[massime]

- Per le ipotesi tipiche e molto limitate di reviviscenza che l'ordinamento costituzionale tollera, v., tra le più recenti, la citata sentenza n. 70/2013. - Per l'affermazione che la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle leggi non può trovare ostacolo nella carenza legislativa che può derivarne e che, al contrario, deve intervenire in caso di vulnus costituzionale, non sanabile in via interpretativa, v. le citate sentenze nn. 278/2013, 113/2011 e 59/1958. - Per l'affermazione che il sindacato circa il rispetto del principio di costituzionalità deve coprire nella misura più ampia possibile l'ordinamento giuridico, v. la citata sentenza n. 1/2014. - Sul diritto del figlio adottivo a conoscere le proprie origini e, quindi, l'identità dei genitori biologici, v. la citata sentenza n. 278/2013. - Nel senso che dall'art. 3 Cost. può essere desunto un canone di "razionalità" della legge svincolato da una normativa di raffronto, v. la citata sentenza n. 87/2012. - Sulla struttura dello scrutinio di ragionevolezza e del test di proporzionalità, v. le citate sentenze nn. 1/2014 e 1130/1988. - Per l'affermazione che «il principio di cui all'art. 3 Cost. è violato non solo quando i trattamenti messi a confronto sono formalmente contraddittori in ragione dell'identità della fattispecie, ma anche quando la differenza di trattamento è irrazionale secondo le regole del discorso pratico, in quanto le rispettive fattispecie, pur diverse, sono ragionevolmente analoghe», v. la citata sentenza n. 1009/1988.