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Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Perosino. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, le norme europee, come ha detto il relatore Bagnai, dettano le procedure a tre step : garanzia dello Stato su obbligazioni, procedura già attivata per 2 miliardi (due emissioni per un totale di 2 miliardi a dodici e diciotto mesi); il secondo step è la garanzia sui prestiti della Banca d'Italia; il terzo step è la sottoscrizione dell'aumento di capitale da parte dello Stato (procedura già seguita in altri casi). Il Gruppo Forza Italia alla Camera ha detto sì alla conversione del decreto-legge, perché non si può fare diversamente. A nome del Gruppo vorrei avanzare alcune osservazioni che derivano da una constatazione che faccio amorevolmente: nel film «Mary Poppins», rivolto a un pubblico di bambini e che magari qualcuno di noi ha visto a quell'età o con i propri figli, vi è la scena in cui si genera il panico, perché i due bambini, figli di un banchiere, per riportare il papà a casa (mai presente e troppo impegnato), diffondono una notizia falsa e generano il panico. A quel punto tutti vanno a prelevare. Le mie osservazioni sono le seguenti: come sta oggi Carige? Vorrei chiederlo al Governo; so che non è prevista la replica, ma è possibile che il Senato debba saperlo dai giornali? Come sta Banca Carige? I clienti più importanti prelevano, come altri clienti autorevoli hanno fatto tra Natale e Capodanno per importi ingenti? Oppure: i clienti che sono a debito rientrano? Fanno movimento e garantiscono l'attività della banca? Potevamo nel provvedimento dare indirizzi per il piano industriale? Come sarà fatta nel piano industriale la valutazione dei titoli dell'attivo? Al valore attuale o al valore di rimborso? La differenza è infatti notevole. Le razionalizzazioni già annunciate attraverso la chiusura di filiali - pare cento aperte magari nei periodi in cui Berta filava, quando non si teneva conto dei costi e dell'antieconomicità di alcune di esse - oppure i mille licenziamenti: questa è la razionalizzazione? Lo dico da forzista liberale: sono contrario. Il recupero della redditività in dodici o diciotto mesi, per restituire il prestito obbligazionario con interessi e una commissione, potrà essere sopportato dalla forbice tra tassi attivi e passivi, oggi molto bassa? Potranno essere sopportate le commissioni bancarie praticate oggi con una certa facilità? Si racconta al mio Paese che un mattino in cui nella banca non c'erano clienti, un impiegato fece all'altro: «visto passare, addebita Perosino di dieci euro», perché non avevano ancora movimentato il conto economico. Come saranno valutati e decisi gli investimenti che la banca farà in titoli e nelle altre attività finanziarie che ha? Credo che questi siano elementi importanti, su cui sarebbe stato giusto disquisire. I famosi NPL - che, a mio avviso, nel sistema bancario sono sempre più alti di quanto venga calcolato e dichiarato - per una parte, sono stati già ceduti per miliardi e a tranche , mentre per un'altra ora vi sono in corso ulteriori richieste da parte di società, sempre pubbliche, composte, come sapete, da SGA, la società controllata dal MEF, e Credito Fondiario, per un valore di 1,5 miliardi. Ebbene, quelle sui crediti deteriorati sono operazioni che costano, perché vanno spesate nel conto economico (anche se tenendo conto della nascita degli NPL, a due o a sette anni). Come ho già detto in Commissione, ritengo - tranchant - che i compensi degli amministratori del passato, nel periodo in cui sono stati commessi "errori" - li chiamerò così - debbano essere restituiti e che i commissari debbano essere pagati in maniera equa, ma tendenzialmente al ribasso, dato che oggi il mercato è al ribasso anche per i manager . Potremo mai vedere l'elenco dei debitori più importanti? Lo abbiamo chiesto noi di Forza Italia con un emendamento che probabilmente sarà cassato. Sui controlli di Banca d'Italia e Consob abbiamo assistito alle audizioni congiunte con la Camera, però un ente racconta la storia e getta la responsabilità a carico dell'altro. Credo che sulle banche il controllo debba essere effettuato prevalentemente nel merito da parte di Banca d'Italia. Il Governo vuole nazionalizzare un futuro, attraverso la sottoscrizione del capitale - nella maniera necessaria, ma anche superiore al 50 per cento - oppure è favorevole alle aggregazioni? Mi rivolgo al Governo, gentilmente. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno detto di non essere interessate, per ora. Forse vorranno comprare Carige, una banca storica, tra le prime dieci o dodici in Italia, e importante per Genova, in questo momento, e la Liguria: la vorranno comprare a un valore simbolico, com'è successo nel passato? Non va bene. Nazionalizzeremo anche Alitalia e tutto il resto, ma siamo fuori dal mondo e dalle sue tendenze. Vorrei inoltre che il Governo dicesse ufficialmente con una nota se esiste ancora il credito d'imposta, come riportato nel bilancio di Carige del 2017 - del quale siamo in possesso, perché pubblico - pari a 1,9 miliardi. Il decreto-legge avrebbe potuto dire «pago subito il credito d'imposta e non devo neanche fare il prestito; erogo e do la liquidità necessaria all'istituto affinché possa andare avanti»? Si sarebbe potuto fare? La quota di proprietà di Banca d'Italia in possesso a Carige è pari al 4,05: la norma - che non so se sia scritta o consuetudine - parla in generale del 3 per cento. Questo uno per cento in più vale 75 milioni e tutta la quota del 4 per cento vale 300 milioni: Carige avrebbe potuto vendere questa partecipazione e incassarla per avere liquidità? Queste sono le domande che si pone un osservatore neutrale, tecnico in senso lato. Come Forza Italia, i colleghi Conzatti, Sciascia ed io abbiamo presentato emendamenti in 6ª Commissione. So che siamo al secondo passaggio e mancano quattro giorni alla scadenza del decreto, quindi non si può più ovviare. Parlo dei nostri emendamenti ed eventualmente anche di altri, di qualsiasi partito: si sarebbe potuto tenere conto di qualche apporto costruttivo, per inserire altri elementi che riguardassero le banche all'interno di un decreto-legge che parla delle banche. Io ho presentato a titolo personale alcuni emendamenti sulla questione delle BCC, trattandosi per analogia della stessa materia, perché qualcuno deve ricordare in quest'Aula che c'è il problema delle BCC. La legge n. 49 del 2016 è stata un errore, essendo stata dettata da situazioni del momento (mi limito a dire così). Le modifiche del decreto fiscale di cui ho già detto, salvo scadenza, potevano starci; ho riproposto gli emendamenti già presentati al decreto fiscale e alla legge di bilancio e non accettati, anche se credo che tali modifiche avrebbero potuto essere accolte almeno da una parte della maggioranza. Mi si dice che oggi ci sono circolari ICCREA indirizzate alle BCC tutti i giorni, à gogo , che dettano le future regole, e che le BCC abbiano cominciato a capire che hanno decretato la loro morte.