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Gaudiano, è da tempo immemore che in alcune zone d'Italia viene rappresentata e segnalata l'assenza totale del segnale RAI. Nonostante le sollecitazioni e le richieste dei cittadini non sono stati fatti decisivi passi avanti. Gli utenti delle aree interessate dal disservizio, pur essendosi dotati di appositi decoder , non possono usufruire del servizio pubblico radiotelevisivo in ragione della mancata copertura del segnale; in particolare nelle zone montane del Parmense, tale disservizio ha causato il malcontento dei cittadini, regolarmente paganti il canone televisivo; nel corso del tempo, i cittadini di tali zone hanno in più occasioni evidenziato molte difficoltà di ricezione del segnale per quasi tutti i canali della RAI, compreso RAI3, importantissimo per la diffusione del telegiornale regionale. Allo stesso tempo, risulta impossibile accedere agli altri canali tematici e informativi trasmessi in digitale terrestre; la mancanza di infrastrutture telematiche adeguate, come la fibra ottica, preclude agli utenti anche l'accesso via internet ai contenuti delle piattaforme digitali; il verificarsi di eventi atmosferici avversi, quali piogge o temporali, sono sufficienti per far perdere del tutto il segnale televisivo; considerato che a quanto risulta agli interroganti: la Presidente dell'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna già nel 2009 scriveva alla sede RAI in merito a tali disservizi, senza ottenere riscontri, e anche le segnalazioni e le richieste di intervento da parte dei cittadini delle zone montane del Parmense alle autorità locali e alle sedi RAI regionali sono, fino ad oggi, rimaste del tutto inascoltate; come si legge on line su "la Repubblica", edizione di Parma, del 31 marzo 2020, in tali zone, già di per sé geograficamente isolate, la mancanza di informazione risulta intollerabile soprattutto in questo periodo di emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del COVID-19; a parere degli interroganti, tutti i cittadini hanno la necessità di comprendere e di avere notizie certe e attendibili circa lo sviluppo dell'epidemia nelle proprie zone e nelle zone circostanti, nonché di conoscere le indicazioni e le misure del Governo, del Parlamento e degli altri soggetti nazionali, regionali e locali per contrastare l'emergenza e per il rilancio del tessuto economico, produttivo e sociale in tutte le zone del nostro Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno adottare iniziative di propria competenza per risolvere in maniera definitiva i problemi di ricezione del segnale del digitale terrestre e ripristinare la completa diffusione dei canali RAI, eliminando i disturbi e le interferenze che impediscono ai cittadini utenti di usufruire del servizio pubblico radiotelevisivo, in particolare in questo periodo di emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del COVID-19, su tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone montane del Parmense. Atto n. 3-01527 MORONESE SANTILLO PAVANELLI FERRARA DONNO LA MURA CORRADO LANZI ANGRISANI ABATE PRESUTTO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta agli interroganti: la Regione Campania il 12 maggio 2016 emanava un avviso indirizzato alle amministrazioni comunali al fine di ricevere da esse manifestazioni di interesse per la localizzazione di impianti di compostaggio anaerobici o misto aerobico/anaerobico conosciuti con il nome di biodigestori. Il Comune di Caserta nel luglio 2016 manifestava la disponibilità ad ospitare nell'area ASI di "Ponteselice" il suddetto impianto, rappresentando di aver già redatto e approvato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un impianto analogo. Confermava tale scelta il 9 settembre 2016 durante il Tavolo tecnico tenutosi fra Regione Campania, UOD autorizzazioni ambientali e rifiuti di Caserta e Sogesid. Successivamente con delibera n. 62 del 29 settembre 2016, anziché nell'area ASI di Ponteselice, il Comune pianificò la realizzazione del suddetto impianto nella zona ASI "Lo Uttaro", ex mattatoio comunale, e il 19 ottobre 2016 con l'atto di sindacato ispettivo 3-03237, la prima firmataria del presente atto denunciava la non idoneità del luogo prescelto in quanto l'area risultava contaminata e non ancora bonificata. Il 17 gennaio 2017, con prot. 2017-0001375/UDCP GAB/UL, la Regione confermava la compromissione ambientale del sito nella risposta all'interrogazione del consigliere del M5S Viglione. Il 2 agosto 2017, con l'atto di sindacato ispettivo 3-03939, la prima firmataria del presente atto denunciava altresì che il Comune con delibera n. 112 del 2017 stava valutando la possibilità della localizzazione dell'impianto in oggetto in zona Gradilli, e che tale sito risultava palesemente inidoneo per l'esistenza di vincoli ambientali e paesaggistici. A tale atto rispondeva il Ministero dell'ambiente in data 21 febbraio 2018 confermando la sussistenza dei problemi ambientali nella zona Lo Uttaro, precisando inoltre che "Il Comune di Caserta, in data 15 novembre 2017, ha trasmesso la documentazione per l'ammissione a finanziamento dell'impianto da realizzarsi nell'area ASI Ponteselice. Con D.D. n. 45 del 11 dicembre 2017, l'intervento in questione è stato ammesso provvisoriamente a finanziamento per un importo complessivo di € 26.499.998,90 ed è stata liquidata al Comune la somma di € 2.649.999,80 per l'avvio dell'intervento"; considerato che: risulta agli interroganti che sull'area prescelta dal Comune in località Ponteselice insistano alcuni vincoli importanti che ne determinerebbero di fatto l'improcedibilità; il Comune con D.D. n. 387 del 6 aprile 2017 impegnava per lo studio di fattibilità per la "progettazione e costruzione di un impianto di trattamento del rifiuto umido" in località Ponteselice 48.190 euro in favore della Athena Srl, il cui presidente risulta essere l'ingegner Maria Laura Mastellone, già assessore all'Ambiente per il Comune di Caserta dal 2006 al 2011 e per la Provincia di Caserta dal 2011 al 2015; il 4 luglio 2018 presso la ASMECOMM in Napoli si svolgeva la gara "Realizzazione dell'impianto di compostaggio con recupero di biometano da 40.000 tonnellate all'anno nell'area ASI località Ponteselice viale Enrico Mattei", dal verbale risultarono escluse dalla graduatoria le ditte ENGCO e Perillo, in quanto non fecero pervenire l'offerta economica. Pertanto il Comune con D.D. n.1512 del 12 ottobre 2018 aggiudicava definitivamente il progetto alla RTI Tecnosistem SpA, impegnando la spesa di 714.391,282 euro;