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Istituzione di un sistema nazionale interforze di controllo ambientale e delega al Governo per la riorganizzazione e il rafforzamento del Corpo forestale dello Stato. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende colmare la mancanza strutturale nel nostro ordinamento di un efficace sistema nazionale di controllo ambientale, coordinato e specializzato. L'Unione europea ha da tempo sancito l'introduzione della tutela dell'ambiente tra i princìpi del Trattato sull'Unione europea inserendo la promozione di un elevato livello di protezione dell'ambiente e il miglioramento della qualità di quest'ultimo tra gli obiettivi delle politiche europee, sollecitando la sua protezione attraverso il diritto penale. L'ultimo rapporto del comitato Eurojust , « Strategic project on environmental crime » del 21 novembre 2014, ha evidenziato che la maggior parte dei reati ambientali restano impuniti, evidenziando la necessità che gli Stati membri si dotino di un Corpo specializzato, coordinato anche a livello dell’Unione europea per il controllo ambientale. Il Parlamento ha quindi il dovere di adottare strumenti che vadano effettivamente in questa direzione; l'integrazione e il coordinamento del lavoro svolto dalle singole Procure in materia di ambiente e tutela della salute rappresenta, altresì, uno strumento importante per la realizzazione concreta di tale obiettivo. La storia degli ultimi sessant'anni testimonia quanto la politica sia stata inadeguata, finora, nei confronti dell'assalto predatorio subìto dal territorio e dall'ambiente. Da nord a sud il nostro Paese appare lacerato da gravissime emergenze e disastri ambientali, nell'assenza del dovuto controllo e della necessaria tutela. Siamo primi in classifica tra i Paesi più inquinati d'Europa e primi nelle procedure di infrazione alla normativa dell’Unione europea tra le quali il primato spetta alle infrazioni in ambito ambientale. Il controllo ambientale preventivo, umiliato dalla scarsità di uomini, mezzi e risorse, non è stato in grado di assolvere la sua funzione. Si continua a intervenire in regime emergenziale, con costi di gran lunga superiori rispetto all'adozione di idonee soluzioni strutturali. La gestione dell'ordinario è lasciata alla buona volontà e dedizione di alcuni che operano nonostante i disagi strutturali e strumentali, a volte in assoluta solitudine. A questo quadro desolante si aggiungono un controllo eccessivo della politica sulle nomine e sugli incarichi, poca trasparenza degli enti, sovrapposizione di competenza e conflitti d'interesse, sovrapposizioni tra controllati e controllori, disorganizzazione e mancanza di coordinamento tra gli enti. Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo ambizioso di strutturare un interforze investigativo, giudiziario e di accertamento, sulla falsariga della Direzione nazionale antimafia, quale asse portante a livello nazionale della difesa, della tutela e del controllo ambientale. La necessità di riorganizzare, coordinare e specializzare tutte le attività di vigilanza e d'indagine in materia di ambiente nasce dall'esigenza di rendere finalmente reale e incisiva l'azione dello Stato nei confronti dei reati commessi a danno dell'ambiente e della salute, in violazione del codice penale, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto «codice dell'ambiente»), e del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di garantire, innanzitutto in una visione olistica, l'effettiva tutela degli ecosistemi naturali in modo efficace su tutto il territorio nazionale secondo il principio di prioritaria considerazione degli interessi di tutela ambientale ribadito dall'articolo 3- quater del codice dell'ambiente, e in applicazione dei princìpi di precauzione, azione preventiva, correzione alla fonte dei danni causati, nonché dei princìpi del «chi inquina paga», dello sviluppo sostenibile e della solidarietà affermati e ribaditi dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (articolo 191). In coerenza con gli articoli 9, 32 e 42 della Costituzione. Dopo l'approvazione della legge n. 68 del 2015 che introduce finalmente alcune nuove fattispecie di reati nel codice penale inasprendo le pene ed i tempi di prescrizione, occorre fare un ulteriore passo avanti. Si rileva infatti la difficoltà nel coordinamento tra tutti i soggetti che si occupano di procedimenti inerenti alla tutela dell'ambiente e della salute, sia nelle fasi di accertamento tecnico che in quelle d'indagine. È evidente la necessità di dettare nuove disposizioni volte a rendere più specializzata e coordinata, anche a livello nazionale, l'attività giudiziaria in materia. Va inoltre considerata la mancanza di un'informazione organica e completa in merito alle analisi e ai rilevamenti ambientali effettuati dai vari organi competenti nonché ai reati accertati, indispensabile per ottimizzare il lavoro delle autorità preposte e per sostanziare la piena realizzazione del diritto di tutti i cittadini al libero accesso all'informazione ambientale; predisponendo la pubblicazione delle sentenze di condanna al fine di rendere pubblici i soggetti che hanno infranto la legge in ambito ambientale. Deve essere anche considerata la necessità di introdurre norme che legittimino le associazioni all'esercizio dell'azione di risarcimento del danno ambientale diffuso, nei confronti dei soggetti responsabili dell'inquinamento. Il presente disegno di legge vuole costituire una risposta alle esigenze manifestate da tutti gli attori impegnati nei diversi ambiti della tutela ambientale e della salute che hanno contribuito alla stesura del lavoro svolto, che è la sintesi delle criticità da essi stessi riscontrate. Nel ridisegnare il sistema di controllo ambientale, il presente disegno di legge, che riporta una parte del più ampio disegno di legge atto Senato n. 1306 e riformula il disegno di legge atto Senato n. 1514, si occupa di ridefinire gli organismi del sistema di controllo ambientale avendo quale principio ispiratore quello di conferire autonoma dignità alla materia della tutela e del controllo ambientale, che per la delicatezza e l'importanza rivestita necessita di un sistema coordinato ed efficace oltre che altamente specializzato sia dal punto di vista giuridico che tecnico. Si è ritenuto necessario riorganizzare le forze di polizia ambientali oggi esistenti, le agenzie ambientali e gli attuali organismi tecnici di controllo in un sistema interforze, militare e civile, che sappia ottimizzare tutte le risorse, le competenze maturate e le informazioni a disposizione, anche attraverso l'istituzione di una banca dati informatica unica, per intrecciare e coordinare dati e azioni.