[resaula]

ma soprattutto il senatore Montani ha fatto l'osservazione cruciale: ha ricordato l'importanza del fattore tempo, ed è abbastanza strano che un Governo che ha come Ministro dell'economia - peraltro assente - uno storico, non capisca l'importanza del tempo quando si tratta di agire contro una crisi che ha queste caratteristiche. (Applausi). Siamo stanchi della stucchevole retorica della collaborazione e della pacatezza. È molto facile entrare in quest'Aula e, a favore di telecamera, fare un elogio della virtù e della pacatezza, come è anche molto facile argomentare che si sarebbe voluto un clima di maggiore collaborazione. Cominciamo dal principio che la negazione del conflitto in democrazia è comunque un atto eversivo. (Applausi). La dittatura nasce per negare il conflitto, la democrazia nasce per mediarlo e il luogo del conflitto è questo: non sono ipotetici tavoli tecnici extraparlamentari nei quali ci avete sostanzialmente preso in giro per qualche settimana facendo anche l'errore di vantarvene in giro e, si sa, Roma è piccola, quindi poi le voci corrono (non tutti quelli che lavorano con voi vi amano, ve lo dico per inciso). (Applausi). In questo elogio della pacatezza e della virtù della collaborazione ravviso allora diversi elementi di fondamentale e radicale ipocrisia. Probabilmente il primo, oltre al fatto che un clima di collaborazione non si può avere perché voi non lo volete, risiede oggettivamente nel modo assurdo in cui sono scritti i provvedimenti sottoposti all'attenzione del Parlamento. Quali margini di collaborazione ci possono infatti essere in decreti-legge che regolarmente superano i 100 articoli? Aggiungo, laddove venga fatta l'obiezione di rito, che questa, a dire il vero, è l'unica eccezione: nel quadro vasto dei provvedimenti fatti per contrastare la grande pandemia globale, questo è l'unico provvedimento che ha meno di 100 articoli, ma a questo ramo del Parlamento sono stati dati quattro giorni per esaminarlo. È chiaro allora che c'è qualcosa che non funziona, da parte di chi chiede collaborazione a parole ma la rende impossibile nei fatti, scrivendo provvedimenti non lavorabili in Parlamento. (Applausi) . Questo va detto a chi sta fuori, perché poi è facile fare i pacati a favore di telecamera. Questo invito alla pacatezza andatelo a fare a chi sta perdendo lavoro o ai parenti di chi ha perso la vita, a seguito di gesti estremi: potrei citare padri che hanno trovato i figli e figli che hanno trovato i genitori. Questa è la situazione nella quale siamo e a cui ci condannano i ritardi e il non aver tenuto conto dell'importanza del tempo. Mi dispiace, ma devo assolutamente sottolineare che qui si stanno facendo due errori complementari, che tradiscono entrambi una strana subalternità del Governo. Non si sono anzitutto voluti collocare titoli di Stato tempestivamente, in condizioni di mercato liquido, come quelle che si sono create, soprattutto a marzo, dopo l'annuncio dell'intervento della BCE. Nel primo trimestre, l'Italia ha avuto il record europeo di emissioni negative nette sul mercato dei titoli di Stato (meno 57), quando invece c'era bisogno di liquidità vera, non della promessa che si sarebbero sostenute le banche, laddove avessero fatto un «atto di amore». Lì non si è voluta raccogliere liquidità e gli esiti delle aste successive, non solo quella del BTP Italia, ma anche quella del BTP ordinario, dimostrano che se si fosse agito con maggiore incisività, adesso la liquidità ci sarebbe e sarebbe anche stata distribuita. Non si sarebbero sottoposti i professionisti all'umiliazione dei click-day e del "chi prima arriva meglio alloggia". (Applausi) . Ci sarebbero state coperture e non si sarebbero poste coperture ridicole a garanzia dei vari prestiti che il decreto liquidità promette (o forse è meglio dire «prometteva»). Occorre fare attenzione, perché, come si dice sui social , questa storia delle garanzie is the new clausole di salvaguardia. Avete infatti disattivato le clausole di salvaguardia, ma quando queste garanzie saranno escusse, a fronte delle risorse che non mettete, al Governo (vi do una notizia triste per voi e da gestire per noi) ci saremo noi. Al nostro Governo toccherà far fronte a quell'enorme voragine, che avete aperto nei conti pubblici, garantendo senza mettere coperture. Questo è infatti il tema fondamentale, che si rinviene nel provvedimento in esame e anche nel decreto rilancio, di cui pure parleremo quando sarà il momento. All'errore di non intervenire con una raccolta cospicua sul mercato nazionale, emettendo titoli, fa da contrappeso l'altro errore complementare, quello di affidarsi a ipotetiche misure e a una pioggia di miliardi, che dovrebbe venire dall'Europa e su cui siete smentiti persino dai vostri organi più "organici" - chiamiamoli così - e dalle vostre varie "Pravda". Si sa che saranno pochi, ma l'assurdità è che la gente fuori da quest'Aula non lo sa e quindi va detto loro che quei soldi non ci sono e che l'Europa dovrà raccoglierli sui mercati. E quando lo farà? Quando saranno state versate le garanzie, quindi con calma. E noi siamo sicuri che, con le imprese che cominceranno a fallire, con le famiglie che non saranno in grado di rimborsare i mutui, quindi, in cascata, con le banche che cominceranno ad avere difficoltà, in un regime di mercati finanziari che necessariamente saranno molto più turbolenti di quelli attuali, la grande e la poderosa Europa riuscirà a collocare dei titoli? Siamo sicuri? Meglio allora un BTP oggi che niente domani, no? Ma perché questo non è stato fatto, perché non lo si fa? (Applausi) . Per me questo rimane un enorme mistero, che forse ha una spiegazione politica, perché noi lo sappiamo a che cosa serve il MES, d'accordo? Con due aste, quella dei BTP Italia e l'ultima dei BTP ordinari - che non sono tutte le aste che sono state fatte da aprile ad oggi - sono stati raccolti 36 miliardi di euro. La BCE nel frattempo ne ha comprati per 37 miliardi di euro. Lo sapete, vero, che gli interessi sui titoli che vengono acquistati dalla BCE poi vengono in gran parte retrocessi ai Tesori nazionali? Quindi, quello è il vero debito a costo zero. Noi il MES già ce lo siamo fatti a costo zero; perché si insiste nel volerlo? Mi dovrei anche interrogare sul perché certe associazioni di categoria insistono per volerlo; forse per segnalare quanto poco rappresentino i loro associati, ma questo è un discorso che faremo in un'altra circostanza. Se si insiste è perché voi semplicemente desiderate precostituire una base giuridica per il commissariamento del Paese quando al potere non ci sarete più voi. (Applausi) . Questa cosa sta portando alla rottura del patto sociale che lega il partito deflazionista, il PD, ai suoi elettori, che non sono più i ceti popolari e le classi fragili, ma sono il ceto medio-alto, che ha capito benissimo che, pur di salvare voi stessi, in questo modo lo state avviando sulla strada di una patrimoniale e di un'aggressione ai suoi risparmi. Questo spiega tanti mal di pancia che si vedono in giro in ambienti che una volta erano così graniticamente schierati con voi.