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La preoccupante evoluzione dell'emergenza sanitaria ha reso necessario più di un intervento da parte del Governo per l'adozione di ulteriori e più rigide misure per contrastare e contenere il contagio. Come abbiamo constatato, il virus corre veloce, ma fortunatamente abbiamo visto all'opera un Governo che ha cercato di rispondere con altrettanta rapidità. Una velocità certificata dai dati del 7 dicembre del 2020; i contributi a fondo perduto e i ristori erogati dall'Agenzia delle entrate ammontano a più di 9 miliardi, con una platea di beneficiari enorme pari a 2,4 milioni di partite IVA. Ricordo che il decreto ristori di cui discutiamo vale ben 18 miliardi complessivamente. Si tratta in sostanza di quattro decreti in uno, visto e considerato che dal primo testo varato si sono registrate purtroppo nuove chiusure. Il provvedimento arriva a toccare addirittura 173 tipologie di attività diverse, a riprova di quanto sia deflagrante il coronavirus per il nostro tessuto produttivo. C'è però un comparto tra quelli colpiti sul quale voglio soffermarmi ed è quello del turismo. Un segmento colpito in maniera devastante dal Covid-19; secondo l'Agenzia nazionale del turismo a fine 2020 si registrerà un calo spaventoso di turisti italiani e stranieri pari al 49 per cento rispetto al 2019, con 57 milioni di visitatori in meno e con un tracollo di 186 milioni per quanto riguarda i pernottamenti. Una flessione di spesa turistica nell'ordine di 71 miliardi. Non esiste un ristoro, non esiste una copertura per questi numeri. È inutile continuare a soffiare sul fuoco su un tema del genere. Si sta cercando di affrontarlo. Sono numeri che fanno tremare i polsi e ci danno la misura della catastrofe in cui è stato scaraventato uno dei comparti che negli ultimi anni aveva registrato un segno positivo. (Applausi). Per questo, con tutti i limiti del caso, il Governo e la maggioranza hanno prodotto il massimo dello sforzo per dare modo di vivere e proteggersi dall'onda d'urto così violenta che ha investito il turismo. Tra le principali manovre che sono state inserite nel decreto ristori- quater vi è l'indennità di 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, che si sono visti costretti involontariamente a cessare il rapporto di lavoro in questo periodo. Inoltre, si è voluto dare un'attenzione specifica al segmento relativo alle agenzie viaggi a ai tour operator, per i quali si prevedono stanziamenti suppletivi per 400 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quelli già stanziati. Vi è poi il bando di 20 milioni destinato al segmento delle guide turistiche e degli accompagnatori turistici e sono stanziati oltre 100 milioni già destinati al sostegno del settore alberghiero e termale. Tra le misure del decreto-legge ristori è anche previsto un rimborso dei voucher per gli spettacoli dal vivo previsti dal 24 ottobre e fino a gennaio 2021 che sono stati nuovamente bloccati per le norme di contrasto al Covid. Si è tentato di fare il possibile. Questo 2020 nero per il turismo deve però portarci a riflettere sulla necessità di congegnare progetti a lunga gittata con una visione di questo settore così importante, che è troppo spesso trascurato dalla politica nonostante l'espansione e il suo lungo percorso di rinnovamento ancora tutto da completare. Se la riconversione green e gli investimenti per la competitività e l'innovazione faranno la parte da leone nel recovery fund, il turismo dovrebbe essere messo all'interno di questo grande dibattito per la volontà del percorso da tracciare per i prossimi dieci, venti anni. Personalmente, resto convinto che un'agevolazione epocale come quella del superbonus al 110 per cento per l'efficientamento energetico e il miglioramento antisismico degli edifici vada estesa anche al settore ricettivo e alberghiero, proprio per proiettare definitivamente queste strutture nel terzo millennio. Sarebbe un'opportunità senza pari, ad alto moltiplicatore e spero che il Governo lavori con il massimo sforzo per realizzarla. Oggi però ribadiamo la necessità di portare a casa questo composito decreto-legge come ammortizzatore per reggere l'urto di questo durissimo 2020. Alle chiacchiere abbiamo preferito i fatti e il testo che ci accingiamo licenziare ne è il miglior certificato (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, signor Sottosegretario: « Procurade 'e moderare, barones, sa tirannia, chi si no, pro vida mia, torrades a pe' in terra! Declarada est già sa gherra contra de sa prepotenzia, e cominzat sa passienzia in su pobulu a mancare ». La traduzione è: cari baroni, cercate di moderare la vostra tirannia, altrimenti, dovessi anche rimetterci la vita, tornerete nella polvere; nel popolo la pazienza comincia a mancare. Queste sono le parole di un magistrato sardo, Francesco Ignazio Mannu, che rappresentò in maniera accorata la ribellione del popolo sardo nel 1794 guidato da altro magistrato, Giovanni Maria Angioy, quando i feudatari sabaudi vennero cacciati dalla Sardegna. Questi versi, che costituiscono l'inno della Sardegna, rappresentano anche un accorato appello in difesa del popolo sardo, perché troppo spesso è stato ed è dimenticato dai governi centrali. Desidero comunque sottolineare il fatto che questo provvedimento è estremamente importante e ha colto anche numerosi buoni risultati, ma lo ha fatto grazie all'apporto che è stato dato dal relatore, dai componenti delle Commissioni e dalla Sottosegretaria che ha seguito tutti i lavori, a cui non posso non rinnovare la mia stima personale ed il ringraziamento per quello che è stato fatto. Tuttavia non posso non sottolineare che, dopo i disastri che ci sono stati in Sardegna a seguito degli eventi che si sono aggiunti ad una situazione già gravissima, con un'economia ormai assolutamente distrutta (ormai la Sardegna è in ginocchio), dopo i danni causati dai recenti disastri metereologici, il Governo non ha colto la portata e la gravità di questo disastro. Noi senatori sardi abbiamo presentato un emendamento, giusto per far fronte in maniera almeno temporanea o comunque emergenziale alla situazione che si è venuta a creare dopo i disastri del 28 novembre. Ci sono state belle parole e cordoglio per le vittime, tanta solidarietà a chiacchiere, ma fatti concreti ancora non se ne sono visti, come peraltro avevo puntualmente previsto nel mio intervento in quest'Aula. Spero non mi si dica che questo provvedimento è destinato ai ristori per fatti legati alla pandemia, perché, come ho detto, i disastri sardi si sono aggiunti alla situazione tragica della Sardegna, dopo che la stagione estiva, uno dei fulcri dell'economia sarda, è stata un disastro totale annunciato e peraltro verificato. Mi riferisco ai gravissimi danni all'agricoltura causati dal maltempo, che si sono verificati non solo a Bitti, ma in tutta la Sardegna. Spero che non mi si dica che l'emendamento presentato era inconferente, perché purtroppo devo sottolineare che è questo il disagio nel quale mi trovo quando parlo di questo provvedimento.