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Misure per la protezione e la tutela delle persone straniere di minore età non accompagnate. Onorevoli Senatori. -- Ogni anno, secondo le statistiche ufficiali (che per altro riportano dati verosimilmente sottostimati), arrivano in Italia circa 7.000 persone straniere di minore età sole, lontane dalla famiglia, senza adulti di riferimento. Nell'ambito delle migrazioni, questo nutrito numero di bambine e bambini rappresenta un gruppo particolarmente vulnerabile. Le persone straniere di minore età hanno infatti alle spalle viaggi che talvolta sono durati anni, arrivano in Italia spesso dopo aver vissuto violenze di ogni tipo e talvolta oberati da debiti di viaggio da restituire. In queste condizioni possono essere facile preda dei circuiti di illegalità, soprattutto se non si attiva, sin dal momento del loro arrivo, una rete coordinata di protezione e di sostegno. Negli ultimi anni, il flusso maggiore di persone straniere di minore età non accompagnate proviene principalmente dall'Afganistan, Bangladesh, Egitto, Tunisia, Nigeria, Somalia ed Eritrea e, in questi ultimi mesi, Siria. Si tratta soprattutto di adolescenti tra i 16 e i 18 anni, prevalentemente maschi, ma vi sono anche ragazzi più piccoli (anche di 13-14 anni) e ragazze, soprattutto provenienti dalla Nigeria. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, aggiornati al settembre 2013 e forniti dal Ministero dell’interno alle associazioni raccolte nel progetto Presidium: UNHCR, OlM, Save the Children , Croce rossa, nei primi otto mesi del 2013 sono giunti via mare in Italia 4.050 persone di minore età, per la maggior parte non accompagnate. Da molti anni l'Italia affronta l'accoglienza delle persone straniere di minore età non accompagnate in termini di emergenza, senza una chiara definizione di competenze e di responsabilità tra tutti gli attori coinvolti. Esistono in Italia esperienze di eccellenza nella accoglienza delle persone di minore età migranti, ma nonostante l'impegno di tanti, sia all'interno delle istituzioni che nelle reti associative e di volontariato, ancora oggi i diritti essenziali delle persone straniere di minore età non accompagnate non sono sempre rispettati. Dal diritto al riconoscimento della minore età a quello ad un'accoglienza decorosa, dal diritto alla nomina di un tutore alla possibilità di essere ascoltati nelle scelte che li riguardano. Le associazioni impegnate nella protezione delle persone straniere di minore età non accompagnate -- tra le quali Save the Children che ha contribuito alla elaborazione di questa proposta legislativa -- hanno accumulato una esperienza diretta che ha consentito loro di rilevare fondamentali carenze e disfunzioni nell'accoglienza e nella protezione delle persone straniere di minore età non accompagnate in Italia. Tali carenze e disfunzioni hanno fatto venire alla luce la necessità di definire tempestivamente una disciplina organica in materia e un'omogenea applicazione delle norme che garantisca uguali tutele in tutto il territorio nazionale. La Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, a seguito di un'indagine conoscitiva, il 21 aprile 2009 ha approvato una risoluzione avente ad oggetto le persone straniere di minore età non accompagnate, che contiene alcuni importanti impegni per il Governo, riferiti direttamente alla necessità di sciogliere i maggiori nodi critici emersi dalle prime risultanze dell'indagine. In particolare l'indagine conoscitiva ha evidenziato una situazione di notevole gravità sociale relativamente ai fenomeni riscontrati, imponendo alla Commissione l'urgenza di individuare al più presto strumenti immediati atti a garantire un'efficace tutela di queste persone di minore età, accertando tutte le eventuali responsabilità connesse alla loro incerta sorte e alla prevaricazione dei loro più elementari diritti di soggetti deboli. La presente proposta vuole quindi definire un sistema stabile di accoglienza, con regole certe, volto a garantire pari condizioni di accesso a tutte le persone di minore età, maggiore stabilità e dunque qualità nella rete di accoglienza, ottimizzazione delle risorse pubbliche, dal momento che è noto che, nelle fasi di emergenza, cresce anche la spesa, e diviene più difficile garantire efficienza e trasparenza. I punti salienti che vengono affrontati dal presente disegno di legge riguardano quindi la necessità di uniformare le procedure di identificazione e accertamento dell'età; l'istituzione di un sistema nazionale di accoglienza, con un numero adeguato di posti e standard qualitativi garantiti, e l'attivazione di una banca dati nazionale per governare l'invio delle persone di minore età che giungono in Italia nelle strutture di accoglienza dislocate in tutte le regioni, sulla base delle disponibilità di posti e di eventuali necessità e bisogni specifici delle persone di minore età stesse; la continuità del finanziamento di un fondo nazionale per l'accoglienza delle persone straniere di minore età non accompagnate che non gravi sulle spese dei comuni di rintraccio; la partecipazione attiva e diretta delle persone straniere di minore età non accompagnate a tutti i procedimenti che li riguardano, nel rispetto dei princìpi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza; la promozione della presa in carico e di un sostegno continuativo per le persone di minore età in condizioni di particolare vulnerabilità (vittime di tratta e di sfruttamento, richiedenti asilo, eccetera); il sostegno in modo organico all'integrazione sociale, scolastica e lavorativa delle persone straniere di minore età non accompagnate anche in vista del compimento della maggiore età; il coinvolgimento attivo delle comunità nell'accoglienza e nell'integrazione delle persone straniere di minore età non accompagnate, sviluppando l'affido familiare come alternativa alla comunità e la figura dei «tutori volontari» in rete con i garanti dell'infanzia. In particolare con l'articolo 1 si vuole circoscrivere l'applicabilità delle disposizioni del disegno di legge alle persone straniere di minore età non accompagnate presenti in frontiera o sul territorio, facendo peraltro salva la possibilità per le persone straniere di minore età non accompagnate di Paesi dell’Unione europea di usufruire delle medesime tutele, soprattutto in termini di servizi specializzati. Non è tuttavia intenzione del disegno di legge istituire una normativa «speciale» per le persone straniere di minore età non accompagnate o dell’Unione europea; si ha infatti ben presente la necessità di applicare il sistema di protezione in vigore in Italia per tutte le persone di minore età, colmando semmai le lacune che l'acuirsi di fenomeni migratori di persone minorenni ha evidenziato. L'intenzione è quindi quella di rafforzare il sistema di tutela dei diritti, rispondendo agli specifici bisogni delle persone di minore età migranti. L'articolo 2 fa rientrare nella definizione di persone straniere di minore età non accompagnate anche le persone minori richiedenti protezione internazionale, in linea con la Risoluzione europea del 1997 in materia, fino ad ora invece non considerati di competenza del Comitato minori stranieri, le cui funzioni sono state recentemente trasferite alla Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.