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Nel caso di mancato adempimento agli obblighi di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, si rendono applicabili le pene pecuniarie e amministrative previste nel caso di mancata emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali, fino alla sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, in aggiunta a una specifica disposizione sanzionatoria. Al fine d'incentivare la richiesta degli scontrini e delle ricevute fiscali da parte dei consumatori finali, viene anche demandata ad un apposito decreto ministeriale la possibilità d'introdurre giochi di sorte gratuiti legati al consumo sfruttando l'impianto tecnologico e procedurale finalizzato alla memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri. La regolamentazione di tali giochi, peraltro, potrebbe prevedere forme premiali in denaro differenziate per i consumatori a seconda della modalità di pagamento utilizzata (con denaro contante o pagamento elettronico). Inoltre, si interviene sulle modalità di utilizzo dei dati acquisiti ai fini dell'accertamento, con la previsione del controllo da parte dell'Agenzia delle entrate dei versamenti periodici IVA in base all'analisi dei dati delle fatture e dei corrispettivi trasmessi e l'introduzione della facoltà di procedere, nell'ambito dell'articolo 41- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, all'accertamento parziale automatizzato dei maggiori ricavi desumibili induttivamente dai valori di mark-up esposti in dichiarazione, nel caso sia anche riscontrata l'incongruità o l'incoerenza agli studi di settore. In particolare, l'accertamento potrà riguardare: 1) la maggiore imposta che deriva dall'applicazione del mark-up esposto in dichiarazione ai maggiori ricavi ricostruiti in base alle comunicazioni pervenute; 2) la maggiore imposta desumibile applicando il mark-up medio risultante dalle dichiarazioni del precedente biennio ai maggiori costi ricostruiti in base alle comunicazioni pervenute. Lo scopo specifico in questo caso è quello di rafforzare l'effetto deterrente nei confronti dei potenziali evasori fiscali, favorendo in tal modo la tax-compliance e l'emersione spontanea di nuova base imponibile. L'articolo 3, inoltre, mira a limitare l'utilizzo del contante allo scopo di aumentare la tracciabilità dei pagamenti, modificando l'elenco dei dati richiesti in sede di registrazione delle fatture IVA, tanto dalla parte di chi le emette quanto dalla parte di chi le riceve. In questo modo s'intende soprattutto motivare i clienti ad effettuare la verifica puntuale della correttezza sostanziale dei dati trasmessi dai loro fornitori, e soprattutto dell'avvenuta trasmissione all'Agenzia delle entrate, pena l'impossibilità di inserire nel registro degli acquisti il numero identificativo attribuito alla comunicazione telematica, con tutto ciò che ne potrà conseguire in termini di pene pecuniarie e indetraibilità dei crediti, anche sulla base di quanto previsto dall'articolo 242 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, che impone ad ogni soggetto passivo IVA di tenere una contabilità sufficientemente dettagliata da consentire il controllo dell'imposta da parte dell'amministrazione fiscale. Secondo una valutazione prodotta dal centro studi NENS il gettito atteso dalle disposizioni contenute nel presente disegno di legge può corrispondere a 6,6 miliardi di euro per il 2016, corrispondenti alla maggiore IVA incassata negli ultimi cinque mesi dell'anno; 29,7 miliardi di euro per il 2017 derivanti dall'IVA dell'intero anno (15,9 miliardi) nonché dall'IRPEF, dall'IRES e dall'IRES e dall'IRAP relative al secondo semestre del 2016 (13,8 miliardi di euro); a 43,6 miliardi di euro nel 2018 con l'andata regime del sistema. Con il presente disegno di legge si propone, quindi, all'articolo 4 che entro il limite massimo di 5 miliardi di euro annui, le risorse rinvenienti dall'applicazione degli articoli 1, 2 e 3, opportunamente accertati, siano destinati ad incrementare la dotazione del «Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale» istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di cui all'articolo 1, commi 386-390 della legge n. 208 del 2016 cui sono attualmente assegnati solo 600 milioni di euro per il 2016 e 1 miliardo di euro a decorrere dal 2017. Inoltre, si propone che le maggiori entrate accertate rispetto al limite previsto dal comma 1 affluiscano in un apposito Fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per essere destinate al graduale finanziamento di un provvedimento legislativo volto all'istituzione a regime del reddito minimo garantito, con lo scopo di contrastare la marginalità, garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza, attraverso l'inclusione sociale per gli inoccupati, i disoccupati e i lavoratori precariamente occupati, quale misura di contrasto alla disuguaglianza e all'esclusione sociale nonché quale strumento di rafforzamento delle politiche finalizzate al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nella società e nel mercato del lavoro.. 1 (Sostituzione dell'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122) 1 Al fine di razionalizzare e semplificare gli adempimenti contabili e formali dei contribuenti nonché al fine di potenziare l'attività di assistenza e di controllo dell'Agenzia delle entrate, l'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è sostituito dal seguente: «Art. 21. - (Semplificazione degli adempimenti contabili e potenziamento dell'attività di assistenza e controllo dell'Agenzia delle entrate tramite l'invio telematico dei dati delle fatture) -- 1 . Con riferimento alle operazioni effettuate a decorrere dal 1º luglio 2016, i soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto trasmettono telematicamente, in forma strutturata ed entro i termini di liquidazione dell'imposta, i dati delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizio contenuti nelle fatture emesse, e relative variazioni, anche nel caso di cessioni e prestazioni eseguite nei confronti dei soggetti che non operano nell'esercizio di impresa, arte o professione. La trasmissione di cui al periodo precedente riguarda anche i dati contenuti nelle fatture ricevute, e relative variazioni, da soggetti residenti fuori dal territorio dello Stato. 2 . L'Agenzia delle entrate acquisisce e mette a disposizione i dati di cui al comma 1, tanto al soggetto fornitore quanto al soggetto cliente, in modalità telematica e in formato strutturato, assegnando alla comunicazione il codice identificativo da riportare nei registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 242 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006. 3 . Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuati i dati di cui al comma 1 da trasmettere, le modalità e i termini di trasmissione e messa a disposizione, nonché software gratuiti per facilitare la trasmissione e la consultazione telematica.