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La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) esprime l'orientamento contrario del proprio Gruppo relativamente all'emendamento 7.0.20. In considerazione dell'andamento del dibattito, il relatore per la 11 a Commissione LAUS ( PD ) suggerisce il ritiro dell'emendamento 7.0.20. A titolo personale, la senatrice GUIDOLIN ( M5S ) esprime la propria contrarietà rispetto all'emendamento 7.0.20. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) invita a procedere alla votazione. Successivamente a un invito del relatore per la 6 a Commissione FENU ( M5S ), la senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) ritira l'emendamento 7.0.20 per trasformarlo in ordine del giorno. La senatrice BOTTICI ( M5S ) ricorda il favore già manifestato dal Governo relativamente all'emendamento 7.0.20 e sottolinea la necessità di un riordino normativo in materia di auto storiche. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) ricorda l'avvio di un tavolo per il confronto sulla questione già avviato presso il Ministero competente. Si passa all'emendamento 5.0.12 (testo 4), precedentemente accantonato, sul quale esprimono parere favorevole i RELATORI e il GOVERNO. L'emendamento 5.0.12 (testo 4), sottoscritto dalla senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), è posto in votazione, risultando approvato. Si passa all'emendamento accantonato 2.0.1 (testo 3). Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA esprime parere contrario sull'emendamento 2.0.1 (testo 3). Il senatore FLORIS ( FIBP-UDC ) insiste per la votazione. Il presidente D'ALFONSO rileva l'opportunità che, come già avvenuto in situazioni analoghe riguardo emendamenti di altre forze politiche, l'emendamento 2.0.1 (testo 3) sia ritirato. Il relatore per l'11 a Commissione LAUS ( PD ) invita altresì al ritiro dell'emendamento 2.0.1 (testo 3). Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) rileva che la formulazione dell'emendamento deriva da un precedente confronto con il Governo, il quale non è stato in grado di definire una posizione univoca al riguardo. Ritiene quindi preferibile che le Commissioni riunite procedano alla votazione, a fini di chiarezza, della proposta, tra l'altro priva di conseguenze finanziarie. Il sottosegretario FRENI osserva che la posizione del Governo rispetto agli emendamenti è quella espressa dai suoi rappresentanti durante le sedute delle Commissioni riunite e ribadisce l'orientamento contrario sull'emendamento 2.0.1 (testo 3). Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) considera forzata la ricerca costante di una posizione comune di tutte le forze di maggioranza sulle singole proposte, nulla precludendo l'affermazione delle rispettive posizioni in sede di votazione. Il presidente D'ALFONSO fa riferimento alla responsabilità che necessariamente caratterizza la condotta delle parti politiche che formano la maggioranza. La senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ) si esprime a sua volta a favore della votazione dell'emendamento 2.0.1 (testo 3), rilevando la mancanza di chiarezza da parte del Governo. Il senatore COMINCINI ( PD ) ritiene che un'eventuale votazione costituirebbe un fattore di indebolimento della maggioranza, particolarmente negativo nella prospettiva dell'esame del disegno di legge di bilancio. Il presidente D'ALFONSO ritiene che le forze di maggioranza e il Governo abbiano necessità di disporre di tempi più ampi per il confronto riguardante le rispettive proposte. Dopo aver osservato che il contenuto dell'emendamento 2.0.1 (testo 3) potrà essere oggetto di ulteriore valutazione in sede di trattazione del disegno di legge di bilancio, dispone l'accantonamento di tale proposta emendativa. Si passa all'esame dell'emendamento 6.0.3 (testo 2), precedentemente accantonato. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce la portata della riformulazione in esame, che ha escluso, rispetto alla versione originaria, la parte relativa alla fiscalità a favore del rientro dei lavoratori in Italia, e ora si limita a estendere agli enti pubblici di ricerca la disciplina prevista dall'articolo 46 del Testo unico delle leggi sull'istruzione superiore. L'emendamento tuttavia ha ricevuto il parere contrario del Governo in quanto oneroso, ma il fatto che anche tali enti, invece di rivolgersi al mercato, possano beneficiare del gratuito e perpetuo uso degli immobili dello Stato posti al loro servizio, rappresenterebbe un evidente risparmio, che compenserebbe - anche se non è ora prevedibile in quale parte - i mancati introiti cui i beni potrebbero dare luogo. Esprimendo l'auspicio che il tema possa essere ripreso, con maggiore successo, in un prossimo provvedimento, ritira l'emendamento. Il PRESIDENTE ricorda il principio di leale collaborazione in base al quale diversi livelli di governo, tra i quali rientra il Demanio, devono cooperare tra loro in ragione dell'appartenenza al medesimo ordinamento. Assicura che la questione verrà sottoposta al direttore dell'Agenzia del demanio in occasione di una sua prossima audizione. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) prende atto. Il PRESIDENTE considera rinviata a tale successiva occasione la discussione sul punto intendendosi quindi ritirato l'emendamento 6.0.3 (testo 2). Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritira l'emendamento 7.0.4 e preannuncia la presentazione di un ordine del giorno. Si passa all'esame dell'emendamento 11.0.4, precedentemente accantonato. La presidente MATRISCIANO , nel rilevare con amarezza l'insufficiente attenzione che il decreto ha rivolto alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro e alle giuste retribuzioni e ai diritti dei lavoratori, ritira l'emendamento e preannuncia la presentazione di un ordine del giorno. La senatrice CATALFO ( M5S ) evidenzia che la salvaguardia contenuta nell'emendamento in esame è già stata adottata in altri provvedimenti a favore dei lavoratori in cassa integrazione a causa del Covid per evitare che dovessero restituire il trattamento integrativo di 100 euro. La senatrice BOTTICI ( M5S ) sollecita un'attenzione del Governo sul tema dei bonus e alla tutela dei lavoratori, che spesso sono costretti a subire forti decurtazioni per restituirli. La senatrice FEDELI ( PD ) sottoscrive l'emendamento e invita il Governo a valutare con attenzione la situazione relativa ai lavoratori in cassa integrazione per Covid. Si passa all'esame dell'emendamento 12.0.11 (testo 3), precedentemente accantonato. La senatrice CASTELLONE ( M5S ) chiarisce che con l'emendamento si intende estendere l'esercizio della medicina generale anche a specialisti in medicina di comunità e cure primarie, già formati e in possesso di tutti i requisiti necessari, il cui contributo potrebbe risultare prezioso anche per alleviare la cronica carenza di medici del territorio. Esprime quindi forte disappunto per il parere contrario espresso dal Governo - sulla base delle indicazioni del Ministero della salute -, fondato su una imminente e più volta annunciata riforma del settore, che tuttavia stenta a concretizzarsi.