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tale occupazione, dapprima ampiamente tollerata dalle istituzioni, sta creando da tempo problemi di convivenza con i residenti, a causa delle attività che vi si svolgono; le amministrazioni comunali che si sono avvicendate hanno espresso più volte pubblicamente la volontà di riqualificare l'area per utilizzarla per progetti sociali capaci di coinvolgere tutti i cittadini; questo tipo di occupazioni rappresenta un problema anche per l'impatto sociale indiretto che causa nei cittadini, costretti a vivere in emergenza abitativa, che si trovano a constatare come ingiustizia la tolleranza delle istituzioni nei riguardi di questi fenomeni di illegalità; gli allacci all'impianto di fornitura di acqua e corrente elettrica risultano totalmente abusivi, data l'assenza degli appositi contatori e tale pratica, oltre ad essere illegale, è uno schiaffo morale rivolto alla cittadinanza, che regolarmente paga le forniture di cui usufruisce; la struttura dello stabile è stata alterata dagli occupanti come documentato dalle Forze dell'ordine, che hanno provveduto ad emanare provvedimenti e ad identificare le persone presenti al momento; attualmente lo stabile risulta privo di certificato di idoneità statica; gli articoli 50 e 54 del testo unico degli enti locali (di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000) specificano: che in caso di emergenze sanitarie o igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco quale rappresentante della comunità locale; che il sindaco, quale ufficiale di governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli, che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana; tale occupazione abusiva costituisce un costante pericolo per la sicurezza e l'incolumità della cittadinanza e di coloro che si trovano a transitare nella zona (via Aurelia); il sindaco ha piena autorità per ordinare lo sgombero dei locali della ex casa cantoniera come avvenuto in altre occasioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta e quali provvedimenti intenda adottare per risolvere la problematica. Atto n. 4-00647 PATRIARCA Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in una società che si interroga sul senso della famiglia, la figura del caregiver familiare diventa uno degli indicatori di qualità della relazione di cura a cui ogni membro di ogni famiglia ha diritto nella vita; il caregiver familiare è una figura che può essere indispensabile nella vita di una persona, ogni volta che si crea una condizione di dipendenza, una perdita di autonomia, più o meno prolungata, più o meno reversibile; il caregiver familiare svolge il suo ruolo per motivazioni affettive e in modo informale e gratuito, spesso per lunghi periodi di tempo (disabilità congenita, patologie cronico-degenerative) con pesanti impatti in termini di isolamento sociale, di salute, di condizione economica e lavorativa; i caregiver in Italia che assistono familiari, secondo una recente indagine Istat, sono stimati pari a 7.293.000 (14 per cento della popolazione). Si tratta per il 6,6 per cento di giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, per il 20,4 per cento di età compresa tra i 25 per il 44, al 44,9 per cento di persone di età compresa tra i 45 ed i 64 anni, e per il 20,8 per cento di età superiore ai 65 anni. 2.146.00 (ben 2 terzi sono donne) hanno un impegno assistenziale superiore alle 20 ore settimanali (sovente per 24 ore); si è caregiver in tutte le fasce di età e condizione: studenti, inoccupati, disoccupati, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati; i caregiver familiari in Italia sono prevalentemente donne, spesso costrette a lasciare il lavoro e questo dato coincide con la gravità dell' handicap e dell'età e se la persona malata o disabile è un figlio, quasi sempre uno dei genitori lascia il lavoro. Il caregiver familiare assolve una funzione non solo familiare, ma anche sociale; una funzione che necessita di riconoscimento, di servizi di supporto, di politiche intersettoriali, in primis di conciliazione; considerato che: nella legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017) varata dal Governo pro tempore Gentiloni, con un emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo e 150 senatori, è stato definito, a valere nella legislazione nazionale, la figura del caregiver familiare ed istituito un fondo a sostegno del relativo ruolo di cura ed assistenza (commi 254 e 255 dell'art. 1), con una dotazione triennale di 60 milioni di euro (20 milioni per annualità a partire dal 2018); si è trattato di un primo risultato, a lungo atteso dai milioni di caregiver familiari del nostro Paese; nessun riferimento al fondo appare nell'anticipo della Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza per il 2019, si chiede di sapere quali siano le risorse a sostegno dei caregiver familiari assegnate al fondo e quale sia lo stato di avanzamento del provvedimento attuativo sull'impiego di tali risorse. Atto n. 4-00648 BARBARO Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'atto aziendale 2017 dell'Asl di Caserta reitera una strutturazione dell'azienda sanitaria, che ha trascurato la "medicina preventiva", e appare in netto contrasto con le direttive ministeriali, volte a potenziare la prevenzione; nell'ambito dell'Asl di Caserta si annoverano: 107 stabilimenti riconosciuti con bollo CE e 140 strutture casearie riconosciute con bollo CE; 13.952 imprese registrate; 851 allevamenti bufalini; 1704 allevamenti bovini; 761 allevamenti ovini; 257 allevamenti caprini, che richiedono interventi di prevenzione distinti per aree funzionali, ciascuna delle quali dotata di un proprio direttore di strutture complessa; nell'Asl di Caserta non sono presenti, nell'ambito del servizio veterinario, i "responsabili dei servizi centrali", poiché anziché avviare un regolare concorso nazionale, si è proceduto tramite un "bando interno" ( ex art. 18 del contratto per la dirigenza medica veterinaria 1998-2001). La commissione esaminatrice, tuttavia, presenta diversa profili di illegittimità, come la presenza di uno psichiatra. La commissione ha inoltre redatto una graduatoria mai pubblicata, se non quella relativa al servizio "Sanità animale"; solo all'esito delle predette procedure, con deliberazione del direttore generale dell'Asl di Caserta, il ruolo di responsabile del servizio "Sanità animale" è stato conferito per "incarico diretto" al dirigente collocatosi al primo posto della graduatoria del "bando interno"; tale nomina è stata revocata successivamente dallo stesso direttore generale, con incarico conferito ad un dirigente veterinario non presente in graduatoria; l'atto aziendale e quelli ad esso consequenziali hanno completamente disatteso quanto stabilito dal "decreto Balduzzi" (di cui al decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012);