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della facoltà di revocare, senza limiti di tempo, la dichiarazione di non volere essere nominata ovvero di confermare decorsi diciotto anni dalla nascita del figlio, la dichiarazione di non voler essere nominata; delle modalità per formalizzare la revoca o la conferma; della facoltà del figlio, raggiunta l'età prevista dalla legge, di presentare istanza al tribunale per i minorenni affinché questo verifichi se la madre intenda mantenere l'anonimato. Il personale sanitario deve raccogliere i dati anamnestici non identificanti della partoriente, anche con riguardo alla sua storia sanitaria personale e familiare, e trasmetterli senza ritardo al tribunale per i minorenni del luogo di nascita del figlio, unitamente all'attestazione dell'informativa. L'articolo 4 reca una disciplina transitoria. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del disegno di legge, la madre che ha manifestato la volontà di non essere nominata può confermare la propria volontà, dandone comunicazione al tribunale per i minorenni del luogo di nascita del figlio. La definizione delle modalità di tale comunicazione - al fine di garantirne la massima riservatezza - è demandata ad un successivo decreto del Ministro della giustizia, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge (comma 1). Nel caso di mancata conferma della volontà di anonimato può trovare applicazione il nuovo procedimento di interpello, di cui al citato comma 7- bis dell'articolo 28 della legge del 1983 (comma 2). Qualora, invece, la madre confermi la propria volontà di anonimato, il tribunale per i minorenni, se richiesto, autorizza l'accesso alle sole informazioni sanitarie e consente altre-sì la conoscenza dell'identità di eventuali fratelli e consanguinei (comma 3). Con un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi, sentito il Ministro della giustizia, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, sono stabilite le modalità di svolgimento di una campagna informativa finalizzata a dare piena conoscibilità alla nuova disciplina in materia di accesso alle origini biologiche (comma 4). L'articolo 5, infine, prevede che il Governo, decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, debba trasmettere alle Camere i dati relativi all'attuazione della legge, con particolare riferimento al numero di dichiarazioni di anonimato rese ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) evidenzia la medesimezza di materia del disegno di legge n. 1979, richiedendone la messa all'ordine del giorno a fini di congiunzione con il disegno di legge in titolo. Il PRESIDENTE accoglie la richiesta ed incarica il senatore Urraro della relazione anche sul tale disegno di legge. Il seguito della discussione è quindi rinviato. INTEGRAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO Non facendosi osservazioni, l'ordine del giorno della seduta di domani è integrato con la discussione del disegno di legge n. 1979, nonché con la petizione n. 837 attinente al disegno di legge n. 922. POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta di domani, stante il concomitante svolgimento dell'Assemblea, è posticipata alle ore 16 e comunque alla sospensione dei lavori d'Aula, se successiva. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. La seduta termina alle ore 16,25.