[resaula]

Affrontiamo il passaggio della fiducia come un momento necessario per garantire che i nostri atleti e le nostre squadre possano concorrere con la bandiera e nel nome del nostro Paese, ma non facciamo ricadere tutta la questione dello sport nell'oblio, soprattutto per quanto riguarda la sua funzione sociale, consacrando un'altra volta una gestione che a questo punto rischia di essere un ritorno al passato. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole dei senatori di LeU e del Gruppo Misto. (Applausi) . SACCONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signore membri del Governo, quello di cui discutiamo oggi va a completare la legge n. 145 del 2018. Si vanno a delineare i confini di azione del CONI e della società Sport e Salute. Finalmente sappiamo chi, cosa e soprattutto come dovranno agire entrambe le strutture. Io penso che, grazie a questo decreto-legge che ci apprestiamo a convertire, finalmente il CONI implementerà non solo le sue risorse in termini di liquidità (se non sbaglio avrà circa 6 milioni di euro in più), ma avrà più personale (passando da 111 a 165 unità) e avrà un incremento del suo patrimonio. Il CONI diventerà un soggetto in grado di esercitare a pieno titolo le sue funzioni. Allo stesso tempo, la società Sport e Salute finalmente avrà un quadro e una cornice in cui agire; nessuno ha mai messo in discussione né l'autonomia del CONI, né il fatto che entrambe le società potessero divergere, perché svolgono ruoli totalmente diversi. Il CONI, onorevole rappresentante del Governo, svolge una funzione legata allo sport di alto profilo e alle grandi competizioni, mentre Sport e Salute - come ha detto bene la collega che mi ha preceduto - si occupa dello sport di base, di promuovere lo sport e di lottare contro quei fenomeni per i quali, magari a causa della pandemia, purtroppo le giovani generazioni tendono a essere poco attive sotto il profilo del movimento. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo una struttura del CONI che in questi anni, a differenza di altre strutture europee, ha saputo difendere la pulizia del mondo dello sport (Applausi) , ha saputo difendere la purezza e il valore dello sport. Voglio solo ricordare che abbiamo avuto l'onore di ospitare le Olimpiadi invernali, un grande risultato del Paese. Quanto alla società Sport e Salute, ho letto poco fa sul sito che nel corso della pandemia ha saputo costruire, ad esempio, una piattaforma digitale per cui finalmente sappiamo quanti sono i collaboratori del mondo sport. Parliamo di ben 155.000 addetti: a tutti loro sono stati corrisposti - una cifra purtroppo non sufficiente - più o meno 500 milioni di euro di ristori. Le due funzioni possono quindi interagire senza intralciarsi l'una con l'altra? Assolutamente sì. La sfida, cari amici - lo dico senza alcun infingimento, perché forse il dibattito dovrebbe uscire un po' da questa cappa - è quella di dire che, a differenza di quanto sostenuto da una collega poco fa, non c'è stato uno scontro di potere o per il potere tra il CONI e la società Sport e Salute. È sbagliata questa interpretazione. C'è stato semplicemente un confronto acceso, aspro e ruvido tra le due strutture per difendere l'agibilità di entrambe. Come Forza Italia abbiamo apprezzato questo atteggiamento, perché stiamo parlando di due eccellenze del nostro Paese - da un lato, il Presidente del CONI e, dall'altro, il Presidente di Sport e Salute - due eccellenze di fronte alle quali non ci si può certamente illudere che vadano al bar, si diano le pacche sulle spalle e si dicano: «Che cosa ti serve? Che cosa ti do?». Hanno difeso la loro agibilità e hanno fatto bene. Se fossero stati a parti invertite - Malagò alla presidenza di Sport e Salute e il dottor Cozzoli alla presidenza del CONI - avrebbero fatto lo stesso. Per questo abbiamo apprezzato anche un confronto acceso e aspro. Diciamo però no alla tifoseria, perché questo danneggia il mondo dello sport. In Commissione il nostro Capogruppo, senatore Cangini, ha lavorato per accorciare le distanze su indicazione del presidente del nostro Gruppo, senatrice Bernini. No alle tifoserie e sì ad ogni sforzo per trovare una sintesi tra le posizioni. Questo è stato l'atteggiamento del Gruppo di Forza Italia in Commissione. Noi riteniamo che, se mai vi è stato questo dibattito acceso, lo si è dovuto soprattutto a una carenza normativa, che ha fatto sì che tutti potessero dire tutto ciò che volevano. Oggi finalmente si dà certezza di azione. Signor Presidente, a nostro modo di vedere abbiamo oggi una grande occasione e il monito che lanciamo, non solo al mondo dello sport, è quello di saper fare sistema. Questa è la vera sfida. Oggi in Parlamento, grazie alla saggezza del Presidente della Repubblica, abbiamo avuto la capacità di cancellare, anzi, di accantonare le nostre differenze per convergere su una sintesi che si chiama presidente Draghi, nell'interesse del Paese. Sarebbe sbagliato se questo spirito non venisse colto, non tanto dal mondo dello sport che lo attende, ma da chi lo rappresenta. Questa è la vera sfida che abbiamo dinanzi e - ripeto - non dobbiamo commettere l'errore di essere partigiani o tifosi degli uni o degli altri. Ho conosciuto e ho avuto modo di apprezzare il Presidente del CONI, quando ero Presidente di un municipio di Roma. Ne ho apprezzato le qualità di uomo capace di fare inclusione sociale, che ha messo a disposizione del nostro territorio un prestigioso circolo nazionale di cui era Presidente. La stessa cosa possiamo dire anche del dottor Cozzoli, uomo di Stato, uomo delle istituzioni, che ha rinunciato al ruolo di capo di gabinetto per dedicarsi alla sua passione, allo sport. Oggi affrontiamo questo tema e siamo convinti che tutti quanti noi possiamo cogliere questa sfida. È ovvio che la partita non è chiusa; è ovvio che da oggi si può aprire un nuovo tavolo, augurandoci di avere un rappresentante del Governo che dia dignità al mondo dello sport, che francamente se lo merita, e che ha già pagato un prezzo elevatissimo, come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, sul tema dei ristori, sulle difficoltà di operare, sui costi che si sono dovuti sostenere. Non è sufficiente quanto è stato dato al mondo dello sport; dobbiamo dare delle certezze, nell'ambito della prudenza - sia chiaro, nessuno di noi vuole essere incosciente - però quello dello sport è un mondo che purtroppo paga un prezzo elevato e noi oggi non possiamo fare finta di nulla. Io spero, anche come membro della Commissione bilancio, che a breve finalmente si possa affrontare il tema dei ristori; dovevamo farlo a gennaio, dovevamo farlo a febbraio, ma siamo agli inizi di marzo e ancora il decreto-legge ristori non arriva all'esame dell'Assemblea o delle Commissioni competenti e la gente fuori di qui ci attende (Applausi) . Ci sono 32 miliardi da poter distribuire ed è un peccato non cogliere anche questa sfida. Avviandomi alla conclusione, signor Presidente, abbiamo la necessità che il decreto-legge che andiamo a convertire diventi finalmente legge e che si dia finalmente chiarezza nelle competenze e nelle funzioni;