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In tal senso, l'articolo 14 intende prevedere l'accesso anche agli insegnamenti in matematica, matematica e fisica e matematica e scienze, finora non consentito ai laureati in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutica. La medesima disposizione è finalizzata, inoltre, a rimuovere la situazione di ingiustificata disparità esistente tra i laureati in farmacia del vecchio ordinamento che, allo stato attuale, hanno accesso ad un numero di classi di insegnamento inferiore rispetto a quello previsto per i laureati del nuovo ordinamento. Il regolamento di revisione delle classi di concorso, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 19 del 2016, infatti, nel riformulare le classi di concorso per l'insegnamento, ha lasciato inalterata la situazione di ingiustificata disparità esistente. Tale differenziazione non si giustifica in ragione dei piani di studio e dei percorsi formativi, che si presentano sostanzialmente simili, tanto che il decreto ministeriale 9 luglio 2009 ha riconosciuto la piena equivalenza dei relativi diplomi di laurea, ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici. Si evidenzia inoltre che l'articolo 15 contiene una disposizione finalizzata ad introdurre, a livello nazionale, l'accesso programmato obbligatorio anche per i corsi di laurea in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutiche, analogamente a quanto previsto dalla legge 2 agosto 1999, n. 264, per altri corsi di laurea tra i quali medicina e chirurgia, medicina veterinaria, odontoiatria ed architettura. I dati riferiti alla professione di farmacista sono, infatti, piuttosto allarmanti, in quanto prevedono la quasi totale impossibilità di assorbimento dei nuovi laureati da parte del mercato del lavoro. Peraltro, sulla base di quanto riportato nell'Accordo per la determinazione del fabbisogno formativo per il SSN, sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 9 giugno 2016, il fabbisogno di farmacisti per l'anno accademico 2016/2017 è fissato in 1.279 unità. A fronte di tale dato, si registra invece una media di circa 4.700 laureati in farmacia, dei quali circa 4.000, ogni anno, si iscrivono agli ordini. Una risposta concreta a tale grave situazione appare la previsione del numero programmato per l'accesso ai corsi di laurea in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutiche.. 1 1 Si qualificano professionali le attività riservate al farmacista per le quali la legge prevede l'iscrizione all'albo, nonché quelle svolte dal farmacista per le quali la legge prevede il possesso della laurea in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche e comunque tutte quelle riconducibili a quanto previsto dal decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 258, nonché dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206. 2 Nei concorsi per l'assegnazione di sedi farmaceutiche, il requisito dell'iscrizione all’albo professionale deve essere posseduto al momento dell'accettazione della sede e la mancata iscrizione all'albo professionale non preclude la partecipazione al concorso e la valutazione del titolo, quando l'iscrizione stessa non sia obbligatoria per l'esercizio dell'attività espletata. 3 A decorrere dall'anno accademico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge e per l'intera durata legale del corso, il trattamento contrattuale di formazione specialistica di cui all'articolo 37 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, è applicato ai farmacisti delle scuole di specializzazione di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 4 febbraio 2015, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2015, in quanto tenuti all'iscrizione al relativo albo. 4 L'iscrizione all'albo dei farmacisti è consentita anche ai pubblici dipendenti, ferma restando la facoltà di esercitare la professione secondo le modalità previste dai rispettivi ordinamenti. Per i pubblici dipendenti, qualora l'iscrizione all'albo dei farmacisti sia richiesta per la qualifica professionale da rivestire, tale requisito deve essere posseduto al momento dell'assunzione e deve permanere per tutta la durata del rapporto di lavoro. 2 1 I farmacisti possono effettuare analisi chimiche, chimico-cliniche e bromatologiche, provvedendo alla redazione e alla sottoscrizione dei relativi referti. 2 I farmacisti possono elaborare diete qualora abbiano finalità salutari e non terapeutiche, nonché curare l'attuazione di diete anche prescritte per finalità terapeutiche. 3 1 Le case di cura private e le residenze socio-sanitarie e assistenziali, dotate di almeno di cinquanta posti letto, hanno l'obbligo di istituire il servizio di farmacia. 2 Il servizio di cui al comma 1 deve essere gestito da un farmacista con il compito di procedere all'acquisto e alla conservazione dei farmaci, alla tenuta dei registri, ove previsti dalla normativa vigente, nonché all'attività di farmacovigilanza. 3 Il rapporto può avere anche natura di lavoro autonomo in funzione delle effettive esigenze connesse alla attività prestata. 4 1 Presso i servizi per le tossicodipendenze (SERT), istituiti nelle aziende sanitarie locali ai sensi dell'articolo 118 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi studi di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 30 novembre 1990, n. 444, è assicurata la presenza di un farmacista, al quale è affidato il compito di curare l'assistenza farmaceutica dei soggetti assistiti. 5 1 Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro della salute, provvede, con proprio decreto, all'istituzione di un servizio farmaceutico all'interno di ogni istituto penitenziario con una popolazione effettiva non inferiore a duecento individui, tra agenti di custodia, personale addetto e detenuti, affidato a un farmacista con il compito di provvedere all'assistenza farmaceutica. 2 Il servizio istituito ai sensi del comma 1, frazionato per turni, deve essere assicurato continuativamente. 6 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, qualora non sia istituita una sede farmaceutica e non sussistano i presupposti per l'apertura di una farmacia ai sensi dell'articolo 1- bis della legge 2 aprile 1968, n. 475, devono attivare dispensari farmaceutici, ai sensi dell'articolo 1 della legge 8 marzo 1968, n. 221, negli aeroporti anche diversi da quelli civili a traffico internazionale, nelle stazioni ferroviarie e nelle aree di servizio autostradali con un transito di passeggeri medio giornaliero superiore a 1.500 unità.