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è noto che l'art. 8, comma 1- bis , del decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, autorizzava in via sperimentale l'utilizzo del taser e che tra il settembre 2018 e il giugno 2019 iniziava su 12 città italiane la sperimentazione; il Consiglio dei ministri il 17 gennaio 2020 ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che modifica le norme (decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 1991, n. 359) sui criteri per la determinazione di armamento e munizioni, che avrebbe dovuto costituire la base giuridica per l'adozione del taser per le forze dell'ordine in via ordinaria; in data 23 febbraio 2021 sul sito del Ministero dell'interno è stata data notizia che sarebbe stata avviata la gara pubblica per l'acquisto dei taser per la Polizia di Stato; ad oggi nulla si sa sugli esiti della procedura; tra gli strumenti indispensabili a garantire la sicurezza degli agenti operanti, nonché di tutte le persone che con loro entrano in contatto durante operazioni di pubblica sicurezza, sono ricompresi i dispositivi di videoripresa da apporre sulle divise (dette body cam ); il garante per la protezione dei dati personali, a questo proposito, con i pareri n. 6197012 e n. 6197365 del 2017, ha altresì fugato dubbi di legittimità rispetto all'utilizzo di tali strumenti, disciplinando i tipi di trattamento effettuati per finalità di pubblica sicurezza e sancendo a quali principi in materia di privacy devono attenersi organi, uffici e comandi di polizia; anche la dotazione di sistemi di videoripresa, dunque, costituisce uno strumento per tutelare la polizia giudiziaria e la collettività da eventuali abusi; ulteriore questione che si pone come preliminare per l'effettiva tutela degli agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza o dei militari in servizio di pubblica sicurezza è la necessità di garantire che sia lo Stato a dover anticipare le spese di difesa e di giudizio per eventuali procedimenti che scaturiscano per fatti compiuti in servizio e relativi all'uso di armi o di altro mezzo di coazione fisica; allo stato l'art. 32 della legge 22 maggio 1975, n. 152 (Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico), prevede che "la difesa può essere assunta, a richiesta dell'interessato dall'Avvocatura dello Stato o da libero professionista di fiducia dell'interessato medesimo. In questo secondo caso le spese di difesa sono a carico del Ministero dell'interno salvo rivalsa se vi è responsabilità dell'imputato per fatto doloso"; in buona sostanza la normativa, unitamente alla contrattazione collettiva, prevede per questi casi unicamente un rimborso ex post e delle sole spese di difesa, con possibilità di richiesta di anticipazione delle spese per una somma massima di 2.500 euro; appare dunque una disposizione recisamente insufficiente a far sì che gli operatori, attinti da un procedimento penale o civile, possano sentirsi tutelati in caso di azioni arbitrarie e infondate; l'unico sistema pienamente tutelante sarebbe quello di prevedere l'anticipo integrale da parte dello Stato tanto delle spese legali che di giudizio, senza il tetto di 2.500 euro, salvo rivalsa; considerato che tutti questi temi appaiono funzionali e necessari all'implementazione delle politiche di tutela e garanzia non solo degli agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza o dei militari in servizio di pubblica sicurezza, ma anche più in generale della sicurezza della collettività, impegna il Governo: 1) ad agevolare ed accelerare la conclusione dell' iter del procedimento ad evidenza pubblica che dovrebbe condurre all'acquisto dei taser per la Polizia di Stato; 2) ad agevolare ed accelerare il processo per l'adozione dei sistemi di videoripresa ( body cam ) da apporre sulle divise, nell'alveo dei processi di ammodernamento delle dotazioni degli agenti di pubblica sicurezza; 3) a porre in essere un'azione volta a garantire che le spese legali e di giudizio per fatti compiuti in servizio e relativi all'uso di armi o di altro mezzo di coazione fisica possano essere anticipate integralmente dallo Stato, senza il limite dei 2.500 euro, salvo rivalsa. Interrogazioni Atto n. 3-02628 MAGORNO Ai Ministri dello sviluppo economico e della giustizia Premesso che: nella giornata del 16 giugno 2021, durante il telegiornale delle ore 12, RAI 3 ha diffuso in esclusiva il video, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, del tragico incidente della funivia del Mottarone avvenuto il 23 maggio 2021, in cui hanno perso la vita 14 persone, inclusi due bambini; immediatamente, il video ha avuto larga diffusione su altre emittenti e on line ; una prima questione non riguarda già la legittimità, dal punto di vista del diritto, della scelta di pubblicare tali immagini, quanto una riflessione morale, che impone di domandarsi quali siano i limiti etici del diritto di cronaca, ovvero quando la società può aspettarsi e chiedere che la deontologia professionale e il rispetto per coloro che sono coinvolti in una vicenda così drammatica debbano imporre alla coscienza del giornalista di fermarsi, e di espungere dal materiale su cui basa il suo lavoro, la diffusione di immagini che ritraggono gli ultimi istanti di vita di una o più persone, come in questo caso, in particolare, in contesti in cui tale diffusione nulla aggiunge al racconto dei fatti, ma rischia soltanto di ridursi ad un'ignobile spettacolarizzazione del dolore; per quanto riguarda la legittimità della diffusione del video, si è prontamente pronunciata il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, in una nota in cui ha sottolineato che le immagini fanno parte della documentazione dell'indagine, che non erano mai state portate a conoscenza nemmeno dei familiari delle vittime, proprio nel rispetto della loro sofferenza, che ora, invece, risulta ulteriormente acuita dall'iniziativa del 16 giugno; il diritto di cronaca non può e non deve entrare nel dolore delle persone: e tuttavia, negli ultimi anni, nell'ambito dell'informazione italiana, si assiste ad una preoccupante tendenza al sensazionalismo della sofferenza privata, uno sviluppo davanti al quale la politica non può rimanere inerte, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo ritengano opportuno intraprendere al fine di porre rimedio alla sofferenza cui i familiari delle vittime della tragedia del Mottarone e le comunità coinvolte sono state sottoposte a causa della diffusione del video citato; quali misure di propria competenza intendano altresì adottare affinché episodi di questo tipo non si verifichino nuovamente in futuro. Atto n. 3-02629 NUGNES Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: in data 3 dicembre 2007, ai fini della progettazione, realizzazione e gestione dell'autostrada regionale Cremona-Mantova, è stata stipulata e sottoscritta la convenzione tra il concedente Infrastrutture lombarde S.p. A. ed il concessionario società Stradivaria S.p. A., il cui schema è stato approvato dalla Giunta regionale della Lombardia con propria deliberazione n. VIII/ 5539 del 10 ottobre 2007;