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un decreto-legge che arrivava in un ramo del Parlamento veniva lavorato in Commissione, si approvava col voto di fiducia e si mandava all'altro ramo del Parlamento soltanto per una ratifica. Ed è quanto abbiamo vissuto anche alla luce dell'emergenza, sia economica che sanitaria, che ha visto l'introduzione nei decreti-legge di emendamenti che poco avevano a che fare, violando il precetto costituzionale, con la compatibilità per materia. Si è quindi dato luogo a una legislazione irrazionale, slegata dai principi dalla nostra Carta. Mi auguro fortemente che si possa tornare, signor Presidente, a un vero bicameralismo, a tutela dei diritti dei cittadini che ci hanno votato in funzione di una Carta costituzionale che prevede una doppia lettura, che è sinonimo di buona legislazione, nella qualità, nella trasparenza e nella correttezza. Con questo augurio, annunzio il voto favorevole di Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi permetta, in apertura di intervento, di unirmi ai ringraziamenti ai relatori, senatori Calderoli e Santangelo, per l'egregio lavoro realizzato; complimenti che estendo a tutti i membri della Giunta e, in particolare, a quelli del Comitato ristretto che hanno partecipato ai suoi lavori, per l'ottimo clima positivo e collaborativo che si è instaurato durante i lavori stessi. Infine, Presidente, tutti abbiamo apprezzato la sapiente guida e lo stile con cui lei ci ha indirizzato in questi mesi, sapendo essere ferma all'occorrenza, ma anche flessibile nel garantire piena autonomia al Comitato ristretto, affinché potesse operare nel modo più produttivo e proficuo possibile. Grazie, Presidente. Come sappiamo, la riforma del Regolamento del Senato si è resa necessaria a seguito della modifica costituzionale che ha ridotto, a partire dalla prossima legislatura, il numero di senatori a 200. Non è chiaramente questa la sede per esprimere giudizi di merito sulla riforma, ma quello che è certo è che i tanti suoi aspetti positivi rischiano di essere vani, se non destabilizzanti, se essa non è accompagnata da una corrispondente modifica del nostro Regolamento; modifica che non può essere solo quella di una proporzione dei vari parametri numerici, ma che deve riorganizzare anche il funzionamento di alcuni organismi di questo ramo del Parlamento, le Commissioni permanenti su tutti. Si è optato per la riduzione del loro numero a dieci, perché l'attuale configurazione a quattordici avrebbe portato a una composizione scarna e problematica di ciascuna di esse. Gli accorpamenti necessari sono basati su criteri di affinità tematica, ma anche di carichi di lavoro di ognuna di esse. Si lasciano invariate le due Commissioni filtro, la 1 a e la 5 a , e la 2 a , che fra le altre è quella più gravata dal numero di atti trattati. Per le attuali 3 a , 4 a e 14 a si è preferito lasciare autonoma quella delle politiche europee, accorpando quindi affari esteri e difesa, che sono tra quelle che, dati alla mano, hanno ad oggi minori incombenze. Agricoltura confluisce con le attività produttive, territorio e ambiente con la Commissione sui lavori pubblici, infine sanità con la Commissione lavoro e welfare . L'occasione della revisione del Regolamento è stata anche e soprattutto utile per fare il tagliando al seppur ottimo articolato che quotidianamente utilizziamo. La riforma del 2017 ha prodotto un Regolamento snello, di facile interpretazione, che ha permesso ai nostri lavori di procedere in modo fluido e scorrevole, con evidente vantaggio sulla qualità della produzione legislativa. L'applicazione pratica nel corso di questa legislatura ne ha dimostrato il buon funzionamento, ma ha anche evidenziato gli ambiti ove esso è perfettibile. La Giunta propone, quindi, alcuni correttivi in tal senso e altri per rispondere ad alcune storture che il quadro politico, in continua e dinamica evoluzione, ha autoprodotto. Viene istituito un nuovo organismo, il Comitato legislazione, prendendo spunto da quello esistente alla Camera dei deputati. Con l'articolo 4 viene prevista un'interessante novità relativa alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, prevedendo la possibilità di invitare i rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali a partecipare alle sedute della Commissione stessa in relazione a specifici provvedimenti. (Applausi) . Questo è un importante segnale di attenzione alle realtà locali che si inserisce nel quadro di quella irreversibile e improrogabile azione che ha preso il via con il referendum sull'autonomia del 22 ottobre 2017. Parallelamente, viene previsto che la Commissione politiche dell'Unione europea possa invitare i membri del Parlamento europeo a partecipare, senza diritto di voto, alle sue sedute in relazione a specifici provvedimenti. Passando ad altro argomento, inseriamo almeno tre importanti modifiche che vanno ad agevolare il nostro lavoro, soprattutto di Commissione. Anzitutto, si prevede maggiore chiarezza nell'arrivo e nella trasposizione all'Aula del testo dei decreti modificati in Commissione. Gli emendamenti approvati saranno inseriti direttamente nel testo (il cosiddetto Allegato A) e non dovranno più essere votati dall'Assemblea sotto la veste di emendamenti della Commissione. Si parifica quindi l'esame dei decreti a quello dei disegni di legge ordinari, con due evidenti vantaggi... (Brusio). Signor Presidente, è veramente difficile parlare. PRESIDENTE. In effetti c'è troppa confusione. C'è un brusìo che non consente di ascoltare chi parla. Chi non è interessato può uscire dall'Aula. Prego, senatore Augussori. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. Dicevo che ci saranno due evidenti vantaggi: maggior chiarezza del testo e lavori più snelli in Aula a seguito del minor numero di votazioni necessarie. In seconda battuta, viene previsto che le Commissioni filtro (Commissioni affari costituzionali e bilancio) debbano esprimere il parere solo sugli emendamenti approvati, quindi a valle dei lavori della Commissione di merito e non più a monte sul complesso degli emendamenti presentati a volte in maniera strumentale e massiva e ai conseguenti testi 2, 3, 4, eccetera. Questo consentirà un notevole alleggerimento dei lavori della Commissione bilancio, con l'importante possibilità di applicare un maggior discernimento sugli emendamenti veramente significativi, e porterà maggiore fluidità ai lavori della Commissione di merito, che oggi sono troppe volte soggette a stop and go continui e agli esiti di quella che è una vera e propria roulette . La terza modifica, che probabilmente è quella politicamente più importante, prevede che la Commissione bilancio non sia più tenuta a dare parere contrario, ex articolo 81, su quegli emendamenti per i quali non arriva la relazione tecnica. Dalla prossima legislatura, infatti, il Governo sarà tenuto a trasmettere la relazione tecnica entro cinque giorni dalla richiesta.