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Disposizioni per la valorizzazione delle attività artigianali di interesse storico e degli antichi mestieri. Onorevoli Senatori. -- La parola «artigianato» deriva da arte: le interazioni a livello semantico tra arte, artista, artigiano, artefice, sono evidenti nelle parole stesse. Nella storia dell'uomo le affinità e le simbiosi tra l'artigiano e l'artista, a volte la stessa persona che ora è l'uno ora è l'altro, sono ben visibili nei manufatti e negli oggetti d'arte esposti nei musei di tutto il mondo, a fianco delle opere degli artisti «maggiori». Del resto i materiali, gli strumenti e le tecniche adoperati sono spesso identici a quelli degli artisti. La conoscenza dei materiali, il lavoro lungo e complesso, le tecniche basate sull'abilità e sulla maestria dell'artigiano, l'innovazione e la creatività concentrate sulle soluzioni tecniche che ogni singolo decide di apportare, fanno sì che il prodotto finale sia realmente «un'opera d'arte». La rivoluzione industriale e l'affermarsi delle produzioni di massa hanno sicuramente inciso negativamente sulla produzione artigianale. Oltre a queste cause, tutta una serie di fenomeni legati alle grandi trasformazioni sociali contemporanee -- le migrazioni e l'inurbamento di massa; la scomparsa di attività a seguito dello spostamento degli addetti nel lavoro dipendente che una volta garantiva una maggiore copertura previdenziale e sanitaria; l'accrescimento dei livelli di scolarità; la propensione generale rivolta al «posto di lavoro» piuttosto che all'autoimpiego; la critica, spesso frutto di disinformazione, dell'istituto dell'apprendistato nell'avvio del rapporto di lavoro -- hanno determinato un primo sconvolgimento delle antiche tradizioni artigiane, che si erano mantenute integre più o meno fino alla metà del 1900. La conseguenza negativa di questa trasformazione, che ha portato per molto tempo ampie fasce della popolazione a prediligere il nuovo al vecchio e a disfarsi di tutto ciò che non sapeva di fabbrica e di moderno, è stata la progressiva chiusura delle botteghe artigiane nei centri storici delle città e dei centri minori dove, in entrambi i casi, è ancora oggi possibile ricostruire attraverso i nomi di vie e di piazze, legati ad attività di arti e di mestieri, l'antico tessuto produttivo della comunità locale. L'incremento del valore delle rendite urbanistiche ha dato un ulteriore colpo alle botteghe artigiane, i cui proprietari sono stati sfrattati o hanno ceduto i locali di proprietà perché la loro rendita è maggiore del reddito dell'attività. Tuttavia la rivalutazione dell'oggetto artigianale, oggetto di gusto e non di dozzinale fattura, fatto unicamente per soddisfare con un «ricordino» il turista, delle capacità dell'artigiano di dare vita a un'idea, alla materia e di trasformare anche un oggetto di uso quotidiano in un'opera d'arte grazie alla sua perizia manuale, è da alcuni anni in rapida crescita. Importante per questa rinascita dell'artigianato di valore è il riemergere di un consumatore esigente, capace di. ricercare la tradizione e l'innovazione sotto forma di originalità, tipicità, qualità e gusto, come ricordato in precedenza. Così come apprezzabile sembra la diffusione dei musei delle tradizioni locali, il successo dei mercatini dell'antiquariato, le pubblicazioni sui luoghi dove è possibile riscoprire le antiche tradizioni locali. Del resto anche l'UNESCO promuove da anni, e con maggior forza dal 2001, attraverso la commissione mondiale sul «Patrimonio della cultura intangibile» , un chiaro appello a salvaguardare la cultura quotidiana; il Patrimonio culturale mondiale dell'umanità non è costituito soltanto da monumenti e da aree naturali di particolare bellezza o unicità. L'Organizzazione, infatti, sollecita la preservazione anche dei beni immateriali che recano in sé il senso di continuità con le generazioni precedenti; importanti per l'identità culturale così come per la salvaguardia della diversità culturale e della creatività umana: riacquistano così la loro giusta importanza tutti quei processi assimilati dagli individui attraverso la conoscenza, l'abilità e hi creatività, i prodotti da loro creati e le risorse, come gli spazi e gli altri aspetti del contesto sociale e naturale necessari per il sostentamento. A dover essere individuata e salvaguardata è l'intera cultura tradizionale popolare in tutte le sue forme, per contrastare, come ha affermato Koïchiro Matsuura, direttore generale dell'UNESCO «(...) l'omologazione imposta dal mercato globale e dall'informatizzazione che minacciano la diversità culturale nel mondo intero». Vi è la necessità, come afferma giustamente ancora l'UNESCO, di investire «(...) sulla creatività e sull'attività del singolo soggetto di una comunità che produce e mantiene il patrimonio stesso, incoraggiando la continuità e la trasmissione alle generazioni future». Ricordiamo che la valorizzazione dei negozi storici, delle botteghe artigiane e degli antichi mestieri non è solamente un investimento culturale legato alla preservazione di antiche tradizioni, di prodotti od oggetti tipici; è anche un investimento economico, con effetti positivi legati in modo forte al turismo. La promozione di queste attività porta con sé la rivalutazione di un mondo vivo e produttivo che affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni popolari proprie di questo o di quel comune -- pensiamo alle botteghe di liutai a Cremona, alla costruzione delle gondole a Venezia, alle ceramiche in Sicilia -- e rivolge un invito ai turisti a riscoprire, attraverso testimonianze così importanti, un'Italia che non esiste più, dove il lavoro è ancora trasmesso di padre in figlio e dove ogni bottega conserva e difende la sua peculiarità. La presente proposta di legge non intende disciplinare la materia o fornire una legge-quadro che disciplini tali attività, ma intende evidenziare l'opportunità di non lasciare morire le botteghe artigiane, permettendo allo Stato, in maniera autonoma, o attraverso iniziative congiunte con l'Unione europea, le regioni e gli enti locali, di operare a tale fine. Se lo Stato, infatti, può trovare giusto mostrare un suo interesse verso questo settore della cultura e del lavoro, sono necessariamente le regioni e gli enti locali che, nel rispetto della loro autonomia, devono avvertire l'importanza di attivare iniziative di carattere legislativo, finanziario e culturale per valorizzare le botteghe artigiane e gli antichi mestieri, per salvaguardare la peculiarità delle comunità locali, il loro antico tessuto socio-economico, per sviluppare nuovi settori occupazionali e per promuovere il turismo in centri situati anche fuori dai circuiti tradizionali.