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al Senato, presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia), nell'esporre le proprie linee programmatiche, lo scorso 18 marzo 2021, il ministro Cartabia ha affermato che la sospensione degli sfratti "non è un sacrificio così eccessivo" per gli interessati e, inoltre, ancorché non esplicitamente, ha preannunciato addirittura una prosecuzione del blocco oltre il 30 giugno; nel testo del "decreto sostegni", varato dal Consiglio dei ministri, non vi è alcuna misura volta ad indennizzare i proprietari, che da oltre un anno non possono tornare in possesso dei propri beni, che non hanno percepito, e continuano a non percepire, alcun canone di locazione e che, su detti immobili, hanno dovuto versare l'IMU, si chiede di sapere: quali iniziative il Governo intenda assumere, al fine di porre rimedio alla profonda iniquità di una misura che ha portato a quasi un anno e mezzo il periodo di requisizione di fatto di beni che i giudici avevano ordinato di restituire ai proprietari, spesso dopo anni di morosità, contenzioso e già lunghe attese di attuazione della fase esecutiva, e per prevedere una forma di indennizzo nei confronti dei proprietari coinvolti nella più volte richiamata sospensione delle procedure di rilascio, nonché per scongiurare che, alla scadenza del 30 giugno 2021, vi sia un'ulteriore proroga della misura. Atto n. 3-02382 LEONE MAUTONE GALLICCHIO VANIN DE LUCIA CROATTI ROMANO ANASTASI CORBETTA Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: la misura della detenzione domiciliare prevista dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 è ora disciplinata dal decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19"; in virtù di quanto previsto dal comma 5 dell'art. 30 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, in data 5 novembre 2020 è stato firmato il provvedimento del capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria d'intesa con il capo della Polizia - direttore generale della pubblica sicurezza al fine di rendere disponibili 1.200 apparecchi mensili attivabili per il controllo dei detenuti ammessi alla detenzione domiciliare; considerato, inoltre, che: il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, ha proceduto, in data 11 aprile 2020, alla formalizzazione di un contratto di fornitura di braccialetti elettronici e connessi servizi di attivazione e manutenzione; detta fornitura è stata affidata a Fastweb S.p. A., già titolare della commessa per conto del Ministero dell'interno - Dipartimento della pubblica sicurezza, che, in forza del citato affidamento diretto espletato dal commissario straordinario, ha garantito un'ulteriore fornitura di 1.600 braccialetti elettronici; considerato infine che dalla risposta all'interpellanza urgente 2-01022, discussa alla Camera dei deputati il 15 gennaio 2021, relativa ad una presunta inefficienza dell'azienda Fastweb S.p. A. nella fornitura dei braccialetti elettronici, si evince che non risultano richieste pendenti da parte dell'Autorità giudiziaria, in quanto tutte le istanze presentate sono state gestite o programmate, e che pertanto, il numero di braccialetti effettivamente attivati da Fastweb S.p. A. dipende da quanto richiesto dalle disposizioni dei magistrati, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti: quale sia, ad oggi, la reale fornitura, nonché l'effettivo utilizzo, dei braccialetti elettronici da parte di Fastweb S.p. A., a seguito del contratto stipulato per il triennio 2018-2021; quali iniziative, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano assumere al fine di incrementare l'utilizzo dei braccialetti elettronici, strumento indispensabile per ridurre il sovraffollamento carcerario alla luce, anche, dell'attuale situazione legata alla crisi epidemiologica da COVID-19. Atto n. 3-02383 FARAONE Ai Ministri della cultura e dell'economia e delle finanze Premesso che: la possibilità di estendere il due per mille alle associazioni culturali era stata applicata, una sola volta, nel 2016 durante il Governo Renzi. In tale occasione, i contribuenti che espressero la scelta di destinare il due per mille alla cultura in favore di un'associazione da loro prescelta furono quasi 900.000; la legge di conversione del decreto-legge "agosto" (articolo 97 -bis del decreto-legge n. 104 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126 del 2020) ha reintrodotto, tramite un emendamento di Italia Viva, la possibilità di destinare il due per mille della propria IRPEF per il 2021 in favore di un'associazione culturale; il nuovo modello precompilato 730/2021 contiene il relativo riquadro per esprimere la scelta da parte del contribuente, nonostante tale misura, per poter essere operativa, necessiti di un decreto attuativo da adottarsi su proposta del Ministro della cultura, di concerto con quello dell'economia e delle finanze e che il termine per l'emanazione del decreto sia scaduto il 13 novembre 2020; considerato che: il decreto dovrà definire le modalità di iscrizione delle associazioni in un elenco ad hoc , consentendo ai contribuenti di scegliere l'ente da "premiare" tramite la destinazione; la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche si va approssimando e le associazioni interessate non sono ancora nelle condizioni di sapere quali siano i requisiti per accedere al contributo e quali siano pertanto le regole per essere inserire nell'elenco degli aspiranti beneficiari; tale problema ha effetti anche sulle campagne di sensibilizzazione che le associazioni potrebbero porre in essere nei confronti dei contribuenti, per aggiudicarsi il contributo; la cifra a disposizione, pari a 12 milioni di euro nel 2021, risulta particolarmente importante, specialmente nel periodo emergenziale che si sta vivendo e che ha imposto alle attività culturali un lungo stop , con evidenti perdite difficilmente ripianabili, che potrebbero contribuire alla cessazione di diverse attività culturali, e tale contributo si renderebbe pertanto particolarmente importante per garantirne la sopravvivenza, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di intervenire nel più breve tempo possibile per sanare la situazione descritta, emanando il decreto attuativo, previsto dall'articolo 97 -bis del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, volto a definire la disciplina valevole per le associazioni e per i contribuenti in merito alla quota IRPEF da destinare alle associazioni culturali. Atto n. 3-02384 BERGESIO VALLARDI SBRANA RUFA ZULIANI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: