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Nuove disposizioni in materia di trasmissione telematica delle operazioni IVA e destinazione delle relative risorse per l'incremento della dotazione del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale di cui all'articolo 1, commi da 386 a 389, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge che recupera in parte il lavoro svolto dal centro studi dell’associazione Nuova Economia Nuova Società (NENS) in materia di trasmissione telematica delle operazioni IVA dello scorso ottobre 2015 ha, innanzitutto, lo scopo di razionalizzare gli adempimenti -- posti a carico dei soggetti passivi IVA -- finalizzati a comunicare, in modo dettagliato, alcuni dati contenuti nei documenti di certificazione dei ricavi/compensi e dei corrispettivi. Tali adempimenti comunicativi sono conseguenza di disposizioni normative e/o regolamentari succedutesi negli ultimi dieci anni in modo poco coordinato tra loro, anche se tutte con la finalità di potenziare l'attività conoscitiva e di controllo dell'Amministrazione finanziaria. In tal senso, il disegno di legge è in linea con l'obiettivo della razionalizzazione e della semplificazione delle procedure di attuazione delle norme tributarie disciplinato dall'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, facendo leva sulle tecnologie che consentono di informatizzare i processi amministrativi e contabili. Più in generale, l'obiettivo è quello di ridurre significativamente il VAT gap (la differenza tra il gettito IVA potenziale e l'incasso effettivamente realizzato) italiano che, da un recente studio della Commissione europea, è stimato in circa 47,5 miliardi di euro per l'anno 2013, ponendo il nostro Paese significativamente al di sopra della media dei Paesi dell’Unione europea. A tale proposito si ritiene interessante richiamare l'esperienza del Portogallo che nel 2012 ha impostato una riforma dell'IVA basata su princìpi analoghi a quelli proposti (trasmissione obbligatoria dei dati delle fatture). Tale riforma è andata gradualmente a regime a fine 2014. Il risultato è che le previsioni del gettito IVA 2015 registrano un incremento del 14,4 per cento rispetto a quello ante-riforma del 2011. Questo a fronte di un PIL che nello stesso periodo dovrebbe rimanere praticamente invariato (-0,01 per cento). Rapportati alla nostra situazione, i risultati conseguiti in Portogallo potrebbero equivalere, a regime, a un aumento di oltre 16 miliardi di euro della sola IVA riscossa; senza tener conto che, sempre secondo la Commissione europea, l'evasione in Italia è molto maggiore di quella portoghese. In particolate l'articolo 1 del presente disegno di legge prevede il superamento di quattro adempimenti comunicativi (comunicazione delle operazioni effettuate con Paesi della black list , comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing , nonché dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio, comunicazione dei dati registrati riferiti alle fatture ricevute da operatori della Repubblica di San Marino, comunicazione dei dati delle operazioni di acquisto di beni e prestazioni di servizio ricevute da fornitori residenti nell'Unione europea); stabilendo un unico obbligo comunicativo dei dati presenti in tutte le fatture emesse nei confronti di soggetti, anche non passivi IVA, residenti nel territorio dello Stato e dei dati delle sole fatture ricevute da soggetti non residenti nel territorio dello Stato. L'adempimento proposto, peraltro, non risulta innovativo, ma solo sostitutivo dell'attuale adempimento denominato «spesometro», disciplinato dall'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, la revisione di quest'ultimo si rende indispensabile al fine di consentire ai contribuenti di avere piena chiarezza sui dati da trasmettere e per superare numerose eccezioni, di tipo oggettivo ovvero soggettivo, che -- a decorrere dalla data di prima emanazione della disposizione -- sono state introdotte mediante modifiche della stessa norma ovvero da documenti regolamentari o di prassi dell'Agenzia delle entrate. La disposizione prevede inoltre che l'Agenzia delle entrate, una volta acquisiti i dati trasmessi dai contribuenti, metta gli stessi a disposizione tanto del soggetto emittente (fornitore) quanto del soggetto destinatario (cliente) della fattura. Poiché le informazioni verranno rese disponibili in maniera telematica (cassetto fiscale), i soggetti passivi destinatari delle fatture saranno messi in condizione di verificare se i dati trasmessi corrispondono a quelli presenti nelle fatture ricevute. È anche previsto che i contribuenti IVA possano richiedere all'Agenzia delle entrate di ricevere per posta elettronica segnalazione dell'avvenuta ricezione dei dati delle fatture in acquisto che li riguardano con la specificazione dei dati comunicati e dell'identificativo assegnato alla comunicazione. Nel caso in cui dalla verifica emergano differenze o incongruenze, i soggetti che ricevono le fatture saranno tenuti a segnalarlo tempestivamente all'Agenzia delle entrate che, attraverso il contribuente obbligato alla comunicazione o d'ufficio, provvederà al loro inserimento nel database e quindi all'attribuzione del codice identificativo da riportare in sede di registrazione della fattura. A tale riguardo, si ritiene opportuno che alla segnalazione venga allegata copia della fattura in questione e che gli eventuali inserimenti o rettifiche fatti d'ufficio rimangano distinguibili da quelli effettuati spontaneamente dal soggetto obbligato. La disposizione è completata da altri due commi che prevedono forme di semplificazione e assistenza nei confronti dei soggetti passivi IVA meno strutturati, al fine di supportarli negli adempimenti di liquidazione e dichiarazione IVA. Tale sistema, che di fatto pone l'Agenzia al centro del rapporto tra i soggetti passivi mediante processi di trasmissione e consultazione telematica e verifica delle informazioni riferite alle operazioni rilevanti ai fini IVA, rappresenta una base importante al fine di instaurare un rapporto di massima collaborazione e trasparenza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria (in coerenza con gli orientamenti OCSE e con la nuova strategia intrapresa dall'Agenzia delle entrate) ma, anche, un valido strumento per poter intervenire su eventuali errori e omissioni e punire i possibili comportamenti fraudolenti, anche attraverso le specifiche sanzioni pecuniarie previste. L'articolo 2 del disegno di legge, invece, al fine di potenziare l'attività conoscitiva e di controllo dell'Agenzia delle entrate, persegue in primo luogo la finalità di completare l'acquisizione -- da parte dell'Amministrazione finanziaria -- dei dati delle operazioni IVA, prevedendo l'obbligatorietà di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri dei soggetti che non sono obbligati, se non a richiesta del cliente, ad emettere fattura per le loro cessioni o prestazioni (soggetti passivi IVA che operano nel commercio al minuto). A tale scopo, si prevede una modifica dell'articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, stabilendo un superamento del regime opzionale attualmente disciplinato da tale decreto e introducendo un credito d'imposta per supportare i contribuenti nell'adattamento o nell'acquisto dello strumento tecnico mediante il quale effettuare l'adempimento.