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Voglio segnalare, in particolare, l'attenzione rivolta a una vera e propria emergenza sociale, la violenza di genere, di fronte alla quale lo Stato non può cedere minimamente il passo. L'intervento ministeriale si è concretizzato attraverso l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, in data 29 novembre 2018, del disegno di legge recante modifiche al codice di procedura penale e disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, il cosiddetto codice rosso, che - mi preme dirlo - è stato scritto a quattro mani insieme al ministro Giulia Bongiorno. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Tale iniziativa è volta a garantire l'assoluta tempestività degli interventi cautelari o di prevenzione a tutela delle vittime dei reati di maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate, in quanto commessi in contesti familiari o nell'ambito di relazioni di convivenza, al fine di pervenire, ove necessario, nel più breve tempo possibile, all'adozione di provvedimenti protettivi e di non avvicinamento e di impedire che possano ulteriormente porsi in pericolo la vita e l'incolumità fisica delle vittime di violenza domestica e di genere. Voglio rappresentarvi l'auspicio che, sul cosiddetto codice rosso, si possa raggiungere una celere e unanime approvazione da parte del Parlamento (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'AZ) : pur nel confronto ed eventualmente anche correggendo gli errori del testo - ove ce ne fossero - infatti, non dubito della compattezza delle istituzioni e delle forze politiche rispetto a una piaga sociale così grave. Passando al modello dell'esecuzione penale, tra la certezza della pena e la dignità della detenzione, oggi la situazione delle nostre carceri è drammatica. Ci sono stati già alcuni interventi che mirano a incidere su una situazione in cui i detenuti presenti negli istituti penitenziari al 21 gennaio 2019 sono 59.947, a fronte di una capienza regolamentare di 50.569 unità. A questi numeri se ne aggiungono altri più allarmanti: i 61 suicidi di detenuti e i 4 di agenti di polizia penitenziaria nel 2018; gli eventi critici ammontano a 3.808 (473 ferimenti, 3.331 episodi di colluttazione, 2 tentati omicidi e 2 vere e proprie rivolte in carcere). Per garantire la razionalizzazione degli spazi e il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti in carcere, sono stati destinati cospicui fondi all'edilizia penitenziaria: ben 44 milioni di euro in più rispetto al passato, 85 milioni per il 2019 e 30 milioni per il 2020 quali residui presso il MIT del piano carceri precedente; per quanto riguarda il piano quindicennale, 80 milioni sono stati assegnati dal 2018 e 30 milioni è l'ammontare della nostra richiesta, nel quadro esigenziale, a partire dal 2019; 3 milioni di euro già assegnati per il FUG; 43 milioni di euro già previsti per la riforma del processo penale; 190 milioni sbloccati dal 2019 per otto anni per l'edilizia penitenziaria, per effetto del decreto-legge sicurezza. I fondi sopraindicati, tranne allo stato il residuo stanziamento relativo al piano carceri, possono essere investiti tramite le agevolazioni procedurali previste dal decreto-legge semplificazione all'articolo 7 che, nel dettaglio, per ovviare agli aspetti problematici connessi all'eccessiva lunghezza dei tempi intercorrenti tra la progettazione e la disponibilità delle nuove strutture, assegna per un biennio al personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche le seguenti ulteriori funzioni: l'effettuazione di progetti e perizie; la gestione delle procedure di affidamento dei suddetti interventi e l'individuazione di immobili. Inoltre, nella convinzione che il problema del sovraffollamento possa efficacemente affrontarsi, anche creando le condizioni affinché i detenuti stranieri, costituenti una percentuale significativa della popolazione carceraria, possono espiare la pena nelle carceri dei Paesi di provenienza, si è profuso particolare impegno per la stipula di trattati e/o accordi bilaterali volti ad agevolare e semplificare il trasferimento di detti detenuti a seguito di opportune interlocuzioni con i ministri dell'Albania, della Romania e del Marocco. Si è agito poi anche nel settore della giustizia minorile, valorizzando per il trattamento intramurario e non percorsi elaborati secondo i princìpi della personalizzazione, flessibilità e ascolto. Mi preme sottolineare l'importanza che svolgono all'interno delle carceri i nostri agenti di polizia penitenziaria. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Ci tengo a dire che portano avanti non soltanto una funzione di sicurezza all'interno delle carceri, ma anche un'opera fondamentale di prevenzione per il tempo in cui i detenuti usciranno dalle carceri e dovranno essere reinseriti nella società. In questo senso l'attività che svolge la Polizia penitenziaria nel monitoraggio delle dinamiche che possono portare a incrementare fenomeni di terrorismo è fondamentale. È per questo che di recente abbiamo approvato la norma che prevede la possibilità per la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di disporre direttamente di un pool di 20 agenti di polizia penitenziaria. Si tratta di un riconoscimento al loro lavoro e all'importanza del collegamento tra l'autorità giudiziaria, specializzata nella lotta alla mafia e al terrorismo, e gli agenti di polizia penitenziaria. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Per quanto riguarda la materia degli istituti penitenziari, è fondamentale anche il problema delle madri detenute. Il Governo si sta impegnando per cercare di incrementare le strutture che, a livello regionale, possano accogliere situazioni così particolari. Tra l'altro, ci siamo già attivati con il decreto sicurezza, approvando una norma che prevede la segnalazione automatica di situazione del genere. Dobbiamo chiederci non soltanto dove debbano stare il neonato o il bambino insieme alla madre detenuta, ma anche se essi siano al sicuro se vicini a una madre che si è macchiata di colpevoli reati e potrebbe non essere idonea in quel momento a garantire la loro sicurezza. Si attiva quindi una segnalazione a seguito della quale vengono posti in essere alcuni controlli. Riguardo al quadro internazionale, il perseguimento degli obiettivi prioritari dell'azione ministeriale in materia di lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, alla corruzione e al riciclaggio non può prescindere dalle azioni sul versante internazionale, ancor più in considerazione delle elevate aspettative riposte nella futura attività dell'istituenda procura europea. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una progressiva trasformazione delle realtà criminose, che hanno travalicato ormai ampiamente i confini nazionali.