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Istituzione della figura del mediatore familiare e disposizioni in materia di mediazione familiare. Onorevoli Senatori. -- Un Paese segnato da conflitti, dalla violenza nelle relazioni familiari e da sempre più minori esposti al rischio di disagio, sofferenza e vittimizzazione, non può avere una vision futuro-centrica se non riconosce ed investe nelle risorse disponibili, valorizzando le pratiche generatrici di benessere, sicurezza e pacificazione sociale. I particolari fenomeni sociali che stanno caratterizzando l'attuale periodo storico, a seguito di profondi cambiamenti socio-culturali ed economici, sottolineano quanto il panorama dei bisogni a cui questa proposta si rivolge sia profondamente cambiato negli ultimi anni, passando da forme di disagio puramente assistenziale a manifestazioni più complesse, nelle quali assume particolare significato il sistema famiglia, che richiede interventi sempre più attenti e qualificati. Il sistema familiare, divenuto oggi più complesso e connotato da relazioni che tanto rapidamente possono rompersi quanto ricostituirsi, sempre più fluide o meglio «liquide», per dirla con le parole del noto sociologo Zygmunt Bauman, non ha più tempo sufficiente e qualitativamente significativo per solidificarsi e aderire a precisi modelli di riferimento, con la conseguenza di dover affrontare compiti resi più gravosi dalla diffusa assenza di reti familiari allargate. Si richiede sempre più attenzione agli aspetti relazionali ed alle trasformazioni dei ruoli familiari, atteso che le nuove forme che la famiglia sta assumendo e il bisogno dei minori di essere protetti e tutelati nonché le difficoltà dei genitori e degli adulti a far fronte alla funzione educativa con consapevolezza e responsabilità delineano un panorama preoccupante. La separazione e il divorzio costituiscono oggi, sempre più, una scelta caratterizzata da un clima di conflittualità più o meno elevata che ricade non solo sui figli, rendendoli vittime impotenti, quanto sulla qualità della loro crescita e sulla loro relazione, anche futura, con i genitori. I dati ISTAT ci aiutano a fotografare una situazione nazionale che vede i tassi di separazione e di divorzio in continua esponenziale crescita, delineando un quadro sconfortante sul fronte dei minori se si considera che questi risultano coinvolti in metà delle separazioni e in un terzo dei divorzi, e che la litigiosità tra le coppie ha raggiunto uno status di violenza preoccupante. Le ripercussioni sui figli derivanti da violenza intra-domestica, assistita o direttamente subita, sono spesso gravi, e segnano, senza ritorno, in modo significativo la vita del minore e dell'adulto di domani. È in questa delicata fase che i genitori, chiamati a ricoprire un ruolo educativo fondamentale, qualora non riescano, come dovrebbero, a far prevalere il benessere dei propri figli sul conflitto e sul desiderio di vendetta, devono poter essere aiutati ed avere l'opportunità di un accompagnamento/sostegno con esperti mediatori familiari, nella gestione dei conflitti, affinché non sfocino in violenza, e nella riorganizzazione delle relazioni familiari perché si possano evitare ulteriori ferite nella loro vita e in quella dei loro figli. Tutto ciò sottolinea la necessità di interventi strutturati e qualificati che possano garantire un concreto sostegno nella gestione della crisi familiare, il rispetto dei compiti educativi nei confronti dei figli e la promozione, su più livelli, del benessere relazionale tra i membri tutti della famiglia. Emerge la necessità di allargare le opportunità di aiuto tempestivo e preventivo rivolte alle coppie in via di separazione, in particolare sostenendo e diffondendo l'utilizzo qualificato della mediazione familiare, affinché la coppia genitoriale affronti, in modo costruttivo e non violento, la vicenda separativa, attraverso occasioni di dialogo e reciproca comprensione. «La pace non può essere mantenuta con la forza, può essere solo raggiunta con la comprensione» (Albert Einstein) e solo la comprensione, promuovendo rispetto e riconoscimento reciproco, costituisce la chiave di lettura e di volta delle relazioni conflittuali in cui può intervenire la mediazione familiare. La mediazione familiare, in tale scenario, è l'unico percorso responsabilizzante in grado di offrire concreti strumenti e risorse, professionali, organizzativi e strutturali, funzionali ad aiutare genitori e figli ad affrontare situazioni di conflittualità, attraverso la gestione del conflitto stesso e la riorganizzazione delle relazioni familiari. La mediazione familiare, istituto nato e sviluppatasi negli Stati Uniti negli anni settanta ed introdotto anche in Europa a partire dagli anni ottanta, affonda le sue radici nell'esigenza di arginare e trasformare i preoccupanti livelli di conflittualità riscontrati nei giudizi di separazione personale dei coniugi e di divorzio, allo scopo di offrire alla coppia in crisi uno strumento alternativo di gestione e risoluzione dei conflitti familiari. La mediazione familiare da oltre 15 anni ormai è una pratica consolidata anche nel nostro Paese, ma il legislatore italiano, non occupandosi espressamente della materia e non definendo la figura, né la cornice operativa del mediatore familiare, lascia un grave vuoto normativo, che lo colloca come grande assente nel contesto europeo. La mediazione familiare necessita urgentemente di uno specifico riconoscimento legislativo, atteso che gli attuali e modesti riferimenti normativi per la sua regolamentazione e per la sua promozione si sono dimostrati ampiamente insufficienti e non le attribuiscono una propria autonomia. Va sottolineato che già nel gennaio 1998, con la raccomandazione R(98)1 del Comitato dei ministri degli Stati membri, il Consiglio d'Europa raccomandava agli Stati membri di introdurre e promuovere la mediazione familiare e di potenziare la pratica della mediazione familiare esistente, adottando o rafforzando le misure necessarie per la promozione e l'utilizzazione di uno strumento appropriato per la risoluzione delle dispute familiari. Anche il «Libro verde relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale» pubblicato dalla Commissione europea nel 2002 prevede esplicitamente al paragrafo 2.2.2 che gli Stati membri promuovano l'ADR in materia familiare pur consapevole che alcune questioni riguardanti il diritto di famiglia riguardano diritti indisponibili e interessano l'ordine pubblico e necessitano dunque dell'apporto del giudice per poter acquistare esecutività. Pur tenendo presenti le peculiarità della materia della mediazione familiare e della mediazione civile già dettagliatamente regolamentata dal 2010, numerosi sono gli elementi di affinità tra le due materie, ma ancor più sono le differenze tra i due istituti. Per cui appare oggi ancor più necessario regolamentare e incentivare la mediazione familiare per diffonderla e renderla finalmente fruibile alle famiglie, con chiarezza di cornici e contenuti.