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Oggi ho saputo che una delle poche cose che è stata recepita dalla maggioranza non è un emendamento - guai a pensare che si possa costruire qualcosa assieme in modo concreto - ma un ordine del giorno. Sappiamo che gli ordini del giorno spesso vengono dati come un contentino. Ebbene, io voglio provocarvi in senso costruttivo e positivo, signor Sottosegretario. Oggi avete approvato un ordine del giorno, a mia prima firma, nel quale chiedo che venga finalmente attuata una politica per la moneta fiscale, peraltro sulla linea di un disegno di legge che da un paio di mesi - non da un paio di anni - il MoVimento 5 Stelle ha presentato in Parlamento. Se davvero si vogliono superare gli steccati; se davvero si vuole avere coraggio; se davvero questa Italia non vuole essere succube di chi da Bruxelles ci ha rovinato e ci sta tutt'oggi rovinando, abbiamo il coraggio di alzare la voce assieme e di dire "sì" in breve tempo ad una politica che determini, con i crediti fiscali, con i certificati di credito fiscale, un futuro più roseo per questo Paese e per la nostra economia. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Augussori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli senatori, chi vi parla è un semplice senatore dell'opposizione, ma è anche l'unico rappresentante in questa Assemblea che arriva da una delle Province più piccole, sinora poco conosciute, quella di Lodi. Per questo vi chiedo di ascoltarmi, perché tramite le mie parole vi stanno parlando tutti i 230.000 lodigiani, i 15.000 abitanti di Codogno e i 50.000 cittadini della Bassa, quelli della prima zona rossa. Il lodigiano è terra di gente umile, gran lavoratori, senza tanti grilli per la testa; gente che ha dato dimostrazione di enorme dignità e che ha anche affrontato questa immane difficoltà da sola, rimboccandosi le maniche e piangendo in silenzio, come si usa fare dalle nostre parti. Il lodigiano è il territorio che sta pagando più di tutti... (Brusio). PRESIDENTE. Senatore Augussori, mi scusi se la interrompo. Colleghi, vi sembrerà strano, ma più siamo distanziati e più rimbomba la voce in Aula, quindi non si riesce a sentire l'intervento del senatore Augussori. Prego, senatori Augussori, continui. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio anche perché, mi creda, non è affatto facile. Come dicevo, il lodigiano è il territorio che sta pagando più di tutti, non in valori assoluti vista la sua piccola dimensione, ma sicuramente in termini proporzionali, ancor più della martoriata terra bergamasca a noi vicina e a cui ci stringiamo con un abbraccio. (Applausi). Un'intera generazione è stata cancellata, non quella dei più giovani come accade in guerra, ma quella dei più deboli: i nonni, i nostri padri, le nostre madri. Le vostre fredde statistiche contano ogni giorno, ogni pomeriggio, i positivi e i deceduti. Quando tutto sarà finito, noi conteremo i vivi, i sopravvissuti. Quello che stiamo vivendo e che sta vivendo chi lotta in prima linea è una lotta impari contro due nemici: il virus e la burocrazia. Il primo ti colpisce frontalmente, la seconda ti attacca alle spalle e ti uccide con invii sbagliati di mascherine inutili, con ventilatori promessi che non arrivano mai. Permettermi, quindi, di ringraziare ancora una volta chi, quasi a mani nude, sta sacrificando anche la propria vita per salvarne molte altre (Applausi) , i dottori degli ospedali, il personale infermieristico e i medici di base. Per farlo, voglio citare due di loro, affinché anche simbolicamente i loro nomi restino scolpiti nei Resoconti di quest'Assemblea: si tratta del direttore del pronto soccorso di Lodi, le cui procedure di gestione dell'emergenza sono state prese a modello da tutti, e dell'anestesista di Codogno, che, scavalcando i protocolli impartiti dallo Stato centrale, ha permesso la scoperta di quello che conosciamo tutti come il «paziente 1»; i loro nomi sono Stefano Paglia e Annalisa Malara. (Applausi). Come sappiamo, l'emergenza sanitaria si è trasformata subito in economica e i residenti nella prima zona rossa hanno potuto sperimentare anche questa situazione prima e più degli altri, perché sono stati soggetti a una chiusura totale dal 23 febbraio all'8 marzo, due settimane in più di ogni altro italiano. Per un criterio di equità, vi chiedo di riconoscere il maggior danno subito da questi dieci Comuni e da tutta la provincia di Lodi. Vi chiedo tre interventi precisi e puntuali, che, viste le piccole dimensioni di questo territorio, sono per il Governo poco più che simbolici, ma che possono significare la differenza tra la vita e la morte per il nostro tessuto produttivo e sociale. Il primo consiste nell'istituzione della ZES (Zona economica speciale) per la provincia di Lodi o, in subordine, per la sola ex zona rossa, che garantisca un pacchetto di misure fiscali, ma non solo, per rilancio occupazionale e produttivo. Il secondo consiste in un fondo per rivestimenti, che abbiamo stimato in 20 milioni di euro, da destinare ai Comuni della zona rossa per scuole, strade ed edifici del patrimonio comunale. Il terzo consiste nel raddoppio dell'indennità per autonomi, partite IVA e via dicendo per compensare il danno economico subito nel periodo antecedente alla chiusura generale. Sono queste le tre semplici proposte che abbiamo avanzato e che insieme al mio Gruppo abbiamo predisposto sotto forma di emendamenti e che vi chiediamo di approvare, per dare davvero un senso alla vicinanza espressa, finora solo a parole, alla terra lodigiana. Avete però deciso di porre la questione di fiducia, quindi per vostra scelta questi emendamenti - come tanti altri - diventeranno cartastraccia, perché non potranno nemmeno essere posti in votazione. Non avrete il mio voto sulla richiesta di fiducia politica, ma voglio provare ad avere io la fiducia che possiate tener conto di queste proposte, inserendole nel prossimo decreto-legge. Sarò qui a ricordarvelo, a nome di tutti i lodigiani che oggi si sentono da voi traditi e abbandonati e che vi guardano: non dimenticatelo, non dimenticateli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az)I. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Richetti. Ne ha facoltà. RICHETTI (Misto) . Signor Presidente, non riesco a respirare mentre parlo, quando indosso la mascherina, quindi la abbasserò solo un momento, perché ho questo problema. Credo che anche il nostro dibattito di oggi mostri i limiti del modo in cui stiamo affrontando la fase attuale. La reciproca recriminazione sulla mancata collaborazione, su una disponibilità solo evocata e poi non manifestata o sull'irresponsabilità utilizzata in una fase tanto difficile non ci porta molto lontano. Mi rivolgo al sottosegretario Cecilia Guerra, di cui conosco le capacità di ascolto e di attenzione: