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a) per la disciplina dello «statuto dei discenti»; b) per la disciplina dello «statuto dei docenti»; c) per l'istituzione e il riordino degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche. Articolo 5. Si afferma: a) che lo statuto dei discenti è riferito a tutti i frequentanti delle scuole di Stato, dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria e secondaria di primo grado, alle scuole del secondo ciclo di istruzione; b) che la scuola di Stato è tenuta a rendere un servizio alla persona e al Paese, in attuazione del principio di eguaglianza sostanziale (articolo 3, secondo comma, della Costituzione); c) che i discenti hanno il diritto ad una prestazione didattica di qualità e che agli stessi sono garantiti i diritti inviolabili alla libertà di apprendimento, alla continuità di esso e alla propria diversità; d) che ai discenti della scuola secondaria del secondo ciclo è riservato uno spazio di partecipazione che lo accredita come titolare di una soggettività politica (v. istituzione del consiglio dei discenti, che diventa palestra di metodo democratico, anche con riferimento all'insegnamento di cittadinanza e Costituzione. Articolo 6. Riguarda, in particolare: a) la finalità di scopo dell'esercizio professionale della funzione docente nella scuola autonoma; b) gli ambiti operativi dell'esercizio della funzione; c) il ruolo strategico del corpo professionale docente negli organi collegiali; d) la previsione di un codice deontologico della professione docente, dirigente e dirigente tecnica nella scuola di Stato; e) la previsione di una rivalutazione della retribuzione dei docenti, motivata dai più qualificati, e gravosi, impegni conseguenti alle riforme in atto e, altresì, del personale ATA; f) la previsione di un piano decennale di investimenti per la scuola. Articolo 7. È relativo alla dirigenza scolastica nella scuola di Stato, che ha una propria e specifica peculiarità ordinamentale, assolutamente non assimilabile alla dirigenza amministrativa, che è emanazione organica del potere esecutivo (articoli 97 e 98 della Costituzione). È nell'articolo 33, primo comma, della Costituzione e nel comma 16 dell'articolo 21 della legge di delega n. 59 del 1997, la fonte generativa di detta dirigenza. Una riprova di detta peculiarità ordinamentale è nell'atto Senato n. 1577 -- disegno di legge governativo -- relativo alla «Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche» che, all'articolo 10, prevede che la dirigenza scolastica è assolutamente esclusa dai «ruoli unici» previsti per i dirigenti amministrativi. Articolo 8. Si prevede una duplice forma di reclutamento, motivata dal fatto che la scuola di Stato si compone di due distinti e specifici settori: quello della scuola unitaria di base (scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado), che si identifica, oggi, negli istituti scolastici comprensivi, e quello delle scuole appartenenti al secondo ciclo di istruzione. Settori che pure sono legati da una inderogabile continuità, entrambi costituenti il servizio nazionale di istruzione. Stante tale distinzione di fondo, risulta del tutto consequenziale che, anche il reclutamento della relativa dirigenza, debba seguire questa duplice partizione, al contrario della dirigenza amministrativa che risulta indifferenziata. Il disegno di legge governativo (atto Senato n. 1577) ne è la riprova più evidente; in esso vi è la previsione dell'istituzione di un ruolo unico dei dirigenti statali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (ruoli unificati) e la piena mobilità tra i ruoli (articolo 10). Articolo 9. L'assegnazione di sede ai vincitori del corso-concorso viene effettuata secondo la posizione occupata in graduatoria e non per scelta discrezionale dell'ufficio scolastico regionale. Articolo 10. Il trasferimento di sede si effettua, analogamente all'assegnazione di sede, in base ad una tabella di valutazione di titoli. Articolo 11. Sulla responsabilità di risultati del dirigente scolastico si fa riferimento ai risultati, propri, specifici e peculiari, discendenti dallo svolgimento dell'attività didattica organizzata (realizzazione del piano dell'offerta formativa) e dei risultati conseguenti alla gestione dell'attività amministrativo-contabile, e non alle direttive ministeriali, che non possono dettare disposizioni in materia di attività didattica organizzata, essendo la materia coperta da riserva di legge. Articolo 12. In tema di responsabilità disciplinare del dirigente scolastico trovano applicazione le norme vigenti in materia. Articolo 13. Prevede l'istituzione di un servizio ispettivo tecnico nazionale per la scuola, in coerenza con le finalità del servizio nazionale di istruzione e nel rispetto di quanto contenuto nell'articolo 21 della legge di delega n. 59 del 1997. Analogamente per quanto previsto per i dirigenti scolastici, cioè per le stesse ragioni, sono previste due distinte forme di reclutamento: una per il settore scuola dell'infanzia e primo ciclo di istruzione e una per le scuole del secondo ciclo. Articolo 14. Attiene all'istituzione e al riordino degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche, in coerenza alle finalità del servizio nazionale di istruzione. Come forma attiva di partecipazione dei discenti, del secondo ciclo di istruzione, alla vita della comunità scolastica, è prevista l'istituzione del consiglio dei discenti, anche come pratica dell'insegnamento cittadinanza e Costituzione. Articolo 15. Si individua, nella vicedirigenza scolastica, la prima figura professionale ex comma 16 dell'articolo 21 della legge di delega n. 59 del 1997. Articolo 16. Si fissano le norme per il reclutamento dei vicedirigenti scolastici, analogamente a quanto previsto per i dirigenti scolastici e i dirigenti tecnici (distinti ruoli per il settore della scuola dell'infanzia e primo ciclo di istruzione da una parte e, dall'altra, del settore del secondo ciclo di istruzione). Articolo 17. Viene indicata la procedura per l'attribuzione delle competenze al vicedirigente scolastico. Articolo 18. Definisce le modalità di scelta delle altre figure professionali di cui al comma 16 dell'articolo 21 della legge n. 59 del 1997. Articolo 19. Attiene al ruolo delle R.S.U. nelle istituzioni scolastiche che viene ridefinito in sede di contrattazione collettiva nazionale di lavoro del relativo comparto. Articolo 20. Si richiede che la Scuola nazionale dell'amministrazione attivi la gestione del corso-concorso a dirigenti scolastici nella più scrupolosa osservanza di quanto disposto dall'articolo 21 della legge n. 59 del 1997 e in attuazione di esso.. I ORDINAMENTO DEL SERVIZIO NAZIONALE DI ISTRUZIONE 1 (Il servizio nazionale di istruzione) 1 Le scuole statali autonome, ai sensi dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e le scuole paritarie private e degli enti locali di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, costituiscono il servizio nazionale di istruzione. 2