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L'alternativa è porre a livello europeo le questioni dirimenti di una tassazione omogenea dei profitti aziendali e di un salario minimo europeo. Dobbiamo dunque, anche tenendo conto dell'ultima proposta di direttiva della Commissione UE sul salario minimo, sollecitare il nostro Governo a intervenire, oltre che sulle due questioni richiamate, anche su un coordinamento delle politiche europee per arginare l'abuso di finanziamenti pubblici da parte di società che praticano la delocalizzazione all'interno dell'Unione europea mettendo in concorrenza tra loro i territori europei. Intendiamo, pertanto, con la nostra proposta, intervenire per rendere più incisive le norme di cui al citato capo II del « decreto Dignità » volte a sanzionare le società che delocalizzano avendo usufruito di agevolazioni da parte del nostro Paese. Proponiamo di inserire all'inizio di tale capo II tre nuovi articoli. L'articolo 4- bis della nostra proposta definisce meglio cosa si intende per contributo in conto capitale (inserendo in tale dizione credito d'imposta, bonus fiscale, concessione di garanzia, contributo in conto capitale, contributo in conto interessi e finanziamento agevolato) e per delocalizzazione. Per delocalizzazione intendiamo l'avvio, entro cinque anni dalla concessione di un contributo in conto capitale, presso un'unità produttiva ubicata in uno Stato estero anche appartenente all'Unione europea, della produzione di uno o più prodotti già realizzati, con il sostegno pubblico, presso un'unità produttiva ubicata in Italia, da parte della medesima impresa beneficiaria del contributo stesso o di altra impresa con la quale vi sia un rapporto di controllo o collegamento ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, in concomitanza con la riduzione dei livelli produttivi presso la predetta unità in Italia e la conseguente riduzione dell'occupazione, anche laddove la delocalizzazione avvenga tramite cessione di ramo d'azienda o di attività produttive appaltate a terzi, con riduzione o messa in mobilità del personale dell'impresa. L'articolo 4- ter prevede che le pubbliche amministrazioni, nel concedere un contributo in conto capitale, introducano un riferimento alle norme di cui al citato capo II come modificato dal presente disegno di legge. Le pubbliche amministrazioni provvedono ad acquisire dai soggetti beneficiari del contributo, in occasione di ciascuna erogazione dell'agevolazione, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, nella quale sia attestata l'assenza di delocalizzazione e sia assunto l'impegno a comunicare tempestivamente alle predette amministrazioni l'eventuale delocalizzazione, nonché a restituire il contributo secondo quanto previsto dall'articolo 5. L'articolo 4- quater istituisce il Nucleo operativo per il contrasto alle delocalizzazioni degli impianti produttivi presso il Ministero dello sviluppo economico, con il compito di effettuare il monitoraggio delle delocalizzazioni di impianti produttivi da parte delle imprese italiane ed estere, operanti nel territorio nazionale, che hanno beneficiato di contributi pubblici in conto capitale e dei risultati delle procedure per la restituzione dei benefici fruiti. Il Nucleo informa periodicamente le pubbliche amministrazioni interessate e le Camere sui risultati di tale monitoraggio. All'articolo 5, inoltre, la dizione « aiuto di Stato » è sostituita con quella di « contributo in conto capitale » che fa riferimento alla definizione più precisa introdotta con l'articolo 4- bis . Il comma 6 viene soppresso in quanto il concetto di delocalizzazione è stato puntualmente definito dall'articolo 4- bis . Dopo l'articolo 6, dedicato alla salvaguardia dei livelli occupazionali, è inserito l'articolo 6- bis che istituisce, presso il Ministero dello sviluppo economico, un Fondo per il sostegno alla formazione di cooperative di lavoratori con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2020, destinato a supportare le nuove cooperative costituite da lavoratori dipendenti che intendano riscattare l'azienda subentrandone nella gestione per il mantenimento della continuità produttiva, qualora si tratti di piccole e medie imprese che versano in gravi difficoltà di produzione e di commercializzazione dei prodotti, con immanente pericolo di chiusura, che abbiano avviato procedure di delocalizzazione delle attività produttive. Le risorse sono recuperate riducendo in maniera corrispondente il fondo (di 3 miliardi per l'anno 2020) per incentivare l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici. Sono modificati, inoltre, i commi 1 e 2 dell'articolo 7, per tenere conto delle disposizioni nel frattempo intercorse sull'iper ammortamento a favore degli investimenti delle imprese, così come del credito d'imposta introdotto dalla legge di bilancio 2020, al fine di sostenere più efficacemente il processo di transizione digitale delle imprese, nonché gli investimenti privati in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica (Impresa 4.0). Sempre al capo II, dopo l'articolo 8 è aggiunto l'articolo 8- bis, che pone delle condizioni relative all'internazionalizzazione delle imprese che non ricevono benefici e agevolazioni se non prevedono il mantenimento nel territorio nazionale delle attività di ricerca, sviluppo e direzione commerciale, nonché delle attività produttive, assicurando la salvaguardia dei medesimi livelli occupazionali e la protezione sociale dei lavoratori.. 1 1 Al capo II del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 5 sono premessi i seguenti: « Art. 4- ter . – (Definizioni) – 1. Ai fini delle disposizioni di cui al presente capo, si intende per: a) “contributo in conto capitale”: una forma di beneficio concesso ed erogato per la realizzazione di progetti e opere e per l'acquisto di beni strumentali, con effetto durevole sull'impresa beneficiaria, che non prevede restituzione di capitale o pagamento di interessi ed è calcolato in percentuale sul totale dell'investimento. Il beneficio è attribuito in una delle seguenti forme: credito d'imposta, bonus fiscale, concessione di garanzia, contributo in conto capitale, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato, aiuti per ricerca e sviluppo. Le disposizioni del presente capo si applicano altresì alle agevolazioni concesse nella forma del contributo alla spesa, anche se concesse in conto esercizio e a sostegno della ricerca e dell'innovazione, nonché ai contributi di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. Le medesime disposizioni non si applicano alle agevolazioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 29 luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 dell'8 ottobre 2013, limitatamente alla quota rimborsabile; b) “delocalizzazione”: