[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 26, comma 4-septies, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale), introdotto dalla legge di conversione 29 novembre 2007, n. 222, promosso con ricorso della Regione Siciliana notificato il 28 gennaio 2008, depositato in cancelleria il 1° febbraio 2008 ed iscritto al n. 6 del registro ricorsi 2008. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 2 dicembre 2008 il Giudice relatore Paolo Maria Napolitano; uditi gli avvocati Michele Arcadipane e Marina Valli per la Regione Siciliana e l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – La Regione siciliana, con ricorso notificato al Presidente del Consiglio dei ministri in data 28 gennaio 2008, ha sollevato, con riferimento agli artt. 14, lettere a), b), f), h), i) ed n), e 17, lettera b), dello statuto di autonomia e alle correlate norme di attuazione e con riferimento agli artt. 3, 97 e 118 della Costituzione, nonché al principio di leale collaborazione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 26, comma 4-septies, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale), introdotto dalla legge di conversione 29 novembre 2007, n. 222. In particolare, la Regione riferisce che la disposizione censurata ha previsto che, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Regione e sentiti gli enti locali interessati, siano istituiti quattro parchi nazionali: il Parco delle Egadi e del litorale trapanese, il Parco delle Eolie, il Parco dell'isola di Pantelleria e il Parco degli Iblei. La disposizione censurata prevede altresì che sia l'istituzione che il primo avviamento dei Parchi siano finanziati, per l'anno 2007, nella misura di 250.000 euro per ciascuno di essi. 2. – Tanto premesso, la Regione, ricordato di avere con la legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 (Norme per la istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali), già disciplinato l'istituzione nel territorio regionale di parchi e riserve naturali, in ciò prevenendo la normativa statale, rileva che l'ambito materiale cui attribuire la disciplina dei parchi e delle riserve naturali « – se oggi viene genericamente ascritto alla materia dell'“ambiente”, specificamente contemplata dall'art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, nel testo attualmente vigente a seguito della riforma operata con legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 – all'atto dell'approvazione dello Statuto regionale e delle relative norme di attuazione restava già interamente compreso nell'ambito delle diverse materie attribuite alla Regione siciliana dagli articoli 14 e 17 dello Statuto (agricoltura e foreste; bonifica; urbanistica; miniere, cave, torbiere e saline; acque; caccia e pesca; tutela del paesaggio; igiene e sanità)». Solamente col decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'articolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), «si iniziò a considerare partitamente la tutela dell'ambiente e la protezione della natura»; in specie l'art. 83 del d.P.R. n. 616 del 1977 trasferì alle regioni ordinarie gli interventi concernenti le riserve e i parchi naturali, rinviando ad altra legge la disciplina del riparto di competenze fra Stato e Regioni riguardo ai parchi nazionali già esistenti e conservando allo Stato la potestà di individuare i territori per l'istituzione di parchi aventi carattere interregionale. L'art. 80 del d.P.R. n. 616 del 1977 precisava altresì – sempre secondo la ricostruzione della ricorrente – che le funzioni in questione riguardavano l'«urbanistica», materia questa attribuita dall'art. 14, lettera f), dello statuto di autonomia alla competenza esclusiva della Regione siciliana e trasferita alla medesima, quanto alle correlative attribuzioni amministrative, dall'art. 1 del d.P.R. 30 luglio 1950, n. 878 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia di opere pubbliche). Peraltro, continua la ricorrente, va anche ricordato che con la legge 8 luglio 1986, n. 349 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale), erano stati trasferiti al Ministero dell'ambiente i compiti già attribuiti, in tema di parchi nazionali e di individuazione delle zone di importanza naturalistica nazionale ed internazionale, all'allora Ministero dell'agricoltura e delle foreste, ma che, quanto alla Regione siciliana, gli aspetti della disciplina dei parchi correlati alla materia dell'agricoltura dovevano e continuano ad intendersi ricadenti nell'ambito della competenza legislativa esclusiva regionale ai sensi dell'art. 14, lettera a), dello statuto. Ad analoga conclusione si deve giungere, per gli aspetti connessi alla tutela del paesaggio e delle antichità, in ordine ai quali la competenza legislativa è assegnata alla Regione dalla lettera n) del citato art. 14 dello statuto. Per gli altri aspetti che possano interessare i valori ambientali, la ricorrente rivendica la propria competenza invocando l'art. 14, lettera b), dello statuto in materia di bonifica, l'art. 14, lettera h), in materia di miniere, cave, torbiere e saline, l'art. 14, lettera i), in materia di acque pubbliche, l'art. 14, lettera l), in materia di caccia e pesca, e, infine, l'art. 17, lettera b), in materia di igiene e sanità. 3. – Tale essendo – a suo giudizio – l'assetto delle competenze nella materia in questione, la Regione siciliana riferisce di avere dettato, con la citata legge regionale n. 98 del 1981, un'organica disciplina per la istituzione di parchi e riserve naturali sul proprio territorio, istituendo quattro parchi e numerose riserve naturali, senza che lo Stato abbia mai interferito con propri atti. A questo proposito, la ricorrente osserva che la distinzione operata, all'art. 2, dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulla aree protette), fra aree protette nazionali e aree protette regionali, «va correlata con le norme di rango costituzionale che assegnano alla Regione […] le funzioni» relative alla conservazione e tutela di tali aree;