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i viaggi ad alta velocità, inoltre, non possono essere una prerogativa solo dell'Italia peninsulare, è necessario prevedere al più presto un sistema funzionale che riduca i tempi di attraversamento dello stretto ed invogli all'uso del trasporto ferroviario da e per la Sicilia, assai meno impattante di quello aereo in termini di produzione di anidride carbonica. Sistema di trasporto, quest'ultimo, assai più usato anche per la lentezza di quello ferroviario; è urgente che il Governo si adoperi per assicurare un servizio assai più celere, moderno, funzionale e rispettoso dell'ambiente che preveda l'utilizzo di navi veloci per il trasporto dei soli passeggeri tra le due sponde dello stretto e permetta loro di avvalersi rispettivamente sulla terraferma e sull'isola di treni ad alta velocità, garantendo così una più celere continuità territoriale; pertanto con l'organizzazione del nuovo servizio si risparmierebbe una quantità ingente di carburante da fonte non rinnovabile e si renderebbe più celere il trasporto, visto che la mission di Ferrovie dello Stato non è trasportare treni ma passeggeri. In sintesi, le nuove modalità di trasporto comporterebbero notevoli vantaggi per l'ambiente, per l'azienda FS, che risparmia ed offre un servizio migliore, ed infine per i passeggeri che in 20 minuti circa potrebbero attraversare la discontinuità costituita dallo stretto, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali iniziative intendano adottare, in collaborazione con RFI e Trenitalia e con tutti i soggetti portatori di interessi, al fine migliorare la connessione sullo stretto, considerando l'istituzione di un tavolo tecnico per la redazione di uno studio di fattibilità per il miglioramento dei sistemi di collegamento nell'area dello stretto, valutando un trasbordo di passeggeri più rispettoso dell'ambiente e degli utenti nonché la dotazione di treni ad alta velocità; se condividano l'urgenza della risoluzione della problematica, visto che il metodo che si è già perpetuato negli anni risulta inefficiente, lento ed altamente inquinante, se si considera il rapporto pari a circa uno a 20 del peso trasportato confrontando il solo peso dei passeggeri rispetto a quello dell'intero treno ed un consumo d'energia da fonte non rinnovabile direttamente proporzionale al peso trasportato, nonché il maggiore tempo necessario per le operazioni di imbarco e sbarco dei convogli, da cui il conseguente ricorso da parte di tanti all'uso del mezzo aereo, assai più inquinante. Atto n. 3-01692 CALANDRINI CIRIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la realizzazione dell'autostrada Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone risponde ad interessi di carattere nazionale volti, da una parte, a saldare la cesura esistente tra la A12 Roma-Civitavecchia ed il confine con la Campania e, dall'altra, ad assicurare il raccordo tra il sistema autostradale centrale A1 e quello tirrenico, consentendo di alleggerire il traffico veicolare, particolarmente intenso, insistente sulle strade Pontina e Appia; per la realizzazione dell'opera il CIPE, con delibera n. 50/2004, ha stanziato 465,8 milioni di euro; nel 2008 per la realizzazione dell'opera è stata costituita Autostrade del Lazio SpA, società mista tra ANAS e Regione Lazio; l'opera ha un costo complessivo di 2,7 miliardi di euro; la gara ad evidenza pubblica è stata espletata ed aggiudicata il 19 dicembre 2016, ma è stata successivamente annullata dalla giustizia amministrativa; appare evidente il ritardo accumulato negli anni; tale ritardo condanna il territorio della provincia di Latina ad un anacronistico isolamento che minaccia l'economia locale, con numerose aziende che decidono di delocalizzare e abbandonare per mancanza di collegamenti e infrastrutture adeguate; gli interroganti rilevano che tali infrastrutture si rendono a maggior ragione necessarie per la presenza in provincia di Latina di uno dei poli chimico-farmaceutici più importanti del territorio nazionale, con aziende di caratura internazionale e che fanno dell' export il loro core business ; dati ACI aggiornati al 2018 indicano che la strada statale 148 "Pontina", che collega Latina a Roma e sul cui tracciato dovrebbe nascere la Roma-Latina, è stata teatro di 268 incidenti che hanno causato 8 morti e ben 436 feriti, numeri che rilevano la pericolosità della strada che è buia, a tratti dissestata, e con segnaletica orizzontale e verticale in parte carente: è una strada oramai non più sufficiente a contenere la mole di traffico veicolare; il 24 aprile 2020, l'assessore regionale per i lavori pubblici Mauro Alessandri, durante un'audizione in Commissione Bilancio della Regione Lazio, ha dichiarato che "è intenzione del ministro, nel decreto di prossima emanazione, individuare il commissario per la sua realizzazione sulla base di un progetto che abbiamo ripassato al vaglio di un buon confronto"; tale nomina commissariale non è mai avvenuta; a parere degli interroganti, anche a causa della crisi economia generata dal COVID-19, la realizzazione della Roma-Latina e della Cisterna-Valmontone non è più rinviabile, pena il rischio concreto di desertificazione del tessuto produttivo locale, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda procedere al fine del tempestivo avvio della realizzazione dell'autostrada Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone, preservando le attuali autorizzazioni acquisite e se sia prevista un'ulteriore dotazione di fondi del CIPE o se sia previsto un incremento aggiuntivo alla dotazione finanziaria iniziale di 465 milioni di euro; come intenda procedere per scongiurare un'eventuale perenzione dei fondi già assegnati e quali iniziative di competenza intenda assumere a supporto della Regione Lazio o di ANAS, per assicurare la realizzazione dell'autostrada Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone. Atto n. 3-01693 CALANDRINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: è pervenuta all'interrogante una segnalazione informale riguardante perplessità espresse a mezzo di social network in merito all'utilizzo di voli charter per il rientro in Italia di connazionali rimasti bloccati in Spagna a causa dell'emergenza COVID-19; sono stati palesati dubbi relativi all'esosità dei costi dei voli promossi dal Comitato italiani all'estero di Madrid, di concerto con due agenzie di viaggio private (la Viajes Eco e Tenerife Golf SpA), rispetto alle offerte di altre compagnie aeree; in particolare, il 3 giugno 2020, 215 italiani sono rientrati in Italia su un volo charter di rimpatrio promosso dal Comites di Madrid e organizzato in collaborazione con un'agenzia di viaggio spagnola; la rimozione del divieto di voli diretti dall'Italia per la Spagna, già dal 19 maggio attraverso il ripristino dei collegamenti regolari tra Madrid e Barcellona e Roma a partire dai primi di giugno, unitamente ad ulteriori voli speciali attivati da altre compagnie aeree, è la dimostrazione dell'inutilità dell'iniziativa intrapresa;