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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge prevede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle questioni relative al fenomeno delle mafie e alle altre associazioni criminali, anche straniere, per la durata della XVIII legislatura, a norma dell'articolo 82 della Costituzione. Nella storia dell'Italia repubblicana hanno già operato, dal dicembre 1962 (legge 20 dicembre 1962, n. 1720) ad oggi, dieci Commissioni parlamentari che – valendosi dei poteri volta per volta definiti dalle rispettive leggi istitutive – hanno posto al centro delle proprie indagini e delle proprie iniziative il fenomeno della mafia, nelle sue diverse espressioni, nella sua morfologia, nei suoi collegamenti con la vita sociale e politica. Negli anni, nel corso dei quali ciascuna delle Commissioni ha operato e ha adempiuto ai propri compiti, il fenomeno mafioso ha subito profonde e radicali modificazioni. Non sempre si è riusciti a coglierne le dinamiche e intervenire con capacità e forza preventiva. L'ultima Commissione ha approvato venti documenti. Ormai è patrimonio comune la consapevolezza del fatto che le mafie hanno profondamente cambiato il loro modo di agire, accentuando la loro natura di potere corrotto che cerca di insinuarsi nelle istituzioni, nella politica e nell'economia, e mettendo sempre più da parte l'uso della forza per affermare il proprio ruolo sul territorio. In questi ultimi anni si è dovuto prendere atto dell'avanzata delle mafie fuori delle zone di insediamento tradizionale, fino a dover registrare lo scioglimento di diversi consigli comunali anche nel Nord Italia. Ciò denota un preoccupante innalzamento delle capacità d'infiltrazione delle mafie. Pure nel mondo economico la presenza delle infiltrazioni mafiose fa sentire il suo peso con forza, sia nei settori tradizionali delle costruzioni e delle attività di ristorazione, sia in settori nuovi come quelli delle energie alternative e dei giochi d'azzardo legali. In Italia sta crescendo anche la presenza di mafie straniere, che stanno lentamente prendendo il controllo degli affari criminali come la prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Le mafie italiane, a loro volta, hanno accresciuto i loro interessi all'estero, anche se è proporzionalmente cresciuta l'attenzione degli altri Stati europei verso lo sviluppo di nuove forme di contrasto, emulando le positive esperienze del nostro Paese. Non bisogna però sottacere, anzi va sottolineato, che le mafie negli ultimi anni hanno subito importanti sconfitte con l'arresto dei grandi capi, con lo svelamento delle loro strutture nel territorio, e, soprattutto, sul piano del consenso sociale. Proprio in questi giorni, in tutta Italia, si è svolta la giornata della memoria delle vittime delle mafie, che ha visto in prima fila migliaia di giovani, cresciuti e formati nella consapevolezza che le mafie rubano la libertà e il futuro proprio alle nuove generazioni. È questo il frutto di un lavoro di formazione che ogni giorno vede schierati in prima fila insegnanti e professori e che deve essere costantemente sostenuto. Sono state altresì approvate molte nuove norme che possono dare impulso al sequestro dei capitali mafiosi, ma bisogna anche tenere presente che non funziona ancora adeguatamente la macchina della gestione dei beni mafiosi nella fase del sequestro e della confisca. Tutto questo conferma la necessità di insediare anche in questa legislatura una Commissione parlamentare che abbia i poteri d'inchiesta e possa contribuire in maniera sempre più efficace alla conoscenza e al contrasto del fenomeno mafioso. Presentando all'inizio della XVIII legislatura questo disegno di legge, ci auguriamo che si giunga alla sua sollecita approvazione, allo scopo di evitare ogni interruzione nell'impegno antimafia del Parlamento italiano, sia sul terreno delle conoscenze sia su quello delle proposte e dei controlli. È necessario proseguire sistematicamente e continuativamente nella prevenzione delle attività criminali e dell'illegalità, approfondendo le conoscenze finora raggiunte, aggiornando l'analisi e soprattutto verificando la funzionalità degli strumenti legislativi e istituzionali da impiegare nell'azione di contrasto alle mafie. In continuità con le norme che istituivano la Commissione nella passata legislatura, proponiamo che essa abbia il carattere di una Commissione parlamentare di inchiesta: che dunque proceda, come prevede l'articolo 82 della Costituzione, «alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria». Sempre in continuità con la precedente legislatura prevediamo che la Commissione non possa adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, nonché alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale.. 1 (Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) 1 È istituita, per la durata della XVIII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere in quanto operanti nel territorio nazionale, con i seguenti compiti: a verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali; b verificare l'attuazione delle disposizioni del decreto- legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, della legge 13 febbraio 2001, n. 45, e del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2004, n. 161, riguardanti le persone che collaborano con la giustizia e le persone che prestano testimonianza, e promuovere iniziative legislative e amministrative necessarie per rafforzarne l'efficacia; c verificare l'attuazione delle disposizioni di cui alla legge 23 dicembre 2002, n. 279, relativamente all'applicazione del regime carcerario di cui all'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, alle persone imputate o condannate per delitti di tipo mafioso; d accertare la congruità della normativa vigente e della conseguente azione dei pubblici poteri, formulando le proposte di carattere normativo e amministrativo ritenute opportune per rendere più coordinata e incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali e più adeguate le intese internazionali concernenti la prevenzione delle attività criminali, l'assistenza e la cooperazione giudiziaria, anche al fine di costruire uno spazio giuridico antimafia al livello dell'Unione europea e di promuovere accordi in sede internazionale;