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Anche la normativa al nostro esame che riduce l'età dell'elettorato attivo per l'elezione del Senato della Repubblica si inserisce in un più ampio percorso di riforme costituzionali, iniziato con il taglio di un terzo dei parlamentari, portato a casa da questa legislatura. L'obiettivo è rendere il Parlamento un'istituzione snella ed efficiente, senza dover rinunciare alla rappresentanza territoriale dei cittadini. Per questo consentire a 4,5 milioni di giovani di scegliere con l'esercizio del diritto di voto i senatori della Repubblica non significa dover rinunciare a una Camera del Parlamento. Il bicameralismo perfetto, e quindi un sistema legislativo fondato su due Camere aventi ciascuna gli stessi poteri, deve restare un nostro pilastro costituzionale perché ciò non significa perdere tempo, come sostiene qualcuno. La doppia lettura di un testo di legge non è un'inutile ripetizione, ma serve a impedire un'approvazione frettolosa di testi di legge che poi devono essere corretti da un altro legislatore oppure, come spesso accade, modificati dalla giurisprudenza. Ciò avviene con un enorme aggravio del lavoro della magistratura che, come abbiamo visto in questi anni, comporta ingenti spese per il sistema giustizia e, nel peggiore dei casi, denegata giustizia. Questo è il motivo per cui, durante i lavori della riforma costituzionale, si è scelto di non modificare l'età dell'elettorato passivo, lasciando che il Senato resti la Camera alta, la Camera dei saggi e della politica più matura. Ciò non vuole essere un'esclusione di una parte della società civile, ma lo stimolo a impegnarsi nella vita professionale e politica per raggiungere traguardi più impegnativi. Presidente, concludo con l'auspicio che i nostri giovani siano sempre più coinvolti nella vita politica del Paese e che le loro esigenze siano poste in primo piano, così come è voluto oggi dal PNRR, al fine di garantire loro le dovute attenzioni in tutti i settori della vita civile, dal lavoro, all'istruzione, alla cultura e all'educazione. Con il riconoscimento del diritto di voto al Senato certamente torneranno ad avere una maggiore fiducia nei politici, nella politica e nelle istituzioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, sarò quasi telegrafico perché il collega Pagano ha chiarito in maniera inequivocabile la nostra posizione e, soprattutto, ha chiarito la battaglia che in 1 a Commissione io e lui ci siamo trovati a sostenere criticando questo provvedimento, come avevamo fatto invano con riferimento alla drastica riduzione dei parlamentari. Il problema non è modificare la Costituzione, ma farlo rendendo la nostra impalcatura istituzionale coerente, funzionale, efficiente e rapida. Non mi sembra che procedendo di questo passo si abbia un progetto organico che possa poi servire a sveltire, semplificare e rendere efficiente il nostro sistema. Durante la discussione in Commissione affari costituzionali a proposito della riduzione del numero dei parlamentari, il presidente Calderoli ebbe a dire, di fronte a una critica sul modo di operare in maniera settoriale le riforme costituzionali, che ormai si era convinto che una riforma costituzionale complessiva non si potesse fare, che fosse impossibile. Più volte, infatti, sia loro che il centrosinistra avevano tentato senza successo. Concludeva dicendo che si doveva dunque intervenire con iniziative mirate e singole per poter portare a termine il risultato. Presidente Calderoli, sono d'accordissimo che è necessario agire in questa maniera, ma in un contesto complessivo nel quale sappiamo dove dobbiamo arrivare. Abbiamo ridotto il numero dei parlamentari senza modificare i Regolamenti parlamentari e senza modificare la legge elettorale. (Applausi) . Abbiamo allontanato i cittadini dalla politica, altro che interessare i cittadini e i giovani alla politica! Con questa riforma si fa un altro slogan , che non si sa dove ci porta. In una discussione su questo provvedimento nella precedente lettura al Senato un collega disse che in campagna elettorale era stato avvicinato da moltissimi giovani che gli chiedevano: quando sarà possibile per noi diciottenni votare per il Senato? Personalmente non ne ho incontrato nessuno, Presidente, colleghi. Ho incontrato giovani che mi chiedevano piuttosto aspettative lavorative, che mi chiedevano di non essere costretti ad abbandonare i loro territori, le loro Regioni e le loro famiglie e andare addirittura all'estero per lavorare. Non mi chiedevano di votare a diciott'anni per il Senato. D'altra parte, non si tratta di dare legittimazione al mondo giovanile, che con la riforma del 1975 ha già una legittimazione elettorale: elegge la Camera dei deputati. Non si capisce, allora, per quale motivo si debba estendere ai diciottenni la possibilità di eleggere anche il Senato della Repubblica, venendo meno a un principio che i nostri Padri costituenti hanno inserito nella Costituzione, non a caso. Se, infatti, estendiamo alla stessa platea la possibilità di eleggere la Camera e il Senato, una delle due Camere è assolutamente inutile, non serve a nulla. (Applausi) . Volete estendere il voto ai diciottenni? Benissimo, fatelo, ma allora abrogate il Senato o abrogate la Camera, perché questo significa ottimizzare, anche in una prospettiva di spending review . Si parla di tagli in questo momento, i vitalizi, chissà quanti risparmi si faranno, e invece sono questi i veri risparmi strutturali che possono servire al Paese. Abbiamo una Camera di troppo, facciamocene una ragione. Allora, vogliamo far votare per il Senato? Benissimo, abroghiamo la Camera dei deputati. Non lo volete fare? Allora il Senato deve avere gli stessi rappresentanti che ha la Camera dei deputati altrimenti queste riforme non sono inutili, sono irrazionali, non si capiscono. Non so a quanti di voi è capitato: ogni tanto, la sera faccio zapping sui programmi televisivi e ci sono alcune inchieste giornalistiche nelle quali vengono intervistati nelle scuole ragazzi prossimi alla maturità, quindi diciottenni-diciannovenni, che non sanno chi è il Presidente della Camera piuttosto che il Presidente del Senato o il Presidente della Repubblica, e voi vi state preoccupando di farli votare per il Senato? (Applausi) . Veramente qui c'è qualcosa che non funziona, come diceva il collega Pagano. Caro collega, non ha importanza il fatto che siamo stati soccombenti sia nella battaglia per difendere la struttura parlamentare, in occasione dell'elezione dei parlamentari, sia in quella che abbiamo fatto nel criticare e cercare di far ravvedere una maggioranza che non so a cosa stia puntando, perché questa non è una maggioranza politica che si è creata intorno a una prospettiva; è una maggioranza occasionale che si trova d'accordo su una riforma, ripeto, non inutile, ma irrazionale. Collega Pagano, non dobbiamo darci pena del fatto di essere stati soccombenti, perché nella vita non è importante sostenere le battaglie che si vincono; è importante sostenere le battaglie nelle quali si crede. (Applausi) .