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Premesso che non sono un raffinato giurista, ma un modesto operatore del diritto, devo dire che mi capita spesso di muovere rilievi che possono essere avanzati da un semplicissimo uomo del diritto e non da un scienziato del diritto. Come coniugate l'articolo 25 della legge n. 184 del 1983 con le modifiche che avete apportato? Esso recita: «Il tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, decorso un anno dall'affidamento, sentiti i coniugi adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici (...)». Quindi, il riferimento dell'articolo 25 è un anno di affidamento. Voi, con l'articolo 3, vi richiamate all'articolo 25. Ma come coniugate questo richiamo in maniera sistematica? Sono state qui date delle spiegazioni, che mi sarebbe però piaciuto sentire anche in Commissione, perché di questo abbiamo parlato, abbiamo parlato della esigenza di una temporaneità. Ebbene, anche su questo provvedimento la maggioranza procede come un carro armato sulla base di indicazioni di partito. Questa maggioranza non riesce a comprendere che, all'interno di una istituzione parlamentare, specialmente in materie come quella in esame, è non utile, ma necessario e doveroso il confronto tra noi addetti ai lavori della Commissione giustizia. Signor Presidente, questa mattina ho letto sugli organi di stampa commenti di autorevoli personalità del nostro Paese su un provvedimento del Governo. Mi riferisco ai commenti del dottor Cantone, presidente dell'Autorità anticorruzione, attraverso un proprio comunicato, sulla bontà dell'emendamento sul falso in bilancio che deve essere trasmesso dal Governo alla Commissione giustizia. Ebbene, il Governo prima di dare a noi l'emendamento, per esaminarlo e completare il lavoro sul provvedimento in tema di anticorruzione, ha ritenuto di darlo alla stampa e, quindi, automaticamente ad altre personalità ed autorità del nostro Paese. Signor Presidente, signori, questo fatto è di una gravità enorme e sapete perché? Perché la Corte costituzionale non una, ma più volte, ha richiamato e riaffermato il principio della corretta e leale collaborazione tra le istituzioni del Paese. Ebbene, non mi pare che questa collaborazione vi sia, né tantomeno la si possa qualificare corretta e leale se si considerano il Parlamento e la Commissione giustizia degli orpelli, talvolta fastidiosi, inutili ed insignificanti, per cui tanto da dare l'emendamento alla stampa e farlo commentare dal dottor Cantone o da altri interessati al tema, e poi, in Commissione giustizia, arriverà quando arriverà. Quando un Governo pone al centro lo Stato e non l'individuo, sulla base di esperienze di Governi del passato, ci troviamo di fronte ad uno totalitario. Ebbene, se posso reagire in maniera per così dire turbolenta a comportamenti di tal genere, quando si parla di minori, di famiglia, di adozioni e di affidamento non sono soltanto turbolento, ma divento qualcosa in più. State trattando questa materia, senatrice Filippin, con l'ignoranza più totale e più assoluta sia delle norme di diritto vigenti nel nostro Paese sia delle prassi consolidatesi nei nostri tribunali. State trattando questa materia in una maniera che non si confà a rappresentanti delle istituzioni. Sono comportamenti questi che non si addicono a nessuno di noi, a prescindere dalla funzione che abbiamo. Non possiamo correre, così come pensiamo di fare, su un provvedimento come questo. Signor Presidente, riagganciandomi a quanto ho detto all'inizio del mio intervento, non so se voterò questo provvedimento. E non posso anticiparlo perché non conosco gli emendamenti e non so quali saranno approvati. Io ne ho presentati alcuni. Con uno in particolare, su cui mi soffermerò e inviterò la senatrice Filippin e il Governo a prestare attenzione, chiedo di limitare a 24 mesi il periodo dell'affidamento, perché il giudice possa sapere in via prioritaria, quantomeno sulla base di una consolidata presunzione, che quel bambino potrà rimanere in quella famiglia per un determinato periodo di tempo, e non è uno di quelli per i quali dovrà intervenire, eventualmente, il decreto di adottabilità. E ove mai dovesse pensare che quel bambino alla fine sarà destinatario di un decreto di adottabilità, quantomeno non deve affidarlo a genitori o a coppie che non hanno i presupposti fissati dall'articolo 6. Ma la senatrice Filippin, nella sua relazione, si è lasciata sfuggire che il bambino può essere affidato anche ad un soggetto single . E noi sappiamo che un single nel nostro Paese non può adottare. Io mi riservo, senatrice Filippin, di valutare le decisioni di questo Senato, anche in ordine agli emendamenti da me presentati, e, dopo aver letto anche quelli presentati da altri e valutate le loro rispettive votazioni, potrò esprimere un giudizio più compiuto. A differenza di altri, su questa materia io desidero esprimere giudizi compiuti e non approssimati. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Senatore Falanga, ho colto la sua considerazione riguardante il termine di presentazione degli emendamenti. Per amore di verità e poiché esiste una logica in quanto lei ha detto, voglio ricordarle che la Conferenza dei Capigruppo ha presentato ieri un calendario dei lavori dell'Aula che prevedeva per ieri sera, alle ore 19, la scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti, questo per permettere, secondo la prassi normale, di svolgere la discussione con una maggiore consapevolezza. Ma come potrà leggere a pagina 12 del Resoconto stenografico della seduta pomeridiana di ieri, in Aula è stato chiesto di fissare un termine più ampio per poter presentare gli emendamenti. La Presidenza, come si evince sempre dal Resoconto, ha accettato questa sollecitazione, subordinandola al fatto che non ci fossero eccezioni. Non è stata sollevata alcuna osservazione nella discussione e, quindi, il termine, come richiesto, è stato posposto per questa ragione. Ma la proposta della Conferenza dei Capigruppo era di fissare un termine a ieri sera. Questo va detto per amore di verità e perché la sua osservazione non rimanesse senza una risposta. È iscritta a parlare la senatrice Padua. Ne ha facoltà. PADUA (PD) . Signor Presidente, come ben ha detto la relatrice, senatore Filippin, la differenza principale tra gli istituti dell'adozione e dell'affidamento è che, mentre il primo è caratterizzato dal fattore della permanenza, il secondo è a termine. L'affidamento, infatti, è una forma di aiuto mirato e temporaneo, un intervento di sostegno e tutela di un minore che appartiene ad una famiglia in difficoltà la quale, per un determinato periodo di tempo, non è in grado di occuparsi delle sue necessità affettive, accuditive ed educative. Qualora però non sia possibile protrarre l'affido e venga dichiarato lo stato di adottabilità, i minori vivrebbero il distacco dalla famiglia affidataria come un terribile, nuovo abbandono. Ecco, allora, l'importanza di questa norma, che potrà permetterci di evitare d'infliggere ai più fragili ed ai più piccoli, i minori, una drammatica ferita, qualora non si fossero create le condizioni ottimali per un loro ritorno - sarebbe la cosa auspicabile, che tutti speriamo - nella loro famiglia originaria.