[massime]

Enti locali - Servizi pubblici locali - Gestione delle reti ed erogazione dei servizi pubblici di rilevanza economica - Regime delle gare, modalità di gestione e conferimento dei servizi, disciplina transitoria sui casi di cessazione delle concessioni già assentite - Assunta violazione delle competenze regionali ed asserita mancanza dei presupposti per l’intervento legislativo in sussidiarietà - Non fondatezza della questione.. Il titolo di legittimazione dell'intervento statale derivante dalla necessità di tutelare la concorrenza è riferibile alle disposizioni di carattere generale che disciplinano le modalità di gestione e l'affidamento dei servizi pubblici locali di «rilevanza economica», con il che non appaiono censurabili le norme che garantiscono, in forme adeguate e proporzionate, la più ampia libertà di concorrenza nell'ambito di rapporti che, per la loro diretta incidenza sul mercato, appaiono più meritevoli di essere preservati da pratiche anticoncorrenziali; non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli articoli 117 e 118 della Costituzione, dell'art. 14, comma 1 – ad eccezione della lettera e), già dichiarata costituzionalmente illegittima – del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che detta norme relative al regime delle gare ed alle modalità di gestione e di conferimento dei servizi pubblici locali e che detta la disciplina transitoria con cui si stabiliscono i casi di cessazione delle concessioni già assentite in relazione all'effettuazione di procedure ad evidenza pubblica ed al tipo di società affidataria del servizio. – Sulla nozione di «tutela della concorrenza» nel quadro del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, citata la sentenza n. 14/2004. - Sulla nozione di materia «trasversale», citata la sentenza n. 407/2002.