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I beni facenti parte del “demanio costituzionale” sono gestiti istituzionalmente dalla pubblica amministrazione, centrale, regionale o locale, secondo le loro competenze, e servono direttamente o indirettamente la collettività, costituita dalla presente e dalle future generazioni. I consociati, considerati singolarmente, hanno il diritto d'uso e il pieno e libero godimento di detti beni e, considerati come parte della collettività, partecipano al loro governo e alla loro gestione. Fermo il diritto d'uso e godimento, di cui al terzo comma, lo svolgimento di determinate attività inerenti all'esercizio di funzioni o servizi pubblici può essere affidato, dalle autorità competenti, per un periodo commisurato alla natura dell'attività, a cittadini italiani, a seguito del superamento di un pubblico concorso. I corrispettivi per le utilità fruite da terzi, a seguito dell'espletamento di tali attività, sono determinati a “tariffa” da dette autorità, le quali provvedono a disciplinare l'intera materia con appositi regolamenti »; c l'articolo 823 è sostituito dal seguente: « Art. 823. – (Azioni a tutela del demanio costituzionale) – Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni di cui all'articolo 810. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà pubblica e del possesso. Nei casi in cui la tutela dei beni di cui si tratta è affidata all'azione del pubblico ministero penale o del pubblico ministero contabile, i cittadini possono denunciare a detti organi fatti lesivi dei beni in questione e intervenire in giudizio ad adiuvandum . I cittadini, singoli o associati, sono legittimati ad agire in difesa dei loro diritti di uso, fruizione e tutela. Gli stessi cittadini, singoli o associati, nell'esercizio del loro diritto di resistenza, come “parti” della comunità e come titolari del diritto fondamentale di partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese di cui all'articolo 3, secondo comma, della Costituzione, sono legittimati a promuovere, in sede giudiziaria, ai sensi dell'articolo 118, quarto comma, della Costituzione, tutte le azioni a tutela dei beni in questione. Essi possono anche chiedere al giudice di dichiarare, ai sensi dell'articolo 41 della Costituzione, la nullità delle negoziazioni private in contrasto con i principi imperativi dell'utilità sociale, della sicurezza, della libertà, della dignità umana, della tutela della salute e della tutela dell'ambiente, nonché, ai sensi dell'articolo 42, della Costituzione, di dichiarare l'acquisto alla proprietà pubblica del popolo di quei beni per i quali il proprietario privato, colposamente o dolosamente, non abbia assicurato la funzione sociale. In ogni caso il ricorrente ha la possibilità di chiedere al giudice la rimessione degli atti alla Corte costituzionale, qualora si tratti di atti o comportamenti conformi a leggi incostituzionali »; d l'articolo 832 è sostituito dal seguente: « Art. 832. – (Contenuto del diritto di proprietà privata) – Il proprietario ha il diritto di godere della cosa, materiale o immateriale, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dalla Costituzione e dall'ordinamento giuridico, assicurandone la funzione sociale, che costituisce principio imperativo inderogabile ai sensi dell'articolo 42 della Costituzione. Nel caso di mancato perseguimento di quest'ultima la pubblica amministrazione adotta tutti i provvedimenti necessari per assicurare la funzione sociale della cosa di cui si tratta, nell'interesse generale della collettività. Il proprietario ha il diritto di disporre del bene in modo da non contrastare i principi imperativi inderogabili della utilità sociale, della sicurezza, della libertà, della dignità umana, della salute e dell'ambiente, ai sensi dell'articolo 41 della Costituzione. Nei casi di inadempimento di tale obbligo, l'atto di disposizione è nullo e il proprietario è tenuto al risarcimento del danno. La pubblica amministrazione è tenuta a perseguire la funzione sociale di detti beni. Il proprietario privato, ove, con dolo o colpa, non persegua la funzione sociale del bene, perde ope constitutionis la proprietà del bene stesso, il quale, come bene abbandonato, transita, previa diffida e secondo la propria natura e le proprie caratteristiche nonché le utilità sociali che può generare, nella proprietà pubblica demaniale della comunità locale o nella proprietà privata dell'ente comunale in cui il bene si trova. I comuni con apposito regolamento determinano le procedure, le modalità e i controlli relativi alle destinazioni dei predetti beni abbandonati »; e all'articolo 834, dopo il secondo comma è inserito il seguente: « Nella determinazione dell'indennità di espropriazione relativa a cose che esprimono più beni giuridici si deve tener conto del bene che già appartiene al demanio costituzionale in virtù delle utilità pubbliche che esprime »; f all'articolo 948, il terzo comma è sostituito dal seguente: « L'azione di rivendicazione della proprietà privata non si prescrive, tranne che per gli effetti dell'acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione, nonché per gli effetti del passaggio della cosa nel demanio costituzionale, a causa del mancato perseguimento della funzione sociale o della violazione da parte del proprietario privato della utilità sociale, della sicurezza, della libertà, della dignità umana, della salute e dell'ambiente ». 2 (Abrogazioni) 1 Gli articoli 822, 824, 826, secondo e terzo comma, 828, secondo comma, 829 e 830, secondo comma, del codice civile sono abrogati.