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Disciplina dell'attività di rappresentanza di interessi particolari. Onorevoli Senatori. -- L'introduzione della figura del lobbista è imputata al Parlamento britannico, ma la paternità della sua regolamentazione va ricondotta agli Stati Uniti d'America. Nel 2006 la Commissione europea, nell'ambito del Libro verde «iniziativa europea per la trasparenza», ha disposto la costituzione di un proprio registro dei lobbisti e di un codice di condotta che prevede l'impegno per i lobbisti registrati di operare nel rispetto di rigorosi criteri etici. Oggi si stima che a Bruxelles vi siano circa 15.000 lobbisti e 2.500 organizzazioni di lobbismo. Se si contano i badge dei visitatori permanenti e i badge «specifici», al Parlamento europeo operano circa 5.000 lobbisti. A differenza del resto d'Europa, in Italia l'attività di rappresentanza di interessi particolari esercitata da alcuni soggetti nei confronti dei decisori pubblici (membri del Parlamento, del Governo, delle autorità di settore e degli enti pubblici in generale) è stata interpretata nel corso della storia come sinonimo di corruzione, connivenza o favoritismo. Oggi, anche in Italia, si assiste a un'evoluzione di tale figura: i rappresentanti di interessi (i lobbisti) svolgono un ruolo essenziale nel dialogo aperto e pluralistico su cui si basa ogni sistema democratico, rappresentando un'importante fonte d'informazione per tutte le istituzioni nell'esercizio del loro mandato. Finalmente la figura in oggetto ha guadagnato un posto indispensabile per lo sviluppo della politica e del Paese, attraverso un dialogo mutualmente proficuo che giova sia alle istituzioni sia agli interessi dei gruppi esterni, garantendo un buon funzionamento del sistema decisionale legislativo. Grazie ai rappresentanti di interessi particolari, da un lato, le istituzioni potranno effettuare scelte finali consapevoli favorite dalla conoscenza degli interessi e delle opinioni del mondo esterno e, dall'altro, il mondo esterno potrà rappresentare le proprie ragioni evitando di recepire risultati a rischio di impatto collettivo, di settori e di categorie soltanto a valle dei provvedimenti. L'articolo 1 detta l'oggetto e le finalità del presente disegno di legge, riportando l'attività del portatore di interessi alla rappresentazione ai decisori pubblici degli interessi particolari, nel rispetto dei princìpi di pubblicità, di partecipazione e di trasparenza, e indicando come finalità della proposta la conoscenza e la conoscibilità di tutti i soggetti che esercitano tale attività. L'articolo 2 definisce la figura del rappresentante e del portatore di interessi particolari, specificando che il primo è al servizio del secondo. Sono inoltre individuati in maniera univoca i soggetti decisori pubblici e i relativi processi decisionali. L'articolo 3 restringe il novero dei soggetti che possono svolgere l'attività di rappresentanza di interessi particolari al fine di evitare che tale strumento possa essere utilizzato impropriamente da soggetti che non agiscano nella totale trasparenza. Possono pertanto svolgere tale attività i liberi professionisti e i consulenti che abbiano un'esperienza consolidata, avendo svolto tale attività nei tre anni precedenti l'iscrizione nel registro di cui all'articolo 4. È inoltre regolamentato l'accesso agli aspiranti, al pari di tutte le altre figure professionali (ad esempio avvocati, commercialisti, eccetera), affiancandoli ad un professionista «esperto» che possa trasferire loro le proprie competenze e formarli nel migliore dei modi sulle modalità di svolgimento dell'attività. Gli altri soggetti che potranno conseguire la «patente» di portatore di interesse sono i dipendenti di società con deleghe specifiche, di società nazionali e multinazionali costituite che dichiarano di svolgere attività specifiche, di associazioni, anche di ordini professionali (avvocati, notai, giornalisti e magistrati), di movimenti civici e associativi in favore dei consumatori e di organizzazioni non governative. Sono esclusi tutti coloro che risultano eletti ai vari livelli istituzionali, i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei ministri, i dipendenti dei Ministeri, i dipendenti delle autorità di settore e degli enti pubblici, nonché i giornalisti che svolgono attività presso il Parlamento e che hanno accesso ai relativi uffici. All'articolo 4 è prevista l'istituzione di un registro pubblico dei rappresentanti di interessi particolari, che ha il compito di dare pubblicità e trasparenza dei nominativi, delle attività svolte dai portatori di interessi e dei dati identificativi del datore di lavoro per conto del quale il portatore di interessi particolari svolge la propria attività. L'iscrizione nel registro è subordinata all'impegno, da parte del rappresentante di interessi particolari, di rispettare il codice di deontologia adottato dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). All'articolo 5 sono indicati i requisiti per l'esercizio dell'attività e per l'iscrizione nel registro. Ovviamente tra questi sono contemplate la maggiore età, l'esclusione da condanne penali passate in giudicato con sentenza definitiva e la dichiarazione di fallimento (salvo che sia intervenuta la riabilitazione). Nell'ottica della trasparenza, ogni anno il rappresentante di interessi dovrà indicare le attività principali svolte nel corso dell'anno e i relativi costi sostenuti (articolo 6). All'articolo 7 è previsto che i rappresentanti di interessi particolari possano presentare ai decisori pubblici proposte, richieste, suggerimenti, emendamenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte e documenti e qualsiasi altra comunicazione relativa all'interesse rappresentato. Lo stesso può essere richiesto e sollecitato dai decisori pubblici (articolo 8). L'attività di rappresentanza di interessi particolari svolta nei confronti dei decisori pubblici è resa nota, se pertinente, facendone menzione nella relazione illustrativa e nel preambolo degli atti normativi nonché nelle premesse agli atti amministrativi generali. Sempre in un'ottica di trasparenza, i decisori pubblici devono garantire l'accesso alle relazioni di cui all'articolo 6, comma 1, a chiunque ne abbia interesse, qualora siano pertinenti all'oggetto dei processi decisionali pubblici in atto. All'articolo 9 sono previste sanzioni in caso di falsità delle informazioni e di mancata iscrizione nel registro e all'articolo 10 sono individuate le attività di rappresentanza di interessi particolari che non rientrano nell'ambito di applicazione della legge.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge ha per oggetto l'attività di rappresentanza di interessi particolari esercitata nei confronti dei decisori pubblici, come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera c) . Tale attività, come definita all’articolo 2, comma 1, lettera e) , si informa ai princìpi di pubblicità, di partecipazione e di trasparenza. 2 La presente legge ha la finalità di garantire la conoscibilità dell'attività dei soggetti che influenzano i processi decisionali, di cui al comma 1, e una più ampia base informativa sulla quale i decisori pubblici possano fondare le proprie decisioni. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si definiscono: