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(6) Il lavoratore dipendente le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica in conseguenza del trasferimento d’azienda nei tre mesi successivi, e che per tale motivo rassegni le dimissioni, ha diritto al trattamento stabilito dall'articolo 2119 per il caso di licenziamento per motivi non disciplinari. Articolo 2113. - (Rinunzie e transazioni). -- (1) Gli atti con i quali un lavoratore dipendente rinunci per il futuro a protezioni o diritti posti inderogabilmente in suo favore da disposizioni legislative o collettive, o comunque accetti che il rapporto di lavoro sia disciplinato in modo per lui meno favorevole rispetto alle dette disposizioni, sono nulli e sono sostituiti dalle disposizioni stesse. (2) Gli atti con i quali un lavoratore dipendente rinunci a diritti derivanti dall'avvenuta violazione nei suoi confronti di disposizioni inderogabili legislative o collettive sono annullabili. L'impugnazione deve avvenire, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla cessazione del rapporto o dalla data dell'atto invalido, se successiva. L'impugnazione può avvenire mediante qualsiasi atto scritto del lavoratore, anche stragiudiziale, idoneo a manifestarne la volontà. (3) La disposizione contenuta nel secondo comma non si applica alle rinunce o transazioni stipulate dal lavoratore in sede giudiziale, oppure davanti alla commissione di conciliazione e arbitrato presso la Direzione provinciale per l'impiego, oppure con l'assistenza di un rappresentante sindacale di sua fiducia, accreditato dall'associazione sindacale per lo svolgimento di tale funzione. Articolo 2114. - (Diritto del lavoratore alla riservatezza). -- (1) L'inviolabilità della sfera riservata del lavoratore è protetta anche nel luogo di lavoro. Ferma restando la protezione dei dati personali disposta dalla legge, è garantita al lavoratore l'inaccessibilità: a) degli spazi fisici chiusi che gli vengano assegnati per uso personale nel posto di lavoro o in locali accessori; b) della casella di posta elettronica che gli venga assegnata per uso personale; c) della corrispondenza personale, distinta da quella inerente al suo ufficio o funzione, che pervenga presso l'azienda o da questa venga spedita. (2) Il datore di lavoro o committente può sottoporre i propri dipendenti a test attitudinali, motivazionali, o psico-reattivi soltanto in funzione dell'accertamento delle rispettive capacità rilevanti ai fini della prestazione lavorativa. Fermo quanto disposto nel secondo comma, lettera b) , dell'articolo 2087, l'effettuazione dei test suddetti deve essere preceduta di almeno dieci giorni dalla comunicazione ai lavoratori stessi che vi saranno sottoposti e alle rappresentanze sindacali aziendali della natura delle indagini, delle finalità per cui esse vengono disposte e delle tecniche applicate. (3) Le perquisizioni sul lavoratore sono vietate fuorché nei casi in cui siano indispensabili per la tutela del patrimonio aziendale. In tal caso esse possono essere effettuate soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali; si applicano in proposito le disposizioni contenute nel terzo comma dell'articolo 2115. Esse devono in ogni caso essere effettuate all'uscita del luogo di lavoro, con l'applicazione di sistemi di selezione automatica e con modalità tali da salvaguardare la dignità e la riservatezza del lavoratore. Articolo 2115. - (Controlli del datore di lavoro). -- (1) Il datore di lavoro o committente può impiegare guardie armate soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale. Queste non possono essere adibite a funzioni di controllo sulle prestazioni di lavoro, né accedere con le armi al luogo di svolgimento delle prestazioni stesse. (2) Il nome e le mansioni specifiche degli addetti alla vigilanza sull'attività lavorativa devono essere comunicati ai lavoratori interessati e resi permanentemente conoscibili. Questa disposizione non deve essere interpretata in modo tale da precludere la possibilità di indagini ispettive e controlli a campione sulla regolarità e correttezza dei rapporti tra i lavoratori dipendenti e i clienti, utenti o altri interlocutori esterni dell'azienda. (3) È vietata l'istallazione e l'uso di impianti audiovisivi o di altre apparecchiature finalizzate al controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Gli impianti e le apparecchiature che siano richiesti da esigenze inerenti alla produzione o alla sicurezza delle persone e dei beni, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali. In caso di disaccordo tra queste, l'accordo è valido se stipulato con quelle che abbiano conseguito la maggioranza dei voti nella consultazione di cui all'articolo 2064, secondo comma. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro o committente, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti o apparecchiature. (4) Quando l'azienda sia dotata di una rete informatica interna, la disposizione di cui al terzo comma si applica all'installazione e all'uso di programmi informatici che rispondano a esigenze inerenti alla produzione o alla sicurezza delle persone e dei beni, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori in tempo reale. Essi devono comunque essere strutturati in maniera tale da: a) ridurre al minimo necessario la memorizzazione e l'uso di dati che consentano il controllo a distanza della singola prestazione di lavoro; b) cancellare periodicamente e automaticamente i dati relativi all'accesso individuale a internet o al traffico telematico, la cui conservazione non risponda a giustificate esigenze aziendali. (5) Nei casi di cui al quarto comma, il trattamento di dati personali è limitato alle informazioni indispensabili per il perseguimento di finalità preventivamente determinate ed è effettuato secondo modalità strettamente proporzionate alle finalità stesse. Articolo 2116. - (Sospensione della prestazione nell'interesse del datore di lavoro o committente). -- (1) Quando l'imprenditore disponga la sospensione totale o parziale delle prestazioni di lavoro in una unità produttiva, reparto o ufficio, per ragioni oggettive imputabili all'azienda, e la sospensione abbia durata pari o inferiore a 10 giorni lavorativi anche non consecutivi nell'arco di 180 giorni di calendario, il prestatore ha diritto all'intera retribuzione base ordinaria. Salvi i casi non prevedibili di forza maggiore, di tale sospensione deve essere data informazione con almeno 48 ore di anticipo alle rappresentanze sindacali aziendali, o, in difetto di queste, alle organizzazioni sindacali territoriali competenti, ai fini dell'esame congiunto eventualmente da queste richiesto, nonché in ogni caso ai dipendenti interessati. (2) Per i periodi di sospensione eccedenti il limite di cui al primo comma, il prestatore ha diritto a quattro quinti della retribuzione base ordinaria.