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Il provvedimento, pur nella sua complessità e nelle sue marginali sbavature, vuole essere un ampio ma programmato contenitore in cui confluiscono norme e misure concrete e attuabili, non solo per far fronte all'emergenza sanitaria ed economica ma destinate a sorreggere l'economia e porre le basi di un miglioramento ad ampio spettro dell'assistenza sanitaria - sia ospedaliera, che territoriale - in Italia, con uno sguardo attento a programmare anche il futuro. A tal proposito, si veda l'aumento dei posti letto di terapia intensiva e dei contratti per la formazione specialistica. Non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo provare a dare ai cittadini, pur nelle loro intrinseche difficoltà, vincendo le loro ansie e indecisioni, maggiore serenità, tranquillità e sicurezza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, quelli di questa mattina sono interventi molto particolari, perché purtroppo più che entrare nel merito, ci troviamo tutti accomunati da un grande senso di sdegno per il comportamento della maggioranza e del Governo. È già stato detto, io lo denuncio con forza e lo segnalo a lei, signor Presidente, per riportarlo poi al presidente Casellati, quanto avvenuto questa mattina in Commissione affari esteri, emigrazione. Si tratta, a mio modo di vedere, di un fatto assolutamente vergognoso. Il presidente Casellati ha assegnato alla Commissione affari esteri, emigrazione, come a tutte le altre Commissioni, la richiesta di esprimere il parere sul cosiddetto decreto rilancio; un tomo di 266 articoli, che sicuramente si pone al primo posto nella decretazione della Repubblica italiana. Avevamo quindi preparato un parere di minoranza. Ebbene, con sfrontatezza istituzionale, la Presidenza della Commissione affari esteri, emigrazione ha ritenuto di non esprimere un parere perché non ritiene il decreto rilancio di sua competenza. Quindi, a fronte di una richiesta del presidente Casellati, la Commissione, in assoluta autonomia, ha deciso di non esprimere un parere. Quindi questo foglio di carta rimarrà carta straccia; sicuramente non per noi. Il Presidente ha già denunciato questo fatto dicendo che noi siamo il Parlamento degli invisibili. Da oggi saremo allora anche il Parlamento degli inascoltati perché non soltanto siamo qua a svolgere una nostra funzione ridotta all'osso, ma addirittura non possiamo esprimere nemmeno i pareri nelle Commissioni. La Presidenza della Commissione affari esteri, emigrazione ritiene infatti che le misure in tema di esportazione e internazionalizzazione, come il rifinanziamento per l'anno 2020 del fondo per la promozione integrata per i mercati esteri, non siano di sua competenza; analogamente ritiene non siano di sua competenza il rifinanziamento del fondo previsto dalla legge n. 394 del 1981 e l'incremento del capitolo 2515 del Ministero dello sviluppo economico. Così come, secondo la Presidenza della Commissione, non sono di sua competenza le misure per l'accoglienza, le strutture per il sistema di protezione delle persone richiedenti asilo e tutta una serie di altre argomentazioni, come per esempio la funzionalità dei nostri uffici all'estero, della nostra rete diplomatica consolare, in considerazione anche del ruolo cruciale che tali uffici svolgono nella strategia di rilancio economico del nostro Paese. Ci chiediamo perché la Commissione affari esteri, emigrazione ritiene che tutte queste materie non siano di propria competenza. Stamattina, in questo mio breve intervento, desidero significare invece che noi vogliamo ribadire la nostra funzione parlamentare. Abbiamo un tomo di 266 articoli che sta passando in Assemblea nella sonnolenza e nella noia della maggioranza. Eccola qua la maggioranza che sostiene questo Governo! Distratta, come è stata distratta l'altro giorno durante le ratifiche. Denunciamo questo fatto e scriveremo sicuramente una lettera di rimostranze al nostro presidente Casellati, che ha già segnalato questo fatto. Sicuramente non vogliamo essere né invisibili, né inascoltati. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, vorrei sapere cosa hanno detto la commissione Colao e gli Stati generali e cosa sia stato recepito nel cosiddetto decreto rilancio, per lo meno in quello che ci viene proposto nell'ultima versione. A mio avviso nulla. Quindi abbiamo perso tempo, abbiamo fatto delle "casalinate". Partiamo da una constatazione che mi sta a cuore, pur sapendo che una certa mentalità pensa che il centrodestra di certe cose «se ne freghi». Se il PIL deve aumentare avremo dei problemi legati all'ambiente. Nel momento in cui c'era il lockdown si vedeva dal satellite la macchia dell'inquinamento sulla Valle Padana, dove ci sono stati i morti e dove è la causa della gravità della malattia, la concausa perlomeno. Se però riprendiamo a far aumentare il PIL avremo più inquinamento. Cosa ha detto la commissione Colao? Cosa hanno detto gli Stati generali? Prendendo le informazioni dai giornali, perché dai documenti non risulta, le misure chiave sarebbero quelle sulla parità di genere. Con la parità di genere si risolverà il problema della crisi economica. Ora, pur essendo convinto che le donne occupino posti importanti e che quelle in gamba lo sono più degli uomini e crescono da sole, ritengo che la parità di genere, per risolvere questo problema, sia una barzelletta. Credo anche che i monopattini - per i quali sono stati stanziati 60 milioni e altri 120, o magari 300, ne verranno aggiunti, come dice il Ministro dell'ambiente - rappresentino, l'ho già detto una volta, la libertà di uccidersi o di farsi uccidere. Sono pericolosissimi e vi pentirete della scelta. Lo smart working può risolvere l'uno, il 2 o il 3 per cento del problema, una percentuale che può essere già significativa, ma basta che manchi un faldone o un colloquio con una persona e il lavoratore resta fermo. Diamo soldi a pioggia che, per fortuna, richiedono tanti decreti attuativi, circolari e determine dirigenziali, così si procede lentamente perché essendo a pioggia sono spesi male. Quando non si vedono i risultati, come succede in una squadra di calcio, si cambia l'allenatore e si cambia la strategia. Se i risultati non ci sono e tutti sono scontenti, probabilmente bisogna cambiare strategia. Invece le norme relative agli investimenti contenute nel decreto semplificazione - che sono importantissime: se ne parla da due anni in quest'Aula e probabilmente se ne parlava nelle legislature precedenti - le abbiamo rinviate, sperando che siano contenute e veramente attuabili. Per ora investiamo ulteriori tre miliardi in Alitalia. Ritengo che se un cittadino italiano qualunque capisse cosa vuol dire dare altri tre miliardi ad Alitalia, farebbe da capofila nel partito dei forconi. Il problema dell'ILVA non lo abbiamo ancora risolto e sulle concessioni autostradali si sono verificati fatti incresciosi che, se fosse in essere un Governo di centrodestra, avremmo scioperi in Senato e anche sui tetti del Senato, perché certe dichiarazioni non si possono fare a danno delle aziende che hanno partecipazioni anche estere e non basta essere amici della Merkel.