[massime]

Straniero - Espulsione - Impossibilità di dare immediata esecuzione al provvedimento - Trattenimento nei centri di permanenza temporanea e assistenza, disposto dal questore - Avviso al difensore dell’inizio della misura - Omessa previsione - Prospettata lesione del diritto di difesa - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sollevata, in riferimento all’art. 24 della Costituzione, in quanto la disposizione censurata, non prevedendo l’obbligo per il questore di dare avviso al difensore dello straniero fin dall’adozione del provvedimento di trattenimento nei centri di permanenza temporanea ed assistenza o, quantomeno, dal momento della successiva comunicazione al giudice dell’inizio di tale misura, impedirebbe alla persona trattenuta di approntare una adeguata difesa. Infatti, pur in un contesto procedimentale ispirato ad esigenze di celerità, semplicità ed immediatezza, l’effettività del diritto di difesa non viene compromessa, potendo comunque lo straniero, fin dall’inizio del trattenimento nel centro, ricevere visitatori provenienti dall’esterno, e in particolare il difensore che abbia eventualmente scelto, ed essendogli altresì garantita libertà di corrispondenza, anche telefonica. - In tema di modalità per l’esercizio del diritto di difesa e relativa discrezionalità del legislatore, v. 'ex plurimis' sentenze n. 119/1995; n. 220/1994; n. 543/1989 e n. 351/1989; n. 202/1975. M.F.