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dopo il parziale abbattimento nel 2003, ad oggi, restano in piedi e sono regolarmente occupati 18 container per un totale di 104 unità abitative, che ospitano circa 400 persone; l'esposizione all'amianto danneggia la salute, non solo delle 400 persone che abitano i container , cosa già di per sé indegna di un Paese che vuole definirsi civile, ma anche l'intero quartiere Ponticelli popolato da circa 200.000 persone, dove si sono già registrati casi di patologie e decessi riconducibili ad una prolungata esposizione all'amianto; la drammatica situazione odierna è evidentemente conseguenza dell'incompetente inadeguatezza delle Giunte comunali succedutesi dal 1996 in poi, in quanto, già in quell'anno, la Regione Campania aveva stanziato l'intera somma finalizzata all'abbattimento e alla bonifica del complesso; il 1° marzo 2019 la Asl NA1 ha diffidato il Comune di Napoli dal presentare un piano di sicurezza e a procedere alla rimozione dell'amianto pena, in caso di inottemperanza, la trasmissione degli atti alla Procura di Napoli, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta; quali iniziative, per quanto di propria rispettiva competenza, intendano porre in essere per sopperire alle evidenti carenze del Comune di Napoli, al fine di tutelare la salute pubblica e la dignità degli abitanti dei "bipiani" di Ponticelli. Atto n. 4-01680 ACCOTO PRESUTTO PIRRO SILERI TRENTACOSTE MATRISCIANO LEONE ANGRISANI LANZI CASTALDI ENDRIZZI GALLICCHIO CORRADO DONNO RICCARDI PACIFICO LUCIDI GRANATO LANNUTTI NATURALE FEDE TURCO GARRUTI DELL'OLIO PELLEGRINI Marco PESCO CROATTI VACCARO AGOSTINELLI LOREFICE DI GIROLAMO ORTOLANI GIANNUZZI DE LUCIA ROMAGNOLI MORONESE COLTORTI GAUDIANO Al Ministro della salute Premesso che: con delibera n. 397 del 1° aprile 2014, la Giunta regionale delle Marche ha richiesto all'azienda ospedaliera "Ospedali riuniti Marche nord" la predisposizione di uno studio di fattibilità, corredato da un'analisi della sostenibilità economico-finanziaria, per la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero dell'area a nord della regione; tale studio di fattibilità, datato 8 luglio 2014, descriveva nei seguenti termini le criticità relative all'eventuale localizzazione della nuova struttura presso la località Muraglia di Pesaro: "1) Il terreno presenta notevoli problematiche idrogeologiche dovute principalmente al fatto di essere ai piedi di un versante, di essere costituito in gran parte da terreni di scadente qualità con presenza al piede di acque di falda superficiali prossime al piano di campagna; 2) Analizzando il PAI [piano per l'assetto idrogeologico della Regione Marche] si evince che l'area confina a valle (…) con aree definite come aree a rischio esondazione medio, elevato e molto elevato; 3) Insufficienza dimensionale dell'area disponibile; 4) Elevati costi di costruzione dei fabbricati sia per la forma del terreno sia per le necessarie e costose opere di regimentazione di acque di superficie e di profondità e di consolidamento del versante"; con delibera n. 350 del 10 aprile 2017, la Giunta regionale ha individuato nella località Muraglia il sito da destinare alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero; in data 22 gennaio 2019, i quotidiani "Corriere Adriatico" e "Il Resto del Carlino" hanno riferito dell'avvenuta presentazione, presso la Procura della Repubblica di Pesaro, di un esposto volto ad accertare la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale nei fatti descritti; recentemente la zona indicata è stata interessata da eventi franosi, come quello avvenuto nel 2013 ai danni del villaggio AIL di Muraglia, dove alloggiano famiglie di bambini ricoverati, a ridosso del luogo in cui dovrebbe sorgere il nuovo ospedale; ai sensi dell'art. 1, comma 555, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, l'importo per l'esecuzione del programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico è stato elevato da 24 a 28 miliardi di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi nelle sedi di competenza affinché sia favorita la riqualificazione e la riorganizzazione dei nosocomi esistenti invece che la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero a servizio dell'azienda "Ospedali riuniti Marche nord", e in ogni caso, anche alla luce del citato studio di fattibilità, affinché non venga costruita una nuova struttura sanitaria su un sito che presenta le rilevanti criticità descritte. Atto n. 4-01681 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: l'ultima edizione del piano nazionale di governo delle liste di attesa ha come obiettivo l'avvicinamento della sanità pubblica ai cittadini, attraverso l'individuazione di elementi di tutela e di garanzia per incrementare il grado di efficienza e di appropriatezza di utilizzo delle risorse disponibili; la realizzazione di un piano nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA) costituisce un impegno comune del Governo e delle Regioni e Province autonome, che convergono su azioni complesse e articolate, fondate sulla promozione del principio di appropriatezza nelle sue dimensioni clinica, organizzativa e prescrittiva, a garanzia dell'equità d'accesso alle prestazioni; nella realtà il Servizio sanitario nazionale, al cittadino che vuole informarsi su tempi di attesa e disponibilità di visite ed esami, appare come un sistema disorganizzato, e spesso difficilmente raggiungibile; in dieci anni, solo nove delle 21 Regioni e Province autonome hanno creato un sito web interattivo per orientare gli utenti a scegliere strutture e prestazioni; le altre si limitano a fornire un archivio storico o rinviano ai siti delle aziende sanitarie; non stupisce quindi che non tutte le Regioni abbiano rispettato la scadenza del 22 aprile 2019 per la predisposizione del piano regionale di governo delle liste di attesa, strumento attraverso il quale è possibile far diventare operativo a livello locale il nuovo piano nazionale; è mancato in molte Regioni l'impegno a elaborare un piano realistico, che tenesse conto delle risorse disponibili e dei livelli di richiesta dei cittadini. In questa chiave ha inciso in modo negativo anche il blocco del turnover nelle assunzioni; occorre evidenziare che non si potranno abbattere le liste d'attesa senza risolvere il problema legato alla carenza di personale. Per tale motivo, occorre avviare con impegno le procedure per le effettive assunzioni del personale specialistico necessario, considerato che, in assenza di personale, anche le attività intramoenia non potranno ottenere i risultati sperati; l'obiettivo del piano nazionale era proprio quella di attivare un sistema di controlli e di rendicontazione che è rimasto in gran parte solo sulla carta. Eppure gli strumenti non mancano, a cominciare dall'Osservatorio nazionale sulle liste d'attesa istituito dal piano 2019-2021.