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Mutatis mutandis si pensi ai sistemi di gestione in materia di sicurezza sul lavoro ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, oppure, ancora, in materia di protezione dei dati personali, l'articolo 42 del regolamento (CE) n. 2016/679 del Parlamento europeo, del 27 aprile 2016, o al modello organizzativo di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Vero è che la legislazione italiana negli ultimi anni ha assegnato sempre più spesso valore alla normazione tecnica volontaria, in particolare in settori connessi alla responsabilità delle imprese – ed è innegabile che la scuola abbia assunto ad oggi numerose delle caratteristiche tipiche di un'azienda. L'auspicata novella definisce le misure essenziali che ciascuna struttura rivolta ad utenti di minore età – prima fra tutti chiaramente la scuola – deve rispettare per poter essere qualificata come « scuola antibullismo ». Il sistema di gestione non solo potrà essere applicato dall'istituto scolastico, ma quest'ultimo, laddove adotti un modello conforme al documento UNI/PDR 42:2018 dell'Ente italiano di normazione, potrà decidere anche di ottenere la relativa certificazione di conformità, una certificazione « antibullismo » di matrice normativa e non figlia delle più disparate realtà associative, che pullulano oggi sul nostro territorio. Come detto, la certificazione, ove richiesta, sarà rilasciata a tutti gli effetti da un ente di certificazione accreditato da un ente riconosciuto ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, anche allo scopo di dimostrare di aver definito un sistema di gestione idoneo ed adeguato, che da un lato, garantisca agli alunni, ma anche agli insegnanti ed ai dirigenti scolastici, un ambiente improntato a standard qualitativi più sicuri e sani, e che dall'altro lato, sia utile anche ai fini dell'accertamento di eventuali responsabilità civili, penali e amministrative. Si darà vita, in tale maniera ad una vera e propria best practice da esportare anche in altre realtà aggregative che lavorano con soggetti minori, per una completa e sistemica tutela del minore stesso.. 1 1 Alla legge 29 maggio 2017, n. 71, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1: 1 il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . La presente legge si pone l'obiettivo di contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, attraverso azioni di carattere formativo ed educativo e assicurando l'attuazione degli interventi senza distinzione di età nell'ambito delle istituzioni scolastiche. »; 2 dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 - bis . Ai fini della presente legge, per “bullismo” si intende qualunque forma intenzionale di prevaricazione, minaccia o molestia attuata mediante condotte reiterate, posta in essere alternativamente o congiuntamente attraverso atti o comportamenti vessatori, violenze fisiche, pressioni psicologiche, istigazione al suicidio o all'autolesionismo, minacce, ricatti, furti, danneggiamenti, offese o derisioni anche aventi a oggetto la razza, la lingua, la religione, l'orientamento sessuale, l'opinione politica, l'aspetto fisico o le condizioni personali e sociali, a danno di una o più persone »; 3 il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Ai fini della presente legge, per “ cyberbullismo ” si intende qualunque forma intenzionale di prevaricazione, minaccia o molestia attuata mediante condotte anche non reiterate, realizzata per via telematica e posta in essere alternativamente o congiuntamente attraverso ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità; alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore. »; b dopo l'articolo 1 è inserito il seguente: « Art. 1- bis . – (Sanzioni penali) – 1 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, se gli atti di bullismo descritti all'articolo 1, comma 1- bis , sono tali da cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia e di paura, o la pongono in una grave condizione di isolamento o di emarginazione, il colpevole è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi. 2 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, se gli atti di cyberbullismo descritti all'articolo 1, comma 2, sono tali da cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia e di paura, o la pongono in una condizione di isolamento o emarginazione, il colpevole è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi. 3 . La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata, o se è commesso da più persone. 4 . Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. 5 . Con la sentenza definitiva di condanna è sempre disposta la confisca degli strumenti informatici e telematici utilizzati per commettere il reato. » ; c all'articolo 2, comma 1, dopo le parole: « relativo URL ( Uniform resource locator) , » sono inserite le seguenti: « non siano punibili a norma dell'articolo 1- bis , comma 2, della presente legge o »; d all'articolo 3: 1 al comma 1, dopo le parole: « il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del » sono inserite le seguenti: « bullismo e del »; 2 al comma 2, dopo le parole: « un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del » sono inserite le seguenti: « bullismo e del »; 3 il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . Il piano di cui al comma 2 stabilisce, altresì, le iniziative di informazione e di prevenzione dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo rivolte ai cittadini, coinvolgendo primariamente i servizi socio-educativi presenti sul territorio in sinergia con le scuole. »; 4 il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . Nell'ambito del piano di cui al comma 2 la Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con i Ministeri dell'istruzione e dell'università e della ricerca e con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, predispone, nei limiti delle risorse di cui al comma 7, primo periodo, periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo , avvalendosi dei principali media, nonché degli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti privati. »; 5 al comma 6, dopo le parole: