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Delega al Governo per l'armonizzazione retributiva e previdenziale dei comparti sicurezza e vigili del fuoco e soccorso pubblico e per ottimizzare la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco nonché ulteriori disposizioni a favore del medesimo Corpo. Onorevoli Senatori . – Ricorre quest'anno l'ottantesimo anniversario della fondazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il regio decreto n. 333 del 1939 ha, infatti, unificato i « civici pompieri » dando luogo alla nascita del Corpo nazionale. Il presente disegno di legge, con il quale si intende avviare un percorso per il superamento delle notevoli disuguaglianze retributive e previdenziali tuttora sussistenti tra gli ordinamenti delle Forze di polizia e dei vigili del fuoco e per consentire di effettuare interventi normativi volti a migliorare ulteriormente la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, assume, in relazione a tale importante traguardo, un evidente, dovuto riconoscimento del servizio prestato dai vigili del fuoco sin dalla loro fondazione. L'articolo 1, comma 1, lettere a) e b) , del disegno di legge intende in primo luogo assicurare, attraverso lo strumento della delega, il superamento delle attuali differenze retributive e previdenziali degli operatori del soccorso pubblico rispetto ad altri corpi dello Stato. Esse non sono ulteriormente giustificabili alla luce della delicatezza ed essenzialità delle funzioni svolte dagli operatori del soccorso pubblico, come programmaticamente riconosciuto dallo stesso legislatore con l'articolo 19 della legge n. 183 del 2010. Giova, infatti, rammentare il riconoscimento della specificità del ruolo assegnato al personale del comparto « soccorso pubblico », introdotto dall'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 gennaio 2009, n. 2, e ribadito dal sopra citato articolo 19 della legge n. 183 del 2010, il quale riconosce detta specificità alle Forze armate, alle Forze di polizia ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai fini della definizione degli ordinamenti e della tutela economica, pensionistica e previdenziale. Il Ministero dell'interno, infatti, attraverso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, svolge complesse e variegate funzioni riservate allo Stato che rispondono ad esigenze fondamentali di tutela dell'incolumità delle persone e dell'integrità dei beni. Le attività di soccorso pubblico e di prevenzione incendi, come gli altri compiti assegnati al Corpo nazionale, quali ad esempio quelli di difesa civile e di protezione civile, sono indicativi della rilevanza degli obiettivi perseguiti da questo Corpo dello Stato, che fa dell'immediata operatività delle proprie strutture e dell'elevatissima professionalità del proprio personale gli elementi cardine della sua organizzazione. Non va, peraltro, dimenticato che il Corpo è stato chiamato a fronteggiare maggiori oneri funzionali in virtù di recenti interventi normativi come, ad esempio, la lotta attiva agli incendi boschivi dopo l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato o l'assunzione di un fondamentale ruolo di coordinamento tecnico-operativo negli interventi di soccorso pubblico più complessi, sancito anche nel nuovo codice della protezione civile, nonché i più onerosi impegni che scaturiscono dalle nuove direttive sulla sicurezza integrata in occasione di pubbliche manifestazioni. L'intervento si propone, quindi, come obiettivo quello di giungere, attraverso la modifica ordinamentale operata con il ricorso allo strumento della delega legislativa a fronte della complessità tecnica della materia, a delineare un trattamento economico adeguato e proporzionato che tenga conto delle specifiche qualifiche e funzioni attribuite agli appartenenti al Corpo nazionale e dell'inquadramento retributivo di maggior favore riconosciuto, per compiti e funzioni equivalenti, al personale della Polizia di Stato. Tale esigenza si pone in termini oramai non più rinviabili anche in relazione al fatto che, con l'entrata in vigore del decreto legislativo 6 ottobre 2018, n. 127, si è venuto a compiere un complesso processo di riordino, avviato con il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97, che ha riguardato sia il riassetto delle disposizioni relative alle funzioni e ai compiti del Corpo nazionale, sia la revisione dell'ordinamento del personale dei vigili del fuoco. Al riguardo, si sottolinea come dai rinnovati profili che hanno interessato le funzioni e i compiti del Corpo nazionale, è conseguito, oltre all'ottimizzazione in termini di efficienza ed efficacia delle missioni istituzionali svolte, anche un incremento delle responsabilità e dei relativi rischi a carico del personale e, quindi, la necessità di ridefinire un assetto ordinamentale capace di corrispondere appieno all'esigenza di garantire alla collettività una risposta sempre più professionale e qualitativamente adeguata ad ogni situazione di emergenza. Si deve sottolineare che gli elementi di differenziazione attualmente riscontrabili tra gli ordinamenti retributivi del soccorso pubblico e della sicurezza risalgono, in parte, anche alla scelta operata dal legislatore di far confluire il Corpo nazionale, a decorrere dal 1° gennaio 1994 e fino al 31 dicembre 2005, nel settore del pubblico impiego privatizzato – nell'ambito del comparto contrattuale delle aziende e delle amministrazioni autonome dello Stato – con conseguente diversificazione, tra le categorie di personale di cui trattasi, dei profili afferenti alla struttura retributiva, al sistema di progressione economica e alle procedure di rinnovo negoziale. In effetti, a far data dal ritorno al regime pubblicistico del rapporto d'impiego del personale del Corpo nazionale ad opera del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, in vigore dall'1° gennaio 2006, il trattamento economico rientra tra le materie oggetto di negoziazione di primo e secondo livello nell'ambito del comparto autonomo « vigili del fuoco e soccorso pubblico » riservato specificamente alla categoria, risultando pertanto naturalmente inapplicabili le previsioni normative e contrattuali afferenti al sistema indennitario di altri comparti del pubblico impiego, quali quello della sicurezza dedicato agli appartenenti della Forze di polizia. La situazione deve anche tenere conto del transito, dal 1° gennaio 2017, di alcune unità di personale provenienti dal soppresso Corpo forestale dello Stato e quindi in precedenza appartenenti al comparto sicurezza e al correlato specifico ordinamento retributivo e pensionistico, che ha comportato una ancor più evidente disparità di trattamento tra personale appartenente allo stesso Corpo. Appare, pertanto, necessario pervenire, attraverso l'utilizzo delle risorse finanziarie allo scopo destinate, al necessario allineamento economico e previdenziale del Corpo ai profili di disciplina, di maggior favore, caratterizzanti il sistema retributivo e previdenziale del personale dei comparti attigui, superando i gap economici tra le due categorie di personale. Pur nella consapevolezza della specificità che accomuna il Corpo nazionale alle Forze di polizia e alle Forze Armate nell'ambito del personale statale in regime pubblicistico, la proposta normativa non prevede l'ingresso del personale nel comparto di contrattazione della pubblica sicurezza.