[sommcomm]

considerato che l'obiettivo prioritario che si pone è quello di realizzare una nuova fase di sviluppo economico e un miglioramento nell'inclusione sociale e della qualità della vita, nel pieno rispetto dei vincoli europei; considerati favorevolmente gli interventi attuati dal Governo in ordine: - al cosiddetto "decreto dignità" - decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 -, che ha operato alcune modifiche alla disciplina del contratto a tempo determinato, della somministrazione di lavoro, delle prestazioni di lavoro occasionali, dei limiti minimi e massimi della misura dell'indennità in caso di licenziamento illegittimo, degli sgravi contributivi per assunzioni e delle misure di disincentivo alla delocalizzazione delle imprese; - al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, che ha introdotto l'istituto del Reddito di cittadinanza, "Quota 100" ed ha previsto un potenziamento dei centri per l'impiego; considerato inoltre che il Documento: - afferma l'intenzione di sviluppare l'impegno dell'incentivazione del lavoro giovanile e femminile e della lotta al precariato, anche mediante l'estensione della disciplina in materia di equo compenso e la revisione della normativa sulle prestazioni di lavoro occasionali; - afferma che saranno perseguiti una revisione degli incentivi alla genitorialità, lo sviluppo di una rete di centri dedicati (quali gli asili nido ed i centri estivi) e l'introduzione di una politica fiscale che favorisca le famiglie con figli; - riguardo al tema della sicurezza sul lavoro, riporta l'intenzione di operare alcune modifiche della relativa disciplina, intese alla semplificazione degli adempimenti per le piccole e medie imprese, ed aumentare le risorse da destinare al personale addetto ai controlli ed alle loro attività di verifica; - in merito al tema della disabilità, conferma la qualifica di "collegato alla manovra di finanza pubblica" per il disegno di legge delega (approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio 2019 ed in attesa di presentazione alle Camere) che, attraverso un apposito Codice della materia, prevede l'intervento in più ambiti settoriali, tra i quali: definizione della condizione di disabilità; disciplina dei benefici; promozione della vita indipendente e contrasto dell'esclusione sociale; percorsi di abilitazione e riabilitazione, diritto all'istruzione e alla formazione professionale; inserimento nel mondo del lavoro e tutela dei livelli occupazionali ed, infine, accessibilità e diritto alla mobilità; considerato infine che: in particolare, il Documento dedica specifica attenzione alla proposta di introduzione del salario minimo, avente l'obiettivo di far corrispondere ai lavoratori una retribuzione complessiva proporzionata e sufficiente alla quantità e qualità del lavoro prestato, nel rispetto dei princìpi costituzionali, assumendo come riferimento l'Atto Senato n. 658, attualmente in discussione presso questa Commissione; l'istituzione del salario minimo orario deve essere considerata come il primo passo di un percorso che abbia come secondo passaggio il taglio del cosiddetto "cuneo fiscale", così come previsto nel medesimo Documento, con l'obiettivo di dare un aiuto concreto alle imprese e garantire salari dignitosi ai lavoratori; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI PATRIARCA, LAUS, NANNICINI E Annamaria PARENTE SUL DOCUMENTO LVII, N. 2 E CONNESSI ALLEGATI SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI PATRIARCA, LAUS, NANNICINI E Annamaria PARENTE SUL DOCUMENTO LVII, N. 2 E CONNESSI ALLEGATI La Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, in sede di esame del Documento di economia e finanza 2019; premesso che, il Documento di economia e finanza 2019, il primo redatto nel corso di questa Legislatura dal Governo in carica, certifica lo stato di grave difficoltà in cui versa il Paese sul fronte della crescita economica e della sostenibilità della finanza pubblica. Le cause di tale situazione risiedono principalmente nelle scelte politiche finora adottate dall'Esecutivo, rivelatesi del tutto inidonee a mantenere l'Italia sui livelli di crescita conseguiti nella scorsa Legislatura e ad indirizzarla su un percorso virtuoso di finanza pubblica; il tentativo del Governo di attribuire tutte le ragioni della caduta del nostro prodotto interno lordo alla situazione di crescente instabilità internazionale e al rallentamento dell'economia e del commercio a livello globale non è sufficiente a spiegare la situazione in atto. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, il divario di crescita del nostro Paese con il resto dei partners europei e dei Paesi maggiormente industrializzati si è notevolmente ampliato, invertendo un percorso faticosamente costruito e raggiunto nel biennio precedente. La recessione in atto, il calo dell'occupazione, il crollo della fiducia di cittadini e delle imprese e i conti pubblici in peggioramento sono in gran parte il frutto di svariati errori di politica economica commessi dal Governo nei 10 mesi dal suo insediamento; l'inerzia nelle fasi iniziali dell'insediamento dell'Esecutivo sul fronte delle politiche per lo sviluppo affiancata a interventi di revisione, blocco o abrogazione di svariate misure adottate dai precedenti Governi - in primis il cosiddetto decreto dignità e la vicenda dell'analisi costi/benefici sulle grandi opere - e il contemporaneo avvio di una fase di forte conflittualità sia interna sia con i vertici delle istituzioni europee, ha alimentato nel Paese un clima di profonda incertezza che ha colpito imprese e consumatori, rallentandone gli investimenti e i consumi. Gli effetti di tale atteggiamento si sono manifestati immediatamente già nel terzo trimestre del 2018, allorché l'economia ha registrato un primo rallentamento della crescita economica (-0,2 per cento) avvenuto dopo tre anni e mezzo contrassegnati da risultati positivi, a cui ha fatto seguito il rallentamento nel quarto trimestre del 2018 (-0,1 per cento) e la recessione tecnica registrata nei primi mesi del 2019; nella legge di bilancio per l'anno 2019 è stata data attuazione ad alcune misure contenute nel "Contratto di Governo", fra cui il reddito di cittadinanza e la misura nota come "Quota 100", associando a tali interventi il raggiungimento di obiettivi di crescita molto ambiziosi (+1,5 per cento del PIL nella NADEF 2018 successivamente corretto con un meno irrealistico +1 per cento a dicembre 2018).