[sommcomm]

a) a valutare l'opportunità di intervenire presso le competenti sedi unionali al fine di chiedere l'attivazione delle misure di salvaguardia agli accordi tra l'UE e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli, dei prodotti agricoli trasformati, del pesce e dei prodotti della pesca e più in generale a intervenire nella medesima sede per la revisione e l'aggiornamento degli Accordi euro mediterranei, siglati con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, in considerazione del fatto che tali Accordi provocano gravi perturbazioni al mercato nazionale e segnatamente alle filiere produttive delle Regioni meridionali del nostro Paese; b) a valutare di proporre, nelle opportune sedi europee, che negli accordi di libero scambio con i Paesi extra Unione europea, nel rispetto del principio di reciprocità, siano adottate misure per rafforzare e promuovere le esportazioni di agrumi italiani in mercati con grandi potenzialità, anche attraverso una strategia volta a individuare e risolvere i principali ostacoli quali, ad esempio, la conformità ai requisiti previsti dai protocolli di intesa relativamente al sistema di lavorazione, condizionamento e conservazione, con particolare riferimento al trattamento a freddo necessario al trasporto via aereo, al fine di salvaguardare il comparto agrumicolo; ad adottare iniziative, in sede europea, dirette a potenziare il sistema dei controlli sui prodotti agrumicoli provenienti da mercati esteri, al fine di: c) realizzare di un catasto agrumicolo nazionale quale condizione necessaria per garantire qualsiasi azione di programmazione produttiva orientata al mercato; d) contrastare fenomeni di concorrenza sleale, realizzati anche attraverso l'uso di prodotti fitosanitari non consentiti in ambito UE e l'utilizzazione di lavoro sottopagato o minorile; e) a valutare, da parte delle competenti amministrazioni, l'adozione di misure, nell'ambito delle già previste iniziative di valorizzazione delle produzioni di eccellenza agricole e alimentari, per rafforzare e promuovere le esportazioni di agrumi nazionali al fine di salvaguardare la competitività e l'occupazione; f) rafforzare i controlli all'ingresso degli agrumi e verificarne la tracciabilità anche in ambito Ue onde consentirne il controllo e la verifica su residui di prodotti fitosanitari in Italia non consentiti, al fine di parificare le condizioni di produzione e i costi gravanti sui produttori italiani; g) tutelaresia la filiera agricola sia il costo di produzione dei prodotti ortofrutticoli emanando delle disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli; h) rafforzare la tracciabilità di prodotto, al fine di impedire pratiche di vendita fraudolenta; i) contenere i danni di un ingresso involontario di nuovi organismi, rafforzando il controllo fitosanitario alle frontiere, implementando le misure di quarantena e rafforzando i servizi fitosanitari regionali; j) spostare l'attenzione anche su altre specie vegetali, comprese le piante ornamentali, in ingresso nel nostro Paese, che possono essere ospiti secondari di patogeni o dei loro vettori. k) ad adottare un vero e proprio Piano agrumicolo nazionale, anche utilizzando a tale scopo il Fondo nazionale agrumicolo, adeguatamente rifinanziato, volto a misure di emergenza consistenti in: l) ritiro dal mercato di una quota parte di agrumi e finanziamento per la distribuzione agli indigenti con cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali deve provvedere a ridefinire un Fondo per il ritiro della produzione eccedentaria con un bando e successiva redistribuzione per il tramite degli Enti caritativi riconosciuti e iscritti nel relativo Albo istituito presso l'Agea; m) predisposizione di un programma di valorizzazione dei prodotti agrumicoli nazionali mediante la stipula di convenzioni tra aziende e strutture pubbliche, quali scuole, ospedali ed enti, finalizzate alla fornitura di distributori automatici di spremute e di agrumi freschi e la realizzazione di campagne nazionali di sensibilizzazione e promozione del consumo di agrumi; n) incremento dei canali distributivi di frutta fresca e derivati degli agrumi in particolare rafforzando il settore Ho. Re. Ca. (acronimo di Hotel, Restaurant e Catering ) le cui collocazioni del nostro prodotto, contraddistinto dal brand Made in Italy possono assolvere sicuramente il compito di sviluppare i consumi interni e le quote dell'export; o) rafforzamento dei programmi nazionali per la fornitura dei prodotti agricoli nelle scuole promuovendo il consumo di prodotti derivanti dalla filiera agrumicola nazionale. p) a supportare una strategia di ripristino del potenziale produttivo degli agrumeti colpiti dal virus Tristeza e di quelli con cultivar obsolete, con impianti ormai datati, cosi come misure preventive per il diffondersi di nuove fitopatie ( Citrus black spot e Huanglongbing  Citrus Greening Desease ) coordinando le azioni dei produttori con il sostegno da mettere in campo. Si tratta, per il virus Tristeza di incentivare la riconversione varietale, con azioni finanziarie che siano di ristoro economico sia per la messa a dimora di nuovi impianti, che per il periodo di improduttività come indennizzo per mancato reddito e potenziando le c.d. biofabbriche per la produzione di antagonisti da utilizzare in agrumicoltura e per garantire assistenza tecnica agli agrumicoltori italiani; a realizzare un programma di rinnovo varietale al fine di: q) assicurare una disponibilità di piante virus esente per realizzare il piano annuale di riconversione programmato, attraverso la ricerca e gli investimenti del CREA e utilizzando in maniera sinergica e integrata le risorse provenienti dei Piani di sviluppo rurale (PSR) e dell'OCM attraverso le organizzazioni dei produttori; r) promuovere le produzioni agrumicole in concertazione con la promozione dei territori e del turismo (il valore aggiunto degli agrumi italiani dato dalle capacità evocative dei territori in cui avviene la produzione. Bisogna attivare le mappe mentali dei consumatori e questo deve emergere anche in fase di export ); s) promuovere le linee sia di frutto fresco che dei succhi e derivati non solo di arance, ma anche di clementine, limoni, cedro, bergamotto e agrumi congelati in fette soprattutto per il periodo estivo in cui gli agrumi provengono da paesi dell'emisfero opposto con normative fitosanitarie che non garantiscono salubrità del prodotto italiano (ad es. buccia non edibile e altro); t) vendere direttamente tramite canali tradizionali, e-commerce e filiera corta che costituiscono una modalità di commercializzazione al dettaglio e una ulteriore opportunità per fornire direttamente la ristorazione; u) favorire politiche aggregative per la creazione di consorzi (facendo in tal modo massa critica sui mercati per assicurare alle piccole aziende del settore i costi di produzione) finalizzate a ridurre i costi di gestione e di controllo e, allo stesso tempo, attuare iniziative di organizzazione dell'offerta e di parallela promozione dei prodotti con l'obiettivo di coinvolgere inizialmente una base produttiva ragionevolmente ampia e, successivamente, puntare a un suo ampliamento;