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Il comma 16 ripropone le previsioni dell'articolo 6, comma 10, del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016, in merito all'esclusione dalla definizione agevolata: dei recuperi degli aiuti di Stato considerati illegittimi dalla stessa Unione europea (lettera a ); dei crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti (lettera b ); delle multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna (lettera c ); delle sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali (lettera d ). In virtù del comma 17, per le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada la definizione si applicherà limitatamente agli interessi, comprese le maggiorazioni di cui all'articolo 27, sesto comma, della legge n. 689 del 1981. Il comma 18, afferente ai soggetti in procedura concorsuale, riconosce la prededucibilità delle somme occorrenti per la definizione. Il comma 19 stabilisce che, per effetto del pagamento delle somme dovute per la definizione, l'agente della riscossione è automaticamente discaricato dell'importo residuo contenuto nei carichi definiti e disciplina le modalità operative da seguire per l'eliminazione di tali carichi dalle scritture contabili degli enti creditori. In tale contesto sono apportate modifiche anche al termine di rendicontazione agli enti creditori previsto per le precedenti definizioni agevolate. Il comma 20 dispone lo slittamento dei termini per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità da parte dell'agente della riscossione. Tale slittamento si rende necessario in ragione dell'esigenza di attendere gli esiti della nuova procedura di definizione agevolata prevista dall'articolo in commento. Il comma 21, differendo alla nuova data del 7 dicembre 2018 la scadenza dei termini già fissati a luglio, settembre e ottobre 2018 per il pagamento della prima o dell'unica rata della definizione agevolata di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 148 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2018, consente ai debitori che avevano aderito a tale definizione agevolata di effettuare entro il predetto nuovo termine il pagamento della o delle rate dovute ai fini di tale definizione (già in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018), altresì permettendo loro di fruire del differimento automatico del versamento delle somme residue dovute ai medesimi fini; tale versamento – che, in forza dell'espressa clausola di salvezza di «quanto previsto dall'articolo 4», il contribuente effettuerà detraendo dall'importo dovuto per la definizione agevolata l'ammontare dei debiti che rientrino nello stralcio di cui al predetto articolo 4 – potrà essere effettuato in dieci rate semestrali consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019, con interessi calcolati al tasso dello 0,3 per cento annuo (pari al tasso legale vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge) a partire dal 1° agosto 2019 e, quindi, ad un tasso più ridotto rispetto a quello (2 per cento annuo) stabilito per i carichi ricompresi nella nuova definizione prevista dal comma 1. Nessun adempimento è a tal fine previsto a carico dei debitori, cui l'agente della riscossione trasmetterà, entro il 30 giugno 2019, apposita comunicazione, nonché i bollettini precompilati per eseguire il versamento delle ulteriori rate rideterminate. Il comma 21 dispone, inoltre, l'applicazione, anche ai debitori in parola, delle previsioni recate dal precedente comma 12, lettera c) , (facoltà di pagare mediante compensazione con i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pubblica amministrazione), nonché, a seguito del pagamento della prima delle predette rate differite, di quelle di cui al comma 13, lettera b) , (permettendo, in tal modo, al debitore di beneficiare dell'estinzione delle procedure esecutive pregresse, salvo che non si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo). Il comma 22 consente, in ogni caso, di procedere al pagamento in unica soluzione, entro il 31 luglio 2019 (e, quindi, senza interessi), delle rate differite automaticamente ai sensi del comma 21. Il comma 23 preclude l'accesso alla nuova definizione agevolata ai soggetti che non provvederanno a versare le rate dovute per la definizione di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 148 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2018, che, secondo il comma 21 dell'articolo in esame, devono essere corrisposte entro il 7 dicembre 2018. Resta inteso che la definizione in commento si perfeziona comunque allorché le somme non versate si riferiscano a quelle oggetto di stralcio ai sensi dell'articolo 4 (secondo quanto già chiarito in relazione al comma 21). Il comma 24 permette anche ai soggetti colpiti dai sismi dell'Italia centrale degli anni 2016 e 2017 di effettuare il pagamento delle somme dovute a titolo di definizione agevolata ex articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016 ed ex articolo 1 del decreto-legge n. 148 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2018, in dieci rate a partire dal 31 luglio 2019 ovvero, entro tale data, in unica soluzione. Ciò relativamente a tutti i debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017, indipendentemente dalle scadenze originariamente fissate dalle relative norme di riferimento. Il comma 25, infine, ammette alla nuova procedura di «rottamazione» anche i soggetti che non hanno perfezionato la definizione prevista dall'articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016, nonché coloro che, dopo aver aderito a quella di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 148 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2018, non hanno provveduto al pagamento, entro il 31 luglio 2018, di tutte le rate dei vecchi piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016 scadute al 31 dicembre 2016 (si veda il comma 8, lettera b) , numero 1), del medesimo articolo 1). Articolo 4. – Stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010 L'articolo 4 prevede, al comma 1, che siano automaticamente annullati i debiti di importo residuo (calcolato alla data di entrata in vigore del decreto) fino a mille euro, calcolato alla data di entrata in vigore del decreto-legge e comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.