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Vogliamo, cioè, pensare veramente di aumentare di 12.000 unità l'offerta sperando che il turismo invernale sia così sostenuto da assorbirla? In caso contrario, rischiamo di avere una gettata di cubatura che poi non avrà un ulteriore utilizzo. Ricordiamoci che Cortina ha già dato nel 1956, per cui alcuni impianti non sono completamente da buttare; bisogna pensare anche in questo tipo di ottica proprio perché, se l'ambiente montano viene compromesso al punto di farne una copia in piccolo dell'ambiente di pianura, perde completamente la sua bellezza e risulta del tutto snaturato. In conclusione, spero che il percorso sia quello proposto per evitare errori che sono già avvenuti in passato, come è accaduto per i trampolini di Pragelato. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paroli. Ne ha facoltà. PAROLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, le norme che affrontiamo oggi per la preparazione e l'organizzazione delle prossime Olimpiadi invernali e dei Giochi paralimpici del 2026 di Milano Cortina e per le finali di Torino APT di tennis del 2021-2025 riguardano eventi che decidono se nel futuro del nostro Paese ci sarà un ruolo da spettatore o da protagonista. In questo momento storico purtroppo ci sono anche l'incidenza e la coincidenza che i territori e le categorie interessate dal provvedimento al nostro esame sono anche le più colpite dagli effetti del Covid-19. La Lombardia è stato il fronte di questa epidemia che ancora sta combattendo con vittime ed effetti devastanti per l'economia, il turismo, lo sport e le realtà associative dedicate. Colleghi, è un'occasione, però, questa, deve essere una grande occasione: un'occasione che non possiamo perdere. La Lombardia e Milano hanno già dato prova di grandi capacità organizzative e di risultati con Expo 2015, che tutti ricordiamo, fortemente voluto dall'allora sindaco di Milano Letizia Moratti, ma in continuità portato avanti da tutte le istituzioni. Anche in quella occasione c'è stato un enorme lavoro di squadra: il CONI, la Regione Lombardia, il Veneto e le province di Trento e di Bolzano hanno in modo virtuoso raggiunto un traguardo davvero importante, che purtroppo, però, non può far dimenticare l'atteggiamento del Governo di allora, balbettante e, in alcuni momenti, anche imbarazzante, e il comportamento della città di Torino che definisco incomprensibile, e qui mi fermo. Avevamo temuto il peggio, ma il risultato è stato ottenuto. L'obiettivo è stato raggiunto, anche perché era ben presente ciò che era accaduto poco tempo prima con la rinuncia da parte di Roma alla candidatura per le Olimpiadi, che aveva e ha lasciato il segno. Come non ricordare le motivazioni di allora? Si era detto no alle Olimpiadi per dire di no ai costi. È imbarazzante. E ancora: opere uguale corruzione e, quindi, non facciamo. No, colleghi, noi non possiamo avere questo atteggiamento. Noi diciamo opere uguale sviluppo, servizi e lavoro ed è ciò che siamo sicuri accadrà in questa occasione. Certo, occorrono programmazione e fiducia nelle istituzioni coinvolte, a partire dagli enti locali coinvolti e - come si è detto anche prima - dobbiamo imparare qualcosa dalla lezione del Ponte di Genova; laddove vengono coinvolte le autorità locali, dandogli fiducia, più vicini al territorio si è, più si riesce ad avere risposte immediate (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) e quei risultati che i cittadini apprezzano e di cui in questo caso hanno necessità. Ho parlato della programmazione; gli enti locali devono essere coinvolti e saper indicare investimenti, che hanno due funzioni. La prima certamente è quella di rendere il nostro Paese capace di orgoglio nel mondo, perché in occasioni come queste l'Italia ha sempre avuto poi un ruolo fondamentale come eco e come capacità di diffondere nel mondo un messaggio positivo e accogliente, con tutto ciò che rappresenta il nostro Paese che non sto qui certo a ricordare. Tutto questo non può però dimenticare il dopo. Guai a fare opere inutili, guai a fare opere che non rimangano utili nel tempo. Ecco, è fondamentale anche in questo che le indicazioni degli enti locali vengano recepite perché ci sia la possibilità di creare sul territorio opere che, anche dopo le Olimpiadi, vengano utilizzate, diventino momento di accoglienza e di coinvolgimento. Sappiamo bene quanto sia fondamentale, non solo nel nostro Paese, il fatto che alle organizzazioni e alle associazioni sportive vengano dati strutture e impianti adeguati per svolgere il loro lavoro e compito soprattutto con i più giovani. Penso però - ad esempio - anche al coinvolgimento attivo di territori - lo dico al Ministro - che ad oggi non sono direttamente indicati, ma sono però capaci, soprattutto in Lombardia, di ricettività e hanno impianti di altissimo livello. Penso - ad esempio - all'Alta Valle Camonica, Ponte di Legno, Tonale e Temù; impianti che hanno ormai un bacino europeo, se non mondiale, come capacità di prestazioni e di interesse. Devono allora essere non dimenticati e utilizzati lo stesso si può dire per alcune valli bergamasche, che sono all'altezza di essere sedi di allenamenti e ritiri per le diverse rappresentative nazionali. Non dimentichiamo allora questo e non dimentichiamo il coinvolgimento, soprattutto per quel che riguarda il vasto territorio della Lombardia, di realtà locali che possono dare risposte e creare davvero quel volano virtuoso di cui la Lombardia e il nostro Paese mai come in questo momento hanno bisogno. Per questo motivo e con questa volontà Forza Italia è a favore del provvedimento in esame e non farà mancare oggi il proprio voto, ma non farà mancare anche in futuro la propria collaborazione. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, la discussione sulla conversione in legge del decreto-legge in esame arriva in un momento particolare per il nostro Paese, come per altre Nazioni del mondo. In queste ore anche l'Italia continua la sua battaglia contro il virus che ha messo tutti a dura prova. Discutere in questa sede e in questo momento di avvenimenti importanti che avranno luogo nel 2026 per parte dell'opinione pubblica potrà sembrare strano, di fronte agli obblighi di distanziamento sociale e di fronte al dolore delle tante persone che ci hanno lasciato e dei loro familiari, che non hanno potuto portare un ultimo saluto. Alle prese con una ripartenza difficile, questa discussione potrebbe apparire fuori luogo. Al contrario tutti noi sappiamo bene che non è così, perché alle istituzioni e al Parlamento spetta il compito non solo di gestire il presente, ma anche e soprattutto di programmare e costruire il futuro. Ed è indubbiamente anche grazie a quella capacità di programmazione e alle ambizioni di una classe politica coraggiosa, che ha saputo lavorare insieme, che oggi l'Italia può permettersi di ospitare grandi eventi come le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026 oppure le Finali ATP di tennis nel 2021, in città come Milano, Cortina d'Ampezzo e Torino, che - ne sono certo - sapranno essere all'altezza di questa grande sfida.