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All'articolo 6, comma 1, si prevede che il Ministero dello sviluppo economico acquisisca notizie atte a verificare la sussistenza dei requisiti per l'utilizzo del marchio segnalando eventuali ipotesi di indebito utilizzo, ai fini dei conseguenti accertamenti da effettuarsi secondo le modalità stabilite dal decreto di cui all'articolo 2, comma 1. Nel caso in cui si riscontrino violazioni nell'utilizzo del marchio secondo il comma 1 o il venir meno dei requisiti per l'utilizzo del medesimo, il comma 2 dell'articolo 6 stabilisce che il Ministero dello sviluppo economico revochi l'autorizzazione all'utilizzo del marchio. Ove sia riscontrata una violazione della disciplina relativa al marchio, l'articolo 6 dispone che a professionisti, artigiani ed imprese interessati dal provvedimento di revoca sia inibita la possibilità di presentare nuove richieste di autorizzazione all'utilizzo del marchio prima che siano decorsi tre anni da tale provvedimento, che diventano cinque nel caso in cui tale richiesta riguardi lo stesso prodotto per il quale è intervenuto il provvedimento di revoca (comma 3). Inoltre, il comma 4 dell'articolo 6, al primo periodo, prevede che, qualora ne abbia notizia, il Ministero dello sviluppo economico debba segnalare all'autorità giudiziaria, per le iniziative di sua competenza, i casi di contraffazione e di uso abusivo del marchio e al secondo periodo che si applicano le disposizioni di cui agli articoli 144 e seguenti del codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. Infine, il comma 5 dell'articolo 6 stabilisce che con il medesimo decreto di cui all'articolo 2 sono altresì stabilite ulteriori sanzioni nel caso di uso fraudolento del marchio ovvero false o fallaci indicazioni ai sensi dell'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Da ultimo, l'articolo 7 reca copertura finanziaria.. 1 (Istituzione del marchio Italian Quality ) 1 Al fine di favorire la crescita delle esportazioni dei prodotti italiani, nonché di garantire la protezione dei consumatori attraverso la piena e corretta informazione in ordine al ciclo produttivo delle merci, è istituito il marchio Italian Quality corredato da logo figurativo. 2 L'istituzione del marchio Italian Quality è volta all'identificazione dei prodotti italiani che presentano caratteristiche di eccellenza. Per tali si intendono i prodotti finiti realizzati da professionisti, artigiani ed imprese, iscritti alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e aventi domicilio fiscale nel territorio italiano, che: a riportano la marcatura d'origine made in Italy , in ottemperanza al codice doganale dell'Unione di cui al regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013; b hanno subíto nel territorio italiano almeno una operazione ulteriore e precedente l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ai sensi dell'articolo 60 del citato codice doganale dell'Unione di cui al regolamento (UE) n. 952/2013; c sono stati realizzati nel rispetto delle condizioni previste dal disciplinare di settore di cui all'articolo 2, comma 1. 2 (Modalità e requisiti per la concessione del marchio) 1 La proprietà del marchio di cui all'articolo 1 spetta allo Stato italiano. Il rilascio della relativa autorizzazione all'uso è di competenza del Ministero dello sviluppo economico e avviene secondo modalità definite con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Con il medesimo decreto, sentite le associazioni di categoria interessate, sono stabiliti uno o più disciplinari di settore ai quali professionisti, artigiani ed imprese si attengono ai fini della richiesta di autorizzazione all'uso del marchio di cui all'articolo 1, nonché i criteri e le modalità per l'esecuzione uniforme su tutto il territorio nazionale dei relativi controlli da effettuarsi da parte di una società di certificazione individuata in base a selezione con procedura ad evidenza pubblica indetta con decreto del Ministro dello sviluppo economico. 2 L'autorizzazione all'uso del marchio di cui all'articolo 1 è rilasciata dal Ministero dello sviluppo economico a società semplici, in nome collettivo e cooperative, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, reti di imprese di cui all'articolo 3, comma 4- ter , del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, organizzazioni di produttori di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, e consorzi o società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti da imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, a valere sui prodotti che l'impresa realizza nel rispetto delle condizioni previste dagli articoli 1, comma 2, e 2, comma 1, della presente legge. 3 (Registrazione comunitaria e internazionale) 1 Il Ministero dello sviluppo economico provvede alla registrazione del marchio di cui all'articolo 1 in sede europea e internazionale presso l'apposito Ufficio di armonizzazione comunitaria, ai fini della tutela internazionale del marchio in Stati terzi ai sensi del regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, e del protocollo relativo alla intesa di Madrid concernente la registrazione internazionale dei marchi, fatto a Madrid il 27 giugno 1989 e ratificato ai sensi della legge 12 marzo 1996, n. 169. 4 (Riconoscibilità dei prodotti recanti il marchio) 1 Ai fini della riconoscibilità e della tutela del marchio di cui all'articolo 1, il Ministro dello sviluppo economico prevede, mediante il decreto di cui all'articolo 2, comma 1, un sistema di etichettatura adeguato a garantire l'originalità dei prodotti recanti il marchio di cui all'articolo 1. 5 (Promozione del marchio) 1 Il Ministero dello sviluppo economico predispone campagne annuali di promozione del marchio di cui all'articolo 1 nel territorio nazionale nonché sui principali mercati internazionali per il sostegno e la valorizzazione della produzione italiana e per la sensibilizzazione del pubblico ai fini della tutela del consumatore. 2 Le imprese facenti parte di reti di imprese di cui all'articolo 3, comma 4- ter , del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, le organizzazioni di produttori di cui al decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, e i consorzi o le società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti da imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, possono altresì concertare azioni di promozione dei prodotti contrassegnati dal marchio di cui all'articolo 1 con le regioni, i comuni e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati.