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È questo il motivo del ritardo nell'emanazione del green pass . L'ultima questione che abbiamo discusso anche nella Commissione che mi onoro di presiedere riguarda i test sierologici. Spero siano fatti passi avanti anche nella ricerca scientifica per fornire attendibilità ai test sierologici e anche all'attestato di tali test soprattutto per andare incontro ad alcune istanze dei guariti dal Covid. In conclusione, Presidente, annunciando il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI, mai così convintamente, mi preme sottolineare che da parte nostra c'è una ferma condanna, senza esitazioni, delle manifestazioni di piazza senza mascherine e distanziamento in epoca di pandemia. Anche per le ripercussioni che esse hanno sull'economia, pensiamo ad esempio a quelle che hanno avuto sui negozi dei centri storici delle città. Siamo convinti che le restrizioni annunciate dalla Ministra dell'interno siano importantissime. Rivolgo inoltre un pensiero di solidarietà agli operatori socio-sanitari, soprattutto della città di Trieste, che hanno visto duplicare i malati di Covid. Nelle terapie intensive della città sono ricoverati quasi solo non vaccinati, che occupano posti letto che sono importanti anche per chi ha altre patologie, per chi ha avuto un infarto o un incidente. Non possiamo più permetterci di non curare i malati non Covid: quante volte l'abbiamo detto in queste Aule. Concludo chiedendo: cosa possiamo fare oggi? Qualche ora fa con la senatrice Rizzotti abbiamo presentato un libro qui in Senato, «Fiat Vax», che è una testimonianza dei medici e del personale sanitario del Niguarda di Milano. Mi piace ricordare una frase di questa testimonianza: quando ci si chiede «Cosa possiamo fare oggi?», la risposta è la seguente: «Non dimenticare. Non dobbiamo dimenticare i nostri morti, perché il loro sacrificio ha permesso ad altri di vivere. Per favore non banalizziamo il futuro che ci attende». È solo dal rispetto reciproco, a partire dalla comunità del lavoro, che potremo andare avanti, costruire il futuro e scongiurare altre restrizioni. Camus in un suo bellissimo romanzo scriveva: «La peste non muore mai». Ma il Covid-19 ci ha fatto riscoprire il senso della vita; teniamocelo stretto, andiamo orgogliosi del nostro Paese e del nostro Governo e andiamo avanti per combattere questa epidemia. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, in un momento così difficile per la Nazione, il Governo dovrebbe lavorare per creare coesione e inclusione, per far sentire tutti gli italiani nella stessa squadra; il Governo dovrebbe mostrarsi ed essere affidabile, proporre misure ragionevoli, senza voler fare i primi della classe in qualsiasi forma di estremismo; dovrebbe spiegare queste norme e dovrebbe essere trasparente; in altre parole, dovrebbe dire la verità. Ieri in Commissione, nell'esaminare questo provvedimento, che si è potuto esaminare solo in Commissione perché anche questa volta il Governo impone la fiducia impedendo all'Assemblea, ossia ad oltre il 90 per cento dei senatori, di esprimersi (si sono potuti esprimere solo i componenti della Commissione), abbiamo ottenuto qualche piccola cosa, ossia di poter ritenere valido il green pass da tampone fino alla fine del turno di lavoro, per evitare le cose che irresponsabilmente già sono accadute in queste settimane, come ad esempio treni che si devono fermare a metà corsa perché il macchinista ha esaurito le quarantotto ore di validità del suo green pass . Inoltre, si è ottenuto di evitare che ogni giorno il datore di lavoro debba chiedere il green pass a un lavoratore che il datore sa avere un green pass che vale, ad esempio, per due mesi. Ma è troppo poco, perché per il resto abbiamo ricevuto solo dei no a proposte ragionevolissime, avanzate non soltanto da noi, ma anche da altri esponenti del centrodestra, e non solo. Il no è stato fisso: no all'esenzione dal green pass per i lavori all'aperto, dove non c'è pericolo di contagio; no all'esenzione dal green pass per chi lavora da solo, isolato; abbiamo avuto un no dal Governo per l'accesso alle biblioteche perlomeno per ritirare o depositare libri in spazi riservati; abbiamo avuto un no alla proposta di avere accesso agli impianti sportivi per i minori di diciotto anni; no all'equiparazione dei bus turistici agli altri autobus, come se quelli turistici fossero particolarmente accoglienti per il virus e gli altri no, dove magari c'è la gente pigiata. Abbiamo inoltre ricevuto dal Governo il rifiuto di concedere il green pass per chi ha avuto un'infezione da Covid rilevabile con i test anticorpali. C'è stato un no anche su una proposta non soltanto ragionevolissima, ma basata su evidenze scientifiche menzionate durante le audizioni in Commissione. Abbiamo chiesto di portare a dodici mesi la validità del green pass per i guariti, poiché risulta in tantissimi studi in tutto il mondo, anche molto dettagliati, che la guarigione da Covid dà una resistenza al contagio molto più affidabile e molto più lunga, anche contro le varianti, rispetto a quella da vaccino. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità e ascoltatissimo dal ministro Speranza su tutti questi temi, in audizione qui al Senato il 7 ottobre ha detto queste precise parole: confermo che i dati scientifici ci dicono che l'immunità naturale, come peraltro è fisiologico anche per altre infezioni, ha una maggiore persistenza rispetto a quella vaccinale. Abbiamo fatto presenti queste parole al sottosegretario Sileri, che aveva espresso parere contrario sul nostro emendamento che chiedeva di estendere a dodici mesi la validità del green pass per i guariti. Il sottosegretario Sileri dice di aver telefonato al professor Brusaferro, il quale ha negato di aver pronunciato queste parole, ma lui le ha dette e c'è un video, reperibile sul sito del Senato, che tutti possono vedere. Il Parlamento serve a questo, a parlare e a dire cose davanti a tutti, ma forse qualcuno preferisce fare le discussioni all'interno di oscuri CTS e comitati vari, di trattative di corridoio che evitano di portare, per esempio, la legge di bilancio al Senato nei tempi previsti. Noi siamo invece per fare le cose davanti a tutti, però ci è stato detto di no. (Applausi). È successo anche di peggio: è stato bocciato un ordine del giorno che chiedeva di scongiurare - questa era l'espressione - l'imposizione del green pass ai bambini al di sotto dei dodici anni. Ci hanno detto di no. Il senatore Romeo ha depositato - e chiedo formalmente che venga pubblicato negli atti allegati alla seduta - un elenco di studi di altissima qualificazione che dicono che è ingiustificabile, non è necessaria ed è sconsigliabile la vaccinazione dei bambini al di sotto dei dodici anni, salvo i casi particolari, come quelli degli immunodepressi e simili. Questo però non è stato sufficiente. Cito soltanto una persona, il professor Vaia, direttore dello Spallanzani, l'istituto di punta nel nostro Paese nella cura delle malattie infettive, particolarmente distintosi nella lotta al Covid, il quale proprio oggi dice che non vede la necessità di vaccinare i bambini al di sotto dei dodici anni.