[ddlpres]

L'articolo 1 del presente disegtno di legge provvede, quindi, ad istituire nelle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado l'insegnamento curricolare della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane come materie di educazione civica, specificando altresì che, nelle scuole secondarie di secondo grado con indirizzo agrario, agroalimentare e agroindustriale e negli istituti professionali alberghieri, l'insegnamento obbligatorio della storia e della cultura del vino e delle eccellenze enogastronomiche italiane costituisce disciplina di specializzazione. Al fine di approfondire i temi tecnico-scientifici del settore enogastronomico, si prevede che il collegio dei docenti, nell'esercizio delle proprie funzioni di programmazione delle attività educative, definisca la collocazione temporale nonché le modalità relative allo svolgimento delle lezioni dell'insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane, prevedendo che siano svolte anche presso aziende alimentari italiane, aziende vinicole, cantine e musei del vino. È di fondamentale importanza, infatti, una formazione tout court dei giovani, che così potranno conoscere l'immenso patrimonio vinicolo e gastronomico italiano attraverso una formazione a « 360 gradi ». L'articolo 2 interviene sui programmi di insegnamento specificando che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il Ministro per i beni e le attività culturali, con proprio decreto, stabilisce il contenuto dei programmi di insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane, con particolare riferimento alle influenze che hanno avuto e che hanno tutt'ora nella storia del territorio, fino ad arrivare al vino quale simbolo della zona d'origine. Nello specifico, i programmi di insegnamento dovranno tenere in considerazione l'origine dei vitigni eroici e storici e, allo stesso tempo, valorizzare l'agricoltura eroica e il valore degli agrumeti storici caratteristici e tipici del nostro Paese. L'agricoltura eroica rappresenta un patrimonio culturale, ancora prima che economico, essendo una delle esperienze più caratterizzanti del modello agricolo italiano, proprio perché unisce il « saper fare » spesso tradizionale con paesaggi difficili, complessi che richiedono ancora una cura manuale. Un tema cruciale è poi quello della relazione tra viticoltura e paesaggio rurale, così come tra produzioni vitivinicole e sostenibilità, considerato che, soprattutto negli ultimi anni, sono in atto grandi mutamenti nelle tecniche colturali. È altresì importante che le nuove generazioni si avvicinino alle eccellenze e alla biodiversità attraverso il recupero delle cultivar storiche e autoctone, considerato che l'Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre sei milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine. In questo contesto sarà altresì fondamentale la promozione della cultura vivaistica, settore nel quale l'Italia è leader indiscusso, e in particolar modo del vivaismo viticolo come punto di partenza per una viticoltura di qualità. Oltre alla cultura del vino è fondamentale che nei programmi di insegnamento sia valorizzata la grande tradizione gastronomica del nostro Paese, compresi la varietà delle materie prime, i prodotti DOP e IGP del settore agroalimentare, la peculiarità delle tradizioni culinarie del territorio, il turismo gastronomico e la cucina tipica. È inoltre opportuno che nei programmi di insegnamento sia assicurata la trattazione delle caratteristiche fondamentali della dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, ai sensi della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, resa esecutiva ai sensi della legge 27 settembre 2007, n. 167. La dieta mediterranea, oltre a rappresentare l'eccellenza tra i modelli nutrizionali, assume un ruolo fondamentale anche dal punto di vista della prevenzione di alcune patologie, in particolar modo quelle oncologiche e cardiache. Pertanto, promuovendo un investimento culturale a favore della dieta mediterranea si raggiungerebbe un duplice obiettivo: valorizzare i prodotti che la compongono e contribuire al contenimento della spesa sanitaria migliorando le condizioni di vita. È altresì fondamentale prevedere una formazione specifica per i docenti scolastici. L'articolo 3, al proposito, stabilisce che, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca avvia un progetto di corsi di qualificazione professionali, anche mediante percorsi di affiancamento con le aziende del territorio, le cantine, i musei del vino e i consorzi, al fine di fornire ai docenti le informazioni e le conoscenze necessarie allo svolgimento dell'insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze enogastronomiche italiane, nonché le linee guida per la predisposizione di corsi di aggiornamento e di qualificazione professionali. Al fine di ampliare il più possibile l'attività di conoscenza e di valorizzazione del settore vitivinicolo e gastronomico italiano, all'articolo 4 si provvede a istituire la Giornata nazionale delle eccellenze enogastronomiche italiane. La data e le modalità organizzative della Giornata sono definite dal Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantendo il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e prevedendo che le iniziative si svolgano a rotazione presso istituzioni pubbliche, aziende vinicole, cantine, musei del vino e aziende alimentari italiane. L'articolo 5 stabilisce che agli oneri derivanti dalla legge si provvede mediante assegnazione di una quota parte pari all'1 per cento, nel limite di 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, delle entrate derivanti dalle accise relative all'alcool e alle bevande alcoliche, con la consapevolezza che, per combattere la dipendenza dall'alcool, più che prevedere disposizioni repressive, è necessario contribuire a sviluppare e diffondere la cultura del vino, compresa nel più ampio patrimonio culturale, artistico, storico e paesaggistico della nostra Italia. All'articolo 6 è prevista una clausola di salvaguardia attraverso la quale si stabilisce che le disposizioni della legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione.. 1 (Istituzione dell'insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane come materia di educazione civica) 1 Al fine di contribuire a sviluppare e diffondere la conoscenza dell'originale ricchezza della produzione enologica e gastronomica italiana come parte fondamentale del più ampio patrimonio culturale, artistico, storico e paesaggistico italiano nonché di promuovere l'educazione al consumo responsabile delle bevande alcoliche, nelle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado, a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, è istituito l'insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane come materia di educazione civica.