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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 7 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier: L-SP; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI-MAIE: Misto-PSI-MAIE. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,33). Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 maggio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sulla situazione politica italiana TONINELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, prima di iniziare il mio intervento vorrei fare una premessa. Parlo da quest'Aula a nome del Movimento 5 Stelle, ma guardando fuori, rivolgendomi al Paese, ai cittadini che stanno al di fuori di quest'Aula. L'Assemblea del Senato esprimerà oggi il suo primo voto su un provvedimento importante, il "decreto Alitalia", che riguarda migliaia di cittadini: ne avremmo voluti affrontare molti altri di decreti importanti, per sostenere famiglie e imprese italiane e, invece, ci troviamo davanti una legislatura che nasce già morta. Non ho alcuna intenzione di perdermi in polemiche: credo siano francamente inutili. Credo sia stato detto tutto; credo che ogni singolo italiano abbia perfettamente compreso ciò che è accaduto in Italia in queste settimane. Nelle recenti elezioni del 4 marzo, 11 milioni di persone hanno sostenuto il Movimento 5 Stelle, che con fatica, ma senso di responsabilità, ha scelto di sedersi ad un tavolo. Mentre l' establishment ci tacciava come una forza eversiva, noi abbiamo aperto un dialogo, ci siamo confrontati con un'altra forza politica e abbiamo proposto la realizzazione di un contratto di governo, che contenesse le richieste del popolo italiano. Che piaccia o no, abbiamo riacceso un barlume di speranza per questo Paese; abbiamo ricordato a tutti che la democrazia non è morta; abbiamo ricordato che c'è un'altra via percorribile; ma soprattutto, abbiamo ricordato che esiste un Paese in carne ed ossa, che esistono pensionati colpiti dalla Fornero, 10 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà e migliaia di imprese affogate dall'altissima pressione fiscale. Abbiamo ricordato che le famiglie italiane non sono né numeri né matrici, al contrario di quel che invece ha detto il commissario europeo al bilancio, Günther Oettinger: «I mercati insegneranno agli italiani come votare». Ma ci rendiamo conto? Oettinger si sbaglia: saranno gli italiani ad insegnare a lui il reale valore della democrazia. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Questi sono toni intimidatori, come lo sono stati anche quelli di alcuni quotidiani internazionali che, negli ultimi giorni, ci hanno dato degli scrocconi; periodici che ci hanno preso in giro diffondendo l'immagine di un BOT italiano da 5 euro con la foto epica di Marco Tardelli dei mondiali di Spagna 1982; vignette che ritraevano Luigi Di Maio e Matteo Salvini come due malattie che si avventano sul corpo dell'Italia. Quanto ancora possiamo accettare tutto questo? Noi no, non possiamo più accettarlo, ma purtroppo qualcuno lo ha fatto. Come è infatti possibile che un Presidente della Repubblica esprima un giudizio che non riguarda in alcun modo il livello di adeguatezza di un possibile Ministro, bensì il suo pensiero e le sue idee... PRESIDENTE . Scusi, senatore Toninelli, il Presidente della Repubblica lo tenga fuori. Lei sa che ci sono dei limiti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). TONINELLI (M5S). Tengo fuori il Presidente della Repubblica, ma non le sue responsabilità. PRESIDENTE. Ci sono dei limiti costituzionali e non possiamo travalicarli. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). TONINELLI (M5S) . La ringrazio, signor Presidente. Terrò fuori il Presidente della Repubblica, ma non le sue responsabilità. Sia chiaro, signor Presidente: nessuno in questa sede vuole contestare le prerogative costituzionalmente garantite del Capo dello Stato. In quest'Aula forse nessun'altra forza politica come il Movimento 5 Stelle ha lottato per difendere la Carta costituzionale. (Applausi dal Gruppo M5S). Ma permettetemi di dire che è inaccettabile porre un veto sulle posizioni e sulle idee di un Ministro, le quali, per logica, rappresentano l'indirizzo politico del Governo e che, a loro volta, rappresentano dunque la volontà di più della metà degli italiani che si è espressa nel voto del 4 marzo. Non si può pensare di prendere la volontà popolare, metterla da parte e tirare dritti, senza porsi immediatamente e minimamente il problema. Ciò anche perché un tale comportamento può determinare un rischio, ossia che i cittadini si allontanino ancora di più dalla vita politica, disertando persino le urne. L'Italia è tra i primi contribuenti dell'Unione europea e tra i Paesi fondatori dell'Unione europea. Abbiamo sempre onorato i nostri impegni e rispettato i parametri comunitari, a differenza di molti altri partner europei che predicavano austerità ai sottoscritti mentre silenziosamente questa austerità la violavano. L'Italia è un Paese che merita rispetto: il suo popolo, il popolo italiano, merita rispetto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). E il popolo merita, Presidente, di poter incidere, perché lo prevede la Costituzione, nel processo politico esercitando il suo diritto di voto. E tutto questo non è accaduto. Anzi, peggio ancora: è accaduto quando il 4 marzo gli italiani hanno alzato la testa con il loro voto, ma sono stati ignorati. Allo stesso tempo, è stato avallato il principio secondo cui è qualcun altro che decide per noi, qualcuno che siede in qualche ufficio a Bruxelles, che passa le ore al telefono con Berlino e che oggi elogia la nascita di un Governo fantasma, sottolineo: un Governo fantasma. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Un Governo che non esiste e che forse avremo nelle prossime ore in quest'Aula, un Governo che non esiste signor Presidente, senza una fiducia, senza un perché, senza un'identità, privo di temi e privo di soluzioni. Qui è stato fatto fuori un possibile Governo con una maggioranza solida per mettere dentro un altro Governo che una maggioranza non ce l'ha: