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Il malato con MCS deve, quindi, modificare, in funzione di tale evitamento chimico, il luogo di vita e di lavoro, la casa, le sue attività del tempo libero e l'alimentazione che deve essere biologica e priva di additivi chimici o conservanti. Questo compito può essere facilitato dall'adozione di ausili terapeutici come maschere di cotone o carta ai carboni attivi o ai filtri di cotone, maschere di ceramica per l'ossigeno, purificatori ai carboni attivi o all'osmosi inversa per l'acqua, purificatori dell'aria interamente in metallo ai carboni attivi e filtri HEPA per l'auto e per la casa. Nel caso di allergia di tipo IV ai metalli, è stato dimostrato un miglioramento dei malati di MCS attraverso la rimozione protetta delle amalgame dentali, degli altri metalli odontoiatrici o protesici. Studi sperimentali indicano un percorso terapeutico volto ad abbassare un carico tossico del corpo attraverso l'alloggio prolungato in unità ambientali controllate, terapie quotidiane fisiche e del calore, nonché integrazioni volte ad abbassare lo stress ossidativo che è tipicamente molto alto nei pazienti con MCS. Poiché la MCS può variare molto da caso a caso e nel tempo, con individui completamente disabili e con altri che soffrono solo di lievi sintomi occasionalmente, il Consenso internazionale del 1999 raccomanda di caratterizzare ogni diagnosi con indicatori quantitativi o qualitativi di impatto sulla vita o disabilità (ovvero: minimale, parziale, totale) ; gravità dei sintomi (ovvero: deboli, moderati e gravi) ; frequenza dei sintomi (ovvero: giornaliera, settimanale, mensile); e implicazioni sensoriali, identificando quali sistemi sensoriali siano coinvolti -- olfattivo, trigemino, gustativo, auditivo, visivo e/o tattile, includendo la percezione di vibrazioni, dolore, e caldo o freddo -- che mostrino una variazione di sensibilità (in più o in meno) o di tolleranza a normali livelli di stimolazioni, sia in modo cronico, che in risposta a esposizioni a particolari sostanze chimiche. In Italia ci sono già decine di malati gravi con invalidità civile per MCS al 100 per cento e qualche caso di invalidità con accompagnamento, ma si tratta di casi in cui la malattia era a uno stadio talmente avanzato che non vi erano dubbi sulla diagnosi e sullo stato di invalidità, mentre è necessario tutelare con il riconoscimento di invalidità anche i soggetti ancora in attività lavorativa al fine di renderli il più a lungo possibile cittadini attivi nella società. Negli Stati Uniti d'America la MCS è riconosciuta come malattia e invalidità dall' American with Disabilities Act (ADA) legge sulla disabilità, dal Dipartimento statunitense per lo sviluppo edilizio e urbanistico, dall'Agenzia per la protezione ambientale (EPA), da agenzie, commissioni, istituti e dipartimenti federali, statali e locali, nonché da sentenze di corti federali e statali. In Germania, Austria e Giappone la MCS è stata inclusa nella classificazione internazionale delle malattie dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ICD-10, con il codice T78.4 relativo ad «allergia non specificata». Il Ministero tedesco del welfare , inoltre, parifica la MCS a un'invalidità motoria. L'Agenzia per la protezione ambientale della Danimarca ha pubblicato nel 2004 un rapporto sulla MCS, nel quale conclude che esiste un'ampia evidenza scientifica che le sensibilità sono dovute a fattori ambientali e il Governo danese si è impegnato per minimizzare l'uso di materiali che emettono gas negli ambienti interni al fine di prevenire lo sviluppo di questa condizione. Le patologie che possono comportare iper-sensibilità ad agenti chimici sono l'encefalopatia neurotossica, l'encefalite mialgica o sindrome da fatica cronica (CFS), la fibromialgia, la sindrome delle vie aeree iper-reattive, asma aspecifica, l'emicrania, la sindrome di Daunderer, la sindrome di Sjogren, la dermatite atopica, il cancro (soprattutto in caso di trattamento chemioterapico) e molte altre condizioni. Un'altra patologia ambientale di enorme diffusione negli ultimi decenni, che tra l'altro colpisce anche molti soggetti con MCS, è la ES, ovvero la reazione multi-organo a campi elettromagnetici presenti nella vita quotidiana, come quelli emessi dalle linee elettriche ad alta tensione (elettrodotti), da trasmettitori radiotelevisivi, da elettrodomestici e da strumenti di uso lavorativo (per esempio videoterminali) e, soprattutto, dai cellulari e dai ripetitori della telefonia mobile o da stazioni radio-base. Si tratta di una condizione che può comportare sintomi fastidiosi e saltuari ma anche un vero e proprio stato di malattia grave con una conseguente riduzione o perdita della capacità lavorativa e un degrado della qualità della vita. Studi scientifici «in doppio cieco» hanno evidenziato che i soggetti elettrosensibili erano in grado di riconoscere correttamente la presenza dei campi elettromagnetici e manifestavano, a seguito della stimolazione, i sintomi da essi attribuiti a tali campi. Negli ultimi anni, inoltre, si sono accumulate evidenze sperimentali sempre più numerose a supporto della obiettività delle «malattie da elettrosmog» e delle loro possibili basi molecolari, cellulari e funzionali. Il professor Olle Johansson dell'Istituto Karolinska in Svezia ha scoperto, in particolare, un aumento dei mastociti e di altre sostanze da essi secrete nei campioni di pelle del viso di persone elettrosensibili poste di fronte a videoterminali. I mastociti svolgono un ruolo nelle reazioni allergiche, di ipersensibilità e nelle reazioni anafilattiche, ma anche nella produzione di sostanze responsabili della vasodilatazione e della contrazione della muscolatura e potrebbero essere responsabili anche dei sintomi simili a infarto riferiti da alcuni elettrosensibili dopo l'esposizione a campi elettromagnetici. In Svezia, dove la condizione colpisce, secondo alcuni ricercatori, fino al 10 per cento della popolazione, il Ministero della salute e del welfare (Socialstyrelsen) , infatti, ha riconosciuto la ES come una «ridotta capacità che rende una persona inabile nella sua relazione con l'ambiente circostante» e suggerisce ai medici di classificare questa condizione con il codice internazionale di classificazione delle malattie ICD R68.8, relativo a «Altri sintomi generali specifici e segni di malattia» (Socialstyrelsen, Enheten för klassifikationer och terminologi 2009-03-09 Dnr 55-2573/2009). Il soggetto elettrosensibile, quindi, riceve sussidi per migliorare il proprio ambiente di vita o di lavoro, per esempio attraverso vernici o tende schermanti o, nei casi più gravi, con lo spostamento in un alloggio lontano da fonti elettromagnetiche. In Canada l'ES è riconosciuta come condizione invalidante ed esiste una tutela anche da parte del sistema pensionistico per i malati più gravi. Negli Stati Uniti d'America l'ES rientra nelle condizioni sotto tutela da parte del citato ADA.