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è, dunque, necessario che sia evitata la prospettata soluzione degli accorpamenti e che sia mantenuta l'attuale organizzazione delle classi nell'istituto Montessori-Repetti, ovvero 5 classi quarte al liceo linguistico, 2 classi terze e 3 classi prime ginnasio al liceo classico, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica e quali iniziative intenda adottare in merito. Atto n. 4-07201 CIRIANI RAUTI Isabella BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO Tiziana Carmela Rosaria FAZZOLARI GARNERO SANTANCHÈ Daniela IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MALAN NASTRI PETRENGA Giovanna RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: turismo e agricoltura rappresentano settori strategici per l'economia della nostra nazione, che rappresentano, rispettivamente, il 13 e il 15 per cento del prodotto interno lordo; tra le problematiche comuni che affliggono questi due comparti, già gravemente penalizzati dalla pandemia e ora, soprattutto l'agricoltura, in forte crisi a causa del conflitto russo-ucraino, quella più urgente è sicuramente la difficoltà nel reperimento della manodopera, soprattutto con riferimento ai profili operativi; con particolare riferimento alle imprese del comparto turistico, secondo i dati diffusi dalle associazioni maggiormente rappresentative del settore e dalla stessa Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro, la mancanza di personale per i servizi di alloggio, ristorazione e accoglienza è stimata in circa duecentomila unità, mentre, secondo quanto dichiarato da Coldiretti, solo per garantire le campagne di raccolta estive mancano circa centomila unità; le carenze di personale rendicontate negli ultimi anni sono fortemente agevolate dall'istituzione del reddito di cittadinanza, che ha determinato una malsana concorrenza tra reddito da lavoro, soprattutto a carattere temporaneo o interinale, e fruizione del sussidio; come segnalato a più riprese anche dalle competenti associazioni di categoria, infatti, sono centinaia le testimonianze di imprenditori che si sono visti rifiutare delle proposte di assunzione proprio per non decadere dalla fruizione del reddito di cittadinanza; il 20 aprile 2022, alla Camera dei deputati, il Gruppo di Fratelli d'Italia aveva già presentato un'interrogazione a risposta immediata in Assemblea sul tema, alla quale il Ministro del turismo aveva risposto affermando di «condividere le considerazioni (...) circa l'evidenza e l'esigenza di rivedere la disciplina del reddito di cittadinanza», dichiarando di seguire «con particolare attenzione i contatti intercorsi tra alcune associazioni di categoria e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali al fine di individuare eventuali correttivi della misura del reddito di cittadinanza»; nelle more di una riforma organica della misura, appare urgente adottare provvedimenti volti a risolvere le criticità nell'immediato, attraverso l'impiego dei percettori del reddito di cittadinanza secondo il meccanismo dei progetti utili alla collettività a titolarità dei comuni anche in attività in favore delle imprese dei comparti citati, ovvero attraverso la sospensione dell'erogazione del beneficio fino alla totale copertura dei posti di lavoro vacanti nei citati comparti, destinando le risorse rivenienti all'aumento delle pensioni sociali, degli assegni di invalidità e delle somme riconosciute a titolo di reddito di cittadinanza in favore dei soggetti che non possono lavorare, si chiede di sapere quali siano gli interventi correttivi del reddito di cittadinanza allo studio e quando si assumeranno iniziative volte a renderli operativi. Atto n. 4-07202 PETROCELLI DESSÌ Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la situazione politica e militare in Libia negli ultimi mesi è diventata sempre più incerta e confusa e la conferenza di Berlino sulla crisi libica non ha prodotto i risultati che anche l'Italia si attendeva; l'incertezza è aumentata a seguito del voto di fiducia del Parlamento libico per Fathi Bashagha nel mese di febbraio 2022, con Abdulhamid Dabaiba che di fatto è decaduto dalla carica di primo ministro del Governo di unità nazionale di Tripoli. Da questo momento il premier designato dal Parlamento libico ha atteso il momento di entrare a Tripoli ed insediare il proprio Governo, mentre già alcuni ministri del Governo Dabaiba si sono dimessi; risulta agli interroganti che la NATO, in particolare il Regno Unito, abbia trasportato nuovi armamenti a Tripoli e che, tra le città di Sabratha e Zawiyah, sia ricomparso e vi abbia stabilito una sede operativa Daesh; considerato che: la risoluzione n. 242 emanata dal Governo di unità nazionale di Tripoli disciplina la formazione di un comitato formato a livello dell'ufficio del Ministro di Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri e gli affari di gabinetto presidenziale e che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha incluso nella sua formazione il Ministero della pianificazione e il Ministero degli affari esteri; il "comitato" studia e segue il lavoro delle organizzazioni internazionali in conformità con le strategie e le esigenze dello Stato in tutti i settori del Paese e programma come disporre dei fondi concessi dalle stesse organizzazioni internazionali; il giorno 11 giugno 2022 il regista e documentarista Michelangelo Severgnini ha realizzato un'intervista in videocollegamento da Bengasi con la signora Breka Baltamar, commissario per la società civile libica, organismo istituito dal Parlamento e riconosciuto da entrambi i Governi; una sintesi dell'intervista è visibile su "You tube"; il commissario Breka Baltamar ha denunciato nell'intervista che il ruolo effettivo del comitato sarebbe quello di coprire le operazioni di dirottamento dei fondi per gli aiuti umanitari, ricevuti da organizzazioni internazionali e Paesi stranieri, verso altre e non precisate voci di spesa; la signora Baltamar ha dichiarato testualmente che: "Io, come cittadina libica, mi rammarico e mi addoloro per il fatto che la Libia, prima del 2011, era uno dei Paesi donatori che aiutava i Paesi colpiti, e purtroppo dopo il 2011 siamo diventati uno dei Paesi colpiti e abbiamo iniziato a ricevere aiuti da altri Paesi. E questi aiuti non sono degni del popolo e dello Stato libico. Ci sono anche grandi somme di denaro che entrano in Libia, sia da organizzazioni governative internazionali che da organizzazioni non governative internazionali. Uno dei difetti di questa decisione è che non è stato classificato se si trattasse di organizzazioni governative o non governative. E ora il governo ha deciso di sequestrare questo denaro fornito come aiuto umanitario. E credo che la Banca centrale libica abbia dei rapporti che dimostrano la presenza di grandi quantità di questo denaro. Ciò che sorprende ora è come lo Stato libico, ricco di petrolio, imposti la strategia dei settori governativi basandosi sulle sovvenzioni delle organizzazioni internazionali. È inaccettabile. Mi rifiuto che il governo stabilisca questa strategia per rubare le sovvenzioni fornite dalle organizzazioni internazionali per gli aiuti umanitari a sostegno del settore governativo.