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con il decreto legislativo 3 dicembre 1999, n. 491, venne disposto il riordino del circondario dei tribunali compresi nel distretto della Corte d'appello di Roma e in particolare l'art. 1, comma 4, dispose l'attribuzione al Tribunale di Rieti del territorio, fra gli altri, del comune di Fiano Romano, nonostante si trovi in provincia di Roma; il comma 5 previde l'istituzione, nel medesimo circondario, della sezione distaccata di Poggio Mirteto, cui venne attribuita competenza per il comune di Fiano Romano, distante circa 25 chilometri; in seguito, con decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, nell'ambito del generale riordino degli uffici giudiziari, la sezione staccata del Tribunale di Rieti insediata a Poggio Mirteto venne soppressa, e per tutti i procedimenti sorti nel territorio di Fiano Romano divenne competente il Tribunale di Rieti; considerato che: il Tribunale di Rieti dista oltre 50 chilometri da Fiano Romano, e raggiungerlo comporta un viaggio di più di un'ora di auto e due di autobus, a causa del percorso stradale particolarmente tortuoso; ciò comporta un evidente disagio per i quasi 20.000 abitanti di Fiano Romano, che rischia di ripercuotersi sui loro fondamentali diritti, sia di accesso alla giustizia che, più in generale, alla difesa; considerato che il Tribunale di Roma risulta essere più vicino, posto che è sito ad appena 35 chilometri di distanza da Fiano Romano, e soprattutto molto più agevole da raggiungere sia in auto, attraverso la comoda bretella autostradale, in appena 20 minuti, sia attraverso i mezzi di trasporto pubblici, frequenti ed economici, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto descritto e se non ritenga opportuno intervenire affinché il territorio del comune di Fiano Romano rientri nella competenza del Tribunale di Roma. Atto n. 4-06316 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO ABATE MORONESE GIANNUZZI Al Ministro della cultura Premesso che: l'8 novembre 2021, alle ore 10.55 del mattino, una porzione di muro esterno del foro di Augusto ha ceduto, finendo su una macchina parcheggiata in via Tor de' Conti, all'altezza del civico 9. La strada che costeggia il complesso monumentale si trova nel cuore del centro storico di Roma. In un primo momento si pensava che fosse una muratura dei mercati di Traiano, ma come hanno poi specificato dagli uffici della Sovrintendenza capitolina, che ha in consegna il sito archeologico, si tratta del grande muro di fondo del foro di Augusto che si innalza su via Tor de' Conti; da una parte alta del muro si è staccato un piccolo frammento che sembrerebbe essere di muratura moderna, frutto di un intervento di restauro che aveva riguardato il foro di Augusto, hanno precisato da palazzo Lovatelli, dove ha sede la Sovrintendenza capitolina per i beni culturali. Il frammento caduto è infatti di pasta cementizia (di 7 centimetri per 5, con lo spessore di 2 centimetri), e con la caduta ha provocato danni seri alla macchina in sosta sulla strada, spaccando il parabrezza e dunque il vetro. Il personale della Sovrintendenza sta effettuando i sopralluoghi tecnici per valutare l'eventuale lesione sulla parete del muro, quanto sia estesa e se ci sia il rischio di altri distacchi. Per quanto riguarda le cause, a far crollare il frammento potrebbe essere stato il maltempo, che accelera simili processi; intanto è stata messa in sicurezza l'area, con la chiusura al traffico ad opera della Polizia municipale che ha predisposto le deviazioni al transito veicolare e pedonale di tre strade: via Tor de' Conti, la salita del Grillo e via Baccina. Al momento possono transitare a piedi o con la propria auto solo i residenti. Quelli della salita del Grillo, ad esempio, che è chiusa all'altezza di via Cavour, possono posteggiare la propria auto e per uscire sono autorizzati a fare retromarcia, percorrendola contromano; considerato che: la zona interessata dal crollo è altamente turistica. Si tratta del centro storico di Roma, a due passi dai Fori e dal Colosseo, e dove è presente un vastissimo patrimonio storico-artistico composto da migliaia di immobili antichi, quali monumenti, edifici, torri, ponti, statue, chiese, fontane, mura, tempi, ai quali si aggiungono aree archeologiche, ville e parchi storici, magazzini di opere d'arte e reperti archeologici. Roma capitale, attraverso la Sovrintendenza capitolina, gestisce molta parte di questi beni culturali; benché si tratti della città con la più alta concentrazione di beni archeologici, storici, architettonici e archivistici al mondo (dal 1980 è stata dichiarata dall'UNESCO "patrimonio dell'umanità") come molte altre città storiche, anche Roma ha sofferto a causa dell'emergenza COVID. Secondo l'Ente bilaterale del turismo laziale, a Roma nel 2021 si è registrato un terzo di presenze in meno rispetto al 2019. I turisti restano in media per due notti e metà degli alberghi romani resta chiusa. Nella zona interdetta ai non residenti a causa del crollo di una porzione di muro esterno del foro di Augusto vi sono diverse attività commerciali e un albergo, l' hotel Forum, sito proprio su via Tor de' Conti, che ora stanno subendo un ulteriore contraccolpo a causa dell'interdizione della zona ai turisti; per contenere i disagi, basterebbe una piccola struttura mobile adiacente al grande muro di fondo del foro di Augusto che si innalza su via Tor de' Conti, restringendo la carreggiata di 80-120 centimetri, per consentire la circolazione che è già a senso unico, limitando così sia gli inconvenienti agli esercenti già gravemente danneggiati dalla pandemia che il regolare accesso alle strutture commerciali e turistico-ricettive, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato; se ritenga di doversi attivare per accelerare i tempi di intervento, visto il luogo dove è avvenuto il crollo, allo scopo anche di non penalizzare ulteriormente le attività commerciali, già pesantemente colpite dall'emergenza COVID; per quale ragione non sia già stata attivata una piccola struttura mobile adiacente al grande muro di fondo del foro di Augusto che si innalza su via Tor de' Conti, restringendo la carreggiata di 80-120 centimetri, per consentire la circolazione che è già a senso unico, limitando così sia gli inconvenienti agli esercenti già gravemente danneggiati dalla pandemia, che il regolare accesso alle strutture commerciali e turistico-ricettive. Atto n. 4-06317 LANNUTTI ANGRISANI Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la dottoressa S.C.