[ddlpres]

q recepire le quote minime previste dalla direttiva 2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, aumentando tali quote del 50 per cento, e stabilire il divieto di immatricolare, a partire dall'anno 2025, i veicoli a combustione, a cominciare dalla conversione a zero emissioni del parco veicolare pubblico, a partire da quello delle Amministrazioni centrali; r prevedere, al fine di consentire la conversione del parco veicolare pubblico e privato, incentivi e fondi erogati dalla Cassa depositi e prestiti Spa. Analogamente prevedere incentivi, prestiti e facilitazioni per la realizzazione di punti di ricarica elettrica, localizzabili presso abitazioni private ovvero imprese, da integrare con l'infrastruttura di ricarica nazionale, nonché delle stazioni di rifornimento a idrogeno. Le infrastrutture potranno riguardare distributori stradali pubblici, impianti aziendali e impianti collegati alle Comunità dell'energia locali, che, in considerazione del particolare valore sociale, dovranno usufruire di condizioni di maggior vantaggio; s prevedere adeguati fondi per finanziare la sostituzione degli autobus urbani con mezzi a zero emissioni; t attuare misure per promuovere il trasporto pesante, camion, autobus, treni e navi e in prospettiva anche aerei, a cella a combustibile a idrogeno, implementando nel contempo l'utilizzo dei trasporti « dolci » quali le biciclette anche mediante la realizzazione di piste dedicate e incentivi fiscali; u definire un complessivo sistema di incentivi, aiuti di Stato e prestiti, con l'obiettivo di raggiungere nel 2050 il 100 per cento di energia rinnovabile. In particolare destinare: gli incentivi, alle fonti energetiche rinnovabili privilegiando il modello della generazione distribuita e delle Comunità dell'energia locali riguardanti comuni ed enti locali in genere, imprese, comunità di cittadini, impianti di stoccaggio di energia; gli aiuti di Stato al modello energetico della generazione diffusa, dei piccoli impianti e delle fonti di energia rispettose dei territori, della salute dei cittadini, degli aspetti paesaggistici e architettonici, dei beni culturali e ambientali in genere; gli aiuti di Stato, al patrimonio edilizio e veicolare dello Stato e degli enti locali; i prestiti, erogati dalla Cassa depositi e prestiti Spa, dalla Banca europea per gli investimenti) e da eventuali altri canali finanziari privati, ai comuni, alle imprese, a semplici cittadini, singoli o associati. Definire una premialità per l'efficienza energetica, il risparmio energetico, e costellazioni smart grid , ovvero per le produzioni e i consumi di piccola entità, piuttosto che per gli impianti fortemente energivori; v finanziare la riconversione ecologica degli impianti industriali con l'obiettivo di generare nuovi posti di lavoro, la realizzazione di nuove infrastrutture quali i punti di ricarica elettrici e la produzione e distribuzione di idrogeno alimentati da energie rinnovabili, nonché i punti di distribuzione dell'idrogeno per veicoli, sia pubblici, sia aziendali, sia collegati alle Comunità dell'energia locali, e la realizzazione di idrogenodotti, con un cronoprogramma ben definito; z in vista degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dall'Accordo di Parigi, il quale fa espressamente riferimento al disinvestimento sulle energie fossili, fissare gli obiettivi di taglio delle emissioni del 55 per cento al 2030 e del 100 per cento al 2050. Prevedere la completa eliminazione degli incentivi alle fonti fossili entro un periodo di transizione non superiore a due anni. Prevedere incentivi e premialità alle aziende che attuano la propria riconversione verso fonti al 100 per cento rinnovabili in anticipo rispetto all'obiettivo di due anni; aa sostenere adeguatamente lo sviluppo della ricerca di tecnologie innovative adatte a implementare la transizione energetica e favorire la competitività delle imprese e quindi la creazione di nuovi posti di lavoro, nonché la ricerca nella gestione dei territori, in particolare per quanto attiene gli adattamenti ai mutamenti climatici in atto, nonché i meccanismi organici di assorbimento della CO 2 presente in atmosfera; bb prevedere che i comuni e le comunità territoriali in genere aderenti a un programma volontario relativo ai temi e contenuti della presente legge, nel proprio ambito territoriale e amministrativo, assumano il titolo di « Territori a energia positiva » e individuare una premialità, mediante punteggio, nell'erogazione dei fondi e degli aiuti di Stato; cc vietare sul territorio della Repubblica, comprese le acque territoriali, le nuove estrazioni di idrocarburi, ivi comprese attività di ricerca di nuovi giacimenti; dd rinunciare, ai sensi dell'esito di due referendum nazionali, a un programma nucleare e quindi alla costruzione di nuove centrali per produzione di energia elettrica e procedere al decommissioning degli impianti esistenti; ee per quanto concerne l'economia circolare, vietare l'utilizzo dei sacchetti di plastica, di piatti, bicchieri e stoviglie monouso non biodegradabili, in attuazione di quanto previsto dalla direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, nonché istituire un tavolo interministeriale che, avvalendosi del supporto scientifico dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile – ENEA, ridisegni la filiera commerciale, a partire da quella alimentare, diminuendo fino a eliminare gli imballaggi, specie se di plastica, per il pieno recepimento delle direttive europee in materia, che deve avvenire entro il 5 luglio 2020 ; ff perseguire penalmente l'obsolescenza programmata e incoraggiare con appositi incentivi i comportamenti virtuosi e la riparabilità dei prodotti.