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l'indice di mortalità delle patologie oncologiche correlate con l'esposizione ad amianto è alto e correlato al rischio, a cui sono stati potenzialmente esposti i lavoratori delle imprese, che hanno utilizzato amianto nel ciclo produttivo o che hanno condotto attività di smaltimento o bonifica; la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni del 22 febbraio 2018 ha definito un Protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex esposti ad amianto, riguardante le patologie neoplastiche asbesto correlate, prevedendo, in particolare, per il tumore del polmone, l'adozione di provvedimenti atti a ridurre i rischi attraverso: una visita medica ed esame clinico con particolare riguardo all'apparato respiratorio; un esame spirometrico basale; un accertamento radiologico adeguato tramite Tac o altra indagine medica/diagnostica/ strumentale atta alla ricerca di neoplasie polmonari; la stessa Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni considera importante che le indagini abbiano almeno una cadenza triennale fino a 30 anni dalla cessazione dell'esposizione e nei casi sospetti che tale periodicità venga portata ad una cadenza annuale; la Conferenza permanente ha sancito che i contenuti del protocollo sanitario dei lavoratori ex esposti all'amianto siano da ritenersi quali contenuti minimi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario per la salute dei dipendenti ex esposti all'amianto, di aderire a quanto richiesto dal consiglio di fabbrica sulla modifica del protocollo RFI, utilizzando tecniche più sofisticate; se non ritenga, altresì, opportuno che venga intensificata la cadenza delle visite, sia per i dipendenti, che per gli ex dipendenti pensionati ex esposti all'amianto. Atto n. 3-00963 MALAN Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il 6 giugno 2019, le autorità spagnole hanno deciso di estradare in Cina un gruppo di 94 cittadini di Taiwan, accusati di frode fiscale; tale decisione è a parere dell'interrogante estremamente preoccupante, a maggior ragione se si considera che persino i cittadini di Hong Kong stanno protestando contro norme che permetterebbero l'estradizione in Cina; i media statali cinesi hanno approfittato delle immagini dei taiwanesi estradati per accreditare presso il pubblico l'idea che uno Stato membro dell'Unione europea approverebbe il sistema giudiziario cinese; l'Unione europea ha sollevato la questione del trattamento disumano dei detenuti da parte della Cina durante il suo dialogo annuale sui diritti umani con la Cina ad aprile 2019; il 17 gennaio 2019 il Ministro degli esteri spagnolo aveva espresso preoccupazione su due detenuti canadesi in Cina; il 18 maggio 2018, a causa della cattiva reputazione della Cina in materia di diritti umani, l'ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani rilasciò una dichiarazione, esortando la Spagna a sospendere le estradizioni in quel Paese, temendo il rischio di maltrattamenti, torture o persino la pena di morte, si chiede di sapere quale sarebbe il comportamento delle competenti autorità italiane, ove si verificasse un analogo caso di richiesta di estradizione in Cina per reati comuni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00956 FARAONE SUDANO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: in data 4 dicembre 2018, la società cooperativa CMC di Ravenna depositava innanzi al Tribunale di Ravenna la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, della legge fallimentare (di cui alla legge n. 267 del 1942, e successive modificazioni e integrazioni) e, con decreto presidenziale del 7 dicembre successivo, il Tribunale di Ravenna ha disposto la nomina dei commissari giudiziali e dei relativi incombenti, assegnando il termine di 60 giorni per il deposito della proposta; la società cooperativa CMC di Ravenna è stata impegnata in Sicilia, tra l'altro: a) nella realizzazione di importantissime opere strategiche commissionate da ANAS SpA quale contraente generale: itinerario Palermo-Agrigento: "Lavori di ammodernamento del tratto Palermo - Lercara Friddi, lotto funzionale dal km 14,4 (km 0,0 del lotto 2) compreso il tratto di raccordo della rotatoria Bolognetta, al km 48,0 (km 33,6 del lotto 2 - svincolo Manganaro incluso), compresi i raccordi con le attuali SS n. 189 e SS n. 121"; itinerario Agrigento-Caltanissetta, A19-strada statale 640 "di Porto Empedocle", ammodernamento ed adeguamento alla cat. B del decreto ministeriale 5 novembre 2001, secondo tratto: dal chilometro 44+000 allo svincolo con la A19; b) in veste di affidataria, nella realizzazione di opere strategiche commissionate dalla gestione governativa della ferrovia Circumetnea di Catania della Direzione generale trasporto pubblico locale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: "progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori necessari alla realizzazione del 1° lotto funzionale del progetto di potenziamento e trasformazione della Ferrovia Circumetnea nelle aree urbane di Catania e Misterbianco e della tratta submetropolitana fino a Paternò - tratta Nesima (E) - Misterbianco Centro (I) consistente nella tratta di linea metropolitana compresa tra l'uscita della stazione Nesima e l'uscita dalla stazione Monte Po" e "progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori necessari alla realizzazione del prolungamento alla rete ferroviaria nella tratta metropolitana di Catania dalla Stazione Centrale F.S. all'Aeroporto - tratta Stesicoro - Aeroporto 1° lotto"; lo stato di crisi di CMC ha determinato notevoli problematiche nell'esecuzione dei lavori e, per quel che interessa, in Sicilia, una gravissima condizione finanziaria di oltre 100 imprese affidatarie, subaffidatarie e fornitrici del contraente generale e di CMC medesima, mettendo così a rischio oltre 2.000 posti di lavoro; considerato che: a seguito di numerosi sopralluoghi presso i cantieri in Italia ed in Sicilia, esponenti del Governo in carica hanno rassicurato le imprese e i lavoratori coinvolti sulla riapertura dei cantieri, sulla prosecuzione degli appalti in essere e sul completamento delle opere stradali e ferroviarie; nel decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, cosiddetto sblocca cantieri, non sono state previste misure per trasformare in fatti concreti le rassicurazioni e per porre fine al clima di incertezza e al superamento dello stato di crisi accertato della società CMC di Ravenna;