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Passando all'importante documento relativo alla partecipazione italiana all'Unione europea nel 2022, tengo a sottolineare l'ottimo lavoro svolto in Commissione, che ci ha permesso di arrivare all'approvazione di un'importante relazione che ben bilancia le volontà espresse dai piani europei con gli interessi economici, lavorativi e industriali del nostro Paese, in particolar modo riguardo le tematiche ambientali. Vorrei soffermarmi su un passaggio che mi sta particolarmente a cuore e che ho sottolineato in altri interventi, relativo allo sviluppo delle infrastrutture. Nel documento traspare la volontà di proporre il nostro Paese come nuovo hub per l'approvvigionamento energetico, spostando a sud il baricentro delle politiche energetiche europee e ampliando la nostra rete di rapporti con i Paesi del Mediterraneo. Rendere l'Italia una piattaforma di questa portata richiede interventi e sviluppo di reti infrastrutturali e, di conseguenza, è necessario cambiare alcuni atteggiamenti cui abbiamo assistito in questi anni da parte di alcuni esponenti politici. La contrarietà a qualsiasi forma di investimento sul territorio che riguardasse la creazione e lo sviluppo di nuove infrastrutture, mascherata spesso da strumentali rivendicazioni ambientali, ha impedito al nostro Paese di essere al passo con le principali economie mondiali. Pertanto, è importante tornare a discutere del programma delle reti di trasporto transeuropee (TEN-T) e sono contenta di leggere nel documento approvato in Commissione la volontà di riprendere tale discorso, specialmente per quanto riguarda le infrastrutture che abbiano un impatto strategico sul nostro territorio. Le politiche del no a tutto, come viene evidenziato dalla grave crisi energetica che stiamo vivendo, non hanno retto il confronto con la storia. Invertiamo questa tendenza, puntiamo sullo sviluppo delle infrastrutture in grado di rendere integrato il nostro Paese con il tessuto economico europeo e immaginiamo insieme un'Italia che investa in sviluppo e che guardi al futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Corbetta. Ne ha facoltà. CORBETTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, con l'annuale legge di delegazione europea affrontiamo un provvedimento complesso e articolato che riguarda appunto le deleghe legislative sia per l'adozione di direttive europee sia per l'adozione e l'attuazione di altri atti normativi europei ai fini dell'adeguamento dell'ordinamento interno al diritto europeo. La sua approvazione è fondamentale per scongiurare il rischio di condanne legate a procedure d'infrazione che comportano costi enormi e lunghi contenziosi al nostro Paese. L'Italia risulta aver già pagato oltre 750 milioni di euro a seguito delle sei condanne inflitte dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, ai sensi dell'articolo 260 del Trattato di funzionamento dell'Unione europea. È importante dunque che il provvedimento in esame permetta l'ulteriore allineamento dell'ordinamento interno a quello europeo. Gli argomenti affrontati toccano diversi aspetti: dal diritto societario alla protezione dei consumatori, dagli strumenti finanziari all'agricoltura biologica e, ancora, all'uso di fertilizzanti, ai farmaci veterinari e a nuove disposizioni relative al trasporto su strada. Questa sintetica enunciazione dei temi della legge di delegazione serve a indicare quanto sia ampio il raggio di norme europee che andiamo a recepire, che incideranno sulla vita dei nostri cittadini e delle famiglie, garantendo maggiori diritti e maggiori livelli di protezione e di tutela. L'Unione europea non è solo vincoli e aggravi, ma anzi è un treno di opportunità che, soprattutto dopo la pandemia, sta cambiando rotta per creare un'Europa diversa, più attenta al sociale, più equa e più solidale. La sospensione del Patto di stabilità, il programma Next generation EU e i piani di ripresa e resilienza nazionali sono misure rivoluzionarie rispetto al passato, che disegnano una nuova Europa. Grazie alle risorse europee del PNRR, l'Italia potrà dare nuovo slancio alle comunità locali, intervenendo nei settori della transizione digitale, della sostenibilità ambientale e della coesione sociale e territoriale. Se l'Unione europea ha mostrato tutta la sua unità nel fronteggiare le conseguenze della pandemia da Covid-19, dovrà essere ancora più forte e coesa per fronteggiare le sfide che il conflitto in Ucraina impone sull'agenda internazionale. (Applausi) . C'è bisogno di un'Europa più forte nella tutela del suo mercato unico, più forte nel suo ruolo di attore internazionale negli scenari globali e più incisiva nella tutela dello Stato di diritto e nella promozione dei diritti e delle libertà fondamentali, che oggi come non mai vanno tutelati nel territorio europeo e in tutti gli Stati membri. Congiuntamente alla legge di delegazione europea, esaminiamo anche la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferita al 2021, e la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2022, che rappresentano un importante strumento per l'esercizio della funzione di partecipazione del Parlamento sulla funzione di governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea. Le relazioni contengono i dettagli delle sfide che ci aspettano e che ricordo nuovamente: l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza; il g reen deal europeo con il pacchetto Fit for 55; l'Europa della salute; il nuovo patto su migrazioni e asilo, che i tristi eventi delle scorse ore a Melilla impongono come urgente e non più eludibile. Approvando il disegno di legge di delegazione europea e le relazioni sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, ribadiamo sicuramente il nostro impegno con Bruxelles, garantiamo più tutele per i nostri cittadini, scongiuriamo il rischio di condanna a nuove procedure d'infrazione e rafforziamo il nostro percorso verso l'Europa del futuro. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta. Saluto ad una delegazione di giovani PRESIDENTE . Rivolgo un saluto ad una delegazione di giovani venuti dall'Umbria, che assistono ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione congiunta del disegno di legge n. Doc 2481 Doc Doc. LXXXVI, n. 5 Doc Doc. LXXXVII, n. 5 PRESIDENTE . I relatori non intendono intervenire in sede di replica. Avverto che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di risoluzione, i cui testi sono in distribuzione: n. 1, a firma del senatore Fazzolari e altri senatori; n. 2, a firma dei senatori Bossi Simone, Lorefice, Masini, Marcucci, Ginetti, Giammanco, Bonino e Durnwalder. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, al quale chiedo altresì di indicare quale, tra le proposte di risoluzione presentate, il Governo intenda accettare. AMENDOLA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, prima di svolgere alcune brevi considerazioni, dichiaro parere contrario sulla proposta di risoluzione n. 1 e parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 2. PRESIDENTE .