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Norme in materia di sicurezza nelle istituzioni scolastiche. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge vuole contribuire a sviluppare, in tempi rapidi, e in forme ispirate a un principio di responsabilità, condizioni di maggiore sicurezza nelle istituzioni scolastiche. Il testo potrà essere certamente migliorato e corretto non solo a seguito del dibattito parlamentare, ma anche del confronto che i proponenti auspicano di sviluppare con l'Associazione nazionale dei comuni italiani, con l'Associazione delle province d'Italia e con le associazioni dei cittadini. Gli obiettivi perseguiti, delineati dall'articolo 1, consistono: nell'accrescere il livello di sicurezza delle istituzioni scolastiche, con particolare riguardo all'incolumità fisica degli alunni, del personale e di tutti coloro che operano o che si trovano all'interno delle aree e dei locali di pertinenza delle istituzioni scolastiche; nel definire con chiarezza, sul piano amministrativo, le diverse aree di competenza e di responsabilità e nel sollecitare forme di responsabilizzazione sociale finalizzate specificamente al miglioramento e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici; nel rafforzare la disciplina della tutela risarcitoria in favore dei soggetti eventualmente coinvolti in incidenti e in eventi lesivi, avvenuti nelle aree e nei locali di pertinenza delle istituzioni scolastiche. La precisa scansione delle competenze e delle relative responsabilità, definite principalmente nell'articolo 2, mira a evitare pericolose confusioni di ruolo e rimpalli di responsabilità. Nel giugno del 2006 è scaduta la proroga dei termini legislativi che hanno consentito di disapplicare il decreto legislativo n. 626 del 1994 sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro (ora abrogato dal decreto legislativo n. 81 del 2008, che reca la nuova disciplina della materia), alle istituzioni scolastiche: è impensabile che la responsabilità di proseguire l'esercizio delle attività scolastiche in condizioni non pienamente rispondenti ai canoni di sicurezza possa essere rimessa all'esclusiva coscienza del dirigente scolastico, al quale sfugge ogni competenza di spesa in materia; a tale fine vengono, pertanto, ampliati e precisati i suoi compiti, con l'articolo 8, prevedendo anche l'attivazione di poteri sostitutivi in caso di sue inadempienze. La cronica carenza di risorse finanziarie imporrà per forza di cose una fase di transizione la cui durata deve essere contenuta il più possibile: di qui la messa a punto di un regime transitorio che, nelle more della realizzazione di un piano straordinario di interventi di edilizia scolastica, duri al massimo un triennio (articoli 4 e 6). In tale vacatio , assumeranno un rilievo decisivo le risultanze dell'anagrafe scolastica avviata su iniziativa ministeriale. Il disegno di legge mira a realizzare n'anagrafe aggiornata periodicamente, che affidi un ruolo decisivo alle conferenze di servizi tra gli enti interessati. D'altra parte, non si può pensare di lasciare inalterati il numero delle strutture scolastiche e la loro capacità di servire l'utenza: si tratta sicuramente di ridurne il numero e di aumentarne le capacità di servizio e di sicurezza senza adagiarsi su logiche campanilistiche o comunque irresponsabili, non più sostenibili. Al fine di sollecitare una progressiva crescita della responsabilità civica, è incentivata e sottratta alle regole ordinarie di raccolta del risparmio l'azione socialmente responsabile di imprese e di privati, in una prospettiva che mira a valorizzare il principio di sussidiarietà orizzontale anche nel settore della scuola (articoli 5 e 7). Anche l'azione degli enti locali competenti è filtrata e valorizzata alla luce del principio di sussidiarietà, in questo caso verticale: si propone, quale metodo selettivo, quello che privilegia, ai fini del finanziamento, le iniziative che risultano più meritorie da un punto di vista dell'analisi costi-benefìci e che mirano a sviluppare iniziative socialmente e istituzionalmente responsabili. L'obiettivo dovrà essere quello di concentrare le risorse su un numero di strutture minori dotate di maggiore capacità di servizio e di maggiore sicurezza (mediante il ricorso a parametri selettivi relativi all'utenza servita, all'esistenza o all'inesistenza di altre strutture consimili in area vicina e ad altri fattori); di qui la priorità assicurata agli interventi nelle aree in cui i comuni provvedono a definire i propri piani di intervento per aree comprensoriali intercomunali, al fine di rendere gli interventi sostenibili e compatibili con lo stato della finanza pubblica (articolo 4). Sul piano delle risorse finanziarie disponibili, a livello statale, esauriti nel 2004 gli interventi previsti dal piano triennale per l'edilizia scolastica, non sono state più previste in sede di manovra finanziaria specifiche provvidenze finalizzate allo scopo, adducendo la cessazione della competenza in materia, rimessa alle regioni dalla modifica dell'articolo 117 della Costituzione; sennonché le regioni lamentano che l'aumento delle competenze non è stato accompagnato da risorse che le mettessero in grado di esercitarle effettivamente. Onde evitare il rimpallo di responsabilità, riteniamo utile prevedere risorse aggiuntive statali destinate allo scopo, da trasferire alle regioni per sostenere il programma straordinario di edilizia scolastica previsto dal presente disegno di legge. Più in generale, si tratta comunque di fare appello a risorse aggiuntive anche di carattere privato e a politiche improntate a serietà e ad austerità. Un ultimo elemento di novità introdotto dal presente disegno di legge è quello relativo alla previsione di un risarcimento provvisorio cui è tenuto l'istituto assicuratore in favore delle vittime o dei parenti aventi diritto, nelle more dell'accertamento definitivo di responsabilità, fatta salva la rivalsa nei confronti dei responsabili. Si tratta di un indispensabile presidio in favore di soggetti deboli che non sono in grado di attendere i tempi, purtroppo lunghi, di definizione dei processi.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge ha le seguenti finalità: a) accrescere il livello di sicurezza delle istituzioni scolastiche, con particolare riguardo all'incolumità fisica degli studenti, del personale e di coloro che operano o che si trovano all'interno delle aree e dei locali di pertinenza delle stesse istituzioni scolastiche; b) definire con chiarezza, sul piano amministrativo, le diverse aree di competenza e di responsabilità e sollecitare forme di responsabilizzazione sociale finalizzate specificamente al miglioramento e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici; c) rafforzare gli strumenti per la tutela risarcitoria in favore dei soggetti coinvolti in incidenti e in eventi lesivi avvenuti nelle aree e nei locali di pertinenza delle istituzioni scolastiche. Art. 2. (Competenze) 1. Al fine di garantire la sicurezza delle attività svolte nelle istituzioni scolastiche assumono rilievo essenziale, secondo l'ordine di priorità di seguito indicato, gli interventi finalizzati a garantire, negli edifici scolastici e nelle relative pertinenze: a) la sicurezza statica degli edifici e, in generale, degli impianti di proprietà degli enti locali;