[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 8, comma 1, e 9, comma 2, della legge della Regione autonoma Sardegna 1° febbraio 2013, n. 2 (Autorizzazione all'intervento finanziario della SFIRS Spa per l'infrastrutturazione, il risparmio e l'efficientamento energetico dell'area industriale di Portovesme - Sulcis, incremento della dotazione finanziaria relativa agli interventi per il Parco geominerario e norme urgenti in materia di sostegno al reddito dei lavoratori in regime di ammortizzatori sociali), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato l'8-10 aprile 2013, depositato in cancelleria il 15 aprile 2013 ed iscritto al n. 53 del registro ricorsi 2013. Visto l'atto di costituzione della Regione autonoma Sardegna; udito nell'udienza pubblica del 6 maggio 2014 il Giudice relatore Marta Cartabia; uditi l'avvocato dello Stato Giovanni Palatiello per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Massimo Luciani per la Regione autonoma Sardegna. Ritenuto che, con ricorso notificato con il mezzo della posta l'8-10 aprile 2013 e depositato il successivo 15 aprile (reg. ric. n. 53 del 2013) , il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'intera legge della Regione autonoma Sardegna 1° febbraio 2013, n. 2 (Autorizzazione all'intervento finanziario della SFIRS Spa per l'infrastrutturazione, il risparmio e l'efficientamento energetico dell'area industriale di Portovesme - Sulcis, incremento della dotazione finanziaria relativa agli interventi per il Parco geominerario e norme urgenti in materia di sostegno al reddito dei lavoratori in regime di ammortizzatori sociali), per violazione degli artt. 81, quarto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione; che, in particolare, la censura della difesa dello Stato si appunta sugli artt. 8, comma 1, e 9, comma 2, della legge reg. n. 2 del 2013 che provvedono alla copertura degli oneri derivanti, rispettivamente, dall'art. 7, comma 1, e dall'art. 9, con risorse a valere sulle unità previsionali di base (UPB) S04.06.005 e S06.06.004 del bilancio della Regione autonoma Sardegna per l'esercizio finanziario 2013; che tale copertura, così come prevista, risulterebbe inidonea per carenza assoluta del presupposto normativo autorizzatorio, considerato che, al momento della presentazione del ricorso, il bilancio regionale risultava non ancora approvato in via definitiva dal Consiglio regionale; che, di conseguenza, in forza delle disposizioni di cui alla legge della Regione autonoma Sardegna 17 dicembre 2012, n. 26 (Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2013 e disposizioni urgenti) si è stabilito di provvedere alla copertura degli oneri, attraverso l'esercizio provvisorio del bilancio regionale, fino al 31 marzo 2013; che, in conclusione, il ricorrente sostiene che le disposizioni in esame si pongono in contrasto con il principio di equilibrio del bilancio di cui all'art. 81, quarto comma, Cost., nonché con quello del coordinamento della finanza pubblica di cui all'art. 117, terzo comma, Cost. e, pertanto, chiede che l'intera legge regionale sia dichiarata costituzionalmente illegittima; che nel giudizio dinanzi alla Corte si è costituita la Regione autonoma Sardegna, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile e, comunque, non fondato; che la difesa regionale, dopo aver sostenuto l'inammissibilità del ricorso per la genericità delle censure, ne argomenta l'infondatezza; che la resistente ricorda che la copertura degli oneri previsti dalla legge attraverso il rinvio al bilancio annuale di previsione è prevista dalla legge della Regione autonoma Sardegna 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11 e 9 giugno 1999, n. 23); che tale modalità di copertura risulterebbe conforme all'art. 81, quarto comma, Cost., come dimostrerebbe la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale; che essa risulterebbe altresì conforme al decreto legislativo 28 marzo 2000, n. 76 (Princìpi fondamentali e norme di coordinamento in materia di bilancio e di contabilità delle regioni, in attuazione dell'articolo 1, comma 4, della legge 25 giugno 1999, n. 208) , la cosiddetta legge generale sulla contabilità regionale; che, in conclusione, la difesa regionale rileva che lo stanziamento delle risorse nella legge finanziaria regionale e il conseguente inserimento delle somme in esame nel bilancio di previsione del 2013 determinerebbero la cessazione della materia del contendere, ovvero l'inammissibilità o l'improcedibilità del gravame per sopravvenuta carenza di interesse; che la medesima Regione autonoma, con memoria depositata in data 14 aprile 2014, ha ribadito tali rilievi; che, al riguardo, la resistente, in riferimento all'impugnazione dell'art. 8, comma 1, della legge reg. n. 2 del 2013 , dà conto dell'approvazione, nelle more della trattazione del giudizio, della legge della Regione autonoma Sardegna 23 maggio 2013, n. 12 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - legge finanziaria 2013), nonché della legge della Regione autonoma Sardegna 23 maggio 2013, n. 13 (Bilancio di previsione per l'anno 2013 e bilancio pluriennale per gli anni 2013-2015); che la resistente osserva, in particolare, che l'art. 5, comma 43, della legge reg. n. 12 del 2013 ha espressamente provveduto a fornire copertura alle spese derivanti dall'art. 7 della legge reg. n. 2 del 2013, mentre la legge reg. n. 13 del 2013 ha approvato il bilancio di previsione per l'anno 2013 e il bilancio pluriennale per gli anni 2013-2015, inserendo nelle UPB S04.06.005 e S06.06.004 le poste necessarie all'integrale copertura delle spese individuate dall'art. 8, comma 1, della legge impugnata; che la difesa regionale, in merito alla censura sull'art. 9, comma 2, della legge reg. n. 2 del 2013 ,