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Stiamo mancando di riconoscere la componente alimentare insopprimibile dello stipendio di chi è sospeso dal lavoro perché non ha provveduto alla vaccinazione, mentre - per fare un esempio - questa parte alimentare dello stipendio viene riconosciuta ai mafiosi, agli assassini o a tutti coloro i quali - dipendenti pubblici - sono sospesi dal servizio in attesa del percorso processuale che li vede imputati per reati gravissimi, anche odiosi. Ebbene, a quelli vengono riconosciute l'indennità e la parte alimentare dello stipendio, ma a coloro i quali sono sospesi dal lavoro e dallo stipendio perché non hanno provveduto alla vaccinazione non viene riconosciuta la parte alimentare dello stipendio. È così, Presidente, non viene riconosciuta. (Applausi) . C'è gente che non arriva a poter garantire alla propria famiglia la spesa alimentare. Mi sembra di vedere l'incredulità negli occhi dei colleghi che ascoltano - pochi a dire il vero - ma vi garantisco che questo accade: esistono anche emendamenti della parte politica della Presidente che hanno tentato di far capire al Governo che non si può continuare così. Vi è un altro argomento, anch'esso paradossale: ci accingiamo per quanto possibile - l'abbiamo detto ieri e ripetuto - ad accogliere i profughi di questa sciagurata guerra dentro l'Europa e alle porte dei confini nazionali. Ebbene, numerosi di questi soggetti sono vaccinati con lo Sputnik: avete fatto questa considerazione banale? Vi rendete conto che quello è un vaccino che ha la stessa tecnologia e le stesse risultanze di effetto e di validità dei vaccini che abbiamo inoculato in Italia, come Pfizer e Moderna, ossia vaccini ad mRNA? Eppure, non riconosciamo a chi ha ricevuto il vaccino Sputnik la copertura del green pass. Quindi, che cosa faremo con questa gente? Li rivacciniamo di nuovo oppure li lasciamo senza green pass , con tutto quello che comporta? Che cosa accadrà a questa gente che arriva da quel territorio di guerra e sopraffazione? Deposito a beneficio dell'Assemblea un altro argomento, e ci sono emendamenti che trattano di queste materie. Abbiamo lanciato il vaccino Novavax, un vaccino proteico, presentato come il vaccino dei verdi, il vaccino di tutti i coloro i quali non si erano vaccinati finora perché non si fidavano o non si affidavano a quello che gli avevamo raccontato riguardo alla validità dei vaccini fino a questo momento utilizzati. Ebbene, il vaccino Novavax è un fallimento, nel senso che tutte le Regioni l'hanno messo a disposizione, ma non c'è accesso a questo vaccino; e ormai è registrato ampiamente. Accade quindi, colleghi, che quello che si doveva fare fin dall'inizio, ancora oggi non lo stiamo facendo; ancora oggi pensiamo di voler costringere la gente a vaccinarsi anziché convincerla. E come è possibile convincere la gente a vaccinarsi, collega Sileri? È possibile attraverso i medici di medicina generale. Recentemente, abbiamo tenuto un'audizione in Commissione con i rappresentanti sindacali dei medici di famiglia, i quali hanno dichiarato che nessuna Regione ha messo a disposizione dei medici i tabulati dei loro assistiti che non sono coperti dal vaccino; non c'è stato feedback , non c'è stata collaborazione, non c'è stato coinvolgimento della figura principale a cui il cittadino deve affidarsi. A chi si deve affidare il cittadino? Alla Gruber e a «Otto e mezzo»? A chi si deve affidare il cittadino se non al suo medico di famiglia? Ebbene, i medici di famiglia sono stati sempre, costantemente, anche in questa circostanza relativa al vaccino Novavax, esclusi da ogni operazione di convincimento e di coinvolgimento dei cittadini tuttora non vaccinati. Signor Presidente, sono passati nove minuti e venticinque secondi. PRESIDENTE. Ha dieci minuti e la avviso che mancano trentacinque secondi. Non si fida della campanella? ZAFFINI (FdI) . Ho ancora quaranta secondi. Ultima considerazione e poi mi avvio a concludere, signor Presidente. Tanto non credo che ci sarà particolare traffico negli interventi di questa mattina. PRESIDENTE. Le do un altro minuto. Si avvii alla conclusione. ZAFFINI (FdI) . Passiamo alla vicenda della ventilazione delle aule. Ancora oggi, dopo due anni di pandemia e in queste giornate particolarmente fredde anche a Roma, stiamo ventilando le aule delle scuole dove mandiamo i nostri ragazzi attraverso l'apertura delle finestre. Se questo è accettabile in un Paese civile e moderno, lo lascio considerare a voi. Abbiamo approvato degli emendamenti che riguardano la possibilità di adeguare le aule con la ventilazione meccanica forzata nei plessi scolastici, ma questi provvedimenti non trovano riscontro nelle circolari e nei regolamenti che il Governo deve attuare; lo deve fare oggi, subito, non tra tre o sei mesi. Ma tutto questo non c'è e in compenso portate in fase di conversione e approvazione dell'Assemblea del Senato e nei due rami del Parlamento provvedimenti scaduti il 28 febbraio. Io credo, signor Presidente, che a tutto questo bisogna dare un taglio. L'ha detto il Presidente della Repubblica. Non lo dice il povero senatore di campagna, ma l'ha detto il Presidente della Repubblica. Bisogna dare un taglio e, se non lo fa la Presidenza del Senato, constatato che il Governo di queste attenzioni non ne ha, chi lo deve fare? Io mi domando e vi domando: chi lo deve fare? Chi è che deve richiamare ognuno al senso di responsabilità consono al proprio ruolo e a esercitare fino in fondo le proprie prerogative, come prevede il percorso costituzionale, e non oltre? Stiamo ampiamente andando oltre, signor Presidente. È ora di farla finita. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, questo decreto è fuori tempo massimo ed è fuori luogo, totalmente, innanzitutto perché si fonda su dati vecchi, che risalgono al 5 novembre e al 12 dicembre 2021. Il decreto, per sua natura, ha una durata provvisoria e, quindi, non c'è assolutamente necessità di convertirlo in legge, laddove le evidenze di questo periodo ci dicono che è assolutamente insensato farlo. È insensato, perché è un accanimento contro persone che hanno deciso di non vaccinarsi, scientemente, o perché non lo possono fare per ragioni di salute o perché non si sentono tutelate da questi prodotti, che non hanno seguito un iter sperimentale regolare. E ne hanno tutto il diritto, perché glielo riconoscono le convenzioni internazionali: glielo riconosce la Carta dei diritti fondamentale dell'Unione europea, glielo riconosce la Convenzione di Oviedo; glielo riconosce anche il Regolamento 2021/953, che è un atto sovraordinato rispetto anche al nostro ordinamento, perché è un regolamento europeo e, quindi, direttamente applicabile e operativo nel nostro ordinamento, il quale impone la non discriminazione anche in caso di scelta di non vaccinarsi. Questi prodotti vengono imposti anche a persone che hanno una immunizzazione più aggiornata rispetto a quella che può offrire questo vaccino. Non si può, infatti, sostenere che chi ha contratto il virus successivamente all'uscita del vaccino non abbia una immunizzazione più aggiornata. Quindi, è assurdo che questa persona si sottoponga oggi a delle vaccinazioni che non la tutelano in ogni caso.