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(Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, come hanno già detto i colleghi, in questo provvedimento ci sono tante cose che mancano. Mancano sufficienti risorse per affrontare tutti i temi. Mancano provvedimenti che coprano territori che sono stati ugualmente danneggiati da gelate. Mancano provvedimenti su altri settori in crisi che non sono stati ricompresi in questo provvedimento. Poi c'è questo articolo, l'articolo 4, che non esito a definire qualcosa di scandaloso. Non è che non ci aspettassimo questo provvedimento, che era nell'aria. Nel settore zootecnico si sapeva che sarebbe stata presentata una misura, in un qualche provvedimento, con il compito puntuale di bloccare l'esecutività delle procedure riguardo a coloro che non avevano accettato di rateizzare e pagare le multe relative alle quote latte. Ce lo aspettavamo; si trattava solo di capire dove sarebbe stata inserita questa misura e ce lo siamo trovati all'articolo 4 del provvedimento in esame. Da un certo punto di vista, verrebbe da dire che il provvedimento certifica che l'assassino torna sempre sul luogo del delitto, perché gli intrecci tra l'attività della Lega e la questione delle quote latte si sono ciclicamente ripetuti dentro il quadro legislativo di questo Paese. Da questo punto di vista, quindi, nulla di nuovo sotto il sole. Questo è un provvedimento che, con la scusa di migliorare le procedure di esecuzione, di fatto le sospende fino a metà luglio e, nel frattempo, trasferisce la competenza del recupero delle multe delle quote latte da Agea (che ne era titolare fino adesso) all'Agenzia delle entrate, quindi al sistema ordinario di riscossione di quanto dovuto allo Stato. In questo modo, verrà emanato un decreto con istruzioni sulle modalità con cui ciò dovrà avvenire e, di fatto, si ottiene il risultato, creando la frammentazione di un decreto e procedure che verranno ricomunicate a coloro che ne saranno oggetto, di ricreare lo spazio per ricorsi al TAR e opposizioni alle procedure. Quindi, ne riparleremo tra qualche anno, dopo le sentenze del TAR, del Consiglio di Stato e via discorrendo. In realtà, quello che sta accadendo è la ripetizione di ciò che è successo nel 2009 con la legge n. 33, che convertì il decreto-legge promosso dall'allora ministro Zaia, quando fu bloccata l'esecuzione, che stava partendo in tutte le Regioni del Nord Italia, e tutto fu trasferito ad Agea, con l'impegno a ridefinire le procedure. Con il Governo Berlusconi e Ministro dell'agricoltura Zaia, quelle procedure non furono mai precisate, tanto che la legislatura terminò senza che le norme fossero emanate, norme che emanerà poi, con la legge 24 dicembre 2012, n. 228, il Governo Monti, e troveranno le procedure di attuazione definitive nel novembre 2013, ossia nella passata legislatura. Quel percorso permise di bloccare tutti i procedimenti, per poi farli ripartire daccapo dopo i ricorsi. Dal mio punto di vista, tale questione grida vendetta ed è vergognosa perché è del tutto strumentale. Già dopo la misura adottata nel novembre 2013, Agea ha adottato una convenzione con l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, che di fatto curavano la riscossione. Quindi, passa semplicemente la titolarità del procedimento, ma la procedura rimane identica a quella di prima, con la conseguenza che non si ottiene alcun miglioramento in termini di risultati sul piano pratico. La cosa drammatica è che la Corte dei conti ha certificato il costo sostenuto dall'Italia per questo giochetto delle quota latte, per cui un partito si è impegnato con alcuni produttori (ricordo che si tratta di circa 500 produttori sui 35.000 totali del Paese) a non farli mai pagare in cambio del loro consenso. Ebbene, questo giochetto è costato all'Italia 4,5 miliardi di euro, come certificato alla fine del 2012 dalla Corte dei conti. Inoltre - si tratta sempre di dati della Corte dei conti - ci apprestiamo a compiere un ulteriore salasso ai danni dello Stato per 1,3 miliardi di euro. Se questo è il Governo del cambiamento, siamo sulla buona strada. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dalla senatrice Biti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.1, identico all'emendamento 4.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.1, presentato dai senatori Mirabelli e Stefano, identico all'emendamento 4.0.2, presentato dal senatore De Siano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.100, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4- bis , che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4- bis .1 (testo 2), presentato dalla senatrice D'Angelo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4- bis .2, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4- bis .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4- bis .0.1, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva .