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Al contrario, la scuola non garantisce uniformità dei livelli di preparazione degli studenti sul territorio nazionale come dimostrano i dati INVALSI e, soprattutto, non garantisce una mobilità sociale che nel nostro Paese è pressoché ferma. Il sistema scolastico non riesce a uniformare il reclutamento ed il mantenimento degli studenti in base alla loro attitudine e non garantisce uniformità della formazione di una cultura generale (spesso dipendente più dall'estrazione familiare che dai percorsi scolastici) e della preparazione scientifica (variabile in base alla qualità della scuola frequentata). Infine, è da considerare la qualità dell'orientamento, strumento che ha un forte potere di indirizzo ma che spesso è attuato in modo sommario, non corretto e non effettivo. Con il disegno di legge all'esame il CNEL, con l'articolo 1 (orientamento ai percorsi di alta formazione), ritiene di affidare all'orientamento l'obiettivo di sviluppare competenze orientative di base e la creazione di un progetto individuale da realizzare attraverso esperienze non curricolari. Le attività, anche di carattere immersivo (simulazioni, affiancamenti), vengono condotte dai docenti a partire dal quarto anno di frequenza della scuola superiore di secondo grado e sono volte a far emergere le reali attitudini dello studente. Scopo precipuo è quello di eliminare il deficit nell'efficacia delle attività di orientamento e, se adeguatamente costruito, di migliorare i livelli di inclusione e mobilità sociale. È dunque necessario potenziare le attività di orientamento e garantire l'effettività e omogeneità del loro svolgimento, specie con riferimento alle parti del territorio caratterizzate da una elevata dispersione scolastica e che richiedono maggiore sollecitazione e indirizzo. Non si deve generare un numero spropositato di laureati che potrebbero ingrossare le fila dei disoccupati. Al riguardo si osserva che la percentuale di laureati in Italia, nella fascia di età 25-34 anni, è del 27 per cento, mentre la media OCSE è del 44 per cento. Dato tanto più allarmante ove si consideri che il possesso di titoli di studio elevati non è funzionale solo all'occupazione ma, soprattutto, al pieno e consapevole esercizio dei diritti di cittadinanza. Si registra in Italia che la crescita della popolazione laureata è più lenta rispetto agli altri Paesi dell'Unione, con un incremento di soli +0,3 punti nell'ultimo anno, a fronte di +0,9 punti della media UE, e di +2,7 punti nell'ultimo quinquennio, a fronte di +3,9 punti della media UE. Inoltre, un basso numero di laureati non garantisce affatto la certezza dell'inserimento nel mondo del lavoro , provvedendo il mercato, comunque, a premiare i più bravi. In conclusione, la Commissione istruttoria II e l'Assemblea del CNEL hanno condiviso: – la necessità che l'attuale sistema di accesso alle cosiddette « Professioni mediche » venga immediatamente abbandonato in favore di un sistema più rispettoso dei diritti costituzionali di cui agli articoli 3, 33, 34 e 97 della Costituzione; – la necessità che il CNEL, nell'esercizio delle sue prerogative costituzionali di cui all'articolo 99, terzo comma, della Costituzione e sulla base dell'ordine del giorno adottato dall'Assemblea nella seduta del 17 luglio 2019 di esame dei modelli di altri Paesi e dei disegni di legge pendenti, presenti la proposta in esame per promuovere un'azione di sistema per il reclutamento degli studenti dei corsi di area medica, da inquadrare come iniziativa legislativa del CNEL. Il CNEL ha redatto la presente proposta avvalendosi del confronto tra tutti i rappresentanti diretti e indiretti delle categorie coinvolte e degli esperti che formano la Consiliatura, ove hanno trovato considerazione ed approfondimento gli approcci non solo al mercato del lavoro ma anche alla sostenibilità (SDGs) con l'obiettivo di sollecitare un approccio continuo e stabile al tema dell'istruzione, di realizzare un'Accademia in grado di pianificare azioni non limitate da mere logiche quantitativo-finanziarie e di coinvolgere il mondo delle professioni (di per sé capace di un approccio accogliente), le regioni e i Ministeri interessati, per contribuire a costruire il fabbisogno.. 1 (Orientamento ai percorsi di alta formazione) 1 Le attività di orientamento ai percorsi di alta formazione nel sistema scolastico sono finalizzate a far emergere le reali attitudini del singolo studente e a fornire al sistema universitario il numero dei potenziali utenti. 2 Le attività di orientamento di cui al comma 1 sono condotte da docenti della scuola secondaria di secondo grado e da docenti universitari a partire dal quarto anno di corso della scuola secondaria di secondo grado. 2 (Preparazione all'accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia) 1 Il Ministro dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), con proprio decreto da emanare entro il mese di marzo di ciascun anno, adotta i programmi e i contenuti di un corso telematico aperto e di massa ( Massive on line open course - MOOC), con verifica finale di merito, e individua i docenti e le sedi da coinvolgere e la piattaforma da utilizzare. 2 Il corso di cui al comma 1 ha durata trimestrale, ha carattere teorico ed è orientato al recupero del debito formativo, condizionato all'esito positivo dell'esame finale del corso stesso ed al superamento del test di accesso ai corsi di laurea dell'area sanitaria e bio-medica. Il corso verte sulle discipline di cui ai commi 8 e 9, utili alla preparazione all'accesso ai corsi di laurea dell'area sanitaria e bio-medica, con specifico riferimento alle facoltà di medicina e chirurgia, ed è finalizzato al conseguimento di crediti formativi universitari (CFU). 3 Sono ammessi a partecipare al corso di cui al comma 1 con verifica finale di merito gli studenti della scuola secondaria di secondo grado iscritti al quarto e al quinto anno di corso. 4 Il numero di CFU erogati nel corso di cui al comma 1 è pari a 15 ed è computabile nel curriculum di ciascuno studente a partire dal superamento del test di accesso ai corsi di laurea dell'area sanitaria e bio-medica nella prima sessione utile. 5 I CFU di cui al comma 4 corrispondono, secondo le prassi consolidate negli atenei riferite ai primi anni dei corsi di laurea dell'area sanitaria e bio-medica, a un contingente di 360 ore di apprendimento per studente, composto da 180 ore di insegnamento frontale on line e da 180 ore di studio individuale. 6 I corsi di cui al comma 1 sono tenuti da docenti universitari, anche in collaborazione con docenti della scuola secondaria di secondo grado, e possono essere differenziati in considerazione della tipologia di scuola secondaria cui il candidato è iscritto. 7 I CFU acquisiti in virtù della partecipazione e del superamento della verifica finale in ciascun corso di cui al comma 1 nelle discipline sanitarie e bio-mediche restano comunque utilizzabili dallo studente quali crediti formativi acquisiti nelle varie discipline. 8 Costituiscono discipline utili alla preparazione all'accesso ai corsi di laurea dell'area sanitaria e bio-medica, con i relativi CFU per ciascuna indicati, a titolo esemplificativo e non vincolante: a anatomia: 3 CFU; b matematica: 2 CFU; c fisica: 2 CFU; d chimica: 2 CFU; e biologia e genetica: 3 CFU;