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quella di non convertirlo e quella di fare un lavoro importante e serio per cercare di migliorarlo e di renderlo maggiormente adeguato alle esigenze che man mano emergevano, non soltanto perché sono cambiate le sensibilità e le idee nella maggioranza su alcuni punti molto rilevanti, ma perché questo è un provvedimento sulle crisi aziendali che di per sé deve seguire e fare i conti anche con le dinamiche e con i problemi che nel tempo si creano nel Paese stesso. Devo dire che qui è stato fatto un buon lavoro, a dimostrazione che questa maggioranza ha saputo affrontare nodi tra l'altro non semplici e ha saputo confrontarsi con il lavoro e le sensibilità di tutti, producendo una situazione a nostro avviso assolutamente avanzata su alcuni punti, cosa che magari qualche tempo fa non era neanche pensabile; all'origine del provvedimento, infatti, queste innovazioni non c'erano. Penso alla questione dei rider . Vorrei ricordare ai Ministri presenti che questo era stato uno dei primi punti ad essere evocati all'epoca dal ministro Di Maio, quando, appena arrivato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ricevette i rider stessi. Nel frattempo, la situazione non aveva trovato però dei punti di definizione. Ecco, sulla questione dei rider io credo che noi abbiamo fatto tesoro di alcune esperienze importanti che nel frattempo, anche dal punto di vista normativo, erano state portate avanti. Il collega Errani ha ricordato la carta di Bologna; io vorrei ricordare anche la legge regionale del Piemonte e la stessa legge regionale dell'Emilia Romagna, che hanno cominciato a indicare una strada. Il legislatore non può non vedere quello che sta accadendo nel mondo lavoro, in un settore ben preciso, quello della gig economy ; questa maggioranza, avendo come punto di riferimento valoriale e di coagulo della maggioranza stessa quello di garantire tutele e diritti, prendendo spunto da queste esperienze avanzate dal punto di vista normativo, ha prodotto un risultato e delle norme a nostro avviso certamente ancora migliorabili, perché si possono fare ancora dei passi in avanti, ma che sono comunque molto importanti. Esse rappresentano un punto di avanzamento non indifferente proprio nel campo dei diritti e della tutela dei lavoratori, alla luce di questi nuovi mestieri e dei cambiamenti nel mondo del lavoro. Il legislatore spesso fa fatica a prevenire o a star dietro alla dinamicità del mondo del lavoro, ma io credo che in questo caso noi abbiamo segnato un punto in avanti. Non dobbiamo mai dimenticare, come legislatori, che abbiamo a che fare con la vita delle persone in carne ed ossa; spesso lavoriamo qua dentro compiendo operazioni in qualche modo astratte, ma in realtà poi dietro alle norme che approviamo ci sono persone, uomini e donne, giovani e anche meno giovani, che ne usufruiranno e che, se sbagliamo, verranno penalizzati. Queste norme danno diritti a circa 20.000 lavoratori, migliorando quanto era previsto inizialmente dal decreto-legge che stiamo per convertire, così com'era stato approvato dal Consiglio dei ministri dell'altro Governo; questi lavoratori, fino a questo momento, erano assolutamente senza diritti e senza tutele, praticamente in balia degli algoritmi e delle piattaforme digitali. Nelle Commissioni riunite sono state svolte molte audizioni e abbiamo ascoltato molti punti di vista, dei quali credo che abbiamo tenuto conto, perché le norme che sono state approvate in Commissione daranno le stesse garanzie del lavoro subordinato per i rider impiegati in maniera continuativa e delle tutele importanti anche per coloro che fanno questo lavoro in modo occasionale. Soprattutto si ristabiliscono alcuni principi, che in questo momento sembravano completamente travolti. Penso alla questione del divieto di cottimo, che fa parte della cultura giuridica e anche della storia della lotta del movimento operaio, nonché della civiltà del lavoro, per quanto riguarda proprio la difesa dell'incolumità dei lavoratori stessi. Mi riferisco appunto alla lotta contro il cottimo. Ma sappiamo che in questo mondo, e non soltanto in quello della gig economy , si è abusato e si continua a farlo. Con queste norme si ristabilisce il principio del divieto di cottimo, che per molti non era più scontato, e - soprattutto - si dà un impulso molto importante, perché si spingono questi lavoratori verso la contrattazione collettiva, sia per stabilire quale deve essere il compenso minimo orario parametrato ai minimi tabellari fissati dai contratti collettivi nazionali, sia per quanto riguarda le tutele esistenti. Inoltre, se non si arriva agli accordi sindacali, comunque vengono stabilite una serie di tutele importanti che vorrei qui ricordare: un'indennità integrativa per il lavoro notturno, durante le festività o in condizioni metereologiche avverse; l'indennità giornaliera di malattia e di degenza ospedaliera; il congedo di maternità e parentale. Quindi, una serie di diritti che per molti sono scontati, ma che certamente non lo erano per questi lavoratori. Si tratta certamente di un primo passo - lo sappiamo - ma importante. Sempre con riferimento al mondo del lavoro, vorrei segnalare in questa sede un risultato che è di tutta la maggioranza e a cui tutti i parlamentari della maggioranza hanno lavorato con dedizione nelle ultime ore. Mi riferisco alla questione dei precari dell'ANPAL Servizi SpA. Anche in questo ambito si è fatto un lavoro importante e, soprattutto, si è evitato un ossimoro, cioè il fatto che chi è deputato a trovare lavoro per gli altri, alla fine poi è precario. Se non verrà applicata fino in fondo l'indicazione contenuta nell'emendamento, così come approvato in sede di Commissioni riunite, si rischia di avere una società che produce solo precari. È stato fatto un grande lavoro, per il quale bisogna ringraziare tutti i colleghi delle Commissioni 10ª e 11ª e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Oltre che per la disponibilità, vanno ringraziati per il lavoro svolto affinché 650 lavoratori che sono precari da molto tempo (molti di questi vengono addirittura da Italia Lavoro SpA) possano avviarsi - mi riferisco sia ai lavoratori con contratto a tempo determinato, che a quelli con contratto di collaborazione coordinata e continuativa - finalmente a una stabilizzazione, con tutte le procedure previste dalle norme di legge. Anche in questo caso si tratta di un problema che si non risolveva da moltissimo tempo e la cui soluzione può essere ascritta, ancora una volta, al buon lavoro di questa maggioranza. Passo a due aspetti importanti, il primo dei quali riguardante le norme in materia di end of waste. Lei ricorderà quante volte, anche nei mesi passati, abbiamo provato a fare un passo di avanzamento in una situazione molto seria per quanto riguarda la questione della cessazione della qualifica di rifiuto e per attuare la direttiva. Si poteva fare meglio e su alcune cose avrei scelto magari altre strade, ma un passo in avanti è indubbiamente stato fatto. La seconda questione riguarda l'Ilva. Ma veramente ci vogliamo raccontare che, oggi, la questione dell'Ilva risiede nel fatto che è stato abrogato e stralciato quell'emendamento e, quindi, lo scudo penale? Credo che le questioni davanti a noi per quanto riguarda l'Ilva richiedano un ragionamento serio (se possibile, la riconversione), per la tutela dei lavoratori e della salute di tutti i cittadini di Taranto. Questa è la questione su cui dobbiamo ragionare.