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Per l'assunzione di profili specializzati si prevede la valutazione delle esperienze lavorative pregresse pertinenti, svolte anche presso la stessa amministrazione responsabile dello svolgimento delle procedure, secondo quanto specificamente emendato. È stata aggiunta la previsione che il MIUR, stipulando apposita convenzione triennale, si avvalga del Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche per il riconoscimento dei titoli di studio esteri. Ulteriori disposizioni aggiuntive riguardano l'estensione all'accesso alla carriera diplomatica dei requisiti di moralità e condotta previsti per l'accesso alla magistratura, la modifica di alcuni termini in materia di mobilità del personale, la proroga di due anni dei termini per le procedure per il superamento del precariato nella pubblica amministrazione. Prima dell'entrata in vigore del presente decreto, ai concorsi continuerà ad applicarsi naturalmente la disciplina vigente, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, secondo quanto emendato in aggiunta. L'articolo 4 integra la disciplina dei codici di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e prevede un ciclo formativo sui temi dell'etica pubblica e sul comportamento etico reso obbligatorio da una modifica, sia in caso di assunzione e trasferimento, sia in caso di passaggio a ruoli o funzioni superiori. Procedendo in maniera molto concisa, l'articolo 5 assegna alle amministrazioni il compito di adottare misure che attribuiscano vantaggi specifici. L'articolo 6 modifica la disciplina concernente l'avviso dell'avvio di una procedura di mobilità volontaria da parte di una pubblica amministrazione e le relative comunicazioni da parte degli interessati; introduce la possibilità di un'indennità di soggiorno per i dipendenti di pubbliche amministrazioni italiane che operino presso l'Unione europea come esperti nazionali distaccati e che non percepiscano omologhe indennità a carico della medesima Unione; proroga al 30 settembre 2022 il termine entro il quale i soggetti già impegnati in lavori socialmente utili o in attività di pubblica utilità possono essere assunti in posizione di lavoratori sovrannumerari, in deroga alla dotazione organica e alla condizione del rispetto del piano di fabbisogno del personale. Inoltre, un nuovo comma dispone la facoltà per le fondazioni lirico-sinfoniche di prorogare fino al 30 giugno 2023 i contratti di lavoro stipulati a tempo determinato nel 2019 con personale artistico e tecnico. L'articolo 7 proroga al 30 giugno il termine per l'adozione da parte delle pubbliche amministrazioni del primo Piano integrato di attività e di organizzazione. Prevede che le Regioni adeguino, con riferimento agli enti e alle aziende del Servizio sanitario nazionale, i propri ordinamenti ai principi della disciplina inerente. Un emendamento approvato ha introdotto il riferimento alle attività di verifica e di controllo del raggiungimento di milestone e target dei progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni centrali e locali. Inoltre, a seguito di un emendamento del Governo, è reintrodotto nel codice del processo amministrativo l'istituto della cancellazione d'ufficio della causa dal ruolo. L'articolo 7- bis , introdotto con l'approvazione della proposta emendativa del Governo, prevede l'istituzione con DPCM del Nucleo di valutazione dell'impatto della regolamentazione. L'articolo 8, a seguito di una modifica approvata, attribuisce al Ministero dell'economia e delle finanze il compito di prevedere modalità di rafforzamento dei controlli e della rendicontazione sull'utilizzo del fondo. Emendamenti approvati riguardano, come si è detto, molte applicazioni. Vedo che il tempo a disposizione sta per scadere, quindi concludo e - come ho detto all'inizio - mi riservo di depositare il testo integrale della relazione. Le modifiche apportate hanno reso il testo migliore e rispondente a numerose istanze pervenute dai numerosi soggetti auditi nel corso dell'esame del provvedimento e alle esigenze provenienti da vari mondi del settore produttivo e del lavoro. Quindi, grazie per il lavoro svolto. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Cangini. CANGINI, relatore . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, credo sia un giorno importante per il Parlamento - e forse anche un segno di un nuovo inizio per l'Italia - perché il Senato della Repubblica ha reso onore alla propria funzione costituzionale esercitando con serietà, determinazione e fermezza il potere legislativo che gli compete. I colleghi della 1 a e della 7 a Commissione sanno che le condizioni sono state quanto mai avverse, ma quanto mai granitica è stata la compattezza della maggioranza che sostiene il Governo e anche il rapporto con le opposizioni. Credo sia inutile oggi pubblicizzare il conflitto avvenuto tra poteri dello Stato; credo sia inutile oggi dar conto dell'antagonismo - e in alcuni casi anche dei colpi bassi - tra Ministeri dello stesso Governo. Credo sia inutile oggi denunciare lo squilibrio di potere tra il livello tecnico-amministrativo di certi Ministeri e il livello politico; non è questo il momento. Questo il momento di essere orgogliosi del lavoro fatto; un lavoro che prelude al futuro dell'Italia, perché questo decreto-legge ha nella sua parte sostanziale il futuro della scuola e anche dell'università, la qualità della formazione delle classi dirigenti di domani; perciò, il futuro dell'Italia. Abbiamo ricevuto dal Governo un buon decreto-legge, ma con evidenti carenze; restituiamo al Paese un provvedimento migliore. Siamo riusciti a tenere in equilibrio i diritti dei precari storici, che hanno dei diritti, con i diritti dei giovani neolaureati che hanno vocazione all'insegnamento e hanno il diritto di trovare posto nel mondo della scuola. Non c'erano risorse; questa era una riforma che si autofinanziava togliendo risorse alla scuola. Abbiamo trovato le risorse grazie alla compattezza della maggioranza. Colleghi, in materia di istruzione, come sapete, l'articolo 44 è l'articolo centrale di questo decreto-legge: tratta il reclutamento dei docenti nella scuola di primo e di secondo grado con l'obiettivo di dare attuazione alla riforma del sistema di reclutamento prevista dal PNRR. È previsto in via ordinaria che possano partecipare ai concorsi che verranno banditi con cadenza annuale i candidati che, oltre al titolo di laurea, abbiano superato un percorso universitario o accademico abilitante di formazione iniziale. Tale percorso corrisponde a non meno di 60 crediti formativi universitari o accademici, deve contemplare un periodo di tirocinio e concludersi con una prova finale. A tale modalità ordinaria di reclutamento se ne affiancano altre due per così dire straordinarie: una prima consente a coloro i quali hanno svolto un servizio presso le istituzione scolastiche statali per almeno tre anni scolastici, anche non consecutivi, nei cinque anni precedenti, di partecipare al concorso senza aver concluso la richiamata formazione iniziale; se vincitori di concorso, saranno comunque tenuti a partecipare al percorso universitario o accademico di formazione iniziale, acquisendo così 30 crediti formativi.