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parliamo di moduli esterni agli ospedali, ultimati solo lo scorso 23 aprile a Isernia e pochi giorni prima a Termoli e a Campobasso, il capoluogo. La mia è probabilmente l'unica Regione in cui nessun piano di riorganizzazione e potenziamento della rete ospedaliera in ottica anticoronavirus sia stato realizzato, come ricordato al Ministro nella mia interrogazione del 26 marzo. Il Molise ha sofferto nel disinteresse generale per la disorganizzazione e il mancato coordinamento tra le autorità preposte al contenimento della pandemia, con liti e rimpalli di responsabilità senza fine tra il presidente della Regione, i vertici della Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem) e la struttura commissariale. Ho recapitato un disperato promemoria di tale situazione al ministro Speranza il 21 gennaio scorso, quando sono arrivato addirittura a incatenarmi fuori dal Ministero della salute per pretendere attenzione verso la mia Regione e i miei concittadini, ignorati e trattati come persone di serie B. Esprimerò quindi un convinto voto favorevole sulla mozione di sfiducia oggetto della discussione odierna. Concludo con un'amara riflessione: in questi lunghi mesi di emergenza sanitaria l'Italia ha avuto l'occasione storica di rimodulare i rapporti di forza tra Stato e Regioni, riaffermando le prerogative del Governo centrale sull'anarchia regionale e regionalistica. Avremmo potuto ridurre drasticamente il ricorso alla sanità privata, ormai utilizzata anche per prestazioni non specialistiche, che potrebbero essere seguite tranquillamente dai servizi sanitari regionali di tutto il territorio nazionale solo se si facessero funzionare i reparti degli ospedali pubblici italiani, assicurando in tal modo il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Avremmo potuto riaprire gli ospedali che servivano e non è stato fatto; avremmo potuto assumere a tempo indeterminato medici e operatori sanitari che ci servivano anche prima del coronavirus e invece li abbiamo assunti a tempo determinato, come se dopo non servissero più. Nulla è stato fatto, nemmeno la pandemia globale ci ha fatto capire quello che serve alla sanità italiana. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, la mozione di sfiducia che ci apprestiamo ad esaminare è di tutta evidenza un atto pretestuoso, intriso di demagogia e populismo, che rientra però nelle prerogative dell'opposizione. È indubbiamente vero che il numero dei decessi nel nostro Paese è tra i più alti al mondo, ma è altrettanto vero che siamo stati i primi in Occidente ad essere colpiti da una pandemia sconosciuta, subdola e pericolosa, che non ha avuto precedenti. Siamo stati quindi i primi ad avere questa mannaia sulla testa. Abbiamo fatto da apripista ad altri Paesi; alcuni fin da subito hanno seguito le nostre procedure, altri hanno prima criticato il sistema italiano, per poi fare marcia indietro e riconoscerne la validità. Conosciamo tutti l'esempio del Regno Unito; prima ha puntato all'immunità di gregge, successivamente Boris Johnson ha introdotto il lockdown , come tutti gli altri Paesi, ed è stato poi il primo Paese, dall'8 dicembre, a vaccinare le persone. Si è trattato quindi di una retromarcia. Nessuno però ha chiesto le sue dimissioni, nessuno ha chiesto le dimissioni del Ministro della salute inglese. È necessario mettere in evidenza che quando un fenomeno è in corso, come quello che stiamo vivendo, non si può fare un esperimento e neppure identificare una variazione esogena facilmente misurabile. Non esiste un precedente. L'unico modo per cercare di capire è la comparazione tra unità di analisi diverse ed è quello che è successo. I sistemi messi in atto da Italia, Spagna e Regno Unito da una parte ( lockdown più restrettivi, meno terapie intensive, medicina territoriale meno capillare), e Germania ( lockdown soft, almeno fino al novembre 2020, 28.000 posti in terapia intensiva, rete medicina territoriale capillare) e Svezia dall'altra (nessun lockdown e rete medicina territoriale) hanno dato i medesimi risultati, come mostrano i dati in merito. Tra l'altro nessuno qui dice che c'è una variante importante. Sono proprio le varianti, la variante inglese, la variante indiana ultimamente e la variante brasiliana. Sono quelle che hanno messo di nuovo alla prova gli scienziati nel trovare soluzioni che prima non c'erano; si pensava solo al Covid, non alle sue varianti. Anche a livello europeo non esistevano linee guida per la registrazione dei dati pandemici prima dell'arrivo del Covid; non era mai successo, quindi nessuno ci aveva ancora pensato. Questo è un altro tema da considerare. Le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sono cambiate nel tempo a causa dell'evolversi della pandemia e lasciano spazio ad applicazioni difformi nei diversi Paesi. In effetti ciascun Paese ha cercato di fare il meglio per la propria popolazione. Il modo in cui nei primi mesi del 2020 abbiamo affrontato la pandemia è stato riconosciuto a livello internazionale - lo dicevo anche prima - dai singoli Stati, dall'OMS, dalla stampa internazionale. Ora, a detta dei colleghi, sembra tutto uno sfascio, tutto un fallimento, su tutti i fronti. La gestione del ministro Speranza sin da subito è stata lucida e fortemente determinata; il suo unico faro guida è stata la salvaguardia della salute e la sicurezza pubblica, in parallelo con la scienza. Probabilmente sono stati fatti errori - è indubbio - stante la non conoscenza e prevedibilità del fenomeno pandemico; però l'azione politica del Governo, prima Conte 2 e ora Draghi, e in particolare del Ministro della salute è stata indirizzata a mettere in salvo la popolazione, la più fragile, quella ricoverata nelle strutture sanitarie (Applausi) e proteggere il Servizio sanitario nazionale, che dobbiamo sempre ringraziare; svuotare con le prime vaccinazioni le strutture che ormai erano in sofferenza per meglio fronteggiare l'offensiva del Covid. Gli stessi governatori delle Regioni - ricordiamolo - anche di diverso colore politico rispetto a quello del Ministro ne hanno apprezzato lo spirito di collaborazione e la proattività. Il collega Zaffini prima nell'illustrazione ha detto che la mozione di sfiducia è rivolta all'intero apparato. Allora anche le Regioni fanno parte dell'apparato, perché ricordiamo che a disattendere le indicazioni anche sulle vaccinazioni sono state le Regioni (Applausi) . Avete visto che cosa è successo con le vaccinazioni: ognuno ha vaccinato le categorie che più gli sembravano idonee. Quella categoria «altro», poi, parla per tutte. Quindi, se decidiamo di sfiduciare, dobbiamo farlo rispetto a tutto quello che si è fatto e che si sta facendo. Signor Ministro, le rinnoviamo ulteriormente la fiducia perché in quello che lei ha fatto ha sempre tenuto in considerazione - come ha sempre detto - l'articolo 32 della Costituzione, ovvero prima di tutto la salvaguardia della salute. È ovvio che l'economia, purtroppo - lo vediamo - ne ha risentito fortemente, è in parallelo negativo di quello che sta succedendo. L'apparato può avere fatto degli errori, lo sappiamo, d'altra parte non c'è un precedente, ma credo che dagli errori bisogna imparare.