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relativamente agli enti ospedalieri e alle RSA, si registrano gravi criticità nell'applicazione delle norme, spesso interpretate in modo non uniforme, con drammatici episodi in cui ai familiari e caregiver delle persone ricoverate, comprese quelle affette da disabilità gravi, viene impedito l'accesso alle strutture, a causa di decisioni delle medesime che appaiono spesso essere in conflitto con la normativa vigente, ovvero appaiono come un aggravio procedimentalmente evitabile, come per esempio la richiesta di tampone per accedere alle strutture, nonostante l'avvenuto completamento del ciclo vaccinale; considerato che i problemi citati, come segnalato dal presidente di Federfarma Roma, stanno sfociando in un aumento incontrollato dell'afflusso di soggetti che si recano nelle farmacie per questioni relative al green pass che, sebbene siano incaricate di consegnare unicamente i certificati cartacei, si trovano in molti casi costrette a farsi carico delle criticità del sistema, bloccando conseguentemente l'erogazione del servizio farmaceutico; considerato inoltre che desta particolare preoccupazione la notizia secondo la quale sarebbero reperibili on line certificati digitali green pass falsificati, in grado di eludere i controlli obbligatori per legge, si chiede di sapere: quali tempestive misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di risolvere le descritte criticità, ivi compresa la possibile circolazione di certificati contraffatti, che rischiano di ledere gravemente coloro che diligentemente hanno scelto di vaccinarsi, nonché quali interventi intenda porre in essere al fine di migliorare i servizi di comunicazione con i cittadini, evitando il sovraccarico del servizio farmaceutico; se non ritenga di procedere, nel più breve tempo possibile, all'estensione dell'utilizzo del green pass per le visite esterne nei reparti di degenza degli ospedali, secondo quanto già previsto per le RSA, garantendo ai titolari di green pass assistenza e conforto nei confronti dei loro cari, salvaguardando al contempo la tutela della salute del personale e degli altri ospiti delle strutture. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02760 MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 26 marzo 2017, la dottoressa R.S., allora dirigente della squadra mobile della Questura di Pisa ed in stato di gravidanza alla quarta settimana, a bordo della sua autovettura, fu coinvolta a Roma in un tentativo di furto da parte un rapinatore armato in scooter , che si concluse con l'arresto dello scippatore; a seguito della violenta colluttazione, ella fu ricoverata in ospedale, riportando una prognosi di giorni 15 per traumi ed abrasioni, ed al rapinatore fu determinata una pena di 4 anni di reclusione e 1.600 euro di multa (sentenza di appello 8 ottobre 2018); in data 12 novembre 2019 con decreto del capo della Polizia, alla dottoressa S. fu riconosciuto lo status di "vittima del dovere" per le lesioni riportate e, nel mese successivo, conferito il titolo di "ambasciatrice del Molise nel mondo"; nonostante la proposta, in data 5 giugno 2017, al Ministero dell'interno da parte del questore di Roma di conferimento di promozione per merito straordinario in favore della dirigente, fu notificato (con decreto del capo della Polizia del 21 luglio 2020) il non accoglimento della presentazione di promozione alla qualifica superiore; in data 23 ottobre 2020, la dottoressa ricevette la nota ministeriale con allegato l'encomio solenne e, il mese successivo, decise di presentare ricorso amministrativo presso il TAR Puglia avverso tutti i provvedimenti contrari al riconoscimento della promozione per meriti straordinari; il 31 dicembre 2020, con sentenza del TAR Puglia, sezione di Lecce, è stata accolta l'impugnativa e annullato l'atto, ordinando che la sentenza fosse eseguita dall'autorità amministrativa. Il 22 giugno 2021 il Ministero dell'interno, avverso la citata sentenza, ha proposto, ad avviso dell'interrogante inopinatamente, appello al Consiglio di Stato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adoperarsi per fornire urgentemente una risposta che sani la situazione, attribuendo alla dottoressa S. quanto ha meritato sul campo con unanime e pubblico riconoscimento. Atto n. 3-02761 BINETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: nell'ambito dei procedimenti concernenti i minori, è sempre più frequente il riferimento alla "sindrome da alienazione parentale" (PAS), nonostante non sia riconosciuta come disturbo mentale dalla maggioranza della comunità scientifica; la Corte di cassazione (Cassazione civile, sezione I, n. 13274 del 2019) ha ritenuto che la diagnosi di alienazione parentale, non avendo basi scientifiche certe, non sia sufficiente per allontanare il figlio dal genitore; recentemente anche la procura presso la Corte di cassazione ha ritenuto la "sindrome da alienazione parentale" quantomeno di dubbia costituzionalità, in quanto nel provvedimento impugnato non è stato indicato alcun fatto, circostanza, o comportamento della madre ritenuti pregiudizievoli per il figlio, ad eccezione di taluni atteggiamenti, come l'eccessivo invischiamento e il rapporto fusionale, che non hanno nessuna solida base scientifica e la cui valutazione appare del tutto soggettiva; nonostante ciò, nei tribunali si registrano vicende legate a questo fenomeno che coinvolge molte madri di soggetti minorenni; più volte negli ultimi anni la stampa ha citato il caso della signora L.M., descrivendola come vittima di una vicenda giudiziaria che ha dato luogo a ripercussioni negative soprattutto per il figlio; la madre del minore (la signora L.M.) combatte contro la pretesa dell'ex compagno, il quale, facendo riferimento alla PAS, chiede che il figlio undicenne venga allontanato dalla madre, nonostante il ragazzo voglia rimanere con lei; nonostante dalle risultanze delle consulenze tecniche d'ufficio (CTU) emergerebbe che il bambino rifiuti il padre, avendo affermato di averne paura, il Tribunale per i minori di Roma, in data 11 ottobre 2019, ha emesso un decreto di allontanamento del ragazzo dalla madre, con l'accusa di "alienazione parentale", per cui da due anni costei risulta sospesa dalla sua responsabilità genitoriale; recentemente è stato nominato un curatore ed è stata richiesta una terza CTU, sebbene dopo 8 anni di procedimento non emergerebbe nulla di grave che possa giustificare l'allontanamento del bambino dalla madre; in questi giorni, si è in attesa dell'emanazione del provvedimento con il quale l'autorità giudiziaria potrebbe disporre il definitivo l'allontanamento del minore dalla madre e la decadenza definitiva dalla responsabilità genitoriale per la signora; se il provvedimento di allontanamento definitivo fosse emanato, sarebbe in totale contraddizione con quanto disposto da un successivo decreto della Corte d'appello (3 gennaio 2020), la quale si è pronunciata affermando che: