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L'area all'interno del perimetro, definito dal decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000, è interessata da una diffusa presenza di manufatti di amianto, alcuni dei quali ormai in stato di avanzato degrado e pertanto altamente pericolosi. In particolare nell'area sono presenti: area industriale ex-Eternit, avente una superficie di 90.000 mq circa; territorio dei comuni compresi nella ex-USL 76. L'area, avente una superficie di circa 738,95 km2, comprende circa 96.000 abitanti (con una densità pari a 130 ab/km2) distribuiti in modo disomogeneo sul territorio. Infatti 41.700 vivono a Casale Monferrato, 9.085 a Trino e 3.755 a Moncalvo; la rimanente popolazione vive in 45 Comuni, 14 dei quali aventi meno di 1.000 abitanti e 11 meno di 500. All'interno di questo territorio furono utilizzati polveri di tornitura dei tubi Eternit, sfridi e scarti di lavorazione utilizzati in sottotetti, cortili, strade, aree sportive, etc., per un volume complessivo di circa 3.000 mc. Nel territorio dei Comuni della ex-USL 76 sono presenti in modo diffuso copertura di edifici pubblici e privati, aventi le seguenti superfici: edifici pubblici: 300.000 mq; edifici privati, 1.700.000 mq. Nel territorio perimetrato, vicino allo stabilimento Eternit, era inoltre presente materiale da rimuovere lungo la sponda destra del Po, il cui volume è stato stimato in 2.000 m3. Il territorio di Casale Monferrato ed i territori facenti parte della ex-USL 76 sono stati inseriti, con il decreto-legge 461/1996, tra le "aree critiche ad elevata concentrazione di attività industriali". Principali caratteristiche ambientali. Dal punto di vista morfologico l'area è in parte pianeggiante (territorio di 13 Comuni) ed in parte collinare (territorio di 35 Comuni). Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Per il completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica è stato stimato un fabbisogno pari a 18,3 miliardi di lire (approvazione mediante DGR n. 52-26047 del 23 novembre 1998). In favore dell'area sono già state assegnate dal Ministero dell'ambiente risorse pari a 20 miliardi di lire per il finanziamento dei primi interventi di risanamento previsti nel Piano all'uopo predisposto dalla regione Piemonte ed adottato con delibera del Consiglio regionale dell'11 dicembre 1996 per una somma globale di L. 79,8 mld di cui richiesti 46,8 mld, già finanziati o cofinanziati 28,5 mld. Piani di caratterizzazione. Sono state individuate le zone da bonificare. Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. La giunta regionale del Piemonte ha individuato, con DGR n. 104-20940 del 14 luglio 1997 e successive modifiche, l'elenco generale degli interventi contemplati nel piano dell'area critica ad elevata concentrazione di attività industriali di Casale Monferrato, poi approvato dal Ministero dell'ambiente con nota del 24 luglio 1997 (prot. n. 17566/ARS/M/DI/VDA): L. 137/1997. Il Piano individua le attività da intraprendere per la rimozione dei fattori di criticità e, oltre al completamento delle opere di bonifica dello stabilimento Eternit, prevede in via prioritaria l'allestimento di una discarica monouso al servizio di tutto il territorio, indispensabile per consentire l'avvio dell'opera di risanamento ed idonea ad accogliere e smaltire grossi quantitativi di rifiuti di amianto (circa 100.000 metri cubi). Di tale impianto è stata prevista una vasca di 5.000 mc con caratteristiche di discarica di tipologia 2C per rifiuti già classificabili tossico-nocivi, destinata ad accogliere polverino e materiale di cemento - amianto estremamente deteriorabile, rifiuti non altrimenti smaltibili, sottoposta alla valutazione di impatto ambientale, conclusasi favorevolmente con il Dec/VIA/5469 del 16 novembre 2000. Le opere di bonifica saranno precedute da uno specifico censimento delle fonti di inquinamento per stabilire le priorità di intervento e vigilate in corso di esecuzione mediante idonee attività di monitoraggio. Nel piano è stata altresì inserita l'attività di sperimentazione di procedimenti di inertizzazione termica dell'amianto, finalizzata alla rimozione delle caratteristiche di pericolo dell'amianto ed alla riduzione volumetrica dei rifiuti onde facilitarne il recupero. In tale ottica sarà allestito un impianto pilota di inertizzazione termica delle fibre di amianto. Le previste attività di rimozione e smaltimento hanno finora riguardato sia gli utilizzi impropri di polveri e scarti di lavorazione che le coperture degli edifici pubblici e privati. Allo stato sono stati bonificati 33.235 mq di coperture in cemento amianto, sono state rimosse fonti inquinanti puntuali nello stabilimento ex Eternit di Casale ed è stata bonificata la discarica posta sulla sponda del fiume Po, in prossimità dello stabilimento medesimo, oltre le avviate attività di monitoraggio, censimento e indagine epidemiologica. LITORALE DOMITIO FLEGREO ED AGRO AVERSANO Comune - Località. L'area perimetrata comprende il territorio di 59 Comuni, appartenenti alle province di Napoli e Caserta. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di aree inquinate dallo smaltimento abusivo di rifiuti, fascia costiera antistante. Perimetrazione. Il Ministro dell'ambiente, in deroga alla normativa vigente, definisce il perimetro dell'intervento d'intesa con il commissario delegato - Presidente della regione Campania (Ordinanza n. 2948, art. 4, comma 2, del 25 febbraio 1999). Il decreto di perimetrazione è stato firmato in data 10 gennaio 2000. L'area perimetrata è caratterizzata dalla presenza diffusa di numerose discariche di rifiuti urbani ed industriali. L'attività condotta dalla commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti ha consentito di dare una dimensione alle discariche abusive effettuate nel territorio in questione. Ulteriori approfondimenti condotti nell'ambito delle attività poste in essere con le ordinanze di Protezione civile relative alla gestione dei rifiuti nel territorio della regione Campania hanno aggiunto a quelli già noti ulteriori siti. Nel perimetro è anche compresa la fascia costiera che si estende per circa 75 km. Principali caratteristiche ambientali. Lo smaltimento abusivo dei rifiuti ha comportato l'inquinamento diffuso del suolo mentre la mancata tutela delle acque ha causato la contaminazione dei sedimenti e delle acque dei bacini lacustri. Anche le falde superficiali, a causa della presenza delle discariche di rifiuti senza impermeabilizzazione di fondo, hanno subito gravi fenomeni di compromissione della qualità delle acque. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Una stima preliminare effettuata dal commissario delegato - Presidente della regione Campania quota a 150 mld il fabbisogno di larga massima per la bonifica e ripristino ambientale dell'area. Piani di caratterizzazione. È stato predisposto e consegnato al commissario un protocollo di linee guida per la caratterizzazione delle aree a terra e a mare. Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. Da elaborare.