[resaula]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 414 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Informativa del Ministro della transizione ecologica sui recenti ulteriori rincari del costo dell'energia e sulle misure del Governo per contrastarne gli effetti e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro della transizione ecologica sui recenti ulteriori rincari del costo dell'energia e sulle misure del Governo per contrastarne gli effetti». Ricordo che è in corso la diretta televisiva con la RAI. Dopo l'intervento del rappresentante del Governo, ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Ha facoltà di parlare il ministro della transizione ecologica, professor Cingolani. CINGOLANI, ministro della transizione ecologica . Signor Presidente, onorevoli senatori, vi ringrazio per questa opportunità. La mia informativa sarà strutturata su quattro punti. Il primo è la possibile evoluzione a breve, allo stato attuale, dello scenario domanda-offerta partendo dal gas naturale; il secondo è un'analisi, anche se abbastanza rapida, delle misure per incrementare la sicurezza del sistema nel breve e medio termine; il terzo riguarda le possibili misure strutturali per eliminare la dipendenza dalle importazioni dalla Russia ed il quarto riguarda alcune misure di contenimento dell'incremento dei prezzi. Per quanto riguarda lo stato attuale e la possibile evoluzione dello scenario, analizzando l'evoluzione dei consumi, delle importazioni e della produzione nazionale del gas naturale, che è il capostipite della filiera energetica, in Italia negli ultimi due decenni, possiamo evidenziare alcuni punti fermi: i valori, che oscillavano fra i 70 e gli 86 miliardi di metri cubi nel 2021, sono rimasti sostanzialmente stabili, passando a 76 miliardi di metri cubi. Nei due decenni successivi, la produzione nazionale di gas naturale si è ridotta sostanzialmente, in parte a causa del calo naturale dei giacimenti e del fatto che non si sono effettuati nuovi investimenti in ricerca e produzione. I numeri parlano di poco più di 15 miliardi di metri cubi prodotti nel 2001 contro i 3 miliardi di metri cubi prodotti oggi. Questo vuol dire che si è passati da una produzione nazionale che, in percentuale, era superiore al 20 per cento del fabbisogno, all'attuale situazione in cui dipendiamo per il 95 per cento dal gas naturale. Nel nostro energy mix sostanzialmente abbiamo gas e rinnovabili, quindi questo sancisce una fortissima dipendenza dall'importazione. Le importazioni dalla Russia, per il caso di specie attuale, sono incrementate in valore assoluto e in percentuale da 20 miliardi di metri cubi - il 25 per cento dei consumi - nel 2011 a 29 miliardi di metri cubi nel 2021, che equivale a circa il 38 per cento dei consumi. Questa è la nostra attuale dipendenza dalla Russia. Dal punto di vista delle infrastrutture di importazione, abbiamo un sistema di approvvigionamento e di trasporto diversificato che è abbastanza resiliente, soprattutto rispetto agli altri Stati membri, ed è alimentato prevalentemente con gas prodotto all'estero, come dicevo poc'anzi, che è importato o trasportato via mare come gas naturale liquefatto e scaricato presso terminali di rigassificazione. Per quanto riguarda le nostre infrastrutture, ci sono cinque gasdotti e tre rigassificatori. Il primo che vorrei menzionare è il gasdotto Trans Austria Gasleitung (TAG), che attraversa l'Austria e importa gas proveniente dalla Russia attraverso l'Ucraina, connettendosi alla rete nazionale dei gasdotti a Tarvisio. Qui passano i 29 miliardi di metri cubi dell'ultimo periodo che provengono dalla Russia, circa il 40 per cento del nostro import. C'è quindi il gasdotto Transitgas, che interconnette la rete di trasporto tedesca e quella francese alla rete italiana attraverso la Svizzera. Il punto di ingresso è il Passo Gries. Il gasdotto permette l'importazione - e addirittura, in alcuni giorni prima della crisi, un po' di esportazione di gas dall'Italia - del gas proveniente dal mercato nordeuropeo, un mix di gas che proviene da Norvegia, Olanda, Danimarca e Regno Unito e anche di gas naturale liquido importato attraverso terminali di rigassificazione nordeuropei. Di fatto, questo collega il prezzo del gas all'ingrosso del mercato italiano - il cosiddetto punto di scambio virtuale (PSV) - al mercato dell' hub nordeuropeo title transfer facility (TTF), che detta i numeri finali. Il gasdotto Transitgas attualmente trasporta il 3 per cento del nostro gas (2,2 miliardi di metri cubi). Potrebbe portarne 12 miliardi, ma il punto è che non riceviamo molte forniture dal Nord Europa, che soprattutto in un momento come questo tende a internalizzare sul proprio mercato. C'è poi il gasdotto Transmed (Transmediterranean pipeline company, TMPC), che attraversa il canale di Sicilia da Capo Bon, in Tunisia, fino a Mazara del Vallo, importando gas algerino: questo importa il 29 per cento del nostro fabbisogno, quindi è grosso: sono oltre 21 miliardi di metri cubi e potrebbe arrivare a 27 miliardi, pertanto ha ancora un po' di capacità sfruttabile. Il gasdotto Greenstream connette la rete nazionale dei gasdotti a Gela e importa nel nostro Paese il gas prodotto in Libia: questo è massimizzato, perché va direttamente ai punti di produzione, e trasporta 3,2 miliardi di metri cubi (circa il 4 per cento). Infine, il quinto è il gasdotto Trans Adriatic pipeline (TAP), che interconnette Italia, Grecia e Albania, come sapete, e si connette alla rete nazionale dei gasdotti a Melendugno, in Puglia, trasportando - tramite la Turchia - il gas che proviene dall'Azerbaijan.