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a tal fine, presso il Ministero dello sviluppo economico è stato attivato il tavolo di crisi "Treofan"; negli ultimi mesi è tuttavia continuato il depauperamento produttivo dello stabilimento di Terni, con ordini di film speciali, nati e prodotti da sempre a Terni, che vengono dirottati all'estero, incidendo sull'equilibrio della bilancia commerciale italiana, in un settore strategico come quello degli imballaggi plastici alimentari; il depauperamento dello stabilimento ternano trova conferma nelle incertezze che avvolgono il piano industriale del gruppo, tuttora tenuto all'oscuro dei lavoratori, i quali hanno scioperato (da ultimo l'11 giugno 2020) di fronte allo stabilimento per ottenere risposte dai vertici aziendali; considerato che la difficile situazione che interessa lo stabilimento di Terni paventa il rischio di una possibile chiusura del medesimo sito produttivo, con contestuale licenziamento di 150 lavoratori, si chiede di sapere se e quali azioni di sua competenza, anche nell'ambito del tavolo di crisi già attivato, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per la tutela dello stabilimento Treofan di Terni e dei lavoratori ivi impiegati. Atto n. 4-03671 TOSATO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: gli uffici della motorizzazione civile di tutta Italia soffrono da tempo una gravissima mancanza di personale, nel senso che il numero di funzionari per l'espletamento delle pratiche cui gli uffici sono preposti (patenti, revisioni, rinnovi, collaudi) non è sufficiente a coprire le richieste che provengono dal territorio e dalle autoscuole; su tale situazione di disagio, già ampiamente e ripetutamente significata al Ministro in indirizzo in numerosi atti parlamentari, si è innestato il fermo delle attività a causa dell'emergenza sanitaria da COVID-19; il caso di Verona è emblematico: dall'inizio del 2018 alla fine del 2019 i tempi di attesa nella città scaligera sono passati da 2 a 4-5 mesi (in media) per gli esami di guida, e fino a 6 mesi per l'emissione del duplicato della patente o per la revisione dei mezzi; con la sospensione delle attività dovuta al COVID-19 è stimabile un ulteriore aumento dei tempi di attesa oltre le più ragionevoli aspettative; nel 2019 a Verona sono stati effettuati oltre 34.000 esami (tra prove di teoria e prove pratiche), molti dei quali effettuati fuori dal normale orario di lavoro (e quindi in straordinario), sulla base della disponibilità concessa dagli stessi esaminatori; considerata l'elevata età media degli esaminatori e il rischio di contagio, è prevedibile che molti esaminatori si rifiuteranno di dare nuovamente la loro disponibilità oltre il normale orario di lavoro; nei mesi precedenti al diffondersi dell'epidemia, per sopperire alle carenze di organico degli uffici delle motorizzazioni, si è operato attingendo al personale degli uffici delle motorizzazioni delle province confinanti; tale soluzione appare del tutto impraticabile all'indomani dell'emergenza sanitaria; i protocolli per la sicurezza, adottati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per quanto concerne lo svolgimento degli esami di guida durante la "fase 2" dell'emergenza sanitaria, renderanno sicuramente più lente le operazioni degli esaminatori, con conseguenti e ulteriori ritardi per le autoscuole e per gli utenti finali; i ritardi accumulatisi nell'evasione delle pratiche presso gli uffici delle motorizzazioni civili si riflettono sulle autoscuole, le quali sono state già pesantemente colpite dalla sospensione delle attività dovuta al COVID-19, e che hanno pertanto necessità di lavorare il numero più elevato possibile di pratiche per compensare i mancati introiti patiti nel periodo di chiusura forzata; una soluzione straordinaria alla situazione potrebbe essere quella di coinvolgere, seppur temporaneamente, personale qualificato proveniente da altre istituzioni, magari dai corpi armati o dalle forze di polizia, per smaltire buona parte delle pratiche arretrate, specie quelle relative agli esami pratici di guida, si chiede di sapere quali azioni di sua competenza il Ministro in indirizzo intenda attivare, con la massima sollecitudine, per porre fine ai disagi che interessano i cittadini, soprattutto quelli veronesi, che intendono usufruire dei servizi della motorizzazione civile, la cui erogazione è eccessivamente lenta o tardiva a causa della cronica carenza di organico. Atto n. 4-03672 VANIN ANGRISANI TRENTACOSTE PAVANELLI LANNUTTI MANTERO LOREFICE GIANNUZZI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: si apprende dalla stampa che nel comune di Casale sul Sile (Treviso) è in progetto la costruzione di un mega polo logistico su cui sorgerà un centro "Amazon", nella vasta area interstiziale tra le zone industriali di Quarto d'Altino e Casale sul Sile, vicino al passante all'altezza della barriera autostradale di Venezia est; la Giunta comunale di Casale sul Sile avrebbe già adottato il piano urbanistico attuativo per la realizzazione del polo logistico, che sorgerà su terreni che originariamente avevano una vocazione agricola (secondo "La Tribuna di Treviso" del 3 maggio 2020); tale progetto cementificherà 500.000 metri quadri di campagna, con edifici anche di 25 metri di altezza e sorgerà a pochi passi dal parco regionale del fiume Sile, in un'area ad alta vocazione naturalistica e limitrofa all'area archeologica vincolata di Altino; si tratta sostanzialmente di una superficie pari a circa 100 campi da calcio in una zona a rischio idrogeologico, che comporterà, tra l'altro: un ulteriore processo di cementificazione, insostenibile in tale zona a rischio idrogeologico; l'incremento del traffico già di per sé problematico per il territorio coinvolto; l'incremento dell'inquinamento dell'aria da polveri sottili; lo sfregio di un paesaggio fluviale unico nella sua specie, il fiume Sile, che è il più lungo fiume di risorgiva in Europa; non da ultimo, l'indebolimento della fragile economia locale a vantaggio di un colosso commerciale di fama internazionale; la realizzazione di questo ennesimo ecomostro avviene in Veneto, Regione che si è dotata di una legge sul consumo del suolo, tuttavia costellata di deroghe che ne rendono inefficaci gli obiettivi generali; a ciò si aggiunga che il Veneto, sul quale insiste un grave inquinamento dell'aria da particolato, oggetto di una procedura di infrazione della Commissione europea, da due anni risulta primo nell'annuale rapporto sul consumo di suolo redatto dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA); a giudizio degli interroganti appare, pertanto, illogico, irrazionale ed irragionevole che in Veneto, con oltre 11.000 capannoni vuoti e con il primato per la distruzione dei campi, si voglia continuare a cementificare, sacrificando un'area da 500.000 metri quadri per costruirvi 3 enormi capannoni che supereranno i 2 milioni di metri cubi. Il tutto a due passi dal parco regionale dei fiume Sile;