[resaula]

Per quello che riguarda il bilancio di previsione 2021, oltre al dato già evidenziato della minor dotazione richiesta anche per l'anno in corso, si registra, per quanto riguarda le spese di natura previdenziale, un leggero aggiustamento per l'anno in corso rispetto all'anno precedente (in diminuzione per lo 0,09 per cento). Tuttavia, va rilevato che tale importo comprende anche le somme accantonate a seguito delle riduzioni introdotte sia per i vitalizi dei senatori sia per i trattamenti pensionistici dei dipendenti. In particolare, si evidenzia che i risparmi dovuti all'applicazione della riforma del calcolo dei vitalizi approvata nel corso dell'anno 2018 sono stati lasciati in un apposito fondo istituito prudenzialmente fino alla fine dell' iter processuale in corso presso gli organi di giustizia interna. Anche per quanto concerne l'applicazione del comma 261 della legge n. 145 del 2018, che prevede la riduzione dei trattamenti pensionistici superiori a determinati importi annui lordi, si è proceduto all'istituzione del fondo del risparmio sui trattamenti pensionistici di importo elevato, così come stabilito dalla stessa legge al comma 265. Occorre inoltre evidenziare la circostanza che nello scorso esercizio finanziario la spesa corrente obbligatoria ha rappresentato ben il 91,20 per cento di tutte le spese del Senato. Tale aggregato risulta in diminuzione da anni e comprende i risparmi e i costi per senatori ed ex senatori, personale di ruolo, in quiescenza o estraneo all'amministrazione, nonché tutti gli oneri collegati, quali quelli fiscali e previdenziali. Si registra altresì una leggera diminuzione nel triennio 2018-2020 anche per quanto riguarda la spesa corrente di funzionamento in senso stretto. Tale aggregato si compone di tutte le spese sostenute per l'erogazione di servizi e forniture di supporto al funzionamento del Senato, quali le prestazioni professionali per l'amministrazione, le spese per attività delle Commissioni, i costi per i servizi informatici, di comunicazione, assicurativi, ristorazione, trasporto, locazione, pulizie e altri. Risulta altresì in diminuzione la spesa in conto capitale tra il 2018 e il 2020, che è passata da circa 2.465.013,75 euro a 2.277.204,10. La spesa in conto capitale, che costituisce l'aggregato meno rilevante in termini assoluti tra quelli precedentemente citati, comprende le spese per l'acquisto di beni mobili inventariati, le spese di manutenzione straordinaria, nonché quelle di acquisto e conservazione del patrimonio della biblioteca e dell'archivio storico. A fronte di una così marcata riduzione, le spese come quella registrata a partire dal 2012, la sfida è stata ed è tutt'ora quella di rendere compatibili i risultati finanziari conseguiti, che testimoniano la partecipazione del Senato allo sforzo di stabilizzazione della finanza pubblica compiuto negli ultimi anni, con il mantenimento di un elevato standard qualitativo dei servizi erogati, tanto più in un contesto che ha visto, almeno fino alla fine del 2020, una costante riduzione del personale di ruolo dell'Amministrazione. PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà. DE POLI, senatore Questore . Signor Presidente, ringrazio il presidente Pesco per la sua illustrazione. Cari colleghi, quest'anno ci apprestiamo ad approvare il rendiconto delle entrate e delle spese del 2020 e il bilancio interno del Senato per il 2021. Ringrazio i colleghi Paolo Arrigoni e Laura Bottici, assieme ai quali in questi ultimi due anni abbiamo lavorato in un momento di grande difficoltà dovuto al Covid, che purtroppo ha colpito più persone anche all'interno dell'Assemblea del Senato. Abbiamo tuttavia lavorato in maniera importante per mettere in sicurezza sia l'Aula sia tutti gli ambienti del Senato e lo abbiamo fatto con gli uffici per la prevenzione e assieme a tutti i nostri uffici. A tal proposito, vorrei in primis ringraziare il dottor Marini, con cui abbiamo cercato di dare maggior sicurezza ai senatori, ma anche a tutto il nostro personale interno e a tutti i collaboratori, con una serie di screening e di attenzioni. (Applausi) . Capisco che tante volte abbiamo avuto il dovere di essere un po' pesanti rispetto ad alcuni colleghi e a tutte le persone, però abbiamo cercato di operare per il bene comune e per rendere sicuro il nostro Senato della Repubblica e credo che ci siamo riusciti. Siamo intervenuti dando le stesse prescrizioni che hanno avuto tutti gli italiani: nessun privilegio, niente di diverso; credo che questo sia un ulteriore importante segnale che il Senato ha voluto dare a tutti i nostri cittadini. Per entrare subito nell'esame del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020, la spesa complessiva del Senato è pari a 483.718.048,80 euro, in diminuzione di 2,6 milioni rispetto al 2020. Il trend rimane sempre decrescente. Vi è una riduzione importante della spesa nominale effettiva del Senato, pari al 7,09 per cento, nel periodo compreso tra il 2012 e il 2020. È questo un trend di attenzione alla spesa pubblica che stiamo seguendo negli anni. La spesa del Senato è infatti pari allo 0,045 di quella dello Stato. Sul versante delle entrate, si è registrato un risultato complessivo nel 2020 pari a 542.905.117,10 euro. Questo è un altro degli aspetti importanti. Come si evince dai documenti in esame, con la delibera di approvazione del rendiconto, si provvede inoltre ad accertare un avanzo di esercizio per l'anno finanziario 2020 pari a 59.187.068,30 euro. Abbiamo dedicato uguale attenzione all'Assistenza sanitaria integrativa (ASIS), pagata direttamente dai senatori, che per l'anno finanziario 2020 ha registrato un avanzo (si tratta, quindi, di un aspetto positivo) di 2,5 milioni di euro. Come si evince dai dati del rendiconto, l'azione di contenimento della spesa riguarda tutti gli ambiti della macchina amministrativa e credo che questo sia un altro aspetto fondamentale. Il rapporto tra spese di funzionamento e spese previdenziali rimane costante, essendo le prime pari a circa il 55 per cento e le seconde al 45 per cento. L'aggregato della spesa corrente obbligatoria rappresenta oggi il 91,20 per cento della spesa complessiva e credo che questo sia un altro aspetto da tenere in considerazione. Mi fermo qui per quanto riguarda il Rendiconto e passo al bilancio di previsione 2021 che, come sapete, rispetto al bilancio provvisorio approvato a dicembre dal Presidente del Senato non presenta alcun tipo di variazione. Anzi, la validità tecnica e finanziaria e i numeri sono decisamente uguali a quelli attuali. Le riduzioni della spesa del 2021 per il funzionamento della macchina amministrativa hanno un importo stimabile pari a 12 milioni di euro. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto dal 2013 al 2021 di un importo pari a 322,5 milioni di euro.