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le ricerche sul campo e gli esami di laboratorio condotti congiuntamente dal "Greenpeace research laboratories" presso la Exeter university in Gran Bretagna e dall'"Ukrainian institute of agricultural radiology" hanno accertato che nei campioni di latte vaccino raccolti in un raggio di 225 chilometri dalla centrale nucleare di Cernobyl, in Ucraina, sarebbe presente una contaminazione di cesio radioattivo (500 becquerel per litro) in misura 5 volte superiore ai limiti di legge; le suddette risultanze evidenziano che in un'area molto vasta interessata dalla ricaduta radioattiva dell'incidente nucleare verificatosi 32 anni fa (26 aprile 1986) sono presenti tuttora gravi forme di contaminazione ambientale, pur essendo consentita nella zona interessata la presenza della popolazione e il normale esercizio delle attività produttive, anche del settore agroalimentare; da evidenze che si raccolgono da siti internet ucraini (ad esempio "milkua") e di altri Paesi europei si evidenzia che l'Ucraina esporta regolarmente latte e prodotti derivati (nel mese di aprile 2018, 2.300 tonnellate), nonché altri prodotti agroalimentari, ad esempio produzioni orticole, che potrebbero risultare interessati da contaminazione radioattiva; sul sito ufficiale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nel corso dell'anno 2017, risultano registrate importazioni dall'Ucraina di prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca per un importo di 419,86 milioni di euro, in crescita rispetto agli anni precedenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente disporre un monitoraggio costante del latte e dei prodotti orticoli importati dall'Ucraina, con particolare riferimento all'eventuale presenza di contaminazione da cesio radioattivo; quali siano le risultanze degli eventuali controlli sanitari effettuati dagli organi competenti negli anni trascorsi sulle derrate agroalimentari provenienti dall'Ucraina. Atto n. 4-00229 VALENTE Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: i prezzi al consumatore dei carburanti sull'isola di Ischia (Napoli) da diversi anni sono sensibilmente più alti rispetto a quelli praticati nell'area continentale della provincia Napoli, nelle altre isole della regione e del Paese, oltre che rispetto alla media nazionale; questa situazione d'eccezione in passato è stata riconosciuta dalle autorità competenti come da resoconti di stampa; nel 2007 fu la Guardia di finanza ad avviare accertamenti su tutti i distributori dell'isola su delega dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm); nel 2010, come si apprende da agenzie di stampa ("Ansa"), fu sempre l'Autorità garante che emanò una nota indirizzata al sindaco di Forio (Ischia) informandolo dell'avvio di un procedimento di verifica dei prezzi applicati dai distributori dell'isola; la nota rappresentava inoltre che, qualora se ne fossero riscontrati gli estremi, sarebbero state applicate le disposizioni di cui alla legge n. 287 del 1990, recante norme e sanzioni in materia di tutela della concorrenza e del mercato; ancora in data 15 marzo 2015 il quotidiano ischitano "Il Golfo" pubblicava la notizia che gli uomini della Guardia di finanza di Ischia eseguirono una vasta operazione di controllo ai distributori di carburante sull'isola; dalle verifiche operate vennero riscontrate irregolarità in circa metà dei distributori presenti nei comuni isolani per inadempienze relative all'obbligo di comunicazione dei prezzi di vendita praticati al pubblico e delle successive variazioni, secondo quanto previsto dall'attuazione dell'articolo 51 della legge n. 99 del 2009; nei giorni recenti, come si evince dal portale "Osservaprezzi carburanti" del Ministero dello sviluppo economico, un ulteriore rialzo del prezzo dei carburanti è stato riscontrato nei 10 distributori di carburante dell'isola nel mese di maggio 2018, con picchi di 40 centesimi a litro in più rispetto alla media nazionale; tale aumento risulta stabile, almeno fino ad oggi, anche nel mese di giugno; considerato inoltre che: nonostante sull'isola di Ischia operino tre società petrolifere, i prezzi del carburante non risultano in alcun modo suscettibili di un regime concorrenziale; secondo quanto riferito il 28 agosto 2010 per conto della Figisc Anisa (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) dal segretario provinciale Claudio Burani, ''Il prezzo dei carburanti per uso autotrazione nell'Isola d'Ischia, rispetto a quelli praticati dalle società nell'area continentale di Napoli, non tiene conto delle reali spese di trasporto per le isole, in quanto queste vengono assorbite quasi del tutto dalle stesse società''; pur in presenza di impianti serviti e self service , questo non comporta un prevedibile adeguamento del prezzo del carburante all'utente durante gli orari notturni e di chiusura dei distributori in considerazione del venire meno del costo di gestione del personale, si chiede di sapere: se ai Ministri in indirizzo siano noti gli esiti dei procedimenti di accertamento avviati nel corso degli anni recenti da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato; quali siano le cause di un andamento dei prezzi dei carburanti nell'isola di Ischia non assimilabile alle dinamiche registrate nel resto d'Italia, isole comprese; quali iniziative, ciascuno per quanto di competenza, ritengano opportune per appurare quanto descritto, e verificare l'esistenza di un eventuale accordo sui prezzi tra gli operatori. Atto n. 4-00230 NENCINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: nel corso dell'anno scolastico 2017/2018 quasi 2.000 scuole sono state affidate in reggenza a dirigenti scolastici titolari in altre istituzioni; con i pensionamenti in arrivo, volontari e d'ufficio, che si concretizzeranno il 1° settembre 2018, le istituzioni senza dirigente scolastico e quindi da dare in reggenza saranno 2.500 circa; per evitare che la situazione precipiti, lasciando le scuole nel caos , quelle in reggenza e quelle di assegnazione dei dirigenti reggenti, varie forze sociali si sono fatte promotrici di una proposta emendativa, attraverso la quale posticipare di 12 mesi i pensionamenti dei dirigenti scolastici destinati ad andare in pensione il prossimo 1° settembre 2018. Si tratterebbe di una facoltà, quindi su base volontaria, molto utile per limitare i danni, in attesa che venga portato a termine il concorso per selezionare 2.800 nuovi dirigenti scolastici, il cui bando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 24 novembre 2017; dato atto che la richiesta citata, sostenuta anche da agenzie specializzate sulle problematiche scolastiche, eviterebbe di aumentare il bacino delle reggenze, che non garantiscono un'adeguata organizzazione del lavoro, didattica e formativa;