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L'audizione dei soggetti prevista al comma 9 è finalizzata a verificare in contraddittorio il possesso dei requisiti di professionalità e di indipendenza. Il consiglio di presidenza dell'Accademia nazionale dei Lincei e l'assemblea generale della CRUI procedono alla nomina con deliberazione assunta a maggioranza dei due terzi dei componenti dei rispettivi collegi. Infine, il rappresentante dei dipendenti della RAI è eletto a scrutinio segreto, previa presentazione delle candidature e comunque assicurando massime pubblicità, trasparenza e partecipazione. Il comma 10 prevede che i membri del consiglio di amministrazione della Fondazione siano nominati per un periodo di sei anni e non possano essere confermati nella carica. Ai sensi dello stesso comma 10, è previsto che in fase di prima applicazione il mandato di due dei cinque consiglieri indicati dai Presidenti delle Camere, di uno di quelli di nomina regionale e di uno di quelli nominati dalla CRUI, nonché del rappresentante dei dipendenti della RAI, sia di durata triennale. Nella prima seduta del consiglio di amministrazione sono determinati a sorte i consiglieri che cesseranno il loro incarico trascorsa la metà del mandato ordinario. Il comma 11 stabilisce i requisiti dei membri del consiglio di amministrazione della Fondazione, che devono essere scelti tra persone di riconosciuto prestigio professionale e di notoria indipendenza, che si siano distinte nei settori della comunicazione, dell'audiovisivo, del cinema, delle arti, della cultura, del diritto, dell'economia, dei mezzi di comunicazione, delle reti di comunicazione elettronica o delle nuove tecnologie. La norma dispone, inoltre, che non possono essere nominati coloro che nei due anni precedenti alla nomina abbiano ricoperto incarichi di Governo, incarichi elettivi politici a qualunque livello o ruoli e uffici di rappresentanza nei partiti politici, ovvero l'incarico di presidente, amministratore delegato o consigliere di amministrazione nell'ambito di imprese private operanti nel settore delle comunicazioni. In base al comma 12, i membri del consiglio di amministrazione della Fondazione non possono esercitare, direttamente o indirettamente, a pena di automatica e immediata decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi diretti o indiretti in imprese operanti nel settore delle comunicazioni. Si prevede, altresì, che sia fatta salva l'attività di studio e di ricerca e che i dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano collocati in aspettativa senza assegni per l'intera durata dell'incarico. Il comma 13 stabilisce che il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione è scelto tra i componenti del medesimo consiglio, che lo elegge con voto a maggioranza assoluta. Il presidente, che dura in carica fino alla scadenza del mandato, non può essere rieletto a meno di mandato triennale. Il comma 14 stabilisce che, in caso di dimissioni o impedimento del presidente o di un membro del consiglio di amministrazione, si procede alla loro sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina degli altri membri, applicando le disposizioni dei commi precedenti. Il comma 15 prevede che con il codice etico della Fondazione siano stabilite le regole di condotta dei membri degli organi della Fondazione stessa, con disposizioni relative al conflitto di interessi deliberativo individuale e al connesso obbligo di astensione, nonché alla cosiddetta « clausola di non concorrenza » anche con riferimento al biennio successivo alla cessazione del mandato. Il medesimo codice etico deve disciplinare, altresì, le regole di condotta dei dirigenti e del personale della Fondazione. Il comma 16 riguarda la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi la quale, con voto espresso a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, dispone, sentito il collegio dei sindaci della Fondazione, la revoca del presidente e dei membri del consiglio di amministrazione che siano incorsi in violazioni della legge ovvero in violazioni gravi delle disposizioni dello statuto. La revoca è disposta per l'intero consiglio di amministrazione, con le medesime modalità, in caso di impossibilità di funzionamento dell'organo. Il comma 17 concerne il collegio sindacale della Fondazione e il controllo contabile e gestionale. Il collegio sindacale della Fondazione vigila sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei princìpi di corretta amministrazione nonché sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo e contabile adottato dalla Fondazione e sul suo concreto funzionamento. Il collegio sindacale è costituito da tre membri effettivi e da due membri supplenti. I membri effettivi sono nominati uno dal Ministero dell'economia e delle finanze, che assume le funzioni di presidente, uno dal Ministero dello sviluppo economico e uno dal consiglio di amministrazione della Fondazione. I membri supplenti sono nominati uno dal Ministero dell'economia e delle finanze e l'altro dal Ministero dello sviluppo economico. Il collegio sindacale esercita i poteri attribuiti a tale organo dal codice civile. Infine, lo stesso comma stabilisce che il controllo contabile e sulla gestione della Fondazione sia attribuito a una società di revisione scelta dal consiglio di amministrazione della Fondazione tra quelle iscritte nel registro dei revisori contabili e soggetta alla disciplina dell'attività di revisione prevista per le società con azioni quotate nei mercati regolamentati e alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa. L'articolo 3 del disegno di legge sostituisce l'articolo 63 del decreto legislativo n. 208 del 2021, che disciplina la RAI. Il comma 1 del nuovo articolo 63 prevede che essa realizzi le attività di servizio pubblico anche attraverso il coordinamento delle attività delle società operative del gruppo, con poteri di proposta nei confronti della Fondazione, nell'ambito delle linee generali, delle priorità e degli obiettivi strategici stabiliti dal consiglio di amministrazione della Fondazione. In particolare, la RAI provvede: a) ad assicurare l'attuazione degli indirizzi, delle strategie e dei programmi definiti dal consiglio di amministrazione della Fondazione in conformità alla natura di servizio pubblico dell'attività svolta; b) ad applicare il contratto di servizio e ad assicurarne l'attuazione da parte delle società operative; c) a nominare i consigli di amministrazione delle società operative. Il consiglio di amministrazione della RAI, secondo quanto prescrive il nuovo comma 3, deve essere composto da sette membri nominati dal consiglio di amministrazione della Fondazione a maggioranza dei suoi componenti. I commi 5, 6 e 7 dispongono in merito ai requisiti e alle incompatibilità dei membri del consiglio di amministrazione della RAI. Essi non possono esercitare, direttamente o indirettamente, a pena di automatica e immediata decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza né essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, e debbono avere i requisiti già previsti per i membri del consiglio di amministrazione della Fondazione. Per tutti, tranne che per il presidente e per l'amministratore delegato, è ammesso lo svolgimento di attività di studio e di ricerca.