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Si dispone un aumento del contributo aggiuntivo previsto per le attività tecniche finalizzate all'analisi di risposta sismica locale, che concretamente permettono di adeguare le strutture a rischio sismico del sito di fondazione. Ulteriori disposizioni del capo III riguardano il codice della Protezione civile per esemplificare le procedure per il ristoro dei danni alle attività economiche e produttive e ai privati a seguito di eventi calamitosi. Ristoro dei danni delle calamità naturali; aiuti ai territori; ricostruzione e tutela dei beni culturali e paesaggistici; attenzione alle infrastrutture; accelerazione degli interventi; semplificazione delle norme; mitigazione del rischio sismico e idrogeologico e prevenzione sono le parole d'ordine del decreto-legge in esame. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tanto si può ancora fare per mitigare i grandi rischi naturali, a cominciare dalla conoscenza del territorio. Sono, infatti, auspicabili una maggiore copertura di stazioni sismiche a mare, studi sulle strutture sismogenetiche e modelli crostali di velocità di propagazione delle onde sismiche, per una più precisa localizzazione dei terremoti costieri e una migliore valutazione della pericolosità. È, poi, indispensabile il rifinanziamento della moderna cartografia geologica, fortemente deficitaria proprio nelle aree a maggior rischio, basilare strumento scientifico per una corretta gestione del territorio. (Applausi dal Gruppo M5S) . Stiamo costruendo, tassello dopo tassello, quella necessaria sicurezza del Paese per tanto, troppo tempo negata. Il faro del bene collettivo per il MoVimento 5 Stelle è sempre luminoso. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, devo dire che sono abbastanza sorpreso dal decreto-legge in esame. Si vogliono sbloccare i cantieri, ma in esso si fa tutto tranne che affrontare il problema vero che riguarda i cantieri. In verità, si destrutturano le norme sulla legalità e la trasparenza. Io ascolto i colleghi sempre con molta attenzione, in primo luogo quelli del MoVimento 5 Stelle. Ma state parlando di un altro decreto-legge, non di questo. State parlando di un'altra storia, non di questo decreto-legge. Qui si destrutturano tutte le norme sulla legalità. Come sempre, il nostro Paese è pendolare. Rileviamo che ci sono dei problemi sulla legalità e si fanno un po' di norme sulla legalità; poi scopriamo che i cantieri non vanno avanti e, quindi, si destrutturano le norme sulla legalità. Faccio solo un esempio. Noi abbiamo svolto una discussione e facciamo anche delle valutazioni comuni - come per esempio - sul tema degli incidenti nei cantieri. Sia chiaro, però, che, se aumentiamo il subappalto - e lo aumentiamo - di fatto aumenteremo gli incidenti sui cantieri e i morti nei cantieri. Basta guardare i dati, colleghi. Se mi ascoltate mi fate piacere. Basta guardare i dati e leggerli. Quelli forniti dal ministro Di Maio e del Ministero del lavoro sono dati eclatanti in relazione al tema del subappalto e della crisi che ha attraversato l'impresa dell'edilizia, che ha prodotto imprese che di fatto non hanno struttura e sostanzialmente utilizzano manodopera. Questo è il problema dell'Italia. Quante sono le imprese vere nella gestione dell'edilizia? Ho letto gli emendamenti e spero che ce ne siano altri - così avevo capito, sottosegretario Crimi - da parte del Governo, per cercare di affrontare il problema vero: abbiamo una pubblica amministrazione non in grado di gestire gli appalti pubblici. Se vogliamo gestirli con serietà, bisogna assumere tecnici, ingegneri, progettisti, personale capace di occuparsi della direzione dei lavori, e di fare il RUP, che oggi non abbiamo nella pubblica amministrazione. Diversamente, questo provvedimento sblocca cantieri sarà: «fate quello che volete». E, alla fine della fiera, tutto ciò significherà corruzione e aumento dei costi della pubblica amministrazione. Quante varianti si faranno? Come e chi controllerà le varianti? Come sono le stazioni appaltanti? Qual è il livello di qualificazione delle stazioni appaltanti? Sapete quante stazioni appaltanti qualificate abbiamo oggi in Italia? Lo chiedo al Governo, ai relatori. Rispondetemi nella replica: quante stazioni appaltanti qualificate abbiamo nel nostro Paese oggi? Colleghi, se andiamo avanti in questa direzione, non credo che sarà ai posteri l'ardua sentenza. Purtroppo toccherà a noi prendere atto di un ulteriore danno alla pubblica amministrazione e alla capacità di risolvere i problemi. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruspandini. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, noi di Fratelli d'Italia siamo in profonda sintonia con chi sostiene un grande e non più rinviabile piano di sviluppo infrastrutturale che rimetta in moto la nostra economia. Ce lo chiedono le nostre aziende, i nostri imprenditori, i nostri Comuni, i nostri territori e le categorie che abbiamo audito in Commissione. In quella sede abbiamo discusso e toccato temi nevralgici relativi alla materia al nostro esame: l'appalto integrato, l'appalto sotto soglia, la materia complessa del subappalto, la questione delle commissioni di gara e dei criteri di aggiudicazione. Lo dico brevemente: Fratelli d'Italia ha fatto delle richieste e ha dato il proprio contributo, ottenendo anche qualcosa. Faccio riferimento - ad esempio - alla possibilità di consentire alle imprese che hanno debiti con l'erario di non essere escluse dagli appalti; alla possibilità di partecipare per le imprese soggette ad accertamento fiscale; alla possibilità per le imprese di acquisire appalti pubblici senza dover fallire. Una delle nostre maggiori criticità è il fatto che ci sono imprenditori che decidono di impiccarsi perché non ce la fanno più a pagare i propri dipendenti perché lo Stato non paga. Fratelli d'Italia vuole, però, aggiungere una questione ulteriore che ritiene molto importante, e cioè quella di voler certificare il dramma delle nostre opere pubbliche che sono ingabbiate, mortificate, frustrate da un mostro che si chiama burocrazia. Ecco: questo mostro che sconfina nei meandri della pubblica amministrazione, in realtà, incide sulla natura stessa del dirigente e del politico. Io - come credo molti in quest'Aula - ho avuto la fortuna di essere assessore ai lavori pubblici nella mia città. Devo dire che tutti coloro che hanno avuto modo di ascoltare gli imprenditori italiani li hanno sentiti parlare dei Paesi in via di sviluppo e anche di quelle facenti parte dell'Unione europea come di una sorta di Eldorado, non esistendo secondo loro - in essi la burocrazia, quel mostro invadente e invasivo presente nella nostra Nazione. Lo stesso politico ha imparato a non fare nulla perché, turbati da alcuni partiti che agitano le manette e dal facile arresto, preferiscono non agire. La stessa cosa - devo dire - tocca al dirigente dello Stato italiano che di buon grado fa finta di niente, mette la testa sotto la sabbia e purtroppo si disinteressa quasi di queste criticità folli.