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poiché, in particolare, i procedimenti giudiziari riguardano reati che sarebbero stati commessi tra il 2009 ed il 2013 in Liguria e intorno al 2012 in Lombardia, non resterebbe ai rispettivi giudici che dichiarare l'avvenuta prescrizione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga sussistente il rischio di prescrizione come paventato, e, in caso affermativo, quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere affinché permanga nell'ordinamento la necessaria gradualità della pena per i reati propri e si conservi la necessaria maggiore severità della pena per il peculato, reato commesso dai pubblici ufficiali, rispetto all'indebita percezione, reato comune. Atto n. 4-01193 DE BERTOLDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: i gravi disagi verificatisi nei giorni scorsi sull'autostrada del Brennero, con il blocco per decine di ore di automobilisti e mezzi pesanti, a causa delle intense nevicate, ripropongono ancora una volta, a giudizio dell'interrogante, le evidenti difficoltà esistenti sul territorio nazionale in relazione all'efficienza della viabilità, nonché delle concessioni autostradali, previste per garantire la necessaria sicurezza degli utenti; al riguardo, le dichiarazioni del Ministro in indirizzo a seguito di quanto accaduto, che ha nuovamente criticato il sistema delle concessioni autostradali, sostenendo l'intenzione di affidare la gestione dell'Autobrennero A22 interamente allo Stato, appaiono all'interrogante risibili e fuorvianti, considerato che attualmente gli assetti societari risultano per l'84,7 per cento posseduti da azionisti pubblici, attraverso la Regione autonoma Trentino-Alto Adige e le Province autonome di Bolzano e Trento; fra i motivi che hanno determinato le criticità si rinvengono gli effetti delle politiche unilaterali austriache, che di fatto bloccano il traffico commerciale; queste, oltre a provocare frequenti incolonnamenti sulla A22, con conseguente rischio per gli altri utenti dell'infrastruttura, danneggiano (anche enormemente) l'economia italiana e quella dell'Alto Adige; tale condotta (che penalizza fortemente le imprese italiane di autotrasporto merci e della logistica che operano in Italia e in Europa) denota una scarsa attenzione da parte del Ministro in indirizzo, e in generale del Governo, sulle politiche di crescita e di competitività nei confronti di un settore strategico e fondamentale per l'economia del Paese, quale appunto il sistema dell'intermodalità (oltre che dei collegamenti infrastrutturali), i cui effetti negativi e penalizzanti determinano inevitabili ripercussioni sul tessuto economico e sociale non soltanto delle regioni del Nord, ma anche a livello nazionale; definire quale sia il quadro regolatorio esatto sulle prossime intenzioni del Governo con riferimento alle politiche di rinnovo delle concessioni autostradali risulta pertanto urgente e necessario, a parere dell'interrogante, considerando le dichiarazioni ambigue e contraddittorie da parte del Ministro, sostenute sin dal suo insediamento, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se corrispondano al vero le dichiarazioni secondo le quali la concessione autostradale dell'Autobrennero, scaduta da anni, sarebbe in procinto di essere rinnovata con una gestione pubblica più conveniente; se non intenda chiarire tali affermazioni, considerando che, come in precedenza richiamato, gli assetti societari dell'autostrada A22 risultano già in possesso di enti pubblici per l'84,7 per cento; quali iniziative infine di competenza intenda intraprendere, in favore delle politiche di trasporto e di ammodernamento della rete stradale e autostradale sull'intero territorio nazionale ed in particolare nel Nord Italia, considerando come, sin dal suo insediamento, l'azione del Governo a tal fine sia stata evidentemente insufficiente e ondivaga. Atto n. 4-01194 PUGLIA VACCARO DONNO MAUTONE NOCERINO COLTORTI CORRADO ABATE LANZI LANNUTTI FEDE GRANATO MONTEVECCHI CASTELLONE ORTOLANI ANASTASI TRENTACOSTE CROATTI PISANI Giuseppe MORONESE Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: l'annosa questione degli interventi di ristrutturazione di villa Mascolo a Portici (Napoli) e delle finalità d'utilizzo della medesima villa risale al lontano 1997. Basti pensare che, tra i diversi programmi di recupero e restauro, la fondazione "Idis", nell'ambito dell'iniziativa di promozione e divulgazione della scienza che si svolge a Napoli, la "Città della Scienza", veniva incaricata (annualità 2003-2004) della realizzazione di un museo archeologico-scientifico interattivo presso la villa. In particolare, così si legge sul sito internet del Comune di Portici, sezione villa Mascolo, "Quattro Enti, Comune di Portici, Soprintendenza Archeologica di Pompei, Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di Napoli e Provincia, la Fondazione Idis, uniti per la realizzazione del Museo Archeologico interattivo dell'area vesuviana. (...) Il Museo sarà ospitato all'interno di Villa Mascolo, in via Scalea, edificio settecentesco inserito nell'elenco delle Ville Vesuviane. (...). Il progetto riguarda la realizzazione di un Museo Multimediale che, attraverso le più moderne tecniche informatiche, ricostruirà la vita quotidiana degli antichi romani che abitavano l'area vesuviana. (...) L'iniziativa si inserisce nella strategia più generale adottata dall'Amministrazione Comunale di valorizzare, in termini turistici ed economici, l'imponente patrimonio storico-architettonico di Portici". Tuttavia, il progetto è rimasto del tutto inevaso nonostante i fondi all'uopo stanziati; successivamente, la società TESS - Costa del Vesuvio SpA (nata con un programma di acquisizione, bonifica e rifunzionalizzazione di aree industriali dismesse e di promozione e insediamento di nuove iniziative economiche funzionali alle vocazioni produttive attraverso strumenti integrati di sostegno), oggi in liquidazione, veniva investita della formulazione di nuovi progetti riguardanti villa Mascolo. Medio tempore , nell'agosto 2005, i lavori di ristrutturazione di quest'ultima venivano assegnati all'impresa di costruzioni IMCO srl, unitamente alla REP srl e alla Russo sas, e poi alla DAMA srl. Il piano di gestione presentato dalla TESS, nel dicembre 2008, prevedeva la costituzione di un soggetto analogo a quello proposto in precedenza dalla fondazione Idis, ma con una maggiore articolazione e con la previsione anche di attività non prettamente culturali; nell'aprile 2009, la TESS proponeva un nuovo documento, "Il parco delle attività culturali e della creatività", il quale contemplava la costruzione, all'interno di villa Mascolo, di un teatro all'aperto, cosiddetto teatro Arena, in grado di contenere oltre mille visitatori. Il mese seguente, con un atto di indirizzo programmatico, la Giunta del Comune deliberava sulla volontà di individuare un nuovo gestore per le attività da organizzare all'interno della villa. Da qui si sono conseguiti molteplici proposte e passaggi burocratici al fine di pervenire all'individuazione di un soggetto misto, senza, però, alcun coinvolgimento di associazioni culturali presenti sul territorio;