[ddlpres]

Disposizioni in materia di furti commessi mediante servizi bancari a distanza e di compravendita di strumenti finanziari tramite internet ( trading on line ). Onorevoli Senatori . – Le truffe digitali colpiscono migliaia di persone, svuotando e troppo spesso azzerando il loro conto corrente, i risparmi di una vita. Gli hacker informatici si impossessano, illegittimamente, dei dati personali del cittadino custoditi presso gli istituti bancari (credenziali di accesso, codici segreti, codici dispositivi, numeri del conto, della carta di credito) e, troppo facilmente, aggirano i presidi di sicurezza degli intermediari finanziari, ottenendo tutti i dati conservati dalle banche senza le dovute precauzioni. Ciò che più emerge, dal dibattito anche giurisprudenziale tutt'ora in corso, è la capacità dei sempre più sofisticati attacchi informatici di aggirare i presidi di strong customer authentication senza la violazione dei canali (almeno non direttamente). Ciò comporta la necessità di un urgente ripensamento degli obblighi organizzativi e dei presidi di sicurezza imposti agli intermediari dall'articolo 8 decreto legislativo n. 11 del 2010. Una grande criticità è l'invio dei codici dispositivi sul nostro cellulare, divenuto ormai un vero e proprio terminale bancario. Gli istituti bancari hanno adottato e imposto ai loro correntisti un nuovo modo di operare sul conto, in cui è lo smartphone ad avere un ruolo fondamentale, sostituendo il generatore di codici numerici, il cosiddetto « token », che permetteva una comunicazione esclusiva tra correntista e banca, utilizzato con l'unico scopo di autorizzare un'operazione bancaria sul proprio conto. Evidente come il « token » sia uno strumento di maggiore sicurezza, poiché riposto all'interno della propria casa, a differenza del telefonino, portato invece sempre con sé, utilizzato per infinite finalità e quindi esposto a infiniti pericoli. La direttiva 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, cosiddetta Payment Services Directive 2 o PSD2 , ha reso necessario un doppio fattore di autenticazione, oltre alla username e password dell' internet banking . Gli istituti bancari hanno scelto e, di conseguenza, imposto ai loro correntisti un'applicazione (App) da scaricare sui propri smartphone , utilizzati per infiniti altri scopi e quindi soggetti ed esposti a infiniti rischi diversi. Il sistema di utilizzo del proprio denaro, imposto dagli istituti bancari ai propri correntisti, si è in questi anni rivelato troppo labile esponendo i nostri dati personali ad attacchi sempre più frequenti, danneggiando la sicurezza di moltissime famiglie italiane in un periodo storico difficilissimo come quello che stiamo attraversando: si tratta ormai di una vera e propria emergenza nazionale, che richiede l'adozione di una legge che tuteli i risparmi degli italiani dai frequentissimi attacchi informatici. Nell'etere non viaggiano solo i furti dai conti bancari, ma anche le truffe finanziarie, attraverso il mezzo della compravendita di strumenti finanziari tramite internet , il cosiddetto trading on line. Pubblicizzato come un modo facile per fare velocemente tanti soldi, è l'arena in cui attrarre risparmiatori ignari dei rischi a cui si espongono. Ormai, basta aprire un qualsiasi social network per essere inondati di annunci di pseudo « guru » di borsa che spiegano come diventare ricchi in poco tempo, senza fatica, aumentando anche il tempo libero e, soprattutto, senza perdere. Viceversa, nella migliore delle ipotesi (anche se non si trattasse di truffa) il trading on line, per gli inesperti, è una trappola mangiasoldi e anche vorace. Guadagnare è difficile, mentre perdere tutti i propri soldi in poche ore è un'esperienza traumatica subita da tante persone. Da tempo le organizzazioni criminali hanno fiutato il business e lo stanno sfruttando per sottrarre soldi a ignari cittadini che, in buona fede, si lasciano coinvolgere in questa attività. Il termometro di questo fenomeno arriva dalle denunce presentate alla polizia postale: in tema di trading on line sono aumentate del 30 per cento da quando è iniziata la pandemia. Il meccanismo è semplice: organizzazioni straniere contattano pensionati e li invitano ad aprire un conto, promettendo facili guadagni. I soldi vengono dirottati su conti stranieri per lo più nell'Europa dell'Est o in alcuni paradisi fiscali. Si inizia con piccole cifre, nell'ordine dei 100 o 200 euro, e poi di fronte anche a false vincite pilotate, per creare maggiore fiducia nel risparmiatore, si arriva anche a decine di migliaia di euro versati. A quel punto i conti vengono prosciugati. Le organizzazioni criminali fanno una serie di triangolazioni per far sparire il prima possibile questi soldi. Il presente disegno di legge, come principale misura di argine al fenomeno, mira a introdurre l'assoluto divieto di pubblicità con qualsiasi strumento di comunicazione a distanza, ivi compreso quello telematico, delle attività di trading on line : a titolo di esempio, non deve essere possibile la pubblicizzazione di tali strumenti di investimento, né con telefonate, né con messaggi, né con metodiche porta a porta, né a mezzo internet . Il presente disegno di legge è anche finalizzato a introdurre nel nostro ordinamento una norma che imponga agli istituti bancari l'adozione di misure precise impedendo ai truffatori di portare concretamente a termine la truffa ai danni dei consumatori (sim swap , phishing avanzato, man in the middle , man in the browser , Vishing con smishing , sms spoofing ). Il disegno di legge mira a obbligare gli istituti bancari a bloccare, congelare e non processare alcuna operazione bancaria in presenza di almeno una serie di condizioni, che rendono quell'operazione sospetta. Il presente disegno di legge è finalizzato a imporre l'obbligo in capo agli istituti bancari di conservare e fornire al proprio cliente la documentazione richiesta. Inoltre, esso è volto a rendere non più automatica la possibilità per i correntisti di poter disporre bonifici istantanei, preferiti dai truffatori per la loro speditezza e impossibilità di essere efficacemente richiamati: il correntista che vorrà usufruire della facoltà di poter disporre bonifici istantanei, dovrà farne espressa richiesta, che dovrà essere esibita dall'istituto bancario. Ciò elide il favore della direttiva PSD2 verso l'utilizzatore di servizi di pagamento permettendo alla banca di non rimborsare effettivamente al cliente l'operazione disconosciuta senza procedere a formale richiesta, con gli oneri probatori collegati a tale azione di recupero. In relazione all'articolo 24 del decreto legislativo n. 11 del 10, che disciplina « Identificativi unici inesatti » , occorre rilevare come il prestatore di servizi non sia responsabile se l'identificativo IBAN indicato risulti errato o non corrispondente al beneficiario indicato nell'ordine di pagamento. La circostanza, infatti, risulta evidente in molti casi di truffa digitale che passa attraverso la modifica di beneficiario o codice IBAN. A rettifica di tale incongruenza, si ritiene opportuna l'introduzione dell'obbligo di controllo di corrispondenza tra IBAN e soggetto beneficiario, sia per la banca disponente, sia per la banca ricevente.