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l'interrogante a tal fine evidenzia che, in considerazione dell'esito della manifestazione di Torino, organizzata la scorsa settimana, che ribadisce come la stragrande maggioranza della comunità non solo piemontese, sia nettamente favorevole all'innovazione e all'ammodernamento dei sistemi di collegamento non solo ferroviari, per il Paese, le recenti dichiarazioni del Ministro e di altri esponenti del Governo, alimentano ancora di più la confusione e l'incertezza a livello nazionale ed europeo, nei confronti della realizzazione di un'opera infrastrutturale che da tanti anni continua ad essere oggetto di difficoltà e imbarazzo per tutta la comunità nazionale; a giudizio dell'interrogante, il rischio più che evidente è che l'indeterminatezza del Governo dimostrata nuovamente sulla realizzazione della linea ferroviaria Torino - Lione, esponga l'opera fuori tempo massimo rispetto alle decisioni di programma previste da tempo a livello europeo, a meno che non ci sia una clamorosa accelerazione da parte dell'Esecutivo, che al momento attuale sembra improbabile; a parere dell'interrogante risulta conseguentemente urgente e necessario comprendere in modo chiaro e netto, quale sia l'orientamento del Governo in merito alla realizzazione dell'opera ferroviaria, in considerazione del fatto che i continui rinvii, le polemiche strumentali e le ripetute dichiarazioni altalenanti da parte del Ministro, nonché di altri esponenti dell'Esecutivo, aggravano ancor di più l'immagine del Paese, con le inevitabili conseguenze, in Italia e in ambito internazionale, si chiede di sapere quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa e se, a tal fine, non ritenga opportuno valutare positivamente, in modo netto e completo, le osservazioni da parte del commissario Foietta, contenute nel dossier riportato nella premessa, convintamente favorevole alla realizzazione dell'opera ferroviaria. Atto n. 4-00860 CASTELLONE SILERI DI MARZIO ENDRIZZI MARINELLO MAUTONE Giuseppe PISANI Al Ministro della salute Premesso che: da lunga data la Regione Campania è sottoposta per l'ambito sanitario a commissariamento, nel corso del quale si è registrato un risanamento finanziario in mancanza di un effettivo recupero d'efficienza, tanto che la Regione risulta all'ultimo posto nelle griglie LEA, ed ai primi per numero dei decessi evitabili; delle prestazioni erogate per il Servizio sanitario regionale deve rendere conto, quale autorità di governo, l'attuale commissario straordinario, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, considerato pure che con l'approvazione della legge regionale n. 15 del 2016, l'individuazione dei direttori generali delle aziende sanitarie è stata svincolata dalla preventiva selezione tecnica dei candidati, divenendo diretta "emanazione" del presidente, con un forte sbilanciamento del potere d'indirizzo e controllo politico rispetto all'interesse pubblico all'individuazione delle indispensabili competenze tecniche di direzione, diversamente da quanto previsto dalla normativa nazionale; le attuali condizioni della Asl Na1 Centro di Napoli, la più grande e complessa Asl d'Europa, che insiste su un'area che conta 992.549 residenti, e che costituisce snodo sanitario dell'intera area metropolitana alla quale fanno capo altri 2 milioni di persone, sono drammatiche; come noto, ha destato particolare attenzione mediatica il caso vergognoso di una paziente tetraplegica e tracheostomizzata sommersa dalle formiche nella corsia del reparto di Medicina dell'ospedale aziendale "S. Giovanni Bosco", importantissimo punto di riferimento aziendale, nell'ambio della rete dell'emergenza; nonostante la gravità dei fatti alla sospensione cautelare del personale sanitario coinvolto non è seguita una valutazione anche dell'operato della dirigenza aziendale, e quindi un esame delle criticità palesatesi sotto il profilo strutturale ed organizzativo del servizio erogato dallo stabilimento ospedaliero; considerato che: da un punto di vista strutturale si osserva lo stato di assoluto degrado, analogo a quello di altre strutture ospedaliere pubbliche aziendali, tuttora prive addirittura dell'autorizzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, con la sola eccezione dell'"ospedale del Mare"; ad aggravare la situazione, si registrano inaccettabili ritardi operativi da parte del commissario di governo e della dirigenza aziendale nell'utilizzo dei fondi deputati agli investimenti tecnologici e strutturali ospedalieri in Campania (PO 2016-2018); in particolare i 49 interventi prioritari ritenuti indispensabili a ristabilire i requisiti minimi strutturali e la sicurezza dei luoghi di lavoro (misure antincendio, messa a norma, adeguamento, completamento, ristrutturazione) tra cui rientravano 1.000.000 euro destinati proprio al San Giovanni Bosco; dal punto di vista organizzativo, il ricovero di una paziente tetraplegica ed intubata in un reparto di Medicina generale si inquadra nell'ambito di una grave disorganizzazione, in mancanza di personale e di percorsi d'assistenza successivi alla presa in carico del paziente secondo il principio d'intensità delle cure. Risulta altresì l'evidenza di carenti condizioni d'igiene, espressione di una dirigenza non consapevole dell'importanza fondamentale della prevenzione delle infezioni nosocomiali, anche ai fini di una seria lotta al drammatico fenomeno dell'antibioticoresistenza ospedaliera, che ha portato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ad affermare che "l'antimicrobico resistenza negli ospedali e nelle regioni italiane rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica del paese", associando tale condizione tra l'altro a: mancanza di leadership professionale ad ogni livello ; mancanza di responsabilità ad ogni livello ; mancanza di coordinamento delle attività tra e all'interno dei livelli organizzativi; si tratta di criticità gravissime ed irrisolte spesso aggravate dalle mancate assunzioni, da un abuso dell'istituto del dirigente "facente funzioni" e, sotto altro profilo, della proroga contrattuale d'appalto di pulizie, creando precarietà e mancanza di controllo che non poco hanno inciso sulla qualità dei servizi, come avvenuto lo stesso ospedale, si chiede pertanto di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli atti posti in essere o che il commissario di governo intende porre in essere, con l'avallo del comitato tecnico ministeriale, per l'utilizzo dei fondi deputati agli investimenti tecnologici e strutturali ospedalieri, con particolare riferimento ai 49 interventi prioritari destinati al San Giovanni Bosco ed ancora inutilizzati, di cui alla legge n. 67 del 1988; se sia a conoscenza: delle attività di verifica espletata dal commissario di governo circa le responsabilità del management della Asl Na1 Centro, con precipuo riguardo alle vicende che hanno interessato il San Giovanni Bosco, ai fini di un'eventuale sostituzione dei vertici, a partire dal direttore generale; le modalità di conferimento degli incarichi dei dirigenti UOC e del coordinatore infermieristico interessati, se scelti sulla base di trasparenti procedure concorsuali; della sussistenza di protocolli aziendali di controllo, prevenzione e gestione delle infezioni nosocomiali da parte della commissione deputata con i relativi dati d'attività;