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Le modalità dei trasferimenti previsti dal comma 3 sono stabilite con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 4. (Piano nazionale triennale delle politiche per i giovani) 1. Presso il Ministero delle politiche per i giovani è istituito un Coordinamento nazionale, composto da rappresentanti dei Ministeri competenti in materia di lavoro, solidarietà sociale, pari opportunità, istruzione, università e ricerca, cultura, economia e finanze, sviluppo economico e sport. Il Coordinamento collabora con il Ministro delle politiche per i giovani nella definizione delle priorità nazionali in materia, anche ai fini della loro inclusione nel Piano nazionale triennale delle politiche per i giovani, di seguito denominato «Piano», tenendo conto degli indirizzi dell'Unione europea. 2. Il Piano è predisposto avvalendosi altresì della collaborazione delle regioni, delle province e dei comuni ed è approvato dal Ministro delle politiche per i giovani di intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. 3. Il Piano prevede gli interventi da realizzare nell'ambito dei seguenti campi d'azione: a) promozione di forme di rappresentanza, di consultazione e di partecipazione giovanili, anche a livello europeo; b) promozione dell'informazione anche attraverso lo sviluppo di reti e di strutture informative, favorendo collaborazioni e raccordi con analoghe reti nazionali ed europee; c) sviluppo di un dialogo con i giovani e con le loro organizzazioni a livello nazionale, regionale e locale; d) promozione di azioni di educazione ai valori democratici europei e ai principi etici e alla legalità; e) sviluppo di programmi e di servizi volti a favorire l'autonomia, la crescita personale, la socializzazione, la creatività e la partecipazione alla vita politica, economica e culturale; f) sensibilizzazione al concetto di identità europea e sostegno agli scambi internazionali e alla mobilità europea; g) diffusione e promozione, mediante ogni tipo di azione, della cultura dei diritti umani. rivolte, in modo particolare, a combattere ogni discriminazione basata sul sesso, sulla razza o sull'origine etnica, sulla religione o sulle convinzioni personali, sulla disabilità o sull'orientamento sessuale; h) rimozione, attraverso forme speciali di finanziamento, degli ostacoli per il raggiungimento dei gradi più alti degli studi; i) promozione di interventi rivolti di giovani in materia di formazione, di istruzione e di occupazione; l) sostegno alla crescita dei nuovi talenti nel campo della ricerca scientifica, artistica, economica, culturale e sociale; m) sostegno all'inserimento delle giovani donne e dei giovani uomini nella società e nel mondo del lavoro; n) promozione di piani e di attività formativi rivolti ai giovani; o) incentivi alle azioni di programmazione trasversale che promuovono lo sviluppo imprenditoriale giovanile; p) promozione della cultura della sostenibilità e del miglioramento della qualità della vita, intesa anche nel senso di spazi e tempi della città; q) sostegno ai progetti che favoriscono un approccio intersettoriale e trasversale tra le istituzioni locali, nazionali ed europee nel rispetto del principio della sussidiarietà; r) sostegno alla capacità progettuale e creativa dei giovani attraverso adeguate forme di finanziamento a loro favore. Art. 5. (Compiti delle regioni) 1. Per la realizzazione degli obiettivi di cui agli articoli 2 e 3, le regioni: a) danno attuazione al Piano, predisponendo gli strumenti normativi e amministrativi ritenuti necessari per garantire il raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge; b) concertano con le province e con i comuni gli indirizzi e le priorità degli interventi da attuare nei rispettivi territori; c) provvedono, nei settori di propria competenza, a garantire l'intersettorialità e la trasversalità delle azioni rivolte ai giovani; d) integrano con proprie risorse i fondi stanziati dallo Stato per la realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano; e) verificano l'attuazione degli indirizzi e delle priorità di cui alla lettera b) attraverso il monitoraggio sui progetti realizzati e il controllo sui risultati ottenuti. Art. 6. (Compiti delle province) 1. Per la realizzazione degli obiettivi di cui agli articoli 2 e 3, le province: a) coordinano la programmazione degli interventi all'interno del rispettivo territorio in coerenza con gli indirizzi regionali e in relazione alle proprie competenze; b) concertano con i comuni le priorità relative alle azioni da intraprendere in favore dei giovani, favorendo anche forme di consultazione degli stessi; c) supportano l'azione dei comuni e intervengono, ove necessario, con attività e servizi di dimensione sovracomunale; d) promuovono e sostengono le reti tra i comuni, le reti tra associazioni giovanili e le reti istituzionali al fine di favorire collaborazioni, raccordi e partenariati locali, nazionali ed europei; e) agevolano l'aggregazione tra i comuni per favorire e sviluppare la programmazione integrata; f) intervengono con proprie risorse ai fini del raggiungimento degli obiettivi della presente legge. Art. 7. (Compiti dei comuni) 1. Per la realizzazione degli obiettivi di cui agli articoli 2 e 3, i comuni: a) operano, anche in forma associata, attraverso la programmazione degli interventi di propria competenza, per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano e, in particolare, per la creazione di strutture, di servizi e di attività in grado di dare risposte alle esigenze dei giovani; b) favoriscono lo sviluppo di un dialogo strutturato con i giovani e con le loro organizzazioni al fine della condivisione delle politiche a loro dirette; c) prevedono, nell'ambito della programmazione generale delle proprie attività, iniziative e progetti volti alla rimozione degli ostacoli che si frappongono al pieno sviluppo e al sostegno dell'autodeterminazione dei giovani; d) favoriscono la diffusione dell'informazione rivolta ai giovani, anche attraverso l'attivazione di progetti specifici; e) assicurano il dialogo costante con le associazioni giovanili; f) programmano e realizzano progetti specifici che prevedono il coinvolgimento dei giovani. Art. 8. (Relazione al Parlamento) 1. Entro il 30 giugno di ciascun anno il Ministro delle politiche per i giovani trasmette una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della presente legge e del Piano, fornendo specifiche indicazioni sui risultati conseguiti rispetto agli obiettivi prefissati. Art. 9. (Norme finanziarie) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 2. Per gli anni successivi al 2015, si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d) , della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. 3.