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Italia Viva non si presterà mai a mortificare i principi cardine del nostro sistema giudiziario e continuerà a battersi per l'affermazione di una giustizia giusta e adeguata ai principi che la nostra Costituzione prevede. Pertanto, in questo contesto - non è una minaccia, né un avvertimento, ma solo un principio che intendiamo applicare e continueremo ad applicare - confermo il voto favorevole al provvedimento. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Mirabelli) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, Fratelli d'Italia voterà contro la fiducia richiesta dal Governo e voterà contro un Governo paralizzato dai litigi interni, indeciso su tutto e minato dall'opera di un sabotatore che ogni giorno non perde occasione per minare la credibilità del Presidente del Consiglio e dell'intera maggioranza dopo esserne stato il principale fautore. Voteremo contro questa fiducia perché riteniamo che gli italiani meritino di essere governati in un modo molto diverso da quello che, purtroppo, in questi mesi ha caratterizzato la maggioranza e il Governo. Siete paralizzati infatti dalle vostre divisioni e dalla vostra incapacità di ispirarvi a un progetto comune. Tutto vi divide tranne la volontà di impedire al popolo italiano di esprimersi liberamente sulla scelta di coloro che lo devono governare. (Applausi dal Gruppo FdI) . Questa è la verità. Anche quando, fra mille difficoltà, arrivate a prendere una decisione, lo fate rimanendo sordi agli allarmi che da ogni parte vi vengono rivolti. Come in questo caso, sull'argomento oggi al nostro esame, molto delicato, come hanno sottolineato molti di coloro che sono intervenuti in discussione generale e, in modo mirabile, la senatrice Garnero Santanchè, ricordando come qui siano in gioco principi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione, che voi calpestate, rimanendo sordi all'allarme del Garante della privacy , agli appelli della magistratura e di tanti procuratori della Repubblica che sono venuti in Commissione. Caro senatore Cucca, ma quale compromesso? Ha ascoltato anche lei i magistrati che sono venuti a spiegarci quanto siano impreparate le nostre procure ad affrontare questa sfida, che richiede un'altissima specializzazione che in gran parte delle procure non c'è! (Applausi dal Gruppo FdI) . Eppure siete andati avanti e andate avanti ancora, senza ascoltare l'Avvocatura. Anche i rappresentanti degli avvocati sono venuti in Commissione a spiegarci come sia difficile in questo momento poter applicare tale riforma. Non avete ascoltato soprattutto le società - che sono e saranno incaricate di procedere alla captazione, attraverso i trojan , delle conversazioni private dei cittadini - che ci hanno spiegato come non ci sia nessuna garanzia della genuinità della prova nel momento in cui le conversazioni captate verranno trasferite alla procura. Tutto questo ce lo ha detto il Garante della privacy e ce lo hanno confermato le principali società incaricate di procedere alle intercettazioni; un allarme che voi non avete ascoltato. C'è ancora di più: sapete molto bene infatti che non è previsto un sistema per tracciare le operazioni eseguite sui dispositivi dalle società e dai gestori. Non c'è alcun sistema, al punto che si è arrivati a dire che l'unico sistema sicuro per trasferire oggi i dati da queste società alle procure è quello di concentrarle in un dvd e poi di consegnarlo, materialmente e manualmente, al procuratore della Repubblica, senza però che ci sia un sistema che certifichi come si sia arrivati a quel dvd. Viene conferito un file finale senza che ci sia stato il modo di certificare tutte le operazioni intermedie, che ad esso hanno portato. A questo aggiungiamo, cari colleghi - e gli italiani vi giudicheranno per questo - che questi virus che vengono inoculati in ogni dispositivo che ogni cittadino ha a sua disposizione, anche nel semplice telefonino, trasformano ogni nostro cellulare non soltanto in una trasmittente per cui dall'altra parte è possibile ascoltare quello che diciamo, è possibile guardare dal buco della serratura di ogni cittadino italiano; ripeto non è ancora questo il problema. Il problema è che ogni nostro telefonino, infatti, non soltanto viene trasformato in una trasmittente, ma diventa anche ricevente. Non è il procuratore della Repubblica, non è la polizia giudiziaria che procede direttamente a queste operazioni, sono società terze, società private che potranno inoculare nel cellulare di ciascuno di noi file , finte conversazioni, finte immagini, finte fotografie. Cosa succederà se per odio politico, per antipatia o per qualsiasi genere di contrapposizione, queste società inoculeranno nel cellulare di un privato cittadino foto compromettenti, false, conversazioni false o cancelleranno prove a favore? Non c'è nessun sistema oggi che possa garantire l'immunità da questo pericolo. Capite allora molto bene come sarebbe stato opportuno accogliere l'invito, l'allarme che tutti hanno sollevato, affinché si rimandasse l'entrata in vigore di una riforma così delicata e così importante fino al momento in cui da un lato le procure saranno in grado di affrontare questo compito e, dall'altro, il progresso scientifico sarà in grado di garantire la difesa dal pericolo di un "grande fratello" che veramente incombe su tutti noi. Come se non bastasse, altro che potenziamento del segreto! Abbiamo ascoltato i rappresentanti della stampa in Commissione giustizia: il diritto di cronaca, viste le modifiche che avete apportato con il decreto-legge poi confermato anche dal mega-emendamento, renderà possibile divulgare all'opinione pubblica qualsiasi risultato derivante da intercettazioni e captazioni, esponendo al pubblico ludibrio le persone e trasformando la stampa molto spesso in una vera gogna mediatica nei confronti di un cittadino che disgraziatamente dovesse incappare magari in prove create artificiosamente e false a suo carico. Chi lo risarcirà? Chi risarcirà quel cittadino degli affetti persi, del lavoro perso, del discredito nei confronti dell'opinione pubblica? Questa è la grande responsabilità che voi oggi, votando questo decreto-legge, vi state assumendo perché, cari colleghi, l'idea di esternalizzare le indagini affidando uno strumento così delicato a società estranee, è foriero di tali rischi per cui chiunque si rende conto che state facendo un balzo nel buio, violando i fondamentali diritti sanciti dalla Costituzione a difesa della libertà di comunicazione, della libertà privata e dell'inviolabilità del domicilio di ogni cittadino italiano. Anche per questo noi voteremo contro la fiducia. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Vitali. Congratulazioni). GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, sebbene nelle ultime ore si sia consumato un dibattito "lunare" intorno a questo decreto-legge, mi sembra utile descriverne il merito in sintesi. È innegabile che le intercettazioni telefoniche e ambientali siano una formidabile risorsa per gli investigatori e che, per determinati reati, esse siano il principale, se non l'unico, strumento attraverso il quale possono essere acquisite prove e riscontri.