[resaula]

dapprima con l'esibizione dell'orchestra e del coro del Teatro San Carlo, diretto per l'occasione da Carlo Ponti Jr, in una speciale arena allestita nei giardini del "Tempio", poi l'emozionante perfomance , purtroppo una delle ultime, del maestro Ezio Bosso; parallelamente fu dato il via ad un progetto ambizioso ed impegnativo: dare una nuova luce al Macellum; l'impianto di illuminazione esistente era vetusto e malfunzionante, quindici vecchi fari a vapori di sodio di cui se ne accendevano solo 4 e quindi mettendosi a lavoro fu pensato un impianto innovativo, basato su sorgenti LED per garantire un'illuminazione sostenibile, che potesse ridisegnare la fisionomia originale del sito, facendo emergere l'immagine e la bellezza nascoste da troppo tempo a cittadini e turisti; faticosamente fu cercata ed ottenuta la collaborazione finanziaria dei privati ed aperto, tra mille difficoltà, un Tavolo con gli enti coinvolti per avviare e concludere l' iter autorizzativo per la realizzazione dell'intervento; dopo enormi sforzi e senza un euro di sovvenzioni pubbliche, ad inizio del 2018 cominciarono i lavori e finalmente si arriva all'inaugurazione di luglio 2018, accolta con grande soddisfazione e gioia da tutta la città; in seguito agli eccezionali eventi meteorologici dello scorso marzo 2019, che hanno causato forti danni su tutto il territorio cittadino, evidentemente anche l'impianto di illuminazione ha subito un guasto e qualche giorno dopo fu data la disponibilità ad intervenire gratuitamente per la verifica ed il ripristino delle condizioni di funzionamento, purtroppo però fu negato l'accesso al sito a causa di nuove regole vigenti; il risultato è sotto gli occhi di tutti, il Macellum è ritornato nel buio; come in un film già visto all'Anfiteatro Flavio, con gli spalti per gli spettacoli da anni distrutti e inutilizzabili, anche l'impianto di illuminazione del Macellum, a solo un anno di distanza dalla sua realizzazione e consegna, versa in condizioni di totale abbandono, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto e se abbia intenzione di intervenire affinché, dopo tanto impegno profuso e risorse economiche impegnate, non si debba raccogliere solo delusione. Atto n. 4-02269 TOSATO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta all'interrogante: i direttori dei servizi generali e amministrativi facenti funzione (D.S.G.A.) da anni stanno ricoprendo l'incarico di "Facenti funzione" da D.S.G.A, attraverso provvedimenti di utilizzazione previsti dal CCNL vigente. Queste persone hanno accettato l'incarico, per coprire i crescenti vuoti di organico sui posti di D.S.G.A., a causa della mancata indizione di concorsi ordinari; la situazione si è protratta per quasi venti anni; la figura del D.S.G.A., istituita dal CCNL Scuola del 26 maggio 1999 nel sistema dell'autonomia scolastica, ha un ruolo vitale per il funzionamento delle scuole; rappresenta un organo indispensabile per la gestione amministrativa e contabile come diretto responsabile dell'istruttoria degli atti amministrativo-contabili e cofirmatario di molti atti contabili con il dirigente scolastico. In assenza di tale figura l'attività contrattuale e finanziaria di una scuola si bloccherebbe; la situazione degli assistenti amministrativi che, nell'arco degli anni, per senso di responsabilità nei confronti dell'amministrazione di appartenenza, hanno accettato di ricoprire un incarico superiore rispetto al profilo per cui erano stati assunti, è diventata davvero particolare: l'incarico è stato rinnovato di anno in anno ben oltre la triennalità prevista dal decreto legislativo n. 165 del 2001, costruendo figure professionali che si sono messe in gioco e formate non solo a proprie spese, ma anche a carico dello Stato, molti di essi sono in possesso della laurea specifica prevista dal Ccnl e comunque titoli di studio di livello universitario, a cui si aggiunge un'esperienza pluriennale maturata sul campo; il concorso ordinario per la copertura di 2.004 posti, bandito dal Ministero dopo 20 anni per la prima volta da quando è stato istituito il profilo di Dsga, non farà uscire le scuole dall'emergenza, che si è venuta a creare in questi anni. Infatti i vuoti di organico vanno ben oltre i posti a concorso e ciò comporterà che la direzione amministrativa di circa 1.700 scuole, al 1° settembre 2020, sarà affidata nuovamente a DSGA F.F.; a supporto degli assistenti amministrativi incaricati, la normativa prevede per gli impiegati della pubblica amministrazione con contratto a tempo indeterminato la possibilità di progressione di carriera mediante concorso riservato (legge Madia di riforma della pubblica amministrazione, legge n. 124 del 2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2015); i suddetti incarichi sono stati conferiti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca secondo contratti e intese che prevedevano e prevedono la copertura dei posti vacanti anche con personale sprovvisto di titolo di studio specifico, derogando consapevolmente, nell'arco degli anni, al possesso del titolo specifico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di bandire, quanto prima, un concorso riservato, che dia l'opportunità di stabilizzare il personale che ricopre il ruolo di assistente amministrativo sia in possesso della laurea specifica che senza, dato che, in questi anni, queste persone hanno garantito la regolare continuità di un servizio pubblico; se intenda prevedere, valutando in prospettiva i posti che si libereranno alla fine del corrente a.s. 2019/2020, una procedura concorsuale che dia sbocco anche a corsi di formazione. Atto n. 4-02270 ARRIGONI BAGNAI BRIZIARELLI CANDIANI FUSCO PAZZAGLINI PILLON TESEI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: a più di tre anni dagli straordinari eventi sismici che, dal 24 agosto 2016, hanno colpito il centro Italia, la ricostruzione stenta a partire, anche per il verificarsi di una serie di problematiche di natura procedurale; fin da subito il legislatore è intervenuto con la sospensione del pagamento di tributi e imposte a carico di imprese e cittadini, tra cui l'Irpef, l'Irap e i contributi previdenziali; l'articolo 48, comma 11, del decreto-legge n. 189 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, più volte prorogato nell'efficacia, ha stabilito la possibilità per i lavoratori dipendenti di richiedere al datore di lavoro di non effettuare le ritenute IRPEF, permettendo loro di percepire un importo pari al lordo del proprio stipendio e non pari al netto; la cosiddetta "busta paga pesante" è stato quindi uno strumento in grado di dare un po' di respiro ai lavoratori delle zone colpite dal sisma e di avere maggiori introiti in modo anche da favorire la ripresa del tessuto economico dell'area; considerato che: