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Signor Presidente, ho poco tempo e non ripeterò quanto già detto dal mio collega Ferrazzi nell'illustrazione della nostra mozione. Brevemente, cercherò di illustrare il tradimento perpetrato dalle forze di Governo, Lega e MoVimento 5 Stelle, ai danni dei loro tanti elettori che vivono nelle periferie italiane. Il taglio dei fondi del bando per le periferie colpisce tante persone, oltre 326 Comuni e circa venti milioni di cittadini (un italiano su tre). A seguito di questo vero e proprio tradimento che ha visto il blocco delle convenzioni in essere ma non ancora finanziate, l'ANCI, precedentemente rassicurata dal presidente Conte, poi prontamente, come al solito, smentito dai suoi Ministri, ha sospeso le relazioni con il Governo. Il fatto che l'ANCI abbia sospeso le relazioni con il Governo è un fatto grave, anche se il rappresentante del Governo gioca con il telefonino e non mi ascolta! È un fatto molto grave! (Applausi dal Gruppo PD) . È un fatto molto grave, perché non è liquidabile con le soliti frasi e i soliti atteggiamenti autoritari, come vostra abitudine. Non potete dire: tanti nemici tanto onore! No, non le potete più dire! In realtà, non lo potete dire perché per ogni cittadino di un Comune, grande o piccolo che sia, la faccia dello Stato è quella del suo sindaco, anche se il rappresentante del Governo telefona invece di ascoltarmi. (Applausi dal Gruppo PD) . La faccia dello Stato è quella del sindaco, di quei sindaci che volevano dimostrare di essere tali con la loro fascia e che voi avete indecentemente fermato. È il sindaco colui a cui ci si rivolge, sia per le cose belle sia per quelle brutte: si chiede a un sindaco il certificato di nascita, si chiede al sindaco il certificato di morte. Dunque voi non avete danneggiato solo i sindaci. Guarda caso, molti dei Comuni colpiti sono guidati dal centrosinistra (guarda caso). Avete ancora una volta danneggiato i cittadini e vi spiego brevemente come. Signor Presidente, vorrei che il rappresentante del Governo ascoltasse, invece che parlare al telefono e vorrei che il mio tempo si fermasse finché non mi ascolta. Come faceva lei quando era seduta su questi banchi, presidente Taverna, che lo pretendeva. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo ad ascoltare gli interventi, che credo siano di suo estremo interesse. CIRINNA' (PD) . Non ascolta neanche lei, signor Presidente. Il Governo non ascolta nessuno. Il Governo non sa che ha fatto un danno gravissimo e voi vi siete prestati a questo. Avete ancora una volta danneggiato i cittadini e vi spiego brevemente come. Il bando periferie non funzionava e non finanziava solo opere pubbliche, manutenzione urbana e decoro. In tale bando erano previste molte opere ispirate all'urbanistica olistica, che per molti di voi è una parola sconosciuta: opere volte alla tutela della collettività, con una visione che tenga conto delle infinite interazioni tra territorio e conseguenze ambientali e sociali. È sulle conseguenze sociali che desidero soffermarmi. La città va pensata in funzione della comunità. Oggi la periferia non è più solo quella territoriale, fatta di quartieri lontani, meno curati, mal collegati, dormitori nei quali è relegata un'umanità varia e reietta, abbandonata, discriminata. C'è anche una periferia sociale, una periferia economica, una periferia culturale; ma soprattutto, signor Presidente, c'è una periferia dell'anima. Sì, una periferia dell'anima. La periferia dell'anima è una condizione della persona, è in un suo sentimento, è nella solitudine che produce isolamento, tristezza, ma anche insicurezza, rabbia e fragilità. Mi fermo di nuovo, perché il rappresentante del Governo ritiene nuovamente di non ascoltarmi. La prego, signor Presidente. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a prestare attenzione all'intervento, così possiamo concluderlo. CIRINNA' (PD) . Il mio tempo si esaurisce nel chiedere attenzione e questo mi sembra vergognoso. PRESIDENTE. Le ho riconosciuto un altro minuto per rispetto del tempo che è stato sprecato. Prego, senatrice. CIRINNA' (PD) . Sto concludendo su quella periferia dell'anima che si chiama solitudine, quella paura e quella rabbia che voi avete cavalcato in campagna elettorale, promettendo, promettendo, promettendo, come avete fatto nella mozione di maggioranza, promettendo che i fondi saranno rimessi nel bilancio: ma mi chiedo quando, come e dove, visto che state litigando su ogni centesimo. Tutte le parole che avete usato in campagna elettorale vengono contraddette dai fatti: ora che molte di queste periferie, che sono il vostro bacino elettorale, potrebbero essere riqualificate, ora che qualcosa potrebbe finalmente cambiare, voi negate col taglio dei finanziamenti a quei cittadini di poter veder riqualificati i loro quartieri, migliorata la loro vita, rivalutate le loro proprietà. Ed è ben chiaro il motivo, è chiaro a tutti: a voi serve che le che cose restino come sono, che la paura, la rabbia, la fragilità vengano continuamente alimentate e fomentate, per questo volete che grandi aree del Paese, penso ad esempio alla nostra capitale Roma, restino marginali, restino luoghi di degrado e solitudine, luoghi nei quali sperate di raccogliere ancora voti e consenso. Ma non sarà così. Presto i cittadini si accorgeranno delle vostre promesse vane, del vostro tutto cambi perché nulla cambi. Del resto, come state già vedendo, sta accadendo a Genova: in pochi giorni, dagli applausi ai fischi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, siamo arrivati a un passaggio che speriamo sia decisivo. Qui c'è il sottosegretario Garavaglia che ha avuto modo di esprimersi altre volte. Purtroppo però quello che leggiamo nella mozione della maggioranza è chiaro. Il nostro impegno come opposizione su questo tema non finirà oggi, ma dovrà continuare, perché non c'è nessuna soluzione all'orizzonte. È una sorta di «armiamoci e partite» che il Governo dice ai Comuni. Il Governo approfitta del pronunciamento della Corte che sblocca gli avanzi per dire: «usate quei soldi, poi, se mancano, interverremo "compatibilmente", efficacemente, idoneamente, "forsemente" (senza forse). ( Applausi dal Gruppo PD) . Colleghi, mettetevi nei panni dei sindaci che adesso sono andati via, ma erano qui, e abbiamo dovuto discutere mezz'ora per capire se potevano stare qui con la fascia oppure no. Mettetevi nei panni di questi sindaci che non hanno più la certezza di avere i fondi. Se foste nei loro panni, iniziereste delle opere, magari da suddividere in stralci non funzionali, perché ovviamente i soldi non sono quelli previsti inizialmente, ma bisogna guardare quelli che si hanno in tasca, legati alla disponibilità degli avanzi? Quale sindaco inizierebbe oggi un percorso così improbabile, esponendo il bilancio del proprio ente a tali incertezze? Il nostro Paese ha già disseminato nel territorio tante opere incompiute.