiva dei cofondatori per maltrattamenti aggravati e atti di libidine, Rodolfo Fiesoli, detto il Profeta, e Luigi Goffredi - e conclusasi nel 2015, per Fiesoli, con un'ulteriore condanna (in primo grado) a diciassette anni di reclusione, ridotta a 15 anni e 10 mesi in appello, per violenza sessuale e maltrattamenti. Quest'ultima sentenza è stata impugnata in Cassazione. La Suprema Corte nel 2017 con la sentenza n. 3346 ha reso definitiva la condanna di Fiesoli annullando con rinvio limitatamente ad uno degli episodi di violenza sessuale. Per gli altri nove imputati, compreso Goffredi, pur avendo dichiarato i reati estinti per prescrizione, ha confermato le relative statuizioni civili. Successivamente alla sentenza del 2017 la vicenda giudiziaria ha avuto ulteriori sviluppi. In relazione all'ordine di esecuzione della pena, emesso, nel dicembre dello stesso anno, dalla Procura generale (della Corte d'appello di Firenze), il signor Fiesoli ha proposto richiesta di annullamento alla Corte d'appello di Firenze, in funzione di giudice dell'esecuzione. La Corte fiorentina, nel gennaio del 2018, ha rigettato tale richiesta con ordinanza. Infine tale decisione, impugnata in Cassazione, è stata annullata senza rinvio dalla Suprema Corte (sentenza n. 30780/18), lo scorso 6 luglio, con conseguente provvedimento di revoca dell'ordine di esecuzione che era stato emesso dalla procura il 23 dicembre 2017. Nonostante i gravissimi capi di imputazione, nel 1997, Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, come si precisa nella relazione di accompagnamento del disegno di legge, il Tribunale dei minorenni avrebbe continuato ad affidare minori alla struttura. Proprio per il trattamento subito da due bambini affidati dal Tribunale dei minorenni alla comunità Il Forteto, intanto divenuta Cooperativa agricola con l'acquisizione di cinquecento ettari nel comune di Dicomano (FI), l'Italia è stata condannata nel luglio 2000 dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (sentenza Scozzari e Giunta/Italia n. 39221/2000) - adita dalle madri alle quali i minori erano stati tolti - a pagare una multa di 150 milioni di lire come risarcimento dei danni morali. Segnala infine che la situazione della cooperativa è stata già oggetto di attenzione da parte delle istituzioni: da un lato, da parte della Regione Toscana, attraverso l'istituzione di due Commissioni di inchiesta (la prima, istituita nel 2012, ha depositato la propria relazione finale nel gennaio 2013 e la seconda, istituita nel 2015, ha concluso i propri lavori nel giugno 2016) e, dall'altro, del Ministero dello sviluppo economico che, chiamato a valutare i profili amministrativo - gestionali della cooperativa agricola, nell'agosto 2013, ne ha chiesto il commissariamento (richiesta successivamente respinta dall'assemblea della cooperativa stessa), motivandolo a causa della pesante ed invasiva commistione tra la comunità e la cooperativa agricola direttamente coinvolta nella gestione degli affidamenti dei minori e disadattati. Passando al merito, evidenzia che il testo consta di 9 articoli. L'articolo 1prevede che sia istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sui predetti fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto", con il compito di svolgere accertamenti sulle responsabilità e complicità istituzionali, in merito alla gestione della comunità medesima e degli affidamenti di minori, al fine di prospettare l'adozione di misure organizzative e strumentali per il corretto funzionamento della struttura. In merito a tale articolo preannuncia una proposta di modifica che sfumi le espressioni "responsabilità e complicità istituzionali", sostituendole con le espressioni "eventuali responsabilità istituzionali". I compiti della Commissione, enunciati nello stesso articolo 1, sono poi puntualmente indicati nell'articolo 2. La Commissione è chiamata ad accertare i fatti e le ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità giudiziarie interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità "Il Forteto", anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte perpetrate all'interno della Comunità, nonché a verificare i presupposti per la nomina di un commissario per la parte produttiva della struttura "Il Forteto" inerente alla cooperativa agricola, ai fini di una gestione dissociata dalla comunità di recupero dei minori in affidamento. Il disegno di legge attribuisce, poi, alla Commissione il compito di formulare proposte in ordine all'adozione di nuovi strumenti di controllo delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, al potenziamento del sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell'affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze in capo ad essi, alle modalità con cui applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori. La Commissione, ai sensi dell'articolo 3, è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati dai rispettivi Presidenti, in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno un ramo del Parlamento. Compete alla Commissione stessa l'elezione dell'ufficio di presidenza (presidente, due vicepresidenti e due segretari). Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori, l'articolo 4 prevede l'adozione da parte della Commissione di un regolamento interno. Relativamente ai poteril'articolo 5, comma 1, prevede che la Commissione proceda nell'espletamento dei suoi compiti con gli stessi poteri e con le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Per i segreti di Stato,di ufficio, professionale e bancario, ai sensi del comma 2 trovano applicazione le norme vigenti e la legge n. 124 del 2007.