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Al fine di calare tale principio nella realtà storica e nel funzionamento sostanziale del nostro sistema elettorale e di renderne effettiva la finalità (vale a dire la salvaguardia dell'istituto della rappresentanza parlamentare da interessi meramente partitici o « di casta », protesi più alla ricerca di metodi atti a favorire la conservazione di condizioni o posizioni di privilegio che non alla più stretta osservanza ai princìpi costituzionali), non si può tuttavia non considerare il ricorso, non inconsueto, peraltro, nel nostro ordinamento, all'istituto dello scioglimento anticipato delle Camere. Ne consegue l'oggettiva impossibilità di identificare la scadenza (naturale o, invece, anticipata) della legislatura, e dunque, dare fattiva applicazione al principio di stabilità del sistema elettorale in argomento. Il presente disegno di legge costituzionale propone pertanto un intervento di ordine inverso, sia pur diretto alla medesima finalità di ordine pratico, agendo sul termine di entrata in vigore di una nuova legge elettorale e differendo tale termine ai ventiquattro mesi successivi alla sua approvazione. Si intende in tal modo rispettata e, finanche, cautelativamente estesa la soglia dei dodici mesi identificata a livello internazionale come lasso minimo idoneo a perseguire finalità di stabilità del sistema elettorale e salvaguardarlo da ingerenze politiche rispondenti più a logiche momentanee e estemporanee di interesse partitico che non all'interesse generale ad una rappresentanza parlamentare di qualità.. 1 1 All'articolo 73 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Le leggi recanti modifiche al sistema di elezione delle Camere entrano in vigore decorsi ventiquattro mesi dalla loro approvazione ».