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Sono analizzati i principali elementi di compatibilità degli strumenti e dei benefici in questione alla luce della normativa europea, evidenziando anche gli esempi di ZES già esistenti all'interno dell'Unione europea. A tal proposito inoltre, si evidenzia nel testo citato che, in base al disposto del paragrafo 3 dell'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, possono essere dichiarati compatibili con il mercato interno: a) misure destinate a favorire lo sviluppo economico delle regioni in cui il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure sia presente una grave forma di sottoccupazione, in considerazione della loro situazione strutturale, economica e sociale (nello specifico si tratta di aree il cui PIL pro capite è inferiore al 75 per cento della media dell'Unione europea); b) aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo; c) agevolazioni volte a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro; d) aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. In particolare, gli aiuti a finalità regionale hanno carattere eccezionale e si distinguono dalle altre categorie di aiuti pubblici in quanto riservati ad alcune regioni particolari ed aventi come obiettivo specifico lo sviluppo di tali aree; e) interventi destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio, quando non alterino le condizioni degli scambi e della concorrenza nell'Unione in misura contraria all'interesse comune; f) altre categorie di aiuti, determinate con decisione del Consiglio, su proposta della Commissione. Da ultimo, il lavoro rileva lo stato dell'arte in Italia rispetto alle tematiche in questione, prendendo in considerazione i disegni di legge già presentati e gli esperimenti simili già realizzati, delineando possibili sviluppi futuri. Ulteriore slancio verso la creazione di ZES in Italia è conferito da recenti provvedimenti normativi che si muovono in questa direzione. Si pensi ai «patti per il Sud» firmati nei mesi scorsi tra il Governo e le regioni meridionali per la realizzazione di zone in cui sperimentare un regime derogatorio rispetto alla normativa nazionale dal punto di vista fiscale e degli incentivi agli investimenti. Nel caso di approvazione da parte della Commissione europea, tali strumenti potranno effettivamente essere attivati in determinate aree del Paese e, unitamente ad altre tipologie di agevolazioni, raggiungere risultati rilevanti in termini di sviluppo e occupazione.. 1 (Finalità) 1 La presente legge stabilisce le procedure, le condizioni e le modalità per la realizzazione di una zona economica speciale (ZES) nel distretto logistico-industriale dell'area della frazione di Giammoro, comune di Pace del Mela, al fine di creare condizioni favorevoli in termini doganali, fiscali, finanziari e amministrativi per favorire l'insediamento nella ZES di imprese italiane ed estere che svolgono attività logistica o industriale e per promuovere lo sviluppo economico e l'occupazione dell'area. 2 (Istituzione della ZES) 1 Nel distretto logistico-industriale dell'area della frazione di Giammoro, comune di Pace del Mela, che rientra nella gestione dell'Autorità portuale di Messina -- Sistema portuale di Messina e Milazzo e dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive (IRSAP), è istituita una ZES. 2 Alla delimitazione territoriale della ZES si provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Regione siciliana. 3 L'amministrazione e la gestione della ZES, ferme restando le competenze che le normative nazionale e dell'Unione europea attribuiscono all'autorità doganale o ad altre autorità, sono affidate a un soggetto giuridico di capitale misto, pubblico e privato, promosso dalla Regione siciliana, al quale spettano: a la predisposizione di un piano di sviluppo strategico della ZES; b la definizione di procedure semplificate per l'insediamento di nuove imprese e per la costituzione di uno sportello unico che funzioni da interfaccia con i potenziali investitori; c la definizione dei requisiti amministrativi e tecnici necessari per la registrazione di un'impresa nella ZES e la relativa attività di controllo e monitoraggio; d la definizione dei termini per la concessione o per la vendita di aree coperte o scoperte per nuove iniziative; e la lottizzazione dei terreni; f la progettazione e la costruzione di nuove infrastrutture funzionali allo sviluppo dell'area; g la progettazione e la realizzazione di opere di pubblica utilità e di servizi reali, quali trasporti, illuminazione, telecomunicazione e sicurezza; h la promozione sistematica delle aree verso i potenziali investitori internazionali; i la supervisione amministrativa, ambientate e sanitaria; l ogni altra attività finalizzata al buon funzionamento della ZES. 4 Con il decreto di cui al comma 2 si provvede a disciplinare la composizione, le competenze e le modalità di funzionamento degli organi del soggetto amministratore della ZES di cui al comma 3. 3 (Caratteristiche della ZES) 1 La Regione siciliana, di concerto con il soggetto amministratore della ZES di cui all’articolo 2, comma 3, disciplina i rapporti con i vari soggetti pubblici e privati che godono dei diritti di proprietà o di utilizzo delle aree annesse alla ZES. In ogni caso, tutte le imprese già presenti nel territorio di riferimento al momento dell'istituzione della ZES continuano a godere degli eventuali diritti di concessione di cui sono titolari. 2 Nella ZES sono ammesse imprese che svolgono attività di natura logistico-distributiva o di natura industriale, nonché imprese di servizi. 3 Nella ZES, in particolare, sono consentite le seguenti operazioni relative alle merci: a operazioni di importazione; b operazioni di deposito; c operazioni di confezionamento; d operazioni di trasformazione; e operazioni di assemblaggio; f operazioni di riesportazione. 4 Nella ZES sono espressamente vietate: a la produzione e lo stoccaggio di materiali radioattivi; b la produzione di sostanze chimiche che possono avere un impatto negativo sull'ambiente; c la fabbricazione di armi; d la produzione di tabacco; e ogni altra attività non ammessa dalla normativa dell'Unione europea. 5 All'interno delle ZES non possono essere comunque consentiti insediamenti ovvero unità produttive o di trasformazione delle merci il cui ciclo di lavorazione è in contrasto con le disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale o di salvaguardia del territorio. 6 Le imprese di nuova costituzione che si insediano nella ZES operano in piena armonia con le normative nazionale e dell'Unione europea e con gli specifici regolamenti adottati per il funzionamento della ZES. 4 (Regime fiscale) 1 Le nuove imprese che avviano una nuova attività economica nella ZES nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018 possono fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse stabilite: a esenzione totale dall'imposta sul reddito delle società per i primi otto periodi d'imposta a partire da quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.