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se non ritenga corretto che siano chiamati a rispondere gli autori di atti e delibere che hanno messo a repentaglio il risparmio previdenziale; se non occorra imporre alle casse che gestiscono il risparmio previdenziale e la pensione futura un regolamento con rigidi sistemi di controllo analogo ai fondi pensione integrativi, per impedire spregiudicate operazioni che mettono a repentaglio il risparmio. Atto n. 4-01383 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: un pensionato 71enne di Montecorvino Rovella (Salerno) è morto il 25 febbraio 2019, poche ore dopo il ricovero nel reparto di Medicina dell'ospedale "Santa Maria della Speranza" di Battipaglia; l'uomo aveva avvertito un malore nella sua abitazione e i familiari avevano allertato immediatamente il 118 che, dopo aver prestato i primi soccorsi, hanno disposto il trasferimento in ospedale; i familiari hanno denunciato l'accaduto ai Carabinieri, e la Procura della Repubblica di Salerno ha disposto il sequestro della salma per effettuare l'esame autoptico; i militari hanno acquisito le cartelle cliniche per ricostruire la vicenda e appurare se ci siano state delle negligenze da parte dei sanitari; stando alla diagnosi dei medici il 71enne aveva problemi polmonari ed epatite di tipo C, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto descritto e se intenda accertarsi che non si tratti dell'ennesimo caso di malasanità in Campania; se intenda attivare i suoi poteri ispettivi a prescindere dalle attività d'indagine condotte dalla magistratura. Atto n. 4-01384 GINETTI GRIMANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 16 gennaio 2019, a seguito di una segnalazione, si è assistito al sequestro e alla chiusura al traffico della E45 all'altezza del viadotto "Puleto", da parte del giudice per le indagini preliminari di Arezzo Giorgio Ponticelli, tratto di strada che collega Toscana ed Emilia-Romagna, a causa dell'usura della struttura; vi è la necessità di messa in sicurezza dell'intero viadotto e di interventi di manutenzione straordinaria per il consolidamento strutturale della bretella; vista la rilevanza ricoperta dalla E45, una delle arterie stradali di maggiore importanza dopo l'autostrada del Sole per il passaggio, in particolare, per i mezzi pesanti per il collegamento Nord-Sud del Paese; sono notevoli le ripercussioni e i disagi che tale chiusura provoca alle popolazioni del Centro Italia, in particolare ai cittadini che vivono nelle zone limitrofe al tratto chiuso, i quali si trovano oggi praticamente isolati, giacché anche la vecchia statale, strada alternativa, risulta interrotta da anni per gravi danni alla carreggiata; attraverso questa chiusura risulta particolarmente penalizzata la circolazione dei mezzi all'interno del territorio dell'Umbria, giacché le alternative presenti sono solamente la A1 e la A14, le quali taglierebbero fuori gran parte del territorio umbro; considerati i richiami e gli appelli lanciati nelle scorse settimane dai cittadini umbri, dagli imprenditori e dalle varie realtà di tale regione quali CNA, Confindustria, Confcommercio, Federalberghi Umbria e non solo, i quali si ritrovano ad essere enormemente preoccupati per la grave situazione di incertezza che peserà sull'indotto economico del territorio; vista la mozione urgente presentata dai consiglieri regionali umbri Chiacchieroni, Rometti e Solinas, atto n.1927 del 17 gennaio 2019 in merito alla "Situazione emergenziale sulla E45 a seguito della chiusura del traffico in data 16/01/2019"; considerata la già difficile situazione che la crisi iniziata nel 2008 ha comportato per varie zone del nostro Paese, Umbria compresa, e che questa attuale situazione di sostanziale isolamento andrebbe ad inasprire; secondo molte associazioni di categoria, e non solo, la necessità di chiudere quel tratto stradale per operare un importante atto di manutenzione, e le ripercussioni che tale azione avrebbe comportato sul territorio, sarebbero note da tempo; nel 2015 il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore Delrio ha prontamente autorizzato sul bilancio pluriennale dello Stato 1,6 miliardi di euro per lavori strutturali sulla E45 riguardanti la manutenzione straordinaria del fondo stradale, barriere di sicurezza e messa in sicurezza di ponti e viadotti, assicurando così il più grande investimento economico mai destinato fin qui a questa infrastruttura; visto l'approccio che questo Governo tende ad avere nei confronti delle opere, piccole o grandi che siano, con il Ministero di competenza che ha deciso di interrompere finanziamenti a gran parte delle opere programmate da tempo o già in corso, mettendo così sul lastrico o costringendo al fallimento le imprese di costruzioni; si stima che tali atteggiamenti abbiano provocato un blocco di circa 21 miliardi di euro per le opere in corso e 10 miliardi di investimenti per opere già approvate e mai partite, cifre che si potrebbero tradurre in circa 418.000 potenziali posti di lavoro persi e in un danno incalcolabile alle imprese di costruzione, ma conseguentemente anche all'intero indotto del Paese; il Governo in carica, al momento del proprio insediamento, ha trovato in cassa 150 miliardi di euro già stanziati e subito disponibili grazie ad un accordo con la Banca europea degli investimenti, fondi che però sono stati in parte individuati ed utilizzati per altri scopi; considerata infine l'importanza del fattore tempo nello scongiurare una crisi che per i cittadini dell'Umbria sarebbe endemica e devastante, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di rispondere alle esigenze dei cittadini del Centro Italia, che vivono in questo momento una grave situazione di isolamento e di pericolo a livello economico, e che a gran voce richiedono che si trovino, nel minor tempo possibile, le risorse necessarie a portare a termine un intervento di messa in sicurezza del territorio e delle strutture stradali che sia organico e definitivo, e che permetta ai cittadini umbri di non doversi sobbarcare il peso di una situazione emergenziale di tale dimensione. Atto n. 4-01385 NENCINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'opera E78 strada di grande comunicazione Fano-Grosseto ha origine sulla via Aurelia, all'altezza di Grosseto, e termina nel tratto marchigiano dell'autostrada adriatica A14, in corrispondenza del casello di Fano, e costituisce un importante collegamento longitudinale tra i corridoi autostradali che corrono lungo il Tirreno e l'Adriatico; la lunghezza complessiva del collegamento è di circa 270 chilometri, di cui circa il 65 per cento in Toscana, il 30 per cento nelle Marche e il 5 per cento in Umbria, e il progetto prevede nel complesso la realizzazione di nuovi tratti ed adeguamenti di tratti stradali; lungo il suo tracciato, la E78 collega le città di Grosseto, Siena e Arezzo in Toscana, Urbino e Fano nelle Marche ed interseca la E45 (tra Toscana e Umbria) e la fondovalle del Metauro in provincia di Pesaro e Urbino.