[resaula]

Popoli ridotti in miseria, in servitù energetica e finanziaria, favoriscono la salita al potere di autoritarismi, di regimi nazionalisti, fascisti, razzisti, xenofobi e antisemiti, che, con l'illusione di un riscatto sociale, precipitano il mondo nel folle, dissennato e devastante baratro di immani conflitti globali. Il popolo italiano, come me del resto, ha paura di una guerra mondiale e ne ha tutte le ragioni. Oggi noi sappiamo che cosa hanno vissuto i popoli prima dei grandi conflitti mondiali. Lo abbiamo sotto gli occhi, presidente Draghi, intorno a noi. Lo possiamo toccare con mano e non possiamo fare finta di niente: se ne faccia una ragione. Porti questo messaggio in Europa. Queste guerre, oggi come allora, le pagano sempre i popoli, i più deboli e i più indifesi. E per tutto quello che si deciderà oggi a Bruxelles, la storia, se ci sarà ancora un futuro, giudicherà tutti noi, lei incluso, e lo farà impietosamente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, nel Consiglio europeo del 23 e 24 giugno si parlerà di facilitare l'ingresso in Europa di Moldavia, Georgia e Ucraina. Quali vantaggi avrebbe l'Europa ad accelerarne l'ingresso proprio in questo momento in cui ciò aggraverebbe l' escalation del conflitto in corso in Ucraina? La risoluzione del Parlamento europeo dell'11 febbraio 2021 elenca una lunghissima sequenza di criticità gravissime che l'Ucraina dovrebbe risolvere prima di potersi candidare all'ingresso nell'Unione europea, tra cui - soprattutto - la grande corruzione che pervade tutti i gangli della società, su cui c'è un lungo report della Corte dei conti dell'Unione europea del settembre 2021. Dalle dichiarazioni sue e di tutti i fautori dell'invio di armi all'Ucraina la motivazione addotta per favorire l'ingresso di questi Paesi nell'Unione europea sarebbe la deterrenza nei confronti della Russia per ottenere più agevolmente la pace. Lei offende l'intelligenza degli italiani che, per quanto sistematicamente disinformati dai media mainstream a libro paga dello Stato, non vogliono che questo conflitto prosegua e non sono tanto poveri di spirito da non distinguere le suggestioni puerili cui si accompagna la narrazione governativa dai fatti che la smentiscono senza pietà. La realtà che si cela dietro queste risibili scuse è che si cerca la resa incondizionata della Russia per la costituzione di un mondo unipolare a trazione statunitense e anglosassone, sotto il controllo della finanza. Non ne abbiamo il diritto. Non abbiamo il diritto di esercitare pressioni di questa portata su alcun Paese sovrano per obbligarlo a soggiacere a una governance globale sotto il controllo dei mercati. Non siamo dalla parte giusta della storia, per quanto vi arrampichiate sugli specchi per farci credere il contrario. E non potete coinvolgere l'Italia a diventare, a suo danno per giunta, carnefice di un popolo, quello ucraino, usato in questa guerra per procura contro la Federazione Russa per costringerlo ad accettare un destino che non ha scelto, così come non lo hanno scelto i cittadini italiani ed europei. Noi europei non abbiamo oggi alcuna democrazia da esportare, alcuna libertà da difendere o alcuna giustificazione umanitaria per agire nella direzione dell'espansione di questo conflitto, dato che, con un colpo di mano, un Governo che non gode di alcuna legittimazione elettorale ha portato il nostro Paese, malgrado il volere dei suoi abitanti, a essere assoggettato a meccanismi usurai del mercato ed essere parte cobelligerante in un conflitto che oggi volge al termine a vantaggio di una controparte che, fino a ieri, era per noi partner orientale strategico. E come intende lei, presidente Draghi, risolvere il problema dello spread e del debito pubblico in Italia? Come ha fatto con la Grecia? Certo, di esperienza ne ha fatta e, forse per questo, l'hanno collocata dove si trova adesso. Quando parlerà al Consiglio europeo si ricordi che lei non è autorizzato ad assumere, in nome e per conto dei cittadini italiani, posizioni che contrastino con il dettato costituzionale, che è inequivocabile: l'Italia ripudia la guerra e opera a livello internazionale per la pace. Tutto il resto fa parte di logiche che nulla hanno a che fare con i valori della nostra cultura e che respingiamo fermamente al mittente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fazzolari. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Presidente Draghi, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha recentemente dichiarato che la Russia vuole riprendersi i territori che le appartengono e tornare ai suoi confini storici. Questo vuol dire non solamente tutti i confini dell'Unione Sovietica (quindi Ucraina, Moldavia, Paesi baltici e Georgia), ma, se conosciamo la storia, anche i confini zaristi (Finlandia compresa) e parte della Polonia (Varsavia compresa). È chiaro che la Finlandia si è preoccupata e chiede di entrare nella NATO e che anche l'Est Europa si preoccupa perché Putin ha dichiarato che ha delle mire su di esso. Le nostre preoccupazioni, però, non finiscono qua, perché le istituzioni russe hanno spiegato finalmente che cosa intendono per denazificare l'Ucraina. Ce lo hanno spiegato dicendo che l'Ucraina non esiste, non esiste la Nazione ucraina, non esiste il popolo ucraino, non esiste una lingua ucraina. Ma la propaganda nazista, dal 1990 in poi, ha creato un nazionalismo ucraino antirusso e, quindi, adesso la Russia con la sua "operazione speciale" deve rieducare gli ucraini e far capire loro che non esistono e che sono russi. Ora, a noi che siamo occidentali questa sembra un'assurdità, ma a chi è cresciuto nei regimi comunisti e ha grande dimestichezza con i centri di rieducazione tutto questo sembra normale e va in quel verso. A me dispiace dover sprecare dei minuti per eliminare qualche fake news che gira sui nostri media , ma purtroppo anche all'interno del Parlamento. La guerra sarebbe stata mossa per fermare il genocidio in Donbass: questa è una fake news russa ripetuta in Italia e anche in Parlamento. Al di là della faccenda che il Donbass non è russo perché, dati alla mano, il 40 per cento del Donbass è abitato da russi, i numeri ufficiali sono i seguenti e sfido l'italiano che guarda abitualmente la nostra televisione ad avere questa percezione: i morti civili in Donbass nel 2021 sono stati 25; nel 2020 i morti civili sono stati 26; nel 2019 sono stati 27. Quindi nessun genocidio in corso e nessun genocidio da fermare. Da dove nascono i 14.000 morti di cui sentiamo parlare? Si tratta soprattutto di combattenti ucraini e filorussi coinvolti nell'invasione russa del Donbass, in uno schema che conosciamo e che la Russia ripete sistematicamente, cioè creare delle zone di conflitto negli Stati che rivendica: vale per la Transnistria in Moldavia, per l'Abkhazia, per l'Ossetia del Sud in Georgia, per il Donbass in Ucraina. La Russia vuole semplicemente il dominio sui territori che rivendica, Ucraina compresa.