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Chiedo pertanto che il Governo, nell'esercizio della delega, si ponga questo problema in modo strategico e ordinato. Non lo risolviamo con le assunzioni random di qualche ingegnere o di qualche architetto; lo risolviamo con un piano di assunzioni straordinarie per la pubblica amministrazione. Altrimenti saremo sempre in emergenza e questo Paese, continuando a ragionare solo e sempre in emergenza, fa fatica, nonostante il PNRR, a darsi un disegno strategico. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,17) MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, il collega Margiotta ha già espresso con chiarezza molte delle ragioni per cui noi voteremo convintamente questo provvedimento, un provvedimento importante, che il Senato aveva già migliorato in modo significativo e che il passaggio alla Camera è stato in grado di migliorare e di completare ulteriormente, soprattutto sulle questioni che riguardano la tutela dei lavoratori, introducendo l'obbligo della clausola sociale, quindi rafforzando ciò che era stato già previsto al Senato, e il mandato alle centrali appaltanti perché la revisione dei prezzi sia consentita in corso d'opera, anche in presenza di modifiche dei contratti nazionali. È una legge delega importante, promossa per mettere a sistema e ordinare una materia che, dopo la votazione e l'approvazione del codice degli appalti, si era arricchita confusamente di una serie di altri interventi, spesso emergenziali; penso ai diversi interventi su questa materia fatti durante il Covid. È una norma che ci porta concretamente a trovare delle soluzioni, facendoci uscire da una discussione troppo spesso ideologica su questi temi (sul codice degli appalti, ad esempio), con l'idea che si possa uscire dai problemi esistenti contrapponendo la velocità alla legalità, le regole alla rapidità negli interventi. Voglio semplicemente sottolineare tre questioni per noi importanti contenute in questo provvedimento. Mi pare innanzitutto che si arrivi, con il contributo di tutto il Parlamento, a trovare una soluzione o almeno ad indicare una strada per evitare di contrapporre continuamente i temi della rapidità degli interventi e dell'efficienza sulla questione degli appalti alle norme che mettono a sistema la legalità. In questa legge ci sono due questioni importanti, tra le altre, che voglio sottolineare. La prima questione rivede e allarga le funzioni di vigilanza sugli appalti pubblici di ANAC, dando poteri e mezzi per far questo, ma non solo; ritengo importante anche il fatto che ad ANAC si attribuisca il ruolo di sostegno e in qualche modo di consulenza alle centrali appaltanti. La seconda norma è proprio quella che richiamava prima il senatore Errani. Penso che il tema cruciale per coniugare qualità, rapidità e legalità sia la riforma delle centrali appaltanti, esattamente come dice questa legge delega. Vedremo come verrà tradotta, ma già dire, come si fa nel provvedimento al nostro esame, che bisogna ridurre il numero delle centrali appaltanti, qualificandole, dotandole di personale specializzato, professionalizzato e che si introducono norme che garantiscono la formazione specifica di quel personale, fa fare un passo avanti importante ad uno dei nodi decisivi per realizzare quell'obiettivo, che è obiettivo di tutti: fare presto, fare bene. La seconda questione riguarda - lo voglio sottolineare brevemente - l'idea che bisogna introdurre in questa normativa una serie di incentivi e di semplificazioni che favoriscano tutte le procedure legate ad investimenti sulla digitalizzazione, sulle nuove tecnologie ambientali, ma soprattutto sulla realizzazione di impianti di energia rinnovabile. Ambiente ed energia vanno incentivati e se sappiamo creare norme giuste volte a semplificare i percorsi per realizzare queste opere, lo strumento del codice degli appalti può andare in questa direzione. La questione più importante che abbiamo però da discutere oggi, perché legata direttamente agli interventi che ha messo in campo la Camera, riguarda la tutela del lavoro e dei lavoratori. Come ho detto prima, l'obbligo della clausola sociale è un passo avanti. Era già presente nella norma approvata dal Senato, come ha ricordato il senatore Margiotta, un richiamo al rispetto della clausola sociale, ma l'obbligo è qualcosa di più, è un rafforzativo che chiarisce che le centrali appaltanti devono creare le condizioni per tutelare il lavoro. Allo stesso modo, è importante l'altra norma, che, nella materia che riguarda le centrali appaltanti, che possono consentire l'adeguamento dei prezzi, permette di adeguare i costi e quindi i prezzi alle modifiche legate alla contrattazione nazionale. Già prima era prevista, anche per il costo del lavoro, la possibilità di un intervento. Il richiamo ai contratti nazionali mi pare più efficace: più stabilità occupazionale, quindi, e più garanzie al personale impiegato. Anche sul massimo ribasso, c'è, con grande chiarezza, una norma che dice che non si può applicare sulle questioni salariali e sulle questioni che riguardano la sicurezza del lavoro. Tutto questo, aggiunge la norma, deve valere anche per i lavoratori delle società subappaltanti. La terza questione sul lavoro riguarda i meccanismi premiali ed è pure per noi una norma molto importante per chi assume donne e giovani. Signor Presidente, ci sono tre questioni per noi centrali e che sentiamo nostre: coniugare velocità, qualità e legalità; incentivare gli interventi ambientali, semplificando; il lavoro, la sicurezza, la tutela dell'occupazione e le garanzie di maggiori assunzioni per giovani e donne. Queste sono le ragioni per cui, con più forza e più soddisfazione, voteremo questa norma. (Applausi) . VONO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, pregiatissimo Governo, è una legge delega di riforma importantissima e necessaria quella che andremo a votare stasera, che nasce dalla necessità di semplificare e razionalizzare le procedure in materia di contratti pubblici attinenti ai lavori e ai servizi e di adeguare la normativa interna a quella europea, per evitare di incorrere in procedimenti di infrazione da parte della Commissione europea e, nel contempo, per giungere alla risoluzione di quanto già in corso. È importante perché interviene in uno dei settori fondamentali di crescita del nostro Paese, che è quello dell'industria delle costruzioni e dell'edilizia, che, come altri settori in quest'ultimo periodo, ha sofferto molto, non solo per le difficoltà generate dalla crisi pandemica, ma anche per le lungaggini burocratiche, forse un po' attenuate dai decreti di semplificazione degli ultimi anni, ma mai risolte in modo definitivo. In realtà, esso rappresenta uno dei settori fondamentali dell'indotto produttivo italiano e di crescita del nostro PIL, tanto che, grazie ad alcune misure introdotte pochi mesi fa, ha registrato una crescita espansiva fissata dai dati Istat al 6,1 per cento per il 2021.