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È una questione di poltrone? Non è una questione di poltrone, vi credo, perché è peggio: è una questione di cassa, di denaro e di intelligence , di Servizi. Lo ha detto uno tra voi, un ex Presidente del Consiglio, quando ha parlato dei Servizi, della delega, dell'Istituto cibernetico del nostro Paese. Ed è un problema di cassa e io direi di banca o di banche. Noi sappiamo bene che voi vi accapigliate sul tesoretto. Io qui in Aula, l'altro giorno, parlando del Presidente del Consiglio, l'ho definito come Gollum nella saga «Il signore degli anelli». Pensate alla scena in cui Gollum è attorno al tesoretto e dice agli altri che il tesoretto è suo e solo suo, e voi, tutti intorno a questo presunto tesoretto, dite che no, è anche vostro. Non basta la cabina di regia, non è soltanto suo questo tesoretto, ma è anche vostro. Parliamo del recovery fund , che non è né nostro, né vostro, è dei nostri e vostri figli perché saranno loro costretti a pagare i debiti che accendiamo. Anche per questo vi diciamo no oggi. Mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che usavano l'immagine dell'apriscatole che apriva le scatole di tonno: ciò che state facendo è la tonnara della democrazia, che voi state facendo perché oggi servono molti soldi. L'Italia è infatti il Paese che aumenta più di altri il debito pubblico e perché ha le imprese in sofferenza più di altri. Chi li mette questi soldi e perché di soldi, di denaro e di banche si tratta? Un sovranista - che forse tale non è - come Federico Fubini, così come altri che vi invito a leggere che, d'altra parte, fanno parte del vostro Pantheon, nel «Corriere della sera» l'altro giorno ci dice che c'è una strana tensione tra Parigi e Roma per tanti progetti, per il progetto Gaia, per lo spazio e l'avio, per il 5G, per il sistema di pagamento. Cosa vogliono questi francesi? Ci dice anche che tra Parigi e L'Aia, tra Parigi e l'Olanda, con la supervisione tedesca, c'è uno strano aggirarsi in Europa. Cosa dice Federico Fubini, e non un sovranista? Dice che si stanno cercando di chiudere tutte le strade aperte dal Governo italiano negli ultimi anni per salvare l'operatività delle banche. Con il MES, l'unione bancaria e con tanti altri, stanno chiudendo tutte le strade di salvataggio delle banche. Non lo dico io, lo dice il «Corriere della sera» e Federico Fubini. Ciò perché in Italia, qualcuno sospetta, che a Parigi si stia cercando di chiudere la scappatoia per i salvataggi in modo da gettare le basi di una nuova stagione di acquisizione di banche italiane in difficoltà da parte di Paribas, Société generale, Crédit Agricole e quant'altro ancora. Perché parlo di banche proprio a voi due? Al Partito Democratico e al MoVimento 5 Stelle? E perché lo faccio in questa occasione? Perché mentre noi abbiamo proposto e ottenuto - e ringraziamo la Presidenza per aver salvaguardato quell'emendamento - che la golden power , che noi stessi chiedemmo al Governo a marzo e poi il Governo ci concesse ad aprile per estenderla al sistema bancario e assicurativo del nostro Paese - lo chiedemmo noi e voi ce lo avete concesso - e non a caso ai soggetti dell'Unione europea, fosse estesa oltre la scadenza imminente del 31 dicembre, ottenendola per altri sei mesi. Avete quindi gli strumenti per tutelare quello che non io, ma il «Corriere della sera» denuncia si stia preparando come il sacco delle banche e del risparmio italiano. Sì, avete gli strumenti, però nel frattempo state operando male perché - lo dico qui e lo ripeterò - sulle banche italiane sta accadendo che mentre noi discutiamo e vi forniamo lo strumento per proteggere l'Italia, voi, alla Camera dei deputati, nella manovra di bilancio avete inserito una norma, peraltro senza definire lo stanziamento, che facilita le aggregazioni e le fusioni tra le banche per sopperire a quello che sta per capitare, a quello che anche Draghi ha denunciato oggi, una nuova ondata anche di insolvenze, di crediti deteriorati che metterà a rischio il sistema del nostro Paese. Da Nagel, un banchiere, è stata definita una bomba atomica. Mi riferisco a quella norma che, guardate caso, non ha uno stanziamento, ma sui giornali si parla di 3 miliardi, per Banca Monte dei Paschi di Siena. Stiamo parlando di una banca che è già costata allo Stato 14 miliardi di euro (è difficile fare i conti, ma fateli insieme a me) tra primo salvataggio, ricapitalizzazione, ristori agli azionisti e poi l'acquisto da parte di AMCO di 8 miliardi di crediti deteriorati. Poi in queste ore è saltato l'amministratore delegato Mustier (un salto anticipato), perché lo abbiamo fermato nell'ipotesi che vendesse, che scorporasse la parte internazionale di Unicredit per cederla a francesi e tedeschi in cambio della fusione con Banca Monte dei Paschi di Siena, con la vostra banca. Voi avete stanziato 3 miliardi su quella norma per favorire la fusione e poi altri 2,5 miliardi grazie al cosiddetto decreto agosto per favorire la ricapitalizzazione. Poi c'è la manleva di 10,2 miliardi che dovete garantire. Colleghi dei 5 Stelle, facciamo le somme e, nella migliore delle ipotesi, arriviamo a 20 miliardi di euro, ma che possono arrivare a 30 miliardi di euro - giusto? È così? - quanto vale il recovery fund per l'Italia! Ebbene, il MoVimento 5 Stelle presenta un emendamento che è stato accantonato alla Camera, perché proprio su questo si sta facendo la verifica di Governo: se banca Monte dei Paschi di Siena resta in mano ai 5 Stelle, che se ne sono impadroniti pochi mesi fa e che vuole fare una banca pubblica insieme a Carige e alla Banca popolare di Bari, o se la banca del PD torna al PD che si è preso Unicredit con Padoan. Di questo stiamo parlando (Applausi) . Vi state accapigliando e la verifica è su chi prende la banca, su quale ditta lo fa, se quella dei 5 stelle o quella di Bersani, Gualtieri e Padoan. È su questo che state sacrificando il Paese. PRESIDENTE. Concluda senatore. URSO (FdI) . Signor Presidente, capisco che per lei... PRESIDENTE. No, senatore, ha semplicemente terminato il tuo tempo. Non mi permetterei mai, quindi concluda, visto che il suo tempo è terminato. URSO (FdI) . Se quell'emendamento di 500 milioni venisse approvato farebbe saltare il Monte Paschi di Siena (o meglio rimarrebbe pubblica), ma consentirebbe a una sola banca, a Crédit Agricole e ai francesi, di fare l'operazione sul Credito Valtellinese con i soldi pubblici. Vale 450 milioni, sarebbero gli unici a farlo. Di conseguenza il sistema italiano sarebbe scoperto. Altre cose vi dirò in questi giorni quando il disegno di legge di bilancio arriverà all'esame del Senato. Per il momento basta solo questo. Per concludere, la verifica è su chi si prende le banche italiane e questo non ve lo permetteremo (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) .