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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Cile sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 25 luglio 2014. Onorevoli Senatori. -- 1. Finalità L'Accordo di cui al presente disegno di legge ha lo scopo di sviluppare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, nell'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Peraltro, la sottoscrizione di simili atti bilaterali: - va intesa come azione stabilizzatrice di una particolare area/regione di valore strategico e di buona valenza politica, considerati gli interessi nazionali, gli impegni già assunti e che assumerà in ambito internazionale; - mira anche ad indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi. 2. Contenuti L’Accordo è composto da un breve preambolo, in cui viene richiamata la comune adesione alla Carta delle Nazioni Unite, e dieci articoli. L'articolo I enuncia i principi ispiratori e le finalità dell'Accordo, ovverosia quello di incoraggiare, agevolare e sviluppare la cooperazione nel settore della difesa, sulla base dei principi di reciprocità, uguaglianza ed interesse reciproco ed in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici, con gli impegni internazionali assunti, nonché con l'ordinamento europeo per quanto concerne la Parte italiana. L'articolo II regolamenta la cooperazione bilaterale tra i due Paesi che riguarderà specifici settori della difesa. Determina, inoltre, i campi e le modalità di cooperazione tra i Ministeri della difesa dei due Paesi, di seguito sintetizzate: - politica di sicurezza e difesa; - ricerca e sviluppo, supporto logistico ed acquisizione di prodotti e servizi per la difesa; - operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; - organizzazione ed impiego delle Forze armate; - formazione ed addestramento in campo militare; - questioni ambientali collegate ad attività militari; - sanità militare, storia militare, sport militare; - sminamento umanitario; - industria militare; - altri settori militari di interesse comune per entrambe le Parti; - scambio di esperienze tra esperti, di relatori e di personale di formazione, nonché di studenti provenienti da istituzioni militari delle due Parti; - visite ed incontri tra le istituzioni della difesa; - partecipazione a corsi teorici e pratici, a periodi di orientamento, a seminari, conferenze, dibattiti e simposi, organizzati presso organi civili e militari della difesa, di comune accordo tra le Parti; - partecipazione ad operazioni umanitarie; - trasferimento di tecnologia. In particolare, viene stabilita la possibilità di elaborare piani annuali e pluriennali di cooperazione bilaterale nel settore della Difesa che ne determineranno le linee guida. L'articolo III regola gli aspetti finanziari derivanti dall'Accordo, subordinandoli alla disponibilità di fondi delle Parti. L'articolo IV disciplina la giurisdizione che dovrà essere esercitata sul personale delle Parti dalle autorità nazionali competenti. In particolare, tale articolo prevede l'esercizio del diritto di giurisdizione delle autorità della: -- Parte ospitante sul personale militare e civile della Parte ospitata (paragrafo 1.); -- Parte inviante, nel caso in cui il proprio personale commetta reati che minacciano la sicurezza o i beni di proprietà, nonché risultanti da qualsiasi atto o omissione, commessi intenzionalmente o per negligenza nell'esecuzione ed in relazione con il servizio (paragrafo 2.). L'articolo V regolamenta il risarcimento in caso di danni provocati dal personale delle Parti. In particolare, dispone che la Parte inviante provvederà al risarcimento degli eventuali danni provocati dal proprio personale, in relazione alla propria missione/esercitazione, secondo gli importi che le Parti definiranno di comune accordo; mentre sarà a carico di entrambe le Parti il rimborso dell'eventuale perdita o danno, causato nello svolgimento delle attività disciplinate dall’Accordo e di cui siano congiuntamente responsabili. L'articolo VI disciplina la cooperazione in relazione alle seguenti categorie di materiali per la difesa: -- navi, aeromobili, carri, veicoli e relativi equipaggiamenti, appositamente costruiti per uso militare; -- armi da fuoco automatiche, armamento di medio e grosso calibro, bombe, mine (fatta eccezione per le mine anti-uomo), razzi, missili, siluri, polveri, esplosivi, propellenti, nonché macchine ed equipaggiamento costruiti per la fabbricazione, il collaudo ed il controllo delle armi e delle munizioni -- appositamente costruiti per uso militare -- e relativo equipaggiamento, forniture utilizzate per lo sminamento umanitario; -- materiali e attrezzature speciali fabbricate per uso o addestramento militare; -- prevedendo, nel contempo, che: - i rispettivi Governi si impegnano a non riesportare a Paesi terzi il materiale acquisito, senza il preventivo benestare della Parte cedente; - il reciproco equipaggiamento di materiali di interesse delle rispettive Forze armate sarà attuato con operazioni dirette da Stato a Stato oppure tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi. In base a tali previsioni ed ai sensi del combinato disposto dalla medesima con la legge 9 luglio 1990, n. 185, recante «Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento», e del relativo nuovo regolamento di esecuzione, l'Accordo può essere considerato un'apposita intesa intergovernativa, di per sé idonea a semplificare le procedure di autorizzazione alle trattative contrattuali e all'esportazione ed importazione di materiali d'armamento, fatti salvi i divieti imposti dalla citata legge n. 185 del 1990. Inoltre si stabiliscono le modalità per le attività nel settore dell'industria della difesa e della politica degli approvvigionamenti, della ricerca, dello sviluppo degli armamenti e delle apparecchiature militari. Inoltre tale articolo disciplina anche la protezione della proprietà intellettuale. L'articolo VII regola il trattamento delle informazioni, dei documenti e dei materiali classificati, rimandando la protezione di tali informazioni alle previsioni contenute nella Convenzione tra le Parti firmata a Roma il 29 gennaio 1996 e a Santiago il 26 luglio 1996. L'articolo VIII stabilisce che le controversie, derivanti dall'interpretazione o dall'applicazione di questo Accordo, verranno risolte esclusivamente tramite consultazione diplomatica o negoziati bilaterali tra le Parti. L'articolo IX concerne la possibilità di emendare il testo dell’Accordo, indicando le modalità di entrata in vigore delle eventuali revisioni. Infine, l'articolo X regola l'entrata in vigore, la durata ed il termine dell’Accordo, prevedendone la durata a tempo indeterminato e le modalità di denuncia e di cessazione. È da ultimo stabilito che le lingue ufficiali del testo dell'Accordo sono l'italiano e lo spagnolo.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Cile sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 25 luglio 2014.