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se il Ministro dell'interno sia a conoscenza della delicata, complessa vicenda del Castelsandra e se sia stata valutata la possibilità di revocare il finanziamento di questo progetto di riqualificazione, in quanto non coerente con le finalità del bando e in quanto si tratta di bene già confiscato alla camorra, che rischia di esserle riconsegnato con il ricorso alla finanza di progetto che copre il 100 per cento della spesa prevista; se i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo valutino, nella loro attività di vigilanza, la possibilità di annullare il protocollo d'intesa inavvedutamente sottoscritto dall'ente parco nazionale e dalla Soprintendenza di Salerno; se infine sia stata valutata la ricognizione del bene già confiscato e ora riconsegnato al Comune di Castellabate e se sia stata verificata nel contempo l'esistenza di altri beni abusivamente realizzati in quell'area gravata da uso civico, disponendone la demolizione e la riqualificazione naturalistica secondo il progetto che a tale fine era stato predisposto dallo stesso ente parco nazionale e denominato "Il giardino del Mediterraneo", finanziandone la realizzazione, per restituire effettivamente la fruizione dell'immobile alla comunità che ne è tuttora priva, nonostante la riconsegna fatta al Comune, essendo rimasta l'area recintata e chiusa al pubblico. Atto n. 4-04724 RUOTOLO DE PETRIS NUGNES VALENTE Al Ministro dell'interno Premesso che: la suprema Corte di cassazione (quinta sezione), il giorno 20 novembre 2020, ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per Francesco Cirillo, riconoscendolo come uno degli organizzatori dell'omicidio dell'imprenditore Domenico Noviello, avvenuto il 16 maggio 2008, a Baia Verde, nel comune di Castel Volturno, nel casertano; da notizie di stampa e dalla denuncia degli stessi familiari dell'imprenditore ucciso si apprende che Cirillo dal giorno del pronunciamento della sentenza definitiva risulta irreperibile; l'imprenditore Domenico Noviello nel 2001 aveva denunciato un tentativo di estorsione ai suoi danni da parte di esponenti del clan dei Casalesi; tra loro figurava lo stesso Francesco Cirillo, l'unico condannato tra i camorristi arrestati e che già in quella circostanza si diede alla latitanza; 7 anni dopo la condanna di Cirillo, il gruppo criminale facente capo a Giuseppe Setola diede il via alla "stagione del terrore" nel casertano, durante la quale il clan provò a riaffermare il predominio sul territorio uccidendo, in poche settimane, 18 persone, tra cui anche "imprenditori coraggio" come Noviello; tutti i killer e gli organizzatori dell'omicidio Noviello sono stati condannati all'ergastolo o a pesanti pene detentive tranne Cirillo, per un iter processuale molto travagliato: condannato all'ergastolo in primo grado nel 2014 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; assolto dalla Corte di appello nel 2016, sentenza annullata dalla Cassazione nel 2017, nuova sentenza di condanna a 30 anni in appello e, per finire, la sentenza definitiva a 30 anni della Cassazione del 20 novembre 2020; la notizia dell'irreperibilità di Cirillo non solo ha scosso i familiari dell'imprenditore e in particolare il primogenito Massimiliano, che nel 2001 denunciò Cirillo insieme al padre, e vive da anni sotto scorta, ma ha anche turbato un ampio fronte civico di lotta alla camorra come il comitato "don Peppe Diana" e l'amministrazione di Casal di Principe con il sindaco Renato Natale che da anni operano su quel difficile territorio per l'affermazione dei valori della legalità, della giustizia e della memoria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda tener conto di quanto esposto e se non ritenga alla luce della gravità e del clamore della notizia, anche rispetto al grande impegno civico contro i clan , di adottare attraverso le forze dell'ordine e gli organismi investigativi iniziative straordinarie per assicurare alla giustizia il latitante Cirillo; nell'ipotesi in cui si ravvisassero eventuali responsabilità della fuga di Cirillo, se ritenga di adottare iniziative al riguardo. Atto n. 4-04725 MININNO ROMANO Al Ministro della difesa Premesso che: ai sensi dell'articolo 878 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, i volontari in ferma prefissata delle forze armate sono militari in servizio temporaneo e, come tali, non sono legati a rapporto di impiego, ma solo a rapporto di servizio per la durata della loro ferma; ai sensi del comma 1 dell'articolo 954, i volontari in ferma prefissata di un anno possono essere ammessi, a domanda, a due successivi periodi di rafferma, ciascuno della durata di un anno; ai sensi dell'articolo 700, possono partecipare ai concorsi per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata quadriennale i volontari in ferma prefissata di un anno, ovvero in rafferma annuale, in servizio o in congedo; ai sensi dell'articolo 701 del codice, i volontari sono ammessi alla ferma prefissata quadriennale con il grado di caporale ovvero di comune di prima classe o di aviere scelto; ai volontari in ferma prefissata di un anno, anche se in rafferma o in prolungamento della ferma per esigenze concorsuali, non compete alcun recupero compensativo, nel caso in cui la loro attività lavorativa si protragga oltre il normale orario di servizio, ad eccezione dei recuperi psicofisici, di natura non retributiva; ai volontari in ferma prefissata quadriennale compete il recupero compensativo pari a un terzo dell'attività lavorativa effettuata oltre l'orario normale di servizio e il recupero pieno nel rapporto uno a uno per i servizi presidiari e di caserma, anche non armati, effettuati oltre il normale orario di lavoro; con provvedimento della Direzione generale per il personale militare del 5 agosto 2020 è stata definita la graduatoria dei vincitori dell'Aeronautica militare relativa al concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento, per il 2019, di 1.753 volontari in ferma prefissata quadriennale nelle forze armate; i vincitori in costanza di servizio sono stati immessi nel ruolo di volontari in ferma quadriennale con il grado di aviere scelto con decorrenza giuridica e amministrativa dall'8 ottobre 2019; considerato che: per quanto risulta agli interroganti in alcuni reparti dell'Aeronautica militare al personale vincitore è stato riconosciuto il diritto al recupero compensativo solo dal 5 agosto 2020 invece che dall'8 ottobre 2019; questa applicazione delle norme è suscettibile di generare un elevato contenzioso con l'amministrazione, dal momento che l'eventuale ritardo delle procedure concorsuali non può ripercuotersi sui diritti del lavoratore militare, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di garantire al personale vincitore di concorso per il passaggio a volontario in ferma prefissata quadriennale, in costanza di servizio, l'applicazione dei diritti legati al nuovo status , compresa la fruizione del recupero compensativo, dalla data di anzianità giuridica e non da quella di emissione del provvedimento della Direzione generale.