[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 103, terzo comma, del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica), e dell'art. 7, ottavo comma, lettera g), della legge 21 febbraio 1980, n. 28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione, e per la sperimentazione organizzativa e didattica), promossi con quattro ordinanze emesse il 26 novembre 2001 dal Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, rispettivamente iscritte ai nn. 135, 136, 137 e 138 del registro ordinanze 2002 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 14, prima serie speciale, dell'anno 2002. Udito nella camera di consiglio del 9 ottobre 2002 il Giudice relatore Gustavo Zagrebelsky.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, con ordinanza del 26 novembre 2001 (R.O. n. 135 del 2002), ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 103, terzo comma, del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica), e 7, [ottavo comma], lettera g), della legge 21 febbraio 1980, n. 28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione, e per la sperimentazione organizzativa e didattica), in riferimento agli artt. 3 e 76 della Costituzione. 2. - L'ordinanza è stata emessa nell'ambito di un giudizio promosso da una ricercatrice universitaria confermata contro l'Università degli studi di Firenze, in relazione a un provvedimento dell'amministrazione universitaria che ha rideterminato, riducendola, l'anzianità di servizio della ricorrente, eliminando dal relativo calcolo il periodo prestato quale lettrice a contratto a norma dell'art. 28 del d.P.R. n. 382 del 1980. 3. - Secondo quanto risulta dall'esposizione in fatto dell'ordinanza di rimessione, la ricorrente ha impugnato un decreto del rettore dell'Università di Firenze del 6 marzo 1990 che, modificando in senso peggiorativo un precedente decreto del 10 novembre 1984, ha «ridotto» l'anzianità della ricorrente, ricercatrice universitaria confermata, limitando il riconoscimento del periodo utile di servizio prestato quale lettrice a contratto a quello svolto prima del 1° novembre 1980, ed escludendo viceversa il riconoscimento del servizio successivamente prestato quale lettrice a contratto assunta secondo la disciplina dell'art. 28 del d.P.R. n. 382 del 1980, e ciò essenzialmente in base agli argomenti (a) della mancata previsione di quest'ultima categoria di personale, istituita con il citato d.P.R., nell'elencazione di cui all'art. 7 della legge n. 28 del 1980, elencazione alla quale la norma dell'art. 103, terzo comma, del medesimo d.P.R. - che stabilisce appunto il riconoscimento di attività pregresse (per intero, ai fini del trattamento previdenziale e di quiescenza; per i due terzi ai fini della carriera) - fa rinvio, e (b) del differente regime dei contratti di natura privatistica stipulati ex art. 28 del d.P.R. n. 382 rispetto a quello proprio delle figure di cui all'elenco contenuto nell'art. 7 della legge-delega, ciò che non rende possibile assimilare o equiparare gli uni agli altri. La ricorrente - si espone ancora nell'ordinanza del TAR - censura questa conclusione: muovendo dalla premessa secondo cui non è contestato che le attività suscettibili di riconoscimento, a norma dell'art. 103 citato, possono essere indifferentemente svolte sia prima che dopo l'entrata in vigore del d.P.R. n. 382, cioè sia prima che dopo l'anno accademico iniziato il 1° novembre 1980, e che pertanto tutta l'attività svolta in una delle «figure» previste dall'art. 7 della legge delega n. 28 del 1980, fino all'immissione in ruolo quale ricercatrice confermata, sia utile ai fini del riconoscimento medesimo, la parte privata deduce che la giurisprudenza, costituzionale (sentenze n. 55 del 1989 e n. 284 del 1987) e ordinaria, avrebbe da tempo chiarito che i rapporti in questione, instaurati a norma dell'art. 28 del d.P.R. n. 382, si caratterizzano come rapporti di lavoro di tipo subordinato, secondo contenuti identici a quelli della disciplina anteriore, e che i lettori pertanto si qualificano sempre come dipendenti dell'Università, sia in regime pubblicistico sia in regime privatistico. Ma appunto per questa sostanziale continuità di aspetti essenziali e caratterizzanti del servizio di lettorato, prima del 1980 e dopo il 1980, non sarebbe possibile né giustificato distinguere tra i servizi prestati in applicazione dell'una o dell'altra disciplina, come invece ha fatto l'amministrazione universitaria nel caso di specie: l'art. 7 della legge delega n. 28 del 1980 non avrebbe infatti potuto esemplificare, tra i servizi ammessi al riconoscimento, anche quello svolto negli anni successivi in applicazione del decreto presidenziale delegato emanato sulla base della legge stessa, ma ciò, ad avviso sempre della ricorrente, non ostacolerebbe, secondo una razionale interpretazione della disciplina complessiva, il pieno riconoscimento del servizio prestato quale lettrice, indipendentemente dal tempo e dalla base legislativa di esso; ove così non fosse, e dunque a voler seguire l'interpretazione dell'amministrazione resistente, la normativa in argomento si esporrebbe del resto - sempre secondo la prospettazione della parte - a censure di incostituzionalità in relazione al principio di uguaglianza, perché essa distinguerebbe arbitrariamente là dove è ravvisabile identità di rapporto, senza che possa influire in contrario la qualificazione necessariamente privatistica del rapporto istituito a partire dall'anno accademico 1980/1981, poiché anche in precedenza si poteva svolgere un servizio di «lettorato» secondo moduli di diritto privato. 4. - Premesso quanto sopra, il TAR rileva che la questione demandata al suo giudizio consiste nello stabilire se il servizio prestato quale lettore universitario in esecuzione di un contratto stipulato in base alla disciplina dell'art. 28 del d.P.R. n. 382 del 1980 sia suscettibile di riconoscimento, ai fini dell'anzianità complessiva nella qualifica di ricercatore confermato, secondo il disposto (a) dell'art. 103, terzo comma, del d.P.R. n. 382 del 1980, che così stabilisce: