[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sorto a seguito della deliberazione della Camera dei deputati del 12 aprile 2005 relativa all'insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dal deputato Marcello Dell'Utri nei confronti del dott. Gian Carlo Caselli ed altri, promosso con ricorso del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, notificato il 25 maggio 2006, depositato in cancelleria il 12 giugno 2006 ed iscritto al n. 41 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2005, fase di merito. Visto l'atto di costituzione della Camera dei deputati, nonché l'atto di intervento, fuori termine, del dott. Gian Carlo Caselli ed altri; udito nell'udienza pubblica del 5 dicembre 2006 il Giudice relatore Maria Rita Saulle; udito l'avvocato Massimo Luciani per la Camera dei deputati.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con il ricorso indicato in epigrafe, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano – nel corso di un procedimento penale a carico del deputato Marcello Dell'Utri per il reato di diffamazione a mezzo stampa – ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla deliberazione adottata il 12 aprile 2005 (Doc. IV – quater, n. 44), con cui si è dichiarato che i fatti per i quali è in corso l'indicato procedimento penale concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, con conseguente insindacabilità ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Il Giudice per le indagini preliminari riferisce che il procedimento penale in questione, promosso a seguito di querela proposta il 9 giugno 1999 (ed altra, non indicata dal ricorrente, del 21 luglio 1999) dall'allora Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo dott. Giancarlo Caselli e dai sostituti dottori Guido Lo Forte, Domenico Gozzo, Antonio Ingroia, Mauro Terranova, Lia Sava ed Umberto De Giglio, ha ad oggetto le affermazioni del deputato Dell'Utri contenute in due interviste pubblicate, il 10 marzo 1999 e il 15 luglio 1999, dal quotidiano “La Stampa” a seguito delle richieste di custodia cautelare e di utilizzazione dei tabulati telefonici formulate nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. In particolare, nel corso delle indicate interviste, il deputato Dell'Utri avrebbe offeso la reputazione delle costituite parti civili affermando: «mi negano il diritto di difesa, da Caselli in giù hanno un atteggiamento minaccioso ed intimidatorio; alle richieste della mia difesa reagiscono con fastidio, instaurando un clima di completa paranoia, con deliri di onnipotenza ed arroganza […] lo vede che sono paranoici […] vede la malafede» e, rispondendo alla domanda se era in atto un complotto con finalità politiche, avrebbe precisato che: «io il mezzo, Berlusconi il fine», ed ancora, «quanto all'inquinamento delle prove, sono proprio loro (le costituite parti civili) a truccare e a falsificare le carte […] ci sono dei fotogrammi […] che sono stati manomessi […] sono io o loro ad inquinare? […] sono stati scorretti sino alla frode processuale […] Ingroia è un folle che mente sapendo di mentire». La Camera dei deputati, con delibera in data 12 aprile 2005, approvando la proposta della Giunta per le autorizzazioni a procedere, ha dichiarato che i fatti per i quali era in corso il procedimento penale nei confronti del deputato Dell'Utri concernevano opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadevano, pertanto, nella previsione dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Ad avviso del Giudice per le indagini preliminari, diversamente da quanto sostenuto nella delibera impugnata, non sussisterebbero i presupposti per poter considerare le dichiarazioni rese dal deputato Dell'Utri direttamente connesse all'esercizio delle funzioni parlamentari, essendo tali dichiarazioni collegate esclusivamente alle vicende processuali di quest'ultimo, cioè alle richieste di custodia cautelare e di utilizzazione dei tabulati telefonici avanzate nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. In proposito, il ricorrente, riportando la giurisprudenza costituzionale, osserva che l'insindacabilità delle dichiarazioni rese extra moenia può essere riconosciuta solo ove sia riscontrata la sussistenza del nesso funzionale e cioè vi sia corrispondenza sostanziale tra le stesse e quelle espresse nell'ambito dell'attività tipica del parlamentare. 2.- Il conflitto è stato dichiarato ammissibile da questa Corte con ordinanza n. 195 dell'11 maggio 2002. 3.- Il ricorso, unitamente all'ordinanza suddetta, è stato notificato il 25 maggio 2006 e depositato il 12 giugno 2006. 4.- Con memoria del 13 giugno 2006 si è costituita la Camera dei deputati, in persona del suo Presidente, giusta deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 6 del 6 giugno 2006. 4.1.- La difesa della Camera, in via preliminare, chiede che il conflitto sia dichiarato inammissibile, in quanto il ricorrente non ha indicato le ragioni per le quali non ricorrerebbe il nesso funzionale tra le dichiarazioni rese extra moenia dal deputato Dell'Utri e la sua attività di parlamentare, non essendo a tal fine sufficiente l'affermazione secondo cui esse risultano collegate esclusivamente alle vicende processuali di quest'ultimo. 5.- Nel merito, la Camera dei deputati ritiene che il ricorso sia infondato avendo la Corte, con la sentenza n. 223 del 2005, rigettato analogo conflitto avente ad oggetto dichiarazioni simili rilasciate a una diversa fonte di informazione dal deputato Dell'Utri nell'ambito della medesima vicenda processuale che lo vedeva coinvolto. Nell'indicata pronuncia la Corte ha ritenuto rilevante la circostanza che l'intervista rilasciata dal deputato Dell'Utri concerneva un processo che lo riguardava direttamente ed era intervenuta nella pendenza del procedimento di autorizzazione alla richiesta di arresto avanzata nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo; procedimento, nel corso del quale, nella seduta della Giunta per le autorizzazioni del 6 aprile 1999 e nella seduta della Camera dei Deputati del 13 aprile 1999, il deputato Dell'Utri era anche intervenuto. In particolare, l'intervista pubblicata il 10 marzo 1999 si colloca temporalmente subito dopo la trasmissione alla Camera dei deputati, avvenuta il 9 marzo 1999, della richiesta di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo che aveva disposto l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del deputato Dell'Utri, richiesta rigettata dall'Assemblea della Camera il 13 aprile 1999.