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Da ciò discende anche che non possono essere imposte modificazioni degli ordinamenti delle autonomie speciali senza il loro consenso e che è necessaria, anzi, la costituzionalizzazione (in ciascuno statuto) del principio dell'intesa e della natura pattizia degli statuti, ai fini dell'indispensabile adozione delle modifiche statutarie. Appare, infatti, fondamentale e strategico che si instauri progressivamente un processo di revisione degli statuti speciali, ritenendo insufficiente un mero adeguamento degli stessi al mutato assetto costituzionale – ferma restando la specificità delle situazioni legate alla presenza di minoranze linguistiche e a trattati internazionali. Risulta invece necessario rafforzare lo sviluppo e la valorizzazione delle singole realtà regionali. Costituendo gli attuali statuti un minimum di garanzia incomprimibile, i medesimi non possono essere riformati in pejus, ma solo incrementati, spettando la valutazione in merito all'opportunità e necessità di tale eventuale incremento in primis alle comunità interessate. Corollario di quanto sopra è l'individuazione di meccanismi procedurali tali da dare certezze temporali e di contenuto sulla positiva conclusione dell' iter di approvazione individuale delle leggi costituzionali di modifica degli statuti speciali. Nel caso peculiare della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, costituita dalle province autonome di Trento e di Bolzano, si è ritenuto di prevedere la possibilità sia dell'intesa, che del diniego; e che l'intesa o il diniego possano essere deliberati dai consigli regionale e provinciali, anche in seduta comune, con il voto della maggioranza dei rispettivi componenti, in analogia a quanto prevede l'attuale articolo 103 dello statuto, ma con una formula innovativa nella formazione del voto, anche di diniego dell'intesa, nel caso in cui il contenuto del disegno di legge da sottoporre alla seconda deliberazione delle Camere non corrisponda ai livelli attesi di tutela dell'autonomia speciale acquisita.. Art. 1. (Modifica allo statuto della Regione siciliana) 1. Il terzo comma dell'articolo 41- ter dello statuto della Regione siciliana, di cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, è sostituito dal seguente: « I progetti di modificazione del presente Statuto approvati dalle due Camere in prima deliberazione sono trasmessi dalla Camera competente per la fase procedimentale all'Assemblea regionale per l'espressione dell'intesa. Il diniego alla proposta d'intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti dell'Assemblea regionale. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono procedere alla seconda deliberazione ». Art. 2. (Modifica allo statuto speciale per la Valle d'Aosta) 1. Il terzo comma dell'articolo 50 dello statuto speciale per la Valle d'Aosta, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, è sostituito dal seguente: « I progetti di modificazione del presente Statuto approvati dalle due Camere in prima deliberazione sono trasmessi dalla Camera competente per la fase procedimentale al Consiglio della Valle per l'espressione dell'intesa. Il diniego alla proposta d'intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio della Valle. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono procedere alla seconda deliberazione ». Art. 3. (Modifiche allo statuto speciale per la Sardegna) 1. All'articolo 54 dello statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il secondo comma è sostituito dal seguente: « I progetti di modificazione del presente Statuto approvati dalle due Camere in prima deliberazione sono trasmessi dalla Camera competente per la fase procedimentale al Consiglio regionale per l'espressione dell'intesa. Il diniego alla proposta d'intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono procedere alla seconda deliberazione »; b) il terzo comma è abrogato. Art. 4. (Modifica allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) 1. Il terzo comma dell'articolo 103 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, è sostituito dal seguente: « I progetti di modificazione del presente Statuto approvati dalle due Camere in prima deliberazione sono trasmessi dalla Camera competente per la fase procedimentale ai Consigli provinciali di Trento e di Bolzano e al Consiglio regionale per l'espressione dell'intesa delle province autonome di Trento e di Bolzano e della regione, che si pronunciano entro tre mesi dalla data di ricevimento del testo. L'intesa o il diniego alla proposta di intesa sono deliberati, entro tre mesi dalla trasmissione del testo, a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, dal Consiglio regionale e dai Consigli provinciali, anche in seduta comune, ove consentito dai rispettivi regolamenti. Decorso il termine di tre mesi senza che siano stati deliberati l'intesa o il diniego della stessa, le Camere possono procedere alla seconda deliberazione ». Art. 5. (Modifica allo statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia) 1. Il terzo comma dell'articolo 63 dello statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, è sostituito dal seguente: « I progetti di modificazione del presente Statuto approvati dalle due Camere in prima deliberazione sono trasmessi dalla Camera competente per la fase procedimentale al Consiglio regionale per l'espressione dell'intesa. Il diniego alla proposta d'intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono procedere alla seconda deliberazione ».