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Distacco del comune di Sappada dalla regione Veneto e relativa aggregazione alla regione Friuli-Venezia Giulia. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ordinaria che si propone si inserisce nel procedimento previsto dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, come modificato dall'articolo 9, comma 1, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, integrato dalla disciplina referendaria del titolo III della legge 25 maggio 1970, n. 352, mediante il quale si dispone la separazione del comune di Sappada dalla regione Veneto e la relativa aggregazione alla regione Friuli-Venezia Giulia. La scelta di proporre un progetto di legge di natura ordinaria, e non costituzionale (contrariamente a ciò che alcuni sostengono) si fonda nella Costituzione e precisamente nel secondo comma dell'articolo 132. Infatti tale articolo non pone una riserva di legge costituzionale dato che afferma «Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della provincia o delle province interessate e del comune o dei comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, ...» e non legge costituzionale, e a chiarirne ulteriormente la natura è l'articolo 46, terzo comma, della citata legge n. 352 del 1970, in cui, definendo le caratteristiche dell'atto normativo con cui si dispone l'aggregazione del comune ad altra regione, si stabilisce che tale atto debba essere una legge ordinaria. A chi affermi che per la modifica dei confini della regione Friuli-Venezia Giulia sia necessaria una legge costituzionale, essendo tale ente dotato di uno statuto approvato con legge costituzionale, è corretto obiettare che l'articolo 132, secondo comma, non distingue le regioni ordinarie da quelle speciali, ma detta una comune disciplina. Con delibera del consiglio comunale di Sappada n. 33 del 13 luglio 2007 veniva formulata richiesta di referendum , ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, come modificato dall'articolo 9, comma 1, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e dell'articolo 42, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352, per il distacco dalla regione Veneto e l'aggregazione alla regione Friuli-Venezia Giulia del comune di Sappada e avente per oggetto il seguente quesito: «Volete che il territorio del comune di Sappada sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Friuli-Venezia Giulia?». Contestualmente venivano nominati il signor Maurizio Venier e il signor Riccardo Breusa, rispettivamente, come delegato effettivo e delegato supplente ai sensi dell'articolo 42, quarto comma, della citata legge n. 352 del 1970, affinché, previa elezione di domicilio in Roma, depositassero la suddetta richiesta di referendum presso la cancelleria della Corte di cassazione. Nessun'altra documentazione o deliberazione veniva richiesta o prodotta, ai sensi dell'articolo 132 della Costituzione e della sentenza della Corte costituzionale n. 334 del 10 novembre 2004, con la quale la stessa Corte dichiarava la parziale illegittimità dell'articolo 42, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352. Arrivati a questa fase i membri del Comitato hanno dunque assunto l'iniziativa affinché il disegno di legge giunga quanto prima all'approvazione del Parlamento. Era prevedibile che la scelta dei sappadini avrebbe sollevato, indipendentemente dall'esito della consultazione popolare, il problema del disagio che vivono le zone di montagna e che alcuni avrebbero preso lo spunto per rilanciare il tema del federalismo fiscale, ma l'obiettivo del referendum era un altro: quello espresso con il semplice quesito referendario. Sono state seguite le forme costituzionalmente previste, il comune di Sappada è una realtà che soddisfa i requisiti previsti dalla legge (contiguità geografica, stessa struttura economica e sociale, vicinanza storico-culturale), è stato superato il difficile doppio quorum del referendum : questo è ciò che davvero conta. Alcuni sono preoccupati di non creare un precedente applicando peraltro la Costituzione e la legge italiana (paradosso grottesco: le istituzioni della Repubblica italiana temono di applicare la Costituzione e la legge italiana); altri non vogliono mettere in difficoltà certe formazioni politiche, leggendo erroneamente l'esito del referendum come un atto di sfiducia contro un determinato schieramento politico, mentre si è trattato di un pronunciamento popolare al di là di qualunque appartenenza politica. I cittadini di Sappada, tramite questo disegno di legge di iniziativa parlamentare, confidano nel buon esito in Parlamento della richiesta «plebiscitaria» di passaggio del comune di Sappada dalla regione Veneto alla regione Friuli-Venezia Giulia, per non rischiare che la felicità che da aprile si respira per le strade di Sappada si trasformi in sfiducia verso le istituzioni, inadempimenti rispetto ai propri doveri costituzionali. Tutti i cittadini italiani ambiscono in generale a quello che, riferito nello specifico alla presente proposta, è la speranza dei sappadini, ovvero che la volontà popolare prevalga sui calcoli di opportunità politica, soprattutto in presenza di una disposizione costituzionale volta in tale senso. Oltre alle ragioni di carattere costituzionale, che motivano la presentazione di questo disegno di legge, è opportuno completare la presente relazione anche con le motivazioni di carattere geografico, storico-culturale e socioeconomico, contenute nel documento di sintesi predisposto dal Comitato di Sappada, che viene integralmente riportato qui di seguito. Un risultato che ha destato molta sorpresa, nessuno credeva che il quorum potesse essere raggiunto, immediatamente si è sollevato un clamore amplificato da giornalisti sinceramente incuriositi che intervistano sappadini tranquilli e per nulla stupefatti. Non c'è niente di nuovo; da sempre in paese si sa che siamo molto vicini ai friulani confinanti, che condividiamo da tempi non sospetti gli stessi modi di vita, le stesse leggi consuetudinarie, le stesse montagne, la stessa economia e le stesse prospettive e speranze per il futuro. No, l'esito del referendum non poteva proprio stupire i cittadini di Sappada. Analisi geografica Sappada è situato nel confine orientale del Veneto e del Bellunese, unico paese veneto alle fonti del fiume Piave, collegato con il resto della provincia da un'unica via d'accesso attraverso il valico dell'Acquatona. La penalizzante collocazione geografica ha nei secoli impedito la comunicazione con la pianura a valle e indotto costanti rapporti con le vicine popolazioni. Per il futuro auspichiamo un riassetto amministrativo che rispetti la naturale configurazione geografica. Analisi storica Le origini di Sappada non sono certe, l'ipotesi più probabile è che nell'undicesimo secolo alcune famiglie provenienti dalla vicina Austria (secondo la leggenda dal paese di Innervillgraten) si insediarono nella valle con l'autorizzazione del patriarca di Aquileia e dietro pagamento di una somma annuale.