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in data 1° giugno 2017 il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha emanato la circolare n. 3, recante "Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante indirizzi per l'attuazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all'organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti"; l'adozione delle predette misure organizzative e il raggiungimento degli obiettivi indicati nelle linee guida in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro costituiscono oggetto di valutazione nell'ambito dei percorsi di misurazione della performance organizzativa e individuale all'interno delle amministrazioni pubbliche, si chiede di conoscere: se, alla luce della direttiva richiamata in premessa, sia stata mai eseguita una ricognizione delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che ad oggi abbiano posto in essere azioni di sperimentazione del cosiddetto lavoro agile ( smart working ); a che punto sia l'attuazione dei "piani per l'utilizzo del telelavoro" delle amministrazioni pubbliche, in particolare dei Ministeri, ai sensi dell'art. 9, comma 7 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Atto n. 4-00490 GRANATO Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute Premesso che in data 5 febbraio 2018 è stato inviato un esposto-diffida, ai fini dell'annullamento in autotutela di un atto amministrativo, all'attenzione dell'università degli studi di Messina e, per conoscenza, al dipartimento per la formazione superiore e la ricerca presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, avente ad oggetto il concorso, indetto con avviso pubblico del 22 febbraio 2017, per il conferimento dell'incarico di direttore della struttura complessa di Chirurgia generale dell'ospedale di Vibo Valentia; considerato che, a parere dell'interrogante: la procedura (conclusa formalmente nel mese di novembre 2017 con delibera n. 1295/DG dell'Azienda di sanità pubblica di Vibo Valentia) è stata condizionata da vizi sostanziali, tra cui l'illegittimità del diploma di specializzazione conseguito presso l'università degli studi di Messina dal candidato risultato in seguito vincitore, in quanto il percorso di specializzazione seguito (concluso nel marzo 2014) non sarebbe rispondente né ai requisiti previsti dalla legge (in particolare, dal decreto legislativo n. 368 del 1999 che stabilisce l'obbligatorietà della stipula di intese tra le amministrazioni coinvolte nel caso in cui la formazione specialistica non sia svolta presso l'ateneo di appartenenza) né da atti amministrativi di settore (in particolare, il decreto ministeriale 1° agosto 2005 che impone la certificazione tutoriale delle attività formative svolte e la necessaria presenza di un tutor nominato dalla scuola di specializzazione); la contestazione delle modalità con cui il candidato risultato vincitore ha potuto prendere parte alla procedura concorsuale (la mancata frequenza dello specializzando presso la scuola, l'inidoneità della struttura di appartenenza ai fini del corso di specializzazione nonché le mancate valutazioni tutoriali) pongono questioni acclarate da un punto di vista strettamente giuridico, rispetto al quale resta ferma la competenza delle autorità giurisdizionali, ma, anche, dal punto di vista eminentemente politico, in ragione dell'estrema importanza del ruolo assegnato a seguito della procedura, nell'imprescindibile finalità di tutela del fondamentale diritto alla salute dell'individuo e nell'interesse della collettività ai sensi dell'art. 32 della Costituzione; in tale ottica, difatti, la mancata replica a richieste formali di chiarimento sulla regolarità del percorso di specializzazione appare alquanto inopportuna, ancor più nel caso di specie nel quale il candidato risultato vincitore ha esercitato la qualifica di direttore facente funzioni dell'ospedale di Vibo Valentia in modo continuativo e a tempo pieno a partire dal mese di settembre 2012, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le loro valutazioni in merito; se non ritengano opportuno intervenire, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, al fine di verificare la legittimità e la regolarità dello svolgimento della procedura con cui è stato conferito l'incarico di direttore della struttura complessa di Chirurgia generale dell'ospedale di Vibo Valentia, nonché l'eventualità dell'adozione, da parte delle competenti amministrazioni, di provvedimenti di competenza conseguenti rispetto ai fatti richiamati. Atto n. 4-00491 RICCIARDI DE LUCIA DI GIROLAMO COLTORTI DESSI' L'ABBATE CORRADO MARILOTTI RUSSO FERRARA PACIFICO LUCIDI TURCO PIRRO PRESUTTO FLORIDIA SANTILLO Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta agli interroganti: l'Azienda sanitaria locale (ASL) di Benevento, con ambito di competenza coincidente con l'intero territorio provinciale di circa 280.000 abitanti distribuiti in 78 comuni su un'area di 2.080 chilometri quadrati, eroga servizi sanitari con un assetto esclusivamente territoriale, dopo che l'unica struttura ospedaliera "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" è stata sottratta dalla competenza ASL e annessa all'AORN (Azienda ospedaliera di rilievo nazionale) "G. Rummo" di Benevento, con DCA (decreto del commissario ad acta ) n. 54 del 7 novembre 2017; il commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale (SSR) campano, con DCA n. 54 del 5 luglio 2018 ha approvato, con misure prescrittive da adempiere entro il 31 gennaio 2019, l'atto aziendale della ASL di Benevento trasmesso con deliberazione DG n. 210 del 16 aprile 2018; le difformità di legge che il commissario ad acta rileva e censura nel DCA n. 54 del 2018 concernono: il numero eccessivo di unità operative complesse, 29 invece di 21, e di unità operative semplici e semplici dipartimentali, 38 invece di 28, (in violazione al DCA n. 18 del 2013); l'afferenza di unità operative alle dirette dipendenze degli organi di vertice (in violazione dell'art. 4, comma 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modificazioni e integrazioni); l'inidonea collocazione delle unità operative delle "Dipendenze Patologiche", del "Laboratorio Analisi", dell'"Assistenza Residenziale di soggetti in stato vegetativo" (in violazione dei principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione, richiamati all'art. 97 della Costituzione Italiana e dal comma 7, dell'art. 18 legge n. 32 del 1994);