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Il differimento al 31 aprile 2021 del termine dell'adozione di misure straordinarie ai fini del contenimento della diffusione della Covid-19 e della riduzione del rischio di contagio riguardanti limitazioni agli spostamenti ed assembramenti di persone, nonché lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali trova giustificazione nell'attuale evoluzione del quadro epidemiologico nel quale - si osserva - la curva dei contagi resta sempre troppo elevata. Anzi, per la seconda settimana consecutiva si registra un aumento dei contagi del 22 per cento in più rispetto a domenica scorsa. Ciò denota che la continua circolazione del virus è in atto a causa soprattutto delle particolari caratteristiche delle nuove varianti. Pertanto, la gestione di una nuova fase dell'emergenza epidemiologica e, come ricordato, il carattere particolarmente diffuso del virus non possono che richiede ancora l'adozione di urgenti e stringenti misure di intervento. Il sistema dei colori, particolarmente criticato, è stato introdotto dal precedente Esecutivo guidato dal presidente Giuseppe Conte, al quale esprimo ancora una volta in quest'Aula profonda gratitudine per il lavoro svolto e per le dure e difficili scelte che ha dovuto adottare nel periodo più buio della nostra storia repubblicana. (Applausi) . Il sistema dei colori, tanto vituperato in quest'Aula, ha scongiurato un'ipotesi di lockdown duro che avrebbe avuto conseguenze ancora più pesanti. Va soprattutto ricordato che siamo uno dei pochi Paesi che è riuscito a evitare questo lockdown , a differenza dei tanti altri che vengono sempre citati, come Regno Unito e Germania, che hanno dovuto necessariamente fare ricorso ad un lockdown duro, lungo e generalizzato. In virtù dell'elevata diffusione delle nuove varianti, tuttavia, è necessario intervenire per effettuare le dovute correzioni e i consequenziali adeguamenti al nuovo scenario epidemiologico. Prima di analizzare le disposizioni relative al piano vaccinale, vorrei soffermarmi sull'articolo 4 del decreto-legge, che interviene sui termini di svolgimento delle elezioni suppletive della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e su quelli relativi alle elezioni degli organi elettivi nei Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, nonché sul rinnovo delle elezioni comunali a seguito di eventuale annullamento dei risultati elettorali di alcune sezioni. L'articolo 4 stabilisce che tali elezioni devono svolgersi entro il 20 maggio 2021. Certamente la misura dispone una sospensione della volontà popolare di esercitare il diritto di voto costituzionalmente garantito. Si tratta di una misura pesante che incide sull'interesse primario sancito dalla Costituzione, ovviamente meritevole di tutela, ma che trova giustificazione nell'esigenza del contenimento dei contagi. Muovere migliaia di persone per le consultazioni elettorali, come ricordato anche dal Presidente della Repubblica anche nella formazione di questo Governo, potrebbe avere delle conseguenze non accettabili con riferimento alla situazione epidemiologica in atto. Pertanto, la posticipazione delle consultazioni elettorali resta necessaria per la gravità della situazione epidemiologica. Infine, il decreto in esame, all'articolo 3, istituisce una piattaforma informativa nazionale che ha come scopo primario quello di assicurare l'ottimizzazione dell'attività di distribuzione delle dosi vaccinali, dei dispositivi e dei materiali a supporto della somministrazione sul territorio nazionale. Questa piattaforma sarà indispensabile per garantire su tutto il territorio l'uniforme attuazione del piano strategico, ma soprattutto per evitare eventuali discriminazioni di trattamento tra i Comuni e i cittadini italiani. Certo, questo non basta. Anzi, oggi i principali sforzi del nuovo Governo devono essere indirizzati al piano vaccinale, all'urgenza di mettere con immediatezza in atto la fase 2 del programma. Le originarie previsioni del piano strategico della vaccinazione anti SARS-CoV-2 dovranno essere messe in relazione alla effettiva disponibilità di vaccini, a causa della mancata consegna delle dosi. E su questo punto auspico che il presidente Draghi eserciti la dovuta pressione anche sulle istituzioni dell'Unione europea. Non possiamo essere ostaggi di scelte arbitrarie delle case farmaceutiche. La priorità del Paese è quella di garantire subito i vaccini. Inoltre, bisogna tener conto delle limitazioni previste per la somministrazione del vaccino prodotto da AstraZeneca, idoneo soltanto per i soggetti al di sotto dei sessantacinque anni di età, che risultano cioè esclusi dalle prime fasi del piano vaccinale originario. In conclusione, signor Presidente, l'unica cosa da fare è agire in fretta, aumentare le somministrazioni giornaliere sfruttando qualsiasi luogo possibile e idoneo per accelerare la campagna vaccinale. L'unica arma che abbiamo a disposizione per sconfiggere questo terribile virus è il vaccino e immunizzare in fretta ampie fasce di popolazione significa incidere sulla sua circolazione (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, ieri abbiamo potuto leggere il primo DPCM dell'era Draghi. Non vi nascondo che ero un po' incuriosito di vedere cosa avrebbe potuto produrre il Governo dei migliori. Ebbene, leggendolo abbiamo potuto vedere che in sostanza non è cambiato nulla: il vecchio articolo 12 adesso è l'articolo 3; il vecchio articolo 5 è diviso a metà tra il nuovo articolo 5 e il nuovo articolo 6; il vecchio lunghissimo articolo 1 è diluito nei più snelli articoli 1, 2, 7, 9, 10 e 11. Tuttavia, colleghi, ci sono scritte esattamente le stesse cose. L'ultimo DPCM di Conte del 14 gennaio e il nuovo DPCM del Governo dei migliori si somigliano in tutto e per tutto: stessi colori, stesse parole, stessi contenuti e purtroppo stessa filosofia che si potrebbe riassumere in tre semplici affermazioni: chiudere tutto, chiudere tutto, chiudere tutto! Questa è la nuova filosofia, esattamente identica a quella precedente al Governo dei migliori. Eppure, nel frattempo non mi pare che la Costituzione italiana sia cambiata. Vorrei ricordare ai colleghi un po' distratti della maggioranza vecchia e nuova che l'articolo 13 della Costituzione afferma sempre che la libertà personale è inviolabile; che l'articolo 16 della Costituzione stabilisce che ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salve le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza; che l'articolo 17 afferma sempre che i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente; che l'articolo 34 stabilisce sempre che la scuola è aperta a tutti; che l'articolo 30 dice sempre che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni e l'articolo 41 dice sempre che l'iniziativa economica privata è libera. La Costituzione non è cambiata.