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L'impegno del Governo è a presentare a settembre questo piano. Lo vedremo a settembre. Sono passati più di cento giorni dalle elezioni, oltre sessanta giorni da quando avete iniziato le trattative per il contratto di Governo; passeranno altri cento giorni fino a settembre e saremo a duecento giorni in un contesto internazionale gravissimo e con una situazione economica dell'Italia particolarmente pesante. Abitualmente i Governi - ricordo il Governo del 2001 - in cento giorni dalle elezioni approvano i provvedimenti più importanti della legislatura. Voi li rinviate di altri cento giorni. Al secondo impegno parlate della sterilizzazione dell'IVA. Lo abbiamo detto tutti, ma non parlate di un impegno a realizzare la sterilizzazione, ministro Treu, Tria. Potrebbero essere Treu, Tria o Padoan, è la stessa cosa. (Commenti dal Gruppo M5S) . Parlate di favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia. Favorire non significa un impegno preciso; significa favorire, ovvero «speriamo di farcela». E non dite come lo fate, non date alcuna indicazione su come lo farete. Al terzo impegno - sto citando gli impegni perché sono questi che dovremo e dovete votare, non le parole, ma gli atti - c'è scritto sostanzialmente che, nel rispetto del quadro di finanza pubblica e degli impegni europei, pensate di rivedere i saldi di bilancio. Qui non ho ben capito perché qualcuno della maggioranza, anche alla Camera, ha detto che questo significa rinviare di un anno, come ha fatto il Governo Gentiloni Silveri, in piena continuità e senza che emergesse nulla di strano con i Governi delle sinistre, il pareggio di bilancio, dal 2020 al 2021. Il ministro Tria lo ha smentito. E allora come va letto il terzo impegno? Si rinvia di un anno il pareggio di bilancio, come hanno fatto tutti i Governi della sinistra, di anno in anno, in piena continuità con Padoan, o non lo si fa? Il quarto impegno è ancora più bello perché rinviate la discussione a prima del Consiglio europeo per dare indicazioni di Governo. Però, lei, Ministro, ci ha detto un'altra cosa ben più importante che non c'è qui dentro. Lei ha incentrato tutto il suo intervento su una cosa che condividiamo pienamente e che è alla base della nostra risoluzione. Lei ci ha detto in questa sede che bisogna sostanzialmente fare quattro cose, tra cui puntare sulla crescita con riforme strutturali. Quali? Era questa la sede per indicarne la priorità o no? Inoltre, l'argomento centrale del suo intervento, ripetuto e conclamato in più parti dall'inizio alla fine, è stato il rilancio degli investimenti pubblici materiali e immateriali. Ma questo non c'è scritto nel contratto di programma. Lei non l'ha scritto perché è arrivato dopo, ma nel contratto di programma non vedo un grande piano per gli investimenti pubblici materiali e immateriali, per esempio, per le infrastrutture. Addirittura sono messe in dubbio. Qualcosa non va. Lei stesso, inoltre, ci dice una cosa fondamentale, ovvero che lotterà in Europa affinché gli investimenti infrastrutturali materiali e immateriali siano calcolati fuori dalle spese correnti, fuori dal deficit , cosa che noi abbiamo sempre condiviso. Ma questo non c'è nella risoluzione di maggioranza. Così lei incentra il suo intervento su un argomento fondamentale per la politica e per il futuro della Nazione e per i suoi rapporti con l'Unione europea e poi la maggioranza non lo inserisce tra gli impegni? Io non capisco. Ma quante lingue parlate? La lingua del relatore, che delinea un quadro giustamente preoccupante della situazione internazionale ed europea che grava sul nostro Paese e che chiede interventi strutturali; la lingua del Ministro, che dice che il centro dell'azione di Governo nelle prossime settimane - presumo dal prossimo Consiglio europeo, forse già dall'Ecofin a cui parteciperà giovedì - sarà sostanzialmente quello di rimettere in discussione il fiscal compact e gli investimenti per poter rilanciare il nostro Paese; e poi una risoluzione che dice esattamente il contrario. Io sono molto preoccupato per queste diverse lingue, perché se mi dovessi attenere a quanto dicono il senatore Bagnai, la senatrice Rivolta, il ministro Tria, altro che opposizione! È la nostra posizione. Se invece mi dovessi attenere a quello che è scritto e votare di conseguenza, ovviamente farei opposizione dura a questo Documento. Le concedo un rinvio a settembre; glielo concediamo, sono duecento giorni per rinviare a settembre queste condizioni. Quello che chiedo - e con questo concludo - è che recepisca i nostri emendamenti, che dicono esattamente ciò che ha dichiarato lei in quest'Aula, per quanto riguarda l'indicazione di come sarà realizzata la sterilizzazione dell'IVA senza ulteriore pressione fiscale; recepisca i nostri emendamenti sulle infrastruttura, fuori dal contesto del deficit pubblico, come nella nostra risoluzione; recepisca i nostri emendamenti per gli investimenti per la crescita. Se farà questo, la sua azione rispecchierà il suo pensiero e le sue parole. PRESIDENTE. La invito a concludere. URSO (FdI) . Altrimenti dovremo dire che una cosa è il linguaggio usato per l'opinione pubblica, altro sono gli interventi del Governo. Quindi, no. (Applausi dal Gruppo FdI) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, penso che sia stato un errore trasformare una parte di questo dibattito in un'ennesima puntata di campagna elettorale. Non lo hanno fatto i colleghi del Gruppo del Partito Democratico, i senatori Misiani, Parente, D'Arienzo, Valente, Ferrazzi e Malpezzi, e non lo farò io. Penso che l'onestà di questa Assemblea autorevole dovrebbe portare ad un giudizio obiettivo, non partigiano, che scaturisce dall'esame del quadro delineato nel Documento di economia e finanza. I conti pubblici italiani sono migliori del passato, nonostante le strettoie della disciplina di bilancio della zona euro. Mi pare che, nei giorni scorsi, su questo abbia detto cose non diverse il ministro Tria, a cui faccio gli auguri e di cui ho apprezzato anche stasera i toni e i contenuti del discorso, diversi da quelli del relatore. D'altra parte il nuovo Governo dovrebbe bearsi di ciò, se è vero come è vero che ci attende una fase difficile, che governanti - se avveduti e competenti - non possono non vedere le variabili internazionali, la guerra dei dazi dell'amico Trump, il rallentamento in atto in Europa, l'esaurimento degli stimoli monetari della Banca centrale europea. Bisogna atterrare, dopo la campagna elettorale, sul terreno - difficile, lo capisco bene - di queste sfide. Ma, presto o tardi, il Governo dovrà misurarsi: forse lo farà più tardi il ministro Salvini, ma confido che la gran parte del Governo atterri sulla concretezza e sulla durezza di queste sfide. Noi diamo dei consigli, diciamo la nostra, vogliamo collaborare costruttivamente dall'opposizione.