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Restituire dignità a cinque milioni di persone che, a causa della crisi, sono rimaste indietro e che sono in povertà assoluta è il nulla? Non fateci ridere, per favore. Con il reddito di cittadinanza non facciamo altro che dare attuazione ai principi sanciti dalla Costituzione, a lungo rimasti inapplicati, e alle raccomandazioni dell'Unione europea. E lo facciamo mettendo al centro l'occupazione: l'investimento in politiche attive per il reinserimento nel mondo del lavoro, attraverso la riorganizzazione dei centri per l'impiego, è uno degli elementi qualificanti di questa misura. Dal PD obiettano che il reddito di cittadinanza è una fotocopia del Rei, ma non c'è niente di più sbagliato. Il precedente Governo ha trascurato gli investimenti in politiche attive, in formazione e in personale che seguisse il disoccupato per il reinserimento nel mondo del lavoro. Con il reddito di cittadinanza, al contrario, il sostegno al reddito è strettamente legato al percorso formativo attraverso i centri per l'impiego, le agenzie per il lavoro, gli enti di formazione, i servizi sociali dei Comuni e le Regioni. Dal 2013, da quando abbiamo depositato il primo disegno di legge sul reddito di cittadinanza a prima firma dell'ostinatissima presidente della Commissione lavoro Nunzia Catalfo, non ci siamo fermati un giorno. (Applausi dal Gruppo M5S) . Abbiamo dato battaglia nelle Aule parlamentari e nelle Commissioni. Abbiamo fatto i banchetti nelle piazze. Abbiamo marciato insieme a migliaia di persone che arrivavano da tutta Italia: una marea umana di uomini e donne che in questi anni ci ha sempre fatto sentire il proprio, fondamentale sostegno. Ecco, le donne. Lo voglio dire oggi, davanti a tutti voi: il reddito di cittadinanza è una misura che pone un'attenzione altissima sulle donne. A maggior ragione, visto che l'Italia - e questo non lo dico io, ma lo dice un rapporto del World economic forum sul Global gender gap - è il Paese con il più alto numero di donne iscritte all'università, ma, allo stesso tempo, fanalino di coda per occupazione femminile. Proprio così: un circolo vizioso che dobbiamo assolutamente spezzare e per farlo il reddito di cittadinanza è un elemento importantissimo. Infatti - lo ricordo a chi evidentemente non ha studiato il provvedimento ma si ostina a volerci dare lezioni, malgrado i suoi memorabili fallimenti - questa è una misura per il lavoro, equa, giusta, di vera emancipazione, visto che alle donne viene riconosciuto un ruolo assolutamente paritario all'interno del nucleo familiare, che percepisce il reddito di cittadinanza attraverso il meccanismo della quota parte. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sarà un'occasione di vero riscatto per quelle tantissime donne che abbiamo incontrato in questi anni e che ci hanno raccontato le loro difficoltà, le paure, i progetti che avrebbero voluto realizzare per loro e per i loro cari, ma che si sono infranti contro le difficoltà che comporta il non avere un impiego. Adesso queste donne vedranno lo Stato schierarsi veramente dalla loro parte, tendendo loro la mano e accompagnandole in un serio e costante percorso di formazione e riqualificazione. Ma non solo; perché, come previsto dal decreto-legge, a coloro che vorranno intraprendere un lavoro autonomo, avviare un'impresa individuale o una società cooperativa nel primo anno di erogazione del beneficio saranno riconosciute sei mensilità di reddito di cittadinanza, che saranno versate in un'unica soluzione. Allo stesso tempo, però, abbiamo voluto riconoscere i compiti di cura delle madri con figli di età inferiore ai tre anni, che saranno escluse dal percorso di condizionalità previsto per chi beneficia del reddito di cittadinanza. Si è intervenuti, infine, sulle famiglie con disabili, che rientravano nella platea dei beneficiari già nella stesura originaria del decreto-legge. La tutela è stata ulteriormente rafforzata: per esempio, il familiare di un disabile grave o non autosufficiente sarà esonerato dagli obblighi previsti per ottenere il reddito ma, se vorrà aderire al patto per il lavoro, potrà comunque farlo. Un atto dovuto, in attesa di approvare altri importanti provvedimenti, come quello per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare, già calendarizzato in Commissione lavoro (è già partito). Perché questo - lo ribadiamo e lo ribadiremo sempre - è un Governo di cittadini per i cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 26 febbraio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, martedì 26 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 21,58) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Arrigoni, Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bruzzone, Candiani, Carbone, Cattaneo, Cesaro, Cioffi, Cirinna', Crimi, D'Angelo, De Poli, Di Marzio, Fazzone, Ferro, Fusco, Giacobbe, La Mura, Maffoni, Malpezzi, Merlo, Messina Alfredo, Mirabelli, Modena, Monti, Napolitano, Pacifico, Petrocelli, Pinotti, Pisani Giuseppe, Richetti, Ronzulli, Santangelo, Saviane, Schifani, Sciascia, Siri, Solinas, Sudano, Valente e Zaffini. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Augussori, Castaldi e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); Giro, per attività di rappresentanza del Senato. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Augussori, Castaldi e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati DDL Costituzionale Onn.