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La creazione di un Dipartimento del turismo all'interno del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo vuole essere un segnale chiaro dell'importanza strategica che questo settore può occupare lavorando in sinergia con le competenze tradizionalmente proprie del Ministero. Inoltre - udite, udite - è stato appena approvato (grazie a lei, signor Ministro) all'unanimità al G20 di Buenos Aires un documento - così chiariamo anche le difficoltà che si hanno nella comprensione di questo accorpamento - in cui si indica il turismo come mezzo di promozione dei territori e strumento atto a sviluppare ulteriormente l'agricoltura, essendo una attività di reddito supplettiva per gli imprenditori agricoli. Bravo, Ministro! (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Del resto, il Ministro durante la sua relazione ha affermato con chiarezza che il turismo è un settore industriale ad alta incidenza imprenditoriale, fondamentale per la nostra economia (il 13 per cento del PIL), così come lo sono coloro che lavorano in questo settore. A dimostrazione di ciò, tra le altre cose, vorrei evidenziare l'attenzione del Ministro nei confronti del settore balneare, avendo egli ricordato che «In virtù della concessione e i concessionari demaniali possiedono suolo e strutture, quindi la concessione è un bene, non è un servizio». (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Qualcuno può pensare che i piccoli miglioramenti di questi ultimi tempi siano il frutto di un'oculata gestione, ma non si può non tenere conto di quanto il mondo sia diventato molto poco accogliente in questi ultimi tempi e che il nostro Paese per i turisti, soprattutto quelli italiani, era forse l'unico modo per potersi regalare un po' di vacanza. Spero sia finito il tempo degli improbabili spot di promozione in un inglese tentennante, di portali web lanciati in grande stile e poi finiti nel dimenticatoio, di strutture nazionali che non incrementano la competitività, anzi. Con questa innovazione organizzativa sarà finalmente possibile valorizzare la produzione agroalimentare attraverso il legame con il territorio e la connessa attività turistica, dando l'opportunità a chi visita l'Italia di conoscere il nostro Paese anche attraverso le produzioni tipiche, creando finalmente un brand nazionale e una sinergia mirata ad affiancare settori (turismo e agricoltura, in senso lato, comprensivo di tutti i settori di attività inclusi in tale concetto) indubbiamente trainanti per l'economia italiana, come la promozione del territorio e la tutela delle tradizioni. L'innovazione del settore turismo non passa dalla sua collocazione, ma dipende da altri fattori. Positive sono l'intenzione e l'intuizione del Ministro dell'interazione con gli altri Ministeri, con i quali operare in sinergia e facendo gioco di squadra. Il turismo, come è ovvio, risente della sicurezza di un Paese, della possibilità di essere smart , della raggiungibilità dei luoghi di interesse turistico (a questo vi prego di fare attenzione, perché sono ligure e lo so bene), della connessione (è l'era digitale) e di molto altro. Alla luce di tutto questo, la certezza per noi è che questa scelta rappresenta un'opportunità per un decisivo cambio di passo verso un'ulteriore valorizzazione di turismo, agricoltura, made in Italy ed eccellenze italiane. Questo è il Governo del cambiamento, anche di mentalità. Anche attraverso questo tipo di iniziative si evince un messaggio chiaro, anzi, Ministro, chiarissimo in questo senso: il turismo al centro dell'agenda del Governo è un grande, grande segnale di cambiamento. Grazie, Ministro, grazie, Governo! (Applausi dal Gruppo L-SP). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, signori Ministri del Governo, onorevoli colleghi senatori, non ripeto quello che sarebbe il mio terzo intervento sul turismo, perché credo che diventerei troppo noiosa. Mi limito a dire solo che, se questa relazione biunivoca tra l'agricoltura - l'enogastronomia, per valorizzare l'Anno nazionale del cibo, che è appunto il 2018 - e il turismo è l'inizio di una riforma più ambiziosa, va bene; non siamo d'accordo, ma aspettiamo che lei faccia questa riforma più ambiziosa. Quindi, riprendendo solo la conclusione del mio discorso (che diventerebbe il terzo, quindi sarebbe un po' noioso), lei non dimentichi che l'industria del turismo è la più digitale in assoluto e quindi pensi a questo Dipartimento del turismo e all'agenda digitale. Infatti, i flussi turistici internazionali devono essere studiati in termini di big data e l'enogastronomia è uno dei tanti prodotti del made in Italy . (Applausi della senatrice Malpezzi) . Nel made in Italy c'è tutta l'industria creativa italiana. Per quanto riguarda, poi, l'articolo 2, relativo al riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente, visto anche il programma di Governo che il ministro Costa ci è venuto a illustrare in Commissione (la lotta ai cambiamenti climatici, la diminuzione dell'inquinamento atmosferico, la salvaguardia della natura, la valorizzazione dell'acqua, la prevenzione del rischio idrogeologico e degli incendi, lo sviluppo dell'economia circolare e la politica dei rifiuti zero: questi erano i sei o sette punti che il Ministro, circa un mese fa è venuto a raccontarci in Commissione), ci saremmo aspettati, con maggior coraggio, l'istituzione di un nuovo Comitato interministeriale - presieduto certamente dal Ministro dell'ambiente - vista la strategicità e la centralità dei temi ambientali, con riferimento alla politica economica e industriale di questo Paese. Questo Comitato sarebbe proprio servito a coordinare meglio le politiche, le azioni, le funzioni e le attività di tutti gli altri Ministeri, tra i quali non solo quelli citati nell'articolo 2, ma anche il Ministero per lo sviluppo economico. Non sfuggirà a nessuno, infatti, che il Ministero per lo sviluppo economico, che non è mai stato citato, riveste certamente una centralità importante. L'attuale Comitato, ascrivibile solo alla Regione Campania e sorto nel 2013 per evidenti ragioni di urgenza, avrebbe dovuto completare, dal 2013 al 2018, le sue funzioni. Quindi, in maniera più ambiziosa, un nuovo Comitato interministeriale presieduto dal Ministro dell'ambiente, centrale rispetto a una serie di altri Ministeri, sarebbe stato certamente un segno di cambiamento e di maggiore coraggio. Passo, poi, all'articolo 3, che riguarda la famiglia. I temi della natalità e della famiglia hanno il loro perno nel mondo femminile. Quindi, anche con riferimento a questi tre grandi argomenti (mondo femminile, natalità e famiglia, che non sono mai stati affrontati in maniera organica, come se fossero secondari rispetto a tutta una serie di altri temi che riguardano maggiormente lo sviluppo economico) ci saremmo aspettati che questo Governo li avesse affrontati all'interno di un'agenda di trasformazioni economiche, sociali, culturali e industriali che permeasse l'impresa, la famiglia e il terzo settore. Pensiamo, per esempio, alla valorizzazione del mondo femminile, un mondo estremamente organizzato, con qualità specifiche, che sono veramente adattabili al terzo settore.