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Ciò che è emerso e che preoccupa è il totale distacco tra le prerogative del Governo al decreto fiscale e le richieste, quasi sempre bocciate, che noi parlamentari abbiamo il dovere di porre, tramite gli emendamenti. Il problema, però, è che siamo noi parlamentari, che viviamo i nostri collegi di riferimento e conosciamo le esigenze del territorio, a sapere quali sono le reali richieste di coloro che subiranno le conseguenze di questo decreto-legge. Invece, con rammarico, abbiamo assistito all'impotenza dei partiti politici davanti all'assillante presenza della burocrazia ministeriale e governativa, capace di contrastare le naturali richieste che il Paese, specialmente in un momento difficile come questo, ci ha fatto pervenire. Tuttavia, onorevoli colleghe e colleghi, dobbiamo avere l'onestà intellettuale di ammettere che non possiamo non registrare una preoccupante e ferma volontà da parte del Governo di non ascoltare ciò che i parlamentari del Gruppo Fratelli d'Italia - e spesso anche degli altri partiti - abbiamo a gran voce richiesto. Per carità, qualcosa di buono, specie rispetto al passato, è stato fatto. Abbiamo perso traccia - grazie a Dio - di ridicoli provvedimenti come il cash back che, infaustamente, qualcuno del MoVimento 5 Stelle voleva ancora, con coraggio, riproporre. Di contro, abbiamo letto della presenza di un rinvio per alcune scadenze fiscali che avrebbero messo in difficoltà molti contribuenti. Ma la verità, colleghe e colleghi, è che votiamo oggi in Aula un provvedimento timido, ancora distante dalle esigenze del Paese. Come Fratelli d'Italia abbiamo fatto tutto il possibile e tutto ciò che è giusto fare. Abbiamo ottenuto il passaggio di alcuni importanti emendamenti, come quello sostenuto da me e dai colleghi De Bertoldi, Iannone e Drago, per fare in modo che i dirigenti scolastici possano avere uno scudo rispetto alle responsabilità civili, amministrative e penali che la pandemia potrebbe comportare in ragione della delicata funzione che svolgono. Da tempo sosteniamo, infatti, che queste figure non possono essere lasciate sole e non possono essere perseguite se svolgono bene il loro dovere nell'applicazione delle disposizioni che il Governo adotta spesso in continua contraddizione. Non solo: abbiamo impegnato il Governo a rivedere le rate per la rottamazione delle cartelle fino al 31 dicembre 2022; così come siamo riusciti a far approvare un altro emendamento per facilitare la possibilità che le casse di previdenza dei professionisti svolgano attività di assistenza verso gli iscritti durante le situazioni di calamità o emergenza. Questo è ciò che abbiamo ottenuto con spirito costruttivo nei confronti del Paese. Avremmo voluto - attraverso i lavori della Commissione - poter essere ancora più efficienti e incisivi. Avremmo voluto concretizzare nostre proposte in grado di attuare alcuni sgravi o aiuti fiscali, in grado di supportare aziende e famiglie italiane. Tuttavia, con dispiacere non possiamo non dichiarare che molto altro avremmo voluto e dovuto fare, ma che a causa della situazione sopra descritta non ci è stato possibile attuare. È una nuova occasione persa che ricadrà per l'ennesima volta sulle spalle dei cittadini italiani, che tutti noi avremmo dovuto meglio tutelare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, con l'approvazione di questo decreto-legge, a seguito dell'importante lavoro che è stato fatto nelle Commissioni congiunte finanze e lavoro, si va a ottenere una serie di risultati importanti, attesi dal mondo delle imprese e anche da tanti cittadini. C'è una mini proroga delle cartelle: nove giorni in più per il pagamento della rottamazione ter, saldo e stralcio; può apparire poco, ma - considerando quanto accaduto e i limiti di tempo e sapendo che si aggiungono anche cinque giorni di tolleranza - si arriva di fatto al 14 del mese come ulteriore tempo per poter pagare le cartelle stesse. C'è poi un emendamento importante, proposto dal senatore Misiani e sottoscritto da diversi colleghi del Partito Democratico, che prevede la possibilità di cumulo tra l'assegno di invalidità e il reddito da lavoro. A seguito di una circolare dell'INPS si era creata una condizione di particolare difficoltà e criticità per molte persone con disabilità. Ebbene, grazie a quell'emendamento si va a riportare chiarezza in una situazione diventata oggettivamente difficile. C'è un allungamento di trenta giorni, da centocinquanta a centottanta, dei tempi per saldare le cartelle sospese durante l'emergenza Covid e ci sarà anche più tempo, fino al 16 gennaio del 2022, per pagare gli avvisi bonari in scadenza tra l'8 marzo e il 31 maggio del 2020 che avrebbero dovuto essere effettuati entro il 16 settembre o, in caso di pagamento rateale, entro il 16 dicembre, ma la cui riscossione è stata sospesa per la pandemia. C'è poi un importante impegno da parte del Governo sul patent box : le forze di maggioranza hanno chiesto al Governo di rivedere le novità sul regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall'utilizzo di software protetti da copyright e brevetti industriali, che era stata contestata da più parti, e il Governo si è impegnato - e lo ringraziamo - a riformulare la norma nelle prossime settimane in legge di bilancio. Vorrei però soffermarmi più lungamente sulle disposizioni a favore dei lavoratori con disturbi dello spettro autistico: una norma che è stata approvata dalle Commissioni e che porta ad introdurre una novità assoluta nel nostro ordinamento, con misure a favore delle startup sociali innovative, cioè di imprese che decidono di operare non tanto per una ricerca di utile, quanto per la finalità di dare lavoro a persone autistiche, le quali normalmente faticherebbero a trovare una collocazione lavorativa. Le misure prevedono sgravi fiscali e contributivi per le imprese che devono assumere persone con autismo nella misura di due terzi di tutto quanto il personale operativo. Gli utili saranno esenti per cinque anni dall'imposta sul reddito e dall'Irap. Inoltre, c'è un incentivo previdenziale per l'imprenditore che potrà quindi scontare del 70 per cento quanto dovuto in termini contributivi per un triennio. C'è un beneficio importante anche per il lavoratore autistico, con i redditi che non saranno oggetto di imponibile e con il riconoscimento di contributi previdenziali figurativi. In questo modo, con l'approvazione di questo emendamento, viene di fatto quasi totalmente assorbito il disegno di legge che avevo presentato due anni fa proprio su queste tematiche e finalità, frutto di un'iniziativa che molti colleghi ricorderanno che si tenne qui in Senato nel luglio del 2019, nella quale due realtà che operano con ragazzi autistici, PizzAut e Tortellante, vennero qui e i ragazzi ci servirono i loro prodotti (pizza e tortellini). Nel frattempo, ho avuto modo di conoscere molte altre realtà che hanno questa vocazione, e cioè l'obiettivo di operare perché persone autistiche possano essere incluse nella società e soprattutto possano avere un diritto al lavoro. Penso alla Banda Rulli Frulli, alla cooperativa Inchiostro, che si trova a Soncino; penso ad Equo Food in Sicilia, in Provincia di Caltanissetta;