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Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, oggi vorrei ricordare la Giornata internazionale contro il lavoro minorile, che è stata celebrata il 12 giugno. Essa è nata con l'obiettivo di porre l'attenzione di tutto il mondo sul gravissimo e purtroppo ancora diffuso fenomeno dello sfruttamento dei bambini sul lavoro. Questa ricorrenza è un'occasione per sensibilizzare tutti noi e per richiamare l'attenzione generale contro lo sfruttamento di milioni di bambini. Il lavoro minorile nega alle ragazze e ai ragazzi i loro principali diritti: sicurezza, istruzione, formazione, gioco, il confronto con i coetanei, il divertimento, la spensieratezza e soprattutto le esperienze di vita che plasmano la loro personalità. Si è stimato che sono circa 168 milioni nel mondo i minori che oggi lavorano, la metà di loro fa lavori rischiosi e pericolosi, che hanno conseguenze dirette sulla salute, la sicurezza e lo sviluppo fisico e psichico. Questa piaga affligge tutto il mondo, con picchi nei Paesi sottosviluppati, nei quali il lavoro minorile sottopagato e sfruttato viene utilizzato dalle multinazionali per produrre un'ampia gamma di prodotti poi venduti a carissimo prezzo nei negozi delle nostre città. In Africa, in Asia o nel Sudamerica, spesso al minore si prospettano due sole possibilità: lavorare sfruttato e maltrattato per tante ore al giorno per pochi spiccioli, oppure ritrovarsi con un fucile in mano a combattere per una guerra che non sa neanche chi possa aver voluto. Questo fenomeno non avviene solo lontano da noi, ma anche nelle nostre Nazioni occidentali, che si definiscono civili, esiste il fenomeno del lavoro minorile. In Italia sono ben 340.000 i ragazzi sotto i sedici anni coinvolti in attività lavorative ai limiti dello sfruttamento, bambini e ragazzi sono impiegati come manodopera a basso costo in capannoni o scantinati fatiscenti, dove mancano le norme minime di sicurezza e di igiene ambientale, o in campi agricoli alle intemperie, con turni massacranti e salari miseri. Certamente la povertà e il degrado sociale costituiscono le condizioni ambientali dove lo sfruttamento minorile trova terreno fertile per prosperare ed attecchire. Ogni bambino ha il diritto di vivere la propria infanzia completamente e pienamente, di fare il suo percorso di maturazione progressiva e graduale in una famiglia equilibrata e unita. Noi adulti dobbiamo far sì che i nostri bambini vivano il loro entusiasmo e la loro spensieratezza. I minori rappresentano il nostro futuro, il nostro domani. Per tale motivo, tanti genitori si sacrificano e spesso si sottopongono a tante privazioni e sottomissioni pur di vederli felici e crescere nell'armonia e nell'amore. Signor Presidente, la vita è fatta di progressive tappe di sviluppo, ogni età ha le sue esigenze, le sue esperienze e le sue motivazioni, che vanno vissute con serenità e tranquillità. I bambini devono giocare e studiare, non lavorare. Non facciamo diventare i nostri figli grandi troppo in fretta, costruiamo per loro un futuro migliore, coltivando e aiutandoli a realizzare i loro sogni. (Applausi). CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, da anni sono impegnato nel denunciare l'assoluta inutilità del taglio degli ulivi pugliesi nella lotta contro la xylella. Oggi ho il piacere di comunicare i risultati positivi della sperimentazione effettuata presso il campo di Cisternino su due alberi di ulivi dichiarati affetti dal batterio. Come è noto, ho eletto la mia residenza parlamentare presso il suddetto fondo, allo scopo di promuovere e sensibilizzare la comunità a compiere ogni attività utile a rinvenire metodi di cura degli ulivi affetti da xylella che potessero evitare la misura della eradicazione e promuovere politiche di difesa dell'ambiente e della sana agricoltura della Puglia. Nell'ambito della suddetta attività, ho raccolto la disponibilità di una nota società del Nord Italia ad applicare il protocollo scientifico dello stress termico alle piante di ulivo al fine di debellare il batterio, pratica peraltro già sperimentata da detta società su altre piante di ulivo nel Salento. A mie spese, quindi, ho commissionato applicazione di detto protocollo scientifico sulle due piante dichiarate infette a Cisternino. Tutte le procedure sia di campionamento, sia di analisi sono state eseguite in osservanza delle direttive europee. Orbene, il metodo dello stress termico, brevettato dalla Sanitrix, è risultato letale per il batterio xylella, così confermando analogo esito positivo già ottenuto su altre piante di ulivi nel Salento. I risultati sono stati oggetto di rigorosa verifica e di conferma, come risultante dalla specifica relazione tecnica. Le piante di ulivo del fondo di Cisternino, mia residenza parlamentare, allo stato non risultano dunque più affette dalla xylella fastidiosa. Tutto ciò dimostra che la xylella fastidiosa può essere combattuta e sconfitta senza alcun bisogno di tagliare i meravigliosi ulivi pugliesi. È notizia di questi giorni lo scempio ambientale in corso nelle campagne di Carovigno, dove l'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF) ha proceduto all'eradicazione di ulivi millenari, il tutto peraltro sulla base di rilievi sulle piante del tutto inattendibili, come già dimostrato dalla nota vicenda dell'albero di Monopoli su cui, anche a seguito di una mia denuncia, è intervenuta la magistratura barese. Nel ringraziare tutti gli attivisti che insieme con me hanno condotto queste battaglie (Aldo e Franca, la carissima Loredana Marangolo, Michele, Angelo e i colleghi senatori Martelli e De Bonis), nel ribadire la gravità della situazione in Puglia, invito tutte le forze politiche e il Governo ad assumersi la responsabilità di porre fine, con coraggio, a questo vergognoso sterminio. Tagliare gli ulivi, peraltro in grandissima parte nemmeno affetti dalla xylella, non serve a nulla: non blocca la xylella semplicemente perché non è solo sugli ulivi, ma può essere ovunque, sui cespugli, sugli oleandri, ovunque. Esistono rimedi efficaci, non solo per la prevenire la xylella, ma anche per sconfiggerla: il metodo dello stress termico ne costituisce la prova evidente. Ciò che serve alla Puglia è recuperare l'amore per la propria terra e le proprie tradizioni. Bisogna curare gli ulivi e non abbatterli; l'ambiente deve essere protetto e non alterato con l'innesto di nuove tipologie di ulivi meno nobili, più fragili e comunque bisognosi di acqua, che la terra pugliese non può dare. Gli agricoltori di Puglia, quelli veri, sanno benissimo come si fa: sarebbe utile ascoltare la loro voce e non l'avidità degli interessi di chi già immagina la grande spartizione dei fondi comunitari in arrivo per finanziare la distruzione della terra pugliese.