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il Governo Conte, a seguito della presentazione del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2018 e recante la proroga di termini, con il pretesto di dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale 13 aprile 2018, n. 74, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nella parte in cui non prevede un'intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale, ha differito, in modo a giudizio dei proponenti del presente atto d'indirizzo ingannevole, al 2020 l'efficacia delle citate 96 convenzioni, di fatto bloccando la realizzazione dei relativi progetti; il blocco di progetti di rigenerazione urbana, a fronte dei quali gli enti coinvolti hanno già sostenuto rilevanti impegni di spesa che coinvolgono anche soggetti terzi, con cui sono stati conclusi degli accordi, sta determinando serie difficoltà alle amministrazioni locali coinvolte, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, oltreché una moltitudine di ricorsi al Tar per far valere la responsabilità di carattere amministrativo ed erariale e di illegittimità costituzionale nei confronti dello Stato; il blocco dei progetti, oltre alla mancata assegnazione di 1,6 miliardi per la realizzazione dei progetti legati alle 96 convenzioni, comporta, altresì, la perdita di circa un miliardo e cento milioni di euro di finanziamenti messi a disposizione da privati ed altri enti; tale scelta, che coinvolge 87 comuni capoluogo e 9 città metropolitane, 326 comuni in totale, 1.625 interventi e circa 19.803.099 cittadini interessati, è stata oggetto di immediate e forti proteste da parte dell'Anci e degli enti locali coinvolti che a più riprese hanno evidenziato come la stessa sia stata adottata dal Governo senza informare i soggetti interessati ed in violazione ad obblighi convenzionali già sottoscritti tra le parti; preso atto che: a parere dei proponenti le risposte del Governo a tale situazione sono state del tutto inadeguate alle attese degli enti locali e non corrispondenti alle dichiarazioni rilasciate dai membri dell'Esecutivo; le dichiarazioni a più riprese rilasciate dal sottosegretario al Ministero dell'economia e delle finanze, Castelli, secondo cui l'intervento del Governo con decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 è finalizzato a sbloccare gli avanzi di amministrazione per i comuni, non corrisponderebbe al vero, in quanto gli spazi finanziari destinati a permettere l'utilizzo degli avanzi di amministrazione ai comuni non sono stati distribuiti agli enti medesimi e nulla è previsto in merito nel decreto-legge in esame; a seguito dell'incontro richiesto dall'Anci, organizzato per scongiurare tale gravissimo atto, il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato alla stampa la volontà: "di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi. La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata"; nella riunione della Conferenza Unificata Stato-Regioni appositamente convocata per trovare un'intesa sulla vicenda, tuttavia, il Governo non ha dato seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio dei ministri, appellandosi ad un presupposto e non specificato problema di natura tecnica. In conseguenza di ciò, l'Anci, ha deciso di interrompere ogni relazione istituzionale con il Governo; le richieste di apportare i necessari correttivi durante l'esame in parlamento del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, sono state respinte dal Governo e dalla maggioranza, senza fornire adeguate motivazioni; allo stato attuale non è stato adottato alcun decreto-legge finalizzato a dare attuazione a quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio dei ministri; al contrario, in data 25 settembre 2018, il Governo, tramite PEC, ha emanato la propria comunicazione ufficiale per ufficializzare il blocco del miliardo e seicento milioni previsti per le 96 convenzioni sottoscritte dagli enti locali coinvolti per affrontare l'annosa questione della sicurezza e della rigenerazione urbana delle proprie periferie; in data 27 settembre 2018, l'Anci, in risposta alla richiesta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Stefani, ha ribadito: "l'impossibilità di rivedere la posizione assunta in Conferenza unificata, a meno di segnali tangibili da parte del Governo della reale ed effettiva volontà di ripristinare l'importante, e strategico per il Paese, vincolo di solidarietà e di collaborazione istituzionale"; la posizione assunta dal Governo sulla suddetta vicenda contraddice palesemente le promesse elettorali dei partiti, che compongono la maggioranza e il contratto di Governo stipulato da Lega e M5S sul tema delle periferie urbane e del disagio abitativo, lasciando coloro che vivono nelle periferie e nelle aree marginali privi di progetti, che avrebbero reso sicure e riqualificate le loro case, i loro quartieri e i loro paesi, impegna il Governo: 1) a dare seguito agli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'incontro con l'Anci dell'11 settembre 2018, approvando con la massima urgenza un provvedimento finalizzato a reintegrare tutte le risorse necessarie ad assicurare l'integrale finanziamento delle 96 convenzioni sospese dall'articolo 13, commi da 1 a 4, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108; 2) ad adottare ogni iniziativa utile a supporto dei 96 enti locali che hanno sottoscritto il 18 dicembre 2017 le 96 convenzioni relative al bando periferie, per consentire loro il rapido completamento dell' iter burocratico e documentale, laddove non già concluso, previsto per l'assegnazione di tutte le risorse stanziate per tale finalità; 3) ad avviare contestualmente un monitoraggio sullo stato di avanzamento dei singoli interventi finalizzato ad una programmazione più efficace della spesa, attraverso il comitato di monitoraggio già previsto nelle convenzioni sottoscritte. Interrogazioni Atto n. 3-00239 TARICCO D'ARIENZO PITTELLA MIRABELLI CUCCA GINETTI IORI BOLDRINI FERRAZZI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: a seguito e ad integrazione delle circolari del Ministero dell'interno n. 555 del 7 giugno 2017 e n. 11464 del 19 giugno 2017 in materia governo e gestione delle pubbliche manifestazioni, nonché delle direttive del medesimo Ministero n. 11001/110 (10) Uff. II - Ord. Sic.