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Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, nonché delega al Governo per la determinazione delle circoscrizioni elettorali per la Camera e dei collegi uninominali. Onorevoli Senatori. -- È largamente condivisa l'opinione circa la necessità del superamento del vigente sistema, introdotto con la legge n. 270 del 2005, che ha modificato i testi unici delle leggi per l'elezione della Camera (decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957) e del Senato (decreto legislativo n. 533 del 1993). Tra le più recenti prese di posizione pubbliche in tale direzione, si può ricordare la relazione, in data 12 aprile 2013, del Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali (istituito dal Presidente della Repubblica il 30 marzo 2013), che ha indicato diverse ipotesi di riforma, facendo riferimento ad alcuni sistemi tipizzati e appartenenti ad esperienze estere ovvero al sistema italiano precedente quello attuale. A questa affermazione fanno peraltro seguito alcuni indirizzi di fondo per una possibile riforma, segnalando che la principale criticità del sistema previgente (cosiddetta «legge Mattarella») risiedeva nel meccanismo dello scorporo (del quale, nel caso in cui si optasse per un riavvicinamento a tale modello, si suggerisce l'abolizione) e prospettando l'adozione di un sistema misto (in parte proporzionale, in parte maggioritario), con un alto sbarramento implicito o esplicito ed un eventuale ragionevole premio di governabilità. A titolo personale, uno dei componenti il predetto Gruppo di lavoro aveva suggerito che metà dei seggi fosse assegnata con formula proporzionale, l'altra metà con formula maggioritaria; che la quota proporzionale fosse assegnata attraverso circoscrizioni di taglia medio-piccola, ammettendo al riparto dei seggi quelle liste che abbiano conseguito a livello nazionale almeno una certa percentuale di voti; infine, che alla lista o alle liste collegate che avessero ottenuto il maggior numero di seggi (comprendendo sia la quota maggioritaria, sia quella proporzionale) fosse assegnato un ragionevole premio di governabilità a valere sulla quota proporzionale di seggi, a condizione che la lista o le liste collegate abbiano raggiunto una certa percentuale di voti. In questi mesi, inoltre, è sopravvenuta la pronuncia della prima sezione della Corte di cassazione la quale, con ordinanza n. 12060 del 21 marzo-17 maggio 2013, ha promosso giudizio di legittimità costituzionale della legge elettorale vigente, deducendo diversi vizi di legittimità. Tra questi emergono in particolare quelli relativi all'indebolimento del rapporto tra eletti ed elettori, generato dalla presenza esclusiva di liste bloccate, con conseguente compressione della libertà del voto, e alla natura abnorme del premio di maggioranza, il cui effetto fisiologicamente deformante sarebbe reso intollerabile dall'assenza di una soglia minima di voti/seggi prescritta per la sua assegnazione. Infine, la necessità di un intervento politicamente urgente sulla legge elettorale è confermata indirettamente dallo stesso disegno di legge costituzionale atto Senato n. 813, approvato in prima deliberazione e di cui è in corso l'approvazione da parte della Camera dei deputati, recante «Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali», che circoscrive la competenza del futuro Comitato in materia elettorale ai soli progetti di legge ordinaria concernenti i sistemi di elezione delle due Camere che siano conseguenti ai progetti di legge di revisione costituzionale previsti dal medesimo disegno di legge. Su queste basi la presente proposta delinea il superamento dell'attuale legislazione elettorale, tenendo anche conto delle criticità rilevate dalla predetta ordinanza di rinvio. 1. Profili generali del sistema proposto Il sistema proposto può ascriversi alla categoria dei «sistemi misti», poiché prevede l'assegnazione del 50 per cento dei seggi di ciascuna Camera con formula proporzionale e l'assegnazione dei restanti con formula maggioritaria all'interno di collegi uninominali. In entrambe le Camere, inoltre, viene assegnato un premio di governabilità, a valere sulla quota proporzionale, alla lista o coalizione di liste che (tenendo conto sia della quota proporzionale sia della quota maggioritaria) consegua il maggior numero dei seggi, tale comunque da non raggiungere la consistenza ritenuta idonea ad assicurare al governo una stabile maggioranza (55 per cento dei seggi). Tuttavia, diversamente rispetto al sistema attuale, l'eventuale beneficiario accede al premio soltanto in caso di superamento, in entrambe le Camere, di una soglia minima, ma consistente, di voti validi espressi, tale da evitare situazioni di eccessiva sovrarappresentazione del beneficiario e dei voti dei suoi elettori. Poiché, in caso di mancato superamento della predetta soglia di voti, l'obiettivo di governabilità rischierebbe di non essere raggiunto, si introduce per questa circostanza un secondo turno al quale partecipano le due coalizioni di liste o liste singole che al primo turno abbiano ottenuto il maggior numero di seggi parlamentari in entrambe le quote. Questo ballottaggio, finalizzato ad individuare il beneficiario del premio di governabilità, ha l'effetto di conferire un'ulteriore e più forte legittimazione democratica alla coalizione di liste o lista singola che per effetto del premio medesimo ottiene la maggioranza dei seggi e si candida ad essere maggioranza di governo nella legislatura. Al secondo turno è ammesso l'apparentamento tra liste in precedenza non coalizzate. Al fine di ridurre la frammentazione delle forze politiche, il sistema proposto stabilisce una soglia di sbarramento per l'accesso al riparto dei seggi, pari al 4 per cento dei voti validi espressi; tale soglia, diversamente rispetto al sistema attuale, è stabilita in misura eguale sia alla Camera sia al Senato, in modo da evitare distorsioni nell'assetto delle forze politiche, costrette altrimenti all'eventualità di comporsi diversamente per concorrere ai due rami del Parlamento. L'incentivazione delle coalizioni è invece affidata alla regola che stabilisce la corrispondenza tra le coalizioni che si presentano nei collegi uninominali (dove per le liste è forte l'incentivo a collegarsi) e quelle che si presentano nelle circoscrizioni. Il sistema proposto vuole, inoltre, favorire un ripristino del rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati, nonché di un effettivo collegamento tra il parlamentare e il territorio nel quale risulta eletto. Se tale effetto risulta intrinseco per la quota maggioritaria eletta nei collegi uninominali, esso è perseguito anche con riferimento alla quota proporzionale mediante la configurazione delle regole sulle candidature e sulle modalità di espressione del voto, nonché mediante il dimensionamento delle circoscrizioni elettorali. Per le regioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige/Südtirol si prevede il mantenimento delle vigenti norme speciali. Analogamente accade per la circoscrizione Estero.