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Fedriga il 28 febbraio 2017, il Ministro della giustizia pro tempore , Andrea Orlando, ha avviato un accertamento, come dallo stesso Ministro dichiarato in occasione della risposta all'atto di sindacato ispettivo, svolto nella seduta del 1° marzo 2017, nella quale ha evidenziato che "in relazione, però, allo specifico profilo segnalato, ho già avviato, per mezzo dei competenti uffici ministeriali, gli accertamenti necessari a valutare se in concreto la segnalata partecipazione del magistrato a convegni e seminari promossi e organizzati da un'associazione indicata come parte in un procedimento trattato dallo stesso giudice sia circostanza effettivamente idonea a fondare l'obbligo di astensione"; come si può evincere dal sito istituzionale della stessa ASGI, il giudice Martina Flamini ha tuttavia continuato a partecipare a seminari organizzati dall'associazione anche dopo la segnalazione al ministro Orlando del marzo 2017; i dubbi sulla terzietà del giudice Flamini emergono anche da altre pronunce delle quali è stata relatrice, in particolare in una causa che ASGI ha sollevato contro la Regione Lombardia in ragione di un regolamento regionale che esclude dal sistema abitativo pubblico chi sia già proprietario di un immobile adeguato al proprio nucleo familiare sia in Italia sia nel proprio Paese di cittadinanza, nonché lo straniero titolare del permesso per protezione internazionale, del permesso umanitario e del permesso per soggiornanti di lungo periodo qualora questi abbia la titolarità di diritti di proprietà su beni immobili all'estero, nonché in occasione di un'ordinanza emessa dal tribunale di Milano, che ha accolto il ricorso di un ventenne nigeriano contro la decisione del Ministero dell'interno, che aveva rigettato la sua richiesta di protezione internazionale presentato sulla base di presunte discriminazioni ricevute nel suo Paese d'origine a motivo della propria omosessualità; in tali occasioni, il difensore della parte ricorrente è stato l'avvocato Guariso, legale dell'ASGI con la quale il giudice Flamini, per l'appunto, è in stretto contatto, si chiede di sapere: quali siano gli sviluppi degli accertamenti disposti nel 2017 dal Ministro della giustizia pro tempore , Andrea Orlando, nei riguardi del giudice Martina Flamini; se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover procedere ad ulteriori accertamenti sui fatti richiamati. Atto n. 4-04007 BINETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: in Senato sono attive diverse Commissioni per fare chiarezza su fatti come quelli del Forteto e di Bibbiano; fatti simili si ripresentano con drammatica frequenza anche in altri luoghi; si segnala questo caso, noto all'interrogante; M.R.B. di 31 anni vive in provincia di Bologna. Nel 2015 è nato il suo primo figlio e in ospedale la sua inesperienza nell'affrontare attività semplici collegate alla cura del bambino, come ad esempio il cambio dei pannolini, vennero scambiate per inadeguatezza e il suo caso fu segnalato al tribunale dei minori di Roma; al ritorno a casa ricevette la visita di un'assistente sociale che avendo notato l'umidità dell'appartamento impose al nucleo familiare, il bambino e i due genitori, un trasloco veloce, cosa che la coppia fece, trasferendosi dalla madre di lei; ciò nonostante in pochi giorni arrivò un decreto in cui si sospendeva la patria potestà di entrambi, con l'accusa di stato di abbandono del figlio, che quindi doveva essere allontanato immediatamente e portato in una casa famiglia; essendo però cambiato il comune di appartenenza abitativa del nucleo familiare, cambiò anche l'assistente sociale che riuscì a sospendere quel decreto (non ad eliminarlo) inviando, in alternativa, due operatrici domiciliari a casa della nonna del bambino, dove il nucleo familiare aveva trovato accoglienza; risulta che a casa della madre le due operatrici familiari non svolsero nessuna funzione utile considerato che arrivavano in ritardo e stavano lunghe ore al telefono o sui social media , senza affatto preoccuparsi di quel che avrebbero potuto fare per rendersi comunque utili; il bambino, C., nel frattempo cresceva serenamente, seguito dalla pediatra che ne controllava l'alimentazione, i tempi di sviluppo, eccetera, parlava, camminava, giocava: tutto nella norma; la donna rimase nuovamente incinta e alla fine del tempo della gestazione si presentò a casa loro un'altra assistente sociale, dicendo che il bambino che aveva circa 18 mesi avrebbe dovuto essere trasferito in una casa famiglia, dove rimase solo per almeno due settimane, dando visibili segni di sofferenza; alla nascita della seconda bambina, R., anche questa venne trasferita in un'altra casa famiglia, ma alla madre fu consentito di poterle stare vicino; nella nuova realtà la madre dei due bambini separati tra di loro e separarti dal padre cominciò a dare segni di un disagio sempre più forte, anche per la mancanza di dialogo e di comprensione da parte del personale della casa famiglia; la casa famiglia era umida; il vitto non adeguato; i servizi scadenti, eccetera. La situazione diventò insostenibile per la donna che denunziò i fatti ai carabinieri, ottenendo come effetto il suo allontanamento dalla casa famiglia e la perdita di contatto con entrambi i bambini, che vennero inviati in un'altra struttura e successivamente vennero dati in affido e dopo poco tempo furono adottati; il padre dei bambini lavorava alla Ferrari con uno stipendio di 1.400 euro al mese e la madre nel frattempo lavorava come colf e perfino nel servizio civile per bambini; sottoposti a test dalla ASL di competenza i due genitori risultarono perfettamente nella norma; ciò nonostante i bambini furono dati in adozione senza una motivazione, per lo meno senza una ragione che i genitori conoscessero e alla quale potessero appellarsi; da allora i genitori naturali non hanno saputo più nulla dei propri figli. Vorrebbero rivederli, la madre soprattutto, dal momento che le mancano e non riesce a dimenticarli, ogni notte li sogna e vorrebbe conoscere la verità sul suo caso e su tanti altri casi di bambini strappati ingiustamente, si chiede di sapere: quali misure di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per venire incontro alle istanze legittime di una madre che ha cercato ripetutamente aiuto nei servizi sociali senza ottenere risposte soddisfacenti; se sia a conoscenza delle reali ragioni alla base di tale drammatica vicenda, che hanno causato alla signora B. la sottrazione violenta dei suoi bambini. Atto n. 4-04008 DE VECCHIS Al Ministro della salute Premesso che: come riportato in questi giorni dalle cronache di alcuni quotidiani nazionali e come rilevato personalmente da alcuni turisti residenti nel Lazio di ritorno dalla Sardegna, al porto di Civitavecchia e sui traghetti di rientro, sembrerebbe pressoché impossibile far osservare i comuni protocolli anti COVID, ovverosia quelli della misurazione della temperatura e la somministrazione del tampone; nel Lazio si sta registrando un preoccupante quanto costante incremento del numero dei casi di contagio, in particolare molti sono di importazione, ovverosia riguardano coloro che rientrano nel Lazio dopo aver trascorso le vacanze in altre regioni;