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il codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, stabilisce che l'età minima per l'espressione del consenso sia 14 anni, età sotto la quale è invece necessario il consenso dei genitori. Non sono tuttavia previsti controlli effettivi dell'età degli utilizzatori dei siti internet , e quindi dei social media . La verifica dell'età è infatti fondata su un criterio di autocertificazione ed è molto facile per un minore di 14 anni avere comunque accesso alle piattaforme on line usando false date di nascita. D'altra parte, la legge italiana non prevede alcun obbligo per i produttori di dispositivi di comunicazione elettronica di garantire nei sistemi operativi installati la disponibilità di applicazioni di controllo parentale. Il presente disegno di legge interviene in primo luogo sull'articolo 2- quinquies del citato codice in materia di protezione dei dati personali innalzando da 14 a 15 anni l'età per l'espressione autonoma del consenso al trattamento dei dati personali per i servizi della società dell'informazione. In secondo luogo, vieta in ogni caso l'accesso ai minori di 13 anni ai servizi di comunicazione elettronica che comportano maggiori rischi per la salute fisica e mentale dei minori e per la loro sicurezza e incolumità. A questo fine, ne delega l'individuazione al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri in base alle caratteristiche, alle modalità di funzionamento e agli eventuali utilizzi illeciti, sulla base di una procedura istruttoria di consultazione che dovrà coinvolgere, in primo luogo, i gestori di detti servizi. L'accesso a tali servizi sarà quindi concesso dopo i 15 anni – fatti salvi ovviamente quelli per cui, in base ad altre disposizioni, sia richiesta la maggiore età – e ai minori di età compresi tra 13 e 15 anni solo se autorizzati dai genitori. In ogni caso, per l'accesso a servizi sensibili sotto il profilo dei rischi per i minori, è previsto un meccanismo di certificazione anagrafica da parte di prestatori di servizi fiduciari accreditati in base al cosiddetto regolamento eIDAS ( electronic identification authentication and signature ) (regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014) – che sia in grado di rilasciare in forma anonima credenziali di accesso agli interessati, salvaguardando la riservatezza dell'identità e minimizzando i dati trasmessi al gestore del servizio e il loro periodo di eventuale ritenzione. Il sistema di autorizzazione di accesso si potrà appoggiare, a titolo esemplificativo, anche su strumenti già esistenti, come lo SPID e la carta di identità elettronica e sarà in ogni caso disciplinato, come tutte le attività di verifica dell'età connesse all'adempimento delle disposizioni della legge, da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Le spese di integrazione di questi meccanismi di verifica della certificazione sono in capo ai gestori dei servizi di comunicazione elettronica e le violazioni sottoposte al quadro sanzionatorio del GDPR (in inglese General Data Protection Regulation o Regolamento generale sulla protezione dei dati). Altri Paesi hanno già preso delle iniziative per regolamentare il fenomeno: due casi sono rappresentati dalla Francia e dallo Stato dello Utah. In Francia è stata approvata in prima lettura dall'Assemblea nazionale una legge simile alla presente che vieta ai minori di 15 anni l'utilizzo dei social , istituisce controlli più severi e stabilisce pesanti sanzioni per le violazioni in capo ai social network . Tale normativa è stata approvata con larghissimo consenso (82 voti favorevoli e 2 voti contrari). Il 23 marzo 2023 lo Utah è diventato il primo Stato americano ad approvare un disegno di legge che disciplina le modalità di accesso e utilizzo dei social media per gli utenti minori di 18 anni. Tali utenti non potranno accedere alle piattaforme dalle 22:30 alle 06:30 di ogni giorno. Le piattaforme hanno tempo fino al 1° marzo 2024 – quando la legge entrerà in vigore – per adempiere ai nuovi obblighi o contestarne l'entrata in vigore. Il disegno di legge è stato approvato dal governatore repubblicano dello Utah Spencer Cox. Più nel dettaglio, l'articolo 1 del presente disegno di di legge, al comma 1, reca modifiche all'articolo 2- quinquies del codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, volte a stabilire che: l'età minima per esprimere il consenso al trattamento dei propri dati personali in relazione all'offerta diretta di servizi della società dell'informazione sia innalzata a 15 anni; sia illecito l'accesso dei minori di anni 13 ai servizi di comunicazione elettronica a maggior rischio per la loro salute fisica e mentale e per la loro sicurezza e incolumità; per i minori di età compresa tra 13 e 15 anni, l'accesso a detti servizi possa avvenire con il consenso congiunto dei titolari della responsabilità genitoriale, con procedure di verifica di detta titolarità; per i minori di età superiore a 15 anni l'accesso debba avvenire previa verifica dell'età garantita da un servizio fiduciario offerto da un fornitore accreditato ai sensi del regolamento eIDAS. Al comma 2 si estendono le sanzioni stabilite dall'articolo 166 del codice alla violazione delle disposizioni previste dalla presente legge. Al comma 3 si prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, siano stabilite le regole e le modalità operative che i fornitori dei servizi della società dell'informazione e i fornitori di servizi fiduciari sono tenuti a rispettare per la verifica dell'età e degli attributi degli utenti. Al comma 4 si stabilisce che le spese relative all'attuazione del sistema di verifica dell'età anagrafica degli utenti siano a carico dei gestori dei servizi. Al comma 5 è disciplinata la procedura di consultazione pubblica da parte del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'individuazione dei servizi di comunicazione elettronica a maggior rischio per la salute fisica e mentale e per la sicurezza e incolumità dei minori. Al comma 6 si prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sia individuato l'elenco dei servizi della società dell'informazione che comportano i maggiori rischi per i minori. L'articolo 2 è relativo alle applicazioni di controllo parentale nei dispositivi di comunicazione elettronica. Il comma 1 prevede l'obbligo per i produttori di dispositivi di comunicazione elettronica, ai fini della messa in commercio, di garantire nei sistemi operativi installati la disponibilità di applicazioni di controllo parentale. Il comma 2 stabilisce che queste applicazioni siano offerte all'utente al momento dell'acquisto, senza alcun costo aggiuntivo. Il comma 3 attribuisce al Ministro delle imprese e del made in Italy la responsabilità di disciplinare con proprio decreto le modalità di attuazione e di verifica delle disposizioni dell'articolo 2. Infine, l'articolo 3 prevede che il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione e del merito, avvii campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sull'uso consapevole dei servizi di comunicazioni sociale e sui potenziali rischi connessi.. Art. 1.