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Viene altresì prevista la possibilità di concedere all'interessato due rinvii, ciascuno della durata di sei mesi, per motivi di salute, di famiglia o di lavoro, nonché la previsione della sua successiva decadenza dal diritto-dovere di assolvere all'obbligo del servizio civile universale obbligatorio qualora persistano le citate cause impeditive. Si stabilisce poi che le funzioni di programmazione, organizzazione, accreditamento e controllo del servizio civile universale obbligatorio siano attribuite allo Stato, tenendo conto di quanto stabilito nel decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, che, al capo VI, disciplina compiutamente le fasi di controllo di gestione e verifica dell'attività svolte, nonché di valutazione dei risultati dei programmi di intervento raggiunti. Attraverso un diretto coinvolgimento delle regioni è, invece, prevista la realizzazione di specifici programmi da parte di enti locali, altri enti pubblici territoriali ed enti del Terzo settore, con possibilità per tutti questi enti di attivare autonomamente progetti di servizio civile con risorse proprie, da realizzare presso soggetti accreditati. Infine è richiesto che nei decreti delegati sia prevista l'estensione della validità dell'albo degli enti di servizio civile universale di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, anche per il servizio civile universale obbligatorio e l'iscrizione di diritto nel medesimo albo delle associazioni combattentistiche e d'arma giuridicamente riconosciute e vigilate dal Ministero della difesa. Le associazioni d'arma, infatti, costituiscono una consolidata e storica espressione della continuità tra i militari in servizio e in congedo. Costituitesi dopo la promulgazione nel 1848 dello Statuto di Carlo Alberto, che introduceva il diritto di associazione, a preciso scopo di solidarietà, se ne contano oggi quasi trenta, diffuse capillarmente con le proprie, numerose sezioni su tutto il territorio nazionale. Sono formalmente riconosciute dal Ministero della difesa come enti morali, apolitici e senza fini di lucro, sui quali il Ministero stesso esercita alta vigilanza e iscritte in un apposito albo, istituito con decreto del Ministro della difesa 5 agosto 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 272 del 2 ottobre 1982. Nel mondo attuale a forte spinta individualistica, tale esperienza si propone come riferimento per tutti i militari in servizio e in pensione che intendano partecipare ad un progetto di vita come rinnovato « servizio », che consenta di mantenersi solidali, uniti e proficuamente attivi, ovunque ciò sia richiesto o realizzabile. La maggior parte delle associazioni d'arma si pone a disposizione delle autorità costituite, locali e nazionali, per il servizio alla collettività, sia in veste di ordinario ausilio alla vita e al benessere dei cittadini, sia per interventi in caso di emergenza attraverso proprie componenti specialistiche di protezione civile, tendendo a realizzare concretamente ogni forma di solidarietà, mediante attività sportive e culturali di vario genere ed iniziative di valore sociale. Nei medesimi decreti andrà altresì prevista l'estensione dei criteri e delle modalità per le procedure di gestione e di valutazione dell'attività svolta dagli enti di servizio civile universale di cui agli articoli 20, 21 e 22 del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, anche per il servizio civile universale obbligatorio. Infine in tali criteri è previsto che la suddetta estensione si riferisca anche ai contributi finanziari erogati dalle competenti strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri, ricompresi nei fondi già appostati a livello centrale per il sostegno al servizio civile su base volontaria. Sono poi indicati i criteri da seguire in ordine alla durata del servizio civile universale obbligatorio: si fa riferimento a un periodo di sei mesi complessivi, frazionabili in impegni settimanali globalmente non inferiori a venti ore, per un totale di quattrocentottanta ore, di cui almeno venti dedicate alla formazione generale ed almeno sessanta alla formazione specifica per il programma d'intervento relativo al previsto impiego dell'interessato. Le scansioni temporali di tali diverse previsioni sono quelle che, secondo le valutazioni effettuate, meglio coniugano l'esigenza di realizzare dei programmi formativi e di impegno sociale e lavorativo concreti ed efficaci con la pur rilevante necessità di non determinare un eccessivo distoglimento dei giovani interessati dalle proprie attività di studio, lavoro ed altre cure. Nella delega è espressamente prevista la gratuità dell'impegno per i giovani chiamati a svolgere il servizio civile universale obbligatorio. Si specifica però che ai giovani chiamati a svolgere il servizio civile universale obbligatorio in costanza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato sia riconosciuto non solo il diritto al mantenimento del posto di lavoro, ma anche la percezione di un'indennità, a carico dell'erario, per ciascuna settimana di servizio civile prestato, pari al 25 per cento della retribuzione mensile che avrebbero ordinariamente percepito in via contrattuale. In ordine al luogo di svolgimento del servizio, la presente delega prevede che il servizio civile universale obbligatorio venga svolto sul territorio del comune di residenza o di quelli limitrofi; anche in questo caso si è inteso in tal modo coniugare la necessità, eminentemente formativa, che i giovani possano impegnarsi in favore di realtà che riguardano il loro territorio di origine e di vita, « toccandole con mano », con la premessa di non interferire in maniera eccessiva con le abitudini e con le esigenze degli interessati e dei rispettivi nuclei famigliari, in uno con la conforme necessità di non determinare spese aggiuntive per gli interessati. Andrà tuttavia considerata la possibilità che, qualora di gradimento dell'interessato, il servizio civile universale obbligatorio possa essere svolto al di fuori della regione di appartenenza anagrafica, ovvero in un altro Paese dell'Unione europea. Il legislatore delegato è altresì chiamato a prevedere precise norme di comportamento alle quali l'operatore del servizio civile universale obbligatorio debba attenersi durante lo svolgimento delle proprie attività, e le relative sanzioni nel caso della violazione di tali regole. È previsto che siano disciplinate le modalità per il rilascio di un attestato di lodevole svolgimento del servizio civile universale obbligatorio al termine del periodo, qualora l'interessato non sia incorso in alcuna violazione delle norme di comportamento, nonché la possibilità di inserimento fra i titoli che attribuiscono punteggio incrementale in qualunque concorso pubblico e che possono essere considerati dalle università ai fini dell'attribuzione di crediti formativi; è altresì prevista una maggiorazione del punteggio incrementale per gli operatori che abbiano svolto il servizio civile universale al di fuori della propria regione ovvero in altro Paese europeo. Il possesso dell'attestato di lodevole svolgimento del servizio civile universale obbligatorio sarà anche considerato quale requisito di partecipazione alla riserva di posti nel pubblico impiego di cui all'articolo 1014 del codice dell'ordinamento militare.