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Norme per la promozione della vendita diretta e del consumo dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta e dei prodotti alimentari stagionali e di qualità. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge reca norme volte a valorizzare e sostenere il consumo e la commercializzazione dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta e dei prodotti alimentari stagionali e di qualità, garantendo ai consumatori un'adeguata informazione sull'origine e sulle specificità di tali prodotti, anche al fine di promuovere il consumo di alimenti a basso impatto ambientale. In particolare, si incentiva lo sviluppo di un modello di scambio basato sulla filiera corta e caratterizzato da un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma, con la finalità di diminuire il numero degli intermediari nel circuito commerciale, e di ridurre il percorso dei prodotti dal luogo di produzione fino al momento del consumo finale. Si realizza, pertanto, un modello di consumo «virtuoso» in quanto contribuisce all'abbattimento delle emissioni inquinanti derivanti dal trasporto dei prodotti alimentari posto che, effettuandosi su distanze relativamente brevi, esso consente la riduzione dei consumi energetici e delle conseguenti emissioni di anidride carbonica; un modello che, comportando anche la riduzione degli ulteriori passaggi del sistema di distribuzione tradizionale, quali il confezionamento e l'imballaggio, consente un notevole abbattimento dei sovraprezzi. Una filiera di approvvigionamento formata da un numero limitato di operatori economici che si impegnano a promuovere la cooperazione, lo sviluppo economico locale e stretti rapporti socio-territoriali tra produttori e consumatori rappresenta, senza dubbio, il sistema più idoneo a valorizzare le ricchezze e le specificità dei territori e a favorire modelli di consumo virtuoso da parte dei cittadini. Sotto il profilo sociale tale sistema di scambio a circuito breve favorisce un rapporto più diretto tra produttori agricoli e utilizzatori finali dei prodotti e rilancia lo sviluppo locale consentendo alle piccole e medie imprese agricole, per lo più a gestione familiare, di preservare la propria identità sul territorio. Il disegno di legge permette inoltre di aumentare le opportunità di offerta dei prodotti alimentari locali, stagionali e di qualità, sia nel commercio che nella ristorazione, favorendo la conoscenza delle caratteristiche nutrizionali, di sicurezza e di eco-compatibilità di tali prodotti presso sempre più ampie fasce di consumatori. A tale fine, sono promosse azioni per informare i consumatori sulla provenienza e sulle specificità qualitative dei prodotti alimentari posti in vendita nei mercati alimentari di vendita diretta. Il disegno di legge si compone di dieci articoli. L'articolo 1 stabilisce l'oggetto e le finalità della legge, individuati rispettivamente nella valorizzazione qualitativa dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità e negli interventi specifici da porre in essere al fine di incentivarne il consumo anche tramite il loro utilizzo nei servizi di ristorazione collettiva pubblica e privata. L'articolo 2 definisce i prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, i prodotti alimentari stagionali e di qualità e i mercati alimentari di vendita diretta, individuati in quelle aree pubbliche o private destinate all'esercizio dell'attività di vendita diretta dei prodotti alimentari da parte dei soli imprenditori agricoli. L'articolo 3 introduce la previsione di un titolo preferenziale per l'aggiudicazione nei bandi per gli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari destinati alla ristorazione collettiva emanati dalla regione e dagli enti locali con la finalità di favorire l'uso dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, nonché dei prodotti alimentari stagionali e di qualità. Gli articoli 4, 5 e 6 contengono disposizioni che disciplinano e incentivano la vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità e le correlate attività di informazione. In particolare, l'articolo 4 invita i comuni ad individuare le aree mercatali da riqualificare e da destinare a spazi per la vendita di tali prodotti anche al fine di recuperare usi legati alla tradizione e alla vita dei centri storici delle città. L'articolo 7 introduce un'agevolazione in materia edilizia, consistente nella riduzione del 50 per cento del contributo dovuto per il rilascio del permesso di costruire o di altri atti autorizzatori o concessori in materia edilizia, da accordare alle grandi strutture di vendita e ai centri commerciali nei quali si esercita la vendita di prodotti alimentari che si impegnino, all'atto della richiesta dell'agevolazione, a porre in vendita prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità. Ai fini della concessione della agevolazione i prodotti alimentari devono essere posti in vendita in misura non inferiore, in termini di valore, al 30 per cento delle produzioni alimentari complessivamente acquistate su base annua. È inoltre disposto che la violazione dell'impegno, nel corso dei cinque anni successivi al provvedimento di accoglimento della richiesta, comporta il pagamento integrale del contributo con un tasso di interesse superiore di due punti a quello legale decorrente dalla data di concessione dell'agevolazione. L'articolo 8 disciplina, ai fini del riconoscimento dei prodotti alimentari di comprovata sostenibilità ambientale, l'istituzione del marchio di filiera «chilometro zero», mentre il successivo articolo 9 prevede l'istituzione, da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, di un albo delle imprese agricole ed agroalimentari e delle imprese commerciali che vendono prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità. L'articolo 10 contiene disposizioni che assicurano i necessari controlli atti ad accertare le eventuali infrazioni alle norme della legge e a garantire la tutela dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità anche con il supporto operativo e investigativo di unità appartenenti al comando carabinieri per la tutela della salute e ai nuclei antifrodi dell'Arma dei carabinieri, al Nucleo agroalimentare e forestale del Corpo forestale dello Stato e all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari.. Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. La presente legge reca norme per la valorizzazione dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, dei prodotti stagionali e di qualità, definiti ai sensi dell'articolo 2, favorendone il consumo e la commercializzazione e garantendo ai consumatori un'adeguata informazione sull'origine e sulle specificità di tali prodotti. 2. Ai fini di cui al comma 1, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, anche allo scopo di incentivare una maggiore sostenibilità ambientale, dispongono adeguati interventi atti a: a) garantire il rispetto della normativa in materia di presentazione e di etichettatura dei prodotti alimentari attraverso un'idonea attività di controllo; b) valorizzare il consumo dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità;