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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 83 DI PIAZZA La seduta inizia alle ore 15,45. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni DDL 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Parere alla 11 a Commissione. Esame e rinvio) Il presidente DI PIAZZA ( M5S ), nel riferire sulle parti di competenza del decreto-legge n. 4, nota in primo luogo che l'articolo 20 introduce in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, con riferimento ad alcuni soggetti e fattispecie, la possibilità di riscattare, in tutto o in parte, nella misura massima di cinque anni, i periodi precedenti la data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, non coperti da contribuzione presso forme di previdenza obbligatoria né soggetti ad alcun obbligo contributivo. Per quanto di competenza si rileva che ai sensi del comma 3 il relativo onere, determinato secondo i criteri generali validi per il riscatto di periodi nell'ambito del sistema contributivo, è detraibile dall'imposta lorda sui redditi per una quota pari al 50 per cento, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo, nell'anno di sostenimento e in quelli successivi. Per i lavoratori del settore privato l'onere può essere sostenuto dal datore di lavoro dell'assicurato, mediante la destinazione, a tal fine, dei premi di produzione spettanti al lavoratore medesimo (comma 4). In tal caso, le somme non rientrano nella base imponibile fiscale né del datore né del lavoratore. All'articolo 22, il comma 3 prevede, con riferimento ai lavoratori che accedano ad un assegno straordinario a carico di un fondo di solidarietà bilaterale, che quest'ultimo provveda, a suo carico e previo il versamento allo stesso fondo della relativa provvista finanziaria da parte del datore di lavoro, anche al versamento della contribuzione correlata a periodi utili per il conseguimento di qualunque diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili. Le somme versate al fondo sono deducibili dalla base imponibile fiscale. Il comma 2 dell'articolo 23 consente ai soggetti che fruiscono dell'anticipo pensionistico «quota 100» o che accedono ai pensionamenti di vecchiaia o anticipati di richiedere una somma pari all'indennità di fine servizio maturata, mediante finanziamento bancario agevolato. A tale scopo si prevede: che la richiesta di finanziamento sia basata su certificazioni apposite rilasciate dall'INPS; che sia stipulato un accordo quadro tra i ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze, della pubblica amministrazione e l'Associazione Bancaria Italiana, sentito l'INPS, entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del provvedimento in esame; che i lavoratori interessati presentino la richiesta di finanziamento di una somma pari all'indennità di fine servizio alle banche o agli intermediari aderenti all'accordo; che, ai fini del rimborso del finanziamento e dei relativi interessi, l'INPS trattenga il relativo importo dall'indennità di fine servizio fino a concorrenza dello stesso; che il finanziamento sia garantito dalla cessione, automatica e nel limite dell'importo finanziato, senza alcuna formalità, pro solvendo ,dei crediti derivanti dal trattamento di fine servizio maturato, che il soggetto pensionando vanta nei confronti dell'INPS. Il finanziamento è restituito integralmente a valere sull'indennità di fine servizio dovuta al pensionando, secondo le norme vigenti in tema di liquidazione della stessa. Il comma 3 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un apposito Fondo di garanzia per l'accesso ai finanziamenti di cui al comma 2, con una dotazione iniziale pari a 50 milioni di euro per il 2019. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa del Fondo per le garanzie rilasciate dallo Stato (istituito dall'articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66). La garanzia del Fondo copre l'80 per cento del finanziamento richiamato e dei relativi interessi. Il Fondo è ulteriormente alimentato con le commissioni, orientate a criteri di mercato, di accesso al Fondo stesso, che a tal fine sono versate sul conto corrente presso la tesoreria dello Stato istituito ai sensi del successivo comma 8. La garanzia del Fondo è a prima richiesta, esplicita, incondizionata, irrevocabile. Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato, avente le medesime caratteristiche di quella del Fondo, quale garanzia di ultima istanza. Il finanziamento è altresì assistito automaticamente dal privilegio per le retribuzioni e i contributi dovuti ai lavoratori dipendenti ai sensi dell'articolo 2751- bis , numero 1), del codice civile. Inoltre, il Fondo è surrogato di diritto alla banca o all'intermediario finanziario, per l'importo pagato, nonché nel privilegio di cui al citato articolo 2751- bis , numero 1). Ai sensi del successivo comma 8, la gestione del richiamato Fondo è affidata all'INPS sulla base di un'apposita convenzione da stipulare tra lo stesso Istituto e i ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e della pubblica amministrazione. Per tale gestione è autorizzata l'istituzione di un apposito conto corrente presso la tesoreria dello Stato intestato al gestore. Il comma 4 esenta le operazioni di finanziamento, nonché le formalità a esso connesse nell'intero svolgimento del rapporto, dalle imposte di registro, di bollo e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto. Per le finalità relative agli adempimenti antiriciclaggio l'operazione di finanziamento è sottoposta a obblighi semplificati di adeguata verifica della clientela. L'articolo 24riduce l'imposta sul reddito delle persone fisiche sull'indennità di fine servizio (comunque denominata) per la cessazione dal rapporto di lavoro in misura crescente rispetto al tempo trascorso fra la stessa e la corresponsione della relativa indennità. Tale riduzione si applica sull'imponibile dell'indennità non superiore a 50 mila euro. In particolare, la riduzione è pari a: 1,5 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione sia anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da tale data; 3 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione sia anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da tale data; 4,5 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi 36 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione sia anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da tale data; 6 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi 48 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o, se la cessazione sia anteriore al 1° gennaio 2019, a decorrere da tale data;