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infatti la legge di stabilità del 2014 prevede la revoca del finanziamento statale in caso di mancato affidamento dei lavori entro il suddetto termine. A tale riguardo, i Presidenti delle regioni sono tenuti a completare, entro il 31 dicembre 2015, gli interventi per cui vengono trasferite le relative risorse statali o regionali entro il 30 giugno 2014. Inoltre, è previsto che gli stessi provvedano con cadenza almeno trimestrale all'aggiornamento dei dati relativi allo stato di avanzamento degli interventi secondo modalità di inserimento in un sistema on line . Con il comma 7, al fine di coordinare le fasi relative alla programmazione e alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1, fermo restando il numero degli uffici dirigenziali di livello generale e non generale vigenti, si è previsto che l'Ispettorato di cui all'articolo 17, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, sia trasformato in una direzione generale individuata dai regolamenti di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Conseguentemente, l'ispettorato è soppresso. Inoltre, si è modificato l'articolo 17, comma 2, del decreto-legge n. 195 del 2009, sostituendo il generico riferimento alle strutture ministeriali «anche vigilate» con una formula più puntuale che individua una «direzione generale» e specifica il limite della vigente dotazione organica. Ai sensi del successivo comma 8, si incide sull'articolo 17, comma 35- octies , del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il quale prevede che, in considerazione del progressivo ampliamento delle attribuzioni dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), di cui all'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per assicurare un più efficace e qualificato esercizio delle funzioni demandate all'organo di revisione interno, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nell'ambito delle risorse finanziarie destinate al funzionamento degli organi collegiali, il collegio dei revisori dei conti dell'ISPRA venga nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e sia formato da tre componenti effettivi e due supplenti. In particolare, in tale disposizione si prevede che uno dei componenti effettivi, con funzioni di presidente, è designato dal Ministro dell'economia e delle finanze tra i dirigenti di livello dirigenziale generale del Ministero dell'economia e delle finanze e gli altri due sono designati dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; inoltre, tra questi ultimi, è previsto che obbligatoriamente almeno uno sia scelto tra i dirigenti di livello dirigenziale generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da collocare fuori ruolo per la durata del mandato, con contestuale indisponibilità di posti di funzione dirigenziale equivalenti sul piano finanziario. La novella proposta provvede, nel primo periodo della disposizione, a trasformare da obbligatoria a facoltativa la nomina di un dirigente di livello dirigenziale generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di uno dei due componenti effettivi designati dal Ministero presso il Collegio dei revisori dei conti dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. A regime, dunque, non sarà più obbligatorio che almeno uno di tali componenti effettivi sia scelto tra i dirigenti di livello dirigenziale generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il secondo periodo permette, fino alla naturale scadenza dell'incarico attualmente vigente, che quest'ultimo continui a produrre i suoi effetti, nonostante la novella normativa. Pertanto, sarà a partire dalla scadenza del relativo mandato che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare potrà procedere alle designazioni di propria competenza senza essere vincolato nella scelta di almeno un dirigente di livello dirigenziale generale. Al successivo comma 9 si prevede che, fermo restando il termine del 31 dicembre 2014, stabilito dall'articolo 1, comma 111, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, gli interventi per i quali sono trasferite le relative risorse statali o regionali entro il 30 giugno 2014 sono completati entro il 31 dicembre 2015 e che spetta ai Presidenti delle regioni, con cadenza trimestrale, aggiornare i dati relativi allo stato di avanzamento degli interventi secondo modalità di inserimento in un sistema on line , specificato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 10 introduce modifiche alla disciplina in materia di valutazione ambientale strategica (VAS). La modifica è finalizzata a chiarire che la verifica di assoggettabilità alla VAS non si riferisce alla parte del piano di gestione per il distretto idrografico di riferimento relativa al sistema di allertamento statale e regionale per il rischio idraulico ai fini di protezione civile, di cui all'articolo 7, comma 3, lettera b) , del decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, atteso che i contenuti del piano, predisposto dalle regioni in coordinamento tra loro e con il Dipartimento della protezione civile, riguardano aspetti di pianificazione di interventi di protezione civile e di emergenza per i quali, ai sensi del comma 4 dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006, è prevista l'esclusione dalla VAS. Restano ferme le funzioni di coordinamento degli interventi in materia di difesa del suolo già attribuite al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dal decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, ma si precisa, nel comma 11, che i criteri e le modalità di finanziamento degli interventi siano definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto, per quanto di competenza, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e che, a tal fine, la Presidenza del Consiglio dei ministri possa avvalersi anche di un'apposita struttura di missione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il comma 12 modifica il decreto-legge sulla cosiddetta «Terra dei fuochi» innanzitutto ridefinendo i termini delle indagini dirette, da modulare a seconda del livello di rischio e prevedendo la possibilità di ulteriori analisi in caso di emersione di elementi nuovi. La modifica si rende necessaria in relazione ai risultati dell'indagine condotta dal gruppo di lavoro costituito con la direttiva dei Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute, d'intesa con il Presidente della Regione Campania del 23 dicembre 2013.