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Il muro che unisce tra loro le varie torri è stato costruito in questa maniera: si costruivano per primi due muri, uno interno e uno esterno, alternando file di sassi a file di mattoni tenuti insieme da malta e lasciando temporaneamente lo spazio vuoto tra questi due muri. In seguito questo spazio veniva riempito con materiale di scarto: pezzi di sasso e di mattone con malta. Per ultimo sono stati costruiti i due terrapieni, che sostituivano le fondamenta. Il terrapieno esterno era completamente ricoperto di ghiaia bianca che aveva diverse funzioni, tra cui drenare l'acqua piovana, impedire la crescita di piante o di arbusti, sia per non consentire al nemico di servirsene come nascondiglio, sia per sentire il rumore sulla ghiaia dei passi di chiunque si fosse avvicinato alle Mura. Particolare rilievo ha la Torre di Malta, fatta costruire da Ezzelino III detto «il Tiranno» nel 1251 e quindi trenta anni dopo l'inizio della costruzione delle Mura. La Torre di Malta in origine era una prigione, la cosiddetta «prigione di Malta». Tale prigione occupava tutta la parte inferiore della torre ed era priva di porte e di finestre. Nella parte superiore c'erano gli alloggi dei soldati. In una facciata della Torre c'è una lapide dove si possono leggere le condizioni orribili a cui erano sottoposti i prigionieri. Le pulizie venivano fatte solamente quattro volte l'anno. Questa prigione è divenuta famosa perché citata dal più grande poeta italiano Dante Alighieri nella sua «Divina Commedia». In un'altra facciata della Torre, rivolta a ovest, si possono leggere i versi tratti dalla «Divina Commedia». In italiano il termine «malta» significa melma, fango e quindi il nome attribuito alla prigione indica l'aspetto buio e fangoso del luogo. Al primo piano è stato sistemato un museo che raccoglie oggetti del villaggio del 1200 avanti Cristo e oggetti più recenti trovati in scavi fatti a ridosso delle Mura e nel centro storico. Al piano terra, dove prima c'era la prigione, è stata ricavata una sala per le conferenze. La Chiesa del Torresino fu fatta costruire dal comune di Padova nel 1220. Era lunga 12 metri e serviva per la guarnigione militare. Fu ingrandita nel 1700. Fu chiamata Chiesa del Torresino dal nome del campanile. All'interno della Chiesa si trovavano varie sepolture, distrutte nel 1700 a seguito di lavori di ingrandimento della Chiesa medesima. Dentro la Chiesa si possono ammirare dipinti di artisti cittadellesi, una fonte battesimale (vasca per l'acqua santa) del 1100 e un bel crocefisso in legno del 1400 che in origine si trovava a Porta Vicenza. Nel 1968 la Chiesa è stata consacrata a «tempio del combattente». Nel 1817 un gruppo di cittadellesi ottenne l'autorizzazione per la costruzione di un teatro. La costruzione dell'edificio terminò nel 1828. Il progetto fu ideato da Giacomo Bauto, architetto di Bassano del Grappa. La facciata, di stile neoclassico, è attribuita a Giuseppe Jappelli che aveva progettato sia il Caffè Pedrocchi di Padova (uno dei caffè più conosciuti d'Italia), sia la facciata del Teatro Verdi di Padova. Le splendide decorazioni sono di Francesco Bagnara, un pittore molto bravo di Vicenza che ha decorato il famosissimo Teatro «La Fenice» di Venezia. Il teatro è diviso in quattro parti: l'atrio (ingresso), una sala centrale, il palcoscenico e il ridotto. Nei primi anni ai lati dell'atrio c'erano due botteghe, una del caffè e una della frutta. Probabilmente gli spettatori, durante gli intervalli delle rappresentazioni, che allora erano molto lunghe (superavano le tre ore), andavano a ristorarsi in tali botteghe. La sala centrale è divisa in due parti: la platea e tre file di logge sovrapposte dove si trovavano i palchi. Questi palchi appartenevano ai cittadellesi, che avevano costituito la «Società teatrale». Il ridotto è una grande sala rettangolare, posta sopra l'atrio, luogo dove un tempo si tenevano i concerti. Attualmente il ridotto ospita una mostra di locandine di varie compagnie teatrali che si sono esibite in questo teatro a partire dal 1830. Il teatro fu aperto al pubblico nello stesso anno 1830. Il lampadario, costruito a Murano, era predisposto per la collocazione di candele, che all'epoca rappresentavano l'unica fonte di illuminazione. Nel 1934 la Società teatrale ha donato il teatro al comune di Cittadella. Nel 1968, dopo i necessari lavori di restauro, il teatro è stato riaperto al pubblico. Ogni anno viene organizzata una stagione teatrale che vede la partecipazione delle più importanti compagnie italiane. Il teatro contiene 240 posti ed è considerato uno dei teatri italiani più belli. Dove sorge il Duomo si trovava un antico monastero dedicato a Sant'Antonio di Vienne risalente al 1000. Il Duomo è stato costruito nel 1774 ed è perpendicolare alla prima chiesa medievale. Il Duomo, infatti, è disposto da nord a sud mentre la prima chiesa era disposta da est a ovest. Tutte le chiese medievali erano orientate da est a ovest perché il sacerdote, quando celebrava la messa, doveva essere rivolto verso il sorgere del sole. Questa chiesa medievale era stata costruita poco dopo la costruzione delle Mura castellane e quindi nel 1200. Era lunga 42 metri, era larga 23 metri e aveva ben diciassette altari. Guardando la facciata del Duomo attuale, quello che rimane di quella prima chiesa si trova sulla parte destra. All'interno si possono ammirare affreschi che vanno dal 1200 al 1500 e una parte del pavimento originale. Gli affreschi più importanti sono quelli di Jacopo da Bassano, detto anche «Jacopo da Ponte», un grande pittore veneto del 1500. Gli affreschi di Jacopo da Bassano rappresentano Sansone che combatte contro filistei, usando una mascella d'asino, e la battaglia tra Davide e Golia. Il Duomo attuale è stato iniziato nel 1774 e terminato nel 1826. Il progetto è del vicentino Ottavio Bertotti Scamozzi. Il Duomo è in stile neoclassico. Dal momento che Scamozzi era vicentino come il famoso Andrea Palladio, uno dei più grandi interpreti di questo stile, appare logico che anch'egli ne subisse l'influenza. All'interno del Duomo si possono ammirare le dodici statue degli apostoli e alcuni dipinti sistemati sugli altari e commissionati per l'inaugurazione dello stesso Duomo ad alcuni artisti locali, risalenti ai primi anni del 1800. A sinistra dell'altare, in alto, si trova un organo importante costruito da Gaetano Callido nella seconda metà del 1700. Il Callido era considerato uno dei più grandi costruttori di organi dell'epoca. Nella sacrestia del Duomo si possono ammirare alcuni bei dipinti. Il più importante è la «Cena di Emmaus» di Jacopo da Bassano, lo stesso che aveva affrescato la cappella dell'altare della prima chiesa medievale.