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PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, su decreti-legge di questo tipo non prevedere una quota di risorse per le modifiche del Parlamento è un limite e un errore e mi riferisco anche alle modifiche ordinamentali che possono richiedere un ritocco degli importi stanziati a monte. Non prevedere quindi una dotazione per le modifiche parlamentari ha ridotto i nostri margini di manovra. Come hanno dimostrato anche gli ultimi provvedimenti economici, la fase di conversione ne ha restituiti decisamente di migliori. Mettere il Parlamento nelle condizioni ottimali di lavoro garantisce quindi una maggiore efficacia delle misure. Fatta questa premessa, il provvedimento in esame va inteso in un percorso che ha nel decreto-legge aiuti il suo pilastro più importante. Il merito principale sta nell'aver fermato la corsa del costo del carburante, che in quei giorni di marzo era arrivato a costare anche 2,5 euro al litro, e poi nell'aver posto l'accento su quegli ambiti e categorie che richiedevano un aiuto immediato: le fasce sociali più deboli, le imprese energivore e quelle del settore autotrasporti. In tal senso positivi sono gli emendamenti riguardanti il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e sulla rateizzazione delle bollette per le famiglie; misura che va di pari passo con i bonus previsti dal decreto-legge aiuti. Positivi sono altresì gli emendamenti sulle semplificazioni burocratiche per impianti fotovoltaici e quello che estende il golden power alle concessioni idroelettriche, al fine di evitare acquisizioni ostili in una fase in cui questi ambiti assumono sempre più una rilevanza per interesse nazionale e strategico. Molto importante è anche l'emendamento che aumenta le risorse per i Comuni sulla questione dei minori non accompagnati, che purtroppo costituiscono una quota rilevante dei profughi ucraini. I Comuni sono in prima fila nella gestione di un fenomeno straordinariamente delicato dal punto di vista sociale, dell'integrazione e del supporto materiale e psicologico a ragazzi e bambini che la guerra ha diviso dai propri genitori. Su questo è significativo che da parte di tutti i Gruppi siano giunte proposte, a riprova di una condivisa sensibilità sul tema. Altra questione centrale è quella del meccanismo di aggiornamento dei prezzi per il caro materiali. Anche noi avevamo proposto una loro revisione semestrale. È allarmante il fenomeno delle imprese che preferiscono pagare la penale di uscita dai bandi pubblici piuttosto che vedersi assegnata la realizzazione di un'opera perché l'inflazione ha già eroso i margini di guadagno. Nel frattempo, il Governo è intervenuto con il decreto-legge aiuti sul prezzario dell'anno in corso. La speranza, a questo punto, è che l'andamento dell'inflazione non richieda un cambiamento della norma generale. Per quanto riguarda le proposte del nostro Gruppo, tengo ad evidenziare alcuni accoglimenti. Con il primo si apre alla possibilità della cosiddetta staffetta generazionale nel mercato del lavoro attraverso i fondi di solidarietà bilaterale. Per adesso è un inizio, la norma va ancora migliorata per poter funzionare al meglio. Il secondo è molto importante (ringrazio il Governo per la sensibilità mostrata) e tutela le prerogative di autonomia in merito alla distribuzione delle risorse derivanti dagli extraprofitti dei soggetti operanti nel settore energetico. Su questo fronte rammarica invece che non sia stato concesso il credito di imposta IMU anche ai cittadini di Trento e Bolzano che, come noto, pagano ugualmente un'imposta sulla casa, anche se da noi si chiama imposta municipale immobiliare (IMI) e a Trento imposta immobiliare semplice (IMIS). Lo riproporremo anche in futuro, perché è una questione di correttezza e di parità di trattamento tra i cittadini. Ancora, signor Presidente, vanno sottolineate le nostre proposte assorbite da altri emendamenti approvati. Penso a quella per l'effettiva concessione del credito d'imposta per contenere gli effetti negativi sulle rimanenze di magazzino nel commercio tessile, calzaturiero e di pelletteria. Penso inoltre a quella, importantissima, per l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la copertura dei maggiori oneri derivanti dalle spese energetiche e anche al buon compromesso raggiunto sulla proroga delle moratorie, nella speranza e nell'attesa di un intervento risolutivo a livello europeo, su cui il Governo italiano deve far valere le proprie ragioni. Per concludere, signor Presidente, siamo oggi chiamati a fare il massimo sforzo affinché in autunno non esploda la questione sociale. Con il Paese bisogna però usare anche parole di verità: i mesi che abbiamo davanti saranno difficili e non solo per l'Italia. L'aggressione all'Ucraina colpisce il potere di acquisto nei Paesi europei, ma fa peggio ancora in Africa, dove si rischia una vera e propria crisi alimentare, con un possibile effetto a catena sui flussi migratori. A prescindere dalle sorti e dalla durata del conflitto, un'altra vittima è la globalizzazione. Pur con tutte le sue storture e contraddizioni, nell'ultimo quarto di secolo essa ha plasmato le nostre società e i modelli produttivi, spingendoci a superare le inefficienze e a fare sempre meglio nell'idea che ogni cosa aveva in potenza un mercato e una platea totale. Davanti a tutto questo, allo spettro della stagflazione e al tema della sostenibilità del nostro debito, come evidenziato anche dalla crescita dello spread e dei tassi dei titoli decennali italiani, l'unica risposta adeguata alla sfida può giungere dall'Europa. La riforma dei Trattati non è più un tabù, come si è detto in questi giorni. Lo spero davvero, perché abbiamo bisogno di un'Europa che alimenti il processo di pace, aiutando il ripristino di quanto sancito dalle norme internazionali, ossia che l'aggressione di un Paese libero, democratico e sovrano è inconcepibile e ingiustificabile. Abbiamo bisogno di un'Europa che, nel fare questo, faccia un passo in avanti per non disperdere quanto di buono è stato seminato con il recovery fund , perché senza un nuovo recovery energetico rischiamo di perdere un'altra partita di vitale importanza, quale quella per la transizione ambientale. Il Governo continui a lavorare su questo fronte e per fronteggiare una crisi economica che, mai come questa volta, rischia di esplodere come crisi sociale. È con questi auspici che annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. CRUCIOLI (CAL-A-PC-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (CAL-A-PC-IdV) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo che rappresento giudica molto negativamente il provvedimento in esame ed è fortemente preoccupato per le posizioni assunte dal Governo. Credere che si possano contrastare gli effetti economici della crisi con uno stanziamento di soli 4 miliardi di euro, che è la somma impiegata con il provvedimento in conversione oggi, è come pensare di poter fermare uno tsunami con le mani. Rispetto a gennaio scorso, il costo dell'energia è quadruplicato, mettendo in crisi famiglie e imprese, e l'inflazione erode gli stipendi degli italiani, che sono tra i più bassi d'Europa: