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2) a prevedere misure al fine di provvedere al rimborso delle spese per gli interventi, già sostenute dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni. Interrogazioni Atto n. 3-00259 D'ARIENZO MARGIOTTA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 3 ottobre 2018 il Parlamento del Tirolo austriaco ha approvato all'unanimità nuovi provvedimenti che restringono ulteriormente il transito sul proprio territorio dei veicoli industriali, continuando, così, la politica dei limiti alle esportazioni italiane verso il nord Europa; in particolare sono stati approvati altri divieti che dal 2019 cominceranno a essere applicati in modo unilaterale e senza accordarsi con i Paesi confinanti, ossia Italia e Germania, nell'ambito del previsto "Brenner Meeting", luogo di incontro e di condivisione delle scelte tra Italia, Germania, Austria e Unione europea, nel quale si dovrebbero ricercare soluzioni condivise all'annosa tematica del transito sull'asse del Brennero; il divieto riguarderebbe i veicoli industriali con motore Euro IV, che dal prossimo anno non potranno circolare, proibizione che dal 2021 sarà estesa anche agli Euro V e agli Euro VI che da agosto 2019 saranno soggetti al divieto di circolazione settoriale e dal 2021 anche da quello nelle ore notturne; come se non bastasse, si starebbe valutando anche l'aumento del numero delle merci incluse nel divieto settoriale; alla base di queste scelte vi sarebbe la valutazione dell'Austria che ritiene, erroneamente, che le limitazioni possano favorire lo spostamento del trasporto merci dalla gomma alla rotaia; tuttavia, come è noto, l'infrastruttura ferroviaria presente rende poco probabile che questo possa avvenire; la decisione presa appare come un atto unilaterale che nuoce gravemente all'economia italiana, oltre a rappresentare una violazione palese, da parte di uno Stato membro, della normativa UE sulla libera circolazione delle merci; considerato che, a parere degli interroganti: il Brenner Meeting non ha ad oggi prodotto risultati significativi e si sta rivelando del tutto inutile; i territori immediatamente limitrofi al confine austriaco subiranno pesanti conseguenze dalle scelte operate. In particolare, ne saranno colpiti i centri intermodali presenti lungo l'asse del Brennero, e, tra tutti, l'interporto veronese Quadrante Europa, anche a causa del possibile spostamento geografico del traffico merci su altre direttrici per superare il blocco tirolese; i limiti infrastrutturali presenti, inoltre, specificatamente quelli ferroviari, non possono essere un ostacolo per le attività imprenditoriali duramente colpite da quella scelta inaccettabile del Tirolo; come è noto, procedono spediti i lavori concernenti il traforo di base da Fortezza a Innsbruck che, successivamente al rinnovo della concessione autostradale alla società Autostrade del Brennero SpA per la gestione della tratta autostradale Modena-Brennero, riceveranno un ulteriore impulso economico, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere, anche in sede di Unione europea, per impedire le pesanti ripercussioni che l'economia italiana (centri intermodali e aziende del comparto) subirà a causa della inaccettabile scelta tirolese; se siano in valutazione eventuali azioni presso le sedi competenti dell'Unione europea avverso la decisione tirolese per violazione della normativa europea sulla libera circolazione; se ritenga che sia il caso di valutare ed approntare in tempi congrui forme risarcitorie per le attività economiche italiane che subiranno evidenti contraccolpi economici. Atto n. 3-00260 L'ABBATE MORONESE QUARTO LA MURA MANTERO DE FALCO NUGNES ANASTASI CROATTI COLTORTI DESSI' FERRARA TURCO MININNO GALLICCHIO GARRUTI GRASSI DELL'OLIO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Atto n. 3-00261 LOMUTI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2018, nel comune lucano di Scanzano Jonico (Matera), è andata in fiamme un'azienda che si occupa della vendita di prodotti per l'agricoltura; gli operatori intervenuti sul posto hanno constatato che il violentissimo rogo ha coinvolto una casa rurale letteralmente divorata dalle fiamme (fortunatamente non abitata) e un'autorimessa contenente mezzi agricoli, composta di legno lamierato, collassata a causa del calore sprigionato, tanto da impedire ai Vigili del fuoco di domare le fiamme, prima che distruggessero completamente gli attrezzi ivi custoditi, tra cui un escavatore, un trattore agricolo, un decespugliatore e altri strumenti vari come frese, frangizolle, spandiconcimi, trincia sarmenti, eccetera; dalle prime perizie emerge che l'incendio sia di natura dolosa; purtroppo, episodi del genere non sono una novità nei territori della fascia jonica lucana, dove comuni come Policoro e Scanzano sono da tempo nell'attenzione di gruppi malavitosi senza scrupoli; recenti relazioni della Direzione nazionale antimafia (DNA) mettono in evidenza come ormai sia acclarata non soltanto l'infiltrazione della 'ndrangheta e delle mafie pugliesi in Basilicata, ma anche una loro presenza ormai consolidata, soprattutto nella fascia jonico-metapontina; nella relazione del 2015 della Polizia inviata al Ministro dell'interno pro tempore , Angelino Alfano, si afferma che nel metapontino insistono 5 clan diversi, ciascuno coi suoi referenti di fuori regione, che vanno da Taranto fino alle 'ndrine di Reggio Calabria. Clan potenti, armati di kalashnikov , pronti a contendersi i traffici di cocaina; sempre la DNA, nelle sue relazioni, ha fatto riferimento a poderose informative della Polizia che compendiano incendi, strani furti, bombe, minacce e incursioni nei cantieri del materano; infatti, l'episodio del rogo nella notte tra il 16 e il 17 settembre non è altro che l'ennesimo, l'ultimo di una lunga serie che si è verificata nell'ultimo decennio; oggi, la sezione della squadra mobile di Potenza, mediante una sua precisa e dettagliata informativa, scaturita da anni di indagini, riporta che gli incendi delle aziende agricole da ormai circa un decennio sono atti intimidatori posti in essere dai clan della fascia jonico-metapontina. Si tratta, per gli incendi, soprattutto di racket ai danni di aziende agricole locali e non solo. Le città più colpite sono Scanzano Jonico, Policoro e Tursi; in ultimo, è notizia recentissima (datata 3 ottobre 2018) dell'arresto di 25 persone ad opera della Direzione distrettuale antimafia di Potenza nei confronti di gruppi criminali che agivano nel metapontino con le stesse modalità di clan pugliesi, campani, calabresi e siciliani. Uno di questi aveva addirittura come capo un ex carabiniere; considerato che: tra i reati che più strozzano l'economia e lo sviluppo di un territorio, ci sono proprio quelli del racket e delle estorsioni ad opera di attività criminali, che mirano a controllare determinati settori delle attività economiche e commerciali;