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Disposizioni in materia di assicurazioni per responsabilità civile auto. Onorevoli Senatori. -- Le norme proposte si inseriscono nel quadro delle iniziative volte a contenere i costi dell'assicurazione per la responsabilità civile (RC) auto, attuando gli interventi già disposti dal precedente Governo e individuando quelli ulteriormente necessari alla riduzione strutturale dei premi di polizza nelle diverse aree del Paese. Lo spirito complessivo degli interventi proposti attraverso la novella, tra l'altro, del codice delle assicurazioni private (CAP), di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è quello di garantire la razionalizzazione e l'efficienza dei sistemi di gestione delle fasi di accertamento e di liquidazione dei sinistri, al fine di contenere i costi e di ottenere, così, una riduzione progressiva dei premi assicurativi attraverso la realizzazione di risparmi in tutte le fasi operative. La novella all'articolo 128 del CAP, introdotta dall'articolo 1, risponde all'esigenza, largamente avvertita, di fornire maggiori garanzie risarcitorie in caso di sinistri che coinvolgono mezzi di trasporto di passeggeri. La norma modifica i massimali minimi di garanzia per la stipula dei contratti in adempimento dell'obbligo di assicurazione per la RC derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. Gli attuali massimali minimi di legge sono regolati dal medesimo articolo 128, nel rispetto delle condizioni minime di assicurazione stabilite dalla V direttiva comunitaria in materia di RC auto (direttiva 2005/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005) che, dopo aver fissato i massimali minimi, lascia liberi gli Stati membri di optare per i massimali di legge superiori. L'attuale valore, generalizzato per tutti i veicoli, è di 5 milioni di euro per danni a persona e di 1 milione di euro per danni a cose. La proposta rivede i massimali minimi di garanzia per i veicoli della categoria M2 e M3, fissandoli rispettivamente a 10 milioni di euro ed 1 milione di euro. Prima della liberalizzazione tariffaria del 1994, i massimali erano diversificati per categorie di veicoli, con massimali più elevati per gli autobus adibiti al trasporto di passeggeri. Ciò considerato, la disposizione eleva, pertanto, i massimali per i veicoli a motore adibiti al trasporto di persone aventi più di otto posti a sedere, oltre il conducente (tra cui autobus e filoveicoli), al fine di ampliare le coperture a garanzia dei danneggiati, rivelatesi non sufficientemente consistenti a fronte di eventi di particolare eccezionalità e gravità. Secondo quanto disposto dall'articolo 2 del presente disegno di legge, le imprese di assicurazione non possono rifiutare le proposte per l'assicurazione obbligatoria che vengono loro presentate qualora i dati risultanti dall'attestato di rischio e l'identità del richiedente siano corretti. In tal caso, le imprese possono richiedere, ai soggetti che presentano proposte di assicurazione, di sottoporre i veicoli ad ispezione prima della stipula del contratto e a fronte di una riduzione del premio rispetto alle tariffe prestabilite. La norma, inoltre, superando le criticità evidenziate dal mercato assicurativo e dalle associazioni di rappresentanza di settore, oggetto di ricorso anche davanti al giudice amministrativo, mira a chiarire la non obbligatorietà dell'offerta di meccanismi elettronici da parte delle imprese di assicurazione, che potranno liberamente valutarne la convenienza in chiave antifrode, proponendo la stipula di contratti che prevedano l'installazione dei meccanismi elettronici di controllo delle attività del veicolo, garantendo nel contempo la massima efficacia dello strumento e la sostenibilità economica della significativa riduzione di premio praticata a vantaggio degli assicurati. La modifica proposta tiene fermo, a carico delle compagnie, l'assetto dei costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità dei meccanismi, confermando che le imprese sono tenute a riconoscere una riduzione significativa del premio rispetto alle tariffe stabilite. Al fine di garantire una quantificazione della riduzione in parola, riscontrabile e verificabile, la norma prevede che lo sconto concordato non debba comunque essere inferiore al 7 per cento del premio medio applicato dalla compagnia l'anno precedente su base regionale per il profilo di rischio corrispondente alla classe unificata di merito del contraente, sia nei casi di nuovi contratti, che di rinnovo contrattuale. Onde superare, infine, una serie di difficoltà applicative legate all'utilizzo dei dati rilevati dai meccanismi in giudizio e ai fini della determinazione delle responsabilità in occasione dei sinistri, è previsto che le risultanze dei dispositivi, conformi alla disciplina tecnica e funzionale stabilita dalla legge, facciano piena prova nei procedimenti civili dei fatti cui si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento del dispositivo e, inoltre, che i dati siano trattati dall'impresa di assicurazione nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, facendo divieto all'assicurato -- nel contempo -- di disinstallare, manomettere o comunque non rendere funzionante (ad esempio, attraverso l'interruzione temporanea del trattamento dei dati mediante funzione semplice) la rilevazione delle informazioni ad opera del dispositivo, pena la disapplicazione della riduzione del premio per la durata residua del contratto e la restituzione dell'importo corrispondente alla riduzione accordata, fatte salve le eventuali sanzioni penali. La norma stabilisce, infine, che l'interoperabilità dei meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo sia garantita da operatori -- provider di telematica assicurativa -- i cui dati identificativi sono comunicati all'IVASS da parte delle imprese di assicurazione che ne utilizzano i servizi. Gli operatori rispondono del funzionamento ai fini dell'interoperabilità e curano la trasmissione dei dati alle compagnie di assicurazioni competenti per ciascun veicolo assicurato. La disciplina recata dall'articolo 3 mira ad evitare la prassi volta a far valere testimonianze prodotte in un momento successivo a quello della denuncia del sinistro, attraverso l'identificazione immediata del testimone sul luogo dell'incidente, il cui nominativo deve risultare dalla richiesta di risarcimento presentata all'impresa di assicurazione. La disposizione prevede l'inammissibilità in giudizio delle testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità anzidette, salva la possibilità per il giudice di disporre l'audizione di testimoni nei casi in cui sia comprovata l'impossibilità della loro tempestiva identificazione. È infine previsto che, nei processi attivati per l'accertamento della responsabilità e la quantificazione dei danni, il giudice, anche su documentata segnalazione delle parti, possa verificare se i testimoni siano stati già chiamati in più di tre cause nel corso degli ultimi cinque anni nel settore dell'infortunistica stradale e, ove ne abbia riscontro, trasmettere l'informativa alla procura della Repubblica competente per gli ulteriori accertamenti. La disposizione non si applica alle testimonianze rese in adempimento di un dovere d'ufficio.