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promuovere lo sviluppo delle zone costiere e delle aree portuali, nonché la valorizzazione delle città marinare, prediligendo i criteri del riuso delle aree sottoposte a interventi di risanamento ambientale delle aree marine e costiere degradate, del recupero delle aree abbandonate, della ristrutturazione, della sostituzione di strutture obsolete, della delocalizzazione di edifici e infrastrutture ubicate in aree a elevata pericolosità geologica e la rigenerazione urbana ed extraurbana degli edifici pubblici e privati ubicati nelle aree costiere, nel rispetto della normativa vigente e dei criteri di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; b dichiarare « aree di interesse pubblico generale » le zone territoriali individuate come oggetto di interventi, fatto salvo quanto previsto all'articolo 3, comma 5, della presente legge; c predisporre i Piani di intervento di cui all'articolo 6 per la realizzazione delle politiche e degli obiettivi del Programma nazionale, nell'ambito delle proprie competenze in materia di governo del territorio, anche attraverso l'adeguamento della propria legislazione; d effettuare la stima dei costi e individuare le risorse da destinare alla realizzazione delle opere di propria competenza. 5 (Individuazione delle aree oggetto di intervento) 1 Per agevolare l'individuazione delle aree di interesse pubblico generale, le autorità competenti, nel rispetto delle competenze riservate dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche su proposta dei proprietari e dei soggetti aventi titolo, effettuano una ricognizione del proprio territorio e definiscono il perimetro delle aree da assoggettare agli interventi. Tale individuazione è aggiornata ogni due anni, pubblicata nei siti internet istituzionali dei comuni interessati e trasmessa all'ISPRA e all'Istituto nazionale di statistica (ISTAT). 2 A seguito della individuazione delle aree di interesse pubblico generale, gli enti locali interessati procedono a definire gli interventi da realizzare. 6 (I Piani di intervento) 1 Sono definiti « Piani di intervento » i programmi che perseguono le politiche di cui agli articoli 1 e 2 e mirano alla realizzazione dei seguenti obiettivi generali: a monitoraggio, messa in sicurezza, manutenzione e rinaturalizzazione ambientale delle coste, delle falesie e delle aree marine; b ristrutturazione di palazzi storici e recupero di opere o manufatti antichi di grande valenza artistica e storico-culturale di proprietà dello Stato ubicati nelle zone ricadenti nei Piani di intervento; c realizzazione di opere infrastrutturali , di interventi complessi di demolizione e ricostruzione; d arresto del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, salvaguardia delle coste dall'arretramento dovuto all'eliminazione dei sistemi dunali e alla rimozione della posidonia spiaggiata; e migliore depurazione dei reflui urbani e industriali e contrasto al loro spargimento nelle acque; f rinaturalizzazione ambientale delle coste e delle aree marine, nonché bonifica e sanificazione di zone marine e costiere inquinate e abbandonate; g valorizzazione degli spazi pubblici, delle aree marine e delle aree verdi circostanti le zone costiere, nonché di siti di particolare interesse storico-culturale e paesaggistico; h rivitalizzazione sociale ed economica delle zone interessate; i efficientamento del consumo energetico e idrico delle zone costiere e delle aree portuali; l promozione dell'utilizzo di tecnologie dell'informazione e della comunicazione; m realizzazione, lungo le coste e nelle zone di interesse, di insediamenti multifunzionali che offrano servizi utili alla collettività, quali il collegamento della costa ai territori circostanti, i servizi di zona, i mezzi pubblici a basso impatto ambientale, i percorsi pedonali e ciclabili che rendano le zone interessate più accessibili; n realizzazione di interventi di rigenerazione che garantiscano maggiore accessibilità, fruibilità e attrattività dei luoghi attraverso la realizzazione di parchi verdi attrezzati, percorsi naturalistici, camminamenti, luoghi di incontro, poli culturali e turistici, punti di avvistamento per il bird e fish watching , pannelli informativi con la mappa della costa ove sono indicati i porti e gli approdi, le calette e le spiagge, le dune e la vegetazione dunale, le praterie e le banquettes di posidonia, le aree protette, i punti di campionamento della qualità delle acque di balneazione e le relative descrizioni delle modalità di fruizione sostenibile; o buona pianificazione territoriale e realizzazione di opere pubbliche strategiche di natura strutturale e non strutturale, da parte di privati e di enti territoriali, per la corretta gestione del territorio, la tutela del patrimonio marittimo, ambientale e del paesaggio, nonché per la valorizzazione storico-culturale delle zone costiere; p costituzione di rapporti sinergici di tipo socio-economico tra le città costiere e le città di prossimità alle coste con il mare, attraverso la realizzazione di collegamenti tra le città e il mare, la promozione della mobilità sostenibile, la realizzazione di reti di trasporto urbano e interurbano più efficienti e green , anche con l'introduzione di percorsi pedonali, ciclabili e collegamenti autobus; q realizzazione e manutenzione di infrastrutture di collegamento tra le principali vie di collegamento nazionali e le città costiere, le coste e le spiagge, nel rispetto della conservazione dell'equilibrio naturale di tipo idrogeologico, ambientale e paesaggistico. 2 I Piani di intervento sono predisposti ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), e sono approvati dall'autorità competente dopo aver espletato l' iter amministrativo preliminare alla loro approvazione. 7 (Misure per la tutela dell'ambiente marino) 1 Al fine di avviare sul territorio nazionale la realizzazione degli interventi strategici per la tutela dell'ambiente marino previsti nel Programma nazionale, i Piani di intervento, in ottemperanza degli obiettivi generali di cui all'articolo 6, comma 1, devono prevedere specifiche misure e azioni per: a attribuire funzioni e assegnare compiti per la valutazione, il monitoraggio, la pianificazione, la prevenzione, la programmazione e la realizzazione degli interventi per la gestione del rischio di erosione costiera e di maremoto, nonché per la gestione delle georisorse delle acque sotterranee, delle risorse geotermali, geotermiche, idroelettriche e paesaggistiche; b incentivare e agevolare il completamento e l'aggiornamento del Progetto CARG dell'ISPRA, che prevede rispettivamente la realizzazione di una carta geologica alla scala 1:250.000 per le aree marine e la realizzazione di carte geologiche e geotematiche alla scala 1:50.000, con le relative banche dati alla scala 1:25.000 per le zone costiere; c promuovere l'utilizzo di tecnologie ecosostenibili finalizzate alla prevenzione del rischio di maremoto, di concerto con il Sistema di allertamento nazionale per i maremoti (SIAM); d prevenire il rischio di frane dei crostoni rocciosi, monitorando le falesie e realizzando opere di difesa da frana;