[ddlpres]

Ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty-ATT), adottato a New York dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013. Onorevoli Senatori. -- In data 3 giugno 2013 si è aperto alla firma il Trattato internazionale sul commercio delle armi convenzionali (Arms Trade Treaty-ATT), di seguito denominato ATT o Trattato, con l'adesione nel primo giorno di ben 67 Stati tra cui l'Italia; ad oggi sono già 72 i Paesi che hanno già sottoscritto il Trattato. Il Trattato entrerà in vigore al deposito della 50º ratifica. L'ATT intende rendere il commercio legale di armi convenzionali maggiormente responsabile, imponendo elevati standard internazionali comuni su importazioni, esportazioni e trasferimenti. Sono previste altresì, insieme ad una adeguata valutazione dei trasferimenti di armi, anche misure volte a prevenire il dirottamento delle armi convenzionali dagli Stati esportatori e importatori. L'ATT è il frutto di un lungo e complesso impegno negoziale avviato in ambito ONU nel 2006 e culminato in due conferenze diplomatiche -- nel luglio 2012 e nel marzo 2013 -- che hanno portato all'adozione di un testo in linea anche con le nostre priorità nazionali, riguardando uno dei settori più delicati nell'ambito delle relazioni internazionali. La Convenzione ha registrato il sostegno proattivo degli Stati Uniti dal luglio 2012; mentre la Risoluzione dell'Assemblea Generale ha ottenuto il 2 aprile il voto favorevole di un'ampia coalizione trasversale di ben 154 Paesi, tra cui l'Italia, con solo 3 voti contrari dell’Iran, della Siria e della Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK) e 23 astensioni. Il processo ha visto costantemente attiva la società civile internazionale, a partire dalla Campagna lanciata nel 2003 a livello internazionale da Amnesty International, Oxfam e Control Arms. Anche in Italia si è registrata una vastissima mobilitazione e partecipazione diretta, come parte dell'impegno internazionale, che ha visto protagoniste la Rete Italiana per il Disarmo, Cotrollarmi Italia, Amnesty Italia, Campagna Italiana Contro le Mine, Archivio Disarmo ed altre decine di importanti associazioni e coordinamenti. Si è realizzata così una mobilitazione e una massa critica tale da risultare determinante ai fini del successo odierno e del risultato raggiunto, ma che già nel 2006 era riuscita a portare all'ONU, insieme ai partner internazionali, una foto-petizione di un milione di volti. Il valore del supporto della società civile internazionale, che non si è mai fermato, è stato riconosciuto anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon, che nell'intervento sull'adozione della Convenzione del 2 aprile 2013 a New York ha voluto congratularsi «con i membri della società civile per il ruolo fondamentale che hanno giocato dalla nascita di questo processo, attraverso i loro contributi di esperti e il supporto entusiastico». Il commercio illegale o male disciplinato di armi convenzionali costa vite umane: ogni anno più di 740.000 uomini, donne e bambini muoiono a causa della violenza armata. L'ATT riguarda questioni che sono di esclusiva competenza dell'UE, quali ad esempio i controlli all'importazione e all'esportazione; gli Stati membri possono decidere di aderire all'ATT soltanto previa autorizzazione del Consiglio, su proposta della Commissione Europea. Questa in data 8 maggio 2013 ha proposto una Decisione del Consiglio che autorizzava gli Stati membri dell'UE a firmare il trattato sul commercio delle armi convenzionali (ATT), avviandone la rapida ratifica. Inoltre la Commissione Europea, attraverso l'Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, Catherine Ashton, ha affermato che «L'UE e i suoi Stati membri sono a favore di una firma e di una ratifica tempestive del trattato sul commercio delle armi, in particolare perchè possiamo approfittare della dinamica creata dal recente voto dell'Assemblea generale per assicurare una rapida implementazione. Definendo standard comuni legalmente vincolanti per l'importazione, l'esportazione e il trasferimento delle armi convenzionali l'ATT renderà il commercio delle armi maggiormente responsabile e trasparente. Il trattato potrà contribuire a rafforzare la pace e la sicurezza internazionali». L'ATT, definendo standard comuni legalmente vincolanti per l'importazione, l'esportazione e il trasferimento di armi convenzionali, rende il commercio delle armi più responsabile e trasparente, obiettivo questo condiviso dal Parlamento Europeo, dal Consiglio e dalla Commissione che sollecita e raccomanda come della massima importanza l'entrata in vigore dell'ATT. Lo spirito del Trattato è in linea con il ruolo svolto dall'Italia nell'ambito della tutela e promozione dei diritti umani, del disarmo, della cooperazione e dello sviluppo. Tanto più che il nostro paese si è impegnato in maniera attiva in tutte le fasi dell' iter diplomatico, ottenendo un testo finale che ha accolto le priorità negoziali dell'Italia, rappresentate dalla presenza della golden rule a tutela dei diritti umani e delle norme di diritto internazionale umanitario, oltre che dal richiamo all'obbligo di risolvere le controversie internazionali con mezzi pacifici. Il nostro Paese ha firmato e ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, di cui sono parte 176 Stati, ed in particolare il suo «Protocollo contro la produzione illecita ed il traffico di armi da fuoco, loro parti, componenti e munizioni, supplemento delle Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale». Testi che evidentemente presentano diversi punti di contatto con i temi dell'ATT, in particolare con gli articoli 10-16, che prevedono una serie di misure relative al sistema di import-export delle armi da fuoco, tanto più che l'ATT è concepito come strumento di contrasto al traffico illecito di armi e può dunque fornire riferimenti interessanti di implementazione. La normativa italiana sul controllo dei materiali di armamento, legge n. 185 del 1990, rappresenta a più di 20 anni dalla sua adozione una delle normative più avanzate e stringenti a livello globale in materia, e la Direttiva UE 43/2009 sul controllo dei trasferimenti dei materiali di armamento in ambito comunitaria è stata recepita dal nostro paese con il decreto legislativo n. 105 del 22 giugno 2012 preservandone gli alti standard previsti nel suo impianto originario, con il risultato che il nostro sistema normativo è già pronto per attuare il Trattato sul Commercio delle armi convenzionali. La società civile italiana che si esprime attraverso centinaia di organizzazioni, il cui impegno è stato richiamato anche nell'intervento del Vice Ministro degli affari esteri onorevole Bruno Archi giunto a New York per apporre la firma al Trattato il 3 giugno 2013, chiede che l'Italia riesca a ratificare tale convenzione entro settembre 2013.