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Decidere e agire tenendo in massima considerazione tale principio tra istituzioni e cittadini e fra generazioni è presupposto essenziale anche per il rapporto con l'Europa in ambito economico e in ambito finanziario. Mi riferisco, in particolare, alla raccomandazione e al rapporto della Commissione, che potrebbero condurre a una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, ma anche al completamento dell'unione economica e monetaria. Tocco innanzitutto quest'ultimo argomento, che sarà al centro di un Eurosummit venerdì 21 giugno, che riteniamo debba assumere decisioni non divisive, con un'adeguata base politica e tecnica, che spetta all'Eurogruppo e al Consiglio Ecofin assicurare. Non riteniamo che vi siano ancora i giusti presupposti in merito e non riteniamo appropriato che i Capi di Stato e di Governo decidano senza un'adeguata base tecnica e un approccio consensuale su misure che potrebbero risultare davvero molto incisive, anche in una prospettiva di media-lunga durata. I temi li conoscete: la riforma del trattato sul meccanismo europeo di stabilità, il cosiddetto MES, lo schema europeo di garanzia sui depositi, il cosiddetto EDIS, il budget dell'eurozona. L'accordo di dicembre 2018 prevedeva che fossero predisposte entro giugno 2019 le conseguenti revisioni al trattato MES. L'Eurogruppo del 13 giugno ha raggiunto un ampio consenso su una bozza di testo del trattato rivisto, sulla base del quale verrà definita, nella seconda parte dell'anno, la documentazione di secondo livello prevista dal trattato stesso. Secondo l'accordo raggiunto, su richiesta, in particolare, di Italia e Germania, le procedure per le ratifiche nazionali saranno avviate solo quando tutta la documentazione sarà stata concordata e finalizzata, nel prossimo mese di dicembre. Ricordo rapidamente che le questioni di maggior rilievo sono la revisione delle linee di credito cosiddette precauzionali; i rapporti e la divisione dei ruoli tra Commissione e MES; varie questioni legate al debito, che riguardano anche la modifica delle modalità di voto, dal cosiddetto dual limb al single limb , delle clausole di azione collettiva, che comunque sono già presenti nel trattato in vigore; ricordo, ancora, l'istituzione del meccanismo di supporto comune al fondo di risoluzione unico per le banche, il cosiddetto common backstop . Tutte queste questioni sono oggetto di un lavoro che si protrae da tempo. Tuttavia, vi voglio aggiornare circa il fatto che questa mattina, nel passaggio alla Camera dei deputati, è stata proposta una risoluzione da parte delle forze di maggioranza, che ha trovato il parere favorevole del sottoscritto a nome dell'intero Governo. Ritengo che il suggerimento proveniente dall'altro ramo del Parlamento sia prezioso e utile da raccogliere. Vi sintetizzo il passaggio che mi sembra più significativo per quanto riguarda il giusto approccio da perseguire in questa direzione. Occorre una valutazione congiunta dei tre elementi del pacchetto di approfondimento dell'unione economica e monetaria (EDIS, eurobudget e MES), riservandosi quindi, in questo caso, il Parlamento di esprimere la valutazione finale solo all'esito della dettagliata definizione di tutte le varie componenti del pacchetto, favorendo il cosiddetto package approach , che possa consentire una condivisione politica di tutte le misure interessate, secondo una logica di equilibrio complessivo. Mi sento di sposare questo approccio, come Governo, se fosse confermato anche in quest'Aula, perché effettivamente ritengo che proseguire soltanto in una singola direzione, posticipando le valutazioni complessive, non sia affatto un modo di procedere avveduto, accorto e raccomandabile. Dobbiamo avere una visione complessiva di questo percorso, perché solo questa ci potrà poi portare ad esprimere una valutazione politica, che sia rispondente ai bisogni dei nostri cittadini e agli interessi nazionali. Quanto al tema della procedura di infrazione, ho avuto modo di affermare, anche pubblicamente, che siamo tutti determinati a evitarla, perché riteniamo che sia nell'interesse del nostro Paese difendere le proprie ragioni ed evitare una procedura, che sarebbe comunque penalizzante, ma siamo anche ben convinti della nostra politica economica ed è su queste basi, sulla base di questa convinzione, che intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l'Unione europea. Queste nostre determinazione e disponibilità le sto rappresentando con chiarezza a tutti i miei interlocutori istituzionali e quindi ai vertici istituzionali dell'Unione europea e ai miei omologhi. L'Italia intende rispettare le regole europee, ma questo non ci può impedire, come Paese fondatore e terza economia del Continente, di diventare portatori di una riflessione ben più incisiva rispetto al passato, su come adeguare le regole stesse, affinché l'Unione europea sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali, in modo da assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita e tra riduzione e condivisione dei rischi. Questi sono dei binomi complementari e non in contrasto tra loro, come continuano a sostenere i fautori di un approccio procedurale, che ha costretto l'Europa a criticare ex post proprie decisioni e misure, che sono i cittadini europei ad aver pagato o a rischiare, anche in prospettiva, di pagare. Ciò comporta un prezzo molto elevato, non solo per la coesione sociale ed economica di interi Stati membri, ma, se mi permettete, anche per la credibilità stessa del progetto europeo, che pure i fautori dell' austerity a oltranza dichiarano, quantomeno a parole, di avere a cuore. Questa sera con il ministro Tria abbiamo in animo di portare un documento, un testo, una bozza di aggiustamento, di aggiornamento, in modo da certificare il monitoraggio positivo dei conti pubblici, del quadro di finanza, e di poter avere anche un ulteriore documento ufficiale, deliberato dal Consiglio dei ministri, da portare nelle sedi opportune, quindi per l'interlocuzione con la Commissione europea e per poter dimostrare che sono le nostre previsioni e le nostre stime ad avere il sopravvento su altre stime, fatte da altri, che in questo momento non corrispondono ai reali flussi di cassa. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Avverto che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione del dibattito. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti del master «La lingua del diritto» dell'Università di Pavia, che svolgono un periodo di formazione in Senato. (Applausi) . Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. È iscritto a parlare il senatore Monti. Ne ha facoltà. MONTI (Misto) . Signor Presidente del Consiglio, negli ultimi giorni il preoccupante isolamento dell'Italia in Europa è diventato più evidente a tutti, ponendo le premesse del suo perdurare e ciò per effetto, sia delle scelte degli elettori italiani del 26 maggio - scelte sovrane, sulle quali questo ramo del Parlamento non ha nulla da dire - sia delle politiche del Governo.