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Disposizioni in materia di agricoltura e produzione agroalimentare biologica. Onorevoli Senatori. -- Il riconoscimento a livello europeo del metodo di produzione biologica è relativamente recente, tanto è vero che la materia è stata regolamentata, per la prima volta, con il regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, successivamente integrato, per quanto riguarda le produzioni animali, dal regolamento (CE) n. 1804/99 del Consiglio, del 19 luglio 1999. Anche grazie a tale regolamentazione, l'agricoltura biologica ha potuto diffondersi ed affermarsi, specie in Italia che è divenuta il principale produttore europeo, con circa 50.000 imprese e più di un milione di ettari destinati alle produzioni biologiche. Lo sviluppo del settore ha, inevitabilmente, posto l'esigenza di una revisione del quadro normativo di riferimento, cui l'Unione europea ha provveduto attraverso l'emanazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, e dell'ulteriore regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008, recante modalità di applicazione del citato regolamento. La nuova disciplina comunitaria è entrata in vigore il 1º gennaio 2009, si rende necessario, così come avvenne in passato per il regolamento n. 2092/91, prevedere specifiche norme nazionali che diano attuazione ad aspetti che, sulla base della suddetta regolamentazione comunitaria, è possibile e necessario regolare a livello nazionale. Al fine di corrispondere a tale esigenza, il presente disegno di legge intende disciplinare alcuni aspetti ritenuti di prioritaria importanza, affinché, nel rispetto delle norme europee, si possa giungere ad una qualificazione e, quindi, ad una valorizzazione dei prodotti biologici italiani. In questo spirito, la presente proposta prevede norme specifiche -- e più stringenti -- per differenziare i prodotti biologici italiani, attraverso l'istituzione di uno specifico logo, il cui utilizzo è subordinato al rispetto di requisiti più stringenti di quelli previsti dal regolamento comunitario, ad esempio, per quanto riguarda l'assenza di organismi geneticamente modificati (tollerata, invece, a livello europeo fino allo 0,9 per cento) e lo svolgimento, sul territorio nazionale, dell'intero processo produttivo. Particolari disposizioni sono altresì previste per il sistema nazionale di controllo e certificazione. In particolare, il disegno di legge è così strutturato: nel capo I sono contenute le norme generali (finalità, definizioni, individuazione delle autorità competenti, nonché le norme per la definizione dei distretti, delle intese di filiera, per le organizzazioni dei produttori, l'etichettatura, il logo nazionale e la promozione); nel capo II sono contenute disposizioni finalizzate a disciplinare le diverse produzioni ottenibili con metodo biologico (produzioni animali, acquacoltura, vino) e l'impiego di sostanze protettive sulle sementi e sugli altri materiali di propagazione. Sempre il capo II contiene norme per la tutela delle sementi da conservazione e delle relative risorse genetiche, per le quali è vietato l'utilizzo ai fini dell'ottenimento di organismi geneticamente modificati; nel capo III sono contenute le disposizioni inerenti il sistema dei controlli (organismi di controllo e certificazione, operatori biologici, comitato di valutazione) e i relativi obblighi e procedure (autorizzazione, revoca eccetera); il capo IV è dedicato alle importazioni e reca norme, oltre che in materia di importatori e caratteristiche dei prodotti di importazione, sul sistema di informazione nazionale sull'agricoltura biologica (SINAB); il capo V reca disposizioni relative ad applicazioni e aspetti particolari del metodo biologico e, in specie, a quelle relative al verde pubblico e alla ristorazione collettiva, nonché disposizioni finali e transitorie.. I NORME GENERALI 1 (Finalità) 1 La presente legge ha lo scopo di innalzare i livelli qualitativi e la competitività della produzione agricola e agroalimentare, di concorrere alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, di garantire la biodiversità e di assicurare la salute e l'informazione dei consumatori, nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 2 (Agricoltura biologica e prodotti dell'agricoltura biologica) 1 L'agricoltura biologica ha l'obiettivo di: a produrre materie prime e alimenti nel rispetto dei cicli naturali; b tutelare la biodiversità agricola e naturale e il paesaggio; c contribuire al benessere degli animali, alla conservazione e al miglioramento della fertilità dei suoli, al mantenimento e al risanamento ambientali, alla tutela e alla valorizzazione delle risorse naturali non rinnovabili. 2 Il metodo di agricoltura biologica è il metodo di produzione agricola, di allevamento, di trasformazione e di preparazione alimentare e industriale mediante il quale sono ottenuti prodotti in applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, di seguito denominato «regolamento», del regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008, nonché della normativa nazionale e regionale adottata in conformità a tale regolamentazione. 3 Il prodotto proveniente da agricoltura biologica è quello che ha ottenuto la certificazione di conformità al metodo di cui al comma 1 relativamente ad ogni fase del processo di produzione, di preparazione e di distribuzione. 4 Ai fini della presente legge e dell'applicazione del regolamento, il metodo di agricoltura biodinamica che prevede l'uso di preparati biodinamici è equiparato al metodo di agricoltura biologica. 5 Il metodo di agricoltura biologica esclude l'impiego di organismi geneticamente modificati e di loro derivati. 3 (Autorità competenti nazionali e locali) 1 Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di seguito denominato «Ministero», è l'autorità di indirizzo e coordinamento a livello nazionale delle attività amministrative e tecnico-scientifiche inerenti all'applicazione della regolamentazione comunitaria e della normativa nazionale in materia di produzione biologica e etichettatura dei prodotti biologici, nonché autorità competente e responsabile del sistema dei controlli e della vigilanza. 2 Nel rispetto delle competenze primarie e concorrenti loro spettanti, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono le autorità locali competenti, nel rispettivo territorio, dello svolgimento delle attività tecnico-scientifiche e amministrative, ivi compresa la vigilanza in materia di produzione biologica e etichettatura dei prodotti biologici. 3 Al Ministero è attribuita la competenza esclusiva in materia di importazioni dei prodotti ottenuti con metodo biologico provenienti da Paesi terzi, di cui agli articoli 32 e 33 del regolamento, nonché della relativa vigilanza, ferme restando le competenze igienico-sanitarie di controllo ufficiale sugli alimenti svolte all'importazione dagli uffici periferici del Ministero della salute. 4 L'autorità nazionale competente di cui all'articolo 2, numero 6), del regolamento (CE) n. 1235/2008 della Commissione, dell'8 dicembre 2008, è l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. 4 (Distretti biologici).