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Fino alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, l'esecuzione dei lavori può prescindere dall'avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo, qualora si tratti di lavori di manutenzione, ad esclusione degli interventi di manutenzione che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere. Resta ferma la predisposizione del piano di sicurezza e di coordinamento con l'individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso». Il rapporto tra il nuovo codice dei contratti pubblici e la disciplina in materia di sicurezza preesistente è ben chiarito dall'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con la delibera n. 1098 del 26 ottobre 2016, dove, richiesta di rendere parere in ordine all'attuale sussistenza dell'obbligo per la stazione appaltante di indicare nei documenti di gara i costi della sicurezza, non soggetti a ribasso, in forza delle specifiche previsioni in materia dettate dal decreto legislativo n. 81 del 2008, cui rinvia il decreto legislativo n. 50 del 2016, l'Autorità così argomenta: «Al fine di rendere il richiesto parere, si rappresenta preliminarmente che nel previgente assetto normativo recato dal decreto legislativo n. 163 del 2006, l'articolo 131 (“piani di sicurezza”) prevedeva espressamente, al comma 3, che “Il piano di sicurezza e di coordinamento, quando previsto ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 (ora decreto legislativo n. 81 del 2008), ovvero il piano di sicurezza sostitutivo di cui alla lettera b) del comma 2, nonché il piano operativo di sicurezza di cui alla lettera c) del comma 2 formano parte integrante del contratto di appalto o di concessione; i relativi oneri vanno evidenziati nei bandi di gara e non sono soggetti a ribasso d'asta. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell'appaltatore o del concessionario, previa formale costituzione in mora dell'interessato, costituiscono causa di risoluzione del contratto (. . . )”». Il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, individua al riguardo (articolo 39) i contenuti e le finalità dei piani di sicurezza, anche con rinvio alle previsioni del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (allegato XV), quali documenti complementari al progetto esecutivo, stabilendo (articolo 16) che i quadri economici degli interventi prevedono la seguente articolazione del costo complessivo: 1) lavori a misura, a corpo, in economia; 2) oneri della sicurezza, non soggetti a ribasso d'asta (tali disposizioni regolamentari sono ancora in vigore per effetto delle previsioni dell'articolo 216, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016). Ai sensi delle norme sopra richiamate, quindi, i piani di sicurezza formano parte integrante del contratto d'appalto e i fondi necessari per dare attuazione a quanto in essi previsto non sono soggetti a ribasso d'asta; ciò al fine di assicurare che l'adempimento alle misure volte a tutelare la sicurezza dei lavoratori avvenga in modo puntuale, evitando che tale obiettivo possa essere compromesso dalla concorrenza tra le imprese partecipanti alle gare d'appalto e dalle relative offerte di ribasso. Si evidenzia al riguardo che una specifica disposizione in tema di piani di sicurezza, analoga a quella prevista dall'articolo 131 del decreto legislativo n. 163 del 2006, non è attualmente contemplata nel decreto legislativo n. 50 del 2016. Il nuovo codice richiama, tuttavia, tali piani in diverse disposizioni, tra le quali, in particolare, l'articolo 23, comma 11, prescrive che gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori, alla vigilanza, ai collaudi, agli studi e alle ricerche connessi alla redazione dei piani di sicurezza e di coordinamento, quando previsti ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, alle prestazioni professionali e specialistiche, necessari per la redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio, possono essere fatti gravare sulle disponibilità finanziarie della stazione appaltante cui accede la progettazione medesima; analoga previsione è contenuta nell'articolo 113, comma 1. L'articolo 97 del codice, in tema di anomalia dell'offerta, specifica al comma 6 che non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge, né in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e coordinamento previsto dall'articolo 100 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (la stazione appaltante in ogni caso può valutare la congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa). In tema di subappalto, l'articolo 105, comma 17, dispone altresì che «i piani di sicurezza di cui al decreto legislativo del 9 aprile 2008, n. 81, sono messi a disposizione delle autorità competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri. Il direttore tecnico di cantiere è responsabile del rispetto del piano da parte di tutte le imprese impegnate nell'esecuzione dei lavori». Dunque il nuovo codice pur non contemplando una specifica disposizione in ordine alla redazione dei piani di sicurezza, fa tuttavia riferimento agli stessi in alcune previsioni normative, richiamando sul tema la disciplina contenuta nel decreto legislativo n. 81 del 2008. Si sottolinea al riguardo che l'allegato XV del decreto legislativo n. 81 del 2008 indica i contenuti del piano di sicurezza e prevede espressamente, al punto 4.1.4. , che i costi della sicurezza sono compresi nell'importo totale dei lavori e individuano la parte del costo dell'opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici. A sua volta l'articolo 100 del predetto decreto legislativo individua il contenuto del piano (con la stima dei costi della sicurezza quali indicati nell'allegato XV), mentre l'articolo 26, comma 6, stabilisce che «Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture». Si ritiene quindi che l'obbligo per la stazione appaltante di indicare nei documenti di gara i costi della sicurezza, non soggetti a ribasso, sia ancora sussistente in forza delle specifiche previsioni in materia dettate dal citato decreto legislativo n. 81 del 2008, cui rinvia il decreto legislativo n. 50 del 2016.