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servizi che forniscono i beni veri e propri, quali cibo, acqua, legname, fibre, combustibile e altre materie prime, nonché materiali genetici e specie ornamentali; 2 « servizi di regolazione »: servizi che regolano il clima, la qualità dell'aria, immagazzinando carbonio, le acque, la formazione del suolo, l'impollinazione e l'assimilazione dei rifiuti, oltre a mitigare i rischi naturali quali l'erosione e gli infestanti; 3 « servizi culturali »: servizi che comprendono benefici non materiali quali l'eredità e l'identità storico-culturale, l'arricchimento spirituale e intellettuale e i valori paesaggistici, estetici e ricreativi. 2 All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la lettera v-quater) è sostituita dalla seguente: « v-quater) suolo: lo strato superiore della crosta terrestre situato tra il substrato roccioso e la superficie, costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi; è l'interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. Costituisce habitat unici, insostituibili e irripetibili, bene comune, risorsa non rinnovabile, limitata, vulnerabile e strategica per la sovranità alimentare; fornisce servizi ecosistemici essenziali ». 3 (Finalità) 1 Le disposizioni della presente legge hanno come finalità: a il contrasto al consumo del suolo agricolo; b la quantificazione e qualificazione dei servizi ecosistemici del suolo agricolo; c l'individuazione di strumenti per il governo del territorio atti a garantire le finalità di cui alle lettere a) e b) . 2 Le finalità di cui al comma 1 sono realizzate attraverso la costruzione di un sistema coerente di conoscenze dei servizi ecosistemici forniti e delle diverse forme di degrado e uso dei suoli agricoli. 3 Nel perseguire gli obiettivi di cui al comma 1 occorre: a mantenere le funzioni e i servizi ecosistemici dei suoli agricoli prevenendo il loro degrado; b riportare i suoli agricoli degradati, ove tecnicamente possibile, a un livello di funzionalità corrispondente alla loro naturale potenzialità; c migliorare la gestione del suolo agricolo tenendo presenti i cambiamenti climatici, tutelando i suoli agricoli integri dal punto di vista della funzionalità e dei servizi ecosistemici e favorendo il miglior uso dei suoli agricoli già compromessi. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze e dei propri statuti, adottano le disposizioni necessarie all'attuazione delle disposizioni previste dalla presente legge mediante: a l'aggiornamento di tutti gli strumenti di pianificazione in base ai princìpi della presente legge; b la creazione di una banca dati del patrimonio immobiliare esistente inutilizzato e delle aree dismesse da recuperare; c l'individuazione delle misure e degli strumenti per il riuso e la rigenerazione urbana, in coerenza con la presente legge. 4 (Arresto del consumo di suolo agricolo) 1 Dalla data di entrata in vigore della presente legge non è consentito consumo di suolo agricolo per qualsiasi destinazione, ivi comprese le esigenze insediative e infrastrutturali, ed è sospesa l'efficacia degli strumenti urbanistici vigenti e delle eventuali varianti relativamente alle disposizioni che prevedono interventi che comportano consumo di suolo in aree agricole; il criterio economico, anche se configurato come interesse pubblico, non può essere motivo per consentire il consumo di suolo agricolo. 2 In base all'analisi dei dati rilevati derivanti dal monitoraggio di cui al comma 5, i comuni, singoli o associati, apportano ai propri strumenti di pianificazione urbanistica le varianti necessarie al fine di eliminare le previsioni di edificazione che individuano interventi di qualsiasi destinazione comportanti consumo di suolo in aree agricole e in aree naturali e seminaturali. In ogni caso, anche in assenza delle predette varianti, è sospesa l'efficacia degli strumenti urbanistici vigenti e delle eventuali varianti, relativamente alle disposizioni che prevedono interventi che comportano consumo di suolo in aree agricole e in aree naturali e seminaturali. Le previsioni edificatorie degli strumenti urbanistici comunali su terreni agricoli liberi costituiscono indicazioni meramente programmatorie e pianificatorie che non determinano l'acquisizione di alcun diritto da parte dei proprietari degli stessi terreni agricoli; relativamente all'eliminazione adeguatamente motivata delle previsioni non ancora attuate di cui al presente comma, gli stessi proprietari non hanno diritto ad alcun indennizzo o risarcimento. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano le proprie disposizioni legislative e regolamentari, individuando le specifiche disposizioni procedimentali da rispettare nella pianificazione urbanistica dei comuni, in forma singola o associata, in merito alla necessità di riduzione delle aree edificabili già previste dagli strumenti urbanistici vigenti relativamente ai terreni agricoli per cui era stata prevista una destinazione diversa; per tali riduzioni devono essere previsti forme e procedimenti semplificati. 4 I processi di valutazione, formazione e adeguamento dei vigenti strumenti urbanistici comunali sono pubblici; il soggetto che li promuove garantisce l'informazione e la conoscenza dei procedimenti, assicurando altresì la partecipazione dei portatori di interesse diffuso e dei cittadini, singoli o associati, attraverso specifici e obbligatori momenti di confronto. 5 Il monitoraggio del consumo del suolo e dell'attuazione della presente legge è affidato all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), che si avvale della collaborazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA) e delle agenzie provinciali per la protezione dell'ambiente (APPA) per la redazione di una cartografia nazionale aggiornata annualmente. Ai fini del monitoraggio di cui al presente comma, l'ISPRA e le agenzie hanno accesso alle banche dati delle amministrazioni pubbliche e ad ogni altra fonte informativa rilevante gestita da soggetti pubblici. L'ISPRA definisce metodi e criteri uniformi per la formazione delle banche dati e per la determinazione dei dati stessi, ai quali le regioni devono adeguarsi. La cartografia e i dati del monitoraggio del consumo di suolo sono resi pubblici e disponibili dall'ISPRA annualmente, sia in forma aggregata a livello nazionale, sia in forma disaggregata per regione, provincia e comune. I comuni, singoli o associati, e le regioni possono inviare all'ISPRA proposte di modifica alla cartografia entro un mese dalla sua pubblicazione nel sito internet istituzionale dell'ISPRA. Entro il mese successivo l'ISPRA pubblica la versione definitiva dei dati dopo aver verificato la correttezza delle proposte di modifica insieme con l'agenzia per la protezione dell'ambiente territorialmente competente. 5 (Delega al Governo per il riordino delle disposizioni vigenti) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riordino, modifica, coordinamento e integrazione delle disposizioni vigenti in materia di governo del territorio e di contrasto al consumo di suolo agricolo.