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2) tutti i provvedimenti inerenti agli interventi urgenti per la città di Genova (di cui al decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130), ed in particolare quelli relativi all'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali; 3) i provvedimenti per la realizzazione del sistema di biglietterie integrate nell'ambito del trasporto ferroviario di passeggeri (di cui al decreto legislativo 23 novembre 2018, n. 139); 4) tutti i provvedimenti da adottarsi in attuazione di specifiche disposizioni contenute nella legge di bilancio per il 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145), come quelle relative: all'assegnazione di risorse per le Città metropolitane, le Province e l'ANAS SpA, dal fondo per la messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti nel bacino del Po; alla prevenzione dell'uso indebito del contrassegno di parcheggio per disabili; all'esternalizzazione delle attività di revisione per i mezzi pesanti; alla rimodulazione della dotazione organica del Ministero per l'implementazione di specifici servizi; alla revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime; 5) i decreti ministeriali in materia di taxi, noleggio con conducente e autoservizi pubblici non di linea, alla luce della nuova disciplina in materia (di cui al decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12); 6) tutti i provvedimenti attuativi delle disposizioni contenute nei recentissimi decreti "sblocca cantieri" (decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55) e "crescita" (decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58); considerato che: i termini temporali, ove previsti, per l'adozione di molti dei decreti sono ampiamente decorsi; l'adozione di molti degli atti richiamati è condizione essenziale per la piena efficacia delle misure di volta in volta predisposte dal Parlamento o dal Governo; ai provvedimenti in attesa di adozione si aggiunge lo stock di provvedimenti attuativi ereditato dai precedenti Governi, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda far fronte all'evidente "emergenza", derivata dalla "precedente gestione" del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ordine all'attuazione dei provvedimenti di dettaglio prescritti dalla legislazione vigente; quale sia lo stato di avanzamento di ciascun provvedimento attuativo e i relativi tempi di adozione. Atto n. 4-02167 VESCOVI Al Ministro della salute Premesso che: da notizie di stampa si apprende che nella Regione Toscana il batterio "New Delhi Metallo beta-lactamase" (Ndm), dal novembre 2018 ha provocato più di 700 contagiati, di cui 75 ammalati e 31 morti. Un'epidemia che la Regione Toscana ha sottaciuto per tre mesi, fino a quando il "Corriere Fiorentino" i primi di settembre non ha pubblicato la notizia. L'allarme lanciato dall'Ecdc, ovvero il Centro di prevenzione e controllo delle malattie, considerato, a livello europeo, massima autorità in fatto di epidemie, è arrivato agli uffici regionali toscani all'inizio di giugno 2019, ma è stato tenuto nascosto fino agli inizi di settembre; non una parola di allarme è provenuta dal Presidente della Regione, così come dall'assessore alla Sanità, la quale in risposta ad una interrogazione comunale si è giustificata sostenendo che erano state adottate misure straordinarie per fronteggiare l'epidemia, ratificate con un atto del 26 luglio; il batterio killer (40 per cento di tasso di mortalità) si trasmette per contatto, soprattutto negli ospedali: i più colpiti sono stati quelli della Asl Toscana nord-ovest, che comprende anche parte della costa, con un numero notevole di casi all'ospedale pisano di Cisanello, ben 31. Il batterio si annida nell'intestino, in cui può restare silente, nei casi di portatori sani, o da cui può invece colonizzare tutto il corpo, infettando il sangue, provocando la sepsi e quindi la morte per setticemia, e che predilige pazienti più fragili come gli immunodepressi; la gravità dell'epidemia è tutta nella mancanza di un rimedio efficace e nel ritardo nel veicolare le informazioni, a cui ora non è più possibile porre rimedio; il ceppo è farmaco resistente e attualmente viene curato con un cocktail di otto farmaci, dei quali però non è certa l'efficacia; la Regione ha cercato in 10 giorni di riempire il vuoto informativo che si era creato in tre mesi di silenzio. Maxi - screening a tutti i ricoverati negli ospedali, task force di esperti, conferenze stampa, ma senza mai spiegare davvero l'assenza di informazioni dei tre lunghi mesi estivi, in cui si sono registrati altri 31 casi di contagio; un ritardo clamoroso e pericoloso, considerati i flussi estivi della Toscana, per i quali lo stesso Ecdc aveva espresso viva preoccupazione, in quanto il focolaio rischiava di essere portato fuori confine, dato che l'aerea colpita era un'importante destinazione turistica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, per quanto di sua competenza, intervenire in merito al diritto dei cittadini ad essere informati tempestivamente sulla possibilità di contrarre un batterio potenzialmente mortale. Atto n. 4-02168 STEFANI CALDEROLI BORGHESI AUGUSSORI PIROVANO SAPONARA RIVOLTA ZULIANI FERRERO LUNESU TOSATO FREGOLENT BRUZZONE CAMPARI Ai Ministri per il Sud e per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Premesso che: come riportato da alcune agenzie di stampa, il Ministro pro tempore per il Sud, in carica nel Governo Conte I, avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni in relazione alla nascita del nuovo Governo presieduto dallo stesso Giuseppe Conte, commentando in particolare la sfera di competenze del Dipartimento per il Sud; in dettaglio, il Ministro avrebbe suggerito una riprogrammazione dei fondi per il Sud e una riorganizzazione del Fondo per lo sviluppo e un monitoraggio costante della spesa, aggiungendo che si sarebbe scoperta l'esistenza di fondi nazionali del periodo 2000-2006 ancora fermi; avrebbe, quindi, precisato che una Regione italiana ha in dotazione ben 180 milioni di euro mai spesi, destinati a dette finalità, senza dichiarare però di quale Regione si tratti; considerato che: non è in alcun modo ammissibile che una Regione mantenga bloccati 180 milioni di euro di fondi nazionali del periodo 2000-2006 senza spenderli; i cittadini e gli amministratori hanno diritto di sapere quale sia l'ente in questione e quale sia la ragione del mancato impiego dei fondi, si chiede di sapere: se le dichiarazioni dell'ex Ministro per il Sud, richiamate in premessa, corrispondano al vero; in caso affermativo, quale sia la Regione cui ci si riferisce nelle dichiarazioni e quali siano le ragioni del mancato impiego dei fondi; quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per risolvere la questione richiamata in premessa.