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Sono considerate aree soggette a libera raccolta i pascoli in assenza di bestiame, in ogni caso senza danneggiare il pascolo e le relative strutture di contenimento degli animali. Il tartufaio abilitato ai sensi dell'articolo 13 diviene proprietario del tartufo raccolto negli ambienti di cui al presente comma all'atto della raccolta. 2 Possiedono il diritto di proprietà, sui tartufi prodotti nelle tartufaie naturali controllate e nelle tartufaie coltivate, coloro che le conducono. Tale diritto di proprietà si estende a tutti i tartufi, di qualunque specie essi siano. 3 Le tartufaie naturali controllate devono essere obbligatoriamente tabellate con le modalità di cui al comma 4 del presente articolo. Per le tartufaie coltivate la tabellazione è a discrezione del conduttore ai sensi dell'articolo 8. 4 La tabellazione di cui al comma 3, primo periodo, deve essere posta lungo il perimetro della tartufaia naturale controllata. Le tabelle devono essere poste ad una distanza tale da essere visibili da ogni punto di accesso alla tartufaia naturale controllata e in modo tale da consentire la visibilità della tabella precedente e di quella successiva, con la scritta in stampatello: « Raccolta di tartufi riservata » unitamente all'indicazione degli estremi dell'autorizzazione rilasciata dalla relativa regione o provincia autonoma. 5 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituiscono il registro delle aree in cui l'attività di cerca e raccolta è interdetta ai fini della conservazione biologica delle specie di tartufo di cui all'articolo 6. L'interdizione dalla raccolta dei tartufi deve essere motivata per ogni singola area. 6 I diritti di uso civico di raccolta del tartufo sono garantiti nel rispetto delle norme vigenti. In ogni caso è vietata la chiusura dei fondi soggetti ad uso civico, finalizzata all'uso esclusivo degli aventi diritto. Qualora i soggetti titolari dell'uso civico vogliano riservarsi la raccolta, sono tenuti a chiedere il riconoscimento della tartufaia naturale controllata ai sensi dell'articolo 9. 8 (Riconoscimento delle tartufaie coltivate) 1 Il tartuficoltore può richiedere istanza di riconoscimento della tartufaia coltivata alla regione in cui è sita e, qualora lo ritenga necessario, può apporre le tabelle di raccolta riservata e può recintare il fondo in cui è collocata la tartufaia, in qualunque fase del ciclo produttivo, secondo le modalità stabilite dal decreto di cui al comma 2 del presente articolo e comunque compatibili con la tutela dell'ambiente, in conformità al piano regionale di cui all'articolo 5. 2 Con decreto del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è stabilita la procedura di riconoscimento e di revoca delle tartufaie coltivate, nonché le modalità di tabellazione. 9 (Riconoscimento delle tartufaie controllate) 1 Sulla base del piano regionale del tartufo di cui all'articolo 5, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le modalità e le procedure per il rilascio e la revoca dell'attestazione di riconoscimento della tartufaia naturale controllata. 2 Le tartufaie naturali controllate devono avere una durata massima di cinque anni e un piano di gestione valido per la medesima durata e redatto da un tecnico abilitato in materie agricole o forestali. 10 (Consorzi e forme aggregative della proprietà) 1 I titolari di aziende agricole e forestali o coloro che a qualsiasi titolo le conducono possono costituire consorzi volontari per la difesa, per la raccolta e per la commercializzazione del tartufo, nonché per l'impianto di nuove tartufaie coltivate. 2 Qualora le aziende consorziate interessino il territorio di più regioni o province autonome tra loro confinanti, le stesse regioni o province autonome possono stabilire, d'intesa tra loro e per quanto di rispettiva competenza, apposite norme per garantire uniformità all'attività del consorzio. 11 (Disciplina della cerca e raccolta del tartufo) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano la cerca e la raccolta dei tartufi nei boschi, nei terreni non coltivati, nelle aree demaniali e lungo i corsi d'acqua. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono un registro dei tartufai abilitati alla raccolta del tartufo, previa verifica dell'idoneità del richiedente secondo le modalità di cui all'articolo 13. Il registro deve essere aggiornato annualmente. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano comunicano, entro il 28 febbraio di ogni anno, alla direzione generale competente del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, la lista dei tartufai abilitati, nonché le variazioni dei tartufai abilitati nel caso in cui vi sia stata una revoca o sospensione del tesserino di cui all'articolo 13. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono il registro delle tartufaie coltivate e naturali controllate, che è comunicato al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste entro il 28 febbraio di ogni anno. 5 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con proprio decreto, definisce le modalità tecniche di invio e di utilizzo dei dati forniti di cui ai commi 3 e 4. 6 Il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste può fornire i dati di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo ai soggetti deputati al controllo di cui all'articolo 20. 7 Non sono soggetti agli obblighi previsti dagli articoli 12, 13 e 14 i tartuficoltori che producono tartufi in tartufaie coltivate. 8 Non sono soggetti agli obblighi di cui all'articolo 13 i tartuficoltori in tartufaie naturali controllate, salvo le prescrizioni del piano di gestione di cui all'articolo 9. 12 (Norme generali di cerca e raccolta) 1 L'attività di cerca e raccolta deve essere effettuata con l'ausilio di un numero massimo di due cani addestrati o in fase di addestramento. Nel caso in cui si ravvisi la necessità di creare uno scavo per la raccolta del tartufo integro, questo deve essere realizzato mediante l'utilizzo di un apposito attrezzo, chiamato vanghetto o vanghella, limitatamente al luogo in cui il cane abbia individuato il tartufo. 2 Sono in ogni caso vietate: a la lavorazione del terreno ai fini della raccolta quali la zappatura o rastrellatura; b la raccolta dei tartufi fuori dal periodo di raccolta. 3 È sempre obbligatoria la riempitura delle buche scavate per la raccolta. 4 L'orario di cerca e raccolta del tartufo può essere disciplinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano qualora lo ritengano opportuno e, comunque, in base alle consuetudini locali di raccolta.