[ddlcomm]

Gli articoli 9, 10 ed 11 prendono in considerazione le ipotesi in cui il personale sia in stato di prigionia ovvero disperso, il prolungamento della ferma ed i richiami in servizio per esigenze connesse con le missioni internazionali e la valutazione del servizio prestato ai fini dell'avanzamento al grado superiore. L'articolo 12 reca norme di salvaguardia per la partecipazione a concorsi interni. Vi si prevede che il personale militare che abbia presentato domanda di partecipazione ai concorsi interni banditi dal Ministero della difesa per il personale in servizio e non possa partecipare alle varie fasi concorsuali in quanto impiegato nelle missioni umanitarie e internazionali, ovvero impegnato fuori dal territorio nazionale per attività connesse a tali missioni, sia rinviato d'ufficio al primo concorso successivo, fermo restando il possesso dei requisiti di partecipazione previsti dal bando di concorso per il quale ha presentato domanda. Al predetto personale, qualora vincitore del concorso e previo superamento del relativo corso ove previsto, sono attribuite, ai soli fini giuridici, la stessa anzianità assoluta dei vincitori del concorso per il quale ha presentato domanda e l'anzianità relativa determinata dal posto che avrebbe occupato nella relativa graduatoria. L'articolo 13 precisa che la permanenza all'estero del personale militare a causa dell'impiego nelle missioni internazionali costituisce, ai fini dell'articolo 153, secondo comma, del codice di procedura civile, causa non imputabile e, ai fini dell'articolo 37, comma 1, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, grave impedimento di fatto. Gli articoli 14 e 15 dettano quindi disposizioni sull'orario di lavoro, sui riposi e sulla licenza ordinaria. L'articolo 16 prevede l'estensione della disciplina di cui al presente disegno di legge, ove compatibile, anche al personale civile impegnato nelle missioni internazionali Sempre in tema di cooperazione allo sviluppo si ritiene di aggiungere che il provvedimento prevede anche, all'articolo 17, la figura del consigliere per la cooperazione civile del Comandante militare italiano del contingente internazionale. Si tratta di un diplomatico, nominato con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro della difesa, con il compito di coordinare gli interventi umanitari. Questa previsione sottolinea e rafforza ulteriormente il forte carattere di cooperazione civile che, come si diceva, ha sempre caratterizzato l'approccio italiano alle missioni, nonché il coordinamento con la rete della nostra diplomazia. Il Capo IV, composto da un unico articolo, concerne invece le disposizioni in materia penale. L'articolo 18 prevede -- in linea generale -- l'applicazione del codice penale militare di pace, individuando altresì il tribunale militare di Roma come giudice competente. È fatta salva tuttavia la facoltà del Governo di deliberare l'applicazione del codice penale militare di guerra. Sono dettate inoltre disposizioni sulla non punibilità del militare che fa uso della forza nell'ambito delineato dalle regole di ingaggio e dagli ordini legittimamente impartiti (con esclusione dei crimini previsti dagli articoli 5 e seguenti dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale), sull'arresto nei casi di reati militari commessi in flagranza e sull'interrogatorio delle persone in custodia e dei reati commessi ai sensi degli articoli 1135 e 1136 del codice della navigazione e quelli ad essi connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di procedura penale, se commessi in danno dello Stato, di cittadini o di beni italiani in alto mare, in acque territoriali altrui e accertati nelle aree in cui si svolge una missione internazionale, individuando altresì il giudice competente. Le Commissioni riunite hanno quindi introdotto un ulteriore Capo, il V, composto da un unico articolo, il 19, e relativo all'introduzione di specifiche misure di intelligence per la gestione delle crisi. Nel dettaglio, l'articolo in questione prevede che il Presidente del Consiglio dei ministri, acquisito il parere del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR) e nell'ambito della cornice giuridica delineata dalla legge n. 124 del 2007, emani specifiche disposizioni per l'adozione di misure di intelligence di contrasto, anche in situazioni di crisi o di emergenza all'estero che coinvolgano aspetti di sicurezza nazionale o per la protezione di cittadini italiani all'estero, con la cooperazione di assetti della difesa. Sempre secondo le procedure indicate all’articolo 33, comma 4, della citata legge n. 124 del 2007, il COPASIR sarà anche puntualmente informato delle misure adottate entro trenta giorni dalla data di conclusione delle operazioni (commi 1 e 2 del predetto articolo 19). La norma prevede altresì, al comma 3, l'applicazione, al personale delle Forze armate impiegato nell'attuazione delle attività di intelligence , della disciplina penale dell'articolo 18 del presente disegno di legge, unitamente, qualora ne ricorrano i presupposti, a quanto prescritto all'articolo 17, comma 7, della citata legge n. 124 del 2007, relativo all'estensione alle persone non addette ai servizi di informazione per la sicurezza, in particolari casi, delle garanzie funzionali di cui gode il personale dei predetti servizi. Da ultimo, al comma 4, si stabilisce che il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica possa essere convocato dal Presidente del Consiglio dei ministri con funzioni di consulenza, proposta e deliberazione, in caso di situazioni di crisi che coinvolgano aspetti di sicurezza nazionale, secondo modalità individuate con apposito regolamento ai sensi dell'articolo 43 della legge n. 124 del 2007. Il Capo VI (articoli da 20 a 25) contiene ulteriori disposizioni, di natura eterogenea. L'articolo 20 ha ad oggetto norme in materia contabile. Da notare, in particolare, la disposizione che autorizza il Ministero della difesa (in relazione alle esigenze connesse con le missioni internazionali di revisione generale di mezzi da combattimento e da trasporto, di esecuzione di opere infrastrutturali aggiuntive e integrative, di acquisizione di materiali d'armamento, equipaggiamenti individuali, materiali informatici, apparati di comunicazione e per la difesa nucleare, biologica e chimica), nei casi di necessità e urgenza, a ricorrere ad acquisti e a lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato e ai capitolati d'oneri. Il tutto entro il limite complessivo di 50 milioni di euro annui, a valere sulle risorse finanziarie del fondo per il finanziamento delle missioni internazionali istituito dall'articolo 4.