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L'articolo 7- bis reca una specificazione sulla durata della validità del certificato verde in seguito a ciclo vaccinale. Qui si innesca una vera e propria diatriba sulla scientificità dell'obbligo vaccinale così come è stato impostato in Italia, dove sono migliaia i casi attestati di reinfezione sintomatica anche grave in soggetti che avevano completato il ciclo vaccinale anche con la terza dose, per non parlare dei cosiddetti novax, che per scelta e convinzione non hanno voluto sottoporsi alla vaccinazione, andando incontro alla sospensione dall'attività lavorativa e relativa remunerazione, salvo vedere oggi riconosciute le proprie ragioni dai tribunali amministrativi regionali e ottenendo il pagamento di emolumenti e spese legali, con evidente danno all'erario, oltre che in spregio al diritto al lavoro sancito dalla Costituzione. Ho voluto citare solo alcuni degli articoli del decreto-legge riaperture che ci accingiamo a convertire in legge per stimolare un certo spirito critico che in quest'Aula appare ormai da un po' sopito. Allora, nell'eterno conflitto fra ragione e sentimento, interesse e rettitudine, si può constatare che talvolta, pur potendo andare in paradiso in carrozza, scegliamo di andare all'inferno a piedi. Desidero quindi concludere l'intervento sottolineando che, nonostante le perplessità esposte, non mettendo assolutamente in dubbio l'operato del Ministro della salute e del Presidente del Consiglio, che sono persone rispettabili, nella piena consapevolezza di stare attraversando i tempi bui di una tragica crisi globale, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione intende accordare per l'ennesima volta a questo Governo una fiducia ponderata, dichiarando il voto favorevole al presente provvedimento. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, finalmente possiamo affermare che, nel lungo e tortuoso percorso della lotta e del contrasto alla pandemia, siamo arrivati ad un punto di svolta radicale. Ciononostante la pandemia non è debellata o scomparsa. In questo momento essa è sotto controllo e sicuramente la sua gestione è meno complessa e permette di guardare con spirito e prospettive diverse, più ottimistiche e favorevoli, sia al presente che al prossimo futuro. Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo assolutamente dimenticare ciò che è accaduto nella lunga e difficile fase acuta della pandemia, i tanti lutti, gli sconvolgimenti sociali ed economici, i tantissimi drammi personali e familiari. Tutt'oggi, come dicevo, abbiamo ancora diverse decine di morti ogni giorno, che per la quasi totalità sono le persone più fragili, gli anziani e coloro che hanno patologie concomitanti. È un nostro dovere morale e un diritto inalienabile di queste stesse persone tutelare la loro salute e preservarle il più possibile dai tanti dolori e dalle mille sofferenze che già costellano la loro vita. Il provvedimento che oggi andiamo ad approvare contiene disposizioni urgenti per il superamento delle misure adottate precedentemente per contrastare la diffusione dell'epidemia Covid-19. Il 31 marzo, come tutti sappiamo, è cessato lo stato di emergenza. Ovviamente, come ha ribadito con fermezza il MoVimento 5 Stelle, era indispensabile rientrare in una gestione per così dire ordinaria ed attuare in modo rapido e conseguenziale una serie di misure e provvedimenti volti a tutelare sempre e in primo luogo la salute del singolo e della collettività, permettendo allo stesso modo però un ritorno quasi completo alla normalità di tutto il nostro Paese. Signor Presidente, voglio però dire e ribadire con forza che la gestione di questa nuova fase, con la forte spinta all'allentamento delle restrizioni, non significa "liberi tutti". Tutto ciò che accadrà nel futuro prossimo dipenderà in gran parte da noi, dai nostri comportamenti personali, dal mantenimento di misure di protezione, ove necessarie, e dal nostro modo di vivere la quotidianità. (Applausi) . Fondamentale è mantenere alta l'attenzione e commisurare lo spessore delle misure adottate sempre all'andamento della curva epidemica. Occorre valutare inoltre le conseguenze a lungo termine sullo stato di salute dopo il Covid-19, il cosiddetto long -Covid; oramai scientificamente dimostrato nella sua definizione e nelle sue espressioni cliniche. Esso risulta spesso tanto più impegnativo ed invalidante quanto maggiori sono state le manifestazioni cliniche della fase acuta. Per meglio coordinare gli interventi e monitorare tali soggetti al fine di facilitarne il loro recupero psicofisico è secondo me indispensabile identificare delle strutture, i centri post Covid, che siano unità polispecialistiche, in cui operano diverse professionalità che valutano il paziente dopo la malattia nella sua globalità. Non abbassare la guardia verso il Covid significa anche porre maggiore attenzione ed organizzazione a tali strutture. Il MoVimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge sull'istituzione e la presenza in ogni ASL di un centro che operi in tal senso. Purtroppo però, come spesso accade, esso giace, tra tanti altri provvedimenti, in 12 a Commissione. Ritengo che se vogliamo impegnarci veramente tutti, e non solo a parole, per migliorare l'assistenza e lo stato di salute dei cittadini, vittime delle espressioni più impegnative del Covid e gestirne le problematiche successive alla fase acuta, la realizzazione di tali centri sia fondamentale, come suggerito da molti scienziati. Su queste, come su altre criticità, il MoVimento 5 Stelle c'è sempre. Avanti quindi con decisione con le riaperture e con il ritorno ad una normalità tanto desiderata (Applausi) , ad un bisogno imprescindibile di socialità e ad una ripresa economica vera e graduale, anche se in quest'ultimo caso, purtroppo, la guerra in Ucraina sta incidendo ancora una volta in senso negativo, rallentandola in modo evidente. Il virus, nonostante i contagi, è meno virulento, il numero dei ricoveri è nettamente calato, ma secondo me è indispensabile la prudenza e seguire le linee guida tracciate dalla scienza e dagli organismi scientifici. Non bisogna fare propaganda o speculazione, ad esempio, sul non utilizzo delle mascherine negli ambienti chiusi o negli spazi ristretti, dove, al contrario, il contagio è molto più facile. Abbiamo già sentito parlare dell'utilizzo non necessario delle mascherine o delle riaperture incontrollate in precedenza dalle stesse persone e dalle stesse forze politiche anche durante la fase più critica della pandemia, come se volutamente in quel momento si ignorasse la gravità della fase emergenziale che si stava vivendo e il triste bollettino delle vittime e delle criticità presenti nei nostri ospedali o nei nostri territori. In quel momento storico occorre dire che queste affermazioni inopportune e pericolose potevano semplicemente aumentare la tensione sociale. Sulla salute non si specula e non si fanno discorsi senza alcun fondamento scientifico. Come dicevo, raggiungeremo la piena normalità gradualmente, e le restrizioni vanno tolte progressivamente, come d'altronde hanno fatto e stanno facendo gli altri Paesi europei. Nessuno di noi certamente può ritornare indietro; la positiva evoluzione di questa pandemia dipenderà molto dai nostri comportamenti e sarà direttamente proporzionale alle nostre attenzioni e al nostro senso di responsabilità.