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un articolo su "Il Fatto Quotidiano" di lunedì 27 giugno 2022, a firma di Vincenzo Bisbiglia, nell'anticipare parte dei contenuti dell'inchiesta "Il sacco di Roma", che la trasmissione di RAI3 "Report" prevedeva di trasmettere nella stessa serata, si apre come segue: "Appare importante che chi ha fatto affari grazie a rapporti con soggetti contigui alla criminalità organizzata, non possa accedere agli appalti per bonificare i territori che ha contribuito ad inquinare" (si veda "Malagrotta "scotta": "Cerroni non tocchi i soldi della bonifica"" su "Il Fatto Quotidiano"); l'affermazione riportata, sensata e condivisibile, sarebbe tratta da un'informativa inviata il 22 marzo alla Procura di Roma dal Generale di Brigata dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, il quale, nominato il 24 marzo 2017 "Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale", attività portata avanti dall'ufficiale e dalla struttura di missione che lo affianca con grande successo, dal 22 febbraio 2022 è stato incaricato, a valle di un accordo fra Governo, Regione Lazio e Roma Capitale, anche come commissario unico di Governo per la messa in sicurezza della discarica di Malagrotta, finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con 250 milioni provenienti dal Fondo Coesione e Sviluppo (si veda "Malagrotta, un militare per la bonifica: il generale Giuseppe Vadalà nominato commissario unico" su "romatoday.it"). Gli obiettivi fissati sono la chiusura delle progettazioni entro il 2022 e degli interventi di ripristino ambientale entro il 2025; su "la Repubblica" del 27 giugno, Daniele Autieri aggiunge ulteriori particolari: l'informativa del 22 marzo sarebbe intitolata "Chiusura e fase post-operativa della discarica di Malagrotta. Raccolta informativa sulle società facenti capo alla famiglia Cerroni", titolo che non lascia dubbi, qualora ve ne fossero, che le preoccupazioni espresse dal Generale si riferissero ai Cerroni. In particolare, ad emergere sono le cointeressenze tra Manlio Cerroni e la criminalità organizzata, con speciale riferimento al clan dei casalesi, contestualmente a quelle con soggetti legati alla 'ndrangheta, che passano per cariche direttive societarie ricoperte dal Cerroni in società coinvolte in operazioni delle DDA calabresi (si veda "Le mani della mafia sulla bonifica di Malagrotta". In procura l'atto d'accusa della "task force Draghi"" su "la Repubblica"); valutato che la Sentenza del Consiglio di Stato n. 1315/2017, basata sulla consolidata giurisprudenza di interdittive emesse per il traffico di rifiuti, nel confermare la validità dell'interdittiva antimafia emessa a carico del Consorzio CO.LA.RI. dalla Prefettura di Roma il 27 gennaio 2014, ha sottolineato che in una precedente informativa antimafia del 2006 a carico della società PONTINA AMBIENTE, non impugnata, era emersa con chiarezza la vicinanza di uomini del gruppo imprenditoriale di Cerroni al mondo della criminalità organizzata di stampo mafioso ovvero a "soggetti non solo essi stessi indagati per associazione a delinquere, ma a loro volta in contatto con soggetti contigui od organici al mondo della criminalità organizzata di stampo mafioso" (Cons. Stato Sez. III, 22-03-2017, n. 1315, par. 6.6), si chiede di sapere: cosa s'intenda fare per scongiurare il rischio concreto e imminente che, come paventato nella informativa del commissario unico di Governo per Malagrotta, in spregio al principio che chi inquina paga, alcuni soggetti non solo avrebbero tratto profitto da attività illecite di gestione dei rifiuti inquinando, ma sarebbero ora in procinto di trarre altri possibili vantaggi finanziari dalla partecipazione alle attività di messa in sicurezza della discarica chiusa; se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della giustizia, ciascuno per le proprie competenze, abbiano conoscenza di come sia stato possibile che un'informativa riservata del Commissario Vadalà diretta alla Procura di Roma abbia potuto venire in possesso di giornalisti e se dietro una simile "leggerezza", che ha reso pubbliche le risultanze di indagini di tipo info-investigativo svolte dalle forze dell'ordine, non ci sia, per caso, la volontà di sabotare, delegittimandola mediante quello che ha tutta l'aria di essere un attacco frontale, l'azione assai delicata che il Generale è stato chiamato a svolgere nell'interesse della collettività. Atto n. 3-03428 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: nel Ministero della cultura, i comitati tecnico-scientifici, istituiti ai sensi dell'art. 26 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, sono organi di consulenza delle Direzioni generali di settore, che ne assicurano il funzionamento con le proprie risorse umane e strumentali (si veda "Comitati tecnico-scientifici - Ministero della cultura" su "beniculturali.it"). Sette quelli individuati dalla normativa e attivi attualmente, con funzioni disciplinate dall'art. 28 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 2019: 1) per i musei e l'economia della cultura, 2) per il paesaggio, 3) per l'archeologia, 4) per le biblioteche e gli istituti culturali, 5) per gli archivi, 6) per l'arte e l'architettura contemporanee, 7) per le belle arti; ai sensi del comma 6 dell'art. 28 del DPCM menzionato, all'interno del gruppo di 4 componenti (2 esperti di chiara fama nominati dal Ministro, un professore universitario scelto dal Consiglio Universitario Nazionale e un rappresentante del personale tecnico-scientifico ministeriale), i quali restano in carica tre anni e svolgono l'incarico a titolo gratuito, l'elezione del presidente e del vice presidente avviene a maggioranza, tranne che in caso di parità all'esito dello scrutinio, evenienza in cui prevale il componente designato prioritariamente dal Ministro; considerato che: nel caso del Comitato tecnico-scientifico per le belle arti, che è tra quelli in capo alla Direzione generale ABAP (si veda "Comitati Tecnico-Scientifici - DGABAP" su "cultura.gov.it"), nel triennio 2019-2021 il ruolo di vertice è stato ricoperto da Tomaso Montanari, che in tale veste partecipò, ad esempio, ad una delle ultime riunioni del Consiglio superiore per i beni culturali, quella del 22 marzo 2021 (si veda "Al Ministero del Tesoro" su "beniculturali.it"), mentre non è pubblicato il verbale delle seguenti, svolte ad aprile e maggio 2021, prima che la prassi della cadenza mensile fosse interrotta senza più riprendere, o almeno senza che il portale del Ministero ancora ne registri traccia (si veda "Attività in calendario" su "beniculturali.it");