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Statistiche americane indicano, inoltre, che circa il 15 per cento della popolazione degli Stati Uniti d'America soffre di una qualche sensibilità chimica e che circa l'1,5-3 per cento ha una forma di MCS grave. Le difficoltà di accesso dei malati italiani ai servizi sanitari pubblici e privati, a causa della mancanza di unità ambientali controllate (prive di sostanze tossiche), rendono ulteriormente difficile la valutazione del fenomeno e impongono la necessità di adeguare le normative vigenti sulla tutela della salute pubblica a questo nuovo tipo di invalidità, definibile «chimica». La consapevolezza che esistono diversi genotipi metabolici, cioè sottopopolazioni capaci di disintossicarsi dalle sostanze chimiche in modo più o meno efficace, suggerisce di per sé la necessità di un'adeguata attenzione sanitaria verso le fasce più deboli, soprattutto perché nel 2004 due studi (di cui uno dell'università di Toronto, finanziato dal Ministero della salute dell'Ontario e da «Genoma Canada») hanno dimostrato che i malati di MCS appartengono proprio a questa categoria e che l'eziopatogenesi della MCS è legata a una predisposizione metabolica, attivata da agenti chimici ambientali. Ai fini della presente legge, con l’articolo 4 del presente provvedimento, sono associate e correlate alla MCS altre due patologie dai sintomi invalidanti: l’encefalomielite mialgica (ME/CFS) e la fibromialgia (FM). La MCS, la ME/CFS e la FM condividono infatti la maggior parte dei segni, anomalie, test e sintomi, quindi si propone, sia per logica che per un abbattimento dei costi del Servizio sanitario nazionale, che tutte e tre le patologie vengano diagnosticate separatamente, in base alla classificazione OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), previo riconoscimento ufficiale delle stesse.. Art. 1. (Definizione e riconoscimento della sensibilità chimica multipla quale malattia sociale) 1. Ai fini della presente legge per sensibilità chimica multipla (MCS) si intende uno stato cronico, con sintomi che ricorrono in maniera riproducibile in risposta a bassi livelli di esposizione a prodotti chimici multipli e non connessi tra loro, che migliorano o scompaiono quando gli elementi scatenanti sono rimossi, e che coinvolge sistemi di organo multipli. 2. La MCS, come definita al comma 1, è riconosciuta come malattia sociale ai fini dell'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 249, nonchè delle agevolazioni e delle provvidenze previste dalla legislazione vigente in materia. 3. Il Ministro della salute provvede, con proprio decreto, in attuazione di quanto disposto dal comma 1, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad apportare le necessarie modificazioni al decreto del Ministro della sanità 20 dicembre 1961, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 1962. Art. 2. (Finalità) 1. Gli interventi di cui alla presente legge sono diretti, unitamente agli interventi generali del Servizio sanitario nazionale (SSN), a favorire il normale inserimento dei soggetti affetti da MCS nella vita sociale. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e nei limiti delle risorse indicate dal Fondo sanitario nazionale, progetti obiettivo, azioni programmatiche e altre idonee iniziative dirette a fronteggiare la MCS. 3. Gli interventi nazionali e regionali di cui ai commi 1 e 2 sono rivolti ai seguenti obiettivi: a) effettuare la diagnosi precoce della MCS attraverso i parametri diagnostici del Consesso internazionale del 1999 e più in generale della sensibilità e dell'allergia verso sostanze chimiche, comprese quelle presenti nei prodotti di largo uso; b) migliorare le modalità di cura dei soggetti affetti da MCS fornendo loro servizi sanitari in adeguate strutture costituite da unità ambientali controllate, ovvero non contaminate da sostanze chimiche, erogati da personale specializzato decontaminato; c) effettuare la prevenzione delle complicanze della MCS; d) agevolare l'accesso dei soggetti affetti da MCS nelle aree ospedaliere, negli ambulatori, nelle attività scolastiche, sportive, lavorative e ricreative attraverso la realizzazione di aree bonificate e l'abolizione dell'uso di fragranze negli ambienti in cui si svolgono tali attività; e) migliorare l'educazione sanitaria della popolazione sulla MCS; f) favorire l'educazione sanitaria del soggetto affetto da MCS e della sua famiglia; g) provvedere alla formazione e all'aggiornamento professionali del personale sanitario in relazione alla MCS; h) provvedere all'istruzione e alla formazione del personale dei servizi sociali e delle Forze dell'ordine in relazione alla MCS; i) provvedere alla rivalutazione delle rendite dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) in favore dei soggetti esposti a sostanze chimiche sul luogo di lavoro, la cui malattia è involuta in MCS, che sono inabili al lavoro a seguito della ridotta capacità di disintossicazione del loro organismo determinata dalla stessa patologia; l) predisporre gli opportuni strumenti di ricerca sulla MCS; m) riconoscere ai soggetti affetti da MCS l'applicazione della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per grave disabilità; n) predisporre l'adozione di visita e terapia domiciliari; o) realizzare edifici di edilizia pubblica, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 6, e incentivare la costruzione, anche da parte di privati, di centri di soggiorno terapeutico; p) incentivare gli enti locali e gli enti parco a creare «zone bianche» ove sia garantita l'assenza di inquinanti ambientali con il divieto di combustione di sostanze petrolchimiche, il divieto di usare insetticidi, pesticidi o trattamenti fitosanitari per l'agricoltura e il contenimento dall'esposizione a campi elettromagnetici sotto 0,1 volt/m, limite indicato dai clinici come idoneo anche per soggetti elettrosensibili. Art. 3. (Diagnosi e prevenzione) 1. Ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione della MCS, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso i piani sanitari e gli interventi di cui all'articolo 2, tenuto conto dei criteri e delle metodologie stabiliti con specifico atto di indirizzo e coordinamento dal Ministero della salute e sentito l'Istituto superiore di sanità, indicano alle aziende sanitarie locali (ASL) gli interventi operativi più idonei a: a) definire un programma articolato che permetta di assicurare la formazione e l'aggiornamento professionali dei medici sulla conoscenza della MCS, al fine di facilitare l'individuazione dei soggetti affetti da MCS, siano essi sintomatici o appartenenti a categorie a rischio; b) prevenire le complicanze e monitorare le patologie associate alla MCS; c) definire gli esami diagnostici e di controllo per i soggetti affetti da MCS. 2. Al fine di quanto stabilito dalla lettera c) del comma 1, l'istituto superiore di sanità provvede alla formulazione di un protocollo nazionale diagnostico da utilizzare obbligatoriamente per la definizione diagnostico-terapeutica, il quale, tenendo conto degli aspetti genetici ed epidemiologici fondamentali dal punto di vista diagnostico, includa: