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Vi è particolare attenzione alla produzione di energia da fonti rinnovabili secondo il criterio della neutralità tecnologica, nonché il principio di riuso e riciclo legati al processo produttivo di un'economia compiutamente circolare, con la promozione di fonti rinnovabili e non inquinanti sia per l'autoconsumo, sia di comunità, con particolare attenzione al trasporto pubblico e, in prospettiva, anche a quello aereo (il riferimento è ai biocarburanti). L'auspicio è che proprio gli enti più prossimi al territorio (quindi i Comuni) possano pianificare un minor consumo di aree e la riconversione di quelle non utilizzate, collegandole all'installazione di nuovi impianti verso uno sviluppo sostenibile, smart e intelligente, in linea con il settimo Programma d'azione per l'ambiente, nella consapevolezza che proprio la tutela della salute umana deve fare i conti con la salvaguardia dell'ambiente e il contrasto al cambiamento climatico, come abbiamo ben appreso anche a causa delle devastazioni di questi ultimi giorni. L'articolo 6 interviene in materia di mercato interno per conferire alle Autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficaci. L'articolo 7 detta principi in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare e introduce quindi elementi di maggior trasparenza, a beneficio della stessa filiera e dei consumatori finali. Particolarmente importanti sono le norme successive sull'esercizio del diritto d'autore, già richiamato da quest'Assemblea, e i diritti connessi, volte a promuovere la fornitura transfrontaliera di trasmissioni online e la tutela del diritto d'autore nel mercato unico digitale. I successivi articoli intervengono in materia di enti finanziari e creditizi, di imprese di investimento e di accesso al credito delle piccole e medie imprese, ma anche di cybersicurezza e sicurezza informatica. In realtà, numerose sono ancora le procedure d'infrazione a cui dare risposta. Mi sia consentita una sollecitazione al rappresentante del Governo, nonché al Presidente e ai membri della Commissione politiche dell'Unione europea. A mio parere, dovremmo accompagnare il lavoro di attuazione delle normative europee con un impegno e un'attenzione maggiori alla fase ascendente per la valutazione preventiva delle proposte di legge della Commissione europea, nell'ambito di quel dialogo politico che veda maggiormente protagonista il nostro Paese nella costruzione dell'ordinamento giuridico europeo e, quindi, nel processo di avvicinamento dei Paesi membri, ripensando anche a una più stretta collaborazione con le Regioni, anch'esse loro chiamate a dare attuazione agli atti normativi europei nelle materie di loro competenza. È un lavoro importante, quello della partecipazione del nostro Paese alla costruzione europea, che può vederci quindi protagonisti, nell'interesse degli italiani e di un'Europa che venga percepita sempre più utile e vicina ai bisogni sia dei cittadini, sia delle imprese. I temi trattati nel disegno di legge di delegazione europea sono complementari e in stretta relazione con l'obiettivo della transizione verso un'economia verde e neutrale dal punto di vista dell'impatto ambientale al 2050 e verso un'economia digitale, coerente quindi con l'importante lavoro di costruzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che sta impegnando Governo e Parlamento in questi giorni, in attesa del Regolamento della Commissione, in vista anche del termine dell'aprile 2021, con l'auspicio - e qui faccio naturalmente appello al lavoro di negoziazione che il Governo dovrà portare avanti - che i Paesi cosiddetti sovranisti e antieuropeisti non annullino i risultati raggiunti nel Consiglio europeo del luglio scorso, per approntare strumenti utili a superare finalmente la grave crisi generata dalla pandemia Covid e le gravi conseguenze economiche e sociali prodotte. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, mi soffermerò sull'articolo 7 del disegno di legge di delegazione europea 2019, recante: «Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare». Premetto un ringraziamento - che vuol essere non formale, ma sincero - ai due relatori, senatore Pittella e senatrice Gaudiano, e al sottosegretario Agea, con cui abbiamo lavorato veramente molto bene; quindi, li ringrazio veramente di cuore. Quando, più di un anno fa, il Parlamento e il Consiglio europeo hanno approvato questa norma, credo che tutti coloro che seguono il mondo agricolo e hanno a cuore i temi della qualità, della sicurezza, della sostenibilità sociale, della giustizia e dell'equità nei rapporti commerciali che riguardano gli alimenti, abbiano esultato (e avevano motivo di farlo). Il percorso che ci viene adesso affidato, dopo l'approvazione, è quello di mettere il Governo nelle condizioni di emanare i decreti legislativi attuativi per dare vita nel concreto a ciò che contiene l'importante direttiva n. 633 del 2019. È importante perché si mette un punto fermo e si attivano riferimenti normativi e strumenti per incidere sul funzionamento di un sistema di relazioni commerciali in agricoltura che ormai in moltissimi casi è di fatto patogenico, sbagliato e da ripensare. Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di pratiche sleali, che posso riassumere con alcuni esempi: ritardi nei pagamenti ben oltre quanto previsto dagli accordi commerciali; modifiche unilaterali retroattive dei contratti; cancellazione di ordine senza preventivo; pagamenti tagliando, a detta dell'acquirente, i prodotti deteriorati senza possibilità di contraddittorio; imposizione di pagamenti di servizi e iniziative non correlati alla vendita del prodotto agricolo da parte di soggetti più forti sul piano commerciale; rifiuto di sottoscrivere contratti scritti; abuso di informazioni confidenziali; minaccia di sanzioni nel caso di riferimento alle stesse normative scorrette; ribaltamento dei reclami di clienti senza possibilità di verifica sui fornitori; aste a doppio ribasso e vendite sottocosto con pratiche scorrette. La discussione avviata da parte del Parlamento europeo su queste tematiche fu accelerata da un dato che può sembrare banale, ma in quelle settimane c'è stata una maxi fusione di centrali di acquisto da parte della centrale Carrefour e della centrale Tesco, che hanno creato un raggruppamento d'acquisto a livello europeo che supera i 150 miliardi di euro di fatturato. Capite che per il mondo agricolo e per quello della trasformazione di prodotti agricoli rapportarsi con un colosso d'acquisto che ha un valore di 150 miliardi crea conseguenze pesantissime. Ancora, nel corso della discussione con cui siamo approdati a questo provvedimento, una grossa centrale d'acquisto di una catena di distribuzione italiana ha attuato un'asta a doppio ribasso devastante. Solo per intenderci, questo significa chiedere a decine di fornitori di presentare offerte di prodotti con capitolato a latere ; poi, prendere il prodotto con il prezzo più basso e il capitolato più vantaggioso e su questo chiedere a tutti gli altri soggetti di fare un'asta per fornitura; il che vuol dire mettere sostanzialmente in ginocchio tutto il comparto.