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Ebbene, al compimento dei sessanta giorni l'allora Ministro dell'interno non presentò nessun disegno di legge, ma cinque giorni prima della scadenza il Ministro per gli affari regionali inviò la richiesta di parere alle due Regioni, parere consultivo non vincolante, per cui, che la risposta fosse favorevole o meno, sarebbe stato assolutamente ininfluente sul risultato finale del disegno di legge. A questo punto consentitemi una digressione. Si sono citati prima i sette Comuni dell'Alta Valmarecchia che hanno preceduto il Comune di Montecopiolo, che è l'ottavo Comune dell'Alta Valmarecchia, dopodiché c'è un muro naturale costituito dal monte Carpegna. All'indomani del referendum del dicembre 2006, da presidente della 1 a Commissione del Consiglio comunale di Rimini fui io il primo a provare a mettere per la prima volta i sindaci dei sette Comuni dell'Alta Valmarecchia attorno a un tavolo per discutere di quel provvedimento, insieme ai parlamentari eletti a Rimini e al Vice Presidente della Provincia di Pesaro, che faceva parte del comitato per il sì. Vi garantisco che fu una cosa molto complessa, soprattutto all'interno del Partito Democratico, perché vi erano stati sindaci che avevano fatto parte del comitato per il sì e sindaci che avevano fatto parte del comitato per il no e si trovavano in quel momento a gestire la risposta dei cittadini. Concluso l' iter grazie al Governo Berlusconi - giova ricordare che nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto 2009 fu pubblicata la legge che distaccava i sette Comuni dell'Alta Valmarecchia nella provincia di Rimini - la Regione Marche, che aveva dato parere contrario, presentò ricorso alla Corte costituzionale adducendo la motivazione che quel parere contrario, ancorché la legge prevedesse che fosse non vincolante, poteva essere comunque ostativo al provvedimento. Il ricorso fu rigettato e da quella data il parere della Regione Emilia-Romagna è arrivato nel 2012, mentre le Marche non hanno mai dato il parere. È del tutto evidente che nella XVII legislatura il parere, reiteratamente richiesto e mai dato, aveva una sola finalità: al compimento dell' iter del disegno si sarebbe fatto ricorso per mancanza del parere stesso. Questo, però, non è un modo di comportarsi nei confronti dei cittadini. La lettera del sindaco di Montecopiolo, più volte citata prima, contiene anche un'altra verità, perché nell'ultimo passaggio richiamato dal collega si dice che, dopo la delibera del Consiglio comunale in cui il sindaco e il Consiglio comunale stesso chiedevano una volta per tutte un pronunciamento al Parlamento, i fondi sono arrivati dopo due anni da quella decisione (2019), il che vuol dire che negli anni precedenti non è mai arrivato nulla al Comune Montecopiolo, che è rimasto asserragliato sotto il monte Carpegna, chiuso, da una parte dal monte Carpegna e, dall'altra, dai Comuni già transitati in provincia di Rimini. Nell'Italia dei campanili sarebbe opportuno dunque che la politica si interrogasse sulle ragioni che hanno motivato questi passaggi. Sono state citate ragioni storiche, è vero, ma queste sono terre di confine e i confini, che sono stati definiti nel corso degli anni, hanno collocato i Comuni una volta in un'area e a volte nell'altra. Basta risalire, per esempio, al canto XXVII dell'Inferno, in cui Dante colloca Montecopiolo in Romagna. A parte questo, basta andare sui servizi. Il 90 per cento dei ragazzi di Sassofeltrio e Montecopiolo frequentano istituti scolastici della Provincia di Rimini. A Sassofeltrio, nel trentennio che va dal 1975 al 2005, il 77,75 per cento dei ragazzi sono nati in ospedali della Provincia di Rimini: con l'ostetricia di Cattolica a 20 chilometri, non se ne facevano 60 per andare a Pesaro. Qualche volta ho sentito citare anche l'ospedale di Sassocorvaro. Ebbene, avendo un ambulatorio di medicina legale a Sassocorvaro, quel territorio lo conosco abbastanza bene e posso dire che l'ospedale di Sassocorvaro nel 2013 è stato declassato ad ospedale di comunità e oggi ha due piani: uno, privato, aperto, mentre quello pubblico è ancora in ristrutturazione, non ha neanche un centro prelievi, già previsto prima dell'epoca Covid. Sono stati citati gli hub vaccinali e proprio con il Covid abbiamo avuto la rappresentazione plastica delle difficoltà di queste popolazioni. Se a 15 chilometri da Sassofeltrio c'è Morciano, che ha un hub vaccinale al padiglione della fiera di Morciano, si devono percorrere 60 chilometri per andare a Pesaro o 50 chilometri di strada interna per andare ad Urbino? A Montecopiolo si scende a San Leo, si vede anche la rocca di Cagliostro, si arriva a Novafeltria e lì ci si può tranquillamente vaccinare. Altrimenti, si fa tutt'altra strada, 70 chilometri per andare a Pesaro. Non voglio citare più la petizione, nata in un' enclave di Sassofeltrio, ma mi limito a citare un elemento. Come ho detto, svolgo un'attività a Sassocorvaro, la gente si conosce e le cose si sanno, mi permetto quindi, signor Sottosegretario, di segnalarle una problematica che è all'origine di quella petizione, importante e seria per alcune persone che fanno un certo tipo di attività. In quella frazione, che non è una frazione di Sassofeltrio, ma è un' enclave , perché ha stazioni distaccate, si ha alle spalle il monte San Paolo, che divide da Montegrimano Terme. Ebbene, i cittadini hanno un problema: nel momento in cui dovessero passare in Provincia di Rimini, dovrebbero pagare due ambiti territoriali di caccia per continuare ad andare a caccia. Quello è uno dei motivi che ha spinto la raccolta di firme. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 18,33) ( Segue BARBONI). Vorrei infine esprimere ancora pochi concetti. Credo che da questa vicenda nasca una considerazione: il Parlamento deve avere tempi certi per dare risposte ai cittadini in casi similari, il che non significa che deve dire sì, ma semplicemente conoscere i posti e le situazioni e poi rispondere. Altro concetto che, nell'annunciare il voto favorevole di Forza Italia a questo provvedimento, mi permetto di ricordare è che nella campagna elettorale come eletto del collegio uninominale di Rimini-Cesena, io e il mio capolista nel listino, la senatrice Bernini, abbiamo preso l'impegno a portare a conclusione questo iter. L'impegno lo manteniamo, ma in questa vicenda non ci sono né vinti né vincitori, semplicemente il Parlamento riassume il proprio ruolo. Non tornerò dopodomani a Rimini passando sotto l'arco d'Augusto con lo scalpo della Regione Marche, che magari visto l' habitus somatico, mi servirebbe anche, ma soltanto con la convinzione di aver fatto il mio dovere. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, giunge oggi finalmente al termine - e sottolineo il "finalmente" - uno degli iter più paradossalmente lunghi che questa Assemblea abbia forse mai affrontato.