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Quello che stiamo vedendo - ed è la differenza fra noi, la Turchia e Israele - è che, a differenza di Israele e della Turchia, noi facciamo parte dell'Europa e questa nostra posizione è la sanzione ultima del fallimento dell'Europa come soggetto politico. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) .Signor Presidente, Governo, colleghi, concordo anch'io sul fatto che ci troviamo di fronte ad una situazione autenticamente drammatica, alla quale dobbiamo cercare di dare risposte. Mi permetto anche di evidenziare che se Forza Italia, movimento politico assolutamente responsabile, ha appoggiato questo Governo, lo ha fatto in un momento di emergenza nazionale, prima per il Covid, poi per la crisi economica ed ora, a maggior ragione, vogliamo dimostrare la nostra vicinanza in un momento in cui i venti di guerra soffiano ai confini dell'Europa. Un'Europa che anche da giovani avevamo sognato, quella che un tempo si diceva dovesse andare dall'Atlantico agli Urali. Voleva essere un'Europa difesa, armata, con una propria politica estera, con un tenore di vita al suo interno assolutamente alto e decoroso. Un'Europa, in buona sostanza, che incendiava i cuori, le coscienze e non avevamo idea che si sarebbe potuti tornare ad una guerra, una guerra dalla quale, per fortuna, in questo momento siamo fuori e ne siamo estranei. Dobbiamo però avere la consapevolezza che la situazione può mutare anche da un momento all'altro. Allora, con la stessa responsabilità con la quale abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere il Governo, corre l'obbligo di dire alcune cose e soprattutto riaffermare un principio: quando due persone litigano, bisogna dividerle. Quando due persone non parlano, bisogna farle dialogare. Questo è un concetto prepolitico, è addirittura un insegnamento che viene impartito nelle scuole di politica di qualsiasi partito, ma è soprattutto un principio di politica internazionale. Ricordo che Jean Bodin, un grande filosofo ma soprattutto un economista e un politico del 1500, per primo incominciò ad evidenziare un principio: quello che, nell'ambito della normazione e delle norme, al vertice di questa piramide c'è la spada (oggi diremmo che ci sono i missili a testata nucleare). Dobbiamo fare grande attenzione perché, se vogliamo davvero difendere la pace, lo dobbiamo fare con i costruttori di pace. Chi è stato il più straordinario costruttore di pace? Lo voglio ribadire anche se lo hanno ricordato già i miei colleghi: è stato Silvio Berlusconi. (Applausi) . Oggi c'è un dato politico che forse a qualcuno è sfuggito: il presidente Errani, per tre volte Presidente della Regione Emilia Romagna, figura politica che potremmo dire agli antipodi rispetto ai parametri e soprattutto ai valori di riferimento di Forza Italia e di altre formazioni che fanno parte di questo Governo, ha detto una cosa fondamentale: la politica di Pratica di Mare del 2002 - non ricordo le parole precise - sono un orizzonte o comunque qualcosa di estremamente positivo. Se anche Vasco Errani che è uomo di sinistra arriva a sostenere questo, possiamo dire che avevamo avuto ragione, che il presidente Berlusconi come uomo e costruttore di pace aveva avuto ragione. È stato un costruttore anche in tanti momenti fondamentali, per vent'anni. È stato colui che ha risolto crisi internazionali come quella, ad esempio, della Georgia nel 2008. Sembrava quasi impossibile, ma lui riuscì in questa straordinaria operazione. E poi in Medio Oriente riuscì a realizzare momenti importanti per un percorso di pace con Netanyahu e con Simon Peres; il primo addirittura arrivò a dire che Silvio è un campione di pace. Ecco, sono parole importanti dette allora e oggi riecheggiano dalle labbra di una persona e di un nostro collega che è stato estremamente onesto intellettualmente. La sua capacità era quella di avere amicizie, era uomo di Stato, non si limitava semplicemente alla politica del giorno dopo, ma a quella che guardava avanti per dieci-vent'anni. Oggi la sua attualità è tutta assolutamente presente. Lo diciamo con convinzione perché lo spirito di Pratica di Mare, questo abbraccio, questo darsi la mano tra gli Stati Uniti e la Russia, era ciò di cui l'Europa necessitava. Oggi invece - abbiamo visto anche gli ultimi accordi che ci sono stati in Turchia - abbiamo messo la Federazione Russa nelle mani della Cina, e la Cina rappresenta un competitore geopolitico altamente preoccupante, non solamente per le politiche economiche dell'Italia, ma dell'Europa stessa e del mondo. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 20,34) ( Segue AIMI). A un certo punto abbiamo avuto situazioni per le quali pensavamo qualche tempo fa che non ci fosse più la storia. Era il 1989 e Francis Fukuyama scriveva quel famoso saggio «La fine della storia?» e poi successivamente il famoso libro «The end of history and the last man». Che cosa era accaduto? Si pensava che con la caduta del Muro di Berlino e con la dissoluzione dell'impero sovietico non ci sarebbe stata più la necessità di occuparsi dei grandi temi che la storia ci mette davanti: i grandi temi che riguardano gli armamenti, la difesa, l'autonomia strategica anche dell'Europa e soprattutto dell'Europa. Più volte ho parlato in quest'Aula di Europa superpotenza, che significa avere un'Europa che difende i propri confini, che ha una politica estera che guarda agli interessi dell'Europa, certamente in un ambito atlantico, come ha ricordato anche il presidente Draghi; significa avere un'Europa all'interno della quale non si possono verificare conflitti per una ragione che è ovvia a tutti. Non si verificano conflitti all'interno della Russia, degli Stati Uniti d'America, della Cina, delle grandi superpotenze, perché c'è una dissuasione che non è solamente militare, ma è nucleare. Allora è necessario che l'Europa si armi. Quando i colleghi di Fratelli d'Italia presentano un ordine del giorno per portare le spese al 2 per cento del PIL, fanno qualcosa di cui si era già parlato; hanno avuto, bontà loro, l'onestà intellettuale, che gli va riconosciuta, di averlo ribadito. È dal 2014 che si parla di questo; è una cosa estremamente importante, andiamo in quella direzione. Forza Italia c'è. Qualcun altro forse deve dare una giustificazione a un voto che ha espresso qualche giorno fa alla Camera dei deputati, non in sintonia con le posizioni che assume oggi in quest'Aula perché - diciamolo pure - mentre Silvio Berlusconi, nel maggio del 2002, a Pratica di Mare portava all'abbattimento delle spese militari, altri hanno aumentato le spese, in particolare - lo voglio ricordare - il premier Conte. Capisco allora che si venga in quest'Aula nel tentativo di rimediare a questa situazione, ma noi abbiamo anche il compito in questo momento di essere assolutamente responsabili e di mantenere un'unità assoluta e per farlo non possiamo dimenticare che questo provvedimento aiuta i minori in difficoltà, aiuta i profughi, i militari e le nostre missioni all'estero. In particolare, Forza Italia è sempre stata vicina a coloro che hanno dimostrato in queste missioni quanto è importante l'onore d'Italia.