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In caso di accertate irregolarità durante il corso della coltivazione, della raccolta, della fabbricazione, trasformazione, sintesi, impiego, custodia, commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope, o quando vengono a mancare in tutto o in parte i requisiti prescritti dalla legge per il titolare o per il legale rappresentante o per il direttore tecnico, il Ministro della sanità procede alla revoca dell'autorizzazione. 2. Il Ministro della sanità può procedere alla revoca anche in caso di incidente tecnico, di furto, di deterioramento di sostanze stupefacenti o psicotrope o di altre irregolarità verificatesi anche per colpa del personale addetto. 3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, qualora il fatto risulti di lieve entità, può essere adottato un provvedimento di sospensione dell'autorizzazione fino a sei mesi. 4. Il provvedimento di revoca o di sospensione deve essere motivato ed è notificato agli interessati tramite il sindaco e comunicato all'autorità sanitaria regionale, alla questura competente per territorio e, ove occorra, al Comando generale della Guardia di finanza. 5. Nel caso che le irregolarità indicate nel comma 1 concernano esclusivamente le prescrizioni tecnico-agrarie, il Ministro della sanità adotta i provvedimenti opportuni, sentito il Ministero dell'agricoltura e delle foreste". "Art. 22 (Provvedimenti in caso di cessazione delle attività autorizzate). - 1. Nei casi di decadenza, di revoca o di sospensione dell'autorizzazione, il Ministro della sanità, salvo quanto previsto dall'art. 23, adotta i provvedimenti ritenuti opportuni nei riguardi delle eventuali giacenze di sostanze stupefacenti o psicotrope e provvede al ritiro del bollettario e dei registri previsti dal presente testo unico, nonché al ritiro del decreto di autorizzazione". "Art. 23 (Cessione o distruzione di sostanze stupefacenti o psicotrope). - 1. Nell'esercizio delle facoltà previste dall'art. 22, il Ministro della sanità può consentire, su richiesta dell'interessato, la cessione delle giacenze di sostanze stupefacenti o psicotrope ai relativi fornitori ovvero ad altri enti o imprese autorizzati o a farmacie, nominativamente indicati. 2. Qualora nel termine di un anno non sia stato possibile realizzare alcuna destinazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, queste vengono acquisite dallo Stato ed utilizzate con le procedure e modalità di cui all'art. 24. 3. Le sostanze deteriorate non utilizzabili farmacologicamente devono essere distrutte, osservando le modalità di cui all'art. 25. 4. Dell'avvenuta esecuzione dei provvedimenti adottati a norma del presente articolo deve essere redatto apposito verbale". "Art. 24 (Sostanze stupefacenti o psicotrope confiscate o acquisite). - 1. Le sostanze stupefacenti o psicotrope confiscate o comunque acquisite dallo Stato ai sensi dell'art. 23 sono poste a disposizione del Ministero della sanità che effettuate, se necessario, le analisi, provvede alla loro utilizzazione o distruzione. 2. Nel caso di vendita, qualora non sia stata disposta confisca, il ricavato, dedotte le spese sostenute dallo Stato, è versato al proprietario. Le somme relative ai recuperi delle spese sostenute dallo Stato sono versate con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali". "Art. 25 (Distruzione delle sostanze consegnate o messe a disposizione del Ministero della sanità). - 1. La distruzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope nei casi previsti dagli articoli 23 e 24 è disposta con decreto del Ministro della sanità che ne stabilisce le modalità di attuazione e si avvale di idonee strutture pubbliche locali, ove esistenti, o nazionali. 2. In tali casi il Ministro della sanità può, altresì, richiedere ai prefetti delle province interessate che venga assicurata adeguata assistenza da parte delle forze di polizia alle operazioni di distruzione. 3. Il verbale relativo alle operazioni di cui al comma 2 è trasmesso al Ministero della sanità". - Per il regolamento (CEE) n. 3677/90 vedi note alle premesse. L'art. 2-bis paragrafo 2, così recita: "2. Gli operatori, eccetto gli spedizionieri doganali, i depositari e i vettori che agiscono unicamente in tale qualità, operanti nei settori dell'importazione, esportazione o transito di sostanze classificate figuranti nella categoria 2 o nel settore dell'esportazione di sostanze classificate figuranti nella categoria 3 dell'allegato sono tenuti a dichiarare ed a aggiornare presso le autorità competenti gli indirizzi dei locali in cui producono dette sostanze o a partire da cui le commercializzano. Tuttavia questo obbligo non riguarda gli operatori nei settori dell'esportazione di piccoli quantitativi di sostanze classificate figuranti nella categoria 3 o dell'esportazione di miscugli contenenti sostanze classificate figuranti nella categoria 3, identificati a tale scopo". Gli articoli 4, 5 e 5-bis del medesimo regolamento così recitano: "Art. 4 (Autorizzazione di esportazione - Sostanze classificate figuranti nella categoria 1 dell'allegato). - 1. L'esportazione delle sostanze classificate figuranti nella categoria 1 dell'allegato è subordinata all'ottenimento di un'autorizzazione di esportazione rilasciata, per ciascuna operazione, dalle autorità competenti dello Stato membro in cui deve essere presentata la dichiarazione di esportazione in conformità delle disposizioni in vigore. 2. Le richieste di autorizzazione di cui al paragrafo 1 contengono le informazioni seguenti: - nome e indirizzo dell'esportatore e dell'importatore nel paese terzo e nome e indirizzo di altri eventuali operatori che prendono parte alle operazioni di esportazione o alla spedizione, nonché del destinatario finale, - nome della sostanza classificata, come indicato nella categoria 1 dell'allegato, - quantitativo e peso della sostanza classificata e, qualora essa sia costituita da un miscuglio, quantitativo e peso del miscuglio nonché quantitativo e peso o percentuale della o delle sostanze menzionate nell'allegato contenute nel miscuglio, - dati relativi al trasporto, in particolare la data prevista di invio, il modo di trasporto, la designazione dell'ufficio doganale presso cui deve essere presentata la dichiarazione in dogana e, nella misura in cui tali dati siano disponibili in questa fase, l'identificazione del mezzo di trasporto, l'itinerario, il previsto punto di uscita dal territorio doganale della Comunità e quello di entrata nel paese importatore. Nei casi di cui al paragrafo 10, alla richiesta deve essere allegata una copia dell'autorizzazione di importazione rilasciata dal paese di destinazione. 3. La decisione in merito alla richiesta in oggetto è presa entro quindici giorni lavorativi dalla data in cui il fascicolo è ritenuto ultimato dall'autorità competente. Tale termine è prorogato qualora, nei casi di cui al paragrafo 10, le autorità debbano compiere ulteriori indagini per accertarsi che l'importazione delle sostanze sia stata debitamente autorizzata. 4. Fatta salva l'eventuale attuazione di misure tecniche di tipo repressivo, l'autorizzazione di esportazione di cui al paragrafo 1 è rifiutata qualora: