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Mi chiedo se non sarebbe stato meglio chiedere all'Assemblea un coinvolgimento più diretto. Lo dico in maniera costruttiva, perché non voglio far polemica fine a sé stessa, che non ha senso: non sarebbe stato meglio coinvolgere il Parlamento in queste settimane con provvedimenti anche legati a quelli che oggi sono contenuti nel decreto milleproroghe e chiedere un impegno alle Commissioni e all'Assemblea per cercare di migliorare quella disposizione legislativa? Noi poniamo questo tema all'attenzione del Governo, del Paese e di tutti coloro i quali hanno sperato nella logica del cambiamento: il cambiamento - lo dico con rammarico - non c'è, perché noi siamo di fronte alle stesse identiche cose. Per anni siamo stati bistrattati perché mancava il rispetto della legge costituzionale, dell'articolo 70 e dell'articolo 77, per quanto riguarda la decretazione d'urgenza, e oggi cosa abbiamo? Abbiamo gli stessi che saltavano sui banchi del Senato o della Camera, che invadevano i banchi del Governo, che per le strade ci insegnavano il rispetto della legge e della Costituzione al grido di «onestà!», «istituzioni!», «rispetto!», «Costituzione!» e così via, che ci ripresentano, sic et simpliciter , un decreto milleproroghe uguale, identico a quello che veniva presentato nelle scorse legislature. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . E che io, da amministratore locale, ho sempre contestato, qualunque fosse il Governo, perché non è possibile fare gestione amministrativa sul territorio o fare impresa se tutte le volte, a un certo punto, ti cambiano le regole del gioco in corsa. Non è possibile! Questa è la logica. Noi dobbiamo tornare a parlare alla gente e spiegare che questo metodo non va più. Mi sarei aspettato - lo dico con grande rispetto - che una maggioranza composta così, avesse detto: «No, noi il decreto milleproroghe non lo facciamo». Le norme sono sbagliate? Bene, intanto le norme si applicano; poi si arriva ad una discussione approfondita, magari non si chiude il Parlamento nel mese di agosto - chi vi parla fa l'imprenditore turistico e le ferie d'agosto non le ha mai fatte (Applausi dal Gruppo FI-BP) , ma non vorrei tornare sul tema del lavoro altrimenti qualche collega del MoVimento 5 Stelle si arrabbia, quindi lascio perdere (tanto il nostro punto di vista lo conoscete piuttosto bene), e si discute, anche nel momento in cui l'Italia mette in folle il motore della produttività. Magari saremmo arrivati a settembre con una legislazione, su alcuni punti, non dico su tutti (ma le Commissioni sono 14 e in più ci sono quelle speciali, perché qui c'è anche la proliferazione: sembra che ci sia un gene che moltiplica le cose all'interno di Camera e Senato), seria e corretta, che andasse nella direzione delle esigenze delle imprese. Peraltro, e lo dico con grande rispetto, sarebbe andata nella direzione del punto di vista della maggioranza. Noi dobbiamo prendere atto del nostro ruolo di minoranza, tuttavia, siccome io non mi ritengo all'opposizione, ma mi ritengo in forza di minoranza, momentaneamente, ma di Governo, ritengo che avremmo potuto portare e apportare il nostro punto di vista a una legislazione molteplice, dato che questo decreto milleproroghe affronta vari temi e ha un ventaglio di opportunità, come si direbbe in campo commerciale, enorme cui ognuno può aggiungere del suo (e vedrete cosa succederà con gli emendamenti). Avremmo potuto apportare delle modifiche strutturali, che avrebbero portato a una legislazione matura senza arrivare alle proroghe. Questo è il concetto al quale noi siamo legati e al quale noi vogliamo agganciarci, perché quella che noi definiamo «l'altra Italia» è proprio questa; questa Italia o quella che è stata non ci piace più. Pertanto, visto che abbiamo rinnovato i nostri Gruppi parlamentari per oltre il 70 per cento, visto che guardiamo al futuro con un obiettivo diverso, per noi l'altra Italia non è quella che rappresentate voi oggi in Parlamento, ma è quella che tentiamo e vogliamo rappresentare noi oggi in quest'Aula e nelle piazze nei prossimi mesi. Così faremo. (Richiami del Presidente). Caro Presidente, grazie dell'opportunità che mi ha dato. Noi su questo provvedimento chiediamo l'aiuto di tutti i senatori, perché so che ragionate sulle cose che vengono presentate: vi prego, votate favorevolmente sulla pregiudiziale che Forza Italia ha presentato perché è il punto di vista maturo che ci aspettavamo da voi e non è arrivato. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE . Nel corso della discussione potrà prendere la parola un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti ciascuno. COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, noi speriamo che non venga discusso il cosiddetto decreto milleproroghe e le pregiudiziali vengono poste per questo, perché la magnifica dichiarazione di voto della Lega sul decreto precedente, che già era incredibile di per sé, sarebbe minimamente credibile solo se ora non discutessimo il milleproroghe. Tutto l'impianto di grande riforma dello Stato, infatti, si scontra con la necessità di prendere tempo, ma per fare che cosa? Ecco, non si capisce. Il milleproroghe non contiene alcun tipo di valutazione sulla futura prefigurazione di tutti i temi che vengono toccati. Questo Governo prende tempo e cerca di capire che cosa fare, ma nel frattempo che cosa fa? Dico questo perché il Partito Democratico ha governato il Paese per anni ed ogni anno ha previsto un decreto cosiddetto milleproroghe ma ha anche seguito un'idea, che era quella di ridurre costantemente, anno per anno, le proroghe per dare certezze al Paese. Le tanti parti del Paese hanno bisogno di certezze, di certezza delle regole. Ne hanno bisogno i Comuni, ne hanno bisogno le imprese, ne hanno bisogno le istituzioni del territorio che fanno investimenti. Bene, con questo milleproroghe si getta nell'incertezza gran parte del Paese. Vogliamo fare qualche esempio? Parliamo di Province, di intercettazioni, di banche di credito cooperativo, di finanziamento delle infrastrutture. Ci sono i soldi, ci sono delle destinazioni, sono già stati individuati i progetti che devono essere finanziati e ora si prende tempo per fare dei decreti importantissimi che dal punto di vista infrastrutturale aiuterebbero in modo fondamentale il nostro Paese. Ecco, quindi, oggi il milleproroghe rappresenta uno sbaglio. Rappresenta qualcosa che non doveva essere fatto, perché dà incertezza al Paese. Non dico che l'Italia debba essere cambiata in un momento. Noi avevamo cominciato un percorso di graduale riduzione dell'incertezza e la graduale riduzione di incertezza andava anche nella direzione di eliminare gli elementi che anche strutturalmente, nel nostro Paese, creano incertezza. Si chiamano riforme. Le riforme le avevamo proposte e in questo senso crediamo che ci debba essere ancora un futuro di riforme nel nostro Paese.