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serve davvero una comunicazione rivolta al Paese e serve che il Paese e i cittadini sappiano anche loro farsi carico della responsabilità per far fronte comune e condividere questo momento. Se non collaboriamo tutti, rischiamo davvero di avvicinarci a un precipizio. Infine, mi viene da dire che il terzo strumento a nostra disposizione è la scienza: possiamo imparare qualcosa da questo tragico momento, per essere meglio preparati in futuro. Pensate che è la seconda volta che un pipistrello ci passa un virus: ciò significa che possiamo studiare il perché, possiamo studiare questi meccanismi - la prossima volta, magari, sarà un altro animale - possiamo studiare il fenomeno del contagio, ricercarne l'origine, gli effetti, la cura e il vaccino, che è quanto tutti desiderano. In tutto questo, colleghi, non ci sono credenze, non ci sono opinioni, non ci sono approcci alternativi che tengano. Ci sono i virus, c'è la biologia, la clinica, la ricerca, la statistica, l'immunologia, l'epidemiologia. Per essere preparati alle emergenze dobbiamo cominciare con l'essere in grado di coltivare questo sapere - quindi anche il sapere biomedico, la ricerca e la conoscenza - in tempo di pace. Come Paese siamo avvantaggiati, perché abbiamo intelligenze, capacità e giovani pronti a studiare per tutti noi. La mia domanda a voi è come assicuriamo la ricerca al Paese. Tornando alla situazione attuale, oggi il professore Alberto Mantovani sul «Corriere della Sera» ci ricorda che minimizzare i rischi è scientificamente sbagliato, oltre che pericoloso. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,58) ( Segue CATTANEO). Credo che in questa nuova situazione la politica tutta, le istituzioni, il Governo e il Parlamento debbano mantenere, nella gestione delle misure di contenimento, un atteggiamento razionale e modulare, non emotivo, alimentando la fiducia dei cittadini con la trasparenza. Fiducia è la parola chiave: fiducia tra Stati, organizzazioni, istituzioni, media, studiosi e cittadini. Questa fiducia si alimenta non nascondendo nulla di quel che accade, ma, al contempo, assumendosi la responsabilità di non esasperare - per click , interesse, controllo sociale o pura incoscienza - le paure innate presenti in ciascuno di noi. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), M5S, PD e IV-PSI e del senatore Schifani). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il dibattito di questa mattina qui in Senato è stato utile perché si sono confrontate opinioni differenti. Mi piace ripartire anche da una considerazione fatta la settimana scorsa dal senatore Casini: noi dobbiamo fare la nostra parte, non dobbiamo sostituirci ai medici e agli esperti che definiscono le regole che vanno seguite in questo momento per evitare il contagio. Tuttavia, nel nostro fare politica abbiamo il dovere ovviamente di governare, di fare in modo che chi governa si assuma le sue responsabilità. Sentendo gli interventi di questa mattina, signor Presidente, in sintesi estrema mi viene da dire che sarebbe stato corretto, non solo politicamente, ma anche onestamente, ammettere la superficiale sottovalutazione della situazione tenuta nella fase iniziale di questa grave infezione da parte del Governo. Vede, Presidente, ha senso proporre una tregua di buon senso a tutte le forze politiche, ma occorre anche, con buon senso, assumersi le proprie responsabilità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Invece abbiamo udito interventi che hanno l'insopportabile denominatore comune di chi pretende il consenso all'azione di Governo da parte delle opposizioni, senza che il Presidente del Consiglio dei ministri debba assumersi alcuna delle sue gravi responsabilità. Noi, infatti, ricordiamo quella domenica in cui il presidente Conte trascorse tutta la giornata passando da uno studio televisivo all'altro: quella non fu rassicurazione, ma fu una gestione esasperata della propria immagine, a discapito della credibilità del Paese, e questo è inaccettabile. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Presidente, anticipo già che voteremo a favore su tutti gli emendamenti di buon senso che verranno proposti all'Assemblea del Senato su questo provvedimento nelle prossime ore, perché qualsiasi azione di buon senso che dia certezza ai nostri concittadini sarà da noi sostenuta. Questa è la responsabilità che si deve chiedere a chi siede in Parlamento: di guardare all'interesse e al bene dei cittadini. Ma certamente non faremo sconti. Passerà questo contagio, supereremo anche questa situazione, ma chi ha avuto la responsabilità di Governo deve responsabilmente rispondere delle proprie manchevolezze. Speriamo che serva di lezione. Ancora oggi sentivamo nelle cronache dei giornali le parole del professor Burioni, che ricordava quanto sarebbe stata importante un'azione più determinata nel bloccare qualsiasi rischio di diffusione del contagio nei primi giorni, nelle prime settimane nelle quali era chiaro che il contagio in Cina non era una cosa episodica e locale, come ci avevano fatto credere, invece, le autorità cinesi. Signor Presidente, siamo di fronte a un primo provvedimento, cui seguirà - ci dicono - anche uno economico; avremmo voluto avere già delle risposte in questi termini ieri sera. Sappiamo che il confronto di ieri a Palazzo Chigi è stato deludente, perché si è parlato solo delle misure di repressione e di contenimento del contagio, rinviando ancora le risposte che devono essere già date sulle gravissime ricadute economiche che questo contagio sta portando al nostro Paese. Ci preoccupa e ci angoscia la salute dei nostri concittadini, ma ci preoccupa e ci angoscia anche la salute economica del Paese per il prossimo futuro. Su questo pretendiamo dal Governo risposte all'altezza della situazione. Signor Presidente, non è sfuggito alla nostra attenzione che ieri il ministro Amendola, venendo in 14 a Commissione, ha riferito del fallimento sostanziale del vertice del 20 febbraio scorso, nel quale i Paesi europei si sono dimostrati ancora una volta litigiosi e inconsapevoli dell'importanza di rivedere la gestione economica e finanziaria dell'Unione europea. Sia chiaro a tutte le forze di Governo che questa è la prova del nove della tenuta dell'intera Unione europea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . O ci sarà una risposta seria - e per "seria" intendo dire non la liberatoria del «fate maggiore deficit e pagate coi vostri soldi e coi debiti delle prossime generazioni i problemi che adesso l'Italia ha», ma una risposta che tenga conto che questo non è, come già altri in passato, un problema nostro, ma di tutta l'Europa - oppure sarà l'ennesima dimostrazione che il sistema europeo è totalmente fallito. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Che questo possa essere il rischio all'orizzonte lo conferma anche il ministro Provenzano, che proprio poche ore fa rilasciava dichiarazioni estremamente euroscettiche. Non è una conversione, ma una presa d'atto della realtà.