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Le comunità locali devono riappropriarsi delle capacità riproduttive dei propri ambienti di vita e di lavoro riattivando processi co-evolutivi e di condivisione interrotti dalla civiltà delle macchine, partendo dal ripopolamento e dalla valorizzazione dell'alta collina e della montagna. Occorre essere consapevoli che gli elementi del paesaggio ed il paesaggio stesso, svolgono importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e il paesaggio costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro; il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana (Convenzione europea del paesaggio, Firenze, 2000). L'articolo 9 della Costituzione italiana recita: « La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione ». Da tutto ciò deriva che occorre, quindi, mettere in campo tutte le professionalità e competenze tecniche per prevenire i georischi e tutelare l'ambiente, investendo nello studio, nel monitoraggio, nella programmazione e nella realizzazione delle opere strategiche per il nostro Paese. L'Italia infatti, pur avendo a disposizione tutte le competenze professionali e tecniche, all'avanguardia in tema di tutela dell'ambiente e di sviluppo ecosostenibile del territorio, manca di una organizzazione funzionale che sappia gestire al meglio le risorse economiche stanziate dallo Stato per la tutela dell'ambiente, ora rese ancor più cospicue grazie all'approvazione del Piano programmatico del Consiglio europeo per la ripresa dell'Europa « Next Generation EU ». Il piano del Consiglio europeo per il rilancio dell'economia dei Paesi membri dell'Unione europea duramente colpiti dalla crisi determinata dalla pandemia da SARS-CoV-2 prevede lo stanziamento di ingenti risorse per il « Green New Deal », ossia per la rinascita verde ed ecosostenibile dell'Europa: è chiaro che tali risorse dovranno essere impiegate in modo mirato e solo all'esito di una esaustiva e razionale programmazione degli interventi. In particolar modo, le risorse stanziate per la rinascita verde dell'Italia dovranno essere impiegate principalmente per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza del nostro Paese dai rischi naturali e idrogeologici, nonché per la lotta al cambiamento climatico. L'auspicato sviluppo economico avverrà non per mezzo del consumo di suolo ma attraverso la salvaguardia del territorio nazionale, delle sue infrastrutture e dell'edificato esistente dai rischi naturali. Si prevedono così investimenti per lo Stato sociale, nuove procedure amministrative all'insegna della semplificazione nonché aiuti alle imprese con sgravi fiscali. La presente proposta legislativa, dunque, in diretta attuazione di quanto indicato nel programma europeo di rinascita post pandemica, mira alla costruzione di un sistema semplice, efficiente e improntato alla leale collaborazione tra le pubbliche amministrazioni, le agenzie governative, gli enti di ricerca e i soggetti attuatori che, uniti dall'intento di fare e di fare bene, collaboreranno per la realizzazione di un'Italia all'avanguardia, propositiva e concreta. In particolar modo, sebbene nel nostro Paese la tutela dell'ambiente sia di competenza esclusiva dello Stato mentre il governo del territorio sia di competenza concorrente tra lo Stato e le regioni, in attuazione dei princìpi costituzionali di sussidiarietà e di leale collaborazione, con le presenti disposizioni si tenderà alla realizzazione della piena collaborazione tra lo Stato e le regioni, per cui si renderanno entrambi responsabili, in sinergia tra loro, della programmazione e della realizzazione degli interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la realizzazione degli interventi strategici per il sistema Paese. La leale collaborazione, infatti, è un principio di tipo « elastico » che consente di attribuire le funzioni ora allo Stato ora alle regioni con riguardo alla peculiarità delle singole situazioni. La sussidiarietà, al contempo, permette il più ampio decentramento delle funzioni e dei compiti statali alle pubbliche amministrazioni più vicine ai cittadini, o ai soggetti privati, lasciando che lo Stato svolga queste funzioni o compiti solo allorquando questi ultimi non siano in grado di svolgerli in relazione alla portata degli stessi. Si prevede, perciò, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le autorità competenti in materia, a legislazione vigente, si impegni a finanziare gli interventi strategici di cui alle disposizioni in esame solo all'esito dell'approvazione di Programmi di azione triennale e di piani di azione annuali presentati dai Presidenti delle regioni, nello svolgimento delle loro funzioni di commissari straordinari delegati contro il dissesto idrogeologico, e dai Presidenti delle province autonome all'istituendo Ufficio di coordinamento nazionale, denominato « Ufficio di coordinamento per la realizzazione di interventi strategici per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo ecosostenibile del territorio (UCIS) » presso il Ministero medesimo. L'approvazione dei Programmi di azione triennale avverrà in sede di conferenza di servizi, convocata dal commissario straordinario, cui parteciperà non solo il Ministero dell'ambiente, per mezzo del Ministro o di un suo delegato, ma anche i delegati degli altri Ministeri competenti ratione materiae , il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) e, con funzione di supporto, il Dipartimento della protezione civile, il Servizio geologico d'Italia dell'ISPRA, l'INGV, il Dipartimento « Casa Italia » e tutti gli altri soggetti, pubblici o privati, interessati. Nei Programmi di azione triennali i commissari straordinari delegati contro il dissesto idrogeologico e i Presidenti delle province autonome individueranno gli interventi strategici che ogni regione o provincia autonoma intenderà realizzare nel proprio territorio lungo il corso di un triennio e il relativo cronoprogramma anno per anno, poi meglio descritto ed enucleato nei relativi piani di azione annuali. Per l'espletamento delle proprie funzioni, ciascun commissario si avvarrà di una istituenda struttura tecnica regionale – o provinciale con riferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano – denominata « Agenzia per la realizzazione di interventi strategici per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo ecosostenibile del territorio (ARIS) ». Queste ARIS, di fatto, assumeranno un ruolo fondamentale nella struttura della proposta legislativa che ci occupa perché saranno deputate alla programmazione e realizzazione degli interventi ritenuti « strategici » per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo ecosostentibile del territorio. Le ARIS, braccio tecnico-esecutivo dei commissari straordinari e dei Presidenti delle province autonome, saranno composte da tre organi (il Green manager , il Comitato di indirizzo e di gestione e il Collegio dei revisori) e da quattro Uffici (Ufficio studio, monitoraggio e prevenzione dei rischi ambientali; Ufficio per la programmazione strategica per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo ecosostenibile del territorio; Ufficio gare e appalti;