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In pochi anni (dal 2012 a fine 2019) il biologico in vigna è infatti cresciuto del 152 per cento in termini di superficie, con un'impennata solo nell'ultimo anno di circa il 14 per cento a fronte di una media nazionale ferma nel 2019 a più uno per cento. Una tendenza bio cominciata forse un po' tardi, ma che ora non accenna a rallentare, se si considera che anche gli ettari in conversione sono cresciuti nell'ultimo anno del 10,5 per cento. Ma a trainare i vigneti green Valpolicella è soprattutto il progetto RRR (riduci, risparmia, rispetta), la certificazione voluta per le aziende del consorzio a tutela dell'ambiente, che prevede l'adozione di tecniche innovative in vigneto, ma anche la sostenibilità sociale e la tutela del paesaggio. Ricordo che è la prima certificazione di questo tipo in Italia. Anche qui la crescita è in doppia cifra: più 31 per cento gli ettari RRR dall'inizio della certificazione, dal 2017 a oggi. Complessivamente, in un'area di poco meno di 8.300 ettari DOP, poco meno di un quarto sono green o lo stanno per diventare ufficialmente dopo il periodo in conversione. Possiamo dedurre, con questo esempio, come poter tradurre gli articoli del provvedimento che stiamo discutendo. L'azione ambientale e quella per il clima vengono completamente assolte. Per quel che riguarda la salvaguardia delle risorse naturali, un importante lavoro di territorio, anche col consorzio di tutela sopracitato, si svolge in collaborazione con l'ausilio del consorzio di bonifica veronese, ente nel quale sono onorato di essere stato il rappresentante dei sindaci. Ente virtuoso, a stretto contatto con tutta la filiera agricola, al fine di preservare un bene prezioso, una risorsa naturale: l'acqua. Sia chiaro però che alimentarsi e nutrirsi con prodotti biologici è una scelta. Lo è pure produrre biologico: è una scelta di principio, ma anche un'opportunità economica, vista la richiesta di consumatori sia in Italia che nel mondo. Non diventi però l'agricoltura biologica l'antitesi dell'agricoltura con metodi convenzionali. Sono due realtà che possono e devono coesistere. (Applausi) . Ricordo che l'agricoltura convenzionale, vista la carenza di alcuni prodotti, come il grano, che talvolta dobbiamo importare, garantisce una produttività necessaria al nostro Paese. Sottolineo come il biologico sia una scelta, piuttosto che un'opportunità, come afferma il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Christian Marchesini: «un driver strategico sui mercati internazionali, dove continua a crescere la domanda di vini sostenibili bio». Le parole biologico, agricoltura biologica e ambiente non diventino una religione; devono essere parole legate a un contesto culturale. Una cultura che in alcuni territori del nostro Paese, anche del mio Veneto, fa raggiungere elevatissime percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti; cultura che porta sempre più a un maggior rispetto per l'ambiente. Tornando al testo del provvedimento, l'articolo 6 istituisce il marchio biologico italiano per caratterizzare i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana, contraddistinti dall'indicazione «biologico italiano»: una tutela per gli agricoltori e i produttori e una garanzia per i consumatori, visto che certificherà prodotti biologici realizzati con materie prime 100 per cento italiane. Tutela e difesa, nonché promozione della dieta mediterranea, del made in italy , in questo caso anche del marchio biologico italiano: sono questioni importantissime per il nostro Paese (Applausi) . Questioni che ci devono accomunare, consapevoli che i nostri prodotti sono eccellenze che tutto il mondo ci invidia; coltivate, lavorate e conservate in contesti territoriali, da Nord a Sud, caratterizzati da una miriade di situazioni di microclima diversi. E non vi è prodotto che risulti uguale, spostandosi nei nostri meravigliosi territori; sapori, profumi e gusti invidiati in tutto il mondo. Da qui si deduce il motivo per il quale vi sono proposte, pratiche o leggi calate dal contesto europeo atte a depotenziare un'agricoltura e una produzione agroalimentare italiana, pietre miliari della nostra economia. Mi è piaciuta molto la reazione e la compattezza di fronte alla promozione del vino annacquato, che qualcuno vuole far passare come messaggio. Allungare il vino con l'acqua è un danno economico incalcolabile per la nostra economia agricola. (Applausi) . È un affronto alla qualità dei nostri vini: così, all'unanimità, i componenti della Commissione agricoltura del Senato. Queste levate di scudi rendono onore alla politica italiana. Mi piacerebbe fosse sempre così ogni volta che c'è un tentativo di sabotare o scimmiottare la nostra dieta mediterranea e il made in Italy . È significativo che oggi ci troviamo a votare il provvedimento sull'agricoltura biologica, per coincidenza in occasione della Giornata mondiale delle api, giornata istituita per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sul ruolo fondamentale di questi insetti per l'equilibrio degli ecosistemi, la tutela dei territori e la sicurezza alimentare. Importante è la mozione presentata dal Gruppo della Lega, che impegna il Governo ad adottare interventi per la salvaguardia dell'apicoltura italiana. Quindi, sotto l'auspicio della Giornata mondiale delle api, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà favorevolmente al provvedimento relativo all'agricoltura biologica. (Applausi) . NATURALE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, una legge di riferimento per l'agricoltura biologica era invocata da diverso tempo. Oggi, finalmente, siamo arrivati al traguardo, almeno in questo passaggio al Senato, in cui abbiamo inserito dei cambiamenti al testo unificato approvato alla Camera nel dicembre 2018. L'Italia occupa posti di rilievo, in Europa e nel mondo, per superficie coltivata a biologico e siamo i primi per numero di operatori coinvolti nel settore. Numeri che si traducono in un vantaggio rispetto al raggiungimento del 25 per cento di superficie agricola prevista dalla strategia europea, che ora è di circa l'8,5 per cento. Visto l'incremento di superficie dedicata al biologico, l'ampia e crescente diffusione dei relativi prodotti, insieme alla necessità di adeguarsi ai regolamenti europei del 2007 e del 2018, questo disegno di legge rende necessari, per un efficace sistema di controlli e per una migliore identificazione del settore, interventi volti a incentivare la costituzione di organismi, punti e piattaforme di aggregazione del prodotto e di filiere biologiche. Ormai è universalmente richiesto il massimo rispetto dell'ambiente e la produzione biologica è attenta proprio a questo, per la salvaguardia del clima, della biodiversità, delle risorse naturali e di servizi ecosistemici in vista del raggiungimento degli obiettivi dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.