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Chiunque adibisca un animale alla riproduzione per fini commerciali, deve considerare le caratteristiche fisiologiche e comportamentali dell'animale in modo da non mettere a repentaglio la salute e il benessere della progenie, della femmina gravida o allattante e la pubblica incolumità. 6 . La sterilizzazione degli animali è eseguita solo da medici veterinari. Art. 2- ter. -- (Attività e terapie assistite da animali) -- 1 . Ai fini della corretta attuazione dei programmi di attività assistite dagli animali (AAA) e di terapie assistite dagli animali (TAA) è vietata l'utilizzazione di cuccioli, di animali selvatici ed esotici. La programmazione e l'attuazione di terapie assistite da animali devono avvenire sotto il controllo delle Asl. 2 . Le attività AAA, intese come attività di socializzazione e ricreative, possono essere svolte nei canili e nei rifugi certificati. 3 . La cura e la salute degli umani deve avvenire nel rispetto della salute e dell'integrità degli animali. I tempi di lavoro devono essere adeguati alle capacità degli animali. Tutti gli animali impiegati in attività e terapie assistite devono possedere un certificato che ne attesti lo stato sanitario. In nessun caso le prestazioni devono comportare per l'animale fatiche o stress psichici o fisici, né consistere in attività che comportino dolore, angoscia, danni psico-fisici temporanei o permanenti, ovvero sfruttamento. Gli animali che presentano sintomi di disagio devono essere esclusi dal programma». 2 Dopo l'articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281, sono inseriti i seguenti: «Art. 4- bis. -- (Competenze e funzioni delle Asl) -- 1 . Le Aziende sanitarie locali (Asl) devono: a) provvedere alla vigilanza sull'osservanza delle norme per la protezione degli animali; b) provvedere al controllo igienico-sanitario ed alla vigilanza contro i maltrattamenti, esercitando se, del caso, le funzioni di polizia giudiziaria attraverso proprio personale a cui sono riconosciute tali funzioni; c) controllare e vigilare, ai sensi della normativa vigente, sulle condizioni psico-fisiche ed igienico-sanitarie degli animali dei privati e degli animali posti sotto sequestro; d) provvedere, per quanto di competenza, ai compiti relativi all'anagrafe canina e felina; e) promuovere iniziative di informazione e di educazione per la protezione ed il benessere degli animali, la prevenzione del randagismo ed il controllo delle nascite; f) programmare periodiche campagne di sterilizzazione di cani di proprietà, dando priorità alle famiglie con basso reddito; g) provvedere al servizio di accalappiamento con metodi incruenti degli animali vaganti ed al loro affidamento alle oasi feline o ai canili, pubblici o convenzionati. Tale servizio può essere convenzionato ad un'associazione animalista riconosciuta o ad un privato. 2 . I compiti di cui al comma 1, lettere d) e f) , possono essere affidati dalle Asl a medici veterinari liberi professionisti, mediante apposite convenzioni e/o autorizzazioni stipulate secondo gli indirizzi emanati dal Garante regionale per i diritti e la tutela degli animali di cui all’articolo 1, comma 4. 3 . Le funzioni e le attività sanitarie delle Asl, necessarie a garantire sul territorio regionale gli interventi previsti dalla presente legge, sono attribuite nell'ambito di ogni Asl ad una apposita unità organizzativa del servizio veterinario. I direttori generali delle Asl adeguano gli atti aziendali alle disposizioni della presente legge. Art. 4- ter. -- (Cimiteri per animali di affezione) -- 1 . Gli animali d’affezione deceduti possono essere inumati presso gli appositi impianti d'incenerimento autorizzati ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, o essere seppelliti in terreni di proprietà o in altre aree individuate a tale scopo dal comune, previo parere favorevole rilasciato per iscritto da un medico veterinario. 2 . Fatto salvo quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1069/2009, soggetti pubblici o privati possono realizzare cimiteri per animali d’affezione. I cimiteri per animali d’affezione sono ubicati in zone idonee ai sensi dello strumento urbanistico adottato dal comune, previo parere della competente Asl per i profili attinenti all'igiene e alla sanità pubblica».