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Atto n. 4-06274 DE VECCHIS Ai Ministri della cultura e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: una rappresentazione, per la precisione una testa in marmo, di Ulpia Marciana, Augusta dell'Impero romano e sorella dell'imperatore romano Traiano, è stata acquisita nel 1916 dal Museum of Fine Arts di Boston; secondo le informazioni fornite sul catalogo del museo essa proverrebbe da Subiaco; secondo quanto riportato da alcune fonti sarebbe invece eloquente che tale reperto provenga dalla villa di Traiano sugli altipiani di Arcinazzo; tale fatto sarebbe presumibile perché i primi scavi conosciuti del sito archeologico furono effettuati nel '700; conseguentemente molti dei marmi asportati furono portati nei paesi vicini, tra cui anche Subiaco; la stessa concattedrale di Sant'Andrea detiene marmi provenienti dalla villa romana; sono state fatte diverse segnalazioni sul reperto negli anni sia alla sovrintendenza sia al comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale; considerato che, ad una richiesta di prove documentali del lecito acquisto del reperto, il museo di Boston ha risposto asserendo che: "possiamo confermare che il MFA (Museum of Fine Arts) acquistò Marciana (n. di adesione 16.286) da Hubert William Gallandt (n. 1899 - m. 1928) di New York nel 1916. Fu offerta per la prima volta al Museo nel 1915. All'epoca, si dice che la testa sia stata trovata a Subiaco, non abbiamo ulteriori dettagli né una data in cui si dice sia stata ritrovata. Gallandt vendeva la testa per conto di un anonimo collezionista privato"; tale risposta proverebbe che il museo non solo non può garantire che il reperto non provenga da un possesso illecito, ma addirittura che non sarebbe a conoscenza del reale proprietario, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti, e quali azioni di competenza intendano intraprendere al fine di verificare la provenienza del reperto. Atto n. 4-06275 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: dopo il blocco delle prenotazioni del " bonus terme", dovuto a problemi tecnici, il 9 novembre 2021, queste sono state riaperte e nel giro di poche ore sul portale Invitalia è comparso un avviso per gli utenti e per i centri termali con il quale si comunicava che "I fondi del bonus terme sono esauriti a seguito del forte interesse dimostrato dai cittadini. Le richieste pervenute dagli enti termali hanno impegnato tutte le risorse disponibili", 53 milioni di euro per un totale di circa 265.000 bonus ; solo una ridotta percentuale di stabilimenti termali ha potuto soddisfare le richieste dei propri clienti; considerata l'enorme adesione a questa agevolazione fiscale che coinvolge tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia, a prescindere dall'ISEE, e quindi dalla propria situazione economica, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non reputino necessario intervenire prevedendo una proposta di rifinanziamento del fondo per il bonus terme in un momento in cui, dopo due anni di crisi del turismo causato dalla pandemia, il settore sta lentamente recuperando e, quindi, necessita di ulteriori aiuti economici a sostegno della ripresa. Atto n. 4-06276 DE CARLO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: sulla base dell'intesa raggiunta a giugno 2021 sulla riforma della politica agricola comune (PAC), gli Stati membri sono tenuti a trasmettere entro il prossimo dicembre alla Commissione europea i piani strategici nazionali; con un profondo cambiamento rispetto alla normativa vigente, nei piani strategici dovranno essere indicati sia le scelte relative all'assegnazione degli aiuti diretti agli agricoltori, sia gli orientamenti per i programmi di sviluppo rurale a livello regionale; la seconda e ultima riunione del tavolo del partenariato, appositamente costituito per la redazione del piano strategico, si è svolta in data 8 settembre e si ha notizia di una nuova convocazione del tavolo il 17 novembre 2021; con un comunicato diffuso il 26 ottobre, è stata data notizia che la messa in opera della nuova PAC è stata al centro di un incontro tra il Ministro in indirizzo e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome; risulta, inoltre, che, a livello informale, le competenti strutture del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali hanno inviato una serie di ipotesi alle Regioni, ma senza l'indicazione di un quadro unitario di riferimento, si chiede di conoscere quali siano le iniziative che il Ministro in indirizzo intende assumere, al fine di rispettare la scadenza fissata per l'invio alla Commissione europea del piano strategico dell'Italia, assicurando, nonostante il breve tempo che resta a disposizione, lo svolgimento delle necessarie valutazioni d'impatto sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Atto n. 4-06277 FATTORI DE FALCO Ai Ministri della salute, della difesa e dell'interno Premesso che: in data 15 ottobre 2020 è stato presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-04247 in materia di piano pandemico, sottoscritto dai senatori De Falco, De Bonis, Di Marzio e Fattori, che gli interroganti intendono richiamare; a quanto ivi descritto si sono aggiunti gli ulteriori elementi emersi dalla trasmissione televisiva "Presa diretta" del 23 ottobre 2021, nella quale si evidenzia come esistano responsabilità collettive di OMS e governi nella mitigazione di un virus che poteva rimanere epidemico e invece è diventato pandemico; considerato che: il 27 gennaio 2020 l'OMS ha avvisato gli Stati dell'esistenza di una pandemia in corso; lo stesso giorno il Ministero della salute ha emesso una circolare nella quale si chiedeva di circoscrivere l'uso dei tamponi alle sole persone che provenivano dalla Cina; la circolare andava a restringere il campo di applicazione per la rilevazione del COVID-19 rispetto alla precedente circolare del Ministero della salute che era stata emanata solo una settimana prima; il 25 gennaio 2020, quindi due giorni prima della circolare, avveniva un incontro tra il Ministro della salute e i presidenti di Regione in cui, come sembra dalle testimonianze raccolte nel programma televisivo, risulta che le stesse Regioni chiedessero un campo di applicazione più ristretto per mancanza di risorse; di questa riunione non esiste un verbale; considerato inoltre che: all'epoca esisteva un piano pandemico influenzale che era quello risalente al 2006 che il Ministro dichiarò non applicabile nonostante la stessa OMS invitasse invece al rispetto dei piani pandemici influenzali nazionali; è idea comune nella comunità scientifica, e non solo, che la sua applicazione avrebbe invece mitigato di molto gli effetti della pandemia; il 25 gennaio 2021 viene adottato il nuovo piano pandemico influenzale 2021-2023, in cui si fa riferimento più volte agli "insegnamenti" dell'esperienza del COVID-19; il COVID non è però un virus influenzale, ma è classificato all'interno dello stesso documento come "virus emergente respiratorio non influenzale" a cui dunque il nuovo piano non può direttamente riferirsi;