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altre volte ci fu l'interruzione di un paio di eventi elettorali in alcuni rioni popolari. Senza dimenticare i tentativi di inquinare il voto nei seggi come riportato in un articolo del 16 giugno 2018 pubblicato su "Il Mattino", intitolato "Castellammare, il clan nei seggi - pacchi alimentari e spesa farcita", dove viene documentata la distribuzione, da parte di un candidato al Consiglio comunale, di pacchi alimentari "farciti di volantini elettorali". C'è, inoltre, da segnalare che da un'intercettazione contenuta in un'inchiesta emergerebbe come un imprenditore definito " border line " si fosse attivato chiedendo voti per un candidato, incassando la risposta positiva dell'interlocutore che rassicura dicendo: "Saranno solo quelli della famiglia stretta, altrimenti vedono numeri troppo alti e si insospettiscono"; per quanto risulta, già l'ex sindaco, in carica da giugno 2016 a febbraio 2018, nel novembre 2017 nel corso di un'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, illustrò ai commissari i tentativi di pressione sul Comune da parte della camorra e in particolare di un pregiudicato, che l'ex sindaco avrebbe anche fatto oggetto di una denuncia presso le forze dell'ordine; si rammenta che gli interroganti, con atto di sindacato ispettivo 4-03600 pubblicato il 4 giugno 2020, avevano evidenziato al Ministro in indirizzo come dall'inchiesta "Olimpo", riguardante un presunto business dei permessi per il progetto di recupero e riqualificazione dell'area ex Cirio di Castellamare di Stabia, era emerso un intreccio politico-affaristico, tale da alterare e condizionare la vita dell'amministrazione comunale, conformemente a quanto stabilito dall'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, testo unico degli enti locali; considerato che: lo stesso procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, nel corso di una recente intervista sul caso Castellammare di Stabia, ha utilizzato parole nette e chiare "La famiglia D'Alessandro è un clan che sopravvive da oltre mezzo secolo. È un meccanismo analogo a quello che si registra nella mafia e nella 'ndrangheta. Si crea una struttura stabile con un controllo militare delle attività illecite e una forza di penetrazione nell'economia e dell'imprenditoria (...) Quello che manca è uno scatto collettivo, una ribellione sociale contro la camorra che coinvolga tutti... registro troppa accondiscendenza e una sorta di indifferenza"; in attesa che gli organi inquirenti concludano le proprie attività investigative, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare le iniziative di competenza per l'istituzione di una commissione d'indagine per l'esercizio dei poteri di accesso e di accertamento di cui all'articolo 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, alla luce degli elementi evidenziati che interessano il comune di Castellammare di Stabia e dell'estesa ingerenza della criminalità organizzata in quest'area. Atto n. 4-05206 PAVANELLI VANIN MAIORINO LEONE BOTTICI PIRRO PRESUTTO ROMANO DI GIROLAMO PUGLIA FERRARA VACCARO CROATTI Ai Ministri della salute e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) in data 24 marzo 2021 ha pubblicato le sue conclusioni 2020 sulle disposizioni della carta sociale europea relative all'impiego, alla formazione e alle pari opportunità; la UE dichiara di essere fondata sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, della giustizia, dello Stato di diritto, del rispetto dei diritti umani e della non discriminazione, come sancito dall'articolo 2 Trattato sull'Unione europea; tutti gli Stati membri hanno assunto obblighi e doveri, nel quadro del diritto internazionale e dei trattati dell'Unione, di rispettare, garantire e soddisfare i diritti fondamentali; il diritto alla parità di trattamento e alla non discriminazione è un diritto fondamentale sancito dai trattati e dalla carta che deve essere pienamente rispettato; che, secondo la carta, la CEDU (Convenzione europea dei diritti dell'uomo) e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono connessi a molteplici diritti umani, tra cui il diritto alla vita, la libertà da trattamenti disumani e degradanti, il diritto di accesso all'assistenza sanitaria, il diritto al rispetto della vita privata, il diritto all'informazione e all'istruzione e il divieto di discriminazione; tali diritti umani sono sanciti anche dalla Costituzione italiana; il Parlamento ha affrontato la questione della salute sessuale e riproduttiva nel quadro del programma "UE per la salute", al fine di garantire un accesso tempestivo ai beni necessari per il rispetto, in tutta sicurezza, della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti (ad esempio medicinali, contraccettivi e attrezzature mediche); il comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne e il comitato sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sottolinea che l'accesso all'aborto sicuro e legale, come pure ai servizi e alle informazioni inerenti, sono aspetti essenziali della salute riproduttiva delle donne, esortando nel contempo i Paesi a porre fine alle restrizioni sulla salute sessuale e riproduttiva delle donne e delle ragazze, in quanto rappresentano una minaccia per la loro salute e le loro stesse vite; l'accesso all'aborto costituisce un diritto umano, mentre il ritardo e la negazione dello stesso costituiscono forme di violenza di genere e possono equivalere a tortura o a trattamenti crudeli, disumani e degradanti; la salute sessuale e riproduttiva rientrano nei traguardi per l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 3, mentre la violenza di genere e le pratiche lesive nei traguardi dell'obiettivo n. 5; l'accesso a informazioni complete e adeguate all'età, all'educazione in materia di sessualità e rapporti affettivi e alla salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, compresi la pianificazione familiare, i metodi contraccettivi e l'aborto sicuro e legale, nonché l'autonomia e la capacità delle donne e delle ragazze di decidere in maniera libera e indipendente sul proprio corpo e sulla propria vita, rappresenta un prerequisito per la loro indipendenza economica e è pertanto essenziale per conseguire la parità di genere ed eliminare la violenza di genere; si tratta del loro corpo ed è dunque una loro scelta; la legge n. 194 del 1978 ha introdotto per la donna il diritto di interrompere volontariamente una gravidanza non desiderata, entro i primi 90 giorni;