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a stabilisce i princìpi fondamentali in materia di governo del territorio, in attuazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, garantendo lo sviluppo socio-economico, un razionale uso del suolo, la soddisfazione delle esigenze connesse all'abitare, privilegiando la rigenerazione urbana e del patrimonio edilizio, la prevenzione e la riduzione del consumo di suolo, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, consensualità, partecipazione, proporzionalità, concorrenza, leale collaborazione tra pubbliche amministrazioni e tra queste ultime e i privati nella definizione e nell'attuazione degli strumenti di pianificazione, nella semplificazione degli strumenti medesimi e non aggravamento dei procedimenti; b attua gli articoli 117 e 119 della Costituzione, a integrazione della legge 5 maggio 2009, n. 42, mediante idonee misure fiscali che assicurino l'effettività del governo del territorio; c definisce gli strumenti per il coordinamento del governo del territorio con le altre politiche di settore che hanno incidenza territoriale; d determina le modalità per assicurare, nell'ambito del governo del territorio e delle altre politiche del territorio, le dotazioni territoriali essenziali di cui all'articolo 6. 2 Il territorio, in tutte le sue componenti naturali, culturali, paesaggistiche, infrastrutturali e insediative, costituisce bene primario della comunità di carattere unitario e indivisibile, che contribuisce allo sviluppo economico e sociale della nazione. 3 Il governo del territorio consiste nella conformazione, nel controllo e nella gestione del territorio, quale bene primario della comunità, ai sensi del comma 2, per i profili concernenti l'urbanistica e l'edilizia, i programmi infrastrutturali e di grandi attrezzature di servizio alla popolazione e alle attività produttive, la difesa, il risanamento e la conservazione del suolo. Il governo del territorio garantisce la graduazione degli interessi in base ai quali possono essere regolati gli assetti ottimali del territorio e gli usi ammissibili degli immobili, sia suoli che fabbricati, in relazione agli obiettivi di sviluppo, di conservazione e di prevenzione dai rischi naturali maggiori e ne assicura la più ampia fruibilità da parte dei cittadini. 2 (Finalità e princìpi per l'esercizio delle competenze in materia di governo del territorio e coordinamento con le altre politiche territoriali) 1 Nell'esercizio delle rispettive competenze in materia di governo del territorio e delle altre funzioni che hanno incidenza sull'assetto del territorio, lo Stato, le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni favoriscono la crescita inclusiva, lo sviluppo economico sostenibile e la coesione sociale e territoriale. Essi esercitano altresì le rispettive funzioni e competenze nel rispetto dei princìpi di leale collaborazione, proporzionalità, sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, partecipazione, nonché di semplificazione e trasparenza dell'azione amministrativa, secondo criteri di efficacia, efficienza e economicità. I princìpi richiamati si applicano anche ai rapporti tra soggetti pubblici e privati che partecipano alla pianificazione. 2 In attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale, comuni, città metropolitane, province, regioni e Stato promuovono l'autonoma iniziativa dei cittadini, in forma singola o associata, diretta allo svolgimento di attività di interesse generale inerenti il governo del territorio. 3 Nell'esercizio delle rispettive competenze, i comuni, le città metropolitane, le province, le regioni e lo Stato tengono conto delle prospettive di sviluppo del territorio, delle sue peculiarità morfologiche, ambientali e paesaggistiche, delle forme insediative locali attuali e programmate, assicurando il razionale uso del suolo. 3 (Compiti e funzioni dello Stato) 1 Lo Stato indirizza l'insieme delle politiche territoriali secondo i princìpi di leale collaborazione, di coerenza e di armonizzazione, attraverso la promozione dello strumento della direttiva quadro territoriale (DQT) ai sensi dell'articolo 5, comma 1, e in particolare detta indirizzi omogenei e comuni per l'esercizio del governo del territorio, definisce le politiche generali in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, di ambiente e di ecosistema, emana disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo, sulle politiche per le città e per la casa, sull'assetto insediativo e sulle funzioni produttive, nonché sull'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche per lo sviluppo sostenibile, determina i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che hanno effetti diretti sull'assetto del territorio, localizza le infrastrutture e le grandi reti di trasporto e di navigazione nazionali nonché i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale, assicura la coerenza delle altre scelte localizzative e promuove forme di intesa e di coordinamento tra Stato e regioni in materia di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. 2 Ai fini della definizione della DQT e dell'esercizio armonizzato delle politiche territoriali, lo Stato, in attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera r) , della Costituzione coordina e unifica le attività conoscitive, programmatiche e valutative dei comuni, delle città metropolitane, delle province e delle regioni attraverso modelli omogenei dei dati. 3 Lo Stato partecipa alla formazione delle politiche territoriali europee e ne declina l'attuazione attraverso il coordinamento e l'armonizzazione del governo del territorio e delle altre politiche di settore, assicurando adeguate forme di coordinamento con le regioni e nel rispetto del riparto costituzionale delle competenze. 4 Lo Stato esercita la propria potestà legislativa nelle materie di competenza esclusiva interferenti con la materia governo del territorio anche in coerenza con le strategie definite nella DQT. 4 (Potere sostitutivo) 1 Nell'esercizio delle proprie competenze legislative e amministrative in materia di governo del territorio, le regioni assicurano il raggiungimento degli obiettivi definiti dalla DQT. 2 I comuni, le province, le città metropolitane e le regioni, secondo le modalità definite dalle norme statali e regionali, conformano tempestivamente i propri atti di pianificazione alla DQT e agli atti che determinano vincoli alla pianificazione ai sensi della presente legge. 3 Qualora i comuni, le province e le città metropolitane non conformino gli atti di pianificazione indicati, il presidente della giunta regionale, anche su iniziativa di altri enti locali, assegna all'ente interessato il termine di centoventi giorni per adottare i provvedimenti dovuti o necessari; decorso inutilmente tale termine, il presidente della giunta regionale, acquisito il parere del Consiglio delle autonomie locali, se istituito, e previa deliberazione della giunta regionale, adotta i provvedimenti necessari, o nomina un apposito commissario. Alla riunione della giunta regionale partecipa il sindaco o il presidente della provincia interessata al provvedimento. 4 Qualora le regioni non conformino gli atti di pianificazione indicati, ovvero non esercitino i poteri di cui al comma 3, il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, assegna alla regione inadempiente un termine di centoventi giorni per adottare i provvedimenti dovuti o necessari;