[resaula]

sempre da notizie di stampa risulta che durante un'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, volta a contrastare il fenomeno degli incendi nei capannoni di rifiuti, venivano acquisiti elementi di responsabilità nei confronti di soggetti operanti nell'ambito del trattamento e trasporto dei rifiuti i quali, previa attribuzione di falsi codici dell'elenco europeo rifiuti (EER) nei formulari, avrebbero gestito illecitamente, con compiti e ruoli diversi, lo smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti speciali (costituiti da rifiuti indifferenziati urbani, plastici e tessili, provenienti dalla Campania, dalla Toscana e da altre regioni del Nord Italia) attraverso la mancata sottoposizione alle previste operazioni di trattamento e recupero e il successivo trasporto, stoccaggio e contestuale abbandono in capannoni dismessi. Nello specifico, venivano raccolti importanti elementi in ordine a ben 25 trasporti illeciti, nei quali i rifiuti risultavano sempre accettati formalmente dalla ditta che appariva come destinataria ma in realtà, nonostante le difformi attestazioni rilasciate, finivano in toto scaricati in capannoni in disuso in Veneto e in Emilia-Romagna, tempestivamente sequestrati nel corso dell'attività. Tra i destinatari delle 11 misure cautelari eseguite dai Carabinieri del NOE di Treviso nel maggio 2020, figuravano Alfredo ed Antonio Massimo con la società Infra Service s.r.l. ed un loro dipendente di nazionalità ucraina; infine, dalla consultazione degli elenchi delle ditte iscritte nelle white list della Prefettura di Napoli aggiornate al 26 aprile 2021, la Infra Service s.r.l. figura come iscritta in data 16 ottobre 2017 e dal 15 ottobre 2018 la sua iscrizione figura in aggiornamento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti; se siano noti i nomi delle aziende per conto delle quali i fratelli Massimo effettuavano i trasporti di rifiuti in siti abusivi, con particolare riferimento a quelle operanti nel casertano; se risulti che la Infra Service sia aggiudicataria di appalti o subappalti, con impianti pubblici di trattamento o gestione dei rifiuti; se le due inchieste delle DDA di Venezia e di Bari avranno effetti nel merito dell'iscrizione nell'elenco delle white list della Prefettura di Napoli; se risultino ritardi nell'aggiornamento delle white list di Napoli e Caserta.