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fra gli altri, addirittura i capigruppo regionali di Fratelli d'Italia e del PD in consiglio regionale. È possibile che i partiti non sapessero o non sospettassero di nulla? Ancora una volta la magistratura dimostra che ci sono molti problemi in questo ambito. Secondo quanto emerso dalle indagini, le idee politiche della destra e della sinistra calabrese e di alcuni di questi politici, che appartenevano a quelle aree politiche, avrebbero lasciato spazio alla logica del do ut des , destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma anche il sistema 'ndranghetistico nel suo complesso. Politici sono accusati di essere referenti di una delle più potenti famiglie della 'ndrangheta, in forza di uno stabile e permanente accordo. Gli esponenti della cosca avrebbero - secondo i dati in possesso e quanto riportato dalla stampa - procurato ingenti pacchetti di voti in occasione delle consultazioni elettorali, comunali e regionali, in cambio di benefici di vario genere (posti di lavoro, incarichi fiduciari presso enti locali, risoluzione di problematiche presso le pubbliche amministrazioni o aggiudicazioni di appalti). In particolare, l'inchiesta sta mettendo in rilievo le dinamiche che avrebbero condizionato le elezioni regionali del novembre 2014. I voti in cambio di favori sarebbero stati dirottati verso alcuni dei politici poi eletti. Il sottoscritto in quell'occasione era fra i candidati del MoVimento 5 Stelle al consiglio regionale. Ricordo di aver percorso la Calabria in lungo e in largo nelle piazze, fra la gente e con la gente di buona volontà. Non abbiamo vinto. Allora prendemmo pochi punti percentuali, ma posso essere fiero di aver fatto ricorso solo alle mie forze e a quelle degli attivisti, ragazzi straordinari che, con uno spirito di abnegazione poco comune, mi hanno accompagnato per tutto il mese di campagna elettorale, in maniera egregia. Potremo anche scendere nei consensi - questo penso - ma la politica che facciamo è trasparente, che tutti ci riconoscono alla luce del sole; altre pratiche mai ci apparterranno e mai ci appartengono. Quello che penso è che non dovremmo mai ridurre la nobile arte della politica, esercitata al servizio dei cittadini nell'esclusivo interesse pubblico, a baratto tra mance, voti e promesse di favori. Noi del MoVimento 5 Stelle stiamo lavorando su un altro piano, mettendo mano ai bisogni reali della gente, sui quali con pazienza e impegno troveremo una soluzione, tutelando esclusivamente il bene comune e, con l'aiuto dei calabresi di buona volontà, ce la faremo. (Applausi dal Gruppo M5S) . BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare la discussione della mozione 1-00147 che ho presentato circa un mese fa su un tema che mi sta particolarmente a cuore e che dovrebbe rappresentare per l'intera Assemblea del Senato l'opportunità di affrontare una questione apparsa sulle pagine di tutti i giornali, vale a dire la prossima discussione dell'ordinanza della Corte costituzionale in relazione a un disegno di legge sull'eutanasia. Come lei ben sa, signor Presidente - e come sanno i colleghi - l'ordinanza fissa in maniera molto chiara il termine del 24 settembre per l'approvazione della legge. Il tema è talmente incandescente che pochi giorni fa c'è stata una forte manipolazione dell'interpretazione dello stesso documento pubblicato dal Comitato nazionale di bioetica fino a far uscire, anche sulle principali testate giornalistiche, informazioni del tutto distanti dalla verità e dall'oggettività dei dati. È in atto un tentativo di manipolazione nei confronti dell'opinione pubblica. Nella conferenza stampa di lunedì scorso i Radicali hanno sostenuto che il 93 per cento degli italiani è favorevole all'eutanasia: fermo restando che basterebbe un piccolo sondaggio personale per capire che è vero che c'è gente favorevole all'eutanasia, è però anche vero che la maggior parte delle persone chiede cure palliative. Nello stesso disegno di legge che abbiamo appena approvato sull'educazione civica si indicano espressamente, tra gli obiettivi, il diritto alla vita, il diritto alla salute e al benessere. Questo è il contenuto specifico del provvedimento sull'introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica che abbiamo appena votato: è agli atti e tutti possiamo leggerlo. C'è tuttavia un movimento - non so a chi giovi - che tende in qualche modo a dare una sensazione ben diversa rispetto al sentire comune del Paese. In tutto ciò il Senato corre il rischio di essere tagliato completamente fuori dal dibattito. Non sappiamo ancora se la Camera dei deputati riuscirà davvero a calendarizzare e a discutere il provvedimento: ancora ieri sera c'erano difficoltà. Quello che io chiedo è discutere una mozione nella quale si dica che noi non ci sottraiamo al dibattito sui massimi sistemi, per così dire. Sappiamo che ci sono delle divergenze e che possono emergere anche posizioni tra di loro «molto articolate». Come senatori abbiamo però il coraggio di dire che prenderemo una posizione ed assumeremo una responsabilità. Non lasciamo che sia la Corte costituzionale a dettare la linea. Non rinunciamo alle nostre prerogative. Il Senato, in un contesto già soggetto da tempo - come tutti sappiamo - ad una decretazione d'urgenza che segna il ritmo dei lavori, fatica ad assumere la propria responsabilità di legislatore. In questo caso, tuttavia, non vogliamo rinunciarvi automaticamente. Le chiedo quindi, signor Presidente, se possibile, la calendarizzazione della mozione a mia prima firma. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di lunedì 5 agosto 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 5 agosto, alle ore 12, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 13,05) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica (1264) ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Princìpi) 1. L'educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. 2. L'educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei princìpi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona. EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO ARTICOLO 2 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 2.