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Mi sembra che lo stiamo riducendo a qualcosa di diverso da quanto delineato dalla Costituzione. La nostra Costituzione mette al centro di tutta l'azione politica e dello Stato il Parlamento. Ma come è possibile che non ci sia stata più nessuna valutazione? Ora la collega Boldrini si chiedeva perché ci sia stata una lunga discussione in Commissione, ma non si chiede perché non ci sia un approfondimento da parte dell'Assemblea sugli emendamenti. Perché nella discussione generale ognuno porta la propria tesi e non un confronto di idee o proposte. Il presidente Alberti Casellati mi ha anticipato con un'intervista, che probabilmente ha la stessa origine del mio pensiero. Intendiamoci, mi riferisco all'origine non di partito, ma di studio del diritto e della Costituzione. La stessa origine ci ha portato a fare forse la stessa riflessione. Qui c'è un ritardo culturale che crea un handicap per il nostro Paese. Credo che ci sarebbe stata la necessità di un dibattito serio e approfondito tra tutti delle vicende che vengono prospettate. Il presidente Alberti Casellati dice - e lo ha affermato non nell'intervista di stamattina, ma addirittura quattro giorni fa - che vi è un pericolo per la democrazia parlamentare nel momento in cui si susseguono decreti-legge convertiti tutti con la fiducia. Questa è una questione reale. Non c'è nulla da fare, non è conforme alla nostra Costituzione e alla nostra idea di democrazia legiferare su tutto attraverso decreti-legge convertiti in legge con la fiducia. Badate, non è che lo diciamo oggi. Senatore Mirabelli, quando ero Sottosegretario mi sono sempre opposto a riunioni di maggioranza, perché ho sempre ritenuto necessario coinvolgere l'opposizione. Perché va coinvolta l'opposizione? Forse per garantire all'opposizione una partecipazione alle decisioni? No, la partecipazione è importante affinché il Governo possa avere cognizione anche delle idee dell'opposizione, in modo da consentire la massima realizzazione di un progetto e di una qualsiasi ipotesi che guardi al futuro. Ricordo che abbiamo speso 100 miliardi di euro, con l'idea che la crescita ci sarebbe stata. Vediamo cosa avverrà domani mattina, dopo aver approvato questo provvedimento. Avete letto e sapete tutti delle aziende che hanno fatto ricorso ai 25.000 euro garantiti dallo Stato. Quando le banche non hanno dato il finanziamento, nonostante la garanzia dello Stato, è stata fatta la segnalazione e quelle aziende non hanno più avuto la possibilità di apertura di credito e di avere dei finanziamenti. Questa è la vostra capacità di crescita. Nello stesso tempo, dal 15 ottobre era prevista la proroga della riscossione coattiva delle imposte e da quella data scatterà la nuova riscossione coattiva. Signor Presidente, se fossi un po' populista, come alcuni presenti in questo Parlamento, dovrei dire che forse non è più il caso di fare stampe di questo tipo per ogni decreto-legge convertito con la fiducia, perché nessuno di noi riesce a leggerle. Nessuno di noi riesce ad avere cognizione di ciò che si vota e delle modifiche apportate in Commissione rispetto al testo iniziale, perché non abbiamo l'elenco degli emendamenti approvati, né conosciamo le modifiche. Ho dovuto scartabellare per trovare alcune soluzioni. Mi faccio una domanda. Nell'attività di chi, per forza di cose, vuole lavorare da solo, vi è una logica, ossia lavorare senza cognizione delle conseguenze. Se si avesse cognizione, non ci troveremmo nella situazione che ho appena denunciato, quantomeno per le aziende. Noi avremmo avuto necessità di uno sviluppo complessivo del sistema produttivo del nostro Paese, perché questo serviva per garantire a chi è meno abbiente una possibilità di certezza per il futuro e non già un aiuto assistenziale temporaneo, che non è sufficiente. Signor Presidente, mi avvio a concludere. Mi auguro che si vada avanti diversamente. Ho letto la dichiarazione del presidente Conte, secondo cui: saranno pronti a sottoporre le loro decisioni alle osservazioni dell'opposizione in Parlamento. Mi auguro che avverrà non secondo questo sistema, ossia con un decreto-legge convertito con la fiducia, ma con una concertazione precedente all'ingresso in Parlamento, perché il Parlamento servirà soltanto ad approfondire le questioni che eventualmente il Governo, sentendo l'opposizione... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, chi mi ha preceduto ha già parlato ampiamente del contenuto del provvedimento in esame, toccando articoli e facendo riferimento per l'ennesima volta alla loro discrepanza rispetto alla vera necessità che hanno l'Italia intera e gli italiani. In particolare, mi ha colpito un'affermazione del collega Laus, il quale ha detto testualmente che questa epidemia ha «perturbato» gli equilibri della società, in tutti i suoi segmenti e ha praticamente inciso molto su ogni parte sociale. Il senatore Laus ha anche aggiunto che c'è comunque una visione di questa maggioranza. A me spiace doverlo ripetere, ma forse la visione di questa maggioranza corrisponde alla delicatezza di partecipazione e di ascolto dei colleghi senatori di minoranza, che rappresentano pur sempre una fetta abbastanza copiosa degli italiani: ho contato più di venticinque senatori con le spalle voltate, molto "garbatamente", mentre parlavano i colleghi. Se avete una tale visione nei confronti degli italiani, che voi pensate di poter accontentare con i vostri decreti-legge, dovreste prima di tutto dimostrarlo in quest'Aula. Dovreste quindi essere tutti presenti, ascoltare le rimostranze e quello che vi è stato detto nelle tre ore di discussione finora svolta da parte di tutti coloro che puntualmente vi hanno fatto presente quali articoli sono solo "spizzichi e mozzichi" rispetto alle reali esigenze. Invece - lo ripeto a chi mi sta seguendo - la stessa delicatezza che questa maggioranza ha con noi, ce l'ha anche con voi italiani. Questa è la mia premessa, che mi sembra importante e a cui aggiungo altre notizie che questa mattina ho letto mentre ero in treno. Sono notizie freschissime notizie dei ministri Costa e Gualtieri, che si rifanno al contenuto e alla situazione che attualmente stiamo vivendo. Il ministro Costa, visto che è su tutti i giornali il disastro idrogeologico che sta avvenendo in più Regioni, fa riferimento al fatto che è molto ottimista perché i fondi ci sono: 7 miliardi sono in cassa. Ma c'è un problema piccolo, una cosa da niente: mi riferisco al decreto semplificazioni che sicuramente romperà tutti i lacci e lacciuoli di natura amministrativa e burocratica. La questione, però, è che questo decreto-legge del mese di agosto e, prima che sia tecnicamente utilizzabile, c'è una ricaduta materiale, ci sono tempi di operatività. Il Ministro comunque è ottimista sulla possibilità che prima o poi potremo usarlo: il che mi lascia un po' perplessa. Mi sono detta che in effetti, mentre cadono le case, i ponti e tutto quanto, si potrebbe fare qualche cosa; si potrebbe cominciare veramente a snellire la burocrazia, partendo da quella che è forse la riforma più importante che fa da volano e su cui poi vertono tutte le altre situazioni: vale a dire il codice degli appalti, che è però fermo a fare muffa in 8 a Commissione. Ma pazienza.