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Le Commissioni riunite hanno stabilito che, ai fini della prova dell'assenza dei motivi di esclusione in capo all'operatore economico che partecipa alla procedura, per i soggetti di cui l'operatore economico si avvale, nonché per i subappaltatori, i certificati e gli altri documenti hanno una durata pari a sei mesi dalla data del rilascio. Il decreto-legge, alla lettera s) , ha poi apportato alcune modifiche alla disciplina dei criteri di aggiudicazione dell'appalto prevedendo, tra l'altro, che siano aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa i contratti di servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro e caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che abbiano un carattere innovativo. Sul punto dei criteri di aggiudicazione, le Commissioni riunite hanno previsto la reintroduzione del tetto del 30 per cento per il punteggio economico ai fini dell'individuazione del rapporto qualità/prezzo, di cui il decreto-legge ha invece sancito l'eliminazione. Un emendamento approvato dalle Commissioni riunite prevede poi che, nell'offerta economica, devono in ogni caso ritenersi compresi i costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro propri dell'operatore economico e che le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 97, comma 5, lettera d) . Con le disposizioni di cui alla lettera t) si provvede, inoltre, a disciplinare le modalità per il calcolo della soglia di anomalia, sostituendo i cinque metodi alternativi finora previsti dal codice con un unico sistema di calcolo, nell'ambito del quale si introducono alcune variabili. Con riferimento alla disciplina del subappalto, le Commissioni riunite hanno previsto che la stazione appaltante possa decidere nel bando che i lavori subappaltabili possano raggiungere il 40 per cento dell'importo complessivo dei lavori, servizi o forniture (mentre il decreto-legge aveva portato tale percentuale dal 30 al 50 per cento), e hanno previsto la reintroduzione del divieto di affidare il subappalto a chi abbia già partecipato alla procedura per l'affidamento dell'appalto, del quale il decreto-legge aveva disposto invece l'eliminazione. Restano ferme l'eliminazione dell'obbligo di indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta e l'estensione del pagamento diretto a tutti i casi in cui ciò sia richiesto dal subappaltatore. Le Commissioni riunite hanno inoltre riportato l'incentivo del 2 per cento alle finalità originariamente previste dal codice dei contratti pubblici, eliminando l'incentivo per le attività di progettazione reintrodotto dal decreto-legge. È prevista poi la proroga al 31 dicembre 2019 del termine entro il quale le concessioni già in essere si adeguano all'obbligo di affidare l'80 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture mediante procedura ad evidenza pubblica. Si dispone altresì l'ampliamento del novero dei soggetti che possono presentare alle stazioni appaltanti proposte di partenariato pubblico-privato, ai sensi dell'articolo 183, comma 15, primo periodo, del codice dei contratti pubblici, includendovi gli investitori istituzionali. La successiva lettera gg) prevede l'eliminazione dell'albo nazionale dei soggetti che possono ricoprire i ruoli di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale. Si demanda la disciplina della qualificazione del contraente generale al regolamento di attuazione, eliminando la previsione per cui l'attestazione del possesso dei requisiti dello stesso avveniva mediante SOA, e prevedendo l'istituzione del sistema di qualificazione del contraente generale, gestito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La lettera mm) , numero 6, proroga ulteriormente e amplia l'ambito di applicazione della disposizione transitoria che consente ai concessionari autostradali di avviare le procedure di gara per l'affidamento della concessione anche sulla base del solo fabbisogno predisposto dal concedente stesso, limitatamente agli interventi di messa in sicurezza dell'infrastruttura esistente. Ai sensi del comma 3, le modifiche di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi con i quali si indice la gara sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame. Un emendamento approvato dalle Commissioni riunite prevede che, in caso di affidamento diretto, le modifiche apportate dal decreto-legge in esame al codice dei contratti pubblici trovino applicazione qualora, alla data di entrata in vigore del decreto-legge medesimo, non sia stata ancora avviata la progettazione dell'opera. Le Commissioni riunite hanno inoltre posticipato i termini per l'inizio dell'esecuzione dei lavori per i Comuni beneficiari dei contributi previsti dalla legge di bilancio 2019 per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici ed edifici comunali che abbiano avviato la progettazione per la realizzazione degli investimenti ma non abbiano ancora avviato l'esecuzione dei lavori. I commi 4 e 5 modificano la disciplina del rito abbreviato per gli appalti previsto dall'articolo 120 del codice del processo amministrativo. L'articolo 2 reca disposizioni sulle procedure di affidamento in caso di crisi, volte a eliminare problemi di coordinamento tra il codice dei contratti pubblici e la legge fallimentare e a rafforzare il favor verso l'impresa momentaneamente in difficoltà, che ha già caratterizzato i recenti interventi in materia di diritto fallimentare. L'articolo 3 reca disposizioni in materia di semplificazione edilizia, con particolare riferimento alla disciplina degli interventi infrastrutturali in zone sismiche. In primo luogo, esso apporta una serie di modifiche - volte a semplificare le procedure e ad alleggerire gli oneri burocratici - all'articolo 65 del testo unico dell'edilizia, in materia di denuncia dei lavori di realizzazione e relazione a struttura ultimata di opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso e a struttura metallica, nonché all'articolo 67, in materia di collaudo statico. Gli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite prevedono che il Ministero delle infrastrutture possa autorizzare laboratori diversi da quelli elencati nell'articolo 59 del testo unico dell'edilizia a effettuare prove e controlli su materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti; dispongono che alcune comunicazioni tra costruttori e sportello unico avvengano tramite posta elettronica certificata e, infine, introducono un termine entro il quale il Ministro delle infrastrutture deve definire le linee guida per l'individuazione, dal punto di vista strutturale, degli interventi rilevanti, di minore rilevanza e privi di rilevanza, nonché delle varianti di carattere sostanziale per le quali non occorre il preavviso di cui all'articolo 93.