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Vito Rosario Petrocelli, Presidente della 3a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) del Senato, avrebbe dichiarato di condividere il rapporto sulla regione cinese dello Xinjiang pubblicato sul blog di Beppe Grillo, nel quale si afferma che non è vero che la Cina stia perseguitando la minoranza Uigura, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa; quale posizione abbia il Governo in ordine alla questione della minoranza uigura. Atto n. 3-02636 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Ai Ministri della difesa e della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: come riferito dai media l'8 giugno 2021, l'incrociatore lanciamissili e portaelicotteri "Vittorio Veneto" (C550), nave ammiraglia della Marina militare dal 1971 al 1987, proprio all'alba di quel giorno ha lasciato Taranto, dov'era di base dall'ottobre 1969 e alla fonda nell'arsenale militare del mar Piccolo, alla banchina frigoriferi della stazione torpediniere, da quasi 20 anni, per cominciare il suo ultimo viaggio (si legga l'articolo " Taranto dà l'addio alla nave Vittorio Veneto: passa per l'ultima volta il Ponte Girevole prima della demolizione in Turchia" su "repubblica" e altri su "cronachetarantine", "lagazzettadelmezzogiorno" e "grottaglieinrete"); la società che nel 2018 ha partecipato e a febbraio 2019 si è aggiudicata la gara per la rottamazione e demolizione della nave e del pattugliatore d'altura "Granatiere" (fuori servizio dal 2015), infatti, la Simsekler general ship chandlers &ship repair Inc., offrendo 3.382.000 euro, cioè il 280 per cento in più dell'importo iniziale, ha sede in Turchia ed è perciò ad Aliaga, nel distretto di Smirne, sulla costa centro-settentrionale del Paese, che si è diretta la "Vittorio Veneto", destinata ad uno smantellamento sostenibile condotto secondo il regolamento europeo n. 1257/13, adottato anche in Turchia (si veda l'articolo "Ultimo saluto alla nave Vittorio Veneto" su "cosmopolismedia" e altri su "shipmag" e "linchiestaquotidiano"); nelle more dell'approvazione dei due decreti attuativi necessari per attivare le procedure le risorse stanziate dalla legge di bilancio per la rimozione e lo smaltimento delle navi abbandonate e dei relitti presenti nei porti italiani, la Simsekler si è aggiudicata anche la demolizione di altre 4 navi militari, ormeggiate nel porto di Augusta ("Ship recycling in Italia: uno dei decreti attuativi è pronto ma intanto quattro navi militari fanno rotta verso la Turchia" su "shippingitaly"); per il Vittorio Veneto, costruito da Navalmeccanica nel cantiere di Castellammare di Stabia (Napoli), varato il 5 febbraio 1967 e consegnato alla Marina il 12 luglio 1969, rimasto in servizio fino al 2003 e in disarmo dal 29 giugno 2006 (senza che però gli fosse stata tolta iscrizione al quadro del naviglio militare), si era sperato in un destino diverso, ipotizzandone fin dal 2004 la conversione in nave museo, il primo della Marina militare ; interlocuzioni tra il Comune, la Regione Puglia e la Marina, con il coinvolgimento dei Ministeri della difesa e per i beni culturali e di Fincantieri, ci furono innanzi tutto in vista delle celebrazioni del 2011 per i 150 anni dall'unità d'Italia, ma il progetto fu portato avanti anche in seguito, e fino nel 2017, quando bonifica e messa in sicurezza della nave furono date per imminenti, dal presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, dopo una visita del Ministro della difesa Pinotti a Trieste a maggio 2016, supponendo di farne una pertinenza galleggiante del museo del Mare allestito nel porto Vecchio (si legga "Addio Vittorio Veneto e scusaci" su "corriereditaranto"); oggi la città giuliana chiede che il nome "Vittorio Veneto" sia attribuito ad una nuova unità militare ("Vittorio Veneto perde la 'sua nave storica: 'Interesseremo il Ministro, date il nome della città a nuova unità'" su "oggitreviso"); il progetto di musealizzazione pare essere tramontato soprattutto per la presenza, sull'incrociatore, di quantità di amianto incompatibili con la fruizione pubblica, peraltro denunciate come fonte di rischio per i militari e i lavoratori del porto di Taranto anche dall'ex commissario straordinario alle bonifiche Vera Corbelli e da Contramianto onlus ("Il Vittorio Veneto lascia Taranto per sempre" su "corriereditaranto"), la cui identificazione e rimozione completa avrebbe richiesto una cifra considerevole, ma mai ben precisata (pare, circa 20 milioni di euro), che non si è ritenuto di voler impegnare per dotare la Marina di un museo galleggiante. Altra ragione del fallimento del progetto di nave museo sarebbe poi l'assenza di "soggetti privati interessati a gestirlo economicamente" ("Addio Vittorio Veneto per sempre" su "lojonio"), si chiede di sapere: se il Ministro della difesa voglia spiegare perché la partenza del Vittorio Veneto per la Turchia non sia stata preceduta o accompagnata da alcun comunicato del dicastero stesso o della Marina militare, come correttezza e dignità avrebbero richiesto, e se effettivamente si pensi di battezzare con quel nome glorioso un'altra unità militare; perché, nonostante la plurimillenaria tradizione marinara italiana giustificasse e anzi imponesse la conservazione a fini didattici del Vittorio Veneto quale nave museo della Marina militare, sia stata decisa, e da chi, una fine così ingloriosa in sé ma specialmente indegna della storia dell'incrociatore che nel 1979, per ricordare solo la sua impresa umanitaria più nota, partecipò ai soccorsi ai profughi della guerra del Vietnam; se la decisione di abbandonare la nave al peggiore destino sia dipesa, e in quale misura, dalle ragioni riferite (costo elevato dello smaltimento dell'amianto e mancanza di soggetti privati interessati alla gestione dell'eventuale museo) o da altre; se il Ministro della cultura possa riferire l'esito dell'istruttoria eventualmente svolta per dichiarare l'interesse storico relazionale del Vittorio Veneto e le ragioni della rinuncia a tutelarlo proprio mentre si andava affermando l'orientamento di musealizzare sia il mar Piccolo di Taranto, grazie ai fondi del CIS, sia il porto Vecchio di Trieste. Atto n. 3-02637 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il Parco archeologico dell'Appia antica, esteso dal civico n. 195 di Porta Capena (Roma) fino a alla località Frattochie (nel Comune di Marino), con un perimetro coincidente con quello del Parco regionale dell'Appia antica (legge regionale n. 66 del 1988), rientra nel novero dei circa 40 istituti del Ministero della cultura dotati, ai sensi dei decreti ministeriali n. 44 del 2016 e n. 198 del 2016 e da ultimo del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 2019, di autonomia speciale: