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Verranno promosse delle campagne di comunicazione e di promozione istituzionale per avvicinare i giovani alla macchina amministrativa e rendere la carriera pubblica più appetibile. Mettendo a sistema l'esperienza realizzata nel corso dell'emergenza epidemiologica, la quota di lavoratori pubblici coinvolti nello smart working arriverà sino al 50 per cento del personale impegnato in attività compatibili con il lavoro agile (dall'attuale 10 per cento), favorendo la diffusione di una modalità di organizzazione del lavoro focalizzata sulla produttività per obiettivi invece che sulle ore lavorate. Particolare attenzione verrà dedicata anche alla riforma della comunicazione e informazione delle pubbliche amministrazioni, che sono da considerare strategiche, unitamente alla trasparenza, perché finalizzate a garantire il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa. Si lavorerà dunque per valorizzare l'utilizzo, da parte delle amministrazioni, della comunicazione pubblica come leva strategica essenziale nella gestione dell'immagine dell'ente e nella relazione con il cittadino e gli stakeholder, anche attraverso le nuove piattaforme digitali, permettendo sia maggior efficacia sia risparmi di tempo e risorse economiche per i cittadini e le imprese. A tal fine è stato avviato un gruppo di lavoro. In via immediata e con ripercussioni di tipo sistemico si intende intensificare l'applicazione del principio " once only ", vigente nell'ordinamento italiano da oltre venti anni ed espressamente richiamato dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto rilancio): le pubbliche amministrazioni non devono chiedere al cittadino e all'impresa dati e documenti che già possiedono o possono reperire da altre pubbliche amministrazioni. A tal fine andrà effettivamente assicurata la interoperabilità delle banche dati delle PA, anch'essa da tempo prevista dall'ordinamento, se del caso anche intervenendo con poteri sostitutivi nei confronti delle amministrazioni inadempienti. Si intende anche conseguire un effettivo miglioramento del livello di qualità del linguaggio della burocrazia, anche introducendo corsi webinar, una efficace modulistica standard, nuovi manuali di stile e la fruibilità dei siti istituzionali. Si proseguirà nel percorso di valorizzazione della performance organizzativa, in quanto direttamente collegata all'effettiva capacità delle pubbliche amministrazioni di soddisfare i bisogni dei cittadini. Si introdurranno regole e incentivi volte a privilegiare, nel rispetto delle leggi, l'orientamento ai risultati, al miglioramento della qualità delle prestazioni e dei servizi pubblici. In questo scenario si colloca il tema del potenziamento degli organismi indipendenti di valutazione (OIV) e, in tale direzione, è in corso di predisposizione un intervento normativo per accrescerne l'indipendenza. Il Governo si sofferma anche sul tema dell'autonomia differenziata e della deflazione del contenzioso costituzionale: l'emergenza sanitaria ed economica ha dimostrato che lo sforzo congiunto di Stato, Regioni ed enti locali e la loro costante interlocuzione, nella piena attuazione dei principi costituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e leale collaborazione, consentono di superare gravi difficoltà. L'emergenza sanitaria ha inoltre evidenziato quanto possa essere importante la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale, assicurandone la loro omogeneità. Pertanto, nell'ambito del processo di realizzazione dell'autonomia differenziata, che il Governo intende proseguire, obiettivo prioritario sarà quello della definizione preliminare dei livelli essenziali nelle materie oggetto di autonomia. Inoltre, si continuerà nel processo di definizione di strumenti perequativi, finalizzati alla riduzione del divario tra il Nord e il Sud del Paese, in modo da rendere possibile la realizzazione del processo dell'autonomia attuando al contempo i principi di coesione e di solidarietà nazionale. Ulteriore obiettivo è proseguire nella definizione delle iniziative (normative o concertative) finalizzate alla riduzione del contenzioso costituzionale avente ad oggetto le leggi delle Regioni e delle Province autonome, anche mediante l'introduzione di strumenti normativi di conciliazione e prevenzione dei conflitti. In tema di innovazione e digitalizzazione della PA. Viene notato come la pubblica amministrazione, presenta un sistema decentralizzato che genera non poche difficoltà per una coerente implementazione dell'agenda digitale: la frammentazione degli interventi, le duplicazioni, la scarsa interoperabilità e integrazione dei servizi sviluppati hanno indotto il Governo a modificare la governance : sono stati previsti nuovi meccanismi per assicurare una più efficace implementazione della strategia di trasformazione digitale nel suo complesso e, inoltre, le competenze del "team per la trasformazione digitale" della Presidenza del Consiglio dei ministri sono state trasferite al Presidente del Consiglio dei Ministri. Quest'ultimo ha, a sua volta, delegato il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione. La strategia di innovazione affonda le radici negli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, dalla quale nascono le tre sfide principali che il Governo si è posto nel Piano di azione 2025. Il Piano prevede che tali sfide verranno realizzate attraverso 20 azioni chiave per trasformare il Paese, che vanno dalla identità digitale, all' open innovation nella pubblica amministrazione, al procurement per l'innovazione, all'intelligenza artificiale al servizio dello Stato anche nella gestione di beni demaniali. Nell'ottica di rilanciare la semplificazione mediante il rafforzamento dell'utilizzo delle tecnologie digitali per l'accesso ai servizi delle pubbliche amministrazioni, si intende potenziare l'offerta di servizi in rete e il sistema di identità digitale anche attraverso la promozione dell'uso delle stesse ai fini dell'identificazione degli utenti, consentendo l'accesso ai servizi on line previa identificazione attraverso il sistema SPID e la carta di identità elettronica (CIE), quale piattaforma abilitante per realizzare la digitalizzazione del Paese. A tal fine si intende supportare le piattaforme tecnologiche infrastrutturali e le relative iniziative di trasformazione digitale. I relativi servizi dovranno essere in cloud , resi fruibili in modalità digitale e sostenuti da progetti di trasformazione digitale al fine di superare impedimenti di natura tecnologica e consentire la riduzione del digital divide . L'intervento più radicale e innovativo riguarda la creazione dell'applicazione "io.italia.it" (Progetto IO), che cambierà radicalmente il modello di interazione tra cittadino e pubblica amministrazione. La realizzazione del "Progetto IO" consente di garantire la centralità del cittadino che potrà ricevere messaggi, documenti e notifiche delle scadenze, chiedere informazioni e certificati, impostare le proprie preferenze e pagare la pubblica amministrazione in maniera semplice e intuitiva. L'applicazione sarà il prodotto dell'integrazione delle componenti previste dal Piano triennale, tra cui le piattaforme abilitanti SPID e PagoPA. A ciò si affiancherà la realizzazione del servizio volto a consentire a tutti i cittadini di eleggere il proprio domicilio digitale, che sarà integrato all'interno del "Progetto IO".