[pronunce]

sentenza n. 195 del 1993 e ordinanza n. 379 del 2001); dall'altro lato, dal punto di vista pratico, vale la considerazione che il beneficio previsto riguarda comunque (e continuerà a riguardare anche dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità derivante dalla presente pronunzia) solo le confessioni che "abbiano una presenza organizzata nell'ambito dei comuni ove potranno essere realizzati gli interventi previsti" dalla legge stessa, e potrà essere concesso solo in relazione alla realizzazione delle "attrezzature di interesse comune per servizi religiosi", definite nell'art. 2 della legge. 4. - La norma impugnata, nella parte che introduce il requisito della disciplina sulla base di intesa, ai sensi dell'art. 8, terzo comma, della Costituzione, dei rapporti con lo Stato delle singole confessioni religiose, ai fini di poter usufruire dei benefici previsti, deve essere dunque dichiarata costituzionalmente illegittima. Non è necessario invece estendere tale dichiarazione di illegittimità al disposto dell'art. 4, comma 2, della legge, che, facendo rinvio alle "caratteristiche di cui al precedente art. 1" per identificare le confessioni richiedenti aventi titolo ai contributi, si conforma automaticamente alla nuova portata dell'art. 1 medesimo risultante dalla presente pronunzia.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge regionale della Lombardia 9 maggio 1992, n. 20 (Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi), limitatamente alle parole "i cui rapporti con lo Stato siano disciplinati ai sensi dell'art. 8, terzo comma, della Costituzione, e". Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Onida Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 16 luglio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola