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Alcuni sostengono che con le procedure semplificate relative al superbonus del 110 per cento, introdotte con questo provvedimento, si aprirebbe alle sanatorie e ai condoni edilizi. Non è così. Dobbiamo dirlo subito e lanciare il messaggio giusto. Il superbonus del 110 per cento non intacca in alcun modo le sanatorie e i condoni. (Applausi) . Per questo motivo devo intervenire, per ristabilire una sorta di operazione verità. Ricordo che già nel settembre 2018, con il decreto-legge Genova, alcuni gridarono allo scandalo, perché quel provvedimento avrebbe consentito il condono ad Ischia (chi se lo dimentica? Una cosa incredibile). Poi la storia e i fatti ci hanno dato ragione: a Ischia non vi è stato alcun condono. (Applausi) . Ribadiamo che con il decreto-legge semplificazioni- bis non c'è alcun tipo di sanatoria, non c'è alcun tipo di condono edilizio. Ma soprattutto ribadiamo che, fin quando il MoVimento 5 Stelle farà parte di un Governo di questo Paese, queste cose non le vedremo mai. Dal superbonus del 110 per cento il nostro Paese ha ricevuto una spinta economica molto elevata. Stiamo parlando di svariati miliardi di euro. Il nostro Paese è diventato il primo tra le economie europee in cui si sono raggiunti e superati addirittura i livelli di produzione nel settore delle costruzioni del periodo antecedente il Covid-19. Immaginiamo che oggi, sebbene siamo in un periodo di scia della crisi economica e pandemica (perché ancora non è stata superata), oltre 4 miliardi di euro sono riconosciuti come cessione del credito di imposta. Sapete perché sono soltanto quattro? Perché il Governo ancora non assicura la proroga della scadenza del superbonus almeno al 2023. Basta pensare che oggi il settore delle costruzioni è così determinante al punto da segnare un più 36 per cento su base annuale: sono numeri enormi. Avevamo già ascoltato le voci di chi ci chiedeva aiuto per semplificare le procedure sul superbonus e una proposta concreta l'avevamo già fatta nel decreto-legge sostegni con un emendamento del MoVimento 5 Stelle, che proponeva che per gli interventi su cui riconoscere il superbonus bastasse una semplice comunicazione di inizio lavori asseverata, perché erano paragonati a interventi di ristrutturazione edilizia. È molto semplice: si tratta di manutenzione straordinaria, un po' come quando qualcuno di noi deve fare il rifacimento dell'intonaco a casa o deve sostituire le tegole sul manto di copertura. Quella è una manutenzione straordinaria che si fa con la cosiddetta CILA. In più abbiamo stabilito che non è richiesto lo stato legittimo dell'immobile. Questo non significa che si può fare su un immobile illegittimo; non è richiesto lo stato legittimo dell'immobile e alle colleghe che ridono chiedo di leggere bene l'articolato. Bisogna solo attestare il titolo abilitativo, l'autorizzazione dell'ultimo provvedimento o se la casa è stata realizzata prima del 1° settembre 1967. Ma questo non significa che si condonano le parti illegittime, assolutamente no. Anzi, la cosa è molto più semplice: facciamo l'esempio di Giuseppe che abita in un condominio a Roma con cinquanta unità abitative e magari in qualche unità abitativa qualcuno non vuole far entrare il tecnico perché ha l'altezza difforme internamente da quella che ha comunicato al Comune o che qualcun altro ha le verande abusive (il principale abuso in Italia forse avviene sulle verande). Perché Giuseppe e tutto il condominio su tutta la parte comune legittima non deve vedersi riconosciuto il superbonus 110 per cento? Non c'è motivo. Tutti noi siamo stati bombardati da e-mail che richiedevano aiuto in questo senso ed è per questo che noi, con una parte dell'articolo 33 del decreto-legge semplificazioni, abbiamo dato una mano a queste persone che vogliono efficientare la casa energeticamente o migliorarla dal punto di vista antisismico. Si prevede dunque che, individuata la parte legittima, solo su quella illegittima non si può ricorrere al superbonus, e non è previsto alcunché riguardo al rendere legittimo un qualcosa che è illegittimo. Il superbonus non intacca dunque né la legittimità dell'immobile, né l'illegittimità dell'immobile, né parti illegittime dell'immobile stesso. Questo sia chiaro. (Applausi) . Per dare ancora più forza normativa a questo concetto, in un emendamento passato in fase di conversione del decreto-legge alla Camera, firmato da tutte le forze parlamentari, si prevede la possibilità di intervenire anche su eventuali irregolarità emerse dai controlli ex post . Le violazioni formali non inficiano tutto il superbonus, ma gravano solo sulla irregolarità riscontrata, ed in caso di violazioni decade il beneficio solo sulla parte contestata e non sul complesso dell'agevolazione. È facile, semplice ed elementare, e chi fa finta di non vedere gioca sporco. Con un emendamento consentiamo di andare in deroga alle distanze nel caso di realizzazione del cordolo antisismico o del cappotto termico, come diamo la possibilità fino a trenta mesi di cambiare la residenza per chi compra una casa su cui si opera con il superbonus. Le imprese anche di ristrutturazioni immobiliari che abbattono e ricostruiscono possono avere trenta mesi di tempo se usufruiscono del superbonus. Infine, vi sono alcune informazioni sull'edilizia libera, che è valida purché nella CILA si faccia la descrizione. Signor Presidente, concludo dicendo che l'auspicio è che questa proroga arrivi prima della legge di bilancio 2022: in questo senso si sono impegnati il presidente Draghi, il ministro Giovannini in settimana e il ministro Franco in audizione la settimana scorsa nelle Commissioni finanze congiunte. Per il MoVimento 5 Stelle, però, questo deve accadere prima del dicembre 2021. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, prima di iniziare la mia esposizione, mi corre l'obbligo di dire qualcosa rispetto all'intervento appena svolto. All'articolo 33 viene specificato che per le opere di cui al superbonus del 110 per cento non è richiesto il titolo abilitativo, il che chiaramente apre una falla enorme, perché qualsiasi comunicazione venga fatta agli enti deve essere sempre documentata anche con il titolo abilitativo. Ma, soprattutto, poiché non volevamo assolutamente che la misura del 110 per cento venisse inficiata dalle piccole difformità, già nel decreto semplificazioni- bis , quello del Governo Conte II, si era provveduto a eliminare nella valutazione della fattibilità dell'opera le piccole difformità, che già non erano considerate. Di Ischia parleremo in un altro momento. Per quanto riguarda questo provvedimento, c'è da valutare chiaramente il metodo: 121 articoli, portati all'esame del Senato il 24 luglio e che devono essere licenziati entro il 30. Nella relazione illustrativa della 1 a Commissione, si dice molto chiaramente, nero su bianco, che la prassi ormai è che sia solo una Camera a valutare i provvedimenti. Questo è gravissimo, perché stiamo mettendo in atto delle riforme costituzionali di fatto, anche se abbiamo visto che il popolo italiano si era espresso diversamente, ma il tempo è poco.