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non cascherebbe il mondo e non cambierebbe niente, ma ci permetterebbe, a livello internazionale, una trattazione più accurata, un confronto più di dettaglio e un accordo più consistente, che salverebbero lo sport italiano. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, credo che lei abbia anticipato una decisione assunta dal Presidente. Mi limito quindi a procedere con l'ordine del giorno. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1374-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1374-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. La relatrice, senatrice Granato, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. GRANATO, relatrice . Signor Presidente, illustro brevemente le modifiche apportate dalla Camera al testo approvato dal Senato in prima lettura lo scorso 24 luglio. All'articolo 1, comma 2, capoverso 2- octies , per quanto attiene alla quota riservata ai precari, personale artistico e amministrativo in concorsi, alla Camera è stata ripristinata la versione originaria del decreto-legge, modificato in prima lettura del Senato, prevedendo che, fino al 31 dicembre 2021, le fondazioni lirico-sinfoniche, se procedono ad assunzione a tempo indeterminato di personale artistico e tecnico e di personale amministrativo, vi provvedano riservando a quello precario al massimo il 50 per cento dei posti disponibili mediante procedure selettive riservate. L'articolo 4- bis, invece, recante il piano del MIUR per l'adeguamento della normativa antincendio nelle scuole e proroghe per scuole e asili nido, alla Camera è stato modificato prevedendo: al comma 1, l'emanazione di un decreto del MIUR d'intesa con la Conferenza unificata, per definire un piano straordinario per l'adeguamento alla normativa antincendio nelle scuole; al comma 2, una proroga differita dei termini per l'adeguamento antincendio di edifici adibiti a scuole (dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2021) e asili nido (dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019), prima unificata al 31 dicembre 2019; al comma 3 è poi prevista l'emanazione di un decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il MIUR, per definire misure ad hoc per diminuire i rischi fino al termine dei lavori per l'adeguamento alla normativa antincendio e scadenze differenziate dei termini per il completamento delle fasi di avanzamento dei lavori, comunque entro il 31 dicembre 2021 per le scuole. L'articolo 5- bis, che invece riguarda i fondi per la statizzazione degli istituti superiori musicali non statali e le accademie delle belle arti non statali, alla Camera è stato modificato prevedendo, al comma 2, nuove coperture per le maggiori risorse stanziate per il processo di statizzazione, attingendo in parte alla corrispondente riduzione delle risorse non più necessarie del corso-concorso per dirigente scolastico bandito nel 2017, pari a 8,26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e già destinate al fondo della buona scuola. PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, senatore Verducci, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. *VERDUCCI, relatore di minoranza . Signor Presidente, il provvedimento in discussione è stato da noi esaminato in quest'Aula solamente pochi giorni fa ed il fatto che sia stato modificato dalla Camera, dopo che di fatto ci è stato impedito di intervenire in seconda lettura qui in Senato, dimostra quanto avessimo ragione come Partito Democratico, come minoranza, come forze d'opposizione, a reclamare che ci potesse essere una discussione di merito. Il fatto invece che ciò non sia potuto accadere, che i tempi siano stati assolutamente compressi, che l'esame in Commissione si sia svolto praticamente a ridosso dell'esame in Assemblea, con una pressoché contestuale sovrapposizione dei tempi di presentazione degli emendamenti, impedendo un lavoro approfondito, dice tantissimo di come le forze di maggioranza intendano continuamente il lavoro parlamentare come una continua mortificazione del Parlamento, con continue prove di forza che poi si rivelano in realtà controproducenti come in questo caso, tanto che la fretta porta a degli errori macroscopici. Alla Camera si è dovuti intervenire e noi siamo oggi qui nuovamente ad occuparci di un decreto-legge che appare, dal punto dal punto di vista politico, emblematico di come queste forze intendano la cultura nel nostro Paese: non come qualcosa di centrale, di vitale per la nostra società, per i cittadini, per il ruolo economico che essa svolge, ma come qualcosa di assolutamente marginale, per cui ci se ne occupa in maniera emergenziale, stringendo i tempi di discussione, senza in realtà quel respiro, quella strategia che merita questo tema che noi invece vogliamo diventi centrale nel nostro Paese. Questa mancanza di visione, di strategia, di progetto per la cultura e, in questo caso, per lo spettacolo è uno sfregio, ad esempio, ad un'arte totale come la lirica, che tiene insieme la musica, il canto, la recitazione, la danza, la scrittura, l'architettura, l'arte contemporanea e l'arte multimediale, che è tutt'uno con la nostra storia e che è veicolo dello studio della nostra lingua nel mondo, che è amata ovunque nel mondo perché tantissimi sono le ragazze e i ragazzi che imparano la lingua italiana, appunto, attraverso lo studio della lirica e del canto. È un patrimonio di assoluta eccellenza che viene trattato da questo Governo e da questo provvedimento in modo raffazzonato e parziale, non all'altezza della storia del nostro Paese. Questo provvedimento dimostra che si è persa una grande occasione, perché quello che ci portiamo dietro è un tema assolutamente urgente, cioè quello di dare risposta ai lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo e di superare la condizione di precarietà che caratterizza tantissimi, troppi, tra questi lavoratori e che appesantisce, quindi, le potenzialità di questo settore. La risposta che dà questo decreto-legge è, però, una risposta meramente emergenziale: