[pronunce]

, come integrato dall'art. 4-bis ordin. penit. , a sua volta modificato dall'art. l, comma 6, lettera b), della legge n. 3 del 2019, nella parte in cui ha inserito il reato di cui all'art. 319 cod. pen. nell'elenco di cui all'art. 4-bis, comma l, ordin. penit. ; e, in via subordinata, in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 7 CEDU, questioni di legittimità costituzionale del medesimo combinato disposto, nella parte in cui non ha previsto un regime transitorio che dichiari applicabile la modifica normativa ai soli fatti commessi successivamente alla sua entrata in vigore; che il Tribunale ordinario di Lagonegro, sezione penale (ordinanza iscritta al n. 16 del r.o. 2020), ha sollevato - in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost. - questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 6, lettera b), della legge n. 3 del 2019, nella parte in cui inserisce nell'art. 4-bis, comma 1, ordin. penit. il riferimento al delitto di cui all'art. 314, primo comma, cod. pen. ; che questioni di legittimità costituzionale analoghe a quelle oggetto dell'ordinanza iscritta al n. 16 del r.o. 2020 sono state sollevate dal Giudice per l'udienza preliminare presso il Tribunale ordinario di Belluno, in funzione di giudice dell'esecuzione (ordinanza iscritta al n. 24 del r.o. 2020); che, infine, il Giudice per l'udienza preliminare presso il Tribunale ordinario di Tivoli, in funzione di giudice dell'esecuzione (ordinanza iscritta al n. 32 del r.o. 2020), ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 27, 111 e 117 Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 7 CEDU, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1 (recte: 1, comma 6), lettera b), della legge n. 3 del 2019, «nella parte in cui, ampliando il novero dei reati c.d. "ostativi", ai sensi dell'art. 4 bis L. 354/1975, includendovi i reati contro la pubblica amministrazione, ha mancato di prevedere un regime intertemporale»; che le sette ordinanze di rimessione sollevano questioni di legittimità costituzionale analoghe e pertanto è opportuno riunire ai fini della decisione i relativi giudizi; che questa Corte, con sentenza n. 32 del 2020, ha dichiarato, tra l'altro, «l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 6, lettera b), della legge 9 gennaio 2019, n. 3 (Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici), in quanto interpretato nel senso che le modificazioni introdotte all'art. 4-bis, comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) si applichino anche ai condannati che abbiano commesso il fatto anteriormente all'entrata in vigore della legge n. 3 del 2019, in riferimento alla disciplina delle misure alternative alla detenzione previste dal Titolo I, Capo VI, della legge n. 354 del 1975, della liberazione condizionale prevista dagli artt. 176 e 177 del codice penale e del divieto di sospensione dell'ordine di esecuzione previsto dall'art. 656, comma 9, lettera a), del codice di procedura penale»; che le ordinanze di rimessione che vengono ora all'esame di questa Corte sono state pronunciate nell'ambito di incidenti di esecuzione promossi da condannati per delitti di corruzione per l'esercizio della funzione (ordinanza iscritta al n. 7 del r.o. 2020), corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (ordinanze iscritte ai numeri 8, 9 e 10 del r.o. 2020), peculato (ordinanze iscritte ai numeri 16 e 24 del r.o. 2020) e istigazione alla corruzione (ordinanza iscritta al n. 32 del r.o. 2020), commessi anteriormente all'entrata in vigore della legge n. 3 del 2019; che, «secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, a fronte del sopraggiungere di pronunce di illegittimità costituzionale (ordinanza n. 26 del 2009) spetta al giudice rimettente valutare in concreto l'incidenza delle sopravvenute modifiche sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate (ex plurimis, ordinanze n. 182 del 2019 e n. 154 del 2018)» (ordinanza n. 49 del 2020); che tale verifica assume rilievo pregiudiziale rispetto all'esame dei vizi di legittimità costituzionale dedotti nelle ordinanze di rimessione, compresi quelli relativi all'assenza di disciplina transitoria di accompagnamento alla modifica dell'art. 4-bis, comma 1, ordin. penit. , realizzata con l'art. 1, comma 6, lettera b), della legge n. 3 del 2019 (ancora, ordinanza n. 49 del 2020); che, pertanto, deve essere disposta la restituzione degli atti ai rimettenti per un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni, alla luce del mutato contesto normativo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti ai giudici rimettenti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 luglio 2020. F.to: Mario Rosario MORELLI, Presidente Francesco VIGANÒ, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 luglio 2020. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA