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Sempre nella relazione, scrivete che vi proponete di «individuare soluzioni concrete» - dopo il decreto-legge concretezza - «per garantire l'efficienza della pubblica amministrazione, il miglioramento dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati». È una contraddizione profonda, ed è la seconda. Poi continuate, mica vi fermate! Oggi abbiamo votato le questioni pregiudiziali - per non farci mancare nulla - sulle misure emergenziali per il sistema sanitario della Regione Calabria, e intervenite sulla pubblica amministrazione del sistema sanitario (il sistema sanitario è anche una pubblica amministrazione). E di nuovo andate a mettere mano per risolvere il problema dell'organizzazione, dell'efficacia, dell'efficienza e della produttività della pubblica amministrazione. E lo fate nel giro di pochi mesi. Allora, ritorno sul provvedimento in discussione per chiudere il cerchio. In questo disegno di legge concretezza con sei articoli avevate e avete scritto: garantiamo il miglioramento immediato dell'organizzazione. Capite che questa è la certificazione della vostra superficialità, perché non avete una visione di natura prospettica per intervenire in questo comparto veramente complicato. Poi c'è un'altra contraddizione molto profonda sui dirigenti. Da una parte, nel disegno di legge concretezza ci manca poco che chiediate l'obbligo del braccialetto elettronico - utilizzo una metafora, chiaramente - per il dirigente, mentre nel disegno di legge per il miglioramento della pubblica amministrazione, rivolgendovi ai dirigenti, scrivete che «una migliore organizzazione del lavoro pubblico non può prescindere, inoltre, dalla piena garanzia dell'autonomia del dirigente». Ma se qualcuno ascoltasse non dico voi ma me in questo momento, che cosa penserebbe? È questo il Senato della Repubblica? Ma chi scrive le leggi? Ma come è possibile autorizzare una relazione di accompagnamento di un provvedimento con queste diciture? Se uno studente universitario si presentasse a un esame all'università, orale o scritto che fosse, con tali espressioni secondo voi potrebbe ottenere un 18, per quanto buono e bravo possa essere il professore? Secondo me no. Mi fermo a queste contraddizioni perché voglio accendere la luce su un altro aspetto. Sono previsti un intervento e un investimento per le telecamere e la videosorveglianza per un importo che arriva a 35 milioni di euro. Quando si fa un impianto di videosorveglianza, se è finalizzato a catturare il ladro, non è necessaria un'azione comportamentale quotidiana dell'operatore che ogni giorno verifichi chi è entrato e chi è uscito. Quando accade il furto, si verifica sul nastro in quella particolare data e in quella determinata ora chi è entrato. Nel caso specifico stiamo parlando di una cosa diversa: voi volete scoprire i furbetti del cartellino, che io chiamo truffatori, perché pongono in essere gli elementi di fattispecie di un reato e nessuno li vuole giustificare. Con 35 milioni voi fate l'intervento. Allora le rivolgo una domanda, signora Ministro: nei Comuni o comunque in tutte le pubbliche amministrazioni ci sarà un lavoro assolto da un dipendente per verificare la quotidianità e capire chi è entrato e chi è uscito, facendo il furbetto? Alla fine le registrazioni fatte dalle telecamere verranno viste da qualcuno? Se sì, da chi? Questo ha un costo? Certamente ha un costo che verrà scaricato sulla pubblica amministrazione. Da tutti questi elementi si capisce in modo chiaro, univoco e non equivoco, senza ombra di dubbi, il modo in cui gestite questo Esecutivo. Non credo che lei, Ministro, il Governo e la stessa maggioranza non abbiate contezza e competenza, ma continuate a gestire il vostro mandato come se foste un'agenzia di comunicazione e pubblicità, perché l'abbiccì è la conoscenza delle dinamiche psicologiche all'interno di un comparto produttivo. Voi avete preso una cantonata e anche per questo motivo state bruciando le speranze del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, cari colleghe e colleghi, il provvedimento al nostro esame è dedicato a un argomento importantissimo e da molto tempo atteso, ma che proprio per la sua complessità e rilevanza avrebbe necessitato di molta più attenzione e - perdonatemi il gioco di parole - di molta più concretezza. Vorrei soffermare la mia attenzione, avendo poco tempo, sulla disposizione prevista dall'articolo 2 che riguarda il controllo biometrico delle presenze dei dipendenti pubblici: nulla da eccepire, se non fosse che c'è una fattispecie che prevede il controllo biometrico sui dirigenti scolastici. Alla Camera sono stati correttamente esentati dal controllo biometrico gli insegnanti e non invece i presidi, i quali si troveranno a subire una situazione profondamente umiliante e irrispettosa del loro ruolo e del loro carico di responsabilità. Mi spiego meglio: partiamo dall'assunto che un docente o un professore - categoria professionale di cui mi onoro di far parte - ha le proprie ore assegnate di lezione frontale, entra in classe insieme ai propri alunni e studenti e firma sul registro di classe e su quello personale la propria presenza e quella dei ragazzi. È un registro che oggi è addirittura elettronico e quindi rileva, senza margine di discrezionalità o errore, l'ora esatta di arrivo e chiusura. Il controllo della presenza del professore sarebbe stato quindi assolutamente pleonastico e bene ha fatto la Camera a depennarlo. Apro una parentesi sulla questione scuola: secondo me, il vero controllo che bisognerebbe eseguire è sulla qualità dell'insegnamento, sul carisma dell'insegnante e sulla sua capacità di coinvolgere gli alunni e giudicarli, e non su quanto tempo trascorre a scuola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sono tutte caratteristiche che certamente non si misurano con una macchinetta. Ebbene, il controllo rimane sul preside, su colui che dirige la scuola, la cui responsabilità è profonda. Costui non ha orari di servizio, ma lavora per obiettivi: didattici, reputazionali, gestionali, amministrativi e motivazionali per docenti e discenti e diventa elemento di raccordo con le famiglie e le istituzioni. Da un preside ci si aspetta che possieda capacità organizzative, professionalità, qualità manageriali, caratteristiche di sensibilità umana che favoriscano il coinvolgimento pieno del corpo docente finalizzato all'innalzamento costante del livello qualitativo dell'insegnamento che citavo prima. Ci si aspetta che sia la guida ideale del sistema scuola, affinché si mettano in atto quei processi di accompagnamento ideale della formazione umana e culturale degli studenti per assicurare una crescita personale completa durante tutto il ciclo di studi. Ci si attende che si adoperi per evitare l'abbandono scolastico; ci si aspetta che riesca a far acquisire alla propria scuola una reputazione qualitativa per gli studenti che vogliono poi proseguire gli studi a livello più alto; ci si attende che la scuola abbia collegamenti con il mondo delle imprese, per garantire l'alternanza scuola-lavoro dei ragazzi.