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L'esplicita previsione della possibilità di rinnovo dell'opzione distingue il regime in parola dal credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, caratterizzando il primo come norma di sistema. Del pari, la modalità di determinazione del beneficio in esame è similare a quella prevista dalle norme che incentivano l'acquisizione di beni strumentali finalizzate all'innovazione dell'attività di impresa. Il comma 2 definisce ulteriormente l'ambito soggettivo di applicazione della norma, estendendolo alle società e agli enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, a condizione di essere residenti in Paesi con i quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo. Il comma 3 stabilisce che il beneficio concesso al contribuente consiste nella maggiorazione della deducibilità, ai fini delle imposte sui redditi, dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti dai contribuenti in relazione a software protetto da copyright , brevetti industriali, marchi d'impresa, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. La norma precisa, inoltre, che un presupposto per la fruizione del beneficio è rappresentato dall'utilizzo dei beni immateriali nei processi aziendali del contribuente in maniera diretta o indiretta. Il comma 4 richiede, quale presupposto di accesso al regime agevolativo, lo svolgimento da parte del contribuente delle attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla produzione, al mantenimento e all'accrescimento dei beni immateriali produttivi di reddito, collegando quindi efficacemente il beneficio allo svolgimento effettivo di tali attività. Il comma 5 stabilisce la rilevanza dell'opzione anche ai fini della determinazione del valore della produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Il comma 6 è finalizzato a rendere celere la fruizione dell'agevolazione da parte del contribuente, ponendolo in condizione di liquidare autonomamente il beneficio. Al fine di garantire le esigenze di certezza degli operatori, si prevede che, in caso di rettifica della maggiorazione, la sanzione per infedele dichiarazione non si applica qualora, nel corso dell'accesso, ispezione, verifica o di altra attività istruttoria, il contribuente consegni all'Amministrazione finanziaria la documentazione idonea a consentire il riscontro della corretta determinazione della stessa, indicata in un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. Tale impostazione si pone in un rapporto di coerenza con analoghi meccanismi premiali concessi ai contribuenti, laddove gli stessi si sottopongano a complessi regimi di oneri documentali che, in presenza di idonea documentazione, prevedono la disapplicazione delle sanzioni per infedele dichiarazione. Il comma 7 rinvia ad un decreto del direttore dell'Agenzia delle entrate la regolamentazione delle disposizioni di attuazione. Il comma 8 regola l'efficacia nel tempo della norma, stabilendo che il regime agevolativo si applica alle opzioni esercitate dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Il comma 9 stabilisce che i soggetti che esercitano l'opzione di cui al comma 1 non possono fruire, per l'intera durata della predetta opzione ed in relazione ai medesimi costi, del credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo di cui ai commi da 198 a 206 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160. Tale precisazione conferma il carattere di incentivo front-end alternativo a quelli esistenti, alla cui categoria la presenta misura deve essere ricondotta. Infine, il comma 10 reca l'abrogazione del previgente regime del patent box e regola la disciplina transitoria relativa al passaggio dal detto regime a quello di nuova introduzione. L'abrogazione comporta che, a partire dalla data di entrata in vigore della presente norma, non è più possibile esercitare l'opzione per il regime di patent box previsto dall'articolo 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e dell'articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58; pertanto, a decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni in commento, non è più possibile presentare istanza di accordo o di rinnovo all'Agenzia delle entrate, né optare per il « cosiddetto regime di autoliquidazione OD » introdotto dall'articolo 4 del decreto-legge n. 34, del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58 del 2019. Con riferimento alle disposizioni transitorie è prevista, per i contribuenti che abbiano validamente esercitato opzione per il regime agevolativo di cui alla previgente disciplina in data antecedente all'entrata in vigore della presente disposizione, la facoltà di optare per il nuovo regime a condizione che quella esercitata per il previgente regime sia ancora in corso e che non sia stato già sottoscritto un accordo preventivo con l'Agenzia delle entrate secondo la procedura di cui all'articolo 31- ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Ulteriore condizione di efficacia per l'esercizio dell'opzione al nuovo regime è l'invio di apposita comunicazione da effettuarsi nei termini e secondo le modalità che saranno stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. Restano, pertanto, esclusi dal nuovo regime i contribuenti che hanno già sottoscritto un accordo preventivo patent box con l'Agenzia delle entrate, per i quali sono fatti salvi gli effetti derivanti dall'accordo sottoscritto. Sono, altresì, esclusi dal nuovo regime i contribuenti che prima dell'entrata in vigore della norma in commento hanno validamente esercitato opzione per il regime di autoliquidazione OD introdotto dal cosiddetto « decreto Crescita ». Anche per tali contribuenti sono fatti salvi gli effetti derivanti dal valido esercizio dell'opzione già esercitata in vigenza del previgente regime. Art. 7. – (Rifinanziamento Fondo automotive) La disposizione, al fine di assicurare continuità alle misure incentivanti e di sostegno al settore delle automotive, prevede il rifinanziamento, per 100 milioni di euro per l'anno 2021, del fondo di cui all'articolo 1, comma 1041, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (cosiddetto « fondo automotive per contributi ecobonus »). Capo II – MISURE URGENTI IN MATERIA DI LAVORO Art. 8. – (Modifiche all'articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) La disposizione modifica l'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, che ha disposto, ai fini del trattamento economico, l'equiparazione della quarantena alla malattia in favore dei lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia a carico dell'INPS. Ne hanno diritto, pertanto, tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, ma non è prevista, invece, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata dell'INPS.