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La prevenzione e gli interventi a più alto valore aggiunto nel rapporto costi-benefici sono quelli sui minori ed esistono evidenze sugli indicatori di rischio da valutare e le strategie di intervento. I minori con un disturbo o un forte disagio psicologico hanno degli importanti fattori di rischio rispetto agli altri: ad esempio una probabilità doppia di lasciare la scuola, 4 volte quella di strutturare una dipendenza da sostanze, da 5 a 10 volte di ammalarsi di una patologia cronica, 6 volte di morire prematuramente o 20 volte di compiere atti antisociali ( National Institute for Clinical Excellance , NICE, 2017). Inoltre, al di là delle diagnosi e della presenza di specifici disturbi, spesso arrivano all'osservazione del pediatra di libera scelta (PLS) situazioni francamente disfunzionali dal punto di vista della genitorialità rispetto ai minori e tali da determinare situazioni di disagio psicologico negli stessi. Oltre all'incremento di queste situazioni nell'età pediatrica abbiamo i disturbi e le patologie proprie di questa fascia d'età, che spesso determinano una forte risonanza a livello familiare e possono condizionare lo sviluppo futuro del minore. È evidente che in tale ambito, soprattutto per le situazioni più delicate dal punto di vista clinico, che richiedono un impegno emotivo e gestionale da parte della famiglia e che condizionano la vita del piccolo paziente con cure spesso invasive, prolungate o con necessità di peculiari adattamenti di tipo psicologico (relazionale e comportamentale) diviene importante un aiuto di tipo psicologico. Si ritiene quindi che i criteri e il modello di intervento dello psicologo di cure primarie, qui delineato, sia applicabile – pur con le dovute specificità – nella collaborazione con i pediatri di libera scelta. Nel corso della precedente legislatura sono state introdotte disposizioni innovative al fine di valorizzare e potenziare l'intervento psicologico, che prevedono non solo nuove assunzioni di psicologi (e questo da solo è un'inversione di tendenza rispetto al precedente depauperamento di risorse professionali), ma anche l'istituzione della funzione aziendale, del tavolo presso il Ministero della salute per dar vita a specifiche linee guida e del cosiddetto bonus psicologo che oggi, pur definanziato significativamente, è diventato uno strumento strutturale per alleviare le spese delle cittadine e dei cittadini dedicate alla salute mentale e al benessere psicologico della persona. Si ricorda che la misura oggetto di estensione da parte dell'articolo in esame, nota come « bonus psicologo », è stata introdotta dal decreto-legge cosiddetto « milleproroghe » per il 2022 in considerazione dell'aumento delle condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell'emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, e consiste in un contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia fruibili presso specialisti privati regolarmente iscritti nell'elenco degli psicoterapeuti nell'ambito dell'albo degli psicologi. Nel mentre molte regioni hanno legiferato o hanno avviato il processo legislativo in materia di istituzione dello psicologo di cure primarie o di base o di comunità che dir si voglia, psicologo di cure primarie tra l'altro citato dallo stesso decreto ministeriale n. 77 tra i professionisti delle Case di comunità. Lo stesso hanno fatto con strumenti analoghi a quello del bonus psicologo. Anche per quest'ultima motivazione vi è la necessità di una legge che non solo omogeneizzi la legislazione regionale esistente e dia indirizzi a quella in fieri ma anche definisca requisiti e competenze dello stesso psicologo delle cure primarie già previsto nel decreto ministeriale n. 77, ma senza specificare ruolo, competenze, requisiti e formazione.. Art. 1. (Istituzione del servizio di psicologia di cure primarie) 1. In attuazione dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e dell'articolo 12 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2019, n. 60, in ogni azienda sanitaria locale è istituito il servizio di psicologia di cure primarie, strutturato a livello di distretto sanitario, caratterizzato da una rapida presa in carico della persona, con il compito di garantire benessere psicologico di qualità nella medicina di base, nei servizi e presidi sanitari e socio-sanitari territoriali, garantendo un primo livello di servizi di cure psicologiche di qualità, integrato con gli altri servizi sanitari e socio-sanitari, sviluppando una rete di collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, nonché con gli altri professionisti sanitari e socio-sanitari presenti sul territorio. 2. Il servizio di cui al comma 1 svolge i seguenti compiti: a) eroga il primo livello di prevenzione e cure psicologiche di prossimità in integrazione con gli altri servizi e presidi sanitari e socio-sanitari presenti in ambito distrettuale nell'ottica di un'organizzazione della prevenzione e assistenza psicologica a livelli crescenti di intervento per rispondere alla domanda di cura dei disturbi mentali ad uno stadio iniziale, al fine di intervenire precocemente per limitare o eliminare il disagio psichico dell'individuo e i conseguenti costi sociali ed economici in caso di assenza di un intervento primario; b) interviene per prevenire e diminuire il peso crescente dei disturbi psicologici della popolazione, costituendo un filtro sia per l'accesso ai livelli secondari di cure che per il pronto soccorso; c) organizza e gestisce l'assistenza psicologica di base promuovendo e realizzando l'integrazione funzionale con i servizi specialistici di secondo livello di salute mentale, psicologia, psicologia ospedaliera, psicoterapia e degli altri servizi sanitari e socio-sanitari; d) organizza e gestisce l'assistenza psicologica domiciliare; e) realizza l'integrazione con i servizi specialistici di ambito psicologico e della salute mentale di secondo livello e con i servizi sanitari più generali. Art. 2. (Aree di intervento dello psicologo di cure primarie) 1. Le aree di intervento su cui lo psicologo di cure primarie è chiamato ad intervenire sono le seguenti: a) problemi legati all'adattamento quali lutti, perdita del lavoro, separazioni e malattie croniche; b) problemi legati a fasi del ciclo di vita; c) disagi emotivi transitori ed eventi stressanti; d) sostegno psicologico alle diagnosi infauste e alla cronicità o recidività delle malattie; e) scarsa aderenza alla cura; f) richiesta impropria di prestazioni sanitarie; g) supporto all' équipe dei professionisti sanitari. 2. L'attività dello psicologo di cure primarie è finalizzata: a) nella prevenzione primaria a identificare precocemente e intervenire tempestivamente sulle situazioni e sulle problematiche psico-sociali; b) nella prevenzione secondaria ad attuare un intervento di primo livello nei casi di sofferenza psicologica già in atto; c) a gestire problemi legati all'adattamento, a fasi del ciclo di vita e a disagi emotivi transitori; d) a procedere a un invio appropriato ai servizi socio-sanitari, anche specialistici e territoriali, formali o informali;