[sommcomm]

In materia di asili nido, in relazione all'annuncio fatto dal Ministro dell'economia e delle finanze in audizione, sull'operatività immediata della misura prevista nel provvedimento, ritiene necessario affiancare a tale intervento tipologie di sostegno economico per i servizi di baby-sitting , in modo da assicurare un adeguato supporto anche alle donne che lavorano in zone del Paese prive di asili nido. Riferendosi, quindi, alle parole del professor Cottarelli, che sempre in audizione ha definito il disegno di legge in titolo una "manovra di galleggiamento", sottolinea come, al confronto, la manovra dello scorso anno era senza dubbio più espansiva, recando tra l'altro l'estensione del regime forfettario e l'incremento dei finanziamenti ai comuni, con un benefico effetto sulle aspettative e sul clima di fiducia dei cittadini. Al momento, invece, tale clima positivo e ottimistico risulta venuto meno, come può constatare chiunque mantenga un contatto con il Paese reale. Sul tema dell'ambiente, pur se può considerarsi giusta la finalità ecologica, non considera accettabile l'assenza di un periodo di transizione nell'applicazione delle tasse sulla plastica e sulle bevande zuccherate, che peraltro causeranno gravi danni ai rispettivi settori produttivi, mentre sarebbe preferibile, a suo avviso, intervenire sui fattori educativi e culturali. Rimarca, poi, l'assenza nella manovra di misure efficaci per risolvere i nodi più problematici del sistema italiano, ossia la produttività della pubblica amministrazione, il settore della giustizia e l'eccesso di legislazione che scoraggia gli onesti senza fermare i disonesti. Si sofferma, quindi, sulla riduzione del tetto all'uso del contante, per segnalare i gravi problemi che può causare alle zone di confine, nonché sulla "lotteria degli scontrini", che appare una misura astratta e di difficile applicazione, con il rischio di un'ulteriore perdita di credibilità per lo Stato. Per esemplificare la mancanza di una coerente ed efficace politica industriale, fa poi riferimento alla vicenda dell' ex ILVA, drammatica sia per l'industria manifatturiera che per le prospettive occupazionali, ritenendo peraltro velleitario parlare di nazionalizzazione, quando una soluzione strategica andrebbe cercata in un confronto con le istituzioni europee, con le quali il Governo attuale vanta di aver instaurato un ottimo rapporto. Dopo essersi soffermata criticamente sui tagli di spesa operati agli enti territoriali e denunciati dalle relative associazioni nel corso delle audizioni, nonché sulle politiche giovanili, che hanno visto lo svuotamento dei fondi destinati al servizio civile, conclude esprimendo un giudizio nettamente negativo sulla manovra, fondata su tasse e balzelli, che ha portato al crollo della fiducia e della speranza. Il senatore MANCA ( PD ) invita in primo luogo a non mettere strumentalmente in dubbio, per non vanificare un patrimonio condiviso di fiducia e di credibilità, le valutazioni della Ragioneria generale dello Stato, che ha verificato nella relazione tecnica le coperture del disegno di legge di bilancio. Chiede inoltre di evitare strumentalizzazioni rispetto ai contributi dei soggetti intervenuti nelle audizioni, riportando passaggi avulsi dal contesto. Ritiene quindi che la manovra sia sorretta da una chiara e innovativa visione, incentrata sull'equità, sul contrasto all'elusione e all'evasione fiscale mediante le tecnologie informatiche, nonché sulla centralità del lavoro. A quest'ultimo riguardo, considera di grande importanza la riduzione del cuneo fiscale, volta anche a sostenere i consumi interni, mediante un primo stanziamento e la prospettiva di successivi incrementi. La manovra, inoltre, declina una prospettiva di evoluzione ecologica dell'economia, dal momento che l'Italia si presta bene, a suo avviso, a sviluppare l'economia circolare, fattore che costituisce già una strategia di politica industriale. In relazione ai comuni, mette in evidenza le cospicue risorse stanziate dalla legge di bilancio, in primo luogo in materia di investimenti pubblici, dove si traccia una operazione virtuosa di collegamento tra lo Stato e gli enti territoriali. In merito al reddito di cittadinanza, riconosce l'esigenza di una misura generale di contrasto alla povertà, con la possibilità di operare gli opportuni miglioramenti nella gestione territoriale e nella capacità di individuare efficacemente le situazioni di difficoltà. Aggiunge poi che il mantenimento della cosiddetta "quota 100" è significativo dell'ottica di medio periodo, di legislatura, che sorregge la manovra. Con riguardo alle tasse, nega decisamente che vi sia nel complesso un aumento della pressione fiscale, attesa la natura essenzialmente espansiva della manovra, che ha l'ambizione di aprire una stagione di riforme, orientata a fronteggiare il problema demografico con interventi a sostegno della famiglia e della genitorialità. Reputa che l'impianto del provvedimento sia solido, con la possibilità di operare opportune correzioni nel prosieguo dell'esame per meglio allineare le misure con le dinamiche ambientali. Nel richiamare infine l'intervento svolto dal presidente Bagnai, rimarca la profonda, seppur legittima, diversità di tale impostazione, fondata sull'idea dell'autodeterminazione come isolamento, dalla visione del Governo e della maggioranza, incentrata invece sull'autonomia inserita nella dimensione europea, nel cui ambito politico e monetario occorre restare, seppure con gli opportuni adeguamenti, per assicurare all'Italia un percorso di crescita economica e sociale. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ), riferendosi alle considerazioni svolte dal presidente Bagnai sul fiscal compact , ritiene che, pur nella condivisibilità di alcune critiche, risulta completamente diversa la prospettiva del rapporto con l'Europa, impostato dal precedente Governo sullo scontro frontale e terminato con una clamorosa retromarcia. Soffermandosi quindi sui temi trattati nel corso delle audizioni, si dichiara stupito che la discussione si sia concentrata su una frazione limitata della manovra, trascurando l'impostazione generale, basata su una serie di scelte chiare, prima fra tutte la disattivazione delle clausole di salvaguardia. La seconda scelta decisiva è rappresentata dall'aggressione al nodo dell'evasione fiscale, decisiva per lo sviluppo del Paese, mediante il ricorso alla tecnologia e alle piattaforme digitali. La terza scelta riguarda le tasse, che rappresentano una quota molto ridotta degli interventi, suscettibili peraltro di modifiche migliorative in sede di esame, con riguardo alla plastic tax e alle auto aziendali, ferma restando però l'esigenza di percorrere la strada ineludibile della transizione energetica. In relazione al tema della pubblica amministrazione, ritiene che il problema principale sia rappresentato dalla capacità dei soggetti pubblici di realizzare in modo efficace e in tempi ragionevoli le opere e gli interventi programmati. Con riguardo infine alle politiche industriali, si sofferma su due punti che reputa centrali: il rafforzamento delle politiche di credito per potenziare l'accesso al risparmio per le piccole e medie imprese, e lo sviluppo delle biotecnologie e delle scienze della vita, settore decisivo per il futuro del Paese che necessita, evidentemente, di una forma di supporto pubblico per la ricerca e la riconversione.