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-- La disposizione che si propone è assolutamente necessaria e urgente per far fronte fin dagli ultimi mesi del 2013 -- mediante un afflusso consistente di risorse che sono di pertinenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ma che la legge finanziaria per il 2008 ha «sottratto» al Ministero per altre esigenze -- al problema stringente e ormai ben noto anche all'opinione pubblica costituito dalle criticità, sempre più frequenti, relative alla regolare apertura al pubblico (si pensi ai grandi flussi di turisti stranieri) dei siti culturali, criticità causate dalla mancanza di risorse per il necessario personale. La disposizione proposta comporta l'abrogazione del divieto di integrale riassegnazione degli introiti di cui all'articolo 110 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, percepita dagli istituti e luoghi della cultura. Al riguardo, occorre tenere presente che l'articolo 2, comma 615, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) ha stabilito che «A decorrere dall'anno 2008, non si dà luogo alle iscrizioni di stanziamenti negli stati di previsione dei Ministeri in correlazione a versamenti di somme all'entrata del bilancio dello Stato autorizzate dai provvedimenti legislativi di cui all'elenco n. 1 allegato alla presente legge (...)». Nel predetto allegato, al punto 14, figura il citato codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, articolo 110. Disposizione, quest'ultima, che si riferisce ai «proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso agli istituti ed ai luoghi della cultura, nonché dai canoni di concessione e dai corrispettivi per la riproduzione dei beni culturali». Pertanto, gli introiti di cui si tratta non sono riassegnati integralmente all'Amministrazione, ma affluiscono soltanto in misura parziale, annualmente rideterminata, nell'apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero, ai sensi dei commi 616 e 617 del medesimo articolo 2 della citata legge finanziaria 2008. Per effetto della disposizione che si propone, i proventi indicati nel già citato articolo 110 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 sono destinati all'integrale riassegnazione allo stato di previsione della spesa del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L'eliminazione del divieto di riassegnazione non viola in alcun modo, ovviamente, il principio di unità del bilancio. Ciò non solo perché, al di fuori degli specifici divieti normativamente previsti, sono ad oggi contemplate normativamente numerose ipotesi di obbligatoria riassegnazione, ma anche perché è pacifico, in base alla disposizioni legislative vigenti, che tutte le somme introitate ai sensi dell'articolo 110 del codice dei beni culturali e del paesaggio debbano essere versate nell'apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato e solo successivamente riversate all'Amministrazione che le ha generate. Art. 4. (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo delle biblioteche e degli archivi e per la promozione della recitazione e della lettura). -- Gli interventi proposti con la presente disposizione vengono incontro alla necessità ed all'urgenza -- agevolando ed allargando le ipotesi di accesso libero e gratuito alla lettura di opere e alle pubblicazioni contenenti ricerche finanziate con fondi pubblici, anche per via informatica, e quindi, in tal modo, la possibilità di sviluppo di biblioteche e archivi -- di incentivare il più possibile il reperimento dell'informazione culturale e scientifica in Italia, campo in cui vi è un forte tasso di «arretratezza» rispetto agli altri principali partner europei. La disposizione soddisfa appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività a partire dall'ultima parte del 2013. La norma proposta, intervenendo sull'articolo 15, comma secondo, della legge 22 aprile 1941, n. 633 (legge sul diritto d'autore), amplia le ipotesi in cui non è considerata pubblica l'esecuzione di un'opera, inserendo anche le biblioteche tra i luoghi in cui la rappresentazione dell'opera non è da ritenersi pubblica, se realizzata ai fini di promozione culturale e di valorizzazione dell'opera. Si prevede, inoltre, che le pubblicazioni che documentano ricerche finanziate con fondi pubblici per una quota pari almeno alla metà, siano gratuitamente e liberamente accessibili telematicamente da chiunque e da qualunque luogo individualmente scelto. Si prevedono strategie coordinate con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'integrazione dei dati e per evitare duplicazioni o sovrapposizioni delle rispettive banche dati, ottimizzando le risorse a disposizione. La norma non ha costi aggiuntivi per lo Stato. Le pubbliche amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 5. (Disposizioni urgenti per l'attuazione del progetto «Nuovi Uffizi», per la realizzazione del Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah e per ulteriori interventi di tutela). -- La disposizione prevede, anzitutto, lo stanziamento di rilevanti risorse per finanziare, avviando al più presto i relativi interventi, la realizzazione di due importantissime opere: il progetto «Nuovi Uffizi» ed il Museo nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS). Si tratta di interventi di grandissima valenza e urgenza, tenuto conto del rilievo internazionale dei siti culturali coinvolti e della necessità che essi, da lungo tempo attesi ma non avviati o rallentati per carenza di risorse, possano essere effettuati e completati fin dagli ultimi mesi del 2013 e messi a disposizione per la fruizione del pubblico al massimo entro il 2014. La seconda parte della norma prevede, poi, il finanziamento di interventi di tutela e salvaguardia di beni culturali a grave rischio di deterioramento, sulla base di un elenco determinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la cui necessità e urgenza è insita nella finalizzazione stessa degli interventi in questione. Ancorché la norma, nel suo complesso, disponga oneri economico-finanziari prevalentemente per l'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013.