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(Applausi) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, finalmente approviamo un provvedimento atteso da tempo, nato su iniziativa del ministro della cultura Franceschini e dell'allora ministro della giustizia Orlando. Ricordiamo alcuni dati: l'Italia possiede il più grande patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 4.000 musei, 6.000 aree archeologiche, 85.000 chiese soggette a tutela e 40.000 dimore storiche censite; ha il primato internazionale per il numero dei siti dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità e una posizione geografica che fin dall'antichità ha arricchito il nostro Paese di storia e di arte. Insomma l'Italia è la culla di un valore inestimabile in termini culturali. Ogni 100 chilometri quadrati in Italia si contano mediamente oltre 30 beni censiti, il 18 per cento del territorio italiano, più di 55.000 chilometri quadrati del territorio sono soggetti ad attività di tutela da parte dello Stato. Voglio sottolineare ed aggiungere che sul fronte della tutela dei beni culturali, il nostro Paese è all'avanguardia perché il Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, fondato nel 1969, è stato il primo Corpo di polizia ad occuparsi specificatamente di attività di prevenzione e repressione a tutela del patrimonio culturale italiano. I Carabinieri si sono distinti per le loro operazioni a tutela dell'arte anche nel resto del mondo, lavorando con l'ONU e l'UNESCO addirittura in Medio Oriente per difendere enormi tesori archeologici dall'ISIS. Come infatti è già stato ricordato, la minaccia ai beni culturali viene non soltanto dalle organizzazioni criminali di natura internazionale, ma finanche dalle organizzazioni terroristiche. Abbiamo bisogno quindi di un'impostazione che sia ovviamente internazionale e da questo punto di vista mi unisco a chi ha già sottolineato la necessità di completare l' iter per la ratifica della Convenzione di Nicosia. Aggiungo che il patrimonio culturale italiano, non solo per i numeri che ho evocato, ma per la ricchezza e il valore che ha, è la cifra identitaria del nostro Paese. Si tratta dunque di proteggere, tutelare e riconoscere un qualcosa che rappresenta, appunto, la cifra identitaria del nostro Paese, della nostra cultura, della nostra storia, ma ovviamente anche del nostro futuro, perché sappiamo che parliamo di crescita, di economia, di turismo, di luoghi di incontro. Da quando abbiamo dovuto subire la tragedia della pandemia, con tutto ciò che essa si è portata dietro, guardiamo a molti valori e a molte situazioni con un occhio diverso. Sicuramente questo discorso vale anche con riferimento al patrimonio culturale, inteso come luoghi, come spazi, come patrimonio paesaggistico. Da un lato, abbiamo imparato il valore di tutto questo, sentendone la mancanza ed essendone stati privati; dall'altro, non possiamo non pensare a tutti gli operatori di questo vastissimo campo, che sicuramente hanno pagato un prezzo altissimo, così come lo abbiamo pagato tutti noi come comunità, perché la cultura e il patrimonio che la sottende sono ovviamente una straordinaria occasione per ritrovarsi e per la socialità. In conclusione, signor Presidente, si tratta di misure a protezione che, non solo inaspriscono le pene, ma individuano condotte adatte a colpire fenomeni che ormai sono moderni, organizzati e, come dicevo, transnazionali. Tutelare dunque il patrimonio culturale italiano deve essere - com'è con il nostro voto di oggi - una priorità senza colori politici o bandiere di partito. Questa proposta, che finalmente - lo voglio sottolineare - giunge alla conclusione del suo iter dopo un percorso piuttosto tortuoso iniziato nel 2018, ci vede tutti in prima linea a difesa di una ricchezza unica, che rende il nostro Paese diverso da tutti gli altri - e ne siamo orgogliosi - e proprio per questo meritevole di norme e strumenti giuridici e sanzionatori adeguati. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il provvedimento al nostro esame, che si aspettava da molto tempo, è assolutamente necessario e fondamentale per il nostro Paese, visto che nel mondo siamo conosciuti proprio per la grandezza e la bellezza del nostro patrimonio artistico, culturale e per le nostre aree archeologiche. Abbiamo dei record assoluti da questo punto di vista per le opere d'arte, per un insieme di beni culturali che, tra l'altro, si integrano assolutamente con il nostro paesaggio. Non è un caso, infatti, che all'articolo 9 della Costituzione, nel quale abbiamo inserito di recente giustamente anche la tutela ambientale, i beni culturali e paesaggistici sono un tutt'uno e sono così perché il nostro Paese è storia e natura insieme. Questo patrimonio ha subito negli anni molte aggressioni, il che significa che era un nostro dovere assoluto, come legislatori, mettere in campo una serie di disposizioni che, nel caso specifico, riguardano nuove misure in materia di reati contro il patrimonio culturale, che vanno ad aggiungersi ai reati ambientali: il relatore Mirabelli ricorderà certamente il lavoro che abbiamo fatto nella scorsa legislatura per inserirli finalmente nel nostro codice penale. Questo è un ulteriore passo in avanti sapendo che, peraltro, abbiamo un nucleo dei Carabinieri dedicato che negli anni si è iperspecializzato. Ha maturato un'esperienza fortissima per reprimere i reati contro i nostri beni culturali; ha lavorato anche all'estero in questo senso, come sappiamo perfettamente. Nonostante questo, il record è ancora notevole. La legge contiene la sistematizzazione e una riforma dei reati che si aspettava da tempo e che farà sì che saremo in grado di perseguirli in modo molto più preciso e accurato. I dati sono comunque allarmanti. Ricordiamo, infatti, che solo nel 2017 ci sono stati 719 furti di opere d'arte (con una crescita del 26 per cento) e 1.136 denunce. Gli arresti sono ancora pochi, mentre sono stati fatti 850 sequestri. L'altra questione che il disegno di legge affronta è che costituiscono il nuovo e antico business della criminalità organizzata. Questo non lo dobbiamo mai dimenticare. È evidente a tutti che, oltre alla repressione su cui interviene benissimo il disegno di legge, per tutelare il nostro patrimonio culturale bisogna mettere in campo anche un sistema di tutele e di protezione ancora più efficace. Nel disegno di legge poteva entrare - l' iter era iniziato anche nella scorsa legislatura - l'altro tassello che manca. Mi riferisco, per esempio, ai reati contro la flora e la fauna del nostro Paese. Torno a ripetere che l'Italia è storia e natura. Questa è l'identità più forte con beni culturali e beni paesaggistici. Penso soprattutto anche alla repressione del cemento illegale perché in alcune Regioni abbiamo ancora fenomeni molto forti di abusivismo che mettono a repentaglio il paesaggio e i beni culturali. Questo disegno di legge va benissimo e ovviamente voteremo a favore.