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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, intervengo brevemente per ribadire il voto favorevole del Partito Democratico su un accordo simile a quello precedente, che si estende però anche all'assistenza giudiziaria con la Repubblica del Nord Macedonia. Da questo punto di vista, è necessaria un'attenzione particolare al tema dei diritti umani nel percorso della Repubblica del Nord Macedonia verso l'adesione all'Unione europea: c'è un capitolo aperto che riguarda la condizione delle carceri, soprattutto per quanto riguarda la minoranza albanese. Anche recentemente alcuni giudici in Italia non hanno autorizzato estradizioni nei confronti della Macedonia, proprio per il trattamento li riservato alle minoranze albanesi. Questo è uno dei temi che impediscono di andare avanti. Al di là della questione del nome, che è stata posta più volte dalla Grecia come impedimento a proseguire i negoziati per l'adesione della Macedonia all'Unione europea, quello delle carceri, in particolare per quanto riguarda il trattamento delle minoranze albanesi e kosovare, è un tema aperto con la Macedonia. Quindi anche all'interno di un accordo come questo, seppure non scritto, va sempre tenuto presente che gli accordi di estradizione nei confronti di quel Paese devono far salvi i casi in cui non sono garantiti i diritti costituzionalmente previsti in Italia. Per il resto, è uno di quegli accordi standard su cui il Partito Democratico ha già espresso in passato parere favorevole. (Applausi dal Gruppo PD) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, l'Atto Senato 929 riguarda l'accordo di estradizione bilaterale con la Macedonia. Si tratta, in realtà, di due accordi aggiuntivi rispetto alle Convenzioni europee del 1957 e del 1959, per facilitare a livello bilaterale l'estradizione di cittadini, anche con il transito sul territorio di Paesi contraenti, nel caso in cui il cittadino sia consegnato da un Paese terzo. Essi sono un notevole passo in avanti nei rapporti tra Italia e Macedonia sul contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione (come diceva anche il relatore) e al riciclaggio. Il secondo accordo, in particolare, mira a intensificare i rapporti di cooperazione tra i due Paesi in ambito giudiziario internazionale e a rendere più efficace il contrasto alla criminalità transnazionale. Ricordiamo che la Macedonia sta passando un momento politicamente molto delicato, che la vede appunto strutturarsi come Repubblica del Nord Macedonia (come Paese indipendente): essa tende quindi a cercare di strutturarsi per poter aderire all'Unione europea. Annuncio pertanto il voto favorevole a nome del Gruppo del MoVimento 5 Stelle. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, colleghi, l'Accordo in esame è un impegno aggiuntivo che riteniamo estremamente importante, perché coinvolge come partner un Paese, la Macedonia, che è in rotta di avvicinamento all'Unione europea e che, quindi, si dovrà adeguare ai parametri, anche in materia di diritto penale, del nostro ordinamento giuridico e, in particolare, di quello europeo. È, quindi, un impegno di cooperazione e di assistenza in materia penale. L'Accordo detta una disciplina che noi riteniamo puntuale in tema di transito e di estradizione dei rispettivi cittadini, sia al fine di dar corso a un procedimento penale, in particolare per i reati con una pena edittale minima fino a quattro anni e, naturalmente, per i reati di criminalità organizzata, di riciclaggio e di corruzione, sia per consentire l'esecuzione di una condanna penale qualora la stessa sia divenuta definitiva, per una pena superiore ai due anni. Poiché condividiamo lo spirito, i princìpi e i valori in esso contenuti, il Gruppo Forza Italia esprimerà un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione del documento: Doc Doc. IV-ter, n. 1 Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, per il reato di cui all'articolo 595, terzo comma, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa), trasmessa dal Tribunale di Torino il 18 dicembre 2017». La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita. Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha proposto, all'unanimità, all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. Chiedo al relatore, senatore Malan, se intende intervenire. MALAN, relatore . Signor Presidente, il Senato ha ricevuto, fin dalla fine della scorsa legislatura, dal tribunale ordinario di Torino, copia degli atti relativi al procedimento penale nei confronti dell'allora senatore Stefano Esposito, per accertare se le condotte oggetto del procedimento penale de quo integrino o meno l'ipotesi di espressione di opinioni insindacabili, a norma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, in quanto connesse all'esercizio delle funzioni svolte da parte di un membro del Parlamento. La questione non ha potuto essere esitata nel corso delle ultime settimane della precedente legislatura, pertanto ne è ripresa la discussione nella presente legislatura e la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari l'ha esaminata nelle sedute dei mesi scorsi. La vicenda parte da un'intervista rilasciata da Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, alla trasmissione «La Zanzara», in data 13 gennaio 2014. In questa intervista il senatore Esposito, che era appena stato oggetto di un atto intimidatorio di carattere violento per la sua attività, alla domanda se conoscesse chi aveva collocato le bottiglie molotov davanti a casa sua, rispose che non conosceva coloro che materialmente l'avevano fatto, ma che, quanto ai mandanti morali, non aveva dubbi, indicando una serie di persone, in particolare il dottor Livio Pepino, ex magistrato all'epoca dei fatti, che nei suoi libri aveva sempre giustificato le azioni, anche violente, di determinati personaggi, attivisti contro la costruzione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. In particolare, il dottor Livio Pepino in diverse circostanze aveva attaccato il procuratore di Torino, il dottor Caselli.