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è proprio l'approccio che è sbagliato. Anche nell'articolo 7, nella proposta relativa alla giornata dedicata all'omolesbobitransfobia, cosa si propone? Si riconosce «il giorno 17 maggio quale Giornata nazionale contro lo omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni, le violenze» e quant'altro (per noi è tutto noto). Arriviamo al comma 3 dello stesso articolo: «In occasione della Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia sono organizzate cerimonie, incontri» - attenzione a questo punto - «e ogni altra iniziativa utile per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1». «Le scuole, nel rispetto del piano triennale» - quindi il PTOF - «dell'offerta formativa e del patto educativo di corresponsabilità, nonché le altre amministrazioni pubbliche provvedono alle attività di cui al precedente periodo compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Questa è una delle preoccupazioni. Su questo punto pochi minuti fa è intervenuta la collega Malpezzi, facendo riferimento al PTOF e alla progettualità triennale, ma anche al contratto di corresponsabilità stipulato tra le parti, quindi al momento dell'iscrizione dei ragazzi a scuola tra la famiglia e la scuola. In quanto tali, si tratta di progettualità di massima. Sappiamo benissimo che poi in itinere, nell'arco di tre anni, vengono poi proposti dei progetti ad hoc , in base anche all'esigenza formativa determinata proprio dalla libertà didattica di insegnamento del docente stesso. Da questo punto di vista, ritengo che ad esempio ci sia un problema non indifferente che riguarda la liberatoria. In questo modo noi cosa faremmo? Daremmo libertà assolutamente alla scuola, chiaramente previa firma e sottoscrizione da parte dei genitori, di poter mettere in atto un'attività formativa verso una certa direzione. Tuttavia, per conoscere nello specifico e precipuamente i progetti proposti annualmente, è opportuno che le famiglie sottoscrivano una liberatoria volta per volta, perché firmare prima è assolutamente pericoloso. Si è parlato di diversamente abili. Ebbene, il concetto di disabilità è stato inserito all'interno del testo - è chiaro - rapidamente; probabilmente la lettura che viene data è stata quella di un inserimento dettato, da un lato, dalla volontà di far leva sull'emotività; dall'altro, per permettere di racimolare voti e consentire il passaggio del testo alla Camera. Dico questo perché il riferimento alla disabilità è solo nell'articolo 3. Per il resto, è assente, per esempio, negli articoli 1, 7, 9, 10; non vi sono riferimenti specifici, anche quando addirittura si parla di centri nell'articolo 9. Sempre in tema di disabilità vorrei sottolineare un altro aspetto. Vincenzo Zoccano è stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla famiglia e disabilità. Parliamo di una persona con disabilità, non diversamente abile: nei confronti di chi o di che cosa dovrebbe essere diversamente abile? Tutti siamo diversamente abili ma, ancora, dopo anni, utilizziamo questa nomenclatura in maniera errata, inserendola persino in un disegno di legge. Il 4 giugno 2021, su «Il Giornale», il giornalista Felice Manti intervistava l'ex sottosegretario Zoccano del Governo Conte 1, ipovedente, il quale, alla domanda «Non è contento che il ddl Zan si occupi di voi?», rispondeva: «Di noi non si occupa nessuno! Io sono stato il primo non vedente al Governo, ho chiesto all'INPS quante sono le persone con disabilità. Siamo 7,5 milioni, prima c'era una stima! Dei nostri problemi non ce n'è traccia nel recovery , la legge 112 sul dopo di noi è sottofinanziata, mancano i decreti attuativi della legge sui caregiver - i familiari costretti a prendersi cura del parente - per stanziare i fondi e disciplinarne il regolamento di attuazione, anche sul fronte previdenziale, ci sono sette proposte diverse al Senato sul tema, altro che ddl Zan. La pensione di invalidità è di 285 euro, grazie a una sentenza della Suprema corte per talune categorie è salita a 600 euro. E nessuno ne parla». Quindi, si parlava anche della dimensione della sessualità per le persone con disabilità. Cosa mi preme evidenziare? In questi mesi abbiamo assistito - questo magari è anche normale - a un'operazione di divulgazione finalizzata alla conoscenza da parte della sinistra; ripeto, quella sinistra di cui prima facevo parte e che, proprio dall'esperienza che ho vissuto anche in riferimento a questo disegno di legge, ha suscitato in me l'esigenza non di passare dalla porta accanto ma di fare il salto, come dico spesso, della barricata. Voglio segnalare che assistiamo a un'ingerenza anche governativa sul tema oggetto del disegno di legge Zan. Mesi fa è stato fatto un corso di aggiornamento per le Forze dell'ordine, denominato Cnap24, durante il quale sono state affrontate le tematiche di interesse generale per l'anno 2021. La seconda giornata portava il titolo «Quando l'odio diventa reato» con riferimento alle discriminazioni, portando ad esempio situazioni legate all'orientamento sessuale. Si fa spesso riferimento - all'interno del corso di formazione - a una vacatio legis . PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. DRAGO (FdI) . Concludo portando un altro esempio di ingerenza governativa a cui abbiamo assistito anche ieri, quando, al di là della persona che stimo profondamente, durante i lavori d'Assemblea, anche la Sottosegretaria all'istruzione ha pubblicato su Facebook un suo post facendo riferimento all'articolo 7 e indicando una prospettiva che si vorrebbe auspicare rispetto all'articolo 7, ma non il contenuto dello stesso. Quindi, da questo punto di vista, se da un lato, attraverso produzioni cinematografiche, talk-show e addirittura cartoni animati per bambini, si è cercato di informare a senso unico la popolazione, dall'altro si comincia ad assistere - e credo che adesso sia veramente troppo - anche ad un'ingerenza governativa sul tema. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi senatori, confesso che per la prima volta in tre anni di legislatura, i miei primi tre anni di legislatura, prendo la parola in quest'Aula scosso da un timore e chi mi conosce sa quanto poco sia timoroso nel difendere o nell'esprimere le mie posizioni. Il timore è quello di essere equivocato o peggio di essere proscritto dal consesso civile e considerato persona mostruosa. Mi conferma e mi conforta il fatto che tesi analoghe a quelle che andrò ad illustrare sono state in questi giorni espresse da illustri costituzionalisti, giornalisti, intellettuali e personalità politiche tutte di sinistra e, quindi, forse il marchio di infamia ricadrà con debolezza su di me e su di loro. Il problema c'è e credo che il fatto di avvertirlo stia a testimoniare il clima spiacevole che si è creato attorno alla norma al nostro esame.