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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 160 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta ( ore 10,01 ). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sulla situazione in Siria e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sulla situazione in Siria». Ha facoltà di parlare il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, ringrazio le senatrici e i senatori per la richiesta di questa informativa - a distanza di quindici giorni dal mio intervento alla Camera - così da consentirmi di dare un aggiornamento sulla situazione drammatica nel Nord Est della Siria, situazione che è stata aggravata dall'operazione militare turca cosiddetta Fonte di Pace. Vorrei prima di tutto ribadire il massimo impegno del Governo per una presa di posizione ferma e compatta della comunità internazionale in risposta all'attacco turco ed evitare che questo elemento di instabilità si allarghi a tutta la regione. Come sapete, l'Italia si è attivata immediatamente per condannare con forza l'iniziativa della Turchia e per esortarla a ritirare le sue truppe dalla Siria. Abbiamo agito in sinergia con i nostri alleati e partner , perché siamo convinti che conflitti sanguinosi come quello a cui assistiamo da quasi nove anni in Siria non possano essere risolti ricorrendo all'uso di forza ulteriore. Su questa convinzione si basa il nostro impegno, non solo in Siria ma in tutta la regione, e stabilizzarla ha un valore strategico per la nostra sicurezza nazionale. Fin dall'inizio di questa crisi abbiamo esortato la comunità internazionale, in primis l'Unione europea, a essere compatta nel condannare l'attacco turco in Siria. Ci siamo mossi innanzitutto in ambito Unione europea riuscendo nell'obiettivo, che alla vigilia era tutt'altro che scontato, di far convergere i ventotto Paesi su una posizione unica di condanna ferma. Il Consiglio affari esteri, a cui ho partecipato il 14 ottobre scorso, nelle sue conclusioni ha sollecitato la Turchia a interrompere immediatamente le operazioni militari; ha espresso la ferma condanna di Ankara per l'azione che ha intrapreso e per le sue conseguenze gravi sotto il profilo umanitario, sottolineando i pericoli che rischia di generare anche nel contesto regionale; ha ribadito che non esiste una soluzione militare alla crisi siriana, che deve essere perseguita esclusivamente attraverso le vie diplomatiche e nel pieno rispetto del diritto umanitario; ha invocato una presa di posizione ferma da parte della comunità internazionale, e in particolare del Consiglio di sicurezza dell'ONU, per fermare questa azione militare unilaterale; e ha ribadito il rifiuto di qualsiasi assistenza da parte dell'Unione europea in ottica di stabilizzazione e sviluppo in quelle aree, in Siria, dove i diritti della popolazione civile vengono violati. In particolare, al Consiglio affari esteri dell'Unione europea come Italia abbiamo detto chiaramente che era necessario che tutti i ventotto Stati membri avviassero il blocco delle esportazioni di armamenti verso la Turchia. E questo invito è stato accolto nelle conclusioni del Consiglio. Per quanto riguarda l'Italia, in linea con le decisioni prese a Lussemburgo, ho disposto di sospendere ogni rilascio di nostre autorizzazioni alle esportazioni di materiale d'armamento verso la Turchia. Su iniziativa italiana, a Bruxelles abbiamo anche avviato la discussione a ventotto. L'obiettivo è armonizzare le rispettive politiche nazionali in tema di esportazione degli armamenti verso la Turchia. Ad oggi, sui ventotto Stati membri, nove non hanno interscambio con la Turchia; quattro stanno valutando quale politica attuare; undici hanno deciso di sospendere il rilascio di autorizzazioni; due valuteranno caso per caso e due hanno sospeso sia le autorizzazioni già esistenti sia le nuove. Infine - come avevo preannunciato - ho disposto di aprire un'istruttoria sulle autorizzazioni italiane già esistenti. Questa istruttoria è in fase di finalizzazione e a breve potrò aggiornarvi sugli esiti. Le decisioni prese al Consiglio affari esteri sono state poi ribadite nelle conclusioni che i leader hanno adottato al Consiglio europeo tenutosi il 17 e il 18 ottobre. Abbiamo espresso la nostra condanna all'azione della Turchia anche in ambito NATO. La settimana scorsa, abbiamo anche reso nota in Consiglio atlantico la decisione dell'Italia di non partecipare più alla missione Active Fence, che attualmente è dispiegata nel Sud della Turchia in prossimità del confine con la Siria. L'Italia ha infatti disposto il rientro dei nostri soldati e confermato l'avvio delle attività logistiche per il tempestivo ritiro della nostra batteria antimissile Samp-T. Con altrettanta fermezza si è espresso il Parlamento europeo, il quale, pur riconoscendo le esigenze legittime di sicurezza turche, ha approvato per acclamazione, lo scorso 24 ottobre, una mozione per censurare l'azione militare della Turchia e chiedere che queste preoccupazioni siano affrontate con mezzi politici e diplomatici. Non dobbiamo dimenticare - e non li dimentichiamo - i rapporti che ci legano ad Ankara. La Turchia è un alleato chiave in ambito NATO, ma questo non ci impedisce di chiederle di agire con responsabilità in un quadro regionale estremamente complesso. Abbiamo il dovere di esprimere il nostro dissenso sulle sue azioni e il dovere di impegnarci per cercare subito soluzioni accettabili e sostenibili alla crisi.