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A questo punto, quindi, è necessario ragionare se riteniamo che sia opportuno che il Senato si debba costituire in giudizio davanti alla Corte costituzionale, che non vuol dire essere semplicemente presenti, ma vuol dire difendere la deliberazione presa, argomentare, sostenere la correttezza della concessione dell'insindacabilità, della concessione dell'immunità, insistendo per sottrarre al giudice la possibilità di un qualsivoglia giudizio sulle azioni commesse dal senatore Esposito, ripercorrendo l'approfondita valutazione che già facemmo mesi addietro. A gennaio, su queste basi, ravvisammo l'opportunità di non concedere l'immunità. Infatti l'Assemblea non si espresse all'unanimità per concederla, ma vi furono numerosi contrari, mi sembra di ricordare che furono 81. Di quei contrari, la quasi totalità (75) furono appunto del MoVimento 5 Stelle, ma anche ora restiamo fermi e continuiamo a non ravvisare, ora come allora, la sussistenza del nesso funzionale tra le dichiarazioni fatte in radio e quelle fatte in quest'Aula. Anche la recente giurisprudenza della Corte costituzionale, con la sentenza n. 59 del 2018, ha stabilito che il tenore stesso delle frasi pronunciate dal parlamentare sia di per sé sufficiente ad escludere l'applicazione dell'insindacabilità dell'articolo 68, come non lo possono essere gli insulti e le diffamazioni solo perché in qualche modo collegati alle battaglie politiche di cui si fanno portatori i parlamentari. Lasciamo che la Corte costituzionale esamini gli atti, i resoconti di Giunta e la delibera del Senato, cosa che può fare già in assenza della parte resistente, avendo già tutti gli strumenti per valutare l'interpretazione della Costituzione effettuata in questa sede. Non insistiamo nello stiracchiare l'articolo 68 della Costituzione per trasformarlo in uno scudo di privilegi: quando si fa il parlamentare, si fa il parlamentare, ma fuori da questa funzione siamo tutti cittadini e siamo tutti uguali davanti alla legge. In conclusione, pertanto, colleghi, in merito alla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica sul conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato sollevato dal tribunale ordinario di Torino, dichiaro il voto contrario del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, non intendevo intervenire, ma diciamo che sono stato tirato per i capelli da un altro intervento. Sui fatti vorrei dire innanzitutto che qui non stiamo difendendo il senatore Esposito, perché la vicenda della difesa - chiamiamola come vogliamo - del senatore Esposito è stata già abbondantemente esaminata prima in Giunta e poi nell'Aula del Senato. Mi pare davvero scorretto, quindi, richiamare l'attività del senatore Esposito che - lo voglio ricordare, perché nella scorsa legislatura io c'ero - mille volte è intervenuto su quei temi in Aula e a causa dei suoi interventi è stato minacciato e vive tuttora sotto scorta per le minacce ricevute per sé e per i suoi bambini. Quindi richiamare qui l'attività del senatore Esposito mi pare davvero scorretto. Qui stiamo parlando di difendere le prerogative del Senato, che ha assunto una decisione che deve essere difesa nelle sedi competenti, rispettando i ruoli. (Applausi) . Finché - vivaddio - abbiamo un sistema democratico in Italia, anche davanti alla Corte costituzionale le parti che si presentano hanno diritto alla difesa; da una parte ci sarà chi ha impugnato, con i propri difensori, e dall'altra parte ci sarà il Senato, che giustamente si deve costituire per difendere le decisioni che erano state assunte. Quindi nessuna difesa delle prerogative; l'articolo 68 è un'altra cosa rispetto a ciò di cui stiamo parlando. Ne abbiamo già discusso e ne abbiamo già parlato; mi sembra che la questione si debba esaurire così. Annuncio pertanto il voto favorevole alla proposta di nomina di un avvocato davanti alla Corte costituzionale. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in senso favorevole alla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel predetto conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale ordinario di Torino, VI sezione penale. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . La Presidenza si intende pertanto autorizzata a conferire mandato, per la costituzione e la rappresentanza in giudizio del Senato, a uno o più avvocati del libero foro. Discussione del documento: Doc Doc. XXIII, n. 4 Relazione sull'emergenza epidemiologica COVID-19 e ciclo dei rifiuti approvata, nella seduta dell'8 luglio 2020, dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati Approvazione della proposta di risoluzione n. 1 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XXIII, n. 4. La relazione è stata già stampata e distribuita. Ha facoltà di parlare il senatore Berutti per illustrare la relazione. BERUTTI, relatore . Signor Presidente, colleghi, intervengo per illustrare la relazione sull'emergenza epidemiologica Covid-19 e ciclo dei rifiuti, approvata all'unanimità dalla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti lo scorso 8 luglio. Uno degli aspetti collaterali dell'emergenza sanitaria da Covid-19 che è apparso da subito rilevante è stato quello relativo all'impatto che la pandemia avrebbe avuto sui rifiuti, sia in relazione alle conseguenze dell'azione di contenimento e contrasto della pandemia stessa che relativamente alle implicazioni che l'incremento massiccio nell'utilizzo di dispositivi di protezione individuale e dei diversi strumenti volti a fronteggiare e convivere con il coronavirus potevano comportare. Aspetti che si legano alla gestione dei rifiuti domestici ospedalieri e prodotti sui luoghi di lavoro. Si tratta di elementi che sono apparsi da subito rilevanti e in relazione ai quali i diversi soggetti coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti, in particolare le Regioni, hanno posto in essere una serie di azioni. A fronte di questa situazione, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati ha ritenuto necessario un intervento tempestivo, al fine di approfondire quanto accaduto nei mesi di più acuta emergenza e di offrire al Parlamento, ai decisori pubblici e nei vari livelli di governo, al mondo produttivo e ai cittadini, un quadro di ciò che si è verificato e alcuni elementi utili in prospettiva futura nella gestione dei rifiuti cosiddetti Covid e non solo.