[pronunce]

1.2.- L'art. 15, comma 1, lettera c), impugnato, sostituisce il comma 7 dell'art. 6 della legge regionale n. 14 del 2007, consentendo alla Giunta regionale di adottare i provvedimenti di deroga anche in assenza del parere del Comitato faunistico, qualora esso non venga rilasciato entro trenta giorni dalla richiesta. Con l'introduzione di un meccanismo che il ricorrente definisce di «silenzio assenso», la norma violerebbe il menzionato art. 19-bis, comma 3, della legge n. 157 del 1992 e l'art. 16, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), secondo il quale i pareri resi dalle amministrazioni a tutela dell'ambiente non sono soggetti alle regole sul silenzio assenso. 1.3.- Anche l'art. 15, comma 1, lettera d), della legge in esame, che sostituisce il comma 8 dell'art. 6 della legge regionale n. 14 del 2007, violerebbe l'art. 19-bis, comma 3, citato, perché non escluderebbe la possibilità di prelievi in deroga delle specie in declino, vietandoli solo in determinati casi. La formulazione della norma consentirebbe inoltre di ritenere che le condizioni che escludono la deroga non siano tra loro alternative, ma concorrenti. Infine, nel far salva l'attività di controllo delle specie alloctone, attrarrebbe tale attività al regime del prelievo in deroga che, al contrario, la normativa statale disciplina con l'art. 19 della legge n. 157 del 1992, prevedendo l'esperimento di preventivi prelievi selettivi attraverso l'utilizzo di metodi ecologici, previo parere dell'ISPRA. 1.4.- L'art. 18, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 15 del 2012, introduce l'art. 8-ter nella legge regionale n. 6 del 2008, che autorizza genericamente l'immissione di selvaggina «pronta caccia», affidando alle riserve di caccia il compito di stabilire i tempi e le modalità delle immissioni di detta selvaggina anche «in deroga alle vigenti disposizioni di legge». Anche senza considerare la facoltà di deroga alle vigenti disposizioni di legge, risulterebbe violato l'art. 16 della legge n. 157 del 1992, il quale riconosce quali strutture di caccia private le sole aziende faunistico-venatorie, nelle quali possono essere effettuati ripopolamenti non oltre il 31 agosto di ogni anno e le aziende agri-turistico-venatorie, nelle quali le immissioni di selvaggina allevata possono essere effettuate solamente durante la stagione venatoria. La norma regionale, consentendo l'introduzione di selvaggina anche al di fuori dei limiti fissati dalla legge statale, esporrebbe a rischio l'equilibrio dell'ecosistema. 1.5.- Infine, l'art. 18, comma 1, lettera d), impugnato, novellando ulteriormente la legge regionale n. 6 del 2008, introduce l'art. 26-bis che, al comma 3, prevede la possibilità di autorizzare i cosiddetti recuperatori di fauna selvatica abbattuta ad operare, muniti di armi, in orari e giorni di silenzio venatorio. La previsione si porrebbe in contrasto con quanto stabilito dall'art. 12, commi 2 e 3 (che definiscono l'esercizio venatorio), e dall'art. 21, comma 1, lettera g) (che vieta il trasporto di armi da sparo nei giorni non consentiti per l'esercizio venatorio), della legge n. 157 del 1992, in quanto anche l'attività dei cosiddetti recuperatori costituirebbe esercizio venatorio e sarebbe conseguentemente destinata a soggiacere a tutti i limiti previsti per tale attività, ivi compreso il divieto stabilito dal citato art. 19 [recte: 21], comma 1, lettera g), della legge quadro statale. 2.- Si è costituita la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, la quale ha chiesto che la questione venga dichiarata inammissibile o infondata. 2.1.&#8210; In particolare, la Regione ha dedotto che l'art. 15, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 15 del 2012, da leggere secondo la regola dell'interpretazione costituzionalmente conforme, sarebbe, in ogni caso, rispondente alle previsioni dell'art. 19-bis, comma 3, della legge n. 157 del 1992, che richiede, in alternativa al parere dell'ISPRA, quello di un istituto riconosciuto a livello regionale, quale sarebbe, alla luce delle disposizioni istitutive, il Comitato faunistico provinciale. 2.2.&#8210; Anche l'art. 15, comma 1, lettera d), della legge regionale in questione, sarebbe conforme al dettato costituzionale perchè, contrariamente a quanto ritenuto nel ricorso, le condizioni ivi indicate sarebbero alternative, e non cumulative, come deporrebbero, sia l'utilizzazione della disgiunzione "o", sia il canone dell'interpretazione costituzionalmente conforme. La normativa regionale sarebbe, dunque, più rigorosa di quella statale e, pertanto, legittima. Inoltre, il riferimento contenuto nella disposizione impugnata alle specie alloctone non sarebbe stato correttamente inteso nel ricorso, dal momento che esso non sarebbe volto ad attrarre il controllo delle specie alloctone nelle procedure di deroga, bensì a chiarire che le deroghe ad esse relative non incontrano i limiti previsti per le procedure concernenti le altre specie, fermo restando il rispetto dei principi generali, quali quelli espressi nell'art. 19 della legge n. 157 del 1992 e, in particolare, la preferenza per i metodi ecologici. 2.3.&#8210; Infine, per quanto riguarda i rilievi concernenti l'art. 18, comma 1, lettera a), della legge regionale in esame, il riferimento alla deroga alle leggi vigenti sarebbe relativo, secondo la Regione autonoma, alle leggi regionali, le quali consentono l'immissione di selvaggina «pronta caccia» in riserve quale strumento temporaneo e transitorio, destinato ad operare, ai sensi dell'art. 8-ter, comma 3, della legge regionale n. 6 del 2008, nelle more dell'attuazione di progetti volti alla ricostituzione delle popolazioni selvatiche; inoltre, lo stesso art. 16 della legge n. 157 del 1992, richiamato dal ricorrente quale norma interposta, consentirebbe l'immissione e l'abbattimento di fauna selvatica per tutta la stagione venatoria, e non solo fino al 31 agosto, come dedotto nel ricorso. 3.&#8210; Nelle more del giudizio, è sopraggiunta la legge regionale 6 agosto 2013, n. 7 (Modifiche alla L.R. n. 14/2007, alla L.R. n. 6/2008 e alla L.R. n. 15/2012 in materia di gestione faunistico-venatoria), con la quale le disposizioni impugnate sono state abrogate o sostituite. In considerazione di ciò, la Regione ha chiesto che sia dichiarata la cessazione della materia del contendere.1.&#8210; Con ricorso spedito per la notificazione il 15 ottobre 2012 e depositato il successivo 22 ottobre (reg. ric. n. 168 del 2012) ,