[pronunce]

Inoltre, sebbene la disposizione non disegni la cornice procedurale entro la quale l'intervento sostitutivo debba svolgersi, il principio di leale cooperazione, pur nel silenzio del legislatore, implica che le applicazioni concrete che della medesima disposizione si facciano non possano comunque prescindere da un avviso, rivolto all'ente sostituendo, contenente una diffida ad adempiere entro un congruo termine, solo trascorso il quale l'intervento sostitutivo può essere espletato. Così ricostruita nella sua portata, la disposizione impugnata si sottrae alle censure di illegittimità costituzionale, ferma comunque restando la possibilità di far valere, da parte dell'ente diffidato, attraverso gli ordinari rimedi giurisdizionali, l'eventuale difetto di congruità del termine di volta in volta assegnato antecedentemente all'esercizio in concreto del potere sostitutivo. 6. - Per quanto attiene al combinato disposto degli articoli 3, comma 1, lettera l), e 11, comma 13, i presupposti dell'esercizio del potere sostitutivo sono rintracciabili in quest'ultima disposizione, ai sensi della quale, decorso inutilmente il termine di sei mesi dalla pubblicazione nel Bollettino ufficiale regionale dello schema tipo di convenzione per il consorziamento obbligatorio a livello di bacino e del relativo statuto (art. 11, comma 3), la «Provincia» competente per territorio provvede, «previa diffida», in via sostitutiva, a costituire il consorzio di bacino, nominandone gli organi e approvandone lo statuto. La disciplina dei presupposti (individuati nel mancato adempimento di un obbligo entro il termine perentorio determinato dalla legge) e del procedimento che può condurre all'intervento sostitutivo (espressamente preceduto dalla diffida agli enti competenti, ai quali deve implicitamente assegnarsi un termine congruo per l'adempimento autonomo), escludono il contrasto delle disposizioni con il dettato costituzionale. 7. - A rilievi similari si presta il combinato disposto degli articoli 3, comma 1, lettera l), e 11, comma 14, quest'ultimo prevedendo che, «in caso di inerzia» dei consorzi di bacino nell'espletamento delle funzioni di cui all'art. 11, commi 6 e 11, la Provincia, «previa diffida», provvede all'intervento sostitutivo, «tramite un commissario ad acta», finalizzato a garantire il governo delle funzioni previste a livello di bacino. Interpretato il presupposto per la sostituzione - l'«inerzia» - nel senso sopra indicato (e cioè che il potere sostitutivo è attivabile, non per qualsiasi ipotesi di inerzia, ma soltanto allorché essa si riverberi - a seguito di inattività o di violazione dei termini, delle forme o dei contenuti degli atti prescritti - in una violazione di obblighi legislativi posti a tutela degli interessi unitari alla cui salvaguardia l'intervento sostitutivo è chiamato), e chiarito il riferimento alla «previa diffida» come implicitamente richiedente la sussistenza di un congruo termine per l'adempimento autonomo da parte dell'ente diffidato, la normativa risultante dagli articoli 3, comma 1, lettera l), e 11, comma 14, si sottrae alle censure di incostituzionalità. 8. - Con riguardo agli articoli 3, comma 1, lettera l), e 12, comma 7, possono riproporsi le medesime argomentazioni. La cornice entro cui il potere sostitutivo viene esercitato è dettata dall'art. 12, comma 7, allorché esso stabilisce che, decorso il termine di sei mesi dalla costituzione dei consorzi di bacino senza che questi abbiano proceduto a stipulare tra loro la convenzione di cooperazione obbligatoria (art. 12, comma 3), la «Provincia» provvede, «previa diffida nei confronti del consorzio o dei consorzi di bacino inadempienti», ad adottare, in via sostitutiva, la necessaria convenzione. 9. - Di tenore analogo è la disciplina contenuta nel combinato disposto degli articoli 3, comma 1, lettera l), e 12, comma 8, quest'ultima disposizione prevedendo che, in caso di «inerzia» dell'associazione di ambito ai fini dello svolgimento delle funzioni in forma associata indicate all'art. 12, comma 4, ovvero nel caso di necessità e urgenza, la «Provincia», «previa diffida», provvede, «tramite un commissario ad acta, a garantire il governo della gestione dei rifiuti a livello di ambito territoriale ottimale». La nozione di «inerzia» che si è precedentemente ricostruita, secondo moduli che vengono ulteriormente specificati dal riferimento alternativo alle ipotesi di «necessità ed urgenza», chiaramente da ricollegarsi al potenziale pregiudizio di interessi unitari, soddisfa l'esigenza di determinazione legislativa dei presupposti per procedere all'intervento sostitutivo. Del pari, la necessaria diffida preventiva - implicitamente recante un congruo termine per l'adempimento autonomo - garantisce il rispetto del principio cooperativo.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 1, lettera i), 3, comma 1, lettera l), 11, commi 13 e 14, e 12, commi 7 e 8, della legge della Regione Piemonte 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti), sollevate, in riferimento all'art. 120 della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente e Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 16 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA