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dei bordi della superficie illuminante proiettata sulla superficie esterna del trasparente (a-b), oppure la superficie di uscita della luce (c-d), su un piano perpendicolare alla direzione di osservazione e tangente al punto più esterno del trasparente (cfr. allegato 3 del presente regolamento). 2.11. Per "asse di riferimento" si intende l'asse caratteristico della luce, determinato dal fabbricante (della luce) come direzione di riferimento (H = 0 gradi, V = 0 gradi) per gli angoli di campo nelle misure fotometriche e per l'installazione della luce sul veicolo. 2.12. Per "centro di riferimento" si intende l'intersezione dell'asse di riferimento con la superficie di uscita della luce. Questo centro di riferimento deve essere indicato dal fabbricante del dispositivo. 2.13. Per "angoli di visibilità geometrica" si intendono gli angoli che determinano la zona dell'angolo solido minimo nella quale la superficie apparente della luce deve essere visibile. Detta zona dell'angolo solido è determinata dai segmenti di una sfera, il cui centro coincide con il centro di riferimento del dispositivo ed il cui equatore è parallelo al suolo. Questi segmenti sono determinati relativamente all'asse di riferimento. Gli angoli orizzontali beta corrispondono alla longitudine e gli angoli verticali alfa alla latitudine. All'interno degli angoli di visibilità geometrica non devono esistere ostacoli alla propagazione della luce a partire da una parte qualunque della superficie apparente del dispositivo osservata dall'infinito. Se le misurazioni vengono effettuate a minor distanza dal dispositivo, la direzione di osservazione deve essere spostata parallelamente per ottenere la stessa precisione. All'interno degli angoli di visibilità geometrica non viene tenuto conto degli ostacoli che esistevano già all'atto dell'omologazione del dispositivo. Se, a dispositivo montato, una parte qualsiasi della sua superficie apparente rimane nascosta da una qualsiasi parte del veicolo, deve essere provato che la parte del dispositivo non nascosta è ancora conforme ai valori fotometrici prescritti per l'omologazione del dispositivo stesso quale unità ottica (cfr. allegato 3 del presente regolamento). Se tuttavia l'angolo verticale di visibilità geometrica sotto il piano orizzontale può essere ridotto a 5 gradi (quando la luce si trova ad una altezza dal suolo inferiore a 750 mm), il campo fotometrico delle misure dell'unità ottica installata può essere limitato a 5 gradi sotto il piano orizzontale. 2.14. Per "estremità della larghezza fuori tutto" di ciascun lato del veicolo si intende il piano parallelo al piano longitudinale mediano del veicolo tangente all'estremità laterale di quest'ultimo, senza tener conto della sporgenza: 2.14.1. dei pneumatici, in prossimità, del loro punto di contatto con il suolo e dei collegamenti degli indicatori di pressione dei pneumatici; 2.14.2. dei dispositivi antislittamento montati sulle ruote; 2.14.3. degli specchi retrovisori; 2.14.4. degli indicatori di direzione laterali, delle luci d'ingombro, delle luci di posizione anteriori e posteriori, delle luci di stazionamento, di catadiottri e delle luci di posizioni laterali; 2.14.5. dei sigilli doganali apposti sul veicolo e dei dispositivi di fissaggio e di protezione di detti sigilli. 2.15. Per "larghezza fuori tutto" si intende la distanza fra i due piani verticali definiti al punto 2.14. 2.16. Si applicano inoltre le seguenti definizioni. 2.16.1. Per "luce unica" si intende un dispositivo o parte di un dispositivo avente una sola funzione e una sola superficie illuminante nella direzione dell'asse di riferimento (cfr. punto 2.10 del presente regolamento) e una o più sorgenti luminose. Ai fini dell'installazione sul veicolo, per luce unica si intende anche qualsiasi insieme di due luci indipendenti o raggruppate, identiche o no, ma aventi la stessa funzione, quando siano installate in modo che la proiezione delle superfici apparenti delle luci in direzione dell'asse di riferimento occupi almeno il 60% della superficie del rettangolo più piccolo che circoscrive le proiezioni di dette superfici apparenti nella direzione dell'asse di riferimento. In tal caso ognuna di queste luci, qualora sia richiesta l'omologazione, deve essere omologata come luce di tipo "D". Questa combinazione non è applicabile ai proiettori abbaglianti, ai proiettori anabbaglianti e ai proiettori fendinebbia. 2.16.2. Per "coppia di luci" o per "numero pari di luci" si intende una sola superficie di uscita della luce a forma di striscia o fascia disposta simmetricamente rispetto al piano longitudinale mediano del veicolo e estendentesi, da ciascun lato di esso, almeno fino a 0,4 m dall'estremità della larghezza fuori tutto del veicolo, per una lunghezza minima di 0,8 m. L'illuminazione di questa superficie deve provenire da almeno due sorgenti luminose situate il più vicino possibile alle sue estremità. La superficie di uscita della luce può essere costituita da un insieme di elementi giustapposti, semprechè le proiezioni delle diverse singole superfici di uscita della luce su un piano trasversale occupino almeno il 60% della superficie del rettangolo più piccolo che circoscrive le proiezioni di dette singole superfici di uscita della luce. 2.17. Per "distanza fra due luci" orientate nella stessa direzione si intende la distanza minima fra le due superfici apparenti nella direzione dell'asse di riferimento. Quando la distanza tra le luci soddisfa chiaramente le prescrizioni del presente regolamento, non è necessario determinare esattamente i bordi delle superfici apparenti. 2.18. Per "spia di funzionamento" si intende un segnale ottico o acustico (o un altro segnale equivalente) che indica se un dispositivo è stato attivato e se funziona correttamente o no. 2.19. Per "spia di innesto a circuito chiuso" si intende un segnale ottico (o un altro segnale equivalente) che indica se un dispositivo è stato attivato, senza indicare se funziona correttamente o no. 2.20. Per "luce facoltativa" si intende una luce la cui installazione è lasciata alla scelta del costruttore. 2.21. Per "suolo" si intende la superficie su cui si trova il veicolo, la quale deve essere sostanzialmente orizzontale. 2.22. Per "parti mobili" del veicolo si intendono i pannelli di carrozzeria o altre parti del veicolo la cui posizione può essere cambiata per ribaltamento, rotazione o scorrimento senza l'uso di attrezzi. Esse non includono le cabine ribaltabili. 2.23. Per "posizione normale d'impiego della parte mobile" si intende la posizione o le posizioni di una parte mobile indicata dal costruttore del veicolo per le condizioni normali di impiego e la condizione di stazionamento del veicolo. 2.24. Per "condizioni normali d'impiego del veicolo" si intende: 2.24.1. per un veicolo a motore, quando il veicolo è pronto a muoversi con il motore in moto e le sue parti mobili nella posizione o nelle posizioni normali d'impiego di cui al punto 2.23, 2.24.2.