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Voglio dire al Governo - non lo dico al viceministro Pichetto Fratin che è stato attento - e al Presidente del Consiglio che, se ci fosse stata una situazione critica riguardante il settore siderurgico o altri settori, come il ferroviario, certamente i sindacati più rappresentativi di quei comparti, la CGIL, la CISL, la UIL e la UGL sarebbero stati ricevuti a Palazzo Chigi e ascoltati. C'è stata possibilità di ascolto, ma non adeguata, degli operatori del mondo balneare, perché sono lavoratori autonomi. Non c'è, infatti, la "fabbrica del mare"; la fabbrica del mare comincia a Ventimiglia, arriva a Santa Maria di Leuca e risale a Chioggia e riguarda tutta la lunga costa italiana. Quindi, non c'è una fabbrica con i lavoratori, ma c'è una miriade di concessionari (30.000), lavoratori fissi o stagionali con le loro famiglie. E non c'è il rispetto adeguato da parte dei Governi del lavoro autonomo, perché dovrebbero essere ascoltati anche i massimi esponenti delle grandi organizzazioni che fanno capo a Confidustria, a Confcommercio, a Confesercenti e ad altre realtà associative del Paese. Probabilmente il Governo - viceministro Pichetto Fratin, non lo dico a lei che lo ha fatto - e i tecnici, che sono così pazienti ed esperti, devono imparare la fatica della democrazia e ascoltare le categorie. Non c'è solo Landini in questo Paese, ma c'è anche il lavoro autonomo. (Applausi) . È giusto ascoltare Landini, è giusto ascoltare Sbarra, che ha detto cose molto sagge anche sul lavoro, ma non solo. Prima sentivo il battibecco che c'è stato: stamattina il presidente di Confindustria Bonomi ha detto che il ministro del lavoro Orlando si sta occupando di cercare il lavoro ai navigator . I navigator , cari colleghi, erano quelli che dovevano cercare il lavoro a quelli del reddito di cittadinanza: non hanno trovato il lavoro a nessuno e lo stanno perdendo loro stessi. È l'assistenzialismo puro, quello della logica del reddito di cittadinanza. Si può dire in Parlamento? Credo di sì. Bisogna assistere i veri bisogni e non creare clientelismi dannosi per l'economia produttiva, anche in questi settori che registrano scarsa disponibilità di manodopera, perché o si vuole lavorare in nero, conservando il reddito di cittadinanza, o ci si accontenta del reddito di cittadinanza. Ma di questo parleremo un'altra volta. Per quanto riguarda la questione dei balneari, voglio sfatare alcune menzogne. Si scrive anche nella sentenza del Consiglio di Stato che questo settore incassa 15 miliardi e paga 100 milioni: non è così, perché quella cifra di 15 miliardi è inventata, perché sulle coste ci sono gli stabilimenti, i ristoranti, gli alberghi, le pensioni, una miriade di attività. Quindi, cosa calcoliamo: tutte queste attività? E, se pagassero solo 100 milioni per le concessioni - ma non è così - su quelle attività immagino che si paghino l'IVA, l'Irpef, le tasse, lo stipendio dei dipendenti. Quindi, si dice una serie di fesserie e il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza basata su menzogne. (Applausi) . La sentenza del Consiglio di Stato contiene menzogne: diciamolo con chiarezza. Altra questione da sfatare: se non si fa la legge sulla concorrenza con le norme sui balneari, si perdono i soldi del PNRR. È un'altra bugia e chi la dice - viceministro Pichetto, lei non la dice - è un bugiardo. È un bugiardo, perché il PNRR è condizionato da alcune vicende; ci vogliono le norme sulla concorrenza, ma quelle delle concessioni balneari non sono menzionate. Diciamolo con chiarezza: vanno certamente regolamentate. Poi c'è la sentenza del Consiglio di Stato basata su menzogne, c'è una sentenza della Cassazione, ma ce ne sono anche altre, perché giorni fa il TAR di Lecce ha rinviato alla Corte di giustizia europea la questione, chiedendo agli organi europei se la direttiva Bolkestein si applica o no alle concessioni balneari. Secondo noi non si applica, perché riguarda servizi e non beni. Qui ci sono dei beni in concessione e le concessioni costano poco. Allora aumentino il prezzo delle concessioni quelli che incassano i soldi. Su questo invito anche le associazioni balneari a essere più decise nel darci delle cifre, che anch'io a volte fatico ad ottenere. Se si dice che incassano 15 miliardi e pagano 100 milioni, sembra una follia difendere questa categoria. Ma non è così, perché quei 15 miliardi non sono 15 miliardi e contengono una miriade di attività, tassate e supertassate, che creano lavoro. Bisogna spiegare queste cose. Ma, se anche le associazioni dei balneari si dividono tra loro e non spiegano al Paese come stanno le cose, rendono più difficile l'attività legislativa. In questo intervento ne ho per tutti. È una specificità italiana. Anni fa, ero in Parlamento e il presidente Monti - ora non vedo presente in Aula - era al Governo: andai da lui, che aveva vissuto a lungo in Belgio, con una cartina europea - anche allora si discuteva dell'estensione delle concessioni - e gli mostrai che la vicenda delle spiagge c'era solo in Italia, nel Sud della Francia, in Spagna e in qualche altro Paese europeo. In altre parti, le condizioni ambientali e climatiche non consentono lo sviluppo di un'attività balneare. Quindi, noi dobbiamo difendere una specificità italiana. E io rivendico la mia azione in quella fase, durante il Governo Monti, dell'estensione delle licenze al 2020. Rivendico l'azione che con l'allora ministro Centinaio, con il senatore Mallegni ed altri abbiamo fatto, con la legge n. 145 del 2018, per l'estensione al 2033: legge cassata dal Consiglio di Stato con una sentenza che contiene bugie sulle cifre, copiate da volantini di associazioni che dispensano menzogne. Mi dispiace e il Presidente del Consiglio di Stato dovrebbe informarsi di più. Lo dico in Parlamento, richiamandolo alla sua responsabilità e al rispetto della verità, che è stata calpestata. Parlo del Presidente del Consiglio di Stato dell'epoca - e non di quello attuale - che nel frattempo è cambiato, essendo andato alla Corte costituzionale: beato lui. Noi vogliamo una regolamentazione, che è stata delegata ai provvedimenti di attuazione. C'è stato un confronto duro, dopodiché vedremo cosa deciderà la giustizia europea sul ricorso del Tar di Lecce. Nel 2023 ci sarà la scadenza ordinaria della legislatura. Io non so chi vincerà le elezioni. Mi auguro che vinca la mia parte politica, il centrodestra. Ricordo anche, sullo stato di attuazione, che l'avvio di gare si deve fare entro la fine del 2023, ma che c'è scritto - e questo lo rivendichiamo - che, se ci saranno contenziosi - e ce ne sono - o difficoltà, la data slitta alla fine del 2024. Ci saranno le elezioni, dunque. Se le norme di attuazione o quelle che si approvano oggi non saranno chiare o adeguate, noi diciamo con chiarezza che le cambieremo da cima a fondo. Quindi, questa è una fase di discussione sperimentale.