[ddlpres]

b sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 9 - ter . L'istituzione di un nuovo parco assorbe tutte le altre aree protette, nazionali, regionali o locali, comprese nel territorio del parco stesso. 9 - quater. Sono attribuite all'ISPRA le funzioni di supporto tecnico-scientifico, nonché di monitoraggio e controllo ambientali e di ricerca, in materia di aree naturali protette, biodiversità e protezione dell'ambiente marino e costiero. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono individuati specificamente i compiti attribuiti dal presente comma all'ISPRA, che ne assicura l'adempimento nell'ambito delle proprie attività istituzionali. A tal fine, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del citato decreto, l'ISPRA procede al conseguente adeguamento statutario della propria struttura organizzativa. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». 2 Le attività di cui al presente articolo devono essere svolte con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente senza che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2 (Abrogazione dell'articolo 3 e modifica dell'articolo 4 della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 3 della legge n. 394 del 1991 è abrogato. 2 L'articolo 4 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 4. - (Piano nazionale triennale di sistema per le aree naturali protette). – 1. Il sistema nazionale delle aree naturali protette è costituito dalle aree naturali protette di cui all'articolo 2. 2. Il Piano nazionale triennale di sistema per le aree naturali protette, di seguito denominato “Piano di sistema”, sulla base delle disponibilità finanziarie: a) individua il sistema nazionale delle aree naturali protette, terrestri e marine; b) definisce linee strategiche, finalità, programmi operativi e progetti coerenti con le politiche di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico per le aree naturali protette e con la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati in sede internazionale e contenuti nell'Agenda globale per lo sviluppo sostenibile 2030, nonché misure di attuazione, per quanto di competenza, della strategia nazionale delle Green community , di cui all'articolo 72 della legge 28 dicembre 2015, n. 221; c) indica le risorse finanziarie, a legislazione vigente, i criteri e le modalità per la realizzazione dei programmi e dei progetti di cui alla lettera b) , provenienti anche dall'Unione europea e da altri contributi nazionali, regionali e internazionali, riservando almeno il 50 per cento delle risorse complessive alle aree protette regionali e alle aree marine protette; d) individua i criteri, le strategie e i programmi, con particolare riferimento al settore dell'informazione e dell'educazione allo sviluppo sostenibile integrale, a cui si uniformano lo Stato, le regioni e gli organismi di gestione delle aree protette nell'attuazione del Piano di sistema per quanto di loro competenza. 3. Le regioni cofinanziano con proprie risorse il Piano di sistema, secondo modalità e criteri oggetto di accordi e intese con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 4. Proposte relative al Piano di sistema possono essere presentate al Comitato di cui all'articolo 33 da ciascun componente dello stesso. 5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta la proposta di Piano di sistema al Comitato di cui all'articolo 33, il quale delibera entro i successivi quattro mesi. Decorso tale termine, il Piano di sistema, che ha durata triennale ed è aggiornato annualmente, è approvato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 6. Nell'ambito dei progetti finanziati ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, una quota dei proventi delle aste di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per gli anni 2018, 2019 e 2020, nel limite di 10 milioni di euro annui, è destinata prioritariamente al finanziamento delle attività previste dal Piano di sistema 2018-2020 di cui al comma 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio». 3 (Modifiche all'articolo 4 del decreto legislativo n. 23 del 2011 in materia di contributo di sbarco a favore delle aree protette) 1 All'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, dopo il comma 3- bis sono aggiunti i seguenti: « 3-ter . I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori in cui sono istituite aree naturali protette terrestri o marine ed i comuni nel cui territorio insistono isole minori ove sono istituite aree protette naturali terrestri o marine possono destinare il gettito del contributo di cui al comma 3- bis per finanziare, in accordo con l'ente gestore dell'area protetta, interventi volti alla tutela ambientale, alla conservazione della biodiversità, al ripristino o al restauro di ecosistemi naturali e del patrimonio archeologico e culturale, alla promozione del turismo sostenibile del territorio, nonché ad attività di educazione ambientale. 3-quater . I comuni di cui al comma 3- ter possono inoltre deliberare, esclusivamente per le finalità di cui al medesimo comma 3- ter , una maggiorazione, fino ad un massimo di 2 euro, del contributo di sbarco di cui al comma 3- bis , nelle medesime forme ivi previste. 3-quinquies . I comuni facenti parte di un'area marina protetta possono richiedere un contributo di sbarco con le stesse finalità e modalità di cui al comma 3- bis ». 4 (Modifica dell'articolo 7 della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 7 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 7. - (Misure di incentivazione). – 1. Le regioni destinano prioritariamente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nel quadro della programmazione dei fondi per lo sviluppo ad esse attribuiti dall'Unione europea, una quota delle risorse dei piani operativi regionali (POR) ai territori compresi in un parco nazionale o in un parco naturale regionale, previa intesa con i rispettivi enti di gestione, per i seguenti obiettivi: a) restauro conservativo dei centri storici e di edifici di particolare valore storico e culturale; b) recupero e valorizzazione dei nuclei abitati rurali; c) opere igieniche e idropotabili e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo; d) opere di conservazione e di riqualificazione ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali; e) attività culturali legate alla tutela ambientale e alla valorizzazione dell'area protetta; f) agriturismo; g) attività sportive compatibili; h) interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili; i) mantenimento dei livelli essenziali nell'erogazione dei servizi pubblici;