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PRELIEVO FORZOSO 2016 PALERMO CATANIA MESSINA ENNA CALTANIS- SETTA RAGUSA SIRACUSA AGRIGENTO TRAPANI -10.809.178,45 € -14.198.609,95 € 1.360.114,15 € 1.144.714,56 € 166.142,06 € -1.647.332,25 € -4.169.715,85 € 203.422,11 € -4.735.643,12 € -29.156.122,68 € -26.757.857,94 € -17.124.226,22 € -6.670.783,16 € -8.134.563,22 € -9.147.941,60 € -11.776.981,28 € -11.759.494,12 € -11.110.660,90 € -7.171.211,33 € -11.310.904,60 € -2.615.295,48 € -585.088,27 € -1.977.361,76 € -1.874.185,91 € -3.466.592,96 € -1.530.579,92 € -1.952.963,80 € TOTALE PER PROVINCIA -47.136.512,46 € -52.267.372,49 € -18.379.407,55 € -6.111.156,87 € -9.645.782,92 € -12.669.459,76 € -19.413.290,09 € -13.086.651,93 € -17.799.267,82 € TOTALE REGIONE 2016 -196.508.901,89 € Ma, onorevoli colleghi, voglio portare alla vostra attenzione un fatto che ritengo ancora più grave, lo Stato con i decreti del Ministero dell'interno 17 ottobre 2016, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016, ha effettuato in riparto a favore delle province delle regioni a statuto ordinario di risorse, pari complessivamente a 48 milioni di euro, per l'anno 2016, per l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, e il riparto a favore delle province delle regioni a statuto ordinario delle risorse, pari complessivamente a 100 milioni di euro, per l'anno 2016, per l'attività di manutenzione straordinaria della rete viaria. Dai suddetti riparti, sono state escluse le nostre province oggi liberi Consorzi e Città metropolitane, rendendo di fatto ancora più grave la situazione dei servizi locali, per l'impossibilità di effettuare la manutenzione delle strade provinciali e degli edifici scolastici di competenza provinciale e l'assistenza dei disabili, i cui interventi sono sempre stati garantiti, attraverso le entrate derivanti dai versamenti dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dai versamenti dell'imposta provinciale di trascrizione, che invece sono venute meno per effetto ed a causa dei suddetti prelievi forzosi da parte dello Stato. Uno spiraglio per la soluzione dell'effetto devastante delle azioni statali nei confronti delle nostre Città metropolitane e liberi Consorzi, ed è il motivo per cui oggi si presenta alla vostra attenzione questo disegno di legge, viene dalla lettura della sentenza n. 205 del 2016 della Corte costituzionale, depositata il 21 luglio 2016 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale , 1 a serie speciale, n. 30 del 27 luglio 2016, nella quale, sebbene la Corte abbia respinto i ricorsi n. 36 del 2015 e n. 42 del 2015 di illegittimità costituzionale, promossi dalla regione Veneto, si rilevano alcuni princìpi che di fatto riconoscono la futura restituzione delle risorse di cui sopra, da parte dello Stato, nella parte in cui afferma: «la riduzione della spesa corrente degli enti di area vasta, oltre a perseguire il generale obiettivo di efficienza della spesa pubblica, è principalmente connessa alla riforma degli enti stessi. Nello stesso oggetto del primo periodo del comma 418 della legge n. 190 del 2014, dunque, si può individuare un limite implicito all'efficacia temporale della previsione, nel senso che la riduzione della spesa corrente e il vincolo del versamento del corrispondente importo al bilancio dello Stato sono legati al processo di attuazione della riforma e, più precisamente, alla fase di passaggio delle funzioni non fondamentali ad altri enti, con conseguente riduzione dell'organico. Si tratta perciò di misure per loro natura e funzione intrinsecamente transitorie e per ciò stesso evidentemente destinate a venire meno una volta attuata la riforma, con il trasferimento delle funzioni non fondamentali ad altri enti e l'“adeguamento della legislazione sulla finanza e sul patrimonio dei medesimi enti territoriali” (articolo 1, comma 97, primo periodo, della legge n. 56 del 2014)». Pertanto le risorse versate allo Stato si devono considerare destinate a una riassegnazione agli enti riformati e/o subentranti, che nel caso della regione devono principalmente intendersi le stesse ex province regionali riformate oggi liberi Consorzi e Città metropolitane, posto che la legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, (Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane) ha provveduto al riordino degli organi e funzioni delle ex province.. 1 1 Per gli anni 2017, 2018 e 2019 sono sospesi gli effetti dell'articolo 1, comma 418 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per quanto concerne la Regione siciliana e gli enti locali ad essa appartenenti. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con apposito decreto, il rimborso delle somme già incassate attraverso il prelievo forzoso attuato nei confronti delle ex province siciliane, oggi liberi Consorzi di comuni e Città metropolitane, in forza dell'articolo 16, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dell'articolo 47 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e dell'articolo 1, comma 418, della legge n. 190 del 2014. 3 Con il decreto di cui al comma 2 le somme sono ridistribuite proporzionalmente ai prelievi effettuati alle stesse ex province regionali e in parte agli enti riformati a seguito della legge della Regione siciliana 4 agosto 2015, n. 15.