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La Corte costituzionale, con sentenza n. 108 del 22 marzo – 11 maggio 2017, ha ricordato che la suddetta normativa ha previsto, a fini di prevenzione della cosiddetta ludopatia, la progressiva ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante slot machines che risultino ubicati in prossimità di determinati luoghi «sensibili», cioè luoghi frequentati da determinate categorie di soggetti che si presumono particolarmente vulnerabili di fronte alla tentazione del gioco d'azzardo. Proprio nell'ottica delle finalità e della ratio del «decreto Balduzzi» veniva approvato il Piano d'azione nazionale G.A.P 2013-2015 Area prevenzione, che muove dall'esigenza di definire linee di indirizzo nazionali e intende soddisfare, oltre a quanto previsto dalla normativa, anche la concreta necessità di mettere in atto prima possibile interventi preventivi realmente efficaci per contrastare un fenomeno che, anche se non ancora ben conosciuto né quantificato, ha assunto comunque rilevanza ed importanza sociale e sanitaria; motivo per cui il Piano d'azione nazionale si inserisce nel novero delle strategie che potranno costituire punti di riferimento per tutte le organizzazioni e gli operatori del settore coinvolti e disponibili a dare una risposta concertata al fenomeno emergente. La legge 11 marzo 2014, n. 23 (Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita), all'articolo 14, comma 1, lettera a), ha previsto altresì, quale criterio direttivo della delega in materia di giochi pubblici, peraltro mai attuata, la «raccolta sistematica e organica delle disposizioni vigenti in funzione della loro portata generale ovvero della loro disciplina settoriale, anche di singoli giochi, e loro adeguamento ai più recenti principi, anche di fonte giurisprudenziale, stabiliti al livello dell'Unione europea, nonché all'esigenza di prevenire i fenomeni di ludopatia ovvero di gioco d'azzardo patologico e di gioco minorile, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili ovvero non più attuali, fatte salve, comunque, le previsioni in materia di cui agli articoli 5 e 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189». La legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015), contiene importanti indicazioni circa la disciplina della raccolta di denaro tramite il gioco d'azzardo. La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2016), ha previsto, all'articolo 1, comma 936, che «entro il 30 aprile 2016, in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell'ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età. Le intese raggiunte in sede di Conferenza unificata sono recepite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti». 2. Illustrazione del disegno di legge Il disegno di legge che si sottopone all'attenzione degli onorevoli colleghi consta di 8 articoli. L'ambito di applicazione e la finalità sono indicati nell'articolo 1: la ratio della normativa proposta risiede nella tutela del diritto della salute costituzionalmente riconosciuto e definito dall'articolo 32 della Costituzione, da intendere come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente l'assenza di malattia o di inabilità», in base alla definizione contenuta nella Costituzione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). In tal modo, si vuole sgombrare definitivamente il campo da ogni possibile considerazione tesa a configurare una legislazione che incida su qualsiasi aspetto del gioco d'azzardo come normativa esclusivamente di tutela dell'ordine pubblico (si veda Corte costituzionale, sentenza n. 108 del 2017). Come già avvenuto con determinati prodotti (su tutti i tabacchi) risulta essenziale, al fine di garantire gli obiettivi fissati dall'articolo 1, vietare qualsiasi forma di pubblicità di qualsiasi gioco d'azzardo. È quanto viene stabilito con l'articolo 2 della presente proposta, che ha lo scopo di vietare alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private di pubblicizzare forme di gioco di azzardo cosiddetto compulsivo, anche per prevenire il sovra-indebitamento famigliare, preoccupante fenomeno derivante – in base ai dati della Consulta nazionale delle fondazioni e associazioni antiusura – in prevalenza dal gioco d'azzardo e che costituisce causa di ricorso a debiti e/o all'usura generato dall'aumento esponenziale della partecipazione al gioco d'azzardo Nell'ottica del contrasto alla criminalità organizzata, che trova una vantaggiosa forma di illecito profitto anche nelle forme di gioco d'azzardo legalizzate (si pensi al racket delle slot machines ), si è ritenuto opportuno estendere, all'articolo 3, la possibilità di utilizzare i cosiddetti «agenti sotto copertura» in qualsiasi procedimento di indagine o investigazione finalizzato all'accertamento di fattispecie di reato nell'ambito delle attività di commercio del gioco d'azzardo (anche on line ), in attuazione delle misure di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata avanzate dalla Commissione parlamentare antimafia nella relazione presentata il 6 luglio 2016. L'articolo 3, quindi, recepisce la proposta del Procuratore nazionale antimafia di istituire la figura di agenti sotto copertura per combattere le «azzardo-mafie», per entrare nelle sale da gioco e scoprire trucchi, truffe e affari dei clan, soprattutto sulle scommesse on line . Finora, infatti, i controlli tradizionali non funzionano. Si tratta di una proposta, decisamente innovativa, avanzata dopo l'operazione «Anno zero» della procura di Palermo che ha scoperto lo strettissimo legame tra un noto latitante mafioso e un imprenditore delle scommesse, a conferma del grande interesse delle mafia, Cosa nostra compresa, per il settore dell'azzardo. «Il fatturato delle scommesse continua a crescere, soprattutto quelle on line – denuncia il Procuratore nazionale – con servizi a volte offerti direttamente da mafia, camorra e ’ndrangheta, attraverso propri imprenditori che con questo canale riescono a riciclare un'enorme quantità di denaro sporco». L'articolo 4 introduce una serie di misure riguardanti le lotterie istantanee e i relativi tagliandi; ci si è preoccupati altresì di regolamentare le condizioni ambientali in cui le persone possono accedere ai giochi d'azzardo in ogni loro forma (specie i video-poker ) partendo dal presupposto che debbano scongiurarsi ambienti insalubri, poco socievoli e che possono incentivare il gioco compulsivo. L'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave rivestirà un ruolo attivo nell'applicazione delle disposizioni del presente articolo.