[resaula]

Ne è uscito un testo a nostro avviso migliore, maggiormente completo, che sviluppa i dodici articoli di cui è composto in modo armonico, integrandoli in alcune parti e fornendo quelle risposte ai problemi che, come sistematicamente accadeva con la sinistra al Governo, venivano lasciati in una sorta di limbo, senza essere risolti o nemmeno affrontati perché probabilmente ritenuti troppo complessi. Un esempio lampante è quello del blocco delle assunzioni delle forze dell'ordine, follia che ha generato uno squilibrio che stiamo quotidianamente scontando e che ci ha costretti ad agire con tempestività per andare a ristabilire un livello occupazionale minimo in grado di sostenere l'intero settore. Questa emergenza, iniziata con i Governi di sinistra per i quali la sicurezza evidentemente era un qualcosa che aveva importanza relativa, ci ha quindi obbligati ad una precisa scelta: fare un nuovo concorso, rimanendo ancora fermi ad aspettare tempi lunghi e incerti, oppure andare ad assumere nuovi agenti fin da subito, attingendo dalle graduatorie esistenti, rispettando però le regole vigenti e dunque quelle limitazioni in termini di età e titoli di studio, secondo le modifiche introdotte dal Partito Democratico nel 2017, escludendo di fatto una parte delle persone che avevano partecipato all'ultimo concorso senza ovviamente risultarne vincitrici. Ancora una volta, quindi, ci siamo trovati a dover gestire problemi causati dai Governi precedenti, cercando la soluzione migliore per il Paese. Resta però il fatto che se si fossero fatte le assunzioni per tempo non sarebbe sorto nemmeno il problema e il Partito Democratico avrebbe potuto cambiare la legge - come effettivamente ha fatto - senza escludere centinaia di persone dalla graduatoria. Si promettevano nuovi agenti ma, alla fine, non si assumevano mai perché - veniva sempre risposto - mancavano i soldi. Già, mancavano sempre i soldi per assumere agenti; l'Europa chiedeva rigore nei conti, ma si poteva però chiedere flessibilità per dare gli 80 euro, vero? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Ebbene, c'è una novità: noi siamo differenti, noi gli agenti li assumiamo sul serio. In questo provvedimento c'è molto altro ancora e faccio alcuni esempi. Sugli enti locali, per esempio, andremo a fornire ulteriore ossigeno ai Comuni, ripristinando completamente il fondo IMU-TASI che il Governo precedente aveva deciso di interrompere a fine 2018, ma che noi, ritenendolo di importanza basilare, già avevamo parzialmente finanziato per il 2019 nella legge di bilancio a fine dicembre. Oggi lo abbiamo completamente rifinanziato. Giusto per fare un riassunto, in sei mesi noi abbiamo: reso ammissibile e finanziato il bando periferie, sbloccato gli avanzi di bilancio per i Comuni; dato 400 milioni di euro ai Comuni con meno di 20.000 abitanti; dato 250 milioni di euro alle Province e rifinanziato integralmente i 300 milioni del fondo di perequazione IMU-TASI. Fatti, non promesse, che certificano il nostro sostegno agli enti locali, troppo spesso dimenticati (per non dire proprio massacrati) dai vari governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni Silveri. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nella trasformazione in legge di questo decreto-legge, vorremmo (e vogliamo) andare a far seguire i fatti alle parole per quanto riguarda i superstiti ed i familiari delle vittime della tragedia di Rigopiano, andando a stabilire indicazioni semplici per i risarcimenti dovuti. È nostra intenzione fornire risposte semplificative anche per quanto riguarda il tema dell'etichettatura alimentare, in quanto riteniamo che sia un sacrosanto diritto dei cittadini avere informazioni semplici e veritiere in merito a ciò che finisce sulle loro tavole. È di tutta evidenza, quindi, che trasformando in legge questo decreto-legge vogliamo apporre alcune significative ed importanti migliorie, ma non si possono elencare tutte nei pochi minuti a disposizione. Dobbiamo però citare ancora il ripristino dell'IRES agevolata per le associazioni no profit e la nuova normativa per gli NCC, la semplificazione introdotta per gli ordini degli avvocati, il passaggio della gestione delle concessioni idroelettriche alle Regioni (avanti verso l'autonomia regionale). (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018 n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazioni per le imprese e per la pubblica amministrazione, è un primo importante passo per un reale sostegno ed una effettiva semplificazione cui prestissimo dovranno seguire altre misure che, mi auguro, potranno partire proprio dal Parlamento già dalle prossime settimane perché, come Lega, abbiamo in mente diversi interventi che, ne siamo certi, gli italiani aspettano da almeno sette anni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Piaget-Diaz» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, nell'affrontare questa discussione penso sia oggi difficile parlare di semplificazione perché il provvedimento in esame contiene molte cose, troppe. È ormai un provvedimento omnibus e di semplificazione c'è poco o niente. Vedete, quando si parla di semplificazione si immagina che si proceda nel cancellare norme e leggi che opprimono la vita di cittadini e aziende, una burocrazia con più di 110.000 leggi fra cui ancora centinaia di quando questo Paese era governato da un re. Invece di semplificare, discutiamo un provvedimento che è un vero e proprio pentolone di norme eterogenee ma che ha un nome accattivante: «semplificazione». Nella pratica non c'è minimamente l'intento di snellire norme che appesantiscono le operazioni della pubblica amministrazione, una strategia comunicativa che, come in altri casi, si concentra su un messaggio semplice ma efficace intorno a provvedimenti con poca sostanza o spesso con norme non pertinenti. Una scena già vista: decreto sicurezza con poca sicurezza, decreto Genova con poca Genova, decreto dignità con poca dignità, così un decreto semplificazione con poca semplificazione. Grandi titoli, pochi contenuti. Come sempre, la disorganizzazione nel programmare i lavori nelle Commissioni, poi, regna sovrana e i contrasti interni alla maggioranza hanno tenuto in ostaggio quest'Assemblea per giorni: sospensioni e rinvii continui. Più che un decreto semplificazione, un decreto confusione. Così come si ripete la scena di una maggioranza le cui forze litigano tra di loro, che presenta tutta una serie di emendamenti fra i più variegati che poco c'entrano con la semplificazione: penso alla moratoria ai permessi di ricerca ed estrazione di gas e petrolio;