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il percorso di individuazione dell'organico di sostegno didattico che ciascuna scuola chiede all'USR non può essere slegato proprio dalle proposte di ore di sostegno didattico che i gruppi di lavoro delle classi frequentate dai singoli alunni pongono in essere nei PEI; con riferimento all'articolo 4, contenente modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante le Commissioni mediche, si rileva come con le modifiche proposte si chiede alle famiglie di effettuare tutta la procedura e di pervenire, in una fase successiva, alla richiesta di "accertamento dell' handicap " tramite l'INPS, introducendo un iter molto difficoltoso per le famiglie; con riferimento all'articolo 8, contenente modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante i Gruppi per l'inclusione scolastica, si rileva come il GIT rischi di essere, di fatto, un gruppo inutile, incaricato di intervenire in tanti settori fra loro differenti, con il rischio di determinare solo un aggravio burocratico, nonché costoso. Il GIT svolge fin troppo attività (perfino la collaborazione con il GLI al fine di realizzare il Piano di inclusione) a discapito dello snellimento delle procedure, dando luogo a inutili incombenze e all'eccesso di burocratizzazione; ESPRIME PARERE FAVOREVOLE con le seguenti condizioni: con riferimento all'articolo 1, contenente modifiche all'articolo 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante i principi e le finalità, inserire il seguente comma aggiuntivo: "L'inclusione scolastica si attua mediante la definizione e la condivisione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), concordato ed elaborato congiuntamente dai componenti del GLO, di cui all'articolo 9 del presente decreto. " Il PEI, quale strumento di programmazione educativo didattico, costituisce il punto di riferimento della progettualità inclusiva. Appare utile, dal punto di vista pedagogico, richiamare il valore di questo importante documento; si chiede di chiarire la differenza tra assistenza di base e assistenza specialistica, per non correre il rischio che alcuni interventi non ricadano né nell'una competenza né nell'altra, rendendo di fatto inesigibili i diritti dell'alunno con disabilità; con riferimento all'articolo 3, contenente modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante prestazioni e competenze, la formulazione "lo svolgimento dei compiti di assistenza" (comma 1, lettera b) appare assolutamente generica, laddove, invece, è necessario definire il perimetro dell'assistenza demandata ai collaboratori scolastici. Lasciando l'attuale formulazione infatti c'è il rischio di rimettere alle due diverse contrattazioni collettive di riferimento la volontà di coprire o meno certe aree di intervento, determinando anche tipologie di assistenza non coperte da nessuno dei due ambiti, con chiara incertezza ed inesigibilità del diritto da parte dell'alunno. Inoltre, al comma 4, è irrinunciabile richiamare l'articolo 13, comma 3, della legge n. 104 del 1992, in cui sono specificati i compiti delle figure addette all'assistenza, proprio per rafforzare il principio e puntualizzare quanto stabilito dal comma 4; con riferimento all'articolo 4, contenente modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante le Commissioni mediche: a) la composizione delle Commissioni mediche andrebbe rivista, in considerazione della peculiarità del delicato documento che le stesse devono predisporre: a tal fine le Commissioni dovrebbero essere costituite da persone che "conoscono" l'alunno per poterne delinearne in modo adeguato il "profilo di funzionamento". c) così come descritto, il profilo di funzionamento non prevede che la componente scolastica partecipi "a pieno titolo" alla sua stesura, che non è più collegiale. Ciò comporta uno sbilanciamento a favore della componente medica, mentre la componente scolastica, pur essendo destinataria del profilo, non ne condivide le fasi preparatorie. Se l'intenzione del legislatore è quella di elaborare un documento che riprende le indicazioni dell'OMS in tema di "funzionamento", non è questo il modo per assolvere a tale compito. Il risultato sarà una sorta di ibrido, certamente non una "descrizione del funzionamento" come il classificatore ICF suggerisce. In un approccio bio-psico-sociale occorre prevedere che, oltre le figure sanitarie, vi sia sempre anche un assistente sociale (e non in via alternativa), pena, come già detto, un'unità di valutazione multidisciplinare molto sbilanciata sul versante sanitario; d) non si tiene conto del fatto che il profilo di funzionamento, come indicato dal classificatore ICF, contiene la descrizione del "funzionamento" della persona, grazie al contributo di tutti coloro che "conoscono la persona e il suo contesto". Pertanto, non ci si può non chiedere come persone che "non conoscono" l'alunno possano intervenire per definirne il "profilo", con il rischio di una lettura distorta. Quindi, alla lettera c), si chiede di sostituire le parole "con la partecipazione del dirigente scolastico ovvero di un docente specializzato sul sostegno didattico" con le seguenti: "e, se già iscritto presso un'Istituzione Scolastica, con la partecipazione, degli insegnanti della classe alla quale è iscritto il bambino o la bambina, l'alunno o l'alunna, la studentessa o lo studente con disabilità"; e) irrealistica è poi la previsione di poter provvedere agli adempimenti previsti dal presente articolo "con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente", senza che si tenga in alcun conto il fatto che il personale sanitario deve essere formato rispetto all'utilizzo congiunto del Classificatore ICF con ICD-11, così come dovrà essere formato il personale scolastico; con riferimento all'articolo 5, contenente modifiche all'articolo 6 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante il Progetto individuale, si evidenzia come vincolare l'elaborazione del PEI ad un'"approvazione" dovrebbe comportare anche la definizione della misura con cui si procede con tale approvazione con il rischio, in ogni caso, di conseguenze sul piano culturale e decisionale, nonché di responsabilità riconosciuta ai genitori. Se il PEI è infatti soggetto all'approvazione, considerati i numeri dei partecipanti alla sua stesura, la richiesta di approvazione con conseguente "conteggio" dei favorevoli e dei contrari potrebbe annullare ogni confronto e ogni approfondimento, anche con scelte difformi dalla volontà della famiglia. Pertanto, la previsione di "approvare" il PEI appare contraddittoria con i principi di collaborazione, di condivisione, di partecipazione e di corresponsabilità che sono alla base e a fondamento di questo documento. Si chiede, pertanto, di sostituire le parole "e approvato" con la seguente "congiuntamente";