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il tutto si sarebbe svolto, secondo le fonti di stampa, nel dicembre 2020, nel giro di poche settimane, a cavallo delle festività natalizie; attraverso questo concorso, sempre secondo le citate fonti di stampa, il Consiglio regionale avrebbe assunto 16 funzionari di categoria C da destinare all'ufficio di presidenza, in virtù di una norma che permetterebbe di attingere alle graduatorie dell'ultima procedura concorsuale svolta presso altri enti pubblici del medesimo territorio; gli esiti del concorso presso il Comune di Allumiere sarebbero stati resi noti il 14 dicembre 2020, mentre le assunzioni da parte del Consiglio regionale sarebbero avvenute pochi giorni dopo, il 18 dicembre; va altresì aggiunto che, su 16 posti disponibili, i candidati contattati sarebbero stati 24, ma 8 di essi avrebbero rifiutato la chiamata; senonché, il 28 dicembre il Comune di Guidonia, alle porte di Roma, avrebbe concluso un accordo con il Comune di Allumiere e avrebbe assunto 8 funzionari, traendoli dal medesimo elenco; 4 di questi sarebbero i medesimi che avevano rifiutato la nomina presso il Consiglio regionale; i fatti descritti sono quanto meno singolari, date le indubbie coincidenze che potrebbero dare adito ad alcuni sospetti; le fonti di stampa segnalano, a tal proposito, che lo stesso sindaco della cittadina laziale sarebbe comandato da tre anni presso l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti richiamati. Atto n. 4-05214 DE POLI Al Ministro dell'interno Premesso che: il Ministero dell'interno con proprio decreto 21 ottobre 2020 avente ad oggetto "Modalità e disciplina di dettaglio per l'applicazione dei nuovi criteri di classificazione relativi alle convenzioni per l'ufficio di segretario comunale e provinciale ", in attuazione all'art. 16- ter del decreto-legge n. 162 del 2019, ha introdotto il nuovo criterio di classificazione delle convenzioni di segreteria che dovrà tenere conto della somma degli abitanti di tutti i Comuni aderenti al patto e non più, come in precedenza, della popolazione del solo ente "capofila"; sebbene il provvedimento miri a favorire il processo associativo degli enti locali in modo da ottimizzare le risorse disponibili, limitare le convenzioni in base al numero degli abitanti, in carenza di personale amministrativo, soprattutto di segretari comunali, ostacola l'attività dei Comuni, prevalentemente di quelli di minore entità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno introdurre delle modifiche al decreto ministeriale citato, percepito come ostativo al pieno svolgimento ed espletamento dell'attività degli enti locali, soprattutto in considerazione dell'attuale situazione di emergenza sanitaria.