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modelli a confronto», svoltosi lo scorso 24 maggio presso la Camera dei deputati, il presidente dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, ha rilevato che la finalità perseguita da un eventuale intervento in materia di diritto d'autore on line dovrebbe essere quella «di favorire lo sviluppo di un mercato dei contenuti digitali aperto, legale e nel quale tutti possano operare a parità di condizioni con la prospettiva di trarne vantaggio, siano essi titolari dei diritti di proprietà intellettuale, prestatori di servizi della società dell'informazione, o -- last but not least -- consumatori-utenti finali». In questo quadro, ha proseguito il presidente Cardani, «qualora il Parlamento intervenisse nell'adottare una riforma della legge che tutela il diritto d'autore per adeguarla alla nuova realtà tecnologica e di mercato, l'Autorità sarebbe lieta di cedere il passo, ed eventualmente conformare la propria azione alle previsioni del legislatore». Con il presente disegno di legge si intende cogliere proprio tale autorevole stimolo, facendo peraltro tesoro dell'importante analisi in materia sviluppata nel corso degli ultimi anni da AGCOM e muovendosi nel solco da essa tracciato, nella consapevolezza, d'altra parte, che i poteri di intervento di AGCOM in materia di diritto d'autore on line sono assai circoscritti, in quanto limitati, ai sensi del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44 (cosiddetto «decreto Romani»), ai soli servizi di media audiovisivi. Le più ampie prerogative del legislatore consentiranno, invece, di adottare una riforma del diritto d'autore armonica ed equa che tratti, quindi, entrambi gli aspetti relativi all' enforcement e alla promozione del mercato legale, senza dimenticare in primis di precisare, dettagliare, riconoscere e promuovere i diritti dei consumatori nel nuovo contesto digitale: altrimenti, parlare di sviluppo del mercato legale dei contenuti risulterebbe infatti veramente velleitario, se non ingannevole. In tal senso, con il presente disegno di legge si introduce, tra le altre cose, per la prima volta, la parola «consumatore» nel corpo della legge sul diritto d'autore, si riconosce agli utenti legittimi di opere protette da diritto d'autore l'applicazione integrale in via individuale e collettiva delle tutele previste dal codice del consumo in materia di pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie, si inserisce una rappresentanza di consumatori in seno al Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, al fine di consentire un dibattito più equilibrato che prenda in considerazione gli interessi e le esigenze dei fruitori, anche in vista dell'adeguamento dell'equo compenso e, infine, si abbattono le cosiddette « windows », come auspicato dal presidente Cardani. Il crescente diffondersi di nuovi dispositivi idonei alla fruizione di contenuti audiovisivi in formato digitale e la progressiva abitudine di utenti e consumatori a fruire di tali contenuti attraverso tali dispositivi hanno aperto uno straordinario mercato dei contenuti digitali che, tuttavia, specie nel nostro Paese, tarda ad affermarsi a causa di pratiche commerciali e modelli di business che mirano a proteggere e conservare le dinamiche e le posizioni del mercato tradizionale dei contenuti, specie televisivi e cinematografici. Tali pratiche commerciali si estrinsecano, tra le altre, nell'assenza di un'adeguata offerta commerciale di contenuti televisivi e cinematografici fruibile su piattaforma telematica e/o nella messa a disposizione di tale offerta solo a seguito del decorso di considerevoli periodi di tempo (le cosiddette windows) dalla messa a disposizione del contenuto attraverso il circuito tradizionale. Tali dinamiche di mercato, oltre a non consentire di cogliere i vantaggi economici e culturali connessi al delineato ampliamento del mercato di riferimento, è concausa certa del fenomeno della pirateria audiovisiva, in quanto taluni utenti e consumatori, in assenza di un'adeguata offerta legale di contenuti audiovisivi on line , si rivolge ai canali pirata di distribuzione di tale contenuto, determinando perdite per l'industria del settore, per l'erario e, soprattutto, innescando pericolosi meccanismi di reazione a difesa della proprietà intellettuale che si traducono in iniziative legislative e giudiziarie che minacciano la libertà di impresa economica e quella di manifestazione del pensiero on line . Nel dettaglio, l'articolo 1 riconosce e promuove i diritti dei consumatori alla corretta e libera fruizione delle opere protette da diritto d'autore anche in ambito digitale e riconosce agli utenti legittimi di opere protette da diritto d'autore l'applicazione integrale, in via individuale e collettiva, delle tutele previste dal codice del consumo in materia di pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie. L'articolo 2 introduce una nuova formulazione dell'articolo 70 della legge 22 aprile 1941, n. 633, al fine di stabilire regole chiare circa l'utilizzazione di opere protette dal diritto d'autore per finalità di tipo didattico, ricerca scientifica, critica e discussione. L'articolo 3 elimina le finestre temporali e promuove il mercato digitale dei contenuti audiovisivi. L'articolo 4 abroga la disposizione che prevede una responsabilità penale per chi mette a disposizione del pubblico tramite un sito, un blog , un forum o qualsiasi attività compiuta sul web , senza espresse finalità di lucro, un'opera protetta da diritto d'autore, depenalizzando, di fatto, anche le attività legate al cosiddetto « peer to peer ». La norma tende a proteggere da sanzioni penali coloro che non violano il diritto d'autore per scopi di lucro, alleggerendo il carico di lavoro dell'autorità giudiziaria sul punto ed eliminando, quindi, una sanzione bagattellare. L'articolo 5 chiarisce, invece, l'ambito di applicabilità delle violazioni lucrative relative al diritto d'autore, che è limitato all’autore delle violazioni di lucro dirette, con esclusione della responsabilità per gli intermediari incolpevoli (ad esempio piattaforme di condivisione non lucrative). Inoltre, individua nel Dipartimento della pubblica sicurezza (che già svolge questo compito nel settore dei reati su internet ) l'organo amministrativo in grado di assicurare il raccordo con l'autorità giudiziaria. L'articolo 6 introduce i princìpi che si stanno affermando, in ambito internazionale, per la lotta alla pirateria commerciale sulle reti telematiche, attraverso il cosiddetto «follow the money », cioè l'identificazione diretta, attraverso l'ordine rivolto agli istituti di credito e/o alle società che emettono e distribuiscono carte di credito, di coloro che per scopi commerciali violano il diritto d'autore evadendo anche le norme fiscali italiane. L'articolo 7 inserisce una rappresentanza di consumatori in seno al Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore. L'articolo 8, infine, dispone circa l’emanazione di un regolamento attuativo nonché sull’entrata in vigore della legge.. Art. 1. (Integrazione alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di diritti dei consumatori di opere protette da diritto d'autore) 1. Nel titolo I, capo II, della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo l’articolo 11 è aggiunto il seguente: