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Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati. Onorevoli Senatori. -- La legge elettorale è una delle articolazioni fondamentali di quel complesso organismo che è il sistema istituzionale di un Paese. Essa ha infatti una incidenza determinante su aspetti primari della vita democratica: la rappresentatività delle Assemblee elettive, la governabilità e la stabilità, e finanche lo stesso evolversi del quadro politico. La legge elettorale, tuttavia, non è un totem né una monade: essa vive nello spazio e nel tempo, si connette all'architettura istituzionale e ne è complemento, contribuendo a determinare gli assetti politici. Per questo, come un corpo umano non potrebbe esistere senza una proporzione armonica fra le sue membra, il sistema di voto, oltre ad essere dotato di un funzionamento intrinseco, deve presentare connotati di coerenza con il restante sistema istituzionale. È questa la ragione per la quale all'inizio della legislatura si era immaginato di affrontare in modo organico, attraverso una apposita Commissione parlamentare, i diversi capitoli del riassetto istituzionale del nostro Paese: forma di Stato, forma di governo, bicameralismo, legge elettorale. Arrestatosi quel percorso, per assicurare equilibrio complessivo al sistema si impone il metodo degli aggiustamenti successivi. È il caso della legge elettorale denominata «Italicum»: approvata in un determinato contesto politico-istituzionale, posticipata non a caso al 1° luglio 2016 per quanto riguarda l’entrata in vigore necessita di un tagliando, adesso che la riforma del bicameralismo ha preso definitivamente forma. È evidente infatti che l'equilibrio del sistema democratico e il configurarsi del quadro politico impongono oggi quel che già al momento dell'approvazione dell'Italicum appariva consigliabile: la possibilità che non solo singole liste ma anche coalizioni di liste possano concorrere per l'attribuzione del premio di maggioranza. Ciò anche al fine di evitare che, nell’assetto che si prefigura, vi sia il rischio che culture importanti per la storia del nostro Paese vengano di fatto espulse dalla rappresentanza democratica. Il presente disegno di legge, dunque, mantenendo l'impianto a doppio turno che già era stato prefigurato nella Commissione per le riforme istituzionali istituita dal Governo Letta, introduce la possibilità di formare coalizioni di liste fin dal primo turno dell'elezione della Camera dei deputati (per la quale sola vale l'Italicum, in previsione del superamento del bicameralismo perfetto) e apporta le conseguenti modifiche agli articoli di legge che disciplinano il procedimento elettorale e l'assegnazione dei seggi. Non ci si intende infine sottrarre all’argomento frequentemente addotto per sostenere l’opportunità dell’attribuzione del premio di maggioranza alle singole liste: il prezzo pagato dall’Italia negli ultimi vent’anni in termini di instabilità a causa della rissosità di coalizioni disomogenee. Si tratta di un dato storicamente inoppugnabile, rispetto al quale tuttavia l’attribuzione del premio alla lista -- e dunque la sostituzione delle coalizioni di partiti con grandi partiti di coalizione -- non è rimedio sufficiente come la vicenda del Popolo delle Libertà (PdL), e in parte anche quella del Partito Democratico (PD), dimostrano ampiamente. Per questa ragione, il presente disegno di legge deve essere considerato in combinato disposto con una proposta di revisione costituzionale che in attuazione dell’ormai mitico ordine del giorno Perassi stabilizzi il sistema mediante il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei ministri.. 1 1 All'articolo 1, comma 1, della legge 6 maggio 2015, n. 52, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati, sono apportate le seguenti modificazioni: a alla lettera e) le parole: «le liste» sono sostituite dalle seguenti: «le coalizioni di liste che ottengono, su base nazionale, almeno il 10 per cento dei voti validi e che contengono almeno una lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 3 per cento dei voti validi nonché le liste non collegate»; b la lettera f) è sostituita dalla seguente: « f) sono attribuiti comunque 340 seggi alla lista o alla coalizione di liste che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due liste o coalizioni di liste con il maggior numero di voti». 2 1 All'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», al comma 2, terzo periodo, dopo le parole: «alle liste» sono inserite le seguenti: «e coalizioni di liste» e dopo le parole: «una lista» sono inserite le seguenti: «o una coalizione di liste». 2 L'articolo 14- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 14- bis. -- 1 . I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche. 2 . La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno. 3. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano il programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'articolo 92, secondo comma, della Costituzione. 4. Gli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 sono effettuati dai soggetti di cui all'articolo 15, primo comma. 5. Entro il trentesimo giorno antecedente quello della votazione, gli Uffici centrali circoscrizionali comunicano l'elenco delle liste ammesse, con un esemplare del relativo contrassegno, all'Ufficio centrale nazionale che, accertata la regolarità delle dichiarazioni, provvede, entro il ventesimo giorno precedente quello della votazione, alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'elenco dei collegamenti ammessi». 3 All'articolo 24, numero 2), del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «alle liste e ai relativi contrassegni» sono sostituite dalle seguenti: «alle coalizioni e alle liste non collegate e ai relativi contrassegni di lista, nonché, per ciascuna coalizione, l'ordine dei contrassegni delle liste della coalizione». 4 All'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, i commi 2 e 2- bis sono sostituiti dai seguenti: « 2. Sulle schede i contrassegni delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione sono riprodotti di seguito, in linea verticale, uno sotto l'altro, su un'unica colonna.