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Convention entre la Republique Italienne et la Confederation Suisse concernant une modification de la frontiere dans le Val di Lei. Parte di provvedimento in formato grafico Protocollo addizionale alla Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera concernente una modificazione della frontiera nella Valle di Lei. I due Governi, desiderosi di salvaguardare l'economia agricola della regione colpita dalla modificazione della frontiera, come pure dalla creazione di un bacino di accomulazione nella Valle di Lei, si sono trovati d'accordo sulle seguenti clausole addizionali: I. Resta inteso che i proprietari del tratto di territorio della Valle di Lei, che in seguito alla rettifica di confine passerà sotto la sovranità svizzera, conserveranno libero ed integrale l'esercizio del diritto di proprietà su tale territorio, secondo la legislazione elvetica. II. La clausola contenuta all'ultimo capoverso del punto 1 del Protocollo addizionale all'Accordo del 18 giugno 1949 tra la Svizzera e l'Italia concernente la concessione di forze idrauliche nel Reno di Lei è pure applicabile al transito delle persone e degli animali sulla costruenda diga. III. Il bestiame dei membri del Consorzio Alpi Valle di Lei, quello degli affittuari e quello preso in affitto dai proprietari e dagli affittuari stessi per il periodo di alpeggio, potrà recarsi ad alpeggiare sulle alpi grigionesi concesse. Il bestiame dovrà essere ricondotto in Italia. Per bestiame ai sensi delle presenti disposizioni si intende il bestiame della specie equina, bovina, suina e caprina, nonché i cani da pastore. Nessuna tassa né deposito cauzionale sarà richiesta per il bestiame che si recherà ad alpeggiare sulle alpi grigionesi concesse e che sarà ricondotto in Italia. Si prescinde nel caso particolare dal far garantire gli importi di dazio e delle tasse per gli animali importati temporaneamente, a patto che le Autorità comunali da dove provengono i proprietari del bestiame si obblighino ad appoggiare le Autorità doganali svizzere nella esazione di dazi e delle tasse dovute per gli animali eventualmente rimasti in Svizzera. Le derrate alimentari, i foraggi e i mangimi, gli oggetti per la cura del bestiame o per il trattamento dei prodotti animali, come pure il materiale da costruzione per la manutenzione dei casolari e delle stalle ed eventualmente legna da ardere importati dall'Italia, sono ammessi in franchigia di dazio, alla condizione che dette merci siano importate esclusivamente in connessione con l'esercizio delle alpi concesse in compenso reale e lassù impiegate. Le cose non utilizzate e non più utilizzabili verranno riesportate in Italia. Le merci e gli animali non possono essere dislocati nell'altro territorio doganale svizzero senza permesso delle competenti Autorità doganali svizzere e senza aver prima soddisfatto le condizioni da esse poste. Saranno pure esenti da ogni dazio o gravame i latticini prodotti sia durante la permanenza sulle alpi per la conservazione e la stagionatura sia all'atto che transiteranno per l'Italia. In nessun caso saranno posti impedimenti alla esportazione in Italia del bestiame e dei prodotti di cui al presente articolo ed agli articoli precedenti. I conduttori di alpe dovranno tenere una lista di controllo da cui risulti chiaramente le merci ed il bestiame importato. Essa dovrà indicare tutte le merci importate sull'alpe, ed essere aggiornata per quanto riguarda il bestiame e le attrezzature dell'alpe. Questa dovrà essere tenuta aggiornata e presentata, su richiesta, alle Autorità doganali svizzere. Fatto a Berna, il 25 novembre 1952 in due esemplari originali, in lingua italiana. Per la Repubblica italiana EGIDIO REALE Per la Confederazione Svizzera MAX PETITPIERRE Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri MARTINO