[resaula]

secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 4 febbraio 2019 dal quotidiano "Corriere della Sera", i provvedimenti governativi di attuazione in attesa di essere ancora emanati risultano, attualmente, essere 245, di cui più della metà previsti dalla legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018); al riguardo, proprio nella manovra economica 2019 del Governo Conte, i decreti attuativi previsti, nella versione approvata dal Consiglio dei ministri (che regolano i dettagli delle norme contenute nelle leggi e nei decreti-legge, essendo cosiddette di secondo livello) erano soltanto 40, mentre nel corso dell'esame in Parlamento il numero si è moltiplicato per quattro; secondo gli esperti legislativi e parlamentari, evidenzia ancora il medesimo articolo, il numero dei decreti attuativi è direttamente proporzionale alla difficoltà dell'esame parlamentare, ed infatti proprio nel corso dell'ultima legge di bilancio, approvata soltanto dopo una lunga trattativa con la Commissione europea, in cui si sono manifestate evidenti difficoltà politiche, organizzative e procedurali nell'ambito delle decisioni del Governo e della maggioranza nella definizione complessiva del testo, i decreti attuativi sono aumentati in maniera esponenziale; gli altri decreti attuativi in attesa di essere emanati, che rientrano all'interno di provvedimenti già approvati o in corso di approvazione del Parlamento, prosegue il "Corriere della Sera", risultano essere 24 per il decreto cosiddetto reddito di cittadinanza e quota 100, 40 per il cosiddetto decreto Genova, 9 per il cosiddetto decreto sicurezza, 5 per il cosiddetto decreto Carige e 6 per il cosiddetto decreto semplificazioni; dall'inizio del suo insediamento il Governo Conte ha ereditato dai Governi precedenti un totale di 641 decreti attuativi in attesa di emanazione, il cui ritardo ha di fatto rallentato l'effettiva introduzione di norme attese dal sistema Paese, finalizzate a sostenere l'economia italiana; a giudizio dell'interrogante, i ritardi descritti (stante anche l'abitudine di interpretare i termini per l'adozione come non perentori, anche a prescindere dalla condivisione politica dei contenuti) determinano gravi effetti sul sistema socioeconomico e produttivo del Paese, considerato che tali disposizioni applicative risultano fondamentali per l'attuazione concreta delle norme contenute nei disegni di legge o nei decreti-legge; porre in essere ogni iniziativa volta a velocizzare i meccanismi di emanazione di tali decreti attuativi, appare dunque all'interrogante urgente e necessario, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere, al fine di velocizzare il meccanismo di emanazione dei decreti attuativi, i cui ritardi rischiano di produrre l'effetto di una sostanziale abrogazione della norma legislativa. Atto n. 4-01268 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 8 novembre 2018 la Regione Campania pubblicava sul sito "Regione informa" un avviso pubblico per la selezione dei rappresentanti delle associazioni e degli organismi, quali componenti dell'Osservatorio regionale sui beni confiscati, come da art. 6 della legge regionale della Campania 16 aprile 2012, n. 7, con termine per la presentazione il 30 novembre 2018; tale avviso non è da ritenersi una manifestazione selettiva, in quanto aperta ai soggetti in possesso dei requisiti, oltre a prevedere una riapertura temporale periodica secondo la normativa di riferimento; veniva richiesto tra i requisiti di avere da statuto o atto costitutivo da almeno 5 anni la finalità di promozione del riutilizzo dei beni confiscati e tale requisito risulta essere maggiormente stringente per l'individuazione degli organismi rispetto a quanto previsto dalla stessa legge regionale, e successive modificazioni e integrazioni; il centro nazionale sportivo "Fiamma" inviava il 30 novembre 2018, come previsto via Pec, la documentazione come da formulario dell'avviso pubblico e tale formulario includeva l'autocertificazione in merito allo statuto o atto costitutivo; lo stesso centro nazionale sportivo Fiamma rinviava in data 11 dicembre 2018, sempre attraverso Pec, la documentazione, completata da un'istanza nella quale si motivava il rinvio, oltre ad allegare documentazione integrativa, nello specifico il 30 novembre 2018 l'Agenzia nazionale beni confiscati risultava essere sotto attacco informatico, infettando a sua volta associazioni aventi rapporti con l'Agenzia e il virus informatico aveva causato blocchi alla casella Pec. Si suppone infine che i programmi di protezione della Regione abbiano bloccato l'originale Pec inviata in data 30 novembre 2018, riconoscendola come infetta; l'ufficio per il "Federalismo e la sicurezza integrata" regionale, competente per l'avviso, rispondeva in data 14 dicembre 2018, ritenendo di non accettare la documentazione richiesta in quando pervenuta in ritardo, ma aggiungeva tra i motivi ostativi il mancato requisito statutario; come precedentemente riferito, il format predisposto dall'avviso prevedeva una semplice autocertificazione e nel frattempo nessuna richiesta di integrazione o di acquisizione di documenti era stata richiesta; a seguito di una richiesta da parte del centro nazionale sportivo Fiamma di chiarimenti ai dirigenti responsabili del procedimento, veniva motivato l'acquisizione tramite internet dello statuto, evidente anomalia da parte di una pubblica amministrazione, oltre al fatto che non risulta mai pubblicato lo statuto del centro Fiamma sui portali internet ; veniva considerata in tutti i casi assorbente l'invio in ritardo della Pec, nonostante si tratti di una manifestazione d'interesse non selettiva e periodica; i requisiti maggiormente restrittivi di quello indicati dall'Assemblea legislativa regionale nella legge regionale di costituzione dell'Osservatorio regionale sui beni confiscati hanno causato l'acquisizione di solo 7 organismi regionali di cui 4 di questi incredibilmente rappresentati sempre dalla stessa persona fisica; tale indirizzo dirigenziale contraddice con ogni evidenza la conclamata volontà del Consiglio regionale campano circa la massima partecipazione dei soggetti attuatori alla condivisione delle azioni strategiche per l'utilizzo dei beni confiscati, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda promuovere affinché vengano a cessare comportamenti discriminatori volti ad escludere importanti soggetti impegnati, con ottimi risultati nello specifico settore, come il centro nazionale sportivo "Fiamma", dall'Osservatorio regionale sui beni confiscati alla criminalità organizzata. Atto n. 4-01269 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la sera del 15 febbraio 2019 due banditi hanno fatto irruzione, armi in pugno e con il volto coperto, nella tabaccheria di via Michele Conforti a Salerno; i banditi hanno intimato al commesso di consegnare l'incasso colpendo alla testa la vittima con il calcio della pistola; nella rapina sono stati presi i soldi, circa un migliaio di euro, ed i rapinatori sono scappati via; sul posto sono intervenute le pattuglie della sezione Volanti, che hanno immediatamente dato il via alle indagini per individuare i responsabili della rapina, mentre il commesso della tabaccheria è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" per essere medicato;