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Si assiste a una sorta di generale rilassamento - di cui forse davvero avevano bisogno gli italiani, anche se non così tanto - e sembra che i cittadini non siano più spaventati dal virus come qualche mese fa. Questi dati sono evidenti anche perché solo 3 milioni di italiani hanno scaricato l' app Immuni. Vi è paura di dare i propri dati. Invece quasi 60 milioni di italiani hanno scaricato quelle app gioco - perché tali sono - dove mettono a disposizione addirittura le loro foto. Questi, sì, sicuramente sono dati che qualche società privata utilizzerà in altro modo. Quindi, attenzione. Ricordo altresì la scarsa adesione all'indagine sierologica avanzata dal Ministero di cui abbiamo parlato in Assemblea la settimana scorsa; è stata convertita anch'essa in legge ed è ora all'esame della Camera. Tale indagine è davvero importante per avere una mappatura dal punto di vista geografico della nostra Nazione e capire come si muove il virus. Sempre più spesso vediamo quindi persone senza dispositivi, senza la mascherina; non è un bel segnale e ci si aspetta da un momento all'altro purtroppo di tornare indietro. Speriamo non sia così, ma vediamo la situazione di altre Nazioni; vedete cosa sta succedendo in Germania; in Portogallo stanno chiudendo, ripristinando il lockdown e addirittura anche in Cina, per soli 54 casi, sta nuovamente chiudendo. Il pericolo delle seconde ondate quindi esiste, lo stiamo vedendo, non va sottovalutato, ma va gestito attraverso provvedimenti, come quello al nostro esame, in grado di darci cornici normative entro cui muoverci, che siano di riferimento per rallentare o restringere i divieti in base alle esigenze di sicurezza. D'altronde devo ricordare che è stato grazie all'efficienza delle misure di prevenzione, protezione e distanziamento sociale adottate nonché alle norme di tale rango emanate in questo periodo, che in pochi mesi - ricordo sono passati tre mesi - siamo riusciti a contenere e gestire l'epidemia. Ovviamente ciò non senza polemiche, come quelle che abbiamo ascoltato prima. Devo dire però che se adesso possiamo muoverci con un po' più di libertà, abbiamo raggiunto l'obiettivo. Non va dimenticato - ribadisco - che il Covid-19 è ancora con noi. Non bisogna abbassare la guardia e questo lo dobbiamo ricordare - bisogna ricordarlo anche qui perché la memoria è veramente labile - soprattutto per gli operatori sanitari che tanto si sono battuti per mantenere in vita le persone e anche per i 34.000 italiani che non ci sono più. Detto ciò in questa fase l'obiettivo principale è la ripartenza del Paese. Vorrei fare una nota; prima si è detto che il bonus baby-sitter lo percepiscono anche i lavoratori. Certo che lo devono percepire i lavoratori, soprattutto le donne, che sono quelle che ci hanno rimesso di più in questa emergenza. Le donne infatti con il carico del peso della propria famiglia, con i figli da accudire e i compiti assegnati dalle scuole, avevano il carico maggiore. Quindi dare l'opportunità alle donne di ritornare al lavoro, come ho sentito prima anche da altre colleghe e su questo c'è stato un passaggio importante, e avere l'opportunità di un bonus per pagare chi può gestire i figli a casa, riprendendo il lavoro senza perderlo, credo sia stata una grande opportunità. Dopodiché, è giusto fare i controlli; anch'io sono d'accordo sul fatto che bisogna effettivamente verificare chi ne aveva diritto e chi non ne aveva. Un'altra cosa importante, che è stata detta prima e che anch'io ribadisco, è riaprire in assoluta sicurezza tutti gli istituti scolastici, pubblici e paritari, con la ripresa dell'attività didattica frontale; la vera scuola è frontale, perché solo in questo modo si stabiliscono relazioni interpersonali fra gli studenti e i docenti. È importante quindi ritornare ad avere pari opportunità di istruzione per tutti, contemplando l'adozione di modalità di prevenzione (le cui linee guida, emanate in questi giorni, sono in discussione) volte a garantire condizioni di massima sicurezza per tutti (docenti, operatori scolastici, studenti e famiglie). Bisognerà stare attenti anche e soprattutto alle relazioni inclusive dei minori disabili, con fragilità cognitive e comportamentali e con disturbi dell'apprendimento, perché purtroppo c'è stato un aggravamento di questi studenti, per non lasciare davvero indietro nessuno. È necessario ed è importante - perché la crisi sanitaria ha portato a una crisi economica - che alle attività economiche, produttive e sociali siano applicati criteri metodologici e prodotti adeguati alla disinfezione e alla sanificazione degli ambienti presso i quali si svolgono le attività stesse, che siano però riconosciuti esclusivamente da soggetti preposti a certificarne e a garantirne l'efficacia. Ricordo che per le attività produttive sono stati redatti protocolli condivisi con i sindacati, che hanno permesso la ripresa in quasi tutti i comparti. Sta ora ovviamente a tutti noi, datori di lavoro e lavoratori, rispettare le norme di sicurezza, perché sono importanti; non bisogna lasciarsi andare neanche in ambito lavorativo, ma è necessario rispettare tutte le norme durante l'attività lavorativa. È un sacrificio, sì, è vero, lo è anche per noi; a volte, appena possiamo, togliamo la mascherina, però solo nei momenti in cui la si può togliere. Laddove invece bisogna tenerla, cioè negli ambienti chiusi, è giusto un sacrificio aggiuntivo. Se vogliamo portare rispetto nei confronti di chi in questi mesi - come ho ricordato prima - non si è mai risparmiato (comprese le Forze dell'ordine e il personale sanitario, che ci hanno guidato in questi mesi), allora vale la pena fare questo sacrificio. Soprattutto non possiamo più permetterci di tornare indietro ai primi mesi dell'anno, perché non ne avremmo più le forze, nemmeno economiche. Seppur con tante problematiche dal punto di vista burocratico, che sono state citate prima, siamo tuttavia riusciti a elargire le risorse; non abbiamo ancora terminato, perché il decreto rilancio è in esame alla Camera. Dobbiamo assolutamente tenere in considerazione e guardare davvero a ciò che è successo tre mesi fa, per evitare di essere troppo rilassati. Ognuno di noi dovrà fare tutte queste valutazioni prima di pensare che ormai ci siamo lasciati alle spalle il dramma. Purtroppo è solo allontanato e soltanto una terapia e il vaccino ci potranno rassicurare. Allora, sì, potremo riprendere a comportarci liberamente; fino ad allora dovremo pazientare e dimostrare senso civico, per il bene del nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, ho deciso di dividere il mio intervento in due parti, parlando delle cose positive di questo decreto-legge e poi di quelle negative. La prima cosa positiva è che in questo decreto-legge si mette un po' di ordine nella foresta e nella giungla di decretazione d'urgenza che c'è stata, contraddittoria e altalenante; questo è sicuramente un fatto positivo.