[sommcomm]

Dopo che il senatore D'ARIENZO ( PD ) ha raccomandato l'approvazione dell'emendamento 1.269 - che, anche sulla scorta dei suggerimenti pervenuti da parte di RFI ed ANAS, è diretto ad accelerare l' iter per la realizzazione di infrastrutture di particolare interesse connesse a direttrici strategiche di competenza delle stazioni appaltanti operanti a livello nazionale - tale proposta emendativa viene posta in votazione e respinta. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.270, 1.271, 1.272, 1.273 (congiuntamente all'identico emendamento 1.274), 1.275, 1.276, 1.277, 1.278, 1.279 e 1.280. Il senatore MIRABELLI ( PD ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.281, diretto a sopprimere la disposizione del decreto-legge che consente che una parte delle commissioni giudicatrici vengano nominate dalle stesse stazioni appaltanti. Ritiene si tratti di una anomalia che limita la terzietà delle commissioni nella loro selezione dei concorrenti. Analoghe considerazioni vengono svolte anche dal senatore MARGIOTTA ( PD ) che, raccomandando l'approvazione dell'emendamento 1.282, ritiene importante che sia garantita l'autonomia nella scelta delle commissioni giudicatrici. Viene pertanto posta in votazione e respinta la proposta emendativa 1.281 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.282, 1.283, 1284 e 1.285). Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.286, 1.287, 1.288, 1.289 e 1.290. Il senatore MARTELLI ( Misto ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.291, sottolineando che, tra i motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione alle procedure di appalto, non è più previsto il riferimento per il subappaltatore ai reati di tipo associativo. Ritiene pertanto necessario un ritorno alla normativa previgente sopprimendo quanto previsto dal numero 1) della lettera n) del comma 1, dell'articolo 1 del decreto-legge. Considerazioni analoghe vengono svolte anche dal senatore MIRABELLI ( PD ), che dichiara il proprio voto favorevole su tale emendamento. A suo parere la scelta effettuata con il decreto-legge finisce per invertire quel principio introdotto nel Codice dei contratti pubblici che responsabilizzava l'appaltatore nella scelta del subappaltatore, con effetti negativi in termini di trasparenza e contrasto dell'illegalità. Dichiara invece il proprio voto contrario su tale proposta il senatore PATUANELLI ( M5S ). Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.291, 1.292 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.293, 1.294 e 1.295) e 1.296. Dopo che il senatore D'ARIENZO ( PD ) ha raccomandato l'approvazione dell'emendamento 1.297 - diretto ad inserire nel Codice dei contratti pubblici una nuova causa di esclusione dalla partecipazione alle procedure di gara concernente la sussistenza di un accertamento fiscale per non aver presentato dichiarazioni nell'ultimo triennio - tale proposta emendativa viene posta in votazione e respinta. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.298, 1.299, 1.300, 1.301 e 1.302. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritira l'emendamento 1.310. Gli identici emendamenti 1.304, 1.305, 1.306, 1.307, 1.308 e 1.309 sono posti congiuntamente in votazione e sono approvati. Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.311, 1.312, 1.313, 1.314, 1.315, 1.316, 1.317 (limitatamente alla lettera a)), 1.318, 1.319 e 1.320. Viene posto in votazione e respinto l'emendamento 1.317 (limitatamente alla lettera b)). Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.321 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.322 e 1.323), 1.324, 1.325, 1.326, 1.327, 1.328 e 1.329 (testo 2). L'emendamento 1.330, avente contenuto di coordinamento, viene accantonato per essere posto in votazione al termine dell'articolo 1. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.331, 1.332, 1.333, 1.334, 1.335, 1336 e 1.338. Dopo che la senatrice PAPATHEU ( FI-BP ) dichiara che i componenti del proprio Gruppo aggiungono la firma all'emendamento 1.339 (testo corretto), tale proposta emendativa viene posta in votazione e approvata. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.340 (congiuntamente all'identico emendamento 1.341), 1.342, 1.343 (congiuntamente all'identico emendamento 1.344) e 1.345. Viene posto in votazione ed approvato l'emendamento 1.346. Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.347 e 1.349. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.350, 1.351 e 1.352 (congiuntamente all'identico emendamento 1.353). Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.354, diretto a sopprimere la previsione del decreto-legge che introduce una sanzione nell'ipotesi del soccorso istruttorio. A suo parere infatti tale norma finisce per incrementare il numero dei contenziosi con conseguente innalzamento dei costi per le stazioni appaltanti. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.354, 1355, 1.356, 1.357, 1.358, 1.359, 1.360, 1.361 e 1.363. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) ritira l'emendamento 1.364. Il senatore MARTELLI ( Misto ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.366, diretto a sopprimere la norma del decreto-legge che interviene sull'ambito temporale rilevante per la prova del possesso dei requisiti di capacità economica, finanziaria e professionale degli esecutori dei lavori pubblici. A suo parere aver previsto un periodo di quindici anni (rispetto al decennio contemplato dalla normativa previgente) risulta eccessivo e sarebbe piuttosto preferibile prendere in considerazione periodi di tempo più brevi. Anche il senatore MARGIOTTA ( PD ) concorda con il senatore Martelli sull'esistenza di tale problematica: ritiene tuttavia che ritornare al periodo di dieci anni previsto dalla normativa previgente non sia la soluzione preferibile. Auspica comunque uno sforzo di approfondimento al fine di andare incontro alle esigenze delle categorie imprenditoriali. Il relatore SANTILLO ( M5S ) ricorda che la modifica introdotta dal decreto-legge è nata proprio per dare una risposta ad una situazione di sofferenza manifestata dagli operatori del settore a fronte della attuale crisi.