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Art. 2 Le imprese che vendono o cedono il latticello e/o il latte scremato, per beneficiare dell'aiuto devono: - nella fase di lavorazione del latte o delle creme procedere alla loro purificazione, pastorizzazione e refrigerazione; - durante il processo di burrificazione limitare l'aggiunta di acqua ad un massimo di 20 kg per ogni 100 kg di crema; - provvedere a loro spese a far effettuare ogni trenta giorni l'analisi del latticello e/o del latte scremato prodotto, con specificazione del tenore dell'estratto secco degrassato; - provvedere alla denaturazione del latticello e/o del latte scremato con 1 grammo di azorubina E 122 per ogni tonnellata di latticello; - consegnare il latticello e/o il latte scremato solo ad allevatori che si impegnino per iscritto ad utilizzarlo per l'allevamento del proprio bestiame. Tale dichiarazione deve essere conservata dalla latteria per almeno due anni; - avere ottemperato agli obblighi derivanti dal decreto ministeriale 18 luglio 1978 relativamente al pagamento della tassa di corresponsabilità del latte; - tenere una contabilità dalla quale sia possibile rilevare i movimenti giornalieri e mensili delle quantità lavorate e vendute di latte scremato ed alimenti composti per animali; - impegnarsi a presentare domanda di liquidazione dell'aiuto per ogni trimestre civile non oltre trenta giorni dalla fine del trimestre in causa. Nota all'art. 2: Il D.M. 18 luglio 1978, recante norme di applicazione del D.L. 16 giugno 1978, n. 282, relativo al prelievo di corresponsabilità sulla produzione di latte bovino, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 21 luglio 1978.