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Ciò ci rende differenti anche dal resto d'Europa, perché noi oggi facciamo qui dei confronti con il resto d'Europa, dove invece per la stessa fascia di età il numero di vaccinati è molto più alto rispetto a quello dell'Italia. Soprattutto, certe volte rimango un po' basito dal fatto che il nostro termine di paragone a livello europeo è diventato la Danimarca, un Paese straordinario che è sicuramente all'avanguardia su tanti aspetti, di certo anche sulla gestione della sanità, ma è pur sempre un Paese che ha la popolazione del Veneto. Quindi magari, quando si fanno paragoni con il resto d'Europa cerchiamo di avere una visione un po' più ampia e non limitata ad alcuni Paesi, che magari non adottano il green pass , ma che non sono dei Paesi guida per quanto riguarda l'assetto dell'Unione europea. Credo che sarà importante che tutti gli attori politici comprendano che in gioco non c'è qualcosa che riguarda la destra, la sinistra o il centro, ma più in generale la salute dei nostri cittadini. E allora sarebbe utile mettere da parte la ricerca del consenso e lavorare tutti insieme per sconfiggere il virus, perché l'alternativa al vaccino e alla sconfitta del virus è soltanto quella delle nuove chiusure, delle zone rosse e del lockdown . Questo decreto-legge - come dicevo prima - è stato migliorato in tanti aspetti. In una dichiarazione di voto non ha senso ripercorrere le caratteristiche normative che lo caratterizzano, perché se ne è parlato molto in discussione generale e la settimana scorsa alla Camera. Sono stati apportati miglioramenti importanti nel corso dell'analisi del decreto-legge stesso. È giusto ricordarne alcuni, come, ad esempio, la norma che consente il diritto di visita giornaliero nelle RSA ai familiari muniti di green pass . Ci sono state importanti norme sul trasporto pubblico locale, la proroga per la giustizia amministrativa circa le udienze da remoto, l'allineamento della normativa attuale sul green pass per le feste legate alle cerimonie civili e religiose, che rendevano appunto di difficile attuazione questa norma, per alcune discrasie, l'allungamento della validità del green pass a dodici mesi. Alcuni interventi hanno prestato attenzione anche al dibattito che si è svolto maggiormente alla Camera; ma questo ormai è un problema che è inutile ricordare ogni volta. L'emergenza porta il Governo a emanare decreti-legge e, conseguentemente, questi debbono essere convertiti nel limite dei sessanta giorni; molto spesso una Camera riesce ad approfondirne il contenuto, mentre l'altra deve necessariamente ratificarlo. È un aspetto non entusiasmante, che ci preoccupa, ma siamo anche in una condizione di emergenza, che impone al Parlamento un lavoro di questo tipo. Noi voteremo convintamente a favore della conversione di questo decreto-legge. Il green pass è uno strumento che richiama il valore della comunità e la capacità di stare insieme. È una battaglia che abbiamo deciso di combattere dall'inizio e su questa scelta assunta sosteniamo con convinzione il Governo. Noi siamo, come Gruppo Italia Viva, per il green pass e per il vaccino. Questa guerra all'inizio ci ha visto intimoriti, ma ora ci vede combattenti indefessi. Chi decide di non vaccinarsi, mettendo a rischio la salute propria e degli altri, decide di collaborare con il virus; e noi questo non possiamo accettarlo. Per questo oggi votiamo sì con convinzione al green pass e alla conversione del decreto-legge. È un tassello ulteriore nella lotta contro il coronavirus, in attesa del prossimo decreto-legge, che sarà sicuramente ancora più importante, circa il rafforzamento dell'obbligatorietà del green pass nei luoghi di lavoro. In virtù di queste valutazioni, ribadiamo il nostro voto favorevole sulla conversione del decreto-legge. Sì al green pass , sì al vaccino, perché solo così gli italiani e il mondo - perché questa è una pandemia che non conosce confini - potranno riacquistare la loro libertà. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, all'inizio del mio intervento vorrei ringraziare il rappresentante del Governo, il collega Sileri, perché questa mattina, per la prima volta da quando siedo in quest'Aula, il rappresentante del Governo ha argomentato, alla fine della discussione generale, sul provvedimento in discussione. Credo che questo sia un record auspicabile, da celebrare, e quindi lo celebro volentieri. L'ha fatto peraltro in modo accalorato e anche questo è apprezzabile, in una discussione su un argomento che ci vede impegnati ormai da quasi due anni. Ora io, Presidente, le chiederei di sospendere il tempo a mia disposizione, perché sto per fare delle dichiarazioni assolutamente inutili e pleonastiche (è una battuta, ovviamente). Il vaccino salva la vita; lo dice Fratelli d'Italia e lo dice Franco Zaffini, vaccinato in doppia dose con il vaccino che mi è stato affidato dal Servizio sanitario regionale. Vaccinati sono tutti i miei familiari, delle mie due famiglie; e sono ben felice al riguardo. Vaccinati sono tutti quelli che conosco: amici, parenti, conoscenti e colleghi. Fratelli d'Italia dice: il vaccino salva la vita. (Applausi) . Dopodiché, chiedo a tutti la possibilità di continuare nel merito del provvedimento in esame, che tratta non del vaccino, ma del passaporto. Il passaporto è per noi utile, purché sia volontario. Il passaporto è un modo per documentare che chi lo possiede ha percorso una delle due strade: il doppio vaccino, oppure i tamponi. Se viene garantita la possibilità di utilizzare entrambe le strade - e, quindi, in modo volontario documentare il proprio stato rispetto al virus - noi siamo assolutamente favorevoli all'uso del passaporto in modo volontario, incentivandolo e agevolandolo. Ora può ripartire il tempo. Noi siamo assolutamente contrari all'obbligatorietà del passaporto in modo diffuso, con provvedimenti che tagliano orizzontalmente e creano una serie di dubbi e perplessità che, nell'assolvimento del nostro mandato, ci vediamo obbligati a presentare, dopo aver fatto tutte le premesse pleonastiche di prima. Non siamo no vax, siamo pro vax. Collega Sileri, con riferimento alle sue affermazioni, dico che sono molto convincenti, anzitutto per i suoi colleghi di partito. Stamattina ho ascoltato il collega Endrizzi. Collega Sileri e colleghi che fate parte con me della Commissione igiene e sanità, nei primi anni di lavoro della Commissione abbiamo ascoltato pareri assolutamente discordanti sui pro vax da parte dei rappresentanti del suo partito. Pertanto, se lei oggi è riuscito a folgorare, sulla via di Pregliasco, i suoi colleghi, le dico due volte bravo. Ha folgorato sulla via di Pregliasco, anzi di Sileri. Mi perdoni, però, perché ciò non ci esime dal continuare a fare le solite domande a cui ci aspettiamo delle risposte. Lei, collega Sileri, fa riferimento al passaporto con un'importante componente diagnostica. Ho apprezzato questo passaggio, tra gli altri, del suo intervento e lo condivido pienamente. Mi consenta però di farle due domande.