[normattiva_dump]

Art. 13 S a n z i o n i 1. La sanzione prevista dall'art. 195, comma 3, del codice postale e delle telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, modificato dall'art. 30, comma 7, della legge 6 agosto 1990, n. 223, si applica a chiunque stabilisce o esercita un impianto di cui all'art. 1, comma 1, del presente regolamento senza aver ottenuto la relativa autorizzazione. 2. Chiunque, senza il preventivo assenso del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, modifichi l'impianto o ne alteri le caratteristiche tecniche ovvero lo adibisca ad uso diverso da quello autorizzato soggiace alle sanzioni di cui all'art. 218, comma primo, del codice postale e delle telecomunicazioni. 3. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui alla legge 8 febbraio 1948, n. 47. Note all'art. 13: - Si riporta il testo dell'art. 195 del codice postale e delle telecomunicazioni, come modificato dall'art. 30, comma 7, della legge n. 223/1990: "Art. 195 (Installazione ed esercizio di impianti di telecomunicazione senza concessione od autorizzazione - Sanzioni). - 1. Chiunque installa od esercita un impianto di telecomunicazione senza aver ottenuto la relativa concessione o autorizzazione è punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da L. 500.000 a L. 20.000.000. 2. Se il fatto riguarda impianti radioelettrici, si applica la pena dell'arresto da tre a sei mesi. 3. Se il fatto riguarda impianti di radiodiffusione sonora o televisiva, si applica la pena della reclusione da uno a tre anni. La pena è ridotta alla metà se trattasi di impianti per la radiodiffusione sonora o televisiva in ambito locale. 4. Chiunque realizza trasmissioni, anche simultanee o parallele, contravvenendo ai limiti territoriali o temporali previsti dalla concessione, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. 5. Il trasgressore è tenuto, in ogni caso, al pagamento di una somma pari al doppio dei canoni previsti per ciascuno dei collegamenti abusivamente realizzati relativamente al periodo di esercizio abusivo accertato e comunque per un periodo non inferiore ad un trimestre. Non si tiene conto, nella determinazione del canone, delle agevolazioni previste a favore di determinate categorie di utenti. 6. Indipendentemente dall'azione penale, l'amministrazione può provvedere direttamente, a spese del possessore, a suggellare o rimuovere l'impianto ritenuto abusivo ed a sequestrare gli apparecchi". - Si riporta il testo dell'art. 218 del codice postale e delle telecomunicazioni: "Art. 218 (Violazione degli obblighi). - Salvo che il fatto costituisca reato punibile con pena più grave, chiunque stabilisce od esercita impianti di telecomunicazioni per finalità o con modalità diverse da quelle indicate negli atti di concessione, è punito con la sanzione amministrativa da L. 40.000 a L. 400.000. I contravventori che, per effetto della infrazione commessa, si sono sottratti al pagamento di un maggior canone, sono tenuti a corrispondere una somma pari al doppio del corrispettivo a cui si sono sottratti; tale somma non potrà essere inferiore a L. 20.000. Per ogni altra violazione di obblighi della concessione, l'amministrazione può imporre il pagamento di una penale nella misura prevista dal regolamento o nell'atto di concessione. È fatta salva, in ogni caso, la facoltà della Amministrazione di disporre la sospensione in via cautelare e di pronunciare la decadenza della concessione". - La legge n. 47/1948 ha dettato disposizioni sulla stampa.