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Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, il provvedimento in esame, approvato all'unanimità nella Commissione agricoltura, mira a valorizzare le cosiddette piccole produzioni locali che sono una realtà ormai consolidata nei territori delle regioni Veneto dal 2008 e Friuli-Venezia Giulia dal 2011, individuando un percorso semplice per permettere agli agricoltori e agli allevatori la lavorazione e la vendita in ambito locale di piccoli quantitativi di alimenti prodotti all'interno dell'azienda agricola o ittica, nel rispetto della sicurezza igienico-sanitaria, salvaguardando la tipicità e la tradizione locale e fornendo, inoltre, un'importante integrazione al reddito degli operatori. L'Italia è il Paese delle biodiversità, dei mille prodotti agroalimentari, della qualità e delle eccellenze, sia nella produzione, sia nell'ambito della trasformazione. Tale proposta nasce proprio dalla considerazione che ci caratterizziamo, oltre che per la varietà e la bellezza del territorio, anche per la presenza di numerose piccole produzioni alimentari tipiche di qualità e per il fatto che i consumatori manifestano sempre maggiore interesse per i prodotti locali provenienti da filiere produttive corte, o meglio cortissime. Questo provvedimento ha la grandissima ambizione di disciplinare il tema della valorizzazione e della vendita delle piccole produzioni locali agroalimentari per far sì che chi produce possa, avvicinandosi al consumatore, vendere direttamente garantendo anche e soprattutto la qualità del prodotto. Si pone quindi l'attenzione verso la qualità dei prodotti locali che sono maggiormente controllabili dai consumatori e sempre più freschi. Appare allora opportuno favorire la diffusione dei prodotti - da un lato - assicurando una modalità semplificata ed economicamente sostenibile perché le aziende agricole o ittiche possano produrre e vendere questi prodotti; dall'altro, prevedendo adeguati controlli per garantire la genuinità e la salubrità degli stessi nell'interesse dei consumatori. Lo sviluppo dell'agricoltura locale comporta lo sviluppo del territorio; la valorizzazione della tradizione; la conoscenza diretta dei produttori; la collaborazione tra produttore e consumatore finale; la possibilità di visitare e controllare le aziende direttamente, oltre al recupero di quei saperi e di quei sapori, dei gusti tipici degli alimenti e delle ricette tradizionali locali, dando così una possibilità ai nostri contadini, che sono degli eroi, e ai nostri consumatori uno strumento importante per promuovere, conoscere e valorizzare i prodotti del nostro territorio. L'evoluzione della domanda del consumatore verso una maggiore sensibilità di prodotti territoriali è un elemento di maggiore competitività all'interno del nostro Paese e quindi produrrà sicuramente un valore aggiunto. Il consumo dei prodotti locali si affianca anche ad un valore simbolico, ad un valore culturale, identitario, sempre più avvertito nell'alimentazione, che riflette nella sua straordinaria varietà, la varietà geografica del nostro Paese che ha climi, terreni e produzioni diversi in tutta la penisola. A tanti diversi paesaggi corrispondono altrettanti paesaggi enogastronomici che gli italiani imparano sempre di più a conoscere, ad apprezzare e a valorizzare. L'obiettivo di questa proposta è, oltre quello di valorizzare e promuovere il consumo dei prodotti del territorio, anche quello di sostenere le micro e piccole imprese ed economie territoriali a carattere familiare. Spesso, le nostre produzioni sono messe in difficoltà dalla concorrenza spietata del mercato globale, precludendo al consumatore la conoscenza delle produzioni autoctone. Il nostro Paese è anche ricco di varie tecniche di lavorazione del prodotto, la cui denominazione addirittura varia da Provincia a Provincia, da Comune a Comune. È indispensabile, quindi, un'economia territoriale limpida e la proposta in esame trasparente tende proprio a questo. Il provvedimento in discussione non vuole che l'agricoltore o il pescatore diventino commercianti, anche perché questo impegno supplementare toglie tempo all'attività primaria (e lo svolgono benissimo le altre categorie); attività che molte volte è la passione di una vita. Ma gli si vuole dare un'occasione in più per avere un maggior sostegno al reddito derivante dalla sua attività. La proposta in esame prevede che la vendita avvenga, quindi, rigorosamente per quantitativi limitati, entro massimali ben definiti, e in ambito locale (Provincia di produzione o Province contermini). Sono fatte salve tutte le disposizioni europee e nazionali vigenti in materia igienico-sanitaria, in materia di etichettatura e di prodotti agroalimentari a regime speciale (IGP, DOP, DOC, DOCG, biologici). Il provvedimento dispone inoltre, in un'ottica di leale collaborazione tra Stato, Regioni ed enti territoriali e nel rispetto delle attribuzioni costituzionali, che un apposito regolamento ministeriale fissi criteri e linee guida generali per i prodotti delle piccole produzioni locali, validi su tutto il territorio nazionale, lasciando poi alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base delle loro competenze, di emanare la disciplina specifica per i loro territori. A ulteriore garanzia, sullo schema di regolamento si prevede la preventiva acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni e del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Riteniamo necessaria l'approvazione di questo disegno di legge perché esso prosegue sulla strada indicata dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, guidato negli ultimi quattordici mesi dal ministro Centinaio, della riscoperta, della valorizzazione e della promozione delle diverse realtà agroalimentari italiane. La prima cosa per far conoscere e far rinascere soprattutto la nostra agricoltura è portarla a conoscenza non solo nel mondo ma, soprattutto, degli stessi italiani, in modo virtuoso, valorizzando il settore agroalimentare italiano. Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione ad allegare il testo scritto della relazione al Resoconto della seduta odierna per ottimizzare i tempi dei lavori dell'Assemblea in relazione al contenuto dei singoli articoli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Il rappresentante del Governo non intende intervenire. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, i senatori del Gruppo LeU voteranno a favore del disegno di legge al nostro esame, che, oltre a istituire il marchio delle piccole produzioni locali, compie in particolare un'operazione importante che riguarda - da una parte - la qualificazione delle produzioni dei piccoli imprenditori agricoli e - dall'altra - l'introduzione di alcune facilitazioni burocratiche per le piccole aziende. Anche noi avevamo depositato una proposta di legge che riguardava l'istituzione del marchio e nel nostro caso si parlava di «prodotto di fattoria». Certamente sull'introduzione dei marchi bisogna essere molto attenti per evitare confusione. Ma certamente bisogna fare in modo che non sia soltanto un'operazione di facciata e rappresenti effettivamente il vantaggio per quelle aziende agricole che sono perlopiù molto piccole nelle aree interne e che intendono, appunto, commercializzare nel proprio territorio di riferimento le produzioni esclusivamente aziendali.