[ddlpres]

b) l'accertamento parziale ai sensi dell'articolo 41- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, delle maggiori imposte derivanti da attività non dichiarate o dall'inesistenza di passività dichiarate, desunte induttivamente, ai sensi della lettera d) dell'articolo 39 del medesimo decreto, sulla base: 1) delle fatture trasmesse e del rapporto tra cessioni e acquisti esposto in dichiarazione; 2) degli acquisti dichiarati e del rapporto tra cessioni e acquisti registrato nei precedenti due anni di attività laddove questo sia più alto di quello risultante in dichiarazione; 3) nel caso di incongruità o incoerenza agli studi di settore. Art. 21- ter . - (Modalità di pagamento delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi). -- 1 . A decorrere dal 1º gennaio 2017 il pagamento delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi tra soggetti passivi IVA residenti di ammontare pari o superiore a euro 100 è effettuato esclusivamente mediante bonifico bancario o postale ovvero mediante pagamenti elettronici on-line da cui risultino il numero della fattura relativa all'operazione, gli imponibili e le relative imposte applicate e le partite IVA del cedente o prestatore e dell'acquirente. 2 . Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle note di credito e debito rettificative delle fatture. 3 . Le commissioni applicate dagli operatori finanziari per le operazioni di pagamento di cui al comma 1 sono calcolate in misura fissa. 4 . Ciascuna inosservanza delle modalità di pagamento previste al comma 1 è punita con la sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 4.000 della quale rispondono in solido il soggetto cedente o prestatore e il soggetto acquirente». 3 (Introduzione dell'obbligo d'indicazione del codice identificativo della comunicazione telematica dei dati delle fatture) 1 Al fine d'introdurre in contabilità l'obbligo d'indicazione del codice identificativo della comunicazione telematica dei dati delle fatture: a il secondo comma dell'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Per ciascuna fattura devono essere indicati il numero progressivo e la data di emissione di essa, l'ammontare imponibile dell'operazione o delle operazioni e l'ammontare dell'imposta, distinti secondo l'aliquota applicata, e la ditta, denominazione o ragione sociale del cessionario del bene o del committente del servizio, ovvero, nelle ipotesi di cui al secondo comma dell'articolo 17, del cedente o del prestatore, nonché il codice identificativo della comunicazione dei dati attribuito dall'Agenzia delle entrate ai sensi del comma 2 dell'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»; b il secondo comma dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è sostituito dal seguente: «Dalla registrazione devono risultare la data della fattura o bolletta, il numero progressivo ad essa attribuito, la ditta, denominazione o ragione sociale del cedente del bene o prestatore del servizio, ovvero il nome e cognome se non si tratta di imprese, società o enti, l'ammontare imponibile e l'ammontare dell'imposta distinti secondo l'aliquota nonché il codice identificativo della comunicazione dei dati attribuito dall'Agenzia delle entrate ai sensi del comma 2 dell'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122». 4 (Incremento del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale di cui all'articolo 1, commi da 386 a 389 della legge 28 dicembre 2015, n. 208) 1 Entro il limite massimo di 5 miliardi di euro annui, le risorse rinvenienti dall'applicazione degli articoli 1, 2 e 3, opportunamente accertate, sono destinate ad incrementare la dotazione del «Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale» istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di cui all'articolo 1, commi da 386 a 389 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 2 Le maggiori entrate accertate rispetto al limite previsto dal comma 1 affluiscono in un apposito Fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per essere destinate al graduale finanziamento di un provvedimento legislativo volto all'istituzione a regime del reddito minimo garantito, con lo scopo di contrastare la marginalità, garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza, attraverso l'inclusione sociale per gli inoccupati, i disoccupati e i lavoratori precariamente occupati, quale misura di contrasto alla disuguaglianza e all'esclusione sociale nonché quale strumento di rafforzamento delle politiche finalizzate al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nella società e nel mercato del lavoro.