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facciamo a lui e a tutti gli ammalati di Covid-19 auguri di pronta guarigione. (Applausi) . Signor Presidente, poiché l'articolo 47 della Costituzione tutela il pubblico risparmio, non si può consentire di distruggerlo. Colleghi, auguro a tutti voi un sereno 2021, che sarà sicuramente migliore del funesto 2020. (Applausi) . VONO (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, dopo la nomina di commissari a vario titolo e un nuovo decreto Calabria, che sotto la luce fioca di un contributo di solidarietà rende i calabresi ostaggio dell'ignoranza - intesa come mancata conoscenza del sistema sanitario tutto, e non solo di quello calabrese, da parte di chi invece dovrebbe avere a cuore la salute come bene assoluto, secondo la nostra Costituzione - alla storia della sanità calabrese aggiungiamo nuovi tasselli che, inquadrati sia nel pubblico che nel privato, dipingono un quadro organizzativo abbandonato a se stesso. Intervengo oggi per sottoporre all'attenzione del Senato il caso della clinica Sant'Anna Hospital di Catanzaro, un centro di riferimento per tutto il Sud Italia per la cardiochirurgia specialistica, in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, che è al centro di una diatriba che, al di là dell'emergere di carenze, illegittimità e inchieste della magistratura, in cui riponiamo ampia fiducia e che devono continuare il loro corso, coinvolge non solo la governance della struttura, legittimata finanche da un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, ma ovviamente i dipendenti e, soprattutto, tutti gli utenti, calabresi e non. Il mancato pagamento da parte dell'Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Catanzaro delle prestazioni regolarmente erogate, ammontante a circa 23 milioni di euro, e l'assenza di un confronto, attraverso la convocazione di un tavolo tecnico che aggiorni su quello che dovrà essere il futuro dell'ente di eccellenza della sanità calabrese, mettono la clinica nell'impossibilità di continuare a erogare diligentemente come ha sempre fatto i servizi di prestazione specialistica. Chiediamo dunque, per il centro di Sant'Anna, che rappresenta un'inversione di tendenza rispetto alla migrazione sanitaria, realizzando un attivo e non un passivo per la Regione, che il commissario ad acta intervenga con sollecitudine, deliberando un piano eccezionale di mantenimento dei servizi, da estendersi per tutta la durata dello stato di emergenza nazionale. Ciò permetterebbe alla gestione manageriale di porre in essere, una volta per tutte, le misure necessarie e al Dipartimento per la tutela della salute della Regione Calabria di trasmettere, utilizzando magari qualche volta anche la posta elettronica certificata (PEC), tutti gli atti necessari all'ASP per arginare i numerosi problemi derivanti dal mancato rinnovo della convenzione negli anni precedenti. Per una volta, la burocrazia lasci il posto al buon senso e il commissario ad acta , se ha un senso che ci sia, agisca, affinché si possa permettere la ripresa delle attività in sospeso e la necessaria cura dei cittadini affetti da patologie cardiologiche gravi e in attesa di una speranza. (Applausi) . RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signori colleghi, rappresentanti del Governo, con la sentenza di appello di ieri sulla vicenda delle mense di Lodi si è compiuto un atto di giustizia importante in questo Paese. Vorrei però porre una questione all'attenzione di quest'Assemblea: quando sollevammo il tema e interrogammo anche l'allora Ministro dell'istruzione, chiedendo un intervento sulla vicenda che purtroppo non fu posta in essere, ponemmo una questione politica. Ora è bene che la magistratura faccia il suo corso; c'è la divisione dei poteri e per fortuna in questo Paese c'è uno stato di diritto e viene ripristinato un principio importante. È un peccato che l'amministrazione comunale di Lodi abbia resistito a questo e abbia anche speso molto denaro pubblico per niente, invece che prendere atto di un dato di fatto. Ma c'è un tema che è profondamente politico su cui vorrei che quest'Assemblea riflettesse. Quella decisione scellerata di trovare dei cavilli burocratici per impedire a bambine e bambini di partecipare al servizio di mensa, come un fatto normale e logico e di civiltà, ha dietro un sentimento, dei mandanti e un clima che oggi, in una situazione di pandemia e alla luce della legge che abbiamo votato la scorsa settimana, che ha cancellato alcune ingiustizie profonde del nostro Paese, sembra passato, proprio da un'era geologica, ma non credo sia così. Allora forse da quella sentenza l'elemento vero che dovremmo assumere tutti è smetterla di utilizzare delle persone povere, in difficoltà e in condizioni disagiate, e indicarle come nemici. E fare ciò in particolare nei confronti di bambini e bambine è un qualcosa di incredibile. Questo è il clima che deve cambiare, e la sentenza, che è questo un atto di giustizia, deve diventare un sentimento comune del Paese, che dovrebbe appartenere a tutte le forze politiche e chiudere un'era in cui abbiamo utilizzato il migrante come un nemico; un sentimento che dovrebbe riportare questo Paese ad essere nel mondo un alfiere di giustizia, civiltà, incontro e inclusione, come tra l'altro la nostra straordinaria storia ha sempre rappresentato. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ieri abbiamo avuto la notizia della condanna di dieci attivisti per la libertà di Hong Kong, per aver tentato di uscire dal Paese e di andare a Taiwan. Hong Kong è ormai diventata una prigione. Era uno dei luoghi più liberi, più straordinari e creativi del mondo: oggi il Governo di Pechino l'ha ridotto a una prigione. Con questo intervento sollecito la risposta alla mia interrogazione 3-01872 del 18 agosto 2020, in cui chiedevo conto del vergognoso voto di astensione dell'Italia quando alle Nazioni Unite si è trattato di condannare la legge sulla sicurezza di Hong Kong che sta creando ogni giorno dei danni e sta rendendo la Cina particolarmente aggressiva verso altri Paesi, tra cui l'Australia, nella sua politica espansionistica generale. Sollecito anche la risposta all'interrogazione 3-01924 del 16 settembre scorso sul prezzo dei banchi di scuola acquistati dal commissario Arcuri e all'interrogazione 4-03942 del 5 agosto scorso sulla penosa vicenda di una madre della Provincia di Cuneo a cui sono stati sottratti quattro bambini con motivazioni ancora assai poco chiare. Orrore degli orrori, quei quattro ragazzi, tra i sei e i sedici anni, sono stati separati fra di loro, perché - pensa un po' - privati del padre della madre avevano creato una forte coesione tra di loro. È una vicenda vergognosa su cui ho presentato un'interrogazione al ministro Bonafede che fino ad oggi non mi ha risposto.