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L'ho suonata per un altro motivo, senatore Centinaio. CENTINAIO (L-SP) . Comunque, colleghi, il programma di Governo lo trovate e, se siete in grado di leggerlo, fatelo. (Commenti dal Gruppo PD) . Lega e Movimento 5 Stelle, responsabilmente, hanno quindi preso atto della situazione venutasi a creare e dell'impossibilità di dare seguito alla loro idea di dare al Paese un Governo impegnato alla realizzazione di un programma, frutto di un impegnativo confronto, partito da posizioni diverse e talora molto distanti. Lega e Movimento 5 Stelle si sono rimesse alle prerogative che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica e valuteranno con favore qualsiasi ipotesi che consenta alla volontà dei cittadini di esprimere al più presto un voto che assicuri la governabilità del Paese: Marcucci, votiamo subito! Confrontiamoci e scontriamoci. Diventerete come i panda, sempre di meno! ( Applausi dai Gruppi L-SP, M5S e FdI). Quanto accaduto in queste ore ci lascia basiti e perplessi, Presidente: l'incarico di formare una squadra di Governo al dottor Cottarelli, sapendo benissimo che il Premier incaricato non riuscirà a superare la prova delle Aule parlamentari. Un incarico conferito pochi minuti dopo aver bloccato il nostro Governo, che stava per nascere, e dopo un comunicato che ha dipinto quel progetto di Governo come quello di coloro che volevano uscire dall'euro e affossare il nostro Paese. Sfidiamo chiunque a trovare una sola riga del contratto di Governo in cui si parli di uscita dall'euro: sfidiamo chiunque a trovare una sola riga che porti a pensare a un progetto irresponsabile. In queste lunghe settimane il gruppo di lavoro ha sempre operato per dare un futuro migliore ai nostri giovani e mai per mettere in difficoltà la nostra gente . (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Ci siamo rivolti agli italiani per bene, a quelli che pagano le tasse, a quelli che ogni mattina hanno la fortuna di poter andare a lavorare, a quelli che purtroppo un lavoro non lo trovano, ai nostri giovani costretti a scappare all'estero, a chi aspetta di andare in pensione dignitosamente e a chi in pensione lo è già; agli imprenditori, sommersi dalle tasse, che falliscono per crediti nei confronti di uno Stato solerte a chiedere il pagamento delle tasse, ma cattivo pagatore dei propri debiti. In queste ore, colleghi, un commissario europeo ha affermato: «I mercati insegneranno agli italiani come votare». Gli italiani non devono prendere lezioni di finta democrazia da nessuno, soprattutto dai vostri amici, che avete appoggiato in tutti questi anni. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Il nostro motto è «prima gli italiani» (il vostro non lo so, non lo abbiamo ancora capito) e lo rivendichiamo con orgoglio. (Commenti dei senatori Cirinnà e Faraone) . Non siamo riusciti a realizzare un Governo ora e questo ci dispiace anche per tutte quelle persone che credevano in noi e che ci fermavano per strada e ci incitavano ad andare avanti. Colleghi, noi siamo ricchi di una cosa: abbiamo la forza delle idee; abbiamo la forza dei nostri senatori e dei nostri deputati, che sono stati eletti dai nostri cittadini; abbiamo la forza di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno creduto e credono nel nostro lavoro e siamo pronti a votare domani. Signor Presidente, torniamo a votare domani e vi manderemo ancora a casa! (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Congratulazioni). BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, devo confessare che ho ascoltato con grande, grandissimo rispetto, come facciamo sempre tutti in quest'Aula, gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, a partire dall'intervento del collega Toninelli, che ha dato il via a questa disamina sulla situazione politica attuale. Francamente non colgo lo spirito - ma mi adeguo - di queste comunicazioni. Ritengo che questa sia una discussione che avrà un senso nel momento in cui un Governo si proporrà a questo Parlamento e noi decideremo, ciascuno per la propria parte (mi sembra che ognuno di noi abbia già anticipato i propri intendimenti), se concedere o no la fiducia. Tuttavia, mi hanno colpito alcuni punti di quanto hanno evidenziato i colleghi che mi hanno preceduto. Il primo tema, a mio avviso fondamentale per le persone che ci guardano da fuori - mi sembra infatti che questi interventi fossero molto, moltissimo orientati, e mi sembra legittimo, ad essere ascoltati dalle persone che ci guardano da fuori - è la nostra posizione rispetto all'Europa. Ebbene, colleghi, alcuni di voi sono reduci da un tentativo di contratto di Governo, noi abbiamo la forza delle nostre posizioni da sempre: in questo momento l'Europa - una porzione dell'Europa, una porzione di rappresentanza dell'Europa - certamente non ci sta aiutando. È evidente che le dichiarazioni del commissario al bilancio Oettinger costituiscano un'offesa nei confronti del nostro Paese. ( Applausi dai Gruppi FI-BP). Nessuno può permettersi di dire all'Italia e agli italiani che saranno i mercati a insegnarci a votare! È altrettanto vero, colleghi, che nemmeno noi possiamo permetterci di lasciare il nostro Paese in una situazione di stallo tale che gli italiani, i nostri primi danti causa, i nostri rappresentati, gli europei, il mondo ci guardino con un atteggiamento sospettoso rispetto alla nostra capacità di trovare una soluzione a questa crisi. Guardate, vorrei essere molto chiara con voi, davvero: noi di Forza Italia sul punto dei veti, delle discriminazioni e delle esclusioni non accettiamo lezioni da nessuno. (Applausi dal Gruppo FI-BP ). Quando ci siamo presentati in Europa, Silvio Berlusconi, primo tra i grandi leader europei, è stato critico nei confronti dell' austerity , critico nei confronti dello strapotere dell'euroburocrazia, critico nei confronti dell'asse Parigi-Berlino, o Merkel-Sarkozy che dir si voglia, pagando sulla propria pelle il prezzo di questo atteggiamento critico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Pagandolo fino in fondo, con esclusioni che non solo la nostra storia, ma la storia del nostro Paese, tutta, ancora deve raccontare. Noi siamo stati, ancora una volta, i primi in Europa a dire che era sbagliato fare la guerra alla Libia. Perché faccio questa considerazione, colleghi? Mentre noi scarichiamo le nostre tensioni su noi stessi e sull'Europa, c'è qualcuno a Parigi, Macron, che in questo momento sta facendo una conferenza sulla Libia, di fatto prendendo il posto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e tentando di esercitare un potere di influenza su una zona che è sempre stata nostra, italiana, prima che si facessero scelte sciagurate. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi, ancora una volta, siamo stati i primi - ed è per questo, perdonatemi, che con un po' di assertività ci sentiamo di dire che non prendiamo lezioni da nessuno - a dire che era profondamente sbagliato imporre sanzioni economiche alla Russia, che per la prima volta nella storia fanno peggio a chi le infligge che a chi le subisce. (Applausi dal Gruppo FI-BP).