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nel complesso si riscontra un lieve incremento del valore complessivo delle autorizzazioni in uscita, passate dai 4.647 milioni di euro del 2020 a 4.661 milioni di euro nel 2021, mentre si conferma la tendenza calante, avviatasi sin dal 2016, relativa al valore delle autorizzazioni individuali all'esportazione, pari a 3.649 milioni di euro nel 2021, con un decremento del 7,1 per cento rispetto ai 3.928 milioni di euro del 2020; il numero dei Paesi destinatari delle licenze di esportazione nel 2021 è stato di 92, in aumento rispetto agli 87 dello scorso anno; il valore dei trasferimenti intracomunitari e delle esportazioni nei Paesi della NATO è stato pari al 52,07 per cento del totale, in considerevole aumento rispetto al 2020 quando si era attestato al 43,9 per cento; fra i Paesi destinatari delle esportazioni italiane nel 2021 il Qatar si colloca al primo posto (con 813,5 milioni di euro), seguito dagli Stati Uniti (con 762,9 milioni), dalla Francia (con 305,7 milioni), dalla Germania (con 262,6 milioni) e poi dal Pakistan (con 203,7 milioni), dai Paesi Bassi (con 190,2 milioni), dal Regno Unito (con 119 milioni), dalle Filippine (con 98,7 milioni), dalla Corea del Sud (con 89,7 milioni) e dal Brasile (con 72,9 milioni); nel 2021 si registra inoltre la ripresa nel valore delle autorizzazioni all'esportazione per programmi di cooperazione/accordi intergovernativi, soprattutto con Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Francia, per un importo complessivo pari a 261,76 milioni di euro; fra le categorie di materiali di armamento maggiormente coinvolte nelle attività di esportazione si annoverano gli aeromobili, i veicoli terresti e la missilistica; le prime 15 società esportatrici hanno un peso finanziario pari al 92,08 per cento sul totale del valore esportato con licenze individuali, in aumento rispetto all'anno precedente, quando si era attestato al 91,48 per cento; rilevato altresì che: nel sistema internazionale di procurement del settore, assume sempre più rilievo la cooperazione " Government-to-Government" (GtoG), che consente la vendita di beni e servizi da Stato a Stato, senza la presenza di intermediari commerciali; tale cooperazione è sempre più richiesta dai Paesi potenziali acquirenti in termini di stabilità di relazione, semplificazione gestionale e garanzia politica dell'accordo, e, accanto agli aspetti puramente commerciali, consente di consolidare rapporti di partenariato e sviluppare cooperazioni strategiche; l'attività GtoG è stata di fatto introdotta nel nostro Paese con il decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, che, anche su sollecitazione della Commissione difesa del Senato, che si era espressa in tal senso nella risoluzione approvata il 3 luglio 2019 (Doc. XXIV, n. 10), ha modificato l'articolo 537- ter nel codice dell'ordinamento militare, estendendo il supporto prestato dal Ministero della difesa anche alle attività di natura contrattuale; tale norma, nella sua attuale formulazione, autorizza il Ministero della difesa - d'intesa con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministero dell'economia e delle finanze - a svolgere, tramite proprie articolazioni e senza assunzione di garanzie di natura finanziaria, attività contrattuale e di supporto tecnico-amministrativo per l'acquisizione di materiali di armamento prodotti dall'industria nazionale anche in uso alle Forze armate e per le correlate esigenze di sostegno logistico e assistenza tecnica, al fine di soddisfare esigenze di approvvigionamento di altri Stati esteri con i quali sussistono accordi di cooperazione o di reciproca assistenza tecnico-militare; tale normativa, implementandosi in coerenza con quanto disposto dalla legge n. 185 del 1990, è volta a sostenere l'industria nazionale in un quadro più ampio di cooperazione tra gli Stati; al momento risultano conclusi due accordi di questo tipo: con il governo austriaco per la fornitura di elicotteri e con il governo sloveno per la fornitura di un velivolo da trasporto; mentre sono in corso attività per ampliare la cooperazione con questi due Paesi e per avviarla con Bulgaria, Slovacchia, Brasile e Argentina; tutto questo considerato, impegna il Governo: ad adeguare le procedure discendenti dall'art. 537-ter del codice dell'ordinamento militare, così come modificato dal decreto legge 124 del 2019, con gli strumenti più opportuni, anche eventualmente di natura regolamentare, al fine di garantire meccanismi e procedure che, nel rispetto delle previsioni della legge n. 185 del 1990, possano favorire l'utilizzo più ampio ed efficace possibile della normativa in tema di cooperazione governo-governo; a continuare a sviluppare un "sistema nazionale" per la cooperazione governo-governo, fondato sul lavoro sinergico tra i diversi Dicasteri coinvolti; a rafforzare le articolazioni del Ministero della difesa cui sono affidate competenze per l'attuazione di tale normativa.