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Ricordo che il Laos è un Paese del Sud-Est asiatico di oltre 6 milioni di abitanti, privo di sbocco al mare e che si sviluppa lungo il corso del fiume Mekong, in un'area geografica della penisola indocinese stretta fra il Vietnam, la Cambogia, la Thailandia, il Myanmar e la Cina. Protettorato francese dal 1893, indipendente dal 1954, il Laos ha subìto pesantemente l'aggressione degli Stati Uniti in Vietnam: sul Laos tra il 1964 al 1973 vennero sganciati due milioni di tonnellate di ordigni esplosivi e ancora oggi ci sono circa 80 milioni di bombe da disinnescare che continuano a mietere vittime tra persone e animali. Si pensi che ancora oggi, ogni anno più di 300 persone restano vittime di queste esplosioni, la metà muoiono e di questi la maggioranza sono bambini. Repubblica Democratica Popolare, dal dicembre 1975 con un regime di tipo socialista, dopo il crollo dell'Unione Sovietica il Paese è rimasto per alcuni anni isolato, sia fisicamente, che politicamente, fino al 1997, anno in cui ha optato per l'adesione all'Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), avviandosi sulla strada della piena integrazione regionale e internazionale. Dal 2013 è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio. Il Paese ha un'economia prevalentemente rurale e vanta una grande disponibilità di corsi d'acqua, condizioni che potrebbero favorire la cooperazione agricola con l'Italia e dare ulteriori sbocchi economici per le nostre imprese agricole, che vivono una fortissima crisi economica. Altri settori su cui potrebbero nascere proficue collaborazioni sono quelli idroelettrico e minerario, veri volani dell'economia nazionale, anche grazie agli investimenti diretti esteri provenienti in particolare dalla Cina e dall'Australia. Promuovere la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale, la crescita culturale e la formazione, e migliorare le capacità agricole rappresentano un modo nuovo e alternativo di relazione con questi Paesi e sono convinto che i frutti di questo Accordo saranno reciproci. Inutile nascondersi che l'Italia vive una forte crisi di isolazionismo internazionale, che privilegia i nostri partner storici, ma ignora del tutto le nuove opportunità che il multilateralismo ha creato, soprattutto in Asia. Per questi motivi chiedo ai colleghi di supportare questo Accordo votando a favore. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GIACOBBE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il Laos è un Paese del Sud-Est asiatico con oltre 6 milioni di abitanti, privo di sbocco sul mare e che si sviluppa lungo il corso del fiume Mekong, in un'area geografica della penisola indocinese stretta fra il Vietnam, la Cambogia, la Thailandia, il Myanmar e la Cina. Il Laos è stato un protettorato francese dal 1893 ed è diventato indipendente nel 1954. Nel dicembre 1975 è diventato una Repubblica democratica popolare e dal 1997 aderisce all'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, avviandosi sulla strada della piena integrazione regionale e internazionale. Dal 2013 il Laos è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio, con un'economia prevalentemente rurale che vanta una grande disponibilità di corsi d'acqua, condizioni - queste - che potrebbero favorire anche la cooperazione agricola con l'Italia e dare ulteriori sbocchi economici alle nostre imprese agricole. Con il disegno di legge che ci accingiamo a votare si avvia il processo di ratifica dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica fra l'Italia e il Laos. Questa ratifica si pone l'obiettivo di sviluppare i rapporti di collaborazione tra i due Paesi ed è per questo che il Partito Democratico è favorevole. Dare priorità alla politica di accordi di cooperazione internazionale volti a facilitare l'interscambio economico e culturale, la tutela dell'ambiente e lo scambio di tecnologia è un fatto molto positivo. Credo che sia una direzione giusta per poter portare sviluppo all'Italia, ma da sola non basta. Infatti, bisogna lavorare - anche e soprattutto - su una politica estera e di sviluppo economico che miri molto di più all'internazionalizzazione dell'Italia nel mondo. Gli accordi sono il primo passo. Per un Paese che vuole definirsi civile e guardare con spirito positivo al futuro, la cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo, a tutti i livelli, è un'opportunità per rivolgersi al mondo e aprire i propri confini. Come sottolinea il testo che ci accingiamo ad approvare, si cerca anche di fornire una risposta alla crescente richiesta di cultura, scienza e tecnologia in Laos: una richiesta di Italia, in poche parole, perché ovunque nel mondo l'Italia rappresenta cultura, sviluppo ed eccellenza e permette al nostro Paese di scoprire nuovi orizzonti. La cooperazione culturale contrasta gli stereotipi e i pregiudizi mediante il dialogo e l'apertura mentale. La cultura può e deve essere uno strumento per produrre importanti benefici sociali ed economici all'interno e all'esterno di un Paese. La cultura è un volano di crescita economica non solo nelle sue forme tradizionali, ma anche grazie al crescente numero di aziende che promuovono iniziative culturali, l'innovazione tecnologica e il turismo, attività tipiche delle piccole e medie imprese. Ecco perché le risorse per la promozione culturale rappresentano non una spesa, ma un investimento che favorisce tutti i settori economici di un Paese. Quindi, poniamo la cultura al centro delle relazioni internazionali del nostro Paese e fino a quando questa rimarrà la strada che l'Italia segue, noi del Partito Democratico saremo sempre favorevoli. Signor Presidente, mi avvio a concludere augurandomi che insieme all'attuazione di questo Accordo vengano promosse iniziative di interscambio economico, anche sotto forma di partenariato e progetti comuni, utili allo sviluppo socio-economico del Laos e all'apertura di nuove opportunità di mercato per l'Italia. Dichiaro, infine, il voto convintamente favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Accordo firmato a Bangkok il 17 febbraio 2003 è destinato a rafforzare la cooperazione tra l'Italia e la Repubblica popolare democratica del Laos, soprattutto in ambito culturale, scientifico e tecnologico, incoraggiando anche la collaborazione universitaria, con l'obiettivo di stringere i rapporti bilaterali e di offrire, al contempo, una risposta alla crescente richiesta del Paese asiatico in questi settori.