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Atto n. 4-05685 LANNUTTI ANGRISANI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della giustizia Premesso che: il cameraman Mario Biondo, originario di Palermo, il 30 maggio del 2013 è stato trovato senza vita, nella sua abitazione, a Madrid. Sposato con la conduttrice Raquel Sanchez Silva, presentatrice della versione spagnola de "L'Isola de famosi", il giovane fu trovato impiccato a una libreria di casa. All'epoca nessuna indagine fu svolta dalle autorità spagnole, che da subito parlarono di suicidio. La Procura di Palermo aprì però una indagine per omicidio e, tramite rogatoria, sentì diversi testimoni tra cui la moglie della vittima. Non avendo individuato elementi utili a proseguire l'inchiesta, chiese l'archiviazione. Una scelta non condivisa dalla Procura generale, che ha avocato il caso e disposto la riesumazione del corpo; del caso si è occupata nei giorni scorsi la trasmissione televisiva "Le Iene". La morte misteriosa di Mario Biondo è stata al centro di uno speciale andato in onda in prima serata il 15 giugno 2021 dal titolo "Un suicidio inspiegabile". Il punto di partenza è rappresentato da un quesito che, a distanza di 8 anni, non trova ancora una risposta certa: "Come è morto Mario Biondo?". I genitori di Mario non hanno mai creduto al suicidio e, per questo, hanno avviato una lunga battaglia, affinché la verità potesse finalmente emergere. A convincerli dell'impossibilità che il figlio si sia tolto la vita sarebbero tutta una serie di anomalie emerse in questi anni, anche grazie al lavoro dei periti che hanno ingaggiato. I genitori di Biondo hanno infatti incaricato di svolgere indagini difensive la "Emme Team", un gruppo di legali e paralegali italo-americani. Della "Emme Team" fanno parte 16 studi legali e 20 professionali, un pool che in casi particolari lavora anche pro bono e che fornisce consulenze giuridiche e investigazioni private. Solo in Italia ha risolto o contribuito a risolvere 926 casi; la vedova del cameraman non si è unita alla richiesta della famiglia di Mario per ottenere nuove indagini. La star della TV spagnola ha dichiarato di essere convinta che suo marito si sia tolto la vita. Sulle motivazioni che avrebbero spinto il 31enne a suicidarsi, la donna ha dato tre versioni differenti: «In un primo momento, ci disse che aveva problemi di fertilità - ha spiegato Santina, la madre di Mario Biondo - Poi disse che mio figlio aveva fatto uso di cocaina e, per addormentarsi, aveva usato quella come tecnica del rilassamento. Infine, aveva collegato ricerche sui siti porno con un gioco autoerotico nel salone»; considerato inoltre che: le anomalie riscontrate e per le quali la Procura Generale di Palermo ha deciso di continuare a indagare, riguardano, tra le altre, il doppio segno di stretta sul collo del cameraman : ad avvolgere il collo di Mario è una pashmina di seta dal nodo visibilmente largo e distante dalla testa; il corpo era rigido con le gambe tese e i talloni che toccano terra, la testa reclinata in avanti e le braccia stese lungo il corpo. Altro elemento anomalo le contusioni trovate sulla fronte di Biondo, di cui, però, non ci sarà traccia nel referto del medico legale spagnolo. Anomala anche la stessa scena del crimine. I consulenti della famiglia ritengono sia infatti impossibile che gli oggetti esposti sulla libreria siano rimasti al loro posto, come si evince dalle foto scattate dopo il ritrovamento. Lo strangolamento provoca spasmi che i tecnici hanno paragonato ai movimenti derivanti da un sisma, quindi sarebbe inspiegabile il fatto che le due piume poggiate su una mensola non siano cadute. Infine, incomprensibile anche il fatto che la notizia della morte di Mario sia circolata addirittura prima che la moglie lo venisse a sapere; il team di consulenti italo-americani ha effettuato nuovi accertamenti. Dallo studio dei profili social di Mario Biondo e grazie ai sistemi di identificazioni degli indirizzi IP e delle attività internet , la Emme Team ha accertato che due smartphone avevano avuto accesso alle pagine "Facebook" e "Twitter" della vittima proprio tra il 29 e il 30 maggio 2013, sera della morte, come a voler controllare le attività social del cameraman . Uno dei due cellulari inoltre sarebbe stato connesso al wi-fi dell'appartamento in cui viveva Biondo. Alle 00:48 uno dei due dispositivi scoperti dalla consulenza avrebbe agganciato il wi-fi e sarebbe stato quindi usato nell'appartamento, mentre il secondo sarebbe stato utilizzato nei dintorni dell'abitazione. Entrambi i dispositivi sarebbero stati nuovamente utilizzati in casa di Biondo alle 19 del 30 maggio, quando dentro erano presenti ancora le forze dell'ordine che avevano trovato il cadavere. Dal lavoro dei tecnici, emergerebbe dunque che Biondo, contrariamente a quanto ritenuto finora, al momento della morte non era solo in casa e che qualcuno ha addirittura usato la sua carta di credito in un night di Madrid, poco distante dalla sua abitazione, tra le 2:08 e le 2:53 del mattino, quindi dopo il decesso del giovane cameramen ; i consulenti di "Emme Team" avevano scoperto che le conclusioni del consulente nominato dalla procura di Palermo nel 2014 «erano totalmente incompatibili con gli allegati e le copie forensi dei dispositivi, specialmente dopo aver recuperato le attività internet dei profili social di Mario Biondo, su Facebook e Twitter». Dopo un attento confronto del traffico dati, i consulenti hanno potuto adesso identificare almeno due persone coinvolte, forse presenti all'interno dell'appartamento o almeno nelle sue immediate vicinanze. Il lavoro del team confluisce così in una consulenza finale alla Procura Generale di Palermo, «in modo che finalmente, dopo tanto tempo, si possano iniziare quelle azioni peritali che speriamo portino finalmente giustizia a Mario Biondo, dopo 8 anni di lotta per verità condotta dai suoi genitori», si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa; quali siano le iniziative che intendano adottare affinché anche la Spagna finalmente collabori per giungere rapidamente a risposte convincenti sulla morte del nostro connazionale, anche in vista di una possibile nuova rogatoria. Atto n. 4-05686 BINETTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: un commercialista ha preso in carico il contenzioso di un cliente a settembre 2019 per un valore di quasi 3 milioni di euro; il professionista ha presentato varie istanze presso l'Agenzia delle entrate in cui evidenziava la documentazione giustificativa, sottolineando come si trattasse di uno di quelli che vengono comunemente definiti "grandi contribuenti", con l'obiettivo di giungere ad uno sgravio parziale da parte della direzione regionale del Lazio; durante questo periodo l'Agenzia delle entrate-riscossione ha effettuato un pignoramento dei crediti presso terzi ai sensi dell'articolo 72- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ed ordinava ad Hermes Italie S.p. A., nella persona del legale rappresentante pro tempore , di pagare direttamente all'Agenzia della riscossione le somme nei limiti dell'importo del credito intimato.