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È opportuno evidenziare che l'articolo in commento fa comunque salve le disposizioni in materia di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi, con particolare riferimento alla stipula di convenzioni-quadro, alle centrali di acquisto operanti quali centrali di committenza per regioni, enti locali e Servizio sanitario nazionale, ai beni e servizi non oggetto di convenzioni Consip SpA per le quali le amministrazioni statali centrali e periferiche devono ricorrere a Consip SpA in qualità di stazione appaltante, alle attività di centrale di committenza svolte da Consip SpA in relazione alle Reti telematiche delle pubbliche amministrazioni, al Sistema pubblico di connettività, alla Rete internazionale delle pubbliche amministrazioni e ai contratti-quadro, nonché all'acquisto di beni e servizi relativi alle categorie merceologiche presenti nella piattaforma Consip da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale. Il comma 4 interviene sul codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 163, ed in particolare sulla disposizione concernente gli appalti pubblici e gli accordi quadro stipulati da centrali di committenza. In particolare, si sostituisce il comma 3- bis dell'articolo 33 del richiamato decreto legislativo, prevedendo che i comuni non capoluogo di provincia procedano all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle unioni dei comuni, ove esistenti, o costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici, o ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ovvero che, in alternativa, gli stessi comuni possano effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip SpA o da altro soggetto aggregatore di riferimento. I commi 5 e 6 prevedono che, ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica attraverso la razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e di servizi, entro il 31 dicembre 2014, le regioni costituiscano ovvero designino, ove non esistente, un soggetto aggregatore, precisando che, in ogni caso, il numero complessivo dei soggetti aggregatori presenti sul territorio nazionale non può essere superiore a 35. In alternativa, ferma restando la facoltà per le regioni di costituire centrali anche unitamente ad altre regioni che operano quali centrali di committenza in favore delle amministrazioni ed enti regionali, degli enti locali, degli enti del Servizio sanitario nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni aventi sede nel medesimo territorio, si prevede che le regioni possano stipulare con Consip SpA apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti, sulla base delle quali Consip SpA svolge attività di centrale di committenza per gli enti del territorio regionale. L'esperienza dei prezzi di riferimento nel settore sanitario, elaborati dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, in forza del disposto dell'articolo 17, comma 1, lettera a) , del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e resi disponibili, secondo il termine fissato dalla legge, sin dal 1º luglio 2012, con un procedimento la cui legittimità è stata confermata anche dalla giurisprudenza amministrativa, ha mostrato che attraverso tale strumento è stato reso possibile perseguire risparmi considerevoli per lo Stato. Pertanto, il comma 7 intende estendere tale meccanismo di conseguimento dei risparmi a tutta la platea di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche. In particolare, si prevede che, a partire dal 1º ottobre 2014, nelle more del perfezionamento delle attività concernenti la determinazione annuale dei costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura da parte dell'Osservatorio presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nonché al fine di potenziare le attività delle centrali di committenza, l'AVCP fornisca alle amministrazioni pubbliche un'elaborazione dei prezzi di riferimento alle condizioni di maggior efficienza di beni e servizi tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico della pubblica amministrazione e pubblichi nel proprio sito i prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche amministrazioni per gli acquisiti di tali beni e servizi. Si evidenzia che sono esplicitamente fatte salve le disposizioni in materia di interventi per la razionalizzazione dei processi di approvvigionamento di beni e servizi della pubblica amministrazione e di razionalizzazione della spesa sanitaria di cui al citato decreto-legge n. 98 del 2011. Inoltre, il comma 7 prevede che i prezzi di riferimento, pubblicati dall'Autorità e aggiornati entro il 1º ottobre di ogni anno, siano utilizzati per la programmazione dell'attività contrattuale della pubblica amministrazione e costituiscano prezzo massimo di aggiudicazione, anche per le procedure di gara aggiudicate all'offerta più vantaggiosa, in tutti i casi in cui non è presente una convenzione stipulata ai sensi della vigente normativa in materia di acquisto di beni e servizi, in ambito nazionale ovvero nell'ambito territoriale di riferimento. La norma prevede, altresì, la nullità dei contratti stipulati in violazione di tale prezzo massimo. Il comma 8 stabilisce, poi, che in fase di prima applicazione la determinazione dei prezzi di riferimento è effettuata sulla base dei dati rilevati dalle stazioni appaltanti che hanno effettuato i maggiori volumi di acquisto, come risultanti dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici. Il comma 9 istituisce un Fondo per l'aggregazione degli acquisti di beni e servizi destinato al finanziamento delle attività svolte dai predetti soggetti aggregatori, con una dotazione pari a 10 milioni di euro per l'anno 2015 e a 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2016. Si precisa, altresì, che il predetto Fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e si rinvia ad un decreto del medesimo Dicastero la definizione dei criteri di ripartizione delle relative risorse. Infine, il comma 10 dispone il finanziamento, per l'anno 2014, nel limite di 5 milioni di euro, delle attività svolte da Consip SpA nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti delle pubbliche amministrazioni, mediante gli avanzi di gestione conseguiti, negli anni 2012 e 2013, dalle Agenzie fiscali ai sensi dell'articolo 1, comma 358, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Art. 10. - (Attività di controllo) Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 attribuiscono all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture i compiti di controllo sulle attività finalizzate all'acquisizione di beni e servizi, prevedendo che li eserciti secondo quanto previsto dal codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.