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Consalvo era di ritorno da un viaggio in Thailandia e si sarebbe trovato in Sri Lanka solo per uno scalo tecnico del volo di rientro; da notizie pervenute all'interrogante, l'italiano sarebbe rinchiuso in una cella con circa altri ottanta detenuti, a riprova delle pessime condizioni delle carceri cingalesi; nonostante la prolungata carcerazione preventiva, Consalvo non sarebbe stato sottoposto a nessun processo e si vedrebbe confermato settimanalmente lo stato di fermo senza la garanzia dei minimi diritti garantiti, secondo gli standard italiani, europei ed occidentali ai reclusi; il carcere, secondo quanto riferito dalla madre, non fornirebbe neanche cibo ai detenuti che sarebbero costretti a pagarsi i pasti; i genitori del giovane sono in contatto con l'Ambasciata italiana di Colombo, unica fonte di informazione disponibile; in un recente messaggio di posta elettronica i funzionari dell'Ambasciata avrebbero comunicato alla famiglia di non riuscire più ad avere aggiornamenti, né dal carcere, né dall'avvocato, sulle condizioni del detenuto; durante la detenzione, il giovane, sempre secondo quanto riferito dalla madre agli organi di stampa, sarebbe stato maltrattato ed insultato; la madre di Consalvo ha inoltre denunciato la mancata mobilitazione delle autorità italiane sul caso che ha coinvolto il figlio; l'unico Trattato vigente in materia di giustizia ed estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka è la convenzione italo-britannica, atto ormai datato perché adottato il 5 febbraio 1873, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa; in caso affermativo, se non intenda promuovere ogni iniziativa volta, in primo luogo, a far sì che i diritti del cittadino italiano Antonio Consalvo, detenuto da oltre dieci mesi in Sri Lanka, siano rispettati dalle autorità cingalesi e, in secondo luogo, a individuare ogni utile procedura che consenta, in tempi ragionevoli, una positiva soluzione della situazione esposta. Atto n. 3-00634 CANGINI Al Ministro dell'interno Premesso che: nella prospettiva di una generale ottimizzazione, razionalizzazione, valorizzazione ed adeguamento logistico dei suoi presidi, oltre che di incremento della sicurezza e riqualificazione del territorio, l'Amministrazione della pubblica sicurezza persegue una politica di potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture della Polizia di Stato; le strutture da adibire alle forze dell'ordine devono soddisfare alcuni requisiti, e tra essi: la possibilità di garantire efficacemente all'immobile, in termini di personale, la necessaria sicurezza; la disponibilità di una volumetria e di spazi interni adeguati alle esigenze istituzionali; il corpo di guardia deve poter essere collocato in posizione strategica in modo da permettere il controllo, anche con mezzi ausiliari, quali telecamere di sorveglianza, degli accessi sia carrabili sia pedonali del lotto e dell'edificio, oltre che delle sale d'attesa del pubblico; la disponibilità di locali destinati ad armeria, con speciali caratteristiche di sicurezza, per il deposito e la custodia delle armi individuali del personale, nonché delle armi di reparto in dotazione; disporre di parcheggi, preferibilmente interni per ragioni di sicurezza, per le auto di servizio; l'essere facilmente raggiungibile e di essere collegata con la rete di trasporto pubblico; annosa è la questione di una sede adeguata per la Questura di Pesaro; ricordato che a maggio 2016 il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, aveva annunciato in Consiglio comunale il raggiungimento di un accordo per realizzare la nuova Questura nell'immobile "ex Intendenza di Finanza", sita nel centro storico di Pesaro, in via Zongo, di proprietà dell'Agenzia del Demanio; evidenziato che a quanto risulta all'interrogante: non tutti gli uffici della Questura, e quindi il personale, possono trovare collocazione nell'immobile "ex Intendenza di Finanza"; nell'immobile "ex Intendenza di Finanza" insistono alcuni negozi che ne pregiudicano la sicurezza; il Comune è proprietario di un'area edificabile di 20.000 metri adiacente al parco Miralfiore, dove, con adeguate risorse finanziarie, potrebbe essere realizzata una sede appropriata per la Questura di Pesaro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno verificare se l'immobile "ex Intendenza di Finanza" sia adatto in termini di luogo, di volumetria e di spazi ad essere sede della Questura di Pesaro, cioè se sia in grado di soddisfare tutte le esigenze degli uffici, di accogliere tutto il personale e di garantire il livello di sicurezza necessario per i compiti istituzionali suoi propri. Atto n. 3-00635 GRANATO CORRADO DE LUCIA FLORIDIA MARILOTTI VANIN Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: i commi 728 e 729 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) stabiliscono un incremento del limite di spesa relativo alla dotazione organica dei docenti, al fine di ampliare le possibilità di tempo pieno nella scuola primaria; in particolare, si dispone che l'incremento al limite di spesa previsto, dall'anno scolastico 2015/2016, dall'articolo 1, comma 201, della legge n. 107 del 2015, pari a 544,18 milioni di euro nel 2015 e crescente fino a 2.169,63 milioni annui a decorrere dal 2025, già finalizzato ad aumentare la dotazione organica complessiva dei docenti delle scuole statali, sia ulteriormente incrementato in misura corrispondente a 2.000 posti aggiuntivi nella scuola primaria; le modalità per l'incremento del tempo pieno nella scuola primaria sono stabilite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza unificata, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio; tuttavia, alla data odierna, l'esame del provvedimento non risulta ancora calendarizzato per l'esame della Conferenza; considerato che: in base ai dati resi disponibili dal Ministero, nell'anno scolastico 2016/2017, la percentuale di disponibilità del modello orario a 40 ore, ovvero il tempo pieno, è molto bassa soprattutto nelle regioni meridionali, dove si registrano i dati più bassi: l'Abruzzo fa registrare il 16,4 per cento, la Calabria il 24,62 per cento, la Campania il 15,1 per cento, il Molise il 5,31 per cento, la Puglia il 17,7 per cento, la Sicilia l'8,75 per cento; l'obiettivo principale del potenziamento, dunque, dovrebbe essere in primo luogo quello di offrire la possibilità di usufruire del tempo pieno nella scuola primaria in quelle realtà dove c'è carenza di offerta; considerato, inoltre, che: in data 9 febbraio 2019 il Ministro in indirizzo ha reso dichiarazioni alla stampa relative al sistema di istruzione nel sud Italia, nelle quali ha affermato di aver "messo duemila cattedre per aumentare il tempo pieno che è carente soprattutto nell'Italia meridionale", si chiede di sapere: