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Dovremo naturalmente tener fede a tali impegni, ma saremo disposti a discutere sotto tutti gli aspetti il passaggio a qualsiasi nuovo sistema di incentivi che si possa concepire e collaboreremo adeguatamente alla soluzione di tali problemi. Sono pienamente soddisfatto di quanto avete dichiarato circa la natura flessibile della corrispondente disposizione del trattato, secondo la quale le istituzioni della Comunità, nell'esaminare i nostri incentivi, terranno permanente conto dei nostri problemi specifici. Alla luce dell'identità di obiettivi del governo irlandese e della Comunità, prendo pure atto con soddisfazione che, nel caso in cui si rendano necessari adeguamenti di tali incentivi, il governo irlandese potrà continuare ad assicurare lo sviluppo della industria irlandese e ottenere il costante miglioramento del livello della occupazione e del tenore di vita. Infine, mi sia consentito esprimere il mio apprezzamento per la simpatia e la comprensione dimostrata dalla Comunità nell'impostare ed esaminare i nostri problemi regionali e il problema degli incentivi all'industria che, per il mio paese, sono della massima importanza. L'accordo concluso è una felice premessa della nostra futura cooperazione nell'ambito della Comunità ampliata per il perseguimento degli obiettivi fondamentali del trattato. Considero tale futura cooperazione lo strumento grazie al quale noi, in Irlanda, possiamo meglio realizzare i nostri obiettivi nazionali in materia economica. DICHIARAZIONI CONCERNENTI IL LATTE LIQUIDO, LE CARNI SUINE E LE UOVA Alla 2ª sessione ministeriale dei negoziati tra la Comunità ed il Regno Unito, il 27 ottobre 1970, il signor G. Rippon, Cancelliere del Ducato di Lancaster, a nome della delegazione del Regno Unito, ed il signor W. Scheel, ministro degli affari esteri della Repubblica federale di Germania, a nome della delegazione della Comunità, hanno fatto le due dichiarazioni che figurino qui di seguito. In conclusione, le due delegazioni hanno costatato che un accordo è stato raggiunto sulla base di queste due dichiarazioni. I. Dichiarazione falla dal signor G. Rippon, Cancelliere del Ducato di Lancaster, a nome della delegazione del Regno Unito. 1. Alla 1ª sessione ministeriale, del 21 luglio, il mio predecessore ha dichiarato che il Regno Unito è disposto ad adottare la politica agricola comune in una Comunità ampliata. Egli ha tuttavia aggiunto che dovremmo esaminare accuratamente un certo numero di punti, in particolare le ripercussioni dei regimi comunitari relativi al latte, alle carni suine e alle uova sulla produzione, la commercializzazione ed il consumo nel legno Unito. 2. La materia è poi stata ampiamente esaminata e discussa, sia colla Commissione a livello tecnico sia più in generale nelle riunioni dei supplenti. Nostro obiettivo è stato di esaminare se sia presumibile si presentino gravi problemi e, in caso affermativo, di trovare il miglior modo di evitarli. Sono lieto di poter dire che la Comunità ci ha fornito ampie spiegazioni e ha dato prova di comprensione, il che ha contribuito a chiarire notevolmente il dibattito. Posso dunque confidare che potremo raggiungere un accordo su tali problemi, che così non graveranno più sui nostri futuri lavori. Latte Riteniamo importante, nell'interesse della Comunità e del Regno Unito, essere in grado di fornire latte liquido in misura adeguata per soddisfare alla domanda del consumo in lutto il paese e per tutto l'anno. Alla luce della conferma, dataci dalla Comunità, che la nostra concezione della portata e della natura del sistema in vigore e proposto è esatta, riteniamo che ciò sia possibile. È perciò importante che io richiami i punti principali di tale concezione, e precisamente: i) uno degli obiettivi della politica agricola comune è di utilizzare in tutta la Comunità il latte quanto più possibile allo stato liquido; tale politica non dovrebbe dunque essere applicata in modo da ostacolare la realizzazione di tale proposito; ii) la differenza di prezzo fra il latte destinato alla trasformazione ed il latte per uso alimentare contemplata nella risoluzione del Consiglio del 24 luglio 1966 non ha carattere obbligatorio; tale risoluzione sarà sostituita a tempo debito da una regolamentazione comunitaria nel settore del latte; a norma delle disposizioni attualmente vigenti, gli Stati membri sono liberi di fissare prezzi per la vendita al dettaglio del latte destinato all'uso alimentare, ma non ne hanno l'obbligo; iii) il regolamento (CEE) n. 804/68 si riferisce soltanto alle misure che i governi degli Stati membri adottano per consentire un equilibrio dei prezzi; pertanto una organizzazione non governativa di produttori, a condizione che agisca in conformità delle disposizioni del trattato CEE e del diritto derivato, è libera di fornire, di propria iniziativa, latte ovunque essa reputi vantaggioso per i propri membri, di raccogliere le entrate in un fondo comune e di retribuire i propri membri come meglio intende. Carni suine Consideriamo che sia nell'interesse di una Comunità ampliata, che secondo le previsioni sarà più che autosufficiente nel settore delle carni suino, assicurare un'adeguata stabilità del marcato, compresa la stabilità sul mercato britannico del bacon. Il sistema attuale della Comunità, com'è naturale, non ha tenuto conto di questo mercato importante che assorbe annualmente un quantitativo di circa 640.000 tonnellate di bacon pari a oltre un miliardo di u. c. Tale mercato potrebbe però dare un grande contributo alla stabilità non solo a vantaggio dei produttori di bacon del Regno Unito e di altri paesi, i quali sono direttamente interessati, ma di tutti i produttori di carni suine in una Comunità allargata. Noi non abbiamo concluso, dalle nostre discussioni, che la regolamentazione comunitaria attuale nel settore delle carni suine sia necessariamente inadeguata o non idonea alla nuova situazione conseguente all'ampliamento. Consideriamo però un punto essenziale ottenere il vostro riconoscimento dell'importanza intrinseca del mercato del bacon in una Comunità ampliata; dei benefici che la sua ulteriore stabilità in eque condizioni di concorrenza apporterà alla produzione di carni suine in tutta la Comunità; e della necessità, quindi, di tenere sotto attento controllo questa situazione durante il periodo transitorio e al di là di esso. Uova La Comunità ampliata sarà autosufficiente quanto al suo fabbisogno di uova, per cui i prezzi saranno determinati piuttosto da fattori del mercato interno che dall'applicazione di misure relative alle importazioni. Poichè ciò già vale sia per la Comunità attuale che per il Regno Unito, il mercato della Comunità ampliata potrà essere soggetto a fluttuazioni di prezzi della stessa natura, per quanto forse un pò più accentuate, di quelle registrate attualmente sui singoli mercati. D'altro canto, la tendenza alla concentrazione della produzione nelle mani di produttori specializzati e gli sviluppi paralleli nella commercializzazione dovrebbero avere l'effetto di ridurre, a lungo termine, la instabilità. Credo perciò che saremo in grado di adattarci ai regimi comunitari. 3. Se ora voi siete in grado di confermare formalmente che la nostra concezione delle possibilità a noi aperte nel settore del latte è esatta;