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La firma di ogni sottoscrittore deve essere autenticata da parte dell'ufficio consolare. Ne consegue che, per coloro che intendano sostenere la presentazione di una lista, è necessario recarsi fisicamente in consolato per apporre la propria firma alla presenza di un notaio o di un addetto consolare con precipua funzione; considerato che: gli attuali limiti imposti alla mobilità e le regole inerenti al distanziamento sociale tuttora vigenti in gran parte dei Paesi esteri, oltre al permanere della condizione pandemica, rendono difficoltosa la raccolta delle firme in territori estesi come quelli delle comunità italiane nel mondo. Mantenere un limite di sottoscrittori così alto potrebbe quindi comportarne il mancato raggiungimento, con l'impossibilità per alcune liste di presentarsi, creando conseguentemente un vuoto di rappresentanza; i COMITES svolgono un importante ruolo di raccordo tra la comunità italiana e il consolato, sia nell'ambito della tutela dei diritti dei cittadini italiani che nell'ambito della promozione di attività utili alla vita sociale e culturale della collettività italiana di riferimento. È quindi importante assicurare che le elezioni per il loro rinnovo possano svolgersi, garantendo altresì la più ampia rappresentanza possibile; le consultazioni per il rinnovo di tali organismi sarebbero dovute avvenire entro il 2020, in considerazione del fatto che le ultime elezioni si sono svolte nel 2015. La data per le elezioni per il rinnovo dei COMITES è fissata dalla legge n. 286 del 2003, la quale prevede che i comitati durino in carica per un periodo di 5 anni. Il mandato dei membri dei COMITES è quindi scaduto, ma la pandemia ha portato ad un necessario rinvio, rispetto alla data inizialmente fissata all'aprile 2020; in base al decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25, il numero delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione di liste elettorali è stato già ridotto ad un terzo per le elezioni comunali e circoscrizionali, in ragione del permanere del quadro epidemiologico da COVID-19 complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale, nonché dell'evolversi di significative varianti del virus che presentano carattere ulteriormente diffusivo del contagio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno estendere anche alle elezioni COMITES le misure già previste dal decreto-legge n. 25 del 2021, per le elezioni comunali e circoscrizionali, riducendo quindi ad un terzo il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste. Atto n. 3-02569 MANCA ALFIERI ASTORRE BITI BOLDRINI COLLINA COMINCINI D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI FERRARI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MARCUCCI MARGIOTTA MARILOTTI MIRABELLI MISIANI NANNICINI PINOTTI PITTELLA ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: la riforma della contabilità pubblica, i tagli sproporzionati alle risorse degli enti locali e le continue modifiche dei regimi fiscali ed ordinamentali e la parziale e penalizzante attuazione della legge sul federalismo fiscale hanno prodotto un aggravamento dei rischi finanziari e delle condizioni di fragilità per un consistente numero di enti locali, molti dei quali si trovano oggi di fronte ad una conclamata crisi finanziaria o a rischio di dissesto finanziario; la recente sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 2021 pronunciata nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 39- ter , commi 2 e 3, del decreto-legge n. 162 del 2019, ha aggravato la situazione, e come evidenziato anche dagli organi di informazione, sono oggi a rischio di dissesto importanti Comuni fra cui Torino, Napoli, Salerno e Reggio Calabria, mentre numerosi altri enti locali in situazione di avanzo di amministrazione si ritrovano improvvisamente in disavanzo; l'articolo 2, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2015, ha introdotto un elemento innovativo nel complesso meccanismo di avvio della nuova contabilità armonizzata degli enti territoriali. La norma ha previsto la possibilità per gli enti locali di utilizzare le risorse acquisite a titolo di anticipazioni di liquidità finalizzate allo smaltimento dei debiti commerciali non pagati, formalmente inserite nella parte attiva del bilancio, per diminuire l'incidenza del FCDE, ossia l'obbligo di accantonamento della quota di entrate accertate che, in base agli andamenti storici delle riscossioni di ciascun ente, risultavano non incassate nell'ambito di un normale ciclo di riscossione; successivamente, il comma 814 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ha interpretato la disposizione del decreto-legge n. 78 del 2015 nel senso che, in determinati casi, gli enti destinatari di tali anticipazioni di liquidità possono utilizzare la quota accantonata nel risultato di amministrazione anche "con effetti sulle risultanze finali esposte nell'allegato 5/2 annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui effettuato ai sensi dell'articolo 3, comma 7, dello stesso decreto legislativo n. 118 del 2011, nonché sul ripiano del disavanzo previsto dal comma 13 del medesimo articolo"; tali disposizioni, adottate dal Governo per consentire agli enti locali un alleggerimento dei vincoli di bilancio e maggiori spazi di manovra alle amministrazioni locali, hanno indotto la Corte dei conti a sollevare, con l'ordinanza del 18 febbraio 2019 delle sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione, questioni di legittimità costituzionale a cui la Corte costituzionale ha dato seguito con sentenza n. 4 del 2020. Tale sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle predette norme del decreto-legge n. 78 del 2015 e della legge n. 205 del 2017, in ragione del fatto che esse consentono agli enti locali di utilizzare le anticipazioni di liquidità al di fuori dei limiti del pagamento delle passività pregresse sanciti dal decreto-legge n. 35 del 2013, ponendosi dunque in contrasto con gli articoli 81, 97 e 119, sesto comma, della Costituzione; l'articolo 39- ter , commi 2 e 3, del decreto-legge n. 162 del 2019, al fine di dare attuazione alla sentenza n. 4 del 2020 della Corte costituzionale e di dare un sostegno agli enti locali caratterizzati da un peggioramento del disavanzo di amministrazione, ha previsto la possibilità di ripianare annualmente tale disavanzo utilizzando il fondo anticipazioni di liquidità costituito ai sensi del precedente comma 1, con determinate modalità a decorrere dall'anno 2020;