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Manterrò vivo nel cuore il ricordo di Anna Maria, la mia collega di una vita, anche lei ricercatrice al CNR, che ad aprile mi ha lasciato per Covid (Applausi) e che ho provato per venti giorni a strappare al ventilatore che la teneva in vita. Mai come oggi, signor Presidente, questo ricordo è vivo, perché siamo ripiombati nello stesso incubo. Dobbiamo dunque pensare a una nuova normalità che, per, forza di cose, sarà fatta di didattica a distanza, di smart working , di ricette dematerializzate, di presa in carico territoriale e cura di prossimità. Forse serviva un virus per capire, a caro prezzo, che è possibile anche un'altra normalità. Noi però questa normalità, questo nuovo futuro dobbiamo essere bravi a saperlo costruire, partendo proprio dal mettere da parte le nostre differenze, le nostre frecce, e costruendo una rete di sicurezza che tuteli la salute e l'economia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Unterberger. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, siamo nella seconda ondata e, se qualcuno vuole dare la colpa al Governo, dovrebbe dare la colpa a tutti i Governi d'Europa: ricordo la Spagna, che ha un milione e 200.000 contagi, i dati fuori controllo di Svizzera, Belgio e Olanda; la Francia costretta a un nuovo lockdown , per non dire poi di quello che succede nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Certo, mentre la prima ondata ci ha travolto come uno tsunami , la seconda era prevedibile e avrebbe dovuto essere preparata meglio. Ma anche questo però vale per tutti i Paesi europei e, soprattutto, non può essere contestato da chi, solo poche settimane fa, si rifiutava ostinatamente di portare la mascherina anche in Senato. (Applausi) . Il virus si nutre di relazioni sociali e non ci sono ricette o verità assolute per debellarlo prima del vaccino. Tutti devono procedere per tentativi: lo fa la politica e lo fa anche la scienza, che non parla con una voce sola. Poi si può discutere se questa o quella misura era giusta o sbagliata, ma, tenendo ferma la volontà di non chiudere le scuole e le attività produttive, non rimangono molte scelte, anche perché non è vero che i trasporti pubblici possono essere facilmente potenziati, come oggi spiega bene il governatore Fedriga su «la Repubblica». Le misure contenute nell'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla chiusura serale dei ristoranti e dei luoghi di svago sono un tentativo in atto un po' dappertutto, come primo passo per evitare misure più dolorose. Prendiamo per esempio la Germania, che ha uno sviluppo pandemico simile al nostro. Sappiamo che è uno Stato federale, dove la competenza per intraprendere le misure spetta solo ai Land . Ebbene, ieri la cancelliera Merkel, d'intesa con tutti i Presidenti dei Land , ha deliberato esattamente le stesse misure che sono contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui stiamo parlando: chiusura dei ristoranti e dei bar alle ore 18 e di cinema, teatri, palestre nonché di tutte le attività di svago alle quali si può rinunciare per prime. Stamattina si è tenuto il dibattito nel Bundestag, in cui la Merkel ha testualmente detto che sono misure necessarie, idonee e proporzionate. Pertanto, rimproverare al Governo italiano che le misure non si basano su dati scientifici mi sembra un po' tirato per i capelli. Naturalmente c'erano anche in Germania le critiche delle opposizioni e le stesse discussioni come da noi sul ruolo del Parlamento, sulla libertà individuale, sui trasporti e sulla mancanza di medici. Le critiche più ostinate sono arrivate dall'AfD, il partito che in Europa è alleato con la Lega. (Applausi) . Il Capogruppo dell'AfD ha spiegato il suo concetto, dicendo che anche il traffico è pericoloso, ma non per questo viene vietato. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la pandemia: siccome sappiamo che certe fasce della popolazione sono molto fragili e altre no, dobbiamo isolare solo quelle, perché - dice testualmente - la libertà vale di più della vita. Con quest'affermazione si può essere d'accordo oppure no (io certamente non lo sono), ma almeno ha espresso un concetto e fatto una controproposta. Sinceramente dall'opposizione sento solo critiche, ma non ho ancora capito il loro concetto e le loro proposte e che cosa farebbero. (Applausi) . Il giorno in cui si annunciano misure restrittive, si obietta che così si ammazza l'economia; il giorno in cui si cerca di evitare una nuova chiusura, si obietta che così si gioca con la salute delle persone. Ricordo che a maggio scorso, quando ho criticato il Governo per l'approccio centralistico nella gestione della fase 2, dalle opposizioni ho ricevuto moltissimi applausi. Oggi che invece il Governo coinvolge di più gli enti locali, gli stessi dicono che si lava le mani e scarica la responsabilità su Regioni e sindaci. (Applausi) . Mi chiedo, allora, se qui si vuole abbattere il Covid o il Governo. (Applausi) . Mi vanno bene tutti gli appelli a un maggiore coinvolgimento delle opposizioni, che credo sarà possibile però solo quando anche esse mostreranno un atteggiamento più costruttivo e responsabile. Se chiediamo ai cittadini di essere responsabili, dobbiamo esserlo per primi, altrimenti non stupiamoci che i più colpiti dalle misure protestino in piazza con la drammatica infiltrazione dei professionisti del caos e della protesta. Quello che il Governo italiano ha fatto meglio di quello tedesco, che per questo è stato criticato dalle opposizioni, è stato collegare il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri alla certezza delle risorse per i più colpiti nel cosiddetto decreto ristori. È bene coinvolgere maggiormente gli enti locali che, come abbiamo sempre detto in quest'Aula, sono quelli che hanno il polso della situazione, perché ci sono differenze da territorio a territorio. A Bolzano, per esempio, la chiusura delle scuole, che avverrà la prossima settimana in occasione della festa di Ognissanti, comporterà automaticamente una riduzione dei contatti. Certo, la pandemia porta a galla la fragilità del sistema Italia, che vede una carenza strutturale di personale, medico, infermieristico e scolastico. Anche in tal caso, però, devo constatare che le critiche più feroci vengono proprio da quelle forze politiche che, con la loro misura di bandiera, quota 100, hanno aggravato questa situazione. La carenza di personale ospedaliero è sentita molto anche nel Sud Tirolo; molti dei nostri ragazzi che vanno a studiare nei Paesi di lingua tedesca restano poi lì per le migliori condizioni lavorative che vengono loro offerte. Inoltre, come abbiamo più volte contestato, i medici e gli infermieri che dalla Germania e dall'Austria vengono da noi, per via di un'assurda legislazione che contraddice lo spirito europeo, non possono lavorare nella nostra Provincia, nonostante la nostra popolazione sia per due terzi di madrelingua tedesca e per il 90 per cento perfettamente bilingue. Questo senza una ragione logica, se non per un nazionalismo fuori tempo, che un Governo di centrosinistra dovrebbe rifiutare.