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Qui si deve giungere finalmente a una soluzione chiara e definitiva, perché, dopo che tutti i Gruppi, in questo anno così drammatico, si sono sciacquati la bocca sulla salute pubblica e sulla dominanza della salute sull'economia, questo ancora non vale per Taranto e per i tarantini, i quali possono anche morire, possono anche ammalarsi, possono anche avere dei rappresentanti, come Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, che mettono l'acciaio davanti alla salute dei bambini. (Applausi) . E ancora si discute in Parlamento di una cosa così scandalosa! Andate a dirlo a Taranto. Quindi, dal momento che ancora una volta su Taranto si prendono delle posizioni fumose, ideologiche e senza alcun riferimento sano e solido sulla salute e sull'economia, noi voteremo contro. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dai senatori Urso, Collina, Laforgia, Sbrollini, Ripamonti, Mallegni, Santillo e Bressa. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Discussione delle mozioni nn. 329 e 338 sulla concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki e sulle iniziative per la sua liberazione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00329 , presentata dal senatore Verducci e da altri senatori, e 1-00338 , presentata dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori, sulla concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki e sulle iniziative per la sua liberazione. Avverto che è stato altresì presentato l'ordine del giorno G1 dai senatori Verducci, Segre, Montevecchi, Alfieri, Malpezzi, Bernini, De Petris, Faraone, Unterberger, Saponara e da altri senatori. Il relativo testo è in distribuzione. Ha facoltà di parlare il senatore Verducci per illustrare la mozione n. 329. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, colleghi, da quasi quindici mesi Patrick Zaki, studente e ricercatore dell'Università di Bologna, attivista per i diritti umani, è imprigionato nelle carceri egiziane per la sola colpa delle sue idee. Dal 7 febbraio 2020 è sottoposto ripetutamente, senza prove e senza processo, a quella che viene chiamata detenzione preventiva, ma che è a tutti gli effetti una detenzione arbitraria e una violazione dei diritti umani. Patrick è stato picchiato e torturato con scariche elettriche, come denunciato dai suoi legali. Le accuse contro di lui sono pretestuose e, come lui, sono migliaia i "prigionieri di coscienza" (come vengono definiti dalle organizzazioni umanitarie) che sono stati incarcerati in Egitto negli ultimi anni (avvocati, intellettuali, cittadini comuni). La detenzione prolungata è una tecnica intimidatoria che vuole cancellare e far dimenticare vite, storie, volti, nomi, rivendicazioni. Ma la storia di Zaki non deve e non può essere cancellata, perché è una storia importante, più grande ancora del suo destino personale: è una storia di multiculturalismo, di incontro tra mondi diversi che vogliono stare insieme. Zaki è tra le centinaia di ragazzi di tutto il mondo che partecipano al bando per la borsa di studio europea Erasmus Mundus, è tra i pochissimi a vincerla e per questo arriva a Bologna. Zaki ha scelto l'Europa e ha scelto l'Italia, dove studiare e poter essere libero di esprimere le proprie idee e le proprie convinzioni; è diventato parte di qualcosa di universale, la comunità studentesca e universitaria. In una lettera alla madre, qualche settimana fa, ha scritto: «Voglio mandare il mio amore ai miei compagni di classe e agli amici di Bologna. Mi mancano la mia casa, le strade, l'università». E questo sentimento di Zaki è ricambiato da una grande spinta emotiva che ovunque in Italia ha portato molti Comuni ad attivarsi per conferirgli la cittadinanza onoraria, come già hanno fatto le città di Bologna e di Milano; la conferenza dei rettori delle università a chiederne formalmente l'immediata liberazione; e oltre 200.000 cittadini a firmare la petizione sostenuta da molte associazioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana, come chiesto a gran voce dalla consulta degli studenti dell'Emilia-Romagna, alla cui comunità Zaki appartiene. L'impegno del Governo per la cittadinanza a Zaki è quello che noi parlamentari oggi chiediamo in questa mozione che ho l'onore di presentare e che è sostenuta dalla quasi totalità dei Gruppi parlamentari, ognuno dei quali voglio ringraziare. Una mozione che diventerà un ordine del giorno più ampio che terrà insieme entrambi gli atti che oggi vengono presentati. La reclusione e la sorte di Zaki rende più profonda la ferita del sequestro, della tortura, dell'omicidio di Giulio Regeni. Abbiamo il dovere di non smettere mai di pretendere dalle autorità egiziane verità e giustizia per Giulio. (Applausi) . Le vite di Giulio e di Zaki sono legate: entrambi giovani ricercatori, entrambi innamorati dell'Italia e dell'Egitto. E tra i tanti murales a loro dedicati, comparsi in questi mesi, ce n'è uno molto bello che li ritrae abbracciati e sorridenti, con Giulio che dice, rivolto a Zaki: «Stavolta andrà tutto bene». Ebbene, abbiamo il dovere di far sì che questo avvenga, di non lasciare nulla di intentato. Questa mozione può salvare la vita di Zaki e dimostrare che per l'Italia lo Stato di diritto è una frontiera irrinunciabile, non derogabile. A dare a questa mozione un significato speciale - me lo faccia dire, signor Presidente - è la firma e la presenza in Aula della senatrice Liliana Segre. (Applausi) . Il nome di Liliana Segre accanto a quello di Zaki ha un valore incommensurabile, perché il nome di Liliana Segre porta con sé l'enormità della storia, il monito contro ogni discriminazione, contro ogni totalitarismo, contro ogni violazione dei diritti umani e dei diritti civili, contro ogni indifferenza. Solo pochi giorni fa Zaki ha affidato alla sua compagna, nascosto tra le pagine di un libro, «Cent'anni di solitudine», un messaggio scritto in italiano e rivolto a noi, che dice: «Ancora sto resistendo. Grazie per il supporto a tutti». Signor Presidente, quando Zaki saprà che avremo approvato questa mozione, alla presenza di Liliana Segre in quest'Aula, potrà essere orgoglioso dell'Italia, il Paese che ha scelto, e anche noi, signor Presidente, potremo esserlo quando finalmente Zaki sarà di nuovo libero. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Montevecchi per illustrare la mozione n. 338. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, ho sottoscritto la mozione del senatore Verducci poiché credo fermamente che la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki sia un atto dall'alto valore simbolico. Il MoVimento 5 Stelle e personalmente io in qualità di cittadina di Bologna e come ex studente dell'Università di Bologna, siamo stati contattati subito il giorno dopo e ci è stato segnalato il caso di questo giovane studente. Mi sono mobilitata e ringrazio tutte le colleghe della Commissione straordinaria per i diritti umani, che insieme a me hanno sostenuto questa mobilitazione in Commissione e che mi hanno supportata nel mio continuo promuovere iniziative, non ultima quella di costituire un osservatorio permanente sul caso di Patrick.