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con l'istituzione nel 2016 dell'Osservatorio nazionale per la verifica dell'assistenza sanitaria nelle isole minori, veniva posta dallo Stato particolare attenzione al tema del disagio sanitario delle isole minori in relazione ad una concreta assenza dell'attuazione del principio delle continuità territoriale terraferma-isole; tra le funzioni attribuite all'Osservatorio rientra l'elaborazione dei dati concernenti specifici modelli gestionali sperimentali atti a garantire i Lea (livelli essenziali di assistenza) nelle piccole isole, oltre all'elaborazione di report sulle attività di competenza; l'analisi del sistema sanitario regionale campano evidenzia l'esistenza e il perdurare di gravi disagi, in particolare per i servizi di emergenza urgenza territoriale, in cui versano i residenti-utenti delle isole di Ischia, Capri e Procida; tale condizione palesa una ingiustificata disparità di trattamento e di svantaggio tra i residenti e i turisti isolani rispetto ai cittadini della terraferma, in ordine al soddisfacimento e alla tutela del diritto alla salute; al di là di un progetto sperimentale di teleconsulto sanitario a distanza, nessuna iniziativa è stata assunta per garantire agli isolani l'accesso goduto dai cittadini della terraferma a tutti i servizi sanitari regionali; come rilevato all'esito di una specifica attività ispettiva della Commissione sburocratizzazione del Consiglio regionale della Campania, allo stato nessuna procedura per il riconoscimento dello status di 'aree disagiate' per le isole di Ischia, Capri e Procida è stata avviata per il superamento delle menzionate problematiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto in premessa; quali risultati siano stati conseguiti ad oggi dall'osservatorio; se e quali iniziative normative e finanziarie si intendano intraprendere per il riconoscimento concreto, per le isole campane, dello status di aree disagiate, in modo da garantire ai relativi residenti e turisti le identiche possibilità di accesso ai servizi sanitari regionali, così come assicurate ai cittadini residenti sulla terraferma. Atto n. 4-02159 DE POLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: da fonti di stampa si apprende che l'assessore all'istruzione del Veneto ha denunciato che in diversi istituti scolastici della Regione i dirigenti, in mancanza degli insegnanti di sostegno, inviterebbero le famiglie a tenere i propri figli disabili a casa; il fenomeno non è circoscritto al Veneto: in tutta Italia, ci sarebbero oltre 60.000 posti in deroga, più almeno altri 10/15.000 di diritto, ma non assegnati per la mancanza di volontà ad immettere in ruolo e ad assumere gli specializzati; il decreto legislativo n. 66 del 2017 sull'inclusione scolastica, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la legge n. 18 del 2009, che introduce nel processo di inclusione scolastica il cosiddetto modello bio-psico-sociale della disabilità, pur guardando con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente coinvolgendo, oltre allo studente, la famiglia le ASL e il personale scolastico nella gestione dell'apprendimento, avrebbe dovuto correggere una serie di disposizioni contestate sull'assegnazione delle ore di sostegno agli studenti disabili. Di fatto, la norma soffre della mancata stabilizzazione di un'ampia quota di insegnanti di sostegno, con "carosello" delle cattedre e discontinuità didattica, si chiede di sapere quale iniziativa urgente il Ministro in indirizzo intenda adottare per porre rimedio, in tempi brevi, alla inefficienza che colpisce duramente ragazzi fragili che hanno bisogno di maggiore assistenza e che ostacola il diritto alla piena partecipazione dell'alunno con disabilità al contesto scolastico, diritto che, come definitivamente chiarito dalla Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 25011 del 2014 "è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l'inclusione della persona umana con disabilità". Atto n. 4-02160 BORGONZONI CAMPARI PISANI Pietro SAPONARA SIRI VALLARDI CORTI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: la cimice marmorata asiatica ( Halyomorpha halys ) è un insetto particolarmente infestante proveniente da Cina, Giappone, Taiwan e Corea, che negli ultimi anni ha colpito molte regioni del nostro Paese, soprattutto del nord e che si sta però progressivamente diffondendo sul territorio nazionale; questo insetto, non avendo antagonisti naturali ed essendo caratterizzato da una particolare velocità riproduttiva nonché di adattamento all'ambiente circostante, si sta rivelando un vero flagello e rappresenta un elevato livello di pericolosità per l'agricoltura italiana, in particolare per le colture frutticole; gli interventi di lotta su scala globale sono ad oggi incentrati essenzialmente sull'utilizzo di prodotti chimici, tramite principi attivi a largo spettro, che si sono però rivelati fondamentalmente inefficaci; per quanto riguardava l'utilizzo di antagonisti naturali provenienti dal territorio di origine della cimice, era stata già autorizzata all'introduzione, in condizioni di quarantena e per soli motivi di studio, della specie ritenuta più efficace a livello mondiale, la cosiddetta Vespa Samurai ( Trissolcus japonicus ), per condurre i necessari studi, in particolare sull'impatto ambientale negli agrosistemi nazionali, mentre il CREA proseguiva le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della cimice attivi sul territorio nazionale; la strategia più efficace è stata individuata negli interventi di lotta biologica classica, utilizzando antagonisti naturali della cimice marmorata asiatica provenienti dalla sua area di origine, poiché gli antagonisti autoctoni, già presenti in Italia, non si sono dimostrati in grado di contrastare in maniera significativa questo insetto; l'introduzione di antagonisti naturali non autoctoni era tassativamente vietata dall'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 (recepimento della direttiva "Habitat") il quale non prevedeva deroghe finalizzate alla lotta biologica, ma con il decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019 questo articolo è stato modificato ed ora assume una rilevante importanza per la lotta alla Cimice asiatica, poiché prevede la possibilità di introdurre specie non autoctone come ad esempio la Vespa Samurai che, come detto, si sta rivelando utile per il controllo biologico della cimice; per l'effettiva attuazione del provvedimento è necessario però attendere la definizione dei criteri per l'immissione di specie e di popolazioni non autoctone attraverso un decreto, da emanare entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, il Ministero della salute e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;