[pronunce]

A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell'esito del referendum abrogativo relativo all'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per Io sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successivamente modificato e integrato con le disposizioni di cui all'art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 (Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, la Giunta regionale è autorizzata a porre in essere, ai sensi dell'art. 5, paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 1191/69 e (CEE) n. 1107/70, del 23 ottobre 2007, un provvedimento di proroga delle concessioni regionali. Allo stesso modo, procedono i Comuni titolari di concessioni di trasporto urbano. I provvedimenti sono formulati nel rispetto delle condizioni previste dal presente Capo VI e in ogni caso non possono superare la durata di un anno». Alla stregua del summenzionato regolamento europeo, condizione presupposta e necessaria per il ricorso alla disciplina derogatoria in discorso è la dimostrazione dello stato emergenziale enucleato nel c.d. «rischio di interruzione del servizio o di pericolo imminente di interruzione». E ciò - ha sottolineato la difesa dello Stato - fa difetto nell'art. 63, comma 1, sia nella formulazione originaria, sia in quella nuova assunta a seguito dell'innesto normativo del 2011, che si limita semplicemente a richiamare il riferimento al regolamento comunitario. Di contro, resta fermo il rispetto degli obblighi comunitari in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici derivanti dagli artt. 56 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (già art. 49 e seguenti del Trattato CE), siccome attuati dal d.lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture), che recepisce le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE in materia di coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi. Come pure resta fermo che - anche all'esito del referendum summenzionato e dei conseguenti vuoti normativi derivati dalla caducazione dell'art. 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008 - la materia delle proroghe delle concessioni in tema di servizio pubblico locale, come più volte ribadito dalla Corte costituzionale (da ultimo, con sentenza n. 325 del 2010), rientra nella tutela della concorrenza, che è materia di competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. Da tutto quanto sopra esposto la difesa dello Stato ha desunto che rimangono validi i motivi d'impugnazione dell'art. 63 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, come formulati negli scritti già depositati in atti. 10.4.- Pertanto, dopo aver chiesto all'adìta Corte costituzionale - con atto di rinunzia parziale al ricorso notificato a controparte il 15 dicembre 2011 - di voler dichiarare, in via principale, l'estinzione parziale del giudizio ovvero la cessazione della materia del contendere relativamente alla censura d'illegittimità costituzionale dell'art. 47 della legge della Regione Abruzzo n. 1 del 2011 in ragione della intervenuta abrogazione della stessa ad opera dell'art. 9 della legge regionale n. 24 del 2011, sulla base delle argomentazioni sopra svolte, la difesa dello Stato ha concluso, chiedendo, altresì, che la Corte costituzionale voglia dichiarare la cessazione della materia del contendere relativamente alla censura dell'art. 55 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, in ragione dell'intervenuta abrogazione parziale dello stesso ad opera dell'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 19 del 2011, nonché insistendo, affinché la Corte adìta voglia dichiarare l'illegittimità costituzionale degli artt. 11, 16, 36, 63, 75 e 76 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, per violazione degli artt. 3, 18, 23, 97, 117 e 120 Cost.1.- Con ricorso notificato il 14-18 marzo 2011 e depositato il successivo 21 marzo, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 18, 23, 97, 117 e 120 della Costituzione, degli articoli 11, 16, 36, 47, 55, 63, 75 e 76 della legge della Regione Abruzzo 10 gennaio 2011, n. 1 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Abruzzo - Legge Finanziaria Regionale 2011). Successivamente al ricorso, la suddetta legge regionale è stata oggetto di numerose modifiche. Parimenti è mutato il quadro normativo in relazione ad alcune delle disposizioni di legge statale evocate dal Governo come parametro interposto. 1.1.- L'art. 11 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011 prevede disposizioni in materia di erogazione di compensi per lavoro straordinario effettuati nell'ambito della notoria emergenza terremoto. In particolare, il comma 1 dispone che al personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa appartenente alla Protezione Civile della Regione Abruzzo e agli Enti strumentali della Regione impegnato, nell'anno 2009, presso le Strutture del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e, nell'anno 2010, presso la Struttura per la Gestione dell'Emergenza, è riconosciuto il compenso previsto per le prestazioni aggiuntive rese nell'àmbito delle disposizioni speciali per la gestione dell'emergenza post sisma. Il comma 2 prevede che i suddetti compensi sono rimborsati alla Regione dalla Struttura per la Gestione dell'Emergenza e sono erogati dalla Direzione regionale competente in materia di Risorse umane e strumentali della Giunta regionale, d'intesa con la stessa Struttura per la Gestione dell'Emergenza. Infine, il comma 3 autorizza la Giunta regionale a disporre con provvedimento amministrativo le variazioni di bilancio ai sensi dell'art. 25 della legge della Regione Abruzzo 25 marzo 2002, n. 3 (Ordinamento contabile della Regione Abruzzo), per l'iscrizione degli stanziamenti di entrata e di spesa destinati a dare attuazione alle disposizioni del presente articolo. 1.1.1.-