[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 669-terdecies del codice di procedura civile e dell'articolo 26, terzo comma, della legge 11 febbraio 1971, n. 11 (Nuova disciplina dell'affitto dei fondi rustici), promosso dal Presidente della Sezione specializzata agraria del Tribunale ordinario di Ancona nel procedimento vertente tra Ferretti Giancarlo, in proprio e nella qualità di legale rappresentante della Sperimentazioni Agricole s.r.l. , e Chessa Matteucci Yuri ed altri, in proprio e nella qualità di legali rappresentanti dell'Azienda agricola Eredi di Chessa Sebastiano, con ordinanza del 18 aprile 2009, iscritta al n. 142 del registro ordinanze 2010 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 21, prima serie speciale, dell'anno 2010. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 17 novembre 2010 il Giudice relatore Paolo Grossi.. Ritenuto che il Presidente della Sezione specializzata agraria del Tribunale di Ancona, «statuendo nel procedimento cautelare agrario di prima istanza n. 101699/2008 R.G.», con ordinanza emessa il 18 aprile 2009, ha sollevato - in riferimento agli articoli 2, 3, 24 e 97 della Costituzione - questione di legittimità costituzionale dell'articolo 669-terdecies del codice di procedura civile, «laddove non contempla espressamente la reclamabilità dell'ordinanza cautelare emessa dalla Sezione agraria specializzata del Tribunale, e laddove non attribuisce detta potestà cautelare al Presidente della Sezione agraria specializzata» (in analogia con l'articolo 696, secondo comma, cod. proc. civ. , in tema di accertamento tecnico preventivo, e con l'articolo 696-bis cod. proc. civ. , in tema di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite), e dell'articolo 26, terzo comma, della legge 11 febbraio 1971, n. 11 (Nuova disciplina dell'affitto dei fondi rustici), «ove quest'ultimo non sia ritenuto implicitamente abrogato, per contrasto con gli artt. 669-sexies primo comma e secondo comma, 669-terdecies [...] e quaterdecies c.p.c.»; che il rimettente - premesso, in fatto, che «in altro procedimento cautelare n. 100654/2007 R.G.», il Tribunale ordinario di Ancona Sezione specializzata agraria, quale giudice del reclamo ex art. 669-terdecies cod. proc. civ. , aveva dichiarato la nullità «per vizi di forma» di una precedente ordinanza (emessa dal medesimo Presidente rimettente, ex art. 669-sexies cod. proc. civ. , reiettiva di altro ricorso cautelare ante causam ex art. 700 cod. proc. civ. ) - ritiene tale provvedimento viziato di «ultrapetizione-extrapetizione» poiché, non contestata in quella sede la competenza funzionale monocratica del Presidente della Sezione specializzata agraria ed essendo in gioco «la sola reclamabilità (o non reclamabilità) dell'ordinanza cautelare di 1° grado», «il Collegio, investito del gravame, avrebbe dovuto limitarsi ad esaminare [...] se il provvedimento fosse (o meno) suscettibile di reclamo»; che il rimettente - avverso tale decisione del Collegio, da lui ritenuta «non condivisibile» - afferma che «l'art. 669-terdecies c.p.c., tanto nella versione della Novella 1990, quanto nella versione della Novella 2005, non contempla alcuna forma di reclamo avverso l'ordinanza emessa dalla Sezione agraria specializzata del Tribunale»; che il primo comma dell'art. 26 della citata legge n. 11 del 1971 «non è da ritenersi preclusivo della competenza presidenziale in materia cautelare»; e che il secondo comma del medesimo art. 26, «nell'investire le Sezioni agrarie specializzate dei provvedimenti cautelari, relativi alle controversie di competenza delle stesse Sezioni, non traccia distinzione di sorta fra Presidente della Sezione agraria e organo collegiale»; e ritiene altresì «implicitamente abrogato, per contrasto con la nuova normativa in tema di procedimenti cautelari, [...] il terzo comma del citato art. 26, laddove vieta, implicitamente, l'emissione di decreto "inaudita altera parte" nella ipotesi di sequestro, conservativo o giudiziario»; che, peraltro, il giudice a quo osserva che, «ove non si accetti la tesi (dello scrivente) di abrogazione implicita del detto 3° comma (che oltretutto sembra discriminare, ulteriormente, la fattispecie del sequestro, conservativo o giudiziario che sia, rispetto alle altre fattispecie cautelari), per contrasto con gli artt. 669-terdecies e quaterdecies c.p.c., il comma medesimo dovrebbe essere ritenuto palesemente viziato da incostituzionalità, per lesione (ex artt. 2 e 3 Carta costituzionale) di fattispecie obiettivamente identiche, che vengono ad essere tutelate in grado minore rispetto alla sfera giuscivilistica, per il solo fatto di originare da contenzioso agrario», nonché per violazione dell'art. 97 Cost., perché inibisce «la potestà di ravvisare, in capo al giudice della cautela, gli estremi per la tutela anticipata nelle forme della decretazione interinale "inaudita altera parte"»; che, inoltre, il rimettente - data l'esigenza di colmare «la lacuna insita nell'art. 669-terdecies c.p.c. in tema di cautela emessa dalla Sezione Agraria specializzata» - «ritiene che la competenza funzionale dell'organo presidenziale sia desumibile da quanto, notoriamente, avviene in tema di emissione di decreti ingiuntivi, e, soprattutto [...], in tema di procedure di accertamento tecnico preventivo, ex art. 696 c.p.c. («novellato» dalla riforma 2005) ed ex art. 696-bis stessa codicistica (consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite)», aventi «vera e propria natura cautelare»; sicché, «ove non si ritenga il detto terzo comma art. 26 legge 11 febbraio 1971, n. 11, implicitamente abrogato per suo netto oculare evidente contrasto con gli artt. 669-bis e segg. c.p.c. (in particolare con gli artt. 669-terdecies e quaterdecies), va ritenuto incostituzionale, anche, ulteriormente, per evidente palese contrasto con il secondo comma, cit. norma, discriminando fra i vari tipi di procedimenti cautelari, tutelando, in modo minore, il sequestro rispetto alle altre procedure di minore cautela»; che, infine, il giudice a quo afferma che «la rilevanza del presente "incidente di costituzionalità" [che, al fine di individuare una competenza funzionale, «attiene alla futura "certezza dei rapporti giuridici" sotto il profilo della tutela processuale»] è data dall'inderogabile esigenza, per i procedimenti cautelari "instaurandi", di garantire la ripartizione interna delle procedure medesime, degli affari giudiziari "introitandi" nel rispetto dell'art. 97 Cost. sull'efficienza, correttezza e buon andamento della P.A.»;