[pronunce]

che la norma impugnata – autorizzando il Ministro della sanità a disporre una rilevazione straordinaria di tutti i capi bovini presenti nelle aziende da latte, ivi comprese (secondo la ricorrente) quelle ubicate nel territorio della predetta Provincia autonoma, e ciò ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui al decreto-legge n. 118 del 1997 – violerebbe gli artt. 8, numeri 8 e 21, e 16 dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione (artt. 6 e 7 del d.P.R. n. 526 del 1987 e 4 del d.lgs. n. 266 del 1992) , ed inoltre l'art. 107 del medesimo statuto speciale ed il principio di leale cooperazione; che, difatti, l'assenza di qualsiasi scopo di tipo sanitario perseguito attraverso la rilevazione straordinaria de qua, ed il suo stretto collegamento, invece, con gli accertamenti in materia di quote latte (reso evidente dal riferimento alle finalità perseguite dalle disposizioni di cui al decreto-legge n. 118 del 1997), denotando un rapporto di strumentalità rispetto alla attività della Commissione di indagine in materia di quote latte, renderebbero la disposizione ex art. 6 del decreto-legge n. 130 del 1997 partecipe degli stessi vizi di legittimità costituzionale che inficiano da disciplina relativa alla predetta Commissione, imponendone in via derivata la declaratoria di incostituzionalità; che, in ogni caso, la disposizione censurata violerebbe le competenze provinciali in materia di agricoltura, patrimonio zootecnico, minime unità culturali e masi chiusi e le relative norme di attuazione, e con esse anche l'art. 107 dello statuto che disciplina il procedimento di approvazione di quelle norme. che la disposizione impugnata sarebbe illegittima anche per violazione degli artt. 8, numero 1, 9, numero 10, e 16 dello statuto, e delle relative norme di attuazione, (d.P.R. 28 marzo 1975, n. 474, recante «Norme di attuazione dello statuto per la regione Trentino-Alto Adige in materia di igiene e sanità», come modificato dal decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 267 recante «Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti modifiche a norme di attuazione già emanate»), ledendo la competenza esclusiva della ricorrente in materia di ordinamento degli uffici provinciali, delle USL e del relativo personale, nonché quella concorrente in materia di igiene e sanità, ovvero, in via subordinata, contravvenendo al principio di leale cooperazione, dal momento che essa non prevede alcun raccordo né forme di collaborazione tra Ministro e Provincia in ordine alla organizzazione della rilevazione straordinaria e alla utilizzazione, a tal scopo, dei servizi veterinari provinciali; che, conclusivamente, la ricorrente assume – come già in occasione dell'impugnazione dei decreti-legge n. 11 e n. 118 del 1997 e delle relative leggi di conversione n. 81 e n. 204 del 1997, e sulla base dei medesimi argomenti – la violazione dell'art. 77 Cost.; che la Provincia autonoma di Bolzano (ric. n. 17 del 1998) ha proposto, infine, questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, commi 1, 2 e 3, 4, 4-bis, comma 1, e 5, comma 1, del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411 (Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1998, n. 5; che la ricorrente deduce, in primo luogo la illegittimità dell'art. 3 del decreto-legge n. 411 del 1997, perché contrasterebbe con gli artt. 8, numeri 8 e 21, e 16 dello statuto speciale e con le relative norme di attuazione (artt. 6 e 7 del d.P.R. n. 526 del 1987; art. 10, comma 1, del d.P.R. n. 279 del 1974; art. 4 del d.lgs. n. 266 del 1992) , nonché con l'art. 107 dello statuto, con i principî della disciplina comunitaria in materia di compensazione, con il principio di leale cooperazione e con gli artt. 5, 11, 41 e 116 Cost.; che la disposizione censurata – ricollegandosi espressamente a quanto già stabilito dall'art. 1, comma 35, del decreto-legge n. 11 del 1997, convertito nella legge n. 81 del 1997 (articolo già impugnato dalla Provincia autonoma di Bolzano) – confermerebbe l'attribuzione all'AIMA del compito di effettuare la compensazione nazionale per i periodi 1995-1996 e 1996-1997, autorizzando anche la effettuazione di rettifiche alla già compiuta compensazione nazionale 1995-1996; tale disposizione pregiudicherebbe, altresì, al pari della norma cui si ricollega, gli interessi dei produttori operanti nel territorio provinciale, i quali non potrebbero più beneficiare delle eventuali sottoproduzioni di altri produttori della medesima Provincia, con conseguente lesione delle competenze di quest'ultima per quel che riguarda la possibilità di un efficace esercizio dei poteri di programmazione, di governo e di controllo del settore e del regime delle quote; che viene dedotta, altresì, la violazione della normativa comunitaria, che sembrerebbe richiedere che la compensazione nazionale sia preceduta da quella da effettuarsi a livello locale, e del principio di leale cooperazione, non essendo in alcun modo previsto che l'AIMA, nel provvedere alle rettifiche degli elenchi dei produttori e ai conseguenti conguagli in sede di compensazione nazionale, debba procedere di intesa con le Regioni e le Province autonome o quanto meno acquisirne il parere (violazione, questa, che si assume essere assai grave se correlata alla eliminazione della compensazione a livello locale); che l'art. 3 e gli artt. 4 e 5 (questi ultimi disciplinanti, rispettivamente per il periodo 1997-1998 e per quello 1998-1999, l'aggiornamento degli elenchi dei produttori e la determinazione dei quantitativi loro assegnati), sono impugnati dalla ricorrente per contrasto con i medesimi parametri prima indicati; che la violazione dei parametri costituzionali, oltre che dei principî relativi all'esercizio del controllo sostitutivo da parte del Governo, è denunciata dalla ricorrente anche in riferimento all'art. 2 del decreto-legge n. 411 del 1997, lamentando, in particolare, la Provincia autonoma – per quel che riguarda i commi da 1 a 4, i quali disciplinano le modalità di determinazione, da parte dell'AIMA, dei quantitativi di latte per i periodi 1995-1996, 1996-1997 e 1997-1998 – la sua completa estromissione dalle relative procedure e quindi la lesione delle proprie competenze in materia nonché della normativa comunitaria; che per quanto riguarda i commi da 5 a 11, relativi ai ricorsi di riesame avverso le determinazioni dell'AIMA, la ricorrente ne deduce la illegittimità costituzionale perché il riparto dei compiti tra Stato e Province autonome sarebbe assolutamente squilibrato a favore del primo, con conseguente compressione delle competenze provinciali;