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come risulta dalla circolare Assopetroli-Assoenergia n. 42 del 10 dicembre 2019, i rappresentanti dell'Agenzia delle dogane hanno fornito aggiornamenti circa l'avvio dell'obbligo di memorizzazione e invio elettronico dei corrispettivi di benzina e gasolio per autotrazione, specificando che anche gli impianti dotati di gestore dovranno adeguarsi alla normativa relativa alla trasmissione telematica dei corrispettivi, seppur attraverso un avvio graduale; considerato, altresì, che: l'applicazione della circolare esplicativa entro il 1° gennaio 2020 comporterebbe la conseguenza di far sopportare agli esercenti di impianti non presidiati una spesa economica eccessivamente onerosa, nonché, vista l'assenza di utili prodotti, impossibile da sostenere per l'acquisto e l'adeguamento della necessaria strumentazione richiesta; l'impossibilità di procedere al corretto adeguamento per le società proprietarie di piccoli distributori con vendita a mezzo self service , site in piccoli paesi che contano meno di 1.000 abitanti, conducendo prima facie alla chiusura degli impianti, condurrebbe a cascata l'intera collettività, fruitrice dei servizi erogati, a subire un grave e irreparabile nocumento; la crisi economica in atto impone un doveroso alleggerimento nei confronti delle spese sostenute e da sostenere per le piccole imprese, che potrebbe attuarsi mediante l'esonero o, in subordine, mediante la richiesta di un adeguamento che risulti non immediato e eventualmente in parte finanziato con contributi statali, per gli impianti " ghost station " con una minima erogazione annua, si chiede di sapere: quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare per garantire con la massima celerità, in particolare, alle società proprietarie di piccoli distributori con vendita a mezzo self service , site in piccoli paesi, di procedere correttamente all'adeguamento normativo e scongiurare in tal modo la chiusura; quali azioni il Ministro in indirizzo intenda promuovere per esonerare gli stessi piccoli impianti dal sostenere un costo così eccessivo se considerato proporzionalmente agli utili effettivamente prodotti. Atto n. 3-01296 STEFANO CIRINNA' ALFIERI ASTORRE FEDELI PARRINI LAUS BITI VALENTE MESSINA Assuntela FERRAZZI PINOTTI MANCA IORI ROJC BOLDRINI D'ARIENZO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i commi 6 e 7 dell'art. 48 della legge n. 238 del 2016 dispongono che i vini con denominazione DOCG e DOC devono essere immessi al consumo muniti di uno speciale contrassegno stampato dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato o da tipografie autorizzate; il comma 9 rimanda a un successivo decreto ministeriale la definizione delle caratteristiche, delle diciture e delle modalità per la fabbricazione, l'uso, la distribuzione, il controllo e il costo dei contrassegni; ad oggi, il decreto non è stato ancora emanato e pertanto l'Istituto poligrafico si trova a produrre in regime di monopolio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuna la sollecita emanazione del decreto di cui al comma 9 dell'art. 48 della legge n. 238 del 2016, chiarendo altresì che non sussiste più alcuna riserva per il solo Istituto poligrafico e Zecca dello Stato per la stampa dei contrassegni per i vini DOCG e DOC. Atto n. 3-01297 STEFANO CIRINNA' ALFIERI ASTORRE FEDELI PARRINI LAUS BITI VALENTE MESSINA Assuntela FERRAZZI PINOTTI MANCA IORI ROJC BOLDRINI D'ARIENZO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'art. 64 della legge n. 238 del 2016 dispone che "la verifica annuale del rispetto del disciplinare nel corso della produzione e durante e dopo il confezionamento del vino è effettuata da autorità pubbliche e da organismi di controllo privati, ai sensi dell'articolo 2, secondo paragrafo, numero 5), del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che operano come organismi di certificazione dei prodotti secondo i criteri fissati nell'articolo 5 dello stesso regolamento. Gli organismi di controllo privati devono essere accreditati in base alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012. Le autorità pubbliche devono essere conformi ai requisiti previsti ai punti 5.1, 6.1, 7.4, 7.6, 7.7, 7.8, 7.12 e 7.13 della stessa norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012"; gli organismi di controllo privati sono soggetti a previo accreditamento, da parte di Accredia, che verifica a monte i requisiti di adeguatezza di tali soggetti, mentre non è imposto alcun accreditamento alle autorità pubbliche delegate; l'attività di verifica del disciplinare è operata, pertanto, da due categorie di soggetti, sia da organismi privati soggetti a previo accreditamento, sia da autorità pubbliche delegate, come le camere di commercio, non soggette a previo accreditamento: l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha rilevato, con segnalazione AS1265 del 17 marzo 2016, che la situazione vigente può dar luogo a distorsioni del mercato, richiamando l'esigenza di "raggiungere nel più breve tempo possibile un assetto concorrenziale delle attività di certificazione nel settore vinicolo maggiormente efficace e trasparente"; l'art. 90 del regolamento (UE) n. 1306/2013, rubricato "controlli connessi alle denominazioni di origine, alle indicazioni geografiche e alle menzioni tradizionali protette", ai commi 2 e 3, stabilisce che "gli Stati membri designano l'autorità competente incaricata di effettuare i controlli dell'adempimento degli obblighi stabiliti nella parte II, titolo II, capo I, sezione II, del regolamento (UE) n. 1308/2013, in base ai criteri stabiliti dall'articolo 4 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e garantiscono il diritto degli operatori che soddisfano tali obblighi ad essere coperti da un sistema di controlli. All'interno dell'Unione la verifica annuale del rispetto del disciplinare nel corso della produzione e durante o dopo il condizionamento del vino è effettuata dalla competente autorità di cui al paragrafo 2, oppure da uno o più organismi di controllo ai sensi dell'articolo 2, secondo comma, punto 5), del regolamento (CE) n. 882/2004 che operano come organismi di certificazione dei prodotti secondo i criteri fissati nell'articolo 5 di detto regolamento";