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Viene quindi in posto ai voti l'emendamento 2.18 che risulta respinto. La senatrice CONZATTI ( FI-BP ) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.19 argomentando tale orientamento. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) svolge una serie di considerazioni per motivare il parere contrario. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) rileva il carattere palesemente ostruzionistico dell'operato dei Gruppi di opposizione invitando il relatore e Governo a riesaminare le proposte di accantonamento al fine di garantire la conclusione dell' iter in Commissione nei tempi stabiliti. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FI-BP ) non ritiene che la propria parte politica stia utilizzando strumenti ostruzionistici, invitando viceversa la maggioranza a dichiarare fin d'ora la propria posizione sull'articolo 9, la cui eventuale soppressione impedisce di esaminare gli emendamenti agli articoli precedenti che contengono il riferimento a tale misura. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) ritiene che l'orientamento maturato dalla propria parte politici origini dalla sostanziale chiusura della maggioranza rispetto alle proposte del gruppo del Partito democratico, finalizzate a migliorare il testo senza sostenere posizioni avanzate da specifici Gruppi di interesse. Del resto rimarca l'accantonamento di un solo emendamento presentato dal Partito democratico. Il presidente BAGNAI per l'imminente avvio dei lavori dell'Assemblea sospende la seduta preannunciandone la ripresa trenta minuti dopo la chiusura dei lavori di Aula e confermando la seduta prevista a partire dalle ore 20,30. La seduta, sospesa alle ore 16,25, riprende alle ore 18,45. Il presidente BAGNAI dà conto della presentazione degli emendamenti 7.3 (testo 2) e 20.10 (testo 2) nonché dei subemendamenti agli emendamenti del relatore. Posto ai voti è respinto l'emendamento 2.19. Il senatore D'ALFONSO ( PD ), preannuncia il voto contrario sull'emendamento 2.20, argomentando tale orientamento. L'emendamento 2.20 viene posto ai voti e respinto dalla Commissione. Dopo il ritiro degli emendamenti 2.21 e 2.22 si apre un dibattito sull'ordine dei lavori. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FI-BP ) facendo riferimento al comma 3 dell'articolo 2, rileva che, stando a quanto riferito dagli organi di stampa, il Governo sarebbe prossimo a presentare una riformulazione dell'articolo 9: invita la Commissione a valutare l'opportunità di accantonare tutte le proposte funzionalmente collegate a tale articolo, ancorché formalmente riferite al comma 3 dell'articolo 2. Sulle osservazioni poc'anzi formulate dal senatore Pichetto Fratin concorda il senatore D'ARIENZO ( PD ), argomentando ulteriormente tale posizione. Il presidente BAGNAI , pur ritenendo sostanzialmente corrette, in linea di principio, le osservazioni poc'anzi formulate dagli intervenuti invita la Commissione a tenere conto, nelle sue valutazioni, dei dati oggettivi ad oggi disponibili, in assenza di una proposta emendativa formalmente presentata dal relatore o dal Governo. Il senatore D'ARIENZO ( PD ) chiede quindi al rappresentante del Governo specifiche delucidazioni sul punto. Il sottosegretario BITONCI rileva che appare comunque opportuno, nelle more delle future decisioni del Governo, proseguire nella singola valutazione delle proposte emendative al testo del decreto-legge. Esprime quindi il proprio rammarico per non aver potuto valutare adeguatamente le considerazioni svolte da molti senatori delle forze politiche di opposizione in quanto riferite ad emendamenti non preventivamente segnalati dai Gruppi. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) preannuncia quindi il voto contrario sull'emendamento 2.25, argomentando tale orientamento. Il presidente BAGNAI rileva che il Gruppo del Partito democratico ha voluto segnalare emendamenti chiaramente in netto contrasto con il decreto-legge. Nel ribadire l'estraneità della Presidenza a ogni valutazione politica sostanziale, osserva incidentalmente che dalle considerazioni sin ora svolte dal senatore D'Alfonso sembrerebbe configurarsi una precisa tattica parlamentare volta a rendere inevitabile il ricorso all'ostruzionismo. Replica il senatore D'ALFONSO ( PD ), precisando che la propria parte politica ha soltanto evidenziato quegli emendamenti indispensabili a consentire un corretto funzionamento dell'ordinamento tributario, compromesso, per contro, da numerose disposizioni contenute nel decreto-legge. Non vi sarebbe, pertanto, alcun atteggiamento ostruzionistico. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) rileva che l'evidenziare determinate proposte in luogo di altre può produrre, nei fatti, lo spostamento del dibattito su emendamenti che le forze politiche di maggioranza non potrebbero comunque prendere in considerazione per evidenti ragioni di principio. Tale tattica parlamentare, pur legittima, risulterebbe, però, sostanzialmente ostruzionistica e quindi volta a esacerbare il clima politico rendendo impossibili eventuali tentativi di mediazione. Auspica quindi che il dibattito possa proseguire in maniera più costruttiva su un binario improntato alla mediazione, che si soffermi su proposte in ordine alle quali anche le forze politiche di maggioranza possano convergere. Interviene anche il senatore FENU ( M5S ), osservando che la problematica del collegamento funzionale con le disposizioni contenute nell'articolo 9 coinvolgerebbe, in ogni caso, solo le proposte sino ad ora accantonate. Posto ai voti, l'emendamento 2.25 risulta infine respinto. La senatrice CONZATTI ( FI-BP ) aggiunge la propria firma alla proposta 2.27 e accogliendo l'auspicio del senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) ritira gli emendamenti 2.27, 2.29 e 2.30. Pone infine l'accento sui contenuti dell'emendamento 2,26 (Testo 2), precedentemente accantonato, auspicandone l'approvazione. Con riferimento all'emendamento 2.26 (Testo 2), il senatore D'ARIENZO ( PD ) osserva che la formula dell'adesione sarebbe in ogni caso preferibile alla formulazione adottata dal comma 3 dell'articolo 2 del decreto-legge. Ribadisce quindi che l'imminente presentazione -stando a quanto riferito dagli organi di stampa- di una nuova formulazione dell'articolo 9 condizionerebbe di fatto tutto il dibattito, osservando contestualmente che, a parte le disposizioni sul condono fiscale, potrebbero ancora sussistere dei margini per un miglioramento condiviso del testo. Viene quindi posto ai voti ed approvato l'emendamento 2.28, a firma del relatore. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FI-BP ) fa proprio l'emendamento 2.31 e lo ritira. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) preannuncia il voto contrario sulla proposta 2.33, motivandone le ragioni. Posto ai voti, l'emendamento 2.33 risulta respinto. Su proposta del PRESIDENTE , la Commissione dispone quindi l'accantonamento degli emendamenti 2.34, 2.35. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) preannuncia il voto contrario sull'emendamento 2.38, argomentando tale orientamento. L'emendamento 2.38 viene quindi respinto dalla Commissione.