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Sono passati anni rispetto all'inizio della pandemia, ma la postura - come direbbe il presidente Draghi - è sempre la stessa. Questo provvedimento continua a disporre misure restrittive e trascura quelle importanti di natura sanitaria ormai assolutamente evidenti a tutti tranne che al Governo. Quanto alle misure restrittive, ad esempio all'articolo 1 si prevede addirittura che possano essere emanate ancora e fino al 31 dicembre ordinanze di protezione civile, su richiesta motivata delle amministrative competenti, comunicate alle Camere e, quindi, all'insaputa delle istituzioni. Questo è veramente grave e paradossale, posto che ormai è evidente che di queste misure ne abbiamo piene le orecchie. Un altro argomento è quello illustrato correttamente - a denti stretti, collega Romeo, me ne dispiaccio e mi auguro che la sua dentatura non ne abbia a soffrire, anche se continuare a dover fare interventi a denti stretti mette a rischio l'assetto della propria dentatura - rispetto alle benedette mascherine. Se infatti, collega Presidente della 12 a Commissione, il responsabile della prevenzione del Ministero dice di non avere evidenze scientifiche in grado di sostenere la necessità dell'uso delle mascherine, allora la risposta al collega Romeo la do io: è evidente che si vuole continuare con il bavaglio mediatico e anche quello simbolico, perché il mondo si muove sui simboli e la mascherina comincia a diventare un simbolo. Ancora misure restrittive a scapito di quelle sanitarie che ormai, colleghi, conoscete: sono quelle che abbiamo ripetuto mille volte, e cioè terapie domiciliari, sanità territoriale, protocollo Covid anche per gli ospedali. Ancora oggi non esiste un protocollo Covid specifico per i ricoveri ospedalieri, e non dico per le terapie domiciliari dove ancora esiste il famoso protocollo Tachipirina e vigile attesa. Serve il nuovo vaccino. Collega Sileri, io apprezzo la sua presenza e la sua costanza e mi auguro anche che la sua dentatura resista, ma credo sia ormai divenuta paradossale la circostanza che addirittura nella comunità scientifica tutti si interrogano sulla necessità di un nuovo vaccino e sulla inopportunità di chiamare alla quarta dose, posto che a ottobre probabilmente saremo costretti a chiamare alla quinta dose con il vaccino nuovo. Mi auguro che il vaccino nuovo tenga conto delle varianti. Qualcuno dovrebbe anche spiegare a noi, poveri parlamentari, all'insaputa dei quali continuano ad essere adottati i provvedimenti, a che cosa sono serviti i dieci vaccini a testa che l'Europa ha acquistato dalle grandi aziende produttrici che fanno bilanci esorbitanti. Va accresciuta la capacità di vigilanza e di profilassi. Rispetto a questo punto il parere della 12 a Commissione porta una nota che io ho apprezzato, anche se evidentemente non è sufficiente per portarci a votare quel parere. Vanno adottati i provvedimenti sulla scuola. Piuttosto che costringere i ragazzi a imbavagliarsi - per fortuna almeno sopra i sei anni - per ore e ore, con una spesa assolutamente minima rispetto a quella che avete effettuato per i tanti investimenti sulla scuola - me ne viene in mente uno che lascio a voi indovinare, perché non voglio perseverare e continuare a parlare della solita vicenda dei banchi a rotelle - si dovrebbe provvedere alla ventilazione meccanica della aule, posto che il virus a settembre e ottobre si ripresenterà, assieme anche a quello influenzale. È stato dimostrato che la ventilazione è in grado di abbattere l'80 per cento della trasmissibilità, cosa che il vaccino non è in grado di garantire. Il vaccino infatti è stato in grado di garantire un minor numero di ricoveri in terapia intensiva e di decessi - probabilmente, anche se di questo parleremo - ma non ha coperto rispetto alla trasmissibilità del virus . Provvedere alla ventilazione delle aule, che sono ancora classi pollaio, sarebbe assolutamente importante per abbattere la trasmissibilità di oltre l'80 per cento, come è stato dimostrato. (Applausi) . Qual è il bilancio delle riaperture? Ho sentito gli interventi dei colleghi e oggi siamo pronti a fare un bilancio del periodo drammatico che l'Italia ha attraversato. Bene, i bilanci sono presto fatti, collega Sileri: abbiamo 20 milioni di prestazioni sanitarie sospese, un'enorme mole di sanità negata; un italiano su tre aspetta una prestazione sanitaria e l'aspetta probabilmente da mesi, se non da anni. Le Regioni sono allo stremo. Colleghi, sapete quant'è il disavanzo delle Regioni rispetto alle spese Covid anticipate dalle stesse con i propri bilanci? Parliamo di 8,5 miliardi di euro: a tanto ammonta la cifra anticipata dalle Regioni rispetto alle spese Covid, solo in minima parte rimborsate dallo Stato. I finanziamenti Covid ammontano a circa 5 miliardi complessivi nei due anni; le spese delle Regioni ammontano a oltre 13 miliardi nello stesso periodo di tempo. La Lombardia - per esempio - nel 2021 ha speso 1,7 miliardi e 1,077 miliardi nel 2022; il Lazio ha speso 870 milioni nel 2021 e 840 milioni nel 2022, che sono spese per 80 per cento a carico del bilancio regionale. Capite cosa significa rispetto alle prestazioni sospese e alle liste d'attesa se le Regioni sono allo stremo dal punto di vista finanziario, perché lo Stato ha fatto bancomat coi bilanci regionali e non si impegna a restituire le spese anticipate con il Covid? Quello che ci aspetta è drammatico rispetto a questo quadro. Il bilancio più drammatico di questo periodo, però, colleghi - e voglio dire alla collega Boldrini che la direzione di marcia non è assolutamente questa - che il Governo registra dopo tutto il periodo di pandemia, è il maggiore abbattimento di prodotto interno lordo rispetto alle economie occidentali, come conseguenza delle misure restrittive adottate che impediscono anche il recupero dei livelli pre Covid. Oggi «Il Sole 24Ore» titola: l'Italia all'ultimo posto per il recupero dei livelli pre Covid di PIL. Ma soprattutto - cosa veramente drammatica - è che noi registriamo ancora oggi il maggior numero di decessi rispetto all'epidemia da Covid. Su questo si può discettare quanto si vuole; si può dire di tutto e di più, ma tutte le riviste e la comunità scientifica accreditano l'Italia ai vertici delle classifiche per decessi da Covid. Smettetela, allora, di dire che la direzione di marcia è quella giusta, perché, se questa è la direzione di marcia, evidentemente portate l'Italia a sbattere. Concludo, Presidente. La ringrazio della disponibilità e mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, relatori compresi: per quale motivo l'Italia è rimasta l'ultima Nazione europea a non istituire una Commissione d'inchiesta? Per quale ragione? Di cosa avete paura? L'Italia ha avuto Commissioni d'inchiesta in tutte le legislature tranne questa e la precedente: perché non volete istituire una Commissione di chiesa che vada a vedere che cosa è accaduto nel nostro Sistema sanitario nazionale con l'emergenza Covid? Ce lo dovrete dire, e dovrete spiegarlo soprattutto agli italiani. (Applausi) . RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) .