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Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.601, identico all'emendamento 6.602. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, ritorniamo un'altra volta sull'annosa questione dell' end of waste che, lo ricordo, in italiano vuol dire «cessazione della qualifica di rifiuto», con cui ci si riferisce al processo di recupero eseguito su un rifiuto per farlo tornare ad essere un prodotto. In questo momento - io lo sto ripetendo dal 6 marzo, insieme al Gruppo Forza Italia - le aziende di un comparto ambientale così importante rischiano la paralisi per via di uno stallo legislativo a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato che modifica le competenze rispetto all'ente che deve rilasciare le autorizzazioni (quindi anche in riferimento all'emanazione delle linee guida, perché ci sono delle direttive europee). Per l'ennesima volta, un emendamento a firma di tutto il Gruppo Forza Italia sul tema end of waste viene respinto, come era già successo all'interno del provvedimento sul riordino dei Ministeri, all'interno del milleproroghe e della legge di bilancio. Oggi, nell'ambito dell'esame del decreto semplificazioni, pensavamo di non essere più soli e di non essere più l'unica voce che si leva. Al nostro emendamento, infatti, si era aggiunto quello della Lega, un emendamento del PD e persino un emendamento del MoVimento 5 Stelle, segno che la questione ormai è evidente e che il problema dei rifiuti che ci troveremo per strada, o in mano alla malavita organizzata o negli inceneritori tanto vituperati finalmente fosse stato compreso. Purtroppo, anche questa volta l'emendamento della Lega così come quello dei 5 Stelle sono stati prontamente ritirati, in nome del mantenimento di un'alleanza di Governo sempre più sottomessa ai compromessi in tema ambientale ed economico. Quindi ora è una pura scelta del Governo, anzi della parte gialla di questo Governo, che ha deciso di mettersi persino contro il proprio alleato, contro ogni evidenza. Non ne comprendiamo i criteri e quindi riteniamo che sia solo una precisa scelta e volontà politica quella di prendere tempo. Invece di tempo non ce n'è, perché le aziende rischiano la chiusura a causa del blocco degli impianti, i posti di lavoro diventano a rischio e la salute ambientale potrebbe essere compromessa per l'accumulo di rifiuti. Forza Italia rivendica il merito di aver sollevato la questione e di averla portata all'attenzione del Governo e del ministro Costa a più riprese, a partire dalle audizioni in Commissione. Continueremo a farlo in ogni provvedimento fino a che non sarà troppo tardi. Possiamo augurarci che questa insistenza serva quantomeno a sensibilizzare e a velocizzare l'azione del Governo. Non smetteremo di essere sentinelle. Non si può più perdere tempo, un tempo vitale per le aziende, per i lavoratori, per la salute pubblica. Un Paese povero di materie prime come il nostro non può permettersi di buttare in discarica o semplicemente bruciare i rifiuti e i prodotti a fine vita. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, intervengo su questo emendamento, che poi è uguale al successivo, e ne approfitto anche per parlare di quelli che sono stati ritirati (ma l'intenzione di presentarli c'era comunque). Capisco la logica che sta dietro alla presentazione di questo emendamento, ma io vorrei pronunciare solo la seguente parola: CSS, ossia combustibile solido secondario. Nel momento in cui si scrive che una cosa cessa di avere la qualifica di rifiuto; nel momento in cui esiste un mercato per questa roba riqualificata ed è utilizzata per uno scopo specifico, allora il CSS, destinato alla co-combustione sia negli impianti di incenerimento che nei cementifici, ha un suo mercato e ha una sua classificazione merceologica. La buona intenzione va quindi temperata dall'idea di evitare che con una certa norma si possano fare delle cose che potrebbero non essere volute. Che la co-combustione in un cementificio sia una cosa che non presenta rischi per la salute purtroppo è smentito: i livelli di tollerabilità delle sostanze inquinanti nelle emissioni di un cementificio sono centinaia di volte superiori agli analoghi livelli assentiti per quanto riguarda gli inceneritori, i termovalorizzatori o come li vogliamo chiamare quando ci riferiamo agli impianti di distruzione termica della materia. Se lo scopo è quello di rendere utile un oggetto per un suo riutilizzo e possibilmente non un suo subciclaggio o una sua distruzione termica, allora questo tipo di proposta va fondamentalmente cambiato. Quindi, bene che la maggioranza l'abbia ritirato; male che l'avessero presentato. E attenzione a voi, perché nella senatrice Gallone ho intravisto un'intenzione che purtroppo nella scrittura del testo rischia di essere controproducente. Il Gruppo Misto-LeU voterà no a questo emendamento. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, è davvero inconcepibile, e per noi veramente incredibile, che la maggioranza non riesca a trovare un accordo su una questione così importante. Lo stesso ministro Costa aveva più volte ribadito l'urgenza di intervenire in questa materia e dunque di modificare le normative. Voglio ricordare che il Consiglio di Stato ha bloccato il rinnovo e le nuove autorizzazioni proprio a causa dell'assenza di un'adeguata normativa nazionale. È lo stesso Ministro che più volte ha invitato il Parlamento a trovare una soluzione. Non è possibile che l'incapacità da parte dei 5 Stelle e della Lega di trovare un accordo in tema ambientale stia non solo paralizzando questo Parlamento ma mettendo a repentaglio la sicurezza dell'ambiente e della salute pubblica del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Perché questo è. Sono mesi che fate un balletto; sono mesi che presentate e poi ritirate emendamenti; sono mesi che fate delle baruffe chioggiotte pubbliche, spesso all'interno delle Commissioni o tra di voi, su un tema così importante. Non è più possibile attendere. I rifiuti speciali di cui parlavo prima non possono attendere, altrimenti entrano nel ciclo della mafia, dei roghi e degli incendi. L' end of waste non può più attendere per gli stessi motivi, e - aggiungiamo - perché c'è tutta un'economia circolare prevista dalla direttiva europea che attende di essere lanciata e che vuol dire conversione, posti di lavoro, qualità della vita, crescita della qualità dei nostri territori e quant'altro. Il ministro Costa a dicembre aveva detto che sarebbe stata trovata immediatamente una soluzione. Ma siamo a fine gennaio e stiamo ancora rimandando sine die qualsiasi possibilità di soluzione della questione. Signor Presidente, questo nostro emendamento, che peraltro è del tutto simile all'emendamento appena presentato dal collega, è a tutto tondo. Non è vero - e mi rivolgo al senatore che è appena intervenuto - che l'unica condizione richiesta è che ci sia una domanda o un mercato; questa, come conferma anche la direttiva europea, è una delle tante caratteristiche che il rifiuto, per diventare prodotto e dunque risorsa deve avere. Le altre sono: