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se intenda mettere in atto specifiche attività ispettive volte a verificare la permanenza di livelli di prestazione adeguati per le comunità umbre interessate da i profondi stravolgimenti delle attività ospedaliere. Atto n. 3-02073 BINETTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: purtroppo il COVID-19 non è scomparso e si assiste di giorno in giorno ad un aumento esponenziale dei nuovi casi di positivi sintomatici e soprattutto degli asintomatici; la ripresa della pandemia, con l'aumento significativo del numero dei pazienti COVID ricoverati in ospedale, e contestualmente dei casi positivi al tampone, anche se asintomatici, ha reso sempre più alto e problematico il rischio di contagio per i lavoratori fragili; tale categoria di lavoratori si trova in un forte disagio, paura e stress per il rientro sul posto di lavoro; si considerano fragili i lavoratori pubblici e privati in possesso del certificato medico legale ai sensi dell'art. 26, comma 2, del decreto-legge n. 18 del 2020, in cui si attesta che il lavoratore risulta in condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita, come da verbale di accertamento ex art. 3, comma 1, oppure ex art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992; per un lavoratore fragile talvolta non sono sufficienti i giorni di malattia ordinaria per far fronte ai controlli medici, interventi e per la convalescenza a causa delle sue patologie, e, oltre a rischiare la decurtazione dello stipendio fino all'azzeramento, rischia il licenziamento; d'altra parte non tutti i lavoratori possono lavorare in " smart working "; basti pensare a tutte quelle professioni obbligate a stare a stretto contatto con il pubblico, partendo dai lavoratori degli ospedali e delle case di riposo; insegnanti e lavoratori della scuola; operatori delle varie associazioni di soccorso; ma anche coloro che lavorano nei negozi e nei supermercati, negli uffici front office , gli autisti di bus e taxi; si sa per certo che sia nel privato che nel pubblico impiego, scuola compresa, la situazione è molto confusa, mancando dei provvedimenti chiari. Nelle scuole, ad esempio, le segreterie continuano ad applicare le decurtazioni dallo stipendio, aggravando la situazione economica di famiglie monoreddito, si chiede di sapere: considerato che non tutti i lavoratori fragili possono usufruire del lavoro agile, come possano difendersi dalla pandemia da COVID-19 senza la proroga dell'ex articolo 26, comma 2, del decreto-legge n. 18 del 2020, scaduto il 15 ottobre 2020; se e quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per tutelare la loro salute; se non ritenga di prevedere che a chiunque rientri nelle condizioni presenti nell'art. 26, comma 2, o che venga dichiarato e riconosciuto lavoratore fragile dal medico competente sia applicato il suddetto articolo, in modo da non vedersi computato il periodo di malattia, né ai fini del licenziamento, né ai fini della retribuzione; se non ritenga che le citate tutele possano considerarsi valide per tutto il periodo di emergenza sanitaria e siano applicabili a tutti i lavoratori fragili, siano essi dipendenti pubblici che privati o soci di cooperative, indipendentemente dai singoli contratti collettivi del lavoro. Atto n. 3-02074 BERNINI MALAN CALIGIURI MANGIALAVORI SICLARI GALLIANI GALLONE GIAMMANCO MALLEGNI MOLES RIZZOTTI RONZULLI PICHETTO FRATIN VITALI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BATTISTONI BERARDI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CANGINI CAUSIN CESARO CRAXI DAL MAS DAMIANI DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MASINI MESSINA Alfredo MINUTO MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO ROSSI SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI STABILE TIRABOSCHI TOFFANIN Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, ad opinione degli interroganti: il 6 novembre 2020, nel corso della trasmissione di RAI3 "Titolo V", l'ex commissario straordinario per la sanità in Calabria, generale Saverio Cotticelli, nominato nel dicembre 2018 dal Ministro della salute pro tempore Grillo e confermato nell'incarico nel luglio 2019, non è stato in grado di rispondere su chi dovesse attuare il piano anti COVID nella regione, sostenendo: "Non era compito mio. La gestione dell'emergenza è stata delegata alla Regione"; nel corso dell'intervista, lo stesso, che per rispondere alle domande di Walter Molino chiedeva ausilio al vice commissario Maria Crocco e all'usciere, ha comunicato l'esistenza di 214 posti di terapia intensiva, a fronte dei 113 esistenti; tanto grave quanto surreale è stata l'ammissione dell'ex commissario di aver appreso solo nel corso della trasmissione che avrebbe dovuto elaborare il piano anti COVID, dimenticando, tra l'altro, di averlo già fatto nei mesi precedenti, firmando un programma di riordino della rete ospedaliera e di medicina territoriale, rimasto, tuttavia, inattuato; a quanto verificatosi hanno fatto seguito, nella stessa giornata del 6 novembre, le dimissioni dell'ex commissario, la contestuale rimozione dall'incarico da parte del Presidente del Consiglio dei ministri e la nomina del nuovo commissario per la sanità, dottor Giuseppe Zuccatelli; domenica 8 novembre, nel corso della trasmissione "Non è l'Arena", in onda su LA7, intervistato dal dottor Giletti, l'ex commissario ha rilasciato dichiarazioni surreali: "Quello dell'intervista sembrava la mia controfigura, non so cosa mi sia successo. Ero in uno stato confusionale su cui sto indagando, non ero lucido" e ha avanzato ipotesi di complotto evocando un pesante sospetto sul suo successore dottor Zuccatelli e riferendo di un debito di 100 milioni di euro del policlinico universitario "Mater Domini" di Catanzaro, di cui quest'ultimo era stato commissario straordinario; numerose polemiche sta suscitando la nomina del nuovo commissario Zuccatelli che in un video girato nel mese di maggio 2020, parlando alle "Femin" (gruppo di attiviste femministe di Cosenza), ha sostenuto che "contro il Covid-19 la mascherina serve a poco, perché basta il distanziamento" ritenendo necessario per il contagio addirittura un bacio di quindici minuti"; è singolare come la nomina di Zuccatelli, nonostante le rettifiche e le scuse da lui stesso avanzate, abbia provocato numerosi malumori anche all'interno della maggioranza; l'imbarazzante vicenda e la scandalosa inadeguatezza dell'ex commissario Cotticelli dimostrano l'inadeguatezza dell'Esecutivo nella gestione dell'emergenza epidemiologica, a danno di 2 milioni di cittadini calabresi che, in presenza della seconda ondata della diffusione del virus, non possono contare sul piano anti COVID; la sanità calabrese è commissariata dallo Stato da ben 12 anni, senza che il debito sanitario (168 milioni di euro circa) sia stato ridotto; al contrario, dai dati disponibili emerge che il deficit continua a crescere;