[pronunce]

la prima fissa il numero dei dipendenti in servizio a qualsiasi titolo alla data del 31 dicembre 2008 e blocca, conseguentemente, il relativo costo; la seconda sottrae alle aziende il 40% dei costi derivanti dalle cessazioni dal servizio negli anni 2009 e 2010». La Regione Puglia, poi, potrà autorizzare le aziende sanitarie a procedere al reclutamento di risorse umane, sulla base di specifici fabbisogni correlati a nuove attività e/o nuovi servizi, previa verifica sia della spesa sostenuta dalle stesse aziende, sia del rispetto, a livello regionale, del contenimento della spesa nei limiti stabiliti dallo Stato. Ciò sarebbe confermato, inoltre, dal comma 1-bis dell'art. 1 della legge della Regione Puglia n. 27 del 2009, introdotti dalla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 4 - e dunque in data successiva al ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri - il quale richiama espressamente, con riferimento alla rideterminazione delle piante organiche, anche il rispetto di quanto previsto dall'art. 2, comma 71, della legge n. 191 del 2009. 4.3. - La difesa regionale, infine, sottolinea che l'infondatezza delle censure prospettate deriverebbe dalla lettura dell'art. 2, comma 73, della legge n. 191 del 2009, la cui lesione è lamentata dal ricorrente. Tale disposizione, ad avviso della Regione Puglia, prevede un meccanismo di verifica dell'effettivo conseguimento del contenimento della spesa del personale sanitario, affidata a un «Tavolo tecnico» per la verifica degli adempimenti di cui all'art. 12 dell'intesa 23 marzo 2005, approvata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Questo meccanismo di verifica, secondo la Regione Puglia, sarebbe calibrato «attraverso controlli da effettuare ex post e non già affidati a mere previsioni in ordine a comportamenti ipotizzabili ex ante». Ne discende, pertanto, che la preoccupazione manifestata dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso in epigrafe sarebbe «priva di fondamento». 5. - In data 28 settembre 2010, l'Avvocatura generale dello Stato, per il Presidente del Consiglio dei ministri, ha depositato una memoria illustrativa, con la quale la difesa dello Stato ribadisce le censure prospettate nel ricorso. In particolare, l'Avvocatura generale dello Stato rileva che la normazione censurata, «proprio perché in grado di porre, ex ante, la Regione in una situazione di irrimediabile inadempimento, contrasta in modo insanabile non solo con i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ma altresì con i principi di leale collaborazione e di ragionevolezza». L'illegittimità costituzionale della disposizione impugnata, inoltre, non parrebbe esclusa, ad avviso del ricorrente, dal riferimento espresso all'art. 2, comma 73, della legge n. 191 del 2009 - perché tale disposizione si riferisce a controlli ex post - né può ritenersi sanata dalla espressa finalità della norma censurata, che richiama «il rispetto dei limiti di spesa per il personale fissati dall'art. 1, comma 565, della legge n. 296 del 2006». Le modalità attuative previste dalla disposizione impugnata, infatti, comporterebbero oneri tali da pregiudicare i limiti fissati dalla legislazione statale. 6. - In data 28 settembre 2010, la Regione Puglia ha depositato una memoria illustrativa, con la quale la difesa regionale eccepisce l'inammissibilità e l'assoluta infondatezza del ricorso. La Regione Puglia sottolinea, inoltre, che la legge impugnata individuerebbe semplicemente un percorso operativo con il quale la Regione fissa la dotazione organica al 31 dicembre 2008 e consente l'utilizzo dei minori costi derivanti dalle cessazioni dal servizio verificatesi nel 2009 e 2010 secondo differenti finalità e modalità. Lo scopo della norma sarebbe pertanto di «assicurare la funzionalità delle strutture del servizio sanitario regionale, senza interferenza alcuna sui costi che restano fissati dalle leggi dello Stato e che la Regione Puglia si impegna a rispettare in modo assolutamente contestabile». La resistente riporta, poi, che il Consiglio regionale ha approvato un disegno di legge - divenuto poi legge della Regione Puglia 24 settembre 2010, n. 12 (Piano di rientro 2010-2012. Adempimenti) - che sospende gli effetti della disposizione impugnata fino all'emanazione della decisione di questa Corte sul ricorso in epigrafe. La legge della Regione Puglia n. 12 del 2010, inoltre, dispone il divieto per gli enti del servizio sanitario regionale di procedere per gli anni 2010-2011-2012 alla copertura mediante incarichi a tempo indeterminato e a tempo determinato dei posti resisi vacanti a partire dalla data di entrata in vigore della legge (cosiddetto «blocco del turn-over»). La copertura di posti vacanti ed eventuali assunzioni in deroga al blocco delle assunzioni, in caso di comprovata necessità e urgenza e accertata l'impossibilità di garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza con il personale in servizio, debbono comunque rispettare i limiti di spesa previsti dall'art. 2, comma 71, della legge n. 191 del 2009 e della programmazione economica finanziaria prevista dal Piano di rientro ai sensi dell'art. 2, comma 2, del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125 (Misure urgenti per il settore dei trasporti e disposizioni in materia finanziaria). Secondo la Regione Puglia, dunque, le modifiche legislative intervenute sottrarrebbero «ogni e qualsiasi fondamento alle preoccupazioni espresse dallo Stato nel presente giudizio», determinando in tal modo - come chiarito dalla difesa regionale nel corso dell'udienza pubblica - la cessazione della materia del contendere.1. - Con ricorso del 28 gennaio 2010, depositato il 30 gennaio 2010 (reg. ric. n. 18 del 2010) , il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato l'articolo 1 della legge della Regione Puglia 27 novembre 2009, n. 27 (Servizio sanitario regionale - Assunzione e dotazioni organiche), per violazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in relazione al combinato disposto dell'articolo 1, comma 565, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2007), e dell'articolo 2, commi 71 e 73, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2010). 1.1. - L'art. 1 della legge della Regione Puglia n. 27 del 2009 riguarda le assunzioni e le dotazioni organiche relative al servizio sanitario regionale.