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Un approfondimento viene, quindi, riservato al tema della cooperazione multilaterale, in cui si sottolinea come l'approccio italiano continuerà lungo le direttrici già avviate nel triennio passato, ovvero quelle sostegno al riformato sistema delle Nazioni Unite per lo sviluppo, alla promozione dei poli internazionali per lo Sviluppo sostenibile aventi sede in Italia - il Polo romano delle Nazioni Unite, il terzo per rilevanza dopo New York e Ginevra, il Polo delle Nazioni Unite di Torino per la formazione e la ricerca, il Centro di Ricerca UNICEF di Firenze e il Deposito Umanitario del Programma Alimentare Mondiale (PAM) di Brindisi - e il sostegno ai Partenariati globali e agli impegni pluriennali, a partire dal Fondo Globale contro AIDS, Tubercolosi e Malaria (GFATM), l'Alleanza Globale per i Vaccini e l'Immunizzazione (GAVI) e il Partenariato Globale per l'Istruzione. Viene, inoltre, rimarcato come l'azione dell'Italia nell'ambito delle banche e dei fondi multilaterali di sviluppo (BMS) si ispiri ai principi e agli obiettivi adottati a livello internazionale, a partire dagli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (OSS). In questo ambito, si evidenzia come il Ministero dell'economia e delle finanze proseguirà anche nel triennio 2021-2023 la sua azione di indirizzo e di vigilanza sull'operato delle Banche multilaterali di sviluppo. Uno sguardo viene offerto anche alla partecipazione del nostro Paese ai programmi di cooperazione dell'Unione europea, lungo le direttrici della gestione indiretta dei fondi UE (doni, crediti e garanzie) da parte della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS), dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nonché attraverso la promozione del sistema di cooperazione previsto dalla legge n. 125 del 2014 per la gestione degli stessi fondi. Con riferimento alla cooperazione bilaterale, il Documento sottolinea l'opportunità che si determini un rafforzamento delle relazioni tra l'Italia e i Paesi partner , e dei partenariati politici tra istituzioni, comunità, organizzazioni sociali, enti territoriali, istituti universitari e di ricerca, soggetti economici e culturali. Particolare rilievo sarà assicurato alle iniziative di partenariato con i soggetti del sistema della cooperazione italiana allo sviluppo, favorendo in particolare l'interazione di Amministrazioni dello Stato, Università e altri Enti pubblici, enti territoriali, organizzazioni della società civile e soggetti senza finalità di lucro, nonché soggetti privati con finalità di lucro. Una speciale menzione in tale ambito viene poi assicurata agli interventi di sostegno diretti alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, richiamando l'apposito fondo - oggetto di un particolare approfondimento da parte della nostra Commissione - per interventi di sostegno diretti alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi. Il Documento ricorda come tale fondo abbia una dotazione di 4 milioni di euro per il 2021 e di 4 milioni per il 2022. Il Documento ricorda, infine, anche il Fondo per interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi d'importanza prioritaria per i movimenti migratori che persegue finalità strettamente legate al fenomeno delle migrazioni, con una dotazione di 31,5 milioni di euro per l'anno 2021 e 40 milioni di euro per l'anno 2022. Le attività svolte con l'utilizzo di tali risorse sono in particolare volte all'assistenza di migranti, sfollati interni e rifugiati, nonché a favore delle comunità locali di accoglienza, oltre che alla promozione di programmi di assistenza tecnica alle autorità locali in ambito migratorio, ai rimpatri volontari assistiti, e a promuovere campagne informative, a beneficio dei potenziali migranti, sui rischi della migrazione irregolare. La relatrice conclude informando che un capitolo specifico del Documento viene dedicato alle conclusioni della Peer Review condotta dal Comitato per l'Aiuto allo Sviluppo dell'OCSE (OCSE-DAC) nel 2019 sulla cooperazione italiana, dove si evidenzia che tale strumento di valutazione ha consentito di svolgere un'analisi approfondita dell'efficacia degli strumenti normativi introdotti dalla legge n. 125 del 2014 e di valutare, a cinque anni dalla riforma, la funzionalità del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo. Il Rapporto mette in luce i progressi compiuti nell'attuazione della riforma, sottolineando molti aspetti qualificanti, fra i quali l'impegno dell'Italia a livello internazionale e il ruolo di leader assunto dal nostro Paese nei processi globali, oltre all'approccio multi-attoriale alla materia. Il Rapporto individua, peraltro, anche alcune aree critiche del sistema, fornendo raccomandazioni utili, in particolare in relazione all'allocazione di risorse sufficienti, alla coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile dei Paesi partner , alla definizione delle strategie per i Paesi prioritari, al sostegno alle ONG nei contesti più fragili, al rafforzamento della valenza strategica a medio termine del Documento di programmazione e di indirizzo - per rendere più efficiente il sistema e più efficace l'azione di cooperazione allo sviluppo. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per l'esauriente esposizione e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ) rileva che, con il Documento di programmazione in titolo, ci si trova di fronte ad un testo estremamente ambizioso negli obiettivi che si vogliono perseguire ma in cui, in ultima analisi, è dato riscontrare, purtroppo, una riduzione significativa dei fondi in dotazione alla cooperazione italiana. Emergono, inoltre, tutta una serie di dubbi quando si va ad osservare l'ammontare dei fondi e le tipologie di intervento per determinati tipi di Paesi, quali, ad esempio, l'Etiopia, la Somalia e l'Egitto, Paese quest'ultimo su cui, a suo avviso, occorre svolgere una riflessione a parte. Per quanto concerne le priorità geografiche di intervento, fa presente che, tra i Paesi interessati, sembra mancare il Congo, dove, come noto, si è verificata la tragedia dell'uccisione dell'Ambasciatore Attanasio. Un ulteriore rilievo potrebbe essere espresso avuto riguardo all'Afghanistan, rispetto al quale occorrerebbe capire esattamente a quali soggetti saranno indirizzati i fondi italiani, dopo la dissoluzione del regime sostenuto dall'Occidente e l'arrivo al potere dei Talebani. Il senatore ALFIERI ( PD ) è dell'avviso che le risorse che l'Italia destina alla cooperazione allo sviluppo debbano registrare una decisa inversione della tendenza invalsa negli ultimi anni e che attesta, purtroppo, la loro riduzione. Pertanto, sarà necessario, soprattutto attraverso l'imminente manovra di Bilancio, procedere ad un cambiamento di rotta, sia relativamente al quantum delle somme da allocare per la cooperazione allo sviluppo, che ad una ridefinizione della lista dei Paesi prioritari, magari, a titolo di mero esempio, dando più attenzione ai Paesi collocati nel Sahel, data la crescente rilevanza strategica nell'area.