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Su questo c'è tanto da dire. Ad esempio, tutta la filiera relativa all'informazione (editoria e frequenze) è stata data in blocco a Forza Italia. Vediamo nel dettaglio: il Dipartimento per l'informazione e l'editoria è stato assegnato ad un Sottosegretario appartenente a Forza Italia; il Ministero dello sviluppo economico (MISE), che ha in pancia tutto ciò che riguarda le telecomunicazioni, ha il Ministro appartenente alla Lega e il Vice Ministro, di nuovo, a Forza Italia. Il Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è di Forza Italia, così come l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che dovrebbe controllare su tutto questo, ed è anch'essa egemonizzata da Forza Italia. Per non parlare poi del Ministero della giustizia: per essere sicuri, il presidente Berlusconi ha messo come Sottosegretario il proprio avvocato, un po' come dire che il gregge viene guardato e tenuto a guardia dal lupo. Veniamo quindi al provvedimento che più ci occupa in questo momento, il cosiddetto milleproroghe. Innanzitutto, va detto che è stato licenziato dalla Camera il 23 febbraio, è approdato ieri in Senato e non sono state date neanche dodici ore per presentare emendamenti. In Commissione abbiamo avuto pochi secondi per prendere atto del parere che la 6 a Commissione avrebbe dato alla 1 a Commissione e poi, senza sapere niente, è stato trasmesso. Stamattina sono andato anche in 1 a Commissione e ho visto perfettamente come si sono svolti i lavori: zero discussione sugli emendamenti, c'è stato appena il tempo di discutere sugli ordini del giorno, peraltro in maniera del tutto inutile, se, come verrà confermato, sarà posta la fiducia. Questo modus operandi è intollerabile. Chiedo a voi colleghi che cosa ci stiamo a fare qua: qual è la dignità del Senato, se non siamo messi in condizione di verificare i provvedimenti e di incidere attraverso emendamenti e discussione? Il Parlamento dovrebbe essere infatti il tempio della democrazia, il luogo dove si discutono i provvedimenti. Invece qui non discutiamo assolutamente niente e infatti il risultato è che, in questo milleproroghe, come da peggiore esperienza della vecchia Repubblica, insieme a tante buone misure, ne vengono inserite anche altre assolutamente negative e ingiustificabili. Facciamo qualche esempio. Sapete che, anche grazie all'intervento del MoVimento 5 Stelle, qualche anno fa era stata fatta una legge che impediva agli organi elettivi degli ordini professionali sanitari di ricandidarsi dopo aver svolto due mandati. Ciò evidentemente per consentire un turnover , un ricambio generazionale, per evitare che ci fossero incrostazioni dettate dall'esercizio di tale potere troppo a lungo. Ebbene, con il milleproroghe è stato consentito di derogare a questa norma, quindi sarà possibile presentare la propria candidatura anche dopo i primi due mandati. In tal modo, persone che hanno già ricoperto quei ruoli per decenni potranno farlo ancora per otto anni. L'emendamento in questione è stato presentato da Forza Italia alla Camera e, guarda caso, un parlamentare di Forza Italia, sempre alla Camera, è il presidente dell'ordine dei farmacisti che è già in carica da dodici anni e potrà ripresentarsi così per altri otto. Siamo tornati alle norme ad personam. Parliamo poi dei due milioni che vengono assegnati anche per il 2021 a Radio Radicale. È indubbio che essa svolga un servizio pubblico; peraltro la ascolto frequentemente e la ritengo molto utile. Questo servizio pubblico dovrebbe essere effettuato però da soggetti che hanno vinto una gara, come tutti; ci può essere qualcuno che lo fa meglio o a minor costo e invece non è così. Il contributo viene assegnato semplicemente per la continuità: non va bene, perché questi due milioni potrebbero essere spesi sicuramente meglio. E ancora, viene rinviata la norma - che tanto avevano voluto il MoVimento 5 Stelle e, in particolare, il capo politico Crimi - sulla progressiva dismissione degli incentivi e dei contributi diretti all'editoria: la sua applicazione viene nuovamente rinviata per ventiquattro mesi, nei quali si continuerà come prima. Parliamo poi delle trivelle, del rinvio della moratoria per riprendere i procedimenti amministrativi per le concessioni finalizzate all'estrazione o alla ricerca di idrocarburi. Ebbene, come sapete, si sta attendendo l'emanazione del piano che dica quali aree sono idonee e quali no. Per evitare che, in attesa del piano, vengano svolte attività lesive delle aree che non sarebbero idonee, si è detto di aspettare la pubblicazione dello stesso. Per questo motivo, dal momento che il piano non è pronto, avevamo chiesto un rinvio di un anno. Così non è stato; si è arrivati a un compromesso e - guarda caso - il rinvio è stato previsto soltanto fino a settembre, quando comincerà il semestre bianco. A quella data il piano non sarà ancora pronto e sicuramente verrà data di nuovo la possibilità di svolgere l'attività di trivellazione, ma il MoVimento 5 Stelle o altri partiti che non fossero d'accordo non potranno dire nulla, perché a quel punto non si potranno più sciogliere le Camere. È una cosa inaccettabile. (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PRESIDENTE. Le avevo ridato la parola, senatore Crucioli, ma vedo che ha concluso. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, credo che nessuno lo abbia fatto, quindi consentitemi innanzi tutto di formulare i più sinceri auguri ai nuovi Sottosegretari e Vice Ministri. È stato un parto un po' travagliato, come tutti quelli che riguardano un primogenito, ma ormai la squadra è completa. Penso che adesso il Paese si aspetti fatti e non più parole (Applausi) e sono convinto che sarà così, per non mortificare il sacrificio e il grande senso di responsabilità dimostrati da quelle forze politiche che, pur provenendo da diverse tradizioni e culture, hanno deciso, per un periodo limitato e per una situazione contingente, di mettere da parte ciò che le divideva per porsi tutte insieme al servizio del Paese. Questa è un'immagine importante, che ci inorgoglisce, perché rappresenta esattamente il sentiment degli italiani o della maggioranza di essi. Non voglio parlare delle norme inserite in questo decreto così come ci sono pervenute dalla Camera dei deputati, ma consentitemi di fare una riflessione sull'ultimo intervento che ho ascoltato, in cui il collega si è lamentato della strozzatura del dibattito e del fatto che non è stato possibile discutere neanche gli emendamenti. Benvenuto tra di noi. Lui ha fatto parte di due maggioranze (Applausi) che avevano come unico strumento di lavoro esattamente questo: trasformare il bicameralismo perfetto in monocameralismo. Ci auguriamo che l'attuale Governo voglia dimostrare più attenzione nei confronti del Parlamento. Quello in esame è un provvedimento che proviene dalla vecchia maggioranza e che è arrivato qui in Senato in limine mortis.