[pronunce]

che, in altri termini, la contestata esclusione del diritto al rimborso è perfettamente corrispondente alla logica che ispira tutta la normativa dettata dalla legge n. 45 del 1990 nella quale va attribuito un ruolo centrale alla disposizione di cui all'art. 4, comma 3, che prevede l'irrevocabilità della domanda di ricongiunzione in caso di accettazione - anche implicita - da parte dell'interessato della proposta della gestione previdenziale circa le modalità di versamento e l'entità del relativo onere. Considerato che il Tribunale di Torino dubita, in relazione all'articolo 3 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'articolo 8 della legge 5 marzo 1990, n. 45, nella parte in cui dispone che nei confronti dei soggetti che si siano avvalsi della facoltà di ricongiunzione dei contributi previdenziali non si applica l'articolo 21 della legge 29 gennaio 1986, n. 21; che tale disposizione consente a coloro che cessano dall'iscrizione alla Cassa di previdenza e assistenza a favore dei dottori commercialisti e ai loro eredi non aventi diritto alla pensione indiretta di chiedere la restituzione dei contributi versati purché, nell'un caso e nell'altro, l'iscritto non abbia maturato i requisiti per il diritto a pensione; che il giudice remittente, mentre espone che l'iscritto aveva versato per oltre trent'anni contributi alla Cassa ed aveva fruito per oltre sei anni di una posizione previdenziale presso l'INPS riguardo alla quale si era avvalso della facoltà di ricongiunzione, non descrive compiutamente la fattispecie, omettendo anche di indicare l'età del professionista; che l'ordinanza di rimessione non fornisce alcuna motivazione sull'accertamento del mancato conseguimento da parte del medesimo dei requisiti del diritto a pensione e quindi sull'esistenza del diritto alla restituzione dei contributi, ma si limita sul punto a far propria implicitamente la tesi della ricorrente; che le suindicate omissioni, impedendo alla Corte di svolgere la necessaria verifica circa l'incidenza della richiesta pronuncia sulla situazione soggettiva fatta valere in giudizio, si risolvono in una carenza di motivazione sulla rilevanza della questione prospettata nel giudizio a quo; che, pertanto, la questione stessa è manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8 della legge 5 marzo 1990, n. 45 (Norme per la ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Torino con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 giugno 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 luglio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA