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la struttura delle famiglie, la loro provenienza (migrazioni), i cambiamenti nella salute riproduttiva e preconcezionale e nelle relative scelte, l'attenzione alla salute dei bambini e ai nuovi bisogni degli adolescenti, la necessità di intervenire precocemente educando ed aumentando la consapevolezza delle persone rispetto a rischi e scelte comportamentali ponderate, la violenza di genere e la necessità di tutelare la salute della donna come health driver e caregiver di salute familiare. Tuttavia, in molte realtà i consultori presentano una carenza di risorse, sia umane che economiche, a volte il Consultorio è poco conosciuto, a volte scarsamente frequentato. Molti di questi servizi hanno continuato a lavorare e ad aggiornare gli interventi ottenendo ottimi risultati, altri hanno sviluppato un ambito prettamente «prestazionale», non adatto al consultorio e non aderente alla cultura del cambiamento. Il consultorio, infatti, deve svolgere un'attività socio-sanitaria integrata ove il sociale non può essere distinto dal sanitario. Questa situazione è stata messa bene in evidenza nel corso del convegno organizzato dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, svolto a Roma il 21 novembre 2017, dal titolo: «Il ruolo del consultorio familiare in una società che cambia». Dai lavori del convegno è emerso che investire sui Consultori Familiari, ripensando al loro ruolo alla luce dei nuovi bisogni della società, significa promuovere salute e risparmiare in futuro sui costi delle malattie per i singoli e per la collettività. Diventa pertanto fondamentale ripensare ai consultori come soggetti che forniscano un'offerta attiva ai cittadini che potrebbe avere un impatto importante in settori strategici di attività dei consultori familiari, quali il percorso nascita, la prevenzione dei tumori femminili e l'educazione alla salute riproduttiva per gli adolescenti. Sono proprio i più giovani che al giorno d'oggi necessitano di un vero e proprio supporto per quanto riguarda l'educazione affettiva e sessuale. Prendersi cura della propria salute, anche quella riproduttiva, fin dalla più giovane età, in spazi dedicati e con il supporto di persone adeguatamente formate è di fondamentale importanza per la salute collettiva. Gli esperti ci dicono, ad esempio, che i giovani hanno poca consapevolezza e conoscenza dei metodi contraccettivi. La regione Emilia Romagna, con la delibera 1722 del 6/11/2017 ha istituito gli «Spazi Giovani Adulti» (dedicati alla fascia 20-34 anni) pensati per offrire gli strumenti necessari per una pianificazione familiare consapevole, per informare i cittadini sull'evoluzione della fertilità e promuovere attivamente stili di vita sani per la protezione della salute riproduttiva. Obiettivo del presente disegno di legge è anche quello di estendere questa modalità ad un livello nazionale. Naturalmente è importante che lo Stato nella figura del Ministero della salute dia diffusione di queste attività attraverso campagne di informazione che veda il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri, ritenendo che sia proprio la mancanza di informazione una delle cause della attuale situazione.. 1 1 Alla legge 22 maggio 1978, n. 194, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 5, primo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il consultorio ha altresì il compito di fornire assistenza psicologica nel periodo successivo all'interruzione della gravidanza»; b dopo l'articolo 5 è inserito il seguente: «Art. 5- bis. – 1. I consultori familiari erogano prestazioni di consulenza e di assistenza medica e psicologica e promuovono la salute sessuale e riproduttiva dei giovani a partire dai quattordici anni, agevolando scelte di pianificazione familiare»; c all'articolo 9, quarto comma, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Ai fini di cui al periodo precedente, gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate garantiscono, anche mediante nuove assunzioni, che almeno il 50 per cento del personale di cui al primo comma non sia obiettore di coscienza». 2 1 Il Ministro della salute promuove, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri, la realizzazione di campagne di informazione sulla tutela della salute riproduttiva e sessuale dei ragazzi tra i venti e i trentaquattro anni, al fine di fornire informazioni sull'evoluzione della fertilità e promuovere attivamente stili di vita sani per la protezione della salute riproduttiva.