[resaula]

Ci sono interventi a favore delle imprese e dei professionisti più in difficoltà, con il rafforzamento dei crediti di imposta per il settore turistico e termale, l'esenzione della seconda rata IMU per turismo e spettacolo e il rinvio dei pagamenti per i soggetti ISA in difficoltà. C'è un ordine del giorno, firmato da tutti i Gruppi di maggioranza, che impegna il Governo ad aprire subito un confronto con le Regioni per il riordino e la messa a punto della riforma delle camere di commercio in questa nuova fase; un ordine del giorno sulla cui attuazione del Partito Democratico aspetta adesso atti concreti. Un altro seme da raccogliere da questo passaggio parlamentare è il metodo seguito in Commissione bilancio, sotto la guida attenta dei relatori, i colleghi Manca ed Errani, e del presidente Pesco, che ha permesso, più di tante parole sulla centralità del Parlamento, di fare il massimo per migliorare il provvedimento nella situazione data, coinvolgendo anche le opposizioni, che dobbiamo ringraziare per lo spirito costruttivo mostrato in Commissione, pur nella giusta e sacrosanta distinzione dei ruoli. E questo nonostante la sbavatura di ieri, che ha visto saltare alcuni interventi utili, già discussi e votati dalla Commissione; una sbavatura di metodo che deve spingerci a porci qualche domanda e a trovare anche qualche risposta per il prosieguo dei nostri lavori. Detto questo, un minuto dopo la conversione del decreto-legge Governo e maggioranza devono chiedersi come far germogliare questi semi, per passare da una fase emergenziale a una fase progettuale. L'Italia ha un compito enorme, perché, così come ha fatto da apripista in Europa nella gestione dell'emergenza sanitaria, può giocare un ruolo da apripista su un uso progettuale delle risorse che mobiliteremo nei prossimi mesi e nei prossimi anni, dove progettuale non sta per sommatoria di mille progetti e di mille rivoli in cui si disperdono le risorse, ma per capacità di mettere in campo un progetto e una visione. Per farlo serve la consapevolezza che i soldi sono importanti, ma non bastano. Per ogni euro che spenderemo dovremo mettere in campo un'idea: un euro, un'idea. Se investiamo un euro sull'edilizia scolastica - e dobbiamo mettercene tanti - dobbiamo metterci una nuova idea di scuola, che ripensi gli spazi e i tempi per aprirsi a territorio e terzo settore, a nuove attività, per farsi comunità educante, combattere la povertà educativa e favorire la mobilità sociale. Se investiamo un euro sulla sanità - e dobbiamo mettercene tanti, usando tutte le linee di finanziamento disponibili - dobbiamo metterci una nuova idea di sanità, per raggiungere la vita delle persone, soprattutto quelle più fragili, con una forte rete di servizi territoriali, non solo ospedalieri (lo ricordava ieri la collega Boldrini) e investendo sulla telemedicina. Se investiamo un euro sul sostegno per le famiglie con figli a carico - e dobbiamo mettercene tanti con la riforma dell'assegno unico - dobbiamo metterci una nuova idea di condivisione della scelta di fare figli all'interno della coppia; non una scelta che le donne da sole devono conciliare con il lavoro, ma una scelta che devono condividere. E allora parliamo di congedi di paternità obbligatori, di part-time di coppia agevolato; mettiamoci un'idea di condivisione per rafforzare la libertà di tutti, uomini e donne. Se investiamo un euro sulla garanzia del reddito per chi è in difficoltà - e dobbiamo anche qui in mettercene tanti - mettiamoci una nuova idea di welfare , un welfare universalistico che aiuti tutti, dipendenti e autonomi, poveri e disoccupati, ma con strumenti diversi e con servizi integrati di formazione permanente. Concludo sui destinatari degli interventi, che devono essere sempre più progettuali e non emergenziali; sull'obiettivo che dobbiamo tenere presente quando disegneremo la nuova fase. C'è senza dubbio la transizione digitale ed ecologica da mettere al centro degli investimenti pubblici e privati, come è stato ricordato nella discussione, ma ci sono anche i grandi volani di crescita inclusiva che dobbiamo sapere individuare nel mondo del lavoro; di nuovo, in tutto il mondo del lavoro, dipendente, autonomo e imprenditoriale. Questi volani sono anzitutto due: il lavoro dei giovani e delle donne. Dobbiamo smetterla di parlare di giovani e donne nei nostri convegni per iniziare a metterli al centro dei nostri provvedimenti di spesa e delle nostre riforme. A livello internazionale è partito un appello, half of it , ripreso in Italia come il giusto mezzo da una rete di associazioni e personalità per far sì che metà dei fondi dell'Unione europea raggiungano il lavoro e le opportunità delle donne. Non limitiamoci a firmare quell'appello, ma progettiamo politicamente come metterlo in pratica, chiamando a raccolta tutti gli attori sociali e istituzionali intorno a un piano nazionale per l'occupazione femminile e dotandoci di strumenti conoscitivi per valutare l'impatto di genere di ogni misura, come chiede anche un parere approvato dalla Commissione lavoro del Senato, perché il giusto mezzo richiede la giusta attenzione alla valutazione e all'impatto di genere. Presidente, concludo davvero dicendo che, di fronte a un nemico terribile e visibile, il virus, la maggioranza e il Governo hanno saputo fare anche scelte difficili. Adesso, di fronte a un nemico altrettanto terribile ma meno visibile, come il declino economico e sociale del nostro Paese, servono scelte altrettanto difficili, ma soprattutto servono scelte. Scelte rispetto alle quali non saremo misurati contando i «mi piace» su Facebook domani, ma pesando i giudizi sulla nostra capacità di promuovere la crescita economica e la giustizia sociale dopodomani. (Applausi). PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, rappresentanti del Governo, innanzi tutto mi sia permesso di ringraziare i colleghi della 5 a Commissione, i relatori Errani, Manca, Calandrini per l'opposizione, e i rappresentanti del Governo che si sono avvicendati in Commissione (i viceministri Castelli, presente ancora ieri sera, e Misiani, i sottosegretari Malpezzi e Castaldi). Il ringraziamento non è solo formalità, perché comunque credo sia fondamentale, in un momento come questo per il Paese, al di là del ruolo di maggioranza e opposizione, affrontare le questioni, anche e certamente con idee diverse rispetto alla visione complessiva, ma con chiarezza di rapporto e con serietà. Devo dire che questo, nell'ambito della 5 a Commissione, è avvenuto, pur con momenti di criticità e anche, se vogliamo, di profondo dissenso su alcune scelte, che a mio avviso è il punto base per affrontare un momento come quello attuale. Stamattina abbiamo avuto la notizia del Piano nazionale di ripresa e resilienza con la previsione di diminuzione del 9 per cento del prodotto interno lordo; poi una ripresa del 6. Personalmente mi auguro che la diminuzione del prodotto interno lordo rimanga al 9 per cento nel corso del 2020, e me lo auguro perché temo che sarà più del 9 per cento.