[pronunce]

che il comma 1 dell'art. 40 della legge reg. Lombardia n. 10 del 2003, estraneo alle censure prospettate dal rimettente, stabilisce che il periodo d'imposta annuale relativo alla tassa automobilistica decorre dal mese in cui è stata effettuata l'immatricolazione del veicolo (essendo indifferente a tal fine ogni altro elemento); che l'ordinanza di rimessione, omettendo di precisare la data di immatricolazione del veicolo, non consente a questa Corte di accertare compiutamente il dies a quo del periodo d'imposta secondo la disciplina regionale; che, in conclusione, le indicate lacune dell'ordinanza di rimessione incidono sulla valutazione della rilevanza della questione; che, come la giurisprudenza di questa Corte ha più volte precisato, l'omessa o l'insufficiente descrizione della fattispecie, non emendabile mediante la diretta lettura degli atti, impedita dal principio di autosufficienza dell'atto di rimessione, preclude il necessario controllo in punto di rilevanza (sentenze n. 22 del 2018 e n. 338 del 2011; ordinanze n. 37 del 2018, n. 248 e n. 187 del 2017); che le questioni devono essere, dunque, dichiarate manifestamente inammissibili.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 39, comma 2, della legge della Regione Lombardia 14 luglio 2003, n. 10 (Riordino delle disposizioni legislative regionali in materia tributaria - Testo unico della disciplina dei tributi regionali), sollevata dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Augusto Antonio BARBERA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 dicembre 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA