[massime]

SENT. 355/05 B. PROFESSIONI - NORME DELLA REGIONE ABRUZZO - ISTITUZIONE DEL REGISTRO REGIONALE DEGLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO - REQUISITI PER L'ISCRIZIONE - PRECLUSIONE ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ PER I NON ISCRITTI - VIOLAZIONE DELLA RISERVA ALLO STATO A FISSARE I PRINCIPI FONDAMENTALI IN MATERIA DI “PROFESSIONI” - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE - ASSORBIMENTO DEGLI ULTERIORI PROFILI DI INCOSTITUZIONALITÀ - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA CONSEQUENZIALE DELLE RESTANTI DISPOSIZIONI DELLA LEGGE IMPUGNATA (LEGGE 11 MARZO 1953, N. 87, ART. 27).. Sono costituzionalmente illegittimi gli att. 2, commi 2 e 3, e 3, della legge della Regione Abruzzo 19 novembre 2003, n. 17, nella parte in cui fissano i requisiti per l'iscrizione nel registro regionale degli amministratori di condominio e di immobili, istituito ai sensi dell'art. 1, e dispongono che l'attività di amministratore di condominio, nella regione, sia preclusa a chi non sia iscritto nel registro stesso, salvo il caso di condomino amministratore. La materia delle professioni, infatti, appartiene alla competenza legislativa concorrente delle regioni, ai sensi dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione. Al riguardo, pur mancando nella legislazione statale una disciplina generale delle professioni, dalla normativa vigente – e segnatamente dall'art. 2229, primo comma, del codice civile, oltre che dalle norme relative alle singole professioni – può trarsi il principio, affermato in più occasioni da questa Corte con riferimento alle professioni sanitarie, che l'individuazione delle professioni, per il suo carattere necessariamente unitario, è riservata allo Stato, rientrando nella competenza delle regioni la disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale. Esula, pertanto, dai limiti della competenza legislativa concorrente delle regioni in materia di professioni l'istituzione di nuovi e diversi albi (rispetto a quelli istituiti dalle leggi statali) per l'esercizio di attività professionali, avendo tali albi una funzione individuatrice delle professioni preclusa, in quanto tale alla competenza regionale. Ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, anche le restanti disposizioni della legge impugnata devono essere dichiarate illegittime per illegittimità consequenziale.