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Al fine di garantire che nelle ZES vengano eliminati fattori di disincentivo ad investire in termini di prolungamento dei tempi per la fruizione dei servizi essenziali collegati alla messa in attività delle realtà produttive è previsto uno strumento sanzionatorio che disincentivi il lassismo in seno degli enti pubblici e privati che forniscono servizi di pubblica utilità. Nelle aree incluse nelle ZES, per tutte le iniziative che saranno ammesse ai benefici previsti, viene fissato il termine di novanta giorni per la realizzazione degli allacciamenti a tutti i servizi di pubblica utilità (energia, telecomunicazioni, acqua, gas) funzionali per la piena efficacia operativa degli impianti industriali. A tutti i fornitori di servizi di pubblica utilità che non dovessero rispettare il termine perentorio previsto è applicata dal Comitato di Indirizzo della ZES una sanzione fino a 1.000 euro per ogni giorno di ritardo.. 1 1 Al decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 4, dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5-bis . Al fine di garantire un pieno coordinamento tra le ZES a livello nazionale nonché tra l'Italia e le ZES internazionali e di stimolare gli investimenti diretti esteri, è nominato un coordinatore nazionale, soggetto delegato a garantire la piena operatività delle ZES istituite e a dare impulso alle ZES non ancora istituite, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, d'intesa con il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome. 5-ter . Nel caso di mancato perfezionamento dell'intesa di cui al comma 5- bis nel termine di trenta giorni dalla formulazione della proposta, il Ministro per il Sud e la coesione territoriale sottopone la questione al Consiglio dei ministri che provvede con deliberazione motivata. Nel decreto di cui al comma 5- bis è stabilita la misura del compenso spettante al coordinatore nazionale, nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 13 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. 5-quater . Il coordinatore nazionale di cui al comma 5- bis , sentita l'Agenzia per la coesione territoriale, sulla base degli orientamenti della Cabina di regia ZES di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a-quater) , al fine di garantire il coordinamento della loro azione nonché della pianificazione nazionale degli interventi nelle ZES, assicura: a) con cadenza almeno trimestrale, il monitoraggio degli interventi e degli incentivi concessi, riferendo al Presidente del Consiglio dei ministri, o al Ministro per il Sud e la coesione territoriale, sull'andamento delle attività e sull'efficacia delle misure di incentivazione concesse, avvalendosi di un piano di monitoraggio concordato con i commissari delle singole ZES e con il soggetto per l'amministrazione di cui al comma 6, sulla base di indicatori di avanzamento fisico, finanziario e procedurale definiti con il decreto di cui al comma 3; b) entro la fine di ogni trimestre, in raccordo con i commissari delle ZES regionali, la realizzazione di un piano di monitoraggio che, sulla base dei dati inseriti nel sistema di monitoraggio unitario, consente di valutare l'efficacia delle iniziative attraverso i seguenti principali indicatori di realizzazione e risultato: 1) numero di nuove imprese insediate nella ZES, suddivise per settore merceologico e classe dimensionale; 2) numero di nuovi occupati in imprese insediate nella ZES; 3) valore del fatturato delle imprese insediate nella ZES, suddivise per classe dimensionale; 4) tipo e valore totale dei nuovi investimenti e suddivisione per classe dimensionale e settore merceologico. 5-quinquies . Al termine dei sei anni dall'istituzione delle singole ZES, e successivamente con cadenza periodica, il coordinatore nazionale di cui al comma 5- bis valuta il conseguimento dei risultati attesi sulla base del piano di sviluppo strategico e trasmette tale valutazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per il Sud e la coesione territoriale e al Ministro dell'economia e delle finanze. 5-sexies . In caso di esito negativo del monitoraggio, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le regioni interessate, può adottare modifiche o integrazioni alle agevolazioni fiscali di cui all'articolo 5. 5-septies . La relazione del coordinatore nazionale contiene altresì una valutazione del conseguimento dei risultati attesi dalle singole ZES, al fine di valutare l'adozione, sentite le regioni interessate, di modifiche o integrazioni alle agevolazioni fiscali di cui all'articolo 5. 5-octies . Agli oneri derivanti dai commi da 5 -quater a 5 -septies , si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza e nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica »; b all'articolo 4, dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti: « 6.1 . Il Comitato di indirizzo, in raccordo con il commissario straordinario e nel rispetto degli ambiti di competenza delle regioni e degli enti locali e delle attribuzioni di cui al presente articolo, nonché nel rispetto del piano di sviluppo strategico di cui al comma 5 e dell'articolo 6, svolge le attività di indirizzo volte ad assicurare: a) le attività amministrative necessarie a garantire l'insediamento di nuove imprese e la piena operatività delle imprese nella ZES; b) ulteriori verifiche, nel caso di istanza di cambio di destinazione urbanistica, delle aree private incluse nella ZES, acquisendo la documentazione in caso di trasferimento di proprietà o di costituzione di un diritto reale di godimento sul bene avvenuti nell'anno precedente la data di presentazione della proposta di istituzione di cui al comma 5. A tal fine, sulla documentazione di cui al periodo precedente, per le verifiche dei profili di legalità, è acquisito il parere della prefettura-ufficio territoriale del Governo territorialmente competente. Il Comitato di indirizzo, acquisito il parere di cui al periodo precedente, trasmette tutta la documentazione relativa al bene in questione agli enti competenti al fine delle valutazioni relative al cambio di destinazione urbanistica del bene, ferme restando comunque le attività di verifica dei soggetti preposti; c) le condizioni di accesso alle infrastrutture esistenti, di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b) , del presente decreto, ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 84, nonché nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione previste dagli articoli 18 e 20 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169; d) la verifica per ciascuna impresa dell'avvio del programma di attività economiche imprenditoriali o degli investimenti di natura incrementale, e la relativa comunicazione all'Agenzia delle entrate ai fini dell'ammissione alle agevolazioni di cui all'articolo 5; e) l'istituzione di sportelli unici amministrativi che possono fungere da unica interfaccia per l'operatività delle semplificazioni amministrative indispensabili al miglior funzionamento della ZES quale attrattore;