[ddlpres]

Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Onorevoli Senatori. – Le banche, custodi dei soldi dei risparmiatori, sono da sempre oggetto di scandali e vicende poco chiare. Occorre trasparenza e chiarezza su alcuni fenomeni che ruotano intorno al sistema bancario italiano, anche per dare seguito al lavoro di inchiesta svolto dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, di cui alla legge 12 luglio 2017, n. 107, durante la XVII legislatura. Una commissione di vigilanza sul sistema bancario è doverosa per dare adeguata e compiuta attuazione ai princìpi sanciti dalla nostra Carta Fondamentale all'articolo 47: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese». Il decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, in attuazione della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, ha istituito un nuovo quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento. In particolar modo le disposizioni di cui al titolo IV, capo IV, sezione III, del medesimo decreto legislativo sono dedicate all'istituto del « bail-in », in base al quale è predisposta una complessa procedura di compensazione tra le perdite degli enti creditizi e delle imprese di investimento e il valore delle azioni e di altri strumenti finanziari detenuti da investitori e risparmiatori. A seguire il recepimento della direttiva 2014/59/UE, diversi sono stati gli interventi legislativi volti a «evitare» una piena applicazione della richiamata disciplina. In particolar modo con il decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183, «Disposizioni urgenti per il settore creditizio», le cui disposizioni sono confluite nella legge 28 dicembre 2015, n. 208, è stata disposta la risoluzione di Cassa di risparmio di Ferrara Spa, Banca delle Marche Spa, Banca popolare dell'Etruria e del Lazio – Società cooperativa e Cassa di risparmio di Chieti Spa; successivamente con il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, sono state assunte disposizioni urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio nonché per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa, e, proprio al fine di mitigare gli effetti pregiudizievoli ricaduti sui risparmiatori, con l'articolo 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 è stato istituito un Fondo di solidarietà per l'erogazione di prestazioni in favore degli investitori che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalla Banca delle Marche Spa, dalla Banca popolare dell'Etruria e del Lazio – Società cooperativa, dalla Cassa di risparmio di Ferrara Spa e dalla Cassa di risparmio della provincia di Chieti Spa, sottoscritti o acquistati entro la data del 12 giugno 2014; sempre per i risparmiatori delle medesime banche con l'articolo 9 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, è stata istituita anche la procedura di un indennizzo forfettario a condizione che gli strumenti finanziari fossero stati acquistati entro il 12 giugno 2014 e fossero detenuti alla data della risoluzione delle banche. Le medesime misure di ristoro, ai sensi dell'articolo 6 del citato decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, sono state previste anche per i risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa È doveroso precisare che le misure legislative introdotte hanno rimediato solo in parte ai pregiudizi di carattere economico arrecati ai risparmiatori; infatti è precluso l'accesso al «Fondo di solidarietà con erogazione diretta» per gli strumenti finanziari acquistati dopo la data del 12 giugno 2014 e l'accesso all'indennizzo forfettario del medesimo Fondo è subordinato a due condizioni: a) la disposizione di un patrimonio mobiliare di proprietà dell'investitore di valore inferiore a 100.000 euro; b) la percezione di un reddito complessivo dell'investitore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche nell'anno 2014 inferiore a 35.000 euro. Infine l'articolo 1, comma 1106, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un Fondo di ristoro finanziario con una dotazione di «soli» 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020 e 2021 per l'erogazione di misure di ristoro in favore di risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia degli arbitri presso la camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all'articolo 210 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione ai sensi del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa, dopo il 16 novembre 2015 e prima della data di entrata in vigore della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Appare con tutta evidenza che le soluzioni normative siano risultate inadeguate e insufficienti a garantire una piena tutela del risparmio dei cittadini in linea con i princìpi costituzionali sanciti dall'articolo 47. Risulta quindi doverosa l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario italiano che abbia il compito di: a) verificare la documentazione raccolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario istituita nella XVII legislatura; b) valutare l'opportunità di istituire una «superprocura» per i reati bancari e finanziari o estendere la competenza della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo all'ambito di indagine relativo ai reati finanziari e bancari;