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Nuove disposizioni per l'orientamento del settore agroalimentare. Onorevoli Senatori. -- A distanza di ormai tredici anni dalla legge di orientamento (decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228) è senz'altro opportuno che, anche per iniziativa del Governo, sia ripreso il dibattito e il confronto sull'opportunità di promuovere, con l'adozione di un nuovo provvedimento specificamente dedicato al settore agroalimentare, un'azione di modernizzazione e rilancio di un comparto di assoluto rilievo per il Paese, a fronte di un’evidente carenza di prospettiva strategica che ha caratterizzato la politica settoriale nel decennio trascorso. Un forte indirizzo di politica agricola nazionale è invece indispensabile per consentire ai nostri agricoltori di attrezzarsi di fronte all’accresciuta competizione globale, difendere i loro redditi e la specificità di un modello fondato sulla qualità e la diversità produttiva, reagire di fronte ai fenomeni di abbandono delle campagne, anche con forme innovative di multifunzionalità. È questo il senso del presente disegno di legge che intende raccogliere e sistematizzare alcune proposte per il rilancio del comparto agricolo e sottoporre all'attenzione delle competenti istanze istituzionali e degli operatori interessati alcune concrete iniziative per l'orientamento e la modernizzazione del settore. L'articolo 1 del disegno di legge è rivolto a dare significato e seguito concreto alle attività di orientamento delle filiere già elaborate a livello istituzionale, ma ad oggi prive di operatività in assenza di risorse. In particolare la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ha approvato da tempo alcuni piani di settore, che interessano filiere di rilievo strategico, senza che si siano prodotti risultati apprezzabili, in assenza di un adeguato fondo di finanziamento. L'articolo istituisce pertanto un Fondo permanente presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per il finanziamento dei piani di settore, a cominciare, per gli anni 2015 e 2016, dal piano cerealicolo, dal piano olivicolo-oleario e dal piano d'azione per l'agricoltura biologica, Fondo alimentato con i proventi derivanti dall'incremento del 50 per cento dell'aliquota da applicare alle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi. L'arretratezza della logistica del comparto agroalimentare è uno dei principali fattori che ostacolano lo sviluppo del settore e determina incrementi ingiustificati dei costi che allargano la forbice fra prezzi all'origine e prezzi al dettaglio. In questo contesto di arretratezza, nel quale mantiene un ruolo preponderante il trasporto su gomma (intorno al 90 per cento), si inserisce spesso la criminalità organizzata, esercitando un pesante condizionamento sui mercati all'ingrosso e sui trasporti. L'articolo 2 del disegno di legge prevede l'inserimento organico degli interventi di modernizzazione della logistica del settore agroalimentare nell'ambito delle opere previste e finanziate ai sensi della cosiddetta legge obiettivo (legge 21 dicembre 2001, n. 443). L'abbandono dell'attività agricola nelle aree interne del Paese rappresenta uno dei fenomeni più preoccupanti non solo per la tenuta complessiva del settore, ma, in particolare, per le evidenti conseguenze sull'assetto idrogeologico del Paese. L'articolo 3 istituisce in via sperimentale un regime di sostanziale «zona franca» fiscale per gli imprenditori agricoli operanti in aree caratterizzate contemporaneamente da declino demografico e abbandono della superficie agricola utilizzata, rimandando a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare previo parere della Conferenza unificata, la definizione dei suddetti parametri statistici. L'articolo 4 del presente disegno di legge prevede l'istituzione di un regime fiscale di particolare favore per i giovani imprenditori che intendono avviare l'attività agricola a decorrere dall'anno 2015, con il pagamento, per il periodo di start-up dell'impresa fissato a cinque anni, di un'imposta sostitutiva pari al 5 per cento del reddito prodotto, nel rispetto delle vigenti disposizioni dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato per il comparto agricolo. Il grave ritardo nel ricambio generazionale, che tuttora investe il settore, rende necessario un forte impegno a tutti i livelli per promuovere l'occupazione giovanile, a partire da un utilizzo mirato e permanente della leva fiscale. L'articolo 5 del disegno di legge è rivolto alla semplificazione degli adempimenti burocratici necessari per l'esercizio dell'attività di lavorazione in azienda di piccoli quantitativi di prodotti agricoli destinati alla vendita diretta, proponendo l'estensione a tutte le regioni delle disposizioni a favore degli imprenditori agricoli già approvate in Umbria e in discussione in Toscana e Piemonte. La semplificazione è in particolare rivolta ai requisiti edilizi e igienici dei locali e alle procedure autorizzative. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 19 novembre 2012 è stato istituito il «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali», un’iniziativa rivolta a catalogare e proteggere i territori profondamente caratterizzati, nella qualità del paesaggio, dalla presenza di pratiche agricole tradizionali di significativo valore. L'articolo 6 del presente disegno di legge è rivolto a inserire tali aree nell'elenco dei beni di rilievo paesaggistico tutelati ope legis dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e a disporre che negli atti di pianificazione territoriali concernenti tali aree sia data assoluta priorità alla necessità di mantenere l'utilizzazione agricola dei suoli, le pratiche tradizionali che la supportano e le relative attività agricole e agrituristiche. L'articolo 7 del disegno di legge è finalizzato a colmare una grave carenza della disciplina sanzionatoria in materia di organismi geneticamente modificati, evidenziatasi con la recente diffusione non autorizzata di colture transgeniche che ha interessato la regione Friuli Venezia Giulia. In particolare il testo proposto estende le sanzioni previste dal decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, anche alle violazioni del divieto adottato dalle autorità nazionali con il decreto del Ministro della salute 12 luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 10 agosto 2013, concernente l'interdizione della semina per il mais transgenico MON810 e con altri eventuali decreti di analogo contenuto che dovessero seguire. È ormai noto, anche per la rilevanza e l'efficacia delle esperienze già in atto, che l'agricoltura consente un efficace inserimento sociale e lavorativo dei soggetti svantaggiati.