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Non vengo da una formazione laica, ma da una formazione personale cattolica e comunista e so che questo provvedimento è importante perché risponde ad una domanda, ad un bisogno sociale, non solo individuale, perché allargare tutele e diritti civili significa sempre allargare tutele e diritti sociali, gli uni e gli altri solo insieme permettono di realizzare pienamente la propria esistenza, il proprio progetto di vita. Qui sta l'urgenza di questa legge, che parla di vite, di esistenze, di quotidianità, di futuro da poter costruire, in particolare per le nuove generazioni che più sentono sulla propria pelle il tema della discriminazione, dell'intolleranza come un peso sulle loro esistenze. Questa legge contrasta discriminazioni e violenze legate a sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità e basterebbe questo titolo a racchiuderne e a farne capire l'importanza. È una legge che amplia le tutele perché quelle che finora esistono nel nostro ordinamento non bastano e vanno nominate e riconosciute le differenze, anche quelle nuove, e vanno tutelate e questo è quello che stiamo facendo con questa legge, nel pieno solco dell'articolo cardine della nostra Costituzione, l'articolo 3 sull'uguaglianza. Questa legge identifica nuove fattispecie di lesione dell'uguaglianza e le contrasta apertamente, perché per sconfiggere un crimine, un sopruso, bisogna parlarne, averne consapevolezza, denunciarlo, non essere indifferenti o far finta di nulla come fa qualcuno in quest'Aula. (Applausi) . In quest'Aula talvolta c'è indifferenza di fronte a questa enormità e a quello che significa per la vita e per l'esistenza di chi la subisce. Dal 2013 sono 1.294 le vittime di episodi di omofobia, 186 nell'ultimo anno. Il mese di giugno 2021, appena trascorso, è stato il più omofobo di sempre: 19 episodi, per un totale di 30 vittime, una al giorno, aggressioni a singole persone, a gruppi, a coppie, come quella denunciata ieri da due ragazze, Francesca e Martina, aggredite in spiaggia. Giugno è il mese dei Pride e molti di questi episodi sono avvenuti contro persone che andavano o tornavano dalle manifestazioni. È inoltre sempre più preoccupante che queste aggressioni vigliacche colpiscano vittime sempre più giovani, in alcuni casi adolescenti di dodici o tredici anni, violenze e istigazioni all'odio che in alcuni casi hanno portato al suicidio: è il caso di due ragazzi giovanissimi di diciotto e tredici anni di qualche settimana fa. Un'interminabile serie di episodi, con ragazze e ragazzi pestati, coperti da insulti per uno smalto sulle unghie, per il modo di vestire, per una borsa arcobaleno indossata, per un cappellino con la scritta LGBT, per un bacio scambiato, per delle effusioni su una panchina o per una complicità adolescenziale tacciata di omosessualità: frattura al naso, rottura della mandibola, trauma cranico, rottura della mascella, stalkerizzazione sui social . C'è un sito, «omofobia.org», che raccoglie quotidianamente ogni dato di questa escalation in tutta Italia. Colleghi, queste cose vanno viste e lette una ad una e, di fronte a questa enormità, vi chiedo che altro stiamo aspettando. Ogni giorno perso è un insulto a tutto il Paese perché, se uno di noi è discriminato, tutti siamo discriminati. Per questo il provvedimento in esame va approvato al più presto, così come votato dalla Camera, dopo un dibattito che è stato amplissimo, dopo una profonda riscrittura che c'è già stata. Modificarlo nuovamente, ricominciare daccapo l' iter parlamentare significherebbe affossarlo e darla vinta alle destre, che questa legge hanno osteggiato e osteggiano, e non lo dico assolutamente con compiacimento, ma con rammarico. Significherebbe darla vinta a chi da sempre, con tutte le proprie forze e con un atteggiamento strumentale e reazionario - si è visto anche nella discussione in quest'Aula - ha cercato di affossare questa legge, come dimostrano i 700 emendamenti della Lega. Altro che mediazione. Questo è l'ostruzionismo di chi non vuole questa legge e vuole affossarla per sempre. Eppure basterebbe mettersi per un attimo nei panni di un ragazzo umiliato e offeso e non ci sarebbero dubbi sulla necessità di approvare la legge al più presto e sono convinto che le forze che l'hanno sostenuta e votata alla Camera devono avere la responsabilità politica aperta e chiara di approvarla in via definitiva qui in Senato, senza modifiche ulteriori che ne metterebbero a rischio i contenuti. Al Paese serve infatti una legge di civiltà e questa lo è, mentre togliere il riferimento alle discriminazioni contro l'identità di genere sarebbe un errore enorme, un passo indietro di decenni per la nostra società, perché l'identità di genere, cioè sentirsi e viversi diversi da quello che c'è scritto sulla carta di identità, è un tema gigantesco, che riguarda le soggettività di ognuno, la complessità esistenziale, la propria autodeterminazione e va rispettato. Già nel 2015 la Corte costituzionale ha parlato di diritto all'identità di genere quale elemento costitutivo del diritto all'identità personale, che rientra a pieno titolo nell'ambito dei diritti fondamentali della persona. Per questo l'identità di genere è oramai ovunque nel nostro ordinamento giuridico e in quello internazionale. Togliere questo riferimento significherebbe eliminare la tutela alle persone omosessuali e transgender che la Corte costituzionale riconosce già dal 1985; significherebbe tornare indietro di quarant'anni, svuotare di significato questa legge e passare da una buona legge a una legge sbagliata. Signor Presidente, in conclusione voglio dire basta con le falsità su questo testo, che non limita in alcun modo la libertà di espressione, perché nessuno può scambiare la libertà di pensiero o di parola con l'istigazione alla violenza. La libertà, infatti, è sempre fondata sul rispetto della dignità altrui oppure diventa sopruso, specie in questo tempo dove il web amplifica i discorsi d'odio e crea un clima ostile alle minoranze. Presidente, questa legge non porta nelle scuole alcun indottrinamento gender , ma promuove un'educazione volta al rispetto di ogni persona nella sua diversità affettiva e sessuale, come la scuola dell'inclusione e delle differenze già dovrebbe fare. In un appello inviato a tutti i parlamentari e a tutti i senatori hanno scritto molte personalità e associazioni cattoliche raccolte nel progetto Gionata. C'è scritto che la giornata del 17 maggio può diventare occasione di educazione al rispetto sociale per le generazioni più giovani. Presidente, è così. Papa Francesco nelle enciclica amoris laetitia afferma: «ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare "ogni marchio di ingiusta discriminazione"». Presidente, è ciò che stiamo provando a fare con questa legge perché pregiudizi, stereotipi e discriminazioni possono distruggere una vita e possono minare una democrazia. Noi abbiamo il dovere di evitarlo e contrastarlo; abbiamo il dovere di tutelare la vita di ognuno e la democrazia di tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate.