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Disposizioni per la salvaguardia e la valorizzazione dell'architettura e altre disposizioni in materia di promozione della qualità architettonica e di disciplina della progettazione. Onorevoli Senatrici e Senatori. – L'architettura costituisce espressione della cultura e del patrimonio artistico nazionale. La Repubblica infatti promuove e tutela con ogni mezzo la qualità dell'ideazione e della realizzazione architettoniche come bene di interesse pubblico primario per la salvaguardia e per la trasformazione del paesaggio. In seguito all'adozione della risoluzione per la qualità architettonica del Consiglio dell'Unione europea del 12 febbraio 2001 (2001/C73/04) e delle conclusioni del Consiglio relative all'architettura del Consiglio dell'Unione europea del 13 dicembre 2008 (2008/C319/05), gli Stati membri dell'Unione europea si sono impegnati ad attivare politiche nazionali per l'architettura, in modo da innalzare la qualità delle costruzioni assegnando alla progettazione un ruolo centrale nei processi che portano a nuove realizzazioni o a trasformazioni del territorio. Numerosi Paesi dell'Unione europea, come Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Irlanda, Estonia, Lettonia e Norvegia, hanno risposto positivamente all'invito del Consiglio, sia con politiche settoriali sia con leggi e indirizzi nazionali. L'Italia è in ritardo nella definizione di una legge nonostante progetti e disegni di legge presentati in Parlamento nelle scorse legislature e le iniziative prese da diversi Governi nel corso degli anni. L'architettura, le condizioni del patrimonio edilizio italiano, il disegno degli spazi pubblici necessitano di interventi profondi e urgenti, che devono essere definiti all'interno di una politica generale di qualità architettonica in cui fini e mezzi contribuiscano a garantire un nuovo benessere abitativo. In Italia, in base a dati forniti dal Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio (CRESME), risulta che un incarico di progettazione su due viene assegnato sulla base di rapporti fiduciari tra l'amministrazione e il progettista oppure sulla base di gare fondate solo sul prezzo. Ciò significa che i progetti per scuole, case popolari, piazze e uffici, ovvero per la maggior parte degli spazi che ci troveremo ad abitare in futuro, sono assegnati senza preoccuparsi di ciò che sarà realizzato, ma solo di chi sarà a realizzarlo. Il presente disegno di legge nasce dalla necessità di tutelare e favorire lo sviluppo dell'architettura, una professione che ha radici nel sociale, nell'economia, nell'arte. Era necessario agire per dotare, anche se non con poche difficoltà, di una normativa unitaria l'Italia al fine di garantire il benessere della collettività e delle generazioni future, riconoscendo l'architettura e il paesaggio come patrimonio comune di interesse pubblico primario. Il fine del presente disegno di legge è quello di dare alla Nazione una legge con un suo quadro normativo per l'architettura, un'opportunità per realizzare il futuro delle nostre città, per attivare processi rigenerativi, per realizzare importanti infrastrutture, per creare le condizioni per la transizione ecologica ed energetica e per attivare processi inclusivi e di partecipazione. Un disegno di legge che punta sulla qualità e la tutela dell'architettura e del paesaggio per la costruzione di un'identità condivisa che costituisca un patrimonio comune da tutelare. Il disegno di legge prevede un altro tema centrale ovvero il concorso di architettura per tutte le opere pubbliche, come previsto nella maggior parte dei Paesi europei, con un ruolo importante per le amministrazioni locali tenute a vagliare, attraverso un concorso di architettura, il miglior progetto di un'opera pubblica, piccola o grande che sia. I concorsi, con il presente disegno di legge in buona sostanza, dovranno essere banditi non solo per realizzare musei e biblioteche, gare-evento utili al marketing urbano, ma anche per creare scuole, piazze, parchi all'interno di un mercato trasparente aperto ai giovani e capace di assicurare il consenso e la qualità degli spazi pubblici. I concorsi, infatti, rappresentano la strada principale per ricominciare a produrre bellezza in Italia. Oltre a rendere le gare vincolanti il disegno di legge mira a facilitare l'accesso del mercato degli studi per i più giovani, eliminando gli sbarramenti legati al fatturato. Punti chiave di questo quadro normativo di rinnovo dell'architettura sono: qualità del progetto, tutela dell'opera dell'ingegno, definizione dei ruoli, studio dell'architettura a partire dalla scuola elementare, obbligo di una visione architettonica anche per i programmi di trasformazione urbana, obbligo di concorsi aperti con ingresso anche a giovani architetti per ogni opera pubblica, obbligo di commissioni tecniche qualificate, sia per i concorsi che per le amministrazioni, accompagnate da processi partecipativi, aperti e collaborativi sia in fase di programmazione e istruttoria che di aggiudicazione. Questo disegno di legge risponde altresì ad obiettivi che richiamano le politiche generali dell'Europa, quali: – l'apertura, la trasparenza e l'applicazione di princìpi non discriminatori del mercato nell'assegnazione degli incarichi pubblici di progettazione; – la garanzia di livelli tecnici elevati nelle costruzioni, a difesa dei consumatori e dell'ambiente; – il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni di trasformazione del territorio; – la promozione di politiche per i giovani sulla base del merito. Si prefigura, altresì, una selezione delle opere pubbliche che si basa non sul prezzo dell'opera o sul fatturato di chi la progetta, ma sulla valutazione qualitativa dell'idea progettuale. La qualità architettonica del progetto, la sua relazione con la città hanno un ruolo marginale nella valutazione dell'interesse pubblico. L'interesse pubblico è in realtà ottenere un territorio salutare e di qualità per le nostre vite. Lo strumento che abbiamo è proprio quello del concorso di progettazione, dove si possono comparare più proposte, dove viene selezionata quella migliore e il team di progettisti che l'ha presentata. Ergo : tutte le opere pubbliche devono essere progettate mediante concorso. L'architettura, dunque, prima ancora che lo stile di un edificio, definisce la sua tipologia, ossia la forma che deve avere. Riguardo all'articolato il disegno di legge, esso è composto come di seguito esposto. L'articolo 1 enuncia le finalità e definisce l'oggetto del provvedimento e, mutuando il modello francese, stabilisce un principio generale secondo il quale l'architettura è un'espressione della cultura nazionale. Il riferimento all'articolo 9 della Costituzione richiama il concetto della qualità dell'architettura come fenomeno di interesse pubblico, in quanto capace di migliorare le condizioni di vita dei cittadini e di trovare soluzioni innovative e sostenibili per l'ambiente urbano, tutelando il paesaggio e migliorando la vivibilità delle nostre città. L'articolo chiarisce inoltre i confini tra potestà legislativa statale e competenze regionali. L'articolo 2 dà una definizione di architettura ed elenca alcuni princìpi ispiratori.