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Ritengo quindi doveroso da parte delle istituzioni evidenziare questi episodi, anche per continuare a tenere alta l'attenzione verso questa categoria di lavoratori, che durante il periodo pandemico hanno dato ulteriore dimostrazione della loro capacità e dell'abnegazione al lavoro, consapevoli del rischio cui andavano incontro. Nella mia vita professionale ho trascorso trentatré anni come medico di emergenza e urgenza e conosco quindi molto bene il grande lavoro svolto giornalmente dagli autisti delle ambulanze. A tal proposito, con questo mio intervento voglio anche richiamare l'attenzione del Parlamento sull'assoluta necessità di completare e accelerare l' iter legislativo del disegno di legge n. 1127 (Riconoscimento della figura e del profilo professionale di autista soccorritore), depositato nel marzo 2019, al fine di regolamentare questa figura inserendo importanti aspetti normativi, tra cui l'esigenza di garantire un'adeguata formazione, anche in considerazione della delicatezza delle mansioni espletate per il riconoscimento della figura. Proprio in questi giorni in Commissione sanità abbiamo incardinato il provvedimento. Auspico quindi che si proceda spediti, in accordo con tutte le forze politiche, perché su queste tematiche non possono esserci divisioni e l'impegno deve essere sinergico a livello istituzionale. (Applausi) . LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, come evidenziato dal Next generation EU, la ripresa del nostro Paese dovrà necessariamente essere inclusiva e all'insegna della coesione sociale e della convergenza territoriale, per evitare che l'attuale crisi aumenti le diseguaglianze, sotto tutti i punti di vista, tra persone, generazioni e territori. Una lettura congiunta di alcune caratteristiche peculiari del Mezzogiorno, come le conseguenze differenziate sul territorio della prima serie di chiusure (mi riferisco a marzo-aprile 2020) e l'evoluzione dei divari territoriali in Italia nel periodo successivo alla crisi del 2008, ci inducono a sostenere che, in assenza di appropriati interventi di politica economica, il divario tra Nord e Sud è destinato a crescere ulteriormente. Un'ulteriore serie di indicatori di reazione alla crisi ci suggerisce che la maggiore resilienza è al Centro-Nord rispetto al Sud Italia. Insomma, esiste un fondato timore che gli effetti di lungo periodo della crisi saranno più profondi e duraturi nelle Regioni meridionali. Infatti le recenti previsioni Svimez, contenute nel rapporto 2020, indicano una ripresa economica, già nel 2021, decisamente molto più marcata al Centro-Nord. Se guardiamo alla precedente crisi del 2008, l'evoluzione del divario Nord-Sud in termini di PIL pro capite ci indica che, nei momenti di recessione, le aree più arretrate sono anche le meno resilienti. Detto questo, a pagina 37 del PNRR si legge che il Governo ha dichiarato la volontà di investire al Sud non meno del 40 per cento delle risorse, pari a circa 83 miliardi. Tuttavia occorre evidenziare che ad oggi l'investimento in concreto presente che si rileva dalle misure ammonta a poco più di 35 miliardi; cito gli studi del professor Gianfranco Viesti, docente di economia applicata all'Università di Bari. Le restanti misure per il Sud sono previste per le imprese, in base a richieste, e in altri casi i beneficiari non saranno le imprese ma soggetti pubblici. Laddove non vi sia alcun indirizzo territoriale, invece, sarà il decisore pubblico nazionale a scegliere. Il problema è che per queste misure manca un indirizzo politico territoriale. Ora, dato che ci sarà una cabina di regia, che eserciterà i poteri di indirizzo, impulso e coordinamento sotto il controllo di gestione della Corte dei conti e dato che le Commissioni parlamentari possono chiedere alla cabina di regia di conoscere e valutare ogni elemento utile per capire lo stato di avanzamento degli interventi, credo sia utile avere cognizione delle iniziative che il Governo intende adottare, al fine di garantire che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente sia destinato alle Regioni del Mezzogiorno. A tal proposito ho presentato un'interrogazione al Ministro dell'economia e delle finanze, perché oggi scriviamo il futuro del nostro Paese e del suo Mezzogiorno. Oggi decidiamo se un padre e una madre dovranno abituarsi all'idea di crescere i propri figli fino ai diciotto anni, per poi vederli andar via per sempre, in cerca di fortuna altrove. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 7 settembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 7 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 14,16) . Pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2329 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi presentati dal Governo, preso atto che: - con riferimento all'articolo 1, comma 4, che prevede misure di sostegno al reddito, ulteriori rispetto a quelle già previste a legislazione vigente, per i lavoratori impiegati presso il gestore del terminal di approdo del porto di Venezia, si rappresenta che lo stanziamento di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 a carico del Fondo sociale per la formazione e l'occupazione costituisce in ogni caso un limite massimo di spesa e che i criteri e le modalità di utilizzo delle risorse saranno definiti nell'apposito decreto attuativo; - relativamente all'articolo 1, comma 5, ove si consente all'Autorità di sistema portuale, nei limiti degli equilibri del proprio bilancio e compatibilmente con la normativa europea, di procedere ad una revisione del canone concessorio a carico del gestore del terminal di approdo del porto di Venezia, si rassicura circa il fatto che la norma in esame si limita a prevedere una facoltà di revisione della concessione e del relativo piano economico, che potrà essere esercitata dall'Autorità solo nei limiti della sostenibilità di tale revisione per gli equilibri di bilancio; - con riguardo all'articolo 2, laddove prevede che, con apposito decreto interministeriale, possa individuarsi la quota percentuale del quadro economico degli interventi da realizzare da destinare al supporto tecnico e alle attività connesse, nonché ai compensi degli eventuali subcommissari, si rappresenta che il costo stimato per ciascun intervento e, di conseguenza, l'importo totale finanziato, pari a 157 milioni di euro, comprende anche le tipiche voci "somme a disposizione" sulle quali graveranno gli oneri per il supporto tecnico; - sempre relativamente all'articolo 2, viene confermato l'impatto sui saldi ascritto agli stanziamenti ivi previsti, solo in misura minore imputati agli esercizi 2021 e 2022, in considerazione della tempistica stimata per la realizzazione degli interventi;