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l'arrivo del vaccino anti COVID in Italia sta aumentando la speranza di una lotta definitiva alla pandemia e campagne di sensibilizzazione e di promozione possono favorire un'estesa somministrazione del vaccino in tutta la popolazione, nel rispetto del principio di libertà di scelta dei cittadini; negli ultimi giorni sono in discussione ipotesi di obbligatorietà di vaccinazione per il personale sanitario da parte di alcuni ordini di medici, pena sanzioni, provvedimenti disciplinari o radiazione dall'ordine professionale; considerato che: l'articolo 32 della Costituzione sancisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge"; gli ordini professionali, le agenzie per la tutela della salute e tutte le altre istituzioni centrali e regionali competenti possono svolgere un ruolo fondamentale, fornendo tutte le informazioni necessarie e adeguate per una corretta campagna di informazione e persuasione delle categorie sanitarie interessate, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto illustrato e se condivida l'approccio di alcuni ordini professionali a favore dell'obbligatorietà dei vaccini per determinate professioni sanitarie. Atto n. 4-04722 PILLON OSTELLARI Al Ministro dell'interno Premesso che: il primo firmatario della presente interrogazione ha ricevuto da più parti segnalazioni in ordine al fatto che a Bologna sia stato collocato un distributore di cannabinoidi in via Normandia 14, proprio nelle vicinanze di alcuni complessi scolastici; la vicenda ha sollevato le proteste di diversi genitori, i quali hanno segnalato la formazione di capannelli di giovani che fumano in prossimità di questo distributore; il timore dei genitori è quello che gli studenti minorenni trovino il modo, come già purtroppo fanno con le sigarette, di utilizzare tessere sanitarie di persone maggiorenni per comprare cannabis light ; considerato, inoltre, che la zona è priva di telecamere di sorveglianza o altre forme di controllo; considerato che la direttiva del Ministero dell'interno del 9 maggio 2019, recante all'oggetto "Commercializzazione di canapa e normativa sugli stupefacenti. Indirizzi operativi", pone attenzione sulla localizzazione degli esercizi commerciali e delle rivendite presenti sul territorio con speciale riferimento alla "presenza nelle vicinanze di luoghi sensibili quanto al rischio di consumo delle sostanze", indicando esplicitamente le scuole e i luoghi di maggiore aggregazione, soprattutto giovanile, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga corretta la collocazione di un distributore di cannabinoidi nelle vicinanze di istituti scolastici; quali misure ritenga di adottare al fine di prevenire ogni forma di rischio per i soggetti minorenni e per tutelare la salute degli studenti. Atto n. 4-04723 CASTIELLO LA MURA Ai Ministri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il Comune di Castellabate, in provincia di Salerno, è beneficiario di tre finanziamenti, per spese di progetti, da parte del Ministero dell'interno per un importo complessivo di 1.572.714 euro; tale opportunità è maturata a seguito dell'incremento di 300 milioni di euro della dotazione 2020 del fondo progettazione, previsto con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 31 agosto 2020, destinato a sostenere le spese degli enti locali per la progettazione definitiva ed esecutiva di interventi per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, nonché per il completamento e la messa in sicurezza del patrimonio comunale; tra i tre importanti interventi selezionati, insieme a due progetti riguardanti la progettazione esecutiva e definitiva di stabilizzazione del movimento franoso in località Sant'Andrea e la progettazione esecutiva relativa agli interventi per la messa in sicurezza del costone roccioso in località Pozzillo della frazione San Marco (e quindi in linea con le finalità del bando), c'è un terzo progetto riguardante "la progettazione definitiva ed esecutiva dell'intero complesso dell'ex Hotel Castelsandra"; il sindaco facente funzioni di Castellabate, Luisa Maiuri, ha dichiarato e precisato che «Sono state ammesse a finanziamento tutte e tre le richieste per la progettazione trasmesse dal nostro Comune, ciò rappresenta una grande occasione per avviare interventi mirati e importanti in termine di sicurezza e di sviluppo turistico»; quindi il terzo progetto riguarda un intervento mirato "di sviluppo turistico" che serve soprattutto per avviare il piano di riqualificazione dell' hotel Castelsandra, ovvero l'area e il complesso alberghiero così denominato e già noto come "hotel della camorra" e che, come tale, fu confiscato a seguito del processo contro il clan Nuvoletta, perché appartenente a Luigi Romano, che era tra i principali imputati, in quanto curatore degli interessi del clan riconducibili ad un vero e proprio impero economico; tale bene confiscato fu consegnato al Comune di Castellabate quando si accertò che l'area e il complesso alberghiero ricadevano su terreni gravati da usi civici e quindi inalienabili; il progetto e il "piano" di "riqualificazione" sono stati proposti a seguito di un "protocollo d'intesa" sottoscritto, su iniziativa dell'ex sindaco di Castellabate, dalla stessa amministrazione comunale insieme all'ente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e alla Soprintendenza dei beni culturali e archeologici di Salerno; tale "protocollo d'intesa" si basa sul presupposto che gli immobili esistenti già confiscati e poi consegnati al Comune siano stati "regolarmente assentiti" (si veda l'art. 3 del protocollo d'intesa); tale dichiarazione di "regolarità" è da intendersi e ritenersi del tutto infondata, in quanto l'intero complesso e la stessa area, come già detto, ricadono su terreni gravati da uso civico, tanto che proprio per questo motivo il bene confiscato è stato riconsegnato e restituito al Comune, quale ente esponenziale della comunità che ne gode l'uso; l'area su cui l'immobile sorge è sottoposta a numerosi vincoli di carattere ambientale, paesaggistico, naturalistico (il piano territoriale paesistico Cilento costiero la classifica come zona a conservazione integrale; il piano del parco come zona di "riqualificazione ambientale" ex art. 17; nella rete Natura 2000 è classificata come SIC e ZPS), idrogeologico e come area percorsa più volte dal fuoco; e il progetto risulta contrastare anche con lo stesso piano regolatore comunale, tuttora vigente in quanto il Comune non si è ancora dotato di piano urbanistico; il protocollo d'intesa prevede per la sua riqualificazione e ristrutturazione un costo di 20 milioni di euro, da reperire attraverso una procedura di finanza di progetto, con l'altissimo rischio che il bene, da restituire alla sua precedente funzione turistico- ricettiva, cada di nuovo nelle mani della malavita organizzata, che non ha mai nascosto le sue mire di riprendersi il bene, confidando in questi tempi di crisi nella generale carenza di risorse liquide, contrapposta alle proprie ampie disponibilità, si chiede di sapere: