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una città in stato di abbandono, una situazione che ridicolizza le bellezze storiche della capitale agli occhi dei turisti e degli stessi cittadini che nel caos più totale la vivono quotidianamente e che, pur avanzando richieste o idee propositive, trovano soltanto un'amministrazione sorda. La situazione è sempre più allarmante poiché la città di Roma, in termini di vivibilità, è distante non solo da altri capoluoghi italiani, ma anche da tutte le capitali dell'Europa occidentale e anche centrale; una ricerca condotta nel 2018 da Italia Oggi-La Sapienza sulla qualità della vita nelle grandi città italiane ha declassato Roma all'ottantacinquesimo posto. Le politiche adottate dalla Giunta comunale in carica, totalmente inadeguate, stanno riversando tutti i loro effetti sulla città stessa, offuscandone la bellezza e la vivibilità, invece di garantire ai cittadini servizi sempre più efficienti, al pari delle altre metropoli e capitali europee. Appare dunque necessario che la città di Roma venga dotata dei poteri e delle risorse necessari ad allinearla ad un modello di governance finalmente adeguato alla sua realtà demografica, economica e politica, in linea con tutte le principali capitali europee; ciò per il bene dei suoi cittadini e di tutti gli italiani. A tale fine, con il presente disegno di legge costituzionale si modifica l'articolo 114 della Costituzione, provvedendo direttamente a livello costituzionale ad attribuire i necessari poteri alla « Città di Roma ». L'ente, in particolare, viene dotato congiuntamente dei poteri dei comuni, delle città metropolitane e delle regioni ordinarie, acquisendo così l'intero spettro delle potestà e delle forme di autonomia contemplate dal titolo V della parte seconda della Costituzione per questi livelli territoriali; ci si riferisce, fra l'altro, alla potestà legislativa, regolamentare e amministrativa, ai sensi degli articoli 117 e 118 della Costituzione; all'autonomia finanziaria di cui all'articolo 119 della Costituzione; alla legittimazione a ricorrere alla Corte costituzionale avverso leggi statali o regionali che ne ledano le competenze. La modifica costituzionale consente poi a Roma di delegare le proprie funzioni amministrative ai municipi: si tratta di realtà prossime per dimensioni ed esigenze a comuni veri e propri, ed è dunque necessario consentire un modello flessibile di governance già a partire dalla disciplina costituzionale. La legge dello Stato, sentiti gli enti interessati, interviene a coordinare i rapporti che si andranno a creare fra la Città di Roma e la regione Lazio nonché, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della modifica costituzionale, a ridefinire le province laziali.. 1 1 All'articolo 114, terzo comma, della Costituzione, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: « La Città di Roma ha i poteri dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Regioni a statuto ordinario. Può conferire con legge le proprie funzioni amministrative ai municipi. La legge dello Stato, sentiti gli enti interessati, stabilisce forme di coordinamento tra la Regione Lazio e la Città di Roma ». 2 1 In sede di prima attuazione della presente legge costituzionale, alla Città di Roma si applicano le leggi della regione Lazio vigenti prima della data di entrata in vigore della medesima legge costituzionale. 2 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, con legge dello Stato, sentiti gli enti interessati, si provvede alla ridefinizione delle circoscrizioni provinciali della regione Lazio. 3 1 La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale , successiva alla sua promulgazione.