[ddlpres]

La Commissione svolge la propria attività all'interno di un dipartimento specializzato sulle tematiche minorili istituito presso il Ministero degli affari esteri con apposito regolamento di attuazione e si avvale di personale dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri e di altre amministrazioni pubbliche. Presso ogni ufficio delle rappresentanze italiane all'estero è designato un funzionario quale referente per le attività di adozione internazionale, che collabora con gli enti autorizzati e svolge le attività proprie della Commissione di cui abbia ricevuto specifica delega. A garanzia del principio di sussidiarietà delle adozioni internazionali, la Commissione avrà cura di promuovere l'attivazione di specifiche linee di finanziamento da impiegare per il rafforzamento dei sistemi di protezione dell'infanzia nei Paesi da cui provengono i minori adottati da persone residenti in Italia». Art. 8. (Adozione dei minori con bisogni speciali) 1. All'articolo 6 della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. I limiti di cui al comma 3 possono essere derogati ai fini dell'adozione nazionale, qualora il tribunale per i minorenni accerti che dalla mancata adozione derivi un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore»; b) il comma 8 è sostituito dal seguente: « 8. Nel caso di adozione di minori con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o che appartengano ad una delle categorie con bisogni speciali ai sensi delle linee guida della Conferenza de L'Aia di diritto internazionale privato del 2009, i requisiti di cui ai commi 1 e 3 del presente articolo non si applicano. L'adozione, in questi casi, è altresì consentita ad una persona singola. Lo Stato, le regioni e gli enti locali intervengono in favore di tali minori, nell'ambito delle proprie competenze nei limiti delle disponibilità finanziarie e dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all'inserimento sociale, fino all'età di diciotto anni degli adottati». Art. 9. (Affidamento di minori provenienti da Stati in cui non è prevista l'adozione) 1. Al titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184, dopo il capo I è inserito il seguente: «Capo I- bis -- INGRESSO IN ITALIA E PROTEZIONE DEI MINORI STRANIERI PROVENIENTI DA PAESI CHE NON RICONOSCONO GLI ISTITUTI DELL'ADOZIONE E DELL'AFFIDAMENTO PREADOTTIVO. Art. 39- quinquies. -- 1. Fermo restando il rispetto delle norme che regolano l'ingresso in Italia degli stranieri, per l'ingresso e il soggiorno in Italia dei minori stranieri provenienti da Paesi che non riconoscono l'adozione e l'affidamento a scopo preadottivo è necessaria l'autorizzazione della Commissione di cui all'articolo 38, che è rilasciata nel rispetto delle disposizioni di cui al presente capo. Art. 39- sexies. -- 1. Nel caso di minore di cui la competente autorità straniera abbia accertato lo stato di abbandono, l'ingresso e la permanenza del minore in Italia sono ammessi a condizione che: a) il minore sia accompagnato da almeno un adulto che eserciti su di lui la potestà genitoriale, in base ad un provvedimento dell'autorità giudiziaria competente del Paese di origine del minore; b) il provvedimento della competente autorità straniera abbia autorizzato l'espatrio del minore e la residenza in Italia in maniera permanente; c) il minore sia originario di Paesi con cui l'Italia ha concluso un accordo internazionale in base al quale alle autorità del Paese di nuova residenza del minore sono trasferite la giurisdizione e la competenza ad adottare le misure necessarie per la protezione del minore in conformità al suo superiore interesse; d) gli accordi di cui alla lettera c) contengano le condizioni di cui al presente articolo; e) siano stati rispettati i requisiti e le procedure di cui al capo I del presente titolo; f) il provvedimento straniero sia corredato da una copia certificata e conforme dell'atto di nascita del minore, del certificato di decesso dei genitori oppure dell'atto in cui è accertato lo stato di abbandono del minore; g) il minore di età superiore a dodici anni abbia prestato il proprio consenso al trasferimento all'estero; h) entro sei mesi dalla data dell’ingresso in Italia sia richiesta la pronuncia di adozione del minore al tribunale per i minorenni territorialmente competente che, sussistendone le condizioni, emette una sentenza agli effetti di cui all'articolo 27. Nel caso in cui l'adozione sia richiesta da un parente del minore si applica l'articolo 44. 2. Per le richieste fondate su provvedimenti stranieri emessi in data precedente all'entrata in vigore del presente articolo, l'autorizzazione può essere rilasciata anche in assenza dei requisiti di cui al comma 1, purché il requisito di cui alla lettera c) del medesimo comma 1 sussista al momento della richiesta e sia chiesto al tribunale per i minorenni territorialmente competente un provvedimento ai sensi dell'articolo 22 nel termine di cui alla lettera h) del citato comma 1, sempre che ciò corrisponda all'interesse del minore, avuta considerazione per i legami già instauratisi. Art. 39- septies. -- 1. Nel caso di minore la cui misura di protezione disposta all'estero abbia carattere temporaneo e funzione assimilabile alla misura di protezione di cui al titolo I- bis , l'ingresso e la permanenza del minore in Italia sono ammessi a condizione che: a) il provvedimento straniero che autorizza l'espatrio e la residenza all'estero del minore sia emesso od omologato dalla pubblica autorità; b) gli adulti che richiedono l'autorizzazione all'ingresso del minore abbiano entrambi la medesima nazionalità del minore ovvero, in difetto, abbiano rispettato le condizioni e procedure di cui al titolo IV- bis ; c) gli adulti che richiedono l'autorizzazione all'ingresso del minore siano uniti a questo da vincolo di parentela entro il quarto grado ovvero, in difetto, abbiano rispettato le condizioni e le procedure di cui al titolo IV- bis ; d) il provvedimento straniero sia corredato da un progetto che illustri lo scopo della misura di protezione del minore e la prevedibile durata della stessa; e) entro sei mesi dall'ingresso in Italia sia richiesta la pronuncia di adozione in casi particolari del minore, ai sensi dell'articolo 44, al tribunale per i minorenni territorialmente competente. 2. Per le richieste fondate su provvedimenti stranieri emessi in data precedente all'entrata in vigore del presente articolo, l'autorizzazione può essere rilasciata anche fu assenza dei requisiti di cui alle lettere b) e c) del comma 1, sempre che ciò corrisponda all'interesse del minore, avuta considerazione per i legami già instauratisi. Art. 39- octies. -- 1. Il minore che ha fatto ingresso nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 39- quinquies gode, dal momento dell'ingresso, di tutti i diritti attribuiti al minore italiano in affidamento familiare. 2.