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domani del referendum confermativo, del voto online , della chiusura dei porti, della denigrazione della magistratura, della Banca d'Italia, dell'alta amministrazione pubblica. C'è una coerenza nella scelta di queste posizioni, ma non è una coerenza costruttiva. Al contrario, ha l'effetto di distruggere regole importanti senza curarsi delle conseguenze. In questo quadro culturale va inquadrato il tema del finanziamento dei partiti ai quali la Costituzione, all'articolo 49, assegna il compito di concorrere a determinare con metodo democratico la politica nazionale. Certo, la politica ha la grande responsabilità della mancata attuazione dell'articolo 49, ma ciononostante i partiti, i movimenti e le leghe, nel loro pluralismo, restano per i cittadini l'unica indispensabile forma di aggregazione e di rappresentanza intorno a una linea politica e a una domanda di partecipazione. Tutte le democrazie si sono trovate a dover affrontare il delicatissimo tema delle guarentigie e delle indennità parlamentari per le più alte cariche dello Stato e della magistratura, con l'obiettivo di fondo di garantire l'indipendenza, l'autonomia, l'autorevolezza e il decoro a organi che rappresentano la Nazione e ne guidano le sorti. Basta leggere gli atti dell'Assemblea costituente per comprendere il rilevante interesse pubblico che i Padri costituenti hanno assegnato all'autodichia e all'autonomia finanziaria del Parlamento, così come alle immunità parlamentari, all'inviolabilità, all'insindacabilità, alle indennità dei parlamentari e all'indipendenza della magistratura. Il finanziamento della politica, che con più proprietà dovremmo chiamare finanziamento della democrazia, ha la stessa ratio : riconosce che in una democrazia l'esercizio della politica e la rappresentanza dei cittadini hanno il valore in un vero e proprio bene pubblico che va sorretto per impedire distorsioni e degenerazioni. Non sono mancati, in passato, momenti nei quali gli errori e le malefatte di alcuni, nella gestione del finanziamento pubblico, hanno profondamente scosso l'opinione pubblica, ma non è un buon medico chi per curare una malattia prescrive una medicina così forte da fare morire il malato. Pur con tutti i limiti di una giovane democrazia, il sistema di pesi e contrappesi disegnato dalla Costituzione ci ha consentito di crescere, superando il dopoguerra, lo stragismo fascista, il terrorismo rosso e nero, italiano e internazionale, le mafie e le pesanti crisi economiche. Qualcuno sostiene che i partiti e i movimenti dovrebbero essere finanziati solo da privati. L'ho sentito ripetere poco fa da un senatore del Gruppo dei 5 Stelle. Questo avviene in democrazie diverse dalla nostra per ordinamento giuridico e per cultura. Lì può accadere che per l'elezione del Presidente la raccolta di fondi privati conti più del programma; così come accade che il Presidente, una volta eletto, per prassi tenga conto degli interessi di chi lo ha finanziato anche attribuendo ai maggiori finanziatori della sua campagna elettorale uffici pubblici e persino la carica di ambasciatore in Paesi molto importanti. Ecco perché un anche ridotto finanziamento pubblico ai partiti e ai movimenti è necessario. Serve a garantire la loro indipendenza e la loro autonomia dai grandi poteri economici; un finanziamento che - come oggi è previsto - lascia ai cittadini la scelta se e a chi destinare una frazione minima delle proprie dichiarazioni dei redditi, ovvero, in subordine, un finanziamento che provvede al rimborso di servizi vitali per l'attività dei partiti, secondo uno schema mutuato dall'Unione europea. Non sono quindi l'ammontare e la forma del finanziamento della democrazia che dovrebbero essere discussi in prima battuta dal Parlamento, quanto la relazione dei finanziamenti con la natura stessa della nostra democrazia parlamentare, assieme ai rischi di una politica che non combatte più sulle idee, che non mette più a confronto pensieri diversi, ma si è adattata al web , per lo più attraverso quei social che presuppongono l'uso di costose, costosissime piattaforme di vaghi spin doctor e di nutriti team di operatori. Una così martellante propaganda digitale, spesso volgare, densa di accuse e ritorsioni, specializzata nella denigrazione personale e nelle fake news , riesce a condizionare vaste quote di elettorato con una facilità che nessun programma politico potrà mai uguagliare. Giorni fa ho ricevuto un messaggio che mi ha colpito e voglio citarlo terminando il mio intervento, Presidente: «Dopo il chiasso suscitato da una recente indagine giudiziaria, il finanziamento privato non esisterà più, perché nessuno vorrà più finanziare un partito politico anche nei modi consentiti dalla legge. Rimarranno solo i finanziamenti esteri occulti, modello Bannon o Savoini». Il Senato deve avere la lucidità democratica di dire che chi ha scritto questo messaggio ha ragione e deve avere anche il coraggio di trarne le conseguenze. (Applausi dai Gruppi PD e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà. *QUAGLIARIELLO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, parto da dove ha concluso il senatore Zanda. Questo dibattito è stato innescato da una indagine giudiziaria sullo strumento delle fondazioni. Non voglio entrare in tale problematica, perché da garantista ritengo che le garanzie valgano innanzitutto per i miei avversari politici, ancor prima che per me. Voglio però fare alcune considerazioni su questa forma di organizzazione, sul perché le fondazioni sono nate e si sono sviluppate. Per rendersene conto basta guardare all'estero. Il fenomeno è dipeso da un mutamento della forma partito, verificatosi quando il partito, anche a causa di quegli strumenti tecnici ai quali si è fatto riferimento, ha dismesso le sue funzioni tradizionali e cioè quelle di produrre idee, di diffonderle e di formare classe politica. In tale contesto sono nate queste realtà esterne ai partiti, prima negli Stati Uniti, poi in Europa. In alcuni casi le fondazioni - faccio riferimento alla Germania - sono addirittura i destinatari del finanziamento pubblico alla politica, con questi compiti specifici, indipendenti e trasparenti. Il problema, allora, è che le fondazioni facciano le fondazioni; che siano quello che sono negli Stati Uniti, in Germania e in altre parti d'Europa e cioè una santabarbara di idee, dove si producono soluzioni - che poi vengono immesse nello scontro attraverso i canali della politica che sono presenti all'interno delle istituzioni attraverso i partiti - e delle fucine di formazione di classe dirigente. È evidente che le fondazioni non possono essere un surrogato per il finanziamento di partiti, né tantomeno dovrebbero essere il ritrovo di correnti, laddove la forma partito consente che queste ultime esistano. Perché questo modello di fondazione sia possibile sono necessari tre semplici elementi: trasparenza, controllo dell'attività e il fatto che quando si hanno incarichi di Governo ci si mette "in sonno" dalle fondazioni, si prendono le distanze e magari si torna poi nei ranghi nel momento in cui è terminato il proprio compito di Governo, esattamente come avviene negli Stati Uniti, dove intere classi politiche si preparano all'interno delle fondazioni, qui trovano un contributo di idee e soluzioni e poi evidentemente svolgono il loro servizio a favore dello Stato. Come è possibile che ciò avvenga?