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In mancanza, l'informazione è erogata almeno due volte l'anno, di norma nei periodi di aprile e maggio e di ottobre e novembre, nonché ogni qualvolta ne facciano richiesta i rappresentanti dei lavoratori in relazione a specifici aspetti delle materie di cui al comma 1. I contenuti dell'informazione devono essere appropriati allo scopo e idonei a consentire ai predetti rappresentanti un'adeguata conoscenza delle questioni trattate, al fine di preparare, se del caso, la consultazione. 3. I rappresentanti dei lavoratori possono chiedere all'impresa di essere consultati in tempi ristretti, e in ogni caso congrui, sui temi che sono stati oggetto dell'informazione. La consultazione avviene tra i livelli pertinenti di direzione dell'impresa, in funzione dell'argomento trattato, e i rappresentati dei lavoratori. La consultazione si conclude con l'espressione, da parte dei rappresentanti dei lavoratori, di un parere che non ha efficacia vincolante. Quest'ultimo può avere valore probatorio in caso di controversie attinenti alle decisioni assunte dall'impresa, in particolare in caso di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o di licenziamenti collettivi, ovvero di trasferimento d'azienda o di vicende interpositorie correlate all'esternalizzazione di parti o fasi dell'attività. 4. I rappresentanti dei lavoratori, qualora ritengano che, nel caso specifico, la procedura di consultazione non risulti di per sé adeguata alla finalità di partecipare efficacemente, ai sensi dell'articolo 46 della Costituzione, all'assunzione delle decisioni di gestione dell'impresa incidenti sul piano delle condizioni occupazionali e di lavoro, possono richiedere ad essa di attivare il confronto contrattuale ai sensi della legge. In mancanza di accordo, i rappresentanti dei lavoratori possono emettere una nota di valutazione sull'andamento del confronto negoziale, alla quale deve far seguito, in tempi congrui, una risposta motivata da parte dell'impresa. Anche in questo caso, la nota e la risposta hanno il valore probatorio di cui al comma 3 »; e) all'articolo 5, comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « In mancanza, le funzioni sopra indicate sono attribuite a una commissione costituita all'occorrenza e composta da tre membri, di cui uno nominato dall'impresa, uno dai rappresentanti dei lavoratori e uno di comune accordo, ovvero, in assenza di accordo, dal presidente del tribunale del luogo in cui è situata la sede principale dell'impresa, su istanza delle parti e udite le stesse »; f) all'articolo 7, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. La violazione da parte del datore di lavoro degli obblighi di informazione, consultazione e contrattazione di cui al presente decreto, costituisce comportamento antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300. Essa è punita altresì con la sanzione del pagamento di una somma da euro 3.000 a euro 25.000, da destinare al Fondo pensioni lavoratori dipendenti »; g) all'articolo 8, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Restano ferme le previsioni di cui al decreto legislativo 22 giugno 2012, n. 113 ». 2. La contrattazione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f-bis) , del decreto legislativo n. 25 del 2007, introdotta dal comma 1, lettera b) , numero 2), del presente articolo, è quella di cui al titolo I della presente parte. La richiesta di attivare il confronto contrattuale di cui all'articolo 4, comma 4, del medesimo decreto legislativo n. 25 del 2007, come modificato dal comma 1, lettera d) , del presente articolo, è quella disciplinata ai sensi dell'articolo 36, commi da 1 a 5, della presente legge. 3. I contratti collettivi ad efficacia generale a livello aziendale possono prevedere la partecipazione individuale dei lavoratori agli utili dell'impresa societaria attraverso l'assegnazione a titolo gratuito di azioni senza diritto di voto o altri strumenti finanziari. In tal caso ai lavoratori stessi è riconosciuta la facoltà di cederli in via definitiva al proprio fondo di previdenza integrativa a titolo di contribuzione individuale volontaria, aggiuntiva alle quote di trattamento di fine rapporto, qualora il fondo stesso sia statutariamente abilitato alla gestione diretta di strumenti finanziari. Art. 40. (Strumenti di monitoraggio e sorveglianza delle società operanti nei settori di importanza strategica di interesse pubblico) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle imprese societarie di pubblico servizio, operanti nei settori di importanza strategica di interesse pubblico dell'energia, dell'ambiente, dell'acqua, dei trasporti, delle comunicazioni, del credito e delle assicurazioni, nonché negli altri individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, hanno diritto a partecipare alle riunioni dell'organo di controllo previsto per legge o per statuto, ovvero al collegio sindacale, al consiglio di sorveglianza o al comitato per il controllo sulla gestione, di cui rispettivamente agli articoli 2397, 2409- duodecies e 2409- octiesdecies del codice civile, due esperti designati per ciascuna società, con voto a maggioranza qualificata del 60 per cento, dalle associazioni sindacali registrate di livello nazionale, operanti negli ambiti di riferimento delle predette società individuati ai sensi dell'articolo 33, comma 4, che alla luce dei dati ponderati di cui all'articolo 34, comma 1, raggiungano un indice di rappresentatività pari almeno al 5 per cento. 2. La designazione dei due esperti avviene da una lista di cinquanta nominativi istituita presso la Commissione, sulla base delle indicazioni provenienti dalle associazioni sindacali di cui al comma 1, a ciascuna delle quali spetta indicare un numero di esperti proporzionale alla propria rappresentatività in relazione alle altre. 3. Nel caso in cui non sia raggiunta la maggioranza qualificata del 60 per cento di cui al comma 1, la designazione degli esperti dalla lista spetta alla stessa Commissione, la quale tiene conto a tal fine dell'esigenza di contemperare la maggiore rappresentatività delle associazioni sindacali con un principio di equa rotazione. 4. Gli esperti durano in carica quattro anni. Ciascuno di essi, all'atto dell'accettazione dell'incarico, deve indicare un proprio sostituto, individuato dalla lista di cui al comma 2, in grado di esercitare le sue prerogative in caso impossibilità temporanea a partecipare alle riunioni del relativo organo di controllo. 5. Nel caso di assenza di un esperto, o del suo sostituto, per più di tre riunioni consecutive dell'organo di controllo, il rappresentante di quest'ultimo è tenuto a comunicarlo alla Commissione, la quale avvia la procedura di sostituzione, secondo quanto previsto dai commi 1 e 3. 6. Ai due esperti devono essere comunicate obbligatoriamente le convocazioni per tutte le riunioni dell'organo di controllo, alle quali hanno diritto di partecipare con diritto di parola, rilasciando a verbale osservazioni, pareri e dichiarazioni.