[resaula]

la partitocrazia in Italia - scrive Covatta - non è calata dal cielo, né si è conformata, come ritiene una discutibile vulgata, principalmente agli orientamenti delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Lucio Caracciolo - scrive Covatta -, che pure definisce l'Italia postbellica un semiprotettorato, tiene a precisare che un semiprotettorato non è una colonia né un palatinato; per cui, benché condizionata, consociata, la Prima Repubblica è restata comunque e prima di tutto una democrazia, in cui i Governi italiani sono stati scelti dagli italiani e non dagli americani. Questa è una frase sintomatica del pensiero di Covatta, perché ci sta dicendo che noi non siamo vittime della storia; ci ricorda che ne siamo gli artefici. Nello spirito di Covatta c'era la percezione di una tragedia che riguarda il nostro Paese e la nostra politica; la tragedia data da una democrazia bloccata, dove ancora oggi ci portiamo dietro il retaggio, che secondo lui probabilmente trova le radici nell'esperienza fascista, per cui l'avversario è un nemico. Forse è questo il grande insegnamento che Covatta ci lascia ancora oggi, è il motivo per cui le sue opere sono ancora vive anche se scritte in anni ormai lontani, apparentemente lontani. La sua è un'opera ancora viva, perché ci indica la strada che dobbiamo percorrere. Se lui fosse qui oggi e potesse osservare quanto sta accadendo probabilmente ci direbbe: ricordatevi che oggi, in questo momento più che mai, in un momento di grande cambiamento, anche per un fattore esterno qual è la pandemia, voi avete nelle vostre mani il futuro del Paese, ma per portarlo a essere moderno ci ricorderebbe che dobbiamo riconoscere gli uni negli altri avversari e non nemici. (Applausi) . Sui lavori del Senato ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto a lei questa mattina di intervenire sull'ordine dei lavori, perché la Lega desidera affrontare pubblicamente una situazione politica che è meglio che ci diciamo tutti quanti e che intendo comunicare anche a lei che è la seconda carica dello Stato. È da più di un mese, da quando è nato questo Governo, che chiedo espressamente una riunione con tutti i Capigruppo di maggioranza per decidere quali sono i disegni di legge da calendarizzare nelle varie Commissioni. La risposta, dopo un mese e mezzo, è quella che in ogni singola Commissione la vecchia maggioranza (poi deciderete voi se è legittimo o meno), quindi la maggioranza dell'attuale maggioranza, vuole andare avanti a calendarizzare disegni di legge identitari e in molti casi divisivi. (Applausi) . Visto che sono Capogruppo e ho partecipato all'incontro la scorsa settimana con il presidente Draghi, a cui hanno partecipato tutti i partiti, ricordo benissimo che il presidente Draghi - e mi prendo io la responsabilità di usare le sue stesse parole - ha chiesto espressamente che, in questa fase delicata del nostro Paese sotto l'aspetto sanitario ed economico, di accantonare - ha usato questo termine - tutto ciò che ha significato un marcare la differenza tra i vari partiti negli ultimi venti anni. (Applausi) . Ok? Così ce le diciamo tutte. Ha detto anche che ciò deve avvenire non solo da parte del Governo, ma anche da parte del Parlamento, tanto è vero che non era piaciuta una mozione che era stata presentata e aveva avuto una votazione differente, pur essendo una mozione, perché ha specificato che in questo momento i cittadini hanno bisogno di fiducia. E la fiducia, come gliela diamo? Essendo tutti uniti sui temi emergenziali di adesso, non solo al Governo, ma anche al Parlamento. Di fronte a queste parole, di cui ho preso anche nota, il risultato allora è quello che vedo: nel Parlamento si va avanti e la vecchia maggioranza va avanti come se al Governo ci fosse ancora Conte. (Applausi) . Ripeto: prendo atto di questo, però è anche ora che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità davanti al Governo e davanti al presidente Mattarella che ha voluto questo Governo e ha voluto questo momento. (Applausi) . Andare avanti con questi temi divisivi significa avvelenare il clima all'interno e mettere in difficoltà e ulteriormente a rischio una situazione che è già difficile tra di noi, diciamocelo, perché facciamo fatica a trovare l'accordo su tanti temi. Quindi, l'importante è che uno si assuma questa responsabilità. Cosa facciamo, invece? Mentre al Governo si fanno in quattro per sistemare le questioni e trovare l'accordo tra di noi e andare avanti per far uscire il Paese dalle emergenze, noi cosa facciamo in Parlamento? Scateniamo degli incendi nelle varie Commissioni o in Aula su temi che oggi si chiamano Zan, domani sarà lo ius soli e poi ce ne saranno altri? No, penso che questo non sia assolutamente possibile, nel rispetto di ogni singola idea. (Applausi) . Noi non abbiamo posto il tema dell'affido condiviso, che sappiamo creare problemi, o quello dei decreti sicurezza. Non abbiamo posto altri temi, come la flat tax , ma li abbiamo accantonati. Noi abbiamo proposto disegni di legge che non creano problemi a nessuno, che possono essere utili in questo momento di crisi e che possono anche dare - così ce lo diciamo - visibilità e ruolo al Parlamento. Però, scusatemi, la risposta che ci è stata data da parte vostra è davvero negativa sotto questo aspetto. Voi volete portare avanti i vostri temi di bandiera. Ieri il senatore Ostellari, che poi è stato messo sotto accusa, ha usato solo un po' di responsabilità e buon senso. (Brusio) . Scusate, per favore, chiedo di parlare; poi ascolterò quello che dite voi. Il senatore Ostellari ha detto: come maggioranza trovatevi e decidete, perché arrivare ad una calendarizzazione, dove una parte della maggioranza vota a favore, una parte vota contro e si spacca la maggioranza, può creare delle tensioni. È stato attaccato come se Ostellari volesse fermare qualcosa. Nessuno potrà fermare quello che è previsto nel Regolamento. Quindi alzerete la manina e farete quello che dovete fare. L'importante è che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità. (Applausi) . Mi avvio alla chiusura: qui il tema divisivo non è l'omotransfobia, su cui siamo tutti d'accordo. Anzi, lo stesso senatore Ostellari si è reso disponibile a modificare l'articolo 61 del codice penale, per aumentare le pene per coloro che discriminano per orientamento sessuale. C'è il tema dei futili e abbietti motivi, ma non solo. Aggiungo io che ci sono i temi dell'orientamento religioso, dell'orientamento politico, degli anziani, dei disabili, dei clochard , dei motivi etnici. Non ci possono essere infatti cittadini più uguali degli altri e su questo la Lega c'è! (Applausi) . Lo diciamo ad artisti, a presentatori televisivi, a tutto il mondo dei media: la Lega c'è. Cosa è divisivo? Il disegno di legge Zan! Ma non è solo divisivo con noi, ma è divisivo anche a sinistra, perché abbiamo visto Arcilesbica, Anna Paola Concia, alcune femministe come Marina Terragni, che hanno criticato questo disegno di legge, perché l'identità di genere mette a rischio le conquiste fatte dalle donne per anni. (Applausi) . Questo è il tema.