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il Comune di Scanzano non è stato inserito tra i Comuni in cui si è andati ad elezione il 12 giugno 2022, poiché la Prefettura ha ritenuto comunque necessario attendere l'esito dell'appello presentato dal signor Altieri; considerato altresì che, in risposta ad una nota del rappresentante del gruppo politico "SiAmo Scanzano", lista candidata alle elezioni del 7 novembre 2021, il prefetto di Matera ha riferito che "nel caso di specie l'accertamento della legittimità delle operazioni elettorali pertanto è ancora sub judice, la convocazione dei comizi elettorali per il Comune di Scanzano Jonico resta inequivocabilmente subordinata alla definizione del giudizio di appello e al passaggio in giudicato della relativa pronuncia, con il conseguente protrarsi della gestione commissariale in essere"; considerato infine che: il prolungamento del commissariamento, che comporta la sola gestione ordinaria dell'amministrazione, sta penalizzando gli investimenti economici sul territorio comunale, oltre ad alimentare il disagio sociale nella popolazione che da oltre 10 anni non ha una rappresentanza politica democraticamente eletta; a parere dell'interrogante, meritano attenzione le pronunce autorevoli del TAR, del Consiglio di Stato e del Tribunale civile, che non hanno ritenuto valida di accoglimento la domanda presentata dal signor Mario Altieri. Nonostante ciò il Comune di Scanzano Jonico non è potuto andare al voto e avere una rappresentanza politica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere al fine di verificare, per quanto di competenza, se tale situazione sia legittima e, laddove possibile, garantire con urgenza la convocazione delle elezioni del Consiglio comunale e del sindaco di Scanzano Jonico e il ripristino della rappresentanza democratica dei cittadini attraverso l'espressione elettorale. Atto n. 4-07157 LANNUTTI SBRANA Rosellina CORRADO Margherita Ai Ministri della transizione ecologica e della salute Premesso che: la multinazionale belga Solvay, attiva in Italia fin dal 1912, produce un milione di tonnellate all'anno di carbonato e bicarbonato di sodio nel suo stabilimento di Rosignano (Livorno), situato a pochi metri dal mare; il processo produttivo dello stabilimento di Rosignano consiste nell'utilizzo di calcare estratto dalle cave di San Carlo (Livorno), nel prelievo di oltre 10 milioni di metri cubi di acqua all'anno dal fiume Cecina, nell'estrazione di salgemma (risorsa non rinnovabile) per 1,6 milioni di tonnellate all'anno dalle sodiere di Volterra, Montecatini Val di Cecina e Pomarance, e nello scarico direttamente sulla costa e nel mare di oltre 250.000 tonnellate all'anno di solidi sospesi sulla riva e poi nel mar Tirreno, con conseguente formazione della "spiaggia bianca", cioè di una vera e propria discarica per rifiuti pericolosi provenienti dagli sversamenti chimici della multinazionale; il 7 agosto 2015, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva rilasciato l'autorizzazione "integrata per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento" (IPPC), valida fino al 2027, in cui erano evidenziate le criticità dovute all'attività produttiva di Solvay nel sito toscano; il 20 gennaio 2022 (quindi 5 anni prima della scadenza) è stata rilasciata dal Ministro della transizione ecologica una nuova autorizzazione alla Solvay SA, che apporta delle modifiche ai permessi rispetto alla precedente. Non solo. Nella nuova autorizzazione, che sarà valida fino al 2034, le problematiche causate dall'attività, evidenziate nella vecchia autorizzazione, sono state rimosse o modificate. In particolare, sono stati rimossi diversi interventi che nella precedente autorizzazione erano invece presenti. È a giudizio degli interroganti quantomeno discutibile la nomina a Ministro della transizione ecologica dello stesso soggetto che 11 giorni prima dell'investitura aveva portato a termine un accordo commerciale proprio con Solvay, in qualità di chief technology and innovation officer di Leonardo. Lo stesso che da Ministro ha poi inspiegabilmente promosso e modificato l'autorizzazione a Solvay, benché, preme ripeterlo, la vecchia autorizzazione fosse ancora valida fino al 2027, prorogandola quindi fino al 2034; il 26 gennaio 2022 Solvay, che è al centro di una polemica ambientale internazionale proprio per l'attività svolta a Rosignano, ha subito approfittato dell'approvazione ministeriale per affermare pubblicamente che "l'autorizzazione conferma la sicurezza e la piena conformità delle sue operazioni", nonostante per più di 100 anni abbia scaricato in mare oltre 13 milioni di tonnellate di solidi sospesi e 400 tonnellate di mercurio; considerato che: il 12 giugno 2022 il quotidiano "Verità & affari" ha pubblicato un articolo intitolato "spiagge bianche, Solvay si autoassolve: inquiniamo come la collina dei veleni" a firma di Tobia De Stefano, secondo il quale in un report interno di Solvay le spiagge bianche di Rosignano non sarebbero più contaminate di altri siti noti come i più inquinati d'Italia, quali la "collina dei veleni" di Minciaredda in Sardegna, la piana dell'Isonzo in Friuli-Venezia Giulia e Porto Marghera (Venezia); il sito è descritto su "YouTube" come "il luogo più inquinato d'Italia" o "la spiaggia come Chernobyl", mentre una verifica interna commissionata dalla stessa Solvay dichiara che "le concentrazioni di metalli non creano alcun pericolo alla salute e all'ambiente marino", a confronto con i dati sugli altri siti inquinati citati; tuttavia i siti inquinati messi a confronto nel report non possono considerarsi un termine di paragone accettabile in quanto, come emerge anche dall'articolo citato, la "collina dei veleni" è oggetto di un contenzioso penale per disastro ambientale; la piana dell'Isonzo è nota per essere fortemente contaminata da mercurio originato dal distretto minerario di Idrija; Porto Marghera è "l'area rossa della contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in Veneto", messa all'indice, assieme allo stesso stabilimento Solvay di Rosignano, dal relatore speciale delle Nazioni Unite per le sostanze tossiche e i diritti umani, Marcos Orellana, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto e possano confermare i dati e le analisi che Solvay ha diffuso, in particolare sulla non pericolosità per la salute umana e animale e per l'ambiente, dell'attività produttiva nel suo stabilimento di Rosignano; se la nuova autorizzazione, rilasciata il 20 gennaio 2022 dal Ministro della transizione ecologica, effettivamente possa "confermare la sicurezza e la piena conformità delle operazioni" di Solvay che, in realtà, è stata in grado di scaricare oltre 13 milioni di tonnellate di solidi sospesi e 400 tonnellate di mercurio nel mar Mediterraneo per più di 100 anni. Atto n. 4-07158 PIARULLI Angela Anna Bruna Al Ministro della giustizia Premesso che: il Corpo di Polizia penitenziaria garantisce la sicurezza e le condizioni di legalità all'interno degli istituti penitenziari, collabora alle attività di reinserimento sociale delle persone condannate, per l'attuazione del fine costituzionale della pena, sancito dall'articolo 27 della nostra Carta costituzionale;