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Ieri, appunto, ricorreva il 45° anniversario della strage di piazza della Loggia, dove una bomba durante un comizio provocò la morte di otto cittadini innocenti e indifesi e il ferimento di altri cento. Da quel giorno vennero messi in atto ogni genere di interventi, falsificazioni, silenzi, menzogne e depistaggi, anche da parte di settori deviati dello Stato, dei servizi segreti, tutti tesi ad allontanare la possibilità di accertare la verità. Ma, ciononostante, dopo quarantatré anni dalla strage e dopo tre processi una sentenza definitiva ha riconosciuto la penale responsabilità della strage in capo a Carlo Maria Maggi e a Maurizio Tramonte, militanti del neofascismo veneto. Il primo era capo locale di Ordine Nuovo e il secondo, oltre ad essere militante della stessa organizzazione, era un informatore dei servizi segreti, celato sotto lo pseudonimo Tritone. Dopo aver tanto atteso, conosciamo, finalmente, gli esecutori. (Brusio). Presidente, le chiederei di invitare i colleghi al silenzio: parliamo di una strage in cui sono morte delle persone. PRESIDENTE.Colleghi, vi chiedo un attimo di silenzio. PELLEGRINI Marco (M5S) . Come dicevo, dopo aver atteso tanto conosciamo finalmente gli esecutori, ma probabilmente non tutti i mandanti. Dalle carte processuali apprendiamo che Tramonte, ossia la fonte Tritone dei servizi segreti, ispirò una informativa all'allora SID (il Servizio informazioni difesa, cioè il servizio segreto militare), che reca la data del luglio 1974, in cui si specificava che nei mesi precedenti si erano tenute alcune riunioni di Ordine Nuovo (organizzazione neofascista ufficialmente disciolta l'anno precedente) durante le quali si era deciso di riprendere clandestinamente le attività eversive. In una di queste riunioni, tenutasi tre giorni prima della strage, Carlo Maria Maggi aveva affermato che occorreva organizzare un grande attentato e che era necessario proseguire nel solco della strategia stragista iniziata il 12 dicembre 1969 in piazza Fontana (strage anch'essa maturata negli ambienti del neofascismo veneto). L'obiettivo era incutere nella popolazione paura, caos, terrore e, quindi, creare le basi per lo scoppio di un vero e proprio conflitto nazionale che poteva aver fine solo con misure limitative della libertà e con uno scontro armato: questo, ovviamente, nelle intenzioni degli eversori. Rileggere la sentenza di condanna sulla strage di piazza della Loggia è riaprire una ferita mai rimarginata. Dalle carte emerge che i servizi segreti e il generale Gianadelio Maletti sapevano perfettamente che cosa stava accadendo proprio in quei momenti e che cosa stavano organizzando i terroristi neofascisti, ma non li fermarono in alcun modo, né informarono i magistrati dopo la strage. Nella sentenza è scritto a caratteri cubitali che i colpevoli sono Maggi e Tramonte, ma che, leggo testualmente: «altri, parimenti responsabili, hanno lasciato questo mondo o anche solo questo Paese, ponendo una pietra tombale sui troppi intrecci che hanno connotato la malavita anche istituzionale all'epoca delle bombe». Questo fa capire - e mi avvio a concludere - il quadro complessivo di quegli anni, in cui in Italia fu combattuta una guerra non dichiarata, che alcuni definiscono a bassa intensità: da una parte, c'erano gruppi paramilitari pervasi da una folle ideologia e assetati di sangue (che, come detto, potevano utilizzare inconfessabili sponde istituzionali e contare su indicibili accordi internazionali) e, dall'altra, c'erano cittadini innocenti e inermi. I luoghi simbolo di questo scontro furono piazza Fontana, piazza della Loggia, la questura di Milano e l'Italicus. Nel 45° anniversario della strage piazza della Loggia, ricordando le vittime, termino questo intervento aggiungendo una sola frase: non deve succedere mai più. Vi ringrazio. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 30 maggio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 30 maggio, alle ore 12, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,11) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (1248) PROPOSTA DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE Integrazione alla relazione orale del senatore Santillo sul disegno di legge n. 1248 Le imprese attestate per prestazioni di progettazione e costruzione devono invece documentare i requisiti per lo svolgimento della progettazione esecutiva laddove tali requisiti non siano dimostrati dal proprio staff di progettazione. Viene inoltre previsto il pagamento diretto del progettista da parte della stazione appaltante (lettera i) ). Il divieto di appalto integrato non troverà più applicazione nei confronti delle opere i cui progetti definitivi siano approvati dall'organo competente entro il 31 dicembre 2020, con pubblicazione del bando entro i successivi dodici mesi dall'approvazione dei predetti progetti (lettera mm) , numero 3)). Si prevede inoltre, alla lettera m) , che, in caso di indisponibilità o di disponibilità insufficiente di esperti iscritti nella sezione ordinaria dell'Albo nazionale dei componenti delle commissioni giudicatrici, la commissione è nominata, anche solo parzialmente, dalla stazione appaltante tenuto conto delle specifiche caratteristiche del contratto da affidare e delle competenze connesse. La successiva lettera n) modifica la disciplina dei motivi di esclusione dalla partecipazione alla gara. Le Commissioni riunite hanno previsto la soppressione della possibilità di esclusione dell'operatore economico dalla partecipazione alla gara nel caso in cui la stazione appaltante possa adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati. Le Commissioni hanno altresì modificato l'articolo 83 del codice, in materia di criteri di selezione, prevedendo che i requisiti generali e speciali di cui all'articolo in questione debbano essere posseduti dai concorrenti fino alla conclusione della procedura di gara. Il decreto, alla lettera p) , provvede inoltre a chiarire che l'attività di attestazione svolta dagli organismi SOA deve essere esercitata nel rispetto del principio di indipendenza di giudizio, garantendo l'assenza di qualunque interesse commerciale o finanziario che possa determinare comportamenti non imparziali o discriminatori. Gli organismi che rilasciano le SOA, nell'esercizio dell'attività di attestazione per gli esecutori di lavori pubblici, svolgono funzioni di natura pubblicistica.