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Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1763 Presidente, onorevoli colleghi senatori, sulla questione dei cappellani militari, sui quali questo Accordo interviene, si è registrata una diversità di vedute; da un lato, alcune associazioni di categoria militari e perfino la rete delle comunità cristiane di base contestano la posizione dei cappellani militari adducendo una loro posizione privilegiata all'interno dell'ordinamento, con riferimento anche alla retribuzione prevista; dall'altro la Cei e in generale il mondo cattolico e dei credenti rivendicano la necessità - anzi, il diritto - a un'assistenza spirituale e - come ha avuto modo di scrivere Avvenire, in rappresentanza di tutte queste voci - "i cappellani militari possono essere considerati ministri della sicurezza e della libertà dei popoli. E quindi concorrono anch'essi alla stabilità della pace". È stato un tema, quindi, in parte divisivo: posizioni legittime, alla luce delle quali possiamo però affermare che la ratifica rappresenta un punto di incontro. E per questo votiamo a favore, come Gruppo Italia Viva-Psi. Votiamo a favore perché riteniamo opportuno il riordino previsto dall'intesa. In primo luogo, i cappellani militari non sono più militari tra i militari soggetti quindi alle leggi e alla disciplina militare, ma recuperano più nettamente le loro funzioni spirituali e pastorali. Ed è giusto, perché essi costituiscono una figura peculiare e autonoma, tanto che indosseranno non più l'uniforme ma l'abito ecclesiastico. Inoltre, il provvedimento consentirà significativi risparmi, per due motivi: sia per effetto della contrazione dell'organico dalle attuali 204 unità a 162, con eliminazione di gran parte delle qualifiche apicali sia per una ricalibrazione in senso riduttivo della retribuzione. L'intesa apporta quindi alcune novità importanti. Innanzitutto delinea lo stato giuridico dei cappellani come figura autonoma rispetto all'organizzazione militare. Data la specificità delle funzioni svolte per l'assistenza religiosa alle Forze armate, resterà fermo il rapporto organico che lega i cappellani alle strutture militari. Essi, infatti, hanno piena libertà di esercizio del loro ministero e risiedono in una delle sedi di servizio loro assegnate; un rapporto che viene preservato per consentire loro la piena agibilità di spazi e luoghi. Ma, allo stesso tempo, accedono ai gradi militari per assimilazione, senza che questo comporti identificazione con la struttura e l'organizzazione militare. Ne consegue che il cappellano non potrà esercitare poteri di comando o direzione e avere poteri di amministrazione nell'ambito delle Forze armate. Un ulteriore profilo innovativo riguarda il trattamento economico. In particolare, la retribuzione iniziale è ridotta rispetto alla retribuzione degli ufficiali in servizio permanente effettivo. E ancora, l'accesso limitato al rado di tenente colonnello (non più di dieci unità complessive) comporta il limite massimo della retribuzione al grado di maggiore. Viene infine esclusa ogni forma di retribuzione per le attività espletate fuori dell'orario di servizio. In base a questo nuovo testo, l'assistenza spirituale sarà assicurata da ecclesiastici nominati dalle autorità italiane competenti, su designazione dell'autorità ecclesiastica e secondo lo stato giuridico, l'organico e le modalità stabiliti d'intesa. Di fatto, quindi, si mette al passo della contemporaneità la regolamentazione dell'assistenza spirituale alle Forze armate e lo status dei cappellani alla luce dell'evoluzione storica, politica e normativa. Naturalmente, contestualmente alla ratifica, vengono apportate le conseguenti modifiche al codice dell'ordinamento militare. Ed è una revisione opportuna se consideriamo che la disciplina dell'assistenza spirituale alle Forze armate, nell'ambito nel codice dell'ordinamento militare, risultava ancora quella operata con il riassetto delle disposizioni di una legge del 1961 che, a sua volta, dava attuazione semplicemente del regime del Concordato. Del resto, anche negli ospedali e nelle carceri esistono i cappellani, a conferma di un ruolo di supporto spirituale importante e prezioso per chi si trova a operare - come nel caso dei militari - in contesti spesso difficili, che richiedono non di rado grande solidità e stabilità interiore. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1169: sugli articoli 1,2,3,4 e sulla votazione finale, la senatrice Minuto avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Causin, Cerno, Conzatti, Crimi, Crucioli, Damiani, De Poli, De Siano, Di Piazza, Donno, Endrizzi, Faraone, Floridia, Gallone, Giacobbe, Iori, L'Abbate, Mallegni, Malpezzi, Margiotta, Marinello, Merlo, Messina Assunta Carmela, Misiani, Monti, Napolitano, Nugnes, Pacifico, Quagliariello, Renzi, Ricciardi, Ronzulli, Ruotolo, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Toffanin, Turco, Vono e Zanda. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Laforgia, per attività di rappresentanza del Senato; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Pagano, per attività dell'Unione interparlamentare. Sono considerati in missione i senatori: Montevecchi, per attività di rappresentanza del Senato (dalle ore 13,30) ; Buccarella, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Laforgia, per attività di rappresentanza del Senato; Pagano, per attività dell'Unione interparlamentare. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono considerati in missione i senatori: Montevecchi, per attività di rappresentanza del Senato; Buccarella, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Maiorino, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO. Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico ha comunicato che, in data 8 settembre 2020, l'Ufficio di Presidenza del Gruppo stesso è stato integrato con la nomina del senatore Franco Mirabelli quale Vicepresidente Vicario e con la nomina del senatore Gianni Pittella quale Vicepresidente, in sostituzione del senatore Dario Stefàno.