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tale iniziativa potrebbe compromettere i livelli occupazionali e il personale a elevata specializzazione sia nel planning che nel settore operativo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di propria competenza intenda assumere per evitare le irreparabili conseguenze della decisione. Atto n. 4-02515 IANNONE Ai Ministri della giustizia e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la Procura di Napoli ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento di aggressione nei confronti di un infermiere dell'ospedale Santobono di Napoli; tale decisione che viene definita "uno schiaffo vergognoso" dal primario del pronto soccorso, lascia senza parole, perché si tratta di un infermiere aggredito da una persona che l'ha colpito con un bastone canadese, di quelli usati per deambulare, e ha riportato la frattura di un dito della mano; nel documento della Procura in cui si chiede l'archiviazione, si afferma che "l'aggressione nel pronto soccorso fu originata dallo stato di estrema ansia dell'uomo per la condizione di salute della figlia di soli cinque anni per la quale - in modo certo non ammissibile - chiedeva assistenza ai medici"; le aggressioni ai medici e agli infermieri negli ospedali napoletani sono in grave aumento e se ne contano quasi 100 dall'inizio del 2019; l'ansia per la salute del paziente viene vista come una giustificazione e viene anche considerata irrilevante una lesione ossea importante, che porta all'inabilità di una persona, subita durante lo svolgimento del lavoro, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza del grave accaduto riferito dall'edizione on line del quotidiano "la Repubblica" del 15 novembre 2019; se ritenga che essere aggrediti possa far parte del lavoro quotidiano svolto in un ospedale e reputi ammissibile la definizione del bastone come ausilio alla deambulazione; quali iniziative intenda adottare affinché vengano tutelate le professioni ospedaliere che già operano, in Campania, in assenza di una efficace organizzazione del servizio. Atto n. 4-02516 IANNONE Ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in Italia vi sono poche decine di medici incaricati alle dipendenze delle Asl collocati presso le strutture sanitarie delle case circondariali che non hanno maturato la soglia minima contributiva ai fini del pensionamento, ma che vengono pensionati secondo l'art. 36 della legge n. 740 del 1970, che recita: "Il medico incaricato cessa dall'incarico dal primo giorno del mese successivo a quello in cui compie 65 anni di età"; costoro sono mandati in pensione ma senza percepire l'emolumento pensionistico; tale norma stride con il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 (legge Fornero), secondo cui i lavoratori del settore pubblico possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un'anzianità contributiva minima di almeno 20 anni e con un'anzianità anagrafica pari a 66 anni e 7 mesi; in tal senso la circolare n. 2 del 2012 del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri sostiene che: "In base ai principi generali, una volta raggiunto il limite di età ordinamentale l'amministrazione prosegue il rapporto di lavoro o di impiego con il dipendente sino al conseguimento del requisito minimo per il diritto a pensione (il principio della prosecuzione si desume dall'art. 6, comma 2-bis, del d.l. n. 248 del 2007, convertito in l. n. 31 del 2008)"; ciò pertanto determina, comunque, il diritto al trattenimento in servizio da parte di tale categoria di medici incaricati; nell'ottica di quanto riportato, è d'uopo ricordare che il principio di non discriminazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni opera a tutela del lavoratore anche in relazione alle specificità delle situazioni concrete (si vedano le sentenze della Cassazione: sezioni unite n. 10454 del 2008; n. 472, n. 479 e n. 1037 del 2014; n. 10105 e n. 26140 del 2013; n. 4971 del 2012), si chiede di sapere se esista la possibilità per le Asl di trattenere in servizio tali medici incaricati o di beneficiare della possibilità di prorogare la permanenza in servizio non oltre il 70° anno di età ai fini del raggiungimento della pensione, ovvero la possibilità di un'eventuale proroga in servizio "per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo", come era previsto dall'art. 16 del decreto legislativo n. 503 del 1992. Atto n. 4-02517 GASPARRI MOLES Al Ministro della difesa Premesso che: in data 17 novembre 2019 il "Corriere della Sera" ha pubblicato un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini che informava sulla disponibilità della famiglia dell'ex ministro Trenta di un alloggio di proprietà della difesa sito a Roma nel quartiere San Giovanni; il ministro Trenta ha cessato dalla sua funzione il 5 settembre 2019; lo stesso ex Ministro con una serie di dichiarazioni sui social network , riprese da agenzie, e in un'intervista ha ribadito che l'appartamento era stato assegnato nel mese di aprile 2019, quando lei era Ministro in carica, al marito Claudio Passarelli, maggiore dell'Esercito, si chiede di sapere: quali siano i dettagli della vicenda relativa all'assegnazione dell'appartamento sito a Roma, sia riguardo all'assegnazione alla Trenta, nella qualità di Ministro, sia riguardo all'assegnazione al maggiore Passarelli nel mese di aprile 2019; se il maggiore avesse titolo per fare domanda per questo alloggio; quale sia stato l'andamento amministrativo e burocratico della vicenda visto che ad aprile il Ministro, in quanto tale, occupava l'appartamento concessole per la sua carica, ma contemporaneamente lo stesso veniva assegnato al marito; quale sia stata la sequenza delle decisioni e delle assegnazioni; chi abbia firmato i relativi atti amministrativi, sia per quanto riguarda la precedente assegnazione all'allora Ministro, sia per quanto riguarda l'assegnazione al maggiore Passarelli; a quanto ammonti l'affitto pagato sia dall'ex ministro Trenta prima che dal maggiore Passarelli successivamente; di quanti metri quadrati sia l'alloggio; se l'ex Ministro e il maggiore Passarelli siano proprietari di alloggi nella città di Roma o comunque in zone limitrofe; se non si ritenga opportuno che l'ex Ministro e il maggiore Passarelli lascino l'immobile; quali altri ufficiali appartenenti alle forze armate abbiano fatto domanda per lo stesso alloggio; se vi siano delle graduatorie e quale sia la loro consistenza per quanto riguarda alloggi di servizio a Roma ed in altre città.