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Il minore deve essere avvertito della finalità della sua audizione e della facoltà di dichiarare che non ricorda o che non sa. Le interviste devono essere audio-videoregistrate in forme tali da documentare anche le modalità dell'interazione dell'esperto con il minore. L'interrogante deve evitare che la formulazione delle domande riveli determinate aspettative circa la risposta ovvero sottintenda o presupponga fatti che sono oggetto di indagine. L'audizione deve avvenire in orari, tempi, luoghi e modi tali da assicurare, per quanto possibile, la serenità del minore, evitando ogni contatto con altri soggetti. La durata e le modalità dell'audizione devono essere adeguate all'età e alle condizioni emotive del minore. Durante l'audizione si deve verificare se il minore abbia riferito in precedenza i presunti fatti ad altre persone e con quali modalità; h) l'incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento. Al fine di limitare il rischio di effetti psicologici negativi derivanti dalle modalità di svolgimento della procedura e di rielaborazione o contaminazione del ricordo degli eventi vissuti, è opportuno procedere all'audizione in sede di sommarie informazioni testimoniali solo in caso di necessità o quando gli elementi probatori non siano sufficienti per proseguire l'azione penale; i) per soggetti di età inferiore a dodici anni, il giudice, fatti salvi casi di eccezionali e comprovate ragioni di tutela del minore, dispone una perizia al fine di verificarne l'idoneità a testimoniare sui fatti oggetto d'indagine; l) nella valutazione del minore gli esperti devono utilizzare metodi e procedure fondati sulla prova scientifica, aventi caratteristiche di ripetibilità e di accuratezza e riconosciuti affidabili dalla comunità scientifica; m) per l'accertamento dell'idoneità a testimoniare, le parti e gli esperti si assicurano che i quesiti siano formulati in modo da non implicare giudizi, definizioni o altri profili di competenza del giudice; n) l'esperto non deve utilizzare espressioni potenzialmente fuorvianti relative alla veridicità o all'attendibilità del minore ovvero alla compatibilità di quanto da esso riferito; il quesito posto all'esperto deve riguardare, per quanto possibile, profili rientranti nell'ambito delle conoscenze della comunità scientifica; ove il quesito esuli da tale ambito, l'esperto deve segnalarlo al giudice; o) l'esperto è chiamato a esprimersi sull'idoneità a rendere testimonianza relativamente alle capacità generiche e specifiche. Le capacità generiche riguardano funzioni cognitive del minore, quali la memoria, l'attenzione, le capacità di comprensione e di espressione linguistica, la capacità di individuare la fonte delle informazioni, la capacità di discriminare realtà e fantasia e il verosimile dal non verosimile, nonché il livello di suggestionabilità e di maturità psico-affettiva. Le capacità specifiche riguardano l'abilità del minore di organizzare e di riferire il ricordo in relazione alla complessità esperienziale di quello che si suppone essere avvenuto e l'eventuale presenza di influenze suggestive, interne o esterne, derivanti dall'interazione con adulti o con coetanei, che possono interferire con la testimonianza; p) all'esperto non può essere demandato il compito di accertare la veridicità e la sussistenza dei fatti riferiti dal minore, in quanto l'idoneità a testimoniare non implica la veridicità e la credibilità della narrazione; q) l'accertamento sull'idoneità a testimoniare deve precedere, di norma, l'audizione del minore e, in ogni caso, tale idoneità non può essere desunta dalla qualità della testimonianza resa. Qualora l'indagine riguardi ipotesi di abuso nell'ambito familiare, le valutazioni devono essere estese ai familiari, ove possibile, e, qualora necessario, al contesto sociale del minore; r) la presenza o l'assenza di sintomatologia psicologica, emotiva o comportamentale nel quadro clinico del minore non può essere assunta come elemento di prova per l'accertamento o l'esclusione di un abuso in danno di esso; s) la sussistenza di un fatto che ne costituisca la causa non può essere dedotta dalla presenza di sintomi di disturbo post -traumatico da stress o di disturbo dell'adattamento; t) l'esperto deve valutare con particolare cautela le situazioni specifiche idonee a influire sulle dichiarazioni dei minori, quali, ad esempio, la separazione dei genitori caratterizzata da grave conflittualità; stati di allarme generati solo dopo l'emergere di un'ipotesi di abuso; fenomeni di suggestione e scambi di informazioni atti a formare o modificare le convinzioni del soggetto in modo non corrispondente alla realtà dei fatti »; f al titolo I- bis , dopo l'articolo 5 è aggiunto il seguente: « Art. 5- bis . – 1. Presso il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della giustizia è istituito il Registro nazionale delle comunità di tipo familiare, degli istituti di assistenza pubblici e privati e delle famiglie affidatarie, di seguito denominato “Registro nazionale”. 2. Nel Registro nazionale sono inseriti i dati relativi alle comunità di tipo familiare, agli istituti di assistenza pubblici e privati e alle famiglie che sono disponibili all'affidamento di minori, nonché ai minori affidati, con l'indicazione del termine previsto per l'affidamento. 3. Con regolamento adottato mediante decreto del Ministro della giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo, comprese le modalità di comunicazione dei dati da parte dei tribunali per i minorenni. Con il medesimo regolamento sono inoltre individuati il personale e le risorse necessari alla realizzazione e alla tenuta del Registro nazionale. 4. All'attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ». 2 (Modifiche al codice civile) 1 Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 336 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Le norme del presente articolo si applicano nei casi in cui la legge non disponga diversamente »; b all'articolo 343, primo comma, dopo le parole: « responsabilità genitoriale, » sono inserite le seguenti: « ovvero se i minori non hanno nel luogo del loro domicilio parenti conosciuti o capaci di esercitare l'ufficio del tutore, »; c l'articolo 354 è sostituito dal seguente: « Art. 354. – (Esclusione dall'ufficio di tutore) – I legali rappresentanti delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati nonché coloro che prestano, anche gratuitamente, la propria attività in favore di tali comunità o istituti non possono essere nominati tutori, neanche quando i minori non hanno nel luogo del loro domicilio parenti conosciuti o capaci di esercitare tale ufficio ». 3 (Modifiche al codice penale) 1 Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 368, dopo il secondo comma è inserito il seguente: « La pena è altresì aumentata se s'incolpa taluno del reato di cui all'articolo 572 »; b dopo l'articolo 373 è inserito il seguente: « Art. 373- bis .