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"La quantificazione del danno, parametrata alla retribuzione percepita nell'anno 2019 per analoghe mansioni e per una durata contrattuale sostanzialmente equivalente, appare correttamente effettuata dal giudice di prime cure, non sussistendo i presupposti per alcuna riduzione del predetto importo"; quanto sopra ha comportato che la Fondazione Arena di Verona, per effetto delle sue decisioni, ha pagato il doppio (retribuendo sia i lavoratori aventi diritto alla chiamata ma illegittimamente "saltati" che hanno mosso la causa, sia quelli che hanno lavorato al loro posto), con conseguente danno a carico dell'Erario; valutato che: sempre per il 2021, oltre a "saltare" alcuni lavoratori, la Fondazione Arena di Verona ha imposto ad altri, unilateralmente, una liberatoria, ovvero un tombale rinuncia a diritti già maturati, subordinando la firma del contratto di lavoro alla firma di tale atto, esercitando molta pressione psicologica (con plurime telefonate anche in orari serali molto tardi) nei lavoratori già in condizioni molto precarie e creando, per questo, una situazione che parrebbe configurare una estorsione contrattuale; nonostante le pronunce del Tribunale di Verona condannanti la Fondazione Arena, questa ha adottato il medesimo comportamento per le assunzioni dell'anno 2022: alcuni lavoratori inseriti nelle graduatorie di anzianità avrebbero subito una coercizione da parte della Fondazione, che li ha messi davanti ad un aut aut, imponendo la firma di una liberatoria di rinuncia all'impugnazione dei nuovi contratti, pena la non assunzione. Altri lavoratori, che fino al 2021 avevano pacificamente lavorato, poiché appartenenti alle suddette graduatorie, invece, per il 2022, sono stati "saltati", quindi non sono stati contattati dalla Fondazione Arena, che ha così violato il diritto di precedenza da quelli già maturato per le assunzioni a tempo determinato; presso questi ultimi lavoratori la Fondazione Arena, con missiva ufficiale, ha insistito nel sostenere che il loro diritto di precedenza non esisterebbe, non prendendo minimamente in considerazione quanto già sancito dal Tribunale di Verona grossomodo un anno fa e contraddicendo anche sé stessa, dato che fino all'anno precedente aveva sempre assunto tali lavoratori. Tutto questo comporterà nuove vertenze legali e una probabile nuova condanna della Fondazione; valutato che è attualmente al vaglio l'approvazione della nuova dotazione organica della Fondazione Arena, come previsto dalla legge n. 81 del 2019, che dovrebbe risanare il precariato e, quindi, stabilizzare i lavoratori "precari storici" ma l'elevata vertenzialità creata dalla gestione di Fondazione Arena va ad impattare anche sulla dotazione organica. La proposta di nuova dotazione organica inviata ai Ministeri della cultura e dell'economia e delle finanze prevede, inoltre, un organico di ben 70 amministrativi a discapito dei settori artistici e tecnici, i cui numerici proposti risultano non sufficientemente idonei a sanare il precariato e non comprensivi del corpo di ballo, nonostante le continue e attuali assunzioni a tempo determinato nel settore, si chiede di sapere quali verifiche abbia attivato nei confronti della Fondazione Arena di Verona il Ministero della cultura, in quanto organo di controllo ed erogatore del FUS, che tipo di conclusioni siano state tratte da tali approfondimenti e come s'intenda garantire che in futuro sia vigilato e, ove occorra, sanzionato l'operato della Fondazione, a tutela dei diritti dei lavoratori, dell'identità culturale e della tenuta economica dell'Ente. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03451 BINETTI Paola Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la legge n. 175 del 2021, recante "Disposizioni per la cura delle malattie rare e per il sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani", pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 novembre 2021, è entrata in vigore il 12 dicembre 2021; sono decorsi i termini, stabiliti dalla stessa legge, entro i quali adottare gli atti necessari alla sua piena attuazione: un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con Ministro della salute e del Ministro dell'economia e delle finanze, secondo quanto stabilito dall'articolo 6, comma 2, da adottare entro 3 mesi, per l'adozione del regolamento di attuazione del medesimo articolo per l'istituzione e del fondo di solidarietà per le persone affette da malattie rare; un decreto del Ministro della salute, previsto dall'articolo 8, comma 1, da adottare entro 60 giorni, per l'istituzione del comitato nazionale per le malattie rare; la legge rinvia poi a due diversi accordi di competenza della Conferenza Stato-Regioni, rispettivamente previsti dall'articolo 9, comma 1, e dall'articolo 14: uno relativo all'approvazione del secondo piano nazionale malattie rare e riordino della rete, da adottare, in sede di prima attuazione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge e l'altro con cui definire le modalità per assicurare un'adeguata informazione dei professionisti sanitari, dei pazienti e delle famiglie, da adottare entro il medesimo termine; infine la legge rimanda ad un regolamento del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, per la definizione dei criteri e delle modalità di attuazione degli incentivi fiscali in favore dei soggetti, pubblici o privati, che si occupano di ricerca finalizzata allo sviluppo di protocolli terapeutici sulle malattie rare o nella produzione dei farmaci orfani, da adottare entro 6 mesi dalla sua entrata in vigore; ad oggi tutti i termini indicati dalla legge sono ormai scaduti e nessuno di questi atti è ancora stato emanato, rendendo vani gli sforzi portati avanti dal Parlamento volti a garantire una presa in carico delle persone con malattia rara uniforme su tutto il territorio nazionale conseguentemente disattendendo le aspettative e le speranze di queste persone e delle loro famiglie rispetto ai diritti e alle opportunità in essa contenute, si chiede di sapere quali siano le tempistiche per l'emanazione dei provvedimenti attuativi previsti dalla citata legge n. 175 del 2021, al fine di garantire la piena operatività delle disposizioni, affinché le persone con malattia rara e le loro famiglie possano vedere i risultati di questo percorso normativo realizzarsi nella loro vita quotidiana e affinché gli enti di ricerca sulle malattie rare possano accedere agli incentivi fiscali. Atto n. 3-03452 CIRINNÀ Monica MALPEZZI Simona Flavia DE PETRIS Loredana MAIORINO Alessandra MIRABELLI ROSSOMANDO Anna VALENTE Valeria FERRARI COLLINA ASTORRE BOLDRINI Paola COMINCINI D'ALFONSO FEDELI Valeria FERRAZZI GIACOBBE LAUS MANCA MARILOTTI PITTELLA PORTA ROJC Tatjana STEFANO TARICCO VERDUCCI Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: