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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 220 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente TAVERNA, del presidente ROSSOMANDO e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,34). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1811 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1811, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale, hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del rappresentante del Governo e il Governo ha posto la questione di fiducia sull'articolo unico del disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Invito i colleghi a prendere posto e, da questo momento, a non transitare davanti ai banchi del Governo né ad occuparli o impegnarli mentre intervengono gli oratori. NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, sia benvenuta la correzione apportata dalla Camera al decreto-legge che oggi discutiamo, in modo particolare all'articolo 2. Dico che sia benvenuta, perché rendere edotto il Parlamento preventivamente rispetto alle misure che il Governo intende assumere è tanto più decisivo in situazioni di particolare emergenza e di crisi. È in questo momento, infatti, nelle situazioni di emergenza e di crisi, che, più che in ogni altro caso e più che un'altra situazione, le libertà personali vengono messe a dura prova e vengono messe a dura prova su due fronti. Uno è il fronte dello Stato, con lo Stato che si rafforza ed è obbligato a intervenire; ma le libertà personali vengono messe a dura prova anche per un fattore psicologico soggettivo: la paura si trasforma in angoscia. Nei periodi di lunga quarantena, come quello vissuto dagli italiani, l'angoscia molto spesso declina verso il rancore e la rabbia; una ragione in più perché le misure che si assumono debbano essere, di fatto, condivise. Non immagino - come è stato detto ieri più volte - che si possa evocare per la condizione italiana una sorta di uomo solo al comando, dotato di pieni poteri. Immagino, invece, in concreto, una situazione che potrebbe rivelarsi decisamente meno preoccupante, ma non senza preoccupazione. Non c'è dubbio, infatti, che nelle fasi di emergenza - e in Italia la cosa è avvenuta e sottolineo decisamente avvenuta - le procedure verticistiche aumentano, si moltiplicano, vengono liberate dai contrappesi parlamentari. E a queste si sommano spesso norme che rendono la privacy e, quindi, uno dei diritti fondamentali del cittadino decisamente molto più circoscritto e molto più limitato. Se non facciamo attenzione, la somma di questi due fattori è l'indebolimento del sistema democratico. Signor Presidente, membri del Governo, sottolineo un aspetto. La Costituzione - come è risaputo - non tratta lo stato di emergenza. L'articolo 78 della Costituzione parla soltanto di stato di guerra. Non è un caso. Non dimenticarono i Costituenti di trattare l'argomento emergenziale; decisero, di proposito, di non trattare lo stato di emergenza per la preoccupazione che fossero posti limiti, ancorché - dal punto di vista temporale - circoscritti, che cancellassero, anche solo per un breve periodo, le singole libertà. Essi avevano alle spalle la situazione del Ventennio italiano e avevano alle spalle quello che era accaduto con la Repubblica di Weimar. Quindi, stabilirono coscienziosamente di non trattare quell'argomento. Io capisco che la pandemia sia un caso decisamente nuovo, e meno male che è nuovo. Il Novecento aveva conosciuto la spagnola. L'aveva conosciuta dopo la Prima guerra mondiale, ma un fattore di crisi emergenziale di questo tipo era decisamente ignoto alle società occidentali, subito dopo la Prima guerra mondiale e, quindi, per un secolo intero. Dunque, non c'è dubbio che allo stato di emergenza andassero affiancate misure decisamente di emergenza; quindi, misure di emergenza che si giustificavano per lo stato di emergenza, ma secondo tre condizioni. La prima condizione è che bisogna tutelare diritti di pari rango, sempre; la seconda condizione è il rispetto di determinate regole procedurali; la terza condizione è che vanno salvaguardati e protetti i principi di necessità, proporzionalità, ragionevolezza e temporaneità. Io sono fra coloro - e l'ho scritto - che non sempre si è trovato d'accordo nell'utilizzo dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Quindi, saluto con favore il fatto che oggi discutiamo un decreto-legge che prevede, all'articolo 2, una modifica di quella condotta che - capisco - è figlia di uno stato particolare. Signor Presidente, la fase 2, però, non può essere guidata e governata come la fase 1: giugno, luglio, agosto e i mesi che verranno non possono essere governati come i mesi di marzo e aprile. E quindi, saluto altrettanto felicemente, leggendo il decreto rilancio che verrà trasmesso alle Aule nelle prossime settimane, la cancellazione o la "spiegazione" - tra virgolette - data dal Governo circa la limitazione del periodo di emergenza al mese di luglio, perché ciò obbliga a ritornare alla centralità del Parlamento. Suggerisco tre cose al vice Ministro che mi sta ascoltando. Innanzitutto, va ripristinata una corretta dialettica parlamentare per molti motivi, ma soprattutto per una ragione: non siamo fuori dalla pandemia e, soprattutto, non siamo fuori da una situazione di crisi economica che potrebbe esplodere nell'autunno prossimo, prevedibilmente un autunno particolarmente caldo.