[pronunce]

che un ulteriore motivo di inammissibilità consegue dal fatto che la Commissione tributaria regionale non afferma che la contribuente ha dimostrato di avere depositato il ricorso per cassazione - dimostrazione espressamente richiesta invece, quale condizione per la decisione sull'istanza cautelare, dall'art. 131-bis delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile - né attesta di aver accertato la tempestività dell'impugnazione, ma si limita a riferire il contenuto dell'istanza cautelare, aggiungendo solo l'ambigua osservazione che «il ricorso risulta presentato con grande ritardo rispetto al deposito della decisione»; che tali carenze motivazionali rendono manifestamente inammissibile la questione, a prescindere dal rilievo che l'interpretazione conforme a Costituzione della censurata disposizione, quale adombrata da questa Corte nella sentenza n. 217 del 2010 e contrastata dal giudice a quo, è stata successivamente fatta propria (come rilevato anche dalla sentenza n. 109 del 2012, pure di questa Corte) non solo da alcune Commissioni tributarie regionali, ma anche dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 2845 del 2012.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 49, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre1991, n. 413), sollevata dalla Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe, in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 113 della Costituzione. Cosí deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 2 luglio 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Franco GALLO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 luglio 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI