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Disposizioni in materia di demanio armentizio e istituzione del Parco nazionale dei tratturi. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge ha l'obiettivo di tutelare il demanio armentizio in modo omogeneo sul territorio nazionale, al fine di garantirne la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la gestione in forma coordinata, anche in termini di promozione turistica sostenibile, e lo sviluppo dei « cammini » come itinerari storici e culturali. Come è noto, nel corso dei millenni i percorsi armentizi costituirono le vie di transito per le mandrie di pecore che venivano condotte dai pastori alla ricerca di condizioni climatiche ottimali e di pascoli migliori nelle diverse stagioni, cioè per sfuggire alla neve d'inverno e al caldo torrido d'estate, a settembre e a maggio, dalla montagna alla pianura e viceversa. Il demanio armentizio è costituito da tratturi, trazzere, tratturelli, bracci e riposi, dove i tratturi rappresentavano i tronchi principali, da cui si diramavano i tratturelli, collegati tra loro dai bracci, mentre i riposi erano le grandi distese erbose lungo la rete tratturale nei quali riposavano, appunto, le greggi. Detto demanio è patrimonio di notevole rilevanza storica, archeologica e culturale, ultima traccia delle antiche civiltà della transumanza, riconosciuto e tutelato come patrimonio storico-culturale già dalla legge 1° giugno 1939, n. 1089. Ma, ciononostante, a parere dei proponenti è necessario un intervento legislativo, vista la mancanza di una legge quadro e visti anche gli interventi, che appaiono non omogenei, di alcune delle regioni interessate dalla presenza dei suddetti percorsi armentizi. Gli strumenti individuati, per conseguire gli obiettivi di cui alla premessa, sono sostanzialmente due, ossia: 1) la creazione di una Banca dati nazionale dei tratturi presso il Ministero della transizione ecologica, nella quale saranno raccolte tutte le informazioni sui percorsi armentizi, per garantire l'acquisizione, la registrazione, l'analisi e la visualizzazione delle informazioni e dei dati raccolti sui percorsi; 2) l'istituzione del Parco nazionale dei tratturi, che comprenderà i percorsi armentizi individuati. Le regioni, ai sensi del presente disegno di legge, avranno un ruolo assolutamente centrale in questo nuovo approccio di tutela, conservazione, valorizzazione e gestione dei suddetti beni demaniali, ruolo che si esplicherà nell'adozione, in primo luogo, del Documento regionale di valorizzazione del demanio armentizio, nel quale saranno individuate le aree armentizie – insistenti nei rispettivi territori, attraverso la completa mappatura anche con il supporto dei sistemi informativi territoriali regionali – nonché la loro classificazione, distinguendo tra quelle alienabili, che hanno subito permanenti alterazioni, anche di natura edilizia, e quelle inalienabili; e in secondo luogo nell'inserimento di tutti i dati e le informazioni raccolte nella Banca dati nazionale istituita presso il Ministero della transizione ecologica. L'intero processo sarà portato avanti di concerto con gli altri enti locali coinvolti (come identificati dall'articolo 2, comma 1, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267), secondo il principio della copianificazione, assicurando il confronto anche con le associazioni culturali, ecologiste ed ambientaliste interessate, nonché prevedendo forme di pubblicità, di informazione e di consultazione per favorire la più ampia partecipazione e condivisione delle strategie di tutela, conservazione, valorizzazione e gestione del demanio armentizio. Le regioni individueranno le modalità con le quali gli enti locali parteciperanno all'intero processo di mappatura, raccolta e invio delle informazioni e, soprattutto, le modalità con le quali eserciteranno le funzioni amministrative per la reintegra, la tutela dominicale e l'amministrazione del demanio armentizio, nonché, l'approvazione del Piano locale per la valorizzazione del demanio armentizio. Con detto Piano locale, i comuni individueranno i siti, gli itinerari, le attività antropiche e i beni che hanno rilevanza naturale, ambientale, storica, culturale, archeologica, economica e sociale connessi con la civiltà della transumanza. Inoltre, individueranno gli obiettivi per il recupero e la conservazione dei valori naturalistici, storici e culturali del demanio armentizio regionale che ricade nei rispettivi territori, nonché gli obiettivi e per la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio armentizio. Per tutto quanto sopra evidenziato, auspichiamo un esame e un'approvazione in tempi brevi del presente disegno di legge.. 1 (Finalità) 1 La presente legge, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, detta le linee guida al fine di garantire la conservazione e la gestione in forma coordinata del demanio armentizio, quale testimonianza archeologica della storia sociale ed economica di insediamenti di varie epoche sul territorio nazionale interessato dalle migrazioni degli armenti. 2 Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, i comuni e gli altri enti locali come individuati ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nell'ambito delle rispettive competenze legislative e regolamentari, promuovono e contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione del demanio armentizio riconoscendone il valore storico, culturale, ambientale, artistico e paesaggistico. 2 (Demanio armentizio) 1 Ai fini della presente legge il demanio armentizio, quale insieme di beni di interesse storico, archeologico e paesaggistico, nonché luogo indispensabile all'esercizio dell'attività armentizia, si compone di tratturi, trazzere, tratturelli, bracci e riposi, quali lunghi sentieri erbosi, pietrosi o in terra battuta, con fondo naturale, originatisi dal calpestio degli armenti nelle trasmigrazioni stagionali. 3 (Competenze) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione, valorizzano il demanio armentizio regionale e ne garantiscono la conservazione. Fermo restando l'esercizio delle funzioni amministrative trasferite dall'articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, provvedono altresì: a all'individuazione delle aree tratturali regionali, finalizzata alla completa mappatura delle medesime anche attraverso i sistemi informativi territoriali regionali; b all'inserimento delle aree di cui alla lettera a) all'interno della Banca dati nazionale dei tratturi di cui all'articolo 4;