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Modalità per il conferimento di incarichi di consulente tecnico d'ufficio presso le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d'appello, istituite ai sensi del decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168. Onorevoli Senatori . – Il disegno di legge intende chiarire definitivamente il regime e la disciplina delle nomine dei consulenti tecnici d'ufficio (CTU) presso le sezioni specializzate in materia di impresa istituite ai sensi del decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168. Non possono, tuttavia, sottacersi le problematiche relative alle dinamiche di conferimento e di gestione dei predetti incarichi, in quanto non sempre le designazioni avvengono in osservanza del principio di equa distribuzione, inteso anche nella sua accezione di rotazione e trasparenza, a cui rinvia l'articolo 23 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie. Il presente disegno di legge intende rafforzare tali criteri, prevedendo un meccanismo che possa soddisfare esigenze di pubblicità delle nomine e di effettiva rotazione, pur in relazione alla professionalità vantata dal professionista. Nel rispetto dei generali criteri che sono individuati nell'ambito dell'articolo 15 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie e che, come è noto, concernono il possesso di speciale competenza e specchiata moralità, il presente disegno di legge intende suggerire alcuni importanti criteri aggiuntivi che, se attuati, potrebbero rendere effettive le suesposte esigenze di rotazione delle nomine dei CTU nell'ambito dei procedimenti dinanzi alle sezioni specializzate in materia di impresa. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC), ha espresso in non rare occasioni preoccupazione per le modalità di nomina dei CTU nell'ambito dei procedimenti afferenti alla competenza funzionale delle sezioni specializzate in materia di impresa, anche nei casi del tutto peculiari di controversie in cui è parte una società avente sede all'estero ( ex articolo 4, comma 1– bis ), ovvero di controversie riconducibili nell'ambito di applicazione dell'articolo 4, comma 1– ter del decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168, come modificato dall'articolo 18 del decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3. Si è dell'avviso che l'intera disciplina dell'attribuzione delle CTU negli ambiti di competenza delle sezioni specializzate debba essere rivista nell'ottica dell'attuazione dell'equa distribuzione degli incarichi, così da evitare che le nomine ricadano unicamente sui professionisti iscritti nell'albo del tribunale del capoluogo o di quello sede della sezione specializzata individuata per l'ulteriore ipotesi delle controversie di società con sede all'estero, ovvero, al ricorrere delle controversie individuate dall'articolo 4, comma 1– ter , del decreto legislativo n. 168 del 2003, unicamente sui professionisti iscritti negli albi dei tribunali di Milano, Roma e Napoli. La nuova geografia giudiziaria operante per le controversie relative al diritto di impresa, infatti, ha originato significative criticità in relazione alle nomine dei CTU, risultando assenti espresse previsioni che consentano il coordinamento tra le disposizioni di attuazione del codice di procedura civile dettate sulla distribuzione degli incarichi e la redistribuzione della competenza territoriale delle sezioni specializzate in materia di impresa. L'articolo 22 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, relativo alla distribuzione degli incarichi di CTU, dispone, infatti, che ciascun giudice debba affidare normalmente le funzioni di consulente tecnico d'ufficio ai soli iscritti nell'albo istituito presso il tribunale in cui i medesimi hanno la propria sede. Qualora il giudice voglia conferire l'incarico a un consulente iscritto nell'albo di altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, la stessa disposizione stabilisce che debba sentire il presidente e indicare nel provvedimento i motivi di tale scelta. Come accennato, nell'albo dei consulenti tecnici, tenuto presso il tribunale, possono essere iscritte le sole persone fisiche che, ai sensi dell'articolo 15 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, risultino iscritte in un albo professionale, siano in possesso di speciale competenza tecnica in una determinata materia e di specchiata condotta morale e che, infine, risiedano nella circoscrizione del tribunale. La combinazione delle summenzionate disposizioni, unitamente a quanto previsto nell'articolo 4 decreto legislativo n. 168 del 2003 sulla competenza territoriale delle sezioni specializzate, ha originato prassi non omogenee e, in alcuni casi, fortemente penalizzanti per alcuni professionisti, nella distribuzione degli incarichi e nella scelta dei CTU. In base ad un'interpretazione che si fonda sul dato meramente letterale, infatti, l'applicazione del citato articolo 22 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, in combinato disposto con quanto previsto nel citato articolo 4 del decreto legislativo n. 168 del 2003, ha comportato che la nomina ricadesse sui soli professionisti iscritti nell'albo del tribunale del capoluogo, con l'esclusione degli iscritti agli albi degli altri tribunali, ancorché compresi nel territorio su cui insiste la competenza della sezione specializzata in materia di impresa. È questa una prassi che si è diffusa in maniera preoccupante e che avvilisce l'intera categoria, operando una ingiustificata distinzione tra professionisti aventi tutti pari dignità, a prescindere dal tribunale di riferimento. Analoghi timori sorgono in considerazione della competenza infraregionale delle sezioni specializzate istituite presso i tribunali di Milano, Roma e Napoli, allorquando si tratti di controversie relative alla violazione della normativa antitrust dell'Unione europea o di controversie relative alla violazione delle norme poste a tutela del mercato e della concorrenza: in tali ipotesi, nell'affidamento delle consulenze tecniche, sono privilegiati i professionisti iscritti negli albi tenuti da quei tribunali. Per ovviare a questa possibile disparità di trattamento, il CNDCEC intende suggerire una modifica normativa di ampio respiro che sia finalizzata effettivamente a individuare modalità e criteri di nomina del CTU maggiormente equi, in occasione della trattazione di controversie di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa. Si ritiene che l'anomalia a cui si è accennato potrebbe essere superata prevedendo la costituzione di appositi elenchi ai quali i giudici delle sezioni specializzate possano attingere per l'individuazione dei professionisti cui affidare l'incarico, consentendone l'iscrizione a tutti i professionisti già iscritti negli albi tenuti presso i singoli tribunali ricadenti nell'ambito della competenza territoriale delle sezioni specializzate. Tale accorgimento consentirebbe di coordinare le previsioni contenute nel codice di rito con quelle relative alla competenza delle sezioni specializzate, rendendo possibile la nomina di consulenti tecnici svincolata da criteri interpretativi non più adeguati. Nella nostra proposta, inoltre, si individuano meccanismi di conferimento degli incarichi che garantiscano la realizzazione degli obiettivi di equa distribuzione, di rotazione, pur tenendo in considerazione le competenze acquisite e mantenute dal professionista, nonché di necessaria trasparenza..