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Se prendiamo atto del fatto che è cambiata la situazione, dobbiamo farlo anche nelle previsioni del prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, cercando di creare le condizioni affinché ci sia una riapertura reale ed evitando che vengano caricate sui cittadini delle "tasse Covid", perché tutti coloro che hanno esercizi commerciali o enti economici caricano sugli scontrini i costi aggiuntivi cui devono far fronte. È incredibile che Tridico parli di imprenditori pigri e opportunisti. (Applausi) . Io credo che, se noi offriamo un modello ibrido, cioè consentiamo di aprire, però a condizioni tali per cui un imprenditore rischia di rimetterci, quest'ultimo prima di aprire si farà due conti, per vedere se gli conviene o meno avere la cassa integrazione per pagare i dipendenti o doverli eventualmente licenziare in seguito. Oltre a stigmatizzare l'intervento in cui Tridico attacca gli imprenditori, che sono in realtà le vittime di questo sistema, credo che noi dobbiamo evitare questi ibridi assurdi, che mettono in difficoltà chi fa impresa. Si facciano invece prescrizioni che consentano di aprire costruendo anche un fatturato e potendo realizzare condizioni economiche vantaggiose. Penso alle discoteche: è ridicola questa storia dei due metri di distanza sulle piste da ballo, vietando inoltre le consumazioni al banco o prevedendo la prenotazione on line . A questo punto teniamole chiuse, invece di prevedere prescrizioni che portano a svolgere un'attività economica non vantaggiosa; naturalmente se le tieni chiuse, signor Ministro, poi gli devi garantire le risorse economiche che non guadagnano. Penso anche ai lidi balneari, signor Ministro; il sindaco Decaro parla del tema dei distanziamenti in spiaggia, fra una sdraio e l'altra. Anche lì bisognerà essere più elastici rispetto a prescrizioni che rischiano di diventare eccessivamente restrittive. C'è poi il divieto di andare in due in moto; anche questo credo che sia un elemento ridicolo. In Abruzzo, per citare una Regione, sono arrivati perfino a regolamentare le partite di calcio, vietando le scivolate. Io credo che tutto questo sia veramente incredibile e rischi di creare elementi di paura e la paura è l'elemento che più di tutti può danneggiare economicamente molti esercizi e molte imprese in Italia. (Applausi). Così come gli uffici giudiziari, signor Ministro; oggi hanno scioperato gli avvocati. Questi uffici possono riaprire, c'è un ritardo enorme. La giustizia italiana con il coronavirus ha accumulato un ritardo ancora più grande. Così come gli statali; uno su tre sono ancora in smart working. Se è una scelta "manageriale", va bene, ma se è una scelta dovuta al rischio coronavirus, credo che in virtù dei dati, siamo nelle condizioni, anche lì, di essere più elastici e costruire un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri più aperto. Così come sulla scuola; non vorrei dire che ve l'avevamo detto, ma vedo i dati degli altri Paesi europei, quelli che hanno deciso di non chiudere le scuole, o di chiudere soltanto alcune classi, e rilevo che sono identici ai nostri. Probabilmente dovevamo essere un po' più coraggiosi, signor Ministro, e proprio in virtù di questa considerazione, le dico che sicuramente a settembre dovremo garantire la riapertura, facendolo senza cose astruse, stile plexiglas, o altro. (Applausi). Dobbiamo garantirla consentendo, con la flessibilità oraria e degli spazi che le città ci mettono a disposizione, la possibilità di aprirle in assoluta normalità. In conclusione, per quanto riguarda il tema della mobilità, noi parliamo del turismo domestico e quindi della necessità di agevolarlo e poi andiamo a vedere che un volo Milano-Grecia o Milano-Spagna costano meno di un volo Milano-Palermo o Milano-Catania. Lo stesso tema riguarda i treni. Allora o interveniamo sulla questione e quindi creiamo una condizione di vantaggio anche per la mobilità all'interno del territorio nazionale, o rischiamo veramente di fare un'azione a metà. Pertanto un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri coraggioso, sicurezza sicuramente per gli italiani, ma al tempo stesso ci aspettiamo dal nuovo provvedimento una vera svolta. (Applausi). ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, non farò un intervento a favore di telecamera. Lo garantisco; il collega Faraone ha già riempito lo spazio (Applausi) , tanto da farmi ritenere che questa diretta sia veramente deleteria. Stamattina un lapsus freudiano della gentile collega, stasera il collega Faraone che tenta di riempire un volo pindarico con tanto di arrampicata sugli specchi. Apprezziamo moltissimo il nuovo schema di approccio, che prevede, come ricordiamo, la preventiva autorizzazione da parte delle Camere dei contenuti dei vari decreti che andrete a licenziare in futuro. Diciamo, Ministro, visto che questo schema di approccio prevede la necessità di fare comunicazioni piuttosto che informative e, quindi, la necessità per i Gruppi presenti in Parlamento di elaborare documenti, sarebbe opportuno, dal momento che siamo all'inizio, che ci consegnaste un documento al fine di evitare di fare poi proposte di risoluzione che magari tentano di indovinare quello che dirà il Ministro di turno quando verrà a riferire. Al di là del problema di metodo, volevo qui significare quanto segue. Come ricorderà, signor Ministro, perché ne abbiamo parlato già in altre occasioni, ho apprezzato il piglio con cui lei ha iniziato il suo impegno. Ricordo che lei ci chiamò per un incontro, che io ho molto apprezzato, e abbiamo anche scambiato opinioni interessanti sia in quell'incontro che successivamente in Aula. Dopodiché, Ministro, le debbo significare che ho avvertito una sorta di sottovalutazione e sottoesposizione del suo ruolo. Se è stata sottoesposizione, diciamo che dentro un Governo che invece ci ha riempito con un diorama di esposizioni, questo alla fine, tutto sommato, può essere stato positivo. Diverso sarebbe se - come io temo, a giudicare dai fatti - si fosse trattato di sottovalutazione, facendo un po' il vaso di coccio pure in una emergenza pandemica rispetto a un Governo di presunti vasi di ferro, per cui abbiamo visto Arcuri che faceva il Ministro. Abbiamo visto Boccia, che da novello terrapiattista diceva che in Umbria c'era un pericolo assolutamente da attenzionare; da terrapiattista, appunto, posto che l'Umbria è stata, ed è - grazie a Dio - la Regione più sicura tra tutte quelle italiane, avendo il minor numero di casi sia nei ricoveri che nelle infezioni. Abbiamo visto, insomma, un susseguirsi di affermazioni di persone, che si interponevano fittiziamente nel rapporto col cittadino, rispetto a quello che invece avrebbe dovuto essere il suo ruolo, anche di approccio e di comunicazione, che sicuramente non hanno dato buoni frutti, Ministro. Anzi, hanno dato una sorta di spaesamento. Abbiamo avuto un lungo periodo sicuramente problematico, ma nella problematicità si è aggiunta una difficoltà di informazione: