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Frequenza di monitoraggio La selezione della frequenza nell'ambito di ogni anno di monitoraggio è generalmente basata sul modello concettuale e, in particolare, sulle caratteristiche dell'acquifero e sulla sua suscettibilità alle pressioni inquinanti. La tabella 3 individua frequenze minime di monitoraggio operativo per differenti tipologie di acquifero dove il modello concettuale è limitato e i dati esistenti non sono disponibili. Se, invece, vi è una buona conoscenza della qualità delle acque sotterranee e del comportamento del sistema idrogeologico, possono essere adottate frequenze ridotte di monitoraggio, comunque non inferiori ad una volta l'anno. La frequenza e la tempistica del campionamento in ogni sito di monitoraggio deve, inoltre, considerare i seguenti criteri: a) i requisiti per la valutazione della tendenza; b) l'ubicazione del sito di campionamento rispetto alla pressione (a monte, direttamente al disotto, o a valle). Infatti le ubicazioni direttamente al disotto di una pressione possono richiedere monitoraggi più frequenti; c) il livello di confidenza nella valutazione del rischio e i cambiamenti della stessa valutazione nel tempo; d) le fluttuazioni a breve termine nella concentrazione degli inquinanti, per esempio effetti stagionali. Laddove sia probabile riscontrare effetti stagionali e altri effetti a breve termine, è essenziale che le frequenze di campionamento e le tempistiche siano adattate (incrementate) di conseguenza e che il campionamento abbia luogo nello stesso momento ogni anno, o nelle stesse condizioni, per rendere comparabili i dati per la valutazione delle tendenze, per accurate caratterizzazioni e per la valutazione degli stati di qualità; e) la tipologia di gestione dell'uso del suolo, per esempio periodo di applicazione di nitrati o pesticidi. Questo è importante specialmente per i sistemi a rapido scorrimento come gli acquiferi carsici e/o i corpi idrici sotterranei di prima falda. Il campionamento per il monitoraggio operativo deve continuare finchè il corpo idrico sotterraneo è considerato, con adeguata confidenza, non più nello stato scarso o - a rischio di essere in uno stato scarso e ci sono adeguati dati che dimostrano un'inversione delle tendenze. Tabella 3 - Frequenze minime del monitoraggio operativo nell'ambito di ciascun anno ===================================================================== | |Tipo di flusso dell'acquifero | | |-------------------------------------------------------| | | Confinato |Libero | | | |-------------------------------------------| | | |Flusso | | | | | |intergranulare | | | | | |significativo | | | | | |---------------------|Flusso | | | | |Flussi | |esclusi- | | | | |signifi- |Flusso |vamente | | | | |cativi |super- |per fessu-|Flusso per| | | |profondi |ficiale |razione |carsismo | +===========+===========+==========+==========+==========+==========+ |Acque | | |Come |Come |Come | |sotter- | | |appro- |Appro- |Appro- | |ranee ad | | |priato ma |priato |priato | |elevata | | |almeno 2 |almeno |almeno | |vulnera- |1 volta |2 volte |volte |trime- |trime- | |bilità |all'anno |all'anno |all'anno |strale |strale | +-----------+-----------+----------+----------+----------+----------+ | | |1 volte | | | | | | |all'anno 2| | | | |Acque | |volte |Come |Come |Come | |sotter- | |all'anno |appro- |appro- |Appro- | |ranee a | |in caso di|priato ma |priato ma |priato | |bassa | |tendenze |almeno 2 |almeno 2 |almeno | |vulnera- |1 volta |signifi- |volte |volte |trime- | |bilità |all'anno |cative |all'anno |all'anno |strale | +-----------+-----------+----------+----------+----------+----------+ 4.3 Monitoraggio dello stato quantitativo La rete di monitoraggio dello stato quantitativo delle acque sotterranee è progettata in modo da fornire una stima affidabile dello stato quantitativo di tutti i corpi idrici o gruppi di corpi idrici sotterranei, compresa la stima delle risorse idriche sotterranee disponibili. Le Regioni inseriscono nei piani di tutela una o più mappe che riportano detta rete. Il Monitoraggio dello stato quantitativo ha l'obiettivo di integrare e confermare la validità della caratterizzazione e della procedura di valutazione di rischio, determinare lo stato quantitativo del corpo idrico sotterraneo, supportare la valutazione dello stato chimico, l' analisi delle tendenze e la progettazione e la valutazione dei programmi di misure. Come per le altre reti di monitoraggio, la progettazione della rete per il monitoraggio quantitativo deve essere basata sul modello concettuale del sistema idrico sotterraneo e sulle pressioni. Gli elementi chiave del modello concettuale quantitativo sono: a) la valutazione della ricarica e del bilancio idrico predisposto secondo le linee guida di cui all'Allegato 1 al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in data 28 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 2004; b) le valutazioni esistenti del livello dell'acqua sotterranea o della portata ed informazioni pertinenti sui rischi per le acque superficiali e gli ecosistemi terrestri che dipendono dalle acque sotterranee; c) il grado di interazione tra acque sotterranee e relativi ecosistemi terrestri e superficiali dove questa interazione è importante e potrebbe potenzialmente determinare un'influenza negativa sullo stato di qualità del corpo idrico superficiale. Lo sviluppo di una rete di monitoraggio quantitativo può essere iterativo; i dati raccolti dai nuovi siti di monitoraggio possono essere usati per migliorare e perfezionare il modello concettuale, usato per collocare ogni sito di monitoraggio, sull'intero corpo idrico sotterraneo, e la gestione del programma di monitoraggio quantitativo. L'implementazione di un modello numerico delle acque sotterranee o di un modello idrologico che integri le acque superficiali e sotterranee sono utili strumenti per compilare ed interpretare i dati del monitoraggio quantitativo ed identificare le risorse e gli ecosistemi a rischio. Inoltre, le stime di incertezza che si possono ottenere con un modello numerico possono essere d'aiuto per identificare parti del corpo idrico sotterraneo che necessitano dell'integrazione di siti per meglio descrivere la quantità e la portata delle acque sotterranee. Selezione dei parametri Per la valutazione dello stato quantitativo delle acque sotterranee sono raccomandati almeno i seguenti parametri: a) livelli delle acque sotterranee nei pozzi o nei piezometri; b) portata delle sorgenti; c) caratteristiche del flusso e/o livelli idrici dei corsi d'acqua superficiali durante i periodi di siccità (ad es. quando il contributo delle piogge al flusso delle acque superficiali può essere trascurato e la portata del fiume è mantenuta sostanzialmente dall'acqua sotterranea); d) livelli idrici delle zone umide e dei laghi che dipendono significativamente dalle acque sotterranee. La selezione dei siti di monitoraggio e dei parametri deve essere basata su un solido modello concettuale del corpo idrico che deve essere monitorato. Un monitoraggio addizionale per supportare la caratterizzazione e la classificazione delle acque sotterranee tiene conto almeno di: