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Questo Parlamento ha dato, nel 2019, un importante segnale con l'approvazione del codice rosso, ma purtroppo non è abbastanza. Sono ancora troppi i casi in cui le donne non sono libere di compiere le proprie scelte senza temere per la propria vita. Non dobbiamo vergognarci nell'ammettere che in questo Paese le donne sono ancora troppo spesso relegate a ruoli subalterni e che fino a pochi decenni fa era la normalità. Dobbiamo riconoscere i limiti della nostra società per poterli superare. Gli uomini per primi devono essere al fianco delle donne perché si possa davvero sperare nel cambiamento. Dobbiamo intervenire per affrontare il problema alla radice ed educare gli uomini affinché rispettino le donne. Ognuno di noi deve farsi carico del dolore che la violenza genera, perché il male che affrontiamo è un male sociale, un male profondo che affonda le sue radici nella nostra cultura ancora troppo maschilista. Lo dobbiamo alle vittime incolpevoli, alle loro famiglie, alle comunità sconvolte dalla brutalità di questi gesti a cui oggi rivolgo tutta la mia commozione e il mio cordoglio. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella condanna unanime della sanguinosa guerra in Ucraina, scatenata dall'aggressione delle forze sovietiche, voglio ringraziare l'intera collettività del nostro Paese, che ancora una volta sta dimostrando il suo profondo spirito di solidarietà ed il suo forte senso umanitario Open Arms : a braccia aperte. Esso rappresenta, in questa come in tantissime altre occasioni, la dimostrazione evidente che il popolo italiano ha uno spirito comunitario e solidale verso chi è in difficoltà e ha bisogno di aiuti concreti, di una mano tesa, al di là delle diverse posizioni o dei differenti modi di interpretare la crisi in Ucraina. La guerra di aggressione non ha colore politico o convinzione religiosa. Va sempre, ovunque e comunque condannata, senza se e senza ma. Rappresenta la negazione della stessa natura umana. A braccia aperte, con l'animo gonfio di dolore, si sono moltiplicate le iniziative spontanee di associazioni solidali, di singoli cittadini, di intere famiglie, di attività commerciali, con l'invio di prodotti alimentari, farmaci, mezzi di prima necessità, coperte, vestiario per aiutare la popolazione civile, bambini, donne e anziani, vittime innocenti di una guerra che non volevano, ma di cui pagano le conseguenze più drammatiche. Lo spirito comunitario e il rispetto della vita umana certamente non si possono fermare solo a tutto ciò. Solidarietà senza frontiere: ecco il profondo spirito solidale, l'accoglienza dei profughi nelle nostre città, nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità. Esseri umani indifesi che, stremati dalla stanchezza, dai digiuni, dalle sofferenze fisiche, con i cuori affranti dal distacco dei loro affetti, dai loro cari e dagli orrori della guerra, che li ha costretti a fuggire dalla loro terra natia, sono già nel nostro Paese; e tanti altri ne stanno arrivando, come d'altronde negli altri Paesi europei. Si calcola che, allo stato, sono circa due milioni i profughi già fuggiti dall'Ucraina che brucia. Gli orrori della guerra, il dolore di chi soffre, le violenze sui loro corpi, gli sguardi impauriti rappresentano un dramma epocale per tutti noi. Questa tregua occorre affrontarla tutti insieme, con profondo spirito di solidarietà, che va oltre il singolo cittadino, ma anche oltre la singola comunità o il singolo Paese. Dobbiamo tendere una mano a chi chiede aiuto. Questo è lo spirito, profondamente cristiano, umanitario e anche veramente europeista. Il nostro animo triste e addolorato deve reagire e aprirsi, superando confini geografici e barriere culturali. Apriamo i corridoi umanitari veri, per salvare vittime innocenti. La voce del dialogo sia più forte del crepitio delle mitraglie e dello scoppio delle bombe. Non più carnefici e vittime, ma una tregua immediata per avviare un dialogo vero di pace. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Mautone, nel ringraziarla per il suo intervento, che condivido integralmente, voglio solo segnalarle che, all'inizio, c'è stato un piccolo refuso. Ha parlato di aggressione delle forze sovietiche. Per quanto Putin ricalchi le invasioni in Ungheria e a Praga, proprio sovietico non lo si può definire. (Commenti del senatore Mautone). Mi sembra che abbia detto "sovietiche". Riascolterà l'intervento e, se mi sono sbagliato, è colpa mia. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 15 marzo 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 15 marzo, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,05) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Delega al Governo in materia di contratti pubblici (2330) ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 1. (Delega al Governo in materia di contratti pubblici) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina dei contratti pubblici, anche al fine di adeguarla al diritto europeo e ai princìpi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali, e di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, nonché al fine di evitare l'avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di giungere alla risoluzione delle procedure avviate. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) perseguimento di obiettivi di stretta aderenza alle direttive europee, mediante l'introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione corrispondenti a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse, ferma rimanendo l'inderogabilità delle misure a tutela del lavoro, della sicurezza, del contrasto al lavoro irregolare, della legalità e della trasparenza, al fine di assicurare l'apertura alla concorrenza e al confronto competitivo fra gli operatori dei mercati dei lavori, dei servizi e delle forniture, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, tenendo conto delle specificità dei contratti nel settore dei beni culturali, anche con riferimento alla fase esecutiva, nonché di assicurare la riduzione e la razionalizzazione delle norme in materia di contratti pubblici, con ridefinizione del regime della disciplina secondaria, in relazione alle diverse tipologie di contratti pubblici, ove necessario;