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Credo che queste caratteristiche siano più onestamente traducibili in una forte determinazione e in una spiccata autonomia di pensiero. Roberto Frongia aveva queste caratteristiche, a cui aggiungerei l'onestà. Sono elementi che attribuirei anche ai colleghi qui in Senato, che in questo frangente ci hanno consentito, pur essendo in pochi, di conquistare il consenso di tutti i colleghi e anche dei non isolani. Caratteristiche come l'autonomia di pensiero e un certo sguardo scettico verso tesi troppo facili dovremmo in qualche modo assumere un po' tutti, soprattutto in frangenti delicati per il futuro del nostro Paese, come quello che stiamo vivendo. Dall'eliminazione del già nominato comma terzo dell'articolo 119 e con la riforma costituzionale del Titolo V, siamo andati incontro, pur confidando nel diritto comunitario e nell'integrazione dei suoi principi, come quello nazionale, a una diluizione della missione costituzionale circa il riequilibrio delle zone d'Italia. Togliere dalla Carta costituzionale la specificazione nei confronti delle isole e del Mezzogiorno ha portato a disconoscere una condizione di fatto. Quindi mi chiedo: tutti i dati che abbiamo a disposizione non ci dimostrano forse uno svantaggio amministrativo, politico, infrastrutturale ed economico del Sud e delle isole? Non siamo forse tutti consapevoli di quanto manchi a molti dei nostri concittadini per poter esprimere tutto il loro potenziale? Quanti dei nostri ragazzi e ragazze sardi e siciliani, che studiano o lavorano fuori dalla Regione, sono costretti a fare salti mortali semplicemente per poter tornare a casa a rivedere le loro famiglie? Credo che questa norma sia utile per eliminare certe storture. Il nostro sviluppo storico ha fatto sì che le energie dei nostri concittadini fossero concentrate in altre zone d'Italia. Per troppo a lungo - anche tutt'ora è così - le isole hanno registrato infatti flussi di emigrazione a livelli non degni del Paese che siamo. Il principio di insularità non può essere sottovalutato. Quanto detto finora circa le evidenti sperequazioni sia negli investimenti pubblici che privati ha costretto le isole - e vorrei estendere il concetto a tutto il Sud - ad una condizione di sostanziale subalternità rispetto al resto del Paese. Tutto questo, però, non ha comportato un depauperamento dello spirito di suoi cittadini. Il principio di insularità è una certa resilienza e rappresenta un filo rosso che unisce tutti i popoli isolani: lo vediamo ovunque nel mondo e lo rintracciamo come tratto preponderante, insieme alle istanze di autonomia. L'inserimento in Costituzione di un riconoscimento di queste peculiarità realizza - da un lato - un passo in avanti in più verso l'uguaglianza sostanziale e - dall'altro - un impegno da parte della Repubblica affinché certe mancanze vengano colmate. Questa modifica si insinua in un discorso più ampio che riguarda il modo in cui guardiamo noi stessi in quanto comunità per cui lo sviluppo, se non distribuito, può aver senso solo per le statistiche grezze. Sono le comunità, infatti, il cuore dei nostri mercati ed è da lì che nascono le energie e le intelligenze che vanno ad alimentare le nostre imprese e le nostre istituzioni. Una distribuzione disomogenea delle opportunità non è sbagliata solo da un punto di vista etico, quanto proprio dal punto di vista della teoria economica. La dispersione a cui vanno incontro i nostri giovani, che si scontrano con una mancanza di opportunità e hanno come unica prospettiva l'emigrazione, spinge alcuni a intraprendere salti nel buio ed altri, soprattutto quelli che restano, semplicemente ad abbassare le loro aspettative. Credo che sia nello spirito di questa Carta costituzionale la possibilità di permettere a chiunque di ottenere quanto desidera dalla vita, o perlomeno provarci. In conclusione, il MoVimento 5 Stelle ha creduto molto in questo disegno di legge. Per questo ringrazio i colleghi, a partire dai componenti della Commissione affari costituzionali, e il relatore, senatore Vincenzo Garruti, e annuncio il convinto voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 138, primo comma, della Costituzione, dovendosi procedere alla votazione di un disegno di legge costituzionale, in sede di seconda deliberazione è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Senato. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo per la seconda deliberazione sul disegno di legge costituzionale, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva in seconda deliberazione con la maggioranza dei suoi componenti. (v. Allegato B). (Applausi) . Come da accordi intercorsi per le vie brevi, la seduta è sospesa per la sanificazione e riprenderà alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 13,10, è ripresa alle ore 16,01) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 2414 Disposizioni per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2414. Il relatore, senatore Cangini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. CANGINI, relatore . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, discutiamo oggi nell'Aula del Senato la legge di iniziativa governativa per celebrare nel 2026 la ricorrenza dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi. A questo fine è prevista l'istituzione di un comitato nazionale presso il Ministero della cultura, cui è affidata l'elaborazione del piano delle iniziative celebrative. Il comitato è formato da venti componenti, cui possono aggiungersene ulteriori tre, nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. I membri del comitato sono scelti tra esponenti della cultura italiana e internazionale che possiedono comprovate competenze riguardo lo studio della vita e delle opere del santo di Assisi. Il presidente del comitato nazionale è nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda gli altri componenti, due sono designati dal Ministro della cultura, due dal Ministro del turismo, tre dal Ministro dell'istruzione d'intesa con il Ministro dell'università, uno dal Ministro degli affari esteri, due dalla Conferenza unificata, due dalla Regione Umbria, due dal Comune di Assisi, uno dal vescovo della diocesi Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, due dalla Conferenza dei ministri generali del primo ordine francescano e del terzo ordine regolare e uno dalla Società internazionale di studi francescani. Del comitato nazionale è componente di diritto il sindaco del Comune di Assisi. Al comitato è attribuito un contributo di 4.510.000 euro per gli anni dal 2022 al 2028. Potranno ora esservi destinati anche altri contributi di enti pubblici e privati, lasciti, donazioni, liberalità di altro tipo.