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l'anno scorso non abbiamo contestato il fatto che si sia approvata la manovra con un voto di fiducia, ma che questo abbia riguardato un testo che era stato elaborato da altre parti e che nessuno in Commissione aveva visto. Qui voteremo la fiducia su un testo che è stato oggetto di una discussione che, pur con tutti i limiti che ha avuto, è durata molti giorni e molte notti in Commissione bilancio. Concludo con quest'annotazione: abbiamo sicuramente alle spalle e di fronte una stagione molto complessa, che poteva comportare e portare al Paese molti rischi. Qualcuno di fronte a questo quadro, facendo demagogia e propaganda, è scappato adducendo tutte le scuse di questo mondo (ricordiamo tutti il Papeete Beach e quello che è successo dopo). MARIN (L-SP-PSd'Az) . Ma basta, basta! TARICCO (PD) . Perché basta? Ricorderemo a iosa, perché questa roba grida vendetta di fronte al Paese. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti della senatrice Marin). In questa manovra ci assumiamo la responsabilità di dare risposte difficili a una situazione complessa, con una compagine che ancora sconta un insufficiente affiatamento, ma ci stiamo lavorando. (Commenti del senatore Bergesio). Abbiamo dato risposte importanti al Paese: si tratta di un contributo importante, che non risolve tutto (Commenti del senatore Ripamonti) , ma credo che indiscutibilmente vada nella giusta direzione. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tosato. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, siamo arrivati ormai alla fase finale dell'approvazione della legge di bilancio, la più importante dello Stato, e noi dell'opposizione e della Lega possiamo dichiarare serenamente di esserci impegnati per migliorare questa manovra e ridurre l'impatto degli aumenti fiscali, senza ostruzionismo, esclusivamente con le nostre proposte. Ci siamo impegnati perché fosse una manovra più equilibrata ed equa. Non abbiamo raggiunto gli obiettivi che speravamo, ma sappiamo di averci messo tutto il nostro impegno, soprattutto i colleghi impegnati in Commissione bilancio, Erika Rivolta, Roberta Ferrero, Antonella Faggi, Cristiano Zuliani e tutti i senatori del Gruppo Lega (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , che con la loro partecipazione ci hanno accompagnato in questo lungo percorso. Il Governo ha deciso di porre la questione di fiducia su questa manovra dopo un'unica lettura al Senato, quindi si tratta di un passaggio importante e fondamentale, perché la Camera evidentemente ratificherà la nostre decisioni. La risposta della Lega a questa richiesta di fiducia è no: non riteniamo infatti che questa manovra sia utile al Paese e non abbiamo certamente alcuna fiducia in questo Governo; non abbiamo fiducia in un Governo nato con un unico scopo, quello di impedire le elezioni e che possa vincerle Matteo Salvini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). E guardate che non lo diciamo noi: l'ha dichiarato più e più volte il vero padre nobile di questo Governo PD-5 Stelle, continuamente e in molte occasioni, Matteo Renzi, sin dal mese di agosto. Diciamo no alla fiducia ad un Governo che con la politica dei porti aperti sta nuovamente sottoponendo il nostro Paese all'immigrazione incontrollata: tra settembre e novembre si è registrato un più cento per cento di sbarchi rispetto a quelli dei tre mesi corrispondenti del 2018. Diciamo no a un Governo che nella vicenda del MES sta dimostrando il peggio di se stesso: ipocrisie, menzogne, dichiarazioni contraddittorie, opportunismi di ogni genere e servilismo nei confronti dei poteri forti europei. Diciamo no a un Governo che con quest'accordo sta dimostrando tutta la sua incapacità di difendere gli interessi dei risparmiatori italiani, delle famiglie e dei lavoratori, insomma, gli interessi del nostro Paese. Diciamo no alla fiducia a un Governo che sul caso Ilva sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza, con migliaia di lavoratori a rischio di perdere il proprio lavoro, nella totale indifferenza e incapacità del Governo. Il nostro è un no anche e soprattutto alle politiche economiche contenute in questa manovra di bilancio, che non è moderatamente espansiva, come avete continuato a dichiarare. Non sarà una manovra che porterà alla crescita, sarà una manovra che porterà ad una fase recessiva l'economia del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La vostra legge di bilancio è stata giustamente ribattezzata una "manovra tasse e manette", introduce infatti numerose tasse e balzelli che metteranno in difficoltà la competitività di settori importanti del nostro sistema produttivo, causeranno la perdita di posti di lavoro e alla fine graveranno sulle tasche dei cittadini quando andranno a fare la spesa. Voi non meritate la nostra fiducia e non avete certamente la fiducia del Paese e degli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi ostinate a pensare che aumentando le tasse, aumentano automaticamente le entrate per le casse dello Stato. Questo convincimento è pura follia; una follia pericolosissima che deve essere assolutamente combattuta. Quando il prelievo supera una certa soglia - e voi l'avete abbondantemente superata con le vostre manovre finanziarie negli anni passati, a partire da quella Monti - le imprese, le aziende, gli artigiani, i commercianti, i titolari di una qualsiasi attività non pagano più tasse. Non pagano più tasse, ma sono costretti a chiudere, a licenziare e ad arrendersi, per colpa di queste politiche folli, delle politiche della sinistra. Noi non la pensiamo come voi; non tassiamo chi è già stremato dalle imposte. L'esempio più evidente è stata l'introduzione del regime forfettario per le partite IVA. Con questa norma, che voi avete cercato di scardinare, il numero delle partite IVA è cresciuto. C'è stata emersione di parte del sommerso, è aumentato il gettito; questa è la ricetta vincente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In Italia il gettito fiscale può aumentare solo abbassando le tasse, non alzandole: mettetevelo in testa! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Le vostre politiche economiche sono folli e irresponsabili. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dicevamo poi che quella al nostro esame è anche una manovra di manette. Perché abbiamo fatto questo riferimento? Perché per voi, di fondo, un imprenditore, un artigiano, un libero professionista, un commerciante è, a priori e per definizione, un evasore. È un evasore e va punito. Per noi, invece, è un lavoratore che lotta ogni giorno contro tasse e burocrazia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È un lavoratore che lotta contro tasse e burocrazia per sopravvivere, per mantenere la propria famiglia, i posti di lavoro dei propri dipendenti. Voi non li aiutate, ma li trattate come delinquenti. Lo fate nel decreto fiscale; lo fate con norme e burocrazia che non colpiscono i veri evasori, ma le persone oneste.