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Gli importi prelevati dal conto individuale di risparmio al verificarsi dei predetti presupposti sono imponibili per il loro ammontare complessivo al netto della parte corrispondente: – ai redditi già assoggettati ad imposta, – ai redditi non soggetti ai sensi dell'articolo 3, comma 1. Anche in questo caso è prevista una tassazione agevolata sulla parte imponibile delle suddette somme: infatti gli intermediari operano una ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota del 15 per cento ridotta per una quota annua dello 0,30 per cento per ogni anno eccedente il 15esimo fino a una riduzione massima del 6 per cento. In casi particolari individuati dai commi 4 e 5 dell'articolo 7 è ammesso il prelievo anticipato (totale o parziale a seconda dei casi) degli importi dal conto individuale di risparmio. Si tratta, nello specifico, delle ipotesi: – di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a dodici mesi e non superiore a quarantotto mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria; – di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo e a seguito di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a quarantotto mesi; – di morte del titolare del conto individuale di risparmio prima della maturazione del diritto alla liquidazione degli importi. Il prelievo anticipato di cui ai predetti casi prevede un'imposizione analoga ai casi di liquidazione ordinaria di cui al comma 3. È, altresì, ammesso il prelievo anticipato nelle ipotesi e secondo le condizioni stabilite dall'articolo 11, comma 7, del citato decreto legislativo n. 252 del 2005. La provvista per i prelievi anticipati concessi per legge può derivare anche dalla liquidazione anticipata di titoli di Stato o similari, senza perdita dei benefici fiscali. Ulteriore misura volta a incentivare l'investimento nei conti individuali di risparmio, disposta dall'articolo 8, comma 1, consiste nell'impignorabilità o nell'insequestrabilità dei titoli di Stato italiano o similari. È, infine, prevista la possibilità per il titolare del CIR di utilizzare fino al 50 per cento dell'importo investito per accedere al finanziamento bancario a fronte della costituzione di pegno sui titoli di Stato italiano o similari contenuti, quale garanzia per l'intermediario finanziatore. Detta possibilità è preclusa per i CIR costituiti in favore di minori (articolo 8, comma 2).. 1 (Istituzione dei conti individuali di risparmio – CIR) 1 Le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato possono costituire un conto individuale di risparmio (CIR), destinato agli investimenti in titoli di Stato e in titoli similari individuati con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze , da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine del consolidamento, del miglioramento e dello sviluppo delle infrastrutture, della sicurezza e della competitività del Paese, attraverso l'apertura di un rapporto di custodia, di amministrazione o di gestione di portafogli, avvalendosi di intermediari abilitati residenti o non residenti operanti nel territorio dello Stato tramite stabile organizzazione o in regime di libera prestazione di servizi, con nomina di un rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predetti soggetti. Il rappresentante fiscale provvede alla costituzione del CIR negli stessi termini e con le stesse modalità previsti per i suindicati soggetti residenti. 2 Possono confluire nel CIR i titoli di Stato e similari di cui al comma 1 emessi con scadenza non inferiore a cinque anni e acquistati al momento dell'emissione ovvero entro due mesi dalla data di emissione. 3 L'importo destinato a ogni CIR non può essere superiore a 10.000 euro per ciascun anno solare e, complessivamente, a 90.000 euro. Non rilevano, ai fini della determinazione dei limiti di cui al periodo precedente, gli importi confluiti nel CIR a titolo di redditi di capitale e di plusvalenze. 4 Sono nulle le vendite allo scoperto e le operazioni ad esse assimilabili nonché le operazioni di prestito, di garanzia, di contratti di pronti contro termine o le operazioni assimilabili per effettuare operazioni sui titoli di Stato e similari di cui al comma 1. 5 I titoli di Stato e similari di cui al comma 1 destinati ai CIR non possono eccedere complessivamente l'importo di 15.000.000.000 di euro annui. 6 Non è consentito l'acquisto di titoli di Stato e similari di cui al comma 1 qualora, nei dodici mesi precedenti all'acquisto, siano stati ceduti altri titoli di Stato e similari prima della loro naturale scadenza. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità di verifica del requisito di cui al presente comma. 2 (Limiti alla titolarità) 1 Un CIR può essere intestato a una sola persona fisica ovvero cointestato a più persone fisiche ove legate da vincolo matrimoniale, da unione civile o da un altro contratto di convivenza comunicato al comune di residenza dei conviventi per l'iscrizione all'anagrafe, ovvero legate da vincolo di parentela fino al secondo grado. Al di fuori dei casi di cointestazione di cui al precedente periodo e del possesso dei CIR di cui agli articoli 6 e 7, ciascuna persona fisica può essere unico titolare di un solo CIR. 2 In caso di CIR cointestato, almeno uno dei cointestatari deve essere maggiorenne. 3 I limiti di cui al comma 1 non si applicano nel caso in cui il CIR pervenga per successione. 4 In caso di CIR cointestato, l'intermediario presso il quale esso è costituito, all'atto dell'incarico o dell'ingresso di un cointestatario nel conto, acquisisce dai titolari una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà sottoscritta ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesta la presenza dei vincoli di cui al comma 1 del presente articolo o il trasferimento della titolarità del CIR per successione. 3 (Regime fiscale) 1 Non sono soggetti a imposizione i redditi di capitale di cui all'articolo 44 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 realizzati, al di fuori dell'esercizio di un'impresa commerciale, da persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, derivanti dagli investimenti in titoli di Stato e similari nei CIR . 2 I soggetti titolari di CIR possono dedurre, dal reddito complessivo determinato ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, un importo pari al 23 per cento delle somme di denaro utilizzate per l'acquisto dei titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1. Il diritto alla deduzione matura nell'anno in cui avviene l'acquisto dei titoli di Stato medesimi. 3