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nel testo manca peraltro l'indicazione delle opere ritenute prioritarie per le quali tali commissari dovranno essere nominati. Altra criticità riguarda l'applicazione del criterio del massimo ribasso per gli appalti sotto soglia. Per quanto concerne l'aggiudicazione in base al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, dopo aver ricordato che il decreto-legge sopprime la disposizione che stabilisce un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento, ritiene che tale previsione stravolga completamente la logica di tale criterio di aggiudicazione e farà sicuramente peggiorare la qualità dei lavori. Ritiene che la soppressione della norma che vieta il subappalto qualora l'affidatario del subappalto stesso abbia partecipato alla procedura per l'affidamento dell'appalto sia un ulteriore intervento che riduce la trasparenza e la concorrenza nel settore. Sottolinea come sia centrale il problema della sicurezza sul lavoro, tema che va affrontato con decisione tanto più se si amplia il ricorso a subappalto e a massimo ribasso. Ritiene che l'intervento previsto dal Governo all'articolo 5 in materia di rigenerazione urbana sia molto discutibile, soprattutto considerando che le Commissioni 9ª e 13ª del Senato stanno da mesi approfondendo tale tematica in sede di esame dei disegni di legge in materia di consumo del suolo. Ritiene si tratti di una materia di particolare complessità e delicatezza, che il decreto-legge affronta invece in maniera superficiale, prevedendo la possibilità di deroghe regionali mentre invece occorrerebbero standard omogenei a livello nazionali. In conclusione, reputa che il provvedimento presenti molte criticità, caratterizzato com'è dal ricorso a logiche e strumenti che hanno dato cattiva prova di sé nel recente passato e che molto probabilmente non consentiranno di accelerare la realizzazione delle opere pubbliche come invece nella volontà dell'Esecutivo. Il senatore MARTELLI ( Misto ) ritiene che l'intervento del Governo all'articolo 5 in materia di rigenerazione urbana costituisca un'invasione di campo rispetto al lavoro che stanno affrontando le Commissioni parlamentari del Senato sullo stesso argomento. Ricorda che tale disposizione attribuisce alle regioni la potestà di introdurre disposizioni derogatorie al decreto ministeriale n. 1444 del 1968 in materia di limiti di densità edilizia, altezza e distanza tra fabbricati. Per quanto concerne l'articolo 4, che prevede la nomina da parte del Presidente del Consiglio dei ministri di uno o più commissari straordinari, ritiene che sarebbe importante disporre di un elenco delle opere infrastrutturali ritenute prioritarie dal Governo. Sottolinea come ai fini della realizzazione in tempi certi delle opere pubbliche spesso il problema principale è legato alla mancata firma da parte dei funzionari responsabili, timorosi per i possibili rischi di un giudizio per danno erariale, ovvero il mancato rispetto dei tempi previsti per l'espressione dei pareri da parte delle amministrazioni competenti. Ritiene pertanto che per velocizzare le procedure di appalto sarebbe prioritario individuare delle procedure standardizzate, anche al fine di definire in modo univoco la documentazione necessaria, nonché intervenire sui tempi per il rilascio delle autorizzazioni. Ritiene altresì fondamentale introdurre dei correttivi diretti ad evitare quei ricorsi da parte dei concorrenti esclusi aventi carattere meramente strumentale. Più in generale, ritiene che le modifiche apportate al codice dei contratti andavano più opportunamente realizzate ricorrendo a strumenti diversi dal decreto-legge, ai fini di un maggiore approfondimento di tematiche particolarmente complesse. Ritiene che il ritorno all'appalto integrato, a seguito dell'introduzione di una nuova deroga per le opere di cui i progetti definitivi siano approvati dall'organo compente entro il 2020, costituisca un errore in quanto tale tipo di procedura non consente di apportare innovazione tecnologica, e cita a tale proposito l'esempio del viadotto Polcevera. Ricorda infatti che la qualità delle opere realizzate dipende dalla qualità e dalle caratteristiche del soggetto che le progetta. Individua alcuni aspetti problematici nel sistema di attestazione delle qualificazioni degli esecutori di lavori pubblici, con particolare riferimento alle qualificazioni SOA per le quali si prevede che l'ambito temporale rilevante ai fini del possesso dei requisiti sia portato ai 15 anni antecedenti. In materia di criteri di aggiudicazione degli appalti, ritiene che, per come è strutturato il criterio dell'offerta più vantaggiosa, si finisca per comprimere la qualità delle opere. In tema di subappalti, su cui ricorda la sussistenza di una procedura di infrazione europea in materia, ritiene che il Governo italiano dovrebbe far presente in sede europea le peculiarità del caso italiano, che non consente di accedere ad un sistema di subappalto totale come invece in altri Paesi. Ritiene che il regolamento di attuazione che dovrà essere emanato lascerà un'eccessiva libertà decisionale al Governo su materie importanti, in assenza di qualunque forma di controllo da parte del Parlamento. Non è chiaro poi se le linee guida predisposte dall'ANAC continueranno o meno ad applicarsi, anche se parrebbe opportuno che queste continuino ad avere efficacia. Ritiene infine che sarebbe stato opportuno un intervento diretto a prevedere una separazione tra gli appalti di opere e quelli per forniture dal momento che la caratteristica di queste ultime è la sostanziale assenza di apporto tecnologico. Il senatore FERRAZZI ( PD ) ritiene incomprensibile la ratio di un provvedimento che contiene una serie di misure contradditorie. Ciò che emerge, invece, in tutta evidenza è l'elevatissimo numero di giorni trascorso dalla prima approvazione in Consiglio dei ministri, senza che il Governo trasmettesse il disegno di legge di conversione alle Camere. Un ritardo simile, senza precedenti nella storia della Repubblica, ha reso necessario un secondo passaggio in Consiglio dei ministri e tradisce un profondo disaccordo tra le due forze di maggioranza, che si è tradotto in un disegno totalmente scoordinato. Nulla di quanto è contenuto nel decreto-legge rispetta i requisiti della straordinaria necessità e urgenza. Nel merito delle misure contenute nel provvedimento, concorda con quanto esposto dal senatore Margiotta e si sofferma sulla rigenerazione urbana, osservando che di essa non rimane traccia se non nel titolo. L'unica misura contenuta nell'articolo 5 presenta inoltre rilevanti criticità, in quanto non viene fornito alcun criterio che possa orientare l'operato delle regioni, non si specifica entro quale termine le regioni debbano intervenire e non si chiarisce cosa accada nel caso in cui le regioni omettano di intervenire. Con riferimento ai commissari straordinari, la mancata indicazione delle opere prioritarie e dunque la potenziale applicazione dell'articolo 4 a un numero indeterminato di opere fa sorgere il dubbio che il sistema dei commissari straordinari possa esautorare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ) definisce istituzionalmente eversive le disposizioni dell'articolo 4 e l'attribuzione di poteri così ampi e straordinari ai commissari. Rileva inoltre che, nell'assetto delineato da tale articolo, manca una sinergia con le regioni. Ma il problema centrale resta, ancora una volta, la mancata indicazione delle opere per le quali verrà nominato un commissario.