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In particolare, il tema della plastica è di drammatica attualità e noi dobbiamo affrontarlo in maniera forte e determinata. Questo è l'inizio di un ragionamento e di un'azione efficace. Noi dobbiamo innanzitutto passare attraverso la riduzione. Certo, servono il riuso, il riciclo, le nuove tecnologie: certo che servono, dalle plastiche biodegradabili a tutta l'innovazione. Ho recentemente visitato l'università di Berkeley, che sta andando verso direzioni assolutamente straordinarie nel superamento della plastica ed è interessantissimo vedere che a capo di questo progetto, di valenza internazionale, c'è proprio una ricercatrice italiana. Tuttavia è evidente che la prima leva - e chiudo, Presidente - è quella della riduzione. Non basta la politica del riciclo, ma serve innanzitutto la politica della riduzione. Il provvedimento in esame inizia a dare una risposta concreta in questa direzione. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Ministro, Sottosegretario, l'atto che discutiamo oggi riguarda la conversione del decreto-legge n. 111 del 2019, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE. La prima riflessione a cui vorrei ora fare riferimento è quella riguardante i presupposti per il potere di decretazione da parte del Governo. Sappiamo tutti che il primo e unico presupposto affinché il Governo possa intervenire con misure cosiddette urgenti è quello della necessità. Vorrei capire quindi come si fa a dire che è necessario ed urgente intervenire per il recepimento nel nostro ordinamento di una misura del 2008. Non penso di fare dietrologia o della facile ironia politica se dico che in realtà il provvedimento serve solo ed esclusivamente a soddisfare la coscienza di alcune anime della maggioranza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Se fosse veramente un provvedimento urgente conterrebbe delle misure tampone idonee a fronteggiare l'emergenza; conterrebbe soluzioni concrete e quanto necessario per superare l'emergenza. Ebbene, non c'è nulla di tutto questo. Si parla di sperimentazione, di misure finalizzate a valutare l'impatto di interventi che di sostanza hanno decisamente poco; manca però del tutto non solo una misura tampone per l'emergenza, ma anche una programmazione di medio e lungo termine che avrebbe giustificato il termine sperimentazione. Nel provvedimento infatti non c'è assolutamente nulla circa la programmazione di medio e lungo periodo. Prima però di entrare nel dettaglio del provvedimento, vorrei soffermarmi su uno degli ultimi articoli, l'articolo 7, che riguarda le misure per l'incentivazione dei prodotti sfusi o alla spina. Era stato inizialmente previsto per le attività di vicinato e medie, ed esteso poi alle grandi attività. Questa misura, seppur criticata da alcuni colleghi, avrebbe potuto avere un significato; se infatti l'obiettivo è quello di intervenire a favore del clima, è evidente che le grandi attività e le grandi imprese hanno la possibilità di farlo in maniera più incisiva rispetto alle medie e piccole. Quindi questa parte potrei anche capirla. Vorrei però comprendere perché, quando si è tentato di estendere questa misura anche a vantaggio dei prodotti agricoli, la maggioranza si è espressa contro: cosa avete contro l'agricoltura? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ricordo la discussione di pochi giorni fa circa il trasferimento delle competenze del turismo dall'agricoltura alle attività culturali. Noi eravamo contrari perché era una soluzione che avevamo adottato, facendolo però con cognizione di causa e con motivazioni concrete. Ricordo la discussione riguardante i sussidi per il gasolio, indispensabili per l'attività agricola; sappiamo bene infatti che il settore senza sussidi e senza aiuti pubblici non riuscirebbe ad andare avanti, anche perché è molto sensibile alla concorrenza sleale di Paesi che non hanno assolutamente le protezioni che invece il nostro garantisce. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Voglio dire una cattiveria. Chi non è particolarmente idoneo all'esercizio di un'attività viene definito spesso "braccia rubate all'agricoltura"; il mio timore è che qualcuno della maggioranza non ha capito che si tratta di una battuta e, pensando che veramente dovrà tornare a lavorare nel settore dell'agricoltura, lo vuole distruggere perché terrorizzato dal futuro che gli si prospetta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Andando nel dettaglio delle soluzioni, a mio avviso, l'ideologia che ha motivato il provvedimento al nostro esame non si trova solo nel testo del decreto-legge, ma anche nel testo degli emendamenti presentati dal Governo. Faccio riferimento in particolare all'emendamento 4.0.851, che dovrebbe introdurre la "Capitale verde d'Italia". Il nostro splendido territorio, la nostra Nazione come estensione territoriale non è molto grande, perché consta di circa 330 chilometri quadrati, ma è caratterizzata da un livello di antropizzazione che ha fatto sì che tutto il territorio sia abitato. Questo ha consentito, a salvaguardia del nostro territorio, l'istituzione di molti parchi, sia nazionali che regionali. Quindi, da questo punto di vista, il nostro è un territorio di pregio. Quindi a che serve ora pensare alla "Capitale verde"? Sempre per dire una cattiveria, mi viene da credere che sia finalizzata a giustificare la presenza dei cinghiali a Roma. Istituiamo la capitale verde perché a Roma abbiamo questo problema. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Adesso, però, voglio entrare nel merito degli otto articoli che, come dicevo prima, contengono molto fumo, ma poco arrosto, nonostante i tentativi della maggioranza di migliorare questo provvedimento; tentativi che si sono scontrati contro un muro di scorrettezza perché addurre l'articolo 81 come motivazione contraria all'accettazione di alcuni dei nostri emendamenti, quando diverse proposte non prevedevano alcuna necessità di copertura economica, evidentemente ha significato solo ed esclusivamente opporsi alla voglia di collaborare dell'opposizione finalizzata a far sì, appunto, che il provvedimento migliorasse nella sostanza. Come dicevo, comunque, entriamo nel merito degli articoli, iniziando dell'articolo 1 che reca: «misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale». Mi chiedo di nuovo se si tratta di un provvedimento urgente per tamponare una situazione di necessità, oppure si tratta di pianificare una strategia nazionale. Se è il primo caso, infatti, allora la decretazione sarebbe stata giustificata ma nel testo non vi è traccia delle misure necessarie. Se si tratta del secondo caso, non doveva essere argomento di decreto-legge. Il clima è uno degli argomenti sensibili, uno dei temi sensibili su cui tutti dovremmo discutere, a prescindere dall'appartenenza politica, ma questo non può avvenire se dobbiamo convertire un decreto che tecnicamente ha i suoi tempi e le sue necessità. Andando avanti nell'approfondimento del provvedimento al nostro esame, voglio toccare subito l'articolo 2 che, a mio avviso, contiene di nuovo questa contrapposizione ideologica.