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restituzione iscrizioni gran premi dal 2012 al 2017: circa 7 milioni di euro (di soldi degli operatori) sarebbero "congelati" nei conti dello Stato; la questione dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione è di estrema importanza e costituisce senz'altro una priorità in quanto è evidente che se si blocca il flusso finanziario l'intero comparto si paralizza e va in difficoltà nei confronti soprattutto dei fornitori e del fisco; inoltre, per l'interesse dell'intero comparto vi sono altre questioni aperte che richiedono interventi non più procrastinabili come: la classificazione degli ippodromi; la ripartizione dei montepremi; il regolamento antidoping ; risultano quanto mai urgenti misure volte innanzitutto a risolvere nell'immediato la situazione di estrema emergenza che il settore sta vivendo e successivamente a riformare complessivamente il sistema, sopperendo all'evidente mancanza di capacità gestionale del comparto ippico da parte della struttura ministeriale, e riorganizzando la governance , anche attraverso la previsione di procedure più dinamiche e meno complesse, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere tempestivamente per il superamento della fase emergenziale che il settore dell'ippica sta vivendo in questi anni ed in particolare per la risoluzione dei problemi connessi ai ritardi nei pagamenti; in ogni caso, quali ulteriori misure di competenza ritenga di dover adottare al fine di avviare un serio percorso di riforma volto a rilanciare complessivamente il settore. Atto n. 3-00176 D'ARIENZO MARGIOTTA ASTORRE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in seguito a un incidente stradale, un camion che trasportava sostanze infiammabili è esploso provocando un enorme incendio a Borgo Panigale, alla periferia di Bologna; dopo aver preso fuoco, il camion è esploso poco dopo. Questo ha provocato anche l'esplosione di diverse auto che si trovavano in un concessionario che si trova vicino al luogo dove è avvenuto l'incidente; l'incendio ha provocato ingenti danni alle abitazioni circostanti nonché il parziale crollo del ponte del raccordo autostradale di Casalecchio tra Bologna Casalecchio ed il bivio con la A14 Bologna-Taranto, che è stato chiuso in entrambe le direzioni; è stato chiuso anche il tratto sulla tangenziale di Bologna, tra Bologna Casalecchio e lo svincolo 3 Ramo verde in entrambe le direzioni; le chiusure hanno interessato anche la viabilità cittadina; in questo caso rileva certamente la natura del trasporto; appare doveroso esaminare quanto avvenuto in virtù dell'elevato grado di pericolosità che accadimenti simili portano naturalmente con sé e con l'intento di valutare tutto quanto è possibile fare per evitare in futuro situazioni simili; rientra tra gli obblighi delle società concessionarie di tratti autostradali la prevenzione di incidenti, in particolar modo quelli che possono occorrere a trasporti di questa natura; è naturale chiedersi se anche il trasporto in questione avesse tutti i requisiti per affrontare il viaggio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda avviare un'indagine per verificare che tutti i requisiti di sicurezza, sia quelli riferiti al trasporto, sia quelli posti in essere dal concessionario autostradale, siano stati rispettati; se non ritenga di avviare un riesame delle norme che regolano il trasporto di materiale infiammabile sulle strade ed autostrade italiane, al fine di valutare criticamente eventuali integrazioni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00172 ASTORRE FARAONE PARENTE PATRIARCA LAUS SUDANO RAMPI IORI Al Ministro dell'interno Premesso che: da un articolo pubblicato il 6 agosto 2018 su uno dei più noti quotidiani di Roma, "Il Messaggero", emerge una vicenda alquanto surreale che sembrerebbe coinvolgere, per tramite degli uffici competenti, l'amministrazione capitolina in una vicenda che riguarda l'apertura, la scorsa settimana, di una spiaggia sul Tevere, nei pressi di viale Marconi; emergerebbe una sorta di accordo, più o meno tacito, tra i competenti uffici comunali, nello specifico i vertici dell'ufficio Tevere per il Campidoglio, e il capo di un campo rom abusivo, situato nelle vicinanze della spiaggia. Nella sostanza l'accordo, secondo quanto riportato dall'articolo, sarebbe consistito in uno scambio per cui il capo rom avrebbe "concesso" l'area, fino a quel momento sotto il suo controllo, per la realizzazione di una spiaggia, offrendo come contropartita la garanzia che quella stessa area sarebbe stata affidata alla sua protezione e al suo controllo; una vicenda del genere sarebbe davvero preoccupante se corrispondesse alla realtà: un pubblico potere che, anziché contrastare l'illegalità, si fa connivente con essa, stringendo un "patto" per garantire controllo e sicurezza di una determinata area pubblica; considerato che secondo quanto affermato dal sindaco, Virginia Raggi, il "modello Tiberis" costituisce un aspetto fondamentale per il rilancio e la valorizzazione del Tevere, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se e come intenda intervenire, nei confronti dell'amministrazione capitolina, al fine di ristabilire la legalità e il rispetto dello Stato di diritto; se e come intenda intervenire al fine di garantire un maggior controllo in termini di rispetto della legalità nelle altre progettualità esistenti ed interessanti le rive del fiume Tevere. Atto n. 3-00173 CASTALDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: la legge n. 633 del 1941, recante disposizioni in materia di protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, disciplina, tra l'altro, la raccolta e la successiva redistribuzione dei compensi per la riproduzione privata di videogrammi, prevedendo altresì, al comma 3 dell'articolo 71- octies , che la SIAE incassi detti compensi da chi fabbrica o importa nel territorio dello Stato apparecchi e supporti di registrazione video e li ripartisca, nella misura del 70 per cento e in parti uguali, tra i produttori originari di opere audiovisive, i produttori di videogrammi e gli artisti interpreti ed esecutori; ad oggi, destinatarie dei compensi risultano essere tre organizzazioni collettive, definite quali associazioni di categoria maggiormente rappresentative, facendosi rilasciare quietanza e manleva anche rispetto a quanto di spettanza dei produttori che non risultano associati. In particolare, l'associazione Univideo risulta essere beneficiaria dell'intero ammontare della quota dovuta ai produttori di videogrammi, mentre le associazioni Anica e APT, sulla base di un accordo stipulato nel 1998, risultano beneficiarie dell'intero ammontare della quota dovuta ai produttori originari di opere audiovisive, rispettivamente per due terzi e un terzo;