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il disagio è stato reso ancor più acuto dall'insopportabile volume della musica che si sprigionava dai numerosi impianti di amplificazione utilizzati dai manifestanti. La manifestazione si è protratta per alcune ore per concludersi a notte inoltrata, provocando ulteriore disturbo alla quiete pubblica; considerato che: se si trattasse di una manifestazione spontanea, senza le necessarie autorizzazioni e il monitoraggio e controllo dei livelli di esposizione umana al rumore e alle vibrazioni, di competenza dell'ARPA, non si comprenderebbe il mancato intervento delle pattuglie dei vigili urbani e delle forze dell'ordine; in dispregio di qualunque elementare norma di buon civismo, i manifestanti hanno anche deturpato l'area interessata, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali siano le generalità, quantomeno, degli organizzatori e dei finanziatori della manifestazione; se, per quanto di sua competenza, abbia individuato cause e responsabilità del mancato e tardivo intervento di Polizia municipale e forze dell'ordine, a garanzia della pubblica incolumità, in occasione della manifestazione tenutasi a Roma il 23 giugno 2019. Atto n. 4-01883 SBROLLINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la superstrada Pedemontana veneta è un'arteria in fase di costruzione della lunghezza di circa 95 chilometri. A completamento di tutti i lavori, collegherà le località di Montecchio maggiore, in provincia di Vicenza, e Spresiano, in provincia di Treviso, passando per il distretto industriale di Thiene, per Bassano del Grappa e Montebelluna e a nord di Treviso, interconnettendosi con le autostrade A4, A31 e A27; nell'ambito dei lavori di realizzazione della strada, assume particolare rilievo la realizzazione di una connessione diretta tra la superstrada e la A4 nei pressi della località Alte di Montecchio maggiore, in assenza della quale il territorio interessato rischia di subire forti ed insuperabili problematiche di traffico urbano in ragione dell'elevato flusso di autoveicoli convergenti su tale area dall'autostrada A4 e dalla Pedemontana; l'attuale casello di Alte di Montecchio maggiore risulta un'infrastruttura a "collo di bottiglia" che danneggia l'economia del territorio, molto sviluppata sotto il profilo della produzione industriale e commerciale. Esso, infatti, risulta già estremamente insufficiente rispetto al flusso di traffico da e verso l'autostrada A4 e l'eventuale traffico aggiuntivo derivante dall'apertura della superstrada comporterebbe inevitabilmente la paralisi del traffico nella zona; lo spostamento del casello autostradale, al fine di garantire alla località castellana una riduzione consistente del traffico urbano, è stato deciso da diversi anni, e il tempo previsto per la realizzazione dei lavori del nuovo casello è di circa 4 anni; considerato che: l'autostrada "Serenissima" A4 si interseca con il tragitto della TAV così come proposto già da anni; le vallate che trovano nel casello di Alte di Montecchio maggiore l'ingresso all'autostrada A4 fanno riferimento al polo conciario, al distretto della meccatronica, a importanti aziende chimiche, a numerosissime attività commerciali; nei recenti incontri tra amministratori locali e categorie economiche interessate dalla situazione non vengono date certezze sui tempi e sull' iter delle convenzioni, aumentando le incertezze e i dubbi esistenti fra i cittadini e le imprese del territorio, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sulla situazione e quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di risolvere le problematiche descritte che rischiano di compromettere lo sviluppo di un territorio importante per l'economia del Veneto e di danneggiare i cittadini di una comunità di oltre 30.000 persone; se sia a conoscenza delle motivazioni che hanno indotto Rete ferroviaria italiana a non firmare ancora l'affidamento dei lavori al consorzio IRICAV 2, nonostante i finanziamenti e un progetto definitivo approvato. Atto n. 4-01884 PICHETTO FRATIN MALLEGNI VITALI MODENA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha ripristinato la concessione dell'"indennizzo cessazione attività commerciali" che ha lo scopo di accompagnare il cessante all'età della pensione e che viene riconosciuto in base ad alcuni specifici requisiti; in particolare, il comma 283 dell'art. 1 recita testualmente: " A decorrere dal 1° gennaio 2019 l'indennizzo di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, è concesso, nella misura e secondo le modalità ivi previste, ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del medesimo decreto legislativo alla data di presentazione della domanda"; la direzione generale INPS, con circolare n. 77 del 24 maggio 2019, ha fornito alcune istruzioni e chiarimenti al fine della corretta gestione delle domande di indennizzo; nello specifico al punto 2.2 (Requisiti e condizioni) ha evidenziato che, "In merito alla cessazione dell'attività commerciale, si precisa che possono beneficiare della misura introdotta dalla legge di bilancio 2019, purché in possesso di tutti i requisiti previsti dall'articolo 2 del decreto legislativo n. 207/1996 al momento della domanda, coloro che cessano l'attività a decorrere dal 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019"; quanto riportato nella circolare n. 77/2019 non sembra corrispondere esattamente a quanto previsto dal comma 283 con riferimento a coloro che, pur in possesso dei requisiti di cui all'art. 2 del decreto legislativo n. 207, hanno presentato la domanda di cessazione attività in data antecedente al 1° gennaio 2019; secondo quanto risulta agli interroganti, moltissimi ex commercianti, in base all'interpretazione fornita dall'INPS, pur avendo compartecipato negli anni al versamento del contributo dello 0,09 per cento finalizzato alla copertura dell'indennizzo, resteranno esclusi dallo stesso; si tratta di una situazione paradossale, anche in considerazione del fatto che tale categoria di lavoratori ha sempre pagato nel corso degli anni la corrispondente quota contributiva ed ora si trova a non poterne usufruire, si chiede di sapere se la circolare INPS corrisponda esattamente a quanto stabilito dal comma 283 e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di superare la condizione che attualmente impedisce l'accesso all'indennizzo per la cessazione di attività commerciale prima del 1° gennaio 2019. Atto n. 4-01885 CARBONE Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: presso il distretto della Corte d'appello civile di Napoli si sarebbero verificati, negli ultimi tempi, frequenti episodi di smarrimento di fascicoli, contenenti, in alcuni casi, anche informazioni sensibili.