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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 203 VALLARDI La seduta inizia alle ore 15,45. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente VALLARDI comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Non essendovi osservazioni, tale forma di pubblicità è adottata per il prosieguo dei lavori. SINDACATO ISPETTIVO Interrogazione Il sottosegretario CENTINAIO risponde all'interrogazione n. 3-02827, presentata dal senatore Bergesio e da altri senatori, ricordando che la filiera agroalimentare italiana è leader a livello europeo per il numero di prodotti di qualità a base di carne suina aventi il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) o delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP). In moltissimi casi, detti prodotti richiedono carni con caratteristiche particolari che si ottengono da suini "pesanti", cioè suini macellati a pesi elevati (160/176 kg/peso vivo), nati ed allevati nella zona di origine, secondo le prescrizioni di disciplinari produttivi approvati a livello comunitario. Le produzioni DOP ed IGP ottenute da suini "pesanti" hanno diversificato la suinicoltura italiana, tanto che il legislatore comunitario, con la decisione della Commissione 89/53/CEE del 21 dicembre 1988, ha riconosciuto la presenza in Italia di "due distinte popolazioni suine, le cui carni danno luogo a differenti mercati. ". Le identità dei prodotti DOP ed IGP sono dettagliatamente definite dai Disciplinari di produzione ove sono descritte le pratiche di allevamento, le caratteristiche e le tecniche di trasformazione della materia prima, nonché le caratteristiche del prodotto finale. Il rispetto dei disciplinari è quindi la condizione inderogabile per difendere l'identità storica, culturale ed economica di queste produzioni. I suinicoltori che operano negli areali geografici delle DOP ed IGP sono liberi di scegliere se aderire o meno ai rispettivi circuiti della DOP e delle IGP. Nel caso in cui decidano di aderire, si assumono l'impegno al rispetto dei rispettivi disciplinari produttivi; in caso contrario, non hanno alcun vincolo e possono destinare la loro produzione ad altre filiere produttive "non DOP e IGP". Le procedure previste da molti disciplinari del circuito delle DOP e delle IGP nel corso degli anni hanno evidenziato però alcune criticità. Nello specifico, i disciplinari approvati per le filiere delle produzioni DOP ed IGP prevedono che per la loro produzione sono ammessi: gli animali in purezza o derivati delle razze tradizionali di base Large White e Landrace così come migliorate dal Libro genealogico italiano tenuto dall'Associazione nazionale allevatori suini (ANAS); gli animali derivati dalla razza Duroc , così come migliorata dal Libro genealogico italiano; gli animali di altre razze, meticci ed ibridi purché provengano da schemi di selezione o incrocio attuati con finalità non incompatibili con quelle del Libro genealogico italiano per la produzione del suino pesante. Nello specifico, ricorda che i suini rientranti nei primi gruppi sopra menzionati rispondono pienamente ai requisiti dei suddetti disciplinari, mentre per l'altro gruppo di suini è necessario prevedere idonea procedura per stabilire che provengano da schemi di selezione o incrocio, attuati con finalità non incompatibili con quelle del Libro genealogico italiano per la produzione del suino pesante. Al fine di assicurare la terzietà, l'imparzialità e l'oggettività nella preventiva valutazione dei tipi genetici dell'ultimo gruppo di suini, con il decreto del Ministro n. 12399, del 5 dicembre 2019, è stata prevista una metodologia per valutare i tipi genetici diversi dalle razze del Libro genealogico italiano, da utilizzare coerentemente a quanto stabilito dai disciplinari di produzione delle DOP e delle IGP. Infatti, il decreto ministeriale in questione prevede una procedura metodologica che garantisca la terzietà nella definizione dei tipi genetici ammessi che non provengono da schemi di selezione nazionali. Sulla base di quanto esposto, a conclusione del processo valutativo effettuato dal Centro di ricerca zootecnia ed acquacoltura CREA-ZA, delle 30 richieste di valutazione dei tipi genetici, effettuate per il relativo utilizzo nell'ambito dei circuiti tutelati, soltanto 9 hanno ricevuto un parere positivo, tra cui anche una delle così dette "linee femminili", mentre 21 hanno ricevuto parere negativo. Tra questi ultimi tipi genetici, ben 14 risultano però essere già utilizzati nei circuiti tutelati e, in conformità a quanto disciplinato dal citato decreto, non potrebbero pertanto essere più utilizzati come verri padri di suini destinati alla macellazione nel circuito DOP ed IGP. In ogni caso, il decreto del Ministro n. 0268840 del 10 giugno 2021 ha previsto un ragionevole tempo di uscita dei riproduttori non compatibili già in uso, quantificato in 12 mesi dalla data di emanazione del decreto di rigetto. Infine precisa che nella riunione del Tavolo suinicolo nazionale del 22 settembre scorso è stata avviata una proficua concertazione con le parti interessate, allo scopo di giungere, nel più breve tempo possibile, ad un'efficace soluzione della tematica rappresentata, al fine di contemperare le esigenze di valorizzazione e tutela dei circuiti DOP e IGP con quelle connesse ad evitare impatti sulle filiere coinvolte. Il senatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il Sottosegretario anche per la tempestività della risposta e si dichiara soddisfatto. Ricorda che la tematica oggetto dell'interrogazione riguarda un comparto importante della zootecnia italiana e coinvolge moltissimi allevatori. Ritiene sia necessario un intervento urgente anche per evitare che una parte della domanda - eventualmente non soddisfatta tramite la filiera DOP - possa essere assorbita mediante importazione di carne da Paesi esteri. Sottolinea in conclusione con favore l'avvio di un Tavolo tecnico di concertazione diretto a risolvere la problematica rappresentata. Il presidente VALLARDI dichiara concluso lo svolgimento dell'interrogazione. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni per il sostegno dell'agroecologia e per la tutela del settore agricolo, forestale e rurale DDL 2213 Disposizioni per il sostegno dell'agroecologia e per la tutela del settore agricolo, forestale e rurale (Discussione e rinvio) La relatrice CALIGIURI ( FIBP-UDC ) riferisce alla Commissione sul disegno di legge in titolo che reca disposizioni per il sostegno all'agroecologia e per la tutela del settore agricolo, forestale e rurale. Il testo, diviso in 6 capi, è composto di 13 articoli. L'articolo 1, dedicato alle finalità del provvedimento, afferma che lo Stato favorisce e promuove la tutela della salute umana, dell'ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità, delle attività agricole e dei prodotti agroalimentari locali, l'agroecologia, un modello agro-silvo-pastorale conforme ai criteri dell'agroecologia nonché la sicurezza agroalimentare.