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Sempre nell'ambito della Parte prima, nel quadro delle politiche macroeconomiche, viene rimarcato l'impegno per la riduzione delle divergenze all'interno dell'Unione e per il rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale (scheda 5), in particolare mediante una revisione della governance economica dell'Unione europea. Pur nella consapevolezza delle posizioni estremamente diversificate degli Stati membri sul tema, viene ribadito l'impegno del Governo a partecipare in maniera proattiva al dibattito nei vari tavoli negoziali, anche attraverso la produzione di analisi interne, confronti con l'ambiente istituzionale e accademico, valutazione comparativa delle varie proposte di riforma. Nella Parte seconda, fra le politiche strategiche, la Relazione si sofferma sulle prioritarie iniziative programmatiche relative alla sostenibilità ambientale ( Green Deal europeo) ed alla crescita economica, all'innovazione ed alla digitalizzazione, nonché alla coesione sociale. Assumono rilievo, per i profili di interesse della Commissione, il focus sull'introduzione di un Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (scheda 20) - che appare rispettoso delle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, poiché riferibile alle emissioni effettive delle attività produttive delle imprese che operano nei Paesi terzi e non ai singoli Paesi - e il richiamo all'impegno italiano a sostenere il percorso di attuazione dell'Agenda 2030 e dei suoi obiettivi anche a livello europeo, e alla costruzione di una Strategia europea per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica delle imprese (scheda 25). Di interesse, nell'ambito del capitolo dedicato alla promozione dello stile di vita europeo, anche l'impegno del Governo per il raggiungimento di un compromesso equilibrato nel nuovo Patto europeo su migrazioni ed asilo (scheda 108) e per l'attuazione di alcune iniziative relative alla c.d. dimensione esterna della migrazione. Nell'ambito poi della scheda relativa alla gestione della dimensione esterna della migrazione (scheda 109), viene sottolineato l'obiettivo di una gestione attenta dei flussi migratori, da realizzarsi nel rispetto dei diritti umani e nel quadro di un dialogo politico onnicomprensivo con il Continente africano, tenendo peraltro in debita considerazione le conseguenze, sul piano migratorio, derivanti dal conflitto in atto in Ucraina. Sempre con riferimento al tema delle migrazioni, nella Relazione viene ribadita l'importanza di poter contribuire al rafforzamento del dialogo dell'Unione europea con i Paesi di origine e transito dei flussi, anche attraverso l'adozione di specifici Piani d'azione, per conseguire una più efficace cooperazione in materia migratoria, riservando attenzione alle questioni delle riammissioni e del contrasto allo sfruttamento dell'immigrazione irregolare, facendo leva, con un approccio incentivante, sull'insieme delle politiche dell'Unione europea nei confronti dei Paesi terzi, dal settore dei visti a quelli del commercio, agricolo, dell'educazione, della mobilità. Di assoluto rilievo è anche l'impegno (scheda 110) per l'attuazione dei 10 punti previsti dal Piano d'Azione della Commissione Europea per affrontare la crisi ucraina. La Parte terza (schede da 129 a 139) - di più specifico interesse per la 3 a Commissione - è espressamente dedicata alla partecipazione dell'Italia alle iniziative connesse alla dimensione esterna dell'Unione europea, che trovano rispondenza nel pilastro dedicato ad un'Europa più forte del mondo. In un quadro geopolitico divenuto improvvisamente molto più incerto a seguito dell'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia, l'obiettivo indicato dall'esecutivo italiano è quello di costruire un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, che consenta di affrontare l'emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei nostri cittadini a partire da quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'Unione, la Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), la Politica commerciale, la proiezione esterna della Politica industriale e la proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività. Più in dettaglio, la Parte terza sottolinea innanzitutto (scheda 129) l'impegno dell'esecutivo italiano a voler continuare a sostenere il percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali, favorendo l'avvio effettivo dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord, sollecitando un'accelerazione dei negoziati con Serbia e Montenegro e favorendo altresì il rilancio della prospettiva europea della BosniaErzegovina e del Kosovo. Nella cornice delle crescenti sfide globali e del crescente attivismo di attori terzi (dalla Russia alla Cina, dalla Turchia ai Paesi del Golfo), e ancor più tenuto conto delle implicazioni derivanti dal conflitto russo-ucraino, la Relazione sottolinea come l'allargamento rimanga un investimento geo-strategico fondamentale per l'Unione europea. Altrettanto importante sarà altresì rafforzare la nuova partnership con i Paesi del Vicinato meridionale, con l'Italia che si è fortemente spesa - insieme agli altri Stati membri mediterranei - per proporre un nuovo orientamento basato sulla sostenibilità della crescita economica e degli investimenti, sulla rinnovata cooperazione in settori strategici e sul concetto di beni comuni mediterranei. Di rilievo è anche la scheda 130, in cui si sottolinea l'obiettivo di costruire un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, a partire dai quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'Unione europea, Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), Politica commerciale, proiezione esterna della Politica industriale e proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività. Nell'ambito della Politica Estera e di Sicurezza Comune, così come della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, e tenuto conto che le crisi esogene continuano a dimostrate come l'Europa non possa più consentirsi debolezze e dipendenze in settori strategici, la Relazione sottolinea come occorrerà perseguire una maggiore autonomia strategica dell'Unione, intesa come capacità di agire e gestire crisi insieme ai partner , laddove possibile, o in autonomia, laddove necessario. Ulteriori schede sono dedicate all'allargamento ad est delle reti di trasporto transeuropee e dei corridoi multimodali (scheda 131), con l'impegno dell'esecutivo italiano soprattutto nell'ambito della cooperazione regionale della strategia Macro-regionale per la Regione Adriatico Ionica (EUSAIR), e al rafforzamento del contributo operativo alle iniziative unionali volte ad assicurare all'Europa la stabilità nel proprio vicinato, attraverso la partecipazione a missioni ed operazioni e sostenendo il potenziamento delle capacità di pianificazione, comando e controllo delle missioni e operazioni dell'Unione europea (scheda 132). In tale ambito vengono rimarcate le azioni del Governo italiano finalizzate ad assicurare lievi incrementi nel supporto alle operazioni e missioni della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), nonché a sostenere le iniziative europee tese a rinforzare le capacità militari delle Forze Armate ucraine.