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È possibile ricorrere all'utilizzo dei voli charter , ma occorre tener presente che i lavoratori disponibili, una volta giunti in Italia, sarebbero soggetti alle misure di quarantena stabilite per evitare il diffondersi del contagio. E non tralasciamo di considerare l'aggravio di costi che le imprese sarebbero costrette a sostenere e i rischi e le tensioni che potrebbero determinarsi sui territori già duramente colpiti. Anche per questo ho proposto di creare un percorso di legalità per le persone presenti nel nostro Paese, e non solo per il settore primario: per una scelta di civiltà, per garantire sicurezza alle comunità, per non voltarsi dall'altra parte e lasciare la criminalità indisturbata nello sfruttamento delle persone e delle imprese. Cari colleghi, se non è lo Stato a farsi carico della lotta al caporalato e allo sfruttamento, liberando lavoratori, lavoratrici e aziende agricole oneste da questa piaga, l'alternativa è lasciare campo libero alle mafie. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore La Pietra, per due minuti. LA PIETRA (FdI) . Signor Ministro, mi dichiaro pienamente insoddisfatto, perché lei non ha risposto nel merito ad alcuna domanda. Ha fatto solo un elenco di slogan , senza nessun atto concreto. Non ha parlato del problema dei voucher e non li ha neanche rammentati. Per quanto riguarda la sua attività nei confronti dei Governi dei Paesi da cui provengono le nostre maestranze stagionali, lei ha detto che ci sta lavorando, ma non ci ha comunicato alcun esito effettivo di quanto può essere successo. Vede, signor Ministro, sono insoddisfatto, ma con me sono insoddisfatti tutti quegli agricoltori, quei pescatori, quegli allevatori che, a oggi, non hanno ricevuto neanche un centesimo di sussidio e devono continuare a mantenere le loro serre, i loro animali, le loro coltivazioni. E, ancora oggi, solo parole e nessun aiuto. Io concludo dicendole, signor Ministro, che, se avesse veramente avuto a cuore il bene dell'agricoltura, avrebbe avuto decine e decine di motivi per minacciare le sue dimissioni da un Governo incapace di dare risposte. Al contrario, ha scelto l'unica motivazione della quale all'agricoltura non interessa niente. Penso al ritardo dei pagamenti della cassa integrazione e dei contributi autonomi o al mancato pagamento della pubblica amministrazione. Per questi motivi doveva minacciare le sue dimissioni. Un motivo su tutti è la mancanza di risorse per l'agricoltura: nel decreto cura Italia, 200 milioni su 25 miliardi; nel prossimo decreto - maggio o giugno, a seconda di quando arriverà - su 55 miliardi neanche 2 miliardi. Si parla del 3 per cento per un comparto che, insieme all'agroalimentare, vale il 20 per cento. Lei, invece, rispetto a tutto questo, ha scelto di fare una sanatoria, alla quale noi assolutamente ci opporremo. Poi, signor Ministro, ha dimostrato, con le sue scelte, di non avere a cuore l'agricoltura italiana ma, molto probabilmente, di avere più a cuore gli interessi del suo partito. Non giochi con la politica sulla pelle degli agricoltori italiani. Non minacci le sue dimissioni, ma le dia, se vuole veramente il bene della nostra agricoltura. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore Bergesio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01572 sul reperimento dei lavoratori per gli impieghi stagionali in agricoltura, per tre minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, la nostra interrogazione è la sintesi del contenuto del mio intervento che la invito brevemente ad ascoltare perché parlo soprattutto di persone, quelle di cui voi vi siete dimenticati. Sono i protagonisti silenziosi della nostra agricoltura, dell'agricoltura del nostro Paese, con i loro sacrifici, il sudore, la voglia di ripartire e di ricostruire. Non si arrendono, nonostante la consapevole latitanza di questo Governo davanti alle loro esigenze. Sono i lavoratori agricoli stagionali italiani, non i clandestini, signor Ministro. (Applausi) . Vedo che non sta scrivendo e non mi segue, ma una settimana fa la trasmissione «Le Iene» mandava in onda, signor Ministro, l'appello di un frutticoltore piemontese che si chiama Michele Ponzo e coltiva, raccoglie, conserva e vende frutta da tre generazioni. La massima occupazione annuale della sua azienda è di centocinquanta persone. Era preoccupato perché pensava di non trovare lavoratori stagionali. Lancia l'appello e in cinque giorni sono arrivate seicento domande di lavoro da lavoratori italiani che sono in crisi e sono disoccupati. (Applausi) . Ne assumerà quaranta Michele, venti per la raccolta e venti per il confezionamento, e sono tutte persone, signor Ministro, che in questo periodo sono a casa dal lavoro. Non sono numeri di una sanatoria come dite voi - 100.000, 200.000 o 300.000 - ma sono nomi, volti e storie italiane, signor Ministro, come Riccardo della Valle d'Aosta, che lavora nel settore turistico ed è a casa; Marco, che lavora nel mondo dello spettacolo ed è a casa; Caterina, ventisei anni, commessa ligure, è a casa; Cosimo, di Napoli, due figli, senza lavoro; Francesca, ventitré anni di Bologna, disoccupata. (Applausi). La forma, signor Ministro, è sostanza, ma la sostanza la deve tirare fuori applicando due misure sostanzialmente importanti: la prima sono i voucher in agricoltura da subito, che permettono la flessibilità, e la seconda è la riduzione del costo del lavoro. Bisogna ridurre il costo sostenuto dal datore di lavoro per dipendente, che ammonta a 35 euro, del 75 per cento, come per le zone svantaggiate, come abbiamo proposto noi nella legge di bilancio e come le stanno proponendo le aziende agricole, gli agricoltori italiani, i sindacati dell'agricoltura e le associazioni di categoria. Glielo stanno chiedendo tutti in ginocchio. Signor Ministro, lei oggi ci risponda se vuole aiutare, sostenere, se vuole guardare al futuro dell'agricoltura italiana o se vuole continuare con la sua assurda idea e ipotesi politica di sanatoria dei clandestini che all'agricoltura italiana non serve per nulla. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatrice Bellanova, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BELLANOVA, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, i colleghi senatori pongono un tema giusto: la carenza di manodopera in agricoltura. Per chi ha a cuore il settore agricolo dovrebbe essere piuttosto chiaro sapere che, per tutelare le aziende agricole, dobbiamo difendere il loro reddito, garantire il rispetto delle regole per tutti e proteggere la reputazione del settore e del Paese. Cari senatori, quelli che voi chiamate "quei clandestini" sono persone, uomini e donne. (Applausi) . Sono lavoratori che si è fatto finta di non vedere, di non sapere che stavano raccogliendo nei campi prodotti che finiscono per fare concorrenza sleale a quelle tante imprese sane che, con fatica, rispettano i diritti delle persone.