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in particolare, i liquidatori hanno illustrato, da un lato, come non paiono sussistere i presupposti finanziari per accedere a un ulteriore ammortizzatore sociale, visti i costi aggiuntivi che questo comporterebbe alla luce delle attuali previsioni normative, e, dall'altro, come i costi che la società ha già sostenuto nel corso del 2020, a causa della situazione di emergenza sanitaria, non consentono di aggravare ulteriormente i costi della liquidazione; nel corso dell'incontro convocato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali il 17 giugno 2021 per l'espletamento della fase amministrativa della procedura di licenziamento collettivo, le parti sociali e istituzionali presenti all'incontro hanno unitariamente chiesto ai liquidatori di fare ricorso alla cassa integrazione straordinaria per cessazione, oppure, ove venisse inserito uno specifico emendamento al decreto-legge n. 73 del 2021 in corso di conversione, di fare ricorso alla cassa integrazione dedicata alle aziende e ai lavoratori del settore aero ( ex art. 94 del decreto-legge n. 18 del 2020, successivamente modificato dall'art. 20 del decreto-legge n. 104 del 2020) che comporterebbe, per la procedura di liquidazione, un minore aggravio di costi rispetto alla cassa integrazione straordinaria per cessazione; i liquidatori di Air Italy, nel corso del predetto incontro presso il Ministero del lavoro, hanno chiarito che avrebbero doverosamente fatto un'informativa ai soci in cui avrebbero riportato le richieste delle parti sociali ed istituzionali, riservandosi di comunicarne le risposte alla riunione di espletamento della fase amministrativa della procedura di licenziamento riconvocato dal Ministero del lavoro il 22 giugno; considerato che: la Sardegna vive in un clima molto teso a livello sociale, in virtù delle tante vertenze in attesa di una risoluzione; la vertenza che ha coinvolto Air Italy assume carattere nazionale, non potendo essere derubricata a mera vicenda regionale, che interessa solo i lavoratori sardi; nel quadro complessivo delle difficoltà e delle tensioni economiche e sociali che il territorio sardo sta vivendo con la vertenza Air Italy, è necessario assumere ogni azione possibile per evitare o rimandare possibili licenziamenti del 30 giugno, che aggraverebbero ulteriormente tale stato di crisi; in questo contesto, la concessione della proroga degli ammortizzatori sociali fino a dicembre 2021 consentirebbe di garantire un opportuno sostegno al reddito ai lavoratori e di disporre del tempo necessario per affrontare e individuare eventuali possibili opzioni funzionali alla definizione della vertenza e al contestuale ricollocamento del personale interessato; peraltro, tutti i lavoratori risultano essere professionalmente idonei, avendo ottenuto il rinnovo delle relative licenze specialistiche; in mancanza di una celere soluzione, i lavoratori si ritroveranno immediatamente disoccupati, e questo avrà anche conseguenze sulla continuità territoriale da assicurare alla Sardegna, impegna il Governo: 1) ad adottare con urgenza ogni misura necessaria per definire il corretto percorso di supporto per la società Air Italy in liquidazione, affinché decida di ritirare la procedura di licenziamento collettivo, o congelarla, facendo contestualmente ricorso ad un ulteriore periodo di cassa integrazione per un periodo congruo, che possa consentire alle istituzioni centrali e regionali di usufruire di maggior tempo, per mettere in campo tutte le azioni di politica attiva e di salvaguardia delle importanti professionalità dei circa 1.400 addetti di Air Italy; 2) a verificare le opportunità industriali per il recupero delle professionalità coinvolte, in un contesto più ampio di una riforma delle regole del sistema del trasporto aereo; 3) a definire, di concerto con gli altri soggetti istituzionali coinvolti, una strategia industriale di più ampio respiro, che possa condurre a una soluzione occupazionale strutturata e duratura, anche nell'ottica delle prospettive future della Sardegna. Atto n. 1-00395 BALBONI CIRIANI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI NASTRI PETRENGA RAUTI RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI - Il Senato, premesso che: da molteplici fonti di stampa si apprende che il 20 giugno 2021, a Roma, nei pressi dell'uscita della stazione Termini di via Giolitti, un uomo di nazionalità ghanese, che avrebbe precedenti penali, brandendo un coltello da cucina ha terrorizzato i passanti; l'uomo sarebbe stato avvistato da una guardia giurata addetta alla sicurezza, che avrebbe allertato prontamente gli agenti di Polizia ferroviaria; nelle immagini diffuse dai media si intravede l'uomo armato, con l'arma da taglio, spaventare i passanti e salire sugli scooter parcheggiati con fare minaccioso; sempre in base alle immagini rilanciate dalla stampa si intuisce che gli agenti della Polizia ferroviaria intervenuti a seguito della segnalazione hanno circondato l'uomo, gli hanno intimato di gettare l'arma, gli si sono avvicinati con dei manganelli tentando di disarmarlo, tuttavia l'uomo non ha desistito dagli intenti evidentemente ostili ed intimidatori, seguitando ad agitare la lama in direzione degli operanti; infine uno degli agenti occupato nelle operazioni di accerchiamento avrebbe sparato ad una gamba dell'uomo, che accasciatosi al suolo è stato finalmente disarmato e, rimasto ferito, è stato trasportato presso una vicina struttura ospedaliera; al momento si apprende che l'uomo, non in pericolo di vita, si troverebbe piantonato in ospedale, in stato di arresto per i reati di tentato omicidio, porto abusivo d'arma, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale; l'agente della Polizia ferroviaria che ha sparato, sempre da quanto si apprende dagli organi di stampa, è stato iscritto nel registro degli indagati per eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi, circostanza che rischia di demotivare le forze dell'ordine e che ha già suscitato le proteste dei sindacati di categoria; l'evento non costituisce un caso isolato, atteso lo stato di degrado e di illegalità che imperversa nelle periferie e nei luoghi di transito particolarmente affollati come le stazioni ferroviarie delle grandi città; il fatto appare di una gravità assoluta e pone al centro del dibattito politico non solo la questione della sicurezza delle aree urbane, ma anche le dotazioni ed il ruolo degli agenti di polizia giudiziaria, che si trovano sempre più spesso a dover fronteggiare, senza mezzi adeguati, situazioni di pericolo ed emergenza come quella descritta; esistono dei sistemi che consentirebbero, agli agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria o dei militari in servizio di pubblica sicurezza impegnati in operazioni con evidenti margini di rischio, di evitare di utilizzare le armi da fuoco, quali le pistole ad impulsi elettrici, detti " taser ", strumenti meno lesivi e più efficaci per tutelare l'integrità fisica di cittadini, forze di polizia e delinquenti;