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è una questione di posizionamento geopolitico europeo e a livello mondiale. Pensate a quello che fate e non votate per la tagliola. (Applausi) . Un ultimo appello a Italia Viva: rinunciate alla formulazione «omofobia e transfobia». Era anche la mia, era anche nel mio testo originale, ma vi ho rinunciato, perché è stata sconfitta dalla storia e dalla giurisprudenza. La terminologia adatta e attestata dal punto di vista giurisprudenziale è «orientamento sessuale e identità di genere». Rinunciate alla bandierina e un compromesso, un accordo si trova. Infine, Presidente, ai senatori Calderoli e La Russa, proponenti dello strumento regolamentare della tagliola, chiedo di rinunciare al voto segreto. Se siete convinti delle vostre motivazioni, rinunciate al voto segreto e consentite ai senatori e alle senatrici di quest'Aula di guardare in faccia, a viso aperto, gli elettori e di assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese. Rinunciate al voto segreto. Il nostro voto sarà naturalmente contrario alla tagliola. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, credo sia veramente paradossale se in quest'Aula dovesse prevalere - naturalmente cosa assolutamente non auspicata da chi ha sostenuto un provvedimento contro le discriminazioni omotransfobiche - la richiesta di non passaggio agli articoli. Il paradosso sarebbe che gli unici a non aver potuto discutere, proporre, presentare emendamenti al provvedimento sarebbero gli unici che avrebbero dovuto scrivere il provvedimento stesso, e cioè i senatori. Se dovesse essere approvata la richiesta di non passaggio agli articoli, tutti avranno parlato di disegno di legge Zan - l'avranno fatto gli influencer il 1° maggio, lo avrà fatto Letta da Fazio, lo avranno fatto i giornalisti e i commentatori - e gli unici che non potranno discutere del provvedimento e non potranno apportarvi modifiche o mantenerlo come è saranno i senatori della Repubblica. (Applausi) . Io credo che questo sia veramente scandaloso, perché abbiamo sentito tutte le forze politiche e tutte, Presidente, hanno detto di volere questo provvedimento. Dopodiché, le forze politiche decidono diversamente: chi presentando la richiesta di voto segreto, chi costringendoci allo scontro, nonostante ci sia stata la volontà di discutere sul testo; chiedendo anche soltanto una settimana almeno per verificare se sulle parole del segretario del Partito Democratico Letta si potessero costruire le condizioni affinché ne potessero scaturire delle conseguenze immediate. E parlo di quel Partito Democratico che, per mesi, ha detto, all'interno di quest'Aula, che il provvedimento si sarebbe votato così com'era, senza modifiche: quel partito che domenica scorsa - non un secolo fa, ma qualche giorno fa - ha detto, attraverso le parole del suo massimo esponente, che si sarebbe aperto al dialogo e avrebbe tentato di modificare il provvedimento per farlo approvare da quest'Assemblea. Sono passate soltanto alcune ore e abbiamo verificato, tramite la convocazione della Commissione da parte del presidente Ostellari, la possibilità di avviare un ragionamento di merito, Presidente, perché in quest'Aula non si sta parlando del merito. Si sta parlando non della legge contro le discriminazioni omotransfobiche, ma di tutt'altro, Presidente. Non si è potuta affrontare la discussione di merito, perché anche ieri, davanti a chi proponeva - e lo abbiamo fatto noi come Italia Viva, dal primo giorno - di sedersi a discutere dei singoli articoli, delle modifiche e di cosa deve rimanere, è sempre stato posto un problema di metodo - «devono prima ritirare quel provvedimento», «non devono chiedere quel voto» - senza mai poter discutere nel merito. Oggi avvertiamo anche come un po' patetico, Presidente, l'appello a Italia Viva da parte della collega Malpezzi e della collega Maiorino. Senatrice Maiorino, quando noi abbiamo votato le unioni civili in quest'Aula, lei dov'era? (Applausi) . Lei votava contro! Il suo Gruppo votava contro le unioni civili e, quindi, lezioni e appelli da lei a votare questo provvedimento non ne prendiamo. (Applausi) . Se oggi il provvedimento è arrivato in Aula, Presidente, lo dobbiamo a Italia Viva che, in tutti i passaggi - in tutti i passaggi! - ha votato in maniera decisiva a favore della trattazione del provvedimento. (Commenti. Richiami del Presidente). In tutti i passaggi, dalla Conferenza dei Capigruppo, in cui il voto del Presidente del Gruppo Italia Viva (il sottoscritto) è stato decisivo affinché si calendarizzasse il provvedimento, a quando si è votato, costantemente, Italia Viva è stata determinante affinché il provvedimento arrivasse fino a questo punto. Noi faremo il nostro dovere fino in fondo, pur non avendo condiviso per nulla questo muro contro muro, è l'issare bandierine ideologiche che mieteranno vittime, se non dovesse passare il provvedimento, soltanto fra quelli che saranno i beneficiari di una legge contro la discriminazione omotransfobica, perché su questo punto c'è un vuoto normativo. Se non ci interroghiamo su come trovare una conclusione, quel vuoto normativo continuerà ad esserci. E tutti quelli che hanno gridato, chiacchierato, blaterato che non c'è la legge, che quelle persone rimangono scoperte e che le discriminazioni avvengono ogni giorno, saranno complici di chi non voleva questo provvedimento, perché lo scontro ideologico, il voto segreto e la roulette russa cui ci stanno costringendo mettono a repentaglio l'approvazione della legge. Oggi, quindi, voteremo contro la proposta di non passaggio all'esame degli articoli, perché siamo convinti che questo provvedimento debba essere approvato e discusso dai senatori e non nei talk show : non in piazza, ma dai senatori. (Applausi) . I senatori devono poter svolgere un ruolo anche di modifica e non è accettabile chi dice che la legge o si prende così com'è, o non se ne fa nulla. Sono un legislatore e, come tale, ho il diritto e il dovere di partecipare a modificare e a migliorarne il testo. Pertanto, signor Presidente, voteremo contro la proposta di non passaggio all'esame degli articoli, auspicando che con il nostro voto la legge rimanga nel binario della discussione del Senato. Auspichiamo sempre che il dialogo possa ripartire, anche dopo questo voto, perché di voti segreti rischiano eventualmente di essercene degli altri. E, se non si trova un'intesa in Assemblea, questo provvedimento non verrà approvato e le donne e gli uomini che lo aspettano saranno vittime di uno scontro ideologico che con loro non ha nulla a che fare. (Applausi) . *QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Signor Presidente, interverrò solo per pochi minuti. Avrei rinunziato a questo intervento, perché non condivido i toni ultimativi che sono stati utilizzati in quest'Aula e ritengo che questo sia un passaggio in una vicenda complessa. Ma ho deciso di chiedere la parola innanzitutto per un motivo regolamentare: