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gli studenti napoletani fanno parte di uno dei quasi 200 team in gara di tutte le scuole del mondo, ma, al contrario di molte altre scuole nel resto di Europa e in altri Stati, l'istituto Righi come molte delle scuole italiane non ha a disposizione risorse specifiche e neppure può fare affidamento su sostegni economici di grandi sponsor del settore come Apple o Microsoft; oggi, infatti, sono necessarie iniziative formative a tutti i livelli del sistema dell'istruzione e della formazione professionale per far fronte alla crescente domanda di nuove competenze e figure professionali specializzate; dall'utilizzo di software alla digitalizzazione dei processi, dalla conoscenza (fino ad arrivare a una rapida padronanza) della nuova strumentazione tecnologica alla capacità di adattarsi ai rinnovati processi aziendali, anche attraverso forme flessibili di organizzazione del lavoro, la rivoluzione in atto portata da "Industria 4.0" sta cambiando, e rapidamente, specie nelle imprese più innovative, professioni e competenze; non sempre la "formazione" delle risorse umane è in linea con le novità in arrivo: molto spesso gli imprenditori lamentano competenze esclusivamente "teoriche", scarso spirito imprenditoriale e, in generale, un elevato gap "digitale"; proprio per rispondere a queste nuove richieste, nel 2015 è stato lanciato il piano nazionale scuola digitale (PNSD) che indica le linee di indirizzo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per il sostegno a una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell'era digitale. Il piano rappresenta un pilastro fondamentale della legge n. 107 del 2015 e fornisce una visione operativa rispetto alle più importanti sfide di innovazione del sistema pubblico; al centro di questa visione vi sono l'innovazione del sistema scolastico e le opportunità dell'educazione digitale; nella medesima legge, al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, è stata prevista l'obbligatorietà dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che oggi rappresentano un'innovazione didattica fondamentale. Sono uno strumento che offre agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il futuro di studi e lavorativo. La misura risponde agli orientamenti europei in tema di diffusione di forme di apprendimento che si avvalgano della transizione tra scuola e lavoro, alla base della strategia "Europa 2020" per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, e confermati nella "New skills agenda for Europe" del 2016; considerato che: il documento programmatico di bilancio 2019 prevede che la spesa per l'istruzione in rapporto al Pil diminuisca dello 0,1 per cento nel prossimo anno: tale prospettiva sembra essere suffragata dai tagli previsti nel disegno di legge di bilancio per il 2019, attualmente in discussione alla Camera dei deputati; inoltre, per compensare gli effetti delle misure previste dal decreto fiscale, che produrranno inizialmente effetti di gettito negativi, si sono resi necessari tagli per 29 milioni di euro anche al bilancio del Ministero dell'istruzione, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per tutelare le nostre straordinarie eccellenze e per consentire agli studenti tutti di competere alla pari con i loro coetanei; quali iniziative di competenza intenda mettere in campo per proseguire sulla strada degli investimenti avviata nella XVII Legislatura, al fine di consolidare gli stanziamenti chiave e rilanciare il piano nazionale scuola digitale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00848 AIMI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della giustizia e della salute Premesso che: "Veleno" è il titolo di una inchiesta a puntate realizzata dai giornalisti Alessia Rafanelli e Pablo Trincia su presunti abusi sessuali commessi da una setta satanica in Emilia negli anni '90, in particolare nel modenese, tra Mirandola e Massa Finalese. All'epoca 16 bambini furono allontanati dalle loro famiglie naturali. A distanza di 20 anni, alcuni di loro, diventati adulti, avrebbero raccontato di essere stati indotti ad inventare i fatti per i quali le famiglie vennero poi accusate; i contenuti dell'inchiesta sono stati riportati, e continuano a essere riportati, a vario titolo, dalla stampa locale e nazionale; l'ultima puntata dell'inchiesta, in ordine di tempo, risale all'11 novembre 2018: in questa nuova puntata di "Veleno" il giornalista Trincia raccoglie ulteriori testimonianze in merito alla vicenda di una bambina, portata via dalla sua famiglia nella notte del 12 novembre 1998. Si tratta della notte in cui vennero allontanati sei bambini di Massa Finalese dalle loro famiglie; "Mi sono sentita sequestrata", è la sconvolgente affermazione di una delle donne (oggi 29 anni), all'epoca bambina. Un'altra donna (28 anni) afferma di aver avuto la "certezza" di aver inventato tutto "al 100 per cento". Il tutto, all'interno dell'ultima puntata dell'inchiesta "Veleno"; anche la testimonianza di un ex dipendente della Ausl, che afferma come quanto accaduto nella bassa modenese fosse una sorta di "progetto pilota", con la finalità di intercettare finanziamenti e risorse economiche, è un'accusa che va indubbiamente verificata. È doveroso, a parere dell'interrogante, che il Ministero della giustizia assuma ogni iniziativa utile, volta a verificare se tali affermazioni rispondano a verità, al fine di assumere eventuali, conseguenti, provvedimenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; quali verifiche di competenza abbiano avviato o intendano avviare in merito ai fatti del 1998 sopra esposti e agli sviluppi evidenziati dall'inchiesta "Veleno", con particolare riferimento all'attività svolta dagli enti pubblici dell'area socio-sanitaria; se, anche alla luce dei fatti riportati nell'inchiesta, intendano inviare ispettori ministeriali nelle zone interessate dai fatti stessi, per fare piena luce sugli ultimi sviluppi di questa dolorosa, quanto mostruosa vicenda e anche al fine di verificare l'operato dei servizi sociali dell'epoca. Atto n. 4-00849 LANNUTTI DI NICOLA MORRA DI GIROLAMO DE BONIS VONO LEONE TRENTACOSTE CORRADO Marco PELLEGRINI CASTELLONE ROMANO PARAGONE DRAGO FENU BUCCARELLA LOMUTI DI PIAZZA PESCO BOTTO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 7 novembre 2018 si è dimesso l'amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, dopo l'intervento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che gli aveva comunicato l'intenzione di non proseguire la fusione tra Anas e Ferrovie; sono seguite le dimissioni dei consiglieri di amministrazione Fiorani e D'Andrea, facendo così decadere l'intero board ; restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all'interno di Anas nel contesto del cambio di governance , come riportato nel precedente atto di sindacato ispettivo 4-00656, con i quali sarebbe stato nel frattempo instaurato un rapporto contrattuale a tempo indeterminato;