[massime]

SENT. 336/05 G. TELECOMUNICAZIONI - INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA - PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE - DISSENSO MOTIVATO DI UNA AMMINISTRAZIONE INTERESSATA - DECISIONE RIMESSA A UNA CONFERENZA DEI SERVIZI OVVERO, IN TALUNI CASI, AL CONSIGLIO DEI MINISTRI - RICORSI DELLE REGIONI TOSCANA E MARCHE - DENUNCIATA LESIONE DELLE ATTRIBUZIONI REGIONALI - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 87, commi 6, 7 e 8 del decreto legislativo n. 259 del 2003, il quale prevede che in sede di procedimento di autorizzazione alla installazione di un impianto di comunicazione elettronica, allorché via sia il dissenso motivato di una amministrazione interessata, la decisione sia rimessa ad una conferenza di servizi, che delibera a maggioranza dei presenti, o, nei casi in cui il motivato dissenso sia espresso da una amministrazione proposta alla tutela ambientale, al Consiglio dei ministri, nella parte in cui estende la regola della maggioranza all'adozione dell'atto finale, prevede una sola ipotesi di dissenso qualificato ed affida al Consiglio dei ministri la relativa decisione. Infatti, l'istituto della conferenza di servizi costituisce, in generale, uno strumento di semplificazione procedimentale e di snellimento dell'azione amministrativa. Tale funzione, nel contesto dello specifico procedimento in esame e degli interessi allo stesso sottesi, consente di ritenere che la previsione contenuta nella disposizione censurata sia espressione di un principio fondamentale della legislazione. A ciò si aggiunga che il meccanismo di operatività della conferenza nel caso in cui il dissenso sia espresso da una amministrazione preposta alla tutela ambientale assicura comunque un adeguato coinvolgimento delle Regioni. - V. sentenze n. 348, n. 62/1993 e n. 37/1991; cfr. anche sentenza n. 79/1996.