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Su questo, più che su altro, forse ci sarà bisogno di una Commissione d'inchiesta. Nel frattempo, denunciamo la marcia del gambero che avete realizzato sul provvedimento in esame e il tentativo di prorogare la soluzione di mese in mese, senza una strategia industriale di recupero e di rilancio dell'Alitalia, perché non l'avete, né l'avete manifestata in questi mesi, anzi in questi anni, dal 2017 ad oggi, e ancor prima. Per questo il nostro Gruppo, coerentemente con quanto ha già fatto fin dall'inizio della legislatura, quando additammo il caso come emblematico, si asterrà dal voto per responsabilità, denunciando nel contempo quello che è accaduto e sta ulteriormente accadendo. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non nascondo una certa emozione, essendo di Fiumicino, perché Alitalia non è una semplice azienda: è Fiumicino, Ferno-Malpensa, Lamezia Terme e Olbia; Alitalia sono i cittadini liberi che volano, i lavoratori e le famiglie che vivono grazie all'impegno di quest'azienda, che è stata per anni un fiore all'occhiello ed è stata sfruttata. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ho letto nel provvedimento che sarà avviata una piccola inchiesta per verificare chi ha più o meno contribuito al suo fallimento. Chiedo invece che sia istituita una Commissione d'inchiesta parlamentare per fare luce su tutti gli asset nazionali che sono stati svenduti e magari promessi alle lobby delle multinazionali straniere, che non hanno interesse allo sviluppo nazionale (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , e a quelle persone che vorrebbero distruggere - come per anni hanno tentato di fare - la nostra Nazione sotto il profilo industriale. Mi dispiace che il MoVimento 5 Stelle, che avrebbe dovuto fare chiarezza e trasparenza in questa legislatura, si sia limitato a una piccola commissione interna ad Alitalia. Chiediamo una Commissione d'inchiesta parlamentare. Bisogna fare chiarezza e, se qualcuno deve pagare, che paghi. Le privatizzazioni, infatti, hanno un nome e un cognome: Romano Prodi, che ha svenduto la nostra Nazione (parliamo anche di Poste e di Telecom, dell'IRI e di tantissime aziende). (Commenti dal Gruppo PD). C'è un colpevole, per questo sono preoccupato: il Partito Democratico. Renzi, nell'ultimo suo tentativo di salvare Alitalia, lanciò lo slogan : «Allacciate le cinture». Sì, ma perché stavamo precipitando. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono veramente preoccupato, quindi, che Italia Viva faccia parte di questo Governo che vuole rilanciare Alitalia. Voglio ricordare, perché è passato in sordina, che nel 2008 quattro persone si sono tolte la vita, per la disperazione dia aver perso il posto di lavoro, e c'è stato tanto di funerale. Questo è un atto gravissimo e qualcuno deve pagare, sinceramente. Arriviamo poi agli obiettivi per rilanciare quest'azienda. Bisogna fare un vero piano industriale e qui faccio un appello, perché finora hanno tutti fallito: concordare con i sindacati, che sono la rappresentanza dei lavoratori e devono essere coinvolti in questa trattativa; non devono essere partecipi solo alle decisioni di altri e firmare i nuovi contratti, i licenziamenti o gli esuberi. La Lega dice chiaramente: no esuberi, basta; non accettiamo alcun licenziamento. La mia, magari, sembra demagogia, ma si può fare. Avremmo potuto chiudere questa partita, perché c'era una cordata importante: Atlantia, Ferrovie, Delta e Tesoro. Purtroppo, all'epoca, un Ministro talebano, del quale dico il cognome, Toninelli, ha posto alcune condizioni: togliere ad Atlantia le concessioni di Autostrade. Per carità, quello che è successo è gravissimo, ma indaga la magistratura, non il Parlamento: non siamo un tribunale del popolo. È saltata una cordata grazie a dilettanti allo sbaraglio, cioè il MoVimento 5 Stelle. Per questo, oggi, i cittadini li hanno premiati con un 3 per cento nazionale, perché hanno capito che sono dilettanti e talebani su alcuni aspetti. Non si può far fallire una cordata per un principio, che non dipende da noi ma dalla magistratura, che farà chiarezza. Spero veramente nei prossimi giorni, quando sarò presente al tavolo con i commissari, Leogrande e gli altri, per verificare il piano industriale: non faremo sconti, perché Alitalia è un bene nazionale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, secondo l'uomo della strada a cui mi ispiro, Alitalia è un pozzo senza fondo, ma voglio rovesciare il ragionamento. Il sistema dei trasporti in Italia per forza è in deficit: il trasporto urbano e extraurbano su gomma incassa circa il 35 per cento dai biglietti e al 65 per cento è a carico del sistema; le Ferrovie hanno un fondo di dotazione di qualche miliardo (non sono riuscito a trovarlo nel bilancio, sarà criptato). Sul sistema del trasporto aereo, si potrebbe decidere (se si potesse, e bisogna vedere chi finanziare) che ha un deficit annuo: lo hanno gli aeroporti e le compagnie, Alitalia o le altre, ma potrebbe averlo. È un suggerimento su un quadro da cui partire, che riguarda le infrastrutture in Italia: mentre siamo qui, i ponti e le gallerie continuano a deteriorarsi, probabilmente avvengono altri fatti, il debito aumenta e la società ha un welfare insostenibile. Nel decreto che ci accingiamo ad approvare, legiferiamo anche sugli interessi dei 400 milioni (con tasso Euribor, più 1000 punti, ma quali che siano, saranno restituiti): lasciamo perdere, faranno la fine dei 900 milioni e dei 300 milioni del passato. Il bilancio dell'Alitalia è suddiviso in diverse parti, con la bad company e la compagnia attiva (non presente per alcuni anni): se però si analizza quello che si ha, secondo la relazione dei commissari, presenta sicuramente sprechi (consulenze e viaggi a vuoto di piloti che si trasferiscono), un fatturato che non cresce, una perdita e un debito di 920 milioni che però, se ci fosse un attivo, non sarebbe insostenibile. Ci sono probabilmente costi anomali sui leasing , qualche situazione che non funziona ed esuberi: si tratta di problemi che vanno affrontati, altrimenti il personale invecchia, perché non si possono fare assunzioni, ma sono i rapporti rispetto alle altre compagnie ad essere a dir poco anomali; la questione va affrontata una volta per tutte, anche se è antipatica. Qualche partito parla di nazionalizzazione e lo stesso discorso varrebbe per Autostrade per l'Italia: lasciamo perdere, ci siamo già passati. Qualcun altro parla di fusione con Ferrovie dello Stato, che funzionano: grazie all'idea di qualcuno (Governo Berlusconi e amministratore Moretti) si è fatta l'alta velocità, altrimenti saremmo a zero anche lì;