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Si autorizza innanzitutto l'emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l'anno 2020 e si sostituisce di conseguenza l'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della legge di bilancio 2020, che riporta il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, con l'allegato al presente decreto-legge. Si dispone, inoltre, l'innalzamento, nello Stato di previsione del MEF dell'importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all'estero, per l'anno 2020, da 58.000 a 83.000 milioni di euro; l'incremento di 2.000 milioni di euro per l'anno 2020 della dotazione del Fondo per esigenze indifferibili connesse ad interventi non aventi effetti sull'indebitamento netto delle PA e il disaccantonamento e la disponibilità, in termini di competenza e cassa, per un importo pari a 213 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, delle risorse del Fondo per interventi strutturali di politica economica. La copertura dell'onere derivante dall'attuazione del comma 1 del presente articolo in termini di maggiori interessi del debito pubblico e degli oneri di cui agli articoli 7, 43, 55, 66 e 105 viene indicata nel corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate e delle minori spese derivanti dagli articoli 2, 7, 8, 11, 55, 66 e 74, nella riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica e nell' utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali. Il monitoraggio delle risorse destinate a ciascuna delle misure previste dal presente decreto è affidato al MEF. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base degli esiti del monitoraggio, può apportare le occorrenti variazioni di bilancio provvedendo a rimodulare le predette risorse tra le misure previste dal presente decreto. Eventuali risorse non utilizzate al 15 dicembre 2020 sono riassegnate al fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Le risorse destinate all'attuazione da parte dell'INPS delle misure di cui al presente decreto sono tempestivamente trasferite dal bilancio dello Stato all'Istituto medesimo. Si stabilisce inoltre che le Amministrazioni pubbliche impieghino le risorse disponibili, nell'ambito dei rispettivi programmi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei 2014/2020, al sostegno delle PMI. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio e, ove necessario, a ricorrere ad anticipazioni di tesoreria. Per approfondimenti, si rinvia al Dossier dei Servizi studi della Camera e del Senato n. 232, nonché al relativo Dossier del Servizio del bilancio. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ), richiamando l'invito formulato, in sede di audizione, dal Ministro Gualtieri a tenere un atteggiamento concreto e pragmatico, chiede al Governo di prestare la massima attenzione alle esigenze di liquidità delle piccole e medie imprese, con particolare riguardo alla salvaguardia delle linee di credito aperte presso le banche, al fine di evitare strette creditizie e interventi punitivi verso i debitori che avrebbero effetti distruttivi sul tessuto economico. Su questo aspetto, considera insoddisfacenti, al di là della retorica, le misure finora adottate dall'Esecutivo, e ritiene assolutamente necessario dare adeguata e tempestiva risposta a tali necessità, a partire dalla sospensione delle segnalazioni alla Centrale rischi. Il senatore CALANDRINI ( FdI ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede chiarimenti sul prosieguo dell'esame del provvedimento e sulle procedure concernenti la votazione degli emendamenti. Il PRESIDENTE risponde proponendo di trattare della programmazione dei lavori in un Ufficio di presidenza integrato dai rappresentati dei Gruppi, da convocare domani al termine della seduta già prevista. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ), nel sottolineare la drammaticità di un momento paragonabile a una situazione di guerra, tale da richiedere la massima condivisione e unità di intenti, ritiene opportuno concentrare l'attenzione sul miglioramento delle misure adottate dal Governo, rinviando ad un secondo momento i rilievi e le critiche sugli errori commessi dall'Esecutivo, a partire dalla modalità di comunicazione. Con riguardo al Sistema sanitario, osserva che andrà fatta, in prospettiva, una riflessione sull'adeguamento e la modernizzazione della sanità pubblica, tenendo presente il carattere eccezionale della presente situazione, mentre nell'immediato occorre far fronte all'emergenza mediante lo stanziamento di risorse finanziarie e il potenziamento dei posti di terapia intensiva. Con riguardo alla salvaguardia dei posti di lavoro, reputa necessario che gli accordi per l'attivazione della cassa integrazione siano conclusi a livello nazionale, senza avviare centinaia di tavoli a livello periferico, forieri di complicazioni e di inutili protagonismi, mentre occorre assicurare la massima automaticità degli interventi. Sul piano sociale, con particolare riferimento alla sospensione degli adempimenti tributari, fa notare come la situazione sia già cambiata rispetto al momento dell'adozione del decreto, per cui sarebbe opportuno trovare nuove e più efficaci soluzioni, senza rinviarle a futuri decreti più o meno prossimi. Sul tema del credito alle imprese, segnala la necessità di assicurare sostegno a tutte le aziende, anche a quelle già in difficoltà prima dell'impatto dell'epidemia, che rischiano di andare rapidamente fuori dal mercato. Invita quindi a non trascurare la fase successiva all'emergenza, che potrebbe porre società e banche italiane di rilievo sistemico a rischio di scalate ostili, per cui appare fondamentale rafforzare ed estendere il golden power del Governo, assicurando sul punto ogni collaborazione. Dovrà poi essere affrontato il tema dei rapporti con l'Unione europea, che - va detto con amarezza per un europeista - sono fonte di grande delusione, e con cui andrà avviata una trattativa a tutto campo. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ), nel ribadire l'intento del Gruppo della Lega di contribuire allo sforzo unitario per affrontare l'emergenza, senza connivenze o subalternità, precisa che ciò non può impedire alle opposizioni di segnalare errori e criticità delle mosse del Governo. Nel prendere atto del riconoscimento da parte del Presidente del Consiglio che l'assetto ordinamentale non risultava pronto a gestire questa vicenda, va dato merito al Presidente della Repubblica del ruolo svolto per assicurare la coesione nazionale e riallacciare i rapporti tra il Governo e le forze politiche, nell'interesse del Paese. Sul piano istituzionale, sottolinea quindi la funzione centrale che stanno svolgendo le Regioni, a fronte della difficoltà della Protezione civile a rispondere alle loro esigenze, in un'emergenza internazionale che in realtà rientrerebbe nella competenza esclusiva dello Stato.