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a) nella misura in cui gli effetti del Coronavirus non riguardano solo la salute, ma impatteranno in maniera significativa sul comparto del turismo e dei servizi, determinando un rallentamento dell'economia italiana, si ritiene necessario richiedere alle competenti sedi europee l'attivazione dei meccanismi di aiuto ai territori colpiti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, attraverso l'intervento del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, attivabile in caso di "catastrofe naturale grave", con danni stimati in oltre 0,6 percento del reddito nazionale lordo di un Paese dell'Unione o dell'1,5 per cento del PIL di una singola regione. b) analoga richiesta si ritiene dovrà essere inoltrata, perché si tenga conto delle conseguenze in termini di minore crescita economica prodotti dall'emergenza da COVID-19, nell'ambito della valutazione sul rispetto dell'obiettivo di medio termine relativo al Patto di stabilità e crescita, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97, che prevede il caso di "evento inconsueto al di fuori del controllo dello Stato membro interessato che abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale di detto Stato o in caso di grave recessione economica della zona euro o dell'intera dell'Unione"; e parere non ostativo sugli emendamenti riferiti al disegno di legge. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 146 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 146 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, premesso che: - la direttiva (UE) 2017/2102, oggetto dello schema di decreto di attuazione, reca modifiche alla direttiva 2011/65/UE, al fine di promuovere ulteriormente il riutilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e il riciclaggio dei materiali usati, stabilire ulteriori restrizioni nell'uso di sostanze pericolose nelle AEE, armonizzare tra gli Stati membri le norme sull'immissione in commercio delle AEE ed escludere alcuni prodotti specifici dal campo di applicazione della normativa; - il termine per il recepimento della direttiva (UE) 2017/2102 è scaduto il 12 giugno 2019 e pertanto la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione n. 2019/0218 per mancata attuazione; - lo schema di decreto recepisce la predetta direttiva, prevedendo all'articolo 1 le opportune modifiche al decreto legislativo n. 27 del 2014, con cui era stata data attuazione alla direttiva 2011/65/UE; rilevato che lo schema di decreto provvede a recepire tutte le modifiche apportate dalla direttiva (UE) 2017/2021, come è agevolmente verificabile dalla tabella di concordanza allegata alla relazione illustrativa del Governo, salvo le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 3, lettera a), e di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli, con il seguente rilievo: come sottolineato nella relazione illustrativa, lo schema di decreto legislativo non provvede a recepire le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) , e paragrafo 3, lettera a) , della direttiva. Il motivo risiederebbe nel fatto che l'articolo 24 del decreto legislativo n. 27 del 2014 già prevede che le AEE, che non rientravano nell'ambito della previgente normativa e che al contempo risultano non conformi al decreto n. 27 del 2014, possono continuare ad essere messe a disposizione sul mercato fino al 22 luglio 2019. Al riguardo vi è da precisare che le citate disposizioni non recepite, consentono il commercio in deroga all'applicazione della direttiva, sul mercato secondario come prodotti usati, non solo dei pezzi di ricambio, ma anche degli stessi AEE, immessi sul mercato prima del 22 luglio 2019, a differenza della normativa nazionale come risultante dallo schema di decreto. In particolare, la direttiva introduce, all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 2011/65/UE, una disposizione con cui impone restrizioni alla presenza di sostanze pericolose in tutte le AEE "immessi sul mercato" (nuove) dopo il 22 luglio 2019. Tale norma, quindi, non solo liberamente consente la prima immissione sul mercato delle AEE non conformi fino al 22 luglio 2019, ma ne consente anche il commercio sul mercato secondario dopo tale data. In tal modo la direttiva favorisce, sia il mantenimento in vita di AEE usate o ricondizionate, riducendo la produzione di rifiuti, sia l'acquisto di tali AEE usate per recuperarne i componenti come di pezzi di ricambio, evitando la loro previa trasformazione in rifiuto. Inoltre, per evitare ambiguità rispetto a tale nuova disposizione, la direttiva provvede anche ad abrogare la disposizione che esentava da tali restrizioni le AEE "messe a disposizione sul mercato" (quindi sia nuove che usate) fino al 22 luglio 2019, e che corrisponde al citato articolo 24 del decreto del 2014, mantenuto in vigore dal provvedimento in esame. Lo schema di decreto, pertanto, sembra non tenere conto della distinzione tra "immissione sul mercato" e "messa a disposizione sul mercato", come definite dalla direttiva e dallo stesso decreto del 2014, mantenendo così il divieto di commercializzazione anche dopo il 22 luglio 2019 delle AEE usate, immesse sul mercato prima di tale data, costringendo alla loro rottamazione e, per quanto riguarda il recupero delle loro parti come pezzi di ricambio, alla loro previa trasformazione in rifiuto. Secondo la direttiva, invece, "le operazioni sul mercato secondario per le AEE, che comportano la riparazione, la sostituzione dei pezzi di ricambio, il rinnovo e il riutilizzo, e il ricondizionamento, dovrebbero essere facilitate per promuovere un'economia circolare nell'Unione" (considerando n. 2). Valuti, pertanto, la Commissione di merito, l'opportunità di indicare al Governo l'adeguamento alla normativa europea nei termini suesposti. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 151 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 151 La 14ª Commissione permanente, considerato che lo schema di decreto legislativo in esame è volto ad armonizzare la disciplina penale italiana alla direttiva (UE) 2017/1371, in tema di lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione (cosiddetta direttiva PIF), ed è stato adottato ai sensi dell'articolo 3 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (legge di delegazione europea 2018);