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Il problema è che gli altri Stati non sono d'accordo con la Russia; non sono d'accordo perché la Russia non è uno Stato attrattivo. La Russia è uno Stato povero ed ha un PIL inferiore a quello dell'Italia, nonostante abbia 145 milioni di abitanti. È un Paese che non produce nulla e che esporta solo materie prime come un Paese del terzo mondo. È un Paese con enormi disparità di reddito, con una enorme corruzione, dove Putin e i suoi gerarchi ostentano una ricchezza miliardaria che non si sa bene da dove provenga, mentre 20 milioni di russi non hanno neanche il bagno in casa. Questa è la Russia e non c'è da stupirsi se l'Ucraina, come il resto dell'Est Europa, guarda a Occidente e non alla Russia. Ma la Russia, invece di chiedersi il perché di questo, decide di intervenire con i carri armati. Per fortuna, l'Ucraina ha resistito a questa invasione, che secondo qualunque analista militare doveva durare pochi giorni. La Russia ha invaso l'Ucraina e quest'ultima ha stupito il mondo con una resistenza mai vista prima, senza le armi delle quali ha bisogno. Anche questa menzogna, ripetuta da certi giornalisti - non so se perché pagati dal Cremlino o perché in malafede - e da certe forze politiche, secondo cui l'Ucraina è già stata armata a sufficienza, è smentita dagli analisti militari. Gli ucraini combattono con un pezzo di artiglieria ogni venti in possesso dei russi e con minore gittata e minore capacità di fuoco. La resistenza è solamente dovuta all'eroismo di quel popolo. L'Ucraina sta vivendo il suo Risorgimento, si sta battendo per la propria libertà e per la propria indipendenza. E noi italiani, che il Risorgimento l'abbiamo vissuto e che abbiamo trasformato quella che gli altri chiamavano solo un'espressione geografica nella nostra Patria, dovremmo avere un'empatia nei confronti di quel popolo e del suo Risorgimento. Ma le scelte politiche si fanno non con l'empatia, ma con la ragione. E il motivo per cui dobbiamo sostenere l'Ucraina ce lo ha già spiegato il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, ed è molto semplice, perché lì sta l'interesse nazionale italiano. In primo luogo, le dichiarazioni di Putin sono già molto chiare: se l'Ucraina capitola velocemente, poi toccherà ad altri Paesi europei e a noi di Fratelli d'Italia non piacerebbe il ritorno dell'imperialismo sovietico anche nel terzo millennio. In secondo luogo, molto pragmaticamente, non è l'Italia che decide le sorti della guerra in Ucraina; c'è un dibattito surreale, come se le armi italiane fossero fondamentali per decidere se l'Ucraina riesce a resistere o meno. Ebbene, anche se l'Italia dovesse tradire le proprie alleanze internazionali, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Giappone, tutto il resto dell'Occidente continuerebbero a difendere l'Ucraina. (Applausi) . Non cambierebbe, quindi, la sorte della guerra, ma cambierebbero l'immagine e la credibilità dell'Italia nel mondo, facendola ripiombare in quell'immagine di Paese poco affidabile, come spesso è stata dipinta. Fratelli d'Italia è il movimento dei patrioti italiani: prendiamo le nostre decisioni sempre e solo nell'interesse della Nazione. Questo oggi vuol dire rispettare le nostre alleanze internazionali, come deve sempre fare una grande Nazione come la nostra. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Richetti. Ne ha facoltà. RICHETTI (Misto-+Eu-Az) . Presidente Draghi, potrei esaurire il mio intervento in una sola parola: resista. Resista, perché le ragioni che hanno portato al suo Governo, un Governo di unità nazionale, sono forse oggi ancora più presenti rispetto al giorno in cui lei ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, visti i numeri, i rischi e il potenziale che la pandemia, che ancora non abbiamo alle spalle e che ancora non abbiamo vinto in maniera definitiva, ci pone. Quelle ragioni sono ancora più attuali, perché stiamo discutendo di una situazione geopolitica legata al conflitto e all'invasione del popolo ucraino, dalle ripercussioni semplicemente drammatiche. Resista, perché il nostro Paese e il nostro Governo hanno bisogno oggi del massimo di credibilità, serietà e autorevolezza che possiamo esprimere e lei, Presidente, lo ha dimostrato in ambito europeo e internazionale come mai accaduto nella storia recente di questo Paese. Lo ha dimostrato nell'incontro con il presidente Biden solo qualche settimana fa nella sua missione negli Stati Uniti e lo ha dimostrato nei giorni scorsi. È una questione non di immagini di vagoni, ma di come lei nei fatti ha guidato la delegazione con il presidente Macron e con il cancelliere Scholz e di come con sapienza ha dettato tempi e modalità del percorso che deve compiere l'Ucraina come Paese dallo status di candidato all'ingresso nell'Unione europea, che riassume la posizione che non solo l'Italia ma anche l'Europa stanno tenendo. E la riassume con una frase che prendo a prestito da lei, quando ci ha ricordato che, se l'Ucraina non riesce a difendersi, non c'è pace e non c'è futuro. Il punto è esattamente questo, prima di ogni scontro o conflitto ideologico. Resista, Presidente, perché è sotto gli occhi di tutti lo scarto che c'è tra la sua azione di Governo, tra i fatti che mette in fila uno dopo l'altro e il continuo chiacchiericcio. Non so se il presidente Casini ha utilizzato il termine giusto, ma so che di forze politiche, tra le principali, che in un momento come questo vanno di ultimatum , penultimatum , appelli e contro appelli, il Paese non sa davvero cosa farsene. E lo dico non per fare polemica, ma perché noi dovremmo essere un Parlamento unito nel sostegno all'azione del suo Governo e non solo sulle questioni della politica estera che, certo, sarebbero sufficienti. Basti pensare alle notizie che arrivano da Vilnius in questi minuti per comprendere la gravità e, quindi, la necessità di avere un Paese unito con le forze politiche che sostengono il Governo da lei guidato. Servirebbe però un Parlamento unito dietro a un Governo che ha bisogno di correre sugli investimenti che realizzano energie alternative e rigassificatori. Altrimenti discutere dell'indipendenza o della maggiore autonomia dal gas russo è propaganda. Dovrebbe correre - come abbiamo detto stamattina in quest'Aula - sulle realizzazioni del PNRR. Dovrebbe correre ancora per superare burocrazie e procedure per consentire realizzazioni in tutta Italia sul tema dell'energia pulita; realizzazioni che diano risultati nell'immediato. Dovrebbe correre, Presidente, per contrastare i due veri nemici che il Paese ha davanti a sé e che non sono nemici elettorali e, forse, come tali, meno comprensibili a questo Parlamento: la crescita dell'inflazione e la crescita del debito pubblico. Si tratta di due questioni con le quali credo dovremo fare i conti con maggiore serietà nel prossimo futuro. Resista, Presidente, perché la maggioranza del nostro Paese è stanca di questo fastidioso chiacchiericcio. Credo che il populismo non sia vinto, come dimostrano le elezioni in Francia, ma comincia a mettere in evidenza tutta la sua incapacità.