[resaula]

L' incipit era di orientamento ai candidati per comprendere la tipologia dei quesiti, ma altresì inutile, in quanto pubblicato solo 24 ore prima. Ebbene, la stessa griglia e il medesimo incipit è stato utilizzato per i candidati della Sardegna, che sono stati chiaramente avvantaggiati; nel rispetto del dettato del bando del corso concorso, il Ministero avrebbe potuto rinviare la prova per tutti i concorrenti, in osservanza del comma 12 dell'articolo 8; si sottolinea, inoltre, la disomogeneità dei comportamenti adottati dai comitati di vigilanza nelle sedi di svolgimento della prova scritta in ordine ai "testi di legge" consultabili ai sensi del comma 13 dell'articolo 8 del bando; vi è grande disappunto e comprensibile delusione in molti candidati che, dopo anni di duro studio e a seguito di spese per la preparazione, hanno affrontato una prova predisposta in maniera incerta e che ha avvantaggiato alcuni di loro; a seguito della pubblicazione del decreto del direttore generale n. 395 del 27 marzo 2019 cui è allegato l'elenco degli ammessi, sono pervenute al Ministero più di 2.000 istanze di accesso agli atti a sottolineare la convinzione di molti candidati che non siano stati rispettati i principi di giustizia procedurale e giustizia distributiva; contrariamente ad ogni regola di trasparenza, al momento non sono noti i nominativi del comitato tecnico-scientifico deputato alla redazione delle prove, così come i criteri di distribuzione delle prove per la correzione tra le varie commissioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno chiarire le ragioni per cui, nell'articolazione della procedura concorsuale, non sia stato rispettato il dettato dell'articolo 8, comma 2, del decreto ministeriale 24 novembre 2017; se non ritenga opportuno rendere noti i nomi dei componenti del comitato tecnico-scientifico anche con la finalità di verificare eventuali incompatibilità; se non ritenga di avviare un'attività ispettiva interna per verificare la relazione tra il numero di ammessi per regione di provenienza e i posti disponibili per la stessa regione; se non ritenga di dover avviare un'attività di verifica sul sistema informatico ed in particolare sulla procedura di abbinamento tra elaborato e codice; se non ritenga, con riferimento agli atti endoprocedimentali che hanno portato alla formazione del decreto del direttore generale n. 395 del 27 marzo 2019, di rendere pubblici i dati relativi alla percentuale di ammessi per commissione e, qualora da questi si evincesse un'ulteriore violazione delle leggi della statistica, provvedere a quanto necessario per ripristinare la legalità in tale procedura concorsuale. Atto n. 3-00804 TARICCO CIRINNA' MAGORNO PINOTTI IORI STEFANO ROJC MESSINA Assuntela PARRINI ALFIERI VATTUONE BITI D'ALFONSO CUCCA LAUS MANCA SBROLLINI FERRAZZI BOLDRINI GARAVINI MARINO MALPEZZI SUDANO PATRIARCA FEDELI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: Rai Way è la società incaricata di offrire servizi di diffusione radiotelevisiva terrestre, in ambito locale, regionale e nazionale, avendo a disposizione oltre 2.300 siti che consentono di raggiungere la copertura di oltre il 99 per cento della popolazione; il broadcasting radiotelevisivo si propone come affidabile operatore di rete per i clienti implementando e gestendo le principali tecniche di diffusione: analogica e digitale, terrestre e satellitare per segnali audio, video e dati; ciononostante e nonostante i progressi tecnologici, il segnale digitale, le parabole e tutte le altre tecnologie, ci sono ancora tanti abitanti, soprattutto in aree montane, che anche nel 2019 non vedono ancora le trasmissioni Rai. L'indagine Corecom Piemonte, ad esempio, ancora a fine 2018 fotografava una realtà di comuni montani e collinari dove la percentuale di chi non riesce a vedere la televisione è del 19 per cento, mentre è "solamente" il 13 per cento nei comuni "parzialmente montani", escludendo di fatto nel solo Piemonte dalla ricezione di segnale Rai quasi 600.000 cittadini; sempre in Piemonte gli impianti di diffusione del segnale nazionale gestiti dalla Rai sono 28, cui si aggiungono altri 110 per il segnale regionale, e poi ve ne sono altri 159 sono gestiti da Comuni e Unioni di Comuni; nonostante questa situazione nella valle di Lanzo (20 per cento) e la val Susa, il segnale Rai è praticamente irraggiungibile dal 26 per cento degli abitanti, ma questa percentuale sale al 32 per cento tra i comuni dell'alta Langa, al 41 per cento tra i comuni del Monviso, fino al clamoroso 58 per cento della valle Elvo. Si segnalano anche le situazioni del monregalese (16 per cento senza segnale) e del Cebano (13 per cento) unite alla situazione della valle Maira, dove da lungo tempo si lamentano grosse difficoltà di ricezione del segnale digitale terrestre dei canali Rai, problematica acuita negli ultimi mesi nella media ed alta valle, dove il segnale risulta assente per la maggior parte del giorno; considerato che: il Ministero dello sviluppo economico cura il piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF), gestisce contributi per le emittenti televisive locali e vigila sugli adempimenti previsti dal contratto di servizio della Rai; i vertici di Rai Way hanno più volte garantito miglioramenti nella copertura del segnale e sostenuto il loro massimo sforzo per la puntuale ricerca di soluzione dei problemi; nello specifico della valle Maira, a seguito di accertamenti tecnici effettuati anche da parte di personale della Rai, è stato appurato che il problema è determinato da un'interferenza di intensità variabile sul segnale Rai proveniente da valle, che inibisce il corretto funzionamento dei ripetitori a monte sul territorio, in particolare della postazione di San Martino di Stroppo (Cuneo), che ha il compito di ricevere e ritrasmettere il segnale agli altri apparati a monte, con mancanza di copertura su tutta la media-alta valle: la postazione è risultata funzionante, ma sussistono problemi gravi di ricezione; l'apparato di San Martino di Stroppo risulta uno di quelli concessi in comodato d'uso gratuito dalla Rai alla Regione Piemonte (comodatario) e all'Unione montana della valle Maira, in occasione del passaggio al sistema di radiodiffusione digitale terrestre; rilevato che continuano le difficoltà in moltissime valli e in generale in larga parte del territorio montano e collinare e, ad oggi, non è stata formulata alcuna ipotesi o proposta di soluzione definitiva al problema, e nello specifico della situazione della valle Maira, nonostante ripetuti solleciti alla Rai SpA a Roma per il tramite anche di Rai Way SpA di Torino, non vi sono state risposte, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non ritenga necessario intervenire e richiedere azioni atte a superare i disagi in questi territori, anche per superare una situazione diventata davvero insostenibile, soprattutto in un percorso di transizione al digitale, garantendo a tutti i territori soprattutto a quelli più marginali, la possibilità di accedere ai servizi di base quali la televisione pubblica, intesa come prerequisito minimo per tutta la popolazione italiana;