[pronunce]

che non potrebbe, dunque, riconoscersi alcun nesso funzionale fra le dichiarazioni dei deputati Fini, Maiolo, Pisanu e Follini e la loro attività parlamentare, non trovando tali dichiarazioni corrispondenza in analoghe opinioni espresse, in precedenza o contestualmente, in sede parlamentare; che per il senatore Pera l'inesistenza dell'insindacabilità, sotto il profilo del difetto di nesso funzionale, emergerebbe dal fatto che, essendo la decisione sull'arresto dell'on. Dell'Utri di competenza della Camera e non del Senato, non solo il senatore non aveva ancora espresso la sua opinione in sede parlamentare, "ma mai avrebbe potuto esprimerla in tale sede, essendo membro di una Camera diversa da quella competente a decidere"; che le deliberazioni della Camera e del Senato, essendosi basate - ad avviso del ricorrente - su un'errata valutazione dei presupposti dell'art. 68, avrebbero illegittimamente interferito nelle attribuzioni dell'autorità giudiziaria; che, sulla base di tali ragioni il ricorrente solleva conflitto di attribuzioni nei confronti della Camera e del Senato e chiede l'annullamento delle indicate deliberazioni. Considerato che in questa fase del giudizio la Corte - come più volte già affermato - è chiamata a deliberare, senza contraddittorio delle parti e prima facie, in ordine all'ammissibilità dei conflitti sotto il profilo dell'identificazione dei poteri dello Stato, che si contrappongono, e dell'esistenza della materia di un conflitto, la cui risoluzione spetti alla propria competenza, restando comunque impregiudicata ogni ulteriore decisione, anche circa l'ammissibilità, con riguardo, altresì, alla stessa incidenza delle menzionate delibere parlamentari sui procedimenti pendenti avanti all'autorità giudiziaria ricorrente; che, sotto il profilo soggettivo, i singoli organi giurisdizionali sono - secondo la costante giurisprudenza di questa Corte - legittimati, nell'esercizio dell'attività giurisdizionale, esercitata in piena indipendenza, ad essere parte nei conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato e pari legittimazione spetta alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica, in quanto organi competenti a dichiarare definitivamente la propria volontà in ordine all'applicabilità dell'art. 68 della Costituzione alle dichiarazioni oggetto del procedimento giurisdizionale; che, sotto il profilo oggettivo, l'autorità giudiziaria ricorrente lamenta la lesione della propria potestas iudicandi - consistente in un'attribuzione costituzionalmente garantita - in conseguenza dell'esercizio, ritenuto illegittimo, del potere, spettante alla Camera di appartenenza del parlamentare, di dichiarare l'insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dai parlamentari; che, pertanto, ricorrono i requisiti sia soggettivi che oggettivi necessari al fine di ritenere ammissibili i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato originati da ciascuna delle deliberazioni di insindacabilità.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara ammissibili, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n.87, i conflitti di attribuzione fra poteri dello Stato proposti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso indicato in epigrafe, relativamente alle deliberazioni con le quali è stata dichiarata la riconducibilità delle dichiarazioni rese dai deputati Marco Follini, Gianfranco Fini, Beppe Pisanu e Tiziana Maiolo ad opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni; Dichiara ammissibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n.87, il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato proposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma nei confronti del Senato della Repubblica con il ricorso indicato in epigrafe, relativamente alla deliberazione con la quale è stata dichiarata la riconducibilità delle dichiarazioni rese dal senatore Marcello Pera ad opinioni espresse nell'esercizio delle sue funzioni; Dispone: a) che la cancelleria della Corte dia comunicazione della presente ordinanza al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, autorità giudiziaria ricorrente; b) che, a cura dell'autorità giudiziaria ricorrente, l'atto introduttivo dei conflitti e la presente ordinanza, siano notificati, in relazione alla provenienza delle deliberazioni oggetto dei conflitti, alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione di cui al punto a) per essere successivamente depositati nella cancelleria di questa Corte entro il termine di venti giorni dalla notificazione, ai sensi dell'art. 26, terzo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Bile Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 30 gennaio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola