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Visto che, anche se in misura minore - come è stato ricordato - comunque una persona vaccinata con una o due dosi può infettarsi e contagiare gli altri, bisogna sempre predicare prudenza, l'utilizzo della mascherina, il distanziamento. Non possiamo tornare tutti ad abbracciarci e baciarci come se non ci fosse stato il Covid, perché abbiamo il dovere di dire che tutti si devono sempre proteggere. Il green pass è quindi uno strumento che può aiutare a tenere aperte delle attività, come è giusto che sia perché vogliamo tornare alla normalità, ma diamo anche dei messaggi che siano i più chiari possibili. In caso contrario, non si spiegherebbe perché il presidente del Consiglio Draghi, quando deve ospitare qualcuno, non consideri sufficiente essere vaccinati con la doppia dose, ma desidera anche avere il tampone negativo del giorno. Questo è un altro elemento. Inoltre - ad esempio - il Premier israeliano dice a tutti, anche ai vaccinati, di mantenere le distanze perché, se si vuole contenere il virus , non si può pensare che tutto sia passato e si possa vivere tranquillamente libertà. Quindi è giusto, e vogliamo andare verso quella direzione. Ma come politici abbiamo il dovere di dare dei messaggi chiari, perché il nostro obiettivo è chiaramente uscire una volta per tutte dall'emergenza sanitaria e anche da quella economica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Endrizzi. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, so di poter contare sulla sua comprensione e su quella dei colleghi presenti rispetto al fatto che quanto sto per dire non sia una ovvietà. Sta riaprendo la scuola, un traguardo agognato dagli studenti stessi, dalle famiglie, da tutto il Paese; un traguardo che il MoVimento 5 Stelle ha sempre messo tra le priorità per la sana crescita psicologica e relazionale dei ragazzi, per la loro maturazione culturale e civica, per la competitività del nostro sistema produttivo. Sta ripartendo l'economia dopo la crisi patita a causa della pandemia, in termini sia di prodotto interno lordo sia occupazionali. Stanno ripartendo i tornei sportivi e non mi riferisco tanto alla serie A, quanto alla pratica sportiva di tanti giovani e adulti, senza dimenticare l'attività fisica fondamentale per anziani e persone disabili. Stanno ripartendo le manifestazioni culturali, come la recente Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. È come veder ripartire il naturale circolo sanguigno dopo un intervento a cuore aperto: è uno spettacolo che ci solleva e che va protetto con attenzione. Ogniqualvolta, però, nel dibattito questi fatti non vengono invece considerati, ciò che ho da dirvi non può essere considerato ovvietà. Esattamente un anno fa abbiamo visto svanire buona parte dei sacrifici fatti in primavera, a causa della ripresa dei contagi, e abbiamo avuto un'ulteriore e pesantissima ondata pandemica che ha comportato dolorose restrizioni. Ora siamo alle prese con le nuove varianti e delle due l'una: o si mette in conto l'ipotesi di adottare ancora limitazioni alle attività di cittadini, famiglie, imprese e lavoratori - e credo che nessuno qui adombri una simile sciagura - oppure si mettono in campo strumenti che consentano di prevenire e controllare quei contagi, che si insinuano proprio nella ripresa degli scambi nelle comunità. Io conto su di voi perché certe assurdità vengano smontate, perché sono pericolose e - permettetemi - faranno danno anche a chi, per calcolo politico o colpevole ignoranza o ingenua buona fede, volesse insistere a diffonderle. Conto su di voi perché la verità sia finalmente dispiegata. Il green pass è uno non strumento non di coercizione, ma di libertà. Sì, è uno strumento di libertà. (Applausi) . Qualcuno dimentica che le misure di distanziamento e persino l'obbligo di mascherina vennero contestati come incostituzionale limitazione della libertà. Quelle stesse persone oggi contestano la costituzionalità del green pass , che mira invece a scongiurare quelle limitazioni. Sbagliavano ieri e continuano a sbagliare oggi. Nel 2020 non avevamo alternative: le misure di distanziamento e le chiusure mirate sono state universalmente riconosciute come l'arma più efficace a disposizione, tant'è che giuridicamente si confermarono pienamente legittime e altri Paesi ci seguirono nell'esempio. Oggi, però, le alternative ci sono. Come si può pensare di tenere ancora chiusi musei, teatri, ristoranti, impianti sportivi, fiere, congressi, sagre paesane o limitarli a un numero chiuso quando vi sono soluzioni perché ciò non debba accadere? Si può dire a una persona che ha affrontato il Covid-19 ed è guarita e immunizzata, che ragionevolmente non corre e non fa correre pericolo ad altri, che deve ancora rinunciare a frequentare un corso serale o organizzare il matrimonio che ha sempre desiderato? Questa sarebbe una limitazione incostituzionale, perché ingiustificata. Il green pass non fa altro che attestare una condizione che è già in atto. Altrettanto vale per chi si è vaccinato. Sappiamo che l'immunità data dal vaccino è un po' meno estesa e prolungata di quella data dalla malattia, ma la sua efficacia è ampia e macroscopicamente evidente. Il vaccino abbatte del 77 per cento i contagi, del 93 per cento di casi con malattia grave, del 96 per cento i ricoveri in terapia intensiva. Questo vuol dire che chi non si vaccina - legittima scelta, salvo casi particolari - ha una probabilità di ammalarsi gravemente nove volte più alta, tredici volte maggiore di arrivare alla terapia intensiva, quindici volte maggiore di morire. Malgrado oggi abbiamo cure più efficaci, non possiamo aspettare che il virus infetti. Ieri abbiamo avuto settantadue decessi e ricordiamoci che per ogni persona deceduta ce ne sono molte altre che si porteranno a lungo, a volte per sempre, i segni della malattia a carico di diversi organi: cuore, vasi sanguigni, cervello, reni, pancreas, apparato sessuale. Le evidenze statistiche a favore dei vaccini sono davvero lampanti; contestarli perché non darebbero una copertura assoluta è davvero antiscientifico. Non capisco come si possa contestare il vaccino - attenzione, anche chi si è ammalato in una piccola percentuale può ancora contagiarsi - e poi chiedere di procedere solo con i tamponi. Nemmeno i tamponi sono infallibili, perché un piccolo margine di errore lo hanno e perché è possibile risultare negativi anche nelle primissime fasi della malattia. Credo che l'approccio adottato sia assolutamente equilibrato. Questa pandemia da sempre ci richiede una gestione del rischio, non ci dà certezza alcuna quasi in nessun ambito. Lasciare aperti i supermercati nella primavera scorsa è stata una gestione ragionata del rischio; così come oggi stabilire che all'interno di un negozio possono entrare tre, cinque o dieci persone è una valutazione di tipo probabilistico, ma scientifica perché la scienza procede statisticamente. È certezza scientifica ciò che supera una minima probabilità di accadere. Gestire il rischio oggi significa allora consentire a chi è immunizzato di spostarsi più liberamente, consentire a imprenditori e professionisti di svolgere le loro attività perché si ha una buona soglia di sicurezza stimata. Ancora qualche considerazione, Presidente.