[resaula]

Il tribunale dei ministri di Catania spiega perché Salvini dovrebbe essere sottoposto a giudizio penale per ciò che ha fatto, non per l'indirizzo politico che lo ispira e che il Governo ha sostenuto. Non sono le scelte politiche in tema di immigrazione a costituire il capo d'accusa, ma una serie di atti specifici, compiuti dal Ministro nell'esercizio delle sue funzioni, che avrebbero bloccato la procedura di sbarco dei migranti determinando così consapevolmente l'illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche a bordo della nave Gregoretti, ormeggiata nel porto di Augusta fino al pomeriggio del 31 luglio, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco. Che tutta questa sofferenza sia stata necessaria a tutelare un interesse primario dello Stato esiste solo nella mente di chi si sente al di sopra delle leggi, indifferente alla dignità umana, incurante dei diritti fondamentali dell'uomo, prigioniero di un'ossessione politica ideologica pericolosa, che va sconfitta, costituzionalmente sconfitta, parlamentarmente sconfitta. È per questo che dichiaro il mio voto favorevole all'autorizzazione a procedere in giudizio del senatore Salvini in ordine al reato di sequestro di persona aggravato, ai sensi dell'articolo 605, commi primo, secondo, numero 2, e terzo, del codice penale. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), PD, IV-PSI e Misto. Congratulazioni) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio ripercorrere la cronologia degli eventi perché sono stati abbondantemente esposti dai colleghi che mi hanno preceduto. Voglio piuttosto soffermarmi su alcune anomalie della richiesta del tribunale dei Ministri. Innanzitutto consentitemi una riflessione da parte di una persona che fa processi da quarant'anni. Devo dire, infatti, che in questa mia ultraquarantennale esperienza processuale, soltanto tre o quattro volte mi è capitata l'ipotesi nella quale il pubblico ministero richiede l'assoluzione o l'archiviazione e il giudice del dibattimento non accoglie la richiesta, decide invece di procedere per una sentenza di condanna. È il caso specifico del tribunale dei ministri di Catania che, nonostante la richiesta di archiviazione motivatamente presentata dal procuratore della Repubblica di Catania, decide, sua sponte, di procedere a ulteriori indagini e accertamenti. Dopo aver espletato questi accertamenti, di fronte all'ennesima richiesta motivata del pubblico ministero di Catania di archiviare la vicenda, decide invece di trasferire l'istanza al procuratore della Repubblica competente per chiedere l'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Salvini per un reato gravissimo: il sequestro di persona, cioè l'aver privato della libertà personale e di movimento alcune persone, nella fattispecie 135 immigrati. Mi pongo una domanda: questi 135 immigrati erano nelle condizioni di poter liberamente circolare nel nostro Paese ove fatti scendere in un porto ritenuto sicuro? Erano persone entrate legittimamente nel nostro Paese, che quindi potevano vantare e chiedere la libertà di movimento? O erano persone in relazione alle quali era necessario accertare perché e come erano entrate in Italia e se ricorrevano le condizioni, previste dalle convenzioni internazionali, per le quali l'Italia era tenuta ad accoglierle e ospitarle? Se fossero state liberate subito - così come sono state fatte scendere dalla nave dopo cinque giorni - sarebbero andate in giro per l'Italia in maniera turistica o sarebbero state messe in una struttura e controllate ugualmente, così come lo erano all'interno della nave Gregoretti? (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Dov'è, allora, la privazione della libertà? Dov'è il sequestro di persona? Manca il presupposto del reato. Il tribunale dei Ministri di Catania fa però qualcosa di più: chiede di acquisire tutti gli ordini del giorno del Consiglio dei ministri per verificare se ci fosse stato un argomento, riguardante la Gregoretti, su cui vi fosse stata una decisione unanime del Gabinetto ministeriale per procedere in linea con quanto fatto dal senatore Salvini. Ma, scusatemi tanto - mi rivolto ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - che cosa era cambiato dall'agosto 2018, quando erano state fatte esattamente le stesse cose e il Governo, in primis il presidente del Consiglio Conte, si era assunto la responsabilità collegiale e politica di quell'atto? Ma il tribunale dei Ministri di Catania crede per caso che il Consiglio dei ministri sia un'assemblea di condominio che deve riunirsi per ogni argomento e non invece un organismo politico ed esecutivo nel quale una volta stabilito un indirizzo questo rimane valido fino alla sua eventuale revoca? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e della senatrice Pizzol) . Non vi è stata alcuna revoca all'interno del Consiglio dei ministri che abbia potuto indurre l'allora Ministro dell'interno a cambiare atteggiamento. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Quali sono state allora la violenza psicologica e la violazione delle convenzioni internazionali perpetrate dall'allora ministro Salvini? Il 27 luglio 135 immigrati presenti su due imbarcazioni (una della Guardia di finanza e l'altra della Capitaneria di porto) vengono trasbordate sulla Gregoretti. Qual era l'obbligo internazionale del ministro Salvini, del Governo italiano e dello Stato italiano? Soccorrere gli immigrati (questo è stato fatto) e verificare le condizioni di salute (questo è stato fatto). Sulla nave Gregoretti, per tutti e cinque i giorni, vi è stata la presenza costante di un medico che ha accertato le condizioni sanitarie e di ospitalità. Quando si sono create le condizioni per poter far sbarcare, per necessità sanitarie e contingenti, alcuni ospiti della Gregoretti, questo è stato fatto senza battere ciglio. Il 27 luglio è stata fatta sbarcare una donna incinta con il marito e i due figli. Il 29 sono stati fatti sbarcare 16 minorenni dalla nave Gregoretti. Il ministro Salvini, in quel momento, era il referente assoluto di quanto succedeva sulla Gregoretti oppure esisteva la possibilità di un altro controllo? Ebbene, il 31 luglio il procuratore facente funzione di Siracusa ha disposto un sopralluogo, a seguito del quale ha ritenuto che, dopo quei cinque giorni (nei quali i migranti sono stati rifocillati, costantemente assistiti e controllati), non vi erano più le condizioni per la permanenza di quelle persone sulla nave Gregoretti e, quindi, ne ha disposto lo sbarco, che è avvenuto tempestivamente, senza ostacoli e senza alcun intralcio. Io credo, allora, diversamente da come ha ritenuto qualche collega che mi ha preceduto, che in questo momento noi svolgiamo le funzioni di un giudice. Pertanto, dobbiamo decidere se il comportamento del ministro Salvini sia stato, intanto un comportamento in violazione di una norma penale e poi teso ad ottenere un interesse e un vantaggio politico personale; o se, invece, in quella circostanza abbiano rilevato ragioni politiche e di sussistenza di un preminente interesse pubblico. (Commenti del senatore Mirabelli).