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Distacco dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo dalla regione Veneto e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. Onorevoli Senatori. -- Con delibere dei consigli comunali dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo, adottate tra settembre e ottobre del 2006, veniva formulata richiesta di referendum , ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, e dell'articolo 42, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352, per il distacco dalla regione Veneto e l'aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo e avente per oggetto il seguente quesito: «Volete voi che il territorio dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo sia separato dalla regione Veneto per entrare a far parte integrante della regione autonoma Trentino-Alto Adige?». L'Ufficio centrale per il referendum , costituito presso la Corte di cassazione ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 352 del 1970, con ordinanza del 28 novembre 2006, dichiarata la legittimità della richiesta di referendum per il distacco dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo dalla regione Veneto e per la relativa aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige, disponeva altresì l'immediata comunicazione della stessa ordinanza al Presidente della Repubblica e al Ministro dell'interno. A seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2007, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell'interno e della giustizia, veniva emanato il decreto del Presidente della Repubblica 23 febbraio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2007 con il quale era indetto, nel territorio dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo, il suddetto referendum , con la convocazione dei relativi comizi per i giorni 6 e 7 maggio 2007. Al referendum partecipavano 13.183 elettori su 20.864 aventi diritto, pari al 63,19 per cento: i «sì» al quesito referendario sono stati 12.404, in pratica il 94,09 per cento dei votanti. L'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione, a norma dell'articolo 45 della legge n. 352 del 1970, con verbale chiuso in data 17 maggio 2007, accertava che alla votazione suddetta per il referendum popolare indetto con il citato decreto del Presidente della Repubblica 23 febbraio 2007, partecipava la maggioranza degli aventi diritto ex articolo 45, secondo comma, della legge n. 352 del 1970, e che il risultato era favorevole al distacco territoriale dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo dalla regione Veneto ed alla loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige. Il risultato del referendum veniva comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2007 a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri (articolo 45, terzo comma, della legge n. 352 del 1970). Dalla data della predetta pubblicazione sono iniziati a decorrere i sessanta giorni -- espressamente previsti dall'articolo 45, quarto comma, della legge n. 352 del 1970 -- entro i quali il Ministro dell'interno deve presentare al Parlamento il disegno di legge previsto (come chiaramente espresso dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, e dall'articolo 45 della stessa legge n. 352 del 1970) contenente la modifica dei confini delle regioni coinvolte. I termini per tale adempimento sono scaduti quindi il 21 luglio 2007, ed esso è da considerare come «atto dovuto»: questo tanto più che parte della dottrina costituzionalistica ha ritenuto che il referendum ex articolo 132 della Costituzione avesse carattere deliberativo e non meramente consultivo mentre altra parte della dottrina lo ha qualificato come un referendum sui generis «provvisto di un parziale effetto costitutivo». Attraverso tale strumento di democrazia, previsto dall'articolo 132 della Costituzione, è stato infatti raggiunto un eccezionale risultato poiché, con dati di partenza proibitivi, determinati da quasi il 20 per cento degli elettori residenti all'estero in varie parti del mondo, con alcuni comuni con picchi del 40 per cento, la proposta di passaggio dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo dalla regione Veneto alla regione Trentino-Alto Adige ha raccolto un consenso tale da superare ampiamente i severi parametri definiti dalla procedura referendaria ex articolo 132, secondo comma, della Costituzione e dalla legge n. 352 del 1970. Ha votato il 63,19 per cento dei 20.864 aventi diritto, e di questi ben 3.569 sono residenti all'estero e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. È inoltre opportuno rilevare che più di 200 emigranti provenienti dalla Svizzera, dalla Germania, dall'Australia, dal Belgio e dalla Francia hanno deciso di venire a votare o hanno prolungato il loro soggiorno per poter votare, consci che si trattava di un'occasione unica e decisiva per il futuro dell'Altopiano dei Sette Comuni. Una percentuale così alta d'affluenza alle urne è segno che tutto l'Altopiano (comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo) con le sue frazioni ha vissuto questo voto come un evento storico per cambiare i trend negativi che negli ultimi decenni caratterizzano la storia altopianese. Arrivati a questa fase si è dovuta dunque assumere l'iniziativa affinché il disegno di legge giungesse quanto prima all'approvazione del Parlamento, richiesta già sollecitata dagli otto sindaci dei comuni interessati e dal presidente della locale comunità montana «Spettabile Reggenza dei Sette Comuni» con lettera al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato. Oltre alle ragioni di carattere costituzionale, che motivano la presentazione di questo disegno di legge, è opportuno completare la presente relazione anche con le motivazioni di carattere geografico, storico-culturale e socioeconomico. Analisi geografica L'Altopiano dei Sette Comuni è situato a nord della provincia di Vicenza; è la naturale continuazione orografica degli Altopiani di Lavarone e Folgaria, (anticamente inclusi nell'Altopiano stesso) nella provincia di Trento, verso la Pianura Padana, compreso tra il fiume Brenta e l'Astico, che ne delimita gli antichi confini.