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questa aggressione ha mandato all'ospedale un detenuto con un orecchio reciso, un vero e proprio regolamento di conti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi gravi fatti e se ritenga che la casa circondariale di Salerno non necessiti di rinforzare, con maggiori dotazioni di uomini e mezzi, il fondamentale compito svolto dalla Polizia penitenziaria. Atto n. 4-01205 BRIZIARELLI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 4 gennaio 2019 il responsabile dell'ufficio stampa del Comune di Palermo si sarebbe rivolto in modo offensivo sui social network nei confronti del Ministro dell'interno, Matteo Salvini; rispondendo ad un tweet del Ministro, il dipendente comunale avrebbe commentato utilizzando un'espressione ingiuriosa, prontamente stigmatizzata dal leader leghista, che ne ha rilevato la scarsa professionalità; considerato che: il "testo unico dei doveri del giornalista", approvato dal consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti nelle riunioni del 15-17 dicembre 2015 e del 26-28 gennaio 2016, prevede, tra l'altro, che il giornalista debba rispettare il prestigio e il decoro dell'ordine e delle sue istituzioni e debba applicare i principi deontologici nell'uso di tutti gli strumenti di comunicazione, ivi inclusi i social network ; l'articolo 10 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come sostituito dall'articolo 1, comma 44, della legge 6 novembre 2012, n. 190, dispone che, nei rapporti privati, il dipendente non deve assumere nessun comportamento che possa nuocere all'immagine dell'amministrazione; rilevato che: il sindaco di Palermo ha dichiarato pubblicamente di essere stato informato della vicenda e di aver conseguentemente dato incarico al segretario generale dell'ente, al fine di valutare l'opportunità di adottare provvedimenti disciplinari; un dipendente pubblico che si rivolge pubblicamente ad un Ministro della Repubblica in termini offensivi nuoce all'immagine dell'amministrazione di appartenenza, oltre a gettare discredito su una delle principali cariche istituzionali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti richiamati; quali iniziative di propria competenza intenda assumere al fine di assicurare che i pubblici dipendenti operino nel rispetto delle norme deontologiche richiamate e, in ogni caso, in modo da non recare nocumento all'immagine della pubblica amministrazione e delle cariche istituzionali. Atto n. 4-01206 CRUCIOLI Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 7 ottobre 2015 il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria pro tempore dava notizia al presidente del Tribunale di Savona e al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Savona del piano di ammodernamento del patrimonio penitenziario edilizio che avrebbe portato alla chiusura della casa circondariale "Sant'Agostino" di Savona con contestuale edificazione di una nuova struttura in prossimità della città e ricollocamento dei detenuti in attesa di giudizio presso l'istituto penitenziario di Genova "Marassi"; con decreto del Ministro della giustizia 28 dicembre 2015 veniva soppressa la casa circondariale Sant'Agostino di Savona; in data 19 gennaio 2016 il provveditorato regionale per la Liguria (Servizio della performance delle strutture penitenziarie) relazionava in merito al sopralluogo presso tale istituto, al fine di verificare la messa in sicurezza dei luoghi, per proseguire con le attività di restituzione dell'immobile all'Agenzia del demanio e del territorio; con decreto n. 2308 del 22 gennaio 2016 il provveditorato Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria provvedeva all'istituzione dell'ufficio stralcio della soppressa casa circondariale presso la scuola di formazione e aggiornamento del Corpo di Polizia e del personale dell'amministrazione penitenziaria di Cairo Montenotte "Andrea Schivo"; in data 3 giugno 2016 si concludevano le operazioni di dismissione con la chiusura definitiva della struttura; considerato che: i detenuti in attesa di giudizio residenti nella casa circondariale di Savona sono stati ricollocati presso l'istituto penitenziario di Marassi, già in parte sovraffollato; ai sensi dell'articolo 7 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, in corso di conversione da parte del Parlamento, rubricato "Misure urgenti in materia di edilizia penitenziaria", entrato in vigore il 15 dicembre 2018, sono state assegnate nuove funzioni al personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di cui all'articolo 35, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395, per far fronte all'emergenza determinata dal progressivo sovraffollamento delle strutture carcerarie e per consentire una più celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria, si chiede di sapere: quali siano le intenzioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria circa la realizzazione di una nuova casa circondariale nel savonese, anche alla luce del programma dei lavori di cui all'articolo 7 del decreto-legge n. 135, attualmente in fase di elaborazione; quale sia la futura destinazione d'uso dell'ex casa circondariale di Savona ad oggi in proprietà dell'Agenzia del demanio. Atto n. 4-01207 FATTORI TRENTACOSTE NATURALE MOLLAME Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: l'ente attualmente denominato "consorzio di Lavinio S. Olivo e S. Anastasio" è stato costituito con deliberazione del Consiglio comunale di Anzio (Roma) del 25 luglio 1951 con il diverso nome "consorzio di Lavinio S. Olivo"; nella seduta del 7 aprile 1970 della Camera dei deputati, durante la discussione parlamentare, su richiesta dell'on. Averardi, riguardante la natura giuridica del consorzio, il Ministro dell'interno pro tempore Restivo dichiarò che le opere realizzate dal consorzio non presentavano le caratteristiche specificatamente e analiticamente richieste dall'articolo 21 del testo unico delle spese idrauliche di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, per l'attribuzione della qualifica di consorzio. Ciò perché l'attività svolta dal consorzio è quasi esclusivamente indirizzata alla costruzione di strade e di altri servizi che si riferiscono ad opere di urbanizzazione e lottizzazione della zona. In quell'occasione precisò, inoltre, che anche la Prefettura di Roma aveva accertato che gli scopi prefissi e riportati dallo statuto consortile configuravano finalità estranee alla ragion d'essere di un consorzio di natura pubblica; di conseguenza, su parere dell'Avvocatura dello Stato, la stessa Prefettura, con nota del 6 marzo 1964, n. 1750, aveva già comunicato al consorzio la sua natura di ente di diritto privato;