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L'intervento celere e tempestivo del Governo - in questo senso, dobbiamo un ringraziamento, ancora una volta, all'attenzione e alla solerzia dell'Esecutivo verso queste patologie e criticità - che è confluito in questo decreto-legge cerca quindi di ammorbidirne gli effetti in una fase delicata della ripresa per proteggere i consumatori più fragili e più esposti. Si è scelto di dedicare maggiore attenzione alle famiglie in più grave difficoltà. Questo, tuttavia, non è sufficiente evidentemente: infatti, l'impoverimento non riguarda solo le fasce della popolazione che si trovavano in uno stato di indigenza grave già prima della pandemia, in quanto quello stato di indigenza, come sappiamo, ha raggiunto anche una percentuale di famiglie e di imprese che, pur essendo nella media, ormai faticano a sopportare la quotidianità. A maggior ragione, quindi, è necessario un lavoro per sfruttare tutte le opportunità di riduzione strutturale dei costi energetici e in questa direzione si è mossa anche la 10 a Commissione, a cui va evidentemente un ringraziamento da parte di tutti noi per il lavoro svolto, nei margini di ciò che era possibile fare, cercando di migliorare il testo originale. Penso anche a un emendamento che è stato fortemente voluto dal Gruppo Italia Viva - Partito Socialista Italiano, che predispone misure per aumentare la liquidità dei mercati dell'energia e contestualmente ridurre quindi i costi delle transizioni. Il rincaro delle bollette costituisce indubbiamente l'ennesimo problema, l'ennesima criticità che si somma all'impoverimento generale dovuto alla crisi economica, da quando è esplosa la pandemia ai giorni nostri. È una situazione che non riguarda solo una piccola parte del Paese, ma travolge in maniera trasversale molte famiglie, molte imprese e anche molti giovani, che si trovano a fare i conti con le spese connesse alla necessità di mantenersi autonomamente, a fronte però di un lavoro il più delle volte precario, a tempo determinato, che non garantisce stabilità e serenità nella conduzione della quotidianità. In questo quadro, quindi, l'intervento del Governo si è rivelato assolutamente indispensabile e necessario. Ancora una volta, è chiara la testimonianza del fatto che il Governo ha saputo e continua a intercettare tutte le difficoltà che il Paese sta vivendo e ha predisposto un provvedimento che sarà in grado non certamente di risolvere, ma almeno di mitigare parzialmente le conseguenze di un simile, gravoso rincaro. Tra l'altro, questo decreto-legge arriva proprio a ridosso delle festività natalizie, un momento che non dovrebbe essere lieto solo per i momenti che si passano in famiglia, ma anche perché tradizionalmente vede una ripresa delle attività economiche proprio in vista delle spese natalizie: è un momento che gli imprenditori e le imprese aspettano per tutto l'anno, perché è evidente che la spesa delle famiglie aumenta notevolmente. Tuttavia, con questo provvedimento, si spera che non venga sacrificata ulteriormente la ripresa di molti settori economici, che proprio nel periodo natalizio riescono a dare sollievo alle loro casse, soprattutto dopo gli ultimi due anni complessivi, nei quali evidentemente c'è stato un calo notevolissimo. Il provvedimento del quale discutiamo oggi prevede uno stanziamento di fondi straordinari per arginare in qualche modo questi rincari, limitando soprattutto i costi fissi, rappresentati dagli oneri di sistema e dall'IVA. Tale stanziamento comprende l'azzeramento dei costi fissi per le piccole imprese e misure per le famiglie con i redditi più bassi, per non far pesare in alcun modo su queste categorie gli aumenti delle spese di consumo energetico, quindi avrà un effetto molto positivo sul Paese e sulla sua economia. Il provvedimento interviene a tutela di oltre 3 milioni di persone che già beneficiano del bonus energia. Si tratta di nuclei familiari con un ISEE inferiore a 8.265 euro (o inferiore a 21.000 annui se con quattro figli), percettori di reddito o di pensione di cittadinanza e utenti che si trovano in gravi condizioni di salute. Queste sono le categorie più fragili per le quali sono tendenzialmente azzerati gli effetti degli aumenti delle bollette. I benefici riguardano, inoltre, le utenze domestiche e non in bassa tensione, con potenza fino a 16,5 kW. Sono annullate le aliquote relative agli oneri di sistema relative al quarto trimestre. Quanto al gas, per circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del bonus sociale gas sono tendenzialmente azzerati gli effetti dell'aumento della bolletta. Per tutti gli altri utenti l'IVA, oggi prevista al 10 e al 22 per cento a seconda dei consumi, viene portata al 5 per cento. Sono evidenti la straordinarietà e l'importanza degli interventi decisi dal Governo con il provvedimento in esame per far fronte a un rincaro senza precedenti e che sicuramente avrà effetti molto pesanti sull'economia delle famiglie. È però anche evidente la necessità di individuare nuovi interventi strutturali e di più ampio respiro, capaci davvero di fornire degli strumenti idonei a fronteggiare i cambiamenti in corso nei mercati dell'energia. Con il provvedimento in esame stiamo però sicuramente dando un aiuto concreto a tantissime imprese e famiglie - a quelle più fragili, che si sono trovate in difficoltà estrema, se non addirittura a quelle famiglie che si trovano in stato di estrema indigenza - per fronteggiare le crisi negative che altrimenti si verificherebbero a causa dell'aumento dei prezzi, che abbiamo spiegato essere inevitabile. Il Gruppo Italia Viva-P.S.I., pertanto aderisce con entusiasmo a questo nuovo provvedimento del Governo che continua a prestare attenzione alle categorie più fragili. Nel preannunciare il nostro voto favorevole, sottolineo però che siamo consapevoli della necessità di andare avanti in questo percorso di aiuti verso le categorie più fragili - noi ci siamo e sosterremo questo tipo di azione - e di sostegno alla ripresa economica, i cui effetti favorevoli sono sotto gli occhi di tutti, ma che necessita davvero di un'azione molto incisiva. È necessaria un'azione unitaria del Parlamento a sostegno del Governo in questa direzione, con la consapevolezza che ci si sta muovendo nel verso giusto. L'Italia può riprendersi e ripartire in maniera adeguata se noi saremo capaci di svolgere quest'azione. (Applausi) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con attenzione gli interventi di alcuni colleghi e non riesco a capire la visione di grande trionfalismo, come se oggi si fossero risolti i problemi degli italiani sul caro bollette. Vorrei ricordarvi, perché forse vi è sfuggito, che il provvedimento in esame destina circa 3 miliardi di euro al contenimento degli aumenti, ma che l'impatto degli stessi sul caro bollette è pari a 9 miliardi di euro. C'è quindi una toppa - chiamiamola così - messa su un terzo degli aumenti. Vi chiedo, allora, se avete presente che i rimanenti 6 miliardi di euro verranno tolti dalle tasche delle famiglie, delle imprese e dei Comuni. Ricordo, infatti, che anche i Comuni dovranno pagare il rincaro delle bollette e lo faranno attraverso la spesa corrente: