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I commi 3, 4 e 5 stabiliscono le modalità di designazione dei membri del comitato, le regole attinenti al suo funzionamento ed i quorum per la validità delle sedute e per l'adozione delle deliberazioni, con enfatizzazione del ruolo delle componenti pubbliche specialmente in relazione ai compiti nei quali la valutazione dell'interesse pubblico si rivela particolarmente rilevante. Il comma 6 stabilisce, altresì, ai fini di semplificazione dell'azione amministrativa, che, ad eccezione delle decisioni in materia di piani regolatori portuali, le deliberazioni del comitato adottate col voto favorevole dei rappresentanti delle amministrazioni pubbliche competenti, sostituiscono le intese, i concerti, i pareri e gli atti di assenso previsti dalle norme vigenti nelle materie oggetto di deliberazione. L'articolo 11, modificando l'articolo 10 della legge n. 84 del 1994, sostituisce al segretario generale la figura del direttore generale, con compiti del tutto corrispondenti a quelli dell'attuale segretario generale. L'articolo 12 introduce alcune modificazioni di minore rilievo in materia di disciplina del collegio del revisori dei conti di cui all'articolo 11 della legge n. 84 del 1994. Considerato che la scelta del membri del collegio dei revisori dei conti delle autorità portuali, attesi i notevoli interessi di natura pubblicistica che le stesse devono perseguire, è ricaduta tra i funzionari dell'Amministrazione, e che il numero del funzionari iscritti all'albo sta diventando via via sempre più esiguo, in applicazione dell'articolo 2, comma 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, si è ritenuto opportuno prevedere la possibilità di nominare, in proporzione non minoritaria tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti, persone in possesso della necessaria esperienza e professionalità acquisita nel settore per aver svolto tale funzione per almeno un triennio. L'articolo 13 introduce alcune integrazioni volte a dettagliare a specificare compiti di controllo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, necessario bilanciamento all'autonomia conferita alle autorità portuali dalla legge finanziaria per l'anno 2007: in tal senso, per garantire una corretta pianificazione dello sviluppo portuale, va prevista, altresì, l'approvazione del piani operativi triennali delle autorità portuali e del regolamenti con cui le stesse sono chiamate a determinare criteri e condizioni di dettaglio per il rilascio delle concessioni in ambito portuale in merito soprattutto alla determinazione dei relativi canoni. L'articolo 14 modifica il comma 1 dell'articolo 13 della legge n. 84 del 1994 per adeguarne il contenuto alle previsioni della legge finanziaria 2007 (legge n. 296 del 2006), che hanno ampliato il novero delle entrate e, quindi, delle risorse finanziarie delle autorità portuali. L'articolo 15 contiene alcune modifiche ed integrazioni all'articolo 14 della legge n. 84 del 1994. In particolare recependo l'accordo interassociativo intervenuto in materia tra le varie categorie interessate: a) i servizi tecnico-nautici vengono qualificati come servizi di interesse generale necessari alla tutela della sicurezza della navigazione e dell'approdo; b) l'obbligatorietà del servizio di pilotaggio è stabilita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell'autorità marittima d'intesa con l'autorità portuale; c) la disciplina e l'organizzazione dei servizi tecnico-nautici, nei porti sede di autorità portuale, è determinata dall'autorità marittima d'intesa con la stessa autorità portuale; d) criteri e meccanismi per la formazione delle tariffe sono stabiliti dal Ministero, sulla base di un'istruttoria che si svolge in sede centrale; e) le tariffe dei servizi, nell'ambito dei suddetti criteri e meccanismi, sono definite parimenti in sede ministeriale; f) è prevista l'emanazione di un apposito regolamento ministeriale per individuare i parametri operativi e gestionali in presenza dei quali si vada a determinare, ferma restando l'unicità del servizio, una speciale tariffa di prontezza operativa; g) si chiarisce, infine, l'ambito di operatività dei servizi con riferimento a strutture di ormeggio o di attracco che non si possono del tutto assimilare ai porti. L'articolo 16 modifica l'articolo 15 della legge n. 84 del 1994, prevedendo che con atto del presidente dell'autorità portuale, è istituita in ogni porto ricompreso nella circoscrizione dell'autorità portuale, una commissione consultiva composta da tre rappresentanti dei lavoratori delle imprese che operano nel porto, da un rappresentate dei dipendenti dell'autorità portuale e da quattro rappresentanti delle categorie imprenditoriali. L'articolo 17 modifica l'articolo 16 della legge n. 84 del 1994, con riferimento al comma 3- bis . La proposta normativa adegua il testo alla normativa vigente, sostituendo il riferimento alla legge n. 1369 del 1960 con i riferimenti al decreto legislativo n. 276 del 2003 che l'ha modificata e abrogata. Viene altresì chiarita la portata della deroga di cui al comma 7- bis precisandone l'oggetto e l'ambito territoriale di applicazione. Per ragioni di organicità è stata trasferita dalla legge 30 giugno 2000, n. 186, a tale articolo la previsione della possibilità per le imprese di cui allo stesso articolo 16 e all'articolo 18 di usufruire delle procedure di cui alla legge n. 223 del 1991 in materia di crisi e ristrutturazione aziendale. L'articolo 18 modifica l'articolo 17 della legge n. 84 del 1994 in materia di lavoro portuale. Scopo della nuova proposta di normativa è quello di procedere ad un riordinamento logico delle varie disposizioni del vigente articolato, per aggiornare i riferimenti normativi e dare maggiore organicità alla materia, anche al fine di consentirne una più agevole interpretazione. Ciò che, peraltro, qualifica maggiormente il testo proposto è un nuovo sistema di regolazione delle modalità di retribuzione delle giornate di mancato avviamento al lavoro, ipotizzato dal comma 15 dell'articolo 17 e rivelatosi non attuabile, con la previsione di un meccanismo ad hoc , già concordato con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con le parti sociali in un apposito tavolo tecnico, con l'effetto di dare finalmente una soluzione strutturale al problema, in questi ultimi anni necessariamente -- ma impropriamente -- risolto mediante il ricorso all'istituto della cassa integrazione. A fronte della previsione di tale meccanismo ad hoc , che si basa, quanto alla modalità di copertura degli oneri, sul versamento dei contributi previsti dalla vigente legislazione in materia di cassa integrazione in concorso con le disponibilità del Fondo per l'occupazione di cui al decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, viene prescritto un controllo più stringente degli organici dei soggetti chiamati a fornire lavoro temporaneo alle imprese di cui agli articoli 16 e 18. In particolare, il comma 1 stabilisce il principio secondo cui la materia è disciplinata nel testo e non può essere svolta senza apposita autorizzazione.