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Con quest'ultima precisazione si intende sottolineare, da un lato, che le spese di personale di ANPAL Servizi Spa non sono limitate dallo stanziamento in atto, dall'altro, che non vengono meno le risorse già utilizzate da ANPAL Servizi Spa per finanziare le spese di personale. ARTICOLO 5 – MISURE URGENTI IN MATERIA DI PERSONALE INPS L'articolo 12, comma 6, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni prevede che: « In deroga a quanto disposto dall'articolo 1, comma 399, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e nei limiti della dotazione organica dell'INPS, a decorrere dall'anno 2019 è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui per l'assunzione di personale da assegnare alle strutture dell'INPS al fine di dare piena attuazione alle disposizioni contenute nel presente decreto ». La citata disposizione destina, pertanto, risorse finanziarie aggiuntive e straordinarie all'assunzione di personale dipendente chiamato ad attuare le nuove previsioni in tema di reddito di cittadinanza. Il fabbisogno sostenibile dell'Istituto è pari a 28.770 unità di personale, di cui 21.304 unità di area C, nel rispetto dei limiti finanziari (« spesa massima sostenibile ») dell'ultima dotazione organica di cui alla determinazione presidenziale n. 59 del 2017. Il presente articolo ridetermina i limiti della dotazione organica dell'INPS. Le risorse finanziarie aggiuntive saranno utilizzate per l'assunzione di n. 1003 candidati idonei del concorso pubblico, per titoli ed esami, a 967 posti di consulente protezione sociale, area C, posizione economica C1, indetto con determinazione presidenziale 24 aprile 2018 n. 42, il cui bando di concorso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale , 4ª Serie speciale « Concorsi ed esami », il 27 aprile 2018, n. 34. Le citate facoltà assunzionali straordinarie vanno a sommarsi alle seguenti assunzioni di personale di Area C: – 962 unità, già autorizzate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 22 novembre 2017, e rimodulate a seguito di autorizzazione del Dipartimento della funzione pubblica del 10 aprile 2018; – 256 unità, già autorizzate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 novembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 24 dicembre 2018; – 165 unità, di cui 27 progressioni verticali, in corso di autorizzazione e calcolate sul risparmio di spesa derivante dalle cessazioni di tutto il personale relative all'anno 2017; – 1500 unità, di cui 250 progressioni verticali, in corso di autorizzazione e calcolate sul risparmio di spesa derivante dalle cessazioni di tutto il personale relative all'anno 2018, assumibili con decorrenza giuridica ed economica dal 15 novembre 2019; – 437 unità di cui all'articolo 1, comma 365, lettera b ), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come rifinanziata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, assegnate con decreto ministeriale 24 aprile 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 134 del 12 giugno 2018, (cfr. nota del Dipartimento della funzione pubblica prot. n. 16900 del 12 marzo 2019); – 266 unità calcolate sulle risorse di cui all'articolo 1, comma 301, lettera h) , della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per l'anno 2019. L'Istituto procederà, pertanto, ad assumere n. 4.589 unità di area C; l'attuale consistenza del personale di area C è pari a 18.345 unità; in seguito alle assunzioni e alle cessazioni che interverranno nel corso dell'anno la dotazione organica di area C verrebbe a determinarsi in 21.304 unità. ARTICOLO 6 – LSU/LPU L'articolo si riferisce alla proroga sia delle convenzioni sottoscritte annualmente – ai sensi dell'articolo 78, comma 2, lettera a ), e lettera b ) e comma 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 – da questo Ministero con le regioni nel cui territorio sono utilizzati lavoratori socialmente utili, di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, sia dei contratti a tempo determinato di cui beneficiano presso gli enti pubblici calabresi i lavoratori socialmente utili suindicati e i lavoratori di pubblica utilità, nell'ambito degli speciali programmi di stabilizzazione occupazionale per essi avviati. La disposizione proposta, in primo luogo, ha l'obiettivo di evitare che nel corso dell'anno si determinino soluzioni di continuità nell'erogazione degli assegni ai lavoratori socialmente utili e delle retribuzioni ai lavoratori che hanno in corso un rapporto di lavoro a tempo determinato presso gli enti pubblici calabresi. L'interruzione dell'erogazione di assegni e retribuzioni altrimenti si verificherebbe alla data del 31 ottobre 2019, con inevitabili conseguenze sul piano sociale e di ordine pubblico, data la vastità della platea interessata di circa 8.500 lavoratori (di cui 4.500 LSU del bacino a carico del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione circa 4.000 tra LSU/LPU della Calabria). Detti lavoratori sono impiegati presso gli enti utilizzatori/datori di lavoro in massima parte presso servizi essenziali dei comuni. Il fenomeno sul territorio riguarda complessivamente oltre 500 enti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sardegna (di cui, circa 270 per i lavori socialmente utili e circa 235 per i contratti di lavoro a tempo determinato di LSU/LPU nel 2019). In particolare, l'articolo, in relazione alle convenzioni LSU di cui al citato articolo 78, semplificherebbe notevolmente l'attività connessa alla gestione della platea poiché permetterebbe con un solo provvedimento amministrativo (decreto direttoriale) di disporre il pagamento degli assegni ai LLSUU per l'intero anno. Diversamente alla scadenza della proroga prevista (31 ottobre 2019) si dovrebbe precedere alla stipula di nuove convenzioni con le regioni per la copertura degli ultimi due mesi dell'anno e ciò – dati i tempi tecnici ineliminabili occorrenti e la coincidenza con gli adempimenti e i termini di chiusura dell'esercizio finanziario – potrebbe comportare il rischio che esse non si perfezionino in tempo utile. Rispetto all'attuazione dei processi di stabilizzazione presso gli enti pubblici calabresi, sul piano amministrativo, la proroga dei contratti a tempo determinato al 31 dicembre 2019 consentirebbe di semplificare detti processi permettendo il passaggio dei lavoratori interessati dal lavoro precario a tempo determinato – a quello stabile – a tempo indeterminato – scongiurando il ritorno dei medesimi allo stato di percettori di un semplice sussidio, alla scadenza del termine del 31 ottobre 2019.