[resaula]

Il punto è che la mancata procedura di infrazione e il calo dello spread avvengono a fronte di una manovra molto pesante di 7,6 miliardi di euro, cui si aggiungono le spese congelate nella legge di bilancio e definitivamente tagliate nell'assestamento. Questo assestamento contiene le scelte di quella manovra e le maggiori entrate dovute, in primo luogo, alla fatturazione elettronica introdotta con coraggio dai Governi Renzi e Gentiloni Silveri e che voi avete rinnegato e avete tentato di smontare: non lo avete fatto e oggi ne godete i benefici. Questo assestamento tiene conto dei risparmi da quota 100 e reddito di cittadinanza. È una buona notizia, ma dovrebbe porvi degli interrogativi sulla bontà di queste politiche, sul successo o meno di una misura come quota 100, che avete presentato come la fine della legge Fornero e che si sta rivelando invece per quello che è: una misura transitoria che per il 30 per cento di chi ne avrebbe diritto è risultata poco conveniente. Questo assestamento contiene un taglio di 1,4 miliardi di euro alla missione competitività e sviluppo, nel senso che il mancato avvio della procedura di infrazione avviene a spese delle imprese e del sistema produttivo, che avranno molti meno stanziamenti di quanto era previsto inizialmente nel bilancio. Infine, questo assestamento non reintegra, come noi chiedevamo, i contributi per i Comuni istituiti da fusione. È una cifra piccola dal punto di vista dell'economia complessiva - come abbiamo detto prima, chiedevamo 30 milioni di euro in più - ma è molto significativa per le comunità locali interessate e dà l'idea del disinteresse con il quale voi guardate al sistema delle autonomie, che ha bisogno di aggregarsi e di fare gioco di squadra per affrontare le sfide del futuro. Era questo il senso dei contributi per le fusioni che rimangono decise liberamente dai cittadini. (Applausi dal Gruppo PD) . E voi le state mettendo in discussione, perché avete tagliato del 40 per cento i contributi su cui contavano queste comunità locali. La manovra da 7,6 miliardi di euro ci dice una cosa precisa: che i vostri conti non erano in ordine, ed è per questo che avete dovuto fare questo assestamento, avete dovuto prendere atto delle maggiori spese ed avete dovuto tagliare spese importanti per il futuro del Paese. I conti ora sono più in ordine, ma quello che non è in ordine è l'economia del nostro Paese. Oggi il Fondo monetario internazionale ci ha detto due cose. La prima è che la crescita nel 2019 è completamente ferma: + 0,1 per cento; è la stessa cifra che hanno dato la Banca d'Italia e l'Ufficio parlamentare di bilancio. La seconda cosa che ci dice il Fondo monetario è che il divario della nostra crescita rispetto al resto della zona euro si sta allargando: era di 0,7 punti nel 2017, è salito ad un punto nel 2018 e salirà ad 1,2 punti quest'anno. Crescevamo meno degli altri anche prima, ma questo divario si sta allargando: è raddoppiato nel giro di due anni. Questo fatto chiama in causa la vostra politica economica, perché tutte le economie stanno rallentando, ma quella italiana si è fermata e il divario con il resto d'Europa si è allargato. Questo è legato ad una politica economica, come quella che avete messo in campo, tutta concentrata sul presente, sulle spese assistenziali per il consenso immediato, sulle elezioni immediatamente successive, e si è totalmente disinteressata del futuro di questo Paese. Infatti, non ha investito sulla scuola e sulla ricerca; si è disinteressata dei giovani e degli investimenti; non ha affrontato il tema del recupero dell'evasione fiscale, che è la chiave per ridurre stabilmente le tasse; ha fatto diciassette condoni fiscali per raccogliere consenso immediato nel Paese. Questi nodi, signor Presidente, stanno venendo al pettine uno dietro l'altro, e a poco sono serviti i decreti-legge sblocca cantieri e crescita per invertire questa situazione. Il 2020 è una grande incognita e questo è il risultato della vostra politica economica. L'Ufficio parlamentare di bilancio ci ha detto che servono 28 miliardi di euro l'anno prossimo solo per bloccare l'aumento dell'IVA, sostanzialmente a politiche invariate. E nessuno ci sta dicendo dalle parti del Governo e della maggioranza dove troverete questi soldi. (Applausi dal Gruppo PD) . Come impedirete che i cittadini italiani si trovino l'IVA dal 22 al 25,2 per cento e dal 10 al 13 per cento, quando andranno a fare la spesa, dal 1° gennaio 2020? Altro che flat tax , altro che riduzione del cuneo fiscale, altro che promesse sul bollo auto e sul canone Rai, come ci è toccato sentire in questi giorni! La verità è che andiamo verso l'autunno fragili dal punto di vista economico-finanziario, con un Paese in stagnazione, in cui la cassa integrazione straordinaria è raddoppiata; con un Paese che è un osservato speciale in Europa e nei mercati finanziari internazionali. Infatti, lo spread è sceso (ed è un bene), ma oggi purtroppo, a differenza di un anno fa, è molto ma molto superiore allo spread della Spagna, del Portogallo e di Paesi che erano più fragili di noi in passato. Il Governo, di fronte a questi nodi, è completamente paralizzato: è diviso sull'autonomia, sul salario minimo, sulla riforma fiscale; è diviso su tutti i principali dossier di politica economica che sono sul tavolo del Presidente del Consiglio. Vorremmo sapere chi decide su queste cose. Abbiamo letto che il presidente del consiglio Conte ha convocato l'ennesimo incontro con le parti sociali. Il dialogo con i sindacati e con le organizzazioni d'impresa è un bene, ma mettete ordine al vostro interno, altrimenti qui nessuno ci capisce più niente: nessuno capisce chi decide, quali sono le priorità, che cosa avete intenzione di fare; non tra dieci anni, ma tra due mesi, quando dovrete presentare la manovra di bilancio per il prossimo anno. Non esistono bacchette magiche. Siamo in una condizione difficile e nessuno lo sottovaluta, ma esistono una rotta diversa e scelte diverse dal punto di vista della politica economica e sociale; ve le abbiamo indicate, continueremo a farlo nei prossimi mesi, perché abbiamo a cuore il futuro del nostro Paese. Esiste una rotta diversa, possiamo e dobbiamo imboccarla per il bene dell'Italia. (Applausi dal Gruppo PD) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, gentili colleghi e colleghe, il rendiconto e l'assestamento sono due dei provvedimenti dell'anno economico così come rivisto, nei tempi e nelle procedure, dalla riforma della legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009. Sono entrambi documenti molto tecnici, che stimolano sempre molto poco il dibattito politico e parlamentare (anzi, direi che il livello di attenzione si inabissa). Vorrei comunque sottolineare come il rendiconto rappresenti lo strumento di verifica da parte delle sedi parlamentari di quanto svolto nella gestione economico-finanziaria del Governo conseguentemente all'approvazione della manovra di bilancio annuale.