[pronunce]

e, dall'altro lato, che tale provvedimento non è rinvenibile nel caso di specie, la questione di costituzionalità proposta rimarrebbe — nella stessa prospettiva della Corte rimettente, che qualifica come lesiva dello ius excludendi alios l'introduzione nell'abitazione concretamente avutasi nel giudizio a quo — priva di rilievo in tale giudizio: le intercettazioni in contestazione risulterebbero, difatti, comunque inutilizzabili, a prescindere dalla soluzione del quesito; che la riscontrata assenza di indicazioni sul punto nell'ordinanza di rimessione si risolve, pertanto, in un difetto di motivazione sulla rilevanza, atto a rendere — in conformità della costante giurisprudenza di questa Corte — manifestamente inammissibile la questione sollevata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 266, comma 2, del codice di procedura penale e dell'art. 13 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell'attività amministrativa), convertito, con modificazioni, nella legge 12 luglio 1991, n. 203, sollevata, in riferimento all'art. 14 della Costituzione, dalla Corte di cassazione con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA