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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Turchia sulla lotta ai reati gravi, in particolare contro il terrorismo e la criminalità organizzata, fatto a Roma l’8 maggio 2012. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Turchia sulla lotta ai reati gravi, in particolare contro il terrorismo e la criminalità organizzata, sancisce l'impegno dei due Paesi a rafforzare ed intensificare la collaborazione e il reciproco scambio di informazioni, esperienze e prassi al fine di prevenire e combattere i reati gravi, la criminalità organizzata e il terrorismo. L'Intesa si pone l'obiettivo di creare uno strumento giuridico per meglio regolamentare la collaborazione operativa, intensificando i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi. Il contesto internazionale pone l'attenzione sulla necessità di una collaborazione più stretta nel contrasto alle attività della criminalità organizzata, al fine di garantire la sicurezza ed il benessere della comunità. Sotto il profilo tecnico-operativo, l'Intesa si rende necessaria per realizzare una cooperazione bilaterale di polizia in materia di lotta ai reati gravi, alla criminalità organizzata e al terrorismo, in modo da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, nei limiti di quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici, dagli obblighi internazionali e da quanto stabilito nell'Intesa stessa. Il testo dell'Accordo ricalca nel contenuto altri recenti intese della stessa natura. L'Atto internazionale specifica, innanzitutto, l'obbligo alla cooperazione in conformità alle rispettive legislazioni nazionali e ai trattati internazionali vigenti (articolo 1); individua poi i settori nei quali la cooperazione si renderà operativa, ossia nella prevenzione e nella lotta a: criminalità organizzata transnazionale (compreso il riciclaggio del denaro, il cyber crime ed il traffico di oggetti d'arte); produzione illecita e traffico di stupefacenti, di sostanze psicotrope e di precursori chimici ; tratta di esseri umani e traffico di migranti; terrorismo e relative attività di finanziamento. L'elencazione non ha il carattere della esaustività, ma costituisce solo una mera indicazione dei fenomeni attraverso i quali si manifesta generalmente l'agire della criminalità organizzata (articolo 2). L'Accordo sancisce, quindi (articolo 3), quali saranno le modalità della cooperazione, la cui attuazione avverrà in conformità alle proprie legislazioni nazionali e, in particolare per l'Italia, anche agli obblighi derivanti dalla sua appartenenza all'Unione europea. Sono quindi individuati: lo scambio e l'analisi delle informazioni sulle organizzazioni criminali, sul modus operandi , sulle strutture e sui contatti; l'adozione delle misure necessarie a coordinare l'attuazione di operazioni congiunte e di speciali tecniche investigative, quali le consegne controllate e le operazioni sottocopertura; le misure per prevenire e combattere la produzione illecita e il traffico di stupefacenti, di sostanze psicotrope e di precursori chimici; lo scambio di informazioni di carattere operativo per l'identificazione e la localizzazione di persone, oggetti e denaro riferibili ai reati previsti dall'Intesa; lo scambio di informazioni sulle tecniche ed i metodi sviluppati per il contrasto dei reati nell'ambito dei servizi di polizia minorile; lo scambio di informazioni sulle politiche migratorie; lo scambio di informazioni su passaporti e altri documenti di viaggio; l'esecuzione delle richieste di assistenza (di cui all'articolo 4); infine le Parti cooperano alla organizzazione reciproca di corsi di formazione. L'Accordo indica le procedure per l'esecuzione delle richieste di assistenza, individuandone i requisiti formali e sostanziali ed i motivi del rifiuto (articolo 4); particolare attenzione viene posta alla tutela ed ai limiti relativi all'utilizzo delle informazioni e dei documenti (articolo 5). L'articolo 6 individua quali sono le Autorità preposte alla applicazione dell'Accordo: per la Parte italiana, il Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell'interno; per la Parte turca, il Ministero dell'interno. Entro trenta giorni dalla firma dell'Accordo, le Parti procederanno alla comunicazione reciproca degli elenchi degli Uffici nazionali autorizzati alla gestione dei contatti per l'adempimento delle disposizioni dell'Intesa. Le parti cooperano, inoltre, attraverso i canali Interpol, i rispettivi ufficiali di collegamento ed altri esperti per i reati previsti dall'Accordo. Sono poi stabilite: la possibile effettuazione di riunioni e consultazioni al fine di agevolare l'esecuzione e l'osservanza dell'Accordo (articolo 7); le modalità di composizione delle eventuali controversie (articolo 8); la non pregiudizialità del presente Accordo ai diritti ed obblighi derivanti da altri trattati internazionali stipulati dalle Parti (articolo 9); le modalità di ripartizione, tra i due Paesi, degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione dell'Accordo stesso (articolo 10). Le lingue di lavoro nell'ambito della cooperazione prevista dall'Intesa sono l'italiano ed il turco, con relativa traduzione in lingua inglese (articolo 11). L'Accordo prevede, infine, le procedure per l'entrata in vigore, la modifica, gli emendamenti e la cessazione dell'Accordo (articolo 12). Il testo pattizio resta in vigore fino a quando una delle Parti non notifichi per iscritto all'altra Parte, con almeno sei mesi di anticipo, la propria intenzione di revocarlo. Per gli oneri finanziari, derivanti dall'attuazione dell'Accordo, si rimanda all'allegata relazione tecnica.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l’Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Turchia sulla lotta ai reati gravi, in particolare contro il terrorismo e la criminalità organizzata, fatto a Roma l’8 maggio 2012. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all’Accordo di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall’articolo 12 dell’Accordo stesso. Art. 3. (Copertura finanziaria) 1. All’onere derivante dalla presente legge, valutato in euro 72.482 per l’anno 2013, in euro 66.947 per l’anno 2014 e in euro 72.482 a decorrere dall’anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n.196, il Ministro dell’interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge e riferisce in merito al Ministro dell’economia e delle finanze.