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La senatrice FATTORI ( M5S ) illustra gli emendamenti 2.6 e 2.10, volti a sopprimere - rispettivamente - i commi 1 e 2 dell'articolo 2. A suo avviso, infatti, è eccessivo il prolungamento fino a 180 giorni della durata massima del trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio, previsto dal comma 1. Ricorda che il Movimento 5 Stelle, nella scorsa legislatura, aveva proposto invece di rafforzare le commissioni territoriali, proprio al fine di abbreviare i tempi di risposta alle richieste di permesso di soggiorno. Ritiene molto criticabile, poi, la disposizione di cui al comma 2, in quanto si ricorre alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, in deroga a quanto prevede il codice degli appalti, per assicurare la tempestiva ricostruzione di nuovi centri per il rimpatrio. Anche questa misura risulta incompatibile con gli obiettivi di trasparenza del Movimento e rischia di lasciare spazio a fenomeni corruttivi. Il senatore MIRABELLI ( PD ) illustra gli emendamenti 2.3 e 2.4, volti a sopprimere - rispettivamente - l'intero articolo 2 o il solo comma 1. Ritiene che il raddoppio dei tempi di trattenimento all'interno dei CPR possa creare problemi di vivibilità, come accaduto in passato nei centri di identificazione ed espulsione. A suo avviso, sarebbe preferibile destinare le ulteriori risorse che saranno necessarie per la costruzione dei nuovi centri al potenziamento delle procedure di identificazione e rimpatrio, eventualmente tornando al sistema di accoglienza dello SPRAR almeno per donne e minori. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) si sofferma in particolare sugli emendamenti soppressivi 2.2 e 2.5. Ritiene, infatti, che il trattenimento fino a 180 giorni sia una misura afflittiva e in contrasto con i principi costituzionali. Con l'emendamento 2.7, invece, si prevede la possibilità di proporre domanda di riesame avverso il provvedimento di proroga del trattenimento. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) illustra l'emendamento 2.9, che eleva a diciotto mesi il periodo di trattenimento dello straniero presso le strutture carcerarie. Anticipa che anche l'emendamento 3.27 è dello stesso tenore. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) illustra l'emendamento 2.1, volto a sopprimere l'articolo 2. Ritenendo irragionevole e incostituzionale il prolungamento fino a 180 giorni del trattenimento nei centri per il rimpatrio, chiede chiarimenti al rappresentante del Governo su tale disposizione. Il sottosegretario MOLTENI assicura la piena disponibilità del Governo ad accogliere emendamenti migliorativi del testo, purché non si intenda stravolgere l'impianto complessivo. In materia di sicurezza urbana, per esempio, ritiene incomprensibili le proposte di modifiche volte a contrastare le misure adottate per rafforzare il coinvolgimento della polizia locale, tra l'altro in linea con i provvedimenti assunti Ministro dell'interno Minniti. Ritiene poi particolarmente qualificante l'articolo 37, recante disposizioni in materia di organizzazione e organico dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, considerata la necessità di contrastare la criminalità organizzata non solo sul piano della repressione, ma anche attraverso l'aggressione del suo patrimonio illecito. Quanto alle disposizioni in materia di immigrazione, ricorda che si è già proceduto al potenziamento dell'organico delle commissioni territoriali e che sono previste ulteriori assunzioni a tempo determinato per smaltire il rilevante arretrato nell'esame delle domande ancora inevase. Sottolinea la necessità di elevare a 180 giorni il tempo di trattenimento dei migranti nei centri di permanenza per il rimpatrio, tra l'altro in linea con quanto previsto dalle istituzioni europee, al fine di completare le complesse procedure di verifica dei titoli per la riammissione nel Paese di origine. A tale proposito, ricorda altresì che l'unico accordo bilaterale attualmente efficace è quello stipulato dal precedente Governo con la Tunisia, il quale tuttavia risulta ancora insufficiente. In ogni caso, la conclusione di tali accordi è tema che attiene alle relazioni diplomatiche e non può essere trattato nell'ambito di un provvedimento d'urgenza. Precisa che gli attuali CPR hanno una capienza massima di 880 posti e, dunque, è evidente la necessità di costruirne almeno altri quattro. Nel testo all'esame, è stata prevista la relativa copertura finanziaria. Sottolinea che il ricorso alla procedura negoziata è autorizzato per un periodo transitorio non superiore a tre anni dalla data di entrata in vigore del provvedimento e per lavori di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, quindi nel rispetto delle norme vigenti. Inoltre, in accoglimento di alcune proposte del Movimento 5 Stelle, sarà prevista la conclusione di protocolli d'intesa con l'ANAC, per una garanzia di trasparenza e tracciabilità dei fondi pubblici. Conclude, assicurando che il provvedimento all'esame non ha intenti propagandistici, ma intende risolvere i gravi problemi in materia di immigrazione ereditati dalla precedente amministrazione, per il bene dei cittadini italiani e degli stranieri legalmente presenti sul territorio nazionale. Il senatore COLLINA ( PD ) illustra gli emendamenti soppressivi 2.3 e 2.4. Replicando alle osservazioni del rappresentante del Governo, osserva che è lo stesso provvedimento in esame che determinerà un aumento incontrollato di migranti irregolari. Da ciò discende evidentemente la necessità di costruire altri centri per il rimpatrio e di stanziare nuove risorse. Infine, per accrescere l'efficacia dell'accordo bilaterale con la Tunisia, sarebbe opportuno evitare dichiarazioni improvvide, come quelle pronunciate dal Ministro dell'interno lo scorso giugno, al fine di favorire cordiali relazioni diplomatiche. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato