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Il comma 2 dell'articolo 5 contiene un'elencazione della tipologia degli interventi per i quali è erogato il contributo, comprensiva di quelli su edifici e di quelli a supporto delle popolazioni (esempio: lettera g) ), concernente la delocalizzazione temporanea delle attività economiche, ovvero lettera h) , concernente gli interventi sociali e sociosanitari per le persone impossibilitate a ritornare nel proprio domicilio). In altre parole, nell'elencazione vengono riportati anche interventi assistenziali diretti. Per questo motivo, al comma 3, quando si enucleano le modalità del finanziamento agevolato, vengono richiamate le solo lettere del citato elenco riconducibili ad interventi non direttamente assistenziali (lettere a) , b) , c) , d) , e) e g) ). Nel caso di cui alla lettera e) , gli interventi devono riferirsi ad edifici privati di interesse storico-artistico perché quelli su edifici pubblici trovano la loro disciplina, secondo la bipartizione appena esplicitata, nel successivo articolo 14. Nei commi successivi dello stesso articolo 5 sono disciplinate le modalità di erogazione dei contributi, individuandosi, quale modalità unica e tipica di contribuzione per tutti gli interventi pubblici e privati di ricostruzione e riparazione il finanziamento agevolato, cui corrisponde l'attribuzione al beneficiario di un credito d'imposta (comma 5): a tale fine, vengono individuate le risorse da impiegare ed è altresì previsto il potere dei soggetti esercenti il credito di contrarre appositi finanziamenti per reperire le risorse da erogare ai soggetti aventi titolo alle misure di sostegno (comma 4). Al Commissario straordinario è attribuito il compito di definire con proprio provvedimento, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, i criteri e le modalità attuative dell'erogazione delle dette risorse (comma 7), nell'ovvio rispetto di regole e parametri europei, mentre l'importo complessivo del credito d'imposta da autorizzare sarà determinato in sede di legge di bilancio in relazione ai danni constatati ed alle risorse necessarie per gli interventi (comma 9). L'articolo 6 contiene le regole specifiche sull'entità dei contributi che potranno essere in concreto riconosciuti sulla base dei parametri fissati ai sensi del comma 1 del precedente articolo 5, individuandone l'estensione in relazione al livello dei danni patiti dall'immobile e degli interventi conseguentemente necessari (comma 1), i soggetti legittimati a percepirli (comma 2) con specifiche previsioni in caso di immobili che risultavano concessi in locazione all'epoca del sisma (commi 3 e 4), l'entità rispetto ai costi sostenuti secondo i criteri di distinzione già evidenziati in premessa con riguardo all'ubicazione dell'immobile rispetto alle aree colpite dal sisma (comma 5), fermo restando che il contributo è al netto di indennizzi assicurativi e altre provvidenze pubbliche comunque percepite dall'interessato (comma 6); è inoltre demandata ad apposito provvedimento commissariale, d'intesa con i vice commissari, la definizione dei criteri di calcolo in concreto del contributo a fronte dei danni attestati dal richiedente (comma 7) ed è altresì specificato che sono coperte dal contributo anche le spese relative alle prestazioni tecniche dei professionisti abilitati, nel limite massimo del 10 per cento dell'importo ammesso a finanziamento (comma 8). Ancora, sono dettate disposizioni a garanzia dell'erogazione dei contributi a soggetti che siano effettivamente in possesso dei requisiti di legge, prevedendo l'onere del richiedente di attestare ciò con apposita dichiarazione (comma 9), nonché di prevenzione contro abusi, per i quali è prevista la decadenza dal contributo e l'obbligo di restituzione di quanto indebitamente percepito (comma 10). Sono poi introdotte apposite deroghe alle disposizioni civilistiche in materia di condominio al fine di rendere più celeri le determinazioni relative agli interventi su un unico immobile con più proprietari (comma 11). Infine è specificato che, sebbene le imprese incaricate dell'esecuzione degli interventi in questione debbano essere selezionate con procedura concorrenziale e debbano essere iscritte alla Anagrafe antimafia istituita dal presente decreto (su cui si tornerà meglio appresso) (comma 13), ai contratti con esse stipulati non si applica la disciplina degli appalti pubblici (comma 12). In particolare, per quanto concerne il comma 5, in esso è esplicitata l'entità dei contributi in relazione ai costi sostenuti per gli interventi suddetti, codificando la scelta già ampiamente descritta, di riconoscere, come regola generale, un importo pari al 100 per cento delle spese sostenute per tutti gli interventi eseguiti, purché ovviamente ne sia stata accertata la spettanza e la congruità secondo le modalità indicate alle norme successive, con la sola parziale eccezione degli immobili adibiti a seconda abitazione siti in comuni non ricadenti nell'area direttamente colpita dal sisma, non rientranti nei requisiti di recupero del contesto di cui all'articolo 1, comma 2. Nell'articolo 7 sono dettate le prescrizioni tecniche generali per la ricostruzione, il ripristino e la riparazione degli immobili distrutti o danneggiati dall'evento sismico: come già accennato, detti interventi dovranno comunque costituire occasione per un generale miglioramento sismico di tutti gli edifici interessati, che dovranno quindi essere adeguati agli odierni standard normativi in materia antisismica. A tal fine, si è fatto riferimento alle vigenti norme tecniche in materia di capacità di resistenza delle nuove costruzioni, diversificate in relazione alle diverse zone di classificazione sismica in cui gli immobili insistono, riservando al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti la determinazione, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, della capacità minima e massima di resistenza alle azioni sismiche. Di particolare interesse il richiamo al conseguimento del massimo livello di sicurezza compatibile in termini «tecnico-economici», per consentire una gradualità contributiva correlata alla virtuosità dell'intervento. Nella stessa ottica, anche per gli interventi di riparazione e ripristino degli immobili si fa riferimento alla possibilità che gli stessi conseguano standard di «adeguamento» sismico, ovvero una percentuale totale di adeguamento alla normativa antisismica (diversamente dal «miglioramento»). In sostanza, la disposizione mira ad assicurare, attraverso un rinvio «mobile» alla disciplina tecnica, che gli interventi da eseguire riportino gli immobili interessati ai massimi standard possibili di sicurezza. L'articolo 8 introduce una disciplina differenziata per gli interventi che possono essere avviati immediatamente al fine di consentire un rapido rientro delle persone interessate nelle loro abitazioni, qualora queste presentino danni non gravi, classificati col livello di inagibilità B, che possono essere riparati con interventi immediati: in questi casi, è consentito avviare fin da subito gli interventi in questione con un'apposita procedura semplificata basata su una comunicazione iniziale, fermo restando il rispetto della pianificazione vigente (territoriale, urbanistica e paesaggistica), cui deve seguire entro termini ristretti l'integrazione con la produzione di tutta la documentazione necessaria per il rilascio del relativo titolo abilitativo (comma 3).