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Ma il cuore del Next generation EU è la transizione ecologica intrecciata con la necessità di mettere in campo provvedimenti che rafforzino i territori e producano coesione sociale. Questi sono i due pilastri fondamentali, su cui abbiamo cercato di lavorare per costruire il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono molte le Missioni che sono state approvate e i progetti che compaiono nel testo, che evidentemente hanno ora la necessità di trovare una forma di realizzazione. Il provvedimento al nostro esame si occupa di questo. Si occupa molto di turismo, stanziando molte risorse alle imprese e alle strutture, per avviare l'efficientamento energetico, le ristrutturazioni e un ammodernamento forte. È positivo che le risorse, così come i progetti che riguardano i territori, i Comuni e le aree metropolitane, siano tutte rivolte alla rigenerazione urbana, alle ristrutturazioni edilizie, alla messa in sicurezza. I provvedimenti contenuti in questo decreto-legge sono molto importanti e interessanti. Ne vorrei sottolineare uno, che per noi di Liberi e Uguali rappresenta una delle questioni fondamentali, che, tra l'altro, avevamo cercato di porre in essere anche prima dell'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ossia l'attenzione al reclutamento. Dobbiamo dotare le nostre amministrazioni, territoriali e centrali, delle risorse umane in grado di realizzare i progetti. Noi veniamo da una desertificazione, sia a livello dei Comuni, sia a livello centrale, a causa del blocco del turnover , che rende ora necessario reperire le professionalità adeguate ed efficienti per poter realizzare e concretizzare i progetti. In questo decreto-legge vi è tutta una parte che riguarda il personale, che è molto interessante. Ovviamente sono tutte assunzioni a tempo determinato e io spero che per tempo ci renderemo conto che dobbiamo incrementare l'efficienza delle risorse umane non soltanto a tempo determinato, ma cercando di stabilizzare il processo di ammodernamento. Vorrei poi richiamare l'attenzione del Governo su un aspetto. Ancora una volta si procede con ulteriori semplificazioni. Benissimo: le semplificazioni servono, e sono circa tre anni che non facciamo altro che porre in essere provvedimenti di semplificazione. Ma vorrei capire, quando faremo il bilancio, quali semplificazioni sono state realizzate e quali sono stati problemi, e se bisognava apportare miglioramenti. Ho l'impressione che questo bilancio non esista e, ancora una volta, per la realizzazione di tutte le opere si intervenga con la riduzione dei tempi per la valutazione all'impatto ambientale. Segnalo che anche la Conferenza dei servizi rischia di essere annullata, perché si procede con progetti non esecutivi ma di fattibilità. Metto, quindi, in guardia rispetto a questo. Speriamo ovviamente che tutto vada bene e che le procedure, anche ulteriormente abbreviate e semplificate, non creino problemi. Io ricordo il principio base della Next generation EU, che è stato tra l'altro riportato in questo decreto anche per quanto riguarda i progetti dei territori e dei Comuni. Nessun progetto approvato dentro il Piano nazionale di ripresa e resilienza deve essere dannoso per l'ambiente. Allora, vorrei capire come misuriamo la sostenibilità di questi progetti; come misuriamo il fatto che debbano migliorare e non evidentemente creare danno; è evidente che restringere ulteriormente e pesantemente tutte le valutazioni per quanto riguarda l'impatto ambientale e la sostenibilità ambientale è rischioso. Quindi, mi auguro che su questo si ponga la massima attenzione, perché non possiamo assolutamente rischiare che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (così come il recovery plan e il Next generation EU), che nasce per rispondere alla crisi pandemica, ma anche per affrontare la crisi climatica, possa produrre una situazione inversa o portare dei danni, laddove dovrebbe creare un salto di qualità. Noi vigileremo e il Parlamento deve essere messo in grado, non solo con un ordine del giorno, ma ancor di più con procedure certe, di vigilare e soprattutto di dare il proprio contributo. Speriamo che il rischio sempre più forte della marginalizzazione del Parlamento sia una parentesi che si chiuda in fretta. Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del Gruppo Liberi e Uguali-Ecosolidali. (Applausi) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,46) GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, sottosegretario Guerra, onorevoli colleghi, è attraverso la buona riuscita dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che l'Italia potrà dimostrare se merita davvero i diversi elogi internazionali che arrivano in queste settimane, o se invece le grandi performance dell'ultimo anno sono state soltanto un episodio casuale e sporadico. Noi siamo convinti che l'Italia quelle lodi le meriti tutte: da un lato, perché adesso abbiamo una guida autorevole capace di dare credibilità al Paese, e poi perché siamo un grande popolo, composto da cittadine e cittadini, che, rispetto al dramma del Covid, ha saputo sacrificarsi molto di più che in altri Paesi e ha espresso un grande senso civico. Adesso è il momento di impegnarsi ulteriormente per dimostrare per primi a noi stessi dove possiamo ancora arrivare ed il PNRR è lo strumento giusto. Stiamo ricevendo ingenti risorse dall'Europa, quasi 200 miliardi di euro, ma non basterebbero tutti i soldi del mondo se quei soldi non venissero spesi bene, se non venissero allocati nei capitoli giusti, cosa che questo Piano meritoriamente sta cercando di fare. Come Italia Viva non possiamo che dirci soddisfatti per le previsioni di investimento in atto, a cominciare dalle risorse pensate a sostegno della parità di genere e della conciliazione tra mondo del lavoro e famiglia, con oltre 220.000 posti di asilo nido e 1.000 mense scolastiche ; iniziative in linea con il nostro Family act, perché rappresentano una spinta al lavoro femminile, quel lavoro femminile che, se arrivasse ad eguagliare quello maschile, farebbe crescere il prodotto interno lordo del Paese, cioè la ricchezza nazionale, di ben 88 miliardi. Ecco che la gender equality non è solo un bel principio etico su cui disquisire nei convegni, ma anche una questione di crescita e di progresso generale. Del PNRR ci piacciono molto anche gli stanziamenti a favore delle infrastrutture: 25 miliardi in totale, con particolare attenzione al Meridione; soldi che rimettono in circolo lavoro, economia e mirano ad annullare i dislivelli territoriali, unendo l'Italia da Nord a Sud. Anche in questo caso si tratta di misure che sono in linea con quanto chiedevamo con il nostro Piano shock. Allo stesso modo, ci sentiamo in sintonia con il forte ambientalismo espresso dal Piano: penso agli stanziamenti contro il dissesto idrogeologico, voluti dalla ministra Bellanova già durante il suo precedente incarico al Dicastero per le politiche agricole e forestali, poi confermate dal suo attuale successore. Quante volte abbiamo lamentato la distruzione di splendidi paesaggi e borghi a causa di inondazioni, straripamenti, frane? Con le risorse messe a disposizione dal PNRR contrastiamo questa piaga dalle conseguenze spesso drammatiche. Sono dunque strategici i quasi 80 miliardi che investiamo nella transizione ecologica, con interventi tanto ambiziosi quanto necessari: