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Norme per la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio storico-artistico, archeologico e demoetnoantropologico ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità italo-greche nel Mezzogiorno. Onorevoli Senatori . – Il fenomeno del monachesimo italo-greco e della migrazione di popolazione grecofona in seguito alla conquista islamica della Sicilia del IX secolo, verso la Calabria, la Basilicata, la Campania e il Lazio meridionale, ha prodotto esiti significativi e duraturi condizionando gli assetti territoriali fino ai nostri giorni, dettando le linee evolutive del paesaggio rurale e lasciando testimonianze di importante valore culturale, in termini di evidenze materiali, di patrimonio storico-artistico, architettonico nonché paesaggistico, più genericamente demoetnoantropologico e devozionale. Non a caso questi stessi territori sono oggi, per gran parte, inclusi tra i confini di tre parchi nazionali: quello del Pollino, quello del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e quello dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese. Quale fattore determinante nei processi di formazione delle specificità culturali identitarie di questo ampio comparto interregionale, l'azione svolta nei secoli altomedievali dal monachesimo e dallo stanziamento di comunità italo-greche originarie della Sicilia nella Calabria, Campania e Basilicata, ha prodotto un'eredità originale, esito di un sincretismo culturale che si esprime in maniera suggestiva nel patrimonio storico-artistico e archeologico sopravvissuto, in un complesso devozionale e valoriale unici al mondo. I territori che custodiscono questo patrimonio culturale, che mette in stretta relazione le vicende culturali, storico-artistiche e religiose di ben cinque regioni del versante tirrenico del Mezzogiorno d'Italia (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Lazio) sono in prevalenza classificabili come « aree interne ». Le strategie di sviluppo per questi territori, come gli stessi indirizzi europei suggeriscono, devono tener conto, preliminarmente a ogni intervento, della specificità delle componenti antropologiche e storico-culturali e, di conseguenza, adottare indirizzi di sviluppo che siano in grado di delineare modelli efficienti sul lungo termine. La sfida pertanto non è solo programmare interventi puntuali per la valorizzazione di siti, emergenze architettoniche e ogni altro potenziale attrattore, ad esclusiva finalità turistica, ma pianificare una crescita sostenibile, in grado di recuperare modelli comportamentali e pratiche virtuose rispetto alla gestione degli assetti territoriali e di ripristinare un rapporto armonioso tra risorse disponibili e bisogni delle comunità locali, promuovendo attività economiche come l'agricoltura e l'allevamento allo stato brado o semibrado, compatibili con la tutela dell'ambiente naturale e della sua biodiversità, ma anche ispirate dal complesso valoriale più autentico delle organizzazioni sociali di tipo tradizionale. Da qui il recupero di saperi e conoscenze, di usi gastronomici e pratiche cultuali le cui origini sono immediatamente riconducibili al fenomeno della diffusione del monachesimo e delle comunità italo-greche nell'Italia meridionale. Lo scopo del presente disegno di legge è disciplinare la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio storico-artistico, archeologico e demoetnoantropologico ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità di migranti italo-greci nel Mezzogiorno medievale. L'articolo 1 reca i princìpi generali, sancendo che la Repubblica riconosce il predetto patrimonio, affidandone la ricognizione, il recupero, la manutenzione, la tutela e la valorizzazione allo Stato e alle regioni, nell'ambito delle rispettive competenze. L'articolo 2 reca disposizioni in materia di individuazione del suddetto patrimonio, elencando la tipologia di beni materiali o immateriali riconducibili alla matrice culturale del monachesimo e delle comunità italo-greche. Inoltre, si prevede che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sia istituita presso il Ministero della cultura una Commissione di studio finalizzata al censimento, alla schedatura, all'analisi tipologica e alla mappatura dei beni rientranti nel patrimonio oggetto del disegno di legge, da effettuare entro sei mesi dal suo insediamento. L'articolo 3 istituisce, nello stato di previsione del Ministero della cultura, il « Fondo per il patrimonio storico-artistico, archeologico e demoetnoantropologico ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità italo-greche nel Mezzogiorno », con una dotazione di 21,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024 e definisce gli interventi finanziabili nell'ambito di tale fondo. Si prevede in particolare, tramite decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro del turismo, la definizione delle modalità per l'accesso al Fondo, con la previsione di determinati criteri premiali. L'articolo 4, istituisce, altresì, un fondo presso il Ministero della cultura, con dotazione pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2027, per la valorizzazione e la fruizione turistica dei siti e dei beni riconducibili al patrimonio ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità italo-greche nel Mezzogiorno. L'articolo 5 reca, infine, la copertura finanziaria.. 1 (Princìpi generali) 1 La Repubblica promuove gli interventi contenuti nella presente legge in attuazione dei compiti di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale sanciti dall'articolo 9 della Costituzione. 2 Le disposizioni della presente legge recano interventi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, archeologico e demoetnoantropologico ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità italo-greche nel Mezzogiorno e nel resto del territorio italiano. 3 Lo Stato, le regioni e gli enti locali, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, promuovono la ricognizione, il recupero, la manutenzione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio di cui al comma 2. 4 Per le finalità della presente legge, lo Stato promuove la stipula e l'attuazione di appositi accordi di programma con le regioni, gli enti locali e le comunità religiose interessati, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione e del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 2 (Individuazione del patrimonio storico-artistico, archeologico e demoetnoantropologico ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità italo-greche nel Mezzogiorno) 1 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita, presso il Ministero della cultura, la Commissione per lo studio del patrimonio storico-artistico, archeologico e demoetnoantropologico ereditato dal monachesimo bizantino e dalla presenza di comunità italo-greche nel Mezzogiorno e nel resto del territorio italiano, di seguito denominata « Commissione ». 2 La Commissione è composta da cinque membri, di cui uno nominato presidente. 3