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Probabilmente non saranno completi, non si concluderanno certamente all'interno di questi provvedimenti perché abbiamo bisogno di riposizionare ovviamente lo Stato dentro le dinamiche delle infrastrutture, dell'economia, del sistema infrastrutturale anche digitale che dobbiamo contribuire a realizzare. Non sono gli unici interventi; non si possono definire mance né bonus a go go . Sono interventi fondamentali che hanno un proprio profilo e un loro orientamento, e che credo aiuteranno questo Paese a uscire dalla crisi, ma appoggeranno questa crisi su una nuova visione dell'economia e della società. Colleghi, ho cercato di rappresentare taluni elementi in questa mia replica, certamente non per accusare qualcuno, ma semplicemente per ritenere quella che abbiamo compiuto nella conversione del decreto-legge una scelta coerente con una visione e un'identità che ci accomunano. Una visione e un'identità che hanno deciso di lavorare per allargare l'area dei diritti, perché utilizzare oltre 300 milioni di euro per dare garanzie a un lavoratore immunodepresso o a un cittadino che sta subendo cure oncologiche è secondo me dovere di un Paese; un dovere del sistema pubblico. Garantire e allargare l'area dei diritti è un qualcosa che ci appartiene. Restituire centralità al lavoro è una scelta culturale e politica che ci vede uniti in un'idea di futuro del nostro Paese. Saldare il capitale con il lavoro e toglierci dalle contrapposizioni ideologiche del passato è l'elemento fondamentale di un'idea di futuro dell'economia e della società. Cominciamo a lasciare al passato il dibattito del passato e cerchiamo di contribuire insieme alla costruzione e alla lettura di una nuova dimensione sociale ed economica. Ecco che allora la politica torna a essere credibile, le istituzioni tornano a essere fondamentali per garantire interventi indispensabili alle famiglie e alle imprese. Ho fatto il sindaco e ho sentito parlare in maniera non appropriata delle dichiarazioni del ministro Costa. Non penso che il Ministro avesse alcuna intenzione di scaricare sui Comuni un tema che non si può imputare alla responsabilità del Ministro. Quello che è successo in Piemonte è una grave calamità; è una tragedia per quel territorio. Occorre intervenire, ma non dobbiamo dimenticare che le ragioni del blocco del Patto di stabilità, le ragioni del blocco degli investimenti degli Enti locali hanno radici lontane: risalgono alla stagione dell' austerity ; risalgono al volto di un'Europa diversa rispetto a quello che stiamo costruendo e con il quale stiamo contribuendo a dare al perimetro europeo una nuova visione. Cominciamo ad abbandonare queste idee perché non c'è dubbio che l'assetto idrogeologico del nostro territorio e i suoi interventi di manutenzione richiedono una quantità di investimenti nuovi e aggiuntivi rispetto al passato; ma i Comuni non erano nelle condizioni di investire perché, purtroppo, per tanti anni tutto il sistema pubblico è stato costretto, attraverso il Patto di stabilità interno, a non poter sviluppare gli investimenti. Per aggredire la crisi del 2008 siamo stati costretti a rinunciare agli investimenti e i Comuni hanno ridotto la manutenzione del territorio, e dunque oggi dobbiamo rimettere in cammino gli investimenti. Questo Paese ripartirà dagli investimenti, non ci sarà nessuno spazio per ripartire senza gli investimenti degli Enti locali e senza un nuovo perimetro, una nuova individuazione del ruolo della pubblica amministrazione. Dobbiamo dare corso a queste azioni, perché se vogliamo ripartire con gli investimenti dobbiamo ristrutturare le nostre stazioni appaltanti, dobbiamo creare ambiti territoriali ottimali, dobbiamo ricostruire il volto del sistema socio-sanitario nel territorio. Ecco che ripartire con gli investimenti e anche ripartire con un piano straordinario di riassetto idrogeologico del nostro Paese è una priorità: nessun conflitto, nessun capo di imputazione nei confronti del Ministro, nessuna accusa nei confronti dei sindaci. A noi spetta il compito di rammendare, di mantenere, di rimettere al centro gli investimenti, per realizzare un grande piano di contrasto al dissesto idrogeologico nel nostro Paese. Queste sono le azioni concrete e utili, che abbiamo inserito all'interno del provvedimento in esame, sul quale oggi chiediamo il consenso di questo ramo del Parlamento. (Applausi) . PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Calandrini, non intende intervenire in sede di replica. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, il Governo sottopone alla Presidenza, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento del Senato, il testo di un emendamento che recepisce le modifiche proposte dalla Commissione in sede referente, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, sul quale, previa autorizzazione del Consiglio dei ministri, intende porre la questione di fiducia. PRESIDENTE . Convoco la Conferenza dei Capigruppo per le ore 21,30. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 21,12, è ripresa alle ore 22,40) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Onorevoli colleghi, la Presidenza ha valutato, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter del Regolamento, l'emendamento presentato dal Governo, interamente sostitutivo del decreto-legge n. 104, recante sostegno e rilancio dell'economia. La Presidenza dichiara improponibili le disposizioni del maxiemendamento presentato dal Governo che riproducono il contenuto dei seguenti emendamenti approvati in sede referente: 30.0.4, limitatamente agli ultimi due periodi; 32.22; 42.0.1 ; 44.0.3; 44.0.4; 54.0.1; 77.37, limitatamente al comma 2- quater ; 77.62, limitatamente al comma 3- bis ; 82.0.3; 100.10, limitatamente ai commi da 10- ter a 10- septies ; 112.0.5. I seguenti emendamenti confluiti nel maxiemendamento sono ammissibili a condizione che vengano ricollocati come di seguito indicato: 47.2 all'articolo 51; 058.1 all'articolo 60; 59.0.13 all'articolo 60; 80.10 all'articolo 51; 95.0.10 all'articolo 50; 95.0.11 all'articolo 51; 96.0.7 all'articolo 51; 96.0.24 all'articolo 51; 109.1 all'articolo 64. Ha chiesto nuovamente di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 1925, nel testo ritenuto proponibile dalla Presidenza, di conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo, come modificato dal Governo.