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Sappiamo che l'80 per cento delle persone che si ammala ha sintomi lievi, il 20 per cento delle criticità. Allora il nostro compito oggi è di ridurre il più possibile quel 20 per cento che ha bisogno di cure ospedaliere, il 5 per cento del quale di cure intensive. Dobbiamo abbassare il più possibile il numero delle persone contemporaneamente infette, per permettere al nostro Servizio sanitario nazionale di operare nel migliore dei modi, come ha sempre fatto. Ecco il perché dell'allarme globale e delle misure messe in atto dal nostro Governo: guadagnare tempo per garantire a tutti le migliori cure possibili e il maggior tasso di guarigione possibile. (Applausi dal Gruppo M5S). È per questo che in questa fase non possiamo né dobbiamo abbassare la guardia. È necessario continuare con le misure di contenimento dell'infezione per garantire l'ottimale funzionamento del nostro eccellente - lo voglio sottolineare - Sistema sanitario nazionale. È un discorso semplice, quanto importante: meno persone contraggono il virus, meno saranno i malati ospedalizzati e quelli in terapia intensiva. I numeri vanno tenuti bassi e l'unico sistema per ottenere questo è contenere i contagi in tutti i modi possibili. A tal fine abbiamo adottato misure che prevedono la limitazione di alcune libertà individuali e alcuni disagi per una parte della popolazione, ma la motivazione è la salute collettiva e direi che nessuno di noi può avere dubbi in merito. Ugualmente non possiamo dubitare di avere agito tempestivamente e nel modo corretto, non sulla scia delle emozioni, ma in base a dati valutati continuamente con l'aiuto dei migliori esperti del settore, di organismi tecnico-scientifici a ciò deputati. Abbiamo agito con la necessaria flessibilità, per adattare le azioni al mutare delle condizioni e delle circostanze. Ce l'hanno riconosciuto anche l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Unione europea, che nei giorni scorsi hanno affermato che «le autorità italiane stanno attuando misure in linea con la strategia di contenimento globale: hanno dovuto prendere decisioni risolute, ma corrette». A questo decreto-legge, che riguarda i primi interventi di natura sanitaria, ne seguono altri, di natura economica e di perfezionamento di questo stesso, con suddivisione del territorio nazionale in fasce e interventi mirati in base alle necessità e di volta in volta modulabili, a dimostrazione dell'adattabilità al mutare delle condizioni e delle azioni via via necessarie. Ci auguriamo che quest'emergenza passi in fretta, ma in ogni caso le misure che stiamo mettendo in atto sono quelle giuste per affrontarla. Lo Stato c'è e ha agito in fretta e nel migliore dei modi: non è il momento di fare polemiche e di accuse reciproche; non è il momento nemmeno di sentire un Presidente di Regione, secondo qualcuno uno dei migliori d'Italia, dichiarare che tutti abbiamo visto i cinesi mangiare topi vivi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Il nostro Servizio sanitario nazionale non smette di essere tra i migliori al mondo per la presenza del coronavirus: va solo aiutato a reagire nel modo più idoneo e siamo qui proprio per questo. Il decreto-legge in esame va esattamente in quella direzione e il Governo ha già annunciato interventi di potenziamento del personale e delle strutture necessarie per continuare a garantire a tutti le migliori cure possibili. Invito infine tutti a informarsi solo attraverso canali ufficiali e a diffidare di notizie non adeguatamente documentate e accertate. Mi avvio a concludere con un pensiero a tutti i cittadini in quarantena, a chi è in ospedale, alle persone e alle famiglie che hanno avuto a che fare con questo virus e agli amministratori locali alle prese con quest'emergenza. Concludo con un doveroso ringraziamento alle migliaia di persone impegnate quotidianamente ad affrontare l'emergenza in prima linea (personale medico, infermieri, tecnici, operatori del 118 e personale sanitario), a tutti coloro che compongono il nostro validissimo Sistema sanitario nazionale, una risorsa tra le migliori d'Europa, che tutti dobbiamo difendere e potenziare e che situazioni come questa mostrano quanto siamo fortunati ad avere. (Applausi dal Gruppo M5S). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,28) PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli membri Governo, colleghe e colleghi, anche io mi voglio immediatamente rivolgere al Governo, in modo particolare al vice ministro Sileri, al ministro Speranza e a tutti coloro che in queste settimane e in questi giorni stanno portando avanti un lavoro straordinario. Il mio ringraziamento di cuore va in modo particolare a tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri e operatori socio-sanitari) che assistono gli anziani nelle case di riposo, al mondo del volontariato, a tutte le Forze dell'ordine, alla Protezione civile, alla Croce rossa italiana e a tutti coloro che, anche sui territori, stanno affrontando la situazione, a cominciare dagli amministratori locali, per arrivare alle strutture territoriali, impegnati ventiquattr'ore su ventiquattro per questa grave emergenza sanitaria. Occorre evitare polemiche e strumentalizzazioni, perché, come abbiamo detto nei giorni scorsi, quando questo momento difficile e complesso sarà superato, avremo modo di capire dove ci sono stati degli errori e dove si è sbagliato, ma non è questo il momento. Vorrei però ricordare a chi prima di me ha fatto alcuni passaggi polemici, che forse anche taluni Presidenti di Regione, nei giorni scorsi, non hanno dato un'immagine positiva rispetto a quanto sta succedendo. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e M5S) . Penso al Presidente della Regione Lombardia e al Presidente della Regione Veneto: non è stata un'immagine positiva quella che ha girato per tutto il mondo. (Commenti della senatrice Rizzotti). Non voglio fare ulteriori polemiche. Oggi serve dare dignità e tornare ad avere un'immagine positiva del nostro Paese. Ben vengano quindi tutti gli appelli per recuperare un'immagine positiva dell'Italia nel mondo. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . A nostro avviso servono quindi un'informazione capillare e una comunicazione istituzionale molto forte e precisa. Forse serve un'unità di crisi, un comitato scientifico, un comitato di esperti a livello governativo, che possa ancor meglio diramare un'informazione chiara e precisa. Lo dico anche in questo caso senza troppe polemiche: forse è stato fatto troppo allarmismo mediatico. (Applausi del senatore De Vecchis) . Si sono generati panico e paura: forse non era il caso di dare ai nostri cittadini un'informazione in quel modo. Faccio un appello innanzitutto ai media nazionali: attenzione a quando diamo le notizie, perché prima di tutto c'è la tutela della salute, ma dobbiamo pensare anche all'economia del Paese, a tutte le persone che ogni giorno operano, non solo in Italia, ma nel mondo e rendono questo Paese grande e straordinario. (Applausi del senatore De Vecchis) . Dobbiamo essere molto attenti e noi - istituzioni, Governo e Parlamento - abbiamo una responsabilità in più. Prima di tutto viene la tutela della salute e anche noi ci stringiamo alle famiglie colpite, che hanno perso i loro cari in questi giorni.