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oggi, il MAAM, museo dell'altro e dell'altrove di Metropoliz ospita oltre 600 opere site-specific realizzate da artisti italiani ed internazionali, tra i quali Veronica Montanino, Michelangelo Pistoletto, Gian Maria Tosatti, Gianfranco Notargiacomo, Mauro Cuppone, Eduardo Kobra, Gonzalo Borondo, Sten & Lex; gli oltre 60 nuclei familiari che abitano Metropoliz si occupano della cura costante dello spazio e delle opere, oltre che delle iniziative di rilevanza sociale e culturale che vi si svolgono, con il coinvolgimento del territorio circostante e di una comunità molto estesa; la presenza delle opere d'arte costituisce un ulteriore stimolo alla cooperazione, alla solidarietà, alla coesione della comunità in un processo di scambio ed acquisizione identitaria tra abitanti, esperienze artistiche, opere e cittadini; il valore e l'eccezionalità dell'esperienza del Metropoliz e del MAAM hanno coinvolto un'ampia comunità di artisti, attivisti, ricercatori universitari, personalità della cultura ed istituzioni che sostiene da anni il museo abitato e sono state oggetto di documentari, studi e ricerche universitarie, come dimostra una vasta bibliografia italiana ed internazionale; Metropoliz e MAAM hanno ispirato film e documentari e l'esperienza è stata raccontata in varie circostanze istituzionali, tra le quali, da ultimo, la mostra biennale di architettura di Venezia 2021, ospite del padiglione Italia; considerato che: la sopravvivenza del museo abitato di Metropoliz è a rischio a causa della volontà del proprietario dell'area di rientrarne in possesso per valorizzare il suo investimento attraverso l'abbattimento del manufatto e l'edificazione di una nuova struttura che non intende tenere conto dell'esperienza del museo abitato, né dei suoi abitanti e del suo valore culturale e sociale; già nell'ottobre 2018, l'allora assessore per la crescita culturale di Roma capitale scriveva all'allora Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo per portarlo a conoscenza del valore culturale dell'esperienza del museo abitato e della necessità di preservarlo e salvaguardarlo, trovando una soluzione adeguata; l'esperienza dell'unico museo abitato al mondo riveste un interesse generale per il valore artistico delle opere che contiene, per la comunità che lo anima, per la funzione sociale e culturale che svolge, in modo pienamente corrispondente a quanto dispone la seconda parte dell'articolo 42, comma terzo, della Costituzione italiana: "La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale", si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per salvaguardare l'esperienza artistica e culturale di Metropoliz e del MAAM, museo dell'altro e dell'altrove. Atto n. 3-02972 TURCO Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale e dello sviluppo economico Premesso che: la proposta della Ministra per il sud avente ad oggetto la "riprogrammazione concernente la progettazione dell'Acquario green", che verrà discussa nel prossimo incontro nell'ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) il 7 dicembre 2021, rappresenta, a giudizio dell'interrogante, uno schiaffo alla città e ai cittadini di Taranto; trattasi di un progetto finanziato, nel corso dell'anno 2020, dal Governo Conte II per circa 50 milioni di euro, finalizzato a creare un centro multimediale di cultura del mare e di ricerca scientifica nell'ambito della biologia marina, oltre che a consentire il recupero e la salvaguardia dell'area del Mar Piccolo, della storia delle civiltà del Mediterraneo, di Taranto e della Magna Grecia. L'Acquario green rientra nel più ampio progetto di riqualificazione della città di Taranto e di un'importante area abbandonata all'interno del borgo, destinandola ad attività turistica e di ricerca. Si tratta di una fondamentale infrastruttura destinata a riconvertire sul piano economico, sociale e culturale un territorio che, con fatica, negli ultimi anni ha iniziato un processo di diversificazione del suo assetto strategico e che adesso rischia di essere fermato; questa, a parere dell'interrogante, assurda proposta avviene a margine di un periodo in cui il CIS Taranto ha prodotto solo "il nulla". Negli oltre 11 mesi trascorsi dall'insediamento della nuova governance , infatti, si registra un solo incontro in videoconferenza, con all'ordine del giorno la presa d'atto di misure già programmate e finanziate. Il progetto che si intende definanziare è già nella fase di progettazione, così come ha reso noto la Regione Puglia con nota dello scorso 29 novembre, dove la misura è definita "un progetto-bandiera nel processo di riqualificazione dell'immagine e dell'attrattività della città, in coerenza anche con lo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo del 2026". La stessa Autorità portuale, soggetto attuatore, con nota del 30 novembre scorso, ha confermato il rispetto dei tempi di realizzazione della progettazione e della conseguente gara di affidamento. Non si comprendono, pertanto, le ragioni della proposta di definanziamento di un'opera così strategica, importante e tanto attesa dai cittadini di Taranto; inoltre, dall'ordine del giorno della prossima riunione del CIS, si apprende che non è stato ancora ultimato il procedimento amministrativo di un altro importante progetto, già deliberato e finanziato nel corso del Governo Conte II, cioè l'insediamento produttivo del Gruppo Ferretti, leader nel luxury della nautica da diporto, che dovrebbe garantire oltre 200 posti di lavoro diretti, oltre la creazione di nuove filiere produttive; si constata, peraltro, che non è stato dato seguito alle delibere e agli impegni assunti nel 2020, in sede di CIS e CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), nonché all'attuazione del contratto di sviluppo e alla progettazione esecutiva già completata da diverso tempo. Questa inerzia operativa accumulata negli ultimi undici mesi, rischia di compromettere la realizzazione dell'intero investimento, oltre ad incrinare la credibilità e la reputazione dell'Italia nei confronti di un'importante impresa multinazionale presente nel Paese da decenni. Tant'è che la stessa ha più volte minacciato di rinunciare all'investimento in considerazione dell'assenza di riscontro agli impegni assunti da parte dell'attuale Governo, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano informare il Parlamento sulla non condivisibile proposta all'ordine del giorno e su quanto non realizzato in questi 11 mesi nell'ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo, considerato che la città di Taranto ha urgente necessità, quale area di crisi industriale complessa, di risposte certe, concrete e immediate alle numerose problematiche, affinché non vengano vanificati gli sforzi compiuti per il mantenimento degli equilibri sociali raggiunti così faticosamente in questi ultimi anni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02971 FARAONE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Tributi Italia S.p. A. era, fino al 2009, una società iscritta all'Albo nazionale dei soggetti abilitati all'accertamento della riscossione e liquidazione delle entrate comunali;