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Art. 14 A decorrere dal 1 gennaio 1975 nello stato di previsione della spesa del Ministero della sanità è istituito un capitolo denominato "Fondo nazionale per l'assistenza ospedaliera" destinato al finanziamento della spesa per l'assistenza ospedaliera stessa, per l'impianto, la trasformazione e l'ammodernamento degli ospedali, escluse le opere edilizie, per il rinnovo e l'adeguamento delle loro attrezzature sanitarie. Il fondo di cui al precedente comma è alimentato: 1) da una quota percentuale dei contributi e delle altre entrate di ciascun ente, gestione o cassa aziendale pari al rapporto tra la spesa ospedaliera - maggiorata della percentuale d'incidenza delle spese generali accertate per il 1973 - e quella complessiva accertata per spese effettive degli enti, gestioni o casse ((anche)) accertate per il medesimo anno. La spesa ospedaliera è determinata sulla base delle rette di degenza approvate ai sensi dell'art. 32 della legge 12 febbraio 1968, n. 132. Tale percentuale è applicata anche per gli anni successivi al 1975. Per le gestioni dei lavoratori autonomi la percentuale delle contribuzioni ((escluse quelle facoltative ed integrative a qualsiasi titolo)) da versare per il 1975 al Fondo nazionale per l'assistenza ospedaliera è pari al 51 per cento. ((Per gli istituti ed enti mutuo-previdenziali a bilancio unitario, che non abbiano gestioni autonome per l'assistenza sanitaria, la quota delle contribuzioni da versare per l'anno 1975 al fondo nazionale per l'assistenza ospedaliera è pari alla spesa ospedaliera accertata a consuntivo per il 1973, maggiorata della percentuale d'incidenza delle spese generali accertate per il medesimo anno)). Per gli anni successivi le somme da versare sono aumentate in misura pari all'incremento medio percentuale dei contributi affluiti al fondo stesso; 2) dalle somme destinate all'assistenza ospedaliera iscritte nello stato di previsione della spesa dei Ministeri e degli enti pubblici, ovvero in mancanza di qualificazione della stessa da una quota parte delle somme destinate all'assistenza sanitaria. Alla determinazione di tale quota ed al relativo storno di fondi si provvede con decreto del Ministro per il tesoro, sentiti i Ministri competenti, sulla base del rapporto di cui al precedente punto 1); 3) dagli avanzi annuali della gestione dell'assicurazione contro la tubercolosi, gestita dall'I.N.P.S., a partire da quello relativo alla gestione del 1974; 4) dalle disponibilità finanziarie degli enti ospedalieri derivanti da redditi propri ((o da altre entrate)) o da avanzi relativi a esercizi pregressi; 5) dalla somma determinata ai sensi del terzo comma dell'art. 5; 6) dall'apporto integrativo dello Stato da determinarsi annualmente con la legge di approvazione del bilancio in misura non superiore a 100 miliardi. Le somme di cui ai punti 1), 2), 3) e 4) sono versate all'entrata del bilancio dello Stato entro quindici giorni dalla riscossione o dall'accertamento e correlativamente iscritte allo stato di previsione della spesa del Ministero della sanità. È abrogata ogni disposizione relativa ad interventi finanziari dello Stato e del comune di Roma a favore del Pio istituto di Santo Spirito ed ospedali riuniti di Roma, nonché degli istituti fisioterapici ospedalieri, per le finalità di assistenza ospedaliera di cui al presente decreto.