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Ciò comporta notevoli esborsi economici per i cittadini e per la regione di appartenenza, ma anche disagi gravissimi alle famiglie dei malati e agli stessi pazienti, che si espongono all'ulteriore stress del doversi trasferire in altre regioni per potersi assicurare cure adeguate; è responsabilità dello Stato assicurare livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale in modo omogeneo; considerato, inoltre, che a quanto risulta agli interroganti: oltre 2.000 cittadini, insieme ad associazioni del territorio, medici specialistici e addetti del settore hanno presentato una petizione popolare, regolarmente autorizzata ai sensi di legge dal sindaco del Comune di Battipaglia (Salerno) in data 17 giugno 2020 (prot. 38632), e depositata presso il Senato della Repubblica, ai sensi dell'articolo 50 della Costituzione, per l'istituzione a Battipaglia di una "Torre Oncologica"; il comune di Battipaglia vanta una struttura adatta (palazzo ASL), già compresa nel perimetro ospedaliero, che risulta adeguata alla creazione di un polo oncologico nel territorio, anche in considerazione della posizione strategica del comune stesso che si trova al centro delle maggiori infrastrutture della zona; il bilancio pluriennale europeo ha destinato oltre 9 miliardi di euro al settore sanitario in Italia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se, nell'ambito delle proprie competenze, intenda intervenire al fine di assicurare adeguati livelli essenziali di assistenza per i pazienti oncologici residenti nel territorio a sud di Salerno, anche tramite l'istituzione di un polo oncologico presso il Comune di Battipaglia. Atto n. 4-04958 RAUTI BALBONI CALANDRINI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA MAFFONI PETRENGA TOTARO URSO Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 24 aprile 2019, in sede di assegnazione in prima nomina del personale nominato vice ispettore del ruolo maschile e femminile del Corpo della Polizia penitenziaria, al termine del VI corso per vice ispettori, avviato il 10 settembre 2018 e conclusosi nel marzo 2019, il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, con apposito provvedimento del 24 aprile 2019, n. 0132129, riattivava per 4 mesi, dal 3 maggio al 15 settembre 2019, l'assegnazione a servizi provvisori di 98 neo vice ispettori, ottenuti a vario titolo ai sensi dei benefici di legge vigenti; al termine di tale periodo, con nuovo provvedimento del 27 settembre 2019, n. 0289126, la Direzione generale del Personale prorogava le assegnazioni provvisorie per ulteriori 6 mesi fino al 15 marzo 2020; considerato che nella proroga sono rientrati ulteriori 60 vice ispettori e, contestualmente, sono stati sanati quelli che già erano presenti nel primo elenco e nel provvedimento di rinnovo si specificava che l'amministrazione rinnovava il distacco, ma che era in corso di approvazione un decreto di sanatoria per tutti gli ispettori posti in distacco; considerato altresì che: la Direzione generale del Personale, con successivo provvedimento del 24 marzo 2020, n. 0098933, prorogava il servizio temporaneo di 48 vice ispettori per mesi 2 fino al 15 maggio 2020, ribadendo anche in questo caso nella nota del rinnovo che l'amministrazione stava lavorando per un provvedimento d'assegnazione definitivo; uguale proroga di mesi 4 veniva concessa dalla stessa Direzione a 42 vice ispettori con provvedimento del 14 maggio 2020, n. 0160973, fino al 15 settembre 2020. Successivamente, con ultimo provvedimento dell'11 settembre 2020, n. 0314587, la Direzione generale del Personale prorogava fino a marzo 2021 le assegnazioni provvisorie per i 34 vice ispettori rimasti, nelle more dell'assunzione di definitive determinazioni; al termine di tale sequela di provvedimenti di proroga, alla data del 19 ottobre 2020, la Direzione generale del Personale con provvedimento n. 0366999 procedeva all'assegnazione definitiva di 64 appartenenti ai vari ruoli, in cui risultano presenti anche 15 vice ispettori del VI corso e appare, quindi, del tutto illogica a giudizio degli interroganti la scelta dei criteri discrezionali individuati dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria per la scelta del personale avente diritto alla stabilizzazione preso la sede o il servizio di assegnazione provvisoria; considerato inoltre che tali criteri, a giudizio degli interroganti, sembrerebbero non aver generato una reale selezione o discrimine quanto, piuttosto, sembrerebbero fissati per escludere artatamente qualcuno, verosimilmente rientrante tra i tre agenti residuanti e al fine di sanare quanto illustrato e al fine di fugare ogni ombra di dubbio dall'operato dell'Amministrazione penitenziaria, sarebbe opportuno includere nei provvedimenti elencati anche i tre agenti attualmente esclusi, data l'esigua consistenza numerica del contingente ancora non stabilizzato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda procedere con la stabilizzazione dell'assegnazione presso le sedi di servizio provvisorio anche per i tre agenti attualmente esclusi dai provvedimenti finora adottati e indicati. Atto n. 4-04959 SBROLLINI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: Palazzo Thiene è un palazzo del centro storico di Vicenza risalente al XV secolo, con forme gotiche e rinascimentali: esso fu costruito per Lodovico Thiene da Lorenzo da Bologna nel 1490, e ristrutturato a partire dal 1542 da Andrea Palladio; il palazzo è inserito nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco, e raccoglie stampe settecentesche della tipografia del Remondini; la pinacoteca annovera dipinti risalenti al periodo compreso tra il XV ed il XIX secolo attribuiti ai grandi maestri veneti, tra i quali Bartolomeo Montagna, Giovanni Buonconsiglio, Jacopo Bassano, il Padovanino, Giandomenico Tiepolo; nel palazzo è presente, tra l'altro, un Museo della Ceramica popolare vicentina, la più completa collezione al mondo di Oselle Veneziane, una "Collezione Arturo Martini" composta da 16 sculture dello stesso scultore veneto, una Collezione-raccolta di sculture del Maestro Nereo Quagliato; considerato che: il Palazzo è stato per moltissimi anni sede della Banca Popolare Vicentina: a seguito della messa in liquidazione della banca, il Palazzo è diventato di proprietà del Fondo "Bain Capital Credit", grazie alla vendita da parte di Immobiliare Stampa, che detiene il patrimonio immobiliare dell'ex Banca Popolare di Vicenza; da quanto si apprende, una manifestazione d'interesse formale per acquistare Palazzo Thiene sarebbe stata presentata da una fondazione legata a Banca Mediolanum;