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l'articolo riporta inoltre notizia che per un'opera come il Mo. S.E. del valore di 6 miliardi di euro, l'1 per cento (60 milioni di euro) possa essere corrisposto ai collaudatori e che buona parte di questi soldi sarebbero già stati spesi negli anni passati; non è agevole capire, sempre secondo quanto si apprende, quali risultati abbiano portato queste spese, dal momento che molte parti della grande opera risultano "non fatte a regola d'arte" o da rifare; si tratta di incarichi "extra funzione" affidati dai presidenti del magistrato alle acque in via fiduciaria e i nomi che ricorrono sono sempre gli stessi: l'ex presidente dell'ANAS Vincenzo Pozzi che ha incassato, nell'arco degli ultimi 20 anni, la somma di 1 milione e 300.000 euro extra stipendio; il suo successore Pietro Ciucci con 747.000 euro; l'alto magistrato TAR Vincenzo Fortunato; l'ex Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci (anche coinvolto nell'inchiesta sui lavori del G8) e il suo fedelissimo Fabio De Santis; e ancora l'ex vicepresidente del Magistrato Giampietro Mayerle, nonché gli ex dirigenti Alfredo Ciaielli e Maurizio Pozzato; nell'ultimo anno sono stati affidati incarichi per collaudi per una cifra complessiva di 579.000 euro e nella lista degli affidamenti si ritrovano sempre Vincenzo Fortunato e alti dirigenti dei lavori pubblici come Pietro Buoncristiano, Alfredo Riondino, Maria Adelaide Zito, Francesco Libonati; l'art. 6, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (cosiddetto decreto semplificazioni), ha previsto l'obbligo di costituire un "collegio consultivo tecnico" per i lavori diretti alla realizzazione di opere pubbliche, anche in esecuzione, di importo pari o superiore alle soglie europee di cui all'art. 35 del codice dei contratti pubblici, e quindi nel caso di specie gli incarichi si annunciano numerosi; considerato che: per il Mo. S.E., come anticipato con lettera dal provveditore Zincone al consorzio, sarebbero necessarie addirittura 5 nuove commissioni e i relativi compensi dovranno essere "in rapporto al valore dell'opera"; attualmente i problemi del Mo. S.E. sono numerosi: la sabbia sui cassonetti, le tubazioni e la corrosione alle cerniere, le valvole da sostituire. Aspetti, questi, che rendono ancora più problematica e delicata la spesa di ingenti somme di denaro per attività di collaudo; considerato infine che a parere degli interroganti vi è necessità di vigilare su tutte le stesse attività e spese di collaudo, al fine di scongiurare un inutile sperpero di risorse, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere per dare corso alle opportune verifiche atte a garantire la piena legittimità dell'azione amministrativa e la trasparenza nella gestione e nell'affidamento degli incarichi. Atto n. 4-04145 CORTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: da quanto appreso da fonti di stampa locali, la località Le Tagliole di Pievepelago (Modena) e l'area del Lago Santo si trovano da tempo in un'intollerabile situazione di ritardo tecnologico, che sta oltremodo penalizzando la decina di attività presenti, tra alberghi, rifugi, ristoranti e bar, per le quali la presenza di una linea telefonica è condizione indispensabile per rimanere sul mercato e non fuggire dall'Appennino; gli operatori dei ristoranti e rifugi del lago chiedono interventi urgenti, visti anche i nuovi obblighi di legge per i quali necessitano di collegamenti telematici. In molte occasioni i clienti si sono trovati costretti a saldare tramite bonifico bancario, perché privi di contanti, mentre i titolari dei locali per trasmettere la contabilità sono costretti a portare presso la propria abitazione fisicamente la cassa; una situazione inaccettabile che penalizza gravemente le attività turistiche ed imprenditoriali nel complice silenzio della Regione e del Governo; la situazione diventa addirittura risibile con riferimento alle proposte del Governo di realizzare lotterie degli scontrini o incentivi fiscali per l'utilizzo di strumenti elettronici di pagamento, quando lo stesso Stato non è in grado di portare la copertura telefonica al suo interno; per quanto riguarda il nuovo ripetitore cellulare di Le Tagliole, dopo il blocco dei lavori nel periodo di chiusura per COVID-19, è stato consegnato il nuovo traliccio a Lepida ed a sua volta a Tim, ma ora si sta attendendo il collegamento all'energia elettrica per avviarne l'operatività; secondo i dati dell'Unione nazionale comuni comunità enti montani (UNCEM), 5 milioni di italiani hanno difficoltà a telefonare, perché abitano o "entrano" in zone senza copertura, 6 milioni di italiani invece hanno difficoltà a vedere i canali RAI e tutto il bouquet televisivo. Un'emergenza che riguarda il futuro dei territori, l'adeguatezza degli enti locali, e di tutti quelli che abitano e vogliono continuare a vivere e fare impresa nelle zone montane del Paese; tale situazione crea gravi disagi ai cittadini e alle imprese del Lago Santo e Pievepelago, che non possono usufruire di un servizio fondamentale per lo svolgimento di un'attività di lavoro o per comunicazioni urgenti con familiari e conoscenti, andando ad incidere sullo sviluppo della qualità della vita dei soggetti coinvolti; dopo anni di segnalazioni agli operatori del settore cadute nel vuoto a parere dell'interrogante lo Stato deve obbligare gli operatori privati ad ampliare le aree coperte. La copertura oggi misurata sul 95 per cento della popolazione (o superiore) non considera che il 5 per cento restante di residenti vive nel 15 per cento della rimanente superficie del Paese; da quanto risulta all'interrogante, il fenomeno è legato alle infrastrutture ormai obsolete, ma anche agli scarsi investimenti da parte delle compagnie del settore in aree geografiche non densamente abitate; una recente ricerca svolta dall'UNCEM denominata "No phone zone" ha individuato ben 1.220 comuni in cui si registra assenza di segnale telefonico mobile, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire la copertura di rete telefonica mobile, nonché della copertura internet ADSL e fibra, nel territorio dell'Appenino modenese. Atto n. 4-04146 CALANDRINI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Atto n. 4-04147 DE POLI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: da fonti di stampa si apprende che le risorse stanziate per il fondo FSBA (fondo di solidarietà bilaterale alternativo per l'artigianato) che il Governo ha rifinanziato a luglio e che ha avuto la bollinatura della Corte dei conti, non sono mai arrivate nelle casse dell'EBAV, l'ente erogatore; sono 400.000 artigiani a livello nazionale, 35.000 in Veneto, che si trovano senza alcun sostegno al reddito da marzo 2020, in estreme difficoltà economiche e impossibilitati a sostenere le necessarie spese di vita quotidiana (alimenti, bollette);