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Abbiamo preparato, poi, una serie di emendamenti migliorativi che andavano proprio nella direzione richiesta dal mondo reale; da quel mondo reale che troppo spesso dimostrate di non conoscere e di tenere a debita distanza dalle vostre ideologie, che sono un po' troppo fantasiose e strampalate (Applausi). Non a caso avete voluto inserire alcuni emendamenti che, invece che semplificare, vanno nella direzione della complicazione, dell'allungamento dei tempi e dell'inasprimento della burocrazia, inseguendo la vostra natura completamente slegata dalla praticità. Si tratta del decreto semplificazioni, ma la maggioranza presenta 2.000 emendamenti: vi rendete conto che siete voi stessi la complicazione del Paese? (Applausi) . Devo però darvi atto che questo non è sempre vero: quando si tratta di agevolare qualcosa che vi sta a cuore, siete infatti bravissimi a scavalcare qualunque procedura e a mettere da parte proprio quel principio di condivisione e di partecipazione, che dite vi dovrebbe contraddistinguere. D'altronde, il PD governa con i 5 Stelle e i 5 Stelle governano col PD: è nei fatti (Applausi) . Ci spiegate cosa vi ha spinto a dire addio alla trasparenza per le grandi opere pubbliche, andando ad abolire il coinvolgimento delle comunità? Cosa dovete fare di nascosto? Tanto ormai è chiaro che la TAV si farà, e anche la TAP, così come il Terzo valico dei Giovi, solo per fare tre esempi. È abbastanza evidente che Conte vi ha insegnato molto bene il gioco delle tre carte (Applausi) . Continuate a chiedervi perché abbiamo tolto la fiducia a Conte un anno fa, ma la risposta è chiara ed è nei fatti: andiamo a velocità e in direzioni diverse. Noi togliamo e voi aggiungete; noi diamo fiducia ai lavoratori e voi giudicate i privati come delinquenti a prescindere; noi cerchiamo di agevolare chi ha iniziativa e voi solamente ieri in quest'Aula avete avuto il coraggio di definire gli imprenditori dei "prenditori". Dovete vergognarvi! (Applausi) . Per fortuna, però, qualche volta ci avete ascoltato, approvando, più o meno consapevolmente - ciò dipendeva un po' dall'ora della notte o della mattina - nostri emendamenti migliorativi e questo vi ha fatto fare un figurone. Di ciò vi siamo grati, anche se sarebbe più giusto il contrario - intendiamoci - ma siamo certi che saranno molto più contenti gli imprenditori, i dipendenti e i cittadini in generale. Sin qui, nelle parti dove avete accettato il nostro contributo, il bicchiere è infatti mezzo pieno. Poi, però, avete deciso di fare anche di testa vostra e il bicchiere diventa quindi mezzo vuoto. Avete stravolto l'articolo 10 del provvedimento, andando a devastare - lo ripeto: devastare - la possibilità di incentivare la rigenerazione urbana. Un decreto semplificazioni dovrebbe dare respiro e slancio al mondo del lavoro, ma voi avete costruito una gabbia, in grado di soffocare e affossare ogni possibilità di recupero edilizio, ponendo vincoli, costi e paletti, che renderanno impossibile rigenerare le aree abbandonate a prezzi ragionevoli e in tempi accettabili. Dobbiamo dirci chiaramente che la modifica voluta da LeU e poi votata da PD, MoVimento 5 Stelle e Renzi aggraverà la crisi di un settore trainante, che già è boccheggiante, come quello dell'edilizia, a meno che non si vada a costruire su nuove aree verdi. Bravissimi: avete ottenuto l'esatto effetto opposto di quello che andate dicendo, vale a dire cementificazione, invece che rigenerazione urbana (Applausi) . Per fortuna noi della Lega siamo riusciti a ottenere una proroga delle misure emergenziali - come diceva il bravo collega Augussori - e lo sblocco degli appalti fino al 31 dicembre 2021: una vera boccata d'ossigeno per il settore, che speriamo potrà a questo punto diventare strutturale, già dal prossimo provvedimento utile. Si sarebbe potuto fare molto di più anche in tema ambientale, ma anche in questo caso le ideologie delle parti più a sinistra delle vostra variopinta coalizione di maggioranza hanno posto veti e paletti insormontabili. Avremmo potuto risolvere alcuni problemi legati ai rifiuti secondari o alla produzione interna di energia, ma sarebbe servita una visione del futuro, che semplicemente non siete in grado di costruirvi. Per fortuna anche qui, però - l'ora era ormai tarda - avete accolto alcuni dei nostri suggerimenti, che hanno permesso di introdurre norme funzionali, come gli incentivi per gli impianti fotovoltaici sulle aree dismesse. Anche in questo caso servirebbe un Governo con le idee molto più chiare, ovvero un Governo a guida Lega. Veniamo poi a un settore che mi sta molto a cuore: la mobilità e i trasporti. Ci avete detto che nel provvedimento al nostro esame non potevano essere accettate nuove norme che prevedessero un impegno di spesa (cosa che tra l'altro non è vera, perché già nel testo base molti articoli prevedevano tale impegno). Ci avete detto che si sarebbero potuti aggiungere nuovi emendamenti o articoli con nuove spese nel decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104. Abbiamo seguito le vostre richieste e rimandato tutte le nostre proposte alla successiva conversione in legge di tale provvedimento, anche se effettivamente tanto si potrebbe fare anche per un settore come quello del rinnovo del parco mezzi circolante, se solo si ragionasse su quello che effettivamente va incentivato. Abbiamo quindi semplicemente chiesto di risolvere alcuni problemi senza spesa. Abbiamo chiesto - ad esempio - di risolvere il problema delle revisioni dei mezzi pesanti. Qui mi chiedo se abbiate mai parlato con chi lavora nel settore, con i trasportatori, con chi fa le revisioni nelle motorizzazioni civili o con chi ha delle officine private. Se volete, vi do volentieri qualche numero di telefono. (Applausi) . Mi sembra sinceramente che siate un po' slegati dal settore. Ci sono centinaia di camion, che stanno viaggiando in questo momento e in questi giorni, che dovrebbero essere revisionati ogni anno, e la cui revisione è scaduta anche da due anni. Sono quindi tre anni che non effettuano la revisione. Ciò accade perché le motorizzazioni non riescono a soddisfare le richieste che ricevono. Il problema sarebbe semplicemente e facilmente risolvibile permettendo di effettuare tali revisioni all'esterno, nelle officine private. Il Ministero continua però ad opporsi, dicendo che ci sarebbe un ammanco di gettito, senza riuscire a capire che lo Stato avrebbe invece tre guadagni in termini di sicurezza, semplificazione e - udite, udite - entrate. Bisognerebbe infatti capire che si incasserebbero le imposte delle revisioni che verrebbero smaltite dalla coda e che invece non riescono ad esserlo, e in più si potrebbe anche avere un incasso da eventuali gare che si potrebbero fare per l'esternalizzazione, per il momento semplicemente anche a tempo determinato. In sintesi, pensate di continuare a far... (Il microfono si disattiva automaticamente). ...in una situazione di pericolo, oppure credete che sia il caso di risolvere la situazione?