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Io sono molto orgogliosa di questo provvedimento e, ripeto, che non è questo il momento in cui possiamo risolvere tutto. Noi siamo uomini e donne che, amiamo la nostra terra e la nostra gente, ma non siamo supereroi e non possiamo risolvere in pochi mesi tutti i danni che avete fatto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Esprimo quindi voto favorevole, a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). SACCONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, finalmente approda nuovamente qui in Senato il vituperato decreto-legge milleproroghe, questa volta però sotto l'egida del Governo del cambiamento. Questa mattina, tra i vuoti banchi del Governo, c'era anche il sottosegretario Crimi, vorrei allora utilizzare le sue parole quando fece la dichiarazione di voto in occasione del decreto-legge milleproroghe del Governo Gentiloni Silveri. Lui definì quel milleproroghe l'emblema dell'inefficienza e dell'inefficacia del Governo Gentiloni Silveri. Noi oggi sottoscriviamo, parola dopo parola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Peccato che, cari colleghi, avete tolto la maschera dell'opposizione e oggi indossate la maschera del Governo e, in occasione del decreto-legge milleproroghe, lo fate in perfetta continuità con i Governi precedenti; lo fate in perfetta continuità con il Governo del Partito Democratico. Questo dobbiamo dircelo con estrema chiarezza. Ormai ci avete abituato a una narrazione: ogni qualvolta siete obbligati ad assumervi delle responsabilità, voi ci raccontate che la colpa è dei Governi precedenti, che la colpa è dei burocrati, che vi hanno ostacolato e che vi hanno impedito di non adottare quei provvedimenti. Posso dirvelo con estrema franchezza? Non crede più nessuno a questa scusa; non vi crede più nessuno. Noi da tre anni a Roma tutte le mattine abbiamo l'invisibile sindaca che ci dice che non può migliorare le condizioni della Capitale a causa e per colpa di chi l'ha preceduta, non tre giorni fa, ma tre anni fa. Signora Presidente, non voglio commentare tutti gli aspetti del provvedimento milleproroghe - lo ha fatto bene il collega Pagano - ma permettetemi un'osservazione sulle Province. Nella scorsa legislatura abbiamo tutti combattuto la riforma adottata dal Governo precedente, soprattutto perché non dava il suffragio universale agli elettori. Noi auspicavamo che nel decreto-legge milleproroghe finalmente venisse reintrodotto; invece voi, in continuità perfetta con il Partito Democratico, rinnovate e prorogate la riforma dell'esponente del Partito Democratico, onorevole Delrio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vorrei sollevare alcuni spunti di riflessione sul decreto-legge e, in particolare, sull'aspetto dei fondi alle periferie. Tutti noi sappiamo in che condizioni versano molte delle nostre periferie: stato di abbandono, stato di degrado. Io non so che fine faranno le Vele di Scampia; non so che fine farà lo Zen a Palermo; non so che fine farà il Corviale, qui nella Capitale. Quelli erano progetti di riqualificazione urbana, di inclusione sociale e garantivano, colleghi della Lega, la sicurezza in quei quartieri. Oggi è tutto sospeso e tutto interrotto; voi ci dite che verrà tutto superato. Io vi consiglio una cosa: questa empasse poteva essere superata con estrema facilità, poiché in questi tre mesi sarebbe bastato convocare la Conferenza Stato-Regioni (Applausi dal Gruppo FI-BP) e trovare in quella sede l'intesa e rimuovere il vulnus denunciato dalla Corte costituzionale. Non l'avete fatto. In questi tre mesi avete fatto tante dirette Facebook e tanti selfie, addirittura dalle località turistiche. Per carità di Patria non voglio commentare il selfie del ministro Toninelli a quarantotto ore dalla tragedia di Genova, per carità di Patria non lo faccio. Siete entrati in Parlamento per cambiare tutto, ma non avete cambiato nulla e al contrario siete cambiati profondamente voi! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Allora che succede oggi? Nei giorni scorsi ci avete detto che con un decreto-legge dell'invisibile Presidente del Consiglio avreste risolto tutto; ebbene, l'invisibile Presidente del Consiglio ha reso invisibile anche il decreto-legge: sono passati giorni e ancora non se ne vede traccia, come non si vede traccia del provvedimento su Genova ed è passato più di un mese. Questo è l'immobilismo del Governo. Sulle vaccinazioni devo dire che sono rimasto profondamente stupefatto per quello che ho ascoltato da una dottoressa, una ricercatrice: io ho ascoltato l'esponente del MoVimento 5 Stelle. Perdonatemi: è stato surreale ascoltare questa mattina dibattere in quest'Aula se le 55 autocertificazioni false fossero più o meno numerose. È ridicolo! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una di quelle, per noi, è elemento di vergogna e in quest'Aula stamattina dibattevamo se 55 sono poche: ma che cosa stiamo dicendo? (Commenti dal Gruppo M5S). Dico allora agli amici che desidero riportare le parole di una giovane donna, che si chiama Marta, la quale si definisce sopravvissuta alla leucemia. Lei chiede a tutti noi, soprattutto a chi governa il Paese, di non costituire una società che tiene fuori le fragilità, di non costruire una società che tende ad escludere le persone deboli. Noi oggi dovremmo cercare di accogliere questo appello, questo monito. C'è un quadro allarmante, è inutile che fingiamo; siamo riusciti a mettere genitori contro genitori, genitori che denunciano altri genitori; abbiamo visto che ci sono tante autocertificazioni false e desidero dire con estrema chiarezza e anche forse con virulenza, che c'è una chiara responsabilità politica dello stato delle cose: tutto ciò è dovuto a chi in questi anni ha legittimato tesi dei no vax non comprovate da elementi scientifici ; li avete elevati a rango politico, gli avete dato la legittimità politica! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Certo, poi c'è il turista per caso che va in giro per il mondo, come Di Battista, che ci comunica che lui suo figlio però lo vaccina, per carità di Dio, e c'è chi addirittura afferma di volere il silenzio, di non voler più parlare di questo tema. Fate bene a rifugiarvi dietro al silenzio, perché dietro a quel silenzio c'è tutta la vostra incoerenza. Avviandomi alla conclusione, signor Presidente, in questo Parlamento ormai siamo stati abituati alle armi di distrazione di massa da un movimento che fosse è il più abile nel costruirle; ebbene, queste si producono quando non si sa più cosa dire, quando purtroppo arriva il momento della verità.