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(v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.342, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, desidero riprendere un tema a noi molto caro, che abbiamo riproposto ripetutamente quando abbiamo discusso di minori e disabili, sia in Commissione sia in Aula. Con l'emendamento in esame, riproponiamo ancora una volta con molta pacatezza e serietà il concetto che la scala di equivalenza che avete introdotto colpisce i minori e le famiglie con minori e disabili. Non lo diciamo riportando dati nostri o miei, che comunque non sono inventati, ma semplicemente raccontando quelli che sono stati forniti da Alleanza contro la povertà, ISTAT e INPS, i quali ci confermano che la scala di equivalenza che avete introdotto in questo provvedimento colpisce le famiglie con minori e disabili e quelle numerose. Come abbiamo detto anche ieri in discussione generale, sapete bene trattarsi di una questione importante, che riguarda il Paese, nel quale abbiamo più di un milione di bambini poveri. Su questo, negli anni precedenti, abbiamo cercato di fare qualcosa e vorrei elencare i provvedimenti relativi, signor Presidente, affinché non si continui a raccontare sempre la solita storia, del tipo: «siamo arrivati noi e risolveremo anche questo problema, d'emblée , in un secondo». Vorrei ricordare che nella legge di bilancio 2016 abbiamo stanziato 100 milioni ogni anno per contrastare la povertà minorile. Vorrei ricordare ancora che abbiamo stanziato 840 milioni di fondi PON per le scuole inclusive contro la povertà educativa. Abbiamo introdotto l'alternanza scuola-lavoro: voi chiederete cosa c'entri, ma, come abbiamo provato, se gestita bene, nei territori di difficoltà e disagio aiuta i ragazzi a uscire dalle situazioni di marginalità; se gestita bene, l'alternanza scuola-lavoro è un'esperienza positiva, di sollievo e inclusione nel territorio, ma avete ridotto anche questa. Nella legge di bilancio del 2018 abbiamo chiesto a ISTAT - come abbiamo descritto nella norma - di individuare parametri e indicatori chiari affinché fossero determinate le zone a maggior rischio di povertà minorile educativa. Ancora, nel 2017, con l'articolo 11, abbiamo istituito un fondo per attivare interventi a reti di scuole, in convenzione con il terzo settore. Capisco che, quando si parla di reti di scuole, convenzioni e alleanze sul territorio, utilizziamo un lessico che non comprendete, perché queste parole non ci sono e non esistono nel reddito di cittadinanza. Il fondo che abbiamo istituito nel 2017 parlava di attivare reti di scuole e convenzioni con il terzo settore, il CONI, le federazioni sportive e i servizi educativi privati e pubblici. Qual era l'obiettivo? Prevenire il fallimento formativo, contrastare la povertà educativa e contrastare situazioni di fragilità nelle zone a rischio di criminalità organizzata. Su questo tema centrale - famiglie con minori e disabilità e povertà educativa - voi non avete sprecato una sola parola. Dico al sottosegretario Cominardi, molto attento durante il dibattito - parlo con serenità - per cortesia, andate a guardare le cose che sono state fatte, così almeno ripartiamo da lì. Andate a guardare le cose che abbiamo cercato di fare negli anni passati e provate a ripartire da lì, mettendo finalmente al centro della vostra attenzione i temi della povertà minorile e delle famiglie numerose. Sottosegretario Cominardi, non è vero che in questa scala di equivalenza voi riservate attenzione alle famiglie con minori. Non è vero. E non lo dice Patriarca: lo dicono i dati degli uffici. Pregherei, per cortesia, una maggiore attenzione su questo tema, se mi consente questo linguaggio cortese e attento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.342, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.343, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.343, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.344, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.344, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.345, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.345, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.346 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.492, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.492, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.702, presentato dal senatore D'Arienzo, fino alle parole «di lavoro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.493. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.509, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.510. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento in oggetto ha lo scopo di sfuggire ai furbeschi espedienti che i giornali ci hanno raccontato. Mi riferisco, in particolare, alle lunghe file davanti agli uffici anagrafici per cambiare residenza o in tribunale per arrivare alla separazione. Con l'emendamento 2.510 proponiamo di inserire un ulteriore requisito, consistente nel risultare iscritti regolarmente ai centri per l'impiego da almeno un anno. Se si vuole ottenere il reddito di cittadinanza, si dia almeno la dimostrazione di essere impegnati a cercare il lavoro da un anno.