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da un lato, da parte della Regione Toscana, attraverso l'istituzione di due commissioni di inchiesta (la prima nel 2012, che ha depositato la propria relazione finale nel 2013, e la seconda nel 2015, che ha concluso i propri lavori soltanto nel 2016), dall'altro, da parte del Ministero dello sviluppo economico, che, chiamato a valutare il profilo amministrativo gestionale della cooperativa agricola, nell'agosto 2013 ne ha chiesto il commissariamento (richiesta successivamente respinta dall'assemblea della cooperativa), motivandolo a causa della pesante e invasiva commistione tra la comunità e la cooperativa agricola direttamente coinvolta nella gestione degli affidamenti dei minori e disadattati. È proprio dell'altro giorno la dichiarazione delle sigle sindacali FLAI CGIL, che si dicono fortemente preoccupate della commistione tra l'azienda e la comunità. Ebbene, il disegno di legge che ci apprestiamo a votare consta di 9 articoli. L'articolo 1 prevede, così come modificato dalla Commissione, che sia istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta bicamerale sui predetti fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto», con il compito di svolgere accertamenti sulle eventuali responsabilità istituzionali in merito alla gestione della comunità medesima e degli affidamenti di minori, al fine di prospettare l'adozione di misure organizzative e strumentali per il corretto funzionamento della struttura. I compiti della Commissione, enunciati nell'articolo 1, sono poi puntualmente indicati nell'articolo 2, anch'esso modificato dalla Commissione. Si legge che la Commissione è chiamata ad accertare i fatti e le ragioni «per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità competenti interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiamo proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità «Il Forteto», anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte» perpetrate all'interno della comunità; nonché a verificare i «presupposti per la nomina di un commissario per la parte produttiva della struttura «Il Forteto» inerente alla cooperativa agricola, ai fini di una gestione dissociata dalla comunità di recupero dei minori in affidamento». Il disegno di legge attribuisce, poi, alla Commissione il compito di formulare proposte in ordine all'adozione di nuovi strumenti di controllo delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, nonché al potenziamento del sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell'affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze in capo a essi, alle modalità con cui applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori. La Commissione, ai sensi dell'articolo 3, sarà composta da venti senatori e venti deputati, nominati dai rispettivi Presidenti, in proporzione al numero dei componenti dei Gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun Gruppo. Compete alla Commissione stessa l'elezione dell'Ufficio di Presidenza (Presidente, due Vice Presidenti e due Segretari). Il comma 2 prevede che i componenti della Commissione dichiarino alla Presidenza della Camera di appartenenza di non aver ricoperto ruoli nei procedimenti giudiziari relativi ai fatti oggetto dell'inchiesta. Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori, l'articolo 4 prevede l'adozione da parte della Commissione di un regolamento interno. Relativamente ai poteri, l'articolo 5, comma 1, prevede che la Commissione proceda all'espletamento dei suoi compiti con gli stessi poteri di indagine e istruttori e con le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Per i segreti di Stato, di ufficio, professionale e bancario, ai sensi del comma 2 trovano applicazione le norme vigenti e la legge 3 agosto 2007, n. 124, nonché l'articolo 203 del codice di procedura penale. Con riferimento al profilo delle testimonianze davanti alla Commissione, l'articolo 5 dispone l'applicazione delle disposizioni previste dagli articoli 366, relativo al rifiuto di uffici legalmente dovuti, e 372 del codice penale, che punisce la falsa testimonianza (articoli di cui al Capo I, Titolo III del Libro II del codice penale). Il comma 3 dell'articolo 5 disciplina la richiesta di atti e documenti, prevedendo che la Commissione possa richiedere copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, anche se coperti da segreto, procedendo contestualmente al mantenimento del regime di segretezza per tutti gli atti e i documenti attinenti ai procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari custoditi, prodotti, o comunque acquisiti da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione in materia attinente alle finalità dell'inchiesta. In tali casi, l'autorità giudiziaria deve provvedere tempestivamente, potendo ritardare la trasmissione degli atti richiesti solo per ragioni di natura istruttoria e con decreto motivato (decreto che ha efficacia per sei mesi ed è rinnovabile). La Commissione, inoltre, può ottenere da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione copie di atti e documenti da questi custoditi, prodotti o acquisiti in materia attinente alle finalità dell'inchiesta (articolo 5, comma 5) e richiedere copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari condotte in Italia (comma 8). La Commissione può poi stabilire, in base al comma 6, quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione a esigenze attinenti a istruttorie o altre inchieste in corso, mentre si prevede che debbano in ogni caso essere coperti dal segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari. Il comma 7 precisa poi che è sempre opponibile il segreto tra il difensore e la parte processuale nell'ambito del mandato. Il comma 4 statuisce che il segreto funzionale riguardante atti e documenti acquisiti dalla Commissione di inchiesta può essere opposto all'autorità giudiziaria. Nello svolgimento delle sue attività, ai sensi del comma 9, la Commissione può avvalersi dell'opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, nonché di ogni altro pubblico dipendente o collaboratore ritenuto necessario. L'articolo 6 del provvedimento disciplina l'obbligo del segreto per tutto ciò che attiene agli atti e ai documenti per i componenti della Commissione, i funzionari e il personale di qualsiasi ordine e grado addetti alla Commissione e ogni altra persona che collabori con essa, compia o concorra a compiere atti di inchiesta, oppure ne venga a conoscenza per ragioni d'ufficio o di servizio. La violazione di questo obbligo è sanzionata penalmente ai sensi dell'articolo 326 del codice penale. L'articolo 7 prevede, inoltre, che le sedute della Commissione siano pubbliche, salvo che la Commissione non ritenga opportuno deliberare di riunirsi in seduta segreta. Per il funzionamento della Commissione è fissato un limite di spesa pari a 50.000 euro annui; tali spese sono poste a carico dei bilanci di Camera e Senato in parti uguali.