[ddlpres]

Infine, si consente ai produttori agricoli di prodotti selvatici non legnosi di applicare un regime fiscale semplificato. L'articolo 22 del presente disegno di legge stabilisce che le regioni possano istituire una tassa di concessione a titolo di « contributo ambientale » regionale finalizzato a mantenere i territori idonei e disponibili alla cerca e raccolta del tartufo e alla ricerca scientifica volta alla conservazione, al recupero e al monitoraggio degli ambienti naturali di sviluppo del tartufo. L'articolo 23 riguarda l'istituzione da parte delle regioni, d'intesa con il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di un marchio finalizzato a certificare il rispetto di standard di qualità nella filiera del tartufo. L'articolo 24 introduce la clausola di mutuo riconoscimento mentre l'articolo 25 prevede l'adeguamento alla presente legge da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Infine l'articolo 26 contempla l'abrogazione della legge 16 dicembre 1985, n. 752.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Ambito di applicazione e finalità) 1 La presente legge disciplina i seguenti aspetti della filiera del tartufo: a la cerca, la raccolta e la coltivazione; b la gestione del patrimonio tartufigeno nazionale; c la commercializzazione dei tartufi freschi o trasformati destinati al consumo umano; d l'attività vivaistica di produzione, la commercializzazione e la vendita delle piante micorrizate con tartufo; e i controlli e le sanzioni; f le disposizioni finanziarie. 2 La presente legge si pone come finalità la tutela del patrimonio tartufigeno nazionale, riconoscendo il suo elevato valore culturale, socioeconomico ed ambientale, attraverso la gestione degli ambienti naturali in grado di produrre il tartufo, lo sviluppo della sua coltivazione, la tutela del cane addestrato, nonché l'adeguato sostegno alla valorizzazione del tartufo, tutelando il consumatore. 3 L'attività di cerca e raccolta del tartufo è riconosciuta come patrimonio culturale nazionale. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano con propria legge le modalità di cerca, raccolta, coltivazione dei tartufi e gestione degli ambienti tartufigeni, nel rispetto dei princìpi e criteri stabiliti dalla presente legge e non possono delegare ad enti subordinati. 2 (Definizioni) 1 Ai fini dell'attuazione della presente legge si intende per: a « cerca »: l'attività di ricerca del tartufo mediante l'ausilio del cane addestrato; b « produttore di tartufo »: il tartufaio e il tartuficoltore che utilizzano il proprio raccolto per autoconsumo o per fini commerciali; c « tartufaio » o « raccoglitore di tartufo »: colui che è abilitato alla cerca e raccolta del tartufo spontaneo, o comunque non coltivato; d « tartuficoltore » o « coltivatore di tartufo »: il conduttore di una « tartufaia » di cui detiene la proprietà o altro diritto sul fondo e che coltiva per la produzione di tartufo; le tartufaie condotte possono essere coltivate o naturali controllate; e « tartufaia naturale »: qualsiasi superficie con una o più piante che producono tartufo in modo spontaneo, come boschi, siepi, filari e singoli alberi in cui cresce il tartufo; f « tartufaia naturale controllata »: tartufaia naturale in cui avviene la produzione spontanea del tartufo e in cui è verificata la manutenzione effettuata dal conduttore attraverso un piano di gestione basato sull'adozione di tecniche colturali atte al mantenimento o miglioramento della produzione del tartufo in sito; g « raccolta controllata »: l'insieme delle operazioni che comprendono la cerca e la raccolta dei corpi fruttiferi dei tartufi, nonché il trasporto degli stessi nelle e dalle tartufaie naturali; la raccolta controllata è consentita nel rispetto delle disposizioni della presente legge; h « tartufaia coltivata »: una coltura agraria convertibile in cui sono messe a dimora piante micorrizate con tartufo in un terreno nudo, con lo scopo di produrre il tartufo attraverso l'adozione di specifiche tecniche colturali; i « tartufi coltivati »: tartufi raccolti dalle tartufaie coltivate, ivi comprese le tartufaie naturali controllate; l « tartufi selvatici »: tartufi raccolti in bosco, nei terreni non coltivati, nelle aree demaniali, lungo i corsi d'acqua e nei pascoli in assenza di bestiame; m « associazioni riconosciute »: le associazioni di tartufai e di tartuficoltori riconosciute dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 2 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che non vi abbiano già provveduto, approvano un regolamento che fissa i criteri di riconoscimento delle associazioni di cui al comma 1, lettera m) , secondo linee di indirizzo adottate in sede di Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 3 Sono fatte salve le altre definizioni di cui alle pertinenti normative vigenti di carattere nazionale ed europeo. 3 (Piano nazionale della filiera del tartufo) 1 Con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, è adottato il piano nazionale della filiera del tartufo, di seguito denominato « piano di filiera », previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 2 Il piano di filiera, tra gli altri aspetti, individua gli interventi prioritari volti a migliorare le condizioni di sostenibilità della cerca, raccolta e coltivazione del tartufo, a incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, nonché a realizzare un coordinamento della ricerca scientifica nel settore. 3 Il piano di filiera è lo strumento programmatico strategico del settore destinato a fornire alle regioni un indirizzo sulle misure di tutela da inserire nei piani regionali di cui all'articolo 5 o nei singoli piani di sviluppo rurale delle regioni. 4 Il piano di filiera ha una durata massima di dieci anni. 5 Il piano di filiera contiene istruzioni tecniche elaborate nel rispetto delle norme previste dal testo unico in materia di foreste e filiere forestali, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34. 6 All'attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 4 (Tavolo tecnico del settore del tartufo) 1 Con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è istituito il tavolo tecnico del settore del tartufo, di seguito denominato « tavolo tecnico », con compiti consultivi, di indirizzo tecnico-scientifico e di monitoraggio in materia di tartufo.