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Questa è la vostra proposizione: è un se e solo se. La matematica e la teoria proposizionale insegnano che se trovo un esempio, che si chiama controesempio, che fa fallire questa proposizione, essa è totalmente falsa. Non esistono infatti proposizioni che sono vere un po' di volte e un po' di volte sono false: o sono sempre vere, oppure non sono vere e basta e si fa un'altra cosa. La prova sta nei dati ufficiali pubblicati dalla Regione Puglia, che è stata incaricata di fare il monitoraggio: su 350.000 campionamenti, che sono un campione significativo dal punto di vista statistico, la presenza del batterio sulle piante è di circa il 2 per cento. Quindi non c'è una correlazione e non c'è l'equivalenza tra le due proposizioni che avete indicato, ovvero la presenza del batterio non comporta disseccamento e deperimento della pianta. Queste è la mia prima considerazione. Quindi, tutto quello che è stato costruito nel decreto-legge in esame, che si basa su questo, non funziona semplicemente perché si basa su un'ipotesi falsa. Un teorema con un'ipotesi falsa non è un teorema, è una fesseria, come direbbero i miei professori dell'università. Detto questo, andiamo a vedere cosa prevedono nel dettaglio le misure in esame. Esse prevedono di obbedire pedissequamente alle direttive europee e alla decisione di esecuzione della Commissione europea - il cui testo ho in mano in questo momento - che dice esattamente di fare quello che c'è scritto nel decreto-legge, alla faccia dell'intenzione di andare in Europa a puntare i piedi. Io sono in Senato da sei anni e non ho ancora visto un Governo che abbia detto di voler andare in Europa a puntare i piedi e lo abbia fatto davvero. Invece si torna tutti con la coda tra le gambe, la direttiva in mano e si fa esattamente quello che c'è scritto. Peraltro, nella direttiva richiamata in questo caso si parla in di un allegato con l'elenco di tutti i patogeni da quarantena e l'allegato non si trova. Sarebbe interessante possedere questo allegato, per capire esattamente dove vuole arrivare la Commissione europea, perché capire esattamente quali sono i patogeni all'interno di quell'elenco fa comprendere quali settori della nostra agroindustria e anche della filiera agroforestale possono essere coinvolti. Oltretutto noto delle contraddizioni all'interno di quello che è stato scritto, se confrontato con due commi della legge di bilancio per il 2019, che se non vado errato sono i commi 657 e 661 dell'articolo 1. Nel testo al nostro esame c'è scritto che, al di là delle estirpazioni anche di olivi monumentali, che con il comma 661 erano stati esclusi dal registro degli alberi monumentali, mettendo quindi di fatto un bel bersaglio sopra, con su scritto «Uccidetemi», viene consentita (c'è scritto «può» e dunque si parla di una facoltà) l'estirpazione di olivi anche in assenza di patologia evidente e dunque di epifenomeni. Tale norma, combinata con il comma 657 dell'articolo 1 della citata legge bilancio, che stanziava fondi per la rigenerazione dell'olivicoltura pugliese, con l'estirpazione delle piante malate e il reimpianto di piante tolleranti o resistenti, di fatto favorisce in primo luogo l'estirpazione e in secondo luogo la conservazione dell'incubazione del batterio della xylella. Pianta resistente, infatti, non vuol dire che arriva la sputacchina, capisce che la pianta è resistente e quindi fa il giro largo; significa che la presenza del batterio non causa alcun problema alla pianta, come non lo causa nel 98 per cento delle piante attualmente esistenti. Tollerante significa che il batterio causa qualche cosa - anche se la scienza non ha ancora deciso cosa - e la pianta deperisce. In un caso come nell'altro, queste piante risultano essere vettori delle infezioni che qua si vorrebbe combattere; quindi, il decreto-legge all'esame non risponde alla presunta esigenze di contenimento. Ancora, avete mai sentito parlare di malattia di Pierce? È una malattia endemica in California, causata da una variante dello stesso batterio (xylella fastidiosa in un'altra subspecies ) che affligge le viti. Ebbene, è da cento anni che provano a eradicare il batterio e si sono arresi; hanno deciso che è impossibile, quindi si sono affidati non alla lotta chimica, ma ad altre pratiche colturali. Nessuno si è procurato o preoccupato - nonostante la Regione Puglia abbia addirittura finanziato le sperimentazioni alternative - di andare a verificare che effettivamente metodi alternativi di lotta al complesso del disseccamento rapido hanno funzionato. Colleghi, bisogna anche studiare: il batterio xylella agisce sulla pompa dell'acqua all'interno della pianta; impedisce all'acqua di andare alle foglie e di far evaporazione, quindi di fatto impedisce alla pianta di far funzionare il suo sistema di refrigerazione. Le foglie seccano perché raggiungono un'elevata temperatura in quanto la fotosintesi non è molto efficiente e produce molto calore di scarto. Quindi, che cosa dovremmo fare? Dovremmo chiederci innanzi tutto perché la xylella riesce a insediarsi su alcune piante e perché su alcune di esse agisce. È tutto un insieme di concause: aumento della temperatura ambientale, aumento della temperatura del suolo, mancata copertura vegetale, eccessivo uso di disseccanti e di altri presidi, alcuni dei quali sono considerati neurotossici e vietati dell'Unione europea, ma permessi in Italia. Nessuno ha indagato su questi aspetti, quindi qualunque risultato che venga nominato come scientifico e che manchi di tutte queste osservazioni in pieno campo non vale niente. Faccio un'ultima considerazione, e questa è una mia esperienza personale: è la pecora nera che fa fallire il vostro teorema. Esperimento su una popolazione di cipressi delle paludi afflitti da marciume fogliare; applicazione del presidio fitosanitario; conclusione postuma: il problema non era nelle foglie, non era nel fungo ma nella colloidificazione del terreno dovuta a un eccesso di concimazione azotata. Quindi, un primo approccio era quello di mettere il presidio; seconda osservazione: data la pianta al patologo per l'esame, non era colpa del fungo, il quale si era insediato nel momento in cui la pianta risultava indebolita da altre cause. In mancanza di tutto questo, mi chiedo come si possa arrivare a scrivere un provvedimento come questo, per cui l'articolo 8 andrebbe assolutamente stralciato in assenza di evidenze scientifiche. (Applausi dei senatori Buccarella e De Petris) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, cari colleghi e care colleghe, l'agricoltura è uno dei comparti che fanno del made in Italy l'oro del nostro Paese, in quanto settore di partenza di tutto il sistema, anche di quello enogastronomico. In particolare, l'olio italiano è sempre stato riconosciuto come uno dei migliori al mondo e la sua produzione ha garantito il sostentamento economico delle zone di coltivazione degli ulivi. In Italia ci sono 150 milioni di alberi di ulivo; nella sola Puglia e nel Salento ce ne sono 60 milioni.