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Sembra quasi che un procedimento penale incentrato sui reati di corruzione e concorso in corruzione non sia una motivazione sufficiente per consentire l'autorizzazione delle prime due intercettazioni, che sicuramente si contraddistinguono per la natura casuale. Ricordiamo - e non per inciso - che, nell'ambito del procedimento penale in corso, si contesta al senatore Siri - all'epoca sottosegretario di Stato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - di aver proposto e concordato, con gli organi apicali dei Ministeri competenti per materia, l'inserimento di provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare (quindi il decreto interministeriale in materia di incentivazione dell'energia elettrica da fonte rinnovabile) e anche di iniziativa governativa di rango legislativo (la cosiddetta legge mille proroghe, la legge di stabilità e la cosiddetta legge di semplificazione); ovvero di aver proposto emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto mini eolico, ricevendo la promessa e/o la dazione di 30.000 euro da parte del signor Paolo Franco Arata, amministratore dell'Etnea srl e dominus della Solcara srl, amministrata dal figlio Francesco Arata (società operative in quel settore), il quale - secondo l'autorità giudiziaria - da tali provvedimenti avrebbe tratto benefici di carattere economico. Si contesta altresì allo stesso Siri, sempre nella duplice qualità di senatore e di Sottosegretario di Stato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in concorso con altri coimputati, di essersi attivato per ottenere un provvedimento normativo ad hoc che finanziasse, anche in misura minima, con differimento dell'intera copertura finanziaria negli esercizi finanziari a venire, il progetto di completamento dell'aeroporto di Viterbo, di interesse della Leonardo spa, per future commesse. Il senatore Siri avrebbe inoltre esercitato pressioni sul comandante generale della Guardia costiera, per operare una sostituzione di un responsabile del procedimento per alcuni appalti in essere all'epoca dei fatti. In conclusione, nonostante le accuse e la rilevanza delle stesse, per il relatore non sussiste il requisito della necessità. Giuridicamente e politicamente non possiamo che manifestare la più profonda contrarietà alle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Per le restanti intercettazioni la Giunta ha sostenuto il diniego all'autorizzazione, presupponendo il mutamento di direzione dell'atto di indagine che si ha nel momento in cui gli inquirenti, a partire dalla polizia giudiziaria che sta operativamente effettuando le intercettazioni su incarico dell'autorità giudiziaria, si rendono conto del coinvolgimento da parte di un parlamentare e della conseguente necessità di richiedere l'autorizzazione per proseguire le captazioni, che assumono in questo caso natura indiretta. La Giunta ha rinvenuto il cosiddetto fumus mutationis dopo le due telefonate del 15 maggio del 2018. Ora non si comprende perché l'intercettazione del 17 maggio 2018 non possa rientrare, considerata la vicinanza temporale con le prime due date, fra le intercettazioni casuali. Infine, per tutte le altre intercettazioni, anche se si può ipotizzare la sopravvenuta conoscenza da parte degli inquirenti della natura di parlamentare di uno degli interlocutori, la richiesta dell'autorità giudiziaria deve essere parimenti accolta, attesa la gravità delle condotte contestate al senatore Siri, la cui conoscibilità non può essere ridotta entro lo schema delle guarentigie parlamentari. Per tutte queste considerazioni annuncio il voto contrario alla relazione del senatore Malan del MoVimento 5 Stelle. In caso di votazione per parti separate, andremo a diversificare il voto a seconda della formulazione delle stesse. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice D'Angelo, prendo quindi il suo intervento come assenso alla proposta della votazione delle parti separate. Se non vi sono dissenzienti rispetto alle richieste di votazione per parti separate, nemine contradicente , procediamo alla votazione per parti separate. Voglio avere l'attenzione della senatrice Rossomando per avere contezza di quello che andiamo a votare. Rispetto alla relazione della Giunta, fino alla parola «necessità», si mettono quindi ai voti prima le due intercettazioni con il progressivo nn. 2521 e 2523 e le motivazioni per cui si propone di respingerle. In caso di voto favorevole, votiamo la seconda parte dalla parola «e» fino alla fine della relazione. In caso diverso, vedrò di proporvi qualcosa di alternativo. Nel caso dovesse essere bocciata la prima parte, chiederò di integrare come segue: la Giunta propone in relazione, eccetera, limitatamente alle altre sei telefonate e con le motivazioni già esposte solo relativamente a quelle, tenendo separate - come da lei richiesto - le motivazioni delle une da quelle delle altre. Indìco la votazione della prima parte della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari fino alle parole «della necessità». (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione della seconda parte della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, dalle parole «e, in relazione» fino alla fine. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Come già comunicato, sospendo i nostri lavori fino alle ore 14,30. (La seduta, sospesa alle ore 11,28, è ripresa alle ore 14,30) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2330 Delega al Governo in materia di contratti pubblici (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2330. I relatori, senatori Pergreffi e Cioffi, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Pergreffi. PERGREFFI, relatrice . Signor Presidente, mi preme prima di tutto ringraziare il vice ministro Bellanova per il supporto offerto in questo periodo su un provvedimento comunque piuttosto complicato, che però, allo stesso tempo, ha avuto un buono svolgimento, grazie a tutti i membri dell'8 a Commissione, ai Capigruppo, al Presidente e agli Uffici legislativi della Commissione, che si sono dati un gran da fare. Il disegno di legge, di iniziativa governativa, consta di un solo articolo e reca una delega al Governo per adottare entro sei mesi uno o più decreti legislativi recanti la disciplina dei contratti pubblici. Le finalità perseguite dal disegno di legge, composto da un unico articolo, sono quelle di semplificare, razionalizzare e riordinare la disciplina in materia di contratti pubblici, nonché di evitare l'avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di giungere alla risoluzione di quelle già avviate. Il disegno di legge elenca i principi e i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi e, tra questi, si segnalano la necessità di evitare il gold plating ; la previsione e la ridefinizione in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti e del personale in esse operante; la semplificazione della disciplina applicabile ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di importo superiore alle soglie di rilevanza europea;