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considerato che, la distribuzione e diffusione a livello mondiale della multinazionale indiana Jindal, insieme al fatturato mondiale del gruppo, rendono la vicenda del sito di Terni e dei suoi 142 dipendenti, di difficile comprensione per i vertici aziendali indiani, i manager e i decisori, che sono effettivamente molto distanti dal territorio e dalle conseguenze sociali delle loro scelte; si pone evidentemente il problema di interazione fra entità che non sono poste allo stesso livello di autorità e competenza, sia a livello strategico che di responsabilità; preso atto che, fin dall'inizio del suo mandato il Ministro in indirizzo ha ribadito che al centro della sua iniziativa di Governo ci sarebbe stata la tutela, e il posizionamento e l'internazionalizzazione delle aziende italiane, tanto da spostare le competenze a riguardo dal Ministero dello sviluppo economico presso la Farnesina, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per tutelare la Treofan Italy S.p. A. di Terni, anche tramite diretta interazione sia con il Governo che con il suo omologo indiano, e con la proprietà Jindal. Atto n. 3-02172 NANNICINI FEDELI ROJC STEFANO FERRAZZI BOLDRINI PITTELLA IORI LAUS BITI ALFIERI VATTUONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: domenica 5 dicembre 2020 il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, Domenico Arcuri, ospite della trasmissione "Mezz'ora in +" condotta da Lucia Annunziata, ha dichiarato che le persone straniere regolari saranno vaccinate, quelle non regolari no; in particolare Arcuri ha detto: "tutte le persone che attraversano le nostre strade, e che non lo facciano clandestinamente, possano essere sottoposte alla vaccinazione e ovviamente è importante dire che non lo facciano clandestinamente"; risulta strano agli interroganti l'utilizzo della parola "clandestinamente" riferita a migranti non regolari, che appare una terminologia più consona per chi rappresenta lo Stato italiano; l'art. 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, al comma 3, recita: "Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. " In particolare sono garantite alla lettera c) "le vaccinazioni secondo la normativa e nell'ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni"; l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, si chiede di sapere se le parole del commissario Arcuri siano corrispondenti alla realtà e se sia intenzione del Governo di prevedere la vaccinazione anche agli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno, come previsto dalla legge, e quali saranno le modalità di somministrazione. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02173 ALFIERI VATTUONE Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 16- ter, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 7, recante "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale" introduce all'articolo 93 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il nuovo comma 1- quinquies ; il predetto articolo 93, al comma 1- bis, dispone il divieto di circolazione per chi abbia stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, con un veicolo immatricolato all'estero e reca nei successivi commi 1- ter e 1- quater una serie di adempimenti formali da adempiere nei casi di autoveicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente. Le disposizioni di cui al nuovo comma 1- quinquies, introdotto grazie all'approvazione di un emendamento a prima firma dell'interrogante, prevedono, invece, una serie di ipotesi cui non si applica il citato divieto di circolazione; in particolare, la lettera c) , del comma 1- quinquies ricomprende tra i soggetti residenti in Italia cui è consentito circolare con un veicolo immatricolato all'estero, anche "i lavoratori frontalieri, o quei soggetti residenti in Italia che prestano un'attività di lavoro in favore di un'impresa avente sede in uno Stato confinante o limitrofo, i quali, con il veicolo ivi immatricolato a proprio nome, transitano in Italia per raggiungere il luogo di residenza o per far rientro nella sede di lavoro all'estero"; l'intervento normativo si era reso necessario a seguito dell'approvazione dei due cosiddetti decreti sicurezza, che avevano portato al blocco della circolazione in Italia per i nostri lavoratori frontalieri, che utilizzavano automezzi immatricolati oltre frontiera, sottoponendo i medesimi alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 712 euro, fino ad un massimo di 2.848 euro oltre alla confisca del mezzo. Le nuove disposizioni consentono, dunque, la libera circolazione per i mezzi con targa estera guidati dai frontalieri italiani che lavorano nei Paesi limitrofi, come Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Principato di Monaco, o ancora la Repubblica di San Marino; tuttavia nonostante le nuove disposizioni, i frontalieri italiani che rientrano in Italia alla guida del veicolo aziendale rischiano comunque di dover subire le predette sanzioni. Infatti, come riportato dal segretario e dal legale dell'associazione Frontalieri Autonomi Intemeli, al quotidiano "Il Secolo XIX" in data 9 dicembre 2020, gli uffici della Polizia stradale darebbero una diversa interpretazione della nuova disciplina, ritenendo che sia esentata la sola ipotesi dei lavoratori frontalieri che transitano in Italia alla guida di un veicolo aziendale immatricolato all'estero a loro nome; un'interpretazione in aperto contrasto non solo con la volontà del legislatore, ma anche con il dettato normativo delle disposizioni introdotte che ben chiariscono come le ipotesi sottratte al divieto di circolazione siano due e non già una; appare di tutta evidenza come si renda necessario, pertanto, un intervento da parte del Ministro in indirizzo, che al contempo tuteli i lavoratori frontalieri e garantisca l'effettività delle nuove disposizioni di legge, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti in premessa, non ritenga necessario e urgente adoperarsi attraverso l'adozione di una circolare o qualunque altro proprio atto ritenuto idoneo, al fine di garantire la corretta applicazione del comma 1- quinquies , dell'articolo 93, del Codice della strada introdotto dal decreto-legge 16 luglio 2020, n. 7.