[resaula]

peccato che dal momento in cui si formerà questa Commissione di inchiesta (mi auguro che si formi presto, ma accadrà comunque a ridosso della pausa estiva), essa avrà a malapena un anno di vita, per cui anche gli stanziamenti economici previsti fanno un po' sorridere (i 25 milioni per quest'anno e i 70 milioni per gli anni successivi). Mi auguro che, al di là di quelle che possono sembrare chiacchiere, di fatto si abbia il coraggio di affrontare questa che possiamo considerare una moderna piaga della nostra società. (Applausi) . BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi l'Assemblea è chiamata ad approvare la costituzione di questa nuova Commissione parlamentare d'inchiesta. A nostro modo di vedere il lavoro fin qui svolto presenta molteplici aspetti positivi che ci auguriamo andranno ad incidere e a combattere efficacemente alcune odiose problematiche che affliggono la nostra società, da non ignorare o sottovalutare, ma delle quali ci dobbiamo fare carico. Lo scopo principale di questa Commissione è senza alcun dubbio la lotta decisa al gioco illegale. Questo fenomeno è molto complesso e si manifesta in molteplici forme: come ben sappiamo, produce effetti disastrosi per la nostra società; favorisce la criminalità organizzata; crea dipendenza e contribuisce ad aumentare i casi di ludopatia, solo per citarne alcuni. In queste situazioni il ruolo dello Stato deve essere chiaro e non equivoco: oltre ad una ferma condanna del gioco illegale , lo Stato non deve lucrare sulle debolezze dei propri cittadini. I soggetti più deboli, più fragili e più giovani, potenzialmente più a rischio, devono essere tutelati. Si devono mettere in atto tutte le misure che vadano nella direzione di prevenire e di evitare un insensato e innaturale aumento della spesa di singoli e famiglie nel gioco, che possa portare ad un impoverimento, o peggio ancora anche a fenomeni di usura. Ci rendiamo conto che il compito non è assolutamente facile: servono equilibrio e buon senso, serve trovare un equilibrio tra la tutela occupazionale, la tutela delle attività che lecitamente operano in questi settori e quella della salute pubblica. Lo Stato deve farsi carico di garantire correttezza nell'offerta e una leale concorrenza tra gli operatori autorizzati. Ci rendiamo conto della diversificazione delle varie attività e della complessità della normazione di ciascuna. Il settore, infatti, è assai vasto: si pensi, a titolo esemplificativo, alla produzione, alla commercializzazione e alla gestione degli apparecchi di intrattenimento, ma anche alla gestione del settore delle scommesse e a quello delle lotterie istantanee. Non è semplice, ma lo Stato deve farsi carico anche dei più deboli. In questo quadro assume importanza prioritaria e va assolutamente sostenuto il ruolo dell'azione pubblica di prevenzione, di cura e sostegno per i soggetti a rischio o affetti da ludopatia, svolta in particolare dagli enti territoriali e dai servizi sanitari. Una Commissione di inchiesta che faccia piena luce su tali problematiche in tutte le loro sfaccettature e possa individuare misure per contrastare il gioco illegale alla radice è un obiettivo che oggi quest'Assemblea raggiungerà anche grazie al nostro convinto sostegno. La Commissione dovrà inoltre farsi carico di dare maggiore ordine e di armonizzare il sistema del gioco legale in Italia, di analizzare e trovare le migliori soluzioni per tutelare interessi legittimi contrapposti al fine di salvaguardare attività legali ed evitare problemi sociali per i più deboli. Riteniamo che il testo oggetto della nostra approvazione vada in questa direzione. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . DI PIAZZA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI PIAZZA (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli senatrici e senatori, il gioco pubblico nella dimensione del gioco d'azzardo è stato oggetto negli anni di interventi normativi e di attenzione da parte della società civile. Ne è derivato un dibattito complesso per la diversità di interessi e di attori coinvolti, che specialmente negli ultimi vent'anni ha comportato tesi contrapposte. Sembrano incompatibili le finalità di un comparto che, a fronte di una dimensione economica rilevante, degenera in ludopatia e disagio sociale - con una incidenza percentuale che non è accettabile in uno Stato che deve mettere al centro il benessere e la felicità dei suoi cittadini -, in dipendenze e in illegalità diffusa che attrae le mafie e sfugge al controllo di un impatto di regole non sufficienti e - cosa più grave - non adeguate. L'11 settembre 2020, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha presentato i dati ufficiali sul gioco d'azzardo con la pubblicazione annuale che riporta i dati principali: raccolta, spesa, vincite, incassi erariali. L'Italia è il Paese d'Europa in cui si spende di più per il gioco d'azzardo. La raccolta è passata dai 47,5 miliardi del 2008 ai 110,5 del 2019, con entrate statali quest'anno pari a 11,4 miliardi. Degli oltre 110 miliardi di euro puntati nel 2019, più di 46 miliardi di euro arrivano dalle slot machine, e poi i giochi derivati dal lotto, i «gratta e vinci», le sale scommesse e il bingo: tutto basato su un'idea di fortuna discutibile, che solo nel caso dei giochi legati allo sport ha un qualche margine di determinazione nella scelta delle variabili da parte del giocatore. Un panorama in cui si muovono migliaia di persone con numeri che crescono ogni anno anche per la quota del gioco online . Anche a causa del Covid-19, e quindi delle chiusure delle sale da gioco e delle limitazioni alla circolazione, abbiamo assistito nell'ultimo anno a un fenomeno in atto da tempo, ossia il deciso aumento del gioco online rispetto a quello fisico. Addirittura il gioco online avrebbe superato il gioco fisico, secondo una recente dichiarazione del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Questa però per lo Stato non è una buona notizia, essendo il gioco online molto meno tassato rispetto a quello fisico. In tempi normali lo Stato incamera 11 miliardi di euro dai giochi fisici e 350 milioni da quelli telematici. Nel periodo del lockdown il gioco d'azzardo online è ancora aumentato perché non soggetto alle restrizioni, come invece è toccato a quello fisico, e così a fine 2020 il bilancio dell' online è di circa 44 miliardi al lordo. Persone di cui non conosciamo i volti: alcuni di essi piano piano si annientano fino a diventare invisibili e fragili quando, perdendo il senso del tempo e del denaro stesso, diventano prede e poi vittime di azioni criminali come l'usura. Il cosiddetto Libro Blu dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha confermato nel 2019 il trend di crescita, sconvolto in seguito alle conseguenze della pandemia, che in realtà ha richiamato le riflessioni sul volto disumano di questo settore.