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Per garantire uno sviluppo sostenibile e un equilibrato governo del territorio, lo Stato, le regioni, le province, le unioni di comuni, le comunita montane e gli enti parco, per quanto di rispettiva competenza, assicurano, nei comuni di cui all’articolo 2, l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, con particolare riferimento all’ambiente, alla protezione civile, all’istruzione, alla sanità, ai servizi socio-assistenziali, ai trasporti, alla viabilità e ai servizi postali, con le modalità previste dal presente articolo. 2. Per i fini di cui al comma 1 del presente articolo, i comuni di cui all’articolo 2, in forma associata, istituiscono centri multifunzionali nei quali concentrare la fornitura di una pluralità di servizi, quali i servizi in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e di sicurezza, nonché lo svolgimento di attività di volontariato e di associazionismo culturale. Le regioni e le province concorrono alle spese relative all’uso dei locali necessari all’espletamento dei predetti servizi. 3. Nell’ambito delle finalità di cui al presente articolo, le regioni e le province assegnano carattere di priorità, nella definizione degli stanziamenti finanziari di propria competenza, alle iniziative finalizzate all’insediamento, nei comuni di cui all’articolo 2, di centri per la prestazione dei servizi di cui al comma 2 del presente articolo quali istituti di ricerca, laboratori, centri culturali e sportivi. Art. 5. (Valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali) 1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sentite le associazioni rappresentative degli enti locali e le organizzazioni maggiormente rappresentative delle categorie produttive interessate, adotta iniziative, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, volte a favorire la promozione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali, individuati ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Ministro per le politiche agricole 8 settembre 1999, n. 350, che utilizzano prevalentemente prodotti tipici dei comuni di cui al comma 1 dell’articolo 3 della presente legge, privilegiando la vendita diretta e la vendita di prodotti a filiera corta. 2. I comuni di cui al comma 1 dell’articolo 3 possono indicare nella cartellonistica ufficiale i rispettivi prodotti agroalimentari tipici o locali, preceduti dalla dicitura: «Territorio di produzione del» posta sotto il nome del comune e scritta in caratteri minori rispetto a quelli di quest’ultimo. 3. Per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali, per la promozione delle vocazioni produttive del territorio e la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni alimentari locali, per la salvaguardia, l’incremento e la valorizzazione della fauna selvatica locale, nonché per il sostegno della promozione e della commercializzazione dei prodotti in forma coordinata tra le imprese agricole e le imprese di produzione agroalimentare, i comuni di cui al comma 1 dell’articolo 3 della presente legge possono stipulare, anche in forma associata, contratti di collaborazione con gli imprenditori agricoli ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 4. Ai sensi del comma 1 del presente articolo, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali adotta specifiche iniziative di sostegno finanziario per lo sviluppo del commercio elettronico relativamente alle produzioni agroalimentari delle zone montane e delle aree situate nei parchi all’interno dei territori montani. Art. 6. (Programmi di e-government ) 1. I progetti informatici riguardanti i comuni di cui all’articolo 2, con priorità per quelli relativi a forme associative, conformi ai requisiti prescritti dalla vigente legislazione nazionale e dell’Unione europea, hanno la precedenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici previsti a legislazione vigente per la realizzazione dei programmi di e-government . In tale ambito sono prioritari i collegamenti informatici dei centri multifunzionali di cui all’articolo 4, comma 2, ovvero gli interventi informatici nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) connessi al funzionamento e allo sviluppo dei centri stessi e le iniziative che prevedono l’associazione nei centri di servizio territoriali (CST) anche attraverso l’utilizzo di sistemi di telecomunicazione a banda larga e senza fili. 2. Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, nell’individuare le specifiche iniziative di innovazione tecnologica per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, ai sensi della lettera g) del comma 2 dell’articolo 26 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, indica prioritariamente quelle riguardanti i comuni di cui all’articolo 2 della presente legge, anche in forma associata. Art. 7. (Servizi postali e programmazione televisiva pubblica) 1. Il Ministero dello sviluppo economico, compatibilmente con l’adeguatezza delle risorse destinate a legislazione vigente al finanziamento del servizio postale universale, individua le modalità attraverso le quali, in coerenza con le previsioni del contratto di programma, il concessionario di tale servizio ne garantisce l’espletamento nei comuni di cui all’articolo 2. 2. L’amministrazione comunale può stipulare apposite convenzioni, d’intesa con le organizzazioni di categoria e con la società Poste italiane Spa, affinché i pagamenti su conti correnti, in particolare quelli relativi alle imposte comunali, i pagamenti dei vaglia postali nonché le altre prestazioni possano essere effettuati presso gli esercizi commerciali di comuni e frazioni non serviti dal servizio postale, nel rispetto della disciplina riguardante i servizi di pagamento e delle disposizioni adottate in materia dalla Banca d’Italia. 3. I comuni di cui al comma 1 dell’articolo 3 della presente legge possono affidare, ai sensi dell’articolo 40, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, la gestione dei servizi di tesoreria e di cassa alla società Poste italiane Spa. 4. Il Ministero dello sviluppo economico può provvedere ad assicurare che nel contratto di servizio con la societa concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo sia previsto l’obbligo di prestare particolare attenzione, nella programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale, alle realtà storiche, artistiche, sociali, economiche ed enogastronomiche dei comuni di cui all’articolo 2 e di garantire nei medesimi comuni un’adeguata copertura del servizio. Art. 8. (Sanità nelle aree rurali e montane) 1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell’economia e delle finanze, predispone un Piano per i servizi di medicina destinato alle aree montane e rurali italiane, con particolare riguardo all’introduzione di metodi e strumenti innovativi tali da compensare la rarefazione della presenza dei presidi ospedalieri sui territori a seguito dei programmi di riordino e riorganizzazione disposti dalle regioni e garantire in tal modo e in ogni caso i livelli essenziali di assistenza (LEA) e i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in tali territori. Il Piano è approvato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.