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Esso impone di assicurare il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura dei due quinti, nella composizione della Corte costituzionale, del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, del Consiglio superiore della magistratura e in tutte le più importanti autorità indipendenti che operano nel nostro ordinamento. Inoltre, si estendono le disposizioni della Golfo-Mosca agli organi delle società quotate e non quotate controllate da pubbliche amministrazioni. Infine, si affronta il problema della scarsa presenza delle donne nei comitati di esperti di consulenza del Governo, intervenendo sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri. La proposta infatti richiede, per la scelta dei consulenti di nomina governativa, che il Presidente del Consiglio, i commissari straordinari del Governo, nonché tutte le strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri assicurino il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura dei due quinti, da computare sul numero complessivo delle designazioni o nomine effettuate in corso d'anno. Anche quando venga costituito un comitato di consulenza, di ricerca o di studio su specifiche questioni, la scelta dei componenti deve essere effettuata nel rispetto del principio dell'equilibrio di genere, assicurando che il genere meno rappresentato ottenga comunque almeno due quinti dei componenti di ciascun comitato. Tali disposizioni si applicano a tutti gli incarichi di consulenza conferiti da ciascun Ministro e a tutti i comitati di consulenza, di ricerca o di studio su specifiche questioni costituiti presso ciascun Ministero. Questa proposta individua nel sostegno alla soggettività femminile un fattore decisivo di cambiamento e di progresso della società. La promozione da parte della Repubblica di una cultura della rappresentanza paritaria, del potere condiviso, della valorizzazione delle differenze di genere risulta determinante per il contrasto agli stereotipi e contro tutte le forme di discriminazione basate sul genere. In questo senso l'introduzione di norme che promuovono le pari opportunità negli organi di vertice dello Stato ha lo scopo di influire sull'intera società italiana, perché valorizza la differenza di genere e l'affermazione della specificità, della libertà e dell'autonomia femminili essenziali per il raggiungimento di un'effettiva parità giuridica e sociale tra donne e uomini.. 1 (Princìpi) 1 In attuazione della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979, resa esecutiva dalla legge 14 marzo 1985, n. 132, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, del Trattato sull'Unione europea, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e delle disposizioni degli articoli 2, 3, 37, 51 e 117, settimo comma, della Costituzione, la Repubblica, nel rispetto delle competenze regionali e locali, concorre alla realizzazione dell'uguaglianza sostanziale e della democrazia paritaria, nonché allo sviluppo di un sistema ispirato ai princìpi della cittadinanza sociale responsabile, al rispetto per la cultura plurale delle diversità e alle pari opportunità. 2 La Repubblica favorisce il pieno sviluppo della persona e sostiene la soggettività femminile come elemento di cambiamento e di progresso della società; promuove la cultura della rappresentanza paritaria, del potere condiviso, della prevenzione, della cura e del benessere della persona anche in relazione al genere, dell'educazione e della valorizzazione delle differenze di genere per il contrasto agli stereotipi contro tutte le discriminazioni; favorisce l'equilibrio tra l'attività lavorativa, professionale e la vita privata e familiare per donne e per uomini; valorizza la differenza di genere e l'affermazione della specificità, della libertà e dell'autonomia femminili per il raggiungimento della parità giuridica e sociale tra donne e uomini. 2 (Equilibrio di genere nella Corte costituzionale) 1 All'articolo 1 della legge 11 marzo 1953, n. 87, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Nella scelta dei giudici si assicura il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti, da computare sul numero complessivo delle nomine effettuate nel corso di tre anni, e si prevedono altresì le modalità di sostituzione dei componenti della Corte venuti a cessare in corso di mandato, in modo da garantire il rispetto della quota di cui al presente comma ». 3 (Equilibrio di genere nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) 1 Alla legge 30 dicembre 1986, n. 936, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, comma 1: 1 alla lettera a) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « . Nella scelta degli esperti, si assicura il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti degli esperti da nominare »; 2 alla lettera b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « . Nella scelta dei rappresentanti, le categorie produttive assicurano il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti dei rappresentanti da designare »; 3 alla lettera c) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « . Nella scelta dei rappresentanti, l'Osservatorio nazionale dell'associazionismo e l'Osservatorio nazionale per il volontariato assicurano il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due terzi dei rappresentanti da designare »; b all'articolo 3: 1 al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , assicurando il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti degli esperti da nominare »; 2 al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , assicurando il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti dei rappresentanti da nominare »; c all'articolo 4, comma 3, dopo le parole: « maggiormente rappresentative » sono inserite le seguenti: « , assicurando il rispetto del principio di equilibrio di genere almeno nella misura di due quinti dei membri da nominare, »; d all'articolo 7, comma 4, dopo le parole: « stessa organizzazione od organo » sono inserite le seguenti: « , nel rispetto del principio di equilibrio di genere di cui all'articolo 3 ». 4 (Equilibrio di genere nel Consiglio superiore della magistratura) 1 Alla legge 24 marzo 1958, n. 195, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 22, primo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Nella elezione dei componenti del Consiglio superiore si assicura il rispetto del principio di equilibrio di genere, nella misura del 50 per cento, da computare sul numero complessivo dei componenti eletti nel corso di quattro anni, e si prevedono altresì le modalità di sostituzione dei componenti del Consiglio venuti a cessare in corso di mandato, in modo da garantire il rispetto della quota di cui al presente periodo »; b all'articolo 23, comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il sistema di elezione garantisce un'equilibrata rappresentanza di donne e di uomini »; c all'articolo 25: 1 al comma 3, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: « Essi possono presentare due candidature in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell'articolo 23, nel solo caso in cui sia rispettata l'alternanza dei sessi » e, al terzo periodo, dopo le parole: