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-- credito di imposta per il potenziamento dell'offerta cinematografica ed europea per la promozione di opere italiane ed europee nelle sale (già articolo 20 del decreto legislativo n. 60 del 1999); -- credito di imposta per l'attrazione in Italia di investimenti, produzione esecutiva e post-produzione di film stranieri (già articolo 1, comma 335, della legge n. 244 del 2007). È previsto un credito imposta alle imprese nella misura non inferiore al 25 per cento e non superiore al 30 per cento della spesa sostenuta nel territorio italiano; -- credito di imposta per imprese non appartenenti al settore del cinema e dell'audiovisivo che investono per la produzione e distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive, cosiddetto tax credit esterno (già articolo 1, comma 325, della legge n. 244 del 2007). In Commissione è stato approvato un emendamento che premia, innalzando la percentuale di credito di imposta, gli investimenti nel caso in cui ad essere finanziata sia un'opera che ha avuto accesso a fondi selettivi in relazione alla qualità artistica o al valore culturale del progetto. Con l'approvazione del disegno di legge si potrebbe arrivare, già dal 2017, fino alla disponibilità di circa 260 milioni di euro di valore complessivo del tax credit rispetto ai circa 150 milioni di euro resi disponibili nel 2015. L'articolo 19 chiude con disposizioni comuni la parte dedicata ai crediti di imposta. È prevista la cedibilità dei crediti di imposta ma solo a intermediari bancari e non la possibile ulteriore cessione a investitori privati, come previsto nel testo originario. La Commissione ha approvato anche un emendamento che prevede espressamente la cedibilità del credito all'Istituto del credito sportivo che potrà acquisire, attraverso apposita convenzione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, i crediti e potrà a sua volta reinvestire le somme corrispondenti all'importo dei crediti ceduti per finanziarie progetti e iniziative nel settore della cultura. Si tratta di un'opportunità del tutto nuova che, tenuto conto del volume complessivo dei crediti di imposta, potrebbe generare significative ulteriori risorse da investire per il sostegno del settore. L'articolo 20 prevede agevolazioni fiscali e finanziarie. Nello specifico definisce gli atti soggetti a imposta fissa di registro e prevede che alle operazioni di credito cinematografico e agli atti connessi si applichino le disposizioni del titolo IV del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 (agevolazioni per il settore del credito). Gli articoli da 21 a 23 dettano le disposizioni che riconoscono contributi automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive. Si tratta di contributi riconosciuti per opere già realizzate o distribuite, riconosciuti in base ai risultati economici, culturali e artistici, condizionati al reinvestimento nel settore. Anche in questo caso è previsto che si provveda con decreto del Ministro a stabilire le modalità di attuazione. Grazie agli emendamenti approvati in Commissione, sono stati definiti nella legge precisi criteri e priorità che assicurino l'accesso in relazione alla qualità delle opere prodotte e a situazioni particolari legate alla produzione e alla distribuzione. Si fa riferimento ai risultati «culturali» dell'opera, si precisa che gli incassi delle opere al botteghino, come parametro di successo, siano valutati non in assoluto ma in relazione ai costi di produzione/distribuzione dell'opera stessa, si fa riferimento come criterio di priorità espresso ad oggettive difficoltà nel reperimento di finanziamenti e nella distribuzione come accade per la produzione di opere difficili o audaci, si tiene conto della distribuzione «in particolari periodi dell'anno» con espresso riferimento al periodo estivo. Gli interventi per questa tipologia sono stati storicamente dell'ordine di 20 milioni di euro l'anno. Gli articoli 24 e 25 disciplinano i contributi selettivi a cui l'articolo 11 riserva una quota di contributi non inferiore al 15 per cento e non superiore al 18 del Fondo. I contributi selettivi a progetto, regolati dall'articolo 24, sono attribuiti in relazione alla qualità artistica o al valore culturale dell'opera o del progetto. Anche in questo caso infatti il lavoro emendativo ha consentito di inserire nel disegno di legge ulteriori precisazioni sulla destinazione degli interventi e sulle priorità, limitando i margini necessariamente riservati al decreto ministeriale che dovrà definire le modalità applicative. I contributi selettivi dell'articolo 24 sono diretti prioritariamente ai giovani, alle opere prime e seconde, ai film d'essai , ai contenuti di qualità, nonché ai film difficili realizzati con modeste risorse finanziarie. La Commissione ha altresì ritenuto utile prevedere priorità anche per le opere realizzate con il contributo di più aziende. Sempre in sede di dibattito sono stati inoltre inseriti più stringenti requisiti soggettivi per i componenti della Commissione incaricata di valutare le opere per l'accesso ai contributi selettivi. Per quanto riguarda le priorità previste per determinate categorie di imprese tra cui quelle di nuova costituzione e le micro imprese, la Commissione ha introdotto un riferimento alle « start up ». L'articolo 25 completa il quadro dei contributi selettivi con le misure di sostegno ad attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva: per favorire lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia anche attraverso la realizzazione di festival, premi di rilevanza nazionale ed internazionale; per promuovere le attività di internazionalizzazione del settore; per promuovere, le attività di conservazione, restauro e fruizione del patrimonio cinematografico ed audiovisivo. Anche in questo caso un decreto del Ministro definirà le specifiche tipologie di attività ammesse, e stabilirà i criteri e le modalità per la concessione dei contributi. L'esame in Commissione ha consentito di comprendere esplicitamente come destinatarie dei benefici attività particolari connesse anche alla ricerca e alla sperimentazione, quali anche iniziative nelle cineteche e l'attività di diffusione svolta dalle associazioni di cultura cinematografica e dalle sale delle comunità ecclesiali e religiose. Tali realtà hanno una funzione essenziale per la diffusione sul territorio della cultura cinematografica in quanto svolgono un ruolo sociale, oltre che di formazione del pubblico, meritevole di valorizzazione. Di grande rilievo l'introduzione in Commissione di una quota vincolata che non può essere inferiore al 3 per cento del Fondo, pari a circa 12 milioni di euro, alle scuole di ogni ordine e grado, per il potenziamento delle competenze nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, nonché l'alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini sia con riguardo agli studenti che alla formazione dei docenti. Si tratta di una decisione strategica che si collega alla recente riforma della scuola. Una misura questa -- particolarmente condivisa e promossa dalla Commissione -- che investe sull'educazione all'immagine a partire dalla scuola e sulla formazione dei docenti per avere nuovi talenti e spettatori in un'ottica che vede nel cinema e nella cultura un volano per l'economia e non un costo.