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l'insieme di questi fatti è senza dubbio il peggior biglietto da visita per la città di Verona, si chiede di sapere: se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché Rete ferroviaria italiana affronti e risolva le criticità esistenti presso la stazione ferroviaria di Verona Porta nuova; se siano già previsti investimenti che permettano gli interventi strutturali necessari a risolvere le criticità e i disservizi. Atto n. 4-00139 PILLON Al Ministro dell'interno Premesso che: nel mese di maggio 2018 l'associazione pro life "CitizenGo" ha fatto regolarmente affiggere a Roma alcuni manifesti su cui si legge "L'aborto è la prima causa di femminicidio al mondo #stopaborto"; l'immagine ivi rappresentata in bianco e nero è quella di una pancia femminile gravida accarezzata da due mani maschili e a giudizio dell'interrogante non ha in alcun modo connotazioni offensive o colpevolizzanti; il contenuto dei manifesti è purtroppo scientificamente inoppugnabile visto che, come noto e riportato da numerosi organi di stampa, in Paesi come Cina e India trova larga applicazione la pratica dell'aborto selettivo praticato per eliminare milioni di embrioni umani di sesso femminile; nonostante questo il Comune di Roma con proprio provvedimento ha censurato i manifesti e ha ordinato in data 15 maggio 2018 la loro immediata rimozione perché il contenuto sarebbe "lesivo delle libertà individuali e dei diritti civili"; dal mese di aprile 2018 e ancora in questi giorni di maggio 2018 l'associazione Pro vita onlus ha regolarmente chiesto il permesso di far affiggere in molti comuni italiani alcuni manifesti in cui viene rappresentato graficamente un essere umano a circa 11 settimane dal concepimento. Sui manifesti si legge la scritta: "Tu eri così a 11 settimane e ora sei qui perché la tua mamma non ti ha abortito"; a giudizio dell'interrogante il contenuto di tali manifesti è scientificamente inoppugnabile, e le immagini riprodotte sono serene e dolci, scevre da qualsiasi inutile crudezza; nonostante ciò, i manifesti sono stati oggetto di un'aspra campagna di censura sia a Roma sia in altri comuni italiani, in alcuni casi come a Magione (Perugia) le amministrazioni hanno negato il permesso e in molti casi dopo la concessione del permesso i manifesti sono stati rimossi o coperti per ordine delle stesse amministrazioni municipali; a giudizio dell'interrogante tale forma di censura, fondata su evidenti ragioni ideologiche e politiche, viola in modo inaccettabile i principi fondanti della nostra democrazia quali la libertà di pensiero, la libertà religiosa e la libera manifestazione del pensiero stesso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie competenze, ritenga che vada consentito nel nostro Paese manifestare e diffondere liberamente mediante la stampa e ogni altro mezzo di diffusione le proprie idee in favore della tutela della vita umana fin dal concepimento; quali strumenti il Ministro in indirizzo intenda impiegare per impedire ogni forma di censura ideologica, garantire il rispetto e dare piena attuazione all'art. 21 della Costituzione in ogni ambito, ivi compreso quello relativo al tema dell'aborto. Atto n. 4-00140 BORGONZONI MONTANI BERGESIO PIANASSO CASOLATI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel marzo 2018 sono stati avviati i lavori di rinnovamento del tunnel del monte Bianco, su una porzione di 555 metri di galleria, tra il sesto e il settimo chilometro; i lavori prevedono un importante intervento di risanamento della soletta dell'impalcato che sorregge la carreggiata e divide la parte utilizzata dai veicoli dal condotto di aerazione e vani tecnici sottostanti; dai media si apprende che i cantieri sono stati organizzati in maniera tale da operare principalmente in orario notturno e di riaprire l'infrastruttura ogni mattina, "garantendo la sicurezza del personale di cantiere e degli utenti del traforo", con 27 notti di interruzione della circolazione e 5 mattine domenicali, nonché due interruzioni prolungate da 30 ore e mezza ciascuna, a cavallo tra domenica e martedì, per un totale di 385 ore di traffico interrotto, tra marzo e giugno 2018; la società di gestione del tunnel raccomanda agli utenti di informarsi preventivamente sulle condizioni di agibilità del traforo; tuttavia, le chiusure continue e improvvise del traforo creano disagi alla popolazione locale ai pendolari e ai turisti. Inoltre, nella "Stampa d'Aosta" del 21 aprile, il presidente della Regione Valle d'Aosta ha lanciato l'allarme di una possibile chiusura del traforo per almeno 2 anni, per lavori di rifacimento della volta, al di là del rifacimento della soletta, prefigurando il rischio di un lungo fermo alla circolazione tra Italia e Francia; infatti, sembra che, per rispettare i sempre più stringenti standard di sicurezza, si renda necessario, a medio termine, intervenire anche sulla volta della galleria lunga oltre 11 chilometri. La questione è da tempo sul tavolo del Geie-Tmb, l'organismo italo-francese che gestisce il traforo; riportano i media che, nella discussione, qualcuno è andato anche oltre, manifestando il timore che la lunga chiusura del tunnel possa diventare definitiva, magari su pressione di amministratori locali francesi o degli ambientalisti transalpini; la necessità dei lavori sulla volta viene confermata anche da fonti riconducibili alla Società italiana traforo del monte Bianco (Sitmb), che, tuttavia, precisa l'improbabilità dell'ipotesi della chiusura biennale del tunnel , considerando anche il danno economico che ne conseguirebbe; il problema si sovrappone all'annosa questione della "seconda canna", ovvero il raddoppio del traforo, lavori per i quali la Sitmb prevede un orizzonte temporale di almeno 3 anni; l'esecuzione dei lavori di rifacimento della volta a seguire dei lavori del raddoppio della galleria eviterebbe l'interruzione della circolazione; sull'ipotesi del raddoppio della galleria si è di espresso per l'ennesima volta anche il Consiglio comunale di Chamonix, con un giudizio negativo che definisce il progetto come "inaccettabile, in quanto in netta contraddizione con tutti gli sforzi fatti da numerosi anni dal territorio per limitare l'impatto delle attività umane sulla salute e l'ambiente e costruire uno sviluppo sostenibile locale", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente delle continue chiusure del traforo del monte Bianco che comportano ingenti disagi a cittadini locali, pendolari e turisti e come intenda risolvere la prospettata chiusura del traforo per un periodo di 2 anni, che si palesa molto lungo in relazione ai pregiudizi economici che causerebbe, anche in considerazione della contrarietà del Consiglio comunale di Chamonix al raddoppio della galleria. Atto n. 4-00141 SBRANA Al Ministro della salute Premesso che: nei giorni scorsi, così come riportato ampiamente da organi di stampa locale ("La Nazione" di Pisa), sulla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, si è verificato un incidente che ha visto coinvolto un cane abbandonato e un automobilista;