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Il provvedimento al nostro esame - torno a ripetere - ha fatto quello che era possibile. Vorrei ricordare infatti che abbiamo varato una legge di bilancio che come priorità ha dovuto affrontare la sterilizzazione dell'aumento dell'IVA, con un conseguente limite nelle risorse stesse. Quindi, certamente era una delle questioni che ha dato il segno a quella legge di bilancio. Dunque, cosa si fa? Finalmente c'è una celere applicazione di quanto previsto nella legge di bilancio e soprattutto si mette subito in cantiere - secondo me questo è l'elemento importante - il fatto che bisogna intervenire sui vari scaglioni dell'Irpef (e sarà questo uno degli impegni più importanti della maggioranza) per ridare progressività al sistema. Il provvedimento contiene una misura molto importante in questo momento così drammatico e di emergenza: fa sì che si mettano risorse nelle tasche dei lavoratori; non di tutti certamente, ma sicuramente di quelli nelle fasce di reddito fino a 28.000 euro e da 28.000 a 40.000 euro, che hanno forse pagato i costi più elevati in tutti questi anni di crisi economica. Quindi, si fa un'operazione importante - qualcuno dirà di piccolo conto - per chi ha il vantaggio maggiore di 600 euro in questa parte dell'anno e poi a regime di 1200 euro, con le varie differenziazioni secondo le fasce di reddito. Torno a ripetere: non pensate che sia una piccola cosa perché se guardiamo ai rinnovi contrattuali che, per esempio, ci sono stati anche negli ultimi anni, questo è anche molto più di un rinnovo contrattuale. Parimenti, rispetto alla legislazione precedente, quindi agli 80 euro, il provvedimento fa un salto in avanti perché vengono favoriti oltre 15 milioni di lavoratori dipendenti, che sono il 38 per cento dei contribuenti Irpef. Come vedete, non un'operazione piccola o di piccolo cabotaggio, ma molto importante, soprattutto in una situazione come questa poiché è un primo segno di inversione di tendenza. In più il meccanismo previsto nel decreto-legge si basa su due operazioni: trattamento integrativo dell'articolo 1 e intervento della detrazione con l'articolo 2. In particolare, con l'articolo 2 si fa un'operazione che cerca di ridurre al minimo i problemi che si erano creati con gli 80 euro che riguardano l'impatto delle aliquote marginali: non si annullano del tutto ma certamente si fa un'operazione di riduzione. Il provvedimento, quindi, fa un'operazione di equità e di progressività molto importante perché questo è il segno che vogliamo dare. Si interviene anche con l'articolo 3, con cui si abolisce il famoso bonus di 80 euro, che si sostituisce come spiegato. Si interviene altresì con un'operazione volta a sistemare i problemi creati in passato. Anche l'emendamento approvato in Commissione, presentato dal collega D'Alfonso che va a favore dei lavoratori e del conguaglio per il recupero rateizzato, è un'operazione molto importante e non banale perché conosciamo i problemi che si erano creati in passato. È un intervento esaustivo? No, ho detto fin dall'inizio che si tratta di un impegno che ci eravamo assunti di attuazione di un contenuto importante che avevamo inserito all'interno della legge di bilancio, ma è certamente l'annuncio - non solamente una promessa - del percorso che ci deve portare assolutamente ad intervenire sulla riforma dell'Irpef. L'altra operazione fatta, volta ad utilizzare un po' di recupero - che speriamo vada sempre meglio - di evasione fiscale, ha l'obiettivo di restituire un elemento non solo di ridistribuzione, ma anche di giustizia soprattutto sul versante fiscale. È stato detto che non si interviene sui redditi ancora più bassi e sui disoccupati. Abbiamo però in campo l'altro strumento nella situazione più difficile, quello del reddito di cittadinanza. Dobbiamo guardare tutto nell'insieme. Abbiamo poi certamente davanti a noi la necessità di intervenire e il fisco non è forse lo strumento più adatto per intervenire sul lavoro povero, ma anche quello sarà uno degli obiettivi che ci dobbiamo porre e su cui assolutamente dovremo concentrarci. Non è quindi che questo intervento esaurisce tutto rispetto alla platea dei lavoratori. Penso anche a tutte le questioni che riguardano i cosiddetti contratti pirata, il lavoro grigio, i part-time finti e involontari. Credo però che in vista della riforma dell'Irpef questo sia un passaggio molto importante. Per noi è fondamentale rendere strutturale la detrazione prevista dall'articolo 2, al fine di evitare che si riproponga il problema dell'irregolarità delle aliquote, con le aliquote marginali effettive molto elevate, prevedere quindi ancor di più interventi redistributivi verso la fascia più povera, i cosiddetti working poor , che sono uno dei problemi del nostro Paese e non solo. Si dovrà altresì intervenire nei confronti dei pensionati perché il provvedimento non affronta la questione, che rappresenta per noi una necessità. Qualcuno ha pensato che noi volessimo contrapporre quest'intervento rispetto alle partite IVA. Sappiamo perfettamente che su tale questione, di tanti giovani che utilizzano per forza quello strumento è necessario intervenire per riequilibrare la situazione ad esempio nei confronti di coloro che non possono avvalersi della flat tax . Anche in tal caso c'è quindi la necessità di intervenire, senza alcuna contrapposizione, ma attraverso un'operazione che cerchi sempre di più di realizzare una possibilità di equità fiscale. Per tali ragioni, nell'annunciare il voto favorevole di Liberi e Uguali e di altri senatori del Gruppo Misto, affermo con convinzione che il provvedimento al nostro esame è certamente un primo passo ed è sicuramente la strada giusta per andare avanti soprattutto sulla riforma fiscale per restituire progressività a quello che la Costituzione ci ricorda e che purtroppo negli ultimi tempi non è stato molto attuato. (Applausi del senatore De Bonis) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, possiamo qualificare il provvedimento al nostro esame come realista, frutto anche della realtà dei documenti normativi ed economici precedenti. Non è stato concepito "sulla luna" perché già dal 9 luglio abbiamo ricevuto la raccomandazione dal Consiglio europeo, proprio nei confronti dell'Italia, di operare nella direzione della liberazione di risorse riferite ai redditi da lavoro. E poi lo troviamo scritto anche nella Nota di aggiornamento del DEF e lo abbiamo scritto anche nel nostro principale documento contabile, che è il bilancio. Si tratta quindi di un'iniziativa normativa coerente e realista, generata dalla realtà delle cose e che sta anche in una lettura culturale della nostra vicenda e delle nostre priorità. Abbiamo messo in campo 3 miliardi di euro per quest'anno, 5 miliardi per l'anno successivo; la platea dei destinatari è consistente. A me piace anche ricordare chi con saggezza e capienza di conoscenza ci ha incoraggiato nel corso degli anni passati a operare in questa direzione. Ricordate voi il pensiero di Sylos Labini, quando ci incoraggiava a operare sul fronte dei redditi da lavoro per stimolare i consumi, che sono uno dei pilastri per la ripresa economica per far girare la ruota dell'economia? L'altro pilastro è quello degli investimenti produttivi privati e di quelli pubblici riguardanti le infrastrutture.