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Quando, tanti anni fa, ero un giovane medico, le forme di corruzioni più facili, le più identificabili, erano quelle per cui la casa farmaceutica in qualche modo faceva e facilitava quello che noi chiamavamo il turismo congressuale: offriva a una persona di poter andare con l'idea di presentare una documentazione oppure semplicemente di partecipare a un congresso a un convegno. Lo si faceva cercando di enfatizzare la formazione dei più giovani, per metterli a contatto con contesti internazionali, e ci si muoveva poco più che in questa dinamica. Poi abbiamo scoperto che queste forme, invece di vedere nel medico il garante della lealtà del rapporto tra un'azienda che produce farmaci e la sua destinazione naturale al paziente, inserivano dei costi impropri, che erano i costi del proprio turismo congressuale. Ma ci siamo resi conto presto che questa forma ogni tanto è tutt'ora presente; e la chiamo forma di corruzione, quando questo è una sorta di scambio, perché non è che il viaggio pagato o il benefit assegnato avvenissero senza chiedere niente in cambio. Adesso si utilizza spesso la formula che dice che questo è avvenuto al di là di ogni richiesta impropria; è una formula che troviamo molte volte in tutte le elargizioni («questo congresso è stato organizzato con il contributo totalmente gratuito»). Ma sappiamo tutti che totalmente gratuito è una parola un po' difficile anche da dire. Tutte queste erano le piccole forme del quotidiano di una corruzione che maturava dietro a piccoli beni di scambio. Poi però ci siamo resi conto che, laddove veramente questo tipo di corruzione raggiungeva cifre e importi molto più elevati, essa riguardava per esempio la ristrutturazione di un ospedale o l'aggiornamento del parco tecnologico. Sappiamo con quanta velocità oggi la tecnologia produce continuamente nuovi strumenti e come questi nuovi strumenti possano avere dei costi altissimi, che possono essere offerti a condizioni apparentemente vantaggiose, qualche volta realmente vantaggiose (ma più spesso apparentemente vantaggiose), dietro un bene secondario che l'azienda che produce questi strumenti richiede (non più necessariamente l'azienda farmaceutica). Ricordo qualche anno fa - qualcuno di voi forse lo ricorderà ancora - il famoso scandalo delle valvole cardiache. Venivano prese valvole di basso profilo e di basso costo, che inevitabilmente non garantivano il risultato clinico atteso, perché si lucrava sulla differenza dei costi. Ecco, diciamo che il livello della corruzione cresce. Poco fa il collega Errani ha citato la mancata trasparenza o perlomeno la non conoscenza dei contratti che sono stati stipulati per esempio rispetto ai vaccini; una dimensione pazzesca, se pensiamo soltanto a quanti vaccini sono stati somministrati. Noi abbiamo il 91 per cento della popolazione che ha ricevuto per lo meno tre vaccini; quindi pensiamo solo in Italia, ma pensiamo anche nel mondo intero. Ci rendiamo conto che lì può crescere di molto il livello tra il bene offerto, il bene pagato e il valore lucrato. Penso anche, nel piccolo, a una cosa che è successa in questi ultimi mesi rispetto ai tamponi. Voi sapete che il meccanismo che noi stessi abbiamo voluto, come un meccanismo importante per garantire salute alle persone, cioè il controllo sui tamponi giorno per giorno (con la televisione che ci dice quanti tamponi sono stati fatti), ha rappresentato in grandissima parte un costo a carico delle famiglie (e quindi sappiamo anche la difficoltà). Ma la cosa peggiore è stato il commercio dell'informazione deviata rispetto al risultato di questi vaccini. Allora, dove voglio arrivare con questo? Voglio arrivare a una cosa che è molto semplice, così come era semplice all'inizio la premessa: il diritto alla conoscenza e l'obbligo alla trasparenza. Dobbiamo riscoprire una dimensione etica, che non è solo l'etica medica, cioè l'obbligo di garantire al paziente il miglior servizio possibile, ma è un'etica che molto spesso è farmaco-etica e che molto spesso tocca il tema del rapporto tra etica ed economia. Se non ci rendiamo conto del livello degli interessi economici, anche da questo punto di vista c'è il rischio di aver lucrato sulla pelle delle persone con la malintenzionata idea di ottenere guadagno per sé e ciò ha anche una sua implicazione, nel senso che molto spesso abbiamo lucrato su una sciatteria di prodotti acquistati senza che fossero all'altezza della situazione. Alle volte l'oggetto della corruzione nasce dall'aver offerto un prodotto di minore qualità, a volte anche di cattiva qualità, a una persona che si aspettava di ricevere qualcosa che giovasse alla propria salute. Si tratta di una dimensione etica che va riscoperta lungo tutta la filiera, che può essere oggetto di una sorta di emorragia e di perdita di dimensione etica della transazione. Il provvedimento lo fa passo passo, a cominciare dalla cosa più semplice, parlando di importi pari a 100 euro (e oggi sappiamo quanto possono essere pochi 100 euro, a meno di non moltiplicarli per tutte le funzioni); inizialmente però si parlava addirittura di 10 euro. Non si tratta solo di questo; dobbiamo percorrere l'intera filiera della potenziale corruzione per innestare quella rivoluzione che parte davvero dal rispetto per la persona e per le persone più fragili. (Applausi) . LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge in esame è stato approvato in prima lettura dalla Camera, come è già stato ricordato dalle colleghe, ed ora è stato migliorato con il passaggio al Senato proprio su quegli aspetti che potevano sollevare delle criticità. Parliamo di un tema molto importante, la trasparenza sanitaria. Il disegno di legge contiene la trasparenza ed il diritto alla conoscenza dei rapporti aventi rilevanza economica o di vantaggio intercorrenti tra le imprese produttrici di farmaci, strumenti, apparecchiature, beni e servizi anche non sanitari e di soggetti che operano nel settore della salute, ivi comprese le organizzazioni sanitarie. Nel corso degli ultimi anni il principio della trasparenza è stato approfondito ed analizzato da molteplici punti di vista. Nel nostro partito siamo veramente convinti che la trasparenza sia importante e utile se consente a tutti i cittadini di conoscere, di comprendere l'impiego delle risorse pubbliche, di valorizzarne le finalità, i costi in relazione alle performance, stimolando l'appropriatezza e la comparazione tra provider e territori, incoraggiando la ricerca dell'eccellenza, individuando le responsabilità ed i ruoli di ogni soggetto istituzionale pubblico profit e non profit. L'esigenza di trasparenza potrebbe in più di un'occasione scontrarsi con il diritto che si ha alla tutela dei dati, ma a questo proposito sono tante le norme e le disposizioni che intervengono proprio nell'ambito del contrasto a fenomeni di corruzione e conflitto di interessi. Tuttavia, una norma sulla trasparenza non deve mai essere confusa con una norma punitiva. Non è questo il senso del provvedimento oggi all'esame dell'Assemblea, anche se siamo consapevoli che esistono situazioni poco chiare, che talvolta possono portare anche a dei fenomeni di corruzione. Provvedimenti come quello in esame vanno nel senso di rafforzare il rapporto di lealtà con i cittadini.