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MANCUSO Registrato alla Corte dei conti il 12 giugno 1995 Registro n. 1 Industria, foglio n. 50 AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato e stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il comma 2 dell'art. 3 della legge n. 125/1968 (Nuove norme concernenti il personale delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura) prevede che la posizione giuridica e di carriera, il trattamento economico, assistenziale e previdenziale del personale delle camere di commercio sono disciplinati da apposito regolamento-tipo da emanarsi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministero del tesoro, sentite le organizzazioni sindacali più rappresentative; il personale degli attuali ruoli camerali sarà immesso nelle corrispondenti carriere e qualifiche dei ruoli da istituire, conservando l'anzianità di carriera e di qualifica maturate nei ruoli di provenienza. - L'art. 85 del regolamento-tipo, approvato con decreto interministeriale 12 luglio 1982, recante disposizioni sul trattamento giuridico-economico del personale camerale, era così formulato: "Art. 85. - Per l'acquisto di alloggio destinato ad uso di propria abitazione a ciascun dipendente può essere concessa l'anticipazione in misura non superiore alla metà dell'importo del fondo di previdenza da lui maturato alla data della domanda. Tale anticipazione, a richiesta del dipendente stesso, potrà essere estinta con rate di ammortamento costanti e comprensive di interessi legali a scalare durante il periodo di permanenza in servizio, o in un'unica soluzione, trattenendone il relativo ammontare, per quote di capitale e interessi composti, calcolati anno per anno, dalla liquidazione spettante a fine servizio. Possono essere concesse anticipazioni nel limite di un quinto per miglioramenti da apportare all'alloggio di proprietà in uso del dipendente. Le anticipazioni di cui ai commi precedenti sono garantite con l'accensione di ipoteca sull'immobile. All'atto della liquidazione finale del trattamento di previdenza deve essere tenuto conto dell'importo delle anticipazioni di cui ai commi precedenti e non estinte, nonché dell'ammontare dei relativi interessi. Per le stesse finalità e con le stesse modalità e garanzie di cui ai precedenti commi, possono essere concesse anticipazioni sulle indennità di anzianità di cui all'art. 77 del presente regolamento; tali anticipazioni devono essere contenute nell'importo dell'80% sulla indennità maturata alla data della richiesta. Le anticipazioni di cui al precedente comma e quelle di cui al primo comma del presente articolo non sono cumulabili". - L'art. 1 della legge n. 353/1990 (Provvedimenti urgenti per il processo civile) sostituisce l'art. 1284 del codice civile con il seguente: "Art. 1284 (Saggio degli interessi). - Il saggio degli interessi legali è del dieci per cento in ragione di anno. Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura. Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale". - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Nota all'art. 1: - Per l'art. 85 del regolamento-tipo approvato con D.M. 12 luglio 1982, nella formulazione previgente alla sostituzione, si veda nelle note alle premesse.