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« f-ter) delitti previsti dagli articoli 444, 473, 474, 516, 517 e 517- quater del codice penale, nonché dall'articolo 5, comma 1, della legge 30 aprile 1962, n. 283». 24 (Modifica all'articolo 354 del codice di procedura penale) 1 All'articolo 354, comma 2, primo periodo, del codice di procedura penale, dopo le parole: «delle cose» sono aggiunte le seguenti: «anche mediante prelievo di campioni rappresentativi». 25 (Modifiche all'articolo 392 del codice di procedura penale) 1 All'articolo 392, comma 2, del codice di procedura penale, dopo le parole: «previsti dall'articolo 224- bis » sono aggiunte, in fine, le seguenti: «, ovvero attività di analisi di alimenti sottoposti a sequestro ancorché non deperibili». 26 (Modifica all'articolo 85 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale) 1 All'articolo 85 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 2 - bis . Anche in assenza di consenso, l'autorità giudiziaria può disporre, imponendo se del caso specifiche prescrizioni od oneri a carico dell'interessato, che i prodotti non conformi alle vigenti norme di settore siano assegnati per esclusive finalità di assistenza e beneficenza a enti territoriali o ad altri enti pubblici, ad associazioni o consorzi che abbiano per statuto o atto costitutivo compiti assistenziali per la distribuzione gratuita a persone bisognose, previa rimozione dell'eventuale marchio o segno distintivo o indicazione, anche figurativa, che costituisce reato ovvero previo declassamento merceologico o regolarizzazione amministrativa. La destinazione del prodotto a finalità diverse da quelle assistenziali è punita ai sensi dell'articolo 316- bis del codice penale. 2 - ter. Il compiuto adempimento da parte dell'imputato alle prescrizioni impartite dall'autorità giudiziaria è valutato agli effetti del numero 6) dell'articolo 62 del codice penale». 27 (Ulteriori modifiche alle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale) 1 Alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 132- bis , comma 1, lettera b) , dopo le parole: «circolazione stradale,» sono inserite le seguenti: «ai delitti contro la salute pubblica e la sicurezza degli alimenti, al delitto di agropirateria,»; b all'articolo 223: 1 al comma 1, dopo le parole: «la revisione» sono inserite le seguenti: «ovvero se, per deperibilità, modificabilità o quantità del campione, non è possibile la ripetizione delle analisi»; 2 dopo il comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente: « 3 - bis . Gli esiti delle analisi effettuate con metodiche diverse da quelle descritte in leggi speciali, disposizioni ministeriali o regolamenti comunitari sono valutati a norma dell'articolo 189 del codice». 28 (Modifica all'articolo 17 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 All'articolo 17, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo le parole: «in tal senso» sono aggiunte le seguenti: «, anche mediante l'accettazione delle prescrizioni impartite dall'autorità giudiziaria ai sensi dell'articolo 85 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271». 29 (Introduzione dell'articolo 6- bis del decreto legislativo 8 giugno 2001, n, 231) 1 Dopo l'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: «Art. 6- bis. - (Modelli di organizzazione dell'ente qualificato come impresa alimentare). – 1 . Nei casi di cui all'articolo 6, il modello di organizzazione e gestione idoneo ad avere efficacia esimente o attenuante della responsabilità amministrativa delle imprese alimentari costituite in forma societaria, come individuate ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, deve essere adottato ed efficacemente attuato assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici, a livello nazionale e sovranazionale, relativi: a) al rispetto degli standard relativi alla fornitura di informazioni sugli alimenti; b) alle attività di verifica sui contenuti delle comunicazioni pubblicitarie al fine di garantire la coerenza degli stessi rispetto alle caratteristiche del prodotto; c) alle attività di vigilanza con riferimento alla rintracciabilità, ovvero alla possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un prodotto alimentare attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione; d) alle attività di controllo sui prodotti alimentari, finalizzati a garantire la qualità, la sicurezza e l'integrità dei prodotti e delle relative confezioni in tutte le fasi della filiera; e) alle procedure di ritiro o di richiamo dei prodotti alimentari importati, prodotti, trasformati, lavorati o distribuiti non conformi ai requisiti di sicurezza degli alimenti; f) alle attività di valutazione e di gestione del rischio, compiendo adeguate scelte di prevenzione e di controllo; g) alle periodiche verifiche sull'effettività e sull'adeguatezza del modello. 2 . I modelli di cui al comma 1, avuto riguardo alla natura e alle dimensioni dell'organizzazione e del tipo di attività svolta, devono in ogni caso prevedere: a) idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività ivi prescritte; b) un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello; c) un idoneo sistema di vigilanza e controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla genuinità e alla sicurezza dei prodotti alimentari, alla lealtà commerciale nei confronti dei consumatori, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 3 . Nelle piccole e medie imprese, di cui all'articolo 5 della legge 11 novembre 2011, n. 180, il compito di vigilanza sul funzionamento dei modelli in materia di reati alimentari può essere affidato anche a un solo soggetto, purché dotato di adeguata professionalità e specifica competenza anche nel settore alimentare nonché di autonomi poteri di iniziativa e controllo. Tale soggetto è individuato nell'ambito di apposito elenco nazionale istituito presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura con provvedimento del Ministero della sviluppo economico. 4 .