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sono recenti le prese di posizione di sigle sindacali in merito a voci sempre più pressanti di regionalizzare i Vigili del fuoco che svolgono servizio in Friuli-Venezia Giulia; recentemente una delegazione del CONAPO, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, ha organizzato un incontro pubblico a Gorizia con parlamentari, consiglieri regionali e comunali di tutte le forze politiche della regione, per esprimere "forte preoccupazione" per l'ipotesi prospettata; nel corso di tale incontro è stata anche ricordata la decisione, presa nel 2000 dall'allora Giunta regionale della Valle d'Aosta, che decise per la regionalizzazione del servizio dei Vigili del fuoco, scelta definita "improvvida" e "fallimentare", al punto che, con un referendum , fu chiesto di fare un passo indietro, riportando i Vigili del fuoco sotto l'amministrazione statale; sulla stessa linea è la posizione delle articolazioni per i Vigili del fuoco di FP CGIL, FNS CISL e CONFSAL, resa pubblica con una nota che esprime "forte preoccupazione per la presunta proposta dell'Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia tesa a regionalizzare i Vigili del Fuoco in servizio in quel territorio che da sempre sono parte del Corpo nazionale"; i rappresentanti di queste sigle evidenziano che "il dissenso nasce dalle tante rimostranze manifestate dal personale interessato che ci chiede di intervenire presso il governo, il Ministro dell'Interno e il sottosegretario incaricato per scongiurare tale scellerato disegno"; uno dei più grandi vantaggi nell'appartenere a un corpo nazionale risiede nella capacità di dare la stessa risposta alla popolazione da Nord a Sud, intervenire tempestivamente ed unitariamente, specie negli eventi calamitosi come terremoti ed alluvioni non affrontabili da una singola regione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di eventuali intenzioni della Regione Friuli-Venezia Giulia, anche al momento non ancora ufficialmente espresse, di regionalizzare il servizio dei Vigili del fuoco; se ritenga di chiarire che l'unitarietà e la statualità del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sia un valore aggiunto da preservare e non da parcellizzare e quindi indebolire. Atto n. 4-06303 VANIN DE LUCIA ANASTASI COLTORTI TRENTACOSTE MONTEVECCHI Ai Ministri della cultura e dell'economia e delle finanze Premesso che: il complesso monumentale denominato "ex caserma Sanguinetti" a Venezia, di proprietà del demanio dello Stato, è ubicato nell'isola di San Pietro di Castello e riveste un rilevante valore storico-identitario, perché composto dall'ex palazzo patriarcale (sede vescovile fino al trasferimento della stessa a San Marco nel 1807), dall'ex scuola del SS. Sacramento e da altri edifici cinquecenteschi di derivazione duecentesca; del complesso monumentale fa parte anche un'area archeologica di eccezionale interesse culturale in quanto vi sono stati ritrovati i primi insediamenti umani stabili in centro storico (isola di Olivolo); l'ex chiesa e l'ex infermeria di S. Anna a Venezia sono limitrofi al complesso Sanguinetti, appartengono anch'essi al demanio dello Stato e sono parte di un più ampio complesso conventuale seicentesco, che nell'Ottocento venne spogliato di ogni arredo e adibito ad ospedale militare della Marina; tutti gli immobili citati fanno parte del demanio culturale ai sensi dell'art. 53 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; con deliberazione del Consiglio comunale di Venezia n. 141 del 21 dicembre 2015, il Comune ha chiesto il trasferimento in proprietà del complesso conventuale di S. Anna ai sensi dell'art. 56- bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, ad eccezione dell'ex chiesa e dell'ex infermeria; con deliberazione del Consiglio comunale di Venezia n. 4 del 24 gennaio 2019 è stato chiesto il trasferimento in proprietà delle aree scoperte del complesso Sanguinetti (area archeologica), ma, essendo esse di interesse culturale, la procedura non ha potuto perfezionarsi; considerato che: con deliberazione della Giunta comunale di Venezia n. 252 del 26 ottobre 2021 viene dichiarata meritevole di interesse una proposta presentata dalla società Artea, con sede in Francia, per la valorizzazione ai sensi dell'art. 5, comma 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85 (cosiddetto federalismo demaniale), del complesso monumentale ex caserma Sanguinetti, dell'ex chiesa e dell'ex infermeria di S. Anna; tale deliberazione da atto che la società potrà operare direttamente o attraverso proprie articolazioni societarie italiane; nello specifico la deliberazione prevede il trasferimento dei due complessi dal demanio dello Stato al demanio comunale, ai sensi dell'art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 85 del 2010, per essere poi dati in gestione ad un soggetto privato ad uso ospitalità d'impresa, co-working , co-living , foresteria, ristorazione e centro benessere e per adibire una parte degli spazi scoperti a verde condiviso; inoltre è fatta espressa previsione di come la gestione e la manutenzione dell'area archeologica di San Pietro di Castello dovrebbe venire affidata al soggetto gestore del complesso, con uno spazio "ad uso esclusivo (per realizzare l'orto vero e proprio ad uso degli ospiti e delle attività di ristorazione) e l'utilizzo della restante parte nelle ore serali (dopo la chiusura)"; l'art. 2, comma 4, del decreto legislativo n. 42 del 2004 dispone che "I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se ritengano compatibile con il codice dei beni culturali e il paesaggio e con la vigente legislazione di settore l'uso esclusivo di un'area archeologica pubblica di preminente interesse scientifico e culturale; se risulti compatibile con l'art. 2, comma 4, del decreto legislativo n. 42 del 2004 l'uso a spazio per "uffici privati condivisi" e alberghiero (con ristorazione e centro benessere) di un complesso monumentale pubblico, stante la necessaria inibizione al libero accesso di quasi tutti gli spazi, e, anzi, subordinandone la fruizione al pagamento di corrispettivi, a volte molto elevati, per vendite o prestazioni; se la preventiva individuazione del soggetto che predisponga e rediga gli interventi da inserire nel programma di valorizzazione di cui all'art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 85 del 2010, e che dovranno necessariamente essere attuati dall'ente locale pena la violazione degli obblighi assunti sulla base della normativa sul federalismo demaniale, non integri una violazione degli artt. 180 e seguenti del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (codice dei contratti pubblici), e della normativa europea a tutela della concorrenza. Atto n. 4-06304 SBROLLINI Ai Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca Premesso che: