[resaula]

A L'Aquila, dopo soltanto sei mesi, gli aquilani poterono tornare nella loro città e dormire, vivere all'interno di case, di costruzioni tra l'altro altamente antisismici. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Seconda questione. A tre anni dal terremoto del 2016 il sistema di governance è in fortissimo ritardo e in alcune zone, come accennavo poco fa, soprattutto nei Comuni minori, lo Stato addirittura non c'è, non si è visto, come giustamente ci raccontava Brambilla nel suo articolo. Altra questione concerne le tre emergenze che sono l'esatta qualificazione di una mancata risposta del decreto-legge sulle questioni del sisma: anzitutto l'emergenza abitativa che dicevo prima, ma anche l'assoluta incapacità di avviare una vera e propria ricostruzione. A questa si collegano anche un'emergenza lavorativa e un'emergenza di impresa. Questa è la verità, perché noi dobbiamo aiutare quelle famiglie, quelle popolazioni, quei cittadini non solo attraverso una casa che deve essere loro concessa e consegnata nel minor tempo possibile, ma anche attraverso un sistema di governance tale da creare una stabilità lavorativa nonché sostegno al mondo imprenditoriale. Tutto questo non avviene. Una questione che ci aveva invece portato all'idea di poterci anche astenere dalla votazione, così come accaduto alla Camera dei deputati, era quella del sostegno che noi avremmo potuto dare dall'opposizione ad un provvedimento che è un'emergenza nazionale, alla quale anche le opposizioni ovviamente non si sottraggono e vogliono dare il loro contributo. Ebbene alla Camera dei deputati effettivamente 15 dei tanti emendamenti proposti dai nostri deputati di Forza Italia sono stati accolti; pochi rispetto ai tanti che sono stati proposti. Al Senato però ciò non è avvenuto; avevo proposto un emendamento, che mi è stato sollecitato dal sindaco Quirino D'Orazio del Comune di San Benedetto dei Marsi, che sta lottando - lui come altri - per cercare di dare una risposta, nel più breve tempo possibile, ai propri concittadini, dando ad esempio la possibilità, con l'abbattimento delle vecchie scuole, di utilizzare fino in fondo i contributi previsti per le nuove scuole e quindi consentendo ai giovani di recarsi a scuola in tutta sicurezza. Ebbene quel tipo di emendamento non è stato assolutamente accolto, anzi, non è stato fatto proprio dalla maggioranza, dando una risposta negativa a chi ha questo tipo di esigenze in quel Comune, come in tutti gli altri Comuni terremotati. Il Governo attuale, come quello precedente, anche e soprattutto attraverso la discussione in Assemblea, vede compresso il dibattito parlamentare; tutto questo ci vede assolutamente contrari perché vorremmo dare quel contributo che non riusciamo a dare. Concludo ricordando anche un altro aspetto fondamentale che non è contenuto nel decreto-legge per la ricostruzione post sisma e che, invece, è tipico di una formazione politica quale è Forza Italia. La cultura della prevenzione nel provvedimento al nostro esame è inesistente. Solo le emergenze sono tenute in considerazione e anche in modo inadeguato. È giusto ricordare che piuttosto che intervenire sulle emergenze bisogna investire sulla manutenzione, bisogna mettere in sicurezza le scuole, che rischiano di cadere a pezzi e dove vengono ospitati i nostri figli e i nostri nipoti. Allora, cari signori, caro Presidente, cari esponenti del Governo giallorosso, il voto di Forza Italia per queste ragioni e anche perché si tratterebbe di un voto di fiducia al Governo, non può che essere contrario. Vorrei però che tutti i cittadini sapessero che Forza Italia rispetto a chi soffre e a chi deve affrontare le emergenze c'è sempre stata e sempre ci sarà. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, dall'intervento del collega di Forza Italia sembra che all'Aquila tutte le cose siano a posto. Credo però che bisognerebbe chiederlo ai cittadini aquilani. (Applausi dal Gruppo M5S) . Oggi ci troviamo ad approvare un decreto-legge che ha nella concretezza e nel realismo messi al servizio dei cittadini il suo credo. Un provvedimento volutamente privo di fronzoli e leziosità, scevro dalle tante fanfaronate e sparate che troppo spesso in questi anni abbiamo sentito pronunciare da molti relativamente alle aree del Paese colpite da eventi sismici. Partendo da colui che visitando le tendopoli, invitava i terremotati dell'Aquila ad andare al mare a Pasqua, che tanto avrebbe pagato lui - ve lo ricordate Berlusconi? - (Applausi dal Gruppo M5S) per arrivare alle vane promesse di ricostruzione in tempi rapidi, precisi e certi, addirittura prima della fine della legislatura, fortunatamente finita prima di fare altri danni, e a chi in tempi più recenti diceva che avrebbe restituito alla comunità Paesi più belli di come erano prima. Nel prendere atto che ancora una volta dobbiamo rimediare a quelle che possiamo definire "sviste altrui", ora ci proponiamo di agire in modo definitivo con il grande rispetto che meritano i cittadini che chiedono risposte ormai da troppo tempo. Colleghi, il terremoto è quell'evento che, quando arriva, sa stravolgerti la vita come nessun altro fenomeno. Ritrovarsi senza casa, senza il proprio negozio e senza la scuola dei propri figli crea un senso di impotenza e di dolore senza eguali. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tante e troppe zone colpite da questo dramma negli ultimi anni si sono dovute misurare con la frustrazione di una politica che, complice anche la cronica assenza di risorse, ha sempre fatto fatica a fare proposte organiche e, talvolta, ha disatteso gli impegni presi con un tasso eccessivo di imprudenza. Oggi tentiamo di muovere un passo necessario per accompagnare la tenacia e il temperamento di quelle comunità e di quei cittadini che da anni si sono trovati a vivere in una quotidianità letteralmente violata dalla natura. Un nutrito pacchetto di misure si pone l'obiettivo di alleggerire le microeconomie delle zone colpite e insieme di procedere con i primi step necessari per avviare, stavolta per davvero, la ricostruzione. Vedere i Comuni sventrati dal terremoto disseminati di cantieri è il modo migliore per lanciare un segnale di speranza atteso ormai da anni, soprattutto nelle aree devastate del Centro Italia. Nel frattempo, si è resa necessaria la proroga dello stato di emergenza, per poi procedere con lo snellimento delle procedure per la ricostruzione pubblica e privata. Sulla ricostruzione dei danni di lieve entità abbiamo prorogato il termine per presentare i documenti al 30 giugno 2020. Per dare maggiore efficienza a questi processi sono stati stanziati 2 milioni di euro per assumere personale amministrativo e contabile nei Comuni per lo svolgimento delle pratiche della ricostruzione. Si potrà procedere con l'autocertificazione del progetto di ricostruzione da danni lievi per sveltire le pratiche senza l'obbligo di attestare la conformità urbanistica da parte del tecnico.