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Tale intestazione non può assolutamente sostituire la valutazione dei fatti, che spetta solo e solamente al giudice. Si trascura in proposito che la necessità di cui parla la Corte costituzionale va valutata in relazione all'ipotesi accusatoria, secondo la quale è irrilevante che il sostegno ad un emendamento legislativo in cambio di utilità (si parla di 30.000 euro) sia dato nella qualità di senatore o di Sottosegretario, dato che entrambi tali status hanno la facoltà politica e fattuale di intervenire. Tant'è che nel capo di imputazione si contesta il fatto nella duplice qualità di pubblico ufficiale, senza alcuna distinzione tra la carica di senatore e quella di Sottosegretario. Inoltre, nella motivazione della richiesta di autorizzazione, il giudice dell'udienza preliminare di Roma così letteralmente si esprime: «Le predette intercettazioni sono assolutamente rilevanti per la valutazione dei fatti. Le stesse appaiono strettamente rappresentative del contesto spazio-temporale in cui avrebbe operato il senatore e sottosegretario Armando Siri, a seguito della consegna o promessa di denaro nelle modalità e finalità illecite prospettate dalla pubblica accusa». Da tale motivazione si trae la necessità del mezzo di prova e la congruità e la plausibilità della motivazione. Proprio la Corte costituzionale, nella sentenza 188 del 2010, rileva che la valutazione circa la sussistenza in concreto di tale necessità spetta indubbiamente all'autorità giudiziaria richiedente e detta autorità è tenuta, quindi, a determinare in modo specifico i connotati del provvedimento e a dare adeguato conto delle relative ragioni con motivazione non implausibile, così come è avvenuto ed è stato ampiamente fatto nel caso in esame. L'argomento sostenuto dalla relazione non è quindi assolutamente condivisibile, ma addirittura capzioso oltre che irragionevole e fondato su elementi di fatto inesistenti, ed espone - questa volta sì - il Senato alla possibilità che il giudice dell'udienza preliminare sollevi un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale. Come ho avuto modo di sostenere recentemente, penso che la disciplina che regola queste prerogative dei parlamentari necessiti di una rivisitazione. Mi sto adoperando per depositare al più presto un disegno di modifica della legge di attuazione dell'articolo 68 della Costituzione, inserendo anche quanto esposto nei giorni scorsi in merito alle innovazioni tecnologiche da equiparare alla disciplina delle intercettazioni casuali. Ritengo che tale iniziativa, attraverso una più precisa procedura da adottare da parte dell'autorità giudiziaria, possa essere utile a garantire una maggiore tutela delle prerogative parlamentari e a definirne meglio i confini. Per le motivazioni sin qui espresse, annuncio il voto contrario di Liberi e Uguali-Ecosolidali alla relazione proposta. (Applausi) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, mi richiamo all'esposizione già fatta in discussione generale sulla motivazione del nostro consenso alla relazione, con riguardo alla parte che si riferisce alle sei intercettazioni ritenute inutilizzabili, perché già il senatore era oggetto di attenzione investigativa, e della contrarietà alla stessa con riguardo alla parte relativa alle due intercettazioni di maggio; quest'ultime verrebbero ritenute non utilizzabili sotto il profilo della implausibilità della motivazione e, quindi, della necessità. Su questo punto, mi vorrei limitare a ricordare a noi tutti che il ruolo che qui esercitiamo è molto importante nell'architettura istituzionale e costituzionale, cioè la difesa non semplicemente delle prerogative; ma, entrando nell'ambito delle prerogative e dell'applicazione della Costituzione, stiamo nella cultura costituzionale della separazione tra i poteri dello Stato. Poiché credo - come ho detto più volte - che sia un argomento sensibile, che tra l'altro nell'evoluzione della società subisce compressioni e sollecitazioni, è un ruolo delicato e, quindi, esercitarlo correttamente, con equilibrio, stando esattamente in questa concezione, significa in definitiva difendere le prerogative dei parlamentari e non esporle a forme poi di delegittimazione che rischiano di travolgere l'impianto. Detto questo, la proposta di votazione per parti separate - la esplicito in modo tecnicamente chiaro - è così formulata: una prima parte - fa riferimento alle intercettazioni n. 2521 e n. 2523 - fino alle parole «della necessità». Su questa votiamo contro la prospettazione della relazione. Una seconda parte - si riferisce alle intercettazioni nn. 2618, 5760, 5997, 6043, 6044 e 6090 - fino alle parole «e occasionalità»: su questa parte dispositiva della relazione il nostro voto è a favore. Signor Presidente, vorrei aggiungere perché resti a verbale - come si dice in altre sedi - in modo che venga considerata a tutti gli effetti parte importante dei lavori con riferimento a questo provvedimento, che la nostra richiesta e la mia conseguente dichiarazione di voto intendono significare che la relazione è da intendersi motivata con riferimento a quanto risulterà approvato nella parte dispositiva. (Applausi). D'ANGELO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ANGELO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, appare francamente difficile avallare la proposta conclusiva del senatore Malan, volta a respingere la richiesta dell'autorità giudiziaria relativamente alle intercettazioni del 15 maggio 2018 - progressivo n. 2521 e progressivo n. 2523 - per la incerta e implausibile configurazione del requisito della necessità, così come, in relazione alle telefonate progressivo n. 2618 del 17 maggio 2018, progressivo n. 5760 del 27 luglio 2018, progressivo n. 5997 del 4 agosto 2018, progressivo n. 6043 del 6 agosto 2018, progressivo n. 6044 del 6 agosto 2018 e progressivo n. 6090 del 6 agosto 2018, di respingere la predetta richiesta non sussistendo il requisito della fortuità e occasionalità. È difficilmente argomentabile sotto il profilo della mancanza del requisito della necessità in quanto già preliminarmente il giudice per le indagini preliminari, nel caso di specie, ha proprio effettuato un vaglio sulla richiesta del pubblico ministero, riducendo l'ambito delle intercettazioni da sottoporre alla domanda di autorizzazione. Già a monte del nostro esame non è stata avallata la richiesta di utilizzo di numerose intercettazioni, in quanto il giudice per le indagini preliminari ha ravvisato la natura proprio indiretta di tali intercettazioni. Dopo una scrematura così ampia, la conclusione che sulle prime due intercettazioni manchi il presupposto della necessità onestamente mi sembra offensiva nei confronti della ragionevolezza di quest'Assemblea. L'argomentazione utilizzata dal relatore circa la non titolarità, a quella data, della carica di Sottosegretario appare incongrua, in quanto il senatore Siri aveva comunque la qualifica di parlamentare e, in virtù di tale status , aveva presentato emendamenti che - secondo l'accusa - erano correlati alla dazione di una utilità. Si contesta nella relazione conclusiva che le motivazioni sottese alla richiesta di autorizzazione all'utilizzo delle prime due intercettazioni siano scarne.