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c) individuare un numero di posti per le specializzazioni dei medici veterinari da assegnare, nell'ambito della rete formativa, alle strutture di aziende sanitarie e IZS che si sono resi disponibili con precedente manifestazione d'interesse a stipulare contratti di formazione specialistica; d) disciplinare che l'attività di formazione pratica prevista dai contratti di cui alla lettera b) sia svolta sotto la guida di tutor senior riconosciuti dal Consiglio della scuola di specializzazione di riferimento su proposta della struttura sanitaria o dell'IZS, individuati tra i dirigenti medici degli IZS e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie con almeno cinque anni di anzianità di servizio, che, su base volontaria al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento, chiedono il trattenimento in servizio per un ulteriore biennio, fino al maturare del quarantaduesimo anno di servizio effettivo e al settantaduesimo anno di età, finalizzato prevalentemente allo svolgimento di attività di formazione nell'ambito dei contratti di formazione specialistica veterinaria nelle strutture accreditate; e) disporre che ai medici veterinari in formazione specialistica, per tutta la durata legale del corso, sia corrisposto un trattamento costituito da una parte fissa, uguale per tutte le specializzazioni e per tutta la durata del corso, e da una parte variabile non inferiore a quella prevista per le specializzazioni mediche. 2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, corredati di relazione tecnica che indichi, per ciascuna misura, l'impatto sulla formazione nonché sul soddisfacimento del fabbisogno numerico dei medici veterinari, corredati altresì della relazione sull'analisi di impatto della regolamentazione, sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di venti giorni il termine per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero dei decreti legislativi. Decorso il termine previsto per l'espressione del parere o quello eventualmente prorogato, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. 3. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari di cui al comma 2, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. 4. Qualora i termini per l'espressione dei pareri parlamentari di cui ai commi 2 e 3 scadano nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega previsti dai commi 1, 6 e 7, o successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta giorni. 5. Nei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo provvede all'introduzione delle nuove norme mediante la modifica o l'integrazione delle disposizioni che regolano le materie interessate dai decreti medesimi provvedendo ad abrogare espressamente le norme incompatibili. 6. Il Governo è delegato ad adottare, entro il termine di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e secondo la procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti le norme eventualmente occorrenti per il coordinamento formale e sostanziale tra i decreti legislativi adottati ai sensi della presente legge e le altre leggi dello Stato e per l'abrogazione espressa delle norme incompatibili. 7. Il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi adottati ai sensi della presente legge, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei decreti legislativi medesimi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e secondo la procedura di cui al presente articolo. Capo V RIORDINO DEL SISTEMA DI EMERGENZA SANITARIA PREOSPEDALIERA E INTEGRAZIONE CON IL SISTEMA OSPEDALIERO DI EMERGENZA URGENZA Art. 23. (Sistema di emergenza sanitaria preospedaliera) 1. Il Sistema di emergenza sanitaria preospedaliera è il servizio che garantisce ai cittadini il soccorso sanitario in risposta alle emergenze e alle urgenze che avvengono in ambito extraospedaliero, che coordina l'ospedalizzazione al fine di garantire a ogni utente la risposta più appropriata e che ne garantisce la collocazione nella sede di cura più adeguata. 2. Il Sistema di emergenza sanitaria preospedaliera rappresenta il modello organizzativo di riferimento nazionale. 3. Il Sistema di emergenza sanitaria preospedaliera eroga le prestazioni di soccorso mediante una rete di mezzi e di équipe , coordinati da sale operative integrate a livello regionale che garantiscono prestazioni caratterizzate da: a) organizzazione del soccorso per livello di complessità dell'intervento, attraverso l'erogazione di istruzioni sulle operazioni da effettuare prima dell'arrivo dei mezzi di soccorso, cosiddette istruzioni di pre-arrivo, e l'invio dei mezzi di soccorso più appropriati, secondo specifici protocolli; b) appropriatezza clinica e assistenziale, uniformità e qualità delle prestazioni erogate; c) tempestività dell'intervento di soccorso in relazione alla valutazione del livello di criticità; d) efficacia ed efficienza nel rispetto dell'appropriatezza dell'impiego delle risorse; e) monitoraggio delle attività effettuate e controllo della qualità degli interventi di soccorso. 4. Rientrano nel sistema ospedaliero di emergenza urgenza sanitaria i soggetti erogatori di servizi sanitari pubblici e privati, accreditati e a contratto, ivi inclusi gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici e privati, monotematici e politematici sede di pronto soccorso. Inoltre partecipano al sistema i soggetti impegnati nell'implementazione di servizi di telemedicina, ricompresi nei piani regionali, finalizzata alla riduzione degli accessi impropri ai pronto soccorso. I soggetti di cui al primo periodo costituiscono la rete di emergenza urgenza accreditata e a contratto, programmata per livelli di intensità, di presa in carico e di specificità dei bisogni, con un'articolazione integrata e costituita anche dai pronto soccorso pediatrici, cardiologici, ortopedici e per le restanti patologie critiche per le quali la prognosi è dipendente dal tempo di intervento, cosiddette patologie tempo-dipendenti e iperspecialistiche. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono provvedere a istituire un'apposita struttura per l'innovazione e la valorizzazione del personale del sistema di emergenza urgenza, competente a valutare costantemente le innovazioni sotto il profilo prestazionale ed economico, prevedendo che la valutazione incida in positivo o negativo sulla distribuzione delle risorse tra i soggetti di cui al primo periodo. 5. Il sistema ospedaliero di emergenza prevede almeno un presidio di pronto soccorso oncologico per ogni provincia. Art. 24. (Organizzazione e struttura del Sistema di emergenza sanitaria preospedaliera) 1.