[sommcomm]

Intervenendo sull'ordine dei lavori, il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) chiede che, prima di procedere all'illustrazione degli emendamenti da parte dei proponenti, la Presidente dichiari l'improponibilità degli emendamenti e che sia chiarito quali proposte sono carenti sul piano della copertura finanziaria, così da evitare che il lavoro della Commissione sia assorbito dalla trattazione di proposte destinate a non avere seguito. La presidente CATALFO , relatrice, assicura che si esprimerà in merito alle eventuali inammissibilità prima della votazione degli emendamenti. Invita nel frattempo i proponenti ad illustrare le rispettive proposte emendative. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) illustra quindi l'emendamento 1.4, rilevando l'inadeguatezza del reddito di cittadinanza rispetto all'obiettivo del contrasto alla povertà, che implica piuttosto l'adozione di misure di incentivo alle imprese. L'emendamento in particolare prevede lo sgravio contributivo per sei anni a favore delle imprese stesse. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ), nell'illustrare i restanti emendamenti all'articolo 1 del proprio Gruppo, sottolinea l'opportunità di prevedere misure di decontribuzione, di aumento delle pensioni minime e di rimodulazione della scala di equivalenza a vantaggio delle famiglie. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) sottolinea la finalità degli emendamenti presentati dai senatori del suo Gruppo, volti a intervenire sulla scala di equivalenza per conseguire un assetto più equo a favore delle famiglie e dei disabili. Sollecita quindi la Presidenza ad esprimersi quanto prima in ordine alle inammissibilità degli emendamenti. Il senatore LAUS ( PD ), rilevata la convergenza degli obiettivi di maggioranza, Governo e opposizione riguardo alla lotta alla povertà, osserva l'incongruità del provvedimento, che non costituisce una riforma di carattere strutturale. Pone inoltre in evidenza i rischi connessi all'attuale formulazione dell'articolo 2, svantaggiosa rispetto a famiglie numerose, disabili e minori e suscettibile di incentivare le separazioni. Il senatore BERTACCO ( FdI ), soffermandosi in particolare sull'emendamento 2.1, pone in evidenza la necessità del requisito della cittadinanza italiana al fine della fruizione del reddito di cittadinanza. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) illustra l'emendamento 2.566, volto all'esclusione, ai fini del computo del reddito, delle prestazioni erogate a favore dei soggetti disabili. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ), nell'illustrare gli emendamenti a propria firma, critica il requisito della residenza decennale, che giudica eccessivo, e richiama la giurisprudenza costituzionale in materia di illegittimità del requisito della cittadinanza quale fattore di limitazione all'accesso a prestazioni sociali. Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3. Ha la parola per l'illustrazione delle proposte emendative presentate dal proprio Gruppo il senatore PATRIARCA ( PD ), il quale esprime preoccupazione per le conseguenze delle disposizioni sul reddito di cittadinanza nell'attuale fase del ciclo economico. Esprime inoltre riserve circa l'incongrua sovrapposizione dei servizi gestiti dai comuni e i centri per l'impiego. Dopo essersi soffermato sui dubbi riguardanti la legittimità costituzionale del requisito della residenza decennale nel territorio italiano, fa presente la necessità di un adeguato raccordo dell'amministrazione centrale con regioni e comuni, i cui servizi devono essere potenziati. Manifesta forti critiche in merito alla scala di equivalenza, penalizzante nei confronti delle famiglie con minori e disabili, nonché sulla mancanza di misure idonee all'adeguamento dei centri per l'impiego. Fa altresì presente che il suo Gruppo ha presentato emendamenti finalizzati a moderare le sanzioni previste dal decreto-legge in esame. Ricorda infine il parere formulato dal Garante per la protezione dei dati personali riguardo il possesso e la circolazione di una grande mole di dati sensibili. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) ritiene necessario prevedere che l'erogazione del reddito di cittadinanza sia successiva alla presa in carico del beneficiario da parte dei servizi competenti. Si sofferma quindi sull'opportunità di ricorso alle modalità telematiche per le telecomunicazioni con le amministrazioni interessate. Rileva infine l'esigenza di vincolare l'erogazione del beneficio, nel caso dell'avvio di attività autonome, al conseguimento di ricavi. Il senatore BERTACCO ( FdI ), nell'illustrare gli emendamenti di cui è firmatario, mette in evidenza l'esigenza di far precedere l'erogazione del reddito di cittadinanza alla verifica della sussistenza dei requisiti. Richiama quindi l'attenzione sull'opportunità di prevedere un'integrazione pari a cento euro per ogni figlio convivente nel caso di famiglie che hanno contratto mutuo per la casa, nonché di innalzare il livello dell'erogazione a favore delle famiglie con bambini fino a 6 anni. Fa presente inoltre la necessità di una maggiore flessibilità riguardo la gestione delle spese e il prelievo di contante. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) illustra il complesso delle proposte emendative del suo Gruppo, soffermandosi innanzitutto sull'opportunità di un trattamento differenziato dei lungodegenti rispetto ai detenuti. Esprime inoltre dubbi sull'effettiva possibilità di controlli che impediscano abusi nell'utilizzo della carta elettronica non nominativa. Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 4. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) illustra l'insieme degli emendamenti presentati dal proprio Gruppo, alcuni dei quali concernenti le attività che il beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a svolgere partecipando a progetti utili alla collettività presso i Comuni. Ulteriori proposte sono dedicate a migliorare l'attività formativa al fine dell'accesso al lavoro, nonché a prevedere forme di coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni nella predisposizione del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale. Dopo aver segnalato un emendamento diretto a consentire ai comuni minori di accedere ai servizi di altri enti locali più strutturati, illustra infine alcune proposte che dedicano particolare attenzione a figure quali quelle dei disabili e dei caregiver al fine di favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) dà conto dell'emendamento 4.12, diretto a sanare la previsione che esclude dall'avviamento al lavoro straordinario i portatori di disabilità con residue capacità lavorative. La proposta emendativa prevede pertanto che i componenti il nucleo familiare disabili maggiorenni possano manifestare la loro disponibilità lavorativa ed essere inseriti in un apposito elenco da cui attingere per l'avviamento al lavoro ai sensi della legge n. 68 del 1999. Il senatore LAUS ( PD ) illustra il complesso degli emendamenti presentati dal proprio Gruppo all'articolo 4 che, contrapponendosi alla eccessiva burocratizzazione prevista nel testo del decreto-legge presentato dal Governo, pongono l'accento sul tema dell'accoglienza.