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Ove il fatto non costituisca reato, chiunque esercita l'attività di tatuaggio e piercing senza aver provveduto alla segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 3 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 8.000 euro. 2. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque esercita l'attività di tatuaggio e piercing senza il possesso dei requisiti formativi di cui all'articolo 2 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 10.000 euro. 3. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque esercita l'attività di tatuaggio e piercing senza il rispetto dei requisiti igienico-sanitari prescritti ai sensi dell'articolo 2, comma 7, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 15.000 euro. 4. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque esegue tatuaggi o piercing ai minori di età in assenza del consenso di cui all'articolo 4, commi 1 e 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro. 5. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque esegue tatuaggi o piercing sul viso senza il rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 4, comma 4, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 8.000 euro. 6. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque esercita l'attività di tatuaggio e piercing in forma ambulante o in ambito di fiere o manifestazioni varie senza il rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 10 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 8.000 euro. Ove il fatto non costituisca reato, gli organizzatori delle suddette manifestazioni sono puniti con la sanzione amministrativa pecunaria da 15.000 a 50.000 euro. 7. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque importa o distribuisce prodotti non conformi alle disposizioni di cui all'articolo 7 e al relativo decreto ministeriale è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro e con la confisca dei medesimi prodotti, degli strumenti e delle materie atti alla loro produzione. 8. Ove il fatto non costituisca reato, chiunque usa, nell’esecuzione di tatuaggi, piercing e pratiche correlate di cui all’articolo 1, prodotti non conformi alle disposizioni di cui all'articolo 7 e al relativo decreto ministeriale è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro e con la confisca degli strumenti e dei prodotti utilizzati. 9. Nei casi di applicazione delle sanzioni amministrative di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, è disposta la sospensione dell'attività con il sequestro delle attrezzature. 10. Per le procedure relative all'accertamento e all'irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo si applicano le disposizioni previste dalle leggi regionali e delle province autonome in materia. 11. Gli importi derivanti dalla riscossione delle sanzioni di cui al presente articolo sono destinati a finanziare le attività di vigilanza e controllo di cui all'articolo 5. Art. 7. (Prodotti per tatuaggi, per trucco permanente e monili e strumenti per piercing ) 1. È vietato utilizzare prodotti per il tatuaggio e per il trucco permanente, nonché monili e strumenti per il piercing , dannosi per la salute umana. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previo parere motivato dell'Istituto superiore di sanità, sono disciplinate le modalità di utilizzo e immissione in commercio dei prodotti e strumenti per tatuaggio, piercing e pratiche correlate nonché le modalità e gli elementi per la valutazione dei rischi ad essi connessi. 2. Il decreto di cui al comma 1 è adottato nel rispetto dei seguenti requisiti: a) i prodotti non devono contenere o rilasciare le ammine aromatiche di cui alla tabella 1; b) i prodotti non devono contenere le sostanze coloranti individuate nella tabella 2; c) i prodotti non devono contenere le sostanze di cui all'allegato II del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici; d) i prodotti non devono contenere sostanze cancerogene, mutagene e tossiche delle categorie 1, 2 e 3 di cui all'allegato VI, punto 4, della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, e successive modificazioni, in ottemperanza a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008; e) i prodotti devono essere conformi alle massime concentrazioni di impurezze di cui alla tabella 3; f) i prodotti devono essere conformi alle determinazioni sulle ammine aromatiche nei tatuaggi e nel trucco permanente di cui alla tabella 4; g) per i prodotti coloranti in contenitori multiuso è ammesso l'uso di conservanti nella minima concentrazione efficace; h) le miscele usate per tatuaggi o per trucco permanente devono essere soggette alle norme concernenti la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, e devono contenere informazioni dettagliate sulla loro composizione e provenienza; i) lo strumentario utilizzato per le pratiche di tatuaggio, piercing e pratiche correlate deve garantire la sterilità e deve essere biocompatibile. Art. 8. (Informazioni al consumatore e consenso informato) 1. Gli esercenti le attività di cui all'articolo 1 sono tenuti ad informare i propri clienti sui possibili rischi per la salute derivanti dall'esecuzione e dalla rimozione di tatuaggi, piercing e pratiche correlate, compreso il piercing al lobo dell'orecchio, e sulle precauzioni da tenere dopo la loro effettuazione, relativamente ai seguenti aspetti: a) dati identificativi del prodotto colorante; b) caratteristica di indelebilità; c) rischio in merito a sensibilizzazione allergica correlata alla presenza di metalli anche in tracce; d) rischio di patologie a trasmissione parenterale, quali epatiti ed AIDS, nel caso non siano rispettate le norme di igiene e corretta sterilizzazione dello strumentario utilizzato; e) rischio di gravi infezioni se il tatuaggio o trucco permanente è praticato su pelle infiammata o lesa; f) necessità di parere del medico curante nel caso in cui il soggetto sia affetto da malattie della pelle. 2. L'informazione al cliente deve essere documentata anche attraverso un'informativa scritta rilasciata al cliente stesso, il quale deve sottoscrivere una dichiarazione attestante il proprio consenso informato. Per ciascun cliente deve essere compilata una scheda individuale con i dati identificativi, il trattamento effettuato, la sede di applicazione ed i materiali utilizzati, nonché le indicazioni specifiche da seguire successivamente al trattamento. La scheda deve essere datata e sottoscritta dal cliente e dall'operatore che ha effettuato il trattamento e conservata dall'esercente presso il proprio esercizio, perché sia resa disponibile alle autorità di vigilanza e controllo. 3.