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Certo, siamo consapevoli che i 14 miliardi e qualche ulteriore proroga non basteranno, perché molti problemi vanno combattuti alla fonte, ma questo oramai non è più compito del presidente Draghi, non è più compito di questo Parlamento, non è più compito di questo Governo. Ci penseranno il nuovo Parlamento e il nuovo Governo, che dovranno essere espressione del voto degli italiani. In attesa che tutto ciò possa accadere, siamo certi che su questo provvedimento e per quel poco di tempo che rimane a questa legislatura troverete - com'è sempre stato - la disponibilità di Fratelli d'Italia a lavorare e a legiferare su tutto ciò che va nella direzione di aiutare il nostro sistema Italia. Come ho già annunciato nelle premesse, il voto di Fratelli d'Italia sarà quindi favorevole. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, intanto vorrei dire che riecheggia qua e là il clima elettorale. Questo non è un reale scostamento, come ha detto il collega Calandrini. Semplicemente, non essendo ancora stato possibile iscrivere le maggiori entrate, si usa questo strumento per fare immediatamente il provvedimento relativo al secondo decreto aiuti: dunque, niente a che fare col ragionamento sugli scostamenti proposto poco fa. Dopodiché, è sempre molto difficile far capire esattamente ai cittadini le procedure tecniche per gestire questa fase. La cosa importante è invece come si useranno i 14,3 miliardi ed è su questo che mi voglio soffermare brevemente. Noi presentiamo una risoluzione - com'era inevitabile - che registra la relazione che ci ha presentato il Governo. Non siamo in grado di scrivere una risoluzione nella quale si danno indicazioni, perché il momento politico è quello attuale. Vorrei, però, dire due cose: la prima è che queste risorse non sono certamente sufficienti ad affrontare i problemi che abbiamo. Non mi iscrivo - come ha detto un senatore prima di me - tra le Cassandre, ma l'incertezza, a partire dal prossimo semestre - come ci ha detto l'Ufficio parlamentare di bilancio e ci dicono tutti gli analisti - è reale. Per esempio, rispetto a quello che abbiamo registrato attraverso l'IVA, e prima di tutto l'aumento dell'energia e il relativo conseguente maggior gettito dell'IVA non è detto che il prossimo semestre avremo gli stessi esiti. Non sappiamo quali saranno le dinamiche - speriamo positive - dell'Europa. Se in Europa non passa l'idea di andare avanti con la scelta politica e - per me - strategica del Next generation EU; se tornassimo alla discussione della ripartenza del Patto di stabilità, ci troveremmo certamente in gravissime condizioni. Spero che questo non accada, ma certamente ci sono alcune questioni che dobbiamo affrontare ora e dobbiamo farlo in modo selettivo. Le risorse che abbiamo a disposizione, infatti, non sono sufficienti a coprire tutte le necessità. E cito alcune delle priorità che a me sembrano fondamentali. La prima è quella di trovare le forme più intelligenti per dare una risposta alla crisi sociale già esistente, come ha detto il presidente Draghi anche nell'incontro di ieri con le forze sociali e i sindacati. Questa è una priorità e in relazione ad essa ci sono ulteriori priorità, prima fra tutte i redditi che meno sono cresciuti o che addirittura hanno perso potere d'acquisto. La seconda scelta fondamentale riguarda come aiutiamo le piccole e medie imprese che sono stritolate dal problema del credito. Da questo punto di vista serve - a mio parere - non un provvedimento ombrello, ma uno puntuale, che costa molto meno e corrisponde all'obiettivo che ci si propone. La terza priorità è la questione del credito di imposta per quanto riguarda il superbonus 110, in relazione in primo luogo a quello che tutti i Gruppi in quest'Aula hanno sottolineato, e cioè quelle imprese, quelle famiglie e quei cittadini bloccati. Un quarto tema è quello degli enti locali e il costo degli dell'energia, al cui interno inserisco la questione della sanità e delle Regioni. Bisogna costruire un equilibrio tra queste priorità non cedendo a illusioni o a pressioni tese a fare provvedimenti generali e generalisti che rischiano di non risolvere alcun problema. Capisco bene che il Governo è dimissionario e, quindi, che queste scelte richiederebbero quella forza politica che nei mesi ormai alle nostre spalle non c'è stata. Tuttavia, il problema è così chiaro ed evidente che auspico che il Governo, facendo un confronto con tutti i Gruppi parlamentari - non ci sono più maggioranza e opposizione - onde evitare di trovarsi a discutere in Commissione su emendamenti bandierina che evidentemente non potrebbero andare da alcuna parte, sappia individuare le priorità citate in modo serio, trasparente e spiegandole al Paese. Credo che questo sia un servizio alle istituzioni, al Paese e - come ha detto il presidente Draghi - al popolo italiano; servizio che questo Governo deve al popolo italiano e al Paese intero. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, sottosegretario Sartore, onorevoli colleghi, il Partito Democratico voterà la risoluzione allegata alla relazione che è stata presentata. Tuttavia, mi corre l'obbligo, per altrettante verità e responsabilità che in quest'Aula abbiamo sempre manifestato, di non tacere di fronte all'esigenza di fare chiarezza, perché la verità è un elemento portante della qualità della democrazia. Per estrema verità dobbiamo, quindi, dirci chiaramente che i contenuti di questa relazione e le questioni che dobbiamo affrontare rendono ancora più esplicita l'irresponsabilità di alcune forze politiche, dovuta a un'allergia alla responsabilità di Governo. Ho sentito il senatore Lannuti richiamare un'allergia del presidente Draghi ad ascoltare il Parlamento: c'è stata un'allergia di alcune forze politiche a mettere al primo posto l'interesse del Paese di fronte alla necessità di ricostruire un blocco di potere (Applausi). L'obiettivo di alcune forze politiche era infatti il potere, mentre quello di altre era manifestare apertamente un'allergia alla responsabilità di Governo. Non ho bisogno di aggiungere molto altro, perché la relazione che è stata presentata in questo Parlamento, e che verrà valutata dalla Camera e dal Senato, evidenzia con chiarezza che siamo di fronte a un'inflazione alta come probabilmente mai questo Paese ha attraversato dal dopoguerra ad oggi; a un contesto internazionale drammatico, con la guerra che si sta ancora perpetrando e allungando nei tempi e nei modi con cui questa avviene; all'incremento dei costi dell'energia. Se poi aggiungiamo i cambiamenti climatici e tutto ciò che stanno producendo nel nostro Paese, a cominciare dalla grande questione della siccità, vediamo che tutto ciò non è compatibile con la irresponsabilità, né con le scelte che sono state già compiute. Non desidero fare una riflessione sul passato, ma non posso sottacere che oggi, per affrontare questi temi, avremmo avuto bisogno di un Governo nel pieno delle sue funzioni e soprattutto di un Parlamento che avesse le condizioni di poter intervenire sul piano legislativo, come l'ordinamento ci ha consegnato.