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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 76 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente CALDEROLI, del vice presidente LA RUSSA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,03) . Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 981 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 981, già approvato dalla Camera dei deputati. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, torniamo al tema di cui ieri sera abbiamo discusso fino a notte tarda: a parti invertite, cosa sarebbe successo in quest'Aula? In serena amicizia e con spirito di collaborazione tra colleghi, dico che i gilet gialli ora in Parlamento avrebbero assaltato il banco del Governo e quello della Presidenza. Viceversa, voglio essere ulteriormente collaborativo e raccontarvi come vedrei io il bilancio. Lo vedrei scritto su una lavagna, ma siccome adesso siamo arrivati alle slide e a ben altri mezzi, accetto la slide su cui ci siano scritte le entrate e uscite per macrocifre. Vedremmo così che le entrate dello Stato assommano a 800 miliardi e le uscite a 770, con un avanzo primario di circa 30 miliardi e 60-65 di interessi; e lì si che lo spread c'entra, anche se vorrei che non fosse così. So che gli economisti di una volta dicevano che uno starnuto a Hong Kong era una polmonite a New York, per cui una notizia in economia data male può causare variazioni - di miliardi, nel nostro caso - tali per cui siamo poi costretti a correre dietro a tagli da un milione (o anche meno e di qualsiasi altro importo). I 60-65 miliardi di interessi portano dunque a un deficit di 30-35, esattamente pari a una cifra che si attesta tra il 2,4, il 2 o l'1,99 del PIL (circa 1.750 miliardi). Nei 760 miliardi di uscite ci sono spese fisse (quasi tutte): tra 250 miliardi per le pensioni, 110 per la sanità, gli stipendi, la manutenzione degli edifici e spese fisse varie, ci sono 5-10 miliardi discrezionali, se non si compiono operazioni come quelle che realizzano tutte le finanziarie (un condono o uno pseudocondono, che comportano qualche entrata in più, e uscite per le iniziative da realizzare, che consistono nelle promesse elettorali, nelle scelte discrezionali del Governo e nella politica). In questi importi dovrebbero rientrare anche gli investimenti, che temo siano e saranno pochi, sia per le procedure, sia perché si confida in un miglior utilizzo dei fondi europei. Il discorso Europa mi sta a cuore, però, in tal senso: cosa possiamo rinegoziare con essa? A parte la vicenda delle ultime settimane e degli ultimi mesi, in cui, a mio avviso, abbiamo perso, forse - come si dice in gergo semplice - tra ragazzi ne abbiamo date alcune ma ne abbiamo prese anche tante. Contribuiamo al bilancio europeo per 14 miliardi, che sono spese correnti e soldi che dall'Italia vanno all'Europa. Ai tempi in cui essa fu istituita, questi fondi provenivano dall'IVA, oggi provengono in generale dal bilancio. Ne riprendiamo 12 circa, ma non sempre, perché non siamo capaci di usare i fondi europei, dato che ci mancano i co-finanziamenti, soprattutto al Sud. Questi sono i fatti. Dove vanno i soldi che non vengono ripresi in corso d'anno? A residuo? E comunque ci sono 2 miliardi che costituiscono la perequazione a Est dell'Europa e le spese faraoniche della stessa. Poi l'Europa ci mette le norme sull'etichettatura dei prodotti, soprattutto quelli alimentari e dobbiamo fare la guerra. Ci dice, ancora, che sui citofoni non dobbiamo scrivere il nome. Queste sono le misure che dobbiamo contestare all'Europa. Qui dentro, però, il problema è il debito pubblico. Io vorrei che si facesse un'apposita discussione sul debito pubblico per cercare di ridurlo, con la proposta di Savona, Panerai e altri della costituzione di una società con patrimonio immobiliare pubblico, vendita delle quote ed estinzione del debito per 300-400 miliardi. Questo patrimonio verrebbe rivalutato e venduto e, con esso, si rimborserebbero le quote. Ci sarebbero un sacco di altre cose da dire, mal il tempo sfugge. Credo che dire no alle grandi opere non abbia un effetto benefico per l'Italia in termini di crescita, né che produca conseguenze in termini di decrescita; piuttosto rappresenta un danno per l'occupazione. Le dismissioni promesse sono di difficile realizzazione; le assunzioni sono troppe e con una decorrenza ridicola (15 novembre 2019). Viceversa, trovo degli elementi positivi nelle misure sugli locali, e concludo. Credo che la previsione di un contributo di 400 milioni ai Comuni per opere pubbliche - che equivale a circa 40.000-50.000 euro per Comune, a seconda della fascia demografica - sia opera del sottosegretario Giorgetti e di altri, e gliene do pubblicamente atto. Altre norme riguardano gli avanzi di amministrazione, il bilancio consolidato per i piccoli Comuni, la contabilità economico-patrimoniale, di cui spero sia stata salvata l'abolizione, e la soglia degli appalti da 40.000 a 150.000 euro. PRESIDENTE. Senatore, la invito a concludere. PEROSINO (FI-BP) . Avrei, come tutti, tante cosa da dire, ma ci sarà occasione di farlo.