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Oggi, in assenza di indicazioni da seguire, ciascuna istituzione scolastica può decidere se e come affrontare la tematica: alcuni coinvolgono qualche insegnante volenteroso, altri aderiscono a iniziative regionali (fra queste, il caso più virtuoso riguarda senza dubbio l'Emilia-Romagna, dove dal 2013 è attivo il progetto « W l'amore » – ora in fase di sperimentazione anche in Toscana e nelle Marche – rivolto agli studenti delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado, che ha lo scopo di promuovere benessere e competenze nella sfera affettiva e sessuale), altri ancora si affidano ad associazioni esterne di varia natura: « ma mentre il ruolo di queste ultime realtà è abbastanza definito, quello della scuola è tutto da costruire » spiega Nicoletta Landi, antropologa, ricercatrice e formatrice sui temi della promozione della salute sessuale per adolescenti e adulti. L'Italia è tra i pochi Paesi dell'Unione europea a non prevedere l'insegnamento dell'educazione affettiva e sessuale all'interno del sistema di istruzione e formazione, a differenza dei nostri vicini europei che hanno stabilito, da decenni, che sessualità e affettività devono costituire argomento di discussione sin da giovanissimi, tanto che il relativo insegnamento, a esempio, è stato reso obbligatorio in Svezia dal 1955, in Germania dal 1968, in Danimarca, Finlandia e Austria dal 1970 e in Francia dal 1998. L'Olanda rappresenta, in tal senso, un caso ancora più emblematico in quanto è qui attivo un percorso didattico dalla fine degli anni Ottanta: un progetto che promuove una « comprehensive sexuality education », cioè un'educazione alla sessualità olistica e integrata che non si cura solo degli aspetti sanitari ed emergenziali – gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili e comportamenti violenti e sessisti – ma che raccoglie la sfida, ben più ambiziosa, di portare in classe la complessa e multiforme costellazione della sessualità. Un'educazione che parla di relazione, desiderio, conoscenza, rispetto, consenso e identità. Di qui la necessità e l'urgenza del presente disegno di legge, che si prefigge l'obiettivo di trasformare l'affettività e la sessualità da materia gestita dal mercato e da internet a dimensione gestita dagli educatori che la devono veicolare per tutta la bellezza e il piacere che il viverla con consapevolezza, empatia e rispetto sa immettere e dispone nelle nostre vite. L'analisi dei risultati raggiunti dai diversi Paesi europei, nei quali è previsto tale insegnamento, dimostra che un'adeguata educazione affettiva e sessuale provoca impatti positivi sulla riduzione delle gravidanze e degli aborti nelle adolescenti, sulla riduzione delle infezioni da HIV e a trasmissione sessuale tra i giovani nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, nonchè sulla diminuzione di abusi sessuali e di episodi di omofobia. L'educazione all'affettività e l'educazione sessuale coinvolgono necessariamente la sfera socio-affettiva e morale dell'allievo: pertanto vanno affrontate con rispetto, sensibilità e in ragione delle diverse età, con particolare attenzione allo sviluppo psico-emotivo del minore. Nel percorso scolastico di ciascun soggetto, i docenti devono essere attenti a cogliere le esigenze degli allievi, prestando particolare attenzione tanto alle domande esplicite, quanto alle situazioni che si presentano e che permettono la riflessione e l'approfondimento intorno a temi specifici. È fondamentale creare un clima di fiducia tale da permettere a tutti di esprimersi con serenità, in modo che l'allievo possa manifestare i propri bisogni e interrogativi, ricevendo delle risposte che soddisfino il suo desiderio di sapere. Sulla base delle domande e delle curiosità degli allievi, nonché delle conoscenze in merito al loro sviluppo psicofisico, si ritiene che nel corso dei diversi cicli scolastici debbano essere colte le occasioni per affrontare temi quali l'apprendimento dei nomi delle parti del corpo umano e delle loro funzioni, la valorizzazione delle differenze di genere e il rispetto del proprio corpo e di quello dell'altro, la valorizzazione dei diritti di ciascuno e delle relazioni affettive. Un genitore o un insegnante è consapevole che il silenzio comunica molto di più della parola, che un silenzio imbarazzato comunica che « qualcosa non va »; è fondamentale dunque porsi in posizione di ascolto nei confronti di ciascun bambino o bambina, ragazzo o ragazza, di accogliere il suo bisogno e di rispondere con semplicità, sapendo che, esattamente come accade per qualsiasi altro argomento, anche quello sull'affettività o sulla sessualità è un dialogo continuo che si svilupperà nel tempo. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, il fenomeno dei femminicidi assume ogni giorno i contorni di una vera e propria strage con, nel 2023, ben più di 100 donne uccise dall'inizio dell'anno, ovvero una ogni due giorni. La violenza di genere si rivela, dunque, quale fenomeno criminale, con aderenze strutturali e culturali, che deve essere contrastato al pari di tutti gli altri fenomeni criminali quali le mafie e il terrorismo. Dopo i terribili fatti di Caivano, di Palermo e l'uccisione di Giulia Cecchettin per mano dell' ex fidanzato, emerge il dato che si abbassa sempre di più l'età delle giovanissime vittime e di altrettanto giovani persecutori; dunque il tema dell'educazione affettiva e dell'educazione sessuale nelle scuole è diventato non più procrastinabile. Il presente disegno di legge istituisce un fondo destinato al finanziamento di percorsi formativi che favoriscano il corretto sviluppo dell'affettività e dell'intelligenza emotiva, destinati alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. All'interno dei tali percorsi formativi si prevede altresì la realizzazione di specifiche attività seminariali, riservate alle sole scuole secondarie, di primo e secondo grado, finalizzate all'insegnamento dell'educazione sessuale. Nel corso dell'intera attività scolastica dovrà essere messa in evidenza un'immagine in cui i rapporti tra ciascuno siano fondati sull'uguaglianza dei diritti e dei doveri, sul rispetto di sé e dell'altro e sulla comunicazione. In collaborazione con le famiglie, è utile che la scuola, quale presidio di uguaglianza e solidarietà, guidi i ragazzi alla scoperta dei rapporti affettivi e al rispetto delle sensibilità di ciascuno, con il necessario e indispensabile supporto tecnico di medici specializzati come psicologi, pedagogisti, psicoterapeuti e sessuologi esperti nell'educazione sessuale e nell'educazione affettiva. I temi che potranno essere trattati in ambito scolastico, nel rispetto delle diversità dei cicli di istruzione, sono molteplici: dalla prevenzione e dalla tutela della salute sessuale, intesa come benessere psicofisico e prevenzione delle malattie trasmissibili, alla competenza del mondo degli adulti a costruire un confronto positivo tra le persone, rispettoso della parità e delle differenze e al superamento di ogni forma di discriminazione.