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l'atto di proclamazione è stato inviato, in osservanza delle disposizioni previste dalla legge 12 giugno 1990, n. 146, che reca norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, nonché dal codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, a tutti i soggetti a vario titolo interessati indicati dallo stesso codice, rispettando i tempi di preavviso, inclusi sia il Ministero dell'economia e delle finanze che l'Agenzia delle entrate; la commissione di garanzia, proceduto all'esame dell'atto di proclamazione, ha formulato in data 26 settembre 2019 parere di "presa d'atto" (pos. n. 1617/19) senza tuttavia ravvisare alcun elemento di carenza informativa o necessità di integrazioni o correzioni delle modalità dell'azione di astensione e che nessuna richiesta di interlocuzione, chiarimento, integrazione o correzione è stata formulata dall'Agenzia delle entrate, come da nessun altro dei soggetti destinatari del preavviso; l'azione di protesta si è svolta nel rigoroso rispetto delle modalità e delle tempistiche comunicate e nella garanzia delle prestazioni indispensabili indicate dall'articolo 5 del codice; l'11 ottobre 2019 le associazioni proclamanti hanno scritto all'Agenzia delle entrate e ai sottosegretari di Stato, chiedendo la rimessione in termini per quei professionisti che hanno aderito all'astensione, presentando il proprio modello F24 con due giorni di ritardo, dato che comunque tale rimessione si configura come atto dovuto (sussistendo tutti i requisiti appena menzionati) e avrebbe dovuto essere automaticamente recepita dai sistemi operativi e dai software dell'Agenzia e successivamente comunicata a tutti gli uffici periferici, così da evitare inutili emissioni di atti; l'interrogante evidenzia che del provvedimento rimessione in termini non vi è tuttora traccia, si chiede di sapere se a giudizio del Ministro in indirizzo sussistano motivi per rifiutare il provvedimento di rimessione in termini di cui all'articolo 9 della legge n. 212 del 2000, che reca disposizioni relative allo statuto del contribuente, relativamente agli adempimenti coinvolti nell'astensione, evitando così molteplici impugnazioni derivanti dall'applicazione di sanzioni evidentemente incongruenti con il diritto costituzionalmente protetto di astensione collettiva. Atto n. 3-01401 GARAVINI ALDERISI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: con la legge 26 ottobre 2016, n. 198, è stata riformata la normativa sul sostegno pubblico al settore dell'editoria e dell'emittenza radiofonica e televisiva locale e istituito il fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione; con il decreto legislativo del 15 maggio 2017, n. 70, è stata rivista la disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione della legge, ed è stato affidato a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il compito di definire le modalità di accesso ai contributi per il sostegno alla stampa italiana diffusa all'estero; la regolamentazione prevista nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri si applica a partire dai contributi relativi all'anno 2018 e riguarda anche i periodici italiani editi e diffusi all'estero e quelli editi in Italia e diffusi all'estero in misura non inferiore al 60 per cento delle copie complessivamente distribuite; il cambiamento di modalità nelle procedure di richiesta dei contributi da parte dei soggetti che editano i periodici diffusi all'estero sta provocando situazioni di grave difficoltà, dovute sia alle novità introdotte sia alla complessità di alcuni degli adempimenti richiesti, che all'estero scontano situazioni sensibilmente diverse rispetto a quelle esistenti in Italia; la rete dei periodici italiani all'estero ha avuto storicamente la funzione di mantenere i legami comunitari, preservare l'uso della lingua italiana e far circolare notizie relative all'Italia e alla vita sociale e civile delle stesse comunità, una funzione che consente, peraltro, agli iscritti all'AIRE di assolvere meglio ai loro impegni di cittadinanza; con il passare del tempo, questa rete si è naturalmente ristretta, ma vede ancora la presenza di qualche centinaio di testate, circa centotrenta delle quali negli anni passati hanno fatto richiesta dei contributi previsti dalle normative vigenti; negli ultimi anni, i periodici ammessi a contributo sono stati circa settanta tra quelli operanti all'estero e circa venti tra quelli editi in Italia; le manifestazioni di disagio e le inquietudini sulla possibilità di poter proseguire nelle pubblicazioni da parte di testate che per decenni si sono identificate con la vita di molte nostre comunità sono molto diffuse ed espresse con toni alti, talvolta di protesta, al punto che è legittimo il timore di una drastica riduzione del numero delle testate; considerato che nel precedente sistema normativo, un utile ruolo di supporto istruttorio ha svolto la Commissione per l'esame delle domande presentate dalle testate che operavano all'estero o per l'estero, composta da rappresentanti della Federazione della stampa italiana all'estero e dalle associazioni nazionali che editavano pubblicazioni periodiche, un'attività senza alcun onere per lo Stato in quanto il lavoro dei componenti era prestato a titolo gratuito, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga, nell'immediato, di voler disporre una moratoria relativa alle domande per il 2018 ancora pendenti e in discussione o oggetto di un provvedimento di esclusione, volta a una riconsiderazione delle situazioni sospese o escluse, e di prevedere un'organica revisione della regolamentazione relativa ai periodici italiani all'estero da adottare con apposito provvedimento; se non ritenga di cogliere l'occasione del primo provvedimento adatto allo scopo per ripristinare, senza alcun onere, la Commissione per l'esame delle pratiche di richiesta di contributo esistente fino all'entrata in vigore dell'attuale normativa. Atto n. 3-01402 CORRADO ANGRISANI PIRRO TRENTACOSTE PAVANELLI PRESUTTO CROATTI LANNUTTI VANIN DE LUCIA ACCOTO MORRA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: la raccolta Torlonia, formata nel corso del XIX secolo come "collezione di collezioni" (legge Franchi Viceré) e allocata ormai da decenni nei seminterrati del palazzo di famiglia in via della Lungara n. 1, a Roma, è una delle più straordinarie raccolte di statue e sculture antiche del mondo e senz'altro la principale tra quelle tuttora di proprietà privata; il 4 aprile 2020, grazie ad un accordo stipulato nel 2016 dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dalla fondazione Torlonia onlus , nata due anni prima, poco meno di un centinaio dei circa 620 marmi esposti a fine '800 nell'ex granaio adibito a museo e scelti dal curatore professor Salvatore Settis (l'altro responsabile è Carlo Gasparri) andranno in mostra per la prima volta, ospitati nella sede dei musei capitolini a palazzo Caffarelli;