[massime]

Fallimento - Impresa individuale - Dichiarazione di fallimento - Termine - Decorrenza dalla cessazione di fatto dell’attività, anziché dalla pubblicazione della cessazione dell’attività nel registro delle imprese - Asserita disparità di trattamento rispetto alla impresa collettiva - Possibilità di un’interpretazione compatibile con la costituzione - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 10 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, «nella parte in cui non prevede che per l'imprenditore individuale il termine di un anno per la dichiarazione di fallimento decorre dalla pubblicazione della cessazione dell'attività nel registro delle imprese». Infatti identica questione è stata già reputata manifestamente infondata - con ordinanza n. 361 del 2001 - e deve essere ulteriormente ribadito che l'interpretazione sulla cui base il rimettente solleva la questione di costituzionalità -erroneamente qualificata in termini di diritto vivente - non è sicuramente l'unica compatibile con il testo della norma denunciata.