[pronunce]

che, secondo le suddette argomentazioni, la Regione Trentino-Alto Adige non potrebbe dunque essere ricompresa nell'area di disciplina del sistema di contrattazione in tema di pubblico impiego delineato dalla legislazione statale, poiché le regioni a statuto speciale, sostiene la resistente, possono - non debbono - avvalersi, nella contrattazione, dell'attività dell'Agenzia; che la difesa della Regione Trentino-Alto Adige conclude osservando che l'atto regionale nel suo complesso non potrebbe dirsi in contrasto con alcun principio di riforma desumibile dalle norme statali, avendo essa "semplicemente preferito, nell'ambito della propria autonomia costituzionale, una diversa via per dare disciplina provvisoria a taluni aspetti economici del rapporto con il personale, nell'attesa della disciplina definitiva"; che con successiva memoria, depositata il 15 maggio 2002, la Regione resistente ha rilevato che nel citato giudizio in via principale per "mancato adeguamento" di cui al ricorso n. 57 del 1994, obiettivamente connesso al conflitto in quanto avente a oggetto la legislazione regionale sulla base della quale è stata adottata la delibera della giunta oggetto del conflitto medesimo, il ricorrente Presidente del Consiglio dei ministri ha formulato atto di rinuncia, con il che il giudizio di legittimità costituzionale per mancato adeguamento è comunque destinato a estinguersi, anche se precisa la Regione la materia del contendere dovrebbe dirsi già cessata a seguito della approvazione della legge regionale del Trentino-Alto Adige 21 luglio 2000, n. 3 (Norme urgenti in materia di personale), con la quale è stata dettata una normativa adeguata ai principi della legge statale n. 421 del 1992; che con atto depositato il 20 maggio 2002, l'Avvocatura dello Stato, per il Presidente del Consiglio dei ministri, ha rilevato che la modifica del titolo V della parte seconda della Costituzione disposta dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), ha mutato il rapporto tra la potestà legislativa dello Stato e quella delle Regioni, in particolare nel senso che l'interesse nazionale non costituisce più un limite generale all'esercizio delle competenze legislative regionali, e che per questo il ricorso per conflitto di attribuzioni, in quanto "conseguenza immediata del ricorso per il mancato adeguamento della legislazione regionale a quella statale" fondato sul ricordato principio, "ha perso interesse"; che pertanto l'Avvocatura dello Stato ha dichiarato per il Presidente del Consiglio dei ministri, previa conforme delibera di quest'ultimo adottata in data 3 maggio 2002, di rinunciare al ricorso per conflitto di attribuzioni; che in prossimità dell'udienza la difesa della Regione Trentino-Alto Adige ha a sua volta depositato, su conforme delibera della giunta regionale del 17 aprile 2002, atto di accettazione della rinuncia. Considerato che, a norma dell'art. 27, ultimo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita dalla relativa accettazione della controparte, produce l'effetto di estinguere il processo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Zagrebelsky Il cancelliere: Fruscella Depositata in Cancelleria il 23 luglio 2002. Il cancelliere: Fruscella