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Come prima cosa, come diceva il senatore Ferrara, ieri ho presieduto il Consiglio italo-russo di cooperazione economica, industriale e finanziaria, formato che tratta tutte le collaborazioni bilaterali, dall'economia allo spazio fino alla cultura, infatti abbiamo siglato anche nuove collaborazioni culturali e nell'incontro con il ministro dell'industria Denis Manturov abbiamo affrontato varie questioni aperte, con particolare attenzione agli interessi delle imprese italiane in Russia e delle aziende russe in Italia. Ieri ho avuto ovviamente un lungo incontro poi con il ministro degli esteri Lavrov. Abbiamo discusso delle principali crisi, in particolare di quelle in cui Mosca gioca un ruolo rilevante (stiamo parlando di Libia, Bielorussia e Nagorno-Karabakh). Sono tornato, naturalmente, a sollevare la questione del tentato avvelenamento dell'oppositore politico Navalny. Avevo già affrontato il caso con Lavrov al telefono un mese fa e fin da allora il nostro Governo ha esortato Mosca a desistere dal minimizzare l'accaduto e a promuovere un'inchiesta seria e credibile su questa vicenda inquietante. Nei giorni scorsi l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, a seguito di analisi indipendenti su campioni biologici di Navalny, ha confermato il ricorso ad un agente nervino di tipo Novichok. In ambito Unione europea, abbiamo cominciato a discutere di una rapida reazione che abbiamo approvato al Consiglio degli affari esteri lunedì scorso. Si tratta di misure restrittive individuali contro soggetti russi considerati coinvolti nell'avvelenamento. Ieri al ministro Lavrov ho ribadito che un evento del genere non può restare senza conseguenze, configurando una violazione sia del diritto internazionale in materia di armi chimiche che, più in generale, del rispetto dei diritti umani. L'Italia non vuole rinunciare al dialogo e alla cooperazione con la Russia sui temi di interesse bilaterale, oltre che sulle questioni regionali e globali. La mia presenza a Mosca ne era la testimonianza più evidente, il giorno dopo la decisione dell'Unione europea. Tuttavia, sul caso Navalny ho chiarito che sosteniamo l'unità e la coesione dell'Unione europea e ci aspettiamo un cambiamento di rotta da parte di Mosca. Dobbiamo tutti compiere ogni sforzo per evitare di rendere più profonda la distanza politica, ma anche di valori tra Europa e Federazione Russa. Sull'altra questione, quella della Bielorussia, l'Italia esprime preoccupazione per la brutale repressione di dimostranti pacifici e solidarietà al popolo bielorusso e chiede la liberazione dei prigionieri politici e condivide la mancanza di legittimità democratica di Lukashenko, sancita a livello dell'Unione europea. Non vogliamo innescare una competizione geopolitica tra Unione europea e Russia, anzi ho sottolineato al collega Ministro degli esteri la necessità che Mosca usi la sua influenza per fermare la repressione e creare le premesse di un processo politico inclusivo. Sul Nagorno-Karabakh ho riconosciuto l'approccio equilibrato e costruttivo fin qui seguito dalla Russia. In qualità di membri del gruppo di Minsk e alla luce dei nostri interessi strategici, restiamo disponibili a contribuire agli sforzi di ripresa negoziale delle tre copresidenze Russia, Stati Uniti e Francia. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ferrara, per due minuti. FERRARA (M5S) . La ringrazio, Ministro, per la sua risposta puntuale e per il suo impegno internazionale a favore della difesa dei diritti umani e dello spirito democratico, nel pretendere da Mosca un'inchiesta approfondita sul caso Navalny, così come un deciso intervento per risolvere la crisi bielorussa. Sono certo che l'Italia manterrà con la Russia un approccio dialogante e collaborativo nel nome della relazione speciale che lega i nostri due Paesi e del ruolo che l'Italia gioca nel nuovo mondo multipolare. L'Italia ha compreso forse meglio di altri nostri partner europei il rinnovato contesto multilaterale in cui agire come attore di pace, di concordia e di fattiva collaborazione tra le parti. Lei, signor Ministro, porta avanti egregiamente questa visione delle relazioni internazionali e credo che le sue parole di oggi dimostrino ancora una volta come l'Italia sia capace di garantire i nostri interessi economici e politici nel pieno rispetto dei nostri valori e dei principi liberali e democratici. Mi ritengo quindi pienamente soddisfatto della sua risposta. (Applausi). PRESIDENTE . La senatrice Biti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01977 sul sostegno al settore sportivo e sulla conclusione delle competizioni in corso, per tre minuti. BITI (PD) . Signor Presidente, ringrazio anzitutto il signor Ministro per la sua disponibilità a essere qui oggi pomeriggio, un'occasione che noi come Gruppo Partito Democratico abbiamo colto al volo perché riteniamo fondamentale per il nostro Paese tutto il sistema sportivo. Lo riteniamo fondamentale dal punto di vista della crescita e della formazione di tanti bambini, giovani, ragazzi e adulti, per la vita sociale e culturale, per il controllo sanitario e per l'impatto economico che il settore ha nel nostro Paese. Lo riteniamo importante anche oggi; sì, proprio oggi, in questo momento di gravissima crisi. Sappiamo bene che c'è una pandemia e può sembrare forse difficile pensare anche al mondo dello sport. Riteniamo invece che proprio in questo momento dobbiamo dare un segnale importante al settore. Signor Ministro, come lei sa bene, perché lo sta facendo, il mondo dello sport si aspetta risposte concrete da noi e una presenza costante affinché avverta il nostro sostegno. La crisi è forte per tutto il sistema sportivo che è fatto dai dilettanti, dagli amatori e, ovviamente, dai professionisti. Siamo convinti che sia un sistema complesso che sta insieme, proprio insieme, perché non c'è un campione che nasce se non ci sono dei bambini che iniziano a praticare una qualsiasi disciplina. I bambini che vedendo il grande campione sono spinti a diventare grandi campioni e così le federazioni e le società di qualsiasi disciplina non diventano grandi se, a loro volta, non hanno i piccoli che via via fanno un ricambio. Per tali ragioni riteniamo che il settore abbia bisogno di grande attenzione in questo momento. Pertanto, sebbene già nel decreto cura Italia, nel decreto rilancio e nel decreto agosto sia stato fatto molto, chiediamo, signor Ministro, quali sono i mezzi con i quali lei e il suo Ministero intendete sostenere in questo momento di crisi soprattutto i dilettanti e le società delle discipline più in difficoltà, per farle poi ripartire dopo l'emergenza. Vorrei sapere altresì se ritiene che i protocolli utilizzati in questo momento siano corretti, se possano essere rivisti e se possano portare anche in fondo i campionati ad ogni livello, i tornei e le manifestazioni che interessano il mondo sportivo. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, onorevole Spadafora, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, condivido pienamente la complessa analisi della senatrice interrogante e, come è stato ricordato, posso confermare che noi sin dal primo provvedimento, il cosiddetto cura Italia, abbiamo immesso nel mondo dello sport risorse che forse mai si sono avute prima.