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Uscendo fuori dalle vicende personali, torno sul tema. Per la capacità tecnologica e i saperi della Difesa, nonché per le sue industrie nazionali, il PNRR non è una sigla vuota: i fondi di Conte presi in Europa rappresentano una grande opportunità e devono essere orientati, non solo ai compiti che la Costituzione gli affida, ma anche a rendere non avvelenato e più pulito il mondo in cui viviamo. Mi viene in mente, ad esempio, il grande impegno per la difesa del mare, che può vedere protagonista, sia la Marina militare che la Guardia costiera, nella lotta a chi usa il mare come una discarica. Con questa proposta di legge il Parlamento si è riappropriato del proprio ruolo, riformando la parte della legislazione vigente, non più adeguata alle esigenze contemporanee delle nostre Forze armate. Lo abbiamo fatto comprendendo che i nuovi compiti affidati alle Forze armate (contrasto alla pandemia, nuove minacce alla sicurezza, impegni crescenti in teatri internazionali, solo per citarne alcuni) imponevano al Parlamento di avviare quei cambiamenti in grado di rendere il nostro sistema di difesa più moderno, più efficace e maggiormente in grado di rispondere alle esigenze della collettività. Oggi in quest'Aula andiamo a modificare una legge del 2012 emanata dal Governo Monti. Forse agli italiani questo dice qualcosa. Sono gli anni - parliamo di dieci anni fa - dell' austerity e di tagli draconiani al welfare ; sono gli anni delle lacrime della Fornero. Qui oggi ho sentito molte persone inneggiare per fortuna a questo cambiamento e a questa inversione, anche se devo dire con rammarico, ma senza polemica, che alcuni sono proprio coloro che hanno fatti questi tagli che oggi andiamo a correggere e noi ci siamo per sistemare e migliorare gli sbagli del passato (Applausi) , perché questa è la nostra missione ed è quello che abbiamo sempre fatto, senza ipocrisie e senza polemiche, ma con realismo e consapevolezza. Le misure che andiamo oggi ad approvare vanno a contrastare quella politica di lacrime e sangue dei Governi tecnici, che spesso non hanno un cuore per ragionare bene e correttamente rispetto a certi temi. Con specifico riguardo al comparto della difesa, ricordo come fu toccato dalla cura della flessibilità e dal ridimensionamento del personale: sono gli anni del precariato, chiamiamo le cose con il proprio nome. Ebbene, adesso riusciamo a intervenire in materia: basta quindi con il precariato anche nella Difesa, coerentemente con quanto abbiamo fatto anche in altri campi. Il presente provvedimento si propone di modificare il reclutamento, abbassando, se non addirittura eliminando il precariato nelle Forze armate, oltre ad allungare il termine della riduzione imposto dalla legge Di Paola spostandolo dal 2024 al 2034. Si delinea così un nuovo sistema di ferma dei volontari delle Forze armate volto principalmente a ridurre il cosiddetto precariato dei volontari più meritevoli e a rendere più attiva la progressione militare nelle carriere iniziali, con interventi migliorativi del trattamento economico e dello statuto giuridico, maggiore possibilità di formazione e specializzazione. Come MoVimento 5 Stelle ci siamo battuti per ottenere la calendarizzazione di questo provvedimento che pone fine a un'annosa questione. Siamo quelli del decreto dignità, del salario minimo, della tutela del reddito di cittadinanza: non potevamo permetterci di lasciare indietro il nostro personale militare. Siamo orgogliosi di avere portato a compimento questa legge, a dimostrazione del nostro sostegno al comparto della difesa, che ringrazio. Con questo dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle sul provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione congiunta e approvazione dei disegni di legge: Doc 2682 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) Doc 2683 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei disegni di legge nn. 2682 e 2683. I relatori, senatrice Faggi e senatore Fantetti, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice sul disegno di legge n. 2682, senatrice Faggi. FAGGI, relatrice sul disegno di legge n. 2682 . Signora Presidente, colleghi, il rendiconto generale dello Stato è il documento contabile attraverso il quale il Governo rende conto al Parlamento dei risultati della gestione del bilancio. Ai sensi degli articoli 35 e 36 della legge di contabilità e finanza pubblica, il rendiconto, articolato per missioni e programmi, è costituito da due parti: il conto del bilancio, che espone le risultanze della gestione, cioè l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e il conto generale del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. Al Rendiconto è allegata per ciascuna amministrazione una nota integrativa. Per le entrate, la nota integrativa espone le risultanze della gestione. L'analisi del contenuto del disegno di legge mostra che la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2021 un generale miglioramento di tutti i saldi rispetto all'esercizio 2020. In particolare, il saldo netto da finanziare, cioè quello dato dalla differenza tra le entrate finali e le spese finali, presenta nel 2021 un valore negativo di circa 187,7 miliardi, con un miglioramento di oltre 83,2 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2020. Se confrontato con le previsioni iniziali, che indicavano un valore negativo del saldo netto di meno 193,5 miliardi, il miglioramento è pari a circa 5,8 miliardi. Il risparmio pubblico, cioè il saldo delle operazioni correnti che, se positivo, misura la quota di risorse correnti destinabili al finanziamento delle spese in conto capitale, si attesta nel 2021 a meno 64,9 miliardi, con un miglioramento di 40,5 miliardi rispetto al 2020. Tale risultato è determinato da un aumento sia delle spese correnti (più 22,5 miliardi), sia del complesso delle entrate tributarie ed extratributarie (più 63 miliardi). Il miglioramento è di oltre 20,6 miliardi, se confrontato con le previsioni iniziali. Infine, il dato del ricorso al mercato finanziario, cioè la differenza tra le entrate finali e il totale delle spese incluse quelle relative al rimborso di prestiti, si attesta nel 2021 a meno 424,4 miliardi, evidenziando un miglioramento di 82,5 miliardi rispetto al 2020 e di oltre 56,3 miliardi rispetto alle previsioni iniziali.