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Dal computo dei redditi sono esclusi i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. Gli schemi dei decreti legislativi, corredati di relazione tecnica che dia conto dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, devono essere trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di essi siano espressi, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti possono essere emanati anche in mancanza dei pareri. L'articolo 3 modifica la disciplina per l'accesso alla pensione anticipata nel sistema contributivo e introduce, a regime, la possibilità per tutti i lavoratori di optare per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo al compimento di 64 anni di età, a condizione che risultino versati e accreditati in favore dell'assicurato almeno venti anni di contribuzione effettiva. È pertanto abrogata la disposizione vigente che impone, per l'accesso alla pensione anticipata, un ammontare mensile della prima rata di pensione non inferiore ad un importo soglia pari a 2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale (articolo 24, comma 11, del decreto-legge n. 201 del 2011). Indipendentemente dall'età anagrafica, rimane comunque ferma la possibilità di uscita anticipata alla maturazione dell'anzianità contributiva già prevista dalla disciplina vigente (articolo 24, comma 10, del decreto-legge n. 201 del 2011). L'articolo 4 prevede il progressivo superamento del regime sperimentale di « Opzione donna », attraverso la graduale convergenza verso i nuovi requisiti previsti dall'articolo 3 per l'accesso alla pensione anticipata nel sistema contributivo. In particolare, la norma prevede che, fino al 31 dicembre 2021, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento pensionistico secondo le regole di calcolo del sistema contributivo resti confermata, alle condizioni vigenti, la possibilità di conseguire il diritto alla pensione in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'anzianità anagrafica pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome (come adeguata agli incrementi della speranza di vita ai sensi della legislazione vigente). A decorrere dal 1° gennaio 2022, il suddetto requisito anagrafico è incrementato di dodici mesi per ciascun anno solare, fino a concorrenza con il requisito di 64 anni di età previsto a regime dall'articolo 3, comma 1, per la generalità dei lavoratori e delle lavoratrici. L'articolo 5 reca non solo l'ampliamento e la stabilizzazione della disciplina vigente dell'anticipo pensionistico (APE sociale), ma anche la sua estensione ai lavoratori autonomi artigiani e commercianti, oggi esclusi da tale strumento di flessibilità riservato agli addetti a lavori particolarmente gravosi. A tal fine, è modificata la disciplina vigente ammettendo, a regime, l'accesso all'APE sociale a tutti gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS, che abbiano almeno 63 anni di età e siano in possesso di un'anzianità contributiva di almeno trenta anni. L'indennità è riconosciuta in particolare ai soggetti che: a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei cinque anni precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno dodici mesi; b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti; c) hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento; d) sono lavoratori dipendenti o autonomi all'interno delle professioni indicate nell'allegato annesso alla legge di bilancio 2017 (allegato C della legge n. 232 del 2016) che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo. Per le donne i requisiti anagrafici previsti per il riconoscimento dell'indennità sono ridotti di dodici mesi per ogni figlio, nel limite massimo di tre anni. Per i lavoratori autonomi l'erogazione dell'indennità è subordinata alla cessazione definitiva dell'attività commerciale; alla riconsegna dell'autorizzazione ove sia stata richiesta per l'avvio dell'attività; alla cancellazione del soggetto titolare dell'attività dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. L'indennità è inoltre incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato. All'INPS sono rimessi i controlli necessari a verificare la sussistenza di cause di incompatibilità. L'articolo 6 dispone la stabilizzazione della disciplina dell'anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE volontario) e l'estensione del regime fiscale agevolato ad essa associato. In particolare, prevede l'innalzamento del credito d'imposta annuo riconosciuto a fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore. Esso è portato dal 70 al 90 per cento dell'importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti. L'articolo 7 reca la procedura per l'aggiornamento del novero delle attività lavorative usuranti o gravose. A tal fine è istituita, presso l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), la Commissione tecnica di studio sulla gravosità delle occupazioni. La Commissione ha il compito di acquisire elementi conoscitivi e metodologie scientifiche a supporto delle politiche previdenziali e assistenziali in materia di lavori usuranti e gravosi, con particolare riferimento alla correlazione tra fattori oggettivi di rischio, anche connessi all'esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni, età anagrafica e altre condizioni soggettive dei lavoratori e delle lavoratrici.