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Perciò le soluzioni non sono quindi tutte quelle attese, ma quelle possibili, quelle che si potevano fare nell'immediato. Oltretutto mi piace ricordare che proprio il decreto-legge al nostro esame nasce in mancanza di una legge-quadro, come prima è stato segnalato dal relatore di minoranza, in grado di gestire le situazioni di emergenza e le calamità naturali. Siamo ogni volta a riprogrammare nuovi sistemi e nuove disposizioni che si inventano di volta in volta e si evolvono, senza avere una legge di riferimento, alla cui formazione noi invece lavoreremo, per dare una soluzione strutturale ad un Paese veramente bello e ricco, ma anche molto fragile, con edifici storici e muri a sacco. Tali soluzioni devono essere trovate con una legge ad hoc , che nessuno ha mai fatto. Noi partiamo da qui e partiamo da questi strumenti. È nostra ferma intenzione cercare di mettere a regime una norma di questo tipo e sarà uno dei prossimi nostri impegni per rendere migliore la nostra Nazione. Anche per questo nel provvedimento sono comprese molte misure positive per le aree colpite dal sisma, tante soluzioni migliorative, probabilmente non una disposizione risolutiva. La complessità del problema è conosciuta troppo bene purtroppo anche da chi vive nei territori colpiti dal sisma di dieci anni fa, quello dell'Aquila, che anche in questo caso andiamo a risolvere. Tanti buoni consigli non sono mai stati attuati, non da oggi, ma da dieci anni a questa parte. Prendiamo atto allora del lavoro che dobbiamo fare con concretezza nelle zone che devono rinascere. Voglio accennare alcuni aspetti migliorativi di questa proposta; penso a quelli che hanno affinato l'attività legislativa, alla proroga della sospensione dei mutui concessi agli enti locali dalla Cassa depositi e prestiti per tutto il 2020-2021, alla semplificazione delle procedure per rimuovere e gestire le macerie, all'estensione da tre a sei anni della durata dell'intervento del Fondo di garanzia in favore delle micro, piccole e medie imprese (comprese quelle del settore agroalimentare che hanno subito danni), alla possibilità data al commissario di deferire al 30 giugno 2020 il termine ultimo per la presentazione della documentazione relativa alla ricostruzione per i danni lievi, all'estensione ai Comuni del Centro Italia colpiti dal sisma delle misure relative al cosiddetto Resto al Sud per i giovani imprenditori (che sono valide anche per questo cratere), al rafforzamento sul piano qualitativo e quantitativo delle dotazioni del personale delle strutture coinvolte nella ricostruzione. Su questi e ulteriori aspetti parleranno però successivamente altri colleghi, a me preme sottolineare che oltre a queste misure certamente necessarie, bisogna comprendere che la ricostruzione del Centro dell'Italia e del Sud delle Marche potrà avere possibilità di successo solo avviando anche la costruzione e il rafforzamento delle infrastrutture capaci di collegare degnamente queste aree, soprattutto dell'entroterra, con il resto dell'Italia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tante attività e strutture mancanti, a partire dalla modernizzazione della principale arteria stradale adriatica, la A14, che anche in questi giorni è bloccata da danni frutto di mancati interventi di riqualificazione e di riparazione, passando per un trasporto ferroviario efficiente, sempre sulla costa Adriatica per i Comuni delle Marche e del Sud dell'Abruzzo. Occorre pensare altresì ad un collegamento diretto fra il Tirreno e l'Adriatico, ad una linea ferroviaria che possa connettere in maniera veloce anche i territori delle zone colpite, quelli centrali, che non sono raggiungibili. Come si può pensare allo sviluppo se un territorio non è raggiungibile per fare economia, impresa e turismo? Si tratta di una serie di attività che è stata promessa da secoli. Quando parlo della Ferrovia dei due mari, parlo di una promessa del 1903; di cosa vogliamo parlare? Il terremoto è l'ennesima catastrofe che si è aggiunta a quelle che questi territori già vivevano, senza infrastrutture adeguate e prive di fondamenta che possano organizzare i settori produttivi, come il commercio, l'industria, l'agroalimentare e il turismo. Bisogna quindi rafforzare queste comunità con un sistema efficace, con una rete infrastrutturale valida e idonea al nostro secolo, che possa colmare il divario logistico che ha sempre caratterizzato questa zona del Centro Italia. Presidente, in conclusione mi auguro che in questo sforzo ci possa essere il lavoro congiunto e aggregato di tutte le persone e le figure istituzionali, che non devono parlare solamente per opposizione politica, ma devono pensare a risolvere i problemi del Paese. È l'impegno che io e il mio Gruppo abbiamo assunto e che spero assumeremo tutti insieme. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni ). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il testo trasmesso dall'altro ramo del Parlamento risulta nel suo complesso ancora insufficiente rispetto all'ineludibile necessità di dare risposte efficaci e coerenti alle aree colpite dal sisma del 2016. Rappresenta, infatti, l'ennesimo decreto approvato dalla Camera che arriva qui al Senato solo per una mera ratifica che non ci consentirà di inserire nessuna norma, anche a costo zero, che avrebbero agevolato anche una rapida ricostruzione. Presidente, purtroppo si tratta di una prassi sempre più abusata da parte di questo Governo e che nei fatti ha prodotto una riforma della nostra Costituzione inserendo un monocameralismo di fatto. Noi di Fratelli d'Italia riteniamo che tale situazione sia inaccettabile perché lede le prerogative di tutti i parlamentari, di destra e di sinistra, e che impedisce che queste Aule diventino luogo di confronti e di discussione da cui dovrebbero nascere i provvedimenti. È lo specchio di questa maggioranza, divisa al suo interno e incapace di trovare un punto di sintesi e che spera di nascondere la sua debolezza imbavagliando l'intero Parlamento. Avevamo sperato che con questo nuovo decreto-legge, cosiddetto sisma, sul terremoto che ha colpito l'Italia centrale si potesse avviare la ricostruzione affrontando le tante problematiche che rimangono aperte. Invece, in questo provvedimento non si affrontano le tante questioni che, come dicevo, rimangono ancora di natura emergenziale. Saranno pertanto ancora più gravi le conseguenze derivanti dalle complesse procedure di ricostruzione, che non si avvieranno e non daranno alcuna soluzione neppure alle questioni normative che, come dicevo prima, non avrebbero comportato alcun esborso di denaro. Sono passati tre anni e mezzo da quando questi eventi si sono verificati e non c'è dubbio, a tal proposito, che gli interventi di ricostruzione siano purtroppo ancora in evidente ritardo. Credo che tutti noi e tutti coloro che provengono da questi territori avessimo la speranza che questa fosse l'alba della ricostruzione; invece questa alba di un nuovo inizio assomiglia sempre di più al tramonto della speranza che abbiamo coltivato in questi anni, innanzitutto per le sfortunate popolazioni colpite dal sisma che per noi legislatori e rappresentanti delle istituzioni, che evidentemente non riusciamo a essere pronti, coesi e veloci rispetto alle esigenze di casi così urgenti, come i gravissimi eventi sismici richiedono, per il ripristino delle condizioni di normalità.