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l'attuale sistema di affido dei minori presenta evidenti criticità e lacune, soprattutto se si considerano l'eccessiva discrezionalità attribuita ai servizi sociali, la sussistenza frequente di situazioni di "conflitto di interessi" in capo a molti operatori del settore e la mancanza di adeguati ed efficienti strumenti di controllo sull'affidabilità dei soggetti affidatari e sugli standard qualitativi e di servizio delle comunità ospitanti: tutti fattori che inevitabilmente compromettono l'obiettivo primario della tutela del benessere psicofisico dei bambini; fermo restando che sarà compito della magistratura accertare gli eventuali illeciti e le responsabilità personali, è assolutamente prioritario fugare ogni sospetto circa presunte interferenze ideologiche nelle procedure di affidamento dei minori che, di fatto, si tradurrebbero nell'adozione di criteri che terrebbero conto dell'orientamento sessuale dell'affidatario, anche al fine di implementare quelle progettualità specifiche funzionali alla valorizzazione e allo sviluppo della "genitorialità gay ", si chiede di sapere quanti bambini ad oggi siano stati affidati a persone single (e, tra queste, quante si dichiarino omosessuali) e quanti bambini a coppie omosessuali e quali siano state le motivazioni che hanno portato a preferire tale scelta in alternativa a quella prioritariamente indicata dalla legge (affidamento a famiglie con figli), nonché quali ulteriori informazioni il Ministro in indirizzo ritenga di poter fornire riguardo al paventato rischio della sussistenza di un movente ideologico LGBT dietro il complesso sistema degli affidi dei minori, che finirebbe con il favorire pratiche di affidamento sulla base principalmente dell'orientamento sessuale dell'affidatario e non dell'interesse prevalente del minore che è quello di crescere in una famiglia regolarmente sposata. Atto n. 3-01066 BELLANOVA MARGIOTTA VATTUONE CUCCA COMINCINI FEDELI D'ARIENZO PITTELLA BITI GINETTI GARAVINI ALFIERI RICHETTI BOLDRINI PATRIARCA MARINO FERRAZZI PARENTE STEFANO MALPEZZI PINOTTI LAUS SBROLLINI GIACOBBE ROJC PARRINI IORI SUDANO TARICCO MESSINA Assuntela Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: diverse testate giornalistiche nazionali danno ampio spazio alla vicenda Unicredit. Sembrerebbe che l'amministratore delegato Jean Pierre Mustier stia preparando il nuovo piano strategico da presentare a Londra il 3 dicembre 2019; dalle ricostruzioni giornalistiche pare che i vertici di Unicredit stiano elaborando un nuovo taglio al personale quantificato in 10.000 nuovi esuberi; rilevato che: i tagli secondo le ipotesi emerse interesserebbero l'11 per cento degli 86.000 lavoratori del gruppo, di cui 35.000 della società per azioni italiana; nel piano dell'azienda 2016-2019 uscirono già 17.000 lavoratori e oltre 5.000 con il riassetto del 2011; considerato che: nella strategia aziendale sembrerebbe prendere spazio l'obiettivo di ridurre del 10 per cento i costi operativi; le organizzazioni sindacali di categoria annunciano battaglia a mezzo stampa, se il piano dovesse essere confermato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano necessario ed urgente agire per un approfondimento utile a chiarire le reali intenzioni dell'azienda, dato il numero sostanzioso di lavoratori che sembrerebbero essere coinvolti. Atto n. 3-01067 CAMPARI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: i medici veterinari che, a seguito di visita medico-veterinaria, dispensano anche i farmaci di primo uso, al momento della fatturazione devono applicare l'IVA della propria prestazione al 22 per cento oltre a far pagare il prezzo del farmaco già ivato al 10 per cento e poi riapplicare la loro propria IVA al 22 per cento (cui si aggiunge un 2 per cento di cassa veterinaria); questo comporta un aggravio di costi per il cliente proprietario di animale sottoposto a visita e cura veterinaria, il quale si vede costretto a pagare ulteriormente l'IVA sul farmaco dispensato dal veterinario al momento del pagamento della fattura; secondo il comma 3 dell'articolo 84 del decreto legislativo n. 193 del 2006, la cessione del farmaco veterinario è da ritenersi prestazione accessoria rispetto a quella professionale; in particolare, il carattere accessorio è definito dall'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 (principio di accessorietà) che prevede che una prestazione accessoria ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi, effettuati direttamente dal cedente o prestatore o per suo conto e a sue spese, non sono soggetti autonomamente all'imposta nei rapporti fra le parti dell'operazione principale. Se la cessione o prestazione principale è soggetta all'imposta, i corrispettivi delle cessioni o prestazioni accessorie imponibili concorrono a formare la base imponibile; quella accessoria, che è meno importante, perde la propria autonomia e viene assorbita nell'operazione principale e quindi non solo rientra nello stesso imponibile, ma attrae la stessa aliquota; se si espone in fattura il farmaco ceduto con un'aliquota diversa da quella delle prestazioni medico-veterinarie, attualmente al 22 per cento, si effettua una vera e propria attività commerciale di vendita del farmaco, attività riservata alle farmacie, e ora anche alle parafarmacie (decreto legislativo n. 193 del 2006, art. 70); quindi in una fattura in cui il costo del farmaco è di gran lunga maggiore di quello della visita (i farmaci per animali sono molto costosi), si ritrova un aggravio di IVA non dovuta, e occorrerebbe tenere fuori dall'imponibile IVA il farmaco, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative volte a consentire che il farmaco dispensato dai medici veterinari non sia considerata prestazione accessoria rispetto alla principale consistente nella visita medica, al fine di consentire al proprietario di non pagare, sul medicinale, la maggiorazione dell'IVA. Atto n. 3-01068 ALFIERI MARCUCCI GIACOBBE PINOTTI RENZI MALPEZZI MIRABELLI STEFANO COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' VALENTE Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: come riportato da diversi organi di stampa, è stato assegnato ad Alessandro Amadori, consulente del vice presidente del Consiglio dei ministri e Ministro dell'interno, Matteo Salvini, l'incarico di curare un dossier sul "piano Africa", al quale sono stati destinati 500 milioni di euro. Tutto "partirà", come affermato dallo stesso Amadori durante un'intervista a "Vitat", "nel 2020". Nell'intervista, inoltre, è stato chiarito che non si tratterebbe di un "piano Africa", "quanto piuttosto di un fondo sovrano italiano per l'Africa";