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il 23 febbraio 2021 l'8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato ha approvato un parere favorevole con osservazioni allo schema di piano industriale 2021-2025 della nuova società ITA; in data 15 luglio 2021 la Commissione europea ha inviato alle istituzioni italiane una lettera nella quale ha valutato positivamente il piano industriale di ITA, come modificato a seguito delle interlocuzioni avvenute; il consiglio di amministrazione di ITA, il 15 luglio 2021, sotto la presidenza di Alfredo Altavilla, ha approvato le linee del piano industriale 2021-2025, che include le variazioni richieste dalla Commissione europea; l'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 332 del 1994 prevede che l'alienazione delle partecipazioni sia effettuata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia, di concerto con il Ministro delle attività produttive, con modalità trasparenti e non discriminatorie, finalizzate anche alla diffusione dell'azionariato tra il pubblico dei risparmiatori e degli investitori istituzionali; l'11 febbraio 2022 in Consiglio dei ministri è stato illustrato lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui viene avviato il processo di alienazione della partecipazione del Ministero dell'economia da ITA; da quanto si apprende da fonti di stampa, il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri prevede che in una prima fase il Ministero mantenga una quota minoritaria, ma non di controllo di ITA. Successivamente, si potrebbe procedere alla dismissione di tutte le quote di partecipazione in ITA; considerato che: la costituzione di ITA e il conferimento di capitale da parte del Ministero dell'economia alla stessa ITA è stata deliberata dal Parlamento; sullo schema di piano industriale di ITA è stato votato il parere da parte dell'8ª Commissione permanente del Senato, si chiede di sapere: quale progetto il Ministro in indirizzo abbia per la società ITA Airways e quale strategia intenda adottare, anche alla luce dei contenuti del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; quali concrete iniziative stia assumendo, per i profili di propria competenza, relativamente alla strategicità del nuovo vettore di bandiera ITA; se non ritenga che il Parlamento debba essere informato di tutte le decisioni assunte in tutte le fasi del processo. Atto n. 3-03190 BERNINI DAL MAS GALLIANI GALLONE GIAMMANCO MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI RONZULLI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BERARDI BINETTI BOCCARDI CALIENDO CALIGIURI CANGINI CESARO CRAXI DAMIANI DE BONIS DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MESSINA Alfredo MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TIRABOSCHI TOFFANIN VITALI VONO Al Ministro dell'interno Premesso che: il conflitto in Ucraina ha avuto come conseguenza immediata quella dell'afflusso di 3,3 milioni di profughi diretti verso l'Europa, ed altri 300.000 verso la Russia, con numeri destinati a crescere; l'afflusso verso le nazioni europee ha interessato anche l'Italia, dove sinora sono arrivate circa 60.000 persone, soprattutto donne e bambini; il Governo ha introdotto apposite disposizioni agli articoli 31-35 del decreto-legge n. 21 emanato il 22 marzo e ora all'esame del Senato (AS 2564); in particolare sono previste disposizioni per l'accoglienza diffusa, il sostentamento e il contributo per l'accesso al SSN, il coordinamento dell'attività del Dipartimento della protezione civile attraverso la definizione di forme di accoglienza diffusa da attuare mediante i Comuni, gli enti del terzo settore, i centri di servizio per il volontariato, le associazioni e gli enti religiosi, nonché a definire forme di sostentamento per l'assistenza delle persone titolari della protezione temporanea, che abbiano trovato autonoma sistemazione e a riconoscere alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano un contributo per l'accesso al Servizio sanitario nazionale per richiedenti e titolari della protezione temporanea (per un massimo di 100.000 persone); per l'attuazione di queste misure sono stati stanziati 428 milioni di euro per l'anno in corso, in larga parte presi dal Fondo per le emergenze nazionali; il decreto prevede inoltre disposizioni che consentono, sino al 4 marzo 2023, l'esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini ucraini in arrivo, si chiede di sapere quali siano le misure che il Governo intenda adottare per: a) tutelare i minori, soprattutto non accompagnati, attraverso la loro identificazione certa e contrastando ogni possibile azione di traffico dei soggetti più indifesi, tenendo anche conto che l'Ucraina ha la pediatria oncologica più alta d'Europa; b) garantire le medesime profilassi in materia di COVID-19 previste per tutti gli italiani; c) ottimizzare, puntualmente, la gestione dei profughi ucraini e distinguerli dai flussi di immigrazione economica e di minori non accompagnati della rotta balcanica, attraverso il Friuli-Venezia-Giulia, che, di norma, aumenta con la buona stagione e quindi, anche nella distribuzione delle risorse economiche, rivolgere particolare attenzione alle Regioni che subiscono il maggiore flusso; d) garantire un corretto e controllato uso delle ingenti risorse finanziarie ora stanziate ed evitare che finiscano per essere destinate ad altri scopi meno nobili, alimentando azioni speculative ovvero criminali. Atto n. 3-03191 DE BERTOLDI CIRIANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: oltre due anni di pandemia da COVID-19 hanno messo in ginocchio le attività produttive, generando una crisi economica da cui le imprese stanno faticosamente riemergendo; l'aumento della domanda, essenziale per la ripresa economica, ha contribuito ad aggravare la crisi energetica che ha portato a raddoppiare se non a triplicare i costi di elettricità e gas; il livello della crisi economica si è aggravato con la guerra in Ucraina, tragedia umana che si è sommata all'emergenza pandemica e alla crisi energetica a livello globale; l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di gas ed energia elettrica, ha portato ad un aumento esponenziale dei costi di produzione per le aziende, con conseguenze difficilmente rimediabili, se non irreversibili, sulla nostra economia, già messa a dura prova, con inevitabili ripercussioni sui consumi e sull'occupazione; considerato che: le iniziative intraprese fino ad oggi dal Governo per fronteggiare effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza delle imprese e la capacità produttiva nazionale;