[massime]

Corte dei conti - Giudizio in materia pensionistica - Proponibilità dei ricorsi senza patrocinio legale, ovvero (in subordine) mancata previsione della proponibilita' senza patrocinio legale solo per le cause di valore inferiore a quello predeterminato per legge o prudentemente apprezzato dal giudice - Lamentata, irragionevole, diversità di disciplina rispetto a quella dettata per il giudizio civile, per il processo del lavoro e per il processo tributario, incidente sul diritto di azione e difesa - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 5, del d.l. 15 novembre 1993, n. 453 (convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19) impugnato, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui prevede che i ricorsi in materia pensionistica <<possano essere proposti anche senza patrocinio legale e, in subordine, nella parte in cui non prevede che i ricorsi possano essere proposti senza patrocinio legale solo per le cause di valore inferiore a quello predeterminato per legge o prudentemente apprezzato dal giudice anche con riferimento alla natura della controversia>>. Infatti, non può ritenersi imposto al legislatore, quale scelta costituzionalmente obbligata, quella di stabilire come indefettibile l'assistenza tecnica del difensore nel processo rientrando, invece, nella sua discrezionalita' anche il potere di non introdurre l'onere del patrocinio legale. Nel caso specifico la scelta operata non appare irragionevole in quanto si attaglia alla semplificazione procedimentale che caratterizza il giudizio pensionistico innanzi alla Corte dei conti e comunque non interdice all'interessato di avvalersi della difesa tecnica. - Vedi sentenze n. 189/2000, n. 160/1995, n. 351/1989 sulla discrezionalità della scelta relativa all'introduzione dell'onere del patrocinio legale. - Vedi sentenze n. 173/1996 e n. 428/1995 sul giudizio pensionistico innanzi alla Corte dei conti. L.T.