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Ratifica ed esecuzione dell'Atto di Ginevra dell'Accordo dell'Aja concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, fatto a Ginevra il 2 luglio 1999. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto alla ratifica dell'Accordo dell'Aja concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, fatto a Ginevra il 2 luglio 1999. L'Accordo dell'Aja relativo alla registrazione internazionale dei disegni o modelli industriali permette, attraverso un deposito unico internazionale, effettuato presso l'Ufficio internazionale dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) o presso l'Ufficio nazionale dello Stato che è parte dell'Accordo, di ottenere la protezione dei disegni e modelli in tutti i Paesi scelti dal depositante, tra quelli che hanno sottoscritto gli Accordi dell'Aja. In virtù del citato Accordo, perciò, il titolare di un disegno o modello può ottenere la protezione in più Paesi con una sola domanda internazionale redatta in una sola lingua, presso un solo Ufficio e pagando una sola serie di tasse in una sola moneta (franco svizzero), a meno che la protezione non sia rifiutata dall'Ufficio competente del Paese designato. L'Accordo è stato emendato a più riprese e riveduto totalmente due volte: la prima volta a Londra il 2 giugno 1934 e la seconda volta all'Aja il 28 novembre 1960, solo quest'ultimo ratificato dall'Italia. Successivamente furono svolti i lavori per una revisione totale dell'Accordo e nel 1999 a Ginevra ha avuto luogo la Conferenza diplomatica che ha portato all'elaborazione dell'Atto firmato il 2 luglio 1999, ratificato già da 32 Paesi, che sostituisce, per gli Stati che vi aderiscono, i citati atti del 1934 e del 1960. L'Atto di Ginevra del 1999, che con il presente disegno di legge si intende ratificare, ha due obiettivi principali. Da un lato estendere il sistema dell'Aja a nuovi membri eliminando alcuni ostacoli giuridici in modo da facilitare l'adesione di Stati la cui legislazione prevede l'esame di novità. Dall'altro lato mantiene la semplicità fondamentale del sistema dell'Aja rendendolo più attraente per i richiedenti. L'Atto di Ginevra permette anche di stabilire un collegamento tra il sistema di registrazione internazionale e i sistemi regionali, come il sistema dell'Unione europea e il sistema dell'Organizzazione africana della Proprietà intellettuale (OAPI) prevedendo che le organizzazioni intergovernative possano aderire all'Atto. Poiché attualmente sussistono 15 Stati, oltre all'Unione europea e alla OAPI, che hanno aderito all'Atto di Ginevra, ma non ai due precedenti Atti di Londra del 1934 e dell'Aja del 1960, si ritiene utile che anche l'Italia ratifichi l'Atto di Ginevra. Ciò permetterà ai richiedenti italiani di poter estendere la tutela dei propri disegni e modelli industriali anche in queste aree nazionali e regionali, utilizzando un unico strumento, il deposito internazionale, che semplifica la gestione ulteriore dei disegni e modelli industriali in quanto i cambiamenti successivi al deposito o il rinnovo del deposito possono essere effettuati con una semplice ed unica procedura presso l'OMPI. La ratifica dell'Atto è coerente con il programma di Governo in quanto la protezione internazionale dei disegni e modelli industriali contribuisce allo sviluppo economico dello Stato incoraggiando la creatività e l'intraprendenza delle imprese, crea un sistema efficace assai vantaggioso anche per i consumatori. Permette, altresì, di sviluppare le attività commerciali e di facilitare l'esportazione dei prodotti nazionali.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Atto di Ginevra dell'Accordo dell'Aja concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, fatto a Ginevra il 2 luglio 1999. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Atto di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 28 dell'Atto stesso. 3 (Modifica al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30) 1 L'articolo 155 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, è sostituito dal seguente: « Art. 155. – (Deposito di domande internazionali di disegni e modelli) – 1 . Le persone fisiche e giuridiche italiane o quelle che abbiano il domicilio o una effettiva organizzazione in Italia possono depositare le domande internazionali per la protezione dei disegni o modelli direttamente presso l'Ufficio internazionale oppure presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, dell'Atto di Ginevra dell'Accordo dell'Aja concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, fatto a Ginevra il 2 luglio 1999, di seguito denominato “Accordo del 1999”. 2 . La domanda presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi può anche essere inviata in plico raccomandato con avviso di ricevimento. 3 . La data di deposito della domanda è quella dell'articolo 9, paragrafi 1 e 2, dell'Accordo del 1999. Se la domanda internazionale è presentata indirettamente ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 2, dell'Accordo del 1999, la data di tale deposito presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi vale come data di deposito presso l'Ufficio internazionale a condizione che la domanda internazionale sia ricevuta dall'Ufficio internazionale entro un mese dalla data di deposito presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi. 4 . La domanda internazionale deve essere conforme alle disposizioni dell'Accordo del 1999 e del relativo regolamento di esecuzione, oltre che alle istruzioni amministrative emanate dall'Ufficio internazionale, ed essere redatta in lingua francese o inglese su formulari predisposti dall'Ufficio internazionale. 5 . La domanda internazionale designante l'Italia deve contenere gli elementi indicati al paragrafo 1 dell'articolo 5 dell'Accordo del 1999 e può contenere gli elementi indicati al paragrafo 3 del medesimo articolo 5 ». 4 (Durata della protezione dei disegni e modelli) 1 Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 17, paragrafo 3, lettera b) , dell'Atto di cui all'articolo 1, la protezione internazionale del disegno o modello può durare fino a un massimo di venticinque anni dalla data di deposito della domanda di registrazione, a condizione che la registrazione internazionale sia rinnovata, conformemente alla durata massima della protezione disposta dall'articolo 37 del codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. 5 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 Le amministrazioni interessate provvedono all'adempimento dei compiti derivanti dall'attuazione della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.