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per rispondere all'esigenza abitativa scaturita dal violento sisma del 1980, che interessò la città di Napoli, furono costruiti dei container trasformati in abitazioni temporanee per accogliere parte degli sfollati della città; questi container , di proprietà del Comune di Napoli, furono coibentati nei pavimenti, nelle travi e nei soffitti con lastre di amianto; ovviamente, ad oggi, queste strutture versano in stato di estremo degrado, sia per quel che concerne l'impiantistica (inclusa l'assenza di un regolare allaccio al sistema fognario), sia per quel che concerne lo stato di estremo deterioramento delle lastre di amianto, con cui sono costruite; dopo il parziale abbattimento nell'anno 2003, ad oggi, restano in piedi e sono regolarmente occupati 18 container per un totale di 104 unità abitative, che ospitano circa 400 persone; l'esposizione all'amianto danneggia la salute non solo delle 400 persone che abitano i container , cosa già di per sé indegna di un Paese che vuole definirsi civile, ma anche l'intero quartiere Ponticelli popolato da circa 200.000 persone, dove si sono già registrati casi di patologie e decessi riconducibili ad una prolungata esposizione all'amianto; la drammatica situazione odierna è evidentemente conseguenza dell'incompetente inadeguatezza delle giunte comunali succedutesi dal 1996 in poi, in quanto, già in quell'anno, la Regione Campania aveva stanziato l'intera somma finalizzata all'abbattimento e alla bonifica del complesso; il 1° marzo 2019 la Asl NA1 ha diffidato il Comune di Napoli a presentare un piano di sicurezza e a procedere alla rimozione dell'amianto pena, in caso di inottemperanza, la trasmissione degli atti alla Procura di Napoli, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta; quali iniziative, per quanto di propria rispettiva competenza, intendano porre in essere per sopperire alle evidenti carenze del Comune di Napoli, al fine di tutelare la salute pubblica e la dignità degli abitanti dei "bipiani" di Ponticelli. Atto n. 4-01502 MALLEGNI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, recante disposizioni urgenti in materia di IMU, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, dispone che: "a decorrere dal 1° gennaio 2014 sono esenti dall'imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati"; tale previsione è analoga a quella già operante per il secondo semestre 2013 e trova la sua esplicitazione nel comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge n. 102 del 2013, che ha previsto per le imprese edili l'esonero, per l'anno 2013, dal pagamento "della seconda rata dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Per il medesimo anno l'imposta municipale propria resta [comunque] dovuta fino al 30 giugno"; la condizione posta dalla citata disposizione per usufruire dell'esenzione era che i titolari dei beni merce dovessero, in via obbligatoria, presentare apposita dichiarazione IMU per certificare il possesso dei requisiti previsti, nonché illustrare dettagliatamente quali tra gli immobili posseduti avessero diritto all'esenzione. La dichiarazione doveva essere presentata entro il 30 giugno 2013. Qualora tale adempimento fosse stato disatteso, il regime di esonero sarebbe stato disconosciuto, e gli immobili avrebbero continuato ad essere assoggettati ad IMU; purtroppo è accaduto che moltissime aziende del settore non hanno provveduto a presentare l'obbligatoria comunicazione, ed attualmente gli uffici tributi dei Comuni stanno notificando gli avvisi di accertamento per recuperare l'imposta non pagata dal luglio 2013; le somme richieste spesso raggiungono cifre notevoli, colpendo ulteriormente un settore che sta attraversando da anni una nota crisi; una riapertura dei termini di presentazione della richiesta di esenzione potrebbe comportare un notevole beneficio agli operatori del settore, oltre a sanare delle semplici irregolarità formali non dando luogo ad alcuna evasione o sottrazione di materia imponibile, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica esposta e se non intenda intervenire, per quanto di propria competenza, anche attraverso un intervento normativo, volto a risolvere questa incresciosa situazione. Atto n. 4-01503 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: anche l'ultima domenica di marzo 2019 in costiera Amalfitana (Salerno) è stata all'insegna del caos ; l'enorme flusso di auto riversatosi sulla statale 163 Amalfitana ha causato l'inevitabile blocco del traffico, specie dal bivio di Castiglione ad Amalfi e nulla hanno potuto Vigili urbani e forze interne dei diversi comuni, impegnati a tentare di arginare il fenomeno; a Castiglione, come riportato dal sito de "Il Vescovado", che ha pubblicato anche un video, nei pressi dell'ingresso alla spiaggetta, poco dopo le ore 13 un'ambulanza con sirene accese è rimasta imbottigliata nel traffico per diversi minuti, senza possibilità di liberarsi; il conducente ha dovuto cercare ogni varco libero, tra autobus e colonne d'auto in entrambe le direzioni, e l'immancabile groviglio di motorini, per giungere a destinazione; se in queste prime domeniche di primavera pullman , automobili e altri veicoli restano incolonnati per ore, desta preoccupazione immaginare ciò che potrà accadere durante il lungo ponte di Pasqua, tra il 25 aprile e il 1° maggio, che potrebbe durare ben 13 giorni fila; la questione non è soltanto di disagio o d'immagine, ma di pubblica sicurezza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione e se ritenga che sia urgente innanzitutto il ripristino del servizio di ausiliari alla viabilità nei punti nevralgici della statale 163 e un piano efficace di contingentamento dei flussi. Atto n. 4-01504 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 marzo 2019, alcuni ladri si sono introdotti nella boutique "Charmel", sita in via Carmine, a Salerno, dove è stata rubata varia merce, in particolare borse e abiti, come riporta l'edizione salernitana de "Il Mattino" del 29 marzo; secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero parcheggiato il loro furgone davanti al negozio per poi entrare nell'esercizio commerciale; amara sorpresa per la titolare, che ha dovuto fare i conti con il negozio saccheggiato: