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Entro venerdì dovrete dare una risposta alla Commissione europea in merito al deficit e al debito che quest'anno si è accresciuto. Quella risposta chi la scriverà se il Consiglio dei ministri domani non si può riunire perché attende il responso di Casaleggio? Io credo che quella risposta l'abbiano già data gli italiani e noi ci auguriamo che la diano in maniera ancor più convinta e libera alle prossime, imminenti, elezioni politiche. (Applausi dal Gruppo FdI) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, vorrei intervenire sull'ordine dei lavori. Ci è stato consegnato adesso, attraverso gli Uffici, il primo pacchetto di emendamenti del Governo. Tali emendamenti sono stati inviati agli Uffici, senza che ne fosse data comunicazione in Aula, alle ore 16,30 e si è fissato alle ore 17,30 il termine per la presentazione di subemendamenti (quindi, in pratica, con un intervallo di meno di un'ora). È in corso la discussione generale e io chiederei al Governo di posticipare il termine per la presentazione di subemendamenti, per fare in modo che ci siano tempi congrui, ed eventualmente di annunciare in Aula la presentazione di futuri emendamenti. Nessuno ha chiesto di interrompere la discussione generale; la richiesta è solo che ci siano tempi congrui per la presentazione di subemendamenti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Mirabelli, come lei sa, gli emendamenti del Governo sono quattro ed erano stati preannunciati per le vie brevi ai Gruppi. MIRABELLI (PD) . Scusi, signor Presidente, sapevamo che sarebbero stati presentati emendamenti in Aula e anche, per come ci eravamo accordati in Commissione con il Governo, che avremmo avuto dei tempi congrui per la presentazione dei subemendamenti. Gli Uffici hanno ricevuto quattro emendamenti, mentre l'informazione pervenuta dal Governo era che ne sarebbero dovuti arrivarne quindici, pertanto vorremmo sapere se ne devono arrivare altri. Ad ogni modo, gli emendamenti sono arrivati agli Uffici dei Gruppi alle ore 16,30 e il termine per la presentazione di subemendamenti è stato fissato alle ore 17,30: ci sembrano tempi un po' ristretti. Inoltre, l'accoglimento della nostra richiesta non allungherebbe i tempi dei lavori perché, come abbiamo detto in Commissione, siamo disponibili a presentare i subemendamenti senza interrompere la discussione in Aula. Chiedo pertanto al Governo almeno di posticipare di un paio di ore il termine per la presentazione di subemendamenti e di avvertire in Aula qualora vengano presentati altri emendamenti, garantendo anche in questo caso tempi congrui per la presentazione di subemendamenti. (Applausi del senatore Margiotta). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, anche io intendo intervenire sull'ordine dei lavori. Avevamo posto tale questione con estrema chiarezza nella riunione della Conferenza dei Capigruppo di ieri. Ci era stato garantito sia dal Governo che dalla Presidenza che avremmo avuto un tempo assolutamente congruo per esaminare gli emendamenti e preparare i subemendamenti. Gli emendamenti sono arrivati agli Uffici alle ore 16,37 - questo è l'orario - e noi siamo qui non a reiterare la richiesta, ma a ricordare l'assicurazione che ci era stata data nella riunione della Conferenza dei Capigruppo. Pertanto, mi associo anche io alla richiesta di disporre di un tempo più congruo. PRESIDENTE . Ricordo che si tratta solo di questi quattro emendamenti, che erano stati preannunciati. Pertanto, la decisione della Presidenza rimane ferma su questi quattro emendamenti. Sul prosieguo, come preannunciato... MIRABELLI (PD) . Preannunciato a chi? PRESIDENTE. Come era stato preannunciato e concordato in Conferenza dei Capigruppo. (Commenti del senatore Margiotta). Comunque la Presidenza si era espressa su questo punto. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Presidente, capisco che lei si è espressa ma dicendoci una cosa che non credo sia vera. Che ci sarebbe stata una sola ora di tempo tra la presentazione degli emendamenti agli Uffici e il termine per la presentazione dei subemendamenti è una cosa che a noi non risulta essere stata decisa da nessuna parte con il consenso dei Gruppi. Anzi, si era chiesta e ottenuta la garanzia, da parte del Governo e dei relatori, che avremmo avuto più tempo. Signor Presidente, le sto chiedendo semplicemente di darci due ore di tempo in più, posticipando di due ore il termine per la presentazione di subemendamenti. Non mi pare una richiesta stravagante. Ed è una richiesta alla quale credo che la Presidenza possa accedere. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto e, trattandosi di questi quattro emendamenti, dispone il prolungamento del termine alle ore 18. Dopodiché, sono previsti altri emendamenti e, in questo caso, ovviamente si concorderà un termine adeguato e congruo, così come mi ero fatta garante all'inizio della seduta. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico per geometri «Gaetano Salvemini-Duca d'Aosta» di Firenze, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1248 PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare i membri e i Presidenti delle Commissioni 8 a e 13 a per il lavoro svolto, con un clima costruttivo per il bene del nostro Paese. Una particolare menzione ai relatori, senatrice Faggi e senatore Santillo, per la competenza e la passione messi a disposizione di tutti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sbloccare i cantieri, semplificare le procedure - rese a volte troppo soggettive nell'applicazione del codice appalti - vuol dire fare rialzare la testa all'Italia, farla ripartire. Far ripartire un Paese rimasto bloccato per le politiche miopi degli anni passati. Rigenerare dei vuoti urbani, dare norme chiare e subito applicabili per restituire aree intere alla città, vuol dire rendere più vivibili i nostri territori. Io ho fatto il sindaco, so cosa vuol dire voler fare, saper di dover fare e non riuscire per la troppa burocrazia. Chi si è trovato come me a fare l'amministratore locale o il professionista sa cosa vuol dire trovarsi di fronte ad alcuni articoli del codice degli appalti, nella difficoltà di applicazione, nei dubbi interpretativi dei tecnici comunali, poco incentivati nel trovare soluzioni rispetto alla troppa responsabilizzazione nell'interpretazione delle norme. Questo, insieme ai tagli degli enti locali (solo nell'ultima legge di bilancio sono stati sbloccati finalmente gli avanzi di amministrazione per gli enti virtuosi), aveva portato ad un blocco totale degli investimenti pubblici locali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .