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Forse in quegli anni ciò aveva il fine di evitare il trasferimento degli operai e talune difficoltà, ma questo è stato lo sbaglio che ancora oggi ci portiamo dietro. Nel 1953 nacquero quindi lo stabilimento di Cornigliano, quello di Taranto, che poi fu sviluppato nel 1970, quello di Piombino e così di seguito. Solo per dare una notizia ai colleghi, Cornigliano era a Genova, insieme a Nervi dalla parte opposta, la spiaggia dorata dei genovesi, era il luogo di villeggiatura dei genovesi, forse come Bagnoli per i napoletani; pertanto quella distruzione fu disastrosa per Genova. Ancora oggi chi arriva a Genova in aereo purtroppo costeggia l'acciaieria di Cornigliano: invece di avere le belle spiagge di Portofino, ha una schifezza (Applausi) . Io purtroppo devo dire a tutti quelli che vengono a Genova che è bellissima, ma non ci credono perché quando arrivano in aereo vedono una città brutta. Negli anni Sessanta è andato tutto bene perché la ripresa è stata enorme, ma il primo errore che ha fatto il Governo fu quello di tenersi la siderurgia pubblica ancora per vent'anni anziché privatizzarla, mentre c'erano delle enormi manifestazioni d'interesse. Invece di privatizzarla ce la siamo tenuta in mano fino agli anni Novanta, producendo perdite che io non potrei attualizzare, ma allora erano di 10.000 miliardi, con una perdita mensile di 200-300 miliardi; purtroppo però, forse per ragioni di clientelismo politico, per interesse, lo sbaglio di Gioia Tauro, che adesso abbiamo trasformato in un porto (che però non vuole più nessuno), è stato eclatante. Sono stati tutti soldi buttati via. Invito quindi il Governo a fare attenzione. Nel 1992 finalmente si privatizza ed è stato compiuto un altro sbaglio: abbiamo privatizzato all'imprenditore Riva. Quando ho avuto l'onore di fare il Presidente della Regione la prima cosa che ho fatto è stata una battaglia epocale contro Riva, che è stato un ottimo imprenditore per sé stesso (Applausi), producendo enormi utili alle sue casse, ma senza rispettare alcun accordo di programma. Ci siamo trascinati quindi questo inquinamento acustico e ambientale, i carbonili senza ripari, in un modo vergognoso. Finalmente, dopo venti anni, la giustizia ha però fatto una delle poche cose giuste, togliendo la proprietà a Riva e affidandola ai commissari. Mi rivolgo allora al Governo; mi raccomando, abbiamo avuto ora la fortuna di aver dato le Acciaierie ad ArcelorMittal, che non è Riva o Biasotti, ma il più grande industriale al mondo di acciaio. È in 60 Paesi, ha 200.000 dipendenti, fattura 80 miliardi; noi vogliamo mandarlo via? Perché Sabrina Ferilli ha difeso un operaio? Perché due Ministri sono intervenuti sulla vicenda? Il licenziamento è avvenuto per giusta causa, forse ha sbagliato, ma facciamo andare avanti i tribunali, i giudici di pace, i giudici del lavoro e noi pensiamo al sodo. Abbiamo un partner che ci dobbiamo tenere ben stretto; guai a gestire con il pubblico la siderurgia, così come guai a gestire l'Alitalia o altro con il pubblico. Il pubblico non è in grado, salvo un Dopoguerra, salvo, come adesso, una crisi economica come quella causata dal Covid, in cui lo Stato è certamente importante. Lo Stato però deve fare il finanziatore, deve controllare che vengano fatti i lavori di riconversione, deve fare quello che deve fare lo Stato e non l'imprenditore. Non ne siamo capaci storicamente. (Applausi) . Inoltre, Governo, se vogliamo che le nostre attività industriali siano competitive, dobbiamo renderle tali, non possiamo pagare l'energia tre volte tanto, non possiamo pagare le imposte quattro volte tanto, non possiamo pagare gli interessi due volte tanto rispetto agli altri Paesi europei; non parlo dei cinesi, ma di Paesi europei. Noi imprenditori partiamo davvero con dei macigni addosso che non riusciamo a togliere. Ricapitolando e concludendo il mio intervento, teniamoci stretta, strettissima l'ArcelorMittal; facciamo finta di niente, lasciamo andare. (Applausi) . Non sprechiamo questa occasione, non siamo capaci. I commissari sono solo capaci a farsi lo scudo fiscale per loro, a fare le parcelle, a prendersi uno stipendio, a fare delle slide che vanno avanti anni e anni (Applausi) , come accaduto con Alitalia. Basta, Ministro. Tenetevi ArcelorMittal. Credo per fortuna che Giorgetti, Draghi e lei abbiate una competenza e una lucidità, che ritengo essenziali. Grazie quindi per l'ordine del giorno e per l'unanimità che credo sia importante; pochi voli pindarici però, pedaliamo e andiamo avanti. (Applausi) . RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il primo ringraziamento va ovviamente al sottosegretario Pichetto Fratin e all'Assemblea che in qualche modo a fronte del focus giusto e puntuale che la mozione del collega Urso ha posto sul tema della siderurgia, sono riusciti a trovare una sintesi e a coniugare le diverse anime e posizioni che sul tema avrebbero trovato sicuramente luogo di scontro all'interno del Parlamento. Ringrazio quindi il Sottosegretario, perché l'ordine del giorno è firmato da quasi tutte le forze politiche e credo sia rappresentativo del sentimento che in questo momento l'Assemblea e il Paese esprimono sul comparto siderurgico. Terni, Trieste, Piombino e Taranto; i focus e i siti sono stati posti all'interno dell'ordine del giorno. Sono queste di fatto le sfide che il Paese dovrà affrontare nei confronti del suo posizionamento all'interno della geopolitica che riguarda la parte siderurgica. Evidentemente ognuno di loro è diverso, ogni sito ha la sua peculiarità, ci sono problemi di piani industriali, occupazionali, di transizione e trasformazione energetica dal punto di vista dell'approvvigionamento per la produzione. È evidente che il Parlamento ha questo ruolo, il Governo ha il suo e noi, come giustamente ricordava il senatore Collina, attraverso l'esercizio degli affari assegnati sull'area di crisi complessa, nelle prossime settimane affronteremo in modo particolare le questioni relative a due di questi siti, Piombino e Terni. La pandemia, come tutti sanno, ha fatto registrare nel comparto una perdita del 40 per cento, ma la nota positiva è che nel 2021 questi 40 punti percentuali si sono ridotti a 12. Condivido totalmente le preoccupazioni del senatore Biasotti, quando fa cenno alla difficile localizzazione degli attuali impianti. L'acciaieria di Cornigliano ha 1.200 dipendenti ed è sita effettivamente in una posizione strategica, che probabilmente oggi risulta anacronistica. Il ruolo giocato in questo momento nello scacchiere geopolitico dal comparto siderurgico è estremamente importante, anche alla luce della difficoltà nell'approvvigionamento delle materie prime e della difficoltà di mantenere prezzi concorrenziali. Questo porta evidentemente a riflettere ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, sul fatto che il ruolo centrale della produzione dell'acciaio nel nostro Paese è estremamente importante, senza ombra di dubbio.