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In considerazione dell'eccezionalità della situazione epidemiologica, il 5 settembre 2018 il Ministero della salute ha ritenuto di convocare una riunione, a cui hanno partecipato rappresentanti dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Regioni interessate, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, per fare il punto della situazione e valutare l'adozione di ulteriori misure di controllo le quali, tuttavia, tenuto conto delle positive risultanze del tavolo, paiono potersi limitare al supporto dei comuni nell'attuare misure preventive di controllo precoce dei vettori. Inoltre, il Ministero della salute ha ritenuto di istituire un Tavolo Tecnico Intersettoriale sulle Malattie Trasmesse da Vettori, a cui sono stati invitati, oltre a diversi Enti sanitari, il Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, l'associazione nazionale comuni italiani, l'associazione rete italiana città sane. Tale Tavolo dovrà proporre interventi di sorveglianza e controllo delle malattie trasmesse da vettori più articolati, che tengano conto anche di fattori ambientali, sociali, produttivi ed organizzativi. Tale iniziativa è in linea con la strategia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), approvata durante l'Assemblea Mondiale della Sanità nel 2017, che si basa su quattro pilastri, di cui uno è dedicato specificatamente al rafforzamento della collaborazione intersettoriale, con la partecipazione dei Ministeri coinvolti e delle Amministrazioni locali. Il Ministero della salute, nell'ambito dei progetti intrapresi per il tramite il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), ha finanziato il progetto "Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale: sviluppo e implementazione pilota di strumenti di supporto operativo", che, per quanto riguarda il WNV, ha permesso lo studio e la realizzazione di applicativi "on-line" (piattaforme web ) rivolti alla condivisione dei dati sulla sorveglianza. Da ultimo, il Ministero della salute ha appena proposto un ulteriore progetto, rivolto a rafforzare la formazione in entomologia di sanità pubblica degli operatori del SSN e di altri Enti, di cui si è in attesa dell'esito della valutazione. Altri studi, soprattutto in relazione all'effetto delle variabili climatiche sull'ecologia dei vettori e la diffusione delle arbovirosi, con effetto predittivo, sono svolti con la collaborazione del Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC). Conclusivamente, il Sottosegretario esprime il convincimento che l'insieme delle iniziative messe in piedi negli anni dal Ministero della salute, e recentemente implementate in considerazione del picco di quest'anno, possano offrire buone e documentate risposte scientifiche al fine, cui si dovrà comunque tendere sempre con maggior forza, di prevenire il più possibile l'estensione del fenomeno. La senatrice BOLDRINI ( PD ), intervenendo in replica, si dichiara parzialmente soddisfatta dalla risposta, sottolineando che non è stato fornito riscontro al principale quesito posto con l'atto di sindacato ispettivo, concernente l'eventuale svolgimento di attività di ricerca per l'individuazione di un vaccino. Il sottosegretario BARTOLAZZI risponde quindi all'interrogazione n. 3-00332, dei senatori Maria Rizzotti e Gasparri, sugli indennizzi spettanti al personale militare affetto da sindrome da talidomide. Dopo aver ricostruito la normativa che presiede alla materia, riferisce che, in considerazione della necessità di un esame approfondito e multidisciplinare degli "studi medico-scientifici maggiormente accreditati nel campo delle malformazioni specifiche da talidomide", per la definizione dei "criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo", per i soggetti nati al di fuori del periodo 1958-1966, il Ministero della salute ha richiesto al Consiglio Superiore di Sanità di esprimere il proprio parere in merito alla definizione dei citati criteri ed, in particolare, in merito all'individuazione delle malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide. In data 17 gennaio 2017, le Sezioni congiunte II e V del Consiglio Superiore di Sanità hanno espresso il parere sui criteri di inclusione ed esclusione ed, in particolare, sulla individuazione delle malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide, ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo per i nati al di fuori del periodo 1958-1966. Tale parere richiama il parere dell'Istituto Superiore di Sanità, espresso in data 1° luglio 2010, indirizzato al Ministero della salute e sulla base del quale è stato adottato il d. m. 2 ottobre 2009, n. 163, recante Regolamento di esecuzione dell'art. 2, comma 363, della legge 24 dicembre, n. 244, che riconosce l'indennizzo ai danneggiati da talidomide. Il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità è stato trasmesso, con nota del 29 luglio 2010, al Ministero della difesa - Direzione Generale della Sanità Militare, affinché venissero date indicazioni, alle Commissioni Mediche Ospedaliere, di tenere conto degli elementi di valutazione formulati anche sulla base del parere medesimo, nell'esprimere il giudizio di competenza sul nesso causale tra l'assunzione della talidomide da parte della madre e l'infermità. Nel parere espresso dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2010, integralmente ripreso nei contenuti dal successivo parere del Consiglio Superiore di Sanità del 17 gennaio 2017, recepito nel d. m. 17 ottobre 2017, n. 166, all'allegato A, sono già elencate le malformazioni che non sono attribuibili a talidomide, ovvero: tipo amputazione; da sindrome da bande amniotiche; post-assiali; arti superiori unilaterali; porzione distale di un arto con porzione prossimale e cingolo completamente normale; che vengono trasmesse alla prole; terminali traverse; longitudinali postassiali e multiple. Il d. m. 17 ottobre 2017, n. 166, non introduce quindi una nuova disciplina, ma si limita  come previsto dalla normativa in vigore  ad apportare le necessarie modifiche al Regolamento di cui al d. m. 2 ottobre 2009, n. 163, nonché a definire, tenendo conto degli studi medico-scientifici maggiormente accreditati, i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto, già individuati, come appunto ricordato, nel parere dell'Istituto Superiore di Sanità del 2010, fatto proprio dal Consiglio Superiore di Sanità nel 2017.