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Il decreto-legge in discussione - è importante sottolinearlo e specificarlo - mette definitivamente la parola fine a un metodo di gestione dei risparmi che non può che definirsi totalmente improprio e che ha causato il forte decadimento di un simbolo di un intero territorio, non solo pugliese. Rimettiamo dunque la nostra piena fiducia negli organi inquirenti affinché si faccia luce sui fatti e sulle responsabilità dei vertici della Banca Popolare. Il Governo e questo Parlamento hanno il dovere di fornire una risposta rapida per rimediare ai gravissimi errori commessi. Il decreto-legge in esame oggi permette innanzitutto di tutelare al cento per cento i correntisti e i risparmiatori della Popolare e, al contempo, di imporre un severissimo regime di controllo e monitoraggio della banca, che impedirà per il futuro il ripetersi di vergognosi sbagli, avvenuti anche nel passato. A questo proposito, bisogna fare il possibile per sbloccare quanto prima anche il decreto ministeriale sulle nuove regole che riguardano la professionalità e l'onorabilità dei dirigenti di banca, in modo che non ci si trovi, tra due mesi o tra un anno, davanti alla disperazione di chi ha perso i risparmi di una vita e al fallimento incolpevole di decine di imprese, con migliaia di licenziamenti e territori in ginocchio. Nello specifico, il decreto-legge prevede l'attribuzione a Invitalia di contributi fino a 900 milioni di euro nel 2020 per potenziare il patrimonio del Mediocredito Centrale, con l'obiettivo di consentire la promozione di attività finanziarie di investimento, soprattutto a sostegno delle imprese del Mezzogiorno, per sostenere l'occupazione e dare nuovo impulso e nuova vitalità all'economia del territorio. È prevista, sempre all'articolo 1, la possibilità di scindere MCC e costituire una nuova società a cui sono assegnate queste attività e le partecipazioni acquisite da banche e società finanziarie. Le azioni rappresentative dell'intero capitale sociale della società così costituita saranno attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze a garanzia del corretto operato nel prossimo futuro. È opportuno considerare che, con puntuali interventi nelle Commissioni parlamentari, che ringrazio per il lavoro svolto, sono state apportate tre importanti modifiche al testo. In primo luogo, si è previsto che non si applichi il Testo unico delle società a partecipazione pubblica alla nuova società a cui potranno venire conferite le partecipazioni della Banca del Mezzogiorno, pur confermando gli indispensabili requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia dei nuovi manager , prevista dal Testo unico bancario. In secondo luogo, viene imposto l'obbligo di riferire ogni quattro mesi alle Commissioni parlamentari competenti sull'andamento delle operazioni finanziarie, anche per conoscere gli sviluppi, sotto il profilo di salvaguardia dei posti di lavoro, dei dipendenti dell'istituto. A ciò si aggiunge l'obbligo di presentare al Parlamento, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione sulle operazioni realizzate nell'anno precedente e, in caso di costituzione di una nuova società, il compito di relazionare scelte e programmi da parte del Ministro dell'economia. Con questo provvedimento saremo in grado di rilanciare in tempi rapidi il più grande istituto di credito del Sud Italia, una realtà che ha saputo fare molto meglio di quanto emerso nelle ultime settimane. La Popolare di Bari ha sostenuto per sessant'anni il tessuto economico e imprenditoriale del Mezzogiorno, favorendo la crescita, lo sviluppo e l'occupazione in molte aree del Sud Italia. La nuova Banca del Mezzogiorno erediterà questa fondamentale funzione dando a un intero territorio nuove opportunità di sviluppo e di investimento, per recuperare il gap con il Nord e rimettere ancora di più in moto l'economia meridionale, duramente colpita da questo scandalo di cui è fondamentale accertare le responsabilità. E si prevede ciò non solo perché è giusto, ma anche per dare un segnale forte e inequivocabile di cambiamento nella gestione del credito, per assicurare i cittadini e recuperare la fiducia nei confronti del sistema bancario. In sostanza, mi preme sottolineare che la nostra azione non si conclude oggi con il salvataggio della Banca Popolare di Bari e la costituzione della Banca del Mezzogiorno. Il nostro lavoro inizia oggi e dovrà essere sapientemente e lucidamente mirato a rilanciare il sistema del credito nel Meridione, innanzitutto attraverso una rinnovata serietà nella sua gestione, per restituire la fiducia che è venuta a mancare e ricostruire le condizioni di un rapporto sano e duraturo con il territorio. Per questo abbiamo bisogno più che mai di lanciare un messaggio positivo, un messaggio che parta da questo Parlamento e passi per le istituzioni nazionali e locali, esattamente come è successo in queste settimane. E dobbiamo essere anche capaci di trasmetterlo alle persone che oggi si sentono giustamente tradite e vedono tradita la loro fiducia. Bisogna apprezzare, infatti, oltre l'interessamento dei rappresentanti politici che hanno immediatamente dato ascolto alle istanze del territorio, l'interlocuzione avviata nelle ultime ore dai commissari straordinari della Banca Popolare di Bari, attraverso incontri con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, per un'importante apertura su eventuali indennizzi a favore, prioritariamente, dei piccoli risparmiatori e in generale degli azionisti. Per continuare a fare tutto questo, a camminare su questa strada, servono concretezza, passione e coinvolgimento. E serve anche una politica che, rivisitando criticamente se stessa, passando anche attraverso decisioni impegnative, sostanzi la concretezza del suo impegno, realizzando la responsabilità di riaprire un canale di dialogo e un confronto positivo tra la società civile e le istituzioni; una politica che ridetermini se stessa e ridetermini, così, la sua natura di esclusivo esercizio in favore dei cittadini e del bene comune. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Nencini) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi sorge assolutamente l'obbligo di chiarire la mia posizione in merito ad alcune osservazioni, che non mi sono state rivolte personalmente, ma che hanno, comunque, in qualche maniera, toccato l'intervento in sede di questione pregiudiziale. Sicuramente, spesso mi piace intervenire anche con una battuta e magari con qualche frase spiritosa, per cercare di alleggerire un clima teso piuttosto che un po' distratto. Qui si tratta, però, di soldi pubblici e di gente che di soldi ne ha persi tanti. Lungi da me, dunque, qualsiasi forma, proprio caratteriale, di riempimento. Non mi piace. Non ho l'abitudine personale di cercare di riempirmi la bocca di parole giusto per avere i miei minuti al microfono. Non lo sono mai stata, né politicamente né caratterialmente. Mi piace scherzare ma, quando si parla di res publica , mi piace essere attenta, per cui non amo riempirmi la bocca di parole al vento. Posso magari sbagliare. Posso magari dire cose che non sono condivise, perché appartengo a una minoranza politica.