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quali interventi ritengano doveroso eseguire a garanzia dei fondamentali valori, a tutela costituzionale, dell'ordine pubblico e della salute, diritto fondamentale della persona e interesse primario della collettività; se sia intenzione del Ministro dell'interno nominare una nuova commissione di accesso presso l'azienda sanitaria locale, nella gestione della quale rientrano gli ospedali Cardarelli, Cotugno, Monaldi, CTO e azienda ospedaliera Federico II, alla luce dei nuovi, gravi eventi criminosi verificatisi. Interrogazioni Atto n. 3-02919 ALESSANDRINI BERGESIO VALLARDI SBRANA RUFA ZULIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le turbolenze generate sul mercato delle materie prime dal prolungarsi della pandemia hanno avuto ripercussioni importanti sull'andamento dei prezzi delle principali commodity alimentari ed in particolare sulla filiera del grano duro e della pasta; la filiera, già reduce da un anno difficile durante il quale è riuscita a fronteggiare al meglio l'emergenza COVID e a far fronte al picco di domanda dei primi mesi della pandemia, garantendo costantemente le forniture di prodotto, si trova ad affrontare una nuova stagione, segnata dalla difficile reperibilità sul mercato del grano; nel 2021 il prezzo del grano duro è salito del 60 per cento, arrivando fino a 500 euro a tonnellata. Ci sono stime di un picco fino a 600 euro entro la fine dell'anno; il costo della materia prima rappresenta mediamente l'80 per cento dei costi totali di produzione di un'azienda molitoria; è evidente come queste nuove condizioni di mercato, unitamente all'incremento dei costi energetici e logistici, otre ad impattare sulla sull'industria molitoria, rappresentata da tante realtà altamente competitive, avranno ricadute negative sull'intera filiera; i produttori di pasta e derivati del grano, se fino ad oggi con grande fatica sono riusciti a contenere il prolungato aumento dei prezzi, sono adesso in una situazione di estrema difficoltà davanti ad una crisi divenuta ormai insostenibile, la quale rischia di ripercuotersi negativamente anche sul mondo occupazionale; l'aumento dei prezzi del grano è stato al centro dell'incontro presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali tra il sottosegretario Centinaio e le organizzazioni agricole da cui è emersa la necessità di istituire un tavolo ad hoc per la filiera del grano duro per uno sviluppo omogeneo e coordinato delle filiere grano pasta e grano farine; lavorare in un simile contesto è divenuto estremamente complicato per le imprese, soprattutto per quelle più piccole che hanno mezzi e risorse limitati; tali aumenti sono chiaramente dovuti ad una serie di fattori oggettivi, anche se molte questioni hanno senza dubbio un carattere strutturale, legate in primo luogo alla non autosufficienza dell'Italia nella produzione di grano duro, e di natura speculativa, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in campo per garantire un'equa remunerazione dei fattori produttivi all'interno della filiera del grano duro, anche valutando forme di ristoro, andando poi a monitorare le cause che determinano l'instabilità del mercato e che minano la competitività e il buon andamento di tutta la filiera. Atto n. 3-02920 MARINO GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 9 novembre 2020 Azerbaigian, Armenia e Russia siglavano una dichiarazione tripartita con la quale si concludeva la cosiddetta seconda guerra del Nagorno Karabakh; al termine del conflitto, in seguito a delle conquiste armate, come quella della città di Shusha, e alla fine dell'occupazione armena in territorio azero, l'Azerbaigian ha ripristinato la sua sovranità su parte dei territori persi nel 1994, relativamente ai quali l'appartenenza all'Azerbaigian secondo i principi del diritto internazionale è stata riconosciuta da una serie di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (n. 822/1993; n. 853/1993; n. 874/1993; n. 884/1993); uno dei temi urgenti che caratterizzano lo scenario del post conflitto e che continuano a rappresentare un serio pericolo per la stabilizzazione della pace, nonché per la sicurezza di coloro che abitano le regioni interessate, soprattutto quelle che erano soggette all'occupazione armena, riguarda la questione dello sminamento dei territori; nelle memorie depositate il 23 settembre 2021 presso la Corte internazionale di giustizia, l'Azerbaigian ha dichiarato che in seguito a una verifica tecnica compiuta dall'Agenzia nazionale dell'azione antimine dell'Azerbaigian (ANAMA) è stato determinato che il 75 per cento dei territori azeri precedentemente soggetti all'occupazione armena è classificabile come a rischio, con ampie zone che variano dall'alto al basso livello di contaminazione di mine inesplose; la mappatura delle mine inesplose dimostra che tali ordigni sono presenti in zone ad alta densità di popolazione, ovvero in aree lontane da ex postazioni militari e vicine a "campi agricoli, cimiteri, giardini e altre aree di interesse economico e sociale"; considerato che durante la missione, svoltasi nella regione del Caucaso nel dicembre 2021, il sottosegretario per gli affari esteri e alla cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano, ha offerto, tra gli altri, il contributo italiano relativamente al tema dello sminamento, si chiede di sapere attraverso quali strumenti bilaterali e multilaterali, inclusi i canali diplomatici, si stia dando seguito all'impegno preso con il popolo azero dal sottosegretario in occasione della missione svoltasi nel Caucaso nel dicembre 2020, concretizzando il contributo del nostro Paese alle operazioni di sminamento delle regioni dell'Azerbaigian interessate dal conflitto del Nagorno Karabakh. Atto n. 3-02921 STEFANO TARICCO PITTELLA PINOTTI ASTORRE CERNO FEDELI MARCUCCI NANNICINI VERDUCCI ROJC GIACOBBE ALFIERI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la drastica riduzione del traffico aereo dovuta alla pandemia da COVID-19, unita alle sempre più stringenti esigenze di decarbonizzazione a cui l'Italia e la maggior parte dei Paesi al mondo si sono impegnati, stanno avendo forti ripercussioni sull'andamento della produzione di velivoli a uso civile a livello globale; tra gli attori industriali del nostro Paese più colpiti da tale situazione, sia congiunturale che strutturale, vi è la divisione Aerostrutture di Leonardo S.p. A., il cui sito principale nel mezzogiorno d'Italia è il polo di Grottaglie (Taranto), specializzatosi, nel giro di pochi anni, nella realizzazione di fusoliere in fibra di carbonio nell'ambito della produzione dei velivoli Boeing 787 "Dreamliner", arrivando a un livello di produzione pari a 14 coppie di fusoliere mensili, con prospettive di crescita prima della pandemia; a seguito dell'importante taglio alla produzione verificatosi negli ultimi mesi, l'azienda e le parti sociali, rappresentative degli oltre 1.800 lavoratori diretti, dell'indotto e di società collegate, hanno avviato un percorso condiviso che ha temporaneamente scongiurato l'impiego degli stabilizzatori sociali, sancito da un importante accordo sottoscritto il 17 dicembre 2020;