[resaula]

Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, il decreto-legge oggi in esame ha dichiarato monumento nazionale le vie d'acqua del bacino di San Marco e dei canali di San Marco e della Giudecca. Inoltre, ha introdotto disposizioni per assicurare l'integrità, il decoro e la sicurezza delle vie d'acqua di Venezia, escludendo dal traffico le navi superiori alle 25.000 tonnellate di stazza lorda (di fatto, moltissime navi da crociera). Venezia è una città fra le più belle al mondo, meritevole di particolari attenzioni per evitare i danni del moto ondoso, sia agli argini che agli immobili prospicienti. Anche l'UNESCO non è rimasta insensibile al suo fascino e alla sua fragilità, infatti ha avvisato più volte d'Italia, l'ultima il 16 luglio scorso, quando ha deciso di portare all'Assemblea generale la proposta di iscrivere Venezia e la sua Laguna tra i siti del patrimonio mondiale in pericolo. La proposta è stata approvata e, coerentemente, è stata presa la decisione di limitare il traffico crocieristico nella laguna. La decisione era già nell'aria da tempo, ma non si pensava arrivasse così, come un fulmine a ciel sereno, a stagione turistica già iniziata. La pandemia ha messo in ginocchio l'economia e il turismo in tutta l'Italia, e anche Venezia è stata una sua illustre vittima. Tuttavia, con l'avvio della bella stagione, molti cittadini cominciavano a vedere una luce in fondo al tunnel e in quella hanno risposto la speranza di potersi finalmente rialzare. Una luce che questo provvedimento ha purtroppo contribuito a spegnere. Fin dalle sue origini, Venezia ha avuto un rapporto decisamente singolare con l'acqua, che da sempre rappresenta la sua forza ed il suo più acerrimo nemico. La città e la sua laguna sono il risultato di un continuo processo di interazione tra l'uomo e l'ecosistema, un processo millenario che, fin dagli albori, ha visto l'intervento umano coniugare sapientemente elevate capacità tecnico-creative che hanno permesso di realizzare opere idrauliche ed architettoniche nell'area lagunare uniche al mondo, che hanno reso Venezia un'autentica opera d'arte. Come ogni città di mare, anche Venezia si è sviluppata intorno al suo porto che da secoli ne rappresenta il cuore pulsante e le ha consentito di esportare la sua cultura e il suo dominio sui mari fino al Peloponneso e a Creta. Anche oggi l'economia della città è incentrata sul porto, per cui è indispensabile che il legislatore e gli amministratori continuino a coniugare sapientemente la salute della città con la vita e l'economia dei suoi abitanti. (Applausi) . Se qualche decennio fa il polo industriale di Marghera poteva rappresentare uno sbocco occupazionale, purtroppo ora non è più così. Auspico che con questo provvedimento, che tutti insieme in Senato abbiamo cercato di migliorare, si trovino ancora una volta le migliori soluzioni per conciliare brillantemente l'ecosistema lagunare con la vita e l'economia dei residenti. Lo si dovrà fare per i cittadini ed i lavoratori. Alcuni li ho visti con le lacrime agli occhi rifiutare con fierezza sussidi ed assistenzialismo per chiedere insistentemente solo lavoro. Mancare gli obiettivi significa deindustrializzare e impoverire il territorio, perpetuando l'esodo dei suoi abitanti verso luoghi più appropriati alla vita e al lavoro delle persone, significa trasformare Venezia in un bellissimo luogo cristallizzato e poco accessibile, a discapito delle migliaia di famiglie lasciate senza lavoro. Significa, inoltre, assecondare ulteriormente la sostituzione dei residenti con ricchi stranieri che vanno ad abitare nelle case che prima erano dei veneziani. Va detto che il porto di Venezia rappresenta uno degli snodi cardine della portualità nazionale e Nord adriatica. È dotato di importanti infrastrutture e l'insieme della parte turistica e commerciale dava lavoro a circa 13.000 persone, compresa la vasta rete dell'indotto, faticosamente costruita negli anni e che ha offerto occupazione anche all'esterno della cintura metropolitana. Si pensi che nella stagione 2019, prima della pandemia, grazie alle navi da crociera sono sbarcati a Venezia circa 1.650.000 turisti, alcuni dei quali per soggiornare anche una settimana nelle strutture ricettive della città. Si tratta di una filiera e di un indotto in grado di movimentare 259 milioni di euro nella Città metropolitana, comprese le ingenti derrate alimentari per navi, tutte provenienti dai territori limitrofi. Si contavano inoltre circa 1.700 persone coinvolte a vario titolo nelle attività di check-in e check-out nel porto e nell'aeroporto, inclusi anche 500 tra ragazze e ragazzi universitari stagionali a supporto delle attività di imbarco e sbarco. Sicuramente, colleghi, una parte di tutte queste persone resterà momentaneamente disoccupata, mentre un'altra vedrà ridimensionate le proprie capacità economiche. Auspico tuttavia che col tempo il provvedimento in esame lenisca le ferite attuali e sappia conciliare, per l'ennesima volta, la salvaguardia dell'ambiente e la tutela del paesaggio con la ripartenza e lo sviluppo del territorio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, con il decreto-legge in esame si pongono in atto misure di tutela del sistema lagunare veneziano e disposizioni urgenti per la tutela del lavoro. Mi soffermerò sui benefici in termini ambientali e culturali che si potrebbero ottenere grazie al divieto di transito delle grandi navi nel bacino di San Marco, nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca di Venezia. Dal primo agosto non possono più transitare navi con una stazza lorda superiore a 25.000 tonnellate, lunghezza dello scafo al galleggiamento superiore a 180 metri ed air draft superiore a 35 metri, che utilizzano combustibile con contenuto di zolfo superiore all'uno per mille. Le ricadute negative sul traffico crocieristico sono mitigate per il biennio 2021-2022 da un fondo di 55 milioni di euro; altri 157 milioni fino al 2026 sono previsti per la realizzazione di non più di cinque punti di attracco temporanei nell'area di Marghera, anche per navi di stazza superiore alle 25.000 tonnellate, per la manutenzione dei canali esistenti (previa valutazione di impatto ambientale), per interventi accessori volti a migliorare l'accessibilità nautica e la sicurezza. Il decreto-legge è stato discusso in 13 a Commissione in sede consultiva ed è stato espresso parere favorevole con osservazioni. Ne sottolineo alcune: assicurare l'integrità, il decoro e la sicurezza, non solo delle vie d'acqua, ma anche degli argini e dei monumenti di eccezionale valore storico e culturale della città di Venezia prospicienti i canali di navigazione, rispetto alle alterazioni idrodinamiche dovute al transito delle imbarcazioni di grandi dimensioni; promuovere studi idrogeologici e geomorfologici dell'intera laguna, al fine di progettare con efficienza, efficacia e visione vasta le necessarie opere idrauliche;