[pronunce]

che, peraltro, rimarrebbe esclusa in radice la possibilità di qualificare il predetto giudice come sezione specializzata del Tribunale di Napoli, in ragione della sua già evidenziata unicità in ambito nazionale, ovvero del fatto che la normativa in esame non è frutto della «rivisitazione di una regola che disciplini su base nazionale la competenza giurisdizionale a decidere nella specifica materia de qua», come pure avvenuto per determinate categorie di reati, attribuite alla competenza delle direzioni distrettuali antimafia; che inoltre la nuova disciplina del procedimento cautelare, dettata dal comma 2 dell'art. 3 citato, si porrebbe in contrasto con il principio di uguaglianza, posto che il divieto generalizzato di procedere al sequestro preventivo d'urgenza renderebbe il medesimo reato diversamente perseguibile – con o senza iniziative urgenti della polizia giudiziaria e del pubblico ministero – a seconda che sia commesso in Campania o nel territorio di qualsiasi altra Regione italiana, e nel contempo si introdurrebbe, avuto riguardo alla composizione collegiale del giudice delle misure cautelari, un diverso livello di ponderazione delle relative decisioni a seconda del luogo di commissione del reato; che infine, quanto alla disposizione transitoria contenuta nel comma 5 del medesimo art. 3, il rimettente ritiene che la stessa realizzi una macroscopica deroga alla regola della precostituzione del giudice, assumendo a paradigma il caso in esame, nel quale l'indagato, sottoposto a procedimento penale per fatti asseritamente commessi in epoca antecedente all'entrata in vigore del d.l. n. 90 del 2008, «vedrebbe […] mutato il proprio giudice da quello originario e precostituito […] in quello inedito e posteriormente previsto regionale/partenopeo»; che la questione sarebbe rilevante, in quanto l'applicazione delle disposizioni censurate impone al rimettente di dichiarare la propria sopravvenuta incompetenza; che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto in giudizio con atto depositato il 2 dicembre 2008, ed ha concluso per la declaratoria di inammissibilità o manifesta infondatezza delle questioni; che a parere della difesa erariale sarebbe da escludere l'avvenuta istituzione di un giudice straordinario, in violazione dell'art. 102 Cost., posto che il censurato art. 3 del d.l. n. 90 del 2008 ha assegnato le funzione di giudice per le indagini preliminari e dell'udienza preliminare ai magistrati in servizio presso il Tribunale di Napoli, cioè a giudici ordinari, forniti di tutte le garanzie di indipendenza previste per la magistratura ordinaria, i quali sono chiamati a svolgere funzioni di giurisdizione semiplena con riferimento ad una platea di procedimenti indeterminata e indeterminabile; che inoltre l'Avvocatura generale evidenzia come l'attribuzione delle funzioni sopradette ai magistrati in servizio presso il Tribunale di Napoli «altro non [sia] che una conseguenza, pressoché necessitata, dell'unicità dell'organo inquirente», assumendo, quanto alla concentrazione delle indagini, che la stessa troverebbe ampia giustificazione nella situazione di emergenza, senza eguali sul territorio nazionale, creatasi in Campania; che infine, sempre con riguardo all'attribuzione della competenza al giudice per le indagini preliminari e dell'udienza preliminare del Tribunale di Napoli, la difesa erariale ritiene si tratti «di una sorta di sezione specializzata», la cui istituzione risponde all'esigenza che le funzioni anzidette siano svolte da operatori particolarmente esperti delle questioni di diritto e di fatto collegate alla peculiare situazione emergenziale; che, per altro verso, la questione sollevata in riferimento all'art. 3 Cost. sarebbe inammissibile nella parte in cui il rimettente censura la disciplina delle misure cautelari, posto che egli non deve fare applicazione delle corrispondenti disposizioni; che comunque, sempre secondo l'Avvocatura generale, il diverso regime delle misure cautelari introdotto dal comma 2 dell'art. 3 troverebbe giustificazione nella situazione emergenziale, circoscritta al solo territorio campano, tale da rendere inappropriata ogni comparazione con il restante territorio nazionale, ai fini della denunciata disparità di trattamento; che, infatti, tanto il divieto di disporre il sequestro preventivo d'urgenza, quanto la composizione collegiale dell'organo giudicante, soddisfano l'esigenza di evitare che iniziative non particolarmente ponderate possano coinvolgere i siti destinati alla gestione dei rifiuti, con effetti che, nel particolare contesto emergenziale, potrebbero risultare dirompenti; che, infine, quanto alla prospettata violazione dell'art. 25, secondo comma, Cost., la difesa erariale richiama la giurisprudenza costituzionale secondo cui il principio della precostituzione del giudice non sarebbe violato «quando la legge, sia pure con effetto sui processi in corso, modifica in generale i presupposti o i criteri in base ai quali deve essere individuato il giudice competente» (sentenza n. 56 del 1967), ovvero quando «il legislatore nell'esercizio del suo insindacabile potere di merito – sostituisce un nuovo ordine a quello vigente», laddove la violazione del citato parametro si realizza quando il giudice «venga designato a posteriori in relazione ad una determinata controversia direttamente dal legislatore in via di eccezione singolare alle regole generali ovvero attraverso atti di altri organi, ai quali la legge attribuisce tale potere al di là dei limiti che la riserva impone» (sentenza n. 72 del 1976); che pertanto, a parere della difesa erariale, il legislatore avrebbe ragionevolmente esercitato la propria discrezionalità in una situazione di peculiare e grave emergenza, dettando norme di modifica della competenza, le quali – sia pure limitatamente alla Regione Campania e a determinate tipologie di reati – hanno sostituito un nuovo ordinamento a quello vigente; che il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con ordinanza del 30 maggio 2008 (r.o. n. 367 del 2008) , ha sollevato – in riferimento agli artt. 3, 25, primo comma, e 102, secondo comma, Cost. – questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 1, 2, 5 e 9, e dell'art. 19 del d.l. n. 90 del 2008; che le disposizioni richiamate sono censurate negli stessi termini indicati nell'ordinanza r.o. n. 358 del 2008, già sopra sintetizzata; che il rimettente è chiamato a decidere sulla richiesta del pubblico ministero, in data 21 maggio 2008, di convalida del sequestro preventivo di un opificio, effettuato d'urgenza ad iniziativa della polizia giudiziaria, e di contestuale emissione del decreto previsto dall'art. 321, comma 1, cod. proc. pen. , nell'ambito di un procedimento che ha ad oggetto il reato previsto dall'art. 137, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);