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State distruggendo un sistema che - vivaddio - aveva portato questo Paese ad essere invidiato per il sistema giustizia, che ci consentiva di scrivere «Giustizia» con la G maiuscola, mentre voi, ormai, la state riducendo ad una parola scritta in un minuscolo quasi illeggibile. Tutto, infatti, è fondato sull'imposizione da parte di un Governo che tende a limitare i diritti dell'individuo e, in questo caso, sta armando persone che, oggettivamente, vogliono difendersi da sole, che vogliono approfittare dell'abdicazione da parte dello Stato dal proprio ruolo. Questo provvedimento è infatti il riconoscimento palese dell'incapacità dello Stato - e noi non siamo d'accordo - di difendere i cittadini per far dire poi a qualcuno: «Ci penso io a farvi difendere, lo potrete fare da soli». Noi siamo, invece, per la difesa dello Stato. Noi crediamo che lo Stato debba occuparsi della difesa del cittadino e non favorire l'autodifesa, che porterà sicuramente, come dicevo, ai risultati di cui ho parlato. Quando inizieranno a vedersi i morti, le vittime di attacchi ingiustificati, nei casi prima evidenziati nei quali da oggi sarà consentito sparare contro queste persone, allora cominceremo a dire che forse abbiamo sbagliato qualcosa e forse sarà opportuno tornare indietro. Noi - ricordatelo - ve l'avevamo detto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, da tanti anni, da tanto tempo, il Paese e i cittadini chiedevano una risposta in termini di giustizia e in termini di sicurezza: in termini di giustizia per evitare processi ingiusti nei confronti di coloro i quali erano stati vittime di particolari atti delinquenziali; in termini di sicurezza per poter ricevere una protezione immediata, della propria vita, della propria incolumità e di quella dei propri cari, delle loro proprietà e anche del luogo di lavoro. Purtroppo per tanto tempo questa domanda è rimasta inascoltata. La politica ha fatto finta di niente - e le istituzioni anche - e laddove invece ha prestato ascolto ha fatto qualche danno perché magari, per poter proteggere i propri cari e il proprio posto di lavoro, un cittadino aveva bisogno del metro per verificare se il ladro fosse un centimetro più in là o più in qua dell'uscio, oppure dell'orologio per vedere quanti minuti mancavano al tramonto e nel frattempo il danno sarebbe stato fatto. Oggi abbiamo una risposta che, come diceva il nostro relatore, è equilibrata, una risposta che viene fuori dalle istanze parlamentari e che collima con l'esigenza di buon senso che emerge dal Paese. Vorrei parlare rapidamente di tre verità, o di tre bugie a seconda dei punti di vista. Innanzitutto, la legge che verrà approvata non armerà gli italiani, non aprirà al far west : chi dice questo o non conosce il testo o mente sapendo di mentire. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa legge, infatti, non ha nulla a che vedere con la disciplina delle armi. In secondo luogo, non è vero che questa legge garantirà a prescindere l'impunità di chi sarà costretto a difendere la sua proprietà, la propria persona o i propri cari perché l'azione penale, essendo obbligatoria, sarà avviata. Saranno avviate le indagini ma probabilmente, se il soggetto ha agito in uno stato di legittima difesa, tali indagini saranno prontamente archiviate e quindi non ci sarà un calvario per chi ha subìto già un danno perché questa legge pone delle regole certe e chiare. In terzo luogo, questa legge non sostituirà i cittadini allo Stato. È una legge che invece crea una simbiosi giusta tra istituzioni e cittadini. Lo Stato, purtroppo, non può essere ovunque, non può essere dappertutto in maniera celere e vi è la necessità, in tante circostanze, che un cittadino, nell'immediatezza di un fatto, possa poter difendere ciò che di più caro ha al mondo. Che cosa dirà questa legge lo ha anticipato già il collega Pillon. Questa legge dice che mai più una vittima sarà trattata da carnefice. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Mai più chi protegge la sua persona e i propri cari sarà trattato da delinquente e, ancora, mai più chi difende la sua proprietà, il proprio posto di lavoro e la propria attività sarà costretto ad essere perseguitato dal proprio Stato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È una legge giusta che sul piano degli effetti, così com'è accaduto nella sua genesi, consentirà di avere un giusto equilibrio tra la protezione dello Stato - che l'attuale Governo e l'attuale maggioranza hanno già incrementato con delle norme, potenziando anche le assunzioni nelle forze dell'ordine - e l'esigenza di chi come cittadino, come imprenditore o come lavoratore nella propria casa o sul proprio posto di lavoro non può aspettare che un intervento dello Stato, seppur celere ed efficace, gli assicuri protezione e assoluta sicurezza. Che cosa vince con questa legge? Vince il buon senso. Questa non è la legge dei leghisti, né quella dei pentastellati: è la legge che volevano gli italiani, a dimostrazione del fatto che l'attuale maggioranza e l'attuale Governo sono in perfetta sintonia con gli italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, innanzitutto saluto il ministro Bongiorno, che ringrazio per il suo contributo sulla difesa legittima. Non ho bisogno di annunciare il nostro voto favorevole sul provvedimento in esame: è sufficiente rivendicarne la paternità da parte di Forza Italia. Nella precedente legislatura la nostra proposta è stata discussa alla Camera dei deputati e, all'inizio dell'attuale legislatura, ho provveduto a ripresentarla negli stessi termini, dal momento che, non avendo noi la maggioranza, non era stata approvata. Devo dire però che, nel frattempo, c'era stata una lunga discussione all'interno di Forza Italia, che ci aveva portato ad andare al di là della nostra primigenia proposta di legge. Per quanto mi riguarda, personalmente aveva contribuito a farmi cambiare un po' idea il ministro Bongiorno, con il quale avevo proseguito, seppur da lontano, un confronto culturale avviato nella XVI legislatura. Siamo arrivati così ad un testo nel quale si parlava di diritto di difesa, mentre noi oggi stiamo per votare un provvedimento nel quale non si riconosce il diritto di difesa, ma si mantiene la legittima difesa come una scriminante del sistema penale, senza grandi novità rispetto all'articolo 52 del codice penale.