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Conversione in legge del decreto-legge 11 novembre 2016, n. 205, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016. Onorevoli Senatori. -- L'adozione del presente decreto-legge si è resa necessaria per fronteggiare le urgenti ed ulteriori esigenze determinate dagli eventi sismici che hanno aggravato la situazione emergenziale già esistente nelle regioni Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio già colpite dal sisma del 24 agosto 2016. L'intero sistema delineato dal decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, infatti, necessita di una rapida revisione ed adeguamento, vuoi in relazione all'allargamento dell'ambito territoriale interessato, vuoi per ricalibrarne l'efficacia alla luce di tale allargamento. Soluzioni alloggiative funzionali in un certo contesto climatico, pensate per determinate localizzazioni, risultano del tutto inadeguate nel nuovo quadro, evolutosi e aggravatosi in maniera imprevedibile, con il quale si è chiamati a confrontarsi per una conseguente rimeditazione della pianificazione degli interventi abitativi emergenziali. Anche scelte organizzative e gestionali «tarate» su un ipotizzato numero di interventi (si pensi all'utilizzo, a supporto degli enti territoriali, delle Unità speciali post sisma), non rispondono più alle istanze, anche di «affiancamento» e «rassicurazione» del territorio e all'oggettivo incremento del carico burocratico, spesso gravante su contesti territoriali già dimensionalmente ridotti e dunque con dotazioni organiche ovviamente non commisurate al contesto. Il modello operativo delineato dal decreto-legge n. 189 del 2106 vedeva un perfetto parallelismo tra attività emergenziale, a cura e di competenza della protezione civile, e attività di ricostruzione, ispirata a criteri di omogeneità territoriale e culturale, affidata alla figura del Commissario straordinario istituita con decreto del Presidente della Repubblica del 9 settembre 2016, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400. Anche per tale aspetto si rende necessario un urgente riallineamento, funzionale ad estendere al nuovo contesto i poteri già attribuiti a suddetto commissario, onde consentirgli di operare con le modalità già attivate pure in relazione ai nuovi sismi, senza soluzione di continuità alcuna. Il primo -- e non semplice problema -- che il decreto ha inteso affrontare e risolvere è quello dell'ambito di operatività delle vecchie e delle nuove misure di sostegno, onde garantire omogeneità di impostazione e continuità di azione, sia delle attività emergenziali che di quelle ricostruttive. La doverosa velocità dell'istruttoria e per contro la drammatica fluidità della situazione, caratterizzata dal continuo susseguirsi di scosse di consistente magnitudo e conseguente aggravarsi/ampliarsi delle aree coinvolte, hanno imposto la scelta consacrata al comma 1 dell'articolo 1. Non essendo disponibile alla data della sottoposizione del testo all'esame del Consiglio dei ministri un elenco documentato e motivato, ancorché provvisorio, dei nuovi comuni interessati dai sismi, per contemperare le esigenze di certezza del diritto con quelle di tempestività dell'intervento, si è demandata la formazione dell'elenco stesso al Commissario straordinario, il quale a sua volta deve basarsi sulla proposta motivata dei presidenti delle regioni, considerati i soggetti che, per relazione col territorio, sono in grado di individuare i «consistenti danni diffusi» posti dalla norma a presupposto del meccanismo. In questo modo si garantisce da subito l'attivazione delle procedure accelerate per la localizzazione dei container secondo le esigenze emergenziali facenti capo al Dipartimento della protezione civile; si individuano nuove misure emergenziali anche a supporto delle attività imprenditoriali duramente colpite dagli eventi sismici; il tutto applicabile da subito alle aree di cui all'elenco di cui all'allegato 1 al decreto-legge n. 189 del 2016, immediatamente dopo, alle aree cui i danni consistenti e diffusi si sono estesi. In considerazione della presenza nei territori dei predetti comuni di un elevato numero di nuclei familiari sfollati dalle proprie abitazioni, si è inoltre reso necessario predisporre le procedure per acquisire l'immediata disponibilità di un congruo numero di container abitativi provvisori, in modo da evitare un prolungamento della sistemazione in tende e altre strutture collettive apprestata nell'immediatezza degli eventi sismici (tenuto conto anche dell'imminenza della stagione invernale). Di particolare interesse in termini di doverosa velocizzazione delle procedure, tenuto conto dell'estensione dei danni subiti anche dal patrimonio artistico e culturale delle zone interessate dagli eventi sismici, è la decisione di implementare la vigente legislazione in materia in modo da consentire più celeri e tempestivi interventi di messa in sicurezza: le norme, pur limitandosi di fatto in gran parte a chiarimenti applicativi del contesto legislativo vigente costituito dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, con parziali deroghe in termini di adempimenti procedurali, forniscono una risposta alle esigenze di salvaguardia dell'incolumità pubblica e a quelle di conservazione del patrimonio culturale del Paese. Le gravi compromissioni dell'assetto viario e per contro l'essenzialità di garantire la regolarità degli accessi alle zone interessate, come drammaticamente dimostrato dalle situazioni createsi all'indomani dei sismi, hanno ispirato disposizioni volte a velocizzare gli interventi urgenti di messa in sicurezza e rispristino della transitabilità della viabilità statale, regionale e degli enti locali, interessata dagli eventi sismici, affidando ad Anas il compito di coordinare le diverse attività, in qualità di soggetto attuatore di protezione civile, e ricorrendo alle procedure di supporto dell'azione degli enti locali già assentite nella legge 28 dicembre 2015, n. 208. L'importanza della continuità della vita scolastica, senza compromettere l'anno scolastico in corso, costituisce esigenza concreta cui dà risposta una disposizione specifica funzionale ad adattare la formazione delle classi alla disponibilità delle sedi ed agli ipotetici spostamenti degli studenti. L'articolo 1 reca dunque disposizioni finalizzate a consentire il necessario raccordo tra i diversi ambiti territoriali interessati dal susseguirsi degli eventi sismici nell'attuazione delle azioni poste in capo al Commissario straordinario. Il raccordo con l'attività della protezione civile viene garantito dal richiamo, apparentemente pleonastico, ma necessario in una logica di sistema, al potere di ordinanza emergenziale di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225. Non a caso, anche in altre disposizioni (si veda per tutte l'articolo 2, sull'acquisizione dei container ), si richiama il potere di ordinanza che viene ad integrarsi contenutisticamente con le disposizioni del presente decreto, a garantire un assetto globale del quadro degli interventi.