[ddlpres]

Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernenti il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n.243. Onorevoli Senatori. -- Il processo di riforma dell'ordinamento contabile, avviato dopo la riforma della governance della finanza pubblica a livello europeo operata con la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 -- che ha introdotto nella Carta costituzionale il principio dell'equilibrio di bilancio -- e proseguito con la legge rinforzata 24 dicembre 2012, n. 243, necessita di essere portato al più presto a compimento attraverso l'introduzione di modifiche e integrazioni alla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196). La vigente legge di contabilità, infatti, sebbene già più volte modificata nel corso del tempo, riflette ancora un impianto di base -- che ha origine nei suoi fondamenti costituzionali -- che risale ad un’epoca anteriore al verificarsi dell'avvio del citato processo di riforma. Infatti, la mancata riproposizione nel nuovo testo dell'articolo 81 della Costituzione della disposizione secondo la quale «con la legge di bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese», nel sancire il passaggio da una concezione formale ad una concezione sostanziale della legge di bilancio, richiede di passare dal tradizionale schema normativo di finanza pubblica fondato sulla predisposizione di due distinti provvedimenti -- la legge di bilancio e la legge di stabilità -- ad uno schema radicalmente differente, fondato su un unico provvedimento -- la legge di bilancio -- che, oltre alle poste contabili, potrà anche contenere disposizioni che integrano di modificano la legislazione di entrata o di spesa, incorporando in tal modo gli attuali contenuti della legge di stabilità. L'integrazione in un unico provvedimento dei contenuti dei disegni di legge di bilancio e di stabilità consentirà di incentrare la decisione di bilancio sull'insieme delle entrate e delle spese pubbliche, anziché sulla loro variazione al margine, come avviene attualmente, portando al centro del dibatto parlamentare le priorità dell'intervento pubblico, considerato nella sua interezza. In questo quadro, l'articolo 15 della legge n. 243 del 2012, nel definire gli elementi essenziali che dovranno caratterizzare il contenuto della nuova legge di bilancio, rinvia le relative modalità di attuazione ad una successiva legge dello Stato. Il presente disegno di legge pertanto ha come obiettivo principale proprio quello di definire l'articolazione della nuova legge di bilancio che, come meglio si preciserà nell'illustrare l'articolo 2, viene suddivisa in due sezioni, conformemente a quanto previsto dal citato articolo 15 della legge n. 243. La prima sezione, che assorbe in gran parte i contenuti dell'attuale legge di stabilità, reca esclusivamente le misure tese a realizzare gli obiettivi di finanza pubblica indicati nei documenti programmatici di bilancio, vale a dire il Documento di economia e finanza (DEF) e la Nota di aggiornamento dello stesso. La seconda sezione è invece dedicata alle previsioni di entrata e di spesa, espresse in termini di competenza e di cassa e formate sulla base del criterio della legislazione vigente e delle proposte di rimodulazioni, da introdurre secondo le condizioni e i limiti esposti nel presente disegno di legge. Ciò premesso, si illustra di seguito il contenuto delle singole disposizioni del disegno di legge, specificando le innovazioni introdotte rispetto alla vigente legge di contabilità pubblica nonché la ratio ad esse sottostante. L'articolo 1 reca disposizioni sul controllo parlamentare della spesa e sul ciclo e gli strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio. In particolare, il comma 1 modifica l'articolo 6 della legge n. 196 del 2009 in materia di accesso alle banche di dati delle amministrazioni pubbliche, precisando che la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica hanno accesso, sulla base di apposite intese, alle informazioni risultanti da tali banche dati e ad ogni altra fonte informativa gestita da soggetti pubblici rilevante ai fini del controllo della finanza pubblica, anche al fine di consentirne la consultazione da parte dei parlamentari. Il successivo comma 2 novella l'articolo 7 della medesima legge di contabilità, attraverso due distinte tipologie di interventi. La prima ha la finalità di coordinare le disposizioni in materia di ciclo e strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio con la nuova disciplina del disegno di legge di bilancio introdotta dal testo, operando modifiche di natura prevalentemente testuale che tengono conto del superamento della legge di stabilità e dell'incorporazione dei suoi contenuti all'interno della legge di bilancio. La seconda ha invece carattere sostanziale, giacché muta parzialmente i contenuti di alcuni documenti che compongono il ciclo di bilancio disciplinato dall'articolo 7 della legge di contabilità, anche al fine di tenere conto dell'evoluzione della disciplina europea, nonché i tempi di presentazione dei predetti documenti, introducendo altresì il termine del 12 ottobre per la deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo disegno di legge di bilancio. Al fine di tenere conto dell'evoluzione del quadro normativo europeo, il successivo comma 4 novella l'articolo 9 della legge n. 196 del 2009, in materia di rapporti con l'Unione europea in tema di finanza pubblica, richiamando, subito dopo il termine previsto per la presentazione in sede europea del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma, anche quello previsto per la presentazione del documento programmatico di bilancio, ossia il 15 ottobre, prevedendone altresì la trasmissione alle Camere entro il termine previsto per la presentazione del disegno di legge di bilancio, in modo da colmare una lacuna dell'ordinamento contabile vigente. Quanto alle disposizioni di coordinamento, le lettere b) ed e) del comma 2 sopprimono il riferimento alla legge di stabilità contenuto, rispettivamente, nei commi 2 e 3 dell'articolo 7. Per le medesime ragioni, il comma 3 interviene sull'articolo 8 della legge di contabilità, in materia di coordinamento della finanza pubblica degli enti territoriali, per sostituire i richiami normativi ai contenuti della legge di stabilità con quelli alla nuova legge di bilancio disciplinata dal successivo articolo 2, ed analogamente la lettera e) del successivo comma 5 modifica il comma 6 dell'articolo 10 della legge n. 196 del 2009, concernente il DEF e i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica. Inoltre, la lettera c) del medesimo comma 5 abroga la lettera e) del comma 3 dell'articolo 10 della citata legge n.196, che dispone che, nell'ambito dei contenuti della seconda sezione del DEF, vi sia anche, in coerenza con gli obiettivi programmatici del Documento, «l'individuazione di regole generali sull'evoluzione della spesa delle amministrazioni pubbliche». Tale abrogazione viene disposta anche in considerazione delle specifiche regole europee di finanza pubblica, da tempo vigenti in materia.