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Tutti i lavoratori hanno diritto ad agire in giudizio, ai sensi dell'articolo 22, comma 1, per far valere quanto previsto nei commi precedenti. Art. 20. (Diritto al sostegno dei redditi da lavoro) 1. Tutti i lavoratori hanno diritto in caso di disoccupazione involontaria, anche per periodi dell'anno, e di contrazione dell'attività produttiva a un sistema assicurativo che preveda trattamenti economici tali da assicurare loro un'esistenza libera e dignitosa. Art. 21. (Diritto ad una adeguata tutela pensionistica) 1. Tutti i lavoratori hanno diritto ad un trattamento pensionistico comunque in grado di garantire loro mezzi adeguati alle proprie esigenze di vita. A tal fine, essi hanno diritto alla completa totalizzazione, ricongiunzione e riunificazione dei periodi contributivi. Nel caso in cui la contribuzione non sia sufficiente a garantire ai lavoratori quanto necessario per le esigenze di vita, lo Stato provvede ad integrare le prestazioni con risorse provenienti da forme di solidarietà. Art. 22. (Tutela processuale dei diritti del lavoratore) 1. Per le controversie relative a tutti i rapporti di lavoro e le relazioni giuridiche di cui all'articolo 1 è competente il tribunale in funzione di giudice del lavoro. Il lavoratore può sempre agire, per la tutela dei suoi diritti, dinanzi al tribunale nella cui circoscrizione ha avuto luogo la prestazione di lavoro. Ove il lavoratore sia convenuto in giudizio, è sempre competente il tribunale nella cui circoscrizione si trova il suo domicilio. 2. L'accesso alla giustizia in materia di lavoro è gratuito in ogni fase e grado del procedimento. Il lavoratore ha sempre diritto alla deducibilità ai fini fiscali degli oneri affrontati per la tutela dei propri diritti. 3. Il lavoratore ha diritto, per tutti i rapporti di lavoro e per tutte le controversie derivanti dall'applicazione delle disposizioni della presente parte, di ottenere un provvedimento entro tre mesi dalla proposizione della domanda. Nel caso il procedimento si protragga oltre i tre mesi, il giudice, su istanza del lavoratore, provvede con ordinanza motivata a carattere sommario, i cui effetti si estinguono con la conclusione del processo. 4. Il lavoratore ha diritto alla tutela in forma specifica dei propri diritti e a quella per equivalente ove la prima non sia materialmente possibile. I provvedimenti aventi ad oggetto il pagamento di un risarcimento al lavoratore, anche eventualmente in forma indennitaria, devono essere pronunciati dal giudice in modo da rispettarne in concreto la funzione di assicurare tutele effettive, adeguate e dissuasive. In ogni caso il giudice, quando la causa ha ad oggetto un diritto della persona o il pagamento delle retribuzioni e dei compensi dovuti per la prestazione svolta, condanna il soggetto obbligato al pagamento di una somma di denaro per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento. 5. Il giudice, in sede di applicazione dell'articolo 92 del codice di procedura civile, può sempre, in caso di condanna del lavoratore, disporre la compensazione parziale o totale delle spese in relazione alle condizioni economiche di quest'ultimo e alla difficoltà di dimostrazione del diritto dallo stesso invocato. 6. Il lavoratore ha diritto a un'effettiva assistenza pubblica nella fase di esecuzione dei provvedimenti giudiziari, ivi compreso il diritto ad accedere ad ogni documento e informazione in possesso degli uffici pubblici al fine della soddisfazione dei crediti accertati in sede giudiziaria, anche ai sensi e per gli effetti degli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. 7. Resta fermo quanto previsto in materia di licenziamenti nella parte III, titolo III, capo II. Art. 23. (Libertà di organizzazione sindacale, di negoziazione e di azione collettiva e di rappresentanza degli interessi del lavoro) 1. Tutti i lavoratori hanno il diritto di organizzarsi liberamente, di negoziare e di ricorrere ad azioni collettive per la tutela dei propri interessi sindacali e professionali. 2. Le organizzazioni liberamente costituite in forma associativa, ai sensi del comma 1, ad eccezione degli enti pubblici associativi, possono concludere, ove previsto dai propri statuti, contratti collettivi e accordi collettivi. 3. Le associazioni dei lavoratori di cui al comma 2, maggiormente rappresentative sul piano nazionale, hanno diritto di essere rappresentate, tramite la designazione di propri esperti, negli organi e nelle commissioni che, con finalità di interesse pubblico, elaborano le statistiche del lavoro o effettuano monitoraggi delle politiche del lavoro. Per le associazioni dei lavoratori autonomi la maggiore rappresentatività è attestata dalla rilevazione del numero degli iscritti effettuata sulla base dei dati di cui all'articolo 5, comma 2, lettera b), della legge 14 gennaio 2013, n. 4. Art. 24. (Organizzazione dell'attività lavorativa mediante violenza, minaccia, intimidazione e sfruttamento) 1. Dopo l'articolo 603 -ter del codice penale è inserito il seguente: « Art. 603 -quater . – (Organizzazione dell'attività lavorativa mediante violenza, minaccia, intimidazione e sfruttamento). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizzi o utilizzi l'attività lavorativa mediante violenza, minaccia, intimidazione o sfruttamento è punito con la reclusione da tre ad otto anni e con la multa da 1.000 a 5.000 euro per ciascun lavoratore occupato. La pena è aumentata da un terzo alla metà se sono occupati lavoratori formalmente alle dipendenze di soggetti diversi ovvero stranieri irregolarmente presenti nel territorio italiano ovvero minori di anni sedici ovvero ancora negli altri casi indicati dall'articolo 603 -bis , quarto comma. Ai fini del primo comma costituisce indice di sfruttamento la sussistenza delle circostanze indicate dall'articolo 603 -bis , terzo comma. In caso di condanna per i delitti previsti dal presente articolo operano le pene accessorie previste dall'articolo 603 -ter ». Art. 25. (Limitazione del campo di applicazione soggettivo) 1. L'articolo 14, comma 1, si applica ai lavoratori autonomi solo allorché il contratto intercorrente con un committente privato o pubblico, o con più committenti privati riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, abbia una durata complessiva di più di sei mesi annui. Art. 26. (Salvezza delle disposizioni di miglior favore) 1. L'applicazione delle disposizioni della presente legge non osta all'applicazione della legge 20 maggio 1970, n. 300, o di altre norme di miglior favore per i lavoratori previste da leggi, atti amministrativi, contratti collettivi o accordi collettivi stipulati dalle associazioni dei lavoratori autonomi. PARTE II DISCIPLINA ATTUATIVA DEGLI ARTICOLI 39 E 46 DELLA COSTITUZIONE TITOLO I REGISTRAZIONE DEI SINDACATI, RAPPRESENTANZE UNITARIE SINDACALI E CONTRATTAZIONE COLLETTIVA AD EFFICACIA GENERALE Art. 27. (Attuazione dell'articolo 39 della Costituzione) 1. Le disposizioni del presente titolo sono intese a dare attuazione all'articolo 39, commi secondo, terzo e quarto, della Costituzione. Art. 28. (Istituzione della Commissione per la registrazione delle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro) 1.