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In questo settore i cittadini aspettano infatti risposte e soluzioni a problemi che vivono sulla loro pelle ogni giorno. Il provvedimento poteva pertanto essere una buona occasione, ma è scesa la scure delle inammissibilità, alcune, onestamente (pur rispettando assolutamente i criteri della Commissione 5 a , prima, e della Presidenza del Senato, dopo) a mio avviso un po' difficili da comprendere. Ad esempio, visto che il provvedimento tratta i temi relativi alle immatricolazioni e alle revisioni, si fa veramente fatica a capire perché siano stati giudicati inammissibili per materia gli emendamenti che prevedevano la proroga del documento unico di circolazione. Così facendo, scartiamo la possibilità di presentare emendamenti aggiuntivi, perché ci limitiamo semplicemente a minime correzione del testo presentato. Spesso ci lamentiamo del fatto che il Parlamento ha perso un po' di forza e viene spesso esautorato, come abbiamo detto tante volte anche in quest'Aula. Tuttavia, non vorrei che noi fossimo tra i primi responsabili di ciò. Dei tre poteri, il legislativo è quello messo un po' all'angolo, nonostante noi si venga eletti direttamente dal popolo e lo si rappresenti. Forse - ripeto - ciò accade anche per colpa. Il potere esecutivo agisce, per fortuna, ma abbiamo visto che quando ci troviamo a esaminare i decreti-legge le possibilità di intervenire sono veramente poche; il potere giudiziario spesso si prende lo spazio che noi lasciamo. È questo un problema che prima o poi dovremo affrontare. La promessa che ci è stata fatta è che una parte del lavoro svolto verrà assorbito nel decreto che nei prossimi giorni sarà all'esame del Consiglio dei ministri. Ringrazio ancora una volta il sottosegretario Bellanova, che si è impegnata a inserire nel prossimo provvedimento alcune misure come la proroga per l'esame delle patenti (di cui all'emendamento della senatrice Pergreffi), il cabotaggio (affrontato in un emendamento del senatore Rufa) e diversi temi contenuti in altri emendamenti. Quindi, sulla fiducia, abbiamo accettato di ritirare alcuni emendamenti e attendiamo l'approvazione di questo decreto-legge. Rimane quel poco che c'è nel provvedimento, 4 articoli, il primo dei quali dispone in materia di collegamenti con le isole. Oggettivamente gli insulani rischiavano di vedersi privati del loro diritto di essere collegati con il Continente per i ritardi che ci sono stati da parte di chi doveva bandire le gare per tempo, e non lo ha fatto nei tempi dovuti. Ora, abbiamo messo una piccola pezza e speriamo che, nel giro di poche settimane, si arrivi alla conclusione delle gare così da poter garantire in maniera continuata i diritti di tutti. Si parlava del Documento unico di circolazione (DUC). Finora abbiamo sentito parlare in dichiarazione di voto solamente di Venezia, ma in realtà si potevano affrontare tante questioni in questo decreto-legge. Il DUC è una proroga richiesta da tante associazioni che la Lega ha fortemente voluto, e anche in questo caso ringrazio per il determinante contributo il sottosegretario Morelli, che si è molto speso per questa proroga e che ha voluto il coinvolgimento delle associazioni di categoria, sempre a beneficio dei consumatori, dei clienti. Si è poi parlato - e non posso esimermi neanche io dal fare un breve passaggio - della parte che riguarda Venezia, una città in evidente sofferenza; una città che ultimamente è stata protetta dal Mose, un'opera che qualcuno non voleva, ricordiamocelo sempre. Venezia è una città che ha subìto un notevole impatto negativo, come tutta Italia e forse, in alcuni casi, anche più di altre parti d'Italia, perché il Covid col turismo nulla ci "azzecca"; anzi, una città che vive prettamente di turismo si è vista privata di questa importante entrata economica. Una città che vede un calo demografico, come abbiamo detto anche ieri: da 150.000 a 50.000 persone in pochi decenni. Una città che registra difficoltà negli spostamenti e che ha anche il problema delle grandi navi. È ovvio che le grandi navi vanno tolte da Piazza San Marco - questo è abbastanza evidente - però dobbiamo anche chiederci di cosa deve vivere Venezia a questo punto. I turisti li vogliamo o no a Venezia? È una scriminante che dobbiamo tenere ben presente; non possiamo esimerci dal porci questa domanda. Dobbiamo quindi trovare una soluzione valutando tutte le idee, senza preconcetti, andando a scegliere quella migliore per la città. Chiedo a tutti noi - la butto lì - di trarre esempio da questa che reputo un'occasione persa - lo dico chiaramente - per prenderci l'impegno di affrontare le effettive problematiche presenti oggi nei trasporti. Prendo spunto dal discorso sulle patenti. Oggi centinaia di migliaia di ragazzi diciottenni devono dare l'esame della patente. Già sono stati privati dal Covid di tanti mesi della loro giovinezza e ancora si ritrovano a dover subire un problema come questo. Come se non bastasse, al di là della mancata socialità che hanno sopportato in questo lungo anno, non riescono neanche a ottenere la patente. Ancora, prendiamoci l'impegno di aiutare gli operatori del settore degli spettacoli viaggianti, dimenticati in tutto questo tempo. (Applausi). Andiamo finalmente a risolvere la problematicità della revisione dei mezzi pesanti. Avevamo trovato l'accordo di tutta la Commissione, con un emendamento firmato da tutti. Sono tre anni che proviamo a metterlo a regime ed approvare una norma primaria. Avremmo potuto farlo, ma questa mattina l'emendamento è stato dichiarato inammissibile. Andiamo a parlare del personale delle motorizzazioni, che manca; delle regole per l'utilizzo della targa prova; delle patenti nautiche; di un'incentivazione seria per il rinnovo del parco autoveicoli. Andiamo a risolvere il problema dell'esterovestizione, ovvero, fondamentalmente, dei frontalieri. I cittadini si aspettano che risolviamo questi problemi. Quello in esame è un decreto-legge piccolo, abbiamo fatto qualcosa di minimale. Voglio sperare e credere che presto faremo qualcosa di un po' più importante per il settore. Ovviamente la Lega non può che votare comunque a favore di questo inizio di percorso. (Applausi) . DI GIROLAMO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) . Signor Presidente, stiamo parlando di un provvedimento che a prima vista risulta piccolo e scarno, perché è composto da pochi articoli, ma in realtà essi esprimono un alto contenuto. Stiamo infatti parlando, innanzitutto, di continuità marittima per le isole, come Sardegna, Sicilia e Tremiti. Si tratta di un servizio indispensabile per gli isolani, che per il MoVimento 5 Stelle è garanzia del diritto di mobilità, sia per le persone che per le merci. È necessario discuterne oggi, affinché si evitino interruzioni del servizio di continuità marittima. È una piccola proroga, che di fatto permetterà di concludere le procedure già bandite per la concessione e che dà garanzia dei servizi di continuità marittima per le nostre isole, minori e maggiori.