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(Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Quando sento dire - scusatemi, faccio un cenno alla giustizia, perché comunque è stato richiamato anche il mio ruolo - che la giustizia è paralizzata e che dobbiamo affannarci a fare norme per la giustizia, sicuramente il ministro Bonafede presenterà un disegno di legge sul processo penale, ma la causa principale della paralisi della giustizia è un'altra. Intanto, ricordatevi che paralisi della giustizia significa che gli investimenti in Italia non arrivano. Poi, ricordatevi che la causa della paralisi della giustizia è dovuta al fatto che negli anni scorsi nessuno si è occupato di mettere dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari: alle 14 le udienze finiscono. Saremo noi a riattivare i tribunali, saremo noi a riattivare gli ufficiali giudiziari, i cancellieri, il personale amministrativo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). . È concreto o no, fare questo? È concreto o no, far ripartire i tribunali? È concreto o no, mettere a disposizione personale che vi fa utilizzare i fondi strutturali? Volete affrontare o no, i termini effettivi di questo provvedimento? (Commenti della senatrice Valente) . Io lo so: non posso convincervi come se fossi in un aula quando si guarda il giudice e si cerca di ottenere ragione, perché voi non potete votare a favore e questo fa parte del gioco. BELLANOVA (PD) . Qui siamo in Parlamento! PARENTE, relatrice di minoranza . Non deve convincere noi! PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non interrompiamo il Ministro. BONGIORNO , ministro per la pubblica amministrazione . Però quello che voglio dire è questo: ciascuna di queste norme ha una portata innovativa straordinaria e, al contempo, è concreta. Ci sarà la rivoluzione della pubblica amministrazione domani? No, ma finalmente entrerà nuovo personale nei settori strategici e finalmente diremo stop a questi furbetti del cartellino. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Molti senatori dei Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S si levano in piedi. Congratulazioni. Commenti della senatrice Valente ) . PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, saluto lei e saluto il Governo. L'emendamento 1.1 è molto semplice: è un emendamento soppressivo del Nucleo della concretezza. Ho ascoltato l'intervento del Ministro e ne approfitto per spiegare brevemente - anche se è stata svolta una serie di audizioni su questo punto, il cui contenuto mi sembrava abbastanza chiaro - perché questo Nucleo non riuscirà nell'intento di rendere omogenea l'amministrazione, nelle inefficienze (che non corrispondono a reati) oppure nelle inadempienze. Il motivo per cui i nostri Comuni, le Regioni e le pubbliche amministrazioni chiedono al Ministero chiarimenti è perché sono paralizzati dalla paura delle responsabilità che possono assumersi, in un mondo in cui basta sbagliare dove metti una penna e ti arriva inevitabilmente la citazione o la denuncia di qualcuno per un qualche ipotetico abuso. Non conoscere l'impostazione mentale dei dipendenti delle amministrazioni significa poi produrre una cosa come il Nucleo della concretezza, che dovrebbe servire, da quello che ho compreso questa mattina, a dare risposte e a risolvere i problemi. Quello che chiedono i dipendenti e le amministrazioni è semplicemente di avere le spalle coperte. Se si voleva incidere sulla questione relativa alla disomogeneità, forse questo Governo si sarebbe dovuto interrogare sugli effetti delle cosiddette leggi Bassanini che, dividendo - o volendo dividere - nettamente le responsabilità politiche da quelle tecniche e dirigenziali, hanno prodotto una serie di distorsioni, per cui poi accade che un dirigente o un dipendente di diverso colore politico comunque ostacolerà l'azione degli amministratori e viceversa. Su questo si interviene solo attraverso i premi di produttività che, invece che essere uno strumento incentivante, sono diventati uno strumento di contrattazione tra la parte politica e la parte dei dirigenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non si può, a mio avviso, non capire questo e ritenere che in questa maniera si difenda questa categoria astratta dell'onesto. Lo dico ai colleghi della maggioranza, perché ritengo che il Ministro in cuor suo lo sappia, perché non posso credere che al fondo della sua coscienza non abbia il quadro reale di come è il Paese. Noi non dobbiamo rincorrere un concetto di onestà, che sta solo, signori miei, nelle mani di nostro Signore, ma dobbiamo comprendere quello che è il Paese e sostenerlo, sapendo però che l'uomo, di per sé, è fallace. Dobbiamo avere la capacità di accettarci per quello che siamo e migliorarci nel possibile, perché altrimenti approviamo una serie di provvedimenti che non servono a niente. Il Nucleo della concretezza sarà, a mio avviso, uno strumento di pressione, se ci sono persone spregiudicate, oppure qualcuno che produce delle carte, magari a difesa di qualche dipendente o dirigente che vuole avere le spalle coperte prima di assumere un provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 1.3, che è interamente soppressivo dell'articolo 1. Dobbiamo dire che l'intervento in replica del Ministro non ci ha fugato alcun dubbio, né ha attenuato le perplessità che hanno accompagnato la nostra lettura e le nostre considerazioni critiche sull'articolo. Diciamo le cose come stanno (e in parte l'intervento della senatrice Modena ha posto in evidenza alcune questioni assolutamente fondamentali): nel migliore dei casi questo Nucleo della concretezza, anche se nel disegno di legge si tengono ferme le competenze dell'ispettorato, sarà un semplice doppione, una sovrapposizione, un esercizio magari di qualche carta che gira. Nel peggiore dei casi, si configura - e questo pericolo noi non possiamo non vederlo - come una sorta di funzione di commissariamento delle diverse amministrazioni, rievocando, ancora una volta, uno degli istituti che certamente ci vengono dalla nascita dello Stato unitario, ma che varie volte si è pensato di modificare. Anche in questo caso, cioè, si prevede il commissariamento, in stretta collaborazione con le prefetture, quindi sotto il Ministero dell'interno. Vorrei porre una domanda al Ministro, che forse non ci potrà rispondere perché è già intervenuta, ma per capire meglio. Pensate davvero che le questioni, che sono tante e complesse - il Ministro ha fatto bene a parlare di tante pubbliche amministrazioni - possano in qualche modo essere affrontate e risolte con questo Nucleo della concretezza o addirittura mettendole sotto la supervisione delle prefetture? Francamente, noi non solo non ne siamo convinti, ma ancora una volta penso che stiamo girando intorno ai problemi, che sono moltissimi.