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28 miliardi non servono per fare la flat tax , ma semplicemente per bloccare l'aumento dell'IVA e per finanziare le politiche invariate. Signor Presidente, di fronte a una cifra così grande, a un Everest da scalare, vorremmo capire chi decide nel Governo sulla politica economica: decide il presidente Conte, il ministro Tria o il vice premier Salvini, che ha convocato impropriamente al Ministero dell'interno una riunione di partito incontrando le parti sociali, dettando i tempi della manovra e i contenuti della prossima legge di bilancio? (Applausi dal Gruppo PD) . Chi decide chi fa cosa e quali sono le priorità di questo Governo? Salvini, insieme all'ex sottosegretario Siri, ha presentato un'ipotesi di riforma fiscale chiamata flat tax ; il vice premier Di Maio oggi su «Il Sole 24 Ore» parla di taglio del cuneo fiscale; il ministro Tria ha parlato di riduzione a tre degli scaglioni dell'Irpef. Signor Presidente, come diceva il compagno Mao, la confusione sotto il cielo del Governo è tanta, ma la situazione non è favorevole per il nostro Paese con un Governo di parolai e inconcludenti come il Governo giallo-verde. (Applausi dal Gruppo PD) . La paralisi, infatti, fa male a questo Paese; l'assenza di strategia ci porta fuori strada. Non è però un destino inevitabile perché l'Italia ce la può fare. Nonostante questo Governo e una politica economica drammaticamente sbagliata, il Paese ha le risorse per rimettersi in piedi; ha un tessuto di imprese che competono ed esportano; ha milioni di lavoratori che danno orgoglio al nostro Paese nel mondo. Certo, bisogna imboccare una strada radicalmente diversa; bisogna tornare a imboccare la strada della fiducia, mettendo fine alle parole incendiarie, agli slogan e alle fesserie come i mini-BOT e altre amenità che ci è toccato ascoltare in queste settimane. Serve fiducia con l'Europa, con le parti sociali, con gli operatori economici e con i milioni di lavoratori che ogni giorno si rimboccano le maniche per il bene delle loro famiglie e del nostro Paese. Serve imboccare la strada degli investimenti, ponendo fine ai traccheggiamenti sulla TAV e sulle grandi opere e dando una mano alle imprese che vogliono investire evitando di tagliare le gambe a chi vuole puntare su questo Paese. Signor Presidente, serve un nuovo patto fiscale. Noi siamo radicalmente contrari alla flat tax ; è una misura ingiusta. Abbiamo analizzato i pochi numeri della proposta Salvini-Siri di cui abbiamo letto sui giornali. Quella proposta regalerebbe un miliardo di euro a chi dichiara più di 300.000 euro all'anno e non darebbe un euro di vantaggio a chi guadagna fino a 30.000 euro. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo sarebbe l'effetto di quella proposta. La proposta non solo non è coperta, ma è radicalmente ingiusta e iniqua. Noi siamo per una strada diversa: pagare tutti per pagare meno. Proponiamo di tagliare le tasse ai lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 1.500 euro all'anno netti tagliando l'Irpef, di tagliare le tasse alle imprese che investono, che assumono, che puntano sulla sostenibilità ambientale e sociale. Questi sono gli elementi di una possibile diversa politica economica. Su questi temi vi sfideremo in autunno perché un diverso percorso è possibile per questo Paese. Abbiamo una finestra di opportunità; non sprechiamola. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Misiani anche per la dotta citazione sessantottina. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo molto brevemente solo per sottolineare che il provvedimento in esame si colloca in stretta relazione con l'assestamento di bilancio che andremo a votare nelle prossime settimane e comunque certifica non il fallimento della politica economica del Governo, ma il fallimento dei cosiddetti «Forza spread », «Forza procedura di infrazione», «Forza manovra correttiva» e «Forza patrimoniale». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti) . Mi dispiace colleghi, ma anche questa volta siete rimasti delusi, perché questo è il risultato vero. Speravate il contrario, tanto che qualche collega, mi pare del Gruppo Forza Italia, in un intervento pronunciato qualche seduta fa mi ha addirittura invitato a ridere in quel momento, perché dopo avremmo avuto poco da ridere, con l'arrivo della procedura di infrazione. Ebbene, la procedura di infrazione non è arrivata, semplicemente perché il Governo aveva ben chiari i conti che aveva fatto. (Commenti della senatrice Bellanova. Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il fatto di avere minori spese derivanti dal reddito di cittadinanza e da quota 100 non è semplicemente dettato dal fatto, come avete detto, che sono state misure che non hanno "tirato", come si suol dire nel gergo economico, ma deriva dal fatto che, come abbiamo segnalato già in occasione della manovra di bilancio dello scorso dicembre, il Governo, in via prudenziale, proprio per la sua grande lungimiranza, ha previsto cifre un pochettino al di sopra. È stato previsto di più... BELLANOVA (PD) . Il rappresentante del Governo è al telefono! PRESIDENTE . Senatrice Bellanova, è senza microfono e non la sente nessuno. (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci ho pensato io a richiamare la senatrice Bellanova; richiamo allora voi. (Commenti della senatrice Bellanova). Intervenga pure, senatrice Bellanova, tanto non la sente nessuno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Stavo dicendo che le minori spese o le maggiori entrate, senatori Misiani e Stefano, derivano solo da una capacità prudenziale del Governo di mettere delle somme in più, sapendo che così avremmo potuto avere una disponibilità da utilizzare, qualora qualcuno ci avesse presentato il conto. Quindi, complimenti al Governo che si è mosso in questa direzione. Per quel che riguarda la cosiddetta certificazione dei tagli, ricordo al PD che il problema non riguarda tanto i 2 miliardi di euro di accantonamenti sui fondi per gli investimenti. Abbiamo detto tutti, infatti, che il problema del Paese non sono le risorse, che ci sono sempre state, ma è avere la capacità di spenderle, che è quello che non siamo riusciti a fare grazie al vostro codice degli appalti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Queste sono le motivazioni che hanno bloccato il Paese e quindi non è l'accantonamento di 2 miliardi di euro sugli investimenti che può creare un problema; occorre piuttosto riuscire a spendere quelli per cui è prevista una spesa possibile e diretta in questo preciso momento. Questo è quello che abbiamo cercato di fare e che sicuramente darà i suoi frutti con il provvedimento sblocca cantieri. Queste sono le misure che abbiamo messo in campo. C'è poi chi dice che l'Italia va male e che il Paese sta andando a rotoli, sostenendo continuamente scenari apocalittici per il nostro Paese. Abbiamo detto più volte che non stiamo crescendo come dovremmo.