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L'atto è stato deciso dal consiglio d'indirizzo e la Camera di commercio ha deciso di sostenerne le spese relative; la Camera di commercio di Verona, con una visione eminentemente ragionieristica che mal si attaglia ad una Fondazione di questa natura, ha chiesto di conferire all'esterno l'incarico per redigere un piano industriale; in pratica, il piano industriale, il cui bando è scaduto il 28 luglio 2018, deve affrontare diversi nodi cruciali, in particolare la conclusione del regime stabilito della "legge Bray" (di cui al decreto legge n. 91 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 112 del 2013) al quale la fondazione aveva aderito durante la gestione commissariale del Sovrintendente Fuortes. Infatti, dal 31 dicembre sarà necessario garantire il pareggio di bilancio nonché individuare le risorse occorrenti, compresi i circa 2,4 milioni di euro annui risparmiati per la chiusura forzata della fondazione nei mesi di ottobre e novembre, così come deciso dal piano triennale di risanamento, pena pesanti conseguenze soprattutto per i lavoratori; in relazione alle previsioni della legge Bray, ad oggi pare che alla fondazione Arena siano stati destinati fondi per un solo milione di euro a fronte dei 10 milioni stabiliti nel caso le fondazioni avessero aderito ai dettami della medesima normativa; dai giornali locali è emerso che il Ministero dei beni e delle attività culturali ha richiesto una dettagliata relazione relativamente al bilancio, al risanamento e al rilancio dell'ente; la Ragioneria generale dello Stato, a seguito di mirata ispezione, ha inviato al Ministero, alla Procura della Corte dei conti e alla fondazione Arena gli esiti relativi, evidenziando rilevanti "disfunzioni e irregolarità". In merito, se da un lato alla fondazione Arena è stato chiesto di procedere all'accertamento delle responsabilità nei confronti dei soggetti titolari dei procedimenti amministrativi che possano aver dato luogo ad eventuali ipotesi di danno erariale e ad interrompere le pratiche dannose, dall'altro certamente vi saranno determinazioni conseguenti della Procura contabile; per lo stesso motivo, pare che il consiglio di indirizzo sarà chiamato all'approvazione dell'azione di responsabilità nei confronti della gestione precedente, in particolare per l'allora presidente Flavio Tosi e il sovrintendente Francesco Girondini, oltre al consiglio all'epoca in carica; gli interroganti sono molto preoccupati per le ripercussioni sulla fondazione Arena che la situazione può determinare, con il rischio del blocco delle attività ed il declassamento a teatro di tradizione, si chiede di sapere: quali azioni intenda porre in essere il Ministro in indirizzo, anche di natura legislativa, per riportare la necessaria serenità nella fondazione Arena, ivi compresa l'ipotesi di commissariamento dell'ente; per quali ragioni, ad oggi, sia stato finanziato il piano di risanamento in scadenza al 31 dicembre solo con la cifra di un milione di euro, anziché con i 10 milioni previsti dalla cosiddetta legge Bray; se siano presenti difformità tra gli impegni sottoscritti dalla Fondazione in occasione della richiesta di adesione alle previsioni della cosiddetta legge Bray ed i comportamenti effettivamente tenuti successivamente; se abbia fornito indirizzi, e quali, alla fondazione relativamente alla redazione del piano industriale, in particolare dopo la relazione che l'Ente ha inviato sul bilancio, sul risanamento e sul rilancio; se nelle relazioni scritte che sono state inviate dalla fondazione Arena dal Ministero, sul bilancio, sul risanamento, sulla gestione amministrativa e sul rilancio dell'ente, emergano significativi motivi ostativi alla prosecuzione delle attività culturali e musicali in qualità di fondazione o se, di contro, emerga il possibile rischio di un declassamento a teatro di tradizione; se in qualche relazione ricevuta o richiesta emergano elementi di valutazione, e quali, relativamente alle attività di cui la fondazione è stata nel tempo investita, ed in particolare dei rapporti con la società gestore delle iniziative extraliriche e del museo AMO (Arena Museo Opera); se intenda incontrare le organizzazioni sindacali, per un confronto sui tanti temi posti, rispetto ai quali, a giudizio degli interroganti a causa della visione esclusivamente economicista del consiglio di indirizzo e di alcuni dirigenti apicali della fondazione Arena, non sono stati forniti elementi di riscontro significativi. Atto n. 3-00241 D'ALFONSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il viadotto Sente, uno dei più alti in Italia, realizzato tra i comuni di Belmonte del Sannio (Isernia) e Castiglione Messer Marino (Chieti) nel periodo 1974-1977, collega le regioni Abruzzo e Molise lungo l'ex strada statale 86 "Istonia"; con ordinanza n. 77 del 13 settembre 2018, prot. 12886, la Provincia di Isernia ha disposto la "chiusura al transito del viadotto Sente - Longo"; l'ordinanza parla chiaramente di "estrema pericolosità" e il passaggio sui tre rischi riscontrati è chiarissimo: 1) a causa delle elevate pressioni di contatto è probabile la formazione di un cuneo di distacco o sulla sella gerber o sul baggiolo già parzialmente frantumato, con conseguente perdita di appoggio; 2) attesa la significativa altezza delle pile e la lunghezza delle campate, in caso di sisma anche di non elevata intensità, spostamenti non in fase delle testepile e del terreno di base possono causare perdita di appoggio e crollo dell'impalcato; 3) in caso di riattivazione dei movimento franoso una pur modesta traslazione della pila a sostegno della quarta e quinta campata, provocherebbe parimenti una perdita di appoggio e crollo dell'impalcato; la chiusura del viadotto costringe i cittadini a percorrere itinerari alternativi più lunghi e tortuosi e, di conseguenza, li obbliga a sostenere maggiori costi di trasporto, con notevoli disagi per raggiungere i plessi scolastici, le strutture sanitarie e le aree industriali del chietino e del vastese; come affermato nella lettera che il sindaco di Castiglione Messer Marino, Felice Magnacca, ha inviato agli organi competenti, a seguito della notizia dell'imminente chiusura del ponte, il giorno 18 settembre 2018, "la decisione della chiusura per impossibilità della Provincia di Isernia alla manutenzione, è di fatto sentita dalla nostra comunità come un ulteriore ostacolo alla cura della salute e dell'istruzione, se solo si considera ad oggi, la chiusura e il pessimo stato della altre strade provinciali di accesso alla Val di Sangro e alla costa Vastese (rif. SP 152, SP 162 interrotta per frana dal 2015, SP 212, SP 198)"; il sindaco ha dunque espressamente richiesto "in via d'urgenza e senza dilazione alcuna, che vengano attivate le procedure per il passaggio alla gestione Anas SpA, la quale può attivarsi sin da subito per la manutenzione necessaria del ponte Sente";