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nella relazione della senatrice Modena, al primo capoverso, paragrafo 4, si fa un nome e un cognome, che è quello della dottoressa Clotilde Minasi, e anche nel nostro ordine del giorno c'è un nome e un cognome perché noi sosteniamo che in base alla legge e soltanto in base alla legge, che dovrebbe essere l'unico nostro riferimento, il seggio va attribuito a Bartolomeo Amidei. Non si vota quindi solo su una questione astratta, ma si vota su due persone e per questo motivo io, a nome di tutto il gruppo di Fratelli d'Italia, chiedo che, come su tutti gli altri documenti, anche su questo ordine del giorno per correttezza, per par condicio e anche per consentire ad ogni senatore di esprimersi in totale libertà, si voti con il voto segreto. (Applausi) . PRESIDENTE . Allora, c'è una richiesta di voto segreto che è stata appena avanzata e che il senatore Balboni aveva già inviato per iscritto. In ordine a questa, diversamente da quanto egli ha ritenuto nella sua esposizione, l'oggetto di questa discussione non è l'individuazione del senatore subentrante, anche se egli parla di una persona, bensì l'individuazione di un criterio interpretativo. Tanto è vero che la senatrice Modena nella sua relazione ha detto che la Giunta propone all'Assemblea di procedere alla sostituzione del senatore Saviane mediante l'individuazione della circoscrizione in cui la lista della Lega ha ottenuto il più alto quoziente che non ha dato luogo ad attribuzione di seggi. Si tratta quindi dell'individuazione di un criterio, non dell'individuazione di una persona. Del resto, il Presidente non può decidere chi può essere il subentrante perché questo, come abbiamo visto anche dalla discussione precedente, non può che essere il lavoro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Il Presidente non fa altro che proclamare quello che è il risultato del lavoro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Trattandosi pertanto non di persone, ma di criteri - tant'è che ho letto proprio per non dare luogo ad interpretazioni arbitrarie, anziché discrezionali - il voto non può essere segreto, ma deve essere palese. E a proposito del riferimento dello stesso senatore Balboni che parla di ciò che è stato fatto nelle votazioni precedenti, rilevo che questo è un caso assolutamente diverso, che non ha nulla a che fare con le fattispecie che noi abbiamo esaminato precedentemente. Infatti, mentre nelle votazioni precedenti si è votato ex lege con voto segreto proprio perché è così previsto, in questo caso egli lo ha dovuto richiedere attraverso l'istanza che porta la firma di 20 senatori. Alla luce di questo io ritengo che il voto segreto non si possa avere e che la votazione debba avvenire per voto palese. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, naturalmente rispetto la valutazione del Presidente del Senato, che è riferita al testo della collega Modena, anche se in verità votiamo il testo dell'ordine del giorno a prima firma del senatore Balboni, che nella parte dispositiva afferma chiaramente, in base alle ragioni sopra esposte, di volere che l'Assemblea decida che nel collegio nel quale è risultato eletto il predetto senatore sia eletto Bartolomeo Amidei. A parte questo, io non voglio e non posso, anche per il mio ruolo di Vice Presidente, venir meno a un dovere anche di cortesia nei confronti del Presidente, che non ritiene, come per la verità io riterrei, che anche in questo caso sia prevalente il voto sulla persona; è chiaro, infatti, che da questa votazione non deriva un fatto teorico ma se diventa senatore l'uno o l'altro: il nome è nell'ordine del giorno, quindi deriverà quello. Capisco l'altro argomento, però mi sembra proprio una materia per la quale sarebbe opportuno, come lei può fare benissimo ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento (ma può farlo a prescindere), demandare la questione alla Giunta per il Regolamento, perché siamo in uno di quei casi in cui c'è da capire quale interesse prevale. Non c'è dubbio che ci sono tutti e due, sia quello che lei ha ritenuto prevalente, sia - credo che lei non lo escluda - la necessità di considerare che dal voto derivi una questione attinente alle persone. L'articolo 18, comma 3- bis, del Regolamento presuppone che lei debba rivolgersi alla Giunta per il Regolamento quando uno o più Presidenti di Gruppo la cui consistenza numerica sia pari ad almeno un terzo dei componenti del Senato sollevino una questione di interpretazione del Regolamento; in quel caso è sostanzialmente obbligatorio, ma lei può farlo anche senza prima accertare se esiste o meno questa condizione; se lei ritenesse di farlo sua sponte, io ne sarei lietissimo, perché credo che sulla questione in discussione non occorra decidere oggi immediatamente, perché oggi non c'è un vuoto maggiore di quello che c'era ieri. Le chiedo pertanto di demandare la questione alla Giunta per il Regolamento; se lei non ritenesse di farlo, per rispetto del suo ruolo e per aver già espresso una opinione (che non verrebbe meno con la mia richiesta), le chiedo formalmente di verificare se sussista la condizione prevista dall'articolo 18, comma 3- bis , cioè Presidenti di gruppo la cui consistenza numerica sia pari ad almeno un terzo dei componenti del Senato che chiedono che la questione sia deferita alla Giunta del Regolamento, naturalmente senza che ciò presupponga una decisione. Mi rivolgo anche ai componenti dei Gruppi non di centrodestra nel chiedere se ritengono che una questione del genere possa risolversi in base al giudizio legittimo di prevalenza che lei ha dato, o sia opportuno codificarla con una decisione della Giunta per il Regolamento che può andare in un senso o nell'altro. PRESIDENTE . Senatore La Russa, le faccio presente che, nella richiesta del senatore Balboni, chiaramente esposta nell'ordine del giorno che ho qui davanti, è un fuor d'opera quello che scrive. Non è quest'Assemblea, infatti, che può decidere chi va a sostituire un senatore, in questo caso il senatore Saviane. Non è l'Aula; deve essere sempre la Giunta. Continuiamo il discorso che abbiamo fatto prima. Non è il Presidente che decide; è l'Assemblea che decide, nel momento in cui si stabilisce qual è il criterio. Può essere la mia opinione, condivisibile o non condivisibile, ma permettetemi comunque di esporla. Noi stiamo parlando di un criterio. Il criterio non coinvolge la persona ed è per questo che prima ho letto le conclusioni e le richieste della senatrice Modena. E non è un sofisma, perché ne abbiamo discusso prima per mezz'ora, quando io ho chiesto al senatore Gasparri cosa mi chiedesse, perché era chiaro che io non potevo entrare e non potrò mai entrare nel merito di chi potrà sostituire chi fa che cosa, perché questo è compito precipuo della Giunta. Pertanto, io rimango della mia idea sul voto palese. Se, come lei dice, ci sono, ai sensi dell'articolo 18, comma 3- bis , uno o più Presidenti di Gruppo, la cui consistenza numerica sia pari ad almeno un terzo dei componenti del Senato, questo non sono io che lo devo ricercare, ma, piuttosto, sono io che devo essere oggetto di una richiesta. BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, io rispetto la sua decisione.