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Conversione in legge del decreto-legge 10 marzo 2023, n. 20, recante disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare. Onorevoli Senatori. – Il presente decreto-legge è volto alla conversione in legge del decreto-legge 10 marzo 2023, n. 20, recante disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare, finalizzate a rafforzare gli strumenti per favorire l'immigrazione legale, semplificandone gli aspetti procedurali, potenziare i flussi regolari, intensificare i corridoi umanitari e contrastare le reti criminali degli scafisti. Capo I – Disposizioni in materia di flussi di ingresso legale e permanenza dei lavoratori stranieri Articolo 1 (Misure per la programmazione dei flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri) Il presente articolo reca misure per la programmazione dei flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri prevedendo, per il triennio 2023-2025, in deroga all'ordinaria programmazione dei flussi di ingresso, l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ai fini della definizione delle quote massime di ingresso di lavoratori stranieri provenienti da Paesi terzi, al fine di rispondere più efficacemente alle specifiche esigenze del mercato del lavoro interno e favorire la migrazione legale per motivi di lavoro. Si prevede che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sia approvato, sentiti i Ministri interessati, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, la Conferenza unificata, gli enti e le associazioni nazionali maggiormente attivi nell'assistenza e nell'integrazione degli immigrati e le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale, previa delibera del Consiglio dei ministri. Successivamente il decreto è trasmesso al Parlamento per l'acquisizione dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, che sono resi nel termine di trenta giorni dalla richiesta, termine decorso il quale il decreto può essere comunque adottato. In particolare, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri indica i criteri generali per la definizione dei flussi di ingresso, tenendo conto dell'analisi del fabbisogno del mercato effettuata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previo confronto con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Il medesimo decreto indica, inoltre, per ciascuno degli anni del triennio di riferimento, le quote massime di ingresso di lavoratori stranieri, per le causali stabilite dal testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. La disposizione prevede, altresì, che, qualora se ne ravvisi l'opportunità, ulteriori decreti possano essere adottati durante il triennio, secondo la procedura sopra descritta. Le istanze eccedenti i limiti del decreto possono essere esaminate nell'ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili con gli ulteriori decreti. Si stabilisce, altresì, che il rinnovo della domanda non necessita della documentazione richiesta se la stessa è già stata regolarmente presentata in sede di prima istanza. Da ultimo, al fine di prevenire l'immigrazione irregolare, con i decreti di cui al presente articolo sono assegnate, in via preferenziale, quote riservate ai lavoratori di Stati che, anche in collaborazione con lo Stato italiano, promuovono per i propri cittadini campagne mediatiche aventi ad oggetto i rischi per l'incolumità personale derivanti dall'inserimento in traffici migratori irregolari. Articolo 2 (Misure per la semplificazione e accelerazione delle procedure di rilascio del nulla osta al lavoro) Il presente articolo apporta, con tecnica novellistica, alcune modifiche al citato testo unico sull'immigrazione di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, allo scopo di introdurre misure di semplificazione e accelerazione della procedura ordinaria di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, in relazione ai decreti flussi da adottare ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del citato decreto. Tali misure, lasciando inalterato l'impianto complessivo così come delineato dal citato decreto legislativo, intendono facilitare e accelerare l'instaurazione del rapporto di lavoro tra il datore di lavoro che opera in Italia e il cittadino straniero, senza rinunciare agli accertamenti e ai controlli rispondenti alle esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e a quelli in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela del lavoratore. In particolare, il comma 1 novella l'articolo 22 e introduce un nuovo articolo 24- bis al citato testo unico sull'immigrazione. Le modifiche apportate all'articolo 22 del citato testo unico, dalle novelle di cui alla lettera a) , numeri 2) e 3), del presente decreto-legge, riguardano le verifiche che, ai sensi dei commi 5- bis e 5- ter di tale disposizione, le questure svolgono sulla sussistenza di elementi ostativi al rilascio del nulla osta al lavoro subordinato. In primo luogo, al comma 5 si prevede che lo Sportello unico per l'immigrazione rilasci il nulla osta non più « sentito il questore » ma « acquisite le informazioni della questura competente ». Per effetto dell'intervento normativo, inoltre, allo scopo di rendere effettivo il termine previsto per il rilascio del nulla osta, si prevede che, decorsi sessanta giorni dalla presentazione della domanda, lo Sportello unico per l'immigrazione rilasci in ogni caso il predetto nulla osta, anche se non sono stati acquisiti, in fase istruttoria, dalla questura competente, le informazioni sui menzionati elementi ostativi. La modifica al comma 2 dell'articolo 24 del citato testo unico, contenuta nella novella di cui alla lettera b) del presente decreto, prevede che, anche per il lavoro stagionale, il nulla osta sia rilasciato decorsi sessanta giorni dalla presentazione della domanda pur in assenza del parere della questura sulla sussistenza dei menzionati elementi ostativi. Tale intervento normativo persegue la finalità di assicurare il completamento, in un periodo di tempo ragionevole, della procedura di rilascio del nulla osta al lavoro stagionale e ciò in considerazione della necessità, particolarmente avvertita in relazione a tale categoria di lavoratori, di acquisire, in tempi rapidi, la manodopera necessaria per le esigenze stagionali. Per effetto dell'introduzione del comma 6- bis nell'articolo 22, al rilascio del nulla osta consegue l'autorizzazione allo svolgimento dell'attività lavorativa sul territorio nazionale, prima, pertanto, della definizione del procedimento di cui all'articolo 22 ( (Lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato) e all'articolo 24 (Lavoro stagionale) . Secondo le vigenti disposizioni, infatti, lo straniero, ottenuto il nulla osta e, successivamente, il visto presso la rappresentanza diplomatica italiana nel proprio Paese di origine, fa ingresso nel territorio nazionale e si presenta allo Sportello unico per l'immigrazione ai fini della sottoscrizione del contratto di soggiorno ed il successivo avvio dell'attività lavorativa.