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Ma è stato deciso di dire «no» anche a questa proposta, perché ovviamente l'attuale maggioranza non ha in mente di fare una riforma: ha congegnato la fabbricazione di uno spot , l'ennesimo spot che serve a confondere le idee degli italiani e a inviare all'opinione pubblica messaggi distorti. Noi siamo convinti, come dicevo, che ci sia un disegno di mortificazione del Parlamento in atto, che si nutre della volontà di aggredire le regole poste a tutela delle minoranze, i contropoteri, le autorità indipendenti. Del resto, che interesse può avere per la salvaguardia della democrazia liberale, rappresentativa, parlamentare, per esempio, chi, come il Capo effettivo di questo Governo, che è anche Capo della Lega, quotidianamente si esercita nell'aggressione alla separazione dei poteri? Lo fa aggredendo i parlamentari di minoranza, perché mettono in scena una protesta a lui sgradita, pretendendo di interferire nelle decisioni della magistratura sulla restrizione della libertà personale oppure ignorando le sentenze che obbligano il suo partito a restituire 49 milioni di euro che sono stati rubati agli italiani. Noi vediamo una quotidiana opera di attacco alla democrazia rappresentativa da parte di chi ha le chiavi di questo Governo e quindi non ci stupiamo che ci sia il massimo disinteresse per la riforma del Parlamento e il massimo di interesse per l'attacco al Parlamento. E capiamo anche che ben poco interesse alla riforma del Parlamento ha l'altro Capo politico di questo Governo, molto subordinato rispetto al primo, il quale, senza nessun imbarazzo, ha avallato, propiziato e promosso l'asservimento antidemocratico di interi Gruppi parlamentari a una Srl che ha un funzionamento opaco e oscuro. Noi avevamo visto, nella storia di questo Paese, le aziende che si prestavano ad essere ramo politico di un partito, ci restava da vedere i partiti che diventano rami politici di aziende: con il MoVimento 5 Stelle abbiamo visto anche questo spettacolo. (Applausi dal Gruppo PD) . È evidente che chi coltiva il progetto di una democrazia senza equilibri, coltiva un progetto di fatto autoritario: le cose vanno chiamate con il loro nome e noi non abbiamo paura di farlo. Ho ascoltato quello che ha detto in questi giorni il ministro Fraccaro, che saluto e ringrazio per la sua presenza, ho ascoltato quello che hanno detto alcuni esponenti della maggioranza: ci è stato detto, per esempio, che si sta pensando, con questa riforma, al miglioramento dell'efficienza e della produttività del Parlamento. Ma scusate, com'è possibile sostenere che si pensa a migliorare l'efficienza e la produttività del Parlamento se si rifiuta ogni proposta della minoranza, nostra e di altri partiti, di riformare il bicameralismo paritario? Non è serio dire questo, visto il comportamento parlamentare che si è messo in atto. Si è detto che si pensa a ridurre i costi. Attenzione: tutte le nostre proposte partivano dal presupposto di accettare un numero complessivo di parlamentari come quello che la maggioranza propone, ma calavano la riduzione del numero dei parlamentari in un insieme di interventi seri. Voglio ricordare le proposte che abbiamo fatto: per esempio, abbiamo detto di portare a 400 i deputati e a 200 i senatori ma differenziando le funzioni tra le due Camere, facendo intervenire i presidenti di Regione alle sedute del Senato quando il Senato doveva occuparsi di materie relative all'ordinamento e al funzionamento degli enti territoriali. Abbiamo proposto, in alternativa, la differenziazione delle funzioni, nel senso di dare soltanto alla Camera potere fiduciario. Abbiamo proposto alla Camera - lo hanno fatto i nostri rappresentanti - l'ipotesi del passaggio ad un sistema monocamerale, con una sola camera legislativa di 500 membri, quindi addirittura meno di quelli che avremo dopo questa riforma, e la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie, con rappresentanti scelti dalle Regioni. Nessuna di queste proposte è stata accettata perché anche sul piano dei costi non siete credibili. Poi, scusate, come potete parlarci di preoccupazione per i costi voi? Se foste davvero preoccupati per i costi, cerchereste di ridurre non il numero dei parlamentari ma il numero dei vostri esponenti che, con dichiarazioni in libertà sui mini-BOT, sull'opportunità di portare il debito pubblico al 200 per cento del PIL oppure sull'opportunità di uscire dall'euro, ci fanno pagare ogni anno miliardi di euro in più di interessi sul debito pubblico. (Applausi dal Gruppo PD) . Se vi interessassero davvero i costi, dovreste intervenire sulla riduzione dei costi delle parole in libertà, che è la vera questione grave che oggi pesa sul nostro bilancio pubblico. Infatti, se riduceste le parole in libertà si risparmierebbero dieci volte più soldi di quelli che si risparmieranno in vent'anni con la riduzione del numero dei parlamentari. Ma non è questo che vi interessa. Ecco, io penso che ci si trovi, per le ragioni dette, non soltanto di fronte ad un atto pericoloso ma anche di fronte ad un pastrocchio. L'atto è pericoloso anche perché ho letto una dichiarazione del ministro Fraccaro che diceva che con meno poltrone ci sarà più democrazia: se il problema fosse stato quello di dare più democrazia, si sarebbe fatto ciò che si è fatto, per esempio, in termini di mortificazione delle piccole Regioni di questo Paese, che si ritroveranno così compresse nella rappresentanza da non avere, in un Senato con pieni poteri legislativi, nessun rappresentante dell'opposizione? (Applausi dal Gruppo PD) . Se si fosse avuto riguardo per la democrazia si sarebbe rimasti sordi com'è accaduto alle obiezioni e considerazioni che sono venute dai rappresentanti degli italiani all'estero? Se si fosse stati attenti alla democrazia si sarebbe accettata la deformazione del collegio che elegge il Presidente della Repubblica che invece così avremo? Non c'è stata alcuna attenzione alla democrazia. E non è vero che, con meno poltrone, c'è più democrazia, perché dipende da come si fa l'intervento e in questo caso lo si è fatto in maniera sconsiderata, superficiale e improvvisata, secondo gli stessi principi che abbiamo visto operare, per esempio, nella riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo. La esamineremo probabilmente tra poche settimane e vedremo come, con quella riforma, si aggrediscono le prerogative del Presidente della Repubblica cancellandone il potere di rinvio delle leggi, si svuota il referendum abrogativo, si svuotano le prerogative del Parlamento, si possono organizzare referendum senza capo né coda su leggi di spesa, tributarie, penali e riguardanti i trattati internazionali, cioè si dà un colpo di mazza alla democrazia parlamentare e costituzionale in Italia. Sono due tasselli dello stesso disegno. Faccio soltanto un esempio del più grande pastrocchio che si fa. Questo disegno di legge si connette ad una riforma della nostra legge elettorale, per renderla immediatamente applicabile anche in caso di elezioni a ravvicinatissima scadenza. Avremo quindi una legge elettorale con collegi uninominali che, per esempio, nel caso del Friuli-Venezia Giulia saranno grandi 1,2 milioni di abitanti. Attenzione per la democrazia?