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il Governo, nella persona del sottosegretario di Stato per le politiche agricole Manzato, rispondeva che la pertinenza e la competenza sul decreto fosse del Ministero della difesa; il 18 ottobre si è riunita a Milano la Consulta interregionale per la gestione sostenibile e unitaria della pesca e la tutela del patrimonio ittico del Po, della quale fanno parte le quattro Regioni del bacino padano, tra cui l'Emilia-Romagna, oltre all'Autorità di bacino del Po; l'incontro ha fatto seguito al protocollo d'intesa per il controllo della pesca illegale nel Po, siglato nel giugno scorso e si è concluso con la messa a punto di un primo piano di azioni concrete per combattere un fenomeno criminoso, che sta depauperando il patrimonio ittico del grande fiume, oltre a rappresentare un serio rischio per la salute dei consumatori, a causa dell'immissione sul mercato di ingenti quantitativi di pescato illegale, nella più completa assenza di controlli sanitari e di requisiti di tracciabilità; le Giunte delle Regioni interessate (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) stanno mettendo in campo una serie di azioni per una gestione condivisa del fiume, con l'obiettivo di armonizzare le norme che regolano la pesca e coordinare le azioni per la tutela della fauna ittica autoctona e della biodiversità, come ad esempio il potenziamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione in alveo delle polizie provinciali e locali. Le azioni di contrasto immediato prevedono infatti protocolli operativi su base territoriale per l'attivazione delle forze dell'ordine e delle polizie provinciali e locali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi urgente provvedere all'emanazione in tempi brevi del suddetto decreto, anche per dare maggiore supporto alle azioni messe in campo dalle Regioni interessate. Atto n. 3-00304 LA RUSSA STANCANELLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la notte del 6 ottobre 2018, alle ore 2.34, è stata avvertita una forte scossa sismica di magnitudo 4.8 in tutta la provincia di Catania, con epicentro a Santa Maria di Licodia, che ha interessato anche Ragalna, Paternò e Biancavilla; circa una quarantina di persone sono state ricoverate presso diverse strutture ospedaliere per ferite lievi e panico; nei comuni di Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Adrano e Ragalna sono stati registrati danni rilevanti a edifici pubblici; sopralluoghi di agibilità effettuati dalla Protezione civile hanno interessato anche gli edifici privati, soprattutto nella zona maggiormente colpita, ovvero i centri storici di Biancavilla e Santa Maria di Licodia. Nei giorni a seguire, lo sciame è continuato. Sono state registrate altre scosse con epicentro a Biancavilla di magnitudo 2.0 - 2.5, quest'ultima avvertita anche ad Adrano; tenuto conto che: l'Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, ma purtroppo l'attenzione politica e mediatica dedicata ai catastrofici effetti legati ai fenomeni sismici si manifesta principalmente, se non esclusivamente, solo nei giorni successivi ai loro accadimenti; i Comuni interessati hanno chiesto alla Regione Siciliana il riconoscimento dello stato di calamità naturale e analoga richiesta è stata avanzata in sede regionale con interrogazioni, tra cui quella dell'on. Gaetano Galvagno di FdI; preso atto che il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha richiesto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza a seguito dei terremoti, con allegata relazione della Protezione civile regionale, che stima in 2,4 milioni di euro i costi minimi per riportare a condizioni di agibilità gli edifici pubblici danneggiati, si chiede di sapere quali interventi intenda mettere celermente in essere il Governo in riscontro alle richieste avanzate dai Comuni colpiti dal terremoto con il tramite della richiesta di stato di emergenza avanzata dal Governo regionale. Atto n. 3-00305 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: i recenti avvenimenti di politica economica e di bilancio, in relazione alle decisioni del Governo in merito all'introduzione dei provvedimenti fiscali ed in particolare delle misure contenute nella manovra economica per il 2019, secondo quanto risulta dai principali quotidiani nazionali non solo economici, stanno determinando gravissimi effetti negativi e penalizzanti per il sistema Paese, legati soprattutto alla perdita di credibilità sui mercati finanziari e fra i principali investitori esteri; secondo quanto risulta dall'ultimo bollettino economico pubblicato dalla Banca d'Italia, nei primi 8 mesi del 2018, gli investitori non residenti hanno ridotto le loro consistenze di titoli di portafoglio italiani di 42,8 miliardi; i disinvestimenti hanno riguardato soprattutto i titoli pubblici (24,9 miliardi di euro) e le obbligazioni bancarie (12,4 miliardi di euro); gli acquisti di titoli pubblici italiani effettuati da non residenti, evidenzia il documento, nel periodo tra gennaio e aprile (41,7 miliardi di euro) sono stati più che compensati dalle vendite registrate in maggio e in giugno (57,9 miliardi nei due mesi), in concomitanza con le tensioni sui mercati finanziari del nostro Paese; nel mese di luglio e di agosto gli investitori esteri hanno, inoltre, venduto titoli del debito sovrano complessivamente per 8,7 miliardi di euro e limitatamente al solo periodo di agosto, gli investitori esteri hanno venduto titoli di portafoglio italiani tra titoli di Stato e obbligazioni bancarie, per 17,8 miliardi (di cui 17,4 miliardi di titoli pubblici); i dati evidenziati dal bollettino economico della Banca d'Italia risultano a giudizio dell'interrogante estremamente gravi e preoccupanti anche in relazione al recente declassamento da parte dell'agenzia di rating internazionale Moody's sul giudizio di sostenibilità del debito pubblico italiano, deciso anche a seguito del programma di bilancio italiano, presentato dal Governo, i cui effetti hanno determinato un innalzamento dello spread che (il differenziale tra il rendimento dei titoli decennali italiani e gli equivalenti tedeschi), ha superato i 340 punti base, (la scorsa settimana) ovvero il valore più alto raggiunto dal 2013; le numerose dichiarazioni del Ministro in indirizzo, (a partire dallo scorso luglio) in merito alle rassicurazioni assunte in sede nazionale e soprattutto internazionale, nei confronti dei principali investitori finanziari mondiali e nei riguardi dei partner europei, sugli impegni del nostro Paese nel rispettare i parametri legati al rapporto tra deficit e pil, successivamente smentite dallo stesso, come dimostrato dalle decisioni avvenute sulle scelte di politica economica della manovra per il 2019, evidenziano, a parere dell'interrogante, una scarsa dimestichezza con i mercati finanziari e le regole delle finanza, i cui effetti negativi e penalizzanti si stanno ripercuotendo sul costo degli interessi sui titoli di Stato, sui mutui delle imprese e delle famiglie e in generale sull'economia reale;