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Il provvedimento all'esame consente di rafforzare la cooperazione giudiziaria modernizzando gli strumenti esistenti in materia di estradizione e, appunto, di assistenza giudiziaria, il tutto secondo le indicazioni date dal Consiglio d'Europa agli Stati membri. Il provvedimento contiene una serie di strumenti di cooperazione internazionale che consentiranno di supportare e implementare ancora di più la possibilità, da parte degli Stati, di contrastare la criminalità organizzata internazionale, grazie anche all'ausilio delle innovazioni tecnologiche e al potenziamento della cooperazione tra Stati sia in fase di indagine che in ambito processuale. In particolare, ricordiamo che la Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957 costituisce una delle principali basi legali nel campo dell'estradizione, cioè del procedimento con cui uno Stato provvede alla consegna forzata di un individuo ricercato a un altro Stato, ai fini del perseguimento penale o dell'esecuzione di una pena detentiva. Il secondo Protocollo aggiuntivo mira quindi a migliorare la capacità degli Stati di reagire contro la criminalità transfrontaliera alla luce delle evoluzioni politiche e sociali in Europa e dei progressi tecnologici intervenuti a livello mondiale. Servirà quindi a migliorare e a completare la Convenzione del 1959 e il Protocollo addizionale del 1978 e lo farà in maniera molto semplice: ampliando la varietà delle situazioni nelle quali potrà essere richiesta la reciproca assistenza e rendendo più agevole, più rapida e più flessibile la fornitura di assistenza. L'aspetto della privacy non viene trascurato, perché il Protocollo tiene inoltre conto dell'esigenza di proteggere i diritti individuali nell'elaborazione automatica dei dati a carattere personale. Inoltre, il Secondo Protocollo è stato elaborato tenendo ampiamente conto delle norme di assistenza giudiziaria adottate nel frattempo dall'Unione europea e in particolare nella Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria dell'Unione europea del 29 maggio 2000 (MAP) e nella Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 19 giugno 1990, che prevedono nuove modalità e strumenti investigativi. Cito, solo per presentarne alcuni esempi, l'audizione mediante videoconferenza o conferenza telefonica, la trasmissione spontanea di informazioni, la restituzione dei beni ottenuti attraverso reati, l'osservazione transfrontaliera, la consegna sorvegliata, le operazioni di infiltrazione, le squadre investigative comuni, la responsabilità penale e civile riguardo ai funzionari. Il Terzo Protocollo crea le basi legali che accelerano e deformalizzano la procedura di estradizione: l'individuo arrestato può essere consegnato senza domanda e procedura formale di estradizione a uno Stato estero ai fini del perseguimento penale o dell'esecuzione di una pena detentiva, a patto che l'individuo stesso e lo Stato interessato acconsentano alla procedura semplificata. Al tempo stesso, l'individuo in questione può rinunciare anche alla regola della specialità. Queste disposizioni consentono alla Parte richiedente di giudicare altri reati, commessi anteriormente all'estradizione. Il Quarto Protocollo emenda e completa un certo numero di disposizioni della Convenzione al fine di adattarla meglio alle esigenze attuali. Si tratta di disposizioni che riguardano in particolare i tempi di prescrizione, la richiesta e la presentazione dei documenti giustificativi, il principio di specialità, transito e riestradizione verso uno Stato terzo e le vie e i mezzi di comunicazione per l'applicazione della Convenzione. In particolare, vengono adeguate alle odierne esigenze le norme sulla prescrizione in quanto ostacolo all'estradizione, sulla trasmissione della domanda e degli atti a sostegno, sulla regola della specialità in caso di domanda suppletiva, sulla riestradizione e sul transito. In particolare, il Quarto Protocollo addizionale razionalizza i termini o ne introduce di nuovi. Inoltre, esso prevede anche la possibilità, a certe condizioni, di trasmettere domanda e atti di estradizione per via elettronica per facilitare il lavoro delle autorità coinvolte e aumentare la probabilità che gli atti di estradizione vengano consegnati entro i termini. In definitiva, gli strumenti di ratifica all'esame di quest'Aula mirano a potenziare la collaborazione tra le Forze dell'ordine a livello transnazionale e transfrontaliero, modernizzando gli strumenti a disposizione delle Forze di polizia e rendendo più snelli e agevoli i procedimenti, nel rispetto dei diritti e della dignità dell'essere umano. Appariva indispensabile un adeguamento delle normative giudiziarie di repressione della criminalità internazionale, così come una revisione degli strumenti necessari per operare in modo efficace, ancor di più in uno scenario internazionale e geopolitico in rapida evoluzione, come quello che stiamo attraversando in questa fase storica a livello europeo e mondiale. Con queste ratifiche si contrasta la criminalità, si difendono le vittime e si assicura anche un giusto processo agli accusati. Per tutti questi motivi, il Partito Democratico voterà a favore. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Giacobbe sul disegno di legge n. 1261 I due accordi bilaterali rientrano nell'ambito di quell'azione di intensificazione e di regolamentazione dei rapporti di cooperazione giudiziaria con alcuni Stati non appartenenti all'Unione europea che l'Italia persegue da anni, anche in ragione della necessità di rendere più efficace il contrasto nei confronti della criminalità organizzata. II primo dei due trattati in esame, quello in materia di estradizione, composto da 24 articoli, è finalizzato a migliorare la cooperazione fra i due Paesi in materia di estradizione, con particolare riferimento all'estradizione e al transito dei cittadini, con l'intento di reprimere la criminalità sulla base del reciproco rispetto della sovranità, dell'eguaglianza e del mutuo vantaggio. In particolare, il testo impegna le Parti a consegnarsi reciprocamente, su domanda, persone ricercate che si trovino nel proprio territorio, per dare corso ad un procedimento penale (estradizione processuale), ovvero al fine di consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva). Il secondo trattato oggetto del presente disegno di legge di ratifica - quello relativo all'assistenza giudiziaria in materia penale - si compone di 27 articoli ed è finalizzato a disciplinare l'assistenza giudiziaria penale bilaterale. L'adozione di tali norme è stata imposta dalla progressiva estensione dei rapporti tra i due Paesi, aspetto che inevitabilmente reca con sé anche lo sviluppo di fenomeni criminali che coinvolgono entrambi gli Stati e che rendono necessaria la predisposizione di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione bilaterale. Il testo esplicita l'impegno delle Parti a prestarsi la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, prevedendo, fra l'altro, la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, l'espletamento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di ispezioni, perquisizioni e sequestri, lo scambio di informazioni in materia di diritto. I due trattati in esame non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese.