[ddlcomm]

L’ufficio, inoltre, cancella dalla lista i nomi dei candidati privi dei requisiti richiesti e, iniziando da quello posto nella posizione più bassa, i nomi la cui presenza impedisce, ai sensi dei precedenti periodi, il rispetto della prescrizione di cui all’articolo 58, comma secondo, secondo periodo, della Costituzione. 11 Le operazioni di voto si tengono, presso l’ufficio elettorale regionale, dalle ore 8 alle ore 20 del giorno stabilito ai sensi del comma 7. 12 Sulla scheda elettorale sono riportati i simboli di ciascuna lista, con accanto una riga per l’espressione della preferenza. 13 Ciascun elettore esprime il proprio voto tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta; egli può altresì esprimere, nell’apposita riga della scheda, un voto di preferenza per un candidato, scrivendone il cognome o, in caso di omonimia, il nome e il cognome. Non è ammesso voto disgiunto. 14 La cifra elettorale di ciascuna lista è costituita dalla somma dei voti validi riportati da ciascuna di esse. Per l’assegnazione del numero dei senatori a ciascuna lista si divide la relativa cifra elettorale successivamente per uno, due, tre, quattro ..., fino a concorrenza del numero dei senatori da eleggere; quindi si scelgono, tra i quozienti così ottenuti, quelli più alti, in numero eguale a quello dei senatori da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente. Ciascuna lista consegue tanti eletti quanti sono i quozienti a essa appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio. 15 L’ufficio elettorale regionale, terminate le operazioni di scrutinio: a determina la cifra elettorale di ciascuna lista; b determina la cifra elettorale dei singoli candidati sulla base dei voti di preferenza; c procede al riparto dei seggi tra le liste e all’individuazione degli eletti; a parità di cifra elettorale individuale, è eletto il candidato più anziano d’età e, a parità di quest’ultima, si procede per sorteggio. 16 Terminate le predette operazioni, l’ufficio elettorale regionale ne redige il verbale e lo trasmette all’ufficio centrale per l’elezione dei senatori, il quale procede alla proclamazione degli eletti. 46 (Disposizioni sulle funzioni del Senatoin ordine ai rapporti tra l’Unione europea,lo Stato e le autonomie territoriali) 1 Ai sensi dell’articolo 55, comma terzo, della Costituzione e alla luce della nuova configurazione organica e funzionale del Senato della Repubblica, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, la vigente legislazione concernente i rapporti tra l’Unione europea, lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riferimento a quella concernente le procedure di formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, è modificata in base alle seguenti disposizioni, alle quali si conformano altresì, entro il medesimo termine, i regolamenti parlamentari. 2 Il regolamento del Senato della Repubblica prevede l’istituzione di una Commissione per i rapporti tra l’Unione europea, lo Stato e le autonomie territoriali e ne disciplina il funzionamento. La Commissione è composta dal Presidente del Senato, che la presiede, da diciotto senatori, dei quali sei designati dai senatori di diritto di cui all’articolo 59, quinto comma, e dodici scelti in base alle norme regolamentari tra i senatori che non siano anche Presidenti, membri della Giunta o consiglieri di una Regione, nonché da sei membri esterni designati, tra consiglieri regionali che non siano anche senatori, dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. 3 La Commissione di cui al comma 2 svolge le funzioni referenti nei procedimenti legislativi e si occupa di istruire i procedimenti consultivi mediante i quali il Senato della Repubblica interviene nella formazione e nell’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea. Su sua proposta sono altresì designati i delegati che il Senato esprime negli organismi di cooperazione interparlamentare previsti nell’ordinamento dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa. 4 I procedimenti, previsti dalle vigenti norme nazionali ed europee che prevedono l’intervento del Parlamento nella formazione e nell’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, sono disciplinati in modo tale che essi abbiano inizio dal Senato della Repubblica e che la Camera dei deputati si esprima successivamente alla deliberazione del Senato. Tale disciplina assicura la speditezza del procedimento e prevede meccanismi di superamento delle situazioni di stallo dovute all’inerzia del Senato. 5 I princìpi di cui al comma 4 si applicano anche al procedimento mediante il quale le Camere partecipano alla verifica del rispetto del principio di sussidiarietà ai sensi dell’articolo 5 del Trattato sull’Unione europea, del protocollo n.2 ad esso allegato e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In tal caso, se il parere della Camera dei deputati non è conforme a quello espresso dal Senato della Repubblica, esso è approvato a maggioranza assoluta dei deputati; non si considerano tali i pareri che siano entrambi favorevoli o entrambi contrari, ma rechino condizioni differenti. 6 La presidenza di turno della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione europea, nei casi in cui spetta l’Italia, è assunta dal Presidente del Senato. 7 Il presente articolo non comporta obbligo di modificazione delle disposizioni che regolano la designazione di rappresentanti delle autonomie territoriali in organismi dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa diversi da quelli di cui al comma 3. Le norme attuative del presente articolo assicurano tuttavia un coordinamento tra le predette disposizioni e il ruolo riconosciuto al Senato della Repubblica in ordine ai rapporti tra l’Unione europea, lo Stato e le autonomie territoriali. 47 (Disposizioni concernentila Regione siciliana) 1 Gli articoli 28 e 29 dello statuto della Regione siciliana, di cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n.455, convertito in legge costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.2, sono abrogati. 2 All’articolo 31, comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, le parole: «Ferma restando la particolare forma di controllo delle leggi prevista dallo statuto speciale della Regione siciliana,» sono soppresse. 3 Per l’impugnazione da parte dello Stato o di un’altra Regione delle leggi della Regione siciliana approvate dall’Assemblea regionale in data successiva alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, si applica la disciplina prevista dall’articolo 127 della Costituzione. Restano procedibili innanzi alla Corte costituzionale le impugnazioni proposte dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana nei confronti dei disegni di legge approvati dall’Assemblea regionale sino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. 1 (Camera dei deputati) 1 L'articolo 56 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 56.