[ddlpres]

La suddetta determinazione è effettuata tenendo conto della capacità ricettiva e del volume assistenziale delle strutture sanitarie inserite nelle reti formative di cui all'articolo 20, comma 1, lettera d) , nonché delle valutazioni effettuate in sede di procedura di accreditamento dagli osservatori di cui all'articolo 45- ter , includendo i risultati sulla rilevazione dell'opinione dei discenti sulla qualità della formazione e, in particolare, sull'attività di tutorato. 5 . Nell'ambito dei posti risultanti dalla programmazione di cui al presente articolo, il Ministero dell'università e della ricerca stabilisce, di concerto con il Ministero dell'interno, una riserva di posti complessivamente non superiore al 5 per cento del fabbisogno per le esigenze di sanità e di formazione medica post lauream della Polizia di Stato e, qualora non coperti, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, per le esigenze di sanità e formazione medica post lauream del Corpo della Guardia di finanza, nonché, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il numero dei posti da riservare ai medici stranieri provenienti dai Paesi in via di sviluppo. Per gli aspetti relativi alla sanità militare la ripartizione dei posti riservati è effettuata con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, sentito, per gli aspetti relativi alla sanità militare, il Ministro della difesa. Per il personale della Polizia di Stato e del Corpo della Guardia di finanza si applicano, in quanto compatibili, le previsioni di cui agli articoli 757, comma 3, 758, 964 e 965 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. 6 . Il Ministro dell'università e della ricerca, su proposta del Ministro della salute, può autorizzare, per specifiche esigenze del Servizio sanitario nazionale, l'ammissione ai corsi, nel limite di un 10 per cento in più del numero stabilito dal comma 1 e della capacità recettiva dei singoli corsi, di personale medico di ruolo, appartenente a specifiche categorie, in servizio in strutture sanitarie diverse da quelle inserite nella rete formativa della scuola ». Art. 2. (Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) 1. All'articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, dopo il comma 8- bis è inserito il seguente: « 8 - ter . Le aziende sanitarie locali, in deroga a quanto previsto dal comma 1, anche ai sensi del regolamento di cui al decreto 23 maggio 2022, n. 77, possono attribuire incarichi dirigenziali di assistenza sanitaria primaria, nell'ambito delle case della comunità e degli ospedali di comunità, ai medici in possesso del diploma di specializzazione in medicina di comunità, di cui all'allegato del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 1° agosto 2005, pubblicato nel supplemento ordinario n. 176 alla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 novembre 2005, o del diploma di specializzazione in medicina di comunità e delle cure primarie, di cui all'allegato del decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 4 febbraio 2015, n. 68 ». Art. 3. (Ruoli dirigenziali per le cure primarie e intermedie) 1. A decorrere dalla data di dall'entrata in vigore della presente legge, ai fini della valutazione dei servizi prestati e delle specializzazioni possedute per l'accesso alla dirigenza per le categorie professionali dei medici specialisti in medicina di comunità e delle cure primarie, di cui al decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 4 febbraio 2015, n. 68, e in medicina di comunità, di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 1° agosto 2005, pubblicato nel supplemento ordinario n. 176 alla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 novembre 2005, si considera altresì il settore concorsuale per la disciplina della medicina di comunità e delle cure primarie in riferimento ai ruoli clinici-organizzativi per l'assistenza sanitaria territoriale e presso i dipartimenti di cure primarie o distretti territoriali, e in particolare nelle case della comunità e negli ospedali di comunità. Tali ruoli sono integrativi rispetto all'attività assistenziale garantita dai medici di medicina generale in rapporto di lavoro convenzionale. 2. L'articolo 3 della legge 29 dicembre 2000, n. 401, è abrogato.