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L'annullamento è effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire gli adeguamenti tecnico-informatici e contabili necessari ad effettuare l'operazione di annullamento; nondimeno – come già esposto in relazione all'articolo 3 – l'annullamento di tali debiti può dar luogo a deduzione ad opera del contribuente in occasione del versamento, entro il 7 dicembre 2018, di quanto dal medesimo dovuto per la definizione agevolata di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 148 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2018. In tal modo verrà realizzata un'operazione contabile di «pulizia del magazzino» che consentirà all'ente l'efficientamento dell'attività di riscossione. La stessa disposizione stabilisce che, ai fini del conseguente discarico, senza oneri amministrativi a carico dell'ente e dell'eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l'elenco delle quote riferite ai medesimi crediti sia trasmesso dall'agente della riscossione all'ente creditore, su supporto magnetico, ovvero in via telematica, in conformità alle specifiche tecniche di cui all'allegato n. 1 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 15 giugno 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22 giugno 2015. Relativamente alle medesime quote, viene, altresì, prevista – mediante rinvio alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 529, della legge n. 228 del 2012 – che non si applichino gli articoli 19 e 20 del decreto legislativo n. 112 del 1999 e, fatti salvi i casi di dolo, non si proceda a giudizio di responsabilità amministrativo e contabile Al comma 2 vengono stabilite le regole di imputazione di acquisizione delle somme eventualmente versate con riferimento ai debiti oggetto della previsione di cui al comma 1. Al comma 3 viene stabilito che per il rimborso delle spese per le procedure esecutive poste in essere in relazione alle quote annullate ai sensi del comma 1, concernenti i carichi erariali e – limitatamente alle spese maturate negli anni 2000-2013, quelli dei comuni, l'agente della riscossione debba presentare, entro il 31 dicembre 2019, sulla base dei crediti risultanti dal proprio bilancio al 31 dicembre 2018, e fatte salve le anticipazioni eventualmente ottenute, apposita richiesta al Ministero dell'economia e delle finanze e che il relativo onere, da soddisfare, a decorrere dal 30 giugno 2020, in venti rate annuali, senza interessi, sia posto a carico del bilancio dello Stato. Per i restanti carichi, invece, si prevede che la richiesta debba essere presentata al singolo ente creditore, che provvederà direttamente al rimborso agli stessi termini e condizioni. Al comma 4 si precisa che le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 non si applicano ai debiti relativi ai carichi di cui all'articolo 3, comma 16, lettere a) , b) e c) , del decreto-legge, nonché alle risorse proprie tradizionali previste dall'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) , delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione. Articolo 5. – Definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione a titolo di risorse proprie Unione europea La norma, riprendendo nella sostanza, le disposizioni recate dall'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, che avevano previsto e disciplinato la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, estende tale possibilità anche ai debiti tributari affidati ai medesimi agenti fino al 31 dicembre 2017, concernenti le risorse proprie tradizionali di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) , della decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014 e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione. La norma, garantendo sia all'erario dell'Unione europea sia a quello nazionale la riscossione integrale dei tributi di rispettiva spettanza (dazi ed IVA) risulta compatibile con l'ordinamento dell'Unione europea. Oggetto della «sanatoria», previo pagamento integrale dei tributi, sono, infatti, le sole sanzioni e, parzialmente, gli interessi moratori (comunque dovuti in base alle disposizioni del codice doganale dell'Unione, di cui al regolamento (UE) n. 952/2013, a partire dal 1° maggio 2016 fino al 31 luglio 2019, per debiti afferenti le risorse proprie tradizionali). Quanto all'esonero dalle sanzioni connesse a violazioni di carattere doganale non sussistono invece particolari vincoli di fonte europea. Il comma unico disciplina le particolari modalità procedurali di adesione rispetto a quelle previste per gli altri tributi oggetto di definizione, disciplinati dal presente decreto. Articolo 6. – Definizione agevolata delle controversie tributarie L'articolo 6, al comma 1, consente di definire con modalità agevolate le controversie tributarie pendenti, anche in cassazione e a seguito di rinvio, in cui è parte l'Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi (avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni e ogni altro atto di imposizione). Sono, quindi, escluse dalla definizione le controversie relative ad atti privi di natura impositiva, in quanto finalizzati alla mera liquidazione e riscossione delle somme dovute. La definizione avviene a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia, determinato a norma dell'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 («Per le controversie di valore fino a tremila euro le parti possono stare in giudizio senza assistenza tecnica. Per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste»). Il comma 2 prevede tuttavia che, qualora l'Agenzia delle entrate risulti soccombente nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata alla data di entrata in vigore del presente decreto, la definizione può avvenire con il pagamento della metà del valore della controversia nel caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado e di un quinto dello stesso nel caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado. Per il caso di soccombenza parziale le medesime misure si applicano limitatamente alla parte del valore della controversia in cui l'Agenzia delle entrate è risultata soccombente.