[resaula]

È un'attenzione speciale quella che meritano la nostra terra e la nostra economia che hanno sempre rappresentato un'eccellenza, per la Puglia e per l'intera Nazione. A conclusione del mio intervento, Presidente, mi consenta di aggiungere anche una considerazione politica. Leggo oggi un'agenzia - la richiamo perché, a mio avviso, è estremamente significativa - di una dichiarazione del sottosegretario Crimi, il quale afferma che non bisogna offrire alcuna proroga alla convenzione con Radio Radicale: questa non è una decisione degna della nostra storia democratica e finché c'è tempo chiedo al Governo di cambiare linea e di lasciare voce a una radio che da tanti anni offre un importante servizio pubblico. Ringrazio per l'ascolto e per avermi dato la possibilità anche di sottolineare questo elemento che ritengo assolutamente importante per la vita democratica del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, i pochi milioni di euro messi a disposizione dal Governo per affrontare i danni della xylella e delle gelate del 2018 per alcuni possono sembrare un'elemosina, io però voglio essere propositiva e vederli come un inizio, come ho già detto in qualche incontro alla presenza del Ministro. Nel mio paese gli anziani dicono che tra il poco e il niente è preferibile sempre il poco. Forza Italia da sempre è dalla parte degli agricoltori, di coloro che fanno impresa e dei lavoratori del comparto che caratterizza la mia Regione, la Puglia. Servono ulteriori e adeguate risorse per rispondere alle due emergenze, ma serve anche accertare le responsabilità per evitare il ripetersi di tali gravissime inadempienze. Fra tutte, perdonatemi, quella del governo regionale. La xylella è ormai alle porte di Bari e continua ad avanzare ogni giorno, dopo aver distrutto, forse per sempre, l'olivicoltura del Salento. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,25) ( Segue MINUTO). Non dobbiamo nascondere le gravissime responsabilità dell'attuale governo regionale, perché è chiaro a tutti che ha fatto poco o nulla per fronteggiare in modo consono questa vera e propria tragedia. Di fatto, la Regione Puglia non ha provveduto alla declaratoria della calamità naturale, né ha accelerato le eradicazioni. Colleghi, se non si contrasta l'avanzata del batterio non basteranno, né serviranno mai, fondi per risarcire e risanare i terreni colpiti dall'emergenza. Altro aspetto che dovremo considerare è che la qualità e il corretto utilizzo dei fitofarmaci sono fondamentali per tutelare il nostro ambiente. Questo, signori, non lo dico io, ma gli agronomi e gli agricoltori del nostro territorio. Nel decreto governativo ci sono punti che riguardano un aumento del Fondo di solidarietà nazionale (pari a 20 milioni di euro) e la questione dei consorzi di bonifica che chiedono ulteriori risorse, ma che non dimostrano di rispettare quei parametri di efficienza e funzionalità minimi ed indispensabili. In esso inoltre sono stati stanziati 5 milioni di euro per gli interessi sui mutui agricoli del 2019, necessari per sostenere gli agricoltori. Diverse associazioni di categoria lamentano la limitatezza del fondo e io sono d'accordo che sia solo un punto di partenza necessario per far ripartire con forza le nostre politiche agricole. Poco, troppo poco è stato fatto invece per gli operatori del comparto ovino-caprino, che si aspettavano ben di più dei pochi euro a sostegno del prezzo: aspettavano risposte e proposte strutturali e di lungo periodo; promesse che sono state invece disattese. Altra questione è quella legata alla necessità di proteggere le nostre eccellenze agroalimentari, soprattutto quelle protette da denominazione di origine che caratterizzano il nostro bel Paese. È evidente che anche l'agricoltura sia scontando gli effetti negativi della globalizzazione, soprattutto per quello che concerne la contraffazione dei nostri beni e oggi più che mai è urgente attuare delle politiche chiare e stringenti che impediscano tali pratiche e che tutelino il comparto agroalimentare italiano. Urgono peraltro delle campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica incentrate sull'importanza di acquistare dei prodotti italiani e, quando possibile, quelli locali. Noi consumatori che andiamo a fare la spesa dobbiamo acquistare in maniera quanto più consapevole, al giusto prezzo, per rendere merito agli sforzi dei nostri agricoltori che producono prodotti eccellenti, in condizioni difficili, ma con gli standard qualitativi migliori del mondo (non dimentichiamolo mai). La qualità si deve pagare al giusto prezzo, non possiamo abituarci a mangiare prodotti standardizzati e magari pieni di sostanze che ne alterano i processi naturali. Lo vediamo - e mi rivolgo soprattutto alle donne senatrici - quando compriamo le nostre famose zucchine. Sono andata in giro per i terreni del nostro territorio. Quanta acqua viene fuori dalla cottura delle zucchine? Ciò significa che vengono iniettati ormoni, ci sono sostanze chimiche. Assaggiate invece la zucchina che viene coltivata in maniera naturale: durante la sua cattura non viene mai fuori acqua e fa bene al nostro organismo e all'ambiente. L'agricoltura del Sud peraltro soffre da decenni di vergognose carenze infrastrutturali - noi di Forza Italia non ci stancheremo mai di dirlo - che gli impediscono di competere ad armi pari sul mercato. I beni agricoli spesso sono altamente deperibili e, soprattutto in ambito export , è impossibile pensare di poter sviluppare economie senza che i nostri imprenditori abbiano la possibilità di inviare questi beni in poco tempo e nelle condizioni adeguate. Prima il senatore Bruzzone ha parlato dell'olio che arriva dalla Tunisia. È vero, probabilmente la politica europea in questi anni non ci ha tutelato abbastanza per quanto riguarda il nostro olio, però è anche vero che l'olio della Tunisia costa molto meno dell'olio che produciamo. Ma la politica è sempre stata così; ricordo che quando ero bambina i politici del tempo dicevano: «Noi del Sud produciamo un olio eccellente ma, quando arriva al Nord, tolgono l'etichetta e ci mettono la loro». Dobbiamo essere tutti uniti su queste battaglie, perché sono fondamentali per il bene del nostro Paese; non c'è chi vuole il bene e chi vuole il male: qui siamo tutti uniti per il bene del nostro Paese. I nostri giovani hanno voglia di creare nuove opportunità di sviluppo e lo vogliono fare nelle proprie terre, specie in ambito agroalimentare, magari puntando su delle misure volte alla valorizzazione dei terreni agricoli abbandonati e incolti. Il 1° maggio siamo andati in giro per vedere i nostri terreni e ce sono molti abbandonati, perché ormai i genitori diventano anziani, non coltivano più la terra e i figli vanno via noi. Dobbiamo convincerli a rimanere e dare possibilità a questi giovani affinché possano, ad esempio come è successo nel mio territorio, creare delle cooperative sociali e agroalimentari per coltivare questi prodotti. Bisogna dare questa possibilità. Tra l'altro, questi terreni se lasciati in uno stato di abbandono rappresentano un rischio ambientale, specie d'estate con gli incendi.