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tra i provvedimenti emanati dal Governo, quello che richiede il maggior numero di decreti attuativi, ben 137, è il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto rilancio), dei quali solo 58 sono stati adottati. Seguono il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 10 (cosiddetto decreto agosto), con 65 decreti attuativi (4 adottati), e il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (cosiddetto decreto semplificazioni), con 38 decreti attuativi (di cui uno solo adottato); altri provvedimenti che vale la pena citare sono il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 (detto decreto liquidità), che prevede 8 decreti attuativi (di cui solo 2 già adottati), e il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cosiddetto decreto cura Italia), per cui ne mancano ancora 9 su 34, nonostante siano passati 7 mesi dalla sua pubblicazione, così come la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), con 134 decreti attuativi, e la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), con 176 decreti attuativi; come si evince, sono molti i provvedimenti ancora mancanti. A titolo di esempio, considerata l'importanza dei decreti attuativi, occorre evidenziare che per l'emanazione di alcuni di loro sono indicati termini specifici e che tra loro ben 60 sono già scaduti; all'interno del citato decreto-legge n. 10 del 2020 (decreto agosto), ci sono due misure significative che non sono state pubblicate entro la scadenza: si tratta dell'incremento delle risorse da destinare agli enti locali come ristoro per i mancati introiti derivanti da imposte di soggiorno e tasse per l'occupazione del suolo pubblico; nel citato decreto-legge n. 76 del 2020 (decreto semplificazioni), invece non è stata adottata la norma che definisce le modalità di accesso ai fondi per la prosecuzione di opere pubbliche. All'interno del decreto-legge n. 34 del 2020 (decreto rilancio), infine, restano ancora da adottare il decreto attuativo volto a definire le modalità di ripartizione del fondo per i Comuni particolarmente danneggiati dall'emergenza e quello per le modalità di erogazione delle risorse destinate ai giovani talenti nel settore tessile e della moda; ma sono molti i decreti attuativi che, pur non essendo scaduti, ancora non sono stati emanati. Tra questi una misura contenuta nel citato decreto agosto che riguarda la definizione dei criteri di assegnazione alle Regioni e Province autonome di fondi per l'acquisto di mezzi pubblici; tra i decreti attuativi più rilevanti ancora non pubblicati vi è quello a cui rimanda il decreto rilancio, relativo alla disciplina dei criteri e modalità di gestione del fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno riferire in Parlamento sull' iter dei decreti attuativi, indicando lo stato e i motivi dei ritardi, e quali misure si intenda adottare per rendere i fondi da subito disponibili, visto che la ripresa economica e sociale del Paese passa anche dalla capacità dell'Esecutivo di operare in tempi rapidi. Atto n. 3-02252 MODENA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: Umbriafiere e tutti gli organizzatori di eventi e manifestazioni hanno lanciato un grido di allarme per il sistema fieristico umbro, che con la persistente situazione epidemiologica rischia il tracollo; il centro fieristico, con i suoi 53 anni di attività, costituisce per l'economia regionale un punto di riferimento. Le tante mostre, i numerosi eventi che ogni anno vengono accolti producono notevoli economie dirette e indotte. Per alcuni eventi si raggiungono presenze di grande rilievo: Agriumbria è la fiera agricola più importante del Centro Italia con circa 100.000 visitatori, le altre fiere (come Expo Casa, Tecnocom, Caccia, Antiquariato, Elettronica e Auto) contribuiscono ad elevare a circa 400.000 il numero dei visitatori); la dovuta attenzione per il centro fieristico sta subendo ritardi per la non fattiva comprensione delle difficoltà che si stanno vivendo. È sicuramente una problematica di carattere nazionale ma gli annunci di interventi nei vari decreti finora hanno generato solo modeste risposte; le attività hanno subito un calo di fatturato diretto tra 1'80 e il 100 per cento, pari ad oltre 5 milioni di euro e conseguente perdita di economie indotte di circa 30 milioni di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda dare attuazione in tempi rapidi a quanto previsto nel decreto-legge n. 137 del 2020, nel quale è confluito il decreto-legge n. 157 del 2020 ("ristori quater "), per i ristori della gestione di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo a favore del sistema fieristico. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04811 DE PETRIS Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: una rappresentante sindacale e una lavoratrice della società "Armena Sviluppo" (società partecipata della Città metropolitana di Napoli), da sempre impegnate a rivendicare la dignità delle loro e dei loro rappresentati, hanno denunciato nel corso delle ultime settimane l'utilizzo di metodi invasivi da parte della società datrice di lavoro, che mirano, sembra, ad un inappropriato controllo dei lavoratori durante le loro attività; le due lavoratrici infatti denunciano da tempo la progressiva terziarizzazione delle principali attività produttive: oltre ai chilometri sottratti alla manutenzione stradale, affidati a ditte esterne, anche la manutenzione ordinaria delle scuole superiori rischia di sfuggire al controllo dell'azienda, in considerazione del fatto che la carenza di maestranze non è stata compensata con nuove assunzioni; l'azienda rischia dunque di diventare un contenitore vuoto, destinato a garantire i salari dei lavoratori senza alcuna vera prospettiva occupazionale; i metodi della società, volti principalmente a silenziare le denunce delle lavoratrici, sono lesive della dignità dei lavoratori, soprattutto se si considera che la società è a controllo pubblico; è inaccettabile che la volontà di tutela del lavoro e di riscatto sociale rischi di scontrarsi con la paura di perdere il posto o di essere demansionati, come nel caso in questione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali azioni intenda intraprendere per verificare i fatti e tutelare le lavoratrici e i lavoratori della società Armena Sviluppo. Atto n. 4-04812 VANIN ANGRISANI ENDRIZZI GRANATO DONNO GAUDIANO MONTEVECCHI PUGLIA LANZI VACCARO LANNUTTI ABATE PRESUTTO TRENTACOSTE PAVANELLI CORRADO ACCOTO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: