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È necessario un piano occupazionale, che deve partire da un piano industriale di rafforzamento di alcuni settori; sono convinta che avremo più posti di lavoro in alcuni settori, ad esempio nel farmaceutico, nella ricerca, nelle imprese di sanificazione, nel digitale. È necessaria quindi una politica occupazionale strettamente connessa a una industriale di investimento in questi settori. La senatrice Conzatti stamattina diceva di andare oltre alla NADEF e alla legge di bilancio; anche il senatore Renzi ieri affermava che affronteremo questa difficoltà, soprattutto anche occupazionale, che riguarderà il lavoro dei nostri giovani, se avremo una prospettiva. Le risorse che arriveranno, di cui naturalmente i nostri documenti finanziari terranno conto, non possono essere la somma di progetti, ma devono avere e costruire una prospettiva, anche di vita. Chi di noi ha avuto un problema o un disagio nella propria vita esistenziale sa che soltanto costruendo una prospettiva può uscire da una condizione di difficoltà esistenziale. Auspicando che la NADEF e la legge di bilancio avranno questa prospettiva, rivolgo un appello al Governo e ai miei colleghi di maggioranza per dire che dovremo avere un atteggiamento più accogliente nei confronti delle istanze dell'opposizione, così usciremo tutti insieme da questa crisi che riguarda la nostra umanità, perché ci formiamo in relazione con l'altro. Se questa crisi epidemica mette in difficoltà proprio la sostanza dell'umanità, questo tempo eccezionale richiede una collaborazione e una responsabilità eccezionali. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, la NADEF cita la misura dell'assegno unico universale per i figli nell'ambito di uno degli interventi più articolati, ovvero la riforma fiscale. Non entro nel merito della programmazione generale della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, ma mi concentro sulla misura, a lungo attesa, dell'assegno universale per i figli. Facciamo un passo indietro per contestualizzare il tutto. Il 20 luglio scorso è stata approvata all'unanimità alla Camera la legge delega ed il provvedimento, trasmesso al Senato, sarà discusso in 11 a Commissione. Il disegno di legge di delega sull'assegno unico e universale per i figli a carico da zero a ventun anni rientra nel family act , approvato nel giugno scorso. Anche Fratelli d'Italia ha espresso il suo voto favorevole alla Camera sulla misura dell'assegno unico. Lo ha fatto per sostenere le famiglie e favorire la natalità, come abbiamo sempre fatto con le nostre proposte di legge e con tutti i nostri emendamenti ad ogni disegno di legge del Governo e ai disegni di legge di bilancio. Devo anche ribadire che avremmo preferito una norma immediatamente operativa e non i tempi incerti e lunghi di un disegno di legge di delega. La criticità dei tempi lunghi, inoltre, non riguarda solo la misura dell'assegno, ma tutto il pacchetto del family act , perché, per esercitare la delega, l'Esecutivo si è preso praticamente due anni di tempo e quindi al momento il tutto ci appare - lo dico con paura - come una scatola vuota. Desidero inoltre introdurre un'altra considerazione tecnica. Stiamo assistendo ad un abuso dei decreti-legge; vi si fa un ricorso eccessivo, direi compulsivo, ma purtroppo si moltiplicano anche i ricorsi, come nel caso di specie, ai disegni di legge di delega, con i quali le Camere delegano il Governo a legiferare in determinate materie. Insomma, si tratta di uno strumento che sposta il baricentro della produzione legislativa dal Parlamento all'Esecutivo: una sventagliata di disegni di legge di delega con la quale il Governo prima ipoteca l'attività legislativa, relegando il Parlamento a un ruolo sempre più marginale, e poi la svolge in parte. Queste che ho letto non sono parole mie, ma un'annotazione comparsa sul «Corriere della Sera» l'8 ottobre scorso in un interessante commento a firma di Enrico Marro. Nello stesso articolo si legge che nella NADEF si annunciano ben 22 disegni di legge collegati alla prossima manovra di bilancio. Inoltre, sottolineo e aggiungo che anche un anno fa la NADEF elencava 22 disegni di legge di delega collegati, ma non tutti sono stati presentati. Infatti, almeno sette deleghe dell'elenco attuale provengono dalla lista dell'anno scorso e tra quelle inevase e rimaste sulla carta c'è proprio quella cruciale della riforma fiscale, cui si coordina l'introduzione dell'assegno universale. Torniamo a quella paura della scatola vuota a cui facevo riferimento all'inizio. Al momento, signor Ministro, sulla misura non sono previste coperture economiche e sono vaghe le indicazioni sull'importo minimo garantito al mese per ogni figlio. Quindi è necessario individuare le risorse necessarie nella prossima legge di bilancio, alla luce anche dei decreti attuativi, nonché - come detto - il fatto che la misura si accompagni ai tempi della riforma fiscale. Domanda: qual è la roadmap che l'Esecutivo ha individuato perché si passi dalle parole ai fatti e affinché l'assegno unico diventi una realtà e raggiunga materialmente le famiglie? Insomma, l'eterno tema: quando e quanto. Questo è il punto. Mi spiace sottolinearlo, ma questa misura era attesa per il 1° gennaio 2021. Ebbene, non sarà così: forse arriverà da metà dell'anno prossimo? C'è bisogno di sapere tempi e cifre in senso reale. Come dicevo, è una misura molto attesa da un Paese, l'Italia, che nelle statistiche di aspettativa di fecondità vorrebbe fare figli, ma poi rinuncia a farli, e non per edonismo o per egoismo, ma perché sono un costo economico, che direi sta diventando sociale ed esistenziale. Credo che sia necessario concentrarsi su tale questione, considerato che l'Istat ci ha ricordato che nel 2019 abbiamo raggiunto il record negativo dal punto di vista demografico, con un calo del 4,5 per cento rispetto al 2018: il pieno inverno demografico, se non una vera e propria emergenza (abbiamo raggiunto il minimo storico di nascite dai tempi dell'unità d'Italia). Altro punto critico, che è compito della riforma fiscale, è quello di non discriminare coloro che oggi non riceveranno nulla nel prossimo assegno. Soprattutto, è stata calcolata la necessità di uno stanziamento aggiuntivo di 6 miliardi. Questo è il punto: dove si prenderanno? Qualche maligno dice che il Governo dovrà scegliere se darli al Sud con il taglio del cuneo fiscale (che dev'essere confermato dall'Unione europea) o alle famiglie per fare figli. Mi auguro che il Governo non si trovi a dover fare questa scelta. Signor Presidente, il punto è la visione. Anche nel recovery fund le politiche sociali e familiari sono centrali o sono cenerentole? Fratelli d'Italia ha chiesto che siano centrali e che ci sia un'attenzione speciale nell'ambito degli oltre 200 miliardi che l'Italia dovrà spendere per resilienza e ripartenza.