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oltre a tali fondamentali presidi, un approccio autenticamente sistematico richiederebbe, poi, un investimento di risorse anche in campo formativo, informativo e culturale che coinvolga la società civile quale attore attivo nella lotta alla mafia; l'educazione alla legalità dovrebbe passare anche dalla capacità di permettere alle persone di conoscere i segnali di presenza mafiosa sui territori e nell'economia e così di agire in modo preventivo, fornendo un adeguato e coordinato supporto alle forze di polizia, impegna il Governo: 1) a valutare l'opportunità di assumere iniziative, anche normative, di competenza per potenziare l'attività d'indagine a contrasto delle infiltrazioni mafiose nell'esecuzione delle misure della legge 1° luglio 2021, n. 101, e, a tal fine, a utilizzare eventuali avanzi del fondo stanziato per il medesimo provvedimento ovvero altre eventuali risorse per un importo pari a 2 miliardi di euro; in particolare: a) a rafforzare la dotazione, in termini di mezzi e di personale, della Direzione investigativa antimafia, delle direzioni distrettuali antimafia, dell'Ispettorato del lavoro e dell'ufficio del Commissario di Governo per le attività antiracket e antiusura; b) a incrementare i fondi per rendere possibile la gestione di beni sia a livello sociale che istituzionale da parte dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati; c) a rafforzare gli appositi fondi stanziati a livello statale in favore degli imprenditori che denunciano il racket e l'usura; d) a prevedere forme di compensazione economica per quelle imprese nei confronti delle quali l'informazione interdittiva antimafia sia stata revocata per assoluta mancanza dei presupposti; e) a investire nella formazione di pool investigativi specializzati, composti non solo da appartenenti alle forze di polizia, ma anche da tecnici dotati di diverse competenze, tra cui quelle: economico-finanziarie, management aziendale, statistiche, informatiche; f) a potenziare le banche dati esistenti e a creare un programma nazionale di condivisione dei dati in esse contenute, al fine di migliorare sensibilmente la qualità dell'attività investigativa e, conseguentemente, repressiva; g) a finanziare corsi di formazione per amministratori locali, personale della pubblica amministrazione e della Polizia locale per mettere in grado queste persone, in particolare al centro-nord, di conoscere i segnali di presenza mafiosa sui territori e nell'economia ; h) a finanziare programmi, master universitari e corsi di alta formazione che formino persone in grado di attuare progetti antimafia e anticorruzione, sia nel settore pubblico che in quello privato; i) a finanziare programmi di inchiesta, in televisione o su internet , a livello nazionale, che raccontino come operano le mafie sui territori e cosa viene fatto o può essere fatto per prevenire e contrastare il fenomeno. Interrogazioni Atto n. 3-02917 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: il 4 settembre 2021 l'azienda Moderna ha annunciato di aver presentato all'Agenzia europea per i medicinali (EMA) i dati per l'approvazione condizionata alla commercializzazione (CMA) di una dose di Spikevax (Moderna) di 50 microgrammi (metà dose rispetto a quella di 100 microgrammi utilizzata per il ciclo primario) per il richiamo (terza dose) del vaccino Moderna contro il COVID-19 (mRNA-1273). in particolare l'amministratore delegato dell'azienda, Stéphane Bancel, aveva spiegato che una terza dose di soli 50 microgrammi di vaccino induce "robuste risposte anticorpali contro la variante Delta" e che a circa 6 mesi dalla seconda dose, quando la protezione diminuisce, il richiamo "aumenta significativamente i titoli anticorpali neutralizzanti"; la notizia, battuta dalle principali agenzie di stampa, è tuttavia sfuggita ad AIFA e al Ministero della salute, che hanno avviato la somministrazione agli over 80 dell'intera dose di Spikevax quale dose booster , invece della mezza dose raccomandata da Moderna; in particolare, AIFA, con determina n. 1067/2021 del 10 settembre 2021, "Tenuto conto dell'attuale assenza di specifiche indicazioni nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) dei farmaci Comirnaty e Spikevax sull'utilizzo di dosi addizionali e della necessità di consentire il regolare svolgimento della campagna vaccinale", e visto il parere favorevole del CTS, autorizzava "l'utilizzo di Comirnaty e Spikevax come dose booster, al fine di mantenere una efficace risposta immune al vaccino dopo il completamento del ciclo vaccinale, dopo almeno 6 mesi dall'ultima somministrazione, nei grandi anziani (maggiore o uguale a 80 anni) e nei soggetti ricoverati nelle RSA"; e, inoltre, il Ministero della salute, con circolare del 27 settembre 2021, concernente "avvio della somministrazione di dosi 'booster' nell'ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19" disponeva che: "Facendo seguito alla circolare prot. n. 41416 del 14 settembre 2021, tenuto conto della determina AIFA n. 1067/2021 del 10 settembre 2021, ed in linea con il parere espresso dal Comitato Tecnico Scientifico di cui all'Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 751 (CTS), acquisito con nota prot. n. DICA 0026751-P-27 settembre 2021, ferma restando la priorità del raggiungimento di un'elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati, sarà possibile procedere con la somministrazione di dosi 'booster' di vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19 (come richiamo dopo un ciclo vaccinale primario) a favore delle seguenti categorie: soggetti di età maggiore o uguale a 80; personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani"; per circa 2 settimane, circa 30-40.000 tra ospiti delle RSA e cittadini con più di 80 anni di età hanno ricevuto il doppio della dose di Spikevax raccomandata. La vicenda, denunciata dai media , è a giudizio dell'interrogante di una gravità inaudita; l'8 ottobre il Ministero, accortosi dell'errore, ha emanato una nuova circolare in cui di fatto sembra interrompere la somministrazione di Spikevax come booster a favore della dose piena di Comirnaty di Pfizer Biontech, disponendo quanto segue: "Dose 'booster' (richiamo). Tenuto conto dell'approvazione da parte di EMA sulla somministrazione di una dose del vaccino Comirnaty di BioNTech/Pfizer come richiamo di un ciclo vaccinale primario, se ne raccomanda tale utilizzo, progressivamente, a favore delle seguenti categorie: soggetti di età maggiore o uguale a 80; personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani; esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario che svolgono le loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, secondo le attuali indicazioni; persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti di età uguale o maggiore di 18 anni (allegato 2); soggetti di età maggiore o uguale a 60"; il 25 ottobre l'EMA ha messo la parola fine sulla vicenda, confermando che la terza dose di Spikevax deve essere la metà di quella standard .