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In tutto questo, come non ricordare la battaglia per la concessione del voto degli italiani all'estero? Compie oggi venti anni la norma inserita nella nostra Costituzione, che è stato il coronamento dell'impegno portato avanti dal grande Mirko Tremaglia (Applausi) . Proprio per questo impegno crediamo anche che, a distanza di ormai tanti anni e in virtù delle molteplici problematiche appena citate, la legge che regola il voto degli italiani all'estero debba essere sottoposta a una revisione, a cominciare proprio dalla modalità di voto e sono certo che in tutto questo la tecnologia potrà aiutarci e dare un'adeguata rappresentanza ai nostri connazionali. In conclusione, signor Presidente, non entro nella questione tecnica di oggi, molto complessa, ma ribadisco che molti nostri connazionali ci guardano, ci chiedono attenzione e, soprattutto, ci chiedono di rendere concreta la fiducia che pongono nella nostra Nazione e nelle rappresentanze parlamentari e anche il voto di oggi va in questa direzione. Per questo non possiamo rimanere sordi alle richieste dei nostri connazionali che vivono all'estero, che ci sollecitano a dare legittimità e correttezza, a fare chiarezza e a ristabilire la legalità. Non so cosa il Senato voterà alla fine di questa discussione, ma sicuramente possiamo garantire che Fratelli d'Italia sarà al loro fianco, sempre, in ogni passaggio parlamentare, compreso quello odierno, necessario per arrivare all'obiettivo comune: garantire legalità e degna rappresentanza dei nostri connazionali all'estero. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, parliamo della questione dell'elezione all'estero del senatore Cario, che si può dividere in due parti: quella relativa alla asserita tardività del ricorso e quella che riguarda il merito. Sulla prima parte, Presidente, ossia sulla questione della tardività, dobbiamo osservare alcuni aspetti preliminari. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi dell'articolo 2 del regolamento per la verifica dei poteri, può procedere di propria iniziativa, senza alcun limite, agli accertamenti e adottare le deliberazioni conseguenti in relazione ai risultati elettorali, ai requisiti e alle cariche ricoperte. Si parla, quindi, anche di incompatibilità. Inoltre, ad inizio legislatura il Segretario generale del Senato cura che siano raccolti tutti i documenti elettorali e li esamina sommariamente, provvedendo altresì a una indicazione dei ricorsi presentati. L'articolo 7 del predetto regolamento per la verifica dei poteri prevede che «Il Segretario generale restituisce al mittente - attenzione, perché questo è un dato formale, notarile, ma fondamentale - qualsiasi reclamo, memoria o atto proveniente da ricorrenti o elettori, che sia inviato dopo il ventesimo giorno dalla proclamazione». In tal caso, non si deve dar luogo ad alcuna attività istruttoria conseguente, di cui al successivo articolo 9 del regolamento per la verifica dei poteri. Nel caso specifico, invece, gli atti non sono stati restituiti al mittente. Anzi, la Giunta ha proceduto con l'istruttoria di propria iniziativa, sanando quindi ogni eventuale ritardo con la propria potestà, che è fissata dall'articolo 2 del citato regolamento. Ancora, se il termine fosse stato un elemento determinante, c'è da chiedersi perché la Giunta non solo abbia istruito, ma abbia addirittura poi contestato l'elezione del senatore Cario. Perché la Giunta avrebbe lavorato inutilmente per anni? Il principio di conservazione degli atti giuridici e il principio di economicità impongono che queste attività abbiano un senso. Quindi la tardività presunta, comunque fosse, è sanata dalla iniziativa della Giunta e dalla mancata restituzione degli atti all'esponente. Veniamo al merito. La legge n. 459 del 2001 sul voto all'estero prevede che il voto sia espresso tramite posta; dunque, alle sezioni non corrisponde un'effettiva distribuzione territoriale e la suddivisione in sezioni è fatta in seguito all'invio delle schede presso l'Ufficio centrale per la circoscrizione estero, che si trova a Roma, ovviamente, presso la corte d'appello, secondo un criterio, quindi, che è non territoriale - ripeto - ma sostanzialmente casuale. La Giunta ha nominato un proprio comitato per esaminare le schede; contemporaneamente, la procura di Roma ha esaminato alcune centinaia di schede. Che cosa è emerso? È emerso che su 125 schede della sezione 948, 108 sono riferibili alle stesse dieci grafie. Su 100 schede della sezione 1.007, 100 schede provengono da cinque grafie, di cui due sono le stesse della sezione 948. Le sole due sezioni - secondo l'obiezione - non sarebbero rappresentative delle 99 complessive e così sarebbe, se però queste sezioni non fossero di per sé un insieme casuale e dunque un campione statistico rappresentativo e se la percentuale di annullamento dovuta alle irregolarità emerse dalle perizie grafiche non fosse quindi estensibile a tutte le altre sezioni. Mi spiego: non abbiamo soltanto 100-200 schede contraffatte, ma abbiamo l'86, il 98, il 100 per cento delle schede esaminate che sono contraffatte. Questo si rileva attraverso l'esame di una sezione che di per sé costituisce un campione statistico rappresentativo. Quindi, questa percentuale di contraffazione deve essere estesa, in via logica, statistica e matematica, a tutte le 99 sezioni. La terza perizia, inoltre, conferma il dato del 100 per cento di schede contraffatte sulla sezione 991 con segni di ricalco da sovrapposizione di schede nello scrivere «Cario». La terza perizia conferma ancora il 98 per cento nella sezione 974. Nella sezione 1.040, risulta il 100 per cento delle schede contraffatte. Ma di che stiamo parlando? Le mani sono quasi sempre le stesse. Il comitato della Giunta dice che emerge chiaramente il fumus della circostanza di natura patologica con riferimento all'identità della calligrafia. Insomma, la Giunta propone qualcosa che però disattende se stessa: nemmeno nel comitato c'è alcun dubbio sul fatto che gli atti non furono restituiti al mittente; la tardività è superabile ed è stata in effetti superata dalla potestà della Giunta; che la media delle schede contraffatte è elevatissima e rasenta praticamente o quasi la totalità, approssimandosi infatti al 100 per cento delle schede esaminate. Ancora: la peculiare modalità di formazione di quelle sezioni, scollegata dalla variabilità territoriale, costituisce un naturale campione rappresentativo, che può e deve dunque essere logicamente esteso a tutte le altre sezioni. Per questi motivi, ritengo che l'elezione giustamente contestata del senatore Cario vada annullata e quindi vada respinta la proposta della Giunta. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, devo dire che il ragionamento fatto adesso dal senatore De Falco sarebbe anche esaustivo, non ci sarebbe necessità di aggiungere granché, ma alcuni aspetti andrebbero - a mio parere - evidenziati meglio. Desidero innanzitutto dire che non intendiamo fare di tutta l'erba un fascio: