[resaula]

la nuova disciplina restrittiva, escludendo dunque l'uso del green pass "base" (la certificazione verde COVID-19 che si ottiene per vaccinazione, guarigione oppure con i test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo) per l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico o privato di linea come aerei, treni, navi, traghetti e autobus appare a giudizio dell'interrogante irragionevole, sproporzionata ed eccessiva, non permettendo lo spostamento con mezzi pubblici a soggetti evidentemente sani, esclusivamente non vaccinati, i quali potrebbero muoversi dalla propria dimora solamente a bordo di mezzi propri; ciò, tuttavia, appare addirittura impossibile per coloro i quali vivano su un'isola, non potendo essi raggiungere la terraferma a bordo di mezzi privati (non solo nei casi emblematici della Sicilia o della Sardegna ma, anche, delle altre isole italiane più piccole, come nel caso dell'arcipelago toscano, delle isole pontine o delle isole del golfo di Napoli); in tal modo, dunque, si violerebbe palesemente, tra gli altri, il principio della continuità territoriale, intesa come capacità di garantire un servizio di trasporto che non nuoccia ai cittadini residenti in territori meno favoriti, in conformità con il rispetto dei principi costituzionali di solidarietà (articolo 2) di uguaglianza sostanziale (articolo 3). Difatti se da un lato il trasporto si configura come attività di tipo economico, dall'altro, per i cittadini residenti nelle isole, esso si configura quale elemento essenziale del "diritto alla mobilità" previsto all'articolo 16 della Costituzione, costituendo un servizio di interesse economico generale, di modo che lo Stato non possa non garantirlo all'intera collettività, indipendentemente dalla dislocazione geografica; valutato, inoltre, che tale disciplina evidentemente eccessivamente restrittiva e incostituzionale limiterebbe in modo irragionevole e sproporzionato anche la libertà di recarsi all'estero momentaneamente, secondo la previsione di cui all'articolo 16, comma secondo, della Costituzione che garantisce che ogni cittadino sia "libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge", precludendo l'accesso ad un mezzo di trasporto (aereo, nave) indispensabile per raggiungere la destinazione desiderata ad un soggetto evidentemente sano che dimostri, attraverso il risultato di un test molecolare con esito negativo, di non essere affetto dal virus COVID-19, si chiede di sapere: come il Governo intenda garantire il rispetto del principio della continuità territoriale per i residenti nelle isole italiane, laddove essi dimostrino, attraverso il risultato di un test negativo, di non essere affetti dal virus COVID-19; se non si consideri la nuova disciplina introdotta con il decreto-legge citato violativa dell'articolo 16, comma secondo, della Costituzione, il quale prevede, in via teorica, l'eventuale riserva di legge per limitare il diritto di uscire e rientrare nel territorio della Repubblica, ma nei casi in cui ciò appaia equo, proporzionato e ragionevole, non potendo evidentemente risultare conforme con tali principi una normativa che limiti l'accesso a mezzi di trasporto indispensabili per recarsi all'estero a cittadini sani. Atto n. 4-06416 NENCINI Al Ministro della salute Premesso che: l'ospedale "Cutroni-Zodda" di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) è utilizzato, sostanzialmente, soltanto per pazienti COVID-19 a bassa intensità di cure; da qualche decennio lo stesso nosocomio è stato oggetto di una continua ed incessante azione di depauperamento di servizi e unità operative; il citato ospedale è, anche per motivi geografici, presidio sanitario di riferimento per un bacino di utenza di 13 comuni (Distretto 28) per un totale di circa 80.000 abitanti; l'ospedale è privo di guardia attiva anestesiologica e di presenza costante della figura del cardiologo; considerato che alla situazione attuale la struttura non ha dignità di ospedale servendo, di fatto, a far figurare posti letto di degenza COVID-19 per di più, come accennato, per pazienti a bassa intensità di cure, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso accertarsi della destinazione che la struttura ospedaliera avrà al termine dell'emergenza COVID. Atto n. 4-06417 CASTIELLO Al Ministro della salute Premesso che: la corsa ai tamponi, accresciutasi notevolmente nelle ultime settimane a causa della diffusione dei contagi innescata dalla variante sud-africana "Omicron" del Sars-COVID-19, ne ha fatto lievitare notevolmente i costi; in particolare i tamponi molecolari hanno registrato un'impennata dei prezzi ragguardevole. Si va da 150 a 172 euro, prezzo praticato da un laboratorio di Firenze, secondo quanto riferito dalla stampa quotidiana; il ricorso ai tamponi non è una scelta capricciosa ma è, di norma, una necessità che si presenta con carattere non di saltuarietà, ma di sistematicità a fronte del dilagare dei contagi; le famiglie a minor reddito, già impoverite da due anni di pandemia, non hanno la capacità e la possibilità di sobbarcarsi i pesanti oneri dei tamponi molecolari; alcune Regioni, come la Toscana, hanno istituito con formale ordinanza presidenziale la sanzione della perdita dell'accreditamento per i laboratori di analisi che pratichino condizioni esorbitanti dalle tariffe standard ; la tutela della salute, come previsto dall'articolo 32 della Costituzione, è diritto fondamentale della persona ed interesse primario della collettività che, in quanto tale, esige una cura unitaria dello Stato e non tollera interventi frammentati, scoordinati e contraddittori, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente della indegna speculazione oggi presente nel mercato dei tamponi e quali iniziative intenda adottare per farvi fronte con la tempestività imposta dal suo intollerabile dilagare. Atto n. 4-06418 PILLON Al Ministro dell'istruzione Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 14 dicembre 2021 si è svolta, mediante modalità di didattica a distanza, l'assemblea di istituto del liceo scientifico classico scienze umane "Marconi-Delpino" di Chiavari (Genova), scuola prestigiosa con una grande tradizione alle spalle; l'assemblea ha trattato, tra le altre, tematiche quali l'identità di genere e l'educazione sessuale; sono state, tuttavia, sollevate polemiche da parte di alcuni studenti, i quali hanno lamentato un'impostazione dell'evento a senso unico, con nessuna garanzia di espressione di punti di vista diversi; in particolare, tra i relatori esterni risulta essere stata invitata una psicologa che si definisce "psicologa clinica LGBTQIA+" e "transfemminista intersezionale", la quale è intervenuta sul tema dell'identità di genere; in tema di educazione sessuale sono stati coinvolti, invece, il collettivo "Virgin & Martyr", che si definisce di area "non binaria", e l'associazione "XY+" che si prefigge di "portare professionisti riconosciuti dell'educazione sessuale omnicomprensiva" nelle scuole di tutta Italia; invero, anche alcuni genitori hanno lamentato una scarsa informazione preventiva circa l'oggetto dell'assemblea, che avrebbe dovuto riguardare "tematiche sociali";