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nonostante le parole di Schinas, il piano d'azione attualmente prevede che le etichette che contengono i " warning " sui rischi per la salute, come per le sigarette, siano introdotte per tutte le bevande alcoliche; i produttori italiani non possono rimanere nell'incertezza data da un piano di azione della UE che vorrebbe comunque revisionare la tassazione sulle bevande alcoliche e tagliare le risorse per la promozione del vino; tenuto conto che: la chiusura dei ristoranti e del canale Ho. Re. Ca. in generale, sia in Italia sia all'estero, ha già messo pesantemente in difficoltà il settore, che potrebbe registrare una perdita di 3 miliardi di euro nel solo 2020; etichettare il vino come un prodotto che nuoce alla salute è offensivo e degradante in termini di storia, cultura, di rappresentanza dei territori e di tradizione, elementi che proprio l'Unione europea dovrebbe invece difendere e sostenere, ed è fondamentale scongiurare il rischio che vengano assunte decisioni destituite di ogni fondamento e ancoraggio al buonsenso, ma in grado di mettere in esiziale pericolo il futuro di una filiera strategica per il nostro Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se non ritenga opportuno, sentite le diverse realtà italiane rappresentative del settore, intraprendere tutte le iniziative atte a scongiurare in maniera definitiva quello che sarebbe un danno incalcolabile ad uno dei settori più espressivi dell'autentico made in Italy . Atto n. 3-02312 BERGESIO SBRANA RUFA DE VECCHIS ZULIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la crisi del canale Ho. Re. Ca. per effetto del protrarsi dell'emergenza da COVID-19 ha avuto ripercussioni importanti sull'agroalimentare italiano, mettendo a rischio la tenuta del " made in Italy "; interi settori del comprato agricolo sono stati completamente travolti dalla crisi, che ha comportato un crollo di valore per il comparto di circa 11,5 miliardi di euro nel 2020, colpendo in primo luogo le eccellenze alimentari italiane; scenari incoraggianti arrivano dal mercato delle esportazioni, la cui crescita potrebbe risultare determinante nel trainare il comparto agroalimentare verso una nuova fase di ripresa; è notizia il record storico di crescita nel 2020 dell'alimentare italiano in Cina, che ha superato il mezzo miliardo di euro, con un balzo del 20,5 per cento in più; con l'entrata in vigore dell'accordo tra UE e Cina per la mutua protezione di 200 prodotti a denominazione di origine, 26 dei quali italiani, risulta tuttavia tutelato soltanto il 3 per cento dei prodotti italiani ad indicazione di origine, una minima percentuale per un Paese che è leader in Europa delle denominazioni di origine; è importante lavorare per rafforzare la presenza dei prodotti italiani all'estero evitando tuttavia che gli accordi commerciali raggiunti dalla UE con Paesi terzi possano lasciare a questi ultimi possibilità di utilizzo di prodotti con nomi e indicazioni geografiche che, pur richiamando il nostro Paese, non hanno nulla a che vedere con le tradizioni alimentari dei nostri territori; le esportazioni agroalimentari made in Italy nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi di euro con un tasso di crescita dell'1,8 per cento e nel 2019 hanno registrato un aumento del 4 per cento; oggi più di due prodotti di tipo italiano su tre sono falsi; il fenomeno dell' Italian sounding rappresenta una grave minaccia al made in Italy agroalimentare e va prontamente contrastato; il mercato del falso vale oggi più del doppio del fatturato regolare, determinando una grave perdita di ricchezza per i nostri territori, anche in termini occupazionali; è necessario ripensare ad un nuovo protagonismo dell'Italia in Europa per la difesa del made in Italy , tutelando le eccellenze alimentari italiane dai continui tentativi di sopraffazione; si accoglie con favore l'impegno del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali a contrastare la diffusione di sistemi di etichettatura fuorvianti per i consumatori, come il "Nutri-score" o l'etichettatura "a semaforo". È ora necessario ribadire tale impegno in tutte le sedi opportune; l'equilibrio nutrizionale non si raggiunge con l'impiego di algoritmi, ma con il consumo appropriato dei diversi cibi durante la giornata alimentare, secondo quanto indicato nel modello della dieta mediterranea, che al momento è l'unico ad avere dimostrato una reale capacità di prevenire le malattie cronico-degenerative, attraverso il consumo giornaliero in proporzione equilibrata degli alimenti, si chiede di sapere quali immediate misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare l'utilizzo di sistemi di etichettatura a semaforo, come il Nutri-score e il "traffic light" fuorvianti per i consumatori, e al fine di tutelare il patrimonio alimentare italiano che rende l'Italia un'eccellenza nel mondo. Atto n. 3-02313 MONTEVECCHI Al Ministro della cultura Premesso che: si apprezzano gli sforzi di sostegno economico messi in campo per far fronte all'emergenza imposta dall'epidemia da COVID-19 e dalla conseguente battuta di arresto delle attività culturali. In particolare, le misure messe in campo per il settore della danza e quelle più recenti per la musica dal vivo; nel comparto della cultura, in particolare in quello dello spettacolo dal vivo, la pandemia da COVID-19 ha fatto emergere con drammaticità le lacune esistenti a livello normativo, tra le altre in materia di welfare ; l'ampia varietà di professionalità nel mondo dello spettacolo dal vivo, la precarietà, l'intermittenza intrinseca di alcune figure professionali, la forte presenza di contratti atipici e sostanzialmente l'assenza di un impianto normativo previdenziale e assistenziale ad hoc rendono questi lavoratori particolarmente fragili, anche al cospetto di shock esterni; la 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato ha approvato il 15 gennaio 2020, nell'ambito di un affare assegnato promosso dall'interrogante, una risoluzione riguardante i criteri di riparto del FUS. Il Ministero non ha ancora provveduto a rivedere complessivamente i meccanismi di riparto del fondo in coerenza con tale atto di indirizzo. In questo contesto, ai finanziamenti FUS si sono aggiunti quelli extra FUS e quelli di altro tipo, il che nell'insieme non dà luogo ad un sistema coordinato, trasparente e completamente efficace; un altro importante lavoro parlamentare in fase conclusiva è quello dell'indagine conoscitiva su lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo presso la Camera dei deputati a cura dell'on. Alessandra Carbonaro; in questo quadro si evidenzia la mancata emanazione di taluni decreti attuativi di cui alla legge n. 175 del 2017, "codice dello spettacolo", e il mancato avvio dell'emanazione del disegno di legge collegato alla manovra di bilancio per il 2020 recante disposizioni in materia di spettacolo, industrie culturali e creative e turismo; considerato che: è quindi essenziale colmare le lacune normative che nei decenni si sono stratificate, non solo attraverso il sostegno economico emergenziale teso ad accompagnare il settore fuori dalla crisi, ma anche attraverso un'azione che abbia un respiro oltre l'emergenza e ponga le basi per una virtuosa e solida ripartenza;