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non siete sole, i cittadini e le istituzioni sono con voi. (Applausi dal Gruppo M5S) . ORTOLANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ORTOLANI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio parlare del fenomeno che si è verificato mercoledì scorso, sei giorni fa, sullo Stromboli, quando nel pomeriggio, a distanza di quindici minuti l'una dall'altra, ci sono state due potentissime esplosioni, non preavvertite. La popolazione non era stata avvisata ed è morto un ragazzo a 400 metri di quota. Ricordiamo che si effettuano escursioni guidate, fino a 800 metri di altezza, però la presenza della guida in questi casi non serve a niente. Il fenomeno è stato ritenuto uno dei più potenti dopo la grande eruzione del 1930. Siamo portarti a sottovalutare lo Stromboli, perché vediamo un vulcanetto di 800-900 metri, che affiora dall'acqua. Teniamo però presente che 2.000 metri di vulcano continuano sotto l'acqua. Praticamente è un vulcano della dimensione dell'Etna e dunque è un vulcano di grandi dimensioni, che purtroppo trascuriamo. In seguito alle due esplosioni, il mareografo situato sull'isola ha verificato un'oscillazione anomala del mare di circa 40 centimetri, che poi è continuata, attenuandosi. Trenta minuti dopo si è registrato un movimento anomalo dell'acqua a 135 chilometri di distanza, nella zona di Palinuro e Marina di Camerota: ci ha messo circa trenta minuti di tempo. Questo fenomeno non è nuovo, perché nell'eruzione del 2002, nella zona di Palinuro e Marina di Camerota arrivarono onde di maremoto che ebbero 2 metri di run-up , cioè l'onda entrò nell'entroterra con onde di 2 metri di altezza. Teniamo presente che allora era inverno e quindi non c'era nessuno sulla spiaggia. Questo fenomeno finora è sempre stato trascurato. Ricordiamo che negli ultimi novecento anni si sono verificati 18 fenomeni marini anomali, in anni in cui ancora non era molto diffuso il turismo balneare. Credo che dobbiamo fare una riflessione: che cosa ci ha insegnato questo fenomeno? Anzitutto che lo Stromboli è uno dei vulcani più e meglio controllati con i mezzi migliori disponibili. Ciononostante, non è stato colto alcun segnale per avvertire la popolazione. Ci poniamo allora questo problema: qualcosa non ha funzionato oppure più di così i sistemi attuali di monitoraggio non possono fornire indicazioni? Questa è un'importante riflessione perché teniamo conto che siamo già in stagione balneare e diverse centinaia a di turisti frequentano l'isola. Dopo l'evento, l'isola è stata posta nel primo livello di attenzione (prima invece era praticamente ritenuta esente da rischi). Un altro problema che dobbiamo considerare è il rischio tsunami . L'Italia non ha nessuna legge che riguardi questo rischio; gli interventi sulla costa sono liberi, non c'è alcuna tutela. Ebbene, credo che questo fenomeno vada affrontato al più presto anche con una didattica ambientale per far comprendere quali sono i segni che possono essere avvertiti sulle spiagge nel momento in cui verifica un fenomeno di questo tipo. Occorre quindi un grande sforzo di insegnamento. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. ORTOLANI (M5S) . Ritengo che insieme al fenomeno del 2002, quello di sei giorni fa rappresenti un cartellino giallo che la natura ci ha proposto: tenete conto che corriamo un rischio nei confronti del quale non abbiamo ancora nessuna attenzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, prendo la parola per ricordare a quest'Assemblea che il 20 novembre 2018 veniva rapita in Kenya una nostra cooperante, Silvia Romano, e che da allora non si hanno più sue notizie. All'ottimismo iniziale si è pian piano sostituito il silenzio sulla vicenda. Durante le prime settimane, si pensava ad un rapimento di matrice terroristica o a un gruppo di criminali che volevano un riscatto; su questo si erano concentrati gli inquirenti kenioti, che nei giorni successivi al sequestro avevano effettuato diversi arresti. Oggi, però, questa pista sembra perdere consistenza di fronte a nuove rivelazioni diffuse dalla trasmissione televisiva «Le Iene». Secondo quanto riportato da diversi testimoni intervistati, Silvia, qualche giorno prima di essere rapita, aveva denunciato alle autorità un prete che sarebbe stato implicato in atti di pedofilia. Una circostanza, questa, che emerge a più di sei mesi dal rapimento della nostra cooperante, lasciando ben pochi dubbi sui motivi del sequestro. Perché le autorità keniote non hanno informato subito i nostri omologhi della presentazione di questa denuncia? Perché sin dall'inizio si è seguita la pista dei gruppi islamici, invece di indagare anche sulla denuncia presentata? Probabilmente non lo sapremo mai. Ci tengo, però, a sottolineare che, di fronte a queste nuove rivelazioni, il nostro Ministero degli affari esteri dovrebbe chiedere ulteriori chiarimenti alle autorità keniote. Per questo ho presentato un'interrogazione al Ministro degli affari esteri. Noi abbiamo il dovere di fare quanto in nostro potere per ottenere il rilascio e chiudere questa vicenda prima possibile. In conclusione, permettetemi di ringraziare i ragazzi e le ragazze che si impegnano nella cooperazione, che aiutano il prossimo in Italia o in Africa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Credo che il nostro sarebbe un Paese migliore se avessimo più «Silvie» Romano, perché non è solo questione di solidarietà, ma di sensibilità verso gli ultimi, i diseredati, chi non molla. Signor Presidente, auspico un maggiore impegno delle nostre istituzioni per la liberazione di Silvia e spero quanto prima che questa ragazza possa tornare in Italia sana e salva. Lo spero come parlamentare, come padre e come cittadino italiano. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Grazie, senatore Ferrara. La Presidenza si unisce al suo auspicio nella speranza e nell'impegno. CORBETTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORBETTA (M5S) . Signor Presidente, era il 10 luglio 1976, un caldo giorno d'estate come tanti, quando in Brianza accadde un incidente che avrebbe segnato per sempre quel territorio. Alle ore 12,37, dallo stabilimento Icmesa di Meda, fuoriuscì una nube tossica contenente almeno 15 chili della più pericolosa tra le diossine. La nube si diffuse in un territorio con 36.000 abitanti, tra Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio. L'erba ingialliva, le foglie cadevano, 3.300 animali morti, 80.000 abbattuti in seguito, 736 persone evacuate; 41 famiglie non tornarono più nella loro casa perché abbattuta. Centinaia gli adulti e bambini intossicati. Fu una tragedia che colse completamente impreparato il nostro Paese. Quell'anno aumentarono notevolmente gli aborti spontanei e le malformazioni alla nascita, così come le patologie epatiche e altri problemi di salute.