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Il decreto milleproroghe è, in definitiva, la cartina di tornasole della mancanza di un'analisi dell'impatto normativo e lo si vede anche in questo nostro esame perché, a parte le misure giustamente necessitate dalla crisi pandemica, ci trasciniamo azioni che dimostrano con chiarezza quello che ho appena detto. Proprio in questo mille proroghe siamo chiamati a costituire la consapevolezza della sfida che abbiamo davanti. Qui ci sono le risorse date all'Italia, ma anche gli impegni chiesti all'Italia. In definitiva, a noi è chiesto proprio di eliminare le difficoltà che storicamente e costantemente i milleproroghe degli ultimi anni hanno segnalato, se vogliamo dare attuazione a quell'articolo 21 che disegna il futuro dell'Europa. (Applausi) . Noi dobbiamo essere capaci di quell'analisi dell'impatto normativo, di quella capacità di semplificazione, di quelle azioni che mettono in sinergia i vari livelli istituzionali (Comuni, Regioni, Ministero, Stato, agenzie dello Stato), che consentano di spendere in modo giusto ed efficace quelle risorse, nei tempi previsti dall'Europa, senza generare contenziosi infiniti e senza che un domani si debbano inventare gestioni commissariali per chiudere gestioni a loro volta commissariali che in questo momento peraltro attiviamo. Al di là delle diversità politiche, delle legittime aspirazioni e dei piani di ciascuna forza politica, che - spero solo apparentemente - trovano in questo Governo una cesura, credo che in realtà si colga pienamente ciò che siamo chiamati a mettere a fattore comune, non solo per il bene del Paese e per il bene e il futuro delle giovani generazioni, ma anche per un nuovo ruolo che l'Italia può rivestire in Europa. In definitiva, tutti i Paesi europei, con quello che rappresenta l'articolo 21 del decreto milleproroghe che oggi approviamo e con il quale diamo esecuzione al Next generation EU, hanno scommesso sull'Italia: tutti i Paesi europei hanno investito più di 700 miliardi di euro sulla capacità dell'Italia di essere un motore importante dello sviluppo e del cambiamento dell'Unione europea. Ci scommettono e ci investono gli altri Paesi, quindi non dovremmo scommetterci noi mettendoci tutte le nostre energie? Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, non so se vedremo mai abolire finalmente il decreto-legge milleproroghe, che sarebbe la vera svolta e il segno che una reale riforma della pubblica amministrazione si è fatta; sarebbe altresì il segno che i vari Governi tengono ferme le decisioni assunte; sarebbe inoltre il segno che magari anche il Parlamento torna ad esprimere con forza le sue decisioni. Dico questo perché prendiamo sempre come un fatto tradizionale che si proceda a fine anno con il decreto mille proroghe. E ciò determina delle situazioni paradossali, perché spesso addirittura si torna su provvedimenti e norme assunte magari soltanto qualche giorno prima nella legge di bilancio. Oppure peggio: si interviene cercando di cambiare le norme stesse e l'orientamento assunto qualche anno prima dal Parlamento. Certamente vi sono anche misure di urgenza, però credo che questo sarebbe il vero segno di svolta, in modo che il Governo torni a fare il Governo, il Parlamento a fare il Parlamento, e le amministrazioni dei Ministeri a fare il proprio mestiere. Il decreto-legge mille proroghe in esame è stato anche particolarmente sfortunato, nel senso che si è trovato a cavallo tra la crisi del precedente Governo e il passaggio al nuovo Governo. Il risultato è stato purtroppo - se ne sono lamentati in molti in quest'Aula e certamente non lo si può passare sotto silenzio - il fatto che oggi in poche ore dobbiamo convertirlo in legge. Alla Camera è stato fatto un lavoro che ha portato all'approvazione di alcuni emendamenti, i quali hanno certamente prodotto un miglioramento del testo. Altri per fortuna non sono stati approvati, perché altrimenti avrebbero segnato invece un peggioramento del decreto-legge stesso. D'altronde, come dicevo, esso è passato da un Governo all'altro e soprattutto da una maggioranza all'altra. La maggioranza attuale non è una maggioranza di coalizione; tutti noi sappiamo perfettamente che questo è un Governo di emergenza. Aggiungo, sperando di essere ascoltata, che questo Governo non dovrebbe dedicarsi soltanto all'ordinaria amministrazione, perché nasce come Governo del Presidente e come Governo di emergenza (questa è la sua giustificazione), ma dovrebbe concentrarsi innanzitutto sulla lotta al Covid. Ieri abbiamo ascoltato le comunicazioni del ministro Speranza e abbiamo approvato una risoluzione; oggi c'è un Consiglio europeo proprio sulla questione del piano vaccinazioni. Noi dovremo mettere in campo tutti gli sforzi possibili sia per risolvere il problema dell'approvvigionamento, sia per accelerare le vaccinazioni stesse. L'altra grande questione è il recovery . Questo Governo e questa maggioranza dovrebbero concentrarsi in tutti i modi sul PNRR; anche il Parlamento, che sta svolgendo delle audizioni e sta lavorando nelle Commissioni, in questa fase dovrebbe dare il massimo contributo possibile, perché questa è la questione fondamentale. Approfitto per dire che un'altra urgenza che abbiamo davanti è il quinto decreto ristori, peraltro inserita anche nella risoluzione di ieri. Qualcuno è molto felice; ma purtroppo in questa crisi qualcuno ha creato problemi sin dai primi di dicembre (ora siamo alla fine di febbraio e stiamo arrivando quasi ai primi di marzo) e questo ha comportato di fatto una specie di fermo, per tre mesi, fino alla situazione in cui ci troviamo. Chi si vanta adesso di aver dato finalmente al Paese un Governo forte, grazie al proprio contributo, deve mettere in conto anche il fatto che, grazie a quel contributo, noi siamo stati abbastanza fermi per tre mesi. Oggi bisogna recuperare in fretta il tempo perduto e concentrarsi molto sul ristori cinque. Ma veniamo al mille proroghe. Non parlo degli emendamenti che per fortuna non sono stati approvati, lasciando il testo così com'è. Penso alla questione degli sfratti e ringrazio la 1 a Commissione, che tra l'altro ha approvato un ordine del giorno presentato da noi proprio su questo punto, che rappresenta una grande emergenza. In tempo di Covid, credo che sia aberrante il fatto di aver solo pensato, come qualcuno ha pensato, di mettere in mezzo alla strada tante famiglie. Con il decreto milleproroghe si interviene su una serie di questioni, alcune anche molto importanti. Cito ad esempio la questione delle trivelle (articolo 12- ter ); si è arrivati a una proroga al 30 settembre come termine per l'adozione del piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. Anche qui purtroppo vi è un ritardo; va bene la proroga al 30 settembre, ma non posso non ricordare una cosa, a me stessa prima di tutto, visto tra l'altro che il presidente Draghi ha fatto varie volte riferimento, nel corso delle sue comunicazioni, alla questione prioritaria della lotta ai cambiamenti climatici e della transizione ecologica. Spero in sostanza che non si continui a rinviare il termine e che si assuma una decisione.