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Signor Presidente, gentile senatore, la procedura di risoluzione della convenzione per grave inadempimento, che è stata avviata dall'agosto del 2018 nei confronti di Autostrade per l'Italia SpA a seguito del tragico evento del crollo del ponte Morandi, è stata poi sospesa nel mese di luglio 2019, a seguito della richiesta, che la società stessa ha fatto al Ministero, di avviare una fase finalizzata a un accordo transattivo e a una modifica radicale della convenzione, maggiormente rispondente all'interesse pubblico e depurata da pattuizioni sbilanciate a favore del concessionario. La fase per la verifica di un possibile accordo transattivo, che è stata avviata proprio dal precedente Governo, è stata da me poi proseguita a settembre 2019, a seguito di una specifica decisione dell'Esecutivo. In particolare, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) ha portato avanti un confronto molto duro con il concessionario, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni per una definizione consensuale della procedura da sottoporre poi alla valutazione del Governo; tutto ciò nel rispetto del principio costituzionale del buon andamento dell'azione amministrativa, anche a seguito delle risultanze della commissione che aveva fatto una verifica sulle conseguenze dell'attuazione della revoca, al fine esclusivo di perseguire l'interesse pubblico. Dopo una lunga interlocuzione tra Aspi e Atlantia, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 14 luglio, ha esaminato le ultime proposte transattive trasmesse e giunte all'esito di una lunga e complessa valutazione di tutte le problematiche tecnico-giuridiche e di un minuzioso confronto tra gli uffici del mio Ministero, della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'economia e delle finanze, avviando l' iter previsto dalla legge per la formale predisposizione di una transazione. È dunque nell'ottica di tale soluzione concordata, volta a garantire la piena realizzazione dell'interesse pubblico connesso all'esigenza di consentire all'utenza di continuare a fruire dell'infrastruttura, di salvaguardare i livelli occupazionali, di effettuare nuovi e consistenti investimenti e di tutela dei risparmiatori, che deve essere oggi considerato il piano economico-finanziario (PEF) che è stato presentato da Aspi, non dal MIT. Nell'evidenziare che il MIT e le altre amministrazioni coinvolte hanno costantemente rappresentato alla società la necessità di sviluppare la proposta del PEF recependo puntualmente tutte le indicazioni della nuova regolazione tariffaria introdotta dall'Autorità di regolazione dei trasporti, ricordo che l'approvazione del PEF da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'economia, segue precise regole procedurali, tra cui l'acquisizione del parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Le osservazioni formulate dall'Autorità sulla proposta di PEF di Aspi sono attualmente oggetto di specifici approfondimenti, che saranno ovviamente resi noti non appena definiti, ma hanno contenuti per molti versi difformi da quanto ho appena sentito. Concludo comunque tranquillizzando gli onorevoli interroganti ed evidenziando che questo snodo procedurale risponde unicamente alle regole tecniche di carattere economico-finanziario, oltre che trasportistico ovviamente, ma non influenza la trattativa riguardante gli impegni di Aspi e di Atlantia sul futuro assetto societario, che tra l'altro non è gestita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e in relazione alla quale comunque vi posso riferire che Cassa depositi e prestiti ha confermato al Governo che tutte le interlocuzioni si svolgono sulla base di criteri competitivi e di prassi correnti di mercato e, quindi, non riconducibili alla vicenda del PEF. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Toninelli, per due minuti. TONINELLI (M5S) . Signor Ministro, siamo evidentemente preoccupati perché siamo di fronte a una questione a dir poco delicatissima. Sarebbe importante, signor Ministro, se riuscissimo ad interloquire. PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di lasciare liberi i banchi del Governo. TONINELLI (M5S) .Stavo dicendo che siamo evidentemente e oggettivamente preoccupati, perché siamo di fronte a una questione delicatissima, intrecciata: da una parte abbiamo le nuove tariffe e i nuovi termini della concessione, il piano economico-finanziario che il MIT, quindi lo Stato concedente, fa con Aspi; dall'altra, abbiamo una delicatissima trattativa che un soggetto pubblico, in questo caso Cassa depositi e prestiti, sta portando avanti per far entrare lo Stato e far sì che si sostituisca a quell'interesse privato e a quella parte societaria maggioritaria del concessionario che si è comportata oggettivamente malissimo nella gestione dei 6.000 chilometri di autostrade italiane. (Applausi) . La questione è completamente intrecciata, perché è vero che quel Piano economico-finanziario inviato all'Autorità di regolazione dei trasporti è di Aspi, ma è passato dal MIT, che lo ha fatto avere all'Autorità di regolazione dei trasporti, che lo ha clamorosamente bocciato perché conta svariati miliardi in più di entrate per il concessionario privato, rispetto a quanto dovrebbe prevedere la regolamentazione, nata in conseguenza di un articolo del cosiddetto decreto Genova, che ha portato l'Autorità di regolazione dei trasporti a creare il nuovo modello tariffario. Il nuovo modello tariffario significa semplicemente una cosa: pedaggi più bassi, manutenzione più alta, più sicurezza e meno extraprofitti per il concessionario. (Applausi) . C'è da fare semplicemente una cosa - lei signor Ministro lo sa benissimo - certamente molto difficile, perché si tratta di colossi che guadagnano miliardi di euro, con un margine operativo netto (EBIT) del 64 per cento, cioè rimangono in tasca loro due euro su tre. Vanno semplicemente convocati e detto loro che c'è la legge: il decreto Genova, modello tariffario ART, e in quella legge le manutenzioni devono aumentare; chi non le fa paga la penale, che abbiamo previsto noi dopo la tragedia del ponte Morandi. Deve aumentare la sicurezza e i pedaggi devono diminuire. Va detto loro semplicemente questo. L'obiettivo non è assolutamente prendersela con qualcuno, ma è semplicemente riequilibrare l'interesse pubblico con il legittimo interesse privato al guadagno, diventato un abuso della cosa pubblica, che in questo caso era l'autostrada. Forza Ministro, quindi, faccia vincere i cittadini italiani e l'interesse pubblico sulla bramosia di profitto di questi colossi, che ha vinto invece contro lo Stato e contro i cittadini per decine di anni. Significa che, quando andremo al casello a pagare il pedaggio, pagheremo un po' di più e vedremo qualche cantiere in più, che renderà più sicure le nostre autostrade. (Applausi) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) .