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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto lo statuto dell'Istituto superiore pareggiato di educazione fisica di Napoli, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1 febbraio 1960, n. 476; Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, numero 1592; Veduta la legge 7 febbraio 1958, n. 88; Vedute le proposte di modifiche dello statuto formulate dalle autorità accademiche dell'Istituto anzidetto; Riconosciuta la particolare necessità di approvare le nuove modifiche proposte, in deroga al termine triennale di cui all'ultimo comma dell'art. 17 del testo unico 31 agosto 1933, n. 1592, per i motivi esposti nelle deliberazioni degli organi accademici dell'Istituto superiore pareggiato di educazione fisica di Napoli e convalidati dal Consiglio superiore della pubblica istruzione nel suo parere; Sentito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione; Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione; Decreta: Lo statuto dell'Istituto superiore pareggiato di educazione fisica di Napoli, approvato e modificato con i decreti sopraindicati, è ulteriormente modificato come appresso: Gli articoli 4, 5, 6, 7, 12 e 16 sono abrogati e sostituiti dai seguenti: Art. 4. - Il governo dell'Istituto spetta ai seguenti organi, secondo le norme di cui agli articoli seguenti: a) al consiglio di amministrazione; b) al direttore; c) al consiglio direttivo; d) al consiglio dei professori. Art. 5. - Il consiglio di amministrazione si compone: a) del direttore dell'Istituto che lo presiede; b) di due professori del gruppo di discipline scientifico-culturali, che nell'Istituto svolgono per incarico un insegnamento; c) di due professori eletti dai professori del gruppo di discipline tecnico-amministrative, che nell'Istituto svolgono per incarico un insegnamento; d) del dirigente tecnico; e) del direttore amministrativo dell'Istituto cui sono demandate le funzioni di segretario del consiglio stesso; f) di un rappresentante del Ministero della pubblica istruzione; g) di un rappresentante della regione Campania; h) di rappresentanti di ciascun ente pubblico o privato o associazione che, in seguito a regolare convenzione, si obbliga a sovvenire l'Istituto con una quota del contributo annuo non inferiore a dieci milioni di lire e che siano in regola con i versamenti delle quote. Ciascun ente pubblico o privato o associazione può designare tanti consiglieri quante sono le quote di dieci milioni di contributo che avrà versato. Decadono dalla nomina quei consiglieri che, senza giustificato motivo, non intervengono a tre adunanze consecutive. I membri del consiglio di amministrazione durano in carica tre anni accademici e possono essere confermati. Art. 6. - Presidente del consiglio di amministrazione è il direttore dell'istituto, che è eletto dal consiglio dei professori. Art. 7. - Il direttore, come presidente del consiglio di amministrazione: a) ha la rappresentanza legale dell'Istituto; b) convoca il consiglio e lo presiede; c) dà esecuzione alle deliberazioni del consiglio e prende i provvedimenti di urgenza riferendo al consiglio per la ratifica nella prima successiva adunanza; d) esercita tutte le altre attribuzioni che sono demandate ai rettori delle Università, nonché quelle derivanti dalla legge, dal regolamento generale universitario e dalle norme dello statuto. Art. 1 Art. 12. - Il direttore dell'Istituto, scelto tra i professori dell'Istituto, è eletto dal consiglio dei professori a maggioranza di voti. Il direttore dura in carica tre anni accademici e può essere confermato. Art. 16. - Il consiglio direttivo si compone: a) del direttore, che lo presiede; b) di tre professori eletti dai professori del gruppo di discipline scientifico-culturali, che nell'Istituto svolgono per incarico un insegnamento; c) di tre professori eletti dai professori del gruppo tecnico-addestrativo, che nell'Istituto svolgono per incarico un insegnamento; d) del dirigente tecnico. Il consiglio direttivo è assistito dal direttore amministrativo, il quale funge da segretario ed ha voto consultivo. L'art. 25, relativo al concorso di ammissione, è modificato nel senso che prima del penultimo comma è inserito il seguente: Non possono essere ammessi alla prova scritta di cultura generale i candidati che non hanno superato la prova pratica di educazione fisica. Nello stesso articolo l'ultimo comma è soppresso. L'art. 27 è modificato nel senso che il primo comma è soppresso. L'art. 29 è modificato nel senso che il primo comma è abrogato e sostituito dal seguente: Tutti gli insegnamenti sono impartiti da professori incaricati. Gli articoli 65, 66 e 93 sono abrogati e sostituiti dai seguenti: Art. 65. - Quando l'Istituto superiore di educazione fisica di Napoli, avesse, per qualsiasi motivo, a cessare, il suo patrimonio sarà devoluto allo Stato. Art. 66. - Per il mantenimento dell'Istituto, il direttore, a norma dell'art. 60 del testo unico delle leggi sulla istruzione superiore citato, promuoverà qualsiasi forma di interessamento o di contribuzione finanziaria da parte di enti o di privati, anche mediante la formazione di un consorzio. Art. 93. - Le carriere, le qualifiche, la dotazione organica e la progressione economica dei dipendenti dello Istituto sono stabilite dall'annessa tabella. La progressione economica si applica per anzianità senza demerito. Il consiglio di amministrazione è competente ad adeguare il sistema retributivo dei dipendenti dell'ente a quello dei dipendenti statali dell'Università e degli istituti di istruzione superiore. Gli articoli 97 e 99 sono abrogati. Gli articoli 102, 103, 113, 114 sono abrogati e sostituiti dai seguenti: Art. 102. - L'impiegato che, per qualsiasi ragione, non potesse recarsi in ufficio, deve avvisare entro le prime ore del mattino il direttore amministrativo, che ne prenderà nota in apposito registro e riferirà al direttore dell'Istituto per i provvedimenti del caso. Art. 103. - In caso di assenza per malattia il direttore dell'Istituto può disporre per gli accertamenti di ufficio. Art. 113. - Agli impiegati di ruolo viene assicurato un trattamento di quiescenza mediante contratto con l'Istituto nazionale delle assicurazioni dal consiglio di amministrazione dell'Istituto, in conformità delle norme vigenti per i dipendenti di enti di diritto pubblico. La polizza viene intestata all'assicurato. Art. 114. - Al personale collocato a riposo spetta un'indennità di buonuscita pari a tante mensilità di stipendio lordo per quanti sono gli anni di servizio prestato. Il calcolo della predetta indennità va fatto sullo stipendio in godimento all'atto della cessazione di servizio e le frazioni di anno superiore a sei mesi si valutano per intero. Nel caso di decesso in attività di servizio l'indennità è liquidata seguendo le norme del pubblico impiego.