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L'articolo 6 (« Delega in materia di contrattazione collettiva del pubblico impiego » ) contiene una delega al Governo per la riforma del rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. La delega è finalizzata a ridefinire gli ambiti di applicazione della legge, della contrattazione collettiva e di quella individuale, nel rapporto di lavoro del personale. In particolare, nell'attuazione della delega, esercitata anche allo scopo di valorizzare il principio in base al quale i dipendenti pubblici sono al servizio esclusivo della Nazione, il Governo interverrà specificando, nell'ambito delle materie disciplinabili dalla contrattazione collettiva ai sensi del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, le ipotesi di derogabilità delle disposizioni di legge da parte della contrattazione collettiva ferma l'inderogabilità delle disposizioni di legge da parte della contrattazione individuale. Saranno, altresì, stabiliti criteri e limiti per la determinazione dei vincoli finanziari alla contrattazione collettiva, ridefinendo gli ambiti di intervento della contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. Inoltre, sarà razionalizzata la disciplina dei procedimenti disciplinari anche attraverso l'individuazione di procedimenti semplificati per gli illeciti di minore gravità e sarà effettuata un'opera di coordinamento delle disposizioni vigenti in materia di pubblico impiego anche attraverso l'elaborazione di testi unici. All'uopo, si precisa che non è stata recepita la richiesta avanzata dall'ANCI in sede di Conferenza unificata di inserire una lettera f) , recante la previsione dell'obbligo di provvedere al finanziamento degli oneri derivanti dalla contrattazione collettiva del comparto Funzioni locali mediante il trasferimento di risorse da parte dello Stato. Trattasi, infatti, di proposta che contrasta con la previsione di cui all'articolo 48, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e con il principio dell'autonomia amministrativa degli enti regionali e locali. L'articolo 7 (« Disposizioni finanziarie ») detta disposizioni in materia finanziaria prevedendo che gli interventi di cui al presente disegno di legge avvengano ad invarianza di oneri a carico della finanza pubblica (comma 1). Nel caso in cui gli interventi legislativi determinino nuovi o maggiori oneri privi di compensazione al proprio interno, è stabilito che i medesimi decreti legislativi siano emanati successivamente all'entrata in vigore dei provvedimenti che stanziano le risorse finanziarie occorrenti (comma 2). L'articolo 8 (« Clausola di salvaguardia » ) prevede che le disposizioni della legge costituiscono princìpi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione e le regioni a statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarità dei rispettivi ordinamenti (il comma 1 è stato inserito in accoglimento della richiesta formulata dalle regioni e dall'ANCI e dall'UPI in sede di Conferenza unificata). Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad applicare le disposizioni della legge compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Si allega alla presente relazione il parere della Conferenza unificata sullo schema del disegno di legge.. 1 (Deleghe per la riforma del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) 1 Al fine di conseguire una migliore organizzazione del lavoro e realizzare adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico per migliorare la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese, nonché al fine di coordinare le disposizioni vigenti in materia di pubblico impiego, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, anche attraverso l'elaborazione di testi unici, il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi ai sensi degli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 volti a riformare, mediante modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e a ogni altra disposizione in materia, la disciplina sul lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, con esclusione del personale di cui all'articolo 3 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nell'osservanza dei princìpi e criteri direttivi fissati dagli articoli da 2 a 6, nonché in armonia con i princìpi sanciti dall'articolo 27 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e con il quadro delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa in materia di disabilità, su proposta del Ministro delegato per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del medesimo decreto legislativo, e previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, che è reso nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 3 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura stabiliti dal presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. 4 Le disposizioni della presente legge si applicano, in quanto compatibili e ferma restando la specificità dei rispettivi ordinamenti, anche al personale dei comparti dell'istruzione, della ricerca e della sanità. 2 (Delega in materia di accesso al pubblico impiego) 1 L'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo è finalizzato a ridefinire, anche mediante la riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali, le modalità di accesso al pubblico impiego, compreso quello alla dirigenza.