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Su un decreto da 25 miliardi di euro, sono stati resi disponibili per la decisione del Parlamento 250 milioni di euro, solo 25 dei quali sono stati messi nella disponibilità delle proposte avanzate dalle minoranze, per trovare soluzioni. Va bene, sono tanti capitoli messi insieme, però, se dovessi fare un raffronto tra i 25 miliardi di euro del decreto-legge e i 25 milioni destinati alle proposte delle minoranze, la mancata volontà di collaborazione forse non è tutta colpa della minoranza. (Applausi) . Vedo il senatore Vasco Errani che sorride: evidentemente questo ragionamento ci sta. Quante volte abbiamo chiesto di non utilizzare lo strumento unilaterale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e invece abbiamo visto decreti di questo tipo, decreti-legge sempre approvati col ricorso forzato al voto di fiducia, e leggi delega! La collega del Gruppo Fratelli d'Italia, proprio questa mattina, ha messo in discussione nel suo intervento: tutte leggi delega! Insomma, il Parlamento è un po' esautorato, però ribadisco che magari abbiamo sbagliato noi. Non è tutto, perché la volontà di collaborare e di unire il Paese si vede anche dalle azioni che compie il Governo. Il primo obiettivo del Governo, appena insediato, è stato però quello di cancellare la flat tax fino a 100.000 euro e di modificare quella fino a 65.000 euro, mettendo nuovi paletti, per partite IVA, artigiani e professionisti. Il secondo atto, che abbiamo visto pochi giorni fa, è stato quello di cancellare i decreti Salvini. Il terzo atto - lo vedremo fra poco e lo avete già annunciato - è che quota 100 finisce la sua avventura. Fatemi capire, se il Governo cancella tutto quello che ha fatto la Lega in quello precedente, a vostro giudizio si manda un segnale distensivo, che indica la volontà di collaborare, o di totale chiusura, della serie: facciamo quello che vogliamo e ce ne freghiamo della minoranza? Se dobbiamo unire il Paese, dobbiamo anche fare un percorso culturale che vada in questa direzione. Se la logica è «cancelliamo Salvini», allora viene veramente difficile pensare che si possa trovare anche solo per un pezzo di strada, senatore Errani, un po' di convergenza. Magari ci sbagliamo (lo lasciamo alla percezione della gente che è a casa), ma ci sembra proprio che il presidente del Consiglio Conte e questo Governo abbiano qualche problemino sulla volontà di non collaborare, però - lo ripeto - magari abbiamo sbagliato tutto noi e dovevamo cambiare atteggiamento. Sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, giusto per entrare nel merito della dichiarazione di voto (ma questa premessa sulla collaborazione ci stava tutta), abbiamo riscontrato un elemento sicuramente negativo: a parte che le previsioni delle note di aggiornamento del Documento di economia e finanza - lo sa bene il senatore Monti - non ci hanno mai preso negli ultimi quindici anni, perché la realtà ha poi prodotto dati completamente differenti (quindi potremmo anche prenderlo un po' alla leggera); guardando quello che c'è scritto, però, pensavamo che, in una fase di recessione e di difficoltà come questa, l'obiettivo del Governo e della maggioranza, collaborando con l'opposizione, fosse quello di ridurre le tasse alle imprese e alle famiglie per andare loro incontro. Insomma, a noi è dispiaciuto tanto leggere nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, nella tabella a pagina 59, che la pressione fiscale l'anno prossimo crescerà dello 0,1 per cento (dal 42,4 al 42,5), nel 2021 sarà addirittura del 43 per cento, per poi riscendere nel 2022 e 2023, al 42,6, quindi registrando nel quinquennio solo uno 0,1 in più. Però è un dato oggettivo: secondo la vostra Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza le tasse aumenteranno. Questo è quello che avete scritto. (Applausi) . È questa la risposta? Ricordo che, quando eravamo al Governo, l'onorevole Marattin si divertiva a fare trasmissioni televisive, dicendo: ecco il Governo, sulla Nota c'è scritto che aumenta la pressione fiscale. Andava in tutte le trasmissioni, col suo modo di fare sicuramente molto determinato. Ma cosa direbbero oggi Italia Viva e l'onorevole Marattin, visto che siete al Governo e le tasse le state aumentando voi, in una fase così difficile e delicata? (Applausi) . Un partito, quello incarnato dall'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che doveva essere vicino alle aziende, alle famiglie e ai territori, vota una Nota di aggiornamento che va esattamente nella direzione opposta. Poi, parliamoci chiaro: rispetto alle previsioni qualcuno ha pensato che, se dovesse finire il blocco dei licenziamenti, un milione di persone rischierebbe di restare senza lavoro. Questo è il sentore imprenditoriale. Avete messo i soldi della Naspi che dovrete corrispondere per due anni per questo milione di posti di lavoro, o nelle previsioni non avete inserito questa spesa che lo Stato dovrà affrontare? (Applausi) . La Naspi mica è stata abolita, c'è e bisogna pagarla, tra l'altro per minimo due anni. Eppure non c'è nella Nota di aggiornamento, così come non ci sono gli effetti del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che avete appena messo in campo, di quello che succederà e della situazione di incertezza che si verificherà: molti locali oggi subiscono un lockdown , quelli notturni resteranno chiusi non si sa fino a quando, altri chiuderanno prima; ci saranno meno introiti e c'è gente che rischia il posto di lavoro. Tutte queste previsioni non sono contenute nella Nota. Come facciamo a votare a favore di una Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che non tiene conto di questi aspetti fondamentali per il futuro del Paese? Sono argomenti sui quali, secondo noi, bisognava assolutamente dare una risposta chiara. Poi, com'è stato detto prima, siamo sicuramente persone responsabili, dunque non voteremo contro lo scostamento, ma ci asterremo. Avremmo preferito usare i soldi derivanti dallo scostamento per ridurre la tassazione. Questo accordo politico si poteva fare tra maggioranza e minoranza, anche perché, ve lo diciamo adesso, nella situazione di incertezza cui andiamo incontro in futuro, è poco furbo anche da parte della maggioranza mantenere questo atteggiamento di totale esclusione della minoranza. Un po' di intelligenza politica in più forse sarebbe utile anche per il vostro futuro, ma non so se lo capirete; anzi, ne dubito. (Applausi) . PESCO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo innanzitutto per confermare il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle sulla Nota di aggiornamento del DEF e sullo scostamento, così come presentato dal Governo. Vorrei rincuorare, per quanto possibile, i colleghi dell'opposizione, dopo la testimonianza del Capogruppo e presidente Romeo, sul fatto che possano esserci pericoli, da qui alla fine dell'anno, per i lavoratori. In realtà, vorrei ricordare a loro e al presidente Romeo che la cassa integrazione c'è ed è stata confermata fino alla fine dell'anno: