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Perché questo avvenga, però, è anche necessario - ho ascoltato le parole del presidente Casellati, ma credo che sarà importante che su questo punto le Presidenze delle Camere facciano sentire meglio la propria voce - che il rapporto tra il Parlamento e il Governo si costruisca in modo tale che il Parlamento possa pienamente svolgere la propria funzione e quindi le due Camere possano pienamente discutere i provvedimenti del Governo, apportando le modifiche, gli aggiustamenti e gli arricchimenti necessari, quelli che si possono svolgere e che sono consentiti dal percorso e dall' iter che la Costituzione disegna, ma che invece purtroppo, ormai da lungo tempo e non solo in questa legislatura, non è più possibile fare. Qui si aprirebbe una discussione che non ha a che fare con la fiducia sul decreto-legge rilancio, ma che prima o poi bisognerà sicuramente aprire, e che riguarda invece la necessità di riforme istituzionali, costituzionali e dei Regolamenti parlamentari. Sarebbe ora che le forze politiche si mettessero d'accordo per poter adottare almeno alcune modifiche regolamentari. Non ci si può sempre lamentare, anche da parte dell'opposizione, che non si può intervenire, quando poi si presentano diecimila emendamenti e questo rende chiaramente impossibile qualsiasi tipo di dialogo. Su questo mi auguro possa esserci, da parte di tutti, buon senso, senso di responsabilità, coraggio e capacità di affrontare nodi che ormai è necessario affrontare. Per quanto invece attiene alle misure più importanti, che spingono anche il Gruppo Italia Viva a rinnovare la fiducia a questo Governo su questo provvedimento e sull'azione dell'Esecutivo in generale, vorrei citare alcuni passaggi che reputiamo importanti e sui quali il nostro Gruppo alla Camera dei deputati, ove è stato possibile intervenire con gli emendamenti, ha dato il proprio contributo. Le misure in materia di lavoro prevedono la proroga degli ammortizzatori sociali e delle indennità spettanti ad alcune categorie di lavoratori e l'incremento di specifiche misure a sostegno della genitorialità. Sembra che non si sia fatto nulla, ma qui ci sono numeri e risorse; da qualche parte 55 miliardi saranno pur stati messi, no? Ci sono poi le disposizioni tese a consentire all'INAIL di destinare 200 milioni derivanti dalla vendita di immobili a un bando per il concorso al finanziamento di progetti di investimento delle imprese. C'è il contratto di rete con clausola di solidarietà, che consente per il 2020 la stipulazione di contratti per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese di filiere colpite dalla crisi. In ambito fiscale c'è la definitiva soppressione delle cosiddette clausole di salvaguardia, così almeno nella prossima legge di bilancio non staremo più a discutere e a litigare per trovare risorse al fine di sterilizzare queste misure tanto problematiche. Per quanto riguarda l'aiuto alle imprese, c'è il taglio dell'IRAP; sapete quanto Italia Viva abbia caro il tema della fiscalità e della riduzione delle tasse e anche con questo provvedimento si è riusciti a ottenere un risultato. C'è il sostegno alle start up innovative: se pensiamo al futuro non possiamo non dare sostegno e supporto a chi opera sull'innovazione e con questo provvedimento si riesce a supportare e ad aiutare meglio chi investe in innovazione. Troviamo la promozione delle società benefit ; c'è bisogno, con i prossimi provvedimenti, di dare un miglior supporto al terzo settore, che ha lamentato il fatto che alcune richieste non sono state assolutamente ascoltate. Mi rivolgo quindi al sottosegretario Misiani: bene l'intervento sulle società benefit , che è stato accolto, ma il terzo settore chiede altri provvedimenti e di vedere accolte le richieste che sono state fatte. Troviamo risorse importanti per un complessivo rafforzamento del Servizio sanitario nazionale nelle sue diverse articolazioni territoriali ed ospedaliere, sia sotto il profilo organizzativo che per quanto attiene all'assunzione di personale. Il ministro Speranza, qualche giorno fa, ci ricordava che in questi mesi sono state assegnate al settore della sanità risorse maggiori di quanto non sia avvenuto negli ultimi cinque anni. È vero, lo esige l'emergenza che stiamo vivendo, ma questo deve anche spingerci ad interrogarci su una modalità di gestione della sanità che chiaramente necessita di qualche aggiustamento. Volendo riportare la verità nella lettura del percorso svolto in questi ultimi anni, non è vero che ci sono stati tagli alla sanità, come si sente dire. Basta guardare i conti pubblici per vedere che in Italia la spesa è andata aumentando. Il problema è stato creato dalla gestione delle risorse da parte delle Regioni, in particolare quelle che poi hanno vissuto, come la Lombardia, maggiori criticità perché anche nelle cose più minute, come ad esempio la gestione delle scorte, sono stati fatti errori clamorosi, tali che al momento del bisogno non si avevano a disposizione mascherine, dispositivi di protezione e quant'altro. Bisogna quindi ricercare la verità dei fatti e non usare facilmente argomentazioni false come quelle che, appunto, asseriscono che ci siano stati tagli. Oggi, però, servono maggiori risorse e le stiamo implementando in maniera consistente. Viene dato, poi, un primo significativo supporto ai Comuni che tiene conto delle minori entrate registrate. Su questo, Sottosegretario, è importante che nei prossimi provvedimenti si faccia la parte che manca. I sindaci e le amministrazioni lamentano di non riuscire ad arrivare agli assestamenti di bilancio che andrebbero spostati, ad onor del vero, per poter evitare tagli importanti perché non hanno sufficienti risorse per coprire le mancate entrate. Quindi va bene questo primo importante investimento di 3,6 miliardi a favore dei Comuni, però ascoltiamo ancora la voce che si alza da chi è in prima linea come i sindaci e gli amministratori locali e con i prossimi provvedimenti diamo riscontri positivi alle loro richieste. Il decreto, inoltre, contiene un sostegno, molto più corposo, alle scuole paritarie. È stato annunciato un altro significativo intervento sulla scuola pubblica statale e paritaria e questo è sicuramente auspicabile. Permettetemi, poi, di fare un brevissimo passaggio sulla mobilità ciclabile. Spesso sento dire dall'opposizione parole ridicole sulle questioni legate ai monopattini e alla mobilità sostenibile. Lo ribadisco ancora una volta: i soldi appostati con il decreto rilancio sul bonus per monopattini, bici a pedalata assistita e altri mezzi per la micromobilità elettrica non sono stati sottratti alle casse integrazioni né ad altre contribuzioni. Sono stati usati i soldi delle aste verdi, soldi che non potevano che essere utilizzati per iniziative come queste oppure, in alternativa, sul trasporto pubblico locale. Ora, poiché sapete anche voi che il trasporto pubblico locale, in questa fase, non può essere potenziato per le ovvie ragioni legate al distanziamento sociale, che cosa dovevamo fare? Lasciare quei soldi a marcire dato che non potevano essere utilizzati per il trasporto pubblico locale? No, si è deciso di usarli per la mobilità sostenibile. La mobilità sostenibile la si sostiene con azioni concrete, non a parole. Ieri sono usciti i dati di FIAB, la Federazione italiana per l'ambiente e la bicicletta: 134 Comuni sono stati premiati per gli investimenti fatti;