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Dal 10 gennaio 2022 fino al 31 marzo 2022 gli oneri a carico dell'INPS connessi con le tutele di cui al presente comma sono finanziati dallo Stato nel limite massimo di spesa di 16,4 milioni di euro per l'anno 2022, dando priorità agli eventi cronologicamente anteriori, di cui 1,5 milioni di euro per l'anno 2022 ai sensi di quanto previsto dall'articolo 26, comma 7- bis , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per i lavoratori di cui al comma 2 del medesimo articolo 26 non aventi diritto all'assicurazione economica di malattia presso l'INPS. L'INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al secondo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande. 3- ter Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3- bis si applicano anche nel periodo dal 10 gennaio 2022 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge. "; d) sostituire il comma 4 con il seguente: "4. Agli oneri derivanti dai commi 1, 3 e 3- bis , pari a 122,4 milioni di euro per l'anno 2022 si provvede: a) quanto a 76,7 milioni di euro per l'anno 2022 mediante corrispondente riduzione del fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; b) quanto a 30,7 milioni di euro per l'anno 2022, mediante corrispondente riduzione, del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma l, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2; c) quanto a 15 milioni di euro per l'anno 2022 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell'ambito del Programma «Fondi di riserva e speciali» della Missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. d) quanto a 5,2 milioni di euro per l'anno 2022, al fine di garantire la compensazione in termini di indebitamento netto e fabbisogno delle pubbliche amministrazioni, mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dal comma 1. ". Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Parente sul disegno di legge n. 2488 Sabato 5 febbraio, meno di una settimana fa, il Parlamento in seduta comune, ha rieletto Sergio Mattarella Presidente della Repubblica per un nuovo mandato. Toccanti e dense di significato le parole del Presidente nel suo discorso di giuramento. Particolarmente importanti per tutti noi che rappresentiamo la Nazione, come recita la nostra Costituzione, le frasi sul ruolo del "Parlamento come luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile". Quasi un anno fa, il 17 febbraio, abbiamo votato in questo ramo del Parlamento la fiducia al Governo Draghi. Il presidente Mario Draghi nel suo bel discorso programmatico ha premesso alcuni concetti anch'essi fondamentali per il nostro ruolo. Innanzitutto il richiamo del presidente Draghi allo spirito repubblicano con il quale nasceva il suo Governo. Ricordo le sue parole di un altro passaggio fondamentale: "si è detto e scritto che questo Governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d'accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità. (...) Ma semmai un passo avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell'avvicinarsi alle problematiche delle famiglie e delle imprese...". Ieri durante i lavori della Commissione affari costituzionali sono riecheggiate dentro di me queste parole. Come parlamentari non nascondiamo la fatica in questa fase ad esercitare il nostro potere legislativo in un momento di sovrapposizione di conversione in legge di decreti su emergenza COVID. Naturalmente comprendiamo e lavoriamo con il Governo, che è costretto ad intervenire su numerosi ambiti, sanità, trasporti, scuola per restringere le misure quando il virus morde e allargarle nelle fasi di contenimento della pandemia. È un lavoro arduo. Ma ritengo che il valore che il Parlamento può dare in questa fase sta proprio nel ritrovare la sua centralità come luogo di più alta rappresentanza che porta nelle istituzioni istanze e bisogni della cittadinanza. Siamo ora in una fase di discesa della curva epidemiologica, di notevole aderenza dei cittadini alla vaccinazione, di efficacia di misure come il super green pass , quindi possiamo pensare con prudenza anche all'uscita dallo stato di emergenza. Ebbene, compito del Parlamento è costruire un percorso di normalità e di futuro. Vorrei fare alcuni esempi di acquisizioni normative frutto del dialogo, certo a volte teso, tra le forze politiche e nell'interlocuzione con il Governo. Abbiamo approvato in Commissione degli emendamenti riferiti al coinvolgimento dei produttori di mascherine nella programmazione delle acquisizioni immediate e in quelle future. Bisogna ora costruire un'economia di pace in un tempo di guerra e quindi avere la capacità, come sistema Paese, di andare nella direzione di incentivare filiere italiane di produzione e non farci trovare di nuovo impreparati come nella prima ondata nell'approvvigionamento di mascherine. Un altro esempio è l'approvazione di un emendamento che mi sta particolarmente a cuore proposto dal Gruppo Italia Viva, ma che è stato tema della 12 a Commissione che mi onoro di presiedere. Si tratta del ripristino del diritto di visita dei familiari nei reparti degli ospedali, certamente con il green pass , mascherine, e tutte le misure di sicurezza che i direttori sanitari vorranno prendere. Ma dal 10 marzo si garantisce il diritto alla visita giornaliera di almeno 45 minuti, perché sappiamo che la presenza dei familiari, dei propri cari è parte dei percorsi di cura. Troppe persone hanno sofferto in questi due anni senza la vicinanza degli affetti in ospedale in momenti di debolezza fisica e psicologica, e non potevamo più protrarre questa decisione. E, da ultimo, sono soddisfatta della proroga della tutela dei lavoratori fragili. Dobbiamo continuare sulla strada di un lavoro proficuo tra Governo e Parlamento e tanto c'è ancora da fare... sulla sanità penso ad esempio all'abbattimento delle liste d'attesa e la cura dei malati non Covid. Ma sono ottimista, siamo tutti in cammino, Governo e Parlamento, per costruire il futuro della popolazione. Deve intervenire il coraggio della politica, la responsabilità dei partiti come parte della democrazia di rappresentanza che altro non è che mediazione tra interessi e bisogni, senza rifugiarsi in facili populismi che si sciolgono poi come neve al sole.