[pronunce]

che, peraltro, il sistema delineato, oltre a non travalicare la soglia della ragionevolezza nell'esercizio di discrezionalità legislativa, non pone, in violazione dell'art. 24, terzo comma, della Costituzione alcuna concreta limitazione all'esplicazione del diritto di difesa: quest'ultimo, seppure da intendersi anche come diritto di scegliere liberamente il proprio difensore, non appare vulnerato in tutte le ipotesi in cui - come nel caso dello speciale elenco previsto dalla norma censurata - risulti comunque assicurata un'ampia possibilità di scelta del difensore tra i difensori iscritti, proprio in quanto "la garanzia costituzionale della difesa non esclude, quanto alle sue modalità, la competenza del legislatore di darvi attuazione sulla base di scelte discrezionali non irragionevoli" (vedi la citata sentenza n. 394 del 2000); che, pertanto, la questione si palesa manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 17-bis della legge 30 luglio 1990, n. 217 (Istituzione del patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti), introdotto dall'art. 17 della legge 29 marzo 2001, n. 134 (Modifiche alla legge 30 luglio 1990, n. 217, recante istituzione del patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, terzo comma, della Costituzione, dal giudice per l'udienza preliminare presso il Tribunale per i minorenni di Catania con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 19 giugno 2002. Il Presidente: Vari Il redattore: Flick Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 28 giugno 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola