[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 214 NENCINI La seduta inizia alle ore 15,15. SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE In apertura di seduta, il PRESIDENTE rinvolge un indirizzo di saluto al senatore Emanuele Pellegrini, recentemente entrato a far parte della Commissione in sostituzione della senatrice Borgonzoni, chiamata ad incarichi di Governo. La Commissione, unanime, si associa. IN SEDE CONSULTIVA Proposta di 'Piano nazionale da ripresa e resilienza' Doc Doc. XXVII, n. 18 Proposta di "Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5ª e 14ª riunite. Esame e rinvio) Il presidente NENCINI ( IV-PSI ), in qualità di relatore, illustra il documento in titolo, rilevando, da un punto di vista generale, che con il Piano in questione (sul quale a Commissione è chiamata a rendere un parere alle Commissioni riunite 5 a e 14 a ) si coglie l'occasione di affrontare, insieme alle conseguenze immediate - sanitarie, sociali ed economiche - della crisi pandemica (ossia il piano di ripresa) anche i nodi strutturali dell'economia e della società che hanno contribuito a porre il paese su un sentiero declinante già a partire dall'inizio degli anni '90. Con il Piano sarà pertanto dato avvio a quei processi che consentiranno alla struttura economica del Paese di affrontare eventi estremi (vale a dire il piano di resilienza) anche attraverso l'adozione di riforme (piano di riforma) in linea sia con le Raccomandazioni specifiche formulate al Paese dalla Commissione europea, sia con i piani nazionali di riforma adottati dal Governo negli ultimi anni. Nel dettaglio, la proposta all'esame della Commissione - presentata dal Governo precedente- si sviluppa secondo tre assi strategici - digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale - e si articola in sei Missioni, suddivise al loro interno in "componenti", aree di intervento e progetti: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (cui è destinato il 21 per cento delle risorse); rivoluzione verde e transizione ecologica (31 per cento delle risorse); infrastrutture per una mobilità sostenibile (14 per cento delle risorse); istruzione e ricerca (13 per cento delle risorse); inclusione e coesione (12 per cento delle risorse); salute (9 per cento delle risorse). Tali missioni, secondo il Documento, mirano anche a tre grandi obiettivi "orizzontali": la parità di genere; l'accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani; il riequilibrio territoriale e la coesione sociale, con particolare attenzione al Mezzogiorno. Sotto un profilo squisitamente economico, dell'insieme dei fondi europei compresi nel Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e nel Next generation EU (NGEU), l'Italia avrebbe a disposizione, secondo le conclusioni del Consiglio europeo, circa 309 miliardi di euro per il periodo 2021-2029. Di tale somma, seguendo un approccio integrato all'impiego delle risorse disponibili, il Governo italiano ha deciso quindi di impiegare 196,5 miliardi di euro, tra sovvenzioni (68,9 miliardi) e prestiti (127,6 miliardi), previsti per l'Italia dal Dispositivo europeo di ripresa e resilienza (denominato Recovery and Resilience Facility - RRF ), che il Governo ha deciso di utilizzare integralmente e 13 miliardi di React-EU . Con riferimento specifico alle risorse del dispositivo RRF, il documento avverte che le risorse programmate a valere sul medesimo ammontano a 210,91 miliardi e sono superiori ai 196,5 miliardi assegnati all'Italia, con una eccedenza di 14,45 miliardi. La ragione della scelta è motivata dalla possibilità che una parte degli interventi sia finanziato da risorse private e dall'opportunità di sottoporre al vaglio di ammissibilità della Commissione europea un portafoglio di progetti più ampio di quello finanziabile, per costituire un margine di sicurezza che garantisca il pieno utilizzo delle risorse europee anche nell'eventualità che alcuni dei progetti presentati non vengano approvati. Esaurite le considerazioni di natura generale, procede quindi alla disamina delle missioni di interesse. Innanzitutto, all'interno della Missione n. 1 (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura), viene citato il rilancio in chiave sostenibile dei settori del turismo e della cultura. Il Documento evidenzia, preliminarmente, che nella nuova versione del Piano è previsto un significativo aumento di risorse relative alla cultura e al turismo. Le risorse complessivamente destinate alla componente 3 della Missione 1 sono pari a 8 miliardi di euro, di cui 0,3 miliardi di euro destinati a progetti in essere e 7,7 miliardi di euro destinati a progetti nuovi. A queste si sommano, in base al Documento, 0,3 miliardi di fondi dei Programmi operativi nazionali. In particolare, gli stanziamenti saranno ripartiti in 3 aree di intervento e 13 progetti. La prima linea di intervento (patrimonio culturale per la EU Next Generation ), prevede il potenziamento del piano di interventi sui grandi attrattori turistico-culturali, investimenti su piattaforme e strategie digitali per l'accesso al patrimonio culturale di archivi, biblioteche, musei (e luoghi della cultura in generale) e il miglioramento dell'accessibilità fisica e cognitiva a istituti e luoghi della cultura (anche mediante la realizzazione di un Piano strategico per l'eliminazione delle barriere architettoniche senso-percettive, culturali e cognitive). Ancora, è previsto, per la città di Roma e in vista del Giubileo del 2025, la realizzazione del progetto denominato Caput Mundi (interventi di valorizzazione di monumenti), e saranno potenziati gli studi cinematografici di Cinecittà, rilanciando contestualmente le attività della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. La seconda linea di intervento (Siti Minori, Aree Rurali e Periferie), prevede invece la realizzazione di interventi di valorizzazione del grande patrimonio di storia, arte, paesaggio, cultura e tradizioni presenti nei piccoli centri (intervenendo con un Piano Nazionale), nonché investimenti nella riqualificazione di luoghi identitari, periferie, parchi e giardini storici e nella sicurezza antisismica dei luoghi di culto, oltre che nel restauro del patrimonio del Fondo Edifici di Culto. Per il patrimonio mobile, poi, si realizzeranno depositi temporanei per la protezione del patrimonio culturale ad elevato rischio legato a grandi fenomeni naturali. Da ultimo, la terza linea di intervento (Turismo e Cultura 4.0, che rientra nelle competenze del dicastero del Turismo, di recente istituzione), prevede la promozione della interazione fra scuola, università, impresa e luoghi della cultura, nonché investimenti per supportare agli operatori culturali nella transizione green e digitale. Tali tematiche, peraltro, erano state già approfondite dalla Commissione in altre sedi. Rileva poi che il Piano prevede per il 2021 ai sensi di quanto indicato nella NADEF 2020 - un provvedimento collegato alla Legge di bilancio che conterrà la riforma delle norme in materia di turismo e imprese culturali.