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È accaduto in questi giorni, in quest'Aula, che, a causa di una supponente superiorità di certe sinistre ideologie, si volesse evitare la legittima e dovuta discussione su argomenti assai delicati. Accade che venga proposto di votare una legge così com'è stata approvata nell'altro ramo del Parlamento, come se il nostro ruolo e il nostro punto di vista fossero ritenuti non solo non utili, ma perfino nocivi. Un simile atteggiamento è certamente lesivo delle più elementari regole democratiche e costituzionali. Quello che abbiamo chiesto e stiamo chiedendo, soprattutto in un Governo di larga maggioranza, è proprio di rispettare le opinioni di tutti, ma così facendo, col dichiarato intento di tutelare i diritti dei cittadini di questo Paese, si è cercato di limitare la libertà di espressione di noi stessi legislatori. Mi pare che di leggi provenienti dalla Camera dei deputati discusse ed emendate ce ne siano state tante, così come tante sono quelle in discussione e in attesa di essere approvate, su temi che, per quella che è la mia opinione, ritengo assai importanti, soprattutto nel contesto in cui stiamo vivendo. Tornando alla nostra Costituzione a alla nostra cultura, mi pare che, quanto a quella virtù chiamata tolleranza, gli italiani non debbano prendere lezioni da nessuno. La discussione è assolutamente necessaria, proprio perché per tanti aspetti, dal punto di vista giuridico, il tema è complesso. L'agone nel quale siamo stati trascinati e i toni che ne derivano rischiano di non farci affrontare gli argomenti in maniera compiuta. Occorre discutere e dare risposte alle esigenze di ognuno, secondo i nostri saldi principi costituzionali. Diversamente, anziché del sesso degli angeli (come si suol dire), ci potremmo trovare a discutere delle loro identità di genere, e non sarebbe certo un processo evolutivo, soprattutto in un contesto nel quale abbiamo anche tanto altro da programmare (e sappiamo quanti argomenti urgenti ci sono in discussione in tutte le Commissioni). (Applausi) . PRESIDENTE . Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. La seduta è sospesa fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,21, è ripresa alle ore 15,01) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'istruzione, il Ministro del turismo e il Ministro per il Sud e la coesione territoriale. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. La senatrice Drago ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02707 sulla mobilità interprovinciale dei docenti di ruolo, per tre minuti. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, da anni tra 9.000 e 13.000 docenti di ruolo, secondo quanto si apprende incrociando i dati Istat e del contratto collettivo nazionale integrativo, presentano domanda di trasferimento interprovinciale, che permetta loro di rientrare o avvicinarsi alla sede di provenienza e solo una minima percentuale di queste domande viene soddisfatta a causa di un meccanismo poco chiaro e poco efficiente di assegnazione. Numerose sono le criticità, in parte riferibili al contratto collettivo integrativo (l'ultimo stilato). Sono state depositate in Senato e presso il Parlamento europeo petizioni volte a richiedere riaperture del contratto collettivo nazionale integrativo e l'attuazione di mobilità straordinaria, in quanto la situazione ad oggi appare penalizzante su specifiche fasce di questa categoria professionale. Ulteriori evidenti criticità derivano dai metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra il sistema informativo dell'istruzione (Sidi) e l'INPS, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell'effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l'INPS dovrebbe riuscire a comunicare al Ministero dell'istruzione i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il Sidi venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità. Si consideri che il diritto alla mobilità dei docenti di ruolo ha carattere di priorità, come sancito nel testo unico dell'istruzione, di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, che all'articolo 470, comma 1, così recita: «specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione definiscono tempi e modalità (...) per il superamento della ripartizione tra posti riservati alla mobilità da fuori provincia e quelli riservati alle immissioni in ruolo, in modo che queste ultime siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni relative alla mobilità professionale e territoriale in ciascun anno scolastico». Si chiede dunque di sapere se il Ministro sia a conoscenza della situazione in cui versano i docenti fuori sede e quali iniziative urgenti intenda adottare per porvi rimedio, anche adoperandosi di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, affinché gli esiti delle procedure di pensionamento vengano trasmessi in tempo utile per permettere adeguata risposta alle domande di trasferimento dei docenti di ruolo. PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione, professor Bianchi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BIANCHI, ministro dell'istruzione . Anzitutto ringrazio la senatrice Drago. Premesso che, ai sensi dell'articolo 6 del contratto collettivo nazionale integrativo - triennio 2019/2022 - le operazioni di mobilità territoriale e professionale si articolano in varie fasi e che lo stesso contratto, all'articolo 8, disciplina la disponibilità dei posti ai fini della mobilità, ricordo che per l'anno scolastico 2021-2022, ferma restando la riserva del 50 per cento per le immissioni in ruolo, la parte restante dei posti è stata destinata per metà alla mobilità territoriale e per l'altra metà alla mobilità professionale. Ciò posto, concordo con lei rispetto all'esigenza avvertita anche dal Ministero di acquisire tempestivamente i dati sulle cessazioni dal servizio che costituiscono il presupposto per poter avviare correttamente le procedure di avvio dell'anno scolastico tra cui quelle di mobilità. A tal fine, l'Amministrazione opera in costante raccordo con l'INPS: il termine per l'accertamento del diritto al trattamento pensionistico è condiviso con l'Istituto previdenziale e indicato nella circolare dei pensionamenti. Tale data è tenuta in considerazione per la predisposizione dell'ordinanza ministeriale sui trasferimenti che dispone la chiusura delle funzionalità del Sidi per l'elaborazione delle domande di mobilità solo dopo l'avvenuto passaggio dei flussi informatici sulla certificazione dei pensionamenti da parte dell'INPS.