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con il decreto legislativo presidenziale n. 512 del 1954 viene istituita l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca e con l'art. 23 della legge regionale n. 10 del 1999 prevista la trasformazione in società per azioni. Nel 2005 la Regione Sicilia costituisce la Terme di Sciacca SpA; successivamente Terme di Sciacca SpA è stata posta in liquidazione con l'art. 1 della legge regionale n. 11 del 2007; nel dicembre 2012 viene pubblicato dalla Regione Siciliana il bando per la gestione delle Terme di Sciacca sotto forma di "Avviso pubblico - Manifestazione di interesse per l'affidamento a soggetti privati della gestione e valorizzazione dei complessi cremo termali e idrotermali di Sciacca"; ma l'avviso non ottiene offerte degne di considerazione. Nel marzo 2015 l'assemblea dei soci decide la chiusura di tutte le strutture delle Terme di Sciacca; con l'art. 2 della legge regionale n. 20 del 2016 la Regione viene autorizzata a concedere in concessione al Comune di Sciacca la coltivazione del giacimento in uno, con tutti o parte dei beni immobili afferenti al complesso, e in data 25 ottobre 2017 viene stipulato un contratto di concessione tra il Comune e l'Assessorato per l'economia della Regione per 50 anni relativo ad alcuni beni del complesso termale, contratto condizionato e al momento reso esecutivo solo per il parco delle terme e le piscine coperte solfuree, concessione che matura gli effetti giuridici con il verbale di consistenza non ancora completato; considerato che: conosciuta sin dai tempi degli antichi Greci come "Thermai Selinuntiai" (Terme selinuntine), Sciacca ricade all'interno di un'ampia zona geotermica caratterizzata da alcune manifestazioni idrotermali di superficie e delle numerose sorgenti un tempo presenti, a causa di invasivi interventi di captazione, ma anche di conseguenze legate alla normale attività geologica locale; oggi ne restano attive soltanto 5: l'acqua dei Molinelli, l'acqua Santa, l'acqua Salmastra, l'acqua del Carabollace e Fontana calda; il patrimonio immobiliare delle terme di Sciacca si compone dello stabilimento denominato Nuove terme, dello stabilimento denominato Vecchie terme, delle grotte di San Calogero (alimentate dai vapori terapeutici del monte e dalle diverse sorgenti che sgorgavano nel sottosuolo), del Grand hotel delle terme, del grande albergo di San Calogero mai aperto al pubblico, del piccolo albergo di San Calogero, del parco delle terme, delle piscine solfuree coperte all'interno del parco, delle piscine Molinelli, dello stabile ex motel Agip e del complesso ex convento San Francesco; tale patrimonio immobiliare necessita di interventi urgenti, anche strutturali, con l'impiego di ingenti risorse finanziarie, pena il definitivo e irreversibile deterioramento; il perdurante stato di chiusura e di mancata valorizzazione delle terme di Sciacca, con il sostanziale immobilismo della Regione che evidenzia dal 2012 l'incapacità di risolvere il problema, causano ripercussioni assai negative su tutta l'economia del territorio di Sciacca, con pesanti ricadute negative su occupazione, turismo e tessuto sociale locale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga opportuno attivarsi, nell'ambito delle proprie attribuzioni, per sollecitare gli enti locali competenti ad adottare urgentemente tutte le misure atte ad affrontare e risolvere lo stato di fermo e di dissesto attuale; se non ritenga opportuno attivare le necessarie misure nelle sedi di competenza, al fine di attrarre investitori di rilevanza e prestigio nazionale e internazionale che possano riattivare il funzionamento e la piena valorizzazione delle terme di Sciacca, garantendo quindi indotto e piena occupazione lavorativa a migliaia di giovani, che si trovano costretti a lasciare Sciacca e la Sicilia per mancanza di lavoro. Atto n. 4-02438 BRIZIARELLI Al Ministro della giustizia Premesso che: la situazione delle carceri in Umbria è esplosiva, come ribadito anche il 4 novembre 2019 dalla nota della segreteria provinciale del Sappe (Sindacato autonomo Polizia penitenziaria), nella quale si legge che la tensione nel carcere di Terni, dove da giorni la Polizia penitenziaria è costretta a fronteggiare continue rivolte di detenuti di vari etnie, sale ancora; il personale è sotto pressione da parte dei detenuti che si armano di lamette e minacciano atti di autolesionismo e di incendiare sé stessi e le sezioni detentive; secondo quanto si apprende, sembra, inoltre, che tra i detenuti coinvolti nei fatti di Terni alcuni siano quelli recentemente trasferiti dal carcere di San Gimignano, proprio in seguito alle rivolte lì verificatesi. A giudizio dell'interrogante i problemi vanno risolti drasticamente, non scaricati in un'altra struttura carceraria; il personale della Polizia penitenziaria del carcere di Terni è allo stremo, perché è obbligato a permanere in servizio oltre il turno ordinario e fino alla fine dell'emergenza, restando intere giornate in prima linea ad aspettare che ritorni la calma; considerato che: da mesi il problema viene segnalato nel disinteresse generale; il primo firmatario della presente interrogazione ha presentato il 9 settembre 2019 al Ministro in indirizzo l'atto 4-02136 riferito al carcere di Capanne di Perugia, nel quale si sono verificati diversi gravissimi episodi sempre a discapito della Polizia penitenziaria, e più in generale alle altre strutture penitenziarie umbre, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intraprendere iniziative ai fini della soluzione delle problematiche del carcere di Terni e delle altre strutture penitenziarie umbre e quindi della conseguente revisione dell'intera organizzazione delle strutture carcerarie per evitare la ripetizione di simili gravi episodi. Atto n. 4-02439 SALVINI Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: le immagini dell'università Statale di Milano all'indomani della festa di Halloween organizzata, senza alcuna autorizzazione, dai collettivi studenteschi, rendono pienamente la situazione di assoluto degrado in cui sono stati lasciati i locali dell'università: cumuli di bicchieri e bottiglie, pozzanghere d'alcol, mozziconi di sigarette e sporcizia ovunque; il rettore Elio Franzini ha deciso di pubblicare le foto dello scempio compiuto sul sito dell'università sotto il titolo «Per riflettere insieme», corredate da una lettera aperta che denuncia, senza mezzi termini, il "ricatto" al quale l'università deve sottostare: «Queste feste, del tutto abusive, organizzate da gruppi in larga parte esterni all'Ateneo, che chiedono persino una tariffa per l'ingresso, sono state tollerate per molti anni, quasi fossero l'inevitabile prezzo da pagare per risparmiare la nostra comunità da sfregi peggiori»; in questo clima, a dir poco intimidatorio, il rettore precisa che per evitare l'occupazione si era optato per una chiusura anticipata dell'ateneo alle ore 16, riuscendo però a chiudere i due portoni principali, ma non quello pedonale, di via Festa del Perdono 7, che era stato bloccato dai ragazzi.