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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 273 Presidenza del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,30). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 novembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 7 novembre 2020 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'interno : «Conversione in legge del decreto-legge 7 novembre 2020, n. 148, recante disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l'anno 2020» (2010). Comunico che in data 9 novembre 2020 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'economia e delle finanze : «Conversione in legge del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19» (2013). Giunta per il Regolamento, parere PRESIDENTE . La Giunta per il Regolamento, riunitasi il 10 novembre 2020, ha espresso il seguente parere: «In via transitoria, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica in corso, per le audizioni delle Commissioni del Senato e delle Commissioni bicamerali per le quali trova applicazione il Regolamento del Senato, è consentita la partecipazione con collegamento in videoconferenza ai lavori, ferma restando la presenza in sede almeno del Presidente o del Vice Presidente della Commissione e del capo dell'Ufficio di segreteria». Commemorazione di Giuseppe Di Vittorio PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, oggi commemoriamo Giuseppe Di Vittorio, un uomo della mia terra, un grande sindacalista, un grande politico del nostro Paese, a sessantatré anni dalla sua scomparsa. Costui ha dedicato tutta la vita agli altri, alla lotta per la giustizia sociale per assicurare un futuro migliore a chi non aveva nulla, ai braccianti, a chi era sfruttato, agli ultimi, a chi non poteva andare a scuola. Cominciò a lavorare nei campi a dieci anni a causa della prematura scomparsa del padre e a diciotto era già segretario del circolo giovanile socialista di Cerignola, la sua città natale. A ventuno anni divenne segretario della camera del lavoro di Minervino Murge e a ventinove, cioè nel 1921, fu eletto deputato mentre era in carcere a Lucera (era stato arrestato in seguito a un grande sciopero antifascista in Puglia). La sua elezione ebbe del clamoroso e avvenne nonostante il clima terribile di intimidazione che le squadracce avevano messo in atto a Cerignola e in tutta la Puglia, dove era molto forte la resistenza al nascente fascismo. Di lì a poco venne condannato a dodici anni dal cosiddetto tribunale speciale per la difesa dello Stato e si rifugiò prima in Francia e poi in Unione Sovietica, per poi tornare di nuovo in Francia, dove continuò la sua azione fino a che venne arrestato e poi estradato in Italia. Nel 1943 fu liberato e riprese la sua azione per la costituzione di quella che sognava potesse essere la casa comune di tutti i lavoratori, e cioè la Confederazione generale italiana del lavoro. Fu deputato all'Assemblea costituente e poi eletto di nuovo deputato nella I e nella II legislatura. Condusse una vita davvero intensissima, senza mai risparmiarsi e indietreggiare nemmeno di un centimetro sulle sue battaglie per l'affermazione del valore sociale e culturale del lavoro, con salari che consentissero di far uscire definitivamente dalla povertà i braccianti e gli operai e per l'affermazione dell'indipendenza del sindacato dalla politica. Lui sognava un sindacato aperto, democratico e plurale che riunisse tutti i lavoratori senza distinzione di provenienza ideologica o di partito, perché era convinto che solo l'unità poteva favorire e accelerare il progresso sociale ed economico del Paese, fondato sulla Costituzione repubblicana, e l'emancipazione delle classi più deboli. In tema di unità soleva dire - lo ripeteva davvero spesso - che i lavoratori, quando si dividono, perdono. Subito dopo la guerra capì che il Paese aveva bisogno di una visione nuova e moderna e così lanciò il piano del lavoro, che aveva come unico obiettivo l'interesse comune del Paese, e coniugava le esigenze dei lavoratori e quelle degli imprenditori, dando ai primi un salario equo e, quindi, una capacità di spesa che sostenesse la domanda di prodotti e servizi e premiasse gli investimenti e lo sforzo produttivo degli imprenditori. Oggi classificheremmo le sue politiche sotto il grande cappello delle politiche espansive; le chiameremmo politiche espansive e di sostegno alla domanda interna; politiche che troveranno però applicazione anni dopo rispetto alla loro ideazione, negli anni Sessanta, e determineranno il successo produttivo del nostro Paese negli anni del cosiddetto boom economico. Di Vittorio era uno dei pochi grandi del sindacalismo italiano che proveniva dal movimento dei braccianti agricoli e non da quello degli operai. Ha vissuto e lottato in decenni difficilissimi, segnati dalla dittatura, dalla repressione feroce, da ben due guerre mondiali, dalla contrapposizione ideologica fortissima e poi dalla guerra fredda. Ha fatto ciò senza mai rinunciare ai propri principi, ai propri sogni e a ciò che riteneva un dovere imprescindibile, cioè la difesa dei deboli, degli ultimi, di chi non aveva voce.