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Decine di migliaia di imprese, a causa dei rincari elevati sulle bollette luce e gas, hanno già chiuso o saranno costrette a chiudere mentre il Governo Draghi, il peggior disastro per i diritti e gli interessi del popolo italiano a partire dal 1992, quando da direttore generale del Tesoro inaugurò sul Britannia le svendite di Stato spacciate per privatizzazioni, è ricorso ai derivati avariati, vere e proprie scommesse clandestine infarcite di contratti capestro non per assicurare l'emissione del debito pubblico, i cui soli interessi sono costati 40 miliardi di euro all'Erario, diversamente da altri strati che ci hanno guadagno, ma per garantire la sua dorata carriera, intossicando così il bilancio dello Stato, il cui modello d'azzardo morale generò poi il crack della Lehman Brothers nel 2008 e i fallimenti a catena di floride aziende sane portate al dissesto. Il 21 giugno in quest'Aula Draghi affermò che le sanzioni stavano funzionando, il tempo stava arrivando e che quelle misure sarebbero state sempre più efficaci. Invece non è così, come raccontato da Bloomberg e rilanciato dall'agenzia AGI il 2 settembre scorso con il titolo «Poche conseguenze per la Russia dallo stop», che smentisce platealmente l'efficacia delle sanzioni. Concludo il mio intervento, signor Presidente, perché non voglio utilizzare tutti i cinque minuti a mia disposizione, ma è stato calcolato che le famiglie pagheranno in media 2.975 euro su base annua per il micidiale impatto su decine di migliaia di imprese. In sostanza, secondo l'analisi pubblicata su Bloomberg, la Russia può permettersi di chiudere rubinetto del gas all'Europa per un anno senza conseguenze per il proprio bilancio pubblico. Del resto appare demenziale focalizzare l'ossessiva propaganda dei media dell'Italia, tra i primi posti per corruzione e tra gli ultimi per libertà di informazione (due facce della stessa medaglia), sull'impatto delle sanzioni sui russi, ignorando le drammatiche conseguenze sul popolo italiano, che dovrà affrontare un rigido inverno al gelo. Occorre andare alle radici del problema, oltre ai palliativi dei decreti-legge e allo scostamento di bilancio, con una robusta autocritica sull'aumento delle spese militari per 16 miliardi e l'invio delle armi. Quello che bisogna fare, alla radice del problema, è inviare meno armi e ricorrere di più alla diplomazia, perseguire un'unica strada, quella della pace, come dice anche Papa Francesco. Io ringrazio i colleghi, perché questo sarà davvero il mio ultimo intervento. Ci vuole uno scostamento di bilancio, perché fra cinque o sei mesi sarà troppo tardi. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, la relazione presentata al Parlamento parte dalla necessità di approntare con urgenza misure indispensabili per le famiglie e per le imprese, per sostenere la crescita del nostro Paese, per contrastare forme di disuguaglianza e di solitudine che si annidano dentro un'inflazione troppo alta, che diventa via via insostenibile per i salari e le pensioni, con la conseguente perdita del potere d'acquisto degli stessi, quindi in una pericolosa torsione rispetto al tendenziale di crescita del 2021 del 6,6 per cento. La relazione all'ordine del giorno, unitamente alla risoluzione presentata, che ovviamente il Partito Democratico sostiene e voterà, ha un obiettivo importante: mostra il volto della responsabilità, principio importantissimo al quale dobbiamo tendere. Siamo in presenza di un Governo dimissionario e di Camere sciolte, tuttavia siamo in presenza di un importante provvedimento che libera risorse senza produrre nuovo debito, perché parlare di scostamenti di bilancio in questa fase significa essere irresponsabili nella gestione della tenuta dei conti pubblici. Tutti infatti sanno che sul piano economico e sociale, con un'inflazione superiore al 10 per cento e con un percorso programmatico molto complesso, non è compatibile con la tenuta della credibilità dei nostri saldi di finanza pubblica chiedere misure aggiuntive rispetto alla necessità che abbiamo di stare nei parametri senza uno scostamento dall'obiettivo di medio termine. Questo significa che la responsabilità e l'affidabilità sono principi prepolitici. È fondamentale mantenere responsabilità e affidabilità nella gestione dei conti pubblici perché questo serve all'Italia per garantire un futuro, una speranza e una crescita economica. Serve all'Italia mantenere nella dimensione europea elementi di affidabilità, di serietà e di compatibilità, perché è in Europa che dobbiamo introdurre scelte decisive, a cominciare dal tetto sul gas. È evidente, infatti, che solo attraverso misure europee immediate e rapide potremo affrontare in maniera strutturale una problematica che rischia di aprire nel nostro Paese conflitti sociali gravi che vanno risolti. Questa è quindi una misura importante: 6,2 miliardi di euro sull'indebitamento netto, oltre 13 miliardi sui saldi di fabbisogno da finanziare consentiranno al Governo di presentare un decreto che risponderà immediatamente ai bisogni di tenuta sociale delle famiglie e ovviamente alle esigenze delle imprese. È dunque per noi naturale corrispondere a questa responsabilità: vuol dire che il Governo aveva collocato le politiche economiche sulla strada giusta perché, come il presidente Pesco ha ricordato, siamo in presenza di un maggior gettito, che ci consente di utilizzare risorse senza produrre nuovo debito sulle giovani generazioni. È troppo facile immaginare di governare un Paese promuovendo debito sulle giovani generazioni. Ciò significa che le scelte di politica economica che abbiamo fatto richiedevano responsabilità, richiedevano un Parlamento che rinnovasse la fiducia al Governo per continuare a operare nella direzione dell'affidabilità, del rilancio degli investimenti e della tenuta dei conti pubblici. È quindi un primo intervento urgente e importante con il quale oggi il Parlamento, anche grazie alla condivisione unanime di tutte le forze politiche, consente al Governo di operare sulla decretazione d'urgenza al servizio delle imprese, delle famiglie, degli enti territoriali, della crescita e della coesione sociale del nostro Paese. Il nostro sarà dunque un voto favorevole per sostenere questo passaggio difficile e per dare una prima risposta al nostro Paese. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, Forza Italia ritiene che sia giusto l'utilizzo delle maggiori risorse individuate per gli obiettivi programmatici. Lo riteniamo opportuno e necessario a fronte dell'emergenza, a tutti nota, riguardante l'aumento dei prezzi, in modo particolare per l'energia e per il gas. È bene chiarire che non siamo di fronte a una sorta di manovra di scostamento, tanto per intendersi; si tratta invece di un'operazione diversa, che tiene conto di un miglioramento del quadro generale della finanza pubblica nei primi otto mesi dell'anno, miglioramento che ha generato maggior gettito fiscale e conseguentemente un minore indebitamento. Grazie a questo si possono individuare le risorse per intervenire con riferimento alle emergenze specifiche dell'energia e dei prezzi del gas.