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Nuovo sistema di controllo dell’immigrazione. Onorevoli Senatori. -- L'emergenza immigrazione in Italia è al collasso, i numeri sono da capogiro. Il 2015 è stato un anno record , ma i migranti arrivati nei primi otto mesi del 2016 hanno già superato quelli arrivati nell'intero 2014 e anche quelli del 2014 e 2013 messi insieme. Le persone che sbarcano sulle nostre coste sono soprattutto persone provenienti da Paesi africani. Le provenienze più rappresentate sono: Nigeria (20 per cento), Eritrea (12 per cento), Gambia, Guinea, Sudan e Costa d'Avorio (7 per cento), Somalia, Senegal e Mali (5 per cento). Sono soprattutto uomini (il 70 per cento), con una considerevole fetta di minori non accompagnati in continua crescita (il 16 per cento degli arrivi). La gran parte di questi sbarchi avviene in Sicilia (il 70 per cento), ma ci sono arrivi via mare anche in Calabria (il 17 per cento), Puglia (il 7,5 per cento) e Sardegna (il 4 per cento). Questo continuo flusso di immigrati, è destinato a crescere nei prossimi anni. L’Unione europea che ha stimato che entro il 2017 potranno entrare nell'Unione fino a tre milioni di migranti, sta creando al nostro Stato gravi problemi; è impossibile ospitare tutta questa povera gente nei centri di accoglienza, ma soprattutto è impossibile continuare ad affrontare i costi notevoli sia per mantenerla, sia per rimpatriarla. I nostri centri accoglienza ( hotspot ) siciliani sono allo stremo, ospitano più migranti di quanti ne possano contenere. Molti degli immigrati che si riversano sulle nostre coste sono clandestini e vivono in condizioni degradanti. Molto spesso i «malavitosi» si servono di loro per lo spaccio di droga, mentre le donne vengono immesse nella rete della prostituzione. La « relocation» , ossia la ripartizione dei migranti fra i Paesi europei, procede a ritmi lentissimi, solo duemila persone in nove mesi sono state trasferite da Grecia e Italia in altri Paesi europei, mentre per essere applicata in pieno le persone rilocate dovrebbero essere seimila al mese. Le richieste fatte dal Presidente del Consiglio dei ministri Renzi all’Unione europea affinché si faccia carico di questo enorme problema sono state, purtroppo, disattese; nel frattempo ci sono stati Paesi che hanno tirato su muri ai confini, Ungheria, Bulgaria, Slovenia e Macedonia, fino all'ultimo, lungo un chilometro, che verrà eretto a Calais, in Francia, dal governo inglese per «frenare» tutti i rifugiati che «sognano» la Gran Bretagna; altri, infine, hanno chiuso le frontiere: Austria, Svizzera. Noi continuiamo ad usare le nostre navi, le unità della Guardia costiera ed il gruppo navale dell'operazione Mare Sicuro, e quelle messe a disposizione dall'Europa: le flotte di Frontex (operazione Triton) e di Eunavfor Med (operazione Sophia prorogata con effetto immediato fino al 27 luglio 2017 con la decisione (PESC) 2016/993, adottata dal Consiglio dell’Unione europea nella riunione del 20 giugno 2016), come traghetti. Queste navi che usiamo costano diverse centinaia di milioni di euro. Ritengo che le operazioni di accoglienza indiscriminata ed il continuo impiego di navi militari siano un grave errore, un errore politico che sta incentivando le partenze da tutta l'Africa verso le coste libiche, come aveva predetto l'allora ministro degli interni britannico Theresa May, oggi premier di una Gran Bretagna il cui «Brexit» è stato dovuto in buona parte alla politica migratoria dell'Unione europea. Questo disegno di legge ha come scopo quello di contrastare la migrazione irregolare nel medio e lungo termine, con regole certe e l'avvio di un nuovo sistema di controllo con l'istituzione di uffici per l'immigrazione (UPI) nei Paesi di partenza degli immigrati. Ritengo questa materia molto delicata ed importante, riguarda tutti noi, il nostro Paese, il nostro futuro, ed è per questo che auspico una celere approvazione.. 1 (Istituzione di Uffici per l'immigrazione -- UPI) 1 Il Governo, mediante accordi internazionali, provvede all’istituzione nei Paesi di partenza degli immigrati, di Uffici per l'immigrazione (UPI) da affiancare a consolati e ambasciate già esistenti. 2 Lo straniero che intende immigrare in Italia deve obbligatoriamente presentarsi presso l'UPI del suo Paese ed effettuare domanda di soggiorno a scopo lavorativo. Gli UPI devono essere in possesso di elenchi di disponibilità di lavoro che le imprese presentano mensilmente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali; il medesimo Ministero provvede all’aggiornamento e alle trasmissione per via telematica dei predetti elenchi. Le imprese presentano le disponibilità di lavoro su base volontaria e sempre che non abbiano trovato un lavoratore cittadino italiano disposto a ricoprire il ruolo disponibile. 3 Nel caso in cui lo straniero accetti uno dei posti di lavoro messi a disposizione ai sensi del comma 2, ottiene immediatamente un pre-contatto e soggiorna presso una struttura UPI per un rapido corso di italiano e di educazione civica, al fine di evitare shock culturali; al termine di tale corso, se risulta idoneo, lo straniero parte per l'Italia tramite voli operati da compagnie aeree italiane con cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti stipula accordi che prevedono sconti fiscali. Giunto nel nostro Paese lo straniero riceve un permesso di transito nel territorio valevole tre giorni che gli permette di utilizzare gratuitamente trasporti pubblici, soggiornare in pensioni ed avere pasti gratis in strutture adibite, previa presentazione del permesso, al fine di raggiungere il luogo di lavoro. 4 Entro il periodo di tre giorni di cui al comma 3 lo straniero dove presentarsi al datore di lavoro per la stipula del contratto di lavoro. Tale contratto dove essere inviato dal datore di lavoro all'Ispettorato competente per la registrazione. Il lavoratore ha diritto subito ad una mensilità del salario per poter provvedere all'affitto di un alloggio ed al suo mantenimento. Se entro un mese a decorrere dalla stipula del contratto il nuovo assunto si dimostra inidoneo al lavoro o manifesta un comportamento scorretto, il datore di lavoro comunica all'Ispettorato, motivandolo, il suo licenziamento. In questo caso lo straniero è espulso e riportato nel luogo di partenza. 5 Nel caso in cui lo straniero non si presenti entro i tre giorni di cui al comma 3 al datore di lavoro, è considerato clandestino e può essere arrestato ed espulso senza ricorso all'Autorità giudiziaria. L'espulsione è segnalata al Ministero dell’interno e a tutti gli UPI. Lo straniero con permesso di transito scaduto non può usufruire di alcun servizio, tranne il pronto soccorso sanitario, e non può essere assunto da altri soggetti. 6 Lo straniero che fugge da situazioni di guerra o disordini gravi può effettuare all'UPI a lui più vicino domanda di asilo. In questo caso, durate il periodo di controllo della domanda ha diritto ai pasti e all'alloggio in una struttura dell'UPI in loco .