[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144) e degli articoli 2 e 74 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), promosso con ordinanza del 21 maggio 2004 dal Tribunale di Trani, nel procedimento civile vertente tra Di Salvo Francesco e l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), iscritta al n. 711 del registro ordinanze 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 37, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visti gli atti di costituzione di Di Salvo Francesco, dell'INAIL, nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 6 giugno 2006 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro; uditi l'avvocato Luigi La Peccerella per l'INAIL e l'avvocato dello Stato Francesco Lettera per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che, nel corso del giudizio promosso da Francesco Di Salvo nei confronti dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL), per il conseguimento delle prestazioni assicurative dovute per l'infortunio sul lavoro subìto il 20 febbraio 1999, e in cui il ricorrente lamentava il mancato indennizzo del danno biologico, il Tribunale di Trani, sezione lavoro, in composizione monocratica, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144), nella parte in cui, introducendo l'indennizzabilità del danno biologico conseguito ad infortunio sul lavoro, ne limita l'applicazione agli infortuni verificatisi a decorrere dall'entrata in vigore del decreto ministeriale 12 luglio 2000 (Approvazione di «Tabella delle menomazioni»; «Tabella indennizzo danno biologico»; «Tabella dei coefficienti», relative al danno biologico ai fini della tutela dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), e, cioè, dal 25 luglio 2000, per violazione degli articoli 3, 32, primo comma, 35, primo comma, 38, secondo comma, e 76 della Costituzione, e, in via subordinata, ove siano ritenuti ratione temporis applicabili alla controversia, degli articoli 2 e 74 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella parte in cui non prevedono il risarcimento del danno biologico subìto dal lavoratore nello svolgimento e a causa delle proprie mansioni, per violazione degli artt. 3, 32, primo comma, 35, primo comma, e 38, secondo comma, della Costituzione; che il rimettente ha esposto che l'INAIL non intendeva indennizzare il danno biologico derivato dall'infortunio, perché avvenuto in data anteriore al 25 luglio 2000, e che l'interpretazione tendente ad escludere la risarcibilità del danno biologico, per ragioni temporali, comporta la lesione del diritto alla salute (artt. 32 e 38 della Costituzione, di immediata portata precettiva); che, nel settore del pubblico impiego, riguardo alle menomazioni per causa di servizio, i danni permanenti all'integrità psico-fisica, seppur senza riflessi sull'attività lavorativa, sono indennizzati con pensione privilegiata, assegno rinnovabile o assegno una tantum, con evidente disparità di trattamento rispetto al settore privato; che, in passato, la Corte costituzionale ha più volte osservato che il mancato risarcimento del danno biologico patito dal lavoratore non è in sintonia con la garanzia della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, oltre che con la tutela privilegiata del lavoro, nel quadro dei più generali principi di solidarietà e di eguaglianza; che la stessa Corte ha invitato il legislatore ad apprestare una piena e integrale garanzia assicurativa (sentenze n. 356 e n. 87 del 1991); che il legislatore ha raccolto l'invito tardivamente, e con rimedio parziale, giacché l'art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000 ha limitato l'indennizzabilità del danno biologico agli infortuni verificatisi e alle tecnopatie denunciate a decorrere dal 25 luglio 2000, data di entrata in vigore del d.m. 12 luglio 2000; che la limitazione all'indennizzabilità del danno biologico da infortunio sul lavoro non è, peraltro, contenuta tra i principi e criteri direttivi posti dalla legge n. 144 del 1999, con cui il Governo è stato delegato a dare riscontro ai solleciti della Corte costituzionale per superare i profili d'incostituzionalità del d.P.R. n. 1124 del 1965; che lo sbarramento temporale all'entrata in vigore del d.m. citato , come posto dall'art. 13, comma 3, del d.lgs. n. 38 del 2000, fa ritenere indennizzabili gli infortuni accaduti in data precedente in base agli artt. 2 e 74 del d.P.R. n. 1124 del 1965, censurati in via subordinata dal Tribunale di Trani; che le norme ora citate assicurano il lavoratore, qualora il danno consista nella riduzione della capacità lavorativa, escludendo la copertura ove la menomazione all'integrità psico-fisica non abbia avuto incidenza sull'attitudine al lavoro, con conseguente violazione dei principi di tutela della salute, del lavoro, dell'effettività delle garanzie assicurative, di eguaglianza e ragionevolezza, tenuto conto che ai dipendenti statali la legislazione vigente, da molto tempo, riconosce l'indennizzo del danno biologico per menomazioni contratte per causa di servizio; che se il contrasto con i principi costituzionali era ravvisabile prima del d.lgs. n. 38 del 2000, a maggior ragione lo è oggi, dopo che il legislatore ha riconosciuto il danno biologico, ma solo in base a una particolare decorrenza temporale; che nel giudizio innanzi alla Corte si sono costituiti sia il ricorrente Di Salvo che il resistente INAIL;