[resaula]

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.152. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.153, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.155, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.156 a 6.154. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.159, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.160, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.161, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.163, presentato dal senatore Rampi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.3 (testo 2). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento 6.3 (testo 2), così come il successivo, è il tentativo di porre rimedio al vuoto venutosi a creare dopo che questa maggioranza alla Camera ha soppresso l'emendamento sulla riapertura delle GAE che era stato approvato dal Senato. "Fin dal nostro ingresso nelle istituzioni, la problematica che riguarda i diplomati magistrali ante 2002 è stata al centro della nostra attività e del nostro impegno, con emendamenti e prese di posizione, tesi tutti al riconoscimento del valore abilitante del titolo di diploma magistrale e al conseguente inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di tutti gli aventi diritto, perché riteniamo che ci troviamo di fronte a una palese violazione della legge e dei diritti dei lavoratori, nonché a una grave disparità di trattamento tra soggetti, che, pur avendo il medesimo titolo, sono stati inseriti nelle GAE e soggetti che invece ne resteranno fuori". Signor Presidente, quelle appena pronunciate non sono parole mie poiché mi sono appropriata sostanzialmente dell'intervento che Luigi Di Maio, allora vicepresidente della Camera dei deputati, e Silvia Chimienti, ex deputata del M5S, avevano indirizzato espressamente ai diplomati magistrali. Signor Presidente, quando è stato approvato dal Senato l'emendamento in materia in sede di esame in prima lettura lo scorso luglio, avevo pensato ingenuamente (e ingenua non sono) che si tenesse fede agli impegni anche scritti (e non solo) assunti in campagna elettorale e durante tutte le iniziative rivolte a quei 40.000-50.000 insegnanti che hanno garantito costantemente in questi anni la continuità didattica. E invece cosa è accaduto? Ancora una volta, per contrasti all'interno della maggioranza o perché forse avete scelto un Ministro dell'istruzione che non è dello stesso avviso rispetto a quanto promesso in campagna elettorale, si è fatto esattamente il contrario: si è tentato di dare un contentino, che consiste semplicemente nella proroga a centoventi giorni, fino a marzo, dell'esecuzione dell'ormai nota sentenza del Consiglio di Stato del 2017, che ha contravvenuto totalmente alla giurisprudenza precedente per quanto riguarda i diplomati magistrali, e ieri il ministro Bussetti ha dichiarato che tanto si farà un concorso straordinario. Sapete perfettamente che i contorni di questo concorso sono poco chiari e che, per di più, esso riguarderà al massimo 12.000 insegnanti. Di Maio aveva ragione in quella lettera, perché di fatto stiamo parlando di una vera e propria discriminazione, che continuate a perpetuare. Avete fatto una cosa gravissima, anche in questo caso senza assumervi la responsabilità di quello che avete detto prima e di quello che volete fare dopo. Ciò è molto grave, perché vi siete fatti un vanto - mi rivolgo anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - del fatto di tener fede agli impegni assunti con i cittadini e qui invece state dimostrando che, per altri interessi, per altre convenienze, per problemi all'interno della maggioranza, disattendete in pieno gli impegni formali, che vi eravate assunti anche con una lettera scritta. È proprio vero che quando si arriva al Governo e si arriva a far parte della maggioranza si cambia idea. Abbiamo capito dunque cos'è il Governo del cambiamento: anche in questo caso è il Governo del cambiamento delle idee. Signor Presidente, lei lo sa meglio di me, perché ha tanta esperienza di campagna elettorale. Quando si va in campagna elettorale, quando si fanno delle promesse ai cittadini e si assumono degli impegni, si tratta di impegni sacri e nel momento in cui si disattendono, si fa quello per cui è cresciuta a dismisura la sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica. Invito ancora una volta il Governo e la maggioranza ad un ripensamento e a tener fede agli impegni assunti. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.3 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «30 settembre 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.162 (testo 2). Gli emendamenti 6.154 e 6.165 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.166. FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Intanto vorrei far riflettere ancora una volta l'Assemblea su un dato che dovrebbe continuare a vederci insieme. Rinviare di un anno le scelte che il Parlamento ha fatto su temi che incrociano il diritto alla salute con il diritto all'istruzione e alla sua innovazione e qualità, è una scelta che genera non solo incertezza, ma anche sfiducia nelle istituzioni. Se c'è un passaggio che esiste negli altri Paesi è che ci sono cose di fondo, che riguardano tutte le parti politiche, perché riguardano tutta la società, che anche quando legittimamente si cambia Governo con le elezioni, si proseguono, si migliorano, si possono modificare, ma non si fanno saltare attraverso finte proroghe, spostandole in avanti di un anno. Mi permetto di dire, su tre argomenti, alcune cose che non sono ancora state dette in quest'Aula. La prima riguarda il tema dei vaccini, su cui sono ben intervenute le mie colleghe.