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ALLEGATO A Testo delle modifiche allo statuto dell'istituto universitario statale di Salerno, relativo all'istituzione della facoltà di economia e commercio. Art. 1, è modificato nel senso che viene aggiunto all'elenco delle facoltà dell'istituto universitario statale di Salerno la facoltà di economia e commercio. Dopo l'art. 7 e con il conseguente spostamento della numerazione degli articoli successivi, sono aggiunti i seguenti nuovi articoli, relativi all'ordinamento del corso di studi per il conseguimento della laurea in economia e commercio. Facoltà di economia e commercio Art. 8. - La facoltà di economia e commercio conferisce la laurea in economia e commercio. Art. 9. - La durata del corso degli studi per la laurea in economia e commercio è di anni quattro. Sono titoli di ammissione quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Art. 10. - Sono insegnamenti fondamentali: 1) Istituzioni di diritto privato; 2) Istituzioni di diritto pubblico; 3) Diritto commerciale (biennale); 4) Matematica generale; 5) Matematica finanziaria (biennale); 6) Statistica (biennale); 7) Economia politica (biennale); 8) Diritto del lavoro; 9) Scienza delle finanze e diritto finanziario; 10) Economia e politica agraria; 11) Politica economica e finanziaria; 12) Storia economica: 13) Geografia economica (biennale); 14) Ragioneria generale ed applicata (biennale); 15) Tecnica bancaria e professionale; 16) Tecnica industriale e commerciale; 17) Merceologia; 18) Lingua francese o spagnola (triennale); 19) Lingua inglese o tedesca (triennale). Sono insegnamenti complementari: 1) Diritto industriale; 2) Diritto amministrativo; 3) Diritto internazionale; 4) Diritto tributario; 5) Economia dei trasporti; 6) Demografia; 7) Contabilità nazionale; 8) Contabilità di Stato; 9) Sociologia; 10) Diritto regionale; 11) Organizzazione aziendale; 12) Ragioneria pubblica; 13) Storia delle dottrine economiche; 14) Diritto fallimentare; 15) Storia delle dottrine politiche; 16) Lingua araba; 17) Lingua russa; 18) Analisi di mercato; 19) Diritto ed economia delle fonti di energia; 20) Econometria; 21) Economia del turismo; 22) Economia urbanistica; 23) Lingua portoghese; 24) Organizzazione internazionale; 25) Storia del lavoro; 26) Storia economica italiana dell'unità nazionale; 27) Tecnica amministrativa delle imprese marittime; 28) Tecnica conserviera dei prodotti agricoli ed ittici; 29) Tecnica degli scambi e cambi con l'estero; 30) Tecnica delle ricerche di mercato: Gli insegnamenti di diritto commerciale e di geografia economica comportano un unico esame alla fine del corso biennale e per gli altri insegnamenti biennali è prescritto l'esame alla fine di ciascun corso annuale, dovendosi il primo corso considerare come propedeutico al secondo. L'insegnamento triennale delle lingue estere comporta, per ciascuna, una prova scritta ed una orale alla fine del triennio. Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve aver seguito i corsi e superati gli esami di tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in due da lui scelti tra i complementari. Art. 11. - Sono dichiarati propedeutici i seguenti insegnamenti: a) istituzioni di diritto privato per il diritto commerciale, il diritto internazionale, il diritto del lavoro, il diritto industriale, il diritto fallimentare; b) istituzioni di diritto pubblico per il diritto internazionale, il diritto del lavoro, il diritto amministrativo; c) matematica generale, per la matematica finanziaria, per la statistica; d) l'economia politica per la scienza delle finanze e diritto finanziario, la politica economica finanziaria, economia e politica agraria, l'economia dei trasporti e il diritto tributario; e) ragioneria generale ed applicata 1ª e 2ª per la tecnica bancaria e professionale, la tecnica industriale e commerciale. Art. 12. - L'esame di laurea consiste: a) nella discussione orale di una dissertazione scritta svolta dal candidato su argomento da lui scelto, con l'approvazione del professore della materia, in uno degli insegnamenti fondamentali o complementari seguito durante il corso; b) nella discussione di almeno una fra due tesi su argomenti scelti dal candidato in due materie delle quali abbia superati gli esami e che debbono inoltre essere diverse da quelle cui si riferisce la dissertazione scritta. Art. 13. - Alla facoltà di economia e commercio è annessa la biblioteca comune a tutti gli istituti scientifici. Il direttore della biblioteca è nominato dal rettore su proposta del consiglio di facoltà che lo sceglie fra i professori di ruolo e fuori ruolo. Il direttore della biblioteca sovraintende alla stessa e l'amministra a nome e per delega del consiglio di facoltà secondo le norme da queste fissate. Art. 14. - Presso la facoltà di economia e commercio sono costituiti i seguenti istituti: Istituito di statistica; Istituto di ricerche aziendali; Istituto di economia politica; Istituto di storia economica; Istituto giuridico. Tali istituti hanno lo scopo di promuovere e coordinare la ricerca nelle discipline di loro pertinenza. Con apposita deliberazione del consiglio di facoltà sarà provveduto al raggruppamento dei singoli insegnamenti presso ciascun istituto. Ogni istituto è retto da un direttore che è responsabile del funzionamento dell'istituto stesso. Qualora fra gli insegnamenti assegnati ad un istituto ve ne sia uno solo tenuto da un professore di ruolo questi è di diritto il direttore dell'istituto. Nel caso vi siano più professori di ruolo, il consiglio di facoltà, sentito il parere dei medesimi, designerà scegliendo fra essi il direttore dell'istituto il quale resterà in carica tre anni. Nel caso non vi fossero professori di ruolo, il direttore può essere scelto tra i professori incaricati. La nomina è annuale e sarà disposta dal consiglio di facoltà, sentiti i professori che fanno parte dello stesso istituto. Ogni istituto potrà eventualmente disporre, secondo le modalità intese ad assicurare il raggiungimento delle finalità, nel modo più idoneo, di fondi per la ricerca e di borse di studio provenienti da enti pubblici o privati italiani e stranieri. Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per la pubblica istruzione MISASI