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2 I consultori familiari esercitano le funzioni di cui al comma 1 cooperando con le autorità giudiziarie competenti, le quali sono tenute a richiedere l'intervento consultoriale, secondo le modalità di cui all'articolo 11, nei procedimenti relativi a questioni di diritto familiare, e in particolare: a nei procedimenti di autorizzazione del minore a contrarre matrimonio; b nei procedimenti relativi alla mediazione e alla separazione legale dei coniugi, allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio; c nei procedimenti relativi all'impugnativa e alla nullità del matrimonio; d nei procedimenti relativi al riconoscimento dei figli naturali; e nei procedimenti relativi all'adozione e all'affido familiare; f nei procedimenti relativi alle questioni tutelari e patrimoniali concernenti i minori, i disabili, gli anziani e le persone incapaci di intendere e di volere. 6 (Funzioni nel settore della consulenza psicologica) 1 I consultori familiari costituiscono parte della rete di servizi destinata ad aiutare psicologicamente la famiglia, anche in ordine alla prevenzione del disagio psichico giovanile e familiare. In particolare, essi contribuiscono: a alla maturazione psicoaffettiva e sessuale dei membri della famiglia e, in modo specifico, dei minori, in collaborazione con le istituzioni scolastiche e con le aggregazioni giovanili in ogni campo e, in modo specifico, con gli oratori e con gli enti che svolgono attività similari; b alla preparazione psicologica alla genitorialità nel contesto della famiglia naturale, adottiva, affidataria e collocataria, avendo specifico riguardo alla posizione del minore. 7 (Funzioni nel settore sanitario) 1 I consultori familiari erogano prestazioni di consulenza e di assistenza mediche nel servizio alla vita, nell'educazione sanitaria della famiglia, nella procreazione responsabile, nella sterilità coniugale, nei servizi di sessuologia e di genetica familiare e in ogni altra funzione presupposta o connessa con i servizi citati. In particolare, essi promuovono: a la conoscenza e l'applicazione di metodiche per l'esercizio della maternità e della paternità responsabili; b l'istituzione di servizi alla famiglia per la consulenza domiciliare, con particolare attenzione alla formazione nel campo dell'assistenza sanitaria agli anziani e ai disabili. 2 I procedimenti e gli atti sanitari di interruzione della maternità sono esclusi dalla competenza consultoriale. 3 Il medico che rilascia il documento di cui al quarto comma dell'articolo 5 della legge 22 maggio 1978, n. 194, ne dà, altresì, immediata comunicazione al consultorio familiare del luogo dove risiede la donna o ad altro consultorio da lei scelto. Tale comunicazione è effettuata con riservatezza e ne è informata la donna, alla quale è ricordato il suo dovere di collaborare nel tentativo di superare le difficoltà che l'hanno indotta a chiedere l'interruzione volontaria della gravidanza. Il consultorio, ricevuta la comunicazione, prende contatto con la donna alla quale è stato rilasciato il citato documento e le offre ogni possibile aiuto al fine di favorire la prosecuzione della gravidanza. 8 (Interventi a sostegno della maternità) 1 I consultori familiari erogano in favore della donna in stato di gravidanza e del nascituro, qualora la donna abbia un reddito che, ai sensi della normativa vigente in materia, non superi la soglia di povertà, un assegno mensile per un periodo di un anno, rinnovabile fino al raggiungimento del quinto anno di età del bambino, determinato ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 26, comma 3. 9 (Coordinamento) 1 I consultori familiari svolgono attività per il coordinamento dei servizi esistenti necessari alla soluzione delle problematiche familiari loro sottoposte. In particolare, essi sono legittimati a: a richiedere l'erogazione di uno o più servizi esistenti a favore del soggetto o del nucleo familiare che di tale servizio necessita; b svolgere l'attività di pianificazione e di graduazione dei servizi necessari per la realizzazione del programma di accompagnamento richiesto e per la soluzione delle problematiche familiari. 10 (Personale dei consultori familiari) 1 Per lo svolgimento delle proprie attività, i consultori familiari si avvalgono di personale di consulenza e di assistenza in possesso di titoli qualificati, nonché dell'abilitazione all'esercizio professionale, ove prescritta, e dell'iscrizione al relativo albo. 2 In ciascun consultorio familiare è garantita la presenza almeno delle seguenti figure professionali: consulente familiare per l'accoglienza e per il coordinamento degli interventi, esperto in materia bioetica, giurista esperto di diritto di famiglia, ginecologo, pediatra, psichiatra, ostetrica, pedagogista, psicologo, mediatore familiare, assistente sociale. Possono far parte delle équipe dei consultori familiari esperti in discipline antropologiche e sociali, oltre che personale del volontariato e delle associazioni familiari e femminili, purché in possesso di specifici titoli relativi alle discipline di cui al presente comma. 3 Al fine di assicurare la presenza all'interno dei consultori familiari delle figure professionali necessarie ai sensi del comma 2, i consultori possono stipulare convenzioni con enti pubblici ovvero con ONLUS, organismi di cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati che si prefiggono finalità analoghe a quelle indicate dall'articolo 3. 4 Al fine di agevolare l'informazione e l'educazione degli adolescenti i consultori familiari svolgono la propria attività in orari antimeridiani e pomeridiani. 11 (Procedimenti giudiziari) 1 Nei procedimenti giudiziari relativi alla separazione legale dei coniugi, al divorzio, all'adozione, all'affido familiare, all'interdizione e all'inabilitazione e a quelli relativi, in generale, a questioni di diritto familiare, l'autorità giudiziaria può assumere le proprie determinazioni solo dopo aver acquisito il parere di un consultorio familiare accreditato ai sensi della presente legge. 2 Il consultorio familiare provvede a rendere il parere di cui al comma 1 entro il termine di volta in volta determinato dall'autorità giudiziaria e, comunque, non oltre quattro mesi dalla data della comunicazione della richiesta formulata dall'autorità giudiziaria che, in mancanza, provvede in ogni caso. 3 Nei procedimenti di separazione giudiziale e di divorzio, l'autorità giudiziaria, una volta esperito infruttuosamente il tentativo di conciliazione tra i coniugi e adottati i provvedimenti presidenziali temporanei e urgenti ritenuti opportuni nell'interesse dei coniugi e della prole, anche al fine dell'acquisizione del parere di cui al comma 1, sospende il procedimento, per un periodo non superiore a sei mesi, rinviando il caso a un consultorio familiare accreditato. Quest'ultimo, sentiti i coniugi, li aiuta nell'ambito di una mediazione familiare a comporre i propri conflitti e a concordare il regime familiare e, in ogni caso, rende il parere di cui al citato comma 1. II STRUTTURA DEI CONSULTORI FAMILIARI 12 (Struttura dei consultori familiari pubblici) 1 I consultori familiari pubblici dipendono dai comuni o dagli enti pubblici che li hanno istituiti.