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Dopodiché, nel 2001 egli fu eletto senatore, mentre io sindaco di Cagliari e di tanto in tanto ci si sentiva e ci si confrontava sui temi di interesse comunale che riflettevo a lui, senatore, per avere anche una sponda, seppur appartenenti a partiti diversi, essendo caratteristica sua - spero anche mia - poter colloquiare al di là delle militanze di partito. Mi dispiace veramente dover fare le condoglianze alla famiglia, perché la Sardegna ha certamente perso un punto di riferimento nella politica. Infatti, terminato il suo impegno diretto nella politica, egli continuò con una formazione politica di diversi giovani, alcuni dei quali oggi - forse meno giovani - siedono tra i banchi del Parlamento e altri nel Consiglio comunale. La sua attività di formazione è stata veramente intensa. Apprezzo le parole del collega Cucca sul suo tratto umano e sulla dedizione agli ultimi, essendo stata la sua vita improntata al sociale in termini di solidarietà. Nell'esprimere il cordoglio di Forza Italia a tutta la famiglia, ne ricordiamo la figura e sono sicuro che non solo Sassari sentirà la sua mancanza. (Applausi) . PRESIDENTE . Ringrazio il senatore Cucca e il senatore Floris per questo ricordo, cui unisco il mio cordoglio. Avendo avuto la fortuna di averlo conosciuto personalmente, non posso dimenticare il suo saper essere una persona perbene e l'amore che aveva per la sua terra, la Sardegna. Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica in un conflitto di attribuzione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la deliberazione sulla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica in un conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale ordinario di Torino, VI sezione penale. Con ricorso, depositato il 20 febbraio 2020, il tribunale ordinario di Torino, VI sezione penale, ha sollevato un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato nei confronti del Senato della Repubblica in ordine alla deliberazione con la quale l'Assemblea, nella seduta del 9 gennaio 2019, ha dichiarato l'insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni rese da Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, nell'ambito di un procedimento penale pendente dinanzi allo stesso tribunale ordinario di Torino. Il ricorso è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale, con l'ordinanza del 26 maggio 2020, n. 148, depositata in cancelleria il successivo 10 luglio 2020. Tale ordinanza è stata notificata al Senato il 30 luglio 2020. Nella seduta del 4 agosto 2020 la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha espresso a maggioranza parere favorevole alla costituzione in giudizio del Senato dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel citato conflitto di attribuzione. Ha facoltà di intervenire il presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, senatore Gasparri. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, intervengo brevemente per confermare quanto lei ha detto. Si tratta di un conflitto di attribuzione che riguarda l'allora senatore Esposito. L'Assemblea ne ha discusso, si è pronunciata, nelle modalità e con gli esiti che lei ha ricordato, riconoscendo la sussistenza della fattispecie di cui all'articolo 68. Ieri sera la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, a maggioranza, ha proposto di sostenere la decisione di costituirsi in giudizio per difendere la deliberazione del Senato. Ricordo a me stesso che è la prassi che generalmente il Senato segue. Pertanto, in rappresentanza della maggioranza della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, chiedo che il Senato si possa costituire in giudizio, confermando la valutazione di ieri sera. PRESIDENTE. Sulle conclusioni della Giunta può prendere la parola un oratore per Gruppo per non più di dieci minuti. BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, impiegherò molto meno tempo di quello che lei mi ha concesso per dire che il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore della proposta del presidente Gasparri. Credo che il Senato non solo abbia il diritto, ma abbia anche il dovere di difendere le proprie deliberazioni, qualora si renda necessario, nel caso in cui, come in questa circostanza, vengono contestate con un conflitto di attribuzione avanti alla Corte costituzionale. Noi votiamo a favore non solo perché riteniamo che sia una nostra facoltà e un nostro diritto, ma anche perché riteniamo che, al di là di come abbiamo votato in occasione della decisione sull'insindacabilità, nel momento in cui si tratta di una decisione del Senato, il Senato nel suo complesso abbia il dovere di difenderla e sostenerla. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, la dichiarazione di voto di oggi potrebbe iniziare e finire con due assunti: si tratta di una decisione votata all'unanimità dalla Giunta e, come giustamente ha detto il collega che mi ha preceduto, il Senato è tenuto istituzionalmente a difendere le proprie deliberazioni. D'altra parte, essendo stata votata all'unanimità, è un assunto rafforzato. Personalmente - non credo di essere la sola e, anzi, sono allineata sicuramente con la stragrande maggioranza di questa Assemblea - ritengo che, ove non vi fosse l'unanimità, indipendentemente dal merito, una volta assunta una decisione la si difenda. Impiegherò veramente poco tempo per aggiungere una considerazione. Abbiamo avuto diverse occasioni di discussione in quest'Aula di tutto ciò che ha a che vedere con le prerogative del Parlamento, dei suoi componenti e del Governo nel rapporto con gli altri poteri dello Stato e, quindi, con la dialettica istituzionale scritta nella Costituzione. Vorrei sottolineare brevemente un'impostazione che dovrebbe connotare il nostro orientamento quando decidiamo autorizzando o meno o valutando. Mi riferisco al ritenere l'essere parlamentare o membro di un Governo uno status . Quando prendiamo queste decisioni, compresa quella di oggi, non stiamo difendendo uno status di ottimati o dei migliori, ma una prerogativa e una funzione. Quanto è scritto nella Costituzione è a difesa della funzione del parlamentare e, quindi, la libertà del parlamentare è a difesa di questo genere di attività. Per questo possiamo, valutando i casi concreti, arrivare a diverse considerazioni. Se questo è lo spirito, rafforza anche l'autonomia di quei poteri che, nella fattispecie, ci vedono in un rapporto di contrapposizione dialettica di chi rivendica un'esclusiva. Forse, può sembrare superflua questa sottolineatura, ma ritengo che non lo sia nel dibattito culturale che si è sviluppato e si sta sviluppando soprattutto in questi ultimi anni sulle prerogative dei membri del Parlamento. Per chiedere il rispetto, che doverosamente bisogna chiedere, all'autorevolezza e libertà del Parlamento bisogna riuscire sempre a collocare questo tipo di discussione nella dialettica tra i poteri dello Stato e, se questa è la dialettica, rafforza anche l'autonomia degli altri poteri con cui andiamo a confrontarci in questa cornice istituzionale.