[pronunce]

che, inoltre, i Giudici di pace di Mestre (r.o. n. 1166 del 2003) e Rimini (r.o. n. 217 del 2004) hanno esteso il dubbio di costituzionalità, l'uno alle previsioni di cui ai commi 5 e 6 del citato art. 204-bis (disciplinanti, rispettivamente, le modalità di prelievo, restituzione ed incameramento della somma depositata dal ricorrente ai sensi del predetto comma 3, nelle ipotesi di accoglimento o rigetto della sua iniziativa giudiziale), l'altro al solo comma 5 dell'articolo di legge suddetto; che i Giudici di pace di Carinola (r.o. n. 1160 del 2003), Ficarolo (r.o. n. 1172 del 2003), Modica (r.o. n. 4 del 2004) e Grosseto (r.o. n. 129 del 2004) dubitano altresì della legittimità costituzionale - per violazione dell'art. 41 della Costituzione - degli artt. 2 e 4 del regio decreto 10 marzo 1910, n. 149 (Approvazione del regolamento sul servizio dei depositi giudiziari), disposizioni che pure rileverebbero nell'ipotesi in esame, disciplinando le modalità di deposito della somma dovuta a titolo di «cauzione»; che tutte le questioni sollevate, per la loro evidente connessione, vanno trattate congiuntamente, per cui va disposta la riunione dei relativi giudizi; che questa Corte, investita di analoghe questioni - prospettate con riferimento agli artt. 2, 3, 24, 25, 111 e 113 della Costituzione - aventi ad oggetto sempre l'art. 204-bis, comma 3, del d.lgs. n. 285 del 1992, ha concluso - previa declaratoria d'inammissibilità della censura prospettata da quel giudice a quo che nella propria ordinanza di rimessione aveva dato atto dell'avvenuto versamento della somma di cui alla norma impugnata - nel senso dell'illegittimità costituzionale di tale disposizione (sentenza n. 114 del 2004); che, pertanto, alla stregua di quanto già affermato in tale decisione, deve ribadirsi - con specifico riferimento alla questione proposta dal Giudice di pace di Modica (r.o. n. 4 del 2004), atteso che questi, nel sollevarla, ha dato espressamente atto dell'avvenuto versamento della somma di cui all'art. 204-bis, comma 3, del d.lgs. n. 285 del 1992 - la conclusione secondo cui, ricorrendo l'evenienza da ultimo descritta, «il dubbio relativo all'illegittimità costituzionale della norma che contempla detto versamento - sotto il profilo della “grave disparità di trattamento tra i cittadini” - è privo di rilevanza nel giudizio a quo» (sentenza n. 114 del 2004), con conseguente manifesta inammissibilità della questione prospettata; che in relazione, invece, alle questioni sollevate da tutti gli altri rimettenti, deve darsi atto che questa Corte è già pervenuta alla conclusione «che l'imposizione dell'onere economico di cui all'art. 204-bis del d.lgs. n. 285 del 1992 finisca con il pregiudicare l'esercizio di diritti che l'art. 24 della Costituzione proclama inviolabili, considerato che il mancato versamento comporta un effetto preclusivo dello svolgimento del giudizio, incidendo direttamente sull'ammissibilità dell'azione esperita» (così la citata sentenza n. 114 del 2004); che, pertanto, vanno restituiti gli atti ai suddetti giudici a quibus affinché verifichino la perdurante rilevanza di tutte le questioni prospettate, ivi comprese quelle che investono disposizioni ulteriori rispetto al comma 3 del più volte menzionato art. 204-bis, disciplinando esse, comunque, le modalità di deposito della somma di cui a tale comma, ovvero di prelievo, restituzione o incameramento della stessa. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 204-bis, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 4, comma 1-septies, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214, e degli artt. 2 e 4 del regio decreto 10 marzo 1910, n. 149 (Approvazione del regolamento sul servizio dei depositi giudiziari), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 41 e 113 della Costituzione, dal Giudice di pace di Modica, con l'ordinanza indicata in epigrafe; ordina la restituzione degli atti ai Giudici di pace di Sulmona, Brindisi, Sant'Antioco, Cagliari, Chiaromonte, Asiago, Città della Pieve, Reggio Calabria, Racconigi, Monza, Palermo, Santadi, Anzio, Gallipoli, Vietri di Potenza, Venafro, Montefiascone, Gragnano, Cosenza, Carinola, Mestre, Senorbì, Ficarolo, Alghero, Livorno, Montecorvino Rovella, San Miniato, Trapani, Portici, Todi, Castelfiorentino, Orvieto, Genzano di Roma, Sorgono, Lizzano, Bojano, Carini, Genova, Cascina, Grosseto, Venezia, Velletri, Bra, Napoli, San Pietro Vernotico, Montefalco, Udine, Varazze, Rimini, Pescina, Asolo, Carbonia, Potenza, Lagonegro, Milano, Rotondella ed Aulla. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta l'8 luglio 2004. F.to: Carlo MEZZANOTTE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA