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La prima fiducia è stata posta - come ricorderete - alla Camera, il che mi fa pensare che non è poi così straordinariamente solida questa maggioranza. Io non mi dimentico che nella prima fiducia alla Camera ci fu quel balletto relativo proprio alle cose che ricordava il collega Urso, cioè alla questione della proroga dei vertici dei servizi segreti. Quindi, direi che la situazione non è sicuramente delle più confacenti. Detto questo, vorrei anche approfittare per fare alcune considerazioni sulla questione relativa alla demonizzazione dei negazionisti. Ho ascoltato l'intervento del collega che è intervenuto prima e su questo punto ritengo che alcune cose vadano dette. Bisogna stare attenti alla questione dei negazionisti. Capisco i colleghi del Partito Democratico, i grillini o, comunque, questa sinistra giallorossa, che mettono un marchio e invitano a fare attenzione perché sono messaggi sbagliati. Questo, però, non è un problema di messaggi. C'è una convinzione strisciante, che io posso constatare nella mia piccolissima interlocuzione con le persone, che la faccenda del Covid-19 sia una specie di cosa inventata o esagerata, che serve esclusivamente a "tenere sotto" la popolazione e tenere sotto il popolo, per usare una espressione che questi soggetti usano spesso. Il negazionismo, allora, non è solamente un problema di messaggi sbagliati e su questo - per carità - siamo tutti d'accordo. C'è un problema a monte, infatti, quello relativo al modo con cui il sentimento popolare vive lo stato di emergenza, vive le notizie che sono date dai telegiornali e vive la diffusione di quello che viene detto con riferimento ai contagi. È un sentimento. Per carità, sta poi in capo alla politica misurare i sentimenti, ma, indipendentemente da questo, sono evidentemente sentimenti che le modalità con cui è stata gestita l'emergenza, e quindi la privazione delle libertà personali, hanno determinato senza che fosse necessaria la spinta o il messaggio di nessuno. Attenzione, dunque, alle proroghe dello stato di emergenza che non sono comunque veicolate e spiegate, soprattutto se poi vengono approvate a colpi di fiducia, quindi evitando di fatto di raccogliere le indicazioni che provengono dalle persone. L'altra considerazione che va fatta è che, molto spesso, ancora oggi la reazione è una reazione di paura. È una reazione di timore, che non va comunque esagerata o coltivata perché, a suo tempo, crea anche delle ulteriori reazioni di asocialità da parte delle persone comuni e normali. Per concludere, naturalmente noi siamo contrari al provvedimento e quindi non voteremo la fiducia. Non la voteremo per quanto concerne l'atto, per la storia che ho raccontato. Non la voteremo inoltre perché, ponendosi la questione di fiducia, con riferimento a quello che è il Governo, con tutto quello che si può dire e pensare rispetto a quanto lo stesso ha fatto in questi mesi (e lo diciamo molto pacatamente), a cominciare dal modo con cui è nato è sorto, è evidente che il nostro giudizio non possa che essere di carattere negativo. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ci troviamo in quest'Aula a votare l'ennesima conversione in legge di un decreto-legge sull'emergenza Covid-19, ma la situazione in cui lo facciamo è totalmente nuova. Siamo di fronte, infatti, ad un Parlamento delegittimato, non solo per l'esito del referendum , con cui gli elettori hanno confermato che un terzo di noi non dovrebbe più essere qui, bensì perché il partito che occupa un terzo dei seggi del Senato lo fa in modo abusivo, avendo ormai meno del 10 per cento dei voti del Paese! (Applausi) . Ci troviamo, ancora una volta, a votare la conversione di un decreto-legge, dopo che è stato approvato con la fiducia alla Camera e dopo un rapidissimo passaggio in Commissione, senza alcuna possibilità di intervento, anche a fronte di emendamenti di assoluto buonsenso. Questo ramo del Parlamento dovrà digerire questo provvedimento e farlo in fretta, perché siamo a poche ore dalla sua decadenza. Questa è la tanto sbandierata democrazia del MoVimento 5 Stelle anzi, scusate, forse dovrei usare il nuovo nome: Movimento 5 per 100! (Applausi. Commenti) . Con il provvedimento in esame non votiamo, come qualcuno vorrebbe far credere, la proroga dello stato di emergenza; quella l'ha già stabilita il Governo a fine luglio: questo decreto-legge permette invece a Giuseppe Conte di continuare a limitare le libertà costituzionalmente garantite tramite atti amministrativi. Anche se non è quello che viene posto alla nostra attenzione, molto ci sarebbe da dire anche sulla proroga dello stato di emergenza. Nel nostro Paese non c'è più, per fortuna, un'emergenza sanitaria come quando, nella scorsa primavera, gli ospedali erano in stress gestionale. L'incremento dei positivi registrato nelle ultime settimane è per lo più dato da soggetti asintomatici che emergono grazie al maggior numero di tamponi effettuati. Vi chiedo: il minimale aumento di malati e di decessi, che nessuno nega, è tale da giustificare lo stato di emergenza in modo maggiore rispetto ai morti di infarto, di tumore o di incidente stradale? Perché, allora, non dichiariamo lo stato di emergenza anche per queste categorie? L'unica inconfutabile emergenza è data dalla vostra incapacità di gestire la situazione, dalla vostra incapacità di gestire la crisi economica, dalla vostra incapacità di predisporre un piano nazionale per l'autunno, dalla vostra incapacità di gestire la scuola! (Applausi) . Non siete capaci nemmeno di fornire le mascherine agli scrutatori ai seggi. (Applausi) . Arcuri e Lamorgese le hanno dovute chiedere in prestito alle Regioni per poi, forse, restituirle quando arriveranno quelle che hanno comprato per le elezioni. Vergognatevi! (Applausi. Commenti) . Il provvedimento in esame, invece di normare aspetti fondamentali delle libertà individuali, non fa altro che prorogare la possibilità di utilizzo dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri uno strumento inadeguato, come sottolineato più volte da tantissimi costituzionalisti. Come abbiamo ripetuto più volte, si tratta di un mero atto amministrativo di rango secondario che non potrebbe assolutamente interferire sulle libertà di movimento, di riunione, di religione e di impresa, come invece avvenuto negli ultimi mesi. La nostra Costituzione prevede, all'articolo 77, uno specifico strumento legislativo da adottare in condizioni di necessità e di urgenza: il decreto legge, che è sottoposto al vaglio del Capo dello Stato (proprio per la sua importanza di intervento in situazioni straordinarie) e, soprattutto, a quello del Parlamento (deputato alla sua conversione). La nostra Costituzione prevede quindi, anche in casi straordinari e urgenti, un ruolo attivo del Parlamento per garantire l'equilibrio tra i poteri. I decreti del Presidente del Consiglio dei ministri sono semplici atti normativi secondari e, come tali, non solo sono sottratti al vaglio successivo del Parlamento e del Presidente della Repubblica, ma sono insindacabili anche ex post , in quanto sfuggono al controllo successivo della Corte costituzionale.