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L'articolo prosegue prevedendo anche il divieto di messaggi lesivi del credo religioso: siccome esistono diversi credo, se uno sull'auto ha scritto "Gesù Cristo è figlio di Dio" - ci sono tanti che girano con il simbolo del pesce che vuol dire proprio "Gesù Cristo figlio di Dio" e così via - chi non è cristiano può sentirsi offeso e ne abbiamo già visti molti di questi casi. Tutto questo viene inserito in un decreto-legge contenente disposizioni urgenti per rilanciare le infrastrutture. Infine, stando sempre alla norma, sono vietati i messaggi discriminatori con riferimento all'orientamento sessuale e all'identità di genere, proprio quella che molte voci, anche da sinistra e tra coloro che erano d'accordo sul resto del disegno di legge Zan, hanno detto che sarebbe stato un errore inserirla nel provvedimento perché identità di genere vuol dire auto-attribuzione dell'identità di genere. Sulla base di queste cose ci sono Paesi - non parlo di Paesi strani, ma del Regno Unito, ad esempio - in cui non si può più scrivere che gli assorbenti, tipicamente destinati alle donne per le esigenze particolari che hanno, sono per le donne, perché anche un uomo può avere le mestruazioni: se infatti una donna dice di sentirsi uomo, non le si può dare della donna, perché altrimenti è discriminatorio verso la sua identità di genere ed essendo in realtà una donna può avere necessità degli assorbenti. Potrei aggiungere mille altre cose di questo genere. Tutto questo viene inserito nel provvedimento che stiamo esaminando. È questo il modo di fare le leggi, con degli emendamenti presentati a tradimento in Commissioni che non c'entrano nulla con certi temi? (Applausi) . È una vergogna totale andare in questo modo contro quello che peraltro è stato deciso in Parlamento: tra l'altro, qui non dovremmo discutere di nuovo di questi argomenti perché, essendo stato bocciato il disegno di legge Zan, per sei mesi non dovremmo toccarli. In ogni caso, nel provvedimento in discussione ci sono anche delle norme che riguardano effettivamente le infrastrutture. Ho ascoltato l'intervento dell'ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, che ha parlato poco fa: siccome ho un numero limitato di minuti per intervenire, invito chi mi ascolta ad andare a rivedere quello che ha detto l'ex ministro Toninelli, perché ha fatto un attacco pesantissimo al Governo, accusandolo di fare regali alle concessionarie autostradali, specie a quelle grandi, di prorogare delle norme di giustizia che consentirebbero di ridurre le tariffe e così via. Ho condiviso perfettamente quanto ha detto, anche se temo che poi tutte queste cose le voterà domani, quando arriveremo al voto finale, perché fa parte della maggioranza; comunque vedremo. Aggiungo che effettivamente c'è una serie di norme che vanno a fare ulteriori regali: due anni di proroga, in sostanza, alle concessionarie degli autogrill, delle stazioni di servizio, sia dal punto di vista carburanti, sia dal punto di vista cibo e ristorazione. Ricordo che la proroga delle concessioni è vietata dall'Unione europea, ma questo Governo è europeista solo a fasi alterne. Quando l'Europa fa comodo, bene; se non fa comodo, noi facciamo le cose per conto nostro, preparando il grande regalo ai Benetton - questi in confronto sono proprio gli spiccioli, neanche la mancia - che consiste nel pagare 8 miliardi (più di quello che la legge consentirebbe) la quota di maggioranza della società Autostrade da parte di Cassa depositi e prestiti, a spese naturalmente dei cittadini, che per diciotto anni si troveranno degli aumenti micidiali sulle tariffe. Ci sono poi altre cose su cui il Governo regolarmente non risponde: la concessione autostradale della Brescia-Padova è stata prorogata in carico all'attuale gestore sulla base di un documento annullato dal Consiglio di Stato, annullamento confermato dalla Corte di cassazione. Il Governo non solo non fa nulla, ma non risponde alle interrogazioni. Se questo è il modo di fare decreti-legge, veramente ne abbiamo abbastanza! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (Misto-I-C-EU) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il decreto-legge che ci apprestiamo oggi a convertire presenta indubbiamente contenuti importanti e reca misure che, se ben attuate, possono incidere in modo rilevante nel creare i giusti presupposti per la ripresa del nostro Paese. Giova, però, una doverosa premessa di carattere metodologico. Si tratta, infatti, di un provvedimento le cui disposizioni, fin dalla sua emanazione, si contraddistinguono per una tendenziale eterogeneità nei contenuti: dalle modifiche al codice della strada alle norme in materia di procedure di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ciò costituisce la conseguenza del tentativo di rispondere alle numerose istanze che questo Governo si trova ad affrontare in una fase tanto delicata; al contempo, però, si rischia di restituire l'immagine di un legislatore poco attento non solo alle esigenze di una buona tecnica di redazione delle norme, ma soprattutto al dato costituzionale che, con riferimento alla decretazione d'urgenza, impone il rispetto del canone dell'omogeneità. E ancora, non possiamo non evidenziare l'inevitabile contingentamento dei tempi che ha caratterizzato l'esame del disegno di legge di conversione in Senato. Assistiamo a un'indebita compressione dei lavori in quest'Aula, ereditando così una pessima abitudine dei Governi precedenti: quella del cosiddetto monocameralismo alternato, su cui è auspicabile una netta inversione di tendenza verso un approccio maggiormente rispettoso della centralità del dibattito parlamentare. Nel merito, il provvedimento contiene diverse novelle al codice della strada, peraltro oggetto di numerose aggiunte nel corso dell'esame alla Camera dei deputati. In primo luogo, si intende ribadire che la sicurezza e la tutela della salute delle persone, nonché la tutela dell'ambiente nella circolazione stradale, rientrano tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato. Alcune importanti innovazioni vanno segnalate con riferimento alla disciplina per il conseguimento della patente di guida. Non c'è dubbio che alcuni passi importanti sono stati fatti verso una progressiva e meritoria semplificazione. Tuttavia, in tale sede si sarebbe potuto e dovuto intervenire anche al fine di porre rimedio ai disagi che stanno interessando le scuole di preparazione per il conseguimento delle patenti nautiche, le quali invocano più tempo e maggiore certezza circa l'ambito di operatività della riforma che ha introdotto la nuova patente. Con il provvedimento in esame vengono finalmente introdotte nuove e stringenti regole sull'uso dei monopattini elettrici, atteso che finora la loro circolazione - in crescita esponenziale in tutti i grandi centri urbani - non era stata oggetto di una disciplina organica. Le nuove regole, oltre a mettere ordine a un fenomeno a elevato impatto sulla viabilità cittadina, prodotto da una nuova categoria di utenti della strada, sono anche e soprattutto finalizzate ad abbattere in modo drastico il tasso di incidentistica stradale, che vede coinvolti, talvolta, purtroppo, con esito fatale, gli utenti dalla circolazione.