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In questo contesto legislativo in evoluzione, il Parlamento, per apprensione diretta anziché sulla base di studi o notizie giornalistiche, al fine di esercitare pienamente le sue funzioni legislative e di indirizzo politico, nel rispetto delle competenze costituzionalmente definite, deve essere messo nelle condizioni di potere acquisire informazioni circa la complessità del fenomeno in questione, procedendo ad una più ampia e dettagliata ricognizione del numero, della tipologia, della qualità delle società pubbliche, dei costi amministrativi e di personale. La vastità e il rilievo strategico del problema impongono di dare dignità istituzionale all'attività di inchiesta che si vuole intraprendere e ciò al precipuo scopo di predisporre utili ed incisivi interventi legislativi volti a ridurre l'incidenza sul disavanzo dello Stato dei costi amministrativi di personale di dette società. Tale acquisizione di notizie richiede un'analisi della natura delle singole società pubbliche e delle relative funzioni da rapportare sia all'apparato amministrativo posto in essere che al personale dipendente direttivo, di concetto e d'ordine, nonché dei consulenti. Non può e non deve esistere una sproporzione degli organi amministrativi e del personale direttivo, atteso che il rapporto di quest'ultimo rispetto al restante personale dipendente non trova riscontro né nell'organizzazione imprenditoriale delle società private -- che devono coprire i costi amministrativi e di lavoro dipendente con i proventi di un'attività d'impresa svolta in un quadro competitivo sempre acceso -- né con riferimento alle corrispondenti strutture amministrative e societarie esistenti ed operanti in altri Stati dell'Unione europea. Pertanto, è necessaria una preliminare acquisizione di dati e una conseguente analisi delle funzioni svolte dalle società, del loro grado di economicità operativa, soprattutto ove trattasi di società erogatrici di servizi di interesse generale nonché una valutazione della incidenza dei trasferimenti a pareggio a carico degli enti controllanti per le prestazioni di servizi rese da dette società non direttamente remunerate dai beneficiari, attraverso tariffe o corrispettivi privatistici ovvero addirittura prive di copertura remunerativa. Proprio per tali motivi di completezza e di profondità di analisi, la Commissione parlamentare d'inchiesta dovrà avere i poteri previsti dall'articolo 82 della Costituzione e segnatamente quelli di poter procedere alle indagine e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'Autorità giudiziaria. Infatti, la possibilità che sia la costituzione stessa di tali società, come in passato più volte avvenuto, sia l'organizzazione della spesa, specie per personale, e consulenze di tali società, sia frutto di manovre elusive del patto di stabilità interno da parte delle società stesse e degli enti controllanti potrebbe condurre a difficoltà di acquisizioni di dati o a reticenze sulle funzioni effettivamente svolte dalle società e dai relativi operatori oltre che ovviamente sull'ampiezza dei costi effettivamente attribuibili alle funzioni di amministrazione e di direzione con sviamento dall'indagine ad esempio delle spese di rappresentanza. Soltanto attraverso una compiuta indagine sul fenomeno sopra descritto si potrà consentire al Parlamento italiano di incidere legislativamente, nel quadro della spending review. L'inchiesta dovrà vertere su interventi normativi volti a razionalizzare -- per le società pubbliche -- la consistenza e la remunerazione degli organi amministrativi, il rapporto tra la composizione degli organi direttivi in relazione alle funzioni direttive effettivamente necessarie, nonché la remunerazione di detto personale in rapporto ai compiti di direzione e di impulso effettivamente svolti in rapporto al restante personale dipendente. Quest'ultimo aspetto consentirà di vagliare sia la consistenza in relazione alle funzioni demandate alle singole società di appartenenza sia i livelli salariali in relazioni alle analoghe funzioni svolte in società private operanti nel mercato corrispondente o strettamente ricollegabile, oppure in società corrispondenti di altri Paesi dell'Unione europea. La Commissione, pertanto, ha il compito di ottenere, valutare e catalogare, anche avvalendosi di mezzi di richiesta, lavorazione e archiviazione telematica, dati necessari alla conoscenza del fenomeno. Procedendo in via territoriale per singola regione e per singola provincia, nonché per singolo comune, con estensione ai consorzi di diritto o di fatto, tipici o atipici, costituiti o partecipati da tali enti, la Commissione provvede ad individuare quali siano le società di natura giuridica privatistica controllate o collegate a detti enti, aventi sede e operanti sul territorio italiano o anche all'estero, anche tramite uffici di rappresentanza. Per ciascuna società, provvederà ad acquisire dati in ordine alla consistenza di capitale e alle funzioni, i proventi finanziari ordinari, la composizione e la consistenza degli organi amministrativi, la remunerazione diretta di detti organi, le spese di rappresentanza, di missione, anche con riferimento alla sede e agli uffici. La Commissione ha altresì il compito di ricostruire i dati relativi al personale direttivo, rilevandone la consistenza in rapporto col restante personale dipendente, con indicazione della remunerazione -- distinguendo tra remunerazione ordinaria e premiale -- dell'ammontare di tutte le spese di rappresentanza e di missione. La Commissione ricostruisce, altresì, la consistenza del personale non dirigenziale con la specificazione delle funzioni svolte, remunerazione e spese sostenute. Si provvede inoltre a ricostruire per gli ultimi cinque anni la consistenza del ricorso a consulenze esterne, con indicazione delle specifiche attività richieste e modalità di remunerazione, distinguendo tra forme periodiche e forme legate a singoli compiti, nonché rimborsi di spese di rappresentanza o di missione. La Commissione dovrà indagare sui rapporti, anche percentuali, tra entrate proprie della società per remunerazione di servizi resi ad utenza ovvero con trasferimenti dell'ente e i costi complessivi, acquisiti per il personale e per consulenti, distinguendo i rapporti per singola categoria di soggetti e per costo complessivo. Tenendo conto che parte dei dati saranno disponibili per via dei meccanismi cosiddetti di spending review , la Commissione potrà provvedere a richiedere tali informazioni anche direttamente al Governo, in modo da confrontare le rilevazioni disponibili dalle diverse fonti ed avere una visione unitaria ed univoca del fenomeno. Ai sensi dell'articolo 1 i compiti della Commissione sono estesi ai processi di riorganizzazione in atto nel settore oggetto di indagine e al rispetto della normativa vigente, anche con riferimento alla problematica delle incompatibilità e dei conflitti di interesse degli amministratori e dei dirigenti delle società e degli enti medesimi. La Commissione provvederà, infine, ad accertare i criteri adottati e la congruità delle procedure seguite per la costituzione, gestione e organizzazione delle società, anche con riferimento alle nomine. Ove si rilevino anomalie, dovrà accertare le eventuali responsabilità e le pertinenti cause, anche di ordine normativo, formulando le conseguenti proposte correttive atte a rimuovere tali fenomeni, ovviamente nel rispetto delle competenze costituzionali proprie delle autonomie locali. La Commissione, ultimati i lavori entro ventiquattro mesi dalla sua costituzione, provvederà a riferire al Parlamento.