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secondo quanto riportato dal verbale della Conferenza dei Servizi istruttoria del 7 marzo 2014, il punto 2 dell'ordine del giorno prevedeva la discussione del "Progetto preliminare per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito ex Materit, trasmesso dalla Regione Basilicata ed acquisito dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai prott. n. 5578-SS79-SS80/TRI del 19 febbraio 2014", predisposto dalla Regione Basilicata; il progetto preliminare di bonifica stabiliva, tra l'altro, la rimozione e lo smaltimento presso idoneo impianto autorizzato di circa 120 fusti contenenti rifiuti liquidi pericolosi classificati con codice CER 160303 (per un volume di circa 3-5 metri cubi), lo smaltimento di numerosi " big bags ", contenenti prodotti già pronti per il conferimento in discarica, nonché il confezionamento di materie prime (quali fibre di vetro) e rifiuti speciali misti contaminati da amianto presenti all'interno del capannone. Il costo complessivo dell'intervento riportato nel verbale era pari a 3.700.000 euro, di cui 2.510.250,72 euro di lavori; nel corso della valutazione del progetto preliminare era stata specificatamente richiamata l'attenzione sullo stato di degrado di alcuni " big bags " contenenti amianto ed era stato pertanto ritenuto necessario mettere in sicurezza il sito e attivare un servizio di sorveglianza permanente, anche in considerazione dei ripetuti atti vandalici che da tempo interessavano l'area; considerato altresì che: la Conferenza di Servizi istruttoria, sulla base della decisione della Regione Basilicata di procedere tramite appalto integrato, aveva precisato che il progetto preliminare, ai sensi di quanto stabilito dal decreto legislativo n. 163 del 2006, sarebbe dovuto essere corredato da una serie di documenti, quali: relazione illustrativa, relazione tecnica, studio di pre­fattibilità ambientale, indagini ambientali e topografiche, elaborati grafici, indicazioni di sicurezza, calcolo sommario della spesa, quadro economico, capitolato speciale prestazionale e schema di contratto; sulla base di quanto riportato dal citato articolo di stampa: "La gara d'appalto è stata fatta per l'affidamento dei lavori, ma è stata subito invalidata con una sentenza dal Tar, confermata dal Consiglio di Stato perché l'azienda arrivata prima non è stata ritenuta idonea per i lavori"; successivamente, la Regione Basilicata ha aggiudicato l'appalto all'ATI Simam SpA - La Carpia Domenico Srl; la Simam ha realizzato il progetto di bonifica che è stato inviato, da più di un anno, al Ministero in indirizzo e, nonostante ci siano stati solleciti, non è stato avviato ancora nessun iter per l'approvazione del progetto; il comma 3 dell'articolo 3- quinquies , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, stabilisce che "lo Stato interviene in questioni involgenti interessi ambientali ove gli obiettivi dell'azione prevista, in considerazione delle dimensioni di essa e dell'entità dei relativi effetti, non possano essere sufficientemente realizzati dai livelli territoriali inferiori di governo o non siano stati comunque effettivamente realizzati", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; come mai a distanza di 20 anni dalla chiusura del sito industriale, nonostante la disponibilità di fondi destinati alla bonifica del sito, non si sia provveduto all'eliminazione e allo smaltimento dell'amianto; quali misure necessarie il Ministro in indirizzo ritenga di mettere in atto, nell'ambito delle proprie competenze, perché ci sia una bonifica dei luoghi al più presto possibile, affinché sia garantita la salute pubblica degli abitanti dell'area interessata. Atto n. 4-02371 DE BONIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la società Tecnoparco Valbasento SpA nasce nel 1990, in seguito ad un accordo di programma tra Stato, Regione Basilicata, consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera ed ENI, quale gestore delle infrastrutture situate nell'area industriale di Pisticci Scalo; in sintesi, le attività svolte dalla società consistono in: produzione e distribuzione di energia elettrica e di vapore; produzione e distribuzione di gas tecnici; produzione e distribuzione di acque industriali; depurazione di acque reflue e trattamento rifiuti liquidi; movimentazione di materie prime, prodotti ausiliari e attività di servizio; la Tecnoparco Valbasento SpA dispone di una piattaforma ecologica autorizzata al trattamento di rifiuti liquidi, che opera in regime di autorizzazione integrata ambientale (AIA), il cui ultimo aggiornamento è stato rilasciato dalla Regione Basilicata nel settembre 2010; le attività di monitoraggio e controllo sono svolte dal laboratorio chimico ambientale della società, accreditato ACCREDIA e iscritto all'albo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca dei laboratori di ricerca scientifica. Nell'anno 2014 il laboratorio interno ha analizzato oltre 20.000 campioni; l'impianto per la depurazione delle acque reflue ed il trattamento di rifiuti liquidi (TASA-TRAS) effettua il trattamento di acque che provengono, sia da utenti ubicati nell'area industriale di Pisticci, che da utenti esterni e, ad esito, vengono immesse in conformità ai valori limite di emissione in acque superficiali; il servizio di trattamento delle acque di scarico è assicurato per ventiquattro ore al giorno. L'impianto TASA/TRAS si compone di due linee distinte di trattamento reflui poste in serie: la prima (TASA) comprende l'impianto a percolazione ed è utilizzata per il trattamento di reflui a più alto carico organico; la seconda (TRAS) comprende l'impianto a fanghi attivi, utilizzato per il trattamento dei reflui provenienti dal TASA e di quelli a più basso carico organico; sulle campionature allo scarico eseguite dall'azienda e sulla loro consultabilità, risulta che il personale di impianto esegue campionamenti allo scarico su base giornaliera, utilizzando un campionatore automatico ivi installato. Tali campioni vengono inviati al laboratorio chimico dell'azienda che, in conformità al piano di monitoraggio e controllo previsto dall'AIA dello stabilimento, rilasciata con DGR 1387 del 1° settembre 2010, esegue le analisi chimiche. I risultati di tali analisi vengono trasmessi all'impianto che li archivia in appositi registri; considerato che: il 10 ottobre 2019 "Materanews" ha pubblicato un comunicato stampa del Movimento tutela Valbasento, volto ad evidenziare impellenti ed irrisolte questioni ambientali legate al territorio della zona industriale valbasentana e come gli enti preposti non abbiano ancora fatto chiarezza su tali questioni; in particolare, nel comunicato vengono denunciate: la mancata conclusione dell' iter per il riesame dell'AIA di Tecnoparco, che di fatto abilita l'azienda valbasentana a trattare in deroga quantità enormi di reflui industriali; la questione relativa alla messa in sicurezza della discarica 'La Recisa' e all'impatto ambientale del Centro Oli e dei Pozzi Eni presenti a Pisticci; i ritardi e le inadempienze della Regione Basilicata in merito alla bonifica del SIN Valbasento;