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"Si ha la riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista". All'art. 2 statuisce che: "Chiunque promuove od organizza sotto qualsiasi forma la ricostituzione del disciolto partito fascista a norma dell'articolo precedente è punito con la reclusione da tre a dieci anni". Come pure nell'articolo 4 si specifica l'"apologia del fascismo": "Chiunque, fuori del caso preveduto dall'art. 1, pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 500.000. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione o di propaganda". Infine, vi è la "legge Mancino" (legge 25 giugno 1993, n. 205) che ribadisce e rafforza: "È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni". Dunque, i carabinieri si sarebbero dovuti allertare se su quel cartello anziché paragonare l'antimafia all'antifascismo si fosse invocato il fascismo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati; se ritengano di dover intervenire per stabilire la responsabilità di coloro che hanno ritenuto necessario identificare un cittadino che esprimeva democraticamente il proprio pensiero a una manifestazione in ricordo del giudice antimafia, pensiero basato peraltro su un principio fondante della Costituzione italiana, in quanto le istituzioni democratiche, è bene ribadirlo, non esisterebbero senza partigiani e partigiane e senza antifascismo. Atto n. 4-05835 DE BONIS Ai Ministri della transizione ecologica, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il maltempo in Italia continua ad imperversare. Provocato da una "cella autorigenerante" collegata alla stessa intensa perturbazione che nei giorni scorsi ha colpito molte zone del Nord Italia, e prima ancora la Germania e altri Paesi dell'Europa centrale, adesso le piogge di forte intensità si sono dirette al Sud Italia; dopo quelle del fine settimana che hanno colpito la Sicilia, in particolare il palermitano, precipitazioni più intense si sono verificate nella serata del 19 luglio in Puglia, nell'area del Gargano. Nella stessa notte la situazione più critica si è registrata nell'area di San Marco in Lamis (Foggia). Secondo i dati resi noti dalla protezione civile della Puglia, tra la mezzanotte e le ore 10 circa nel comune si sono accumulati al suolo oltre 260 millimetri di pioggia; molti i disagi che si sono verificati, con strade allagate e trasporti interrotti, una vera e propria pioggia torrenziale. Fonti locali hanno riferito che si sono registrate criticità sulle principali arterie per Foggia e San Nicandro garganico e sulla strada statale 272, che collegano San Marco in Lamis a San Severo e San Giovanni Rotondo. Sono stati segnalati allagamenti soprattutto in box e scantinati, mentre in diverse zone si sono verificati frane e smottamenti. L'ondata di maltempo è stata accompagnata anche da disagi legati all'interruzione della fornitura di energia elettrica; per quanto riguarda le zone del Salento, anche qui il maltempo ha causato gravi disagi. Temporali e acquazzoni si sono abbattuti su diverse zone della provincia di Lecce a macchia di leopardo. I fenomeni si sono concentrati maggiormente sulle zone di Galatone, Galatina e Copertino, mentre nel pomeriggio piogge torrenziali sono cadute nella zona del magliese. La situazione più critica si è registrata a Sternatia, dove si è allagato persino il sottopasso ferroviario mettendo in pericolo alcuni automobilisti; come sottolineano i meteorologi, mediamente in quella zona cadono 33 millimetri di pioggia nell'intero mese di luglio e 122 in tutta la stagione estiva. In un anno si stima una media di 588 millimetri. Nel giro di poche ore, invece, sull'area è caduta la metà della pioggia che si prevede in un anno intero; considerato che: oltre ai danni arrecati alle strade ed alle abitazioni, anche l'agricoltura è stata messa in ginocchio nell'intera Puglia. L'alluvione ha creato seri danni ai campi del promontorio del Gargano, soprattutto lungo la Pedegarganica, strada resa impraticabile dalla furia dell'acqua. Campi allagati, frane, alcune linee ferroviarie e strade provinciali interrotte a Rignano Garganico, a San Nicandro Garganico e nelle zone rurali attorno a Foggia e San Severo, le piogge e la grandine cadute abbondantemente hanno messo a soqquadro il territorio, con danni ormai irreparabili alle colture. Ai lati della strada statale 16, tra San Severo e l'ex stabilimento della Safab, ettari ed ettari di uliveti, vigneti e frutteti sono stati completamente allagati e invasi dal fango; il territorio pugliese conferma, così, una condizione di estrema fragilità, mostrando ancora una volta di essere particolarmente esposto al rischio di alluvioni, frane, allagamenti e fenomeni di dissesto idrogeologico. Canali, cunette, corsi d'acqua, strade rurali ma anche vie di comunicazione più trafficate come statali, provinciali e comunali necessitano di un'intensa e straordinaria opera di manutenzione, con interventi che ripuliscano ciò che ostruisce il deflusso corretto delle acque piovane; dopo mesi di siccità, le prime e intense piogge estive mettono in rilievo quale e quanto sia il lavoro da fare sul versante della prevenzione. Occorre intervenire subito, in questi giorni e nelle prossime settimane (e su tutta la Puglia) per evitare ulteriori, drammatiche conseguenze da ogni punto di vista, non ultimo quello dei danni a un'agricoltura già funestata in precedenza da gelate, siccità e fenomeni estremi dovuti agli effetti dei cambiamenti climatici, si chiede di sapere: