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il consolato precisa, altresì, che non costituiscono motivo d'urgenza le prenotazioni di visite mediche, da effettuare in Italia o in altri Paesi, che siano effettuabili nel Regno Unito, i certificati medici dai quali non si evinca chiaramente la presenza di una condizione medica di una certa gravità, biglietti aerei o lettere di parenti, conoscenti, dimostrazione di impegni lavorativi urgenti comprovati da messaggi ricevuti via email , autocertificazioni del richiedente su situazioni di urgenza o emergenza non comprovate da adeguata documentazione in supporto, nonché le gite scolastiche; ad esempio, un imminente matrimonio non costituisce motivo d'urgenza; i nostri concittadini nel Regno Unito si trovano dunque privati degli elementari diritti civili, poiché uno straniero senza passaporto valido rischia addirittura l'espulsione e in ogni caso incontra enormi ostacoli nella vita quotidiana, a maggior ragione quando il Regno Unito sarà a tutti gli effetti fuori dall'Unione europea; poiché tutte queste pratiche comportano il pagamento di una tariffa di 103 sterline per la procedura normale e 148 per l'urgenza, emerge che lo Stato viene privato di un'entrata ampiamente sufficiente a ripagare il personale aggiuntivo necessario, si chiede di sapere: che cosa intenda fare il Governo rispetto alla grave situazione degli uffici consolari italiani nel Regno Unito; come mai non si sia provveduto nei mesi scorsi all'adeguamento del personale alle esigenze dei concittadini italiani che si trovano nel Regno Unito; come si possa giustificare il mancato introito dovuto al mancato rilascio dei passaporti; se il Ministro in indirizzo non tema che qualche cittadino possa chiedere i danni per le conseguenze negative dovute alla mancanza di passaporto. Atto n. 3-00697 PINOTTI FEDELI RICHETTI IORI GARAVINI FERRAZZI GIACOBBE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il settore automobilistico sta attraversando una fase di cambiamento radicale, incentrato sulla corsa allo sviluppo dell'auto elettrica. La quota di mercato e le vendite unitarie di veicoli a batteria sono aumentati di circa 6 volte dal primo trimestre del 2013 ad oggi; con le auto elettriche si riduce l'inquinamento atmosferico nelle città e vi è un rapido abbassamento dei costi. Molte case automobilistiche europee hanno iniziato a concentrare le proprie attività di ricerca e innovazione anche sulle auto elettriche. In Germania sia Porsche che Mercedes hanno già presentato modelli di auto totalmente elettriche con ricarica in 10-15 minuti; il mercato globale delle auto elettriche è dominato dalla Cina. Le case automobilistiche cinesi producono attualmente il 50 per cento delle auto elettriche in circolazione; il cuore dell'auto elettrica è la batteria elettrica, che rappresenta il 40 per cento del valore finale dell'auto. La produzione di batterie elettriche in Cina è 10 volte superiore a quella realizzata negli Stati Uniti, che a loro volta hanno una produzione 10 volte maggiore a quella europea, che nel mondo vale l'1 per cento; in Europa, Francia e Germania hanno proposto una strategia industriale per consentire entro il 2030 di essere presenti in settori del futuro e hanno previsto un investimento di 1,7 miliardi di euro per il progetto comune di produzione di batterie per veicoli elettrici, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per sostenere l'auto elettrica, favorendo e incentivando una forte domanda europea, sia come singolo Paese sia a livello europeo, per colmare il gap e la dipendenza dal mercato cinese; quali misure intenda adottare per fissare standard ambientali chiari in questo mercato e per stimolare investimenti in settori chiave come quello delle batterie e delle infrastrutture elettriche; quali siano le sue valutazioni sulla sinergia industriale franco-tedesca nel settore delle batterie elettriche e quali iniziative intenda adottare per rendere competitivo anche il nostro Paese. Atto n. 3-00698 GIACOBBE ALFIERI GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i COMITES (Comitati per gli italiani all'estero) istituiti nel 1985 sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all'estero; ad oggi operano 101 COMITES elettivi a cui si aggiungono 5 di nomina consolare; 47 si trovano in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa; i componenti di tali organismi assicurano il corretto funzionamento dei Comitati adoperandosi in forma del tutto volontaria, senza ricevere alcuna forma di compenso; i COMITES rappresentano, insieme ai parlamentari eletti all'estero, al Consiglio generale degli italiani all'estero e alle associazioni, la voce delle comunità italiane nel mondo e costituiscono lo strumento territorialmente più prossimo e, quindi, più utile per rilevare problemi e indicare tematiche rilevanti per gli italiani nel mondo; le attività ed i progetti dei COMITES si rivolgono da un lato alle comunità degli italiani nel mondo e dall'altro alla promozione del sistema Italia nel mondo; nell'ultima legge di bilancio non sono stati confermati gli stanziamenti precedentemente previsti per il funzionamento ed i progetti dei COMITES con un ammanco di circa un milione di euro; considerato che le attività già programmate e i progetti in corso si basavano su stanziamenti a cui oggi il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale non potrà più fare fronte mettendo in difficoltà l'onorabilità non solo dei COMITES e dei suoi rappresentanti ma anche dell'Italia, si chiede di sapere quali azioni intenda adottare il Ministro in indirizzo per reintegrare le risorse a disposizione dei COMITES. Atto n. 3-00701 BELLANOVA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: sulla stampa locale di questi giorni tiene banco una questione annosa, la vicenda del riclassamento delle rendite catastali, che impatta negativamente sull'economia dei cittadini leccesi; l'Agenzia del territorio di Lecce, su richiesta della Giunta comunale, attraverso due delibere del 2010, ha notificato a 56.000 cittadini contribuenti leccesi gli avvisi di accertamento catastali, ai sensi del comma 335 dell'art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria per il 2005), aumentando di circa il 20 per cento le rendite degli immobili siti nel comune di Lecce; le intenzioni erano quelle di modificarne il valore, fermo al dopoguerra, ai fini Imu per incassare di più, ma, generalizzando, ha fatto aumentare anche le rendite attribuite recentemente; rilevato che: su una platea dei 56.000 cittadini, circa 7.000 hanno impugnato gli avvisi di accertamento dinanzi alla commissione tributaria provinciale di Lecce ed oggi vedono annullarsi il "nuovo" classamento definito illegittimo con le sentenze della Corte di cassazione; diversamente, i cittadini che non hanno impugnato gli avvisi di accertamento dinnanzi alla commissione e ai giudici tributari, intraprendendo solo il ricorso amministrativo, si vedono costretti ad attenersi al nuovo regime; considerato che: