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Si può condividere o meno, ma deve poter esprimere la propria opinione. MORRA (M5S) . Infatti erano state fatte scelte di politica sanitaria - e cito un deputato della Repubblica - per cui era stata penalizzata la sanità territoriale, concentrando negli ospedali l'unica risposta sanitaria che si poteva dare. Quando poi è arrivata l'emergenza, questa soluzione si è dimostrata del tutto inefficace e anche all'interno del mondo delle Regioni governate da altri fronti sono state date soluzioni diverse con risultati ben più efficaci. Questa è la verità storica, questa è razionalità. (Commenti). PRESIDENTE. Non si può interrompere: quello che ho detto prima per il senatore Salvini vale anche per il sentore Morra. Ognuno esprima quel che crede. (Applausi). MORRA (M5S) . Presidente Alberti Casellati, voglio ricordare a chi evidentemente non ha ben inteso che è mio motivo di orgoglio, senatore Romeo, da calabrese adottivo, aver saputo che nell'ospedale di Catanzaro sono stati curati due pazienti bergamaschi, perché questo significa solidarietà nazionale. (Applausi. Proteste. Richiami del Presidente). E allora, signor Presidente, credo che sia motivo di orgoglio per tutti avere un sistema sanitario che riesca ad offrire cure e terapie anche a chi non è residente in Regione . (Reiterate proteste). PRESIDENTE. Senatori Augussori e Nisini, fate terminare: uno può dire quel che vuole. State seduti colleghi. Senatore Morra, si rivolga a me, però, e continui. MORRA (M5S) . Sì, signor Presidente, esattamente come faceva il senatore Salvini, giusto? (Applausi). Allora, credo che sia motivo di orgoglio e forse questo non è stato compreso. (Proteste). PRESIDENTE. Salga e si metta la mascherina! Senatore Augussori, si metta seduto. Smettetela, colleghi. MORRA (M5S) . Signor Presidente, io credo che, nella nostra concezione di politica, non ci sia nulla di più alto della capacità di manifestare solidarietà. Così come, con orgoglio, io rivendicavo la capacità della sanità calabrese di aver curato due pazienti che provenivano da Bergamo, credo che sia motivo d'orgoglio per tutti i lombardi poter riconoscere... (Proteste). PRESIDENTE. Senatore Morra, mi guardi. (Proteste) . Senatore Morra, la invito a concludere. MORRA (M5S) . Signor Presidente, volevo chiedere al Presidente del Consiglio una particolare attenzione. Questo punto è stato velocemente accennato da qualcuno, ma anche questa mattina noi abbiamo avuto notizia dell'ennesima operazione relativamente a corruzione nell'ambito della sanità pubblica in Sicilia. Su un ammontare di circa 600 milioni di euro, c'era qualcuno che si vantava di prendere il 5 per cento. Ora, è giusto tutelare i beni comuni, è giusto lavorare per una sanità pubblica, per una scuola pubblica, per un servizio di sostegno ad imprese e lavoratori, nella prospettiva del pensiero di Adriano Olivetti, mai troppo studiato, ma è altrettanto giusto fare in modo che tutto questo avvenga non abbattendo tutte le regole, ma trovando le regole giuste, facendo lavorare chi è onesto e, mi lasci anche dire, impedendo, con la massima severità, che, in nome dell'emergenza, si possa lucrare quello che non va lucrato. (Applausi). Questo Paese, infatti, si rimetterà in piedi semplicemente se iniziamo a rispettare le regole. (Proteste). PRESIDENTE. Per favore, dico io quello che si deve fare e non si deve fare. Non create assembramenti. Senatrice, lei che continua a protestare, si sieda! MORRA (M5S) . Questo Paese ha necessità di rispettare le regole. Anche in queste occasioni si può constatare chi abbia a cuore le esigenze del tutto che noi chiamiamo Paese e chi, invece, deve portare l'acqua al suo mulino per cercare il consenso e per cercare visibilità. La serietà del comportamento di ognuno di noi verrà verificata dalla capacità di dare risposte concrete a questo Paese. Concludo con dei dati. Si è detto che si sta operando una regolarizzazione, una sanatoria. Non voglio entrare nel merito. Voglio ricordare che 634.000 furono le domande di regolarizzazione accolte nel 2002 dalla legge Bossi-Fini e 294.744 quelle accolte nel 2009, quando era ministro dell'interno Roberto Maroni. (Applausi). Domando a tutti, perché la questione riguarda tutti quanti noi: ma se ci sono clandestini, non è un problema del singolo Stato. Evidentemente, è l'Europa ed il mondo tutto che dovranno affrontare compattamente questi problemi. Non ci si può immaginare, infatti, un mondo chiuso e lo abbiamo verificato e lo stiamo verificando proprio in queste settimane. Solo che i flussi vanno governati e, allora, per governarli, bisogna anche combattere certi fenomeni che, magari, vengono innescati da qualcuno che vuole avere lavoro a basso costo. (Applausi). Questa è una sfida. Noi anteponiamo i diritti delle persone ai profitti dei mercati. Se volete, il Presidente del Consiglio ha più volte ripetuto che c'è la possibilità di dialogare. A questo punto, dipende soltanto da voi. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri, che ringrazio per la disponibilità. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. (Brusio). PRESIDENTE. Per cortesia, se non volete stare in Aula sgombrate perché non voglio vedere assembramenti. Vedo troppa gente. Per cortesia, sgombrate. Chi non vuole stare in Aula, vada fuori. Ha facoltà di parlare senatore Romeo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente. (Brusio). PRESIDENTE. Smettetela di urlare. Chi non vuole ascoltare, scenda e vada fuori. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ci tenevo a ricordare quanto abbiamo letto e appreso questa mattina e di cui parlava anche prima il senatore Salvini. Mi riferisco alle informazioni e intercettazioni pubblicate sul quotidiano «La Verità» circa alcuni messaggi che si sono scambiati alcuni magistrati, che rappresentano sicuramente un fatto gravissimo per il nostro Paese. Lo dico perché poi questo fatto grave riguarda un po' tutti coloro che fanno politica in questo Paese: quanto riportato nei confronti del senatore Salvini possiamo immaginare che possa essere stato riportato anche nei confronti di tante altre persone o uomini politici. Alcuni magistrati, tra l'altro anche di diverse correnti nell'occasione mettono in evidenza e criticano l'allora ministro Salvini, nonché Vice Premier : da quanto si vede dalle intercettazioni sul decreto sicurezza sembrerebbe che dicano che ha ragione lui ma che si deve attaccare; anzi, relativamente ad una ricerca di alcuni elementi riguardanti i bilanci del partito della Lega si dice addirittura che si deve arginare Salvini. È come se ci fosse la volontà di attaccare consapevolmente l'ex ministro Salvini, a prescindere dal merito della vicenda e da quello che Salvini faceva. ( Applausi ). Questo è un fatto gravissimo, a memoria non ricordo dei precedenti così precisi e circostanziati.