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Guardate, colleghi, che si tratta di quelle associazioni, quelle parrocchie, quegli oratori e quei contenitori sociali che da sempre sono al lavoro per aiutare le persone e che, nei fatti, sottraggono la povertà alla solitudine e all'indifferenza. Questo è il patrimonio più importante, al quale occorre chiedere un'alleanza e una mano e non imporre nuove tasse. (Applausi dal Gruppo PD) . Questa impostazione è una vergogna, prima di tutto sul piano culturale: cancellatela, perché se vogliamo contrastare la povertà, non lo possiamo fare per decreto, ma con un'alleanza nel territorio, tra l'associazionismo e il volontariato. Deve tornare protagonista il «me ne occupo», oltre che le risorse necessarie per garantire un servizio e un reddito. Ci siamo chiesti più volte se tutto questo sia il frutto di una superficialità o di un'improvvisazione. Penso il contrario, ovvero che sia una strategia politica e il volto del sovranismo, che si è radicato anche nel sentimento degli italiani. Avete bisogno del rancore, della rabbia, vi servono i conflitti e avete bisogno di sterilizzare e di congelare il rancore e la rabbia per gestire il consenso. Non volete trasformare questa rabbia e questo rancore in speranza, perché cadrebbero il populismo e il sovranismo. Così, cari colleghi, uccidete però il futuro dell'Italia e compromettete la crescita e la propensione agli investimenti, unica leva fondamentale per dare ai giovani un futuro migliore. A pagare purtroppo il conto salato delle vostre iniziative sono gli italiani; sono già stati i risparmiatori e gli imprenditori, che oggi faticano più di prima ad attrarre nuovi investimenti ed avere un accesso al credito utile per generare nuovi investimenti. Siamo invece di fronte a curve, sopratutto sull'accesso al credito, negative e restrittive per le imprese. Anche la scelta operata nella legge di bilancio di concentrare tutto in un rapporto esclusivo tra il Governo e la Commissione europea, addirittura negando al Parlamento gli atti fondamentali che stanno alla base di quella relazione, è un colpo gravissimo alla democrazia. È un colpo favorevole a dare l'idea che state lavorando sottotraccia, in solitudine, senza il coraggio di dire agli italiani cosa si trova anche all'interno dell'accordo che avete compiuto e delle misure di verifica, alle quali l'Italia verrà sottoposta ulteriormente dall'Europa. È soprattutto un rapporto diretto tra il Governo e il popolo, saltando il Parlamento. Questo è un colpo molto rilevante alla democrazia, ma è una strategia e non un'improvvisazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Attenzione però che il quadro economico che abbiamo di fronte a noi è nuovamente insidioso e difficile, Presidente. Se le Istituzioni sono dunque più deboli di fronte ai conflitti, a perdere è l'intero Paese. Fate in modo di recuperare la credibilità delle Istituzioni e della democrazia perché essa serve a garantire un futuro al Paese. Anziché qualificare la democrazia con la partecipazione, mettete il bavaglio all'editoria. Cancellate, per cortesia, questi tagli; sono vergognosi e limitano la libertà di informazione e la possibilità nei territori di conoscere, di leggere, di sapere (Applausi dal Gruppo PD) , di interessarsi e di occuparsi della comunità nella quale vivono. Non sono costi, ma investimenti per la cultura, per la conoscenza e per il futuro di una comunità. Fateci altresì la cortesia di destinare ai Comuni più risorse per contrastare la ludopatia. Aumentate le tasse ai proventi sul gioco d'azzardo; ma con quale faccia contrastate le devianze? (Applausi dal Gruppo PD) . La ludopatia nelle comunità non si contrasta senza nuovi investimenti nei confronti dei Comuni. Presidente, in conclusione è una manovra che taglia gli investimenti. Una simile manovra non può generare lavoro. Una manovra che scarica 23 miliardi nelle clausole di salvaguardia compromette il futuro. L'Italia non è nelle condizioni di reggere oggi la manovra del 2020-2021. Colleghi, attenzione perché fare queste operazioni significa rendere impraticabili lo sviluppo e la crescita economica e portare l'Italia ad essere il Paese in Europa con l'IVA più alta. In questo modo si contraggono i consumi e, dunque, attraverso queste politiche assurde non si genera sviluppo, ma recessione. Pertanto, Presidente, la manovra è pericolosa per gli italiani e non l'abbiamo criticata per il Partito Democratico, ma per l'Italia. Le nostre proposte erano finalizzate a dare un futuro migliore al Paese. Governo e maggioranza cercate di ascoltare e monitorare attentamente l'attuazione della manovra che sarà difficile, complessa e impatterà in un ciclo economico che per il momento non ci mette nelle condizioni di avere un Governo pronto per affrontare una nuova sfida. Cambiate la manovra e correggetela negli aspetti fondamentali. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bagnai. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ieri un assistente parlamentare mi ha accolto dicendomi che avevo un meraviglioso sorriso e sembravo felice. Gli ho risposto che non ero felice, ma raggiante perché stavo assistendo ad una cosa che se avessi potuto crederla vera, avrebbe rappresentato una svolta nella vita politica del nostro Paese. Infatti il PD, che ci accusa di esserci fatti scrivere la manovra da Bruxelles, riscopre la sovranità, la dignità e il desiderio di autonomia del popolo italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Se questo fosse vero, sarebbe un'ottima notizia, perché sarebbe forse la prima volta dal 1494 (quando Ludovico il Moro, come sappiamo, chiamò Carlo VIII per risolvere un piccolo problema di politica interna) che si depone in questo Paese la prassi di chiamare una potenza estera in proprio soccorso per risolvere problemi interni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti del senatore Mirabelli) . Di questa prassi - va detto - il PD è stato negli ultimi anni, lo dico oggettivamente, autorevole interprete: «ce lo chiede l'Europa» o «ce lo chiedono i mercati» è stato il grido di battaglia che abbiamo sentito risuonare tante volte, mentre i nostri autorevoli e competenti interlocutori politici si scagliavano all'assalto dello Stato sociale, della scuola, della piccola e media impresa e delle istituzioni che costituivano e costituiscono la spina dorsale del Paese, sempre con il sostegno di un'Unione estera che per ovvi motivi non poteva più essere quella sovietica, ma - pur cambiando aggettivo - la subalternità non era cambiata. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). MIRABELLI (PD) . Argomenti zero! BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Tuttavia, anche l'attitudine critica verso l'Europa che vediamo oggi non è un'assoluta novità. «Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazia, l'Europa è finita»: chi ha detto queste parole? Un sovranista?