[resaula]

da ultimo, si è, ancora una volta, previsto di porre rimedio alla lentezza del procedimento attraverso una nuova, ennesima modalità di presentazione telematica, entro il 31 dicembre 2021, delle già da anni presentate richieste di pagamento, tuttavia, con il rischio che il "nuovo" metodo vada solo ad ispessire lo strato di quelli già vanamente escogitati negli anni in relazione ad un problema di così facile e veloce soluzione, tanto che non riesce agevole comprendere i motivi del suo perdurare; la nuova modalità di presentazione delle richieste di pagamento peraltro non riguarderebbe (la mancanza di trasparenza e di informazioni certe rende obbligatori i condizionali) i vecchi decreti/sentenze, il cui pagamento verrebbe quindi probabilmente differito ulteriormente; i pagamenti dei decreti e sentenze non avvengono neanche dopo le sentenze di condanna dei detti Ministeri da parte dei TAR nei "giudizi di ottemperanza", la cui sempre più frequente attivazione ha concorso ad appesantire vieppiù i ruoli dei TAR (specie il TAR Lazio e il TAR Umbria); i creditori aventi titolo sulla base dei decreti/sentenze della Legge Pinto fanno continue pressioni sui loro difensori, salvo quelli che, dopo anni e anni di inutile attesa, hanno smesso di sperare nella giustizia statale, al punto di aver rinviato la sottoscrizione delle liberatorie (moduli di validità biennale pretesi per poter avviare la procedura di pagamento); il lentissimo stillicidio di pagamenti si ferma addirittura per varie settimane in prossimità di ogni festività, a volte per mesi, come a fine d'anno o in estate; detti ritardi, incomprensibili ed intollerabili, inducono a ritenere l'esistenza dell'intento di fondo di ostacolare e scoraggiare la rivendicazione dei diritti riconosciuti dalla Legge Pinto che, in definitiva, può considerarsi abrogata di fatto; nel 2002 la Corte d'Appello di Napoli, sez. lavoro e previdenza, fissava le prime udienze dei ricorsi per riconoscimento delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento a sette anni mezzo di distanza, finché, in seguito alla presentazione dei primi ricorsi in base alla Legge Pinto, la stessa Corte d'Appello anticipò le predette udienze ad un anno e mezzo, riducendo i ritardi di ben sei anni. È, quindi, evidente che la motivazione addotta per la cancellazione di fatto delle cause ex Legge Pinto, e cioè il risparmio delle spese legali, si è rivelata errata, in quanto con la velocizzazione dei procedimenti si sarebbero sensibilmente ridotte di numero le cause stesse, si chiede di sapere: quale sia il numero dei decreti e delle sentenze adottati in attuazione della legge Pinto in attesa di pagamento e quanti di essi vengono pagati in media mensilmente, nonché quale sia il numero degli addetti agli uffici pagatori, il costo complessivo del settore e quali iniziative si intendono assumere affinché i pagamenti arretrati siano eseguiti senza altri incomprensibili ed intollerabili indugi e i pagamenti che via via vengono a maturazione vengano tempestivamente eseguiti; quali iniziative si intendano assumere nei confronti dei responsabili dei ritardi, dei quali è certa ed incontrovertibile l'illegittimità. Atto n. 4-06331 DI MICCO MORONESE GIANNUZZI LA MURA LEZZI BOTTO LANNUTTI Al Ministro della giustizia Premesso che: il decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, in attuazione dell'art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, in esecuzione della delega al Governo, prevedeva una nuova organizzazione della distribuzione sui territori dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero e, per l'effetto, venivano soppressi 667 uffici del giudice di pace. In particolare, l'ufficio del giudice di pace di Napoli nord andava ad accorpare gli uffici del giudice di pace di Aversa, Trentola Ducenta e Frattamaggiore; con il decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14, recante "Disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155, e 7 settembre 2012, n. 156, tese ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari", venivano individuate le modalità per la necessaria copertura degli organici dei relativi uffici giudiziari; sin dall'inizio di tale riorganizzazione, per l'ufficio del giudice di pace di Napoli sono stati rilevati numerosi disagi: insufficienza di personale giudiziario; insufficienza del personale amministrativo; insufficienza dei locali delle strutture giudiziarie; accorpamento degli uffici di giudice di pace del circondario; in pochissimo tempo questo tribunale è stato investito da una mole di lavoro insostenibile se rapportata agli spazi ed alle risorse umane disponibili; il primo firmatario della presente interrogazione comunicava, in due precedenti atti di sindacato ispettivo (4-02650 e 4-02651), una forte impennata dei procedimenti attinenti alla sezione lavoro ed un numero quasi quadruplicato dei procedimenti penali; nei giorni scorsi il presidente del tribunale Napoli nord Pierluigi Picardi ha firmato un provvedimento con il quale ha sospeso la fissazione dei procedimenti davanti al giudice per l'udienza preliminare dove non vi siano detenuti fino a quando l'organico della sezione non sarà tornato a livelli adeguati; il medesimo provvedimento si applicherà anche alle udienze di opposizione ai decreti di archiviazione mentre per le richieste di ordinanza di custodia cautelare si procederà in ordine cronologico. La conseguenza diretta sarà che davanti al tribunale di Aversa-Napoli nord i dibattimenti con imputati a piede libero potranno iniziare solo nel 2026, cioè tra ben 5 anni; considerato che: il tribunale di Napoli nord raccoglie 38 comuni del casertano e del napoletano, pochi come numero, ma che in realtà sono quelli a più alta densità sia abitativa che criminale, tutti facenti parte della "terra dei fuochi": il territorio dove ci sono più discariche e illegalità diffusa, e dove la camorra per anni ha dominato incontrastata, da Giugliano in Campania a Caivano, da Casal di Principe a Villa Literno; agli inizi di febbraio 2021 Francesco Greco, allora capo della Procura della Repubblica di Napoli nord, attualmente in pensione, aveva inoltrato una sollecitazione, firmata dall'intero corpo dei 30 pubblici ministeri (Greco, più 27 sostituti procuratori e due aggiunti) e dei 67 assistenti amministrativi, al Ministero, nella quale illustrava i numeri della forte carenza di risorse: "il rapporto tra pm e personale amministrativo, in cui sono da inserire anche gli autisti, è pari a 2,22, ovvero ogni pm può contare su appena due assistenti, rispetto ad una media degli altri uffici del Distretto della Corte di Appello di Napoli di 4,10"; Ancora più inquietante la situazione della polizia giudiziaria, la cui composizione viola palesemente il dettato della legge: il rapporto in questo caso è di 0,62, nel senso che un pm, se va bene, ha un agente di pg a disposizione mentre per legge il rapporto non deve essere non inferiore a due. L'età media dei pm della Procura di Napoli Nord è bassa, di 40-42 anni, e periodicamente arrivano pm di prima nomina";