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Avverso il provvedimento con cui la corte di appello decide sul reclamo, i soggetti legittimati a proporre il reclamo possono proporre ricorso per cassazione entro trenta giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione o dalla notificazione, se anteriore; la Corte di cassazione decide con sentenza entro trenta giorni dal deposito del ricorso »; 5 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente: « 5-bis . Le funzioni e i compiti attribuiti dalla presente legge ai servizi sociali locali devono essere svolti solo da operatori dei servizi sociali iscritti all'albo professionale degli assistenti sociali, istituito dalla legge 23 marzo 1993, n. 84 »; c all'articolo 3: 1 al comma 1, le parole da: « I legali rappresentanti » fino a: « esercitano » sono sostituite dalle seguenti: « Il curatore speciale esercita »; 2 il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Nei casi previsti dal comma 1, il curatore speciale deve proporre istanza per la nomina del tutore entro trenta giorni dall'accoglienza del minore nella comunità di tipo familiare o nell'istituto di assistenza pubblico o privato; nei casi previsti dall'articolo 2, comma 3, l'istanza deve essere depositata entro trenta giorni dal provvedimento definitivo. I legali rappresentanti delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati che prestano, anche gratuitamente, la propria attività in favore delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati non possono essere nominati tutori »; 3 al comma 3, le parole da: « le comunità » fino a: « chiedono » sono sostituite dalle seguenti: « il tutore chiede »; d l'articolo 4 è sostituito dal seguente: « Art. 4. – 1. L'affidamento familiare è disposto dal servizio sociale locale, previo consenso manifestato, alla presenza di un avvocato, dai genitori o dal genitore esercente la responsabilità genitoriale ovvero dal tutore, sentito il minore che abbia compiuto gli anni dodici o che sia comunque dotato di sufficiente capacità di discernimento. 2. Il provvedimento di cui al comma 1 deve essere trasmesso dal servizio sociale locale, entro le quarantotto ore successive alla sua emissione, al presidente del tribunale per i minorenni competente ai sensi dell'articolo 18 del codice di procedura civile. 3. Il presidente del tribunale per i minorenni, entro cinque giorni dal ricevimento del provvedimento di cui al comma 1, fissa con decreto l'udienza di conferma, modifica o revoca del provvedimento innanzi a sé o a un giudice non onorario; le parti sono tenute a comparire personalmente all'udienza. Il decreto di cui al primo periodo deve contenere: la nomina di un curatore speciale del minore; la convocazione dei genitori o dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ai fini della loro audizione e la nomina di un loro difensore d'ufficio, con l'avvertimento che hanno facoltà di nominare un difensore di fiducia; la convocazione, per l'ascolto, del minore che abbia compiuto gli anni dodici o che sia comunque dotato di sufficiente capacità di discernimento; la trasmissione degli atti al pubblico ministero con richiesta del relativo parere. Il decreto può disporre l'audizione dei parenti del minore entro il quarto grado. Il provvedimento di cui al comma 1, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato a tutte le parti, al difensore d'ufficio e al curatore speciale del minore a cura della cancelleria entro dieci giorni dalla data di emissione del decreto. Il tribunale per i minorenni, all'udienza fissata per la prima comparizione delle parti, provvede con ordinanza alla nomina di un consulente tecnico d'ufficio ai sensi dell'articolo 61 del codice di procedura civile, formula i quesiti e fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire. Possono essere nominati più consulenti solo in caso di grave necessità. Il giudice fissa una nuova udienza ai sensi dell'articolo 193 del codice di procedura civile; nella stessa udienza le parti possono nominare un consulente tecnico di parte, al quale si applica l'articolo 201 del medesimo codice, in quanto compatibile. Per l'esercizio dell'incarico di consulente tecnico d'ufficio si applicano gli articoli da 194 a 197 del codice di procedura civile. Nello stesso processo l'intervallo tra le udienze non può essere superiore a trenta giorni, tranne che tra le udienze dedicate al giuramento del consulente tecnico d'ufficio e all'esame della perizia. Il tribunale per i minorenni provvede con ordinanza motivata entro trenta giorni dall'udienza di esame della consulenza tecnica d'ufficio. L'ordinanza deve contenere, a pena di nullità: le motivazioni specifiche; le modalità di allontanamento del minore dalla sua famiglia e i soggetti preposti alla sua attuazione; l'indicazione del curatore speciale nominato per il minore; la determinazione dei diritti e dei compiti degli affidatari e dei corrispondenti limiti nell'esercizio della responsabilità genitoriale da parte dei genitori o del tutore provvisorio, se nominato; le modalità attraverso le quali i genitori e gli altri componenti del nucleo familiare mantengono un rapporto continuativo con il minore; le modalità attraverso le quali il minore può frequentare le persone diverse dai familiari con cui ha stabilito rapporti affettivi prima dell'allontanamento dai genitori; il servizio sociale locale al quale sono attribuite la responsabilità del programma di assistenza e la vigilanza durante l'affidamento, con l'obbligo di tenere costantemente informato il giudice che ha confermato il provvedimento di affidamento familiare. Contro l'ordinanza con la quale è confermato, modificato o revocato il provvedimento di cui al comma 1 è ammesso reclamo da parte dei genitori, del curatore speciale del minore, del pubblico ministero e dei parenti entro il quarto grado del minore nel termine perentorio di dieci giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione o dalla notificazione, se anteriore. Sul reclamo è competente la corte di appello, che decide con decreto motivato entro quindici giorni dal deposito dello stesso. Si applicano gli articoli 737 e 738 del codice di procedura civile. Avverso il provvedimento con cui la corte di appello decide sul reclamo, i soggetti legittimati a proporre il reclamo possono proporre ricorso per cassazione entro trenta giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione o dalla notificazione, se anteriore; la Corte di cassazione decide con sentenza entro trenta giorni dal deposito del ricorso. 4. Ove manchi l'assenso dei genitori o dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale o del tutore, provvede il tribunale per i minorenni, ai sensi del comma 3. 5. Nei provvedimenti di cui al comma 3 dell'articolo 2 e al comma 1 del presente articolo devono inoltre essere indicati il periodo di presumibile durata dell'affidamento e il progetto degli interventi volti al recupero del rapporto con la famiglia d'origine e al sostegno del minore. Il periodo di affidamento familiare non può superare la durata di dodici mesi ed è prorogabile una sola volta per ulteriori sei mesi, dal tribunale per i minorenni, qualora la sospensione dell'affidamento rechi pregiudizio al minore, che è ascoltato al riguardo se ha capacità di discernimento.