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tutti i moderni sistemi democratici si caratterizzano per la libertà di critica e di manifestazione del pensiero che tutti possono esercitare nei confronti di coloro che detengono il potere politico; ciò vale soprattutto nei confronti di coloro che, come il Ministro in indirizzo, ricoprono importanti cariche istituzionali, la cui natura rappresentativa impone loro di essere soggetti ad una permanente responsabilizzazione politica per come svolgono le proprie funzioni; la possibilità di esprimere liberamente il proprio dissenso e la propria critica nei confronti dei rappresentanti politici assume in tutte le democrazie un ruolo decisivo per il corretto funzionamento di tutte le cariche di governo, perché stimola una loro piena responsabilizzazione politica e una partecipazione attiva dei cittadini; valutato che i due episodi segnalano a giudizio degli interroganti un atteggiamento intimidatorio nei confronti di chi manifesta il proprio dissenso nei confronti del Governo, del tutto incompatibile con i doveri e le funzioni della Polizia di Stato nell'ordinamento democratico della Repubblica italiana, si chiede di sapere: sulla base quale di quali ordini o disposizioni una donna che manifestava liberamente e pacificamente il proprio dissenso è stata strattonata e portata via a forza, impedendole di esprimere le proprie critiche ad un Ministro della Repubblica; sulla base di quali ordini e di quali motivazioni di sicurezza pubblica sia stato deciso di bloccare migliaia di persone alle porte di Roma, che volevano partecipare ad un'iniziativa di piazza regolarmente autorizzata, per manifestare il proprio dissenso e le proprie critiche nei confronti di un decreto-legge del Governo; quali provvedimenti abbia intenzione prendere il Ministro in indirizzo per evitare il ripetersi di simili abusi di autorità che, con il pretesto della sicurezza pubblica, sono palesemente finalizzati ad impedire il libero esercizio dei diritti costituzionali di riunione e di manifestazione pacifica del proprio pensiero; se non ritenga doveroso intervenire presso i vertici della Polizia di Stato per accertare e punire, con celerità e trasparenza, i responsabili di tali comportamenti abusivi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00826 FLORIDIA MONTEVECCHI CASTELLONE CORRADO GRANATO RUSSO VANIN Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e per i beni e le attività culturali Premesso che: la raffineria di Milazzo (Messina) è situata sulla costa nord della Sicilia a ovest dello stretto di Messina e si estende su un'area di circa 212 ettari; l'area su cui insiste il sito è stata dichiarata nel 2002 dalla Regione Siciliana "area ad elevato rischio di crisi ambientale" in seguito a valutazione dei livelli di inquinamento e della rilevante incidenza di patologie collegate. Dal 2005 buona parte dell'area rientra, ai fini della bonifica, fra i siti di interesse nazionale (SIN); con decreto del 29 dicembre 2016 la Regione Siciliana ha approvato il piano paesaggistico dell'ambito 9, ricadente nella provincia di Messina; nel mese di maggio 2018 con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si è provveduto all'aggiornamento dell'autorizzazione integrata ambientale, rilasciata alla società Raffineria di Milazzo SCpA, per l'esercizio della raffineria, a Milazzo e San Filippo del Mela; ad avviso degli interroganti le fasi procedurali che hanno portato all'aggiornamento dell'autorizzazione necessitano di essere chiarite, nell'interesse primario delle popolazioni delle zone interessate e di un territorio che da tempo lamenta e subisce in maniera preoccupante gli effetti dell'inquinamento ambientale, con evidenti e pesanti ricadute sulla situazione sanitaria e sullo stato di salute della cittadinanza; sindaci e amministratori dei Comuni interessati hanno più volte evidenziato e fatto presente, attraverso documentazione ufficiale, le criticità sanitarie e ambientali del comprensorio del Mela; considerato che: nella documentazione presentata dalla raffineria di Milazzo non si fa alcun riferimento all'adozione, da parte della Regione, del citato piano paesaggistico dell'ambito 9, e delle disposizioni contenute all'articolo 15, comma 1, della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, concernenti il vincolo di inedificabilità assoluta nei 150 metri dalla battigia; il piano prevede che gli impianti della raffineria debbano essere gradualmente e progressivamente eliminati, senza ripercussioni sui livelli occupazionali, per far posto ad una riconversione produttiva dell'area compatibile con il paesaggio; in maniera ad avviso degli interroganti del tutto anomala, nel corso del procedimento che ha portato al rilascio dell'aggiornamento dell'autorizzazione integrata ambientale, sono state ingiustamente sottovalutate le ragioni e le contrarietà espresse dal Comune di Milazzo e dai Comuni di San Filippo del Mela, Pace del Mela e San Piero Niceto; forti perplessità destano anche le modalità di svolgimento, verbalizzazione ed esito della conferenza dei servizi del marzo 2018 che, tra l'altro, ha dato per acquisito un accordo tra i Comuni e il gestore con il quale è stato ritenuto superato ogni parere in materia sanitaria trasmesso dai Comuni e relativo all'abbattimento dei valori limite delle emissioni; nonostante le numerose segnalazioni e proteste il rapporto istruttorio conclusivo non ha tenuto conto del regime vincolistico introdotto dal piano paesaggistico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; se non intendano intervenire al fine di revocare in regime di autotutela l'autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla raffineria di Milazzo; quali iniziative intendano adottare, per quanto di rispettiva competenza, al fine di garantire il diritto alla salute delle popolazioni della valle del Mela. Atto n. 4-00827 ROJC Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: l'"albergo diffuso" è una tipologia di recente diffusione in Italia ed Europa, nata dall'idea di utilizzo a fini turistici delle case vuote, tra cui quelle ristrutturate in Friuli-Venezia Giulia coi fondi del post terremoto del 1976; il modello di ospitalità ad albergo diffuso è stato riconosciuto in modo formale per la prima volta in Sardegna con una normativa specifica che risale al 1998 e rappresenta un modello di ospitalità interamente italiano; in Friuli-Venezia Giulia il progetto di albergo diffuso, nonostante molte difficoltà, ha ottenuto vari successi, tra cui la sistemazione di complessi immobiliari disabitati, la rivitalizzazione di borghi in stato di abbandono, il rilancio di un turismo esperienziale di nicchia in zone minori o disagiate; considerato che: le amministrazioni dei Comuni carnici di Paluzza, Sutrio, Comeglians e Socchieve hanno rappresentato che, per non incorrere nella violazione della normativa prevista dal decreto legislativo n. 175 del 2016, come modificata dal decreto legislativo n. 100 del 2017, si sono impegnate a dismettere le partecipazioni nelle società che gestiscono gli alberghi diffusi entro un termine che ora è in scadenza;