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Delega al Governo per la promozione del lavoro agile nei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti e nei comuni delle aree interne, nonché riconoscimento di un credito d'imposta e istituzione di un Fondo per favorire il lavoro agile nelle aree interne. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge riprende in gran parte il testo dell'atto Senato n. 58, a prima firma del senatore Astorre, presentato all'inizio della XIX legislatura, al fine di promuovere il lavoro agile nei piccoli comuni, nei comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti e nei comuni delle aree interne. L'emergenza epidemiologica da COVID-19 ha messo in luce un fenomeno che da oltre un decennio caratterizza in negativo i nostri piccoli comuni e quelli delle aree interne. Lo spopolamento, accompagnato dall'invecchiamento della popolazione e dalla rarefazione delle opportunità di lavoro, con il conseguente diradamento dell'offerta dei servizi essenziali, quali la mobilità collettiva, la sanità, l'istruzione, per citare i più rilevanti, rischia di far disperdere un patrimonio storico, culturale, ambientale, paesaggistico, di tradizioni e costumi che rende l'Italia uno dei Paesi più belli e visitati del mondo. Il ripopolamento dei comuni e dei nostri magnifici borghi rappresenta una delle sfide principali che abbiamo davanti, proprio per non disperdere quelle straordinarie ricchezze che essi custodiscono. E la pandemia, pur con tutti i disastrosi effetti che ha prodotto sul tessuto sociale ed economico del Paese, le centinaia di migliaia di vittime che ha mietuto, può offrire lo spunto per ripensare un modello di rinascita per i suddetti comuni. La strategia nazionale per le aree interne, ideata e avviata un decennio fa proprio per contrastare la marginalizzazione e il declino, oggi può trovare nel lavoro agile un ulteriore elemento di forza. Vivere e lavorare nei piccoli borghi, rafforzando le reti digitali e sfruttando le potenzialità del lavoro agile, è una possibilità tutt'altro che remota e impraticabile. Lo smart working è un potenziale fattore di cambiamento che ha preso forma nel contesto dell'organizzazione del lavoro, ma ha mostrato la capacità di estendere i propri effetti a molteplici ambiti dal welfare alle politiche di genere, dalla mobilità urbana alla trasformazione degli assetti urbani, al presidio dei territori, al ripopolamento di aree periferiche e remote. Inoltre i Sustainable Development Goals dell'Agenda 2030 mirano ad incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, a promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile e a rendere la città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. All'interno di questo quadro rientrano le modifiche del paradigma del lavoro che si sposta sempre più da una localizzazione territoriale, basata sulle unità di produzione e lavoro (le imprese, gli uffici) ad un metodo basato sulle persone: lo smart working appunto. Gli anni di pandemia di COVID-19 hanno favorito questo processo. Molte lavoratrici e molti lavoratori proprio in regime di lavoro agile hanno scelto ed apprezzato il lavoro svolto nel proprio comune natale, contribuendo a un'oggettiva rivitalizzazione dei piccoli e medi centri. Il contributo più significativo del lavoro agile alla sostenibilità è un guadagno di efficienza con il miglioramento del worklife balance , riducendo così l'impronta ecologica di ciascuno. Questa inversione di tendenza non solo va colta, ma va resa strutturale. Va immaginato un nuovo modello di sviluppo. Il lavoro agile dai piccoli comuni e da quelli dalle aree interne può rappresentare uno strumento importante per ripensare complessivamente i rapporti del mondo del lavoro, garantendo una migliore qualità del benessere della lavoratrice e del lavoratore cittadini, e al tempo stesso di riorganizzazione aziendale, ma ancora di più di ripopolamento e di nuovi servizi per garantire i diritti di cittadinanza nei luoghi marginali, favorendo coesione sociale, territoriale ed economica e riducendo le attuali, crescenti disuguaglianze. Sono queste le finalità del presente disegno di legge, finalizzato sia al ripopolamento di questi comuni sia al tentativo di evitarne lo spopolamento, garantendo servizi essenziali e incentivi volti alla migrazione presso di essi e promuovendo la valorizzazione del territorio e delle attività locali e artigianali. Inoltre il disegno di legge non si limita alla volontà di ripopolare aree a oggi semi-abbandonate, bensì mira a creare un nuovo sistema cittadino grazie all'ausilio della tecnologia. Pertanto, l'obiettivo proposto è di rianimare questi comuni grazie alla versatilità che il digitale garantisce: i comuni come centri innovativi della vita lavorativa di tutte quelle lavoratrici e di tutti quei lavoratori che sceglieranno, grazie a incentivi pensati per il lungo periodo, di risiedere lontano dalle città metropolitane, favorendo un ambiente « a misura di persone ». Scelte con il potenziale di ravvivare il tessuto socio-economico dei suddetti comuni, riattivando la filiera locale di beni e servizi. Per questi motivi il disegno di legge prevede, in primis , una delega al Governo al fine di favorire e incentivare l'incremento, progressivo e permanente, della popolazione nei comuni fino a 5.000 abitanti, nei comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti e nei comuni delle aree interne, prevedendo un quadro articolato e duraturo di incentivi e di agevolazioni per i datori di lavoro che promuovono lo svolgimento in modalità di lavoro agile; per quelli che avviano progetti di riorganizzazione e riqualificazione degli spazi dell'impresa per favorire il lavoro condiviso tra lavoratrici e lavoratori in lavoro agile; per favorire l'acquisto e il recupero di immobili abbandonati, nonché per favorirne l'abitazione a un prezzo simbolico e la ristrutturazione; per favorire l'insediamento di nuovi residenti, con particolare riferimento ai nuclei familiari con indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a euro 40.000; per gli investimenti necessari a favorire lo sviluppo tecnologico; per garantire e completare la diffusione della rete a banda ultra larga; per facilitare l'accesso dei servizi pubblici essenziali. Il disegno di legge prevede inoltre un credito d'imposta per le imprese che utilizzano e incentivano il lavoro agile nelle aree interne e l'istituzione di un fondo per favorire il lavoro agile nelle stesse aree.. Art. 1. (Ambito di applicazione) 1. La presente legge si applica ai comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, ai comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 6 ottobre 2017, n. 158, e ai comuni delle aree interne. Art. 2. (Delega al Governo per la promozione del lavoro agile nei comuni fino a 5.000 abitanti, nei comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti e nei comuni delle aree interne) 1.