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il consiglio nazionale forense, a causa della chiusura delle sedi giudiziarie per l'emergenza epidemiologica, ha ridotto per il 2020 il numero delle udienze da 10 a 5, ma, stante il rinvio da parte dei magistrati della maggior parte dei processi al 2021, gli avvocati corrono il serio rischio di non riuscire a rispettare l'obbligo stabilito dal regolamento del CNF, andando incontro addirittura all'esclusione dall'elenco, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per sbloccare i fondi relativi al pagamento del compenso professionale in favore degli avvocati; se, riguardo all'obbligo di partecipazione degli avvocati alle udienze, non ritenga di assumere iniziative finalizzate alla sospensione per l'anno 2020 dell'applicazione della norma del regolamento per le difese d'ufficio, che impone la partecipazione obbligatoria. Atto n. 4-03711 MALLEGNI PAGANO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nei giorni scorsi, il Governo ha annunciato la decisione di richiedere alla Commissione europea un'ulteriore proroga triennale del meccanismo della "scissione dei pagamenti" (cosiddetto split payment , di cui all'art.17- ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972), la cui scadenza era invece fissata al prossimo 30 giugno 2020; si tratta di una misura gravissima che, dal 2015, ha compromesso l'equilibrio finanziario delle imprese operanti nei confronti della pubblica amministrazione, specie di quelle di più ridotte dimensioni, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza; il meccanismo, in particolare, pone a carico delle pubbliche amministrazioni il versamento dell'IVA relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei loro confronti, cosicché gli operatori economici non si vedono più corrispondere l'IVA dalle stazioni appaltanti, mentre devono comunque continuare a pagarla ai loro fornitori; ciò genera un incremento esponenziale del credito IVA in capo alle imprese, con una pesante perdita di liquidità, che l'ANCE ha stimato in circa 2,5 miliardi di euro all'anno, a cui si aggiungono i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, che drenano ulteriori 8 miliardi di euro di liquidità; se si considerano i tempi estremamente dilatati e la farraginosità con i quali lo Stato italiano eroga i rimborsi dei crediti IVA (63 settimane di media contro quella europea di 16), il meccanismo compromette del tutto la possibilità di recuperare la necessaria liquidità in modo tempestivo; una nuova proroga triennale dello split payment vanificherebbe del tutto gli enormi sforzi che gli operatori economici stanno facendo per salvaguardare il proprio l'equilibrio finanziario nella delicatissima fase sanitaria ed economica attuale, che, per il settore delle costruzioni, si aggiunge tra l'altro agli effetti deleteri di una crisi perdurante e senza precedenti; giova evidenziare che lo Stato, attraverso la fatturazione elettronica, in vigore dal 2015 nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed ora applicata a tutti i rapporti commerciali anche tra privati, già dispone di uno strumento di controllo fiscale e di contrasto all'evasione nel comparto IVA, che assicura la massima trasparenza e tracciabilità delle operazioni economiche, semplificando e garantendo adeguata tempestività alle verifiche tributarie, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di rivedere la decisione di reiterare ulteriormente l'operatività del meccanismo dello split payment , estremamente dannoso per le imprese e con una portata troppo ampia rispetto alla tutela dell'interesse erariale posto a fondamento della sua introduzione. Atto n. 4-03712 CORTI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: pochi giorni fa la Prefettura di Modena ha proceduto ad affidare in deroga, per ulteriori 5 mesi, fino a novembre 2020, la gestione del servizio di accoglienza per i richiedenti protezione internazionale, al prezzo di 28,2 euro giornalieri per un totale di spesa calcolato in 9,1 milioni di euro, agli stessi operatori che lo stavano già gestendo, sebbene essi non abbiano partecipato ai tre bandi pubblicati in precedenza che tenevano conto dei tagli alla spesa giornaliera previsti dal decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113; la situazione che si sta verificando è gravissima, anche perché non si può più parlare di eccezionalità, essendo diventata oramai una prassi: gli operatori, che ritengono non convenienti le condizioni imposte dal "decreto Salvini" (che riducono l'importo a 18 euro giornalieri), evitano di partecipare ai bandi e costringono la Prefettura a prorogare il servizio, dettando quindi le condizioni economiche per continuare a gestire l'accoglienza, costruendo ed applicando il prezzo più conveniente per loro, anche se in contrasto con la legge in vigore e le esigenze di spesa pubblica; se a dicembre 2018 la prima deroga poteva essere giustificata da reali problemi di riorganizzazione del servizio a costi ridotti, a distanza di quasi due anni non ci sono giustificazioni ai condizionamenti economici e contrari alla normativa in vigore che gli operatori vogliono imporre alle amministrazioni, creando situazioni di svantaggio per quei pochi che si impegnano a gestire l'accoglienza ai prezzi imposti; pochi giorni fa, contestualmente alla proroga, ha indetto una nuova gara da 10,8 milioni di euro per la gestione biennale del servizio di accoglienza di 1.280 stranieri richiedenti protezione internazionale in provincia di Modena, fissando il prezzo a 19,6 euro giornalieri, andando incontro quindi alle esigenze degli operatori, ai quali vanno aggiunti 150 euro previsti dalla legge per il kit di primo ingresso e la diaria di 2,5 euro, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda attuare per mettere fine alla situazione paradossale che si è venuta a creare nella provincia di Modena, dove le cooperative chiamate a gestire il servizio di accoglienza non partecipano deliberatamente ai bandi pubblici che prevedono costi imposti per legge, obbligando la Prefettura a rinnovare la gestione del servizio a costi contrari alla normativa vigente; se non ritenga opportuno prevedere la possibilità che la continuazione del servizio in deroga, fino all'aggiudicazione del bando, venga affidata a soggetti terzi rispetto alle cooperative che non si sono dimostrate interessate a proseguire nel servizio, tanto da non partecipare ai precedenti bandi pubblici. Atto n. 4-03713 DE FALCO Al Ministro della difesa Atto n. 4-03714 BATTISTONI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel 2004, per la prima volta in Europa, è stata rilevata la presenza della Halyomorpha halys, la "cimice marmorata asiatica"; in Italia, le prime segnalazioni relative alla presenza di questo insetto risalgono al 2012; le regioni italiane più colpite, sin da subito, sono state l'Emilia-Romagna, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia e le province di Bolzano e Trento;