[pronunce]

che in ogni caso il giudice non potrebbe discostarsi dagli accertamenti compiuti ai sensi degli artt. 4 e 5, i quali si pongono perciò come antefatto specifico di carattere tecnico; che, non essendo consentito al giudice censurare norme di cui non deve fare concreta applicazione, non può egli impugnare gli artt. 4 e 5; onde resta priva di rilievo anche la questione riferita all'art. 12, sul quale palesemente non si appuntano le doglianze del rimettente; che, pertanto, deve pervenirsi alla stessa conclusione di inammissibilità, dichiarata con le citate ordinanze n. 293 del 1993 e n. 76 del 1996; che anche la questione relativa alla mancata previsione della possibilità per il giudice di sollevare obiezione di coscienza è stata affrontata da questa Corte, che con la sentenza n. 196 del 1987 ne ha dichiarato l'infondatezza e con l'ordinanza n. 445 del 1987 la manifesta infondatezza; che non sussistono né risultano dedotti motivi nuovi e diversi che possano indurre ad una decisione difforme da quelle adottate in precedenza; che infatti deve osservarsi ancora come la disomogeneità nei differenti stadi della procedura determini la insussistenza della asserita disparità di trattamento rispetto al personale sanitario; che la pretesa lesione degli artt. 2, 19 e 21 della Costituzione è del pari insussistente, in considerazione della doverosità dell'adempimento del “munus” pubblico, sancita dall'art. 54 Cost., e del rilievo costituzionale attribuito alla indeclinabile e primaria realizzazione della funzione di giudice; che la predetta questione deve perciò dichiararsi infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 4, 5 e 12 della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 31, secondo comma, e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Milano con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 della medesima legge 22 maggio 1978, n. 194, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 19 e 21 della Costituzione, dal Tribunale di Milano con la stessa ordinanza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 novembre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 dicembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA