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TRATTATO DI NIZZA CHE MODIFICA IL TRATTATO SULL'UNIONE EUROPEA, I TRATTATI CHE ISTITUISCONO LE COMUNITÀ EUROPEE E ALCUNI ATTI CONNESSI SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI, SUA MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, SUA MAESTÀ IL RE DI SPAGNA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, LA PRESIDENTE DELL'IRLANDA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO, SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI, IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLADIA, SUA MAESTÀ IL RE DI SVEZIA, SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD, RAMMENTANDO l'importanza storica della fine della divisione del continente europeo, DESIDEROSI di completare il processo avviato dal trattato di Amsterdam, volto a preparare il funzionamento delle istituzioni dell'Unione europea in un'Unione allargata, DETERMINATI a portare avanti, su tale base, i negoziati di adesione per giungere ad una conclusione positiva, secondo la procedura prevista dal trattato sull'Unione europea, HANNO DECISO di modificare il trattato sull'Unione europea, i trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi, ed a tal fine hanno designato come plenipotenziari: SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI: Sig. Louis Michel, Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri; SUA MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA Sig. Mogens Lykketoft, Ministro degli affari esteri; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA: Sig. Joseph Fischer, Ministro federale degli affari esteri e Vice Cancelliere federale; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA: Sig. Georgios Papandreou, Ministro degli affari esteri; SUA MAESTÀ IL RE DI SPAGNA: Sig. Josep Piquè i Camps, Ministro degli affari esteri; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE: Sig. Hubert Vedrine, Ministro degli affari esteri; LA PRESIDENTE DELL'IRLANDA: Sig. Brian Cowen, Ministro degli affari esteri; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: Sig. Lamberto Dini, Ministro degli affari esteri; SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO: Sig.ra Lydie Polfer, vice primo Ministro, Ministro degli affari esteri e del commercio con l'estero; SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI: Sig. Jozias Johannes van Aartsen, Ministro degli affari esteri; IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA: Sig.ra Benita Ferrero Waldner, Ministro federale degli affari esteri; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE: Sig. Jairne Gama, Ministro di Stato, Ministro degli affari esteri; LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA: Sig. Erkki Tuomioja, Ministro degli affari esteri; SUA MAESTÀ IL RE DI SVEZIA: Sig.ra Anna Lindh, Ministro degli affari esteri; SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD: Sig. Robin Cook, Ministro degli affari esteri e del Commonwealth; I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, HANNO CONVENUTO LE DISPOSIZIONI CHE SEGUONO: ARTICOLO 1 Il trattato sull'Unione europea è modificato in base alle disposizioni del presente articolo. 1) L'articolo 7 è sostituito dal seguente: "Articolo 7 1. Su proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione, il Consiglio, deliberando alla maggioranza dei quattro quinti dei suoi membri previo parere conforme del Parlamento europeo, può constatare che esiste un evidente rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro di uno o più principi di cui all'articolo 6, paragrafo 1, e rivolgergli le appropriate raccomandazioni. Prima di procedere a tale constatazione il Consiglio ascolta lo Stato membro in questione e, deliberando secondo la medesima procedura, può chiedere a delle personalità indipendenti di presentare entro un termine ragionevole un rapporto sulla situazione nello Stato membro in questione. Il Consiglio verifica regolarmente se i motivi che hanno condotto a tale constatazione permangono validi. 2. Il Consiglio, riunito nella composizione dei capi di Stato o di governo, deliberando all'unanimità su proposta di un terzo degli Stati membri o della Commissione e previo parere conforme del Parlamento europeo, può constatare l'esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro di uno o più principi di cui all'articolo 6, paragrafo 1, dopo aver invitato il governo dello Stato membro in questione a Presentare osservazioni. 3. Qualora sia stata effettuata la constatazione di cui al paragrafo 2, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di sospendere alcuni dei diritti derivanti allo Stato membro in questione dall'applicazione del presente trattato, compresi i diritti di voto del rappresentante del governo di tale Stato membro in seno al Consiglio. Nell'agire in tal senso, il Consiglio tiene conto delle possibili conseguenze di una siffatta sospensione sui diritti e sugli obblighi delle persone fisiche e giuridiche. Lo Stato membro in questione continua in ogni caso ad essere vincolato dagli obblighi che gli derivano dal presente trattato. 4. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può successivamente decidere di modificare o revocare le misure adottate a norma del paragrafo 3, per rispondere ai cambiamenti nella situazione che ha portato alla loro imposizione. 5. Ai fini del presente articolo, il Consiglio delibera senza tener conto del voto del rappresentante dello Stato membro in questione. Le astensioni dei membri presenti o rappresentati non ostano all'adozione delle decisioni di cui al paragrafo 2. Per maggioranza qualificata si intende una proporzione di voti ponderati dei membri del Consiglio interessati pari a quella prevista all'articolo 205, paragrafo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Il presente paragrafo si applica anche in caso di sospensione dei diritti di voto a norma del paragrafo 3. 6. Ai fini dei paragrafi 1 e 2, il Parlamento europeo delibera alla maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che rappresenta la maggioranza dei suoi membri. " 2) L'articolo 17 è sostituito dal seguente: "Articolo 17 1. La politica estera e di sicurezza comune comprende tutte le questioni relative alla sicurezza dell'Unione, ivi compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune, che potrebbe condurre a una difesa comune qualora il Consiglio europeo decida in tal senso. In tal caso il Consiglio europeo raccomanda agli Stati membri di adottate tale decisione secondo le rispettive norme costituzionali.