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Infine, la Relatrice, considerato che l'articolo 1 del nuovo testo mantiene il vincolo della coerenza del provvedimento con i parametri europei vigenti in materia di formazione tecnica superiore e che l'articolo 5 prevede standard minimi dei percorsi formativi in coerenza con il quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio, del 22 maggio 2017, sottolinea come il provvedimento costituisca attuazione degli interventi previsti in materia dal PNRR e ne auspica l'entrata in vigore entro le scadenze stabilite con la decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione del PNRR dell'Italia e del relativo allegato, ai fini della positiva valutazione, da parte della Commissione europea, sul raggiungimento dei pertinenti traguardi e obiettivi previsti per ogni scadenza e dell'erogazione delle risorse finanziarie europee corrispondenti. Propone, pertanto, di esprimere, per quanto di competenza, un parere favorevole sul nuovo testo e un parere non ostativo sugli emendamenti ad esso riferiti, e presenta un conferente schema di parere. La senatrice GIANNUZZI ( Misto ) preannuncia il suo voto contrario, ritenendo che il provvedimento si ponga in linea con una impostazione ideologica errata. In particolare, ritiene che la professionalizzazione non debba essere perseguita con una maggiore tecnicizzazione che comporta una perdita di valore della formazione. In tale contesto, si vuole far credere che l'alternanza scuola-lavoro non sia un problema, a fronte del suo evidente fallimento e delle vittime che ha prodotto. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea Doc n. COM(2021) 570 definitivo Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, introduce l'esame della proposta di decisione in titolo, che prevede l'introduzione di tre nuove risorse proprie dell'Unione europea, al fine di conferire al bilancio dell'UE le risorse necessarie per far fronte al rimborso, nell'arco di 30 anni, e al pagamento dei relativi interessi, del debito comune emesso dall'UE a titolo della componente sussidi a fondo perduto ( grants ) di Next Generation EU , nonché per finanziare il Fondo sociale per il clima, istituito per accompagnare la transizione verso un'economia decarbonizzata, e per consentire di ridurre il peso della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) nel bilancio dell'UE. Si prevede che queste nuove fonti di entrate, una volta giunte a regime negli anni 2026-2030, genereranno in media fino a 17 miliardi di euro l'anno a favore del bilancio dell'UE. Nel dettaglio, la prima nuova risorsa propria prevede il versamento al bilancio dell'UE del 25 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita all'asta delle quote di emissione nell'ambito del sistema ETS, comprese le nuove quote relative al settore marittimo, agli edifici e al trasporto stradale di cui alla proposta COM(2021) 551. Per evitare effetti eccessivamente regressivi sui contributi derivanti dallo scambio di quote di emissioni, la proposta prevede un contributo massimo e minimo calcolato in base al reddito nazionale lordo pro capite e all'intensità di emissione di carbonio dello Stato in questione. La seconda prevede il versamento al bilancio dell'UE pari al 75 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita di certificati nell'ambito del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 564. Infine, terza nuova risorsa propria prevede che gli Stati membri versino al bilancio dell'UE un contributo pari al 15 per cento della quota degli utili residui delle imprese multinazionali più grandi e redditizie, che sarà riassegnata agli Stati membri che sono giurisdizioni di mercato finale, secondo il recente accordo OCSE/G20 sulla ridistribuzione parziale dei diritti di imposizione ("primo pilastro"). La proposta entrerà in vigore il mese successivo al ricevimento dell'ultima notifica, da parte degli Stati membri, dell'espletamento delle procedure costituzionali richieste per la sua approvazione, e sarà applicata a decorrere dal 1° gennaio 2023 per la parte relativa alle quote di emissione ETS esistenti, e a decorrere dall'entrata in vigore delle citate proposte di revisione della direttiva ETS, di istituzione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, e dell'accordo globale OCSE/G20 sulla ridistribuzione dei diritti di imposizione, per le parti corrispondenti. Per quanto riguarda il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità si sottolinea anzitutto che la base giuridica è individuata nell'articolo 311, terzo comma, del TFUE, il quale consente al Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo e deliberando all'unanimità, di istituire nuove categorie di risorse proprie o di sopprimerle, con decisione che deve essere poi approvata dagli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali. La proposta appare conforme al principio di sussidiarietà in quanto, per consentire il rimborso e il pagamento degli interessi, relativamente ai titoli emessi dall'UE per il finanziamento della componente sussidi a fondo perduto di Next Generation EU , nonché per finanziare il Fondo sociale per il clima, istituito per accompagnare la transizione verso un'economia decarbonizzata, si rende necessario l'ampliamento delle risorse proprie dell'UE, che può essere effettuato solo mediante un atto dell'Unione. Inoltre, anche l'obiettivo di ridurre il peso della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) nel bilancio dell'UE, con l'istituzione di nuove risorse proprie dell'UE, può essere raggiunto solo con un atto dell'Unione. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, la proposta non sembra andare oltre quanto necessario per il conseguimento dei predetti obiettivi, in termini di entità quantitativa delle nuove risorse proprie di cui si propone l'istituzione. Inoltre, per quanto riguarda la risorsa basata sulla vendita delle quote di emissione ETS, si prevede un meccanismo perequativo, calcolato in base al reddito nazionale lordo pro capite e all'intensità di emissione di carbonio dello Stato in questione. La proposta è attualmente all'esame di sei Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno ad oggi sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Infine, sulla proposta non risulta ancora pervenuta la relazione del Governo prevista dall'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.