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Tale intervento, pur salvaguardando il principio della prevalenza del lavoro volontario, consente di non sfavorire gli enti diversi dall'impresa sociale rispetto a quest'ultima, nella quale il rapporto tra volontari e lavoratori è di 1 a 1. Si precisa altresì che i termini di raffronto riguardano esclusivamente il lavoro subordinato; - siano soppressi l'articolo 61, comma 2 e l'articolo 62, comma 7 del decreto legislativo n. 117 del 2017, in quanto la norma ivi prevista è suscettibile di ledere il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, di cui all'articolo 120 della Costituzione, e le competenze riconosciute a Regioni ed enti locali in materia; - all'articolo 82 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 7, dopo le parole: "attività commerciale", siano inserite le seguenti: "e delle cooperative sociali e loro consorzi". Tale modifica, nell'inserire anche le cooperative sociali e i loro consorzi fra gli enti che possono beneficiare dell'esenzione o riduzione del pagamento dei tributi locali, è coerente con il criterio direttivo di cui all'articolo 9, comma 1, lettera m) , della legge n. 106 del 2016, il quale prevede che la revisione della disciplina riguardante le organizzazioni non lucrative di utilità sociale sia effettuata fatte salve le condizioni di maggior favore relative, tra gli altri, alle cooperative sociali; - all'articolo 88 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 1, dopo le parole: "regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti « de minimis »," siano inserite le seguenti: "del regolamento (UE) n. 360/2012 del 25 aprile 2012 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di importanza minore « de minimis », concessi alle imprese che forniscono servizi di interesse economico generale"; - all'articolo101 del decreto legislativo n. 117 del 2017, comma 2, sia esteso da diciotto a ventiquattro mesi il termine per adeguarsi alle disposizioni del codice e il termine per la modifica degli statuti. Formula, quindi, le seguenti osservazioni sullo schema di decreto legislativo in titolo: - all'articolo 4 (Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , al comma 1, occorre sostituire la lettera b) con la seguente: « b) al comma 2, le parole "finanziario per cassa" sono sostituite dalle seguenti "gestionale redatto secondo il criterio di cassa o in base al principio della competenza economica di cui all'articolo 2423 del codice civile"». Si tratta di una precisazione che, nel consentire di procedere sia con il criterio di cassa sia con quello della competenza economica, appare più compatibile con la natura di alcuni enti minori, che non possono subire limitazioni nella scelta del criterio di imputazione e contabilizzazione di oneri e proventi; - sempre all'articolo 4 (Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , allo scopo di coordinare le disposizioni ivi previste con le altre disposizioni del codice del Terzo settore, in particolare con il Titolo X, inerente alla disciplina fiscale, appare necessario apportare le seguenti modificazioni: a) dopo la lettera a)inserire la seguente:«a- bis )dopo il comma 1, inserire il seguente:"1- bis . Salva diversa prescrizione dello statuto, l'organo competente dell'ente del Terzo settore convoca l'assemblea, ove presente, per l'approvazione del bilancio di esercizio entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio annuale"»; b) dopo la lettera b), inserire la seguente: «b- bis ) al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo "Tale obbligo non si applica agli enti del Terzo settore che determinano il proprio reddito in base ai regimi forfetari di cui agli articoli 80 e 86 del Codice"»; c) alla lettera c), dopo le parole "al comma 6", inserire le seguenti: «sostituire le parole "dell'attività" con le seguenti "delle attività"»; - all'articolo 15 ( Modifiche all'articolo 59 del decreto legislativo 117 del 2017 ),occorre prevedere, nell'ambito dell'incremento dei membri del Consiglio nazionale del Terzo settore, un rappresentante designato dall'associazione dei CSV più rappresentativa sul territorio nazionale in ragione del numero di CSV ad essa aderenti; - all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), al comma 1, alla lettera a) , al capoverso 2- bis , occorre sopprimere le parole: "e per non oltre due periodi di imposta consecutivi"; sempre al capoverso 2- bis ) sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Qualora l'ente eserciti attività di interesse generale rientranti in diverse categorie di cui all'articolo 5, le condizioni per la non commerciabilità delle attività di cui al comma 2 possono riferirsi alla totalità delle attività stesse. ", in modo tale che, in presenza di un complessivo equilibrio funzionale e di gestione delle attività di interesse generale, l'eventuale avanzo di gestione di una attività non comporti la commercializzazione della stessa; - ancora all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), al comma 1, alla lettera c) , appare opportuno sostituire il capoverso 5- bis con il seguente: "5- bis . Si considerano entrate derivanti da attività non commerciali i contributi, le sovvenzioni, le liberalità, le quote e i contributi associativi dell'ente e ogni altra entrata assimilabile alle precedenti, ivi compresi i proventi e le entrate considerate non commerciali ai sensi dei commi 2, 3 e 4, ed i proventi e le entrate di cui ai successivi articoli 84 e 85, tenuto conto altresì del valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività svolte con modalità non commerciali. " Tale modificazione, in un'ottica di coordinamento e di coerenza con il quadro normativo, è volta a ricondurre alle entrate che concorrono alla qualifica di ente non commerciale anche i proventi derivanti da attività che non sono considerate commerciali se svolte da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale; - sempre all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), alla lettera a) , occorre premettere la seguente: "0a) al comma 2, dopo le parole «che non superano i costi» è aggiunta la parola «pieni» (in proposito, si segnala che l'espressione "costo effettivo" è suscettibile di incertezze interpretative in ambito aziendalistico. Appare pertanto necessario ricorrere, più correttamente, alla dizione tecnica "costi pieni effettivi", che ricomprende la totalità dei costi sostenuti per l'attività); dopo la lettera a) occorre inserire la seguente: «a- ter ) al comma 4, la lettera a) è sostituita dalla seguente: