[pronunce]

Considerato che il Tribunale di Savona, sezione penale, con ordinanza dell'8 febbraio 2013, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale i cui termini non sono precisati dal giudice a quo, il quale rinvia integralmente all'istanza depositata dal pubblico ministero, senza peraltro allegarla alla propria ordinanza; che, in particolare, l'ordinanza di rimessione non indica le disposizioni censurate, né i parametri costituzionali asseritamente violati; che l'ordinanza di rimessione non delimita pertanto in alcun modo l'oggetto e il parametro del giudizio di legittimità costituzionale che pretenderebbe di instaurare, non descrivendo inoltre la fattispecie concreta sottoposta al suo esame, né fornendo alcuna motivazione circa la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione che intenderebbe sollevare; che una siffatta mancanza degli elementi essenziali dell'atto introduttivo del giudizio costituzionale ne determina l'inesistenza giuridica e, comunque, preclude l'esame del merito della questione; che tali gravissime carenze non possono ritenersi sanate per effetto del rinvio, contenuto nell'ordinanza di rimessione, all'istanza depositata dal pubblico ministero nel giudizio principale, che secondo il giudice a quo sarebbe «da intendersi integralmente richiamata» nell'ordinanza di rimessione; che, infatti, a prescindere dalla circostanza che l'istanza del pubblico ministero non è neppure allegata all'ordinanza, comunque, per costante giurisprudenza di questa Corte, non possono avere ingresso nel giudizio incidentale di costituzionalità questioni motivate solo per relationem, dovendo il rimettente rendere esplicite le ragioni per le quali ritiene rilevante e non manifestamente infondata la questione sollevata (ex plurimis, sentenze n. 175 del 2013 e n. 234 del 2011, nonché ordinanze n. 239 e n. 65 del 2012); che, a fortiori, non possono avere ingresso nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale questioni che siano non soltanto motivate, ma addirittura sollevate per relationem; che, pertanto, la questione va dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Savona, sezione penale, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 febbraio 2014. F.to: Gaetano SILVESTRI, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 febbraio 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI