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Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e alla legge 25 marzo 1993, n. 81, concernenti il computo dei votanti per la validità delle elezioni comunali e il numero delle sottoscrizioni per la presentazione dei candidati alle medesime elezioni. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è la riproposizione dell'atto Senato n. 1196, già presentato ed approvato dal Senato in prima lettura nel corso della XVIII legislatura e ripresentato ai sensi dell'articolo 81 del Regolamento. Il disegno di legge in oggetto ha l'obiettivo di apportare alcune modificazioni alla disciplina vigente in materia di elezioni comunali. L'articolo 1, comma 1, incide sull'articolo 71, comma 10, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (TUEL), di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, concernente il quorum strutturale necessario per la validità dell'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti, il quale, nel testo vigente, stabilisce che nei predetti comuni, qualora sia stata ammessa e votata una sola lista, risultino eletti « tutti i candidati compresi nella lista ed il candidato a sindaco collegato » nel caso in cui siano rispettate le seguenti condizioni: 1) abbia partecipato alla votazione almeno il 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune ( quorum strutturale); 2) l'unica lista presentata o ammessa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento del numero dei votanti ( quorum funzionale). Nel caso in cui tali condizioni non si verifichino, l'elezione è nulla. In tale contesto normativo il comma 1 dell'articolo 1 della proposta conferma l'impianto della disciplina vigente, ma modifica una delle richiamate condizioni al ricorrere delle quali, come detto, l'elezione nei comuni con meno di 15.000 abitanti, in cui sia stata ammessa e votata una sola lista, è considerata valida. Nello specifico, per un verso, viene confermato il quorum funzionale, ribadendo la condizione secondo cui l'unica lista eletta deve aver riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti; per l'altro verso, viene diminuito il quorum strutturale, stabilendo: – che il numero dei votanti debba essere almeno pari al 40 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune; – che « ai fini del presente comma », cioè ai fini della determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune, non si tenga conto degli elettori iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) « che non hanno votato ». Il riferimento agli elettori iscritti all'AIRE « che non hanno votato » è da intendersi rivolto agli elettori che non hanno preso parte alla medesima procedura elettorale di cui occorre verificare il quorum strutturale. La disposizione mira dunque a scomputare gli elettori iscritti all'AIRE ai fini della determinazione del quorum strutturale cui è subordinata la validità delle elezioni nei comuni con meno di 15.000 elettori in cui sia stata ammessa e votata una sola lista. In relazione a tale disposizione si ricorda che nel corso delle audizioni svolte sul provvedimento durante l' iter al Senato del disegno di legge nella scorsa legislatura sono state in particolare ricordate le difficoltà in molti comuni, « per le note problematiche legate allo spopolamento ed al voto degli elettori aventi diritto, sia dei residenti ma anche di quelli iscritti all'AIRE », ed è stato precisato che i residenti all'estero « generalmente non esercitano più questo diritto da tempo e contribuiscono al mancato raggiungimento del quorum previsto per la validità delle elezioni ». Inoltre, sul citato articolo 71, comma 10, del TUEL si è espressa anche la Corte costituzionale (che era stata adita dal Consiglio di Stato), con la sentenza n. 242 del 2012. Il giudice rimettente, in sintesi, partendo dalla considerazione che i residenti all'estero non partecipano alla vita locale e non subiscono direttamente gli effetti delle scelte amministrative e normative compiute dagli organi elettivi, dubitava della legittimità costituzionale dell'articolo 71, comma 10, del TUEL che condiziona invece la validità delle elezioni al raggiungimento di un quorum dei votanti rapportato anche ai residenti all'estero iscritti nelle liste elettorali, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno esercitato il diritto di voto. Nelle parole del Consiglio di Stato, la norma avrebbe finito col determinare un'eccessiva compromissione del voto degli abitanti, in quanto condizionato da quello dei residenti all'estero avulso dalla partecipazione responsabile alla vita democratica. L'estromissione dal quorum degli iscritti all'AIRE avrebbe di contro assicurato il giusto equilibrio tra le due categorie di elettori, senza peraltro incidere sulla capacità elettorale dei residenti all'estero e sul loro diritto elettorale. Pur rigettando la questione di legittimità prospettata dal giudice remittente, atteso che la disposizione è giudicata frutto del legittimo (in quanto non manifestamente irragionevole) esercizio del potere spettante al Parlamento, la Corte non ha mancato di « ritenere opportuna, da parte del legislatore, una rimeditazione del bilanciamento di interessi attuato in detta norma ». La Corte ha inoltre evidenziato che: « [l]e considerazioni del rimettente sugli inconvenienti derivanti dalla assenza (cui è auspicabile che il legislatore ponga rimedio) di una normativa agevolativa del voto dei residenti all'estero con riguardo alle elezioni amministrative, e i rilievi dello stesso giudice diretti ad una “diversa formulazione” della norma in esame, anche in ragione dei segnalati suoi profili di non piena coerenza, nel testo attuale, con la disciplina di settore, [.. ] inducono a ritenere opportuna, da parte del legislatore, una rimeditazione del bilanciamento di interessi attuato in detta norma » sebbene « non ne evidenziano un tasso di irragionevolezza manifesta, tale da comportarne la caducazione da parte di questa Corte » (Considerato in diritto n. 5, secondo capoverso). I medesimi effetti del comma 1 dell'articolo 1 (conferma del quorum funzionale, riduzione del quorum strutturale e scomputo degli elettori iscritti all'AIRE ai fini della sua determinazione nei comuni sino a 15.000 abitanti, ove sia stata ammessa e votata una sola lista) sono già stati anticipati, limitatamente all'anno 2021 e all'anno 2022, rispettivamente, dall'articolo 2, commi 1- bis e 1- ter , del decreto-legge n. 25 del 2021e dall'articolo 6, comma 2, del decreto-legge n. 41 del 2022.