[resaula]

In questo modo riusciremo forse a uscire da una spirale che - consentitemi di dire - non fa onore al nostro Paese, perché vedere gente che si mette in fila per cambiare la residenza o va in tribunale per separarsi è qualcosa di indecoroso e indecente. (Applausi della senatrice Rizzotti) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.510, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.512 (testo2)/100. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, questo provvedimento, come già abbiamo dimostrato oggi con vari interventi, va ad erogare anche agli stranieri non appartenenti all'Unione europea il reddito di cittadinanza, smentendo quello che molti avevano detto, anche nella maggioranza. Ripetono ogni giorno "prima gli italiani" ma poi, in realtà, con questo provvedimento erogano un reddito di cittadinanza anche a migliaia e migliaia, forse decine, forse centinaia di migliaia di stranieri. È una scelta. Noi riteniamo che invece le risorse per creare occupazione e lavoro dovrebbero andare prima agli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dico ai colleghi che stanno votando a favore di queste norme che fanno un errore. Noi abbiamo già un 10 per cento di popolazione venuta dall'estero. Il nostro è un Paese che accoglie, un Paese che consente a tanti di svolgere le proprie attività. Tuttavia, avendo risorse limitate, le fasce di disagio e di povertà dovrebbero vedere una priorità in ambito nazionale o dell'Unione europea. L'emendamento da me proposto restringe questo diritto ai cittadini dell'Unione europea perché, ovviamente, a livello europeo è difficile porre delle discriminazioni. È un errore buttare soldi che dovevano andare a sei milioni di persone e non sono sei milioni perché si tratta di una platea di circa quattro milioni e mezzo di persone perché per ogni assegno si contano quattro o cinque persone, ma pare che non sia nemmeno così. Già si profila una certa confusione gestionale che emergerà clamorosamente nei prossimi giorni, un grande inganno popolare e la gente se n'è accorta, per questo volta le spalle al MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Hanno capito infatti che questo provvedimento, che era uno dei punti clou del programma, si è rivelato un inganno e una truffa. Mi meraviglio di altri che votano a favore di un provvedimento che dà soldi agli stranieri. Con questo emendamento si restringono nell'ambito dell'Unione europea gli effetti di questo decreto-legge. Chi vota contro l'emendamento vuole buttare soldi dalla finestra, attirando altri arrivi di clandestini e di stranieri in un Paese che ha già dato sotto questo versante. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo2)/100, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo2)/101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.512 (testo2)/102. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo almeno di non concedere il reddito di cittadinanza alle persone straniere - questa è la dicitura corretta - per le quali sia in corso la procedura di revoca del permesso di soggiorno. Con questa norma voi date, colleghi, il reddito di cittadinanza anche a coloro per i quali è in corso la procedura di revoca. Mi rendo conto che non si conosce ancora l'esito di tale procedura ma almeno, come misura cautelativa, se è in corso la revoca del permesso di soggiorno, non si eroga il reddito cittadinanza. Invece, con questa norma-manifesto si incentivano tutti gli stranieri, cari colleghi; non è quindi "prima gli italiani", ma prima lo straniero che anche se forse non ha più diritto al permesso di soggiorno, intanto percepisce il reddito. Se votate a favore del mio emendamento lo impedite. Se votate contro favorite anche lo straniero a cui stiamo revocando il permesso di soggiorno. Una cosa indicibile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo 2)/102, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.511. Passiamo all'emendamento 2.513, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.513, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,38) Passiamo all'emendamento 2.514, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.514, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.515, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.703 (testo 2). ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, intervengo anche sul successivo emendamento 2.578 (testo 2), che propone misure a favore delle donne vittime di violenza che avviene soprattutto in famiglia. Sappiamo che il momento più importante e delicato quando si è vittima di violenze in famiglia è proprio questo, perché non si ha la possibilità di sottrarsi e di allontanarsi dalla violenza; si ha bisogno di protezione, di aiuto, di non essere soli. Per questo appare inspiegabile il parere contrario espresso anche al successivo emendamento che non presenta oneri di spesa. Avevamo già avuto l'impressione e qualche avvisaglia del fatto che voi vogliate far sentire più sole le donne vittime di violenza, come si evince dal disegno di legge Pillon. Avevamo avuto l'impressione che non vi interessasse molto dare la possibilità di sottrarsi a queste violenze, di offrire protezione; oggi abbiamo qualche certezza in più.