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Signor Presidente, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia annuncio il voto contrario alla ratifica del Protocollo n. 15 che - come ha ricordato il relatore -modifica la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. In particolare, annunciamo il nostro voto contrario perché non ci convince l'articolo 1 che - come ha ricordato il senatore Alfieri - inserisce un ulteriore periodo al preambolo alla Convenzione; per essere più precisi, inserisce un nuovo «considerato». Se leggete questo «considerato», vi rendete conto che esso - da un lato - non aggiunge nulla di nuovo a quella che è oggi la giurisprudenza della Corte, ossia il principio che anche la giurisdizione nazionale si può occupare - e ci mancherebbe altro - di garantire il rispetto dei diritti e delle libertà definiti nella Convenzione, ovviamente in ossequio al principio di sussidiarietà. E su questo nulla di nuovo. Ciò che invece di nuovo c'è nel «considerato» e che a noi non piace è quello che segue, ossia la previsione - forse non tutti l'avete letta - per cui le giurisdizioni nazionali devono operare: «[...] sotto il controllo della Corte europea dei diritti dell'uomo [...]». Noi stiamo votando un principio che sovverte tutta la giurisprudenza costituzionale italiana emanata fino a oggi. Ricordo che la giurisdizione italiana è sovrana anche e soprattutto in materia di diritti fondamentali dell'uomo per cui non accettiamo che si sancisca il principio che essa - che, lo ripeto, è sovrana - debba operare sotto il controllo della Corte europea. E ciò non ci convince per numerose ragioni di ordine costituzionale, ma anche di ordine politico. Cari colleghi, consentitemi di ricordare - ad esempio - la recente pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) in materia di articolo 41- bis: materia molto sensibile per l'Italia, perché si tratta di misure che sono costate la vita a importanti magistrati, a cominciare da Falcone e Borsellino; misure depotenziate da una pronuncia della Corte europea che a parole ha scandalizzato tutti - salvo oggi la maggioranza che vota - e che ci sottopongono ulteriormente al suo controllo. L'articolo 41- bis , depotenziato dalla pronuncia della Corte europea, è il frutto di sacrifici di intere generazioni, che è stato fondamentale per combattere la criminalità e la mafia nel nostro Paese. (Applausi) . La CEDU lo ha messo in discussione e noi, anziché contestare questo, gli diamo ancora maggiore controllo sull'attività giurisdizionale italiana. Non è solo questo il punto: in materia di maternità surrogata, di adozioni gay e di cosa si deve intendere per famiglia, noi siamo molto lontani dai principi che la Corte europea dei diritti dell'uomo vuole imporre agli Stati membri appartenenti alla Convenzione, in ossequio a un'ideologia che viene certamente dai Paesi del Nord Europa, ma che è estranea ai Paesi latini e di tradizione greco-romana, di religione cristiana e di cultura latina come l'Italia. Per queste ragioni noi non siamo d'accordo a inginocchiarci ulteriormente a questi principi e per tale ragione dichiariamo convintamente il nostro voto contrario. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto del Gruppo Misto-LeU convintamente a favore del provvedimento in esame. PRESIDENTE. Ricordo che il senatore Alfieri ha annunciato il voto favorevole del Partito Democratico anche su questo provvedimento. AIMI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, considerate le criticità riguardo alcuni profili del provvedimento al nostro esame, che potrebbero ledere l'autonomia della giurisdizione nazionale - criticità peraltro già emerse in prima lettura alla Camera nel dibattito che si è svolto e che, ciononostante, non sono state prese in considerazione da questo ramo del Parlamento dichiaro il voto di astensione del Gruppo Forza Italia. (Applausi) . LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, annuncio in maniera molto veloce il nostro voto, che confermiamo conforme a quello già espresso alla Camera: il Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione esprimerà un voto di astensione su questo provvedimento. Sottolineo soltanto alcuni aspetti, e lo faccio molto brevemente. In maniera abbastanza sorprendente, il disegno di legge nel passaggio alla Camera ha subito una modifica, nel senso che nel primo passaggio erano previsti due protocolli, mentre oggi ne stiamo ratificando soltanto uno. Grazie al lavoro delle opposizioni e della Lega questo disegno di legge è stato ridotto alla ratifica di un solo protocollo. È una prassi che personalmente ho sempre contestato: l'ho fatto fin dalla scorsa legislatura e continuo a farlo adesso. Le cose cambiano e magari cambieranno anche in futuro ma non lo so. Continuerò in ogni caso a votare conformemente in questo modo su atti di siffatto tipo. È chiaro che - come già è stato detto - l'atto in esame, le modifiche apportate e gli emendamenti presentati introducono una preoccupante deriva sovranazionale, soprattutto in campo giuridico, su temi che sono invece prettamente nostri, prettamente intimi alla nostra giurisdizione. Siamo fortemente preoccupati per alcune delle modifiche apportate, che non condividiamo affatto, per cui confermo il voto di astensione del nostro Gruppo. (Applausi) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, come già annunciato, confermo il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle sul disegno di legge di ratifica al nostro esame. GIARRUSSO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. GIARRUSSO (Misto) . Signor Presidente, invito veramente i colleghi a ripensare il proprio voto sul provvedimento in esame. Noi, con l'esperienza maturata in Commissione giustizia, abbiamo visto gli effetti deleteri degli interventi della CEDU nell'ambito del nostro ordinamento giudiziario. Continuare a perpetrare - come si vuole fare con il trattato in esame - e ribadire la sottoposizione dei nostri giudici addirittura al controllo della CEDU è un atto sbagliato e gravissimo. La CEDU ha indebolito e ha messo in discussione i capisaldi della lotta alla mafia; ha dimostrato gravissime lacune nella conoscenza dello stesso ordinamento italiano, quando lo ha confuso con un ordinamento di common law nella famosa e disgraziata sentenza Contrada, ritenendo erroneamente che il diritto penale fosse di creazione giurisprudenziale; cosa che, se venisse ripetuta in un'aula universitaria, comporterebbe l'immediata fine dell'esame del povero studente.