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in un articolo del quotidiano "Il Domani", a firma di Giorgio Meletti, uscito il 9 settembre 2022, dal titolo "Autostrade, i pm di Roma indagano sull'operazione del governo Draghi", si riferisce sostanzialmente di un'indagine, che finora sarebbe rimasta segreta, riguardante il cambio di controllo dai Benetton alla CDP avviato dall'Esecutivo Conte II e completato dal Governo attuale. Secondo il giornalista, la Procura della Repubblica di Roma starebbe indagando sul passaggio di Autostrade alla HRA; all'indomani del crollo del ponte Morandi, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di allora, Danilo Toninelli, e il partito di maggioranza, M5s, si erano apertamente schierati per la revoca della concessione a Benetton. In quel frangente però proprio Benetton fece pesare che un'eventuale revoca prima del pronunciamento della Cassazione avrebbe messo a repentaglio non solo la sopravvivenza di Atlantia, ma anche la stabilità degli stessi mercati finanziari italiani. La stessa Mediobanca intervenne sostenendo che la revoca avrebbe potuto dar luogo a un contenzioso legale che sarebbe potuto costare allo Stato 10-11 miliardi di euro di risarcimento; caduto il Governo Conte II, ricorda il giornalista, non venne rinnovato l'incarico all'esponente del Movimento 5 stelle Toninelli, che fu sostituito dalla ministra Paola De Micheli (Pd), la quale insieme all'allora "Ministro dell'economia Roberto Gualtieri (Pd) e del Ministro degli esteri Luigi Di Maio (all'epoca M5S oggi candidato Pd)", scrive Meletti, spinse a "guardare con benevolenza agli interessi dei Benetton" conducendo in sostanza verso una soluzione attuata dall'attuale premier Mario Draghi "giuridicamente bizzarra: una transazione in cui non le parti interessate (il ministero concedente e la concessionaria) ma il governo e l'azionista di ASPI, Atlantia, inventano una pena non prevista dall'ordinamento e non inflitta alla concessionaria, ma al suo azionista. Nasce così l'obbligo per Atlantia di vendere ASPI non con una gara pubblica, ma obbligatoriamente a CDP e ai due soci che l'istituto statale ha scelto liberamente, i fondi Blackstone e Macquarie". Tutto questo senza passare quindi attraverso una gara europea, ricorda il giornalista, benché proprio Draghi, sottolinea ancora, sia "molto affezionato alla sua reputazione di custode della legalità comunitaria", si chiede di sapere: se, alla luce di queste ultime rivelazioni e della notizia dell'apertura di un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma, si intenda procedere a una verifica di tutta la documentazione riguardante la vicenda Autostrade e se si ritenga quindi di dover intervenire per rivedere l'accordo e finalmente riesaminare i termini dell'indennizzo spettante all'ex concessionario; se, contestualmente, si ritenga di dover mettere un freno ai rincari dei pedaggi autostradali, per evitare di far ricadere sulle imprese, che utilizzano la rete (5.700 chilometri, che generano pedaggi per circa 5,7 miliardi di euro all'anno), e sui comuni cittadini, che esercitano il loro diritto costituzionale di spostarsi all'interno del Paese, i costi che invece avrebbe dovuto sostenere chi aveva in gestione la rete, intervenendo all'occorrenza anche per evitare tragedie come quelle del 14 agosto 2018, costata la vita a ben 43 persone. Atto n. 4-07430 DESSÌ Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 9 settembre 2022 veniva pubblicato da "il Fatto Quotidiano" on line un articolo, a firma Thomas Mackinson, dal titolo "Concorso da dirigente alle Dogane, storia infinita: dopo 11 anni un giudice dichiara falsi i verbali, ma chi denunciò resta sotto schiaffo"; nell'articolo, che narra le vicende del concorso a 69 posti da dirigente all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, bandito nel 2011 ed annullato a causa di gravissime irregolarità, con determina direttoriale n. 322809 del 21 settembre 2020, vengono evidenziate le anomalie nella condotta dell'amministrazione, oggi guidata dal direttore Marcello Minenna, che, pur annullando il concorso per le stesse gravissime irregolarità, sembra che abbia nel contempo promosso, con incarichi dirigenziali, molti dei soggetti coinvolti nelle irregolarità causa dell'annullamento del concorso stesso, penalizzando la dottoressa Claudia Giachetti, che denunciò per prima tali irregolarità e che ha addirittura ottenuto dal Tribunale di Roma una sentenza di declaratoria di falso, relativamente ai verbali del predetto concorso, nei cui confronti l'amministrazione, a guida Minenna, ha resistito in giudizio; risulterebbe altresì all'interrogante che l'amministrazione Minenna abbia dapprima sollecitato la Procura della Repubblica di Roma ad avviare indagini nei confronti dei partecipanti al concorso che l'amministrazione aveva accertato aver copiato le prove di esame, dando vita al procedimento penale n. 8591/202, per poi inspiegabilmente procedere all'attribuzione di incarichi dirigenziali, ex art. 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, ad alcuni degli stessi soggetti segnalati in precedenza alla Procura; inoltre, sembra che la stessa amministrazione Minenna abbia conferito un incarico ex citato art. 19 (e poi abbia richiesto il trasferimento in mobilità dall'Agenzia dell'entrate all'Agenzia delle dogane) ad un altro concorrente, il quale risulta essere stato espulso dal concorso di cui sopra, perché sorpreso a copiare le tracce, come risultante dai verbali delle forze di polizia giudiziaria, cui era assegnata la sorveglianza delle prove di esame; in virtù di ciò la condotta dell'Agenzia delle dogane a guida Minenna apparirebbe incoerente, illogica e lesiva dei principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, in quanto da una parte avrebbe premiato i soggetti coinvolti nelle irregolarità del concorso dalla stessa annullato, mentre dall'altra avrebbe penalizzato chi per primo aveva denunciato le irregolarità, non eliminando le sanzioni ingiustamente afflitte e resistendo nel giudizio in Cassazione promosso dal sindacato Dirpubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e quali azioni intenda eventualmente adottare, al fine di garantire il rispetto dei principi del buon andamento e dell'imparzialità di cui all'art. 97 della Costituzione da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nella gestione della vicenda. Atto n. 4-07431 ROMANO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: con la ripresa delle attività scolastiche, a fronte della notevole necessità di insegnanti di sostegno, vi sono circa 7.000 docenti che attendono da più di due anni l'equipollenza del proprio titolo abilitante;