[pronunce]

In ciò sarebbe ravvisabile la violazione dell'autonomia legislativa del Consiglio regionale, in contrasto con l'art. 121, secondo comma, Cost., perché il legislatore statale non potrebbe intervenire direttamente ad abrogare e sostituire norme approvate dal Consiglio regionale, spettando invece a quest'ultimo adeguarsi ai nuovi principi posti dal legislatore statale. 10.- Nel giudizio si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri. La difesa erariale deduce l'infondatezza del ricorso, relativamente all'art. 49, commi 4-bis e 4-ter, del d.l. n. 78 del 2010, svolgendo difese analoghe a quelle esposte nel giudizio precedente. 11.- Con ricorso notificato al Presidente del Consiglio dei ministri il 28 settembre 2010, depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale il 10 ottobre successivo (r.r. n. 102 del 2010), la Regione Liguria ha impugnato, tra l'altro, l'art. 49, commi 4-bis e 4-ter, del d.l. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, per violazione degli artt. 3, 97, 114, secondo comma, 117, terzo e quarto comma, e 118 Cost. La ricorrente premette che l'art. 49, comma 4-bis, prevede l'integrale sostituzione dell'art. 19 della legge n. 241 del 1990, relativo alla DIA, con il nuovo istituto della SCIA. Rispetto alla versione precedente, il nuovo art. 19 si caratterizzerebbe per il fatto di prevedere in ogni caso la facoltà di avvio immediato dell'attività, contestualmente alla presentazione della segnalazione, generalizzando così la previsione contenuta nel decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno), che aveva reintrodotto, per le attività di cui alla medesima direttiva, la DIA cosiddetta «ad effetto immediato». Si riproporrebbe in tal modo, in chiave generale, la configurazione originariamente prevista per la DIA dal legislatore del 1990, quale dichiarazione contestuale all'avvio dell'attività. Inoltre, la scomparsa della precisazione contenuta nel precedente vecchio comma 4 dell'art. 19 della legge n. 241 del 1990 (il quale stabiliva che «restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi da quelli di cui ai commi 2 e 3 per l'inizio dell'attività e per l'adozione da parte dell'amministrazione competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti»), unitamente alla previsione contenuta nell'art. 49, comma 4-ter (in forza della quale, «la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale»), deporrebbe nel senso di ritenere che alla nuova SCIA debba essere integralmente ricondotta anche la preesistente disciplina in materia di «DIA edilizia». Quest'ultima, fino ad ora, avrebbe mantenuto profili di autonomia rispetto al modello di DIA generale. Nel senso dell'integrale sostituzione della DIA edilizia con la nuova SCIA si sarebbe espressa anche la nota 16 settembre 2010 del Ministero per la semplificazione normativa: la quale - oltre che sulla base dei profili dinanzi indicati - perverrebbe a tale conclusione anche alla luce delle indicazioni emerse nel corso dei lavori parlamentari, nonché in considerazione dell'innovativo riferimento - contenuto nel comma 1 del nuovo art. 19 della legge n. 241 del 1990 - alle «asseverazioni di tecnici abilitati», espressione che richiamerebbe il contenuto dell'art. 23 del d.P.R. n. 380 del 2001 in materia urbanistico-edilizia. 12.- Secondo la Regione Liguria, la nuova disciplina della SCIA risulterebbe costituzionalmente illegittima, in primo luogo, e con riferimento agli ambiti non edilizi, perché la dettagliata previsione dei moduli procedimentali (che, ai sensi del comma 4-ter, sarebbero destinati a sostituire automaticamente tutte le discipline regionali in materia di DIA), finirebbe per invadere la competenza regionale in molti ambiti di legislazione residuale regionale, ai sensi dell'art. 117, quarto comma, Cost., in particolare con riferimento a commercio, artigianato, turismo e attività produttive in genere. La lesione così determinata delle prerogative regionali non sarebbe certo esclusa in conseguenza della autoqualificazione recata dal comma 4-ter. Al contempo, la puntuale disciplina delle modalità di intervento attraverso l'esercizio del potere di inibizione e di conformazione dell'attività - quale prevista al comma 3 del nuovo art. 19 della legge n. 241 del 1990 - interferirebbe con i poteri di controllo il cui esercizio sarebbe attribuito alle amministrazioni locali, con conseguente violazione dell'art. 114, secondo comma, Cost., che riconosce l'autonomia dei poteri degli enti locali, e dell'art. 118, primo comma, Cost. che riconosce le funzioni amministrative dei Comuni. 13.- La previsione per cui la SCIA consentirebbe, in materia edilizia, l'immediato avvio dell'attività, costituirebbe regola di dettaglio, in quanto tale preclusa allo Stato in una materia - quella del «governo del territorio» (cui, come noto, sarebbe riconducibile l'edilizia) - demandata alla potestà legislativa concorrente, con conseguente limitazione della potestà statale alla sola fissazione dei principi. Ponendo la regola che stabilisce dopo quanti giorni dalla presentazione della segnalazione (nessuno, in questo caso) sarebbe possibile iniziare l'attività, il legislatore statale non si limiterebbe a fissare regole di principio, ma interverrebbe a disciplinare i dettagli della materia. Nell'imporre non solo la DIA - ora SCIA - in luogo del permesso edilizio, ma nel disciplinare le modalità stesse di funzionamento della SCIA, nell'individuare il momento nel quale il «segnalante» può realizzare il progetto (più che iniziare una attività, come la denominazione dovrebbe far pensare), nel disciplinare i tempi ed i limiti del potere o dovere di controllo dell'amministrazione, lo Stato avrebbe chiaramente superato i limiti della propria potestà legislativa concorrente di principio in materia di governo del territorio. Ulteriori criticità, in considerazione della peculiare materia cui si riferisce, creerebbe l'estensione alla DIA edilizia della facoltà di immediato inizio dell'attività (prevista al comma 2 del novellato art. 19 della legge n. 241 del 1990). La questione riguarderebbe, in particolare, l'ipotesi in cui un soggetto inizi l'attività pur in assenza dei presupposti di legge, sulla base di una SCIA contenente false dichiarazioni o, comunque, altrimenti errata.