[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 204-bis, commi 3, 5 e 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 4, comma 1-septies, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214, promossi con ordinanze del 18 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Castellammare di Stabia, del 14 gennaio 2004 dal Giudice di pace di Firenze, del 31 dicembre 2003 dal Giudice di pace di Caserta, del 1° marzo 2004 dal Giudice di pace di Vasto, del 19 gennaio 2004 dal Giudice di pace di Montorio al Vomano, dell'8 gennaio 2004 dal Giudice di pace di Torre Annunziata, del 2 e del 5 marzo 2004 (n. 3 ordinanze) dal Giudice di pace di Cairo Montenotte, del 18 dicembre 2003 dal Giudice di pace di Mileto, del 20 febbraio 2004 (n. 5 ordinanze) dal Giudice di pace di Marsiconuovo, del 30 marzo 2004 dal Giudice di pace di Novi Ligure, del 29 marzo 2004 dal Giudice di pace di Sondrio, del 26 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Bonorva, del 6 aprile 2004 dal Giudice di pace di Mileto, del 23 marzo 2004 dal Giudice di pace di Penne, del 28 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Bassano del Grappa, del 27 gennaio 2004 dal Giudice di pace di Revere, del 15 marzo 2004 dal Giudice di pace di Reggio Calabria, del 28 agosto 2004 dal Giudice di pace di Milano, del 27 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Lugo, del 5 marzo 2004 (2 ordinanze) dal Giudice di pace di Cesena, del 23 dicembre 2004 dal Giudice di pace di Reggio Calabria, del 25 marzo 2004 dal Giudice di pace di Varese, del 2 marzo 2004 dal Giudice di pace di Torino, del 28 gennaio 2004 dal Giudice di pace di Terracina, del 27 gennaio 2004 dal Giudice di pace di Genzano di Roma, del 14 aprile 2004 dal Giudice di pace di Cesena, del 25 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Viadana, del 19 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Catania, del 22 marzo 2004 dal Giudice di pace di Ivrea, del 17 febbraio 2004 dal Giudice di pace di Bassano del Grappa e del 25 settembre 2003 dal Giudice di pace di Roma, rispettivamente iscritte ai nn. 429, da 461 a 464, da 472 a 482, da 523 a 526, 559, da 576 a 579, 586, 587, 608, 617, 618, 626, da 644 a 646, 656, 657, 696 e 709 del registro ordinanze 2004 e pubblicate nelle Gazzette Ufficiali della Repubblica n. 21, prima serie speciale, dell'anno 2004, nell'edizione straordinaria del 3 giugno 2004, nn. 22, 24, 25, 26, 27, 28, 32, 35 e 37, prima serie speciale, dell'anno 2004. Udito nella camera di consiglio del 15 dicembre 2004 il Giudice relatore Alfonso Quaranta. Ritenuto che tutti i Giudici di pace meglio indicati in epigrafe hanno sollevato questione di legittimità costituzionale – adducendo, complessivamente, la violazione degli artt. 2, 3, 24, 25, 111 e 113 della Costituzione – dell'art. 204-bis, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), disposizione introdotta dall'art. 4, comma 1-septies, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), aggiunto dalla legge di conversione 1° agosto 2003, n. 214; che la quasi totalità dei rimettenti censura specificamente – con l'eccezione dei Giudici di pace di Castellammare di Stabia (r.o. n. 429 del 2004) e di Roma (r.o. n. 709 del 2004), i quali estendono la loro iniziativa, rispettivamente, il primo al comma 5 dell'articolo di legge suddetto, il secondo pure al successivo comma 6 – il comma 3 dell'art. 204-bis del d.lgs. n. 285 del 1992, ovvero il medesimo articolo di legge «nella parte in cui prevede che all'atto del deposito del ricorso» – proposto avverso il verbale di contestazione della infrazione alle regole della circolazione stradale – «il ricorrente debba versare presso la cancelleria del Giudice di pace, a pena di inammissibilità del ricorso, una somma pari alla metà del massimo edittale della sanzione irrogata»; che, difatti, la disposizione suddetta è certamente impugnata anche da quei rimettenti i quali hanno concluso – è il caso dei Giudici di pace di Torre Annunziata (r.o. n. 472 del 2004) e Marsiconuovo (r.o. nn. 477, 478, 479, 480, 481 del 2004) – per la declaratoria d'illegittimità costituzionale di un inesistente art. 204-bis, comma 3, della già menzionata legge 1° agosto 2003, n. 214 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, recante modifiche ed integrazioni al codice della strada), ovvero da quanti – è la volta, invece, dei Giudici a quibus di Castellamare di Stabia (r.o. n. 429 del 2004), Montorio al Vomano (r.o. n. 464 del 2004) e Reggio Calabria (r.o. n. 608 del 2004) – risultano incorsi, ciascuno, in un differente lapsus calami nella indicazione della data (erroneamente individuata nel 1997, nella seconda delle ordinanze da ultimo citate) ovvero del numero (in un caso contrassegnato come 385 e nell'altro come 282) del provvedimento legislativo cui appartiene la disposizione impugnata; che, sempre in relazione all'esatta identificazione del thema decidendi devoluto al giudizio di questa Corte, deve premettersi come una posizione a sé stante rivesta l'ordinanza di rimessione del Giudice di pace di Roma (r.o. n. 709 del 2004) , giacché questi – oltre a richiedere la declaratoria di illegittimità costituzionale della disposizione in esame – ha sollevato anche delle questioni subordinate, sollecitando un intervento di tipo additivo con il quale questa Corte dichiari l'illegittimità costituzionale della norma impugnata «nella parte in cui non prevede»: