[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di ammissibilità, ai sensi dell'art. 2, primo comma, della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, della richiesta di referendum popolare per l'abrogazione del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 - recante “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio” - limitatamente alle seguenti parti del titolo primo (titolato “Gestione dei rifiuti”), capo primo (titolato “Principi generali”) e capo quinto (titolato “Procedure semplificate”): art. 7 (rubricato “Classificazione”) limitatamente al comma 3, lettera l (elle) bis, inserita dall'art. 7 (Istituzione di un contributo di riciclaggio e di risanamento ambientale) comma 11 del decreto legge 28 dicembre 2001, n. 452, come modificato dalla legge di conversione 27 febbraio 2002, n. 16, e dall'art. 23 comma 1, lett. a) della legge 31 luglio 2002, n. 179: “Il combustibile derivato dai rifiuti”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 8, lettera a) limitatamente alle parole “e di recupero”; art. 33 (rubricato “Operazione di recupero”), comma 8, lettera b): “delle attività di trattamento dei rifiuti urbani per ottenere combustibile da rifiuto effettuate nel rispetto delle norme tecniche di cui al comma 1”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 9, limitatamente alle parole “alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative” giudizio iscritto al n. 138 del registro referendum. Vista l'ordinanza del 9 dicembre 2002, come modificata dall'ordinanza dell'8 gennaio 2003, con la quale l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha dichiarato conforme a legge la richiesta; udito nella camera di consiglio del 14 gennaio 2003 il Giudice relatore Piero Alberto Capotosti; udito l'avvocato Carlo Rienzi per i presentatori Livio Giuliani, Paola Boscaino, Marco Lion e Adriana Lorenza Pagliai.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - L'Ufficio centrale per il referendum, costituito presso la Corte di cassazione, in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni, ha esaminato la richiesta di referendum popolare previsto dall'art. 75 della Costituzione, presentata il 9 maggio 2002 da dieci cittadini italiani (intitolata «No all'incenerimento dei rifiuti - Abrogazione delle procedure semplificate e degli incentivi per l'incenerimento dei rifiuti»), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10 maggio 2002, n. 108, sul seguente quesito: «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 - recante “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio”, - limitatamente alle seguenti parti, non previste dalle medesime direttive delle disposizioni di cui al Capo I - Princìpi generali e al Capo V - Procedure semplificate del titolo I - Gestione dei rifiuti: Art. 7 (Classificazione), limitatamente al comma 3, come modificato dal comma 11, art. 7 (Istituzione di un contributo di riciclaggio e di risanamento ambientale) della legge 27 febbraio 2002, n. 16, di conversione del decreto legge 28 dicembre 2001, n. 452, limitatamente alla lettera l - bis), “Il combustibile derivato dai rifiuti (qualora non rivesta le caratteristiche qualitative individuate da norme tecniche finalizzate a definirne contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale)”; Art. 33 (Operazioni di recupero), limitatamente al comma 8, lettere a) limitatamente alle parole “e di recupero”; “b) delle attività di trattamento dei rifiuti urbani per ottenere combustibile da rifiuto effettuate nel rispetto delle norme tecniche di cui al comma 1”; nonché al comma 9 dello stesso art. 33, limitatamente alle parole: “alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative”?». 2. - L'Ufficio centrale per il referendum, con ordinanza in data 9 dicembre 2002, verificata la regolarità della richiesta, ha provveduto a modificarne il testo, con alcune correzioni di carattere materiale, ed ha, quindi, dichiarato legittima la richiesta sul seguente quesito, così riformulato: «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 - recante “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio” - limitatamente alle seguenti parti del titolo primo (titolato “Gestione dei rifiuti”), capo primo (titolato “Princìpi generali”) e capo quinto (titolato “Procedure semplificate”): art. 7 (rubricato “Classificazione”) limitatamente al comma 3, lettera l (elle) bis, inserita dall'art. 7 (istituzione di un contributo di riciclaggio e di risanamento ambientale) comma 11 del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, come modificato dalla legge di conversione 27 febbraio 2002, n. 16: “Il combustibile derivato dai rifiuti, qualora non rivesta le caratteristiche qualitative individuate da norme tecniche finalizzate a definire contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 8, lettera a) limitatamente alle parole “e di recupero”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 8, lettera b): “delle attività di trattamento dei rifiuti urbani per ottenere combustibile da rifiuto effettuate nel rispetto delle norme tecniche di cui al comma 1”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 9, limitatamente alle parole “alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative”?». Inoltre, l'Ufficio centrale ha provveduto a riformulare la denominazione del quesito refendario secondo il seguente testo: «Esclusione del combustibile derivato da rifiuti dalla categoria dei rifiuti speciali. Abrogazione dei poteri ministeriali relativi agli incentivi finanziari per l'utilizzazione dei rifiuti nella produzione di energia elettrica». 3. - Ricevuta comunicazione dell'ordinanza dell'Ufficio centrale, il Presidente di questa Corte, ha fissato il giorno 14 gennaio 2003 per la conseguente deliberazione, dandone comunicazione ai presentatori della richiesta ed al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'art. 33, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352. 4. - L'Ufficio centrale per il referendum, con ordinanza in data 8 gennaio 2003, rilevato «che con legge 31 luglio 2002, n. 179, art. 23, comma 1, lettera a), è stato modificato l'art. 7, comma 3 lett.