[pronunce]

ric. n. 64 del 2012), dal Presidente del Consiglio dei ministri che ha ritenuto non elisi, da dette sopravvenute norme, i profili di incostituzionalità ravvisati e denunciati con il precedente ricorso, con riguardo alle norme oggetto di siffatte modifiche o integrazioni. 2.1.- Anche in questo giudizio si è costituita la Regione Campania, che ha concluso per una declaratoria di inammissibilità od infondatezza delle proposte questioni. 2.2.- Entrambe le parti hanno, in questo giudizio, ulteriormente illustrato, con memorie, le proprie tesi.1.- Con due ricorsi (n. 45 del 2011 e n. 64 del 2012) che, per la loro connessione, possono previamente riunirsi, il Presidente del Consiglio dei ministri ha, rispettivamente, impugnato le leggi della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011), e 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni per l'attuazione al Piano di Rientro del Settore Sanitario). La legge regionale n. 4 del 2011 viene censurata relativamente alle disposizioni di cui ai seguenti novantanove commi (in parte aggregabili) dell'art. 1: e cioè, in sequenza, ai commi 2, 26, 27, 34, 37, 44, 75, 78, lettera a), 123, 124, 131, da 135 a 138, da 142 a 154, da 163 a 204, 207, da 209 a 212, 215, 217, 218, 219, da 221 a 232, 238, 239, 240, 241, da 243 a 245, 263. La legge regionale n. 3 del 2012 è, a sua volta, impugnata con riferimento ai commi 1, lettera c), e 2, dell'art. 1, recanti disposizioni, abrogative, modificative o integrative di corrispondenti norme della precedente legge regionale n. 4 del 2011. 2.- Successivamente al primo ricorso, il Presidente del Consiglio ha presentato formale rinuncia - che la Regione Campania ha accettato - relativamente alle disposizioni di cui ai commi 2, 26, 131, 167, 168, 170, 171, 172, 173, 174, 175, 192, 194, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 202, 231 e 232 dell'art. 1 della legge regionale n. 4 del 2011. Per cui in relazione a dette disposizioni può dichiararsi, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l'estinzione del processo (sentenza n. 262 e ordinanza n. 197 del 2012). 3.- Con riguardo ancora all'art. 1 della legge regionale n. 4 del 2011, le disposizioni di cui ai suoi commi 163, 193 e 204 sono state nel frattempo abrogate dall'art. 3, comma 1, della legge della Regione Campania 31 dicembre 2012, n. 41 (Modifiche ed abrogazioni di norme alla legge regionale 15 marzo 2011, n. 4 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria 2011" e modifica alla legge regionale 24 novembre 2001, n. 12 "Disciplina ed armonizzazione delle attività funerarie"). Anche le ulteriori disposizioni di cui ai commi 210, 211, 212, 217, 218, 219, 222, 223, 238, 239, 241 e 243 sono state, a loro volta, abrogate dall'art. 1, comma 1, lettera e), della già richiamata legge regionale n. 3 del 2012. In relazione, in particolare, alle norme di cui ai commi 163, 193, 204, 217, 218, 219, 222, 223, 238, 239, 241 e 243, la Regione resistente, con la memoria depositata in prossimità dell'udienza del 25 marzo 2014, ha precisato che alle stesse non è stata data medio tempore attuazione. Con riguardo alle correlative questioni, può dichiararsi, pertanto, cessata la materia del contendere (ex plurimis, sentenza n. 18 del 2013). 3.1.- Viene di conseguenza meno la ragione della impugnativa anche in relazione al comma 240, che riguarda lo stanziamento degli oneri per l'attuazione degli interventi di cui agli abrogati commi 238 e 239; sicché, anche in riferimento alla disposizione di cui al citato comma 240 va dichiarata cessata la materia del contendere. 3.2.- Cessata può dichiararsi, inoltre, la materia del contendere in relazione ai commi da 210 a 212, in ragione del carattere oggettivamente satisfattivo della correlativa abrogazione (sentenza n. 326 del 2010), attenendo quelle impugnate disposizioni alla disciplina di ambiti territoriali di taluni distretti sanitari, venuti meno a seguito dell'abrogazione stessa. 4.- L'esame delle residue questioni procederà secondo la divisione, articolata nel primo ricorso (reg. ric. n. 45 del 2011) in due blocchi: a) bilancio e contabilità pubblica, ambiente e diritti sociali e b) disavanzo sanitario, e terrà contestualmente conto delle censure rivolte alle correlate disposizioni oggetto del secondo ricorso (reg. ric. n. 64 del 2012). 5.- Le preliminari eccezioni di inammissibilità del primo ricorso formulate dalla Regione resistente - per asserita genericità della delibera dell'organo politico, sottostante all'impugnativa e delle censure che assume formulate, dalla difesa dello Stato, in modo indistinto in relazione a più disposizioni unitariamente impugnate - sono entrambe non fondate. Quanto alla prima eccezione, perché il necessario grado di determinatezza della delibera nell'individuazione delle disposizioni da impugnare emerge chiaramente dalla delibera stessa, che indica i commi da impugnare, sia pure in taluni casi aggregandoli, e richiama, seppur in sintesi, la materia disciplinata, nonché le ragioni della pretesa incostituzionalità ed i parametri asseritamente violati (sentenze n. 220, n. 246 e n. 309 del 2013). Mentre con riguardo alla seconda eccezione, il tipo di censura rivolto ai commi da 142 a 154 - e cioè l'assenza della copertura in violazione del precetto dell'art. 81, quarto comma, Cost. - non rende necessario un grado di specificazione ulteriore ( tra le altre, sentenza n. 3 del 2013), ma è tale da investire tutte le su richiamate disposizioni in ragione dell'identico profilo di vulnus alla Costituzione, che le accomuna. Ed altrettanto è a dirsi per la denuncia che ha unitariamente ad oggetto il complesso delle disposizioni di cui ai commi da 163 a 204 (istitutive di fondi straordinari) e 240 e 241 (prevedenti nuovi stanziamenti su capitoli di spesa già istituiti), posto che, anche con riguardo a dette norme, ciò che in ogni caso si censura è l'effettuazione di spese non obbligatorie e la violazione dell'obbligo di copertura finanziaria. 6.-