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Colleghi, prima di passare ad esaminare il tema all'ordine del giorno della seduta odierna, ci tengo a dire che francamente non avrei mai voluto che si fosse tenuta oggi questa discussione. (Applausi) . Per questo motivo voglio ancora una volta ricordare in quest'Aula Jole Santelli, così come l'abbiamo ricordata quando è mancata, come una grande donna. (Applausi) . Bisogna dirlo oggi che celebriamo la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne; bisogna dirlo ad alta voce. (Applausi) . Tutti allora abbiamo detto e abbiamo ricordato il suo coraggio, la sua testimonianza di servizio alla comunità calabrese e alla Calabria, una terra cui lei teneva profondamente e che amava intensamente di un amore chiaramente corrisposto, come si è visto. Per chiudere questo dibattito, vorrei dire che con lei la Calabria ha perso un riferimento e una guida, anche rispetto a quel concetto di legalità che oggi è stato più volte richiamato. (Applausi. Commenti). Ognuno fa quello che vuole nella vita. Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 1762 Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1762. La relatrice, senatrice De Petris, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. DE PETRIS, relatrice . Signor Presidente, non è semplice, anche dopo il dibattito appena concluso, affrontare oggi questo tema. Ma richiamo un po' tutti al lavoro svolto in Commissione affari costituzionali, che ha visto convergere tutti i Gruppi - e di questo li voglio ringraziare - sul disegno di legge in discussione, che è decisamente importante. Vorrei dire che è stata una scelta assolutamente giusta, oggi, 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale della lotta contro la violenza sulle donne, arrivare qui non solo con un dibattito generico ma mettendo a disposizione di questa lotta uno strumento assolutamente fondamentale. Questo disegno di legge, che nasce dal lavoro della Commissione d'inchiesta sul femminicidio - ringrazio pertanto la presidente Valente e tutto i suoi componenti - è uno strumento assolutamente fondamentale per mettere in campo politiche e iniziative sempre più adeguate e necessarie a difendere le donne nella lotta contro la violenza e anche per avere tutti conoscenza del fenomeno, disponendo di tutti gli elementi a disposizione. È così che fanno le istituzioni: hanno degli elementi a disposizione, studiano, dispongono dei dati, e per questo motivo possono deliberare e adeguare le proprie politiche. Il disegno di legge in discussione, approvato all'unanimità dalla 1 a Commissione, rappresenta un importante tassello nel quadro complessivo della lotta dello Stato contro la violenza di genere, andando a colmare le lacune esistenti nell'ordinamento in tema di sistema di raccolta dei dati e di analisi statistica. (Brusio. Richiami del Presidente). Esso introduce efficaci strumenti di verifica e controllo su un fenomeno gravissimo qual è quello della violenza di genere e del femminicidio, che purtroppo non sembra conoscere soste né arretramenti. La violenza basata sul genere è un fenomeno sociale e culturale di carattere strutturale, che rinviene le sue radici profonde nel sistema patriarcale, che ancora oggi permea le relazioni tra i generi nel nostro Paese. Le Nazioni Unite, in occasione della Conferenza mondiale sulla violenza contro le donne, tenutasi a Vienna nel 1993, definiscono tale violenza come ogni atto legato alla differenza di sesso che provochi o possa provocare un danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza della donna, compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o l'arbitraria privazione della libertà sia nella vita pubblica che nella vita privata (articolo 1 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne). Secondo l'Istat, nel nostro Paese una donna su tre ha subìto una qualche forma di violenza nel corso della sua vita, specialmente in famiglia. Questo vuol dire che in Italia poco meno di 7 milioni di donne tra i sedici e i settant'anni hanno subito violenza fisica, dalle forme meno gravi a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro. La punta dell' iceberg del fenomeno - lo sappiamo bene - è il femminicidio, che rappresenta una parte preponderante degli omicidi di donne, con la caratteristica della maturazione in ambito familiare o all'interno delle relazioni sentimentali meno stabili. L'Organizzazione mondiale della sanità ha reso noto da tempo che la prima causa di uccisione nel mondo delle donne tra i sedici e i quarantaquattro anni avviene per mano di persone conosciute. I numeri sono spaventosi: circa 140 casi all'anno in Italia per un totale di circa 600 femminicidi ogni quattro anni. Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono state più di 3.300, di cui 2.400 in ambito familiare e circa 1.650 per mano del proprio coniuge, partner o ex partner . Ciò significa che nel nostro Paese in media ogni tre giorni circa viene uccisa una donna. Nel 55,8 per cento dei casi tra autore e vittima esiste una relazione sentimentale, in atto al momento dell'omicidio o pregressa. Se a questi si aggiungono i casi in cui tra autore e vittima esisteva una relazione di parentela, si scopre che in più del 75 per cento dei casi le donne muoiono nell'ambito familiare di questa stretta cerchia, all'interno cioè dell'ambiente nel quale dovresti sentirti più sicura e più amata. All'interno della classe di femminicidi avvenuti per mano del partner , il 63,8 per cento dei casi evidenzia che la vittima e l'autore sono coniugi o conviventi, il 12 per cento fidanzati, il 24 per cento aveva comunque intrattenuto una relazione sentimentale. Come era prevedibile, durante il lockdown della scorsa primavera la situazione si è ulteriormente aggravata: il numero complessivo degli omicidi è diminuito, ma non gli assassinii con vittime di sesso femminile. È questo uno dei dati più significativi che emerge dal report elaborato dal Servizio analisi criminale della direzione della Criminalpol. Il documento analizza infatti l'andamento dei reati riconducibili alla violenza di genere nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020, confrontato con l'analogo periodo dell'anno precedente. Un approfondimento riguarda proprio i dati sugli omicidi volontari, che si confermano in calo rispetto a quelli dell'anno scorso; ma le vittime di sesso femminile aumentano, da 56 a 59 e, se nel 2019 costituivano il 35 per cento degli omicidi totali, nel 2020 l'incidenza si attesta al 45 per cento. Complessivamente, quindi, proprio negli ottantasette giorni di lockdown per l'emergenza coronavirus sono stati 58 gli omicidi in ambito familiare e affettivo; ne sono state vittime 44 donne e 14 uomini. Ciò significa che durante il lockdown ogni due giorni una donna è stata uccisa in famiglia. La violenza di genere, pur essendo, come abbiamo visto, un fenomeno strutturale e diffuso, resta però in gran parte sommersa.