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Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale delle categorie economicamente interessate, provvedono ad emanare apposite linee guida concernenti i corsi di formazione e qualificazione obbligatori da tenere a livello regionale al fine di assicurare la qualificazione degli operatori che effettuano tatuaggi o piercing . Sono esclusi dall'obbligo di frequentare i corsi di formazione di cui al presente articolo i professionisti che certificano di aver esercitato l'attività in modo continuativo, professionale ed esclusivo da almeno quindici anni e che, comunque, siano autorizzati dalle competenti autorità sanitarie, secondo quanto già previsto dalle linee guida del Ministero della sanità per l'esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, di cui alla circolare del Ministero della sanità del 5 febbraio 1998, di seguito denominate «linee guida del Ministero della sanità del 1998», o dalle relative normative regionali, o abbiano già frequentato apposito corso di formazione regionale. 2. I corsi di formazione di cui al comma 1, articolati in corsi teorici e pratici ed in una prova finale di valutazione di 4 ore, devono avere una durata complessiva di almeno 150 ore e devono prevedere: a) elementi cognitivi di fisiologia umana e patologia generale; b) l'insegnamento delle norme igienico-sanitarie relative agli ambienti in cui si pratica l'attività; c) l'insegnamento dell'uso di strumenti appropriati e di sostanze sterili; d) l'insegnamento sulle modalità di smaltimento dei rifiuti; e) l'insegnamento dell'uso dei coloranti e dei metalli e delle possibili reazioni allergiche. 3. I corsi di cui al comma 1 devono essere tenuti da personale qualificato individuato dalle autorità sanitarie regionali, nonché da un professionista del settore, che sia autorizzato allo svolgimento delle attività dalle competenti autorità sanitarie, secondo quanto già previsto dalle linee guida del Ministero della sanità del 1998 o dalle relative normative regionali, o che abbia già frequentato apposito corso di formazione regionale attivato in conformità alle disposizioni del presente articolo, e che eserciti l'attività in modo continuativo, professionale ed esclusivo da almeno dieci anni, attestati da adeguata documentazione. 4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro quattro mesi dall'emanazione delle linee guida di cui al comma 1, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello regionale delle categorie economicamente interessate, provvedono a disciplinare i corsi di cui al medesimo comma 1, al termine dei quali è previsto il rilascio dell'autorizzazione ad un periodo di pratica, della durata non inferiore a sei mesi, in un esercizio di tatuaggi e piercing in possesso dei requisiti di cui alla presente legge. Al termine del periodo di pratica, il titolare del suddetto esercizio rilascia all’interessato una relazione, sulla base della quale l'autorità regionale decide sul rilascio o meno dell'autorizzazione finale che abilita all'esercizio delle attività di tatuaggio, piercing e pratiche correlate di cui all’articolo 1. 5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono con propri provvedimenti l’albo dei tatuatori e piercer abilitati. 6. Per l'effettuazione di tatuaggi con finalità medica, tenuto conto delle particolari metodiche utilizzate e dell'eventuale campo sterile richiesto con connessa gestione in sicurezza del materiale contaminato, è richiesta una specifica abilitazione da conseguire a seguito di apposito corso integrativo, con superamento di esame finale, tenuto da enti del Servizio sanitario regionale. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a disciplinare i corsi di cui al presente comma, entro quattro mesi dalla data di emanazione delle linee guida di cui al comma 1. 7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, provvedono altresì ad istituire appositi corsi di aggiornamento obbligatori e a definire i requisiti minimi strutturali, gestionali ed igienico-sanitari, ai fini dell'esercizio delle attività di cui all'articolo 1. Art. 3. (Segnalazione certificata di inizio attività) 1. Chiunque intende esercitare le attività di tatuaggio, piercing e pratiche correlate di cui all'articolo 1, in luogo pubblico e privato, anche a titolo gratuito, stagionale o temporaneo è obbligato a presentare la segnalazione certificata di inizio attività, attestante il rispetto dei requisiti di cui alla presente legge, secondo quanto previsto dalle disposizioni regionali e delle province autonome adottate ai sensi dell’articolo 2. Art. 4. (Obblighi e divieti) 1. È vietato eseguire tatuaggi e piercing sui minori di diciotto anni senza il consenso di uno dei genitori o del tutore, ad esclusione del piercing al lobo dell'orecchio. 2. È vietato eseguire tatuaggi e piercing sui minori di quattordici anni, ad esclusione del piercing al lobo dell'orecchio. 3. È vietato eseguire il piercing al lobo dell'orecchio sui minori di quattordici anni, senza il consenso di uno dei genitori o del tutore. 4. I tatuaggi e i piercing eseguiti sul viso devono essere di dimensioni tali da non ostacolare l'esatta identificazione della persona. 5. Per le attività di tatuaggio e piercing eseguite in forma ambulante o in ambito di fiere, raduni, convegni o manifestazioni pubbliche comunque denominate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 10. 6. È vietato l'esercizio delle attività di tatuaggio e piercing senza il possesso dei requisiti formativi previsti dall'articolo 2. 7. Le attività finalizzate alla rimozione dei tatuaggi possono essere praticate esclusivamente in strutture sanitarie da parte di personale medico. Art. 5. (Vigilanza e controlli) 1. Le aziende sanitarie locali esercitano funzioni di vigilanza e controllo per la verifica del rispetto dei requisiti igienico-sanitari dei locali, delle attrezzature e dei materiali impiegati, nonché delle modalità di esecuzione dei tatuaggi e dei piercing e dei requisiti di qualifica degli operatori previsti dall'articolo 2, e possono, a tal fine, avvalersi dell'Istituto superiore di sanità anche attraverso attività ispettive congiunte. 2. Le aziende sanitarie locali, qualora a seguito dei controlli di cui al comma 1 accertino carenze dei requisiti igienico-sanitari, indicano gli adeguamenti necessari per il ripristino dei requisiti medesimi. Nel caso di carenze gravi, le aziende sanitarie locali dispongono la sospensione dell’attività, diffidando gli interessati ad adeguarsi alle prescrizioni igienico-sanitarie nei termini e secondo le procedure stabilite dalle disposizioni delle regioni e delle province autonome di cui all’articolo 2, comma 7, e dai relativi regolamenti comunali di attuazione. 3. In caso di mancata ottemperanza alla diffida di cui al comma 2, il sindaco dispone la chiusura dell'attività. Art. 6. (Sanzioni) 1.