[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale), nel testo vigente alla data del 22 dicembre 2014, promosso dal Giudice dell'esecuzione del Tribunale ordinario di Cosenza, nel procedimento vertente tra il Condominio Palazzo Bilotta e C. M. C., con ordinanza del 4 maggio 2015, iscritta al n. 14 del registro ordinanze 2016 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 5, prima serie speciale, dell'anno 2016. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 1° giugno 2016 il Giudice relatore Giulio Prosperetti.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 4 maggio 2015 il Giudice dell'esecuzione del Tribunale ordinario di Cosenza ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale), nel testo vigente alla data del 22 dicembre 2014, per violazione del canone di ragionevolezza e del principio di uguaglianza, nella parte in cui non prevede la riconducibilità, alle ipotesi derogatorie della regola generale della sospensione dei termini feriali, dei termini previsti per il compimento degli atti del processo esecutivo. 2.- Il giudice a quo riferisce che, nell'ambito del processo esecutivo pendente innanzi a sé, il creditore procedente aveva presentato, in data 25 luglio 2014, istanza di vendita ai sensi dell'art. 567, comma 1, del codice di procedura civile; che, pendendo trattative per il bonario componimento della controversia esecutiva, non aveva provveduto al deposito della documentazione ipocatastale entro il termine di centoventi giorni dal deposito del ricorso per la vendita, previsto dall'art. 567, comma 2, cod. proc. civ. ; e che, decorsi centocinquanta giorni da tale ricorso, in data 22 dicembre 2014, aveva chiesto la proroga di centoventi giorni del suddetto termine deducendo che, a seguito dell'applicazione della sospensione feriale dei termini processuali, esso sarebbe scaduto il 7 gennaio 2015. 3.- Il giudice, con decreto in calce al ricorso, ha rigettato l'istanza di proroga del termine e ha fissato l'udienza per la declaratoria dell'inefficacia del pignoramento; il creditore procedente ha, invece, chiesto la revoca del rigetto, insistendo sul fatto che, in base alla giurisprudenza della Corte di cassazione, il termine di cui all'art. 567 cod. proc. civ. avrebbe dovuto essere assoggettato alla disciplina della sospensione feriale: conseguentemente l'istanza di proroga sarebbe stata formulata tempestivamente, prima del decorso di tale termine. 4.- A seguito di tale richiesta, il rimettente ha osservato che, decorso inutilmente il termine di centoventi giorni per il deposito della documentazione ipocatastale previsto dall'art. 567 cod. proc. civ. , e salvo proroga legittimamente concessa, il giudice dell'esecuzione doveva pronunciare la declaratoria di inefficacia del pignoramento e disporre la cancellazione della sua trascrizione. 5.- Con riferimento al decorso dei termini, il rimettente ha rilevato che, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 742 del 1969 (nel testo allora vigente), tutti i termini processuali restano sospesi dal 1° agosto al 15 settembre, tuttavia il successivo art. 3 esclude dall'applicazione della regola generale i procedimenti di cui all'art. 92 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario) tra i quali rientrano i giudizi di opposizione all'esecuzione. 6.- Il giudice a quo ritiene che l'esclusione della sospensione dei termini durante le ferie degli avvocati non debba riguardare solo i giudizi di opposizione all'esecuzione, ma debba estendersi anche al processo esecutivo, in ragione della esigenza di sollecita definizione, comune a entrambi i procedimenti. 7.- Il rimettente dà conto della diversa interpretazione della norma offerta dalla Corte di cassazione che, pur riconoscendo la suddetta comune esigenza di celerità, circoscrive la deroga alla sospensione feriale dei termini ai soli giudizi di opposizione all'esecuzione, poiché, la natura eccezionale dell'art. 3 della legge n. 742 del 1969 che la prevede e il divieto di cui all'art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale, precluderebbero l'interpretazione analogica di norme eccezionali. 8.- In particolare, l'estensione della deroga, secondo l'interpretazione della Corte di cassazione, sarebbe ammissibile per tutti i procedimenti che seguono il modello del rito ordinario di cognizione, quali quelli di opposizione a precetto, di accertamento dell'obbligo del terzo, di opposizione di terzo, le controversie distributive e i giudizi endoesecutivi, ma non per il processo esecutivo, in ragione della sua diversa struttura e del carattere non contenzioso. 9.- Il giudice a quo, per le ragioni di celerità di cui si è detto, ritiene l'interpretazione della Corte di cassazione contraria al canone costituzionale di ragionevolezza e di uguaglianza; tuttavia la natura consolidata dell'orientamento giurisprudenziale gli impedirebbe di adottare un indirizzo interpretativo difforme, così da rendere necessaria la risoluzione della questione di legittimità costituzionale. 10.- È intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, deducendo l'inammissibilità della questione sotto un duplice profilo: in primo luogo, poiché essa è stata prospettata con riferimento ad un'interpretazione della norma censurata che il giudice rimettente, da un lato, afferma essere effettuata dal diritto vivente e, dall'altro, riconosce come non univoca in seno alla giurisprudenza di legittimità. In ogni caso, l'ammissibilità andrebbe esclusa per mancata indicazione del tertium comparationis, non essendo individuabile il termine di raffronto nei giudizi di opposizione all'esecuzione, in ragione della diversa natura di essi rispetto a quelli esecutivi. 11.- Nel merito, la difesa erariale ritiene che il termine di centoventi giorni di cui all'art. 567 cod. proc. civ.