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Gli studiosi della flat tax ritengono che in Italia una drastica riduzione del peso fiscale porterebbe a un'emersione fin dal primo anno di applicazione di almeno il 40 per cento del sommerso per un valore stimato di 160 miliardi di euro, che subendo un'imposizione del 15 per cento garantirebbe un gettito tributario diretto di almeno 20 miliardi all'anno nei primi due anni di funzionamento del nuovo regime fiscale, in crescendo negli anni a seguire. A questo ulteriore introito andrebbe aggiunto fin dal primo anno quello derivante dal gettito Iva e delle accise per effetto dell'aumento dei consumi. Un valore che potrebbe essere di circa 5 miliardi di euro all'anno per i primi due anni. L'intervento una tantum a sostegno della messa a regime del nuovo sistema fiscale è invece strutturato come di seguito e ha l'obiettivo di generare un'entrata straordinaria tale da compensare le esigenze di Bilancio e l'assestamento dell'emersione di nuova base imponibile nei primi 2 anni. Coperture effettive per il primo anno Sono almeno 1.600.000 i contribuenti che hanno problemi con l'agente della riscossione. Sono almeno 350.000 i piccolissimi contribuenti che ricevono cartelle esattoriali le cui cifre, tra sanzioni e interessi, sono al di là della loro reale portata di solvenza per il resto della vita. Molti lavoratori autonomi hanno perso il lavoro perché hanno chiuso il negozio o l'attività. Persone che magari non hanno più una casa e sopravvivono ai margini, nel sommerso di cui si è detto. Non si tratta, dunque, di evasori ma di persone che, pur avendo dichiarato il proprio reddito, non hanno i soldi per onorare il debito verso lo Stato e con il poco che hanno provvedono alla propria sopravvivenza e a quella della loro famiglia. Molti tuttavia non hanno retto alla vergogna del fallimento e si sono tolti la vita. Proponiamo per questi contribuenti un paracadute di uscita da questa condizione tramite una definizione a «saldo e stralcio» delle loro posizioni attraverso il pagamento di una percentuale del dovuto che potrà variare dal minimo del 6 per cento in casi di grave difficoltà e indecenza fino al 25 per cento per tutti gli altri casi. Questa operazione porterebbe al doppio risultato di ottenere un incasso certo seppur inferiore ma altrimenti «inesigibile», e soprattutto restituirebbe dignità e una nuova collocazione nel tessuto economico e produttivo ai soggetti che ne potranno beneficare, che diventerebbero nuovi soggetti di imposta. Si prevede con questa operazione di portare nelle casse dello Stato almeno 60 miliardi di euro, una cifra sufficiente a garantire le eventuali necessità di copertura finanziaria derivanti dall'introduzione del nuovo sistema fiscale ad aliquota unica. Si può così affermare che i 60 miliardi derivanti dal «saldo e stralcio» degli incagli fiscali, a cui aggiungere i 20 miliardi annui di introito di imposte dirette (per i primi due anni) derivanti da un aumento del 40 per cento dell'imponibile tributario e infine una previsione di aumento dell'introito Iva di 5 miliardi di euro all'anno per due anni potremmo garantire le coperture del nuovo sistema grazie ad un totale incasso previsto nei due anni di 110 miliardi di euro, 10 miliardi in più di quelli necessari rispetto l'attuale condizione.. 1 (Modifica dell'articolo 10 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di oneri deducibili) 1 L'articolo 10 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di seguito denominato «testo unico», è sostituito dal seguente: «Art. 10. -- (Deduzioni fiscali e salvaguardia del criterio di progressività) -- 1 . Le deduzioni fiscali sul reddito familiare si applicano con l'aliquota fissa del 15 per cento al fine di determinare una naturale progressività dell'imposta e della relativa aliquota effettiva. 2 . Le deduzioni fiscali sul reddito familiare ammontano a 3.000 euro in base ai seguenti criteri: a) fino a 35.000 euro di reddito familiare hanno diritto alla deduzione tutti i membri del nucleo familiare; b) da 35.000 a 50.000 euro hanno diritto alla deduzione fiscale solo i carichi familiari; c) a partire da 50.000 euro di reddito familiare si applica l'aliquota del 15 per cento». 2 (Modifiche all'articolo 11 del testo unico in materia di determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) 1 All'articolo 11 del testo unico sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. L'imposta lorda è determinata applicando al reddito complessivo, al netto delle deduzioni di cui all’articolo 10, comma 2, l'aliquota fissa del 15 per cento»; b il comma 3 è abrogato. 3 (Modifica all'articolo 77 del testo unico in materia di aliquota dell'imposta sul reddito delle società) 1 Al comma 1 dell'articolo 77 del testo unico, le parole: «del 27,5 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «del 15 per cento». 4 (Abrogazioni) 1 Gli articoli 12, 13, 15, 16, 16- bis e 78 del testo unico sono abrogati. 2 Fermo quanto previsto dal comma 1, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le norme del testo unico incompatibili con le disposizioni di cui alla legge medesima. 5 (Clausola di salvaguardia) 1 Ai fini della determinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche si applicano, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito, le deduzioni e le detrazioni di cui agli articoli 10 e 11 del testo unico nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.