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e) coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma (peculato), 316 (peculato mediante profitto dell'errore altrui), 316- bis (malversazione a danno dello Stato), 317 (concussione), 318 (corruzione per l’esercizio della funzione), 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio), 319- ter (corruzione in atti giudiziari), 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio) del codice penale; f) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione complessivamente superiore a sei mesi per uno o più delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da quelli indicati nella lettera e) ; g) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non colposo. 2. Le sentenze penali producono la perdita del diritto elettorale solo quando sono passate in giudicato. La sospensione condizionale della pena non ha effetto ai fini della privazione del diritto di elettorato, sia attivo che passivo. 3. Per tutti gli effetti disciplinati dal presente articolo la sentenza pronunciata ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale è equiparata a condanna. 4. Le disposizioni previste dal presente articolo non si applicano nei confronti di chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato, se è concessa la riabilitazione ai sensi dell'articolo 178 del codice penale o dell'articolo 70 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Art. 2- ter. -- (Limitazioni per indegnità morale). - 1. Non sono elettori: a) coloro che sono sottoposti, in forza di provvedimenti definitivi, alle misure di prevenzione previste dal citato codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, finché durano gli effetti dei provvedimenti stessi; b) coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui al citato codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, finché durano gli effetti del provvedimento stesso; c) coloro nei confronti dei quali è stata accertata dal Collegio regionale di garanzia elettorale in modo definitivo la violazione delle norme che disciplinano la campagna elettorale, ai sensi dell'articolo 15, commi 7, 8 e 9, della legge 10 dicembre 1993, n. 515. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano nei confronti di chi è stato sottoposto a misura di prevenzione con provvedimento definitivo, se è concessa la riabilitazione ai sensi dell'articolo 178 del codice penale o dell'articolo 70 del citato codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159». 4. All'articolo 32, primo comma, numero 3), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, le parole: «della perdita del diritto elettorale, che risulti da sentenza o da altro provvedimento dell'autorità giudiziaria. A tale scopo, il questore incaricato della esecuzione dei provvedimenti che applicano le misure di prevenzione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) » sono sostituite dalle seguenti: «della perdita del diritto elettorale, che risulti da sentenza o da altro provvedimento dell'autorità giudiziaria di cui agli articoli 2- bis e 2- ter , nonché dagli accertamenti definitivi del Collegio regionale di garanzia elettorale. A tale scopo, il questore incaricato dell’esecuzione dei provvedimenti che applicano le misure di prevenzione di cui all'articolo 2- ter , comma 1». 5. All'articolo 15, comma 10, della legge 10 dicembre 1993, n. 515, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini della perdita del diritto di elettorato, il Collegio regionale di garanzia elettorale dà comunicazione dell'accertamento definitivo delle violazioni di cui ai commi 7, 8 e 9 al comune di iscrizione nelle liste elettorali, ai sensi dell'articolo 32, primo comma, numero 3), del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tutela e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223». 6. Al comma 1, alinea, dell'articolo 2 della legge 2 luglio 2004, n. 165, le parole: «Fatte salve le disposizioni legislative statali in materia di incandidabilità per coloro che hanno riportato sentenze di condanna o nei cui confronti sono state applicate misure di prevenzione» sono sostituite dalle seguenti: «Fatto salvo l'obbligo del candidato di disporre dell'elettorato attivo ai sensi degli articoli 2, 2- bis e 2- ter del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tutela e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223». 7. All'articolo 10 del testo unico in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenza definitiva di condanna per delitti non colposi, di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all'articolo 114 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, presidente e componente degli organi delle comunità montane, coloro che non dispongono dell'elettorato attivo ai sensi degli articoli 2, 2- bis e 2- ter del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tutela e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223». 8. L'articolo 6 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, è sostituito dai seguenti: «Art. 6. -- 1. Sono eleggibili a deputato i cittadini italiani che soddisfino tutti i seguenti requisiti: a) siano elettori; b) abbiano compiuto il venticinquesimo anno di età entro il primo giorno fissato per la votazione. 2. Non possono essere candidati a deputato: