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le due ritornano e all'inizio del 2020 viene deciso con sentenza l'affidamento condiviso, anche per consentire alla bambina di stare con il fratellino, nato da una relazione del padre con una nuova compagna; ma a luglio Isabella viene nuovamente portata in Ecuador dalla madre, senza il consenso del padre, il quale scrive allora alle autorità ecuadoriane e italiane chiedendo la revoca del passaporto diplomatico alla madre di Isabella, senza ricevere risposta; Isabella e la madre tornano nuovamente in Italia e il padre può tornare a vedere regolarmente sua figlia secondo la sentenza del tribunale; in data 9 febbraio 2021 la madre sottrae ancora una volta la piccola e da allora il padre non è più riuscito a vedere sua figlia; la Convenzione de L'Aja del 1980, sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, prevede il rimpatrio dei minori illecitamente sottratti da quei Paesi che hanno riconosciuto la convenzione, e l'Ecuador è uno di quelli; tuttavia ancora nessun passo avanti è stato fatto in questo senso, si chiede di sapere: quali misure intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di attivare una cooperazione tra Stati finalizzata a rintracciare la bambina; se ritenga di intervenire per agevolare la cooperazione diplomatica necessaria nella risoluzione di questo caso, in considerazione anche del ruolo diplomatico della responsabile delle ripetute sottrazioni della piccola cittadina italiana. Atto n. 4-06216 CORBETTA VANIN FERRARA DONNO TONINELLI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: il 31 agosto 2021, il consiglio di amministrazione di Autostrada pedemontana lombarda (APL) ha aggiudicato sia la gara di finanziamento, per un ammontare complessivo di 1.741.000.000 euro, sia la gara di affidamento a contraente generale per la realizzazione delle tratte B2 e C del progetto dell'autostrada Pedemontana lombarda; i finanziatori del progetto sono un pool di banche commerciali unitamente a Cassa depositi e prestiti e Banca europea per gli investimenti (BEI), con il fondamentale supporto della Regione Lombardia quale socio di riferimento; la partecipazione complessiva della BEI è pari a 550 milioni di euro; la BEI avrebbe subordinato il finanziamento al rispetto, da parte del promotore, di una serie di condizioni tra cui: a) fornire una valutazione aggiornata dei potenziali impatti del progetto sull'ambiente a seguito delle modifiche progettuali introdotte dalla progettazione del 2009 e dei requisiti di monitoraggio per l'attuazione del progetto; b) una conferma, da parte dell'autorità competente, che le modifiche progettuali e i relativi impatti non richiedono un'ulteriore consultazione pubblica o, se richiesta, la prova del completamento di tale consultazione, si chiede di sapere: se sia confermata la subordinazione del finanziamento BEI al rispetto di criteri che considerano le ricadute ambientali e come i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, intendano attivarsi per verificare il rispetto delle condizioni poste dalla BEI; laddove, a seguito delle modifiche progettuali, gli impatti dell'opera dovessero rendere necessaria un'ulteriore consultazione pubblica, come si intenda garantire lo svolgimento di tale passaggio. Atto n. 4-06217 CORBETTA Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il nostro Paese si appresta a realizzare interventi funzionali allo svolgimento delle olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. L'Agenda 2020 del Comitato olimpico internazionale (CIO) fa esplicito riferimento, tra i suoi pilastri, al rispetto di diversi obiettivi per lo sviluppo sostenibile nella realizzazione e gestione degli eventi sportivi e, con le due raccomandazioni specifiche, stabilisce che il CIO debba includere la sostenibilità nelle sue attività quotidiane e nell'ingaggiare gli stakeholder (raccomandazione n. 5) e includere la sostenibilità in tutti gli aspetti di pianificazione e realizzazione di giochi olimpici (raccomandazione n. 4); nel contratto di assegnazione dei giochi per Milano-Cortina, il nostro Paese si è impegnato a rispettare il fondamentale requisito della sostenibilità in 7 specifici articoli che riguardano, tra l'altro, le infrastrutture e i siti naturali, le risorse e la gestione dei materiali, la mobilità, le emissioni climalteranti nonché la stessa governance della sostenibilità ( forum della sostenibilità); in coerenza con gli impegni assunti, perché le olimpiadi invernali del 2026 siano un'occasione per realizzare un evento che rispetti pienamente i principi di sostenibilità ambientale, è necessario valutare per tempo la rilevante ricaduta sui territori degli effetti del complesso delle opere previste per lo svolgimento dei giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026; il decreto-legge n. 16 del 2020 ("Disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026 e delle finali ATP Torino 2021 - 2025, nonché in materia di divieto di attività parassitarie"), non fa alcun riferimento all'obbligo della valutazione ambientale strategica (VAS) degli impianti sportivi e delle opere essenziali, connesse e di contesto (così come classificate nel decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 7 dicembre 2020) o comunque funzionali alla realizzazione dei giochi, ricomprese nel piano degli interventi di Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 S.p. A. o di altre amministrazioni o enti; ma detto obbligo normativo non è escluso, in quanto, al contrario, esso discende espressamente dalla normativa europea di cui alla direttiva 2001/42/CE e pertanto le opere e gli interventi previsti per lo svolgimento dei giochi olimpici dovrebbero essere dichiaratamente assoggettati a VAS per determinare gli effetti sinergici sui territori e sulle componenti naturalistiche e ambientali dell'insieme degli interventi indicati nel programma delle opere, con particolare attenzione alle zone montane e vallive, dove la fragilità idrogeologica e il valore paesaggistico e ambientale si reggono su equilibri precari; la necessità di assoggettare le opere e gli interventi a VAS trova fondamento nelle norme comunitarie e in quelle nazionali (in particolare, oltre alla richiamata direttiva 2001/42/CE, la parte II del decreto legislativo n. 152 del 2006) in quanto gli interventi previsti ricadono nelle previsioni dello stesso codice ambientale;