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È stato allora che, con il sostegno dei Vice Presidenti, dei Ministri, e del Ministro dell'economia in particolare, mi sono assunto l'onere e anche la responsabilità di riannodare i fili del dialogo affinché non fosse compromesso il processo riformatore che il Governo intendeva realizzare già con questa sua prima manovra economica. Ho dunque insistito con il presidente Junker perché si rendesse disponibile a un ulteriore incontro, che si è svolto sabato 24 novembre, nel corso di una cena di lavoro a cui hanno partecipato anche il ministro Tria, il vice presidente della Commissione e responsabile per l'euro e per il dialogo sociale Dombrovskis, e il commissario degli affari economici e monetari Moscovici. In quell'occasione ho presentato l'ampio progetto riformatore del Governo, chiedendo ai miei interlocutori che la manovra economica fosse valutata non solo al filtro dei vari saldi contabili, ma più ampiamente alla luce dell'articolato spettro di interventi - alcuni già realizzati, altri in fase di avanzata elaborazione - tutti tesi a semplificare, migliorandoli, i rapporti tra Stato, cittadini e imprese. In quella sede - come pure in ulteriori incontri avvenuti informalmente a margine del G20 a Buenos Aires - ho potuto registrare alcune rigidità di posizioni, ma allo stesso tempo - devo dirlo - anche alcune significative aperture al dialogo. All'esito di queste interlocuzioni, si è reso necessario uno sforzo ulteriore da parte del Governo per verificare la percorribilità di interventi utili a migliorare i saldi finali contenuti nella legge di bilancio, in adesione ai rilievi formulati dalla Commissione. Abbiamo quindi lavorato affinché fosse puntualmente quantificata, con apposite relazioni tecniche, la stima economico-finanziaria delle misure, soprattutto di quelle a carattere sociale e previdenziale, che avevano maggiormente attirato l'attenzione dei nostri interlocutori europei. Queste valutazioni, che hanno richiesto tempo, hanno rivelato che le risorse effettivamente necessarie per la realizzazione dei due principali interventi erano - e sono - inferiori a quelle inizialmente previste. Ciò ha permesso di ridurre il disavanzo dal valore inizialmente stimato del 2,4 per cento ad un valore attestato intorno al 2,04 per cento, senza per questo modificare, né nei contenuti - attenzione! - né con riguardo alla platea dei destinatari, né con riguardo ai tempi di attuazione già originariamente previsti (Commenti dei senatori Faraone e Malan) gli interventi più importanti programmati. Desidero ribadirlo: reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi che avevamo previsto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti della senatrice Malpezzi). MARCUCCI (PD) . Ma chi ci crede? CONTE , presidente del Consiglio dei ministri . Con queste nuove quantificazioni mi sono recato a Bruxelles mercoledì scorso, 12 dicembre, per un nuovo confronto con il presidente Juncker e con i commissari Dombrovskis e Moscovici. In quella sede, come pure nel corso di alcuni colloqui con vari leader europei a margine del Consiglio che si è tenuto il 13 e il 14 dicembre scorsi, ho ribadito la necessità che lo sforzo compiuto dal Governo italiano per giungere a un punto di equilibrio e di convergenza non fosse frustrato da un approccio che tenesse in esclusiva considerazione il rigido computo degli scostamenti. All'esito di ulteriori interlocuzioni, fino ai risolutivi colloqui di ieri mattina, che hanno portato ad un significativo avanzamento nella trattativa, ho formalizzato la posizione dell'Italia con una lettera ai vertici della Commissione europea, sottoscritta insieme al ministro Tria, che mi ha affiancato in questa complessa trattativa. Nella lettera, oltre a riferire sulle nuove quantificazioni delle misure di spesa, ho rilevato che le modifiche dovranno necessariamente tenere conto dell'evoluzione del quadro macroeconomico, che evidenzia, ahimè, un conseguente peggioramento, principalmente dovuto al cattivo andamento del commercio internazionale. Il rallentamento del ciclo economico impone adesso un aggiornamento delle previsioni di crescita, con l'indicazione di un PIL programmatico all'uno per cento per l'anno prossimo, con una variazione che si ripercuote - attenzione: per certi versi anche positivamente - (Commenti della senatrice Bernini) sui saldi di bilancio e sull'entità della correzione strutturale richiesta dal Patto di stabilità e di crescita. (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP) . Nell'ambito delle misure adottate per la riduzione dei saldi di bilancio, indicati dalla manovra di finanza pubblica, prevista nel disegno di legge di bilancio per il triennio 2019-2021, al fine di corrispondere alle richieste formulate dalla Commissione europea in sede di esame del documento programmatico di bilancio, in primo luogo, come già ricordato, sono state affinate le misure contenute nel disegno di legge di bilancio, anche al fine di determinare con maggiore precisione l'esatta portata degli interventi predisposti e delle coperture individuate. Grazie a questa attività è stato possibile rivedere l'onere annuo delle misure di cui al fondo per il reddito di cittadinanza e quello per gli interventi pensionistici, mantenendo integro - lo ribadisco - l'impatto concreto di queste due misure. (Commenti dal Gruppo PD) . Sono state poi previste misure di contenimento della spesa pensionistica, che si sostanziano nel raffreddamento dello schema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici di più cospicuo importo. Inoltre, si interviene sulle cosiddette pensioni d'oro, con una riduzione dei trattamenti più elevati, attraverso la previsione di un contributo di solidarietà temporaneo e progressivo per scaglioni di reddito: una misura di equità sociale, da cui abbiamo ricavato ulteriori risorse. Sono stati quindi quantificati gli effetti dell'utilizzo in via prioritaria da parte delle Regioni delle risorse già stanziate nei programmi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei per la realizzazione degli interventi di mitigazione dei rischi ambientali e idrogeologici. Si introducono, inoltre, misure per favorire la realizzazione del piano straordinario di dismissioni immobiliari. Sul lato delle entrate si prevede la revisione delle clausole di salvaguardia IVA per gli anni 2020-2021, l'istituzione di un'imposta sui servizi digitali gravante sui soggetti che, nell'esercizio di attività di impresa, prestino servizi digitali e che superino determinate soglie di ricavi, l'abrogazione anche del credito d'imposta relativo alle deduzioni forfettarie in materia di IRAP riconosciute in favore di soggetti passivi che impiegano lavoratori dipendenti a tempo indeterminato in alcune Regioni; e ancora, si prevedono l'abrogazione del credito d'imposta in favore di soggetti che compiono investimenti in beni strumentali nuovi, l'abrogazione dell'aliquota ridotta IRES in favore degli enti non commerciali, un pacchetto di misure che incrementa il prelievo nel settore dei giochi attraverso l'aumento del prelievo erariale unico (PREU) applicabile agli apparecchi da divertimento e intrattenimento e la riduzione delle percentuali minime di pay-out . Si introduce, inoltre, dal 1° gennaio 2019 l'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse.