[resaula]

Siamo consapevoli che dobbiamo correre, però vorrei dire che, per quanto di mia conoscenza, l'impostazione è corretta e la struttura può permettere l'implementazione, che è ciò di cui abbiamo bisogno da tutti i punti di vista, non solo nel controllo ma anche nella produzione. Infatti, senza una produzione sicura di sistemi per la sicurezza cyber, tutto il tema del controllo arriva "a bomba", ma purtroppo il danno potrebbe già essere stato fatto. Prendo ancora pochi minuti, colleghi, per sottolineare un aspetto. Il senatore Urso diceva che, sul tema della difesa europea, una risposta con una forza di azione rapida di 5.000 soldati fa abbastanza sorridere e io condivido questa considerazione. Ricordiamoci però che fino a poco tempo fa in Europa non si poteva parlare delle riunioni dei Ministri della difesa (adesso saranno solo informali). Né si poteva accennare che si inseriva qualche forma di finanziamento di tipo duale, che però potesse fare riferimento alla difesa. Lo dico perché almeno qualche passo avanti, in questo senso, è stato fatto. Oggi ci sono dei fondi, che tuttavia sono ancora molto limitati. C'è però l'idea di cominciare a costruire delle forze comuni. Senatore Urso, Assemblea tutta, non c'è dubbio che la difesa europea non può essere lasciata in mano solo alla Commissione, altrimenti potrà produrre una forza che, invece, di 5.000 è di 7.500 o di 10.000. Rispetto alla difesa europea, per come è connaturata la difesa dei singoli Stati, che hanno una propria forza - il premier Draghi diceva di essere rimasto stupito del fatto che, come Europa, noi spendiamo il doppio della Russia intera - vuol dire, comunque, decidere di cedere sovranità. Quindi, è una decisione che devono assumere i Capi dei Governi e non può essere una decisione solo della Commissione. Se tutti crediamo che senza quello strumento l'Europa non ha voce in geopolitica, credo che tutti quanti dovremmo spenderci per questo obiettivo. Lo dico perché in Commissione difesa abbiamo votato una risoluzione su questo, con una serie di proposte, anche se, probabilmente, molto limitate rispetto a quanto sta avvenendo. Ho chiesto di poterla discutere in Aula, perché credo che una tale discussione vada fatta in questa sede. Dall'interlocuzione che ho avuto con la mia Capogruppo, so che per ora sono pochi i Gruppi che stanno sostenendo questa proposta. Io vi dico: facciamola, perché i temi di cui discutere sono tanti. Ma la dobbiamo fare. (Applausi) . La Francia ha la capacità nucleare. Come la gestiamo, come si inserisce nel quadro di una difesa comune? Come possiamo fare affinché non ci sia solo uno a capo con gli altri che devono seguirlo? C'è tutta una parte politica su cui il Parlamento deve lavorare e io credo sia sbagliato che un'Assemblea come questa affronti tali temi quando deve parlare del Copasir. Benissimo, ma il Copasir parla di tante altre cose. Come Presidente della Commissione difesa, mi sento di dire che forse codesta è una discussione che dovremmo riuscire a portare in quest'Aula. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Magorno. Ne ha facoltà. MAGORNO (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi senatori, signori del Governo, la relazione sull'attività del Copasir all'esame oggi, eccellentemente esposta dal presidente Urso, che ringrazio per il lavoro che svolge quotidianamente con tutto il Comitato, è frutto di un lavoro approfondito e articolato. Gli ambiti di cui il Copasir si è occupato sono vari e toccano tutti i settori che il Comitato ha ritenuto sensibili dal punto di vista della sicurezza nazionale. Ciò si evince anche scorrendo l'indice della relazione. Durante il periodo coperto dal Documento, il Comitato ha svolto diversi approfondimenti, che hanno prodotto tre relazioni tematiche: sulla disciplina per l'utilizzo dei contratti secretati, anche con riferimento al noleggio dei diversi sistemi di intercettazione; su una più efficace azione di contrasto al fenomeno della radicalizzazione di matrice jihadista; sulla sicurezza energetica nell'attuale fase di transizione ecologica. Altre tre indagini sono in corso sui seguenti temi: sul dominio aerospaziale, la nuova frontiera della competizione geopolitica; sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence ; sulle modalità per attuare la decretazione degli atti e migliorarne la conservazione e l'accesso. I temi affrontati spaziano da questioni interne, tra le quali si ricomprende un esame della legge n. 124 del 2007 in vista di un suo aggiornamento, fino ai più vasti scenari internazionali, che implicano un'attenta analisi dei vari quadri geopolitici. Non possiamo prescindere dall'avere come quadro di riferimento, oltre all'Europa, anche il cosiddetto Mediterraneo allargato, area strategica per il nostro Paese, alla quale è necessario dedicare una particolare attenzione. Come ha già detto il presidente Urso e come è stato ripetuto da ormai tre settimane, la follia della guerra è tornata purtroppo a colpire l'Europa. Gli attacchi russi in Ucraina ci richiamano a una profonda riflessione sulla necessità di valutare con estrema attenzione gli scenari esteri. Serve rafforzare gli asset strategici del Paese soprattutto dal punto di vista della cybersicurezza dal momento che l'Italia ha un alto livello di esposizione. A tal proposito, non posso non sottolineare la necessità di realizzare un provvedimento che ponga sullo stesso piano gli attacchi terroristici e quelli cyber . Il Comitato sta seguendo con grande attenzione tutti i complessi sviluppi legati al conflitto nei diversi aspetti (di ordine economico, energetico, militare, geopolitico); la sfera cyber e quella dell' intelligence economica sono altresì fondamentali e, come ricordato nella Relazione, l'Italia si è dotata di un'apposita Agenzia per la cybersicurezza e ha rafforzato l' intelligence economica sia in seno alle Agenzie esistenti sia operando sulla disciplina dell'esercizio dei poteri speciali da parte del Governo (il cosiddetto golden power). Sempre in ambito di intelligence economica, voglio sottolineare che tra le emergenze interne vi è quella delle infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tale minaccia è meritevole di una particolare attenzione e il Copasir sarà informato regolarmente su tale tematica, che investe tutto il Paese e in particolar modo il Mezzogiorno d'Italia. L'attenzione informativa ha denotato il pericolo di intercettare i finanziamenti pubblici nazionali ed europei; è la latitudine dei settori di intervento che dimostra l'interesse dei sodalizi criminali, mafiosi, ad esempio, per le energie alternative, per il ciclo dei rifiuti, negli ambiti connessi alle infrastrutture, all'edilizia, anche tramite fattispecie di riciclaggio, evasione e trasferimento illecito di capitali all'estero; senza trascurare, infine, anche l'interessamento verso operazioni di riassetto nell'ambito di società e aziende in condizione di crisi, specialmente in seguito alle dinamiche negative determinate dalla pandemia o all'aggiudicazione fraudolenta di appalti.