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Il medesimo divieto si applica anche al soggetto partecipato, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o del patrimonio da persone fisiche che risultano condannate, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputate o indagate, per uno dei predetti delitti. Il divieto di partecipazione a gare o di rilascio o rinnovo o il mantenimento delle concessioni di cui ai periodi precedenti opera anche nel caso in cui la condanna, ovvero l'imputazione o la condizione di indagato sia riferita al coniuge, nonché ai parenti ed affini entro il terzo grado dei soggetti ivi indicati». 2. Non possono concorrere all'assegnazione o al rinnovo delle concessioni in materia di giochi, concorsi pronostici e scommesse le società che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse previste dalla legge italiana o da quella dello Stato in cui sono stabiliti. 3. Ai fini delle certificazioni e degli accertamenti in materia di antimafia e di quanto previsto dall'articolo 24, comma 25, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come modificato dal comma 1, lettera b) , del presente articolo, e dall'articolo 2, comma 3- bis , del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, e successive modificazioni, è fatto obbligo alle società fiduciarie, ai trust e ai fondi di investimento che detengono, anche indirettamente, partecipazioni al capitale o al patrimonio di società concessionarie di giochi pubblici, di dichiarare l'identità del soggetto mandante nonché alle società controllanti di dichiarare l'identità degli amministratori. È vietata la partecipazione a procedure ad evidenza pubblica in materia di giochi da parte di soggetti partecipanti, anche indirettamente, mediante società fiduciarie, trust o fondi che non dichiarino l'identità del soggetto mandante o l'identità degli amministratori di eventuale società controllante. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le società concessionarie e le società per le quali è in corso l'ottenimento di concessioni in materia di giochi pubblici devono fornire, a richiesta dell'AAMS, l'elenco degli amministratori della società controllante, nonché l'elenco dei soci che detengono partecipazioni mediante società fiduciarie, trust o fondi. Per i fondi l'obbligo di dichiarazione previsto dal presente comma è limitato ai soggetti che detengono una quota superiore al 5 per cento del relativo patrimonio. 4. Ai fini di garantire la trasparenza e il controllo del mercato dei giochi, e delle obbligazioni che ne conseguono, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono partecipare a gare per nuove concessioni, o rinnovo di quelle in vigore, le società che siano costituite in forma di società per azioni. Per le concessioni in vigore alla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto obbligo ai concessionari che abbiano diversa e più semplificata forma giuridico-societaria di trasformarsi in società per azioni entro un anno, pena la decadenza della concessione, ovvero l'esclusione dalle nuove gare o rinnovi. Art. 14. (Concessionari di giochi pubblici che sostengono spese, per acquisti di beni e servizi forniti da imprese domiciliate fiscalmente in Stati aventi regimi fiscali privilegiati) 1. A pena della revoca della concessione e ferma restando ogni altra disposizione ai fini fiscali o amministrativi, i concessionari di giochi pubblici che sostengono spese, costi o altri oneri per acquisti di beni e servizi forniti da imprese domiciliate fiscalmente in Stati o territori non appartenenti all'Unione europea aventi regimi fiscali privilegiati individuati ai sensi degli articoli 110 e 167 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, o che pagano dividendi a tali società, forniscono la prova che le imprese estere siano realmente esistenti, che svolgono prevalentemente un'attività commerciale effettiva, che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione. 2. All'articolo 1, comma 78, lettera a) , della legge 13 dicembre 2010, n. 220, dopo le parole: «Spazio economico europeo,», ovunque ricorrano, sono inserite le seguenti: «non incluso nelle liste degli Stati e territori a regime fiscale privilegiato individuati ai sensi degli articoli 110 e 167 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni,». Art. 15. (Controlli sui requisiti per le concessioni di soggetti con domicilio, sede o comunque stabiliti in Paesi esteri) 1. Con riferimento ai controlli relativi ai requisiti previsti per l'accesso alle concessioni in materia di gioco pubblico ovvero per il mantenimento dei requisiti stessi da parte di soggetti con domicilio, sede o comunque stabiliti in Paesi esteri, l'AAMS si avvale: a) degli ordinari canali di polizia e diplomatici, per il controllo dei requisiti in materia di antimafia e di quelli concernenti i precedenti penali e i carichi pendenti; b) dei predetti canali di polizia e diplomatici o, in mancanza, di primarie società di revisione, scelte con procedure ad evidenza pubblica, per il controllo dei requisiti di natura economica e finanziaria. Art. 16. (Sanzioni penali per omessa dichiarazione ed evasione tributaria per gli operatori esercenti attività di gioco) 1. Al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: «Art. 4- bis. -- (Sanzioni penali in materia di giochi pubblici). -- 1 . Ferme restando le sanzioni penali e amministrative previste da altre disposizioni di legge in materia di gioco pubblico, è punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque sottrae o evade l'imposta unica sulle scommesse o il prelievo erariale unico per un ammontare superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro 50.000 per anno.»; b) all'articolo 5, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1- bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai soggetti e alle società concessionarie, esercenti e gestori nel settore dei giochi con vincite in denaro, nei casi di violazione degli obblighi di legge concernenti il mancato collegamento degli apparecchi di gioco alle reti telematiche e alla rete Sogei, ai fini della trasmissione dati all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e dell'applicazione del prelievo erariale unico, di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, e all'articolo 39, comma 13, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326». Art. 17. (Modifiche sanzioni e ammende gioco d'azzardo, gioco illegale e gioco irregolare) 1. L'articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, è sostituito dal seguente: «Art. 4.