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il piano nazionale di ripresa e resilienza identifica la parità di genere come uno dei tre grandi obiettivi trasversali da perseguire, direttamente o indirettamente, nell'ambito di tutte le 6 missioni in cui si articola; nel parere al documento XXVII, n. 18, "Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza", approvato il 17 marzo 2021 dall'11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato della Repubblica, è più volte ribadita la necessità di un approccio trasversale al tema della parità di genere in un'ottica di empowerment femminile e mainstreaming di genere. Il parere sottolinea, inoltre, coerentemente con la strategia europea per la parità di genere, l'urgenza della creazione di un osservatorio per la valutazione ex ante , il monitoraggio in itinere e la valutazione ex post dell'impatto di genere degli atti legislativi affinché ciascun progetto, anche al di fuori del PNRR, indichi chiaramente l'impatto previsto su determinati indicatori quantitativi e qualitativi relativi alle differenze di genere; a quanto detto si aggiunga che la relazione sulla proposta di PNRR presentata in data 31 marzo 2021 dalle Commissioni riunite 5ª (Programmazione economica, bilancio) e 14ª (Politiche dell'Unione europea) del Senato rileva l'urgenza e l'indispensabilità della "creazione di un Osservatorio per la valutazione ex ante , il monitoraggio in itinere e la valutazione ex post dell'impatto di genere degli atti legislativi, incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con il fine di supportare l'attività di programmazione delle politiche, affinché ciascun progetto, anche al di fuori del PNRR, indichi chiaramente l'impatto previsto su determinati indicatori quantitativi e qualitativi relativi alle differenze di genere"; occorre evidenziare, inoltre, come, in data 9 luglio 2021, la Ragioneria generale dello Stato, in linea con la citata relazione, abbia pubblicato il documento denominato "Le disuguaglianze di genere in Italia e il potenziale contributo del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per ridurle", in cui viene presentata una valutazione ex ante sugli impatti di genere delle misure previste dal PNRR sebbene, a seguito della stessa, sia emerso come solo il 20 per cento delle risorse totali (circa 38,5 miliardi di euro) siano destinate ad interventi, diretti o indiretti, a favore delle donne; rilevato, inoltre, che: come già sottolineato, il raggiungimento della parità di genere anche in ambito occupazionale rimane un obiettivo ancora lontano dal momento che, a fronte di un'occupazione femminile media europea del 63,4 per cento, i dati ISTAT relativi al 2021 certificano come in Italia la percentuale di donne occupate sia solamente il 49,4 per cento. Un dato che passa dal 33 per cento nel Mezzogiorno, al 55,1 per cento nel Centro Italia, fino ad arrivare al 59,3 per cento nel Nord, rimanendo, come di tutta evidenza, ben al di sotto della media europea; in data 22 aprile 2020, è stato presentato presso il Senato il disegno di legge AS 1783, recante "Disposizioni per la valutazione dell'impatto di genere della regolamentazione e delle statistiche", il quale prevede l'istituzione presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri di un osservatorio consultivo sull'impatto di genere della regolamentazione, con il compito, tra gli altri, di raccogliere dati comparabili sulla parità di genere e di quantificare le ricadute sull'occupazione femminile degli investimenti e delle politiche pubbliche in materia di occupazione e di formazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia adottato misure volte alla valutazione e al monitoraggio dell'impatto di genere della legislazione e, in tal caso, quali siano i dati raccolti; se non ritenga altresì opportuno provvedere, mediante un lavoro di concerto con il Parlamento, all'istituzione di un organismo preposto appositamente alla valutazione ex ante , al monitoraggio in itinere e alla valutazione ex post dell'impatto di genere degli atti legislativi. Atto n. 3-03372 MONTEVECCHI Michela AIROLA VANIN Orietta CROATTI PAVANELLI Emma PISANI Giuseppe ROMANO TRENTACOSTE Al Ministro della cultura Premesso che: l'attenzione mediatica rivolta alle fondazioni lirico-sinfoniche, in particolare a presunte gestioni irregolari, negli ultimi giorni si è interessata del "Maggio fiorentino" e delle particolari, "ingenti", spese a carico delle casse della fondazione; come si legge infatti in diversi articoli di stampa, tra cui "La Nazione" (Firenze) del 26 maggio 2022, "Inchiesta sulle spese del Maggio. Un fascicolo per le spese pazze del Maggio", il sovrintendente Pereira avrebbe sostenuto spese ingiustificate a carico della fondazione. Tra queste spese la stampa riporta cene, alimenti di vario genere, soggiorni in alberghi di lusso, viaggi all'estero apparentemente non legati alla rappresentanza dell'ente; considerato che: gli organi di stampa riportano anche la notizia dell'avvio di un'inchiesta della Corte dei conti in merito a tali spese. Secondo quanto riporta "la Repubblica" (edizione di Firenze) del 27 maggio 2022 nell'articolo "L'inchiesta su Pereira da un esposto di spettatori", un gruppo di abbonati della fondazione avrebbe presentato un esposto alla Corte dei conti su cui la procura, già prima che il fatto diventasse di pubblico dominio, avrebbe avviato un'indagine per eventuali danni erariali causati dalle spese del sovrintendente; secondo quanto riporta l'articolo gli abbonati avrebbero presentato l'esposto in quanto disorientati dalla gestione del teatro, soggetta a continui cambiamenti, all'annullamento di interi spettacoli e al rincaro dei biglietti; considerato infine che: sono intervenute nel dibattito anche le associazioni di categoria che, oltre alla gestione poco oculata del sovrintendente, lamentano danni a carico dei lavoratori. Secondo AssoLirica, infatti, gli artisti verrebbero pagati in continuo ritardo, raggiungendo perfino i 9 mesi di sforamento dei termini; ulteriori remore sono state espresse da alcune sigle sindacali che lamentano una grave situazione economico-finanziaria del teatro legata allo stato di avanzamento del bilancio e all'allineamento tra previsioni di spesa ed entrate nel secondo semestre. Le stesse sigle affermano che all'aumento dei costi della produzione del 2021 non sarebbe conseguito alcun effetto sulla bigliettazione; con decreto del 12 maggio 2022 è stata approvata la dotazione organica della fondazione che prevede 359 posizioni ripartite in 4 dirigenti, 113 figure per l'area tecnica, 50 per l'area amministrativa e 192 figure per l'area artistica. Per quanto riguarda l'area artistica, a conferma delle preoccupazioni mosse dai sindacati, rileva il fatto che per il ballo e altre aree artistiche non sia prevista alcuna figura; la disattenzione riservata ai corpi di ballo e alla promozione del balletto è ormai diventata una tendenza diffusa in gran parte degli enti lirici.