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-- Anche questo articolo si limita a enunciare i principi generali già vigenti, rinviando per la normativa ulteriore alle leggi di recepimento delle direttive europee sulla materia (che non vengono abrogate). Articolo 2092. - (Compenso orario minimo). -- A differenza degli articoli precedenti, questo introduce un istituto del tutto nuovo nel nostro ordinamento. Osserviamo in proposito che lo standard retributivo minimo, pur essendo espresso in riferimento all'estensione temporale della prestazione, ben si presta a essere assunto dal giudice come ragionevole parametro anche per il controllo dell'entità minima di compensi di lavoro autonomo riferiti soltanto al risultato di una attività che comunque abbia una estensione temporale apprezzabile. Il riferimento, nel comma 2, alla possibilità di una differenziazione dello standard minimo in relazione alle differenze del costo regionale della vita appare opportuno in considerazione delle importanti esperienze che si registrano in proposito nel panorama internazionale (per esempio nella Repubblica Federale Tedesca), ma non implica ovviamente alcun vincolo in proposito per il Governo. Articolo 2093. - (Servizi nel mercato del lavoro). -- L'articolo riprende, con qualche opportuna semplificazione, la disciplina vigente, coordinandola con la nuova disciplina della mediazione tra domanda e offerta di servizi alla persona e alla comunità, di cui all'articolo 2132. Segue la Sezione III -- Disciplina del lavoro dipendente e del lavoro subordinato Questa sezione detta la disciplina specifica del lavoro subordinato e più in generale del lavoro in posizione di dipendenza economica dall'impresa, la cui definizione è contenuta nell'articolo 2094. Qui le norme applicabili al solo lavoro subordinato sono quelle relative allo ius variandi del datore di lavoro in materia di mansioni (articolo 2103) o in materia di collocazione temporale della prestazione lavorativa (articolo 2107, comma 4), quella relativa all'assoggettamento pieno della prestazione lavorativa al potere direttivo del creditore (articolo 2104, comma 2), quella relativa alla facoltà di scelta del software informatico nei rapporti di telelavoro (articolo 2123, comma 3) e quella relativa al distacco del lavoratore presso azienda diversa (articolo 2124); tutte le altre si applicano indifferentemente a tutti i rapporti di lavoro caratterizzati da dipendenza economica del prestatore nei confronti dell'impresa. La sezione è articolata come segue. Articolo 2094. - (Subordinazione e dipendenza). -- La norma, in coerenza con l'articolo 35 della Costituzione e con l'ispirazione generale della riforma, mira ad allargare la fattispecie di riferimento del diritto del lavoro a tutto il lavoro che si svolge in situazione di sostanziale dipendenza economica del prestatore dal creditore, in considerazione dello squilibrio di potere negoziale che tipicamente connota tale situazione. I parametri utilizzati per la delimitazione dell'area del lavoro dipendente assoggettato alla protezione inderogabile dettata da questa sezione sono gli stessi utilizzati nel disegno di legge n. 1481 del 2009, recante norme per il superamento del dualismo del mercato del lavoro. Articolo 2095. - (Inquadramento professionale). -- L'articolo recepisce l'orientamento dottrinale e giurisprudenziale migliore, secondo il quale anche la categoria professionale (al pari di quella sindacale) non precede il contratto collettivo, essendo al contrario quest'ultimo che la istituisce e ne definisce i confini. Articolo 2096. - (Assunzione e periodo di prova). -- I primi due commi sostituiscono i 5 articoli e 13 commi del decreto legislativo n. 152 del 1997, col quale è stata recepita la direttiva comunitaria n. 91/533 sugli obblighi di informazione nei confronti del lavoratore circa le condizioni contrattuali. Articolo 2097. - (Contratto a termine). -- L'articolo contiene una nuova disciplina del contratto a termine, che, coordinata con la nuova disciplina dei licenziamenti per motivi oggettivi contenuta negli articoli 2118-2120, mira a determinare un regime di sostanziale indifferenza tra le due pattuizioni circa la durata del rapporto: in entrambi i casi, infatti, nei primi anni di svolgimento del rapporto di lavoro il lavoratore sarà compensato per la perdita incolpevole del posto (sia essa determinata da licenziamento o da mancato rinnovo o proroga del contratto a termine) mediante un'indennità di entità predeterminata, proporzionata all'anzianità di servizio. L'indennità non è dovuta nei casi in cui il contratto a termine venga stipulato per uno dei motivi (lavoro stagionale, sostituzione di altro lavoratore, ecc.) nei quali l'apposizione del termine è tradizionalmente consentita, i quali sono elencati nel comma 2. Al di fuori di questi casi, il contratto a termine può essere stipulato -- o rinnovato, o prorogato -- senza necessità di indicazione della causa, purché non ne risulti una durata complessiva del rapporto superiore a 36 mesi. Il periodo di rapporto a termine -- al pari del periodo di lavoro temporaneo tramite agenzia, di cui all'articolo 2127 -- resta comunque computabile nell'anzianità di servizio ai fini della protezione crescente della stabilità nell'ambito del rapporto che prosegua a tempo indeterminato, a norma dell'articolo 2119. Articolo 2098. - (Collocamento dei disabili). -- L'articolo sostituisce, senza alterarne gli standard di protezione, la legge n. 68 del 1999. Articolo 2099. - (Retribuzione). -- L'articolo, oltre a ribadire la necessità di rispetto dello standard retributivo orario minimo, raccoglie, semplificandole, le disposizioni vigenti circa le modalità di corresponsione e documentazione del corrispettivo pagato al lavoratore e gli orientamenti giurisprudenziali consolidati circa la possibilità di pagamento a mezzo assegno circolare o bonifico bancario. Articolo 2100. - (Usi aziendali e concorrenza di fonti negoziali in materia retributiva). -- Dottrina e giurisprudenza si sono lungamente affaticate sulla questione se e come il titolare di un'azienda possa porre termine a propri comportamenti reiterati nel tempo, dai quali sia derivato un beneficio per la generalità dei lavoratori. I primi due commi dell'articolo si propongono di risolvere la questione in modo pragmatico, discostandosi dall'orientamento giurisprudenziale più recente che equipara tali comportamenti a pattuizioni collettive e qualificandoli invece come manifestazioni di volontà negoziale per facta concludentia , operanti sul piano individuale nei confronti dei lavoratori beneficiari dei comportamenti stessi, suscettibili di recesso anche in costanza del rapporto di lavoro individuale. Il terzo e quarto comma recepiscono invece l'orientamento giurisprudenziale e dottrinale nettamente dominante in materia di assorbimento tra voci retributive omogenee, ribadendo comunque la sovranità dell'autonomia negoziale collettiva e individuale in proposito. Articolo 2101. - (Pagamento della retribuzione a mezzo di buoni-lavoro) .