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Oggi, però, l'ordinamento giuridico è forse l'ultima cosa che va corretta, perché è buono, è un ordinamento giuridico che tutti i Governi hanno tentato di correggere, Forza Italia in primis ha fatto delle battaglie, dallo stalking al revenge porn , ai fondi per le vittime di violenza, ma l'ordinamento giuridico non ci ha garantito né ieri né oggi di far sì che i numeri calassero. Siamo ancora qui a dirci che gli omicidi in Italia calano, ma che i femminicidi rispetto agli omicidi stanno crescendo. (Applausi dal Gruppo FdI e FI-BP) . È quindi evidente che l'ordinamento giuridico, che la punizione non risolve il problema. Gli emendamenti che i colleghi della Commissione giustizia e noi membri della Commissione d'inchiesta sul femminicidio abbiamo presentato, dopo aver ascoltato, svolto audizioni, fatto missioni sul territorio, visitato i centri, sono il frutto di un lavoro che noi stessi abbiamo vissuto e voluto non per noi stessi e non per mettere una bandiera con la sigla politica, ma per dare una risposta ad un problema che è grave, strutturale e pubblico. È grave perché è diffuso: quasi 7 milioni di donne in Italia tra i sedici e i settant'anni sono un numero enorme. È strutturale perché riguarda tutte le fasce della popolazione: età, lavoro, formazione; coinvolge tutti, non c'è un prototipo. Abbiamo sentito ieri parlare di delinquenti: non sono delinquenti; nella maggior parte dei casi non sono nemmeno uomini che hanno dipendenze da alcol o droga. Sono uomini che in altri settori della loro vita «funzionano», ma che nel rapporto interpersonale hanno notevoli problemi di relazione; vedono la donna come un essere subordinato e agiscono violenza. (Applausi dal Gruppo FI-BP e delle senatrici De Petris e Valente) . Se, allora, c'è una cosa che va fatta, è occuparsi del problema. Uso una metafora che utilizziamo quando facciamo le conferenze con la Commissione di inchiesta sul femminicidio: se si ha un irrigatore rotto, si continua ad asciugare la pozzanghera o si aggiusta l'irrigatore? (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Valente) . Forse era qui che bisognava agire. Quando il questore fa l'ammonimento, perché non allegare un'ingiunzione per la frequenza del corso? Quando ci sono misure cautelari, perché non usare questo provvedimento per aggiungere altre misure cautelari parallele obbligando a frequentare il corso? L'articolo 6 fa qualcosa, ma non abbastanza. Vi dico perché. Anzitutto, il corso di rieducazione è collegato ai benefici; secondariamente, è volontario. Collegare ai benefici processuali o ad altri tipi di benefici in sede civile non aiuta a risolvere il vero problema, che è la consapevolezza dell'uomo di aver agito un comportamento completamente abnorme; è naturalmente un reato, ma è un comportamento abnorme per la società. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . I corsi vanno resi obbligatori, così come in Spagna, e vanno slegati ai benefici. Il beneficio deve essere per la società; deve essere per l'Italia, deve evitare che ci siano ancora vittime; deve evitare le recidive; deve far risparmiare allo Stato quei 17 miliardi che spende drammaticamente ogni anno per via della violenza. Il provvedimento al nostro esame è un po' come partire dal tetto senza risolvere il problema dalle fondamenta: non si tocca neanche l'aspetto di formazione se non per le Forze dell'ordine. E i magistrati, gli avvocati, i CTU, i medici negli ospedali che fanno le diagnosi? Chi li forma? Chi? Lo Stato investe sulla formazione e sulla capacità di queste persone di essere all'altezza di riconoscere la situazione, di aiutare realmente? No, non succede. Venendo al provvedimento, che è la punizione, avremmo voluto fare qualcosa in più. Lo slogan, il codice rosso, i tre giorni: a noi interessa. A voi immagino interessasse che il fascicolo non rimanesse a prendere polvere. Questo non coincide con il fatto che la vittima debba essere sentita entro tre giorni; non coincide. È già stata sentita dalle Forze dell'ordine. Un altro problema. Tutti diciamo che è la donna a essere vittimizzata una seconda volta perché è la donna a essere allontanata dalla casa familiare per essere messa in protezione e molto spesso le si toglie anche la responsabilità genitoriale. Da questo punto di vista, perché la flagranza differita e il fermo non possono essere strumenti per risolvere il problema e per invertire l'ordine dei fattori, come la Convenzione di Istanbul ci dice? Visto che il tempo è quasi scaduto, dirò che come membri della Commissione di inchiesta sul femminicidio domani saremo presenti alla conferenza stampa di presentazione del piano strategico e operativo contro la violenza perché vogliamo collaborare a risolvere problema, ma altrettanto ci aspettiamo dal Governo: che ci sia quando la Commissione sul femminicidio, con tutti i parlamentari che vorranno, presenterà un disegno di legge parlamentare - perché per noi al centro di tutto c'è il Parlamento (Applausi dal Gruppo FI-BP) - che metta di nuovo in ordine tutto ciò che serve per fare l'unica cosa che c'è nel titolo: tutelare. Il provvedimento all'esame non tutela. Il nostro voto sarà a favore perché ogni piccolo passo nella direzione va supportato, ma questo è veramente un piccolissimo passo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). MAIORINO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, come sapete, io sono nuova in questa istituzione. Come per moltissimi altri qui, questa è la mia prima legislatura. C'è un episodio che mi è rimasto particolarmente impresso dei miei primi giorni in questa istituzione e che vorrei oggi condividere con voi, perché è un episodio che si è ripetuto due o tre volte e che assume, quindi, una rilevante significatività. È capitato, infatti, all'inizio di questa legislatura, che, magari, camminando per i corridoi del Senato insieme ad un collega uomo, qualcuno ci appellasse così: "Buongiorno, senatore. È la sua assistente?". Oppure: "Salve, senatore. È sua moglie? " Questo è successo più di una volta. E non è che il collega uomo fosse più noto di me. La notorietà, in questo caso, avrebbe potuto rappresentare una scusante a questa avventurosa ipotesi. Semplicemente, si rendeva esplicita con le parole una distorsione ottica mentale di cui siamo tutti vittime e moltissimi inconsapevoli. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quella distorsione ottica mentale per cui la nostra mente è indotta automaticamente a porre l'uomo in primo piano e la donna in secondo piano. Oppure, potrei ricordare l'altro episodio, quando presi per la prima volta la parola in quest'Aula, e proprio da questi banchi qualcuno pensò bene di gridarmi di tornarmene in cucina. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal gruppo PD) . La cosa mi lasciò così sorpresa che credetti, fino all'ultimo, di aver capito male. Infatti, non risposi. Invece, era proprio la triste realtà. (Commenti dei senatori Faraone e Sudano) . C'è la registrazione.