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con ordinanza del 24 luglio 2020, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", il Ministro della salute, allo scopo di contrastare e contenere la diffusione del COVID-19, ha imposto "alle persone che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Bulgaria o in Romania, l'obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, con le modalità di cui agli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020, come prorogato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 2020"; vista l'evoluzione del quadro epidemiologico, è stata firmata un'ulteriore ordinanza, prolungando le misure restrittive per chi proviene dalla Romania e Bulgaria; le organizzazioni Confagricoltura, Coldiretti, CIA e Copagri, a nome dei lori iscritti, nel denunciare come le nuove restrizioni relative al movimento dei lavoratori provenienti dall'Europa orientale metterebbero a rischio l'intero comparto agricolo (ogni anno dalla Romania arrivano 100.000 lavoratori, 10.000 dalla Bulgaria), chiedono un confronto allo scopo di prevedere misure alternative come l'effettuazione di tamponi entro 24 ore dall'arrivo del lavoratore o durante le visite prima dell'assunzione; il Veneto risulta essere la prima regione italiana per l'esportazione di vino e quarta potenza mondiale dopo Francia, Italia e Spagna, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non reputino improrogabile un confronto con le organizzazioni del comparto agricolo al fine di adottare misure idonee a garantire sia la sicurezza sanitaria che la reperibilità di manodopera qualificata considerando, eventualmente, anche una revisione dello strumento del voucher , per venire incontro alle pressanti richieste degli agricoltori in un particolare momento di fragilità economica. Atto n. 4-03955 DE BONIS Al Ministro dell'interno Premesso che: l'interrogante ha appreso da organi di stampa del trasferimento di 100 migranti tunisini da Porto Empedocle (Agrigento) ad una struttura alle porte di Ferrandina (Matera) per il periodo della quarantena; sul tema degli arrivi in Basilicata, ultimamente l'interrogante ha presentato un atto di sindacato ispettivo ai ministri Lamorgese e Speranza (4-03925), per sapere come intendano gestire i 36 casi di COVID-19 registrati tra i migranti arrivati a Potenza e Irsina da Lampedusa; l'arrivo a Ferrandina per la quarantena di 100 migranti provenienti da Porto Empedocle determina una certa preoccupazione tra gli abitanti e, pur essendo rassicuranti le notizie sulla negatività dei tamponi di queste persone, sarebbe opportuno che il sindaco di Ferrandina, massima autorità sanitaria, esigesse una controprova; si apprende che la struttura in cui dovrebbero essere ospitati i migranti può accogliere al massimo 50-60 persone e, pertanto, non potrebbero essere rispettate le regole obbligatorie di distanziamento sociale; inoltre, il centro è chiuso da un anno e dunque sorgono seri dubbi sulla sua capacità di adempiere alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. Fatto ancor più preoccupante, è che si trova nei pressi di una stazione che serve moltissimi cittadini materani e lucani, il che creerebbe una promiscuità inaccettabile; occorre che vengano messe a disposizione altre strutture sanitarie militari per monitorare queste persone e garantire che la quarantena si svolga in piena sicurezza; ciò è stato fatto con l'arrivo dei migranti nel centro di accoglienza di Potenza, ma non in quello di Irsina. Invece andrebbe fatto in tutti i casi, anche in quest'ultimo di Ferrandina, perché non si può permettere che una regione che fino a ieri non contava nessun contagio, grazie ai sacrifici dei cittadini lucani, diventi terra di focolai; nella gestione dei flussi migratori va posta la massima attenzione all'aspetto della sicurezza, rafforzando i controlli sanitari e predisponendo adeguate misure in strutture specifiche proprio a tal fine. Se il soccorso è un dovere morale, lo è anche garantire la salute dei propri cittadini, si chiede di sapere: in che modo il Ministro in indirizzo intenda organizzare l'accoglienza dei migranti a Ferrandina perché venga garantita la più adeguata sistemazione; se non ritenga utile mettere a disposizione altre strutture sanitarie militari per monitorare queste persone e garantire che la quarantena venga svolta in piena sicurezza. Atto n. 4-03956 BOTTO MANTOVANI ANGRISANI PAVANELLI L'ABBATE LANNUTTI PIARULLI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: gli effetti economici e sociali determinati dalla pandemia da COVID-19 hanno indebolito l'attività produttiva e il mercato del lavoro, compromettendo le prospettive economiche almeno per il medio periodo, a causa dell'elevato grado d'incertezza e di sfiducia da parte delle famiglie e delle imprese, provocato dallo shock congiunto di domanda e offerta legato al blocco delle attività per l'emergenza sanitaria, che ha prodotto una revisione al ribasso di 8,6 punti del PIL nel 2020, unitamente ad una riduzione di accesso al credito da parte del sistema bancario; sono state molte le misure tempestive e di carattere straordinario, adottate dal Governo, per far fronte alla situazione eccezionale che ha condizionato (oltre alla vita quotidiana dell'intera comunità nazionale) l'andamento dei conti pubblici, attraverso l'autorizzazione da parte del Parlamento allo scostamento di bilancio necessario a fronteggiare l'emergenza epidemiologica: dal decreto "cura Italia", agli interventi disposti sul decreto "liquidità", all'ultimo decreto "rilancio", sono stati previsti interventi immediati e poderosi a sostegno di ogni segmento economico del sistema Paese, con il duplice obiettivo di affrontare una crisi senza precedenti e il rafforzamento delle misure già predisposte, in grado di fornire stimoli e mettere in campo interventi necessari per la ripresa del Paese; gli strumenti previsti dal decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, decreto "liquidità", che all'articolo 13 ha disposto fino al 31 dicembre 2020 un potenziamento e un'estensione dell'intervento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, in deroga alla disciplina ordinaria, sono stati ulteriormente rafforzati (anche alla luce dell'intervenuta nuova disciplina sugli aiuti di Stato) attraverso l'articolo 31 del decreto "rilancio", che ha rifinanziato il medesimo fondo, incrementandolo di 3.950 milioni di euro in favore delle piccole e medie imprese, attraverso una serie di articolate misure agevolative, garantite dallo Stato;