[resaula]

territorialmente, sono tra le più alte del mondo. Ma pensate solo al vantaggio turistico. Siamo a Roma e si potrebbe raggiungere Parigi in sette ore, utilizzando quella tratta. Che significato avrebbe, in termini di beneficio, per il sistema Italia? La discriminante, quindi, sta nell'altra scelta. La questione non scegliere a favore o contro la galleria, anche se, comunque, 25-26 chilometri sono già costruiti, dei discendenti, più sette della principale. La scelta sta tra l'essere al centro o alla periferia. Sta nel fare degli altri porti, Genova e Trieste, l'attracco naturale dei traffici mediterranei e tra Est-Ovest. Altrimenti, solo con un Nord-Sud (anzi, con un Sud-Nord, in questo caso) avremmo traffici semidomestici per l'Europa. Vogliamo che l'Italia delle nuove generazioni non sia l'Italia dei pensionati o del reddito di cittadinanza, salvo che, senza giovani che pagano, si va verso il Venezuela. Questa è la realtà, se non ci sviluppiamo. Questo è il motivo che ha portato il Governo Berlusconi, nel 2004, a ratificare i primi accordi internazionali. Permettetemi anche, essendo piemontese, di fare un richiamo storico, già citato dal collega Malan nei giorni scorsi. Andate a leggere la discussione sulla costruzione del traforo del Fréjus del 1857. I contrari sostenevano che vi transitavano solo pochi asini che trasportavano poca merce in Savoia e in Rhône-Alpes. Cavour disse al re che, se non si fosse costruita la galleria del Fréjus, sarebbe stato opportuno trasferire la Capitale a Genova, perché il futuro era nei commerci. Torino la realizzò e nei trenta anni successivi vi fu uno sviluppo enorme. Nacquero FIAT, RAI, SIP, Venchi, SNIA i nomi che hanno caratterizzato il boom produttivo e industriale del nostro Paese. Questo è il dato. Questo è il significato. Ma leggete anche la discussione del Parlamento di Roma, che è istruttiva, allorquando i contrari alla galleria del Gottardo sostenevano che non aveva senso che fosse pagata per il 70 per cento dall'Italia, dal momento che la galleria del Gottardo era tutta, al 100 per cento, in territorio svizzero. Anche questo è istruttivo. Quali erano i costi e i benefici, allora? Non era neanche possibile considerare, come ha fatto il professor Ponti, i pedaggi autostradali come un beneficio pari a 6.100 milioni di euro. A questo punto, invito a calcolare il beneficio relativo alla cosiddetta terra dei fuochi, visto che non c'è costo pubblico nel fare l'operazione: c'è un danno ambientale. Eppure, allora i nostri predecessori decisero di andare avanti: capirono che significava lavoro. Dal Nord Italia si fermò l'esodo verso gli altri Paesi (principalmente, a quei tempi, il Sud America). Colleghi, non c'è più da discutere: la TAV è per questo Paese - non per Torino o Milano - il futuro e significa sviluppo per i nostri figli e le nuove generazioni, ben oltre i 300 o gli 800 milioni di euro immediati, entro il giorno 20, e i 500 milioni successivamente che costituirebbero un danno erariale. La mancata attuazione di una norma del Parlamento, per effetto di un altro voto del Parlamento, è danno erariale e dovrebbe essere pagato da chi lo causa, in questo caso il ministro Toninelli e tutti coloro che, complici con lui, producono tale danno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Concludo con una citazione. Non ricorro spesso alle citazioni, ma permettetemi di citare il ministro Tria: «Nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che un Governo che cambia non sta ai patti…». (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Bonino e Pittella. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Patuanelli per illustrare la mozione n. 88. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, è stato detto che si paventa un danno erariale quando si decide di ripensare a un'opera. Vorrei capire se, in questo Paese, si è mai paventato un danno erariale quando sono stati spesi male soldi pubblici. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo ragionamento non l'ho mai sentito fare. Credo ci sia un elemento di coerenza e chiarezza su un tema che ha una componente tecnica complessa e un ancor più complessa componente politica. Su questo tema non voglio essere ipocrita: è evidente che le due forze che governano il Paese partono da due posizioni diverse su quest'opera, è inutile negarlo e girarci intorno, e vi è poi la complessità tecnica. Come dicevo, se c'è un elemento di coerenza nella nostra azione su quest'opera - e in generale su come vengono spesi i soldi pubblici - è quello di analizzare le modalità con cui spendiamo i soldi pubblici e gli obiettivi che ci prefiggiamo, nonché valutare se le allocazioni di risorse consentono l'effettiva realizzazione degli obiettivi che ci si è preposti. Colleghi, non stiamo parlando di 4 euro. Pertanto - su questo credo che la maggioranza sia totalmente compatta - l'approfondimento che abbiamo voluto fare su quest'opera specifica, tenuto conto delle tante esigenze del Paese, è necessario e si sarebbe dovuto fare molto spesso anche in passato quando sono state spese risorse pubbliche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sta passando il messaggio di un Governo del no e di un bloccare le opere, dando la responsabilità prevalentemente a una componente della maggioranza, nonostante, però, qualche giorno fa, sono stati allocati 11,3 miliardi di euro di risorse pubbliche (ovviamente non in un'annualità, ma oltre 3 miliardi di euro sono previsti per il solo 2019) per un grande piano di protezione idrogeologica del Paese, che certamente porterà grandi vantaggi. Infatti, eseguire opere e fare lavori fa crescere l'economia, l'indotto e il PIL. Inoltre, questo piano porterà anche a un grande risparmio negli anni, perché la tutela del territorio consentirà di risparmiare sui costi per fronteggiare gli eventuali danni causati dai disastri idrogeologici. Abbiamo visto recentemente - anche nell'ottobre scorso - che cosa succede quando c'è un po' di maltempo. Pensare allora a proteggere il nostro Paese e a prevenire credo che sia una cosa molto utile. Da questo punto di vista, il dibattito anche televisivo e mediatico che si sta facendo sul TAV certamente non ha paragoni rispetto a quello che avremmo dovuto fare su quel grande piano proteggi Italia (Applausi dal Gruppo M5S) su cui abbiamo investito tantissimi soldi. Non una volta ci è stato chiesto di parlare di quell'elemento, mentre ogni giorno ci viene chiesto di parlare di un piccolo tratto di un corridoio transfrontaliero che già non arriva a Lisbona (dal momento che il Portogallo ne è uscito) e che già vede altri Paesi che stanno uscendo da questo progetto. Ciò non perché si voglia bloccare lo sviluppo europeo delle infrastrutture, ma semplicemente perché, rispetto a previsioni del 1994, si è preso atto di alcune cose, anche sulle modalità di trasporto merci, anche sulle potenzialità di sviluppo delle infrastrutture: