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- pervenire alla classificazione degli alunni. Considerato che la metodologia suggerita si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento diagnostico ai fini della modifica in itinere del processo di insegnamento/apprendimento, si ritiene indispensabile ricorrere alla valutazione formativa, che non sarà utilizzata in alcun modo per la classificazione di profitto degli alunni, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tale verifica avverrà al termine di ciascuna unità didattica o dopo lo svolgimento di una parte significativa di essa. Per le finalità proprie della valutazione formativa non va trascurata la valenza del testing oggettivo. La valutazione sommativa, invece, sarà effettuata al termine dello svolgimento di un segmento educativo per classificare gli alunni ed utilizzerà strumenti funzionali all'accertamento del raggiungimento degli obiettivi prefissati (prove scritte non strutturate, prove scritte strutturate, prove orali). Si ritiene di dover evidenziare che la valutazione delle prove scritte e di quelle orali non strutturate (alle quali non si dovrà in alcun caso rinunciare per la verifica di alcuni obiettivi) dovrà avvenire sulla base di apposite griglie a motivo della soggettività della loro "lettura". La valutazione di fine periodo terrà conto dei risultati delle prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi, concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Ad evitare "effetti alone", questi ultimi elementi, dovrebbero essere oggetto di registrazione in itinere. Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe verifichino che le prestazioni siano adeguate ai livelli minimi disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva, fissati in fase di programmazione dell'attività didattica. AREA DI PROGETTO Il principio dell'unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare estesa ad alcune o a tutte le discipline. Al di là di iniziative più limitate, realizzate da gruppi di docenti, occorre, pertanto, che nel corso del triennio siano attuati progetti di ricerca interdisciplinare, di ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo. L'area di progetto va intesa come simulazione di situazioni reali e costituisce un valido strumento didattico non solo perché favorisce l'interiorizzazione delle conoscenze attraverso la loro applicazione, ma anche per la valenza formativa che deriva dall'imparare ad assolvere un compito complesso, verificabile e finalizzato. L'introduzione dell'area di progetto nel processo formativo può consentire allo studente di: - cogliere l'unitarietà del sapere; - riflettere sulle proprie capacità operative e organizzative; - favorire il confronto tra istituzione scolastica e realtà lavorativa; - contribuire a sviluppare senso di responsabilità e rispetto degli impegni ma anche quella particolare disposizione mentale che induce a cercare nuove soluzioni, a modificare i propri comportamenti, a rivedere i propri giudizi. In modo più analitico, l'attuazione dell'aria di progetto, oltre agli obbiettivi specifici delle materie direttamente coinvolte, consente di perseguire, e di verificare importanti obbiettivi trasversali quali: - riconoscere la struttura di un sistema e l'insieme delle relazioni che intercorrono fra le sue parti; - individuare e rappresentare modelli o procedure; - verificare progressivamente la validità degli esiti ed eventualmente correggere in itinere l'impostazione; - documentare il lavoro in modo corretto ed esauriente; - comunicare efficacemente risultati Per la realizzazione dell'area di progetto, oltre a definire l'oggetto, l'articolazione della procedura e il tipo di prodotto atteso, occorre anche che venga posta particolare attenzione ai seguenti aspetti: - la collocazione curricolare per la quale si suggerisce l'ultimo biennio poiché ciò consente agli allievi di partire da una solida base di conoscenze, specie nelle materie professionali; - la durata, che non dovrà comunque superare il 10% delle ore assegnate a ciascuna disciplina coinvolta; - le discipline da coinvolgere che devono essere una dell'area comune e due dell'area professionale. Tutti i docenti coinvolti, anche se in modo parziale, ed eventuali esperti costituiscono il gruppo di progetto che designerà al suo interno un coordinatore; - la tipologia, che può assumere forme diverse come: - l'indagine su comportamenti, bisogni, condizioni di vita; - la ricerca scientifica o di mercato o di costume; - la realizzazione di un prodotto (ad es., procedura amministrativa automatizzata, opuscolo illustrativo di un'attività, gestione simulata di un'azienda, software per l'ottimizzazione delle giacenze di magazzino, lancio di un nuovo prodotto ecc.). I progetti di un certo impegno e complessità potranno essere ripartiti fra due anni scolastici e suddivisi fra più gruppi di studenti anche provenienti da classi parallele o da indirizzi diversi, se ciò favorisce l'integrazione di competenze differenti; - la puntuale programmazione dell'intervento che deve tradursi in un documento articolato da cui emergano con chiarezza le fasi e i tempi di attuazione, le risorse necessarie e ottenibili, le modalità di lavoro, le caratteristiche del prodotto finale; - il coordinamento didattico che deve favorire l'intesa e la sistematica informazione dei docenti (consigli di classe o gruppi pluriclasse), ma soprattutto garantire la reciproca collaborazione; - il coinvolgimento degli allievi che dovrà sviluppare in loro la consapevolezza di ciò che dovranno fare e il senso della partecipazione. IPOTESI DI REALIZZAZIONE DELL'AREA DI PROGETTO A) PROCEDURA La realizzazione del progetto deve prevedere una specifica dei passi da compiere e delle relative attività, cioè una vera e propria procedura che, opportunamente rappresentata e commentata, costituisce il tracciato a cui bisogna attenersi. Le esperienze fin qui condotte suggeriscono di suddividere il periodo corso in tre macrofasi articolate come nello schema qui riportato: ___________________________________________________________________ | | | | | FASE | ATTIVITÀ | SOGGETTI COINVOLTI | |______________|______________________________|_____________________| | | | | | I | Definizione dell'area | Consiglio di classe;| |(di | | gruppo di progetto; | |fattibilità) | | studenti. | | | | | | | | | | | Incontri eventuali con | Consiglio di classe;| | | esterni anche per la ricerca | gruppo di progetto ; | | | di committenza | studenti. | | | | | | | | | | | Elaborazione studi di | Gruppi di studenti | | | fattibilità | | |______________|______________________________|_____________________| | | | | | II | 1. Individuazione degli | Gruppo di progetto | |(di | strumenti | + gruppo di studenti| |produzione) | | | | | | | | | 2. Definizione e | Gruppo di progetto | | | distribuzione dei compiti | + gruppo di studenti| | | | | | | | | | | 3.