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Voi del Partito Democratico e aggiungo anche voi del MoVimento 5 Stelle dovevate fermare il distacco dei due Comuni con il convincimento, con i servizi che in questi anni voi avete fatto mancare, e non con vergognosi giochi politici che negano il diritto costituzionale dei loro cittadini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per questo motivo il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione si dichiara contro la proposta del collega Verducci e, quindi, chiede che il disegno di legge venga discusso subito nell'Aula di Palazzo Madama. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei intanto ringraziare per la competenza e la dovizia di particolari il collega Grassi, relatore del provvedimento in esame, e soprattutto per la bravura con la quale è intervenuto in Aula. Egli ha spiegato perfettamente, da giurista qual è, come sono andati i fatti in Commissione e, in particolare, che la Commissione stessa ha sviscerato in lungo e in largo tutte le problematiche legate a questo provvedimento che riguarda due Comuni che intendono, dopo aver effettuato un referendum a cui ha partecipato la popolazione, aggregarsi alla Regione Emilia-Romagna. Ebbene, colleghi, questa vicenda è esattamente lo specchio di come purtroppo vanno avanti le cose nel nostro Paese. Se è vero che esiste la possibilità, a favore di una popolazione locale attraverso un referendum , di stabilire se stare in una Regione piuttosto che in un'altra, allora bisogna fare in modo che le istituzioni rispettino quanto è previsto dalle norme. Purtroppo questo non è accaduto perché, mentre la Regione Emilia-Romagna ha subito preso atto del risultato referendario, la Regione Marche ha invece fatto di tutto per rallentare l' iter del provvedimento, addirittura attraverso l'ostruzionismo e oggi con la proposta, per mezzo di un senatore, di rimandare il testo in Commissione, nell'ambito della quale - lo ha spiegato bene il collega Grassi - tutta l'istruttoria è stata già svolta. Colleghi, smettiamola con questa storia: il referendum è stato svolto e il popolo dei due Comuni interessati si è già espresso in modo chiaro e inequivocabile. Il fatto che sia trascorso del tempo non è colpa certo dei loro abitanti, i quali hanno enormi difficoltà - me lo hanno ricordato i colleghi Malan e Barboni - a raggiungere - per esempio - gli ospedali più vicini e, pertanto, hanno bisogno di aggregarsi a quella Regione perché tutto sarà più semplice anche in termini di erogazione dei servizi. Aderisco, quindi, a quanto detto poco fa dal collega Arrigoni per conto della Lega. Anche Forza Italia esprime l'assoluta contrarietà a che questo provvedimento torni in Commissione. Quanto è stato fatto in quella sede è anche troppo. Non bisogna fare in modo che il Parlamento sfugga alle proprie responsabilità. È pur vero che oggi è una giornata di lutto, perché l'attuale legislatura sta dando un colpo grave alla democrazia rappresentativa riducendo i suoi rappresentanti con il taglio delle "poltrone" (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) , che è una cosa gravissima rispetto al valore della Costituzione. Anche il provvedimento in esame, sia pure in misura minore, dà un ulteriore colpo alla democrazia rappresentativa. Se il referendum c'è stato e la popolazione dei due Comuni si è espressa, questo Parlamento ha il dovere nel più breve tempo possibile di esprimersi e fare in modo che i due Comuni - come peraltro è avvenuto per altri sette negli anni passati - si aggreghino, così come vuole la popolazione, alla Regione Emilia-Romagna. Voteremo quindi con grande volontà e soprattutto con grande convinzione in senso contrario a che il provvedimento torni in Commissione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az). DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, prendo la parola sul tema di cui stiamo discutendo questa sera per dire che noi qui oggi non dobbiamo entrare nel merito; noi oggi dobbiamo semplicemente pronunciarci e dire se siamo a favore o contro un supplemento di istruttoria sul provvedimento in esame. Non voglio entrare quindi nel merito - ripeto - ma voglio domandare a me stesso, e magari anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che prestano una particolare attenzione al tema della democrazia diretta, se non sia il caso di capire meglio in Commissione se, dopo quasi dodici anni e mezzo, non sia il caso di rivedere delle posizioni, rimettendo la parola non a noi, ma al popolo che deve decidere quale destino vuole avere. Infatti, cari amici e alleati della Lega e di Forza Italia, se per oltre dodici anni non ci siamo e non vi siete occupati di questo «grave problema»; se per oltre dodici anni avete lasciato nei cassetti il referendum di questi due Comuni, mi domando che fretta ci sia oggi di dare attuazione a quel referendum , che aveva un corpo elettorale nettamente diverso da quello odierno, con condizioni socio-economiche e geografiche completamente differenti da quelle attuali. Non so quale sia oggi la volontà delle popolazioni di questi Comuni. Tuttavia, dal momento che credo nella democrazia, reputo che sia giusto rinviare il provvedimento in Commissione, svolgere degli approfondimenti e, soprattutto, ridare la parola ai due Comuni interessati affinché oggi - e non dodici anni fa - possano esprimersi. Questa è la posizione di Fratelli d'Italia che - ribadisco - non vuole entrare nel merito, non vuole sostituirsi ai cittadini dei due Comuni, ma vuole dare loro la parola, con la possibilità di esprimere oggi la volontà di rimanere nelle Marche o di passare alla Regione Emilia-Romagna. (Applausi dal Gruppo FdI) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, ho ascoltato poco fa il collega Arrigoni della Lega affermare che il MoVimento 5 Stelle sarebbe stato sotto ricatto del Partito Democratico rispetto alla questione del rinvio in Commissione del provvedimento in esame, secondo quanto previsto peraltro dal Regolamento. Mi rivolgo dunque al collega Arrigoni per dire che qui non c'è nessun ricatto, come non c'era - se mi si consente - nel momento in cui la Lega chiese il rinvio in Commissione del testo della Convenzione di Faro per esame e approfondimenti. (Applausi dal Gruppo M5S) . In quell'occasione il nostro capogruppo, senatore Patuanelli, dichiarò di non avere alcun problema ad andare direttamente in Aula; tuttavia, acconsentì alla richiesta di approfondimento della Lega motivata - mi pare - dal fatto che la Convenzione non fosse stata sottoscritta da tutti i Paesi. Il mio invito, dunque, è a sgombrare il campo da qualsiasi ipotesi di ricatto e dal riferimento a situazioni cogenti, insopportabili e a cittadini traditi, perché tutto questo appartiene a una retorica che non aderisce invece alla dignità e alla forza dell'istituto referendario che, come MoVimento 5 Stelle, non abbiamo mai messo e mai metteremo in discussione.