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Art. 4. Non hanno diritto all'indennità di disoccupazione i lavoratori che, pur essendo iscritti negli elenchi nominativi con la qualifica di braccianti, esercitino in via normale e prevalente una attività, in proprio di carattere agricolo o non agricolo, compresa in questa ultima anche quella domestica nel nucleo familiare. Salvo prova contraria, si presumono, ai fini di cui al pre cedente comma, prevalentemente addette ai lavori domestici, le donne non aventi qualifica di capo famiglia agli effetti della corresponsione degli assegni familiari, iscritte negli elenchi nominativi con qualifica di "occasionali" o di "eccezionali". Il numero di giornate di occupazione per attività di carattere agricolo esercitate in proprio e per i lavori retribuiti con compartecipazione, è determinato con i criteri previsti dall'art. 5 del regio decreto 24 settembre 1940, n 1949. Si considera raggiunto il limite di centottanta giornate di cui all'art. 32 della legge 29 aprile 1949, n. 264, dai lavoratori che, essendo iscritti negli elenchi nominativi con qualifica di occasionali" o di "eccezionali", appartengono a famiglie di proprietari, affittuari mezzadri, coloni o compartecipanti familiari, le quali coltivino fondi il cui fabbisogno di mano d'opera, calcolato a norma dell'art. 5 del regio decreto 24 settembre 1940, n. 1949, superi le centotrentacinque giornate nel caso di i occasionali i le duecentosessanta nel caso di "eccezionali". Sia ai fini del diritto all'indennità di cui al primo comma del presente articolo, che ai fini del computo di giornate di cui al precedente art. 2, le giornate di occupazione svolte in proprio dai componenti della famiglia coltivatrice sono attribuite esclusivamente al capo della famiglia stessa.