[pronunce]

Di ciò vi sarebbe conferma nell'art. 3, commi 2 e 3, del regolamento impugnato, ove è previsto che la erogazione segue (e non precede) la trasmissione dei piani di riparto, e che l'erogazione può essere ordinata direttamente a favore dei comuni. Ulteriore conferma discenderebbe dall'art. 27, comma 2, secondo periodo, della legge e dall'art. 3, comma 4, del regolamento. Ancora, l'inciso secondo cui i finanziamenti "sono comunque aggiuntivi rispetto a quelli già destinati a tal fine" (art. 27, comma 2) si riferirebbe alla finanza comunale e non a quella regionale, come confermerebbe anche l'art. 3, comma 5, del regolamento, ove si legge che le somme da ripartire "sono comunque aggiuntive rispetto a quelle già destinate dalle regioni" alla fornitura di libri di testo, e non "alle regioni". Sicché apparirebbe fuori luogo l'invocazione sia dell'art. 5, comma 2, della legge n. 386 del 1989, sia dell'art. 8, numero 27, dello statuto, in quanto le tabelle allegate al regolamento rispetterebbero appieno la competenza legislativa primaria della Provincia, la quale, infatti, non ha proposto ricorso contro l'art. 27 della legge n. 448 del 1998. Le tabelle impugnate, fra l'altro, non prevedono neppure le Regioni Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia. 3. - Con ricorso notificato il 15 novembre 1999 e depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale il successivo 23 novembre (r. confl. n. 40 del 1999), la Provincia autonoma di Bolzano ha promosso a sua volta conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri per l'annullamento parziale del medesimo decreto impugnato dalla Provincia autonoma di Trento, sostenendo la violazione, oltre che dei parametri già invocati da quella Provincia, di cui si è dato conto al punto 1, anche del Titolo VI del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 e dell'art. 12 del d.lgs. 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto in materia di finanzia regionale e provinciale). Anche secondo la Provincia di Bolzano il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe dovuto includere le province autonome tra i destinatari del finanziamento, in quanto quest'ultimo riguarderebbe la materia, di competenza provinciale, dell'assistenza scolastica. Le argomentazioni sono in parte analoghe a quelle svolte nel ricorso della Provincia di Trento. In particolare, la Provincia di Bolzano ritiene di non poter essere esclusa dai finanziamenti statali, sia che si tratti di fondi speciali istituiti per garantire livelli minimi di prestazioni in modo uniforme su tutto il territorio nazionale (primo comma dell'art. 5 della legge n. 386 del 1989), sia che si tratti di finanziamenti per i quali sia previsto il riparto o l'utilizzo a favore delle Regioni (secondo comma dello stesso articolo). Sulla base della giurisprudenza costituzionale si dovrebbe ritenere che il caso della fornitura gratuita di libri di testo ricada più nel primo che nel secondo comma dell'art. 5, essendo essa diretta a perseguire un obiettivo che è di politica sociale e non già di politica economica. Ma se pure non si ricadesse nel primo comma dell'art. 5, allora si ricadrebbe certamente nella disciplina del secondo comma, e sarebbe applicabile anche il disposto del terzo comma, secondo cui il finanziamento spetta alla Provincia di Bolzano "a prescindere da qualunque adempimento previsto dalle stesse leggi ad eccezione di quelli relativi all'individuazione dei parametri o delle quote di riparto". I parametri di riparto sarebbero quelli individuati dall'art. 3, comma 1, del decreto impugnato (riparto in ragione della percentuale di famiglie con reddito netto fino a 30 milioni, rilevata dall'Istat), secondo quanto indicato dalle tabelle A(1) e A(2), le quali, tuttavia, ignorano la Provincia ricorrente. 4. - Anche in questo secondo giudizio si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo di dichiarare inammissibile il ricorso, o quanto meno di respingerlo. Le difese sono identiche a quelle contenute nell'atto di costituzione relativo al conflitto sollevato dalla Provincia autonoma di Trento, di cui si è dato conto al punto 2. 5. - Con ricorso notificato il 13 ottobre 2000 e depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale il successivo 18 ottobre (r. confl. n. 46 del 2000) , la Provincia autonoma di Trento ha promosso conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri per l'annullamento parziale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2000, n. 226 (Regolamento recante conferma con modificazioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320, concernente disposizioni di attuazione dell'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo), per violazione dell'art. 8, numero 27, dell'art. 9, numero 2, dell'art. 16 e del titolo VI del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 e delle relative norme di attuazione, nonché dell'art. 5 della legge 30 novembre 1989, n. 386 e dell'art. 12 del d.lgs. 16 marzo 1992, n. 268. Nel ricostruire il quadro normativo in modo analogo a quanto già esposto nel ricorso relativo al primo decreto, di cui si è dato conto al punto 1, la ricorrente aggiunge che l'art. 53 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2000), ha stabilito che le disposizioni dell'art. 27 della legge n. 448 del 1998 "continuano ad applicarsi anche nell'anno scolastico 2000-2001", e afferma che il Presidente del Consiglio dei ministri, nel dare attuazione alle due disposizioni appena citate, avrebbe dovuto tenere conto della competenza provinciale e delle disposizioni statutarie ed attuative che regolano i rapporti tra lo Stato e la Provincia stessa, ed in particolare avrebbe dovuto osservare l'art. 5, comma 2, della legge n. 386 del 1989, di integrazione e modifica del titolo VI dello statuto speciale, e l'art. 12 del d.lgs. n. 268 del 1992, così come sostituito dall'art. 7 del d.lgs. n. 432 del 1996, a norma del quale le disposizioni in ordine alle procedure ed alla destinazione dei fondi di cui all'art. 5 della legge n. 386 del 1989 "si applicano con riferimento alle leggi statali di intervento previste, anche se le stesse non sono espressamente richiamate".