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- La legge 30 aprile 1962, n. 283, modificata dalla legge 26 febbraio 1963, n. 441, ha disciplinato in modo organico l'igiene della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. - Il D.P.R. 26 marzo 1980, n. 327, costituisce il regolamento di esecuzione della succitata legge 30 aprile 1962, n. 283; il relativo allegato C, come aggiornato con il D.M. 14 febbraio 1984 (in Gazzetta Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984), fissa in particolare nella parte II le condizioni di temperatura che devono essere rispettate durante il trasporto di determinate sostanze alimentari non congelate né surgelate; l'art. 51 dello stesso regolamento prescrive che il trasporto delle sostanze alimentari elencate nell'allegato C (sopracitato) venga effettuato con modalità atte a garantire il mantenimento delle condizioni di temperatura per esse ivi indicate, demandando al Ministro della sanità la facoltà di aggiornare con proprio decreto tale allegato. - La direttiva 85/397/CEE del 5 agosto 1985 (in "Gazzetta Ufficiale" CEE n. L 226 del 24 agosto 1985), concernente i problemi sanitari e di polizia sanitaria negli scambi intracomunitari di latte trattato termicamente, nell'allegato A, cap. VI, lett. C, n. 2 e cap. XI, n. 5, prevede, rispettivamente, le temperature di trasporto del latte crudo allo stabilimento di trattamento e del latte pastorizzato in cisterna o confezionato in piccoli recipienti. Note all'art. 1: - Il testo dell'art. 49 del D.P.R. 26 marzo 1980, n. 327 (Requisiti dei mezzi di trasporto delle carni e dei prodotti ittici), limitatamente alle parti che interessano il trasporto delle carni è il seguente: "I veicoli destinati al trasporto delle carni debbono essere a chiusura ermetica e debbono: a) avere le pareti interne ed ogni parte che possa venire a contatto con le carni in materiali resistenti alla corrosione e rispondenti ai requisiti previsti dalle vigenti disposizioni. Inoltre le pareti debbono essere lisce e di facile pulizia e disinfezione con angoli e spigoli arrotondati; b) essere muniti, per il trasporto delle carcasse, mezzene e quarti, di dispositivi di sospensione in materiali resistenti alla corrosione, fissati ad altezza tale che le carni non tocchino il pavimento; salvo che non si tratti di carni confezionate o provviste di imballaggio. I veicoli o mezzi adibiti al trasporto delle carni non possono essere usati per il trasporto di animali vivi. Inoltre nessuna altra merce può essere trasportata contemporaneamente alle carni in uno stesso veicolo, tranne che si tratti di carni confezionate e poste in appositi contenitori. Per il trasporto delle carni dei volatili, dei conigli allevati e della selvaggina si applicano le disposizioni di cui all'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 10 agosto 1972, n. 967. Le frattaglie ed i visceri debbono essere trasportati in recipienti costruiti con materiali rispondenti ai requisiti stabiliti dall'art. 11 della legge e dai relativi decreti di attuazione. Le trippe, in caso di trasporto promiscuo, debbono essere altresì lavate e semicotte o cotte. (Omissis). La pulizia e la disinfezione dei veicoli adibiti al trasporto delle carni e dei prodotti della pesca deve aver luogo al più presto dopo ultimato lo scarico". - Il testo degli articoli 4 e 5 del D.M. 4 ottobre 1978, recante norme sulle modalità di confezionamento, sul periodo e sulle modalità di conservazione dei molluschi eduli lamellibranchi e sulle relative specie che possono essere vendute sgusciate, è il seguente: "Art. 4. - Durante le fasi di trasporto, deposito e vendita, le confezioni dei molluschi devono essere sufficientemente protette per evitare possibili contaminazioni del prodotto. I molluschi eduli, compresi quelli di cui al successivo art. 5, devono essere mantenuti, dal momento del confezionamento fino a quello della distribuzione e vendita, ad una temperatura di refrigerazione non superiore a + 6 ›C. Analoga tecnica di conservazione va osservata, prima della trasformazione industriale, nei depositi annessi agli stabilimenti per la surgelazione dei molluschi al naturale, per la surgelazione dei molluschi cotti e delle preparazioni gastronomiche precotte ed a quelli per la conservazione in scatola o in altri recipienti previa sterilizzazione. Il periodo di validità del prodotto fresco è di cinque giorni ad iniziare dalla data di confezionamento. Art. 5. - Sono consentiti il commercio e la vendita dei molluschi eduli lamellibranchi appartenenti al genere 'Chlamys' (canestrelli) e 'Pecten' (cappe sante) sgusciati, purché provenienti da acque approvate ai sensi dell'art. 2 della legge 2 maggio 1977, n. 192. (Omissis). La temperatura di conservazione dei prodotti di cui al presente articolo non deve essere superiore a quella di + 6 ›C".