[resaula]

successivamente alla liberalizzazione del settore postale che ha permesso anche ad altre aziende di recapitare "invii postali", altre aziende, in alternativa a Poste italiane, hanno iniziato ad occuparsi della raccolta e recapito delle cartoline turistiche all'utenza finale non solo ai destinatari del nostro Paese ma anche all'estero; nel nostro Paese sono principalmente due gli operatori postali, alternativi a Poste italiane, che hanno conquistato un'ampia fetta del mercato delle spedizioni delle cartoline turistiche, si parla infatti di decine di milioni di pezzi spediti ogni anno e sono GPS (Global Postal Service) e Friend Post (marchio della Express group Srl); tali aziende non utilizzano i classici "francobolli", ad uso esclusivo di Poste italiane, per farsi pagare il servizio di spedizione, ma dei più semplici "adesivi postali", molto (e forse troppo) simili ai francobolli, che vengono apposti dai mittenti sulle cartoline turistiche nella posizione da sempre prevista per l'affrancatura, identificando così non solo il prezzo pagato, ma anche l'operatore postale che si dovrà occupare del recapito; l'enorme crescita di questo particolare business è favorita anche dal fatto che i francobolli da alcuni anni sono sempre meno distribuiti nelle tabaccherie (che ormai hanno solo i più classici bolli) e sono totalmente scomparsi nei punti vendita delle cartoline turistiche, soprattutto perché tali negozianti si rifiutano di distribuire anche i francobolli, poiché nel commercializzare gli "adesivi postali" hanno un margine di guadagno superiore e meno problemi burocratici; purtroppo, però, i turisti che acquistano in questi negozi le cartoline turistiche e i relativi "adesivi postali" per la spedizione spesso non imbucano le cartoline così affrancate nelle cassette postali di GPS e Friend Post (di colore giallo) presenti con grande evidenza in tutti questi punti vendita, ma le imbucano molto spesso erroneamente nelle classiche cassette postali di Poste italiane (di colore rosso), in modo che ogni anno milioni di cartoline finiscono nella rete di recapito di Poste italiane che, a causa della obsolescenza dei propri macchinari spesso non riesce a riconoscerle e separarle dalla propria posta e quindi finisce per consegnarle a proprie spese ai destinatari, ma che altrettanto spesso riesce invece ad individuare e ad accumulare presso i suoi magazzini, ostacolandone la restituzione ai citati operatori privati, se non previo pagamento dei costi operativi di recupero, non curandosi cosi minimamente dei diritti dei consumatori sia mittenti che destinatari al recapito di qualsiasi invio postale e a danno del servizio pubblico di cui peraltro è incaricata proprio Poste italiane; da questi fatti deriva la questione riguardante milioni di consumatori turisti e delle loro cartoline mai recapitate nell'indifferenza delle istituzioni preposte; infatti attualmente, anche a causa di una errata ed incompleta regolamentazione di Agcom (la delibera n. 621/15/Cons che il TAR ha dichiarato gravemente carente in alcune sue parti, non esplicita gli obblighi degli operatori postali in questi casi e non prevede neanche la reciprocità delle restituzioni tra gli operatori), da circa 4 anni sono circa 4 milioni (circa un milione all'anno) le cartoline "tenute in ostaggio" da Poste italiane e che non sono state restituite a GPS e Friend Post impedendo loro così di recapitarle ai destinatari sia italiani che stranieri; considerato che l'immagine dell'Italia all'estero generata da questo problema è a parere dell'interrogante gravemente compromessa e sta raggiungendo livelli preoccupanti la mancata tutela dei consumatori e per l'enorme eco derivante dalle proteste diffuse su internet e sui social network . Sono infatti centinaia ormai i blog di viaggi e turismo, soprattutto internazionali, che giornalmente denigrano l'organizzazione del turismo nel nostro Paese, anche per la mancata consegna di milioni di cartoline che spesso si invita a non spedire più, generando così un danno economico di milioni di euro oltre che d'immagine del Paese; questo mancato recapito di milioni di cartoline non sembra neanche trovare una soluzione nel breve periodo; l'unica certezza è che ogni anno aumenta di un milione il numero dei turisti che conserveranno un pessimo ricordo del nostro Paese anche per non aver potuto far recapitare il più classico dei " souvenir " ai propri cari (si prevede che a fine 2018 saranno 5 milioni le cartoline tenute "in ostaggio" il cui recapito è impedito da Poste italiane), si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda avviare quanto prima la riforma delle autorità indipendenti e in particolare la revisione delle competenze assegnate all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, come previsto da entrambi i programmi della Lega e del Movimento 5 Stelle e nell'ambito dell'efficientamento della pubblica amministrazione previsto dal contratto di governo; se non ravvisi nella situazione descritta elementi urgenti di intervento nei confronti di Poste italiane a tutela dell'immagine turistica del nostro Paese e dell'economia che ogni anno subisce un grave danno; se risulti che l'autorità Antitrust (Agcm) abbia avviato verifiche sulle pratiche commerciali degli operatori "GPS" e "Friend Post" e sul comportamento anticoncorrenziale di Poste italiane a tutela di milioni di consumatori turisti italiani e soprattutto stranieri, ma anche a tutela del turismo, una delle più importanti industrie del nostro Paese; quali misure urgenti intenda attivare per mettere argine ad uno scandalo silenziato, che deve essere affrontato, sanzionato e risolto al più presto. Atto n. 4-00509 CANGINI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: da notizie di cronaca pubblicate nei giorni scorsi, è emerso che molti ospedali italiani, luogo di sofferenza e di dolore, sono sempre più connotati come una terra di nessuno: residenza fissa di clochard , luogo di scorribanda per ladri seriali, teatro di piccole ma odiose vessazioni poste in essere ai danni di anziani e degenti, oltre che di gravi violenze che hanno per vittime il personale sanitario di pronto soccorso e non solo; in data 23 agosto 2018, un clochard cinquantenne di etnia rom è stato tratto in arresto ad Ancona con l'accusa di aver commesso una duplice violenza sessuale nei locali dell'ospedale "Torrette". Sempre dalle notizie riportate dalla stampa, è emerso che il senzatetto si sarebbe difeso accusando le presunte vittime di una macchinazione volta a rilevare la sua postazione di mendicante, che "da quattro anni" considera al pari di un posto fisso all'interno dell'ospedale; quanto verificatosi dovrebbe far fortemente riflettere chi è preposto a garantire l'incolumità di chi lavora e di chi si rivolge per le cure ad una struttura sanitaria, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno intraprendere ogni iniziativa di competenza, affinché sia appurato quanto descritto; quali misure intendano adottare per assicurare la sicurezza di chi, per necessità o per lavoro, frequenta l'ospedale Torrette di Ancona e, più in generale, tutti i grandi ospedali italiani; attraverso quali misure ritengano di poter conciliare il diritto alla salute dei pazienti col diritto alla sicurezza che dovrebbe essere garantito a tutti, a partire da chi, suo malgrado, già versa in condizioni di sofferenza e disagio. Atto n. 4-00510 RAMPI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: