[resaula]

- Doc 295 Modifica dell'articolo 609-septies del codice penale in materia di querela della persona offesa per i delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-quaterdel medesimo codice GIAMMANCO ed altri. - Doc 335 Istituzione di un fondo per la solidarietà alle vittime dei reati intenzionali violenti BERTACCO ed altri. - Doc 548 Modifiche all'articolo 609-septies del codice penale, concernenti il regime di procedibilità del delitto di atti sessuali con minorenne FEDELI ed altri. - Doc 662 Introduzione nel codice penale dei reati di costrizione al matrimonio o all'unione civile, induzione al viaggio finalizzato al matrimonio e costrizione al matrimonio di persona minorenne PUCCIARELLI ed altri. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 1200 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 1200, già approvato dalla Camera dei deputati, 174, 229, 295, 335, 548 e 662. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, intervengo al posto della senatrice Cinzia Leone, momentaneamente impossibilitata a essere oggi presente. La vogliamo in Aula al più presto e da questo banco le rivolgo un affettuoso saluto. (Applausi dal Gruppo M5S) . Darò quindi lettura del testo dell'intervento che avrebbe svolto. Oggi in quest'Aula ci accingiamo a votare un provvedimento che ha come oggetto un tema assai delicato e al tempo stesso complesso: complesso perché presenta molteplici sfaccettature, perché è dinamico e soprattutto perché penetra all'interno dell'intimità domestica e lo fa con il fine di tutelarne i membri. La complessità deriva dal fatto che è un fenomeno culturale con radici profonde e che, proprio sul piano culturale, andrebbe contrastato con l'ausilio delle discipline antropologiche, pedagogiche e psicologiche, in modo sistematico e scientifico; ma ciò richiede tempo e coordinazione delle valide risorse pur presenti nel nostro territorio, purtroppo ancora disperse e male utilizzate. Tuttavia, il carattere d'urgenza ribadito dalla cronaca e dalle statistiche impietose, oggi, ci impone di intervenire immediatamente senza ulteriori more, iniziando con alcuni ritocchi al codice penale e al codice di procedura penale, con la sicura convinzione che tali provvedimenti possano sottrarre alcune sventurate a un inevitabile destino. Gli interventi che si intendono adottare, infatti, mirano a migliorare con modifiche il codice penale e il codice di procedura penale in materia di violenza domestica. Tali modifiche si sono rese necessarie in seguito alle criticità emerse dall'attuale assetto legislativo e intervengono su due versanti opposti ma convergenti su un unico obiettivo: vale a dire la vittima di violenza domestica; la considerazione del suo stato d'animo temporaneamente turbato; la sua esigenza di essere protetta; insomma, il recupero della sua persona nella sua dignità di donna. L'inasprimento della pena serve - da una parte - da deterrente per chi voglia in futuro perpetrare questo vile atto, ma - d'altra parte - intende tutelare la vittima con un pronto e tempestivo intervento da parte delle autorità giudiziarie debitamente formate nel trattare questa tipologia. Il provvedimento - come è noto - si dirama in 21 articoli in cui vengono a concretizzarsi aspetti nuovi e di estrema rilevanza sia sul piano sociale sia sul fronte legislativo-finanziario. Entriamo nel merito. La polizia giudiziaria, senza ritardo, acquisita la notizia, la riferisce al pubblico ministero che, entro le settantadue ore, dovrà acquisire le informazioni sulla persona offesa o da chi ha esposto denuncia, il cui carattere d'urgenza sarà equiparato a omicidio di tipo d'associazionismo mafioso. Altra novità è all'articolo 4, in cui viene disciplinato il nuovo reato di violazione di avvicinamento ai luoghi frequentati della persona offesa, con una reclusione dai sei mesi ai tre anni per chi violi tali obblighi. All'articolo 5 sono previsti corsi di formazione obbligatori che si attiveranno entro dodici mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, per il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria. All'articolo 6 viene introdotta la sospensione della pena, a condizione che ci si impegni alla partecipazione di percorsi di recupero e assistenza. All'articolo 7 è prevista l'introduzione del nuovo delitto di costrizione o induzione al matrimonio. È una novità che mi sta particolarmente a cuore e perciò mi ci vorrei soffermare un momento. Questo reato è venuto alla ribalta negli ultimi anni nel nostro Paese in seguito allo stanziarsi delle comunità bangladesh, cingalesi e magrebine, che ormai vivono stabilmente nel nostro territorio, ma che nondimeno devono attenersi ai nostri standard di civiltà. Il caso delle spose bambine, che ci riporta a epoche ancestrali, e di cui la mia Palermo è stata scenario più volte, non può essere ulteriormente tollerato. All'articolo 10 viene introdotta una fattispecie ad hoc , ovvero il revenge porn, per cui vengono sanzionati i soggetti che rendano pubbliche foto o video senza il consenso della persona interessata al fine di recarne danno. Si prevede una condanna da uno a sei anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro. Altra novità è all'articolo 12, in cui viene introdotto il delitto di deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, con una reclusione che va aumentata da otto a quattordici anni. Inoltre, sono state inasprite ulteriormente le pene per i delitti di violenza sessuale. Nel documento in esame ci sono importanti novità anche sotto l'aspetto finanziario: è stato incrementato il fondo di rotazione previsto anche per gli orfani di crimini domestici, che prevede l'inserimento nelle attività lavorative di almeno il 70 per cento dei 2 milioni di euro già previsti dal 2017. Dunque, il fondo di rotazione verrà incrementato di 7 milioni di euro a decorrere dal 2020. Le modifiche proposte sono tutte centrate sulla vittima in quanto tengono in considerazione la sua fragilità e la sua ansietà, dovute alla presenza di chi ne ha violato la serenità e l'equilibrio psichico in modo continuativo. Certo, la dilazione del tempo detentivo per il reo deve essere accompagnata da un incisivo intervento rieducativo per restituirlo innocuo alla società e per riabilitarlo nella sua autostima, evitando così la recidiva. Tale modifiche sono, però, rivolte in maniera più attenta soprattutto alla vittima, che vedrà nello Stato una presenza rassicurante e tempestiva, oltre che rispettosa della sua condizione di vittima; molte migliorie di questo provvedimento sono, infatti, centrate a evitare la vittimizzazione secondaria che spesso, seppur involontariamente, continua a oltraggiare in modo subdolo, ma non per questo meno lesivo, la donna.