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Il presente disegno di legge tiene altresì conto della struttura del sistema economico-produttivo italiano, ricco di imprese che proprio nel campo delle costruzioni hanno sviluppato il loro business , garantendo lavoro e benessere a milioni di occupati. Ad oggi però, sono proprio queste imprese che soffrono più di altre la crisi economica, che ha penalizzato il settore con una riduzione di oltre 120.000 posti di lavoro nel solo 2013. Una delle ragioni di fallimenti e crisi è data proprio dalla modalità con cui si è proceduto a costruire, nonostante i chiari segnali pervenuti; gli stessi strumenti pubblici, con la previsione di entrate importanti per i comuni grazie agli oneri di urbanizzazione, ha favorito la bolla speculativa. Inoltre, il meccanismo adottato in talune regioni di una pesante perequazione urbanistica associato ad una deleteria cultura dello sviluppo misurato solo in opere volumetricamente crescenti, hanno portato enormi capitali nell'edilizia, sottraendoli ad altri investimenti capaci di guardare al futuro: tecnologia, innovazione e ricerca. Le rendite parassitarie hanno prodotto un forte indebolimento dell'intero tessuto economico italiano. Dunque, fermare la speculazione edilizia e riconvertire il sistema verso la riqualificazione e il restauro dell'enorme patrimonio architettonico italiano, premierà le aziende più qualificate e solide, liberando al contempo risorse. Notevoli sono le attese in termini di maggiore qualità urbana ed ambientale per le nostre città, notevoli gli incrementi dei servizi ed il ritorno economico dal punto di vista turistico in un Paese che deve fare della sua bellezza storica, paesaggistica ed architettonica la leva principale della propria attrattività. La legislazione vigente ha mostrato tutti i propri limiti nell'affrontare i temi sopracitati, e necessita oggi di aggiornamenti, se non di vere e proprie riscritture. La legge 17 agosto 1942, n. 1150, la legge urbanistica, non offre risorse e tutele sufficienti a garantire la piena attuazione degli articoli 9, 41, 42 e 44 della Costituzione. Non si intende imporre con una norma centralistica il blocco del mercato edilizio: l'intento è anzi quello di indirizzarlo verso la riqualificazione e la ristrutturazione dell'esistente e consistente volume, soprattutto laddove il territorio è particolarmente soggetto a rischio idrogeologico, o dove i sottoservizi e le infrastrutture obbligatorie, come fognature o tubature idriche, sono inadeguate, se non fatiscenti. Il presente disegno di legge si propone di essere un vero e proprio «volano» per l'economia del settore, adeguatamente promossa e finanziata, visto che già oggi oltre il 50 per cento dei nuovi interventi nel settore edile è indirizzato al «già costruito» e l'indirizzo politico e fiscale spinge sull'acceleratore dell'efficienza energetica. Un ultimo aspetto da considerarsi fondamentale è la previsione della partecipazione democratica al processo di definizione e realizzazione delle opere che pure si rendono necessarie. Come già avviene in altri Paesi europei, non solo va rafforzato il ruolo degli organi territoriali rappresentativi, attribuendo loro un peso fondamentale nella definizione di ogni progetto che impatti sul loro territorio, ma vanno altresì anche coinvolte le comunità toccate dagli interventi, pubblici e privati, specie se si tratti di opere di carattere nazionale, onde evitare altre vicissitudini come quelle già viste recentemente in Val di Susa. La partecipazione democratica è infatti fondamentale a garantire non solo l'equilibrio territoriale, ma anche il rispetto dovuto ad ogni comunità, alla sua storia, al suo «sentire». L'articolo 1 indica, nel miglioramento delle condizioni di vita degli esseri viventi, sia nelle aree antropizzate che in quelle naturali e agricole, la finalità del disegno di legge, ma intende anche affermare un nuovo indirizzo cui ispirare la nuova cultura urbanistica, architettonica, delle opere pubbliche, delle trasformazioni degli usi del suolo. L'articolo 2 offre un quadro definitorio, utile alla migliore comprensione, lettura ed applicazione della legge. L'articolo 3 definisce il suolo naturale e agricolo quale elemento fondamentale per la salvaguardia dell'ambiente e degli ecosistemi, e stabilisce criteri per individuare una «cintura verde» attorno ai centri abitati. L'articolo 4 interviene a tutela della protezione ambientale dei tessuti edificati che sono soggetti a fenomeni di inquinamento e di degrado, per far assumere al «verde» un ruolo di primaria importanza anche all'interno del tessuto edificato. L'articolo 5 richiama l'esigenza di una programmazione che imponga fin dall'origine una progettazione finalizzata ad eliminare o almeno a ridurre i danni provocati dalla realizzazione delle opere infrastrutturali. L'articolo 6 prescrive, nelle aree interne ai tessuti edificati soggette a trasformazione, regole d'intervento e requisiti minimi da applicare nel nuovo assetto dell'area. L'articolo 7 affida a regioni e comuni il compito di realizzare ecoquartieri. L'articolo 8 detta i princìpi in materia di perequazione urbanistica, il cui obiettivo deve essere la realizzazione della «città pubblica». L'articolo 9 affronta il problema della riforma ecologica della pianificazione urbanistica e della riconversione ecologica della città. L'articolo 10 regola l'edilizia sociale includendola tra le prestazioni essenziali concernenti i diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale. L'articolo 11 afferma il valore del paesaggio come elemento fondamentale della struttura del territorio, stabilisce gli obblighi dei diversi livelli di Governo del territorio al fine di incidere sui processi di trasformazione del territorio con una visione integrata dei sistemi delle risorse naturali. L'articolo 12 detta disposizioni in merito agli adempimenti che le regioni devono effettuare in ottemperanza alle disposizioni nazionali. L'articolo 13 dispone l'inalienabilità dei beni ricevuti dai comuni in cambio della concessione ad edificare nonché dei beni pubblici di valore storico, artistico o monumentale. L'articolo 14, al comma 1, dispone che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore i comuni devono dotarsi di un Osservatorio sul patrimonio immobiliare inutilizzato e sul consumo di suolo con criteri e modalità di misurazione formulati dallo Stato. L'articolo 15 indica nel concorso di idee lo strumento adatto per consentire a idee nuove e creative di emergere. L'articolo 16 individua la priorità dei finanziamenti all'interno dei capitolo di spesa dei settori ambiente, edilizia, opere pubbliche..