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Atto n. 3-02126 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le aziende agricole sono tornate a segnalare i grandi ritardi nei rimborsi delle polizze agevolate per i danni da avversità atmosferiche in agricoltura da parte di AGEA, organismo pagatore preposto all'erogazione dei contributi, ritardi più volte denunciati dal primo firmatario con specifici atti di sindacato ispettivo; le imprese del settore primario sono oggi in un momento di estrema difficoltà, dovendo fronteggiare questa situazione con una forte carenza di liquidità, dovuta alle criticità connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19; la misura 17.1 del programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN) prevede la possibilità per le aziende agricole di stipulare polizze assicurative agevolate per i rischi collegati ad avversità atmosferiche, rimborsando al beneficiario fino al 70 per cento del costo della polizza, su un contratto che preveda un rimborso per danni superiore al 20 per cento della produzione; se pure negli ultimi anni, anche grazie all'operato del Ministro pro tempore Centinaio, si sia giunti ad un sostanziale riallineamento delle tempistiche di rimborso, con l'erogazione di un numero rilevante di pagamenti, le aziende agricole, specie nel cuneese dove vi è un'alta percentuale di mancati rimborsi, vedono oggi incerto il loro futuro per il concreto rischio di non beneficiare nell'anno in corso delle risorse loro spettanti; sembrerebbe che con il decreto ministeriale 19 ottobre 2020, infatti, che venga erogato, entro il 2020, soltanto il 30 per cento, contro l'attuale 70 per cento, del costo dell'assicurazione stipulata, a causa dell'esaurimento delle risorse finanziarie del PSRN; il restante 40 per cento potrà essere finanziato da economie relative alle campagne vegetali delle annualità precedenti o da ulteriori risorse rivenienti da altre sottomisure del PSRN 2014-2020; l'evidente allungamento dei tempi di pagamento rischia di mandare in crisi le aziende di settore, privandole delle risorse necessarie per programmare gli investimenti futuri; secondo Condifesa Cuneo, nel 2020 sono state 2.325 le aziende che hanno stipulato una polizza per danni da avversità atmosferiche, per un valore assicurato totale di 269 milioni di euro, a fronte di un pagamento di premi per conto dei soci di 29,5 milioni di euro. Con il mese di dicembre arriveranno nelle casse delle aziende cuneesi contributi per 6.491.000 euro, a fronte di un rimborso dovuto di 15.145.000 euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia prontamente attivarsi per risolvere la problematica denunciata, provvedendo all'erogazione della parte restante di rimborso assicurativo nel più breve tempo possibile, e comunque prima dell'inizio della nuova campagna assicurativa a tutela delle attività, non solo delle aziende agricole cuneesi, ma dell'intero comparto agricolo nazionale; quali immediate iniziative intenda adottare affinché le aziende agricole possano disporre della necessaria liquidità che permetta loro di superare le attuali difficoltà connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 e di programmare gli investimenti necessari per tornare a crescere ed essere competitive sul mercato. Atto n. 3-02127 LANIECE DURNWALDER STEGER Al Ministro dell'istruzione Premesso che, a quanto risulta agli interroganti, ad oggi non è stato ancora bandito il concorso nazionale per il personale educativo, l'ultimo essendo stato bandito nel 2000; considerato che: il numero di posti vacanti è in continua crescita ed è destinato ad aumentare, in conseguenza del raggiungimento dei requisiti di pensionamento; le conseguenze che il precariato comporta, sia a livello scolastico, sia a livello personale, sono del tutto logoranti; anche in Valle d'Aosta, come in altre regioni, si sono esaurite le graduatorie di prima e seconda fascia, relativamente alla reperibilità di personale educativo; per fare un esempio, presso l'istituzione scolastica "Convitto regionale F. Chabod" della Valle d'Aosta, il numero di posti attualmente vacanti e messi a supplenza come educatore è assai rilevante; tenuto conto, infine, che la volontà del Governo è quella di procedere ad una stabilizzazione del personale attualmente precario di tutti gli ordini e gradi all'interno delle istituzioni scolastiche italiane, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda procedere al reclutamento del personale, attraverso la pubblicazione del bando di concorso nazionale per il personale educativo, eventualmente specificando entro quali termini. Atto n. 3-02128 PUCCIARELLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: Poste italiane SpA è una società che si occupa della gestione del servizio postale in Italia, ma è operativa anche nel settore della telefonia mobile, assicurativo e finanziario; la trasformazione di Poste italiane in società per azioni è avvenuta con delibera del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il 18 dicembre 1997, in attuazione della legge n. 71 del 1994; inizialmente la società è stata partecipata dal Ministero dell'economia e delle finanze per il 65 per cento del capitale sociale e dalla Cassa depositi e prestiti per il rimanente 35 per cento; successivamente, però, l'intero ammontare delle quote societarie è stato assorbito dal Ministero dell'economia; il settore del servizio postale (così come ad esempio quello del trasporto ferroviario) è stato negli anni oggetto di un processo di progressiva liberalizzazione; con l'emanazione del più recente decreto legislativo n. 58 del 2011 di recepimento della terza direttiva postale (direttiva 2008/6/CE), risulta ad ogni effetto abolita l'ultima quota residua del monopolio di Poste italiane; la direttiva, in particolare, distingue tra servizi postali universali e non universali; i primi sono soggetti a regolamentazione e ad obblighi specifici su prezzi e qualità definiti da norme nazionali; i secondi, invece, compresi sia i servizi postali non universali sia quelli forniti dai corrieri espressi, essendo offerti in un mercato concorrenziale, sono sottoposti a minori obblighi di natura regolamentare; la società è stata centro di un vivace dibattito circa la sua natura: secondo i TAR la sua natura è quella di organismo di diritto pubblico, invece negata dalla Corte di cassazione. Indi per cui, è stato rimesso alla pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea il seguente quesito: se la società Poste italiane SpA, in base alle caratteristiche in precedenza indicate, debba essere qualificata "organismo di diritto pubblico", ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. d) , del decreto legislativo n. 50 del 2016 e delle direttive comunitarie di riferimento (2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE). La Corte, recependo la tesi di Poste italiane, ha concluso che è confermata la natura di impresa pubblica di Poste italiane, trattandosi di una società che opera in condizioni normali di mercato, che mira a realizzare un profitto e sostiene le perdite risultanti dall'esercizio delle sue attività, e dunque non può essere qualificata come organismo di diritto pubblico;