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Istituzione del programma nazionale pluriennale straordinario « Abita » per la realizzazione di alloggi sociali e per il contrasto al disagio e all'emergenza abitativa. Onorevoli Senatori. – Negli ultimi anni il legislatore si è occupato più volte dei temi connessi al disagio e alle emergenze abitative e dell'allarme che queste provocano, specie nei grandi o medi centri urbani, in termini di mancata o insufficiente inclusione sociale. I molteplici interventi normativi che si sono succeduti avevano l'obiettivo di incrementare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica o di alloggi sociali e, all'uopo, cercavano di rendere più snella l'azione degli enti territoriali e dei soggetti pubblici o privati che operano in questo settore, più semplici gli investimenti di tali soggetti e, infine, mettevano a disposizione alcune risorse finanziarie. Ma, purtroppo, il risultato non può definirsi soddisfacente. La legislazione statale, più o meno recente, non è stata risolutiva in tema di carenza di alloggi, in quanto permangono il disagio e l'emergenza abitativa sia nei ceti a reddito molto basso o nullo – per i quali gli alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale sono in numero insufficiente – e sia per quegli individui o nuclei familiari svantaggiati che, invece, hanno un reddito troppo alto per vedersi assegnare una « casa popolare » ma hanno reddito troppo basso per poter accedere alle locazioni del libero mercato. Secondo vari studi di settore, questo fabbisogno abitativo ammonta a circa 500/600.000 alloggi e le somme che lo Stato spende – attraverso il trasferimento di fondi ai comuni – per fronteggiare l'emergenza abitativa sono ingenti, pur senza affrontare il problema in modo sistematico e risolutivo, quindi non realizzando o acquisendo al patrimonio pubblico alloggi da destinare alle fasce meno abbienti e ai soggetti fragili. A nostro parere, gli enti territoriali in questi ultimi decenni hanno dimostrato poca efficienza nell'utilizzo delle – invero, non ingenti – risorse, sia in termini di realizzazione di nuovi alloggi, sia in termini di efficientamento/riqualificazione/manutenzione degli edifici esistenti, sia, infine, in termini di rigenerazione urbana di quei pezzi di città caratterizzati dalla presenza di alloggi pubblici e dalla mancanza o dalla insufficienza di servizi. Peraltro, proprio la frammentazione regionale o provinciale dei soggetti pubblici che operano nel campo dell'offerta di alloggi popolari ha reso – da una parte – impossibile la messa in campo di un programma nazionale sistematico pluriennale di contrasto all'emergenza abitativa e – dall'altra – ha reso difficile l'interlocuzione di tali soggetti locali e territoriali con le istituzioni europee, con la conseguenza che gli stessi hanno avuto minore accesso, rispetto ad altri Stati membri, alle risorse che l'Unione europea mette a disposizioni dei Paesi comunitari in materia di rigenerazione urbana, housing sociale, co-housing , co-living , transizione ecologica, contrasto alla povertà energetica. In questa speciale classifica, purtroppo, il nostro Paese è agli ultimi posti nell'accesso ai finanziamenti della Banca europea per gli investimenti, nell'accesso alle garanzie europee per gli investimenti (pubblici o privati) nel campo del social housing e nell'utilizzo dei fondi strutturali e di investimento europei. Appare chiaro che, per invertire questa tendenza, occorra istituire al più presto un programma nazionale, adeguatamente finanziato, che aiuti gli enti territoriali a programmare e realizzare, in un arco di tempo pluriennale, gli alloggi di cui hanno bisogno per fronteggiare in modo sistematico l'emergenza abitativa. Con il programma previsto dal presente disegno di legge, che viene denominato « Abita », aggiuntivo rispetto alle politiche di edilizia residenziale pubblica attuate dagli enti territoriali, ci si pone l'obiettivo di garantire i diritti sociali dei cittadini e di concorrere alla riduzione, su tutto il territorio nazionale, del disagio e dell'emergenza abitativa nonché di soddisfare la richiesta case da parte di individui o nuclei familiari svantaggiati, realizzando alloggi sociali. Il programma Abita ha durata ventennale ed è finalizzato a incrementare e riqualificare il patrimonio immobiliare destinato all'edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a rifunzionalizzare spazi e immobili pubblici e privati, in un'ottica di sostenibilità e di densificazione dei tessuti edilizi, quindi preferibilmente senza consumo di nuovo suolo, favorendo il risparmio energetico e la realizzazione di costruzioni antisismiche nonché la promozione, da parte degli enti territoriali, di politiche urbanistiche mirate ad un processo integrato di rigenerazione delle aree e dei tessuti edilizi cittadini degradati, attraverso lo sviluppo dell'edilizia sociale e l'offerta di servizi integrati e innovativi. Il programma è uno strumento che, in buona sostanza, coadiuva l'azione degli enti territoriali, aiutandoli nella programmazione e nella progettazione degli interventi edilizi e urbanistici in questo settore. In definitiva, consentirà ad essi di utilizzare in modo più efficiente le risorse finanziarie dedicate. Altro obiettivo che si vuole conseguire con il programma è la realizzazione di edilizia sostenibile, di qualità, apprezzabile anche dal punto di vista estetico, architettonico e formale e a costi contenuti, potendo contare su economie di scala. Inoltre, con gli interventi di riqualificazione, demolizione e ricostruzione si perseguono anche gli importantissimi obiettivi europei in tema di transizione ecologica, di ambiente urbano e di miglioramento della sostenibilità dell'abitare delle città europee, al fine di raggiungere, entro il 2050, l'obiettivo di vivere bene « entro i limiti del pianeta » (decisione 1386/2013/UE, direttiva (UE) 2018/844, recepita con il decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 48, direttiva 2010/31/UE), sia in fase di realizzazione e sia in fase gestione degli alloggi. Infine, la creazione di uno strumento nazionale come il programma Abita favorirà e incrementerà la possibilità per gli enti territoriali di avere accesso più agevole ai fondi e alle risorse finanziarie che l'Unione europea mette a disposizione dei Paesi membri in materia di rigenerazione urbana e sociale, riqualificazione energetica, housing sociale, servizi innovativi alla residenza, contrasto alle emarginazioni e alle devianze, eccetera. Per tutto quanto sopra evidenziato, auspichiamo un esame e un'approvazione in tempi brevi del presente disegno di legge.. 1 (Finalità) 1 Al fine di garantire i diritti sociali dei cittadini e di concorrere alla riduzione, su tutto il territorio nazionale, del disagio e dell'emergenza abitativa nonché di soddisfare la richiesta di alloggi da parte di individui o nuclei familiari svantaggiati, la presente legge promuove un programma nazionale pluriennale straordinario denominato « Abita », aggiuntivo rispetto alle politiche di edilizia residenziale pubblica attuate dagli enti territoriali. 2