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Con effetto dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, all'articolo 6, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono aggiunte, in fine, le parole "note di trascrizione, iscrizione ed annotazione, da presentare alle conservatorie dei registri immobiliari, con esclusione di quelle relative agli atti degli organi giurisdizionali, con le modalità ed i termini stabiliti con decreto del Ministro delle finanze. Il Ministro delle finanze, con proprio decreto, può escludere dall'obbligo le note relative ad atti non indicativi di capacità contributiva". All'articolo 14, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le parole "e dagli uffici del registro con le modalità indicate nell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 634 "sono sostituite dalle seguenti: "dagli uffici del registro con le modalità indicate nell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972; n. 634, e dalle conservatorie dei registri immobiliari con le modalità indicate nell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 635". L'articolo 10 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 27 dicembre 1946, n. 469, nel testo modificato dall'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1955, n. 72, è sostituito dal seguente: "La competenza in via amministrativa a pronunciarsi circa l'ammissione del rimborso dell'imposta generale sull'entrata nei casi previsti dall'articolo 47 del regio decreto-legge 9 gennaio 1940, n. 2, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 19 giugno 1940, n. 762, è deferita all'intendenza di finanza, quando l'importo dell'imposta non superi la somma di cinquanta milioni; al Ministero delle finanze, negli altri casi". Il termine del 31 dicembre 1982 previsto dall'articolo unico della legge 30 dicembre 1980, n. 893, è prorogato al 31 dicembre 1984. È fatta comunque salva la facoltà del Ministro delle finanze di provvedere, con decreto da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, alla soppressione di alcuni degli uffici distrettuali delle imposte dirette inclusi nella tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 644. Le minori entrate derivanti dall'applicazione del presente decreto sono valutate in complessive lire 6.980 miliardi. Alle minori entrate derivanti dall'applicazione del presente decreto nell'anno 1983, valutate in lire 5.160 miliardi, si provvede, quanto a lire 2.850 miliardi, con riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo n. 6820 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il medesimo anno finanziario e, quanto a lire 2.310 miliardi, con quota parte delle maggiori entrate di cui al presente decreto recante misure in materia tributaria. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge". L'articolo 12 è soppresso. Gli atti ed i provvedimenti adottati, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, in applicazione delle disposizioni dell'articolo 3 del decreto-legge 30 dicembre 1982, n. 953, e dell'articolo 6 del medesimo decreto, nella parte in cui aboliva l'esenzione, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, per le prestazioni dei servizi di vigilanza o custodia di Cui al regio decreto-legge 26 settembre 1935, n. 1952, nonché gli atti ed i provvedimenti adottati, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, in applicazione delle disposizioni dell'articolo 8, primo e secondo comma, e dell'articolo 13 dello stesso decreto-legge 30 dicembre 1982 n. 953, per quanto riguarda le cessioni dei prodotti indicati nella tabella allegata al decreto-legge, e non più ricompresi nell'elenco di cui al primo comma dell'articolo 4 del decreto stesso, come modificato dalla presente legge, restano validi anche ai fini degli atti e dei provvedimenti ad essi conseguenti e conservano efficacia rapporti giuridici sorti sulla base delle medesime disposizioni. Le ritenute operate, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, per effetto dell'articolo 3 del decreto-legge 30 dicembre 1982, n. 953, sulle provvigioni di competenza di periodi di imposta anteriori al 1 gennaio 1983 si scomputano dall'imposta relativa al periodo di imposta chiuso al 31 dicembre 1982. Per i soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche il cui periodo di imposta non coincide con l'anno solare le ritenute operate sulle provvigioni di competenza di periodi di imposta o di frazioni di periodi di imposta anteriori al 1 gennaio 1983 si scomputano dalla imposta relativa al periodo di imposta nel quale le ritenute stesse sono state operate. Per le ritenute operate sulle provvigioni di competenza dell'anno 1983 nei confronti dei soggetti di cui al quinto comma dell'articolo 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, ai fini dello scomputo delle predette ritenute si applicano i criteri di cui al comma precedente. L'imposta erariale di consumo di cui all'originario articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 1982, n. 953, non concorre alla formazione della base imponibile dell'imposta sul valore aggiunto per le cessioni e le importazioni effettuate fino alla data di entrata in vigore della presente legge. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma addì, 28 febbraio 1983 PERTINI FANFANI - FORTE - GORIA - BODRATO - DARIDA Visto, il Guardasigilli: DARIDA