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L'indipendenza e l'autonomia dell'Autorità è poi rafforzata dalle modalità di composizione dell'organo, disciplinate all'articolo 2, che rispecchiano, nel rigoroso rispetto del principio della parità di genere, il più ampio pluralismo delle forze sociali coinvolte nella promozione e nella protezione dei diritti umani. A tal fine, i suoi membri sono scelti dal Parlamento tra persone di specifica e comprovata professionalità ed esperienza nel campo dei diritti umani e delle scienze umane, di indiscussa moralità e riconosciuta indipendenza. La durata di sette anni della carica di membro dell'Autorità, le alte maggioranze parlamentari richieste per l'elezione dei suoi componenti, nonché le disposizioni che assicurano la permanente operatività dell'istituzione contribuiscono, infine, a rafforzare i profili di indipendenza e imparzialità dell'organo di garanzia e la sua piena autonomia dall'esecutivo e ne delineano la collocazione e il ruolo anche in vista di un suo esplicito riconoscimento costituzionale. L'articolo 3 individua i molteplici compiti dell'Autorità tra i quali spiccano: la vigilanza e il monitoraggio sul rispetto, in Italia, dei diritti umani, così come individuati dalle convenzioni delle Nazioni Unite, dal Consiglio d'Europa, dall'Unione europea e tutelati dalla Costituzione italiana; la possibilità di formulare al Governo, al Parlamento e alle pubbliche amministrazioni pareri, raccomandazioni e proposte, anche con riferimento a provvedimenti di natura legislativa o regolamentare, su tutte le questioni concernenti il rispetto dei diritti umani, sollecitando ove necessario la firma o la ratifica delle convenzioni e degli accordi internazionali; la promozione della cultura dei diritti umani e la loro divulgazione attraverso la creazione di specifici percorsi educativi e informativi. Infine, l'Autorità riceve eventuali segnalazioni relative a specifiche violazioni o limitazioni dei diritti umani riconosciuti negli atti internazionali in vigore e provvede mediante i poteri di accertamento, controllo e denuncia. A tali fini l'Autorità può chiedere a soggetti pubblici e privati di fornire informazioni e di esibire documenti, entro trenta giorni dalla richiesta. In caso di rifiuto od omissione o di trasmissione di risposte non veritiere o palesemente incomplete, l'Autorità può chiedere l'emissione di un ordine di esibizione al presidente del tribunale competente per territorio in relazione al luogo dell'accertamento, il quale provvede senza ritardo sulla richiesta dell'Autorità, con decreto motivato. L'articolo 4 regola i rapporti dell'Autorità con altri organismi aventi funzioni di promozione e protezione dei diritti umani a livello nazionale ed internazionale. In particolare l'Autorità coopera con gli organismi dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, dell'Unione europea, del Consiglio d'Europa e dell'OSCE. Viene inoltre prevista la convocazione ogni sei mesi da parte dell'Autorità di un tavolo di consultazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, con l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza e con il Garante per la protezione dei dati personali, al fine di elaborare una strategia comune, integrata ed efficace per la promozione e la protezione dei diritti umani. Una leale e permanente collaborazione con gli altri Garanti basata in primo luogo sul rispetto dei rispettivi ambiti di competenza, ma aperto a un continuativo scambio di informazioni, ad un periodico aggiornamento sul monitoraggio in materia di protezione dei diritti umani e determinanti per l'immediata segnalazione di possibili violazioni o limitazioni dei diritti umani che richiedano un'azione coordinata per la loro individuazione e il loro contrasto. L'articolo 5 stabilisce a Roma la sede dell'Autorità, prevedendo un Ufficio di segreteria con un organico iniziale costituito da venti unità. L'assunzione del personale avviene mediante concorso pubblico finalizzato alla selezione di personale fornito dei requisiti stabiliti dall'Autorità, in relazione allo svolgimento delle sue funzioni. È, quindi, prevista l'adozione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti e sentita l'Autorità, del regolamento concernente il funzionamento, l'organizzazione interna, i bilanci, i rendiconti e la gestione dell'Autorità garante per la promozione e la protezione dei diritti umani. Tale regolamento dovrà altresì provvedere alla riorganizzazione, accorpamento, soppressione delle strutture organizzative governative divenute incompatibili, ovvero rendere compatibili le stesse con le competenze assegnate all'Autorità. L'articolo 6 disciplina i molteplici poteri dell'Autorità tra i quali vi è la facoltà di svolgere indagini di propria iniziativa, sulla base di segnalazioni individuali o collettive, anche qualora non sia presentata la relativa denuncia all'autorità giudiziaria. L'Autorità presenta un rapporto all'autorità giudiziaria competente ogniqualvolta venga a conoscenza di fatti che possano costituire reato. Inoltre, può chiedere alle pubbliche amministrazioni, nonché a qualsiasi soggetto pubblico e privato, di fornire informazioni e accedere a dati rilevanti ai fini della protezione dei diritti umani. I soggetti che rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire informazioni o di esibire i documenti sono puniti con una sanzione amministrativa. Infine, l'Autorità può chiedere la collaborazione delle amministrazioni dello Stato e di altri soggetti pubblici, nonché invitare le autorità competenti ad adottare misure per il ripristino dei diritti delle persone che abbiano subìto una violazione dei diritti umani. L'articolo 7 prevede l'istituzione del Forum permanente per i diritti umani, costituito dagli organismi per la tutela dei diritti umani e dalle organizzazioni non governative e della società civile che operano, a livello nazionale ed internazionale, per la promozione e la protezione dei diritti umani e del diritto umanitario. Esso è convocato dal presidente dell'Autorità almeno una volta l'anno e prevede la partecipazione di docenti universitari ed esperti di diritti umani e di tutti i soggetti a vario titolo impegnati nella promozione e protezione dei diritti umani e del diritto umanitario. Il Forum è un organo consultivo e collabora con l'Autorità nell'esame delle problematiche connesse alla promozione e protezione dei diritti umani. Ogni associazione o persona accreditata al Forum può formulare proposte operative, rapporti e pareri. L'articolo 8, provvede alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla presente legge, valutati in euro 700.000 per l'anno 2021 e in euro 1.750.000 per gli anni 2022 e 2023, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Infine, in vista della futura costituzionalizzazione dell'Autorità garante per la promozione e la protezione dei diritti umani, la disposizione transitoria contenuta nell'articolo 9 prevede che nuove disposizioni legislative relative all'Autorità, per potersi applicare, dovranno apportare le conseguenti modifiche alle disposizioni della presente legge..