[ddlpres]

Il medesimo rappresentante legale deposita altresì, presso l'ufficio del registro delle imprese, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione concernente le attività svolte nell'anno precedente per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1 , che include la descrizione degli obiettivi specifici e delle iniziative poste in essere dagli amministratori per il perseguimento delle finalità culturali dell'impresa, tenendo conto, in particolare, della natura dell'attività esercitata e delle dimensioni dell'impresa, anche ai fini della valutazione dell'impatto sociale delle attività svolte. 5 Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro della cultura, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo, anche con riferimento ai criteri per la verifica della sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 2. 3 ( Fondo per lo sviluppo delle attività culturali e creative ) 1 Ai fini della presente legge, è istituito, nello stato di previsione del Ministero della cultura, il Fondo per lo sviluppo delle attività culturali e creative, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, destinato alle imprese culturali e creative iscritte nelle sezioni speciali del registro delle imprese di cui all'articolo 2, che perseguono le seguenti finalità: a promozione di nuova imprenditorialità e di misure per la crescita del settore; b promozione di forme di collaborazione con le imprese di altri settori produttivi, le università e gli enti di ricerca, i musei, le istituzioni culturali, anche attraverso l'erogazione di contributi a fondo perduto sotto forma di voucher da destinare all'acquisto di servizi prestati dalle imprese di cui al presente comma anche per favorire processi di innovazione; c predisposizione di misure per favorire l'accesso al credito; d predisposizione di misure volte a favorire lo sviluppo del settore anche mediante analisi, studi e attività di promozione e valorizzazione. 2 Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano nei limiti previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti « de minimis ». 3 Con decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità per la concessione e per l'utilizzo delle risorse di cui al presente articolo, sono definiti gli strumenti per il relativo monitoraggio e controllo e sono disciplinati i casi di revoca o decadenza dai benefici di cui all'articolo 4. 4 (Credito d'imposta per le imprese culturali e creative) 1 Entro un anno dalla loro costituzione, alle imprese culturali e creative, iscritte nelle sezioni speciali del registro delle imprese di cui all'articolo 2, è riconosciuto, nel limite di spesa di 15 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, un credito d'imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi. 2 Le imprese di cui al comma 1 possono accedere al credito d'imposta ivi previsto nel rispetto dei limiti di cui al citato regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione. Il credito d'imposta di cui al comma 1 non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 3 Con decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro delle imprese e del made in Italy , da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per la concessione del credito d'imposta di cui al comma 1, con particolare riferimento al monitoraggio e al rispetto del limite di spesa ivi indicato, alle tipologie di spesa ammissibili, alle procedure per l'ammissione al beneficio, ai criteri relativi al cumulo con altre agevolazioni, ai casi di revoca o di decadenza dal beneficio, nonché alle procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d'imposta, secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73. 4 Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 15 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 5 I commi da 57 a 60 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono abrogati. 5 (Uso di immobili pubblici per attività culturali e creative) 1 Per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) , da parte delle imprese culturali e creative iscritte nelle sezioni speciali del registro delle imprese di cui all'articolo 2, lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali e gli altri enti pubblici possono: a concedere a titolo gratuito beni immobili di loro proprietà, in stato di abbandono o di grave sottoutilizzazione da almeno tre anni. La cessione ha una durata massima di dieci anni, rinnovabile, nel corso dei quali il concessionario ha l'onere di effettuare , a proprie cura e spese, gli interventi di manutenzione e gli altri interventi necessari a mantenere la funzionalità dell'immobile; b dare in concessione o in locazione i beni immobili di loro proprietà che richiedono interventi di restauro, con pagamento di un canone agevolato, determinato dalle amministrazioni interessate, ai fini della riqualificazione e riconversione dei beni tramite interventi di recupero, restauro e ristrutturazione a spese del concessionario, anche con nuove destinazioni d'uso finalizzate allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) . Dai canoni sono detratte le spese sostenute per gli interventi indicati nel primo periodo della presente lettera entro il limite del canone stesso. La durata della concessione o locazione è commisurata al raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa e comunque non può eccedere i trenta anni; c dare in concessione o in locazione beni immobili di loro proprietà. 2 Per l'individuazione dei concessionari e dei locatari di cui al comma 1 possono essere seguite le procedure semplificate di cui all'articolo 151, comma 3, del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.