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Il testo, che non è applicabile ai reati politici ed a quelli militari, lascia agli Stati firmatari la possibilità di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini e dispone altresì che, in materia fiscale, l'estradizione possa essere accordata unicamente per reati che le Parti avranno espressamente indicato. Il Terzo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione, composto di 19 articoli, aperto alla firma nel novembre 2010 ed attualmente in vigore in 21 Paesi membri del Consiglio d'Europa fra cui Germania, Gran Bretagna, Spagna e Svizzera, crea le basi legali per semplificare ed accelerare la procedura di estradizione. In particolare il testo prevede che l'individuo arrestato possa essere consegnato senza domanda e procedura formale di estradizione a uno Stato estero ai fini del perseguimento penale o dell'esecuzione di una pena detentiva, a patto che la persona stessa e lo Stato interessato acconsentano alla procedura semplificata (articoli 1-4). Il Terzo Protocollo introduce inoltre la rinuncia all'applicazione della "regola della specialità", ovvero al principio che stabilisce che l'individuo consegnato non possa essere né perseguito, né giudicato, né detenuto in vista dell'esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza, né sottoposto ad altre restrizioni della sua libertà personale per un fatto qualsiasi anteriore alla consegna che non sia quello che ha motivato l'estradizione (articolo 5). Ulteriori misure disciplinano aspetti relativi alle notificazioni in caso di arresto provvisorio e delle decisioni (articoli 6-7), ai mezzi di notificazione (articolo 8), alla consegna dell'estradato (articolo 9), al transito dell'individuo estradato (articolo 11). Il Quarto Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione, composto di 15 articoli, aperto alla firma nel settembre 2012 ed attualmente in vigore in 10 Paesi membri del Consiglio d'Europa fra cui Austria, Federazione Russa, Gran Bretagna e Svizzera, emenda e completa alcune disposizioni della Convenzione al fine di adattarla meglio alle esigenze attuali, in particolare in relazione ai tempi di prescrizione (articolo 1), alla richiesta e alla presentazione dei documenti giustificativi (articolo 2), al principio di specialità (articolo 3), alla riestradizione e al transito verso uno Stato terzo (articoli 4-5) e alle vie e ai mezzi di comunicazione anche elettronici delle notificazioni per l'applicazione del medesimo testo convenzionale (articolo 6). Il disegno di legge di ratifica dei tre Protocolli addizionali alle due Convenzioni si compone di 6 articoli. L'articolo 3, in particolare, disciplina la presentazione di dichiarazioni e riserve da parte del Governo italiano all'atto del deposito dello strumento di ratifica. Una prima dichiarazione, in particolare, riguarda l'articolo 4, paragrafo 5) del Terzo Protocollo, ed è finalizzata ad assicurare il coordinamento di tale norma con l'articolo 703 del codice di procedura penale laddove questo consente la rinuncia dell'interessato al principio di specialità, ma ne dispone l'irrevocabilità salvo l'intervento di fatti nuovi che modifichino la situazione esistente al momento della rinuncia stessa. Relativamente alle dichiarazioni e riserve disciplinate dall'articolo 13, paragrafo 3) del Quarto Protocollo, una riserva all'articolo 10, paragrafo 2 della Convenzione, come modificata dal Protocollo, consente all'Italia di far valere le proprie norme interne in materia di prescrizione del reato e della pena nelle procedure passive di estradizione. Con riguardo alla riserva prevista dall'articolo 21, paragrafo 5, della Convenzione in materia di transito, viene rilevata l'opportunità di fare salva la previsione del comma 1 -bis dell'articolo 697 del codice di procedura penale, introdotto dal decreto legislativo n. 149 del 2017, in materia di poteri del Ministro della giustizia posti a salvaguardia della sovranità, della sicurezza o di altri interessi essenziali dello Stato, nonché di ritagliare un'area di riserva con riguardo alle condizioni indicate dall'articolo 698 del medesimo codice in materia di rischio che il soggetto in transito possa essere esposto a trattamenti inumani, degradanti o comunque ad atti lesivi dei diritti fondamentali della persona, ovvero che sia punito nel Paese di destinazione con la pena di morte. L'articolo 4 del disegno di legge contiene quindi disposizioni di adeguamento, prevedendo che gli articoli 18, 19 e 20 del Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, relativi rispettivamente a consegne sorvegliate, ad operazioni di infiltrazione e alla costituzione di squadre investigative comuni, trovino applicazione in quanto compatibili con gli articoli del decreto legislativo n. 52 del 2017, relativo alle norme di attuazione della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 5 li valuta complessivamente in 106.443 euro annui, a decorrere dal 2019. L'analisi tecnico-normativa allegata al disegno di legge evidenzia come i tre Protocolli addizionali alle due Convenzioni richiamate non presentino profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ) interviene per esprimere l'auspicio che il Governo italiano possa sottoscrivere quanto prima, accordi di estradizione e di assistenza giudiziaria penale anche con la Repubblica dominicana. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16.