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Delega al Governo per l'istituzione di una moratoria per i debiti nei casi di situazioni individuali di emergenza. Onorevoli Senatori. -- La presente proposta è volta ad una moratoria finanziaria rispetto alle segnalazioni della Centrale dei rischi bancaria dove i micro-debitori vengono non solo schedati e impossibilitati a utilizzare una qualsiasi banca, ma in molti casi devono per questo chiudere la loro attività, mentre i macro-debitori vengono coperti e mai segnalati continuando così a far danni al sistema. La moratoria mantiene i beni garantiti nella disponibilità del debitore, che è individuato secondo parametri certi tra le situazioni di disagio collegate con calamità naturali o con situazioni individuali di temporanea emergenza economica. Il divieto di comunicazione alla centrale rischi evita gli automatismi con i quali, ad oggi, le banche si sottraggono alla loro naturale vocazione di apprezzamento della situazione concreta: ne deriva una vera e propria spirale di deprezzamento del bene garantito, della quale non si giova né il debitore né la banca, che spesso lo conferisce a ditte esterne di recupero che esternalizzano ed irrigidiscono il compito di affrontare la situazione di crisi. Ne deriva una vera e propria spirale depressiva, all'esito della quale la definizione di «debito tossico» si autoalimenta e sottrae ogni possibilità al debitore di negoziare un piano di rientro. La procedura che qui si propone, al contrario, opera secondo lo schema del concordato preventivo, imponendo alla banca di ri-valutare la situazione alla luce delle prospettive di recupero che offre la situazione individuale del debitore: il bene non si deprezza, almeno fino a quando il piano non resta inadempiuto. Nel frattempo, nessuna comunicazione alla Centrale dei rischi è possibile e nessun conferimento a ditte di recupero crediti può avvenire.. 1 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi intesi a disciplinare gli interventi di tutela delle persone fisiche che versino in situazione di emergenza individuale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a definizione della situazione di emergenza individuale, idonea a ricomprendere nelle misure di cui alle lettere b), c) e d) le persone fisiche: 1 residenti nelle zone colpite dagli eventi calamitosi di cui all'articolo 2 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni; 2 che hanno subito una patologia invalidante che li rende temporaneamente inabili al lavoro; 3 che hanno cessato un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato, di durata superiore a dodici mesi, versando in stato di disoccupazione a causa di processi di riduzione o trasformazione di attività o lavoro e di cessazione di attività di lavoro autonomo, e iscritti alle liste di mobilità e di collocamento; b previsione che, nei casi di cui alla lettera a) , operi la sospensione legale, per un periodo massimo di un anno, dei termini processuali, fiscali e contrattuali che vedono i soggetti ivi indicati come soggetti passivi di un rapporto giuridico, anche finanziario o di tipo debitorio; c divieto di inviare alla Banca d'Italia, nelle segnalazioni periodiche ovvero nelle funzioni di partecipazione alla Centrale dei rischi, comunicazioni in ordine alle posizioni debitorie sospese ai sensi della lettera b) , per tutto il tempo della sospensione. Il divieto prevale su qualsiasi obbligo contrario previsto dalla legislazione vigente per chi svolge funzioni di amministrazione o di direzione, ovvero per chi è dipendente: 1 presso una banca o un intermediario finanziario di cui al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, ovvero presso altra impresa autorizzata all'esercizio nei confronti del pubblico dell'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma; 2 presso un'impresa di assicurazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera t) , del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, quando procede all'assunzione e alla gestione dei rischi nei confronti dei soggetti di cui alla lettera a) ; d previsione, per i soggetti di cui ai numeri 1) e 2) della lettera c) , della facoltà di proporre un accordo di ristrutturazione dei debiti, di ammissione al concordato preventivo o di liquidazione giudiziale, ferma restando in ogni caso la garanzia reale o ipotecaria che assiste le rispettive masse attive e passive. Si applica, in quanto compatibile, la procedura prevista dall'articolo 182- septies del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, per l'accordo di ristrutturazione non liquidatorio; e previsione della possibilità, per il debitore meritevole, di stipulare una convenzione di moratoria ulteriore rispetto al termine legale di cui alla lettera b) , consentendogli, laddove non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno futura, di accedere all'esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l'obbligo di pagamento del debito entro tre anni, laddove sopravvengano utilità; f previsione della possibilità, per il debitore titolare di microimpresa, come definita dall'articolo 2, paragrafo 1, dell'allegato alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea, del 6 maggio 2003, di accedere, alla disciplina della procedura di composizione delle crisi da sovraindebitarnento di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, in alternativa alla procedura di cui alla lettera b) ; g divieto di conferimento a soggetti esterni a quelli di cui ai numeri 1) e 2) della lettera c) dei beni garantiti, per tutto il periodo della sospensione di cui alla lettera b) ; introduzione di una forma di garanzia mobiliare senza spossessamento, avente ad oggetto beni, materiali o immateriali, anche futuri, determinati o determinabili, oggetto dell'accordo di ristrutturazione di cui alla lettera d) , fatta salva la specifica indicazione dell'ammontare massimo garantito, eventualmente utilizzabile anche a garanzia di crediti diversi o ulteriori rispetto a quelli originariamente individuati, disciplinandone i requisiti, ivi compresa la necessità della forma scritta, e le modalità di costituzione, anche mediante iscrizione in apposito registro informatizzato, nonché le regole di opponibilìtà ai terzi e il concorso con gli altri creditori muniti di cause di prelazione; h attribuzione ai soggetti di cui ai numeri 1) e 2) della lettera c) e al pubblico ministero dell’iniziativa per la conversione in procedura liquidatoria, nei casi di frode o inadempimento. 2 Gli schemi dei decreti legislativi previsti dal comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, resi pubblici nel sito internet del medesimo Ministero e successivamente trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia. I pareri, non vincolanti, sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri stessi. Qualora detto termine scada nei trenta giorni antecedenti allo scadere del termine previsto dal comma 1, o successivamente, la scadenza del termine di cui al comma 1 è prorogata di sessanta giorni.