[pronunce]

che secondo l'Avvocatura la questione sarebbe inammissibile - per un triplice ordine di rilievi: (a) per "assenza di una lite reale fra ricorrente e resistente i cui interessi coincidono", ciò che sarebbe dimostrato dalla comunanza di opinioni tra le parti sulla questione sollevata, (b) per perplessità dell'ordinanza di rimessione circa il verso della pronuncia richiesta, se cioè rivolta a estendere la garanzia individuale del consenso scritto dell'interessato anche alle confessioni con intesa ovvero se rivolta a escluderlo per tutte le confessioni, e (c) per insufficiente esposizione dei fatti dedotti nel giudizio di merito, in particolare quanto all'essere stato effettivamente prestato il consenso di cui si tratta - e comunque, nel merito, infondata, rappresentando la scelta legislativa censurata lo strumento con il quale vengono assicurate le "idonee garanzie" richieste anche in sede comunitaria in relazione al trattamento di dati idonei a rivelare i convincimenti religiosi dei singoli; che in prossimità dell'udienza la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova ha depositato una memoria integrativa nella quale, adducendo argomenti in senso contrario alle eccezioni di inammissibilità dell'Avvocatura dello Stato, e ulteriormente sviluppando i contenuti dell'atto di costituzione in giudizio, ha insistito per l'accoglimento della questione. Considerato che il giudice rimettente, con ricorso a norma dell'art. 700 cod. proc. civ. , è chiamato ad accertare che la ricorrente - aderente alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova - non è tenuta a prestare il consenso scritto per il trattamento dei dati personali richiesto dalla Congregazione medesima, secondo quanto previsto dall'art. 22 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 (Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali); che dal menzionato art. 22 risulta un doppio regime di trattamento dei dati personali idonei a rivelare l'adesione ad associazioni od organizzazioni a carattere religioso, risultante dal comma 1 e dal comma 1-bis; che, precisamente, (a) il comma 1, con riguardo al trattamento dei dati personali idonei a rivelare l'adesione ad associazioni od organizzazioni a carattere religioso, prevede il consenso scritto dell'interessato e la previa autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali, mentre (b) il comma 1-bis esonera dall'applicazione della disciplina del comma 1 il trattamento dei dati relativi ai loro aderenti, operato dalle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato siano regolati da accordi o intese ai sensi degli artt. 7 e 8 della Costituzione, sempre che tali dati non siano comunicati o diffusi fuori delle medesime confessioni (tenute inoltre a determinare "idonee garanzie" relative ai trattamenti effettuati); che il giudice rimettente - dubitando che tale doppio regime, dalla legge fatto seguire alla circostanza che le confessioni religiose non abbiano o abbiano regolato i loro rapporti con lo Stato tramite accordi o intese, determini una disparità di trattamento non giustificata, cioè una discriminazione, con violazione degli artt. 3, 8, primo comma, e 19 della Costituzione - solleva questione di legittimità costituzionale del comma 1-bis dell'art. 22 in questione; che il trattamento dei dati relativi ai propri aderenti da parte della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova - ente di culto dotato di personalità giuridica (d.P.R. 31 ottobre 1986, n. 783), i cui rapporti con lo Stato non sono a oggi regolati da intesa (non essendo stata tradotta in legge l'intesa sottoscritta il 20 marzo 2000) - ricade nella previsione del comma 1 dell'art. 22, norma di cui il giudice rimettente è chiamato a fare applicazione; che, tuttavia, la questione di costituzionalità è stata sollevata non sul comma 1, bensì sul comma 1-bis dell'art. 22, investendo così la norma che determina, ad avviso del rimettente, la discriminazione denunciata ma non la norma che trova applicazione a riguardo delle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato non sono regolati in base a intese e quindi a riguardo della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, e la cui eventuale dichiarazione d'incostituzionalità non avrebbe altro effetto che di generalizzare la portata della norma già applicabile nel giudizio davanti al giudice rimettente, cosicché la pronuncia della Corte non potrebbe determinare alcuna conseguenza in quest'ultimo; che, pur avendo la difesa della Congregazione avanzato un modo d'intendere la questione come rivolta invece a ottenere l'estensione della norma dettata per le confessioni i cui rapporti con lo Stato sono regolati da intese - cioè del comma 1-bis - a quelle che non lo sono, e quindi anche alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, i termini della questione sono quelli fissati dall'ordinanza di rimessione (art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87) e che, comunque, anche secondo questa ri-configurazione della questione, essa non varrebbe comunque a investire il comma 1 dell'art. 22, cioè la previsione normativa nella quale rientra la fattispecie sulla quale il giudice rimettente è chiamato a pronunciarsi; che pertanto la questione di legittimità costituzionale, così come configurata, è manifestamente irrilevante nel giudizio dal quale essa è stata promossa.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22, comma 1-bis della legge 31 dicembre 1996, n. 675 (Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali), introdotto dall'art. 5, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135 (Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di dati sensibili da parte dei soggetti pubblici), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 8, primo comma, e 19 della Costituzione, dal tribunale di Firenze - sezione distaccata di Pontassieve, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Zagrebelsky Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 28 novembre 2001. Il cancelliere: Fruscella