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Siamo attenti al progresso e anche agli studi, che stanno procedendo bene, sulla nostra amata dieta mediterranea, che ogni giorno concorre alla salute di tutti noi. Abbiamo dunque il dovere di opporci a qualsiasi mozione contro i nostri prodotti e contro i prodotti sani e salubri. Votando convintamente l'ordine del giorno in esame, abbiamo il dovere di difendere la nostra salute, le nostre tradizioni e la nostra economia: prima gli italiani, sempre! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). BATTISTONI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BATTISTONI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, prendo la parola con soddisfazione su un argomento così importante per il nostro Paese e per la nostra economia. Leggere questi attacchi da parte di sette nazioni ci deve far riflettere e ci deve portare a ragionare in maniera unitaria di fronte a tali problematiche, perché non è la prima volta che il nostro regime alimentare e in particolare la dieta mediterranea si trovano sotto attacco. Nel novembre 2010 abbiamo avuto il riconoscimento da parte dell'UNESCO della dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale. Vi leggo solo il primo periodo della motivazione, che recita: «La dieta mediterranea comprende una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni» e vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui «la coltivazione, la raccolta, la pesca, l'allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione e il consumo di cibo». Tutte queste cose, messe insieme, di fatto fanno una sorta di identità nazionale e noi dobbiamo difendere i nostri prodotti e le nostre tradizioni proprio come se dovessimo difendere la nostra identità nazionale. Recentemente, a fine ottobre, delegato dalla Commissione, ho partecipato insieme al collega Mollame ad un summit internazionale dei Parlamenti per affrontare le problematiche dell'obesità e la malnutrizione nel mondo. Vedete, siamo usciti da quell'incontro un po' preoccupati, perché - per non far nomi - il senatore Girardi, del Cile, nella sua relazione ha svolto un attacco contro il nostro regime alimentare di una violenza inaudita, citando anche dei prodotti. Mi sono allora andato a documentare. Siccome lui attribuiva a nostri prodotti, soprattutto quelli derivanti dalle nocciole (e il Ministro sa quanto sia importante la nocciola per la nostra economia agricola), la causa dell'obesità che esiste nel mondo, sono andato a vedere la tabella dell'obesità fatta dall'Organizzazione mondiale la sanità e ho scoperto che il Cile, che già ha messo questi segnali di pericolo su alcuni nostri prodotti, è al terzo posto, anzi al secondo, secondo gli ultimi calcoli, mentre l'Italia, che invece fa molto e buon uso di questi prodotti, è al terz'ultimo posto. Quindi è un problema non di dieta, ma del giusto consumo. Nel nostro Paese, infatti, anche grazie alla grande attenzione che è stata posta all'etichettatura dei prodotti, il consumatore attua una sorta di consumo consapevole: i nostri consumatori sempre più spesso vanno a vedere gli ingredienti e, a seconda degli ingredienti presenti, procedono agli acquisti. Questo è uno dei tanti esempi per dimostrare che veramente il nostro regime alimentare è sotto attacco, anche perché probabilmente la nostra sana dieta mediterranea a qualche grande gruppo internazionale dà fastidio. Sono convinto che l'unità trovata oggi su questo ordine del giorno dovrebbe essere una unità da manifestare sempre all'esterno, soprattutto in altri consessi internazionali, anche perché, recentemente, in Parlamento europeo vi è stata la dimostrazione che, quando i nostri parlamentari riescono a far fronte unitario, poi arrivano i risultati. Uno su tutti: pochi giorni fa è stata votata la risoluzione sui dazi che riguardano il riso. I dazi che saranno messi sul riso soprattutto asiatico, garantiranno i nostri produttori e coltivatori di riso, anche perché era un settore che, a causa di questa importazione, stava correndo un grosso pericolo. Ma non solo questo: dieci giorni fa il Parlamento europeo - e questo credo che vada accolto da tutti con estrema soddisfazione - ha votato contro i tagli alla PAC e sappiamo benissimo che il settore agroalimentare rischiava di essere forse quello più penalizzato dalla Brexit, che ormai di fatto è alle tappe finali. Considerato che il settore agroalimentare ha registrato, per quanto riguarda le esportazioni, un valore di oltre 41 miliardi nel 2017 e c'è stato un aumento del 6 per cento rispetto al 2016, signor Ministro, credo che tutte le azioni che sono auspicate in questo ordine del giorno vadano portate avanti con forza e convinzione. Ecco perché sono convinto che un settore come l'agricoltura che purtroppo - come abbiamo ricordato la scorsa settimana nel corso del question time - non solo ha subìto gravi danni a causa degli eventi atmosferici, ma è sottoposto ormai anche ad altri pericoli, come ha ricordato il collega Berardi questa mattina, quali i danni da fauna selvatica, debba essere tutelato al meglio delle nostre possibilità. Quando faremo questo tipo di battaglie, saremo in prima linea per difendere l'agricoltura, i nostri agricoltori e tutta la produzione agroalimentare. È per questo che con soddisfazione annuncio il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia all'ordine del giorno G100. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az . Congratulazioni ). MOLLAME (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLLAME (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, senatori e senatrici, cittadini, l'Italia nella sua straordinaria eterogeneità di suoli, di isole, di climi, cultura e costumi è da sempre sinonimo di eccellenza nel comparto agroalimentare mondiale ed è per questo che la nostra azione ha puntato e deve continuare a puntare sulla tutela della qualità delle tradizioni e tipicità. Più in generale, alla salvaguardia di quel marchio noto e preso spesso anche a modello: il made in Italy , cultura di base del nostro popolo. Nei primi otto mesi del 2018 le esportazioni del settore hanno segnalato un incremento del 3,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel 2017, l' export italiano ha registrato la cifra record di oltre 40 miliardi di euro e in alcuni ambiti, come quello del vino, gli acquisti dei consumatori all'estero hanno superato quelli di noi stessi italiani. Un andamento, questo, che è testimone non solo di un'inestimabile potenzialità, ma anche e soprattutto del fatto che la ripresa dell'economia e la crescita di quel famigerato denominatore di cui al rapporto deficit -PIL può e deve iniziare soprattutto da questo comparto primario e di base. Quanto sta accadendo a livello internazionale può però rivelarsi poco confortante e lo abbiamo ribadito in tanti in quest'Aula. Mi riferisco, nello specifico, alla riproposizione presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite di un documento (promosso da sette Paesi: Francia, Brasile, Norvegia, Indonesia, Sudafrica, Thailandia e Senegal), che è stato da taluni infelicemente battezzato come risoluzione «ammazza made in Italy ».