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dei controlli interni di istituto da espletare mediante personale specializzato, affinché sia garantita la salubrità degli ambienti e la dignità dei pazienti; dei contratti di appalto dei servizi di pulizia e sanificazione in essere, procedendo all'indizione di nuove gare, in caso di riscontrata proroga, ovvero applicando il sistema di penalità e sanzioni ove si riscontri l'inadempimento contrattuale delle ditte appaltatrici; dell'attività di presentazione e verifica con l'avallo del comitato tecnico ministeriale dei piani di assunzione presentati onde garantire ai presidi personale medico, infermieristico e socio-sanitario, numericamente adeguato; quali misure intenda assumere, con riguardo alla Regione Campania ed al commissario di governo, per garantire procedure selettive pubbliche dei direttori generali conformi alla normativa nazionale e volte ad accertare merito e competenza, con spiccate capacità gestionali idonee a far fronte alle complessità dell'azienda. Atto n. 4-00861 DE BONIS NATURALE LEONE CIAMPOLILLO ABATE AGOSTINELLI TRENTACOSTE GALLICCHIO LOMUTI BOTTO FATTORI MOLLAME Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Atto n. 4-00862 RICCIARDI DE LUCIA CORBETTA GAUDIANO ANGRISANI PIRRO TURCO GUIDOLIN LANNUTTI LEONE ROMANO GRANATO NOCERINO Al Ministro della salute Premesso che: la legge 8 marzo 2017, n. 24 recante "Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie", (cosiddetta Legge Gelli-Bianco), ha, tra le altre cose, disposto (agli articoli 2, 3 e 4) precisi obblighi in capo alle Regioni, le quali devono istituire i cosiddetti centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, ai quali è, altresì, demandato il compito di raccogliere dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private i dati regionali sui rischi ed eventi avversi e sul contenzioso, al fine di trasmetterli all'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, richiedendo, inoltre, alle strutture sanitarie pubbliche e private di rendere disponibili, mediante pubblicazione nel proprio sito internet , i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati negli ultimi cinque anni nonché una relazione annuale consuntiva sugli eventi avversi verificatisi all'interno della struttura, evidenziandone le cause e le conseguenti iniziative messe in atto; la Legge Gelli-Bianco dispone, con l'art. 10, l'obbligo di copertura assicurativa in capo alle aziende sanitarie, ovvero di altre analoghe misure. Queste ultime consistono, di fatto, in una sorta di regime di auto-ritenzione del rischio, nel quale gli enti pubblici (come le Regioni e le Asl) sono chiamati a svolgere un'attività del tutto analoga a quella di carattere previsionale (basata su complessi calcoli di natura statistico-attuariale) posta in essere dalle compagnie di assicurazione; le compagnie di assicurazione, al fine di assolvere al loro compito, provvedono, per ogni annualità, non solo a risarcire i danni patiti dai terzi (pazienti, in questo caso) dopo averli adeguatamente accertati e stimati, ma anche ad accantonare appositi fondi (chiamati "riserve") per risarcire i danni futuri; non è stato emanato entro i sanciti centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco, il decreto attuativo previsto dall'art. 10, comma 6, della legge stessa, destinato a determinare i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le professioni sanitarie, nonché i requisiti minimi di garanzia e le condizioni generali di operatività delle altre analoghe misure, anche di assunzione diretta del rischio; risulta agli interroganti che, attualmente, vi siano situazioni in cui le Asl non effettuano alcun tipo di accantonamento e le Regioni approntano fondi regionali con finalità di "riserva" (per usare il gergo tecnico assicurativo), ma non minimamente connotati dalle caratteristiche e dalla consistenza proprie delle riserve rettamente intese; una delle specificità del sistema assicurativo classico è la cosiddetta "segregazione" o impignorabilità delle risorse accantonate dalle assicurazioni e destinate ai danneggiati (così che le stesse non possano essere aggredite da creditori "altri" per titoli diversi da quelli di carattere squisitamente risarcitorio). A riguardo, la Legge Gelli-Bianco, all'art. 10, comma 6, stabilisce che ai fondi accantonati dalle Regioni e dalle Asl in regime di autoassicurazione si applicano le disposizioni di cui all'art. 1, commi 5 e 5- bis , del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda riferire in Parlamento, dopo gli opportuni accertamenti effettuati presso le Regioni italiane, le Province Autonome di Trento e di Bolzano e le aziende sanitarie (Asl ovvero aziende ospedaliere che da esse dipendono), sui risultati di una completa mappatura del rischio clinico nel nostro Paese che riporti quali Regioni e/o quali Asl siano oggi in regime di assicurazione classica, quali in regime di auto-ritenzione (cosiddette "misure analoghe") e quali in regime misto; quale sia l'ammontare dei premi annui delle Regioni e/o degli enti che si trovano oggi in regime di assicurazione ordinario o misto; quale sia l'importo degli accantonamenti annualmente predisposto presso fondi regionali o aziendali dalle Regioni e/o dalle Asl che si trovano in regime di auto-ritenzione del rischio ovvero in regime misto; quante, tra le aziende sanitarie italiane, si siano adeguate a quanto previsto dall'art. 4, comma 3, della Legge Gelli-Bianco, pubblicando sui propri siti internet i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell'ultimo quinquennio, nonché la suddetta relazione annuale; quante Regioni e/o Asl abbiano provveduto ad attivare la procedura amministrativa destinata a garantire la citata segregazione. Atto n. 4-00863 RICCIARDI DI GIROLAMO ANGRISANI CASTELLONE FERRARA CORBETTA LANNUTTI AUDDINO ROMANO LEONE DE LUCIA CORRADO DESSI' GAUDIANO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 6 agosto 2018 l'esplosione di un'autocisterna sulla A14 all'altezza di Bologna ha causato gravi danni alle persone, alle cose e alle infrastrutture (autostrada e tangenziale) con inevitabili problemi per la viabilità; la tragedia, causata dal tamponamento di un tir a danno di un'autocisterna carica di gpl, ha provocato ben 145 feriti e un morto; l'assessore per la protezione civile del Comune di Bologna ha stimato in 10 milioni di euro i danni causati dall'evento; considerato che, per quanto risulta: