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Durante il lavoro al testo di questi mesi in Commissione igiene e sanità, insieme ai miei colleghi, ho tenuto particolarmente a determinare un inasprimento delle pene per chi si macchia del reato di aggressione a personale che esercita la professione sanitaria. È stata infatti aggiunta un'aggravante, tra quelle previste all'articolo 61 del codice penale, per chi commette il fatto con violenza o minaccia a danno degli esercenti le professioni sanitarie e si è introdotta la procedibilità d'ufficio, anche senza la querela della persona offesa. Il sistema normativo potrà così dirsi perfezionato tramite due misure, che costituiscono, sia contrasto, che deterrente contro il perpetrarsi dei fenomeni di violenza. Il MoVimento 5 Stelle oggi voterà per l'approvazione di questa legge, una necessità etica, un dovere politico e morale teso a salvaguardare l'incolumità di chi tutela la nostra salute, di chi si impegna ogni giorno, ogni notte e ogni momento per garantire l'inviolabile diritto alla salute di tutti noi. (Applausi dal Gruppo M5S e dei senatori D'Alfonso e Rufa) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, buongiorno a tutti i colleghi. Voglio fare solo una precisazione sull'ordine dei lavori. Ho osservato con grande attenzione, Presidente, come negli ultimi quattordici mesi tutti i colleghi che stanno dall'altra parte dell'Aula abbiano fatto notare puntualmente, durante le sedute dell'Assemblea, come noi, che eravamo in maggioranza insieme ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, ci comportavamo e, soprattutto, come si comportavano i rappresentanti del Governo. Non c'è stata una sola volta, non una, nella quale non ci sia stato detto che i membri del Governo erano pochi - ne basta uno solo - che non erano attenti, che non stavano a guardare. Ricordo molto bene la collega Malpezzi, ora Sottosegretario... PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori, senatrice Faggi. Visto che i rappresentanti del Governo ci sono, qual è il punto? FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ci arrivo, Presidente. PRESIDENTE. Arrivi al punto, perché altrimenti non capiamo. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ci arrivo, se mi dà modo di parlare, Presidente, altrimenti mi porta via tempo. PRESIDENTE. Non ha un tempo, ma un argomento prefissato, senatrice. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ma allora me lo lasci spiegare, Presidente. PRESIDENTE. Prego. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Quello che stavo cercando di dire è che ricordo alla perfezione con quanta precisione - anche da lei, ad esempio, Presidente, nelle sue facoltà - veniva lamentata la posizione della Lega, che spesso è stata visto come un partito che «non stava seduto». PRESIDENTE. La pregherei di attenersi all'ordine dei lavori, senatrice, altrimenti devo toglierle la parola. La invito a dirmi qual è il punto sull'ordine dei lavori. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . In questa situazione, ora che sono in minoranza, vorrei gentilmente che, quando questo nuovo Governo si siede e porta argomenti così importanti come quello di oggi, soprattutto come l'ultimo che ha visto tra l'altro un parterre così ampio, tutti insieme a votare, ci fosse la stessa identica attenzione e che i Sottosegretari fossero seduti, dato che noi non abbiamo nessuno come il ministro Bellanova, che gridava. PRESIDENTE. La ringrazio, è molto chiaro. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Noi non ce l'abbiamo questo, per cui non possiamo farlo. PRESIDENTE . La ringrazio. Lei si renderà conto che non era un intervento sull'ordine dei lavori, ma era una richiesta di attenzione, che è una cosa diversa. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, è un intervento sull'ordine dei lavori! (Il microfono si disattiva automaticamente) . Vede? Mi toglie la parola! PRESIDENTE. Non possiamo trasformare un intervento di giusta valutazione politica in un intervento sull'ordine dei lavori. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, non è così! PRESIDENTE. Si accomodi, senatrice Faggi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Sto in piedi, come sono stati in piedi loro. PRESIDENTE. Continui pure a parlare senza microfono. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il fatto che i Sottosegretari non siano attenti e che non ci sia un'adeguata presenza del Governo è o non è un argomento sull'ordine dei lavori? Me lo dica lei. Grazie, signor Presidente. PRESIDENTE . Le abbiamo lasciato svolgere l'intervento, ma le assicuro che il grado di attenzione dei Sottosegretari non è un argomento, perché è difficilmente misurabile, senatore Romeo, se i tre rappresentanti del Governo sono più o meno attenti. (Commenti della senatrice Faggi) . Però mi sembra che la senatrice Faggi abbia svolto abbondantemente il suo intervento, che già era chiaro dai primi secondi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, mi ha interrotto. Fai così a casa tua! Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1111. Il relatore, senatore Ciampolillo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. CIAMPOLILLO, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dell'accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione sottoscritto nell'ottobre 2016 tra l'Unione europea e i suoi Stati membri da una parte e la Nuova Zelanda dall'altra. L'accordo in esame, frutto di un iter negoziale durato più di due anni e destinato a sostituire una dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione risalente al 2007, è volto ad elevare le relazioni bilaterali a livello di partenariato rafforzato, creando una cornice giuridica adeguata a disciplinare la cooperazione politica, quella economico-commerciale e quella settoriale fra le parti.