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la medesima condizione di degrado è stata raccontata nel febbraio 2017 dal bimestrale "Verde Ambiente" in relazione ad alcune strutture architettoniche dei "Magazzini del sale e dei tabacchi" di Tortona (Alessandria) in un'area di 103.000 metri quadri. Strutture che, dopo la dismissione delle attività produttive, avvenuta nei primi anni 2000, sono state sottoposte a periodiche occupazioni di senza tetto, al saccheggio di materiali elettrici e prese industriali, e ad altri atti di danneggiamento; in data 4 aprile 2017, al riguardo l'interrogante ha presentato l'interrogazione 4-07307 senza ottenere risposta; nel maggio 2015, come denunciato dal giornale locale "Oggi Cronaca", in Strada Ronco, presumibilmente a causa dell'usura del tempo e per la fioritura di sterpaglie lungo i muri, sono crollati una parte del muro di cinta e, in modo parziale, alcuni solai di piccole costruzioni adibite a depositi; da segnalare la presenza di una copertura in fibrocemento ed eternit su alcuni edifici di minor valore; le strutture più rilevanti, dal punto di vista tecnico e architettonico, sono i due capannoni a "copertura parabolica", costruiti per lo stoccaggio del sale nel settore nord-ovest dell'area. Tali magazzini, a cui è stato posto il vincolo di tutela monumentale (Sovrintendenza beni architettonici e paesaggistici di Alessandria, DSR 30 marzo 2004 - estremi trascrizione: 9 novembre 2004 ai numeri 2690-3993), sono significativi esempi di archeologia industriale, che si caratterizzano rispetto agli edifici circostanti per la valenza storica delle soluzioni costruttive adottate; pur trattandosi di una costruzione industriale, tipologia di architettura spesso trascurata dalla critica, questi edifici rappresentano una rilevante testimonianza sia dello sviluppo delle costruzioni in cemento armato nel dopoguerra che del contributo apportato dall'ingegner Nervi nell'ambito del panorama architettonico italiano tra 1932 e il 1958, definito "l'architetto dei monopoli"; il decreto-legge n. 282 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2003, ha disposto l'alienazione di alcuni immobili dello Stato appartenenti all'Ente Tabacchi italiano, tra cui il complesso di Tortona. A seguito di tale provvedimento legislativo tutta I'area, messa in vendita attraverso una trattativa privata, è stata data in gestione alla Fintecna, società controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, non ritengano di verificare lo stato di sicurezza degli impianti e delle costruzioni; se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non intenda verificare l'eventuale presenza di eternit o fibrocemento, al fine di tutelare la salute degli abitanti delle adiacenti abitazioni; quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano mettere in atto, al fine di consentire la manutenzione del cemento alle basi delle coperture paraboliche, che mostrano segni di forte deterioramento; se non ritengano praticabile, in collaborazione con gli enti locali alessandrini e piemontesi, la creazione di un hub intermodale ispirato alla " green technology " con residenze, spazi dedicati allo sport e un parco cittadino; se il Ministro per i beni e le attività culturali non ritenga di intervenire per valorizzare i profili architettonici e culturali del luogo, ad esempio attraverso la creazione di un ecomuseo, data l'esistenza di un'ampia produzione pubblicistica in materia; se sia a conoscenza che il FAI di Tortona domenica 24 febbraio 2019 ha visitato la mostra "Acciaio, sale e tabacchi" nella sala di palazzo Guido Bono riaprendo i Magazzini del sale al pubblico dopo molto tempo (l'ultima volta risaliva al 2007); se non ritengano che sia giunto il momento per riqualificare la zona "ALFA", visto che un progetto qualificato è stato presentato alle autorità competenti fin dal 2012. Atto n. 4-01441 PILLON Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in data 22 novembre 2018, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha espresso con una nota il proprio assenso sul documento "Indirizzi di Policy integrate per la scuola che promuove Salute", elaborato dal gruppo di lavoro congiunto Scuola-Salute al fine di promuovere un percorso di educazione trasversale sulla salute nelle scuole di ogni ordine e grado; nella seduta della Conferenza Stato-Regioni del 17 gennaio 2019, è stato sancito l'accordo tra il Ministero della salute e il Ministero dell'istruzione, in riferimento all'adozione del documento, di cui si apprezzano gli importantissimi obiettivi di promozione della salute tra i giovani; il 19 febbraio, in occasione della presentazione dello studio nazionale sulla fertilità, il Ministro della salute, commentando l'accordo con il Ministero dell'istruzione, ha auspicato che "da questo protocollo nasca la strada per insegnare la salute nelle scuole, poi con un capitolo dedicato alla salute riproduttiva e alla sessualità", si chiede di sapere: se e in quali forme l'educazione alla salute riproduttiva e alla sessualità sarebbe prevista dal suddetto protocollo, alla luce del primato educativo della famiglia in materie così delicate, come previsto dalle più importanti carte internazionali e ribadito formalmente dallo stesso Ministero dell'istruzione, nella nota n. 19354 del 20 novembre 2018, la quale prevede da parte delle scuole l'obbligo di richiedere il consenso preventivo e adeguatamente informato dei genitori per le trattazioni di tutti quei temi che non fanno parte del curricolo obbligatorio delle discipline, anche se svolte nell'orario scolastico di lezione, e quindi il loro carattere facoltativo; quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo per chiarire i termini della questione al fine di evitare confusione e fraintendimenti nel fondamentale rapporto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, anche a fronte degli innumerevoli casi di progetti didattici svolti secondo modalità non condivise dalle famiglie. Atto n. 4-01442 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta dall'interrogante: in data 18 marzo 2019 una donna incinta in preda alle doglie in Costiera Amalfitana (Salerno) ha partorito al presidio ospedaliero di Castiglione, a Ravello, nonostante il nosocomio costiero sia sprovvisto del reparto maternità; i medici dello stesso presidio ospedaliero hanno fatto festa insieme ai genitori del piccolo Alessandro, perché Salerno era troppo lontana per il bimbo, che ha deciso di venire subito alla luce, poco prima delle ore 13, come riporta il sito "ilvescovado"; solo successivamente il neonato è stato trasferito al reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale "Ruggi d'Aragona" di Salerno per accertamenti specifici insieme alla mamma;