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Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020. Onorevoli Senatori . – La Commissione istruzione pubblica, beni culturali ha esaminato e approvato il decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020, senza tener in debito conto delle osservazioni dei soggetti auditi in Commissione, né della stragrande maggioranza degli emendamenti del Gruppo del Partito democratico che, in parte, recepivano le suddette osservazioni e che erano finalizzati a migliorare un provvedimento utile, ma carente, poco coraggioso e poco innovativo, scritto all'insegna del « vorrei, ma non posso ». Il provvedimento in esame contiene alcune misure necessarie per i settori di riferimento, in particolare per le fondazioni lirico sinfoniche, per il cinema e l'audiovisivo e per lo spettacolo viaggiante e, più in generale, per gli spettacoli dal vivo. La finalità del provvedimento e la sua impostazione di fondo sono abbastanza condivisibili in quanto sostanzialmente in continuità con le politiche adottate in materia nella scorsa legislatura. Tuttavia, dopo un anno di attività, ci saremmo aspettati o, meglio, avremmo auspicato, che il primo provvedimento del Governo su questi temi contenesse scelte e investimenti di tutt'altra rilevanza. Inoltre, pur condividendo la necessità di un intervento urgente sull'argomento, non possiamo non sottolineare come una organizzazione differente del lavoro, più rispettosa del Parlamento, avrebbe consentito un maggior coinvolgimento dello stesso nel rispetto della dignità di questo ramo del Parlamento e, ancor di più, dell'altro. Così non è stato e così non sarà. Allo stesso modo, non si può non rilevare come all'accelerazione dei tempi per la presentazione degli emendamenti non sia corrisposta alcuna capacità di analisi degli stessi da parte della maggioranza, « costringendo » l'esame in Commissione praticamente a ridosso dell'esame in Assemblea, con una pressoché contestuale sovrapposizione dei tempi di presentazione degli emendamenti e il conseguente venir meno della possibilità per la Commissione di svolgere un lavoro approfondito. Si tratta di perplessità di metodo – purtroppo usuali – cui si accompagnano perplessità di merito. Venendo al merito del provvedimento, esso rappresenta una grande occasione persa, per vari motivi. In primis, l'occasione per affrontare l'annosa questione dei lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo, ragionare sul loro status giuridico e provare a superare la condizione di precarietà che li caratterizza. Inoltre, l'occasione per dare respiro al settore strategico del cinema e dell'audiovisivo, con investimenti molto più significativi, affrontando tutte le novità che riguardano questo settore, le nuove forme di produzione, i nuovi canali di trasmissione, la capacità competitiva e le grandi potenzialità del nostro Paese, nonché le straordinarie competenze tecniche e artistiche che rendono, ancora oggi, i nostri professionisti tra i più attrattivi nel mondo. Sull'articolo 1, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, è stato approvato un emendamento del Gruppo del Partito democratico finalizzato a estendere la disciplina ivi prevista anche ai teatri di tradizione e ai soggetti finanziati dal Fondo unico per lo spettacolo che utilizzano il contratto collettivo nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche in virtù della loro peculiarità e di una visione più ampia dei soggetti interessati. Le misure previste dal decreto-legge sono minimali. L'articolo 1 reca una disciplina speciale per la stipula da parte delle fondazioni lirico sinfoniche, in presenza di determinate esigenze, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, stabilendo, in particolare, che la relativa durata non può superare i quarantotto mesi (ridotta poi con un emendamento della maggioranza a trentasei mesi). In caso di superamento del termine, prevede il risarcimento del danno per il lavoratore. Inoltre, modifica la disciplina per il reclutamento di personale a tempo indeterminato delle medesime fondazioni e la procedura per la definizione della dotazione organica delle medesime fondazioni. Detto intervento si rende necessario e urgente a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 25 ottobre 2018 (causa C-331/17). L'articolo 2 stanzia risorse per finanziarie attività di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali: si tratta di risorse aggiuntive per soddisfare esigenze di carattere generale dell'amministrazione. L'articolo 3, commi 1 e 2, interviene sulla disciplina per la promozione delle opere europee ed italiane, in particolare modificando gli obblighi di programmazione e di investimento da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi lineari e non lineari e prorogando l'applicazione della nuova disciplina dal 1° luglio 2019 al 1° gennaio 2020. L'articolo 3, comma 3, disciplina la composizione della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, in particolare riducendo a quarantanove i membri complessivi, di cui uno con funzioni di Presidente, e introducendo elementi di maggiore flessibilità. L'articolo 3, comma 4, aumenta il numero degli esperti chiamati a valutare le richieste di accesso ai contributi selettivi previsti per opere cinematografiche e audiovisive e prevede che siano gli stessi esperti ad attribuire anche i contributi per attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva. In particolare, aumenta da cinque a quindici il numero degli esperti chiamati a valutare le richieste di accesso ai contributi selettivi. L'articolo 4 esclude gli spettacoli viaggianti dalla disciplina in materia di titoli di accesso nominativi agli spettacoli in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori. La legge di bilancio 2019 ha stabilito che, dal 1° luglio 2019, i biglietti per le attività di spettacolo in impianti con più di 5.000 spettatori devono essere nominativi, riportando l'indicazione del nome e del cognome del soggetto che fruisce del titolo di accesso. Questa prescrizione è stata motivata dall'esigenza di evitare il fenomeno del bagarinaggio ( secondary ticketing) . L'articolo 5, al fine di assicurare lo svolgimento del campionato europeo di calcio del 2020 nella città di Roma, prevede la nomina di un commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari. In particolare, il commissario, che può essere nominato da Roma Capitale, provvede alle procedure per la realizzazione dei lavori e l'acquisizione di servizi e forniture, svolgendo la funzione di stazione appaltante. Il commissario può predisporre ed approvare il piano degli interventi, nonché applicare riduzioni di termini temporali previste da talune disposizioni del codice degli appalti e fare ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara.