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2.17 Accertamento delle caratteristiche costruttive dei motori In occasione dell'effettuazione delle prove di cui al punto 2.7 o degli accertamenti di cui al punto 2.14, l'ente tecnico effettuerà tutti i controlli relativi ai requisiti di costruzione richiesti nel seguente Capitolo III. Capitolo III COSTRUZIONE E SISTEMAZIONE A BORDO DEI MOTORI 3.1 Potenza massima di esercizio dei motori installabili sulle unità da diporto 3.1.1 - La potenza massima di esercizio ammissibile dei motori fuoribordo destinati alle unità da diporto, non deve essere, di norma, superiore ai valori in kW dati dalle seguenti tabelle. UNITÀ A CARENA A SPIGOLO E SPECCHIO DI POPPA Parte di provvedimento in formato grafico UNITÀ A CARENA TONDA Parte di provvedimento in formato grafico CANOTTI PNEUMATICI CON O SENZA CARENA IN PRFV Parte di provvedimento in formato grafico Nelle tabelle precedenti: P = potenza massima di esercizio, in kW, installabile dei motori fuoribordo K= L x 1 essendo: L = lunghezza fuori tutto, in m, dello scafo; 1 = larghezza massima fuori tutto, in m, dello specchio di poppa, con esclusione di sporgenze o alette, ad eccezione di quelle che contribuisco all'effetto planante; - per i canotti pneumatici 1 è la larghezza massima, in m, del canotto; Per i canotti pneumatici con carena in PRFV a spigolo e specchio di poppa, la potenza massima di esercizio ammissibile può essere determinata come per le unità rigide a carena a spigolo e specchio di poppa; essendo in tal caso: L = lunghezza, in m, dello scafo in PRFV misurata esternamente alla struttura tra la faccia prodiera del dritto di prora e quella poppiera dello specchio di poppa, sul piano di simmetria dello scafo e senza tener conto delle sporgenze sulle quali vengono fissati i tubolari in tessuto gommato; 1 = la larghezza fuori tutto dello specchio di poppa dello scafo in PRFV, in m, misurata sul piano trasversale, da assumere in ogni caso non maggiore dell'interasse dei tubolari in corrispondenza dello specchio di poppa. I valori della potenza dati dalle dette tabelle possono essere variati in più o meno, sulla base dei risultati delle prove di navigazione, atte a dimostrare l'effettiva capacità delle unità ad essere provviste di motore di una data potenza nei riguardi della governabilità, della massa, della robustezza e della stabilità dello scafo. In ogni caso non sono ammessi valori di potenza che superino quelli di tabella oltre il 10%. Per potenza del motore si intende la massima potenza di esercizio come definita al punto 3.3. 3.1.2 Motori fuoribordo permanentemente fissati allo scafo o montati su supporti permanentemente collegati allo specchio di poppa integro di unità aventi K >= 18. La potenza massima ammissibile dei motori in questione può essere stabilita come detto in 3.1.3 per i motori entrobordo od entrofuoribordo a condizione che i criteri di costruzione e la sistemazione di questi motori siano conformi, per quanto applicabili, a quanto stabilito al punto 3.4. 3.1.3 Motori entrobordo ed entrofuoribordo La potenza massima ammissibile dei motori entrobordo e dei motori entrofuoribordo, destinati alle unità da diporto, deve essere stabilita sulla base dei risultati delle prove di navigazione, atte a dimostrare l'effettiva capacità delle unità ad essere provviste di motore di una data potenza nei riguardi della governabilità, della massa, della robustezza e della stabilità dello scafo. Per potenza del motore si intende la massima potenza di esercizio come definita al punto 3.3. 3.2 Retromarcia Le unità da diporto con motori di potenza massima di esercizio superiore a 4,4 kW devono essere munite di dispositivo per la retromarcia. Nel caso di motori fuoribordo il dispositivo deve essere incorporato al motore. Le unità da diporto con motori di potenza massima di esercizio inferiore o uguale a 4,4 kW possono essere non munite di dispositivo di retromarcia a condizione che vi siano altri mezzi efficaci per arrestare l'imbarcazione (remi, gaffe, ecc.) e salvo i casi di motori fuoribordo nei quali sia possibile l'inversione della spinta dell'elica mediante rotazione del piede. 3.3 Potenza massima di esercizio Per potenza massima di esercizio si intende quella definita ed accertata secondo le norme dei capitoli I e II. 3.4 Costruzione e sistemazione dei motori entrobordo ed entrofuoribordo 3.4.1 Costruzione I motori devono essere, per tipo e costruzione, idonei alle esigenze della propulsione cui sono destinati e tali da poter funzionare alla potenza massima di esercizio con tutta sicurezza per quanto riguarda il pericolo di incendi, di esplosioni, di avarie e senza pericolo per le persone. 3.4.2 Carburatori I carburatori devono essere di tipo idoneo per l'impiego marino e devono essere costruiti in modo che siano impedite perdite di combustibile in corrispondenza dei loro leverismi e connessioni e non devono inoltre avere aperture di sfogo verso l'esterno. I carburatori, ad eccezione di quelli di tipo invertito, devono essere muniti di raccoglitori di adeguata capacità, che possano convogliare gli eventuali stillicidi di combustibile nella condotta di aspirazione e sistemati in modo da evitare che gli stillicidi stessi possano sfuggire dai detti raccoglitori nella sentina o nel locale motore. Le aspirazioni dell'aria devono essere munite di un dispositivo tagliafiamma ritenuto idoneo dall'ente tecnico. 3.4.3 Equipaggiamento elettrico Le varie parti dell'equipaggiamento elettrico dei motori devono rispondere per tipo e costruzione alle prescrizioni relative agli impianti elettrici e devono essere montate sui motori in modo da essere il più possibile distanti dalla sentina e dagli elementi costituenti il circuito del combustibile. 3.4.4 Raffreddamento dei motori 3.4.4.1 - I motori di norma devono essere raffreddati ad acqua. A tale scopo devono esservi inviluppi di circolazione sia nel blocco cilindri che nella testata. La circolazione dell'acqua deve essere effettuata mediante apposita pompa azionata dal motore. I motori possono essere raffreddati con acqua dolce in circuito chiuso; in tale caso non sono ammessi i radiatori ma devono esservi idonei refrigeranti a circolazione di acqua di mare e tubi in chiglia adeguatamente proporzionati e protetti. La tubolatura dell'acqua di raffreddamento deve essere di norma in materiale metallico resistente alla corrosione dell'acqua marina oppure in acciaio zincato a caldo. Possono tuttavia essere impiegati idonei tubi flessibili di lunghezza limitata per i collegamenti del circuito di raffreddamento con il motore. Valvole di intercettazione devono essere sistemate sulla presa dal mare e, se necessario, sullo scarico fuori bordo. Sulla tubolatura di entrata acqua nel motore, in aggiunta alla griglia da sistemare sulla relativa presa a mare, deve essere sistemato un filtro idoneo facilmente smontabile. 3.4.4.2 - Possono essere accettati motori raffreddati ad aria a condizione che siano sistemati in spazi aperti o in spazi chiusi muniti di ventilazione efficace a raffreddare il motore.