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L'accordo trovato in seno alla maggioranza, frutto anche dell'ascolto delle associazioni del settore, rappresenta il giusto equilibrio tra chi voleva dare più competenze alle Regioni per rendere più agile la procedura e chi chiedeva più controlli temendo manovre poco trasparenti a livello locale. A decidere come e quando un rifiuto smette di essere tale e, invece che finire allo smaltimento, è inserito in un ciclo produttivo come materia prima, saranno gli organismi preposti nelle Regioni. Al Ministero dell'ambiente, però, spetteranno verifica e controllo di tale processo. In più, per aiutare l'omologazione delle norme, viene istituito un registro nazionale deputato alla raccolta delle autorizzazioni rilasciate. Su tale delicato e importante tema, quindi, i soggetti in campo per il recupero dei rifiuti saranno due: le Regioni, che potranno dare autorizzazioni alle aziende, e il Ministero dell'ambiente che, attraverso l'ISPRA, avrà poteri di controllo. La nuova norma stabilisce inoltre i tempi in cui tutta la procedura, compreso il nulla osta dell'ISPRA, deve avere termine. Questo per dare subito le risposte alle aziende che vogliono avviare le produzioni. Le norme sull' end of waste , infatti, servono non soltanto a limitare il numero di rifiuti che finiscono allo smaltimento, ma anche a evitare fenomeni come gli incendi nei capannoni di stoccaggio, che ultimamente si sono verificati spesso. Come legislatori dobbiamo sempre tenere a mente che, se le norme non tengono in debita considerazione la continua evoluzione tecnologica della materia che si tratta, si rischia di compromette ruolo e azione di differenti settori nell'ambito dell'economia; in questo caso specifico il mancato intervento normativo, attento allo sviluppo di tecnologie sempre più innovative, avrebbe compromesso lo sviluppo dell'economia circolare. L'accordo di maggioranza su questo emendamento consente, dunque, di dare regole certe per recuperare rifiuti differenziati che potranno essere riutilizzati. Al Gruppo Italia Viva - PSI piace contribuire ad aiutare il Paese nello sviluppo di un'economia circolare capace di assicurare ripresa e nuovi posti di lavoro. L'approvazione di questa attesa norma rappresenta il miglior viatico per sostenere la svolta green che il nuovo Governo ha annunciato di voler compiere e che troverà in un nuovo pacchetto di corposi investimenti inseriti nella legge di bilancio - 50 miliardi in quindici anni, di cui 15 miliardi nei prossimi tre anni - il riconoscimento più importante. La maggioranza ha dimostrato che, attraverso il reciproco ascolto, forze politiche diverse ma accomunate dalla condivisone di specifici obiettivi, possono confrontarsi e trovare valide ed utili mediazioni, in questo caso strategiche per lo sviluppo dell'economia circolare. Il Gruppo Italia Viva-PSI crede nella svolta ambientale e nel modello di sviluppo del Paese. Lo scorso fine settimana Italia Viva ha vissuto a Firenze il suo evento fondativo; tra i momenti che hanno caratterizzato i tre giorni alla stazione Leopolda c'è stata anche la presentazione del green act , un progetto che propone un ambientalismo moderno. Non faremo dunque mancare le nostre idee e le nostre proposte ad un Governo e ad una maggioranza che hanno felicemente deciso di avviare un green new deal nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo IV-PSI ) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, Governo colleghi, si comincia e se il buongiorno si vede dal mattino, crediamo che il Governo senza la stampella della fiducia cascherà alla prima folata di vento contrario. Vedo il senatore Laus che sorride, ma intanto sta bello seduto tranquillo. Ci penserà però la paura di tornare alle urne a fare da barriera purtroppo. Sapete bene infatti che la stessa fiducia difficilmente vi verrà concessa fuori di qui dal popolo sovrano. Il "nuovo" Governo manifesta subito l'unica, certa unità di intenti avendo immediatamente trovato il filo conduttore, la certezza nella confusione, ovvero il caos organizzativo e la discriminazione del Parlamento, cominciando subito, come si dice, a «botte di fiducia». Apprezziamo la pacatezza e la serietà del ministro Patuanelli che nel suo accorato intervento di replica ieri in discussione generale ha esposto tutta una serie di intenzioni encomiabili e la speranza che possano realizzarsi. Sappiamo che il ministro Patuanelli ci crede personalmente. Allora, caro ministro Patuanelli, con la stima verso la persona che nutriamo per lei, le rispondiamo che la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni e che chi di speranza vive, disperato muore. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 13,03) ( Segue GALLONE). Noi preferiremmo però che si esaurisse il Governo piuttosto che il Paese. Siamo stanchi infatti di sentir parlare al futuro dopo quasi due anni che, di riffa o di raffa, siete al Governo. Al Governo c'è stata sempre la maggioranza del ministro Patuanelli e il Premier non è cambiato. Ricordo che Conte I e Conte II sono la stessa persona. Il sistema Paese deve avere in mente un Governo già prima di cominciare a lavorare. Un Governo serio che tiene davvero al bene del Paese deve saper immaginare i modelli di sviluppo, deve saper difendere la produzione e il lavoro. E se neanche qua dentro, nel decreto-legge al nostro esame, nell'emergenza pura, riuscite a salvaguardare le aziende siamo veramente alla follia. Mi riferisco, come hanno già fatto colleghi che mi hanno preceduto, alla questione dell'Ilva, per esempio, perché il diritto al lavoro e alla salute sono una questione oggettiva e devono andare di pari passo, mentre voi continuate a considerare il tema dell'ambiente alla "gretina" maniera invece di affrontarlo nella maniera più seria possibile, lasciando lavorare gli esperti. Questo è un cantiere, dice il collega Laus; un cantiere? Sa come dicono dalle mie parti, collega? La cera si consuma e la processione non cammina. Voi intanto con un emendamento togliete il mini scudo ai manager che dovrebbero risolvere la crisi dell'Ilva mettendo così a rischio, come è stato già detto, 10.000 posti di lavoro. La salute e il lavoro sono la priorità assoluta, ma lavorando in questo modo non risolvete né i problemi di salute, né i problemi di lavoro di un territorio che non merita un Governo così. Forza Italia aveva presentato un emendamento di buon senso, condizionando l'applicazione dell'esclusione della responsabilità penale e amministrativa dei manager al rispetto delle singole scadenze contenute nel cronoprogramma e delle prescrizioni previste nel piano aziendale. Questo sarebbe stato di buon senso e concretezza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'Italia intanto è ancora sospesa tra stagnazione e recessione. È come scegliere fra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico. Crescita e occupazione resteranno inchiodate intorno allo zero, il costo del lavoro aumenterà e, quindi, di conseguenza la produttività scenderà. Non dimentichiamo poi la guerra dei dazi tra gli USA e la Cina, il cui impatto subiremo anche noi; quante altre Whirlpool dovremo aspettarci?