[pronunce]

che infine, in ordine alla rilevanza, il giudice a quo osserva che la sollevata questione «incide inequivocabilmente sul diritto al rimborso del credito IVA fatto valere dall'Avv. Castelli, che il dato normativo in questione in maniera incontrovertibile esclude». Considerato che la Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania, dubita della legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, secondo periodo, della legge 21 novembre 2000, n. 342 (Misure in materia fiscale), per il quale «Non si fa luogo a restituzione di imposte, soprattasse e pene pecuniarie già pagate», in relazione a quanto stabilito dal primo periodo dello stesso comma, secondo cui «L'art. 1 del d.P.R. 10 novembre 1997, n. 442, concernente l'opzione e la revoca di regimi di determinazione dell'imposta o di regimi contabili, si intende applicabile anche ai comportamenti concludenti tenuti dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore del citato decreto n. 442 del 1997»; che, ad avviso della Commissione tributaria rimettente, la disposizione censurata víola l'evocato parametro costituzionale, perché comporta una ingiustificata disparità di trattamento tra il contribuente che «abbia formalmente optato nei termini di legge per un dato regime di determinazione dell'imposta», il quale ha diritto al rimborso del credito d'imposta, ed il contribuente che «abbia scelto lo stesso regime non attraverso una formale opzione, ma tramite un comportamento concludente, pienamente legittimo», il quale, invece, non ha diritto a detto rimborso per le imposte, soprattasse e pene pecuniarie pagate prima dell'entrata in vigore del censurato art. 4 (cioè prima del 10 dicembre 2000); che la questione è manifestamente inammissibile; che, infatti, questa Corte, con la sentenza n. 330 del 2007, successiva alla pronuncia dell'ordinanza di rimessione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disposizione denunciata; che, in particolare, con tale pronuncia ha affermato che il secondo periodo dell'unico comma dell'indicato art. 4 della legge n. 342 del 2000 – nell'escludere la ripetibilità («restituzione») di quanto pagato dal contribuente a titolo di imposte, soprattasse e pene pecuniarie, anche nel caso in cui tali pagamenti risultassero non dovuti in conseguenza dell'efficacia delle manifestazioni tacite di volontà poste in essere dal contribuente in data anteriore al 7 gennaio 1998 – detta una disciplina irragionevolmente diversa di situazioni uguali, perché limita ingiustificatamente, in violazione dell'art. 3 Cost., gli effetti del primo periodo del medesimo comma, in forza del quale l'opzione e la revoca di regimi di determinazione dell'imposta o di regimi contabili si intendono manifestate anche mediante comportamenti concludenti tenuti dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore dell'art. 1 del d.P.R. 10 novembre 1997, n. 442 (concernente l'opzione e la revoca di detti regimi), e cioè anteriormente al 7 gennaio 1998; che, a séguito della suddetta sentenza, la questione di costituzionalità della medesima disposizione, sollevata dalla rimettente Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania, è divenuta priva di oggetto e, pertanto, deve essere dichiarata manifestamente inammissibile; che, infatti, l'efficacia ex tunc della citata pronuncia di illegittimità costituzionale preclude al giudice a quo una nuova valutazione della perdurante rilevanza della sollevata questione, valutazione che sola potrebbe giustificare la restituzione degli atti al giudice rimettente (ex multis, ordinanze n. 269 del 2008; n. 290 e n. 34 del 2002; n. 575 del 2000; n. 525 del 1995; n. 233 del 1995; n. 171 del 1992; n. 246 del 1991). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, secondo periodo, della legge 21 novembre 2000, n. 342 (Misure in materia fiscale), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 dicembre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 dicembre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA