[resaula]

proprio ieri il Consiglio dei ministri ha autorizzato l'impianto pilota di una centrale geotermica nel Comune di Castel Giorgio che interesserà tutto l'altopiano dell'Alfina e il bacino del lago di Bolsena. Già nei giorni scorsi ho presentato un'interrogazione in merito a questa tematica per avere chiarimenti dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministro dello sviluppo economico. Naturalmente non ho ricevuto risposta e ieri ho appreso la cattiva notizia dell'autorizzazione del Consiglio dei ministri. Dal momento che tutte le realtà locali, i sindaci, gli amministratori e le varie associazioni culturali presenti su quel territorio si sono espressi in maniera contraria e hanno sottolineato tutte le criticità - ricordo che l'impianto andrà a prelevare, per almeno venticinque anni, 1.000 tonnellate all'ora di fluido geotermico, per poi iniettarle, raffreddate, sotto il bacino del lago di Bolsena - le conseguenze di tale azione nessuno le potrà conoscere a priori . Oltre ai Comuni, anche le Regioni Umbria e Lazio hanno espresso parere negativo. Ci sono poi lati abbastanza particolari in questa vicenda, perché l'allora presidente della commissione tecnica per la valutazione d'impatto ambientale sembra essere stato uno dei consulenti dell'azienda che ha chiesto l'autorizzazione dell'impianto. Si è andati avanti spediti senza aver dato chiarimenti anche su dette vicende un po' singolari. I Comuni di quel territorio sono molto famosi soprattutto per il grande flusso turistico; un impianto del genere potrebbe veramente compromettere in maniera irreparabile tutto l'indotto economico dell'area. Non parliamo poi della tutela della salute dei cittadini, perché anche da questo punto di vista non sono stati fatti gli opportuni accertamenti. Non è giusto passare sopra la volontà dei territori, degli amministratori e dei cittadini. Avendo fatto un atto del genere i Ministri della salute e dell'ambiente si dovranno assumere tutta la responsabilità di un atto che va contro la volontà di un intero territorio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Siena è la mia seconda casa. Ho insegnato morfologia e geomorfologia applicata per oltre ventisei anni. Ho svolto ricerche in molte parti del territorio, incluse le pendici del monte Amiata, la montagna sacra agli etruschi e, dunque, a tutti i toscani. Il 27 e il 28 luglio il versante orientale della montagna è stato interessato da un nubifragio eccezionale, che ha scaricato oltre 200 millimetri di pioggia in poche ore. Poche sono le canalizzazioni artificiali in grado di smaltire 200 millimetri di pioggia e se l'acqua, scorrendo lungo i versanti, si carica di detriti e di vegetazione, le canalizzazioni sono rapidamente occluse; il flusso idrico inizia a scorrere in superficie scendendo lungo le depressioni, siano esse naturali o artificiali, generando colate di detrito miste a fango. La capacità di trasporto di queste colate è enorme e gli ostacoli sono facilmente aggirati. L'evento ha condotto all'allagamento di numerose abitazioni e al danneggiamento o alla distruzione di un numero ancora imprecisato di autovetture. La nostra solidarietà va al sindaco Fabrizio Tondi di Abbadia San Salvatore, al personale dell'ufficio tecnico, ai volontari che hanno fronteggiato le emergenze e a tutti i cittadini che, grazie alla proverbiale caparbietà che li contraddistingue, sapranno risollevarsi anche da questo ennesimo disastro. L'Amiata è un gigante dai piedi di argilla; argilla che affiora al di sotto dei terreni vulcanici creando condizioni di pericolosità da frana diffusa anche quando le precipitazioni sono meno intense di quelle del 28 luglio. I terreni vulcanici assorbono enormi quantità d'acqua, ma è quasi impossibile far fronte alle bombe d'acqua. Fenomeni analoghi hanno interessato anche i settori della Val di Chiana, nei pressi di Bettolle, ma anche numerose località dell'Aretino, in particolare le frazioni di Policiano, Sant'Anastasio, Olmo, Rigutino e Marciano della Chiana, solo per nominarne alcune. Fenomeni del genere esistevano anche in passato, ma erano più rari, e si verificavano a intervalli di tempo pluridecennali. Il cambiamento climatico in atto e il forte surriscaldamento estivo delle terre emerse inducono una maggiore frequenza di fenomeni estremi. Cosa possiamo fare per prevenire e rendere meno impattanti questi fenomeni? È necessaria una cura capillare del territorio, cura che per troppo tempo è stata trascurata. I fossi devono essere approfonditi ed evitata la loro occlusione; è anche necessario sovradimensionare le nuove fognature e le vie di drenaggio artificiali, coscienti che l'evento eccezionale si manifesterà a breve scadenza. È inoltre necessario un controllo costante dei milioni di fenomeni franosi che gravitano sui corsi d'acqua e che, in caso di evento eccezionale, possono attivarsi, giungere sul fondovalle e fornire materiale solido al flusso idrico. Abbattere la pericolosità e i rischi è un'impresa immensa, ma il Governo del cambiamento ha accelerato gli interventi, che però, purtroppo, non saranno certamente in grado di eliminare il problema generato da decine di anni di mancati interventi, con i Comuni senza o con scarsissimi finanziamenti. Il piano di emergenza per il dissesto varato ad aprile ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2019 da destinare a interventi immediatamente cantierabili. Sul fronte del cambiamento, finché procederemo con il modello di sviluppo energivoro, utilizzando energie fossili, la temperatura del Pianeta è destinata ad aumentare. Il Governo sta incentivando massimamente l'utilizzo di energie rinnovabili. Stiamo incentivando la transizione alla locomozione elettrica e dolce, l'ammodernamento e l'utilizzo del treno, l'utilizzo delle vie del mare. Il Governo ha previsto che il Paese passerà interamente a energie rinnovabili nel 2050, ma cercheremo di fare il possibile per giungerci molto prima. (Applausi dal Gruppo M5S) . AUDDINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea su quanto riportato ieri e anche oggi dalla stampa calabrese e nazionale. Giustamente i giornali, anche oggi, danno grande risalto alla notizia, per cui credo sia importante renderne edotta anche l'Assemblea. Dalle prime ore di ieri mattina, la Polizia di Stato, coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, ha dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, emesse nei confronti di imprenditori e politici locali e regionali, accusati di essere asserviti alle volontà della criminalità organizzata in qualità di affiliati o concorrenti esterni. Nell'elenco degli indagati figurano anche politici di spicco della Regione Calabria, appartenenti a diverse forze politiche (PD, Fratelli d'Italia e uno inizialmente eletto in Forza Italia, poi transitato in Fratelli d'Italia);