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lo svolgimento effettivo e prevalente delle attività di interesse pubblico e collettivo da parte dei soggetti interessati; il rispetto delle norme di sicurezza di spazi, palchi, aree, attrezzature e ambienti utilizzati per le attività; l'adempimento degli obblighi relativi al regolare pagamento delle retribuzioni, dei compensi e dei relativi oneri previdenziali, assicurativi e fiscali. Ai fini dell'iscrizione nell'Elenco è inoltre richiesta la documentazione necessaria per assicurare il rispetto dei requisiti previsti dalla legge. La Direzione generale spettacolo del Ministero della cultura risponde sull'esito delle domande di iscrizione nell'Elenco entro trenta giorni dal ricevimento della domanda (comma 3). A decorrere dall'anno successivo a quello di prima iscrizione, i soggetti iscritti nell'Elenco sono obbligati a inviare, entro il 31 dicembre di ogni anno, la documentazione di cui alle lettere d) , e) , f) e g) del comma 2 per le attività realizzate nell'anno solare precedente: il mancato invio della documentazione annuale da parte dei soggetti iscritti nell'Elenco entro i termini stabiliti comporta la cancellazione dall'Elenco stesso e la decadenza dai benefìci previsti dalla legge (comma 4). Restano ferme le competenze e le facoltà di verifica, vigilanza e controllo attribuite ai sensi delle normative vigenti agli organi e dalle autorità della pubblica amministrazione nelle materie di interesse di ciascuna di esse (comma 5). L'articolo 4 è dedicato (comma 1) all'individuazione dei piccoli teatri di prossimità o di quartiere, cioè luoghi, spazi o sale che operano per la produzione, la promozione, la diffusione, l'accesso e la fruizione delle produzioni teatrali e delle arti performative e ne favoriscono la circolazione attraverso la programmazione, la messa in scena, l'allestimento di spettacoli e rappresentazioni dal vivo, indipendentemente dal genere, dai modi e dalle forme di rappresentazione, esibizione ed espressione nonché di fruizione e di partecipazione da parte del pubblico. L'accesso alla qualifica di piccoli teatri di prossimità o di quartiere (comma 2) è riservato ai soggetti di diritto privato, compresi le imprese individuali e gli organismi cooperativi, proprietari, possessori, detentori, gestori, concessionari o affidatari, in forza e per effetto della titolarità del relativo titolo giuridico, di spazi e di luoghi dedicati alle attività di cui al comma 1. L'articolo 5 istituisce l'Elenco nazionale dei piccoli teatri di prossimità o di quartiere presso il Ministero della cultura, Direzione generale spettacolo, e definisce le modalità e i criteri per l'iscrizione nell'Elenco su domanda dei soggetti interessati. Dall'iscrizione nell'Elenco discendono il riconoscimento della qualifica di piccolo teatro di prossimità o di quartiere e l'accesso da parte dei soggetti iscritti ai benefìci della legge. Lo stesso articolo detta i criteri e le modalità (commi 1 e 2) per l'iscrizione nell'Elenco che, come già esposto per quanto concerne i live club , rispondono alla necessità di assicurare: lo svolgimento effettivo e prevalente delle attività di interesse pubblico e collettivo da parte dei soggetti interessati; il rispetto delle norme di sicurezza di spazi, palchi, aree, attrezzature e ambienti utilizzati per le attività; l'adempimento degli obblighi relativi al regolare pagamento delle retribuzioni, dei compensi e dei relativi oneri previdenziali, assicurativi e fiscali. Ai fini dell'iscrizione nel suddetto Elenco è, quindi, richiesta la documentazione necessaria per assicurare il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge. Il servizio I – teatro della Direzione generale spettacolo del Ministero della cultura risponde sull'esito delle domande di iscrizione nell'Elenco entro trenta giorni dal ricevimento della domanda (comma 3) e, dall'anno successivo a quello di prima iscrizione, i soggetti iscritti nell'Elenco sono obbligati a inviare, entro il 31 dicembre di ogni anno, la documentazione di cui alle lettere d) , e) , f) e g) del comma 2 per le attività realizzate nell'anno solare precedente. Il mancato invio della documentazione annuale da parte dei soggetti iscritti entro i termini stabiliti comporta la cancellazione dall'Elenco e la decadenza dai benefìci della legge (comma 4). Restano ferme le competenze e le facoltà di verifica, vigilanza e controllo attribuite ai sensi delle normative vigenti agli organi e alle autorità della pubblica amministrazione nelle materie di interesse di ciascuna di esse (comma 5). L'articolo 6 individua e riconosce i centri culturali ibridi di prossimità (commi 1 e 2), cioè i luoghi e gli spazi, al chiuso o all'aperto, che sono aperti e accessibili al pubblico in esito a processi di rigenerazione, recupero, riqualificazione, riattivazione e riconversione e alla promozione e realizzazione di attività di co-progettazione e co-design di immobili di proprietà pubblica o privata. Questi luoghi e spazi sono, dunque, restituiti alle comunità e sono destinati alla produzione, alla promozione, alla diffusione e alla fruizione culturale, creativa e artistica – indipendentemente dal genere, dai linguaggi, dai modi e dalle forme di rappresentazione, esibizione, espressione e fruizione – e svolgono attività a carattere multidisciplinare e multifunzionale, promuovendo l'innovazione e la sperimentazione, la coesione e l'inclusione sociale, anche attraverso la realizzazione di servizi educativi e di servizi per la comunità e per i territori. Le attività descritte devono essere le attività prevalenti dei centri culturali ibridi di prossimità e i centri operano anche in ambiti e in settori diversi per finalità di educazione e di didattica, per la progettazione e la realizzazione di attività, programmi e servizi per le comunità, per i territori, per la persona e per i giovani, nonché per l'inclusione e la coesione sociale. La qualifica di centri culturali ibridi di prossimità può essere riconosciuta ai soggetti di diritto privato, ivi comprese le imprese individuali e gli organismi cooperativi (comma 3), che sono proprietari, possessori, detentori, gestori, concessionari o affidatari degli spazi e dei luoghi definiti dai commi 1 e 2, in possesso dei titoli giuridici attestanti la proprietà, il possesso, la detenzione, la gestione, la concessione o l'affidamento dello spazio o del luogo per il quale si richiede il riconoscimento di centro culturale ibrido di prossimità, da almeno un anno alla data di richiesta del riconoscimento medesimo. Anche in questo caso, viene istituito (comma 4) un Elenco nazionale dei centri culturali ibridi di prossimità, presso la Direzione generale creatività contemporanea del Ministero della cultura. L'iscrizione nell'Elenco avviene su domanda dei soggetti interessati.