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Per la gestione dei conflitti all'interno degli istituti penitenziari viene prevista la possibilità di attivare servizi di giustizia riparativa anche per la gestione dei conflitti all'interno di tali istituti. L'articolo 7 sancisce l'obbligo di riservatezza dei mediatori e del personale dei servizi di giustizia riparativa sugli atti e su quanto appreso nel corso del programma di giustizia riparativa. L'articolo 8 disciplina lo svolgimento dei programmi di giustizia riparativa, da attuare, comunque, nel rispetto dei diritti della persona e delle garanzie indicate all'articolo 2. In sintesi, le fasi procedimentali appaiono le seguenti: – colloqui preliminari del mediatore con l'autore del reato e con la vittima: la finalità è sia adempiere ai citati obblighi di informazione, sia acquisire il consenso ad un comune percorso di riflessione sul reato commesso e le sue conseguenze; – in caso di consenso degli interessati, avvio al programma finalizzato alla responsabilizzazione del reo e alla riparazione dell'offesa; se avviati a processo penale in corso, i programmi devono prevedere la partecipazione della vittima evitando il rischio di vittimizzazione secondaria; – eventuale conclusione del programma, che può avvenire con un accordo di riparazione di contenuto simbolico o materiale. L'accordo può comprendere le scuse formali da parte del reo o lo svolgimento di attività socialmente utili; l'attuazione dell'accordo va verificata dal mediatore, anche al fine di evitare ulteriore vittimizzazione secondaria; Qualora l'esito di un programma preveda un accordo riparativo, quest'ultimo deve essere verificato nella sua attuazione dal mediatore, al fine di prevenire il pericolo di ulteriore vittimizzazione, con il coinvolgimento dei servizi dell'amministrazione della giustizia; – informazione del magistrato di sorveglianza da parte del mediatore con una relazione scritta dell'esito del programma che, anche se negativo, non pregiudica l'accesso a misure alternative o ad altri benefici penitenziari. I risultati dell'accordo di riparazione raggiunto e le sue modalità esecutive sono oggetto di valutazione della magistratura di sorveglianza in merito al percorso di reinserimento sociale del condannato. L'articolo 9 reca, infine, la clausola di invarianza finanziaria.. 1 (Definizione di giustizia riparativa) 1 La giustizia riparativa consiste in ogni procedimento che coinvolga l'autore di reato, la vittima e, ove possibile, la comunità, diretto a comporre il conflitto generato dal reato e a ripararne le conseguenze. 2 I programmi di giustizia riparativa possono essere avviati esclusivamente con il consenso delle persone coinvolte e non possono essere previsti come sanzione o condizione per l'accesso a benefici. Le vittime possono richiedere l'accesso ai programmi di giustizia riparativa. 3 Ai programmi di giustizia riparativa previsti dalla legge, anche prima della fase esecutiva, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della presente legge. 4 La mediazione penale e ogni altro programma di giustizia riparativa sono svolti con l'apporto professionale dei mediatori penali. 2 (Garanzie dei programmi di giustizia riparativa) 1 I soggetti che accedono ai programmi di giustizia riparativa sono informati in modo accurato sul significato, sullo svolgimento e sul potenziale esito del programma in qualsiasi momento, comprese le modalità dell'accordo di riparazione raggiunto. 2 Il consenso a partecipare ai programmi di giustizia riparativa è libero, informato, sempre revocabile ed è espresso in forma scritta. Per i minorenni deve essere espresso anche dall'esercente la responsabilità genitoriale. Il consenso viene acquisito dai mediatori a cui il caso è stato inviato. 3 Le dichiarazioni rese nell'ambito dei programmi di giustizia riparativa non possono essere utilizzate in relazione al fatto per cui si procede o per il quale è intervenuta condanna né in altro procedimento, e i mediatori non possono deporre sul contenuto di quanto a loro riferito, in ordine al medesimo fatto, nel corso delle attività svolte. 3 (Servizi di giustizia riparativa, mediatori penali e formazione) 1 Il Ministero della giustizia promuove la stipula di convenzioni con gli enti territoriali e con le regioni per l'istituzione, a carico della finanza regionale o locale, di Servizi di giustizia riparativa nel territorio di ogni distretto di corte d'appello; svolge un'attività di coordinamento finalizzata a garantire uniformità delle azioni locali e lo sviluppo di programmi di giustizia riparativa sul territorio; effettua il monitoraggio dei dati con la collaborazione degli enti presenti sul territorio. 2 Gli enti territoriali, nell'ambito delle competenze in materia di politiche sociali e delle convenzioni di cui al comma 1, favoriscono la collaborazione tra i centri di ascolto per le vittime di reato e i servizi di giustizia riparativa. Attraverso il collegamento con le strutture specializzate, gli enti assicurano sostegno e, ove necessario, assistenza terapeutica alle vittime, specie per reati di natura violenta. 3 Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell'istruzione e con il Ministro dell'università e della ricerca, sono individuati i requisiti e i criteri per l'esercizio dell'attività professionale di mediatore penale, tenuto conto in particolare di quanto previsto al comma 4. Con lo stesso decreto sono altresì individuate le modalità di accesso a percorsi formativi e di aggiornamento professionale dei mediatori. 4 Il mediatore penale deve essere in possesso di una laurea almeno triennale in materie giuridiche, pedagogiche, psicologiche o umanistiche, o essere iscritto a un ordine o a un albo professionale inerente le materie su indicate e istituito presso il Ministero della giustizia, nonché aver maturato una competenza professionale almeno quinquennale nelle suddette materie. È chiamato a svolgere la sua attività personalmente, con imparzialità e terzietà rispetto agli interessi dei soggetti coinvolti nell'attività di mediazione. 4 (Obbligo di informazione) 1 All'inizio dell'esecuzione della pena detentiva ovvero delle misure alternative o delle misure penali di comunità è data al condannato adeguata informazione, in una lingua a lui comprensibile e anche con il supporto di un mediatore linguistico-culturale, sui programmi di giustizia riparativa disponibili e sulla possibilità di accedervi in qualsiasi momento. Per i minorenni l'informativa è data altresì all'esercente la responsabilità genitoriale. 5 (Avvio e prosecuzione del programma) 1 Il Servizio di giustizia riparativa, ricevuta la richiesta dell'avvio del programma, richiede al magistrato di sorveglianza competente per territorio le informazioni e gli atti necessari per elaborare il programma richiesto, inclusi i dati personali delle parti nonché dell'esercente la responsabilità genitoriale o del tutore, qualora siano coinvolti minorenni. 2 Il programma di giustizia riparativa intrapreso può proseguire, se l'interessato vi consente, anche dopo la scarcerazione o la conclusione della misura alternativa o di continuità. 6 (Programmi di giustizia riparativa) 1 I programmi di giustizia riparativa possono consistere: a nella mediazione reo-vittima, in cui l'autore del reato incontra la vittima;