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Con parere favorevole della RELATRICE e del rappresentate del GOVERNO, è posto ai voti ed approvato l'emendamento 10.0.1. Il rappresentate del GOVERNO accoglie l'ordine del giorno n. G/1571/5/13. Dopo che la senatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) ha trasformato l'emendamento 10.0.4 nell'ordine del giorno n. G/1571/11/13, pubblicato in allegato, la PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'esame degli ordini del giorno n. n. G/1571/9/13 e n. G/1571/11/13. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. La RELATRICE e il rappresentate del GOVERNO esprimono poi parere contrario sull'emendamento 10.0.6. Il senatore NASTRI ( FdI ) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 10.0.6. La senatrice NUGNES ( Misto ) annuncia il voto contrario sull'emendamento 10.0.6. Posto ai voti l'emendamento10.0.6 è respinto. Dopo che la senatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) ha ritirato l'emendamento 11.2, la RELATRICE esprime parere contrario sugli emendamenti 11.3, 11.7 e 11.9. Il rappresentate del GOVERNO esprime parere conforme. Dopo che gli emendamenti 11.3, 11.7 e 11.9 sono stati dichiarati decaduti stante l'assenza dei proponenti, posto ai voti è approvato l'articolo 11. Col parere favorevole della RELATRICE e del rappresentate del GOVERNO è poi posto ai voti e approvato l'emendamento 11.0.2 (testo 2). Dopo che il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) ha ritirato gli emendamenti 12.5 e 12.6, la RELATRICE esprime parere favorevole sugli emendamenti 12.1 (testo 2), 12.2 e 12.3. Il rappresentate del GOVERNO esprime parere conforme. Posto ai voto è approvato l'emendamento 12.1 (testo 2), risultando conseguentemente assorbito l'emendamento 12.2. Sono quindi separatamente posti ai voti e approvati l'emendamento 12.3, nonché l'articolo 12 come emendato. Senza discussione sono posti ai voti e approvati l'articolo 13 e l'articolo 14. Il seguito della discussione congiunta è infine rinviato. La seduta termina alle ore 16,15. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1679 La 13ª Commissione del Senato, esaminato il disegno di legge in titolo per le parti di competenza, considerato che: appare necessario ribadire in generale il principio della "responsabilità sociale dell'urbanistica" quale scienza sociale con un ruolo in grado di determinare e plasmare il tessuto sociale e la sua stessa qualità, luogo delle convivenze pacifiche e armoniche e della gestione dei conflitti, tramite la progettazione, la pianificazione pubblica, e il controllo pubblico, prevedendo la partecipazione del privato, sempre nell'interesse della collettività, che non può essere lasciata all'arbitrio dell'interesse individuale; coerentemente con questa prospettiva risulta, altresì, indispensabile modificare, anche in questo specifico ambito, il concetto stesso di sviluppo quale sviluppo lineare ed infinito, costruendo sul costruito, tramite il riuso del patrimonio immobiliare inutilizzato o sottoutilizzato, e prevedendo che la rigenerazione e la trasformazione dell'esistente avvenga con maggior flessibilità, economicità e velocità che nel passato; ugualmente centrale a tali fini deve inoltre ritenersi un maggior, più efficace ed efficiente, e quindi veloce, controllo, pubblico qualificato, in vista della trasformazione e del recupero del patrimonio urbano e architettonico e della tutela dello stesso quale valore identitario, espressione materiale e immateriale di qualità storiche intrinseche dei luoghi; considerato altresì, più in particolare, che: le politiche statali concernenti le energie rinnovabili stanno assumendo, già da diversi anni, un ruolo determinante nelle strategie di rilancio del Paese e le tecnologie del settore, oltre a produrre, a basso costo, energia sostenibile, contribuiscono all'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica, essendo perciò fondamentali per raggiungere gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione di gas serra rilasciati nell'atmosfera; in questo quadro il fotovoltaico, in particolare, è in un momento di significativa espansione, dovendosi in proposito ricordare che i più recenti interventi normativi con la promozione del consumo condiviso, hanno implementato la possibilità per i cittadini di diventare, essi stessi, fornitori di energia, mentre le agevolazioni introdotte in materia edilizia hanno consentito che venissero posti in essere numerosi interventi legati a progetti di recupero e di efficientamento energetico del patrimonio edile; l'applicazione delle richiamate misure agevolative non è risultata peraltro omogenea sull'intero territorio nazionale, rilevandosi, tra l'altro, specifiche difficoltà nei centri storici dei borghi e delle città, a causa della loro struttura urbanistica, e dei vari vincoli, soprattutto paesaggistici, a cui sono soggetti tali aree; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1) si ritiene opportuno, in linea generale che la delega in titolo sia esercitata con una pluralità di atti esplicitando tale previsione nella legge di delegazione; 2) si ritiene opportuno, all'articolo 1, comma 2, lettera a), chiarire: - che l'obiettivo perseguito deve essere quello del contenimento del consumo di suolo e del miglioramento della permeabilità dei suoli nel tessuto urbano (attraverso la rigenerazione urbana), coerentemente con gli obiettivi fissati dall'Unione europea; - che deve essere promosso l'obbligo della priorità del riuso e del recupero rispetto al nuovo consumo di suolo; - che deve essere assicurato che il consumo di suolo avvenga sempre garantendo il pareggio di bilancio dei servizi ecosistemici; 3) si ritiene opportuno, all'articolo 1, comma 2, lettera d), chiarire che è fatto salvo il principio secondo cui l'aumento del carico urbanistico determina sempre l'onerosità dell'intervento e l'obbligo e l'onere di maggiori standard urbanistici; 4) si ritiene opportuno, all'articolo 1, comma 2, lettera d), prevedere che la capacità insediativa deve essere variabile del "metodo demografico" e solo in aree caratterizzate dal rischio di abbandono e desertificazione può essere adottato il "metodo dell'attrattività"; 5) si ritiene opportuno, all'art.1, comma 2, lettera e), stabilire che la determinazione delle categorie funzionali deve avvenire sulla base della compatibilità e complementarità tra loro ai fini dei cambi di destinazione all'interno delle medesime categorie; 6) si ritiene opportuno, all'articolo 1, comma 2, lettera f), specificare che la disciplina dell'accertamento di conformità, tenga conto del rispetto degli strumenti urbanistici vigenti e pregressi, e cioè della cosiddetta "doppia conformità";