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A tal fine, si adotta un correttivo efficace, consistente nell'obbligo di presentare liste in un certo numero di circoscrizioni e nello stabilire un bassissimo sbarramento nazionale del 2 per cento, che naturalmente non si applica però alle liste rappresentative delle minoranze linguistiche riconosciute presentate nelle circoscrizioni ricomprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche. Tale sbarramento ha la mera funzione di espungere in radice fenomini localistici, giacché lo sbarramento reale prodotto dal sistema, ancorché flessibile, grazie alla combinazione tra circoscrizioni mediamente piccole e metodo D'Hondt è significativamente più alto e dunque assai più efficace al fine di assicurare Camere governabili. In effetti, il livello provinciale delle circoscrizioni, accompagnato dall'utilizzo del metodo D'Hondt, produce uno «sbarramento di fatto» su percentuali elevate. Introdurre a priori uno sbarramento fisso, come accade ad esempio in Germania, non è dunque necessario. Il sistema proposto funziona anzi meglio, essendo al contempo più selettivo e più flessibile. Ci si attende pertanto che il sistema produca gli stessi effetti innescati in quello spagnolo (si veda l'Allegato 3): un Parlamento rappresentativo di più forze politiche capaci di attrarre un certo consenso elettorale; esclusione dei partiti piccoli e piccolissimi, salvo quelli molto forti a livello regionale ; incentivo alla stabilità intrapartitica; facilitazione alla creazione di maggioranze stabili; rafforzamento delle opposizioni parlamentari, anch'esse concentrate in pochi Gruppi di minoranza e quindi in grado di svolgere con più forza la loro funzione di controllo, di proposta e di critica. Si tratta dunque di un sistema proporzionale con effetti maggioritari, ma senza i difetti dei sistemi maggioritari perché, pur incentivando le forze politiche ad aggregarsi prima del voto, non impone fittizie costrizioni bipolari. Il disegno di legge, pur ispirandosi al modello spagnolo, corregge un difetto fondamentale di quest'ultimo, messo in luce dalla dottrina politologica e costituzionalistica iberica, costituito dall'eccessivo potere dato ai partiti a danno degli elettori. Si innestano a questo scopo nell'impianto adottato componenti fondamentali ispirate al sistema svizzero, che invece si contraddistingue per massimizzare la libertà di scelta dell'elettore e la sua capacità di determinare la politica perseguita dagli eletti. Si tratta dell'aspetto più innovativo della proposta, che coglie gli effetti benefici del voto di preferenza neutralizzandone i difetti. La preferenza, infatti, presenta certamente lati positivi, ma ha anche -- come detto -- risvolti negativi, aumentando i costi della campagna elettorale, incrementando la concorrenza ed anche la conflittualità intrapartitica, accrescendo il ruolo delle lobbies , favorendo i comportamenti eccentrici di singoli candidati dentro i partiti e, soprattutto in certi contesti, premiando comportamenti clientelari e persino attività corruttive. Ecco in sintesi il sistema di attribuzione delle preferenze proposto: a) l'elettore deve scegliere una lista; b) l'elettore può anche cancellare un certo numero di candidati, corrispondente alla metà dei seggi disponibili in una circoscrizione o ripartizione calcolata per difetto, inseriti nella lista che ha prescelto; c) per ogni candidato cancellato l'elettore può esprimere una preferenza aggiuntiva a favore di un candidato della lista scelta o anche una preferenza per un candidato di altra lista. Queste sono le conseguenze delle diverse opzioni di voto sui conteggi elettorali: a) se l'elettore vota solo la lista, la cifra elettorale di quella lista si incrementa di tanti voti quanti sono i seggi attribuiti alla circoscrizione (o ripartizione, in proposito si veda infra) e quella personale di ciascun candidato nella lista di un'unità; b) se l'elettore esprime alcune cancellazioni, per ogni candidato cancellato la cifra elettorale della lista diminuisce di un'unità; c) se l'elettore esprime ulteriori preferenze, possibili nel limite delle cancellazioni che ha effettuato, per ogni preferenza aggiuntiva la cifra elettorale personale del candidato prescelto e quella della lista cui questo appartiene si incrementano di un'unità. La chiave del sistema proposto è quella di consentire all'elettore di cancellare i candidati sgraditi che la forza politica da lui prescelta ha inserito nella lista. Quando l'elettore cancella uno o più candidati dalla lista prescelta, ha la possibilità di esprimere altre preferenze a favore dei candidati di quella stessa lista, nel limite del numero delle cancellazioni effettuate: in questo caso egli gradua le preferenze all'interno della lista prescelta cancellando i candidati che non gradisce e attribuendo una preferenza aggiuntiva ai candidati che preferisce. In questo modo assegna il suo intero voto alla forza politica prescelta, ma seleziona al suo interno i candidati, scartandone alcuni (ai quali vanno zero preferenze), lasciando inalterata la posizione di altri (ai quali va automaticamente una preferenza) e premiandone altri ancora (ai quali vanno due preferenze). Come in Svizzera, si consegna all'elettore il potere di votare anche il candidato (anche più d'uno) di altra lista. In questo caso, una «porzione» del suo voto viene utilizzata anche per l'altra lista. Così come previsto in Svizzera, si evita che l'elettore di una lista si ingerisca nella scelta dei candidati di altra lista senza contropartita, perché quando egli vota un candidato in una lista diversa dalla sua, sottrae una frazione di voto a questa e lo attribuisce all'altra, con ciò contribuendo ad aumentare le possibilità di quella lista di conquistare un maggior numero di seggi. L'elettore può spartire dunque il proprio voto tra più liste. Il sistema elettorale così congegnato ha l'ulteriore beneficio di responsabilizzare l'elettore, al quale è data una libertà di scelta che non ha mai avuto. Il nuovo sistema, dunque, da un lato spinge l'elettore a esercitare una scelta consapevole ma, dall'altro, richiede anche la sua responsabilizzazione. Le elezioni diventano così un momento fondamentale di selezione delle idee e dei portavoce dei cittadini in Parlamento, scelti in modo che il legame con l'elettore sia più stretto e che questi possa premiare o punire i comportamenti dei propri rappresentanti che non siano conformi alle sue aspettative. L'adozione di tale sistema di preferenze produce poi un ulteriore beneficio. Il tradizionale sistema di attribuzione della preferenza ha effetti «divisivi», perché incentiva la distinzione, piuttosto che la collaborazione dentro una lista. Il sistema proposto, invece, premia la compattezza intrapartitica evitando un altro dei difetti delle preferenze tradizionali, giacché comportamenti eccentrici di alcuni candidati possono condurre ad attrarre preferenze ma allo stesso tempo inducono anche preferenze negative. La principale critica che si potrebbe sollevare al sistema proposto è rappresentata dalla sua maggiore complessità rispetto a quello in vigore. A questo proposito, occorre rilevare come tutti i sistemi che consentono un grado di scelta elevato presentino inevitabilmente un certo tasso di complessità, come testimoniato da diversi modelli di schede elettorali in uso in numerose democrazie consolidate.