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2 I soggetti coinvolti dalla redazione del bilancio di genere di cui al comma 1, sono i comuni e le unioni di comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, le città metropolitane, le province e le regioni, quali soggetti attivi di politiche di bilancio di genere. 2 (Fase sperimentale del bilancio di genere) 1 Ai fini di cui all'articolo 1, comma 1, i comuni e le unioni di comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, le città metropolitane, le province e le regioni, possono redigere, in via sperimentale negli esercizi 2018, 2019 e 2020, il bilancio di genere secondo i criteri e le modalità definite ai sensi dell'articolo 5. 2 Agli enti territoriali di cui al comma 1, che in ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 redigono il bilancio di genere secondo le modalità previste dall'articolo 5, sono riconosciute le agevolazioni di cui all'articolo 7. 3 (Obbligo di redazione del bilancio di genere) 1 A decorrere dall'anno 2021, i comuni e le unioni di comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, le città metropolitane, le province e le regioni, sono tenuti a redigere il bilancio di genere nel rispetto dei criteri e delle modalità definite ai sensi dell'articolo 5. A decorrere da tale data, il bilancio di genere è, per tutti gli enti territoriali, parte integrante del documento unico di programmazione, del bilancio di previsione e del rendiconto consuntivo. Per i comuni e le unioni dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, la redazione del bilancio di genere è facoltativa. 4 (Modifiche al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) 1 All'articolo 151 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il Documento unico di programmazione è composto dalla Sezione strategica, della durata pari a quelle del mandato amministrativo, dalla Sezione operativa di durata pari a quello del bilancio di previsione finanziario e dalla Sezione operativa dedicata al bilancio di genere»; b al comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il bilancio di previsione finanziario comprende, altresì, le previsioni annuali di competenza e di cassa anche prevedendo la riclassificazione di genere»; c il comma 4, è sostituito dal seguente: « 4 . Il sistema contabile degli enti locali garantisce la rilevazione unitaria dei fatti gestionali, ivi compresi quelli relativi alla riclassificazione di genere, sotto il profilo finanziario, economico, patrimoniale, attraverso l'adozione: a) della contabilità finanziaria, che ha natura autorizzatoria e consente la rendicontazione della gestione finanziaria; b) della contabilità economico-patrimoniale ai fini conoscitivi, per la rilevazione degli effetti economici e patrimoniali dei fatti gestionali e per consentire la rendicontazione economico e patrimoniale, ivi compresa quella relativa alla riclassificazione di genere»; d al comma 5, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I risultati della gestione finanziaria, economica e patrimoniale, ivi compresa quella relativa alla riclassificazione di genere, sono dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale». 2 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni adottano i provvedimenti per l'inclusione della riclassificazione di genere nei documenti di programmazione, nel bilancio consuntivo e nel rendiconto consuntivo. 3 L'articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 giugno 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2017, è abrogato. 5 (Schemi contabili e modalità di rappresentazione del bilancio di genere) 1 Gli schemi contabili e le modalità di rappresentazione del bilancio di genere da parte di ciascuno degli enti territoriali di cui all'articolo 1, comma 2, sono stabiliti, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, tramite apposite linee guida che specificano, nell'ambito del bilancio di ciascun ente, le categorie di riclassificazione e le unità di analisi a cui applicarle. 2 La metodologia generale per la redazione del bilancio di genere si basa su una riclassificazione contabile delle spese del bilancio di ciascun ente territoriale di cui all'articolo 1, comma 2, in: a neutrali rispetto al genere; b sensibili rispetto al genere, ossia che hanno un diverso impatto su donne e uomini; c destinate a ridurre le diseguaglianze di genere. 3 I dati rilevati secondo la metodologia di cui al comma 2 sono elaborati dagli enti territoriali, ai fini della redazione del bilancio di genere, secondo i criteri stabiliti dalle linee guida di cui al comma 1. 6 (Disposizioni per il controllo dei bilanci di genere) 1 Gli organi delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti preposti al controllo contabile certificano la regolarità all'interno dei documenti di cui all'articolo 5 pronunciandosi espressamente sul rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge e richiedendo, ove necessario, l'integrazione dei dati dei documenti medesimi. 7 (Misure premiali in favore di regioni ed enti locali) 1 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con i Ministri dell'interno, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite forme premiali per le regioni e gli enti locali che, nella fase sperimentale di cui all'articolo 2, redigono il bilancio di genere secondo i criteri e le modalità previste dall'articolo 5. 2 Con il medesimo decreto di cui al comma 1, sono altresì definite le agevolazioni per le regioni e gli enti locali che adottano misure per ridurre il divario di genere degli interventi e delle politiche pubbliche rispetto a quanto certificato dal bilancio di genere dell'anno precedente. Con il medesimo decreto sono definite le modalità di accertamento delle condizioni per l'accesso delle regioni e degli enti locali alle predette forme premiali. 8 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 e a 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.