[resaula]

Nel 25 per cento circa dei bambini colpiti, intorno al periodo della diagnosi si verifica una regressione delle capacità acquisite precedentemente (regressione dello sviluppo), che può essere l'indicatore iniziale di un disturbo; i sintomi dei disturbi dello spettro autistico generalmente persistono per tutta la vita. La prognosi è fortemente influenzata dal grado di capacità linguistica che il bambino ha acquisito entro l'età della scuola elementare. I bambini con un disturbo dello spettro autistico e una misura dell'intelligenza inferiore, ad esempio coloro il cui quoziente intellettivo non raggiunge il punteggio di 50 nei test standard , probabilmente avranno bisogno di assistenza più intensiva da adulti; per quanto attiene ai disturbi dello spettro autistico, l'articolo 3, comma 1, della legge n. 134 del 2015 ha previsto l'inserimento nei nuovi LEA delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l'impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche disponibili; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza ha conseguentemente disposto che "il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con disturbi dello spettro autistico le prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l'impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche"; la legge n. 134 del 2015 prevede altresì che le Regioni debbano garantire il funzionamento dei servizi di assistenza sanitaria alle persone con disturbi dello spettro autistico, dando facoltà alle medesime di individuare centri di riferimento con compiti di coordinamento dei servizi stessi nell'ambito della rete sanitaria regionale e delle Province autonome, stabilendo percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico; in data 10 maggio 2018, in attuazione dell'articolo 60, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, la Conferenza unificata ha sancito l'intesa sul documento di "aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico", la cui implementazione a livello regionale costituisce adempimento soggetto a valutazione da parte del comitato permanente per la verifica dei LEA; con il decreto del Ministero della salute 10 aprile 2017, inoltre, si è istituita una cabina di regia con funzioni di coordinamento e monitoraggio di tutte le attività previste dalla legge n. 134 del 2015; per l'attuazione di quanto disposto da essa, l'articolo 1, comma 401, della legge n. 208 del 2015 ha istituito il fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, con una dotazione strutturale pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016; nell'ambito delle misure emergenziali di contrasto della pandemia da COVID-19, è stato istituito il fondo per l'inclusione delle persone con disabilità, con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2021 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, da destinare al finanziamento di specifici progetti che interessano vari ambiti, tra cui uno dedicato specificamente "alle persone con disturbo dello spettro autistico" (articolo 34, decreto-legge n. 41 del 2021); da ultimo, grazie a un emendamento del Gruppo Lega-Salvini premier, la dotazione del fondo è stata incrementata di 27 milioni di euro per l'anno 2022, al fine di favorire iniziative e progetti di carattere socioassistenziale e abilitativo per le persone con disturbo dello spettro autistico (articolo 1, commi 181-182, della legge n. 234 del 2021, legge di bilancio per l'anno 2022); i LEA per le persone con disturbo dello spettro autistico sono di fatto erogati dalle aziende sanitarie locali unicamente sulla base delle loro risorse disponibili, che sono, talvolta, insufficienti, con evidenti conseguenze negative in termini di garanzia delle prestazioni, il problema che si crea è quello in ordine alle differenze territoriali in materia di erogazione di servizi sociosanitari, profilandosi Regioni con maggiore disponibilità di bilancio e che sono maggiormente in grado di garantire la presa in carico dei soggetti affetti dai disturbi dello spettro autistico e altre che, invece, non riescono a garantire l'erogazione delle prestazioni richieste; la famiglia continua ad essere, dunque, il vero fulcro su cui grava il maggiore peso psicologico, ed anche economico, della gestione di una persona con disturbi dello spettro autistico; è necessario, dunque, addivenire ad una presa in carico omogenea su tutto il territorio nazionale delle persone con disturbi dello spettro autistico, con azioni finalizzate a garantire a queste ultime e alle loro famiglie una vita migliore; degno di nota è, inoltre, l'impatto negativo e pesantissimo che la pandemia da SARS-CoV-2 ha avuto sulla salute mentale e fisica delle persone; le restrizioni, il confinamento in casa, la limitazione dei contatti sociali, la riduzione delle possibilità di socializzazione, conseguenti alle misure imposte soprattutto nella prima fase della pandemia, hanno provocato un profondo cambiamento all'interno delle famiglie, in particolare di quelle che hanno un bambino o un ragazzo affetti da disturbi dello spettro autistico; invero, molti bambini si sono trovati relegati nelle proprie abitazioni, senza la possibilità di avere contatti con i propri compagni di scuola, i propri educatori e, più in generale, con tutta la rete di supporto, ritrovandosi le famiglie sole nella gestione dei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, sperimentando una condizione di difficoltà e di maggiore stress psicofisico. Il periodo di lockdown per i piccoli, in molti casi, ha contribuito a ritardare l'accesso ai servizi per la prima diagnosi e conseguentemente negato l'avvio di interventi precoci e, per molti giovani adulti con disturbi dello spettro autistico, ha rappresentato un blocco dei percorsi formativi o lavorativi avviati. In ogni caso, la sospensione dei servizi riabilitativi ha inciso certamente sui progressi raggiunti e le competenze acquisite, nonché sul rischio di insorgenza di nuovi comportamenti problematici, impegna il Governo: 1) ad adottare iniziative per sostenere le Regioni nella creazione e nel potenziamento di centri per l'autismo ad alta specializzazione, dotati di équipe multidisciplinari e interdisciplinari, distinti per minori e per adulti, per favorire la diagnosi precoce e la diffusione dell'intervento validato scientificamente in maniera omogenea e capillare sull'intero territorio regionale, al fine di evitare l'inadeguatezza della presa in carico delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie che determina, e ha troppo spesso determinato, i casi di acuzie e post acuzie, aumentati e amplificati in modo preoccupante durante il periodo della pandemia da COVID-19 anche con i trattamenti sanitari obbligatori;