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Il senatore Rufa ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00433 sulla tutela dell'area archeologica di Sibari, per tre minuti. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, mi rivolgo al Ministro dei beni e delle attività culturali. L'area archeologica di Sibari è stata la prima colonia fondata dagli Achei sulla costa ionica della Calabria. Data la protezione naturale costituita dalle foci di due fiumi e la fertilità della pianura in cui venne fondata, a Sud del golfo di Taranto, la colonia in breve tempo divenne ricca e famosa, riconosciuta come la più potente delle città magnogreche, tanto da ricoprire una posizione egemonica su un vastissimo territorio, tale da essere considerata impero sotto il controllo di Sibari. Le profonde modifiche del territorio di Sibari, quali l'avanzamento della linea di costa, dovuto ai depositi fluviali del Crati e del Coscile, e le modifiche degli alvei dei due fiumi avevano nei secoli reso difficile la ricerca archeologica. L'esplorazione scientifica del territorio di Sibari ha avuto inizio nel 1879 e si sono avute importanti scoperte quali la necropoli ellenistica di Turi e la necropoli enotria ed un insediamento del periodo bronzo-ferro all'area di Torre Mordillo. Fin da subito risultò evidente la complessa stratigrafia, dovuta alla sovrapposizione di tre città sullo stesso sito, seppur non totale e con diversa estensione. Negli ultimi vent'anni sono stati stanziati, per il recupero e la valorizzazione del parco archeologico, circa 18 milioni di euro per mettere in sicurezza idrogeologica per mezzo di trincee drenanti, per costruire nuovi edifici per l'accoglienza turistica, per costruire e arredare magazzini e sale del museo e per aprire nuovi scavi archeologici. In particolare, dopo l'alluvione del 2013, sono state messe in opera alcune trincee drenanti, mai usate prima in un sito archeologico, che avrebbero dovuto risolvere in maniera definitiva non solo il problema della risalita di acqua dalla falda, ma anche quello dello smaltimento di acqua piovana e di scorrimento, anche se prima dell'alluvione del 2013 a tenere più o meno all'asciutto le strutture dei monumenti della falda freatica sono stati i wellpoint . Le chiedo quali iniziative intenda mettere in atto il Ministero in indirizzo, sia per restituire l'area alla fruibilità del pubblico, che per conoscere come siano stati utilizzati i finanziamenti finora erogati e quali azioni intenda intraprendere per garantire una maggiore tutela, manutenzione e conservazione non solo dell'area archeologica di Sibari, ma del nostro immenso patrimonio archeologico nel suo complesso, compreso quello considerato minore ma ricadente in una Regione con termine a Matera, capitale europea della cultura 2019, visto che l'evento potrebbe essere da volano per lo sviluppo anche dei territori contigui. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. Il ministro per i beni e le attività culturali, dottor Bonisoli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONISOLI, ministro per i beni e le attività culturali . Signor Presidente, signori senatori, ringrazio il senatore Rufa per la possibilità che mi offre di confrontarmi sul tema della sicurezza dei siti archeologici. Cominciamo dall'area archeologica di Sibari. Permettetemi anzitutto di ricordare che, in considerazione della peculiarità del sito, richiamata anche nell'atto parlamentare, e del suo carattere di pregio spiccatamente archeologico, ha assunto carattere perentorio la salvaguardia di ogni singolo manufatto in esso esistente e, conseguentemente, l'integrità dell'intero sito è stata l'obiettivo primario fin qui perseguito e che continueremo naturalmente a perseguire. Con riferimento agli investimenti fatti nel sito, dal 2013 (anno dell'alluvione) nell'area del parco archeologico di Sibari sono stati erogati, per opere di tutela e valorizzazione, sia fondi Arcus (per un totale di 560.000 euro), sia fondi provenienti dal PON cultura - località Sibari (misure 3.1 e 3.6), per un totale di circa 13 milioni di euro. Per tutti i lavori eseguiti sono redatti certificati di regolare esecuzione o verbali di collaudo. Nell'ambito dei fondi PON cultura sono stati da ultimo individuati anche ulteriori 2 milioni di euro, di cui 682.000 più IVA già contrattualizzati per lavori di musealizzazione e allestimento. Questi lavori sono ancora in fase di esecuzione. Per quanto riguarda quello che è successo, l'interrogante ha giustamente sottolineato il problema delle trincee drenanti. Fino a due anni fa il controllo delle acque di faglia del sito veniva eseguito attraverso l'uso di pompe elettriche. Tuttavia, ci eravamo accorti che esse avevano costi di esercizio elevati e, quindi, si era deciso di passare a trincee drenanti, che è la prima volta che vengono utilizzate in un sito archeologico di questo tipo. Purtroppo, dal 3 ottobre le trincee drenanti hanno qualche problema e non riescono più a drenare quanto dovrebbero. Per fortuna, abbiamo sul sito ancora tre pompe drenanti che sono potenzialmente in funzione, quindi per le emergenze abbiamo una capacità di risposta. Sono d'accordo che non bastano per assicurare l'apertura del sito, conseguentemente sono allo studio progetti di fattibilità per, probabilmente, associare a un ripristino delle trincee drenanti una capacità di pompaggio delle acque di faglia per consentire che il sito non venga chiuso, ma sia completamente fruibile. Da ultimo, visto che parliamo di tutto il patrimonio culturale italiano, vorrei ricordare che all'interno del cosiddetto decreto Genova (mi riferisco al decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito in legge 16 novembre 2018, n. 130) è prevista, tra l'altro, l'adozione da parte del mio Ministero, nell'ambito di attività di conservazione di cui agli articoli 29 e seguenti del codice dei beni culturali e del paesaggio, un piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Rufa, per due minuti. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, non avevo dubbi del suo impegno e della sua lealtà, visto che concordiamo sul fatto che bisogna ancora lavorare. Purtroppo, in questo caso la natura non ci ha dato una mano. Confido nel suo lavoro, che vedo proficuo e continuo. La ringrazio e ci impegneremo insieme. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La senatrice Montevecchi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00432 sul piano di messa in sicurezza dei luoghi e degli istituti della cultura, per tre minuti. MONTEVECCHI (M5S) .