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nel corso della seduta di interrogazioni a risposta immediata del 2 agosto 2018 era stato denunciato che tutti i meccanismi previsti al riguardo, oltre a creare di fatto intollerabili disparità di trattamento con gli altri lavoratori e dar spesso luogo ad abusi, finiscono con l'essere economicamente insostenibili, mettendo, tra l'altro, a dura prova il sistema pensionistico già gravato da una situazione finanziaria talmente difficile da porre a rischio le pensioni delle giovani generazioni; in quell'occasione, il Ministro in indirizzo ribadì l'impegno a mettere fine a tali privilegi, così come previsto nel contratto di Governo, specificando espressamente che «tutto ciò che è privilegio va eliminato perché è ora che si ristabilisca che tutti i cittadini sono uguali e devono essere trattati alla stessa maniera» e che, nello specifico «nulla osta, secondo questo Ministero, a metter mano alla pensione dei sindacalisti», considerato appunto che «c'è una notevole disparità di trattamento tra sindacalisti che sono dipendenti pubblici o iscritti ai fondi esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria e sindacalisti che non lo sono»; a fronte di un impegno ufficiale ad intervenire «in maniera risoluta per impedire che questi privilegi vengano mantenuti», bisogna purtroppo constatare che ancora nulla è stato fatto in tale direzione; anzi, addirittura in controtendenza rispetto a quanto pubblicamente annunciato, il Movimento Cinque Stelle, dopo aver presentato un emendamento all'AS 1018 (decreto-legge n. 4 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26 del 2019) in materia di contribuzione figurativa (26.0.1 a prima firma Puglia), lo ha prontamente ritirato; ad oggi, l'unico elemento positivo che si può registrare al riguardo è stato l'incardinamento, a settembre 2018, in XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato) alla Camera dei deputati di due proposte di legge (AC 294 e AC 310) a prima firma Meloni, recanti, la prima, l'abrogazione dei commi 5 e 6 dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 564 del 1996, in materia di contribuzione previdenziale per i lavoratori che svolgono attività sindacale e, la seconda, disposizioni in materia di pensioni superiori a dieci volte l'integrazione al trattamento minimo INPS, sulle quali si svolgeranno audizioni in questa settimana, si chiede di sapere quali siano le ragioni per le quali il Ministro in indirizzo ha ritenuto di non dare seguito all'impegno di cui in premessa e, in ogni caso, come intenda rimediare a tale grave inadempienza per dare finalmente una risposta adeguata, in termini di equità e giustizia sociale, al problema denunciato. Atto n. 3-01029 LAFORGIA DE PETRIS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: "concertazione" è un termine utilizzato in Italia che si riferisce ad una pratica di governo che tende a operare scelte economiche attraverso una consultazione preventiva delle parti sociali, principalmente sindacati, ma anche associazioni imprenditoriali di categoria o appartenenti al terzo settore; è una pratica adottata alla fine del ventesimo secolo ed utilizzata per superare il binomio conflittuale tra sindacati e Governo; l'indiscutibile pregio della concertazione consiste infatti nella realizzazione della collaborazione tra le parti sociali e tra queste ed il Governo; in data 15 luglio 2019, il vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro dell'interno Matteo Salvini ha incontrato al Viminale le parti sociali per una giornata di ascolto, confronto e proposta sulla crescita del Paese; al termine dell'incontro il Ministro dell'interno ha tenuto una conferenza stampa; al vertice con le parti sociali organizzato dal Ministro dell'interno al Viminale tra i partecipanti c'era anche Armando Siri, l'ex sottosegretario indagato per corruzione ed oggi consigliere economico della Lega, che ha spiegato la " flat tax " agli interlocutori, circa 40 associazioni; gli interroganti ritengono curioso e bizzarro che le stesse sigle, di solito, non sono use andare al palazzo del Viminale, ma a palazzo Chigi, dove si trova l'apposito "tavolo verde" che proprio a quello serve: far incontrare le parti sociali con il Governo; la "sala verde" ospita gli incontri del Governo con i sindacati e le parti sociali: qui, ad esempio, il 23 luglio 1993, Governo, imprenditori e sindacati firmarono il protocollo Ciampi-Giugni che sancì il criterio della concertazione con le parti sociali; il ministro Di Maio detiene un doppio ministero: quello dello sviluppo economico e quello del lavoro e delle politiche sociali; dall'inizio del mese di febbraio 2019, nel Ministero dello sviluppo economico a via Veneto, il ministro Di Maio non ha rinnovato l'incarico, e non solo per limiti di età, a Giampietro Castano, 75 anni, il dirigente che da 11 anni e sotto vari Governi è stato responsabile dell'unità di gestione delle vertenze per le imprese in crisi; i funzionari designati dal Ministro si sono dunque fatti carico di tutti i dossier : dai 144 casi ereditati dal Governo "gialloverde" nel giugno 2018 con 189.000 lavoratori coinvolti ai 138 ancora irrisolti nel 2019 per un totale in crescita di 210.000 dipendenti, tenendo conto inoltre che sono numeri che non calcolano i lavoratori dell'indotto; a giudizio degli interroganti, la figura del Ministro dovrebbe essere quella chiave per gli incontri con le parti sociali anche al fine di definire le strategie di politica industriale e di mercato del lavoro, ma, evidentemente, si è scelto di delegare le funzioni di Ministro dello sviluppo economico e del lavoro al Ministro dell'interno, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per riaffermare la centralità del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro nel rapporto con le parti sociali, al fine di ristabilire una pratica di concertazione istituzionalmente corretta. Atto n. 3-01030 D'ALFONSO COMINCINI GRIMANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 23 maggio 2019, il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Shernon Holding srl, società che nell'agosto 2018 aveva acquistato, con patto di riservato dominio, i compendi aziendali riguardanti 55 punti di vendita del gruppo "Mercatone Uno" in amministrazione straordinaria; i dipendenti del gruppo, al momento della cessione, hanno subito una riduzione notevole dell'orario di lavoro, passando da contratti full time a contratti part time di 20, 24 e 28 ore settimanali; il verbale di consultazione sindacale e di accordo ex articoli 47, comma 4- bis , della legge 29 dicembre 1990, n. 428, e 63, comma 4, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, sottoscritto dall'amministrazione straordinaria del gruppo, dalla Shernon Holding e dalle maggiori sigle sindacali, con il quale sono state concordate le riduzioni di orario e di personale da eseguire al momento della cessione, impegnava la Shernon Holding a mantenere invariati i livelli occupazionali per almeno un biennio;