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inoltre, proprietari e assicurazioni sarebbero stimolati e costretti a verificare l'effettiva affidabilità delle costruzioni, per differenziare i costi di assicurazione tra i vari immobili in funzione del rischio effettivo. Pertanto, sarebbe interesse dei cittadini avere un immobile strutturalmente sicuro ed energeticamente efficiente, risparmiando sul premio di assicurazione, e le stesse assicurazioni sarebbero interessate a verificare le suddette caratteristiche. Si avvierebbe, così, un costruttivo processo di valutazione della sicurezza degli immobili, indispensabile per l'oculata programmazione della spesa, degli interventi e delle priorità, di cui si è detto prima, senza trascurare il sicuro incremento di valore degli immobili oggetto di tali interventi. L'assicurazione obbligatoria non è una nuova tassa, bensì un sistema virtuoso, onesto e trasparente, che sostituisce le tasse, palesi e non, con le quali attualmente si finanziano le ricostruzioni a seguito di eventi calamitosi. Seguendo le usuali regole assicurative, dovranno essere fissati un massimale (per esempio pari al costo di ricostruzione, od anche meno, se ci si accontenta di un parziale rimborso in caso di collasso) ed una franchigia, che scoraggi gli abusi. Il rimborso potrebbe anche non avvenire immediatamente a seguito dell'accertamento del danno, ma a stato di avanzamento dei lavori di riparazione o ricostruzione; ciò darebbe un certo respiro alle compagnie di assicurazione, specialmente per gli eventi calamitosi nei primi anni. Nelle esperienze già avviate in altri stati europei, quali la Francia ed il Belgio, il sistema assicurativo si basa su una forte collaborazione tra pubblico e privato, nella quale lo Stato si fa garante a fronte di eventi eccezionali, ma si libera degli eventi minori; in Spagna, invece, lo Stato gestisce direttamente il rischio da catastrofi naturali. Con riferimento all'Italia, appare evidente che occorre soprattutto superare un limite culturale: ci si dovrebbe assicurare sperando di non dover usufruire dell'assicurazione e non di trarre benefici immediati. In ogni caso, la soluzione finale deve trovare il consenso di tutti, tecnici, politici, assicurazioni, consumatori, eccetera. A quanto ammonterebbe il premio? Tenendo conto del censimento del 2001 (dati ISTAT) e di un ragionevole incremento negli anni successivi, il numero di unità immobiliari in Italia è stimabile in circa 32.000.000. Per coprire i danni dovuti ad eventi naturali (che come già detto sono stimabili in circa 3.000 milioni di euro/anno) sarebbe sufficiente un premio di assicurazione medio di 100 euro/anno. Al fine di finanziare il fondo per la sicurezza e l'efficienza energetica, tale premio andrebbe raddoppiato, mettendo a disposizione una somma che, nell'arco di venti anni, consentirebbe di migliorare, o meglio adeguare, un significativo numero di edifici sul territorio nazionale, a partire da quelli a maggiore rischio. Il miglioramento della sicurezza avrebbe come conseguenza la riduzione del rischio e, quindi, dei costi a carico delle assicurazioni. È da presumere, pertanto, che i premi non debbano aumentare nel tempo. Le opere per l'adeguamento della sicurezza richiedono anche importanti interventi di recupero e di ripristino degli edifici e pertanto è conveniente associare ad esse opere di rifacimento dell'impiantistica secondo gli standard costruttivi più avanzati, nella prospettiva di un miglioramento della sicurezza generale dell'immobile, unitamente alla realizzazione di interventi impiantistici finalizzati all'aumento dell'efficienza energetica. Un tale processo non potrà che rilanciare il settore edile, attualmente in grave crisi, senza danneggiare l'ambiente, puntando più ad una corretta manutenzione dell'esistente che alla costruzione di nuovi edifici. Ovviamente, in casi di gestione non sostenibile, non va sottovalutata l'ipotesi di demolire e ricostruire. Uno studio preliminare ha tenuto conto di diverse tipologie di interventi, che richiedono differenti capacità nella fase di progettazione e di esecuzione dei lavori così come differenti capacità di produzione di componenti e sistemi da installare sul costruito. Ne deriva uno sviluppo di competenze tecniche e di produzioni industriali dedicate, a livello nazionale, in un tempo ragionevole. È stata valutata una capacità di finalizzare, a regime, 10.000 interventi all'anno. Viceversa, sempre a regime, il sistema deve essere in grado di porre in cantiere 10.000 interventi l'anno, che dovranno improrogabilmente terminare in due anni. Il sistema acquisirebbe una capacità di produrre un ritorno in fiscalità per lo Stato dell'ordine di grandezza pari al gettito totale dell'intera assicurazione obbligatoria, che potrebbe in parte rifinanziare il fondo per la sicurezza e l'efficienza energetica; in tal caso il predetto fondo potrebbe assumere un assetto variabile nel tempo. Estremamente importante è anche il ritorno in termini di occupazione, che può valutarsi in 400.000 unità. Inoltre nei primi venti anni di gestione del fondo verrebbero realizzati oltre 200.000 interventi e, nel contempo, si assisterebbe alla maturazione delle competenze tecniche dedicate nel campo, all'aumento della qualità degli interventi, alla diminuzione dei costi e dei tempi di esecuzione, come l'esperienza degli effetti delle economie di scala e della crescita dell'offerta professionale, tecnica e produttiva in altri settori ha ampiamente dimostrato. In definitiva, il sistema proposto dovrebbe invogliare i cittadini ad investire sulla sicurezza strutturale dei propri immobili al fine di una cospicua riduzione del rischio a fronte di eventi ambientali, non gravando sullo Stato e non arricchendo una categoria a scapito di altre o dei cittadini stessi, ma contribuendo al rilancio del settore edile e del mercato immobiliare.. Art. 1. (Assicurazione obbligatoria contro i rischi da calamità naturali) 1. Entro il termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, tutti gli immobili pubblici e privati devono essere in possesso dell'assicurazione contro i rischi derivanti da qualsiasi genere di calamità naturali, compresi gli eventi sismici e i dissesti idrogeologici. 2. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dell'interno, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, è adottato lo schema-tipo del contratto di assicurazione di cui al comma 1. 3. Con il decreto di cui al comma 2 sono stabilite altresì le modalità di acquisizione della certificazione del grado di sicurezza dell'immobile e dei requisiti professionali necessari per l'espletamento delle attività di accertamento e certificazione. Art. 2. (Istituzione del Fondo permanente per la sicurezza e l'efficienza energetica degli edifici) 1. Presso il Ministero dello sviluppo economico è istituito il Fondo permanente per la sicurezza e l'efficienza energetica degli edifici, di seguito denominato «Fondo». 2.