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5 In caso di violazione della disposizione di cui al comma 4, alle persone che hanno ricevuto il finanziamento e all'organizzazione alla quale il finanziamento è diretto è irrogata in solido una sanzione amministrativa pari all'ammontare di quanto indebitamente ricevuto. 5 (Misure per una corretta informazione su proposte e disegni di legge in discussione alle Camere) 1 All'articolo 2, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, dopo le parole: « nelle presentazioni in contraddittorio di programmi politici, » sono inserite le seguenti: « nell'informazione su proposte e disegni di legge in discussione alle Camere, ». 6 (Comunicazione e propaganda politica nelle scuole – Partecipazione di soggetti esterni su temi sensibili) 1 Nelle scuole pubbliche e paritarie il regolamento di istituto stabilisce le modalità per la distribuzione all'interno di esso di materiale a contenuto politico o politicamente sensibile, che può essere vietato a tutti ovvero consentito a tutti a parità di condizioni. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ad iniziative dei docenti. 2 Nei casi in cui soggetti diversi dai dirigenti scolastici, dai docenti e dai discenti dell'istituto, e in particolare nel caso di soggetti politici quali eletti o nominati nelle istituzioni, rappresentanti di partiti e forze sociali, sono chiamati ad esprimersi in assemblee o in altre attività che coinvolgono i discenti su argomenti politicamente sensibili, deve essere promossa e tutelata la rappresentazione della pluralità delle opinioni presenti nella società. 3 I capi d'istituto, almeno dieci giorni prima dello svolgimento delle attività di cui al comma 2, redigono l'elenco dei soggetti esterni invitati a partecipare, nonché i criteri in base ai quali la partecipazione è stata richiesta. Tali informazioni sono pubblicate, entro cinque giorni dalla loro trasmissione e comunque almeno sette giorni prima della data prevista per lo svolgimento dell'attività cui si riferiscono, su un apposito sito informatico istituito, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, da ciascuna direzione regionale dell'istruzione. I criteri in base ai quali è richiesta la partecipazione di soggetti esterni non possono comportare l'esclusione di soggetti politici in relazione alla loro minore competenza specialistica o culturale né discriminare in alcun modo le opposizioni rispetto a coloro che hanno ruoli di maggioranza nei rispettivi organi o viceversa. 4 Esponenti di altre forze politiche o sociali, se idonei in relazione ai criteri di cui al comma 3, possono chiedere di partecipare alle attività di cui al comma 2. 5 Ai siti informatici di cui al comma 3 possono essere segnalate violazioni delle disposizioni di cui ai commi precedenti. 6 I dirigenti regionali, o loro delegati, in collaborazione con i capi d'istituto, fatti salvi i provvedimenti di loro competenza, adottano le misure necessarie a ripristinare la pluralità delle opinioni di cui al comma 2. 7 (Cultura del rispetto della diversità nelle scuole) 1 Negli istituti scolastici di ogni ordine e grado: a è promossa la cultura del rispetto verso qualunque persona, indipendentemente da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale, sesso, orientamento sessuale, aspetto fisico, altra condizione o legittima attività o convincimento, in attuazione dei princìpi di uguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione; b è effettuato il contrasto di qualsiasi tipo di bullismo e particolarmente di quello violento o basato sulla diversità; c i comportamenti contrari al principio di cui alla lettera a) , se ripetuti e non superati, sono presi in considerazione ai fini della valutazione dei discenti. 8 (Istituzione della Giornata nazionale del rispetto della diversità) 1 La Repubblica italiana riconosce il giorno 15 gennaio quale « Giornata nazionale del rispetto della diversità », al fine di promuovere la cultura del rispetto verso qualunque persona, indipendentemente da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale, sesso, orientamento sessuale, aspetto fisico, altra condizione o legittima attività o convincimento, in attuazione dei princìpi di uguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione. 2 La Giornata di cui al comma 1 non determina riduzioni dell'orario di lavoro degli uffici pubblici né, qualora cada in un giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado, ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54. 3 In occasione della Giornata di cui al comma 1, sono organizzati cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche e delle scuole, per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1. Le scuole, nel rispetto del piano triennale dell'offerta formativa di cui al comma 16 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, e del patto educativo di corresponsabilità, nonché le altre amministrazioni pubbliche provvedono alle attività di cui al presente comma compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.