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Se poi si tratta di una polemica politica (Commenti) animata da un altro elemento, che è quello della presenza o assenza dell'opposizione durante il voto di fiducia, vorrei sottolineare, con la stessa chiarezza che ho usato con riferimento alla senatrice Taverna, che è assolutamente legittimo da parte delle opposizioni usare come strumento di opposizione politica la non partecipazione al voto. E vorrei scindere, rispetto all'intervento della senatrice... (Vivaci commenti). Colleghi, non siamo all'osteria. Chiedo scusa. Io già ho accettato dal presidente Conte espressioni di ogni genere senza fare alcuna obiezione e alcuna considerazione. Non ho portato all'attenzione del presidente Alberti Casellati un comportamento a dir poco eccentrico che il presidente Conte ha avuto nei miei confronti, come Capogruppo di Forza Italia. Chiederei a voi colleghi, che non avete mai ricevuto né insulti, né espressioni ingiuriose, né tantomeno gesti da parte nostra, perché noi non lo facciamo, di usare nei nostri confronti la stessa cortesia. Mi ha stupito che il presidente Perilli, che io rispetto e stimo e con cui ho sempre collaborato, come ho sempre collaborato con lo stesso rispetto e la stessa stima col collega Patuanelli, ci lanci delle minacce che non hanno alcuna ragione di esistere in quest'Aula. (Commenti). Colleghi, ma vogliamo smetterla di rivolgerci reciprocamente in questo modo? Ma vi rendete conto che questo è un modo per far scendere questa istituzione? Non siamo noi, questa istituzione; noi la rappresentiamo... (Commenti). PRESIDENTE. Per cortesia, ci vuole rispetto non solo istituzionale, ma anche relazionale: quindi, fate finire di parlare. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor presidente Alberti Casellati, mi appello a lei: ma è possibile che abbia davanti persone scatenate - alcune in particolare - che mi si rivolgono facendo gesti con le mani? Colleghi, abbiamo un po' di rispetto per l'istituzione: non siamo noi l'istituzione, ma la rappresentiamo pro tempore . PRESIDENTE. Non si tratta solo di un rispetto istituzionale, ma relazionale, io richiamo a questo: abbiate rispetto quando uno parla. BERNINI (FIBP-UDC) . È un rispetto umano, signor Presidente: condivido. Gradirei quindi che fosse chiara la nostra posizione e che fosse chiaro quanto ho detto, che sono pronta a ripetere in ogni sede; gradirei altresì che non venisse messo in discussione il nostro modo di fare un lotta politica che - lo ribadiamo - è assolutamente legittima, soprattutto a fronte di un uso disdicevole delle fiducie e del tempo di esame e di approvazione dei provvedimenti in quest'Aula del Parlamento, che lei stessa, signor Presidente, giustamente e in maniera ineccepibile, ha più volte stigmatizzato. Per fare quindi di una lunga storia qualcosa di breve: nessuno ha revocato in dubbio l'errore tecnico né tanto meno lo faremo, ma che cortesemente nessuno da parte della maggioranza si permetta di mettere in dubbio la legittimità del nostro strumentario di lotta politica! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo Lega, sulla vicenda che ha visto coinvolte sia la giornata di ieri sia questa mattinata, chiedo scusa se c'è stato qualche comportamento, atteggiamento o gesto di stizza, dovuti - com'è comprensibile - a momenti, chiaramente concitati, di scontro e confronto politico: questo può capitare e chiediamo scusa anche al presidente Alberti Casellati; ieri mi sono un po' alterato, quindi chiedo scusa ufficialmente e cercheremo di fare il possibile - io in primis - per evitare che tali episodi possano ripetersi. Sulla vicenda dell'errore che c'è stato nella votazione di ieri, anche noi crediamo assolutamente alla buona fede. Può succedere, che sia il sistema elettronico o una persona che, in un momento particolare, sbagli a fare un conteggio: l'errore umano ci sta, sbagliamo tutti e tutti possono sbagliare, è assolutamente normale che sia così. Abbiamo ragioni per credere che possa accadere, questo è il nostro pensiero; con solidarietà e rispetto, cerchiamo di evitare queste polemiche, questa è la posizione della Lega, anche perché vorremmo che le polemiche non tentassero di nascondere - e qui entro sul piano politico - quello che ieri comunque è accaduto: sulla votazione di fiducia su un decreto-legge è mancato il numero legale, questo è il dato politico. Nella votazione di oggi, nonostante la chiamata fatta da parte di tutti - ho visto presente anche qualche senatore a vita - la maggioranza comunque non raggiunge i 160 voti della maggioranza assoluta. Questo è il dato politico che emerge e, dal nostro punto di vista, non vorremmo che le polemiche nascondessero questo fatto: c'è un Governo che comunque la maggioranza assoluta non ce l'ha. Bisogna anche trarne le conclusioni politicamente. Ai colleghi che hanno fatto la polemica, dico che l'errore che è capitato, se non sbaglio - com'è stato scritto sui giornali e confermato dagli uffici - sostanzialmente ha un precedente che risale al 1989. PRESIDENTE. Non era neanche quello, quindi un precedente così non lo abbiamo ritrovato, perché non è assimilabile all'episodio del 1989. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Non lo so, comunque mi hanno parlato di un errore sulla votazione nel 1989, indipendentemente che fosse di fiducia, di verifica del numero legale o quant'altro. Bene, senatori Gasparri, Bernini e La Russa, prendiamolo come buon auspicio: nel 1989 è caduto il muro di Berlino; cadrà anche questo Governo e festeggeremo la giornata della libertà. (Applausi). *RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia intervengo anzitutto nel merito della vicenda La Russa-Taverna. Il collega La Russa ha ben chiarito con il suo intervento, e sono stata contenta dell'attenzione che tutta l'Assemblea gli ha tributato, così come prendiamo atto delle scuse della collega Taverna. È un gesto - in un clima piuttosto acceso - di cui ripeto prendiamo atto, con una certa soddisfazione, augurandoci che serva di lezione a tutti per evitare, in altre occasioni, di commettere errori o di esprimersi in un modo che possa dare adito a incomprensioni. Vengo al merito. Non c'è alcuna volontà - da parte di Fratelli d'Italia - di accanirsi sulla questione del mero errore tecnico e materiale del computo delle votazioni. Dovete darci atto invece che, prima di tutto questo, che sicuramente rappresenta un incidente grave ed importante, Fratelli d'Italia ha richiesto ieri, assumendo una posizione forte, al Governo di ridiscutere e di riscrivere insieme un provvedimento importante per questo Paese; un provvedimento corposo, che è arrivato in ritardo dalla Camera, che ha avuto soltanto quattro giorni per essere esaminato in Commissione e che in Aula non è stato possibile discutere. E il contenuto di questo provvedimento è importante non per un partito o per l'altro: