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È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, siamo compiaciuti che anche le nostre proposte contribuiscano ad aumentare coralmente la consapevolezza che i fondi del PNRR non possono essere spesi in modo non oculato, in sanità soprattutto, finalizzando le risorse affinché non si abbia a ripetere mai più e non ci si ritrovi mai più nella condizione di impreparazione e vulnerabilità in cui ci siamo trovati a inizio pandemia. Perciò assume rilevanza strategica la realizzazione di un sistema nazionale prevenzione salute, non solo dai rischi ambientali e climatici, di cui bisogna sicuramente tenere conto, come recita l'articolo 27 del provvedimento in conversione, ma è indispensabile avere ben presente la necessità di fare sistema anche per il rafforzamento e il miglioramento delle attività di sorveglianza attiva e passiva, con carattere One Health , di riconoscimento dei determinanti e dei rischi e di valutazione dell'impatto degli interventi, prioritarizzando le attività di preparazione e potenziamento delle capacità del Servizio sanitario nazionale di identificazione, prevenzione e risposta delle patologie respiratorie ad elevata trasmissibilità e patogenicità, nonché di prevenzione e contrasto all'insorgenza e diffusione di zoonosi. È per questo che da tempo insistiamo - e poco abbiamo ottenuto - sulla predisposizione del Piano pandemico nazionale di prevenzione proattiva e governo dei rischi delle malattie trasmissibili a rilevanza endemica e pandemica e a carattere zoonotico e per una profilassi vaccinale davvero efficace e sicura, senza sprechi. Siamo di fronte ad un momento cruciale della nostra storia politica e sociale, che ci impone di riaffermare con forza e determinazione, negli attuali scenari di guerra, non solo l'etica della responsabilità, ma di precorrere invece che subire, secondo l'etica della prevenzione come principio fondamentale dell'agire istituzionale per il benessere individuale e collettivo, governando l'evoluzione della pandemia, con tutti gli strumenti e le misure tecnicamente disponibili. Tale modello potrebbe essere di riferimento anche a livello europeo, andando a proporre, anziché subire le decisioni dell'Europa, incidendo con la stessa authorship dimostrata in campo economico anche per orientare le politiche sanitarie, finalizzando innovazione, ricerca e risorse, sia per vaccini efficaci e sicuri nel tempo e nella prevenzione, sia per il contrasto di zoonosi, le cui conseguenze sociali ed occupazionali, se si continua ad approcciarle deterministicamente e incontrollatamente, rischiano di essere non meno devastanti degli approcci ultraliberisti e incontrollati dei tecnocrati della BCE (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) ; tecnocrati che hanno pensato di normalizzare la politica monetaria dell'Europa, riducendo gli acquisti di debito sovrano degli Stati membri e innalzando i tassi di interesse, generando un unicum dove il rimedio è peggiore del male dopo quattro mesi di guerra amplificatrice di una spinta inflazionistica già in essere, invero prevedibile e preparabile almeno da un anno, le cui responsabilità sono plasticamente evidenti. Ecco il valore della prevenzione in tutti i settori, responsabilizzando la tecnica al servizio della politica (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , non diversamente a fronte di una possibile recrudescenza pandemica, su cui ora dobbiamo determinarci legislativamente, indicando la messa a punto delle misure di prevenzione e preparazione atte a consolidare il ritorno alla normalità. Tutto questo chiama a responsabilità politica il Governo e l'Esecutivo di Bruxelles e a responsabilità tecnico-scientifica le agenzie e gli uffici governativi preposti, sancendo un patto di collaborazione con tutte le strutture e gli uffici della sanità pubblica, umana, animale e ambientale, come indicato nei nostri emendamenti, per la realizzazione dei livelli essenziali di assistenza, di prevenzione e protezione dai rischi delle patologie trasmissibili a rilevanza endemica e pandemica e a carattere zoonotico. I principi vanno rafforzati, inserendo tra gli obiettivi la messa in campo di misure stringenti di sorveglianza attiva e passiva con carattere One Health e prevedendo che il sistema vada a concorrere, per i profili di competenza, alla definizione e implementazione del Piano pandemico nazionale di prevenzione proattiva e governo dei rischi, demandando al Ministero della salute il dettaglio attuativo, con un cronoprogramma certo a completamento di quanto non previsto nel decreto del Ministro del 9 giugno. Dobbiamo tutti dimostrare di avere imparato da questi ultimi due anni molto di più di quello che da qualche parte ho letto e che più o meno suonava così: «A esser forti ci hai costretto. Ti odio Covid, che tu sia maledetto». La nostra forza, la nostra vera forza è agire, agire in prevenzione per non dover maledire. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, ci troviamo davanti al decreto di attuazione del PNRR composto da oltre 50 articoli e necessariamente ognuno di noi deve fare delle scelte e delle sottolineature su alcuni aspetti che reputa di particolare interesse, senza per questo togliere importanza a tutti gli altri. Dico questo per spiegare perché io mi soffermerò concretamente su due punti. Il primo punto riguarda il fatto che dell'attuazione di questo PNRR fa parte integrante una sospensione totale, l'aver detto cioè che in qualche modo con il 30 di giugno finiscono gli effetti di una sorta di emergenza e l'aver lasciato fuori dalla percezione di tale emergenza quelle che noi chiamiamo le categorie fragili. Avevo presentato un emendamento, ma, a dispetto di quanto pareva inizialmente, nel dibattito della Commissione straordinariamente complesso - come sappiamo - alla fine non è stato approvato. Il problema esiste e ci troviamo davanti all'idea di voler attuare il PNRR in una situazione in cui il virus rivela ogni volta la sua capacità di recuperare forza ed energia e di reimporci - in un certo senso - ritmi che richiederebbero ancora una volta particolare attenzione e capacità di presa in carico delle cosiddette categorie fragili. Tra queste, sappiamo che ci sono, per esempio, pazienti cronici, pazienti con disabilità, ma ci sono anche i familiari che di quei pazienti si prendono cura. Penso, ad esempio, al grande campo dei caregivers , su cui non riusciamo a focalizzare l'attenzione del Governo e, quindi, parte significativa delle risorse proprio del PNRR. Questo è un punto chiave che voglio mettere in evidenza perché forse è un elemento meno visibile, che può sfuggire, anche davanti alla drammaticità del problema della guerra, su cui discuteremo oggi pomeriggio, o davanti alla drammaticità della pandemia nei momenti dei grandi decessi. Un'ondata lunga sta colpendo parte significativa della popolazione che è anche una parte produttiva, che in altri termini non chiede di non essere impegnata o di sottrarsi alle proprie responsabilità. Chiede invece di poter lavorare e che vengano riattivate quelle misure positive in cui, per esempio, hanno lavorato da remoto, tenendo insieme la tutela della loro vita e quello che io chiamo il diritto al lavoro.