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Non è la direzione che ci piace, né quella che serve all'impresa italiana e di cui hanno bisogno le pubbliche amministrazioni per vedersi facilitato il lavoro. In conclusione, a Fratelli d'Italia premeva la revisione della disciplina in maniera organica, indirizzando il legislatore delegato e astringendolo a principi definiti, affinché fosse dato ossigeno alle imprese, strumenti agili alla committenza e garanzia di trasparenza e correttezza per la realizzazione di principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione. A noi, colleghi, non pare che questo sia avvenuto e, per quanto confidiamo che i nostri intendimenti possano essere oggetto di dibattito alla Camera e possano trovare albergo nella stesura definitiva del provvedimento, oggi esprimeremo a malincuore su di esso un voto contrario: lo dico perché il clima che ho respirato e abbiamo vissuto con i colleghi della Commissione è stato davvero di totale armonia e li voglio ringraziare, a partire dai relatori. Abbiamo davvero lavorato insieme e li ringrazio per gli attestati di stima che abbiamo ricevuto anche in questa sede, che sono puntualmente ricambiati. Credo però - e lo dico a nome di tutto il Gruppo Fratelli d'Italia - che si stia perdendo una grande occasione. (Applausi) . MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, arriviamo in Assemblea a seguito di un importante lavoro fatto in Commissione, devo dire nel solco della migliore dinamica tra Parlamento e Governo, tra maggioranza e opposizione (sicché, come avete visto, è stato presentato solo un emendamento, peraltro trasformato in ordine del giorno), e di una larghissima convergenza su un testo molto differente, migliorato, come ha detto il vice ministro Bellanova, che ovviamente ringrazio per il lavoro che insieme abbiamo fatto, rispetto alla delega iniziale. Mi pare un buon esempio, di questi tempi, di come valorizzare le parole importanti che il presidente Mattarella ha detto a proposito del rapporto tra Governo e Parlamento. Di questo buon lavoro è assolutamente doveroso ringraziare i colleghi relatori Cioffi e Pergreffi (Applausi) , il Governo, come ho già fatto, nella persona del Vice Ministro e - riprendendo anche un suo passaggio - gli Uffici della nostra Commissione e l'Ufficio legislativo del Ministero. Aggiungo un'altra premessa, che mi sta molto a cuore per il ruolo che abbiamo svolto nella precedente legislatura, nella quale abbiamo approvato una riforma degli appalti, seguita, in particolar modo, dal ministro Delrio, che abbiamo votato e condiviso. Personalmente, su alcuni aspetti non ero del tutto d'accordo, però la dialettica che si è sviluppata tra coloro i quali ritenevano quella legge perfetta e immodificabile e coloro i quali la ritenevano, invece, quasi l'origine di tutti i mali è stata sbagliata: si trattava di una buona legge, che ha dato effetti positivi, ma naturalmente i rimaneggiamenti che ci sono stati nel corso degli anni successivi hanno reso importante e inevitabile mettere mano a una riforma più complessiva, che desse nuovamente vita a un disegno unitario e non frammentato. Per questo stiamo lavorando. L'altro mito da sfatare, come qualcuno ha detto oggi (e bisogna essere precisi su queste cose), è che questa riforma serve a far partire le opere del Piano nazionale di ripresa e resilienza: non è affatto così. Per quanto riguarda il PNRR, abbiamo approvato qualche mese fa un decreto semplificazioni ad hoc per quel tipo di opere, così come per quelle del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC), che quindi possono essere appaltate e in gran parte sono state già avviate. Questa norma ha a che fare con il PNRR per un altro motivo, ossia perché l'Unione europea ci ha chiesto una serie di riforme di tipo strutturale e non contingente, che ci siamo impegnati a sviluppare e ad approvare in modo tale da essere in regola con gli impegni: la riforma degli appalti, quella del fisco e quella della giustizia. Grazie al lavoro che abbiamo fatto, saremo in grado di rispettare i tempi. Già il collega Astorre, in un bell'intervento, ha segnalato una serie di emendamenti del PD che sono stati recepiti, approvati e che hanno migliorato il disegno di legge. Abbiamo fatto un ottimo gioco di squadra, a partire ovviamente dalla presidente Malpezzi e dal collega D'Arienzo. Se dovessi sintetizzare con un'unica espressione il lavoro che abbiamo fatto, direi: semplificazione, efficienza e rapidità, ma nell'assoluto rispetto di trasparenza, sicurezza sul lavoro, diritti dei lavoratori e sostenibilità ambientale (un emendamento del collega Mirabelli in tal senso è stato assolutamente pregevole); insomma, direi la traduzione in pratica di un approccio autenticamente riformista o, almeno, di quello che noi del PD riteniamo essere il riformismo. Un emendamento particolarmente significativo, frutto del concerto tra Governo e Parlamento, è quello in materia di revisione dei prezzi, che dovrà obbligatoriamente essere sempre presente in bandi, avvisi e inviti, per essere utilizzato in particolari condizioni di natura oggettiva. Si pensi a quel che sta accadendo oggi con il rincaro dell'energia e dei materiali e alle gare: ultimamente ce n'è stata una importantissima a Roma che è andata deserta, perché le imprese trovano che quei prezzi non siano tali da consentire la partecipazione alle gare stesse. Certo non entrerà in vigore oggi, ma quando saranno stati approvati definitivamente la legge e i decreti attuativi; si tratta però di un segnale importante che diamo alle imprese, dicendo che ci stiamo pensando e a regime ci arriveremo. Di certo, invece, nei provvedimenti che stiamo esaminando in questi giorni (il terzo decreto-legge sostegni, come quello sulle bollette) dovremmo provare a dare una risposta immediata al mondo delle imprese, che non possono attendere la traduzione in pratica della legge delega. Perché il PNRR funzioni, certo sono importanti le leggi di semplificazione, i soldi (quelli prima di tutto) e la riforma e un rafforzamento della pubblica amministrazione, ma la quarta gamba è il mondo delle imprese e dell'economia di questo Paese, che non può arrivare alla meta moribondo, ma deve arrivarci in salute. Per questo, ce ne occuperemo anche nei decreti-legge in discussione. Abbiamo lavorato su questo versante, ma non abbiamo mai dimenticato le altre questioni per noi importantissime: la trasparenza e le misure a tutela dei lavoratori e quelle relative alla sostenibilità ambientale. Non potranno essere mai fatte gare al massimo ribasso, né essere effettuati ribassi sul costo della manodopera e sulla sicurezza dei lavoratori. Le gare in materia di servizi sociali e della ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica e, in genere, quelle di servizio ad alta intensità di manodopera non potranno mai essere assegnate con l'unico criterio del prezzo. Non possiamo pensare che nelle mense ospedaliere o in quelle scolastiche vinca chi offre il minor prezzo, a detrimento della qualità. Ritengo dunque che questo sia un paletto di sostanziale importanza, realizzato attraverso un nostro emendamento. Potrei continuare citando tutti gli altri emendamenti, non solo quelli del PD, ma anche di altri colleghi.