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è indispensabile, altrimenti ci troveremo sempre a dover intervenire nelle emergenze e improvvisare. Detto questo, ricordo però a me stesso prima di tutto e ai colleghi perché questo provvedimento è così importante e lo faccio iniziando non tanto dal positivo che c'è, quanto piuttosto da quello che manca, per ripetere di nuovo che il Senato avrebbe potuto dare un contributo importante per migliorare questo provvedimento. In esso è contenuta una decisione che condivido appieno, quella della modifica all'articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio. La Lega da sempre chiede semplificazioni: l'ha fatto per il codice degli appalti e sulle procedure amministrative, lo fa su ogni tema; in questo caso specifico, a mio avviso, la scelta utile e opportuna è stata quella di prevedere, appunto, una semplificazione per gli interventi che potrebbero beneficiare del superbonus ricadenti nelle fattispecie previste all'articolo 142. Adesso mi rivolgo al Governo, perché la mancanza di tempo impedirà a noi di intervenire oggi e in un futuro imminente, ma non impedirebbe al Governo di intervenire in un provvedimento successivo. Invito quindi i colleghi di Governo a prestare particolare attenzione a questo punto, perché è una richiesta di intervento. È utile e opportuno, come dicevo, prevedere semplificazioni e maggiori possibilità di intervento relativamente al suddetto articolo 142. A mio avviso, è stata una scelta sbagliata escludere da queste possibilità l'articolo 136. Per i colleghi che magari volessero avere un'idea un po' più chiara di che cosa sto dicendo, l'articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio si riferisce alle aree tutelate per legge; ora, finalmente, è possibile nell'intervento anche modificare parzialmente la sagoma e i volumi dell'edificio, perché è assurdo che si benefici di un contributo pubblico e non si possa migliorare l'edificio. Questo però andrebbe fatto anche per le fattispecie di cui all'articolo 136, che sono gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico. Immagino che nella discussione alla Camera si sia dibattuto di interessi contrapposti ed esigenze prevalenti e che quindi, per una qualche motivazione oggettiva, magari riferibile alle principali città italiane, si sia deciso di escludere l'articolo 136 da queste possibilità. Ricordo però che per i Comuni terremotati l'esclusione dell'articolo 136 si concretizza in un limite importante, enorme, un ostacolo alla ricostruzione. Più volte ho evidenziato che nell'attribuzione delle priorità nell'azione di Governo avremmo dovuto operare come fanno i medici in un Pronto soccorso, quando attribuiscono i codici: il codice rosso non si dà al malato sano che ha un taglietto piccolo in un braccio; si dà al malato che rischia di morire o comunque al malato grave. La stessa cosa il Governo e il Parlamento avrebbero dovuto fare nella loro azione, appunto, di Esecutivo e Legislativo: avremmo dovuto dare un codice rosso e delle priorità a chi rischia di morire. In questo caso, portando il parallelo alla discussione odierna, lo avremmo dovuto dare ai Comuni terremotati che avrebbero potuto e dovuto beneficiare delle possibilità che adesso hanno le fattispecie rientranti nell'articolo 142, estendendo questo intervento all'articolo 136. Il mio è quindi un accorato invito al Governo a provvedere subito, perché il Parlamento potrebbe farlo in un prossimo provvedimento, ma non sappiamo quando ci sarà. Il Governo potrebbe farlo subito. Vi chiedo quindi, per favore, a nome di tutte quelle persone, di intervenire in maniera tempestiva. Vedo che il tempo a mia disposizione è purtroppo quasi terminato. Mi limito a ricordare che di motivi per votare favorevolmente questo provvedimento ce ne sono tanti, non ultimi gli 8 miliardi, 6 dei quali destinati a combattere il caro energia, tema che da subito la Lega ha portato all'attenzione delle Assemblee parlamentari, ma anche della ribalta nazionale. C'è un intervento in questo senso e quindi il nostro voto sarà convintamente favorevole, perché si tratta di un provvedimento, seppur non definitivo e completo, molto utile al Paese. (Applausi) . CIOFFI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIOFFI (M5S) . Signor Presidente, oggi parliamo di un intervento sul grande amento dei costi energetici che i cittadini e le imprese stanno subendo. Pensiamo a quanto ci ricordava Adam Smith sulle teorie del libero mercato, quando diceva che la famosa mano invisibile avrebbe regolato il mercato in modo che il perseguimento del profitto da parte tutti gli operatori del mercato avrebbe prodotto un benessere diffuso. Tutto questo, se confrontato con la speculazione che abbiamo visto, per esempio, sul prezzo del gas, ci fa capire che, forse, le teorie neoliberiste che per tanti anni hanno permeato il modo di pensare degli economisti sono fallite - dobbiamo pur avere il coraggio di dirci determinate cose - perché in realtà il mercato è dominato da interessi diversi. Quando vediamo, per esempio, com'è stato ricordato, che il prezzo del gas è dominato dai future che sono scambiati sulla borsa olandese da Gasunie, che - ricordiamolo - è per il 100 per cento di proprietà dello Stato olandese, e che il volume dei future trattati è dieci volte superiore al volume del gas realmente esistente sul mercato, capiamo bene che tutto questo rappresenta una sconnessione completa tra l'economia reale e l'economia finanziaria. Questo fa molto male alle persone, ai cittadini e alle imprese. Pensiamo al mercato delle rinnovabili, di cui si è parlato: bene, in questo provvedimento si prevedono azioni concrete che servono a svincolare l'utilizzo e la messa in campo di sistemi di energia rinnovabile - per esempio, vediamo che l'installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti oramai è edilizia libera, e questo aiuta molto - dobbiamo però anche ricordarci che, se non stiamo attenti, facciamo degli errori. E uno degli errori che voglio ricordare, per esempio, è relativo a chi produce pannelli fotovoltaici nel mondo. I dati del 2020 ci fanno capire come quasi il 90 per cento della produzione di pannelli fotovoltaici nel mondo sia collocata nel Sud-Est asiatico: la Cina detiene il 70 per cento del mercato mondiale; il secondo Paese è il Vietnam, tanto per dirne uno. Insomma, quando andiamo a installare pannelli fotovoltaici e non siamo in grado di produrne, pannelli fotovoltaici non facciamo altro che andare a incentivare un'industria non europea; dobbiamo quindi stare molto attenti alle azioni che perseguiamo. Quando sosteniamo di voler differenziare il flusso del gas che arriva in Italia e in Europa, dominato, come sappiamo, dal gas russo, che fornisce all'Europa 155 miliardi di metri cubi annui, di cui 142 via tubo e 13 via nave, diciamo di farlo per mettere in difficoltà la Federazione Russa. Anche in questo caso dovremmo fare un ragionamento attento: gli utili che produce Gazprom ogni anno, sempre secondo i dati del 2020, sono circa 55 miliardi di dollari, 45 dei quali generati con la vendita in Europa e 10 sul mercato asiatico. Se vediamo invece il rapporto debito-PIL della Federazione Russa, ci accorgiamo che è pari al 18 per cento. Cosa significa?