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Secondo la madre della giovane vittima, che avrebbe subito ricevuto una chiamata dagli amici che si trovavano proprio con Riccardo, il ragazzo sarebbe morto a seguito di una corsa unita allo spavento causato dal fatto che sarebbe stato rincorso da almeno un senzatetto armato di un non meglio precisato oggetto contundente; con il progressivo deterioramento, infatti, l'area ha visto la stabile presenza di diverse persone senza fissa dimora, segnalata evidentemente invano in numerose occasioni da associazioni e dagli abitanti della zona. Non ultimo, il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha visitato la zona il 21 aprile 2021 testimoniando con un video sui social network l'avanzato degrado dell'area; ancor più gravemente, è risaputo che la persona sospetta dell'accaduto sia ancora lasciata a vivere in modo abusivo e totalmente indisturbato, in barba ai genitori della giovane vittima, i quali a loro volta sarebbero stati diffidati dalla polizia a sporgere denuncia, dovendo quindi testimoniare quotidianamente la presenza impunita di una persona fortemente sospettata di aver causato la morte del figlio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se corrisponda al vero la ricostruzione dei genitori della vittima, con particolare riferimento ad eventuali diffide dal denunciare ricevute da parte delle forze dell'ordine, le quali, se confermate, rappresenterebbero un fatto gravissimo; come si intenda procedere nei confronti dei soggetti che risiedono abusivamente nel complesso sportivo del parco, ripristinando la legalità non solo in questo quartiere ma in tutta la città di Roma, che vede intere aree abbandonate al degrado più assoluto e contesto di violenze ai danni dei cittadini inermi. Atto n. 3-02488 DRAGO GARNERO SANTANCHE' LA PIETRA PETRENGA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: da anni tra i 9.000 e i 13.000 docenti di ruolo (numeri ufficiosi ottenuti da un incrocio tra dati dell'ISTAT e del contratto collettivo nazionale integrativo) delle scuole statali italiane presentano domanda di trasferimento interprovinciale senza mai ottenerlo, a tal punto da ritenere che le procedure ordinarie di mobilità territoriale interprovinciale per i docenti di ruolo siano discriminatorie; si possono ampliamente evidenziare numerose criticità in parte riferibili al contratto integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativo, tecnico, amministrativo ausiliario per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 che renderebbero il trasferimento interprovinciale un diritto illusorio; secondo i docenti che hanno depositato una petizione al Senato e presso il Parlamento europeo il contratto integrativo andrebbe riaperto, andrebbe attuata una "mobilità straordinaria", in quanto la situazione ad oggi appare penalizzante su specifiche fasce di questa categoria professionale. Le donne si vedono violata tutta una serie di diritti garantiti, oltre che a livello nazionale anche europeo, come i diritti: ad avere una famiglia; ad una equa retribuzione; ad una stabile dimora; all'integrità fisica. Tali diritti sono tutti posti a repentaglio nel perdurare degli anni di servizio fuori sede; considerato che: tale principio è scolpito nel testo unico dell'istruzione (decreto legislativo n. 297 del 1994), che all'art. 470, comma 1, così recita: "specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione definiscono tempi e modalità (...) per il superamento della ripartizione tra posti riservati alla mobilità da fuori provincia e quelli riservati alle immissioni in ruolo, in modo che queste ultime siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni relative alla mobilità professionale e territoriale in ciascun anno scolastico"; con l'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 3722/2019 il supremo consesso amministrativo ha statuito che "in quella sede avrebbe dovuto essere applicato il principio che lo stesso comma esprime, ovvero la preferenza per il trasferimento di chi sia già in ruolo rispetto alla assegnazione di sede per le nuove nomine", in altri due ricorsi il TAR Lazio, con due decreti monocratici (n. 3053/2020 e n. 3165/2020), accoglie le richieste dei ricorrenti in merito alla necessità di dare prevalenza alla mobilità interprovinciale rispetto alle nuove assunzioni; ulteriori evidenti criticità avrebbero sede nei metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra SIDI (il sistema informatizzato del Ministero dell'istruzione) e l'INPS, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell'effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l'INPS dovrebbe riuscire a comunicare al Ministero i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il SIDI venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità; dal 2008 ad oggi, si assiste ad un progressivo ridimensionamento dei diritti del lavoratore dipendente fuori sede e la situazione di pandemia ne ha aggravato gli effetti; risulterebbe non esser applicato in tutto il territorio italiano quanto indicato nella circolare ministeriale n. 36103 del 13 novembre 2020 a pagina 4 "Gli Ambiti territoriali provinciali del MI o le Istituzioni scolastiche dovranno utilizzare l'applicativo nuova Passweb, che è lo strumento di scambio di dati fra l'Istituto e le pubbliche amministrazioni", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione in cui versano i docenti fuori sede; quali provvedimenti intenda adottare per porvi rimedio; se vi sia la possibilità che le pratiche di pensionamento dei docenti vengano lavorate seguendo un iter comune alle altre categorie di lavoratori dipendenti, anticipandone i tempi di trasmissione dei dati al SIDI. Atto n. 3-02489 MAUTONE MARINELLO CASTELLONE TURCO GALLICCHIO PAVANELLI CASTIELLO PIRRO MANTOVANI GAUDIANO SANTILLO CROATTI VACCARO FERRARA PIARULLI PRESUTTO DONNO ANASTASI VANIN GIANNUZZI ANGRISANI LANNUTTI ROMANO Ai Ministri dello sviluppo economico, della salute e del turismo Premesso che: la crisi sanitaria e le relative restrizioni introdotte per contrastarla hanno causato non solo danni sulla salute, ma hanno dato vita a una vera e propria crisi lavorativa che sta mettendo in ginocchio e, a dura prova, molti imprenditori che lavorano nel settore del " wedding "; in questo settore, sono impiegate tante persone che tra lavoratori e imprenditori, ancora oggi stanno pagando una ripartenza di fatto mai avvenuta per le proprie attività da quando si convive con il COVID-19; sono circa 83.000 le aziende coinvolte nel settore e un milione i lavoratori dell'indotto: questa è l'industria dei matrimoni in Italia tradotta in numeri;