[pronunce]

pertanto, la Provincia di Bolzano avrebbe sconfinato dai limiti della propria potestà legislativa, invadendo «la materia della concorrenza, riservata allo Stato dall'art. 117, secondo comma, lett. e), con violazione della normativa comunitaria». Inoltre – prosegue la difesa erariale – la disciplina di principio statale avrebbe tenuto conto degli interessi regionali in materia, prevedendo (art. 5 del d.lgs. n. 105 del 1992) che una sorgente di acqua minerale naturale, riconosciuta ai sensi dell'art. 4, può essere utilizzata solo su autorizzazione regionale. Diversamente, dovrebbe reputarsi in riferimento alla disposizione denunciata, che sarebbe quindi illegittima anche sotto il profilo della mancata previsione di qualsivoglia «forma di collaborazione con lo Stato che consentisse la tutela da parte di quest'ultimo degli interessi unitari di cui è portatore». 1.2. - In relazione alla denuncia dell'art. 19, il ricorrente rammenta che la norma ha integrato l'art. 1, comma 3, della legge provinciale 11 aprile 2005, n. 1 (Disposizioni transitorie in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico), quale disposizione provinciale già impugnata con ricorso in via principale. Ad avviso del ricorrente, la «norma impugnata, insieme a quella di cui costituisce la modifica, ha pertanto sconfinato dai limiti della potestà legislativa della provincia», interferendo – come già precisato nel precedente ricorso – «in materia di concorrenza, sulla quale lo statuto non conferisce alcun potere, ed è andata contro ai principi comunitari, esponendo lo Stato a responsabilità nei confronti della comunità europea, così violando l'art. 117, primo comma, Cost.». 2. - Si è costituita la Provincia autonoma di Bolzano, la quale, riservandosi di argomentare sulle proprie ragioni, ha concluso per l'inammissibilità, l'improcedibilità o, comunque, l'infondatezza del ricorso. 3. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato, in data 8 novembre 2006, memoria illustrativa. 3.1. - Quanto alla denuncia dell'art. 13 della legge della Provincia di Bolzano n. 7 del 2005, insiste per la declaratoria di incostituzionalità della predetta disposizione per violazione degli artt. 8 e 9 dello statuto di autonomia, dell'art. 117, primo comma, Cost. e del principio di leale collaborazione. La norma censurata si porrebbe in contrasto, in riferimento alle acque termali, con i principi desumibili dalla legislazione statale (segnatamente, dall'art. 4 del d.lgs. n. 105 del 1992, coordinato con l'art. 6, lettera t, della legge n. 833 del 1978), giacché consentirebbe – peraltro in via legislativa e non già caso per caso, come dovrebbe invece avvenire – che possa riconoscersi «capacità terapeutica, anche nella forma termale, ad acque che in altre Regioni non l'avrebbero». In riferimento poi alle acque minerali – argomenta ancora il ricorrente – in assenza di standard minimo qualitativo «la concorrenzialità del mercato ne resterebbe pregiudicata». Si osserva, quindi, che «la rilevanza di questo dato concorrenziale si trova messa in evidenza nella Direttiva del Consiglio 80/777/CEE del 15 luglio 1980», sicché soltanto lo Stato poteva legiferare in materia, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., come appunto avvenuto in forza del d.lgs. n. 105 del 1992. 3.2. - In riferimento alla denuncia dell'art. 19, nella memoria si evidenzia che la legge provinciale n. 1 del 2005 è stata abrogata dall'art. 19, comma 6, della legge provinciale 20 luglio 2006, n. 7 (Disposizioni in connessione con l'assestamento del bilancio di previsione della provincia autonoma di Bolzano per l'anno finanziario 2006 e per il triennio 2006-2008), e che detta abrogazione riguarda pure l'art. 1, comma 3, come modificato dalla disposizione di cui al censurato art. 19, senza che vi sia stata medio tempore attuazione della norma impugnata. Si conclude, pertanto, sostenendo che non sussiste «utilità pratica» di una pronuncia sul punto. 4. - In prossimità dell'udienza hanno depositato memorie entrambe le parti costituite. 4.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'insistere per l'incostituzionalità dell'art. 13 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7 e nello sviluppare argomentazioni già in precedenza esposte, riafferma, in particolare, che i principi fondamentali in materia di acque minerali sono dettati dal d.lgs. n. 105 del 1992, di attuazione della direttiva 80/777/CEE, il quale, all'art. 4, intesta al Ministro della sanità (attualmente Ministro della salute) il potere di riconoscimento della qualità di acqua minerale naturale, con norma conforme anche al principio di sussidiarietà di cui al nuovo art. 118 Cost. 4.2 - La Provincia autonoma di Bolzano conclude per la non fondatezza della sollevata questione, assumendo che l'art. 13 denunciato sarebbe frutto di corretto esercizio della propria competenza legislativa primaria, attribuita dallo Statuto (art. 8, n. 14), giacché – posto che la direttiva 80/777/CEE prevede che il riconoscimento come acqua minerale naturale della risorsa idrica estratta dal suolo di uno Stato membro avvenga ad opera della «autorità competente dello Stato membro» medesimo – essa si sarebbe limitata ad individuare «quale soggetto competente al riconoscimento l'Agenzia Provinciale per l'Ambiente, di concerto con l'Azienda Sanitaria di Bolzano, quindi enti certamente competenti sotto il profilo tecnico». La Provincia resistente sostiene, quindi, che la norma censurata non detta alcuna prescrizione o procedura in ordine ai requisiti di mineralità delle acque ai fini del riconoscimento di siffatto carattere, ma, appunto, individua soltanto un determinato soggetto deputato al predetto riconoscimento, che avviene in base ai criteri ed ai protocolli fissati dalla legislazione statale, in attuazione del diritto comunitario (direttiva 80/777/CE e successive modificazioni). In definitiva, «la legge provinciale censurata, dunque, si discosta dal parametro statale solo per l'aspetto peculiare dell'individuazione del soggetto competente al riconoscimento […] e consente di procedere alla valutazione della natura minerale delle acque, in applicazione dei parametri di cui alla direttiva 80/777/CEE e relativa disciplina di attuazione, avendo riguardo alle caratteristiche che, caso per caso, la risorsa idrica esaminata presenterà». 5. - In data 21 settembre 2007 il Consiglio dei ministri ha deliberato di rinunciare all'impugnazione dell'art. 19 della legge provinciale n. 7 del 2005 ed il successivo 24 settembre la Giunta provinciale di Bolzano ha deliberato l'accettazione di detta rinuncia.1.