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La formazione degli operatori in questione promuove un approccio integrato alle fenomenologie della violenza, al fine di garantire il riconoscimento delle diverse dimensioni della violenza nei confronti delle vittime, a livello relazionale, fisico, psicologico, sociale, sessuale, culturale ed economico. È previsto, altresì, che in sede di definizione e ripartizione delle risorse sia definito anche l'importo dell'onere di contribuzione in capo ai soggetti che devono partecipare obbligatoriamente ai percorsi di recupero, in conseguenza dell'applicazione delle misure di prevenzione personali e delle misure cautelari di cui ai successivi articoli 2 e 3. Il comma 3 dell'articolo 1 precisa inoltre che i centri possano essere costituiti da enti locali, in forma singola o associata; da associazioni il cui scopo sociale preveda il recupero degli uomini autori di violenza, che abbiano al loro interno competenze specifiche in materia di violenza contro le donne e recupero degli autori di violenza domestica e di genere con personale specificamente formato, al fine di valorizzare le esperienze già esistenti ma al tempo stesso di promuovere la costituzione di nuove associazioni che raccolgano al loro interno le professionalità necessarie. Il comma 4 stabilisce che i centri operino in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali, tenendo al contempo conto delle necessità fondamentali per la protezione delle persone che subiscono violenza (donne, figli anche minori e minori), anche qualora svolgano funzioni di servizi specialistici. I commi finali dell'articolo 1 dispongono l'obbligo, in capo alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano destinatarie delle risorse, di predisporre una relazione annuale per il Ministro delegato per le pari opportunità, il quale a sua volta è tenuto a riferire annualmente sull'utilizzo delle risorse al Parlamento. Definite, all'articolo 1, le nuove modalità di potenziamento e implementazione dei centri per uomini autori di violenza domestica e di genere, i successivi articoli della proposta normativa prevedono specifiche disposizioni integrative della vigente disciplina per il contrasto alla violenza domestica e di genere. In particolare, l'articolo 2, al comma 1, prevede specificamente gli uomini autori di violenza e di genere quale nuova categoria di soggetti destinatari delle misure di prevenzione personali applicate dal questore di cui al capo I del titolo I del libro I del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011; il comma 2 del medesimo articolo prevede conseguentemente che il percorso di riabilitazione sia prescritto contestualmente all'ammonimento del questore già previsto dal decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, nell'ambito delle misure legislative che hanno introdotto per la prima volta il contrasto allo stalking . In caso di mancato adempimento o di esito negativo dell'obbligo di partecipazione a tale percorso, il questore può intervenire attraverso la misura della sorveglianza speciale e, laddove le circostanze specifiche lo rendano utile alla tutela degli interessi della vittima, le altre misure amministrative assimilate. L'articolo 3, in linea con il precedente, prescrive l'obbligo del medesimo percorso per l'imputato dei reati connessi alla violenza domestica e di genere, destinatario di misure cautelari, per cui agli imputati verrà prescritto il medesimo percorso per la durata di otto mesi, che si interromperà anticipatamente in caso di cessazione o revoca delle misure cautelari. L'articolo 4 disciplina un obbligo di contribuzione in capo al soggetto destinatario delle misure di prevenzione o delle misure cautelari e, dunque, destinatario anche dell'obbligo di partecipazione al percorso di recupero. Si precisa che ai fini della determinazione dell'entità del contributo si tiene conto della situazione personale dei soggetti e in particolare che sono esonerati dal versamento del contributo coloro che si trovino nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio gratuito a spese dello Stato ai sensi dell'articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. L'articolo 5, infine, in consecutio con i precedenti che hanno previsto il percorso riabilitativo in ottica di prevenzione già nelle fasi antecedenti all'eventuale processo penale, si preoccupa dei condannati, con lo stanziamento di risorse destinate all'applicazione del percorso riabilitativo all'interno delle carceri. In questo caso, si tratta non tanto di adottare misure innovative, quanto di sistematizzare le esperienze positive già implementate in alcuni casi « guida » che non devono restare isolati, bensì essere diffusi sul territorio nazionale.. 1 (Implementazione e potenziamento dei centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere) 1 Al fine di assicurare la tutela delle vittime e la prevenzione della violenza domestica e di genere e specificamente per contrastare il fenomeno favorendo il recupero degli uomini autori di violenza, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito un apposito fondo, denominato Fondo per i centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere. A tal fine, una quota pari a 1 milione di euro per l'anno 2020 e a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 del fondo di cui all'articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è destinata al Fondo di cui al presente articolo. Il Fondo è destinato al finanziamento, all'istituzione e al potenziamento dei centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere. 2 Il Ministro delegato per le pari opportunità, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvede annualmente, con proprio decreto, a ripartire tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano le risorse del Fondo di cui al comma 1, tenendo conto: a della programmazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli interventi già operativi per contrastare il fenomeno della violenza domestica e di genere e per favorire il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere offrendo, al contempo, garanzie volte ad evitare la vittimizzazione secondaria o ripetuta, l'intimidazione o le ritorsioni, al fine di garantire la sicurezza delle vittime; b del numero dei centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere e degli enti aventi le medesime finalità, comunque denominati, già esistenti in ogni regione e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di rendere omogenea la loro presenza a livello nazionale; c della necessità di uniformare le modalità di intervento dei centri di cui al presente articolo, con particolare attenzione alla necessità della continuità dell'operatività e alla standardizzazione delle modalità di azione e di trattamento da parte dei soggetti che gestiscono i centri e gli enti; d dell'istituzione di corsi di formazione e aggiornamento professionale specificamente indirizzati agli operatori dei centri di cui al presente articolo nonché del potenziamento degli stessi laddove già istituiti, coerentemente con le necessità di personale derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui alle lettere a) , b) e c) ; della formazione degli operatori predetti