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d) i semilavorati in metalli preziosi e le loro leghe, gli oggetti e gli strumenti per uso industriale; e) gli strumenti e gli apparecchi scientifici; f) le monete; g) le medaglie e gli altri oggetti preziosi fabbricati dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Spa, che, in luogo dei marchi di cui all'articolo 1, sono contrassegnati dal marchio speciale del medesimo Istituto; h) gli oggetti usati in possesso delle imprese commerciali; i) i residui di lavorazione; l) le leghe saldanti a base di oro, argento, platino o palladio. 2. Le metodologie di prova di oggetto usato e dell'autenticità degli oggetti di antiquariato in metalli preziosi di cui alla lettera c) del comma 1 sono definite dal regolamento. 3. L'autenticità degli oggetti di antiquariato in metalli preziosi di cui alla lettera c) del comma 1 deve essere riconosciuta da esperti, iscritti nei ruoli dei periti e degli esperti presso le camere di commercio. Capo V MARCHI TRADIZIONALI DI FABBRICA Art. 17. 1. I marchi tradizionali di fabbrica, i marchi collettivi e altre indicazioni particolari sono ammessi, in aggiunta a quelli previsti dalla presente legge, ma non devono contenere alcuna indicazione atta a ingenerare equivoci con l'indicazione del titolo e con il marchio di identificazione. 2. Il rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 è accertato dagli organi incaricati dei controlli ai sensi dell'articolo 26. Capo VI ANALISI FACOLTATIVA DI PARTE TERZA Art. 18. 1. Le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti in metalli preziosi possono essere sottoposti ad analisi del titolo, a richiesta degli interessati, da parte dei laboratori di cui al comma 1 dell'articolo 29, che attestano, con le modalità definite dal regolamento, la conformità dei prodotti. Capo VII OGGETTI PLACCATI, DORATI, ARGENTATI È RINFORZATI O DI FABBRICAZIONE MISTA Art. 19. 1. Fatti salvi i casi previsti dall'articolo 20, e fatto divieto di introdurre, all'interno degli oggetti in metalli preziosi, metalli non preziosi, mastice o altre sostanze, ovvero di rivestire gli oggetti in metalli preziosi con metalli non preziosi o altri materiali. Art. 20. 1. È fatto divieto di imprimere indicazione di titoli in millesimi e in carati e, comunque, di imprimere altre indicazioni che possono ingenerare equivoci, sugli oggetti di metalli differenti da quelli preziosi, anche se dorati, argentati o placcati. 2. Le indicazioni del titolo e del marchio sono obbligatorie per gli oggetti costituiti in parte di metalli preziosi e in parte di sostanze o di metalli non preziosi; in tale caso, su questi ultimi devono essere apposte sigle o iscrizioni atte a identificarli, secondo quanto stabilito dal regolamento. 3. Lo stesso obbligo di cui al comma 2 del presente articolo sussiste nei casi particolari, precisati dal regolamento, di oggetti in metalli preziosi che, per gli usi cui sono destinati e per esigenze di ordine tecnico, richiedono l'introduzione, al loro interno, di metalli non preziosi, di mastice o di altre sostanze, ovvero il loro rivestimento con metalli o altri materiali non preziosi, in deroga al disposto dell'articolo 19. 4. Per gli oggetti di cui al comma 3 il regolamento stabilisce altresì le modalità con cui le sostanze estranee devono essere, anche quantitativamente, identificate. Capo VIII RESPONSABILITÀ Art. 21. 1. Il rivenditore risponde verso il compratore dell'esattezza del titolo dichiarato, fatta salva l'azione di rivalsa. 2. Il commerciante al dettaglio risponde verso il consumatore dell'esattezza del titolo dichiarato limitatamente alla verifica della presenza dell'indicazione del titolo in millesimi e del marchio di identificazione. Art. 22. 1. Gli assegnatari di marchi di identificazione appongono il marchio presso i locali in cui svolgono l'attività. 2. In deroga a quanto previsto dal comma 1: a) gli assegnatari di marchio del produttore, previo rilascio di autorizzazione scritta e sotto la propria responsabilità, possono far apporre il proprio marchio di identificazione ad altri soggetti, assegnatari di marchio del produttore, che partecipano al processo produttivo; b) gli assegnatari di marchio di responsabilità, previo rilascio di autorizzazione scritta e sotto la propria responsabilità, possono far apporre il proprio marchio di identificazione al soggetto, assegnatario di marchio del produttore, che ha fabbricato l'oggetto. 3. Il marchio di identificazione non può essere apposto al di fuori del territorio della Repubblica. Art. 23. 1. È fatto divieto di apporre il proprio marchio del produttore su oggetti in metalli preziosi o loro leghe, di fabbricazione altrui, ad eccezione dell'ipotesi di cui all'articolo 22, comma 2, lettera a) . 2. Quando all'esecuzione di oggetti in metalli preziosi concorrono vari fabbricanti, l'obbligo dell'apposizione del marchio del produttore e dell'impronta del titolo incombe al fabbricante che cura l'immissione in commercio del prodotto finito, ad eccezione delle ipotesi di cui all'articolo 22, comma 2, lettere a) e b) . Art. 24. 1. È fatto divieto ai produttori, agli importatori e ai commercianti di porre in commercio nel territorio della Repubblica oggetti in metalli preziosi sprovvisti di marchio di identificazione e di titolo legale. 2. È fatto altresì divieto ai commercianti di detenere oggetti in metalli preziosi pronti per essere posti in commercio nel territorio della Repubblica sprovvisti di marchio di identificazione e di titolo legale. 3. Il divieto di cui al comma 1 non riguarda gli oggetti realizzati dal produttore su commissione di un'impresa assegnataria di marchio di responsabilità. 4. I divieti di cui ai commi 1 e 2 non riguardano gli oggetti di cui all'articolo 7, commi 1 e 3, e quelli elencati all'articolo 16. Art. 25. 1. Nei documenti che accompagnano le vendite di semilavorati e di oggetti in metalli preziosi importati da Paesi che non sono membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, con l'eccezione di cui all'articolo 7, comma 3, deve essere indicato il Paese di origine. 2. I commercianti all'ingrosso e i rivenditori di oggetti in metalli preziosi hanno l'obbligo di controllare, all'atto dell'acquisto della merce, l'effettiva corrispondenza di essa alle indicazioni riportate nei documenti che la accompagnano, nonché la presenza e la leggibilità delle impronte del marchio e del titolo impresse sugli oggetti e ogni altra eventuale indicazione la cui presenza e imposta o consentita dalla presente legge o dal regolamento. Capo IX VIGILANZA Art. 26. 1. L'attività di vigilanza sulla produzione e sul commercio dei metalli preziosi è esercitata dal personale delle camere di commercio, anche nei confronti di coloro che producono, importano o rivendono oggetti placcati, argentati o rinforzati o di fabbricazione mista. Art. 27. 1.