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quali iniziative intenda infine intraprendere, al fine di fronteggiare gli atti di violenza e di guerriglia urbana che si stanno verificando nel capoluogo trentino, considerando l'incremento del fenomeno attualmente in corso. Atto n. 4-01477 DE BERTOLDI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: venerdì 22 marzo 2019, in occasione della visita ufficiale del Presidente cinese a Roma, al palazzo del Quirinale è accaduto un grave e intollerabile episodio intimidatorio, da parte di un funzionario dell'ambasciata cinese, recentemente nominato capo dell'ufficio stampa dell'ambasciata, nei confronti della giornalista del quotidiano "Il Foglio", Giulia Pompili, che era presente per seguire la conferenza stampa del Presidente della Repubblica Mattarella e Xi Jimping; il funzionario ha infatti rivolto una serie di insulti e minacce verbali nei riguardi della giornalista italiana, responsabile, a suo dire, di pubblicare articoli nei confronti della Cina offensivi e malevoli, intimandole addirittura di non utilizzare il telefono cellulare; nonostante l'intervento di un funzionario del Quirinale, intenzionato a dirimere la controversia in corso, lo stesso capo dell'ufficio stampa cinese ha proseguito nel corso della conferenza stampa a ingiuriare la giornalista del "Foglio", quotidiano che da anni affronta una serie di tematiche legate alla mancanza del rispetto dei diritti fondamentali della comunità cinese, oltre che all'assenza di controlli da parte del Governo cinese in merito agli obiettivi strategici e culturali, quali la "Belt and road initiative" e più in generale sulle iniziative in Occidente, le cui posizioni risultano essere peraltro diverse da quelle del Governo italiano; l'episodio, a giudizio dell'interrogante, risulta grave e preoccupante, considerato che l'aggressione, per quanto verbale, è avvenuta all'interno del palazzo sede della Presidenza della Repubblica, e il gesto da parte del funzionario cinese evidenzia come i modi ancora oggi utilizzati da parte di una parte dei rappresentanti istituzionali di quel Paese siano intollerabili nei riguardi di ogni critica loro rivolta, oltre che nei confronti di coloro che hanno opinioni politiche differenti sui diritti dell'uomo, si chiede di sapere quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento al grave episodio avvenuto la scorsa settimana all'interno del palazzo del Quirinale, e se non ritenga opportuno convocare l'ambasciatore cinese in Italia, al fine di evidenziargli le rimostranze da parte del nostro Paese per quanto accaduto. Atto n. 4-01478 BARBARO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'attuazione delle norme che disciplinano i "contratti concordati" e la conseguente convenzione nazionale stanno suscitando perplessità per le modalità con cui operano i vari Comuni; la norma base da prendere in considerazione è il decreto ministeriale n. 62 del 16 gennaio 2017 recante "Criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato". Il problema nasce dalle iniziative dei Comuni che considerano abilitate le associazioni che hanno sottoscritto lo specifico accordo territoriale e non come voluto dal legislatore tutte le associazioni maggiormente rappresentative su scala nazionale firmatarie dell'accordo sottoscritto presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; a giudizio dell'interrogante questa interpretazione è infondata perché apre le porte ad una serie di distorsioni a danno di quanti operano nell'interesse generale delle categorie. I contratti concordati dipendono dagli accordi territoriali e quindi dai parametri in essi contenuti; la convenzione nazionale del 2016 è stata sottoscritta dalle organizzazioni maggiormente rappresentative dei proprietari (Federproprietà, Confedilizia, Uppi, Appc, Asppi, Unioncasa, Confappi) e degli inquilini (Sunia, Asia-Ubs, Assocasa Ugl, FedercasaConfasal, Sai Cisal, Sicet, Uniat, Ania, Unione inquilini), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario, attraverso un'integrazione delle disposizioni di cui al decreto n. 62 del 16 gennaio 2017, stabilire tassativamente che i Comuni siano obbligati ad invitare alla trattativa e alla sottoscrizione degli accordi almeno le organizzazioni più rappresentative dei proprietari e degli inquilini individuati nelle rappresentanze che hanno sottoscritto la convenzione nazionale. Atto n. 4-01479 PISANI Giuseppe CASTELLONE L'ABBATE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: si apprende da fonti giornalistiche che, in data 21 febbraio 2019, è stato disposto il sequestro preventivo degli impianti industriali della Versalis di Priolo, e della Sasol SpA di Augusta, oltre che dei depuratori Tas di Melilli e Ias di Priolo Gargallo ("ilfattoquotidiano" dello stesso giorno); il decreto, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa su richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, nell'ambito dell'operazione denominata "No Fly", ha preso avvio da numerosi esposti presentati da cittadini nonché dalle associazioni del territorio, che lamentano la natura molesta "sotto il profilo odorigeno" delle immissioni aeree prodotte dagli impianti industriali; i dati raccolti dai consulenti tecnici della Procura di Siracusa hanno evidenziato: concentrazioni stabilmente elevate in relazione alle centraline di San Cusumano, Ciapi e Priolo centro; ripetuti picchi elevati di concentrazione di sostanze inquinanti nei rilevamenti effettuati nelle centraline di Melilli, Siracusa e Augusta. Le aziende sono accusate di non aver rispettato le migliori tecniche disponibili per evitare l'inquinamento, come dispone la normativa vigente; pertanto per i consulenti della Procura la qualità dell'aria "nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta ed in parte Melilli è nettamente inferiore rispetto agli altri Comuni della provincia, avuto riguardo ai vari inquinanti presi in considerazione"; il carattere preventivo del sequestro ammette la possibilità del proseguimento dell'attività industriale previa presentazione di un cronoprogramma che garantisca il rispetto dei limiti emissivi legalmente previsti; i soggetti che hanno assunto incarichi di responsabilità nelle aziende proprietarie degli impianti nel periodo che intercorre tra il gennaio 2014 e il giugno 2016, durante il quale sono stati eseguiti gli accertamenti dei consulenti tecnici, sono stati raggiunti da avvisi di garanzia; in data 18 luglio 2018 la Regione Siciliana ha varato il piano regionale di tutela della qualità dell'aria, che prevede per gli impianti industriali la revisione delle attuali autorizzazioni integrate ambientali, oltre all'applicazione delle migliori tecniche disponibili (cosiddette BAT, best available technique), vale a dire quelle tarate sui limiti inferiori di emissioni; le indagini della Procura di Siracusa hanno evidenziato sul sito un preoccupante divario tra le prescrizioni imposte e le effettive condizioni di esercizio degli impianti, oltre ad autorizzazioni concesse senza tener conto, per l'appunto, delle BAT;