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A questo riguardo, voglio ricordare che il quadro complessivo ha a che vedere con l'aggiornamento della platea dei reati (ne cito alcuni: caporalato, ecoreati e autoriciclaggio) un nuovo codice antimafia e una riforma dei beni confiscati. Rivendicare questo lavoro svolto ovviamente non è piantare una bandierina perché su questi temi vorremmo che ci fosse un affollamento di bandierine che sventolano. Prima di passare alla votazione, voglio ricordare che, se questo è il quadro, se questa è la sua importanza e consistenza, il Parlamento, unito non solo in questo voto ma anche in futuro, deve impedire che si facciano passi indietro. Noi del Partito Democratico sicuramente ci metteremo di traverso per evitare che si facciano passi indietro. Mi sto riferendo al fatto che siamo molto preoccupati in merito all'intenzione di questa maggioranza, manifestata nel contenuto del decreto sicurezza, di rendere possibile l'acquisto da parte dei privati dei beni confiscati alla mafia. Questo era un qualcosa che si era provato a fare nel 2008, ma che il ministro Maroni poi aveva corretto. Già oggi è possibile ed è prevista la vendita dei beni confiscati, ma a certe precise condizioni: sono vendibili e acquisibili soltanto da enti pubblici. È inutile che si dica che si possono mettere cautele sui privati perché è evidente che, nel momento in cui sono accessibili ai privati, il prestanome è dietro l'angolo e quindi tutto ciò viene vanificato. Voglio a questo punto dire che non è un dettaglio tecnico. Qui c'è una differenza di impostazione e mi chiedo se nella maggioranza vi sia una condivisione di questa impostazione. Dire «siccome ci sono delle criticità, facciamo in modo che sia possibile venderlo ai privati» tradisce l'impostazione per cui, quando ci sono dei problemi, vale l'arrangiarsi perché siamo italiani. Noi non la pensiamo così. Se ci sono dei problemi, lo Stato non solo deve intervenire per risolverli, deve sostenere, essere presente e dare un contributo anche con innovazioni. Noi dei problemi delle aziende in crisi confiscate alla mafia ce ne siamo fatti carico. Siamo intervenuti nella scorsa legislatura e abbiamo provato, con successo, a risolvere questo problema perché il bene confiscato alla mafia non è un tema solo e squisitamente contabile, ma ha un valore sociale, di restituzione alla comunità, di riaggregazione di una comunità attorno a un senso etico dello Stato e serve a rendere tutto ciò possibile e sostenibile. In tutto questo c'è un'idea di beni comuni. Colleghi del MoVimento 5 Stelle, che sui beni comuni spesso siete intervenuti e intervenite, siete d'accordo su questa dismissione del bene comune? Siete d'accordo sul fatto che i beni confiscati perdano questo valore? Ne state discutendo? Noi su questo sicuramente non faremo fare passi indietro. Chiediamo anche a voi di discuterne e vogliamo vedere, alla prova dei fatti, come vi comporterete e come voterete su questo importante tema. (Applausi dal Gruppo PD) . Non basta votare all'unanimità su un provvedimento e fare un po' di retorica sull'antimafia perché la mafia cambia; è cambiata negli ultimi vent'anni e, se la si vuole veramente combattere, bisogna essere presenti, impegnati e conseguenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Don Milani» di Terracina, in provincia di Latina, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 771 IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, i due Trattati oggetto del presente disegno di legge di ratifica ed esecuzione rappresentano un significativo passo in avanti nei rapporti tra il nostro Paese e gli Emirati Arabi Uniti nell'ambito della cooperazione giudiziaria internazionale. L'estradizione obbligatoria, fermo il rifiuto obbligatorio nei casi in cui essa sia richiesta per reati punibili con la pena di morte, consentirà di rafforzare l'azione di contrasto alla criminalità organizzata, data anche la realtà sociale, caratterizzata da rapporti sempre più frequenti tra Italia ed Emirati Arabi nel settore economico, finanziario e commerciale. In questo senso, è dunque importante regolare in modo uniforme i procedimenti finalizzati alla consegna di persone sottoposte a procedimenti penali o che devono eseguire una pena per i reati commessi. La reciproca assistenza giudiziaria in materia penale vuole invece favorire un miglioramento della cooperazione giudiziaria internazionale, attraverso lo scambio di informazioni e il ricorso a importanti strumenti quali la confisca dei beni. Questo è un fatto molto importante. Signor Presidente, è importante ribadire che l'intensificarsi dei rapporti economici e finanziari tra i due Paesi richiede uno sviluppo della collaborazione giudiziaria, nell'ottica del contrasto dei fenomeni criminali, come il riciclaggio, fenomeni che ostacolano la corretta amministrazione della giustizia e che aumentano i profitti della criminalità organizzata. Signor Presidente, concludo con questa importante affermazione: il Governo ha a cuore il rafforzamento della posizione dell'Italia all'estero e il suo ruolo fondamentale negli equilibri politici internazionali. La ratifica di questi due Trattati si pone in continuità con gli obiettivi dell'Esecutivo e in linea con il suo programma politico. Per tutti questi motivi, pertanto, il nostro voto sarà favorevole. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, il Gruppo di Forza Italia voterà convintamente a favore della ratifica dei Trattati in esame in materia giudiziaria firmati con gli Emirati Arabi Uniti. Lo facciamo in sintonia con il voto che avevamo già espresso in 3 a Commissione affari esteri, dove abbiamo avuto un ampio dibattito e dove alla fine il nostro Gruppo ha manifestato questa intenzione di voto favorevole sul provvedimento. Si tratta di accordi che puntano a implementare il contrasto alla criminalità e a migliorare la cooperazione giudiziaria di natura internazionale. Si intensificano - l'abbiamo sentito anche in quest'Aula poc'anzi - sempre di più i rapporti commerciali tra i nostri Paesi; quindi si adotta anche una più puntuale disciplina per regolare i rapporti in materia penale e di estradizione di eventuali criminali. Ovviamente sono previste, come evidenziano i princìpi fondamentali del diritto internazionale, condizioni di reciprocità, per cui il reato contestato deve essere previsto da entrambi gli ordinamenti. È inoltre prevista una stretta collaborazione per i reati di tipo fiscale, anche ove non siano esattamente sovrapponibili in entrambi gli ordinamenti. Nei Trattati sono altresì chiarite una serie di fattispecie ulteriori a garanzia dei sistemi giudiziari di entrambi gli Stati contraenti, è previsto il divieto di estradizione verso uno Stato terzo (un principio più che naturale), e altresì che lo Stato che concede l'estradizione venga puntualmente informato sull'esito del procedimento penale.