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Basti pensare a quanto è successo nella tragedia del Mottarone, così come nella tragedia del crollo del ponte Morandi, che ha visto un indennizzo riconosciuto non alle vittime della sciagura e del disastro colposo, ma addirittura ai concessionari del servizio di autostrade. Tutto questo ci riporta duramente alla realtà: noi abbiamo la Costituzione più bella del mondo, però purtroppo non abbiamo la classe politica adeguata, adatta a portarla a termine e a far sì che venga rispettata in tutti i suoi articoli. Nell'articolo 33 della Costituzione che riguarda la scuola pubblica è scritto: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Eppure, nel 2020, le scuole paritarie private hanno preso ben un miliardo di euro e continuamente vengono sovvenzionate, con la compiacenza della 1 a Commissione del Senato, che dà la liberatoria a tutto quanto in realtà non è rispondente al dettato costituzionale e che adesso chiede pure di modificare, per estendere tutele, laddove non tutela ancora i diritti fondamentali. E ancora: «La scuola è aperta a tutti». «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Anche questo è falso; purtroppo, non avviene a causa della legislazione corrente perché la scuola depauperata non dà più l'opportunità agli studenti di raggiungere i gradi più alti non solo degli studi, ma anche di elevarsi socialmente, oltre che culturalmente. Non è soltanto l'elargizione delle borse di studio che può consentire a questi studenti di potersi elevare, ma anche e soprattutto la qualità della formazione che deve essere erogata dalle scuole statali pubbliche. Un anno e mezzo di chiusure e di lockdown non hanno generato nemmeno un euro di risarcimento per i gap formativi poiché l'attività per il recupero dei gap formativi, a settembre è fatta a costo zero, mentre 510 milioni di euro vengono spesi per utilizzare le scuole come centri estivi. L'articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di espressione, quante volte viene violato e disatteso? Purtroppo, chi manifesta liberamente il proprio pensiero con la parola, con lo scritto o con altro mezzo di diffusione poi viene sanzionato con il licenziamento. È il caso di Riccardo Cristello, licenziato per aver associato la trama di una fiction televisiva a quanto si sta vivendo attualmente a Taranto con l'Ilva. Lo stesso dicasi per il diritto alla salute, anch'esso disatteso, purtroppo, poiché dovremmo dire che ciò che sta succedendo a Taranto non è una violazione palese del diritto alla salute. Mi auguro che questi commi per cui noi di L'Alternativa C'è voteremo a favore non vengano disattesi come tutto il resto del dettato costituzionale, perché la Costituzione più bella del mondo merita anche una classe politica in grado di valorizzarla e di farla applicare. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, il provvedimento che oggi ci apprestiamo a discutere e a votare è molto atteso. È, infatti, fondamentale prevedere all'interno della nostra Costituzione il rispetto ambientale. L'introduzione della stessa parola «ambiente» è un grande atto di responsabilità non solo nei confronti dell'ambiente stesso e del suo ecosistema, ma anche verso le future generazioni e l'intero genere umano. Credo che tutti in questa Aula abbiamo a cuore il rispetto per l'ambiente, che deve diventare sempre di più una priorità assoluta della classe dirigente. È un provvedimento necessario anche alla luce dell'avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza, delle prossime progettualità europee, della nuova programmazione della politica agricola comune (PAC) e del nuovo settennio e, più in generale, per garantire salvaguardia costituzionale all'ambiente e tutelare il futuro delle prossime generazioni. Oggigiorno tutto ruota intorno al concetto di sostenibilità; è un dato di fatto. È fondamentale investire in sostenibilità ambientale, ma credo sia altrettanto necessario impegnarsi per garantire il giusto equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica. Questo non è per nulla un concetto scontato. Ad esempio, in merito alla nuova programmazione della politica agricola comune, nasceva quale politica volta all'incremento della produttività e alla tutela del reddito degli imprenditori agricoli che, ricordiamolo sempre, sono i custodi delle nostre terre. Se si dovesse perdere di vista la sostenibilità economica, molte aziende chiuderebbero, abbandonando le terre con conseguenze catastrofiche per lo stesso ambiente e il suo ecosistema. Pensiamo, ad esempio, al dissesto idrogeologico. Se si chiede loro di investire in sostenibilità, è necessario pensare a misure adeguate per una giusta transizione ecologica. Non è facile passare al green ; non è una cosa che avviene con uno schiocco di dita. Questo dobbiamo comprenderlo e ricordiamo che negli ultimi anni il comparto agricolo ha fatto passi da gigante, diventando sicuramente uno dei migliori alleati dell'ambiente e della sua sostenibilità. Più del 20 per cento delle aziende agricole italiane ha un livello di sostenibilità alto, circa il 31 per cento, e deve ancora partire la batteria di aiuti proprio per favorire questa stessa sostenibilità in agricoltura e l'economia circolare. Diamo quindi la possibilità a tutti i comparti agricoli - allevatoriale, agricolo, di trasformazione - di essere veramente i migliori alleati dell'ambiente. Abbiamo dinanzi a noi anni di duro lavoro, ma allo stesso tempo opportunità uniche di investire nel miglioramento delle condizioni ambientale. È un impegno che ciascuno di noi deve assumere singolarmente, ma anche come collettività. Solo così l'Italia potrà vincere la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza e soprattutto quella ambientale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il disegno di legge n. 83 propone all'Assemblea di modificare la nostra Costituzione e già questo, a mio avviso, ci dovrebbe indurre ad essere cauti. È evidente che andare a modificare l'impianto normativo di base di tutto il nostro ordinamento giuridico, quello su cui si fonda tutto il resto, che prevale su tutto il resto, a cui quindi devono far riferimento poi tutte le altre norme che questa Camera insieme all'altra vanno ad adottare, dovrebbe indurre tutti ad una riflessione non solo sull'opportunità - su questo, evidentemente, in questo caso siamo tutti d'accordo - ma anche sulle conseguenze di quanto andiamo a fare. A me impressiona che spesso ci si ritrova ad essere tutti costituzionalisti. Questo spunto di riflessione mi è stato dato anche dalla recente vicenda delle vaccinazioni e del Covid, in cui anche soggetti qualificati interpretavano le norme costituzionali come se nel nostro ordinamento giuridico fosse legittimo esercitarsi in un'attività del genere. Ricordo che in Italia nessuno può interpretare la norma e quindi la sua conformità rispetto alla Costituzione, se non la Corte costituzionale.