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In tale ottica, l'approccio della filosofa Martha Nussbaum, docente di diritto ed etica all'università di Chicago e capofila della Philosophy for children , mette in luce che l'arretramento della cultura umanistica a vantaggio della tecnica e dell'apprendimento di un know-how sempre più spiccatamente pratico ha anch'esso contribuito all'inaridimento della funzione della scuola e di conseguenza alla « disumanizzazione » della formazione dei ragazzi. Esemplare, in tal senso, un passaggio del lavoro della Nussbaum, Coltivare l'umanità , laddove viene evidenziato che « il bambino inizia ad acquisire capacità morali fondamentali nel momento in cui comincia a raccontare in prima persona e ad ascoltare racconti. Persino una semplice canzone infantile come Brilla, brilla piccola stella, come posso sapere chi sei? porta i bambini a provare un senso di meraviglia, un senso di mistero che mescola curiosità e timore. I bambini immaginano questa piccola stella e in questo modo imparano a figurarsi che una semplice forma nel cielo può avere una sua interiorità, da un lato misteriosa, dall'altro simile alla propria. Essi imparano ad attribuire una vita, emozioni e pensiero a sostanze il cui mondo interiore è loro precluso. Con il passare del tempo, i bambini compiono queste azioni in modo sempre più sofisticato, ascoltando e riferendo racconti su animali e su uomini. Questi racconti influiscono sui loro tentativi di spiegarsi il mondo e sulle loro azioni. Un bambino che non abbia avuto la possibilità di ascoltare o di elaborare storie è un bambino che manca della capacità di guardare al mondo con prospettive diverse. Non è infatti possibile osservare direttamente l'interiorità delle persone, come non è possibile osservare quella delle stelle. È necessario immaginare questi aspetti che rimangono nascosti alla vista. Non potrò pensare che questo insieme di membra che ho di fronte prova emozioni, sentimenti e pensieri come quelli che io stesso provo, finché non avrò avuto la possibilità di stimolare la mia immaginazione attraverso il racconto [...]. L'immaginazione narrativa è dunque uno strumento necessario per prepararsi ad affrontare correttamente l'interazione morale. Abituarsi ad agire in maniera empatica e a riflettere sull'interiorità di chi ci troviamo di fronte concorre alla formazione di un certo tipo di cittadino e di una certa forma di comunità: una comunità che approfondisca e sviluppi la sensibilità simpatetica nei confronti dei bisogni degli altri e che comprenda in che modo le circostanze orientano questi bisogni, nel rispetto dell'individualità e del diritto alla privacy . Si può giungere a questo risultato grazie al modo in cui l'immaginazione letteraria spinge a interessarsi al destino dei personaggi e rende manifesta la loro ricchezza interiore, cosa non sempre immediatamente visibile ». Una sperimentazione della Philosophy for children è stata avviata in alcune scuole di Roma, su richiesta dei docenti, i quali hanno avanzato l'idea di rendere questo specifico laboratorio didattico di sviluppo del pensiero complesso e critico, fin dalla più tenera età, momento ricorrente, con cadenza settimanale, in classi di scuola primaria e secondaria. Nello specifico dell'articolato: L'articolo 1 reca l'oggetto e le finalità del disegno di legge, ovvero favorire il pieno sviluppo della persona umana attraverso lo sviluppo dell'empatia, l'educazione al reciproco rispetto, alla soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, alle differenze linguistiche, culturali, religiose, comportamentali, di genere, nonché alla prevenzione di discriminazioni contro ogni diversità – con particolare ma non esclusivo riferimento a quella di genere – e al diritto all'integrità personale e al « riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili » di cui alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Tale educazione viene modulata attraverso strumenti didattici e interventi educativi appropriati al livello cognitivo degli allievi. La scuola, anche attraverso l'insegnamento dell'educazione emotiva, promuove il cambiamento nei modelli di comportamento socio-culturali delle donne e degli uomini e il sentimento di appartenenza di insegnanti, studenti e famiglie ad una comunità ispirata dalla solidarietà e dal rispetto della persona umana. Per un triennio a decorrere dall'anno scolastico 2020-2021, l'offerta formativa degli istituti scolastici di ogni ordine e grado è integrata, nell'ambito delle attività alternative e in via sperimentale, con l'insegnamento dell'educazione emotiva, mirato alla formazione integrale e integrata della persona. L'articolo 2 si riferisce al personale docente, stabilendo in particolare i criteri per la selezione e la partecipazione, nonché le modalità di valutazione cui devono attenersi i docenti incaricati dell'insegnamento dell'educazione emotiva. Questo può essere affidato al personale docente interamente o parzialmente a disposizione dell'istituzione scolastica o della rete di scuole, afferente tanto alle classi di concorso relative all'area pedagogica, psicologica e delle scienze della formazione, quanto alle aree umanistiche o riconducibili alle scienze giuridiche e sociali, ovvero a personale adeguatamente formato, peraltro in conformità con il carattere interdisciplinare dell'insegnamento dell'educazione emotiva. La partecipazione del personale docente ai lavori degli organi collegiali dell'istituzione scolastica o della rete di scuole, alla valutazione periodica e finale dei rispettivi studenti che si avvalgono del suddetto insegnamento, ai consigli di classe per gli scrutini finali, nonché all'attribuzione del credito scolastico, avviene in coerenza con quanto stabilito dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275, e dell'articolo 1, comma 16, della legge 13 luglio 2015 n. 107, e in conformità alle circolari del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n.129 e n.130 del 3 maggio 1986. Il collegio dei docenti nomina tra i docenti un referente dell'educazione emotiva, con il compito di promuovere azioni e iniziative mirate. L'articolo 3 stabilisce che, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero per le pari opportunità e la famiglia e d'intesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano per quanto di loro competenza, sono individuate le direttive programmatiche per l'inserimento, in via sperimentale, dell'insegnamento dell'educazione emotiva, prevedendo in particolare: misure, tempi dedicati e contenuti di carattere interdisciplinare, disciplinare, laboratoriale, curricolare ed extracurricolare rivolti agli alunni e agli studenti; il materiale idoneo, i possibili supporti e dispositivi necessari nonché gli interventi educativi finalizzati ad avviare l'insegnamento dell'educazione emotiva; forme di condivisione degli interventi, dei progetti e dei materiali realizzati dalle istituzioni scolastiche ai sensi della presente legge, anche attraverso piattaforme telematiche e strumenti digitali; la disciplina per lo svolgimento delle attività di aggiornamento del personale docente della scuola di ogni ordine e grado con riferimento all'insegnamento dell'educazione emotiva;