[massime]

Edilizia e urbanistica - Edilizia residenziale pubblica - Istituzione del Fondo per l'edilizia a canone speciale - Utilizzazione delle relative disponibilità per l'attuazione di programmi finalizzati alla costruzione e al recupero di unità immobiliari nei Comuni ad alta densità abitativa, destinate ad essere locate a canone speciale - Attribuzione al Ministro delle Infrastrutture di potere regolamentare in materia - Ricorso della Regione Emilia-Romagna - Denunciata violazione della potestà legislativa e regolamentare regionale, dell'autonomia finanziaria delle Regioni e del principio di leale collaborazione - Mancata attivazione del Fondo - Eccepita carenza di interesse della ricorrente - Richiesta di dichiarazione della cessazione della materia del contendere - Reiezione.. Nel giudizio di legittimità costituzionale in via principale proposto dalla Regione Emilia-Romagna nei confronti dell'art. 3, commi da 108 a 115, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, deve essere disattesa l'eccezione di sopravvenuta carenza di interesse all'impugnativa, sollevata dalla difesa erariale sulla base del presupposto che le norme censurate non avrebbero mai avuto attuazione. Infatti, in assenza dell'abrogazione delle norme impugnate e, dunque, in costanza della loro perdurante vigenza, permane l'autorizzazione in capo allo Stato ad attivare il funzionamento del Fondo speciale per l'edilizia a canone speciale in base ai contenuti e secondo i meccanismi previsti dalla disciplina sottoposta attualmente a scrutinio e della quale la Regione lamenta, appunto, l'invasività.