[pronunce]

b) che la progressività dell'aliquota dell'addizionale regionale non víola l'art. 3 Cost., perché la disparità di trattamento fiscale dei contribuenti costituisce la necessaria conseguenza non già della progressività dell'aliquota, ma dell'esercizio del potere delle Regioni di prevedere aliquote fra loro diverse; c) che l'aumento dell'addizionale all'IRPEF per l'anno 2003, disposto nel 2001 dalla Regione Marche in misura identica a quella vigente nel 2002 – comportante l'applicazione di un'addizionale superiore all'1,4% del reddito imponibile, come consentito per l'anno 2002 dall'art. 4, comma 3-bis, del decreto-legge n. 347 del 2001 – è legittimato dal citato art. 3, comma 1, lettera a), della legge n. 289 del 2002, il quale, al fine di evitare la maggiore pressione fiscale derivante dall'ulteriore aumento delle addizionali all'IRPEF e all'IRAP, ha stabilito la sospensione dei soli aumenti di tali addizionali «deliberati successivamente al 29 settembre 2002 e che non siano confermativi delle aliquote in vigore per l'anno 2002», mantenendo cosí per gli anni successivi il medesimo livello delle addizionali; che il rimettente non prospetta profili nuovi rispetto a quelli già valutati nella citata sentenza n. 2 del 2006; che, pertanto, le relative questioni debbono dichiararsi manifestamente infondate. Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3-bis, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria), convertito, con modificazioni, dalla legge statale 16 novembre 2001, n. 405, sollevate – in riferimento agli artt. 3 e 119 della Costituzione – dalla Commissione tributaria provinciale di Pesaro con le ordinanze indicate in epigrafe iscritte ai numeri 448 e 449 del registro del 2005; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3-bis, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge statale 16 novembre 2001, n. 405, sollevata – in riferimento agli artt. 3 e 119 della Costituzione – dalla Commissione tributaria provinciale di Pesaro con l'ordinanza indicata in epigrafe, iscritta al numero 447 del registro del 2005; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 1, comma 7, della legge della Regione Marche 19 dicembre 2001, n. 35 (Provvedimenti tributari in materia di addizionale regionale all'IRPEF, di tasse automobilistiche e di imposta regionale sulle attività produttive), e della tabella A annessa a tale legge, sollevate – in riferimento agli artt. 3 e 119 della Costituzione – dalla Commissione tributaria provinciale di Pesaro con le tre ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 aprile 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 aprile 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA