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come secondo atto, l'Agenzia invia una "comunicazione di irregolarità" che, come spiega la stessa Agenzia sul proprio sito consultabile dai contribuenti, "sono emesse a seguito dell'attività di controllo sulle dichiarazioni fiscali, sulla base dei dati dichiarati dal contribuente o, comunque, in possesso dell'Agenzia delle entrate (c.d. controllo automatico). Le stesse comunicazioni possono derivare da controlli diretti a verificare la correttezza dei dati indicati nelle dichiarazioni e dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti attraverso un riscontro con la documentazione richiesta al contribuente oppure incrociando i dati presenti nelle dichiarazioni presentate anche da altri soggetti o trasmessi per legge all'Agenzia (c.d. controllo formale). Se il contribuente riconosce la validità della contestazione può regolarizzare la propria posizione mediante il pagamento, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, di una sanzione ridotta (10 % per le comunicazioni da controllo automatico, 20 % per quelle da controllo formale), oltre che dell'imposta oggetto della rettifica e dei relativi interessi"; se il contribuente non provvede ad estinguere il proprio debito dopo aver ricevuto le due comunicazioni descritte, l'Agenzia delle entrate provvede alla formazione del ruolo per la riscossione coattiva, applicando la sanzione del 30 per cento; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: ad alcuni contribuenti sono state notificate cartelle di pagamento relative a ruoli emessi per le liquidazioni periodiche 2018 riguardanti i versamenti periodici dell'IVA. Nelle cartelle viene riportato quanto segue: "Comunicazione degli esiti del controllo predisposto in data 12-03-2019", senza alcuna indicazione di un'avvenuta consegna al contribuente; i contribuenti non hanno però ricevuto né una lettera di compliance , né una comunicazione di irregolarità. Nonostante questo, l'Agenzia delle entrate ha provveduto ugualmente alla formazione del ruolo per la riscossione coattiva; i contribuenti hanno utilizzato il canale principale di assistenza messo a disposizione dall'Agenzia, il CIVIS, per capire quanto fosse accaduto e si sono visti rispondere che le comunicazioni di irregolarità risultano come consegnate, e ciò per avvenuta giacenza o addirittura per rifiuto del destinatario al ritiro; a seguito della risposta del CIVIS, ai contribuenti non rimane che recarsi fisicamente presso l'Agenzia delle entrate per discutere con il funzionario di riferimento. Allo stato attuale però è molto complicato prenotare un appuntamento se non impossibile, anche per un professionista, a causa delle misure anti COVID; in casi come questo, al contribuente non resta che proporre un ricorso tributario per veder riconosciuto l'annullamento della cartella o quantomeno la riduzione delle sanzioni. Oppure, in caso di importi limitati, pagare sommessamente la cartella, perché comunque un eventuale processo tributario ha un costo per il contribuente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; se ritenga di dover verificare ed eventualmente intervenire con la massima urgenza per accertare la regolarità della procedura intrapresa dall'Agenzia delle entrate, che non solo penalizza i contribuenti in un momento di grande difficoltà dovuto alla pandemia, ma che, da quanto descritto, potrebbe addirittura rappresentare un vero e proprio sopruso da parte della stessa Agenzia. Atto n. 3-02981 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: il 9 dicembre 2021 il Parlamento europeo si è espresso in merito al report sul "Beating cancer plan" realizzato dalla Commissione UE (e che poi sarà vagliato nei primi mesi del 2022 in sessione plenaria del Parlamento, il cui orientamento sarà trasferito alla Commissione europea che provvederà a istituire un piano con diverse iniziative legislative a partire dal 2022); il piano potrebbe complicare non poco le cose al comparto dei vini, soprattutto in termini di risorse alla promozione, proprio adesso che l'industria guarda con soddisfazione ad un anno di recupero e alle prossime festività che dovrebbero rendere ancora più forte la riscossa del vino rispetto ai primi due anni di pandemia; la viticoltura e? diffusa in tutta l'Unione europea e conta più di 3,2 milioni di ettari vitati e 2,5 milioni di aziende vitivinicole, le quali impiegano una forza lavoro molto ampia, con circa 3 milioni di posti di lavoro diretti a cui si aggiungono quelli indiretti. L'Italia, che detiene il 20 per cento del vigneto europeo, è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino in volume di un settore che offre un enorme contributo socioeconomico in favore delle aree rurali fragili del Paese. La bilancia commerciale con l'estero si chiuderà quest'anno con un saldo attivo di oltre 6,5 miliardi di euro per un comparto che rappresenta uno dei principali brand del made in Italy ; vi è, dunque, una forte preoccupazione da parte di tutto il settore vitivinicolo italiano e, benché sia giusto e doveroso sostenere qualsiasi iniziativa di contrasto al consumo smodato di alcol, il rapporto sul Beating cancer plan mette a forte rischio il futuro di una componente fondamentale della dieta mediterranea come il vino, che solo in Italia fornisce occupazione a 1,3 milioni di persone; nel testo si afferma indistintamente come "non esista un livello sicuro di consumo di alcol quando si parla di prevenzione del cancro" e "incoraggia la Commissione Ue e gli Stati membri a promuovere azioni per ridurre e prevenire danni causati dall'alcool nel contesto di una modificata strategia europea sull'alcool". Tra queste, la richiesta di introdurre etichette di avvertenza sanitaria, del divieto di pubblicità, del divieto di sponsorizzazione di eventi sportivi, dell'aumento della tassazione e della revisione della politica di promozione; l'Europa ha il dovere di proporre politiche volte a minimizzare i rischi correlati alla malattia ma, ad avviso dell'interrogante, non è censurando il consumo, in ogni genere e grado, che si risolve il problema. Occorre tenere conto delle specificità del vino, che in Italia, e non solo, è sinonimo di moderazione: l'Italia è, secondo Eurostat, tra i principali consumatori del continente e allo stesso tempo ultimi in Europa, dopo Cipro, per episodi di consumo smodato di alcol. Inoltre, non è accettabile che nel report non vi sia il minimo cenno alla parola vino e a una cultura di un consumo responsabile che è l'antitesi del binge drinking ; in Italia, e a livello europeo, il settore e? già da tempo fortemente impegnato nella promozione di un consumo moderato durante i pasti nell'ambito di uno stile di vita sano, anzi, un buon bicchiere di vino è salutare e, in più, non vi sono evidenze scientifiche che il consumo moderato nell'ambito della dieta mediterranea sia dannoso. In Italia, negli ultimi 35 anni, il consumo pro capite di vino si è ridotto di quasi il 50 per cento e porre come target una diminuzione generale della popolazione che beve alcol, composta per la maggioranza dei casi da consumatori moderati, non aiuterà a raggiungere gli obiettivi della strategia; i vini biologici, inoltre, rappresentano una delle eccellenze spesso ricercate non solo dai nostri consumatori ma anche all'estero, un prodotto " trendy " grazie all'elevata qualità ed al fatto di ben rappresentare i profumi e le fragranze di un territorio, quello italiano, ricco di cultura, paesaggi, storia e biodiversità;