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Il presente disegno di legge esige semplicemente che l'Agenzia delle entrate ponga a sistema le informazioni ed i dati che semestralmente rileva e proceda, di periodo d'imposta in periodo d'imposta, ad adeguare la percentuale di rendimento presunto dei beni immobili ai sensi del citato articolo 30 al concreto andamento del mercato. Inoltre, l'ultima -- criptica -- modifica operata con il decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 156, ha visto emendato il comma 4- ter del suddetto articolo 30. Il testo previgente all'ultima modifica era: «Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate possono essere individuate determinate situazioni oggettive, in presenza delle quali è consentito disapplicare le disposizioni del presente articolo, senza dover assolvere all'onere di presentare l'istanza di interpello di cui al comma 4- bis ». Il testo attuale è il seguente: «Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate possono essere individuate determinate situazioni oggettive, non trovano applicazione le disposizioni di cui al presente articolo». Sebbene la regola di diritto sottesa dal comma 4- ter sia sostanzialmente immutata all'esito delle recenti modifiche introdotte dal citato decreto legislativo n. 156 del 2015, nel passaggio dal vecchio al nuovo tenore letterale della norma si è persa la sintassi. La soppressione delle parole «in presenza delle quali» ha privato il comma 4- ter dell'articolo 30 del conforto grammaticale e di un significato proprio ed esplicito. Ciò che il legislatore delegato avrebbe voluto esprimere è intuibile, ma avrebbe richiesto un diverso uso della grammatica italiana. Il presente disegno di legge intende ridare, pertanto, dignità lessicale al testo del comma 4- ter , restituendo dignità alle regole grammaticali che, seppur prive di forza di legge, dovrebbero essere poste alla base dell'intelligibilità delle norme da rispettare. Sulla medesima rotta, si propone anche di modificare il comma 4 dell'articolo 30 nel secondo periodo, in cui è scritto: «Qualora per tre periodi di imposta consecutivi la società o l'ente non operativo non effettui operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto non inferiore all'importo che risulta dalla applicazione delle percentuali di cui al comma 1, l'eccedenza di credito non è ulteriormente riportabile a scomputo dell'IVA a debito relativa ai periodi di imposta successivi». Il testo che si propone all'approvazione è il seguente: «Qualora per tre periodi di imposta consecutivi la società o l'ente non operativo non effettui operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto in misura non inferiore all'importo che risulta dalla applicazione delle percentuali di cui al comma 1, l'eccedenza di credito non è ulteriormente riportabile a scomputo dell'IVA a debito relativa ai periodi di imposta successivi».. 1 1 All'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, lettera b) , le parole: «6 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «4 per cento»; b al comma 3, lettera b) , le parole: «4,75 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «3,2 per cento»; c al comma 4, secondo periodo, dopo le parole: «dell'imposta sul valore aggiunto», sono inserite le seguenti: «in misura»; d al comma 4- ter , le parole: «determinate situazioni oggettive» sono sostituite dalle seguenti: «determinate situazioni oggettive nelle quali»; e dopo il comma 4- quater è inserito il seguente: « 4 -quinquies. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro il 31 marzo di ogni anno, le percentuali di cui al comma 1, lettera b) , e di cui al comma 3, lettera b) , sono aggiornate sulla base delle quotazioni dell'Osservatorio del mercato immobiliare».