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Insomma, si tratta di una serie di misure che a livello parlamentare hanno completato il decreto, ma che saranno ancora più efficaci in combinazione con gli altri impegni richiesti al Governo per il provvedimento sostegni- bis attraverso un ulteriore intervento sui costi fissi come la riduzione della Tassa sui rifiuti (Tari) e la proroga e l'ampliamento del credito di imposta per le locazioni ad uso non abitativo; le iniezioni di liquidità alle imprese attraverso nuovi fondi di garanzia dello Stato e una moratoria per i mutui esistenti; preziose risorse per la ripartenza. Sono richiesti inoltre una maggiore attenzione ai lavoratori stagionali e un incremento di 100 milioni per il settore della montagna. Tutto questo completa il decreto che già di per sé si distingue dai precedenti ristori per la ratio con cui è stato concepito attraverso l'allargamento della platea dei destinatari dei contributi a fondo perduto e l'eliminazione delle cruciali criticità derivanti dall'utilizzo dei codici Ateco, pur nell'invariata disponibilità delle risorse - ricordo 32 miliardi - votate con lo scostamento dello scorso gennaio, risorse con cui si sono dovuti affrontare più temi. Il provvedimento si compone di cinque titoli. Il titolo I è dedicato al sostegno alle imprese e all'economia con gli articoli che includono i contributi a fondo perduto per le imprese, con una copertura di 11,15 miliardi di euro; il sostegno per il settore della montagna; l'implementazione del fondo per i lavoratori autonomi e professionisti di un 1,5 miliardi di euro; e ancora l'intervento riservato agli adempimenti fiscali attraverso la proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente di riscossione e l'introduzione dell'annullamento dei debiti a residuo fino a 5.000 euro dei singoli carichi relativamente al periodo dal primo gennaio 2000 al 31 settembre 2010 per i redditi non superiori a 30.000. Successivamente si fa riferimento all'incremento di 420 milioni per il fondo dedicato alle utenze elettriche e alla tariffa del canone RAI che - come sopra ho evidenziato - l'attività emendativa ha voluto completare. Il titolo II prevede disposizioni in materia di lavoro, essenzialmente incrementando la cassa integrazione, prevedendo indennità per i lavoratori stagionali del turismo e dello sport, senza tralasciare le misure a sostegno delle fragilità, esoneri contributivi per le filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura. Il titolo III prevede misure in materia di salute e sicurezza, stanziando 2,8 miliardi di euro destinati ai vaccini e farmaci per la cura del Covid e 51,6 milioni per i Covid hotel. Il titolo IV concerne gli enti territoriali con interventi da 1,5 miliardi in favore dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province; il rimborso delle spese sanitarie delle Regioni per le emergenze per l'anno 2020; il ristoro parziale dei Comuni a fronte delle entrate non percepite tramite l'imposta di soggiorno. Rientrano in questo titolo anche il fondo istituito presso per il MEF per il sostegno alle attività economiche delle Regioni colpite dall'emergenza e il fondo di 800 milioni per supportare il trasporto pubblico locale nel 2021. Al titolo V invece appartengono le altre disposizioni urgenti, le misure per favorire le attività didattiche e per il recupero delle competenze degli studenti, anche per quanto riguarda il sostegno delle attività scolastiche in forma digitale per le Regioni del Mezzogiorno, le misure a sostegno delle università e della formazione artistica e di ricerca e, ancora, la tutela delle persone con disabilità, misure per la funzionalità delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, delle Capitanerie di porto, delle Forze armate, la proroga dell'operazione «Strade sicure», che con l'attività emendativa è stata sostenuta con 10 milioni di euro, e tutte le misure per il sistema delle fiere, delle filiere produttive, per la cultura e per la Protezione civile. Ora il decreto sostegni è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo, tardi rispetto ai precedenti ristori votati prima di Natale e rispetto all'acuirsi della crisi, ma nei primissimi mesi di quest'anno si sono verificati gli avvenimenti che tutti conosciamo: la crisi e la caduta del Governo Conte II e l'istituzione del Governo Draghi. Già dai primi provvedimenti, compreso il presente, si è segnato un cambio di passo che è stato confermato con l'elaborazione finale del PNRR, piano fondamentale per la ripartenza e il futuro del sistema Paese, reso significativo dall'integrazione di contenuti della nuova stesura e poi inviato a Bruxelles nei termini previsti. Ecco i passi in avanti che si auspicavano con la nascita di questo nuovo Governo di unità nazionale e di salute pubblica, Governo che ora, con le vaccinazioni, le riaperture graduali e il miglioramento progressivo dei provvedimenti, grazie a un Parlamento partecipativo, darà un impulso efficace a quanti stanno chiedendo da mesi e mesi aiuti concreti. È chiaro che sarebbe stato auspicabile realizzare ulteriori provvedimenti a sostegno del Paese e che si può e si deve fare meglio, ma è altrettanto evidente che solo il riavvio verso una nuova, ma piena normalità favorirà la ripresa della nostra economia e soprattutto della nostra vita. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Manca. MANCA, relatore . Signor Presidente, desidero prima di tutto ringraziare il ministro Daniele Franco, il ministro D'Incà e la vice ministra Laura Castelli, che, insieme ai sottosegretari Caterina Bini e Claudio Durigon, hanno lavorato con intensità e con grande spirito di collaborazione. Voglio partire da questo primo ragionamento, condividendo tutta la relazione che la correlatrice senatrice Toffanin ha appena svolto, perché, a mio avviso, è significativo dell'identità che abbiamo voluto dare a tale percorso di collaborazione che ritengo essere una bella pagina di collaborazione proficua e positiva tra Parlamento e Governo. C'è stata infatti una grande collaborazione della struttura tecnica del Ministero dell'economia e delle finanze, che non va mai dimenticata, a cominciare dal capo di Gabinetto, dottor Chiné, ma in rappresentanza di tutte le diverse articolazioni di un Dipartimento delle finanze assai importante, perché vi si riscontrano i criteri fondamentali propri anche dei principi costituzionali: l'imparzialità e la professionalità sono elementi decisivi per salvaguardare il futuro del Paese ed elementi di terzietà che credo siano da ribadire di fronte ad ogni provvedimento, perché vi è stato un percorso molto lungo e complesso. Da diversi mesi la crisi pandemica ci costringe a leggi di bilancio praticamente sotto falso nome, nel senso che sono decreti Covid, che in realtà hanno nella complessità di una legge di bilancio l'elemento fondamentale da cui dobbiamo partire. Questa collaborazione, quindi, è stata vera e reale e ci ha consentito anche di costruire grande convergenza nelle forze politiche di maggioranza che sostengono questo Governo e soprattutto di lavorare anche con le opposizioni, pur nella distinzione dei ruoli, all'interno di una leale collaborazione, che ha determinato alcune intese che hanno insieme consentito la conclusione di un percorso non banale, né scontato, ma molto complesso, che ovviamente il decreto-legge in sé racchiudeva.