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Per il reclutamento si provvede secondo le disposizioni dei nuovi commi 2 e 3 del novellato articolo 113- bis, attraverso un meccanismo di alimentazione a doppio binario in base al quale si utilizzano, per una misura non superiore alla metà del citato contingente, procedure concorsuali, per lo svolgimento delle quali l'Agenzia si avvale della collaborazione del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell'interno; per la restante parte di personale, si ricorre alle procedure di mobilità previste dall'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. In particolare, nell'ambito delle procedure selettive di cui al comma 2, la norma prevede che per il personale con qualifica dirigenziale sia richiesto il possesso di specifiche competenze e professionalità in materia di gestione e valorizzazione dei processi aziendali e patrimoniali. Ciò al fine di creare una struttura manageriale specializzata ed altamente qualificata che sia in grado di rispondere al disegno organizzativo sul quale oggi si fonda la mission dell'Agenzia. Per quanto concerne invece la possibilità di ricorrere all'istituto della mobilità (comma 3) previsto dalla vigente normativa, la disposizione utilizza uno specifico strumento (cosiddetto «zainetto») in virtù del quale il passaggio del personale all'Agenzia determinerebbe la soppressione del posto in organico nell'amministrazione di appartenenza con conseguente trasferimento delle relative risorse finanziarie al bilancio dell'Agenzia. Detto meccanismo, dunque, non comporterebbe alcun ulteriore onere finanziario a carico dell'Agenzia. Proprio nell'ottica di rafforzare le funzioni più propriamente manageriali dell'Agenzia, il comma 4 attribuisce al Direttore, previa delibera del Consiglio direttivo, la facoltà di stipulare contratti a tempo determinato per il conferimento di incarichi di particolare specializzazione in materia di gestioni aziendali e patrimoniali, nei limiti delle disponibilità finanziarie esistenti e nel rispetto dei presupposti di legittimità enucleati dall'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Al fine di assicurare la piena operatività dell'Agenzia, resta ferma, infine, con il comma 5 la possibilità che il Direttore dell'Agenzia ricorra, nei limiti della complessiva dotazione organica e delle disponibilità finanziarie esistenti, alla stipula di contratti a tempo determinato fino al 31 dicembre 2016. La successiva lettera c) del comma 1 della disposizione introduce un nuovo articolo 113- ter concernente la disciplina sul conferimento degli incarichi speciali. Il comma 1 dell'articolo 113- ter prevede che il Direttore possa utilizzare un contingente, nel limite delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente ed entro il limite massimo di dieci unità, di personale con qualifica dirigenziale o equiparata appartenente alle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, alle Forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge n. 121 del 1981, nonché ad enti pubblici economici. Il personale individuato nel comma 1 usufruisce delle disposizioni previste per il collocamento in posizione di comando o di distacco anche in deroga alla vigente normativa generale in materia di mobilità e nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il citato personale, inoltre, conserva lo stato giuridico e il trattamento economico fisso, continuativo e accessorio, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, con oneri a carico dell'amministrazione di appartenenza e successivo rimborso da parte dell'Agenzia all'amministrazione di appartenenza dei soli oneri relativi al trattamento accessorio. Per il personale appartenente alle Forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge 1º aprile 1981, n. 121, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 91, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 secondo le quali il trattamento economico fondamentale ed accessorio attinente alla posizione di comando di tale personale è posto interamente a carico delle amministrazioni utilizzatrici. Per il personale prefettizio continua a essere prevista la possibilità di essere collocato fuori ruolo. Il comma 2 della disposizione prevede, infine, una norma di salvaguardia per i diritti acquisiti dal personale che, alla data di entrata in vigore del provvedimento, sia inquadrato nei ruoli dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi dell'articolo 1, comma 191, della legge 24 dicembre 2012, n. 228. L'articolo 19 modifica l'articolo 12- sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356. Si riformula il comma 1, con un'elencazione sistematica delle fattispecie di reato individuati dai diversi commi del testo vigente, effettuata anche mediante rinvio all'articolo 51, comma 3- bis , del codice di procedura penale. Detto richiamo implica l'applicabilità della cosiddetta confisca allargata anche nel caso di condanna per i reati di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (articolo 291- quater del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43) e di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152). Si prevede inoltre specifica preclusione in ordine alla possibilità che la giustificazione della legittima provenienza dei beni si fondi sulla disponibilità di denaro provento o reimpiego di evasione fiscale. Alla predetta modifica seguono ulteriori modifiche di adeguamento. Si mantiene invece la previsione di cui al comma 2- ter relativa alla possibilità per il giudice di disporre la confisca per equivalente. É introdotto il comma 4- quinquies con cui si prevede che i terzi, titolari formali dei beni sequestrati di cui l'imputato risulti avere la disponibilità a qualsiasi titolo, debbano essere citati nel processo di cognizione al fine di garantire piena tutela ai loro diritti difensivi. L'articolo 20 disciplina infine il regime della cosiddetta confisca allargata in esito all'estinzione del reato per prescrizione, amnistia o morte del condannato, verificatesi successivamente alla pronuncia di sentenza di condanna in uno dei gradi di giudizio. L'articolo introduce all'articolo 12- sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, ulteriori due commi. Il comma 4- sexies prevede l'applicabilità della confisca cosiddetta allargata (ad eccezione dell'ipotesi di confisca per equivalente di cui al comma 2- ter) dopo una sentenza di proscioglimento per prescrizione o amnistia intervenuta in appello o nel giudizio di Cassazione a seguito di una pronuncia di condanna in uno dei gradi di giudizio.