[resaula]

subito dopo l'attracco, le autorità sanitarie marittime hanno effettuato le operazioni di ispezione e campionamento del grano per verificare eventuali tossicità e valutare le condizioni di trasporto; considerato che: il livello di tossicità del grano d'importazione che proviene dal Canada ha livelli molto diversi rispetto agli standard italiani, in quanto in Canada l'uso del glifosato è sottoposto a regole meno stringenti rispetto all'Unione europea; gli importatori utilizzano tale prodotto per miscelarlo ai cereali locali, abbassando così il livello di tossicità, ma mettendo comunque a serio rischio la salute dei cittadini; il grano importato dal Canada deprezza il prodotto locale, avente caratteristiche organolettiche e di salubrità eccellenti, e crea un grave danno economico per gli imprenditori agricoli operanti nel territorio italiano; visto che l'episodio richiama l'attenzione sulla necessità di controlli stringenti sui prodotti agroalimentari che arrivano nei nostri porti da Paesi extra UE, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali urgenti iniziative intenda assumere, per quanto di competenza e in raccordo con gli enti interessati, al fine di tutelare i nostri produttori agricoli e salvaguardare la salute dei cittadini. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02086 TOFFANIN FERRO CAUSIN DE POLI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: in questi ultimi giorni il Veneto è stato flagellato da violente perturbazioni di vento, pioggia e grandine che, anche se fortunatamente non hanno provocato vittime tra la popolazione, hanno determinato ingenti danni alle coltivazioni e a edifici pubblici e privati; solo il pronto intervento della protezione civile, dei Vigili del fuoco e di tutte le forze dell'ordine è riuscito a scongiurare il peggio; i violenti nubifragi hanno interessato in paricolar modo le province di Treviso, Padova, Venezia e Rovigo; si sono registrate trombe d'aria nei territori trevigiani di Zenson di Piave, San Biagio di Callalta, Silea e Salgareda che hanno completamente divelto e sradicato alberi e filari di interi vigneti. Nella fascia pedemontana che va da Castelfranco Veneto, Montebelluna e Asolo mezzora di grandine ha provocato danni a vigneti e grandi colture come mais per l'alimentazione di bovini; è crollato parte del merlo Guelfo del 1300 della cinta muraria di Montagnana, riconosciuta come la "meglio conservata d'Europa", è stata danneggiata la copertura del palazzetto dello sport a Montegrotto Terme, sono stati scoperchiati numerosi capannoni nella zona di Noventa di Piave nel veneziano; sono stati colpiti anche i vigneti e frutteti, in particolare di mele e pesche, ai piedi dei colli Euganei nei comuni tra Abano e Montegrotto fino a Due Carrare e Maserà, dove per 20 minuti sono caduti chicchi di grandine "grandi come albicocche"; Coldiretti, Condifesa, Confagricoltura e tutti gli enti territoriali coinvolti sono alla presa con la conta dei danni che si presentano particolarmente ingenti: si stima una perdita di raccolto che va dal 30 per cento nelle coltivazioni di mais e soia, al 50 per cento nei frutteti con picchi addirittura fino all'80-100 per cento soprattutto nel comparto vitivinicolo, e circa 450 ettari danneggiati solo nel padovano, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi al fine di decretare lo stato di calamità naturale e quali saranno gli interventi a supporto; se non ritengano urgente intervenire per assegnare adeguate e sufficienti risorse per consentire il ripristino della normalità e il sostegno alle imprese e ai Comuni coinvolti, precisando altresì quali siano attualmente quelle disponibili; se non intendano attuare politiche affinché le risorse economiche impiegate negli interventi di ripristino possano essere destinate con finalità preventiva e se non si voglia in questo senso coinvolgere attivamente l'Unione europea attraverso la mobilitazione del fondo di solidarietà europeo e l'utilizzo di tutti gli strumenti di emergenza contemplati a livello comunitario. Atto n. 4-02087 FAZZOLARI CIRIANI BERTACCO CALANDRINI LA PIETRA MAFFONI NASTRI PETRENGA RUSPANDINI URSO ZAFFINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 21 marzo 2015, a Caen, i Governi di Italia e Francia hanno stipulato un accordo relativo alla definizione dei confini marittimi, rideterminando le linee di demarcazione tra le acque territoriali italiane e francesi e le zone sotto giurisdizione nazionale oltre i confini territoriali; particolarmente in relazione a queste ultime, il trattato comporterebbe l'assegnazione dell'esclusiva economica alla Francia sulla "fossa del cimitero", tra Ventimiglia e Mentone, e su diverse zone a nord ovest della Sardegna, particolarmente ricche di fauna ittica anche pregiata (gambero rosso) e soprattutto vitali per l'economia delle aree interessate, di numerose flotte di pescherecci, di migliaia di famiglie; le aree, oltre che particolarmente appetibili per le attività di pesca, rivestono notevole importanza anche dal punto di vista delle risorse naturali: sembrerebbe infatti che vi siano riserve di gas (stima di 1.4 trilioni di metri cubi) e di petrolio (stima di 0.42 miliardi di barili), il cui sfruttamento non sarebbe più di esclusiva competenza italiana; a giudizio degli interroganti non è possibile intravedere alcuna motivazione per la quale il Governo italiano pro tempore abbia firmato un accordo particolarmente generoso nei confronti della Francia e decisamente svantaggioso per l'Italia, e nessuna motivazione in tal senso è mai stata esplicitata dal Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, dal sottosegretario con delega agli affari europei Sandro Gozi, rappresentanti del Governo italiano tavolo delle trattative e al momento della firma; considerazioni avvalorate dal pressoché totale silenzio che ha accompagnato la vicenda e dall'imbarazzato tentativo degli stessi di disconoscere gli effetti del trattato una volta portato all'attenzione pubblica; il trattato di Caen, a norma dell'articolo 6, entrerà in vigore e produrrà effetti giuridici a seguito "dell'avvenuto espletamento delle procedure interne necessarie per l'entrata in vigore" dell'accordo, che nel caso dell'Italia è rappresentata dalla ratifica del Parlamento, finora non avvenuta; in più di un'occasione la Francia ha agito come se il trattato fosse già in vigore, per il tramite addirittura di soggetti istituzionali come il Ministero dell'ecologia che, in occasione di una consultazione pubblica nel 2018 per definire le linee strategiche per la gestione del mare francese fino al 2030, ha pubblicato sul suo sito ufficiale delle cartine geografiche che riportavano i confini marittimi così come sarebbero stati se fosse entrato già in vigore il trattato di Caen; situazione analoga anche quest'anno, con una consultazione pubblica tenutasi tra marzo e giugno dal Governo francese in cui sono stati riportati, ancora una volta, confini marittimi errati;