[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 52-quinquies del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, in legge 21 giugno 2017, n. 96, promosso dal Tribunale ordinario di Roma nel procedimento vertente tra la Strada dei Parchi spa e l'ANAS spa e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con ordinanza del 7 settembre 2018, iscritta al n. 174 del registro ordinanze 2018 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 49, prima serie speciale, dell'anno 2018. Visti gli atti di costituzione dell'ANAS spa e della Strada dei Parchi spa, quest'ultima fuori termine; udito nell'udienza pubblica del 4 giugno 2019 il Giudice relatore Giovanni Amoroso; uditi gli avvocati Massimo Luciani per la Strada dei Parchi spa e Maria Cristina Costi e Maria Stefania Masini per l'ANAS spa.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 7 settembre 2018, il Tribunale ordinario di Roma - nel procedimento civile promosso dalla società Strada dei Parchi spa contro ANAS spa e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 52-quinquies del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, nella legge 21 giugno 2017, n. 96, per contrasto con gli artt. 1, 3, 24, 77, secondo comma, e 101 della Costituzione, nella parte in cui prevede la spettanza all'ANAS spa (di seguito: ANAS) delle «rate del corrispettivo della concessione di cui all'art. 3, lettera c), della vigente Convenzione stipulata il 18 novembre 2009» relativa alle autostrade A24 e A25. Il giudice premette di dover decidere sull'opposizione a un decreto ingiuntivo richiesto e ottenuto da ANAS per conseguire dalla concessionaria Strada dei Parchi spa (di seguito: Strada dei Parchi) il pagamento del corrispettivo della concessione per l'anno 2015, nell'importo complessivo di euro 60.696.969,16 oltre interessi moratori. Riferisce il Tribunale che, secondo la società opponente, l'ANAS non sarebbe legittimata a ricevere il pagamento, in quanto unico titolare del credito è il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (di seguito: MIT) al quale, a far data dal 1° ottobre 2012 - per effetto del combinato disposto dell'art. 36, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n. 111; dell'art. 11, comma 5, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative), convertito, con modificazioni, nella legge 24 febbraio 2012, n. 14; e dell'art. 25 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), convertito, con modificazioni, nella legge 9 agosto 2013, n. 98 - sono state trasferite le funzioni, nonché le situazioni debitorie e creditorie già facenti capo ad ANAS. Tuttavia, prima dell'udienza fissata per la precisazione delle conclusioni, è entrato in vigore l'art. 52-quinquies del d.l. n. 50 del 2017, come modificato, che ha previsto non solo il differimento del pagamento delle rate del corrispettivo della concessione del 2015 e del 2016, ma anche la spettanza del credito ad ANAS. Tale disposizione - secondo il Tribunale rimettente - ha mutato significativamente, in corso di causa, il quadro normativo di riferimento. La disposizione censurata, infatti, onde consentire l'immediato avvio dei lavori di messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, stabilisce - nelle more della definizione degli strumenti di pianificazione tecnica ed economica dell'intero impianto infrastrutturale e previa presentazione di un piano di convalida per interventi urgenti da parte del concessionario - la sospensione temporanea dell'obbligo di versare le rate del corrispettivo della concessione con rateizzazione del relativo importo e il differimento della corresponsione al 31 marzo di ciascuno degli anni 2028, 2029 e 2030; prevede, inoltre, la spettanza ad ANAS del pagamento del corrispettivo. Orbene, alla luce di tale sopravvenienza, prosegue il giudice rimettente, l'ANAS ha domandato la revoca del decreto ingiuntivo e la condanna condizionata della controparte al pagamento della rata di corrispettivo in questione alle nuove scadenze indicate dalla norma sopravvenuta. Il Tribunale rimettente, ritenuta allo stato inammissibile la richiesta di condanna condizionata, dubita della legittimità costituzionale di questa sostituzione ex lege di ANAS nel credito del MIT. Quanto alla rilevanza delle questioni, il giudice a quo afferma di dover fare applicazione della disposizione censurata perché la questione relativa alla titolarità del credito costituisce l'unico motivo di opposizione al decreto ingiuntivo. Quanto alla non manifesta infondatezza, il Tribunale, con riferimento alla prospettata violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost., osserva che la previsione relativa alla titolarità delle rate del corrispettivo della concessione costituisce «una disposizione del tutto nuova rispetto a quella dell'originario decreto-legge, [...] in "evidente e manifesta mancanza di ogni nesso di interrelazione" [...] sia con l'oggetto del medesimo nuovo art. 52-quinquies, quale palesato dalla relativa rubrica - "Sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25" -, sia con la ratio ed il contenuto precettivo della sua restante parte, risultando, anzi, addirittura in contrasto con essi». In riferimento, poi, agli artt. 1, 3, 24 e 101 Cost., il Tribunale ravvisa un uso improprio del potere legislativo da parte del legislatore il quale avrebbe agevolato, attraverso il procedimento di conversione della decretazione d'urgenza, l'ANAS, finanziariamente riconducibile allo Stato soggetto, influenzando così la controversia in corso. Secondo il rimettente, la disposizione censurata «da un canto, investe un singolo determinato negozio tra parti determinate, in pendenza di una pluralità di giudizi in cui in contestazione è proprio il pagamento di parte delle rate di corrispettivo di concessione cui essa si riferisce, dall'altro impone ope legis una decisione viceversa già affidata all'organo giurisdizionale e da quest'ultimo già risolta in senso diverso». In tal modo, essa confligge con il principio della separazione dei poteri e lede le prerogative della giurisdizione e il principio di uguaglianza;