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Penso però - e qui arrivo a un punto su cui gradirei che il Sottosegretario mi stesse a sentire - che negli ultimi tempi, soprattutto nel settore ambientale e per quanto riguarda il perseguimento degli obiettivi che l'Europa giustamente si è data nella lotta ai cambiamenti climatici (penso a tutta la discussione che c'è stata negli ultimi tempi sul Fit for 55), stiamo assumendo un atteggiamento francamente non più coerente con gli obiettivi che ci eravamo scelti da conseguire e che ripetutamente inseriamo nelle risoluzioni europee, anche alla vigilia dei vari Consigli europei. Penso ad esempio al fatto accaduto qualche giorno fa in Lussemburgo, nel Consiglio dei ministri dell'ambiente, dove non abbiamo agito in coerenza con gli obiettivi europei, che dovrebbero essere ancor più rafforzati e che con il tempo il Parlamento europeo in qualche modo ha contribuito a rafforzare. Noi in particolare dovremmo averli in gran conto, vista la situazione in cui ci troviamo. Qui vorrei ricordare che la siccità non è un castigo divino e che le temperature così elevate non sono una delle sette piaghe d'Egitto, ma una delle conseguenze della situazione di caos climatico in cui il pianeta si trova, in particolare nel Mediterraneo. Se guardiamo gli ultimi dati dell'Intergovernmental panel on climate change (IPCC) sulla situazione dei cambiamenti climatici e sull'aumento delle temperature nel nostro bacino e nel nostro Paese e se pensiamo a quanto è aumentata la temperatura del mare e a quello che sta accadendo con l'entrata del cuneo salino, che è risalito per 30 chilometri all'interno dell'asta del Po, possiamo renderci conto di quanto sia tremendo l'impatto dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Vista questa situazione, penso che, prima di assumere iniziative non coerenti con il perseguimento della riduzione delle emissioni e della neutralità climatica, tanto più in una situazione di crisi energetica come quella che stiamo vivendo, e prima di metterci alla guida di Paesi della periferia economica - e, oserei dire, anche politica - dell'Europa, forse dovremmo avere un atteggiamento un po' diverso e una capacità di discussione su queste iniziative, che tra l'altro poi diventano fallimentari e che non sono assolutamente in linea con le indicazioni del Parlamento e con i nostri interessi. Parlo anche della data del 2035 per chiudere con tutti i motori a combustione: forse, prima di assumere queste iniziative, sarebbe stato necessario, tanto più da parte di un Ministro che si chiama della transizione ecologica, avere un confronto adeguato con il nostro Paese. Questo non ci mette in una situazione positiva in Europa. È accaduto su questa questione in particolare, ma è accaduto, sempre sui temi ambientali, anche in altre occasioni. Francamente ci preoccupa molto ed è un elemento di allarme, perché non comprendiamo davvero fino in fondo dove l'Italia si voglia collocare: non capiamo se vogliamo davvero essere i leader della periferia economica dell'Europa; forse questo meriterebbe una discussione un po' più seria, anche per una questione molto semplice, ovvero per capire su cosa puntiamo per far crescere economicamente, dal punto di vista qualitativo, il nostro Paese. Vogliamo intraprendere, finalmente, una strada volta a puntare sull'innovazione - e ne avremmo ben donde, perché siamo un Paese che, da questo punto di vista, ha mille risorse non adeguatamente valorizzate e sfruttate - oppure dobbiamo continuare a perseguire ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni, illudendoci che quella fosse una crescita stabile e, invece che attraverso l'innovazione, continuiamo a scegliere di crescere attraverso i salari bassi, pensando di dover fare la competizione con un altro tipo di Paesi? Credo dunque che questa sia la questione centrale, tanto più con riferimento a una discussione come quella odierna sulla normativa europea, per capire dove ci collochiamo, a proposito di tali questioni, che sono assolutamente cruciali e fondamentali per il futuro. A tal proposito, nella legge di delegazione al nostro esame, vi sono norme come quella introdotta alla Camera dei deputati, che giustamente abbiamo confermato, riguardante la questione del benessere animale, che rappresenta sicuramente un punto avanzato, vietando finalmente la triturazione dei pulcini maschi vivi. Anche in questo caso, mentre la Francia e altri Paesi europei hanno fatto entrare in vigore il divieto di questa pratica barbara, incivile e senza pietà già dal 1° gennaio 2022, noi pensiamo invece di collocarlo al 2026. Onorevoli colleghi, potrete pensare: «Meno male che almeno subentra il divieto», ma capite perfettamente, come dicevo prima, che il nostro Paese tende sempre e ancora una volta non solo a non essere all'avanguardia in Europa, ma anche a rallentare le misure più avanzate e questo, francamente, il nostro Paese non lo merita. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole dei senatori della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali. (Applausi) . Saluto ad una delegazione dell'Associazione nazionale marinai d'Italia di Lesina PRESIDENTE . Rivolgo un saluto ad una delegazione dell'organizzazione di volontariato Associazione nazionale marinai d'Italia di Lesina, che sta assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione congiunta del disegno di legge n. Doc 2481 Doc Doc. LXXXVI, n. 5 Doc Doc. LXXXVII, n. 5 GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge di delegazione europea, come ogni anno, affronta diverse tematiche, allo scopo di recepire la legislazione europea, ma nel contesto storico in cui ci troviamo assume senz'altro un particolare valore, perché è anticamera dell'Europa del futuro. L'Europa è stata infatti costretta dalla pandemia prima e oggi dalla guerra a cambiare finalmente volto, a mostrare un maggiore spirito solidaristico e ad essere più madre che matrigna. Nessun Paese membro ipotizza più di uscire dall'area euro, l'antieuropeismo è diventato minoritario e ha lasciato il posto a un approccio di critica costruttiva nei confronti di ciò su cui ancora c'è da lavorare. Nell'ultimo Consiglio europeo poi è successo qualcosa di molto significativo: l'Ucraina e la Moldavia hanno acquisito lo status di Paesi candidati all'ingresso nell'Unione europea: un'ottima notizia, considerato che lo spirito d'inclusione dell'Unione europea è la migliore risposta all'espansionismo russo. Non dobbiamo dimenticare però i Balcani occidentali, dove da tempo la Macedonia del Nord e l'Albania aspettano di aprire i negoziati per l'adesione ed è nostro interesse strategico rispettare l'impegno per una loro adesione rapida all'Unione. Il Consiglio europeo ha anche rinnovato alla Commissione l'invito ad esplorare con urgenza modalità per ridurre i prezzi dell'energia. Il tema è diventato vitale per il nostro Paese e per l'Europa tutta. Non può esserci più spazio per i partiti del no a tutto e neppure per una distopica decrescita felice. (Applausi) .