[ddlpres]

a) la proroga sino al 31 dicembre 2021 del termine previsto dall'articolo 1, comma 1, relativo alla sospensione dell'obbligo per i comuni non capoluogo di provincia di procedere agli affidamenti ricorrendo a centrali uniche di committenza, soggetti aggregatori qualificati o stazioni uniche appaltanti (articolo 37, comma 4, del codice dei contratti pubblici), del divieto di appalto integrato (articolo 59, commi 1 e 1- bis , del codice dei contratti pubblici) e dell'obbligo di scegliere i componenti delle commissioni giudicatrici tra gli esperti iscritti all'Albo istituito presso l'Autorità nazionale anticorruzione (articolo 77, comma 3, del codice dei contratti pubblici); b) proroga al 30 novembre 2021 del termine per la relazione al Parlamento sull'esito della sperimentazione; c) proroga sino al 31 dicembre 2021 del termine riguardante l'inversione procedimentale concernente l'esame dell'offerta economica prima della verifica dei requisiti di cui all'articolo 80 del codice dei contratti pubblici; d) la deroga sino al 31 dicembre 2021 delle previsioni di cui all'articolo 215 del codice dei contratti pubblici sotto un duplice profilo: sottopozione al parere obbligatorio previsto dall'articolo 215, comma 3, dei soli progetti di fattibilità tecnica ed economica anziché dei progetti definitivi ed elevazione da 75 milioni a 100 milioni del valore delle opere da sottoporre al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Al contempo si prevede che per progetti di importo da 50 a 100 milioni il parere sia reso dai comitati tecnici amministrativi e che per i lavori pubblici di importo sino a 50 milioni di euro si prescinda dall'acquisizione del parere (comma 7). Il comma 8 prevede che, sino al termine dello stato di emergenza, il Commissario straordinario di cui all'articolo 122 del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, disponga degli speciali poteri conferitigli anche in relazione agli acquisti delle dotazioni strumentali necessarie per lo svolgimento dell'anno scolastico nelle istituzioni scolastiche statali, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2020/2021, i cui requisiti di urgenza sono assoluti. Il Commissario attuerà l'intervento con le modalità previste dalla suddetta norma, che ne ha informato l'azione; opererà inoltre nei limiti delle risorse assegnategli con delibera del Consiglio dei Ministri sul Fondo emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del codice di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1. Infine, vista l'estrema urgenza di avviare le operazioni propedeutiche a garantire l'ordinato avvio del prossimo anno scolastico in sicurezza, si prevede che il Commissario potrà dare attuazione alla norma anche precedentemente al trasferimento delle suddette risorse, a condizione ovviamente che il trasferimento avvenga prima dell'aggiudicazione dei contratti di fornitura. Il comma 9 prevede, in relazione agli interventi previsti per il riordino della rete ospedaliera in emergenza COVID-19 e al fine di consentire al Commissario straordinario di avviare con la massima speditezza le procedure di appalto pubblico necessarie per dare attuazione ai piani di riorganizzazione della rete ospedaliera, di indire dette procedure anche in assenza delle occorrenti risorse sulla contabilità speciale intestata da detto Commissario. Al comma 10 si prevede che, in relazione ai procedimenti comunque disciplinati dal decreto, con riferimento alla validità dei documenti unici di regolarità contributiva di cui al decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, non si applicano le disposizioni dell'articolo 103, comma 2, del citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, relative alla proroga oltre la data del 31 luglio 2020 della validità dei citati documenti in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 luglio 2020. Infine con il comma 11 si introduce una disposizione necessaria a semplificare e chiarire il quadro normativo di disciplina degli appalti nel peculiare settore del procurement militare. Ci si riferisce, infatti, agli appalti rientranti nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 208 del 2011 di recepimento della direttiva 2009/81/CE relativa ai settori della difesa e della sicurezza. Tale necessità discende dalla scelta, adottata in sede di recepimento della citata direttiva, di normare per differenza rispetto la normativa sugli appalti pubblici vigente all'epoca (cioè il decreto legislativo n. 163 del 2006). Questa tecnica legislativa ha imposto e impone alla Difesa una costante verifica di adeguatezza e sistematicità delle previsioni normative contenute nel codice dei contratti pubblici rispetto alle specificità e alle complessità del procurement militare. Con l'adozione del nuovo codice dei contratti pubblici (il già citato decreto legislativo n. 50 del 2016) è emersa, quindi, l'esigenza per la Difesa di riconsiderare, per i soli appalti rientranti nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 208 del 2011, l'attualità e la coerenza della disciplina esecutiva dello stesso decreto legislativo n. 208 del 2011, recata dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 49 del 2013. Il regolamento vigente non garantisce, al momento, la dovuta snellezza e fluidità procedurale essendo stato superato, di fatto, dalle ulteriori modifiche normative intervenute. In tale ottica, la norma in esame prevede che la disciplina regolamentare di cui si tratta si riferisca anche alle disposizioni del codice dei contratti del 2016, applicabili agli appalti di cui al decreto legislativo n. 208 del 2011, per effetto del meccanismo di rinvio mobile contenuto nell'articolo 3, comma 2, dello stesso decreto legislativo n. 208. A ciò si aggiunge, infine, l'opportunità di dotarsi, nel settore del procurement militare, di una cornice regolatoria di livello secondario organica che sia in grado di superare, in una prospettiva di semplificazione, la farraginosità dell'attuale quadro regolamentare che poggia, in parte, sul citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 49 del 2013, e in parte, sul regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 2012. Peraltro quest'ultimo regolamento, recante la disciplina attuativa speciale (in ambito Difesa) del codice dei contratti del 2006, sconta l'ulteriore limite di essere stato delineato per un sistema di disciplina che ancora non prevedeva l'evoluzione legislativa europea, che ha portato, poi, all'emanazione della direttiva 2009/81/CE sugli appalti nei settori della difesa e della sicurezza. Articolo 9. ( Misure di accelerazione degli interventi infrastrutturali ) La proposta normativa è finalizzata ad accelerare il processo di realizzazione degli interventi infrastrutturali caratterizzati da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico del territorio.