[resaula]

Dico soltanto che, con questo decreto-legge, voi certificate di aver mentito agli elettori, perché avevate promesso un reddito di cittadinanza che noi avevamo valutato per 63 miliardi di euro e che il vice presidente Di Maio aveva detto in campagna elettorale valere 20 miliardi di euro; oggi ci sono 4 miliardi di euro. E avete mentito agli elettori quando avete detto che avreste abolito la legge Fornero nella prima settimana di Governo. Voi non avete abolito la legge Fornero e non avete fatto quota 41; avete fatto quota 100, mettendo le giovani generazioni in difficoltà per i prossimi mesi e per i prossimi anni. Del resto, voi avete mentito sulla flat tax e avete mentito sui rimpatri. Questo decreto-legge segna la fine dell'innocenza del Governo giallo-verde rispetto alla campagna elettorale. Ma, ben più grave, questo decreto-legge segna un clamoroso atto di masochismo di fronte alla crisi economica che stiamo per vivere. (Applausi dal Gruppo PD) . Mancano all'appello 40 miliardi di euro e manca anche il Ministro dell'economia all'appello in quest'Aula: ne capisco l'imbarazzo. Avete gridato per anni contro le clausole di salvaguardia e, ora che siete voi al Governo, le avete raddoppiate; vi sono 25 miliardi di euro da trovare per il 2020. Ma, ben più grave, l'errore nelle previsioni, il vero falso che sta alla base della legge di bilancio, porta ad avere necessità per il 2019 di almeno 15 miliardi di euro. Mancano 40 miliardi e voi mettete 8 miliardi su un provvedimento che non aiuta la crescita. Non si dica che la crescita è impossibile in Italia, perché con il Governo Monti eravamo a -2,3 e con il Governo Letta a -1,7; poi con i nostri Governi è tornata la crescita e casualmente, con il Governo Conte, siamo tornati in recessione. Sarà casualità? Saranno circostanze fortuite? Leggo con stupore il continuo riferimento: «Eh, ma voi avevate Draghi». Sveliamo un segreto: lo avete anche voi Draghi. Draghi è presidente della Banca centrale europea da cinque Governi: Berlusconi, Monti, Letta, poi i nostri Governi e poi Conte. Io credo che farà in tempo, prima della fine del mandato, a vedere il settimo Presidente del Consiglio. Ma quello che manca oggi non è il presidente della Banca centrale europea, che c'è; è una politica di sviluppo. Che cosa volete fare sulle infrastrutture? La fate o no la TAV? (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Il problema non è che non c'è Draghi, il problema è che c'è Toninelli. Questo è il punto problematico. (Applausi dal Gruppo PD) . Il punto sul lavoro: il ministro Di Maio ha realizzato un post su Facebook, valorizzando i dati del 2018. Lo condivido e capisco il vostro imbarazzo, perché basta, anche a un Ministro multitasking come il nostro Vice Presidente del Consiglio, fare una semplice somma e sottrazione sulla calcolatrice dell'iPhone per rendersi conto che i dati positivi del 2018 derivano dalle misure del passato, tant'è vero che dal 1° giugno, giorno dal quale siete in carica voi, al 31 dicembre ISTAT segna una regressione dei posti di lavoro, con una perdita di 122.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e un saldo complessivo di 75.000 posti di lavoro totali in meno. (Applausi dal Gruppo PD) . L'aumento dei posti di lavoro lo state dicendo voi sulla base dei risultati che abbiamo prodotto noi. Non è che non c'è Draghi, è che c'è Di Maio. Questi sono i problemi reali di sviluppo economico di questo Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . Lasciatemi dire che il tema del reddito di cittadinanza nasce da una visione del lavoro che noi non condividiamo. Abbiamo letto nei sacri testi di Davide Casaleggio che nel 2054 tutti noi lavoreremo l'uno per cento del nostro tempo. È una visione neoluddista, 4.0, è una visione che continua ad immaginare che il futuro faccia paura, che non ci sia lavoro perché l'Internet delle cose cambierà il modo di fare lavoro, con la rivoluzione dei big data , dell'intelligenza artificiale. È vero, cambierà il lavoro, ma ci saranno nuovi lavori: non è che possiamo immaginare che, siccome il futuro cambia, noi non lavoreremo più. Siamo come gli amanuensi che avevano paura della macchina da stampa; siamo come i luddisti che avevano paura dei robot e dell'innovazione tecnologica. Non è così. Il futuro non è una minaccia. (Applausi dal Gruppo PD) . Amici dei cinque stelle, vi diciamo no perché siamo totalmente diversi da voi nella visione del lavoro. Se c'è la povertà, non la si combatte creando un sussidio, trovando 6.000 navigator - che ancora non abbiamo capito da chi saranno assunti - ai quali affidare l'incarico di offrire tre proposte di lavoro a chi non ce l'ha. Se infatti a Vibo Valentia qualcuno ha tre proposte di lavoro, non c'è bisogno del navigator per trovare un'occupazione, ve lo garantiamo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Casini) . Il punto centrale è che voi utilizzate una cultura della paura sul futuro, che è la stessa che ha la Lega sull'immigrazione. Voi immaginate che il domani sia un qualcosa di cui avere timore; noi pensiamo di no. Il domani è senz'altro incerto e dobbiamo lavorare tutti insieme come italiani per renderlo più forte, ma non potete immaginare che il futuro della Repubblica democratica fondata sul lavoro sia un sussidio, sia l'assistenzialismo, sia un messaggio diseducativo ai nostri giovani. (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP e del senatore Casini) . È la direzione di marcia che è sbagliata, non sono le tecnicalità. Signor Presidente, questo sguardo di affetto che come Partito Democratico abbiamo verso l'Italia è lo sguardo di chi porta dei risultati perché, quando abbiamo governato noi i posti di lavoro sono aumentati e mi auguro che voi, colleghi della maggioranza, facciate meglio di noi. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S) . Il punto fondamentale è però che questo sguardo di affetto si scontra con un linguaggio di odio, signor Presidente, quel linguaggio di odio che, ad esempio viene espresso sui social contro una cantante che dice semplicemente di aprire i porti. (Applausi dal Gruppo PD) . È un linguaggio di odio che porta un maestro della scuola pubblica italiana a dire ad un bambino di colore che lui è brutto e che la sorella è una scimmia. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). È un linguaggio di odio che non può permettervi di avere all'interno del Gruppo M5S - e mi rivolgo ad una persona che stimo come il suo presidente Patuanelli - non soltanto chi mima le manette, ma chi dice che un senatore deve essere impiccato. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Questo è un linguaggio dal quale voi dovete prendere le distanze e che non può portare a dire qui ieri ad un senatore del nostro Gruppo che deve bruciare all'inferno, signor Presidente. Anche da parte del Consiglio di Presidenza ci deve essere più forza nello stigmatizzare questo linguaggio, che produce danni per gli uni e per gli altri. Vedete, chi dice a me che devo essere impiccato provoca una reazione nel Gruppo del Partito Democratico: