[ddlpres]

1) l'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, che attiene alle modalità di deliberazione e approvazione dello statuto della Banca d'Italia; 2) l'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, relativo agli organi della Banca d'Italia; 3) l'articolo 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, che ripropone ulteriori disposizioni relative alla Banca. Nell'operare sulle fonti nazionali, come ricordato, è necessario considerare le implicazioni della normativa europea, essendo la Banca d'Italia coinvolta sia come autorità di vigilanza, con ciò dovendo salvaguardare l'indipendenza funzionale dell'Istituto, sia come parte dell'Eurosistema, il cui svolgimento di compiti è assicurato mediante l'articolazione discendente dalla Banca centrale europea (BCE) e dal coordinamento derivante dal SEBC. Il presente disegno di legge si compone di tre articoli e di un allegato. L'articolo 1 prevede la modifica delle modalità di deliberazione e approvazione dello statuto della Banca d'Italia, di cui all'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, stabilendo che le modifiche dello statuto siano apportate con legge, sempre e comunque nel rispetto delle previsioni contenute nell'articolo 19, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, in base alle quali le norme nazionali, di rango primario e secondario, assicurano alla Banca d'Italia e ai componenti dei suoi organi l'indipendenza richiesta dalla normativa eurounitaria per il migliore esercizio dei poteri attribuiti nonché per l'assolvimento dei compiti e dei doveri spettanti. L'articolo 2, modificando l'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, definisce in modo puntuale ed organico la struttura del Direttorio della Banca d'Italia, precisando il procedimento di nomina delle relative cariche. Per le figure apicali e monocratiche del Governatore e del Direttore generale, la nomina è d'impulso del Presidente del Consiglio dei ministri, acquisita la deliberazione del Consiglio medesimo. La nomina dei tre Vice direttori generali è effettuata, per uno di essi, con la procedura già menzionata per il Governatore e il Direttore generale, mentre per gli altri due è prevista l'elezione, a scrutinio segreto, di uno per ciascuna Camera. Sono inoltre specificati i requisiti che i membri del Direttorio debbono possedere per farne parte. A tal riguardo, si osserva che la riserva di cittadinanza prevista all'articolo 2 del disegno di legge è conforme al disposto del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 febbraio 1994, n. 174, che all'articolo 1, nell'elencare i posti delle amministrazioni pubbliche per l'accesso ai quali non può prescindersi dal possesso della cittadinanza italiana, cita esplicitamente alla lettera b ) « i posti con funzione di vertice amministrativo [...] della Banca d'Italia ». Lo stesso decreto precisa, all'articolo 2, che il requisito della cittadinanza italiana è richiesto per l'esercizio di funzioni amministrative che comportino l'elaborazione, la decisione e l'esecuzione di provvedimenti autorizzativi e coercitivi, come appunto le attività di vigilanza. La stessa Commissione europea ha chiarito che in simili circostanze la riserva di nazionalità non può essere vista come ostacolo alla compiuta realizzazione della libera circolazione dei lavoratori. Quest'ultima, infatti, deve comunque incontrare un limite laddove coinvolga impieghi « direttamente collegati ad attività specifiche della pubblica amministrazione » che investano l’« esercizio dell'autorità pubblica e della responsabilità di salvaguardare gli interessi generali dello Stato » (comunicazione della Commissione COM(2002) 694 def. , dell'11 dicembre 2002). È opportuno evidenziare che quest'ultima questione, relativa alla riserva di nazionalità, è già stata oggetto di pronuncia da parte del Consiglio di Stato in adunanza plenaria con la sentenza 25 giugno 2018, n. 9, in cui è richiamata, tra l'altro, conforme giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Tali orientamenti giurisprudenziali, peraltro, si rispecchiano negli statuti di altre banche centrali di paesi dell'Eurosistema (Austria, Estonia, Lituania, Spagna). L'articolo 3, infine, prevede, oltre all'abrogazione di una disposizione normativa non compatibile con le innovazioni contenute nel presente disegno di legge, le disposizioni relative all'entrata in vigore del provvedimento e del nuovo statuto della Banca d'Italia, riportato in allegato al disegno di legge.. 1 (Modifica all'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43) 1 All'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Le modifiche dello statuto della Banca sono approvate con legge, nel rispetto delle previsioni di cui all'articolo 19, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n. 262. » 2 (Modifica all'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5) 1 All'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 2-bis . Il Direttorio della Banca d'Italia esercita i compiti di governo e di direzione della Banca, indicati dallo statuto. Il Direttorio è un organo collegiale, costituito con decreto del Presidente della Repubblica e composto dal Governatore, che lo presiede, dal Direttore generale e da tre Vice direttori generali. Il Governatore, il Direttore generale e uno dei Vice direttori generali sono nominati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Due Vice direttori generali sono eletti, uno dalla Camera dei deputati e uno dal Senato della Repubblica, a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei presenti, tra i soggetti che abbiano manifestato il loro interesse alla nomina al Presidente della Camera dei deputati o al Presidente del Senato della Repubblica, che curano la pubblicità dell'avviso di indizione delle elezioni e delle manifestazioni di interesse alla nomina. I membri del Direttorio devono avere cittadinanza italiana e sono individuati tra dipendenti della Banca d'Italia, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche o personalità dotate di alta e riconosciuta esperienza in settori economici o organi costituzionali ». 3 (Disposizioni finali) 1 Il comma 8 dell'articolo 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, è abrogato. 2 Ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, è approvato il nuovo statuto della Banca d'Italia, nel testo di cui all'allegato alla presente legge.