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Fatta questa premessa, la inviterei a ritirare le affermazioni che lei imprudentemente ha manifestato o a chiedere scusa per esse. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, anche io ho difficoltà ad accettare che ci sia una lesione del principio di correttezza tra i Presidenti dei Gruppi, come è stato appena affermato dal presidente Ciriani. Non ho avuto alcuna interlocuzione e lo possono confermare la senatrice Bernini, il senatore Marcucci, la senatrice De Petris e altri Presidenti, se non con il presidente Romeo che, ovviamente, essendo parte della maggioranza, ho sentito tre minuti fa al telefono prima di avanzare quella proposta: ovviamente lo faccio con il collega di maggioranza. Non c'è stata alcun'altra interlocuzione con i Capigruppo, altrimenti lo faccio con tutti, come sempre e come sempre ho fatto in questo anno di legislatura. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ho avanzato una proposta all'Assemblea ed è una proposta che mi sarebbe piaciuto portare avanti all'unanimità, perché non mi sembrava lesiva di alcun diritto. Dopodiché c'è l'articolo 56, comma 3, del Regolamento e quindi voteremo la proposta. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . "Ai sensi dell'articolo 56, comma 3, del Regolamento del Senato i sottoscrittori della presente chiedono l'inversione dell'ordine dei lavori, con la discussione delle mozioni sui cambiamenti climatici, prima della votazione relativa al disegno di legge n. 1248". Qui c'è la sottoscrizione degli otto senatori, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 56, comma 3, del Regolamento del Senato. Posto che dobbiamo raccogliere tutte le adesioni di coloro che intendono intervenire, sospendo la seduta per un quarto d'ora, per dare modo ai vari Gruppi di presentare l'elenco degli iscritti a parlare. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 9,56, è ripresa alle ore 10,19) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Discussione delle mozioni nn. 85 (testo 3), 97, 122 e 135 sul contrasto ai cambiamenti climatici PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00085 (testo 3), presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, 1-00097 , presentata dalla senatrice Gallone e da altri senatori, 1-00122 , presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1-00135 , presentata dalla senatrice L'Abbate e da altri senatori, sul contrasto ai cambiamenti climatici. Dopo l'illustrazione delle mozioni, ciascun Gruppo avrà a disposizione venti minuti, comprensivi dei tempi della discussione e delle dichiarazioni di voto. Poiché ciascun Gruppo ha ovviamente ripartito i tempi a sua disposizione, per agevolare i lavori dell'Aula, sarà cura della Presidenza ricordare ai senatori che dovranno intervenire. Ha facoltà di parlare il senatore Ferrazzi per illustrare la mozione n. 85 (testo 3). FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, oggi è la giornata mondiale per il clima, particolarmente dedicata all'inquinamento climatico, all'inquinamento atmosferico e alla crisi climatica. Il nostro pianeta si trova di fronte a profondi mutamenti climatici e, in assenza di azioni concrete, tali fenomeni ci potrebbero portare entro pochi anni a un punto di non ritorno. Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico ha ripetutamente illustrato la situazione e lanciato l'allarme sugli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici, invitando gli Stati ad assumere decisioni urgenti. I mutamenti in corso riguardano anche il nostro Paese - come si è drammaticamente visto nelle devastazioni dell'autunno 2018, per molti versi senza precedenti - e rendono non più sufficienti le sole politiche di mitigazione, e perciò richiedono anche politiche di adattamento sia nei territori che nelle città. Secondo il Gruppo intergovernativo vi è una stretta relazione tra l'attività umana e il cambiamento climatico. Con il ritmo attuale entro il 2030 la temperatura media globale rischia di aumentare di 1,5 gradi centigradi. Tale incremento produrrebbe lo scioglimento del permafrost , l'innalzamento dei mari, la scomparsa di vaste zone costiere, la propagazione di malattie infettive, l'insorgere di nuove patologie, nonché danni ecosistemici per foreste e zone umide, l'aumento della desertificazione e la riduzione dell'acqua potabile a disposizione. La risposta deve essere immediata e non può transigere dalla necessità di ridurre progressivamente le emissioni di gas serra. Alla Conferenza sul clima di Parigi del dicembre 2015, 195 Paesi hanno adottato il primo Accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale. L'Accordo ha definito un piano d'azione globale per non superare l'aumento medio della temperatura di un grado centigrado e mezzo e ha fissato l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei due gradi centigradi. Pur importante negli intendimenti, l'Accordo non ha finora prodotto misure adeguate a livello globale per dare concreta attuazione agli impegni assunti e risultare dunque decisivi per intervenire e invertire la tendenza in atto. (Brusio. Richiami del Presidente). Il 27 maggio scorso la Pontificia accademia delle scienze ha organizzato una conferenza internazionale dal titolo «Climate change and new evidence from science, engineering, and policy». In quell'occasione il Papa è intervenuto con una relazione su un piano comune per la sopravvivenza del pianeta. Negli interventi di tutti gli scienziati presenti, a proposito degli accordi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e quelli sul clima nella conferenza COP21 di Parigi, è emerso che in realtà ad oggi, anche quest'anno e nei due anni precedenti, gli investimenti sui combustibili fossili continuano a crescere. Nel frattempo, signor Presidente, l'Agenzia internazionale dell'energia ha recentemente dimostrato che gli investimenti in energia pulita sono diminuiti per il secondo anno consecutivo. Il risultato - per dirne una - è che la concentrazione del diossido di carbonio, tra le maggiori cause del riscaldamento globale, ha raggiunto le 415 parti per milione, il livello più elevato mai raggiunto nel nostro pianeta. Un passaggio importante, dunque, per la lotta al cambiamento climatico globale sarà, in ambito UE, l'approvazione, nella versione definitiva, entro dicembre di quest'anno, del piano nazionale integrato per l'energia e il clima. In una risoluzione legislativa separata il Parlamento europeo ha disposto che nel 2030 la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35 per cento del consumo energetico dell'Unione europea. Il documento - come prevede il regolamento 2018/1999/UE sulla governance dell'Unione dell'energia - sarà oggetto in questi mesi di una larga discussione a Bruxelles a fronte delle proposte di piano inviate dagli Stati membri.