[resaula]

Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.4, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «da 113 a 115». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .0.5 a 1- bis .0.3. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.11, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .0.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.16, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .0.17 a 1- bis .0.19. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.13, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.14 , presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «tempo determinato». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1- bis .0.15. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.20, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori, fino alle parole «anno di età». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2- bis .0.4. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi fa molto piacere interrompere questo flusso di votazioni - stiamo andando in modo molto spedito - e mi fa piacere non solo perché così prendiamo un po' di ossigeno, ma anche perché questa è l'occasione per me per interloquire con il Governo e con la maggioranza (lo dico con un certo rammarico), dopo non averlo potuto fare nei due giorni in cui abbiamo lavorato in Commissione su questo provvedimento. Infatti, signor Presidente, i lavori sono stati una sorta di seduta solipsistica da parte delle opposizioni, che hanno giustamente fatto un lavoro emendativo, ma non hanno ricevuto una sola risposta e una sola interlocuzione da parte della maggioranza e del Governo. Da testimone dell'azione di alcuni dei protagonisti di questa maggioranza nella scorsa legislatura, il rammarico è quello di aver registrato un passaggio repentino da una opposizione baldanzosa, con tratti perfino rivoluzionari, a un aplomb istituzionale, ai limiti dell'afonia, che è un elemento di rammarico, ma anche di frustrazione. Penso, infatti, che si debba crescere collettivamente nella interlocuzione tra maggioranza e opposizione. Se mi è permesso, signor Presidente, anche cercando l'attenzione sua e dell'Assemblea, perché stiamo parlando di un tema, almeno dal mio punto di vista, molto importante, quello che presentiamo in questo articolo, tra gli altri, è un emendamento che passa come proposta di reintroduzione dell'articolo 18, ma - se mi è permesso un elemento di piccola presunzione - il tema è molto più grande del suo contenuto. Il tema è se vogliamo dichiarare chiusa per sempre, in modo persino trasversale alle forze politiche, la stagione nella quale in questo Paese si è pensato - lo ha detto molto bene la mia Capogruppo in discussione generale - che un sistema economico sociale e produttivo potesse risollevarsi solo a patto di manomettere le regole del mercato del lavoro, che alla fine, a ogni tentativo riuscito, ha voluto dire comprimere la sfera dei diritti dei lavoratori. È successo a fasi e a cicli politici alterni: lo hanno fatto governi di destra e lo hanno fatto - ahimè - anche governi che si dichiaravano di sinistra o di centrosinistra. Nella scorsa legislatura incomprensibilmente è stato eliminato l'ultimo brandello di statuto dei lavoratori. Guardi, signor Presidente, lo dico a lei e per il suo tramite ai membri della maggioranza e a questo punto anche a un bel pezzo dei membri dell'opposizione: l'articolo 18, che prevede la reintegra sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, nel caso in cui appunto il lavoratore dimostri la non giusta causa e quindi attraverso la decisione di un giudice decida non per l'indennizzo ma per essere integrato sul posto di lavoro, non è un feticcio del passato, ma è esattamente l'argine - vorrei dire persino di civiltà - che molti lavoratori, milioni di lavoratrici e di lavoratori hanno utilizzato in questo Paese per difendere i propri diritti. E lo dico non perché io ritenga che l'articolo 18 sia lo strumento per risollevare le sorti di un Paese, ma proprio perché - come sostiene qualcuno - quell'articolo e quello strumento è inutile, non bisogna toccarlo, perché riguarda la sfera di diritti dei lavoratori. Pensiamo che debba essere un atto dovuto quello di ragionare della necessità di ritornare a quello strumento. Lo dico per il passato naturalmente e l'ho già detto a coloro che questo strumento l'hanno colpevolmente cancellato. Lo dico però anche agli esponenti della maggioranza: qui vedo il ministro Di Maio che in passato si è fatto autore di questa battaglia e che alla prima grande occasione utile non è stato nelle condizioni, non so se politiche, personali o nel rapporto tra il suo pezzo di maggioranza e la Lega, di portare avanti questa giusta battaglia. Non mi permetto di fare un appello patetico al Governo, che spesso si fa quando si presentano gli emendamenti, per chiedergli di ripensarci, perché non lo farà, ma chiedo umilmente al Governo in futuro di riflettere seriamente sulla necessità di reintrodurre un elemento che non è soltanto di civiltà del diritto, ma di civiltà di un Paese. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze .