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Il medesimo articolo 4 prevede altresì l'intensificazione della cooperazione bilaterale in materia di protezione civile e tra le rispettive amministrazioni giudiziarie, assicurando un coordinamento costante nel settore dell'assistenza giudiziaria in materia penale della consegna di persone. Al fine di perseguire questi obiettivi, il testo prevede incontri a cadenza regolare tra magistrati e operatori del diritto e tra rappresentanti delle rispettive Forze di polizia. Di rilievo è anche la previsione relativa alla costituzione di un'unità operativa mista nel quadro della cooperazione transfrontaliera tra le rispettive Forze di polizia. L'articolo 5, dedicato alla cooperazione economica, industriale e digitale, impegna le Parti a facilitare investimenti reciproci, a intensificare le collaborazioni industriali bilaterali e ad approfondire la cooperazione in settori strategici per il rafforzamento della transizione digitale europea. Viene a tal fine previsto un Foro di consultazione tra i Ministeri competenti per l'economia, le finanze e lo sviluppo economico, da riunire con cadenza annuale, al fine di assicurare un dialogo permanente sulle politiche macroeconomiche e sulle politiche industriali. L'articolo 6, in tema di sviluppo sociale, sostenibile e inclusivo, stabilisce l'impegno per le Parti a conseguire una serie di obiettivi quali il sostegno a politiche per una piena parità tra uomini e donne, la lotta contro tutte le discriminazioni, la povertà e l'esclusione sociale, il contrasto al dumping sociale e il rafforzamento della protezione delle persone vulnerabili. In tema di sviluppo sostenibile, il medesimo articolo richiama gli impegni delle Parti ad integrare la protezione del clima in tutte le politiche, a ridurre le emissioni prodotte dai trasporti, a fare del Mediterraneo un mare pulito, a favorire la resilienza del sistema agricolo e agro-alimentare e a proteggere e promuovere le denominazioni d'origine e le indicazioni geografiche registrate nell'Unione europea. L'articolo 7 riconosce l'importanza della cooperazione bilaterale nel settore spaziale, anche in ambito europeo, impegnando le Parti a promuovere la cooperazione bilaterale a livello industriale, scientifico e tecnologico e a rafforzare la competitività dell'industria spaziale dei due Paesi, ivi inclusa quella relativa all'accesso allo spazio. L'articolo 8, in materia di istruzione e formazione, ricerca e innovazione, stabilisce l'impegno delle Parti a favorire la mobilità tra i due Stati negli ambiti dell'istruzione e della formazione, della ricerca e dell'innovazione, la diffusione e il reciproco apprendimento delle rispettive lingue, a rafforzare la collaborazione universitaria anche promuovendo la partecipazione delle istituzioni di istruzione superiore italiane e francesi al progetto delle università europee, a potenziare i rapporti di collaborazione nell'ambito delle grandi infrastrutture di ricerca e a sostenere l'innovazione in tutti gli ambiti essenziali per il futuro e la competitività. In tema di cultura, giovani e società civile, l'articolo 9 impegna le Parti a promuovere la vicinanza dei loro popoli e il comune sentimento di appartenenza europea mediante scambi all'interno della società civile e occasioni di mobilità dei giovani. Le iniziative contemplate è disposto siano coordinate all'interno della Commissione mista prevista dall'Accordo culturale bilaterale italo-francese del 1949, tuttora vigente. Verrà inoltre organizzato un Consiglio franco-italiano della gioventù, a margine della suddetta Commissione mista, ed istituito un Programma di volontariato italo-francese - denominato «servizio civile italo-francese» - sulla base di una cooperazione tra gli enti governativi incaricati dei rispettivi programmi nazionali. L'articolo 10 reca disposizioni in materia di cooperazione frontaliera, impegnando le Parti a sostenere progetti di integrazione tra le collettività frontaliere dei due Paesi. Particolare attenzione sarà prestata alla cooperazione frontaliera in materia di sanità e di interventi di soccorso, oltre che alla eliminazione di ostacoli a tale cooperazione, anche attraverso la creazione di comuni servizi pubblici in diversi settori. Ai sensi del comma 7, un Comitato di cooperazione frontaliera, presieduto dai Ministri competenti delle due Parti e destinato a riunire rappresentanti delle autorità locali, delle collettività frontaliere, degli organismi di cooperazione competenti, dei parlamentari e delle amministrazioni centrali, sarà competente a proporre progetti di cooperazione frontaliera in tutti i settori delle politiche pubbliche. L'articolo 11 disciplina il quadro istituzionale della nuova cooperazione italo-francese, prevendendo l'organizzazione di un Vertice intergovernativo annuale e di riunioni di coordinamento e concertazione a livello ministeriale. Il comma 3 istituisce, a livello dei Segretari generali dei rispettivi Ministeri degli affari esteri, un Comitato strategico paritetico - da riunire annualmente prima del Vertice intergovernativo -, responsabile dell'attuazione del Trattato e del relativo programma di lavoro, preposto alla definizione delle strategie e delle azioni comuni, in collegamento con gli altri Ministeri coinvolti. Da ultimo, l'articolo 12 reca le disposizioni finali relative all'entrata in vigore e alla durata dell'accordo bilaterale, stabilendo altresì le modalità per la ricomposizione di eventuali divergenze o controversie interpretative o applicative del Trattato. IL relatore conclude osservando che il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il Trattato non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente CRAXI ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e apre la discussione generale. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) tiene a sottolineare l'importanza dell'Accordo in esame, concluso anche grazie all'impulso cruciale del premier Draghi, il quale si caratterizza, in particolare, per l'ampiezza dei settori di collaborazione tra Italia e Francia, che non mancherà di generare ricadute positive per lo sviluppo reciproco dei due Paesi. La cooperazione bilaterale impostata, infatti, abbraccia molteplici aree, dallo spazio alla politica sociale, dalla circolazione dei lavoratori alle politiche migratorie e alla giustizia, in maniera tale da realizzare un effettivo clima di raccordo tra le parti, superando, in tal modo, anche incomprensioni e piccoli screzi intervenuti in passato. Conclude rilevando l'opportunità che il versante parlamentare accompagni fattivamente l'implementazione di tale Trattato, anche mediante l'attivazione di canali di cooperazione con omologhe Commissioni del Parlamento francese. Il presidente CRAXI rassicura, a tale ultimo riguardo, che non mancherà di farsi parte diligente per riannodare i legami, in particolare, con l'analoga Commissione esteri del Senato francese. Il senatore ALFIERI ( PD ) invita i colleghi a considerare il mentovato Accordo anche da un altro punto di vista, ossia quello che lo concepisce come una sorta di "motore" in grado di incentivare il complesso della costruzione europea.