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Norme in materia di reati militari e modifiche al codice penale militare di pace. Onorevoli Senatori. -- In attesa di una riforma organica, il presente disegno di legge è volto a porre in essere misure minime tese a razionalizzare la giurisdizione militare, intervenendo in modo limitato, specifico e settoriale soltanto su alcuni reati, che richiedono una urgente azione riformatrice del vigente codice penale militare di pace. Il disegno di legge risponde ad esigenze di garanzia per il militare indagato, che sarà sottoposto ad un solo procedimento, anziché a due, innanzi a due diverse Autorità giudiziarie. Infatti, attualmente in numerosi casi l'accertamento dei medesimi fatti è attribuito sia all'Autorità giudiziaria militare che all'Autorità giudiziaria ordinaria, a ciascuna delle quali spetta la cognizione di reati diversi anche se tra loro connessi. Inoltre, l'intervento è giustificato dalla necessità di conferire efficienza ed economicità al sistema, evitando una inutile e dispendiosa duplicità di procedimenti. Si tratta di poche misure, che consentirebbero una più efficace tutela degli imputati ed un più adeguato e completo esercizio della giurisdizione senza pregiudicare eventuali future e più integrali riforme che potrebbero richiedere anche una revisione costituzionale. Circa i reati contro l'amministrazione militare, si è proceduto ad effettuare alcune modifiche tese ad armonizzare i reati militari con le disposizioni riformatrici dei reati comuni omologhi introdotte dalla legge 26 aprile 1990, n. 86 (recante modifiche in tema di delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione), dalla legge 29 settembre 2000, n. 300 (recante ratifica ed esecuzione di atti internazionali elaborati in base all'articolo K. 3 del Trattato sull'Unione europea sulla lotta contro la corruzione ed altro), nonché dalla recente legge 27 maggio 2015, n. 69 (cosiddetta «legge anticorruzione», recante disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio). Si è pertanto riformulata la fattispecie del peculato militare di cui all'articolo 215 del codice penale militare di pace modificando anche la pena e prevedendo l'assorbimento del reato di malversazione a danno di militari (ora punito dall'articolo 216 del medesimo codice). È stato inoltre aggiornato il codice penale militare di pace con il reato di peculato d'uso, la cui mancanza sinora è stata spesso causa di duplicazione di procedimenti, con conseguente disagio per gli imputati e spreco di risorse. Infatti, attualmente costituisce reato militare il peculato, ma non il peculato d'uso ad esso connesso, che invece è punito oggi solo dal codice penale. Si è prevista specularmente la modifica del delitto punito dall'articolo 3 della legge 9 dicembre 1941, n. 1383. Sono state riferite ai reati militari contro l'amministrazione militare le norme in materia di confisca e riparazione pecuniaria già introdotte nel codice penale per gli omologhi reati comuni, da ultimo dalla «legge anticorruzione». È stata poi contemplata l'attribuzione alla autorità giudiziaria militare delle condotte di falso strumentali alla realizzazione, da parte di militari, di un peculato militare o di una truffa a danno della amministrazione militare. Infatti, ad oggi per il medesimo fatto storico si verifica una duplicazione di procedimenti tra giurisdizione militare -- per il peculato o la truffa -- e giurisdizione ordinaria -- per il connesso reato di falso. L'intervento normativo intende dunque evitare agli imputati l'onere di affrontare due diversi processi per la medesima vicenda e perseguire l'efficienza della amministrazione della giustizia e risparmi di spesa mediante la celebrazione di un procedimento unitario. La previsione come reati militari delle fattispecie di violenza privata e di violenza sessuale intende contrastare fenomeni di prevaricazione tra militari (tra cui il cosiddetto «nonnismo»), spesso commessi in danno di donne militari. È stata prevista come reato militare la fattispecie di omicidio, anche al fine di evitare la irrazionale attribuzione alla giurisdizione ordinaria dell'omicidio tra pari grado, mentre alla giurisdizione militare compete oggi il reato di omicidio di altro militare, solo se avente grado superiore o inferiore. Si è peraltro inteso limitare la giurisdizione militare in relazione a tutti i reati contro la persona, introducendo come condizioni di punibilità la sussistenza di cause connesse al servizio o alla disciplina militare, la presenza di militari riuniti per servizio o di militare che si trovi in servizio o in luogo militare. Si è quindi aggiornato il codice penale militare di pace con i reati di frode informatica e di utilizzo indebito di carta di credito, di pagamento o di documenti, commessi in danno di altro militare o dell'amministrazione militare, che sono oggi perseguiti irrazionalmente dalla giurisdizione ordinaria. È stata infine prevista la abrogazione nel codice penale militare di pace di alcune fattispecie non più attuali, ritenute tacitamente abrogate ovvero sprovviste di offensività sufficiente a giustificarne la rilevanza sul piano penale, e cioè le disposizioni in materia di danneggiamento colposo di cose mobili dell'amministrazione militare (articolo 170), attività sediziosa (articolo 182), domanda o reclamo collettivo (articolo 184), duello (articoli da 200 a 210), peculato del portalettere (articolo 217), mentre la fattispecie di malversazione a danno di militari (articolo 216) risulta ora assorbita dal reato di peculato militare (articolo 215) nella nuova formulazione qui proposta.. 1 1 L'articolo 215 del codice penale militare di pace è sostituito dal seguente: «Art. 215. - (Peculato militare). -- Il militare incaricato di funzioni amministrative o di comando che avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile appartenente alla amministrazione militare o ad altro militare, se ne appropria è punito con la reclusione da tre a dieci anni e sei mesi. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita». 2 1 L'articolo 3 della legge 9 dicembre 1941, n. 1383, è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1 . Il militare della guardia di finanza che commette una violazione delle leggi finanziarie costituente delitto o collude con estranei per frodare la guardia di finanza è punito con le pene stabilite dagli articoli 215 e 219 del codice penale militare di pace, ferme le sanzioni pecuniarie delle leggi speciali. 2 . Le stesse pene si applicano al militare della guardia di finanza che si appropria di valori o generi di cui egli, per ragioni del suo ufficio o servizio, abbia la amministrazione o la custodia o su cui eserciti la sorveglianza. 3 .