[resaula]

la loro permanenza in Italia può essere gestita dalle associazioni di accoglienza temporanea, che individuano le famiglie accoglienti, secondo una procedura applicata da circa 30 anni a seguito del disastro di Chernobyl, messa in discussione "in questi giorni", secondo quanto denunciato da alcune fonti giornalistiche, ovvero dopo l'arrivo di alcuni minori a Capo Vaticano, in Calabria, per i quali la Procura dei minori di Catanzaro, tramite la Prefettura, avrebbe voluto nominare le famiglie, non semplicemente accoglienti, bensì "affidatarie", come tutori dei minori; rilevato che: nella presa in carico del minore straniero non accompagnato, occorre sempre garantire "l'interesse superiore del minore", "l'ascolto del minore", nonché garantire il ricongiungimento familiare ai sensi dell'art. 8, par. 2, del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013; la nomina delle famiglie accoglienti come tutori produrrebbe un incidente diplomatico tra Italia e Ucraina, avendo la seconda già scelto, in riferimento alla normativa vigente nel proprio Paese, il tutore dei minori ucraini di cui sopra, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto esposto; quali azioni intenda intraprendere nel più breve tempo possibile; se ritenga opportuno procedere ad un ricorso ex art. 7 della Convenzione de L'Aja e della relativa legge di attuazione n. 64 del 1994, predisponendo la deliberazione del provvedimento di attribuzione di tutore internazionale al Tribunale per i Minorenni, in cui il provvedimento stesso deve avere attuazione. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03234 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: la legge 24 dicembre 1993, n. 537, recante "Interventi correttivi di finanza pubblica", all'articolo 8, rubricato "Disposizioni in materia di sanità", comma 16, ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 1995, l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria di cui ai commi 14 e 15 dei cittadini di età inferiore a sei anni e di età superiore a 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo riferito all'anno precedente non superiore a lire 70 milioni; a seguito dell'entrata in vigore dell'euro, il suddetto tetto è stato fissato in 36.152,98 euro, che la Lombardia ha elevato a 38.500; è evidente che la cifra messa come tetto dell'esenzione ticket alla data della legge citata non corrisponde certamente al valore del reddito ad oggi; a titolo di esempio, basterebbe considerare la situazione tipo di un nucleo familiare per capire quanto sia facile oggi superare il tetto del 36.152,98: un nucleo familiare, composto dai coniugi che abitano in una casa 100 metri quadri di proprietà, ma della quale pagano ancora il mutuo, entrambi percettori unicamente di pensione INPS e senza ulteriori entrate; dai dati estratti da CU INPS 2022, per redditi relativi al 2021, è emerso, a titolo di esempio, che vi sono casi in cui il marito (classe 1952) percepisce un reddito lordo di 25.582 euro, che equivale ad un reddito netto di 19.635 euro e la moglie (classe 1950) percepisce un reddito lordo di 11.141 euro, che al netto risulta di 10.048; pertanto il marito percepisce 1.500 euro di pensione mensile e la moglie 750 euro. Di conseguenza, il totale lordo è pari a 36.723 euro, cifra che sfiora il tetto del ticket previsto dalla legge e che è pari a 570,59 euro; in tal modo il pagamento del ticket diventa particolarmente pesante, considerata anche l'età dei due coniugi e considerato che presumibilmente aumenta la necessità di avere accesso, sia per prevenzione che per riscontri medici, ai servizi del SSN; a tutto ciò si aggiungono le prestazioni a pagamento dovute, sempre più spesso, ai tempi lunghi delle prenotazioni USL o per avere una maggiore continuità prestazionale con lo stesso specialista, per esempio il supporto psicologico o urologico; l'attuale pandemia, peraltro non ancora conclusa, ha creato una serie di situazioni limite, di cui fanno parte integrante: farmaci, compresi gli integratori, totalmente a carico del paziente; accertamenti diagnostici e controlli, a carico del paziente per le ben note difficoltà ad avvicinarsi agli ambulatori ASL o in ospedale; visite specialistiche, la cui prenotazione in regime SSN ha raggiunto tempi non accettabili; gli infiniti tamponi di controllo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario elevare il tetto di esenzione del ticket adeguandolo ai nuovi standard di reddito della fascia medio-bassa, in considerazione della forbice che si è enormemente allargata tra redditi con potere d'acquisto sempre inferiore e bisogni clinico-assistenziali in crescita costante, sia per l'età, che per nuove e diverse patologie che possono progressivamente presentarsi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06877 PINOTTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: i centri di competenza ad alta specializzazione sono partenariati pubblico-privati il cui compito è quello di svolgere attività di orientamento e formazione alle imprese su tematiche relative a "Industria 4.0" e di supporto nell'attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, in particolare delle piccole medie imprese, di nuovi prodotti, processi o servizi (o al loro miglioramento) tramite tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0; i centri di competenza sono stati selezionati in base al decreto direttoriale 29 gennaio 2018 del Ministero dello sviluppo economico ed hanno avviato la loro attività nel corso del primo trimestre 2019; le risorse complessivamente investite dal Ministero dello sviluppo economico finalizzate all'avvio delle attività dei centri di competenza e per il finanziamento di progetti di ricerca, sviluppo ed innovazione sui temi delle tecnologie digitali e presentati dalle imprese sono pari a 72,770 milioni di euro per un periodo di attività pari a 3 anni; gli 8 centri di competenza selezionati dal Ministero attraverso il menzionato decreto direttoriale sono localizzati in diverse regioni italiane: CIM 4.0 (Torino); Made (Milano); BI-REX (Bologna); ARTES 4.0 (Pisa); SMACT (Padova); MedITech (Napoli) ; START 4.0 (Genova); CYBER 4.0 (Roma); attualmente gli 8 centri di competenza coinvolgono direttamente 321 imprese (PMI e grandi imprese), 59 università e 32 tra istituzioni di ricerca ed altri enti pubblici (camere di commercio, autorità di sistema portuale, eccetera); nei primi 3 anni di attività i centri di competenza hanno investito nell'infrastrutturazione dei propri laboratori, hanno erogato formazione ad oltre 8.000 imprese ed hanno gestito complessivamente 14 bandi con i quali sono stati finanziati più di 140 progetti di innovazione presentati dalle imprese per un ammontare complessivo di circa 18 milioni di euro;