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sta maturando in alcuni presidenti di Regioni del Nord la volontà di estendere la possibilità di istituire ZES all'intero territorio nazionale; l'art. 107 del Trattato di funzionamento dell'Unione europea prevede la notifica alla Direzione generale della concorrenza del provvedimento di istituzione delle ZES che non siano aiuti di Stato distorsivi della stessa. Infatti, l'articolo indica, tra gli aiuti ammissibili, al paragrafo 3) "misure destinate a favorire lo sviluppo economico delle regioni in cui il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure sia presente una grave forma di sottoccupazione, in considerazione della loro situazione strutturale, economica e sociale". Nello specifico si tratta di aree il cui PIL pro capite è inferiore al 75 per cento della media UE, ossia regioni del Mezzogiorno di Italia e non del Nord; la scelta governativa è stata quella di adottare lo schema free port zone avente a riferimento un porto nevralgico della rete Ten-T con le aree logistiche retroportuali economicamente e funzionalmente connesse e di concedere alle ZES, così come identificate nelle aree ex obiettivo 1, convergenza, oggi in ritardo di sviluppo attraverso aiuti di Stato quali il credito di imposta; al momento le ZES istituite in Italia, in Campania, Calabria, Puglia-Basilicata (ionica interregionale) e Puglia-Molise (adriatica interregionale), e in altre regioni, come la Sicilia, la Sardegna e l'Abruzzo, che stanno provando a completare il relativo iter , sono ancora al punto di partenza in quanto non è stata finora resa operativa l'unica novità introdotta dalla legge di bilancio per il 2020 (insieme alla proroga fino al 2022 del riconoscimento per i beni acquisiti dalle imprese del credito d'imposta per gli investimenti) relativa alla nomina, quale presidente del comitato d'indirizzo della ZES, di un commissario straordinario del Governo; sono trascorsi già 3 anni dall'approvazione dei "piani strategici regionali delle ZES di Puglia e Basilicata"; tenuto conto che, a giudizio dell'interrogante: il sistema socio-economico della Basilicata, del territorio materano e dell'area murgiana, naturale cerniera tra le due ZES (adriatica e ionica), si è incancrenito in una fase molto difficile in conseguenza sia della crisi economica e sociale, sia del COVID-19. Da troppo tempo si assiste agli effetti di un preoccupante processo di delocalizzazione sia della produzione made in Italy che dei siti produttivi. Tali fenomeni hanno messo a dura prova, in questi anni, ampi settori del tessuto imprenditoriale lucano; è di interesse strategico tutelare questa area del Paese, attraverso l'istituzione di zone dotate di straordinarie agevolazioni fiscali e burocratico-amministrative che attraggano nuovi investitori esterni, che siano comunque funzionali al mantenimento ed al rafforzamento del tessuto produttivo e commerciale del territorio. Ciò anche alla luce delle problematiche relative all'aumento dei costi di trasporto marittimo su container delle merci; la deroga agli aiuti di Stato post pandemia, la mutata congiuntura politica, il ritardo nell'avvio delle ZES meridionali, la necessità di dotare anche le aree del Nord Italia a partire da Trieste, già porto franco, di uno strumento competitivo rappresentato dalle agevolazioni doganali delle zone franche doganali che in Italia sono state legate alle ZES non sono condivisibili. Inoltre, emerge la volontà di estendere la possibilità di istituire ZES all'intero territorio nazionale magari al netto delle sole agevolazioni fiscali selettive (credito di imposta) per quelle aree che ne hanno i requisiti senza la necessità della notifica e dell'autorizzazione della Direzione generale concorrenza, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano intraprendere sul tema dell'attuazione delle ZES, in particolare adriatica e ionica, e sbloccare definitivamente la partenza effettiva di questa scelta strategica per il Sud ed evitare, quindi, ulteriori prolungamenti dei tempi di attuazione degli strumenti operativi già individuati dai precedenti Governi; se e quali iniziative abbiano adottato per dar seguito alle attività suggerite dalle società di consulenza per l'avvio dei piani strategici delle ZES di Puglia e Basilicata, Calabria e Campania, e se su tale punto sia stato elaborato un cronoprogamma delle attività; se e quali iniziative intendano adottare per accelerare l'utilizzo delle risorse destinate dal PNRR per infrastrutturare le aree ZES così da renderle immediatamente cantierabili; se non siano del parere che occorra anche l'avvio di un confronto con la Commissione europea per l'adozione di norme maggiormente flessibili in materia di aiuti di Stato in deroga alla disciplina ordinaria, oltre a prevedere, già da adesso, un alleggerimento delle imposte con lo stanziamento di apposite risorse nella legge di bilancio per il 2022. Si determinerebbe, così una positiva ricaduta soprattutto a livello occupazionale per il Mezzogiorno, già economicamente logorato e duramente colpito dall'emergenza sanitaria da COVID-19. Atto n. 4-05783 GRANATO ANGRISANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: in una frazione del comune di Asti, Serravalle d'Asti, all'interno della scuola primaria pubblica "Piero Donna" è stato utilizzato, negli scorsi anni scolastici, un progetto educativo e pedagogico di scuola aperta, diffusa, cooperativa e finalizzata alla maturazione di una coscienza critica dei bambini; tale metodo didattico ed educativo, innovativo (cosiddetto "bimbisvegli") prevede che la giornata didattica si basi sull'istruzione all'aperto, nella natura (anche con la collaborazione di giovani migranti durante alcune lezioni e con l'insegnamento di alcuni principi basilari, come la pace), permettendo l'interazione continua della classe con il territorio, la comunità locale e le attività sociali; questa metodologia è stata presente nei documenti ufficiali di iscrizione alla scuola primaria di Serravalle d'Asti per alcuni anni, permettendo in questo modo alle famiglie del territorio di poter scegliere questo progetto educativo; tuttavia, da due anni, il progetto "bimbisvegli", oggetto anche di studi e approfondimenti scientifici a livello universitario, è scomparso dai documenti ufficiali del V circolo didattico, cui la scuola appartiene, sollevando le critiche e le osservazioni negative di numerose famiglie e abitanti del luogo; diversi genitori, dunque, hanno richiesto che il progetto "bimbisvegli" fosse inserito all'interno del piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) della scuola primaria "Piero Donna" di Serravalle d'Asti, nell'ambito della propria autonomia; recentemente alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia che, dopo che l'intera comunità locale, comprensiva non solo di genitori e docenti, ma anche di abitanti del paese, aveva deciso di formare un'assemblea permanente di fronte alla scuola, nel giorno della festa della Repubblica, il 2 giugno, sono stati organizzati laboratori didattici all'aperto, musica, canti e molto altro, a sostegno del progetto "bimbisvegli";