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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signora Ministro, signor Sottosegretario, colleghi, vi ringrazio per essere qui ad affrontare insieme - lo sappiamo tutti - uno dei momenti più difficili da tanto tempo a questa parte. Vorrei anzitutto esprimere - lo hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto e ci tengo a farlo anch'io a nome del mio Gruppo parlamentare - la nostra più affettuosa e profonda vicinanza e il nostro cordoglio alle famiglie delle persone che sono mancate. Vorrei esprimere vicinanza e sostegno anche alle persone che da adesso in poi dovranno limitare la loro vita e la loro libertà per rispettare delle prescrizioni fondamentali non solo per loro, ma per tutti noi. Come non ricordare poi le persone che stanno compiendo atti di eroismo in queste ore: i medici, gli operatori sanitari, i ricercatori, gli operatori ospedalieri, le associazioni di volontariato, i volontari della Protezione civile, le Forze dell'ordine, le forze che devono mantenere l'ordine pubblico e l'Esercito? Tutti costoro sono uniti insieme per consentirci di superare questo momento e di fare in modo che vengano rispettate le regole e i precetti posti in queste ore. Avrete la sensazione che io stia insistendo troppo su questo, ma penso - colleghi, ce lo siamo detti molte volte in queste ore - che molta parte del nostro futuro, del futuro delle nostre infrastrutture sanitarie (che purtroppo sono state anch'esse colpite dal virus ), del nostro tessuto produttivo e della nostra vita sia condizionato dai nostri comportamenti futuri da qui alle prossime settimane. Quindi ciascuno di noi dovrà - così come stiamo facendo noi qui - lavorare per il bene comune, assumere degli atteggiamenti responsabili e non solo invocare ma praticare l'unità. L'unità non è una parola ma un percorso. Noi abbiamo incontrato la maggioranza e ringraziamo il ministro Gualtieri e la maggioranza per avere in parte accolto le proposte di Forza Italia e del centrodestra - lo ripeto - sempre nell'interesse generale, sempre per il bene comune, sempre per uscire il più velocemente possibile da un momento drammatico. Qui non esistono rivendicazioni politiche e bandierine da sventolare, ma esistono competenze, conoscenze, messa in comune di idee. I provvedimenti che verranno sono già in parte all'esame del Parlamento, per affrontare un'emergenza montante; alcuni dei provvedimenti che stanno transitando in queste ore in Parlamento sono per certi versi già obsoleti perché rappresentano un tempo superato. Noi ci siamo per collaborare, ci siamo per fare in modo che quello che il Governo sta proponendo, ossia uno scostamento di 20 miliardi del rapporto deficit- PIL rispetto a quanto ci siamo impegnati a fare con il Patto di stabilità e crescita e tutti gli atti successivi (quindi una differenza intorno ai 25 miliardi sulle poste di bilancio per cassa e per competenza, come ci ha detto il ministro Gualtieri), venga immediatamente messo a disposizione del nostro Paese e di quei suoi asset che hanno bisogno di essere assistiti. Noi crediamo a ciò che ha detto il ministro Gualtieri e vigileremo sul percorso che dovremo fare tutti insieme sulle infrastrutture sanitarie (le prime a dover essere alimentate) e sulla liquidità, che dovrà ricadere su di un Paese cui verranno chiesti più sacrifici. Lo sappiamo, per uscire velocemente dalla crisi presto e meglio sarà necessario sacrificare ancora parte della nostra libertà, per evitare che contraddizioni o timidezze adesso comportino problemi futuri. Noi abbiamo quindi chiesto - e lo ripetiamo ancora anche in questo contesto - che non ci siano ambiguità, zone grigie e zone d'ombra nell'applicazione delle disposizioni date dal Governo e da noi avallate. Vogliamo che l'Italia sia messa in condizione per quindici giorni di esprimere al massimo il suo principio di massima precauzione per uscire - ripeto - presto e meglio da una crisi che è certamente crisi sanitaria, è già crisi economica e sta diventando crisi sociale: lo vediamo da quello che è successo in questi giorni e dalle immagini terribili delle proteste nelle carceri che sono circolate su tutte le reti televisive domestiche ed internazionali. Chiediamo allora che questi fondi vengano messi a disposizione di quegli operatori economici e di quelle categorie produttive che saranno costrette a sacrificare il loro lavoro e, soprattutto, a vivere un momento di grande incertezza da qui alla fine del mese. Questa - mi rivolgo ad entrambi i membri del Governo - è la terza gamba che il ministro Gualtieri ci ha garantito sarà attuata immediatamente. Sarà posta in essere una moratoria immediata dei tributi, delle tasse, dei contributi, dei ratei di quei mutui che non possono essere pagati se non c'è liquidità a seguito della mancanza di lavoro, degli affitti. Dovranno essere compensati anche quei locatori il cui canone di locazione non può essere versato per mancanza di lavoro. Quindi occorre liquidità. Questi 20 miliardi di euro per noi rappresentano solo l'inizio di un percorso di flessibilizzazione di un rapporto deficit -PIL che deve essere sempre più flessibile man mano che aumenterà l'emergenza (e purtroppo temiamo che aumenterà), un percorso che consenta da subito alle nostre categorie produttive che stanno soffrendo di più di avere un ristoro. Voi sapete che noi riteniamo che la scelta drastica e coraggiosa di chiusura delle attività produttive (limitazione ulteriore rispetto a una zona arancione che non è completamente definita nel suo perimetro) rappresenti il viatico per una più rapida uscita dalla crisi, escludendo naturalmente i cosiddetti servizi essenziali, i settori strategici e le produzioni deperibili. Per noi è però essenziale che ciò avvenga per consentire alla ripresa di disporre veramente di quello slancio e di quel motore di cui il nostro Paese avrà bisogno dopo una fase di così forte - e, purtroppo, per ora ineluttabile - depressione. Come abbiamo detto, consideriamo fondamentale questa parte delle proposte che Forza Italia ha presentato al Governo fin dalle prime ore di avanzamento della crisi, che purtroppo ha cominciato a manifestarsi a fine gennaio e di cui noi abbiamo avvertito immediatamente la gravità (lo dobbiamo dire e lo facciamo senza alcuna volontà polemica, ma solo in un'ottica collaborativa, come abbiamo fatto finora). Dobbiamo immediatamente predisporre assistenza al lavoro. Tutti noi conosciamo persone che dicono di dover chiudere il negozio, interrompere la produzione o di non essere in grado di dare ai propri dipendenti la sicurezza di venire in fabbrica domani. C'è chi dice che un suo dipendente si è ammalato e ha dovuto mettere in quarantena lo stabilimento. Ecco, a tutti costoro dobbiamo dare garanzie che il lavoro sarà assistito: sostegno al lavoro. Come ha detto ieri il ministro Gualtieri durante il nostro incontro a Palazzo Chigi - lo ripeto ancora una volta - nessuno deve perdere il lavoro per colpa del coronavirus. Su questo punto noi ci saremo sempre, giorno e notte, con i nostri provvedimenti, perché pensiamo che sia il momento di fare veramente le cose insieme per il Paese. Facciamole insieme, ma facciamole. La previsione di 20-25 miliardi di euro di appostamenti di bilancio per cassa e per competenza sono l'inizio necessario, probabilmente non sufficiente (lo dico senza alcun intento polemico).