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La Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio è infatti intervenuta, da Roma, il 12 novembre, per annullare in autotutela la disposizione del soprintendente per le Province di Catanzaro, Cosenza e Crotone che avrebbe trasferito d'imperio in San Francesco d'Assisi, da quel giorno, il servizio demo-etno-antropologico già allocato nella sede centrale di Piazza Valdesi, a Cosenza. Sarebbero stati confinati in San Francesco anche un funzionario architetto e il personale afferente, «al fine anche» - scrive il dirigente per motivare il provvedimento - «di garantire l'obbligo della riservatezza»: insinuazione gravissima che non necessita di commento. È quasi superfluo sottolineare che l'autonomia e dunque la discrezionalità riconosciute ad un soprintendente, come ogni forma di potere, presuppongono uno spiccato senso di responsabilità, per non passare dalla discrezionalità all'arbitrio. Arbitrariamente, appunto, e con palese intento ritorsivo, il dirigente cosentino ha tentato di allontanare da sé soggetti colpevoli di non avere appoggiato certe sue scelte non per mera divergenza di opinioni, ma perché discutibili sul piano della correttezza amministrativa. Mi riferisco soprattutto alle grandi opere pensate per Cosenza dal sindaco e disinvoltamente condivise dal soprintendente. Alcuni di loro avevano anche svolto, forse colpevolmente agli occhi del dirigente, attività sindacale. L'intervento provvidenziale del direttore generale ha bloccato, come dicevo, il trasferimento coatto e imposto l'annullamento della condanna all'esilio per i dissenzienti. In generale, ritengo sia ora di restituire dignità alla funzione di dirigente MIBAC e ai ruoli subordinati, abrogando quel cosiddetto decreto bavaglio che alcuni, come ho appena dimostrato, usano quale mezzo di rappresaglia per poter consumare vendette personali che nulla hanno a che vedere con i compiti delicatissimi di un soprintendente. Chiederò al ministro Bonisoli di valutare seriamente l'ipotesi appena avanzata e invoco, nel farlo, il concorso di tutti i colleghi. In questa stagione obiettivamente crepuscolare per il MIBAC, gravemente depotenziato dalla pessima riforma del precedente Ministro, il libero pensiero (anche critico) di professionisti con decenni di esperienza non deve esporli a fare la fine « de l'abbacchio ar forno» , ma va se mai incoraggiato ad emergere. È un patrimonio al quale non si può e non si deve rinunciare, se si vuole sperare di rivitalizzare quello che altrimenti finirà per assumere, in via definitiva e irreparabile, la sostanza e la forma di una scatola bella ma vuota. (Applausi dal Gruppo M5S) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il 18 novembre 2013 il ciclone Cleopatra si è abbattuto sul territorio gallurese in Sardegna, uccidendo diciannove persone, di cui nove nella sola città di Olbia: Morgana (due anni) e la mamma, Enrico (quattro anni) con il papà, Anna e Maria nelle loro case, Bruno, Sebastiana e Maria risucchiati da una voragine creatasi nel manto stradale. Interi quartieri sono stati spazzati via da un'onda altissima di acqua e di fango. Tanta la solidarietà dei cittadini sardi, ma pochi i risarcimenti agli ingenti danni subiti dalle vittime dell'alluvione e al momento nessuna giustizia per le famiglie, con ipotesi di reato già a rischio prescrizione. Pochissimo è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio gallurese: è solo di pochi mesi fa l'inizio dei lavori da parte dell'ANAS per eliminare la voragine che ha inghiottito tre persone, un ponte è stato abbattuto e da poco ricostruito più alto. Tuttavia, tante sono le opere ancora necessarie. Intanto la politica discute sul piano di mitigazione del rischio idrogeologico, anzi su due piani: uno è fermo in sede di valutazione di impatto ambientale, l'altro è uno studio di fattibilità che sostiene il contrario del primo. L'amministrazione comunale vorrebbe risolvere il problema con un referendum che dovrebbe trasformare i cittadini in esperti di ingegneria idraulica. Intanto la città, che nel frattempo ha subito anche l'alluvione del 2015, vive nel terrore che il fiume si ingrossi e si ripeta la tragedia del 2013. Faccio un appello al buon senso di tutti gli amministratori locali, della Regione Sardegna e del ministro Costa, affinché si pensi solo ed esclusivamente al bene della comunità gallurese e si intervenga il più presto possibile per attuare un vero e proprio piano antialluvione. Già domani, a causa del mal tempo, potrebbe essere troppo tardi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 21 novembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 21 novembre, alle ore 18,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,21) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa, fatto a Tokyo il 22 maggio 2017 (772) ARTICOLI DA 1 A 5 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa, fatto a Tokyo il 22 maggio 2017. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 7 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. All'onere derivante dall'articolo 2 dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a euro 4.529 annui ad anni alterni, a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Clausola di invarianza finanziaria) 1.