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Direi che non c'è bisogno di controprova. Mi pare che la proposta sia accolta all'unanimità. Ricordo ai proponenti della mozione n. 211 che il Governo aveva avanzato una proposta di riformulazione del secondo impegno, nel senso di aggiungere la frase «nel rispetto dei vincoli di bilancio». BERNINI (FIBP-UDC) . Accolgo la proposta di riformulazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo delle premesse della mozione n. 211 (testo 2), presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo degli impegni della mozione n. 211 (testo 2), presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Anche sulla mozione n. 212 il rappresentante del Governo ha proposto una riformulazione, che risulta accolta dai proponenti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 212 (testo 2), presentata dai senatori Marcucci, Faraone, Perilli, De Petris, Unterberger e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B) . Discussione dalla sede redigente e approvazione del documento: Doc Doc. XXII, n. 9-bis Proroga del termine di cui all'articolo 1, comma 2, della deliberazione del 16 ottobre 2018, recante "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere" VALENTE ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del documento XXII, n. 9- bis . La relatrice, senatrice Maiorino, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. MAIORINO, relatrice . Signor Presidente, onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, sulla cui proroga è chiamata ad esprimersi la Commissione affari costituzionali, ha esaminato la relazione sull'attività finora svolta. Vorrei darvi brevemente conto del contenuto di essa, ma soprattutto delle ragioni per le quali una proroga si rende necessaria. Sul piano organizzativo, la Commissione di inchiesta ha regolato la propria attività costituendo tre sottogruppi di lavoro, coordinati dalla Presidente e dalle due Vice Presidenti in carica, dedicati rispettivamente ai nodi della prevenzione, della protezione e della punizione, così come previsto dalla Convenzione di Istanbul, che indica in queste tre "P" le strade strategiche per aggredire il fenomeno della violenza nei confronti delle donne. In questo primo anno di lavori la Commissione ha svolto una lunga e approfondita attività conoscitiva, che si è sostanziata nell'audizione di oltre una sessantina di soggetti in quasi quaranta sedute plenarie e in una prima serie di sopralluoghi sul territorio (in Basilicata, in Trentino, in Sicilia e in Campania). Per poter fotografare con puntualità e precisione i passaggi più a rischio nei processi per violenza, passaggi che talvolta diventano veri e propri vulnus , anche con riguardo ai casi di separazione, in presenza di problemi legati all'affido di minori, la Commissione ha predisposto sette distinti questionari rivolti ai presidenti dei tribunali ordinari e dei tribunali di sorveglianza; alle procure della Repubblica; alla Scuola superiore e al Consiglio superiore della magistratura; agli ordini regionali degli psicologi e al Consiglio nazionale forense. Questi questionari sono stati inoltrati il 20 dicembre 2019 e alcune risposte sono già pervenute, mentre siamo ancora in attesa della risposta di molti altri organismi. Al di là del questionario, ritengo che una proroga della Commissione per tutta la durata della legislatura sia necessaria. (Brusio). PRESIDENTE. È un destino: quando parla la collega vi è un po' di movimento nella parte destra dell'emiciclo. Vi pregherei di lasciarle svolgere con serenità il suo - peraltro breve, mi auguro - intervento. MAIORINO, relatrice . Grazie, Presidente. Si rende necessaria sia per ragioni oggettive, legate al fatto che il fenomeno della violenza ai danni delle donne e dei femminicidi sembra ben lontano dall'essere in diminuzione (il 2020 si è aperto con un vero e proprio eccidio di donne), sia per ragioni legate alla stessa attività di inchiesta e alla esigenza di approfondire alcuni aspetti non ancora adeguatamente trattati nel corso di questo primo anno. Più nel dettaglio, un primo aspetto oggetto di analisi ha riguardato i criteri e le modalità di scelta dei consulenti tecnici nell'ambito dei procedimenti per reati di violenza di genere, su cui è necessario indagare più a fondo. Un ulteriore profilo che la Commissione ha approfondito e deve aver modo di approfondire ulteriormente, anche attraverso l'acquisizione degli atti relativi ad alcune vicende processuali giunte alla ribalta della cronaca, riguarda la questione della disciplina processuale dei giudizi per reati di violenza di genere (soprattutto dei femminicidi), con particolare attenzione ai limiti alla discrezionalità del giudicante in ordine all'applicazione delle circostanze attenuanti nei casi in cui il fatto sia commesso ai danni di donne vulnerabili o nei casi in cui ricorrano circostanze aggravanti. PRESIDENTE. Senatrice, devo ancora provare ad eliminare il rumore di sottofondo: dal momento che per circa mezzora non si voterà, se qualcuno non è interessato ad ascoltare la relazione, può accomodarsi alla buvette o dove ritiene più opportuno. Mi rivolgo soprattutto al Gruppo di fronte a me, a destra. MAIORINO, relatrice . La ringrazio, signor Presidente. Per quanto concerne la prevenzione, un primo importante aspetto del quale la Commissione si è occupata è stato rappresentato dalla promozione a livello di comunicazione di una cultura rispettosa del genere e della necessità di un superamento di ogni stereotipo e forma di hate speech . In fatto di prevenzione c'è però ancora moltissimo da fare. La Commissione ha già avviato l'interlocuzione con le associazioni che si occupano di ascolto degli uomini maltrattanti, ma l'aspetto resta ancora da approfondire per verificare come questi percorsi possano essere inseriti nei programmi di recupero, evitando l' escalation della violenza finale. Un aspetto sul quale la Commissione ha avviato un approfondimento è legato alla formazione, da intendersi sotto un duplice profilo: da un lato, come formazione universitaria di coloro che per professione nella loro successiva esperienza lavorativa potrebbero doversi confrontare con le vittime di violenza e, dall'altro lato, come formazione scolastica in senso stretto e quindi coloro che, da educatori, dovranno promuovere e costruire modelli culturali ed educativi orientati ad una corretta e sana gestione delle relazioni e al riconoscimento e al rispetto delle differenze. Anche in questo senso la Commissione si riserva di continuare ad approfondire e fornire indirizzi anche normativi per introdurre questi percorsi educativi nelle scuole di ogni ordine e grado. Si rende necessaria una proroga, preferibilmente per il corso della legislatura, così come stabilito anche nella prima Commissione: