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Modifiche alla legge 21 luglio 2016, n. 145, recante disposizioni concernenti la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge, collegato alla legge di bilancio, apporta alcune mirate modifiche alla legge 21 luglio 2016, n. 145, legge quadro che regola la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali, con la primaria finalità di rendere il procedimento di autorizzazione e finanziamento delle missioni internazionali italiane più snello e più rispondente alle rapide evoluzioni del contesto geo-politico internazionale. Tali modifiche si inseriscono a pieno titolo nel quadro del più ampio processo di semplificazione normativa portato avanti dal Governo. Resta comunque confermato il ruolo centrale del Parlamento nel processo di autorizzazione e di verifica delle missioni internazionali. Il disegno di legge consta di due articoli. All'articolo 1, comma 1, la lettera a) modifica l'articolo 2 della legge n. 145 del 2016. Il numero 1) introduce una maggior flessibilità nell'utilizzo degli assetti e delle unità di personale all'interno di missioni appartenenti alla medesima area geografica. Prevedendo in anticipo le possibili « interoperabilità » tra missioni nella stessa area e sottoponendole al vaglio preventivo delle Camere, la modifica consente di rispondere con maggior prontezza nell'eventualità di situazioni di crisi o emergenza, sempre più frequenti nell'attuale scenario internazionale. Il numero 2) introduce un nuovo comma 2.1 all'articolo 2 della legge n. 145 del 2016 e consente di pre-individuare, attraverso le deliberazioni del Governo di cui al comma 1, forze ad alta ed altissima prontezza operativa, da impiegare all'estero al verificarsi di crisi o situazioni di emergenza. Rimane ferma, per la sua specialità, la disciplina recata dal codice della protezione civile di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, con riguardo, in particolare, all'intervento estero in conseguenza della deliberazione dello stato di emergenza ex articolo 29 del citato decreto legislativo n. 1 del 2018. Del resto, da un lato la legge n. 145 del 2016 non regola le attività di protezione civile e, comunque, l'urgenza caratterizzante queste ultime non risulta compatibile con l' iter delineato dal comma 2.1 in esame (che, per quanto accelerato, presenta passaggi procedurali ulteriori, non contemplati dal codice di protezione civile); dall'altro le operazioni di cui all'articolo 2, comma 2.1, sono finanziate a valere sulle risorse del fondo di cui all'articolo 4, come fatto palese dal tenore letterale del comma in esame, quando, invece, le attività di protezione civile sono finanziate con risorse del fondo per le emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto legislativo n. 1 del 2018, a conferma del differente quadro regolatorio di riferimento. Le deliberazioni, sottoposte al preventivo vaglio parlamentare, indicano anche il numero massimo delle unità di personale e il limite massimo del fabbisogno finanziario che possono essere utilizzati nell'anno in corso, nell'ambito delle disponibilità complessive del fondo di cui all'articolo 4 della legge n. 145 del 2016 e del fondo di cui all'articolo 620- bis del codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Il nuovo comma 2.1 prevede inoltre che, anche nell'ipotesi in cui si renda necessario l'impiego in via di urgenza delle forze ad alta ed altissima prontezza operativa, la deliberazione del Governo venga comunque trasmessa alle Camere, le quali, entro cinque giorni, con appositi atti di indirizzo, secondo i rispettivi regolamenti, ne autorizzano l'impiego o ne negano l'autorizzazione. Il numero 3) introduce la principale semplificazione procedurale recata dal disegno di legge. Si elimina infatti la necessità dell'adozione di uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per la ripartizione delle risorse di cui all'articolo 4 della legge n. 145 del 2016 per le finalità stabilite con le deliberazioni di cui al comma 2 dell'articolo 2. L'adozione di tali DPCM non innova nella sostanza rispetto al contenuto delle deliberazioni di cui al comma 2, in quanto dette deliberazioni debbono già attualmente essere corredate della quantificazione del fabbisogno finanziario per l'anno in corso per ciascuna missione, corredata di relazione tecnica verificata ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (combinato disposto dell'articolo 2, commi 2, secondo periodo, e 2- bis , della legge n. 145 del 2016 per le nuove missioni e dell'articolo 3, comma 1- bis , relativamente alla relazione analitica per la prosecuzione delle missioni in corso). Detti DPCM comportano attualmente un aggravio procedurale che si traduce in una prolungata gestione provvisoria del fondo tramite anticipazioni di tesoreria durante l'anno di riferimento, nell'attesa della definitiva adozione del DPCM di riparto. La novella, pertanto, nell'eliminare i DPCM, non fa venire meno l'obbligo di una puntuale quantificazione delle risorse finanziarie occorrenti per ciascuna missione (da attivare ex novo o da prorogare), in quanto già prevista sin dalla prima fase di deliberazione delle missioni da parte del Governo in forza delle suddette disposizioni della legge n. 145 del 2016, non soggette a modifica con l'intervento in esame. Nel caso in cui il Parlamento indichi, nei propri atti di indirizzo, l'esigenza di apportare modifiche alla deliberazione sulle missioni internazionali, tale indicazione sarà recepita con una nuova deliberazione del Consiglio dei ministri, previa verifica della corrispondente relazione tecnica conformemente al vigente comma 2- bis . I numeri 4) e 5) modificano i commi 4 e 4- bis dell'articolo 2 della legge n. 145 del 2016. Sono modifiche conseguenti agli interventi previsti ai numeri precedenti, necessarie per adattare le « clausole di salvaguardia » relative al finanziamento delle missioni in corso e di quelle da avviare nelle more dell'adozione del DPCM di riparto di cui al comma 3, alle innovazioni procedurali conseguenti all'eliminazione del predetto DPCM. Con l'abrogazione del comma 5 dell'articolo 2 della legge n. 145 del 2016 disposta dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , numero 6), del disegno di legge in esame, si rende inoltre necessario aggiornare i riferimenti interni ai decreti di riparto del fondo del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al novellato comma 6 dell'articolo 4.