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l'anno della cultura e del turismo italo-cinese, slittato al 2021 a causa della pandemia, ha favorito una politica di prestiti di opere dei musei statali italiani senza precedenti per quantità e qualità di manufatti movimentati, tanto che in Cina, dove sono volati, in particolare da quell' outlet dell'arte italiana che sono le Gallerie degli Uffizi di Firenze, centinaia di nostri capolavori, si stanno inaugurando una serie di grandi rassegne d'arte italiana; 6 milioni di euro è la cifra in cambio della quale, ad esempio, qualche giorno fa sono stati trasferiti a Shangai 48 autoritratti di artisti conservati, finora, agli Uffizi, che intanto hanno prestato decine di capolavori anche ad altri Paesi (ugualmente generosi, è da credere, nei confronti dell'istituto diretto da Eike Schmidt), come dimostra esemplarmente il caso dei dipinti e delle statue partiti per Minneapolis (USA) in vista della mostra dedicata a Botticelli e il Rinascimento, prestito quanto mai inopportuno che è oggetto della recente interrogazione 4-07377 a firma degli interroganti, si chiede di sapere: come i Ministri in indirizzo possano giustificare la disinvoltura con cui, nelle attività legate al Forum Italia-Cina, pare che vengano aggirati o saltati a piè pari i passaggi burocratici interpretati come ostacoli ma imposti a tutti i cittadini e alle pubbliche amministrazioni dalla legislazione vigente, gli stessi di cui si continua a pretendere il rispetto e si punisce la violazione al di fuori di quel consesso, forti dell'arbitrario regime di favore e della opacità che, fin dall'inizio, ha caratterizzato tutta l'operazione; se il Ministro della cultura possa illustrare le ragioni di ordine culturale che giustificano l'allegra politica di svendita delle opere d'arte dei musei statali prestate ai musei cinesi senza tenere alcun conto del disagio causato all'utenza, in Italia, dal temporaneo depauperamento delle collezioni né dei rischi connessi ad una così sistematica e continua "deportazione di massa" di opere irripetibili; se possa elencare le iniziative d'interesse pubblico generale che sono state e saranno sviluppate dagli Uffizi e dagli altri musei statali autonomi coinvolti in quella che ad opinione degli interroganti costituisce l'"odierna stagione dei saldi" grazie alle risorse finanziare acquisite facendo mercato delle opere che appartengono alla collettività nazionale e che l'amministrazione dei beni culturali si è vista affidare in custodia al solo scopo di realizzare il dettato dell'articolo 9 della Costituzione. Atto n. 4-07422 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: il Comune di Roccarainola (Napoli) è proprietario di numerosi beni architettonici, tra cui la rinascimentale chiesa ex conventuale di santa Maria delle Grazie, in via Roma, fondata nel Cinquecento e arricchita, nel corso dei secoli, da straordinarie opere d'arte; gli eventi sismici del 1980-1981 arrecarono gravissimi danni strutturali al complesso monumentale che fu puntellato e abbandonato in attesa dei lavori di recupero, mai attuati. Da allora è iniziata la sistematica spoliazione dei suoi capolavori, che è andata avanti, in silenzio, fino all'avvio del cantiere di restauro inaugurato nel 2019 e ancora in atto, grazie a un finanziamento POR Campania FESR 2014-2020 di quasi 3 milioni di euro; considerato che: a seguito di diverse ricognizioni patrimoniali, effettuate attraverso riscontri fotografici, bibliografici, archivistici e inventariali dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Napoli e provincia e dall'ufficio tecnico comunale, fu stilato un elenco dei beni culturali di proprietà del Comune che erano stati sottratti illecitamente dall'edificio monumentale nel corso degli anni; nel merito, dall'altare maggiore erano stati rubati 15 tondi con i misteri del Rosario della bottega di Paolo de Matteis 1728 (foto in Leonardo Avella, "Fototeca nolana", volume 9, n. 2394, n. 2395, n. 2396, n. 2397 e n. 2398). Dalla parete sinistra del presbiterio era stato rubato un olio su tela raffigurante la Madonna col Bambino tra san Rocco e san Francesco di Paolo de Matteis, 1720 circa, e dalla parete destra due dipinti a olio su tela del sec. XVIII di diverse dimensioni ( ibidem , n. 2399 e n. 2392 e n. 2396). Dal presbiterio erano stati rubati, inoltre, tutti gli stalli del coro in legno scolpito e intagliato del XVIII secolo ( ibidem , n. 2394); dal pulpito erano stati asportati un rosone alla base in legno intagliato e dorato, le decorazioni floreali in legno intagliato e dorato, un crocifisso in legno scolpito e dipinto sul parapetto, databili al Settecento ( ibidem , n. 2394); dal tamburo erano state rubate due acquasantiere a pila in marmo scolpito del XVIII secolo; dalla tribuna dell'organo i pannelli della balaustra in legno intagliato, dipinto e dorato della medesima epoca; dalla cassa dell'organo le canne in argento e gli intagli a lesena, coevi. Erano stati rubati, inoltre, un confessionale legno intagliato e dipinto; numerose maioliche del pavimento dal presbiterio ( ibidem , n. 2402) e interamente anche il pavimento in cotto e fascia perimetrale in maiolica dalla navata (1781). Dall'altare maggiore erano spariti dossali, volute e angeli capoaltare in marmo scolpito XIX secolo ( ibidem , n. 2398) e dagli altari laterali dossali, cibori, volute capolatare in marmi policromi scolpiti e intarsiati ottocenteschi; nel presbiterio erano stati trafugati mensole portampolle e la campanella; dalla sagrestia erano stati rubati uno "scarabattolo" in legno scolpito e dipinto con "Santa dormiente", del Settecento (n. 2401) e un armadio reliquario in legno intagliato e dipinto (XVII secolo). Dalla venerata statua della Madonna del Rosario erano stati asportati l'abito in seta colorata con ricami in oro, la statua del Bambino Gesù, le parrucche in seta e le corone in metallo argentato (foto in Daniela Toscano, Gennaro Campanelli, "Il patrimonio storico artistico delle chiese di Roccarainola", 1983, n. 44), mentre dalla statua di sant'Antonio da Padova era stato asportato il Bambino Gesù in legno intagliato e dipinto del XIX secolo. Dalla statua in legno di santa Lucia era stata rubata una palma in argento e da quella in cartapesta della Madonna addolorata un cuore in argento, settecentesco. Sparite del tutto, poi, sia la statua di sant'Antonio da Padova con il Bambino Gesù, in legno intagliato e dipinto (XVIII sec. ) , sia la statua san Giuseppe col Bambino, in cartapesta dipinta, coeva. Dalla statua della Madonna del Carmine col Bambino Gesù erano scomparsi i gioielli e l'immagine del Bambino era stata sostituita da altra in gesso (1993);