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Mio figlio lo chiamerebbe Taddeo l'esploratore, altro che Che Guevara (io aggiungerei de noantri ). Per concludere, colleghi, abbiate seriamente un sussulto di dignità. Fra poco discuteremo del disegno di legge volto a dimezzare il numero dei parlamentari e lo stipendio. Se un Taddeo qualunque ci detta la linea, allora cancelliamolo il Parlamento, perché siamo arrivati alla frutta. Non permetto a un signore qualunque di indicare qual è la linea politica a chi dovrebbe esprimere in modo dignitoso la sovranità popolare. Signor Presidente, a prescindere dalle questioni pregiudiziali di costituzionalità, vi è una pregiudiziale morale. Non c'è alcun dubbio, infatti, che con i trucchi si possono fare tante cose, ma dietro ogni trucco c'è l'inganno. Voi avete perpetrato il più grande degli inganni ai danni del popolo italiano: la menzogna. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti e ad una rappresentanza di una Fondazione PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Giuseppe Garibaldi» di Macerata e i rappresentanti della Fondazione «Magna Carta», che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione e deliberazione su proposta di questione pregiudiziale riferita al disegno di legge n. Doc 1018 DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei ricordare, a proposito della questione pregiudiziale di costituzionalità, alcuni numeri, che forse è bene avere tutti presenti. Sono i numeri della povertà nel nostro Paese, che è triplicata negli ultimi dieci anni a causa di politiche inefficaci e della grande crisi, mentre contemporaneamente sono triplicati i miliardari. Questo significa che la disuguaglianza nel nostro Paese è un dato quasi strutturale. Davanti a questi numeri pensiamo, come senatori del Gruppo Misto, Liberi e Uguali, che uno strumento di lotta alla povertà, tendente a un minimo di redistribuzione, sia importante. Per questo motivo, signor Presidente, come lei ricorderà, già nella scorsa legislatura avevamo presentato proposte di legge sul reddito minimo garantito e sul reddito di cittadinanza. Molti senatori e molti di noi già nel 2013 avevano aderito alla campagna per il reddito di dignità, promossa da «Libera» e da moltissime altre associazioni. È evidente, quindi, che noi ci poniamo su un altro versante rispetto a chi si oppone, in modo totalmente pregiudiziale e pregiudizievole, a uno strumento come quello denominato in questa sede «reddito di cittadinanza» (dico denominato, perché poi le questioni sono un po' diverse). Molto spesso chi ha questa posizione pregiudiziale - ne abbiamo sentito in quest'Aula gli echi - lo fa da posizioni, mi dispiace dirlo (e uso una parola che a qualcuno potrà anche far piacere), di stampo conservatore e perfino regressivo, come abbiamo sentito in alcuni accenti. Per quanto ci riguarda, quindi, non siamo contrapposti a questo strumento e al decreto-legge. Noi vogliamo lavorare ed entrare nel merito, perché ci sono molte questioni - lo preannunciamo e vedrete il nostro lavoro emendativo - che non funzionano. Noi vogliamo restare nel merito. Se invece dobbiamo parlare di costituzionalità, richiamo l'articolo 3 della Costituzione, che recita che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli all'uguaglianza; quindi devono essere messi in campo strumenti adatti allo scopo. Il problema del decreto-legge in esame è che vi è una sovrapposizione di questioni, che rischiano di far naufragare lo strumento stesso. Anche la risoluzione del 2017 al Parlamento europeo indicava ai Paesi membri di mettere in campo una serie di misure, in particolare quelle legate al reddito di cittadinanza. Ma in questo caso si sovrappongono una serie di questioni: da una parte, si vuole garantire la dignità, intervenendo su una fascia ampia, dalla povertà assoluta a quella relativa; dall'altra, questo è uno strumento di workfare , tutto condizionato dalla questione del lavoro, con una serie di problematiche che valuteremo nel merito. Vedremo che cosa significa «offerta congrua»; ma questo farà parte del lavoro nel merito. Una sovrapposizione, quindi, con uno strumento di workfare ; soprattutto, una sovrapposizione a nostro avviso troppo forte, di natura familistica più che familiare. Pensate anche al patto per il lavoro esteso a tutta la famiglia: riteniamo che ci siano molti problemi su cui bisognerà intervenire, e su questo vorremmo intervenire per dare un contributo a migliorare il provvedimento stesso. L'altra questione a nostro avviso fondamentale, così come diceva anche la risoluzione del Parlamento europeo, è che questo strumento deve essere messo in campo rafforzando il sistema del welfare , che sappiamo perfettamente essere uno dei problemi molto gravi del nostro Paese. Penso soltanto alla mia città, dove c'è un assistente sociale per ogni municipio che deve guardare 1000 persone: capite bene che abbiamo necessità di mettere in campo uno strumento affiancato a un rafforzamento vero del sistema del welfare , al sistema dei servizi sociali e della presa in carico. Non tutti potranno essere - magari! - avviati al lavoro: vi sarà una parte che ha bisogno, piuttosto, di politiche inclusive, di sostegno, anche se questa è un'altra questione. Con questo strumento si prova a intervenire, ma ci sono una serie di problemi molto seri che dovranno essere affrontati. Ne ho citati alcuni; penso anche al problema della residenza rispetto alla quale - lo vedrete - sarà necessario intervenire; pensate solo a come si potrà intervenire rispetto ai senza fissa dimora. Ciò riguarda e riguarderà sempre di più questa situazione, e arriviamo ancora una volta al compito di questa Assemblea e del Parlamento tutto. Ci auguriamo che questa volta si possa davvero fare un lavoro all'interno della Commissione per intervenire sulle parti incongrue in modo da migliorare il provvedimento e renderlo efficace ed efficiente. Se, invece, a guidare sarà solo la fretta e l'obiettivo di incassare dal punto di vista elettorale, certamente non ci stiamo. Al contrario, sul confronto nel merito per migliorare il provvedimento, eliminando le incongruenze e le sovrapposizioni, che rischiano di farlo naufragare come strumento, diamo la nostra disponibilità. Per tutti questi motivi, voteremo contro la pregiudiziale di costituzionalità. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, sulla base di argomentazioni distinte e distanti dai colleghi di Forza Italia, che hanno presentato la questione pregiudiziale, votiamo a favore esclusivamente per non procedere all'esame del provvedimento, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, della Costituzione. Se non puoi essere casto, almeno sii cauto: qui invece si continua ad agire con spudoratezza. Si pensa che ci siamo dimenticati di quando le forze di minoranza - oggi al Governo - tuonavano contro l'uso smodato e ingiustificato dei decreti-legge come utile scorciatoia per far passare i provvedimenti.