[massime]

SENT. 267/05. PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARE - PROCEDIMENTO PENALE NEI CONFRONTI DI DUE SENATORI IMPUTATI IN CONCORSO, PER FATTI DIRETTI A DISCIOGLIERE L’UNITÀ DELLO STATO OVVERO A MUTARE LA COSTITUZIONE DELLO STATO O LA FORMA DEL GOVERNO - DELIBERAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE, RESA DALLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE PROPOSTO DAL GIUDICE DELL’UDIENZA PRELIMINARE DEL TRIBUNALE DI VERONA - MANCATA PRECISAZIONE DELLE CONDOTTE ADDEBITATE AI SENATORI IMPUTATI - INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO.. E’ inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica 31 gennaio 2001 relativa alla insindacabilità, ai sensi dell’art. 68, primo comma della Costituzione, delle opinioni e dei comportamenti di due parlamentari, per i quali è in corso un procedimento penale. Il ricorrente, infatti, non ha assolto all’onere di una enunciazione esaustiva delle condotte poste in essere dagli imputati che prescinda dalla tecnica adottata nella formulazione del capo di imputazione e dalla sussistenza dei requisiti minimi di indicazione del “fatto” prescritti dal codice di procedura penale. Manca, quindi, in radice la possibilità di stabilire se quella ascrivibile a ciascuno dei due parlamentari sia la realizzazione di un comportamento di carattere materiale o la manifestazione di una opinione, rimanendo così preclusa la possibilità di valutare se ricorrano le condizioni per l’operatività della prerogativa di cui all’art. 68, primo comma, della Costituzione. - Sentenza citata n. 137/2001.