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La modifica proposta è volta a ridurre drasticamente le informazioni e i dati da indicare all'interno della dichiarazione IVA annuale, al fine di semplificare e ridurre gli oneri gravanti sulle imprese, in particolare sulle piccole e medie, tenendo conto inoltre, della proposta di direttiva del Consiglio COM(2013)721 che nel modificare la direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto, introduce una dichiarazione IVA standard ; c) abolire l'obbligo di cui all'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, a carico dei soggetti indicati nel titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Si tratta dell'obbligo di predisposizione del modello 770 semplificato, attraverso il quale il sostituto d'imposta comunica all'amministrazione finanziaria i dati fiscali relativi alle ritenute operate nel periodo di imposta di riferimento, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni effettuate nonché il riepilogo dei crediti. A partire dall'anno d'imposta 2014 i sostituti d'imposta sono tenuti a trasmettere la certificazione unica al fine di comunicare all'Agenzia delle entrate i dati relativi alle certificazione rilasciate ai soggetti cui sono stati corrisposti nel periodo di imposta redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, indennità di fine rapporto, prestazioni in forma di capitale erogate da fondi pensione, redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi nonché quelli relativi alle ritenute operate ai sensi dell'articolo 25 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, oltre ai dati relativi all'assistenza fiscale prestata nel periodo di imposta di riferimento per quanto riguarda quello precedente. Pertanto, a seguito dell'introduzione della certificazione unica non appare più giustificato mantenere in capo alle imprese, l'adempimento dichiarativo relativo al modello 770 semplificato, in considerazione del fatto che le informazioni che vengono fornite con lo stesso attraverso i cosiddetti prospetti riepilogativi (quadro ST, SV e SX) possono essere facilmente ottenuti dall'amministrazione finanziaria attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche. La norma propone l'abolizione del modello 770 semplificato e l'introduzione, per i contribuenti datori di lavoro, di strumenti di integrazione dei dati di pagamento delle ritenute operate e versate nelle denuncie mensili all'INPS dei dati retributivi e contributivi, mentre per chi non occupa personale dipendente l'inserimento nel modello F24 di un rigo dove indicare il codice fiscale del percepiente accanto all'importo della ritenuta operato; d) prevedere una proroga automatica per la presentazione di dichiarazioni e comunicazioni fiscali, nonché per il versamento dei tributi, comunque denominati, al verificarsi di ritardi nell'approvazione e pubblicazione dei modelli e dei software necessari per l'adempimento degli obblighi dichiarativi. La norma proposta da attuazione al principio recato dal comma 2 dell'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, secondo il quale «in ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell'adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti». Tale principio risulta costantemente vanificato nei casi di ritardo nell'adozione dei necessari provvedimenti di proroga; e) introdurre la fattispecie della sospensione feriale per quanto concerne gli adempimenti fiscali e contributivi, dal 10 al 20 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio di ciascun anno d'imposta; f) riconoscere al contribuente la possibilità di opporsi in sede contenziosa alle maggiori pretese tributarie allegando errori di fatto e di diritto commessi nella dichiarazione e incidentali sull'obbligazione tributaria, indipendentemente dal termine predisposto per la dichiarazione integrativa. L'intervento proposto nel semplificare gli obblighi dichiarativi assicura una tutela giurisdizionale maggiore nei confronti del contribuente nei cui confronti si introduce il principio in forza del quale la determinazione del debito di imposta non può portare, solo perché esiste una dichiarazione, a una situazione che prescinde dalla reale situazione di fatto espressione dell'effettiva capacità contributiva come richiesto dall'articolo 53 della Costituzione. La modifica è conforme al consolidato orientamento della Suprema Corte, da ultima sentenza n. 3286 del 2016, che esclude la natura confessoria della dichiarazione riconoscendo alla stessa il valore di mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell'acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione. Pertanto, con la modifica proposta la dichiarazione non vincola il contribuente in modo definitivo consentendo allo stesso di sottoporre al giudice sia l'erroneità della dichiarazione sia gli errori contenuti nella dichiarazione; g) uniformare i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi integrative disciplinati dall'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. La citata normativa disciplina in modo differente i termini per la presentazione delle dichiarazioni integrative, prevedendo al comma 8 che il contribuente possa presentare la stessa entro quattro anni dal termine di scadenza, laddove il successivo comma 8- bis consente, invece, l'integrazione a favore del contribuente entro il minor termine di un anno. Tale differenzazione dei termini è foriero di conseguenze negative nei confronti del contribuente, tra cui il trattamento differente del maggior credito emergente dalla dichiarazione integrativa che può essere utilizzato dal soggetto passivo di imposta solo nel caso di intervento entro l'anno. La modifica proposta è volta ad uniformare i termini di presentazione delle dichiarazioni integrative al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di scadenza ed a consentire la compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, del credito emergente in caso di dichiarazione presentata oltre l'anno; h) semplificare l'elevato numero di adempimenti posti a carico del contribuente dalla legislazione vigente, attraverso un intervento di razionalizzazione ispirato ad una logica di risultato ovvero una revisione del sistema in cui vengano eliminati tutti quegli adempimenti non necessari ai fini dell'efficienza e delle effettività del controllo. In particolare, la revisione dovrà riguardare l'eliminazione di tutti gli obblighi resi superflui oppure obsoleti dalle nuove tecnologie esistenti o dall'accesso diretto dell'amministrazione finanziaria ai dati e alle informazioni già disponibili. L'articolo 3, introduce norme volte ad agevolare l'adempimento fiscale da parte del contribuente, oltreché migliorare il grado di riscossione del sistema tributario nel suo complesso. In particolare viene delegato il Governo ad adottare i decreti legislativi attenendosi ai seguenti criteri direttivi: