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Premesso che l'utilizzo di personale docente abilitato rappresenta uno dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica, la disposizione prevede che, per l'anno scolastico 2019-2020, le scuole dell'infanzia paritarie comunali che non riescano a reperire ai fini delle supplenze personale docente abilitato possano prevedere un supporto educativo temporaneo, attingendo alle graduatorie comunali degli educatori dei servizi educativi per l'infanzia in possesso di titolo idoneo a operare nei servizi per l'infanzia. L'articolo 2, commi 1 e 2, modifica la procedura per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Premesso che la legge di stabilità 2016 aveva previsto che il reclutamento di dirigenti scolastici si realizzasse mediante un corso-concorso selettivo di formazione, il decreto-legge modifica tale previsione disponendo che a regime il reclutamento di dirigenti scolastici si realizzi mediante non un corso-concorso, ma un concorso selettivo per titoli ed esami. Resta fermo che la procedura è organizzata su base regionale per i posti vacanti nel triennio a venire. Possono partecipare i docenti e il personale educativo delle istituzioni statali in possesso di laurea che abbiano maturato un'anzianità complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno cinque anni. Viene inoltre autorizzata, per la formazione iniziale dei dirigenti scolastici, una spesa di 180.000 euro annui a decorrere dal 2021. I commi 3 e 4 del medesimo articolo 2 trattano invece di dirigenti tecnici e autorizzano il Ministero a bandire un concorso per l'assunzione, da gennaio 2021, di 59 dirigenti tecnici e dal 2023 di ulteriori 87 dirigenti tecnici. Nel frattempo, si proroga al 2020 la possibilità di conferire incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive e a tal fine si rifinanzia l'autorizzazione di spesa già prevista per questo dalla legge n. 107 del 2015. L'articolo 2, al comma 5, lettere da a) a e) , e al comma 5- bis , interviene sulla disciplina dettata dalla legge di bilancio per il 2019 per la stabilizzazione, come collaboratori scolastici, di 11.263 dipendenti delle imprese attualmente impegnate nei servizi di pulizia nelle scuole, i quali abbiano dieci anni di servizio a tempo indeterminato. In particolare, le modifiche intervengono: sulla data di decorrenza dell'internalizzazione dei servizi di pulizia, che viene differita dal 1° gennaio al 1° marzo del prossimo anno 2020; sulla procedura selettiva, che era per titoli e colloquio e diventa per soli titoli; sui requisiti di ammissione alla selezione; sul meccanismo di assorbimento del personale. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, sono previste procedure secondarie per la copertura dei posti eventualmente residuati all'esito della prima procedura selettiva, tra cui una procedura di mobilità straordinaria per l'anno scolastico 2020-2021 e una seconda procedura selettiva per soli titoli, riservata al medesimo personale, ma con un requisito di soli cinque anni di servizio, che può essere svolto, in questo caso, anche a tempo determinato. Le assunzioni sono autorizzate anche a tempo parziale, con la precisazione che i rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati in rapporti a tempo pieno, né può essere incrementato il numero di ore lavorative, se non in presenza di risorse certe e stabili. È specificato che il personale immesso in ruolo non ha diritto al riconoscimento del servizio prestato quale dipendente delle imprese di pulizia. La lettera f) del comma 5 dell'articolo 2, inserita durante l'esame in prima lettura, autorizza invece lo scorrimento della graduatoria formata nell'ambito della procedura di stabilizzazione dei lavoratori titolari di contratti per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratore scolastico attivati dall'ufficio scolastico provinciale di Palermo a seguito del subentro dello Stato nei compiti degli enti locali. L'articolo 2, comma 6, prevede una procedura selettiva riservata per il reclutamento di personale dell'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi nelle scuole (DSGA) mediante la progressione di assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto a tempo pieno le funzioni di direttore per almeno tre anni scolastici interi, a decorrere dall'anno scolastico 2011/2012. Il decreto-legge prevede il rinvio, per la disciplina della procedura, all'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo n. 75 del 2017, il quale ha dettato una disciplina generale, a valere per il triennio 2018-2020, per consentire alle pubbliche amministrazioni di attivare procedure selettive interne riservate al personale di ruolo per la progressione tra le aree. Il decreto legislativo specifica che alla progressione può essere ammesso solo personale in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno. L'articolo 3, al comma 1, esclude anche i dirigenti scolastici e il personale ATA - unitamente al personale docente ed educativo delle scuole, che ne era già escluso - dal sistema di verifica, biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro introdotto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche dalla legge n. 56 del 2019. Il comma 2 dello stesso articolo 3 consente ai Comuni la riduzione o l'azzeramento della quota corrisposta dalle famiglie per i servizi di trasporto scolastico rispetto ai costi sostenuti, in considerazione delle condizioni della famiglia e sulla base di delibera motivata, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. L'articolo 4 reca norme per la semplificazione delle procedure di alcuni acquisti da parte delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli enti pubblici di ricerca. In particolare si prevede che alcune forme di acquisto centralizzato tramite Consip SpA - previste dall'ordinamento - non trovino applicazione per questi enti quando si tratta di acquisti destinati all'attività di ricerca, al trasferimento tecnologico e alla terza missione. L'articolo 5 novella la legge n. 240 del 2010 per quanto attiene alla durata dell'abilitazione scientifica nazionale, che viene portata da sei a nove anni. Inoltre proroga fino al 31 dicembre 2021 la facoltà, attribuita alle università dalla stessa legge n. 240, di procedere alla chiamata nel ruolo di professore di prima e di seconda fascia di soggetti già in servizio nella stessa università e di utilizzare, per le chiamate a professore di seconda fascia di ricercatori a tempo determinato di tipo B, fino a metà delle risorse disponibili per coprire i posti di professore di ruolo. Il comma 1 dell'articolo 6, modificato dalla Camera, reca disposizioni specifiche per gli enti pubblici di ricerca di cui al decreto legislativo n. 218 del 2016, ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria di carattere generale che consente l'assunzione a tempo indeterminato di dipendenti che abbiano rapporti a termine con pubbliche amministrazioni.