[ddlpres]

Dal punto di vista medico la misura può essere attuata nella scuola con l'introduzione di specifici corsi per insegnanti, al fine di migliorare le loro conoscenze in queste tematiche e con il supporto di uno psicologo scolastico che permetta di diagnosticare tempestivamente la malattia e porvi gli opportuni rimedi. Lo Stato e le regioni possono intervenire nella fase della prevenzione e della cura fornendo ai cittadini opportuni rimedi sul piano sanitario e sul piano più propriamente psicologico fornendo aiuto gratuito alle famiglie e ai soggetti colpiti da questa grave malattia che può portare anche in casi estremi alla morte. Ecco il perché di questo disegno di legge, che nel rispetto del titolo V della parte seconda della Costituzione, propone idonei interventi sotto il profilo della prevenzione e della cura dei malati di tali patologie che rischiano di svilupparsi negli adolescenti a ritmo vertiginoso. Si calcola che attualmente, nel nostro Paese, siano circa 3.000.000 i soggetti affetti da questo tipo di patologie. È quindi indispensabile intervenire, come recita la nostra Costituzione, che, all'articolo 32, prevede che la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Nel dettaglio, il presente provvedimento si compone di sei articoli. L'articolo 1 definisce l'anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico. L'articolo 2 introduce, nel codice penale, il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia. L'articolo 3 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, che si avvale del Servizio sanitario nazionale, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di prevenire e curare le malattie sociali. L'articolo 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indichino alle strutture sanitarie ed alle aziende sanitarie locali gli interventi più idonei ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione delle complicanze delle malattie sociali. L'articolo 5 stabilisce che il Ministro della salute svolga una relazione annuale alle Camere di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie sociali. L'articolo 6, infine, reca una norma di copertura finanziaria.. 1 (Definizioni) 1 La presente legge riconosce, come malattie sociali, l'anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare. 2 L'anoressia consiste in un disturbo del comportamento alimentare per cui il malato rifiuta il cibo. 3 La bulimia consiste in un disturbo del comportamento alimentare per cui il malato sente il bisogno di assumere spropositate quantità di cibo. 4 Il Ministro della salute provvede, con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare il decreto del Ministro della sanità del 20 dicembre 1961, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 1962, relativo alle forme morbose da qualificare come malattie sociali. 2 (Introduzione dell'articolo 580- bis del codice penale) 1 Dopo l'articolo 580 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 580- bis. -- (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia). -- Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l'altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l'anoressia o la bulimia, e ne agevola l'esecuzione, è punito con la reclusione fino ad un anno. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona minore degli anni quattordici o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni». 3 (Piano di interventi) 1 Lo Stato, avvalendosi del Servizio sanitario nazionale, nonché le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e nei limiti indicati nel Fondo sanitario nazionale, predispongono progetti obiettivo, azioni programmatiche e idonee iniziative dirette a prevenire e curare la malattie di cui all'articolo 1, comma 1. 2 Gli interventi nazionali e regionali di cui al comma 1 perseguono i seguenti obiettivi: a effettuare la diagnosi precoce; b migliorare le modalità di cura dei soggetti colpiti; c effettuare la prevenzione delle complicanze; d agevolare l'inserimento dei soggetti colpiti nelle attività scolastiche, sportive e lavorative; e migliorare l'educazione sanitaria ed alimentare della popolazione; f provvedere alla preparazione e all'aggiornamento professionali del personale sanitario e scolastico; g predisporre gli strumenti di ricerca opportuni. 3 Il Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali e, sentite le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale dei fornitori di connettività alla rete internet , stabilisce, con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri e le modalità per impedire l'accesso ai siti che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare e diffondere le malattie di cui all'articolo 1, comma 1. 4 (Diagnosi precoce e prevenzione) 1 Ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione delle complicanze delle malattie di cui all'articolo 1, comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso i piani sanitari e gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, tenuto conto dei criteri e delle metodologie stabiliti con specifico atto di indirizzo e coordinamento e, sentito l'Istituto superiore di sanità, indicano alle aziende ospedaliere e alle aziende sanitarie locali gli interventi operativi più idonei a: a definire un programma articolato che permetta di assicurare la formazione e l'aggiornamento professionali della classe medica sulla conoscenza delle malattie di cui all'articolo 1, comma 1, al fine di facilitare l'individuazione dei soggetti affetti da tali patologie; b prevenire le complicanze e monitorare le patologie associate alle malattie di cui all'articolo 1, comma 1; c definire test diagnostici e di controllo per i pazienti affetti dalle malattie di cui all'articolo 1, comma 1. 2 Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1, le aziende sanitarie locali si avvalgono dei presidi accreditati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, con documentata esperienza di attività diagnostica e terapeutica specifica, e di centri regionali e provinciali di riferimento, cui spetta il coordinamento dei presidi della rete, al fine di garantire la tempestiva diagnosi, anche mediante l'adozione di specifici controlli concordati a livello nazionale. 5 (Relazione annuale al Parlamento)