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P. J. Hillery, ministro degli affari esteri dell'Irlanda, ha risposto a nome della delegazione irlandese con la dichiarazione di cui al punto II. I. Dichiarazione fatta dal sig. A. Moro, ministro degli affari esteri della Repubblica italiana, a nome della delegazione della Comunità. I 1. La delegazione irlandese ha sottolineato che il governo del suo paese si trova di fronte a gravi squilibri economici e sociali di carattere regionale e strutturale. Essa ha dichiarato che tali squilibri dovrebbero essere corretti per raggiungere un grado di armonizzazione compatibile con gli obiettivi della Comunità, e segnatamente con l'attuazione dell'unione economica e monetaria. La delegazione irlandese ha chiesto alla Comunità di impegnarsi a sostenere con i suoi mezzi i programmi del governo del suo paese intesi a sanare tali squilibri e di tener pienamente conto dei problemi particolari dell'Irlanda in tale settore in occasione dell'ulteriore sviluppo di una politica regionale comunitaria di vasta portata. 2. La delegazione irlandese ha presentato alla delegazione della Comunità documenti che indicano l'orientamento e gli strumenti dei programmi regionali del suo paese. Essa ha altresì esposto come le industrie esportatrici irlandesi sono sostenute grazie a sgravi fiscali. Anche in tal casi si tratta di misure miranti a sanare gli squilibri sociali ed economici grazie allo sviluppo dell'industria. II 1. La delegazione della Comunità osserva in proposito che - come risulta dal preambolo del trattato di Roma - gli obiettivi fondamentali della Comunità comportano il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei popoli degli Stati membri, nonché lo sviluppo armonioso delle loro economie, riducendo le disparità fra le differenti regioni e il ritardo di quelle meno favorite. 2. Le politiche comuni e i vari strumenti creati dalla Comunità nei settori economico e sociale costituiscono la realizzazione concreta dei suddetti obiettivi e d'altro canto sono destinati a svilupparsi. Il Fondo sociale europeo ha ricevuto un nuovo orientamento. La Banca europea per gli investimenti aumenta sempre più il suo campo d'attività. Attualmente le istituzioni della Comunità hanno allo studio il problema di definire i nuovi strumenti comunitari che possono essere introdotti per attuare gli obiettivi della politica regionale, e così pure le relative modalità. Gli aiuti concessi dagli Stati, compresi quelli sotto forma di esenzioni fiscali, sono sottoposti alle regole previste negli articoli da 92 a del trattato CEE. Circa gli aiuti statali a finalità regionale, gioverà osservare che ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), - gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita si; anormalmente basso, oppure si abbia une grave forma di sottoccupazione" possono essere considerati compatibili con il mercato comune. L'esperienza dimostra che tale disposizione è abbastanza elastica da consentire agli organi comunitari di tener conto delle esigenze particolari delle regioni sfavorite. Le esenzioni fiscali - così come gli altri aiuti esistenti in Irlanda al momento dell'adesione - saranno studiate dalla Commissione in sede normale di esame permanente degli aiuti esistenti. Se da tale esame risultasse l'impossibilità di mantenere un qualche aiuto nella forma esistente, spetterà alla Commissione, nel rispetto delle regole del trattato, fissare i termini e le modalità di transizione adeguati. 3. Dati i problemi particolari summenzionati che deve affrontare l'Irlanda, la delegazione della Comunità propone di allegare all'atto di adesione un protocollo concernente lo sviluppo economico ed industriale dell'Irlanda. II. Dichiarazione fatta dal sig. P. J. Hillery, ministro degli affari esteri dell'Irlanda, a nome della delegazione irlandese. Dichiaro con soddisfazione che la delegazione irlandese accetta il testo proposto del protocollo relativo all'Irlanda, dopo le discussioni di cui ha formato oggetto fra le nostre due delegazioni e le ottime spiegazioni sul merito fornite nella sua dichiarazione introduttiva. Il testo adottato metterà il governo irlandese in grado di far progredire i suoi piani di sviluppo economico e sociale nella consapevolezza che la Comunità, tramite le sue istituzioni ed i suoi organi, sarà pronta a collaborare con noi nel perseguire gli obiettivi che ci siano prefissi. In varie occasioni durante i negoziati ho richiamato l'attenzione sui problemi connessi alle disparità di livello di sviluppo economico in una entità quale la Comunità ampliata. Mi sono altresì sforzato di spiegarvi le difficoltà che un paese come l'Irlanda, situato alla periferia della Comunità ampliata, deve superare per avvicinare il suo livello di sviluppo economico a quello degli altri Stati membri. Sono pienamente consapevole che la Comunità ha la volontà e l'intenzione di perseguire l'obiettivo formulato nel trattato CEE di assicurare il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei popoli degli Stati membri e lo sviluppo armonioso delle loro economie. Il protocollo sul quale ci siamo oggi accordati costituisce una dimostrazione convincente della determinazione della Comunità di dare un contenuto reale a questi obiettivi fondamentali. Esso sarà uno strumento di pratica utilità per mettere il mio paese in grado di partecipare in pieno al perseguimento di tali obiettivi nella Comunità ampliata, la sua efficacia verrebbe sensibilmente accentuata dallo sviluppo di una globale politica comunitaria regionale. In proposito, mi sia consentito esprimere il mio compiacimento per gli sforzi che si stanno effettuando per fronteggiare questo importante problema nel quadro dell'evoluzione della Comunità. Nella situazione dell'Irlanda, l'efficacia delle misure di sviluppo a livello internazionale e comunitario deve essere misurata in base al regresso della disoccupazione e dell'emigrazione e all'incremento del tenore di vita. Si tratta essenzialmente di procurare alla nostra crescente manodopera le necessarie possibilità di occupazione, senza le quali una parte rilevante delle nostre risorse economiche più preziose resterà inutilizzata o si disperderà nella emigrazione ed il ritmo dello sviluppo economico risulterà rallentato. Il mio governo prenderà atto con soddisfazione che le discussioni odierne hanno dimostrato che l'adesione della Irlanda alla Comunità ci metterà in grado di continuare a progredire verso l'attuazione degli obiettivi indicati nel protocollo. In proposito, mi riferisco in particolare alla continuazione dell'espansione industriale che costituisce il punto nevralgico del nostro sviluppo economico generale. E per noi assolutamente essenziale poter continuare a compiere progressi in tale settore attraverso l'applicazione di efficaci misure di promozione industriale. Comprendo che gli incentivi alla nostra industria, al pari di ogni altro programma d'incentivi, saranno presi in esame in base alle regole comunitarie dopo l'adesione. Noto con soddisfazione che voi riconoscete a necessità di una politica di incentivi in Irlanda, ma che possono presentarsi problemi circa le forme particolari che il nostro programma di incentivi ha assunto nel tempo in cui siamo rimasti fuori della Comunità. Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che in tale contesto potrebbe sorgere la questione degli impegni che abbiamo preso in precedenza.