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Art. 1. 1. Sono considerati fuori ruolo i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che non svolgono funzioni giudiziarie e che non sono collocati in uffici giudicanti o requirenti. Art. 2. 1. Il numero di magistrati posti fuori ruolo non può essere superiore a cento per i magistrati ordinari e a venticinque per ciascuna delle altre categorie. 2. Il superamento del limite di cui al comma 1 rende nullo e privo di qualsiasi efficacia, anche per gli aspetti economici retributivi, il relativo provvedimento di collocamento fuori ruolo. 3. Per ciascun magistrato ordinario, amministrativo, contabile e militare la durata cumulativa dei periodi di collocamento fuori ruolo non può, durante l'intero corso della carriera, essere superiore a sei anni. Il collocamento fuori ruolo non può in ogni caso essere disposto nei primi dieci anni di carriera del magistrato. 4. Non possono essere posti fuori ruolo magistrati che svolgono le loro funzioni in uffici giudiziari in cui è presente una scopertura di organico superiore al 10 per cento, ovvero che siano impegnati nella trattazione di processi in relazione ai quali l'allontanamento possa avere gravi conseguenze negative. 5. Raggiunto il limite di cui al primo periodo del comma 3, il magistrato è automaticamente reinserito, senza necessità di alcuna domanda o istanza in tal senso, nel medesimo ufficio e con le medesime funzioni svolte prima del collocamento fuori ruolo. 6. Qualora l'organico dell'ufficio in cui il magistrato deve essere reinserito ai sensi del comma 5 risulti pienamente coperto in relazione alle funzioni svolte dal magistrato stesso prima del collocamento fuori ruolo, il magistrato è assegnato ad altro ufficio limitrofo della medesima circoscrizione o, in mancanza, del medesimo distretto, ove risultino scoperti posti nelle funzioni svolte dal magistrato prima del collocamento fuori ruolo. 7. In ogni caso, al raggiungimento del limite di cui al primo periodo del comma 3, il trattamento economico del magistrato è equiparato a quello dei magistrati, di pari anzianità, che svolgono funzioni giudiziarie. Art. 3. 1. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari non possono in alcun caso essere collocati fuori ruolo al fine di ricoprire, nell'ambito dell'amministrazione dello Stato e in relazione alla struttura organizzativa di ciascun Ministero, incarichi o ruoli di diretta collaborazione dei Ministri. 2. Nell'ambito del Ministero della giustizia, i magistrati possono essere preposti agli uffici dirigenziali generali istituiti all'interno dei Dipartimenti solo quando ricorrono specifiche esigenze di servizio e comunque in misura non superiore alla metà del numero totale degli uffici dirigenziali costituiti. In ogni caso i magistrati delle giurisdizioni ordinarie e amministrative non possono essere preposti alle Direzioni generali di cui agli articoli 4, comma 2, lettera c) , e 5, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55. Art. 4. 1. In nessun caso l'aver svolto funzioni fuori ruolo può essere considerato al fine dell'assegnazione al magistrato di incarichi direttivi o semidirettivi. Art. 5. 1. Previa autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura, del Consiglio superiore della magistratura militare o dei rispettivi Consigli di presidenza, ciascun magistrato, annualmente, può svolgere incarichi extragiudiziari per un numero complessivo di ore lavorative non superiore a sessanta; l’importo complessivo dei compensi percepiti per detti incarichi non può comunque essere superiore a euro 15.000. Art. 6. 1. I magistrati contabili o amministrativi con giurisdizione regionale non possono assumere incarichi extragiudiziari o fuori ruolo nella stessa regione in cui prestano servizio, né possono trasferirsi nella regione nella quale hanno ricoperto i predetti incarichi prima che siano decorsi cinque anni dal termine degli incarichi stessi. 2. I magistrati ordinari non possono assumere incarichi extragiudiziari o fuori ruolo nello stesso distretto di corte d'appello nel quale prestano servizio, né possono trasferirsi nel distretto di corte d'appello nel quale hanno ricoperto i predetti incarichi prima che siano decorsi cinque anni dal termine degli incarichi stessi. 3. I magistrati che svolgono funzioni in seno alla Corte di cassazione, al Consiglio di Stato o alla Corte dei conti non possono assumere incarichi fuori ruolo o extragiudiziari, fatta eccezione per incarichi di insegnamento nei limiti temporali e retributivi di cui all'articolo 5. Art. 7. 1. Gli elenchi dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari collocati fuori ruolo o autorizzati a svolgere incarichi extragiudiziari sono pubblicati in apposita sezione nei siti internet ufficiali della magistratura di appartenenza e dell'ente pubblico o privato nel quale svolgono i detti incarichi. 2. Negli elenchi di cui al comma 1 sono indicati il tipo di incarico ricoperto, il compenso percepito, gli uffici di provenienza, la data di inizio dell'incarico stesso e la data in cui l'incarico avrà termine. I predetti elenchi sono trasmessi al Parlamento in allegato a un'apposita relazione, da parte dei rispettivi organi di autogoverno. Art. 8. 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 9. 1. La presente legge entra in vigore il quarantacinquesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .