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Sottolinea come sia necessario tutelare il Paese da quanto viene imposto dall'Unione europea a danno dell' Italian sounding e del Made in Italy e ricorda come la scorsa settimana l'Aula del Senato ha approvato una importante mozione in cui si è impegnato il Governo, tra le altre cose, a valorizzare e promuovere le eccellenze agroalimentari italiane riconoscendo l'estraneità alla nostra cultura alimentare dell'utilizzo per il consumo umane delle larve. Il presidente VALLARDI dichiara concluso lo svolgimento dell'interrogazione all'ordine del giorno. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA PLENARIA E DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA CONVOCATI DOMANI Il presidente VALLARDI avverte che la seduta plenaria già convocata domani, mercoledì 16 giugno, alle ore 13,30, è sconvocata e che la riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi per la programmazione dei lavori, prevista domani al termine della stessa seduta, non avrà luogo. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 14,45. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 338 ( Doc. XXIV, n. 42) La Commissione, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare sulle problematiche del settore dell'apicoltura, richiamato l'ampio ciclo di audizioni svolto con i soggetti istituzionali competenti e gli esperti nonché il materiale acquisito; premesso che: le api e gli altri impollinatori garantiscono, mediante l'impollinazione, la riproduzione di molte piante coltivate e selvatiche, contribuendo naturalmente alla produzione e alla sicurezza alimentare, nonché alla tutela della biodiversità, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, e nonostante questo, purtroppo, la loro importanza non è sufficientemente riconosciuta, ed è spesso data anzi per scontata, mentre per esempio negli Stati Uniti ogni anno si spendono due miliardi di euro per l'impollinazione artificiale; secondo uno studio dell'INRA (Istituto Nazionale per la Ricerca Agronomica francese), finanziato dall'UE, il venir meno del ruolo delle api comporterebbe un costo di 153 miliardi di euro a livello mondiale, pari al 10 per cento del valore di mercato dei prodotti alimentari, e circa l'84 per cento delle specie coltivate in Europa dipende dall'impollinazione degli insetti, come anche il 70 per cento delle principali colture utilizzate nel mondo per il consumo umano, e basterebbero questi dati a sottolineare l'importanza e la necessità di proteggere gli insetti impollinatori; i recenti studi condotti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) dimostrano come l'incremento della densità e della varietà degli insetti impollinatori abbia un impatto diretto sulla produttività dei raccolti, e come ciò, globalmente, si possa stimare soprattutto per i piccoli agricoltori in aumento della loro produttività media di oltre il 20 per cento; la Commissione UE, alla luce di stime che valutano in circa 5 miliardi di euro la produzione agricola annuale europea attribuibile direttamente agli impollinatori, per affrontarne il declino, ha avviato una consultazione pubblica su un'iniziativa a loro tutela, ed ha invitato scienziati, agricoltori e imprese, organizzazioni ambientali, autorità pubbliche e cittadini a intervenire con contributi. Premesso altresì che : il modello di vita e di attività degli ultimi decenni, con mobilità di persone e di merci sempre più globalizzate ed interattive, ha incentivato, e vieppiù accelerato e rafforzato, l'interscambio di tecnologie e di merci tra aree di ogni longitudine e di ogni latitudine, intensificando le correlazioni e le interdipendenze tra economie, sistemi e modelli di vita, creando inevitabilmente le condizioni, nonostante gli sforzi e le azioni di prevenzione per evitarlo, di una maggiore e più accelerata mobilità ed approdo nelle varie realtà anche di parassiti, organismi e patologie nei vari contesti prima mai conosciute, anche con effetti e conseguenze allo stato non compiutamente valutabili; il consolidarsi nei decenni passati di un modello di produzione agricola basato in larga parte sulla specializzazione e sulla massimizzazione delle rese per ettaro e abbattimento dei costi di produzione, con il conseguente uso crescente di diserbanti e di prodotti fitosanitari, miranti in molti casi più alla eliminazione delle manifestazioni e delle conseguenze di un disequilibrio ambientale, che non alla ricostruzione dell'equilibrio compromesso, ha oggettivamente, per una stagione non breve, contribuito a comprimere la biodiversità, e anche in alcuni casi a generare e riversare pesanti conseguenze ambientali. Gli effetti di tale tendenza hanno evidenziato la necessità e la urgenza di correzioni di rotta e di approcci diversi che, anche grazie allo stimolo ed al sostegno delle politiche messe in atto dalla Unione Europea, hanno orientato ed accompagnato un intensificarsi di studi, di ricerche, di sperimentazioni ed applicazioni finalizzate ad una agricoltura più attenta all'ambiente, alla biodiversità e alla sostenibilità prospettica, ed indirettamente anche alla creazione di migliori condizioni di vita per api ed impollinatori in genere. Sono significativamente cresciute l'agricoltura biologica e forme di agricoltura integrata ed in generale più ampiamente sostenibili e salubri per l'uomo, per gli animali e per l'ambiente. A questa rinnovata sensibilità ha sicuramente contribuito anche la comunità apistica, che ha saputo sviluppare una propria capacità autonoma di denuncia, di sensibilizzazione e di proposta, verso istituzioni e categorie produttive, anche a partire da crescenti conoscenze scientifiche ed esperienze di campo; la consapevolezza che l'agricoltura è al tempo stesso uno degli attori ambientali più importanti ed un imprescindibile custode ed attivatore della qualità del contesto territoriale e della fertilità dello stesso, ha portato a compiere scelte importanti per la natura, per gli animali e anche e soprattutto per il comparto apistico. Si è così giunti per la prima volta alla introduzione di importanti divieti e limiti ad alcune famiglie di insetticidi e ad alcune molecole biocide che avevano avuto un impatto devastante sulla salute di api, impollinatori e ambiente, riconoscendo alle api, e agli apicoltori, il ruolo di indispensabili partner dell'agricoltura di oggi e di domani. Premesso inoltre che secondo i più recenti dati dell'Osservatorio Nazionale Miele e di ISMEA, l'Italia risulterebbe il quarto paese europeo per numero di alveari (1,6 milioni), dopo Spagna (3 milioni di alveari), Romania e Polonia (rispettivamente 2 e 1,7 milioni di alveari), con una consistenza in aumento del 7,5 per cento nel 2019 rispetto all'anno precedente; l'effettiva produzione italiana di miele sempre secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale Miele e di ISMEA, per l'anno 2019 si è attestata su circa 15 mila tonnellate, contro una produzione nazionale attesa di 23 mila tonnellate. La produzione 2020 in leggero recupero si sarebbe invece assestata intorno alle 18.500 tonnellate;