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Nella foga ideologica di adottare questa direttiva, c'è stato un errore, con l'emendamento approvato, a prima firma della collega Floridia. Dunque l'emendamento 22.104, ora in esame, vuole spazzar via quell'impostazione, perché in precedenza avete approvato un emendamento con il quale mettete al bando da subito i bicchieri in plastica. Con l'emendamento 22.104 miravamo quindi ad eliminare questo errore, che è ciò che intendete fare con i due emendamenti successivi, sui quali il relatore ha espresso parere favorevole, ovvero il 22.105 (testo 3) e il 22.106 (testo 2), su cui ci asterremo. Si maschera dunque, con una definizione che illustra un errore di traduzione nel testo italiano, che parla di "tazze" e non considera i bicchieri, quello che in realtà era stato un intervento punitivo apportato da un altro emendamento, approvato dalla maggioranza. In conclusione, riteniamo che un'impostazione corretta, che guardi a tutte le aziende, anche alla luce di quanto la plastica si è rivelata utile in determinati settori, dovrebbe tutelare l'ambiente, investendo, sì, nella ricerca - come crediamo anche noi, avendo firmando l'emendamento che elimina l'obbligo di una parte di materiale vergine per le bottiglie - ma non negando l'evidenza. Per questo voteremo convintamente a favore dell'emendamento 22.104 e ci asterremo sul 22.105 (testo 3), che sarà votato congiuntamente al 22.106 (testo 2). (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.104, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.105 (testo 3), presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori, identico all'emendamento 22.106 (testo 2), presentato dalla senatrice Giammanco. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.107, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.107, presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio dell'articolo 22, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . A seguito dell'approvazione dell'articolo 22, risultano preclusi gli emendamenti da 22.0.200 a 22.0.211. Colleghi, per dare continuità nello svolgimento delle dichiarazioni di voto finale e in considerazione del fatto che l'informativa del ministro Lamorgese è prevista a partire dalle ore 17, la Presidenza propone che il seguito dell'esame del provvedimento avvenga direttamente nella seduta di domani. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. Rinvio pertanto il seguito della discussione congiunta dei provvedimenti in titolo ad altra seduta. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei solo comunicare che domattina, più o meno tra le ore 9 e le 11 circa, il Gruppo Partito Democratico necessita di svolgere una riunione interna. PRESIDENTE. Quindi, senatore Ferrari, a nome del Partito Democratico, chiede di iniziare la seduta al termine della riunione del Gruppo, intorno alle 11? FERRARI (PD) . Anche alle ore 10,30, signor Presidente, se ritiene che occorra un margine maggiore. PRESIDENTE . Senatore Ferrari, poiché alle 12,30 è previsto l'intervento del Presidente del Consiglio, possiamo iniziare alle 10,30. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. Colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti. (La seduta, sospesa alle ore 17, è ripresa alle ore 17,05) . Informativa del Ministro dell'interno sui recenti disordini accaduti in alcune città italiane e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dell'interno sui recenti disordini accaduti in alcune città italiane». Ha facoltà di parlare il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, la complessiva situazione socio-economica del Paese risente della diffusione dell'epidemia, che sta assumendo una valenza totalizzante nello scenario nazionale e internazionale, con riflessi inevitabili anche sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica, specie in questa fase, in cui è ripresa la crescita dei contagi. Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che le misure emergenziali, sia quelle governative sia quelle disposte dalle Regioni in relazione alle specifiche esigenze dei territori, hanno determinato per la generalità degli italiani, soprattutto per alcune categorie particolarmente colpite. Ho già detto - e lo ribadisco anche oggi, qui - che il Governo è in costante ascolto delle voci di disagio e per tale ragione, già a partire dalla scorsa primavera, sono stati messi in campo interventi a supporto dei lavoratori e delle categorie maggiormente in sofferenza, con l'obiettivo di intercettare per tempo i fattori potenzialmente idonei a generare criticità nelle famiglie e nei contesti produttivi e ciò anche con lo scopo di prevenire possibili infiltrazioni criminali nell'economia legale e il conseguente aumento del rischio di usura. In questa direzione, già ad aprile, ho dato avvio a un'attenta attività di monitoraggio degli esiti socio-economici della pandemia, attivando i prefetti, e di recente ho richiesto un quadro aggiornato della situazione. A seguito dell'inasprimento della curva pandemica e delle nuove misure di restrizione adottate, è stato approvato ieri in Consiglio dei ministri il cosiddetto decreto ristori, che, con uno stanziamento di 11 miliardi di euro, ha disposto interventi a sostegno dei settori più coinvolti dall'applicazione delle restrizioni imposte con l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. In tale difficile contesto, accanto alle civili proteste di cittadini e lavoratori per le nuove e più restrittive misure, abbiamo assistito a inqualificabili episodi di violenza e di guerriglia urbana, connotati da atti di vandalismo e da veri e propri saccheggi. Si è trattato di episodi che hanno trovato nelle ragioni del malcontento soltanto un occasionale pretesto. Lo conferma il fatto che tutti i vari episodi di violenza accaduti nelle varie piazze d'Italia hanno visto all'opera soggetti che nulla hanno a che fare con le categorie interessate dall'applicazione dei provvedimenti governativi anti Covid. È stato infatti accertato che a tali manifestazioni hanno partecipato, in maniera preponderante, frange violente riconducibili a vari e distinti ambiti, che vanno dai movimenti di estrema destra ai centri sociali, uniti dalla tematica negazionista, fino a ricomprendere i settori più estremi delle tifoserie.