[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 36, comma 4-ter, secondo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, promossi dalla Commissione tributaria provinciale di Chieti con ordinanza del 13 ottobre 2008 e dalla Commissione tributaria regionale di Venezia-Mestre con tre ordinanze del 27 novembre 2008 e con una ordinanza del 18 dicembre 2008, rispettivamente iscritte ai nn. 57, 130, 141, 142 e 143 del registro ordinanze 2009 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 9, 19 e 20, prima serie speciale, dell'anno 2009. Visto l'atto di costituzione di Equitalia Polis S.p.a. nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 7 ottobre 2009 il Giudice relatore Sabino Cassese. Ritenuto che la Commissione tributaria provinciale di Chieti, con ordinanza pronunciata il 13 ottobre del 2008 (r.o. n. 57 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, della legge 28 febbraio 2008, n. 31 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria) [recte, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008], per violazione degli articoli 3, primo comma, 24, primo e secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione; che l'art. 36, comma 4-ter, del d.l. n. 248 del 2007, come modificato dalla legge n. 31 del 2008, stabilisce quanto segue: «la cartella di pagamento di cui all'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, contiene, altresì, a pena di nullità, l'indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella. Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008; la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse»; che la Commissione tributaria rimettente riferisce che il ricorrente nel giudizio principale ha proposto ricorso avverso una cartella di pagamento emessa nei suoi confronti sulla scorta di ruolo reso esecutivo in data 24 settembre 2007, deducendo, «oltre ad altri motivi di doglianza, la nullità della cartella perché carente di adeguate indicazioni sulla data della notifica della stessa [...] e perché mancante di sottoscrizione e dell'indicazione del responsabile del procedimento»; che il collegio rimettente, dopo aver concesso la sospensione cautelare dell'atto impugnato, riservandosi la decisione nel merito, a scioglimento della riserva formulata ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della disposizione censurata, considerandola rilevante e non manifestamente infondata; che, ad avviso del giudice a quo, la disposizione censurata, nel circoscrivere la sanzione di nullità della cartella di pagamento priva dell'indicazione del responsabile ad un determinato ambito temporale, si porrebbe in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e imparzialità, violando, innanzitutto, l'art. 3, primo comma, Cost., dal momento che essa introdurrebbe «una evidente e tangibile discriminazione tra soggetti che, pur versando in situazioni giuridico-tributarie identiche, potranno o meno far valere la nullità dell'atto inficiato dalla medesima omissione, solo in relazione ad un dato temporale che non ha alcun fondamento logico-giuridico»; che, inoltre, la Commissione rimettente ritiene che la norma impugnata si ponga in conflitto con l'art. 24 Cost., in quanto la preclusione della facoltà di far valere la nullità dell'atto, per un vizio che, per il futuro, è colpito con la massima sanzione prevista dall'ordinamento, lederebbe il diritto di difesa del contribuente; che, infine, secondo il giudice a quo, la norma oggetto di censura violerebbe anche l'art. 97 Cost., in quanto, in base ad essa, l'amministrazione finanziaria conserva, pur in presenza di vizi di gravità tale da essere ritenuti causa di nullità degli atti azionabili, piena facoltà di perseguire i contribuenti solo in ragione di una delimitazione temporale priva di alcun plausibile fondamento logico-giuridico; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale venga dichiarata inammissibile o, in subordine, non fondata; che la Commissione tributaria regionale di Venezia-Mestre, con ordinanza pronunciata e depositata il 27 novembre del 2008 (r.o. n. 130 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, della legge n. 31 del 2008 [recte, del decreto-legge n. 248 del 2007 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008], per violazione degli articoli 3, primo comma, 24, primo comma, e 97, primo comma, della Costituzione; che il collegio rimettente è chiamato a decidere sull'appello proposto dalla società Equitalia Polis S.p.a avverso la sentenza di primo grado con cui la Commissione tributaria provinciale di Padova ha accolto il ricorso proposto da un contribuente avverso una cartella di pagamento relativa a un ruolo notificato anteriormente alla data del 1° giugno 2008 e priva dell'indicazione del responsabile del procedimento; che il giudice a quo rileva che egli dovrebbe dare applicazione alla norma censurata, nella parte in cui stabilisce che l'atto non è nullo; che, tuttavia, la Commissione rimettente ritiene di dover sollevare la questione di legittimità costituzionale di tale disposizione, dal momento che essa violerebbe, innanzitutto, l'art. 3 Cost., apparendo «irrazionale – e perciò lesivo del principio di uguaglianza – che, una volta ravvisata per le cartelle notificate a partire da una certa data l'obbligo, sancito a pena di nullità, di indicare il responsabile del procedimento, tale regola non debba valere [...] anche con riferimento agli atti notificati anteriormente a tale data», realizzandosi così una «disparità di trattamento dipendente da un dato assolutamente casuale»;