[pronunce]

che è intervenuto, con la rappresentanza dell'Avvocatura generale dello Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri, il quale ha eccepito, in primo luogo, la manifesta irrilevanza della questione, in quanto il creditore procedente aveva domandato l'assegnazione «nei limiti di legge», con la conseguenza che il riferimento alle norme vigenti al momento della domanda avrebbe reso il giudizio a quo insensibile all'eventuale declaratoria di illegittimità delle disposizioni in esame; che del pari inammissibile sarebbe il primo motivo di censura, tenuto conto che dall'art. 2, primo comma, numero 3), del d.P.R. n. 180 del 1950, proprio a seguito delle sentenze della Corte costituzionale n. 89 del 1987 e n. 878 del 1988 che ne hanno dichiarato la illegittimità costituzionale nella parte in cui non prevedeva la pignorabilità del quinto dello stipendio dei pubblici dipendenti anche per ogni altro credito vantato nei confronti del personale, sostanzialmente già consegue l'effetto di parificazione invocato dal rimettente, con un riallineamento sul punto del settore pubblico a quello privato; che all'accoglimento della censura, sotto un ulteriore profilo, osterebbe la circostanza per cui il più favorevole trattamento previsto per i pubblici dipendenti dal secondo comma dell'art. 2 del d.P.R. n. 180 del 1950 in tema di concorso tra le diverse cause di credito costituisce aspetto secondario di una disciplina che, emendata dalle più vistose antinomie per effetto degli interventi additivi della Corte costituzionale, non può dirsi sia stata da questi interventi globalmente e necessariamente orientata verso la totale parificazione con quella del settore privato, come implicitamente riconosce la stessa ordinanza di rimessione laddove, «in via principale, si deduce una situazione ingiustificatamente più vantaggiosa per il dipendente pubblico; e in via consequenziale si prospetta, in caso di accoglimento dell'eccezione, una situazione più vantaggiosa per il dipendente privato nell'ipotesi di cessione di una quota dello stipendio prima del pignoramento» (questione relativa all'art. 68, del d.P.R. n. 180 del 1950). Considerato che il giudice dell'esecuzione del Tribunale di Como dubita, in riferimento all'art. 3 Cost., della legittimità costituzionale dell'art. 2, primo comma, numero 3), del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni), nella parte in cui non prevede che il pignoramento dello stipendio possa avvenire nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle Province e ai Comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito di cui ai numeri 2) e 3), e dell'art. 2, secondo comma, del medesimo d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nella parte in cui – a differenza di quanto previsto dall'art. 545, quinto comma, cod. proc. civ. per i lavoratori dipendenti del settore privato – non prevede il simultaneo concorso nel limite della metà dello stipendio dei pubblici dipendenti, anche di un pignoramento eseguito per il soddisfacimento di crediti tributari; nel caso di eventuale accoglimento delle precedenti eccezioni il rimettente dubita poi della legittimità costituzionale dell'art. 68, secondo comma, del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nella parte in cui non prevede che il pignoramento dello stipendio dei pubblici dipendenti possa avvenire nei limiti di cui all'art. 2 sullo stipendio residuo, al netto della trattenuta operata per la precedente cessione; che la censura relativa all'art. 2, primo comma, numero 3), del d.P.R. n. 180 del 1950 – formulata quale premessa a quella relativa al comma secondo – è del tutto inconsistente atteso che la norma, a seguito delle sentenze n. 89 del 1987 e n. 878 del 1988 di questa Corte, deve ritenersi aver assunto il medesimo significato (se non anche formulazione) del comma quarto dell'art. 545 cod. proc. civ. ; che la questione sollevata in relazione all'art. 2, secondo comma, del d.P.R. n. 180 del 1950 non può essere scrutinata da questa Corte in quanto, come la stessa ordinanza di rimessione non può non rilevare, dal suo accoglimento – volto a parificare (con modifica in peius) il trattamento dei dipendenti pubblici a quelli privati quanto al concorso di più creditori – scaturirebbe inevitabilmente l'esigenza di procedere ad una ulteriore parificazione (stavolta con modifica in melius) quanto al concorso di pignoramenti e di trattenute per precedenti cessioni del quinto della retribuzione; che è manifesta l'inammissibilità di questioni che si risolvono nel chiedere a questa Corte una pronuncia volta a creare, manipolando più norme, un nuovo equilibrio (con una parificazione assoluta) rispetto a quello realizzato – in modo di certo non manifestamente irragionevole – dal legislatore con il prevedere un sistema che, a fronte di un trattamento più favorevole per il pubblico dipendente quanto al cumulo di pignoramenti, contempla un trattamento meno favorevole quanto al concorso di pignoramenti con precedenti cessioni del credito. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2, primo comma, numero 3), e secondo comma, e dell'articolo 68, secondo comma, del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni), sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Como con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il il 15 novembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 25 novembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA