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Disposizioni per la celebrazione dei duemila anni dalla morte di Publio Ovidio Nasone (n. 2304). Onorevoli Senatori. -- La grandiosità dell'opera letteraria di Publio Ovidio Nasone è riconosciuta in tutto il mondo, a distanza di duemila anni dalla sua morte, come patrimonio comune. Il presente disegno di legge, che è sottoposto all'esame dell'Assemblea, è frutto della sintesi di due disegni di legge, più precisamente l’A.S. 2304, a prima firma della senatrice Pelino, e l'A.S. 2355, a prima firma della senatrice Pezzopane. La 7ª Commissione, addivenendo a un testo unificato proposto dai relatori attraverso varie fasi, in cui sono stati accolti sia emendamenti dei relatori, sia emendamenti di vari componenti della Commissione, ha prodotto, infine, un testo finale largamente condiviso, che ha visto l'adesione ampia e trasversale delle forze politiche, con l'astensione del Movimento 5Stelle e della componente Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà del Gruppo Misto. Grazie a questo disegno di legge, l'opera di Ovidio, per troppi anni emarginata dai banchi dei licei perché estranea alla classica compostezza oraziana e virgiliana, caratterizzata da una vena passionale e soprattutto anticonformista, in contrasto con i valori tradizionali della Roma augustea, vena che fluisce libera e determina la modernità del poeta e dell'opera, si apre ad una maggiore e più capillare conoscenza degli studenti, attraverso progetti ed iniziative di enti pubblici e privati, in un programma di manifestazioni culturali, nazionali e internazionali, che promuovono anche la valorizzazione dei luoghi ovidiani. Sulmona, l'antica Sulmo, è la terra che duemila anni fa diede i natali al poeta elegiaco il 20 marzo del 43 a.C.. Figlio di una famiglia facoltosa della classe equestre, dall'età di dodici anni si trasferì a Roma per completare gli studi di grammatica e retorica. Ma non divenne retore, si sentì da subito incline alla poesia. Dopo una visita ad Atene, nelle città dell'Asia Minore, in Egitto e il soggiorno di un anno in Sicilia, contrariamente alla volontà di suo padre si dedicò agli studi letterari, entrò nel circolo di Mecenate ed ebbe contatti stimolanti con i più importanti poeti del tempo: Orazio, Properzio, Virgilio. Produsse allora opere come gli Amores , le Heroides , i Remedia Amoris , le Metamorfosi e i Fasti. Siamo nel periodo storico della pax augustea , in cui i costumi e la morale, con l'influenza ellenistica, tendono a rilassarsi. Ovidio, il più giovane dei poeti elegiaci, rifiuta le contraddizioni del tempo, rifiuta i valori fissi e rigidi della vecchia società romana, per aprirsi alle mode del tempo, assecondando il gusto del pubblico. Nell'8 d.C., cade in disgrazia di Augusto ed è relegato nella lontana Tomi (oggi Costanza), nella Scizia, centro sul mar Nero, nell'attuale Romania. Nell'opera Tristia , egli scrive: « Perdiderint cum me duo crimina, carmen et error alterius facti culpa silenda mihi » cioè «Due crimini mi hanno perduto, un carme e un errore: di questo debbo tacere quale è stata la colpa» (Tristia 2, l, v. 207 e seguenti). Da qui continua a scrivere altre opere memorabili come le Epistulae ex Ponto e, appunto, i Tristia . Nonostante il grande fervore letterario, l'autore non riuscirà mai ad ottenere, sino alla fine della sua vita, l'agognato ritorno in patria e si rivelarono del tutto inutili i suoi tentativi di convincere gli imperatori (prima Augusto, poi Tiberio). Morirà infatti a Tomi nel 17 d.C. senza aver mai più avuto la possibilità di rientrare nella sua terra natia. È quindi importante, oggi, dopo duemila anni, che l'Italia ricordi il grande scrittore elegiaco, che ha dato lustro al nostro Paese nel mondo. Con questo atto s'intende rendere giustizia a Ovidio, onorarne la memoria, ma soprattutto valorizzare, tutelare e rimettere al centro dell'attenzione del mondo culturale e soprattutto dei giovani la prestigiosa figura dell'autore sulmonese, attraverso iniziative di ricerca e di promozione dei suoi luoghi e della sua opera letteraria. Nel merito, l'articolo 1 definisce le finalità del presente disegno di legge teso a salvaguardare ed a promuovere il patrimonio culturale, storico, artistico e letterario di Publio Ovidio Nasone in ambito nazionale ed internazionale, nella ricorrenza dei duemila anni dalla sua morte. A questi fini istituisce, nel 2017, l'«anno ovidiano» per rimarcarne l'importanza storica. L'articolo 2 elenca in modo dettagliato i diversi interventi da intraprendere al fine di promuovere la figura e l'opera dell'autore, finanziando progetti negli anni 2017 e 2018, di promozione, ricerca, salvaguardia e conoscenza della vita, dell'opera e dei luoghi legati alla figura di Ovidio. In particolare, si prevede il sostegno ad attività didattico-formative e culturali finalizzate a promuovere, in Italia e all'estero, la conoscenza della vita e dell'opera di Ovidio; il recupero, restauro e riordino del materiale storico e artistico ovidiano, l'individuazione nella città di Sulmona di una sede idonea a ospitare il museo «Ovidio»; il recupero edilizio e riorganizzazione dei luoghi legati alla sua vita e alla sua opera, a Sulmona o nella Valle Peligna, anche attraverso interventi di potenziamento delle strutture esistenti che possano comportare minimi aumenti di volumetria; la costituzione di un Parco letterario ovidiano, quale itinerario turistico-culturale; la realizzazione di un gemellaggio istituzionale tra la città di Sulmona e la città di Roma, luogo in cui soggiornò a lungo, e la prosecuzione del gemellaggio esistente tra la città di Sulmona e la città di Costanza, in Romania, luogo dell'esilio; la promozione della ricerca in materia di studi ovidiani, anche attraverso la pubblicazione di materiali inediti e la previsione di borse di studio rivolte a studenti universitari e delle scuole secondarie di secondo grado. Si istituisce con l'articolo 3 il Comitato promotore della conoscenza della vita e dell'opera di Ovidio, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, composto dai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'istruzione, dell'università e della ricerca, o da loro delegati, dal presidente della regione Abruzzo, dal sindaco del comune di Sulmona, dal presidente della Destinazione turistica di Sulmona-DMC Cuore dell'Appennino, da tre personalità di chiara fama della cultura e letteratura latina, esperti della vita e delle opere di Ovidio, nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il Comitato promotore rimane in carica fino al 31 dicembre 2018, data entro la quale trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri, per l'invio alle Camere, una relazione conclusiva sulle iniziative realizzate nonché il rendiconto sull'utilizzazione dei contributi assegnati.