[massime]

Regioni (in genere) - Norme della Regione Valle d'Aosta - Disciplina delle cause di ineleggibilità e incompatibilità con la carica di consigliere regionale - Ineleggibilità del rettore dell'Università della Valle d'Aosta - Ricorso del Governo - Lamentata restrizione del diritto di elettorato passivo in assenza di motivi adeguati e ragionevoli finalizzati alla tutela di un interesse generale - Denunciata lesione dei diritti inviolabili dell'uomo, del principio di eguaglianza e del diritto di accesso alle cariche elettive - Non irragionevolezza della disposizione censurata - Non fondatezza della questione.. E' infondata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 51 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, lettera s ), della legge della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 7 agosto 2007, n. 20, il quale stabilisce la ineleggibilità alla carica di consigliere regionale del Rettore dell'Università della Valle d'Aosta. Premesso che le restrizioni del contenuto del diritto di elettorato passivo sono ammissibili solo in presenza di situazioni peculiari ed in ogni caso per motivi adeguati e ragionevoli, finalizzati alla tutela di un interesse generale, la disposizione censurata, in considerazione delle modalità di nomina del Rettore, che evidenziano una significativa influenza dell'ente Regione, nonché, seppure in minor misura, degli enti locali, nell'organizzazione dell'Università stessa - disciplina che si differenzia da quella prevista dalla legge 9 maggio 1989, n. 168, la quale, all'art. 16, comma 4, lettera a ), stabilisce che gli statuti adottati dalle Università devono prevedere la nomina del Rettore su base elettiva -, e tenuto conto della composizione del Consiglio dell'Università, di cui il Rettore fa parte, nonché della stretta contiguità tra la carica di Rettore e la posizione del Presidente della Giunta regionale, non è irragionevole essendo volta, proprio per le peculiarità della complessiva disciplina che sovrintende all'organizzazione dell'Università in questione, a garantire che la consultazione elettorale si svolga senza condizionamenti o interferenze non consentiti. - Sul diritto di elettorato passivo, v. le citate sentenze n. 288/2007 e n. 235/1988. - Sui limiti di ammissibilità delle restrizioni del diritto di elettorato passivo, v. la citata sentenza n. 288/1997. - Sulla qualificazione delle norme in tema di cause di ineleggibilità come norme di stretta interpretazione, v. le citate sentenze n. 306/2003, n. 132/2001, n. 141/1996.