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Ebbene, occorre intervenire subito. Occorre investire risorse perché non servono solo i controlli, ma serve un'attività di prevenzione verso le piccole e medie imprese che a volte hanno difficoltà ad investire in questo settore. Ricordiamocelo da subito nei prossimi provvedimenti. (Applausi) . In conclusione, Presidente, noi non ci fermiamo, non ci arrendiamo. Come Lega non retrocediamo di un centimetro. È vergognoso, e lo dico ora in quest'Aula, il processo contro il nostro leader Matteo Salvini, un processo farsa. In realtà vorrebbero processare tutti noi italiani che abbiamo a cuore il nostro Paese. Noi siamo orgogliosi del nostro segretario federale che coraggiosamente ha scelto di difendere l'Italia e gli italiani in tempi non sospetti. (Applausi) . Solo nel passato mese di luglio, gli sbarchi sono stati sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al Governo e con l'arrivo - lo ricordo - di molti clandestini positivi al Covid. L'uso strumentale che voi fate dei media , i vostri tentativi di intimorirci e zittirci non ci fermeranno. (Applausi) . Come dicevo all'inizio, noi non ci fidiamo e come noi di questo Governo non si fida il popolo italiano. Presidente, processateci tutti! Noi siamo il Paese. Prima gli italiani sempre! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, onorevole rappresentante del Governo, dopo giorni di confronti serrati e discussioni sulla semplificazione di varie procedure irretite da una burocrazia tecnica e su ciò che invece avrebbe bisogno di riforme strutturali e non può chiaramente rientrare in un decreto di emergenza, siamo arrivati ad un testo formulato dal Governo che tiene conto delle misure discusse nelle Commissioni e per cui oggi ci viene richiesta la fiducia. Una fiducia al Governo che reputiamo sia una garanzia per gli italiani che possono contare sulla stabilità necessaria in questo particolare e difficile momento aggravato dalla pandemia non ancora completamente sconfitta. Quello che ci apprestiamo a convertire in legge è un decreto che introduce nel settore dei contratti pubblici e dell'edilizia misure di semplificazione e di innovazione digitale volte proprio ad alleggerire i procedimenti amministrativi pedanti che troppo spesso hanno impedito al nostro Paese di guardare avanti nei settori strategici per uno sviluppo concreto dell'economia. Chiaramente molto resta da fare, ribadendo che tali norme intervengono in un periodo emergenziale per dare solo alcune risposte a temi cruciali su cui non si poteva lasciar correre. Per questo siamo orgogliosi di aver contribuito, con molti emendamenti che sono stati recepiti dal Governo, per favorire e agevolare procedure che, altrimenti e normalmente, richiedono tempi lunghi e sovrapposizioni tra gli enti, come è avvenuto nell'ambito del procedimento di VIA, con l'esclusione della valutazione ambientale strategica per i piani di sviluppo aeroportuali, così come accade da sempre per i porti. Si interviene anche in altri campi, come nella pubblica amministrazione, con misure che favoriscono l'uso da parte di lavoratori di dispositivi elettronici, personali o messi a disposizione dall'amministrazione stessa, per ottimizzare la prestazione lavorativa e, soprattutto, per fornire migliori servizi all'utenza, senza mai venir meno alla garanzia della sicurezza e della protezione dei dati e delle informazioni a disposizione. Quindi, una agevolazione del cosiddetto lavoro agile. È ovvio che, per realizzare una vera innovazione, come ho detto anche ieri nel mio intervento, sarà necessaria una formazione continua ad ogni livello di servizio della pubblica amministrazione. Formazione continua che deve essere ben strutturata e non può essere delegata ad un decreto emergenziale, ma è conseguenza naturale delle misure previste per rendere il lavoro sostenibile, con determinazione di progetti e obiettivi specifici. Noi per questo lavoreremo, come già era stato fatto col Governo Renzi, ad una vera riforma del lavoro, che non consista in assistenzialismi, ma che vada ad agevolare i livelli occupazionali, riconoscendo, sempre e in ogni caso, le competenze e il merito di ognuno. Un passo in avanti con questa normativa è stato fatto prevedendo anche la sperimentazione da parte di università, enti di ricerca e società anche per i privati, ampliando così le opportunità per tutti i soggetti che operano in questo campo, senza la limitazione solo ai soggetti pubblici. Soprattutto nei settori della ricerca, si devono democraticamente consentire le stesse opportunità a tutti, soprattutto ai nostri tanti giovani che spesso sono costretti ad andar via dall'Italia. Consentire, quindi, questo, sia nel pubblico che nel privato, senza preclusioni ideologiche e senza lasciare la gestione miope che c'è stata fino adesso in ambienti che dovrebbero fare cultura e, invece, sono prettamente autoreferenziali. Sono soddisfatta di aver messo fine, e per questo ringrazio il Governo, alla situazione assurda, creata anche dalle norme del decreto-legge n. 35 del 2019 (il cosiddetto decreto Calabria) sulla sanità, che aveva causato il blocco delle competenze della stazione unica appaltante regionale, delegando il tutto a convenzioni con altre Regioni, senza espletare alcuna gara e, quindi, senza portare nulla di nuovo alla sanità calabrese, se non consentire una proroga di gare scadute e un aumento di costi per i calabresi. Un interesse preminente è stato dato anche, da parte degli enti territoriali e delle imprese, all'articolo 10 recante semplificazioni ed altre misure in materia edilizia, con cui si introducono le deroghe ai limiti determinati dalle leggi in questo settore, anche ampliando le definizioni di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia. In fondo, tante modifiche di questo provvedimento, rientrano nell'attuazione del piano shock di Italia Viva sulle infrastrutture, presentato al Governo e - sembra - anche condiviso in parte. Considerando il momento di fragilità del nostro Paese, è importante avere tutti l'obiettivo comune di raggiungere gli scopi, anche per le strade più impervie. Solo con il buon governo del Paese può emergere la nostra attività, quella che svolgiamo con serietà e responsabilità, per dare di nuovo senso al ruolo alto e prestigioso delle istituzioni che rappresentiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, quando ho letto il titolo di questo decreto-legge (perché, con la questione di fiducia, che viene richiesta sempre, questo è un decreto, altro che disegno di legge) e ho letto che trattava di semplificazioni e di digitalizzazione, mi sono detto che finalmente ciò si realizzava nel nostro Paese, dopo cinquant'anni. Bisogna, infatti, dire che la nostra Costituzione, la nostra democrazia, si regge su una serie di controlli e, come extrema ratio , sulla valutazione penale dei comportamenti individuali. In questi anni, invece, abbiamo avuto un'esponenziale crescita del controllo penale e un'eliminazione dei controlli amministrativi. Il controllo amministrativo non è basato sulla filosofia dell'autorizzazione; la filosofia di una serie di provvedimenti, assunti in particolare nella prima Repubblica, che hanno condizionato la vita dei cittadini sotto il profilo delle libertà.