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10590 dell'8 giugno 2022, dichiara preliminarmente di "doversi rimettere agli accordi assunti a livello territoriale" ma poi, mentre afferma che il personale in servizio nelle due sezioni è "del tutto insufficiente a consentire l'operatività a pieno regime di un Archivio di Stato" (sole 3 unità a Trani e 4 a Barletta), quindi la città destinataria della sede provinciale dovrà farsi carico delle lacune, e tuttavia non registra disponibilità esplicite in tal senso, ammette di avere rinunciato all'esercizio del potere di indirizzo nei confronti degli uffici territoriali accettando la proposta del direttore dell'archivio di Stato di Bari; sarebbe stato costui a proporre l'acquisto dell'ex palazzo delle Poste, "da utilizzare in aggiunta agli spazi attualmente a disposizione per la conservazione del patrimonio di competenza" (poiché l'ex caserma Stennio, dove i lavori sono quasi ultimati, non assicura gli ulteriori 6.000 metri quadrati necessari), a valere sui 100 milioni di euro assicurati nel 2022-2025 dalla legge di bilancio per il 2022 per l'acquisto di immobili da adibire a sedi o depositi per gli archivi sprovvisti. Nessuna proposta avrebbe invece avanzato su Trani, pur lamentando anche quella sezione un'insufficienza dei depositi, si chiede di sapere: perché nell'ultimo triennio la Direzione generale archivi sia "andata a rimorchio" del direttore di Bari invece di svolgere un'indagine conoscitiva per sapere quali opportunità vi fossero sul territorio per risolvere i problemi di Trani (depositi) e di Barletta (sede e depositi) prima di pronunciarsi per l'una o per l'altra in ragione del maggior vantaggio per l'amministrazione e per l'utenza; se il Ministro in indirizzo non ritenga di promuovere un'ispezione che verifichi in quali condizioni versi oggi l'ex edificio delle Poste di Barletta, per chiarire a quanto ammonti la spesa per il recupero e l'adeguamento funzionale dell'immobile una volta sommata all'ingentissima cifra richiesta per l'acquisto (comunque passibile di abbattimento trattandosi di un bene vincolato e ancor più se si decidesse di espropriarlo per pubblica utilità); se non tema che il dicastero possa incorrere in un'ipotesi di danno erariale, posto che, dopo avere speso un milione per l'adeguamento parziale dell'ex caserma Stennio (pur sapendo che a completarlo sarebbe occorso il triplo), ora, giudicandola comunque insufficiente alle necessità della sezione, accondiscende alla richiesta di spenderne 4,25 per il solo acquisto dell'altro immobile, senza sapere chi, quando e con quale spesa lo adibirà ad archivio, se Barletta si farà carico delle esigenze di funzionamento dell'ufficio provinciale, e senza neppure la prospettiva di poter rescindere il contratto di locazione passiva per i locali di via Ferdinando d'Aragona. Atto n. 3-03365 RAUTI Isabella Al Ministro dell'interno Premesso che nella giornata di sabato 4 giugno 2022 si è svolta nella città di Cremona, con il patrocinio dei Comuni di Cremona e di Crema, la manifestazione denominata "Cremona Pride", ovvero, come si legge anche sul sito degli organizzatori, una "manifestazione dell'orgoglio della comunità LGBTQIA+ (...) per abbattere i muri del pregiudizio e realizzare una società aperta, inclusiva e libera, basata sull'autodeterminazione di ogni essere umano"; premesso altresì che durante la parata alcuni partecipanti hanno esposto un manichino raffigurante la Vergine Maria, con l'attributo tradizionale dell'aureola, ma ritratta con il corpo tatuato ed il volto vistosamente truccato, nonché vestita con abiti sadomaso e con i seni lasciati scoperti; considerato che si è trattato dell'esposizione di una statua blasfema che ha urtato la sensibilità di milioni di italiani e non soltanto la comunità cremonese dei credenti; anzi, come riportano le cronache locali, ha turbato anche i non credenti; considerato altresì che tale esibizione blasfema della Madonna rappresenta un'evidente provocazione e tale insulto alla religione cristiana non ha nessun nesso logico con le motivazioni della parata in questione, anzi l'offesa ai simboli religiosi contraddice la rivendicazione di ogni diritto e gli stessi principi di "inclusione e libertà" invocati dagli organizzatori della parata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere affinché nelle manifestazioni pubbliche vengano rispettati i simboli religiosi e tutelata la sensibilità dei credenti e, più in generale, della cittadinanza. Atto n. 3-03366 FENU Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 maggio 2017 provvede a ridefinire le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore dei progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell'ambito di accordi sottoscritti dal Ministero con le Regioni, le Province autonome, le altre amministrazioni pubbliche eventualmente interessate e i soggetti proponenti; il "fondo per la crescita sostenibile", di cui all'articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell'apparato produttivo, con particolare riguardo a promozione di progetti di ricerca, al rafforzamento della struttura produttiva, alla promozione della presenza internazionale delle imprese e all'attrazione di investimenti dall'estero; il programma specifico di attuazione di "Orizzonte Europa", pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 167 I/2 del 12 maggio 2021, sostiene e promuove la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione al fine di stimolare la competitività industriale nell'ottica del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, digitale e verde nell'Unione europea; la specifica dei termini e delle modalità per la presentazione delle domande di agevolazione relativo al fondo per la crescita sostenibile è riportata dal decreto direttoriale del 18 marzo 2022; considerato che: all'art. 5 del decreto direttoriale, al comma 5, si fa riferimento all'importo minimo di spesa ammissibile del progetto, qualificandola nella cifra di 5.000.000 euro, sulla base dei costi e delle spese ammissibili esposti in sede di domanda dal proponente; ai sensi dell'art. 5, comma 7, il soggetto gestore, ossia raggruppamento temporaneo di operatori economici, costituitosi con atto del 20 e 21 dicembre 2021, con mandataria Banca del Mezzogiorno-Mediocredito centrale S.p. A., cui sono affidati gli adempimenti tecnici ed amministrativi riguardanti l'istruttoria delle proposte progettuali, l'erogazione delle agevolazioni, l'esecuzione di monitoraggi, ispezioni e controlli, verifica che il rapporto tra l'importo di costo ammissibile del progetto e la media del fatturato del proponente sia, in base ai dati contabili, non superiore a 0,6;