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Questo è il mio timore, quindi l'augurio è che il Governo abbia fatto stime corrette. Naturalmente, in tutto questo, c'è l'impegno per guardare al futuro perché comunque il decreto-legge che abbiamo affrontato riguarda ancora il passato. Vorrei ricordare che i due terzi del decreto-legge sono dedicati all'emergenza e riguardano essenzialmente la cassa integrazione, quindi è ancora una parte di tutta quell'emergenza che ci ha visto impegnare in precedenza 75 miliardi di euro di scostamento. Nel nostro Paese la domanda è bassa e i risparmi sono ancora in crescita (e la crescita dei risparmi indica la percezione di insicurezza presente nel Paese); c'è un vorticoso rincorrersi di norme, purtroppo, di cui siamo responsabili anche noi, ma è anche un tentativo di ricerca delle soluzioni più corrette; purtroppo la burocrazia è ancora imperante a livello nazionale; manca quel boom del terzo trimestre, che invece il ministro Gualtieri ci aveva annunciato qualche mese fa (e questa è una critica che vogliamo esprimere); il crollo del turismo incombe. Ci poniamo allora la domanda: continuiamo con un meccanismo assistenziale o vogliamo seriamente tentare delle scelte (nessuno ha la certezza sulle azioni che dobbiamo intraprendere) per indirizzare il cambiamento? C'è troppa frammentazione, troppi bonus , mancano addirittura i provvedimenti attuativi dei decreti-legge precedenti: mancano centinaia di provvedimenti attuativi dei decreti precedenti. Il tema è: qual è la visione del futuro? Viene la battuta, fatta anche dai miei colleghi questa mattina: sono i 9 milioni di cartelle esattoriali che arriveranno il 15 ottobre? Ci rendiamo conto che lo Stato deve attivarsi per il recupero, però vorrei anche ricordare che sono sei mesi che questa opposizione vi sollecita a fare un piano ragionevole, a non continuare con l'acqua alla gola a prorogare di otto giorni in otto giorni. (Applausi) . Era questa la questione. Devono protestare e minacciare lo sciopero alcuni dottori commercialisti, per arrivare poi a ottenere una proroga di un mese, con relativi interessi dei versamenti fiscali, peraltro non per tutti, ma solo per chi ha perso un terzo del fatturato? (Applausi) . Il problema non riguarda solo le aziende, ma il sistema di gestione delle partite IVA, che automaticamente si era bloccato al 16 agosto e poi al 16 di settembre. Colleghi, bisogna avere il coraggio di guardare oltre, non possiamo continuare con meccanismi come quelli contenuti nel decreto al nostro esame. Vi è una miriade di provvedimenti; certamente alcuni trovano anche la nostra piena condivisione, ma ricordiamo cosa questo decreto-legge ha di caratteristico: si riferisce a un milione di lavoratori in meno. Ci rendiamo conto che il reddito di cittadinanza non funziona o, almeno, non funziona per la parte relativa alla politica attiva del lavoro? Ha funzionato a livello assistenziale, lo ammettiamo, perché in qualche modo ha rappresentato quel recovery money che avevamo richiamato sei mesi fa; però c'è ancora un'ottusità nel non volere un po' di flessibilità nel mercato del lavoro. I voucher sono un meccanismo per regolare e per immettersi nel mercato del lavoro: è politica attiva del lavoro. (Applausi) . Sta invece crescendo il lavoro in nero. Noi vogliamo essere complici di tutto ciò e poi denunciarlo? È questa la questione. Noi siamo per risolvere. L'eccesso di ideologismo fa dei danni. Vi è poi la questione della liquidità, in qualche modo tamponata; ciononostante, ad ogni provvedimento dobbiamo intervenire sul fondo di garanzia o correggendo una parte della platea. Sugli enti locali, una parte è stata stralciata, poi rimessa, poi modificata. Mi rifaccio anche alle considerazioni della collega De Petris, intervenuta prima, sui meccanismi per operare e legiferare nell'ambito della Commissione e del Parlamento. Noi denunciamo che non ci fornite un disegno complessivo. Da parte della maggioranza non c'è un disegno complessivo. Chi vi parla è a favore dell'utilizzo del MES: ci volete dire se l'intervento nella sanità verrà fatto utilizzando dei tassi vantaggiosi, con meno vincoli rispetto al recovery fund che tutti propagandiamo? (Applausi) . Vogliamo cogliere l'occasione per modernizzare il nostro sistema sanitario e creare tutte quelle stabilizzazioni che sono necessarie in un sistema che è esploso quarant'anni fa e che, avendo occupati con un media di età avanzata, rischia in un momento come questo di crollare, tra un anno o due, anche sotto l'aspetto occupazionale? Questa è la questione che va affrontata. Colleghi di maggioranza, fate il dibattito che volete, ma portate una proposta. È necessario un disegno strutturale per il Paese. Colleghi, sono rientrato a casa sabato mattina, dopo che abbiamo passato la nottata in Commissione, e ho faticato a raggiungere il territorio da cui provengo: sono caduti ponti e ci sono state frane. La devastazione che si è verificata è dovuta, da un lato, all'imponderabile (il cambiamento climatico produce chiaramente degli effetti) dall'altro però alla manutenzione. Negli ultimi anni non si è più fatta manutenzione delle strade provinciali perché si era deciso di eliminare le Province, senza pensare che le strade provinciali rimanevano e non erano eliminabili. (Applausi) . Dobbiamo inoltre conciliare il vivere civile delle persone con la natura e considerare il fatto che se gli alvei non si possono più pulire gli arbusti in essi presenti diventano alti tre, quattro o cinque metri e quando arrivano queste piene vengono buttati giù e fanno barriera. La situazione non è più sostenibile e occorre equilibrio. Il ministro Costa non può dire che è colpa dei Comuni. I Comuni erano tenuti al rispetto del Patto di stabilità e di tutta una serie di vincoli cui non potevano contravvenire. (Applausi) . Inoltre, mancavano loro i tecnici, che non potevano assumere per poter svolgere le azioni conseguenti. Onorevoli colleghi, si è parlato di svolta, ma svolta significa avere il coraggio di guardare al futuro e avere un disegno per il futuro. Nei dibattiti televisivi si parla di manovra espansiva, che però ha una valenza pluriennale, il che vuol dire promuovere un percorso che dia sicurezza agli italiani e permetta il coraggio degli investimenti. Noi dobbiamo far crescere la parte pubblica con le infrastrutture e la parte privata con gli investimenti privati e affrontando la sfida che ognuno di noi ha, ossia la sfida di vita e di futuro. Per questi motivi, non possiamo che dichiarare il nostro voto contrario al provvedimento in esame. (Applausi) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziare i colleghi della Commissione, i relatori che hanno cercato di favorire lo svolgimento del dibattito in termini civili e costruttivi, nonché i membri del Governo che velocemente sono stati disponibili, nonostante fossero molto presi dal fare riunioni per cercare di trovare equilibri in una maggioranza che ha posizioni molto diverse. Grazie, comunque, da parte mia.