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Tutti i disegni di legge abbinati, tranne l'Atto Senato 789 che prevede Istituzione di una zona franca produttiva nei Comuni delle isole minori, si pongono l'obbiettivo di affrontare il tema nella sua complessità, ipotizzando una programmazione pluriennale di interventi per risolvere le carenze infrastrutturali, migliorare le condizioni di vita degli abitanti, rendendo effettivi i principi di uguaglianza costituzionalmente garantiti e valorizzando l'importante risorsa turistica e ambientale costituito dalle isole minori. Nella seduta del 12 settembre 2018, è stato adottato come testo base il disegno di legge n. 497. Esso, è stato oggetto di un intenso dibattito in commissione, a cui è seguito un approfondito ciclo di audizioni e la presentazione di oltre 200 emendamenti. Si precisa che la discussione e le votazioni degli emendamenti si sono svolte in sede redigente fino all'articolo 12 compreso, per poi proseguire in sede referente fino all'articolo 24 su richiesta di alcuni commissari. Il testo base è stato modificato dall'approvazione di diversi emendamenti principalmente presentati dal Relatore, ma non solo, che hanno recepito le osservazioni e le condizioni delle commissioni riunitesi in sede consultiva e dei ministeri interessati, senza trascurare le istanze provenienti dai gruppi parlamentari. Fra tutte le modifiche si segnala l'estensione dell'ambito di applicazione delle disposizioni anche alle isole lacustri e lagunari (citate all'allegato B). Il disegno di legge Atto Senato 497 come approvato dalla Commissione è rubricato "Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori lagunari e lacustri", è composto da 24 articoli e da due Allegati A e B: l'Allegato A elenca 57 isole marittime, mentre l'Allegato B comprende 16 isole lagunari e 6 isole lacustri. L'articolo 1 indica l'oggetto e le finalità del disegno di legge. Al comma 1, si sottolinea il valore delle isole minori sotto i profili naturalistico, ambientale e culturale. Il medesimo comma richiama gli articoli 174 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in materia di coesione economica, sociale e territoriale, con riferimento sia alla possibilità di avvalersi degli strumenti finanziari ivi previsti, sia alla possibilità dell'adozione di ulteriori misure specifiche. Al comma 2 si richiama l'articolo 119, quinto comma, della Costituzione nonché della normativa quadro di cui alla n. 42 del 2009, in materia di federalismo fiscale, in base al quale lo Stato, le Regioni e i Comuni adottano gli interventi necessari per la valorizzazione, lo sviluppo socio-economico, la tutela e la messa in sicurezza del territorio delle isole minori. Al comma 6 viene inserita la definizione di "isole minori" da intendersi quelle di cui agli allegati A e B. L'articolo 2 rubricato "obiettivi per lo sviluppo e la valorizzazione delle isole minori", prevede la possibilità di perseguire le finalità per lo sviluppo e la valorizzazione delle isole minori come, ad esempio, la mobilità sostenibile (lettera c n. 1) - favorita dall'uso di veicoli ecologici o alimentati con tecnologie elettriche o ibride - , la promozione dell'offerta turistica purché compatibile con la capacità di carico degli ecosistemi insulari (lettera e ), l'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili (lettera f ) con i relativi sistemi di accumulo volti a bilanciare le variazioni di carico elettrico, necessari per contribuire alla riduzione dei costi delle famiglie e delle attività produttive nonché per la limitazione di emissioni di CO2; garantire per il buon funzionamento delle strutture sanitarie l'autosufficienza energetica da fonti rinnovabili in caso di interruzione di energia (lettera g ), promuovere interventi per l'efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico e privato (h); realizzare reti intelligenti di distribuzione dell'energia ( smart grids ) volte ad incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili (i) ; promuovere sistemi di elettrificazione delle banchine ( High - Voltage Shore Connection ) alimentati preferibilmente da fonti rinnovabili (1); valorizzare i beni culturali, demaniali e ambientali; p) valorizzare i beni culturali, demaniali e ambientali. La proprietà o la gestione dei suddetti beni può essere trasferita dalle Regioni agli enti (p). L'articolo 3 ha subito numerose modifiche rispetto al testo originario. In particolare, al comma 1, si è specificato che il Documento di programmazione delle isole minori (DUPIM) per gli interventi da realizzare nel territorio delle isole, è adottato con decreto del Ministro degli affari regionali su proposta del Comitato istituito presso il Dipartimento degli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, presieduto dal Ministro degli affari regionali. Il comma 2 sancisce che i comuni interessati concorrono alla predisposizione del DUPIM, mediante l'elaborazione di progetti integrati di sviluppo territoriale (PIST), strumenti operativi di programmazione, nei quali sono individuati i singoli progetti da realizzare. Il comma 3, dispone che i PIST, predisposti dai comuni ai sensi del comma 2, costituiscono gli strumenti operativi della programmazione, nei quali sono individuati i singoli progetti da realizzare a valere sui finanziamenti pubblici disposti per il DUPIM e con le ulteriori risorse finanziarie rese disponibili dai medesimi comuni, dagli altri enti territoriali e da soggetti privati. Ogni singolo progetto è dotato a pena esclusione dal finanziamento del codice unico di progetto (CUP) di cui all'articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Al comma 6, si stabilisce la composizione del Comitato in: un rappresentante ciascuno dei Ministeri dell'interno, delle infrastrutture e trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e dell'economia e delle finanze; b) da un rappresentante delle Regioni nei cui territori sono presenti isole minori; e) da due rappresentanti dell'ANCIM e da un sindaco scelto di intesa fra i sindaci dei Comuni delle isole minori di cui alla Tabella B. Il Comitato, oltre a raccogliere i DUPIM approvati dalle Regioni e proporli al Ministero degli affari regionali per l'approvazione esprime parere anche sui criteri di riparto del fondo. Il DUPIM (comma 8) ha durata settennale e coincide con la programmazione settennale dei fondi strutturali dell'Unione europea. L'articolo 4, prevede l'istituzione di due fondi, uno di parte corrente e uno in conto capitale, rispettivamente con una dotazione di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2020 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2019 al 2024. Il Fondo di sviluppo delle isole minori è stato previsto dall'articolo 2, comma 41, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008).