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Inoltre, in una prospettiva evolutiva di conquista sociale, se si considerano i progressi realizzati con riferimento al riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio e all'equiparazione tra figli legittimi e figli naturali, appare evidente come tale percorso è inevitabilmente destinato ad accogliere nuove fattispecie in materia di filiazione. Premesso ciò, e compreso che la nostra Carta costituzionale non impone il primato di valori asseriti come assoluti rispetto ad altri, solo un condiviso sentimento di tolleranza può garantire il raggiungimento di risultati concretamente appaganti per l'intera collettività. Occorre dunque intervenire in materia, con la dovuta cautela, al fine di disciplinare tre diverse fattispecie, già esaminate dalla giurisprudenza: omogenitorialità femminile, omogenitorialità maschile e omogenitorialità nel caso in cui vi sia un apporto genetico-biologico da parte del genitore « non biologico ».. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge disciplina i rapporti di filiazione omogenitoriali, al fine di garantire la piena attuazione del principio di uguaglianza e di non discriminazione nonché l'effettiva tutela dei diritti e degli interessi dei figli minori all'interno delle famiglie omogenitoriali. Art. 2. (Modifiche all'articolo 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione in casi particolari) 1. Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 44: 1) al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) dal coniuge del genitore, anche adottivo, ovvero dalla persona legata con il genitore medesimo da un'unione civile o convivenza di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76 »; 2) dopo il comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente: « 4- bis . L'adozione, nei casi indicati nel comma 1, se l'adottato non ha altro genitore noto né individuabile oltre a quello ivi indicato, produce gli stessi effetti di quella disposta ai sensi dell'articolo 27 »; b) all'articolo 55, dopo la parola: « 300 » sono inserite le seguenti: « , primo comma ». Art. 3. (Modifica al codice civile in materia di riconoscimento da parte del genitore intenzionale) 1. Dopo l'articolo 250 del codice civile è inserito il seguente: « Art. 250- bis . – (Riconoscimento da parte del genitore intenzionale) – Qualora non risulti noto né individuabile il padre del figlio nato fuori dal matrimonio, il riconoscimento del figlio può essere compiuto dalla persona che abbia contratto, da almeno un anno, un'unione civile con la madre o che da almeno un anno sia convivente di fatto con la madre, nei modi previsti dall'articolo 254. Il riconoscimento del figlio può avvenire anche senza il consenso dell'altro genitore che abbia già effettuato il riconoscimento nei casi in cui il riconoscimento risponde all'interesse del figlio. Il genitore che vuole riconoscere il figlio, qualora il consenso dell'altro genitore sia rifiutato, ricorre al giudice competente il quale, assunta ogni opportuna informazione e disposto l'ascolto del minore, adotta eventuali provvedimenti temporanei e urgenti al fine di instaurare la relazione, salvo che la difesa del convenuto non sia palesemente fondata. Con la sentenza che tiene luogo del consenso mancante, il giudice adotta i provvedimenti opportuni in relazione all'affidamento e al mantenimento del minore ai sensi dell'articolo 315- bis e al suo cognome ai sensi dell'articolo 262 ». Art. 4. (Modifica alle disposizioni attuative del codice civile) 1. All'articolo 38, primo comma, delle disposizioni per la attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, dopo le parole: « 250, quarto comma, » sono inserite le seguenti: « 250- bis , secondo comma, ».