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Si sta infatti verificando nell'offerta e nel consumo di gioco d'azzardo un'importante trasformazione in termini quantitativi (maggior numero, aumentata facilità di accesso, sempre maggiore diversificazione) che mette questo tipo di gioco alla portata di tutti: uomini, donne, giovani, anziani, minorenni, persino bambini. Significative anche le trasformazioni qualitative: giochi la cui tecnologia combinata di colori, forme e musica con la possibilità di vincita, è in grado di trattenere il giocatore presso la macchina da gioco estraniandolo dal mondo esterno e rendendolo sempre più dipendente dal gioco. I nuovi giochi d'azzardo definiscono quindi un nuovo modo di giocare: solitario, decontestualizzato (ad ogni ora ed in ogni luogo), globalizzato, con regole semplici e universalmente valide, pertanto a bassa soglia di accesso e con evidenti rischi di sconfinamento in forme di gioco problematico e patologico. All'oggettivo incremento dell'offerta di gioco d'azzardo lecito a bassa soglia di accesso avvenuto negli ultimi dieci anni, si è aggiunta una variabile significativa, adottata per ragioni di mercato e di opportunità: il gioco d'azzardo non è stato proposto con il suo nome, ma è stato travestito da gioco ludico, gioco lecito. In questo modo sono state attenuate le difese naturali dei cittadini, i quali molto probabilmente non vi si sarebbero avvicinati se fosse stato etichettato con il giusto nome. Questa scelta inoltre ha permesso di aggirare tutte le resistenze di legge che indicano come illecita tale attività. Il gioco d'azzardo problematico investe l'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest Sono certamente le persone più fragili (chi ha una minore scolarizzazione, chi un lavoro più precario, chi è solo e non più giovane, chi è giovane e solo, chi è immigrato, chi è più indigente, chi vede meno prospettive per il futuro, chi è in difficoltà nel trovare una propria identità) quelle che più vengono irretite dal gioco e rischiano patologie a esso connesse. Ma dati recenti dimostrano come la propensione al gioco aumenta anche dove il reddito disponibile è più alto, investendo in modo abbastanza uniforme tutte le regioni italiane. Per alcune regioni del Sud, dove i dati dimostrano una quantità di gioco inferiore (Calabria, Sicilia, Basilicata), occorre interrogarsi sul ruolo del gioco illegale, che potrebbe prevalere su quello legale. Indagini recenti inoltre dimostrano come anche i bambini e gli adolescenti giochino d'azzardo, con un'inclinazione maggiore di quella degli adulti a sviluppare un rapporto problematico con il gioco, che può radicarsi come elemento strutturale della loro personalità spingendoli a diventare giocatori accaniti e patologici. La normativa in Italia: necessità di un riordino delle norme vigenti Dal 1948, quando venne nazionalizzata la schedina del totocalcio, a oggi, il mercato del gioco d'azzardo in Italia ha avuto un trend in continua espansione, determinato anche dalle decisioni generate dalle manovre economiche: dai primi anni Novanta del secolo scorso infatti non c'è stato anno in cui il governo non abbia introdotto nuove offerte di gioco pubblico. Senza contare che, con la legalizzazione dei giochi on line , ora si può giocare in qualsiasi momento dal proprio pc o dal proprio smartphone . Soprattutto a partire dagli ultimi anni, si può affermare senza ombra di dubbio che si è passati dal gioco come fenomeno sociale (e, per alcuni aspetti, sommerso) all'istituzione di una vera e propria industria: 35 milioni di italiani coinvolti e una spesa complessiva che negli ultimi anni ha collocato l'Italia al primo posto in Europa e al terzo nel mondo, tra i paesi che giocano di più. Così il gioco d'azzardo è diventato un pilastro dell'economia del nostro paese, favorito dal progresso tecnologico, dalla globalizzazione, dalle tendenze sociali, e anche dalla crisi economica ancora in corso che lo rende una delle possibili ancore di salvezza per uscirne. Tutto ciò però avviene in una frammentazione legislativa tale da ostacolare una normativa corretta del settore, necessaria per tutelare e salvaguardare tutti gli interessi che ruotano intorno al gioco, soprattutto la salute delle persone che rischiano la sindrome del gioco problematico e del gioco patologico. Infatti, nonostante l'inserimento nei «livelli essenziali di assistenza con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia, intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro, così come definita dall'Organizzazione mondiale della sanità -- G.A.P.» previsto dall'articolo 5 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, la prevenzione, la cura e la riabilitazione per i malati di G.A.P. vengono ostacolate dall'assenza di finanziamenti specifici a esse destinati. Inoltre, l'infiltrazione mafiosa ormai accertata e i finanziamenti per mezzo di fondi di investimento, trust e società anonime, impongono misure volte a contrastare il riciclaggio dei proventi di attività illecite, il gioco illegale e le infiltrazioni mafiose, ad assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari e prevedere misure di contrasto all'evasione fiscale e tributaria. Infine, il dilagare nei territori di sale e punti gioco, con conseguenti danni per le persone e la coesione delle comunità, senza che le autorità locali possano decidere localizzazioni, orari, distanze o protezioni per le persone fragili, richiede interventi normativi specifici volti a dare competenze in merito ai sindaci. Lo Stato non può apparire come sfruttatore delle debolezze umane insite nel gioco; è necessario attrezzarsi, forse con maggiore determinazione di quanto è stato fatto per il fumo. La necessità di un riordino delle norme in materia di gioco d'azzardo è quindi impellente, e richiama la responsabilità del legislatore sui temi più urgenti. Il presente disegno di legge d’iniziativa regionale presenta disposizioni per la tutela del diritto degli individui alla salute, come garantita dall'articolo 32 della Costituzione (la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività), tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi pubblici, che prevede: la tutela delle persone fragili e dei minorenni, norme stringenti sulla pubblicità e sulle caratteristiche dei giochi, la cura per le persone malate e le fonti di finanziamento per la cura e la prevenzione; l'armonizzazione fiscale, la ridefinizione delle autorità per il rilascio delle autorizzazioni, il contrasto al gioco illegale, alle infiltrazioni mafiose, all'evasione fiscale e tributaria, la tracciabilità dei flussi finanziari e l'istituzione dei registri delle scommesse e dei concorsi pronostici, la limitazione dei luoghi di gioco, sanzioni più efficaci. Il percorso seguito per arrivare al presente disegno di legge al Parlamento e i suoi contenuti Sin dall'approvazione della legge regionale della Lombardia 21 ottobre 2013, n. 8, in materia di norme di prevenzione e contrasto al gioco d'azzardo patologico, il legislatore regionale si è reso conto che, senza una parallela azione sul fronte delle norme nazionali, la disciplina appena varata rischiava di rimanere incompleta: