[pronunce]

che, con una successiva memoria depositata il 30 agosto 2011, l'Avvocatura generale dello Stato ha dedotto un'ulteriore ragione di inammissibilità della questione, perché il giudice a quo avrebbe omesso di accertare il carattere occasionale ed episodico dell'uso della res e l'intenzione dell'imputato di restituirla subito dopo. Considerato che il Tribunale di Nola dubita, in riferimento all'art. 27, primo comma, della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 314, secondo comma, del codice penale, nella parte in cui non estende la disciplina del peculato d'uso alle ipotesi in cui la mancata restituzione della cosa, oggetto di appropriazione, sia dovuta solo a caso fortuito o forza maggiore, sottoponendola così al più grave regime del peculato; che va preliminarmente accolta l'eccezione di inammissibilità per difetto di rilevanza formulata dall'Avvocatura dello Stato; che la giurisprudenza di legittimità si è posta il problema di stabilire se, nel caso di fatto commesso dal custode in favore del proprietario dell'autovettura sottoposta a sequestro amministrativo o dal custode che ne sia anche proprietario, la condotta di colui che circola abusivamente con la stessa sia riconducibile alla sola norma sanzionatoria amministrativa dell'art. 213 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), ovvero integri anche la fattispecie delittuosa prevista dall'art. 334 cod. pen. ; che una parte della giurisprudenza ha escluso la configurabilità del delitto di cui all'art. 334 cod. pen. , ritenendo sussistente un rapporto di specialità tra la fattispecie incriminatrice e quella sanzionata amministrativamente, con la conseguenza che la condotta di colui che circola abusivamente con l'autovettura sottoposta a sequestro dovrebbe rientrare esclusivamente nel campo di applicazione della disposizione speciale, costituita appunto dall'art. 213 del d.lgs. n. 285 del 1992; che secondo un altro orientamento invece l'introduzione, da parte del codice della strada, di una fattispecie ad hoc non ha influito sull'ambito di operatività della norma incriminatrice dell'art. 334 cod. pen. , la quale continuerebbe a trovare applicazione, eventualmente in concorso con l'illecito amministrativo, non sussistendo tra le due disposizioni un rapporto di specialità; che, successivamente all'ordinanza di rimessione, le sezioni unite della Corte di cassazione (sentenza del 28 ottobre 2010 - 21 gennaio 2011, n. 1963) hanno composto il contrasto giurisprudenziale, escludendo che, nella condotta di colui che circola abusivamente con l'autovettura sottoposta a sequestro amministrativo, sia configurabile, oltre alla violazione amministrativa prevista dal quarto comma dell'art. 213 del d.lgs. n. 285 del 1992, anche il reato di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro; che, in particolare, dopo aver ricordato che il concorso tra fattispecie penali e violazioni amministrative è disciplinato dal principio di specialità, ai sensi dell'art. 9 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), la Suprema Corte ha ritenuto che, nel caso di specie, sia configurabile solamente l'illecito amministrativo previsto dal codice della strada, che costituisce fattispecie speciale rispetto alla fattispecie delittuosa prevista dal codice penale; che, infatti, l'art. 213 del d.lgs. n. 285 del 1992 delinea un illecito qualificato da elementi specializzanti rispetto al reato di cui all'art. 334 cod. pen.: la circolazione abusiva e la natura amministrativa del sequestro; che, secondo i giudici di legittimità, anche la circostanza che l'illecito amministrativo possa essere commesso da "chiunque", e non solamente dal proprietario o dal custode del veicolo, rappresenta un ulteriore elemento specializzante per aggiunta, rispetto alla fattispecie delittuosa; che il giudice a quo - rilevato che il pubblico ministero ha contestato all'imputato, in qualità di custode non proprietario del veicolo sottoposto a sequestro amministrativo, il reato di peculato - ha escluso che la condotta ad esso addebitata sia sussumibile nella fattispecie delittuosa prevista dall'art. 334 cod. pen. , avendo questi agito a fini personali e non già per favorire il proprietario della cosa, e ha ritenuto inconferente la giurisprudenza che ravvisa un rapporto di specialità tra illecito amministrativo ex art. 213 del d.lgs. n. 285 del 1992 e illecito penale ex art. 334 cod. pen. , perché nel caso di specie non è configurabile il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro, ma quello di peculato; che tuttavia il giudice a quo avrebbe dovuto verificare se anche rispetto al peculato l'illecito amministrativo previsto dall'art. 213 del d.lgs. n. 285 del 1992 possa essere considerato speciale, con la conseguenza che solamente questa disposizione dovrebbe trovare applicazione nel caso concreto; che la mancata verifica preliminare - da parte del giudice a quo, nell'esercizio del potere ermeneutico riconosciutogli dalla legge - della praticabilità di una soluzione interpretativa diversa da quella posta a base del dubbio di costituzionalità prospettato, e tale da renderlo irrilevante nella specie, comporta - in conformità alla costante giurisprudenza di questa Corte - l'inammissibilità della questione sollevata (ex plurimis, sentenza n. 192 del 2007; ordinanze n. 110 del 2010, n. 338 e n. 171 del 2009, n. 32 del 2007 e n. 34 del 2006); che la questione va dichiarata, pertanto, manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 314, secondo comma, del codice penale, in riferimento all'art. 27, primo comma, della Costituzione, sollevata dal Tribunale di Nola, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 ottobre 2011. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Giorgio LATTANZI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 novembre 2011. Il Direttore della Cancelleria F.to: MELATTI