[massime]

Procedimento civile - Regolamento necessario di competenza - Esclusione per le sentenze del giudice di pace che pronuncino sulla competenza senza decidere il merito della controversia - Lamentata lesione del diritto di difesa e delle regole del giusto processo, nonché dei principi di uguaglianza e del giudice naturale precostituito per legge - Mancata precisazione degli effetti che la pronuncia additiva richiesta avrebbe sul giudizio 'a quo', per il quale il rimettente stesso assume il sopravvenuto difetto di interesse - Questione prospettata in via alternativa e non subordinata rispetto ad altra - Manifesta inammissibilità. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 46 cod. proc. civ. (anche in combinato disposto con gli artt. 353 e 354 cod. proc. civ.), censurato, in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 111 Cost., nella parte in cui esclude l'applicabilità dell'art. 42 cod. proc. civ. in tema di regolamento necessario di competenza, avverso le sentenze del giudice di pace che pronuncino sulla competenza, anche ai sensi degli artt. 39 e 40 cod. proc. civ. senza decidere il merito della controversia. Invero, il Tribunale rimettente, pur dando atto della contemporanea pendenza, dinanzi a sé, di due procedimenti "aventi lo stesso oggetto sostanziale", l'uno in appello e l'altro in primo grado a seguito di riassunzione dello stesso entro i termini indicati dal giudice di pace, non precisa alcunché circa la compatibilità tra tale riassunzione e l'attualità dell'interesse ad impugnare, e quindi sull'ammissibilità dell'appello. Tale lacuna comporta la mancata precisazione degli effetti che la pronuncia additiva richiesta avrebbe sul giudizio a quo , per il quale il rimettente stesso espone il sopravvenuto difetto di interesse. Inoltre, la questione è proposta in via alternativa rispetto ad altra e non già in via subordinata come formalmente enunciato nell'ordinanza di rimessione.