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la legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", all'articolo 1, lettera a) , evidenzia come: "La Repubblica: a) garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e come li valutino; quali iniziative, anche di carattere ispettivo, intendano porre in essere per accertare quanto esposto, e, qualora fossero acclarate responsabilità, quali siano i provvedimenti che intendono adottare. Atto n. 4-02653 VANIN LA MURA PAVANELLI MORONESE GUIDOLIN ABATE BOTTO ROMANO LANNUTTI DONNO PARAGONE DE LUCIA MAIORINO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: la notte di martedì 12 novembre 2019 Venezia è stata colpita da una marea eccezionale; il Centro maree del Comune di Venezia comunicava la previsione di due picchi di marea rispettivamente di 140 centimetri, alle ore 10.00, e di 145 centimetri alle ore 23.00. Si precisa che, a causa del forte vento di bora, per Chioggia si sarebbero dovuti calcolare da 5 a 10 centimetri in più rispetto ai citati picchi; alle ore 18.30 la previsione comunicata dal Centro maree si attestava ancora sui 140-145 centimetri di massima per le ore 23.00. Circa alla stessa ora veniva diffuso un primo segnale acustico mediante le sirene a più toni; soltanto intorno alle ore 21 veniva emessa la prima segnalazione che evidenziava la particolare intensità dei venti di bora e di scirocco, nonché livelli di pressione più bassi del previsto, con una previsione di picco di 155-160 centimetri alle ore 23.00 e veniva, così, emanato un secondo segnale acustico di allerta; alle ore 21.54 la previsione di livello di acqua alta viene aggiornata a 170 centimetri e viene emesso il terzo segnale acustico. L'altezza dell'acqua ha tuttavia già raggiunto, nel frattempo, i 150 centimetri, rendendo di fatto quasi impossibile ai cittadini spostarsi velocemente in città per interventi di urgenza; alle ore 22.53 si avvisava che "la laguna subisce gli effetti di non previste raffiche di vento da 100 km orari. Il livello potrebbe raggiungere i 190 cm alle ore 23.30" e arrivava il quarto segnale acustico; il livello effettivamente raggiunto dalla marea è stato di 187 centimetri alle ore 22.50. L'acqua ha poi iniziato a defluire velocemente, con la stessa rapidità con la quale è arrivata; considerato che: i danni arrecati al centro storico di Venezia e, in generale, a tutte le città della laguna (Chioggia, Pellestrina, Cavallino, eccetera) e ovviamente a tutta la popolazione residente sono stati enormi; incalcolabili appaiono i danni al patrimonio culturale, ragione per cui il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha annunciato la costituzione di una task force operativa fin da subito per l'emergenza in atto; a giudizio degli interroganti appare nell'evidenza dei fatti che le autorità competenti, a mezzo del Centro maree, hanno errato nelle previsioni dei livelli di marea e hanno segnalato con ritardo, ovvero in prossimità del termine, l'arrivo dei picchi di marea; risultano agli interroganti ritardi negli interventi della citata task force , rispetto alla quale non sono state diffuse notizie in merito alla composizione e alle modalità operative, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano adottare al fine di verificare l'operatività e la funzionalità del sistema di rilevazione delle maree nell'ambito della laguna di Venezia; se abbiano verificato, per quanto di propria competenza, le tempistiche di interventi emergenziali posti in essere dalle autorità competenti soprattutto nelle isole di Pellestrina e Lido di Venezia; quale siano la natura, la composizione e le modalità operative della suddetta task force ; quali provvedimenti, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano adottare, anche a mezzo di sollecitazione alle autorità territorialmente competenti, al fine di scongiurare il ripetersi di tali inefficienze del sistema di controllo e preallerta degli eventi di alta marea come quelli, ancorché di carattere eccezionale, che stanno colpendo la laguna di Venezia in questo periodo. Atto n. 4-02654 PAGANO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: come annunciato il 23 ottobre 2019, dal sindaco di Loreto Aprutino (Pescara), Gabriele Starinieri, al convegno organizzato al castello Chiola dalla CIA (Confederazione italiana agricoltori), e ribadito successivamente in un incontro del 31 ottobre, è in progetto la realizzazione, da parte della società Make Energy Srl, di un impianto per la produzione del biometano, che attualmente risulta essere in attesa della necessaria autorizzazione regionale; in un'intervista rilasciata al giornale "Il Centro" il 13 novembre, Starinieri ha rassicurato i cittadini sul progetto dell'impianto a biometano previsto sul territorio, elencandone alcuni vantaggi, come la produzione di milioni di metri cubi di biometano e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica; la centrale, un impianto da un megawatt di potenza a digestione anaerobica, produrrà circa 62.000 tonnellate di rifiuti annui, in larga parte rifiuti organici (FORSU), ma anche rifiuti agricoli, i quali, peraltro, vengono già smaltiti secondo procedure non impattanti, quali il conferimento di vinacce alle distillerie e lo spandimento sui campi dei ceppi; dagli elementi progettuali forniti dal soggetto proponente, risulta che l'insediamento sia un vero e proprio impianto industriale atto non solo allo smaltimento di potature ma anche destinato al trattamento del FORSU (frazione organica del rifiuto solido urbano). La sua localizzazione, inoltre, è stata individuata in una zona agricola di pregio e in prossimità del fiume Tavo, ignorando totalmente i gravissimi rischi per l'ambiente, l'agricoltura, il turismo e, soprattutto, la salute pubblica dei cittadini; l'impianto pubblicizzato come generatore di green economy processerà 62.000 tonnellate di rifiuti all'anno nel contesto di un territorio che ne produce una parte minima e trascurabile. Considerando che le province di Bologna e Modena producono, nell'insieme, 90.000 tonnellate di FORSU annue, è facile intuire che i rifiuti (principalmente FORSU) processati proverranno principalmente dal territorio di altre regioni; tale progetto era già stato proposto e bocciato in altri luoghi della regione, come a Moscufo, Collecorvino e Rosciano, territori anch'essi prettamente agricoli, che hanno respinto con forza l'iniziativa; considerato che, a giudizio dell'interrogante: