[pronunce]

8.1.- La difesa statale eccepisce anzitutto che l'eccessiva sinteticità della motivazione dell'ordinanza di rimessione unita alla mancata indicazione, nella stessa, degli elementi necessari per valutare la rilevanza della questione - mancando perfino l'indicazione del valore della controversia dal quale dipende l'applicabilità della disposizione impugnata - rendono le questioni inammissibili. L'Avvocatura dello Stato precisa quindi di evidenziare quanto segue «solo per completezza [...], in relazione ai profili di cui è possibile comprendere la portata». 8.2.- Quanto alle censure con le quali il rimettente si duole, in riferimento all'art. 24 Cost., dell'obbligatorietà della mediazione prevista dal censurato art. 17-bis e del fatto che la stessa disposizione sanzioni l'omessa presentazione del reclamo con l'inammissibilità del ricorso, l'Avvocatura dello Stato ne deduce l'infondatezza, svolgendo considerazioni identiche a quelle già svolte negli atti di intervento nei giudizi relativi alle ordinanze di cui al r.o. n. 68, n. 146 e n. 147 del 2013 e riportate ai punti 2.4. , 4.1. e 6.2. 8.3.- Il Presidente del Consiglio dei ministri eccepisce poi l'inammissibilità della questione con la quale la Commissione tributaria provinciale di Benevento lamenta che la disposizione censurata non consente la riunione di cause connesse («non consentirebbe [...] la riunione di controversie aventi il medesimo oggetto ed inerenti soggetti cointeressati») in quanto il rimettente non ha indicato per quale motivo, in assenza di previsioni al riguardo nell'art. 17-bis, ciò non sarebbe consentito. 8.4.- Quanto alla questione con la quale il giudice a quo si duole, in riferimento all'art. 3 Cost., del fatto che, nel caso in cui il reclamo venga accolto o la mediazione vada a buon fine, le spese del procedimento introdotto dal reclamo restano a carico del contribuente, la difesa statale ne deduce l'inammissibilità per omessa motivazione sulla rilevanza e, comunque, l'infondatezza, per ragioni identiche a quelle illustrate, con riguardo ad analoga doglianza, negli atti di intervento nei giudizi concernenti le ordinanze di cui al r.o. n. 146 e n. 147 del 2013 e riportate ai punti 4.4. e 6.2. 8.5.- Con riguardo alla questione con la quale il rimettente deduce la violazione dell'art. 3 Cost. in relazione al fatto che l'obbligo del reclamo è previsto solo con riguardo agli atti emessi dall'Agenzia delle entrate e non per quelli emessi da altri enti impositori, la difesa statale ne deduce l'inammissibilità e, comunque, la manifesta infondatezza per ragioni identiche a quelle spese, con riguardo a doglianza analoga, nell'atto di intervento nel giudizio relativo all'ordinanza iscritta nel r.o. al n. 68 del 2013 e riportata al punto 2.3. 8.6.- La difesa statale deduce poi l'inammissibilità e, comunque, la manifesta infondatezza anche della questione con la quale il rimettente si duole del fatto che la disposizione impugnata, in mancanza di un coordinamento con l'istituto dell'accertamento con adesione, violerebbe il principio della ragionevole durata del processo, spendendo argomentazioni identiche a quelle esposte, con riguardo ad analoga doglianza, negli atti di intervento nei giudizi derivanti dalle ordinanze di cui al r.o. n. 146 e n. 147 del 2013 e riportate ai punti 4.5. e 6.2. 8.7.- Parimenti inammissibile e, comunque, infondata, sarebbe anche la questione con la quale il rimettente censura il fatto che l'art. 17-bis del d.lgs. n. 546 del 1992 priverebbe il ricorrente di una tempestiva tutela giurisdizionale cautelare. Sul punto la difesa dello Stato svolge considerazioni identiche a quelle esposte, con riguardo ad analoga doglianza, nell'atto di intervento nel giudizio relativo all'ordinanza di cui al r.o. n. 146 del 2013 e riportate al punto 4.3. 8.8.- l'Avvocatura generale dello Stato deduce infine l'infondatezza della censura con la quale il giudice a quo lamenta la mancanza di terzietà dell'organo investito della decisione del reclamo e del ruolo di mediatore, invocando argomenti identici a quelli prospettati, con riguardo ad analoga doglianza, nell'atto di intervento nel giudizio riguardante l'ordinanza di cui al r.o. n. 68 del 2013 e riportati al punto 2.2. 8.9.- La difesa statale conclude ribadendo quanto affermato negli atti di intervento nei giudizi relativi alle ordinanze iscritte nel r.o. n. 68, n. 146 e n. 147 del 2013 con riguardo al fatto che i primi dati disponibili confermerebbero l'utilità dell'istituto della «mediazione tributaria» (punti 2.5., 4.7. e 6.2.). 9.- Con ordinanza pronunciata il 12 luglio 2013 - secondo quanto risulta nel frontespizio della stessa, «sull'istanza di sospensione dell'atto impugnato» - e depositata lo stesso giorno (r.o. n. 270 del 2013), la Commissione tributaria provinciale di Ravenna ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 25 Cost., questioni di legittimità dell'art. 17-bis del d.lgs. n. 546 del 1992, inserito dall'art. 39, comma 9, del d.l. n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 111 del 2011. 9.1.- Il giudice rimettente riferisce, in punto di fatto, che: a) con ricorso del 7 gennaio 2013, la s.a.s. Società Hotel Ficocle di Marabini Alfonsina & C. e la stessa Marabini Alfonsina, quale socia accomandataria, impugnavano, la prima, l'avviso di accertamento n. HQ023C00784 per l'anno di imposta 2007 con il quale venivano accertate maggiori IRAP per &#8364; 1.649,00 e IVA per &#8364; 3.878,00, e irrogata una sanzione di &#8364; 5.817,00 e la seconda l'avviso di accertamento n. THQ013200830 per l'anno di imposta 2007 con il quale venivano accertate maggiori IRPEF per &#8364; 1.667,00 e addizionali regionale e comunale all'IRPEF per, rispettivamente, &#8364; 54,00 e &#8364; 15,00, e irrogata una sanzione di &#8364; 1.736,00; b) l'«Amministrazione» si costituiva in giudizio il 13 febbraio 2013, chiedendo il rigetto «dei ricorsi»; c) con memoria depositata il 6 giugno 2013, veniva sollevata, in riferimento agli artt. 3, 11, 24 e 113 Cost., eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 17-bis del d.lgs.