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Misure in favore delle Accademie di belle arti non statali. Onorevoli Senatori. -- La necessità di fornire un sostegno finanziario alle Accademie di belle arti non statali viene sentita come ormai non più prorogabile. Nella XIII legislatura fu approvato un emendamento all'articolo 2 del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2000, n. 306, recante disposizioni urgenti per l'avvio dell'anno scolastico 2000-2001, per assicurare un contributo di 2 miliardi di lire per l'anno 2000 e di 3 miliardi di lire per gli anni 2001 e 2002 in favore delle Accademie di belle arti non statali. A conclusione di tale triennio, essendo ancora vive le difficoltà economiche di tali istituzioni, nella XIV legislatura, si è tentato di stabilire un rifinanziamento per il triennio 2004-2006, attraverso un apposito disegno di legge (vedi atto Senato n. 2918), che non proseguì tuttavia il suo iter a causa della mancanza di idonea copertura finanziaria. Successivamente, nella XV legislatura, con la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), è stata autorizzata per gli anni 2008-2010 una spesa di 10 milioni di euro all'anno a favore delle istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, tra cui le Accademie di belle arti non statali (articolo 2, comma 435, della legge n. 244 del 2007). Tuttavia, il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, ha stabilito la riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista in favore delle istituzioni per la formazione artistica e musicale azzerando i finanziamenti per gli anni 2009 e 2010. Tale situazione, in un momento in cui le Accademie di belle arti non statali affrontano rinnovate difficoltà economiche e finanziarie, anche legate al compimento del processo di statizzazione, ripropone nella sua pienezza oggi la questione del loro finanziamento. Con il presente disegno di legge si tenta di trovare una soluzione al problema, così da prevedere sia un adeguato finanziamento delle accademie, sia una modifica alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, che rendano più agevole il compimento di quel processo di statizzazione che è auspicato da più parti.. Art. 1. 1. Al fine di favorire l'adeguamento ai nuovi ordinamenti didattici definiti in base alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, senza pregiudicare la qualità dei corsi e l'apprendimento degli studenti, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato ad erogare alle Accademie di belle arti non statali, finanziate in misura prevalente dagli enti locali, la somma di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Art. 2. 1. All'articolo 2, comma 8, lettera e) , della legge 21 dicembre 1999, n. 508, le parole: «senza maggiori oneri per il bilancio dello Stato» sono sostituite dalle seguenti: «senza maggiori oneri iniziali per il bilancio dello Stato, computati escludendo i finanziamenti a qualunque titolo già erogati». Art. 3. 1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 1, pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.