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AS 928 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo bilaterale tra la Repubblica italiana e la Bosnia ed Erzegovina aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, inteso ad ampliarne e facilitarne l'applicazione, fatto a Roma il 19 giugno 2015 DDL 928 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo bilaterale tra la Repubblica italiana e la Bosnia ed Erzegovina aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, inteso ad ampliarne e facilitarne l'applicazione, fatto a Roma il 19 giugno 2015 (Esame e rinvio) Il presidente IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera, recante ratifica dell'Accordo del giugno 2015 tra l'Italia e la Bosnia ed Erzegovina aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione del dicembre 1957. Ricorda, innanzitutto, che un disegno di legge di ratifica del medesimo Accordo era stato approvato nel dicembre 2017 dalla Camera dei deputati (Atto Camera n. 4627), ma non poté vedere completato il suo iter di esame in Senato per la conclusione della XVII legislatura. Scopo dell'intesa è quello di ampliare e facilitare l'applicazione della Convenzione europea di estradizione tra i due Paesi, promuovendo una migliore cooperazione nel quadro dei rapporti bilaterali in materia, stabilendo la possibilità di estradizione e transito dei propri cittadini nonché di esecuzione della pena nel Paese di origine, tenendo conto dell'importanza della lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e ad altri reati gravi, nonché della necessità di una cooperazione efficace in tali settori. Il testo bilaterale costituisce certamente un significativo avanzamento dei rapporti bilaterali nel campo della cooperazione giudiziaria penale, in particolare per effetto dell'esplicita previsione della facoltà di estradizione dei cittadini, sinora rifiutata dalla Bosnia-Erzegovina. L'Accordo, composto di 7 articoli, disciplina innanzitutto la facoltà degli Stati contraenti di estradare reciprocamente i propri cittadini, con riferimento sia all'estradizione processuale, fondata su misure cautelari, che a quella esecutiva, basata su decisioni passate in giudicato (articolo 1). Con riferimento all'estradizione per reati di criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio di denaro, l'Accordo stabilisce che essa possa essere ammessa purché la pena prevista non sia inferiore a quattro anni o la pena inflitta non sia inferiore a due anni (articolo 2). In relazione all'estradizione per altri reati gravi, il testo prevede che essa possa essere ammessa laddove la pena prevista non sia inferiore a cinque anni o la pena inflitta non sia inferiore a quattro anni (articolo 3). Il paragrafo 3, dell'articolo 3, stabilisce inoltre che è motivo obbligatorio di rifiuto dell'estradizione di un proprio cittadino la circostanza che i reati per i quali essa è richiesta siano quelli di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Gli ulteriori articoli dell'Accordo disciplinano il caso di esecuzione della pena nel Paese del cittadino (articoli 4-5), nonché il transito sul territorio di una delle Parti contraenti in maniera conforme a quanto previsto dalla Convenzione europea di estradizione (articolo 6). L'articolo 7 prevede, infine, che l'Accordo entri in vigore il sessantesimo giorno successivo alla data di ricezione della seconda delle due notifiche con cui gli Stati contraenti si saranno comunicati ufficialmente l'avvenuto espletamento delle procedure interne di ratifica. La norma stabilisce, inoltre, le procedure di modifica del testo bilaterale e dispone che esso abbia durata illimitata, riconoscendo a ciascuna Parte la facoltà di recedere, con comunicazione scritta da rendere per via diplomatica, con effetto a 180 giorni senza pregiudizio per le procedure in corso al momento della cessazione medesima. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2), alla copertura finanziaria (articolo 3) ed all'entrata in vigore (articolo 4). Con riferimento agli oneri economici, il disegno di legge li valuta in poco più di 8.700 euro annui a decorrere dall'anno 2018 per le spese di missione, e in ulteriori 5.000 euro annui ascrivibili essenzialmente a spese di traduzione degli atti. Il relatore conclude sottolineando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento comunitario e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE , quindi, dichiara aperta la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 929 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Accordo bilaterale aggiuntivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Macedonia alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, inteso ad ampliarne e facilitarne l'applicazione, fatto a Skopje il 25 luglio 2016; b) Accordo bilaterale aggiuntivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Macedonia alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 inteso a facilitarne l'applicazione, fatto a Skopje il 25 luglio 2016 DDL 929 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Accordo bilaterale aggiuntivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Macedonia alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, inteso ad ampliarne e facilitarne l'applicazione, fatto a Skopje il 25 luglio 2016; b) Accordo bilaterale aggiuntivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Macedonia alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 inteso a facilitarne l'applicazione, fatto a Skopje il 25 luglio 2016 (Esame e rinvio) Il presidente IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, dà conto del disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante ratifica degli Accordi bilaterali aggiuntivi sottoscritti dall'Italia con la Repubblica di Macedonia nel 2016 rispettivamente alla Convenzione europea di estradizione del dicembre 1957 e alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959. Ricorda, innanzitutto, che un disegno di legge di ratifica dei medesimi Accordi era stato approvato nel dicembre 2017 dalla Camera dei deputati (Atto Camera n. 4628), ma non poté vedere completato il suo iter di esame in Senato per la conclusione della XVII legislatura. Scopo delle due intese bilaterali è quello di ampliare e facilitare l'applicazione delle Convenzioni europee rispettivamente di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale tra i due Paesi. L'Accordo bilaterale aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione del 1957, in particolare, può essere inquadrato nell'ambito dell'impegno di entrambi i Paesi nella lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al riciclaggio di denaro.