[pronunce]

prevede l'obbligo, per le pubbliche amministrazioni, per tutte le altre esigenze temporanee ed eccezionali, di far ricorso all'assegnazione temporanea di personale di altre amministrazioni; stabilisce l'inderogabilità di tali principi da parte della contrattazione collettiva; ribadisce il divieto di trasformazione dei contratti flessibili stipulati al di fuori dei limiti in contratti a tempo indeterminato; contempla, infine, svariate eccezioni alle generali regole restrittive contenute nella prima parte, riferibili anche, o esclusivamente, a enti pubblici diversi dalle Regioni (gli enti a cui è delegata la gestione delle aree marine protette e del Parco nazionale dell'arcipelago della Maddalena, gli enti locali non sottoposti al patto di stabilità interno, gli Enti del servizio sanitario nazionale, le Università e gli enti di ricerca); che, a fronte di disposizioni così disomogenee, la motivazione del ricorso è, per contro, del tutto generica e apodittica, dato che non vengono in alcun modo specificati quali aspetti della stessa siano da considerare contrastanti con i diversi parametri invocati, specie con riferimento alla individuazione dei diversi ambiti materiali asseritamente violati; che, in particolare, con riferimento al parametro di cui all'art. 117, terzo comma, Cost., la Regione ricorrente si limita a richiamare le norme costituzionali e le materie ritenute disciplinate dalla disposizione in esame, senza tuttavia illustrare in alcun modo le ragioni per le quali, reputa la norma rientrante nelle materie da essa Regione indicate, mentre, con riguardo alle questioni riferite ai parametri di cui agli artt. 118, 32 e 97 della Costituzione, la motivazione è totalmente assente; che, pertanto, il ricorso, conformemente alla giurisprudenza consolidata di questa Corte, deve essere dichiarato manifestamente inammissibile, dato che la ricorrente non ha ottemperato all'onere di illustrare adeguatamente le ragioni per le quali le disposizioni impugnate violano i parametri costituzionali (sentenze n. 54 del 2009, n. 326 del 2008, n. 38 del 2007 e n. 323 del 2005).. . per questi motivi la corte costituzionale riservata a separata pronuncia la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), sollevata, con riferimento agli artt. 32, 97, 117, terzo e quarto comma, 118 e 119 della Costituzione, dalla Regione Veneto con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 giugno 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 giugno 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA