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Inoltre, le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di rendere fruibili i propri servizi in rete tramite applicazione su dispositivi mobili attraverso il punto di accesso telematico (il riferimento è all'applicazione IO). A tale fine, le amministrazioni sono tenute ad avviare i relativi progetti di trasformazione entro il 28 febbraio 2021. A partire da tale termine i prestatori di servizi di pagamento abilitati devono utilizzare esclusivamente la piattaforma PagoPA, per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni. E ancora da quel termine (28 febbraio 2021) è posto per le amministrazioni il divieto di rilasciare o rinnovare credenziali per l'identificazione e l'accesso dei cittadini ai propri servizi in rete, diverse da SPID, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Infine, viene posta specifica previsione circa il rinnovo anticipato per le carte d'identità, al fine di favorire la diffusione delle carte elettroniche. L'articolo 25 reca una serie di novelle al codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 2005) incidenti sul servizio di conservazione dei documenti informatici e al decreto legislativo n. 141 del 2010, introducendo disposizioni in materia di gestione dell'identità digitale. L'articolo 26 disciplina le modalità di funzionamento della Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione, prevista dall'articolo 1, comma 402, della legge n. 160 del 2019. Il suo sviluppo è affidato, tramite Poste italiane Spa e con il riutilizzo di infrastrutture tecnologiche esistenti, alla società PagoPA Spa. In particolare, l'iniziativa mira a semplificare, attraverso l'uso delle tecnologie e in coerenza con gli obiettivi dell'agenda digitale, l'attività dell'amministrazione di notificazione degli atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni, al contempo rendendo questi ultimi maggiormente accessibili ai destinatari attraverso l'uso di strumenti informatici e telematici (App IO, accesso via internet, sistemi di avvisatura digitale). Si prevede che le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, gli agenti della riscossione e, limitatamente agli atti emessi nell'esercizio di attività ad essi affidati, i soggetti incaricati per le medesime attività di riscossione, ai fini della notifica possano avvalersi della piattaforma notifiche della pubblica amministrazione. L'attività che dovrà porre in essere l'amministrazione che intende notificare un atto è quella di «rendere disponibili», con modalità telematiche, gli atti, i provvedimenti, gli avvisi e le comunicazioni oggetto di notificazione, sulla piattaforma. La loro formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale avviene nel rispetto del codice dell'amministrazione digitale (CAD) e delle linee guida adottate in esecuzione dello stesso. Resta ferma la possibilità, per le amministrazioni, di effettuare la notificazione dei propri atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni, con le modalità previste dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile o secondo le modalità previste dalle leggi speciali, non prevedendo la norma l'obbligatorietà dell'uso della piattaforma. L'articolo 27, ai commi 1 e 2, interviene sulle procedure di verifica dell'identità dell'utente ai fini del rilascio della firma elettronica avanzata, individuando tre strumenti alternativi di identificazione per l'effettuazione di tale verifica: credenziali attribuite dal soggetto che eroga la firma elettronica avanzata all'utente che la richiede già identificato dall'intermediario bancario e finanziario; sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale (SPID) basato, almeno, sul secondo livello di sicurezza di autenticazione informatica; carta di identità elettronica. Il comma 3 apporta alcune semplificazioni in materia di obblighi antiriciclaggio. L'articolo 28 interviene sulla disciplina concernente la comunicazione al Ministero della giustizia, da parte delle pubbliche amministrazioni, dell'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), da utilizzare per la ricezione di comunicazioni e notificazioni. La norma in esame prevede la possibilità di comunicare gli indirizzi PEC di organi o articolazioni, anche territoriali, delle pubbliche amministrazioni. Si prevede, inoltre, la possibilità di comunicare ulteriori indirizzi PEC delle amministrazioni che si costituiscono in giudizio tramite i propri dipendenti. L'articolo 29, comma 1, apporta modifiche alla legge n. 4 del 2004, recante "Disposizioni per favorire l'accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici", già modificata dal decreto legislativo n. 106 del 2018, di recepimento della direttiva (UE) n. 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. Le modifiche formulate sono volte ad estendere gli obblighi di accessibilità già previsti dalla normativa vigente anche ai soggetti privati che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività, superiore a 900 milioni di euro. Il comma 2 modifica l'articolo 1, commi 489 e 491, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019), al fine di destinare il Fondo per l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità alla realizzazione di una piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni rilasciati ai sensi dell'articolo 381, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992 ("Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada"). L'articolo 30 novella l'articolo 62 - riferito all'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) - del codice dell'amministrazione digitale. Inoltre, modifica alcune disposizioni del regolamento anagrafico della popolazione residente (d.P.R. n. 223 del 1989). Al riguardo, nota che si tratta di novelle di disposizioni regolamentari recate con fonte legislativa. L'articolo 31 detta disposizioni che incidono sul codice dell'amministrazione digitale, in materia di lavoro agile, di Agenzia per l'Italia digitale (Agid), nonché, per un profilo procedimentale, di difensore civico digitale. Inoltre, le centrali di committenza vengono escluse - in caso di affidamento di forniture di beni o servizi ricadenti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica - dall'obbligo di comunicazione al Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. Infine, è istituita una Direzione centrale per l'innovazione tecnologica per l'amministrazione generale, presso il Ministero dell'interno e si prevede una funzione per SOGEI di " innovation procurement broker ". L'articolo 32 prevede, mediante l'introduzione di un apposito articolo nel codice dell'amministrazione digitale, un codice di condotta tecnologica, chiamato a definire modalità di elaborazione, sviluppo e attuazione dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni.