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bisogna fare questo benedetto ponte! (Applausi) . Continuiamo a giustificare il fatto che non si affronti il tema perché divisivo. Colleghi, oggi questo tema è divisivo innanzitutto e soprattutto per i nostri cittadini del Sud, per gli abitanti della Sicilia, che sono tagliati fuori dal Paese. Per fare un esempio, che tra l'altro riguarda anche un nostro collega, seppur non proprio un frequentatore di quest'Aula, Renzo Piano a Osaka ha progettato ormai da molti anni l'aeroporto, che è stato costruito su un'isola artificiale collegata al Giappone con un ponte a traliccio a due piani di ben 3.750 metri che arriva ad essere il più lungo del mondo. In Giappone si fa un'isola e si collega alla terraferma, mentre in Italia mandiamo i treni in Sicilia, li smontiamo, li carichiamo su una nave, li rimontiamo in Sicilia e li facciamo ripartire. (Applausi) . Tutto questo nel 2021. Lo stesso vale per il superbonus. Insieme alla nostra presidente Anna Maria Bernini siamo impegnati perché il superbonus non sia una cosa farlocca. Abbiamo ascoltato tutti il presidente Draghi che è venuto qui e ha detto che fino al 2023 verrà prorogato, ma non si può prevedere una proroga, facendo in modo che tutto concorra a non utilizzarlo. Infatti, o si mette a disposizione dei cittadini una pianificazione, con le condizioni affinché venga utilizzato, altrimenti con più coraggio si dica che il superbonus non c'è. (Applausi) . Su questo dico in ogni caso, con tutte le forze politiche che vorranno condividere, che almeno per il 2022 il superbonus va prorogato, così come previsto. Come ho già detto, Forza Italia non farà mancare un sostegno responsabile a questo decreto, ma non può essere un sostegno acritico, così come non possiamo esimerci dal chiedere un di più al Governo - ci aspettiamo davvero di più - perché lo dobbiamo al lavoro dei tanti italiani che in questa fase non si stanno sottraendo a un impegno appassionato per ricostruire il Paese e non possiamo mancare noi. (Applausi) . CORTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, signor rappresentante del Governo, il provvedimento in esame è molto articolato, contenendo disposizioni complesse in materia di sicurezza, infrastrutture, trasporti e circolazione stradale. Molte delle modifiche al codice della strada previste sono in linea con quanto la Lega propone da tempo, come, ad esempio, la possibilità di effettuare presso officine esterne autorizzate le revisioni periodiche dei veicoli pesanti, l'introduzione di aree dedicate alle donne in gravidanza e alle famiglie, incentivi ai Comuni per riservare la sosta gratuita sulle strisce blu alle persone con disabilità e disposizioni in materia di circolazione di prova, che prevedano che i veicoli non immatricolati e quelli muniti di carta di circolazione possano circolare con l'autorizzazione di prova per motivi connessi a prove tecniche, sperimentali, costruttive o dimostrazioni e trasferimenti per ragioni di vendita o allestimento. Da fiero rappresentante delle aree interne e montane più disagiate dell'Appennino modenese conosco bene quali sono le criticità viarie e la carenza di infrastrutture in cui si trova, ad esempio, il distretto ceramico di Sassuolo e tutta l'area dell'indotto economico circostante e come Lega conosciamo bene l'importanza degli assi di penetrazione che dovrebbero collegare rapidamente i centri produttivi con le aree più periferiche, quasi sempre sprovviste di adeguati trasporti e telecomunicazioni. Tutti i giorni tocchiamo con mano l'isolamento e il conseguente spopolamento di piccole comunità di montagna che, una volta desertificate, saranno popolate soltanto da lupi e cinghiali. Penso con affetto, nel mio collegio, ad alcune piccole comunità, Gusciola, Piandelagotti e Sant'Anna Pelago che, sebbene siano delle piccole eccellenze culturali, agricole, imprenditoriali e turistiche, sono penalizzate dall'immenso divario digitale e viario rispetto ad altre realtà. Nonostante tutto ciò, queste comunità lottano disperatamente per sopravvivere. In modo particolare, dovremmo pensare a questi cittadini e contribuenti quando ci apprestiamo a votare provvedimenti inerenti ad infrastrutture e mobilità sostenibili. Pensiamo al caso dell'Agenzia per la mobilità di Modena, che dovrebbe prendersi cura dei trasporti scolastici per le aree interne della Provincia di Modena, dove i ragazzi di alcune frazioni di alta montagna devono prendere un mezzo pubblico alle 6 del mattino per rientrare alle 16, perché non ci sono i fondi. L'Agenzia per la mobilità di Modena - abbiamo qui le risposte - dice che non si può fare nulla; non c'è nulla da fare e questi ragazzi si dovranno arrangiare almeno fino al 2022. Ebbene, da noi le gelate sono già dietro l'angolo e la neve sta arrivando, ma questo vale per tutte le aree interne di montagna di questa penisola. Dobbiamo immaginare che questi ragazzi, che hanno un diritto allo studio e quindi alla mobilità, debbono attendere al freddo e al gelo quello che non arriva o forse arriverà. Desidero comunque ricordare che, grazie a un emendamento targato Lega, anche le macchine agricole verranno classificate di interesse storico o collezionistico, purché la data di costruzione sia precedente di almeno quarant'anni a quella della richiesta di riconoscimento. Può sembrare poca cosa, ma auspico che questo sia solo l'inizio di un nuovo approccio costruttivo della politica a favore del motorismo storico, un mondo che crea un indotto di oltre due miliardi di euro e che, se tutelato e incentivato come la Lega da tempo auspica, potrà generare ulteriore ricchezza e bellezza. Ma la politica deve anche vigilare su quanto ancora, seppure votato ed approvato da questo Parlamento, giace sulle scrivanie ministeriali: mi riferisco ad esempio ai decreti attuativi sulle targhe storiche, che da troppi mesi ancora non vedono la luce. Ogni giorno che passa non è solo un giorno mancato per questo provvedimento, ma è soprattutto un giorno di mancato introito per le casse dell'erario: ricordiamocelo bene. Collegati a questo decreto-legge, la Lega ha presentato in Commissione al Senato ben undici ordini del giorno che vanno nella direzione di semplificare con buon senso alcune norme per agevolare la vita dei cittadini. Mi permetto una breve sintesi di questi undici ordini del giorno, già in parte citati anche ieri dai miei colleghi, anche se sono stati in parte riformulati o trasformati in raccomandazione dal Governo; sono tutte proposte pratiche e realizzabili in tempi rapidi. Si tratta di ordini del giorno come quello inerente ai segnali luminosi per uniformare ad almeno tre secondi la durata minima del semaforo giallo (problema sempre sotto gli occhi di tutti i cittadini che usano un'automobile o un altro veicolo).