[pronunce]

Con riferimento all'art. 12 della legge la norma viene censurata sul rilievo che il contenuto informativodalla stessa previsto concerne le sole disposizioni della legge n. 441 del 1998, potendo così ingenerare, secondo la prospettazione della ricorrente, la falsa opinione (o, peggio, la falsa aspettativa) che si tratti di legge applicabile direttamente e negli stessi termini letterali anche nel territorio provinciale in luogo delle corrispondenti leggiprovinciali. Aggiunge la ricorrente un ulteriore profilo di doglianza, là dove osserva che le campagne informative ministeriali, se autonomamente gestite e svolte, possono essere solo campagne di portata nazionale e non possono concretizzarsi, stante il divieto di attività statale, amministrativa e di spesa, posto dall'art. 4 del decreto legislativo n. 266 del 1992 nelle materie in cui la provincia ha competenza esclusiva, in attività amministrativa localmente svolta né in finanziamenti localmente erogati o utilizzati. Infine, per quel che riguarda l'ultima disposizione impugnata, l'art. 14, comma 6, la provincia ritiene che attraverso la previsione di aiuti alla introduzione della contabilità nelle aziende agricole, essendo riservata ad apposito regolamento governativo la specificazione delle modalità di concessione di detti aiuti ai giovani agricoltori, si sia chiaramente inteso attribuire la relativa competenza allo Stato, mentre, ritenuti gli aiuti in questione solo un particolare tipo di aiuti alle imprese agricole, la relativa funzione amministrativa rientra pienamente fra quelle di competenza provinciale. 5. - Con atto dell'8 febbraio 1999 si è costituito nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che le dedotte questioni di legittimità costituzionale siano dichiarate infondate. In particolare, rileva la difesa erariale che la legge n. 441 del 1998 ha la finalità di contrastare il fenomeno del cosiddetto esodo rurale favorendo il ricambio generazionale nel settore agricolo attraverso la costituzione di un vero e proprio "pacchetto" di opportunità agevolative dell'insediamento giovanile nel comparto. In relazione a queste finalità la legge in questione ha, secondo la stessa difesa, indubbiamente la portata di riforma economico-sociale, introducendo una serie di principi generali a carattere innovativo, in coerenza con il regolamento (CE) n. 950/1997, che assumono carattere vincolante per le Regioni. Specificamente, in relazione alle singole norme censurate, l'Avvocatura esclude che l'art. 3, comma 5, della legge n. 441 del 1998 possa interferire con le competenze provinciali in materia di formazione professionale. La norma abilita il Ministro per le politiche agricole a stipulare accordi con alcuni enti per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione professionale dei giovani agricoltori; di tali accordi le regioni e le province autonome potranno, a loro scelta, giovarsi o meno. Quanto all'art. 4, comma 3, la norma è stata, ad avviso della difesa erariale, fraintesa dalla provincia ricorrente in quanto, lungi dall'interferire con la materia della ricomposizione fondiaria oggetto di specifica competenza locale, autorizza la Cassa per la formazione della proprietà contadina a riassegnare i terreni già nella sua disponibilità. Relativamente alle campagne di informazione di cui all'art. 12 della legge impugnata osserva la difesa resistente che esse, precedute dalla consultazione della conferenza Stato-Regioni, rientrano fra quelle di pubblica utilità realizzate dal Governo. Infine, riguardo agli aiuti alla introduzione della contabilità, essi, consistenti in deduzioni di imposta, si inquadrano "nel pacchetto di benefici fiscali a favore dell'insediamento giovanile in agricoltura" e non confliggono con le competenze regionali in materia di provvidenze previste dalla normativa comunitaria. 6. - In prossimità della udienza la provincia ricorrente ha depositato memoria di replica contestando il fatto che l'intero contenuto della legge n. 441 del 1998 assuma la portata di riforma economico-sociale, come tale vincolante per la normazione regionale o, nel caso, provinciale. Osserva la ricorrente che l'unico "principio generale" che potrebbe essere rinvenuto nella legge, cioè quello espresso dall'art. 1, "discende già dai regolamenti comunitari nn. 2328/1991 e 950/1997". Per il resto, secondo la provincia, si tratta di norme di dettaglio, che riproducono o integrano quellecomunitarie. Ribadita, quindi, la illegittimità della generale autoqualificazione di tutte le disposizioni della legge impugnata come norme fondamentali di riforma economico-sociale, la provincia ritiene di non essere tenuta ad applicare le norme impugnate, avendo essa stessa la potestà, già attuata, di dettare la normativa integrativa dei regolamenti comunitari. Nessun rilievo può, peraltro, avere il fatto che la legge n. 441 del 1998 sia stata, come ricordato dalla difesa erariale, discussa, prima di essere portata in Parlamento, in seno alla Conferenza Stato-Regioni, in quanto ciò non potrebbe aver determinato la "acquiescenza" delle singole regioni e province autonome al contenuto della legge stessa.1. - La Provincia autonoma di Trento ha sollevato, con ricorso in via principale, questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, 3, comma 5, 4, comma 3, 12 e 14, comma 6, della legge 15 dicembre 1998, n. 441 (Norme per la diffusione e la valorizzazione della imprenditoria giovanile in agricoltura), essenzialmente per violazione delle norme statutarie attributive della competenza legislativa ed amministrativa nelle materie interessate dalle disposizioni di legge censurate. 1.1. - Più precisamente la ricorrente, premesso di essere titolare di potestà normativa primaria sia in materia di agricoltura che di formazione professionale e di godere altresì in via esclusiva delle correlate competenze amministrative, contesta la legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della legge n. 441 del 1998 nella parte in cui qualifica tutte le disposizioni in essa contenute "norme fondamentali di riforma economico-sociale". 1.2. - La Provincia autonoma di Trento dubita peraltro della legittimità costituzionale anche delle ulteriori seguenti disposizioni contenute nella stessa legge: a) dell'art. 3, comma 5, nella parte in cui prevede che il Ministro per le politiche agricole sia autorizzato a stipulare, d'intesa con le Regioni, accordi o convenzioni con istituti di istruzione, enti di formazione e collegi professionali, per lo svolgimento di corsi di formazione professionale "finalizzati all'inserimento lavorativo in agricoltura di giovani laureati o diplomati"; b) dell'art. 4, comma 3, là dove affida alla Cassa per la formazione della proprietà contadina il compito di realizzare programmi di ricomposizione fondiaria dei terreni; c) dell'art. 12 il quale prevede la possibilità per il Ministro per le politiche agricole di promuovere "mirate campagne di informazione per pubblicizzare in maniera idonea" il contenuto della legge in questione;