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Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di trasporto pubblico locale e regionale. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende conferire una delega al Governo per la riforma e il riordino della disciplina in materia di trasporto pubblico locale e regionale. Gli assi principali dell'intervento di riordino sono quattro: la ridefinizione dei livelli essenziali di servizio universale, da garantire attraverso il sussidio delle risorse pubbliche e conseguente determinazione dei loro costi standard ; il recupero di efficienza ed efficacia del sistema, attraverso il superamento di sovrapposizioni e parallelismi e l'impianto di un processo di integrazione tra le diverse modalità di trasporto; il perseguimento della liberalizzazione del trasporto su gomma e la programmazione e intensificazione dei processi di liberalizzazione del trasporto ferroviario universale, nazionale e regionale; l'incentivazione dell'attività di impresa ferroviaria al fine di favorire la concorrenza tra i vettori. Rispetto ai criteri sino ad oggi adottati, occorre integrare, ai fini dell'individuazione dei livelli essenziali di servizio, i parametri relativi alla percentuale di equilibrio tra la quota di copertura dei costi affidata alla contribuzione pubblica e quella generata dalle tariffe, con quelli derivanti dalla densità demografica e dalle caratteristiche geomorfologiche del territorio. Ciò implica un lavoro non banale, che coinvolge direttamente la funzione delle regioni e la capacità dello Stato di portare a sintesi un impianto che sia, al tempo stesso, sufficientemente articolato per tener conto delle differenti realtà territoriali, e accettabilmente omogeneo per non determinare disparità tra gli utenti nel diritto di accesso ai servizi universali. La chiave per realizzare questo duplice obiettivo sta, ovviamente, in un'efficace definizione dei costi standard , il cui computo complessivo va posto quale base « garantita » del flusso di trasferimenti di risorse per l'esercizio dallo Stato alle regioni e da queste ai vari enti soggetti di delega. Questa base, in analogia a quanto già accade per la sanità, potrebbe configurare il fondamento programmatorio di un vero e proprio « Patto per la mobilità », modellato su « livelli essenziali di mobilità » (LEM), le cui risorse dovrebbero essere sottratte ai vincoli del Patto di stabilità. La più ampia riduzione possibile dei parallelismi e delle sovrapposizioni tra gomma e ferro costituisce senza dubbio un obiettivo fondamentale per allocare le risorse pubbliche in maniera efficace, riducendo margini di spreco. A questo scopo, occorre che l'individuazione di ciò che è correttamente definibile come « parallelismo » o « sovrapposizione » avvenga correttamente, tenendo in debito conto che, in diversi casi, la coincidenza del punto di partenza e di quello di arrivo di una linea stradale e di una ferroviaria non costituisce di per sé un « doppione » di servizi identici. A fronte, però, del parallelismo chiaramente individuabile in termini di sviluppo del percorso e di tempi di percorrenza, potrà essere valorizzata la facoltà degli operatori di mettere in esercizio servizi a totale rischio d'impresa. A questo capitolo è altresì ascrivibile la finalità di perseguire una metodologia di programmazione dei servizi aperta a modalità di servizio nuove e flessibili ( taxi-bus , car-sharing , eccetera), in ragione delle peculiari caratteristiche geografiche, demografiche, sociali ed economiche dei diversi ambiti territoriali. Infine, il traguardo dell'efficienza e dell'integrazione è destinato a rimanere una chimera se non si realizzerà in tempi ragionevolmente brevi l'integrazione tariffaria. La quale va posta, perciò, anche attraverso l'utilizzo di misure incentivanti, sia per gli operatori sia per gli enti soggetti di delega, sia per le aziende di gestione chiamate a realizzare una dimensione di scala adeguata al raggiungimento di un livello industriale, quale traguardo da raggiungere già nel breve medio periodo in coincidenza con i futuri bandi di gara per l'affidamento dei servizi. Il processo di liberalizzazione deve costituire un'occasione per consentire il recupero di competitività dell'intero sistema Paese, attivando elementi di concorrenza per il mercato e, dove possibile e utile, anche nel mercato. In questo senso, l'Autorità di regolazione dei trasporti costituisce un fattore di garanzia in termini di terzietà nella regolazione e nella definizione dei bandi di gara per l'assegnazione dei servizi di trasporto. Dai bandi di gara deve passare il discrimine dell'assegnazione di risorse incentivanti e premiali in ragione di obiettivi predeterminati quali: le integrazioni tra le diverse modalità di trasporto; l'integrazione tariffaria; le integrazioni societarie strettamente finalizzate ad elementi di efficientamento e di qualità, come un rapporto congruo tra addetti diretti al servizio e indiretti, o la realizzazione di investimenti finalizzati al rinnovamento della flotta e del materiale rotabile o anche l'attivazione di servizi di infomobilità e telecontrollo della flotta. Per quanto riguarda la liberalizzazione del trasporto pubblico locale (autobus, tram, metro), i processi di liberalizzazione sono più avanzati, ma occorre completarli per la razionalizzazione del sistema di impresa, caratterizzato da un'estrema frammentazione e, quindi, da una generalizzata debolezza delle aziende. Su questo fronte, bisogna prevedere misure che consentano di utilizzare anche le gare quale elemento in grado di favorire i processi di aggregazione e fusione di imprese, ad esempio favorendo le imprese che partecipino alle procedure di evidenza pubblica associate in associazione temporanea di imprese (ATI). Per quanto riguarda il materiale rotabile su gomma, occorre aprire, per gli enti soggetti di delega e per le aziende, la facoltà di attivare i meccanismi del leasing . Occorrerà superare le sovrapposizioni delle criticità sul fronte dell'armonizzazione dei sistemi tariffari, del sistema delle premialità e delle sanzioni comminate alle aziende e dei conseguenti risarcimenti assegnati all'utenza, così come sul delicatissimo fronte della programmazione degli orari. Sul fronte del diritto alla mobilità dei pendolari, è necessario rimettere mano ai meccanismi, rendendo più stringenti i vincoli per i governi regionali nel porre mano a una programmazione comune condivisa sulle linee interregionali. Va affrontata la ridefinizione delle competenze tra i diversi livelli territoriali di Governo per favorire le funzioni e gli strumenti per esercitarle con efficacia, delle previste città metropolitane, che proprio nell'ambito dei sistemi di trasporto, accessibilità e mobilità, trovano una delle più significative ragioni d'essere. Per le ragioni sopra esposte si ritiene opportuno conferire una delega al Governo con l'obiettivo di favorire lo sviluppo e l'efficienza del servizio di trasporto pubblico locale e regionale, la miglior qualità dei servizi di mobilità per i cittadini, la riduzione dell'impatto ambientale e delle esternalità negative legate al traffico privato..