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La proposta COM(2020) 727, invece, prevede di ampliare e migliorare il quadro normativo esistente in materia di minacce transfrontaliere alla salute (decisione n. 1082/2013/UE), anche attraverso lo sviluppo di un piano dell'UE di preparazione alle crisi sanitarie e alle pandemie, integrato da piani nazionali e comunicazione trasparente delle capacità, sistemi di sorveglianza integrati e rafforzati, una migliore valutazione del rischio derivante dalle minacce per la salute, mil rafforzamento del potere di attuare una risposta coordinata a livello dell'UE (attraverso il comitato per la sicurezza sanitaria), ed un meccanismo perfezionato per riconoscere le emergenze di sanità pubblica e rispondervi. Secondo il Governo, quindi, tale proposta rispetta il principio di sussidiarietà, in quanto l'azione dell'Unione europea si esplica negli ambiti di protezione, prevenzione e preparazione nei confronti di minacce transfrontaliere al fine di tutelare la salute dei suoi cittadini e vigilare sul mantenimento della libera circolazione delle persone e delle merci in modo da garantire il corretto funzionamento del mercato interno. Per loro natura, le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero hanno implicazioni transnazionali. In una società globalizzata le persone e le merci attraversano le frontiere e le malattie e i prodotti contaminati possono circolare rapidamente in tutto il mondo. Le misure di sanità pubblica adottate a livello nazionale devono quindi essere coerenti tra loro e coordinate, in modo da contenere un'ulteriore diffusione e ridurre al minimo le conseguenze di tali minacce. Riguardo al principio di proporzionalità  prosegue il Relatore  la proposta comporterà, a livello europeo, un ampliamento dell'ambito di applicazione della legislazione vigente, principalmente in base alla valutazione dei dati raccolti nei primi mesi della pandemia da Covid-19 e degli scambi tenuti con i portatori di interessi pubblici e privati nel quadro della pandemia da Covid-19 in merito ai problemi emersi e ai possibili mezzi per affrontarli. A livello nazionale, comporterà la necessità di armonizzare il processo di contrasto alle emergenze a livello di policy , di preparazione degli operatori sanitari, di approvvigionamento e i processi di digitalizzazione. A tali fini, sarà necessario assicurare una uniformità delle procedure interne e della condivisione delle informazioni, con un conseguente maggiore impegno delle amministrazioni nelle attività di coordinamento a livello nazionale. Per quanto riguarda l'esame da parte degli altri Parlamenti nazionali, rileva che le tre proposte relative alle minacce alla salute nell'Unione, sono state esaminate da 18 Camere dei Parlamenti nazionali dell'UE. Di queste, solo il Senato francese, con tre risoluzioni adottate il 23 febbraio scorso, ha rilevato la violazione del principio di sussidiarietà da parte di tutti e tre gli atti, in quanto non sarebbe rispettato il dettato dell'articolo 168, paragrafi 5 e 7, del TFUE, che escludono misure di armonizzazione delle normative nazionali in materia di tutela della salute e che stabiliscono il rispetto delle "responsabilità degli Stati membri per la definizione della loro politica sanitaria e per l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica", tra cui "la gestione dei servizi sanitari e dell'assistenza medica e l'assegnazione delle risorse loro destinate". In particolare, la proposta COM(2020) 725, relativa al mandato dell'EMA, violerebbe il principio di sussidiarietà, nella parte in cui conferisce alla Commissione europea il compito di adottare "tutte le misure necessarie", nei limiti delle competenze che le sono conferite, al fine di mitigare le carenze potenziali o effettive di medicinali e di dispositivi medici (artt. 12 e 26 della proposta). Secondo il Senato francese, in base a tale conferimento, la Commissione europea potrebbe adottare disposizioni su aspetti che l'articolo 168, paragrafo 7, del TFUE mantiene invece nella competenza degli Stati membri, come per esempio quelle già contenute nelle Linee guida sull'approvvigionamento dei medicinali, in cui stabilisce obblighi per gli Stati membri relativamente alla gestione delle scorte e alle vendite in farmacia. Per questi motivi, il Senato francese ritiene che la proposta 725 violi il principio di sussidiarietà. La proposta COM(2020) 726 violerebbe quindi il principio di sussidiarietà per la parte in cui assegna al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) un ruolo di valutazione nell'elaborazione dei piani nazionali di preparazione e di risposta a epidemie future, stabilito dal nuovo articolo 5 ter del regolamento (CE) n. 851/2004, ai fini di una loro interoperabilità. Tale valutazione si porrebbe in contrasto con l'articolo 168, paragrafo 5, del TFUE, che esclude qualsiasi armonizzazione delle normative degli Stati membri in materia di tutela della salute. Infine, anche la proposta COM(2020) 727, sul quadro normativo in materia di minacce transfrontaliere alla salute, secondo il Senato francese non rispetterebbe il principio di sussidiarietà. In particolare, non sarebbe chiara la portata vincolante dei pareri del Comitato per la sicurezza sanitaria (CSS) e mancherebbe un'identificazione precisa dei destinatari delle raccomandazioni della Commissione europea, di cui gli articoli 21 e 22 della proposta. Inoltre, l'interoperabilità tra i piani nazionali di preparazione e risposta e quello dell'UE, ai sensi dell'articolo 6 della proposta, richiederebbe disposizioni di armonizzazione che sono invece escluse dall'articolo 168, paragrafo 5, del TFUE. I piani nazionali dovrebbero poi poter contenere anche disposizioni di natura riservata e ciò mal si concilia con l' audit a cadenza triennale effettuato dall'ECDC, previsto dall'articolo 8, e con la relazione biennale della Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio, sullo stato della pianificazione della preparazione e risposta a livello di Unione, prevista dall'articolo 9. In conclusione, sebbene alcune delle criticità sollevate dal Senato francese possano essere condivisibili, il Relatore ritenere tuttavia  in linea con la posizione del Governo espressa nelle relazioni  che l'esigenza di far fronte in modo efficace ai rischi di pandemia come quella da Covid-19 richieda un'interpretazione dell'articolo 168 del TFUE, volto a garantire "un livello elevato di protezione della salute umana", tale da legittimare forme più strette di coordinamento e di armonizzazione tra gli Stati membri, come prefigurato nelle tre proposte in esame. Infine, rende noto di aver ricevuto delle osservazioni da parte del senatore Fazzolari, che saranno da lui valutate nella predisposizione di una proposta di risoluzione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (2168) D -l 45/2021 - decreto trasporti DDL 2168 Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia (Parere alla 8 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore DE SIANO ( FIBP-UDC ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di conversione del decreto-legge in materia di trasporti.