[ddlpres]

c al comma 8, lettera e) , è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In tali zone l'attività cinofila con abbattimento della fauna, purché di allevamento e liberata per l'occasione, può essere svolta anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all'articolo 18 perché non è considerabile come attività venatoria»; d al comma 8, dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti: « h-bis) i parchi, le riserve naturali, i rifugi faunistici destinati a favorire la sosta della fauna stanziale e migratoria e l'irradiamento della fauna selvatica nei territori circostanti; h-ter) tutte le zone comunque precluse all'attività venatoria e, ai fini della sua utilizzazione faunistica e faunistico-venatoria, il demanio agricolo e forestale dello Stato e delle regioni»; e il comma 14 è sostituito dal seguente: « 14 . Qualora nei successivi sessanta giorni sia presentata opposizione motivata in carta semplice ed esente da oneri fiscali, da parte dei proprietari o conduttori interessati che rappresentino la maggior parte del territorio interessato, la zona non può essere istituita»; f il comma 17 è abrogato. 6 1 All'articolo 12 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 5 è abrogato; b al comma 6, la parola: «cacciata» è sostituita dalla seguente: «scovata»; c al comma 7, dopo le parole: «lettera d) » sono aggiunte le seguenti: «, e all'articolo 16, comma 1, lettera b) , e per le attività di cui all'articolo 10, comma 8, lettera e) »; d al comma 8, le parole da: «con massimale» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «con massimale unico non inferiore a 2 milioni di euro per ogni sinistro, nonché di polizza assicurativa per infortuni conseguenti all'attività venatoria con massimale non inferiore a 250.000 euro per morte o invalidità permanente»; e al comma 12- bis , le parole: «subito dopo l'abbattimento» sono sostituite dalle seguenti: «dopo averla abbattuta e recuperata». 7 1 All'articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . L'attività venatoria è consentita con l'uso: a) del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12; b) del fucile con canna ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6 Hornet a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica dotato di caricatore omologato o catalogato; c) del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6 Hornet; d) dell'arco che deve avere un carico trazione minimo di 50 libbre A.M.O. (50# @28") oppure deve essere in grado di scagliare a 200 metri una freccia di massa non inferiore a 30 grammi; la punta di freccia deve essere munita di lama tagliente o più lame la cui sezione di taglio non deve essere inferiore a 16 millimetri e la massa non inferiore ai 4,5 grammi. Non sono ammesse lame a geometria variabile o ad apertura all'impatto; e) del falco»; b il comma 2 è abrogato; c al comma 2- bis , le parole: «dai commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «dal comma 1». 8 1 All'articolo 14 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5 - bis. Il titolare di licenza di caccia in possesso del tesserino regionale ha diritto di esercitare l'attività venatoria alla selvaggina migratoria in tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti entro i confini della regione di residenza venatoria. 5 - ter. Le regioni garantiscono l'accesso a tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti nel territorio di competenza ai cacciatori che non vi abbiano la residenza venatoria per la caccia all'avifauna migratoria per un numero massimo di quindici giornate complessive a livello nazionale nell'arco di ogni annata venatoria, secondo i parametri di accesso stabiliti ogni tre anni con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il CTFVN»; b i commi 6 e 7 sono abrogati; c il comma 10 è sostituito dal seguente: « 10 . Negli organi direttivi degli ambiti territoriali di caccia deve essere assicurata la presenza paritaria, in misura pari complessivamente al 60 per cento dei componenti, dei rappresentanti di strutture locali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e delle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale o regionale, ove presenti in forma organizzata sul territorio provinciale. Il 20 per cento dei componenti è costituito da rappresentanti di associazioni di protezione ambientale riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e il 20 per cento da rappresentanti degli enti locali. La rappresentanza delle associazioni venatorie deve garantire la presenza paritetica dei rappresentanti di tutte le associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale o regionale. Nessun compenso è previsto per i componenti dei Comitati direttivi degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, salvo il rimborso delle spese sostenute e documentate»; d il comma 16 è abrogato. 9 1 Al comma 7 dell'articolo 15 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, dopo le parole: «i frutteti specializzati» sono inserite le seguenti: «fino alla data del raccolto». 10 1 All'articolo 16 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) autorizzare, regolamentandola, l'istituzione di aziende faunistico-venatorie, soggette a tassa di concessione regionale, con prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche con particolare riferimento alla tipica fauna alpina e appenninica, alla grossa fauna europea e a quella acquatica; dette concessioni devono essere corredate di programmi di conservazione e di ripristino ambientale al fine di garantire l'obiettivo naturalistico e faunistico. In tali aziende la caccia è consentita nelle giornate indicate dal calendario venatorio secondo i piani di assestamento e di abbattimento»; b al comma 1, lettera b) , le parole: «per tutta la stagione venatoria» sono sostituite dalle seguenti: «per tutto il tempo dell'anno»; c al comma 4, le parole: «con la esclusione dei limiti di cui all'articolo 12, comma 5» sono soppresse.