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l'ulteriore intervento previsto dall'articolo 28 del provvedimento in esame si è di fatto tradotto nell'arresto delle cessioni dei crediti relativi ai cosiddetti bonus edilizi che, invece, rappresentano un utile strumento per il rilancio dell'economia del Paese e il conseguimento dei target di efficienza energetica nell'ambito della transizione ecologica, senza peraltro tenere in considerazione il fatto che l'avvio dei progetti, ma anche l'avanzamento dei lavori in corso è stato fortemente rallentato già a seguito dell'entrata in vigore del cosiddetto "decreto frodi", a novembre 2021, a causa dell'incertezza normativa causata da tale provvedimento e soprattutto dalla sua attuazione; ulteriori ritardi nelle operazioni sono stati altresì causati dal fatto che l'Agenzia delle entrate ha reso disponibili solo il 3 febbraio 2022 i nuovi modelli per comunicare le opzioni di cessione o sconto in fattura relative ai bonus edilizi alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2022 e del decreto-legge in esame; occorre inoltre tenere presente che le misure in esame sono state adottate, di fatto, prima che vi fosse il tempo per constatare l'effettiva efficacia contro le frodi delle modifiche sinora introdotte; appare evidente, dunque, che le disposizioni recate dal provvedimento producono l'effetto contrario di soffocare un mercato volto alla riqualificazione urbana, che si avviava alla ripresa anche grazie agli incentivi. Limitare ad una sola cessione il trasferimento dei crediti non scoraggia le frodi, quanto piuttosto rallenta, fino a bloccare, le operazioni di acquisto, soprattutto da parte degli operatori finanziari prossimi al raggiungimento della loro capacità di "assorbimento" in compensazione dei crediti stessi; considerato inoltre che: l'incremento pari a 10 milioni di euro del Fondo unico per il turismo risulta non adeguato all'ampia platea di beneficiari cui la misura è rivolta, tenuto conto che i tour operato r, le agenzie di viaggio, ma anche le guide turistiche sono sostanzialmente inattive da marzo 2020; il protrarsi degli effetti pandemici al 2021 e ai primi mesi del 2022 produrrà sui relativi bilanci delle imprese del settore della ristorazione collettiva un peggioramento significativo dei risultati economici. Le ragioni di tale andamento sono individuabili nel perdurare delle difficoltà della ristorazione aziendale, ancora fortemente ridotta, e della ristorazione scolastica che, in conseguenza delle misure di prevenzione del contagio stabilite dal Governo, deve rispondere ad una domanda ridotta e a singhiozzo; la riduzione della mobilità dei cittadini ha causato un drammatico aggravamento del quadro generale del settore del trasporto persone sull'intero territorio nazionale, per cui il comparto ha registrato durante il lockdown un calo dei ricavi di oltre il 90 per cento per ogni singolo operatore e, da luglio, la ripresa è comunque stata poco significativa e non sufficiente a garantire la sopravvivenza delle imprese, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni: valuti la Commissione di merito di: 1) adottare interventi volti a chiarire il quadro normativo relativo alle cessioni dei crediti dei bonus edilizi, al fine di prevenire il blocco totale delle nuove iniziative per la riqualificazione energetica degli edifici, evitando gli impatti negativi anche sugli interventi già iniziati, con i relativi effetti dannosi sulle imprese attuatrici degli interventi e sull'indotto ad esse connesso; 2) consentire, in ogni caso, la cessione multipla a banche e intermediari vigilati ai sensi dell'articolo 106 del Testo unico bancario e, nel caso di cessione a soggetti diversi, di disciplinare un meccanismo di tracciabilità che consenta di identificare con certezza i soggetti che intervengono lungo la filiera, non consentendo così la dissimulazione dell'origine del credito; 3) segnalare al Governo la necessità di armonizzare le regole per l'ingresso in Italia, al fine di rimuovere gli ostacoli burocratici connessi alla gestione della pandemia su scala internazionale e favorire la ripartenza dei flussi turistici, particolarmente influenzati anche dalle incertezze e dalle rigidità sulle regole relative alla validità temporale delle certificazioni verdi COVID; 4) prorogare l'esenzione dal pagamento dell'IMU e del credito d'imposta per la locazione degli immobili destinati all'attività d'impresa, tenuto conto, in particolare che le imprese turistico ricettive, gravemente colpite dalla pandemia, hanno sostenuto costi ingenti per la gestione della componente immobiliare e che tali costi continuano a gravare sui bilanci anche durante i periodi in cui i ricavi sono azzerati; 5) estendere la misura di sostegno di cui all'articolo 3 del decreto-legge in esame ad alcuni segmenti del settore del trasporto persone non di linea, al fine di garantirne la ripartenza; 6) estendere le misure volte all'abbattimento degli oneri parafiscali per gli impegni di potenza superiori ai 16,5 kW nel settore elettrico oltre il primo trimestre del 2022 e fino al termine dell'attuale, importante incremento dei prezzi dell'energia; 7) prevedere interventi finalizzati all'utilizzo equilibrato del maggior gettito derivante dalla vendita all'asta delle quote di anidride carbonica per calmierare i prezzi delle bollette per cittadini e piccole e medie imprese rispetto agli oneri generali, ferme restando le risorse da destinare a interventi strutturali per la decarbonizzazione anche dei settori industriali manifatturieri; 8) sollecitare il Governo ad adottare, nell'ambito del mercato elettrico e per un breve periodo, ferma restando la possibilità generale di contrattare l'energia elettrica rinnovabile sul mercato, l'obbligo di restituzione al Gestore dei servizi energetici (GSE) dei valori di prezzo che eccedono una soglia differenziata a seconda della tipologia di impianto e della tipologia di incentivo eventualmente riconosciuta, individuando forme di indennizzo per la modifica degli accordi già conclusi, tra le quali la possibilità di concedere un prezzo congruo e stabile per un certo periodo di tempo agli operatori che hanno restituito i valori di prezzo, e prevedendo che le risorse disponibili a seguito dell'introduzione dell'obbligo di restituzione possano essere messe a disposizione delle aziende in situazioni di criticità e soggette a un maggior incremento dei costi produttivi per l'aumento dei prezzi energetici, quali le aziende che non riescono a essere competitive con un prezzo dell'energia come quello attuale, facendo salvi i regimi incentivanti relativi alle "comunità di energia rinnovabile", per i quali è necessario che l'energia continui a essere valorizzata in aggiunta all'incentivo in misura piena, in quanto finalizzata al ristoro dei costi pagati in bolletta in valore equivalente dai membri delle medesime comunità; 9) prevedere l'adozione di misure volte a garantire la compensazione dei maggiori costi sostenuti dagli enti locali per l'incremento dei costi dell'energia elettrica e del gas nell'attuale congiuntura di mercato e fino alla sua normalizzazione;