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È iscritto a parlare il senatore Auddino. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, portiamo in Aula un provvedimento che, finalmente, si pone in netta discontinuità con le politiche economiche dei Governi passati. Politiche fallimentari, che hanno causato un aumento esponenziale della povertà nel nostro Paese; fino a ben cinque milioni di poveri. L'eccezionale aumento della povertà assoluta, dovuto al ridursi dei livelli occupazionali e a un sistema di ammortizzatori sociali fino adesso fallimentare, ha reso necessari l'introduzione di misure di sostegno al reddito e percorsi di inclusione lavorativa tramite il potenziamento delle politiche attive del lavoro. Nel biennio 2011-2013 si è registrato il picco più alto di povertà della storia d'Italia in tempo di pace, proprio nel periodo delle politiche di " austerity " tanto care al Governo Monti e all'Europa. Gli italiani in povertà assoluta sono passati, in appena due anni, da due milioni e mezzo circa nel 2011 a ben più di quattro milioni nel 2013. Un ulteriore aumento si è registrato poi nel biennio 2014 -2016, quando i poveri assoluti sono passati a quasi cinque milioni di italiani. Ricordo i Governi di quegli anni, che già poco fa un mio collega ricordava, che hanno la responsabilità di questi dati infausti: i Governi Monti, Letta, Renzi. Non manca il Governo Gentiloni Silveri a questo triste appello. Nel 2017, l'incidenza della povertà assoluta nel suo Governo sulla popolazione italiana è salita all'8,4 per cento. Questo è l'amaro lascito del Governo Gentiloni Silveri. Più di cinque milioni di italiani che non possono permettersi di accedere ai beni primari e ai servizi essenziali, per uno standard di vita accettabile. Ancora una volta, a soffrire di più di questo andamento economico è il Sud, dove i dati sono in aumento, sia per le famiglie che per i singoli. Ma anche il Nord non se la passa bene, purtroppo. Una famiglia su due in stato di povertà vive in casa di affitto, in maggioranza nelle metropoli dell'Italia settentrionale. Mentre tra le famiglie che vivono in una casa di proprietà una su cinque paga un mutuo. Abbiamo pensato a tutto questo e lo abbiamo fatto bene prevedendo un contributo per le famiglie che hanno contratto un mutuo e anche per quelle che pagano un canone di locazione. Le politiche del Governo Renzi nel biennio 2014-2016 non hanno avuto alcun impatto positivo sulla crescita; hanno pensato solo di erogare il bonus di 80 euro, una misera mancia di cui hanno beneficiato ben 10 milioni di italiani e che è costata ben 10 miliardi di euro, a debito sul futuro dei nostri figli, senza sortire alcun effetto sui consumi. Inoltre, la misura di contrasto alla povertà del Governo Gentiloni Silveri, poc'anzi nominata, oltre a essere un provvedimento soltanto di natura assistenziale, è stata assolutamente insufficiente a soddisfare l'intera platea dei poveri assoluti. Il nostro provvedimento, invece, prevede un contributo di ben 780 euro per i single e fino a 1.330 euro per le famiglie numerose, mettendo sul piatto 7 miliardi di euro, già stanziati nella legge di bilancio 2019. Mi sia consentito un ultimo dato prima di chiudere. Dei destinatari del reddito di cittadinanza in età da lavoro, il 60 per cento ha come titolo di studio il diploma di scuola secondaria di primo grado, mentre il 13 per cento possiede la licenza elementare o addirittura nessun titolo. Sono uomini e donne del nostro Paese anche questi e i Governi passati se ne sono dimenticati, salvo pensare a come aiutare banche e banchieri. Sono uomini e donne che non sono mai stati presi in considerazione dalle leggi di bilancio e dai programmi economici dei Governi passati. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questi uomini e queste donne difficilmente oggi troverebbero lavoro se non pensassimo a formare questi nostri concittadini con un percorso personalizzato di riqualificazione professionale e di completamento degli studi che il nostro patto prevede per l'inserimento nel mercato del lavoro. Finalmente questi cittadini avranno la possibilità di guardare avanti e cominciare a ricostruire il proprio futuro. Per tutelare i più deboli, però, abbiamo previsto delle sanzioni per chi se ne approfitta. Non c'è scampo per i disonesti. Il nostro provvedimento introduce meccanismi di controllo molto seri che non lasciano spazio a chi non vuole impegnarsi. Stiano pure tranquilli i nostri detrattori; abbiamo pensato proprio a tutto. Si preoccupino, invece, i furbetti. Il beneficio è condizionato alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti maggiorenni del nucleo familiare, i quali dovranno sottoscrivere il patto per il lavoro presso i centri per l'impiego e rispettarne gli obblighi. Per questo abbiamo previsto il potenziamento dei centri per l'impiego che, nell'indifferenza generale di tutti i Governi passati (nessuno escluso), operano in condizioni difficili e, anzi, impossibili da decenni. I dati Eurostat sulla spesa per i servizi pubblici per l'impiego evidenziano un disarmante divario rispetto agli altri Paesi europei: nel 2015 L'Italia ha speso un terzo della Spagna e un sesto rispetto alla Francia. Per la prima volta un Governo investe seriamente sul sistema delle politiche attive impegnando ben 2 miliardi di euro nel prossimo biennio. Signor Presidente, questo è il nostro Governo. Basta con l'austerità che abbatte crescita e diritti. Adesso pensiamo ai più deboli; mettiamo al primo posto il diritto al reinserimento, la dignità, il lavoro e i lavoratori; investiamo sulla produttività del Paese, scommettendo sulla formazione di milioni di persone e sulla valorizzazione del capitale umano. Come siamo arrivati a fare tutto questo? Abbiamo semplicemente tratto insegnamento dal passato e dalla triste esperienza maturata, subendo il malgoverno degli anni scorsi. Quei Governi, con questo provvedimento sul reddito di cittadinanza e quota 100, saranno condannati all'oblio perché un buon legislatore trae sempre insegnamento dai risultati nefasti dei Governi passati per non fare gli stessi errori. La storia insegna - come disse e scrisse una volta il grande scrittore Günter Grass - ma per trarne gli insegnamenti giusti bisogna essere dei buoni allievi. Concludo rivolgendomi alla minoranza. A volte, non capisco l'opposizione; non capisco cosa abbiano fatto i poveri. Sono cittadini anche loro; non capisco cosa abbia l'opposizione contro i poveri. Negli interventi dei colleghi della minoranza oggi ho registrato scenari nefasti e velleità vaticinanti degni dell'oracolo di Delfi che prefigurano crisi a causa di un provvedimento ancora in discussione e non ancora approvato. Io non lo capisco. I colleghi dell'opposizione dispensano consigli; lo hanno fatto anche in Commissione. Offrono a noi ricette per migliorare il provvedimento. Con queste ricette, però, hanno cucinato e - direi - bruciato le pietanze e le speranze di milioni di italiani quando erano loro al Governo. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) .