[resaula]

Sono dunque assolutamente certo che, purtroppo, l'obiettivo non è stato raggiunto. Ad esempio, le ragioni che hanno portato a contenere in una sola giornata l'appuntamento elettorale mi sono onestamente poco chiare. Pensate che il decreto-legge in esame è stato portato all'esame per la conversione, in prima lettura, alla Camera dei deputati, quando era già stato celebrato il voto. Oggi sembra di parlare di preistoria, visto che ormai si sono celebrati anche i ballottaggi. Magari dovremmo stare qui a commentare l'esito del voto e forse sarebbe più interessante, caro senatore Caliendo. Non lo faccio, perché non mi sembra il luogo giusto, né opportuno, anche se mi piacerebbe farlo, visti alcuni risultati che ritengo lusinghieri per la mia formazione politica. Quello che però mi sento di dire è che il decreto-legge in esame contiene delle misure che non hanno colto l'obiettivo della partecipazione democratica al voto, che a mio giudizio è il tema dei temi. La disaffezione dei cittadini agli appuntamenti elettorali non è una cosa bella per la libertà e per l'organizzazione democratica di un Paese che invece si caratterizzava e si è caratterizzato, nel secondo Dopoguerra, per una larga partecipazione al voto, molto più larga di quella di tanti altri Paesi, altrettanto liberi e democratici come il nostro. Gli italiani dimostravano di essere vicini al voto; oggi invece registriamo una flessione. C'è persino qualcuno che afferma, nei dibattiti televisivi, che non dobbiamo meravigliarci, perché in Paesi come gli Stati Uniti d'America, dove da due secoli esistono libertà e democrazia, la partecipazione al voto è ridotta all'osso: si parla del 20-30 per cento dei cittadini americani che vanno a votare per scegliere i loro rappresentanti nelle Camere e il loro Presidente della Repubblica. Io penso invece che questo declino sia un tema che la classe politica deve individuare e affrontare, perché è sintomo di una nuova disaffezione al voto. Questa nuova disaffezione al voto corrisponde a una nuova disaffezione alla politica e su questo tema le attuali formazioni politiche devono confrontarsi al loro interno e fra di loro, innanzitutto in questo luogo, dove mi pare evidente che quello che io sto affermando non interessa assolutamente ai nostri colleghi. (Applausi) . Ma capisco che ascoltare il senatore Pagano magari ha poco significato e poca importanza, almeno per qualcuno. Non per il mio collega Franco Dal Mas, che invece è uno dei miei più grandi estimatori (e lo ringrazio per questo). Concludo il mio breve intervento dicendo che questo è un campanello d'allarme. Ho introdotto questo tema nella discussione generale su questo decreto-legge e non credo di essere uscito fuori di materia; credo anzi che la materia fosse esattamente questa, cioè quella di disciplinare meglio gli appuntamenti elettorali. Devo introdurre, caro collega Boccardi, un aspetto che non è secondario rispetto alle cose che affermo. È stato introdotto un emendamento, votato e approvato in prima lettura alla Camera dei deputati, che nulla ha a che vedere con questo argomento. Sì, in senso lato si parla di elezioni; ma un intervento legislativo che introduce modalità differenti per la presentazione delle liste alle elezioni politiche, mi dica lei, presidente Calderoli, che è un grande esperto in materia costituzionale ed elettorale, che cosa c'entra? Onestamente nulla. Allora io le dico una cosa e mi assumo la responsabilità delle mie affermazioni: questo tipo di provvedimenti, che semplifica la raccolta delle firme per la presentazione di liste legate a Gruppi politici che siano nati in Parlamento prima del 31 dicembre 2021, pecca almeno di due problemi. Lo voglio dire; non lo dico a titolo del Gruppo di Forza Italia, ma a titolo personale. Il primo è la tempistica: è stato sbagliato il tempo. Lei è più esperto di me, presidente Calderoli, e credo che condivida il fatto che introdurre adesso questa norma genera comunque un problema legato a una disparità di trattamento tra chi ha costituito Gruppi prima o dopo il 31 dicembre 2021. Lo dico adesso non perché mi senta Cassandra, ma un tema ci sarà, viste le formazioni politiche che sono nate in Parlamento successivamente (parlo anche di notizie recenti). Quanto meno il timing (uso un termine anglosassone) è sbagliato. La seconda questione è che il Regolamento approvato nella passata legislatura, che evidentemente sta tanto a cuore al vice presidente Calderoli, che oggi assume la Presidenza di quest'Aula, doveva tendere a limitare e a frenare al massimo (non dico a impedire) la frammentazione dei Gruppi e la dispersione in vari rivoli dei parlamentari eletti di qua e di là. Nel corso di questa legislatura, visto l'atteggiamento molto ondivago di una parte dell'elettorato italiano, che cambia partiti come si cambiano giacchette e pantaloni, questo è diventato un tema. Quel Regolamento era stato pensato per limitare i "cambi di casacca", come i giornalisti li definiscono. Ebbene, introdurre in questo provvedimento la legittimazione del "cambio di casacca" stride e contrasta chiaramente con quanto previsto dal nostro Regolamento e con le enunciazioni di principio che dovrebbero essere alla base di ciascuna formazione politica che si presenti alle tornate elettorali. Cari colleghi, tanto dovevo dire e l'ho detto, ma appartengo a questa maggioranza, quindi ritengo che sia giusto approvare questo disegno di legge a cose fatte. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Poiché il relatore non intende intervenire in sede di replica, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2653, di conversione del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, nel testo della 1 a Commissione, identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. (Commenti) . PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 41, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,51, è ripresa alle ore 17,48) . Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione della discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di elezioni amministrative e referendum , nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Nella seduta di oggi si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto e seguirà la chiama. L'ordine del giorno della seduta di domani prevede le dichiarazioni di voto e la votazione finale del disegno di legge costituzionale sullo sport in Costituzione, al termine del quale i lavori dell'Assemblea e delle Commissioni saranno sospesi, su richiesta di un Gruppo parlamentare.