[pronunce]

che il Tribunale di Ancona ha ricevuto in data 1° febbraio 2005 la comunicazione dell'ordinanza di ammissibilità del conflitto e ne ha trasmesso copia, a mezzo posta, unitamente al ricorso introduttivo del giudizio, al Senato della Repubblica solo in data 19 gennaio 2009, depositando, poi, i suddetti atti nella cancelleria della Corte costituzionale il 30 gennaio 2009; che il Senato ha eccepito l'inammissibilità del conflitto per l'inosservanza, da parte del Tribunale ricorrente, sia delle forme, sia del termine perentorio fissato per la notificazione del ricorso e dell'ordinanza che ammette il conflitto; che tale eccezione è fondata e deve essere accolta; che nella specie, infatti, il ricorso e l'ordinanza risultano oggetto di mera trasmissione, in data 19 gennaio 2009, da parte del Tribunale, a mezzo posta, e non di notificazione; che, pertanto, in modo irrituale e tardivo, il ricorrente ha dato corso a quanto previsto dall'ordinanza di ammissibilità del conflitto, comunicata in data 1° febbraio 2005; che, comunque, irrituale e tardivo, qualora fosse andato a buon fine, sarebbe l'invio che il Tribunale asserisce di aver effettuato al Senato della Repubblica, a mezzo posta celere, in data 18 settembre 2008; che questa Corte ha già ripetutamente affermato che, poiché sussiste, in generale, «l'esigenza costituzionale che il giudizio, una volta instaurato, sia concluso in termini certi non rimessi alle parti confliggenti» (sentenza n. 316 del 2006), il termine per la notificazione alla controparte del ricorso e dell'ordinanza che ammette il conflitto deve essere osservato a pena di decadenza, secondo quanto si rileva dal regolamento di procedura dinanzi al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (in connessione con l'art. 36 del testo unico delle leggi sul Consiglio stesso, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054), applicabile nei procedimenti davanti alla Corte costituzionale in virtù del richiamo di cui all'art. 22 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (ordinanza n. 304 del 2006); che, quindi, il giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dal Tribunale ordinario di Ancona nei confronti del Senato della Repubblica, deve essere dichiarato improcedibile in quanto non può darsi luogo allo svolgimento della fase di merito dello stesso non essendo stati rispettati né la forma prescritta, né il termine perentorio per la notificazione del ricorso e dell'ordinanza di ammissibilità.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara improcedibile il giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Tribunale ordinario di Ancona nei confronti del Senato della Repubblica con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 maggio 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Alfonso QUARANTA , Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 maggio 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA