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IL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE Visto il regolamento CEE del Consiglio n. 2727/75 del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali, ed in particolare l'art. 10; Visto il regolamento CEE del Consiglio n. 3103/76 del 16 dicembre 1976, che determina le condizioni necessarie per la concessione dell'aiuto al grano duro, previsto dal succitato art. 10 del regolamento CEE n. 2727/75, e successive modifiche o integrazioni; Visto il regolamento CEE della Commissione n. 1738/89 del 19 giugno 1989, modificato da ultimo dal regolamento CEE della Commissione n. 920/90 del 10 aprile 1990, concernente le modalità di applicazione del regime di corresponsione dell'aiuto medesimo; Vista la legge 14 agosto 1982, n. 610, concernente il riordinamento dell'Azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo - A.I.M.A., in particolare il punto e) dell'art. 3; Visto il proprio decreto 20 dicembre 1989, n. 436, concernente le disposizioni per la concessione dell'aiuto previsto dalle norme CEE per il grano duro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 15 del 19 gennaio 1990; Vista la legge 4 gennaio 1968, n. 15, recante norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme; Visto il decreto-legge 27 ottobre 1986, n. 701, convertito, con modificazioni, nella legge 23 dicembre 1986, n. 898, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 1987, recante "Misure urgenti in materia di controlli degli aiuti comunitari"; Visto il decreto-legge 7 settembre 1987, n. 370, convertito, con modificazioni, nella legge 4 novembre 1987, n. 460, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 1987, recante "Nuove norme in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, nonché sanzioni per l'inosservanza di regolamenti comunitari in materia agricola"; Vista la legge 19 marzo 1990, n. 55 recante disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale; Considerato che i regolamenti comunitari sopra citati demandano agli Stati membri l'adozione di determinati provvedimenti, atti ad assicurare nei rispettivi territori l'applicazione del regime di aiuto; Considerata la necessità di affidare all'A.I.M.A. il compito di individuare, d'intesa con il Ministero dell'agricoltura, gli organismi a cui affidare, per il tramite di apposita convenzione, l'incarico di procedere all'effettuazione dei controlli in azienda delle dichiarazioni di coltivazione prescelte secondo i criteri e le modalità previste dal presente regolamento; Considerata la necessità di apportare all'attuale regolamento nazionale gli adeguamenti conseguenti alle nuove disposizioni dettate in materia dalla commissione CEE con il summenzionato regolamento n. 920/90 e alle esigenze che scaturiscono dalla esperienza acquisita in proposito, soprattutto in ordine all'attività di controllo; Considerato che il Consiglio di Stato nell'adunanza generale del 16 novembre 1989 si è pronunciato in ordine alla gran parte delle disposizioni contenute nel presente regolamento; Visto l'art. 17, terzo comma, della legge n. 400 del 23 agosto 1988; Udito il parere dell'adunanza generale del Consiglio di Stato, espressasi in data 6 dicembre 1990; Vista la comunicazione fatta al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'art. 17, commi terzo e quarto, della citata legge n. 400 del 1988; ADOTTA il presente regolamento: Art. 1 Beneficiari dell'aiuto 1. Ai sensi dell'art. 1, punto 2 del regolamento del Consiglio CEE n. 3103/76, citato in premessa, l'aiuto sarà concesso ai produttori di grano duro seminato nelle superfici ricadenti nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. 2. L'aiuto è concesso per ogni ettaro di superficie su cui è stata effettuata la semina ed è stato conseguito il raccolto. In conformità delle disposizioni di cui all'art. 1, punto 2, del regolamento CEE n. 3103/76 del Consiglio del 16 dicembre 1976, si considera che su una superficie a grano duro sia stata effettuata la semina e sia stato conseguito il raccolto quando tale superficie è stata ed è oggetto di normali lavori di coltivazione per la produzione di grano duro e ne è in corso la vegetazione. 3. Le superfici devono essere interamente seminate. Sono assimilate alle superfici interamente coltivate anche le colture miste, di grano duro e piantagione arborea, allorché il primo offra il reddito prevalente. 4. Nella dichiarazione di coltivazione di cui agli articoli successivi, il produttore dovrà fare specifica menzione della coltura consociata e della relativa densità arborea, riportandone i dati nell'apposito prospetto, allegato "B" al presente regolamento. 5. La superficie del terreno riservata alla piantagione arborea deve essere dedotta dal produttore interessato. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si trascrive il testo dell'art. 10 del regolamento CEE n. 2727/75, concernente l'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali nella stesura attualmente vigente a seguito delle modifiche apportate dai regolamenti CEE n. 1143/76, n. 1451/82 e n. 1900/87: "Art. 10. - 1. Un aiuto è concesso per la produzione di frumento duro nelle zone della Comunità in cui tale produzione costituisce una parte tradizionale e importante della produzione agricola. 2. L'importo dell'aiuto è fissato per ettaro di superficie su cui sono state effettuate la semina e il raccolto. L'aiuto può essere differenziato secondo le zone di produzione. L'aiuto è concesso soltanto per frumento duro che presenti caratteristiche qualitative e tecnologiche da determinare. 3. L'importo dell'aiuto è fissato secondo la procedura prevista all'art. 43, par. 2, del Trattato. 4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali di applicazione del presente articolo, in particolare le zone di produzione di cui al paragrafo 1, nonché i criteri per la determinazione delle caratteristiche qualitative e tecnologiche di cui al paragrafo 2. 5. Secondo la procedura prevista dall'art. 26 sono stabilite: le modalità di applicazione del presente articolo; le caratteristiche qualitative e tecnologiche cui il frumento duro deve rispondere per beneficiare dell'aiuto o, eventualmente, l'elenco delle varietà in causa".