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Impregnare la carta, imbibendola tramite un pennello, con il reattivo D.3.1.3 e lasciare per 1 minuto, avendo cura che aderisca perfettamente al campione. I difetti vengono evidenziati come macchie blu che appaiono su sfondo giallo. D.3.2.2. Resistenza della zona interessata dal difetto all'imbutitura Erichsen. Principio del metodo: si valuta, tramite un esame con i liquidi E.3.1.4, la presenza di microfessurazioni in corrispondenza del difetto. Procedimento: il provino deve essere piano, di forma quadrata, rettangolare o circolare, larghezza o diametro di 100 mm o maggiore. I bordi del provino non devono contenere sbavature che ne compromettano il corretto posizionamento nella macchina di imbutitura. Prima della prova occorre spalmare con cura le due facce del provino con il lubrificante grafitato D.3.1.5. La temperatura di prova deve essere di 20 ›C (Più o Meno) 5 ›C. Il centro dell'impronta deve trovarsi ad almeno 50 mm dal contorno del provino. Qualora occorra eseguire più impronte, i relativi centri non devono trovarsi a distanza inferiore a 100 mm. La profondità di imbutitura deve essere di 5 mm (Più o Meno) 0,1 mm per lamiere di spessore non inferiore a 0,21 mm e di 2,8 mm (Più o Meno) 0,1 mm per lamiere aventi spessore minore. Esame con i liquidi D.3.1.4: posizionare il campione su una carta da filtro (in modo da non sporcare la superficie sottostante), con la parte interna dell'imbutitura rivolta verso l'alto; spruzzare sulla faccia superiore il liquido penetrante D.3.1.4.1. e lasciarlo agire per 2 minuti; capovolgere il campione, prestando attenzione ad evitare che spruzzi accidentali del liquido penetrante D.3.1.4.1. vadano a contaminare la superficie da trattare; spruzzare un leggero velo di liquido rivelatore D.3.1.4.2 ed attendere l'essiccazione dello stesso (circa 5 minuti); esaminare il campione; in corrispondenza della eventuale microfrattura, sulla superficie bianca (trattata con il liquido sviluppatore) si formerà una chiazza rossa, che tenderà progressivamente ad allargarsi; dopo l'esame, le due superfici possono, se necessario, essere ripulite con acqua. D.4. Espressione dei risultati. L'esito delle prove è espresso con la valutazione di seguito specificata: a) prova al ferricianuro: positivo, la carta da filtro si colora in blu in corrispondenza dell'impronta (l'impronta non è perfettamente ricoperta di stagno); negativo, la carta non si colora in blu in corrispondenza dell'impronta (l'impronta è perfettamente ricoperta di stagno); b) prova di imbutitura Erichsen: positivo, sono visibili rotture e screpolature del rivestimento di stagno in corrispondenza dell'imbutitura; negativo, non sono visibili rotture o screpolature del rivestimento di stagno in corrispondenza dell'imbutitura. Il campione è conforme se ambedue le prove (paragrafi D.4. a) e D.4. b) hanno dato esito negativo. E. VALUTAZIONE DEI GRAFFI SU STAGNO. E.1. Campo di applicazione. Il metodo permette di determinare la presenza di graffi sullo stagno. E.2. Morfologia del difetto. Graffi di forma lineare e lunghezza variabile, sulla superficie del foglio; possono essere singoli o in serie. Possono anche presentarsi come punti lucidi sparsi o allineati. E.3. Modo di operare. E.3.1. Attrezzature e reattivi. E.3.1.1. Normale dotazione di un laboratorio chimico. E.3.1.2. Un calibro. E.3.2. Descrizione della prova. E.3.2.2. Valutazione della presenza di graffi (prova al ferricianuro). Si applica quanto previsto al paragrafo D.3.2.1. E.3.2.2. Misura della lunghezza dei graffi non passanti. Nel caso in cui non siano presenti graffi passanti, si determina la quantità di graffi non passanti misurando, tramite calibro, la lunghezza di ogni graffio e sommando tali lunghezze. E.4. Espressione dei risultati. L'esito delle prove è espresso con la valutazione di seguito specificata: a) prova al ferricianuro: positivo, la carta da filtro si colora in blu in corrispondenza del graffio (graffi passanti); negativo, la carta non si colora in blu in corrispondenza del graffio (graffi non passanti); b) misura lunghezza graffi (non passanti): positivo, la somma delle lunghezze del singoli graffi non passanti è superiore al 5% del lato minore del foglio; negativo, la somma delle lunghezze dei singoli graffi non passanti non è superiore al 5% del lato minore del foglio. Il campione è conforme se hanno dato esito negativo la prova al paragrafo E.4. a) e la misura al paragrafo E.4. b). F. VALUTAZIONE DEI PUNTI D'ARCO. F.1. Campo di applicazione. Il metodo permette di valutare la presenza di punti d'arco. F.2. Morfologia del difetto. Punti neri di piccole dimensioni, rilevabili ad occhio nudo. La visione ingrandita li mostra come cavità a forma di cratere, contornata di un'aureola nera o marrone. Nei casi più gravi possono essere passanti. F.3. Modo di operare. F.3.1. Attrezzature e reattivi. F.3.1.1. Normale dotazione di un laboratorio chimico. F.3.1.2. Foglio trasparente con quadrettatura da 1 dm al quadrato F.3.2. Descrizione della prova. F.3.2.1. Valutazione della presenza di acciaio scoperto in corrispondenza dei difetti (prova al ferricianuro). Si applica quanto previsto al paragrafo D.3.2.1. F.3.2.2. Misura del numero dei difetti. Nel caso in cui non si riscontrino punti scoperti, si misura il numero dei punti per dm al quadrato mediante il foglio quadrettato F.3.1.2. F.4. Espressione dei risultati. L'esito delle prove è espresso con la valutazione di seguito specificata: a) prova al ferricianuro: positivo, la carta da filtro si colora in blu in corrispondenza dei punti d'arco; negativo, la carta non si colora in blu ; b) misura della numerosità: positivo, il numero dei punti d'arco è superiore a 1 per dm al quadrato; negativo, il numero dei punti d'arco non è superiore a 1 per dm al quadrato. Il campione è conforme se sono assenti punti d'arco. In presenza di punti d'arco, purché coperti e di numero non superiore a 1/dm al quadrato, il campione è conforme purché la banda stagnata sia destinata ad essere verniciata. G. VALUTAZIONE DELLE ZONE O PUNTI PRIVI DI STAGNO. G.1. Campo di applicazione. Il metodo consente di valutare la presenza di zone o punti privi di stagno. G.2. Morfologia del difetto. Aree di aspetto opaco sparse sopra la superficie del foglio. G.3. Modo di operare. G.3.1. Attrezzature e reattivi. G.3.2.1.