[pronunce]

Invero, quest'ultimo attribuisce alla Regione rilevanti competenze in riferimento agli enti locali e, segnatamente, alle Province, demandando alla potestà legislativa esclusiva della Regione l'«ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni» (art. 3, primo comma) e prevedendo che «[c]on legge regionale possono essere modificate le circoscrizioni e le funzioni delle province» (art. 43, secondo comma). Nel ricorso dello Stato non vi sarebbe alcun riferimento a tali disposizioni statutarie, né sarebbe dimostrato che la legge impugnata esorbiterebbe dalle competenze statutarie della Regione. Il ricorso sarebbe, inoltre, inammissibile, poiché non espliciterebbe le ragioni per le quali la normativa statale evocata a parametro interposto esprimerebbe un principio fondamentale, a cui la Regione Sardegna si sarebbe dovuta adeguare. La mancanza di argomentazione sul punto sarebbe a più forte ragione motivo di inammissibilità, dal momento che tali disposizioni sono particolarmente dettagliate, e, dunque, la loro natura di principio avrebbe avuto bisogno di specifica dimostrazione. Il ricorso sarebbe, infine, inammissibile per carenza di motivazione sui parametri evocati. Nel merito, la difesa della Regione Sardegna chiede alla Corte costituzionale di dichiarare la non fondatezza della questione proposta, in quanto lo statuto speciale per la Sardegna autorizzerebbe la Regione a modificare le attribuzioni assegnate alle Province, ivi comprese quelle relative alla protezione civile: ritiene la difesa regionale che, come l'art. 3, primo comma, dello statuto attribuirebbe alla Regione il potere di istituire (o, specularmente, sopprimere) alcune Province, così l'art. 43, secondo comma, del medesimo statuto consentirebbe alla Regione di modificare le attribuzioni e le funzioni di tali enti. Parimenti non fondate sarebbero le censure che fanno riferimento ad una pretesa incapacità delle norme impugnate di garantire un'adeguata tutela degli interessi salvaguardati dal Servizio nazionale di protezione civile, in quanto le norme regionali identificano in modo dettagliato le competenze degli uffici territoriali di protezione civile, così da garantire al meglio la funzionalità della protezione civile nei rispettivi ambiti territoriali di competenza. A queste si affiancherebbero, inoltre, in un unico coerente quadro normativo, le funzioni esercitate in materia di protezione civile dalla Regione e dai Comuni. La difesa regionale osserva che la questione proposta dallo Stato non sarebbe fondata anche sotto altro e diverso aspetto: ferma restando la competenza esclusiva della Regione Sardegna in materia di enti locali, l'entrata in vigore della ricordata legge n. 56 del 2014 - e, in particolare, dell'art. 1, commi 85 e 89, i quali ultimi non assegnano più alle Province alcuna competenza in materia di protezione civile - dimostrerebbe come il Presidente del Consiglio dei ministri vorrebbe contraddittoriamente conservare in capo alle Province sarde competenze che non devono più essere obbligatoriamente esercitate dalle Province delle Regioni ordinarie. Osserva, infine, la Regione Sardegna che le norme impugnate, come recita lo stesso art. 1 della legge reg. Sardegna n. 36 del 2013, intervengono nelle more della ridefinizione dell'assetto delle autonomie locali della Regione Sardegna determinatosi a seguito del referendum svoltosi il 6 maggio 2012. Ne conseguirebbe che l'istituzione di uffici territoriali della Direzione generale della protezione civile e l'attribuzione ad essi delle funzioni elencate dalla disposizione oggetto del presente giudizio rientrano nel complessivo disegno di riforma del sistema degli enti territoriali sardi. 3.- Con memoria depositata il 23 dicembre 2014, in vista dell'udienza pubblica del 13 gennaio 2015, poi rinviata, la Regione Sardegna insiste per l'improcedibilità, o l'inammissibilità o, in subordine, per l'infondatezza del ricorso statale. In particolare, essa ricorda che le disposizioni impugnate si sarebbero limitate a trasferire agli uffici territoriali di protezione civile, quali strutture periferiche della Direzione generale di protezione civile, le funzioni esercitate dalle Province sarde, le quali, per volontà degli elettori, sono in corso di soppressione. In secondo luogo, contesta che l'ambito materiale in esame sia solo quello della protezione civile, ex art. 117, terzo comma, Cost., poiché le disposizioni impugnate afferirebbero anche alla materia «ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi», di esclusiva competenza regionale, e, anzi, il giudizio di prevalenza dovrebbe far propendere la Corte costituzionale per una dichiarazione di afferenza delle disposizioni impugnate a questo secondo ambito materiale. La difesa della Regione Sardegna ricorda, inoltre, la sentenza n. 220 del 2013,nella quale la Corte costituzionale avrebbe ribadito che «la disciplina statale in materia di funzioni provinciali non si applica alle regioni autonome, tra cui la resistente, che hanno competenza esclusiva in materia». Anche per tale ragione non vi sarebbe, dunque, lesione dell'art. 117, terzo comma, Cost. Quanto alle eccezioni processuali già indicate nella memoria di costituzione in giudizio, la difesa della Regione Sardegna insiste, anzitutto, nella richiesta di una declaratoria di improcedibilità del ricorso, in quanto la legge n. 56 del 2014 avrebbe implicitamente abrogato le disposizioni evocate dallo Stato quali parametri interposti. A sostegno di questo argomento, sottolinea che la legge n. 56 del 2014 è stata in alcune parti novellata dal decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, e che, anche in seguito a tali modifiche, le funzioni di protezione civile non solo non sono state affidate alle Province, ma, anzi, il legislatore avrebbe previsto la possibilità che i Comuni attribuiscano tali funzioni alle unioni di Comuni. Inoltre, ricorda come neppure dagli accordi, siglati in sede di Conferenza unificata, volti a dare attuazione alla legge n. 56 del 2014, si possa desumere il mantenimento delle funzioni di protezione civile in capo alle Province. Quanto alla manifesta inammissibilità del ricorso, già evidenziata nell'atto di costituzione in giudizio, la difesa della Regione Sardegna ribadisce come il ricorrente non abbia tenuto alcun conto delle disposizioni statutarie che assicurano alla Regione lo speciale ambito di autonomia di cui gode ai sensi dell'art. 116 Cost. e della legge cost. n. 3 del 1948, mentre la giurisprudenza della Corte costituzionale pretenderebbe che il ricorso ricostruisca l'esatto perimetro del thema decidendum anche alla luce del differente regime di riparto delle competenze stabilito dalla Costituzione per le Regioni ordinarie e dallo statuto per le Regioni autonome (è menzionata, sul punto, in particolare, la sentenza n. 288 del 2013).