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Con il COR, la Difesa intende riordinare e razionalizzare il settore, per assicurare la direzione, il coordinamento ed il controllo unitario nella gestione, in sicurezza, dei sistemi ICT; l'adozione di un approccio "cooperativo" e interforze nel dominio cibernetico e un adeguato sviluppo capacitivo, favorendo investimenti e formazione. Il COR gestisce anche, in modo accentrato, l'evoluzione e la manutenzione della Rete Integrata della Difesa (RID), l'intranet dell'area di Vertice Interforze (DIFENET) e sta attivando un servizio di accesso autonomo alla rete Internet, per tutte le Forze armate. Il Comando per le Operazioni in Rete esprime anche una capacità di pianificazione, conduzione e realizzazione dell'intera gamma delle "operazioni militari" nel dominio cibernetico, con capacità di contrasto e di neutralizzazione delle minacce portate alle reti, ai sistemi e ai servizi della Difesa, sia sul territorio nazionale che nei teatri operativi, interfacciandosi con il Centro Intelligence Interforze, per il necessario supporto informativo; apprezzato che: come affermato dal ministro Guerini nel corso dell'audizione svolta lo scorso 9 marzo presso le Commissioni difesa di Camera e Senato, uno dei tre settori in cui il dicastero intende contribuire al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è proprio "la difesa dello spazio cibernetico, ormai parte del dominio delle operazioni militari". In questo settore, infatti, il Ministero intende sviluppare "nuovi progetti rivolti, da un lato, ad ampliare ed irrobustire le capacità di gestione e protezione dei dati, dall'altro a potenziare le capacità di difesa e resilienza innalzando i livelli di sicurezza nel contrasto alle minacce informatiche e digitali, anche a protezione delle infrastrutture critiche del Paese"; rilevato infine che dalle audizioni svolte sono emerse ulteriori sollecitazioni, non direttamente rivolte al settore della difesa, come ad esempio quelle di: - stimolare tutte le possibili sinergie tra pubbliche amministrazioni e settore privato nell'ambito della ricerca, della formazione e dello sviluppo di sistemi; - rafforzare i percorsi formativi legati alla cyber sicurezza, nei diversi ordini e gradi del sistema scolastico, e poi nella formazione universitaria e post-universitaria, sia per diffondere una maggiore consapevolezza del tema per i cittadini-utenti, sia nella prospettiva delle rilevanti prospettive occupazionali del settore; - intensificare le campagne formative e informative sui temi della cyber sicurezza, sia per la generalità dei cittadini, che per il personale delle pubbliche amministrazioni e del settore privato; impegna il Governo a: rafforzare gli investimenti nel comparto cibernetico, in particolare per quanto riguarda la ricerca, anche per aumentare l'autonomia strategica del Paese, sostenendo le collaborazioni tra l'amministrazione della Difesa, le università e l'industria; potenziare le capacità nazionali di difesa cibernetica, in considerazione dello sviluppo crescente di strumenti ICT in ambito militare e al loro utilizzo, anche travisato, in situazioni di conflittualità tra Stati; aggiornare, laddove necessario, il quadro giuridico per la partecipazione del nostro Paese a operazioni militari che utilizzino sistemi cibernetici, adeguando la catena di comando per l'avvio di tali operazioni, in particolare se svolte in contesti multilaterali, tenendo conto delle caratteristiche di questi attacchi, in particolare la loro velocità; favorire lo scambio di informazioni e la collaborazione a livello internazionale, anche sotto il profilo giudiziario; proseguire l'impegno a rafforzare la sicurezza delle dotazioni informatiche, assumendo il principio di " security‐by‐design " quale prerequisito obbligatorio, fin dalla fase della ricerca e della progettazione, nello sviluppo delle applicazioni e dei sistemi di interesse strategico per il Paese, introducendo particolare prescrizioni a carico dei produttori di dispostivi tecnologici che consentano di mantenerne la sicurezza per tutto il ciclo di vita, con adeguati standard, per quanti gestiscono infrastrutture interconnesse con quelle dei grandi operatori e per tutta la supply chain degli operatori di servizi strategici; rafforzare la componente cyber nei percorsi formativi destinati al personale, anche civile, della Difesa, e in generale della pubblica amministrazione; promuovere ogni iniziativa, anche legislativa, per massimizzare l'azione di contrasto alla disinformazione, spesso operata come vera e propria minaccia ibrida alla sicurezza nazionale; promuovere l'attiva partecipazione del nostro Paese alle diverse iniziative dell'Unione europea nel settore della difesa cibernetica, a cominciare dalla Cooperazione strutturata permanente (Pesco) e dalla Revisione coordinata annuale della difesa (Card); adoperarsi affinché nell'implementazione del Fondo europeo della difesa sia dato opportuno rilievo ai progetti relativi alla difesa cibernetica, e rafforzare, a livello sia finanziario che politico, la partecipazione delle aziende italiane del comparto ai diversi strumenti finanziari di sostegno, sia nella fase della ricerca che in quella dello sviluppo dei prodotti; promuovere e aderire a iniziative comuni in ambito Alleanza Atlantica al fine di rendere disponibili, su iniziativa nazionale, proprie capacità di contrasto e contro-offensiva rispetto alle minacce cibernetiche.