[ddlpres]

a) individuare, su richiesta degli interessati, i fattori di rischio relativi al minore, con particolare riguardo alla presenza di specifici traumi pregressi, nonché i fattori di rischio relativi ai genitori adottivi; b) prevedere, su richiesta degli interessati, interventi multidisciplinari al fine di promuovere relazioni positive nell'ambito familiare; c) svolgere, su richiesta degli interessati, interventi educativi, terapeutici e sociali di sostegno del minore nell'ambito del nucleo familiare, finalizzati al superamento e alla prevenzione delle situazioni di difficoltà e di disagio che possono insorgere nel periodo successivo all'adozione; d) svolgere un'attività di monitoraggio delle situazioni di crisi e di disagio e dei casi di fallimento dell'adozione. L'articolo 27 prevede inoltre che i servizi socio-educativi per la prima infanzia, i servizi socio-sanitari e assistenziali e i servizi educativi del territorio, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, svolgano le azioni necessarie a supportare la crescita psicologica, emotiva e relazionale dei minori adottati, a promuovere percorsi di integrazione degli stessi nel contesto scolastico, a sviluppare una maggiore competenza interculturale e metodologica degli insegnanti, dei dirigenti scolastici e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) per favorire l'integrazione dei minori adottati, a rafforzare la genitorialità attraverso azioni atte a rinforzare il sistema di promozione, prevenzione e protezione dei minori adottati in situazione di vulnerabilità attraverso l'azione di sostegno alla genitorialità nei diversi contesti di vita. Si tratta di novità molto importanti che rispondono alla richiesta di «non lasciare soli» i genitori dopo l'adozione. L'articolo 28 modifica l'articolo 35 della legge n. 184 riguardante gli effetti dell'adozione pronunciata all'estero nell'ordinamento italiano, prevedendo che detta adozione produca effetti immediati, ai sensi di quanto previsto sul riconoscimento delle sentenze straniere (per il riconoscimento delle quali non è necessario il ricorso ad alcun procedimento). Si abrogano, inoltre, le disposizioni che prevedono ulteriori controlli al fine di evitare il ripetersi di accertamenti già effettuati dalla CAI, nonché un inutile e costoso appesantimento del procedimento. L'articolo 29 modifica l'articolo 38 della legge n. 184, riguardante la Commissione per le adozioni internazionali, prevedendo che la stessa possa avvalersi di esperti a titolo di consulenti. L’articolo 30 modifica l’articolo 39- bis della legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di compiti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, adeguando l’articolo ai cambiamenti introdotti all’articolo 6 in materia di soggetti legittimati all’adozione. Per i suddetti motivi, l'articolo 31 modifica l'articolo 39- ter della legge n. 184, in materia di requisiti degli enti autorizzati, al fine di rendere più rigorosi e stringenti i requisiti che gli enti devono possedere per ottenere l'autorizzazione per realizzare obiettivi di trasparenza, professionalità, tracciabilità ed efficienza. Fra questi requisiti si evidenziano: l'obbligo di assicurare la certificazione del bilancio; l'istituzione di liste d'attesa consultabili, chiare e aggiornate ogni quindici giorni che, nel rispetto della tutela di dati personali, indichino la data del conferimento del mandato per ciascun soggetto in lista d'attesa e gli abbinamenti effettuati e la avvenuta verifica dell'attendibilità delle informazioni sui minori in un tempo precedente all'abbinamento; la garanzia, nel caso in cui l'ente non possa portare a termine la pratica adottiva, per cause non imputabili al suo operato, della presa in carica dei genitori adottivi da parte di un altro ente assicurando il proseguimento della procedura senza costi aggiuntivi; l'essere in grado di fornire assistenza legale specializzata ai genitori adottivi nei Paesi stranieri in cui operano e di assicurare almeno per tre anni dall'ingresso del minore adottato in Italia assistenza e sostegno al minore stesso e ai genitori adottivi, anche attraverso l'utilizzo di psicologi, pedagogisti e psicoterapeuti. L’articolo 32 modifica l’articolo 41 della legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di espatrio di minori a scopo di adozione, adeguando l’articolo ai cambiamenti introdotti all’articolo 6 in materia di soggetti legittimati all’adozione. L'articolo 33 modifica l'articolo 44 della legge n. 184, in materia di adozioni in casi particolari, prevedendo la possibilità per i minori di essere adottati da persone con cui hanno un vincolo di parentela fino al sesto grado o un preesistente rapporto stabile e duraturo, anche nei casi in cui non siano orfani di padre e di madre. Si tratta di una novità importante che, oltre a raccogliere le istanze di molte associazioni di famiglie adottive e affidatarie, si muove nella direzione della tutela della continuità affettiva nell'interesse del minorenne, prevedendo la possibilità di realizzare un'adozione aperta che consenta al minore di mantenere i rapporti con la famiglia di origine e di avere, al contempo, una stabilità affettiva e di vita che solo lo status pieno di figlio garantisce. Vi sono casi, infatti, nei quali sebbene sussista un legame affettivo e relazionale con la famiglia di origine, quest'ultima non sia in grado di educare, istruire e mantenere il minore, compiti che costituiscono il contenuto della responsabilità genitoriale. Può accadere, inoltre, che l'affidamento familiare non sia temporaneo, ma si trasformi di fatto in un affidamento sine die per il permanere dello stato di difficoltà della famiglia d'origine che non permette il rientro del minore in quest'ultima. A questa situazione di «provvisorietà» -- altamente pericolosa per l'equilibrio del minore nell'ambito del nucleo familiare -- si può rimediare prevedendo che gli affidatari, che sul piano affettivo ed educativo costituiscono figure genitoriali di riferimento per il minore, possano richiedere l'adozione piena. Oltre questa importante novità, l'articolo 33 prevede che i minori possano essere adottati non solo dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio, anche adottivo, dell'altro coniuge, ma anche dalla parte di un'unione civile e dal convivente di fatto nel caso in cui il minore sia figlio, anche adottivo, dell'altra parte unita civilmente, nonché dell'altro convivente di fatto, anche dello stesso sesso (cosiddetto stepchild adoption ). L'articolo 34 modifica l'articolo 45 della legge n. 184, in materia di procedimento di adozione nei casi previsti dall'articolo 44, prevedendo la rappresentanza autonoma del minorenne adottando.