[resaula]

me lo chiede il mio impegno pregresso per il rispetto dei diritti degli animali e l'aspirazione alla «fine dell'età delle gabbie». (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, gentili colleghi, l'agricoltura vive sempre di speranza. In agricoltura non si può aspettare domani perché stanotte piove e grandina e si perde il raccolto che è il duro lavoro di un anno intero. Non sono parole mie ma di un agricoltore che ho incontrato proprio l'altra sera ad Altavilla Silentina in provincia di Salerno, patria della filiera bufalina. Franco è uno dei tanti agricoltori delusi dai provvedimenti sin qui messi in campo per il mondo agricolo, che continua a vivere solo in emergenza e di emergenze. Nel provvedimento che stiamo discutendo, al di là delle proposte positive che pure colgo, sono previste comunque delle toppe; certo meglio la toppa che il buco, ma debbo rilevare che nonostante il tanto propagandato Governo del cambiamento si continua a gestire tutta la filiera agroalimentare solo e soltanto in emergenza e non si vedono grandi spiragli per addivenire ad una gestione che agisca direttamente sulla risoluzione delle varie ataviche problematiche. I disastri che continuano a colpire l'agricoltura, anche in queste ultime ore, causati dalle condizioni atmosferiche avverse, non ricevono con immediatezza riscontro da parte degli agricoltori; testimonianza ne è l'elargizione dei contributi per riparare ai danni della gelata in Puglia del lontano febbraio 2018, che sicuramente sarà apprezzata, ma arriva senza dubbio con ritardo e non in sintonia con i tempi dell'agricoltura. Gli agricoltori vivono di incertezze e di speranze, mentre per il tipo di lavoro dovrebbero essere incentivati in tempo reale per cercare di alleviare i loro enormi disagi; penso alle altre Regioni che ancora non vedono la luce, dopo i disastri che hanno dovuto affrontare: uno per tutti la distruzione delle vigne degli agricoltori nel mio Beneventano. Anche questi meritavano attenzione e non ne hanno ancora per intero; loro insieme a tanti altri in tutte le altre Regioni d'Italia. Come meritava e merita molta più attenzione, per esempio, la lotta alla xylella fastidiosa : al di là di quanto è stato già messo in campo, molti - studiosi e non - ritengono che non sia l'abbattimento di milioni di piante monumentali a risolvere la contaminazione. Molti sono quelli che ritengono che al fine di contribuire al rilancio dell'agricoltura della Puglia e in particolare di sostenere la rigenerazione dell'olivicoltura nelle zone infette (esclusa la parte soggetta alle restrizioni della zona di contenimento, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo), bisognava che fosse istituito un fondo per la realizzazione di un piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, con una parte percentuale di questo fondo da destinare al finanziamento di progetti di ricerca applicata che avessero come obiettivo unico ed esclusivo la sperimentazione di procedure terapeutiche e di lotta, a base chimica, biologica o integrata, mirate specificamente a contenere lo sviluppo del patogeno nelle piante attaccate aumentando il livello di tolleranza dell'infezione, ovvero a ridurre i livelli di inoculo negli ambienti di rilevanza delle coltivazioni olivicole. Tali progetti di ricerca potrebbero essere gestiti dal Ministero delle politiche agricole tramite bandi competitivi con l'ausilio di esperti valutatori di chiara fama individuati su scala internazionale. Occorre inoltre prevedere di destinare una parte dei fondi a progetti di ricerca applicata, dove la maggior parte delle risorse sono ad oggi state utilizzate per il monitoraggio e la caratterizzazione del patogeno e della relativa fitopatia. Mancano ad oggi interventi di rilievo mirati esclusivamente a sperimentare protocolli di lotta contro la xylella e i relativi sintomi, anche importati da altre esperienze di controllo dello stesso patogeno in altre aree geografiche e su diverse colture (un esempio per tutti è la malattia di Pierce negli Stati Uniti, causata da xylella su vite, per la quale è stato raggiunto da molti anni un livello accettabile di controllo e senza abbattimenti generali). Anche per il comparto agrumicolo si rileva una crisi imperante: il prezzo di molti prodotti di eccellenza è crollato tanto che i nostri agricoltori preferiscono lasciare marcire i frutti sull'albero, perché costerebbe più raccoglierli che la marginalità derivante dalla vendita. Intanto però i nostri supermercati sono inondati da tonnellate di prodotti esteri a prezzi stracciati, con la conseguente mortificazione di un tentativo di concorrenza impossibile da imbastire. Abbiamo tutti ancora negli occhi le immagini delle decine di ettolitri di latte caprino sversato per le strade della Sardegna, poniamoci l'obiettivo che la stessa cosa non accada anche con arance, clementine e limoni nel nostro Sud. Cerchiamo quindi di intervenire in tempi minori rispetto a quelli che si sono visti per la Puglia. Si spendono peraltro 14 milioni di euro per distribuire formaggio romano DOP agli indigenti, non si potevano spendere cinque milioni per distribuire agrumi, altrettanto ricchi di vitamine, agli stessi indigenti? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una menzione a parte dedicherei alla filiera della mozzarella di bufala: la filiera della mozzarella di bufala campana DOP rappresenta sia una eccellenza invidiata e imitata nel mondo sia una componente fondamentale del tessuto economico, specialmente per le Regioni dedite tradizionalmente alla sua realizzazione. L'allevamento del bufalo inoltre è una realtà economica rilevante per la zootecnia italiana e specialmente per le Regioni dedite tradizionalmente all'allevamento di questa specie. Il provvedimento per quanto riguarda il comparto lattiero-caseario si sofferma solo sul latte vaccino, ovino e caprino, ed ai relativi prodotti lattiero-caseari importati da Paesi dell'Unione europea e Paesi terzi. Molto bene, ma non basta. Nel testo in discussione nulla è stato fatto per questo comparto. Dobbiamo sempre e solo aspettare delle emergenze o il crollo del prezzo per fare qualcosa? Ho presentato diversi emendamenti, provenienti da questo mondo, ma ovviamente sono stati tutti respinti in Commissione. Li ho ripresentati in Aula, ma certo non ho alcuna speranza che possano venire accolti, come è successo nelle tantissime altre occasioni in cui ho presentato emendamenti, ed insieme a me tanti miei colleghi. Anche questo è dovuto al cambiamento propagandato? I territori non sono ascoltati, si ragiona solo per maggioranza, alla faccia della democrazia e del cambiamento. Si parla di gestione di tracciabilità, ma un esempio virtuoso di gestione della tracciabilità del latte e dei suoi derivati è già presente in Italia ed è utilizzato e collaudato per la filiera bufalina.