[massime]

Bilancio e contabilità pubblica - Enti locali - Fondo nazionale per il concorso dello Stato agli oneri per il trasporto pubblico locale - Assegnazione delle relative quote alle Regioni - Condizioni - Riduzione nella misura del 20 per cento della quota in caso di mancata erogazione a ciascuna Provincia e Città metropolitana delle risorse per l'esercizio delle funzioni ad esse conferite - Ricorso delle Regioni Liguria, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Piemonte - Denunciata violazione del principio di leale collaborazione - Insussistenza - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale, promosse dalle Regioni Liguria, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Piemonte in riferimento al principio di leale collaborazione, dell'art. 39 del d.l. n. 50 del 2017, conv. con modif., nella legge n. 96 del 2017, che determina la riduzione della quota del fondo per il trasporto pubblico locale spettante alla Regione interessata nella misura del 20 per cento laddove non abbia erogato a ciascuna Provincia e Città metropolitana del rispettivo territorio le risorse per l'esercizio delle funzioni ad esse conferite. Lo scopo della norma impugnata è assicurare che a Province e Città metropolitane siano effettivamente erogate le risorse necessarie per l'esercizio delle funzioni non fondamentali ad esse conferite dalle Regioni in attuazione dell'Accordo dell'11 settembre 2014, nel quadro del riordino di tali funzioni disposto dalla legge n. 56 del 2014, attraverso un meccanismo incentivante. Quanto alla violazione del parametro evocato, la verifica delle risorse erogate dalle Regioni alle Province e alle Città metropolitane non costituisce un obiettivo estraneo alla sede concertativa, perché l'intesa in sede di Conferenza unificata è strumento idoneo - in applicazione di una scelta discrezionale dello stesso legislatore - al fine di accertare con metodo condiviso l'effettività delle erogazioni sulla base di dati e informazioni forniti dalle Regioni e nel confronto di tutti gli enti interessati. Il principio di leale collaborazione consente, per la sua elasticità, di avere riguardo alle peculiarità delle singole situazioni, sicché il confronto tra Stato e Regioni è suscettibile di essere organizzato in modi diversi per forme e intensità. ( Precedenti citati: sentenze n. 192 del 2017, n. 83 del 2016, n. 50 del 2005 e n. 308 del 2003 ).