[resaula]

Infatti io, che sono un modesto giurista, immaginandomi difensore di un imputato con un capo di imputazione che deve riferirsi alle parole contenute nella norma, se dovessi difendere un soggetto la cui appartenenza all'associazione di cui all'articolo 416- bis sia nota, immagino che avrei gioco facile, a livello probatorio e a livello dibattimentale, nel mettere in dubbio la tesi accusatoria, perché l'appartenenza a un'associazione di stampo mafioso, a mio avviso, dovrebbe essere certificata da una sentenza definitiva di condanna per il reato di cui all'articolo 416- bis . Ora, questo magari accadrà, però restringe grandemente l'ambito applicativo nelle intenzioni di chi questa legge vuole proporre. Sappiamo benissimo, infatti, che si tratta spesso di processi lunghi, di maxiprocessi che durano lustri interi e quindi potremmo potenzialmente tenerci per dieci o quindici anni persone che oggettivamente fanno parte di organizzazioni mafiose, ma per le quali non è ancora intervenuta la sentenza definitiva di condanna. Inoltre, immagino - sempre da modesto giurista quale sono, quindi immaginiamo gli avvocati penalisti molto bravi - che l'altra circostanza della notorietà, per il soggetto attivo dei voti, della altrui appartenenza all'organizzazione mafiosa sia un altro ambito probatorio, dove le difese potranno legittimamente spendere ogni arma argomentativa e probatoria per demolire l'ipotesi e la tesi accusatoria. Pertanto, mi rivolgo agli amici della maggioranza. Questo testo, realisticamente, passerà in questo ramo del Parlamento nel testo attuale, ma auspico che nell'altro ramo del Parlamento si ponga attenzione ai rilievi che non solo i membri dell'opposizione hanno sollevato, ma anche chi parla, che notoriamente è un senatore che... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. La ringrazio. Lei sa che il suo intervento era già un'eccezione, comunque concluda. BUCCARELLA (Misto) . Vorrei quantomeno esprimere la mia dichiarazione di voto, Presidente. Stavo concludendo con l'auspicio che, quindi, nel successivo esame del provvedimento, si ponga mano, ad esempio attingendo al patrimonio emendativo già rassegnato in questo ramo del Parlamento. Per tali motivi, apprezzando gli aspetti positivi del disegno di legge, quali, ad esempio, rapportare la pena a quella prevista dal primo comma dell'articolo 416 -bis , dichiaro il mio voto di astensione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato. (Segue la votazione). Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo: Senatori presenti 266 Senatori votanti 265 Maggioranza 130 Favorevoli 160 Contrari 98 Astenuti 7 Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Discussione dei disegni di legge: Doc 5 Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima DISEGNO DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE. - Doc 199 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa LA RUSSA ed altri. - Doc 234 Modifica all'articolo 614 del codice penale in materia di violazione di domicilio GINETTI e ASTORRE. - Doc 253 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa CALIENDO ed altri. - Doc 392 Modifica all'articolo 55 del codice penale in tema di esclusione della punibilità per eccesso colposo MALLEGNI ed altri. - Doc 412 Modifiche agli articoli 624-bis e 628 del codice penale in materia di furto in abitazione e rapina GINETTI ed altri. - Doc 563 Modifica dell'articolo 52 del codice penale recante nuove disposizioni in materia di diritto di difesa GASPARRI ed altri. - Doc 652 Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa e di aggravamento delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo ROMEO ed altri. - (Relazione orale) Approvazione in un testo unificato con il seguente titolo: Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 5, 199, 234, 253, 392, 412, 563 e 652. Il relatore, senatore Ostellari, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, signori del Governo, colleghe e colleghi, la mia relazione tecnica inizia con un racconto. Inizia con la storia di un uomo perbene, di un marito, di un padre, di un lavoratore, la cui vita, una notte, è cambiata per sempre. È la storia di un uomo che è stato svegliato da tre rapinatori, di un uomo che ha avuto paura per sé e per la propria moglie, e per la propria figlia che dormiva nella stanza accanto alla sua; ma che nella paura ha scelto di difendersi, e di difendere la sua famiglia. Un uomo che ha affrontato da solo tre rapinatori, sparando un colpo da una pistola legalmente detenuta. Quell'uomo, che abbiamo ascoltato assieme ad altre vittime di reato, ha aperto le audizioni che hanno preceduto il dibattito sul disegno di legge che presentiamo oggi. Quell'uomo è, per la giustizia italiana, oggi, un uomo libero, perché, dopo quasi sette anni di sospetti, fra udienze estenuanti, una condanna in primo grado, un'assoluzione in appello e un terzo grado in Cassazione, per il tentativo dei parenti dell'aggressore di chiedere il risarcimento del danno, è stato definitivamente assolto, liberato da ogni colpa. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Tutto normale - dirà qualcuno - tutto giusto. No, cari colleghi, perché quell'uomo è ancora oggi schiavo degli eventi che ha dovuto sopportare, del costo dei processi, delle minacce, della gogna mediatica e sociale che lui e la sua famiglia hanno subìto. Infatti, dopo aver patito la paura per un'aggressione compiuta da tre delinquenti, quell'uomo ha dovuto confrontarsi con un avversario inaspettato: lo Stato, il suo Stato, lo stesso Stato che avrebbe dovuto difenderlo, ma che invece lo ha costretto ad affrontare ansie, paure, e infine a pagare di tasca propria costi economici pesantissimi per dimostrare la sua innocenza, tant'è che oggi quell'uomo ha dovuto cambiare vita; ha addirittura dovuto cedere la sua attività. Faceva il tabaccaio; non era - come si dice - un uomo facoltoso. Ha dovuto trasferirsi vicino ai genitori, nella campagna della provincia padovana. Sapete perché? Perché ha paura e non vuole più rischiare, non tanto di essere rapinato, quanto di doversi difendere ancora dallo Stato, dal suo stesso Stato. La storia di quest'uomo è la storia di tanti uomini per bene, di uomini che hanno pagato troppo per dimostrare la loro innocenza.