[massime]

Reati e pene - Dosimetria delle pene - Sindacato di legittimità costituzionale sulle scelte discrezionali del legislatore - Possibilità per la Corte costituzionale di emendare scelte sanzionatorie manifestamente arbitrarie o irragionevoli - Condizioni e limiti.. Dal principio di legalità sancito all'art. 25 Cost. discende che le scelte sulla misura della pena sono affidate alla discrezionalità politica del legislatore, sempre che il trattamento sanzionatorio sia proporzionato alla violazione commessa e non comprometta la finalità di rieducazione del condannato. ( Precedenti citati: sentenze n. 179 del 2017 e n. 233 del 2018 ). Per giurisprudenza costante, le valutazioni sulla dosimetria della pena appartengono alla rappresentanza politica, attraverso la riserva di legge sancita nell'art. 25 Cost., e sono assoggettate al giudizio di legittimità costituzionale solo a fronte di scelte palesemente arbitrarie del legislatore che, per la loro manifesta irragionevolezza, evidenzino un uso distorto della discrezionalità a esso spettante. ( Precedenti citati: sentenze n. 142 del 2017, n. 236 del 2016, n. 148 del 2016, n. 23 del 2016, n. 81 del 2014 e n. 394 del 2006; ordinanze n. 249 del 2007, n. 71 del 2007, n. 169 del 2006 e n. 45 del 2006 ). Fermo restando che non spetta alla Corte costituzionale determinare autonomamente la misura della pena, l'ammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale che riguardano l'entità della punizione risulta condizionata non tanto dalla presenza di un'unica soluzione costituzionalmente obbligata, quanto dalla presenza nel sistema di previsioni sanzionatorie che, trasposte all'interno della norma censurata, garantiscano coerenza alla logica perseguita dal legislatore. ( Precedenti citati: sentenze n. 40 del 2019, n. 233 del 2018 e n. 148 del 2016 ).