[resaula]

In attesa delle linee guida da parte del Ministero e in attesa del recepimento del pacchetto europeo, potremo ripartire e lo potremo fare anche a Roma. Ora il presidente Zingaretti non avrà scuse per agire sugli impianti FORSU del Lazio: a Roma e nel Lazio siamo assolutamente al di sotto del minimo sindacale e ora, con l'intervento straordinario e la possibilità di agire riducendo i tempi o agendo in deroga, potremo finalmente rispondere a un'esigenza chiara dei cittadini, che non possono pagare le inadempienze del PD in Regione Lazio. Potrei parlare del Mose e del Terzo valico, ma il tempo non mi consente tanti altri esempi. Vorrei fare un riferimento alla videosorveglianza: senatrice Malpezzi, tutti noi vorremmo che non ci fosse la necessità di introdurre videosorveglianza a tutela dei minori e degli anziani, però purtroppo serve. Ognuno di noi, tutte le volte che vede certe immagini, si chiede come sia possibile: ebbene, gli altri possono chiedersi come sia possibile, noi dobbiamo agire per risolvere il problema. Collega Giammanco, è vero che lei ci provava da dieci anni, ma c'è voluto un impegno fermo e chiaro di Matteo Salvini e della Lega per introdurre in questo provvedimento un passaggio del genere e per reperire le risorse. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'abbiamo fatto, così come abbiamo adottato una disposizione che permette ai sindaci di intervenire quando ci sono condomini degradati. Tutti ricordiamo le immagini dell'Hotel House a Porto Recanati: ebbene, finalmente, i sindaci, che erano impotenti, avranno la possibilità di nominare amministratori di condominio e prevenire i problemi in situazioni di degrado come quella. Dicevo che il tempo non mi permette di fare altri esempi. È lo stesso tempo che non ci ha permesso di inserire nel provvedimento altre soluzioni, già individuate sia sul piano politico che delle risorse come, tanto per fare alcuni esempi, la nomina del commissario straordinario per la manutenzione della statale n. 36 e la viabilità connessa, che collega Milano alla Valtellina, in vista dei mondiali di sci del 2026; la possibilità di potenziare la tangenziale di Lodi (10 milioni di euro già ci sono e nei prossimi provvedimenti andremo a inserire la disposizione); dare risposta - come ricordava il collega di Fratelli d'Italia - alle istanze dei lavoratori e delle aziende che sono finite, loro malgrado, coinvolte in problemi di fallimenti aziendali come subappaltatori. Ebbene, quel fondo salva cantieri si farà: ieri, a Marsciano, una delegazione delle imprese della Astaldi ha incontrato il ministro Salvini e c'è l'impegno della Lega a trovare una soluzione fin dai prossimi provvedimenti, perché i lavoratori e le imprese non possono pagare per problemi che non sono i loro. Ebbene, già solo una delle risposte che ho rapidamente citato giustificherebbe un voto a favore di questo provvedimento e non può che essere un convinto voto a favore quello del Gruppo della Lega, non semplicemente a favore di un provvedimento, ma a favore dei cittadini, delle imprese e dei Comuni italiani, che da questo provvedimento riceveranno giovamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Giannuzzi. Congratulazioni) . MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, dopo aver ascoltato con attenzione le dichiarazioni di voto, anche quella che mi ha appena preceduto, ritengo che probabilmente l'assenza dalla Commissione di merito crei confusione. Basterebbe infatti leggere gli atti, da come sono iniziati a come sono arrivati in Aula. Questo provvedimento prende le mosse da decine e decine di audizioni svolte dalla Commissione di merito, l'8ª (lavori pubblici, comunicazioni); abbiamo iniziato nel mese di dicembre e finito - o meglio, interrotto, probabilmente - qualche giorno prima dell'inizio della sua trattazione. Cos'è successo in questo periodo? Le audizioni sono state importanti e ritengo che le due più significative, in ambito istituzionale, siano state quelle del Presidente dell'ANAC e del Presidente della Corte dei conti, dottor Buscema, che ha depositato anche una corposa relazione relativa a tutta la questione del codice degli appalti. Perché di questo si tratta: del codice degli appalti. Mentre stavamo discutendo di quest'importante provvedimento e della revisione di tale codice, una delle raccomandazioni che tutti abbiamo fatto, in maniera trasversale, senza che ci fosse una posizione di maggioranza o di opposizione, è che le modifiche ad esso fossero d'interesse parlamentare. Preso atto degli errori che a nostro avviso erano stati fatti nella scorsa legislatura attraverso la legge delega che aveva prodotto il decreto legislativo n. 50 del 2016, per non commetterli nuovamente, si auspicava che si potesse discutere all'interno delle Commissioni competenti, articolo per articolo, provvedimento su provvedimento, cercando di cogliere le istanze che arrivavano dal mondo delle piccole imprese, dei sindacati, di chi lavora, delle associazioni di categoria e dei soggetti istituzionali. Dopo tutto questo lavoro, una mattina entro in Commissione lavori pubblici e mi dico che probabilmente abbiamo perso tempo, perché il giorno precedente il preconsiglio dei Ministri aveva licenziato la legge delega sulla revisione del codice degli appalti: o siamo impazziti o prendiamo in giro noi stessi o chi sta fuori da quest'Aula, mi son detto; ma, secondo me, si tratta di tutte e tre le cose (e anch'io mi iscrivo all'elenco dei pazzi, perché a stare lì dentro o sei matto o altrimenti vieni via, quindi sono pazzo tra i pazzi). E poi c'è stata l'attesa spasmodica di questo provvedimento sul cosiddetto sblocca cantieri. Ricordo sempre una dichiarazione fatta in Commissione dalla collega Antonella Faggi, che spero non me ne vorrà, quando disse: abbiamo caricato di responsabilità questo provvedimento e lo abbiamo chiamato sblocca cantieri, ma il titolo è un altro. Era vero e aveva ragione, perché di sblocca cantieri non c'è traccia, eppure tutti coloro i quali ne parlano, compresi i cosiddetti leader politici, continuano a chiamarlo così. Ebbene, dopo settimane di richieste da parte del senatore Nencini e anche del sottoscritto, è arrivato il famoso elenco dei cantieri, ma non dei cantieri sbloccati, dei cantieri bloccati: complessivamente, per circa 17 miliardi di euro. Si tratta di un elenco fitto di cantieri, fornito da Anas dopo settimane di richieste, che vede lo spostamento da uno a quattro anni di opere fondamentali di lavori pubblici essenziali già cantierabili e finanziati, per coprire misure che questo Governo ha inteso portare avanti come il reddito di cittadinanza, quota 100 o altre robe, che alla fine non hanno portato a casa alcun risultato, nemmeno nell'interesse dei cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Quindi non abbiamo fatto niente da una parte e abbiamo bloccato 18 miliardi di interventi. Solo nella mia Toscana si tratta di 1,2 miliardi di euro di infrastrutture: gli assi viari, la corsia tirrenica, il collegamento ferroviario da Firenze alla Versilia. Il tutto è ben documentato e ovviamente articolato.