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a seguito dell'ordinanza della direzione del VII tronco di Autostrade per l'Italia, dalla mezzanotte del 4 ottobre 2019 e fino a nuova disposizione dell'autorità giudiziaria, è stata disposta la chiusura della corsia regolare di marcia e di quella di emergenza nel tratto autostradale A14 compreso tra il sud delle Marche e l'Abruzzo, emessa a seguito dell'adozione di un decreto di sequestro preventivo del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino che ha disposto il sequestro delle barriere su 10 viadotti della A14; i viadotti con barriere sequestrate sono: Fosso San Biagio, Campofilone, Santa Giuliana, Santa Maria, Cerrano, Marinelli, Vallescura, Petronilla, Fosso Calvano, Vallelunga; come riportato anche dagli organi di stampa, nel frattempo i sequestri sulla A14 stanno causando una paralisi sulla dorsale adriatica, la seconda più importante del Paese tra Nord e Sud, in quanto aggravano una situazione già critica determinata dalle già imposte limitazioni di velocità (90 chilometri orari) e di distanziamento tra veicoli prescritte negli ultimi mesi dallo stesso concessionario nelle gallerie tra Porto Sant'Elpidio e Pescara; premesso altresì che: l'autostrada A14 Bologna-Taranto è gestita dalla società Autostrade per l'Italia SpA mediante apposita convenzione sottoscritta in data 12 ottobre 2007 con ANAS SpA ai sensi dell'art. 2, commi 82 e seguenti, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni, approvata con legge 6 giugno 2008, n. 101, di conversione del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, e aggiornata con atto aggiuntivo del 24 dicembre 2013; la A14 si estende per 743 chilometri e attraversa l'Abruzzo da val Vibrata (Teramo) a Vasto (Chieti) per 134 chilometri; l'entità dei flussi di traffico per la rete autostradale passante in Abruzzo espressa in milioni di veicoli al chilometro è: 4.932,40 per la tratta Ancona-Pescara (133,8 chilometri), 1.387,50 per la tratta Pescara-Lanciano (49,7 chilometri), 2.970,20 per la tratta Lanciano-Canosa (189,6 chilometri), come riportato nel documento Aiscat informazioni 2018; considerato che: le misure operative assunte di pianificazione del traffico lungo il tratto di A14 e lungo le principali arterie collegate non sono sufficienti a mantenere il flusso veicolare al di sotto della capacità dell'infrastruttura e non sono tali da limitare o evitare che l'autostrada vada in congestione, come si rileva dai numerosi fenomeni di intasamento veicolare di questi giorni, dal gravissimo impatto in termini di incremento di emissioni inquinanti, consumi di carburante, minore sicurezza, danno economico al sistema produttivo, maggiori costi per la distribuzione delle merci, oltre il limite di sopportazione dell'utenza; gli obiettivi delle performance propri dell'infrastruttura autostradale, quali flussi elevati e velocità commerciale elevata, per avere i quali l'utente paga il pedaggio, per la A14 sono notevolmente compromessi e si attestano ben al di sotto del limite di stabilità del servizio, si chiede di sapere quali siano i provvedimenti adottati o che il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire con la massima celerità un piano operativo che contemperi, da una parte, la messa in sicurezza dell'infrastruttura autostradale e, dall'altra, una gestione ottimale del traffico che porti al rispristino della funzionalità del tratto autostradale A14 compreso tra il sud delle Marche e l'Abruzzo, in quanto, si ribadisce, non sono ulteriormente accettabili i fenomeni di congestione veicolare di questi giorni, e le gravi conseguenze che ne derivano in termini di sicurezza, di impatto ambientale e danno economico all'utenza, al sistema produttivo, turistico e distributivo delle merci. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02454 TOSATO Al Ministro della giustizia Premesso che: a seguito di una visita alla casa circondariale di Verona, a Montorio, insieme a rappresentanti sindacali regionali di USPP (Unione sindacati di Polizia penitenziaria) è stata riscontrata una condizione di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria, che richiede maggiori attenzioni e concretezza da parte dello Stato e del Ministero in indirizzo; gli arredi delle postazioni di sorveglianza sono vecchi e inadeguati con sedie inadatte allo svolgimento delle ore di lavoro, i servizi igienici fatiscenti nei vari reparti, gli ambienti di lavoro poco puliti e privi di manutenzione adeguata; ci sono carenze nel vestiario, con necessità del personale di Polizia penitenziaria di dover acquistare personalmente scarpe ed altri accessori adeguati alla loro funzione; è stata messa in evidenza l'esistenza di un numero crescente di detenuti, soprattutto stranieri, con gravi problemi psichici e che servirebbero strutture più adeguate per ospitare tale tipologia di ospiti; ogni settimana gli agenti subiscono aggressioni fisiche e verbali e hanno pochi mezzi per mantenere l'ordine e garantire la propria sicurezza e quella degli altri detenuti; a fronte di un alto indice di affollamento del 163,25 per cento, sono riportate casistiche che riferiscono da parte dei detenuti un elevato numero di infrazioni disciplinari, violazioni delle norme penali, autolesionismo, danneggiamenti dei beni dell'Amministrazione, oltre ai sempre più frequenti tentati suicidi che gli agenti di Polizia penitenziaria devono gestire al meglio delle loro possibilità; gli agenti garantiscono e tutelano la sicurezza in ambienti di lavoro difficili soprattutto da un punto di vista mentale ed emotivo, si chiede di sapere: in quali tempi e come il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi per garantire interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei luoghi di lavoro degli agenti e trasferire i detenuti con gravi disturbi psichici in luoghi più adeguati; se e quali azioni intenda adottare per risolvere le problematiche elencate, al fine di perseguire un miglioramento dei servizi della casa circondariale di Verona a Montorio. Atto n. 4-02455 ARRIGONI PAZZAGLINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: continuano i disagi per la viabilità nel fermano per la chiusura, a seguito del decreto di sequestro preventivo dei viadotti dotati di dispositivi di ritenuta analoghi a quelli presenti sul Viadotto Acqualonga emesso dal giudice per le indagini preliminari di Avellino a settembre 2919, nell'inchiesta sulla strage del 2013 di un bus che precipitò dal viadotto; i tratti del fermano interessati dalla limitazione al traffico, con restrizione della velocità massima di 40 chilometri all'ora per i tir e chilometri all'ora per le auto, e carreggiate dimezzate comprendono i viadotti Fosso San Biagio, Campofilone, Vallescura e Petronilla della A14 oltre ad altrettanti viadotti del tratto di A14 del teramano-pescarese;