[pronunce]

che sarebbero evidenti l'irragionevolezza della norma e la sua contrarietà alle esigenze di buon andamento dell'amministrazione, con conseguente violazione anche dell'art. 97 Cost., in quanto essa - attribuendo dieci punti per ogni anno di lavoro, considerando tale anche solo un turno di lavoro all'anno - sembra prescindere totalmente dall'anzianità di iscrizione del lavoratore nella fascia di appartenenza, favorendo chi ha avuto nel tempo un numero maggiore di incarichi di qualsiasi durata, anziché coloro che hanno intrattenuto invece rapporti di lavoro con la medesima durata (nel caso oggetto del processo principale, di almeno centocinquantuno giornate lavorative all'anno), come sarebbe logico nel pubblico interesse alla progressiva stabilizzazione del personale più qualificato e di maggiore esperienza; che l'efficacia retroattiva della norma è lesiva del principio di tutela dell'affidamento, frustrando le legittime aspettative - di scorrimento a una categoria con maggiore garanzia occupazionale o di stabilizzazione - maturate in capo a coloro che erano inseriti nelle precedenti graduatorie sulla base dell'anzianità di iscrizione nelle fasce di appartenenza e che ora possono essere superati da lavoratori con minore anzianità; che il giudice a quo, pur mostrandosi consapevole della giurisprudenza costituzionale in materia di mutamenti dei criteri di formazione delle graduatorie permanenti del personale scolastico - che afferma la sussistenza di mere aspettative al collocamento in graduatoria e alla conservazione di una posizione nella medesima -, tuttavia rileva che, secondo la stessa giurisprudenza, il principio di tutela dell'affidamento si considera leso da disposizioni retroattive che trasmodino in un regolamento irrazionale di situazioni sostanziali fondate su leggi anteriori (si citano le sentenze n. 409 del 2005, n. 446 del 2002, n. 822 del 1988 e n. 210 del 1971); che, quanto alla rilevanza della questione, il rimettente osserva che l'applicazione della norma denunciata comporterebbe la lesione della legittima aspettativa del ricorrente nel processo principale all'avviamento al lavoro e all'assunzione a tempo indeterminato, in quanto è pacifico tra le parti, oltre a essere dimostrato con documenti, che per effetto della formazione della nuova graduatoria sulla base dei criteri di cui all'art. 49 della legge regionale n. 16 del 1996, egli si trova collocato al dodicesimo posto della fascia di appartenenza con garanzia occupazionale di centocinquantuno giornate lavorative, anziché al primo posto, come era nella precedente graduatoria, vedendo così svanire la concreta possibilità di una prossima assunzione a tempo indeterminato; che conseguentemente la dichiarazione di illegittimità della norma condurrebbe, ad avviso del giudice a quo, a una decisione di accoglimento della domanda di merito, con la quale, come si è detto, il ricorrente chiede che sia accertato il suo diritto a essere collocato al primo posto della medesima graduatoria; che nessuno si è costituito o è intervenuto nel giudizio davanti alla Corte. Considerato che il Tribunale ordinario di Marsala, in funzione di giudice del lavoro, dubita della legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 1, della legge della Regione siciliana 28 gennaio 2014, n. 5 (Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale), in riferimento agli artt. 3, 97 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848, «nella parte in cui prevede l'applicazione, con effetti retroattivi, alla graduatoria unificata con ess[a] istituita, comprendente tutti i lavoratori forestali di cui all'elenco ex art. 45 ter della L.R. n. 16/1996, come introdotto dalla L.R. n. 14/2006, dei criteri di valutazione di cui all'art. 49 della stessa L. n. 16/1996»; che la norma denunciata prevede che i lavoratori forestali iscritti nelle fasce con garanzia occupazionale di centocinquantuno e centouno giornate lavorative annue, già inseriti nell'elenco speciale dell'art. 45-ter della legge della Regione siciliana 6 aprile 1996, n. 16, recante norme sul «Riordino della legislazione in materia forestale e di tutela della vegetazione», siano collocati nelle nuove graduatorie uniche distrettuali da essa istituite congiuntamente al personale del servizio antincendio boschivo, sulla base di un criterio di valutazione diverso da quello applicato precedentemente ai fini del loro inserimento nel citato elenco speciale; che il precedente criterio di valutazione, stabilito dall'art. 48 della legge regionale n. 16 del 1996, era fondato sulla «anzianità di iscrizione» nella fascia con garanzia occupazionale di appartenenza, mentre il nuovo criterio - prima riservato dall'art. 49 della stessa legge regionale ai soli operai «fuori fascia» (così definiti dall'art. 48, comma 5) e ora esteso dalla norma censurata a tutte le categorie di lavoratori forestali a tempo determinato - consiste nell'attribuzione di «dieci punti per ogni anno di lavoro prestato, in qualsiasi tempo, alle dipendenze degli uffici centrali e periferici del Dipartimento regionale delle foreste e dell'Azienda regionale delle foreste demaniali, [...], considerando anno di lavoro anche un solo turno nell'arco dell'anno»; che, ad avviso del giudice a quo, la norma denunciata contrasterebbe con i principi di ragionevolezza, di tutela dell'affidamento del cittadino e di buon andamento dell'amministrazione, in quanto dispone, con effetto retroattivo e in assenza di motivi imperativi di interesse generale, che i lavoratori forestali già iscritti nelle fasce con garanzia occupazionale, e perciò dotati di maggiore esperienza, siano inseriti nell'istituita graduatoria unica distrettuale con criteri di valutazione irragionevolmente diversi da quelli in base ai quali essi erano inseriti nelle precedenti graduatorie; che, in via preliminare, va osservato che dopo la pronuncia dell'ordinanza di rimessione il testo della norma è stato sostituito dall'art. 47, comma 5, della legge della Regione siciliana 7 maggio 2015, n. 9 (Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale); che, per quello che qui rileva, la novella si è limitata a sopprimere la previsione del trasferimento al «Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali» della titolarità dei rapporti di lavoro con il personale impiegato nel servizio di antincendio boschivo al fine di riunificare tutti i lavoratori forestali alle dipendenze di un unico ramo dell'amministrazione regionale, riproducendo sostanzialmente anche nella lettera la parte della disposizione oggetto di censura, il cui contenuto precettivo è rimasto immutato; che, pertanto, lo ius superveniens non impone di restituire gli atti al giudice a quo per una nuova valutazione sulla rilevanza, in quanto esso incide sì sulla disposizione oggetto del giudizio di costituzionalità, ma non sul profilo censurato dal rimettente (sentenze n. 222 del 2015 e n. 172 del 2014);