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L'evasione si previene con la tecnologia. La fine del percorso sarà la ricalibratura dell'Irpef, che dovrà sensibilmente alleggerire il carico fiscale sul ceto medio, quello più penalizzato, soprattutto a causa del salto di 11 punti dall'aliquota del 27 per cento a quella del 38 per cento. Parliamo quindi di un percorso, non di ritardi o di libri dei sogni, come abbiamo sentito. Si parla di collaborazione tra maggioranza e opposizione: l'opposizione chiede di essere coinvolta - e sono d'accordo - a patto che ci sia la consapevolezza che dobbiamo essere veramente uniti nell'affrontare lo sforzo. Poi però sento una parte dell'opposizione, ancora ieri in Aula, diffondere strumentalmente falsità, come il fatto che il Governo starebbe cancellando quota 100, quando la stessa Lega al Governo ha convenuto di varare la misura come triennale e quindi con scadenza a fine 2021. (Applausi) . Sento poi dire che il Governo starebbe cancellando opzione donna, quando già ieri, quando il senatore Salvini l'ha detto, tutti sapevamo che il Governo aveva deciso di prorogarla nella manovra di bilancio. (Applausi) . O ancora, sentiamo dire che l'INPS non sta pagando le casse integrazioni, quando tutti sappiamo che ai primi di settembre l'INPS ha pagato 11,06 milioni di casse integrazioni su 11,4 milioni: la percentuale mi sembra abbastanza elevata e difendibile. (Applausi) . Dico ciò perché mi chiedo se vi sia l'effettiva volontà di collaborare da parte dell'opposizione. Mi auguro comunque che tutti possano davvero partecipare a questo sforzo, anche condividendo soluzioni innovative. Come MoVimento 5 Stelle ne abbiamo diverse: il superbonus, non mi stancherò mai di dirlo, è una nostra misura e dobbiamo dirlo noi per primi. È stata ideata e voluta dal MoVimento 5 Stelle. È stato introdotto il principio della libera circolazione dei crediti d'imposta, allargato anche ad altre forme di agevolazione fiscale. Si tratta adesso di fare un ulteriore passo in avanti e di consentire l'utilizzo di questi crediti come mezzi di pagamento di beni e servizi, una volta certificati su una piattaforma informatica, in sicurezza e nel rispetto di tutti i vincoli. Presidente, oggi siamo qui a confrontarci sulla possibilità di progettare il Paese del futuro. È merito di questo Governo e della maggioranza, in cui un ruolo decisivo è e continuerà ad essere svolto dal MoVimento 5 Stelle. Al Governo chiedo maggiore coinvolgimento del Parlamento, della maggioranza e dell'opposizione. All'opposizione, ad una certa opposizione, chiedo di non farsi portatrice di solo rancore. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (M5S) . Signor Presidente, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 definisce il perimetro di finanza pubblica entro cui si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, che avrà come obiettivo quello di sostenere la ripresa dell'economia italiana nel triennio 2021-2023. Gli interventi dovranno essere rivolti a sostenere nel breve termine, per tutta la durata della crisi Covid-19, i lavoratori nei settori produttivi più colpiti, a valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma Next generation EU, per realizzare investimenti e riforme di portata e profondità inedite, a rafforzare gli investimenti a sostegno della ripresa nel Mezzogiorno e delle aree interne per migliorare la coesione territoriale. Saranno poi rivolti ad attuare un'ampia riforma fiscale che migliori l'equità, l'efficienza e la trasparenza del sistema tributario, ad assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell'equità e della produttività dell'economia; infine, saranno volti a ricondurre l'indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e significativa riduzione del rapporto fra debito e PIL. Un programma ambizioso, in cui non può mancare l'obiettivo della coesione territoriale. L'annosa questione dello spopolamento delle aree interne, siano esse montane o insulari, è un problema mondiale. Abbiamo inaugurato il terzo millennio con un primato che deve far riflettere: la popolazione mondiale che vive nelle metropoli e nelle megalopoli ha superato quella che vive nel resto del pianeta; continuando di questo passo, arriveremo ai due terzi, poi ai tre quarti e così via. Ma è accettabile una situazione simile? È compatibile con l'ecosistema, con una dignitosa esistenza umana? Da tempo vari decreti-legge e iniziative legislative annunciano interventi volti a contrastare tale situazione, senza che venga fatta la scelta politica di riservare risorse capaci di invertire questa tendenza. Ora i soldi ci sono e non possiamo permetterci di perdere l'occasione per la riqualificazione dei borghi e dei paesi, per opere infrastrutturali, per il mantenimento e il rafforzamento dei servizi pubblici essenziali (scuole, presidi sanitari, posti di pubblica sicurezza, prima di ogni altra cosa), per trasporti più adeguati e connettività attraverso la banda larga. È così che si contrasta lo spopolamento. Con riferimento allo scenario macroeconomico internazionale, constatiamo con preoccupazione come nella prima metà del 2020 l'economia mondiale abbia registrato la battuta d'arresto più profonda dalla Seconda guerra mondiale e ciò in conseguenza del diffondersi della pandemia da Covid-19. Nonostante le misure straordinarie di politica fiscale e monetaria per sostenere i redditi dei lavoratori e il tessuto produttivo, adottate dai Governi e dalle banche centrali, il blocco produttivo ha determinato una contrazione del PIL e del commercio mondiale a livelli record e lo scenario globale appare orientato ancora al ribasso, in ragione del fatto che all'evoluzione dell'epidemia nel mondo - che in molti Paesi continua a manifestarsi con particolare intensità - si affiancano rischi connessi a tensioni geopolitiche preesistenti all'epidemia e acuitesi di recente: dai rapporti commerciali tesi tra Stati Uniti e Cina, alle difficoltà del processo di negoziazione della Brexit, fino all'emergere di nuove complicazioni nei rapporti fra Turchia e Russia. Come molti interventi in quest'Aula tra ieri e oggi hanno messo in evidenza, la geopolitica del Mediterraneo è completamente mutata. Al posto della cooperazione bilaterale, multilaterale e decentralizzata, assistiamo all' escalation delle guerre per procura, che rendono particolarmente fragili gli equilibri faticosamente costruiti nel ventennio precedente. La politica estera del nostro Paese non può ridursi alle pur giuste misure a favore del made in Italy attraverso il rifinanziamento del fondo rotativo per l'internazionalizzazione di enti fieristici e delle start-up innovative. Occorre rilanciare la dimensione mediterranea dell'Unione europea e il suo ruolo attivo per la pace e la promozione dei diritti umani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) .