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Il ministro Elena BONETTI ringrazia la Commissione per la qualità del dibattito e degli emendamenti presentati, i quali rappresentano contributi di cui tenere conto nella fase attuale, caratterizzata dal bisogno di interventi significativi volti al sostegno alla famiglia. Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione unanime conferisce infine mandato al relatore a riferire in Assemblea in senso favorevole sul disegno di legge n. 1892 e a proporre l'assorbimento del disegno di legge n. 472, autorizzandolo a richiedere di svolgere la relazione orale. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA (COM(2020) 682 definitivo) Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea Doc n. COM(2020) 682 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea, e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 marzo. La presidente MATRISCIANO ( M5S ), relatrice sul provvedimento in titolo, presenta uno schema di risoluzione (pubblicato in allegato), redatto tenendo conto di tutti gli spunti forniti dalla discussione generale. Fa quindi riferimento in particolare alla necessità di adeguati sistemi di controllo sull'applicazione dei salari minimi, all'opportunità di aiuti mirati a favore delle imprese a fronte dell'aumento del costo del lavoro e all'utilità di una soglia minima dei livelli salariali finalizzata a sostenere l'efficacia della contrattazione. Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) considera opportuno passare alla votazione dello schema di risoluzione nella prossima settimana. Il senatore LAUS ( PD ), rimettendosi alla Presidenza, ritiene praticabile consentire ai Gruppi di disporre del tempo necessario a una maggiore ponderazione. Il senatore FLORIS ( FIBP-UDC ), a nome del proprio Gruppo, chiede che lo schema di risoluzione venga posto in votazione la prossima settimana. La senatrice CATALFO ( M5S ) rileva che il rinvio del seguito dell'esame deve essere compatibile con i tempi dell'esame del provvedimento a livello europeo, affinché il lavoro della Commissione risulti efficace. La presidente MATRISCIANO , richiamato l'esame avviato dal Parlamento europeo, osserva l'importanza di votare lo schema di risoluzione non oltre la prossima settimana. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (1662) Delega processo civile DDL 1662 Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (Parere alla 2 a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio ) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 marzo. Il relatore LAFORGIA ( Misto-LeU ) propone di esprimere parere favorevole. Il senatore FLORIS ( FIBP-UDC ) chiede di porre in votazione la proposta del relatore la prossima settimana. Nello stesso senso si esprime il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ), richiamando la necessità degli opportuni approfondimenti nei Gruppi in considerazione dell'avvio della nuova fase politica. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 17,30. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL PROGETTO DI ATTO LEGISLATIVO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2020) 682 DEFINITIVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL PROGETTO DI ATTO LEGISLATIVO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2020) 682 DEFINITIVO La Commissione 11 a , esaminato il provvedimento in titolo, considerato che appare di primaria importanza, in particolar modo nel momento attuale, in cui la pandemia da Sars-COV2 ha duramente colpito l'economia europea, che negli Stati membri dell'Unione europea siano assicurati salari minimi adeguati, sufficienti ad assicurare ai lavoratori e alle loro famiglie un'esistenza libera e dignitosa (articolo 36 Costituzione), in coerenza con il punto n. 6 della Raccomandazione (UE) n. 2017/761 (Pilastro europeo dei diritti sociali); salari minimi legali sono stabiliti in 21 Stati membri dell'Unione europea, mentre in sei Stati membri, tra cui l'Italia, la determinazione dei salari è affidata alla contrattazione collettiva; la proposta di direttiva contiene regole volte a rendere più efficaci i sistemi adottati dai Paesi dell'UE, perseguendo l'obiettivo comune di migliorare l'adeguatezza dei salari e rendere accessibile a tutti i lavoratori la tutela di un trattamento salariale minimo, rafforzando ed estendendo la copertura della contrattazione collettiva, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; la fissazione di salari minimi adeguati deve essere garantita da decisioni assunte a livello degli Stati membri e all'azione delle parti sociali nella definizione degli elementi essenziali del contratto di lavoro. Al riguardo, la proposta non interferisce con la tradizione e le specificità di ciascun Paese, lasciando intatta la potestà del legislatore nazionale di scegliere se demandare la determinazione del salario minimo a norme di legge o alla contrattazione collettiva, pur nel rispetto dell'obiettivo comune di garantire un livello del salario minimo non inferiore ad indicatori adottati a livello internazionale, quali il 60 per cento del salario lordo mediano o il 50 per cento del salario lordo medio; per quanto riguarda l'utilizzo dello strumento giuridico della direttiva, lo stesso vale a conferire copertura e legittimazione "europea" alla normativa degli Stati membri in materia, attraverso una prima armonizzazione, seppur minima; al contrario, l'adozione di una raccomandazione europea, nella prospettiva di salvaguardare la specificità di ogni singolo Stato membro, nonché il ruolo e l'autonomia delle parti sociali, finirebbe per privare il lavoratore degli strumenti di tutela apprestati anche dall'ordinamento europeo nel caso di violazione dei suoi atti normativi; la proposta non prende posizione sulla scelta nazionale di garantire l'adeguatezza dei salari mediante l'introduzione di un salario minimo legale ovvero mediante un rafforzamento della contrattazione collettiva e che dunque la scelta di un salario minimo legale, in aggiunta al sistema della contrattazione collettiva, rimane nell'ambito delle competenze degli Stati membri, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni. In primo luogo la Commissione ritiene che la proposta andrebbe meglio calibrata, precisando che la contrattazione collettiva cui si fa riferimento nel testo debba essere quella determinata dalla partecipazione delle organizzazioni datoriali e dei lavoratori maggiormente rappresentative, attraverso una apposita normativa per la misurazione della rappresentanza datoriale e sindacale, al fine di contrastare il cosiddetto fenomeno dei "contratti pirata", che rischia di compromettere l'effettività della fissazione di un salario minimo.