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I membri del Parlamento italiano non possono ricoprire, per nomina o designazione del Governo o di organi dell'amministrazione dello Stato, cariche o uffici di qualsiasi specie negli enti di diritto pubblico o in enti di diritto privato di cui al comma 1. 3. I membri del Parlamento italiano non possono ricoprire una delle seguenti cariche o esercitare una delle seguenti funzioni in uno degli enti di diritto pubblico di cui al comma 1, lettera a) , numeri 2) e 3), ed in uno degli enti di diritto privato di cui al comma 1, lettera b) , numero 1): a) componente dell'organo esecutivo dell'ente; b) nelle società di capitali, componente del consiglio di amministrazione, componente del comitato per il controllo sulla gestione di cui all'articolo 2409- octiesdecies del codice civile, componente del consiglio di gestione di cui all'articolo 2409- novies del codice civile, ovvero componente del consiglio di sorveglianza di cui all'articolo 2409- duodecies del codice civile; c) sindaco o revisore; d) direttore generale o centrale, institore o altrimenti dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento; e) consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente. 4. I membri del Parlamento italiano non possono ricoprire una delle seguenti cariche o esercitare una delle seguenti funzioni in uno degli enti di diritto privato di cui al comma 1, lettera b) : a) amministratore delegato, fatta salva l'applicabilità dell'articolo 2639 del codice civile ai fini dell'identificazione dell'amministratore di fatto; b) nelle società di capitali, presidente del consiglio di amministrazione, presidente del comitato per il controllo sulla gestione di cui all'articolo 2409- octiesdecies del codice civile, presidente del consiglio di gestione di cui all'articolo 2409- novies del codice civile, ovvero presidente del consiglio di sorveglianza di cui all'articolo 2409- duodecies del codice civile. 5. La disposizione di cui al comma 3 si applica anche ai membri del Parlamento italiano che rivestano le cariche o esercitino le funzioni ivi previste in: a) istituti bancari o società per azioni che abbiano, come scopo prevalente, l'esercizio di attività finanziarie, ad eccezione degli istituti di credito a carattere cooperativo, i quali non operino fuori della loro sede; b) fondazioni costituite ai sensi del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, fino a quando tali fondazioni, ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, rimangano titolari di partecipazioni di controllo, diretto o indiretto, in società bancarie ovvero concorrano al controllo, diretto o indiretto, di dette società attraverso la partecipazione a patti di sindacato o accordi di qualunque tipo. 6. Sono escluse dal divieto di cui ai commi da 2 a 5 le cariche in enti culturali, assistenziali, di culto e in enti-fiera, nonché quelle conferite nelle università degli studi o negli istituti di istruzione superiore a seguito di designazione elettiva dei corpi accademici, ferme restando le disposizioni dell'articolo 3 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261. 7. Sono escluse dal divieto di cui ai commi da 2 a 5 le cariche derivanti da nomine effettuate dal Governo, in base a norma di legge, su designazione delle organizzazioni di categoria. 8. L'imprenditore la cui impresa individuale rientra nella definizione di cui alla lettera b) del comma 1 provvede a nominare uno o più institori ai sensi degli articoli da 2203 a 2207 del codice civile, entro un mese dalla proclamazione della sua elezione a deputato o senatore. 9. Per i parlamentari che, al momento della proclamazione della loro elezione, versano nel divieto di cui al comma 3, lettera d) : a) in ragione del loro rapporto di pubblico impiego, non si dà luogo a declaratoria di incompatibilità laddove siano stati collocati in aspettativa ai sensi dell'articolo 68 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, o nell'analoga posizione prevista dagli ordinamenti di provenienza e secondo le relative norme; b) in ragione del loro rapporto privato di lavoro dipendente, non si dà luogo a declaratoria di incompatibilità laddove abbiano avanzato richiesta di collocamento in aspettativa ai sensi dell'articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni. 10. I membri del Parlamento italiano non possono assumere il patrocinio professionale, né, in qualsiasi forma, prestare assistenza o consulenza ad imprese di carattere finanziario od economico in loro vertenze o rapporti di affari con lo Stato. 11. I membri del Parlamento italiano non possono ricoprire l'ufficio di componente di autorità amministrative indipendenti. Le disposizioni delle leggi istitutive di autorità indipendenti le quali prevedono che i componenti dell'autorità non possono ricoprire uffici pubblici di qualsiasi natura si interpretano, in assenza di specifici riferimenti alle cariche elettive, nel senso che sono ricompresi tra gli uffici pubblici anche gli uffici di deputato e di senatore. Art. 6. (Procedura) 1. Gli accertamenti e le istruttorie sulle incompatibilità parlamentari previste dal presente capo sono di competenza della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati, qualora l'eletto sia un deputato, o della Giunta delle elezioni del Senato della Repubblica, qualora l'eletto sia un senatore, che sono investite del caso dalla Presidenza della rispettiva Assemblea. 2. Le cause di ineleggibilità del parlamentare, sorte posteriormente alla elezione, determinano nei riguardi del mandato parlamentare: a) l’incompatibilità, nei casi in cui la posizione sopravvenuta può essere rimossa dalla volontà dell'eletto mediante opzione; b) la decadenza, nei casi in cui la posizione sopravventa non può essere rimossa dalla volontà dell'eletto. 3. L'opzione per rimuovere l’incompatibilità è esercitata nel termine di un mese dalla comunicazione all'interessato da parte degli organi competenti ai sensi del comma 1. Decorso tale termine, si fa luogo alla decadenza. 4. In caso di incompatibilità prevista direttamente dalla Costituzione o da trattato internazionale il cui ordine di esecuzione sia recato per legge o da atto normativo comunitario, il termine di cui al comma 3 può essere ridotto, da parte dell'organo competente ai sensi del comma 1, fino a due giorni dalla comunicazione all'interessato. 5. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche agli accertamenti e alle istruttorie sulle incompatibilità parlamentari previste dalle altre disposizioni vigenti. In ogni caso: a) resta vietato il cumulo delle competenze parlamentari con ogni altro emolumento derivante dalla carica od ufficio rivestito precedentemente all'assunzione del mandato parlamentare, ovvero dalla diversa data di assunzione della carica od ufficio se sopraggiunta; b) fino al momento dell'esercizio dell'opzione, non spetta alcun trattamento economico per la carica od ufficio dichiarato incompatibile dalla Giunta competente; c) nulla è pregiudicato in ordine alla competenza del giudice ordinario sull'altra carica, ufficio o funzione rivestita dal parlamentare, il cui diritto di opzione è esercitato a seguito della proposizione dell'azione popolare ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.