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al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale, la legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha assegnato ai giovani che compiono 18 anni una carta elettronica del valore di 500 euro, cosiddetto bonus cultura, utilizzabile per l'acquisto di: biglietti per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, ingresso a musei, musica registrata, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali; malgrado il bonus cultura abbia conosciuto inizialmente alcune difficoltà, dovute in primo luogo alla novità dello strumento e ad alcune problematiche tecniche relative all'accesso da parte dei giovani alla piattaforma web dedicata, ad oggi sta producendo risultati significativi e concreti sul piano della crescita dei consumi culturali tanto che, sulla base dei dati forniti dal Ministero, quasi 800.000 ragazzi hanno speso ad oggi oltre 260 milioni di euro, tra libri, musica, concerti, cinema, musei, teatri, eventi culturali; il bonus , oltre ad aver avvicinato i neomaggiorenni alla cultura, si è fino ad ora dimostrato un sostegno concreto alla lettura, alle piccole librerie, e anche, più in generale, all'industria creativa e alla domanda di tutti i contenuti culturali, compresi quelli che in passato sono stati scarsamente considerati dallo Stato; considerato che: il 13 giugno 2018, in occasione della presentazione della festa della Musica presso il Ministero, il Ministro in indirizzo, di cui si riconosce la stimabile esperienza manageriale nel mondo dell'arte e della cultura, come riportato anche da numerosi articoli di stampa, ha affermato "non credo che dare dei soldi ai giovani per comprarsi dischi e libri serva più di tanto, credo invece che sarebbe meglio investire per migliorare la didattica e l'approccio alla cultura", riferendosi evidentemente al bonus cultura; a parere degl'interroganti, il bonus si è dimostrato un investimento educativo riuscito che ha spinto i giovani a scegliere autonomamente i consumi culturali desiderati, incentivando contestualmente offerta e domanda di contenuti culturali; pertanto, una sua eventuale eliminazione diminuirebbe drasticamente l'impegno di questo Governo a favore dell'aggregazione culturale e sociale del Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno esaminare il tema nelle costituende Commissioni parlamentari competenti e approfondire la tematica anche con le associazioni di categoria coinvolte per migliorare, laddove possibile, quanto di buono fatto, in luogo di cancellarlo aprioristicamente. Atto n. 4-00249 CAUSIN TOFFANIN GALLONE Ai Ministri dell'interno e dei beni e delle attività culturali e del turismo Premesso che: le Pro loco sono associazioni di volontariato senza scopo di lucro che perseguono finalità di promozione e valorizzazione del territorio e delle risorse naturali, artistiche, ambientali e storiche, tutela delle tradizioni locali; esse rappresentano un punto di riferimento sia per gli abitanti sia per i visitatori di una località e, a tal fine, promuovono e organizzano manifestazioni in ambito turistico-culturale, storico-ambientale, folcloristico, gastronomico, sportivo; come evidenziato nel protocollo d'intesa per l'individuazione di azioni comuni volte a migliorare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e la promozione turistica dei territori italiani, tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e l'associazione UNPLI, "le associazioni Pro Loco sono organismi di natura privatistica che, senza finalità di lucro, svolgono attività di promozione e valorizzazione del territorio e di utilità sociale, riconosciute sia dal livello di governo nazionale, come in particolare dall'art. 56 (Conferenza nazionale del turismo) del d.lgs n.79/2011 sia dalla legislazione regionale istitutiva dei relativi albi"; con la circolare n. 555/OP/0001991 del 7 giugno 2017, recante "Manifestazioni pubbliche. Indicazioni di carattere tecnico in merito a misure di "Safety", modificata dalla successiva circolare n. 11464 del 19 giugno 2017, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno ha emanato disposizioni dirette prevalentemente alle forze dell'ordine, nelle quali sono state fornite indicazioni in merito ai dispositivi e alle misure da porre in essere in occasione di manifestazioni pubbliche, indicando le condizioni di " safety ", intesa come l'insieme delle misure di sicurezza preventiva, attinenti a dispositivi e misure strutturali a salvaguardia dell'incolumità delle persone, e " security ", che riguarda i servizi di ordine e sicurezza pubblica "sul campo"; la circolare del 19 giugno ha chiarito in particolare il ruolo dei Comuni ai quali spetta attivare tutte le verifiche preliminari per evitare il sovraffollamento ed effettuare una valutazione complessiva dei rischi; le operazioni descritte dalle due circolari devono essere compiute dagli organizzatori dell'evento e dalle forze dell'ordine; con la direttiva n. 11001/110 (10) Uff. II - Ord. Sic. pub. del 28 luglio 2017, inviata ai prefetti dal capo di gabinetto del Ministero dell'interno, sono stati indicati i modelli organizzativi per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche; riguardo all'aspetto procedurale, la direttiva opera una distinzione tra le riunioni e le manifestazioni in luogo pubblico di cui all'art. 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni e integrazioni, che comportano in capo agli organizzatori un semplice onere di preavviso al questore, e le manifestazioni di pubblico spettacolo, che sono, per converso, soggette a un regime autorizzatorio; pur condividendo le finalità delle due circolari, volte a garantire la massima sicurezza allo svolgimento di pubbliche manifestazioni in modo da ridurre al minimo i potenziali rischi per i cittadini, occorre sottolineare che le misure stanno creando enormi disagi organizzativi alle Pro loco e alle associazioni di volontariato; le Pro loco in Italia iscritte all'Unione nazionale pro loco d'Italia (UNPLI) sono 6.200 e contano 600.000 soci. Di queste, 535 si trovano in Veneto, con 58.835 soci, 1.160.000 volontari, 43 consorzi e 7 comitati provinciali; in Veneto un residente su 4 è impegnato gratuitamente a sostegno di chi è nel bisogno, in progetti di servizio, o a favore del proprio territorio, valorizzandone tradizioni ed economia rurale ed artigianale; il numero delle Pro loco esistenti in Italia negli ultimi anni è aumentato in modo considerevole, confermandosi un modello in grado di soddisfare la crescente volontà di operare direttamente a livello locale a favore della società; tale caratteristica ha fatto assumere alle Pro loco una particolare connotazione di forte radicamento sul territorio che ha indotto diverse Regioni ad elaborare una normativa specifica finalizzata a renderle strumenti di preziosa collaborazione con gli enti territoriali e i Comuni nell'ambito turistico; negli ultimi anni, la burocrazia ha messo a dura prova tali associazioni, a causa delle crescenti responsabilità e del proliferare di nuovi costi, con pesanti disagi per i volontari che si sentono ingiustamente sopraffatti;