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I soggetti pubblici preposti all'erogazione o alla gestione dei finanziamenti della ricerca scientifica adottano, nella loro autonomia, le misure necessarie per la promozione dell'accesso aperto ai risultati della ricerca finanziata per una quota pari o superiore al 50 per cento con fondi pubblici, quando documentati in articoli pubblicati su periodici a carattere scientifico che abbiano almeno due uscite annue. I predetti articoli devono includere una scheda di progetto in cui siano menzionati tutti i soggetti che hanno concorso alla realizzazione degli stessi. L'accesso aperto si realizza: a) tramite la pubblicazione da parte dell'editore, al momento della prima pubblicazione, in modo tale che l'articolo sia accessibile a titolo gratuito dal luogo e nel momento scelti individualmente; b) tramite la ripubblicazione senza fini di lucro in archivi elettronici istituzionali o disciplinari, secondo le stesse modalità, entro diciotto mesi dalla prima pubblicazione per le pubblicazioni delle aree disciplinari scientifico-tecnico-mediche e ventiquattro mesi per le aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali. 2- bis . Le previsioni del comma 2 non si applicano quando i diritti sui risultati delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione godono di protezione ai sensi del codice di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. 3. Al fine di ottimizzare le risorse disponibili e di facilitare il reperimento e l'uso dell'informazione culturale e scientifica, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca adottano strategie coordinate per l'unificazione delle banche dati rispettivamente gestite, quali quelle riguardanti l'anagrafe nazionale della ricerca, il deposito legale dei documenti digitali e la documentazione bibliografica. 4. Dall'attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le pubbliche amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente». In questa norma, che parla di «articoli» e non di pubblicazioni scientifiche escludendo i libri di testo, non vi è una pianificazione finanziaria atta a incentivare l'adesione all'OA (ad esempio iniziative sul finanziamento di archivi istituzionali conformi idonei a perseguire la cosiddetta «via verde», ovvero quella perseguita dalla comunità accademica internazionale dato che, «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica», risulta comunque impraticabile la «via aurea»). I termini temporali massimi (diciotto e ventiquattro mesi) per la ripubblicazione si pongono oltre i parametri fissati dalla citata raccomandazione europea (sei e dodici mesi), così come oltre tutti i limiti temporali rinvenibili nei modelli di riferimento (USA, Spagna, Germania). Di là dal problema sistemico dovuto alle resistenze di una parte dell'editoria e del mondo accademico più conservatore, una legislazione più efficace e precipua potrebbe dare una sterzata all'OA anche in Italia, così da uscire da una situazione pericolosamente stagnante. La presente proposta di legge consta di un solo articolo ed è così strutturata: il comma 1, lettera a), numero 1), con l'aggiunta delle parole «e a fini non commerciali» al comma 2 del citato articolo 4 del decreto-legge n. 91 del 2013, ha lo scopo di sottolineare la natura del tutto non commerciale dell'accesso aperto alla comunicazione scientifica ed è atto a eliminare una specifica, presente nel medesimo comma 2, riguardante i periodici a carattere scientifico oggetto delle disposizioni; il numero 2) sostituisce la lettera a) del comma 2, al fine di rendere oggetto delle nuove disposizioni anche il materiale audio e video a carattere scientifico e sottolineando che l'utente finale (o lettore) sarà legittimato a consultare l'informazione scientifica nei tempi e nei luoghi a lui più consoni; il numero 3) sostituisce la lettera b) del comma 2 sostanzialmente allineando, per chi sceglie la «via verde» del self-archiving , i periodi di «embargo» delle pubblicazioni in archivi ad accesso aperto, la normativa italiana alla raccomandazione europea; la lettera b) inserisce un comma al medesimo articolo al fine di annullare qualsiasi forma contrattuale stipulata sia dall'editore di prima pubblicazione con terzi, sia dall'autore e che, di fatto, possa impedire la ripubblicazione dell'opera scientifica nei termini precedentemente indicati; la lettera c) prevede che il Ministro dello sviluppo economico istituisca una Commissione per la divulgazione dell'informazione scientifica che possa promuovere la comunicazione delle nuove scoperte scientifiche mediante i canali radiotelevisivi pubblici italiani.. 1 1 All'articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 2: 1 all'alinea, dopo le parole: «adottano, nella loro autonomia» sono inserite le seguenti: «e a fini non commerciali» e le parole: «che abbiano almeno due uscite annue» sono soppresse; 2 la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) tramite la pubblicazione da parte dell'editore, al momento della prima pubblicazione, in modo tale che l'articolo e l'eventuale materiale audio e video a esso allegato siano accessibili a titolo gratuito dal luogo e nel momento scelti individualmente dall'utente;»; 3 la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) tramite la ripubblicazione senza fini di lucro in archivi elettronici istituzionali o disciplinari, secondo le stesse modalità, entro sei mesi dalla prima pubblicazione per le pubblicazioni delle aree disciplinari scientifico-tecnico-mediche e dodici mesi per le aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali.»; b dopo il comma 2- bis è inserito il seguente: « 2 - ter . È nullo il contratto di edizione se l'editore della pubblicazione realizzata secondo le modalità di cui al comma 2, lettera a) , ha ceduto il diritto di sfruttamento a terzi. Il contratto di edizione è altresì nullo se uno o più autori della pubblicazione realizzata secondo le modalità di cui al comma 2, lettera b) , hanno ceduto il diritto di sfruttamento esclusivo al curatore o all'editore della prima pubblicazione»; c dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 - bis . Il Ministro dello sviluppo economico, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, istituisce una Commissione per la divulgazione dell'informazione scientifica, al fine di selezionare le migliori forme di diffusione della più recente informazione culturale e scientifica a favore della collettività, da trasmettere attraverso il canale radiotelevisivo pubblico. La trasmissione relativa all'informazione culturale e scientifica deve essere prevista all'interno del contratto nazionale di servizio stipulato con la società RAI – Radiotelevisione italiana Spa ai sensi del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177».