[pronunce]

che viceversa, come sopra ricordato, il rimettente non ha risolto il tema anzidetto, da un lato rimettendo a questa Corte la soluzione delle incertezze interpretative che sono indotte da una formulazione testuale apparentemente contraddittoria e stratificata per effetto di interventi legislativi successivi su diversi commi della stessa disposizione (art. 30 impugnato) non coordinati tra loro, dall'altro eludendo anche le possibilità interpretative che sono offerte da una lettura della disposizione nell'ambito del sistema di prevenzione della criminalità mafiosa, le quali hanno condotto altra giurisprudenza, appunto in base a tali criteri, a escludere la sussistenza del reato, sotto il profilo dell'elemento soggettivo, quando le operazioni siano costituite da atti legalmente soggetti a forme di pubblicità che rendano di per sé impossibile l'occultamento di essi (v. la citata ordinanza n. 442 del 2001); che, irrisolte queste premesse sull'an dell'incriminazione, la questione incentrata sulla conseguenza di ordine patrimoniale viene configurata in via ipotetica e pertanto, risultando priva del necessario requisito della rilevanza, deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 30 della legge 13 settembre 1982, n. 646 (Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazioni alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57, e 31 maggio 1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare sul fenomeno della mafia), sollevate, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trapani, con le ordinanze in epigrafe; 2) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 31 della medesima legge n. 646 del 1982, relativamente alla previsione della confisca, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 35, 41 e 42 della Costituzione, dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trapani, con le ordinanze in epigrafe; 3) dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 31 della medesima legge n. 646 del 1982, relativamente alla previsione della sanzione della reclusione e della multa, sollevate, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trapani, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 aprile 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Zagrebelsky Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 24 aprile 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola