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e) corto circuito o interruzione di un componente elettrico quale resistenza, condensatore, transitore, lampada; f) mancata attrazione incompleta della armatura mobile di un contattore o di un relè; g) mancata caduta dell'armatura mobile di un contattore o di un relè; h) mancata apertura di un contatto; i) mancata chiusura di un contatto; j) inversione di fase. 14.1.1.2. L'ipotesi della mancata apertura di un contatto non può essere prevista se si tratta di contatti di sicurezza rispondenti alle prescrizioni di cui in 14.1.2.2. 14.1.1.3. Una massa a terra in un circuito in cui esiste un dispositivo elettico di sicurezza deve: a) o determinare immediatamente l'arresto del macchinario; b) oppure impedire l'avvio del macchinario dopo il primo arresto normale. La rimessa in funzione deve essere possibile soltanto se effettuata da persona competente. 14.1.2. Dispositivi elettrici di sicurezza 14.1.2.1. Disposizioni generali 14.1.2.1.1. Dopo l'intervento di uno dei sispositivi elettrici di sicurezza indicati nell'appendice A, deve essere impedito l'avviamento del macchinario oppure deve essere determinato immediatamente il suo arresto, come detto in 14.1.2.4. I dispositivi elettrici di sicurezza devono essere costituiti: a) o da uno o più contatti di sicurezza rispondenti al 14.1.2.2. , che interrompono direttamente l'alimentazione dei contattori previsti in 12.7 o dei loro contattori ausiliari; b) oppure da circuiti di sicurezza rispondenti al 14.1.2.3. che comportano: 1) o uno o più contatti di sicurezza rispondenti al 14.1.2.2. che non interrompono direttamente nell'alimentazione dei contattori previsti in 12.7 o dei loro contattori ausiliari; 2) oppure contatti che non rispondono alle prescrizioni del 14.1.2.2. 14.1.2.1.2. 14.1.2.1.3. Salvo eccezioni previste nella presente norma nessun apparecchio elettrico deve essere collegato in parallelo ad un dispositivo elettrico di sicurezza. 14.1.2.1.4. I disturbi per induzione o capacità propri od esterni non devono dare luogo al mancato intervento dei dispositivi elettrici di sicurezza. 14.1.2.1.5. Un segnale in uscita che deriva da un dispositivo elettrico di sicurezza non deve essere modificato da un segnale parassita che derivi da un altro dispositivo elettrico collegato a valle, in modo che ne risulti una condizione di pericolo. 14.1.2.1.6. Nei circuiti di sicurezza aventi due o più canali paralleli tutte le informazioni ad eccezione di quelle necessarie per il controllo di parità devono essere prelevate su uno stesso canale. 14.1.2.1.7. I circuiti di registrazione o di temporizzazione non devono, anche in caso di guasto, impedire o ritardare sensibilmente l'arresto del macchinario quando interviene un dispositivo elettrico di sicurezza. 14.1.2.1.8. La costruzione e l'inserimento dei dispositivi interni di alimentazione di corrente devono evitare la comparsa di sengali falsi alle uscite dei dispositivi elettrici di sicurezza dovuti agli effetti delle commutazioni. In particolare le punte di tensione, dovute al normale funzionamento dell'ascensore o delle altre apparecchiature collegate alla rete, non devono dare luogo a disturbi inammissibili nei componenti elettronici (immunità ai rumori). 14.1.2.1.9. L'appendice A specifica i tipi di dispositivi elettrici di sicurezza che possono essere impiegati in ciascun caso. 14.1.2.2. Contatti di sicurezza 14.1.2.2.1. Il funzionamento di un contatto di sicurezza deve avvenire mediante separazione a distacco obbligato dagli organi di interruzione. Tale separazione deve verificarsi anche se si sono saldati. La manovra di apertura a distacco obbligato è ottenuta quando tutti gli elementi dei contatti di apertura sono portati alla loro posizione di apertura e quando per una parte essenziale della corsa non viè nessun collegamento deformabile (per esempio, molle) tra i contatti mobili ed il punto dell'organo di comando cui si applica lo sforzo di comando. La progettazione deve essere tale che i rischi di corto circuito derivanti dal guasto di un componente siano ridotti al minimo. 14.1.2.2.2. I contatti devono essere previsti per una tensione nominale di isolmaneto di 250 V se gli involucri assicurano un grado di protezione di almeno IP4X, oppure di 550 V se il grado di protezione degli involucri è minore di IP4X. I contatti di sicurezza devono appartenere alle seguenti categorie definite nella pubblicazione CENELEC HD 420 (IEC 337-1 mod); a) AC 11 se si tratta di contatti di sicurezza inseriti in circuiti alimentati con corrente alternata; b) DC 11 se si tratta di contatti di sicurezza inseriti in circuiti alimentati con corrente continua. 14.1.2.2.3. Se gli involucri di protezione non sono del grado IPAX, le distanze in aria e linee di fuga devono essere di almeno 6 mm e le distanze di apertura dei contatti di almeno 4 mm, dopo l'apertura. Le parti in tensione dei contatti di sicurezza devono essere provviste di involucri di protezione. Tuttavia questa prescrizione non è obbligatoria nelle condizioni di influenza esterna considerate normali secondo il documento di armonizzazione elaborato dal CE 64 del CENELEC (attualmente art. 32 della pubblicazione IEC 364). 14.1.2.2.5. L'abrasione di un materiale conduttore non deve determinare il corto circuito dei contatti. 14.1.2.3. Circuiti di sicurezza 14.1.2.3.1. 14.1.2.3.2. I circuiti di sicurezza devono rispondere alle prescrizioni di cui in 14.1.1. relative all'apparizione di un guasto. 14.1.2.3.3. Inoltre: a) se un guasto, aggiunto ad un secondo guasto, può determinare una condizione di pericolo; l'ascensore deve essere arrestata al più tardi in occasione della successiva sequenza a cui il primo elemento difettoso dovrebbe partecipare. Qualsiasi funzionamento successivo deve essere impossibile per tutto il tempo in cui il guasto permane. L'eventualità che il secondo guasto si manifesti dopo il primo, prima che l'ascensore sia posto fuori servizio della citata sequenza, non è considerata; b) se una condizione di pericolo può determinare soltanto a seguito della combinazione di più guasti, la messa e il mantenimento fuori servizio dell'ascensore deve avvenire al più tardi prima dell'eventuale manifestarsi del guasto che, aggiunto ai guasti già esistenti, darebbe luogo alla situazione di pericolo; c) dopo una interruzione della tensione di alimentazione, non è richiesto che l'ascensore rimanga fuori servizio, purché esso ritorni nei casi indicati in 14.1.2.3.3. a) e b) in occasione della successiva sequenza; d) nel caso dei circuiti a ridonanza vanno prese le misure opportune per limitare, per quanto possibile, il rischio che in più di un circuito si verifichino simultaneamente dei guasti dovuti ad un'unica causa.