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Regolamentazione della figura e dell'attività dell'agente sportivo. Onorevoli Senatori. -- La Commissione europea con il suo Libro bianco sullo sport del 2007 aveva evidenziato l'esigenza di approfondire la figura e l’attività degli agenti sportivi che operano nelle varie discipline sportive) tanto che ritenne importante dedicare a tale problematica un apposito studio pubblicato nel novembre 2009 ( Study on Sports Agents in the European Union ). Lo studio conferma come gli agenti sportivi svolgono la loro attività professionale soprattutto negli sport che generano maggiori ricavi economici (calcio, tennis, golf, basket, atletica, box, motorsports eccetera) e che solo una parte di questi operatori sono effettivamente muniti di apposita registrazione o licenza rilasciata dalle varie Federazioni, mentre la maggioranza opera in modo non ufficiale. Di qui la necessità di introdurre anche a livello statuale una regolamentazione completa e omogenea della figura professionale degli agenti sportivi, considerata la notevole incidenza economica dello sport nel mercato nazionale ed europeo e la conseguente esigenza di assicurare la professionalità e moralità dei soggetti che operano professionalmente in tale settore come intermediari economici tra atleti e società sportive. All'attualità, in mancanza di una specifica disciplina statuale, quella dell'agente è considerata una figura sui generis, riconducibile ad un contratto atipico, caratterizzato da elementi di diverse fattispecie, quali la mediazione, l'agenzia, la rappresentanza, il mandato e la prestazione d'opera intellettuale, che pone diversi problemi giuridici sotto il profilo civilistico, tributario e lavoristico, tenuto conto del divieto di intermediazione nel collocamento dei lavoratori previsto dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. D'altro canto, trattandosi di un'attività economica che certamente investe anche l’ordinamento sportivo, poiché interessa tutti i soggetti che operano in tale ambito (atleti, società, leghe e federazioni) appare necessario approntare un impianto normativo di base per disciplinare legislativamente la figura e l'attività dell'agente sportivo, lasciando alle singole federazioni il compito di adottare, nell'ambito di ciascuna disciplina sportiva ed esclusivamente all'interno del perimetro tracciato dalla normativa statuale, le disposizioni integrative di sua competenza. In proposito evidenziamo che il regolamento FIFA, entrato in vigore il 1º marzo 2001, contenente la disciplina della figura e dell'attività degli agenti operanti nel calcio, che in Europa costituisce lo sport trainante, ha costituito il modello di riferimento cui si sono ispirate diverse altre Federazioni di altre discipline sportive per regolamentare la materia. Il suddetto regolamento FIFA prevede che, per esercitare la professione di agente di calciatori l'operatore deve munirsi di una licenza rilasciata dalla federazione nazionale competente per un periodo illimitato (articolo 1, 2 e 10); che il candidato, oltre ad avere una «reputazione impeccabile» (articolo 2), deve sottoporsi ad un esame scritto (articoli 4 e 5), a forma di questionario a risposta multipla, finalizzato a verificare le sue conoscenze giuridiche e sportive; che l'agente deve altresì stipulare un'assicurazione di responsabilità professionale o, in subordine, depositare una garanzia bancaria dell'importo di CHF 100.000 (articoli 6 e 7). Sulla legittimità e congruenza di tale regolamentazione, basata sul sistema delle licenze finalizzato ad assicurare gli obbiettivi della professionalità e della impeccabile moralità degli agenti, ha avuto modo di pronunciarsi affermativamente la Commissione UE, respingendo una denuncia di infrazione per asserita violazione delle norme sulla libera prestazione di servizi e sulla concorrenza (si veda anche la sentenza del tribunale dell’Unione europea n. 193 del 26 gennaio 2005). Fatto è che la FIFA ha di recente adottato un nuovo regolamento che dovrebbe entrare in vigore con decorrenza 1º aprile 2015 che, mutando completamente la vigente regolamentazione e abolendo ex abrupto tutte le licenze legittimamente rilasciate, senza neanche prevedere un regime transitorio e/o meccanismi per l'attenuazione dei pregiudizi a danno degli agenti titolari di licenze, in riferimento ad un'attività professionale di natura economica che solo parzialmente coinvolge l'ordinamento sportivo, comporta una palese violazione dei principi fondamentali di certezza del diritto, di tutela dell'affidamento e di salvaguardia dei diritti acquisiti sanciti anche in sede europea (Corte di giustizia sent. 14/5/1975 nella causa 74/1974, Tribunale UE sent. 26/01/2005 n. 193 nella causa T 498/93 punti 46-49 e 58 ; Corte di giustizia sent. 9/8/1994 nella causa C 447/93 punto 10 e punti 29-33). Tale nuova disposizione, facendo venir meno il vigente assetto giuridico basato sul sistema delle licenze, creerà una serie di problematiche nell'ambito statuale, suscettibili di rifrangersi anche nell'ambito delle altre discipline sportive che sul modello calcistico hanno regolamentato la figura dell'agente sportivo, aprendo così le porte ad un periodo di diffusa incertezza del diritto che favorirebbe la consumazione consapevole o inconsapevole di condotte illecite. È giunta l'ora, pertanto, che anche l'Italia provveda a colmare la rilevata lacuna normativa munendosi -- al pari di altri Stati della Unione europea (Francia, Grecia, Bulgaria, Ungheria, Portogallo) -- di una legge che definisca e disciplini la figura e l'attività dell'agente sportivo fissando al contempo i confini entro cui ciascuna Federazione potrà adottare e modificare le regolamentazioni di sua stretta competenza, raccordandole con il diritto civile in un contesto normativo armonizzato e coordinato, rispettoso dei principi del diritto comunitario e delle linee Guida fissate nella subiecta materia dalla Commissione UE.. 1 1 L'agente sportivo è un libero professionista che in virtù di un incarico scritto mette in relazione due o più soggetti operanti nell'ambito di un settore o di una disciplina sportiva per la conclusione o per il trasferimento di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica, fornendo dietro corrispettivo la sua assistenza esclusivamente a favore del soggetto fornitore o del soggetto fruitore di dette prestazioni. 2 1 L'agente sportivo per svolgere la sua attività deve munirsi di apposita licenza rilasciata dalla Commissione agenti competente nella singola disciplina sportiva, che costituisce titolo abilitativo al legittimo esercizio della professione senza limitazione di tempo, fatto salvo l'obbligo di partecipare periodicamente a corsi di aggiornamento organizzati dalla Commissione stessa e l'effetto di eventuali provvedimenti di sospensione, decadenza, revoca o inibizione. 3 1 Agli atleti delle singole discipline sportive e alle società professionistiche è vietato avvalersi di una persona priva di licenza per la conclusione o per il trasferimento di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica. 2 L'atleta può comunque concludere un contratto di prestazione sportiva senza l'assistenza di un agente sportivo o avvalendosi dell'assistenza del genitore, del fratello o del coniuge.