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(Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . La terza lezione che dobbiamo trarre da tutto ciò è che bisogna reagire con tempestività. Quando si parla di mondo globale, si parla di villaggio globale. Se avessimo reagito insieme, e subito, con la quarantena, non ci saremmo ritrovati sotto quarantena. Se avessimo reagito, e subito, con una comunicazione efficace, non ci saremmo ritrovati soggetti ad una campagna di comunicazione aggressiva da parte di altri Paesi. Infine, la quarta lezione che dobbiamo trarre è che bisogna reagire subito sul piano economico, perché la vera crisi, economica e sociale, è dietro l'angolo. Già i dati di gennaio erano inquietanti: 40.000 disoccupati in più e una crescita di appena lo 0,3 per cento. I dati che ci preannunciano gli indici di statistica sono terrificanti. L'Italia rischia di entrare in recessione e di trascinare nella recessione il resto d'Europa. Per reagire a questo e per fare di questa crisi un'opportunità, bisogna che la classe dirigente del nostro Paese sappia essere unita nelle prossime settimane, non reclamando qualche sforamento del deficit , che poi dovremmo comunque ripagare perché aumenta il debito pubblico e lo spread , ma cambiando il paradigma europeo che questa crisi ha messo a nudo. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Noi dobbiamo andare in Europa, forti di quanto stiamo subendo, per chiedere, insieme agli altri, che cambi la politica europea sugli investimenti e sulla stabilità, oggi più che mai. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Romeo) . Proprio perché l'intera Europa rischia di andare in recessione con noi, nella terza e più grave recessione globale di questi anni, è il momento per rimettere in discussione i fondamentali di un'Europa fallace, che non riesce ad essere protagonista nelle condizioni globali, perché si è legata le mani sul piano degli investimenti e dello sviluppo. Quelle mani, oggi, noi dobbiamo liberarle. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, questa è la prima risposta importante che dà il Governo e che dà il Parlamento, spero in forma unitaria. È un momento difficile sul piano sanitario, sul piano economico e sociale, sul piano della fiducia e della proiezione della nostra Italia nel mondo. Servono razionalità e serenità. Né panico né sottovalutazione. Siamo di fronte a realtà preoccupanti, ma non all'Apocalisse di Giovanni, e cavalcare la psicosi è irresponsabile. Il mio Gruppo, il mio partito, chiede a ciascuno di concorrere ad uno sforzo collegiale, solidale, responsabile. Ci sarà tempo, se vorremo, per riprendere la lotta politica, ma oggi no, amici. Oggi si risponde uniti. All'Unione europea dobbiamo chiedere alcune cose. Innanzitutto, occorre rendersi conto che siamo nel tempo della imprevedibilità e della relazionalità. E nel tempo della imprevedibilità e della relazionalità non si può rispondere con strumenti anchilosati e burocratici. In secondo luogo occorre un reale coordinamento delle politiche sanitarie e dei protocolli sanitari dei 27 Stati membri. Terzo: l'immediata attivazione del fondo di solidarietà per le catastrofi. E questa è una catastrofe. Quarto: rendere flessibili tutti i parametri economico-finanziari per consentire la spesa necessaria per l'emergenza e per il sostegno al contenimento della crisi economica, sociale e produttiva e per il sostegno alla ripresa economica. Infine, dobbiamo chiedere all'Unione europea - non sembri un argomento fuor d'opera - ma di intervenire immediatamente in Africa che, per la sua carenza di infrastrutture sanitarie, può diventare una grande polveriera virale per tutti noi. Interveniamo quindi in Africa, anche e soprattutto nel nostro interesse. Infine, colleghe e colleghi, questa crisi richiama la finitezza del nostro essere umani e deve insegnare a ciascuno di noi che il nostro tempo ha un limite e va speso per il bene comune, per coltivare valori e princìpi di rispetto tra noi, di amore verso gli altri, verso la vita, di unità contro le forze del male, di rimozione di depositi di egoismo, di superbia, di altezzosità che rendono questa vita meno degna di essere vissuta. Usciremo insieme da questo tunnel, come abbiamo saputo fare in tornanti ancora più difficili della nostra storia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cattaneo. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) .Signor Presidente, gentili colleghi, anche io mi associo agli interventi che chiedono capacità di ragionamento, studio, valutazione quotidiana della situazione, trasparenza verso i cittadini, atteggiamento serio, non omertoso. Credo che siamo tutti colpiti da quanto sta accadendo, da come la nostra vita sia cambiata nelle ultime due settimane. Colpisce e sicuramente ci fa soffrire vedere il nostro Paese sotto questa enorme pressione sanitaria, economica, sociale e politica a causa di un virus sconosciuto che sta spaventando il mondo, ma questa è la dura realtà e di fronte ad essa mi interessa capire quali strumenti abbia il nostro Paese per fronteggiare e contenere questa emergenza. Mi vengono in mente tre strumenti, ovviamente mi focalizzerò sull'aspetto sanitario. Il primo è che mi rassicura pensare al nostro Sistema sanitario nazionale, mi incoraggia pensare alla collaborazione tra scienziati, personale sanitario, istituzioni sanitarie e politiche; mi incoraggia vedere i nostri ospedali, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici e privati, in campo insieme per farsi carico della salute dei cittadini. Mi vien da dire che siamo attrezzati, non siamo a digiuno di procedure; la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto all'Italia l'aderenza a tutte le raccomandazioni; abbiamo scelto la strada della trasparenza, sono stati fatti molti tamponi, trovati molti casi: questa di nuovo è la dura realtà. Il secondo strumento a cui penso sono le procedure di contenimento, le strategie per schiacciare la curva epidemica. Ho capito che dobbiamo concentrare la nostra attenzione verso le prossime due o tre settimane. Lì ci giochiamo tutto, perché le statistiche ci dicono che ogni contagiato è come una biglia che ne colpisce altre due, contagiandole (un po' di più di 2). Le misure che votiamo oggi e le prossime che il Governo sta già mettendo a punto hanno esattamente l'obiettivo di rallentare questo effetto di biglie che - attenzione - è esponenziale: è l'esponenzialità che ci preoccupa, quella delle prossime due o tre settimane. L'obiettivo è proprio di rallentare l'effetto di queste biglie per schiacciare la curva dei contagi, diluirli, distribuirli nel tempo, nel territorio, dando la possibilità ai nostri ospedali pubblici e privati di farsi carico di tutto ciò. Certo non basta un decreto-legge per ottenere questo obiettivo: