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(Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Non è possibile limitarsi a raccontare una cronistoria, senza indicare una soluzione; non è ammissibile in questo momento. Lei ci chiede di lavorare insieme. La Lega c'è: lo ha detto ieri Matteo Salvini e lo ha ribadito oggi il nostro Capogruppo. Noi faremo di tutto perché non si perda un solo posto di lavoro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il problema è che voi non ci siete, e non soltanto fisicamente; non c'è un disegno, avete distrutto il piano A, ma non si vede ancora il piano B. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E non si dica che lo scudo penale non c'entra nulla, perché, con l'abolizione dell'articolo 14 del decreto salva imprese, che tutti voi (PD e Italia Viva) avete votato con la fiducia, avete armato ArcelorMittal e gli avete fornito l'alibi per fare tutto ciò che sta accadendo oggi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Questa è la verità; diversamente, non si spiegherebbe il dietrofront di Renzi, non si spiegherebbe il dietrofront del Partito Democratico, non si spiegherebbe nemmeno l'apertura del presidente Conte fatta ieri sera, che ha detto di essere favorevole alla reintroduzione dello scudo penale. Perché questo? Se era un alibi, perché glielo avete concesso? Chi concede un alibi è un complice. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma noi teniamo a questi lavoratori e vi diciamo: volete collaborare? L'opportunità è dietro l'angolo, subito. Votate il nostro emendamento, l'emendamento della Lega che prevede la reintroduzione dello scudo penale nel decreto clima. Ricominciamo da questo presupposto per lavorare insieme. Noi ci siamo, perché siamo convinti e siamo convinti anche perché i problemi sono gravi. Siamo noi che diciamo che non si tocca un solo posto di lavoro a che devono rispettare il piano industriale. Il vero problema è questo Governo, che è incapace, che è diviso, che è confuso e incoerente all'interno delle sue stesse posizioni. Non vedo l'ex ministro Barbara Lezzi, che ieri ha detto una falsità, ossia che, grazie a Matteo Salvini e alla Lega, hanno abrogato lo scudo penale. PRESIDENTE. Si avvii a concludere, perché è già abbondantemente fuori tempo. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Concludo, signor Presidente. La verità è che l'ex ministro Barbara Lezzi, al Consiglio dei ministri del 6 agosto, nel quale è stato approvato il decreto-legge salva imprese, era presente e ha votato favorevolmente sullo scudo penale! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). È chiaro che oggi non può cambiare idea, perché ha cambiato tante volte idea. (Scambio di apostrofi tra i Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az ). Signor Presidente, mi consenta qualche secondo. PRESIDENTE. Aveva cinque minuti, non potete dividervi in due il tempo e poi parlare tanto. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Da uomo del Sud, mi consenta un'ultima riflessione. COLLINA (PD) . Un uomo del Sud alla Lega Nord! PEPE (L-SP-PSd'Az) . Ribadisco che è un problema della nostra Nazione, dal Piemonte alla Calabria, ma da uomo del Sud rivolgo una preghiera al ministro Toninelli, lo dica al presidente Conte... (Ilarità dei senatori Laus e Stefano). Patuanelli, al ministro Patuanelli mi perdoni! PRESIDENTE. Deve proprio concludere adesso. È buona pratica saper gestire il tempo. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Tra l'altro, il senatore Stefano è un uomo del Sud come me. Ministro Patuanelli, dica al presidente Conte di non eligersi a patriota del Sud: non può farlo, perché lui è la continuazione di chi ci ha messo in ginocchio. (Vivi applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Va bene, grazie, è stato molto chiaro. Ecco perché sono contrario a dividere il tempo in due: sarebbe più corretto seguire pedissequamente il Regolamento e dare la parola a un senatore per ogni Gruppo. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Ministro Patuanelli, ho ascoltato con attenzione il suo intervento e ne ho apprezzato soprattutto l'ultima parte, è per questo che mi verrebbe veramente da dire: benvenuto alla realtà! (Brusio). PRESIDENTE. I colleghi della Lega credo che vorranno ascoltare quello che dice il senatore Damiani, come lui ha ascoltato loro. DAMIANI (FI-BP) . La ringrazio, signor Presidente, per questo richiamo e riprendo il discorso sottolineando come ho apprezzato la relazione del ministro Patuanelli, soprattutto nell'ultima parte, quella delle conclusioni. Mi verrebbe veramente da dire benvenuto nella realtà e nel Paese reale, quello che il suo movimento politico non conosce né ha mai conosciuto in questa legislatura e in questo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Tant'è che alcuni colleghi mi hanno persino scritto «Patuanelli uno di noi», apprezzandone veramente l'intervento finale. Caro Ministro, prima di lei su quella poltrona c'era un predecessore, che ha combinato disastri indescrivibili nel nostro Paese. Le voglio ricordare: era l'8 settembre 2018, quando l'allora ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, con il suo tono trionfalistico e il sorriso a trentadue denti stampato sulla bocca, dichiarava testualmente: «Abbiamo risolto la crisi di Ilva in tre mesi, quando quelli di prima in sei anni, o meglio, in vent'anni non erano stati capaci». Sono parole agghiaccianti, se rilette oggi, alla luce di quello che è accaduto, a dimostrazione della superficialità con cui si è affrontato il problema. Ci chiediamo oggi cos'abbia da dire il ministro Di Maio: sarebbero state più utili un'ammissione di responsabilità e scuse pubbliche in quest'Aula, nei confronti dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie di Taranto; invece è scappato, come al solito e com'è sempre stato bravo a fare, il ministro Di Maio, che quindi non ha nulla da confessare né da dirci, perché impegnato all'estero, comunque impegnato a ridere su altri disastri che sicuramente starà combinando nel suo nuovo Ministero. Lei ha quindi ereditato una situazione veramente difficile, signor Ministro, tant'è che oggi si assume tutte le responsabilità su quello che può accadere. È una situazione difficile e dall'esito ancora incalcolabile. Una cosa che non l'ha riguardata direttamente e di cui però lei oggi è investito, frutto di una gestione che arriva da un passato recente, ma non da qualcuno lontano, arriva da qualche persona a lei molto vicina, perché quello è il suo leader di partito, che oggi ha combinato disastri non soltanto su Ilva, ma anche su Whirlpool e Alitalia, lasciando in mezzo alla strada centinaia e centinaia di famiglie. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Questa è la verità dei fatti.