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La socializzazione è il processo con cui i ragazzi entrano a far parte della società, ne apprendono le regole, le conoscenze, le competenze e i valori. La solitudine didattica - e non solo didattica - per i ragazzi e le ragazze è patologica: hanno un'energia enorme che, se tieni ingabbiata per mesi (ormai è un anno), fai loro un danno enorme. Non si faccia quindi pagare ai giovani questo altissimo prezzo. Non ci potranno essere ristori al danno culturale e sociale che si porteranno dietro. Per gli adolescenti la scuola rappresenta un luogo non solo di apprendimento, ma anche di incontro e confronto con realtà e culture diverse. In conclusione, colleghe e colleghi, mi auguro che anche oggi il decreto-legge al nostro esame possa essere approvato e convertito in legge. Esso rappresenta un segnale tangibile dell'attenzione del Governo, rappresentato unitariamente dal presidente Giuseppe Conte, verso la drammatica situazione che stiamo vivendo. Il mio augurio oggi è che il nostro Presidente, Giuseppe Conte, possa essere messo nelle condizioni di continuare questo lavoro con lo stesso spirito che lo ha contraddistinto nella ricerca dell'unità di azione di Governo, per rispondere al meglio ai bisogni immani e pressanti del Paese, senza che sorgano nuovamente ulteriori interferenze che, all'occhio dell'opinione pubblica, non sarebbero comprese. Il Paese non accetta più le strategie da giochi di ruolo. Il Paese ci chiede di lavorare per il bene comune e di tutti i cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Masini. Ne ha facoltà. MASINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa settimana ricorre un anniversario, quello dell'arrivo della coppia dei coniugi cinesi positivi al Covid-19 che furono ricoverati all'ospedale «Lazzaro Spallanzani» di Roma. È un anno da quando i termini coronavirus, Covid-19, mascherine, sanificazione e altri sono entrati nel nostro lessico comune; è un anno che nelle Aule parlamentari - devo dire abbastanza poco - ma soprattutto nelle stanze del Governo, si è discusso di misure più o meno efficaci per portare il Paese fuori dalla crisi. È un anno in cui più e più volte in quest'Aula si è parlato di economia, di diritto al lavoro versus diritto alla salute e di come risarcire le attività che hanno subito discutibili chiusure. È un anno che discutiamo di un sistema sanitario debole, che si è tenuto a galla solo grazie alle competenze e ai sacrifici del personale medico sanitario. È un anno che discutiamo di scuola. È un anno che diciamo che bisogna andare incontro alle famiglie e ai più fragili, pensare ai disabili, agli anziani, ai bambini e ai lavoratori autonomi: tutti ambiti dove le risposte sono state deboli e sommarie. Provvedimenti spot , bonus a casaccio, nessuna struttura, nessun programma: si naviga a vista in un mare in tempesta e purtroppo con dei pessimi marinai, con le ultime settimane completamente sprecate a far di conto per capire chi avrebbe avuto ancora un posto al tavolo del Governo. Intanto, tra una somma e una sottrazione dei parlamentari, ci siamo completamente fatti sfuggire di mano il piano vaccinale e non parlo solo di contenziosi aperti con le case farmaceutiche e delle dosi previste che non arriveranno, ma parlo proprio dell'organizzazione e della gestione di quello che abbiamo a disposizione. So per certo che ci sono medici e operatori sanitari per i quali ancora non è stato possibile vaccinarsi ; medici e operatori sanitari che tutti i giorni entrano nelle case dei pazienti, magari per assisterli per altre patologie o per effettuare visite fiscali e che possono essere esposti al contagio. Dov'è allora la priorità per il personale sanitario? I primi mesi dell'emergenza ci siamo concentrati sull'evitare il collasso del Sistema sanitario, ma quello è sembrato l'unico obiettivo; raggiunto quello, il resto è stato completamente lasciato al caso. La scuola è uno di quei problemi: è un problema che non avete capito, non sapete come affrontare e per cui non è stata ancora trovata la soluzione per il nuovo anno. (Applausi) . La scorsa settimana il responsabile di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'ospedale pediatrico «Bambin Gesù» di Roma, il dottor Stefano Vicari, ha dichiarato che i tentativi di suicidio e autolesionismo sono aumentati del 30 per cento: dal mese di ottobre - un mese che dovrebbe dirvi qualcosa - si sono moltiplicati gli accessi al pronto soccorso per disturbo psichiatrico e nel 90 per cento si parla di giovani tra i dodici e i diciotto anni che hanno tentato di togliersi la vita. In tutto il nostro parlare dell'ultimo anno vi siete completamente scordati dei ragazzi. (Applausi) . È stato chiesto loro il sacrificio di rinunciare alla loro socialità, al confronto con i coetanei, alla possibilità di distrarsi e uscire da quel senso di paura e terrore generato in tutti noi dal Covid-19 e spesso sono stati accusati di essere quasi degli untori per il loro bisogno di vita; esseri invisibili e sacrificabili, forse perché non ancora in età per votare. Se non possiamo ridare a questi ragazzi i luoghi di aggregazione - comprendo che sono ad alto rischio - dobbiamo almeno ridare loro la scuola, perché - come ha affermato il dottor Vicari - la scuola non può essere vista come luogo di preparazione al mondo del lavoro, ma come luogo di formazione del carattere e della conoscenza. (Applausi) . All'interno della scuola si cresce culturalmente, ma non solo. Ci si riscatta, ci si afferma. State provando a tenere faticosamente a galla un Paese senza pensare che, continuando così, non ci sarà più una riva su cui approdare. Non si può continuare a riversare le responsabilità dello Stato sui singoli; è stato così con gli imprenditori che hanno pagato la cassa integrazione; è così con i proprietari di immobili che perdono i loro canoni di locazione. È così per i medici che chiamate eroi, ma che non siete in grado di tutelare. È così per i giovani che accusate di incoscienza, ma ai quali non date alternative che abbiano come suffisso futuro. (Applausi) . In queste settimane c'è una cosa che avreste dovuto fare invece di andare in giro per le Aule parlamentari a cercare responsabili: avreste dovuto creare ed assumervi la responsabilità delle vostre scelte, delle vostre non scelte; la responsabilità di non essere capaci di guardare al futuro (Applausi) , ma di tentare disperatamente di arrivare indenni alla prossima tornata elettorale. Del resto, si sa -parafrasando De Gasperi - solo uno statista guarda alle prossime generazioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire in legge raccoglie le misure emanate dal Governo nel corso del mese precedente per affrontare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus Covid durante le festività natalizie. I dati sanitari disponibili alla data di emanazione del primo decreto non lasciavano ben sperare in un miglioramento della curva dei contagi;