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eliminazione totale degli aumenti dell'IVA previsti per il 2019, e cancellazione parziale per gli anni seguenti; introduzione del reddito di cittadinanza e riforma dei centri per l'impiego; introduzione di modalità di pensionamento anticipato per favorire le nuove assunzioni; innalzamento delle soglie per il regime semplificato d'imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani; introduzione di un'aliquota ridotta, pari al 15 per cento, per l'imposta sui redditi di impresa, da applicare agli utili destinati all'acquisto di beni strumentali e alle nuove assunzioni; incremento delle risorse finanziarie da destinare agli investimenti pubblici e rafforzamento delle capacità di progettazione e valutazione dei progetti da parte delle amministrazioni; manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana; politiche di rilancio dei settori chiave dell'economia, che sostengano la liberalizzazione dell'offerta, la ricerca scientifica e tecnologica, la formazione del capitale umano, l'innovazione e la dotazione infrastrutturale. Dal lato delle entrate, in conseguenza dei cambiamenti dell'imposizione su piccole imprese e utili reinvestiti, si prevede l'abrogazione dell'Imposta sul Reddito Imprenditoriale (IRI), e dell'Aiuto alla Crescita Economica (ACE). Per contrastare l'economia sommersa, saranno potenziati tutti gli strumenti a disposizione dell'Amministrazione Finanziaria. L'applicazione di nuove tecnologie sarà la leva per effettuare controlli più efficaci. Particolare importanza in tale contesto riveste l'introduzione della fatturazione elettronica, che sarà accompagnata da misure di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti. Il Governo intende inoltre varare un provvedimento sulla "pace fiscale", con l'obiettivo di completare il percorso di chiusura delle posizioni debitorie ancora aperte. Aumenti di gettito proverranno poi da modifiche dei regimi agevolativi, detrazioni fiscali e percentuali di acconto d'imposta. Il Governo, inoltre indentifica nella valorizzazione del patrimonio pubblico una leva ulteriore della strategia economica e di bilancio. Tale processo di valorizzazione si svilupperà attraverso la cessione dei cespiti più appetibili o, per gli immobili utilizzati a fini istituzionali, attraverso una gestione più economica ed efficiente. Nel triennio, l'indebitamento netto viene rivisto al rialzo rispetto al tendenziale nella misura di: 1,2 punti percentuali di PIL nel 2019 (da -1,2 a -2,4); 1,4 nel 2020 (da -0,7 a -2,1); 1,3 nel 2021 (da -0,5 a -1,8). Per quanto riguarda il rapporto fra debito e PIL, il quadro programmatico rivede tale indicatore in rialzo di 0,8 punti percentuali per il 2019 (da 129,2 a 130), di 1,4 per il 2020 (da 126,7 a 128,1) e di 2,1 per il 2021 (da 124,6 a 126,7). Il profilo dei conti pubblici così rivisti modifica sensibilmente il sentiero dell'indebitamento netto rispetto a quanto indicato nel DEF dello scorso aprile. Tali modifiche sono necessarie per sostenere le azioni illustrate in precedenza, che delineano una politica di bilancio orientata a determinare una ripresa economica vigorosa da cui dipende, nel medio periodo, il miglioramento dei conti pubblici. Rispetto allo scenario tendenziale, la manovra 2019-2021 sarà dunque tesa a fornire uno stimolo più significativo alle attività economiche. Di conseguenza, la crescita del PIL programmato risulta significativamente maggiore rispetto al quadro tendenziale. In particolare, la variazione del prodotto programmato è pari a: 1,5 per cento nel 2019, con un incremento dello 0,6 rispetto al tendenziale; 1,6 per cento nel 2020, con un incremento dello 0,5 rispetto al tendenziale; 1,4 nel 2021, con un incremento dello 0,3 rispetto al tendenziale. Con riferimento al 2019, la regola del debito non sarebbe soddisfatta in chiave prospettica, dato che il rapporto debito/PIL programmatico nel 2021 è previsto eccedere il parametro di riferimento di 3,9 punti percentuali. Il rapporto, in altre parole, si riduce meno di quanto si vorrebbe ma è comunque necessario sottolineane la tendenza discendente, pur in un contesto economico non favorevole. Diversi fattori rilevanti rappresentano elementi positivi ai fini della valutazione del rispetto della regola del debito ai sensi dell'Articolo 126(3) del TFUE. In particolare, la valutazione del Governo è che un orientamento di politica fiscale restrittivo, e quindi più vicino agli attuali parametri europei, priverebbe il bilancio pubblico di risorse destinate a rilanciare la domanda e a migliorare le prospettive di crescita di medio periodo e la sostenibilità sociale. Quest'orientamento è supportato dalla convinzione che l'economia italiana sia ancora ben lontana dalla piena occupazione delle risorse e che la persistente debolezza delle condizioni cicliche non sia adeguatamente colta dalle stime prodotte dalla metodologia ufficiale per la stima del prodotto potenziale. Il Governo auspica che questa lettura delle condizioni macroeconomiche sia tenuta in dovuto conto in sede europea e ribadisce, comunque, la disponibilità a rivedere in futuro il sentiero di riduzione dell'indebitamento nell'eventualità che la crescita accelerasse marcatamente. Con riferimento al settore bancario e finanziario, il Governo si è posto come obiettivo primario quello di rendere pienamente effettivo il principio costituzionale della tutela del risparmio, come risulta dalle iniziative volte al ristoro dei danni patiti dai risparmiatori danneggiati nei casi di dissesto bancario. In tal senso è già intervenuto avviando il processo di rimborso a favore dei risparmiatori che hanno investito in strumenti di banche sottoposte ad azione di risoluzione in violazione delle regole che disciplinano la prestazione dei servizi di investimento. Per sostenere la solidità del sistema bancario, il Governo valuterà la possibilità di introdurre una nuova normativa relativa al fondo di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze finalizzato ad agevolare la vendita dei crediti in sofferenza da parte delle banche. Un'ulteriore linea di intervento riguarderà il completamento della riforma delle cooperative e banche popolari. Il senatore COMINCINI (PD) chiede un chiarimento circa la disattivazione parziale delle clausole di salvaguardia per il biennio 2020-2021 degli incrementi IVA, giudicando ambigua la prospettazione contenuta nella introduzione alla nota sottoscritta dal ministro Tria. Il sottosegretario VILLAROSA puntualizza che nella Nota è correttamente prospetta la integrale sterilizzazione per l'anno 2019 e la parziale riduzione dell'incremento previsto a legislazione vigente, che non esclude l''adozione di ulteriori interventi nel corso del prossimo esercizio volto alla sterilizzazione completa deli incrementi IVA. Il relatore ROMEO (L-SP-PSd'Az) conferma gli orientamenti espressi dal Sottosegretario.