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2 Le famiglie, gli educatori dei soggetti interessati e le strutture scolastiche svolgono un ruolo determinante nel contrasto al fenomeno di cui alla presente legge. 2 (Bullismo) 1 Ai sensi della presente legge, sono da considerarsi atti di bullismo: a comportamenti reiterati che si traducono in insulti, offese e prese in giro; b voci diffamatorie e false accuse; c piccoli furti; d estorsione; e minacce; f violenza privata; g aggressioni; h giochi violenti; i ripetuta emarginazione rispetto al gioco; l lesioni personali volontarie; m percosse volontarie e premeditate; n danneggiamento di cosa altrui; o danneggiamento dell'istituto scolastico e di tutto ciò ad esso pertinente. 2 Sono, altresì, da considerarsi atti di bullismo la registrazione con cellulari, videocamere o, in generale, con strumenti che consentano la ripresa delle azioni, nonché la pubblicazione, nei siti internet , degli atti stessi, di seguito denominata «cyberbullismo». 3 I responsabili degli atti di cui ai commi 1 e 2 sono soggetti alle sanzioni di cui agli articoli 6 e 7 nonché, se penalmente responsabili, a quanto stabilito dal codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 3 (Programmi) 1 Per l'attuazione delle finalità di cui all'articolo 1, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca finanzia programmi volti al rispetto della persona e alla tutela dell'integrità psico-fisica dei bambini e degli adolescenti. 2 Sono ammessi al finanziamento di cui al comma 1 i programmi concernenti: a campagne di sensibilizzazione e di informazione sul bullismo e cyberbullismo e sui disturbi neuropsicologici in età infantile rivolte ai giovani e alle loro famiglie; b corsi di formazione del personale scolastico volti a garantire l'acquisizione di idonee tecniche psico-pedagogiche e di pratiche educative per attuare un'azione preventiva del bullismo e cyberbullismo all'interno delle scuole; c programmi di sostegno ai minori vittime del bullismo e cyberbullismo e programmi di prevenzione del disagio rivolti agli adolescenti. 4 (Rete di scuole per il contrasto al bullismo) 1 Le istituzioni scolastiche costituiscono, in collaborazione con l'azienda sanitaria locale territorialmente competente, una rete di scuole con i seguenti compiti: a organizzare corsi prioritari di tecniche idonee psico-pedagogiche e di pratiche educative, al fine di prevenire il bullismo all'interno degli istituti scolastici; b promuovere campagne di sensibilizzazione e di informazione su bullismo e cyberbullismo e sulla devianza giovanile rivolte agli studenti e alle loro famiglie; c approntare programmi di sostegno ai minori vittime di episodi di bullismo e cyberbullismo. 5 (Sanzioni a carico dei minori di anni 11) 1 I minori di anni 11 che si rendano protagonisti di uno o più atti di bullismo di cui all'articolo 2, sono tenuti a prestare servizio sociale in favore della collettività scolastica, per almeno due ore giornaliere, per un periodo minimo di sette giorni, fino ad un massimo di quindici giorni, a seconda della gravità del fatto commesso. 2 I minori di cui al comma 1 non possono, altresì, partecipare a nessuna attività svolta al di fuori delle lezioni scolastiche, nel periodo in cui prestano servizio sociale. 6 (Sanzioni a carico dei minori di età compresa tra 11 e 14 anni) 1 I minori di età compresa tra 11 e 14 anni che si rendano protagonisti di uno o più atti di bullismo di cui all'articolo 2, sono sospesi dalle lezioni scolastiche per un periodo minimo di dieci giorni fino ad un massimo di venti giorni. Se il fatto commesso risulta di particolare gravità, sono espulsi dalla scuola. 2 Nel periodo della sospensione, i minori di cui al comma 1 sono tenuti a prestare servizio sociale in favore della collettività scolastica per almeno quattro ore giornaliere, per un periodo minimo di quindici giorni, fino ad un massimo di trenta giorni, a seconda della gravità del fatto commesso. 3 I minori di cui al comma 1, durante la sospensione, contribuiscono, altresì, alla pulizia ed al decoro della struttura scolastica, con l'obbligo di trattenersi nella stessa almeno due ore dopo la normale chiusura delle lezioni. 4 La durata della permanenza nella struttura scolastica per le operazioni di pulizia e di decoro della stessa varia a seconda della gravità del fatto commesso dai minori di cui al comma 1. 7 (Spese per risarcimento dei danni) 1 Le spese che si rendano necessarie per eventuali lesioni materiali, derivanti da atti di bullismo, nonché quelle che si rendano necessarie per la riabilitazione dei soggetti violenti e la cura psicologica degli offesi, sono a carico dei genitori dei minori autori del fatto. 2 È, altresì, a carico dei genitori dei minori autori del fatto il risarcimento dei danni psicologici ai minori offesi, la cui quantificazione è stabilita da personale specializzato nella valutazione dei danni di natura psicologica. 8 (Divieto di attività a mezzo internet ) 1 È vietato istituire siti nella rete internet i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente: a alla istigazione al consumo, alla produzione o allo spaccio di sostanze stupefacenti; b alla istigazione alla violenza e alla consumazione di reati; c alla divulgazione o alla pubblicizzazione di materiale pornografico o di notizie o di messaggi pubblicitari diretti all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto. 2 Chiunque viola i divieti di cui al comma 1 é punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 2.500 euro a 50.000 euro. 9 (Attività di vigilanza su internet ) 1 Il servizio di polizia delle telecomunicazioni nell'ambito dei compiti individuati con il decreto di cui al comma 15 dell'articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, vigila sulla liceità e sulla moralità del contenuto dei siti della rete internet accessibili al pubblico, dandone comunicazione all'autorità giudiziaria. 2 Nell'ambito dei compiti di polizia delle telecomunicazioni, l'organo del Ministero dell'interno preposto alla sicurezza e alla regolarità dei servizi di telecomunicazione svolge, su richiesta dell'autorità giudiziaria, le attività occorrenti per il contrasto dei delitti previsti dall'articolo 8 commessi mediante l'impiego di sistemi informatici o di mezzi di comunicazione telematica ovvero utilizzando reti di telecomunicazione accessibili al pubblico. 3 L'autorità giudiziaria dispone l'oscuramento dei siti della rete internet i cui contenuti sono palesemente illeciti o offensivi del buon costume o tali da attentare all'ordine pubblico. 4 Chiunque, con qualsiasi mezzo, può denunciare eventuali violazioni alle disposizioni di cui all'articolo 8. A tal fine è istituito un apposito numero verde. 10 (Deroghe al divieto di attività a mezzo internet ) 1 L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni può autorizzare la diffusione di siti internet i cui contenuti siano parzialmente simili a quelli vietati ai sensi dell'articolo 8, purché tali siti siano protetti da appositi codici di accesso.