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Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei veicoli storici. Onorevoli Senatori. – I veicoli storici rappresentano un autentico patrimonio storico e culturale che viene preservato e tramandato di generazione in generazione soprattutto grazie ad un folto numero di appassionati e di collezionisti presenti in tutto il mondo. I possessori di veicoli storici possono considerarsi i conservatori di tale patrimonio ed è quindi indispensabile sostenerli affinché questo non si disperda. Il presente disegno di legge si prefigge di tutelare il patrimonio culturale e tecnologico delle auto storiche e di creare le condizioni per fare sì che venga incoraggiata la conoscenza, la conservazione e la divulgazione di quei veicoli che, pur non avendo raggiunto la vetustà prevista, sono destinati ad entrare negli anni futuri nel novero dei veicoli storici. Il collezionismo di tali veicoli è seguito e coordinato a livello mondiale dalla Fédération Internationale Véhicules Anciens (FIVA). La FIVA promuove e protegge l'eredità storica dei veicoli e fornisce i collegamenti tra le associazioni che rappresentano i possessori dei veicoli storici in tutto il mondo al fine di regolamentare in maniera organica il movimento. L'attività svolta dalla FIVA ha ottenuto una rilevante considerazione anche in ambito europeo. Infatti risulta sempre maggiore l'integrazione dei corpus legislativi dei singoli Paesi con le direttive emanate dall'Unione europea. È opportuno ricordare il testo dell'emendamento 26), approvato il 29 settembre 2005 dal Parlamento europeo nell'ambito del Programma di azione per la sicurezza sulle strade della Commissione europea: «Il Parlamento Europeo intende tutelare il patrimonio culturale rappresentato dai veicoli storici; pertanto esorta affinché ogni futura legge consideri attentamente qualsiasi effetto non intenzionale, ma tuttavia potenzialmente negativo sull'uso, e di conseguenza anche sulla conservazione, di tali veicoli». I veicoli di interesse storico, in quanto circolanti, possono essere considerati alla stregua di un museo viaggiante a disposizione della collettività, un esempio tangibile dell'evoluzione della scienza e della tecnica applicata ai trasporti, un patrimonio storico meritevole di tutela, ai sensi dell'articolo 9, secondo comma, della Costituzione. Pertanto il presente disegno di legge si prefigge di modificare la normativa vigente, al fine di introdurre norme che favoriscano il pluralismo associativo, prevedendo alcuni princìpi e criteri per il riconoscimento delle associazioni di amatori di veicoli storici, oltre alla fruibilità dei veicoli identificati come «di interesse storico con vetustà inferiore a 30 anni». Così, l'articolo 1 del presente disegno di legge reca una speciale disciplina delle associazioni di amatori di veicoli di interesse storico, definendo le caratteristiche che le stesse associazioni devono possedere per essere autorizzate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a certificare la storicità dei veicoli. Prevede, altresì, l'istituzione di una commissione, composta dai rappresentanti delle associazioni, che ha il compito di identificare i veicoli di età inferiore a trenta anni di cui va promossa e incentivata la conservazione. L'articolo 2, modificando l'articolo 60 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, definisce il veicolo storico, sulla base dei parametri europei, come qualsiasi veicolo stradale a motore di età superiore a trenta anni, conservato in maniera appropriata e rispettosa dell'ambiente e in condizioni storicamente corrette. Tale definizione evita, pertanto, l'inopportuna classificazione tra i veicoli storici di moltissimi veicoli semplicemente «vecchi», ai quali non è corretto riservare alcun beneficio. L'articolo elimina, poi, la definizione di «veicoli d'epoca», sostituendola con «veicoli di interesse storico con vetustà inferiore a 30 anni» e prevede per i veicoli storici l'attribuzione di una targa di identificazione contraddistinta dalla lettera H (historicum) . L'articolo 3 prevede che, quando vi sia la necessità di disporre eventuali divieti di circolazione, i comuni considerino i veicoli storici muniti di targa «H» alla stregua dei veicoli meno inquinanti, esonerandoli da qualunque tipo di restrizione per la circolazione stradale. I restanti articoli introducono ulteriori modifiche al codice della strada, che si rendono necessarie al fine di tutelare il patrimonio rappresentato dai veicoli storici, i quali, non potendo essere assimilati ad alcun altro tipo di veicolo e non potendo sottostare alla normativa generale, devono essere classificati in una categoria a parte e devono rispondere ad una specifica normativa.. 1 (Disciplina delle associazioni amatoriali di collezionisti di veicoli storici) 1 La presente legge garantisce la possibilità di costituire, su base volontaria e senza vincolo di esclusiva, associazioni amatoriali di collezionisti di veicoli storici, di seguito denominate «associazioni», per le quali è prevista la registrazione al fine di poter certificare i veicoli storici. 2 Gli statuti e le clausole associative delle associazioni garantiscono la trasparenza dell'attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati e l'osservanza delle finalità associative. 3 Sono associazioni riconosciute l'Automotoclub storico italiano (ASI) e l'Associazione amatori veicoli storici (AAVS), in quanto federate alla Fédération Internationale Véhicules Anciens (FIVA); il Registro storico Lancia, il Registro italiano Fiat, il Registro italiano Alfa Romeo, la Federazione motociclistica italiana (FMI), e l'Automobile Club d’ Italia (ACI). 4 Le nuove associazioni al fine dell'iscrizione al registro di cui al comma 6 documentano che ad esse sono associati almeno venti club o scuderie, operativi da almeno tre anni e con almeno trenta soci iscritti; tali associazioni devono inoltre essere riconosciute da parte della FIVA. 5 Le associazioni conservano i registri attestanti le caratteristiche tecniche e storiche dei veicoli posseduti dai soggetti ad esse associati. 6 Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un registro al quale i soggetti di cui ai commi 3 e 4 devono essere iscritti. 7 Le associazioni rilasciano su richiesta dei proprietari, senza alcun obbligo di associazione, per i veicoli in possesso dei requisiti di cui all'articolo 60 del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall'articolo 2 della presente legge, una certificazione di storicità che dà diritto a richiedere una targa di identificazione, secondo quanto specificato con regolamento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il simbolo «H» ( historicum ), da affiancare alla targa di origine del veicolo. Tale targa con il simbolo «H», con dimensioni, colori e caratteri identici su tutto il territorio nazionale è rilasciata da un unico ente statale. Su tale targa con il simbolo «H» sono indicati i dati della vettura relativi a marca, modello, anno di costruzione e numero di telaio. Inoltre in una banca dati aggiornata dalle associazioni sotto la loro responsabilità ed accessibile a tutte le Forze dell'ordine,sono registrate le auto cui è stata rilasciata tale certificazione di storicità.