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Egli adeguerà a questo criterio lo svolgimento del programma, che dovrà consentire al discente di esprimersi sia oralmente, sia per iscritto, nella lingua straniera quale oggi si parla: lingua viva, semplice, come quella che si coglie nella conversazione, nelle cronache dei giornali, nella corrispondenza epistolare. È un lavoro lento che certamente richiede pazienza; ma non più di quella richiesta dal metodo grammaticale, da cui non esce che una sorta di lingua straniera modellata sullo stampo della lingua madre. Tutto ciò non esclude la necessità dello studio della grammatica che dovrà però essere limitato all'indispensabile, ogni qualvolta lo richiedano le forme, i modi e il lessico del colloquio fra l'insegnante e la scolaresca, iniziato su argomenti giornalieri, che seguiranno una certa linea di svolgimento dettata dall'interesse immediato dall'allievo. La conversazione sarà anche svolta per iscritto: l'insegnante detterà delle frasi che implichino una breve risposta. Questo lavoro, che dipende tutto dall'abilità dell'insegnante e che non può non suscitare interesse nei discenti, che se ne sentono parte attiva, sarà affiancato da frequenti letture opportunamente scelte su argomenti familiari e professionali, che contribuiranno ad arricchire il vocabolario della conversazione. In questo modo saranno poste le basi per brevissime composizioni sia su argomenti della conversazione, sia sotto forma di riassunti di letture. Si ricorrerà alla traduzione nella lingua straniera solo come esercizio sussidiario, che non dovrà mai essere fine a se stesso o mero controllo della conoscenza della grammatica. In ogni modo dovrà essere preparata con vocaboli o costrutti gia appresi nell'esercizio orale precedentemente svolto ad evitare, particolarmente nei primi anni di insegnamento, l'impiego del dizionario o di mettere l'allievo alla dura prova di dar forma straniera al pensiero italiano, compito in cui può riuscire solo chi ha già una conoscenza intima della lingua straniera. Si dovrà altresì evitare lo studio della fraseologia e degli aggruppamenti di vocaboli e di costrutti che, soltanto se appresi attraverso ripetute, pazienti conversazioni e letture, entrano in circolo: se affidati ad un arido esercizio mnemonico, sono destinati a rimanere labilmente impressi al solo fine di contingenti necessità scolastiche. I CLASSE (ore 3). Lettura e conversazione, con richiami grammaticali, di brani narrativi e di brani relativi alla civiltà del popolo di cui si studia la lingua, con particolare riferimento all'indirizzo tecnico-professionale del corso di studi. Dettati, composizioni nella lingua straniera. Traduzioni dalla lingua straniera in italiano e dall'italiano nella lingua straniera. II CLASSE (ore 3). In questa classe si proseguirà e si approfondirà il lavoro indicato per la prima classe, estendendo la lettura, la conversazione e la composizione e altre esercitazioni scritte indicate per la prima classe. Si farà in modo che gli alunni si servano sempre più parlando e scrivendo, della lingua straniera, in modo da acquistarne un possesso più sicuro. Traduzioni in italiano e dall'italiano. Agronomia e coltivazioni L'insegnamento della materia dovrà essere svolto con rigore scientifico non disgiunto dal costante e preciso riferimento alle applicazioni pratiche. Opportuno rilievo e sviluppo saranno dati allo studio delle colture della zona in cui ha sede l'Istituto. III CLASSE (ore 4). Nozioni di ecologia; regioni agrarie. Il terreno agrario. Proprietà fisiche, chimiche e biochimiche del terreno. Classificazione dei terreni. Messa a coltura del terreno agrario. Prosciugamento dei terreni sommersi; risanamento dei terreni umidi. Ammendamenti e correttivi. Ricerca, captazione e distribuzione delle acque per irrigazione. Lavorazione del terreno. Lavori annuali e periodici. Scopi, leggi, effetti della concimazione. Uso dei concimi organici, chimici, complessi. Concimi catalitici. Norme e procedimenti per la propagazione ed il miglioramento delle piante agrarie. Consociazione. Avvicendamento delle piante. Rotazioni. IV CLASSE (ore 3). Classifica agraria delle piante coltivate. Cereali. Leguminose da granella. Colture prative. Piante da radici: patate, barbabietola, topinambour, ecc. Piante tessili: canapa, lino, ecc. Piante aromatiche: tabacco, zafferano, ecc. Piante industriali: cotone, sesamo, colza, ravizzone, ricino, ecc. Piante ortive. V CLASSE (ore 3). Arboricoltura generale. Viticoltura. Frutticoltura. Olivicoltura. Cenni di giardinaggio e floricoltura. Silvicoltura. (Le singole coltivazioni saranno studiate tenendo presenti l'importanza economico-agraria, la morfologia, l'ambiente più propizio per la vegetazione, la tecnica culturale, la riproduzione). Economia ed estimo rurale, elementi di diritto agrario, contabilità rurale Il docente illustrerà con chiarezza il bilancio dell'impresa agraria, la consistenza e l'economia dei capitali rurali, e le stime relative, e darà il massimo sviluppo alla contabilità agraria, cercando di ottenere una adeguata conoscenza della tenuta dei libri, dei rendiconti, ecc. A sussidio dell'insegnamento si svolgeranno numerose applicazioni pratiche. Economia rurale: IV CLASSE (ore 3). Nozioni di economia politica. - Concetto di bene economico; reddito, risparmio. Nozioni del valore; il prezzo e la sua formazione. I fattori della produzione. Richiami del programma di matematica, riguardanti gli elementi di calcolo finanziario. Economia rurale: definizione, importanza e rapporti con le altre materie. I capitali dell'azienda agraria: l'impresa agraria e le personalità economiche; il bilancio dell'impresa agraria. La azienda agraria nel suo ordinamento economico. Economia dei capitali fondiari; miglioramenti fondiari: la riforma fondiaria. Consorzi di bonifica. Enti economici Economia delle scorte dell'azienda agraria. Il lavoro dell'uomo, del bestiame e delle macchine. Organizzazione del lavoro. Combinazioni colturali; industrie rurali di trasformazione. Sistemi di condizione; rapporti tra imprenditori e manodopera. Sistemi di colture. Forme patologiche della proprietà. Ricomposizioni fondiarie. La cooperazione in agricoltura. Classificazione delle aziende e impostazione dei rilevamenti aziendali. Credito fondiario ed agrario. Regime fondiario in Italia. Tributi gravanti sull'agricoltura. Estimo rurale ed Elementi di diritto agrario: V CLASSE (ore 5). Estimo rurale. - Definizione, finalità. Il metodo di stima. Aspetti economici di un bene. La stima sintetica. La stima analitica. I beni rustici come investimento di capitali. Stima delle colture legnose: da frutto e da foglia. Stima dei boschi. Stima dei frutti pendenti. Stima dei miglioramenti fondiari. Ripartizione dei contributi di bonifica. Stima dei danni. Stima delle acque. Stima dei fabbricati. Stima delle cave. Problemi relativi alle espropriazioni e alle assicurazioni. Stima delle servitù prediali. Stime relative ai diritti di enfiteusi, di usufrutto, uso e abitazione. Vitalizi. Stima delle scorte. Consegna e riconsegna dei beni rustici; bilanci relativi.