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2 È vietato presentare persone in maniera tale che queste siano preminentemente identificate con una funzione di sollecitazione sessuale da parte del telespettatore in una dimensione decontestualizzata. 3 È vietato mostrare coreografie o singole inquadrature offensive e oltraggiose della dignità umana, utilizzate come mero richiamo sessuale. 4 Il rispetto dei linguaggi verbali e visivi non sessisti da parte delle aziende radiotelevisive private è monitorato e sanzionato dall'Autorità. 5 In caso di violazione, l'azienda è punita con l'ammenda da euro 10.000 a euro 100.000, per ogni singola violazione, e, nei casi più gravi, con la sospensione dell'efficacia dell'autorizzazione per le trasmissioni televisive e radiofoniche in ambito nazionale e locale rilasciata ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, per un periodo da tre a trenta giorni. 6 Le sanzioni di cui al comma 5 si applicano anche se il fatto costituisce reato e indipendentemente dall'azione penale. Alle sanzioni inflitte dall'Autorità è data adeguata pubblicità anche mediante comunicazione da parte del soggetto sanzionato nei notiziari diffusi in ore di massimo o di buon ascolto. 10 (Codice di autoregolamentazione di contrasto al sessismo per l'Ordine dei giornalisti) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Ordine dei giornalisti è tenuto ad adottare un codice di regolamentazione di contrasto al sessismo che preveda: a la formazione deontologica obbligatoria da parte di tutti gli iscritti all'Ordine sul linguaggio appropriato da utilizzare nei casi di violenza sulle donne e sui minori, prevedendo in particolare disposizioni regolamentari finalizzate a: 1 contrastare l'utilizzo di un linguaggio sessista e di espressioni irrispettose, denigratorie, lesive o svalutative dell'identità e della dignità femminili; 2 prevedere l'adozione di termini specifici, quali « femminicidio » e sinonimi, per i delitti compiuti sulle donne in quanto donne; 3 sanzionare l'uso di immagini e segni stereotipati o che riducano la donna a mero richiamo sessuale o oggetto del desiderio; 4 favorire l'uso di un linguaggio sessuato, che non occulti il genere femminile attraverso l'uso di termini maschili ritenuti generalmente neutri; b che vengano trattati tutti i casi di violenza, anche quelli nei confronti di prostitute e di persone transessuali, utilizzando il corretto linguaggio di genere ed evitando l'utilizzo del « dead name » per designare le persone transessuali; c la disciplina sanzionatoria da comminare ai direttori che omettono il controllo sui giornalisti della propria testata che violano il codice medesimo, nonché agli editori delle medesime testate. 11 (Tavolo tecnico per l'elaborazione di codici di coregolamentazione di contrasto al sessismo sulla stampa e sulle piattaforme digitali) 1 Con decreto di natura non regolamentare del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è costituito, senza oneri per la finanza pubblica e avvalendosi delle strutture del Dipartimento per le pari opportunità, un tavolo tecnico a cui partecipano due rappresentanti del medesimo Ministero, di cui uno con funzioni di presidente, un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, un rappresentante del Ministero della giustizia e due rappresentanti del consiglio dell'Ordine dei giornalisti. Alle riunioni del tavolo tecnico partecipano altresì un rappresentante delle associazioni dei consumatori indicato dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, un rappresentante delle associazioni a tutela delle donne maggiormente rappresentative a livello nazionale, quattro rappresentanti indicati dalle associazioni delle imprese maggiormente rappresentative a livello nazionale operanti nell'ambito dell'attività editoriale, esercitata attraverso qualunque mezzo e con qualunque supporto, anche elettronico, dell'attività radiotelevisiva o comunque attinente all'informazione e alla comunicazione, e delle piattaforme digitali di condivisione dei video. La partecipazione alle attività del tavolo tecnico non dà luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennità o rimborsi spese. 2 Il tavolo tecnico elabora, anche sulla base delle segnalazioni e delle informazioni ricevute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un codice di coregolamentazione contenente misure finalizzate a: a promuovere il principio di uguale rappresentanza di genere, garantendo parità di accesso negli spazi informativi o di intrattenimento; b promuovere, nelle testate giornalistiche con più di un dirigente, compresi il direttore, vice direttore, caporedattore e capo servizio, le migliori prassi volte a garantire la presenza nella pianta organica di almeno il 40 per cento di dirigenti di uno dei due sessi, ad esclusione delle testate progettate per lettori o spettatori soli uomini o sole donne; c contrastare la diffusione nella rete internet , con particolare riferimento ai social media , di contenuti che violino i princìpi sanciti a tutela della dignità umana. 3 L'Autorità, al fine di garantire un adeguato livello di tutela della dignità umana, con proprio provvedimento, adotta misure volte a verificare l'osservanza delle disposizioni previste dal codice di coregolamentazione. 4 Ogni sei mesi il tavolo tecnico provvede ad inviare alle Camere una relazione sull'attuazione del codice di coregolamentazione. 12 (Tavolo tecnico presso il Ministero dell'istruzione per la promozione della cultura non sessista) 1 Con decreto del Ministro dell'istruzione è istituito, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un tavolo tecnico i cui membri sono nominati con provvedimento del Ministero dell'istruzione. Il tavolo tecnico è presieduto dal Ministro dell'istruzione ed è composto da: quattro rappresentanti del Ministero dell'istruzione, due rappresentanti dei Dipartimenti per le pari opportunità e della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, due componenti designati dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Ai membri del tavolo tecnico non spettano compensi, rimborsi di spese, gettoni di presenza e indennità comunque denominate. Le amministrazioni interessate provvedono al funzionamento del tavolo tecnico con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 2 Per la trattazione di specifiche materie, al tavolo tecnico possono essere invitati esperti di settore, quali psicologi, sociologi, docenti di scienze della comunicazione e rappresentanti delle associazioni a tutela delle donne maggiormente rappresentative a livello nazionale. I membri di cui al comma 1 possono avvalersi di propri collaboratori all'uopo individuati e comunicati preventivamente al presidente del tavolo tecnico. 3 Con apposito provvedimento del presidente del tavolo tecnico, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto istitutivo del tavolo tecnico di cui al comma 1 e da pubblicare sul sito internet del Ministero dell'istruzione, sono disciplinati l'organizzazione e il funzionamento del tavolo tecnico medesimo.