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Sarebbe necessario - come del resto già evidenziato in linea di principio nella Relazione sulla individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund presentata dalla Commissione bilancio all'Assemblea lo scorso 12 ottobre - applicare, con eventuali aggiustamenti, il criterio di riparto tra i Paesi previsto per le sovvenzioni dal Dispositivo di ripresa e resilienza (popolazione, PIL pro capite e tasso di disoccupazione) anche all'interno del nostro Paese (tra le regioni e le macroaree), superando in maniera significativa la quota del 34 % di investimenti al Mezzogiorno, senza considerare in tale computo le risorse per interventi 'in essere', quelle già incluse nei tendenziali di finanza pubblica e quelle del REACT-EU", si chiede di sapere: se si intenda applicare il criterio di riparto richiesto nelle relazioni sulla proposta di PNRR della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; se si intenda definire i LEP, così come richiesto nelle relazioni, e se, eventualmente, si ritenga corretto che diritti costituzionali possano essere finanziati con risorse straordinarie europee e non con fondi ordinari nazionali; quale sia la quota esatta di risorse che, complessivamente, si intende destinare al Mezzogiorno al netto dei fondi estranei alla dotazione del programma "Next Generation EU". Atto n. 3-02430 STEFANO PITTELLA Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: l'articolo 1, commi 59 e 60, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), prevede l'istituzione di un fondo finalizzato a interventi di "costruzione, ristrutturazione, messa in sicurezza e riqualificazione di asili nido, scuole dell'infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane" e "riconversione di spazi delle scuole dell'infanzia attualmente inutilizzati, con la finalità del riequilibrio territoriale". Il fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'interno "con una dotazione pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034"; l'articolo 1, comma 61, stabilisce che, per la realizzazione di tali interventi, i progetti vengono elaborati dai Comuni, mentre i criteri di riparto dei fondi, le modalità di utilizzo delle risorse e le procedure di trasmissione sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Stabilisce anche che, "con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia e con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca", da adottare entro 90 giorni dalla pubblicazione del predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, "sono individuati gli enti beneficiari, gli interventi ammessi al finanziamento e il relativo importo", si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare, in linea con lo spirito delle norme richiamate, al fine di: a) dare maggiore priorità alla realizzazione di asili nido o scuole per l'infanzia nei comuni o nelle periferie urbane prive di tali servizi nelle aree del Mezzogiorno d'Italia; b) consentire a una platea quanto più ampia possibile di interessati di presentare i progetti, garantendo maggiore flessibilità nei casi in cui, per ragioni che esulano dal controllo dei Comuni, non sia stato possibile inserire le opere in programmazione oppure sia difficile presentare progetti più dettagliati entro la scadenza; c) garantire che i progetti presentati dai Comuni capoluogo di provincia vengano realizzati nelle aree di periferia urbana nel Mezzogiorno d'Italia. Atto n. 3-02431 FARAONE Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: il programma "Next Generation EU", come opportunamente ribadito negli ultimi mesi da tutti i rappresentanti istituzionali europei e nazionali, è il più ambizioso progetto di investimenti che l'Unione europea abbia mai messo in campo; l'occasione di rendere incisiva ed efficiente ogni singola voce di spesa che verrà effettuata nella cornice specifica del recovery plan è unica: non solo allo scopo di far rialzare il nostro Paese a seguito dei duri colpi che la pandemia da COVID-19 ha inferto e continua ad inferire al tessuto socio-produttivo italiano, minando altresì la stabilità delle strutture sanitarie, ma anche e soprattutto al fine di far tornare l'Italia a dirigere l'economia mondiale attraverso una crescita solida e mirata; tra gli asset che, senza dubbio, costituiranno la colonna portante dello sviluppo futuro, assume rilievo principale anche il rilancio del Mezzogiorno. Il Sud Italia, infatti, vive da anni un periodo di disallineamento economico-produttivo, sociale e, come si è potuto purtroppo appurare in questi ultimi mesi, sanitario non più sostenibile per la stabilità finanziaria del Paese, né giustificabile alla luce delle ingenti risorse che saranno ad esso destinate e soprattutto della strategica posizione geografica che esso assume nel contesto europeo ed internazionale; a tal proposito, sono emblematici i dati emersi dallo studio pubblicato da Confcommercio "Economia e occupazione al Sud 2015-2019": il PIL prodotto nel Meridione, infatti, costituirebbe solo il 22 per cento del PIL complessivo del Paese (nel 1995, nondimeno, si attestava al 24 per cento), mentre dal 1995 la crescita cumulata dell'occupazione è stata bassissima (4,1 per cento), ma soprattutto si sono registrati 1,5 milioni di giovani in meno nelle regioni del Sud; puntuale, in questo senso, è stato l'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri Draghi espresso in occasione dell'iniziativa "Sud - Progetti per ripartire": Draghi ha infatti ricordato che nei prossimi anni gli stanziamenti a favore del Sud ammonteranno complessivamente a 96 miliardi di euro, considerando le risorse del Next Generation EU e degli ulteriori programmi europei e dei fondi per la coesione; il Presidente del Consiglio ha altresì sottolineato l'importanza di dirigere queste risorse a favore in particolare delle donne e dei giovani, al fine di rilanciare il processo di convergenza Nord-Sud, i cui finanziamenti sono andati progressivamente riducendosi: nel decennio compreso tra il 2008 ed il 2018, a ben vedere, spesa pubblica per investimenti del Mezzogiorno si è addirittura dimezzata, passando da 21 a poco più di 10 miliardi di euro; alla luce di queste considerazioni, occorre rilevare l'inadeguatezza del piano di assunzioni posto in essere dal Ministro per la pubblica amministrazione Brunetta: sebbene l'idea di prevedere assunzioni per il rilancio del Sud costituisca una buona base di partenza per ridefinirne le fondamenta, è altresì vero che 2.800 unità risultano nettamente insufficienti per rafforzare gli organici della pubblica amministrazione delle regioni coinvolte. Conviene inoltre consentire, oltre ad una cospicua integrazione del numero e dei profili professionali assunti, la possibilità di attivare convenzioni con ordini professionali e università per supportare gli enti locali nella progettazione degli interventi strategici;