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Disposizioni in materia di home sharing. Onorevoli Senatori. -- Da diversi anni il tema della cosiddetta « sharing economy » ricopre un ruolo centrale e fondamentale nello sviluppo della moderna economia digitale sia in termini di fatturato che dal punto di vista del modello di una «economia della condivisione». Un modello più diffuso e probabilmente più efficiente, in grado di prospettare maggiore sostenibilità e un capillare coinvolgimento di un maggior numero di soggetti. Grazie alle nuove tecnologie, infatti, è oggi possibile creare istantaneamente mercati, ovvero luoghi virtuali di incontro di domanda e di offerta, in merito ai servizi più disparati, cambiando completamente il ciclo di vita del prodotto/servizio, il ruolo stesso di fornitore del servizio (a cui accedono immediatamente soggetti fin qua non in grado di superare economicamente o organizzativamente le barriere, anche burocratiche, di accesso alla qualifica di fornitore) e il rapporto con il consumatore finale. Per questo, e solo in questi casi, nella visione della presente proposta, si può veramente parlare di economia della condivisione e proprio questo nuovo mercato che si stabilisce tra nuovi soggetti economici (non professionali) richiede una particolare attenzione, sia in termini di promozione e di sostegno, sia in termini di verifica di alcune garanzie a tutela del mercato stesso, in particolare del consumatore finale. Una dettagliata analisi del settore della « sharing economy» non può prescindere da precise riflessioni in merito al corretto utilizzo dei beni e dei servizi (abitazioni, trasporto, alimentazione eccetera) che possono essere sfruttati in condivisione grazie alla intermediazione dei più moderni strumenti tecnologici e che hanno condotto negli ultimi anni alla nascita di un nuovo modello di business, alternativo alle soluzioni tradizionalmente intese, ma non per questo inferiore o dal minore potenziale di sviluppo. Pertanto, in considerazione dei potenziali vantaggi, in termini di crescita e sviluppo del tessuto economico interno, nonché dei benefici che potrebbero prodursi in favore di tutti i soggetti coinvolti, appare ormai evidente ed improcrastinabile la necessità di regolamentare il presente fenomeno, disciplinandone i principali riflessi normativi e fiscali, dato il significativo impatto che tali nuovi istituti avranno nel campo giuridico, economico, sociale e culturale del nostro Paese. All'interno del variegato mondo della «sharing economy» è ricompreso altresì il cosiddetto « home sharing», fenomeno attraverso il quale un soggetto offre in locazione il proprio appartamento, per un breve periodo di tempo, mettendolo a disposizione tramite specifici circuiti digitali appositamente creati a tal fine. Le opportunità ed il potenziale che tale nuova fenomenologia economica è in grado di esplicare rendono necessaria una chiara regolamentazione, concepita con la finalità di promuovere e regolare un mercato quanto più organico, aperto e concorrenziale possibile. Oggetto di studio e di proposta legislativa saranno le disposizioni relative al tema sopracitato, al fine di rendere compatibile lo sviluppo di tale mercato con i generali princìpi di trasparenza, efficienza, flessibilità, certezza giuridica e libera concorrenza. Nel merito la presente proposta normativa si prefigge determinati obiettivi che possono così sintetizzarsi: -- formulazione di una chiara definizione di « home sharing»; -- previsione di adeguati meccanismi equi e sostenibili di regolamentazione fiscale, con il fine di contrastare eventuali condotte elusive poste in essere sia in danno dell'Erario che degli altri operatori economici presenti sul mercato; -- individuazione di concrete soluzioni tramite cui coniugare, in maniera ottimale, il prezzo del bene o del servizio e la qualità dell'esperienza materialmente offerta in favore dell'ospite. Inoltre, l'introduzione nel nostro ordinamento giuridico di tale nuova previsione normativa avvierebbe, parallelamente, un percorso finalizzato al coordinamento tra la disciplina nazionale e le differenti disposizioni regionali in materia, in considerazione del fatto che il tema rappresenta una materia concorrente tra regioni e Stato centrale. A tal riguardo infatti, non possono non tenersi in debita considerazione le « best practices » adottate dalle diverse realtà territoriali, che verranno adeguatamente valorizzate al fine di giungere ad una reale applicazione della normativa quanto più efficace possibile, arricchita ulteriormente attraverso le segnalazioni di eventuali criticità, riscontrate da parte dei soggetti operanti nel settore. Solo attingendo dalle esigenze e dalle situazioni emerse nella prassi quotidiana sarà infatti possibile colmare le distanze tra normativa, operatori economici e mercato concorrenziale. In conclusione dunque la presente proposta ha la chiara finalità di definire un quadro giuridico omogeneo in materia di « home sharing », ponendo fine alla situazione attuale di indeterminatezza derivante dalla mancata previsione di una precisa normativa a livello nazionale, la quale ha prodotto -- a valle -- frazionamenti regionali, che attualmente impediscono una completa armonizzazione della disciplina.. 1 (Finalità ed ambito di applicazione) 1 La presente legge reca disposizioni per la promozione dell'economia collaborativa avente ad oggetto unità immobiliari o parti di esse. 2 La presente legge ha la finalità di: a incentivare e favorire forme di consumo consapevole, la razionalizzazione delle risorse, l'incremento dell'efficienza e disponibilità di beni, servizi e infrastrutture, il contrasto agli sprechi e la riduzione dei costi nonché la partecipazione attiva dei cittadini alla costruzione di comunità resilienti in cui si sviluppino relazioni che abbiano come obiettivo l'interesse generale comune e nuove opportunità di crescita, occupazione e imprenditorialità basate su un modello di sviluppo economico, ambientale e sociale sostenibile connesso all'innovazione tecnologica e digitale, che non sia distorsivo del mercato e della concorrenza; b incentivare un numero sempre maggiore di cittadini all'utilizzo di portali digitali per la condivisione di intere unità abitative o parti di esse in modo da aumentare trasparenza e tracciabilità del fenomeno dell'ospitalità alternativa o extra-alberghiera. 3 Le disposizioni della presente legge si applicano ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a trenta giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, offerti direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a « sharing economy »: attività economica nella quale un condividente ed uno o più fruitori, attraverso portali di condivisione, condividono tra loro l'utilizzazione di beni e l'erogazione di servizi, ottimizzandone lo sfruttamento. Tale attività intende perseguire obiettivi di innovazione sociale quali, ad esempio, sostenibilità ambientale, scambio culturale, ricerca scientifica, ottenendo così altresì un risparmio di spesa ed eventualmente un reddito; b « condividente »: il soggetto, persona fisica o giuridica, che condivide l'utilizzazione di uno o più beni di cui è esclusivo proprietario o titolare di altro diritto reale o personale gravante sugli stessi, compatibile con l'uso condiviso dei medesimi, ovvero l'erogazione di uno o più servizi prestati dal medesimo.