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L'esigenza di stabilire la Commissione nel Capoluogo della Capitanata è data dal fatto che i prezzi del grano duro fino pastificabile sia all'ingrosso sia all'origine continuano a non essere remunerativi per i nostri produttori, sicché gli agricoltori della Daunia, del Belice e dell'associazione GranoSalus in queste settimane hanno protestato per il grano pagato solo 17 o 18 centesimi. Gli agricoltori denunciano ovviamente le politiche comunitarie che svantaggiano il grano siciliano, pugliese, lucano, molisano e abruzzese, costringendoli ad abbandonare i propri terreni, visto che i costi superano sempre più i guadagni. Pare dunque evidente l'opportunità di individuare a Foggia la sede di questa Commissione sul grano duro, senza alcun indugio verso le sperimentazioni, come pure è stato annunciato qualche giorno fa da alcuni esponenti del Governo. Tenuto conto che, nonostante la citata legge, il decreto attuativo approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni e la risoluzione della precedente legislatura, questa commissione non è stata istituita, anche a causa di ostacoli frapposti da alcune organizzazioni, vi sono stati anche ricorsi presso i TAR e il Consiglio di Stato per annullare i listini della borsa merci di Foggia. Tale grave ritardo nell'attuazione della CUN sul grano duro a Foggia penalizza il processo di trasparenza e aggrava le condizioni delle imprese cerealicole dell'Italia e del Mezzogiorno in particolare, senza consentire ai consumatori di avere anche orientamenti circa la qualità tossicologica dei prodotti. Il mondo agricolo e quello dei consumatori aspettano quindi, sotto questo profilo, un chiaro segnale da parte del Ministro per indire rapidamente la Commissione e soprattutto affidare all'Antitrust un'indagine che argini i fenomeni distorsivi dei prezzi e della concorrenza e verifichi il rispetto delle regole nazionali ed europee in materia. PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, senatore Centinaio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CENTINAIO, ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, il sistema cerealicolo italiano riveste una grande importanza all'interno dell'intero settore agricolo nazionale, sia per l'estensione delle coltivazioni e per la formazione di una parte rilevante del fatturato, sia per il forte valore identitario che esprime. Proprio a tal fine, il Ministero è impegnato nel sostegno alla filiera grano-pasta e nel consolidamento dei rapporti tra i trasformatori e gli agricoltori, per garantire massima tutela ai consumatori. Nel quadro delle azioni d'intervento rientra anche la disponibilità operativa del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo a varare la creazione della Commissione unica nazionale sul grano duro. Tale strumento, che si avvia in applicazione della legge n. 91 del 2015, prevede un accordo tra la parte acquirente e venditrice per la formazione di un prezzo di riferimento valido a livello nazionale, che superi il sistema attuale di quotazione delle borse merci. Al fine di progredire nelle procedure e a fronte di una richiesta di filiera, il Ministero ha già tenuto il 14 marzo 2018 un tavolo tecnico e in data 21 marzo 2018 ha inviato ai partecipanti un questionario per stabilire alcune caratteristiche fondamentali della costituenda CUN sul grano duro, tra le quali la scelta della sede. A tale tavolo tecnico sono state invitate le organizzazioni agricole e la rappresentanza della parte industriale di trasformazione, proprio per individuare congiuntamente un percorso utile di formazione della CUN, e alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti dell'associazione GranoSalus. Il Ministero ha ricevuto solo tre risposte al questionario, due delle quali contenenti la richiesta d'interrompere il percorso di formazione della CUN da parte delle rappresentanze della futura parte acquirente, nessuna risposta o indicazione invece, è stata inviata dall'associazione GranoSalus. Convinto dell'importanza dell'obiettivo di avere un prezzo indicativo più trasparente per chi produce fuori dai contratti di filiera, lo scorso dicembre, al tavolo della filiera grano pasta, ho ribadito la disponibilità alla creazione di una Commissione unica nazionale per il grano duro nell'ambito di una serie di azioni per il settore e in tale direzione sta continuando il lavoro di dialogo tecnico con le parti. In merito al recepimento di una griglia di valutazione tossicologica della qualità del grano, anche a tutela dei consumatori, richiesta dall'interrogante, giova ricordare che quello immesso sul mercato deve rispettare per legge tutte le caratteristiche di sicurezza e salubrità previste dalla normativa europea e nazionale in materia. Per quanto concerne le indagini antitrust, ricordo che esse spettano all'Autorità garante della concorrenza e del mercato che, in caso di pratiche sleali, provvede d'ufficio. Ribadisco comunque l'impegno del Ministero, per quanto di competenza, a evitare speculazioni, frodi e volatilità dei prezzi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Bonis, per due minuti. DE BONIS (Misto) . Signor Ministro, le cose non stanno esattamente in questi termini, perché è assurdo che l'agricoltura sia l'unico settore in cui a decidere i prezzi d'acquisto delle materie prime siano le controparti forti, ossia l'industria, la trasformazione e i commercianti. Ho depositato un disegno di legge per superare tale ostacolo, perché questa CUN non si farà mai, dal momento che alcune associazioni di categoria di parte industriale non vogliono un processo di trasparenza, che pure lo Stato italiano ha avviato, dopo anni di dure battaglie. È merito del MoVimento 5 Stelle aver introdotto, anche su nostra sollecitazione, questa norma, che stabilisce il principio di trasparenza. Se pertanto l'ostacolo è l'ostracismo da parte delle industrie, lo si può rimuovere anche accogliendo la proposta che ho presentato, che lei può trasformare in un decreto immediato: non è con i questionari, infatti, che riusciremo a convincere le industrie a ripartire equamente il valore aggiunto lungo la filiera. PRESIDENTE . La senatrice Biti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00869 sull'eventuale revisione del trattato commerciale CETA con il Canada in ambito agricolo, per tre minuti. BITI (PD) . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare il Ministro per la sua presenza. Possiamo dire che quella di oggi è la terza puntata della nostra personale serie sul CETA ( Comprehensive economic and trade agreement ). In Commissione ho già avuto modo di chiederle cosa ne pensasse in qualità di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali pro tempore della Repubblica italiana; ho avuto modo di provocarla nuovamente in Aula, quando abbiamo parlato di agricoltura. Questa è la terza puntata e, visto che anche i cittadini ci stanno guardando da casa, mi auguro che abbia finalmente l'opportunità di spiegare a tutti cosa intende fare sul CETA come Ministro delle politiche agricole. Ricordo infatti le sue dichiarazioni di un anno fa, quando chiese di aspettare per vedere i risultati del CETA, in quel momento in vigore provvisoriamente, e di avere i dati alla mano per capire se apportare revisioni (che sappiamo essere possibili).