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Come è infatti noto i tempi lunghi vengono prima di andare in gara, nella fase della progettazione. Questa è quindi l'altra scommessa che non possiamo assolutamente perdere. Servono investimenti e una grande operazione che sarà fondamentale per il nostro Paese. Tutto ciò è necessario per garantire la qualità, perché possiamo andare in deroga, possiamo fare tutte le semplificazioni che vogliamo, ma per realizzare le opere bisogna ricordare che nel nostro Paese per troppo tempo la qualità non c'è stata. È necessario invece tornare a progetti grandi, qualificati e non tirar fuori magari tutto quanto c'è nei cassetti. Colgo l'occasione dell'intervento del senatore Renzi per dire che il Parlamento deve affrontare la questione, esaminare fino in fondo e dire la propria sul recovery plan. È infatti una grande occasione per l'Italia, che noi non dobbiamo sprecare, tirando fuori magari vecchie opere dai cassetti per metterle tutte insieme. Dobbiamo avere la capacità di realizzare un grande progetto che sia veramente di rilancio del nostro Paese. Con molta tranquillità posso dire che il provvedimento presentava diverse questioni che per noi erano anche critiche. È stato però molto migliorato. Il lavoro parlamentare questa volta ha prodotto un risultato, che credo sia di assoluta importanza, a dimostrazione del fatto che, quando si fanno lavorare le Commissioni e i senatori, si riesce a dare un contributo fondamentale e importante. Voglio ora affrontare un'altra questione, che ci ha molto occupato e che ci sta davvero a cuore: le semplificazioni edilizie. All'esterno si sono dette cose assolutamente non vere: il contributo che abbiamo offerto, insieme anche ad altri colleghi, alla discussione e al dibattito nelle Commissioni competenti ha posto una questione importante. Pensiamo sia assolutamente necessario fare un grande piano di riqualificazione delle nostre città. Abbiamo un'edilizia risalente agli anni Settanta ed Ottanta, su cui bisogna intervenire davvero, perché è stata un'edilizia tremenda, dal punto di vista estetico, dell'urbanistica e del rispetto dei diritti e della qualità della vita nelle nostre città. Su questo bisogna intervenire, accelerare e fare piani di riqualificazione e quindi le semplificazioni, per questa parte, ci sono e vanno bene, anche se a mio avviso il Senato deve finalmente affrontare e licenziare i disegni di legge in materia di consumo del suolo e di rigenerazione urbana. Abbiamo bisogno di un grande progetto, che è buona parte del rilancio delle nostre città e del nostro Paese. Il lavoro fatto parte dall'idea che il patrimonio e l'identità del Paese sono i meravigliosi centri storici d'Italia. È qui presente il ministro Bellanova, che sa bene che nella sua Regione ci sono dei gioielli, anche nei posti più inaspettati, dei centri storici e un tessuto prezioso dal punto di vista edilizio. Su quello sosteniamo che ci vuole cautela. Certamente si devono fare interventi, ma all'interno di un piano di recupero e di riqualificazione, in cui le amministrazioni pubbliche, le amministrazioni comunali, sappiano gestire e indicare qual è il piano di riqualificazione. Questo è l'intervento che abbiamo fatto e pertanto ringrazio i relatori e i colleghi, perché, al contrario di quanto si diceva fuori, hanno ben compreso la portata dell'intervento proposto. Questi elementi costituiscono l'identità del nostro Paese, il valore delle nostre città, la grande ricchezza dell'Italia: è il gran tour , signor Presidente, per cui si veniva in Italia e dobbiamo continuare a farli venire, per ammirare queste bellezze. La bellezza è un valore importante e non solo estetico, ma anche sociale ed economico enorme, che dobbiamo preservare e migliorare. Questa è stata la portata del lavoro che abbiamo compiuto. Abbiamo affrontato anche altri temi e abbiamo corretto giustamente delle norme: pensiamo alla questione della valutazione di impatto ambientale. Abbiamo restituito tempo alla discussione pubblica e ai cittadini, per poterli coinvolgere, perché la partecipazione alle opere è un fatto fondamentale, affinché i cittadini sappiano e conoscano. Abbiamo spinto ancora di più sulla questione delle energie rinnovabili, perché la transizione energetica e la transizione verde non si possono fare solo a parole, ma bisogna anche in quel caso semplificare, accelerare e fare in modo che questa operazione possa avvenire. Si tratta peraltro di un'operazione strettamente collegata al piano di riqualificazione delle nostre città e alla misura, assolutamente fondamentale, del superecobonus, che vedrete ci darà dei risultati importantissimi, dal punto di vista non solo della riqualificazione energetica, ma anche economico. Quindi, come vedete, sono stati fatti degli interventi e delle modifiche al provvedimento in esame, che fanno sì che esso sia certamente uno strumento importante. Torno a ripetere che questa è una parte, da noi affrontata. L'altra parte fondamentale - concludo, signor Presidente, annunciando il nostro voto favorevole alla fiducia e al decreto-legge al nostro esame - è la grande operazione che dobbiamo fare nella pubblica amministrazione e negli enti locali, perché serve un piano straordinario per immettere forze giovani e qualificate e per consentire una grande possibilità. Abbiamo infatti tante risorse nel Paese e dobbiamo impiegarle per far sì che l'Italia possa riprendere il suo cammino e concretizzare davvero il suo rilancio. (Applausi) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, dico subito che voteremo convintamente la fiducia su questo provvedimento, un provvedimento che, com'è stato detto da diversi colleghi che mi hanno preceduto, riteniamo importante per il Paese. È un decreto che qualifica l'azione di Governo e che ci consente di affrontare meglio la ripartenza dopo il Covid; un provvedimento che esce arricchito e migliorato dal confronto parlamentare, dal lavoro positivo della maggioranza e dal contributo della stessa opposizione, a cui vorrei dire che non si può, da una parte, sbandierare l'approvazione di decine di propri emendamenti e poi però denunciare la presunta mancanza di volontà della maggioranza di aprirsi ai contributi dell'opposizione e di raccoglierli. (Applausi) . Abbiamo fatto un buon lavoro insieme, non è vergognoso riconoscerlo. Ancora, voteremo la fiducia su un provvedimento davvero utile al Paese: si può dire e dovremmo dirlo tutti anche perché, al di là delle parole, della propaganda e delle volgarità - anche oggi ho sentito il senatore Salvini dire che il Governo è criminale - al di là di tutto questo, appunto al di là della propaganda dell'opposizione, se non fosse un provvedimento molto utile per il Paese, dovreste spiegarci perché avete proposto e ottenuto di prolungarne di cinque mesi gli effetti. Questo provvedimento dimostra che è possibile velocizzare le opere, ridurre i tempi senza rinunciare alle regole, alla trasparenza e alla tutela del lavoro. Si possono ridurre i tempi e i vincoli burocratici senza sospendere - come vorrebbe qualcuno o, meglio, come avrebbe voluto qualcuno - il codice antimafia o il codice degli appalti. Dimostreremo ai teorici del baratto «più opere, se c'è meno legalità» che invece è possibile e giusto tenere insieme le cose.