[pronunce]

che le Regioni Toscana, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna ed Umbria dubitano della legittimità costituzionale dell'art. 35 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), nella parte in cui, ponendo una disciplina dettagliata e puntuale dei servizi pubblici locali, recherebbe vulnus alla competenza legislativa regionale nonché all'autonomia regolamentare degli enti locali; che, successivamente alla proposizione dei ricorsi, sia l'art. 14 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), sia la relativa legge di conversione 24 novembre 2003, n. 326, sia l'art. 4, comma 234, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2004) hanno apportato una serie di modifiche alla disciplina di cui al citato art. 35; che le indicate sopravvenienze legislative, innovando, modificando e abrogando le norme del predetto art. 35, hanno determinato un sostanziale mutamento della normativa denunciata, in un senso che può complessivamente ritenersi satisfattivo delle doglianze prospettate dalle ricorrenti in relazione al testo originario dell'art. 35, tenuto anche conto della declaratoria di illegittimità costituzionale disposta con sentenza in pari data (n. 272 del 2004) relativamente agli artt. 113, comma 7, e 113-bis, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), quali risultano dalle modifiche apportate dallo stesso art. 35; che, inoltre, non risulta che alla normativa censurata sia stata data alcuna attuazione medio tempore, considerando anche che non è stato mai emanato il regolamento governativo, al quale l'art. 35, comma 2, successivamente abrogato dal predetto art. 14 del d.l. n. 269 del 2003, riservava non solo il compito di dare esecuzione ed attuazione al medesimo art. 35, ma anche quello di individuare i servizi pubblici locali allora definiti di “rilevanza industriale”; che, pertanto, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara cessata la materia del contendere in ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 35 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 5, 114, 117, 118, 119 della Costituzione nonché ai “principi costituzionali attinenti al rapporto tra Stato e Regioni” ed al principio di ragionevolezza, dalle Regioni Toscana, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna ed Umbria con i ricorsi indicati in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 13 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Piero Alberto CAPOTOSTI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA