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Un altro orientamento, invece, individua il termine per l'esercizio dell'azione in questione dal momento in cui il cliente prende conoscenza del non corretto esercizio della prestazione professionale, e quindi dal momento in cui il danno si manifesta all'esterno e diventa percepibile. Tale ultimo orientamento, che sta divenendo prevalente, rischia tuttavia di dare luogo ad un'ipotesi di imprescrittibilità dell'azione di responsabilità posto che il committente della prestazione può avere conoscenza del danno anche decorso un periodo molto superiore a dieci anni. Questa situazione, tuttavia, si pone in palese contrasto con il principio di certezza del diritto ed è in grado anche di incidere negativamente sulla possibilità per i professionisti di procurarsi la copertura assicurativa per i danni così a lungo latenti. L'articolo 4 ha l'intenzione di migliorare la disciplina per la valutazione dell'equo compenso nel lavoro giornalistico. Si evidenzia, infatti, che la legge n. 233 del 2012, con la quale è stata istituita la Commissione per la valutazione dell'equo compenso nel lavoro giornalistico, di fatto è rimasta inapplicata in quanto la delibera per l'equo compenso, adottata dalla commissione il 29 gennaio 2014, è stata annullata dal Consiglio di stato. Successivamente l'ostruzionismo di alcuni componenti della Commissione, che ne disertano le sedute, avrebbe provocato una situazione di stallo e, di fatto, l'impossibilità di approvare una nuova delibera. Con l'articolo 4 si intende quindi superare il problema abbassando il numero legale necessario alla Commissione per approvare validamente la delibera. L'articolo 5 constata che dal presente disegno di legge non debbano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.. 1 (Definizione) 1 In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge è finalizzata a tutelare l'equità del compenso dei professionisti iscritti a un ordine o a un collegio professionale o che svolgano una delle professioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, e a garantire certezza del diritto nei loro rapporti con il committente quando sia una pubblica amministrazione. 2 Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai professionisti di cui al comma 1 anche nel caso in cui questi prestino la loro attività professionale, nell'ambito dell'affidamento di un contratto pubblico, nei confronti del soggetto affidatario. 3 Ai fini della presente legge, per « compenso equo » si intende la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale. 2 (Clausole che prevedono un compenso non equo nei rapporti con la pubblica amministrazione) 1 Nei rapporti di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 1 è nulla ogni clausola o patto che, prevedendo un compenso non equo, determina uno squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente. 2 Si presume sproporzionato all'opera professionale prestata e non equo un compenso di ammontare inferiore ai minimi stabiliti dai parametri per la liquidazione dei compensi dei professionisti iscritti agli ordini o collegi e dei professionisti che svolgono una delle professioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, come determinati ai sensi del presente articolo. 3 Ai fini della determinazione dei parametri di cui al comma 2 del presente articolo, è istituito, all'interno del tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, di cui all'articolo 17 della legge del 22 maggio 2017, n. 81, un comitato permanente composto dai rappresentanti dei soggetti previsti dal comma 1 del citato articolo 17, nonché dai rappresentanti degli enti e dei Ministeri individuati dal decreto di cui al comma 4 del presente articolo, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, degli ordini e dei collegi professionali, delle associazioni professionali e delle forme aggregative presenti nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 4. 4 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare, di concerto con il Ministro della giustizia, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le norme di funzionamento del comitato permanente di cui al comma 3, prevedendo in particolare: a i soggetti che devono essere rappresentati nel comitato permanente e il numero dei rappresentanti di ciascun soggetto; b l'istituzione, nell'ambito del comitato permanente, di: 1 una commissione per la definizione dei parametri delle prestazioni riguardanti attività riservate, composta dai rappresentanti degli ordini e dei collegi professionali e delle pubbliche amministrazioni; 2 una commissione per la definizione dei parametri delle prestazioni libere, composta dai rappresentanti delle associazioni professionali e delle forme aggregative presenti nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, e delle pubbliche amministrazioni; 3 una commissione per la definizione dei parametri delle prestazioni libere ancorché tipiche dei professionisti iscritti a un ordine o a un collegio professionale, composta dai rappresentanti degli ordini e dei collegi professionali, dai rappresentanti delle associazioni professionali e delle forme aggregative presenti nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, e delle pubbliche amministrazioni. 5 Il comitato permanente adotta le delibere che definiscono i parametri di cui al comma 2 entro sei mesi dalla data del suo insediamento. Ciascuna delibera è adottata dal comitato permanente qualora abbiano preso parte alla votazione della stessa almeno i due terzi dei suoi componenti. Decorso il termine di cui al primo periodo ciascuna delibera può essere validamente adottata qualora abbia preso parte alla votazione della stessa almeno la maggioranza assoluta dei componenti del comitato permanente. 6 Il comitato provvede ogni due anni alla revisione e all'aggiornamento dei parametri di cui al comma 2. 7 Ai componenti del comitato permanente non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento, comunque denominato. 8 La nullità della clausola o del patto di cui al comma 1 opera a vantaggio del professionista che esercita la relativa azione, ferma restando la validità del contratto nelle altre sue parti. 9 Nelle more dell'emanazione del decreto di cui al comma 4, si presume, fino a prova contraria, manifestamente sproporzionato all'opera professionale e non equo un compenso di ammontare inferiore ai minimi stabiliti dai parametri per la liquidazione dei compensi dei professionisti iscritti agli ordini o collegi definiti dai decreti adottati ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 10 marzo 2014, n. 55, o inferiore ai corrispettivi minimi definiti dal decreto del Ministro della giustizia 17 giugno 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2016. 3 (Prescrizione per l'esercizio dell'azione di responsabilità professionale) 1