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In particolare tramite il deposito prezzo il venditore viene tutelato dal rischio che l'acquirente paghi il prezzo della compravendita mediante l'utilizzo di assegni «scoperti» o falsi, posto che la provvista a ciò necessaria viene depositata, tramite il notaio, presso la Cassa depositi e prestiti prima dell'atto. In altre parole per questa via si perviene a garantire il venditore in ordine alla «bontà» del pagamento effettuato dall'acquirente. L'acquirente è, invece, tutelato dal pregiudizio derivante da vicende altrimenti non controllabili, quali le trascrizioni ed iscrizioni pregiudizievoli che potrebbero emergere successivamente al momento della stipulazione dell'atto ma anteriormente alla sua trascrizione ed essere quindi a lui opponibili. Al notaio, infatti, è consentito versare il prezzo al venditore solo una volta accertata l'insussistenza di formalità pregiudizievoli a carico dell'acquirente. In caso contrario, come visto, il prezzo resta depositato presso il conto vincolato all'uopo istituito presso la Cassa depositi e prestiti fino a che non intervenga un accordo tra le parti o un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Non solo, ma le parti possono inoltre convenire che il prezzo venga svincolato al verificarsi di ulteriori condizioni, come la verifica del rispetto della normativa in materia di sicurezza degli impianti, in materia di agibilità, eccetera. Questo consentirebbe di aumentare la tutela per entrambe le parti, che riceverebbero una maggior garanzia in ordine al rispetto di quanto convenuto nel contratto: il prezzo non potrà essere versato dal notaio se non dopo aver accertato il verificarsi di determinate condizioni ed adempimenti eventualmente previsti dalle parti (quali ad esempio l'estinzione di debiti, il rilascio dell'immobile, l'esecuzione di piccole opere di completamento, il rilascio del certificato di agibilità, l'esibizione di documentazione, l'acquisto di altra casa adibita ad abitazione principale per non decadere dalle agevolazioni della prima casa richieste nell'originario atto). Tutto questo avrebbe anche un effetto deflattivo del contenzioso giudiziario: il fatto che il prezzo rimanga depositato presso il notaio e non sia quindi nella disponibilità né del venditore né dell'acquirente costituisce uno stimolo per le parti ad addivenire a una soluzione stragiudiziale di eventuali controversie che dovessero insorgere a causa o nell'immediatezza della compravendita. In secondo luogo la proposta consentirebbe di conseguire obiettivi di finanza pubblica e questo avverrebbe in una duplice direzione: da un lato, infatti, va considerata la rilevante disponibilità quotidiana di liquidi per la Cassa depositi e prestiti e, quindi, per lo Stato, che deriverebbe dall'attuazione della normativa sul deposito del prezzo (la Cassa depositi e prestiti avrebbe quotidianamente a disposizione un importo pari alla media dei corrispettivi, delle imposte e degli altri importi da corrispondere in occasione di atti di cessione immobiliare); dall'altro non va sottovalutata la possibilità di prevedere che gli interessi sulle somme depositate vengano (in tutto o in parte) trattenuti dallo Stato. Gli importi a disposizione dello Stato sono peraltro destinati ad aumentare in misura considerevole ove si considerino gli effetti derivanti dal deposito delle somme dovute non solo a titolo di prezzo ma anche a titolo di imposte indirette. Nel corso del 2012 lo Stato ha incassato 4.158 milioni di euro per l'imposta di registro, 1.898 milioni di euro per l'imposta ipotecaria, 876 milioni di euro per i diritti catastali e di scritturato (fonte: Bollettino Entrate tributarie gennaio-dicembre 2012, n. 130 del marzo 2013) In terzo luogo l'attuazione della proposta del deposito prezzo risponderebbe all'esigenza di aumentare il contrasto all'evasione fiscale e di garantire una sempre maggiore tracciabilità dei pagamenti. Attraverso la Cassa depositi e prestiti sono, infatti, destinati a transitare non solo gli importi dovuti a titolo di prezzo o corrispettivo, ma anche le provvigioni dovute ai mediatori e gli importi dovuti al notaio, con la possibilità, quindi, con riferimento a questi ultimi, di verificare la correttezza della fatturazione da parte del notaio anche in relazione alla distinzione tra rimborsi spese e onorari. Non solo, ma degli importi depositati e delle voci alle quali si riferiscono si darà conto analiticamente in atto. L'efficacia del sistema al fine della repressione dell'evasione fiscale va anche ricercata nelle previsione del meccanismo del deposito prezzo anche con riferimento alla contrattazione preliminare «privata», senza quindi l'intervento del notaio in sede di confezionamento del contratto, ma con l'intervento del notaio nell'ambito del trasferimento delle somme dovute a seguito del perfezionamento del contratto stesso. Il funzionamento e l'efficienza del sistema sarebbe garantita dal ruolo del notaio, pubblico ufficiale in posizione di terzietà rispetto alle parti e professionista di fiducia. Il notaio, infatti, che deve avere un rapporto fiduciario con entrambe le parti, è e resta parte neutrale e terza rispetto al deposito, in quanto ha solo il compito di versare il prezzo nei termini e secondo le modalità previste nel contratto ed eventualmente di provvedere ad ulteriori adempimenti, quali la cancellazione di eventuali formalità pregiudizievoli. Al fine di fornire maggiore tutela alle parti è previsto che i creditori del notaio depositario non possono soddisfarsi sulle somme depositate e che le somme depositate sono escluse dalla successione per causa di morte e dal regime patrimoniale della famiglia del notaio. Il notaio può farsi autorizzare dalle parti a farsi sostituire da altri colleghi del distretto per ipotesi di rinuncia all'incarico. In ogni altra ipotesi di cessazione dall'incarico il notaio sostituto è scelto dal presidente del Consiglio notarile del distretto in cui il notaio ha la sede. Il notaio appare la figura maggiormente indicata allo svolgimento del ruolo disegnato dalla proposta sul deposito prezzo non solo per il ruolo che riveste nell'ambito della contrattazione immobiliare, ma anche in ragione dei rigidi e frequenti controlli cui è soggetto. Controlli che verrebbero aumentati contestualmente all'introduzione della disciplina del deposito prezzo mediante la previsione di controlli ordinari semestrali sul conto corrente intestato al notaio presso la Cassa depositi e prestiti da parte del Consiglio notarile e dell'Archivio notarile competenti e con la previsione della possibilità di effettuare controlli straordinari ulteriori rispetto a quelli ordinari semestrali in presenza di condotte sospette. In caso di infrazioni verrebbero applicate (da organi quali le Commissioni regionali di disciplina che già oggi prevedono il coinvolgimento di un magistrato) le sanzioni previste a carico del notaio per le infrazioni più gravi, che includono la sospensione dall'esercizio della professione e possono arrivare anche alla destituzione del notaio. In presenza di violazioni, interverrebbe inoltre economicamente il Consiglio nazionale del notariato tramite il proprio fondo di garanzia, già istituto, e alimentato dai notai d'Italia senza oneri a carico dello Stato. Volendo avere poi riguardo alle esperienze di altri Paesi europei, va sottolineato che in Francia il notaio è depositario di fondi dei propri clienti.