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3) a definire, in attuazione dell'intesa sancita in sede di Conferenza unificata del 10 maggio 2018 nell'ambito della stipula del nuovo patto per la salute 2019-2021, di cui all'articolo 1, comma 516, della legge del 30 dicembre 2018, n. 145, un sistema di valutazione secondo indicatori oggettivi e misurabili di garanzia del puntuale adempimento delle linee di indirizzo su tutto il territorio nazionale, a valere come obiettivo strategico di SSN, per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico con specifico riconoscimento ovvero non riconoscimento dello 0,5 per cento delle maggiori risorse vincolate, ad ogni conseguente effetto all'esito del prescritto monitoraggio del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, deducendone le coerenti previsioni nella suddetta adottanda intesa, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano; 4) a perfezionare, per il tramite dell'Istituto superiore di sanità, l'elaborazione delle linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 134 del 2015, e del decreto ministeriale 30 dicembre 2016, entro e non oltre un anno dalla data di approvazione del presente atto di indirizzo, con obbligo di conforme rendiconto in relazione annuale al Parlamento. Atto n. 1-00084 MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI STEFANO VALENTE FERRARI COLLINA BINI CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RAMPI RENZI RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI - Il Senato, premesso che: nel contratto di governo si legge testualmente che: "Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia"; l'analisi del rapporto tra costi e benefici sulle grandi opere infrastrutturali, tra cui la Tav Torino-Lione, è stata annunciata dal Governo sin dalla scorsa estate. Il 24 luglio 2018, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha dichiarato che qualsiasi azione volta alla prosecuzione dei cantieri si sarebbe configurata come un "atto ostile" nei confronti del Governo, fintanto che l'Esecutivo non avesse sciolto i dubbi e concluso la nuova analisi; la pubblicazione dei risultati dell'analisi erano stati annunciati dapprima entro l'estate, successivamente entro novembre, poi entro la fine dell'anno, poi ancora per il mese di gennaio fino ad arrivare al 12 febbraio 2019, quando è stata pubblicata sul sito del Ministero; il Ministro ha inoltrato i risultati, prima ancora della pubblicazione sul sito ministeriale, al Governo francese e alla Commissione europea, ignorando il Parlamento italiano che a più riprese aveva chiesto di essere tempestivamente informato sugli esiti; il Ministro ha altresì impedito alle competenti Commissioni parlamentari di procedere all'audizione del professor Ponti prima della pubblicazione dei risultati adducendo come motivazione il fatto che il Governo si era impegnato a condividere le conclusioni dell'analisi prima con gli interlocutori internazionali direttamente interessati; considerato che: le denunce di accesso agli organi competenti da parte di parlamentari del Gruppo PD hanno fatto emergere il ritardo e le contestazioni della Corte dei conti sulle procedure di nomina della struttura di missione chiamata a predisporre l'analisi del rapporto tra costi e benefici. La stessa modalità di composizione della struttura tecnica di missione che ha redatto la suddetta analisi palesava sin dall'inizio non solo un evidente orientamento contrario nei confronti dell'opera ma anche conflitti di interesse; uno dei componenti, il professor Pierluigi Coppola, non ha firmato il documento conclusivo contestandone il metodo di lavoro e le conclusioni: una spaccatura che ha da subito messo in discussione la stessa terzietà delle conclusioni; il documento stabilisce che il "VANE" (valore attuale netto, saldo tra i costi dell'opera, lavori e gestione, i costi esterni, i minori benefici per utenti e operatori, e dall'altra parte i benefici economici diretti e indiretti) è pari a 6.995 milioni di euro nello scenario "realistico" di previsioni di traffico (25,2 milioni di tonnellate di merci nel 2059) e pari a 7.805 milioni nello scenario "ottimistico" (previsioni dell'osservatorio 2011, 51,8 milioni di tonnellate); uno dei principali paradossi dell'analisi è stata addirittura quella di annoverare tra le "negatività" dell'opera persino il mancato introito derivante dalle accise sul carburante usato dai tir a fronte di un miglioramento in termini ambientali; tali cifre sono state immediatamente contestate da numerosissimi esperti, centri di ricerche e organismi imparziali; dal documento redatto dal gruppo del professor Ponti emergono con forza le incongruenze circa le dichiarazioni che hanno accompagnato in questi mesi il lavoro del ministro Toninelli a partire dalla negazione che gli scavi del tunnel non fossero iniziati, salvo poi ammettere, come riporta lo stesso sito, che sono stati già scavati diversi chilometri del tunnel di base oltre ai 25 chilometri di gallerie di servizio; preso atto che: in data 1° marzo 2019, secondo quanto riportato da numerosi organi di stampa, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha espresso un parere positivo sull'ipotesi di realizzazione della "mini Tav" proposta dalla Lega come soluzione alternativa al progetto originario della Tav Torino-Lione. In data 3 marzo il Vice Presidente del Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, ha nettamente respinto ogni ipotesi di realizzazione della "mini Tav", evidenziando una grave divergenza di opinioni all'interno della compagine di Governo; il Presidente del Consiglio dei ministri ha altresì evidenziato come l'analisi fosse veramente inaffidabile, al punto da portarlo a richiedere, in considerazione anche della necessità di restituire credibilità al Paese, un'integrazione del documento pubblicato il 12 febbraio. Tale integrazione ha portato ad una forte riduzione delle perdite previste nel documento originario, lasciando tuttavia ancora vivi dubbi e criticità sul metodo di analisi adottato; la proposta di realizzazione della "mini Tav" appare del tutto irrealistica, in quanto il progetto comporterebbe l'avvio di nuove procedure burocratiche, l'attuazione di interventi di ripristino di lavori già fatti, la perdita di ingenti finanziamenti, il pagamento di pesanti penali, la messa in crisi delle imprese coinvolte e la perdita di numerosi posti di lavoro. Essa si configura, quindi, soltanto come una maldestra exit strategy dalla situazione politica che si è venuta a creare nella maggioranza di Governo; rilevato che: