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Con il comma 6 vengono incrementate le disponibilità del fondo rotativo presso il Mediocredito centrale, destinato alla concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici a fronte di programmi di penetrazione commerciale in Paesi diversi da quelli delle Comunità europee nonché a fronte di attività relative alla promozione commerciale all'estero del settore turistico al fine di acquisire i flussi turistici verso l'Italia. Articolo 13. – (Misure in materia di integrazione salariale) La norma in esame prevede la concessione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga di cui all'articolo 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149. Dunque relativamente alle settimane previste dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, sarebbe consentito anche ai lavoratori assunti dalle aziende dalla data del 14 agosto fino al 9 novembre 2020 l'accesso alla cassa integrazione con causale COVID-19. Per questi lavoratori resterebbe al massimo un mese di integrazione salariale, quello di dicembre 2020. Titolo III – Ulteriori misure urgenti Articolo 14.- (Disposizioni d'urgenza per lo svolgimento delle elezioni suppletive per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica per l'anno 2020) La proposta normativa dispone, in deroga a quanto previsto dall'articolo 86, commi 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nonché dall'articolo 21- ter , comma 3, del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, che le elezioni suppletive della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica per i seggi che siano dichiarati vacanti entro il 31 dicembre 2020, si svolgono entro il 31 marzo 2021. L'iniziativa presenta il carattere della necessità e dell'urgenza in considerazione del permanere della gravità della situazione epidemiologica mondiale connessa alla diffusione del virus COVID-19 e della nuova significativa recrudescenza del contagio anche nel nostro Paese, circostanza che ha determinato la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale al 31 gennaio 2021 e l'adozione da parte del Governo di recenti ulteriori rigorose misure di contenimento della diffusione epidemiologica. La proposta interviene sulla disciplina in materia di elezioni suppletive della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. La disciplina a regime dispone per il Senato, ai sensi dell'articolo 21- ter, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 533 del 1993, per le elezioni suppletive, che, quando per qualsiasi causa, resti vacante il seggio di senatore nel collegio uninominale, il Presidente del Senato della Repubblica ne dia immediata comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno perché si proceda ad elezione suppletiva nel collegio interessato. Si prevede, con il comma 2, che i comizi sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri, purché intercorra almeno un anno fra la data della vacanza e la scadenza normale della legislatura. Il comma 3 dispone che le elezioni suppletive sono indette entro novanta giorni dalla data della vacanza dichiarata dalla Giunta delle elezioni, salvo specifiche deroghe già disciplinate dal comma 4 nel caso in cui tale termine cada in un periodo fra il 1° agosto e il 15 settembre (in questo caso il Governo è autorizzato a prorogare tale termine di non oltre quarantacinque giorni) e qualora cada in un periodo compreso tra il 15 dicembre e il 15 gennaio (in questo caso il Governo è autorizzato a prorogare tale termine di non oltre trenta giorni). La proposta normativa in esame, composta da due commi, dispone, in via d'urgenza, in deroga alla disciplina ordinaria, che le elezioni suppletive del Senato della Repubblica, qualora i seggi siano dichiarati vacanti entro il 31 dicembre 2020, si svolgano entro il 31 marzo 2021. Analoga disciplina viene prevista per le elezioni suppletive della Camera dei deputati. L'intervento è in linea con quanto disposto dal decreto-legge n. 26 del 2020, che ha già previsto, con l'articolo 1, comma 1, lettera a) un primo differimento delle elezioni suppletive politiche per i seggi dichiarati vacanti entro il 31 luglio 2020. Articolo 15. – (Differimento delle elezioni degli organismi della rappresentanza sindacale) La disposizione contiene misure per la rappresentatività sindacale ai fini della contrattazione collettiva all'interno dell'Amministrazione pubblica, prevedendo che i dati relativi alle deleghe rilasciate a ciascuna amministrazione, necessari per la rappresentatività di cui all'articolo 3 del decreto legislativo. n. 165 del 2001, sono rilevati alla data del 31 dicembre 2021. In via eccezionale e in deroga alla normativa vigente, con riferimento al periodo contrattuale 2022-2024, sono prorogati gli organismi di rappresentanza del personale anche se le relative elezioni siano state già indette. Il comma 2 prevede che gli accordi/contratti collettivi nazionali possano consentire l'utilizzo di modalità telematiche per le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU), anche con riferimento alla presentazione delle liste ed alle assemblee sindacali. L'intervento rileva anche sotto il profilo finanziario in quanto consente il risparmio di spesa, per l'anno 2020, correlato agli oneri da sostenere a cura dell'amministrazione, per lo svolgimento delle attività connesse alle elezioni delle RSU. In particolare, il differimento consente di evitare il rischio – assai concreto – di sostenere tale onere ripetutamente in corso d'anno – in quanto il rischio epidemiologico potrebbe comprometterne il regolare svolgimento, peraltro in modo disomogeneo su tutto il territorio nazionale. Articolo 16. – (Rinvio del federalismo fiscale) La disposizione in esame rinvia al 2023 l'applicazione delle disposizioni recate dal decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. In particolare, con il comma 1, lettera a) si rinvia al 2023 l'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la rideterminazione dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) con riferimento all'anno di imposta precedente. Con il comma 1, lettera b) si rinvia all'anno 2023 la rideterminazione dell'aliquota di compartecipazione regionale al gettito IVA. Pertanto, anche per gli anni 2021 e 2022 detta aliquota di compartecipazione regionale continua ad essere calcolata in base alla normativa vigente, al netto di quanto devoluto alle regioni a statuto speciale e delle risorse dell'Unione europea. Con il comma 1, lettera c) viene rinviata al 2023 la soppressione dei trasferimenti dallo Stato alle regioni a statuto ordinario.