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Da tantissime ricerche sulla salute della popolazione sappiamo che l'importanza della prevenzione con l'attività fisica, motoria, e sportiva è grandissima, quindi credo sia del tutto corretto mettere in evidenza, nel momento in cui interveniamo con una riforma costituzionale, anche questa capacità salutistica dello sport. Anche la precisazione che tuteliamo e promuoviamo lo sport in tutte le sue forme è importante, perché lo sport, nel nostro Paese come negli altri, ha tantissime forme e in tanti modi può contribuire alla salute, a un miglior livello educativo e a una migliore qualità della vita, ovviamente con una speciale attenzione a chi, per condizioni soggettive, è più in difficoltà nella vita quotidiana: penso soprattutto a chi è portatore di disabilità, ma non soltanto a questa fascia di persone. Vale la pena sottolineare, in questa fase della discussione, che in Europa nove ordinamenti costituzionali su ventisette menzionano una esplicita tutela costituzionale dell'attività sportiva; noi diventiamo il decimo e anche questo mi sembra un elemento degno di sottolineatura. Dobbiamo avere presente quante fasce di società, quante persone lo sport mobilita. C'è una bellissima ricerca dell'Istat, che consiglio di leggere, dal titolo «La pratica sportiva in Italia», che fornisce numeri che fanno impressione: le persone che praticano continuativamente o saltuariamente sport in Italia sono più di 30 milioni, ossia più di metà della popolazione; gli enti di promozione sportiva raggruppano milioni di soci. Questo vuol dire che c'è tanta parte d'Italia che fa sport, che considera lo sport importante, e tanto associazionismo che si è creato per portare avanti i valori dello sport. Ovviamente, con tutto il rispetto per lo sport di vertice, che ci fa sognare, ci fa tifare e ci fa esaltare, sappiamo che una notevole importanza sociale ha lo sport di base, quello che anima la vita dei quartieri, delle periferie. Da questo punto di vista - e ringrazio per l'attenzione che a questa riforma ha voluto dedicare la sottosegretario Vezzali - penso siano importanti gli interventi che il Governo cerca di mettere in campo per migliorare continuamente l'accessibilità dell'impiantistica sportiva, che significa permettere a un maggior numero di persone di fare sport e di raccogliere tutti quei benefici che lo sport, come abbiamo detto, è in grado di portare. Credo che in una sede come questa si debba dire con grande forza che lo sport è tutt'altro che una materia di serie B, come qualcuno vorrebbe dire (Applausi) . Lo sport, a mio avviso, non è affatto un valore secondario, ma è una materia di primaria importanza e lo è per tutte le ragioni che ho ricordato. Lasciatemi fare infine un'osservazione di metodo, ci tengo come Presidente della Commissione affari costituzionali. Nel periodo nel quale ho avuto l'onore di essere Presidente della Commissione, quindi dal luglio 2020 ad oggi, siamo riusciti a portare fino in fondo alcune riforme costituzionali puntuali, ma significative: penso alla riscrittura dell'articolo 58, che ha permesso di eguagliare l'età per eleggere i senatori a quella che esiste per eleggere i deputati; penso alla riforma dell'articolo 9 e dell'articolo 33, che ci ha permesso di portare la tutela ambientale al centro delle disposizioni costituzionali. Penso anche all'articolo 119, la promozione e la tutela dell'insularità: non è ancora diventata legge costituzionale, come le altre due che ho citato, però in questo ramo del Parlamento alla fine del 2021 è stata approvata e mi auguro che possa avere un celere cammino alla Camera. Penso anche alla riforma dell'articolo 75, il vincolo al legislatore in materia referendaria: è un modo importante di tutelare la volontà popolare e anch'essa è una riforma uscita con numeri molto ampi di approvazione dalla Commissione e spero possa essere calendarizzata quanto prima. Per queste riforme abbiamo messo alla prova e collaudato un metodo, la ricerca preventiva di un'intesa su formulazioni inclusive, che penso possa costituire un esempio in un periodo in cui non dobbiamo perdere la convinzione di poter fare altri cambiamenti che il Paese attende da tempo e che, anche se non sono riforme globali, possono fare la differenza nell'efficienza delle nostre istituzioni, sia nelle riforme costituzionali, sia nella riforma del Regolamento che penso tra poche settimane sarà al centro della nostra attenzione, prima nella Giunta per il Regolamento e poi in Assemblea. Queste sono le questioni che volevo affrontare. Ho iniziato con la citazione di un grande uomo. Permettetemi di concludere il mio intervento citando un altro grande uomo come Nelson Mandela, che sullo sport ha detto parole che non sono facili da dimenticare: lo sport - disse Mandela nel 2000 - ha il potere di cambiare il mondo, di unire le persone; parla una lingua che tutti capiscono ed è capace di portare speranza laddove prima c'era disperazione. Credo siano parole molto vere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, è davvero una bella giornata oggi per tanti giovani di tutte le classi sociali, di tutti gli ordini di studio, di tutte le esperienze possibili con cui gli stessi possono misurarsi, facendo esperienza contemporaneamente di due aspetti importanti della loro vita. Il primo è la capacità di superarsi, la sfida concreta, quella che viene dettata negli sport individuali dall'obiettivo che tu e solo tu (e tu rispetto a te stesso) puoi raggiungere. L'altro aspetto è quello del gioco di squadra: un obiettivo straordinario per cui hai amici, persone con cui condividi fortemente un risultato che diventa raggiungibile solo se si è uniti. Ebbene, sono obiettivi formidabili quelli che lo sport regala all'educazione: da una parte, la capacità dell'auto dominio e di proiettarsi verso mete sempre più alte ed esigenti; dall'altra, quello della solidarietà, dell'unità, della collaborazione, della lealtà. Queste due dimensioni, una che potremmo definire orizzontale, per cui ci troviamo insieme a proiettarci verso qualcosa che ci trascende, e un'altra verticale, quella per cui ognuno si misura con se stesso coraggiosamente e con tutta la capacità di concentrazione di cui è capace, sono due coordinate che in un progetto educativo sono del tutto irrinunciabili. Se dovessimo ricondurre due delle dimensioni essenziali della progettazione educativa dovremmo dire proprio questo a un ragazzo: devi saper stare con te stesso, devi saper superare costantemente e continuamente te stesso, devi saper stare con gli altri e devi saper essere servizio verso gli altri, aprirti agli altri, accettare la soddisfazione della vittoria condivisa e l'altrettanto grande soddisfazione di una vittoria che non hai ancora raggiunto ma che, come diciamo tante volte, non è una sconfitta, è un'esperienza: è un modo per riguardarsi, per capire dove ho sbagliato, dove abbiamo sbagliato e imparare insieme in questa grande e bellissima vittoria che è la capacità di esprimere al meglio tutti i nostri talenti, le nostre doti, i nostri sogni.