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Se si considera che per ogni ettaro possano essere utilizzati, fino ad un arco di tre anni, sino a 15 tonnellate di fanghi di depurazione e si considera altresì che la fascia di suolo interessato ha uno spessore non inferiore ai 30 centimetri, ne consegue che il livello di presenza degli idrocarburi interessati risulterebbe pari a circa 1,7 mg/kg tal quale che equivale a circa 10 mg/kg su sostanza secca, quindi ben al di sotto dei limiti fissati dal codice dell'ambiente. Per quanto concerne le altre sostanze indicate dall'articolo 41, è certamente vero che esse presuppongono prodotti e attività degli insediamenti industriali e che quindi non dovrebbero essere presenti nei fanghi provenienti da insediamenti civili, ma, a questo proposito, la disposizione tiene conto di una realtà in cui la gestione dell'ambiente nel suo complesso è sempre problematica, spesso in violazione della normativa, per cui una quantità di queste sostanze possono effettivamente essere rinvenute anche quando non dovrebbero essere presenti. Da questo punto di vista la disposizione cerca di tener conto di questa realtà ponendo dei limiti compatibile con l'esigenza di tutela della salute umana. In conclusione il senatore ribadisce il suo giudizio positivo sul decreto-legge in conversione. In considerazione dell'imminenza della ripresa dei lavori dell'Aula, la PRESIDENTE rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata per domani. La seduta termina alle ore 16,30.