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A questa comunità va la nostra solidarietà e alle famiglie e ai Comuni che stanno provvedendo all'accoglienza il massimo sforzo del Governo e il sostegno del Parlamento. Infine - voglio ricordarlo perché è significativo - è previsto un fondo per finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti ucraini affinché possano svolgere le proprie attività presso università, istituzioni di alta formazione artistica e musicale ed enti di ricerca. Si tratta di un punto al quale il presidente Draghi, proprio nella sua replica in Senato, ha dedicato una particolare attenzione che voglio sottolineare, perché credo che il tema dell'accoglienza e dell'apertura a studenti e ricercatori, non solo ucraini ma di tutto il mondo, debba essere affrontato e sostenuto con sempre maggiore organicità e serietà e non soltanto in un momento di emergenza. Permettetemi di avviarmi alla conclusione, soffermandomi su due aspetti su cui si è concentrata la nostra discussione e che sono centrali nel decreto-legge: l'accoglienza ai profughi e l'impegno italiano sul fronte della spesa delle armi. Sul primo versante vorrei sottolineare il grande intervento umanitario che ha già portato l'Europa a stanziare 600 milioni di euro nel bilancio e soprattutto il fatto che, per la prima volta, è stata applicata la direttiva europea che prevede la possibilità di garantire la protezione temporanea a chi fugge dalla guerra, non solo - ricordiamolo - a cittadini ucraini, ma a tutti i cittadini di altri paesi che si trovano in Ucraina e che hanno bisogno di trovare assistenza, sicurezza e protezione nei nostri Paesi. È una risposta senza precedenti e anche l'Italia, in questo senso, deve fare la sua parte. Il provvedimento in esame si inserisce a pieno titolo nello sforzo di dare sostegno non soltanto alla resistenza ucraina, ma anche all'accoglienza delle migliaia di profughi che da oltre un mese hanno scelto il nostro Paese come meta solidale e sicura. Con riferimento al dibattito che ha acceso tanti animi e che - lo capisco - riguarda anche le coscienze di ciascuno di noi, voglio ricordare - mi riferisco ovviamente all'incremento progressivo delle spese militari - che è stato il nostro Ministro della difesa a dichiarare, in maniera chiara e autorevole, che stiamo da tempo lavorando per interventi graduali, costanti e sostenibili finanziariamente al fine di rispettare gli impegni assunti nel corso degli anni da Governi di diversa natura e - soprattutto - di fare questo sforzo in un'ottica di difesa comune europea (una strategia che mi pare tutti i partiti hanno più volte auspicato e sollecitato nel corso degli anni). Voglio concludere facendo mia, con il dovuto rispetto che si deve al Capo dello Stato, l'esortazione che il presidente Mattarella ci ha fatto proprio ieri a proseguire sulla strada della solidarietà e della fermezza, per contribuire in maniera fattiva alla soluzione del conflitto in corso. Stiamo rispondendo - ha detto ieri il Presidente parlando a Trieste - con la dovuta solidarietà all'aggressione nei confronti dell'Ucraina, per frenare subito, per rendere insostenibile questo ritorno alla prepotenza della guerra, che, se non trovasse ostacoli, non si fermerebbe, ma produrrebbe una deriva angosciosa di conflitti che potrebbero non trovare limiti. Ecco, con queste parole, con questo appello e con le mie semplici ragioni, che ho voluto esporre in questo mio intervento, confidiamo che il Parlamento nella sua grande maggioranza possa continuare a sostenere la resistenza ucraina, a garantire assistenza alle migliaia di profughi che vengono nel nostro Paese e - non dimentichiamolo - a sostenere le famiglie e le imprese italiane che cominciano a soffrire le conseguenze di questo drammatico conflitto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Giarrusso. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, colleghi, è assolutamente chiaro a tutti i cittadini del nostro Paese che il momento è di una gravità assoluta. La parola guerra, che sembrava ormai lontana e cancellata dalle nostre storie e dalle nostre vite, è ritornata prepotentemente a turbare le vite degli italiani e dei cittadini europei. In questa circostanza, secondo Italexit, il Governo Draghi ha compiuto degli atti gravissimi e assolutamente irresponsabili. Con un decreto-legge ha decretato lo stato d'emergenza, unico Paese in Europa a farlo, ma soprattutto ha decretato di compiere atti di guerra nei confronti di una grande potenza nucleare qual è la Russia. Le sanzioni economiche, infatti, sono atti di guerra economica; fornire armi a un Paese in guerra è considerato dal diritto internazionale atto di guerra. E tutto questo è stato fatto con un decreto-legge, bypassando il Parlamento, che sarebbe stata la sede legittima per queste discussioni che riguardano la vita di 60 milioni di cittadini italiani. Ci è stato detto, è stato detto ai cittadini italiani, mentendo, che questo decreto-legge era necessario per adeguarsi alle decisioni della NATO. Non è così, sono menzogne, perché a me pare che la Turchia, un grande Paese membro della NATO, non abbia assunto nessuna delle scellerate decisioni che ha assunto il Governo italiano. Ci è stato detto che queste decisioni dovevano essere prese per restare nell'ambito delle alleanze della NATO, delle alleanze occidentali. Eppure un Paese forte e rispettato come Israele, che certamente non si può dire non alleato degli Stati Uniti, non ha preso le stesse scellerate decisioni che ha preso il Governo Draghi. E allora qual è la differenza fra il nostro Paese, colleghi, e la Turchia o Israele? La differenza è che il Governo della Turchia e il Governo dello Stato di Israele hanno pensato all'interesse principale dei propri Paesi. Purtroppo noi, avendo a capo del Governo una persona servile nei confronti di potenze straniere e una persona inetta e incapace al Ministero degli affari esteri, abbiamo subito sposato delle posizioni che tutti gli italiani saranno costretti a pagare e a caro prezzo, perché sposando le posizioni americane ci si è dimenticati che gli Stati Uniti sono produttori di petrolio, di gas e di grano e sono grandi esportatori, cosa che noi non siamo, di nessuno di questi beni, tant'è vero che la moneta americana si è rafforzata. Concludo, Presidente, dicendo che questo Governo è una sventura per il nostro Paese. Pensate che è stato capace di rispondere all'appello degli ucraini che chiedevano aiuti sanitari, accogliendo a braccia aperte i sanitari che scappavano dall'Ucraina. (Richiami del Presidente) . Presidente, ho il timer , ancora non sono a cinque minuti. PRESIDENTE. Io l'ho preavvisata quando mancava un secondo ai suoi cinque minuti, ma le do lo stesso 30 secondi ancora. Il cronometro ce l'ho io. GIARRUSSO (Misto-IpI-PVU) . Solo per dire che noi abbiamo vigliaccamente e vilmente accolto i medici e i sanitari che scappano dall'Ucraina, mentre un Paese serio come Israele ha mandato 65 unità di personale e un intero ospedale da campo, sapete dove? Non ai confini dell'Ucraina, ma in Ucraina, dove scoppiano le bombe, dove tirano i razzi: quello è aiutare il popolo ucraino e fare gli interessi del proprio Paese.