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che, nei casi diversi da quello di cui sopra, possa procedere se l'importo del credito superi 120.000 euro, mentre, superata tale soglia, l'espropriazione possa essere avviata se sia stata iscritta ipoteca ex articolo 77 e siano decorsi sei mesi dall'iscrizione senza che il debito sia stato estinto. Il comma 3 dell’articolo 76 stabilisce che il concessionario non proceda all'espropriazione immobiliare se il valore dei beni di cui ai precedenti commi, determinato a norma dell'articolo 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, sia inferiore all'importo indicato al comma 1, lettera b) e al comma 2, lettera b) . Il comma 4 dell’articolo 76 stabilisce infine che, in deroga a quanto stabilito ai commi 1 e 2, l'agente della riscossione possa dar corso all'espropriazione nei casi in cui a carico del debitore siano state applicate le misure di prevenzione o ricorrano le cause ostative ivi indicate; sia stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato o emesso decreto di condanna irrevocabile o sentenza di patteggiamento per uno dei reati ivi indicati; siano state definitivamente accertate le indicate violazioni rispetto agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse, o rispetto a quelli in materia di contributi previdenziali e assistenziali ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva. Il medesimo comma stabilisce anche alcune deroghe all'operatività delle citate preclusioni, tra cui l'essersi il debitore trovato nella impossibilità oggettiva di adempiere in tutto o in parte gli obblighi di legge indicati. L'articolo 5, comma 2, del disegno di legge, reca previsione analoga a quella dell'articolo 2, comma 2, salvo quanto stabilito dal comma 3 del medesimo articolo 5. L'articolo 5, comma 3, stabilisce che qualora sia cessata l'efficacia degli atti di cui al comma 2, l'espropriazione possa essere avviata o proseguita al ricorrere delle condizioni ivi indicate. L'articolo 5, comma 4, reca una statuizione analoga a quella di cui all'articolo 1, comma 2, ai fini di quanto stabilito dall'articolo 76, comma 2, lettera a) , del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 come riformulato dal comma 1 dell'articolo 5. L'articolo 6, comma 1, abroga l'articolo 515, terzo comma, del codice di procedura civile, sostituendolo interamente e disponendo che gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore e i beni mobili comunque strumentali al detto esercizio non sono pignorabili se adibiti all'esercizio dell'attività dal debitore, al ricorrere dei presupposti indicati; disponendo altresì, in caso contrario, che detti beni possano essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appaia sufficiente per la soddisfazione del credito, e che, in caso di pignoramento, la custodia sia sempre affidata al debitore ed il primo incanto non possa tenersi prima di trecento giorni dal pignoramento stesso. L'articolo 7, comma 1, aggiunge tre commi all'articolo 571 del codice di procedura civile. Il quinto comma impedisce di presentare offerte a coloro che si trovino in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni; a coloro a cui carico siano state applicate le misure di prevenzione o ricorrano le cause ostative ivi indicate; sia stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato o emesso decreto di condanna irrevocabile o sentenza di patteggiamento per uno dei reati ivi indicati; siano state definitivamente accertate le indicate violazioni rispetto agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse, o rispetto a quelli in materia di contributi previdenziali e assistenziali ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva; sia stata applicata la sanzione interdittiva di cui all'articolo 9, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo n. 231 del 2001 o altra comportante divieto di contrarre con la pubblica amministrazione; a quanti si trovino, rispetto ad altro partecipante, in situazione di controllo ex articolo 2359 del codice civile. L’ottavo comma stabilisce deroghe all'operatività dei sopra citati divieti, disciplina formalità e procedure ai fini della dichiarazione del possesso dei requisiti e della loro verifica. Il comma 2 del disegno di legge stabilisce che la cancelleria del Tribunale, prima del trasferimento del bene espropriato, accerti la veridicità delle dichiarazioni e gli adempimenti a proprio carico nel caso di presentazione di falsa dichiarazione o falsa documentazione, istituendo anche un casellario informatico l'inclusione nel quale impedisce la partecipazione a qualsiasi asta presso tutti i Tribunali della Repubblica per un periodo di due anni dall'iscrizione. Il comma 3 dispone che le disposizioni di cui ai commi precedenti si applichino anche alle procedure immobiliari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973. L'articolo 8, comma 1, aggiunge tre commi all'articolo 579 del codice di procedura civile, di contenuto identico a quelli di cui all'articolo 7, comma 1, del disegno di legge. L'articolo 9, comma 1, aggiunge un comma all'articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, secondo cui l'assegnazione dell'immobile allo Stato non pregiudica che esso sia assegnato in uso alle persone esecutate, delegando il Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con altro, a definire con proprio decreto le ipotesi in cui, avuto riguardo al valore dell'immobile espropriato, alle condizioni patrimoniali dell'esecutato e alla insussistenza in suo capo di altri mezzi per assicurarsi un alloggio dignitoso o il sostentamento suo e del proprio nucleo familiare, si proceda alla concessione del diritto d'uso. L'articolo 10, comma 1, abroga il comma 12 dell'articolo 11 -quaterdecies del decreto-legge n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2005, sostituendolo interamente e stabilendo che il prestito vitalizio ipotecario ha per oggetto la concessione da parte di aziende ed istituti di credito nonché da parte di intermediari finanziari, di cui all'articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 2003, n. 385, di finanziamenti a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali e su immobili strumentali ed adibiti all'esercizio di imprese, arti o professioni. L'articolo 11, comma 1, stabilisce i tempi dell'entrata in vigore della legge.. 1 1 All'articolo 2910 del codice civile sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: