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se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno predisporre, innanzitutto, le opportune e necessarie verifiche urgenti al fine di accertare se lo stabile occupato sia davvero privo delle più basilari norme di sicurezza e, in questo caso, se non ritenga necessario avviare immediate procedure per lo sgombero dello stabile anche al fine di garantire la salvaguardia della salute degli occupanti, sia pur abusivi, e degli abitanti della zona circostante; se, in occasione della manifestazione delle forze di centrosinistra per le primarie in vista delle elezioni comunali, il locale adibito ad ospitare il pubblico risultasse conforme alla legislazione sulla sicurezza e alla normativa antincendio e, qualora, non lo fosse, se ricorrano gli estremi per formulare ipotesi di reato stante il grave pericolo corso per l'incolumità dei partecipanti; se e quali iniziative urgenti intenda adottare per contrastare abusivismo e illegalità su tutto il territorio nazionale e, nel caso specifico, se intenda ripristinare la legalità restituendo gli spazi occupati ai legittimi proprietari; se non ritenga di dover prendere le distanze da iniziative che in qualche modo tendono a legittimare azioni illegali qual è l'occupazione abusiva di proprietà altrui, o se piuttosto ritenga di adottare politiche compiacenti verso le "okkupazioni". Atto n. 4-05661 SBRANA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'impianto raffineria ENI di Livorno, nella zona industriale in località Stagno nel comune di Collesalvetti, ricade nel sito di interesse nazionale (SIN) di Livorno; lo stabilimento rientra nell'ambito della normativa "Seveso bis" sugli impianti a rischio di incidenti industriali rilevanti, di cui al decreto legislativo n. 334 del 1999, aggiornato dal decreto legislativo n. 238 del 2005; in base alla norma di riferimento, gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose oltre una certa quantità sono soggetti ad una serie di obblighi diretti ad aumentarne la sicurezza ed a minimizzare i rischi di incidente; l'impianto rientra nell'ambito dell'"inventario Seveso" dell'ISPRA degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti e degli esiti di valutazione dei rapporti di sicurezza e delle ispezioni, di cui al decreto legislativo n. 105 del 2015; con nota ARPAT del 24 maggio 2021 dal titolo "sversamento nel fosso Capannone a Livorno da una condotta della Raffineria Eni", viene reso noto che il 20 maggio 2021 si è verificato un incidente in località Livorno e che dalle evidenze raccolte risulta che "una perdita di tenuta da una tubazione di collegamento tra darsena Petroli e la Raffineria ha determinato il rilascio di acqua mista a greggio nel Fosso del Capannone in via Enriques a Livorno"; nella nota si riporta altresì che "la segnalazione è stata effettuata, intorno alle ore 15.15, ai VVF da un cittadino che ha notato la fuoriuscita di acque scure. Il personale della Raffineria, avvisato dai VVF, ha quindi immediatamente interrotto il trasferimento, inviato le proprie squadre sul posto e ha provveduto ad attivare una ditta specializzata per le operazioni di contenimento"; considerato che: l'evento di sversamento è stato segnalato da un cittadino, e all'interrogante risulta che la società non abbia precedentemente rilevato la problematica o che almeno sia intervenuta autonomamente e tempestivamente al verificarsi dell'incidente e della criticità; il fatto rende plausibile l'eventualità che in passato si siano verificate situazioni simili con rilascio nel territorio di sostanze chimiche senza averne ricevuto opportuno riscontro, con evidente grave rischio per l'ambiente e la salute dei cittadini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e se ritenga necessario intervenire affinché vengano attivati i necessari controlli e identificate le pertinenti misure intese a scongiurare per il futuro il ripetersi di simili gravi situazioni. Atto n. 4-05662 D'ANGELO PRESUTTO TRENTACOSTE CAMPAGNA PAVANELLI ANASTASI PISANI Giuseppe LANNUTTI DONNO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: è di pochi giorni fa la dichiarazione dell'Assessore alle infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, in merito all'erogazione al Consorzio autostrade siciliane (CAS) di sessanta milioni di euro, quale risultato dell'accordo raggiunto tra la Regione Siciliana e il Ministero delle infrastrutture e la mobilità sostenibili, per la prosecuzione dei lavori nei cantieri della "Siracusa-Gela"; a precisazione della notizia riportata dagli organi di stampa (secondo cui sarebbe stato raggiunto il suddetto accordo) il Ministero medesimo ha sottolineato, in una nota, la mancanza di alcuna intesa specifica in tal senso; in particolare il Ministero in indirizzo ha ribadito l'impegno a versare al CAS i contributi previsti per legge, a fronte di investimenti realizzati con spese documentate, precisando che il pagamento dei contributi avverrà previa presentazione da parte dello stesso Consorzio di tutta la documentazione relativa a investimenti effettuati e l'espletamento delle successive attività istruttorie da parte del Ministero stesso; il CAS, da parte sua, sostiene che l'accordo è più ampio, riguardando 120 milioni di euro, dovuti per il completamento della "Maremonti", della "Noto-Pachino", nonché per i lavori della "Rosolini-Modica"; da mesi il Governo regionale attribuisce al Ministero delle infrastrutture la responsabilità del mancato trasferimento delle somme utili a pagare imprese e lavoratori e quindi del mancato avanzamento di alcuni lavori autostradali in corso, per mancanza di erogazione di sedicenti fondi dovuti, si chiede di sapere: se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per chiarire la descritta situazione; se la rendicontazione dei lavori prodotta dal CAS sia adeguata all'erogazione delle somme dallo stesso rivendicate. Atto n. 4-05663 ROMEO FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: ogni anno in Italia i tumori colpiscono circa 2.500 tra bambini e adolescenti. In particolare, sono 1.700 i bambini che si ammalano entro i 14 anni di età e 800 quanti si ammalano entro i 19 anni, di cui circa 450 non sopravvivono; ad oggi la ricerca è finanziata essenzialmente da associazioni private, spesso costituite da genitori che hanno perso i propri figli a causa di queste malattie. Invero, le case farmaceutiche non vi investono, in quanto la ricerca in ambito di tumori pediatrici non ha incentivanti profitti; il 22 dicembre 2017 è stata approvata dal Parlamento italiano la legge n. 3 del 2018, che apporterebbe notevoli benedici alla ricerca sui tumori pediatrici, ma tuttora non sono stati emanati i decreti attuativi; essa prevede una semplificazione della burocrazia e dunque un significativo risparmio di costi per tutti quei trattamenti che hanno una scarsa probabilità di avere effetti negativi sulla salute del paziente;