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Ho parlato di risoluzione, di garanzia di Stato, di ricapitalizzazione precauzionale e di liquidazione coatta amministrativa, non ho mai parlato di bail-in . Oggi, per fortuna, ci sono un assenso e una condivisione generale diversi dal clima che c'era nella scorsa legislatura, quando c'erano clamori e strepiti quando si dovevano affrontare provvedimenti salva banche, che in realtà erano salva risparmiatori. Pensate cosa sarebbe successo se il Governo e il Parlamento in questi anni, come avrebbe voluto qualcuno, non fossero intervenuti e avessero lasciato andare le crisi bancarie per conto proprio. Pensate cosa sarebbe successo non solo a correntisti, obbligazionisti e azionisti, che sono tre tipi diversi di risparmiatori, ma anche a tutto il sistema creditizio italiano. Siccome voglio ragionare in termini positivi, non penso a cosa è successo nella scorsa legislatura (anche se non dimentico), ed apprezzo il senso di responsabilità generalizzato che c'è in quest'Aula. Non dimentico però le bugie raccontate ai risparmiatori per la ricerca di facile consenso (Applausi dal Gruppo IV-PSI) , la narrazione che si facevano regali alle banche, la speculazione su sofferenze reali. C'è un immagine del senatore Salvini, insieme a dei suoi colleghi, con un cartello con la scritta "risparmiatori truffati e banchieri graziati": oggi ho apprezzato le parole del senatore Grassi, quando ha dichiarato che le risorse addirittura gli sembravano non adeguate. Ebbene, oggi, approvando questo provvedimento, ribadiamo l'esistenza del filo rosso di continuità che testimonia la bontà di un'unica azione che, con provvedimenti diversi e sfaccettature diverse, ha fatto il bene del Paese. Guardate, il solo fatto che questo sia diventato patrimonio comune mi basta. Alla luce di questa considerazione, finisco anch'io con un aforisma, come ha fatto il collega Grassi, anche se meno cinico. È l'aforisma di un tennista, Arthur Ashe: «Comincia da dove sei. Usa quello che hai. Fai quello che puoi». (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, nell'esprimere il voto di astensione di Fratelli d'Italia su questo provvedimento, voglio significare innanzitutto che il mancato voto contrario è dovuto al fatto che, come sempre, il nostro partito mette davanti a tutto l'interesse nazionale, l'interesse per i nostri concittadini, per quelli residenti in Puglia, che hanno gran parte dei loro risparmi e dei loro investimenti in questo ennesimo istituto che - ahimè - stava avviandosi verso il default . Ecco spiegata la ragione per la quale noi esprimeremo un voto di astensione. Certamente, però, le criticità sono tante. Quando si parla di misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca d'investimento, si parla in realtà dell'ennesima misura tampone nei confronti delle tante crisi bancarie che si sono succedute in questi anni, nel 2015, nel 2017 e nel 2019, fino al decreto-legge in esame, datato 2020. A fronte di tutte queste crisi non siamo stati capaci, non lo è stata la politica e, ovviamente, non lo sono stati i Governi che si sono succeduti, di attuare una serie di riforme che dessero finalmente una nuova struttura, da una parte, al mondo bancario e, dall'altra, agli istituti della vigilanza, perché ambedue sono coinvolti nelle crisi che stiamo affrontando solamente, lo ripeto, con misure tampone. Voglio allora ricordare che qui parliamo di soldi pubblici. Parliamo di 900 milioni di euro che vengono destinati, attraverso un sistema a cascata, ad Invitalia, a MedioCredito centrale e, poi, in gran parte a Banca Popolare di Bari. Un sistema a cascata di soldi pubblici, quasi un miliardo di euro, che voglio ricordare, tanto per citare i numeri, costituiscono ben sei volte la misura della mancata approvazione e riproposizione in legge di bilancio della cedolare secca sulle locazioni commerciali. Per trasformare in dati oggettivi tutto ciò, ricordiamo che i soldi che oggi andiamo a mettere in questo provvedimento sono ben sei volte in più di quello che sarebbe servito per garantire alle locazioni commerciali il sistema della cedolare secca. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Si tratta quindi di soldi preziosi, che noi andiamo, una volta in più, a impegnare per risanare degli sprechi, degli atti probabilmente criminosi, che hanno caratterizzato la gestione di certi istituti bancari. Questo dobbiamo ricordarlo tutti, perché ribadisco: in questi anni, sono stati tanti gli interventi tampone, ma purtroppo sono state tardive le vigilanze e nessuno ha mai risposto in tribunale davvero né è stato mai punito per quello che è successo. Facendo riferimento agli interventi che ho ascoltato anche in discussione generale, ho apprezzato e ho condiviso in gran parte quello che il presidente Pesco ha detto. Mi si permetta però una battuta sulle criticità rivolte al sistema e anche al sistema Europa: chiederei se il MoVimento 5 Stelle si stia forse preparando a uscire dalla maggioranza europea e da quella attuale di questo Parlamento. Dico questo perché le stesse criticità che voi avete rivolto, che lei, presidente Pesco, ha rivolto al sistema Europa, le condivido anche io dall'opposizione, allora forse intravedo una vostra uscita e mi piacerebbe capirlo meglio, sia sul piano europeo che su quello nazionale. Si tratta di una crisi bancaria che, come tante altre situazioni, si è anche collegata a questi famosi non performing loans (NPL), a questi crediti in sofferenza che, da una parte, hanno appunto affossato le banche, hanno tolto patrimonio alle banche e, dall'altra, hanno garantito grandi guadagni agli speculatori. Perché questo è successo. Peraltro, sappiamo come stiamo attendendo da mesi che provvedimenti legislativi su questi temi vengano al più presto portati a compimento. Ci auguriamo che la proposta di Fratelli d'Italia, a prima firma del senatore Urso, sugli NPL possa quindi cominciare a dare un contributo alla riforma di questo settore. Naturalmente, necessitiamo di una maggiore riforma, di una riforma vera, anche nel campo della vigilanza, perché quando abbiamo Bankitalia, che ha iniziato a segnalare criticità nel 2010, per poi arrivare, invece, nel 2014, quando ovviamente la situazione era peggiorata e non migliorata, a suggerire l'acquisizione di Banca Tercas a una banca che già aveva problemi, vuol dire che qui c'è un corto circuito, vuol dire che nella vigilanza di Banca Popolare di Bari qualcosa non ha funzionato. E anche in questo caso nessuno ha risposto. Poi siamo arrivati al 2017, quando Bankitalia sottolinea che, di fatto, bisogna cambiare presidenza. La risposta, che è stata avallata peraltro, qual è stata? Che al presidente è succeduto il nipote del presidente: ecco, veramente gestioni familistiche di interessi, gestioni che hanno giocato con gli interessi dei risparmiatori, di quei cittadini ai quali noi vogliamo dare invece protezione e garanzia.