[ddlpres]

40 per cento entro tre mesi; residuo 40 per cento entro 9 mesi). c) IL SUPPORTO BUROCRATICO i. Al fine di supportare le famiglie nella gestione delle pratiche che richiedano un contatto con le pubbliche amministrazioni, al di là delle competenze proprie della Protezione civile, le prefetture dei luoghi di residenza delle vittime nominano un tutor individuato all'interno della pubblica amministrazione che si porrà a disposizione di ciascuna delle famiglia per le necessità connesse al riconoscimento delle misure previste dalla legge in questione. ii. In questo senso il tutor finirebbe per essere, per le famiglie di ogni vittima, il punto di riferimento di un'iniziativa complessiva dello Stato. iii. Il disegno di legge prevede una forma minimale di intervento tutoriale che potrebbe tuttavia eventualmente assumere le forme di una sorta di « unità di intervento immediato » che coinvolga tutte le figure chiamate ad offrire i supporti individuati dalla legge. 2. Interventi di medio periodo – La libertà nelle scelte legate alla domanda di giustizia a) IL VISSUTO – LE SCELTE DI FRONTE ALLE OFFERTE RISARCITORIE i. Un particolare elemento di sofferenza per i membri del Comitato ricordo vittime Ponte Morandi è emerso in relazione alla libertà nella valutazione delle proposte risarcitorie da parte delle assicurazioni dei soggetti ipotizzati come possibili responsabili dell'evento. ii. Molte famiglie, infatti, si sono trovate nella condizione di dover accettare la proposta risarcitoria al fine di reperire in tempi ragionevoli risorse economiche necessarie per il mantenimento della famiglia, non potendosi permettere di attendere la fine del processo per una quantificazione del danno subito. iii. La variabile « tempo » ha rappresentato un fattore condizionante che ha influito sulla scelta se accettare o meno la proposta risarcitoria, con la conseguenza che la firma della transazione ha inibito la possibilità di partecipare pienamente al processo penale, luogo che simbolicamente e concretamente, rappresenta la sede in cui avanzare la domanda di giustizia. b) IL VISSUTO – LA PARTECIPAZIONE ALLE UDIENZE i. Sotto diverso profilo per molti membri del Comitato la partecipazione fisica alle udienze del processo penale riveste una notevole importanza direttamente attinente alla domanda di giustizia. Ciò non di meno tale partecipazione spesso incontra difficoltà rappresentate dalla necessità di richiedere permessi lavorativi non automatici in quanto la presenza delle persone offese non è necessitata da norme processuali. c) INTERVENTO ECONOMICO – L'ANTICIPO DI RISARCIMENTO i. In relazione alla prima delle questioni proposte, un concreto intervento di sostengo potrebbe individuarsi nella possibilità per gli eredi di chiedere allo Stato l'elargizione di una somma di proporzioni significative associata all'attribuzione a favore dello Stato stesso di un diritto di rivalsa. ii. Tale somma potrebbe essere individuata in misura pari al 70 per cento delle somme previste a titolo di danno nelle tabelle del tribunale di Milano. iii. La somma così erogata verrà poi recuperata dallo Stato nel momento in cui l'erede conseguirà il risarcimento da parte del responsabile dell'evento. iv. La misura si porrebbe anche come intervento residuale solidaristico nel caso in cui l'evento non dovesse vedere il riconoscimento di un responsabile in seno al procedimento penale. v. Peraltro, la previsione del meccanismo di rivalsa a favore dello Stato garantirebbe lo stesso anche di fronte all'eventuale inerzia da parte dell'erede rispetto ad iniziative civilistiche. d) I PERMESSI LAVORATIVI PER PARTECIPARE AL PROCESSO i. In relazione al secondo dei profili sopra individuati si potrebbe prevedere altresì il diritto degli eredi a godere di permessi lavorativi per poter partecipare alle udienze del processo. e) IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO i. Sul modello già previsto per altre categorie di vittime potrebbe prevedersi la facoltà per le persone offese di accedere al patrocinio a spese dello Stato in deroga alle limitazioni reddituali previste dal disegno di legge. 3. Interventi di lungo periodo a) LE ASSUNZIONI DIRETTE i. Sul modello già previsto per altre tipologie di vittime, il Comitato propone con convinzione la possibilità di accedere alle assunzioni dirette da parte dello Stato. ii. Della misura dovrebbero poter godere in primo luogo gli orfani, ma potrebbe essere previsto un meccanismo che estenda tale facoltà ad altri parenti delle vittime in situazioni di particolare debolezza che potrebbero essere valutate dal Governo caso per caso. b) GLI INTERVENTI PENSIONISTICI i. L'esperienza dei membri del Comitato ricordo vittime Ponte Morandi, soprattutto dei genitori che hanno perduto i figli, ricorda che il lavoro rappresenta, da un punto di vista emotivo, un sostegno imprescindibile soprattutto nei mesi successivi all'evento, divenendo però col tempo un impegno a volte insopportabile. ii. In questo senso, pertanto, il riconoscimento di contributi figurativi potrebbe rappresentare un tangibile segno di solidarietà dello Stato verso persone che hanno subito un lutto molto grave. iii. L'intervento potrebbe modellarsi (anche con diverse caratteristiche e entità) sulla misura prevista dall'articolo 3, comma 1, della legge n. 206 del 2004 prevista per le vittime di fatti di terrorismo e stragi di tale matrice. c) BORSE DI STUDIO i. Sul modello dell'articolo 4 della legge n. 407 del 1998 potrebbero essere previste borse di studio per gli orfani delle vittime dell'incuria. 4. Interventi per i cittadini stranieri a) Alcune delle persone decedute nel crollo del Ponte Morandi sono cittadini stranieri non residenti in Italia. I parenti di costoro non potrebbero beneficiare di molte delle misure previste dalla nuova legge. Potrebbe quindi assumere ulteriore e pregnante significato la previsione di una speciale elargizione nella misura che il governo valuterà come la più adeguata. b) Sotto diverso profilo, per i cittadini stranieri residenti in Italia con permesso o carta di soggiorno deceduti nell'evento, una misura latu sensu risarcitoria potrebbe essere la concessione della cittadinanza italiana ai familiari stretti (coniuge/convivente, figli, fratelli, sorelle, genitori) della persona deceduta purché siano anch'essi residenti in Italia da più di cinque anni. 5. Onoreficenza a) Concessione dell'onorificenza di « vittima dell'incuria » ai familiari stretti (coniuge/convivente, figli, genitori e, in mancanza, a fratelli/sorelle) della persona deceduta da parte del Presidente della Repubblica. 6. Norma provvisoria a) Istanza del Comitato è che i benefici previsti dal presente disegno di legge, pensati per chi si trovi un domani in condizioni analoghe a quelle vissute dai membri del Comitato stesso, vengano integralmente riconosciuti anche alle vittime del crollo del Ponte Morandi e alle vittime di altri successivi eventi precedenti all'entrata in vigore della norma individuati dal Governo come meritevoli di tutela.. Capo I OGGETTO E AMBITO DI APPLICAZIONE Art. 1. (Oggetto) 1.