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che alle riunioni dei tre Settori dell'ITU, che non siano conferenze mondiali, assemblee e gruppi di studio compresi nel programma di lavoro approvato da una conferenza o assemblea, di cui all'Articolo 29 della Costituzione (Ginevra, 1992) e per le quali si useranno sei lingue di lavoro, l'interpretazione fra le lingue inglese, francese e spagnolo sarà fornita nel caso in cui i Membri che fanno richiesta di interpretariato in una di tali lingue annunceranno la loro partecipazione alle riunioni con un preavviso di almeno 90 giorni; 3. che, nel caso si presentasse la necessità, previo consenso del Segretario Generale e dei Membri o gruppi di Membri interessati, le proposte ed i contributi per una conferenza di sviluppo regionale dovranno essere redatti in un diverso sottoinsieme delle lingue ufficiali e di lavoro, tenendo conto delle lingue di lavoro usate nella regione, per un massimo di tre lingue; 4. che la spesa totale sostenuta non supererà i limiti finanziari stabiliti alla Decisione 1, dà istruzioni al Segretario Generale 1. di organizzare, dopo aver consultato i Membri o gruppi di Membri interessati, la preparazione dei documenti dell'Unione in arabo, cinese e russo quanto più efficacemente ed economicamente sia possibile; ---------- 3 In questi casi, si applicherà l'Articolo 29 della Costituzione, ossia si useranno tutte e sei le lingue di lavoro. 2. di presentare una relazione al Consiglio sui progressi compiuti in tale settore, dà istruzioni al consiglio 1. di esaminare la relazione del Segretario Generale; 2. di adottare tutti i provvedimenti necessari, atti a garantire la diffusione generale, nelle lingue ufficiali e di lavoro dell'Unione, dei documenti scelti dai Membri o dai gruppi di Membri interessati, entro i limiti finanziari stabiliti da questa Conferenza. RISOLU2IONE 63 Studio delle lingue dell'Unione La Conferenza Plenipotenziaria dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Kyoto, 1994), considerando a) la necessità di mantenere ed ampliare la cooperazione internazionale fra tutti i Membri dell'Unione, al fine di migliorare ed impiegare razionalmente le comunicazioni di tutti i tipi, nonché di promuovere ed offrire assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo nel settore delle telecomunicazioni; b) l'Articolo 29 della Costituzione e l'Articolo 35 della Convenzione (Ginevra, 1992) sulle lingue; c) le proposte per i lavori della Conferenza Plenipotenziaria su come migliorare l'uso delle lingue; d) la Risoluzione 59 della Conferenza Plenipotenziaria (Nizza, 1989) sui "Limiti all'uso delle lingue di lavoro"; e) che è auspicabile incrementare l'uso delle lingue ufficiali e di lavoro dell'Unione, in modo tale da consentire ad un maggior numero di Membri di partecipare più attivamente ai lavori dell'Unione, consapevole dell'impatto che l'uso di più lingue avrebbe sulle finanze e sulla gestione dell'unione; riconoscendo la necessità di adottare politiche efficaci, efficienti e ben equilibrate sull'uso delle lingue dell'Unione, notando l'ampia gamma di opinioni sull'equilibrio ottimale delle lingue di lavoro da usare nelle riunioni, nei documenti e nelle pubblicazioni, e, per contro, i relativi costi e la tempestività della produzione di documenti e pubblicazioni, decide di condurre uno studio, al fine di affrontare i problemi ed elaborare una relazione con raccomandazioni, da esaminare alla Conferenza Plenipotenziaria del 1988, dà istruzioni al Consiglio ed al Segretario Generale a) di svolgere uno studio sull'impiego efficace ed efficiente delle lingue da usare nell'Unione, considerando, fra l'altro: 1. le prassi seguite da altre organizzazioni delle Nazioni Unite ed internazionali; 2. il ruolo che i moderni strumenti tecnologici emergenti possono svolgere in futuro; 3. gli interessi dei vari gruppi linguistici; b) di produrre, non oltre il 1996, una relazione sui risultati dello studio, insieme con raccomandazioni alternative; c) di distribuire la presente relazione a tutti i Membri, che potranno commentarla prima di presentarla alla Conferenza Plenipotenziaria del 1998. RISOLUZIONE 64 Accesso non discriminatorio alle strutture ed ai moderni servizi di telecomunicazioni La Conferenza Plenipotenziaria dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Kyoto, 1994), dopo aver esaminato la Risoluzione dell'"Iniziativa di Buenos Aires" sull'"Accesso non discriminatorio alle strutture ed ai moderni servizi di telecomunicazione", presentata dal Segretario Generale per ordine della Conferenza Mondiale sullo Sviluppo delle Telecomunicazioni (Buenos Aires, 1994), tenendo conto dell'importanza del ruolo svolto dalle telecomunicazioni per il progresso politico, economico, sociale e culturale, tenendo conto altresì a) che l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni svolge un ruolo importante per la promozione dello sviluppo delle telecomunicazioni a livello mondiale; b) che, a tal fine, l'Unione coordina le iniziative volte a garantire uno sviluppo armonioso delle strutture per le telecomunicazioni, tenendo inoltre conto della necessità di elaborare proposte su questioni che determinano la strategia mondiale sullo sviluppo delle telecomunicazioni, nonché di facilitare la mobilitazione delle risorse a tal fine necessarie, notando a) che, per lo più, i moderni impianti e servizi di telecomunicazione vengono creati in base alle raccomandazioni del Settore per la Standardizzazione delle Telecomunicazioni (ITU-T) e del Settore per le Comunicazioni Radio (ITU-R); b) che le raccomandazioni dell'ITU-T e dell'ITU-R sono il risultato degli sforzi collettivi di tutti coloro che prendono parte al processo di standardizzazione all'interno dell'ITU e vengono adottate con il consenso dei Membri dell'unione; c) che i limiti all'accesso alle strutture ed ai servizi di telecomunicazione, da cui dipende lo sviluppo delle telecomunicazioni nazionali, e che vengono stabiliti in base alle raccomandazioni dell'ITU-T e dell'ITU-R, rappresentano un ostacolo allo sviluppo armonioso ed alla compatibilità delle telecomunicazioni in tutto il mondo, riconoscendo che la completa armonizzazione delle reti di telecomunicazione è impossibile, a meno che tutti i paesi che partecipano al lavoro dell'Unione, senza eccezioni, abbiano un accesso non discriminatorio alle nuove tecnologie relative alle telecomunicazioni ed alle strutture ed ai moderni servizi di telecomunicazione, fermi restando i regolamenti nazionali e gli impegni internazionali che rientrano nelle competenze delle altre organizzazioni internazionali, decide 1. che l'accesso alle tecnologie, agli impianti ed ai servizi di telecomunicazione istituito in base alle Raccomandazioni dell'ITU-T e dell'ITU-R dovrebbe essere non discriminatorio; 2. che l'ITU dovrebbe agevolare l'accesso non discriminatorio alle tecnologie, agli impianti ed ai servizi delle telecomunicazioni istituito in base alle Raccomandazioni dell'ITU-T e dell'ITU-R; 3. che l'ITU dovrebbe incoraggiare al massimo la cooperazione fra i Membri dell'Unione sul problema dell'accesso non discriminatorio alle tecnologie, agli impianti ed ai servizi di telecomunicazioni, istituito in base alle raccomandazioni dell'ITU-T e dell'ITU-R, al fine di soddisfare la domanda degli utenti di servizi di telecomunicazione moderni, invita i governi dei Membri dell'Unione 1.