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Disposizioni per la diminuzione del divario digitale e la gestione dei nodi di interconnessione della rete internet. Onorevoli Senatori. – La realizzazione delle reti a banda larga e banda ultra larga è essenziale per realizzare gli obiettivi dell'Agenda digitale europea e per fornire una spinta alla crescita dell'economia. Il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea impone una sfida importante dal cui risultato dipende, in buona misura, lo sviluppo dell'Unione europea nei prossimi anni. Tutti i Paesi dell'Unione – in particolare quelli del Nord Europa che detengono la leadership registrando le performance migliori sia nel livello di sviluppo infrastrutturale sia nell'utilizzo di internet da parte dei cittadini/utilizzatori – hanno intrapreso, seppur con ritmi ed intensità diverse, un percorso di infrastrutturazione ed investimento nelle diverse tecnologie. L'Italia continua a trovarsi in ritardo non solo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche in relazione al livello di cultura digitale ed alfabetizzazione informatica che risulta tra le più basse a livello europeo. L'I-Com Broadband Index (IBI) ha fotografato la situazione dell'Italia sintetizzando indicatori concernenti, da un lato, lo sviluppo delle reti e, dall'altro, il livello di maturità della domanda, posizionando l'Italia al terzultimo posto nel ranking . Una ulteriore conferma della necessità di interventi utili al miglioramento della situazione attuale arriva dalla pubblicazione del Digital Economy and Society Index (DESI), a cura della Commissione europea, che assegna all'Italia il 25º posto, sia nel 2017 che nel 2018, dunque la nostra Nazione si colloca quart'ultima in classifica e prima soltanto di Grecia, Bulgaria e Romania. Uno degli obiettivi primari dell'Agenda digitale italiana è quello della riduzione del digital divide e dei forti divari regionali che si registrano nel nostro Paese. I dati ISTAT relativi all'anno 2016 mostrano che in Italia esiste ancora un forte gap infrastrutturale rispetto alla network society . L'accesso a internet è disponibile in media nel 69,2 per cento delle famiglie italiane; questo dato è cresciuto negli ultimi anni grazie alla diffusione delle connessioni mobili attraverso l'utilizzo degli smartphone , mentre quello delle famiglie che possiedono una connessione fissa a banda larga resta stabile. Meno della metà delle famiglie italiane, ovvero il 48,8 per cento, possiede una connessione fissa a banda larga, come è possibile rilevare dagli ultimi dati ISTAT disponibili ad oggi. Il digital divide tra Nord e Sud va inquadrato in una situazione di mediocrità complessiva. In particolare, però, preoccupa la quasi completa stagnazione di Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia, che negli ultimi anni sono cresciute di pochi punti percentuali e che registrano valori pari o prossimi a zero per quanto concerne la copertura per la banda ultralarga a 100 Mbps, seguiti da Campania e Puglia poco sopra questi valori. Quel che preoccupa dunque è anche la velocità delle connessioni broadband , dove l'Italia resta tra le ultime in Europa. Tuttavia, anche in Italia vi sono fasce della popolazione che già fanno un uso intensivo di internet e che, in prospettiva, possono fungere da traino per una domanda di servizi della società dell'informazione che richiedono una banda trasmissiva elevata quali, in particolare, i servizi di video online ed i servizi di cloud computing . Più precisamente, va considerato che, nei prossimi anni la domanda di banda crescerà considerevolmente, sia con riguardo alla componente residenziale, sia con riguardo alle esigenze della pubblica amministrazione e delle imprese private. Si sono imposti infatti nuovi settori in cui le aziende stanno investendo, citandone alcuni possiamo ricordare: Cloud computing , Internet of Things , Big Data , Mobile App Economy , Industrial Internet of Things , Machine Learning , Cybersecurity , Mobile Payment , Intelligenza Artificiale , Cryptomonete , Social Media , Ecommerce , 3D Printing e altri. Alla luce dei numerosi studi che confermano quanto le comunicazioni costituiscano la struttura portante dell'economia digitale e della società dell'informazione, è possibile affermare che oggi più che mai esse sono un fattore determinante per la competitività e la crescita economica. La Commissione europea realizza oltre al DESI un ulteriore Report annuale denominato Digital Transformation Scoreboard , strumento con il quale vengono monitorati i paesi europei rispetto alla trasformazione digitale. Si tratta di un progetto finanziato dal Programma europeo per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese (COSME). Nella classifica dei paesi che guidano in Europa la trasformazione digitale, denominata e- leadership , l'Italia ha ottenuto 43 punti posizionandosi nella parte bassa di questa classifica, dove 100, punteggio massimo, è assegnato alla Finlandia ( Paese in testa ) , mentre la Bulgaria la chiude per ultima con 6 punti. Colmare il ritardo che l'Italia sconta nello sviluppo delle reti di comunicazione a banda larga e ultra-larga e nella diffusione delle competenze digitali nella popolazione e tra le imprese rappresenta, pertanto, uno degli obiettivi strategici di maggior rilievo nell'attuale contesto economico per sviluppare una moderna dinamica competitiva in tutti settori dell'economia. Nessun altro settore è in grado di incrementare in misura equivalente lo sviluppo del Paese. A tal riguarda il rapporto Internet Italia 2018 condotto dall'ISTAT assieme alla Fondazione Ugo Bordoni dedica un capitolo agli «Effetti della propensione alla trasformazione digitale sulla performance occupazionale». In questo rapporto è stato rilevato un impatto molto positivo sull'occupazione per quelle aziende che fanno un uso importante dell'ICT e che investono nella digitalizzazione aziendale, soprattutto al SUD e nelle Isole. È evidente, a questo punto, che occorrono politiche estensive volte a diffondere l'uso di internet tra i cittadini e di politiche intensive volte a favorire l'offerta e il consumo di servizi innovativi che richiedono una banda elevata. In tale contesto, appare essenziale garantire che gli enti locali contribuiscano attivamente all'obiettivo di digitalizzazione del Paese attraverso i necessari interventi di semplificazione amministrativa che, coerentemente con le iniziative promosse a livello legislativo e di Governo, possano abbattere il digital divide ed incentivare la diffusione della banda ultra larga. A frenare gli operatori privati nel portare la banda larga ovunque nella rete di accesso, e progressivamente estenderne l'ampiezza, sono stati, ad oggi, i costi elevati di investimento, spesso non sostenibili, cioè non giustificati da adeguati ritorni economici in termini di redditività per l'operatore stesso, come accade ad esempio in zone scarsamente abitate. Esiste però un'ulteriore tecnologia che, sfruttando le tipiche caratteristiche di « network » della rete internet , permette di ottenere un miglioramento dell'efficienza e dell'affidabilità della rete stessa, a parità di ampiezza della banda trasmissiva. Tale miglioramento si basa sull'incremento della «magliatura», realizzato creando degli appositi punti di interscambio tra i vari fornitori di accesso, chiamati IXP. Un internet exchange point (IXP) è un'infrastruttura fisica che permette a diversi fornitori di accesso (internet service provider o ISP) di scambiare traffico internet fra loro, interconnettendo le proprie infrastrutture attraverso accordi reciproci.