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2. Conformemente all'art. 11, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 75/442/CEE, uno Stato membro può dispensare dall'art. 10 della presente direttiva gli stabilimenti o le imprese che provvedono al ricupero dei rifiuti oggetto della presente direttiva: - qualora detto Stato membro adotti norme generali che fissano i tipi e le quantità di rifiuti in questione e le condizioni specifiche (valori limite di sostanze pericolose contenute nei rifiuti, valori limite di emissione, tipo di attività) e altri requisiti necessari per effettuare forme diverse di ricupero e - qualora i tipi o le quantità di rifiuti ed i metodi di ricupero siano tali da rispettare le condizioni imposte all'art. 4 della direttiva 75/442/CEE. 3. Gli stabilimenti o le imprese di cui al paragrafo 2 sono registrati presso le autorità competenti. 4. Se uno Stato membro intende avvalersi delle disposizioni del paragrafo 2, le norme di cui al suddetto paragrafo sono comunicate alla Commissione al più tardi tre mesi prima della loro entrata in vigore. La Commissione consulta gli Stati membri. Alla luce di tali consultazioni la commissione propone che tali norme siano adottate secondo la procedura di cui all'art. 18 della direttiva 75/442/CEE". - Il D.P.R. 6 ottobre 1978, n. 627, concerne l'istituzione dell'IVA. - Il D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, reca attuazione delle direttive (CEE) n. 75/442 relativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili, e n. 78/319 relativa ai rifiuti tossici e nocivi. L'art. 6, comma 2, lettera d) reca: "Art. 6 (Competenze delle regioni). - Alle regioni competono: (omissis). d) l'autorizzazione ad enti o imprese ad effettuare lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali prodotti da terzi; le autorizzazioni ad effettuare le operazioni di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi; le autorizzazioni alla installazione e alla gestione delle discariche e degli impianti di innocuizzazione e di eliminazione dei rifiuti speciali, approvati ai sensi della precedente lettera c); ". - L'art. 7 della dir. 91/156/CEE recita: "Art. 7. - 1. Per realizzare gli obiettivi previsti negli articoli 3, 4 e 5 la o le autorità competenti di cui all'art. 6 devono elaborare quanto prima uno o più piani di gestione dei rifiuti, che contemplino fra l'altro: - tipo, quantità e origine dei rifiuti da ricuperare o da smaltire; - requisiti tecnici generali; - tutte le disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare; - i luogi o impianti adatti per lo smaltimento. Tali piani potranno riguardare ad esempio: - le persone fisiche o giuridiche abilitate a procedere alla gestione dei rifiuti; - la stima dei costi delle operazioni di ricupero e di smaltimento; - le misure atte ad incoraggiare la razionalizzazione della raccolta, della cernita e del trattamento dei rifiuti. 2. Eventualmente, gli Stati membri collaborano con gli altri Stati membri interessati e la Commissione per l'elaborazione dei piani. Essi li trasmettono alla Commissione. 3. Gli Stati membri hanno la facoltà di prendere i provvedimenti necessari per impedire movimenti di rifiuti non conformi con i loro piani di gestione dei rifiuti. Tali provvedimenti devono essere comunicati alla Commissione e agli Stati membri". - L'art. 6 della dir. 91/689/CEE recita: "Art. 6. - 1. Conformemente all'art. 7 della direttiva 75/442/CEE, le autorità competenti elaborano, separatamente o nell'ambito dei propri piani generali di gestione dei rifiuti, piani di gestione dei rifiuti pericolosi e li rendono pubblici. 2. La Commissione procede ad una valutazione comparativa dei piani suddetti, in particolare per quanto riguarda i metodi di smaltimento e di ricupero. La Commissione tiene queste informazioni a disposizione delle autorità competenti degli Stati membri che ne fanno richiesta". - Il regolamento CEE n. 259/93 è pubblicato in G.U.C.E. n. L30 del 6 febbraio 1993. - Il testo dell'allegato II B della dir. 91/156/CEE è il seguente: "Allegato II B OPERAZIONI CHE COMPORTANO UNA POSSIBILITÀ DI RICUPERO N.B.: Nel presente allegato sono ricapitolate le operazioni di ricupero così come esse sono effettuate in pratica. Conformemente all'art. 4 i rifiuti devono essere ricuperati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che possano recare pregiudizio all'ambiente. R1 Ricupero o rigenerazione dei solventi. R2 Riciclo o ricupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi. R3 Riciclo o ricupero dei metalli o dei composti metallici. R4 Riciclo o ricupero di altre sostanze inorganiche. R5 Rigenerazione degli acidi o delle basi. R6 Ricupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti. R7 Ricupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori. R8 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli. R9 Utilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per produrre energia. R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia, comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche, salvo nel caso di rifiuti esclusi a norma dell'art. 2, paragrafo 1, lettera b), punto iii). R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10. R12 Scambio di rifiuiti per sottoporli ad una qualunque delle operazioni indicate da R1 a R11. R13 Messa in riserva di materiali per sottoporli a una delle operazioni che figurano nel presente allegato, escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nei luogi in cui sono prodotti". - Il testo dell'allegato II al regolamento (CEE) n. 259/93 è il seguente: "Allegato II LISTA VERDE DI RIFIUTI A. RIFIUTI DI METALLI E LORO LEGHE SOTTO FORMA METALLICA, NON DISPERSIBILE I seguenti rifiuti e rottami di metalli preziosi e le loro leghe: 7112 10 - Rifiuti di oro 7112 20 - Rifiuti di platino (l'espressione "platino" include platino, iridio, osmio, palladio, rodio e rutenio) 7112 90 - di altri metalli preziosi, es.: argento N.B.: (1) Il mercurio è specificamente escluso come componente di questi metalli (2) I rifiuti di componenti elettrici possono essere sostituiti soltanto da metalli o leghe (3) Rottami elettronici (i quali devono rispondere a certe specifiche che il meccanismo di revisione dovrà precisare) I seguenti rifiuti e rottami ferrosi: rottame di lingotti di ferro o acciaio rifusi: 7204 10 - Rifiuti e rottami di ghisa 7204 21 - Rifiuti e rottami di acciaio inossidabile 7204 29 -