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-- l'occupazione nel settore è stabile e non si prevede un'ulteriore crescita; -- la qualità dei posti di lavoro nel sistema aumenta di anno in anno (aumentano gli occupati a tempo indeterminato e pieno, i salari e la quota di lavoratori che hanno frequentato corsi di formazione); -- i lavoratori sono molto soddisfatti della loro occupazione; -- l'assenteismo è ancora un problema perché è superiore a quello che si osserva nello stesso settore, probabilmente a causa dell'invecchiamento dei lavoratori (quasi 2 lavoratori su 10 hanno più di 50 anni); -- le politiche delle imprese in caso di soppressione di una prestazione non è molto trasparente e alcune volte i lavoratori sono costretti a dimettersi; -- gli immigrati rappresentano la quota più importante dei lavoratori dei servizi; -- la qualità del lavoro varia notevolmente tra belgi e stranieri: i cittadini EU-27 sono meno qualificati di quelli belgi, ma i lavoratori extracomunitari hanno qualifiche più alte rispetto agli autoctoni; -- forme di discriminazioni sono tuttavia presenti nel settore: il 16 per cento degli utenti non preferisce che un immigrato lavori presso la propria casa, il 12 per cento dei lavoratori non belgi sono stati rifiutati a causa della loro cittadinanza e il 10 per cento dichiara di essere stato trattato in modo ingiusto. I vantaggi fiscali del Cesu bancario francese sono molto più consistenti perché devono rendere vantaggioso o comunque neutro non utilizzare personale non regolare. Consistono in un credito d'imposta pari alla metà della somma effettivamente spesa (salario più contributi sociali) per retribuire il lavoratore che fornisce i servizi a domicilio. I tetti massimi per il credito d'imposta variano a seconda del servizio acquistato: quelli relativi all'assistenza ai bambini, agli anziani e ai disabili raggiungono la somma di 6.000 euro. Il tetto massimo può essere aumentato di 1.500 euro, per ogni bambino o ascendente di età superiore a 65 anni che vive nel nucleo familiare in cui viene acquistato il servizio. Il tetto massimo può essere innalzato fino a 20.000 euro l'anno per le persone con invalidità superiore all'80 per cento. Se l'importo del credito fiscale è superiore all'importo delle imposte dovute, la somma eccedente è restituita in contanti. Inoltre, nel caso in cui l'utente scelga un servizio alla persona fornito da una organizzazione accreditata, l'Iva è ridotta al 5,5 per cento in luogo dell'aliquota ordinaria del 19,6 per cento. In Belgio l'utente paga i servizi familiari (con i titres-services ) 7,50 euro l'ora (5,95 euro dopo la deduzione fiscale ) ma il valore rimborsato all'impresa di servizi ammonta a 20,80 euro per voucher: la differenza (13,30 euro) è finanziata dallo Stato. Il numero massimo di buoni-servizio acquistabili in un anno da parte di un singolo utilizzatore è di 750 (5.625 euro), portato a 2.200 (16.500 euro) per determinate categorie di persone: famiglie monoparentali, portatori di handicap, genitori di minorenni portatori di handicap, persone anziane titolari di indennità di accompagno. I titres-services sono anche uno strumento di conciliazione tra vita professionale e vita familiare, attraverso il riconoscimento di buoni-servizio gratuiti (150 all'anno) alle lavoratrici autonome che riprendono a lavorare dopo il parto. Il sistema dei childcare vouchers del Regno Unito è molto meno generoso rispetto a quello belga. I lavoratori assunti prima del 5 aprile 2011 non pagavano né tasse neppure contributi per i voucher fino al valore massimo di 55 sterline (66 euro) alla settimana o 243 sterline (292 euro) al mese. Per lo stesso valore il datore di lavoro non paga i contributi sociali. Successivamente il governo è intervenuto, in seguito alla crisi economica, per ridurre i benefici fiscali per i childcare vouchers, rimodulandoli sulla base del reddito del beneficiario. I lavoratori assunti dal 6 aprile 2011 possono ancora beneficiare della completa esenzione fiscale e contributiva per i voucher fino al valore massimo di 55 sterline alla settimana solo se la loro retribuzione è assoggettata fino al secondo scaglione d'imposta ( Bastc tax rate fino a un reddito di lire 35.001 -- 42.000 euro). Se il reddito è superiore ( Higher tax rate reddito da lire 35.001 a lire 150.000 -- 180.000 euro), la completa esenzione fiscale e contributiva si applica solo per i voucher fino al valore massimo di 28 sterline (34 euro) alla settimana o 124 sterline (149 euro) al mese. Se il reddito è ancora superiore ( Additional tax rate reddito superiore a lire 150.000), l'esenzione è applicabile solo per i voucher fino al valore massimo di 22 sterline (26 euro) alla settimana o 97 sterline (116 euro) al mese. * * * Il presente disegno di legge si compone di 19 articoli. L'articolo 1 istituisce il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia, definisce le sue finalità, individua i soggetti che possono utilizzarlo, definisce i servizi che si possono acquistare e i soggetti che possono erogarli, emetterli e pagarli. In particolare i servizi che possono essere acquistati con il voucher sono quelli elencati nell'allegato e si riferiscono alle attività effettuate dal lavoratore nel domicilio del datore di lavoro e fuori dall'abitazione e i servizi forniti in strutture esterne che riguardano l'infanzia e le persone non autosufficienti. A questi si aggiungono le più ampie prestazioni assistenziali erogate ai dipendenti come misure di welfare aziendale e le altre prestazioni assistenziali previste autonomamente dalle regioni. L'articolo 2 definisce il significato di alcune espressioni ricorrenti nel disegno di legge. L'articolo 3 introduce le agevolazioni fiscali a favore delle famiglie che utilizzano il voucher per il pagamento dei servizi alla persona e alla famiglia (primo pilastro del sistema). Occorre tenere conto che attualmente contributi versati per qualsiasi tipo di lavoratore domestico (colf, badanti, baby sitter ) si possono dedurre dal proprio reddito fino ad un massimo di 1.549,37 euro all'anno. Danno invece diritto a una detrazione le spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale (badanti) nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana, qualora il reddito complessivo del contribuente che sostiene tali spese non superi i 40.000 euro. La detrazione spetta nella misura del 19 per cento delle spese sostenute, fino ad un importo non superiore a 2.100 euro per contribuente, a prescindere dal numero dei soggetti a cui si riferisce l'assistenza. È prevista anche una detrazione Irpef pari al 19 per cento sulle spese per l'asilo nido non superiori all'importo massimo di 632 euro. L'agevolazione fiscale prevista nell'articolo 3 della proposta di legge tiene conto che in Italia il costo del lavoro per un collaboratore familiare assunto regolarmente è superiore di circa un terzo a quello assunto in nero perché alla retribuzione netta occorre aggiungere la tredicesima, i contributi sociali, il TFR e le ferie.