[resaula]

Non parlo d'Israele, che da solo ha già raggiunto record che noi non abbiamo. Parlo degli altri Paesi nostri pari. Siamo gli ultimi - come ha detto prima il collega Zaffini - e abbiamo tutti i record negativi possibili su questa pandemia a livello europeo. Vogliamo parlare del coprifuoco? Chi è il collega che sta parlando col Ministro, signor Presidente? Lasci ascoltare il Ministro, è lui oggi il protagonista. Almeno oggi lasciategli fare il protagonista, non lo fa mai. Stavo parlando del piano vaccinale e del coprifuoco. Signor Presidente, le pare possibile che ancora si sostenga che il virus è efficace quando c'è il buio e non lo è con la luce? È efficace quando c'è poca gente che circola di notte e non lo è nei tram, nei metrò, negli aerei, nelle scuole, dovunque? È possibile che i centri commerciali possano essere affollati, ma la notte no? C'era una canzone, «Ma la notte no»; siamo arrivati al cabaret , caro Ministro. Noi abbiamo chiesto - come anche altre forze politiche hanno chiesto un'ora, stando dentro al Governo - un'ora in più... PRESIDENTE.Senatore La Russa, la luce del suo microfono sta lampeggiando. LA RUSSA (FdI) . Manca un minuto. Dicevo che hanno chiesto un'ora in più e non gliel'avete nemmeno concessa. Ho rispetto per gli amici della Lega e di Forza Italia, che hanno accettato di stare in questo Governo; oggi non ne vedo molti in Aula, ma dovrebbero votare. Controllerò quelli che avranno il coraggio di farlo. Dovrebbero dare la fiducia a lei e controllerò uno per uno quelli che avranno il coraggio di farlo e che non potranno più dire nulla. Ma a lei, signor Ministro, do un consiglio: incassi oggi la finta solidarietà della sua maggioranza, per quel poco che gliene daranno, ma domani faccia il bel gesto, il primo della sua carriera di Ministro... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Ministro, lei ha esposto i fatti con grande chiarezza, logica e precisione. Di questo non avevamo bisogno, ma la ringraziamo. Temo purtroppo - lo dico con rammarico - che coloro che avrebbero avuto bisogno di ascoltare con attenzione i fatti che lei ha esposto possano poi dire che non se ne fanno niente di quei fatti. Quando si presenta una mozione di sfiducia a un Ministro, chi la presenta lo fa con l'obiettivo politico ben preciso di indebolire un Governo. È chiaro quindi che, di fronte a una mozione legittima, ma chiaramente strumentale perché l'obiettivo è politico, la logica che lei ha esposto dei fatti, dei dati, dei contenuti e di quelli che sono stati questi mesi non interessa. Interessa invece a noi ribadire che lei in tutti questi mesi ha avuto un'unica stella polare: l'articolo 32 della Costituzione; sempre quell'unica stella polare che ha portato la cautela e l'attenzione e che ci ha portato a vivere per tanti mesi in una situazione inedita, mai accaduta prima. Sono stati mesi - come anche lei ha ricordato - senza manuale di istruzioni. L'Italia è stata la prima in Europa e nel mondo occidentale a vivere questa drammatica esperienza; ce lo ricordiamo tutti. Forse dovremmo ricordarcelo di più. Dovremmo ricordarci davvero tutti insieme quei giorni, quando, senza alcun manuale di istruzioni, a un Governo è stato chiesto di chiudere un Paese per mettere in sicurezza la vita dei cittadini, per mettere in sicurezza la loro salute. (Applausi) . Quando mai, nella storia di un Paese, un Governo si è dovuto mettere a trovare l'elenco delle attività da chiudere? Di norma si hanno quelle per rilanciare il Paese. Invece siamo stati chiamati, proprio per mettere in sicurezza il nostro Paese, a qualcosa che gli altri Paesi hanno cominciato a guardare, perché poi purtroppo questo è capitato anche a loro. Il manuale di istruzioni non c'era. C'era però la stella polare della tutela della salute. C'era la volontà di dare il più possibile delle risposte ai cittadini che stavano soffrendo, che perdevano i loro cari, che vedevano messa a rischio la loro situazione lavorativa. Le scelte che sono state fatte però - e dovremmo ricordare sempre anche questo - sono state fatte a fronte di dati scientifici. Le scelte fatte da questo Governo, le scelte fatte dal ministro Speranza e le scelte fatte dal Governo precedente si sono basate sui numeri, che venivano affrontati con modalità tecnico-scientifiche dal Comitato tecnico-scientifico, e lo dico perché lo dobbiamo ricordare anche noi qui. Anche oggi stiamo agendo esattamente nello stesso modo, per qualsiasi scelta che il Governo è chiamato a fare. (Applausi) . Quindi lavoriamo - come ha dichiarato anche il Presidente del Consiglio - con tutte le forze che fanno parte della maggioranza, in linea con decisioni che sono comuni, perché escono da tavoli comuni, e sono ispirate proprio da scelte razionali, in linea con il principio di precauzione e cautela che sempre ha guidato l'azione del Ministro. Signor Ministro, non è vero che lei qui è lasciato solo. Siamo noi che lasciamo l'opposizione sola in questo attacco strumentale e lasciamo all'opposizione il gioco pericoloso contro il Governo, in un momento così delicato, come quello della ripartenza e della ricostruzione. Ricordo a tutti - qualora qualcuno se lo sia dimenticato - che i contagi ci sono ancora e siamo in emergenza. Attaccare in piena emergenza pandemica il Ministro della salute, che sta lavorando per la sicurezza sanitaria del Paese, forse non è tanto da responsabili. (Applausi) . Signor Ministro, la coerenza che ha tenuto l'ha portata a difendere sempre la stessa linea, senza farsi condizionare dalle scelte di chi, in piena pandemia, andava a convegni organizzati dai negazionisti; rivendicava il diritto di non indossare la mascherina - succede ancora oggi - e parlava dei bollettini quotidiani come di terrorismo mediatico. Vorremmo ricordare che le uniche posizioni non scientifiche e ideologiche sono quelle di chi, all'epoca, con 500 morti al giorno, ha fatto campagna contro le restrizioni e ha gettato benzina sul fuoco dello scontento, mentre il Governo lavorava alla più drammatica emergenza sanitaria del dopoguerra. Ripeto che la linea è stata unica e ispirata alla massima prudenza, per tutelare la salute dei cittadini. Siamo andati avanti in questo modo e ciò non significa che non si vogliano tutelare le categorie produttive. Il Parlamento fa bene tutte le volte che prova a sottolinearne le esigenze e le richieste, in quello che deve essere un rapporto dialettico, che porta anche a sollevare delle istanze. Ricordiamo però sempre e in maniera chiara che il rilancio economico passa anche da quanto il nostro Paese è messo in sicurezza. Lo diciamo sempre: vogliamo aprire per non richiudere più. (Applausi) . Non esistono un partito delle chiusure e un partito delle riaperture. Diciamo le cose come stanno: