[sommcomm]

Un altro profilo di criticità particolarmente rilevante è quello relativo al fatto che l'operatività delle misure proposte dal decreto-legge in titolo è subordinata all'adozione del Regolamento unico previsto dal nuovo comma 27- octies dell'articolo 216 del Codice degli appalti e, conseguentemente, le misure in materia del decreto-legge saranno in buona parte non immediatamente operative fino all'entrata in vigore del predetto Regolamento unico, i tempi della quale saranno certamente non brevi e presumibilmente assai più lunghi del previsto. Altre proposte sono invece dirette a intervenire sul tema di centrale importanza della qualificazione delle stazioni appaltanti, operando sia sul versante della loro aggregazione (non c'è dubbio che 32.000 stazioni appalti sono troppe), sia sul versante della formazione del personale che opera all'interno delle stesse, il tutto nell'ottica di assicurare le condizioni indispensabili per un uso proficuo ed efficiente delle risorse pubbliche. Dopo essersi soffermata sull'importanza che potrebbe avere per l'esecuzione dei lavori appaltati, in non pochi casi, la realizzazione di una mappatura geologica completa del territorio nazionale, la senatrice conclude il suo intervento auspicando che, all'esito dell'esame parlamentare, il decreto-legge in titolo possa divenire quello che attualmente non è, e cioè un vero e proprio provvedimento 'sblocca-cantieri'. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) rileva in via preliminare che - nonostante le perplessità del gruppo Forza Italia sui contenuti del provvedimento di urgenza in esame, che appare inidoneo rispetto alla finalità perseguita di "sbloccare" le attività dei cantieri per la realizzazione delle opere pubbliche - la sua parte politica ha assunto, fin dall'inizio, un atteggiamento di apertura rispetto alla possibilità di cogliere l'occasione di questo esame per anticipare alcuni aspetti di una più complessiva riforma della materia degli appalti pubblici, materia peraltro già all'attenzione della Commissione lavori pubblici in sede di esame del disegno di legge delegaal Governo n. 1162 "per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l'integrazione della normativa in materia di contratti pubblici". Le proposte emendative del Gruppo Forza Italia si inseriscono in questa prospettiva e sono volte a colmare alcune evidenti lacune del decreto-legge - ad esempio prevedendo misure volte a favorire la partecipazione effettiva delle piccole aziende agli appalti pubblici, come pure misure volte a incidere in maniera significativa sul tema dei mancati o ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione - nonché a correggere innovazioni introdotte dal decreto-legge in titolo che hanno modificato in peggio il vigente assetto normativo. A quest'ultimo riguardo l'oratore fa riferimento sia alle previsioni dell'articolo 1, relative alla possibilità di esclusione dalle gare per irregolarità fiscali e contributive non definitivamente accertate, - punto questo che giudica assolutamente non condivisibile - sia alle previsioni che nuovamente tendono ad estendere l'area di applicazione del massimo ribasso come criterio di aggiudicazione. Altri punti del decreto-legge che suscitano perplessità, se non altro in quanto scarsamente comprensibili, sono quelli relativi alla soppressione del cosiddetto "rito super accelerato" e quelli relativi all'esclusione della procedura negoziale diretta per gli appalti compresi fra 200 mila euro e 1 milione di euro (un'esclusione che gli appare incomprensibile e che sconta una mancanza di consapevolezza su quelli che sono i problemi concreti che devono affrontare le stazioni appaltanti) . Sulla questione del subappalto il relatore è consapevole che la scelta fatta dal Governo riflette richieste che provengono dall'Unione europea, ma ritiene che tali richieste non tengano conto delle specificità e delle esigenze della realtà italiana dove, a suo avviso, la soluzione preferibile dovrebbe essere quella di escludere in radice la possibilità del subappalto. Può comprendersi che, in una logica di mediazione, il Codice dei contratti, nella formulazione antecedente al decreto-legge in esame, prevedesse un limite del 30 per cento per il subappalto, ma rimane comunque del tutto non condivisibile l'eliminazione di qualsiasi limite. Un altro aspetto che rappresenta una criticità di fondo del provvedimento in esame - e che contraddice la sua stessa caratterizzazione come provvedimento di urgenza - è poi quello relativo al fatto che l'operatività del provvedimento è subordinata ad una serie misure attuative - in primo luogo il Regolamento unico di cui al nuovo comma 27- octies dell'articolo 216 del Codice, la cui adozione richiederà molti mesi e verosimilmente comunque ben più dei 180 giorni previsti - senza le quali l'efficacia del provvedimento d'urgenza sarà nella migliore delle ipotesi assai limitata. Conclusivamente il senatore Mallegni ribadisce l'atteggiamento di apertura della sua parte politica testimoniato sia dal limitato numero di emendamenti presentato - poco più di 100 su 700 proposte emendative originariamente considerate dal suo Gruppo - nonché dalla circostanza che i senatori del Gruppo di Forza Italia si sono astenuti nelle sedute di quelle Commissioni che si sono pronunciate in sede consultiva. Auspica che la maggioranza sappia cogliere questa occasione e che, nel prosieguo dell'esame, sia possibile realizzare un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione, nell'ottica del miglioramento del testo. Interviene il senatore PATUANELLI ( M5S ) il quale sottolinea, in primo luogo, come l'impostazione seguita dalla maggioranza e dal Governo sul tema del rilancio dei contratti pubblici sia stata quella di trovare soluzioni che consentissero la ripresa delle attività dei cantieri, assicurando comunque adeguati controlli. In particolare, per quanto riguarda il tema dei criteri di aggiudicazione, la scelta fatta dal Governo, per quanto riguarda il minor prezzo, è stata quella di trovare una soluzione che garantisse procedure aperte - in una prospettiva di ampliamento della possibilità di partecipazione delle imprese - e un criterio di aggiudicazione - quello del minor prezzo - che favorisse la velocizzazione dell'attività di gara e che, con la previsione dell'obbligatoria esclusione delle offerte al di sotto della soglia di anomalia, assicurasse altresì garanzie di trasparenza e di correttezza adeguate. Questo è il ragionamento che è stato fatto dal Governo e dalla maggioranza, un ragionamento che può certamente essere non condiviso ma che tiene conto delle condizioni concrete in cui operano le stazioni appaltanti e il cui risultato in nessun modo può essere equiparato all'introduzione del criterio di aggiudicazione del massimo ribasso. Su tutti gli altri temi evidenziati nel corso del dibattito, per quanto attiene la materia dei contratti pubblici - dalla eliminazione del limite del 30 per cento per il subappalto, all'incentivo del 2 percento per la progettazione interna, all'appalto integrato, ed infine, alla possibilità di subappaltare i lavori ai concorrenti che non hanno vinto la gara - conferma la disponibilità della maggioranza a cercare soluzioni migliorative che tengano conto anche delle proposte formulate al riguardo dall'opposizione.