[resaula]

occorre infine prevedere che ogni rilevazione statistica prelativa al settore, ivi comprese le attività di monitoraggio e di valutazione delle politiche agricole e rurali, includa una differenziazione per genere così da avere un quadro reale e costantemente aggiornato al fine di meglio programmare e configurare gli interventi necessari; ritenuto che: il Governo, ad avviso dei proponenti del presente atto, non ha, ad oggi, messo in campo iniziative efficaci a sostegno delle donne in agricoltura; in sede di esame della legge di bilancio per il 2019, ad esempio, sono state respinte proposte emendative che promuovevano, tra l'altro, l'accesso al credito per le imprenditrici agricole, in particolar modo, per l'innovazione tecnologica delle imprese e strumenti di conciliazione con riferimento alle zone rurali e marginali; le politiche del Governo sembrano al contrario valorizzare una figura arcaica e anacronistica di agricoltura, come ad esempio la norma che prevede l'assegnazione a titolo gratuito di terreni a famiglie numerose, legata a modelli patriarcali e con una connotazione maschile che denigra e scredita il ruolo delle donne; anche per quanto riguarda la rappresentatività delle donne in agricoltura, l'ultimo provvedimento risale alla XVII Legislatura, e più precisamente alla legge n. 154 del 2016, che ha sancito la quota minima di almeno il 20 per cento di donne nei consigli di amministrazione dei consorzi agroalimentari; risulterebbe fondamentale istituire, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e negli enti controllati, servizi di sostegno all'imprenditoria ed al lavoro femminile in agricoltura, a partire da una lettura di genere dei dati di settore; altrettanto rilevante il dato riguardante gli incarichi apicali e dirigenziali nel Ministero stesso e degli enti controllati, che non presentano un'adeguata rappresentanza di genere; negli scorsi anni il Ministero aveva costituito l'Osservatorio per l'imprenditoria ed il lavoro femminile in agricoltura (Onilfa). Il decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, aveva poi trasferito ai Dipartimenti del Ministero le attività svolte da tale Osservatorio, ma ad oggi non è presente o una sezione operativa dedicata appositamente a tali finalità, impegna il Governo a istituire un tavolo di confronto presso il Ministero delle politiche agricole al quale possano partecipare i principali attori del comparto, le rappresentanze femminili del mondo agricolo, i rappresentanti degli enti pubblici del settore, compresi gli enti di ricerca, e delle strutture ministeriali competenti, al fine di: a) individuare linee adeguate di intervento, anche in vista della prossima programmazione dei fondi relativi all'attuazione della politica agricola comune, che permettano una convergenza di azioni ed interventi finalizzati a rendere maggiormente incisiva la partecipazione delle donne allo sviluppo dell'agroalimentare europeo e italiano, nonché delle aree rurali nel loro complesso; b) elaborare, al fine di intervenire in tempi congrui, apposite iniziative normative per meglio delineare, anche a livello civilistico, il sostegno alla crescita dell'imprenditoria femminile in agricoltura, la tutela del lavoro agricolo femminile e la partecipazione delle donne nell'ambito dell'impresa agricola familiare, in modo da riconoscere un'autonoma soggettività e distintività al lavoro svolto; c) sostenere, nelle future politiche di sviluppo rurale e strutturali, le linee di intervento dedicate ai servizi nelle aree rurali e volti a favorire la conciliazione fra la sfera familiare e lavorativa delle donne che vivono o operano nelle aree rurali (servizi di assistenza e di cura, di mobilità e altro); d) adottare iniziative normative per prevedere una quota di rappresentanza di genere nell'ambito degli enti pubblici che operano nel settore dell'agricoltura; e) promuovere studi ed indagini volti ad approfondire potenzialità e limiti della presenza e dell'agire delle donne in agricoltura e nell'ambito rurale, al fine di meglio programmare le scelte politiche; f) adottare iniziative per istituire un apposito ufficio presso il Ministero, con il compito di accompagnare, monitorare e valutare trasversalmente le politiche e gli interventi che impattano, direttamente o indirettamente, sulle condizioni di vita e di lavoro dell'universo femminile presente nel settore agricolo; g) istituire una sede partecipata da rappresentanti delle organizzazioni datoriali, sindacali ed associative delle donne impegnate a vario titolo nel mondo agricolo ed agroalimentare al fine di valutare l'impatto di genere delle principali azioni e delle politiche pubbliche del Ministero. Interrogazioni Atto n. 3-01039 DRAGO GRANATO CORRADO MARILOTTI PACIFICO FERRARA DESSI' COLTORTI ORTOLANI FEDE QUARTO CAMPAGNA DI GIROLAMO VACCARO ANASTASI CROATTI RICCARDI TRENTACOSTE AGOSTINELLI MAUTONE FENU LANNUTTI PESCO ANGRISANI LICHERI GIANNUZZI LOREFICE Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015 di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione scolastica ha istituito, con l'obiettivo di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, la "carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione"; lo strumento consente ai docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di acquistare, nei limiti di un plafond spesa fissato in 500 euro annui, un ampio ventaglio di beni e servizi tutti finalizzati all'aggiornamento professionale; fra tali beni e servizi rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo: libri, testi, pubblicazioni, riviste, dispositivi hardware e software , corsi di qualificazione delle competenze professionali svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, ovvero corsi post lauream o master universitari, tutti inerenti al profilo professionale, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, titoli per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa; le disposizioni sono state attuate attraverso l'emanazione di successivi decreti legislativi e, in particolare, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 novembre 2016, il quale ha stabilito, agli articoli 6 e seguenti, le modalità di utilizzo e le procedure di rendicontazione degli acquisti effettuati dai docenti; considerato che: