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Per completare il tutto è necessario potenziare e dare la giusta attenzione alle palestre scolastiche, garantendo un sistema di insegnamento adeguato e tenuto da docenti competenti e specializzati. Siamo tutti testimoni di quanto lo sport unisca una Nazione sotto la propria bandiera, creando ammirazione verso i più bravi, e che le uniche guerre che si dovrebbero combattere sono solo le sane competizioni olimpiche. Il presidente Berlusconi, insieme al senatore Galliani, sottoscrittore anch'egli del disegno di legge di Forza Italia, ne hanno vinte di competizioni sportive e per loro oggi c'è anche la soddisfazione di questa legge costituzionale. Non parliamo poi di quanto lo sport sia terapeutico per ogni patologia fisica e psichica. Per questo lavoreremo affinché i medici di base possano prescrivere l'attività sportiva come terapia, prevedendo esenzioni specifiche per i corsi nelle palestre sportive. Lo sport è inoltre armonizzante per le persone diversamente abili. Diversamente è il termine corretto, perché definirei queste persone decisamente molto più abili della maggior parte di noi nel rivelarsi campioni incredibili che sono diventati esempio e icone del nostro tempo. Quando dico campioni, intendo campioni di vita. A tal proposito, il nostro secondo appello oggi e la nostra azione sono volti a fare in modo che non si parli più di Paralimpiadi, ma solo di Giochi olimpici con diverse categorie di competizione (ma questa è un'altra storia e guardo negli occhi proprio il sottosegretario Vezzali). (Applausi) . Che la Costituzione tuteli lo sport è giusto e corretto, così come che tuteli ogni forma di attività sportiva e la possibilità di ognuno di esercitarla in ogni forma. È davvero bellissimo ritrovarci oggi qui, tutti uniti, proprio in nome dello sport. Ringrazio il presidente Parrini per la dimostrazione di sportività che mi ha riservato e lui sa il perché. La sportività è il valore che dovrebbe stare alla base di ogni azione umana, perché ricordiamoci che lo sport vuol dire pace e mai come in questo momento ne abbiamo veramente bisogno. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Castaldi. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, a mio parere oggi il Senato si eleva, permettendo a dei valori educativi di affermarsi a testa alta nella nostra Carta costituzionale. Approvando questo disegno di legge costituzionale nel test proposto dalla Commissione, immagino all'unanimità, inseriamo un nuovo comma nell'articolo 33 della Costituzione che recita: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme». Va subito ribadito un concetto: lo sport ha sempre assunto significati molto più importanti e molto più profondi rispetto alla gara e alla manifestazione in se stesse e ha sempre avuto una rilevanza quale aspetto sociale e collettivo. Basti pensare a come l'identificazione collettiva nel nostro Paese avvenga molto più facilmente attraverso gli sport nazionali. Non a caso, nel Next generation Italia si rivolge estrema attenzione allo sport. Uno degli esempi - ce ne sono tantissimi, ma ne cito uno - è la rigenerazione urbana, che è uno degli strumenti che favoriscono l'inclusione. Parlando di Costituzione, visto che si tratta di una riforma costituzionale, ricordo - già lo sappiamo - che l'Assemblea costituente all'inizio non accolse esplicitamente lo sport, perché aveva un timore; venivamo da un periodo difficile, brutto e buio e aveva il timore che le discipline agonistiche potessero sfruttare nuovamente, per fini propagandistici o ancor peggio per proselitismo ideologico, l'agonismo. Che cosa fecero però i Padri costituenti? Sparsero - mi permetta questo termine, Presidente - la parola «sport» nell'articolo 2, nell'articolo 18 e nell'articolo 32 della Costituzione. Sappiamo anche che l'Europa preserva i valori dello sport moderno, così come sappiamo dal dossier che è stato stilato - colgo l'occasione per ringraziare i funzionari del Senato che sono sempre speciali - che altri Stati membri dell'Unione europea hanno in Costituzione disposizioni relative allo sport. D'altronde, colleghi, le associazioni sportive sono tra le più diffuse formazioni sociali e ciò non avviene solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Io sono stato un uomo di sport, lo sono ancora per quel che è possibile, ma lo sport mi ha insegnato un'infinità di cose; ne ho elencate alcune, ma non sono sufficienti: il rispetto dell'altro, la collaborazione, l'integrazione, l'appartenenza, la sana competizione, la disciplina, la costanza, l'impegno, il sacrificio, la motivazione, l'autostima, la lealtà e l'etica. Come hanno insegnato queste cose a me e a tanti altri giovani all'epoca? Destando in noi emozioni, quindi nella maniera migliore possibile. Una delle caratteristiche dello sport è anche quella relazionale, quella che favorisce l'osservanza delle regole. Ciascuno di noi è disposto a dare agli altri ciò che prevede per sé stesso, vuole per sé stesso, pretende per sé stesso. Un altro esempio, ma ce ne sono a migliaia, è lo spirito di gruppo: si riesce in gruppo ad ottenere molto di più di quello che si riesce a ottenere individualmente. Soprattutto, mi lego al discorso della senatrice Gallone che ho appena ascoltato, si riesce ad accettare la diversità. In un passaggio del relatore Grimani - che ringrazio - lui lo definisce antidoto al degrado e all'esclusione sociale e fa benissimo a ribadirlo; di questo lo ringrazio. Col suo permesso, Presidente, cito anche il Presidente della Repubblica che poco fa, in un'occasione di festeggiamenti per gli olimpionici, ha detto loro «avete emozionato gli italiani». Come tutti noi in quest'Aula oggi sono molto soddisfatto di questo straordinario primo passo e rilevante traguardo che raggiungiamo. Peraltro, lo raggiungiamo con una trasversalità politica e non è un caso che ci venga data proprio dalla positività che lo sport esprime in sé. Poche settimane fa gli atleti paralimpici e olimpici ci hanno coinvolto tutti, ci hanno fatto sentire una grande squadra e oggi anche qua in Parlamento, una volta tanto, ci sentiremo una grande squadra. (Applausi) . Signor Presidente, non utilizzerò tutto il mio tempo, ma mi permetta anche una digressione personale. Ho un papà che viene dal mondo dello sport e quando lui ha smesso - si dice dismesso, ci sono tanti colleghi qui - ovviamente ha avuto dei momenti di delusione, come ce li hanno tutti quando finiscono. L'appiglio che ha avuto è stato quello di poter dare ad altri giovani le stesse possibilità affinché potessero avere gli stessi insegnamenti dal mondo dello sport. Questo insegnamento lo ha trasmesso a me ed è stato il motivo per cui, terminati gli studi superiori, iniziai l'ISEF. È stato un grande insegnamento. Se lei pensa che nella mia piccola cittadina tantissimi ragazzi arbitri hanno calcato poi campi di calcio di serie A, in percentuale rispetto al numero degli abitanti e ai tesserati dell'AIA, il risultato è stato veramente sorprendente. (Applausi) . Proprio quell'esempio e quell'insegnamento mi hanno fatto intraprendere quella strada. In conclusione, voglio citare una massima, in questo momento molto difficile di crisi internazionale: nello sport si vince senza uccidere, in guerra si uccide spesso senza vincere.