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Si tratta di una scelta di grandissimo rilievo perché, se alziamo per un attimo lo sguardo, ci accorgiamo che in questo Paese siamo tra le manifatture mondiali più importanti. Abbiamo visto durante il 2021 quanto la manifattura ha trainato la crescita, e se mettiamo insieme alle produzioni industriali manifatturiere il valore aggiunto delle nostre capacità produttive, cioè, quel valore che si determina sui processi di innovazione, di ricerca, così preziosi e importanti per attrarre investimenti e per generare lavoro e crescita, stiamo parlando di un investimento indispensabile nel segmento formativo, per ricollocare nei sistemi territoriali istituti tecnici e tecnologici qualificati che non vivono nella solitudine il percorso formativo, ma finalmente determinano relazioni corrette tra i sistemi territoriali, le associazioni economiche, le imprese, le organizzazioni sindacali. Durante questo percorso il Senato ha modificato il testo approvato alla Camera, migliorandolo; c'è stato un confronto importante. Ringrazio i colleghi del Gruppo Partito Democratico, i senatori Rampi, Verducci e Marilotti, che hanno lavorato in Commissione in maniera appropriata per valorizzare l'importante confronto con le organizzazioni sindacali, le associazioni economiche, il sistema della formazione, della scuola. Questo ci ha sicuramente consentito di individuare con maggiore precisione una riforma organica che affronta anche il tema della coesione sociale e del sostegno ai più deboli per ridurre aree di criticità che nei sistemi formativi rischiano di penalizzare la crescita, ma soprattutto lasciano tante persone nella solitudine. Dunque, è un investimento di straordinaria importanza. Dobbiamo riconoscerlo: questa è una riforma essenziale per accompagnare un'idea nuova di sviluppo economico in questo Paese. È una riforma fondamentale per restituire anche centralità a un sistema manifatturiero italiano che chiede un salto di qualità sul versante della formazione delle risorse umane. Colleghi, per accompagnare questa trasformazione digitale, sociale, ambientale, non si può eludere il tema dell'investimento nei saperi, nelle competenze e nella formazione. Non ci sono scorciatoie se vogliamo che la transizione produca nuova occupazione, attragga nuovi investimenti industriali, generi nuova occupazione. Io dico che finalmente questo Parlamento approva una riforma che ricolloca il sistema della formazione italiana su un versante più nobile. È una riforma che scrive una pagina positiva ed entra dalla porta principale dell'ordinamento della Repubblica. Fino ad oggi gli istituti tecnici industriali e i suoi elementi normativi erano regolati da un DPCM. Con il disegno di legge in discussione introduciamo dalla porta primaria una riforma strutturale, che io credo dia anche un messaggio molto importante al nostro Paese, quello cioè di uno Stato che decide di prendere in mano una delle parti fondamentali che è l'investimento nel capitale umano. Non c'è scorciatoia: se vogliamo che la transizione generi nuova occupazione e nuova crescita e non nuove aree di solitudine e di conflittualità sociale, l'unico vero investimento possibile oggi e rapido è proprio l'istituto della formazione. L'investimento nel capitale umano diventa decisivo per trasformare la transizione non nella paura, ma nella capacità di generare futuro, speranza e crescita. Per questo considero molto importante il lavoro fatto in quest'Aula. Consegneremo nuovamente alla Camera dei deputati la terza lettura, ma lo facciamo dopo aver ascoltato, migliorato ed elaborato ulteriormente una valutazione che io credo insista sul pilastro della formazione terziaria come elemento decisivo per radicare maggiormente anche nel territorio un'alleanza tra il sistema pubblico e il sistema privato. Se penso alla nostra terra, alle Regioni più avanzate, se guardo all'importanza del generare occupazione e crescita, proprio i sistemi manifatturieri richiedono maggiori opportunità formative qualificate. Non serve la formazione ad ogni costo per un ammortizzatore: serve un investimento sul pilastro della qualificazione del capitale umano. Con questa riforma togliamo via l'idea che gli istituti tecnici siano ambiti marginali del nuovo sviluppo economico. Se gli istituti tecnologici acquistano una relazione con le imprese e con le università - come il presidente Nencini ha ricordato - nei percorsi di formazione, cioè se si costruisce finalmente l'alleanza dei saperi, possono utilizzare le imprese e gli straordinari laboratori finanziati dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza che abitano nelle imprese, perché i laboratori qualificati per formare i nostri giovani ci sono. Non possiamo permetterci tempi rallentati. Basta un'alleanza tra il sistema formativo e il sistema imprenditoriale Dunque l' academy - come l'abbiamo chiamata in questo disegno di legge, in questa proposta legislativa - serve per stabilire questa alleanza, un sistema formativo radicato, corrispondente alle esigenze dei sistemi territoriali, capace di dare ai nostri giovani un'opportunità per il loro futuro. Io credo che questo sia indispensabile, perché l'economia globale avrà un sistema manifatturiero sempre più qualificato, sempre più digitale, sempre più innovativo e dunque sarà indispensabile affiancare percorsi formativi adeguati per sostenere nuova crescita e nuovo sviluppo economico. Per queste ragioni il Partito Democratico voterà a favore del presente disegno di legge, che riteniamo rechi una riforma organica, importante e preziosa per utilizzare al meglio le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma soprattutto per garantire ai nostri giovani un'opportunità nuova, nel togliere l'ombra che il saper fare, il produrre, lo studiare e il formarsi siano percorsi disgiunti; sono percorsi che si possono congiungere anche per ridurre i tempi e per generare opportunità e speranza per il loro futuro. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, Forza Italia esprime una grandissima soddisfazione per l'approvazione del presente disegno di legge, che sappiamo necessita di un ulteriore passaggio parlamentare, proprio perché ha voluto promuoverne il percorso alla Camera e successivamente, all'avvio della discussione che c'è stata della nostra proposta, sono stati presentati da tutti i Gruppi parlamentari ben sette disegni di legge sul rilancio degli ITS. Abbiamo potuto vedere un confronto serrato, ma sicuramente positivo e proficuo - come ricordava il Presidente della Commissione - tra le forze politiche che hanno lavorato per dare una nuova investitura a questo sistema, che è collocato - non dimentichiamolo, perché è cosa fondamentale - fra gli obiettivi più rilevanti e importanti del nostro PNRR. Si tratta quindi di una riforma che ha un peso specifico rilevante. Siamo soddisfatti per l'unanimità, che significa soprattutto che il Parlamento su tematiche di questo genere è stato capace di trovare degli equilibri significativi per lo sviluppo tecnologico del nostro Paese e anche, in un certo senso, di dare un contributo importante all'azione del Governo. Consentitemi, prima di passare ad alcuni aspetti, di ringraziare, oltre al nostro capogruppo in Commissione Andrea Cangini, la nostra responsabile nazionale del settore istruzione Valentina Aprea e naturalmente anche la senatrice Gallone, per il lavoro che hanno svolto su questo provvedimento. Vorrei sottolineare alcuni punti, che motivano fortemente il nostro voto favorevole.