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A tale riguardo, sono recate disposizioni in materia di determinazioni del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 5 del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133, assunte su deliberazione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, al fine di prevedere che, laddove necessario, possano andare anche in deroga alle vigenti disposizioni, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento. È quindi previsto che tali provvedimenti presidenziali, anche in ragione dell'urgenza di tutelare la sicurezza nazionale, non siano soggetti al controllo preventivo di legittimità di cui all'articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20. È inoltre prevista la possibilità di adottare ulteriori opportune misure, correlate alla disattivazione o all'interruzione, che possano, in via generale e astratta, rendersi necessarie. Ciò, con particolare riferimento a quelle volte ad assicurare la continuità dei servizi di sicurezza. Infine, in relazione al rapido evolversi dello scenario di minaccia agli interessi nazionali nello spazio cibernetico, si rende necessario adottare ulteriori opportuni interventi per assicurare il più rapido avvio del funzionamento dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. A tale riguardo, al fine di incentivare l'acquisizione di risorse altamente specializzate, nell'ambito di attività e progettualità correlate allo svolgimento delle funzioni volte alla tutela della sicurezza nazionale nello spazio cibernetico attribuite all'Agenzia stessa e che, pertanto, non possono svilupparsi ed esaurirsi nel breve termine, è necessario un intervento sull'articolo 12 del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021, n. 109. La novella mira a consentire che i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato stipulati ai sensi dell'articolo 12, comma 2, lettera b) , del medesimo decreto-legge, possano prevedere – in relazione alle attività e progettualità correlate allo svolgimento delle funzioni volte alla tutela della sicurezza nazionale nello spazio cibernetico attribuite all'Agenzia – una durata massima di quattro anni, rinnovabile per periodi non superiori ad ulteriori complessivi quattro anni. In ragione dello specifico ambito di attività e di impiego delle risorse acquisite, è quindi previsto che, di tali assunzioni e dei rinnovi disposti ai sensi del comma 2, è data comunicazione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR) nell'ambito della relazione di cui all'articolo 14, comma 2, del decreto-legge n. 82 del 2021. Art. 30. – (Disposizioni in tema di approvvigionamento di materie prime critiche) La disposizione intende, nella particolare situazione di crisi internazionale, che involge l'approvvigionamento di materie prime ed i traffici commerciali ad esse connesse, porre sotto controllo i flussi commerciali concernenti l'esportazione verso Paesi terzi ( extra UE) di determinati prodotti, in ragione della loro momentanea carenza, ai fini della salvaguardia degli interessi strategici e dei livelli produttivi nazionali. A tali fini è prevista l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che individua le materie prime critiche e l'attivazione di un meccanismo di preventiva notifica, con informativa completa dell'operazione da effettuare al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale almeno dieci giorni prima dell'avvio dell'operazione, da parte delle imprese italiane o stabilite in Italia che intendono esportare fuori dell'Unione europea, direttamente o indirettamente, i materiali individuati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nonché i rottami ferrosi, anche non originari dell'Italia. L'inottemperanza, da parte degli operatori economici, all'obbligo di notifica comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa. La disposizione ha carattere temporaneo, strettamente connesso al periodo di crisi attuale e si applica fino al 31 luglio 2022. La disposizione non prevede nuovi o maggiori oneri per le finanze pubbliche. TITOLO V – ACCOGLIENZA E POTENZIAMENTO DELLA CAPACITÀ AMMINISTRATIVA Art. 31. – (Coordinamento delle attività di assistenza e accoglienza a seguito della crisi ucraina) Si prevede che nell'ambito delle misure assistenziali previste dall'articolo 4, comma 1, lettera g) , del decreto legislativo 7 aprile 2003, n. 85, il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzato: a) a definire ulteriori forme di accoglienza diffusa, diverse da quelle previste nell'ambito delle strutture di cui agli articoli 9 e 11 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, da attuare mediante i comuni, gli enti del Terzo settore, i Centri di servizio per il volontariato, gli enti e le associazioni iscritte al registro di cui all'articolo 42 del testo unico di cui al decreto legislativo 15 luglio 1998, n. 286, e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, prevedendo sostanziale omogeneità di servizi e costi, per la durata della protezione temporanea riconosciuta ai sensi del decreto legislativo n. 85 del 2003 e dai conseguenti provvedimenti attuativi, per un massimo di 15.000 unità; b) a definire ulteriori forme di sostentamento per l'assistenza delle persone titolari della protezione temporanea che abbiano trovato autonoma sistemazione, per la durata massima di novanta giorni dall'ingresso nel territorio nazionale per un massimo di sessantamila unità; c) a riconoscere alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano un contributo forfetario per l'accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, in misura da definire d'intesa tra il Ministro della salute e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per i richiedenti e titolari della protezione temporanea per un massimo di centomila unità. Con le ordinanze di protezione civile adottate in attuazione della deliberazione del Consiglio dei ministri del 28 febbraio 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2022,si provvede alla disciplina delle diverse forme di supporto all'accoglienza di cui al comma 1, lettera a) , e di sostentamento di cui alla lettera b) del medesimo comma, tenendo conto dell'eventuale e progressiva autonomia delle persone assistite che svolgeranno attività lavorative in attuazione di quanto previsto dall'articolo 7 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 872 del 4 marzo 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2022. Nei limiti temporali definiti dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022, anche al fine di incrementare le capacità delle strutture di cui agli articoli 9 e 11 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'interno, relative all'attivazione, alla locazione e alla gestione dei centri di accoglienza, sono incrementate di 7.533.750 euro per l'anno 2022.