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Non molto tempo fa, un altro lavoratore fu accusato di aver posto in essere un comportamento di fatto mai assunto, tanto che il giudice del lavoro ha disposto il reintegro dell'operaio e il versamento delle indennità relative al periodo di sospensione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda e quali azioni intendano intraprendere al fine di salvaguardare i diritti degli operai della multinazionale che, peraltro, si è impegnata ad alti livelli istituzionali con un accordo con cui anche lo Stato entra nella gestione della fabbrica. Atto n. 4-05239 GASPARRI Ai Ministri della giustizia, dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 8 gennaio 2021, il tribunale di Perugia ha depositato le motivazioni della sentenza n. 1594, con cui ha inflitto pesanti condanne ad alcuni dirigenti e dipendenti della Questura di Roma in relazione ai fatti che tra le giornate del 28 e 30 maggio 2013 portarono alla controversa espulsione dall'Italia della cittadina kazaka Alma Shalabayeva; come emerso anche nel corso del processo a tale provvedimento si era pervenuti dopo un iter burocratico amministrativo che, seppur i suoi effetti siano stati giudicati penalmente rilevanti dal collegio giudicante, fu eseguito nel rispetto della normativa vigente con la presenza di tutte le autorizzazioni previste rilasciate dalle procure della Repubblica competenti (Procura della Repubblica e Procura dei minori di Roma); la sentenza fonda il presupposto della condanna dei poliziotti sulla circostanza che l'espulsa, nonostante avesse dichiarato generalità e nazionalità diverse e fosse in possesso di documenti di identità dichiarati falsi, ma comunque quantomeno dubbi, fosse la moglie di Mukthar Ablyazov, dissidente e oppositore del Governo del Kazakistan, Paese ove, a dire del collegio giudicante, non venivano rispettati i diritti umani e, per tale motivo, la donna in caso di espulsione sarebbe stata esposta a gravissimi rischi per la propria incolumità. Nonostante il coinvolgimento nelle procedure espulsive di illustri magistrati appartenenti alle procure competenti, i quali risultano aver autorizzato l'adozione dei provvedimenti necessari al rimpatrio, risulta che il tribunale di Perugia, sebbene fosse stato anche richiesto in tal senso da parte delle difese degli imputati, addirittura, non avrebbe autorizzato l'escussione testimoniale di alcuni degli autorevoli pubblici ministeri interessati alle relative autorizzazioni, si chiede di sapere: se il Kazakhstan fosse effettivamente un Paese in cui non venivano rispettati i diritti umani e da quale documentazione ufficiale risultasse tale affermazione, considerato che alla data dei fatti contestati l'unico Paese segnalato dall'ACNUR (alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati) per gli elevati rischi cui sono esposti i suoi cittadini era il Mali, mentre rischi generici venivano indicati per Somalia, Etiopia ed Eritrea e valutato che l'Italia risulta intrattenere regolari rapporti commerciali con tale nazione; se l'affermazione di cui sopra non si ponga in realtà in contrasto con l'accordo, fatto a Roma il 5 novembre 2009, tra il Governo italiano e quello del Kazakhstan per la cooperazione nel contrasto alla criminalità organizzata, al traffico di droga, al terrorismo ed altre forme di criminalità, tra cui quella economica, ratificato con legge 7 dicembre 2015, n. 216; se i Ministri in indirizzo non ritengano di riferire, a prescindere dalla veridicità della sua qualità di presunto dissidente, se il marito dell'espulsa fosse in realtà un pluriricercato e in particolare quanto segue; se presso le banche dati del segretariato generale dell'INTERPOL risultasse formalmente che, nel periodo di interesse, Mukhtar Ablyazov fosse un soggetto ricercato ai fini dell'arresto da tre Paesi dell'area INTERPOL, per gravi reati; se, all'epoca dei fatti, magari attivando il medesimo segretariato generale, potesse essere noto che ad Ablyazov fosse stato concesso lo status di richiedente asilo o di rifugiato da parte del Regno Unito; se corrisponda al vero che nel 2009 fosse stato stipulato un accordo, ratificato in legge nel 2016, di cooperazione internazionale tra l'Italia e il Kazakistan in tema di lotta alla criminalità organizzata e economica e, in tal caso, quali iniziative vogliano intraprendere; quali iniziative intendano intraprendere in merito alla vicenda alla luce delle recenti, clamorose, rivelazioni venute alla ribalta con la pubblicazione del libro intervista al dottor Luca Palamara, all'epoca dei fatti di interesse autorevole esponente del CSM e, successivamente, dell'ANM. Atto n. 4-05240 LANNUTTI ANGRISANI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: si apprende dal sito "acquistinretepa" che il Governo in data 24 marzo 2021 ha avviato una gara d'appalto in ordine all'emergenza COVID-19. Dall'esame del capitolato tecnico si evince che si tratta di appalti per "l'allestimento di campi container per l'assistenza della popolazione in caso di eventi emergenziali". Il bando, che risulta attivo dal 24 marzo fino al 12 aprile 2021, parla in particolare di 12 lotti, di criterio di aggiudicazione, di criterio dell'aggiudicazione al numero della gara 2744951, parla dell'ente committente che risulta essere il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e delle stazioni appaltanti ovvero CONSIP S.p. A., la società del Ministero dell'economia e delle finanze. Si parla nello specifico di appalti per la creazione di campi container per 8.000 persone previsti in ogni regione; nel capitolato tecnico, alla voce "premessa", è specificata la natura della fornitura: container , arredi, biancheria ed accessori, lavatrici e asciugatrici industriali in noleggio. In particolare, viene specificato che la procedura è suddivisa in 3 settori merceologici così specificati: lotto 1: noleggio di container per l'allestimento di campi container con destinazioni d'uso diverse e servizi connessi; lotto 2: fornitura di arredi, biancheria e accessori per l'allestimento di campi container con destinazioni d'uso diverse, in eventi emergenziali; lotto 3: noleggio di lavatrici e asciugatrici industriali da installare in campi container in eventi emergenziali e servizi connessi; considerato inoltre che: al punto 3 "oggetto dell'appalto" si riporta la finalità della fornitura: "Il presente Capitolato Tecnico, relativo al Lotto 1, disciplina la fornitura, mediante noleggio, di container per l'allestimento di campi per destinazioni d'uso diverse (abitativo/uso ufficio, ...) necessari, ad esempio nell'ipotesi di campi ad uso abitativo, per assicurare un'accoglienza temporanea per coloro che, a seguito di un evento emergenziale hanno dovuto abbandonare la propria abitazione". Al punto 3.1. "campi container" si riporta: