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Allora noi, oggi più che mai, più di prima, come MoVimento 5 Stelle dobbiamo ribadire che il reddito di cittadinanza si tocca, ma lo si fa per migliorarlo e completarlo. C'è però da dire una cosa: questo passo in avanti non è indolore, sta costando caro soprattutto a diversi colleghi, che non trovano soddisfazione nei contenuti del provvedimento. È però per il nostro forte senso di responsabilità che, in un momento così critico per il Paese e complicato per l'economia, la sanità, la famiglia e le imprese, abbiamo ritenuto gli aspetti positivi del decreto-legge sostegni -bis superiori a quelli negativi. Per tale ragione stiamo dando fiducia al Governo. Attenzione però, e qui rivolgo un appello al Governo e alle altre forze politiche, affinché nei prossimi provvedimenti si trovi ancora più larga e maggiore condivisione sui temi da trattare. Richiamo tutti a quella responsabilità, anche chi in questo periodo difficile (Applausi) per il nostro Paese, anziché pensare a risolvere i problemi, pensa alle nomine in Puglia o a gettare ombre oscure sulla Guardia di finanza. E qui va il nostro ringraziamento, invece, a tutti i finanzieri e alle Forze dell'ordine per il prezioso lavoro che svolgono quotidianamente, prestando servizio con impegno e dedizione. (Applausi) . Facendomi portavoce di tanti colleghi che me lo chiedono nei corridoi, la mia domanda è: il sottosegretario Durigon non ravvisa la necessità di venire in quest'Aula a chiarire la sua posizione? (Applausi) . Vogliamo sapere bene cos'è accaduto; se non ha nulla da nascondere, venga e ce lo dica: saremo contenti di ascoltarlo. Colleghi, è inutile negarlo, siamo politicamente molto diversi e siamo contenti di esserlo. Siamo anche profondamente distanti su temi molto importanti, e anche di questo siamo contenti; tuttavia, vorremmo andare avanti in un percorso di condivisione, seguendo una strada che abbiamo già tracciato, proprio quando abbiamo convertito in legge questo decreto-legge alla Camera. Mi riferisco in particolare all'emendamento votato da tutte le forze politiche - Italia Viva esclusa - che prevede la compensazione dei prezzi per le materie prime nei lavori pubblici. Giova a tutti ricordare che la certificazione del credito di imposta, la cessione del credito di imposta e la circolazione "n volte" del credito di imposta introdotta nel maggio 2020 con il superbonus al 110 per cento hanno fatto sì che l'Italia diventasse la prima economia europea a raggiungere i livelli di produzione delle costruzioni addirittura del periodo pre-Covid: l'unica in Europa. (Applausi) . Nessun altro è riuscito a raggiungere livelli di produzione delle costruzioni pre-Covid, solo l'Italia. (Applausi) . Tanto lavoro però ha generato qualcosa di inaspettato, cioè l'aumento incontrollato di alcuni prezzi dei materiali edili per le costruzioni nei lavori pubblici. Ecco che allora siamo stati bravi, tutti insieme, ad ascoltare le imprese, che ci hanno evidenziato questo problema, e a dare una risposta. Come abbiamo fatto? Abbiamo destinato le somme che sono all'interno dei quadri economici di ogni intervento agli imprevisti e ai ribassi d'asta, inclusi gli accantonamenti non vincolati, per revisionare i prezzi in aumento. Come se non bastasse, abbiamo previsto l'istituzione di un fondo di 100 milioni di euro presso il Ministero delle infrastrutture e la mobilità sostenibili per l'adeguamento dei prezzi. Vado a toccare l'ultimo punto, colleghi, rivolgendovi un appello al senso di responsabilità proprio in riferimento al superbonus: tutti ne parlano e tutti lo vogliono, dagli alberghi alle scuole, agli ospedali; lo vogliono dappertutto, però, poi, nei fatti, quando ci presentiamo nei lavori parlamentari, siamo in pochissimi a lavorare su questa materia. Dobbiamo lavorare assieme affinché la scadenza del superbonus venga prorogata almeno al 2023 (Applausi), in linea con quanto dichiarato dal presidente Draghi nel discorso di insediamento alle Camere. Soltanto se la scadenza diventa successiva al 2023, possiamo porre termine all'onda speculativa finanziaria generata dall'attuale scadenza, cosicché le imprese possano avere davanti a loro un orizzonte temporale che consenta loro di gestire e organizzare meglio i lavori, generare lavoro in un momento così difficile e soprattutto fare i lavori bene. Signor Presidente, in un momento di così grande difficoltà, in cui è necessario unire le nostre forze per vincere questa pesante emergenza e far uscire i cittadini italiani e le imprese dalle sofferenze in cui vivono, a nome del MoVimento 5 Stelle esprimo un voto favorevole alla fiducia su questo provvedimento. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, con il decreto-legge al nostro esame il Governo sta mettendo l'ennesimo tassello per l'annichilimento del Parlamento. Un provvedimento così corposo e importante è arrivato nell'Aula di questo ramo del Parlamento tre giorni fa; è sbarcato in Commissione finanze e in Commissione bilancio con un parere predisposto e letto l'altro ieri e votato immediatamente dopo. Andatevi a leggere i resoconti delle Commissioni: non c'è nessuno, trasversalmente, che non abbia lamentato l'impossibilità oggettiva di studiarlo e leggerlo. Non abbiamo toccato palla. Nessuna delle forze politiche - neanche di maggioranza - ha potuto discutere il provvedimento. Si è andati anche oltre, però, questa volta. Addirittura il Parlamento si era espresso in maniera pressoché unanime, o comunque la maggioranza si era espressa per conservare le misure di cashback e invece il Governo ha tirato dritto, in senso contrario a quello in cui si era espresso il Senato, e ha introdotto nel decreto sostegni- bis la sospensione del cashback. Non solo, quindi, non ne possiamo discutere, ma, anche quando ne discutiamo, non veniamo presi in considerazione, siamo ininfluenti. Non c'è stata la minima discussione, ad esempio, su provvedimenti importantissimi come la proroga dello sblocco dei licenziamenti, tema sul quale si possono avere opinioni diverse, ma su cui si dovrà pur discutere. Non stiamo discutendo più di niente, nemmeno di temi fondamentali come ad esempio il green pass o le questioni che vanno a toccare le libertà fondamentali. Ci chiedete la fiducia, ma non la possiamo dare a questo Governo, perché non ci fidiamo di come sta spendendo i soldi dei cittadini, perché non sta tutelando la salute e sta distruggendo la democrazia in Italia, andando a toccare diritti fondamentali degli individui in assenza di discussione del Senato. L'Alternativa C'è voterà no alla fiducia al Governo Draghi sul decreto sostegni- bis. (Applausi) . PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE .