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A livello economico il Paese si colloca al 22° posto nel mondo, al 18° posto come volume di esportazioni. Nel quadro europeo il valore dell'interscambio tra Taiwan e i Paesi membri dell'Unione europea ha superato i 45 miliardi di euro, dei quali circa il 10 per cento con l'Italia che si colloca al 5° posto; con il blocco aereo si rischia di far saltare l'inaugurazione della rotta Milano-Taipei di "EVA Air" e di chiudere, anche se temporaneamente, quella della "China Airlines" Roma-Taipei con una conseguenza negativa non indifferente sulla nostra economia, si chiede di sapere quale sia la motivazione che ha spinto la sospensione dei voli tra Italia e Taiwan e se i Ministri in indirizzo stiano valutando iniziative di competenza volte al ripristino dei voli. Atto n. 4-02874 CAMPARI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: nell'ambito di Parma capitale della cultura 2020, tra gli eventi, è stato presentato il progetto di documentazione urbana, che partirà il 13 febbraio 2020 e terminerà in estate, denominato "Imagine Parma-Points of view". Il progetto prevede di assegnare 3 master gratuiti in fotografia, che si terranno nella città di Parma dal 13 al 20 febbraio, dal 13 al 20 marzo e dal 16 al 23 aprile 2020; la scelta dei candidati sarà effettuata dal fotografo Oliviero Toscani, attraverso l'ente di formazione "Fabrica" a lui riconducibile, e da rappresentanti della città di Parma; Oliviero Toscani, il 3 febbraio 2020, durante la trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1, nel commentare la fotografia che lo ritrae insieme a Luciano Benetton e ai fondatori delle sardine nel centro culturale "Fabrica" ha affermato: "Noi come Fabrica con le Autostrade non abbiamo proprio niente da fare… Benetton sì, è un azionista di una società della quale la famiglia ha il 30%, ma magari anche Lei lì a 'Un giorno da pecora' ha investito in banca e ha un'azione di Autostrade, non negli stessi termini di Benetton… Ma è come se anche Lei fosse responsabile della caduta del ponte, ma in fondo a chi interessa se casca un ponte? Smettiamola…". I conduttori della trasmissione hanno immediatamente preso le distanze, sottolineando i danni e le morti causati dal crollo del ponte Morandi; l'affermazione di Toscani ha scatenato le giuste reazioni dei parenti delle 43 vittime del ponte Morandi, che hanno dichiarato: "43 morti innocenti per lui conteranno poco, ma per noi erano tutto"; il 6 febbraio la Benetton group, a nome del suo presidente Luciano Benetton, nel dissociarsi nel modo più assoluto dalle affermazioni di Oliviero Toscani a proposito del crollo del ponte, ha preso atto dell'impossibilità di continuare il decennale rapporto di collaborazione con il direttore creativo; la giuria nominata dal Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo ha eletto Parma capitale italiana della cultura per il 2020, scegliendola tra le 10 città finaliste con, tra le altre, la seguente motivazione: "un sistema di offerta culturale di ottimo livello", senza contare che Parma per la designazione all'importante evento culturale, ha ricevuto un contributo da parte dello Stato pari a 5 milioni di euro in due anni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga che l'affermazione di Toscani sul crollo del ponte Morandi rientri nel concetto di cultura che si vuole promuovere legandolo al nome della città di Parma e se invece non ritenga piuttosto che la partecipazione di Oliviero Toscani non sia più compatibile con lo spirito che anima gli eventi di Parma capitale della cultura 2020; se intenda, quindi, adoperarsi, per quanto di competenza, affinché venga revocata tempestivamente la collaborazione della città di Parma con il fotografo; se sia previsto un compenso per Toscani e per il suo ente di formazione "Fabrica", posto a carico del Comune di Parma o del comitato Parma 2020 e, in caso affermativo, se si intenda bloccarlo immediatamente, eventualmente richiedendo un risarcimento per danno d'immagine causato alla città di Parma. Atto n. 4-02875 BERGESIO Al Ministro dell'interno Premesso che: si apprende in questi giorni che il "piano di razionalizzazione della specialità sul territorio", elaborato dal Ministero dell'interno, prospetta la chiusura di sei distaccamenti di Polizia stradale nel territorio nazionale, di cui tre nel cuore produttivo del Piemonte, fra cui quello di Ceva (Cuneo), attivo da 60 anni e che vede impiegati attualmente 8 poliziotti ed un comandante da poco designato; il distaccamento di Ceva riveste un ruolo strategico su una vasta area costituita da tanti piccoli comuni e rappresenta uno snodo fondamentale dei collegamenti tra Piemonte e Liguria, da cui si diramano le arterie stradali più importanti e che vede la confluenza di molte vallate: un territorio che ha la necessità di essere presidiato e controllato, come dimostrato nell'alluvione del novembre 2019 e un territorio interessato attualmente da progetti di grandi opere, come la realizzazione del collegamento di valico tramite il traforo dell'Armo-Cantarana, che aumenterà presumibilmente il flusso di traffico nella zona e, di conseguenza, il bisogno di controllo per la sicurezza e la viabilità pubblica; da una prima analisi dei presidi interessati da chiusure e accorpamenti, sembra emergere la scelta evidente di potenziare la presenza della Polizia stradale sulla sola rete autostradale, a scapito delle strade extraurbane, statali e provinciali, quelle col maggior numero di incidenti mortali: nelle autostrade si sono contati 296 morti nel 2017 e 327 nel 2018 (con le 43 vittime del viadotto Morandi di Genova), sono stati invece 1.615 i morti nel 2017 e 1.596 nel 2018 sulle strade extraurbane, e 1.467 nel 2017 e 1.402 nel 2018 sulle strade urbane (incluse le provinciali, statali e regionali entro l'abitato); la provincia di Cuneo ha una sola autostrada (Torino-Savona), perché la Cuneo-Asti attende da anni il completamento: il resto della rete è composto da collegamenti di strade di viabilità ordinaria; la chiusura degli uffici periferici, contrastata a gran voce dagli amministratori locali, dai sindacati e dalle forze produttive, era già stata paventata in passato, e con il Governo Conte I si era cercato di bloccare tagli indiscriminati a presidi che offrono servizi continuativi di vigilanza sulle principali arterie stradali del territorio, rispondendo alla legittima richiesta di sicurezza della cittadinanza, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per scongiurare la paventata chiusura del distaccamento di Polizia stradale di Ceva, anche alla luce dell'importante ruolo di prevenzione e controllo che il presidio ricopre in un territorio oggi di snodo dei collegamenti fra Liguria e Piemonte e domani di realizzazione del valico dell'Armo-Cantarana. Atto n. 4-02876 PISANI Giuseppe Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: