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1 All'articolo 131 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 6-bis . In ogni caso di conflitto paesaggistico suscettibile di trovare composizione, anche parziale, attraverso la modulazione del provvedimento finale, può essere avviato un procedimento di mediazione ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. In tal caso è fatto obbligo per le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di partecipare alla mediazione assistite dalla propria avvocatura, ove presente, o con l'assistenza di un avvocato. 6-ter . Le amministrazioni pubbliche, nell'ambito dei procedimenti amministrativi in cui si profili un conflitto paesaggistico, prima dell'adozione del provvedimento finale, qualora in sede di conferenza di servizi o di audizione dei soggetti interessati e controinteressati emergano aspetti suscettibili di trovare composizione in sede di mediazione, possono attivare un procedimento di mediazione presso un organismo abilitato ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, al fine di raggiungere la composizione del conflitto e di prevenire contenziosi giurisdizionali. 6-quater . Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 6- ter , nei procedimenti valutativi o decisionali di natura paesaggistica in cui la partecipazione del pubblico sia suscettibile di far emergere profili di conflitto paesaggistico, l'amministrazione procedente può sempre richiedere ad un organismo abilitato ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, la nomina di un mediatore, al fine di facilitare l'adozione di un provvedimento conforme alle finalità di tutela e valorizzazione di cui al presente codice. 6-quinquies. L'adesione a una proposta di conciliazione formulata da uno degli organismi di mediazione previsti dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, non dà luogo a responsabilità amministrativa e contabile in capo al soggetto incaricato di rappresentare l'amministrazione pubblica nel procedimento di mediazione, quando il suo contenuto rientri nei limiti del potere decisionale del soggetto incaricato, salvi i casi di dolo o colpa grave. 6-sexies . Ai fini di cui ai commi da 6- bis a 6- quinquies , si intende per “conflitto paesaggistico” la controversia tra due o più parti, portatrici di diritti soggettivi o interessi legittimi anche diffusi e collettivi, in cui si contrappongono visioni divergenti relative alle decisioni da assumere riguardo al paesaggio, e in particolare alla tutela e alla valorizzazione dei beni paesaggistici, in ragione dei relativi impatti ». 5 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.