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L'opera si deve all'ingegno dell'architetto Ferdinando Fuga, che lo progettò su commissione dell'illuminato sovrano Carlo III. Con i suoi 100.000 metri quadri, oltre 400 stanze e una facciata di oltre 300 metri, è uno degli edifici più grandi del mondo oltre che, per quel tempo, il perno di avanzatissime politiche sociali e produttive; inizialmente la struttura ospitava numerosi cittadini ai quali veniva offerto vitto, alloggio, un'istruzione e la possibilità di imparare un mestiere, finendo per collocarvi addirittura una scuola per sordomuti. A metà dell'800 la struttura ospitava più di 5.000 persone, divenendo una delle opere più importanti al mondo; a seguito del terremoto che nel 1980 flagellò la città di Napoli, l'ala destra dell'edificio crollò. In seguito, numerosi progetti ne tentarono il recupero, soprattutto a partire dal 1995, ovvero da quando l'Unesco lo ha inserito tra le opere appartenenti al patrimonio mondiale. Tuttavia i restauri sono sempre stati parziali e insufficienti; attualmente la struttura risulta abbandonata, finendo raramente per ospitare qualche mostra o esposizione culturale. In questi anni sono state poste in essere numerose proposte o progetti per rivitalizzare l'albergo dei poveri: dalla "città dei giovani" alla realizzazione di uno dei musei più grandi del mondo, dal progetto "Louvre partenopeo" suggerito dall'attuale Giunta di Napoli alle proposte di un museo dell'artigianato e dell'antiquariato; come denunciato da un recente servizio giornalistico e da un dossier presentato dall'associazione culturale Neoborbonica, le condizioni attuali di quasi tutta la struttura risultano precarie al punto da rischiare ulteriori crolli o danni; la struttura, che ha un valore stimato di circa 120 milioni di euro, necessita di ingenti finanziamenti per una riqualificazione che possa portarla ai fasti di un tempo: ripristino che renderebbe palazzo Fuga un " hub" strategicamente importante essendo collocato a ridosso della stazione centrale, dell'aeroporto di Capodichino, della metropolitana e dei maggiori sbocchi viari; tuttavia il Comune di Napoli, proprietario della struttura, avendo ingenti problemi finanziari, non dispone delle risorse necessarie richieste dall'imponente piano di restauro. A tal proposito recentemente il sindaco di Napoli ha espresso l'intenzione di voler cedere palazzo Fuga allo Stato; l'ex Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, si rese disponibile ad una riflessione circa la possibilità di utilizzare la struttura quale itinerario dell'arte o anche per ospitare gli uffici di enti istituzionali o militari; l'ipotesi del " federal building ", cui si potrebbe aggiungere anche un utilizzo con finalità espositive o culturali, comporterebbe un notevole risparmio per lo Stato dal momento che verrebbero meno ingenti capitoli di spesa per gli affitti passivi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dello stato degli eventuali progetti; quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di ridare dignità e valore ad un monumento che costituisce una parte molto importante del patrimonio culturale mondiale. Atto n. 4-02514 AGOSTINELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel porto di La Spezia il servizio ferroviario portuale è svolto dal soggetto unico denominato "La Spezia Shunting Railways SpA", identificato in una società appositamente costituita nel 2013, al cui capitale sociale partecipano l'Autorità di sistema portuale con il 20 per cento delle azioni di categoria A, gli operatori terminalisti e i terminalisti interni raccordati con il 40 per cento delle azioni categoria B e gli operatori multimodali e le imprese ferroviarie con il 40 per cento delle azioni di categoria C, che rappresentano la totalità degli operatori dello scalo spezzino; la società è in utile di esercizio a partire dalla costituzione e ogni anno incrementa il fatturato e il numero dei carri movimentati per il trasporto di contenitori da e per lo scalo marittimo; la società è considerata un modello di gestione pubblico-privato di un servizio di interesse generale, con ruolo di garanzia in capo all'Autorità che nomina il Presidente del Consiglio di gestione e tre membri su cinque del consiglio di sorveglianza; la società ha dipendenti, si autofinanzia e non ha mai avuto bisogno di accedere al credito bancario; il modello di gestione e la struttura societaria sono stati oggetto di dibattito e studio in diversi convegni e autorità portuali nazionali ed estere hanno mutuato il modello societario adeguandolo alle realtà locali; i porti di Trieste e Genova hanno adottato o hanno in corso di adozione modelli societari analoghi, visti i risultati in termini di efficienza dovuta alla sinergia virtuosa creatasi tra ente pubblico e operatori privati; la percentuale del traffico su ferro del porto di La Spezia ha superato il 30 per cento e si avvia a raggiungere il traguardo del 50 per cento, un obiettivo ambizioso reso possibile dallo strumento societario che comprende tutti i soggetti della filiera del trasporto; nel mese di ottobre 2019 sono stati movimentati 13.000 carri ferroviari, record assoluto dello scalo, con un incremento dell'8 per cento sul precedente record del novembre 2018; considerato che: si apprende da notizie rese pubbliche attraverso la rete che l'Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale ha intenzione di vendere attraverso bando pubblico azioni della società, pari al 20 per cento del capitale sociale, e ciò al fine di eliminare un potenziale conflitto di interessi volendo provvedere all'assegnazione del servizio attraverso gara pubblica; le motivazioni addotte richiamano, a giudizio dell'interrogante impropriamente, le previsioni del testo unico decreto legislativo n. 175 del 2016 sulle partecipate; previsioni che non si applicano alla società in questione che svolge attività strettamente legata alla mission dell'Autorità, è da sempre in utile, con la partecipazione di minoranza della stessa; la rete ferroviaria che adduce al porto e ai terminal portuali è in parte gestita da Rete Ferroviaria Italiana, in minima parte dall'Autorità di sistema portuale, dai singoli terminalisti all'interno delle concessioni demaniali e dai terminalisti terrestri raccordati alla rete; l'odierno servizio ferroviario portuale, a gestione unica, sarebbe ripartito come era in origine in manovra primaria svolta dai vettori di linea, in manovra secondaria da svolgersi in parte in autoproduzione, in parte dal soggetto assegnatario della gara e in parte dal singolo terminalista, in una situazione di incertezza visto il sovrapporsi di competenze e di piani di sicurezza in capo ai diversi titolari; considerato infine che, a parere dell'interrogante: l'esperimento di una gara in una situazione perfettamente legittima e virtuosa, che si riassume nella straordinaria efficienza del trasporto su ferro rispetto alla media nazionale, costituirebbe un'iniziativa fondata su presupposti errati e suscettibile di arrecare gravi disservizi con corrispondente calo del traffico su ferro;