[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), promosso con ordinanza del 23 maggio 2005 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, nel giudizio tributario vertente tra Luigi Galimberti e il Comune di Lissone, iscritta al n. 44 del registro ordinanze 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell'anno 2006. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 21 giugno 2006 il Giudice relatore Franco Gallo. Ritenuto che, nel corso di un giudizio tributario promosso da un contribuente avverso il provvedimento con il quale il Comune di Lissone aveva rifiutato il rimborso dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) versata dallo stesso contribuente per gli anni dal 1995 al 2004, la Commissione tributaria provinciale di Milano, con ordinanza del 23 maggio 2005, ha sollevato, in riferimento agli articoli 23, 70 e 76 della Costituzione, questione di legittimità dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), «nella parte in cui, in contrasto a quanto stabilito quale principio direttivo dall'art. 4 comma 1 lettera a) della Legge Delega n. 421/1992 [rectius: art. 4, comma 1, lettera a), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, recante «Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione della disciplina in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale»], limita il diritto al rimborso delle somme ICI versate e non dovute al periodo d'imposta di tre anni anziché al periodo d'imposta dell'ultimo decennio»; che la Commissione rimettente premette, in punto di fatto: a) che il contribuente – proprietario di tre aree iscritte nel catasto del Comune di Lissone al foglio 5, particelle n. 62, n. 80 e n. 306, sulle quali insistono l'abitazione principale (particella n. 62) e l'«annesso giardino» (particelle n. 62, n. 80 e n. 306) – chiede il rimborso delle somme versate nel decennio dal 1995 al 2004 per l'ICI concernente l'area di cui alla particella n. 306, ed eccepisce l'illegittimità costituzionale del menzionato art. 13 del d. lgs. n. 504 del 1992 , nella parte in cui limita «agli ultimi tre anni» il diritto al rimborso dell'imposta; b) che, nel definire un precedente giudizio promosso dal medesimo contribuente avverso gli avvisi di accertamento e di liquidazione dell'ICI riguardanti l'area di cui alla predetta particella n. 306, la stessa Commissione aveva annullato gli avvisi impugnati, affermando che «il terreno di cui al foglio 5 mappale 306» non è «assoggettabile autonomamente ad I.C.I.», in quanto «area pertinenziale dell'abitazione principale»; che, tanto premesso, la Commissione tributaria provinciale di Milano, con unico provvedimento: a) pronuncia sentenza, con la quale – richiamata la motivazione della menzionata sentenza di annullamento degli avvisi di accertamento e di liquidazione dell'ICI riguardanti l'area di cui alla predetta particella n. 306, qualificata tale area pertinenza dell'abitazione principale e ritenuta, perciò, l'area stessa non autonomamente assoggettabile all'ICI – dichiara non dovuta l'imposta pagata dal contribuente per il decennio dal 1995 al 2004 ed ordina il rimborso delle somme dallo stesso versate limitatamente ai periodi d'imposta dal 2002 al 2004, in quanto l'art. 13 del d. lgs. n. 504 del 1992 «limita il rimborso agli ultimi tre anni»; b) pronuncia ordinanza, con la quale, riguardo alla domanda di rimborso delle somme versate per i periodi d'imposta dal 1995 al 2001, solleva la predetta questione di legittimità costituzionale; che, secondo la Commissione rimettente, il censurato art. 13, comma 1, del d. lgs. n. 504 del 1992 violerebbe: a) l'art. 76 Cost., perché, prevedendo che il contribuente può chiedere al Comune il rimborso delle somme versate e non dovute ai fini dell'ICI «entro il termine di tre anni dal giorno del pagamento», si pone in contrasto con il principio direttivo di cui al menzionato art. 4, comma 1, lettera a), della legge di delegazione n. 421 del 1992, laddove questo dispone che «il rimborso è limitato all'imposta pagata per il periodo decorrente dall'ultimo acquisto per atto tra vivi dell'area e, comunque, per un periodo non eccedente i dieci anni»; b) l'art. 23 Cost., per il quale nessuna prestazione patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge; c) l'art. 70 Cost., che attribuisce alle due Camere l'esercizio della funzione legislativa; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per l'inammissibilità e, comunque, per l'infondatezza della questione. Considerato che la Commissione tributaria provinciale di Milano dubita, in riferimento agli articoli 23, 70 e 76 della Costituzione, della legittimità dell'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421); che la norma censurata, nel disciplinare i rimborsi dell'imposta comunale sugli immobili (ICI), stabilisce che, nel caso di «somme versate e non dovute», il rimborso può essere richiesto «entro il termine di tre anni dal giorno del pagamento» (primo periodo) e che, con riguardo allo specifico caso di imposta indebitamente pagata «per le aree divenute inedificabili», il rimborso deve essere richiesto «entro il termine di tre anni dalla data in cui le aree sono state assoggettate al vincolo di inedificabilità» e «spetta limitatamente all'imposta pagata […] per il periodo di tempo decorrente dall'ultimo acquisto per atto tra vivi dell'area e, comunque, per un periodo non eccedente dieci anni, a condizione che il vincolo perduri per almeno tre anni» (terzo periodo, abrogato – a decorrere dal 1° gennaio 1998 – dall'art. 58, comma 1, lettera c, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, recante «Istituzione dell'imposta sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali»);