[ddlpres]

L'articolo 1 indica l'oggetto e le finalità della legge, stabilendo l'autonomia della cooperazione internazionale dalla politica estera e indicandola come politica pubblica centrale nelle relazioni esterne del nostro Paese, in linea con la Carta costituzionale, i Trattati dell'Unione europea, in particolare il Trattato di Lisbona, e la Carta delle Nazioni Unite. Riconosce la necessità di garantire la coerenza delle politiche e di sensibilizzare l'opinione pubblica italiana. Infine stabilisce che le iniziative di emergenza rispondano a quei princìpi che permettono di meglio soddisfare i bisogni delle popolazioni colpite e più vulnerabili, mettendole al riparo da strumentalizzazioni. L'articolo 2 indica destinatari e soggetti della cooperazione internazionale, stabilendo le necessità di privilegiare l'acquisto di servizi locali per incentivare l'economia locale, evitando il possibile impiego degli stanziamenti per gli aiuti militari. L'articolo 3 elenca le attività comprese nella cooperazione internazionale, in linea con quanto riconosciuto dalle regole OCSE/DAC. Gli articoli da 4 a 6 affrontano la questione della partecipazione dell'Italia agli organismi internazionali che si occupano di cooperazione internazionale, specificando la necessità che ogni partenariato multilaterale sia preceduto da un accordo con l'organizzazione, in modo tale da evidenziare l'approccio strategico complessivo dell'Italia. L'articolo 6 dettaglia l'impegno di cooperazione nei confronti dell'Unione europea, in particolar modo autorizzando la possibililtà per l'Italia di partecipare ai meccanismi di gestione «in delega» delle risorse della Commissione. L'articolo 7 indica le modalità della cooperazione bilaterale tra l'Italia e i Paesi partner , indicando come precondizione il fatto che l'assistenza sia stata esplicitamente richiesta dal Paese. Gli articoli 8 e 9 indicano le modalità di gestione dei crediti concessionali sia per finanziare iniziative di sviluppo sia per sostenere il trasferimento di tecnologie attraverso percorsi d'internazionalizzazione solidale del settore privato italiano. In prospettiva, lo strumento del credito d'aiuto ha un ruolo sempre crescente soprattutto nei Paesi a medio reddito. Rispetto all'attuale normativa, l'articolo 8 permette di utilizzare i crediti per partecipare ad iniziative multilaterali. L'articolo 9 amplia gli strumenti a disposizione della cooperazione per favorire la crescita del settore imprenditoriale locale dei Paesi in via di sviluppo, grazie all'azione delle imprese italiane, con l'obiettivo di attirare imprese nei Paesi prioritari della cooperazione internazionale per trasferire competenze e creare lavoro, sempre nel rispetto degli standard ILO (Organizzazione internazionale del lavoro). L'articolo 10 riconosce il ruolo degli attori della cooperazione territoriale, autorizzandoli ad avviare interventi di cooperazione con entità omologhe nei Paesi partner , ma prevedendo anche un meccanismo che obbliga alla comunicazione degli interventi per permettere il coordinamento. L'articolo 11 conclude la sezione relativa agli interventi con riferimento a quelli umanitari, per la cui attuazione è competente l’Agenzia per la cooperazione internazionale, dopo l'approvazione da parte del Ministro per la cooperazione internazionale, per ragioni di speditezza e efficacia. Il capo III delinea la struttura di governance e programmazione della nuova cooperazione internazionale. Si prevede che, a fronte della competenza per la cooperazione internazionale al Presidente del Consiglio, questi la deleghi ad un Ministro, esclusivamente dedicato alla politica di cooperazione, che concorre a stabilirne gli indirizzi. Questi ultimi sono comunque il risultato dell'approvazione collegiale da parte del Consiglio dei ministri, attraverso il Documento strategico triennale, che prevede sia un confronto a livello interministeriale nel Comitato per la cooperazione internazionale, sia una concertazione in sede di Conferenza unificata per la cooperazione, organismo, anche questo, di nuova istituzione come strumento di partecipazione e consultazione degli attori privati della cooperazione. La conferenza è responsabile, tra l’altro, dell'organizzazione biennale del Forum per la cooperazione internazionale, che si propone come verifica di medio termine. La programmazione triennale viene aggiornata annualmente e costituisce il documento fondante dell'unitarietà del «sistema Italia di cooperazione» poiché, in un sorta di mappatura, indica tipi d'intervento, risorse finanziarie per ogni Paese, organizzazioni internazionali finanziate, Paesi e settori prioritari e obiettivi attesi. Comitato interministeriale e Conferenza sono le due strutture che assicurano che il «sistema Italia» abbia una «visione condivisa della cooperazione» ed affronti coordinatamente le sfide. Il Ministro per la cooperazione internazionale, coadiuvato dal Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio, assicura la rappresentanza dell'Italia negli organismi e organizzazioni internazionali che si occupano di cooperazione internazionale. Per valorizzare la specificità delle competenze nei rapporti di cooperazione di natura finanziaria, vengono mantenute le attribuzioni del Ministro dell'economia e finanze per banche e fondi di sviluppo. Le strategie e gli interventi previsti dal Documento triennale sono realizzati attraverso le risorse pubbliche del Fondo per la cooperazione che, istituito presso la Presidenza del Consiglio, unifica le risorse di cooperazione ora iscritte nel bilancio dello Stato. Sono escluse le risorse per banche e fondi di sviluppo poiché si tratta di poste finanziarie stabilite in processi multilaterali di rifinanziamento che sono versate in maniera costante su più anni. Il Fondo puo ricevere anche donazioni private per specifiche iniziative, dando così alla cooperazione internazionale dell'Italia la possibilità di avviare una partnership pubblico-privato. Le risorse iscritte nel Fondo per la cooperazione possono essere iscritte come residui evitando le reiscrizione alla entrata del bilancio dello Stato alla fine dell’esercizio finanziario, garantendo così maggiore certezza alle risorse stesse. Il capo IV dettaglia le funzioni dell'Agenzia italiana per cooperazione internazionale e del Dipartimento per la cooperazione internazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio, rendendo la politica di cooperazione autonoma dalla politica estera. L'Agenzia attua in autonomia obiettivi e indirizzi del Documento triennale ed è vigilata dal Ministro per la cooperazione e finanziata attraverso il Fondo per la cooperazione. L'Agenzia sarà disciplinata nel dettaglio attraverso decreti legislativi che saranno emanati rapidamente, entro sei mesi, dall'approvazione della legge. I decreti legislativi dettagliano, tra l'altro, l' iter per l'approvazione delle iniziative, l'organizzazione dell'Agenzia e la sua presenza territoriale nei Paesi partner attraverso strutture locali di cooperazione. Il Dipartimento per la cooperazione internazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio garantisce l'avvio dell'esercizio di programmazione triennale e il sostegno tecnico alla Conferenza unificata ed al Comitato interministeriale per la cooperazione internazionale. Alla copertura dell’organico e degli oneri di personale delle due strutture si provvede mediante il trasferimento di personale dalla pubblica amministrazione e dalla soppressa Direzione generale per la cooperazione del Ministero degli affari esteri.