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grazie a Fratelli d'Italia e all'interrogazione presentata dal senatore La Russa al Senato e dall'onorevole Lollobrigida alla Camera, abbiamo denunciato il tentativo francese di impossessarsi del vertice del Monte Bianco e anche questo speriamo che con la denuncia di Fratelli d'Italia sarà scongiurato (Applausi). Come ha recentemente detto il presidente del Partito dei conservatori europei, a nome dei 40 partiti europei occidentali che rappresenta, l'italiana Giorgia Meloni, non bisogna stare necessariamente in ginocchio davanti all'eurosistema, in Europa si può anche stare in piedi, a testa alta, a difendere il proprio interesse nazionale e il proprio popolo. È quello che intendiamo fare e per questo voteremo contro la pessima legge di delegazione europea di questo Governo. (Applausi) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su che cosa vuole intervenire? MIRABELLI (PD) . Sull'ordine dei lavori, Presidente. PRESIDENTE. Su quale argomento? MIRABELLI (PD) . Ho sentito un intervento che... PRESIDENTE. No, non può commentare. MIRABELLI (PD) . No, non sto commentando, Presidente. PRESIDENTE. Non è stato chiamato in causa lei personalmente. MIRABELLI (PD) . Ma il mio Gruppo. PRESIDENTE . Proseguirei con le dichiarazioni di voto, può intervenire al termine dei lavori. (Commenti del senatore Mirabelli). Si accomodi, stia tranquillo, do la parola quando è giusto. Se dopo mi spiega perché vuole intervenire, gliela do. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, i senatori del Gruppo Misto-LeU voteranno convintamente a favore del disegno di legge di delegazione europea 2019. Qualcuno l'ha definito il rito stanco di ogni anno, ma io penso che sia invece un atto assolutamente fondamentale per il nostro Paese e particolarmente quest'anno, perché sempre di più l'elemento di integrazione, anche nell'aspetto legislativo, delle normative, è cruciale per il futuro dell'Europa. So che molte volte ci siamo trovati in situazioni magari complesse, su alcune direttive, su questioni che magari riguardano gli interessi nazionali, ma oggi ci troviamo in un contesto molto diverso da quello di qualche anno fa e credo che il processo di contemperare gli interessi nazionali diversi stia andando in una buona direzione. Le preoccupazioni invece derivano - lo dico esplicitamente - non tanto da un problema di contrapposizione di interessi nazionali, ma - mi rivolgo anche al relatore Pittella che ben conosce queste dinamiche - dalla circostanza che ci troviamo di fronte, riguardo ad alcuni atti molto importanti dell'Unione europea e della Commissione, a pressioni lobbistiche che spesso non corrispondono agli interessi del nostro Paese. Penso, ad esempio, a tutta la discussione sulla PAC: anche in quel caso ci troviamo spesso di fronte a pressioni molto forti e anche ad interessi che talvolta mettono a repentaglio gli interessi del nostro Paese e della nostra agricoltura. Penso che questo sia un processo che bisogna certamente contrastare, ma è anche un processo che sta andando in qualche modo in senso diverso. La legge di delegazione, tra l'altro, è molto importante perché noi, purtroppo, siamo un Paese che ha avuto sempre una storia di procedure di infrazione. Questo è uno strumento che ci permette, anche quest'anno, di metter mano tranquillamente e di ridurre il numero di queste procedure di infrazione. L'altra questione certamente importante (anche se negli ultimi tempi le cose stanno andando in un senso abbastanza diverso,) è quella di riuscire, in un periodo abbastanza congruo, a recepire le direttive stesse. Il lavoro del nostro Paese e nostro in qualità di legislatori, è anche quello di provare, in qualche modo, attraverso il recepimento a migliorare i profili normativi delle direttive stesse, proprio in termini di ricaduta sulle normative italiane. In questo disegno di legge di delegazione ci sono molte questioni molto importanti, anche sul fronte dell'occupazione. Pensiamo all'articolo 20 e ai principi e ai criteri direttivi specifici di delega per l'adeguamento al regolamento relativo al prodotto pensionistico, a quello per i fondi per l'imprenditoria sociale, alla definizione di diritti minimi per i lavoratori e anche a quelli che riguardano l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare. Così come, nel campo della formazione e della cultura, tra le direttive che il Governo è delegato a recepire, ve ne sono alcune molto importanti. Penso, ad esempio, alla direttiva UE 2018/1808, relativa al coordinamento di tutte le disposizioni legislative per quanto riguarda la fornitura di servizi di media audiovisivi e all'intervento sui diritti d'autore. Quindi, come vedete, è tutto il fronte, molto importante, che l'Europa ha come traguardo. Con questa legge di delegazione europea si interviene, per esempio, sulle energie rinnovabili, sapendo perfettamente che noi abbiamo discusso molte volte in questa Aula, sempre in vista dei Consigli europei, di quanto sia importante oggi, in questo momento, anche rispetto al programma Next generation EU, tutto il percorso verso la transizione energetica e i nuovi obiettivi che l'Europa si è data di riduzione delle emissioni, anche in vista del traguardo da conseguire della neutralità climatica nel 2050. Ci sono molti elementi che io trovo, dunque, non solo importanti, ma che ci mettono in grado anche di fare ulteriori passi in avanti. Il lavoro di Commissione e quello d'Aula, poi, hanno introdotto delle ulteriori modifiche, assolutamente positive. Al riguardo ringrazio il relatore, senatore Pittella, e il sottosegretario Agea che ci hanno permesso anche di migliorare ulteriormente il lavoro sia in Commissione che in Aula. Penso, ad esempio, ad alcuni emendamenti che, proprio sul fronte delle rinnovabili, sono stati approvati, a prima firma del collega Girotto, e che sono molto importanti per quanto ci riguarda. Noi li riteniamo fondamentali, per quanto attiene la questione delle comunità energetiche, dell'auto-dispacciamento, dell'autoconsumo. Insomma, una serie di misure che ritengo determinanti. Per non parlare del fatto che abbiamo conseguito un obiettivo che ritengo abbastanza importante, anche rispetto alla discussione in Aula riguardo all'emendamento sull'olio di palma. Aver stabilito di escludere l'olio di palma dal novero delle fonti rinnovabili nel nostro Paese dal 1° gennaio 2023 (anticipando, quindi, di un anno la direttiva che prevede la graduale esclusione tra il 2024 e il 2030) è un risultato molto importante. (Applausi) . Ricordo che la Francia - visto che parlavamo di questo Paese - ha deciso, per esempio, di eliminare gli incentivi già dal 2020; l'ENI, il nostro player nazionale, ha deciso che si muoverà già dal 2023, quindi credo che l'Assemblea, votando questa modifica, abbia fatto un lavoro importante per il nostro Paese, e più in generale per il Pianeta. Conoscete meglio di me, infatti, la connessione stretta che c'è tra l'olio di palma e i meccanismi devastanti di deforestazione nel mondo, in particolare nell'Amazzonia. C'è un altro elemento che abbiamo salutato con favore.