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b) sostenibilità sociale del sistema, con riferimento alla sua funzionalità nel garantire l'accesso alle opportunità territoriali che rispondono ai bisogni degli individui, mediante la predisposizione di politiche dei trasporti adeguate a rispondere alle richieste di interazione, partecipazione e inclusione sociale delle persone, con particolare riguardo all'accessibilità: 1) in termini fisici, con specifico riferimento alla capillarità dei collegamenti e all'assenza di barriere architettoniche; 2) in termini economici, con specifico riferimento alle fasce sociali più deboli e meno provviste di capitale di mobilità; 3) in termini qualitativi, con riferimento alla frequenza e alla velocità delle corse, alla puntualità, alla comodità e alla pulizia delle fermate e delle vetture, alla funzionalità degli orari, al grado di intermodalità; 4) in termini sociali, con riferimento alla riduzione della congestione urbana e ai conseguenti effetti di maggiore vivibilità e minore incidentalità degli spazi urbani e del loro migliore utilizzo per attività sociali e ricreative; c) sostenibilità ambientale del sistema, con riferimento alla riduzione degli effetti negativi sull'ambiente dell'attività umana legata agli spostamenti, mediante il potenziamento del trasporto pubblico locale e la conseguente riduzione delle emissioni nocive, in relazione sia ai gas responsabili del cambiamento climatico planetario sia agli inquinanti con effetti su scala locale, quali polveri sottili, ossidi di azoto, composti organici, anche in considerazione degli effetti di minore congestione e maggiore velocità media del flusso veicolare nonché di ulteriore diminuzione delle emissioni e di diminuzione dell'inquinamento acustico, privilegiando per quanto possibile l'utilizzo di mezzi elettrici o a idrogeno nel trasporto pubblico locale, nella prospettiva del raggiungimento dell'obiettivo di « emissioni zero » nell'esercizio del relativo servizio. 4. Nell'individuazione delle priorità e degli obiettivi generali del Piano d'azione si tiene conto altresì delle seguenti finalità: a) istituzione di zone a basse emissioni entro il 2024; b) misure per facilitare gli spostamenti a piedi, in bicicletta o con altri mezzi di trasporto attivi, promuovendole insieme a sane abitudini di vita; c) misure per il miglioramento e l'utilizzo della rete di trasporto pubblico, incluse misure di integrazione multimodale; d) misure per l'elettrificazione della rete del trasporto pubblico locale e per l'utilizzo di altri combustibili senza emissioni di gas serra; e) misure per promuovere l'uso di mezzi di trasporto elettrici privati, compresi i punti di ricarica; f) misure per promuovere la mobilità elettrica condivisa; g) misure per promuovere la mobilità sostenibile casa-lavoro; h) definizione di criteri specifici per migliorare la qualità dell'aria, intorno a scuole, strutture sanitarie o altri luoghi di particolare sensibilità, nel rispetto della normativa vigente in materia. 5. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvede alla predisposizione della proposta del Piano d'azione, al coordinamento e all'attuazione delle attività del Piano d'azione medesimo nonché al monitoraggio delle attività pianificate e alla valutazione dei risultati. 6. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ogni due anni, con un apposito documento pubblicato nel proprio sito internet istituzionale, rende noti gli esiti del monitoraggio e della valutazione dei risultati di cui al comma 5. Il documento è trasmesso alle Camere. Art. 3. (Patti locali per la mobilità sostenibile) 1. I comuni e le regioni, nell'esercizio della propria autonomia, compatibilmente con l'equilibrio dei rispettivi bilanci, aderiscono al Piano d'azione attraverso la stipulazione di patti locali per la mobilità sostenibile intesi a coinvolgere tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, in particolare le scuole e le università, le associazioni ambientaliste, le forze economiche e sociali operanti sul territorio interessato alla promozione della mobilità sostenibile. 2. I patti locali per la mobilità sostenibile, sulla base degli obiettivi generali individuati dal Piano d'azione e in ragione delle specificità territoriali, prevedono interventi finalizzati a incentivare, sviluppare e realizzare la mobilità sostenibile nelle aree di riferimento, per l'attuazione dei quali gli enti e gli altri soggetti pubblici di cui al comma 1, compatibilmente con l'equilibrio dei rispettivi bilanci, possono prevedere specifici finanziamenti. Art. 4. (Promozione della mobilità sostenibile nelle scuole) 1. Le scuole statali e non statali di ogni ordine e grado, nell'ambito dell'autonomia loro riconosciuta, promuovono la conoscenza dei princìpi e delle finalità dello sviluppo della mobilità sostenibile, come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti. 2. Al fine di promuovere la mobilità sostenibile nelle scuole, gli uffici scolastici regionali individuano, attraverso appositi bandi, nella rete delle istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale, la scuola che opera quale polo responsabile della mobilità sostenibile nelle scuole di ogni ordine e grado. Art. 5. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari ad euro 1.000.000 a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 6. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .