[pronunce]

Al riguardo, va riconosciuto che la separazione degli ambiti di intervento del giudice ordinario e di quello specializzato, delineata dalla disposizione censurata, può evidenziare aspetti disfunzionali in tutti quei casi nei quali il conflitto tra i genitori sulle modalità di affidamento sia destinato a sfociare in provvedimenti restrittivi della responsabilità genitoriale. Ed effettivamente, ancorché il caso in concreto sottoposto al giudice a quo non rientri in tale ultima ipotesi, è nella denunciata frammentazione delle tutele attinenti agli interessi del minore e nel pregiudizio dell'effettività dell'intervento giudiziale sulla responsabilità genitoriale che potrebbe essere ravvisata la lesione dei principi costituzionali. 2.3.1.- La motivazione dell'ordinanza di rimessione, tuttavia, non spiega le ragioni per le quali il denunciato vulnus possa, e debba, essere eliminato mediante l'attribuzione al Tribunale ordinario delle controversie relative alla responsabilità dei genitori, anziché mediante l'attrazione al Tribunale minorile - quale giudice specializzato - delle competenze relative all'affidamento dei minori. Il petitum del rimettente non è supportato da elementi che consentano di ritenere che quella invocata sia l'unica scelta costituzionalmente compatibile. In considerazione della pluralità di soluzioni possibili, nessuna delle quali costituzionalmente obbligata, l'intervento richiesto si caratterizza per un alto tasso di manipolatività. Ciascuna di tali soluzioni comporta, infatti, scelte (anche organizzative) discrezionali, come tali riservate al legislatore (ex plurimis, sentenze n. 223 e n. 23 del 2015; n. 243 del 2014). Ed infatti in sede parlamentare pendono più disegni di legge sull'argomento, che forniscono al riguardo soluzioni diverse da quella prospettata dal rimettente. Proprio in riferimento all'attuale disciplina del riparto di competenze tra Tribunale ordinario e Tribunale per i minorenni questa Corte ha recentemente riconosciuto la ragionevolezza della scelta di attribuire al Tribunale specializzato, da considerarsi "naturale" per la tutela degli interessi dei minori, la competenza in ordine ai provvedimenti relativi al diritto degli ascendenti di mantenere «rapporti significativi» con i nipoti minorenni, «[...] fermo restando che qualsiasi altro e diverso livello di criticità delle soluzioni adottate dal legislatore non può che legittimamente rientrare - specie [...] nella materia processuale - nell'ambito della discrezionalità di cui esso gode» (sentenza n. 194 del 2015). Dalla considerazione di tali argomenti discende un ulteriore motivo di inammissibilità della questione in esame.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 38, primo comma, delle disposizioni di attuazione del codice civile, promosso dal Tribunale ordinario di Firenze con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 maggio 2016. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 giugno 2016. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA