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Pertanto, per quello che fin qui ho esposto, Fratelli d'Italia voterà a favore del provvedimento in esame, con la speranza che, da oggi in poi, si possa pensare per davvero agli interessi dei lavoratori e delle nostre aziende. (Applausi dal Gruppo FdI) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento in esame. Discutiamo oggi di un provvedimento che riguarda gli ammortizzatori sociali in deroga e il loro rifinanziamento. Discutiamo di un provvedimento teso alla conservazione di un pezzo dell'industria del Paese, quello dell'alluminio. Discutiamo di tutela e conservazione del posto di lavoro in una delle aree più povere del Paese, quella del Sulcis in Sardegna. Discutiamo della vita delle persone, di persone che hanno un nome e un cognome. Ma vi è di più. Discutiamo di un provvedimento, frutto dell'azione del Governo Gentiloni Silveri, che si iscrive in un quadro di politiche industriali e sociali del nostro Paese, un'azione di Governo indirizzata al potenziamento degli strumenti di politica industriale. Si tratta di un'impostazione in cui, nella sua complessità, vi sono politiche attive e passive del lavoro, come ha detto una collega nel corso della discussione generale. Espressioni come "percorsi di riconversione e riqualificazione industriale" fanno parte di scelte precise e di una programmazione mirata che si inserisce anche in altri provvedimenti discussi nella passata legislatura (come, ad esempio, la riforma delle politiche attive del lavoro), che hanno cercato di mettere insieme investimenti produttivi, riqualificazione delle aree interessate, formazione del capitale umano, bonifiche e recupero ambientale, efficientamento energetico e realizzazione delle infrastrutture. Insomma, si tratta di un'impostazione per cui, solo negli ultimi due anni, sono stati sottoscritti gli accordi di programma in sette aree di crisi industriale, con l'apertura di altrettanti bandi che hanno portato a 242 milioni di euro la dotazione complessiva di risorse assegnate alle aree di crisi industriale complessa. Tutto questo per sottolineare che non discutiamo soltanto di ammortizzatori sociali. Per quello che riguarda lo specifico del provvedimento, è già stato detto che prevede uno stanziamento di 9 milioni di euro per il 2018 in favore della Regione Sardegna per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree di crisi industriale complessa. Una parte di questi 9 milioni è destinata a garantire, fino alla fine dell'anno 2018, la copertura abituale dei dipendenti dell'ex sito Alcoa, in attesa della conclusione del processo di riconversione del sito industriale, acquisito nel febbraio di quest'anno della società Svizzera Sider Alloys. Dicevo però che non discutiamo solo di ammortizzatori sociali perché il provvedimento si inscrive in un'impostazione di politiche di protezione e di sviluppo, in un mondo che dal 2008 è stato stravolto dalla più grande crisi economica manifestatasi dal Dopoguerra ad oggi, come ormai ripetiamo tutti da tempo, dopo anni nei quali - forse troppo presto abbiamo dimenticato o qualcuno vuol dimenticare - vi è stato il dominio dell'ideologia del mercato che si autoregola e produce la ricchezza delle Nazioni. Un'ideologia che ha prodotto più povertà, più ingiustizia sociale, crisi dei settori produttivi e dei modelli di sviluppo. In questa situazione abbiamo riportato il Paese a discutere di politiche industriali: non era scontato e, forse, non lo è ancora oggi. Nel frattempo è cambiato un mondo, è cambiata l'industria, è cambiata l'organizzazione del lavoro e, oggi, chiunque voglia governare si deve confrontare con debito pubblico, politiche di crescita e politiche di protezione. Si deve confrontare e deve dire in quale ordine e come connette queste tre grandi questioni. Noi l'abbiamo fatto, abbiamo anche visto i limiti delle azioni passate e abbiamo avanzato delle proposte perché c'è ancora molto da fare. Ad oggi, però, dopo tre mesi passati solo per formare un Governo e un mese e mezzo di silenzio sul piano delle proposte legislative, ci chiediamo quale sia la visione strategica del Governo e della maggioranza che lo sostiene. Ci chiediamo se ce ne sia una; il Paese ha diritto di saperlo. Basta forse aver unito i due Ministeri dello sviluppo economico e del lavoro per affrontare le contraddizioni e i conflitti sociali legati alla crisi economica e per ritenerli risolti? E come pensate di coniugare la cosiddetta flat tax con gli investimenti pubblici per lo sviluppo e per l'innovazione e le politiche di protezione sociale? Continuate con gli slogan e l'ultimo è di qualche ora fa: avete proclamato che avreste sconfitto la precarietà con il cosiddetto decreto dignità. La precarietà però si sconfigge principalmente con innovazione e crescita, con investimenti pubblici che presuppongono scelte strategiche, quelle che voi continuate a rinviare. Forse dovete ancora trovare un accordo, ad esempio, su infrastrutture e sulle priorità e gli assi strategici tra Nord-Est e Nord-Ovest. Forse è per questo che Salvini era assente ieri al Consiglio dei ministri, dove è stato partorito il primo provvedimento politico di questo Governo? Tre mesi dunque per costruire il Governo, un mese e mezzo per approvare il primo decreto-legge in Consiglio dei ministri. Mi pare sia grande la distanza tra quello che avete detto e promesso agli italiani in campagna elettorale, quello che avete scritto nel contratto di Governo e le questioni che sottoponete alla discussione in Parlamento. Ci sarà tempo per la discussione di merito nelle Commissioni competenti e in Aula, però, signor Presidente, mi sia consentito di mettere in evidenza lo scarto tra le cose annunciate e quelle che leggiamo. La «Waterloo del precariato», così è stata chiamata, la grande riforma del mercato del lavoro, la riforma dei servizi dell'impiego per preparare l'arrivo del reddito di cittadinanza: non mi pare che siamo ancora di fronte a questo. Siamo di fronte a nulla di tutto questo. E anche su voucher e rider siamo ad un semplice rinvio al Parlamento e alla contrattazione nazionale. Eppure qualche idea e qualche pratica circolano, basta guardare al Comune di Bologna e alla Regione Lazio. Ci sarà tempo per discutere di merito e noi non faremo mancare le nostre proposte, ma, almeno in quest'Aula, non spacciamo la verità con la propaganda: nessun precario da oggi si sente più tutelato, mentre sicuramente il mondo delle imprese sembra alquanto spaventato. Dichiaro il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . BERGESIO (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, il provvedimento che la Camera ha già approvato e che ora, con il nostro voto, si accingerà alla conversione in legge, dispone la proroga al 2018 della possibilità per le imprese situate nelle aree di crisi complessa di fruire degli ammortizzatori sociali in deroga.