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Non sarebbe mai avvenuto prima di questa pandemia, così come non sarebbe mai avvenuto che una riforma come quella penale, che azzera due principi cardine dei nostri istituti giuridici, come la separazione dei poteri e l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge (perché questo fa la riforma Cartabia) fosse approvata nel silenzio assoluto. In due giorni abbiamo avuto la riprova che in questo momento ai cittadini non interessa lo Stato di diritto, vogliono soltanto essere rassicurati e il Governo sta facendo questo, anche a costo di non dire la verità sulle questioni scientifiche. Basta la parvenza di sicurezza per andare tutti nella stessa direzione. Io vi lascio con una frase che secondo me incarna bene lo spirito di questo Governo e di questi tempi: «Per tutti i provvedimenti anche più duri che il Governo prenderà metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli». Questo sostanzialmente è lo spirito del green pass, ma questa frase non la disse Mario Draghi, bensì Mussolini (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2395, di conversione del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. (Vengono esposti dei cartelli). PRESIDENTE . Invito i senatori Questori e gli assistenti parlamentari a far rimuovere immediatamente i cartelli. La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 111, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2395, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, colleghe e colleghi, vorrei essere chiara fin da subito nel ribadire in quest'Aula quanto noi del Gruppo Italia Viva-PSI diciamo da mesi: il green pass è uno strumento che dà libertà, non la toglie. Vorrei che fosse immediatamente sgombrato il campo da un equivoco di fondo che aleggia in queste settimane e che riguarda alcune forze politiche così come abbiamo visto anche qualche attimo fa. Non ci si può scagliare contro l'obbligatorietà del green pass per accedere a certi luoghi, invocando una presunta violazione della libertà, quando al momento è proprio l'unico strumento che può concederci maggiori libertà. Con il green pass abbiamo noi per primi maggiori sicurezze, perché sappiamo che le persone che ci stanno intorno sono vaccinate, hanno fatto un tampone o sono guarite dal Covid. Soprattutto esso costituisce una maggiore garanzia nei confronti degli altri. Senza contare il fatto che il green pass è stato e continua ad essere l'unica modalità con la quale ripartire a livello economico e sociale. Dovremmo fare fronte comune per estenderne la portata, non per ridurla, così come finalmente lo faremo anche nelle Aule parlamentari. Il provvedimento che ci apprestiamo a discutere e a votare oggi segna quindi un altro passo proprio nella direzione che Italia Viva-PSI chiedeva da tempo. Interveniamo infatti in uno dei settori nevralgici del Paese, la scuola. Come ha detto qualche giorno fa in maniera molto chiara e autorevole il presidente Mattarella, con la pandemia la scuola è stata tra le prime a dover chiudere, ma con i vaccini questo non dovrà più accadere. I nostri ragazzi sono probabilmente tra quelli che hanno patito di più le chiusure imposte dall'emergenza pandemica, hanno perso quasi due anni di scuola in presenza e questo ha avuto delle conseguenze drammatiche da troppi punti di vista. Certo, la didattica a distanza ha funzionato come soluzione tampone, adottata in un periodo emergenziale in cui certamente non si avevano gli strumenti per reagire diversamente e la chiusura rappresentava forse l'unica possibilità. Ora però la situazione è cambiata e sensibilmente migliorata, grazie proprio allo straordinario lavoro fatto dal Governo Draghi e, in particolare, grazie al piano vaccinale gestito dal generale Figliuolo. Siamo in grado così di fronteggiare il virus e metterci al riparo da nuove chiusure, che dobbiamo assolutamente scongiurare. Così come dobbiamo scongiurare il ritorno alla didattica a distanza. Abbiamo gli strumenti per riaprire le scuole e le università in sicurezza, sempre rispettando chiaramente le regole di distanziamento e con l'ausilio certamente delle mascherine. La didattica a distanza ha fornito un utile supporto per evitare di perdere l'intero anno scolastico, ma deve essere necessariamente inquadrata in un arco temporale limitato. Oltre a mettere in evidenza, come abbiamo visto, le diseguaglianze tra alunni non equipaggiati allo stesso modo per quello che riguarda i mezzi tecnologici, la didattica a distanza nasconde una serie di rischi. Vi sono state conseguenze disastrose sul piano psicologico, difficoltà di apprendimento, soprattutto da parte di alunni che avevano già delle difficoltà. Maggiori difficoltà anche per i genitori che si sono dovuti sobbarcare un carico educativo non indifferente. Vi è poi l'aspetto più strettamente psicologico della questione: la scuola è fatta di socialità, di rapporti che si instaurano tra alunni e tra alunni e docenti, di attività che si condividono. Non possiamo permetterci che questi aspetti vengano ancora una volta messi in ultimo piano. Ecco perché finalmente con questo provvedimento vi è un ritorno alla scuola come comunità, così la definisce il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire oggi. Quella comunità che finalmente oggi diventa possibile. L'attenzione è rivolta non solo all'attività scolastica e didattica, ma per esempio anche alle attività formative e di tirocinio negli istituti tecnici superiori, per i quali deve essere assicurato lo svolgimento in presenza in via prioritaria. D'altra parte, il personale ha il dovere di fare la propria parte essenziale e soprattutto perché lavora in un ambiente cruciale come quello scolastico. In questo senso va anche la previsione dell'estensione dell'obbligo vaccinale nelle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie fino alla cessazione dello stesso.