[resaula]

Allegato A DISEGNO DI LEGGE Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (955) PROPOSTE DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE EMENDAMENTO 1.900, SU CUI IL GOVERNO HA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA, INTERAMENTE SOSTITUTIVO DEGLI ARTICOLI DA 1 A 15 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 955 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce dei chiarimenti forniti nella relazione tecnica aggiornata, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo, in considerazione dell'assenza di profili di carattere finanziario suscettibili di incidere sui saldi di finanza pubblica. In merito agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.0.6, 1.0.7, 3.0.3, 9.15, 9.57, 11.0.1 e 1.201. Sull'emendamento 1.0.1, il parere è di semplice contrarietà, condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, al capoverso «Articolo l- bis» , al comma 2, dopo le parole: «competenti per materia», delle seguenti: «e per i profili finanziari». Esprime parere di semplice contrarietà sull'emendamento 3.15. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Integrazione alla relazione orale della senatrice Riccardi sul disegno di legge n. 955 Il secondo comma del nuovo articolo 323- ter individua ulteriori presupposti per l'applicazione della causa di non punibilità al fatto commesso dal pubblico ufficiale, dall'incaricato di un pubblico servizio. Questi devono mettere a disposizione, alternativamente, l'utilità dallo stesso percepita o, se questo è impossibile, mettere a disposizione una somma di denaro di valore equivalente o fornire elementi utili ad individuare il beneficiario effettivo dell'utilità. Infine, il terzo comma specifica che la causa di non punibilità non si applica quando la denuncia è preordinata rispetto alla commissione del reato denunciato. Viene inoltre specificato che la causa di non punibilità non si applica in favore dell'agente sotto copertura che ha agito in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 9 della legge che disciplina le operazioni coperte, la legge n. 146 del 2006. La lettera s) abroga il delitto di millantato credito, previsto attualmente dall'articolo 346 del codice penale. La fattispecie abrogata è ricompresa nella nuova formulazione del delitto di traffico di influenze illecite (articolo 346- bis del codice penale), introdotta dalla lettera t) , in modo da soddisfare a pieno gli obblighi internazionali sottoscritti, che impongono la punibilità indipendentemente dal fatto che la mediazione sia stata veritiera o mendace. La lettera t) , infatti, rispetto alla normativa vigente, punisce il traffico di influenze illecite con la reclusione da 1 a 4 anni e mezzo; fatte salve le ipotesi più gravi di concorso nel reato corruttivo, estende i casi in cui al "mediatore" si applica la fattispecie di traffico di influenze; prevede che il reato possa essere commesso anche sfruttando o vantando relazioni con pubblici ufficiali e funzionari di organismi internazionali, dell'Unione europea e di Stati esteri; prevede quale contropartita degli accordi illeciti non soltanto la prestazione patrimoniale («denaro o altro vantaggio patrimoniale», nella vigente formulazione della norma) , ma «denaro o altra utilità»; integra la formulazione dell'aggravante. La lettera u) , aumenta le pene per il delitto di appropriazione indebita (articolo 646 del codice penale) prevedendo la reclusione da due a cinque anni e la multa da 1.000 a 3.000 euro (attualmente, reclusione fino a tre anni e multa fino a 1.032 euro). Infine, la lettera v) del comma 1, interviene sull'articolo 649- bis del codice penale, estendendo le ipotesi di perseguibilità d'ufficio di alcuni delitti contro il patrimonio, tra i quali figura l'appropriazione indebita anche ai casi in cui la persona offesa sia incapace per età o per infermità e nel caso di danno di rilevante entità. L'articolo 2 abroga il comma 2 dell'articolo 6 del decreto legislativo 216 del 2017 (di attuazione della riforma delle intercettazioni) che prevede che l'intercettazione di comunicazioni tra presenti nelle abitazioni o in altri luoghi di privata dimora (i luoghi indicati dall'articolo 614 del codice penale) non può essere eseguita mediante l'inserimento di un captatore informatico su dispositivo elettronico portatile (cosiddetto trojan ) quando non vi è motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l'attività criminosa. La disposizione ha natura di coordinamento con quanto previsto dall'articolo 266 del codice di procedura penale, come modificato dall'articolo 3 del presente disegno di legge. Infatti, l'articolo 3, novella il codice processuale penale, per ampliare l'uso delle intercettazioni nei procedimenti per i reati contro la pubblica amministrazione, nonché per una più estesa applicazione delle pene accessorie in relazione agli stessi reati, eliminando gli automatismi procedurali che ne limitano attualmente l'ambito. La lettera a) , novellando il comma 2- bis dell'articolo 266 del codice di procedura penale, consente sempre le intercettazioni mediante l'uso dei captatori informatici (cosiddetto trojan ) su dispositivi elettronici portatili nei procedimenti per delitti contro la pubblica amministrazione puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni, determinata ai sensi dell'articolo 4 del codice di procedura penale. La lettera b) , in relazione al nuovo contenuto dell'articolo 266 del codice di procedura penale modifica l'articolo 267 del codice di procedura penale al fine di derogare - in relazione alle intercettazioni con uso dei citati captatori informatici ( trojan ) nei procedimenti per delitti contro la pubblica amministrazione puniti con la reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni - alla regola generale che prevede che il decreto motivato del GIP debba indicare le circostanze di tempo e di luogo, anche indirettamente determinati, in relazione ai quali è consentita l'attivazione del microfono. La lettera c) , aggiunge al codice processuale penale l'articolo 289- bis , con il quale si stabilisce che, con il provvedimento che dispone il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, il giudice dispone l'interdizione temporanea dell'imputato nella conclusione di contratti con la stessa pubblica amministrazione salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio. La nuova disposizione aggiunge che tale misura, se si procede per reati contro la pubblica amministrazione, può essere disposta anche fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 287, comma 1, (condizioni di applicabilità della misura interdittiva) e quindi anche per reati puniti con reclusione inferiore a tre anni.