[resaula]

Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi, come hanno già detto i colleghi, intende in primo luogo colmare un vuoto normativo, in quanto nel nostro ordinamento sono assenti tutt'ora disposizioni specifiche in materia di donazione del corpo post mortem e di utilizzo dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione. La 12 a Commissione, come è stato detto in maniera corretta da altri colleghi, nelle scorse settimane ha concluso la discussione congiunta di quattro provvedimenti, arrivando a un testo unico, con un'ampia convergenza fra le forze politiche. L'obiettivo che si intende raggiungere è quello di dare ai cittadini la possibilità di donare il proprio corpo, affinché possa essere utilizzato per fini di alto valore etico e umano, dando così la possibilità di studiare tutte quelle malattie di cui non si conosce la natura e su cui è difficile fare ricerca scientifica. Non posso che esprimere anch'io apprezzamento per il contenuto del disegno di legge in esame, soprattutto per il valore che si attribuisce alla dignità e al rispetto del corpo umano. Il tema oggetto del provvedimento non è nuovo, come abbiamo detto, all'attenzione del Parlamento: già nelle passate legislature il dibattito nelle Commissioni competenti è stato animato, giungendo anche a fasi molto avanzate, ma mai ad una approvazione definitiva. Il disegno di legge nasce appunto dalla necessità di regolamentare la pratica della dissezione a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione, una pratica indispensabile per tutta la medicina e principalmente per l'esercizio della chirurgia, che attualmente si scontra con una normativa vigente non del tutto chiara né esaustiva. Ciò che attualmente in Italia rende impraticabile questa opportunità è il limitatissimo numero di donazioni, che blocca di fatto la realizzazione e la programmazione di studi e ricerche su organi da cadavere. La donazione di cadavere intero, invece, non richiede particolari procedure. È sufficiente che sia espressa la volontà del donatore in sede testamentaria e che non sussistano interessi giudiziari sul corpo (necessità di autopsia). Nel nostro Paese la pratica della dissezione a scopo di studio e di ricerca è poco frequente. Ciò si ripercuote negativamente soprattutto sugli studenti di medicina italiani, ai quali manca un'effettiva possibilità di approfondire le proprie conoscenze anatomiche e che utilizzano per le esercitazioni modalità attualmente virtuali, che non possono assolutamente dare la stessa consapevolezza dell'agire chirurgico su un corpo umano rispetto alle immagini riprodotte dallo schermo di un computer; così come non è data la possibilità al cittadino di donare il proprio corpo affinché possa essere utilizzato per fini di alto valore etico e umano, quali lo studio, appunto, e la ricerca scientifica. Anche la ricerca scientifica, infatti, riceverebbe grande aiuto da quanto previsto dal provvedimento in esame, in particolare per quel che riguarda lo studio di quelle malattie su cui è più impegnata e per la pratica delle nuove tecniche chirurgiche, microscopiche e mininvasive. Un altro aspetto importante che caratterizza questo disegno di legge è il fatto che, attraverso la donazione del proprio corpo post mortem , cambia l'approccio nei confronti delle sperimentazioni sui viventi e sugli animali: i medici chirurghi avrebbero la possibilità di effettuare le loro ricerche sull'anatomia umana e non di altra specie. I risultati ottenuti con la ricerca scientifica sarebbero utili e a vantaggio di tutta la collettività. Il consenso alla donazione, va ricordato, avviene mediante dichiarazione redatta nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata. Per il consenso alla donazione del corpo post mortem , il disegno di legge in oggetto, che ricordo, come abbiamo detto anche prima, nelle precedenti legislature è stato oggetto di discussione in Parlamento, è stato aggiornato in questa stesura in conformità all'articolo 4, comma 6, della legge n. 219 del 2017 sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), approvate nella precedente legislatura, dal precedente Governo. Per i minori servirà ovviamente il consenso di entrambi i genitori. Dovranno inoltre essere individuati centri di riferimento per la conservazione e l'utilizzazione delle salme, le quali dovranno essere restituite, in condizioni dignitose, entro dodici mesi. Una nota dolente, però, c'è nel testo di legge e deve essere sottolineata: pur avendo l'unanimità di intenti di tutte le forze politiche, non avrà nessuna dotazione finanziaria; questo potrebbe portare ad avere una bella legge scritta ma non applicata a causa di mancanza di finanziamenti. Così, ad esempio, a dare informazione ai cittadini circa la possibilità di donare il proprio corpo post mortem devono pensare le Regioni, le aziende sanitarie, le amministrazioni comunali, con proprie risorse umane e strumentali, togliendo, di fatto, fondi ad altre attività. Nell'annunciare il voto favorevole del Partito Democratico, auspichiamo che anche nell'altro ramo del Parlamento vi sia celerità nell'approvare questo disegno di legge; ma dobbiamo ricordare che, anche sul fronte dei fondi, vorremmo che nella prossima approvazione vi fosse una ricerca di risorse sufficienti. Stiamo parlando, infatti, di formazione e ricerca scientifica, campi nei quali è necessaria una maggiore sensibilità e per i quali non si vedono, invece, intenzioni concrete da parte di questo Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . MARIN (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi senatori, con il disegno di legge appena discusso si intende regolamentare legislativamente, e promuovere di conseguenza, le donazioni del corpo post mortem , la cui tipizzazione giuridica e procedurale è stata ampiamente illustrata dal relatore. È questo un provvedimento a cui non possiamo far mancare il nostro voto favorevole, sia perché approvato all'unanimità dalla 12 a Commissione, sia perché favorisce formazione e ricerca, di cui siamo convinti sostenitori, posto che solo con una didattica vocata al concreto apprendimento e una ricerca finalizzata si possono ottenere risultati di cui le future generazioni potranno beneficiare, per una sempre migliore pratica clinica, con un occhio attento anche ai conti, per salvaguardare il principio dell'universalità delle cure, che rappresenta un postulato non negoziabile in questa legislatura, atteso che, con la sussidiarietà, negli ultimi anni, si è perso un po' di vista il concetto che la sanità (in quanto bene pubblico inalienabile) deve avere una forte governance istituzionale in punto di programmazione, acquisto e controllo.