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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 310 STEFANO La seduta inizia alle ore 11,45. IN SEDE CONSULTIVA AG 388 Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Titolo III, 'Quadro di certificazione della cibersicurezza', del regolamento (UE) 2019/881 relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ('regolamento sulla cibersicurezza') Doc n. 388 Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Titolo III, "Quadro di certificazione della cibersicurezza", del regolamento (UE) 2019/881 relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ("regolamento sulla cibersicurezza") (Osservazioni alla 1 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La senatrice RICCIARDI ( M5S ), relatrice, illustra uno schema di parere sul provvedimento in titolo, che provvede agli adempimenti previsti dal regolamento (UE) 2019/881, relativo all'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA), e al sistema europeo di certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. La Relatrice ricorda che, ad integrazione di quanto già previsto dal decreto-legge n. 82 del 2022, che ha istituito l'Agenzia nazionale per la cibersicurezza, lo schema di decreto legislativo, in attuazione della legge di delegazione europea 2019-2020 (legge n. 53 del 2021), provvede a definire l'organizzazione e le modalità operative delle attività di vigilanza nazionale e delle attività di rilascio dei certificati della stessa Agenzia, provvede inoltre a conferire il potere di revocare i certificati di base e quelli sostanziali, emessi da organismi di certificazione diversi dall'Agenzia, ai fini di tutela degli interessi pubblici e dei diritti fondamentali, e a stabilire un quadro sanzionatorio, con sanzioni tra i 15.000 e i 5.000.000 di euro, come indicato nei criteri di delega di cui all'articolo 4 della citata legge di delegazione europea 2019-2020. Ritenuto che lo schema di decreto legislativo reca le disposizioni necessarie a consentire la piena attuazione del regolamento (UE) n. 526/2013 sulla cibersicurezza, propone di formulare osservazioni favorevoli. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) chiede chiarimenti circa le modalità di armonizzazione dei diversi sistemi nazionali di certificazione, con particolare riguardo alla partecipazione di soggetti privati. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) chiarisce che i soggetti privati potranno continuare nella loro attività di certificazione, nell'ambito della nuova regolamentazione dettata in base al regolamento europeo in oggetto. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE AS 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 DDL 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 Doc Doc. LXXXVI, n. 5 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022 Doc Doc. LXXXVII, n. 5 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2021 (Seguito e conclusione dell'esame congiunto con esiti distinti. Conferito mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sulla legge di delegazione europea 2021. Approvata relazione sul Doc . LXXXVI, n. 5. Approvata relazione sul Doc. LXXXVII, n.5) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 30 maggio. Sull'ordine del giorno G/2481/8/14, sottoscritto dal senatore MARCUCCI ( PD ), la relatrice MASINI ( Misto-+Eu-Az ) e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Esso risulta pertanto accolto. La RELATRICE e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole sull'emendamento 20.1. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti l'emendamento 20.1, che risulta approvato. Sull'emendamento 20.0.4, su cui insiste un parere contrario della 5 a Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, la RELATRICE e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario, in quanto la materia è stata già regolata dal disegno di legge sulla concorrenza 2021, approvato dal Senato e ora all'esame della Camera. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) preannuncia il suo voto favorevole, contestando la fondatezza della preclusione per motivi di copertura finanziaria e non ritenendo l'emendamento incompatibile con il disegno di legge sulla concorrenza 2021. Inoltre, ribadisce l'importanza di sollevare la questione di equità rispetto ad altri Paesi europei come Spagna e Portogallo che, pur avendo regimi concessori con caratteristiche simili a quello italiano, non sono oggetto di censura da parte della Commissione europea. La RELATRICE ribadisce la norma contenuta nel provvedimento sulla concorrenza 2021, una disciplina diversa da quella contenuta nelle lettere a) , c) e d) dell'emendamento. Posto ai voti, l'emendamento 20.0.4 è respinto. Sull'emendamento 20.0.6, così come sugli emendamenti 20.0.7, 20.0.8 e 20.0.9, la RELATRICE propone una bocciatura tecnica per consentire un ulteriore approfondimento in sede di esame presso l'Assemblea, mentre il rappresentante del GOVERNO esprime un parere contrario. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) dichiara la sua intenzione di non ritirare gli emendamenti, sottolineando che questi ripropongono un tema su cui il Governo ha avuto molteplici occasioni e ampi margini di tempo per affrontarlo. Si tratta di un problema, quello dei ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione, che è oggetto di procedura di infrazione e su cui insiste una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia europea, e che costituisce una chiara e grave ingiustizia a danno delle imprese private che forniscono beni e servizi alle istituzioni. Sebbene la normativa nazionale vigente sia pienamente rispondente a quella europea, è pur vero che, a fronte di un obbligo ad adempiere entro un determinato tempo, non è prevista alcuna forma sanzionatoria in caso di inadempimento.