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analogamente, il saldo primario, rispetto ai -200,8 miliardi della previsione iniziale raggiunge l'importo di -166,1 miliardi. Il risparmio pubblico migliora di quasi 36 miliardi, attestandosi nelle previsioni assestate a -87,5 miliardi di euro. Il miglioramento del saldo netto da finanziare di cassa è determinato dall'aumento delle entrate finali di 48,7 miliardi, che riguarda essenzialmente le entrate tributarie (+31 miliardi), per la gran parte proposto dal disegno di legge di assestamento in esame, e dall'aumento delle spese finali, che evidenziano anch'esse un incremento di circa 11,3 miliardi, interamente dovuto alle variazioni per atti amministrativi (+12,2 miliardi). Nella definizione del bilancio di previsione, l'entità dei residui passivi viene stimata in modo presuntivo sulla base di un calcolo che fa riferimento alla massa spendibile e alle autorizzazioni di cassa risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso a quel momento. Solo con l'assestamento viene iscritta in bilancio la consistenza effettiva dei residui al 10 gennaio dell'esercizio in corso, quale è stata accertata sulla base delle risultanze del rendiconto per l'esercizio precedente. Pertanto, il disegno di legge di assestamento per il 2022 registra l'entità effettiva dei residui esistenti all'inizio dell'esercizio, come accertata nel disegno di legge di approvazione del rendiconto per l'esercizio 2021. Con il provvedimento di assestamento si è provveduto ad aggiornare i residui attivi sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2021, a seguito della gestione conclusasi nell'esercizio di consuntivo. Concorrono altresì all'aggiornamento anche i residui di nuova formazione di competenza della gestione 2021. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un ammontare di residui finali attivi al 31 dicembre 2021 pari a 212.962 milioni di euro, a fronte dei 254.755 milioni di residui inizialmente presunti. L' ammontare dei residui passivi delle spese complessive (comprensivi di quelli relativi al rimborso prestiti, pari a 208 milioni) risultanti alla chiusura dell'esercizio 2021 è pari a 188.265 milioni. L'articolo 33, comma 4- septies , della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009) dispone che la RT di accompagnamento al disegno di legge di assestamento dia conto della coerenza del valore del saldo netto da finanziare (o da impiegare) con gli obiettivi programmatici definiti in coerenza con l'ordinamento europeo. La prima parte della RT illustra le principali variazioni previste dalla proposta di assestamento e i relativi effetti sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, che è per l'appunto il saldo rilevante per l'ordinamento europeo. A tale proposito, le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare di 39.231 milioni per la competenza e di 37.354 milioni di euro per la cassa. Complessivamente, le proposte formulate con il disegno di legge di assestamento, tenuto conto di quanto già scontato nei quadri tendenziali di finanza pubblica in sede di DEF, della natura delle voci di bilancio interessate e delle regole e criteri contabili che presiedono alla compilazione del conto economico delle pubbliche amministrazioni, sono sostanzialmente neutrali sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Nella seconda parte la RT rappresenta, in apposita tavola di raccordo, la coerenza fa il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato assestato con il conto economico delle pubbliche amministrazioni, anch'esso aggiornato per effetto delle variazioni che producono un impatto su di esso. Nel corso dell'esame da parte della Camera dei deputati, è stato approvato un emendamento del Governo che recepisce, per l'anno 2022, un incremento delle entrate tributarie pari a 19.863 milioni in termini di competenza e di 20.620 milioni in termini di cassa. L'incremento riflette i versamenti riscontrati nei primi sei mesi del 2022 e i primi dati relativi ai versamenti F24 del mese di luglio. Secondo il Governo, tale miglioramento netto riflette l'andamento favorevole dell'Irpef e dell'IRES, principalmente per i risultati dei versamenti in autoliquidazione proiettati a tutto l'anno, nonché dell'IVA (al netto dell'extra-gettito utilizzato per finanziare la riduzione delle accise), sia sugli scambi interni sia sulle importazioni, quest'ultima trainata, in particolare, dai prezzi elevati delle materie prime energetiche e, in parte, anche dall'incremento dei volumi delle merci importate. Il Governo afferma che anche l'andamento delle entrate derivanti da attività di accertamento e controllo, incluse le riscossioni da ruoli, mostra un risultato più favorevole rispetto alle previsioni del DEF 2022, spiegando, per la sola componente riferita alla riscossione coattiva, la differenza tra la variazione di cassa e quella di competenza. L'aggiornamento tiene, altresì, conto di una revisione delle entrate da giochi (in particolare dei proventi del lotto e del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento), sulla scorta dei più recenti dati di monitoraggio che evidenziano una dinamica meno favorevole rispetto a quanto indicato nel documento programmatico. Sul lato della spesa, viene previsto un incremento netto pari a 1.082 milioni di euro in termini di competenza e cassa. Tale incremento, attinente allo stato di previsione del MEF, deriva da una riduzione di 468 milioni della Missione 3 - Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali, programma 6 - Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria e da un incremento di 1.550 milioni della Missione 29 - Politiche economiche-finanziarie e tutela della finanza pubblica, programma 5 - Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi di imposte. Tale aumento, in particolare, tiene conto della destinazione di 1.000 milioni all'incremento per il 2022 del Fondo sanitario nazionale. L'effetto netto di miglioramento del saldo netto da finanziare risulta pari quindi a 18.781 milioni in termini di competenza e a 19.538 milioni in termini di cassa. Il Governo evidenzia che l'effetto netto sull'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni risulta pari a 11,1 miliardi, risultanti da maggiori entrate nette per 12,1 miliardi rispetto alle previsioni del conto economico della pubblica amministrazione incorporate nel DEF 2022, e maggiori spese per 1 miliardo per il finanziamento aggiuntivo del Fondo sanitario nazionale, disposto con l'emendamento medesimo. Il Governo infine segnala ulteriori miglioramenti rispetto al DEF per 3,2 miliardi, di cui 0,9 dovuti a maggiori entrate per contributi sociali e 2,3 ad «ulteriori variazioni migliorative che non trovano scritturazione nel bilancio dello Stato» e che pertanto non hanno riflessi nell'emendamento in esame.