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Riguardo alle misure di limitazione del traffico introdotte dal Governo austriaco, la Commissaria ha rilevato che, pur comprendendo le motivazioni di carattere ambientale del provvedimento, l'Unione europea può accettare un contingente al transito di veicoli solamente "in circostanze molto specifiche", che devono essere giustificate dal Paese che le propone; il regolamento (CE) n. 2679/1998, sul funzionamento del mercato interno in relazione alla libera circolazione delle merci tra gli Stati membri, prevede una particolare procedura per inibire iniziative unilaterali restrittive degli scambi e rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione delle merci Consente alla Commissione di intervenire chiedendo allo Stato membro interessato di adottare le misure necessarie a rimuovere l'ostacolo entro un termine da essa stabilito; evidenziato che poiché mancano almeno otto anni al completamento del tunnel del Brennero, in assenza di soluzioni alternative, non penalizzanti per i cittadini e le imprese, l'interrogante non condivide determinazioni che pongono in essere importanti limitazioni del traffico di transito e del traffico deviato, cioè non reputa possano essere accolte iniziative che incidono negativamente sullo sviluppo sociale ed economico dell'Italia, ancorché determinate da soggetti sovranazionali con i quali l'Italia ha solidi rapporti di amicizia, si chiede di sapere: quali azioni intenda porre in essere il Governo, anche in sede europea, per contrastare queste violazioni della libertà di movimento di merci e persone; se il Presidente del Consiglio dei ministri non intenda tempestivamente chiedere al suo omologo austriaco un incontro volto a raggiungere un accordo che possa superare, amichevolmente, per quanto riguarda l'Italia, gli attuali limiti al transito di mezzi pesanti lungo l'asse del Brennero. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00590 NANNICINI MALPEZZI PATRIARCA LAUS PARENTE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il Governo ha indicato il professor Domenico Parisi quale nuovo presidente di Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) e amministratore unico di Anpal Servizi SpA, ai sensi del decreto legislativo n. 150 del 2015 e la nomina ha già ricevuto il parere favorevole delle competenti commissioni parlamentari; Domenico Parisi è professore ordinario presso l'Università del Mississippi, nonché direttore del "National Strategic Planning and Analysis Research Center", che ha sviluppato "Mississippi Works", un'applicazione che, utilizzando big data , incrocia domanda e offerta di lavoro nello stato del Mississippi; come si evince dal curriculum vitae allegato all'atto di nomina, il professor Parisi ricopre ancora numerosi incarichi di consulenza con esponenti politici e agenzie pubbliche statunitensi; in alcune iniziative pubbliche, il Ministro del lavoro, Luigi Di Maio, ha presentato il professor Parisi come colui che, tramite il "suo" sistema informatico creato nel Mississippi, rivoluzionerà i centri per l'impiego italiani, aiutando i navigator ad incrociare domanda e offerta di lavoro con l'utilizzo di una piattaforma informatica innovativa; come riportato dal giornale "Linkiesta", nel maggio 2018, Domenico Parisi ha fondato, negli Stati Uniti, una nuova società, "Valentz Inc", amministrata dalla moglie Michelle Parisi, a sua volta VP of finance and administration della società "Camgian", che si occupa dello sviluppo di piattaforme finalizzate, tra le altre cose, all'analisi di big data ; il decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 2016, n. 108, recante "Regolamento recante approvazione dello Statuto dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro", all'articolo 5, comma 2, prevede che l'incarico di presidente di Anpal è incompatibile "con altri rapporti di lavoro subordinato pubblico o privato", e che è altresì incompatibile con "qualsiasi altra attività di lavoro autonomo, anche occasionale, che possa entrare in conflitto con gli scopi e i compiti dell'Anpal"; a oggi, il professor Parisi non ha ancora chiarito se, così come imposto dal decreto del Presidente della Repubblica citato, prenderà una " unpaid leave of absence " (aspettativa senza emolumenti) dall'Università del Mississippi e rinuncerà agli altri numerosi incarichi di consulenza in potenziale conflitto di interesse con le forniture di Anpal e della sua società controllata Anpal Servizi SpA, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda percorrere per assicurarsi che il professor Parisi si metta in aspettativa presso l'Università del Mississippi e rinunci immediatamente a tutti gli incarichi in potenziale conflitto di interesse, così come imposto dalla normativa vigente, per trasferirsi in Italia e ricoprire con pieno impegno il ruolo di presidente di Anpal e amministratore unico di Anpal Servizi SpA; con quale tempistica e con quali azioni si intenda vigilare, affinché il potenziamento delle piattaforme informatiche dei servizi per il lavoro, ai sensi del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, che istituisce il cosiddetto "Reddito di cittadinanza", avvenga in totale trasparenza e con procedure aperte volte a favorire la partecipazione del maggior numero di potenziali fornitori a livello italiano e internazionale, in modo da fugare ogni dubbio sul fatto che, come riportato da varie testate giornalistiche, esista l'ipotesi che a vendere la piattaforma informatica e la relativa "App" allo Stato italiano sia direttamente l'Università del Mississippi, qualsivoglia soggetto controllato dall'Università del Mississippi, o addirittura società private riconducibili al professor Parisi, a suoi familiari o a soggetti presso i quali il professor Parisi svolge attività di lavoro subordinato o autonomo. Atto n. 3-00592 GRASSI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'articolo 25- undecies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, ha modificato il comma 49- bis dell'art. 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 attinente alla cosiddetta affrancazione, cioè l'eliminazione dei vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione e del canone massimo di locazione degli alloggi di tipo economico e popolare statuendo che: «49- bis bis. I vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione delle singole unità abitative e loro pertinenze nonché del canone massimo di locazione delle stesse, contenuti nelle convenzioni di cui all'articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, per la cessione del diritto di proprietà, ovvero per la cessione del diritto di superficie, possono essere rimossi, dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data del primo trasferimento, con atto pubblico o scrittura privata autenticata stipulati a richiesta delle persone fisiche che vi abbiano interesse, anche se non più titolari di diritti reali sul bene immobile, e soggetti a trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari per un corrispettivo proporzionale alla corrispondente quota millesimale, determinato, anche per le unità in diritto di superficie, in misura pari ad una percentuale del corrispettivo risultante dall'applicazione del comma 48 del presente articolo.