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quali misure urgenti il Governo intenda attivare per impedire che la gravissima crisi nella raccolta dei rifiuti gestiti da AMA e dal Comune di Roma, come la scandalosa noncuranza di viale Pelizzi 31, con risposte del gabinetto del sindaco, ad avviso degli interroganti provocatorie, che indignano i residenti, possa trasformarsi in una crisi sanitaria, che potrebbe mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Atto n. 4-07444 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nella recente conferenza stampa sul decreto-legge "aiuti bis", con specifico riferimento all'emendamento che affiderebbe ad AMCO il recupero, attraverso la costituzione di diversi patrimoni destinati, delle posizioni problematiche sui finanziamenti garantiti dallo Stato, il ministro Franco ha dichiarato che: "Amco è una società controllata completamente dal Ministero dell'Economia e esiste per facilitare il processo di gestione degli Npl e facilitare il rientro in bonis delle aziende in difficoltà. L'emendamento al decreto aiuti bis prevede la possibilità di creare una piattaforma per la gestione all'interno del temporary framework Covid. L'operazione si farà se e solo se vi saranno investitori disponibili ad acquistare queste obbligazioni ed assumerne il rischio. È un'operazione che abbiamo fatto adesso perché solo il 26 agosto la Commissione ha autorizzato la costituzione di questa piattaforma che non costituisce aiuti di Stato. Sono crediti già garantiti dallo Stato, la misura non muta le condizioni delle singole garanzie né gli importi totali"; in materia occorre premettere che l'intero impianto normativo, licenziato dal legislatore negli ultimi anni, è basato sulle tradizionali procedure esecutive che di fatto affliggono migliaia di famiglie e imprese; la cessione degli NPE ( non performing exposure , crediti deteriorati) ad operatori specializzati non sempre significa risolvere i problemi di imprese e famiglie. In molti casi, tale scelta ha esclusivamente avviato la fase liquidatoria di imprese che, pur versando temporaneamente in una situazione di deficit finanziario, erano sane in termini soprattutto di posizionamento sui loro mercati di riferimento; le nuove incertezze sull'andamento dell'economia globale causate dalla guerra in Ucraina, dalla crisi geopolitica, dal caro energia, dalle spinte inflazionistiche rendono improcrastinabile un cambio di passo in materia: occorre rafforzare gli strumenti di composizione della crisi diretti a ritardare ovvero evitare, in ipotesi di positiva soluzione, sia le procedure esecutive (mobiliari, presso terzi ed immobiliari) sia le dichiarazioni di fallimento che devono rivestire carattere residuale; aumentare la capacità del sistema finanziario di erogare credito a famiglie e imprese per favorire il ritorno in bonis delle posizioni NPE, in particolar modo degli UTP ( unlikely to pay ). Solamente in questo modo si eviterà l'uscita dei debitori dal sistema bancario con conseguenti difficoltà per le imprese ad ottenere la necessaria liquidità ed evitare, pertanto, le possibili ingerenze della criminalità organizzata; in materia si evidenzia che all'interno dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario è stata elaborata una proposta di articolato sul FIA Immobiliare ESG per famiglie e imprese, con l'auspicio che il Governo possa trasformare con tempestività ed urgenza in legge, una proposta che ha coinvolto i principali operatori di mercato ed ha ricevuto l'approvazione dell'intera Commissione, si chiede di sapere: quando sia stata avviata l'interlocuzione con la Commissione europea da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, quali siano stati i contenuti e la tempistica della corrispondenza tra le citate istituzioni, chi abbia operativamente intrattenuto tali rapporti; in merito ad una vicenda così vitale per famiglie ed imprese, quali siano le ragioni che hanno impedito di fornire comunicazioni ed informative al parlamento ed alla Commissione di inchiesta sul sistema bancario ritenendo opportuno informare il Parlamento solamente in sede di approvazione del decreto-legge aiuti bis, a cose fatte, in maniera frettolosa e assolutamente poco trasparente; ritenendo che tali crediti, ad oggi presenti nei portafogli delle banche ed essendo garantiti dallo Stato italiano, siano equiparabili in termini di rischiosità ai titoli di Stato, quali siano i motivi, anche laddove diventassero problematici, che obbligherebbero i creditori a cederli al patrimonio separato di AMCO a meno del 100 per cento del valore netto contabile, a meno che non vi siano dubbi su tipologia e caratteristiche della garanzia rilasciata dallo Stato per tali posizioni; essendo crediti garantiti dallo Stato italiano, quale rendimento dovrebbero chiedere gli investitori dei patrimoni separati di AMCO; infine, come il mercato valuterebbe, in termini di solvibilità, il debito pubblico nazionale laddove tali posizioni fossero cedute a prezzi inferiori al valore nominale della posizione per la banca. Atto n. 4-07445 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la tragedia del Ponte Morandi con le 43 vittime poteva essere evitata con l'ordinaria diligenza e l'attenta vigilanza di chi aveva il potere ed il dovere di intervenire, dato che le criticità erano ben conosciute da anni, come rivelato da Gianni Mion (non indagato), il "Richelieu" dei Benetton ai PM di Genova in una recente deposizione. Come pubblicato da Giacomo Amadori in un articolo su "La Verità" del 18 settembre 2022, l'azienda era al corrente dell'errore di progettazione coi tecnici perplessi che quel Ponte potesse stare su. Mion, l'uomo dei Benetton, parla al PM Massimo Terrile, disvelando un incontro del 2010, quando già si sapeva del difetto nella struttura. "Periodicamente si organizzavano degli incontri, che noi chiamavamo di induction, nel corso dei quali venivano presentati e illustrati temi vari, alla presenza di tutti i consiglieri di amministrazione di Atlantia, membri dei collegi sindacali, AD delle società del gruppo e DG, del management tecnico di vertice". Riunioni "informali che non venivano verbalizzate, ma che duravano molto ed erano molto approfondite". Per il manager , in una di queste, "dedicata al tema dei viadotti e delle gallerie", si sarebbe parlato "lungamente delle problematiche che affliggevano il viadotto Polcevera". L'incontro su cui si è concentrata l'attenzione dei PM è quello del 16 settembre 2010, entrato nel processo quasi come una "pistola fumante", usata contro diversi imputati, ma non contro i Benetton o Mion, che ne ha parlato in Procura. "Chiesi se un ente avesse certificato la sicurezza. Mi risposero che la autocertificavamo con Spea. Rimasi terrorizzato. Castellucci (l'ex AD) era circondato da incompetenti, ed aveva troppo potere". L'inquirente chiede a Mion se non si fosse accorto che nei bilanci i costi per le manutenzioni "andavano sistematicamente a diminuire" con un decremento in otto anni di quasi il 60 per cento.