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Non si vede quindi, a fronte di tutte queste misure e con la diminuzione degli sbarchi, come potrà crearsi un grande numero di clandestini. Un capitolo importante è quello che riguarda le Forze dell'ordine e anche in questo caso sono i numeri a parlare: con fondi esclusivamente del Ministero dell'interno - a cui quindi si potrebbero aggiungere altri fondi, provenienti da altri Ministeri - sono stati destinati alla Polizia di Stato 10,5 milioni di euro per il 2018 e 36,65 milioni di euro per ciascun anno dal 2019 al 2025; per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono stati destinati 4,5 milioni di euro per il 2018 e 12,5 milioni di euro per ciascun anno dal 2019 al 2025, con la previsione di effettuare, con la prossima legge di bilancio, 1.500 assunzioni, per coprire il 50 per cento del fabbisogno effettivo di Vigili del fuoco. Signor Presidente, qualcuno ha ancora il coraggio di dire che con il decreto in esame si è posta poca attenzione alle Forze dell'ordine. Chiedo allora: perché non lo avete fatto voi? Solo adesso trovate le soluzioni a tutti i problemi? Eppure avete avuto anni per pensarci e mettere in pratica misure idonee. Per concludere, il decreto-legge in esame vuole essere prima di tutto una risposta ai cittadini che chiedono più sicurezza, ma anche un mezzo per ridare alle nostre città e al nostro vivere quotidiano quel decoro e quella dignità a cui tutti abbiamo diritto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, le notizie di cronaca di queste ultime settimane ci ricordano, purtroppo, quanto nel nostro Paese sia prioritario intervenire sulla sicurezza. Di questa necessità Forza Italia è consapevole da tempo. A dare conto della nostra coerenza non sono mere dichiarazioni di principio, ma sono i numeri. Nei due anni centrali dell'ultimo Governo Berlusconi, 2009 e 2010, l'andamento della criminalità ha conosciuto una flessione sia in relazione al totale dei delitti denunciati all'autorità giudiziaria, che relativamente ai singoli reati come, ad esempio, omicidi, percosse, minacce e rapine. Quella stessa flessione non si è sempre confermata negli anni successivi e, dunque, qualsiasi intervento volto ad aumentare la sicurezza dei cittadini e anche la percezione di sicurezza (che, specie per le donne, è ancora troppo bassa) non può che vederci favorevoli, anche e soprattutto se quest'intervento viene posto in essere con una concomitante stretta sull'immigrazione, specie quella irregolare, clandestina, che è trasversalmente riconosciuta come correlata alla criminalità. Lotta al terrorismo, ripresa del controllo dei confini, blocco degli sbarchi, rimpatrio di tutti i clandestini, abolizione dell'anomalia solo italiana della concessione indiscriminata della sedicente protezione umanitaria, tutela della dignità delle Forze dell'ordine e delle Forze armate con stipendi dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie adatti al contrasto del crimine e del terrorismo, inasprimento delle pene per violenza contro un pubblico ufficiale: questo insieme di proposte era contenuto nel programma per l'Italia presentato dal centrodestra in occasione delle elezioni del 4 marzo scorso. È chiaro, dunque, che la sicurezza è uno dei pilastri della nostra azione politica, in linea con una battaglia che conduciamo da tempo sia nelle Aule parlamentari, sia nel Paese e che mira a conciliare la nostra inossidabile adesione ai principi liberali con la necessità di contrastare qualsiasi forma di criminalità. Il fatto che molti dei punti del programma elettorale del centrodestra stiano nel testo di cui oggi avviamo la discussione in quest'Assemblea la dice lunga sulla dote che abbiamo portato a questo Governo e, forse, anche sui suoi equilibri. Non è però questa la sede nella quale soffermarsi su questi aspetti e neppure quella nella quale tornare sulle ragioni per le quali Forza Italia è attualmente schierata all'opposizione: un'opposizione scevra da pregiudizi e responsabile, che se da un lato ammette volentieri che una buona parte delle norme contenute nel testo sono valide dall'altro non può esimersi dal dire che vi sono anche delle criticità sia in termini di costituzionalità, che all'esito di alcuni evidenti compromessi al ribasso tra Lega e MoVimento 5 Stelle, i cui effetti non devono ricadere sugli italiani. Non entro nel merito di tutti e quattro i Titoli in cui si articola il testo in esame. Mi soffermo, invece, su quanto previsto dal Titolo III, Capo I, recante «Disposizioni per la funzionalità del Ministero dell'interno», tra le quali alcune misure destinate alle Forze dell'ordine, compresi i Vigili del fuoco. Già con le proposte emendative presentate in Commissione, Forza Italia ha inteso rendere quanto più possibile fattivo e concreto, in termini materiali, il sostegno a chi quotidianamente garantisce la sicurezza della comunità nazionale e a cui non può e non deve essere sufficiente rivolgere un ringraziamento a parole che, con il passare del tempo, rischia di svanire o, ancor peggio, trasformarsi in una vuota retorica. Per questo, già in Commissione abbiamo chiesto assegni più consistenti a fine mese; l'estensione delle misure previste per il pagamento degli straordinari alle Forze di polizia, ai Vigili del fuoco e alla Polizia locale; che siano a carico dello Stato le cure e le analisi per le patologie e gli eventi traumatici eventualmente subiti nello svolgimento dell'attività di servizio; l'incremento di 350 unità di dotazione organica nella qualifica di Vigile del fuoco; la concessione di benefici previdenziali per i Vigili del fuoco esposti all'amianto; che vengano stanziati 1,2 miliardi di euro per il 2019 e 1,7 miliardi di euro a decorrere dal 2020 per nuove assunzioni di personale delle Forze armate, di Polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Con riferimento ai Vigili del fuoco, l'obiettivo di far fronte alla mancanza di quasi 3.000 unità a livello nazionale non si esaurisce certo con le previsioni contenute nel decreto-legge che ci accingiamo a convertire e rispetto alle quali richiamo, ancora una volta, l'attenzione del Governo, che esorto a intervenire. Allo stesso modo, esorto l'Esecutivo in merito alle carenze che da tempo coinvolgono i corsi di formazione per i poliziotti di domani, che certo non meritano di imparare il difficile mestiere della sicurezza con carenze di corsi e divise. Le proposte avanzate da Forza Italia in Commissione sul provvedimento, rispetto ai temi che ho citato, sono state inascoltate. Auspichiamo tuttavia che le proposte emendative presentate in Aula, che rientrano nello spirito e negli obiettivi che si pone il provvedimento, vengano accolte.