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Lo scopo principale di un IXP è infatti quello di permettere alle reti degli ISP di interconnettersi fra di loro direttamente, attraverso il punto di interscambio, piuttosto che far passare il traffico attraverso uno o più provider esterni. I vantaggi sono i seguenti: – efficienza: la connessione diretta fra due reti, senza passaggi intermedi, minimizza il tempo necessario al traffico dati; – affidabilità: la diversificazione delle connessioni che un operatore ha verso il resto degli ISP gli permette di evitare un «oscuramento» qualora un collegamento dovesse venire meno, aumentando così la ridondanza dell'infrastruttura di rete. I punti di interscambio attualmente attivi in Italia sono: Milano: MIX – Milan Internet eXchange; Equinix Internet Exchange Milan ; MINAP – Milan Neutral Access Point – Roma: NaMeX – Nautilus Mediterranean eXchange Torino: TOP-IX – Torino Piemonte Internet eXchange Udine: FVG-IX – Friuli Venezia Giulia Internet eXchange Firenze: TIX – Tuscany Internet eXchange Bari: NaMeX-B (sperimentale –in collaborazione con l'Università di Bari) Padova: VSIX Nap del Nord Est – (Veneto, cooperazione tra gli internet service provider locali, nazionali ed internazionali. Partnership con l'Università degli Studi di Padova, l'Università degli Studi di Torino e il Consortium GARR.) Palermo: DE-CIX – Palermo Internet eXchange Per avere un quadro internazionale della diffusione degli IXP nell'area europea, e poter mettere a confronto il dato numerico del rapporto tra gli altri paesi e l'Italia, possiamo fare riferimento al rapporto dell’ European Internet Exchange Association (Euro-IX). Nell'ultimo report disponibile, che è relativo all'anno 2016, troviamo in testa la Federazione Russa con 30 IXP, poi la Germania con 17, Francia 15, Svezia 14, Polonia 12, Inghilterra 11, e l'Italia con 8. I costi per il mantenimento in opera di un punto di interscambio ( hardware , manutenzione, personale) vengono in genere sostenuti dagli afferenti sotto forma di un contributo di attivazione e di un costo mensile o annuale. Un esempio di un'azienda pubblica che sta subendo un processo di grande trasformazione digitale, è la RAI (Radiotelevisione italiana) che a marzo 2018 ha aderito al Namex, uno degli IXP attivi con sede a Roma, segno della necessità dell'azienda di poter offrire servizi sempre più performanti, e meglio raggiungibili dai suoi utenti. La ratio del presente disegno di legge, che definisce la rete internet come bene comune che deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni future, è quella di affidare alla pubblica amministrazione, la gestione degli IXP (« internet governance »), in quanto questi nodi rappresenterebbero un punto cruciale del funzionamento di internet nel Paese e quindi diventerebbero fattori strategici di interesse nazionale. Questo soprattutto se gli ISP a cui ci si riferisce sono dei « carrier », cioè fornitori di accesso che abbiano anche la proprietà o la gestione diretta di linee di trasmissione dati. Occorre inoltre aggiungere che, rimanendo a carico dell'operatore la fornitura della linea dati, i costi da affrontare sono decisamente esigui. Il presente disegno di legge, già presentato nella XVII Legislatura (atto Senato n. 1722), si compone di cinque articoli. L'articolo 1 del disegno di legge reca le finalità e gli obiettivi del disegno di legge, quali la neutralità nelle condizioni di accesso alle reti di comunicazione elettronica; la diffusione e la fruibilità delle nuove tecnologie della comunicazione elettronica in tutto il territorio nazionale; la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena parità di accesso alle informazioni digitali e alle tecnologie dell'informazione. L'articolo 2 reca le definizioni. L'articolo 3 attribuisce alle regioni la competenza in materia di gestione dei punti di interscambio tra le reti dei fornitori di accesso pubblico ad internet , nonché in materia di monitoraggio dei punti di interscambio medesimi e di gestione dell’ hardware e del software necessari. L'articolo 4 dispone l'adozione da parte del Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, degli strumenti di pianificazione e coordinamento nazionale della interconnettività tra gli operatori del settore della trasmissione dati, e stabilisce la quantità ed i requisiti tecnici degli operatori che formano ciascun punto di interscambio. L'articolo 5 dispone in merito alla gestione e alla connessione dei punti di interscambio, prevedendo che ciascun carrier è tenuto a fornire senza ritardo, previa richiesta del Ministero dello sviluppo economico, i dati necessari all'interscambio.. 1 (Finalità e obiettivi) 1 Lo Stato, nel rispetto della normativa europea e nazionale, promuove lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza al fine di garantire: a la neutralità nelle condizioni di accesso alle reti di comunicazione elettronica; b la diffusione e la fruibilità delle nuove tecnologie della comunicazione elettronica in tutto il territorio nazionale allo scopo di abbattere il divario digitale esistente nelle diverse aree del Paese e favorire la libera diffusione della conoscenza, l'accesso pieno e aperto alle fonti di informazione e agli strumenti di produzione del sapere; c lo sviluppo coordinato dei sistemi informativi pubblici nonché la valorizzazione e la condivisione del patrimonio informativo pubblico, garantendo il pluralismo informatico anche attraverso l'utilizzo di software libero con codice sorgente aperto; d la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena parità di accesso alle informazioni digitali e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), con particolare riferimento a situazioni di disabilità, disagio economico e sociale e diversità culturale; e la diffusione e l'utilizzo di standard e formati aperti allo scopo di salvaguardare il pluralismo informatico e la libertà di scelta delle istituzioni pubbliche, del cittadino e delle imprese. 2 In ragione dell'utilità funzionale che essa esprime ai fini dell'esercizio dei diritti fondamentali nonché del libero sviluppo della persona, la rete internet è bene comune e deve essere tutelata e salvaguardata anche a beneficio delle generazioni future. Ogni cittadino ha diritto ad accedere, in condizioni di eguaglianza, a tutte le informazioni e ai servizi forniti attraverso la banda larga. La diffusione della rete di telecomunicazione a banda larga è assicurata in tutto il territorio nazionale e in tutti i servizi pubblici di interesse generale. 3 Al fine di garantire la sicurezza nazionale e la tutela dei dati sensibili, lo Stato assicura la neutralità nelle condizioni di accesso alle reti di comunicazione elettronica e la riservatezza delle reti stesse. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a internet exchange points (IXP): punti di interscambio, cioè le infrastrutture fisiche neutrali attraverso le quali i vari ISP scambiano, fra loro, il traffico internet ; b internet service provider (ISP): struttura commerciale o organizzazione che offre agli utenti residenziali e business servizi inerenti ad internet , dalla semplice connessione fino a servizi più complessi; c carrier : ISP proprietari o gestori diretti di linee di trasmissione dati. 3 (Attribuzioni alle regioni)