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Per l'Arma dei carabinieri è previsto un solo nuovo programma per il rafforzamento delle disponibilità di veicoli VTLM e VTL (tattici leggeri medi e tattici leggeri), per un costo di 112,2 milioni, in 15 anni. Con riferimento ai i programmi da avviare nel 2021 e 2022, è previsto un unico progetto interforze, relativo alla realizzazione di un nuovo satellite che sostituisca il Sicral 1b. Il programma ha un costo complessivo di 390 milioni, di cui sono per ora finanziati 199 milioni, distribuiti in 5 anni. Per i progetti dell'Esercito, si annoverano: un programma di approvvigionamento di munizioni di vario calibro, finanziato per 207 milioni distribuiti in 13 anni; sul versante del munizionamento è prevista la partecipazione allo sviluppo dei nuovi razzi GMLRS ER, in vista della loro successiva acquisizione, con un costo di 88.2 milioni, divisi in 10 anni; il rafforzamento della capacità di avio-lancio, con l'acquisto di materiali, equipaggiamenti e piattaforme di addestramento, con un costo previsto di 35 milioni in 6 anni. Un programma congiunto Esercito e Marina riguarda lo sviluppo e l'acquisizione di radar per la sorveglianza e l'ingaggio, da installare nelle batterie contraeree dell'Esercito e sulle navi. Il relativo finanziamento è di 200 milioni, in 10 anni. Per i programmi della Marina, si annoverano: un progetto di adeguamento della logistica portuale di assistenza alle unità navali (rimorchiatori, bettoline e mezzi in banchina), per un costo di 47,5 milioni in 12 anni; un finanziamento per lo sviluppo di cacciatorpedinieri di nuova generazione DDX, con un costo di 4,5 milioni divisi tra 2021 e 2022. Per i programmi dell'Aereonautica, infine, si annoverano: l'integrazione dei nuovi sistemi d'arma con i sistemi di controllo e comando e con i sistemi di combattimento, con un impegno d spesa previsto di 71,4 milioni in 13 anni, all'interno di un progetto che prevede un costo complessivo di 333 milioni; il rafforzamento del supporto logistico dei velivoli di 4ª e 5ª generazione AETF-CSS, per un costo di 11,8 milioni, in 13 anni. Fra le ulteriori esigenze prioritarie da finanziarie, il DPP elenca poi una serie di altri programmi, per ora privi di finanziamenti, che la Difesa intende avviare. I progetti vengono considerati già maturi e dunque in grado di essere avviati in tempi rapidi "nel caso in cui si dovessero palesare idonei spazi finanziari". I programmi sono raggruppati secondo le linee di sviluppo capacitivo indicate in precedenza. Nell'ambito della preparazione delle forze si parla di riqualificazione infrastrutturale, dei nuovi elicotteri operativi e di addestramento LUH, dell'acquisizione di velivoli leggeri e alianti per addestramento, oltre che di simulatori di volo. Nell'ambito della proiezione delle forze, si parla di un nuovo velivolo da trasporto tattico, di un nuovo velivolo blindato anfibio e della realizzazione di un HUB aereo nazionale. Con riferimento alla protezione delle forze e alla capacità di ingaggio, che costituisce l'ambito più significativo e anche più impegnativo dal punto di vista economico, con oneri complessivi stimati intorno ai 15 miliardi, si annovera il potenziamento delle capacità delle Forze speciali, il potenziamento delle capacità CBRN, lo sviluppo delle dotazioni di armamento F35 e lo sviluppo dell'aereo di sesta generazione Tempest . Vengono anche ipotizzati interventi di ammodernamento delle capacità di ingaggio del drone Predator B e dei carri Leopard . In relazione al sostegno delle forze, vengono menzionati diversi programmi relativi al munizionamento, al trasporto sanitario e a strutture sanitarie da campo, oltre che al supporto logistico agli elicotteri. Con riferimento al comando, controllo e consultazione, vi sono progetti in ambito satellitare e di intelligenza artificiale, di efficientamento della sicurezza informatica e di ammodernamento delle capacità radio e della flotta di velivoli multinsensore. Nell'ambito della superiorità decisionale, si ipotizzano nuovi programmi di acquisizione di droni, (anche micro e mini, compresi nuovi acquisti di Predator ), progetti spaziali per il volo sub orbitale e sistemi di raccolta e disseminazione dati. La parte più consistente dei fondi previsti dal DPP riguarda ovviamente il finanziamento di progetti già in corso, e che richiedono un impegno distribuito su diversi esercizi finanziari. Segnala solo i progetti in corso che si sono conclusi o si prevede si concludano nel triennio di riferimento del DPP, cioè entro il 2022. Tra questi annovera: il centro di assistenza e addestramento alle Forze speciali presso la Scuola di Cesano; il completamento del progetto della nave Cavour (con gli ultimi 13.7 milioni spesi nel 2020); il progetto FSAF, condotto insieme a Francia e Regno Unito, per sistemi missilistici (16,1 milioni nel 2020); l'acquisizione di materiali di equipaggiamento, visione notturna e veicoli per le forze speciali (4.3 milioni nel 2020); il programma di digitalizzazione della componente terrestre, denominato Forza NEC (dal costo complessivo di 1,06 miliardi, di cui gli ultimi 70 tra 2020 e 2021); il programma Orizzonte (avviato nel 1994, insieme alla Francia), per le due unità d'altura antiaeree classe DORIA (fabbisogno complessivo 1.5 miliardi, di cui gli ultimi 10 milioni nel 2020); il programma, insieme alla Germania, per il sommergibile classe TODARO, dal costo complessivo di 1.12 miliardi, di cui gli ultimi 6,9 nel 2020); il programma di cooperazione Italia-Usa per i missili anti Radiazione AGM-88E (con gli ultimi 10.2 milioni nel 2020); l'aggiornamento del Tornado, con gli ultimi 12.9 milioni entro il 2021; il programma dell'elicottero leggero LUH dei Carabinieri, il cui lotto opzionale dovrebbe concludersi nel 2021 (con 25 milioni). Entro il 2022 dovrebbe concludersi anche la fase 1 del progetto relativo all'F35, con l'acquisizione dei primi 28 aerei, con supporto logistico, e che comprendeva anche la realizzazione dello stabilimento di Cameri e la predisposizione dei siti di accoglienza dei velivoli (800 milioni nel 2020, 747 nel 2021 e 700 nel 2022). La seconda fase del progetto, che prevede anche il potenziamento dello stabilimento di Cameri, dovrebbe concludersi invece nel 2025 con l'acquisizione di altri 27 velivoli. La terza parte del documento è dedicata all'analisi delle principali voci di spesa del comparto difesa. Il documento innanzitutto distingue tra il bilancio della Difesa, formalmente inteso, che comprende gli stanziamenti iscritti nel bilancio ordinario del dicastero e quello che viene chiamato "budget Difesa". In quest'ultimo sono ricomprese anche due altre importanti fonti: il finanziamento delle missioni internazionali (che dal 2016 sono concentrati in un fondo attivato presso il MEF, che viene poi ripartito tra le diverse amministrazioni) ed i contributi del MISE per programmi ad alta valenza tecnologica della Difesa.