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Il medesimo divieto si applica ai soggetti partecipati, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio, da persone fisiche o giuridiche residenti nei suddetti Stati o territori. 3 I commi 25 e 26 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, sono sostituiti dal seguente: « 25 . Fermo restando quanto previsto dagli articoli 67 e 76 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, non può partecipare a gare o procedure a evidenza pubblica né ottenere il rilascio, il rinnovo o il mantenimento di concessioni in materia di giochi d'azzardo pubblici il soggetto in cui il titolare o un socio, un rappresentante legale o negoziale, ovvero il direttore generale o il soggetto responsabile di sede secondaria o di stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputato, ovvero nei cui confronti sia stata emessa sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti, anche se commessi all'estero, previsti dagli articoli 314, 316, 317, 318, 319, 319- ter , 320, 321, 322, 416, 416- bis , 416- ter , 629, 644, 648, 648- bis , 648- ter e 648- ter.1 del codice penale e comunque per un delitto di criminalità organizzata o per i reati di cui agli articoli 2621 e 2622 del codice civile. Il divieto di partecipazione a gare o di rilascio o rinnovo o mantenimento delle concessioni di cui al presente articolo opera anche nel caso in cui la condanna, ovvero l'imputazione o la condizione di indagato sia riferita al coniuge, nonché ai parenti e affini entro il terzo grado. È preclusa inoltre la possibilità di concorrere all'assegnazione o al rinnovo delle concessioni in materia di giochi, di concorsi pronostici e di scommesse alle società che hanno commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi fiscali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabilite. « 26 . I soggetti, costituiti in forma di società di capitali o di società estere assimilabili alle società di capitali, che partecipano a gare o a procedure ad evidenza pubblica nel settore dei giochi pubblici, anche on line , dichiarano il nominativo e gli estremi identificativi dei soggetti che detengono, direttamente o indirettamente, una partecipazione al capitale o al patrimonio. La dichiarazione comprende tutte le persone giuridiche o fisiche della catena societaria che detengano, anche indirettamente, una partecipazione. In caso di dichiarazione mendace è disposta l’esclusione dalla gara in qualsiasi momento della procedura e, qualora la dichiarazione mendace sia riscontrata in un momento successivo all’aggiudicazione, è disposta la revoca della concessione. La revoca è comunque disposta qualora nel corso della concessione vengono meno i requisiti previsti dal presente comma e dai commi 24 e 25. La dichiarazione di cui al presente comma è sempre richiesta, anche in sede di rinnovo. I divieti di cui al comma 25 operano anche nel caso in cui la condanna, l’imputazione o la condizione di indagato sia riferita a soggetti che detengono una partecipazione ai sensi del presente comma». 4 È fatto obbligo alle società fiduciarie, ai trust e ai fondi di investimento che detengono, anche indirettamente, partecipazioni al capitale o al patrimonio di società concessionarie di giochi pubblici, di dichiarare l'identità del soggetto mandante. È vietata la partecipazione a procedure a evidenza pubblica in materia di giochi da parte di soggetti partecipanti, anche indirettamente, mediante società fiduciarie, trust o fondi di investimento che non dichiarano l'identità del soggetto mandante. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le società concessionarie e le società per le quali è in corso l'ottenimento di concessioni in materia di giochi pubblici devono fornire, a richiesta del Ministero dell'economia e delle finanze -- Agenzia delle dogane e dei monopoli, l'elenco dei soci che detengono partecipazioni mediante società fiduciarie, trust o fondi di investimento. Per i fondi di investimento l'obbligo di dichiarazione previsto dal presente comma è limitato ai soggetti che detengono una quota superiore al 5 per cento del relativo patrimonio. 17 (Sanzioni penali per omessa dichiarazione ed evasione tributaria per gli operatori esercenti attività di gioco) 1 Al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: «Art. 4- bis. - (Sanzioni penali in materia di giochi pubblici). -- 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, ferme restando le sanzioni penali e amministrative previste da altre disposizioni di legge in materia di giochi pubblici, è punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque sottrae o evade gli obblighi fiscali comunque determinati su concorsi con pronostici e sulle scommesse o apparecchi elettronici e su ogni forma di gioco d'azzardo per un ammontare superiore, con riferimento a ciascuna delle singole imposte, a 50.000 euro annui»; b all'articolo 5, dopo il comma 1- bis , è inserito il seguente: «1- ter . Le disposizioni del comma 1 si applicano anche a soggetti e a società concessionarie, esercenti e gestori nel settore dei giochi con vincite in denaro, nei casi di violazione degli obblighi di legge concernenti il mancato collegamento degli apparecchi di gioco alle reti telematiche e alla rete SOGEI, ai fini della trasmissione dei dati al Ministero dell'economia e delle finanze -- Agenzia delle dogane e dei monopoli e del calcolo del prelievo fiscale derivante». 18 (Modifiche alle sanzioni per il gioco d'azzardo, per il gioco illegale e per il gioco irregolare) 1 L'articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 4. - (Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa). -- 1. Chiunque esercita, anche a distanza, in qualunque modo, attività di scommesse, sportive o non sportive, anche come intermediario di terzi, ai sensi dell'articolo 88 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ovvero con autorizzazione o licenza inefficace, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 10.000 a 30.000 euro. La stessa pena è applicata a chiunque, privo della suddetta autorizzazione o licenza, svolge in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque di favorire l'accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettati in Italia o all'estero.