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lo ricordo, cinque decreti attuativi sui 149 necessari per attuare le normative volute dal Governo Draghi, che tutta l'Aula sta sostenendo. Perché allora ci sono colleghi - mi rivolgo ai colleghi del centrodestra che, insieme a noi, lottavano contro i decreti attuativi - che perseverano ancora, da una parte, nella decretazione d'urgenza e, dall'altra, nel prevedere nelle norme decreti attuativi ad abundantiam che poi non si trasformano, come dai numeri che ho letto, in atti concreti? Vede dunque, signor Presidente, ce n'è ben donde per dire perché Fratelli d'Italia è, non critica, ma di più, su questo modo consolidato modo di legiferare. Entro poi nel merito perché certamente, come ha detto il collega De Carlo, noi siamo una forza fieramente di opposizione, ma altrettanto orgogliosamente e fieramente di proposta. Da sempre noi veniamo in questa sede tutti i giorni con proposte concrete per aiutarvi a migliorare le sorti del Paese. Nel merito, allora, vorrei capire perché, a distanza di un anno e mezzo dall'inizio della pandemia (diciotto mesi), continuiamo a lavorare sull'emergenza? Perché da diciotto mesi siamo ancora qui a parlare di sostegni e di ristori e di fatto non solo non li traduciamo in atti concreti, come ho detto prima, ma non abbiamo ancora la benché minima sostanza di politiche costruttive attive? Blocchiamo i licenziamenti, ma dove sono le politiche del lavoro? Fratelli d'Italia ha proposto un regime premiale per le imprese che non licenziano e che assumono: perché non ci rispondete? Perché il Governo non cerca di passare dal blocco dei licenziamenti ai regimi premiali per chi accresce l'occupazione, per quegli imprenditori che tengono duro, mantengono i dipendenti e magari ne assumono di nuovi? Ecco le proposte concrete per andare oltre l'emergenza, per costruire un percorso e un futuro. Per quanto riguarda il fisco, sono poco più di 20 miliardi i soldi che - tra il decreto sostegni e il decreto sostegni- bis - vanno alle imprese. Il centro studi della CGIA di Mestre lo ha dimostrato oggettivamente: con una mano date il denaro e con l'altra ve lo siete ripreso e ve lo state riprendendo con i saldi e gli acconti delle imposte. Ma, allora, se si voleva davvero dare benzina e fiato all'economia, non sarebbe stato più intelligente accettare un'altra proposta di Fratelli d'Italia, quella cioè di prevedere l'anno fiscale unito, unificando gli anni 2020 e 2021 con dichiarazioni e pagamenti nel 2022? Avremmo avuto così un anno fiscale unico, che avrebbe aiutato le imprese, gli artigiani, i cittadini, cioè quelle persone che avete tenuto chiuse, nonostante tanta contrarietà, anche da parte nostra, e che hanno dovuto però continuare a pagare i contributi, le imposte, gli affitti, i costi fissi. Queste sono le proposte che noi abbiamo fatto e che ci aspetteremmo. In conclusione, Presidente, perché verso i professionisti di fatto non c'è attenzione? Vediamo che da settimane, da mesi, giaceva la legge sull'equo compenso; adesso sembrava ad un passo, ma a tutt'oggi alla Camera non risulta in votazione. Abbiamo il disegno di legge sulla malattia e l'infortunio dei professionisti. Mi rivolgo anche alla vice ministro Castelli, qui presente, e chiedo che si decida di dare una mano a quei professionisti che non vogliono assistenzialismo, ma vogliono essere sostenuti quando purtroppo capitano loro infortuni e malattie. L'appello, Presidente, è che si rispetti la Costituzione, che il Presidente della Repubblica ponga fine alla delegittimazione delle Istituzioni e delle regole democratiche e che tutte le forze politiche presenti in Parlamento passino dall'assistenzialismo e dall'emergenza alle fasi costruttive ed operative nell'interesse del Paese. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, per stemperare un po' il clima direi, come abbiamo fatto in Commissione stamattina, di impegnarci a valutare l'opportunità di vaccinarci. (Applausi) . Lo dico perché esco da un isolamento volontario. Lasciando ampia libertà, valutiamo però l'opportunità. Al di là di questo, la valutazione che noi diamo come Gruppo Forza Italia al decreto-legge sostegni -bis è sostanzialmente positiva. Ci sono però alcune criticità che dobbiamo evidenziare. La prima: non dobbiamo abituare il Paese, l'economia e il sistema produttivo alla politica dei sostegni, alla politica degli aiuti. Se questo è comprensibile infatti in una fase emergenziale, come quella che è stata e, in parte, è ancora, non può esserlo in una situazione normale. Ho la sensazione che il Paese si stia abituando troppo ai sussidi economici che arrivano e che non potranno continuare ad arrivare. (Applausi) . Lo ha richiamato anche il governatore della Banca d'Italia Visco in occasione delle conclusioni finali. È stato chiaro: non si può andare avanti vivendo di sussidi. Io so che c'è l'attenzione del Governo, del suo Presidente, delle forze della maggioranza e ci sarà anche lo stimolo dell'opposizione per far sì che si possa uscire in fretta da questa situazione. Vorrà dire che avremo superato l'emergenza sanitaria e saremo usciti dall'emergenza economica, normale conseguenza della prima. Mi auguro e ci auguriamo che questo sia l'ultimo intervento che facciamo in termini di sostegni perché ciò vorrà dire che la crisi in parte è stata superata. Ci sono moltissimi aspetti del decreto-legge sostegni -bis che ci piacciono. Ricordo, tra tutti, anche l'accordo e la mediazione intelligente che è stata trovata sugli ammortizzatori sociali, sullo sblocco dei licenziamenti per quei settori economici, fortuna che ci sono, che stanno andando bene, il manifatturiero e l'edilizia. Non ce ne vogliano i colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma ci piacerebbe, per esempio, che i fondi cospicui destinati al reddito di cittadinanza fossero convertiti a fondi per ridurre le tasse sul lavoro, per creare opportunità di lavoro, anziché favorire politiche sociali secondo noi poco positive. (Applausi) . Sblocchiamo le tasse sul lavoro se vogliamo ripartire; sblocchiamo le tasse sul lavoro se vogliamo passare da una politica sostenuta e sussidiata ad una politica che vive e si sostiene con le proprie gambe. Attenzione, è un decreto-legge che ha una valenza in termini economici e finanziari di una legge di bilancio pre-Covid. Ha il peso economico di una legge di bilancio. Ricordo altresì che è un debito. Quando ho l'opportunità di parlare dico di fare attenzione perché sono tutte manovre a debito e i debiti, prima o poi, bisogna riportarli a casa e ripagarli. O il Paese cresce, e allora ha la capacità e la forza di poter ripagare il debito, o attualmente questa situazione può creare un sistema inflattivo molto pericoloso. Per far questo, per uscire da questa situazione che è simile a quella di un cane che si morde la coda, servono debiti buoni e riforme buone. Questo è compito della maggioranza, del Parlamento: