[pronunce]

, secondo l'interpretazione delle sezioni unite della Corte di cassazione, nella parte in cui prevede che, "nel caso di rinnovazione del dibattimento a causa del mutamento della persona del giudice monocratico o della composizione del giudice collegiale, la testimonianza raccolta dal primo giudice non è utilizzabile per la decisione mediante semplice lettura, senza ripetere l'esame del dichiarante, quando questo possa aver luogo e sia stato richiesto da una delle parti"; che il rimettente premette che, dopo l'esame di numerosi testi, la difesa di alcuni imputati, a seguito del mutamento della composizione del collegio, aveva chiesto la rinnovazione del dibattimento in base all'art. 525, comma 2, cod. proc. pen. e un nuovo esame dei testi già esaminati dal precedente collegio; che, pur condividendo il principio che la immutabilità del giudice "rappresenti uno dei principi fondanti del sistema processuale, attraverso il quale si estrinsecano i canoni dell'oralità, dell'immediatezza e della centralità del dibattimento" il tribunale rimettente ritiene che tali principi devono essere opportunamente bilanciati con il "principio di non dispersione dei mezzi di prova"; che la norma censurata sarebbe in contrasto con gli artt. 3 e 111 Cost., comportando una irragionevole dilazione dei tempi processuali e non garantendo un efficace esercizio della giurisdizione penale; che nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata manifestamente infondata e depositando copia dell'atto di intervento presentato in relazione ad analoga questione sollevata dal tribunale di Palmi con ordinanza rubricata al n. 313 del r.o. del 2001. Considerato che le questioni sollevate dal tribunale di Palmi, dalla Corte di appello di Venezia e dal tribunale di Tortona sono sostanzialmente identiche e che pertanto va disposta la riunione dei relativi giudizi; che in sostanza i rimettenti lamentano che, in caso di rinnovazione del dibattimento per essere il giudice persona fisica diversa da quella davanti alla quale si era svolta l'istruttoria dibattimentale, le norme censurate impongono, alla luce dell'interpretazione delle sezioni unite della Corte di cassazione, di disporre la rinnovazione dell'esame dei testimoni quando questo possa aver luogo e sia stato richiesto da una delle parti; che tale disciplina si porrebbe in contrasto con gli artt. 3, 24, 25, 97, 101 e 111 Cost; che con ordinanza n. 399 del 2001 questa Corte ha dichiarato manifestamente infondate analoghe questioni di legittimità costituzionale degli artt. 511, comma 2, e 525, comma 2, cod. proc. pen. , sollevate in riferimento agli stessi parametri (artt. 3, 25, 101 e 111 Cost.) e sulla base di argomentazioni sostanzialmente coincidenti con quelle prospettate dagli attuali rimettenti; che successivamente, con ordinanza n. 431 del 2001, questa Corte ha dichiarato manifestamente infondata altra questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 238, 511, 511-bis e 525 cod. proc. pen. , sollevata dal tribunale di Palmi (identica alla r.o. n. 512 del 2001) in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 111 Cost; che pertanto, non essendovi motivo di discostarsi dalle considerazioni svolte e dalle conclusioni raggiunte nelle ordinanze nn. 399 e 431 del 2001, le questioni di legittimità costituzionale vanno dichiarate manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 238, 511, 511-bis 514 e 525 del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 97, 101 e 111 della Costituzione, dal tribunale di Palmi, dalla Corte di appello di Venezia e dal tribunale di Tortona, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, palazzo della Consulta, il 27 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Modona Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 15 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola