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« bb) vendere, detenere o trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie: germano reale ( Anas platyrhynchos ); pernice rossa ( Alectoris rufa ) ; pernice di Sardegna ( Alectoris barbara ); starna ( Perdix perdix) ; fagiano (Phasianus colchicus) ; colombaccio ( Columba palumbus )»; m) dopo la lettera ff) è aggiunta la seguente: « ff -bis) il disturbo e l'allontanamento intenzionali della fauna selvatica salvo che siano disposti ai sensi dell’articolo 19 o da altra pubblica autorità competente per territorio al fine della tutela delle produzioni agricole, ittiche e zootecniche, dei beni architettonici e ambientali, della salute pubblica e della pubblica incolumità». 2. All’articolo 21 della legge n. 157 del 1992 il comma 3 è sostituito dai seguenti: « 3 . La caccia alla fauna migratoria è vietata su tutti i valichi montani individuati dalle regioni e dalle province autonome come principali ai fini delle rotte di migrazione dell'avifauna, per una distanza di mille metri dagli stessi. 3 -bis. È vietata la detenzione di munizione spezzata nell'esercizio delle forme di prelievo venatorio specialistico di cui all’articolo 12– bis , comma 1, lettere a) , b) e d) , qualora autorizzate nei giorni di silenzio venatorio». Art. 23. 1. All'articolo 22 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: « 3 -bis. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentito l'ISPRA, determina i programmi degli esami di abilitazione all'esercizio dell'attività venatoria e le modalità di svolgimento degli stessi. 3 -ter. Sono abilitazioni riconosciute in tutto il territorio nazionale: a) la licenza di porto di fucile ad uso caccia; b) l'abilitazione all'esercizio della caccia di selezione agli ungulati; c) l'abilitazione all'esercizio del controllo faunistico nelle aree protette rilasciate dagli organi di gestione delle stesse. 3 -quater. Sono considerate abilitazioni riconosciute in tutto il territorio nazionale le abilitazioni di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 3- ter rilasciate dagli enti competenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione»; b) il comma 4, alinea, è sostituito dal seguente: « 4. Le regioni, sulla base delle indicazioni del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, stabiliscono le modalità per lo svolgimento degli esami che devono in particolare riguardare nozioni nelle seguenti materie:»; c) il comma 6 è abrogato; d) dopo il comma 11, è aggiunto, in fine, il seguente: « 11 -bis. Le norme del presente articolo si applicano, per quanto compatibili, all'attestato di tirocinio». Art. 24. 1. All'articolo 23, comma 1, della legge n. 157 del 1992, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «La tassa può essere ridotta fino al 50 per cento per coloro che hanno superato il sessantanovesimo anno di età. Le regioni destinano l'intero importo derivante dalle tasse di concessione regionale alla gestione faunistica e venatoria ed alle attività di cui alla presente legge». Art. 25. 1. All'articolo 24 della legge n. 157 del 1992, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . A decorrere dall'anno 2013 presso il Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un fondo la cui dotazione è alimentata da una addizionale di 5 euro alla tassa di cui all’articolo 5 della tariffa delle tasse sulle concessioni governative, annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni». Art. 26. 1. All'articolo 26, comma 1, della legge n. 157 del 1992, dopo le parole: «da quella protetta», sono inserite le seguenti: «dalle forme inselvatichite del piccione domestico, dalla nutria e dalle altre specie alloctone ovvero esotiche o aliene che non appartengono alla fauna originaria della regione Paleartica, ma che vi sono giunte per l'intervento diretto, intenzionale o accidentale, dell'uomo di cui all'articolo 2, comma 2),». Art. 27. 1. L'articolo 27 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: «Art. 27 -- (Vigilanza venatoria) -- 1. La vigilanza sulla applicazione della presente legge e delle leggi regionali è affidata: a) agli agenti dipendenti degli enti locali delegati dalle regioni, cui è riconosciuta, ai sensi della legislazione vigente, la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Tali agenti possono portare durante il servizio e per i compiti di istituto le armi in dotazione nonché armi con proiettili a narcotico. Le armi suddette sono portate e detenute in conformità al regolamento di cui all'articolo 5, comma 5, della legge 7 marzo 1986, n. 65; b) alle guardie volontarie delle associazioni venatorie, agricole e di protezione ambientale nazionali presenti nel Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e a quelle delle associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, alle quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. 2. La vigilanza di cui al comma 1 è, altresì, affidata agli ufficiali, sottufficiali e guardie del Corpo forestale dello Stato, nonché agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria. 3 . Gli agenti di cui ai commi 1 e 2 svolgono le proprie funzioni, di norma, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza. 4 . La qualifica di guardia volontaria può essere concessa, ai sensi del citato testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, a cittadini in possesso di un attestato di idoneità rilasciato dalle regioni previo superamento di apposito esame. Le regioni disciplinano la composizione delle commissioni preposte a tale esame garantendo in esse la presenza tra loro paritaria di rappresentanti di associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste. 5. Agli agenti di cui ai commi 1 e 2 ed alle guardie giurate volontarie con compiti di vigilanza è vietato l'esercizio venatorio durante l'esercizio delle loro funzioni. 6. I corsi di preparazione e di aggiornamento delle guardie per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza sull'esercizio venatorio, sulla tutela dell'ambiente e della fauna e sulla salvaguardia delle produzioni agricole, possono essere organizzati anche dalle associazioni di cui al comma 1, lettera b) , sotto il controllo della regione. 7. Le province coordinano l'attività delle guardie volontarie delle associazioni agricole, venatorie ed ambientaliste. 8.