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Noi ci asterremo su questo provvedimento e ci rifiutiamo di credere a tutte le ricostruzioni che sono state fatte in queste ore su questi giornali e su questi siti, perché il centrodestra è maggioranza nel Paese, prima o poi tornerà maggioranza anche in quest'Aula e se non le fate voi, le riforme, in maniera trasparente, le faremo noi. (Applausi) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, ho ascoltato con grande stupore le motivazioni all'astensione portate dal senatore Salvini, il quale - non so come dire - arriva a parlare di presunto inciucio su una norma condivisa tra maggioranza e opposizione, riferendosi peraltro a una forza come il MoVimento 5 Stelle, che in tema di concentrazioni editoriali e di conflitti di interesse non ha mai risparmiato critiche, non solo al sistema della comunicazione complessiva italiana (Applausi) , ma anche alla stessa Mediaset e allo stesso leader del centrodestra Silvio Berlusconi; leader che in questo momento, con poco stile, il senatore Salvini e la Lega hanno deciso di scaricare, insieme alle sue aziende, non si capisce con quali motivazioni che non siano quelle di una politica sterile, di un'opposizione che non porta da nessuna parte. Senatore Salvini, lei ha annunciato a quest'Assemblea che se le riforme non le faremo noi le farete voi; credo però che a partire dall'agosto dello scorso anno, non solo nelle spiagge ma anche nelle urne, gli italiani le abbiano detto con chiarezza di non avere alcuna intenzione di affidarle pieni poteri, né di annunciare riforme in tema di comunicazione, di informazione, di assetti del mercato radiotelevisivo (Commenti in Aula), della legge Gasparri. Peraltro il senatore Gasparri sa che su questo punto non siamo mai stati d'accordo; siete stati voi, in un'epoca diversa della telecomunicazione in Italia, a varare una riforma, come quella Gasparri, che tra l'altro ha impedito a operatori televisivi italiani, che in una libera gara si erano conquistati le frequenze di Rete 4, di espropriarle, perpetuando un'ingiustizia che noi speriamo di colmare al più presto (Commenti. Applausi) . Signor Presidente, con la norma in esame questa maggioranza dà tempestiva attuazione alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, che il senatore Salvini dovrebbe conoscere bene, colmando un vuoto normativo che in un settore sensibile e direi vitale come quello del pluralismo dell'informazione (che in questi anni la Lega ha sempre mostrato di comprendere ben poco) avrebbe dato via libera a posizioni dominanti nel settore dei media e delle telecomunicazioni. Questa sentenza afferma che l'Italia non ha una norma sufficientemente strutturata per il settore delle telecomunicazioni e dei media e adeguata ad un'evoluzione tecnologica del mercato; una norma che il partito del senatore Salvini avrebbe ben potuto mettere in campo negli anni scorsi, se ne fosse stato all'altezza, mentre governava e sgovernava l'Italia (Commenti) . PRESIDENTE. Colleghi, lasciate finire il senatore Di Nicola. DI NICOLA (M5S) . Per questa ragione, in attesa del riordino generale della legge Gasparri, che non si può fare senatore Salvini, a meno che non si vogliano fare le cose raffazzonate e confuse che lei da mesi e da anni sta proponendo a questo Paese (Applausi) , c'è bisogno di un periodo transitorio di soli sei mesi, nei quali questo Governo propone di affidare all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) il compito di avviare un'istruttoria per verificare la sussistenza di posizioni lesive per il pluralismo dei media. Il compito è affidato all'Agcom, una authority , e non al primo che passa (Applausi) e che in questi anni non ha mai avuto... PRESIDENTE. Concluda, senatore Di Nicola. Il tempo a sua disposizione è esaurito. DI NICOLA (M5S) . ...non ha mai avuto la dignità di difendere il sistema dell'informazione in Italia dai conflitti di interesse che lo minano in radice e lo screditano ancora oggi. (Applausi). Non c'è dunque alcun salvataggio contro alcuno. PRESIDENTE. Deve concludere, senatore. DI NICOLA (M5S) . Lo dico al senatore Ugo Grassi, eletto con il MoVimento 5 Stelle e ospitato nella Lega. PRESIDENTE. Senatore di Nicola, deve concludere. Non voglio toglierle la parola. DI NICOLA (M5S) . Noi non facciamo favori a nessuno. Affidiamo semplicemente a un' authority imparziale il compito di tutelare il sistema. (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.100 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALENTE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 5.0.6. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Gli emendamenti 5.0.1, 5.0.4 e 5.0.5 sono improponibili. Gli emendamenti 5.0.2 e 5.0.3 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.6, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Ci eravamo prima detti che, arrivati a questo punto, avremmo deciso se procedere o meno con le dichiarazioni di voto. Attendo proposte da parte dei Capigruppo. La senatrice De Petris mi ha già comunicato de visu la richiesta del suo Gruppo. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, anche noi chiediamo di procedere con le dichiarazioni di voto in maniera tale di concludere il provvedimento nella serata. (Applausi). PRESIDENTE . Non vedo contrarietà. GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi e colleghe, il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire - come abbiamo già dibattuto in Commissione affari costituzionali - di fatto è un provvedimento che si incentra sostanzialmente sulla proroga dello stato di emergenza; proroga che è stata deliberata dal Consiglio dei ministri il 7 ottobre 2020 fino al termine del 31 gennaio 2021. Conseguentemente, si tratta di un decreto-legge che deve adeguare il sistema normativo dei decreti-legge nn. 19, 33 e 83, che prevedevano molte disposizioni collegate al termine ultimo dello stato di emergenza, che era cessato il 15 ottobre e che, per effetto della deliberazione appena richiamata, viene prorogato al 31 gennaio 2021. Dobbiamo ricordare che questo provvedimento ha quindi un carattere molto tecnico;