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Modifiche alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, e al codice penale, in materia di assistenza sanitaria nella fase finale della vita. Onorevoli Senatori – In riferimento alle questioni sollevate dalla corte d'assise di Milano sull'articolo 580 del codice penale, riguardanti la punibilità dell'aiuto al suicidio di chi sia già determinato a togliersi la vita, sollevate in relazione alla vicenda « Cappato – dj Fabo », la Corte costituzionale, con sentenza n. 242 del 22 novembre 2019, ha ritenuto non punibile ai sensi del suddetto articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Già con l'ordinanza n. 207 del 16 novembre 2018 la Corte costituzionale aveva richiesto un intervento del legislatore, secondo uno « spirito di leale e dialettica collaborazione istituzionale ». In questa occasione, infatti, la Corte rispondeva mediante una pronuncia assai complessa ed atipica – di incostituzionalità prospettata – in cui venivano già affrontati delicati risvolti di carattere giuridico, etico, morale e sociale. Premesso che il diritto alla vita è un valore e principio fondamentale, tanto nell'ordinamento nazionale quanto a livello internazionale, il presente disegno di legge reca disposizioni in materia di assistenza sanitaria nella fase finale della vita. Il disegno di legge consta di tre articoli, volti ad assicurare un intervento organico sulla legge 22 dicembre 2017, n. 219, « Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento », nonché, in senso consequenziale, ad introdurre apposite clausole di non punibilità nell'ambito dell'articolo 580 del codice penale. Infine, considerata l'assenza di spese aggiuntive per le pubbliche amministrazioni, si prevede la clausola attinente all'invarianza finanziaria. In particolare, l'articolo 1, dopo aver indicato le finalità complessive, ovvero di assicurare, nel rispetto dei principi costituzionali risultanti dagli articoli 2, 3 13, primo comma, e 32, secondo comma, della Costituzione, il pieno diritto all'autodeterminazione dei pazienti capaci di prendere decisioni libere e consapevoli, affetti da patologie irreversibili connotate da sofferenze fisiche o psicologiche ritenute dagli stessi come assolutamente intollerabili e che sono sottoposti a trattamenti sanitari di sostegno vitale, apporta un complesso di modificazioni di carattere testuale agli articoli 1 e 2 della legge n. 219 del 2017. Per quanto concerne la lettera a) del comma 1 dell'articolo 1 del presente disegno di legge, nei primi tre numeri sono recate apposite modifiche testuali al comma 4 dell'articolo 1 della legge n. 219 del 2017, al fine di disciplinare le modalità di acquisizione delle manifestazioni di volontà espresse dai soggetti richiedenti i trattamenti sanitari che sono poi consentiti nella fase finale della vita ai sensi del successivo comma 5- bis dello stesso articolo 1 della legge n. 219 del 2017, a sua volta innovativamente introdotto dal presente disegno di legge. Al riguardo, con le tre modifiche apportate al comma 4 dell'articolo 1 della legge n. 219 del 2017 viene previsto che tali manifestazioni di volontà debbano essere acquisite nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente e che, adeguatamente documentate, debbano essere inserite, al pari di quanto già avviene per il consenso informato, nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico del paziente. Nel numero 4) della lettera a) del citato comma 1 si prevede poi l'inserimento di quattro nuovi commi, rispettivamente i commi 5- bis , 5- ter , 5- quater e 5- quinquies , all'interno del già ricordato articolo 1 della legge n. 219 del 2017, tutti volti a disciplinare l'assistenza sanitaria nella fase finale della vita. Il nuovo comma 5- bis specifica le condizioni che devono necessariamente sussistere per poter ricorrere all'aiuto del personale sanitario, ovvero che il paziente sia: capace di prendere decisioni libere e consapevoli; affetto da patologie irreversibili connotate da sofferenze fisiche o psicologiche che egli ritiene assolutamente intollerabili; sottoposto a trattamenti sanitari di sostegno vitale. Solo in presenza di tali condizioni, dunque, il paziente ha il diritto di richiedere al personale sanitario, per la successiva autosomministrazione, l'apprestamento di farmaci e sostanze atti a provocare la fine della vita, senza ulteriore sofferenza e comunque nei limiti imposti dal rispetto della persona e della dignità umana. Si prevede inoltre che il paziente sia previamente informato sull'effettiva possibilità di ricorrere alla terapia del dolore e all'erogazione di cure palliative, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della richiamata legge n. 219 del 2017. Si aggiunge poi che il paziente, qualora versi nelle suindicate condizioni e non sia fisicamente in grado di provvedere autonomamente, abbia comunque il diritto di essere agevolato dal personale sanitario nella somministrazione dei predetti farmaci o sostanze. Inoltre si prevede che il personale sanitario che ha proceduto all'apprestamento dei predetti trattamenti, lo stesso giorno del decesso, è tenuto a redigere un dettagliato referto che va annotato nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico del paziente con l'obbligo per la struttura sanitaria di trasmettere ogni sei mesi la documentazione in questione all'autorità di vigilanza territorialmente competente, ai fini del monitoraggio previsto in base alla lettera e) del comma 5- quinquies . Con il nuovo comma 5- ter si affronta la questione relativa alle modalità di svolgimento dei predetti trattamenti sanitari, ed in particolare, al fine di garantire l'uniforme applicazione della nuova disciplina su tutto il territorio nazionale, si rimette ad un apposito regolamento l'adozione di linee guida nazionali volte a definire, nel rispetto della persona umana e dei limiti imposti dalla legge, le modalità di svolgimento dei trattamenti di cui al comma 5- bis . Tali linee guida devono essere approvate entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, con decreto del Ministero della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e sentito il Consiglio superiore di sanità, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266. Il nuovo comma 5- quater introduce il diritto all'obiezione di coscienza nell'ambito dell'assistenza sanitaria nella fase finale della vita. In particolare, il personale sanitario ha l'onere di informare la struttura sanitaria di appartenenza della propria scelta, comunicandola al momento dell'assunzione in servizio ovvero, in sede di prima applicazione della normativa, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della disposizione.