[sommcomm]

A differenza di quanto previsto per i giudici di sorveglianza dall'articolo 2, si prevede la possibilità per il giudice, qualora non sia in grado di decidere allo stato degli atti, di disporre, anche di ufficio e senza formalità, accertamenti in ordine alle condizioni di salute dell'imputato o procedere a perizie, i cui esiti vanno acquisiti nei successivi quindici giorni. È fatto salvo quanto previsto dall'articolo 299, comma 1, codice di procedura penale, in merito all'immediata revoca della misura cautelare quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilità previste della stessa ovvero vengano meno le esigenze cautelari. L'articolo 4 interviene sulla disciplina relativa ai colloqui in carcere. Oltre ad essere prevista la possibilità di svolgere tali colloqui a distanza mediante apparecchiature e collegamenti, è reintrodotta la possibilità per i detenuti di vedere i propri congiunti almeno una volta al mese. In particolare comma 1, dispone che, dal 19 maggio al 30 giugno 2020, negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni i colloqui dei condannati, anche minorenni internati e imputati, con i congiunti o con altre persone possono essere svolti a distanza, ove possibile, mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l'amministrazione penitenziaria e minorile, o mediante corrispondenza telefonica, che può̀ essere autorizzata oltre i limiti attualmente previsti. La disposizione, al comma 2, prevede il diritto dei condannati, internati e imputati ad almeno un colloquio al mese in presenza di almeno un congiunto o altra persona, demandando nel contempo al direttore dell'istituto penitenziario e dell'istituto penale per minorenni, l'indicazione - sentiti, rispettivamente, il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria e il dirigente del centro per la giustizia minorile, nonché l'autorità sanitaria regionale in persona del Presidente della Giunta della Regione  del numero massimo di colloqui da svolgere con modalità in presenza. L'articolo 5 prevede che le disposizioni dettate dagli articoli 2 e 3 trovino applicazione anche ai provvedimenti di ammissione alla detenzione domiciliare speciale, di differimento della pena o di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari emessi a partire dal 23 febbraio 2020. Per tutti i provvedimenti emessi dunque dal 23 febbraio al 10 maggio 2020 - e motivati in relazione all'emergenza sanitaria da COVID-19, come previsto dagli articoli 2 e 3 - il magistrato o il tribunale di sorveglianza (per i casi di cui all'articolo. 2) e il pubblico ministero (per i casi di cui all'articolo 3) hanno 15 giorni di tempo dall'entrata in vigore del decreto-legge per procedere alla prima verifica della permanenza dei motivi di emanazione del provvedimento di scarcerazione. L'articolo 6 reca la clausola di invarianza finanziaria, mentre l'articolo 7 dispone, infine, in ordine alla entrata in vigore del decreto-legge. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Così come le programmate audizioni dell'Ufficio di Presidenza integrato si stanno tenendo unitariamente in funzione dei disegni di legge nn. 1786 e 1799, il PRESIDENTE evidenzia le ragioni di economia dei mezzi che consiglierebbero che fosse unico anche lo svolgimento della discussione generale sui medesimi disegni di legge, riservandosi una ulteriore valutazione, unitamente ai Relatori ed ai Gruppi, sul prosieguo dei lavori. Convengono i senatori MIRABELLI ( PD ) e PIARULLI ( M5S ). Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) riscontra, in via di prima approssimazione, elementi di estremo interesse nelle audizioni svoltesi ieri, soprattutto nella parte in cui i procuratori Greco e Melillo hanno indicato l'esistenza di strumenti normativi già disponibili, per conseguire buona parte delle esigenze conclamate dal Governo a fondamento dell'intervento decretizio. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) denuncia la prassi seguita da molti capi degli uffici giudiziari, che si valgono della facoltà - prevista dalla normativa di sospensione per pandemia dopo l'11 maggio - per procedere a rinvii in massa delle cause ad autunno inoltrato, quando non addirittura a fine anno. L'effetto aggrava le evidenti carenze, dimostrate dal Governo nella gestione della crisi, mettendo in estrema difficoltà gli utenti del sistema Giustizia ed i cittadini tutti, che pretendono risposte precise e non certo un disimpegno così pernicioso per la stessa credibilità delle Istituzioni. IN SEDE CONSULTIVA dl n. 22/2020 conclusione e avvio anno scolastico e svolgimento esami di Stato DDL 1774 Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato (Parere alla 7a Commissione sugli emendamenti. Rinvio dell'esame) Il PRESIDENTE dà conto delle richieste di parere su emendamenti pervenute dalla 7 a Commissione dopo la conclusione della seduta in sede consultiva del 6 maggio scorso, e delle posizioni assunte dalla Presidenza in merito (secondo il precedente del 18 luglio 2006). In particolare, nessuno degli emendamenti trasmessi il 6, il 7, l'8, l'11, il 12 ed il 13 maggio 2020 è stato ritenuto di competenza della Commissione, ad eccezione della riformulazione dell'emendamento 5.0.1 in un testo 2 (per la quale il parere favorevole dato sul testo precedente si estende al successivo, non essendo sostanzialmente innovativo sulla parte di competenza) e dell'emendamento 5.0.100, che attiene ad una norma sulla quale è di interesse della Commissione verifica dell'accoglimento delle osservazioni espresse, ai sensi dell'articolo 40 del Regolamento, nel parere sul testo del decreto (secondo i precedenti del 4 e 11 aprile 2007). Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. Il sottosegretario FERRARESI dichiara che l'emendamento 5.0.100 sarà probabilmente ritirato alla luce del fatto che il decreto-legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri vi ha abbondantemente attinto, per una norma ad hoc sui concorsi curati dal Ministero della giustizia, la quale avrebbe il vantaggio in questo modo di entrare direttamente in vigore. Ne prende atto la relatrice VALENTE ( PD ) la quale, se l'espressione del parere fosse rimasta attuale, avrebbe comunque ribadito, anche in riferimento all'emendamento 5.0.100, le osservazioni già precedentemente formulate su testo ed emendamento. Dopo interventi dei senatori CUCCA ( IV-PSI ), CALIENDO ( FIBP-UDC ), PILLON ( L-SP-PSd'Az ) e DAL MAS ( FIBP-UDC ), la Commissione conviene di rinviare l'esame dell'emendamento 5.0.100, con l'intesa che un suo ritiro farà venir meno l'attualità dell'interesse alla ripresa della sede consultiva. La seduta termina alle ore 9,40.