[resaula]

E, poiché sussistono prove che almeno sino al 2016 lavorava con Coldiretti (come si evince da un "comunicato urgente" del 15 gennaio 2016 dello studio Cassandro, nel quale "Si comunica che il servizio di consulenza dello Studio Cassandro, effettuato in precedenza presso la sede della Coldiretti di Foggia verrà svolto da martedì 19 gennaio 2016 c/o la sede di Foggia della Cassandro s.r.l."), è ipotizzabile che egli si sia occupato anche dei progetti PSR 2014-2020 dei soci Coldiretti (oggetto di proroga per altri due anni e su cui ci sono altre inchieste in corso). Inoltre, anche il TAR si è pronunciato sui PSR 2014-2020 annullando tutte le graduatorie; probabilmente, il "modello Cassandro" nella gestione dei fondi comunitari è stato esportato anche in altre regioni. Infatti, in un'intervista video di Telesveva a Manlio Cassandro del maggio 2019, egli asserisce che "anche in Molise ha fatto spendere tutti i soldi perché suggeriva lui i requisiti e i criteri dei progetti ricevibili", entrando, così, nella gestione di tantissimi progetti e pianificando sia i PSR che tanti altri strumenti di programmazione e finanza pubblica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia spiegare perché l'AGEA continui a fidarsi ciecamente di Coldiretti, suggellando con essa un rapporto privilegiato e ignorando i recenti (e passati) fatti giudiziari evidenziati dal TAR, dall'OLAF e dalla Procura di Bari che indagano sull'illecita acquisizione di fondi comunitari nel periodo 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020; al fine di fugare l'esistenza di un cartello sui progetti e sull'intera gestione dei fondi comunitari in Puglia e in altre regioni, se non ritenga di dover verificare se vi sia una correlazione tra progetti approvati e iscrizioni alla Coldiretti, ovvero se i beneficiari dei progetti, oggetto di contestazione, siano in prevalenza associati Coldiretti; se non ritenga che per rendere più efficiente la "macchina" ed evitare così la dissipazione dei fondi, AGEA avrebbe dovuto incoraggiare la presenza di persone competenti nel mondo dell'assistenza agricola, favorendone il pluralismo anziché un sistema imposto da altri. Atto n. 3-02139 FERRO Al Ministro della salute Premesso che: il rapporto 2020 "I numeri del cancro" di AIOM e AIRTUM mostra come in Italia vivano oggi 3.600.000 persone con un cancro; i pazienti vivono in un'era di grandi progressi terapeutici. La terapia genica, l'immunoterapia, le CAR-T in ematologia e la radio ligand therapy (RLT), nei tumori rari neuroendocrini e in futuro nella prostata, cambiano in modo decisivo la storia della malattia, ottenendo risultati insperati anche sulle forme metastatiche; si registrano ancora però molti ostacoli nel dare attenzione ai tumori metastatici, che necessitano di una governance più attenta ai bisogni dei pazienti; c'è ad esempio pochissima attenzione sui tumori gastro-intestinali, rispetto a cui è stato negato l'accesso a terapie consentite nei principali Paesi dell'Unione europea, malgrado le importanti iniziative di sensibilizzazione delle associazioni pazienti; non mancano poi problemi rilevanti nella presa in carico all'interno dei centri di senologia delle pazienti metastatiche con tumore al seno proprio per l'assenza di percorsi specifici dedicati; grazie ai team multidisciplinari i pazienti metastatici possono oggi sopravvivere più a lungo, ma manca un'uniformità di trattamento a livello regionale; occorre dunque disegnare percorsi, inclusivi di PDTA (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali), e strategie per i pazienti metastatici, che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri pazienti; il progetto "La salute un bene da difendere, un diritto da promuovere" coordinato da Salute Donna onlus , annovera fra i punti del suo "accordo di legislatura" con le forze politiche anche una migliore presa in carico dei pazienti metastatici, si chiede di sapere: se una strategia dedicata ai percorsi per i tumori metastatici farà parte del prossimo piano nazionale oncologico, che è scaduto dal 2016, di cui ad oggi non si sa ancora nulla; se per il tumore al seno metastatico saranno previsti dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali specifici da inserire nei centri di senologia presenti sul territorio. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02119 MODENA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il collegio dei periti agrari e periti agrari laureati ha scritto una lettera estremamente dura al Ministro in indirizzo in data 12 novembre 2020, contestando l'operato dell'AGEA, che con delibera n. 25 del 6 novembre 2020 ha approvato il testo di convenzione per gli anni 2020-2021, tra l'organismo pagatore e i CAA (centri autorizzati di assistenza agricola); nella sostanza è stata effettuata la scelta di escludere del tutto i professionisti dal mondo dei CAA, nonostante gli approfondimenti, le osservazioni e la richiesta di modifica da parte del collegio dei periti agrari e periti agrari laureati, dell'ordine dei dottori agronomi e dottori forestali, del collegio degli agrotecnici, dei CAA gestiti dai liberi professionisti, da parte della rete delle professioni tecniche e del comitato unitario delle professioni; la bozza di convenzione, inoltre, era stata oggetto di audizioni alle Commissioni Agricoltura della Camera dei deputati e del Senato; non è dato comprendere quali siano le ragioni dell'impossibilità di trovare una mediazione che eviti la totale esclusione dei professionisti, stante il periodo di crisi pandemica e considerato che i soggetti oggi coinvolti nelle attività dei CAA (associazioni sindacali, cooperative, liberi professionisti) hanno le stesse peculiarità di rapporto con le imprese agricole in termini di fornitura di servizi e prestazioni; considerato che ad oggi le richieste dei professionisti e del collegio non hanno trovato risposta e che i rapporti si collocano in un quadro di forte conflittualità e sofferenza innestato dalle scelte del Governo, non ultima quella dell'esclusione dagli aiuti del "decreto ristori"; visto che nel decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e nel decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, le misure adottate dal Governo in favore delle categorie produttive attraverso la previsione di erogazioni di contributi a fondo perduto escludono milioni di liberi professionisti, nonostante il rallentamento o persino il blocco di intere filiere economiche abbia un impatto diretto sui loro redditi e volumi d'affari, si chiede di sapere: quali siano le ragioni in base alle quali il Ministro in indirizzo ponga in essere politiche tese a desertificare l'economia di chi vive di lavoro autonomo e con esso dei dipendenti e collaboratori; se la convenzione deliberata in data 6 novembre 2020 abbia il medesimo fine, incomprensibile nell'attuale momento storico; se il Ministro non intenda tutelare le posizioni dei liberi professionisti e rispondere al collegio dei periti agrari e periti agrari laureati, e in quali termini.