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Vista la mia provenienza, come era lecito e logico aspettarsi, la maggior parte degli emendamenti riguardava il terremoto. Peccato che non sia stato approvato il provvedimento con cui si chiedeva la deroga per il calcolo delle piante organiche delle scuole del cratere. Era un provvedimento che avevo ottenuto da sindaco già nell'ottobre 2016, quando in occasione di un incontro con l'allora presidente del Consiglio Renzi ad Arquata del Tronto evidenziai che molte delle persone costrette ad andarsene dai nostri luoghi avevano dei figli che inevitabilmente avrebbero iscritto in altre scuole e che, quindi, serviva una deroga per evitare che la riduzione dei servizi offerti portasse quelle persone a non rientrare più. Purtroppo è un problema che non è stato risolto. Così come è un peccato non aver accolto un emendamento a prima firma del collega Briziarelli con cui si chiedeva l'istituzione di un osservatorio sui terremoti e su come era stata poi gestita la ricostruzione. Già tre anni fa, in Commissione, avevo chiesto di avviare l' iter per una legge di gestione delle emergenze. Questo perché, avendone vissute diverse direttamente sulla mia pelle, so perfettamente, anche da ex amministratore locale, quanto sia difficile, inopportuno e sconveniente dover ricominciare ogni volta daccapo, senza nemmeno sapere quali sono i ruoli. Quindi, approvare una legge di gestione delle emergenze prima, in tempo di pace, sicuramente ci consentirebbe di farci trovare pronti quando, purtroppo, si verificherà un'altra emergenza. Invece, la legislatura sta per finire, a prescindere se la sua scadenza sarà naturale o anticipata, e temo proprio che arriveremo alla fine della legislatura senza che questa legge sia approvata. Peccato. È per me un rammarico importante - infatti ogni volta presento questo emendamento - che non sia stato risolto il problema costituito dall'articolo 10 del decreto n. 189 del 2016, poi convertito nella legge n. 229 del 2016, che comporta l'assurdo per cui la ricostruzione di alcuni privati sarà pagata da altri privati. La proroga del superbonus sospende e rinvia questo problema, spostandolo alla fine del 2025 ma non risolvendolo. Quindi, prima o poi andrà risolto. Così, però, ho già introdotto una delle misure che, invece, mi soddisfano molto, appunto la proroga del superbonus per le aree terremotate. Da subito avevo evidenziato la necessità di questa proroga. Innanzitutto per motivi di equità, perché per me era assurdo creare la sperequazione per cui chi sceglieva discrezionalmente di fare un intervento usufruendo dei bonus non pagava nulla, mentre chi, invece, era costretto a fare l'intervento per causa di una calamità naturale si ritrovava ad avere degli accolli. Per equità, dunque, era giusto e opportuno che questo bonus venisse prorogato, anche perché nei comuni terremotati spesso ci si trovava nell'impossibilità di poter presentare i progetti. Pensiamo alle aree perimetrate perché all'interno dei centri storici distrutti; pensiamo alle aree interessate da un PSR, un piano speciale di ricostruzione. Tutte condizioni oggettive, impedimenti oggettivi, anche solo per la presentazione del progetto, quindi figuriamoci per rendicontare entro i termini previsti dalla legge. Era dunque necessario che questi bonus venissero prorogati, anche a causa dell'aumento enorme del costo delle materie prime, che ben conosciamo, perché ha già inciso direttamente sulle tasche di tutte le famiglie italiane e, purtroppo, ancora lo farà nel futuro. Tale aumento ha fatto sì che i costi ipotizzati inizialmente purtroppo non siano più attuali. Quindi, è una necessità oggettiva per la ricostruzione. Ovviamente ci sono altre soluzioni, chieste e ottenute, come ad esempio segnali di attenzione per i Comuni, come ad esempio segnali di attenzione per le attività produttive, che si ritrovavano nella condizione di dover anticipare per intero il costo dell'IVA. Tutte soluzioni che erano necessarie e che hanno avuto accoglimento in questa manovra. Approfitto del tempo che rimane per uno spunto di riflessione che propongo a tutta l'Assemblea. La ricostruzione non deve rimanere fine a se stessa. Purtroppo, in quelle aree abbiamo perso una generazione, perché molte persone, quasi tutte, sono state costrette ad andarsene nell'imminenza del terremoto. Molti di coloro che avevano dei figli, li hanno iscritti a nuove scuole, da cui poi non avrebbero potuto sradicarli per rientrare nei Comuni di appartenenza; altri sono stati costretti a trovare lavoro fuori; altri ancora sono stati costretti ad andarsene per i motivi più disparati. Comunque, noi abbiamo perso delle persone e questa generazione persa, in Comuni che hanno già decremento demografico, rischia di diventare mortale. Ecco perché io propongo all'Assemblea di riflettere, non tanto e non solo sulla ricostruzione, che appunto non dovrà mai diventare fine a se stessa, ma su un piano di ripresa di quelle aree. Un piano che deve essere infrastrutturale, deve essere sociale, deve essere economico, deve essere urbanistico, deve fare in modo che, appunto, quelle aree diventino appetibili non solo per chi ci dovrebbe tornare, ma anche per persone che dovessero sceglierle come luogo dove costruire la propria famiglia e il proprio futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, inizierò il mio intervento dicendo subito che i motivi per cui ho deciso di votare a favore del presente disegno di legge di bilancio sono l'innovazione e la capacità di incidere e di avanzare una prospettiva, elementi caratterizzanti della manovra finanziaria che la legano al superbonus 110 per cento. L'innovazione, da sempre al centro dell'azione politica del MoVimento 5 Stelle, e l'originalità contraddistingueranno sempre più le scelte di politica economica del MoVimento 5 Stelle. L'innovazione, come si sa, spiazza un po' tutti: all'inizio non è possibile comprendere il pieno potenziale di una misura, in che modo sarà capace di contribuire. Questo è in parte accaduto al superbonus 110 per cento, una straordinaria misura che è stata introdotta nel decreto-legge rilancio, nel maggio 2020, in tempo di pandemia, grazie al secondo Governo Conte. Tale misura sin dall'inizio ha lasciato increduli tanti, perché si chiedevano come era possibile che si potessero realizzare interventi a costo zero perseguendo l'obiettivo ambientale del risparmio energetico. Certo, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato facile procedere con il superbonus e attivarlo al meglio e come MoVimento 5 Stelle siamo sempre intervenuti per migliorarlo. Ad esempio lo abbiamo fatto in occasione dell'introduzione della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), che avevamo già concepito proponendo un emendamento al decreto-legge sostegni nel marzo 2021, che è stato poi inserito all'interno del decreto-legge semplificazioni del luglio 2021. Non abbiamo certo pensato che potesse essere facile, nella misura in cui poche persone avevano sin dall'inizio capito quel meccanismo virtuoso, quella innovazione introdotta con il superbonus 110 per cento che dobbiamo tutti ricordare.