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Quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all'articolo 416- bis del codice penale è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari. Salvo quanto previsto dal secondo periodo del presente comma, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui all'articolo 51, commi 3- bis e 3- quater , del presente codice, nonché in ordine ai delitti di cui agli articoli 575, 600- bis , primo comma, 600- ter , escluso il quarto comma, 600- quinquies e, quando non ricorrano le circostanze attenuanti dagli stessi contemplate, 609- bis , 609- quater e 609- octies del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari, o che, in relazione al caso concreto, le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure». Art. 3. 1. All'articolo 280 del codice di procedura penale i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: « 2. La custodia cautelare può essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. 3. La custodia cautelare in carcere può essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a otto anni. 3 -bis. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano nei confronti di chi abbia trasgredito alle prescrizioni inerenti ad una misura cautelare». Art. 4. 1. All'articolo 284 del codice di procedura penale il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1 -bis. Il giudice stabilisce il luogo degli arresti domiciliari in modo da assicurare le esigenze di tutela della persona offesa dal reato. Tale misura non può essere concessa qualora l'imputato coabiti con la persona offesa dal reato salvo che lo stesso abbia a disposizione, in via diretta ovvero indiretta un'altra abitazione ed ivi dimori nel periodo di sottoposizione alla misura». Art. 5. 1. All'articolo 291 del codice di procedura penale il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Le misure sono disposte su richiesta del pubblico ministero che presenta al giudice competente, a pena di nullità rilevabile anche d'ufficio, tutti gli atti acquisiti, nonché le eventuali deduzioni e memorie difensive già depositate». Art. 6. 1. All'articolo 303 del codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, alla lettera a) , alinea, le parole: «senza che sia stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio o l'ordinanza con cui il giudice dispone il giudizio abbreviato ai sensi dell'articolo 438» sono sostituite dalle seguenti: «senza che sia stata celebrata la prima udienza del processo»; b) al comma 1, alla lettera b) , alinea, le parole: «dall'emissione del provvedimento che dispone il giudizio o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia» sono sostituite dalle seguenti: «dalla celebrazione della prima udienza del processo»; c) al comma 1, alla lettera b - bis) , alinea, le parole: «dall'emissione dell'ordinanza con cui il giudice dispone il giudizio abbreviato o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia» sono sostituite dalle seguenti: «dalla celebrazione della prima udienza del processo»; d) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. La durata complessiva della custodia cautelare, considerate anche le proroghe previste dall'articolo 305, non può superare i seguenti termini: a) diciotto mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a sei anni; b) tre anni, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a venti anni, salvo quanto previsto dalla lettera a) ; c) quattro anni e sei mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a venti anni». Art. 7. 1. All'articolo 304 del codice di procedura penale il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. I termini previsti dall'articolo 303 possono essere altresì sospesi quando si procede per taluno dei reati indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a) , durante il tempo in cui sono tenute le udienze o si delibera la sentenza nel giudizio di primo grado o nel giudizio sulle impugnazioni, esclusivamente nel caso di dibattimenti o di giudizi abbreviati particolarmente complessi per numero di imputati, nonché per qualità e quantità delle imputazioni, con esclusione di ragioni di ordine organizzativo afferenti l'ordinamento e le strutture giudiziarie, nonché di ragioni inerenti la contemporanea pendenza di ulteriori processi di pari complessità». Art. 8. 1. All'articolo 391 del codice di procedura penale, al comma 5, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Quando l'arresto è stato eseguito per uno dei delitti indicati nell'articolo 381, ovvero per uno dei delitti per i quali è consentito anche fuori dai casi di flagranza, l'applicazione della misura è disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettere b) e c) , e 280». Art. 9. 1. I detenuti nei confronti dei quali non è ancora intervenuta sentenza definitiva di condanna e ai quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, non sia applicata la custodia cautelare in carcere per i delitti indicati nel secondo e nel terzo periodo del comma 3 dell'articolo 275 del codice di procedura penale, come sostituito dall'articolo 2 della presente legge: a) qualora nei loro confronti, in relazione al procedimento per cui si trovano in stato di custodia cautelare in carcere, non sia intervenuta sentenza di condanna di primo grado, vengono posti in libertà dal giudice, sentiti il pubblico ministero e la difesa, con provvedimento da emanare entro quindici giorni, salva la facoltà per il giudice di applicare le altre misure cautelari di cui ricorrano i presupposti; b) qualora nei loro confronti, in relazione al procedimento per cui si trovano in stato di custodia cautelare in carcere, sia intervenuta sentenza di condanna di primo grado, vengono posti in libertà dal giudice, sentiti il pubblico ministero e la difesa, con provvedimento da emanare entro trenta giorni, salva la facoltà per il giudice di applicare le altre misure cautelari di cui ricorrano i presupposti; c) qualora nei loro confronti, in relazione al procedimento per cui si trovano in stato di custodia cautelare in carcere, sia intervenuta sentenza di condanna di secondo grado, vengono posti in libertà dal giudice, sentiti il pubblico ministero e la difesa, con provvedimento da emanare entro quaranta giorni, salva la facoltà per il giudice di applicare le altre misure cautelari di cui ricorrano i presupposti. 2.