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Il senatore LANNUTTI ( M5S ), dopo aver sottolineato i molteplici casi di abusi da parte degli istituti bancari che riguardano costi, gestione e operazioni nella gestione dei conti correnti, manifesta condivisione per la proposta in esame, che potrebbe garantire maggiore trasparenza nei rapporti tra le parti coinvolte. Precisa quindi che da parte sua non ci sono ostilità preconcette nei confronti delle banche in quanto tali, ma ritiene certamente necessario denunciare la collusione tra sistema bancario e organi di vigilanza. Ricorda poi la scelta dell'ABI di istituire il consorzio "Patti Chiari", con relativo portale, in funzione della trasparenza, che poco prima della crisi del 2008 considerava molto affidabili i titoli della Lehman Brothers e diffidava dall'acquisto di BOT e CCP, giudicandoli rischiosi. Il senatore FENU ( M5S ) condivide la finalità della norma, e apprezza il richiamo alla qualificazione pubblicistica del sistema del credito, già prevista dalla normativa del 1936; inoltre la proposta statuisce, anche a fronte della riduzione della circolazione del contante, una sorta di diritto al conto corrente. A tale proposito richiama la riforma fiscale allo studio, che potrebbe vedere il coinvolgimento degli istituti di credito nell'applicare una ritenuta alla fonte sulle transazioni finanziarie, semplificando gli adempimenti burocratici dei contribuenti. In conclusione, condivide l'ipotesi di procedere a un breve ciclo di audizioni informali. A giudizio del senatore D'ALFONSO ( PD ) il carattere privatistico dell'attività bancaria definitivo con la riforma del 1992 non implica automaticamente il disinteresse del sistema rispetto a più generali obbiettivi di carattere pubblico. Cita ad esempio il coinvolgimento del sistema bancario nel 1996 all'atto di realizzazione degli investimenti inseriti nei "Patti territoriali". Viceversa, non è necessario invocare l'indicazione legislativa della natura pubblicistica delle attività delle banche per assegnare ad esse compiti e funzioni di carattere più generale, che possono essere svolti in forza di norme pattizie o convenzionali. A suo parere la problematica segnalata dai presentatori del disegno di legge merita attenzione e il tentativo normativo suscita interesse; tuttavia, esprime un atteggiamento di cautela rispetto a un'automatica accettazione senza riflettere sulle conseguenze sistemiche, della natura pubblicistica dell'attività creditizia. A giudizio del presidente BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), che interviene nel merito, sia l'evoluzione tecnologica che le norme di limitazione dell'uso del contante comportano come conseguenza diretta che l'utilizzo del conto corrente rappresenta ormai uno strumento di cittadinanza finanziaria, in assenza del quale si è privati di una libertà fondamentale. Da tale considerazione discende che la decisione di privare i cittadini di tale strumento non dovrebbe appartenere a un organismo di carattere privatistico. Inoltre, è evidente la correlazione tra il carattere digitale dei mezzi di pagamento e l'uso del conto corrente, con una sostanziale privatizzazione della funzione essenziale della sovranità monetaria. Condivide quindi la proposta di legge e non nega, come sottolineato anche dal relatore, l'opportunità di una migliore formulazione normativa; condivide come ha opportunamente dichiarato il relatore, l'esigenza di valutare anche la recente presa di posizione della Banca centrale europea sulla disciplina di limitazione del contante prevista nella legge di bilancio per il 2020, ai fini dell'istruttoria sul disegno di legge in titolo. Il seguito della discussione è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il presidente BAGNAI preannunzia la convocazione di un Ufficio di presidenza al termine della seduta pomeridiana delle 15, ove ne ricorrano le condizioni. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 9,30.