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Il contratto di affitto stipulato dall'amministratore giudiziario nelle forme previste dall'articolo 2556 del codice civile deve prevedere il diritto dell'amministratore giudiziario di procedere all'ispezione dell'azienda, la prestazione di idonee garanzie per tutte le obbligazioni dell'affittuario derivanti dal contratto e dalla legge nonché il diritto di recesso dell'amministratore giudiziario dal contratto, che può essere esercitato, previa autorizzazione del giudice delegato, senza la corresponsione all'affittuario di un indennizzo. 6 . La durata dell'affitto deve essere compatibile con le esigenze della procedura e comunque cessa alla data della confisca definitiva. Il diritto di prelazione a favore dell'affittuario può essere concesso convenzionalmente, previa espressa autorizzazione del giudice delegato. In tale caso, esaurito il procedimento di determinazione del prezzo di vendita dell'azienda o del singolo ramo, l'amministratore giudiziario, entro dieci giorni, lo comunica all'affittuario, il quale può esercitare il diritto di prelazione entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione ». 7 (Modifiche all'articolo 41 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di gestione delle aziende sequestrate) 1 All'articolo 41 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente: « c) una dettagliata analisi sulla sussistenza di concrete possibilità di prosecuzione o di ripresa dell'attività, tenuto conto del grado di caratterizzazione della stessa con il proposto e i suoi familiari, della natura dell'attività esercitata, delle modalità e dell'ambiente in cui è svolta, della forza lavoro occupata e di quella necessaria per il regolare esercizio dell'impresa, della capacità produttiva e del mercato di riferimento nonché degli oneri correlati al processo di legalizzazione dell'azienda. Nel caso di proposta di prosecuzione o di ripresa dell'attività è allegato un programma contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta che, su proposta dell'amministratore giudiziario e previa autorizzazione del giudice delegato, può essere corredato della relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d) , del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, che attesti la veridicità dei dati aziendali riferiti al periodo di gestione da parte dell'amministratore giudiziario e la fattibilità del programma medesimo, considerati gli eventuali oneri di legalizzazione e la possibilità di avvalersi delle agevolazioni e delle misure previste dall'articolo 41- bis del presente decreto. Il costo dell'attestazione è posto a carico dell'azienda sequestrata oggetto della relazione e, in caso di incapienza, a carico dell'erario ai sensi dell'articolo 42 »; b il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1 - bis. La cancelleria dà avviso alle parti del deposito della relazione dell'amministratore giudiziario ed esse possono prenderne visione ed estrarne copia limitatamente ai contenuti di cui alla lettera b) del comma 1. Ove siano formulate contestazioni motivate sulla stima dei beni, si applica quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 36 »; c il comma 1- ter è sostituito dal seguente: « 1 - ter . Alla proposta di prosecuzione o di ripresa dell'attività l'amministratore giudiziario allega l'elenco nominativo dei creditori e di coloro che vantano diritti reali o personali, di godimento o di garanzia, sui beni ai sensi dell'articolo 57, comma 1, specificando i crediti che originano dai rapporti di cui all'articolo 56, quelli che sono collegati a rapporti commerciali essenziali per la prosecuzione dell'attività e quelli che riguardano rapporti esauriti, non provati o non funzionali all'attività d'impresa. L'amministratore giudiziario allega altresì l'elenco nominativo delle persone che risultano prestare o avere prestato attività lavorativa in favore dell'impresa, specificando la natura dei rapporti di lavoro esistenti nonché quelli necessari per la prosecuzione dell'attività; riferisce in ordine alla presenza di organizzazioni sindacali all'interno dell'azienda alla data del sequestro e provvede ad acquisire loro eventuali proposte sul programma di prosecuzione o di ripresa dell'attività, che trasmette, con il proprio parere, al giudice delegato. Qualora il sequestro abbia a oggetto imprese individuali o partecipazioni societarie che assicurino all'interno di società di persone o di capitali le maggioranze previste dall'articolo 2359 del codice civile, sono sospesi gli organi sociali e l'amministratore sospeso conserva ad ogni effetto di legge la rappresentanza dell'impresa nel procedimento, nei confronti dei terzi e verso la pubblica amministrazione. Resta ferma la facoltà del tribunale, anche su istanza dell'amministratore giudiziario, di impartire le direttive sull'eventuale revoca del legale rappresentante del bene aziendale, che può essere nominato, nelle forme previste dal codice civile, anche nella persona dell'amministratore giudiziario; qualora non sia prevista l'assunzione della qualità di amministratore della società, il tribunale determina le modalità di controllo e di esercizio dei poteri da parte dell'amministratore giudiziario »; d dopo il comma 1- octies è inserito il seguente: « 1 - novies . Qualora il sequestro abbia ad oggetto imprese individuali o partecipazioni societarie che assicurino all'interno di società di persone o di capitali le maggioranze previste dall'articolo 2359 del codice civile, il giudice delegato, anche su istanza dell'amministratore giudiziario, può sempre disporre l'allontanamento del dipendente per motivi di ordine pubblico e la contestuale cessazione del rapporto di lavoro. Avverso il provvedimento di allontanamento e di cessazione del rapporto di lavoro, l'interessato può proporre reclamo, nel termine perentorio di quindici giorni dalla data in cui ne ha avuto effettiva conoscenza, al tribunale che ha disposto il sequestro, il quale provvede, entro i dieci giorni successivi, ai sensi dell'articolo 127 del codice di procedura penale. Nel caso di conferma del provvedimento da parte del tribunale che ha disposto il sequestro, si applica il divieto di cui all'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 72 ». 8 (Modifica all'articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di destinazione dei beni e delle somme) 1 All'articolo 48 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 - bis . Ai fini della destinazione o dell'assegnazione dei beni definitivamente confiscati, gli enti indicati nel comma 3 possono avvalersi del partenariato pubblico privato disciplinato dall'articolo 180 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 ».