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Permettiamo da subito - mi appello al Governo - a chi è vaccinato, guarito dal Covid o ha un tampone negativo di entrare nelle RSA e riabbracciare nonni, nonne, padri e madri. Nelle ultime ore sui media e, forse in una sede ancor più importante, stamattina in Commissione il Governo si è espresso in tal senso e, quindi, siamo ampiamente fiduciosi. Con questo auspicio, con lo spirito di responsabilità che contraddistingue il mio Gruppo, dando fiducia alle scelte del presidente Draghi, che ha dimostrato di saper ascoltare, oltre che di saper fare, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghe e colleghi, per la difficile battaglia contro il Covid-19, anche ora che la campagna vaccinale sta finalmente decollando e prendendo il giusto andamento sia in termini di programmazione che di organizzazione, oltre che di maggior partecipazione, raggiungendo anche le 500.000 somministrazioni al giorno, restano di importanza fondamentale l'ampia e convinta adesione dei cittadini; il loro spirito di solidarietà e di appartenenza alla comunità e il convincimento in ognuno di noi che i propri comportamenti corretti influenzano più o meno direttamente lo stato di salute degli altri. I maggiori ostacoli riscontrati fino ad oggi nella programmazione della lotta al Covid-19 sono da ricondurre al realizzare il giusto equilibrio tra i diversi provvedimenti sanitari ed economici che necessariamente coinvolgono e si ripercuotono sul nostro vivere sociale. Tali misure ovviamente devono essere capaci - da un lato - di limitare e contrastare la circolazione e la diffusione del virus e delle sue emergenti varianti, abbassando così la curva dei contagi e - dall'altro - le stesse non devono sconvolgere ancor di più di quanto accaduto finora la struttura economica del nostro Paese, il suo tessuto sociale, con il coinvolgimento degli stessi difficili equilibri familiari. Non è un problema di sproporzionata rigidità o di eccessiva cautela. Il tutto scaturisce dalla necessità ovvia di procedere con la dovuta e massima attenzione. Siamo di fronte a un virus estremamente aggressivo e diffusivo. Lo dimostrano i milioni di vittime nel mondo e i dati dei contagi nella loro fredda e asettica rilevazione. Credo che tutti quelli che all'inizio affermavano incautamente che quanto stava accadendo nella fase iniziale della pandemia era gonfiato quasi ad arte o straordinariamente eccessivo, per cui le chiusure, le restrizioni e i lockdown adottati erano sproporzionati rispetto alla reale gravità e che, al contrario, occorreva aprire tutto, alla fine si sono dovuti completamente ricredere, dovendo obiettivamente riconoscere che la prudenza e le misure di sicurezza adottate fossero indispensabili, magari da discutere nella loro complessità o da smussare in alcuni passaggi, ma necessarie e non differibili. In questo difficile e purtroppo lungo percorso tutte le misure e i provvedimenti - secondo me - sono stati e dovranno essere ispirati e guidati da un criterio di gradualità e di progressività. Non si tratta di essere rigoristi o aperturisti. Non vi possono essere due fazioni di fronte ad un unico nemico, il virus. Si tratta di essere semplicemente equilibrati nelle decisioni e commisurati nelle scelte. Occorre procedere in questo difficile passaggio che ci dovrà portare fuori dal tunnel della crisi pandemica, affidandosi sempre alla scienza, alle misure suggerite dagli studiosi e ai dati oggettivi, relativi agli indici di contagio dei vari territori e ai consequenziali tassi di occupazione delle terapie intensive. Tutte queste informazioni, insieme ad altre, fotografano perfettamente e oggettivamente la realtà epidemiologica e devono guidare le consequenziali scelte politiche. Indubbiamente occorre anche coraggio nelle decisioni e nelle scelte, che non deve significare però spregiudicatezza. Al contrario, vi devono essere la giusta consapevolezza, logicità e consequenzialità nei provvedimenti adottati. Ragionare con razionalità e obiettività, senza lasciarsi andare a entusiasmi sproporzionati, ma adottando scelte logiche, chiare e assolutamente proporzionate alla gravità del momento: solo in questo modo si potranno evitare scelte di cui poi pentirsi e da cui potrebbero scaturire dannose retromarce. Non si possono fare voli pindarici o cavalcare l'onda del populismo o semplicemente contrastare, gridare allo scandalo e affermare inopinatamente che tutto è sbagliato e tutto è da rifare, con un comportamento che non tiene assolutamente conto dell'oggettività relativa alla situazione epidemiologica. I dati dei contagi sono cifre incontestabili di cui prendere atto e su cui riflettere. Non esiste una regola del «tutto è giusto» o del «tutto è sbagliato». Esiste solo il buon senso del confronto responsabile e della condivisione delle scelte. Il principio che deve guidare i nostri comportamenti e le nostre scelte deve essere unico e ben chiaro. La salute del singolo cittadino va messa al primo posto. Uno sforzo comune, al di là delle diverse posizioni politiche, è indispensabile e deve essere fatto, così come altrettanto impegno e sacrificio vengano chiesti a tutta la collettività. Tutti noi lo dobbiamo attuare nel doveroso e sentito rispetto delle tante sofferenze e delle decine di migliaia di vittime che il Covid-19 ha provocato e continua a mietere. Il Governo Conte aveva tracciato un percorso, pur tra le tante difficoltà e le molteplici e complesse problematiche che ne hanno reso difficile il cammino: ostacoli questi ultimi da ricondurre, non solo alla pandemia, ma spesso a veti incrociati e contrapposti, fatti aprioristicamente, nella ricerca risultata vana di visibilità e di consensi (Applausi) o anche nel tentativo, non riuscito, di scalfire la popolarità e il consenso di chi quel Governo lo guidava nel momento più drammatico e critico della pandemia per il nostro Paese. Le misure adottate in questo come in altri provvedimenti, come d'altronde lo stesso PNRR, vanno nella direzione di quel percorso già intrapreso, pur con le ovvie variazioni e gli aggiustamenti necessari, riconducibili alle modificate situazioni epidemiologiche generali e alla disponibilità di dosi vaccinali sempre maggiori. Come detto, tutto ciò rappresenta un implicito ed indiretto riconoscimento della bontà del lavoro svolto da Giuseppe Conte e dal Governo da lui presieduto (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle ha dato e continua a dare la sua fiducia ad un Governo che si muova in tale direzione e sia impegnato costantemente a proporre misure e provvedimenti che tutelino prima di tutto la salute dei cittadini, in particolare dei soggetti più fragili e delle categorie più a rischio. Al tempo stesso, tali misure costituiscono un sostegno concreto alle persone più in difficoltà e una tutela per chi ogni giorno vive realmente sulla propria pelle le drammatiche conseguenze della crisi. Il MoVimento 5 Stelle c'è sempre, ogni giorno e per tutti. È presente e lavora nell'interesse del Paese. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE.