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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell'Ecuador in materia di cooperazione nel campo della difesa, fatto a Roma il 18 novembre 2009 e a Quito il 20 novembre 2009. Onorevoli Senatori. -- 1. FINALITÀ L'Accordo di cui si propone la ratifica ha lo scopo di fissare la cornice giuridica entro cui sviluppare la cooperazione bilaterale nel settore della Difesa tra i due Paesi, nell'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Peraltro, la sottoscrizione di tale atto, che mira anche ad indurre positivi effetti diretti ed indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi, va intesa come azione stabilizzatrice di un'area di particolare valore strategico e di alta valenza politica, considerati gli interessi nazionali e gli impegni internazionali assunti dall'Italia nella regione sudamericana. 2. CONTENUTI Il quadro normativa in disamina è composto da un breve Preambolo, in cui viene richiamata la comune adesione alla Carta delle Nazioni Unite, e da 15 articoli, che di seguito si illustrano. L'articolo 1 enuncia lo scopo dell'Accordo, dichiarando che esso intende sviluppare, facilitare e incoraggiare la cooperazione nel campo della Difesa sulla base dei princìpi di eguaglianza e reciprocità, nonché in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici e con gli impegni internazionali precedentemente assunti. L'articolo 2 individua nei Ministeri della Difesa dei due Paesi i soggetti chiamati ad organizzare e gestire le attività di cooperazione, stabilendo che i rispettivi rappresentanti potranno tenere eventuali consultazioni, alternativamente a Roma e a Quito, allo scopo di elaborare accordi integrativi in relazione a specifici aspetti della cooperazione. L'articolo 3 elenca i principali settori della cooperazione, indicandoli nei seguenti: - politica di sicurezza e difesa; - ricerca e sviluppo, supporto logistico ed acquisizione di prodotti e servizi per la Difesa; - esperienze acquisite a seguito di operazioni internazionali di peacekeeping ; - formazione, istruzione ed addestramento militare; - questioni relative all'ambiente e all'inquinamento provocato da attività militari; - sanità, storia e sport militare. L'articolo 4, invece, declina le modalità attraverso cui la cooperazione potrà essere attuata, identificandole essenzialmente in: - visite e incontri tra alti rappresentanti e istituzioni equivalenti della Difesa; - scambi di esperienze, di relatori e di personale di formazione, nonché di studenti provenienti da istituzioni militari; - partecipazione ad attività formative ed esercitazioni militari, nonché a corsi, conferenze e simposi; - partecipazione ad esercitazioni militari, nonché ad operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; - scambi di visite a strutture militari, navi ed aerei; - scambi nel campo degli eventi culturali e sportivi; - supporto alle iniziative commerciali inerenti materiali e servizi per la difesa. L'articolo 5 prevede linee guida generali relative alla cooperazione nel campo degli armamenti, che sarà nel dettaglio disciplinata da accordi diretti tra le Parti, stabilendo, in particolare, che l'approvvigionamento di detti materiali potrà avvenire o con operazioni dirette tra le Parti, oppure tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi. L'articolo 6 approfondisce le questioni legate alla possibile cooperazione nel settore dell'industria della difesa e della politica degli approvvigionamenti, prevedendo che essa si sviluppi principalmente con le seguenti modalità: - ricerca, test e progettazione; - scambio di esperienze tecniche; - produzione reciproca, modernizzazione e scambio di servizi tecnici; - programmi comuni di produzione e approvvigionamento, in accordo alle legislazioni nazionali in materia di importazione e esportazione dei materiali d'armamento; - supporto alle industri di difesa e agli enti governativi, finalizzata alla cooperazione nel campo della produzione dei materiali militari. Infine, esso impegna le Patii a garantire la protezione della proprietà intellettuale derivante da iniziative riconducibili all'Accordo. L'articolo 7 si occupa della mutua assistenza e collaborazione che le Parti si presteranno allo scopo di incoraggiare l'esecuzione dell'Accordo da parte delle industrie private e degli enti interessati. L'articolo 8 regola invece gli aspetti finanziari derivanti dall'Accordo, stabilendo che ciascuna Parte sosterrà le spese di propria competenza relative all'esecuzione dell'Accordo stesso, fatta eccezione per i trattamenti sanitari d'emergenza, precisando altresì che tutte le attività condotte ai sensi del documento in esame saranno subordinate alla disponibilità di fondi delle Parti. L'articolo 9 disciplina la materia dell'eventuale risarcimento dei danni in relazione alle attività di cooperazione, stabilendo che esso sarà a carico della Parte inviante il risarcimento dei danni provocati all'altra Parte durante o in relazione alla propria missione/esercitazione nell'ambito del presente Accordo, mentre entrambe le Parti, previa intesa, rimborseranno l'eventuale perdita o danno causato nello svolgimento delle attività disciplinate dal presente Accordo e di cui siano congiuntamente responsabili. L'articolo 10 tratta delle questioni attinenti alla giurisdizione. In particolare, si riconosce il diritto di giurisdizione dello Stato di soggiorno, nei confronti del personale ospitato, per i reati commessi nel proprio territorio e puniti secondo la propria legge; tuttavia lo Stato di origine conserva il diritto di giurisdizione, in via prioritaria, nei confronti del proprio personale, sia esso militare o civile, per reati commessi contro la sua sicurezza o il suo patrimonio e per quelli commessi durante o in relazione al servizio. Si precisa infine che, qualora il personale ospitato venga coinvolto, anche indirettamente, in eventi per i quali la legislazione della Parte ospitante preveda l'applicazione della pena capitale (ipotesi allo stato non contemplata in alcuno dei due ordinamenti giuridici), tale pena non sarà pronunciata, e se pronunciata non sarà applicata. L'articolo 11 regolamenta il trattamento delle informazioni, documenti e materiali classificati, specificando che il loro trasferimento a terzi potrà avvenire solo per il tramite di canali governativi approvati dalle rispettive Autorità nazionali per la sicurezza, e che essi dovranno essere conservati e salvaguardati secondo le leggi nazionali, nonché utilizzati esclusivamente per gli scopi contemplati dall'Accordo; è inoltre sancito che essi non potranno essere trasferite a terzi senza l'assenso scritto della Parte cedente, né utilizzati a danno di una delle due Parti. L'articolo 12 stabilisce che le controversie derivanti dall'interpretazione o dall'applicazione dell'Accordo verranno risolte esclusivamente tramite consultazioni e negoziati bilaterali, attraverso i canali diplomatici. L'articolo 13 statuisce la possibilità di emendare e revisionare il testo dell'Accordo, nonché di integrarne i contenuti attraverso protocolli aggiuntivi, indicandone le modalità di entrata in vigore.