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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, oggi abbiamo la possibilità di completare finalmente un iter che ci consentirà di dotare il Paese di uno strumento di fondamentale importanza per la prevenzione e il monitoraggio delle malattie oncologiche. Un iter che ha subìto una battuta d'arresto nella scorsa legislatura quando il testo unificato approvato alla Camera è rimasto fermo in Commissione sanità al Senato senza mai approdare in quest'Aula. Oggi abbiamo finalmente la possibilità di discutere e di votare un testo che, approvato all'unanimità in Commissione, deve diventare legge al più presto, perché non possiamo sapere quanto si sarebbe potuto fare se non si fossero persi anni; quanto le informazioni elaborate e messe a disposizione attraverso questa rete di raccolta dati avrebbero dato una spinta rivoluzionaria nel contrasto alle patologie neoplastiche; quanto si sarebbero rivelate indispensabili, quanto meno utili e di supporto alla ricerca, oltre che funzionali a una programmazione più ottimale degli interventi di prevenzione. L'attuale disegno di legge riprende quanto già in buona parte proposto nel testo unificato, ma dall' iter tronco, della scorsa legislatura. Oggi, come allora, il fine resta il rafforzamento della capacità di prevenzione delle patologie tumorali e lo studio dei fattori di incidenza, soprattutto in campo ambientale. A beneficiarne saranno innanzitutto i troppi territori che ancora pagano situazioni ambientali complicate e a rischio elevato. Approvando questo testo, metteremo in rete i dati di tutti i registri regionali e dei sistemi di sorveglianza così da incrementare al massimo le attività di monitoraggio e di prevenzione dei tumori su tutto il territorio italiano. Istituiremo una rete che avrà funzioni di coordinamento nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura dei tumori, grazie alla quale sarà possibile indirizzare la programmazione sanitaria attraverso un'attenta verifica della qualità delle terapie, e quindi nel complesso dell'assistenza sanitaria. La Rete nazionale dei registri dei tumori rappresenterà uno strumento che darà una forte spinta alla ricerca scientifica, capitalizzando al massimo le risorse ed evitando gli sprechi. Con l'istituzione di un referto epidemiologico sarà possibile disciplinare l'elaborazione costante dei dati raccolti; si studierà su dati aggiornati, precisi ed elaborati con criteri scientifici, eliminando ogni più piccola scoria di approssimazione. Con l'approvazione di questo testo, cari colleghi, ci dotiamo di un'opportunità unica per far decollare la ricerca e la salvaguardia della salute dei cittadini, della salute di noi tutti. Questo lo sa chi in quest'Aula ha combattuto e sconfitto un tumore, lo sa chi in quest'Aula è stato al fianco di chi ha lottato, di chi alla fine si è arreso e di chi invece, senza perdere la speranza, continua a lottare. Ed è la speranza che abbiamo il dovere e la responsabilità di nutrire, riaccendere e sostenere, alimentandola con i risultati. Per chi crede di avere la consapevolezza che i suoi giorni siano contati, anche un solo giorno in più è utile a radunare le forze per credere che non tutto è finito, che forse c'è ancora qualcosa da fare, che c'è uno studio, una ricerca, un elemento innovativo, una nuova terapia, un nuovo farmaco che allungherà i suoi giorni. E allora riaccendiamola in tutti noi questa speranza; facciamola crescere, alimentiamola, diamole in pasto dati certi, concreti, reali, frutto di un approccio empirico. Il cancro non è questione di nomenclatura, non è definendo la malattia sgradevole, come ha sostenuto giorni fa un politico, che se ne viene fuori. Per vincere il cancro non possiamo concedere alcun barlume di approssimazione. Lo dobbiamo a tutti quei malati che ogni giorno soffrono e combattono, pur nella consapevolezza di quanto fioca sia la speranza. Lo dobbiamo a chi non ce l'ha fatta, a chi si è ritrovato sconfitto, una sconfitta spesso maturata solo al culmine di lunghe terapie e grandi sofferenze. Personalmente sento di doverlo anche a chi, come me, ha deciso di dedicare la propria vita allo studio e alla ricerca perché il tumore possa un giorno realmente essere debellato e non da slogan , non da giochi lessicali, non trovandogli un nome nuovo che lo renda più gradevole, ma da terapie che siano il risultato di studi scientifici supportati da una serie di dati che fotografano una mappa con su indicate percentuali e cifre relative all'incidenza di specifiche neoplasie in determinati ambiti territoriali. Dove si muore? In che misura? Chi viene colpito più di altri e per quale specifica patologia tumorale? Quanto incide una vita trascorsa in aree contaminate, dove l'aria è satura di veleni, dove la terra, in eterna attesa di bonifica, copre e cela una coltre di residui di lavorazioni industriali che viaggiano sottoterra e sottotraccia, trasportati da falde che raggiungono campi coltivati e li abbeverano? Serve conoscere il nemico per sconfiggerlo e oggi il nemico ha le fattezze di dati nefasti che ci stimolano a tenere alta la guardia e a contrattaccare. Una delle ultime fotografie scattate dall'AIOM, l'Associazione italiana di oncologia medica, indica che in Italia ogni giorno 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno infiltrante e circa 500 persone al giorno muoiono nel nostro Paese a causa di una neoplasia, rappresentando i tumori la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Sappiamo bene che l'arma più preziosa che abbiamo nella lotta alle malattie neoplastiche è rappresentata dalla prevenzione, necessaria e assolutamente prioritaria per l'approccio alla migliore cura possibile per il contrasto ai tumori. Ma la prevenzione non può e non deve limitarsi a un test e a una visita diagnostica. Per il perfezionamento della prevenzione devono concorrere numerosi fattori di studio perché si tratta di un processo partecipativo, con molti attori in campo, con competenze specifiche e numeri certi. Con la Rete nazionale avremo finalmente la possibilità di studiare i dati su incidenza, mortalità e correlazione tra patologie oncologiche e fattori ambientali, soprattutto in alcune zone del nostro Paese con forte incidenza tumorale. Conosceremo la verità sulle morti della terra dei fuochi, la mia terra, e delle tante, troppe terre dei fuochi disseminate nel nostro Paese e sapremo come agire in maniera più efficace e incisiva. La rete dei registri tumori italiani comprende oggi 47 registri tumori che coprono solo circa il 60 per cento della popolazione e perlopiù i dati in essi contenuti non sono aggiornati, tutt'altro. Basti pensare che nella provincia di Napoli l'ultimo aggiornamento risale al 2013, nella provincia di Salerno addirittura al 2011. Con questo testo prevediamo l'istituzione di una Rete nazionale dei registri dei tumori che vedrà il coinvolgimento e la collaborazione di tanti attori impegnati nello studio, nella lotta e nella prevenzione delle patologie tumorali. Saranno stipulati accordi di collaborazione gratuita con università, centri di ricerca pubblici e privati, enti e associazioni specializzate. Perfezionando la qualità dei dati oncologici raccolti, colmeremo finalmente una lacuna del nostro Servizio sanitario nazionale: ogni anno avremo una fotografia aggiornata e dettagliata dello stato di salute di tutti i territori del nostro Paese.