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Per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica o al suo stato di salute, o in riferimento alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell'articolo 2, lettera a) , della legge 29 luglio 1975, n. 405, o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia. In relazione ai casi in cui vi sia l'esistenza di difficoltà economiche, o sociali, o familiari, oltre all'assistenza medica e psicologica, è prospettata alla donna la possibilità, al momento del parto, di poter lasciare il nascituro in una delle culle per il parto in anonimato, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 30 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, e nel rispetto della disciplina in materia di tutela della privacy . Nel caso in cui la donna decida di partorire in anonimato il bambino non riconosciuto è immediatamente predisposto per l'affido, ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184 ». 4 1 All'articolo 5, secondo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194, le parole: « la informa sui diritti a lei spettanti e sugli interventi di carattere sociale cui può fare ricorso, nonché sui consultori e le strutture socio-sanitarie » sono sostituite dalle seguenti: « la informa sulle possibili scelte e sugli interventi previsti a livello nazionale di carattere sociale cui la donna e il padre del concepito, ove la donna lo consenta, possono fare ricorso, nonché sul supporto di consultori e la presenza di strutture socio-sanitarie ». 5 1 L'articolo 6 della legge 22 maggio 1978, n. 194, è sostituito dal seguente: « Art. 6. – 1. La possibilità di ricorrere all'interruzione della gravidanza dopo i primi novanta giorni è consentita esclusivamente nei casi in cui: a) il proseguimento della gravidanza o il parto arrechino un grave e documentato pericolo per la vita della donna; b) siano accertati e certificati processi patologici, tra cui quelli relativi a gravi anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave e documentato pericolo per la salute fisica o psichica della donna ». 6 1 All'articolo 7, primo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194, le parole: « Il medico è tenuto a fornire la documentazione sul caso e a comunicare la sua certificazione al direttore sanitario dell'ospedale per l'intervento da praticarsi immediatamente » sono sostituite dalle seguenti: « Il medico, che provvede ad accertare il grave pericolo di cui all'articolo 6, è responsabile della veridicità delle dichiarazioni attestanti la gravità o le anomalie e malformazioni ». 7 1 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso le aziende sanitarie locali è istituito il registro nazionale dei bambini non nati, di età gestazionale inferiore a novanta giorni. 8 1 All'articolo 19, terzo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194, le parole: « da uno a quattro anni » sono sostituite dalle seguenti: « da tre a sei anni » e al quarto comma, le parole: « sino a sei anni » sono sostituite dalle seguenti: « da tre a sei anni ». 9 1 Con decreto del Ministero della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità di applicazione delle disposizioni di cui alla presente legge. 10 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge valutato in 40 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute.