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All'articolo 386 del codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, dopo le parole: «il relativo verbale» sono aggiunte le seguenti: «, anche per via telematica»; b) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Nei casi di arresto obbligatorio in flagranza e di fermo di indiziato di delitto, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero mediante la conduzione nella casa circondariale o mandamentale del luogo dove l'arresto o il fermo è stato eseguito. Il pubblico ministero può disporre che l'arrestato o il fermato sia custodito in uno dei luoghi indicati nel comma 1 dell'articolo 284 ovvero, se ne possa derivare grave pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale o mandamentale»; c) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: « 4- bis. Fuori dalle ipotesi indicate nel comma 4, il pubblico ministero che riceve la notizia dell'arresto dispone che l'arrestato sia custodito in uno dei luoghi indicati nel comma 1 dell'articolo 284. Tuttavia, il pubblico ministero, avuto riguardo alla gravità del fatto e alla personalità dell'arrestato, può disporre che l'arrestato venga condotto nella casa circondariale o mandamentale del luogo dove l'arresto è stato eseguito o, se ne possa derivare grave pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale o mandamentale. 4- ter. Nei casi in cui i provvedimenti di cui ai commi 4 e 4- bis sono stati adottati per mezzo di comunicazione orale, a questa deve seguire decreto motivato trasmesso anche per via telematica». d) il comma 5 è abrogato. 2. All'articolo 558 del codice di procedura penale, al comma 2, le parole: «comma 4» sono sostituite dalle seguenti: «commi 4 e 4- bis ». Art. 2. (Modifica dell'articolo 123 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di proceduta penale, in materia di udienza di convalida e di interrogatorio) 1. L'articolo 123 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, è sostituito dal seguente: «Art. 123. - (Luogo di svolgimento dell'udienza di convalida e dell'interrogatorio del detenuto). -- 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 121, nonché dagli articoli 449, comma 1, e 558 del codice, l'udienza di convalida si svolge nel luogo dove l'arrestato o il fermato è custodito. Nel medesimo luogo si svolge l'interrogatorio della persona che si trovi, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione. Tuttavia, quando sussistono eccezionali motivi di necessità il giudice con decreto motivato può disporre il trasferimento dell'arrestato, del fermato o del detenuto per la comparizione davanti a sé». Art. 3. (Modifiche alla legge 26 novembre 2010, n. 199, in materia di detenzione domiciliare) 1. All'articolo 1 della legge 26 novembre 2010, n. 199, nella rubrica e nei commi 1, 3 e 4, la parola: «diciotto», ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: «ventiquattro». 2. Nel titolo della legge n. 199 del 2010, la parola: «diciotto» è sostituita dalla seguente: «ventiquattro». Art. 4. (Modifiche al decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, in materia di commissario straordinario per l'emergenza carceraria) 1. All'articolo 44- bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Per far fronte alla grave situazione di sovrappopolamento delle carceri, e comunque fino al 31 dicembre 2014, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia, è nominato un commissario straordinario per l'emergenza carceraria, e revocabile con le medesime modalità. Al commissario sono attribuiti i poteri previsti dall'articolo 20 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, al fine di procedere al compimento degli investimenti necessari per conseguire la realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie o l'aumento della capienza di quelle esistenti e garantire una migliore condizione di vita dei detenuti»; b) ai commi 2 e 3 le parole: «capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «commissario straordinario»; c) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: «3- bis . Il commissario straordinario per l'emergenza carceraria esercita altresì le attribuzioni del Commissario delegato per la situazione conseguente al sovrappopolamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2010, n. 3861. 3- ter . Il commissario straordinario per l'emergenza carceraria riferisce al Ministro della giustizia sull'attività compiuta nello svolgimento delle proprie funzioni e si coordina con i competenti uffici del Ministero della giustizia, nel rispetto delle direttive impartite dal predetto Ministro». 2. Il Ministro della giustizia, al termine del mandato del commissario straordinario di cui al comma 1, riferisce al Parlamento sull'attività svolta da quest'ultimo. 3. Per la corresponsione delle indennità da corrispondere al commissario straordinario e a ciascuno degli ausiliari del commissario straordinario, in numero massimo di due, è autorizzata la spesa di euro 35.000 per l'anno 2013 ed euro 140.000 per l'anno 2014. Al relativo onere si provvede con le risorse finanziarie acquisite in via definitiva dalla Cassa delle ammende negli anni 2013 e 2014. Art. 5. (Disposizioni in materia di dismissione di beni immobili del Ministero della giustizia e realizzazione di nuovi istituti penitenziari) 1. Per fronteggiare l'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, il Ministero della giustizia può individuare beni immobili statali, comunque in uso all'Amministrazione della giustizia, suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici e privati, mediante permuta, anche parziale, con immobili anche in costruendo da realizzare e destinare a nuovi istituti penitenziari. Le procedure di valorizzazione e dismissione sono effettuate dal Ministero della giustizia, sentita l'Agenzia del demanio, anche in deroga alle norme in materia di contabilità generale dello Stato, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico contabile. 2.