[pronunce]

Considerato che il Tribunale di Ragusa solleva, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 37, comma 2, del codice di procedura penale nella parte in cui non prevede che il giudice ricusato non possa pronunciare, all'esito dell'udienza preliminare, il decreto che dispone il giudizio; che il rimettente fonda la rilevanza della questione proposta sull'assunto che la sentenza emessa dal giudice in pendenza del giudizio incidentale sulla ricusazione sia nulla, ed invoca di conseguenza una pronuncia additiva di questa Corte che comporti lo stesso trattamento giuridico per il decreto che dispone il giudizio; che lo stesso rimettente riferisce di come, nel caso di specie, l'istanza di ricusazione sia stata rigettata dopo il decreto che ha disposto il giudizio e prima dell'inizio del dibattimento; che il giudice a quo, con riferimento a tale ultima circostanza, non fornisce alcuna motivazione circa l'applicabilità o meno, nel caso sottoposto al suo esame, della giurisprudenza di legittimità che ritiene valido il provvedimento emesso in violazione del divieto di cui all'art. 37, comma 2, cod. proc. pen. , se l'istanza di ricusazione sia stata successivamente rigettata (ex plurimis, sentenza della Corte di cassazione, sezione sesta, 18 gennaio 2000, n. 275); che risulta impropria e apodittica, a tale proposito, l'affermazione secondo cui la pronuncia di rigetto del giudice della ricusazione non «consente di ritenere sanata con efficacia retroattiva» la nullità del provvedimento emesso dal giudice nei cui confronti era stata proposta istanza di ricusazione, sia perché non chiarisce per quale ragione sarebbe nullo l'atto cui riferire una ipotetica «sanatoria», sia perché, ove fosse configurabile, la sanatoria stessa sarebbe, per sua natura, retroattiva; che l'assenza di adeguata motivazione circa i presupposti interpretativi che condizionano la rilevanza della questione è causa di inammissibilità della questione medesima (ex plurimis, ordinanze n. 346 del 2006 e n. 298 del 2005). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 37, comma 2, del codice procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Ragusa con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 febbraio 2007. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Gaetano SILVESTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA