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Nell'intervallo tra 1235 K e 2500 K la STI-90 viene realizzata con un termometro a radiazione di tipo fotoelettrico monocromatico progettato e costruito presso l'IMGC. Il termometro lavora in una banda spettrale centrata a 655 nm con una larghezza di banda di 12 nm ed impiega come sensore un fotomoltiplicatore con catodo trialcalino. Il punto di solidificazione dell'argento, realizzato con una cavità corpo nero di grafite immersa in un blocco di argento al 99,999% di purezza, viene assunto come punto di riferimento. La STI-90, al di sopra del punto di solidificazione dell'argento, viene realizzata misurando la risposta spettrale del termometro e la non-linearità del sensore. Fanno parte integrante del termometro lampade a nastro di tungsteno di alta stabilità. 2. Le diverse componenti di incertezza variano a seconda del punto fisso e della temperatura. Esse vengono stimate seguendo le indicazioni del documento del BIPM relativo ad informazioni supplementari sulla STI-90. La componente di tipo A dipende dalla possibilità di tenere sotto controllo le condizioni operative di realizzazione dei punti fissi e dalla stabilità a breve termine dei termometri interpolatori. La componente di tipo B ai punti fissi dipende dalla purezza dei materiali, dall'immersione dei termometri, dalle condizioni di equilibrio termico tra il punto fisso e il termometro, dalla linearità dello strumento che misura la resistenza dei termometri a resistenza di platino, dalla pressione e, nel caso del punto fisso per il termometro a radiazione, dall'emissività della cavità corpo nero. La componente di tipo B dell'incertezza negli intervalli tra i punti fissi dipende, oltre che dalla propagazione dell'incertezza ai punti fissi, dalla non univocità e dalla incoerenza dei sottointervalli della STI-90. Al di sopra di 1235 K, la componente di tipo B dipende anche dall'incertezza sulla lunghezza d'onda di lavoro e sulla non-linearità del sensore. L'incertezza della realizzazione della STI-90 è specificata in Tabella 1. Tabella 1 - Incertezza della realizzazione della STI-90. TEMPERATURA INCERTEZZA 13,803 3 K (punto triplo dell'idrogeno in equilibrio) (1) +/- 0,3 mK 24,556 1 K (punto triplo del neo) +/- 0,3 mK tra 54,556 1 K e 54,358 4 K +/- 0,7 mK 54,358 4 K (punto triplo dell'ossigeno) +/- 0,3 mK tra 54,358 4 K e 83,805 8 K +/- 0,6 mK 83,805 8 K (punto triplo dell'argo) +/- 0,3 mK tra 83,805 8 K e 234,315 6 K +/- 0,8 mK 234,315 6 K (punto triplo del mercurio) +/- 0,2 mK tra 234,315 6 K e 273,16 K +/- 0,4 mK 273,16 K (punto triplo dell'acqua) +/- 0,1 mK tra 273,16 K e 302,914 6 K +/- 0,3 mK 302,914 6 K (punto di fusione del gallio) +/- 0,2 mK tra 302,914 6 K e 505,078 K +/- 1,3 mK 505,078 K (punto di solidificazione dello stagno) +/- 1,0 mK tra 505,078 K e 692,677 K +/- 1,3 mK 692,677 K (punto di solidificazione dello zinco) +/- 1,0 mK tra 692,677 K e 933,473 K +/- 1,5 mK 933,473 K (punto di solidificazione dell'alluminio) +/- 1,2 mK tra 933,473 K e 1234,93 K +/- 2,5 mK 1234,93 K (punto di solidificazione dell'argento) +/- 2,5 mK (2) tra 1234,93 K e 2500 K +/- (0,025 + 2,1 x 10(elevato a - 4) (T/K - 1234,93) K (1) Il punto triplo dell'idrogeno in equilibrio è necessario per tarare il termometro campione che copre l'intervallo tra 24,6 K e 273,16 K. (2) Questa incertezza è valida per il punto fisso usato con il termometro a resistenza. Per il punto fisso con cavità corpo nero l'incertezza è di +/- 0,025 K. 3. I punti fissi sono stati confrontati in più riprese con i punti fissi dei maggiori laboratori metrologici in campo internazionale. Si citano: nel 1979 e nel 1982 confronti internazionali, effettuati presso il BIPM, di celle per il punto triplo dell'acqua; dal 1980 due confronti bilaterali con il NIST di celle per i punti di solidificazione dello stagno, zinco, alluminio ed argento; nel 1984 circolazione di celle sigillate per punti tripli dei gas coordinata dall'IMGC; nel 1985 circolazione di celle per il punto di fusione ed il punto triplo del gallio; nel 1990 circolazione, promossa dal BCR e coordinata dall'IMGC, di celle sigillate per i punti di solidificazione dello stagno e dello zinco; nel 1991 circolazione, promossa dal BCR e coordinata dall'IMGC, di celle sigillate per i punti di solidificazione dell'alluminio e dell'argento. In tutti i confronti effettuati le differenze riscontrate tra i campioni dell'IMGC ed i campioni di altri istituti sono risultate comprese entro le incertezze stimate. 4. La stabilità nel tempo della scala di temperatura è verificata periodicamente mediante confronti interni tra realizzazioni differenti dei medesimi punti fissi e analisi termiche per il controllo della purezza dei materiali per punti fissi. 5. La STI-90 al di sopra di 1235 K viene realizzata anche alla lunghezza d'onda di 900 nm usando come sensore un fotodiodo al silicio al posto del fotomoltiplicatore. 6. Nel 1985 l'IMGC ha firmato con il NIST (USA) un accordo nel quale i due istituti riconoscono l'equivalenza dei campioni nazionali di temperatura termodinamica da loro realizzati. 6. Campione nazionale di intensità luminosa. 1. Il campione nazionale di intensità luminosa è conservato mediante un gruppo di lampade ad incandescenza, caratterizzate da un filamento giacente su un piano perpendicolare alla direzione di osservazione, alimentate in regime continuo e tarate ad intensità di corrente elettrica costante. La determinazione dell'intensità luminosa della sorgente è effettuata per via radiometrica pesando l'intensità energetica della radiazione complessa secondo la curva di sensibilità dell'osservatore di riferimento per la visione fotopica, adottata nel 1933 dal CIPM. Ciò si realizza anteponendo ad un rivelatore non selettivo (radiometro assoluto) un filtro con fattore spettrale di trasmissione proporzionale alla curva di sensibilità. Il flusso energetico incognito, incidendo sulla superficie assorbente del radiometro assoluto, provoca una risposta che viene confrontata con quella prodotta sullo stesso rivelatore da una potenza elettrica nota. Il rivelatore è di tipo bolometrico ed occupa un ramo di un ponte di Wheatstone, alimentato con corrente alternata (frequenza 1 MHz). Ad esso è associato un elemento riscaldatore nel quale viene dissipata la potenza elettrica di riferimento. 2.