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In data 6 marzo 2019, con delibera n. 72, ha affidato, tramite convenzione, al Consorzio l'incarico del piano di monitoraggio atmosferico e acustico ante operam , in corso d'opera e post operam e di uno studio specialistico finalizzato alla definizione degli interventi di mitigazione dell'impatto acustico, nell'ambito dei lavori di dragaggio dei fondali del porto commerciale di Salerno e del canale d'ingresso e dei lavori di allargamento dell'imboccatura portuale per 1.581.000 euro, IVA inclusa; considerato che: le predette convenzioni, di cui alle delibere n. 419/20118 e n. 72/2019, disciplinanti i rapporti tra Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale e Consorzio C.U.G.Ri. sono in perfetta aderenza allo schema tipico dei contratti di diritto comune, così come anche le modalità di pagamento previste all'art. 6 della delibera n. 419/20118, rubricato "Rimborso spese e fonte di finanziamento"; tra le voci di spesa riportate nel "quadro economico", allegato alla delibera n. 72/2019, rientrano somme generali non meglio specificate; l'affidamento senza gara da parte di un'amministrazione aggiudicatrice di un contratto contrasta con le norme e i principi sull'evidenza pubblica, quando ha ad oggetto servizi i quali, pur riconducibili ad attività scientifica, "ricadono, secondo la loro natura effettiva, nell'ambito dei servizi di ricerca e sviluppo di cui all'Allegato II A, categoria 8, della Direttiva 2004/18, oppure nell'ambito dei servizi d'ingegneria e dei servizi affini di consulenza scientifica e tecnica indicati nella categoria 12 di tale allegato" (Corte di giustizia dell'Unione europea, Grande Sezione, sentenza del 19 dicembre 2012 nella causa n. C-159/11); a conferma della natura effettiva delle attività ricomprese nelle convenzioni richiamate e rientranti nel predetto allegato IIA, con delibera n. 366 del 28 novembre 2018, l'Autorità si era già rivolta al mercato aperto approvando una procedura negoziata, ex art. 36, comma 2, lett. b) , del decreto legislativo n. 50 del 2016 (contratti sotto soglia), senza pubblicazione di bando di gara per l'affidamento di una sola parte del servizio di monitoraggio (quello ante operam ) mediante richiesta d'offerta sul mercato elettronico della pubblica amministrazione, per un importo complessivo di 220.000 euro e con il criterio di aggiudicazione del minor prezzo; la gara per l'affidamento del servizio limitato al monitoraggio ante operam è andata deserta e, dunque, l'Autorità avrebbe dovuto indire una gara ad evidenza pubblica per l'intero servizio di monitoraggio, di cui alla convenzione approvata con la delibera n. 72 del 2019 richiamata; sebbene l'Autorità abbia ritenuto tali servizi reperibili dal mercato, ha stipulato le predette convenzioni non rispettando quanto chiaramente stabilito dall'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), sia nella deliberazione n. 5 dell'8 gennaio 2015 che nella delibera n. 567 del 31 maggio 2017, dove ha concluso affermando che è possibile la disapplicazione delle disposizioni del codice degli appalti, nell'ambito degli accordi fra pubblica amministrazione per l'affidamento di servizi di ricerca previsti dallo stesso; nel caso in cui non ricorrano le condizioni specificamente previste dal codice degli appalti, la formula della convenzione tra pubbliche amministrazioni sembrerebbe essere stata utilizzata dall'Autorità in violazione del codice stesso e, cioè, con l'intento di eludere le gare ad evidenza pubblica, sottraendo al libero mercato una serie di servizi il cui importo è di notevole entità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di verificare la condotta e la legittimità dell'operato dell'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale in riferimento a quanto disposto dal codice degli appalti, e comunque sulla conformità delle convenzioni richiamate rispetto alla normativa vigente; se sia a conoscenza di eventuali rilievi dell'ANAC già in corso in merito alla conclusione delle convenzioni citate. Atto n. 4-01926 ROMEO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: ai sensi dell'articolo 35, comma 5- ter , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono vigenti per un termine di 3 anni dalla data di pubblicazione, fermi restando i periodi di vigenza inferiori previsti da leggi regionali; ai sensi dell'articolo 1, comma 361, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante la manovra di bilancio per l'anno 2019, le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche sono utilizzate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso nonché di quelli che si rendono disponibili, entro i limiti di efficacia temporale; tuttavia, il successivo comma 362 precisa che, al fine di ripristinare gradualmente la durata triennale della validità delle graduatorie dei concorsi di accesso al pubblico impiego, fatti salvi i periodi di vigenza inferiori previsti da leggi regionali, la validità delle graduatorie approvate dal 1° gennaio 2010 è estesa secondo limiti di tempo espressamente indicati; in particolare, la validità delle graduatorie approvate dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2013 è prorogata al 30 settembre 2019 ed esse possono essere utilizzate esclusivamente nel rispetto delle seguenti condizioni: 1) frequenza obbligatoria da parte dei soggetti inseriti nelle graduatorie di corsi di formazione e aggiornamento organizzati da ciascuna amministrazione; 2) superamento, da parte dei soggetti inseriti nelle graduatorie, di un apposito esame-colloquio diretto a verificarne la perdurante idoneità; considerato che: la Regione Lombardia, con deliberazione della Giunta regionale n. X/2989 del 23 dicembre 2014, ha adottato disposizioni che prevedono una durata minore della validità delle graduatorie di concorso; la deliberazione è stata adottata ai sensi dell'articolo 26, comma 6, della legge regionale 7 luglio 2008, n. 20, in base al quale per la copertura dei posti di qualifica dirigenziale si può ricorrere alle graduatorie vigenti di pubblici concorsi, con criteri, modalità e procedure disciplinati con provvedimento della Giunta regionale; la deliberazione prevede che, "con specifico riferimento quindi alle Aziende Sanitarie lombarde, nei cui confronti il regime ordinario non prevede vincoli e limitazioni alla possibilità di assunzioni, trova applicazione la regola generale di cui all'art. 35, comma 5-bis, D.Lgs. 165/01, che stabilisce la validità triennale delle graduatorie per l'assunzione nelle amministrazioni pubbliche, decorrente dalla data della loro pubblicazione" (allegato B, punto n. 2.6.2.1);