[pronunce]

che il giudice rimettente, in aggiunta ai profili evocati nella precedente ordinanza, assume che le norme denunciate, colpendo il valore aggiunto prodotto dal contribuente senza alcun riferimento al risultato economico dell'attività svolta, determinerebbero una "oggettivizzazione" del prelievo fiscale tale da violare il principio di capacità contributiva e penalizzare l'attività lavorativa autonoma, con conseguente violazione dell'art. 35 Cost; che, inoltre, l'aumento del carico tributario gravante sui soggetti produttori di reddito di lavoro autonomo, conseguente all'introduzione dell'Imposta regionale sulle attività produttive (I.R.A.P.), si porrebbe in contrasto con il criterio direttivo, contenuto nella legge delega, rappresentato dalla finalità di ridurre il costo del lavoro e il prelievo complessivo che grava sui redditi di lavoro autonomo, rendendo palese la violazione dell'art. 76 Cost; che, con ordinanza del 30 settembre 2000, depositata il 9 ottobre 2000, la Commissione tributaria provinciale di Firenze ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23, 35, 53 e 77 Cost., questione di legittimità costituzionale del decreto legislativo n. 446 del 1997 "e per quanto occorrer possa del decreto ministeriale 5/5/1998 emanato ai sensi dell'art. 45 comma 3 e 4 del predetto decreto legislativo", sulla base di considerazioni in larga parte coincidenti con quelle svolte nelle altre ordinanze di rimessione; che, secondo il rimettente, la normativa denunciata contrasterebbe poi con gli evocati parametri costituzionali anche nella parte in cui non consente la deduzione dell'imposta dalla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi; che, con ordinanza emessa e depositata il 25 novembre 1999, la Commissione tributaria provinciale di Milano ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23 e 53 Cost., questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 2, 3, comma 1, lettera c) 5, commi 1 e 2, ultima parte, 11, comma 1, lettera c) 36, comma 3, e 45, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, come modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, e dal decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 422; che il rimettente, in aggiunta ai profili già considerati nelle altre ordinanze di rimessione, assume che l'art. 36 del decreto legislativo si porrebbe in contrasto con gli artt. 3 e 53 della Costituzione nel prevedere che l'I.R.A.P., gravante su una sola categoria di contribuenti, sostituisca il contributo al servizio sanitario nazionale che precedentemente colpiva tutte le persone fisiche; che, con due ordinanze di contenuto analogo, emesse il 13 dicembre 2000 ed il 4 aprile 2001 ed entrambe depositate il 4 aprile 2001, la Commissione tributaria provinciale di Treviso ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23, 53 e 76 Cost., questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 36 e 45 del decreto legislativo n. 446 del 1997, nonché dell'intero decreto legislativo nel suo complesso, sulla base di considerazioni sostanzialmente identiche a quelle svolte nelle altre ordinanze di rimessione; che, con ordinanza emessa e depositata il 25 ottobre 2000, la Commissione tributaria provinciale di Isernia ha a sua volta sollevato, in riferimento agli artt. 3, 53, 76 e 23 della Costituzione e sotto profili del tutto analoghi a quelli individuati dagli altri rimettenti, questione di legittimità costituzionale del "decreto istitutivo dell'I.R.A.P."; che in tutti i giudizi, ad eccezione di quest'ultimo, è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo nel senso dell'inammissibilità o infondatezza delle questioni, con espresso richiamo alle difese svolte in riferimento ad analoghe questioni già sollevate da altri giudici. Considerato che tutti i giudizi hanno ad oggetto, sotto profili e con riferimento a parametri in larga parte coincidenti, questioni di legittimità costituzionale di singole norme del decreto legislativo 19 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'I.r.pe.f. e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), ovvero dell'intero testo normativo o delle relative norme di delega, e vanno pertanto riuniti, stante l'evidente connessione, per essere congiuntamente decisi; che va preliminarmente dichiarata la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del decreto del Ministro delle finanze del 5 maggio 1998, sollevata, sia pure in maniera eventuale ("e per quanto occorrer possa"), dalla Commissione tributaria provinciale di Firenze, trattandosi di normativa di rango non legislativo e in quanto tale sottratta al sindacato di legittimità costituzionale di questa Corte; che, sempre in via preliminare, va dichiarata, in conformità alla costante giurisprudenza di questa Corte, la manifesta inammissibilità delle questioni sollevate, con riferimento all'intero decreto legislativo n. 446 del 1997, dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, con le tre ordinanze del 25 luglio 2000, dalla Commissione tributaria provinciale di Firenze, dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso, con entrambe le ordinanze, e dalla Commissione tributaria provinciale di Isernia e ciò in quanto il rimettente - salvo il caso in cui argomenti che il vulnus derivi da un intero corpo normativo - è tenuto ad individuare, a pena appunto di inammissibilità, la norma o la parte di essa la cui presenza nell'ordinamento determinerebbe la lamentata lesione della Costituzione (sentenza n. 156 del 2001; ordinanze n. 286 del 2001, n. 208 del 2000 e n. 185 del 1996); che va altresì dichiarata la manifesta inammissibilità della questione, sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, con l'ordinanza depositata il 25 novembre 1999, e dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso, con entrambe le ordinanze, riguardante l'art. 1 del decreto legislativo, nella parte in cui prevede l'indeducibilità dell'I.R.A.P. dalla base imponibile delle imposte sui redditi, trattandosi di questione attinente al regime giuridico ed alla fase applicativa delle imposte sui redditi e perciò irrilevante nei giudizi a quibus, aventi ad oggetto controversie in tema di rimborso dell'acconto I.R.A.P. (sentenza n. 156 del 2001, ordinanza n. 286 del 2001);