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Disposizioni per la governance dell'innovazione digitale e tecnologica. Onorevoli Senatori . – L'innovazione tecnologica e digitale costituisce un motore imprescindibile per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese. La competitività delle nostre imprese, nel contesto europeo e globale, il contrasto delle diseguaglianze sociali, la lotta contro il cambiamento climatico, la tutela della salute, attraverso un rafforzamento del sistema sanitario nazionale e la protezione dei diritti fondamentali rappresentano sfide ineludibili che possono essere affrontate in misura più efficace solo attraverso un approccio propositivo e costruttivo, nonchè con conseguenti investimenti nella nuova frontiera della transizione digitale. Il presente disegno di legge, alla luce delle evidenti carenze di carattere culturale e dei limiti strutturali che sconta il nostro ecosistema produttivo e imprenditoriale, affronta tali limiti e ritardi a partire dalla predisposizione di un nuovo modello di governance del settore. Soltanto uno Stato innovatore è in grado di mettersi al servizio di imprese e cittadini e di migliorarne le condizioni economiche e sociali. Nel merito, l'articolo 1 comprende le finalità del presente disegno di legge, orientate a promuovere il potenziamento dell'innovazione tecnologica per far crescere e consolidare la competitività delle nostre imprese sui mercati europei e internazionali, nonché a favorire un'occupazione di qualità e altamente professionale. Con l'articolo 2 si prevede l'istituzione del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico. E' fondamentale incentrare su un unico Ministero, dedicato esclusivamente alla promozione della digitalizzazione, delle innovazioni tecnologiche, dell'intelligenza artificiale, una serie di funzioni e compiti oggi ripartiti tra diverse amministrazioni statali. Il Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico avrà tra i suoi compiti anche quello di promuovere studi, indagini e attività interessanti l'innovazione digitale e lo sviluppo tecnologico, nonchè favorire e curare l'adempimento di convenzioni internazionali, delle direttive e dei regolamenti dell'Unione europea in ambito di tecnologie e soluzioni digitali. L'articolo 3 prevede l'istituzione del Consiglio nazionale per l'innovazione. Un organo composto dal Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, che lo presiede, dal Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal Ministro dell'università e della ricerca, dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, nonché dal presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome. Il Comitato ha il compito di favorire la collaborazione tra regioni, università, fondazioni, imprese e Governo, al fine di sviluppare nuove tecnologie e soluzioni innovative nel campo digitale e di fornire supporto al Governo con riferimento ai temi e alle tendenze legati all'innovazione tecnologica. Inoltre, allo scopo di garantire un approccio che parta dal particolare per arrivare all'universale, cosiddetto bottom up , il Consiglio ha il compito di riunire e coordinare i portatori di interesse del settore, cosiddetti stakeholders , per elaborare nuove proposte. L'articolo 4 prevede l'istituzione del Comitato interministeriale per le politiche industriali e di sviluppo tecnologico (CIPIST). Il Comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, è composto dai ministri dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, dell'economia e delle finanze, delle imprese e del made in Italy e dell'università e della ricerca. Alle riunioni del CIPIST, quando si trattano materie che interessano le regioni e le province autonome, partecipano il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome o un presidente di regione o di provincia autonoma da egli delegato. Tra i compiti del Comitato vi è quello esaminare i progetti e le linee strategiche di politiche industriali e di sviluppo tecnologico di ciascuna amministrazione al fine di garantire un più efficace coordinamento. Inoltre, può proporre modalità esecutive più idonee alla realizzazione di progetti da avviare o già avviati, oltre a monitorare lo stato di attuazione di progetti e soluzioni nel campo dell'innovazione tecnologica e digitale ed eventualmente proporre risposte per superare stalli o difficoltà. L'articolo 5, con una modifica all'articolo 9 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, intende favorire un efficientamento dei processi amministrativi, il cui compito spetta al Comitato di cui all'articolo 4, che è chiamato a indicare soluzioni digitali finalizzate a migliorare la gestione e la qualità dei servizi prestati ai cittadini e alle imprese. L'articolo introduce anche un meccanismo premiale secondo il quale i risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle soluzioni e innovazioni digitali indicate dal suddetto Comitato vengono destinate per una quota pari al 75 per cento ad alimentare il bilancio delle amministrazioni che le hanno realizzate e la restante quota del 25 per cento è destinata ad alimentare il Fondo per lo sviluppo tecnologico istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico. L'articolo 6 istituisce il Comitato per la regolazione digitale. Il Comitato è composto da un rappresentante dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, dell'Autorità per la regolazione nei trasporti, nonché del Garante per la protezione dei dati personali. Esso entro il 30 settembre di ogni anno predispone e trasmette al Governo una relazione annuale sullo stato di attuazione delle politiche industriali, nazionali e dell'Unione europea, nel settore digitale, sui principali orientamenti dell'Unione europea in materia, nonché sulla presenza di ostacoli normativi, regolatori e amministrativi allo sviluppo dell'innovazione tecnologica e digitale. L'articolo 7, in coerenza con il Programma strategico per l'intelligenza artificiale 2022-2024, in linea con la strategia europea sull'intelligenza artificiale (COM (2018) 0237) e con quanto previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, istituisce l'Agenzia per l'intelligenza artificiale, sottoposta alla vigilanza del Presidente del Consiglio dei ministri o, ove delegato, del Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico. L'Agenzia secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo medesimo fornisce assistenza tecnica alle amministrazioni, centrali o territoriali, definisce gli standard e le istruzioni operative e svolge attività di formazione del personale delle amministrazioni che gestiscono programmi europei o nazionali di sviluppo e promozione di tecnologie di intelligenza artificiale, oltre a promuovere, nel rispetto delle competenze delle singole amministrazioni pubbliche, il miglioramento delle qualità, della tempestività, dell'efficacia e della trasparenza delle attività di programmazione e attuazione degli interventi.