[pronunce]

Roberto Calderoli, il quale ha sostenuto che dovrebbe poter accedere al giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato non solo il soggetto che ritiene di essere stato leso dalla condotta controversa, ma anche il soggetto al quale la condotta stessa è ascritta;che, con memoria del 10 marzo 2017, l'interveniente ha contestato, altresì, l'applicabilità, nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, dell'art. 4 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, in base al quale il deposito dell'atto di intervento risulterebbe tardivo;che, secondo la difesa del sen. Calderoli, il termine per l'intervento dovrebbe essere quello previsto dall'art. 10 o dall'art. 24 delle medesime norme integrative, o, in subordine, quello stabilito dagli artt. 28, comma 2, e 50, comma 3, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104;che, in via di ulteriore subordine, l'interveniente chiede di essere rimesso in termini per errore scusabile ai sensi dell'art. 37 del citato decreto legislativo. Considerato che l'art. 24 delle norme integrative, nel disciplinare il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, rinvia espressamente all'art. 4 delle medesime norme integrative;che, pertanto, anche in detto giudizio l'atto di intervento deve essere depositato non oltre venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'atto introduttivo: termine che, per costante giurisprudenza di questa Corte, ha natura perentoria;che neppure sussistono i presupposti per la rimessione in termini richiesta dall'interveniente.per questi motiviLA CORTE COSTITUZIONALEdichiara inammissibile l'intervento del sen. Roberto Calderoli.F.to: Paolo Grossi, Presidente