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e promuovono forme di sostegno per i soggetti che richiedono l'iscrizione in un registro della filiera integrale. 10 (Sostegno al commercio equo e solidale negli appalti pubblici) 1 Lo Stato promuove l'utilizzo dei prodotti e dei servizi del commercio equo e solidale nei propri acquisti e, in particolare, per le mense e per i servizi di ristorazione delle amministrazioni pubbliche. 2 Nel rispetto della normativa dell'Unione europea e nazionale vigente, le amministrazioni pubbliche che bandiscono gare di appalto per la fornitura alle proprie strutture di prodotti di consumo possono prevedere nei capitolati di gara meccanismi che promuovono l'utilizzo di prodotti del commercio equo e solidale. A tale fine è previsto, in favore delle amministrazioni aggiudicatrici, un rimborso pari al 15 per cento dei maggiori costi conseguenti alla specifica indicazione di tali prodotti nell'oggetto del bando. Il rimborso è posto a carico del Fondo istituito ai sensi dell'articolo 14. 3 L'iscrizione nei registri nazionali di cui all'articolo 6, comma 4, lettere b) e c), costituisce: a titolo di priorità per la selezione di soggetti da invitare alle gare di appalto per servizi, fermi restando i requisiti richiesti dalla normativa vigente in materia; b criterio di preferenza, a parità di condizioni, nel caso di affidamento di appalto di servizi mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. 11 (Giornata nazionale del commercio equo e solidale) 1 Al fine di promuovere la conoscenza e la diffusione del commercio equo e solidale è istituita la Giornata nazionale del commercio equo e solidale, da celebrare annualmente con la collaborazione degli organismi degli enti iscritti all'albo e nei registri nazionali di cui all'articolo 6, comma 4, lettere a), b) e c). 2 Le modalità organizzative per la celebrazione della Giornata di cui al comma 1 sono definite dal regolamento di cui all’articolo 12. VI NORME DI ATTUAZIONE E COPERTURA FINANZIARIA 12 (Regolamento di attuazione) 1 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è emanato, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, il regolamento di attuazione che stabilisce: a i requisiti di indipendenza e di trasparenza degli organismi di certificazione del commercio equo e solidale; b i criteri minimi per il monitoraggio e per la certificazione delle attività del commercio equo e solidale; c la base associativa minima degli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale; d i requisiti organizzativi e le procedure per la tenuta dei registri nazionali di cui al all'articolo 6, comma 4, lettere b) e c), e le relative procedure di iscrizione e di controllo; e i requisiti, i criteri e le modalità per l'iscrizione, la sospensione e la revoca degli organismi di certificazione dei prodotti e degli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale nell'albo nazionale di cui all'articolo 6, comma 4, lettera a), nonché le modalità di gestione dello stesso; f i criteri e le modalità attuative nonché i beneficiari degli interventi di cui all'articolo 9; g le disposizioni per garantire l'accesso agli atti e ai documenti concernenti le procedure di certificazione dei prodotti e di riconoscimento delle organizzazioni del commercio equo e solidale; h le procedure di mutuo riconoscimento di cui all'articolo 7; i le modalità organizzative e i contenuti della Giornata nazionale del commercio equo e solidale di cui all'articolo 11; l le modalità attuative del regime transitorio. 13 (Compiti delle regioni) 1 Le regioni promuovono le buone pratiche del commercio equo e solidale, secondo i propri ordinamenti e tramite strumenti di programmazione periodica degli interventi di sostegno. 2 Le regioni, nel rispetto dell'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, non possono prevedere una disciplina diversa da quella della presente legge in relazione: a alle procedure di accreditamento degli organismi di certificazione dei prodotti del commercio equo e solidale; b al riconoscimento delle organizzazioni e alla certificazione dei prodotti del commercio equo e solidale; c alla protezione dei marchi e alle condizioni di etichettatura dei prodotti del commercio equo e solidale. 3 Le regioni possono mantenere, istituire e curare la tenuta di propri albi, registri od elenchi delle organizzazioni del commercio equo e solidale secondo i criteri di accreditamento e di iscrizione previsti dalla presente legge. 14 (Fondo per il commercio equo e solidale) 1 Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito, con una dotazione di 1 milione di euro per l'anno 2014, il Fondo per il commercio equo e solidale. 2 Le risorse derivanti dall'irrogazione delle sanzioni di cui all'articolo 8 sono assegnate al Fondo istituito ai sensi del comma 1. 15 (Disposizioni finanziare) 1 All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 14, pari a 1 milione di euro per l'anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. VII DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 16 (Disposizioni transitorie e finali) 1 I benefìci e le tutele riconosciuti dalla presente legge e, in particolare, le disposizioni in materia di marchi e di etichettatura applicabili alle imprese e ai prodotti del commercio equo e solidale non devono comportare ostacoli agli scambi nell'ambito dell'Unione europea. 2 In sede di prima attuazione della presente legge, i quattro membri della Commissione da nominare sulla base delle proposte formulate dagli organismi di certificazione e dagli enti rappresentativi delle organizzazioni di commercio equo e solidale sono nominati dal Ministro dello sviluppo economico, sentiti gli enti e le organizzazioni impegnati in attività di promozione delle prassi del commercio equo e solidale riconosciute a livello internazionale. 3 Fino all'istituzione dell'albo e dei registri nazionali di cui all'articolo 6, comma 4, lettere a), b) e c), gli enti e le organizzazioni che adottano le prassi del commercio equo e solidale riconosciute a livello internazionale possono continuare ad adottare i marchi e le denominazioni in uso. 4 Fino all'istituzione dell'albo e dei registri nazionali di cui all'articolo 6, comma 4, lettere a), b) e c), i soggetti che commercializzano prodotti provenienti da filiere che rispettano le prassi del commercio equo e solidale riconosciute a livello internazionale possono continuare a pubblicizzare e a etichettare tali prodotti con i marchi e con le denominazioni in uso.