[pronunce]

da un lato, difetterebbe del tutto un intento persecutorio nei confronti dell'on. Ferri, dato che il soggetto intercettato è stato sempre e soltanto L. P., con conseguente raccolta di numerose intercettazioni, pochissime delle quali relative a colloqui con l'on. Ferri; d'altro canto, sarebbe provata l'incidentalità della partecipazione del parlamentare alla conversazione con L. P. 6.- Anche la Camera dei deputati ha depositato memoria, insistendo per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, a causa della sua natura ancipite, contraddittoria e incerta; in subordine, per la dichiarazione di non fondatezza, a motivo dell'esattezza delle conclusioni della Giunta per le autorizzazioni, fatte proprie dall'Assemblea. 7.- Con ordinanza dibattimentale letta all'udienza pubblica del 4 aprile 2023, questa Corte ha dichiarato ammissibile l'intervento in giudizio dell'on. Ferri.1.- Con ordinanza-ricorso notificata il 13 ottobre 2022 e depositata in cancelleria il 27 ottobre 2022, la Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, (reg. confl. poteri n. 8 del 2022) in riferimento alla deliberazione del 12 gennaio 2022 della Camera dei deputati (doc. IV, n. 10-A). Con tale atto, adottato ai sensi dell'art. 68, terzo comma, Cost., è stata negata l'autorizzazione - richiesta dalla ricorrente ai sensi dell'art. 6, comma 2, della legge n. 140 del 2003 - all'utilizzazione di captazioni informatiche di conversazioni del deputato Cosimo Maria Ferri, nel procedimento disciplinare a suo carico, nella sua qualità di magistrato fuori ruolo, effettuate nell'ambito del procedimento penale R.G. n. 6652/18, iscritto presso la Procura della Repubblica di Perugia nei confronti di L. P. e altri. La ricorrente ritiene che la Camera dei deputati abbia esercitato in maniera illegittima le proprie attribuzioni, così interferendo sull'esercizio delle funzioni costituzionalmente riconosciute al CSM. In particolare, l'interferenza sarebbe dovuta alla riqualificazione, indebitamente operata dalla Camera dei deputati, delle intercettazioni in questione come aventi natura "indiretta", in quanto sin dall'inizio preordinate a captare anche conversazioni cui ha preso parte l'on. Ferri e per le quali non è stata acquisita l'autorizzazione preventiva richiesta dall'art. 4 della legge n. 140 del 2003. La Sezione ricorrente assume, al contrario, che - per la loro natura e in considerazione del giudizio disciplinare in cui esse vengono in rilievo - le medesime intercettazioni non possano che avere carattere "casuale", sicché il loro ingresso nel compendio probatorio del giudizio disciplinare non necessitava dell'autorizzazione preliminare alla loro effettuazione, ma unicamente della autorizzazione al loro utilizzo, prevista e disciplinata dall'art. 6, comma 2, della legge n. 140 del 2003, ritualmente richiesta dalla ricorrente. 2.- In via preliminare, deve essere confermata l'ordinanza dibattimentale con cui è stato dichiarato ammissibile l'intervento dell'on. Cosimo Maria Ferri, in quanto parte del giudizio disciplinare nel cui ambito è stato promosso l'odierno ricorso per conflitto e sul cui esito la pronuncia di questa Corte è suscettibile di influire, tenuto conto che le intercettazioni, della cui utilizzabilità si discute, rilevano direttamente quali elementi di prova dei fatti dedotti nei capi di incolpazione. Nei giudizi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, di regola, non è ammesso l'intervento di soggetti diversi da quelli legittimati a promuovere il conflitto o a resistervi. Questa regola, tuttavia, non opera quando l'interveniente sia parte di un giudizio, i cui esiti o i cui effetti la pronuncia di questa Corte sia suscettibile di condizionare (sentenze n. 259 del 2019, n. 169 del 2018 e n. 107 del 2015). In caso contrario, infatti, gli interessi dell'interveniente rischierebbero di essere incisi, senza che egli possa far valere le proprie ragioni. 3.- Sempre in via preliminare va confermata, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l'ammissibilità del conflitto già dichiarata da questa Corte, in sede di prima e sommaria delibazione, con l'ordinanza n. 208 del 2022, che ha accertato la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi. Con riguardo al requisito soggettivo, deve essere riconosciuta la legittimazione della Sezione disciplinare del CSM a sollevare conflitto di attribuzione, poiché essa, nell'ambito del giudizio disciplinare nei confronti di magistrati, è organo competente a dichiarare, in via definitiva e in posizione di indipendenza, la volontà del potere cui appartiene (ordinanza n. 530 del 2000). Parimenti sussiste la legittimazione della Camera dei deputati, in quanto organo competente a dichiarare, in modo definitivo, la propria volontà in ordine all'esercizio dei poteri e delle prerogative riconosciute dall'art. 68, terzo comma, Cost. Né può dubitarsi della ricorrenza dei presupposti oggettivi del conflitto, considerato che la Sezione ricorrente lamenta la lesione della propria sfera di attribuzioni costituzionalmente garantita, per effetto dell'adozione della delibera impugnata. 4.- Specifiche eccezioni di inammissibilità del ricorso sono state avanzate dalla Camera dei deputati e dall'interveniente. 4.1.- La Camera resistente eccepisce che il ricorso sarebbe inammissibile in quanto «contraddittorio e ancipite». La Sezione disciplinare, infatti, per un verso, avrebbe richiesto l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni che vedevano coinvolto l'on. Ferri nell'ambito del procedimento disciplinare, ma, per altro verso, avrebbe posto a fondamento delle sue censure nei confronti della delibera parlamentare l'argomento secondo cui l'alternativa tra intercettazioni "indirette" e "casuali" non fosse riferibile al procedimento disciplinare. In questo modo, la ricorrente avrebbe lasciato intendere che la domanda di autorizzazione avrebbe potuto anche non essere presentata. L'eccezione non è fondata. La Sezione ricorrente non lamenta, infatti, l'esercizio di un potere astrattamente non spettante alla Camera dei deputati, ma si duole unicamente delle modalità costituzionalmente non corrette con le quali questo è stato esercitato nel caso di specie. La ricorrente evidenzia la diversità dei presupposti applicativi delle autorizzazioni previste dagli artt. 4 e 6 della legge n. 140 del 2003 (relative, rispettivamente, alle intercettazioni "indirette" e a quelle "occasionali", definizione quest'ultima da ritenersi più appropriata rispetto a quella di "casuali") a seconda che la relativa richiesta provenga dal giudizio penale o, come nel caso di specie, da quello disciplinare. Ma ciò non scalfisce in alcun modo l'assunto da cui muove il ricorso, e cioè che le intercettazioni in questione abbiano natura occasionale e il loro utilizzo sia subordinato al rispetto dei requisiti previsti dal richiamato art. 6, comma 2, della legge n. 140 del 2003.