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In questo contesto si inseriscono le varie disposizioni in materia di pianificazione, quali quelle inerenti l'adozione di appositi strumenti urbanistici attuativi (articolo 11) ovvero, in tutt'altro ambito, quelli in materia di programmazione delle infrastrutture ambientali. Infine, ed è questa l'ultima delle direttrici di fondo del presente articolato normativo, si è ritenuto di rafforzare ulteriormente la già penetrante disciplina a tutela della legalità, della trasparenza e dell'ordine pubblico nella gestione degli interventi di ricostruzione. L'esperienza pratica ha ampiamente dimostrato che la ricostruzione post-sisma costituisce una delle occasioni più ghiotte per l'infiltrazione della criminalità organizzata, in relazione sia agli affidamenti degli appalti per la ricostruzione che all'erogazione dei contributi pubblici destinati alla ricostruzione privata. Pertanto, al fine di assicurare la massima impermeabilità degli interventi disciplinati dal presente decreto compatibile con il rispetto delle normative europee in materia, sono stati introdotti nuovi e innovativi strumenti di prevenzione e controllo, utili ad assicurare la piena conoscenza degli interlocutori individuati per la ricostruzione e la costante vigilanza in ogni fase dell'assegnazione delle risorse, dell'affidamento degli appalti e contratti relativi agli interventi e della loro successiva esecuzione. Venendo all'esame in dettaglio dei contenuti del decreto, esso si articola in cinque titoli a loro volta distinti in più capi, per un totale di 53 articoli ed un allegato, contenente l'elenco dei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016. Il titolo I enuncia i principi regolatori di quella che si è detto essere la governance degli interventi di ricostruzione, attraverso il riconoscimento del ruolo centrale della figura del Commissario straordinario nominato col decreto del Presidente della Repubblica 6 settembre 2016, vero e proprio motore di tutte le misure e procedure disciplinate dal decreto medesimo. Le disposizioni di questo titolo vanno lette in stretta correlazione con quelle del titolo V inerente la struttura commissariale vera e propria. All'articolo 1 è preliminarmente individuato l'ambito territoriale di operatività del Commissario, che, come da decreto del Presidente della Repubblica del 9 settembre 2016, attiene ad attività distinte da quelle strettamente emergenziali afferenti alla protezione civile, in quanto la finalità della relativa azione si deve concretizzare nella corretta ricostruzione e recupero culturale, sociale ed economico del territorio. Pertanto si è tenuto conto, allo scopo, su proposta del Commissario, sentite le regioni interessate, di criteri di omogeneità che delineano un’area di operatività delle misure previste nel provvedimento articolata in modo innovativo rispetto al passato, anche perché del tutto nuove sono le prerogative commissariali. In particolare, la scelta è stata effettuata sulla base dei danni prodotti dall'evento sismico agli immobili nonché, per la omogeneità delle caratteristiche socio-economiche delle aree stesse interessate dai fenomeni di danneggiamento, sulla base dei principi desumibili dalla strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, di cui all'Accordo di partenariato per l'utilizzo dei fondi a finalità strutturale assegnati all'Italia per il ciclo di programmazione 2014-2020, finanziati con l'articolo 1, commi 13, 14, 15, 16 e 17, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, l'articolo 1, commi 674 e 675, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e l'articolo 1, comma 811, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, nonché ai conseguenti provvedimenti attuativi. Inoltre, è prevista la possibilità di estendere la disciplina delle misure previste nel decreto anche ad immobili distrutti o danneggiati ubicati in altri comuni estranei alla elencazione di cui in allegato 1, purché siti in una delle quattro regioni interessate, laddove sia dimostrato dall'avente diritto che deve avanzare in tal senso apposita istanza, corredata di perizia giurata, il nesso di causalità fra i danni subiti e gli eventi sismici del 24 agosto 2016 e seguenti (comma 2). La disposizione si completa con la previsione della lettera d) dell'articolo 2, che, nell'elencare le funzioni del Commissario e dei vice commissari, attribuisce al primo il potere di individuazione di suddetti immobili -- rectius di censire in maniera ricognitiva quelli rispondenti ai requisiti previsti dal decreto. Da questa fondamentale distinzione fra le due possibili aree di incidenza degli eventi sismici, individuati con i criteri già enucleati e riportati all'allegato 1 e comuni ulteriori per i quali i danni subiti devono essere documentati, tali da costituire due cerchi concentrici di dimensioni diverse, discende una diversa incidenza delle previsioni e misure contenute nelle norme successive: laddove si faccia riferimento ai «comuni di cui all'allegato 1», la previsione o misura va riferita ai soli comuni inclusi nominativamente nell'allegato medesimo; laddove, invece, siano richiamati i «comuni di cui all'articolo 1», ci si riferirà omnicomprensivamente a tutti i comuni beneficiari delle misure medesime, individuati dal Commissario secondo le modalità poc'anzi descritte. È evidenziata la necessità di assicurare l'immediato avvio delle attività di ricostruzione, in continuità con quanto posto in essere nella fase emergenziale dagli organismi di protezione civile, disponendo altresì che il «quadro normativo» straordinario finalizzato alla ricostruzione (e, quindi, non solo il presente decreto, ma anche tutti i provvedimenti attuativi e le eventuali altre disposizioni primarie che dovessero sopravvenire) è destinato a restare in vigore fino al 31 dicembre 2018 (comma 4). I Presidenti delle regioni operano in qualità di vice commissari. Tra le funzioni e i poteri del Commissario, elencati dall'articolo 2, oltre alle funzioni di direzione e coordinamento degli interventi di ricostruzione pubblica e privata (comma 1, lettere b) ed e) ) ed all'indispensabile raccordo con gli organismi di protezione civile per le attività di rispettiva competenza (comma 1, lettera a) ), fondamentale è il compito (comma 1, lettera c) ) di operare, tramite propri provvedimenti adottati previa intesa con le regioni interessate ed il MIBACT e secondo criteri omogenei, una ricognizione complessiva dei danni e la conseguente stima del fabbisogno finanziario, definendo altresì la programmazione delle risorse nei limiti di quelle assegnate. Lo strumento attraverso il quale il Commissario esercita il suo potere regolatorio, anche in deroga, secondo quanto consentito dal decreto medesimo, è l'ordinanza emanata sempre previa intesa con i Presidenti delle regioni, «consultate» nell'ambito di un apposito momento collegiale denominato «cabina di coordinamento» (articolo 1, comma 5). Il riferimento a tale ordinanza, attraverso il richiamo dell'articolo 2, comma 2, torna in vari punti del testo per focalizzare i singoli argomenti oggetto di disciplina da parte del commissario. La disciplina contenuta negli articoli 1 e 2, peraltro, pur nella sua specialità dettata dalle specifiche finalità del decreto-legge, non deroga in nulla all'ordinario assetto delle competenze statali e regionali, con le quali anzi si pone pienamente in linea.