[pronunce]

che possono ripetersi le medesime considerazioni svolte nell'anzidetta pronuncia anche in ordine all'asserita lesione del diritto di difesa, sottolineandosi come le sentenze di questa Corte, che avevano individuato nell'art. 24 Cost. il principio della garanzia di conoscibilità degli atti ed erano perciò state invocate a sostegno della dedotta violazione del diritto di difesa, riguardavano ipotesi in cui la decorrenza del termine era fissata in relazione alla pronuncia, al deposito o all'affissione di un provvedimento ed erano quindi ben diverse da quella considerata, nella quale è lo stesso opponente a porre le premesse per la sua costituzione nel termine ridotto; che la censura relativa alla mancata conoscenza del momento iniziale di decorrenza del termine di costituzione in giudizio non ha più ragione d'essere, poiché per effetto delle pronunce di questa Corte e, in particolare, della sentenza n. 477 del 2002, “risulta ormai presente nell'ordinamento processuale civile, fra le norme generali sulle notificazioni degli atti, il principio secondo il quale – relativamente alla funzione che sul piano processuale, cioè come atto della sequenza del processo, la notificazione è destinata a svolgere per il notificante – il momento in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il medesimo deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il destinatario” (sentenza n. 28 del 2004 e ordinanze n. 153, n. 132 e n. 97 del 2004); che l'applicazione al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo del citato principio in tema di momento perfezionativo della notificazione comporta la conseguenza che fin dal momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario il notificante può compiere “le attività (tra cui, appunto, l'iscrizione a ruolo) che presuppongono la notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, ferma restando, in ogni caso, la decorrenza del termine finale dalla consegna al destinatario” (sentenza n. 107 del 2004); che in quest'ultima pronuncia si è altresì osservato come nell'ipotesi di notificazioni a mezzo posta sia già espressamente consentita dall'art. 5, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari) l'iscrizione della causa a ruolo prima del perfezionamento della notificazione per il destinatario, rilevandosi altresì che, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. , la notificazione viziata da nullità ben può essere rinnovata senza che si incorra in decadenza, onde il rischio economico di una inutile iscrizione a ruolo è limitato alla sola marginale ipotesi della notificazione inesistente; che le norme impugnate risultano quindi esenti dai prospettati vizi di illegittimità costituzionale, poiché l'applicazione del principio relativo al momento perfezionativo delle notificazioni – affermato, come si è detto, con la sentenza n. 477 del 2002 e riferibile ad ogni tipo di notificazione – avrebbe consentito una tempestiva costituzione in giudizio, impedendo il verificarsi dell'effetto pregiudizievole della improcedibilità dell'opposizione; che, pertanto, le sollevate questioni sono manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 97, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 645, secondo comma, 647 e 165 del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Genova con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 aprile 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente e Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 aprile 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA