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Quanto al pagamento degli acconti, quando si eseguono lavori pubblici sulla base di contributi dallo Stato o dalle Regioni ad enti inferiori, si presenta un problema di cassa, perché giustamente bisogna pagare l'anticipo - sul quale avrei qualche riserva - ma si devono pagare senz'altro i saldi di avanzamento lavori e a volte gli acconti tardano e non si possono rispettare le normative dei pagamenti a trenta o sessanta giorni. Il metodo di risoluzione delle controversie, come è stato detto, deve essere il più possibile extragiudiziale e deve essere preventivo, per evitare lungaggini. Credo poi, signor Vice Ministro, che il subappalto debba diventare libero perché è una norma europea, evidentemente con dei requisiti da parte dei subappaltatori. Infine, vorrei spendere una parola sulle concessioni. Concordo sul divieto di proroga, come è stato scritto, anche se ultimamente qualche proroga è stata concessa, anche per cifre molto grandi. Inoltre bisogna fare le gare. Bisogna razionalizzare il controllo sugli investimenti e sulla loro quantificazione, ai fini della concessione per la restituzione da parte del subentrante e questo è un argomento delicato che andrebbe previsto prima in maniera che il computo degli investimenti sia fatto secondo i prezzi vigenti o secondo criteri stabiliti. Le sanzioni, in caso di errore o disattesi le aspettative e gli obblighi contrattuali, siano proporzionate all'inadempimento e comminate in tempi rapidi, con provvisoria esecutività delle revoche, altrimenti dopo che ne veniamo fuori si innescano meccanismi di interpretazione, che sono sempre a danno dello Stato. Leggo che nelle concessioni non si comprendono quelle demaniali, quindi balneari, ma parliamone nelle opportune sedi; parliamone a campo aperto quanto prima. Sei mesi di tempo per l'adozione dei decreti legislativi sono pochi da un lato, ma con quello che sta succedendo in questi giorni sono un'eternità. Auspichiamo che siano ridotti al minimo. Confido nella parte migliore della pubblica amministrazione - che c'è - e in questi suggerimenti alla luce del presente dibattito. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,10) PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Rufa. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prima di cominciare il mio intervento mi sento in dovere di esprimere in quest'Aula vicinanza al popolo ucraino e la speranza che torni a sorridere libero in una Nazione libera. (Applausi) . Colleghi, non deve essere certamente la procedura di infrazione da parte della Commissione europea a imporci la revisione della disciplina dei contratti pubblici, ma il buon senso della politica e soprattutto il rispetto del lavoro delle imprese italiane. La lega ha cuore i lavori e tutta la macchina amministrativa ad essi legata, e la prova ne sono gli emendamenti presentati e anche approvati, i quali promuovono un cambio di passo con una riorganizzazione del settore più tempestiva e organica, a partire anzitutto dalla normativa. Il testo licenziato dalla Commissione getta le basi per una nuova legge sui contratti pubblici più snella e anche maggiormente equilibrata. La Lega ha arricchito la legge delega con una serie di emendamenti che hanno come principio il rispetto del sacrificio e del rischio dell'impresa. Penso, ad esempio, all'emendamento per la tutela del made in Italy nelle forniture, all'emendamento per il ravvedimento dei costi in caso di aumenti controllati (vedasi oggi l'aumento delle materie prime e del costo dell'energia). Penso ancora all'emendamento che dà la possibilità anche alle piccole imprese di partecipare a grandi appalti perché spartiti in piccoli lotti. La Lega fa così crescere le piccole imprese territoriali e velocizza il lavoro delle grandi. Gli emendamenti della Lega prevedono la semplificazione delle regole che configurano l'illecito professionale e l'individuazione delle cause vere che determinano l'esclusione dai bandi, perciò risposte chiare e concrete di sostegno. Tutto ciò non solo per una disciplina in linea con le direttive già da tempo richieste o per il conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ma soprattutto per fare in modo di poter organizzare le attività ad investimenti materiali e amministrativi. Gli emendamenti proposti sono finalizzati a incentivare una buona e celere esecuzione dei lavori anche mediante meccanismi sanzionatori o premiali. Occorrono infatti regole che scongiurino opere incompiute, come le 410 opere al 2020 dal valore di oltre 2,5 miliardi. Al riguardo, nelle more anche di un rapido controllo e monitoraggio, ben venga l'ordine del giorno della Lega che promuove la digitalizzazione del settore italiano delle costruzioni e delle pubbliche amministrazioni. La Lega ha presentato e strutturato nella delega al Governo un emendamento per limitare il ricorso al sorteggio, perché crediamo sia giusto premiare la professionalità. Con l'emendamento 1.155 abbiamo voluto che si prevedessero polizze assicurative a carico della stazione appaltante. Con l'ordine del giorno (già emendamento 1.81) riconosciamo il ruolo determinante dei professionisti coinvolti nella partecipazione a gare. Con l'emendamento 1.247 (testo 2) interveniamo nel valore oggettivo e sociale del servizio di ristorazione collettiva. In esso ha valore nutrire ed educare bambini, anziani e malati e si premia la qualità dell'offerta con criteri che valorizzano le politiche di approvvigionamento alimentare e si raccomandano criteri che premiano la progettualità di comunicazione e informazione, con una prevenzione degli sprechi e una sostenibilità dei pasti, si verifica altresì l'affidabilità socio-economica e le certificazioni e si determina inoltre l'esclusione dagli appalti della ristorazione collettiva di una ristorazione improvvisata. Abbiamo strutturato l'emendamento che valorizza l'esperienza professionale maturata negli anni dai direttori tecnici, dando ancora una volta priorità alla meritocrazia e alla professionalità. Il lavoro della e nella Commissione, a cui va il ringraziamento per il proficuo e costruttivo impegno, a cominciare dagli uffici, dai colleghi, dai relatori, in modo particolare la senatrice Pergreffi, e dal Governo, con la presenza costante e costruttiva della senatrice vice ministro Bellanova, spero trovi effettiva delega al Governo perché l'impegno profuso ha strutturato una serie di emendamenti che creeranno sintesi per buone regole dei contratti pubblici. Come anche per tale legge delega, la Lega è al Governo per il bene delle imprese e dei suoi professionisti. Se non fossimo al Governo, avremmo solo ipotizzato, senza portare a complimento idee e richieste in grado di dare risposte, certezze e programmazione. Per la Lega è il momento di essere anche criticati, ma non di criticare; è il momento di fare, ma non di lasciar fare. Per il bene degli italiani ci mettiamo sempre la faccia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Di Girolamo. Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) .