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Si aggiunge che la proroga Equitalia trascina la proroga dei contratti in essere con le altre società iscritte all'albo, come prevede il secondo capoverso del citato comma 25. Tuttavia, in tale ultimo caso, è necessaria l'adozione di un atto esplicito che disponga in tal senso. La proroga degli affidamenti Equitalia non necessita di provvedimento apposito in quanto operante ope legis. Va tuttavia ricordato che bisogna tener conto dei tempi per la formazione del ruolo indicati dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze n. 321 del 1999 e dei tempi per la notifica della cartella (nove mesi) indicati al comma 2 dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 112 del 1999. Diversamente, i contratti nati su base volontaria necessitano dell'adozione di un atto di proroga. Per comprendere l'assetto vigente, vanno richiamate due importanti riforme: -- quella contenuta nel decreto-legge n. 203 del 2005 recante la nascita di Riscossione Spa, oggi Equitalia; -- il dettato normativo contenuto nel decreto-legge n. 70 del 2011, che impone l'esclusione delle attività del gruppo Equitalia dal mondo dei comuni assegnando ai medesimi, come unico strumento di riscossione coattiva, l'ingiunzione fiscale previsto dal regio decreto n. 639 del 1910. Pertanto, la riforma degli attori della riscossione dell'articolo 3 del decreto-legge n. 203 del 2005 ridisegna strutturalmente l'intero assetto di gestione della riscossione, definendo, punto per punto, il nuovo soggetto affidatario della funzione pubblica e i confini di operatività della stessa. Il comma 1 del citato articolo 3 dispone che, dal 1º ottobre 2006, è soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione. La realizzazione della manovra prevedeva una complessa operazione societaria che, dal 2005 ad oggi, è passata attraverso l'acquisizione delle società che hanno svolto l'attività di riscossione, operazione che ha consentito l'assorbimento del personale dedicato e specializzato nella professione della medesima attività. La fase transitoria necessaria al completamento delle operazioni societarie si è poi articolata sullo sfondo dell'istituto della proroga degli affidamenti in corso. Le norme utili per comprendere gli effetti che tale proroga continua a produrre la proroga sono due, di seguito analizzate in dettaglio. Decreto-legge n. 203 del 2005, articolo 3, comma 24 La lettera a) stabilisce che «fino al 31 dicembre 2010 (prorogato al 30 giugno 2016) ed in mancanza di diversa determinazione degli stessi enti, le predette attività sono gestite dalle società cessionarie del predetto ramo d'azienda, se queste ultime possiedono i requisiti per l'iscrizione all'albo (...), in presenza dei quali tale iscrizione avviene di diritto». La norma consente alla nuova società che acquisisce il ramo d'azienda dal precedente concessionario, di continuare a svolgere attività di riscossione per l'ente locale fino al 30 giugno 2016, purché avesse i requisiti per l'iscrizione all'albo. L'ente locale, dal canto suo, può decidere in ogni momento di revocare l'affidamento in quanto la norma fa salva «la diversa determinazione dell'ente». La successiva lettera b) chiarisce che l'attività di riscossione coattiva deve essere attivata ricorrendo all'ingiunzione fiscale, fatto salvo per i ruoli consegnati fino alla data del trasferimento, che invece seguiranno la procedura del ruolo. Decreto-legge n. 203 del 2005, articolo 3, comma 25 Le disposizioni contenute al comma 25 disciplinano la gestione delle attività per le fattispecie di cui al comma 7, vale a dire il caso delle società partecipate: si prevede che fino al 30 giugno 2016, in mancanza di trasferimento effettuato ai sensi del comma 24 e di diversa determinazione dell'ente creditore, le attività di cui allo stesso comma 24 vengano gestite da Equitalia S.p.a. o dalle società dalla stessa partecipate ai sensi del comma 7, fermo il rispetto di procedure di gara ad evidenza pubblica. Al secondo capoverso si stabilisce poi che fino alla fine del periodo transitorio «possono essere prorogati i contratti in corso tra gli enti locali e le società iscritte all'albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446». La proroga contenuta nella seconda parte del comma 25 ha il chiaro intento di evitare disparità di trattamento e dunque posizioni di favore per le società partecipate da Equitalia S.p.a. , in uno scenario che andava evolvendosi verso il meccanismo concorrenziale. La norma così riconosce la possibilità di proroga per tutti i contratti in corso sulla riscossione con i cosiddetti concessionari minori iscritti all'albo come, a titolo di esempio, la gestione della pubblicità. Il mondo degli attori della riscossione va rivisto sulla base della clamorosa novità introdotta dal decreto-legislativo n. 70 del 2011 che, all'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter) , prevede l'esclusione dal mondo dei comuni del gruppo Equitalia, unico soggetto titolare della modalità di riscossione a mezzo ruolo/cartella di pagamento: «a decorrere dal 31 dicembre 2012 (poi prorogato al 2016), in deroga alle vigenti disposizioni, la società Equitalia Spa, nonchè le società per azioni dalla stessa partecipate ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, (...) cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate». Pertanto dal 1º luglio 2016 la riscossione dei comuni e delle società da essi partecipate non può più essere affidata ad Equitalia o alle sue società partecipate. Il decreto fissa una deroga generale che colpisce i comuni e le sue partecipate, volta a impedire ogni forma di attività, sia di riscossione a mezzo cartella di pagamento, sia ogni altro servizio di gestione delle entrate dei comuni. La formula utilizzata dal legislatore rappresenta diretta applicazione del criterio lex specialis derogat generali . In merito alla futura attività di riscossione, l'articolo 7, comma 2, lettera gg-quater) , del decreto-legge n. 70 del 2011, ha stabilito che i comuni effettuano la riscossione coattiva delle proprie entrate, anche tributarie, sulla base dell'ingiunzione prevista dal testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, che costituisce titolo esecutivo, nonché secondo le disposizioni del titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1972, n. 602, del in quanto compatibili, comunque nel rispetto dei limiti di importo e delle condizioni stabilite per gli agenti della riscossione in caso di iscrizione ipotecaria e di espropriazione immobiliare forzata.