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« , e che abbiano competenza comprovata ed esperienza pluriennale nel campo della protezione e promozione dei diritti umani. Tra i quattro componenti del Collegio, almeno due devono essere in possesso delle necessarie competenze in materia di diritti umani e nell'effettuazione delle nomine si tiene conto: dell'equilibrio di genere; della diversità etnica della società; della gamma dei gruppi vulnerabili; del rispetto della diversità; della rappresentanza pluralistica delle forze sociali coinvolte nella promozione e nella protezione dei diritti umani »; b alla rubrica del capo I del titolo II della parte III sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e dei diritti umani »; c all'articolo 2 -bis , comma 1, le parole: « Garante per la protezione dei dati personali » sono sostituite dalle seguenti: « Garante per la protezione dei dati personali e dei diritti umani »; d all'articolo 154 -bis , comma 4, le parole: « il Garante per la protezione dei dati personali » sono sostituite dalle seguenti: « il Garante ». 4 La disposizione di cui al comma 3, lettera a) , numero 2), si applica a decorrere dal primo rinnovo del Collegio del Garante successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 (Compiti del Garante in qualità di istituzione nazionale indipendente per la protezione e promozione dei diritti umani) 1 Al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo l'articolo 154 è inserito il seguente: « Art. 154.1. – (Compiti in materia di protezione e promozione dei diritti umani) – 1. Per quanto attiene al ruolo di istituzione nazionale indipendente per la protezione e promozione dei diritti umani, il Garante ha il compito di: a) vigilare sul rispetto dei diritti umani in Italia e in ogni altra situazione ricadente sotto la giurisdizione dello Stato italiano, con riferimento al diritto interno, alle norme internazionali e al diritto dell'Unione europea; b) promuovere la cultura dei diritti umani e la loro divulgazione attraverso percorsi educativi e informativi concernenti i princìpi e le norme che regolano la materia, coinvolgendo le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e favorendo la programmazione di progetti formativi presso istituzioni private e pubbliche; c) formulare pareri non vincolanti, raccomandazioni e segnalazioni al Governo, al Parlamento e alle pubbliche amministrazioni, anche con riferimento a provvedimenti di natura legislativa o regolamentare, sulle questioni concernenti la promozione e la protezione dei diritti umani, ove necessario sollecitando la firma o la ratifica delle convenzioni e degli accordi internazionali in materia di diritti umani, alla luce anche delle competenze della Presidenza del Consiglio dei ministri previste dall'articolo 5, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di adempimenti di competenza governativa conseguenti alle pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo emesse nei confronti dello Stato italiano; d) verificare l'attuazione delle convenzioni e degli accordi internazionali ratificati dall'Italia in materia di diritti umani e contribuire alla redazione dei rapporti periodici che l'Italia è tenuta a presentare nell'adempimento di specifici obblighi; e) fornire assistenza e rendere pareri motivati alle amministrazioni pubbliche che intendano inserire nei programmi di formazione e aggiornamento del personale le materie relative al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali; f) ricevere eventuali segnalazioni relative a specifiche violazioni o limitazioni dei diritti riconosciuti negli atti internazionali in vigore e provvedere sulle stesse mediante i poteri di accertamento, controllo e denuncia nonché, in caso di accertata violazione o limitazione dei diritti umani, disporre provvedimenti inibitori di tali condotte o porre termine alle condotte omissive, nonché adottare provvedimenti prescrittivi secondo quanto previsto dal regolamento di cui al comma 2, con l'applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 166, comma 2, e, sussistendone i presupposti, 170 in caso di inottemperanza ai provvedimenti inibitori o prescrittivi adottati; g) curare la redazione di un bollettino periodico semestrale pubblicato nel sito internet istituzionale, nel quale sono riportati i documenti adottati e le attività svolte, con modalità idonee ad assicurarne l'accessibilità, la trasparenza e l'uso dei dati. Il bollettino è inviato al Presidente del Consiglio dei ministri, ai Ministri competenti per materia e alle Camere; h) adottare azioni di sensibilizzazione affinché, nell'adozione delle determinazioni di politica interna ed estera, siano valorizzate le tematiche della promozione e protezione dei diritti umani, anche attraverso la formulazione di pareri e segnalazioni rivolti al Governo e al Parlamento, nonché in sede di audizione dinanzi alle Commissioni parlamentari; i) promuovere l'inserimento di regole per la promozione e la protezione dei diritti umani, nonché di adeguate forme di controllo sullo stato di attuazione, nei codici di deontologia delle varie professioni; l) predisporre e trasmettere annualmente una relazione sull'attività svolta ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri. 2. Il Garante disciplina con proprio regolamento le modalità specifiche dei procedimenti relativi all'esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma 1. 3. Il Garante può chiedere ad altre pubbliche amministrazioni, nonché a qualsiasi soggetto o ente pubblico, di fornire le informazioni necessarie allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali; le amministrazioni e gli altri soggetti destinatari devono tassativamente rispondere entro trenta giorni dalla data della richiesta. Il Garante può altresì richiedere ad amministrazioni ed enti pubblici di accedere a banche di dati o ad archivi di loro competenza. Resta fermo quanto previsto dalla disciplina vigente circa il controllo e l'accesso ai dati e alle informazioni conservati nel centro elaborazione dati di cui all'articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, nonché nella banca dati nazionale del DNA di cui alla legge 30 giugno 2009, n. 85. 4 . Nell'ambito di cui al presente articolo, il Garante può richiedere che vengano mostrati atti, verbali e documenti connessi alle presunte violazioni dei diritti umani e svolgere visite presso le strutture interessate; i soggetti destinatari, fatti salvi gli obblighi di riservatezza e quelli riferibili al segreto istruttorio previsti per legge, trasmettono quanto richiesto entro trenta giorni dalla notificazione della richiesta. 5. In caso di omesso riscontro alle richieste di cui ai commi 3 e 4 si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 166, comma 2 ». 3 (Rapporti con gli altri organismi aventi funzioni di promozione e protezione dei diritti umani) 1 Il Garante coopera con gli organismi internazionali, in particolare con quelli dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, dell'Unione europea, del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa, e con le istituzioni di altri Stati europei ed extraeuropei che operano nei settori della promozione e della protezione dei diritti umani e della lotta ai crimini contro l'umanità e ai crimini di guerra. 2