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Art. 5 Sanzioni disciplinari e criteri generali di applicazione 1. La violazione dei doveri previsti dall'articolo 4 comporta l'irrogazione delle sanzioni disciplinari di seguito indicate in ordine crescente, secondo la gravità dell'infrazione: a) diffida per iscritto; b) multa in detrazione dalla paga, da un minimo pari all'importo corrispondente ad un giorno di servizio ad un massimo pari all'importo corrispondente a 5 giorni di servizio; c) sospensione di permessi e licenze, da un minimo di una settimana ad un massimo di un mese; d) trasferimento ad incarico affine, anche presso altro ente, in altra regione, oppure a diverso incarico nell'ambito della stessa o di altra regione; e) sospensione dal servizio, fino ad un massimo di tre mesi, senza paga e con conseguente recupero dei periodi di servizio non prestato. 2. Le sanzioni disciplinari di cui al presente articolo sono irrogate, nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità, sulla base dei seguenti criteri generali: a) rilevanza della violazione di norme o di disposizioni; b) intenzionalità del comportamento; c) grado di disservizio o di pericolo provocato dalla negligenza o imprudenza dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento; d) eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti; e) concorso di più obiettori nella violazione delle disposizioni; f) comportamento complessivo dell'obiettore nei rapporti con l'utenza, con i responsabili del servizio, con altri obiettori; g) precedenti violazioni di disposizioni che abbiano comportato l'applicazione di sanzioni disciplinari. 3. All'obiettore responsabile di più mancanze compiute con un'unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.