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Ad essere più in pericolo sono tutte le attività legate alla filiera del turismo. (Brusio). PRESIDENTE.Per favore, non disturbate l'oratore. Prego, senatore Montani, continui pure. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Qualora vi fosse sfuggito, ricordo che il turismo rappresenta il 15 per cento del prodotto interno lordo. Non abbiamo osservato una sola misura che sia realmente capace di invertire la tendenza. Sia chiara una cosa: se l'Italia non inverte la tendenza immediatamente rispetto al turismo, avremo una crisi per anni in tale settore. Il dramma che si sta consumando sotto gli occhi degli italiani che non arrivano alla sera è sotto gli occhi di tutti. Mentre molte imprese stanno per chiudere, ancora oggi milioni di lavoratori non hanno ricevuto la cassa integrazione dallo Stato; ci sono più di 1 milione di partite IVA che non hanno ricevuto i 600 euro. In totale, milioni di persone, lavoratori e partite IVA non hanno ancora ricevuto un euro dallo Stato. (Applausi). Come faranno a campare? I poveri censiti erano 10 milioni; oggi pare siano aumentati del 40 per cento: questo dato spaventa molto noi che siamo persone responsabili. Soprattutto in materia di turismo, il vostro atteggiamento di totale chiusura nei nostri confronti è stato ed è imbarazzante. Dal Governo sono arrivate tante parole, ma pochissimi fatti. Avete bocciato i nostri emendamenti e le nostre proposte, come ad esempio quella di riconoscere 250 euro di bonus a chi avesse voluto viaggiare in Italia e farvi le vacanze, per partorire in solitudine un provvedimento che ha lasciato in braghe di tela gli operatori, scaricando su di loro la responsabilità. Questa è una cosa gravissima che non servirà alle aziende e agli alberghi, che hanno già problemi di liquidità - che questo decreto non risolve - e che vedranno scaricare su di loro il credito di imposta: una cosa un po' allucinante. Come qualcuno di voi saprà, io provengo da una terra di laghi e di monti che vive di turismo e che, a causa della vostra incapacità, si trova ora alle prese con la più grande crisi dal dopoguerra a questa parte. A nulla sono valsi i nostri appelli al buon senso, i nostri richiami alla collaborazione e le manifestazioni di piazza. Dopo alcune settimane di lavoro con gli operatori del settore, la Lega ha ufficializzato un pacchetto di proposte elaborato sotto la regia del responsabile del dipartimento della Lega per il turismo, Gian Marco Centinaio, che ringrazio. Sono fatti e non parole, come l'istituzione di un fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese che operano nel comparto turistico; risorse concesse con garanzia dello Stato a titolo di prestiti a fondo perduto in un arco di tempo quinquennale, in misura pari alla perdita del fatturato subita nell'anno 2020 rispetto al fatturato registrato nel 2019. Queste e molte altre sono tutte misure che avremmo voluto e potuto condividere per il bene degli italiani. Signor Presidente, sono andato oltre il tempo a mia disposizione? PRESIDENTE.No, ha ancora quaranta secondi. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Avevo ancora due pagine, ma le accantono, anche perché sto praticamente parlando ai miei colleghi della Lega e a pochi altri e, quindi, non è neanche tanto gratificante. PRESIDENTE.Lei parla sempre all'Italia, attraverso la televisione. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Assolutamente, signor Presidente. Mi avvio a concludere. Questo provvedimento inizia a farmi pensare che siete dei procacciatori d'affari per Germania e Francia. Voi svendete le aziende e le eccellenze italiane. Voi, colleghi del PD, dei 5 Stelle e di Italia Viva, con questi provvedimenti tradite la fiducia degli italiani. (Applausi). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà. MARINO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi e colleghe, oggi noi operiamo una conversione che, di fatto, è una mera presa d'atto del lavoro svolto dalla Camera dei deputati. Il decreto n. 23, il cosiddetto decreto liquidità, va però contestualizzato e inquadrato in un processo: è stato pubblicato l'8 aprile, in pieno lockdown , quando l'Italia era il Paese più colpito a livello europeo per morbilità. La Commissione europea aveva già emanato, il 20 marzo, il temporary framework con cui disciplinava le condizioni alle quali gli Stati membri potevano definire le misure di aiuto per le imprese colpite economicamente dall'emergenza coronavirus ma non l'aveva ancora corretto, come poi capiterà nei primi di maggio. Era quindi una situazione particolare. Contemporaneamente il decreto-legge va anche inquadrato nel processo generale, perché noi non possiamo vederlo da solo se non lo situiamo in un percorso che vede prima il decreto-legge n. 6 e poi il cosiddetto cura Italia che effettivamente, realizzando due interventi - uno sull'ampliamento della cassa integrazione e l'altro sulle moratorie per le piccole e medie imprese - incomincia a impostare il lavoro, che è un work in progress . Ecco, da questo punto di vista, dato che sono presenti due esimi rappresentanti del Governo, vale la pena ricordare che a valle del cura Italia sarebbero necessari 38 decreti attuativi e mi risulta che ne siano stati fatti 12. Penso che questo debba essere uno stimolo in questo concerto per procedere adeguatamente. Poi arriva il decreto-legge sul lockdown , arriva quello sulla scuola e poi, a valle del decreto liquidità, viene presentato il decreto rilancio. Questo è il pacchetto. Le misure governative vanno viste nel loro insieme e sono intervenute a sostegno della liquidità delle imprese e della famiglia. Il primo intervento è il decreto cura Italia e il secondo è il decreto liquidità: essi vanno visti - come dicevo - come un combinato disposto perché, essendo la manovra molto articolata, essa può essere riassunta in due filoni, il primo dei quali riguarda le famiglie e le principali misure a sostegno delle famiglie indebitate, con il rafforzamento del fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, il cosiddetto fondo Gasparrini. Vengono peraltro allargati i beneficiari inserendo anche ditte individuali e artigiani. Si parte dell'articolo 54 del decreto-legge n. 18 e poi si amplia l'orizzonte e si arriva alla sospensione per diciotto mesi delle rate per il contributo del pagamento degli interessi. Il secondo filone è il gruppo di interventi a sostegno della liquidità delle imprese. Per fare questo ci si avvale di due strumenti: la moratoria straordinaria sui crediti in essere delle piccole e medie imprese e un ampio programma di garanzie pubbliche sui nuovi prestiti che interessa tutte le classi dimensionali delle imprese, con un salto di qualità che è parte di questo processo di evoluzione che, introdotto con il decreto-legge n. 18, viene rafforzato poi in maniera considerevole con il decreto-legge n. 23.