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c'è un'incognita e non avrebbe comportato alcun costo prevedere delle analisi su tutti gli accumuli di rifiuti e su tutte le discariche, per capire una buona volta qual è la situazione, al di là delle responsabilità. Ovviamente nessuno pretende di colpevolizzare chi ha autorizzato la realizzazione di quelle discariche sulla base delle leggi precedenti; ma comunque quegli ammassi di rifiuti stanno producendo dei danni all'ambiente e alla salute e bisognerebbe dare finalmente delle risposte. L'emergenza che c'è in questo momento, da un anno a questa parte, non è quella che ricordava la collega Garavini, e cioè l' impasse della burocrazia, che oramai è cronica in Italia. La vera emergenza è l' impasse politica di un Paese bloccato da una maggioranza divisa (Applausi) , da una maggioranza che è un po' un Giano bifronte e quindi per sua natura mitologica, perché sta insieme veramente per scommessa, guarda in direzioni diverse. Sentire alcuni colleghi rivendicare come una vittoria non tanto l'approvazione di un proprio emendamento, quanto l'aver ridotto la portata negativa dell'emendamento di un collega di un altro partito la dice lunga. C'è stato un lavorio - lo ricordava il collega Arrigoni - da tela di Penelope non tanto sulle posizioni fra la minoranza e la maggioranza in quest'Aula - i rapporti sono invertiti nel Paese - ma all'interno della stessa maggioranza, perché c'è un partito, il MoVimento 5 Stelle, che è completamente slegato dalla realtà e oramai è solo appeso a dei principi e via via perde le foglie. Un'altra foglia di fico è stata la mancata condivisione con le comunità fino al 2023 (ve lo ricorderemo fino allo sfinimento). Questo ha prodotto una situazione paradossale per cui in quest'Aula l'ostruzionismo non l'ha fatto l'opposizione nei confronti della maggioranza, ma lo sta facendo un partito nei confronti del Paese. Cito soltanto un esempio. Nella mattina di mercoledì, più che nella notte di martedì, in mezz'ora abbiamo assistito a due cose opposte. L'emendamento 10.33 dava una risposta dopo quattro anni alle zone terremotate del cratere del Centro Italia. In mezz'ora siamo stati in grado di prendere la proposta della Lega, condividerla tutti insieme, farla propria da tutti partiti e approvarla insieme dando una risposta. Nella stessa mezz'ora sul combustibile solido secondario (CSS), una posizione dell'intero Parlamento, ad esclusione del MoVimento 5 Stelle, è stata bloccata inspiegabilmente non dando una risposta a un problema del Paese. Non si può contemporaneamente chiedere di non fare discariche e di non aprire termovalorizzatori. Per magia non possiamo eliminare i rifiuti. Vogliamo una buona volta non fare la scelta facile - mi rivolgo ai colleghi del PD - di trasformare un emendamento in ordine del giorno, che diventa una grida manzoniana e non risolve il problema? Ci torneremo fino allo sfinimento e saremo implacabili nel mettervi di fronte alle responsabilità che abbiamo già dalla prossima settimana con il decreto agosto. Le risposte si possono dare: ci sono 25 miliardi «liberi», che non scendono dal cielo perché sono soldi degli italiani e dei figli degli italiani, perché quei debiti andranno pagati. Abbiamo sprecato del tempo. Non vi permetteremo di sprecare denaro. Troverete emendamenti di buon senso con le risposte della Lega. Saremo implacabili nel chiedervi di votarli per dare quelle risposte che il Paese aspetta e che devono essere concrete e non solo di principio. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, colleghi, esiste un Comune a nord di Napoli che è il più popolato Comune non capoluogo di Provincia. Questa terra, che per un tratto abbraccia il mare, era stata scelta dai romani come luogo delle proprie residenze estive proprio per il bellissimo tratto costiero, basso e sabbioso. È un luogo che potrebbe sembrare un angolo di paradiso, ma che in realtà ha avuto in sorte un destino amaro. Quando negli anni Settanta è cominciato il business dello smaltimento illecito dei rifiuti, è stato scelto come pattumiera della Campania per la sua conformazione pianeggiante ed è stato condannato a diventare terra di veleni da un sistema di speculazione efferata messo in atto da imprenditori senza scrupoli che hanno fatto affari con la criminalità organizzata. In quel Comune fino al 2004 sono stati smaltite illegalmente più di 30.000 tonnellate di rifiuti tossici e speciali. Qualche anno fa un'inchiesta giornalistica descriveva Giugliano, che è la mia città e la terza della Campania, come la capitale dei veleni utilizzando come chiave di lettura i quattro elementi della natura: il fuoco dei roghi tossici, l'aria infestata dalle diossine, la terra impregnata di rifiuti industriali e l'acqua marcia dei laghetti in cui la camorra ha sversato di tutto e dei pozzi agricoli inquinati. Sul territorio giuglianese insistono circa 40 discariche tra abusive e non, discariche non ancora caratterizzate, non messe in sicurezza e non bonificate. Nel 2010 il sito relativo alle discariche di Giugliano veniva definito dal Ministero dell'ambiente come Area vasta, ovvero area in cui i dati esistenti inducono a ritenere che la situazione ambientale sia particolarmente compromessa. Eppure, nel 2013 il sito di interesse nazionale, che comprendeva molti Comuni del litorale Domitio e dell'Agro aversano e, quindi, anche Giugliano, veniva declassato a sito di interesse regionale, spostando quindi le competenze in capo alla Regione. Oggi, dopo ben nove anni di gestione commissariale, le bonifiche non sono ancora state completate; le discariche non sono state messe in sicurezza. Ecco perché da due anni chiedevo al ministro Costa di intervenire in maniera decisa su Giugliano. Con il provvedimento in esame finalmente, grazie a un emendamento approvato in Commissione, abbiamo previsto che venga avviato l' iter di riconversione del sito di interesse regionale Area vasta di Giugliano in sito di interesse nazionale. In questo modo lo Stato centrale potrà finalmente intervenire e dare le risposte attese dal territorio e dalla popolazione che ha pagato a caro prezzo la dimenticanza della politica. (Applausi) . In questo decreto-legge, quindi, certamente c'è la gioia di poter condividere con i miei concittadini un importante risultato che segna un grande passo in avanti verso il risanamento ambientale e il riscatto del diritto alla salute di chi vive in quei luoghi martoriati da uno scempio ambientale durato decenni; a questa gioia, però, si accompagna l'amarezza di non essere riuscita a portare a compimento anche altre importanti battaglie che, per ora, sono solo sospese. Resterà sospesa - ad esempio - l'opportunità di istituire un corso di formazione specialistica in medicina generale che avrebbe allineato l'Italia al resto d'Europa. Il nostro Paese, infatti, allo stato attuale è l'unico che non prevede una formazione specialistica per i medici di medicina generale.