[pronunce]

Infine, l'art. 1, comma 387, della legge n. 228 del 2012 ha apportato delle modifiche all'art. 14 del d.l. n. 201 del 2011, ma non nel meccanismo previsto dal comma 13-bis ivi contenuto. 3.- La Regione autonoma Valle d' Aosta /Vallée d'Aoste ha impugnato gli artt. 13, commi 11 e 17, quarto periodo, e 14, comma 13-bis, quarto periodo, del d.l. n. 201 del 2011 in riferimento agli artt. 3, comma 1, lettera f), 12, 48-bis e 50, quinto comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta) ed in relazione all'art. 1 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Valle d'Aosta) ed agli articoli da 2 a 8 della legge 26 novembre 1981, n. 690 (Revisione dell'ordinamento finanziario della regione Valle d'Aosta), nonché in riferimento agli artt. 117, comma terzo, Cost. e 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), ed al principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost. 3.1.- In primo luogo, sul presupposto che l'IMU sostituisca l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), per la componente immobiliare, e le relative addizionali e che l'art. 2, comma 1, della legge n. 690 del 1981 attribuisca alla Regione autonoma Valle d'Aosta il gettito dell'imposta di nuova istituzione, riservandone una quota all'erario, l'art. 13, comma 11, del d.l. n. 201 del 2011 violerebbe gli artt. 48-bis e 50, quinto comma, dello statuto e l'art. 1 del d.lgs. n. 320 del 1994, in quanto inciderebbe sull'ordinamento finanziario regionale unilateralmente e non con il procedimento regolato dallo statuto, ponendosi altresì in contrasto con l'art. 8, secondo comma, della legge n. 690 del 1981 che, in tema di possibile riserva erariale del gettito di tributi devoluti alla Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, esige l'intesa con il Presidente della stessa. La norma, infine, violerebbe il principio di leale collaborazione, espresso dagli artt. 5 e 120 Cost., che dovrebbe sovraintendere i rapporti tra lo Stato e le autonomie regionali, non essendo previsto alcun coinvolgimento della ricorrente nella definizione dell'ammontare della quota di riserva. In secondo luogo, la ricorrente censura gli artt. 13, comma 17, e 14, comma 13-bis, del d.l. n. 201 del 2011, in quanto l'accantonamento da essi previsto avrebbe determinato unilateralmente una riduzione delle entrate che segnatamente gli articoli da 2 a 7 della legge n. 690 del 1981 le garantiscono, con ciò violando gli artt. 48-bis e 50, quinto comma, dello statuto ed 1 del d.lgs. n. 320 del 1994, così come dedotto in merito all'art. 13, comma 11, del medesimo decreto-legge. Inoltre, risulterebbe violato il principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost., il cui rispetto sarebbe tanto più necessario nell'ambito materiale del «coordinamento della finanza pubblica» di cui agli artt. 117, terzo comma, Cost. e 10 della legge cost. n. 3 del 2001 a tutela dell'autonomia finanziaria che deriva alla Regione dagli artt. 3, primo comma, lettera f), 12, 48-bis e 50 dello statuto e dalla normativa di attuazione. La violazione risulterebbe enfatizzata dal fatto che, sebbene l'accantonamento previsto operi fino all'emanazione delle norme di attuazione di cui all'art. 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), l'art. 28, comma 4, del d.l. n. 201 del 2011 ha abrogato il termine per l'adozione della normativa d'attuazione. 3.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri si è costituto in giudizio, deducendo preliminarmente l'inammissibilità del ricorso, in quanto non verrebbe offerta una precisa interpretazione delle disposizioni censurate e mancherebbe uno specifico riferimento delle stesse ai parametri costituzionali indicati, evocati promiscuamente. Nel merito, ad avviso del resistente, l'IMU, sostituendosi all'imposta comunale sugli immobili (ICI), ne avrebbe la medesima natura e non intercetterebbe l'autonomia finanziaria delle Regioni, afferendo ai rapporti tra Stato e Comuni. Inoltre, la riserva di una quota - così come l'accantonamento di cui agli artt. 13, comma 17, e 14, comma 13-bis, del d.l. n. 201 del 2011 - sarebbe giustificata dalle esigenze di risanamento della finanza pubblica, che consentirebbero la temporanea compressione dell'autonomia finanziaria regionale. 3.3.- In data 11 giugno 2013, la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ha depositato una memoria, reiterando le censure mosse con l'atto introduttivo, ed evidenziando che la sussistenza delle esigenze prioritarie indicate dallo Stato non consentirebbe comunque di derogare alle condizioni previste dall'art. 8 della legge n. 690 del 1981; inoltre, il meccanismo introdotto dalle norme censurate sarebbe stato reiterato in più riprese, nonché rafforzato da successive disposizioni statali, il che dimostrerebbe come le misure non abbiano carattere temporaneo. 3.4.- In data 18 marzo 2014, il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato una memoria, in cui evidenzia l'avvenuta abrogazione dell'art. 13, comma 11, del d.l. n. 201 del 2011 - che avrebbe trovato applicazione nell'anno 2012 - ad opera dell'art. 1, comma 380, lettera h), della legge n. 228 del 2012. Le questioni proposte andrebbero dichiarate inammissibili o infondate, in quanto la ricorrente non avrebbe chiarito come le norme censurate si coordinino con l'art. 14, commi 2, 3 e 4, del d.lgs. n. 23 del 2011, istitutivo dell'IMU, disposizioni che prevedono una clausola di salvaguardia per le autonomie speciali che esercitano le funzioni di finanza locale - espressamente richiamata dagli artt. 13, comma 17, e 14, comma 13-bis - e che, comunque, garantirebbero alle Regioni a statuto speciale la neutralità finanziaria della sostituzione dei precedenti tributi. Peraltro, l'applicazione dell'art. 14, comma 13-bis, del d.l. n. 201 del 2011 sarebbe stata confermata dall'art. 10, comma 2, lettera d), del d.l. n 35 del 2013, che, non essendo stato impugnato, renderebbe la relativa questione inammissibile. 3.5.-