[pronunce]

dalla sovrapposizione di nuove funzioni statali a quelle già svolte dalle Regioni, con conseguenze negative in termini di certezza del diritto e di efficienza dell'azione amministrativa; dalla riduzione delle garanzie imposte dalle norme vigenti in materia di scarichi e di rifiuti; dalla restrizione della nozione di danno ambientale e delle relative ipotesi risarcitorie. 24. – In prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Puglia ha depositato una memoria nella quale si sofferma sull'evoluzione normativa che ha fatto seguito all'entrata in vigore del d.lgs. n. 152 del 2006, rilevando come sia stata disposta la proroga delle preesistenti Autorità di bacino con il decreto legislativo n. 284 del 2006. Pertanto, la difesa regionale rileva che, in relazione all'art. 63, comma 3, «deve considerarsi venuto meno l'interesse della Regione Puglia all'impugnativa proposta, in ragione dell'intervenuto aggiustamento in via legislativa». Per il resto, invece, la difesa regionale conferma le censure di incostituzionalità formulate nel ricorso. 25. – La Regione Campania ha promosso, con ricorso notificato il 13 giugno 2006 e depositato il successivo 21 giugno (reg. ric. n. 78 del 2006) , questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento agli artt. 76, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione. La ricorrente prospetta le medesime questioni di legittimità costituzionale proposte dalla Regione Emilia-Romagna con il ricorso n. 56 del 2006 e, in prossimità dell'udienza pubblica, ha depositato memoria con la quale insiste nelle conclusioni già rassegnate nel ricorso. 26. – La Regione Marche ha promosso, con ricorso notificato il 13 giugno 2006 e depositato il successivo 21 giugno (reg. ric. n. 79 del 2006) , questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 57, 58, 61, 63, 64, 65 del d.lgs. n. 152 del 2006, lamentando la violazione degli artt. 76, 117 e 118 Cost. e del principio di leale collaborazione. La ricorrente prospetta, in riferimento ai predetti parametri costituzionali, le medesime questioni di legittimità costituzionale proposte dalla Regione Toscana con il ricorso n. 69 del 2006. 27. – In prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Marche ha depositato una memoria nella quale afferma che, in virtù dell'evoluzione normativa successiva all'entrata in vigore del d.lgs. n. 152 del 2006, si può verosimilmente ritenere cessata la materia del contendere in relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 63, comma 3, «anche in considerazione dell'efficacia evidentemente retroattiva delle modifiche relative al regime transitorio». Per il resto, invece, la difesa regionale conferma le censure di incostituzionalità formulate nel ricorso. 28. – La Regione Basilicata ha promosso, con ricorso notificato il 13 giugno 2006 e depositato il successivo 23 giugno (reg. ric. n. 80 del 2006) , questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento agli artt. 76, 117 e 118 Cost. ed al principio di leale collaborazione. Secondo la ricorrente, le norme impugnate violano l'art. 1, comma 1, della legge n. 308 del 2004, in quanto eccedono il limite del «riordino, coordinamento e integrazione», fissato nella legge di delega , e l'art. 1, commi 8 e 9, della medesima legge, poiché il legislatore era tenuto a non modificare il sistema preesistente delle attribuzioni regionali. Pertanto, il legislatore delegato non aveva «il potere di abrogare le norme ed il sistema delineato dalla legge n. 183 del 1989 e di sostituirlo con un sistema diverso, […] di tipo centralistico». Al contempo, le norme censurate avrebbero espropriato le Regioni delle proprie attribuzioni nelle materie in oggetto, con conseguente violazione dell'art. 117 Cost. e del principio di sussidiarietà. Secondo la difesa regionale, lo Stato, trattandosi di una materia (la difesa del suolo) che afferisce al governo del territorio, avrebbe potuto dettare solo norme di principio, senza possibilità di riservarsi funzioni amministrative, se non nel rispetto del principio di leale collaborazione e quindi attraverso procedure di codecisione tra Stato e Regione. 29. – In tutti i giudizi, ad eccezione di quello promosso con il ricorso n. 68 del 2006, è intervenuta l'Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF Italia) - Onlus, chiedendo che le norme impugnate dalle Regioni siano dichiarate illegittime e, in prossimità dell'udienza di discussione, ha depositato memorie con le quali insiste nelle conclusioni già rassegnate negli atti di intervento. 30. – Nel giudizio introdotto dal ricorso n. 70 del 2006 sono intervenute la Biomasse Italia s.p.a., la Società Italiana Centrali Termoelettriche – SICET S.r.l. , la Ital Green Energy S.r.l. e la E.T.A. Energie Tecnologie Ambiente s.p.a., chiedendo che la Corte costituzionale dichiari l'inammissibilità e comunque l'infondatezza delle questioni promosse dalla Regione Piemonte. Successivamente, le stesse società hanno depositato una memoria con la quale insistono nelle conclusioni formulate nell'atto di intervento e, per alcune questioni, chiedono una dichiarazione di «sopravvenuta improcedibilità».1. – Le Regioni Emilia-Romagna (con due distinti ricorsi), Calabria, Toscana, Piemonte, Valle d'Aosta, Umbria, Liguria, Abruzzo, Puglia, Campania, Marche, Basilicata, hanno proposto in via principale, tra l'altro, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 55, 57, 58, 59, 61, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 72, 116, 117 e 175 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), lamentando la violazione degli artt. 3, 5, 11, 76, 97, 114, 117, 118, 119 e 120 della Costituzione, dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), degli artt. 2, lettere d), e), f), g), i), m), q), 3, lettera d), e 4 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), del principio di leale collaborazione e del principio di legalità. Stante la loro connessione oggettiva, i suddetti ricorsi devono essere riuniti ai fini di un'unica pronuncia. 2.