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Ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro C 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, fatta a Ginevra il 21 giugno 2019 ROSSOMANDO ed altri. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 1944 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1944, già approvato dalla Camera dei deputati, e 1598. Il relatore, senatore Airola, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,11) AIROLA, relatore . Signor Presidente, sono onorato di essere relatore di questa ratifica dell'Atto Senato 1598 della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro C 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, fatta a Ginevra il 21 giugno 2019. L'Assemblea è chiamata, quindi, all'esame di quest'atto, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, e nel quale è stato assorbito l'Atto Senato 1598, di iniziativa parlamentare, recante la ratifica della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro n. 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata a Ginevra nel giugno 2019: quindi, recentissima. Si ricorda, innanzitutto, che la Convenzione sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro è stata adottata a larga maggioranza nel corso della 108° sessione della Conferenza internazionale del lavoro il 21 giugno 2019, in occasione del centenario della creazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), e che è frutto di un processo negoziale avviato nel 2015. Composto da 20 articoli, suddivisi in 8 titoli, il testo convenzionale rappresenta un importante strumento nell'azione di contrasto alle violenze e alle molestie commesse nel mondo del lavoro, con l'ambizioso obiettivo di proteggere tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici a livello globale, a prescindere dal loro status contrattuale. La Convenzione fornisce, innanzitutto, una definizione piuttosto ampia, suscettibile di includere non soltanto l'abuso fisico, ma anche quello verbale, oltre a fenomeni di stalking e mobbing , di violenza e molestia, anche di genere, intesi come comportamenti e pratiche che provochino, mirino a provocare o siano suscettibili di provocare danni fisici, psicologici, sessuali o economici (articolo 1). Segnalo, altresì, che è in via di approvazione, da parte del Consiglio dell'Unione europea, la proposta di decisione COM(2020)24, che autorizza espressamente gli Stati membri a ratificare la Convenzione al nostro esame, in quanto alcune disposizioni del testo convenzionale sono contemplate dall' acquis dell'Unione nell'ambito della politica sociale e nel settore della non discriminazione. In attesa della approvazione di tale proposta di decisione, alcuni Paesi, in particolare Francia, Belgio, Spagna e Svezia, oltre all'Italia, hanno già avviato la procedura di ratifica. Il disegno di legge di ratifica si compone di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che, dall'attuazione della legge di ratifica, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Si delinea, quindi, un quadro solido e chiaro, normativamente e nell'individuazione delle definizioni delle varie forme di sfruttamento, disparità e discriminazioni. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a abbassare il tono della voce così da poter ascoltare il senatore Airola. AIROLA, relatore . Stiamo per ratificare uno strumento realmente utile per intervenire laddove avvengono - ovviamente nei Paesi aderenti ad anzidetta Convenzione - suddetti fatti di discriminazione, con denunce all'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), fino ad arrivare, in casi di crimini contro l'umanità, alla Corte internazionale di giustizia. In Italia abbiamo un sistema normativo già evoluto, ma immaginate là dove non vi sono regole né controlli. Mi riferisco a quei Paesi dove interi comparti produttivi vedono una presenza massiccia di donne - per esempio, nel tessile - che subiscono discriminazioni di ogni sorta (di paga, sono mobbizzate, sfruttate e violentate), o dove la vita di un bambino non vale nulla quando viene costretto a scavare nel fango in miniere o a raccogliere rifiuti tecnologici in enormi discariche. Noi abbiamo i tribunali, le leggi, le associazioni dei lavoratori. Loro non hanno nulla. Oggi è importante approvare questa Convenzione non solo per migliorare noi stessi, ma perché molti altri Paesi la ratificano. Signor Presidente, colleghi, non solo tra le pareti domestiche, ma sul lavoro una donna, un uomo, un bambino si possono far morire anche senza ucciderli. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge anche per loro. (Applausi). PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Denise aveva diciannove anni quando è stata assunta in una società di spedizioni e ha iniziato a subire molestie dal suo datore di lavoro settantacinquenne, con avance che puntualmente ha rifiutato, nonostante fosse stata progressivamente demansionata e avesse subito anche peggioramenti contrattuali. Denise è stata più forte del suo aguzzino, ha trovato la forza di denunciare, ha scoperto che il suo datore di lavoro molestava anche una sua collega, ma finalmente, dopo una decina di anni dalla denuncia, il tribunale di Pistoia ha stabilito la colpevolezza dell'uomo e un risarcimento per entrambe le dipendenti. È per le tante Denise in Italia che il voto di oggi assume una valenza anche etica. La Convenzione sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, adottata nel giugno scorso in occasione del centenario della creazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) viene giustamente definita come una sentenza storica perché rappresenta un passo avanti concreto. Innanzitutto fornisce una definizione ampia di violenza e molestia: una definizione che include non soltanto l'abuso fisico ma anche quello verbale, oltre a fenomeni come lo stalking e il mobbing , perché fa espresso riferimento alle violenze e alle molestie fondate sul genere che possono provocare danni fisici, psicologici, sessuali ma anche economici. E poi si rivolge alla tutela di ogni lavoratore, indipendentemente dal fatto che sia dipendente o meno, a prescindere dal relativo status contrattuale. Si includono, quindi, anche i volontari, le persone nel corso di periodi di formazione, tirocinio e apprendistato, e arriva a tutelare anche coloro che sono alla ricerca di un lavoro o i lavoratori il cui rapporto sia stato addirittura estinto.