[pronunce]

Il legislatore regionale avrebbe adottato la disciplina impugnata allo scopo di garantire l'efficace svolgimento della campagna antincendi, in un quadro complicato dall'impossibilità di attribuire mansioni superiori e dallo stallo delle procedure negoziali «per la definizione del transito del personale di FoReSTAS al comparto unico di contrattazione». La legge reg. Sardegna n. 18 del 2020 consentirebbe di inquadrare in via provvisoria il personale di FoReSTAS nelle categorie e nei livelli economici già previsti dalla contrattazione collettiva e di gestire nel modo più efficiente il personale, mediante «[u]na collocazione più elastica». Quanto ai dirigenti, sarebbe stato confermato il transito al contratto collettivo regionale, nella separata area dirigenziale. 2.1.- Non sarebbero fondate le censure formulate con riguardo all'art. 1, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 18 del 2020. La Regione autonoma Sardegna, con riguardo all'ordinamento degli uffici e allo stato giuridico ed economico del personale, non sarebbe assoggettata al rispetto delle norme fondamentali di riforma economico-sociale, in virtù della clausola di maggior favore sancita dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). La disposizione impugnata sarebbe giustificata da «inderogabili esigenze di carattere organizzativo», relative alla campagna antincendi del periodo estivo, e non determinerebbe alcuna interferenza unilaterale e definitiva sul contratto di lavoro. Essa sarebbe coerente con le previsioni dell'art. 40, comma 3-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche). Queste ultime - ad avviso della parte resistente - consentirebbero all'amministrazione di sostituirsi in via provvisoria alle parti negoziali, allorché il mancato raggiungimento dell'accordo rischi di pregiudicare «interessi in gioco primari, quali la salute o l'incolumità pubblica». L'incidenza della legge sulla contrattazione collettiva, anche con riguardo al trattamento retributivo, sarebbe ammessa sia dalla legislazione statale (art. 2, comma 3, del d.lgs. n. 165 del 2001) , sia dalla legislazione regionale (art. 2, comma 5, della legge della Regione Sardegna 13 novembre 1998, n. 31, recante «Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione»). A fronte di una situazione eccezionale, legata all'emergenza epidemiologica e al «mancato raggiungimento dell'accordo tra le parti», la Regione autonoma Sardegna avrebbe adottato «misure interinali», che poi la contrattazione collettiva avrebbe potuto rivedere. Sarebbe inammissibile, perché generica e sorretta da una motivazione meramente assertiva, la censura di violazione dell'art. 97 Cost. Essa sarebbe comunque, nel merito, infondata, in quanto la normativa regionale si riprometterebbe di «garantire il buon funzionamento dell'amministrazione». 2.2.- Non sarebbe fondato neppure il motivo di ricorso riguardante l'art. 1, comma 2, della legge reg. Sardegna n. 18 del 2020. Il legislatore regionale, nell'esercizio delle «proprie competenze esclusive sull'ordinamento degli uffici e trattamento giuridico ed economico del personale», ben potrebbe intervenire a regolare i trattamenti retributivi non previsti dalla contrattazione collettiva, nelle more dell'entrata in vigore del nuovo contratto. La disciplina impugnata, nell'attribuire al personale di FoReSTAS «il trattamento economico fondamentale previsto dal CCRL e le indennità di cui al CCNL di sistemazione idraulico forestale», terrebbe conto della specificità delle mansioni svolte dal personale idraulico forestale e, in particolar modo, dal personale operaio. Non sarebbe fondata neppure la censura di violazione dell'art. 97 Cost., comunque inammissibile per la sua genericità, in quanto il legislatore regionale perseguirebbe l'obiettivo di garantire «il buon funzionamento dell'operato amministrativo». La parte resistente esclude, inoltre, il contrasto con l'art. 3 Cost. Secondo la difesa regionale, il ricorrente muove dall'erroneo presupposto che sussista una duplicazione di trattamenti accessori che sarebbero invece «omogenei rispetto alle specifiche mansioni assegnate ai dipendenti di FoReSTAS, senza sovrapposizioni o duplicazioni delle indennità integrative», e si riconnetterebbero a «realtà lavorative diverse», oggetto di trattamento differenziato «in piena coerenza con il principio di uguaglianza». Inammissibile, e comunque infondata, sarebbe anche la questione di legittimità costituzionale promossa in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost. Il ricorrente si limita a prospettare una duplicazione dei trattamenti accessori con nuovi oneri a carico dell'amministrazione, senza, tuttavia, individuare i princìpi di coordinamento della finanza pubblica che ritiene siano stati violati. Ad avviso della parte resistente, non soltanto la paventata duplicazione non sussiste, ma la legge regionale impugnata identifica puntualmente i mezzi di copertura. 2.3.- Neppure le censure formulate con riguardo all'art. 1, comma 3, della legge reg. Sardegna n. 18 del 2020 sarebbero fondate. La disposizione impugnata si sarebbe limitata a specificare che il personale dirigente di FoReSTAS rientra nell'area di contrattazione separata posta all'interno del comparto di contrattazione collettiva regionale. La contrattazione collettiva non potrebbe dettare, a tale riguardo, una regolamentazione differente, e sarebbe censurabile la scelta di applicare ai dirigenti di FoReSTAS un regime differenziato rispetto a quelli della Regione. 3.- In prossimità dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato una memoria illustrativa, per ribadire le conclusioni già rassegnate. 3.1.- La parte resistente, quanto all'impugnativa dell'art. 1, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 18 del 2020, avrebbe ammesso lo sconfinamento nella sfera di competenza esclusiva statale, pur giustificandolo con inderogabili - e non meglio dimostrate - esigenze organizzative. Non sarebbe convincente il richiamo all'art. 40, comma 3-ter, del d.lgs. n. 165 del 2001, non solo perché presupporrebbe «atti unilaterali di natura amministrativa, e non legislativa», ma anche perché si riconnetterebbe alla mancata stipulazione del contratto collettivo integrativo. Né l'art. 2, comma 3, del d.lgs. n. 165 del 2001, che demanda alla contrattazione collettiva la disciplina dei rapporti individuali di lavoro, potrebbe consentire l'ingerenza del legislatore regionale in un ambito che proprio alla contrattazione collettiva è riservato. Sarebbero sorrette da un'adeguata argomentazione le censure di violazione degli artt. 97 e 3 Cost. 3.2.- Sarebbe fondato anche il motivo di ricorso riguardante l'art. 1, comma 2, della legge reg. Sardegna n. 18 del 2020, previsione che incide sul trattamento economico del personale FoReSTAS.