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occorre prevedere la formulazione di piani che definiscano fasi ed interventi da mettere in atto, nella preparazione dei singoli ospedali e delle singole strutture residenziali sociosanitarie, a fronte dei diversi gradi di diffusione epidemica e dei diversi eventi infettivi interni alla struttura, realizzando una formazione continua del personale sulla riduzione e sulla gestione del rischio infettivo; impegna il Governo: 1) ad aggiornare regolarmente e tempestivamente, in base alle eventuali nuove conoscenze e condizioni, le linee guida e i protocolli per assicurare agli operatori regole certe ed efficaci a contrastare la diffusione del virus ; 2) ad adottare le iniziative e gli investimenti necessari per l'effettuazione e la refertazione dei tamponi rinofaringei nelle Regioni in modo proporzionale al numero degli abitanti; 3) a individuare test sierologici affidabili da eseguire in laboratori, anche privati, abilitati all'esecuzione dei test; 4) a orientare l'investimento sui Covid hospital in modo da distribuire sul territorio strutture di riferimento coordinate tra loro con alte specialità a beneficio dell'intera rete ospedaliera e territoriale, anche attraverso la riconversione strutturale di edifici esistenti, previa ricognizione delle competenze presenti in medicina d'urgenza, malattie infettive e microbiologia-virologia; 5) a rafforzare il sistema di prevenzione potenziando i Servizi di Epidemiologia e di Medicina Ambientale; 6) a prevedere adeguati investimenti nella ricerca biomedica, potenziando il coordinamento con la rete degli IRCCS; 7) a prevedere adeguati investimenti sulle infrastrutture digitali per lo storage dei dati, la capacità di calcolo e l'interoperabilità tra le principali strutture di riferimento, nonché ad adottare le iniziative necessarie al fine di unificare il sistema di raccolta dati delle Regioni con una piattaforma unica e indicatori uguali; 8) a investire sulla ricerca per la medicina di genere poiché molte e importanti differenze di genere - secondo l'Istituto superiore di sanità - si osservano nella frequenza, nei sintomi, nella gravità di numerose malattie e anche nella risposta alle terapie e nelle reazioni avverse ai farmaci; 9) a prevedere adeguati investimenti in tecnologia avanzata per supportare la medicina digitale al fine di assicurare la continuità di cura e assistenza e per la formazione all'utilizzo della telemedicina, il telemonitoraggio e il telecontrollo dei pazienti; 10) nell'ambito dei piani di riorganizzazione della rete assistenziale, previsti dal c.d. decreto-legge "Rilancio", ad adottare le iniziative necessarie al potenziamento del ruolo clinico dei medici di medicina generale, prevedendone un maggior coinvolgimento nella gestione del Covid-19 rispetto a quanto previsto, in quanto figure fondamentali nella cura del paziente nella fase precedente e successiva alla ospedalizzazione; 11) a utilizzare le strutture residenziali sanitarie, quali gli ospedali di comunità o altre ritenute appropriate, come sedi per il trattamento di casistiche intermedie, per le quali l'isolamento domiciliare e il ricovero non rappresentino soluzioni adeguate in modo che queste possano costituire un luogo fondamentale nel passaggio tra il domicilio e l'ospedale e un punto di riferimento per la comunità, assicurando un uso "appropriato" dell'ospedale e il funzionamento dell'attività del Pronto soccorso, mantenendo sempre, anche in queste strutture, gli standard di protezione individuale e di sanificazione; 12) a potenziare la presenza delle strutture c.d. "intermedie" per pazienti post o sub acuti dopo la dimissione ospedaliera; 13) ad adottare le iniziative necessarie affinché le risorse stanziate per "il rilancio del territorio" trovino omogeneità sul territorio nazionale a partire dal Distretto sanitario di base, quale prima dimensione di governance per assicurare l'integrazione sociosanitaria l'interprofessionalita, la presa in carico del paziente e tutti gli ulteriori aspetti tipici della medicina di territorio; 14) a favorire, anche mediante opportuni investimenti, la coprogettazione tra le strutture pubbliche e le imprese e associazioni del Terzo settore nell'ambito delle attività collegate alle attività sanitarie e sociosanitarie; 15) a prevedere, tramite opportuni interventi normativi, strumenti a tutela degli esercenti le professioni sanitarie per tutti gli eventi avversi che si siano verificati o abbiano trovato causa durante l'emergenza epidemiologica Covid-19, sia per le strutture sanitarie pubbliche quanto per quelle private; 16) a prevedere un Piano che, con certezza, permetta di raggiungere in tempi brevi l'attivazione delle borse di specializzazione necessarie al fabbisogno stimato in Italia, nonché l'inserimento anche della medicina di comunità nell'ambito delle 4.200 borse di specializzazione in area medica previste dal decreto-legge "Rilancio"; 17) ad adottare un Piano per il sostegno psicologico in conformità a quanto previsto dall'articolo 24 del DPCM 12 gennaio 2017, recante definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, al fine di dare una risposta concreta ed adeguata all'allarme sulla tenuta psicologica degli operatori sanitari e dei cittadini già lanciato da molte società scientifiche; 18) ad adottare norme di semplificazione che garantiscano iter autorizzativi rapidi per gli investimenti pubblici e pubblico-privati relativi a interventi con destinazione d'uso sanitario e sociosanitario; 19) a prevedere il monitoraggio e la mappatura dell'utilizzo delle ingenti risorse stanziate nei vari provvedimenti adottati dal Governo per contrastare l'emergenza epidemiologica al fine di verificare che tutte le misure ivi previste siano portate a compimento. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI SENATORI Maria Cristina CANTU', Sonia FREGOLENT, SICLARI E ZAFFINI SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 456 La 12 aI Commissione Premesso che: l'affare assegnato sui profili sanitari della cosiddetta Fase 2: strategie anti e post Covid-19 (n. 456)si inserisce in un contesto provvedimentale di "sostituzione della sostituzione senza soluzione": di decreto legge 19 del 25 marzo, che già sostituiva altro decreto legge (il n. 6 del 23 febbraio), prima ancora della sua conversione (ddl 1811 del 21 maggio), già sostituito con altro decreto legge del 16 maggio il n. 33, perpetuandosi le rilevanti lacune sostanziali e la violazione di principi e diritti fondamentali - e non solo nella gerarchia delle fonti provvedimentali - in spregio al ruolo centrale del Parlamento, trattando tutto lo scibile delle misure "eventualmente applicabili su tutto il territorio nazionale o su parte di esso per contenere e contrastare prevalentemente i rischi sanitari conseguenti, per periodi di tempi predeterminati" per addossare ad altri le responsabilità di decisioni già prese con i relativi ritardi, anziché intervenire su questioni di primaria necessità e importanza per arrivare a dare risposte concrete e immediate in emergenza.