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Come ha ammesso lo stesso Governo Draghi (il cosiddetto Governo dei migliori) nella relazione tecnica all'emendamento con il quale il Ministero dell'economia ha corretto il presente provvedimento, si è creato di fatto un buco clamoroso nelle entrate e nelle aspettative di gettito di 9 miliardi di euro. Mi riferisco alla tassazione dei cosiddetti extraprofitti ottenuti dai colossi energetici. L'Esecutivo, in sostanza, ha dovuto constatare che questo gettito derivato dagli acconti che dovevano essere versati entro il 30 giugno e che sono scaduti è stato bassissimo: dei quasi 10,5 miliardi previsti ne sono stati incassati praticamente poco più di uno. Questo contenuto della relazione tecnica è stato riportato, per esempio, da «Il Sole 24 Ore», che è il quotidiano di Confindustria, non è un quotidiano vicino al MoVimento 5 Stelle. Ebbene, in questo articolo in prima pagina il quotidiano imputa la ragione di questo clamoroso buco creato dal governo Draghi e dal ministro dell'economia Franco, fedelissimo del Presidente del Consiglio e per giunta - lo ricordo - già Ragioniere dello Stato, alla errata scrittura della norma che non consente una corretta stima degli extraprofitti e che quindi ha spinto le aziende che avrebbero dovuto pagare queste tasse, come appunto ricorda «Il Sole 24 Ore», a non pagarle e anzi a preparare una serie di ricorsi e di contenziosi nei confronti dello Stato. Complimenti vivissimi, quindi, al Governo dei migliori, al presidente Draghi e al ministro Franco. Tra l'altro, ho ascoltato qualche minuto fa una inversione logica da parte della senatrice Conzatti di Italia Viva, dei renziani, che ha affermato che la colpa di questo buco non è da addossare a chi ha scritto male la norma (quindi sostanzialmente il Ministero dell'economia e delle finanze ed il ministro Franco), ma a chi ha chiesto invece la norma e mi pare di ricordare che questa norma sugli extraprofitti fosse stata chiesta da tutto il Parlamento, non dal MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Lo voglio ricordare ai renziani, che evidentemente non seguono bene i lavori dell'Assemblea e si dimenticano di quanto accade qui dentro. Purtroppo, questo provvedimento, che poteva avere una potenza finanziaria di 23 miliardi, a causa di questi errori deve fermarsi a 14 miliardi. Quindi, l'aiuto che potrà dare a famiglie e imprese, che già non sarebbe stato sufficiente né risolutivo, come dicevo poc'anzi, lo è ancora di meno. Tra l'altro, mi sorge spontanea una domanda: se un errore così grande l'avesse fatto un Ministro di un Governo politico a guida MoVimento 5 Stelle, che cosa sarebbe successo? Le televisioni, che tutti i giorni, dalla mattina alla sera, fucilano il MoVimento, che cosa avrebbero detto? Invece c'è stato un silenzio di tomba, lo dice «Il Sole 24 Ore» ma non si è aperto un dibattito né nessuno ha fatto domande su questo aspetto. È tutto normale perché il Governo dei migliori non sbaglia mai, è infallibile come il Papa. (Applausi) . Tra l'altro, sempre «Il Sole 24 Ore» oggi in prima pagina ci dà un'altra importante notizia, cioè certifica che, secondo uno studio di ANCE, circa il 30 per cento di questi 14 miliardi di extragettito provengono dal gettito del superbonus, cioè da quella norma che è stata attaccata da questo Esecutivo, dal presidente Draghi in persona, che era andato in Europa a dire che era una norma sbagliata che non condivideva e che ha attaccato qualche giorno fa qui in Senato, dicendo sprezzantemente che la norma sulla cessione dei crediti era fatta male, quindi era responsabilità politica di chi aveva scritto quella norma. Mi limito a osservare che il Governo Draghi è durato diciotto mesi e ha fatto sulla questione della cessione dei crediti undici interventi. (Applausi) . Ma se siete così bravi, se siete tanto migliori degli altri, sapete scrivere una volta tanto una norma oppure vi dobbiamo dire, dopo undici volte che sbagliate a scriverla, che per colpa vostra è stato sostanzialmente bloccato il mercato della cessione dei crediti, che per colpa vostra ci sono 50.000 aziende sull'orlo del fallimento perché hanno in pancia cinque miliardi di crediti e non riescono a venderli e quindi a trasformarli in liquidità? Questa è una situazione che davvero ci portiamo dietro da tanti mesi. Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo fatto di tutto nelle Commissioni e qui in Aula. Io stesso, come tanti colleghi, più volte lo avevo sottolineato dicendo al Governo di non tirare la corda e di cercare di mettere riparo a questi errori, ma non c'è stato niente da fare. Per concludere, queste sono tutte riflessioni che, se si avesse un po' di onestà intellettuale, dovrebbero interessare l'intera opinione pubblica. Comunque, signor Presidente, per i motivi che ho illustrato brevemente, pur tenendo conto di tutti gli errori e le mancanze evidenziati, anche in considerazione del fatto che una parte della copertura del decreto aiuti- bis deriva da provvedimenti pensati, voluti e fatti approvare dal MoVimento 5 Stelle, questo Gruppo politico esprimerà voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi) . PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo solo per ringraziare tutti del lavoro svolto, soprattutto il sottosegretario Sartore, che ci ha dato una mano su moltissimi aspetti. Ringrazio tutti i collaboratori e gli uffici, non solo del Senato, ma anche dei Ministeri, coi quali spesso abbiamo avuto a che fare. Secondo me abbiamo fatto un bel lavoro e dunque vi ringrazio. (Applausi) . PRESIDENTE . Procediamo dunque alle votazioni finali dei disegni di legge nn. 2682 e 2683. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2682, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2683, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Colleghi, per permettere alle Commissioni di terminare il lavoro riguardante la riforma del procedimento tributario, la seduta di domani avrà inizio alle ore 10,30, anziché alle ore 9,30. Pertanto, ho proceduto a convocare la Conferenza dei Capigruppo alle ore 9,30. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il 25 luglio del 2018 sono intervenuta per la prima volta in quest'Aula parlando della ferocia di un attacco no TAV al cantiere di Chiomonte. Sono trascorsi quattro anni, ma non è cambiato nulla. Infatti, oggi voglio portare alla vostra attenzione quanto è capitato sabato a San Didero.