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Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.116, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.117, presentato da senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il Gruppo per le Autonomie voterà a favore del provvedimento e auspica una rapida approvazione da parte della Camera. È un atto doveroso nei confronti delle 600.000 persone che abitano nelle zone colpite dal terremoto e di un territorio che, come ha ricordato il relatore, conta 138 Comuni, 340.000 abitazioni e un tessuto sociale e produttivo di grande importanza. Abbiamo apprezzato il lavoro che tutti i Gruppi hanno condotto in Commissione speciale. È fondamentale che su temi come questo vi sia unità di intenti da parte di tutte le forze politiche. In questi casi non c'è colore politico che tenga; ci sono le istituzioni, in cui tutti lavorano con il massimo impegno. Sul merito delle questioni, signor Presidente, siamo d'accordo sulla necessità, espressa dal relatore, di dar vita a una guida interpretativa per superare le incertezze e i problemi creati dalla costante produzione normativa. La stratificazione delle norme rischia di tramutarsi in un ostacolo burocratico per la ricostruzione e per le misure a beneficio delle famiglie e delle imprese: un tema, questo, evidenziato anche dal commissario straordinario. Durante le audizioni in Commissione speciale, Confindustria ha portato un articolato per una legge quadro sulla gestione delle emergenze. È un tema importante, su cui sarà necessario intervenire per migliorare l'efficacia degli interventi e affrontare in maniera organica tutto quello che, nell'emergenza, poi si tramuta in un dilemma normativo. Pensiamo agli aspetti legati allo smaltimento delle macerie, alle proroghe fiscali, alle misure di sostegno per il tessuto produttivo: tutti aspetti che possono essere oggetto di una legge quadro, dalla quale determinare risorse e tipologie di misure, naturalmente a seconda della specificità delle situazioni e della loro gravità. In ogni caso, l'elemento più importante del decreto-legge è la proroga al 31 dicembre dello stato di emergenza. In questo modo, la prossima legge di bilancio potrà essere il sicuro terreno per lo stanziamento delle risorse ancora necessarie per la ricostruzione. In conclusione, colleghe e colleghi, crediamo che in nessun modo si debba abbassare l'attenzione per quelle zone d'Italia che hanno patito eventi così drammatici. Ribadisco quindi il voto favorevole del nostro Gruppo alla conversione del decreto-legge. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, come già molti hanno sottolineato nel corso della discussione generale, siamo di fronte alla più grande emergenza degli ultimi anni: nove scosse di magnitudo superiore a cinque, grande distruzione, dimensione territoriale inedita nella storia dei terremoti. Eppure, questi terremoti si inseriscono all'interno di un territorio già profondamente compromesso - forse di questo bisognerebbe avere maggiore consapevolezza - sul piano idrogeologico. Trovare, per esempio, aree per realizzare soluzioni temporanee in moltissimi Comuni è stato un enorme problema, non solo per i vincoli, ma per il dramma dell'assetto idrogeologico. Siamo di fronte a Comuni, nei quali il processo di spopolamento, prima del 24 agosto 2016, aveva già raggiunto percentuali superiori al 50 per cento. Parliamo di realtà territoriali che, dal punto di vista della struttura amministrativa, hanno spesso segretari comunali "a scavalco" su due Comuni, se non su quattro. Molti Comuni hanno il sindaco, un vigile urbano e, quando va bene, il segretario a scavalco e un tecnico. Ho visto, nella mia esperienza, Comuni nei quali non si faceva una gara da circa otto anni per le condizioni strutturali di quei Comuni, con delle conseguenze: in otto anni le norme sulle gare sono cambiate radicalmente. Se poi andiamo a vedere la debolezza strutturale dei servizi, ci accorgiamo che in quelle aree una delle infrastrutture più moderne è forse la Salaria, che hanno costruito i romani. Tutto questo ha messo in condizioni veramente difficili il processo di gestione dell'emergenza prima e di ricostruzione poi. Sarà bene avere questa consapevolezza, come abbiamo visto anche nel lavoro della Commissione. Io ringrazio qui il relatore e ringrazio tutti i Gruppi. Abbiamo fatto un lavoro secondo me positivo. Per questo noi voteremo a favore di questo provvedimento. Avete visto che il nostro comportamento è stato coerente con gli impegni e con il lavoro svolto in Commissione; ma è bene avere questa consapevolezza. Del resto, l'emendamento che abbiamo testé votato sulle piccole difformità o i piccoli abusi - non dobbiamo avere paura delle parole - ci dimostra quanto ciò sia complicato. I colleghi della Commissione speciale sanno che avevamo trovato insieme una soluzione, che consideravamo positiva. Tuttavia, gli apparati dei Ministeri ci hanno detto di no. È un percorso noto questo: è molto più semplice fare annunci o critiche; è più complesso il processo di costruzione reale delle norme. Lo dico non in senso polemico, come credo sia ben comprensibile, ma per spiegare qual è livello di difficoltà in cui ci si trova. Ho già detto che noi voteremo questo provvedimento convintamente e apprezzando il lavoro fatto, anche il lavoro del Governo, nonostante il Governo ci abbia detto no, assumendosi però degli impegni, che poi cercherò di riassumere, su una serie di questioni. Vorrei, però, approfittarne per cogliere una sollecitazione del relatore e alcune richieste che sono emerse anche da alcuni interventi, soprattutto dei colleghi senatori del MoVimento 5 Stelle. La prima è del relatore. Il relatore si è chiesto se è possibile costruire un provvedimento generale sul tema delle grandi emergenze e delle grandi catastrofi. Io sono pienamente d'accordo. Lo dovremmo fare; è indispensabile farlo. Consapevoli del fatto che ogni terremoto ha la sua dinamica: una cosa è un terremoto che avviene in pianura ed una cosa è il terremoto del Centro Italia, che avviene in un territorio difficile e già compromesso. Tuttavia, occorre affrontare alcune questioni. Così, voglio dirlo ai colleghi che hanno sollevato questo tema. Penso che dovremmo partire dall'analisi, senza strumentalizzazioni politiche, delle esperienze dei terremoti che ci stanno alle spalle: dal Friuli, alle Marche e all'Umbria, all'Aquila, all'Emilia e adesso al Centro Italia. Guardiamole queste esperienze, valutiamole perché, al di là di quanto ci diciamo negli interventi, le cose reali si vedono. Valutiamole per cercare di fare meglio, non per darci delle responsabilità. Ognuno si assume le proprie responsabilità. Non so se riesco a spiegarmi, perché siamo di fronte a problemi complessi. In primo luogo, bisogna che definiamo che cos'è «emergenza» e che cos'è «ricostruzione».