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Pertanto, considerata l'impossibilità di individuare un criterio adeguatamente condiviso nel suo fondamento di diritto, tale cioè da risultare un principio generalmente incontrovertibile dal punto di vista ordinamentale, e rilevata la legittimità sotto il profilo costituzionale del dato di fatto che la composizione del Senato possa essere, com'è avvenuto, inferiore al plenum previsto dal citato articolo 57, secondo comma della Costituzione; preso atto, infine, che non sussistono le condizioni per assegnare il seggio del collegio plurinominale "Sicilia-02" ad un senatore eletto in altra circoscrizione diversa dalla Sicilia, l'unica soluzione alla mancata assegnazione del seggio siciliano consiste, appunto, nel non assegnarlo e quindi nel farlo rimanere vacante per il resto della XVIII Legislatura. Questa è la mia proposta, contenuta anche nell'ordine del giorno presentato cui faccio rifermento. In conclusione, non può quest'Assemblea, per la volontà del MoVimento 5 Stelle di avere un senatore in più (loro che si vantano di "tagliare le poltrone") e con l'accondiscendenza della Lega - per il baratto continuo e quotidiano in quel suk in cui hanno trasformato il Governo - votare una decisione che va palesemente contro la Costituzione. Già troppi sfregi alla democrazia avete consumato in questi mesi di Governo, già troppe volte, ora gli uni ora gli altri, avete chinato la testa e votato l'indifendibile e l'invotabile: risparmiate, ve lo chiedo da cittadino, da senatore, da ex Presidente di questa istituzione, la scelta degli eletti " à la carte " come fossimo al ristorante. I voti dei cittadini siciliani non possono andare a chi è stato candidato per il Senato in Umbria, lo dice la Costituzione. Sarebbe ridicolo, se non fosse gravissimo. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 10,29, è ripresa alle ore 11,30) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Ha facoltà di intervenire il relatore di minoranza, senatore Cucca. CUCCA, relatore di minoranza . Signor Presidente, signori colleghi, il caso del quale ci stiamo occupando, che riguarda la Regione Sicilia, è originato dall'ampio successo elettorale ottenuto dal MoVimento 5 Stelle nella Regione nelle elezioni del 4 marzo 2018. Di fatto, quel risultato così eclatante ha consentito di conseguire nell'isola all'incirca la metà dei voti e di conquistare circa due terzi dei seggi che erano in palio tra la Camera e il Senato. La presenza di liste plurinominali corte e la possibilità di pluricandidature, tuttavia, ha determinato l'incapienza delle liste di candidati del MoVimento 5 Stelle in Sicilia, che non avevano un numero di candidati sufficiente a coprire tutti i seggi che avrebbero potuto essere conseguiti per il risultato eclatante di cui ho testé parlato. Alla Camera dei deputati, dove i seggi da assegnare fuori circoscrizione erano 3, la questione è stata di facile soluzione, perché il conteggio e l'assegnazione dei seggi vengono fatti a livello nazionale e di conseguenza, in applicazione dell'articolo 84, comma 4, del testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei deputati, si individua la circoscrizione in cui la lista abbia la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata e si procede all'assegnazione dei seggi vacanti. Al Senato, il ragionamento è totalmente differente, perché differenti sono la legge e le norme costituzionali che regolano l'elezione dei componenti del Senato stesso. Al Senato vi è ancora oggi un seggio non assegnabile al MoVimento 5 Stelle all'interno della Regione e tuttora vacante. Però la soluzione che è stata prospettata, simile a quella adottata per la Camera dei deputati, non può essere adottata per le seguenti ragioni. L'articolo 57, primo comma, della Costituzione - questo è il principio cardine e il faro che deve guidare questo percorso - afferma che il Senato deve essere eletto su base regionale. Risulterebbe, quindi, incostituzionale una legge elettorale per il Senato che attribuisse i seggi conquistati da una lista in una circoscrizione regionale ai candidati della medesima lista presentatisi in una diversa Regione. Il principio costituzionale del Senato eletto su base regionale determina, infatti, l'identificazione della Regione come circoscrizione elettorale in cui i seggi a ciascuna assegnati, secondo i criteri di ripartizione specificamente previsti dai commi terzo e quarto del medesimo articolo 57 della Costituzione, devono essere nella medesima Regione interamente aggiudicati. Questo significa che non si può fare ricorso ad altre persone che siano state candidate in Regioni differenti. Anche l'articolo 1 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, che disciplina il sistema elettorale del Senato, afferma che, coerentemente con il dettato costituzionale, «il Senato della Repubblica è eletto su base regionale». Ed esclusivamente su base regionale può essere eletto anche alla luce della nuova normativa. L'articolo 17- bis , comma 2, della legge elettorale del Senato esclude espressamente che possa applicarsi ai casi in cui una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in un collegio plurinominale per il Senato la disciplina prevista all'articolo 84, comma 4 della legge elettorale della Camera dei deputati (cioè l'articolo 17- bis esclude espressamente l'applicabilità al Senato del comma 4 dell'articolo 84 della legge elettorale della Camera dei deputati), che consentirebbe invece di attribuire i seggi non assegnati ai candidati della medesima lista in altre circoscrizioni regionali. Se si applicasse la regola vigente per la Camera, si determinerebbe l'assegnazione a un'altra Regione del seggio senatoriale spettante alla Regione Sicilia, violando in maniera manifesta la ripartizione dei seggi tra le diverse Regioni compiuta ai sensi dell'articolo 57, comma quarto, della Costituzione. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, a conclusione di una lunga istruttoria... (Brusio) . PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Cucca. Posso chiedere all'Assemblea di moderare il brusio? Grazie. CUCCA, relatore di minoranza . La ringrazio, signor Presidente. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, a conclusione di un'istruttoria estremamente lunga, durata nove mesi, ha deciso a maggioranza di proporre all'Assemblea l'aggiudicazione del seggio resosi vacante al Senato, per mancanza di candidati della lista del MoVimento 5 Stelle nel collegio plurinominale Sicilia 2, ad un candidato non eletto del MoVimento 5 Stelle in un'altra circoscrizione regionale. Come circoscrizione "supplente" è stata individuata l'Umbria, in cui il suddetto candidato ha ottenuto la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata.