[pronunce]

- In punto di verifica della sussistenza della prerogativa di cui all'art. 68, primo comma, Cost., questa Corte è ferma nel ritenere che il mero “contesto politico”, o comunque l'inerenza a temi di rilievo generale, entro cui le dichiarazioni si possono collocare, non vale in sé a connotarle quali espressive della funzione parlamentare, ove esse, non costituendo la sostanziale riproduzione delle specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell'esercizio delle proprie attribuzioni, siano non già il riflesso del peculiare contributo che ciascun deputato e ciascun senatore apporta alla vita democratica mediante le proprie opinioni e i propri voti, ma una ulteriore e diversa articolazione di siffatto contributo, elaborata ed offerta alla pubblica opinione nell'esercizio della libera manifestazione del pensiero assicurata a tutti dall'art. 21 della Costituzione (tra le molte, da ultimo, sentenza n. 152 del 2007). Vanno annoverate nel più generale “contesto politico” – e, specificamente, nel tema della cosiddetta “malagiustizia” (cfr. delibera Camera del 7 ottobre 2003) – le opinioni espresse dal deputato Sgarbi nella sede parlamentare tramite le interrogazioni prodotte dalla difesa della Camera [interrogazioni del 15 dicembre 1995 (n. 4/17030), del 17 giugno 1994 (n. 4/01516), del 16 giugno 1994 (4/01430), del 15 settembre 1998 (n. 4/19564; quest'ultima, peraltro, successiva alle dichiarazioni incriminate]. Gli atti indicati non possono, dunque, essere invocati utilmente per fondare un positivo giudizio di verifica sul cosiddetto “nesso funzionale” rispetto alle dichiarazioni incriminate. 3.2. - Non potrebbe, invece, negarsi che tra queste ultime dichiarazioni e l'interrogazione parlamentare del deputato Armando Veneto del 22 dicembre 1996, temporalmente contigua alle trasmissioni televisive in questione, si possa profilare un legame contenutistico diverso da quello che connota la mera comunanza di tema politico. Sennonchè è dirimente il fatto stesso che l'interrogazione proviene da parlamentare diverso da quello che è autore delle dichiarazioni oggetto della delibera di insindacabilità impugnata. Questa Corte, infatti, si è più volte espressa in ipotesi analoghe (sentenze n. 151 del 2007, n. 317 del 2006, n. 260 del 2006, n. 249 del 2006, n. 146 del 2005 e n. 347 del 2004) per l'insussistenza della copertura dell'art. 68, primo comma, Cost., sul rilievo che, se è vero che le guarentigie ivi previste sono poste a tutela delle istituzioni parlamentari nel loro complesso e non si risolvono in privilegi personali dei deputati e dei senatori, non si può trarre, tuttavia, la conseguenza che esista una tale fungibilità tra i parlamentari da produrre effetti giuridici sostanziali nel campo della loro responsabilità civile e penale per le opinioni espresse al di fuori delle Camere. In siffatta prospettiva, l'interrogazione del deputato Veneto del 22 dicembre 1996 (e tanto più quella, del medesimo deputato, del 24 novembre 1998, successiva alle dichiarazioni incriminate) costituisce, dunque, “atto parlamentare irrilevante”.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, proposto dalla Corte d'appello di Venezia, quarta sezione penale, nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso in epigrafe indicato, nella parte in cui si riferisce alle dichiarazioni del deputato Vittorio Sgarbi, oggetto del procedimento penale pendente davanti alla predetta Corte d'appello ricorrente, pronunciate in data 24 luglio 1997 e dichiarate insindacabili con la delibera della Camera dei deputati del 7 ottobre 2003 (Doc. IV-quater, n. 19); dichiara che non spettava alla Camera dei deputati deliberare che le restanti dichiarazioni rese dal deputato Vittorio Sgarbi nelle date 10, 14 e 18 gennaio 1997, oggetto del procedimento penale pendente davanti alla Corte d'appello di Venezia, quarta sezione penale, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; annulla, per l'effetto, la deliberazione di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 7 ottobre 2003 (Doc. IV-quater, n. 19), nella parte in cui si riferisce alle dichiarazioni del deputato Vittorio Sgarbi rese nelle date 10, 14 e 18 gennaio 1997. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA