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Il dato relativo all'ultima campagna indica un esborso di 335 milioni di euro con una flessione del 13 per cento rispetto alla campagna precedente. Negli ultimi cinque anni il contributo più rilevante e stabile al deficit commerciale dell'Italia per gli agrumi è derivato dai limoni; per quanto riguarda i fornitori dell'Italia, il 63 per cento delle importazioni proviene dai partner dell'Ue e il restante 37 per cento dai Paesi extra-Ue. La sola Spagna è responsabile dell'approvvigionamento di oltre la metà delle importazioni italiane di agrumi. Il secondo partner europeo dell'Italia sono i Paesi Bassi che pur non producendo agrumi, spediscono in Italia il prodotto che importano prevalentemente dai paesi dell'emisfero australe, primo tra tutti il Sudafrica. Al secondo posto dei fornitori dell'Italia troviamo il Sudafrica che grazie agli accordi commerciali con l'Ue sta incrementando le spedizioni dei suoi agrumi in Europa e in Italia. Nel 2019, il Sudafrica ha garantito il 14 per cento delle importazioni italiane di agrumi. Al terzo posto c'è l'Argentina che invia in Italia soprattutto i limoni e detiene una quota dell'8 per cento delle importazioni italiane di agrumi; riguardo alle esportazioni di arance, il confronto tra Italia e Spagna evidenzia che: − la Spagna è il primo esportatore mondiale di arance: nel 2019 ne ha esportate circa 1,8 milioni di tonnellate con introiti per 1,1 miliardi di euro; − l'Italia è il decimo fornitore mondiale con 104 mila tonnellate e introiti per 100 milioni di euro; − la quota dell'export verso i primi tre paesi clienti è molto simile: 56 per cento della Spagna contro il 55 per cento dell'Italia; − il prezzo medio all'export delle arance è di 0,64 euro/kg per la Spagna e 0,97 euro/kg per l'Italia. Il prodotto italiano è quello con il prezzo medio più elevati. 7. Competitività della filiera e problemi emersi 7.1. Produzione in campo Secondo gli ultimi dati Ismea ( report pubblicato l'8 marzo 2021) la campagna agrumicola appena conclusa conferma i trend negativi precedentemente indicati ed è stata caratterizzata da una produzione abbondante e dalla prevalenza di frutti di piccolo calibro (3 e 4). In un mercato nazionale e internazionale, in cui gli standard sono quelli imposti dalla GDO solo il prodotto di calibro medio-grande spunta quotazioni soddisfacenti per i produttori; il potenziale produttivo ammonta a circa 80.000 ettari. Nel 2020 la superficie in produzione è diminuita del 2,5 per cento su base annua e la flessione è ancora più ampia rispetto al dato medio dell'ultimo triennio (-3,5 per cento); nell'attuale congiuntura di mercato risulta molto importante il ruolo svolto dall'industria della trasformazione dei succhi che, dopo l'azzeramento delle scorte dovuto a due campagne con scarsi raccolti, ritira e lavora ingenti quantitativi di arance, soprattutto frutti medio-piccoli, alleviando in tal modo la pressione dell'offerta, resa particolarmente pesante anche dal concomitante incremento della produzione mediterranea; oltre alla congiuntura sfavorevole, il settore agrumicolo nazionale è penalizzato fortemente dai limiti insiti nella propria struttura. L'agrumicoltura è una realtà a forte connotazione mediterranea e sono coinvolte specifiche aree del Sud Italia. La filiera produttiva è estremamente concentrata geograficamente e un calendario di raccolta più breve rispetto ai nostri diretti competitor spagnoli; le problematiche che attanagliano l'intero comparto agrumicolo sono di varia natura ed entità, tra le quali ricordiamo: 7.1.1. Problematiche naturali: cambiamento del clima Sempre più spesso ormai si verificano eventi atmosferici di natura avversa, dovuti soprattutto al cambiamento climatico che sta avvenendo a livello globale, con gelate tardive che colpiscono le colture durante la fioritura pregiudicando così la formazione dei frutti; esondazioni causate da ingenti quantitativi di pioggia caduti in brevissimo tempo oppure, ancora, lunghi periodi di siccità, contribuendo così alla diminuzione delle rese ad ettaro; un altro problema strutturale che è stato segnalato è la carenza di acqua per l'irrigazione, richiamando l'importanza di interventi pubblici volti a fronteggiare la questione degli approvvigionamenti e delle perdite di acqua degli acquedotti ; 7.1.2. Problematiche di carattere fitosanitario Ulteriori problematiche che incombono sul settore agricolo sono rappresentate dalla diffusione di fitopatie estremamente nocive: il Citrus Tristeza virus (CTV):è un virus appartenente al genere Closterovirus , che causa una patologia chiamata "tristezza degli agrumi". Questo virus è originario del sud-est asiatico ma si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, provocando grandi epidemie. La malattia si manifesta, soprattutto, su piante innestate su specie sensibili come l'arancio amaro. In Italia si è diffusa nel 2002, specie in Sicilia, Puglia e Calabria; in base agli ultimi monitoraggi effettuati dal Servizio fitosanitario della Regione Sicilia tutta l'isola è ormai da considerare zona d'insediamento, a parte alcune ristrette zone indenni lungo la costa occidentale. Si stima infatti che ormai oltre la metà del patrimonio agrumicolo regionale circa 45.000 (pari a circa 90.000 ettari) sia interessato dalla sindrome. Si parla di un danno nel biennio 2016-2017 di oltre 800.000 tonnellate di agrumi italiani con il CREA che ha chiarito che ci si trova di fronte alla necessità di impiantare un totale di oltre 15.000.000 di nuove piante resistenti al virus, al costo di 14-15.000 euro l'ettaro; in Puglia le zone maggiormente colpite dal virus nel periodo tra il 2010 e il 2015 sono quelle fra Massafra e Palagiano (Taranto) che, insieme a Castellaneta e Ginosa, producono circa il 90 per cento degli agrumi dell'intera regione e in provincia di Taranto in 5 anni, dal 2010 al 2015, il virus ha causato una riduzione del 17 per cento nell'estensione degli agrumeti, ossia circa 2.000 ettari; il CBS  Citrus Black Spot : la "macchia nera degli agrumi", causata dal fungo patogeno wrrjw , rappresenta una devastante malattia che provoca la maculatura dei frutti e delle foglie. Particolarmente suscettibili sono arance e limoni; HLB - Huanglongbing  Citrus Greening Desease : ugualmente temibile è la malattia del "ramo giallo", malattia distruttiva degli agrumi, associata a batteri del genere Candidatus Liberibacter , trasmessi da psille (insetti). Colpisce tutte le specie e le cultivar di agrumi, a prescindere dal portinnesto. Sulle foglie si manifesta con presenza di rami gialli dovuta alle foglie che presentano una maculatura clorotica a chiazze, asimmetrica rispetto alla nervatura centrale, con diverse sfumature di verde e giallo. Invece i frutti si presentano piccoli e asimmetrici. Nella fase di invaiatura mostrano una inversione di colore rispetto a quelli indenni: la parte prossima al peduncolo diventa giallo-arancione e la parte stilare rimane verde. 7.2. Commercializzazione In linea generale è emersa una difficoltà a fare "sistema" da parte degli operatori della filiera.