[pronunce]

che, infine, appare infondata la denuncia di violazione dell'art. 3 Cost., avuto riguardo non solo alla palese eterogeneità dei due moduli posti a confronto, ma anche e soprattutto alla mancanza di quelle "divergenze" sulle quali il rimettente fonda le proprie doglianze; che - come già evidenziato nella più volte richiamata ordinanza n. 408 del 2001 - "quanto al primo aspetto, basta infatti osservare che, mentre nella procedura della proroga delle indagini preliminari la verifica del giudice, concentrandosi sul tema della durata delle indagini, è limitata ad un riscontro di legittimità dei presupposti per autorizzare la proroga stessa; nel procedimento di archiviazione il giudice, attraverso l'esame di profili di merito, è invece chiamato ad una declaratoria che, previo controllo della richiesta dell'accusa, chiude la fase delle indagini e lo stesso procedimento, "evitando il processo superfluo senza eludere il principio di obbligatorietà" (v. sentenza n. 88 del 1991)"; che, quanto al secondo profilo, occorre rammentare come - nel caso in cui il giudice ritenga, allo stato degli atti, di non poter concedere la proroga richiesta - il modello evocato quale tertium comparationis divenga del tutto coincidente con quello oggetto della censura, essendo ugualmente previste la fissazione dell'udienza camerale e l'effettuazione degli avvisi a norma dell'art. 406, comma 5, cod. proc. pen; che, pertanto, la questione va dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 410, comma 3, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 97, 101, 111 e 112 della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Flick Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 18 luglio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola