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L'articolo 4 consente agli enti previdenziali privatizzati, di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996, n. 103, fermo restando il rispetto degli equilibri finanziari delle rispettive gestioni, nell'ambito delle prestazioni a favore degli iscritti, di attuare forme di tutela a sostegno del reddito, assistenza e welfare , e in particolare di favorire l'ingresso di giovani professionisti nel mercato del lavoro delle professioni, consentendo agli enti di operare a tutela dell'attività libero-professionale con una serie di misure di sostegno. Conseguentemente, allo scopo di monitorare e assicurare l'equilibrio finanziario e la tutela previdenziale a lungo termine di ogni singola gestione, si prevede l'istituzione di appositi organismi di monitoraggio e controllo dell'andamento delle retribuzioni, delle prestazioni e delle contribuzioni, nonché delle dinamiche del mercato del lavoro, anche in ambito europeo, delle professioni ordinistiche. Per i profili di carattere finanziario, trattandosi di soggetti di diritto privato, dalla disposizione non derivano effetti finanziari negativi per il bilancio dello Stato, in quanto il meccanismo di contribuzione è a totale carico degli iscritti. Le risorse destinate alle predette finalità non incidono sui saldi previdenziali delle singole gestioni né sull'equilibrio delle rispettive gestioni, in quanto alla copertura degli oneri si provvede mediante utilizzo delle disponibilità finanziarie derivanti dalla quota di redditività maturata del patrimonio degli enti, costituito dalla contribuzione accantonata e cumulata nel tempo. Si evidenzia, infine, che detti enti gestori di diritto privato non sono assoggettati alla disciplina in materia di tesoreria dello Stato per gli enti e gli organismi pubblici, di cui alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, e pertanto i citati flussi finanziari non incidono negativamente sul bilancio dello Stato e sul fabbisogno. La misura, viceversa, è in grado di determinare effetti indotti positivi in conseguenza delle maggiori entrate erariali derivanti dall'aumento del reddito della platea dei soggetti interessati. L'articolo 5, al comma 1, prevede per le start-up innovative l'esenzione da qualsiasi tassa, imposta e tributo, per il primo esercizio successivo a quello dell'anno di inizio della loro attività. Il comma 2 demanda ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze le modalità per accedere ai benefìci previsti dal comma 1. Il comma 3 reca l'istituzione presso il Ministero dello sviluppo economico del Fondo StartItalia, per i prestiti agevolati garantiti dallo Stato con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro annui per ciascun anno del triennio 2020, 2021 e 2022, finalizzato all'erogazione di finanziamenti a tasso agevolato per le start-up. Il comma 4 demanda ad un decreto interministeriale del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico le modalità di funzionamento del Fondo. Il comma 5 reca la copertura finanziaria per l'attuazione dell'articolo 5. L'articolo 6, partendo dal principio che lo Stato debba porsi al servizio dei cittadini e non viceversa, prevede che, al fine di promuovere l'autoimprenditorialità dei giovani e delle donne al di sotto dei 30 anni di età, esso sostenga l'avvio di imprese, in tutti i settori produttivi, dei servizi e delle professioni di tutti i soggetti che intendono avviare un'attività d'impresa, di lavoro autonomo o professionale. L'articolo 7 prevede che gli studi di settore previsti dall'articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, non si applicano nei confronti dei contribuenti che hanno iniziato l'attività nei tre anni precedenti a quello della data di entrata in vigore della presente legge e che hanno un'età inferiore a 25 anni, nel caso di titolari di imprese individuali, ovvero che hanno un'età inferiore a 30 anni, nel caso di liberi professionisti o se hanno conseguito una laurea. L'articolo 8 consente la facoltà agli studenti universitari che sono in regola con i pagamenti delle tasse e che hanno conseguito almeno i due terzi dei crediti previsti dai rispettivi corsi di laurea, che consentono l'accesso a professioni regolamentate, di anticipare durante il corso di studi il periodo di praticantato obbligatorio, ove previsto, propedeutico all'abilitazione professionale. L'articolo 9 stabilisce che la quota del Fondo per il finanziamento ordinario delle università destinata alla promozione e al sostegno dell'incremento qualitativo delle attività delle università statali e al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza nell'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2 del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca, è determinata in misura non inferiore al 28 per cento per l'anno 2020, al 30 per cento per l'anno 2021 e al 32 per cento per l'anno 2022, con successivi incrementi annuali non inferiori al 2 per cento e fino ad un massimo del 36 per cento (attualmente al 30 per cento). L'articolo 10, al comma 1, al fine di premiare e sostenere gli studenti che hanno già dimostrato il proprio valore e che vogliono proseguire il percorso di studio, o attraverso la stesura di una tesi di ricerca o implementando la propria preparazione attraverso corsi altamente qualificanti, reca l'istituzione presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del Fondo Erasmus Italia, con una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020, destinato all'erogazione di contributi mensili, di durata variabile da tre a sei mesi, a seconda della tipologia, a giovani italiani di età inferiore a 25 o 28 anni, a seconda della tipologia, per lo svolgimento di un periodo di ricerca finalizzato alla stesura della tesi di laurea specialistica o magistrale o per iscriversi e frequentare un corso di alta formazione ( master ) di 1° o 2° livello, presso enti di ricerca pubblici o privati, università statali o non statali legalmente riconosciute, previa presentazione del progetto di tesi da parte del candidato, approvato dalla scuola universitaria di appartenenza. Al comma 2 si demanda ad un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le modalità per l'erogazione delle risorse del Fondo secondo diversi criteri tra i quali l'aver ottenuto risultati universitari eccellenti e rientrare in determinate fasce di reddito ISEE. Il comma 3 reca la copertura finanziaria per l'attuazione dell'articolo 10. L'articolo 11 dispone l'abrogazione del secondo comma dell'articolo 142 (sull'iscrizione ai corsi di laurea) del regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 – recante il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore –, che reca una disposizione del tutto anacronistica e cioè il divieto per gli studenti italiani di essere iscritti contemporaneamente a due diversi corsi di laurea.