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Nell'attuale contesto di emergenza scatenata dal Covid-19, mi preme preliminarmente mettere in evidenza le iniziative del Collegio dei Questori e le misure organizzative e igienico-sanitarie adottate dagli organi di direzione politica in coerenza con le indicazioni formulate dalle autorità sanitarie nazionali e con le disposizioni vigenti in materia nell'ordinamento generale, per contrastare la crisi epidemiologica. Tali iniziative, da ultimo - e mi riferisco in modo particolare alle deliberazioni del Consiglio di Presidenza assunte lo scorso 5 ottobre e dal Collegio dei Questori lo scorso 2 dicembre - hanno riguardato l'obbligo del cosiddetto green pass : da venerdì 15 ottobre è infatti in vigore l'obbligo di esibire la certificazione verde Covid-19, rilasciata in conformità alle disposizioni vigenti, per accedere alle sedi del Senato; mentre con una delibera approvata dal Consiglio di Presidenza il 2 dicembre, esattamente in linea con la normativa generale e attuando le disposizioni previste dal decreto legge n. 172 del 2021, anche a Palazzo Madama è entrato in vigore, a partire dal 6 dicembre, il super green pass che viene richiesto per l'accesso ad una serie di ambienti e luoghi di Palazzo Madama e delle altre sedi del Senato per la partecipazione a iniziative istituzionali e culturali, convegni, congressi, conferenze stampa, e per l'accesso alla Biblioteca 'Giovanni Spadolini' e all'Archivio storico. Va detto altresì che abbiamo continuato ad applicare una serie di misure che, dall'insorgere dell'emergenza Covid-19 ad oggi, abbiamo intrapreso per contrastare il virus e quindi garantire, da un lato, la sicurezza sanitaria e la tutela della salute e, dall'altro, la continuità legislativa dell'organo costituzionale del Senato. È in questo contesto che oggi sottopongo all'attenzione del Consiglio di Presidenza i due documenti contabili che, come sappiamo, danno conto dell'attività svolta dall'Amministrazione. Partiamo dall'esame del rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2020. La spesa complessiva del Senato, al netto dei risparmi da riversare allo Stato, nel 2020, ammonta a 483.718.048 euro in diminuzione di oltre 2,6 milioni di euro rispetto al consuntivo del 2019. Il trend è decrescente ed è ancora più marcato se mettiamo a confronto i dati del 2020 con quelli del 2012: in questo periodo, infatti, la spesa nominale effettiva del Senato si è ridotta del 7,09 per cento senza tenere conto degli effetti inflazionistici. A confermare l'andamento positivo è un altro dato: il rapporto tra la spesa effettiva del Senato e la spesa statale è pari a 0,045 per cento. In quattordici anni, dal 2006 al 2020, tale rapporto è sceso da 0,083 a 0,045. Continuiamo a leggere i dati di rendiconto. Sul versante delle entrate si è registrato un risultato complessivo, nel 2020, al netto delle partite di giro e dei movimenti di cassa, pari a 542.905.117,10 euro. Come si evince dai documenti all'esame, con la delibera di approvazione del rendiconto si provvede ad accertare un avanzo di esercizio per l'anno finanziario 2020 pari a 59.187.068,30 euro. Per ciò che riguarda il bilancio dell'Assistenza sanitaria integrativa dei Senatori (ASIS, che, come sappiamo, è interamente a carico dei Senatori), ad oggi si registra un avanzo di gestione complessivo pari a circa 2,5 milioni di euro. Come si evince bene dai dati di rendiconto, l'azione di contenimento della spesa coinvolge tutti gli ambiti della macchina amministrativa. Possiamo notare, ad esempio, che il rapporto tra spese di funzionamento e spese previdenziali rimane costante ed è pari a circa il 55 per cento per le prime e al 45 per cento per le seconde. Va anche sottolineato, prima di entrare nel dettaglio di alcune singole voci, che l'aggregato spesa corrente obbligatoria rappresenta oggi il 91,20 per cento di tutte le spese del Senato e, come si evince dai dati di rendiconto, questo aggregato che riguarda le spese per Senatori, ex Senatori, segreterie istituzionali, gruppi parlamentari, personale dipendente in servizio e in quiescenza, oneri previdenziali e fiscali a carico dell'Amministrazione - registra una riduzione dall'inizio della legislatura pari all'8,1 per cento. Entrando nel dettaglio del rendiconto, come accennavo prima, registriamo una riduzione trasversale in diverse voci del documento contabile in esame. Servizi di ristorazione: -15,58 per cento; cerimoniale e rappresentanza: -44,87 per cento; trasporto e spedizione: -7,91 per cento; locazioni e utenze: -23,80 per cento. Il bilancio di previsione 2021 che presentiamo oggi è stato redatto in ossequio agli indirizzi deliberati in Assemblea in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione per il 2020 e di quello pluriennale 2020-2022 per quanto concerne le dinamiche delle più importanti voci di entrata e di spesa, ricordando che nel 2020 si è verificata l'emergenza sanitaria Covid-19, con i conseguenti riflessi gestionali. I numeri e risultati del bilancio di previsione evidenziano, come vedremo tra poco, la costante opera di razionalizzazione dell'attività amministrativa al fine di raggiungere gli obiettivi definiti in sede programmatica. Questi risultati e queste cifre sono ancora più significativi se consideriamo la qualità della spesa, ovvero la distinzione tra oneri di funzionamento e quelli di natura strettamente previdenziale. Nel 2021, sulla scia di quanto è accaduto negli altri anni di questa legislatura, si registrano riduzioni della spesa di funzionamento della macchina amministrativa per un importo stimabile in 12 milioni. Questi risultati si aggiungono a quelli degli anni scorsi. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto dal 2013 al 2021 per un importo pari a circa 322,5 milioni di euro. Sono tutte risorse che, visto che vengono risparmiate, potranno essere impiegate per altre finalità di pubblico interesse. Come si compone questa cifra? Deriva innanzitutto dalla minore dotazione: Palazzo Madama, in parole povere, ha chiesto minori risorse allo Stato. Ogni anno, a partire dal 2012 fino ad oggi, la dotazione si è ridotta di 21,6 milioni di euro all'anno, rispetto all'ammontare del 2011. Non si tratta di una misura una tantum . Al contrario, è un'azione di contenimento della spesa strutturale che, in nove anni, dal 2013 al 2021, ci ha portato a un minore impatto sulla finanza pubblica pari a 194,4 milioni di euro (2013-2021). Si consolida quindi nel bilancio interno di Palazzo Madama un effetto di contenimento della spesa che non ha carattere di una tantum , ma riveste natura fortemente strutturale, anche al netto di ogni riflesso inflazionistico. Per effetto di tale riduzione, l'importo della dotazione, nel 2021, risulta pari a 505.360.500 euro. L'altra voce significativa che compone i 322,5 milioni di euro, insieme alla minore dotazione, è rappresentata dai risparmi effettuati nel periodo in questione: