[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 6-bis, del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240 (Disposizioni urgenti per l'avvio dell'anno scolastico 2000-2001), convertito, con modificazioni, nella legge 27 ottobre 2000, n. 306, promosso con ordinanza del 3 luglio 2002 dal Tribunale amministrativo regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce, sui ricorsi riuniti proposti da D. V. ed altri contro il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed altri, iscritta al n. 159 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 14, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visti gli atti di costituzione di D. V. ed altri e di P. D., nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 9 marzo 2004 il Giudice relatore Francesco Amirante; uditi l'avvocato Franco Carrozzo per le parti private costituite e l'avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. — Nel corso di otto giudizi amministrativi riuniti - promossi da alcuni insegnanti, appartenenti a diversi ambiti disciplinari delle accademie di belle arti e dei conservatori di musica, nei confronti del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, allo scopo di ottenere l'annullamento della graduatoria nazionale ad esaurimento degli idonei disposta ai sensi dell'art. 270 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 - il Tribunale amministrativo regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 4 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 6-bis, del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240 (Disposizioni urgenti per l'avvio dell'anno scolastico 2000-2001), convertito, con modificazioni, nella legge 27 ottobre 2000, n. 306, nella parte in cui non prevede la possibilità di essere ammessi alla sessione riservata di esami di abilitazione anche per i docenti precari aspiranti ad insegnamenti nelle accademie di belle arti e nei conservatori di musica che abbiano maturato il requisito dei 360 giorni di servizio entro il 27 aprile 2000. Rileva il giudice a quo che, nella fattispecie, tutti i ricorrenti sono stati ammessi con riserva alla sessione speciale di abilitazione indetta, in base all'art. 3 della legge 3 maggio 1999, n. 124, dall'ordinanza ministeriale 20 ottobre 1999, n. 247. Pur avendo superato la relativa prova d'esame, i medesimi sono stati inseriti, sempre con riserva, nelle rispettive graduatorie nazionali permanenti ad esaurimento; la riserva è stata poi sciolta in senso negativo, sicché è stata loro preclusa la possibilità di essere nominati insegnanti di ruolo. Il motivo di doglianza prospettato dai docenti contro la loro esclusione dalle graduatorie permanenti si fonda essenzialmente sulla mancata estensione, anche a favore degli insegnanti delle accademie di belle arti e dei conservatori, dello spostamento dei termini al 27 aprile 2000 disposto dalla norma impugnata per i soli aspiranti all'insegnamento nella scuola elementare e nella scuola media; spostamento che avrebbe consentito ai ricorrenti di partecipare a pieno titolo alla sessione riservata di abilitazione. Il giudice a quo, allo scopo di illustrare le ragioni dell'asserita violazione dei menzionati parametri costituzionali, ritiene opportuno riassumere le più recenti tappe dell'evoluzione legislativa in materia di assunzione degli insegnanti precari. Con il decreto-legge 6 novembre 1989, n. 357, convertito dalla legge 27 dicembre 1989, n. 417, fu creato il sistema del c.d. doppio canale, in base al quale l'accesso in ruolo dei docenti poteva avvenire tramite concorso per soli titoli oppure tramite concorso per titoli ed esami; tale meccanismo venne poi trasfuso negli artt. 270 e 401 del d.lgs. n. 297 del 1994. Successivamente è intervenuta la legge n. 124 del 1999, la quale - oltre a modificare le citate norme del d.lgs. n. 297 del 1994 nel senso di trasformare le graduatorie relative ai concorsi per soli titoli in graduatorie permanenti, da utilizzare per le assunzioni in ruolo - ha dettato, negli artt. 2 e 3, disposizioni specifiche per il conseguimento dell'abilitazione ai fini dell'inserimento nelle menzionate graduatorie permanenti. In vista di quest'obiettivo gli artt. 2 e 3 della legge n. 124 del 1999 hanno stabilito, l'uno per gli insegnanti della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica, l'altro per quelli delle accademie e dei conservatori, la possibilità di conseguire l'abilitazione all'insegnamento tramite una sessione riservata di concorso, alla quale sono stati ammessi i docenti precari che avevano svolto attività di insegnamento per almeno 360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-1990 e la data di entrata in vigore della norma stessa (25 maggio 1999), di cui almeno 180 giorni a decorrere dall'anno scolastico 1994-1995. Ora l'art. 1, comma 6-bis, del d.l. n. 240 del 2000, introdotto in sede di conversione, ha ulteriormente ampliato i termini di maturazione della menzionata anzianità di servizio necessaria per l'ammissione alla procedura di abilitazione riservata, stabilendo che alla medesima potessero partecipare anche i docenti che avevano completato tale periodo alla data del 27 aprile 2000; ma tale ampliamento - determinato da un avviamento non immediato delle procedure di abilitazione - è stato previsto solo in favore degli insegnanti di cui all'art. 2, comma 4, della legge n. 124 del 1999, sicché gli insegnanti delle accademie di belle arti e dei conservatori ne sono rimasti pacificamente esclusi (essendo essi ricompresi nell'art. 3 della legge n. 124 del 1999). Se tale esclusione non fosse stata stabilita, i ricorrenti - che al 27 aprile 2000 avevano tutti maturato i 360 giorni di servizio richiesti - avrebbero potuto essere subito inseriti nelle relative graduatorie ad esaurimento (dopo il superamento dell'esame concorsuale), onde ottenere la nomina in ruolo. Da ciò si desume, ad avviso del remittente, la rilevanza della presente questione, il cui accoglimento determinerebbe l'inclusione dei ricorrenti, pleno iure, nelle indicate graduatorie. Quanto alla non manifesta infondatezza, il remittente osserva che aver ampliato i termini per l'abilitazione riservata in favore dei soli docenti delle scuole elementari e medie si traduce, a causa della totale identità delle rispettive procedure, in un'ingiustificata discriminazione in danno degli insegnanti delle accademie e dei conservatori, tanto più che anche per costoro le procedure di abilitazione riservata si sono avviate in ritardo, e cioè con la citata ordinanza ministeriale 20 ottobre 1999, n. 247.