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b) favorire, anche attraverso l'emissione di specifici bandi, l'incontro tra domanda e offerta di trasferimento generazionale di impresa artigiana da parte, rispettivamente, di giovani fino a trentacinque anni di età e titolari di botteghe artigiane; c) promuovere la realizzazione, con il concorso delle Camere di commercio e delle organizzazioni territoriali di rappresentanza delle imprese artigiane, di una banca dati regionale, con aggregazione provinciale, delle botteghe artigiane in condizione di accedere al trasferimento generazionale di impresa; d) definire un percorso per il trasferimento generazionale di impresa che preveda la sottoscrizione, tra il soggetto candidato alla rilevazione dell'attività ed il servizio per il lavoro accreditato a livello provinciale, di uno specifico patto di servizio recante i contenuti e le modalità di svolgimento del percorso per il trasferimento di impresa, nonché i diritti e gli obblighi a carico del soggetto medesimo; e) ammettere la possibilità di accesso, al termine della fase di formazione e addestramento in azienda, a servizi gratuiti di affiancamento tecnico per l'avvio di impresa riservati ai titolari d'impresa artigiana subentranti; f) sostenere la funzione di mentor svolta dagli artigiani cedenti, nell'ambito del percorso di trasferimento d'impresa, attraverso il riconoscimento agli stessi di una indennità di tutoraggio, per tutta la durata del periodo di affiancamento successivo alla cessione dell'attività, entro il limite massimo di tre anni; g) sostenere l'attività di formazione e addestramento dei giovani che si candidano a rilevare l'impresa artigiana e che non si trovano nella posizione di dipendenti o apprendisti presso la medesima impresa, attraverso il riconoscimento agli stessi di una indennità formativa specifica, per un periodo non superiore a tre anni. I servizi di affiancamento tecnico sono definiti dalle regioni sulla base del Programma nazionale di intervento e consistono in un tutoraggio per la realizzazione del progetto di impresa, lo svolgimento degli adempimenti tecnici ed amministrativi previsti dalla disciplina vigente; l'esecuzione delle procedure necessarie per l'accesso al prestito d'onore e alla garanzia del consorzio fidi. I soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di affiancamento tecnico sono selezionati dalle regioni attraverso uno specifico bando ad evidenza pubblica. I soggetti che rilevano un'impresa artigiana attraverso le procedure di trasferimento generazionale di impresa, secondo quanto previsto all'articolo 11, possono accedere, al termine della fase di formazione in azienda, ad uno specifico incentivo, nella forma di un prestito d'onore, restituibile in cinque anni. Il prestito d'onore è erogato a valere sulle risorse del Fondo nazionale per la promozione dei mestieri artigiani e il trasferimento generazionale di impresa artigiana ed è destinato al sostegno delle spese di avviamento ed esercizio relative ai primi tre anni di attività. I prestiti d'onore sono cumulabili con i prestiti erogati dai consorzi fidi, in forma di contributo in conto capitale o in conto interessi, destinati al consolidamento dell'attività, concessi entro tre anni dall'avvenuto trasferimento d'impresa. L'articolo 12 interviene sul sostegno fiscale al trasferimento generazionale di impresa artigiana e sulla defiscalizzazione degli start up: a decorrere dal primo periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge, le nuove attività avviate a seguito di trasferimento generazionale di impresa artigiana sono esentate dall'imposizione ai fini IRAP e IRPEF, per i primi tre esercizi di imposta successivi a quello di avvio dell'attività. L'articolo 13 prevede che nell'ambito dei programmi regionali di formazione siano previsti, in corrispondenza con i fabbisogni e la vocazione produttiva dei territori, percorsi formativi certificati destinati ai soggetti fino a trentacinque anni di età che si candidano alla rilevazione di imprese artigiane tradizionali secondo le modalità di cui al presente disegno di legge. A questo fine, le regioni possono prevedere l'istituzione di appositi voucher formativi a favore dei soggetti che partecipino alle attività formative, secondo modalità stabilite con legge regionale. Per il perseguimento delle finalità della legge, ai sensi dell'articolo 14, è istituito presso la Cassa depositi e prestiti spa, con la vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze, il fondo rotativo, dotato di personalità giuridica, denominato «Fondo nazionale per la promozione dei mestieri artigiani e il trasferimento generazionale di impresa artigiana», con la dotazione annua di 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. Il Fondo nazionale è finalizzato: a) al cofinanziamento, in concorso con le regioni, delle indennità di formazione e tutoraggio e delle attività relative al patto di servizio, come definite e programmate nell'ambito del Programma nazionale d'intervento, a valere sulle risorse del Piano operativo regionale (POR) del Fondo sociale europeo (FSE) per il triennio 2011-2013, nonché sulle risorse dei bilanci regionali attribuite, per queste finalità, ai sistemi regionali del lavoro e al sistema della bilateralità; b) al rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, ai soggetti finanziatori, in relazione ai finanziamenti concessi a soggetti, fino trentacinque anni di età, che intendono avviare un'attiva d'impresa artigiana o ne sono titolari da non più di tre anni, ivi inclusi i soggetti ammessi alle procedure di trasferimento generazionale di impresa; c) all'erogazione dei prestiti d'onore. I finanziamenti ammissibili alla garanzia del Fondo hanno una durata non superiore a cinque anni e sono cumulabili fino ad un ammontare massimo di venticinquemila euro. La garanzia del Fondo è a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile. Per ogni operazione di finanziamento ammessa all'intervento del Fondo viene accantonato, a titolo di coefficiente di rischio, un importo non inferiore al 10 per cento dell'importo del finanziamento stesso. La garanzia del Fondo è concessa nella misura dell'80 per cento dell'esposizione sottostante al finanziamento erogato per la quota capitale, tempo per tempo in essere, nei limiti del finanziamento concedibile. La garanzia del Fondo può essere chiesta dai consorzi fidi e dalle banche iscritte all'albo di cui all'articolo 13 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco di cui agli articoli 106 e 107 del medesimo testo unico, che abbiano sottoscritto apposita convenzione, sulla base di uno schema-tipo approvato dal Ministero dell'economia e delle finanze. Le modalità di apporto di ulteriori risorse al Fondo da parte di fondazioni e di altri soggetti privati sono stabilite con contratti di sponsorizzazione stipulati ai sensi dell'articolo 43, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. Le modalità di apporto di ulteriori risorse al Fondo da parte di altri soggetti pubblici sono stabilite con accordi stipulati ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.