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4) la gronda di Genova, la cui necessità di realizzazione è emersa in tutta evidenza a seguito del crollo del ponte Morandi e alle difficoltà che sta affrontando la città nella gestione della mobilità di persone e merci; 5) la Pedemontana lombarda e la Pedemontana veneta; 6) il Mose; 7) il passante autostradale di Bologna; 8) la Tav, con particolare riguardo al passante di Firenze; 9) la strada statale 106 Jonica-Sibari-Roseto Capo Spulico; 10) la nuova pista dell'aeroporto di Firenze; la decisione assunta dal Governo di sottoporre all'analisi costi-benefici le suddette opere infrastrutturali, in corso di realizzazione o già finanziate, per le quali sono state impegnate e spese ingenti risorse economiche, oltre a bloccare il Paese e mettere in difficoltà un rilevante numero di imprese e di lavoratori impegnati nella loro realizzazione, rischia di compromettere il pieno rispetto di accordi internazionali assunti dal nostro Paese per le grandi opere della rete TEN-T; la conclusione dell'analisi costi-benefici da parte della struttura dei tecnici incaricati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti era stata inizialmente prevista dal Governo tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre 2018, ma è stata ulteriormente posticipata senza fissare una data certa. Ciò, di fatto, proroga il blocco di importanti opere infrastrutturali per il Paese e allunga i tempi della loro realizzazione, nonché quelli relativi alle opere connesse di compensazione territoriale, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Ministro in indirizzo sul futuro delle grandi opere infrastrutturali in Italia; quali siano i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche in corso da parte della struttura di tecnici incaricati di svolgere l'analisi costi-benefici sulle opere infrastrutturali già avviate; quale sia la data certa di conclusione dei lavori da parte della struttura tecnica incaricata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di effettuare l'analisi costi-benefici sulle grandi opere infrastrutturali; se le conclusioni del lavoro svolto dalla struttura di tecnici incaricati saranno rese note al Parlamento e ai cittadini con un apposito e dettagliato documento su tutte le opere oggetto d'indagine; se, in attesa dei risultati di tali valutazioni, i cui tempi sono ancora ignoti, il Ministro intenda comunque garantire la prosecuzione dei lavori in corso sulle opere oggetto di valutazione; se intenda rendere noto, in ragione della trasparenza, a quanto ammontino gli oneri a carico del bilancio pubblico in caso di blocco delle opere infrastrutturali ed in particolare per quelle su cui esistono accordi internazionali, che impongono, in caso di mancata realizzazione dell'opera, il pagamento di tutte le somme spese dall'Unione europea e dagli altri Stati. Atto n. 3-00373 BERNINI MALAN BERUTTI SCHIFANI MALLEGNI BARACHINI BARBONI DE SIANO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: negli ultimi mesi si sono susseguite, a mezzo stampa, dichiarazioni e smentite da parte di membri del Governo in relazione al futuro di infrastrutture e grandi opere, molte delle quali già avviate, tra cui la linea ferroviaria Torino-Lione (TAV), l'autostrada Asti-Cuneo (A33) e il tunnel del Brennero; il tragico crollo del "ponte Morandi" di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018, è stato seguito da una serie ulteriore di dichiarazioni, talvolta contraddittorie, da parte del Ministro in indirizzo e di altri autorevoli rappresentanti del Governo, circa il futuro della gestione di infrastrutture di grande importanza per imprese e cittadini, quali sono le autostrade; l'eventuale ritrattazione degli accordi già assunti da parte del Governo su opere quali la TAV, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero e la revoca delle concessioni autostradali comporterebbero, nel primo caso, costi ulteriori a carico di cittadini e imprese e, nel secondo, conseguenze la cui qualificazione e quantificazione è di grande rilevanza per compiere scelte oculate e coerenti, che non vadano a scapito di imprese e cittadini; il Ministro dei trasporti francese, Elisabeth Borne, intervenuta il 13 novembre nel corso di un question time al Senato francese, ha dichiarato: "l'Alta velocità Torino-Lione è stata oggetto di un trattato franco-italiano ratificato nel febbraio del 2017. Il Presidente della Repubblica (francese) ha confermato questo impegno al summit franco-italiano del settembre 2017. Ieri (il 12 novembre) mi sono intrattenuta con il mio omologo italiano. Il governo italiano confida in una analisi costi/benefici per il proseguimento dell'opera. Ho indicato che la coerenza del progetto deve essere perseguita e ricordo che l'Unione europea si era impegnata a finanziare la metà dei lavori. Noi abbiamo previsto, nella programmazione degli investimenti, dei progetti connessi all'opera che riguardano il trasporto quotidiano e le infrastrutture intermodali. I nostri impegni saranno sviluppati da una apposita legge sui trasporti, che include sia i trasporti ordinari che l'Alta velocità", si chiede di sapere: quale sia la ratio delle scelte governative in materia di infrastrutture e grandi opere e quali siano i motivi delle apparenti incertezze sul proseguimento dei lavori di completamento delle infrastrutture e delle grandi opere già avviate, quali la linea ferroviaria Torino-Lione (TAV), l'autostrada Asti-Cuneo (A33), il tunnel del Brennero; quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo rispetto alla gestione di infrastrutture e grandi opere, i cui lavori sono già stati avviati, nonché alla gestione della rete autostradale, anche relativamente alle opzioni di affidamento ai privati o di nazionalizzazione; a quanto ammontino i costi diretti e indiretti nel caso di rinuncia o modifica degli accordi già in essere e in relazione alle opere avviate e, con riferimento alla questione della rete autostradale, a quanto ammontino i costi per le eventuali revoche delle concessioni annunciate nelle scorse settimane. Atto n. 3-00374 RICCIARDI SANTILLO COLTORTI DESSI' DI GIROLAMO LUPO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da notizie diffuse sulla stampa risulta che recentemente la Commissione europea abbia avviato procedimenti relativi a presunti aiuti di Stato versati ad un'autorità portuale, ipotizzando che le autorità portuali siano imprese, e i relativi trasferimenti di risorse dello Stato alle stesse vadano notificati come aiuti di Stato, nella misura in cui esse mettono a disposizione di terzi beni demaniali portuali; negli atti si sviluppano anche rilievi, sia sulle modalità di rilascio delle concessioni demaniali, sia sulla legittimità della normativa derivata, con la quale vengono calcolati i canoni demaniali, attualmente, com'è noto, fissati con decreti ministeriali validi in tutti i porti italiani;