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L'articolo 3prefigura la definizione di linee guida sulle modalità di accesso alle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, per garantire le visite agli ospiti, ove possibile, durante l'intera giornata e favorire, quindi, anche la prevenzione di maltrattamenti e abusi. E' previsto che tali linee guida siano adottate, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, dal Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, previa consultazione delle associazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e sentite le associazioni dei familiari degli ospiti delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Per rispondere alle finalità del testo, l'articolo 4consente di installare sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso - escluse le webcam - nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole dell'infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità. Si prevede che le immagini siano criptate e conservate per sei mesi, dalla data della registrazione, all'interno di un server dedicato, appositamente installato nella struttura, in modo da garantire la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi. Si stabilisce, inoltre, che il Garante per la protezione dei dati personali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, adotti i provvedimenti e definisca gli adempimenti e le prescrizioni da applicare in relazione alla tutela e al trattamento dei dati personali, nonché alla installazione dei sistemi di videosorveglianza, ai sensi del regolamento (UE) n. 679 del 2016 e dell'articolo 2- quinquiesdecies del codice per la protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 193 del 2006. In base all'articolo in esame, l'accesso alle registrazioni dei sistemi è vietato, salva la possibilità di acquisizione delle stesse, su iniziativa della polizia giudiziaria e del pubblico ministero, come prova documentale nel procedimento penale. Per procedere all'installazione dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso è inoltre necessario il raggiungimento del previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali, ovvero, laddove non costituite, dalle rappresentanze sindacali territoriali. In mancanza di accordo, tali sistemi possono essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, della sede centrale dell'Ispettorato nazionale del lavoro. La presenza dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso deve essere adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono alla zona videosorvegliata. Si precisa, al comma 6, che nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali l'utilizzo della videosorveglianza è consentito nel rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge n. 18 del 2009, e previo consenso degli interessati o di chi legalmente li rappresenta. L'articolo 5 prevede che il Governo trasmetta alle Camere, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione sull'attuazione del provvedimento in esame, nella quale si dia conto anche dei dati rilevati dal Ministero della giustizia e dal Ministero dell'interno, nell'ambito delle rispettive competenze, in ordine all'andamento - nell'anno di riferimento - dei reati commessi in danno dei minori e delle persone ospitate nelle strutture in esame, nonché dei relativi procedimenti giudiziari. Ferma restando la disposizione di invarianza finanziaria di cui al comma 3 dell'articolo 2, l'articolo 6istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per la sperimentazione - nelle more dell'attuazione del decreto legislativo di cui all'articolo 2 - delle misure previste dal provvedimento in esame, a partire dalla formazione del personale interessato. Infine, l'articolo 7specifica che la nuova disciplina introdotta dal provvedimento in esame si applica alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni dei rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. Si apre la discussione generale. La senatrice BINETTI ( FI-BP ), in relazione all'articolo 2 del disegno di legge, richiama l'attenzione sulla necessità di tenere conto degli importanti profili relativi ai percorsi formativi degli educatori socio-sanitari e degli educatori socio-pedagogici, a suo giudizio non disgiungibili dalle altre tematiche oggetto di delega. Formula l'auspicio che vi sarà la possibilità, nell'ambito del parere, di introdurre alcune osservazioni sul punto. Il PRESIDENTE , nella sua qualità di relatore, si dichiara incline a redigere uno schema di parere suscettibile della più ampia condivisione, considerata anche la delicatezza dei problemi che il provvedimento in esame intende regolare. La senatrice RIZZOTTI ( FI-BP ) plaude alla tempestiva calendarizzazione del provvedimento in esame, ritenendo necessario che esso sia quanto prima trasformato in legge. Ricorda che nel corso della passata legislatura un'analoga iniziativa legislativa non ha potuto completare il proprio iter , anche a causa della posizione critica assunta da diverse associazioni rappresentative dei lavoratori dei settori interessati. Sottolinea che il provvedimento, il quale è simile a un disegno di legge a sua prima firma, è finalizzato al contrasto della violenza sulle persone fragili, anche attraverso la predisposizione di strumenti di controllo. A tale riguardo, osserva che la videosorveglianza non deve essere intesa come lesiva a priori della dignità dei lavoratori: è indubbio che la maggior parte di essi operi correttamente e con dedizione, in condizioni spesso problematiche. Invita piuttosto a considerare che le misure in discussione possono costituire, tra l'altro, una forma di garanzia degli stessi operatori. Condivide l'attenzione accordata dal testo agli aspetti formativi e psicoattitudinali, rilevando, in ordine a questi ultimi, l'opportunità di prescrivere anche controlli di carattere periodico, successivi all'assunzione. Pone altresì in rilievo l'opportunità di prevedere un monitoraggio sugli effetti delle misure introdotte dal provvedimento. Il RELATORE, incidentalmente, osserva che un opportuno coinvolgimento delle associazioni rappresentative dei lavoratori potrà consentire di fugare le perplessità sulle misure adottate dal testo. Quanto agli auspicati controlli periodici sui profili psicoattitudinali, segnala in proposito la previsione recata dall'articolo 2, comma 1, lettera b) . Riguardo all'attività di monitoraggio, rileva che essa è implicata dall'obbligo di relazione annuale alle Camere, previsto dall'articolo 5. Il senatore MAUTONE ( M5S ) si sofferma su un problema che, a suo parere, è tutt'altro che secondario: si riferisce alla difficoltà spesso incontrata dalle famiglie, nelle scuole pubbliche dell'infanzia, ad ottenere la necessaria collaborazione, da parte degli operatori, nel corso della delicata fase in cui i bimbi cominciano ad abbandonare l'uso del pannolino.