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Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 12 luglio 2019, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'agenda strategica per l'innovazione dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) 2021-2027: promuovere il talento e la capacità d'innovazione in Europa (COM(2019) 330 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 7 ottobre 2019. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 10 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (rifusione) (COM(2019) 331 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 7 ottobre 2019. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 10 a e 14 a . Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore De Bonis ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01019 della senatrice Nugnes ed altri. I senatori Lomuti, Garruti, Ortolani, Pirro, Marco Pellegrini, Accoto, Dell'Olio, Castiello, Granato, Gaudiano, Lannutti, Pesco e Naturale hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01954 della senatrice Gallicchio ed altri. Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti L'interrogazione 3-01019, della senatrice Nugnes ed altri, rivolta ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e delle infrastrutture e dei trasporti, è rivolta anche al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Mozioni Atto n. 1-00147 BINETTI DE POLI MALLEGNI GASPARRI SACCONE BATTISTONI SICLARI FERRO SERAFINI AIMI ALDERISI FANTETTI RIZZOTTI CALIENDO GIRO MINUTO CRAXI LONARDO - Il Senato, premesso che: l'ordinanza della Corte costituzionale n. 207 del 2018, pur ribadendo la legittimità costituzionale dell'articolo 580 del codice penale, concernente l'istigazione o aiuto al suicidio, che vieta l'aiuto al suicidio, ha chiesto al Parlamento di precisare in maniera chiara se la legge 22 dicembre 2017, n. 219, recante "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento" preveda o meno questa possibilità. L'ambiguità, secondo la Corte, nasce dal fatto che il bene giuridico protetto dalla legge n. 219 non risiede nel diritto alla vita ma nell'autodeterminazione del paziente, che include la libertà e la consapevolezza del soggetto di porre fine alla propria vita, escludendo condizionamenti esterni che possano alterare la sua scelta; la Consulta con questa formula ha sintetizzato tre concetti chiave che mostrano come la legge n. 219 del 2017 avesse già in sé il rischio della "deriva eutanasica": a) pone come bene primario del soggetto la capacità di autodeterminazione, anteponendola al diritto alla vita, e impone a familiari e medici, a magistrati e amici di farsene garanti; b) il ribaltamento della scala dei valori tra diritto alla vita e libertà di autodeterminazione modifica la stessa mission del medico, facendolo passare da curante a mero esecutore della volontà del soggetto; c) il paziente, dal canto suo, può chiedere tutto: dal rifiuto di qualsiasi trattamento, anche salvavita, alla sospensione della nutrizione e dell'idratazione, assimilate ad un trattamento medico; a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo, per la Consulta, se il paziente può disporre di sé in modo assoluto e il medico è tenuto ad assecondarlo senza poter fare obiezione di coscienza, questo fatto si configura già come un vero e proprio aiuto al suicidio. Quandanche il paziente richiedesse atti in contrasto con la coscienza del medico e con il codice deontologico, il medico non potrebbe respingere l'aiuto necessario per dare attuazione alle sue scelte, se formulate con piena libertà. Tutto ciò modifica radicalmente l'articolo 580 del codice penale che attualmente condanna non solo il medico, ma chiunque intenda aiutare il paziente ad anticipare la sua morte, ossia a suicidarsi. Recita, infatti, il primo comma dell'articolo 580 del codice penale: "Chiunque determina altrui al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito"; è a tutti noto quanto pesò la morte del dj Fabo sull'accellerazione del dibattito relativo alla legge n. 219 del 2017; la vicenda contribuì a creare un clima emotivo ad alta tensione in un'opinione pubblica costantemente aggiornata sulla sua drammatica vicenda e sulla sua volontà di porre fine alla sua vita. Marco Cappato apparve in quell'occasione come il suo "liberatore": colui che ne facilitò il suicidio, accompagnandolo personalmente nella clinica in Svizzera, sapendo bene quale fosse la sua volontà. Cappato ha quindi certamente facilitato il suicidio di Fabo e questo era il quesito a cui la Corte costituzionale avrebbe dovuto rispondere, verificando o meno la sua aderenza all'articolo 580 del codice penale. È quanto ha chiesto la Corte di assise di Milano, ponendo il quesito alla Corte costituzionale se si dovesse considerare illegittimo l'articolo 580 del codice penale, ma la Corte costituzionale ha ribaltato il quesito, chiedendo alle Camere di legiferare entro un anno; nel comunicato della Consulta del 24 ottobre 2018 si legge: "Nella camera di consiglio di oggi, la Corte costituzionale ha rilevato che l'attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un'appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell'articolo 580 codice penale all'udienza del 24 settembre 2019. La relativa ordinanza sarà depositata a breve. Resta ovviamente sospeso il processo a quo ".