[resaula]

Nonostante i talebani affermassero di aver cambiato le loro politiche sulla partecipazione delle donne alla società, ciò si è rivelato falso. Le donne sono state escluse dalla vita pubblica, senza possibilità di istruzione, incapaci di entrare nel mondo del lavoro e senza accesso all'assistenza sanitaria, se non accompagnate da un uomo. Questo ha messo in atto un apartheid di genere. Come è stato discusso più dettagliatamente nella sessione, le ragazze vengono vendute per disperazione per sfamare il resto della famiglia, illustrando la gravità dei tempi attuali. La Presidente del Parlamento europeo ha aperto la conferenza ad alto livello, accogliendo giornalisti, attivisti, parlamentari e altre donne venute a Bruxelles per la Giornata della donna afghana con le seguenti parole: «L'evento di oggi è per dare voce alle donne e alle ragazze in casa nostra e sostenere il lavoro svolto dalle donne finaliste del premio Sacharov. Ci hanno insegnato che, se anche c'è un tempo per piangere, c'è anche un tempo per resistere all'ingiustizia». Non ripetete gli stessi errori del passato. Aiutate le donne, le persone, a continuare a educarsi attraverso piccoli progetti per raggiungere tutti gli afghani. Aiutateci a conservare ciò che abbiamo costruito in vent'anni. Aiutate il nostro popolo che sta morendo di fame. Non riconoscete il Governo talebano e, se negoziate accordi per ragioni umanitarie, che non siano mai incondizionati: questa è, in estrema sintesi, quanto è stato detto dalle donne afghane in un evento senza precedenti al Parlamento europeo. E questo è l'invito che oggi porto a questa Aula. (Applausi) . MARINELLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARINELLO (M5S) . Signor Presidente, ritengo utile e opportuno portare a conoscenza di quest'Aula le problematiche connesse all'eventuale approvazione del nuovo nomenclatore tariffario nazionale. Il Ministero della salute, in questo periodo, è impegnato nella elaborazione del tariffario e sempre più numerose sono le segnalazioni che stiamo ricevendo degli operatori del settore, che evidenziano possibili effetti negativi in caso di approvazione. Tali effetti sarebbero pesanti specialmente per i medi e piccoli laboratori di analisi, che si troverebbero in una situazione di forte penalizzazione rispetto alle grandi strutture. L'ipotesi cui sta lavorando il Ministero prevedrebbe, infatti, un taglio medio ponderato delle attuali tariffe, con una percentuale compresa tra il 50 e il 60 per cento. È facilmente comprensibile che i laboratori con un numero di prestazioni relativamente contenuto non avrebbero più i margini per poter continuare la loro attività e tutto ciò causerebbe un ridimensionamento o addirittura la loro chiusura, con inevitabili licenziamenti e perdite di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia. Totalmente differente sarebbe la situazione delle strutture in grado di lavorare quotidianamente milioni di prestazioni, le quali, nonostante il notevole abbattimento delle tariffe, potrebbero assorbire facilmente tagli. A fronte di questo possibile scenario, ovviamente il settore è in forte fibrillazione e i piccoli operatori hanno già avviato azioni di protesta nei confronti del Ministero, al punto di inviare formali diffide legali contro la possibile promozione del nuovo tariffario alle condizioni che ho descritto in precedenza. Ritengo, quindi, che il Ministero debba valutare altri elementi per un'analisi oggettiva delle tariffe, quali il costo del personale e di gestione delle strutture stesse, oltre ovviamente ai costi del materiale necessario per esami di qualità. Auspico che nelle sedi competenti venga avviata una riflessione supplementare, attraverso una più approfondita istruttoria e un maggiore ascolto degli operatori, raccogliendo e recuperando le loro notevoli preoccupazioni. Concludo ribadendo che, soprattutto nella sanità, il contenimento dei costi non deve penalizzare i lavoratori, le aziende e la qualità stessa del servizio offerto alla cittadinanza. Su questo il Parlamento e il Ministero devono sempre tenere alta l'attenzione, nell'esclusivo interesse di tutte le parti coinvolte. (Applausi) . QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, nei primi giorni del freddo febbraio molti giornali hanno battuto la notizia che gruppi di volontari sono stati allontanati dalla Stazione Termini di Roma perché distribuivano cibo caldo ai senza fissa dimora. È questa una notizia sconcertante, seguita poi da un'altra ancora più inquietante: la sera si getta acqua laddove costoro si preparano un giaciglio notturno. Frequentando la Stazione Termini, ben comprendo il disagio che quelle persone provocano, ma non si può sacrificare la solidarietà umana. Sono nostri fratelli, solo più sfortunati, deboli e bisognosi. Invece di tendere loro la mano per aiutarli ad alzarsi e recuperare la dignità umana, li rimuoviamo in tutti i sensi. Il nostro cuore di pietra è perfino incapace di offrire loro ciò che non si nega nemmeno a un cane randagio. La mancanza di lavoro, la povertà, l'emarginazione, la disabilità, l'alcolismo e l'incuria sociale inducono il degrado umano. Occorre agire con tutto l'amore che ogni essere umano merita, ancor più verso chi soffre un disagio: come fanno Lorenzo della Caritas, che organizza le unità notturne di strada in soccorso, con cibo e indumenti, di chi non ha un tetto, o Pino, che la sera porta loro coperte e la mattina li rifocilla con un cappuccino bollente e un sorriso. Occorre che tutte le istituzioni pubbliche intervengano con assoluta urgenza su quanto sta accadendo alla Stazione Termini e non sono lì, sia con aiuti emergenziali per strada, sia tramite idonee politiche di accoglienza, riabilitazione e reinserimento sociale. In primis mi appello alla Giunta capitolina, che nel suo insediamento ha dichiarato la lotta alle diseguaglianze, coinvolgendo grandi stazioni e prefettura. Sollecito poi il Governo e il Parlamento alla massima cura di chi subisce la crudeltà della vita di strada, a partire da quest'Assemblea, che deve approntare adeguati strumenti legislativi che diano dignità a tutti. Giacciono nella polvere disegni di legge che potrebbero risolvere in parte il problema. Cito - per esempio - il provvedimento recante «Disposizioni in materia di prevenzione e cura degli stati di dipendenza patologica», ma tanto altro ancora si può fare. Coraggio! Soltanto una società che si prende cura dell'ultimo può dirsi giusta. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 23 febbraio 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 23 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,39) .