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Questa è la legge e serve a non lasciare sole queste persone, riconoscendo loro un pieno diritto di cittadinanza. È una legge che parla di diritti e libertà e non toglie qualcosa a qualcuno. Questa è la legge Zan; questo è ciò di cui stiamo parlando; questo è il testo approvato alla Camera dei deputati da una larga maggioranza. Questa è la legge che, insieme ad altri Gruppi politici, abbiamo sottratto all'ostruzionismo. Il senatore Ostellari dice che questa è una colpa, ma non è così. (Applausi) . Rivendico il merito del Partito Democratico di aver forzato, qui in Aula, l' iter di un provvedimento che altrimenti sarebbe ancora in Commissione e su cui si starebbero ancora facendo audizioni o altri giochetti per bloccarlo. La legge adesso è qui, c'è un testo scritto e bisogna discuterlo. Rivendico il merito delle forze che hanno fatto questa scelta. Non prendiamoci in giro: ci sono voluti tre mesi per calendarizzare il provvedimento, poi si è voluto associarlo ad altri disegni di legge e si è altresì messa in campo una potenza di 170 audizioni, tutte svolte e in presenza. Non prendiamoci in giro. (Applausi) . Questa legge non la volevano tutti in questo Parlamento e non so se la vogliano ancora tutti. Questo è il punto. È certamente imperfetta, allora lavoriamoci. Avevamo detto di essere pronti e l'ha ribadito il segretario nazionale l'altro giorno. Ora che la legge è in Aula siamo disponibili a modifiche, che per noi devono tenere fermi due punti. Quanto al primo, se modifiche ci devono essere, non possono essere tali da togliere a qualcuno le tutele e i diritti che la legge oggi riconosce. (Applausi) . Non possiamo discriminare tra le persone che questa legge si propone di tutelare. Poi credo che non possiamo tornare indietro rispetto alla scelta di dare un'indicazione precisa: introdurre la discriminazione nei confronti di queste persone tra i reati d'odio e dire con chiarezza che lo Stato sta al fianco delle persone più esposte e più deboli (Applausi) , la tutela ed è in campo per punire chi discrimina le persone per la loro condizione di debolezza e per le loro scelte. Credo che potremmo discutere e non penso che questa legge istituisca - come ha detto poco fa il senatore Balboni - un reato di opinione. Non penso che sia così. Lo vogliamo chiarire meglio? Facciamolo. Questa è una legge che colpisce chi concretamente compie discriminazioni nei confronti di queste persone. Ora voglio dire con grande chiarezza, però, che discuteremo e, finita la discussione generale, voteremo su una proposta di non passaggio all'esame degli articoli. Chi ha contrastato dall'inizio questa legge (non nei dettagli, ma nel merito) oggi propone di non passare all'esame degli articoli. Qualcuno si stupisce se il Partito Democratico, il MoVimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, le forze che hanno sostenuto e che sostengono di più questa legge, oggi dicono che, prima di discutere sulle modifiche, ci dev'essere chiarezza su questo punto. Non capisco quale sia lo stupore, se ieri abbiamo condizionato la possibilità di proseguire la trattativa o la discussione di merito a questo passaggio. Il non passaggio all'esame degli articoli vuol dire affossare la legge, perché da domani di questo disegno di legge non si discuterà più e non ci sarà più. Volere davvero questa legge e una trattativa oppure volerla affossare sono due cose che non possono stare insieme. Decidete: quest'Aula deve decidere se vuole affossare la legge o la vuole migliorare e approvare, questo è il punto. (Applausi) . Tanti ci hanno spiegato in questi mesi di essere disponibili a mediazioni, a discussioni e a trattative. Benissimo: che credibilità ha però chi mi propone contemporaneamente la trattativa e poi mi propone e vota il non passaggio all'esame degli articoli, cioè l'affossamento della legge? Che credibilità c'è? (Applausi) . Ripeto che siamo pronti a lavorare per modificare questa legge, ma dobbiamo passare questo scoglio. Discutiamo di una legge che solo noi non abbiamo nell'Europa dei diritti e delle libertà; e di allargare i diritti e le libertà in questo Paese e di tutelare le persone o, altrimenti, discutiamo di cancellare questa legge: le due cose non stanno insieme. (Applausi) . Mi aspetto che sia chiaro a tutti i liberali che ho sentito esprimersi che il risultato del voto che ci verrà proposto tra poco è cancellare la legge (una legge che comunque tutti a parole qui hanno ritenuto di raccontare come necessaria). Spero che la maggioranza del Senato voglia proseguire nella discussione della legge e dica alle tante persone che questa legge vuole tutelare e che guardano a quest'Assemblea che noi ci siamo, che siamo al loro fianco. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori, vorrei per prima cosa spazzare il campo da ogni equivoco. Vorrei premettere subito un concetto, affinché la nostra posizione sia ben chiara e non possa essere equivocata da nessuno. Forza Italia non è, non è mai stata e non sarà mai a favore di alcun tipo di discriminazione. (Applausi) . Altri, basandosi sull'odio, sulla menzogna e sulla costante denigrazione dell'avversario hanno costruito buona parte della propria fortuna politica, ma noi alle aggressioni anche solo verbali e alla ghettizzazione delle persone abbiamo sempre detto di no. (Applausi) . Al contrario di quanto dicono i promotori del disegno di legge Zan, così com'è non è una legge di libertà, che allarga la platea dei diritti e tutela i più deboli, perché, se lo fosse, Forza Italia la voterebbe e la sosterrebbe. (Applausi) . Da liberali, da cristiani e da garantisti siamo sempre dalla parte dei diritti e soprattutto di quelli dei più deboli, ma il disegno di legge Zan fa tutt'altro. Nonostante il titolo, non tutela la libertà, la limita; non combatte le discriminazioni, ne istituisce di nuove e ne crea di serie A e di serie B. Noi crediamo davvero nella parità dei cittadini di fronte allo Stato, alla legge e alle istituzioni, quella parità che il disegno di legge Zan dice di voler promuovere. Proprio perché ci crediamo, ci rifiutiamo di distinguere i cittadini sulla base dell'orientamento sessuale, come ci rifiutiamo di farlo sulla base della nascita, del censo, del colore della pelle, del sesso di appartenenza, delle opinioni politiche o religiose o degli stili di vita. Crediamo che le giuste tutele spettino a ogni essere umano, senza distinzioni, e che ognuno abbia pari diritto a non essere discriminato, dileggiato, aggredito e insultato. (Applausi) . Crediamo anche che le leggi in vigore in Italia già garantiscano questo: tutti gli episodi di discriminazione o violenza omofobica che vengono citati oggi non rimangono impuniti; già oggi vengono perseguiti, com'è giusto che sia, ma crediamo che si possa fare di più e meglio.