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Pertanto, gli oneri complessivi del provvedimento sono quantificati in 2,52 milioni di euro per il solo anno 2018, alla cui copertura l'articolo 3 provvede mediante una corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Allo scopo, si utilizzeranno accantonamenti relativi ai Ministeri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti, degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il prospetto degli oneri, come potete facilmente vedere dai documenti allegati, è dettagliato nella relazione tecnica allegata al provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Onorevole Presidente, cari colleghi, il decreto-legge 22 giugno 2018, n. 84 può apparentemente sembrare minimale e di importanza residuale, mentre, a nostro giudizio, esprime tutta la sua valenza e portata, soprattutto in considerazione della strategia che il Governo vuole e vorrà attuare in merito alla gestione del fenomeno migratorio. Si tratta di un tema sul quale ci confrontiamo e alle volte ci scontriamo anche con durezza, che ogni giorno tocca il nostro popolo, soprattutto le fasce più deboli della nostra popolazione. Quindi, è un tema che non possiamo affrontare con superficialità, ma che ci deve vedere tutti coinvolti nell'interesse comune della nostra Nazione. Ebbene, a questo proposito, partendo dalla posizione di Fratelli d'Italia, noi da sempre siamo favorevoli alla collaborazione con i Paesi del Nord Africa nel controllo del flusso migratorio. A ciò risponde, evidentemente, il contenuto del decreto-legge in esame. I rapporti con questi Paesi - con la Libia, in particolare - vanno quindi sicuramente incrementati. Ricordo a noi tutti come già dal 2007-2008 (quindi con un Governo di centrodestra) si partì con accordi di questo tipo. Lo stesso Governo della passata legislatura (mi riferisco, quindi, a un Governo di sinistra e al ministro Minniti), dopo quattro anni di assoluta incapacità di affrontare il problema migratorio, alla fine non ha potuto fare altro che accordarsi con questi Paesi per cercare di porre un freno al fenomeno. Quindi, sul principio siamo tutti d'accordo. Noi aggiungiamo che la questione dell'Africa e delle migrazioni va affrontata da parte di tutti, anche nella consapevolezza che i problemi di questi Paesi vanno dapprima risolti a casa loro e, laddove ciò non sia possibile, occorre trovare una soluzione e porre un freno - mi riferisco al blocco navale, che Fratelli d'Italia sostiene a gran voce da tempo - per impedire che possano arrivare nel nostro Paese e nella nostra Europa. Nello specifico, per quanto riguarda il provvedimento in sé, Fratelli d'Italia ha fatto già rilevare i problemi contenuti nel decreto-legge quando è arrivato in Commissione e, in particolare, in Commissione affari esteri. Ha fatto rilevare che il decreto si presentava piuttosto scarno e monco in alcune parti; addirittura vi erano problemi di copertura, vi era l'assenza assoluta di chiarimento della relativa diminuzione del capitale del patrimonio dello Stato perché, cedendo un bene dello Stato, il suo patrimonio va diminuendo e non era previsto nulla in termini numerici al riguardo nel decreto giunto in Commissione. Come pure vi erano incongruenze palesi ed evidenti (addirittura evidenziate dal Servizio studi del Senato, ma non recepite allora dal testo del Governo) sulle spese alla base del decreto. Fortunatamente, grazie anche all'intervento di Fratelli d'Italia in Commissione affari esteri, il Governo ha risposto su questi tre aspetti, dando una caratterizzazione finalmente completa al decreto in oggetto; ne prendiamo atto e ringraziamo il Governo. Vogliamo sottolineare però un aspetto fondamentale, che riguarda la salvaguardia della capacità operativa; stiamo cioè trattando di una cessione a titolo gratuito di motovedette, di barche e di navi alla Libia, per controllare e pattugliare le coste. Siamo tutti d'accordo: ben venga. Però, nel far questo, andiamo a togliere questi mezzi navali alla Guardia costiera e alla Guardia di finanza. Noi, allora, abbiamo chiesto in sede di Commissione affari esteri, ma anche in sede di Commissione finanze, rassicurazioni al Governo circa il fatto che il venir meno delle motovedette non inficiasse la disponibilità strutturale delle nostre Forze dell'ordine. Qui però c'è stata mancanza di chiarezza; infatti, a parole il Governo ci ha dato rassicurazioni e rilevo, per quanto anche di mia competenza in Commissione finanze, che la Commissione ha espresso parere favorevole nel presupposto che le unità navali della Guardia di finanza non debbano essere oggetto di reintegrazione, sostanzialmente viene detto che non dovrebbero esserci problemi. Vengono quindi date le navi, purché non ci siano problemi nella nostra flotta. Tuttavia, poiché le parole non trovano formalizzazione nella legge, chiediamo e ribadiamo l'appello al Governo - che a mio avviso dovrebbe essere condiviso da destra a sinistra - di chiarire nel decreto-legge, ci auguriamo in modo inequivocabile, la salvaguardia della capacità operativa della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Ci risulta infatti, come il collega che seguirà specificherà entrando nel merito, che laddove queste motovedette vengano prelevate, in realtà non verrebbero poi sostituite. Chiediamo allora al Governo di fare chiarezza e corrispondere all'emendamento presentato da Fratelli d'Italia a firma del senatore Urso, che chiede di inserire al comma 1, dell'articolo 1 del decreto-legge, dopo le parole «in materia di sanzioni», le seguenti: «e, in ogni caso, compatibilmente con le esigenze di salvaguardia dei livelli di efficienza e di capacità operativa delle Capitanerie di porto - Guarda costiera e della Guardia di finanza interessate,». Concludo ringraziando per l'attenzione e sperando che il Governo abbia davvero a cuore il fenomeno delle politiche migratorie, ma abbia anche a cuore che le nostre strutture territoriali non vengano meno negli strumenti che ci servono per pattugliare e difendere le nostre coste. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fusco. Ne ha facoltà. FUSCO (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, onorevoli colleghi presenti in quest'Aula, sono particolarmente onorato di poter intervenire per la prima volta in questa Assemblea e lo sono ancora di più per la rilevanza del decreto in esame. Come è a tutti noto, l'Italia sta vivendo in questo periodo e ormai da anni una situazione particolarmente critica con riguardo ai fenomeni migratori che stanno interessando l'intero Paese. Risulta pertanto necessario intervenire con provvedimenti e con accordi che mirino a facilitare il ripristino del controllo di tali flussi, proseguendo nella direzione che in più occasioni l'attuale Governo fin dal suo insediamento ha delineato e mostrato di voler seguire.