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Il processo di allineamento dei dati presenti nello schedario viticolo, in particolare per quanto riguarda la misurazione georeferenziata dei vigneti, ha evidenziato innumerevoli criticità, o divergenze, spesso irrilevanti, e risulta necessario concluderlo per consentire alle imprese di avere certezza in ordine alle superfici da utilizzare. Al fine di evitare ulteriori disallineamenti è opportuno prevedere che i vigneti inseriti nello schedario e validati non siano oggetto di ulteriori controlli. La continua verifica di questi disallineamenti rappresenta uno dei problemi maggiori che le imprese agricole, e del settore vitivinicolo si trovano ad affrontare, scontando, incolpevolmente, problemi legati alla funzionalità delle pubblica amministrazioni. Queste funzionalità acquisteranno ancora maggiore rilevanza per gli operatori a partire dal 2016, con l'entrata in vigore del nuovo sistema di autorizzazione degli impianti vitati, previsto dal recente regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sulla organizzazione comune dei mercati (OCM). La certezza dei dati presenti in schedario è alla base della gestione di questo nuovo sistema anche in chiave di reale semplificazione, prevedendo l'eliminazione o l'automatismo dei processi di assegnazione delle nuove autorizzazioni all'impianto e al reimpianto. I costi maggiori e gli oneri burocratici più pesanti si registrano nell'attuale sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione geografica: è necessaria una radicale revisione della normativa, senza snaturare i fondamenti sui quali è basato il sistema italiano dei vini a DO/IG, confermando la centralità del vigneto e del suo conduttore nella filiera di produzione dei vini a DO/IG nonché la attuale piramide qualitativa, con una adeguata differenziazione tra DOCG, DOC, IGT, sia in termini di requisiti che in termini di sistema di certificazione e controllo. Ai consorzi di tutela sono attribuiti importanti strumenti di programmazione delle produzioni, per la gestione delle autorizzazioni degli impianti vitati e rilevanti funzioni erga omnes . Vista l'importanza del loro ruolo, la proposta interviene per qualificare la rappresentatività che deve essere alla base del riconoscimento di queste funzioni. Molto spesso alcune categorie, in particolare quella agricola, sono poco rappresentate: deve però rilevarsi che sulle imprese agricole ricade l'effetto più incisivo dell'applicazione dei nuovi strumenti (la programmazione della produzioni, i meccanismi di governo dell'offerta o l'assegnazione delle autorizzazioni per i nuovi impianti) per cui è necessario aumentare la presenza minima del settore della produzione primaria e rivedere i meccanismi per l'assunzione delle decisioni, con una adeguata ponderazione dei voti che non può essere fondata solo sulle quantità. Anche nel sistema di certificazione e controllo delle DO/IG è necessario introdurre il principio dell'autocontrollo aziendale e dei controlli a campione, basati su analisi dei rischi con intensificazione degli stessi in caso di «non conformità». La unicità del sistema informatico pubblico e la trasparenza delle informazioni che restano a disposizione di tutti gli organi di vigilanza consente di far effettuare direttamente all'utilizzatore la scelta dell'organismo di certificazione, in modo che sia unico per azienda e non per denominazione, verificando tutte le produzioni vitivinicole della azienda sottoposta a controllo durante la visita ispettiva. Il testo proposto prevede anche il coordinamento ed adeguamento del sistema sanzionatorio, introducendo un puntuale ricorso all'istituto della diffida sulla base dell'effettiva gravità dei comportamenti, prevedendo, nel contempo, l'inasprimento delle sanzioni in caso di frodi, adulterazioni e contraffazioni e l'introduzione di adeguate modalità di informazione al consumatore. Sono inoltre previste più adeguate forme di vigilanza sul mercato, che spesso risulta punto debole del sistema, incrementando l'operato dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ed il coordinamento dei consorzi di tutela. Data la crescente importanza dell' export vitivinicolo risulta necessario sostenere lo sforzo che le imprese devono affrontare affiancandole con strumenti adeguati, creando uno sportello unico per l'esportazione dei vini Made in Italy che fornisca assistenza alle imprese per gli adempimenti normativi, fiscali e doganali, sviluppando in particolare forme di vendita diretta. Nell'ambito della tutela del Made in Italy importanza non trascurabile in questo settore riveste la produzione dell'aceto, per cui la proposta prevede l'indicazione obbligatoria dell'origine del vino nell'etichettatura e, per aumentare la trasparenza sulle importazioni di prodotti vitivinicoli, l'obbligo di rendere disponibili sul sito internet dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli le informazioni relative alle importazioni di prodotti vitivinicoli specificando le imprese, le tipologie di prodotto e le quantità.. I DEFINIZIONI I PRODOTTI VITIVINICOLI E RECIPIENTI 1 (Definizioni) 1 Ad integrazione delle definizioni previste dalla vigente normativa dell'Unione europea, sono stabilite le definizioni dei seguenti prodotti nazionali: a «mosto cotto» si intende il prodotto parzialmente caramellizzato ottenuto mediante eliminazione di acqua dal mosto o dal mosto muto a riscaldamento diretto o indiretto e a normale pressione atmosferica; b «filtrato dolce» si intende il mosto parzialmente fermentato, la cui ulteriore fermentazione alcolica è stata ostacolata mediante filtrazione o centrifugazione, con l'ausilio eventuale di altri trattamenti e pratiche consentiti; c «mosto muto» si intende il mosto di uve la cui fermentazione alcolica è impedita mediante pratiche enologiche consentite dalle disposizioni vigenti; d «enocianina» si intende il complesso delle materie coloranti estratte dalle bucce delle uve nere di vitis vinifera con soluzione idrosolforosa e successiva concentrazione sotto vuoto, oppure reso solido con trattamenti fisici. 2 Sono altresì stabilite le seguenti definizioni: a «pulcianella» si intende il fiasco in vetro costituito da un corpo approssimativamente sferico, raccordato a un collo di profilo allungato. L'altezza totale deve essere superiore a due volte il diametro del corpo rivestito in tutto o in parte con treccia di sala o di paglia o di altro materiale vegetale naturale da intreccio. Il recipiente denominato «pulcianella» è riservato ai vini bianchi o rosati diversi da quelli frizzanti, spumanti, liquorosi e aromatizzati; b «bottiglia marsala» si intende un recipiente di vetro costituito da un corpo approssimativamente cilindrico raccordato a un collo con rigonfiamento centrale, denominato «collo oliva». Il fondo della bottiglia può presentare una rientranza più o meno accentuata. L'altezza totale è di circa quattro volte il diametro e l'altezza della parte cilindrica è pari a circa tre quinti dell'altezza totale. La bottiglia marsala è riservata ai vini Marsala e ai vini liquorosi;