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Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca (collegato alla manovra di finanza pubblica). Onorevoli Senatori. -- Titolo I - Disposizioni in materia di semplificazione Art. 1. - (Semplificazioni in materia di controlli) Il complesso sistema dei controlli che caratterizza il settore agricolo, pur necessario per garantire il rispetto delle regole che governano l'attività imprenditoriale del settore, si caratterizza per la presenza di una pluralità di organi di vigilanza nella maggior parte dei casi completamente autonomi uno dall'altro ed appartenenti ad amministrazioni diverse ma con competenze in alcuni casi analoghe o sovrapponibili. Questa situazione comporta di fatto che le aziende agricole siano sottoposte in momenti diversi, ma con riferimento agli stessi periodi e alle stesse materie, a controlli da parte dei vari organi di vigilanza (Istituto nazionale della previdenza sociale - INPS, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - INAIL, Direzione provinciale del lavoro - DPL, aziende sanitarie locali - ASL, Agenzia delle entrate, Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari - ICQRF, Comando carabinieri politiche agricole e alimentari, Corpo forestale dello Stato, Agenzia per le erogazioni in agricoltura - AGEA e altri organismi pagatori) che distolgono l'imprenditore dalla sua attività economica e che talvolta si concludono addirittura con esiti difformi. La disposizione di cui al comma 1 prevede, da un lato, che le attività degli organi di vigilanza debbano essere sottoposte ad una forma di coordinamento al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni di accertamenti e, dall'altro, che i periodi e le materie oggetto di accertamento non possano essere successivamente sottoposti ad ulteriori controlli relativi alle annualità sulle quali essi siano già stati effettuati con riferimento alle medesime annualità e tipologie di controllo e comunque in conformità al piano nazionale integrato di cui all'articolo 41 del regolamento (CE) n. 882/2004. La misura descritta non comporta maggiori oneri per la casse dello Stato, realizzando anzi una razionalizzazione dell'attività ispettiva che potrà comportare un risparmio di risorse. Con il comma 2, si propone l'introduzione di modalità di interscambio telematico dei dati relativi alle ispezioni secondo le modalità che saranno stabilite con accordo da sancire in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il comma 3 è volto a considerare assolto l'obbligo di registrazione presso l'autorità territorialmente competente in materia igienico-sanitaria, previsto dal regolamento (CE) n. 852/2004, sull'igiene dei prodotti alimentari, nell'ipotesi in cui le imprese agricole siano già in possesso per l'esercizio dell'attività di autorizzazioni sanitarie ovvero siano registrate in pubblici registri o, ancora, abbiano assolto ad altri obblighi dichiarativi necessari per l'inizio dell'attività d'impresa. Tale soluzione, peraltro, è coerente con le Linee guida all'applicazione del citato regolamento adottate con Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni da ultimo nel 2010. Il comma 4 è volto a chiarire che per i depositi di prodotti petroliferi impiegati nell'esercizio delle attività agricole trova tuttora applicazione la disciplina di cui ai decreti ministeriali 27 marzo 1985 e 19 marzo 1990, espressamente richiamati dall'articolo 14 del decreto legislativo n. 99 del 2004, che prevedono semplificazioni amministrative qualora i suddetti depositi abbiano una capienza non superiore a 5 metri cubi, anche a seguito dell'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 2011, risolvendo in tal modo un dubbio di carattere interpretativo ed evitando in tal modo che le aziende agricole siano costrette a sopportare ingiustificati aumenti dei costi per l'adeguamento dei depositi non proporzionati alla esigua capacità ed al valore economico degli stessi. Il comma 5 reca una modifica all'articolo 16 della legge 14 gennaio 2013, n. 9, volta ad esentare dall'obbligo di tenere e aggiornare il fascicolo aziendale gli olivicoltori che producono olio destinato all'autoconsumo o comunque in quantità inferiore ai 200 kg all'anno. Art. 2. - (Disposizioni in materia di servitù) Il nostro ordinamento non prevede l'obbligo di dare passaggio, analogo a quanto dovuto alle condotte d'acqua, a tubi o altri condotti per la fornitura del gas metano. La servitù coattiva di metanodotto non è, infatti, prevista fra le figure del codice civile né in leggi speciali, pur essendo l'energia termica un bisogno fondamentale della vita al pari dell'acqua e pur mancando qualsivoglia componente di maggiore pericolosità nel trasporto, attesa l'elevata tecnologia e le specifiche disposizioni legislative di sicurezza per le condutture di metano e dei relativi impianti. Con la disposizione di cui al comma 1 si intende, pertanto, modificare la situazione descritta a fronte della diffusione sempre maggiore del gas metano e della molteplicità degli impieghi di cui tale fonte di energia è suscettibile, sia per quanto concerne le utenze domestiche, sia per quanto attiene alle attività imprenditoriali. Con la presente proposta, anche al fine di eliminare il contenzioso dovuto all'attraversamento di fondi altrui, si intende limitare l'obbligo di attraversamento alle sole strade private, comprese quelle vicinali, interpoderali o di bonifica, che meglio si prestano, per la loro natura, a differenza dei fondi, a lavori di scavo, alla posa delle tubazioni, all'effettuazione delle opere accessorie ed ai ripristini necessari all'ampliamento della rete di distribuzione del gas ed ai relativi impianti di derivazione di utenza. Si propone, inoltre, al fine di evitare i lunghi tempi dovuti agli eventuali contenziosi, la possibilità di procedere comunque ai lavori di allacciamento alla rete del gas, che interessino le strade private, con ordinanza del sindaco del comune territorialmente competente: in tal modo, le legittime esigenze delle famiglie e delle aziende interessate trovano in questa tutela uno strumento che permette la pronta effettuazione dei lavori. Art. 3. - (Riduzione dei termini per i procedimenti amministrativi) La disposizione in questione interviene sull'articolo 14, comma 6, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, introducendo una riduzione dei termini per la formazione del silenzio assenso relativo alle istanze funzionali all'esercizio delle attività di coltivazione, allevamento, selvicoltura e delle relative attività connesse come definite dall'articolo 2135 del codice civile, si tratta delle istanze relative alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), alla chiusura o modifica di sede o istanze di cui all'articolo 3- bis del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, presentate alla pubblica amministrazione per il tramite dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA).