[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 3, 11, 13, 26, 27, commi 1 e 2, 28, commi 1, 3, 4 e 5, 29, 30, commi 1, 3 e 4, 32, 33, 38 e 42 della legge della Regione Toscana 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 6 maggio 2005, depositato in cancelleria l'11 maggio 2005 ed iscritto al n. 51 del registro ricorsi 2005. Visto l'atto di costituzione della Regione Toscana; udito nell'udienza pubblica del 2 maggio 2006 il Giudice relatore Ugo De Siervo; uditi l'avvocato dello Stato Paolo Gentili per il Presidente del Consiglio dei ministri e gli avvocati Lucia Bora e Fabio Lorenzoni per la Regione Toscana.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, con ricorso notificato il 6 maggio 2005 e depositato il successivo 11 maggio, ha impugnato numerose disposizioni della legge della Regione Toscana 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia), per violazione dell'art. 117, commi primo, secondo, lettere e), l) ed m), e terzo, della Costituzione. Vengono denunciate le seguenti disposizioni, per i profili così specificati: a) l'art. 3, «nelle parti corrispondenti» alle «funzioni previste e regolate negli articoli successivi» che sono a loro volta oggetto di ricorso; b) l'art. 11, nella parte in cui subordina ad espressa richiesta dell'interessato la dichiarazione di pubblica utilità delle opere soggette ad autorizzazione unica (comma 4), contrasterebbe con il «principio fondamentale» espresso dall'art. 12, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità), in punto di autorizzazione per la installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, secondo il quale tali opere, se autorizzate, di per sé «sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti». La disposizione, inoltre, invaderebbe la competenza legislativa esclusiva assegnata allo Stato dall'art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione ('ordinamento civile'), in relazione alla materia dell'espropriazione; c) gli articoli 13 e 26, il cui combinato disposto, nel consentire alla Regione di subordinare il rilascio o la modifica dell'autorizzazione per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (art. 13, comma 1) ad accordi relativi all'esecuzione di un programma di misure di compensazione e riequilibrio ambientale (art. 26, comma 2), violerebbe il divieto formulato a tale proposito dall'art. 1, comma 5, della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia) e dall'art. 12, comma 6, del d.lgs. n. 387 del 2003, a sua volta espressivo di un principio fondamentale, in relazione all'art. 117, terzo comma, della Costituzione; d) gli articoli 27, commi 1 e 2, e 28, comma 1, che disciplinano il «diritto di accesso ai servizi energetici» (art. 27), impegnando la Regione e gli enti locali a garantire «il diritto di disporre di servizi energetici di qualità» (art. 27, comma 1), stimando le «esigenze di fornitura di energia nel loro territorio» e promuovendo azioni «che determinano un'offerta energetica differenziata» (art. 27, comma 2), anche per assoggettare l'approvvigionamento e la distribuzione dell'energia a «speciali modalità di svolgimento» (art. 28, comma 1). Tali disposizioni pregiudicherebbero la competenza legislativa esclusiva statale di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all'art. 119 (recte: 117), secondo comma, lettera m), della Costituzione, poiché l'accesso ai servizi energetici sarebbe in sé espressivo di tale attribuzione statale e non potrebbe, pertanto, che essere disciplinato dalla legge dello Stato. Inoltre, l'aumento dei «consumi sistematici», che potrebbe conseguire alla differenziazione dell'offerta energetica rischierebbe di creare «squilibri non assorbibili dalle capacità produttive nazionali» e richiederebbe «quanto meno un'intesa con lo Stato»: diversamente, sarebbe violato il principio fondamentale secondo cui, essendo nazionale la concessione relativa all'esercizio dell'attività di distribuzione di energia elettrica (art. 1, comma 2, lettera c, e art. 1, comma 8, lettera a, n. 1, della legge n. 239 del 2004), tale attività dovrebbe essere svolta in conformità ad indirizzi di carattere generale, che non consentirebbero un'offerta energetica differenziata; e) l'art. 28, commi 1, 3, 4 e 5, nella parte in cui, in relazione ai servizi di approvvigionamento e distribuzione dell'energia, consentono alle «amministrazioni competenti» – nel caso in cui «le esigenze individuate ai sensi dell'art. 27 non siano soddisfatte dalle imprese operanti sul mercato» – di stipulare «contratti di servizio con imprese scelte mediante procedure concorrenziali in conformità alle norme vigenti» (comma 3), ivi disciplinando gli obblighi dell'impresa, la durata e gli aspetti economici del rapporto, i poteri di vigilanza, controllo e recesso dell'amministrazione (comma 4), nonché di esercitare direttamente il servizio «costituendo un apposito organismo in conformità alle norme vigenti» (comma 5). Tali disposizioni contrasterebbero con il principio fondamentale secondo cui la concessione di distribuzione dell'energia elettrica ha carattere nazionale ed è unica per ciascun Comune, espresso dalle norme interposte di cui all'art. 1, comma 2, lettera c), e comma 8, lettera a), n. 1, della legge n. 239 del 2004, nonché con il principio fondamentale secondo cui spetta all'Autorità per l'energia elettrica e il gas determinare i livelli di qualità della prestazione garantita all'utente, espresso dalla norma interposta di cui all'art. 2, comma 12, lettera h), della legge 14 novembre 1995, n 481 (Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità);