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Insomma, il Governo ha nascosto le strettoie legislative e burocratiche, che pure conosceva. Sta vendendo come vittoria l'assegno temporaneo, che invece è un insuccesso politico. Il piano B del Governo, la soluzione ponte, permette di salvare il salvabile grazie ai tre miliardi aggiuntivi stanziati nella finanziaria 2021, ma non bastano. Inoltre, siamo lontanissimi non solo dalla filosofia del family act , ma proprio dal principio della universalità dell'assegno unico, che dovrebbe appunto riguardare tutti e riunire, in una sola misura, le misure oggi esistenti. Si tratta di circa sei sussidi diversi. Insomma, con una battuta direi che per il Governo vale il principio di università quando si tratta di dare monopattini a tutti; ma, quando si tratta di pagare i pannolini per i neonati, improvvisamente si abbandona l'universalità e si diventa restrittivi. (Applausi) . Qual è il vulnus ? Si vorrebbe introdurre un cambio di paradigma nelle politiche di sostegno alla famiglia, della natalità e della demografia e, invece, oggi si concretizza una sorta di ulteriore bonus , sganciato da una visione e da una strategia politica organica di intervento; una misura, appunto, temporanea. Devo sottolineare che sullo sfondo resta il rischio di un corto circuito legato alla certificazione dell'ISEE, che è uno strumento iniquo e discriminatorio, che Fratelli d'Italia ha proposto di modificare, come hanno già spiegato i miei colleghi, senatori Maffoni e Drago, che ringrazio per il lavoro svolto. L'ISEE è molto distante dal principio dell'universalità come dell'equità e, soprattutto, è distante da un'etica di inclusione, che è meglio rappresentata - a nostro avviso - dall'idea di quoziente familiare e dal modello di fattore famiglia. Ricapitolando, al di là delle dichiarazioni trionfalistiche, la verità è una: il Governo è rimasto impantanato sull'assegno unico e il suo storytelling prevedeva che la misura entrasse in vigore il 1° gennaio 2021, poi è scivolata al 1° luglio. In realtà, la legge delega entrerà in vigore - speriamo - nel gennaio 2022, insieme a un'ampia riforma fiscale, come mi auguro. Sono stati sparsi vanità politica e ottimismo sulle ferite aperte delle famiglie italiane, duramente colpite dalle pandemia. Si è fatta della demagogia; si è nascosto fino all'ultimo lo slittamento dell'assegno unico al 2022. D'altronde, i soldi non c'erano; quelli stanziati erano insufficienti; quelli del recovery ancora non ci sono e l'assegno unico e universale è inserito nelle riforme di accompagnamento al Piano nazionale di ripresa e resilienza, quando si faranno. Debbo ricordare le pubbliche dichiarazioni e promesse del premier Draghi, che disse di concedere 250 euro al mese per ogni figlio dal 1° luglio. La realtà, cari colleghi, è che nessuno avrà mai i 250 euro promessi. (Applausi) . Infatti, si va da un minimo di 30 euro a un massimo di 217 euro mensili per figlio e l'importo dell'assegno in base al ISEE cala, per poi crollare, per chi supera i 50.000 euro. Insomma, stiamo parlando di un bonus temporaneo che riguarda una platea ristretta di famiglie, quelle che non godono degli assegni familiari. Stiamo parlando di 2 milioni di persone, tra lavoratori autonomi, disoccupati, incapienti, inattivi, lavoratori dipendenti esclusi per ragioni di reddito dagli assegni familiari; per non parlare della logica perversa dell'accumulo con il reddito di cittadinanza, quello che aveva abolito la povertà, che è tutta un'altra storia fantastica. È chiaro che l'assegno temporaneo - questo è un concetto che sottolineo - non ha nulla a che fare con le politiche familiari e per la natalità, che infatti sono le grandi assenti del PNRR, e nessuna delle sei missioni è dedicata in modo specifico - come invece ha richiesto Fratelli d'Italia - alla famiglia e alla natalità. Al Governo sfugge evidentemente quanto costa un figlio, e non lo dico io, ma lo dicono gli studi di politica economica: costa tra i 250 e i 350 euro al mese, ma i Governi Conte e Draghi si sono dimenticati, anche nei loro interventi di ristoro, sostegno e indennizzo, il carico e il numero dei figli. Fratelli d'Italia ha presentato ieri una mozione su questo tema, che non illustro oggi, ma vi prego di prenderla in considerazione. In sintesi, la nostra mozione chiede che il Governo rispetti almeno i tempi previsti e gli impegni assunti per la data di decorrenza del gennaio 2022, introducendo il fatidico, famoso assegno unico e soprattutto eviti che le famiglie vadano, al netto, a percepire di meno di quello che percepiscono oggi. È stato fatto un calcolo, e lo voglio dire: due milioni di famiglie, cioè il 22 per cento della platea, rischiano con l'assegno unico, quello futuribile, di andare a prendere di meno e sto parlando in particolare delle famiglie numerose. Torniamo all'assegno temporaneo, che è individuato in base ai livelli di ISEE e ha degli importi bassissimi per il ceto medio e comporta il rischio - lo sottolineo, Presidente - di una vera e propria trappola della povertà per le famiglie più fragili e più bisognose. L'assegno ponte, cari colleghi - lo dico con chiarezza a nome di Fratelli d'Italia - appare una beffa. E se questo voto - attenzione - dovesse esprimere un giudizio sull'operato del Governo su questa materia, noi dovremmo votare due volte contro, ma Fratelli d'Italia ha nel suo DNA di valore, nonché nei suoi programmi in sostegno alla natalità e alla famiglia, combattere il trend demografico negativo. È solo con questo spirito, quello di un'opposizione responsabile, che come in precedenza esprimiamo un sofferto voto favorevole a questo provvedimento. Lo facciamo per quelle famiglie, in quella logica tristanzuola del «piuttosto di niente è meglio piuttosto». Ma un Governo che strombazza come fatto addirittura epocale uno straccio di assegno temporaneo si assuma la responsabilità di essere venuto meno a una promessa, e deve essere consapevole che le famiglie non vogliono regali, ma giustizia sociale e riconoscimento del loro ruolo. Sia consapevole questa maggioranza di esprimere a malapena un mediocre « piuttosto di niente». Insomma, colleghi, tanto rumore per nulla, ma state certi che le famiglie se lo ricorderanno. (Applausi) . NANNICINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NANNICINI (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, il decreto-legge che stiamo per convertire contiene una misura di grande importanza: l'assegno temporaneo per i figli minori, che è l'assegno ponte nelle more della riforma dell'assegno unico e universale per le famiglie che abbiamo approvato con la legge delega n. 46 di quest'anno: una legge delega importante, che ha visto il coinvolgimento e il protagonismo di molti attori politici;