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La sua rassegna stampa mi ha fatto compagnia la mattina per tanti anni, anche quando espletavo altre funzioni, quelle di magistrato, perché non era una mera lettura dei giornali, ma un modo di trattare le notizie della politica e della cronaca con ironia, con commenti che davano risalto alle notizie e con una passione politica che ho avuto modo di apprezzare anche personalmente, da Presidente del Senato, in occasione di incontri che ho avuto con lui recentemente. Il 1° aprile è stato l'ultimo giorno in cui ho potuto sentire la sua voce e ancora mi rimangono cari quel tentativo di ricerca delle pagine dei giornali, quel dare valore alla notizia in relazione alla pagina in cui era stata collocata dalle redazioni e una serie di particolari della sua attività che lo rendevano unico ai miei occhi. A nome del Gruppo di Liberi e Uguali, mi unisco quindi al cordoglio nei confronti dei familiari e di tutta Radio Radicale, che spero dalla sua morte possa non dico rinascere - perché è ancora viva - ma sopravvivere: che la sua morte possa servire a far rimanere in vita Radio Radicale: è questo che tutti auspichiamo. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). (Applausi) . Senatore Di Nicola, ho visto solo dopo l'inizio del minuto di raccoglimento che intendeva intervenire: potrà farlo un'altra volta. Discussione del disegno di legge: Doc 1165 Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1165. Il relatore, senatore Di Piazza, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. DI PIAZZA, relatore . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, la Commissione finanze ha concluso l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 22 del 2019, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito in caso di un recesso di quest'ultimo dall'Unione europea. Il lavoro in Commissione è stato positivo, equilibrato e spesso condiviso. Ringrazio i senatori, per il loro contributo e per l'andamento scorrevole e celere dei lavori, nonché i funzionari della Commissione per il loro fondamentale ruolo tecnico. Il decreto-legge è stato emanato in un momento in cui vi è ancora incertezza sui tempi e sulle modalità di uscita dall'Unione europea del Regno Unito, che ha raggiunto un accordo di recesso il 22 novembre 2018, il quale tuttavia è stato respinto dal Parlamento del Regno lo scorso 29 marzo 2019, data coincidente con la scadenza del biennio dalla notifica della determinazione di recedere. Nel Consiglio europeo straordinario svoltosi il 10 aprile 2019, dedicato a valutare le modalità con le quali il Regno Unito intende procedere in seguito alla mancata approvazione dell'accordo di recesso, ha adottato conclusioni nelle quali, in particolare, sulla base delle richieste del Regno Unito ha concordato di concedere un'ulteriore proroga del termine ex articolo 50 del Trattato dell'Unione europea per consentire la ratifica dell'accordo di recesso. Tale proroga, in ogni caso, non potrà andare oltre il 31 ottobre 2019, né dovrà consentire di minare il regolare funzionamento delle istituzioni dell'Unione europea. È stato stabilito, inoltre, che durante il periodo di proroga il Regno Unito rimanga stato membro dell'Unione europea con pieni diritti ed obbligazioni e possa revocare la notifica del recesso in qualsiasi momento. Le disposizioni in esame affrontano principalmente l'esigenza di fornire un quadro giuridico chiaro ai rapporti finanziari tra Italia e Regno Unito. A queste se ne aggiungono alcune che, pur non essendo direttamente connesse alla Brexit, sono volte a garantire la sicurezza dei cittadini e la stabilità finanziaria. Il capo I, all'articolo 1, novella il decreto-legge n. 21 del 2012, recante «norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni». In particolare, la norma è volta ad aggiornare la disciplina in materia di poteri speciali, in conseguenza dell'evoluzione tecnologica intercorsa, con particolare riferimento alla tecnologia 5G e ai connessi rischi di un uso improprio dei dati con implicazioni sulla sicurezza nazionale. Tali poteri sono assistiti da un obbligo di notifica applicabile alle parti contraenti di contratti o accordi che consenta all'Esecutivo il tempestivo esercizio del veto. Nel capo II il decreto-legge realizza uno scenario in cui ai soggetti italiani che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo, viene consentito, salvo diversa previsione del Regno Unito, di proseguire l'operatività, mentre agli operatori del Regno Unito viene imposto un restringimento del campo d'azione parziale (banche, imprese d'investimento e istituti di moneta elettronica) o totale (istituti di pagamento, fondi e relativi gestori e imprese di assicurazione). In particolare, infatti, l'articolo 2 reca la disciplina transitoria applicabile per garantire la stabilità finanziaria in caso di recesso del Regno Unito dall'Unione europea in assenza di accordo e fornisce le definizioni di alcune espressioni utilizzate nel testo del decreto-legge, come quella delle imprese bancarie, finanziarie e assicurative destinatarie delle norme. L'articolo 3 disciplina la continuazione, durante il periodo transitorio, dell'attività da parte di banche, imprese d'investimento e istituti di moneta elettronica già autorizzati alla prestazione dei relativi servizi. La possibilità di continuare ad operare è condizionata alla notifica alle autorità competenti e alla presentazione di un'istanza di autorizzazione allo svolgimento dell'attività entro sei mesi dalla data di recesso. La disciplina distingue i soggetti che operano su base stabile, avvalendosi del diritto di stabilimento, da quelli che operano in regime di libera prestazione. In questo secondo caso, ferma restando la necessità di notifica, sono escluse le seguenti attività: per le banche, la possibilità di effettuare la raccolta del risparmio;