[resaula]

C'è, però, da dire che, volgendo lo sguardo verso un'analisi politica dell'emendamento in questione, si evince la pretestuosità della questione in quanto, se la Lega davvero avesse voluto rendere possibile l'intercettazione di questo reato, avrebbe dovuto inserirla nell'elenco speciale dei delitti sotto soglia previsti dall'articolo 266, che norma i limiti di ammissibilità, e non nell'articolo 267, che concerne, tra le altre, la possibilità di intercettare senza avere prima il decreto autorizzativo da parte del gip. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ovviamente molto più corrente dal punto di vista pratico e sistematico era l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza, ma reso inammissibile dal presidente leghista Ostellari, che si prefiggeva, da un lato, di inserire nell'elenco, in deroga ai limiti di pena, l'inasprimento del trattamento sanzionatorio per una serie di reati di grave allarme sociale compiuti nei confronti di minori e, dall'altro, estendeva la possibilità di utilizzo del trojan di urgenza in relazione però a reati ovviamente intercettabili. In tal modo si sarebbe potuta compiere un'operazione più ragionata, sistematica e coerente con l'ordinamento processuale. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'emendamento Pillon rispecchia il comportamento che il suo partito ha tenuto nel corso della seduta: scorretto, irrispettoso delle istituzioni e anche sbagliato nel merito. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tornando al problema delle intercettazioni, sappiamo che è estremamente delicato perché pone al centro una serie di diritti e interessi costituzionali rilevanti e di importanza primaria. Abbiamo la segretezza delle indagini, la tutela della privacy e il diritto all'informazione, che devono essere contemperati e equilibrati. Per un verso, è doveroso assicurare ai soggetti del processo penale, compresi i difensori, ogni più ampio mezzo ai fini efficaci delle indagini sulla commissione dei reati e di una formazione della prova efficiente; per altro verso, la tutela delle esigenze delle indagini non può spingersi fino alla compressione di alcuni diritti inviolabili come quelli alla difesa e alla riservatezza e, anzi, a essi deve rimanere strettamente funzionale. Pertanto, risultano assurdi e allucinanti degli interventi dell'opposizione volti unicamente a porre in essere un terrorismo psicologico. (Applausi dal Gruppo M5S) . Qui non è in discussione né la riservatezza dei dati, né la tutela della privacy dei cittadini. In particolare, con riferimento a quest'aspetto, il provvedimento è teso a realizzare un migliore assetto della disciplina delle intercettazioni, snellendo le procedure di acquisizione e conservazione dei dati anche attraverso modalità informatiche che consentano di migliorare l'esecuzione delle attività di intercettazione, compresa la custodia e gestione dei dati intercettati e trascritti e l'effettiva tutela delle garanzie difensive. Ciò avviene nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali, messe più volte in discussione in questa Aula negli interventi dei colleghi. Per tali motivi, all'articolo 1 del presente provvedimento è stata prevista la proroga dell'entrata in vigore, proprio al fine di completare le complesse misure organizzative in atto, anche relativamente alla predisposizione di apparati elettronici e digitali e superare qualsiasi dubbio sull'applicabilità. Con riferimento alle novità apportate dalla disciplina delle intercettazioni, l'articolo 2 del decreto-legge interviene su numerose norme del codice di procedura penale, con l'obiettivo di migliorare l'esecuzione delle attività di intercettazione, comprese la custodia e la gestione dei dati intercettati e trascritti, e l'effettiva tutela delle garanzie difensive. Esaminando gli interventi principali, il provvedimento estende il divieto di pubblicazione, anche parziale o riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto. Con riferimento poi all'esecuzione delle intercettazioni, si ripropone sostanzialmente la formulazione antecedente la riforma del 2017, con particolare riguardo alla trasmissione dei verbali delle intercettazioni, all'immediata comunicazione ai difensori che hanno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni e all'apposito procedimento incidentale finalizzato alla cernita e alla selezione del materiale probatorio. La principale novità del decreto-legge riguarda la soppressione della riforma del 2017 nella parte in cui vieta alla polizia giudiziaria la trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni rilevanti ai fini delle indagini, per l'oggetto, i soggetti coinvolti o la trattazione dei dati personali e sensibili, e demanda al pubblico ministero il compito di ordinare la trascrizione delle suddette intercettazioni quando ne ritiene la rilevanza per i fatti oggetto di prova. Si tratta di una modifica rilevante poiché attribuisce una posizione di responsabilità dell'organo inquirente, che è tenuto a svolgere un'accurata valutazione sui dati raccolti ai fini della loro utilizzabilità a fini probatori, sia nel procedimento in corso che nei procedimenti diversi rispetto a quello per il quale si procede e per il quale è stato emanato il decreto di autorizzazione alle predette intercettazioni telefoniche, conversazioni o comunicazioni. Il pubblico ministero deve infatti vigilare affinché nei verbali non siano riportate espressioni lesive della reputazione delle persone o quelle che riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge, salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini dell'indagine. L'importanza dell 'iter di approvazione del decreto-legge è data soprattutto dall'attività di audizione che è stata svolta in Commissione, in quanto sono stati auditi i soggetti direttamente interessati nell'applicazione pratica del provvedimento. Come è stato rilevato da altri soggetti, vi è stato un parere unanime sulla validità del testo, che è stato ulteriormente migliorato dall'attività emendativa svolta in Commissione. Ci ritroviamo quindi oggi ad avere un testo che riesce a contemperare le esigenze di garanzia della tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, che ha trovato un lavoro di costante sintesi da parte delle forze di maggioranza che hanno prodotto un testo che oggi è il migliore possibile per veder tutelate le istanze dei soggetti interessati. Per tali ragioni, in considerazione dell'azione legislativa intrapresa dal Governo sui temi della giustizia e sui diversi provvedimenti adottati, non si può che ribadire la piena fiducia al Governo e, quindi, un voto favorevole da parte del MoVimento 5 Stelle sul provvedimento in oggetto. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.900, presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello.