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il Ministro dell'università e della ricerca, con il decreto n. 614 del 19 maggio 2021, ha ripartito il finanziamento in due quote, delle quali solo la prima, pari a 12.545.000 euro ripartiti tra gli enti, è destinata alla stabilizzazione di personale negli enti di ricerca vigilati, ai sensi dell'articolo 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. Una seconda quota di importo equivalente viene invece assegnata agli stessi enti vigilati per l'assunzione di giovani ricercatori o tecnologi mediante procedure concorsuali ordinarie; il finanziamento di 12.545.000 euro non copre interamente il fabbisogno degli enti di ricerca per la stabilizzazione del personale già in possesso dei requisiti previsti dal citato articolo 20, commi 1 e 2, ed inserito in procedure di stabilizzazione attivate in autonomia dagli enti stessi: nel solo CNR, il piano di fabbisogno del personale, allegato al piano triennale di attività che è annualmente sottoposto al Ministro vigilante, individua attualmente in 395 unità di personale la quota residua di personale da stabilizzare; riguardo all'eventuale necessità di compensare le assunzioni mediante scorrimento di graduatorie di concorsi riservati, ai sensi dell'articolo 20, comma 2, con pari risorse da destinare all'assunzione di personale nella medesima area professionale con concorsi ordinari, il Governo aveva già provveduto a stanziare 45 milioni di euro a partire dal 2021 per l'assunzione di giovani ricercatori negli enti vigilati dal Ministero, con l'articolo 230, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; considerato che la quota destinata alle stabilizzazioni di personale dalla legge di bilancio per il 2021 appare ingiustificatamente dimezzata, in conflitto con quanto previsto dal citato articolo 1, comma 541, nonostante le raccomandazioni delle Commissioni parlamentari competenti avanzate al riguardo, anche in sede consultiva in merito all'esame del decreto ministeriale di riparto del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE), affinché tutti i fondi stanziati fossero utilizzati per la stabilizzazione del personale precario degli enti giudicato idoneo all'assunzione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della consistenza effettiva delle unità di personale idonee all'assunzione, secondo le procedure attivate dagli enti e in attesa di stabilizzazione; se, alla luce dello stato delle procedure di stabilizzazione negli enti di ricerca, intenda avanzare una riformulazione del decreto n. 614 del 2021, in coerenza a quanto disposto dall'articolo 1, comma 541, della legge n. 178 del 2020; se non ritenga opportuno autorizzare con proprio decreto l'utilizzo di parte delle risorse stanziate dall'articolo 230, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2020, per la conclusione delle procedure di stabilizzazione negli enti; se intenda intervenire nei confronti dei propri enti pubblici di ricerca, affinché tutte le risorse disponibili, nei limiti di quanto previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, siano utilizzate per l'assunzione del personale ritenuto idoneo alla stabilizzazione ai sensi dell'articolo 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017. Atto n. 3-02750 VERDUCCI RAMPI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che il decreto di riparto del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE) per il 2021 è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti. Il fondo è articolato in 4 capitoli principali per ciascuno degli enti. All'"assegnazione ordinaria" si aggiungono quote accessorie per la "progettualità di carattere straordinario", le "attività di ricerca a valenza internazionale" e la "progettualità di carattere continuativo"; per il Consiglio nazionale delle ricerche, stante un'assegnazione ordinaria di 603.487.765 euro, le quote accessorie sono così ripartite: 4.250.000 euro per la progettualità di carattere straordinario, 35.590.000 per le attività di ricerca a valenza internazionale, 22.000.000 per la progettualità di carattere continuativo, per un totale di 61.840.000 euro. Le tabelle allegate al decreto di riparto riportano in dettaglio l'assegnazione dei fondi accessori alle singole iniziative, evidenziando le variazioni tra le quote relative al 2020 e quelle relative al 2021 e descrivendo molto brevemente la natura delle attività finanziate; considerato che: nessuna delle attività del CNR finanziate dal Ministero vigilante con tali quote accessorie risulta essere stata scelta mediante bando competitivo o altra procedura equivalente e compatibile con i migliori standard internazionali, come previsto dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218; nella maggior parte dei casi le attività pluriennali del CNR finanziate dal Ministero con le quote accessorie non risultano essere state sottoposte a procedure pubbliche di rendicontazione scientifica, laddove la rendicontazione amministrativa è un atto dovuto, da parte di organismi indipendenti, compatibili con gli standard internazionali di valutazione in itinere dei progetti di ricerca e doverose in tutti i casi di impiego di risorse pubbliche per attività scientifiche; da quanto risulta nessuna delle attività del CNR finanziate nel FOE 2021 è stata discussa preventivamente e pubblicamente con gli organi statutari dell'ente, con particolare riferimento al consiglio scientifico generale ed ai consigli scientifici dei dipartimenti, né tantomeno per la richiesta di un parere consultivo, così come previsto dallo statuto del CNR, sulle tematiche di ricerca che possono giovarsi di finanziamenti pubblici diretti; alcune delle attività del CNR finanziate nel FOE 2021 prevedono il trasferimento di fondi ad enti ed istituzioni di ricerca non elencati tra quelli destinatari del FOE all'articolo 1 del citato decreto legislativo, e che operano in regime di concorrenza con il CNR stesso per l'assegnazione di fondi in base a bandi competitivi nazionali o internazionali; alcuni di tali beneficiari ricevono finanziamenti da molti anni rendendo pertanto auspicabile che le iniziative così finanziate abbiano da tempo raggiunto uno stato di autosostenibilità strutturale che non richieda ulteriore erogazione di finanziamenti; rilevato che in assenza delle procedure citate non sono fornite alle Commissioni parlamentari competenti tutte le valutazioni ed informazioni necessarie ad esprimere il proprio parere sul decreto di riparto del FOE, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se ritenga compatibile con la legislazione vigente, ed in particolare con l'articolo 2 del decreto legislativo n. 218 del 2016, la prassi di finanziare attività di ricerca senza bandi competitivi, senza rendicontazione scientifica, senza il controllo delle comunità scientifiche di riferimento e al di fuori dalle prassi adottate dalla comunità scientifica internazionale; se non ritenga opportuno e necessario procedere alla nomina del consiglio nazionale dei ricercatori e tecnologi, così come previsto all'articolo 8, comma 7, del decreto legislativo n. 218, anche al fine di esercitare il controllo sull'impiego dei finanziamenti pubblici;