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Se il rimpiazzo nella misura indicata può servire a mantenere il livello dei risultati raggiunti, l'obiettivo strategico è però quello di migliorare ulteriormente la performance organizzativa dell'Agenzia. Ciò comporta un accrescimento della qualità dei controlli e, di riflesso, una disponibilità aggiuntiva di risorse particolarmente qualificate. Tale incremento può essere quantificato in ulteriori 550 unità nel triennio. Con l'assunzione di 1.900 nuove unità di terza area sarebbe possibile garantire, oltre al livello attuale di recupero di gettito, un significativo incremento del gettito stesso sia in termini di recupero diretto, sia in termini di tax compliance , grazie appunto alla migliore qualità ed efficacia dell'azione accertatrice. La legislazione vigente consente già un turn-over per un numero di unità corrispondente, per il 2014, al 20 per cento della spesa per le retribuzioni che erano corrisposte al personale cessato nell'anno precedente. Per il 2015 e il 2016 le percentuali sono invece pari, rispettivamente, al 40 per cento e al 60 per cento. Nel complesso, pertanto, circa 800 unità potrebbero essere comunque assunte, sicché la deroga normativa richiesta riguarderebbe solo l'assunzione di 1.100 nuovi funzionari (400 il primo anno e 350 in ciascuno degli altri due anni del triennio). L'operazione di incorporazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) nell'Agenzia delle dogane e di soppressione dell'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI) -- disposta dall'articolo 23- quater del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012 -- è consistita, sostanzialmente, in un trasferimento di funzioni e di risorse umane dall'ente incorporato (o soppresso) all'ente incorporante, con mantenimento, da parte del personale trasferito, dello stesso trattamento economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento nel ruolo dell'ente incorporante. In particolare, il comma 7, penultimo periodo, del menzionato articolo 23- quater dispone che, al fine di garantire la continuità delle attività già facenti capo all'ente incorporato, fino al perfezionamento del processo di riorganizzazione, tali attività continuano a essere esercitate dalle articolazioni competenti, con i relativi titolari, presso le sedi e gli uffici già a tal fine utilizzati, il tutto senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, come espressamente disposto dal comma 11 del medesimo articolo (per quanto riguarda la soppressa ASSI, trova applicazione il comma 9 del citato articolo 23- quater) . Articolo 2 L'articolo 2 mira a introdurre nel nostro ordinamento la fattispecie incriminatrice dell'autoriciclaggio, ovverosia a estendere la punibilità per riciclaggio all'autore, anche in concorso, del reato da cui provengono il denaro, i beni o le utilità che ne costituiscono oggetto (reato presupposto). Attualmente è punito a titolo di riciclaggio soltanto chi non abbia commesso, o non abbia concorso a commettere, anche il reato presupposto. A tal uopo opera, infatti, la clausola di riserva, secondo cui il riciclaggio è sanzionabile soltanto «fuori dei casi di concorso nel reato». Così concepita, la clausola di riserva riduce sensibilmente l'operatività in concreto della fattispecie. Per effetto della stessa, infatti, è esclusa la punibilità per riciclaggio non solo dell'autore del reato presupposto che provveda direttamente a sostituire o trasferire i proventi o comunque a ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa; ma anche e soprattutto dell'autore in via principale della condotta di riciclaggio il quale, per il fatto di aver anche in minima parte contribuito alla commissione del reato presupposto, concorre solo in quest'ultimo reato, andando così immune dal riciclaggio. Sul piano criminologico, quest'ultima condotta appare sempre più diffusa in connessione con reati di appropriazione indebita, evasione fiscale e corruzione. Non è, infatti, infrequente che esponenti o titolari di aziende si accordino con terzi «riciclatori» nel senso di utilizzare mezzi di questi ultimi, come società di comodo che emettono fatture per prestazioni inesistenti, allo scopo e con l'effetto di sottrarre all'azienda e a tassazione, e in seguito riciclare, denaro o beni sociali da destinare a proprio uso personale, per finalità corruttive o altro. È anche per questi motivi che l'introduzione della fattispecie di «autoriciclaggio» si rende oggi quanto mai necessaria, come risulta, del resto, confermato negli orientamenti degli organismi internazionali operanti in materia. In questo senso, il Gruppo di lavoro dell'OCSE sulla corruzione ha di recente osservato, nel Rapporto di Fase 3 sull'Italia del 2011, come, sebbene la convenzione OCSE contro la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri non preveda l'obbligo di criminalizzare l'autoriciclaggio, una simile lacuna normativa, «che rischia di ostacolare l'efficace applicazione della legislazione in materia di corruzione internazionale, non sembra giustificata dai principi giuridici fondamentali». Per parte sua, il Fondo monetario internazionale ha, invece, rilevato, nel Rapporto sull'Italia del 2006, come, per quanto le 40 Raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria internazionale -- GAFI per la prevenzione e il contrasto al riciclaggio e del finanziamento del terrorismo non impongano espressamente la sanzionabilità dell'autoriciclaggio, l'introduzione di questa fattispecie sia nondimeno raccomandabile, anche alla luce delle esigenze investigative rappresentate dalle stesse autorità italiane. Tanto premesso, con la presente proposta si intende modificare l'articolo 648- bis del codice penale -- che attualmente disciplina il delitto di riciclaggio -- eliminando la clausola di riserva che esclude la punibilità di quanti compiono o concorrono nel reato-base da cui deriva la ricchezza illecita. Analoga modifica normativa si propone per il reimpiego (articolo 648- ter del codice penale). Relazione tecnica Articolo 1, commi 1 e 2 Con riguardo all’articolo, non si prevedono, al momento, effetti finanziari (se non nella misura simbolica di 1 euro per sola memoria), in considerazione dell’assoluta imprevedibilità sia del numero dei soggetti interessati che potrebbero aderire all’iniziativa sia della quota delle attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato oggetto della nuova procedura di collaborazione volontaria. D’altra parte, anche in coerenza con le suindicate considerazioni, l’articolo dispone che i maggiori introiti derivanti dalle disposizioni di cui affluiscono ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnati ad un fondo iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze, finalizzato -- tra l’altro -- alla riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese. Articolo 1, comma 3 Il passaggio di personale tra le sezioni può realizzarsi anche progressivamente in coerenza con il processo di riorganizzazione e di razionalizzazione.