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Per spiegarmi con un esempio, vengono date maggiori risorse alla Campania rispetto alla Lombardia: con questo ho detto tutto. L'articolo 28 del decreto-legge in esame, colleghi, fa un'operazione che richiamo tutti a cercare di comprendere: 500 milioni di euro vengono infatti destinati per «consentire la partecipazione dell'Italia alle iniziative multilaterali per il finanziamento dei beni pubblici globali in materia di salute e clima»: qui già serve il traduttore. Poi però si spiega che, per i profili inerenti al settore sanitario, questo provvedimento fa riferimento «alla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie e al contrasto al COVID-19». Sfido chiunque di noi, colleghi, a decifrare questo testo, in modo da poter votare con cognizione di causa il provvedimento. Non so dunque dove andranno a finire questi 500 milioni di euro. Un altro tema è relativo al fatto che le Regioni e le Province possono accreditare istituti anche privati per il sequenziamento di nuova generazione, definito con un acronimo. Abbiamo un problema serio di atavica incapacità di sequenziamento, che è stato ammesso anche dai responsabili in audizione presso la Commissione e che ho citato già in un precedente intervento. In questo momento il problema delle varianti si aggredisce, a detta di tutti - da ultimo, proprio oggi illustri virologi ne parlano sulla stampa - facendo finalmente i tamponi, che ancora non stiamo facendo - questa cosa la diciamo da ormai quindici-diciotto mesi - ma soprattutto tracciando e sequenziando. L'Italia non sequenzia e quindi va benissimo prevedere un provvedimento legislativo che aumenti la nostra capacità di sequenziare, ma il problema, colleghi, è che non serve chissà cosa per sequenziare. Bisogna però spendere denaro e comprare i sequenziatori, che esistono sul mercato e vengono forniti da numerosi operatori. Se riteniamo che, per un provvedimento che intende incrementare la nostra capacità di sequenziare, è sufficiente investire 46 milioni di euro per il 2021 e 23 milioni di euro per il 2022 significa che siamo veramente molto ottimisti, al limite dal poter essere definiti dei poveri illusi, da parte di chi potesse giudicare correttamente questo stanziamento, che prevede davvero delle briciole per un problema veramente gigantesco e serio. C'è invece una cifra corposa, che non è per nulla chiarita, a disposizione del commissario straordinario, pari a 1.650 milioni di euro, per il 2021 e quindi - attenzione! - per uno scorcio di anno. Onorevoli colleghi, siamo in presenza di un problema serio e abbastanza originale: infatti circa due mesi fa somministravamo quasi 500.00 dosi. Nei giorni scorsi abbiamo somministrato 60.000-70.000 dosi. Questo è un problema serio, che attiene anche alla gestione della struttura commissariale. Ci viene documentato come sarà utilizzata questa enorme cifra? Temo che questa cosa rimanga nell'immaginazione collettiva; noi non sappiamo che cosa accade in questo momento. Ci mancherebbe, nessuno di noi se la sente di criticare l'operato del generale, ma vorremmo capire perché abbiamo abbattuto così drasticamente la quantità di vaccini somministrati. E non è pensando di introdurre un obbligo surrettizio al vaccino, quale quello del green pass , che possiamo pensare di risolvere questo enorme problema. Questo enorme problema lo dobbiamo affrontare con una campagna seria di informazione e coinvolgendo adeguatamente i medici di medicina generale; insomma, con provvedimenti di sistema che abbiano la capacità di misurare la loro efficacia. Il nostro atteggiamento rispetto al decreto-legge al nostro esame è quello di una critica spinta nei confronti dell'ennesimo provvedimento che viene portato a scatola chiusa, senza la possibilità di modificare nulla e senza la possibilità di migliorare neanche le cose più palesemente sbagliate o inefficaci. Evidentemente poi ci sarà chi farà la dichiarazione di voto per il mio partito; tuttavia, per quello che ci riguarda e per la parte che si occupa della vicenda sanitaria, il nostro giudizio su questo provvedimento è dichiaratamente negativo. Esso non aggiunge niente di nuovo rispetto a quello che già conoscevamo, cioè rispetto ai vecchi provvedimenti della coppia Conte-Arcuri. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, il decreto-legge sostegni- bis , che convertiremo definitivamente in legge, vale persino di più di una legge di bilancio, se andiamo a guardare i numeri. Si tratta di un provvedimento imponente, nato con l'intento prioritario di puntellare il tessuto economico e sociale del nostro Paese, fortemente fiaccato da questo ormai anno e mezzo di pandemia. Attenzione: se questo Governo, in questa fase, riesce a finalizzare misure di tale portata, è anche grazie al grande lavoro che è stato fatto a partire dal febbraio 2020. Quello del decreto sostegni- bis è solo un capitolo della saga, dal cura Italia al decreto liquidità, dal decreto rilancio al decreto agosto, passando per tutti i vari decreti ristori. Il solco su cui poggia il puntellamento del nostro sistema economico è stato tracciato da un signore di nome Giuseppe Conte (Applausi) , a cui deve andare il nostro più sentito ringraziamento per come ha saputo imbastire questo immane lavoro nell'ora più buia per il nostro amato Paese. Quindi chiariamo subito che, se oggi riusciamo a ottenere molto per le nostre imprese, per le nostre famiglie e per il nostro sistema sanitario, è anche grazie a quanto di buono è stato seminato durante il 2020. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. (Applausi) . Il decreto-legge sostegni- bis punta a dare una spinta alle attività produttive del nostro Paese. Sono quasi 15 e mezzo i miliardi destinati a fondo perduto alle piccole e medie imprese, ai commercianti, agli artigiani, agli operatori turistici, agli agricoltori e a tantissimi altri comparti produttivi. La novità principale è che, di questi 15,4 miliardi, oltre 3 sono dedicati alle imprese che decidono di calcolare la loro perdita di fatturato dall'aprile 2020 invece che da gennaio. Altri 4 miliardi invece verranno erogati sulla base del risultato di esercizio, tenendo conto dunque dei bilanci consuntivi e non del fatturato. Dopo aver superato i codici Ateco, strumento che purtroppo si è reso necessario, ma che non ha contribuito a semplificare la vita degli italiani, abbiamo raddrizzato lo scenario anche sul fronte del fatturato, grazie al grande lavoro fatto dal MoVimento 5 Stelle durante l' iter parlamentare del provvedimento. Poi siamo riusciti a prorogare per altri cinque mesi il credito di imposta per gli affitti a uso commerciale per quelle attività che hanno visto andare in fumo oltre il 30 per cento del proprio fatturato. Abbiamo prolungato ulteriormente anche lo sconto sulle bollette energetiche per le nostre imprese e finanziato con 600 milioni di euro per l'anno 2021 una riduzione della Tari da parte dei Comuni in favore delle categorie colpite dalle chiusure. Per il settore sportivo è prevista la riproposizione per tutto il 2021 del credito d'imposta al 50 per cento sugli investimenti pubblicitari delle realtà sportive che investono nei settori giovanili, così come già precedentemente previsto per quelli effettuati nel secondo semestre del 2020.