[resaula]

Per noi "Prima gli italiani" non è solo uno slogan elettorale, ma è un principio politico fondamentale, è un valore assoluto. Dico questo perché le periferie sono abitate da milioni di italiani, che vivono in situazioni di degrado. È proprio nei quartieri più abbandonati che la scolarizzazione è bassissima e le possibilità di lavoro sono inferiori rispetto ad altre realtà più sviluppate; è nelle periferie che i giovani sono spesso vittime della criminalità organizzata. Generalmente, quando si parla di periferia, ci si riferisce a un luogo senza identità, ma non è così ed è proprio attraverso questo bando che le periferie potranno riappropriarsi di quell'identità che le caratterizza. La vera emergenza sociale non è rappresentata soltanto dai barconi e dagli immigrati, ma anche e soprattutto dalle periferie, dove vivono milioni e milioni di italiani e dove evasione scolastica, disoccupazione, disagio psichico, numero di tossicodipendenti e fenomeni di microcriminalità sono in continuo aumento. Per questo per noi di Fratelli d'Italia è importante ridare fiato alle periferie e riqualificarle. Vie, piazze, giardini e spazi pubblici hanno bisogno di interventi strutturali. Il bando è quindi di fondamentale importanza, perché rappresenta un modo per disinnescare una vera e propria bomba sociale, che affligge le nostre città e che coinvolge milioni e milioni di italiani. Le città italiane hanno bisogno di un serio piano di investimenti per la loro riqualificazione, che rappresenta un grande investimento sociale. "Prima gli italiani" per noi di Fratelli d'Italia è un concetto reale, a cui vogliamo dare concretezza. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, la maggioranza e il Governo ci costringono a una discussione surreale non soltanto perché abbiamo assistito in quest'Aula all'obbligo per i sindaci di togliere la fascia tricolore. Essendo stato sindaco, sono rimasto profondamente colpito da un tale atto che, a mio avviso, dobbiamo risolvere immediatamente, perché sfilare la fascia tricolore ai sindaci significa creare un conflitto tra il territorio e lo Stato. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma questa discussione è surreale anche perché io credo che essa apra una moltitudine di contraddizioni, innanzitutto per il Governo e dunque per il Paese. Stiamo discutendo la Nota di aggiornamento al DEF, dentro una cornice di finanza pubblica tutta orientata generare instabilità e sfiducia, tranne un punto, a mio avviso importante, che era rappresentato dal sostegno agli investimenti. Si parla, per il 2019, dell'obiettivo di raggiungere il 3 per cento degli investimenti sul PIL, ma in realtà siamo qui a bloccare investimenti già preparati, già pronti per le stazioni appaltanti, in grado di generare immediatamente una riqualificazione delle nostre periferie, semplicemente perché abbiamo sottratto uno spazio di intervento alle comunità locali, scambiandolo per un sostegno degli avanzi, che sono risorse peraltro in molti casi vincolate e non pronte per generare investimenti immediati. È una contraddizione enorme, soprattutto se la mettiamo insieme alle azioni che il Governo non ha determinato in materia di investimenti. Non è stata definita la ripartizione degli investimenti già previsti dal Governo precedente: 38 miliardi fermi in attesa di una redistribuzione tra le Regioni e il sistema degli enti locali. Per di più, si annunciano costantemente blocchi di opere in corso e si scambiano opere in corso per opere già realizzate. Insomma, se la misura strutturale per la crescita di questo Paese erano gli investimenti, qui si sta facendo l'esatto contrario. Si bloccano gli investimenti per un'azione rivolta al passato, si persevera in una opposizione al passato, ma al Governo italiano è chiesto di avere una visione per il futuro e questa visione per il futuro è assente perché questa azione è piena di contraddizioni. (Applausi dal Gruppo PD). Questa è la questione più importante dalla quale dobbiamo partire. Il secondo elemento è che vi esponente ad una moltitudine di conflitti, anche giuridici, con gli enti locali, perché ci sono Comuni che hanno sottoscritto convenzioni e hanno già avviato progetti. Premesso che scrivere in una risoluzione di maggioranza che si impegna il Governo a finanziare eventualmente le spese progettuali in corso significa incrementare la spesa pubblica non produttiva, non rilanciare gli investimenti, perché sottoporvi ad una moltitudine di conflitti che minano la leale collaborazione tra Comuni e Stato, che è indispensabile (perché le stazioni appaltanti sono nei territori) per la crescita del Paese? (Applausi dal Gruppo PD). Avremmo potuto, anche per valorizzare la qualità del dibattito in quest'Aula, firmare insieme una mozione nella quale si impegnava il Governo a ripristinare gli spazi finanziari, perché non dobbiamo dimenticare che non abbiamo sottratto le risorse, ma sono stati azzerati gli spazi finanziari per realizzare gli investimenti. Avremmo potuto scriverla e firmarla insieme, ci abbiamo provato in ogni Commissione e in ogni ambito, anche nella discussione del milleproroghe. Questa era la questione fondamentale, anche con una gradualità nell'attuazione dei progetti in relazione ai tempi di progettazione dei Comuni. In sostanza, si è voluta scrivere una pagina confusa, un'altra volta non nobile, in conflitto con i sistemi territoriali, anziché scrivere una pagina bella e positiva per il futuro di questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, parlo con una certa cognizione di causa, avendo, nel mio impegno precedente di amministratore locale, svolto anche la funzione di vice sindaco della Città metropolitana di Milano e coordinato il progetto del bando periferie del territorio metropolitano milanese. Quel territorio ha visto riconosciuto il proprio bando nella prima tranche , si è classificato nei primi 24 posti della graduatoria e quindi si è viste riconosciute le risorse. Io ho potuto vedere che cosa i sindaci e le loro comunità hanno fatto e come hanno operato per risolvere alcuni dei tanti problemi che attanagliano i nostri territori, nella consapevolezza che non tutti possono essere risolti, ma la mano che lo Stato tendeva alle comunità locali, ai sindaci e ai territori era un'occasione davvero importante. L'abbiamo colta e con fortuna - o con bravura - abbiamo potuto beneficiare di questa posizione nei primi 24 posti per avviare il percorso. Oggi, guardando chi invece si trovava nelle altre 96 posizioni e che da un lato si è visto beneficiato comunque dallo Stato, che ha deciso di mettere mano al portafoglio e di andare a recuperare le risorse per finanziare tutti i 120 progetti della graduatoria, comprendo la posizione dei sindaci che quest'oggi sono qui per esprimere in qualche misura una protesta, perché si vedono defraudati due volte: da un lato delle risorse che sono state messe a disposizione e dall'altro di un patto civile con lo Stato, avendo sottoscritto insieme una convenzione. Presidente, questa è una cosa grave: pacta sunt servanda è una delle regole base del diritto romano e che fonda lo stesso nostro diritto, la nostra stessa civiltà giuridica. (Applausi dal Gruppo PD). Non si possono stracciare così i contratti che tra parti dello Stato vengono sottoscritti.