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al Ministero della cultura, invece, per concorrere alla qualifica di archivista di Stato, il titolo di terzo livello (che si aggiunge alla laurea magistrale classe LM 5 indirizzo archivistico o alla laurea quadriennale in beni culturali o ad altre lauree quadriennali o specialistiche) costituisce un requisito imprescindibile, poiché lo svolgimento di quella funzione esige competenze avanzate, come del resto riconoscono sia la norma tecnica UNI 11536:2014 sia la legge n. 110 del 2014 con riferimento all'art. 9- bis del decreto legislativo n. 42 del 2004, sia il decreto ministeriale n. 244/2019, all. 3, "profilo archivista"; valutato che, a giudizio degli interroganti: la conservazione e la tutela del patrimonio documentario del Ministero degli affari esteri, finora assicurate nel rispetto della normativa vigente (pur se con i rallentamenti già ricordati), sono evidentemente messe a rischio da un bando concorsuale siffatto, nato verosimilmente con le migliori intenzioni ma di fatto irrispettoso di titoli e ambiti di competenza, al punto da ricercare mediante un'unica procedura un doppio profilo che combina, senza distinguerle, le professioni di archivista e di bibliotecario; la leggerezza colposa della Direzione generale per le risorse e l'innovazione potrebbe discendere dalla scarsa dimestichezza con il patrimonio archivistico e librario del dicastero, poiché dei manufatti con valenza culturale si occupano, alla Farnesina, sezioni della citata Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale e della Direzione generale per l'amministrazione, l'informatica e le comunicazioni; in controtendenza, però, come ricordano le associazioni firmatarie della lettera richiamata, la 7a Commissione permanente "Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport" del Senato sta svolgendo le audizioni di un affare assegnato dedicato proprio agli archivi e Roma ospiterà per la prima volta, a settembre 2022, la conferenza internazionale dell'International council on archives (ICA). Ciò testimonia la crescente consapevolezza, su scala internazionale, dell'importanza del patrimonio documentario pubblico e privato di ciascun Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra e, avendo omesso di ritirare immediatamente il bando in autotutela, come sarebbe stato opportuno, non ritenga di doversi comunque attivare per riportare la procedura concorsuale nel solco della regolarità, in modo che essa non calpesti il riconoscimento professionale faticosamente raggiunto dagli archivisti e dai bibliotecari. Atto n. 3-03071 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il direttore generale della Direzione "educazione ricerca e istituti culturali" del Ministero della cultura, Mario Turetta, ha recentemente attribuito l'incarico di funzione dirigenziale di livello non generale di direzione dell'Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro (ICPAL) a Sandra Suatoni, storico dell'arte in forza al Ministero dal 1999, dirigente di seconda fascia dal 2009; da curriculum caricato sul portale istituzionale, aggiornato però al 3 maggio 2021 e senza l'ultimo atto di nomina, la Suatoni, dopo avere diretto il museo nazionale degli strumenti musicali (2015-2018), è stata dirigente ispettore del servizio IV (oggi VII) "anticorruzione ispettivo" del segretariato generale dal 3 agosto 2019, nonché dirigente ad interim del servizio II, arte contemporanea, della Direzione generale creatività contemporanea dal 14 luglio 2020 al 15 luglio 2021 e, con incarico aggiuntivo, dal 28 settembre 2020 al 23 febbraio 2022 dirigente del servizio IV, "periferie e rigenerazione urbana", della medesima Direzione generale, per la quale ha svolto anche altri compiti aggiuntivi; valutato che l'art. 4 del titolo I del decreto del 2008 organizzativo dell'ex Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, oggi ICPAL, statuisce che l'istituto "è diretto da un dirigente archivista di Stato o bibliotecario". Per l'eventuale variazione dell'organizzazione occorre un decreto del Ministro ma non c'è stata variazione, finora, e il decreto del 2008 è ancora vigente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra e possa spiegare perché sia stata nominata quale direttore dell'Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro una storica dell'arte, il cui ricco curriculum non lascia tuttavia dubbi circa il fatto che ella non sia "un dirigente archivista di Stato o bibliotecario", come invece richiesto espressamente dalla normativa in vigore; per quale ragione il segretario generale, Salvatore Nastasi, vertice amministrativo del Ministero, non si sia opposto ad una nomina che, ad avviso degli interroganti, viola apertamente una norma regolamentare e riporta d'attualità la problematica mai risolta, nei fatti, del mancato riconoscimento professionale degli archivisti e dei bibliotecari persino da parte del Ministero di riferimento. Atto n. 3-03072 BERGESIO VALLARDI RUFA ZULIANI PIZZOL Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: da notizie di stampa si apprende dell'ennesimo attacco ai prodotti agroalimentari made in Italy con la proposta da parte del gruppo degli inventori del sistema "Nutriscore" di rivisitare in senso restrittivo l'etichetta a semaforo, che vorrebbe l'inserimento di una lettera F nera su tutte le bevande che contengono alcol, anche in piccola quantità; tali scelte, del tutto immotivate, sono assolutamente fuorvianti per i consumatori in quanto danno indicazioni ingannevoli sui corretti stili di vita alimentari; le eccellenze enogastronomiche italiane, ed in particolare carni, vini e formaggi, che, oltre ad essere prodotti di assoluta qualità, rappresentano l'emblema di uno stile di vita salutare ed equilibrato, da contrapporre al consumo di cibi sintetici e processati, dannosi per la salute umana; le etichette a colori si concentrano esclusivamente su un numero limitato di sostanze nutritive, utilizzando peraltro in modo del tutto arbitrario degli algoritmi che alterano l'interpretazione del valore nutrizionale complessivo di un alimento, escludendo paradossalmente alimenti sani e naturali, i quali sono un riferimento importante nell'applicazione dei principi della dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO; il comparto vitivinicolo, così come gli altri prodotti dell'enogastronomia italiana, rappresenta una delle massime espressioni identitarie dei nostri territori, e risponde pienamente agli obiettivi declinati dall'Unione europea circa il raggiungimento di più alti livelli di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità;