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la partecipazione ai processi decisionali della società civile e delle rappresentanze di interessi e, al tempo stesso, l'acquisizione da parte dei decisori pubblici di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli. L'articolo 2 fornisce una serie di definizioni indispensabili per assicurare il funzionamento della legge: ad esempio i «rappresentanti di interessi» sono considerati i soggetti che rappresentano presso i decisori pubblici, direttamente o indirettamente su incarico dei portatori di interessi particolari, interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica, che possano incidere su processi decisionali pubblici in atto, ovvero avviare nuovi processi decisionali pubblici. Sono altresì «rappresentanti di interessi» i soggetti che svolgono, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, ovvero di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi, per conto dell'organizzazione di appartenenza, l'attività di rappresentanza di interessi. Vengono poi definiti «portatori di interessi particolari» i datori di lavoro che intrattengono un rapporto di lavoro dipendente con i rappresentanti di interessi particolari, avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività di rappresentanza di interessi. Sono considerati «decisori pubblici»: i membri del Parlamento e del Governo; i presidenti, gli assessori e i consiglieri regionali; i presidenti e i consiglieri delle province e delle città metropolitane; i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali; i presidenti e i commissari delle autorità indipendenti; i vertici, i consiglieri e i consulenti degli uffici di diretta collaborazione dei membri del Governo e delle giunte delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni; i vertici degli enti pubblici statali; i titolari di incarichi di funzione dirigenziale generale e i titolari degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi della normativa vigente. L'«attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi» viene definita come «ogni attività», non sollecitata da decisori pubblici, finalizzata alla rappresentanza di interessi nell'ambito di processi decisionali, svolta professionalmente dai rappresentanti di interessi, attraverso la presentazione e l'illustrazione di proposte, documenti, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta, anche trasmessa per via telematica, richieste di incontri nonché ogni altra attività diretta a perseguire interessi leciti di rilevanza non generale nei confronti dei decisori pubblici. L'articolo 3 disciplina i casi di esclusione, prevedendo che la nuova disciplina normativa non si applichi ai giornalisti e ai funzionari pubblici le cui relazioni o i cui contatti siano attinenti all'esercizio della propria professione; a coloro i quali intrattengano relazioni la cui pubblicità configurerebbe una violazione delle norme sul segreto d'ufficio, professionale, confessionale o di Stato; ai rappresentanti del Governo o di partiti politici di Paesi stranieri; ai dirigenti delle associazioni di categoria e sindacali partecipanti a incontri e trattative ufficiali con membri delle istituzioni pubbliche; alle attività svolte per fini di interesse umanitario e comunque senza scopo di lucro; all'attività svolta da partiti per determinare la politica statale, regionale o locale ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione; all'attività di comunicazione istituzionale così come definita dalla normativa vigente; alle comunicazioni scritte e orali rese nel corso di audizioni e di incontri pubblici alle Commissioni e agli organi parlamentari e nell'ambito di consultazioni di amministrazioni o enti pubblici statali e territoriali; all'attività di rappresentanza svolta nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa e altri strumenti di concertazione. L'articolo 4 attribuisce nuove funzioni all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), istituita dall'articolo 19 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, prevedendo che essa assicuri, tra le altre cose, anche la trasparenza dei processi decisionali pubblici e del rapporto tra interessi privati e amministrazione pubblica; garantisca e tuteli la partecipazione dei portatori di interessi particolari ai processi decisionali; curi, controlli, pubblichi e aggiorni periodicamente il Registro dei rappresentanti di interessi di cui all'articolo 5 della presente legge; pubblichi i dati e le relazioni annuali ricevute dai portatori di interessi particolari; trasmetta ai decisori pubblici l’elenco dei soggetti iscritti al Registro di cui all'articolo 5 della presente legge in relazione alle categorie di interessi di rispettiva competenza; redige e trasmette al Parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, un Rapporto sulla verifica dell'attività degli iscritti al Registro di cui all'articolo 5 della presente legge svolta nell'anno precedente; gestisca il contraddittorio e l'erogazione delle sanzioni pecuniarie nei casi previsti dall'articolo 11 della presente legge. La scelta di attribuire tali funzioni all'ANAC è legata alla sua natura di autorità amministrativa indipendente incaricata di attuare la trasparenza e prevenire la corruzione nelle pubbliche amministrazioni, una missione coerente con le finalità della presente proposta di legge e con la necessità di garantire la massima efficacia delle disposizioni ivi previste. L'articolo 5 istituisce presso la medesima Autorità nazionale anticorruzione un Registro pubblico dei rappresentanti di interessi, al quale sono tenuti a iscriversi i soggetti che intendono svolgere l'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi presso i decisori e, ai sensi del comma 5, l'Autorità trasmetterà ai decisori pubblici i contenuti del Registro in relazione alle categorie di interessi di rispettiva competenza e garantirà la pubblicità dei contenuti del Registro nell'ambito della sezione dedicata all'attività di rappresentanza di interessi del proprio sito internet istituzionale. L'articolo 6 si occupa dei requisiti che devono essere posseduti dal portatore di interessi ai fini dell'iscrizione nel Registro, al quale, tra le altre cose, il portatore di interessi potrà iscriversi solo dopo aver messo per iscritto l'impegno a rispettare il Codice deontologico che verrà adottato dalla Autorità medesima entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge e che stabilisce le modalità di comportamento cui devono attenersi coloro che svolgono attività di Relazione istituzionale, tra le quali il divieto di elargire a partiti, movimenti o gruppi politici organizzati somme o altre utilità a titolo di erogazione liberale. L'articolo 7 detta il regime delle incompatibilità ai fini dell'iscrizione nel Registro, mentre l'articolo 8 tra i doveri degli iscritti al Registro prevede quello di trasmettere ogni anno, per via telematica, all'Autorità una relazione annuale sull'attività di relazioni istituzionali svolta nell'anno precedente.