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Ma il soggetto può avere anche diritti di carattere pubblico, come il diritto alla vita e alla salute, non disciplinati dal codice civile, ma dal diritto pubblico, in particolare dalla Costituzione. Perciò la capacità giuridica, che è di per sé un concetto unitario, si estende sia nel diritto privato che in quello pubblico. Si può dunque sostenere che la capacità giuridica di cui parla l'articolo 1 del codice civile è soltanto quella privata. È comunque evidente che un chiarimento legislativo è opportuno. L'articolo 1 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, afferma che la norma « assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito ». Dunque il concepito è qualificato come « soggetto » al pari delle altre persone coinvolte, ed è un soggetto titolare di diritti. Ciò equivale al riconoscimento della capacità giuridica del concepito, ma tale articolo riguarda solo la materia della procreazione medicalmente assistita e non ha portata generale come l'articolo 1 del codice civile. Nell'articolo 1 della legge 22 maggio 1978, n. 194, recante norme per la tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza, è detto che lo Stato « tutela la vita umana fin dal suo inizio ». Vi è dunque una attenzione verso il concepito, ma non vi è l'attribuzione del diritto alla vita e tanto meno il riconoscimento della sua soggettività, giacché il concetto di « tutela » può essere riferito anche alle cose. Nell'articolo 1 della citata legge n. 194 del 1978, insomma, non vi è una negazione dei diritti del concepito, ma nemmeno vi è un loro riconoscimento. Tanto più opportuna è, dunque, la modifica dell'articolo 1 del codice civile perché essa condurrebbe ad una applicazione della intera legge n. 194 del 1978 più coerente con l'intento di prevenire l'aborto volontario, in qualsiasi forma, legale o clandestino che sia. La Corte costituzionale, dal canto suo, nella fondamentale sentenza n. 27 del 18 febbraio 1975 ha affermato che i diritti dell'uomo spettano anche all'embrione, ma poi ha affievolito la forza di tale riconoscimento argomentando che l'embrione persona deve diventare. Il riferimento all'articolo 1 del codice civile è evidente. Dunque la correzione dell'articolo 1 appare altamente significativa. È infine con ogni evidenza priva di fondamento l'obiezione, in passato avanzata, secondo la quale la modifica proposta renderebbe confusi i rapporti ereditari nel caso di morte del concepito prima della nascita. Lo è per la semplice ragione che il presente testo, intervenendo sul secondo comma, lascia intatta la disciplina dei rapporti patrimoniali. In sostanza, mentre i diritti patrimoniali restano subordinati all'evento della nascita, i diritti non patrimoniali, in primo luogo il diritto alla vita, vengono affermati nella loro pienezza, fin dal concepimento, come conseguenza del riconoscimento della capacità giuridica.. 1 1 L'articolo 1 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 1. – ( Capacità giuridica ) – Ogni essere umano ha la capacità giuridica fin dal momento del concepimento. I diritti patrimoniali che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita ».