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In particolare, la disposizione proroga i termini previsti, rispettivamente, in sede di prima applicazione, degli articoli 37- bis e 37- ter del decreto legislativo n. 385 del 1993, per la costituzione dei gruppi bancari cooperativi e per l'adeguamento delle banche popolari a quanto stabilito dall'articolo 29, commi 2- bis e 2- ter , del medesimo decreto legislativo. Con riferimento a questo ultimo termine, evidenzia che il relativo decorso è stato sospeso, con effetti erga omnes , dal Consiglio di Stato con decreto 15 dicembre 2016, n. 5571, confermato con ordinanza 13 gennaio 2017, n. 111, sicché risulta tuttora pendente e necessita di un'ulteriore breve proroga, al fine di assicurare la continuità dell'attività bancaria per i tempi tecnici occorrenti al completamento di quanto previsto dalla normativa vigente, con riferimento, in particolare, alle due banche che non si sono trasformate in società per azioni (Banca popolare di Sondrio e Banca popolare di Bari). L'articolo 12, al fine di consentire il proseguimento per l'anno 2018 delle attività di sostegno alle esportazioni italiane, già finanziate con l'articolo 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, prevede un rifinanziamento del Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge n. 745 del 1970, per euro 480 milioni, di cui 160 milioni di euro per l'anno 2018, 125 milioni di euro per l'anno 2019 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032. Il rifinanziamento del Fondo è urgente e necessario al fine di evitare la sospensione dell'operatività dovuta all'attuale assenza di disponibilità per nuove operazioni. Come è noto, il Fondo è destinato all'erogazione di contributi in conto interessi a supporto di finanziamenti export, tramite operazioni di credito acquirente e credito fornitore) e di finanziamenti per l'internazionalizzazione. L'articolo 13 contiene una proroga di termini in materia di finanziamento degli investimenti e di sviluppo infrastrutturale del Paese. Si interviene sul comma 1072 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, relativo al fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, per aggiornare la tempistica di adozione dei provvedimenti attuativi. Infine, l'articolo 14 reca la disposizione concernente l'entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il senatore PARRINI ( PD ), considerata l'ampiezza e la complessità del provvedimento, ritiene indispensabile un ciclo di audizioni informali per approfondire le numerose questioni in esso affrontate. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) concorda con la proposta del senatore Parrini. Soprattutto su alcuni temi, come la proroga dei termini relativi ai processi di riforma delle banche popolari e delle banche di credito cooperativo e lo svolgimento contestuale delle elezioni per il rinnovo del mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali, l'audizione di esperti potrà offrire un contributo utile sia in sede di dibattito sia per la presentazione di emendamenti. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) aderisce alla proposta del senatore Parrini. Il senatore GRASSI ( M5S ) esprime la propria contrarietà allo svolgimento di audizioni, in quanto le proroghe previste dal provvedimento hanno carattere tecnico e riguardano termini in scadenza. Sarebbe opportuno, quindi, approvare quanto prima il testo all'esame. La senatrice PIROVANO ( L-SP ), dopo aver sottolineato il carattere di necessità e urgenza del provvedimento, ne auspica una rapida approvazione. Il PRESIDENTE avverte che, non essendo emerso un orientamento unanime, si procederà alla votazione della proposta di svolgere un ciclo di audizioni informali, avanzata dal senatore Parrini. Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene inopportuno che la proposta sia posta in votazione. A suo avviso, l'indisponibilità della maggioranza ad aderire alla richiesta di approfondimento delle opposizioni, peraltro su un provvedimento di natura tecnica particolarmente complesso, costituirebbe un grave precedente. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nel convenire con il senatore Parrini, osserva che le audizioni potrebbero essere svolte in tempi brevi. Il PRESIDENTE , al fine di favorire la massima collaborazione tra i Gruppi e tenendo conto delle diverse posizioni emerse, propone di svolgere un serrato ciclo di audizioni nella giornata di lunedì 30 luglio, a partire dalle 10,30, e di fissare per le ore 10 di domani, venerdì 27 luglio, il termine entro il quale i Gruppi potranno indicare i soggetti da convocare in audizione. Inoltre, considerata l'urgenza del provvedimento, propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti alle ore 13 di mercoledì 1° agosto. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE (Doc. XXII, n. 1 e connessi) Commissione di inchiesta sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 1 Maria RIZZOTTI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 8 MARCUCCI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 9 Daniela DONNO ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere (Discussione congiunta e rinvio) La relatrice VONO ( M5S ) ricorda preliminarmente che, nel corso della XVII legislatura, con deliberazione del Senato della Repubblica del 18 gennaio 2017, è stata istituita una "Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere". Come si evince dalla dettagliata relazione conclusiva approvata nel mese di febbraio 2018, tale Commissione ha svolto un'attività significativa di audizioni allo scopo di far emergere il fenomeno considerato in ogni suo aspetto e ha svolto indagini sulle reali dimensioni degli avvenimenti al fine di identificare in maniera puntuale le modifiche normative e le ulteriori misure necessarie per un'adeguata prevenzione del fenomeno, una efficiente protezione delle donne nonché un celere risarcimento del danno. Ritiene necessario evidenziare che la cosiddetta violenza di genere non si può ridurre solo all'ambito dell'aggressione fisica di un uomo contro una donna, ma include vessazioni a livello psicologico, ricatti economici, minacce, violenza sessuale e persecuzioni. Ricorda, in proposito, che la Dichiarazione di Vienna del 1993 ha riconosciuto tale violenza come una "violazione dei diritti fondamentali della donna", includendola tra le violazioni dei diritti umani. Già nel 2013 il Governo è intervenuto con il decreto-legge n. 93 del 2013, che ha introdotto nel diritto penale sostanziale e processuale diverse misure volte a combattere la violenza di genere. Con questo intervento governativo la violenza contro le donne è stata definita come una vera emergenza sociale e culturale.