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Concorrenza (articoli 11.1-11.15) Le parti si impegnano ad applicare le rispettive leggi in materia di concorrenza in modo da evitare che pratiche commerciali scorrette, quali accordi restrittivi, pratiche concertate, abusi di posizione dominante o concentrazioni tra imprese, possano vanificare i vantaggi della liberalizzazione degli scambi (articolo 11.1). L'applicazione delle leggi in materia di concorrenza , affidata dalle parti ad istituzioni ad hoc , deve avvenire nel rispetto dei principi di equità procedurale, trasparenza e non discriminazione (articolo 11.3). Le imprese pubbliche e le imprese con diritti speciali o esclusivi sono soggette al diritto della concorrenza a condizione che non ostacoli la realizzazione dei compiti specifici assegnati (articolo 11.4). È previsto il riordino dei monopoli di stato di carattere commerciale (articolo 11.5) per evitare misure discriminatorie tra persone fisiche o giuridiche delle parti relativamente allo scambio di merci. Il coordinamento e la cooperazione delle rispettive Autorità garanti della concorrenza (articolo 11.6) risulta fondamentale per raggiungere gli obiettivi perseguiti dall'accordo, contribuendo a rafforzare l'effettiva applicazione delle norme in materia. Nel caso in cui pratiche commerciali sleali incidano sugli scambi, in assenza di norme specifiche, è possibile avviare consultazioni al fini di raggiungere un'intesa tra le Parti (articolo 11.7). Non è previsto il ricorso a quanto stabilito al capo 14 in materia di soluzione delle controversie. Le sovvenzioni specifiche, come definite ai sensi dell'articolo 2 dell'accordo SMC (articolo 11.1 dell'intesa), sono vietate se incidono negativamente sul commercio internazionale tra le Parti, che si impegnano ad eliminare le distorsioni causate alla concorrenza. Le Parti si impegnano a garantire trasparenza nel settore delle sovvenzioni comunicando ogni anno all'altra parte l'importo totale, tipi, distribuzione settoriale delle sovvenzioni specifiche (articolo 11.12), oltre a dare indicazioni su obiettivi e beneficiario delle sovvenzioni concesse da uno Stato o da una pubblica amministrazione, nei limiti imposti dagli obblighi del segreto professionale e d'impresa. Le parti possono applicare misure di difesa commerciale o promuovere azioni idonee contro le sovvenzioni concesse da un'altra parte in base a quanto previsto in ambito OMC (articolo 11.13). Tutte le possibili questioni che si possono verificare in materia di sovvenzioni sono oggetto di costante monitoraggio e verifica e vengono sottoposte se necessario al Comitato Commercio. Ogni due anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo le parti convengono di esaminare i progressi realizzati in materia di sovvenzioni nell'attuazione dell'Accordo (articolo 11.14) . Capo 12: Trasparenza (articoli 12.1-12.8) Il capo impone (articoli 12.3-12.6) obblighi orizzontali rafforzati in materia di trasparenza regolamentare in settori pertinenti agli scambi commerciali tra le parti e agli investimenti, con una particolare considerazione per gli operatori economici di piccole dimensioni. Le Parti convengono di cooperare nella promozione della qualità e dell'efficacia della regolamentazione, che deve essere resa accessibile a tutti gli operatori in maniera non discriminatoria, richiamando i principi di buona condotta amministrativa (articoli 12.7-12.8). Capo 13: Commercio e sviluppo sostenibile (articoli 13.1-13.16) Particolare attenzione è dedicata dall'accordo alla dimensione sociale e ambientale dello sviluppo, con l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio di nuovo tipo che coinvolge la società civile attraverso un « forum della società civile» (articoli 13.12-13.13). La cooperazione in campo commerciale deve tendere alla promozione dello sviluppo sostenibile (articolo 13.1) in tutte le sue dimensioni. A tal fine va assicurato il rispetto delle convenzioni internazionali in materia di lavoro e ambiente che, oltre a garantire dignità a tutela dei lavoratori, è suscettibile di avere un ruolo benefico sull'efficienza economica, l'innovazione e la produttività (articoli 13.3-13.7). Vengono in tale contesto promossi il commercio e gli investimenti diretti esteri in materia di beni, servizi tecnologie ambientali, energia rinnovabile, prodotti e servizi efficienti sul piano energetico e le merci con un marchio di qualità ecologica, valutando anche la rimozione degli ostacoli non tariffari (articolo 13.6). Le Parti si impegnano poi a facilitare e promuovere il commercio di beni che contribuiscono allo sviluppo sostenibile, comprese quelli che implicano la responsabilità sociale delle imprese e fruiscono di regimi come il commercio equo ed etico (articolo 13.6). Capo 14: Risoluzione delle controversie (articoli 14.1-14.20) Le controversie relative all'interpretazione e applicazione dell'accordo vengono risolte mediante consultazioni (articolo 14.3) o attraverso la costituzione di un collegio arbitrale. La procedura di arbitrato, disciplinata dagli articoli 14.4-14.17, prevede che la richiesta di arbitrato indichi le misure contestate e le disposizioni dell'accordo ritenute applicabili e venga comunicata sia alla Parte convenuta che al Comitato per il commercio. Le procedure di risoluzione delle controversie sono specificate nell'Allegato 14 B. L'Allegato 14 C contiene le disposizioni a cui si devono conformare gli arbitri, esperti indipendenti di diritto e commercio internazionale non collegati ai Governi delle parti. La procedura arbitrale si conclude quando il collegio arbitrale trasmette il lodo alle Parti e al comitato per il commercio. Le Parti dovranno conformarsi in buona fede al lodo del collegio arbitrale e concordare il periodo di tempo necessario per darvi esecuzione. Le Parti possono ricorrere in via alternativa anche ai meccanismi di soluzione delle controversie previsti in ambito dell’OMC, ai sensi dell'articolo 6 dell'intesa OMC sulla risoluzione delle controversie (articolo 14.19). Capo 15: Disposizioni istituzionali, generali e finali Le disposizioni finali disciplinano le versioni linguistiche facenti fede, l'ambito territoriale d'applicazione, la durata e le modalità di entrata in vigore dell'Accordo, per il quale l'articolo 15.10, paragrafo 5, prevede l'applicazione provvisoria relativamente agli ambiti di esclusiva competenza comunitaria. Per assicurare il buon funzionamento, l'attuazione, l'applicazione dell'Accordo, promuoverne gli obiettivi generali e sovrintendere i lavori di tutti i comitati specializzati è istituito il comitato per il commercio (articolo 15.1). Il comitato per il commercio riferirà al comitato misto istituito dall’accordo quadro tra l’Unione europea e la Corea relativamente alle sue attività e a quelle dei gruppi di lavoro e degli altri organismi istituiti in base all'intesa (articoli 15.2-15.3), informandolo sulle sue attività e su quelle dei comitati specializzati, dei gruppi di lavoro e di altri organi operanti nell’ambito dell’accordo di libero scambio. Il Comitato per il commercio è composto da rappresentanti dell'Unione europea e della Corea, si riunisce una volta l'anno alternativamente a Bruxelles e a Seoul, su richiesta di una delle parti.