[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 4, comma 4, e 5, comma 5, della legge della Regione Campania 12 novembre 2004, n. 8 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania – legge finanziaria regionale 2004), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 13 gennaio 2005, depositato in cancelleria il 20 gennaio 2005 e iscritto al n. 10 del registro ricorsi 2005. Visto l'atto di costituzione della Regione Campania; udito nell'udienza pubblica del 10 gennaio 2006 il Giudice relatore Paolo Maddalena; uditi l'avvocato dello Stato Aldo Linguiti per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Vincenzo Cocozza per la Regione Campania.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. ¾ Con ricorso notificato il 13 gennaio 2005 il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli articoli 4, comma 4, e 5, comma 5, della legge della Regione Campania 12 novembre 2004, n. 8 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania – legge finanziaria regionale 2004), in riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera g), e terzo comma, della Costituzione, nonché in relazione all'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile). 2.1. ¾ L'articolo 4, comma 4, della impugnata legge regionale n. 8 del 2004 dispone che «per assicurare il ripristino o la ricostruzione degli interventi di cui all'O.M. n. 3142/2001 del Ministro dell'interno e successive modifiche e integrazioni, è corrisposto al Sindaco di Napoli, commissario delegato ai sensi della predetta ordinanza, un contributo di euro 1.000.000,00. Il commissario delegato, d'intesa con il settore regionale programmazione interventi di protezione civile sul territorio, provvede secondo le procedure e deroghe di cui alla ordinanza stessa a definire i criteri e le modalità di concessione ed erogazione del contributo ai singoli proprietari nei limiti dell'importo complessivamente assentito. Le unità immobiliari alle quali è concesso il contributo non possono essere alienate per un periodo di 5 anni a decorrere dalla data di completamento dei lavori di ripristino o di ricostruzione. L'onere relativo al contributo pari ad euro 1.000.000,00 grava sulla U.P.B.» […] (unità previsionale di base) […] «1.1.1.». La difesa erariale rileva che lo stato di emergenza sulla cui base spetta al Sindaco di Napoli la qualifica di Commissario delegato ed in tale qualità la titolarità dei poteri derogatori di cui all'ordinanza del Ministro dell'interno 11 luglio 2001, n. 3142 (Interventi urgenti nel comune di Napoli in conseguenza del crollo avvenuto il 25 giugno 2001 di un edificio adibito a civile abitazione e sito nella traversa S. Severino, n. 5), è cessato alla data del 31 luglio 2004 in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 settembre 2003 (Proroga allo stato di emergenza nel territorio della città di Napoli in conseguenza del crollo di un edificio nel quartiere Arenella). L'Avvocatura ricorda che ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992, norma che costituirebbe un principio fondamentale della materia, di competenza legislativa concorrente, della protezione civile, la declaratoria dello stato di emergenza rientra nelle attribuzioni del Consiglio dei ministri e sostiene che l'impugnato articolo 4, comma 4, della legge regionale n. 8 del 2004, «pretendendo» «di prorogare» lo «stato di emergenza» dopo la sua cessazione «con il continuare ad attribuire al Sindaco la qualità di commissario delegato e la titolarità dei poteri derogatori» avrebbe «invaso le competenze statali in violazione dell'articolo 117/3 co. Cost.». 2.2. ¾ L'articolo 5, comma 5, della impugnata legge regionale n. 8 del 2004 dispone che «nelle more della legge che deve definire i compiti e le funzioni in via ordinaria e permanente dell'agenzia regionale per la difesa del suolo e tenuto conto che il 31 dicembre 2004 cessano le attribuzioni in capo al Presidente della Regione Campania, commissario delegato ex ordinanza del Ministero degli interni n. 2994/1999 e successive modificazioni, i compiti e le funzioni e le strutture di cui alle ordinanze n. 2994/1999 e n. 2789/1998 in capo alla struttura commissariale sono attribuiti all'agenzia regionale campana per la difesa del suolo a tal fine istituita». La difesa erariale rileva che, anche in tale caso, la norma regionale attribuirebbe ad un istituendo organo della Regione, dopo la cessazione dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri, compiti e funzioni (di cui alle ordinanze n. 2994 del 1999 e n. 2789 del 1998) reggentisi sul necessario presupposto di una valida ed efficace dichiarazione di stato di emergenza ed, in tal senso, violerebbe il principio fondamentale dettato dall'art. 5 della legge n. 225 del 1992 nella materia concorrente della protezione civile. Inoltre, l'articolo 5, comma 5, in questione violerebbe l'articolo 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione, in quanto consentirebbe un possibile coinvolgimento di strutture ed organi statali «con determinazione normativa soltanto regionale». 3. ¾ La Regione Campania si è costituita deducendo la infondatezza di entrambe le questioni prospettate nel ricorso. 4. ¾ In prossimità dell'udienza pubblica la Regione Campania ha depositato una memoria, nella quale ha sviluppato le difese già svolte con la comparsa di costituzione. 4.1. ¾ La difesa regionale ricostruisce anzitutto la normativa rilevante, richiamando la legge istitutiva del Servizio nazionale della protezione civile (legge n. 225 del 1992) e le tre tipologie di eventi ivi individuate, ai fini della distribuzione delle competenze tra i vari livelli di governo: eventi fronteggiabili mediante interventi attuabili da singoli enti in via ordinaria (art. 2, lettera a); eventi che comportino l'intervento coordinato di più enti (art. 2, lettera b); ovvero ancora eventi che, per la loro catastroficità ed eccezionalità, richiedano mezzi e poteri straordinari (art. 2, lettera c).