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Fatta questa opportuna precisazione e condividendo, seppure con i limiti sopra indicati, la necessità di colmare un vuoto legislativo relativo alle convivenze considerate come coppie di fatto e quindi «formazioni sociali in cui si svolge la personalità dei suoi membri», elaborando una disciplina omogenea per le coppie omosessuali e quelle eterosessuali, con il presente disegno di legge si prevede un riconoscimento dei diritti anche ai conviventi, senza minare l'istituto del matrimonio che, nel comune sentire, rappresenta uno dei cardini della nostra società civile. Sulla scorta di quanto sopra detto, il titolo quindi del disegno di legge potrebbe essere formulato come «Disciplina delle unioni registrate». L'articolo 1 stabilisce che la legge ha quale finalità di disciplinare, senza discriminazione di sesso, le unioni registrate ed esplicita che tale istituto è distinto ed autonomo rispetto a quello del matrimonio. L'articolo 2 prevede che per la costituzione dell'unione nonché per il suo scioglimento, è prevista una formalità quale presupposto necessario ma non oneroso: la realizzazione di un registro delle unioni presso l'ufficiale dello stato civile. Quest'ultimo è il soggetto legittimato sia a raccogliere le dichiarazioni dei relativi conviventi sia a provvedere alle dovute trascrizioni in tale registro. Il predetto articolo prevede altresì i casi di incompatibilità, a pena di nullità, all'accesso all'istituto per persone già legate da un rapporto di coniugio o per motivi di età o rapporti di parentela ed altri casi. Il predetto articolo esclude l'applicabilità a tale istituto delle convenzioni internazionali che disciplinano il matrimonio. L'articolo 3 del testo esplicita diritti e doveri derivanti dalla registrazione dell'unione. Si tratta invero di diritti e doveri cosiddetti «naturali» ossia che, prima di esistere per legge, esistono in natura in quanto caratterizzanti la solidarietà esistente tra due persone che decidono di unirsi in un rapporto di coppia, quali l'assistenza morale e materiale e la coabitazione. Prevede altresì il venir meno di tale obbligo nei confronti di chi invece, comportandosi in maniera nettamente contraria allo spirito che lega l'unione, si allontana dalla casa e rifiuti di farvi ritorno. L'articolo 4 prevede il diritto della coppia di scegliere, mediante una convenzione, il proprio regime patrimoniale. Anche in questo caso si è scelta la forma scritta ricevuta dall'ufficiale dello stato civile così da essere certa e pubblica ma non onerosa. L'articolo 5 prevede in capo ai componenti dell’unione registrata i diritti e doveri di cura, di assistenza e di assumere decisioni relative alla salute dell'altro componente l'unione, nel caso di incapacità di quest'ultimo, in occasione quindi sia di malattia che di morte di uno dei due componenti la coppia. La norma prevede altresì, alla stessa stregua del coniuge, il diritto al congedo parentale per tre giorni lavorativi retribuiti in caso di decesso o di documentata grave infermità dell'altro membro dell'unione. L'articolo 6 prevede l'estensione al componente dell'unione registrata di una serie di diritti e poteri, già riservati al coniuge, in caso di accertata incapacità, totale o parziale, di agire di uno dei due componenti. L'articolo 7 prevede diritti equivalenti ai familiari per l'assistenza penitenziaria. L'articolo 8 conferisce rilievo nella graduatoria per l'ottenimento degli alloggi residenziali equivalenti a quello che oggi è riconosciuto per il convivente. L'articolo 9 prevede il diritto al ristoro del danno in caso di decesso di uno dei due componenti la coppia a causa di un terzo. L'articolo 10 prevede il subentro nel contratto di locazione dell'altro componente in caso di morte dell'intestatario del contratto di locazione. L'articolo 11 prevede che, nell'ambito della successione legittima, concorra anche il componente dell'unione nonché prevede, in capo allo stesso, il diritto di abitazione sulla casa in cui la coppia ha vissuto. L'articolo 12 disciplina le modalità di scioglimento dell’unione in modo agevole ed evitando costi notarili. L'articolo 13 disciplina gli obblighi ed i diritti scaturenti da tale scioglimento in capo ad uno dei due componenti qualora economicamente più debole. L'articolo 14 disciplina gli eventuali obblighi alimentari. Dall'articolo 15 al 17 si opera una equiparazione tra la posizione del membro dell'unione registrata alla posizione del familiare oppure, a volte, del coniuge, in alcuni dettami del codice penale e di procedura penale e di leggi collegate al codice penale e di procedura penale, a titolo esemplificativo, contemplando tale figura nelle circostanze aggravanti o attenuanti di una fattispecie criminosa. L'articolo 18 esclude che la registrazione dell'unione possa avere alcun conseguenza giuridica sui figli della coppia e dalla stessa non discende alcun diritto alle adozioni dei minori in qualsiasi forma. Su tale tema si premette, come già detto sopra, che il diritto alla «vita familiare» evocato in ambito europeo per gli omosessuali, non comprende il diritto ad accedere indiscriminatamente all'istituto del matrimonio é tantomeno alle adozioni. In particolare la Cedu lascia liberi i diversi Stati, a seconda del proprio patrimonio storico e culturale, di stabilire quale debba essere la legislazione nazionale su un tema così delicato. A tale riguardo si ritiene sia chiara la ratio della legge n. 184 del 1983 modificata dalla legge del 2001 n. 149: il legislatore italiano ha limitato l'istituto dell'adozione alle sole coppie coniugate da oltre tre anni e non separate nemmeno di fatto. Questo rimane uno dei perentori discrimen tra il matrimonio e le unioni registrate. Il medesimo articolo, nell'esclusivo interesse del minore ed a tutela della continuità affettiva, contempla il caso di intervenuto decesso o di impossibilità ad esercitare la responsabilità genitoriale per una sopravvenuta grave malattia del genitore del minore che ha un solo genitore, prevedendo il diritto all'affidamento del minore in favore del convivente registrato che con il minore ha convissuto. L'articolo 19 disciplina i diritti delle coppie, già unite in matrimonio, a seguito di divorzio per il cambiamento di sesso di una delle parti. Sebbene esistano delle iniziative parlamentari volte a riconoscere alle coppie omosessuali agevolazioni tributarie e diritti previdenziali e pensionistici, si ritiene sia importante escludere tale aspetto dal novero dei diritti in capo ai membri dell'unione registrata e ciò per le ripercussioni che tali diritti avrebbero sull'intera società e quindi sulla spesa pubblica. Si ritiene inoltre che tali diritti debbano essere strettamente collegati al ruolo della famiglia fondata sul matrimonio quale esclusiva destinataria dei benefici economici e sociali previsti dall'ordinamento vigente. La protezione infatti che lo Stato può garantire ad altre forme di organizzazione sociale tra due persone non deve essere equiparata a quella che in Italia è senz'altro, da sempre, come già espresso, l’istituto base della società, ossia il matrimonio. Il presente disegno di legge intende pertanto riconoscere talune specifiche prerogrative alle unioni registrate, anche ad evitare che sentenze di tribunale prendano il posto delle leggi approvate dai rappresentanti del popolo.