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ciononostante, con molti di questi Stati l'Europa e l'Italia hanno stretto e stringono accordi di cooperazione in materia di istruzione, università e ricerca scientifica che prevedono programmi e progetti comuni di collaborazione tra le istituzioni scolastiche e universitarie dei rispettivi Stati (come, ad esempio, quello tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar approvato il 27 maggio 2020 e divenuto legge 5 giugno 2020, n. 64); ne deriva il paradosso che, mentre in Italia e in Europa si conducono battaglie per il pieno riconoscimento dei diritti LGBT, il Parlamento italiano legittima, attraverso gli accordi di cooperazione culturale, gli ordinamenti che contemplano il reato di omosessualità e la persecuzione degli individui in base al loro orientamento sessuale; incentivare scambi culturali e di formazione giovanile, nonché partecipare ad eventi sportivi internazionali, in questi Stati in cui l'omosessualità è considerata un reato può esporre giovani ed atleti omosessuali al grave rischio di vedersi imputati e magari condannati alle gravissime pene previste per il loro orientamento sessuale, impegna il Governo: 1) ad attivarsi presso le sedi europee affinché la UE condanni apertamente e prenda le distanze dagli Stati che prevedono nei loro ordinamenti il reato di omosessualità, non stringa con essi accordi di cooperazione culturale riguardanti programmi e progetti comuni di collaborazione tra le istituzioni scolastiche e universitarie e revochi quelli già esistenti; 2) ad attivarsi presso le competenti autorità sportive, nazionali e internazionali, affinché sia preclusa agli Stati che prevedono come reato le relazioni consensuali tra persone adulte dello stesso sesso l'organizzazione di manifestazioni sportive internazionali, anche al fine di tutelare l'incolumità degli atleti omosessuali e affinché, comunque, non vi partecipino le squadre italiane. Atto n. 1-00400 FREGOLENT CANTU' MARIN DORIA LUNESU ROMEO TOSATO SAPONARA VALLARDI RIPAMONTI ZULIANI BERGESIO PIANASSO FERRERO RICCARDI CANDURA ALESSANDRINI BAGNAI PISANI Pietro - Il Senato, premesso che: il cancro è la seconda causa di mortalità nei Paesi dell'Unione europea dopo le malattie cardiovascolari; nel 2020 nell'Unione europea 2,7 milioni di persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore e i decessi causati dalla malattia sono stati 1,3 milioni. In pratica l'Europa, la cui popolazione rappresenta meno del 10 per cento della popolazione mondiale, fa registrare circa un quarto di tutte le diagnosi oncologiche a livello globale. Questa malattia mette sotto pressione i sistemi sanitari e di protezione sociale nazionali, i bilanci governativi e incide sulla produttività e sull'economia, dal momento che l'impatto della malattia nel vecchio continente è stimata in circa 100 miliardi di euro ogni anno; si prevede che, senza un'azione decisa, il numero di casi aumenterà quasi del 25 per cento entro il 2035, facendo del cancro la prima causa di morte nella UE. Inoltre la pandemia da COVID-19 ha avuto gravi ripercussioni sulle cure oncologiche, in quanto ha comportato l'interruzione dei trattamenti e ritardi nelle diagnosi; nei suoi orientamenti politici la presidente Von der Leyen ha affermato che il cancro è una delle principali priorità della Commissione europea nel settore della salute, in particolare ha definito il piano europeo di lotta contro il cancro come uno strumento chiave volto ad aiutare gli Stati membri a combattere più efficacemente la malattia e a migliorare le cure per ridurre le sofferenze causate dal cancro e per far sì che l'Europa assuma un ruolo guida nella lotta contro il cancro; il rinnovato impegno dell'Europa è partito ufficialmente il 3 febbraio 2021, alla vigilia della giornata mondiale contro il cancro, con la presentazione del "piano europeo per sconfiggere il cancro" (Europe's beating cancer plan), definito come "un pilastro chiave per una Unione europea sanitaria più forte e un'Unione europea più sicura, meglio preparata e più resiliente". Questo nuovo piano si pone come la risposta dell'Europa al quadro attuale e un impegno unanime per agire in modo concreto contro il cancro; il piano si articola in quattro aree d'intervento fondamentali, nelle quali sono previste 10 iniziative e numerose azioni di supporto. Per realizzarle saranno attivati tutti gli strumenti di finanziamento della Commissione, con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di euro destinati ad azioni di lotta contro il cancro. Le quattro aree di intervento individuate sono: la prevenzione; la diagnosi precoce; la parità di accesso alle cure; il miglioramento della qualità di vita di pazienti e guariti; un ulteriore elemento portante del piano europeo è il piano d'azione "Samira", presentato il 5 febbraio. Esso consiste in diverse azioni integrate e volte a migliorare il coordinamento europeo nell'utilizzo delle tecnologie radiologiche e nucleari anche per la cura del cancro, oltre che di altre malattie; in Italia nel 2019, secondo l'ultimo rapporto AIOM-AIRTUM, sono state effettuate circa 371.000 nuove diagnosi di tumore (196.000 uomini e 175.000 donne). Complessivamente in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno. Le 5 neoplasie più frequenti, nel 2019, nella popolazione sono quelle della mammella (53.500 nuovi casi), colon retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700); dal 2014, l'Intergruppo parlamentare "Insieme per un impegno contro il cancro", frutto della volontà del progetto "La Salute un bene da difendere, un diritto da promuovere", coordinato da "Salute donna" onlus , ha favorito il dialogo fra il Parlamento e molte associazioni di pazienti presenti nel campo dell'oncologia, evidenziando la necessità di intervenire in modo organico e strategico sulla materia e contribuendo ad un maggiore impegno della politica sul tema della presa in carico dei pazienti oncologici; la pandemia ha gravemente accentuato le differenze tra le Regioni relativamente alla disponibilità delle prestazioni e in ordine all'accesso all'assistenza. Numerosi reparti chirurgici sono stati chiusi e convertiti in reparti di medicina dedicati ai pazienti con COVID-19 e ciò ha comportato evidenti limitazioni, in termini di volume, di altri casi trattati. Complessivamente, nel 2020, sono stati rinviati oltre un milione di interventi chirurgici, come evidenziato da uno studio dell'università Cattolica. Incrociando i dati di questa ricerca con quelli delle schede di dimissione ospedaliera del 2019, emerge che sono stati rimandati il 99 per cento degli interventi per tumori alla mammella, il 99,5 per cento di quelli per cancro alla prostata, il 74,4 per cento al colon retto; una delle sei missioni del PNRR e? dedicata alla salute e, in particolare, al rafforzamento della prevenzione e dei servizi sanitari sul territorio, alla modernizzazione e alla digitalizzazione del sistema sanitario. Alla luce di ciò, si deve rilevare che non può esistere una nuova visione sanitaria senza un'adeguata considerazione del cancro come fenomeno sanitario e sociale;