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Riteniamo sia doveroso e urgente che il Primo Ministro riferisca a quest'Assemblea l'esito di un Consiglio europeo tanto sottolineato e rimarcato, quanto improvvido nei risultati. Mi sembra che l'esito di questo vertice assomigli più a un verbale che a un documento unitario; un verbale nel quale ognuno ha annotato la propria posizione per venderla alla propria opinione pubblica. Del resto, ciò che sta accadendo in Germania in queste ore e anche nel rapporto con l'Austria, con la possibile chiusura delle frontiere e con la risposta improvvida che sta dando il ministro Salvini a tutte queste evoluzioni, dicendo che tanto a noi va bene che si chiudano le frontiere, uccidendo una delle più grandi conquiste dell'Europa e dell'Italia che è la libera circolazione e arrecando un grande nocumento economico e sociale ai cittadini italiani, tutto questo merita l'attenzione dell'Assemblea. Venga Conte e ci riferisca anche del vertice dell'Unione africana che si è concluso ieri. Non possiamo parlare di Africa soltanto quando ci interessa perché da lì vengono i migranti e i richiedenti asilo. Se davvero ci interessa l'Africa, l'Africa reclama la nostra attenzione ogni giorno . (Applausi dal Gruppo PD) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, mi associo alla richiesta che il Governo riferisca sugli esiti del vertice europeo. Lo stesso presidente del Consiglio Conte, riferendo in questa sede prima del vertice stesso, ne aveva parlato come di un momento epocale, un momento di svolta estremamente importante, che sarebbe stata - a suo dire - determinata anche dal Governo da lui presieduto. Crediamo che sia opportuno sentire questi risultati che, come è stato accennato, sono parecchio diversi da quelli attesi e molto articolati. Sarebbe pertanto estremamente positivo che il presidente Conte seguisse la stessa prassi attuata - com'è stato giustamente detto - dal presidente del Consiglio Monti, riferendo cioè sugli esiti del vertice, in modo da capire se ci sia stata realmente un'attinenza tra quello che il Senato ha votato, impegnando il Governo in una certa direzione, e quello che il Governo ha sostenuto, per non parlare di quello che ha ottenuto, a livello europeo. A noi pare che abbia ottenuto davvero molto poco, ma, proprio per dare al Presidente del Consiglio la facoltà di spiegarlo, credo che quella di cui stiamo parlando sarebbe un'ottima occasione - devo dire anche pienamente appropriata dal punto di vista istituzionale - per parlare delle conseguenze per quanto riguarda l'immigrazione, l'economia e le sanzioni alla Russia. È stato un vertice estremamente importante ed è importante che il Parlamento ne sia informato e, attraverso il Parlamento, tutti i cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 488 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, recante misure urgenti per l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché per il completamento dei piani di nuova industrializzazione, di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 488, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Puglia, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PUGLIA, relatore . Signor Presidente, il disegno di legge n. 488 «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, recante misure urgenti per l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché per il completamento dei piani di nuova industrializzazione, di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali», approvato dalla Camera dei deputati, consente, per il 2018, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree di crisi industriale complessa. Tali aree sono territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale. Al riguardo si precisa che la complessità può derivare o da crisi di una o più imprese di grande o media dimensione, con effetti sull'indotto, o da gravi crisi di uno specifico settore industriale, con elevata specializzazione sul territorio. In tali aree, l'articolo 44, comma 11- bis , del decreto legislativo n. 148 del 2015, ha previsto la possibilità di concedere un intervento di Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, sulla base di specifici accordi stipulati in sede governativa, per il biennio 2016-2017 ed entro il limite di determinate risorse. Successivamente la legge n. 205 del 2017 ha previsto l'utilizzo delle richiamate risorse, non utilizzate nel biennio 2016-2017, anche nel 2018 (in particolare, l'articolo 1, comma 139), nonché la facoltà per le Regioni di prorogare specifici trattamenti di Cassa integrazione guadagni in deroga (articolo 1, comma 145). Si evidenzia in particolare che con il provvedimento in esame, in primo luogo, si aggiungono alle risorse finanziarie nel 2018 per i trattamenti di Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga e di mobilità in deroga, per le richiamate aree, ai sensi dell'articolo 1, comma 139, della legge n. 205 del 2017, ulteriori 9 milioni di euro, per le specifiche situazioni occupazionali insistenti nella Regione Sardegna (articolo 1, comma 1). A tali oneri si provvede con il Fondo sociale per l'occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 185 del 2008 (articolo 1, comma 2). Pertanto, il disegno di legge in esame reca alcuni interventi in materia di ammortizzatori sociali in deroga, ed in particolare si compone di tre articoli. In riferimento all'articolo 1, ricordo che per la Regione Sardegna sono riconosciute «aree di crisi industriale complessa» quella del polo industriale di Portovesme e quella di Porto Torres. È pertanto necessario procedere ad un ulteriore finanziamento delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali in deroga nelle suddette aree, in quanto per la Regione Sardegna le risorse stanziate risultano insufficienti a garantire gli obiettivi programmati. Per assicurare la prosecuzione per ulteriori sei mesi di trattamenti di mobilità in deroga in scadenza il 30 giugno 2018 per una platea di 1.000 lavoratori sono appunto stanziati 9 milioni di euro per il 2018 a carico del Fondo sociale per l'occupazione e formazione. Il successivo articolo 2 opera un chiarimento riguardo al finanziamento delle proroghe di trattamenti di Cassa integrazione guadagni in deroga adottate dalle Regioni entro il 2017, ai sensi dell'articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.