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area critica e terapia intensiva, area territoriale e chirurgica, area medica, area materno infantile, area salute mentale. (b) Evoluzione sistemica del SSN incidendo prioritariamente nei segmenti di Promozione, Prevenzione (dentro e fuori l'Ospedale), potenziamento della Rete di Medicina territoriale e domiciliarizzazione appropriata del paziente creando nel contempo occupazione stabile per gli italiani almeno per 24 mesi (assistente familiare) sul modello home care' team integrato composto dal medico di famiglia (MMG, PdF, MCP), case manager clinico e dall'infermiere di famiglia, case manager assistenziale e correlata riprogettazione Rete ospedaliera integrata con la lungo degenza. Azioni e strumenti b.1. Responsabilizzazione istituzionale della filiera Stato Regioni in punto di adempimento e verifica secondo predeterminati parametri dei seguenti Livelli Essenziali di Assistenza con applicazione innovativa del regionalismo sanitario differenziato, riconoscendo maggiori funzioni e risorse alle Regioni adempienti sulla base del criterio, da subito, della spesa storica e, a regime, del costo standard attingendo alle maggiori risorse dei fondi europei a salvaguardia del meccanismo dell'art. 119, commi 4 e 5 (Cost.) secondo nuove regole di ingaggio non più eludibili (accreditamento e contratto) e controlli stringenti b.1.1 Rete territoriale "medici e infermieri di famiglia", con l'istituzione del ruolo professionale dell'infermiere di famiglia secondo standard di fabbisogno (1 ogni 500 assistiti) nel contesto di un Livello Essenziale di Assistenza continua territoriale a garanzia di effettività e non solo di promozione della relativa implementazione dove l'infermiere di famiglia ( Family Health Nursing ,già sperimentato con successo in regioni pilota e in altre nazioni europee) vada a coadiuvare il medico di cure primarie negli interventi di prevenzione, assistenza e cura domiciliare dei fragili (minori, disabili, anziani) e cronici con parametri LEA di medicina di prevenzione accreditata e a contratto (convenzionata) debitamente profilati e segregati privilegiando modelli dove i due professionisti di integrano nelle loro rispettive funzioni in équipe stabili multiprofessionali; b.1.2Rete (nazionale) ospedali Covid e post Covid riqualificando per questo secondo segmento alcuni dei piccoli e medi ospedali di recente o imminente smantellamento (soprattutto a causa della chiusura punti nascita) sì che, debitamente attrezzati per la fase di emergenza epidemica, possano essere reimpiegati nell'ordinarietà per integrare la rete di Cure Intermedie e per tutte le esigenze di estensiva e convalescenziali dei pazienti non stabilizzati con adeguamento correttivo delle strutture del DM 70/2015 portando in particolare il vincolo dei 3,7 posti letto per mille abitanti (comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie) fino a 4,7 e superamento delle incongruenze della rete di Emergenza Urgenza non solo per i posti letto delle terapie intensive, bensì soprattutto per i Pronti Soccorso generalisti, OBI (Osservazione Breve Intensiva), posti letto e servizi cui debbono concorrere, proporzionalmente al budget, presidio per presidio (principio di aderenza territoriale), sia il pubblico che il privato; b.1.3 Rete delle strutture Long Term Care superando la logica della dicotomia intra ed extraospedaliera e investendo in occupazione e riqualificazione del sistema con il lavoro di assistenza e cura al domicilio, Anziché una sanatoria per i migranti, pensiamo a finalizzare almeno una parte delle importanti risorse disponibili cassa integrazione compresa, dando lavoro strutturato e giustamente remunerato ai cittadini italiani disoccupati, disoccupandi e cassaintegrati nell'ambito dell'assistenza e cura al domicilio delle persone e delle famiglie, istituendo il ruolo dell'assistente familiare, non solo per la protezione dell'anziano fragile (marginalizzando i ricoveri in struttura) ma anche di disabili non autosufficienti e minori, normando altresì il riconoscimento del lavoro di assistenza e cura del caregiver familiare, elettivamente nei confronti del congiunto assistito. Un nuovo paradigma che sviluppa assistenza e cura generando occupazione secondo il modello innovativo di regolazione e formazione di cui in allegato. In questo modo si generano le condizioni per ridurre la pressione sulle RSA che dovranno essere in parte riprogettate con standard sanitari socio sanitari ed assistenziali più stringenti, superando l'altro vulnus del DM 70 a garanzia dei LEA sociosanitari per la non autosufficienza e la terminalità, con riconoscimento differenziato di remunerazione in ragione della caratterizzazione sanitaria e maggiore/minore medicalizzazione, assistenza infermieristica, diagnostica, trattamenti farmacologici ecc. necessari alla domanda eleggibile per moduli residenziali, semiresidenziali, domiciliari di presa in carico degli anziani, disabili, minori non autosufficienti totali e terminali. Nei nuovi standard di accreditamento inserire parametri ineludibili di prevenzione delle malattie trasmissibili, delle infezioni correlate all'assistenza (ICA) nonché lotta all'antimicrobicoresistenza (AMR), non solo quindi di prevenzione e contrasto delle infezioni da, per esemplificare, SARS-CoV-2 promuovendo l'adesione alle buone pratiche a partire dal lavaggio delle mani e l'utilizzo corretto dei DPI, l'introduzione di sistemi di protezione germicida sostituzione dell'illuminazione con lampade a LED a basso consumo e UV-C antivirus e batteri, purificatori molecolari, compartimentazioni con flussi laminari agli ingressi dei reparti con dispositivi individuali per gli operatori adeguati. Ineludibile, come dicevo prima, è la contestuale parametrazione della remunerazione sanitaria e socio sanitaria della Long Term Care secondo analisi dei costi, del valore clinico, riabilitativo, assistenziale e dei prezzi ripulendo' progressivamente il sistema Ospedali RSA dalle storture e distorsioni verificatesi negli anni e drammaticamente esplose nella fase dell'emergenza secondo principio del giusto corrispettivo e responsabilizzazione dei gestori agganciato a controlli stringenti delle prestazioni ed interventi, con flussi di rilevazione digitalizzati e di tracciamento delle attività a contratto erogatori, prescrivendo la messa a budget delle attività di prevenzione, sicurezza e contrasto delle inappropriatezze; b.2. Rete dei Laboratori di Sanità Pubblica secondo parametri minimi dedotti nei Livelli Essenziali di Assistenza quali Centri di effettuazione diagnostica in emergenza dei test microbiologici per la ricerca diretta virologica (in grado anche di fare autoproduzione, in caso di necessità) e nell'ordinarietà di analitica rilevante per il governo dei determinanti sanitari e ambientali considerato che da più parti viene avanzata l'ipotesi di una correlazione importante tra virus e inquinamento. Si tenga conto che là dove carenti possono essere utilizzati Laboratori interni ad aziende ospedaliere che ne abbiano le caratteristiche. Tanto premesso e ritenuto e per quanto non specificato in appresso valgono le premesse in dispositivo, per il superamento dei nodi critici dell'emergenza e strutturali del nostro Sistema Sanitario in termini di strategia anti e post Covid, impegna il governo: