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una modifica dell'art. 333 del codice di procedura penale che consenta di presentare le denunce querele alle Procure della Repubblica anche a mezzo posta elettronica certificata (Petizione n. 164, assegnata alla 2 a Commissione permanente); che tutte le Procure della Repubblica Italiana siano dotate di sito web con identica architettura informatica e che il sito web della Procura della Repubblica di Roma, competente anche per i reati all'estero, sia redatto sia in lingua italiana che in lingua inglese (Petizione n. 165, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la modifica degli artt. 9, 10, 36, comma 1 e 184, comma 1, del Codice penale, al fine di eliminare il riferimento alla pena di morte (Petizione n. 166, assegnata alla 2 a Commissione permanente); l'abrogazione dell'art. 38 del Codice penale in materia di condizione giuridica del condannato alla pena di morte (Petizione n. 167, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la modifica dell'art. 17 del Codice penale al fine di eliminare il riferimento alla pena di morte e di introdurre, nella lista delle pene, l'affidamento in prova (Petizione n. 168, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la modifica del Capo II del Titolo II del Codice penale che preveda l'abrogazione dell'art. 21 e sostituzione con l'attuale art. 22; la rinumerazione dell'attuale art. 23 come art. 22; una nuova formulazione dell'art. 23, dal titolo "L'affidamento in prova" (Petizione n. 169, assegnata alla 2 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Valente ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00132 del senatore Taricco ed altri. I senatori Faraone e Taricco hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00138 della senatrice Valente ed altri. La senatrice Testor ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00197 della senatrice Rizzotti ed altri. La senatrice Donno ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00431 del senatore Puglia ed altri. Interrogazioni Atto n. 3-00145 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: autorevolmente il Presidente della Repubblica ha con forza chiesto un impegno del Governo contro l' escalation razzista cui si assiste nel nostro Paese. Con questa forte denuncia ha riportato l'attenzione dell'opinione pubblica sui binari della realtà, sottraendola, di fatto, al campo di quella che all'interrogante appare una cieca, sconsiderata, fanatica e propagandistica disputa politica; ciò dimostra che quello che sta accadendo in Italia non è purtroppo un'invenzione della sinistra. In pochi giorni alcuni immigrati sono state vittime di un vero e proprio tiro al bersaglio, colpiti da pallini ad aria compressa, sparati dalle cosiddette pistole soft air ; troppo numerose e continue sono ormai le aggressioni con armi ad aria compressa che si sono ripetute in varie città: Napoli, Caserta, Forlì, Latina, infine Roma. Bersagli sono stati immigrati e rom, come la piccola di 15 mesi colpita alla schiena su viale Togliatti a Roma, l'ultimo episodio in Veneto contro un operaio; all'inizio si sarebbe potuto pensare a casi isolati, ma ora il lungo elenco di episodi racconta un'altra storia: di razzismo e intolleranza. Una sorta di modalità nuova, probabilmente studiata a tavolino e preordinata. La detenzione di pistole ad aria compressa non richiede infatti il possesso del porto d'armi, ma solo la presentazione di un documento d'identità al momento dell'acquisto, almeno fino a un livello di energia prodotta di 7,5 joule ; la possibilità di usare con relativa facilità armi considerate di "serie B", ma che in determinate circostanze possono provocare danni gravi, consente agli aggressori di correre rischi minori fino al limite dell'impunità. È necessario quindi intervenire urgentemente e con il necessario rigore sul fronte delle regole relative alla detenzione ed uso di questo tipo di armi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire urgentemente per sottoporre ad una seria e rigorosa regolamentazione la vendita e il possesso delle armi ad aria compressa, vista la loro dimostrata pericolosità, se usate, troppo spesso vigliaccamente, contro esseri umani ignari e inconsapevoli del pericolo; quali iniziative, di carattere normativo e regolamentare, intenda prontamente porre in essere, al fine di arginare un possibile aumento del dilagare del fenomeno razzista in Italia, attraverso una più puntuale e severa applicazione delle misure già previste dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, la "legge Mancino", che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Atto n. 3-00146 FERRAZZI D'ARIENZO D'ALFONSO ASTORRE MAGORNO COLLINA STEFANO IORI PARRINI VERDUCCI BELLANOVA TARICCO SBROLLINI FEDELI BOLDRINI GRIMANI FARAONE MARGIOTTA LAUS ALFIERI VATTUONE CUCCA SUDANO PITTELLA GARAVINI MARINO MANCA BITI VALENTE MISIANI GIACOBBE BINI ROSSOMANDO CIRINNA' GINETTI PINOTTI PATRIARCA Al Ministro dell'interno Premesso che: è di queste ore la notizia dell'aggressione nei confronti di Daisy Osakue, campionessa azzurra di origine nigeriana, ferita mentre tornava a casa; secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, la ragazza è stata colpita in pieno volto da un uovo lanciato da un'auto in corsa. Trasportata all'ospedale oftalmico di Torino, l'atleta è stata operata per rimuovere un frammento di guscio dell'uovo che le ha provocato una lesione alla cornea; questo è solo l'ultimo caso, che segue almeno altri 8 verificatisi nell'ultimo mese. Questa volta la vittima è una campionessa italiana dell'atletica leggera, nata da genitori nigeriani, ma da sempre cresciuta in Piemonte. Daisy Osakue, 22 anni, è la primatista italiana under 23 di lancio del disco e rappresenta i colori azzurri nella disciplina del lancio del disco; tale episodio va ad aumentare la lunga lista di casi di intolleranza e violenza che si sono verificati negli ultimi mesi; considerato che: il 3 febbraio 2018, Luca Traini, un militante neofascita, ha aperto il fuoco sparando con una pistola dalla sua Alfa Romeo 147, per le strade di Macerata e ferendo 6 immigrati. Traini, che nel 2017 fu candidato dalla Lega, rintracciato dalle forze dell'ordine, si è fatto trovare avvolto nel tricolore, facendo il saluto romano; un altro episodio è avvenuto solo qualche tempo dopo a Vibo Valentia, il 3 giugno 2018, dove però, questa volta, un giovane è rimasto ucciso da alcuni colpi di fucile. Il giovane ucciso si chiamava Sacko Soumalya, originario del Mali, ucciso mentre raccoglieva lamiere di alluminio da una fabbrica abbandonata per costruirsi un ricovero di fortuna.