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La tentazione di fronte a tutto questo è chiara ed è molto forte nel voler votare l'ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia e Forza Italia. È evidente: adesso siamo tutti a carte scoperte. Come dicevo, la relazione del senatore Gasparri è assolutamente ineccepibile. Tuttavia, nel rispetto di ciò che ci ha chiesto Matteo Salvini, di non opporci al processo, e facendo un applauso alla senatrice Stefani e ai membri della Giunta, che hanno avuto un compito non semplice - tra l'altro la relazione è fantastica, perché la decisione della Giunta è stata "alterata", ed è la parola chiave - la nostra sarà una posizione che parte dal presupposto che di sicuro il Gruppo Lega non parteciperà alla votazione odierna. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . SCHIFANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCHIFANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, oggi ci troviamo ad affrontare un fatto identico a uno precedente, con maggioranze però diverse e, quindi, con esito diverso. Tale è la fotografia della storia che stiamo vivendo in questo momento: fatto identico, ma trattato in maniera diversa perché le maggioranze sono cambiate. Siamo dinanzi a due richieste di archiviazione della procura di Catania sugli stessi fatti identici, con motivazioni altrettanto identiche, proprio per la sovrapponibilità degli episodi: salvati da nave militare in situazione di pericolo ; permanenza in spazi ristretti, ma sicuri; i migranti anche dopo il POS hanno una limitata mobilità dovuta alla loro identificazione e ad altri fattori. Vi è stato poi un rallentamento dello sbarco per la certezza della distribuzione. Queste sono le motivazioni dell'archiviazione in senso astratto e sono identiche nei due casi. Aggiungo che la stessa procura ha riscontrato come vi siano stati dei rilasci nelle more di questa attività: minori e una donna in gravidanza con il nucleo familiare. Questo è lo stato delle cose. Oggi il Parlamento segna - a mio avviso - una pagina buia della nostra storia, perché cede e affronta un tema relativo alla separazione dei poteri con un atteggiamento passivo e remissivo. Qui c'è in ballo non soltanto il processo nei confronti del senatore Salvini, ma anche la tenuta del principio della separazione dei poteri, laddove viene sancito dalla nostra Costituzione che un atto politico, un atto di Governo in quanto tale non è passibile di censura giurisdizionale. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Questo è il dato ed è ciò che mi ha preoccupato, leggendo - come la collega Modena stamattina ha anticipato - le motivazioni del tribunale dei ministri. Il tribunale si sforza nell'identificare l'atteggiamento dell'ex ministro Salvini come atto amministrativo e non come atto politico, procedendo al contrario e individuando quali secondo il tribunale dei ministri sono atti politici e quali atti amministrativi e, quindi, tali da poter essere perseguiti, come si intende fare nei confronti dell'ex ministro Salvini. L'atto politico - secondo il tribunale dei ministri di Catania - è l'atto astratto e collegiale, fisiologico alla funzione costituzionale dell'Esecutivo. Si tratta di atti come il decreto-legge, il decreto legislativo, la ratifica di trattati internazionali e lo scioglimento dei Comuni; il tribunale elenca una serie di attività che sono individuabili come atto politico e quindi non sindacabili dalla magistratura. Ove però così fosse, ove azione politica e atto politico dovessero ricondursi soltanto in questo ambito ristretto e non nell'ambito più astratto della politica in senso lato, della politica dell'immigrazione, già spiegata e ribadita più volte dal presidente Conte e dai vari Ministri che si sono susseguiti agli esteri, all'interno e ad altro, mi pongo una questione, Presidente. Quando nel 1985 Bettino Craxi ha ordinato ai Carabinieri e alla Vigilanza aeronautica militare (VAM) di circondare la Delta Force militare americana che aveva circondato un altro aereo a Sigonella, dando l'ordine di impedire che quell'aereo andasse via, se fosse tutto degenerato in un conflitto a fuoco, avremmo avuto Bettino Craxi imputato di lesioni colpose e omicidio, perché non era un atto politico e non era stato preceduto da un'azione collegiale del Consiglio dei Ministri? Siamo seri. Questo è il dato che ci dobbiamo porre. Questa è l'interpretazione del tribunale dei ministri che mi preoccupa e ci deve preoccupare moltissimo. L'azione politica del Governo in tema di immigrazione è stata chiarissima, è stata ribadita, ne abbiamo parlato in occasione del caso Diciotti; è stata confermata durante l'operazione Gregoretti, non è stata mai smentita dal Presidente del Consiglio, dai Ministri e non è stata mai messa in discussione in alcun momento, anche quando vi erano tensioni con quell'Europa che era sorda ad ascoltare l'esigenza di una collocazione immediata degli immigrati. Si è detto da parte di qualche esponente del MoVimento 5 Stelle che, nella vicenda del caso Gregoretti, ormai l'esigenza della ricollocazione era stata risolta e, quindi, non vi era più l'opportunità di quella politica del rigore e dello sbarco subordinato alla distribuzione. Non è così. Ricordo come l'ottimo ministro dell'nterno Lamorgese stia facendo un buon lavoro che è stato citato anche dal senatore Salvini. Infatti sta adottando anch'essa, da ex prefetto, e quindi da persona competente, una certa logica della tenuta degli sbarchi. Ebbene, il ministro Lamorgese, a settembre 2019, diceva che c'erano speranze, dopo il vertice di Malta, che l'Europa si facesse carico del problema. Parliamo di settembre 2019. La vicenda della Gregoretti, di cui ci stiamo occupando, risale a luglio 2019 e, quindi, i problemi non erano ancora risolti ed era logico che la politica del Governo fosse coerente a quella del passato, quella espressa dal presidente Conte a settembre 2019. Voglio fare una riflessione, colleghi: secondo me si commette un grave errore quando si usa la forza parlamentare per fini politico-giudiziari. Io ho apprezzato - anche se non condivido la scelta finale - il coraggio e le parole del senatore Salvini che vuole un processo, ma qui non c'è in discussione solo il processo del senatore Salvini. Qui è in discussione la tenuta del principio della separazione dei poteri e la salvaguardia da parte del Parlamento del fatto che, nel momento in cui l'Esecutivo o il Parlamento svolgono un'azione politica nell'interesse del Paese, ciò non possa essere sindacato dalla magistratura. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Candiani). Questo è il principio sacrosanto che viene messo in discussione con un cambiamento di atteggiamento dovuto a un cambio di maggioranza. Non ne usciamo bene. Come Parlamento non ne usciamo bene, colleghi. Ve lo dico perché, se si adotta la politica delle porte girevoli - ricordatelo colleghi - prima o poi la porta ti sbatte in viso, sbatte anche addosso a te. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az).