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L'agente della riscossione dovrà informare entro il 31 marzo 2018 i debitori dei carichi affidati dal 1º gennaio al 30 settembre 2017, per i quali la cartella di pagamento non sarà stata notificata entro il 31 dicembre 2017; dovrà inoltre inviare entro il 30 giugno 2018 la comunicazione dell'ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione e di quello delle singole rate, con le relative scadenze (comma 7). I restanti riferimenti temporali previsti dallo stesso articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016 sono tutti differiti di un anno (comma 8). Il comma 9 disciplina la sospensione degli obblighi di versamento dei piani rateali in essere riguardanti i carichi oggetto della dichiarazione di adesione, affidati nell'anno 2017. Il comma 10 dell'articolo 1, infine, contiene una deroga al comma 8 dell'articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, che condizionava l'accesso alla definizione agevolata alla regolarità nel pagamento delle rate in scadenza a tutto il 31 dicembre 2016 dei piani di dilazione in essere. Essa, infatti, chiarisce che la facoltà di definizione dei carichi affidati all'agente della riscossione dal 1º gennaio al 30 settembre 2017 può essere esercitata senza che, a tal fine, debbano essere versate le rate dei piani di dilazione in essere relative a questi carichi. Il comma 11 integra il comma 9- bis dell'articolo 1 del decreto-legge n. 193 del 2016 e garantisce in modo esplicito che il fondo di previdenza sia utilizzato esclusivamente per realizzare una previdenza aggiuntiva a favore del personale del settore, secondo un progetto di riforma già delineato da aziende e parti sindacali e oggetto di studio da parte dell'INPS. Art. 2. - (Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali) Commi da 1 a 6 La disposizione in esame prevede (commi 1 e 2) la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, scadenti nel periodo compreso tra il 9 settembre 2017 e il 30 settembre 2018, a favore dei soggetti, che alla data del 9 settembre 2017 avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territorio dei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti. Viene inoltre previsto (comma 4) che i versamenti sospesi devono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 ottobre 2018. L’articolo 2 dispone (comma 5) altresì che, limitatamente al comune di Livorno, la predetta sospensione sia subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l'inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda, inagibilità verificata dall'autorità da trasmettere agli uffici dell'Agenzia delle entrate territorialmente competente. Inoltre si precisa che la sospensione in esame non si applica alle ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d'imposta. Viene, infine istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, un fondo per l'anno 2017, da ripartire tra i comuni di cui al comma 1 al fine di compensare gli effetti finanziari negativi per l'anno 2017 connessi alla sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari. Alla ripartizione si provvede con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali (comma 6). Commi 7 e 8 La disposizione di cui al comma 7 prevede, quale misura a sostegno dei redditi dei contribuenti dei territori dei comuni del cosiddetto cratere, che gli adempimenti e i pagamenti dei contributi e dei premi non versati per effetto della sospensione di cui al comma 13 dell'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, avvengano entro il 31 maggio 2018 (anziché entro il mese di ottobre 2017). Viene, altresì, differita la decorrenza della eventuale rateizzazione -- con piano rateale fino ad un massimo di 24 rate mensili (anzinché 18 rate) -- del pagamento dei contributi e premi non versati per effetto della sospensione (da ottobre 2017 a maggio 2018). Il comma 8 prevede una rimodulazione dello stanziamento del fondo rotativo per far fronte alle esigenze che derivano dal differimento di riscossione a seguito di eventi calamitosi. Art. 3. - (Estensione Split payment a tutte le società controllate dalla P.A.) Con la disposizione in esame si intende estendere l'ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell'IVA (cosiddetto split payment ) anche alle operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti che, a legislazione vigente, pagano l'imposta ai loro fornitori secondo le regole generali. Sulla materia, si ricorda che l'articolo 1, comma 629, lettera b) , della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), ha introdotto l'articolo 17- ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che ha stabilito, per talune pubbliche amministrazioni acquirenti di beni e servizi, un meccanismo di scissione dei pagamenti da applicarsi alle operazioni per le quali dette amministrazioni non fossero debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni generali in materia di IVA. In base a questo meccanismo le pubbliche amministrazioni, ancorché non rivestano la qualità di soggetto passivo dell'IVA, devono versare direttamente all'erario, con le modalità e nei termini indicati nel decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 23 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2015, l'imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori. Tale disposizione era stata inizialmente applicata dalle amministrazioni e dagli enti pubblici che erano destinatari delle norme in materia di IVA a esigibilità differita di cui all'articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972: lo Stato, gli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, gli enti pubblici territoriali ed i consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, gli istituti universitari, le aziende sanitarie locali, gli enti ospedalieri, gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e quelli di previdenza. Successivamente, con l'articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, il meccanismo è stato esteso a tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della pubblica amministrazione di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché alle seguenti tipologie di soggetti: