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g enti e associazioni hanno titolo a presentare proprie proposte agli stessi organismi di cui alla lettera f) e per le stesse materie, al fine di garantire ogni utile apporto propositivo e progettuale in ordine al perseguimento delle finalità del servizio nazionale di istruzione, in aderenza ai reali bisogni formativi da soddisfare; h i doveri che fanno capo ai discenti attengono, in rapporto all'età, a comportamenti coerenti con le finalità del servizio nazionale di istruzione e delle istituzioni scolastiche, in termini di rispetto di sé e degli altri, dell'istituzione di appartenenza, delle leggi dello Stato, al fine di acquisire la consapevolezza che, senza l'adempimento dei propri e degli altrui doveri, non risulta possibile la piena fruizione dei propri e degli altrui diritti; i i doveri dei discenti sono individuati in rapporto all'età e all'ordine di scuola frequentato, tenendo conto, altresì, del grado di autonomia di giudizio generalmente acquisito nella fascia di età presa in considerazione; l il potere disciplinare nei confronti dei discenti ha per fine di garantire -- attraverso il perseguimento delle finalità del servizio nazionale di istruzione -- l'integrità della prestazione didattica. Esso consiste in un potere di vigilanza atto a consentire l'adempimento dei compiti spettanti a ciascuno di essi; m l'individuazione dei doveri dei discenti deve tenere conto che il loro adempimento, correlato all'esercizio dei diritti, costituisce una delle condizioni per il libero e pieno sviluppo della persona e per l'instaurazione del metodo democratico all'interno della comunità scolastica; n le sanzioni disciplinari, applicabili ai discenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, che comportano l'allontanamento dalla scuola fino a cinque giorni, sono irrogate dal dirigente scolastico sentito il consiglio di classe; o le sanzioni disciplinari che comportano l'allontanamento dalla scuola fino a quindici giorni sono irrogate da una commissione composta dal dirigente scolastico che la presiede, da due docenti con contratto a tempo indeterminato, eletti dal collegio dei docenti e da due studenti designati dal consiglio dei discenti tra i propri membri che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. Nelle scuole secondarie di primo grado la componente dei discenti è sostituita da due genitori eletti dalla relativa assemblea. I provvedimenti adottati in materia di sanzioni disciplinari sono definitivi; p ogni sanzione disciplinare è proporzionata all'infrazione commessa. A richiesta del discente sanzionato o, nel caso di discenti frequentanti la scuola secondaria di primo grado, a richiesta dei genitori, la sanzione può essere convertita nello svolgimento di attività confacenti al ripristino della turbativa arrecata alla comunità scolastica; q con proprio regolamento ogni istituzione scolastica definisce le sanzioni disciplinari applicabili, graduandole, tenendo conto dei princìpi e dei criteri direttivi contenuti nel presente articolo. Per i discenti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, spetta al collegio dei docenti definire adeguati criteri di intervento nell'area della disciplina sentiti i genitori e il consiglio di gestione. III STATUTO DEI DOCENTI 6 (Professione docente) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) , concernente la disciplina dello statuto dei docenti, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a l'esercizio professionale della funzione docente e della libertà di insegnamento, nel quadro delle finalità del servizio nazionale di istruzione, si sostanzia prioritariamente nella rilevazione della domanda, soggettiva e oggettiva, di formazione, nella progettazione formativa attraverso la elaborazione del piano dell'offerta formativa, nello svolgimento dell'attività di insegnamento, nella collaborazione alla gestione dell'attività didattica, nella partecipazione agli organi collegiali, nella valutazione dei discenti e nella autovalutazione di istituto, nella formazione e nell'aggiornamento; b l'esercizio professionale della funzione docente ha la finalità di promuovere il pieno e libero sviluppo civile, culturale e morale, della personalità di ciascun discente, ai fini dell'acquisizione di una cittadinanza consapevole e di una disponibilità alla partecipazione democratica; c i diritti e i doveri che ineriscono alla professione docente vanno definiti in rapporto e coerentemente alle finalità del servizio nazionale di istruzione; d la revisione delle forme e delle modalità di reclutamento del personale docente va effettuata in rapporto e coerentemente all'ampliamento delle competenze culturali e professionali richieste per la realizzazione delle finalità del servizio nazionale di istruzione; e è istituita una Commissione per la definizione del codice deontologico della professione docente, dirigente e dirigente tecnica nella scuola, composta di tredici membri, tre docenti, tre dirigenti scolastici, due dirigenti tecnici, tre rappresentanti di ordini professionali, due docenti universitari. I membri della Commissione sono nominati dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. La Commissione è presieduta da un sottosegretario; f il codice di cui alla lettera e) è emanato con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio superiore della pubblica istruzione. Le sanzioni disciplinari applicabili nei confronti dei docenti, dei dirigenti scolastici e dei dirigenti tecnici sono quelle previste dalle norme vigenti in materia; g le norme del presente statuto trovano applicazione anche nei confronti del personale educativo, con gli opportuni adattamenti; h la posizione retributiva dei docenti è congruamente rivalutata in conseguenza dei maggiori impegni culturali e professionali derivanti dall'applicazione della presente legge, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore. La rivalutazione è effettuata anche nei confronti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola; i va previsto un piano decennale di investimenti per la scuola. IV NORME IN MATERIA DI DIRIGENZA SCOLASTICA 7 (Funzione dirigente) 1 I dirigenti scolastici di cui al comma 16 dell'articolo 21 della citata legge n. 59 del 1997, nel rispetto della libertà d'insegnamento, dell'autonomia professionale nello svolgimento dell'attività didattica, della libertà progettuale ai sensi del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999, e delle competenze degli organi collegiali scolastici, fermo restando l'unicità della funzione docente, hanno la rappresentanza legale delle istituzioni scolastiche, sono responsabili della gestione unitaria delle stesse e, altresì, dei risultati da conseguire, in relazione alle finalità del servizio nazionale di istruzione. 2 I risultati valutabili attengono a due distinte categorie: a ai risultati conseguenti allo svolgimento dell'attività didattica organizzata, che si compendia nel piano dell'offerta formativa, in termini di apprendimenti acquisiti dai discenti, in rapporto a standard di qualità e quantità definiti, in relazione alle finalità del servizio nazionale di istruzione; b ai risultati conseguenti allo svolgimento dell'attività amministrativa e contabile, di natura strumentale rispetto all'attività istituzionale svolta.