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sul tunnel del Brennero si sono susseguite dichiarazioni quantomeno "singolari" da parte di esponenti del Governo, sia da parte del Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro, che in campagna elettorale aveva detto di voler fermare i lavori, sia con l'incredibile gaffe del ministro Danilo Toninelli secondo cui il tunnel era già pronto e finito, tanto da consentire il passaggio delle merci a bordo dei tir; gli interventi infrastrutturali sono stati programmati fin dal 2003 ed in particolare la realizzazione della nuova linea tra Fortezza e Ponte Gardena, in continuità con il nuovo tunnel del Brennero e alle circonvallazioni ferroviarie di Bolzano, Trento e Rovereto oltre ai i nuovi accessi al nodo di Verona, per complessivi 85 chilometri di linea a doppio binario; al tunnel del Brennero, quindi, sono collegati altri progetti divisi in lotti, tra i quali il IV lotto funzionale Verona-Pescantina; sulle opere del corridoio del Brennero si sta lavorando da decenni perché rappresentano una strada indispensabile per lo sviluppo, quella della mobilità sostenibile che vuol spostare le merci dalla strada alla ferrovia; gli interventi hanno lo scopo di inserire a pieno titolo Verona nel sistema dell'alta velocità e di confermare il "quadrante Europa" quale principale terminal in grado di acquisire l'aumento del traffico merci sulla linea del Brennero, a partire dal 2027; nel corso del 2017 RFI ha sviluppato uno studio interno che, nel ridimensionare i valori di traffico ferroviario previsti da BBT SE nel 2007, in quanto condizionati dalla capacità delle tratte di accesso, individua nella realizzazione del 1° e 4° lotto e del sistema ERMTS L2 sull'intera linea le opere essenziali per fornire un'adeguata risposta alla domanda di trasporto merci sull'asse del Brennero a partire dal 2028; la galleria di base del Brennero permetterà di risparmiare 45 minuti anche per i treni viaggiatori che, sul corridoio tra Verona e Monaco, potranno risultare più attraenti e concorrenziali rispetto alla strada; l'aggiornamento di RFI prevede, con l'apertura del tunnel di base nel 2027, un carico di treni sul nodo di Verona di 30 coppie di treni viaggiatori (inferiore all'offerta attuale) e 65 coppie di treni merci diretti, nella loro maggior parte, a quadrante Europa. Con questo tipo di offerta RFI ritiene di saturare la potenzialità della linea del Brennero; complessivamente quindi, e fino ad una completa revisione del corridoio per portarlo alla capacità di circa 320 treni al giorno come presunto dallo studio iniziale di BBT SE, il numero di treni previsti in ingresso a Verona con l'apertura del tunnel di base nel 2027 è rispettivamente di 65 coppie sulla linea merci (ovest) e di 30 coppie sulla linea viaggiatori (est); la realizzazione della tratta unitamente al percorso ad alta velocità Brescia-Verona consentirà l'impiego della linea storica per modalità di trasporto ferroviario cadenzato; è imprescindibile fare chiarezza in un momento in cui sulle sorti del tunnel del Brennero c'è grande incertezza, in particolare sulle tratte d'accesso (non ancora finanziate) che prevedono ricadute fondamentali sulle province di Trento, Bolzano e Verona in termini ambientali, economici e sociali; ad oggi non è stato nominato alcun commissario né risulta che stiano proseguendo le progettazioni dei vari lotti funzionali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda confermare la realizzazione di queste opere infrastrutturali; quale sia lo stato attuale delle progettazioni; se non ritenga opportuno nominare un commissario per seguire ogni altra azione e dare impulso a tutte le iniziative possibili per rispettare i termini temporali assunti con la UE; se saranno rispettati i tempi previsti; se risulti allo studio la possibilità di utilizzare le stazioni ferroviarie minori presenti nella provincia di Verona per un sistema di trasporto cadenzato. Atto n. 3-00776 OSTELLARI Al Ministro della giustizia Premesso che: la circoscrizione della Corte d'appello di Venezia ha un'elevata popolazione residente, pari a quasi 5 milioni di abitanti, collocandosi al terzo posto a livello nazionale; una consistente ulteriore presenza di persone si registra sul territorio per ragioni diverse dalla residenza, tra cui il turismo, studio e lavoro; tutte le persone che insistono sul territorio della Corte d'appello, residenti e non, concorrono a comporre una domanda di amministrazione della giustizia nel distretto territoriale di competenza; il distretto della Corte d'appello di Venezia equivale sostanzialmente all'intera regione del Veneto, territorio nel quale si collocano numerose e importanti realtà imprenditoriali e finanziarie; è evidente, pertanto, che alla presenza di persone e imprese si associa in modo coessenziale un contenzioso a cui l'organizzazione giudiziaria è chiamata a fare fronte; risulta tuttavia una consistente carenza degli organici della Corte d'appello di Venezia, del tribunale distrettuale e del tribunale per i minorenni rispetto alle altre realtà italiane, per numero di magistrati; analoga carenza si registra in seno alla consistenza del personale amministrativo; ciò fa sì che l'organico disponibile per la Corte d'appello di Venezia non riesca a far fronte alle nuove iscrizioni, che sono in costante aumento, tanto nel settore penale quanto in quello civile; ciò determina un prolungamento dei giudizi che si traduce inevitabilmente in un contenzioso sull'eccessiva durata del processo, con conseguenti esborsi a carico dello Stato, si chiede di sapere: se consti al Ministro in indirizzo che la situazione descritta corrisponda al vero; quali iniziative intenda intraprendere per far fronte a tale situazione emergenziale nella Corte d'appello di Venezia, nel tribunale distrettuale e nel tribunale per i minorenni. Atto n. 3-00777 MODENA VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: l'articolo 7 del decreto-legge n. 135 del 2018 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2019 ("decreto semplificazioni"), prevede che, per far fronte all'emergenza delle carceri determinata dal progressivo sovraffollamento e per consentire una più celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria in corso, vengono assegnate specifiche funzioni al personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e precisamente: a) effettuazione di progetti e perizie per la ristrutturazione e la manutenzione, anche straordinaria, degli immobili in uso governativo all'amministrazione penitenziaria, nonché per la realizzazione di nuove strutture carcerarie, ivi compresi alloggi di servizio per la Polizia penitenziaria, ovvero per l'aumento della capienza delle strutture esistenti; b) gestione delle procedure di affidamento degli interventi di cui sopra, delle procedure di formazione dei contratti e di esecuzione in conformità alla normativa vigente in materia; c) individuazione di immobili, nella disponibilità dello Stato o di enti pubblici territoriali e non territoriali, dismessi e idonei alla riconversione, alla permuta, alla costituzione di diritti reali sugli immobili in favore di terzi al fine della loro valorizzazione per la realizzazione di strutture carcerarie;