[sommcomm]

Rispetto al tendenziale del Def di aprile scorso, la spesa per interessi è prevista in aumento progressivo di 0,2 punti percentuali nel 2019, di 0,3 punti percentuali nel 2020 e di 0,4 punti percentuali nel 2021, ovvero per un ammontare complessivo di circa 15 miliardi nel prossimo triennio, confermando l'inversione di fiducia dei mercati internazionali nei confronti del nostro Paese; il debito pubblico interrompe il proprio percorso virtuoso di decrescita rallentando sensibilmente rispetto allo scenario tendenziale. Il rapporto debito pubblico su PIL è atteso scendere nel corrente anno al 130,9 per cento, ad un livello superiore di 0,9 punti percentuali rispetto al dato del Def di aprile. Nel 2019 è previsto scendere al 130 per cento (2% in più rispetto al tendenziale), nel 2020 al 128,1 per cento (3,4% in più rispetto al tendenziale) e nel 2021 al 126,7 (4,7% in più rispetto al tendenziale). Si tratta di una minore decrescita del debito pubblico il cui costo è stimato in circa 80 miliardi di euro; per quanto di propria competenza della Commissione, rilevato, che, sul complesso degli interventi sul fronte investimenti la Nota di aggiornamento evidenzia forti contraddizioni tra i dati contenuti nelle tabelle del quadro macroeconomico programmatico e i contenuti del programma di riforma. In particolare, nel programma di riforme si prevede un significativo aumento degli investimenti pubblici in modo tale da raggiungere almeno il 3 per cento in rapporto al PIL, di cui non vi è riscontro nei dati programmatici; il piano degli investimenti pubblici annunciato dal Governo si fonda sulla programmazione degli investimenti già delineata nella precedente legislatura dai governi a guida PD, pari a circa 150 miliardi di euro. Nel 2019 è prevista addirittura una riduzione di 0,2 punti percentuali degli investimenti pubblici per poi salire di soli 0,3 punti percentuali nel 2021; al fine di favorire e accelerare la ripresa degli investimenti occorre: a) garantire la stabilità della programmazione pluriennale delle risorse e delle procedure; b) velocizzare la progettazione e ridurre il contenzioso amministrativo; c) far partire le grandi opere infrastrutturali; d) garantire lo sblocco totale degli avanzi di amministrazione degli enti locali; e) rendere permanenti e incrementare le agevolazioni per gli investimenti privati realizzati dal piano Industria 4.0; f) attuare la clausola del 34 per cento degli stanziamenti in conto capitale ordinario per il riequilibrio territoriale della spesa pubblica; il riesame delle grandi opere in corso da parte della Struttura Tecnica di Missione del MIT, a partire dalla Gronda autostradale di Genova, la Pedemontana lombarda, il terzo valico, il collegamento tra Brescia e Padova e la tratta Torino-Lione, sta rallentando in modo ingiustificato l'iter di realizzazione di importanti infrastrutture di collegamento nazionale ed internazionale; relativamente al trasporto ferroviario, occorre perseguire con convinzioneil completamento dell'alta velocità secondo la pianificazione in essere (la cura del ferro) valorizzando anche le innovazioni tecnologiche che consentano una sempre maggiore sicurezza e la diminuzione dei tempi di percorrenza; relativamente alle ferrovie regionali, è necessario attuare una mirata e specifica valutazione volta alla revisione delle scelte operate con riguardo alle tratte ferroviarie oggi gestite dalle Regioni. A fronte delle rilevanti criticità emerse, in particolare sulle tratte ferroviarie Roma-Lido, Circumvesuviana, Reggio Calabria-Taranto, Verona-Rovigo, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Agrigento-Palermo, Settimo Torinese-Pont Canavese, Campobasso-Roma, Genova-Savona-Ventimiglia, Bari-Corato-Barletta, ovvero le dieci linee ferroviarie peggiori d'Italia nel 2017 per i pendolari, ove esse siano gestite da RFI Spa, è necessario predisporre mirati interventi di potenziamento e ammodernamento a risoluzione e ove gestite dalle Regioni, siano perseguite le opportunità offerte dall'articolo 47, comma 4 del decreto legge n.50 del 2017; specificatamente al servizio di trasporto passeggeri di carattere regionale, occorre rivedere criticamente i contratti di programma in essere con le Regioni al fine di individuare e risolvere le problematiche infrastrutturali, di gestione del sevizio di trasporto e di utilizzo di mezzi sempre più efficienti, che impediscono e/o inficiano la piena fruizione del trasporto in alternativa alla gomma per risolvere il decongestionamento stradale e favorire l'accessibilità alle aree urbane, deve essere attribuita prioritaria importanza ai servizi ferroviari; in relazione ai collegamenti autostradali, va perseguita la sicurezza del transito, anche attraverso la pianificazione di ulteriori corsie di marcia. Deve essere, altresì, perseguito il potenziamento tecnologico e la digitalizzazione (Smart Road) con uno specifico programma di interventi per favorire l'ampliamento del supporto agli utenti o ai gestori che copra l'intera rete nazionale ed almeno la rete SNIT di 1° livello; in relazione al riordino e alla valorizzazione delle concessioni, occorre affrontare la disomogeneità oggi presente tra i vari comparti economici in concessione, alcuni dei quali regalati da Autorità indipendente e altri dal MIT; in relazione al sistema interportuale e dei terminali ferroviari, è necessario affrontare e risolvere le criticità del sistema dei nodi ferroviari interportuali e degli inland terminal riconducibili anche a deficit di capacità., investendo in via prioritaria nell'ampliamento dei terminali prossimi alla congestione e interessati da incrementi di domanda; in relazione al Piano Nazionale per le piste ciclabili, al fine di favorire la mobilità sostenibile e il turismo, occorre considerare prioritari gli interventi di collegamento con i porti, aeroporti e stazioni ferroviarie e gli interventi presso stazioni e ferrovie dismesse; in merito al trasporto pubblico locale, la prospettata definizione degli standard minimi di efficienza e di qualità su base nazionale deve essere approntata valutando il quadro ottimale di riferimento finale, così da individuare i criteri oggettivi per la ripartizione delle risorse necessarie per il rinnovo del parco mezzi di autobus e treni; in relazione alla mobilità sostenibile, al fine di promuovere la progressiva riduzione dell'utilizzo di autoveicoli con motori diesel e benzina e di contenere le emissioni inquinanti, occorre valutare mirati interventi economici e sgravi fiscali corrispondenti agli obiettivi posti; con riferimento ai porti e allo scambio con il trasporto per ferrovia e su strada, Rete Ferroviaria Italiana ed ANAS devono essere proseguite le azioni già programmate di potenziamento delle infrastrutture di adduzione e di ultimo miglio, in modo da ridurre i tempi di permanenza delle merci nei porti e di realizzazione e adeguamento delle aree retro-portuali; in relazione al settore aeroportuale occorre esaminare i progetti in essere relativamente ai collegamenti ferroviari, ovvero il miglioramento di quelli esistenti e la previsione di nuovi, in modo da favorire la connettività con le grandi reti di comunicazione, stradale e ferroviaria;