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Credo che da questo punto di vista, invece, dobbiamo organizzare una serie di iniziative per ripartire - e tante ne abbiamo già messe in campo - perché altrimenti, se avremo tenuto in piedi questo Governo senza realizzare interventi utili per il Paese, lì sì che avremmo costruito un percorso di autoreferenzialità e di mantenimento esclusivo di uno status quo . Presidente, l'unico reato cresciuto nel periodo del lockdown è l'usura. Abbiamo avuto richieste di prestiti con un incremento del 100 per cento da parte delle nostre aziende. Proprio l'altro giorno leggevo un articolo su un giornale che riportava la testimonianza di un imprenditore che raccontava la sua esperienza con un usuraio che si è presentato da lui chiedendogli l'IBAN su cui versare 30.000 euro, chiosando: «Poi vediamo». Pensiamo alla rapidità con cui l'usuraio si introduce nel nostro tessuto imprenditoriale, nella gestione delle pizzerie che in queste giornate stanno riaprendo soltanto in parte (molti decidono di non riaprire e chi riapre ha un calo degli incassi dell'80 per cento). Ebbene, se consentiremo alla criminalità organizzata di introdursi a gestire i bar piuttosto che i negozi di abbigliamento, che hanno dovuto buttare la collezione invernale, se saremo più lenti della criminalità organizzata nell'erogare le risorse economiche, i prestiti che le banche devono dare - e devono farlo rapidamente - avremo fatto un brutto servizio. Avremo dato il segnale che lo Stato non è all'altezza e che l'alternativa è più credibile. Ci sono richieste per 5 miliardi di euro da parte delle imprese: soltanto un miliardo è stato erogato dalle banche rispetto a quelli richiesti. Su questo bisogna intervenire così come, Presidente, dobbiamo intervenire sull'aumento dei prezzi: si rischia un aumento di 536 euro a famiglia, se non governiamo e non diamo una mano alle imprese, che scaricano molto spesso sui consumatori le spese della sanificazione o che comunque hanno incrementato i prezzi proprio perché non ce la fanno. Il più famoso aumento è quello del caffè a 1,30 euro, ma il rischio è complessivo e riguarda tutti i generi di prima necessità. Signor Presidente, a luglio, quando di fatto verrà interrotto il provvedimento che impedisce i licenziamenti, o avremo messo in carreggiata questo Paese o, se pensiamo semplicemente di agire con l'assistenza e le risorse che abbiamo messo a disposizione (i bonus, la cassa integrazione e tutti gli strumenti necessari, che comunque devono essere strumenti straordinari) rischiamo che questo Paese collassi. A questo non dobbiamo arrivare, ragion per cui bisogna investire risorse economiche; bisogna contrattare maggiori risorse in Europa e soprattutto spenderle bene, perché il tema non è soltanto averle: se ci indebitiamo e poi non rimane in questo Paese qualcosa di produttivo, se manca una ricchezza vera che non sia assistenza, rischiamo che quando il Paese riaprirà, e quando sarà lecito licenziare, ci ritroveremo in una condizione di assoluta difficoltà. Bene, quindi, le riaperture speditamente, come ha detto lei, presidente Conte; bene il taglio dell'IRAP (l'alternativa sarebbe stata la sovietizzazione della nostra economia), per cui lei ha fatto una scelta politica che abbiamo apprezzato; bene le regolarizzazioni che aiutano gli imprenditori agricoli italiani, che abbassano i prezzi dei prodotti italiani, che fanno acquistare e vendere merce italiana e non importata. Ancora, bene anche lo strumento dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. PRESIDENTE. Concluda, per cortesia. FARAONE (IV-PSI) . Ora però dobbiamo agire anche nella direzione delle infrastrutture. Abbiamo apprezzato quanto ha detto per quanto riguarda il piano shock per rilanciare le infrastrutture: 120 miliardi che non dobbiamo chiedere a nessuno, Presidente, perché li abbiamo già. Dobbiamo semplicemente sbloccare le opere, interrompere una burocrazia asfissiante e una condizione che non vede sviluppare il Paese. E quando non si sblocca il Paese vuol dire fare a meno di 960.000 posti di lavoro, come ci ha detto l'ANCE. Allo stesso modo, Presidente, sul family act bisogna agire per mettere in campo politiche per la famiglia e per le donne. Qualche giorno fa abbiamo approvato in Senato una mozione in cui abbiamo trattato il tema della chiusura, del lockdown , anche per quanto concerne il lavoro delle donne. Su questo fronte bisogna agire con particolare attenzione perché sarà una grande emergenza a cui dobbiamo dare risposte efficaci. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ciriani. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, presidente Conte, una delle accuse che lei e i suoi Ministri più spesso rivolgono a noi dell'opposizione, in particolare a noi di Fratelli d'Italia, è di rappresentare un'opposizione ostile, ostinata e pregiudiziale. Vorrei utilizzare la prima parte del mio intervento per cercare di smentire questa accusa, perché sin dall'inizio abbiamo riconosciuto al Governo di dover agire contro un'emergenza e contro un nemico molto insidioso, perché sconosciuto e davvero molto pericoloso, e abbiamo detto che probabilmente qualche errore era inevitabile e quindi anche scusabile e comprensibile. Voglio anche aggiungere, per onestà intellettuale, che tutti noi che siamo in quest'Aula (e probabilmente anche coloro che sono fuori da quest'Aula), se avessimo la possibilità di riavvolgere il nastro delle ultime settimane e degli ultimi mesi, probabilmente non diremmo tutte le cose che abbiamo detto o le diremmo in maniera diversa. Quindi, al netto di queste cose che dovevo riconoscere, Presidente, ci sono tanti altri errori, spesso anche ripetuti, che non sono né scusabili, né giustificabili e che derivano da precise scelte politiche che lei ha fatto in piena autonomia e libertà: la prima scelta è stata quella dell'autosufficienza. Voi decidete, voi fate e non ascoltate nessuno, nemmeno i suggerimenti di buon senso, e ne sono arrivati a dozzine in questi mesi e in queste settimane. La seconda scelta che non possiamo condividere e che condanniamo è quella dell'ideologismo: ancora, leggendo i provvedimenti, si sente la presa politica ideologica del sindacato, in particolare della CGIL, e della sinistra radicale e in un momento di crisi questa è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno. (Applausi) . L'abbiamo visto nella cassa integrazione e lo abbiamo visto nella decisione, che davvero non era così urgente, di varare una sanatoria per gli immigrati clandestini. Poi c'è il tema della confusione: questo è un Governo, una maggioranza, in confusione e che fa confusione. Lo avete dimostrato ieri in questa stessa Aula quando avete assolto e salvato il ministro Bonafede, non perché pensiate sia un buon ministro, ma perché l'alternativa - lo avete detto voi ed è a verbale - è il voto e nuove elezioni. (Applausi) . Ciò che tiene insieme una maggioranza che dovrebbe salvare il Paese è la paura del voto: niente più. E poi c'è secondo me il difetto più grave, che è la lentezza.