[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 7, del decreto legislativo 1° aprile 2004, n. 111 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento di funzioni in materia di viabilità e trasporti), promosso con ricorso della Regione Veneto, notificato il 2-10 luglio 2004, depositato in Cancelleria il 9 luglio 2004 ed iscritto al n. 66 del registro ricorsi 2004. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; nonché l'atto di intervento della Regione Friuli-Venezia Giulia; udito nell'udienza pubblica del 7 giugno 2005 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro; uditi l'avvocato Alfredo Biagini per la Regione Veneto, l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Giandomenico Falcon per la Regione Friuli-Venezia Giulia.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso ritualmente notificato alla Regione Friuli-Venezia Giulia e notificato al Presidente del Consiglio dei ministri presso l'Avvocatura generale dello Stato in data 2 luglio 2004 e presso la sede della Presidenza del Consiglio dei ministri in data 10 luglio 2004, la Regione Veneto ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 7, del decreto legislativo 1° aprile 2004, n. 111 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento di funzioni in materia di viabilità e trasporti), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 4 maggio 2004, in relazione all'art. 65 dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia, nonché agli artt. 3, 5, 76, 114, 117, 118, 123 della Costituzione. Riferisce la ricorrente che il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59) ha conferito alle Regioni ed agli enti locali funzioni e compiti di programmazione e gestione in materia di trasporto pubblico locale e che lo stesso decreto legislativo, chiarendo che rientrano nella nozione di trasporto pubblico di interesse regionale e locale i servizi di trasporto di persone e merci non ricompresi tra quelli tassativamente individuati dall'art. 3, ha conferito alle Regioni e agli enti locali, con le modalità di cui agli articoli 6 e seguenti, tutti i compiti e tutte le funzioni relativi al servizio pubblico di trasporto di interesse regionale e locale, in atto esercitati da qualunque organo o amministrazione dello Stato, centrale o periferica, anche tramite enti o altri soggetti pubblici, tranne quelli espressamente mantenuti allo Stato dall'art. 4. La Regione Veneto ha dato attuazione al decreto legislativo n. 422 del 1997 con la legge regionale 30 ottobre 1998, n. 25 (Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale), che detta una puntuale regolamentazione delle funzioni di cui si tratta. Quanto alle Regioni a statuto speciale (ed, in particolare, alla Regione Friuli-Venezia Giulia), l'art. 1, comma 3, del decreto legislativo n. 422 del 1997 ha stabilito che il conferimento delle funzioni ed il trasferimento dei relativi beni e risorse sarebbero stati disposti nel rispetto degli statuti attraverso apposite norme di attuazione. Dette norme, relativamente alla Regione Friuli-Venezia Giulia, sono state approvate con il decreto legislativo 1° aprile 2004, n. 111. Quanto al settore ferroviario, le specifiche modalità di ripartizione delle linee interregionali sono state concertate, a partire dal 1998 e, dunque, prima della riforma costituzionale del 2001, nell'ambito di ripetuti incontri ed accordi tra tutti gli enti interessati. All'originaria regolamentazione dettata dal Ministero dei trasporti e da F.S. S.p.a. nel febbraio 1998 era subentrato un diverso accordo (al quale avevano concorso anche la Regione Veneto, la Regione Friuli-Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano) con il quale, tra l'altro, erano stati attribuiti alla Regione Veneto tutti i servizi interregionali della linea Venezia - Treviso - Udine - Trieste, mentre al Friuli-Venezia Giulia erano stati assegnati tutti i servizi interregionali della linea Venezia - Trieste. Il richiamato decreto legislativo n. 111 del 2004, nel dettare «norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento di funzioni in materia di viabilità e trasporti» dispone altresì, con la norma contenuta nell'art. 9, comma 7, che «Dei servizi di trasporto ferroviario interregionale tra le Regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto sono attribuiti alla Regione Friuli-Venezia Giulia quelli individuati sulla base di un'intesa tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le citate Regioni, che tenga conto della prevalenza dei viaggiatori per chilometro sulle origini/destinazioni esclusivamente dell'utenza ferroviaria interregionale, ovvero dell'esistenza di coincidenze nel nodo di Mestre-Venezia con ulteriori treni di lunga percorrenza, per il collegamento della Regione Friuli-Venezia Giulia con il resto del territorio nazionale. Fino alla definizione della citata intesa i servizi interregionali continuano ad essere disciplinati dal contratto di servizio nazionale». Secondo la Regione Veneto, l'art. 9, comma 7, del decreto legislativo n. 111 del 2004 presenterebbe evidenti profili di illegittimità costituzionale, e, in particolare, violerebbe l'art. 65 dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia approvato con legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1; gli artt. 5, 76, 114, 117, 118, 123 della Costituzione; i principî di autonomia, di adeguatezza e di sussidiarietà, nonché di leale collaborazione tra Stato e Regioni e di ragionevolezza. La potestà attribuita al legislatore delegato dall'art. 65 dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia è circoscritta alla formulazione di «norme di attuazione dello Statuto» stesso e di «quelle relative al trasferimento all'Amministrazione regionale degli uffici statali che nel Friuli-Venezia Giulia adempiono a funzioni attribuite alla Regione». In particolare, il d.lgs. n. 111 del 2004 ha ad oggetto il trasferimento delle funzioni attinenti alla «viabilità [...] di interesse locale e regionale» ai sensi dell'art. 4, comma 1, n. 9, dello statuto, riferendosi perciò a «tutte le funzioni amministrative in materia di pianificazione, di programmazione, di progettazione, di esecuzione, di manutenzione, di gestione, di nuova costruzione o di miglioramento nonché vigilanza delle reti stradali regionale e nazionale, ricadenti sul territorio regionale» (art. 1).