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Martedì 30 marzo h 16,30 - Disegno di legge n. 1892 e connesso - Delega al Governo per l'assegno unico e universale (approvato dalla Camera dei deputati) (voto finale con la presenza del numero legale) Mercoledì 31 marzo h. 9,30-19,30 - Disegno di legge n. 2133 - Decreto-legge n. 31, Abilitazione all'esercizio della professione di avvocato (voto finale entro il 14 aprile) (scade il 12 maggio) (ove concluso dalla Commissione) - Relazione delle Commissioni riunite 5ª e 14ª sulla Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (dalle ore 16 di mercoledì 31 marzo) Giovedì 1° aprile h. 9,30 Gli emendamenti al disegno di legge n. 1892 e connesso (Delega al Governo per l'assegno unico e universale) dovranno essere presentati entro le ore 12 di venerdì 26 marzo. Il termine di presentazione per gli emendamenti al disegno di legge n. 2133 (Decreto-legge n. 31, Abilitazione all'esercizio della professione di avvocato) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1892 e connesso (Delega al Governo per l'assegno unico e universale) Relatori 15' Governo 15' Gruppi 3 ore, incluse dichiarazioni di voto, di cui: M5S 31' L-SP-PSd'Az 28' FIBP-UDC 25' Misto 26' PD 20' FdI 21' IV-PSI 15' Europeisti-MAIE-CD 13' Aut (SVP-PATT, UV) 12' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2133 (Decreto-legge n. 31, Abilitazione all'esercizio della professione di avvocato) Relatori 15' Governo 15' Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto, di cui: M5S 31' L-SP-PSd'Az 28' FIBP-UDC 25' Misto 26' PD 20' FdI 21' IV-PSI 15' Europeisti-MAIE-CD 13' Aut (SVP-PATT, UV) 12' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione della Relazione delle Commissioni riunite 5 a e 14 a sulla Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (7 ore, incluse dichiarazioni di voto) Relatori 30' Gruppi 6 ore e 30 minuti, di cui: M5S 1 h 8' L-SP-PSd'Az 1 h FIBP-UDC 53' Misto 50' PD 44' FdI 40' IV-PSI 32' Europeisti-MAIE-CD 28' Aut (SVP-PATT, UV) 27' Dissenzienti 5' Sui lavori del Senato CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Presidente, siccome sono stato ripreso oggi dalla Presidente, chiedo di poter replicare ai sensi dell'articolo 66, comma 2, del Regolamento per spiegare l'accaduto, che è presto detto. Ho chiesto di intervenire perché ieri, insieme ad altri quattro colleghi, avevamo tentato di presentare una risoluzione che: come è noto l'ordine di deposito determina l'ordine dei votazione, importante per evitare il rischio di preclusione qualora sia votata prima una risoluzione di tenore contrario. Nonostante questo tentativo, per motivi che stiamo verificando, la risoluzione non è stata depositata. Non è questo però il punto. Ho chiesto di intervenire per segnalare all'Assemblea che si era verificato questo problema: un deposito effettuato in una giornata è risultato depositato invece il giorno successivo, con tutto ciò che ne consegue. Nonostante io abbia chiesto di poter intervenire sull'ordine dei lavori, mi è stata tolta la parola e la Presidente successivamente ha detto che avevo l'atteggiamento di chi voleva passare avanti. Siccome non è questo il motivo per cui sono intervenuto, tengo a specificarlo e tengo anche a dire che tale equivoco dimostra ancora di più l'opportunità che la richiesta di autorizzazione e di riconoscimento della nostra componente «L'alternativa c'è» sia valutata in tempi rapidi. Se fossimo stati riconosciuti quantomeno come componente, tutto quanto è accaduto probabilmente non si sarebbe verificato. In tal caso avremmo diritto, infatti, a un rappresentante della componente che si sarebbe potuto interfacciare in maniera più istituzionale sia con il Gruppo, sia con la Presidenza. Pertanto, siccome da un po' di tempo pende questa istanza e siccome nell'ultima riunione della Giunta per il Regolamento c'è stato un mero rinvio, chiedo nuovamente, tramite lei, di arrivare possibilmente a una decisione sul riconoscimento di «L'alternativa c'è», che sarebbe l'unica componente o comunque una componente organizzata di opposizione. Credo ci sia molto bisogno di poter interloquire all'interno del Parlamento in una dialettica tra maggioranza e opposizione che invece mi sembra ultimamente un po' compressa. PRESIDENTE . Senatore Crucioli, le rispondo che non è di mia competenza il riconoscimento della componente, che appartiene ad altro ruolo che non è attualmente il mio. Riferirò comunque alla Presidente quanto lei ha detto che ne prenderà conoscenza. Per quanto riguarda invece la risoluzione, da informazioni da me acquisite, si trattava comunque della terza in ordine temporale di presentazione. È stata quindi calendarizzata e inserita nella votazione esattamente con riferimento al momento del suo recepimento da parte dell'Assemblea che - a quanto è in mia conoscenza - è stato comunque questa mattina. Per il resto rimando agli Uffici preposti. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, negli istituti pugliesi che fanno capo al Ministero della cultura, 25 lavoratori sono sull'orlo del licenziamento dopo quasi venti anni di servizio. Si tratta dei dipendenti di Nova Apulia, società concessionaria per i servizi al pubblico, biglietterie comprese, del Museo archeologico nazionale di Taranto, di Castel del Monte, del Castello svevo di Bari, del Castello svevo di Trani, del Museo archeologico nazionale-Castello di Gioia del Colle e del Museo e Parco archeologico di Egnazia. Il silenzio regna sovrano, mentre si imputa all'inadempienza del concessionario nella gestione di quei siti lo smantellamento delle biglietterie e dei servizi al pubblico, causato in realtà dal contegno di un funzionario interno all'amministrazione e reso pubblico da una pronuncia della Corte dei conti. Diversamente, nel Museo di Taranto i dipendenti di Nova Apulia sono stati messi in recupero, fino al 17 marzo, dei diciotto giorni di concessione congelati a causa del DPCM del 3 novembre 2020, che imponeva la chiusura dei musei su tutto il territorio nazionale. Dopo vent'anni di lavoro nessun diritto è garantito a questo personale, neppure la speranza di essere inserito con la clausola sociale nella gara che le direzioni degli istituti citati saranno costrette prima o poi a bandire.