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Ad esempio, anche dai sindaci di Norcia e Visso, dalla Rete Professioni Tecniche e dai rappresentanti delle Regioni abbiamo avuto la conferma di quanto sostenuto dall'inizio e che ho evidenziato nel corso di questo mio intervento, ovvero che il provvedimento in esame delude le aspettative dei territori colpiti dal terremoto e introduce norme così complesse che anziché velocizzare la ricostruzione, rischiano di rallentarla ulteriormente. Abbiamo ascoltato in audizione le calzanti osservazioni del sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, riguardo le difficoltà concrete di ricostruzione dei Comuni colpiti dal sisma del Centro Italia. Emblematico è stato l'intervento dell'ingegner Spuri, direttore dell'Ufficio speciale ricostruzione Marche, il quale ha sottolineato come siano necessari immediati correttivi per evitare il rischio di paralisi totale della ricostruzione. Misure di cui in questo decreto, purtroppo, non ci sono tracce. Secondo noi, se il Governo e la maggioranza avessero utilizzato il linguaggio, la concretezza e la competenza dei sindaci che abbiamo ascoltato sia alla Camera che al Senato nel corso dell'esame di questo decreto-legge sisma, probabilmente dei risultati soddisfacenti sarebbero stati raggiunti in questo provvedimento. Ed è ancora più grave che il tema del dissesto idrogeologico sia completamente assente dall'agenda di Governo. Spiace doversi ripetere, ma questa maggioranza dilapida risorse per il reddito di cittadinanza e per sostenere l'assistenzialismo di Stato, ma non raccoglie le richieste che giungono dal territorio e non prevede investimenti per garantire la sicurezza del suolo. Questo decreto-legge era l'occasione per dimostrare che questa maggioranza è capace di guardare oltre la propria poltrona, di ascoltare gli italiani e di dimostrare che le stanno a cuore gli interessi della Nazione. Il nostro sarà un voto di astensione in quanto in Commissione il Governo non ha recepito i nostri emendamenti che andavano nella direzione di agevolare i territori colpiti dal sisma. Ed è per questo che Fratelli d'Italia si asterrà. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Vorrei salutare gli studenti e le studentesse dell'Istituto d'istruzione superiore «Marconi-Hack» di Bari, nella magnifica Puglia. Grazie della vostra visita. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1631 PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, è con un po' di imbarazzo ed emozione che mi appresto a fare questo intervento, perché la persona che si è tolta la vita ieri abitava a tre chilometri e mezzo da dove abitavo io, frequentava le stesse zone, aveva le stesse problematiche, le stesse speranze, quindi aveva molto in comune con me. Nonostante questo, però, credo che il nostro sia anche un dovere morale di andare avanti, non tanto e non solo per chi non c'è più, ma anche e soprattutto per chi c'è ancora e ancora spera che si possa risolvere questo problema. Il presidente Conte, che purtroppo non è in Aula nonostante abbia dichiarato più volte che avrebbe mantenuto su di sé la delega per la ricostruzione, a mio avviso ha avuto una fortuna che non capita a tutti nella vita: una seconda opportunità. Nonostante il ruolo propositivo della Lega nel Governo Conte I, che ha fatto sì che si sia riusciti ad arrivare a numerosi provvedimenti a favore delle popolazioni terremotate, non si è comunque riusciti ad essere risolutivi e a dare quella svolta nella gestione del terremoto, quel cambio di marcia che tutti auspicavano. Quindi non si è riusciti, purtroppo, a rappresentare quella differenza che invece molti auspicavano. Io ritengo però che questa fortuna e questa seconda opportunità che il presidente Conte ha avuto la stia miseramente sprecando. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quello che però avrei voluto capire è: la sta sprecando per malafede o per incapacità? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La mia convinzione è che purtroppo si tratti di questa seconda possibilità: credo che il presidente Conte non sia stato capace di comprendere le esigenze legate a questo terremoto e di adottare i provvedimenti conseguenti. Siccome capisco che è una dichiarazione importante e dura da fare nei confronti di un Presidente del Consiglio dei ministri, e che accusare di incapacità il Presidente del Consiglio dei ministri è una dichiarazione che deve essere suffragata, a testimonianza di quello che ho appena detto cito l'ordinanza 614 del Capo dipartimento della Protezione civile, che nella sua intestazione dice chiaramente "Presidenza del Consiglio dei ministri". Quindi, anche se il presidente Conte non si fosse auto attribuito tale competenza, comunque questo atto sarebbe ricaduto per intero nelle sue responsabilità. Andiamo allora a vedere cosa prevede questo atto. Il nostro Presidente del Consiglio dei ministri è un professore, un docente, un auto proclamato avvocato del popolo, quindi si presuppone che dovrebbe conoscere meglio di chiunque altro i fondamenti e i princìpi del nostro sistema giuridico. Tra questi princìpi vi sono la non retroattività della norma e la certezza del diritto. Con questo provvedimento il presidente Conte li viola entrambi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Infatti, modificando la disciplina per la concessione del CAS (contributo di autonoma sistemazione), quando la precedente disciplina aveva portato a decisioni da parte di molti dei destinatari, non solo viola il principio della certezza del diritto, ma sostanzialmente ha anche effetti retroattivi. Infatti, chi, ad esempio, aveva acquistato un'abitazione, perché la precedente ordinanza lo consentiva, contraendo impegni ricorrenti come un mutuo, vede ora modificata la disciplina; ciò evidentemente ha conseguenze che possiamo considerare retroattive. Questa ordinanza ha, però, anche conseguenze e valenze in ambito tecnico, perché va a disciplinare il contributo di autonoma sistemazione per chi deve fare un intervento di recupero sulla propria abitazione. L'ordinanza prevede un tempo massimo di elargizione del CAS che, però, è inferiore a quello che tecnicamente sarà necessario per la ricostruzione dell'abitazione che ha generato il diritto. Quindi, se i tecnici dicono che potrebbero essere necessari anche quaranta mesi, come fa il presidente Conte a prevedere il pagamento per venti mesi? Il capolavoro lo fa, però, in termini economici. Il CAS fu sollecitato da tutti i soggetti interessati alla ricostruzione - in primis il capo della Protezione civile di allora, poi i presidenti delle Regioni, poi i sindaci - perché immediatamente si capì che le SAE (soluzioni abitative di emergenza) sarebbero costate enormemente di più di un CAS pagato anche per dieci anni: mediamente il triplo, senza tener conto dei costi dell'occupazione dei terreni in cui venivano realizzate le SAE, dei costi della riduzione in pristino e dell'impatto ambientale delle SAE. È evidente, infatti, che in zone montane di particolare pregio, all'interno di parchi nazionali, edificare ettari e ettari per costruire le SAE già di per sé sarebbe stato un motivo sufficiente per preferire il CAS.