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Vi sono cittadini che hanno prestato il loro lavoro con contratti a convenzione, ma in realtà avendo un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, che si sono visti riconoscere tale qualifica e vi sono altri cittadini, nella medesima situazione, a cui la qualifica non è stata riconosciuta né da parte della USL per cui lavoravano, né da parte dei magistrati cui hanno fatto ricorso. Inoltre, come già rilevato, molti lavoratori non si sono visti riconoscere il rapporto subordinato dal giudice amministrativo, ma sono stati riconosciuti quali dipendenti dal giudice del lavoro ai soli fini contributivi e le sentenze in giudicato del giudice amministrativo impediscono loro di farsi riconoscere i diritti acclarati dal giudice del lavoro. Giova ricordare che in quel periodo non esisteva l'obbligo dell'assicurazione e pur con l'introduzione della gestione separata INPS dal 1º gennaio 1996, l'INPS non concede il riscatto dei periodi di lavoro antecedenti in quanto non ascrivibili a rapporti di lavoro parasubordinato. In conclusione, l'applicazione della legge n. 207 del 1985 è servita a regolarizzare, sia sotto l'aspetto contrattuale che previdenziale, la quasi totalità dei lavoratori che hanno lavorato a convenzione dal 1978 al 1984, mentre in alcune regioni, penalizzando una platea quantificabile in poche centinaia di lavoratori, si è ritenuto di applicare diversamente la suddetta legge, provocando un enorme contenzioso, sia nei tribunali amministrativi che presso i giudici del lavoro. A ciò si aggiunga che la recente manovra previdenziale, ha inasprito pesantemente i requisiti di accesso alla pensione e ciò penalizza doppiamente questi lavoratori, che si ritrovano anche fino a 5/7 anni di attività lavorativa non coperta da contribuzione previdenziale. Il presente disegno di legge ha il fine di rimediare alla palese violazione dei diritti di uguaglianza e dei lavoratori, integrando la normativa del 1985. Poiché il riconoscimento di anzianità ex lege se, da un lato, risolve i profili problematici esposti, d'altro lato evidenzia problemi in ordine alla copertura finanziaria, il disegno di legge prevede una serie di ipotesi per garantirla. Il presente disegno di legge prevede sostanzialmente: 1) il lavoratore chiede di poter usufruire degli anni durante i quali ha lavorato a convenzione al solo fine di maturare gli anni necessari per andare in pensione ma senza che tali anni siano computati per determinare l'importo della pensione; 2) tenendo presente la oggettiva necessità di procedere ad una sanatoria, a richiesta del lavoratore alla propria ASL di vedersi riconosciuti gli anni del rapporto a convenzione, come lavoro subordinato anche ai fini pensionistici economici, lo stesso lavoratore dovrà versare per ogni anno di cui chiede il riscatto, i relativi contributi di propria spettanza, calcolati dall'ente previdenziale, secondo il principio ora per allora. Dalla quota dei contributi a carico del lavoratore, si detraggono eventuali contributi già versati dal lavoratore stesso a copertura del suddetto periodo. Con il medesimo principio la ASL di provenienza procede al versamento della quota parte di contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro non versata all'epoca all'ente previdenziale; 3) il lavoratore che, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è già collocato in pensione, ma non beneficia del riconoscimento degli anni di rapporto di lavoro convenzionato, ai fini dell'anzianità di servizio e della determinazione del trattamento economico, può richiedere tale riconoscimento con le modalità previste dai commi 1 e 2 dell’articolo 6- bis della legge n. 207 del 1985, introdotto dal presente disegno di legge; 4) viene garantita l'applicazione dei requisiti pensionistici ante legge n. 214 del 2011, la cosiddetta manovra salva Italia, quando il lavoratore fruendo delle disposizioni del presente disegno di legge, raggiunga i previgenti requisiti per l'accesso alla pensione entro il 31 dicembre 2011; 5) per la copertura quantificabile in circa 30 milioni di euro, si provvede mediante i risparmi derivanti dalla rideterminazione della strutture periferiche dei Ministeri.. Art. 1. 1. Alla legge 20 maggio 1985, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 3, primo comma, le parole: «con esclusione di ogni riconoscimento di anzianità, e» sono soppresse; b) dopo l'articolo 6 sono inseriti i seguenti: «Art. 6- bis. - (Anzianità di servizio e contributi previdenziali) -- 1. Il lavoratore chiede di poter usufruire degli anni durante i quali ha lavorato con rapporto convenzionato al solo fine di maturare gli anni necessari per andare in pensione ma senza che tali anni siano computati per determinare l'importo della pensione. 2. A richiesta del lavoratore alla propria azienda sanitaria locale sono riconosciuti gli anni del rapporto convenzionato, anche ai fini pensionistici economici, versando per ogni anno di cui chiede il riscatto, i relativi contributi di propria spettanza come lavoro subordinato, calcolati dall'ente previdenziale, secondo il principio ora per allora. Dalla quota dei contributi a carico del lavoratore, si detraggono eventuali contributi già versati dal lavoratore stesso a copertura del suddetto periodo. Con il medesimo principio la azienda sanitaria locale di provenienza procede al versamento della quota parte di contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro non versata all'epoca all'ente previdenziale. 3. Il lavoratore che, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è già collocato in pensione, ma non beneficia del riconoscimento degli anni di rapporto di lavoro convenzionato, ai fini dell'anzianità di servizio e della determinazione del trattamento economico, può richiedere tale riconoscimento con le modalità previste dal presente articolo. 4. Al lavoratore in servizio che si avvalga delle previsioni previste dal presente articolo, è riconosciuto l'accesso alla pensione con i requisiti previsti prima della data di entrata in vigore della legge 22 dicembre 2011, n. 214, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, qualora sia in possesso dei previgenti requisiti alla data del 31 dicembre 2011. 5. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede, fino a concorrenza degli stessi, mediante utilizzo di quota parte delle risorse di cui all'articolo 6- ter . Art. 6- ter. - (Rideterminazione delle strutture periferiche dei Ministeri). -- 1. Al fine di razionalizzare e di ottimizzare l'organizzazione delle spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri, con regolamenti da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla rideterminazione delle strutture periferiche e all'utilizzazione in via prioritaria dei beni immobili di proprietà pubblica, in modo da assicurare la continuità dell'esercizio delle funzioni statali nel territorio. Dalle disposizioni di cui al presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2013.