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A volte molti si chiedono se il problema dell'immigrazione o dei richiedenti asilo si voglia risolvere davvero, oppure si voglia mantenere così, per impensierire, preoccupare e - poi - lucrare sulla paura degli elettori. (Applausi dal Gruppo PD) . Passo al secondo punto: la commedia della manovra finanziaria. Si è partiti con muscoli da palestrati e poi le stanze insonorizzate di Bruxelles hanno portato il buon presidente Conte a miti consigli. Terzo punto. Vi è traccia in questo anno delle proposte di cambiamento delle regole di bilancio? Si era detto: rivolteremo l'Unione europea e le sue regole di bilancio come un calzino. Vi è traccia di queste proposte. Il Governo ha fatto qualche proposta seria? Ha un'idea? Ha idea di un'alleanza? Il collega parla male della Francia, quell'altro della Germania, quell'altro ancora non so di chi. Non ho capito poi queste riforme con chi dovremmo realizzarle. Con il gruppo di Visegrád, che sicuramente sarà contrario a ogni ipotesi di riforma? Quarto punto. Ai nostri piedi il Mediterraneo brucia, con la guerra in Libia, l'instabilità in Tunisia e in Egitto e la situazione di crisi del Sahel: tutto ciò sembra disinteressare il Governo italiano, come se non fosse il principale interessato a ciò che avviene nel Mediterraneo e ad una politica seria e non di elemosina verso l'Africa. Quinto punto. Torno al ministro Savona, che spesso ha parlato di zoppia istituzionale. Io stesso alcuni anni fa scrissi un libro, che intitolai «L'anatra zoppa», per descrivere l'asimmetria tra una gamba monetaria forte dell'Unione europea e una economica e fiscale debole o assente. Anche qui, come si è tentato di risolvere in quest'anno la zoppia cui si riferisce Savona? Con quali proposte? C'è traccia di una proposta del Governo italiano sugli eurobond, sulla capacità fiscale, su un bilancio della zona euro o su un fondo monetario europeo? Nulla di tutto questo. Sesto punto. Non parliamo del concorso italiano alla politica estera europea, che dovrebbe essere forte, chiaramente orientata a rafforzare l'alleanza atlantica, senza complessi d'inferiorità, schizofrenia, ambiguità né legami azzardati, ambigui e incoerenti con la storia dell'Italia e dell'Europa. Per concludere, parliamo di Ursula von der Leyen, il nuovo Presidente della Commissione europea. Anche lì, il Governo italiano è riuscito a non pesare né contare. Lega e MoVimento 5 Stelle sono riusciti a divaricarsi, quindi a nullificare il potere negoziale italiano, dividendosi sul voto al Presidente della Commissione europea. L'elezione del Presidente della Commissione europea è il punto nodale, dal quale promanano le altre nomine, alle quali temo - per colpa non nostra, ma di questo Governo - l'Italia parteciperà con un piatto di lenticchie. Ciò non è sicuramente giusto per un grande Paese, fondatore dell'Unione europea, un Paese tuttavia pro tempore governato da un Governo inadeguato e incapace. (Applausi dal Gruppo PD). CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, la legge di delegazione europea, come già sentito più volte in questo dibattito, è costituita da un insieme di deleghe legislative che il Parlamento conferisce al Governo per modificare la legislazione interna, recependo le direttive europee. Si tratta di un provvedimento importante, in quanto recepisce gli atti normativi europei e permette l'ingresso della normativa comunitaria all'interno del nostro ordinamento. La normativa dell'Unione tratta di tematiche a trecentosessanta gradi, toccando ambiti di diversa matrice e che sicuramente offre diversi spunti di riflessione utili per analizzare il futuro dell'Unione stessa. Prima di entrare nel merito della legge e delle riflessioni ad essa collegate, permettetemi di ringraziare tutti i colleghi della 14ª Commissione, che hanno portato avanti un lavoro non semplice, perché, come detto, la legge di delegazione affronta numerose tematiche che richiedono impegno e dedizione. Formulo un ringraziamento anche per il fondamentale apporto fornito dal lavoro prezioso dei colleghi di tutte le altre Commissioni di merito. La legge di delegazione prevede l'attuazione di 26 direttive e l'adeguamento a 9 regolamenti. Si noti l'ampia varietà di tematiche affrontate: vengono trattate materie giuridiche, si opera su un'infrastruttura energetica europea, su tematiche ambientali, si affrontano materie legate alla tutela della salute umana e così via, sino a trasformare la legge di delegazione in una sorta di omnibus . Un articolo importante che vorrei nominare è l'articolo 20 in quanto stabilisce i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti con riferimento sia all'esposizione medica, sia alle persone soggette ad esposizione professionale, sia alla popolazione. Va detto in merito a tale direttiva, che il termine per il recepimento era fissato il 6 febbraio 2018. A causa quindi del mancato recepimento, a mio avviso inspiegabile, è stata avviata contro l'Italia una procedura di infrazione, collega Ginetti, procedura che verrà disinnescata grazie all'approvazione di questo articolo. Si tratta di una modifica particolarmente importante in quanto si recepisce una direttiva che aggiorna e consolida la normativa europea in materia di radioprotezione, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza volte alla protezione dei lavoratori, degli individui e dei pazienti contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti e comprende inoltre le misure di preparazione e risposta alle emergenze che sono state rafforzate a seguito dell'incidente nucleare di Fukushima. Altro articolo estremamente importante per la tematica ambientale è l'articolo 14 che reca i principi e i criteri direttivi specifici di delega per l'attuazione della direttiva europea in materia di veicoli fuori uso, rifiuti di pile, accumulatori e di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE. Tra le importanti modifiche che si sono fatte grazie al lavoro in Commissione, sono stati inseriti tra i criteri direttivi la previsione di misure che favoriscano il ritiro volontario dei piccolissimi RAEE da parte di distributori che non vendono apparecchi elettronici, la realizzazione di un sistema unico di gestione dei rifiuti che mette insieme pile e RAEE e la disciplina del fine vita dei pannelli fotovoltaici immessi sul mercato prima del 12 aprile 2014, anche prevedendo il coinvolgimento dei sistemi collettivi di raccolta. L'articolo 22 delega il Governo ad adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delegazione, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento europeo del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2017, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas.