[ddlpres]

La cessione a titolo oneroso dell'immobile alberghiero non configura una plusvalenza realizzata ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera b) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 4. Qualora il venditore dell'immobile alberghiero non sia un soggetto in possesso di partita dell'imposta sul valore aggiunto, il compratore è tenuto al pagamento dell'imposta di registro in misura fissa, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sul registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. 5. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono concesse dalle regioni, che provvedono alla gestione dei fondi ad esse destinati in modo diretto o avvalendosi dei soggetti di garanzia collettiva fidi, di cui all'articolo 13, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, o attraverso la costituzione di appositi fondi di investimento destinati alla riqualificazione degli immobili alberghieri. 6. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni adottano norme relative alle modalità per la gestione dei fondi e per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni, alla determinazione dei requisiti necessari per avere accesso alle agevolazioni, ai criteri per l'individuazione delle priorità nella concessione delle agevolazioni e per la conseguente predisposizione delle graduatorie, alle modalità di accertamento del possesso e del mantenimento dei requisiti, alle procedure per la revoca delle agevolazioni. 7. Le agevolazioni di cui al comma 1, sono concesse alle imprese in conformità alla normativa dell’Unione europea relativa all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in materia di aiuti di Stato, ed in particolare alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni. Art. 3. (Agevolazioni fiscali per i soggiorni in patria dei cittadini italiani) 1. All’articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera i- bis ), è aggiunta la seguente: « i -ter ) Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, per le spese sostenute negli anni 2013, 2014 e 2015 per servizi di pernottamento in strutture ricettive turistico-alberghiere localizzate nel territorio italiano spetta una detrazione dall'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, nella misura del 19 per cento per un importo delle spese stesse non superiore a 500 euro». 2. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1 si provvede mediante l'istituzione di un apposito fondo denominato «Fondo per il sostegno all'alloggio turistico» nell'ambito del bilancio del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo con uno stanziamento annuo di almeno 50 milioni di euro. Art. 4. (Proroga di termini) 1. Il termine di cui all'articolo 15, comma 7, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, è ulteriormente prorogato di due anni per le strutture turistico alberghiere che, alla data del 31 dicembre 2013, risultano ammesse al piano straordinario biennale di adeguamento antincendio, approvato con decreto del Ministro dell'interno del 16 marzo 2012 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 30 marzo 2012, il cui termine di ammissione è stato differito dall'articolo 1, comma 2, del decreto del Ministro dell’interno 15 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 19 maggio 2012 Art. 5. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio