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Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della Regione Liguria avente oggetto il sostegno all'istanza di conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, al fine di conferire maggiore forza e autorevolezza alla richiesta della sua liberazione. Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3 a e alla 14° Commissione permanente (n. 53). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Mautone e Abate hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05248 del senatore Auddino ed altri. I senatori Croatti, Russo e Trentacoste hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05304 della senatrice Piarulli. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02448 VITALI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il codice degli appalti (decreto legislativo n. 50 del 2016) ha subito e dovrà subire sostanziali modifiche stabilite dalla Comunità europea e dalle direttive della giustizia amministrativa, e decine di sentenze di TAR di molte regioni italiane e del Consiglio di Stato si sono pronunciate in questi anni, destinando tentativi di correttivi alla normativa o adeguamenti in attesa che la stessa venga modificata dal legislatore; già il decreto "sblocca cantieri" (decreto-legge n. 32 del 2019), dopo solo tre anni dall'approvazione del codice degli appalti, è intervenuto, tra l'altro, in merito alla soglia di subappalto. Infatti, prevede un parziale e temporaneo allentamento della disciplina, in particolare eliminando l'obbligo della terna dei subappaltatori ed alzando dal 30 al 40 per cento il limite delle prestazioni subappaltabili; tali misure sono state prorogate nuovamente, in attesa di una decisione normativa stabile, con il decreto-legge "milleproroghe" n. 183 del 2020, che all'art. 13, comma 2, lettera c) , ha disposto di prorogare al 30 giugno 2021 il limite quantitativo del 40 per cento al subappalto dei contratti pubblici e al 31 dicembre 2021 il periodo di sospensione dell'obbligo di indicare in gara la terna dei subappaltatori e della verifica, già in quella sede, dei relativi requisiti generali; le lungaggini della burocrazia, talvolta ridondante e farraginosa, ed il vuoto normativo non aiutano le imprese e di conseguenza i lavoratori; ancor di più in un momento come questo di grande difficoltà economica per il Paese. La norma interna, limitativa e formalmente vigente, sostanzialmente viene disapplicata dai giudici italiani ed europei, alla luce del conflitto che la stessa normativa ha con i principi comunitari; i contrasti e le proroghe continuano a condizionare negativamente le commesse pubbliche, gettando di continuo ombre sulla legittimità e solidità su una parte di regole che incide su aspetti di assoluto rilievo in termini di ordine pubblico e di partecipazione delle piccole e medie imprese al mercato degli appalti. A tutt'oggi, gli operatori del settore e le imprese vivono con grande disagio e perplessità una disciplina normativa oramai da troppo tempo sospesa, costantemente assediata dalle incertezze e contrapposizioni. Tutto ciò contribuisce a minare le regole necessarie e strategiche della realtà pubblica e dei privati coinvolti, che, per il bene loro e del Paese, devono poter lavorare con una normativa certa e fluida, si chiede di sapere quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano prendere in merito alla questione e se non sia necessario ampliare le proroghe citate per agevolare la ripresa economica e l'attività delle imprese e dei loro lavoratori, ampliando la platea delle imprese che possono aderire alla soglia del 40 per cento aprendo tale opportunità a tutti i bandi in corso (anche quelli precedenti alle proroghe). Atto n. 3-02449 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il nuovo programma "Politica agricola comune" 2014-2020 è progettato per offrire una struttura moderna al settore agricolo in Europa. L'obiettivo della PAC è quello di creare un settore agricolo europeo sostenibile ed efficiente: da un lato promuovendo la competitività del settore agricolo e i redditi agricoli adeguati, dall'altro preservando l'ambiente ed il paesaggio ed assicurando la sicurezza dei prodotti alimentari. La nuova PAC intende rispondere alle sfide attuali: cambiamenti climatici, degrado ambientale, equilibrio territoriale, sicurezza alimentare, crescita sostenibile, aumenti dei prezzi, eccetera, e punta a contribuire agli obiettivi della strategia Europa 2020; la struttura della PAC attuale è articolata su due pilastri: il primo è quello che fornisce aiuti diretti agli agricoltori e sostiene le misure di mercato, finanziato direttamente dal bilancio UE; il secondo pilastro della PAC è rappresentato sia dal FEASR (fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) che finanzia i programmi di sviluppo rurale (PSR regionali e nazionali) sia da questi programmi stessi; la nuova PAC mantiene i due pilastri, ma aumenta i legami tra di loro, offrendo così un approccio più unitario e integrato a sostegno della politica. In particolare, introduce una nuova architettura dei pagamenti diretti, più mirati, più equi e più ecologici, una rete di sicurezza avanzata e di sviluppo rurale più efficiente ed efficace. Il programma ha una disponibilità finanziaria totale di 362,787 miliardi di euro, così ripartiti: primo pilastro, cui vengono destinati 277,851 miliardi di euro; secondo pilastro, cui vengono destinati 84,936 miliardi di euro; non va trascurato, infine, sottolineare che la principale funzione della PAC è quella di assicurare i redditi agricoli combattendo le eccedenze. A giudizio dell'interrogante negli ultimi 20 anni questo principio è stato tradito destinando i fondi della PAC ad obiettivi del tutto contrastanti rispetto ai legittimi destinatari: i produttori agricoli; considerato che: il 23 marzo 2021, nell'ambito della riforma della PAC, rinviata al 2023 a causa dell'emergenza epidemiologica, il Ministro in indirizzo ha avanzato una nuova proposta (prot. n. 0137532) riguardante la ripartizione dei fondi europei assegnati all'Italia nel settore dello sviluppo rurale (FEASR) per gli anni 2021-2022, trasmessa, poi, alla segreteria della Conferenza Stato-Regioni, al fine di acquisire l'intesa, ai sensi dell'art. 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;