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Disposizioni volte ad agevolare il recupero dei crediti deteriorati con garanzia immobiliare. Onorevoli Senatori . – Il disegno di legge disciplina i prestiti non performanti, espressi dalla locuzione inglese « Non Performing Loans (NPL) », traducibile come crediti deteriorati, con i quali si indicano i crediti la cui riscossione è diventata incerta da parte delle banche. Come è noto, il deterioramento della qualità del credito delle banche è una delle principali cause di fragilità del sistema finanziario, conducendo generalmente alla crisi dello stesso e il cui costo pagano poi – di fatto – tutti i cittadini. Una banca, infatti, può essere considerata solida se solidi sono i suoi crediti e, sebbene gli NPL possano essere considerati un elemento fisiologico di una banca, è necessario che siano ridotti al minimo, perché, se superano un certo livello, la banca subirà delle conseguenze che influenzeranno la sua redditività ed il suo patrimonio di vigilanza, vale a dire la quantità di capitale che ogni banca deve detenere per soddisfare i requisiti di vigilanza prudenziale previsti dalla normativa di Basilea 2. La diretta conseguenza sarà una minor disponibilità di capitale da poter impiegare per la concessione di ulteriori prestiti, fenomeno che ha particolarmente colpito il sistema sociale e produttivo italiano in questi dieci anni di crisi. Le banche italiane sono storicamente in stretto collegamento con l'andamento dell'impresa italiana, soprattutto le piccole e medie imprese (PMI). A tal proposito, infatti, è evidente come il crollo delle PMI abbia coinciso con un aumento delle esposizioni deteriorate delle banche, proprio perché le imprese italiane o sono in stato di insolvenza o non riescono ad onorare i debiti a causa delle avverse difficoltà economiche. Tutto ciò, ovviamente, ha dei riflessi sulle famiglie italiane, anch'esse in difficoltà nel pagare mutui e prestiti bancari. Pertanto, al fine di consentire un'importante diminuzione del volume degli NPL e di migliorare le condizioni economiche in cui versano le famiglie e le PMI italiane, il presente disegno di legge, dopo aver individuato – all'articolo 1 – la nozione di credito deteriorato, di fondo immobiliare e di valore netto contabile, all'articolo 2 definisce i soggetti che opereranno allo scopo di conseguire la finalità predetta e la forma dell'accordo che deve essere concluso per il raggiungimento della stessa. L'articolo 2 prevede, infatti, un nuovo meccanismo per la soluzione e il trattamento degli NPL ovvero delle inadempienze probabili con garanzia immobiliare o leasing immobiliari: si tratta di un'operazione negoziale trilaterale, conclusa tra i creditori, i debitori dei crediti deteriorati e i fondi immobiliari. Tramite l'operazione, un fondo immobiliare terzo compra dal proprietario, nonché debitore, l'immobile posto a garanzia del credito deteriorato. Come evidenziato dall'articolo 4, l'acquisto libera integralmente il debitore dai suoi gravami verso il soggetto creditore. L'articolo 3, oltre ad individuare i valori a cui deve essere parametrato il prezzo di vendita dell'immobile posto a garanzia del credito deteriorato e le agevolazioni fiscali a favore dei fondi immobiliari, riconosce la possibilità di concedere in locazione – salva diversa volontà dell' ex debitore – l'immobile oggetto dell'operazione per 10 anni all' ex proprietario ad un canone annuo non superiore al 5 per cento del prezzo di acquisto dell'immobile; l' ex debitore che decide di prendere in locazione l'immobile riceve dal fondo un'opzione per il riacquisto dell'immobile della durata di 10 anni ad un valore prestabilito. L'articolo 5 riconosce l'obbligo per il creditore, una volta intervenuta l'estinzione del credito deteriorato, di provvedere tempestivamente alla realizzazione delle opportune rettifiche segnaletiche presso la Centrale dei rischi della Banca d'Italia, i sistemi privati di informazioni creditizie e la Centrale di allarme interbancaria della Banca d'Italia. Infine, l'articolo 6 stabilisce le sanzioni da irrogare in caso di inosservanza delle disposizioni del presente disegno di legge.. Art. 1. (Definizione) 1. Ai fini della presente legge, si intendono per: a) « crediti in sofferenza » ed « inadempienze probabili »: i crediti garantiti da ipoteca iscritta su beni immobili ovvero derivanti da contratti di locazione finanziaria relativi a beni immobili, classificati come sofferenze o inadempienze probabili secondo le vigenti disposizioni della Banca d'Italia e del regolamento di esecuzione (UE) 2015/227 della Commissione, del 9 gennaio 2015, cosiddetti « crediti deteriorati », ovvero erogati o altrimenti vantati in qualità di cessionari da banche e intermediari finanziari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ovvero acquistati da società titolari di licenza di recupero stragiudiziale dei crediti ai sensi dell'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e da società veicolo di appoggio (SPV- Special Purpose Vehicles ) costituite ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, di seguito denominati « creditori »; b) « fondo immobiliare »: il fondo di investimento alternativo (FIA) immobiliare di tipo chiuso e riservato, avente sede in Italia, disciplinato dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, costituito da intermediari specializzati e vigilati ai sensi del citato testo unico. Ai fini della presente legge, la partecipazione al fondo immobiliare è riservata esclusivamente agli investitori professionali e alle categorie di investitori individuate dal regolamento previsto dall'articolo 39 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; c) « valore netto contabile ( net book value ) »: il valore contabile del credito nominale, al netto delle svalutazioni e rettifiche effettuate, applicando il principio contabile dell' International Financial Reporting Standard 9 (IFRS 9), le disposizioni della Banca centrale europea, le linee guida dell'Autorità bancaria europea (ABE), cosiddette « linee guida EBA », e le disposizioni di vigilanza della Banca d'Italia. Art. 2. (Soggetti e forma degli accordi) 1. Al fine di rendere più efficiente ed efficace la gestione dei crediti deteriorati, i creditori possono far ricorso all'intervento di fondi immobiliari. 2. I fondi immobiliari, autonomamente o su richiesta dei creditori o dei debitori, possono formulare una proposta di acquisto degli immobili posti a garanzia dei crediti deteriorati affinché il relativo prezzo di vendita sia destinato al pagamento di tali esposizioni, di seguito denominata « operazione ». La proposta ricevuta dal fondo immobiliare da parte del creditore o debitore non interrompe le azioni esecutive in corso, fino ad accordo raggiunto tra le parti. 3. Gli accordi tra i creditori, i debitori dei crediti deteriorati e i fondi immobiliari necessari alla conclusione dell'operazione sono negoziati secondo buona fede e stipulati con la mediazione civile o con atto pubblico. Art. 3. (Agevolazioni fiscali in favore dei fondi immobiliari e requisiti per la loro fruizione) 1.