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il nodo del controllo delle frontiere marittime e del contrasto alle attività dei trafficanti di migranti è stato tra l'altro al centro del dibattito svolto dal Consiglio europeo del 28-29 giugno 2018; nell'accordo conclusivo approvato, è stato espressamente ribadito l'impegno dell'Unione europea a proseguire e rafforzare la politica di contrasto intrapresa per evitare un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e per contenere ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti ed emergenti; sono state, altresì, sottolineate la necessità, per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, di intensificare maggiormente gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri Paesi nordafricani, nonché l'urgenza di compiere maggiori sforzi per assicurare rapidi ed effettivi rimpatri dei migranti irregolari; in quest'ottica Fratelli d'Italia ha sempre coerentemente sostenuto e continua a ritenere che lo strumento più efficace per contrastare l'immigrazione irregolare e conseguire i risultati auspicati sul versante della sicurezza interna del nostro Paese sia il "blocco navale", sostanzialmente una missione da effettuare in accordo con le autorità libiche, volta ad impedire le partenze dalle coste africane; un intervento, peraltro, ritenuto efficace da alte autorità militari e, in passato, anche da autorevoli esponenti dell'attuale maggioranza parlamentare; a tal fine, per assicurare il necessario supporto operativo, l'Unione europea dovrebbe destinare adeguate risorse economiche come già fatto, ad esempio, per la rotta del Mediterraneo orientale, stanziando 6 miliardi di euro nell'ambito dello strumento per i rifugiati in Turchia; è altresì necessario, a parere degli interroganti, contestualmente, promuovere e attuare strategie di rimpatrio eque ed efficaci anche incrementando le risorse economiche europee destinate all'attivazione di tali misure; tali proposte erano dettagliatamente indicate nella risoluzione n. 2 (6-00007) presentata al Senato dal gruppo Fratelli d'Italia in sede di discussione sulle "Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018", il 27 giugno 2018, che il Governo e la maggioranza hanno respinto; il ministro Savona, intervenendo in quell'occasione, aveva espressamente assicurato che tutti i punti trattati nelle risoluzioni non accolte e quelli comunque emersi nel corso del dibattito sarebbero stati in ogni caso "oggetto di seria considerazione"; a rendere maggiormente complicata la gestione dei flussi migratori per il nostro Paese sono le farraginose procedure in materia di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, nonché quelle di revoca e concessione dello status di rifugiato (protezione sussidiaria), tanto più se si considera l'applicazione parziale ed insufficiente, da parte delle commissioni territoriali competenti, della recente circolare dello stesso Ministro in indirizzo, concernente la riduzione dei tempi per l'esame delle domande e l'interpretazione dei requisiti richiesti per una corretta applicazione della normativa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente adottare ogni opportuna iniziativa di competenza per promuovere in sede europea l'attivazione di una specifica missione, in accordo e collaborazione con le autorità di governo presenti sul territorio libico, volta ad un "blocco navale" al largo delle coste libiche, finalizzato al contrasto di flussi migratori irregolari nonché l'istituzione, nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, di un apposito fondo europeo per la realizzazione di accordi con i Paesi di origine e di potenziamento delle operazioni di rimpatrio dei migranti irregolari. Atto n. 3-00124 DAL MAS MALAN STABILE PAROLI FERRO BERUTTI PAGANO BERARDI CRAXI TOFFANIN MALLEGNI VITALI ROSSI TIRABOSCHI MODENA GALLONE Al Ministro dell'interno Premesso che: il diffuso e crescente fenomeno delle occupazioni abusive di immobili ha raggiunto livelli preoccupanti su tutto il territorio nazionale; il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il 10 gennaio 2017 nel corso di un'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, istituita nella XVII Legislatura, ha riferito che a Catania sono un centinaio le unità immobiliari occupate; 200 immobili a Genova; 3.000 appartamenti a Palermo; 110 alloggi a Reggio Calabria; 101 edifici a Roma; 24 stabili a Torino; a Venezia 19 immobili occupati e 14 invasioni di terreni; a seguito di occupazioni abusive di immobili siti in Roma, nell'arco degli ultimi 8 mesi, il Tribunale di Roma, con due distinte pronunce (sentenza n. 21347 del 14 novembre 2017 e n. 13719 del 4 luglio 2018) ha condannato lo Stato italiano, nella persona del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore e il Ministero dell'interno, a pagare immediatamente a titolo di risarcimento del danno ai proprietari degli immobili oggetto di occupazione, rispettivamente, l'importo di 266.672 euro al mese, a decorrere dal mese di settembre 2014 fino al momento della liberazione dell'immobile, oltre ad interessi, e l'importo di 27.914.635 euro, oltre ad interessi; in particolare, nella sentenza n. 13719/2018 la responsabilità dell'autorità pubblica è stata individuata dal giudice, "nella mancata prevenzione dell'occupazione" e nella "sua mancata repressione (sgombero)" e che il danno risarcibile, quanto al diritto di proprietà, è stato determinato dall'oggettiva impossibilità di disporre del bene e commisurato al valore locatizio del bene stesso e, quanto al diritto di iniziativa economica, il pregiudizio è stato invece determinato dall'impossibilità di concludere positivamente l'investimento programmato e commisurato al profitto non introitato; i magistrati hanno altresì evidenziato che "l'occupazione abusiva di un intero compendio immobiliare non lede i soli interessi della parte proprietaria ma lede anche il generale interesse dei consociati alla convivenza ordinata e pacifica e assume un'inequivoca valenza eversiva"; ha, inoltre, posto in rilievo il Tribunale che "la tutela della proprietà e dell'iniziativa economica privata non è alternativa alla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica ma ne costituisce una delle manifestazioni più significative unitamente alla tutela della sicurezza e della libertà delle persone" e che "l'esecuzione degli sgomberi forzati può certamente determinare immediati, ma evidenti e limitati, turbamenti dell'ordine pubblico; la tolleranza delle occupazioni abusive, al contrario, può determinare situazioni di pericolo meno evidenti, a decisamente più gravi nel medio e nel lungo periodo; tollerare simili occupazioni abusive può consentire il formarsi di zone franche utili per ogni genere di traffico illecito", si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto indicato in premessa e quali iniziative abbia promosso o intenda promuovere al fine di risolvere il grave problema delle occupazioni abusive di edifici; se non ritenga opportuno, al fine di ristabilire le opportune condizioni di legalità e sicurezza, assumere ogni iniziativa di competenza per procedere all'immediato sgombero degli immobili occupati.