[resaula]

la misura cerca di contenere gli effetti negativi dello slittamento della percezione del TFR e TFS per moltissimi dipendenti pubblici, per i quali la liquidazione del trattamento può slittare anche di due anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro; più in dettaglio, la misura è destinata ai lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche ed al personale degli enti pubblici di ricerca cui è liquidata la pensione "quota 100" , nonché ai soggetti che accedono al trattamento di pensione ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, anche nota come riforma "Fornero"; il finanziamento è erogato dalle banche e dagli intermediari finanziari che aderiscono ad un accordo quadro da stipulare, entro 60 giorni, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'ABI, sentito l'INPS, si chiede di sapere a che punto sia l' iter per la stipula dell'accordo quadro richiamato e quali siano le tempistiche per la concreta efficacia delle norme che consentono di richiedere l'anticipo del TFS, così come previsto dalla legge. Atto n. 4-02680 FEDELI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la Giunta del Comune di Pisa nel documento unico di programmazione 2020-2022 (missione 12, punto 2) per i nidi d'infanzia prevede di introdurre "un criterio premiante per l'assegnazione del posto a chi è residente da più anni nel Comune di Pisa"; in assenza di ulteriori precisazioni tale criterio sembra configurare una violazione dell'articolo 3 della Costituzione, come già accaduto in analoghi casi (sentenze della Corte costituzionale n. 172/2013, n. 222/2013 e n. 168/2014) e, in ogni caso, il criterio che dovesse essere individuato non potrebbe sfuggire a una verifica di ragionevolezza tanto più severa quanto più dovesse essere ampio in termini di periodo di residenza richiesto; non sembra esserci nella normativa vigente alcun fondamento legislativo per tale scelta, sia nel decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, sia nel regolamento 30 luglio 2013, n. 41/R della Regione Toscana che, al contrario, all'articolo 10, prevede esplicitamente solo "criteri che tengono conto della composizione della famiglia e delle condizioni di lavoro dei genitori", anche perché i fondi assegnati sono stabiliti sulla base di tutta la popolazione residente in quella fascia di età o in termini esclusivi (fondi europei) o prevalenti (nazionali), si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione al caso specifico, anche come deterrente per altre amministrazioni comunali, in modo da prevenire ingiustificabili discriminazioni. Atto n. 4-02681 ERRANI DE PETRIS LAFORGIA Ai Ministri della difesa e della salute Premesso che: a quanto risulta agli interroganti, in data 14 settembre 2019, gli infermieri G.P. e A.O., l'autista di 118 F.G. e il dottor E.C., tutti operanti presso il 118 di Ferrara, segnalavano congiuntamente con e-mail indirizzata al responsabile medico e al responsabile infermieristico E.T. di Ferrara, al responsabile direzione infermieristica dell'AUSL di Ferrara, al coordinatore della centrale operativa 118 Emilia Est e al responsabile dell'ordine delle professioni infermieristiche di Ferrara un episodio accaduto nella giornata dell'11 settembre 2019, che li aveva visti direttamente coinvolti; in base alle informazioni di cui sono a conoscenza gli interroganti, secondo tale segnalazione in data 11 settembre 2019 alle ore 13.35, su indicazione della centrale operativa del 118, sarebbe stata chiamata ad intervenire presso la caserma dei Carabinieri di Copparo l'ambulanza Fe5 per un intervento da "codice giallo" in seguito ad una richiesta di intervento pervenuta dal personale dell'Arma dei Carabinieri; l'equipaggio del 118 avrebbe trovato presso il cortile della caserma un giovane di 33 anni (R.D.), inginocchiato e circondato dai Carabinieri, in preda a dolore addominale e conati di vomito: il giovane risulta essere stato arrestato in attesa di processo; a seguito di una valutazione preliminare da parte del personale del 118 di Fe5 sarebbe stato ritenuto indispensabile il trasporto del soggetto presso il pronto soccorso di Cona per effettuare il normale iter diagnostico e terapeutico. A questa richiesta, i militari presenti avrebbero opposto un diniego affermando che il comandante della caserma avesse espressamente vietato il trasferimento di R.D. al pronto soccorso di Cona; nonostante le ripetute richieste da parte del personale del 118 di Fe5, i militari avrebbero continuato ad opporre il proprio diniego, chiedendo che venisse invece inviato in loco un medico di E.T. 118 in modo da, così viene riportato nella segnalazione, "praticare una iniezione, chiudere la pratica e refertare" anche in considerazione del peggioramento delle condizioni di R.D.; sarebbe stata quindi contattata dal collaboratore professionale sanitario infermiere di Fe5 la centrale operativa richiedendo la presenza dell'automedica di Copparo, che in quel momento era impegnata su un codice rosso; in attesa dell'arrivo dell'automedica, il personale del 118 avrebbe ottenuto l'autorizzazione a sistemare R.D. in una barella all'interno dell'ambulanza, in modo da avere un luogo consono e adatto alle esigenze mediche e di privacy per poterlo soccorrere; il medico soccorritore dell'automedica Copparo 102, dopo aver somministrato una terapia idratante e antiemetica, avrebbe ritenuto che il caso dovesse essere approfondito presso il pronto soccorso di Cona ricevendo a sua volta il diniego da parte dei Carabinieri presenti; a seguito delle proteste da parte del personale medico e infermieristico, sarebbe intervenuto il comandante della caserma, il quale avrebbe ribadito in maniera netta il proprio diniego al trasporto al pronto soccorso di R.D. senza fornire spiegazioni e con dei modi che nella segnalazione inviata il 14 settembre 2019 vengono definiti opinabili e fortemente irrispettosi; di fronte alla forte opposizione da parte del medico e degli infermieri rispetto al diniego del comandante, quest'ultimo avrebbe deciso di assumersi interamente la responsabilità firmando il foglio paziente e impedendo il trasferimento dello stesso al pronto soccorso, in totale disaccordo con il parere del medico; considerato che: qualora gli episodi segnalati si rivelassero veritieri, i fatti sarebbero gravi e avvenuti in violazione del protocollo siglato il 25 luglio 2014 fra azienda sanitaria di Ferrara e forze dell'ordine, volto a mantenere la piena autonomia delle figure professionali;