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Le richieste relative alle misure 10 (integrato) e 11 (biologico) furono regolarmente presentate a maggio 2016, ma il portale Sian che gestisce e sviluppa il sistema informativo agricolo nazionale sembrerebbe, secondo quanto più volte pubblicamente dichiarato dall'assessore regionale Di Gioia, avere ancora notevoli criticità, che, per oltre un anno, non sono state risolte e che hanno di fatto bloccato i relativi pagamenti; secondo quanto appreso, il nodo di malfunzionamento sarebbe imputabile al fatto che la gestione del software debba passare dalla Sin SpA all'Agea, la quale può predisporre una gara per l'affidamento a terzi. La procedura di gara però sarebbe bloccata alla Consip; tenuto conto che le imprese agricole hanno subito danni ingenti per la mancata erogazione di risorse sulle quali avevano fatto affidamento nella programmazione della loro attività imprenditoriale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non ritenga di intervenire al più presto al fine di identificare a quale delle parti (Agea o Regione) siano imputabili i ritardi nei pagamenti; quali iniziative ritenga di dover assumere al fine di assicurare il saldo dei pagamenti relativi al bando agli agricoltori pugliesi con la massima sollecitudine. Atto n. 4-00379 MARSILIO BALBONI DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: la legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificata dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, regola le possibilità per lo straniero di acquistare la cittadinanza italiana per residenza ininterrotta sul territorio nazionale per almeno 10 anni ovvero per matrimonio decorsi 3 anni dalla celebrazione, sulla base di un procedimento amministrativo gestito dall'Ufficio territoriale di governo della Provincia di residenza dell'interessato che si conclude con un provvedimento motivato di accoglimento ovvero di rigetto, il tutto senza però prevedere requisito alcuno in ordine alla conoscenza della lingua ufficiale del Paese e relativo esame di verifica; la quasi integralità dei Paesi dell'Unione europea prevede, al contrario, la concessione della cittadinanza previo esame di conoscenza della lingua ufficiale oltre ai classici requisiti di residenza ed onorabilità; la conoscenza della lingua ufficiale del Paese concedente la cittadinanza deve ritenersi requisito imprescindibile per l'acquisto della cittadinanza, quindi appare tanto irragionevole quanto incoerente che la normativa italiana in materia non preveda il requisito linguistico, per cui sono contemplati casi paradossali di soggetti stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana incapaci di dare lettura della formula di giuramento, si chiede di sapere quali concrete iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di pervenire alla sollecita modifica legislativa tesa a subordinare, in ogni caso, l'acquisizione della cittadinanza italiana all'esame di conoscenza della lingua italiana. Atto n. 4-00380 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: le autorità indipendenti sono amministrazioni pubbliche caratterizzate da un elevato livello di autonomia organizzativa e finanziaria il cui finanziamento è garantito anche attraverso la previsione di uno specifico contributo richiesto ai soggetti operanti nei rispettivi settori controllati; l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) è un'autorità di regolazione di servizi di pubblica utilità ai sensi della legge n. 481 del 1995 ed è stata istituita con la legge n. 249 del 1997; l'art. 2, comma 31, della legge n. 481 del 1995, e successive modificazioni e integrazioni, prevede che "Il personale dipendente in servizio anche in forza di contratto a tempo determinato presso le Autorità non può assumere altro impiego o incarico né esercitare altra attività professionale, anche se a carattere occasionale. Esso, inoltre, non può avere interessi diretti o indiretti nelle imprese del settore. La violazione di tali divieti costituisce causa di decadenza dall'impiego ed è punita, ove il fatto non costituisca reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria pari, nel minimo, a 5 milioni di lire, e, nel massimo, alla maggior somma tra 50 milioni di lire e l'importo del corrispettivo percepito"; l'art. 9, comma 3, del regolamento concernente l'organizzazione e il funzionamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni prevede: "Il Segretario generale è nominato dal Consiglio, su proposta del Presidente, tra persone di elevata e comprovata qualificazione professionale rispetto al ruolo e agli obiettivi da conseguire, nonché di indiscussa moralità e indipendenza, che abbiano ricoperto incarichi di direzione di strutture di primo livello dell'Autorità ovvero abbiano svolto per almeno otto anni le funzioni di magistrato ordinario, amministrativo o contabile, avvocato dello Stato, consigliere parlamentare, dirigente della prima fascia dei ruoli delle amministrazioni pubbliche, professore universitario di ruolo, alto dirigente di imprese e organismi pubblici o privati. L'incarico ha durata non superiore a cinque anni, è rinnovabile e può essere revocato per gravi motivi. L'incarico non può essere conferito a coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti dal capo I del titolo 11 del libro secondo del Codice penale e di coloro che, nell'anno precedente al conferimento, abbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato sottoposti alla regolazione o al controllo dell'Autorità"; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: con la delibera 89/16/CONS del 24 marzo 2016 il consiglio dell'AGCOM ha nominato il dottor Riccardo Capecchi segretario generale con decorrenza 1° aprile 2016 fino al 31 dicembre 2019 e con successiva delibera ha definito il trattamento economico del contratto a tempo determinato con il quale è stato assunto; nella delibera di nomina si legge: "Rilevato che il dott. Capecchi risulta in possesso dei requisiti di moralità ed indipendenza di cui all'art. 1, comma 50, della Legge 190/2012, così come recepiti all'art. 9, comma 3, del (...) Regolamento dell'Autorità"; dal curriculum vitae del dottor Riccardo Capecchi presente sul sito dell'AGCOM si legge che: «Nel Gruppo Poste Italiane ha ricoperto (...) ruoli dirigenziali diversi: responsabile dei rapporti istituzionali nazionali; coordinatore per lo sviluppo commerciale verso la pubblica amministrazione, consigliere di amministratore di diverse società del Gruppo. Dal 2012 al 2014 è stato direttore generale e amministratore delegato della società Poste Energia. Ha maturato esperienza istituzionale svolgendo le funzioni di dirigente generale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri sotto il secondo Governo Prodi. Nel 2015-2016 ha ricoperto il ruolo di presidente del Consorzio Drive, start up nel settore dell'energia e della mobilità elettrica»; considerato inoltre che, secondo quanto risulta all'interrogante: