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Anche nel 2014, si darà priorità alla regione occidentale ed in particolare alla provincia di Herat, privilegiando lo sviluppo rurale, il miglioramento del reddito e delle infrastrutture. Nelle proposte formulate si è ovviamente tenuto conto dei settori prioritari indicati dall'accordo di partenariato firmato nel gennaio del 2012 (governance/rule of Law , infrastrutture, sviluppo rurale/agricoltura) e degli ambiti trasversali e settori di impegno citati dall'accordo ( gender , sanità, patrimonio culturale). L'impegno italiano troverà concreta attuazione anche sul piano bilaterale mediante contributi alle amministrazioni locali per il sostegno ai programmi di formazione e per la cooperazione nel settore universitario, della sanità e in quello archeologico; e ancora mediante contributi agli organismi internazionali, tra i quali l'Unicef, per il sostegno alla frequenza scolastica gli organismi internazionali. Per quanto riguarda l'Iraq, nel corso del 1º semestre 2014, sul piano bilaterale, si intende continuare l'intervento a sostegno dello sviluppo del paese con interventi selettivi volti a massimizzare l'impatto delle attività svolte. Occorrerà quindi mantenere una struttura di monitoraggio e coordinamento per accompagnare i diversi progetti in essere e garantire assistenza tecnica in loco alle autorità irachene in particolare per l'utilizzo del credito di aiuto. Pertanto le risorse finanziarie saranno destinate al Progetto di capacity-building per la valorizzazione a livello internazionale del patrimonio culturale iracheno, all'intervento integrato nel settore agricolo nelle province meridionali dell'Iraq, al progetto di capacity-building delle autorità sanitarie irachene sul monitoraggio epidemiologico, a quello di assistenza tecnica al Ministero delle finanze iracheno e anche al monitoraggio e al coordinamento dei programmi di sviluppo in corso di realizzazione in Iraq e per l'assistenza tecnica al Paese per l'utilizzo della linea di credito. L'intervento italiano sarà anche destinato, mediante contributi finanziari, al sostegno di iniziative realizzate da organismi internazionali. Per quanto riguarda la Siria e i Paesi limitrofi si darà seguito all'impegno assunto dal Presidente del Consiglio dei ministri in occasione del Vertice G20 di San Pietroburgo, e pertanto si proseguirà nelle azioni e negli interventi destinati alla popolazione civile in fuga dal conflitto in Siria tenendo anche conto del carattere regionale della crisi siriana, che coinvolge anche i Paesi limitrofi (in particolare Libano, Giordania ed Iraq). Si opererà attraverso gli organismi multilaterali presenti nel Paese (Nazioni Unite e Croce Rossa). Si prevede l'erogazione di un contributo a favore del Syria Recovery Trust Fund (SRTF) tedesco-emiratino, destinato a finanziare iniziative di immediato impatto (alimenti, acqua, energia, sanità e sicurezza) e di supporto ai Consigli locali, nonché a sostenere il processo di ricostruzione della Siria; si prevede altresì il finanziamento di iniziative in corso nel settore della ricostruzione e riabilitazione dei servizi di base in Siria, in collaborazione con la Assistance Coordination Unit (ACU) della National Coalition of Syrian Revolution and Opposition Force . Per quanto concerne gli interventi di emergenza si prevede il finanziamento di iniziative, anche con il concorso di ONG italiane, nei settori materno-infantile, della sicurezza alimentare, dell'assistenza ai rifugiati, della protezione, del rafforzamento dei servizi di base, dell'educazione, nonché la partecipazione alle iniziative delle Agenzie ONU attive sul canale umanitario: la FAO per progetti di riabilitazione di reti idriche, semina, ripresa e potenziamento della attività e infrastrutture agricole; il PAM per forniture alimentari urgenti; l'UNICEF per assistenza materno-infantile, protezione ed educazione e l'UNRWA per l'assistenza ai rifugiati palestinesi e la partecipazione allo SHARP (Syria Humanitarian Assistance Response Plan) e RPP (Regional Response Plan) avendo a mente la priorità di garantire adeguate risorse a favore dell'accoglienza dei rifugiati ospiti nei campi, nonché per interventi nei settori della protezione, sicurezza alimentare, salute, acqua, educazione, nutrizione e contrasto alla gender based violence. Per quanto concerne la Libia si prevede di destinare risorse finanziarie per la realizzazione di progetti di assistenza umanitaria nei settori della protezione delle categorie più vulnerabili della popolazione o, in alternativa, nel settore della salute, la cui esecuzione verrebbe affidata ad agenzie delle Nazioni Unite o al Comitato internazionale della Croce rossa. In continuità con la strategia seguita in Somalia dalla Cooperazione italiana, basata sia sull'aiuto d'emergenza che sul sostegno al capacity building istituzionale, si prevede la partecipazione finanziaria italiana per il sostegno al bilancio dello stato somalo anche mediante un eventuale ricorso ad un Trust Fund presso la Banca Mondiale o altra agenzia internazionale, il contributo all' UNICEF per interventi nel settore dell'educazione e per la scolarizzazione di un milione di bambini e giovani somali. In aggiunta si prevede di dare sostegno ai progetti inclusi in quelli delle Nazioni Unite e della Croce rossa internazionale. Per quanto riguarda altri Paesi dell'area si prevede l'erogazione di un contributo agli Organismi internazionali che operano nel quadro dell'appello consolidato delle Nazioni Unite 2014 per il Mali ( in primis mediante il sostegno ai programmi alimentari e nutrizionali del PAM) e del Comitato della Croce rossa internazionale, nonché degli altri appelli ONU per i paesi limitrofi ed interessati dalla crisi nel Sahel, anche nella prospettiva di una piena operatività dell'istituendo fondo prospettato dal Presidente Prodi nel quadro della strategia integrata per il Sahel. Per il Sudan si prevede l'erogazione di un contributo ad UNFPA per il finanziamento di un programma pe la protezione delle donne e dei bambini nei campi rifugiati; il sostegno al programma sanitario dell’Unione europea (cooperazione delegata) in favore delle popolazioni vulnerabili sudanesi denominato « Strengthening Sudan Health Service -- SHSS» nonché il finanziamento di attività nel settore sanitario, idrico e dell'educazione da realizzare con il concorso di ONG cui potrebbe aggiungersi un contributo a favore di UNHCR o altra agenzia internazionale per attività di assistenza a favore delle popolazioni del Darfur. Infine per quanto riguarda il Sud Sudan si ritiene essenziale mantenere il sostegno alle giovani istituzioni di Juba, attraverso l'erogazione di un contributo ad UNICEF per il finanziamento di un programma educativo rivolto a sfollati interni, rifugiati e comunità ospitanti nelle situazioni di maggiore emergenza. Inoltre si prevede la prosecuzione degli interventi nei settori dell'acqua e gestione del territorio, sicurezza alimentare, salute e istruzione nonché il finanziamento di un progetto di assistenza e protezione a favore dei rifugiati eritrei e somali, in particolare di quelli a rischio di essere vittime dei trafficanti di essere umani. L'azione della cooperazione italiana sarà altresì destinata al Pakistan, prevalentemente nel settore dello sviluppo rurale, dove si concentrano maggiormente le condizioni di povertà, nei settori sociali, con attenzione ai gruppi maggiormente vulnerabili, come le minoranze. I fondi richiesti intendono mantenere tali priorità, prevalentemente attraverso attività di capacity-building , per il rafforzamento delle istituzioni pakistane competenti per tali settori.