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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 76 PINOTTI La seduta inizia alle ore 12,40. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario CALVISI risponde all'interrogazione 3-01800 del senatore Mininno ed altri, sulle disparità di reclutamento del personale delle Forze armate. Evidenzia come con i decreti legislativi n. 172 e n. 173 del 27 dicembre 2019, emanati a seguito della delega in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, di cui alla legge 1° dicembre 2018, n. 132, sia stato completato il precedente riordino del 2017, operando numerose modifiche alla normativa di riferimento e, in particolare per le Forze armate, al Codice dell'ordinamento militare (COM). Tale processo è stato condotto, oggi come allora, nel rispetto dei pareri espressi e nella dovuta considerazione delle osservazioni poste dalle competenti Commissioni parlamentari. In particolare sottolinea come i provvedimenti siano stati adottati in ossequio al principio di equi-ordinazione tra le Forze armate e le Forze di polizia a ordinamento civile e militare, tenendo conto delle singole specificità. A tal riguardo, segnala come vada evidenziato che, pur nell'ottica di equilibrio interforze alla quale è ispirato tutto il corpo normativo di riferimento, sussistono aspetti di peculiarità correlati alle singole componenti, che discendono dai rispettivi compiti istituzionali. A titolo di esempio, sottolinea come in base all'articolo 682 del Codice dell'ordinamento militare il personale dei ruoli dei graduati delle Forze armate possa concorrere al reclutamento nel ruolo marescialli con il possesso del diploma quinquennale di istruzione secondaria di secondo grado, mentre per l'Arma dei carabinieri, che svolge funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, il corrispondente personale del ruolo appuntati e carabinieri possa concorrere per il reclutamento nel ruolo ispettori solo se in possesso di laurea triennale a indirizzo giuridico, giacché solo in regime transitorio, l'articolo 2196-quinquies del Codice dell'ordinamento militare consente, fino al 2021 compreso, il diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Sottolinea parimenti come anche i criteri con i quali sono state stabilite le diverse percentuali dei posti riservati a ciascuna categoria di personale per i concorsi interni sono intesi a salvaguardare le specificità di Forza armata, per garantirne l'assolvimento dei compiti istituzionali. In riferimento, poi, ai limiti d'età per la partecipazione ai concorsi interni per il reclutamento nei ruoli marescialli delle Forze armate, l'oratore evidenzia che il recente decreto legislativo in materia di riordino ha elevato tali limiti a 45 anni, innalzandoli ulteriormente a 52 per i concorsi banditi nel periodo transitorio sino all'anno 2024. Tali soglie, unitamente a quella di 48 anni già prevista per il grado di sergente maggiore capo, consentono un impiego funzionale e proficuo nel nuovo ruolo anche per il personale che, accedendo ai concorsi in questione in età non più giovanissima, può comunque arrivare a conseguire il grado di maresciallo capo e i conseguenti benefici economici. In base alle vigenti disposizioni risulta, pertanto, possibile ripianare le vacanze organiche con nuovi reclutamenti tra i giovani graduati, assicurando la necessaria flessibilità nelle percentuali di categoria in relazione agli sviluppi organici e consentendo, nel contempo, un adeguato percorso di carriera al personale che accede al ruolo marescialli. Replica il senatore MININNO ( M5S ), ricordando come l'oggetto dell'interrogazione fosse quello di verificare l'intenzione del Ministro in relazione alla possibilità di eliminare disparità tra i concorsi interni per il reclutamento nel ruolo marescialli delle Forze armate e del paritetico ruolo ispettori dell'Arma dei carabinieri, con riferimento al rapporto della riserva dei posti tra ruolo sergenti o sovrintendenti e ruoli di base e ai requisiti di partecipazione ai concorsi, soprattutto rispetto ai limiti d'età. Il quadro normativo alla data di presentazione dell'interrogazione prevede, per l'Arma dei carabinieri, due terzi dei posti a concorso riservati agli appartenenti al ruolo sovrintendenti e il restante terzo al ruolo appuntati e carabinieri. Per il reclutamento del ruolo marescialli delle Forze armate, invece, al ruolo sergenti sono riservati minimo tre decimi dei posti, massimo sette decimi agli appartenenti al ruolo dei volontari in servizio permanente. La norma che riguarda le Forze armate, contrariamente a quella dei Carabinieri, predilige un più agevole passaggio al superiore ruolo dei marescialli per i graduati, piuttosto che per i sergenti, e questo relega questi ultimi ad un ruolo pressoché chiuso e privo di sbocchi. Con riguardo invece ai requisiti di partecipazione ai concorsi, le norme non prevedono alcun limite d'età per l'Arma dei carabinieri, mentre per le Forze armate fissano la soglia limite dei 40 anni per i sergenti e di 45 anni per i graduati. Quest'ultima prescrizione, che non tiene conto del principio secondo cui al grado più alto debba corrispondere una presumibile età maggiore, è altamente penalizzante per il ruolo sergenti. I correttivi al riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate adottati con decreto legislativo n. 173 del 2019, e intervenuti in data successiva all'interrogazione, hanno elevato il limite d'età a 45 anni per il ruolo sergenti e a 48 anni per il grado apicale. Peraltro rileva come sia prevista una fase transitoria fino al 2024 che porta questo limite a 52 anni e un concorso straordinario per 300 marescialli riservato ai soli sergenti maggiori capo senza limiti d'età. Pertanto, nonostante ritenga che ogni limite d'età nei concorsi interni dovrebbe essere eliminato, così come già avviene per i Carabinieri, prende atto della modifica migliorativa introdotta. Non può, tuttavia, dire lo stesso per la problematica del rapporto tra i posti riservati al ruolo sergenti e quelli riservati ai volontari in servizio permanente, che non ha subito alcuna modifica nel riordino. Segnala, infine, che tra i requisiti di partecipazione esiste una ulteriore disparità, non riportata nell'interrogazione, quella per cui, mentre per i Carabinieri è sufficiente avere una valutazione non inferiore a "nella media", per le Forze armate è necessaria una qualifica non inferiore a "superiore alla media". Esprime a tal proposito l'auspicio è che in un prossimo provvedimento tutte queste disparità possano venire sanate. Conclude dichiarandosi parzialmente soddisfatto per le delucidazioni ricevute.