[ddlpres]

a) dalla dichiarazione sostitutiva attestante la data di nascita, resa da ciascun candidato ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; b) dal certificato di iscrizione del candidato nelle liste elettorali di un comune della Repubblica; c) da una dichiarazione, resa ai sensi dell'articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui il candidato attesta di non versare in alcuna delle condizioni di ineleggibilità previste dalla legge; d) dalla restante documentazione prevista dall'articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, e successive modificazioni, e dall'articolo 1, commi 3 e 8, della legge 23 febbraio 1995, n. 43, o prevista dalle relative disposizioni delle leggi elettorali regionali. 3 . Il requisito di cui alla lettera b) del comma 2: a) va inteso come riferito ai comuni della regione o della provincia autonoma, laddove così disponga la disciplina adottata dalle regioni a statuto speciale nell'esercizio della loro autonomia nell'individuazione di requisiti aggiuntivi di eleggibilità del presidente della regione e dei consiglieri regionali o di provincia autonoma; b) è riscontrato dall'ufficio competente anche ai fini dell'accertamento del rispetto del divieto di contemporanea candidatura in più consigli regionali, ove previsto dalla normativa nazionale o regionale vigente. 4 . Le disposizioni del presente testo unico si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano». Art. 13. 1. L'articolo 8 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, è sostituito dal seguente: «Art. 8. -- (Sospensione e decadenza di diritto dalle cariche regionali). -- 1 . Sono sospesi di diritto dalle cariche di cui all'articolo l della legge 2 luglio 2004, n. 165: a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva che applica le pene interdittive di cui agli articoli 29 e 31 del codice penale ovvero quella della privazione dei diritti elettorali di cui all'articolo 1; b) coloro che, con sentenza di primo grado, confermata in appello per la stessa imputazione, hanno riportato una condanna ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per un delitto non colposo, dopo l'elezione o la nomina; c) coloro nei cui confronti l'autorità giudiziaria ha applicato, con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) e b) , del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 2 . La sospensione di diritto consegue, altresì, quando è disposta l'applicazione di una delle misure coercitive di cui agli articoli 284, 285 e 286 del codice di procedura penale nonché di cui all'articolo 283, comma 1, del codice di procedura penale, quando il divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale. 3 . Nel periodo di sospensione i soggetti sospesi, fatte salve le diverse specifiche discipline regionali, non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata. La sospensione cessa di diritto di produrre effetti decorsi diciotto mesi. La cessazione non opera, tuttavia, se entro il termine di cui al precedente periodo l'impugnazione in punto di responsabilità è rigettata anche con sentenza non definitiva. In quest'ultima ipotesi la sospensione cessa di produrre effetti decorso il termine di dodici mesi dalla sentenza di rigetto. 4 . A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione ai sensi del comma 1 o del comma 2 sono comunicati al prefetto del capoluogo della regione che ne dà immediata comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri il quale, sentiti il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e il Ministro dell'interno, adotta il provvedimento che accerta la sospensione. Tale provvedimento è notificato, a cura del prefetto del capoluogo della regione, al competente consiglio regionale per l'adozione dei conseguenti adempimenti di legge. Per la Regione siciliana e la regione Valle d'Aosta le competenze di cui al presente articolo sono esercitate, rispettivamente, dal commissario dello Stato e dal presidente della commissione di coordinamento; per le province autonome di Trento e di Bolzano sono esercitate dai rispettivi commissari del Governo. Per la durata della sospensione al consigliere regionale spetta un assegno pari all'indennità di carica ridotta di una percentuale fissata con legge regionale. 5 . La sospensione cessa nel caso in cui nei confronti dell'interessato venga meno l'efficacia della misura interdittiva di cui al comma 1 o di quella coercitiva di cui al comma 2, ovvero sia emessa sentenza, anche se non passata in giudicato, di non luogo a procedere, di proscioglimento o di assoluzione o provvedimento di revoca della misura di prevenzione o sentenza di annullamento ancorché con rinvio. In tal caso la sentenza o il provvedimento di revoca sono pubblicati nell'albo pretorio e comunicati alla prima adunanza dell'organo che ha proceduto all'elezione, alla convalida dell'elezione o alla nomina. 6 . Chi ricopriva una delle cariche indicate al comma 1 passa di diritto dallo stato di sospensione a quello di decadenza dalla carica, alla data del passaggio in giudicato della sentenza di condanna di cui all'articolo 1 o dalla data in cui diviene definitivo il provvedimento di cui all'articolo 1- bis . A tal fine tali sentenze o provvedimenti, emessi nei confronti dei soggetti sospesi dalla carica ai sensi del presente articolo, sono immediatamente comunicati, a cura del pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura penale, al prefetto del capoluogo della regione che ne dà immediata comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri il quale, sentiti il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e il Ministro dell'interno, adotta il provvedimento che accerta la decadenza. Tale provvedimento è notificato, a cura del prefetto del capoluogo della regione, al competente consiglio regionale per l'adozione dei conseguenti adempimenti di legge sul subentro nel seggio. Per la Regione siciliana e la regione Valle d'Aosta le competenze di cui al presente comma sono esercitate, rispettivamente, dal commissario dello Stato e dal presidente della commissione di coordinamento; per le province autonome di Trento e di Bolzano sono esercitate dai rispettivi commissari del Governo». Art. 14. 1. L'articolo 9 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, è sostituito dal seguente: «Art. 9. -- (Accertamento dell'incandidabilità in occasione delle elezioni regionali o successivamente). -- 1 . L'accertamento della condizione di incandidabilità alle elezioni alle cariche di cui all'articolo 1 della legge 2 luglio 2004, n. 165, comporta la cancellazione dalla lista dei candidati. 2 .