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Nella «Raccomandazione sul commercio elettronico» adottata il 24 marzo scorso dal Consiglio OCSE, al fine di sostenere il mercato del commercio elettronico e migliorare la fiducia degli utenti, l'OCSE ha rimarcato più volte la necessità di rafforzare la tutela dei dati personali implementando adeguate misure di sicurezza contro violazioni e cyber -attacchi ed evitando che le imprese adottino pratiche ingannevoli per la raccolta e l'utilizzo dei dati personali dei consumatori. Particolare attenzione dovrebbe essere posta tra l'altro alla corretta informazione dei consumatori per consentire loro di esercitare scelte consapevoli. Di recente l'Adoc ha segnalato all'Autorità garante della concorrenza e del mercato un grande brand dell'elettronica che, nella propria piattaforma di vendita on-line , inibisce ai consumatori la possibilità di negare l'autorizzazione al trattamento dei propri dati personali per fini commerciali e nella cessione a terzi, subordinando l'acquisto del bene offerto a campi obbligatori in tal senso. Il 4 maggio 2016, i testi del regolamento e della nuova direttiva in materia di privacy sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea in tutte le lingue ufficiali. La direttiva è entrata in vigore il 5 maggio 2016 e gli Stati membri dell'UE dovranno recepirla nel loro diritto nazionale entro il 6 maggio 2018. L'obiettivo di questa nuova serie di norme è quello di restituire ai cittadini il controllo dei propri dati personali e semplificare il contesto normativo per le imprese. La riforma della protezione dei dati infatti sarà un fattore chiave del mercato unico digitale, a cui la Commissione ha dato la priorità assoluta. Nel 2014 il Garante della privacy ha ricevuto più di cinquemila segnalazioni di consumatori, ma le violazioni e gli abusi subiti dai cittadini attraverso il telemarketing aggressivo sono infinitamente di più. Il registro delle opposizioni non può rimanere l'unico strumento che ad oggi consente al consumatore di «difendersi» dalle offerte commerciali indesiderate: è uno strumento del tutto spuntato e limitato, che non mette al riparo il consumatore la cui utenza non compare negli elenchi pubblici e che non permette allo stesso né di sapere con esattezza a quali operatori ha dato il consenso né di revocare facilmente quest'ultimo. In forza di quanto detto, le proposte contenute nel disegno di legge perseguono l'obiettivo di rafforzare il sistema di verifica e controllo dei propri dati personali da parte di tutti i cittadini e cogliere l'occasione per introdurre strumenti ulteriori in grado di introdurre, di fatto, un esercizio attivo del diritto alla piena disponibilità dei propri dati. Riteniamo che le funzionalità attualmente proprie del registro delle opposizioni, debbano essere ampliate e migliorate prevedendo la creazione di un registro universale dei consensi, che consenta agli utenti (già opportunamente identificati ad esempio tramite SPID) di visualizzare tutti i trattamenti a fini commerciali in essere e contestualmente esercitare selettivamente e su propria scelta la revoca del consenso. Questa opzione agevolerebbe l'esercizio dei diritti correnti e avrebbe evidenti vantaggi in termini di immediatezza. Lo Stato italiano già vanta esperienze simili, si pensi al cosiddetto «spesometro» ossia la comunicazione polivalente ai fini IVA disposta ai sensi dell'articolo 21 del decreto-legge n. 78 del 2010, con la quale l'Agenzia delle entrate riceve da parte di tutti i soggetti IVA del Paese l’elenco clienti e fornitori. Nel caso di specie i soggetti IVA dovrebbero comunicare l'elenco dei codici fiscali dei clienti con riguardo a cui abbia posto in essere trattamento dei dati a fini commerciali con o senza comunicazione di dati a terzi.. 1 (Istituzione del registro universale dei consensi) 1 Al fine di agevolare l'esercizio da parte del cittadino dei diritti di cui all'articolo 7 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e di prevenire e impedire forme invasive di comunicazioni indesiderate mediante comunicazioni elettroniche di materiale pubblicitario, di vendita diretta o per il compimento di indagini di mercato o di comunicazione commerciale, di seguito telemarketing , all'articolo 130 del medesimo codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 3- bis è sostituito dal seguente: « 3-bis . Con il decreto di cui al comma 3- ter , è istituito il registro universale dei consensi, nel quale, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 129, sono riportati i trattamenti dei dati di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b) , ed è consentito l'esercizio con modalità semplificate e anche in via telematica dei diritti previsti dagli articoli 7 e 8»; b al comma 3- ter , le lettere c) , d) , e) , f) e g) sono abrogate; c dopo il comma 3- quater , sono inseriti i seguenti commi: « 3-quinquies . Presso il registro di cui all'articolo 3- bis vengono rese disponibili al cittadino, in via telematica e previa identificazione dell'utente interessato, funzionalità di visualizzazione dati e opzione di revoca del consenso prestato con riferimento ai singoli trattamenti i cui dati personali siano stati raccolti per le finalità di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b) , e comunicati al predetto registro in conformità alle disposizioni seguenti. 3-sexies . Le funzionalità di cui al comma 3- quinquies sono rese disponibili previa comunicazione telematica al registro, da parte dei titolari dei trattamenti di dati personali detenuti per le finalità di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b) , di un documento informatico contenente il riepilogo dei dati personali oggetto di trattamento e l’indicazione delle finalità del medesimo. 3-septies . Le funzionalità previste dal comma 3- quinquies sono implementate con il decreto di cui al comma 3- ter . 3-octies . L'obbligo di trasmissione dei dati e delle informazioni di cui al comma 3- sexies comprende tutti i trattamenti di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b) , in essere e successivi rispetto alla data di entrata in vigore della presente disposizione e si estende a tutte le variazioni dei dati e delle informazioni oggetto di comunicazione, che devono essere inviate al registro entro quindici giorni dalla variazione stessa. Le opzioni di revoca di cui al comma 3- quinquies devono essere rese operative dal titolare del trattamento entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione telematica inviata dal registro. 3-novies . Le informazioni e i dati comunicati al registro dei consensi da parte degli operatori, possono essere visualizzati ed estratti dall'interessato, in formato digitale, dal proprio account e costituiscono prova in giudizio in caso di contenzioso con l'operatore stesso, con riguardo all'esistenza del trattamento».