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Non dimentichiamoci che noi abbiamo il dovere di rappresentare i diritti di tutti, non solo di coloro che appartengono a una parte o all'altra, perché, se ci dividiamo anche nella lotta al virus, distinguendo tra chi è vaccinato e chi non lo è, commettiamo un errore enorme. Questa è una battaglia che vinceremo tutti assieme o perderemo tutti assieme. (Applausi) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, abbiamo fatto delle scelte importanti, sempre consapevoli, guardando i dati e seguendo il metodo scientifico. Abbiamo fatto di tutto per porre fine quanto prima a questo dramma sanitario, che poi è diventato un dramma economico e sociale. Abbiamo combattuto e stiamo combattendo contro un virus che è ancora in gran parte sconosciuto, un virus che a oggi ha portato via 4 milioni e mezzo di persone nel mondo, di cui 7.000 erano operatori sanitari, morti salvando la vita degli altri. Abbiamo chiesto sacrifici immani ai nostri cittadini e ai nostri operatori sanitari. Ieri, con la collega Danila De Lucia, qui in Senato abbiamo presentato un libro, che si intitola «Giuro di non dimenticare» e che raccoglie le storie di 28 medici che hanno lavorato nei reparti Covid durante la pandemia. Alcune di queste storie erano divertenti. Ad esempio, c'era una dottoressa che diceva: «Ci chiamate eroi, ma noi non vogliamo essere chiamati eroi. Io certo vorrei essere un supereroe, ma il mio supereroe preferito è Batman e quindi ci sarebbe un conflitto di interessi con i pipistrelli». In molte di queste storie, però, c'era un filo conduttore che mi ha colpito: la solitudine, non solo quella dei malati ricoverati nei reparti Covid, isolati dai propri affetti, ma anche quella del personale sanitario, che si è sentito abbandonato dalle istituzioni, senza mezzi, senza dispositivi di protezione e senza formazione. E quando, attraverso questi racconti, cercano di trasmettere quello che si viveva e quello che si vive in quei reparti, si ha plasticamente come la sensazione di sentirsi sott'acqua, in un ambiente ovattato, in cui gli stessi operatori sanitari non riescono a comunicare con chi gli sta intorno e dove è difficile anche ascoltare i malati, che sono estremamente soli. Poi c'è la solitudine di tutti gli altri malati, dei malati non per Covid, ad esempio dei malati oncologici, ai quali non abbiamo permesso di accedere alle cure e alle diagnosi. Qualcuno prima di me ricordava come siano in aumento sia le diagnosi che le morti per tumore. Oggi siamo però in una condizione totalmente diversa, non siamo allo stesso punto e lo dobbiamo alla scienza che, in un tempo record , ha trovato un vaccino. Dobbiamo però fare di tutto per non ripiombare in quell'incubo e non rendere vani tutti i sacrifici che abbiamo fatto tutti noi: i cittadini, i giovani ai quali è stato rubato il futuro e gli operatori sanitari. I nostri obiettivi devono continuare a essere gli stessi, ovvero salvare vite, allentare la pressione sugli ospedali e far ripartire l'economia. Infatti, abbiamo capito che c'è una fortissima sinergia tra salute ed economia e forse anche in quest'Aula dovremmo concentrarci su questo, come è successo nel 1978, quando il Parlamento ha approvato quasi all'unanimità tre leggi che hanno cambiato la nostra società e posto l'Italia all'avanguardia nell'assistenza socio-sanitaria. Mi riferisco all'istituzione del Servizio sanitario nazionale, alla riforma dell'assistenza psichiatrica e alle norme che hanno consentito l'aborto. Grazie a queste leggi, approvate in quell'anno, abbiamo dato attuazione all'articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto fondamentale alla salute , lo stesso articolo che ha protetto tutti noi in questa pandemia. (Applausi) . Anche quelle leggi nascevano da un grande fermento sociale, idee e posizioni diverse, ma tutte convergenti in una precisa direzione che puntava a valorizzare la libertà e i diritti delle persone, ma chiedendo allo stesso tempo allo Stato più tutele in ambito sanitario e di difesa della salute, nella convinzione che salute e malattia sono dei fenomeni biologici, ma che diventano anche sociali e che far prevalere la salute o la malattia dipende dalle nostre scelte politiche. Senatore Candiani, si tratta della necessità non di creare tifoserie, ma di dare in quest'Aula delle risposte nette e decise. (Applausi) . Siamo pro o contro il vaccino? Mi fa piacere che il senatore Zaffini abbia chiarito, perché qualche giorno fa un eccellente candidato ha detto di essersi vaccinato, ma di non consigliarlo. Siamo a favore o riteniamo che i tamponi siano inutili? Chiamiamo i medici eroi o mettiamo in discussione le scelte terapeutiche che hanno fatto, ospitando qui in Senato dei convegni che vanno in quella direzione? (Applausi) . Basta fare politica sulla pelle dei cittadini e basta provare a tenere il piede in due scarpe. (Applausi) . Siamo tutti stanchi: lo sono i cittadini, i medici, gli operatori sanitari e i nostri giovani che non vogliono tornare a seguire la didattica a distanza. Tutti vorremmo essere fuori da questo incubo, ma dobbiamo fare i conti con i dati, come ha detto benissimo stamattina il sottosegretario Sileri. Dobbiamo fare i conti con un virus che circola ancora, con le varianti che sono più aggressive rispetto alla forma originaria e con i 130.000 morti che abbiamo avuto in Italia. 130.000 sono gli abitanti di Giugliano, dove vivo, che è il Comune non capoluogo più popoloso d'Italia ed è come se fosse stato raso al suolo da questa pandemia. Dobbiamo considerare che almeno il 10 per cento della popolazione italiana è costituita da bambini e ragazzi che non possiamo vaccinare e che, quindi, dobbiamo proteggere e tutelare con la nostra scelta di vaccinarci. (Applausi) . Serve quindi, mai come in questo momento, senso di responsabilità e di collettività per ridurre il rischio sanitario e permettere la ripresa economica. A questo serve il green pass che è un passaporto e, come tale, senatore Zaffini, non può essere volontario perché perderebbe il suo valore. È un passaporto che certamente non basta, ma aiuta a proteggerci e riprenderci la vita. Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo lavorato molto per rendere questo provvedimento più funzionale e più efficiente, prolungando la durata del green pass da nove a dodici mesi, includendo i test salivari tra quelli che danno accesso alla certificazione verde, contrastando l'isolamento dei pazienti ricoverati, permettendo ai familiari di accedere alle strutture sanitarie. Questa pandemia ci ha insegnato che l'individualismo non paga, soprattutto quando si tratta di beni comuni, come la salute, che se non vengono distribuiti rendono tutti meno protetti. Anche i cittadini devono arrivare a questa convinzione, ma hanno bisogno di strumenti di riflessione che noi dobbiamo fornire. Tra questi strumenti c'è innanzitutto la trasparenza. Sono d'accordo con chi diceva che c'è bisogno di dare informazioni chiare, precise e trasparenti, perché se non c'è trasparenza proliferano complotti e pregiudizi. Dalla trasparenza deriva la partecipazione: