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1 I contenuti della comunicazione pubblica e i materiali utilizzati, a mezzo stampa, audio, video o altri mezzi di diffusione, compreso il web , destinati a pubblicizzare le iniziative di raccolta di fondi di cui all'articolo 1, sono sviluppati secondo i seguenti princìpi e criteri generali: a garantire un messaggio di alto valore etico e sociale che tenga conto della sensibilità pubblica; b ispirarsi a princìpi di umanità, neutralità, imparzialità e non discriminazione, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e dei princìpi fondamentali dell'azione umanitaria; c garantire la completezza e la correttezza delle informazioni relative alle finalità della raccolta dei fondi, nei confronti sia dei donatori sia dei beneficiari delle iniziative solidaristiche; d evitare l'uso di immagini o testi potenzialmente scioccanti e lesivi della dignità della persona; e evitare immagini che sfruttano indebitamente la miseria umana, ledono la dignità della persona, generano sentimenti di paura o grave turbamento, o che rappresentano in modo esasperato la natura del problema sociale oggetto della comunicazione; f evitare di fornire dati ingannevoli a causa di imprecisione, ambiguità o esagerazione e dati illusori in relazione ai risultati attesi dalle donazioni; g garantire una corretta informazione dei soggetti coinvolti sulle finalità dell'iniziativa nei casi di messaggi promozionali che utilizzano testimonianze dirette dei beneficiari della donazione. 3 (Obblighi di informazione sulla destinazione dei fondi raccolti) 1 I progetti e le iniziative che sono oggetto di campagne pubbliche di raccolta di fondi prevedono adeguate modalità di rendicontazione sull'entità dei contributi raccolti e sullo stato di avanzamento delle attività previste. 2 Gli enti pubblici o privati, di cui all'articolo 1, comunicano in modo trasparente e rendono accessibili in forma pubblica tutte le informazioni relative ai contributi raccolti, alle attività realizzate e agli obiettivi raggiunti nel rispetto delle modalità di cui al comma 1 del presente articolo. 4 (Regolamento) 1 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con proprio decreto, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta un regolamento sulla comunicazione pubblica di cui all'articolo 2. 2 Il regolamento di cui al comma 1 del presente articolo prevede specifiche disposizioni alle quali deve attenersi la comunicazione pubblica nel rispetto dei princìpi e dei criteri generali di cui all'articolo 2, nonché le sanzioni per la mancata osservanza di tali disposizioni da parte dei soggetti pubblici o privati, con o senza scopo di lucro, che promuovono l'iniziativa. 3 Per la predisposizione del regolamento di cui al comma 1 è attivato un tavolo di confronto al quale partecipano il Ministro del lavoro e delle politiche sociali o un suo delegato, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale o un suo delegato e i rappresentanti dei principali soggetti pubblici e privati, con o senza scopo di lucro, che perseguono le finalità previste dall'articolo 1, comma 1. 5 (Organismo di controllo) 1 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito l'Organismo di controllo sulla comunicazione pubblica destinata a pubblicizzare le iniziative di raccolta di fondi di cui all'articolo 1, di seguito denominato «Organismo di controllo». 2 L'Organismo di controllo è presieduto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali o da un suo delegato ed è composto da: a due componenti nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali; b due componenti nominati dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; c quattro componenti nominati, tra i propri membri, dal Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo di cui all'articolo 16 della legge 11 agosto 2014, n. 125; d un rappresentante dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria. 3 L'Organismo di controllo monitora la comunicazione pubblica di cui all'articolo 2, al fine di verificare il rispetto dei princìpi e dei criteri generali di cui al medesimo articolo 2 e delle disposizioni del regolamento di cui all'articolo 4, nonché il rispetto degli obblighi di informazione sulla destinazione dei fondi raccolti di cui all'articolo 3. 4 Qualora i materiali e i messaggi promozionali risultino manifestamente non rispondenti alle disposizioni del regolamento di cui all'articolo 4, l'Organismo di controllo provvede ad applicare le sanzioni previste dallo stesso regolamento. 5 La partecipazione all'Organismo di controllo non può in ogni caso dare luogo alla corresponsione di compensi, rimborsi spese, emolumenti o gettoni di presenza comunque denominati. 6 Le amministrazioni interessate provvedono alla gestione dell'Organismo di controllo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 6 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.