[ddlpres]

Introduzione del reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge intende introdurre nel codice penale gli articoli 589- quater , 589- quinquies , 590- septies e 590- octies , aventi rispettivamente ad oggetto il reato di omicidio sul lavoro, con diverse graduazioni a seconda delle norme violate in tema di sicurezza sul lavoro, il reato di omicidio sul lavoro aggravato nell'eventualità di sfruttamento sul lavoro; il reato di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime, il reato di lesioni gravi e gravissime sul lavoro aggravato dal concorso con lo sfruttamento sul lavoro. Come noto prima dell'adozione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro le risposte sanzionatorie in relazione ad ogni singolo episodio di vittime sul lavoro trovavano fondamento nelle argomentazioni e nelle oscillazioni giurisprudenziali inerenti l'annosa e delicata distinzione tra colpa cosciente e dolo eventuale. In particolare, si ravvisa la colpa cosciente nell'atteggiamento dell'agente che, pur rappresentandosi l'astratta possibilità di realizzazione del fatto, ne respinge il rischio, confidando nella propria capacità di controllare l'azione. Da qui la non-volizione. Nel caso di dolo eventuale, invece, sussiste l'accettazione del rischio, quindi, volizione, che si realizzi un evento diverso, concretamente possibile, ancorché direttamente non voluto. Il nostro codice penale punisce, come è noto, sia l'omicidio doloso, all'articolo 575 che l'omicidio colposo all'articolo 589, pertanto l'analisi dell'elemento psicologico diveniva assolutamente rilevante al fine di ricondurre il caso concreto nell'alveo della fattispecie di reato ad essa corrispondente. Il reato sul lavoro rientra di fatto nella fattispecie colposa e pertanto punito ai sensi dell'articolo 589 del codice penale, secondo comma, con la reclusione da due a sette anni, mentre in presenza di una pluralità di vittime, ovvero di morte di una o più persone e ferimento di altre, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, con la previsione che la pena non può superare gli anni quindici. Dalla formulazione del menzionato articolo 589 del codice penale è evidente come il legislatore non sia mai rimasto inerte di fronte al fenomeno degli incidenti mortali sul lavoro; il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125: «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica», nel modificare il testo del predetto articolo ha, infatti, fortemente inasprito il trattamento sanzionatorio dell'omicidio colposo e delle lesioni personali colpose dando autonomo risalto, come evidenziato, alle ipotesi in cui tali reati siano commessi con violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Nonostante ciò, non è mai risultato sufficientemente soddisfatto il bisogno di una punizione più severa nei confronti di chi sul lavoro cagioni la morte di vittime innocenti, per distrazione, disinteresse, o peggio per un'assoluta noncuranza delle normative sul lavoro dimostrando di dare la precedenza ad altri interessi e valori rispetto alla tutela massima della vita umana in ogni manifestazione sociale. Il nuovo reato di omicidio sul lavoro, che si intende introdurre con il disegno di legge de quo attribuisce rilevanza penale ad una serie di condotte distinguendole in base al grado della colpa. In particolare, l'articolo 1, punisce con la reclusione da due a sette anni l'omicidio commesso in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Prevede un aggravamento di pena nei casi in cui il datore di lavoro non abbia adempiuto ai due obblighi base della tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo n. 81 del 2008, ovvero la valutazione dei rischi e la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP) e nei casi in cui non abbia adempiuto all'obbligo di comunicare all'INAIL la natura delle lavorazioni svolte con i conseguenti rischi. Come di tutta evidenza, infatti, la mancanza della valutazione dei rischi e quindi la conoscenza delle possibili situazioni pericolose per i lavoratori, nonché l'assenza della figura che di tali rischi e situazioni deve essere vigile osservatore sono indici di un ingiustificabile disinteresse per la sicurezza dei lavoratori. È prevista, inoltre, la pena della reclusione da otto a dodici anni qualora la morte sia stata causata dalla violazione della normativa prevista dal decreto legislativo n. 81 del 2008 in tema di agenti fisici, sostanze pericolose, esposizione ad agenti biologici. È disposta la reclusione da cinque a dieci anni nei confronti di chi cagiona la morte di una persona mettendogli a disposizione strumenti di lavoro non conformi alla normativa europea e nazionale. È disposto un aumento di pena nei casi in cui il reo abbia commesso il fatto violando la normativa in tema di rischio incendio o la normativa sull'uso dei dispositivi di protezione individuale, sull'utilizzo degli strumenti da taglio in ambito ospedaliero e sulla protezione da atmosfere esplosive. In tal senso val la pena ricordare il terribile caso della ThyssenKrupp. Si prevede, infine, un aumento di pena, in particolare la pena che dovrebbe essere inflitta per la violazione più grave aumentata fino al triplo da contenersi nel limite massimo di diciotto anni, qualora il reo cagioni la morte di più persone o la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone. Con l'articolo 2 si introduce nel codice penale l'articolo 590- septies che prevede un aumento di pena per lesioni sul lavoro gravi e gravissime con diversa gradazione delle pene in questo caso variabili da uno a sette anni di reclusione. L'articolo 3 reca modifiche al codice penale in materia di prescrizione e di omicidio colposo. L'articolo 4 reca modifiche al codice di procedura penale L'articolo 5 dispone in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. L'articolo 6 reca modifiche al decreto legislativo n. 81 del 2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro L'articolo 7 reca modifiche in materia di competenza penale del giudice di pace e l'articolo 8 norme di coordinamento.. 1 (Omicidio sul lavoro) 1 Dopo l'articolo 589- ter del codice penale sono inseriti i seguenti: «Art. 589- quater. – (Omicidio sul lavoro). – Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è punito con la reclusione da due a sette anni.