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grandi disagi derivano agli automobilisti a causa dei continui lavori avviati dall'Anas sulla tangenziale di Salerno, nella zona di Fratte, che stanno ormai proseguendo dalla fine di aprile; terminati, infatti, i lavori in direzione Salerno, all'altezza dello svincolo di Fratte, è stato aperto il cantiere sul tratto di strada in direzione sud verso Pontecagnano; come recitano i recenti comunicati dell'Anas: "proseguono i lavori di manutenzione straordinaria, finalizzati al miglioramento delle condizioni statiche di sicurezza del viadotto Irno km 54,800 in carreggiata sud lungo la Tangenziale di Salerno" e "nel dettaglio, le attività in corso riguardano la demolizione e ricostruzione dei cordoli, la rimozione delle vecchie barriere e l'installazione delle nuove tipo Anas, il rifacimento dei giunti, l'impermeabilizzazione del viadotto e della pavimentazione stradale"; ogni mattina e nelle ore di punta in generale, si registrano all'ingresso della tangenziale lunghe code, a causa del restringimento della carreggiata, con veicoli che arrivano dal raccordo Salerno-Avellino e da Fratte-valle dell'Irno; gli automobilisti restano così intrappolati per ore per percorrere un breve tratto di strada in cui può transitare un veicolo per volta: le lunghe code iniziano a registrarsi dall'altezza dell'università di Fisciano, un tratto di autostrada molto trafficato soprattutto la mattina presto, e vanno lentamente verso i quartieri di Fratte e la zona di parco Pinocchio; tale interruzione sta paralizzando la circolazione nonostante le rassicurazioni del Comune di Salerno che annuncia un piano traffico alternativo per il nuovo cantiere dell'Anas a Fratte, soprattutto in vista dell'aumento del traffico nel periodo estivo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative voglia assumere per alleviare i disagi dei cittadini e per fare in modo che i lavori stradali siano in futuro programmati e gestiti tenendo conto delle esigenze e dei problemi del territorio su cui vanno ad incidere. Atto n. 4-00277 URSO Ai Ministri per gli affari europei e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 28 maggio 2018 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente COM (2018) 340 final - 2018/0172 (COD); l'obiettivo principale, peraltro pienamente condivisibile, è quello di prevenire e ridurre l'impatto di alcuni prodotti di plastica sull'ambiente (in particolare quello acquatico) e sulla salute umana, nonché di promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi; sono state, a tal fine, individuate e definite specifiche misure di prevenzione e gestione dei rifiuti in relazione ai prodotti di plastica monouso, rinvenuti più di frequente sulle spiagge dell'Unione e agli attrezzi da pesca contenenti plastica: alcuni, per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, saranno messi al bando, mentre per quelli di cui non esistono valide alternative saranno previste sostanziali riduzioni del consumo a livello nazionale; in particolare, gli Stati membri dovranno vietare l'immissione sul mercato europeo di determinati prodotti di plastica monouso (bastoncini cotonati, esclusi i tamponi per uso medico; posate ; piatti ; cannucce, tranne quelle per uso medico), che dovranno, invece, essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili; considerato che: da quanto si evince dal rapporto di impact assessment della proposta di direttiva, il piatto monouso non è nell'elenco dei 10 maggiori SUP ( single use plastics , cioè prodotti plastici monouso) ed anzi esso rappresenta solo lo 0,02 per cento dei manufatti trovati sulle spiagge, mentre le stoviglie monouso sono una delle principali cause del littering , cioè l'abbandono di rifiuti; tale rapporto è basato sull'ipotesi che i manufatti SUP siano principalmente importati da Paesi non europei e che di conseguenza gli impatti sull'occupazione UE sarebbero comunque marginali, mentre, in realtà, l'importazione extra UE è marginale, poiché la produzione è fortemente concentrata nei Paesi del sud Europa, in particolare in Italia e Spagna; le stoviglie monouso in plastica per uso alimentare sono infatti prodotte principalmente in Italia; un recente studio di Confindustria evidenzia, nello specifico, la seguente situazione: sono 25 le aziende di produzione delle stoviglie di monouso, distribuite equamente tra Nord e Sud; 3.000 addetti diretti; fatturato diretto: un miliardo di euro; consumi destinati alla produzione di stoviglie monouso: circa il 35 per cento della domanda italiana di polistirolo compatto; tenuto conto che: le misure proposte sembrano poco coerenti, quantomeno dal punto di vista delle tempistiche, con i principi complessivi delle politiche per il riciclo e il riutilizzo e per lo sviluppo di soluzioni sostenibili intraprese soprattutto negli ultimi anni a livello europeo; la previsione di vietare la commercializzazione delle stoviglie monouso in plastica per uso alimentare determinerebbe nel nostro Paese una riduzione degli attuali consumi di polistirolo nel settore del packaging alimentare di circa il 60 per cento, con un impatto significativamente negativo per le aziende italiane produttrici e per le numerose imprese legate all'indotto (aziende fornitrici della materia prima necessaria; aziende di trasporto, di distribuzione e di commercializzazione); le disposizioni eccessivamente stringenti non consentono, tra l'altro, alle aziende produttrici di predisporre e attuare un piano di riconversione e aggiornamento industriale nonché di riqualificazione professionale, al fine di adeguarsi alla nuova regolamentazione; sarebbe opportuno approfondire il tema dell'eco-sostenibilità e dell'eco-compatibilità, al fine di implementare i sistemi di riciclo, riutilizzo e raccolta differenziata, rafforzando da questo punto di vista la competitività delle imprese europee, anche dal punto di vista della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che le disposizioni della proposta di direttiva possano compromettere seriamente uno dei comparti di maggiore eccellenza del made in Italy ; quali iniziative di competenza intendano in ogni caso assumere, anche nelle competenti sedi europee, per ovviare ai rischi evidenziati e salvaguardare uno dei maggiori settori produttivi del nostro Paese. Atto n. 4-00278 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che: il segretario comunale e il segretario provinciale, nell'ordinamento giuridico italiano, sono organi monocratici rispettivamente del Comune e della Provincia; l'art. 97 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), dispone che il Comune e la Provincia hanno un segretario titolare che svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti; ai sensi del testo unico, il segretario assume altre importanti funzioni tra cui: sovrintende, ove previsto, allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attività;