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PROTOCOLLO Il Governo della Repubblica italiana e il Governo australiano, all'atto della firma della presente Convenzione tra i due Governi per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito, hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione. Resta inteso che: 1) con riferimento agli articoli 7 e 9 - Quando le informazioni utilizzabili dalle competenti autorità di uno degli Stati contraenti sono inadeguate per la determinazione degli utili di un'impresa, imponibili in detto Stato in conformità dell'articolo 7 e dell'articolo 9 della Convenzione, le disposizioni di tali articoli non pregiudicano in alcun modo il diritto di detto Stato di applicare la propria legislazione per determinare l'assoggettamento ad imposta di una persona purché detta legge sia applicata, per quanto le informazioni utilizzabili dalle competenti autorità lo consentano, in conformità ai principi applicabili ai sensi degli articoli 7 e 9; 2) con riferimento al paragrafo 6 dell'articolo 8 - Le imposte italiane cui si applica, a decorrere dalla loro entrata in vigore, l'Accordo ivi richiamato, sono le seguenti: i) l'imposta sul reddito delle persone fisiche; ii) l'imposta sul reddito delle persone giuridiche; iii) l'imposta locale sui redditi. Se in Australia verrà applicata un'imposta (diversa da quelle elencate all'articolo 1 di detto Accordo) sugli utili realizzati da una impresa italiana in dipendenza dell'esercizio di aeromobili in traffico internazionale, l'imposta locale sui redditi non sarà più compresa fra le imposte cui si applica l'Accordo in Italia; 3) con riferimento all'articolo 9 - Nonostante le disposizioni dell'articolo 9, una impresa di uno degli Stati contraenti può essere tassata da questo Stato contraente come se detto articolo non fosse entrato in vigore, ma, nei limiti in cui ne sia possibile l'attuazione, conformemente ai principi applicabili ai sensi dell'articolo stesso; 4) con riferimento all'articolo 12 - Il termine "pagamenti" comprende i crediti o le somme accreditate e il riferimento ai canoni pagati comprende i canoni accreditati. Il termine "canoni" comprende i pagamenti od i crediti per la totale o parziale dilazione per l'uso dei beni o dei diritti di cui al paragrafo 3; 5) con riferimento all'articolo 24 - L'imposta pagata in uno degli Stati contraenti sui redditi aventi natura di dividendi da ammettere in deduzione dall'imposta dovuta per lo stesso reddito nell'altro Stato contraente non comprende l'imposta pagata sugli utili con i quali sono stati pagati i dividendi; 6) con riferimento al paragrafo 1 dell'articolo 25 - All'espressione "indipendentemente dai ricorsi previsti dalla legislazione nazionale" si attribuisce il significato secondo cui l'attivazione della procedura amichevole non è in alternativa con la procedura contenziosa nazionale che va, in ogni caso, preventivamente instaurata laddove la controversia concerne un'applicazione non conforme alla Convenzione delle imposte italiane; 7) con riferimento all'articolo 28 - Le disposizioni del paragrafo 3 non pregiudicano il diritto degli Stati contraenti di stabilire procedure diverse per l'applicazione delle riduzioni d'imposta previste dalla presente Convenzione; 8) qualora l'Australia convenga di limitare, in una Convenzione per evitare le doppie imposizioni che venisse in futuro conclusa tra l'Australia stessa e un terzo Stato, membro al momento della firma del presente Protocollo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici, l'aliquota d'imposizione: i) dei dividendi pagati da una società residente dell'Australia ai fini dell'imposta australiana e di cui sia beneficiaria effettiva una società residente di uno Stato terzo, ad una percentuale minore di quella prevista nel paragrafo 2 dell'articolo 10; o ii) degli interessi provenienti dall'Australia e di cui sia beneficiario effettivo un residente di uno Stato terzo, ad una percentuale minore di quella prevista nel paragrafo 2 dell'articolo 11; o iii) dei canoni provenienti dall'Australia e di cui sia beneficiario effettivo un residente di uno Stato terzo, ad una percentuale minore di quella prevista nel paragrafo 2 dell'articolo 12, il Governo australiano ne darà immediatamente comunicazione scritta al Governo della Repubblica italiana attraverso i canali diplomatici ed aprirà un nuovo negoziato con il Governo della Repubblica italiana per la revisione delle disposizioni previste nei precedenti sottoparagrafi i), ii) e iii) al fine di estendere all'Italia lo stesso trattamento previsto per lo Stato terzo. Fatto in duplice esemplare a Canberra il giorno 14 (quattordici) del mese di dicembre 1982, in lingua inglese e italiana, entrambi i testi aventi eguale valore. Per il Governo della Per il Governo Repubblica italiana australiano Sergio Angeletti John Howard Visto, il Ministro degli affari esteri ANDREOTTI