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Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Giampiero Tofani da Albano Laziale (Roma) chiede modifiche al Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni" (Petizione n. 782, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Santo Castaldo da Afragola (Napoli) chiede modifiche all'articolo 1, comma 58, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in materia di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per i dipendenti pubblici (Petizione n. 783, assegnata alla 11 a Commissione permanente); la signora Roberta Fetti da Vigonovo (Venezia), la signora Rama Rudina da Certaldo (Firenze), i signori Ramona e Riccardo Treccani e la signora Margherita Bianchi da Serle (Brescia), la signora Carmen Pirovano da Bareggio (Milano) e la signora Antonietta Sorrentino da Palma Campania (Napoli) chiedono l'abrogazione della norma che prevede la sospensione degli sfratti sino al 30 giugno 2021 (Petizione n. 784, assegnata alla 1 a Commissione permanente); la signora Eulalia Malimpensa da Milano chiede l'abrogazione dell'articolo 43 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021 affinché sia garantita, in condizioni di sicurezza, la didattica in presenza per tutti gli studenti (Petizione n. 785, assegnata alla 7 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme Le senatrici Campagna e Taverna hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00327 della senatrice Bottici ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Ferrazzi, Margiotta, Nannicini, Stefano e Misiani hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02331 del senatore Parrini ed altri. Interrogazioni Atto n. 3-02334 SBROLLINI Al Ministro della cultura Premesso che: l'Hotel des Bains di Venezia, progettato in stile Liberty dai fratelli veneziani Raffaello e Francesco Marsich, fu inaugurato nel luglio 1900 e dotato di soluzioni tecnologiche innovative e all'avanguardia per l'epoca, arricchito altresì da lampadari di Murano, ferro battuto, vetri policromi ed essenze; tappa obbligata per i protagonisti della Belle époque, tra i suoi ospiti illustri si può ricordare Thomas Mann: lo scrittore ambientò nella sala da pranzo la folgorazione di Gustav von Aschenbach per il giovane Tadzio in "La morte a Venezia", ambientazione scelta anche dal regista Luchino Visconti durante le riprese della celebre trasposizione cinematografica del capolavoro, risalente esattamente a 50 anni fa (1971); tra le due guerre mondiali, molte personalità del mondo dell'alta borghesia, della politica e dello spettacolo soggiornarono in questo hotel : tra gli altri, non si può non ricordare Adolf Hitler, il quale richiese di esservi ospitato alla vigilia del suo primo incontro con Benito Mussolini, nel 1934, la giornalista statunitense Elsa Maxwell, lo scià di persia Reza Pahlevi, il re d'Egitto Farouk, solo per citare alcuni celebri esempi; considerato che: l'Hotel des Bains, attualmente proprietà del fondo di investimento "Lido di Venezia II", è gestito dalla Coima SGR, la quale possiede, tra l'altro, anche l' hotel Excelsior attraverso una propria controllata; come ricordano alcune fonti stampa locali, negli scorsi anni, Coima SGR aveva presentato un progetto di riqualificazione e rilancio dei due alberghi, perfezionando a tal proposito, con il supporto di Intesa Sanpaolo e Unicredit, un accordo di ricapitalizzazione con il fondo London & Regional properties (L+R), per una cifra complessiva di 250 milioni di euro; il piano industriale prevedeva, per l'anno 2021, la fine del cantiere dell' hotel Excelsior ed il contestuale avvio dei lavori presso l'Hotel des Bains, i quali avrebbero avuto una durata di 3 anni; da quanto si apprende, tuttavia, negli ultimi mesi i piani di Coima SGR sarebbero mutati: non solo non è più chiaro se i lavori all' hotel Excelsior verranno compiutamente terminati, ma sembrerebbero addirittura in stato avanzato le trattative per il suo acquisto, comprensivo anche della relativa spiaggia, da parte di L+R. L'offerta presentata dal fondo londinese, secondo le fonti stampa, ammonterebbe a 104 milioni di euro, inclusi 85 milioni di debiti da rimborsare agli istituti bancari; nondimeno, nell'ambito di queste trattative non troverebbero posto la ristrutturazione ed il contestuale rilancio dell'Hotel des Bains, atteso che L+R non avrebbe manifestato interesse per l'immobile: sebbene l'obiettivo sembrerebbe quello di individuare un nuovo gestore della struttura, con il quale concordare un utilizzo in regime di concessione, non appare tuttavia ancora all'orizzonte una soluzione che consenta di porre fine al mancato utilizzo del palazzo che perdura da oltre 10 anni, con il rischio di gettare una grave ombra sul futuro dell' hotel e con l'ipotesi, sempre più plausibile, di una chiusura definitiva, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali ne siano gli orientamenti in merito; quali iniziative intenda porre in essere affinché l'Hotel des Bains venga rimesso sul mercato, evitando che l'intera struttura venga lasciata in stato di perdurante abbandono, al fine di garantirne una pronta riapertura e una proficua valorizzazione e riqualificazione, coinvolgendo altresì tutti gli attori potenzialmente interessati. Atto n. 3-02335 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: a seguito della risposta all'interrogazione 3-01842 fornita lo scorso 15 ottobre 2020, con la quale si legittimano le nomine dei revisori entro la scadenza originaria del 16 dicembre 2019 ex art. 379 del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, recante il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, l'interrogante evidenzia un ulteriore aspetto problematico, connesso all'interpretazione relativa al ruolo degli stessi revisori già in carica, con riferimento alla certificazione dei crediti d'imposta per ricerca e sviluppo "R&S" e "Formazione 4.0"; il primo aspetto, che ad avviso dell'interrogante desta dubbi e perplessità, riguarda proprio l'obbligatorietà (ovvero il momento in cui la disposizione diventa effettivamente efficace) in considerazione dei noti rinvii normativi e del fatto che, senza un obbligo, sembrerebbe nelle facoltà delle imprese attribuire il beneficio del computo dell'intero costo dell'asseverazione del revisore (nell'ambito del credito d'imposta maturato) e dell'apparente vulnus giuridico, che andrebbe a premiare le imprese che ancora non hanno provveduto alla nomina del revisore, in luogo di quelle che hanno invece diligentemente adempiuto;