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da un lato, coloro che abbiano riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, nonché i delinquenti o contravventori abituali o professionali (comma 4), e, dall'altro lato, le persone che esercitano o hanno esercitato funzioni pubbliche, sempre che le notizie o i dati abbiano rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica (comma 5). È poi sempre consentito il trattamento dei dati giudiziari, ove sia necessario per scopi scientifici o statistici ovvero per scopi storici presso archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante (comma 6). All'articolo 3 si prevede che il pubblico dipendente o il professionista che viola il divieto di pubblicazione o di trattamento, non soltanto incorre in un illecito disciplinare, ma è tenuto, per ogni violazione, alla compensazione pecuniaria di 25.000 euro, salvo il diritto al risarcimento dell'eventuale maggior danno. L'articolo 4 rinvia all'articolo 114 del codice di procedura penale, relativo al divieto di pubblicazione di atti del procedimento penale, al fine di estendere il divieto ai casi di violazione del diritto all'oblio dei soggetti sottoposti a procedimento penale; l'articolo 5, invece, apporta al codice sulla privacy le modifiche necessarie al fine di armonizzare il contenuto alle disposizioni di cui al presente disegno di legge. Da ultimo, l'articolo 6 consente a tutti gli operatori (ivi compresi i gestori di motori di ricerca su internet ) l'adozione dei necessari accorgimenti per l'adeguamento alle disposizioni della legge medesima.. Art. 1. (Diritto all'oblio dei soggetti sottoposti a procedimento penale) 1. Sono vietati la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, anche telematico, compresi i metadati presenti nel linguaggio HTML utilizzati per fornire informazioni sulle pagine internet agli utenti o ai motori di ricerca, di atti relativi a un procedimento penale, anche se archiviato, e delle informazioni anche indirettamente connesse ai fatti che hanno formato oggetto dello stesso, nonché il trattamento dei dati giudiziari definiti ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera e) , del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo che, dal passaggio in giudicato della sentenza o dal provvedimento definitivo che ha disposto l'archiviazione, sono decorsi: a) cinque anni, se la pena inflitta è pari o inferiore a quindici anni; b) dieci anni, se la pena inflitta è superiore a quindici anni; c) cinque anni, in caso di assoluzione, di non luogo a procedere, di non doversi procedere o di archiviazione. 2. Decorsi i termini di cui al comma 1, è vietata la pubblicazione dell'immagine delle persone indicate al medesimo comma l e dei loro congiunti. 3. Chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa non inferiore a 516 euro. Art. 2. (Esclusioni) 1. I divieti previsti dall'articolo 1 non si applicano se sussiste un interesse pubblico attuale alla pubblicazione o al trattamento ovvero se la pubblicazione o il trattamento sono preventivamente autorizzati dal Ministro della giustizia. 2. Sono sempre consentiti la pubblicazione o il trattamento degli atti, delle informazioni e dei dati di cui all'articolo 1, se la persona sottoposta al procedimento penale presta per iscritto il proprio consenso al trattamento o alla pubblicazione. 3. In caso di pluralità di condannati, i divieti di cui all'articolo 1 non si applicano soltanto se il consenso è rilasciato per iscritto da ciascuno di loro. In caso di pluralità di persone sottoposte al procedimento penale, sono sempre consentiti la pubblicazione o il trattamento degli atti, delle informazioni e dei dati di cui all'articolo 1, se la persona nei cui confronti siano stati pronunciati una sentenza di assoluzione, di non luogo a procedere, di non doversi procedere o un provvedimento di archiviazione vi abbia acconsentito per iscritto. In tal caso, nella pubblicazione o nel trattamento deve essere omesso ogni riferimento alle altre persone sottoposte al medesimo procedimento penale che non abbiano prestato analogo consenso. 4. I divieti previsti dall'articolo 1, comma 1, lettere a) e b) , non si applicano in relazione alla persona che ha riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, al delinquente o al contravventore abituale o professionale. 5. I divieti previsti dall'articolo 1 non si applicano in relazione alle persone che esercitano o hanno esercitato funzioni pubbliche, sempre che le notizie o i dati abbiano rilievo attuale sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica. 6. Il trattamento dei dati giudiziari di cui al comma 1 dell'articolo 1 è sempre consentito ove sia necessario per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di interesse storico particolamente importante ai sensi degli articoli 10, comma 3, e 13 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. Art. 3. (Sanzioni disciplinari, compensazione pecuniaria e risarcimento del danno) 1. Fatte salve le sanzioni previste dalla legge penale, la violazione dei divieti previsti dall'articolo 1 costituisce illecito disciplinare quando il fatto è commesso da un impiegato dello Stato o di altri enti pubblici ovvero da persone esercenti una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato. 2. D'ufficio o su istanza di chiunque vi abbia interesse, il procuratore della Repubblica presso il giudice competente per il procedimento cui gli atti, le informazioni o i dati di cui all'articolo 1 si riferiscono informa immediatamente l'organo titolare del potere disciplinare di ogni violazione del divieto commessa dalle persone indicate dal comma 1 del presente articolo. 3. Ogni violazione dei divieti previsti dall'articolo 1 obbliga il colpevole e le persone che, ai sensi delle leggi civili, devono rispondere del fatto da questi commesso alla compensazione pecuniaria pari a 25.000 euro, salvo il risarcimento del maggior danno. Art. 4. (Rinvio all'articolo 114 del codice di procedura penale) 1. Ai fini di cui all'articolo 114 del codice di procedura penale, è sempre vietata la pubblicazione di atti e di immagini del procedimento penale oltre i termini e al di fuori dei casi previsti dalla presente legge. Art. 5. (Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196) 1. Al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 11, comma 1, lettera e) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «comunque nel rispetto dei termini e delle disposizioni stabilite dalla legge in materia di diritto all'oblio dei soggetti sottoposti a procedimento penale»; b) all'articolo 24, comma 1, sono premesse le seguenti parole: «Salvo quanto previsto dalla legge in materia di diritto all'oblio dei soggetti sottoposti a procedimento penale,»;