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Art. 10. Orario di lavoro La durata settimanale dell'orario di lavoro del personale delle aziende dipendenti dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni che effettua 39 ore è ridotta a 38 ore dal primo giorno del mese successivo all'entrata in vigore del presente decreto. A partire dal 1 luglio 1985, l'orario di lavoro sarà ridotto a 37 ore. In sede aziendale, il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, di intesa con le organizzazioni sindacali, procederà ad una migliore organizzazione del lavoro in modo che la riduzione dell'orario di lavoro settimanale non comporti nuovi oneri, né incrementi di personale, né maggior ricorso al lavoro straordinario, ne riduzione dei servizi al pubblico. In relazione alla riduzione dell'orario di lavoro a 39 ore, già operata ai sensi dell'art. 3 della legge 22 dicembre 1980, n. 873, ed a quella a 38 ore ed a 37, di cui al primo comma del presente articolo, ferme restando le disposizioni dell'art. 5 della legge 3 aprile 1979, n. 101, i criteri di determinazione diretta o indiretta dell'assegno numerico di personale degli uffici dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni sono variati in misura tale da mantenere immutata a parità di produzione, la dotazione organica dei ruoli del personale inquadrato nelle otto categorie professionali, quale determinata con effetto dal 1 gennaio 1984. Al fine di assicurare il presidio continuativo per l'intera durata della giornata solare e le prestazioni orarie non comprimibili, negli uffici esecutivi del movimento postale e nei corrispondenti settori degli uffici principali promiscui una quota di posti pari al 25% della maggiorazione di assegno, prevista per gli stessi uffici e settori articolati su turni rotativi, sarà commutata in equivalente numero di ore di lavoro straordinario.