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giacche a vento e giubbotti con o senza cappuc- | cio e simili a maglia 6102 10 90 | 6102 20 90 | 6102 30 90 | | 6110 10 10 | 6110 10 31 | 6110 10 35 | 6110 10 38 | 6110 10 91 | 6110 10 95 | 6110 10 98 | 6110 20 91 | 6110 20 99 | 6110 30 91 | 6110 30 99 | ______________|______________________________________________________ 6203 41 10 | Calzoncini, shorts (esclusi quelli da bagno) e panta- 6203 41 90 | loni, tessuti per uomo e per ragazzo; pantaloni, tes- 6203 42 31 | suti per donna o per ragazza, di lana, di cotone o di 6203 42 33 | fibre sintetiche o artificiali, parti inferiori di 6203 42 35 | tute sportive (trainings) con fodera, diverse da 6203 42 90 | quelle della categoria 16 o 29, di cotone o di fibre 6203 43 19 | sintetiche o artificiali 6203 43 90 _ 6203 49 19 _ 6203 49 50 _ _ 6204 61 10 _ 6204 62 31 _ 6204 62 33 _ 6204 62 39 _ 6204 63 18 _ 6204 69 18 _ _ 6211 32 42 _ 6211 33 42 _ 6211 42 42 _ 6211 43 42 _ _ I. PROTOCOLLO N. 7 RELATIVO ALLE CARNI BOVINE 76. Gli articoli 1, 2 e 4 del protocollo 7 sono sostituiti dal testo seguente: "Articolo 1 Entro i limiti indicati all'articolo 2, i dazi all'importazione diversi dai dazi doganali applicati alle carni bovine originarie degli Stati ACP sono ridotti del 92%. Articolo 2 Fatto salvo l'articolo 4, la riduzione dei dati all'importazione prevista all'articolo 1 si applica per anno civile e per paese ai seguenti quantitativi espressi in carni bovine disossate. Botswana: 18 916 tonnellate Kenia: 142 tonnellate Madagascar: 7 579 tonnellate Swaziland: 3 363 tonnellate Zimbabwe: 9 100 tonnellate Namibia 13 000 tonnellate Articolo 4 Se, nel corso di un dato anno, uno degli Stati ACP di cui all'articolo 2 non è in grado di fornire il quantitativo totale autorizzato e non desidera beneficiare delle misure di cui all'articolo 3, la Commissione può ridistribuire il quantitativo mancante tra gli altri Stati ACP interessati. In tal caso, gli Stati ACP interessati propongono alla Commissione, entro il 1 settembre di quell'anno, lo Stato o gli Stati ACP in grado di fornire il nuovo quantitativo supplementare, precisandole quale Stato ACP non è in grado di fornire la totalità del quantitativo in precedenza assegnatogli, fermo restando che questa nuova assegnazione temporanea non modifica i quantitativi iniziali. La Commissione fa in modo che sia presa una decisione entro e non oltre il 1 dicembre. " J. PROTOCOLLO N. 10 SULLA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE FORESTALI 77. È aggiunto il seguente protocollo n. 10: "PROTOCOLLO N. 10 sulla gestione sostenibile delle risorse forestali 1. La Comunità e gli Stati ACP riconoscono l'importanza e la necessità di una gestione razionale delle risorse forestali per garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine delle foreste negli Stati ACP, in conformità con la dichiarazione di principio di Rio sull'ambiente e lo sviluppo, ivi compresi i principi relativi alle foreste (non giuridicamente vincolanti), con l'accordo quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e con la convenzione sulla biodiversità e la desertificazione. 2. Vengono considerate prioritarie le azioni di sostegno e di appoggio agli sforzi degli Stati ACP e delle loro organizzazioni volti a conservare, ripristinare a utilizzare in modo sostenibile le risorse forestali, e alla lotta contro la desertificazione. 3. La Comunità e gli Stati ACP concentrano i propri sforzi sulle azioni volte a promuovere: a) la conservazione delle foreste tropicali minacciate di estinzione e della loro diversità biologica, la rigenerazione delle funzioni delle foreste tropicali danneggiate, tenendo presenti le necessità e gli interessi delle popolazioni locali per quanto riguarda l'uso sostenibile dei prodotti forestali, le diverse cause e i diversi fattori della deforestazione, la necessità di assicurare la partecipazione delle popolazioni locali all'individuazione, alla progettazione e all'esecuzione delle azioni, le differenze tra paesi e regioni e le misure da attuare nei loro confronti. b) lo sviluppo di zone cuscinetto per contribuire alla conservazione, alla rigenerazione e allo sviluppo sostenibile delle foreste tropicali, nel quadro di un progetto più ampio di assetto territoriale. c) la gestione sostenibile delle foreste destinate alla produzione di legname da opera e dei prodotti derivati, in modo da garantire che entro il 2000, grazie ad una serie di piani di gestione adeguati, questi prodotti siano ottenuti da fonti sostenibili. Viene data particolare priorità alle operazioni forestali su scala ridotta gestite dalle comunità locali. d) il sostegno e lo sviluppo di operazioni di rimboschimento e di gestione delle foreste adatte alla realtà locale, nonché di fertilizzazione di terreni boschivi degradati, soprattutto nel contesto di campagne nazionali e regionali contro la desertificazione. e) il sostegno per la creazione di istituzioni nel settore forestale, ponendo l'accento sulle competenze necessarie a rispondere alle esigenze delle popolazioni locali e dei ricercatori e responsabili della gestione delle foreste in materia di piani di formazione, di contesto legislativo, di un maggior sostegno politico e sociale e di consolidamento delle istituzioni, nonché di organizzazioni e associazioni attive nell'ambito forestale. f) lo sviluppo e l'esecuzione di piani d'azione a livello locale, nazionale e regionale per migliorare la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle risorse forestali, tenendo conto delle cause della deforestazione sia interne che esterne al settore forestale. g) l'introduzione di una politica di ricerca strategica e flessibile tesa a diffondere le conoscenze e la capacità di pianificazione necessarie alla conservazione e alla gestione sostenibile delle foreste e all'attuazione di attività di ricerca e di controllo nell'ambito dei diversi progetti e programmi. 4. Riconoscendo l'importanza del legname e dei suoi derivati per l'economia degli Stati ACP, la Comunità e gli Stati ACP concentreranno i propri interventi, entro i limiti sopra stabiliti, sui seguenti punti: a) incrementare gli scambi e migliorare la commercializzazione del legname prodotto da foreste nell'ambito di uno sviluppo sostenibile; b) promuovere la definizione e lo sviluppo di sistemi di certificazione per il legname prodotto dalle foreste tropicali, tenendo presenti i principi della gestione sostenibile delle foreste, in linea con i previsti sistemi di certificazione armonizzati a livello internazionale per tutti i tipi di legname e prodotti derivati;