[resaula]

lo stato dei luoghi appare del tutto difforme da quanto imposto dall'attuale normativa riguardo all'andamento planimetrico dell'asse, dove la definizione degli elementi del tracciato e la loro combinazione sono connessi soprattutto a esigenze di sicurezza che avrebbero richiesto che il raggio di curvatura della chilometrica 63+900 della strada statale 129 fosse anch'esso pari a 400 metri; l'ANAS, per limitare la velocità all'approssimarsi della curva, ha apposto una segnaletica inadeguata, sicuramente insufficiente e scarsamente efficace, come del resto dimostrato dal rilievo statistico sui gravissimi incidenti avvenuti, che avrebbe invece dovuto indurre l'ente gestore ad analizzare e affrontare il problema per garantire la sicurezza del traffico; la ricorrenza dei sinistri occorsi nel percorrere la curva risulta statisticamente del tutto eccezionale, e lungo il tracciato si segnalano anche altri punti particolarmente pericolosi; la progettazione delle strade e dei suoi elementi costitutivi si riconduce in primo luogo a valutazioni di carattere statistico, a partire da volume e tipologia di traffico: è pertanto imprescindibile considerare i dati statistici relativi ai sinistri e alla loro gravità per stabilire gli interventi necessari e urgenti; i dati statistici relativi agli incidenti, seppure puntualmente raccolti dalla polizia giudiziaria nel corso degli anni durante l'intervento sui luoghi, risultano non catalogati: non è infatti disponibile un database che consenta la catalogazione dei dati e che conseguentemente permetta un'aggiornata analisi di rischio, in modo da individuare le zone di intervento e le priorità per una corretta allocazione delle risorse, nonché per verificare l'efficacia delle misure adottate; una rilevante criticità del tratto di strada riguarda la conformazione del guardrail e quella dei terminali "a manina" collocati nel punto più pericoloso dell'intero tracciato, addirittura sfalsati all'estremità delle due lame doppia onda; per evitare che i terminali possano penetrare nell'abitacolo sarebbe necessario e ampiamente giustificato l'utilizzo di un terminale con attenuatore d'urto, previsto dall'art. 6 del decreto 21 giugno 2004 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, oppure l'installazione di una barriera di forma curva; dal punto di vista della segnaletica verticale, non vi è alcuna segnalazione che distingua la criticità del luogo del sinistro rispetto al tratto che precede. Anche negli altri punti del tracciato dove si è verificata un'elevata incidentalità non sono state adottate adeguate misure atte ad incentivare efficacemente l'attenzione e a far percepire correttamente la gravità del pericolo, si chiede di sapere: quali provvedimenti, vista l'inderogabile urgenza di garantire una circolazione che rispetti i parametri di sicurezza, il Ministro in indirizzo intenda adottare; quali iniziative di competenza intenda intraprendere affinché sia disposta l'adozione di interventi di immediata realizzazione, ed in particolare la messa in sicurezza dell'intersezione con le strade poderali nei punti di maggiore pericolosità, anche con l'eventuale realizzazione di una banchina asfaltata di adeguata larghezza, la verifica della correttezza e congruenza della segnaletica installata, la verifica del piano di manutenzione e della sua corretta messa in opera, nonché, nei punti di maggiore criticità del tracciato, non solo della strada statale 129, siano prese le misure più opportune per la segnalazione della particolare gravità del pericolo; se intenda assumere le opportune iniziative per l'istituzione all'interno della banca dati dei sinistri, di cui all'art. 135 del codice delle assicurazioni private (di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005), di un database nazionale per la catalogazione dei sinistri che abbiano richiesto l'intervento della polizia giudiziaria, in modo da consentire l'individuazione dei tratti stradali di maggiore pericolosità, mantenere l'informazione costantemente aggiornata, stabilire le priorità di intervento e valutarne l'efficacia. Atto n. 4-00529 MAGORNO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze Atto n. 4-00530 RAUTI GARNERO SANTANCHE' LA PIETRA IANNONE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 4-00531 RAUTI BALBONI BERTACCO DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA RUSPANDINI URSO Al Ministro della difesa Atto n. 4-00532 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco costituisce una delle più importanti realtà per la sicurezza della collettività e risponde quotidianamente con impegno straordinario alle attese dei cittadini, in tutti i compiti di prevenzione, vigilanza e soccorso tecnico urgente ai quali esso è preposto, rivelandosi spesso decisivo per la salvezza di numerose vite umane; nonostante la grave carenza strutturale di personale in cui versa, stimata in circa 4.000 unità rispetto a quella che dovrebbe essere la dotazione della pianta organica, esso negli ultimi anni ha realizzato uno sforzo abnorme per garantire un servizio efficiente alla popolazione; tale carenza, inevitabilmente, è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni, a causa dell'elevato numero dei pensionamenti del personale operativo e soprattutto a seguito delle nuove competenze AIB (antincendio boschivo) attribuite al Corpo attraverso l'attuazione del decreto legislativo n. 177 del 2016, il quale dispone la soppressione del Corpo forestale dello Stato; considerato che: dopo il concorso pubblico per titoli ed esami per l'accesso al ruolo iniziale di vigile del fuoco per 814 posti bandito con decreto ministeriale n. 5140 del 6 novembre 2008, la graduatoria definitiva pubblicata nell'ottobre 2010 è composta da 7.599 candidati idonei, comprendenti civili (10 per cento), volontari in ferma breve o in ferma prefissata delle tre forze armate (45 per cento), personale discontinuo (25 per cento), coloro che avevano prestato servizio civile presso il Corpo (20 per cento), che hanno superato 3 prove molto selettive durate 30 mesi su un bacino di ben 123.000 candidati (una preselettiva, 4 motorio attitudinali, una orale); lo scorrimento della graduatoria ha subito troppe battute d'arresto dovute ai tagli del Governo Monti, al "blocco totale delle assunzioni per l'anno 2012" ed al "blocco del turnover ", ripristinato al 100 per cento soltanto nel 2017; la legge Fornero (di cui al decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011) ha impedito a numerosi vigili del fuoco di andare in pensione (il cosiddetto turnover ) con conseguente stallo di ricambio generazionale che gli idonei del concorso avrebbero invece potuto garantire; la divisione delle assunzioni al 50 per cento, con una vecchia procedura di stabilizzazione di personale dal 2013 al 2016, ha impedito di fatto l'esaurimento della graduatoria, si chiede di sapere: