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il regolamento (CE) n. 2073/2005, che riguarda i princìpi microbiologici che possono essere applicati ai prodotti alimentari; il regolamento (CE) n. 2074/2005, che definisce come devono essere attuate le procedure circa alcuni prodotti di cui al regolamento (CE) n. 853/2004 e come devono essere organizzati i controlli ufficiali a norma dei regolamenti (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004, deroga al regolamento (CE) n. 852/2004 e modifica i regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004; il regolamento (CE) n. 2075/2005, che stabilisce le regole di applicabilità ai controlli ufficiali, relativi alla presenza di trichine nelle carni; il regolamento (CE) n. 2076/2005, che stabilisce le disposizione transitorie per l'attuazione dei regolamenti (CE) n. 853/2004, (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 e che modifica i regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004; il decreto legislativo n. 193 del 2007; e) il regolamento (UE) n. 1169/2011, « relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione »; il regolamento (UE) n. 116/2010 e il regolamento (UE) n. 432/2012; il regolamento di esecuzione (UE) 2018/775, recante modalità di applicazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull'indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza dell'ingrediente primario di un alimento; f) infine il regolamento (UE) n. 952/2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione. Nel rapporto WHO/FAO « Diet, Nutrition and the prevention of cronic diseases » (Ginevra, 2003) è messo in evidenza l'aumento epidemico delle malattie croniche non trasmissibili legate alla dieta e al cambiamento dello stile di vita. Malattie quali l'obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari, l'ipertensione, l’ ictus e molti tipi di tumori sono diventate cause significative di disabilità rapportata all'età e di morte prematura nella popolazione. Inoltre la caratterizzazione e quantificazione dei benefici che possono derivare dall'assunzione di un determinato alimento devono tener conto di quali siano i rischi associati alla contaminazione alimentare. La valutazione di impatto sulla salute (VIS), definita dall'OMS come « una combinazione di procedure, metodi e strumenti con cui è possibile valutare una politica, un programma o un piano di sviluppo, circa i possibili effetti nella popolazione », si inserisce nel solco culturale e metodologico della valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e dei suoi sviluppi. La VIS è la valutazione degli effetti di una particolare azione sulla salute di una popolazione specifica, e riconosce la necessità di ampliare l'area di interesse e di spostare l'attenzione dai fattori di rischio, dalle esposizioni, dagli agenti ambientali ai loro determinanti, alle « cause delle cause ». La VIS risponde anche all'articolo 168 del Trattato sul funzioneamento dell'Unione europea, che sancisce che « nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana ». La VIS ricorre tipicamente ad una miscela di strumenti e risorse, a uno sforzo multidisciplinare, ad approcci qualitativi e quantitativi e, punto cruciale, a un modello di lavoro partecipativo orientato alla consultazione ripetuta con i portatori di interesse ( stakeholders ). Si ricordano infine i seguenti atti di rilievo nazionale. Il « Piano strategico per l'Innovazione e la Ricerca nel settore agricolo alimentare e forestale (2014-2020) » approvato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che al punto 4.d « Valorizzazione della relazione tra alimentazione e salute e della valenza nutraceutica dei prodotti agroalimentari », vede tra le « Esigenze di ricerca e sperimentazione » lo sviluppo di un sistema innovativo di monitoraggio nutrizionale, quale il processo « Nutrient analysis of critical control point (NACCP) », che consideri la tracciabilità del nutriente attraverso la messa a punto di nuovi metodi analitici, biomarcatori qualitativi e quantitativi e la realizzazione di una piattaforma multidisciplinare. L'Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante « Valutazione delle Criticità Nazionali in ambito di nutrizionale e strategie d'intervento 2016-2019 », – Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n 281, che al Punto III, « Integrazione Ambiente-Salute Determinanti Socio-Culturali » esplicita l'esigenza di promuovere e incoraggiare l'adozione del processo Nutrient and hazard analysis of critical control point (NACCP), nelle strutture di prevenzione territoriali (SIAN e VET) per favorire politiche di sicurezza alimentare e nutrizionale, l'ottimizzazione delle capacità di controllo, un univoco progresso integrato ed una comunicazione efficace nonché, all'Allegato III-3 dello Stesso documento, l'esigenza di attivare le necessarie collaborazioni con i Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per l'avvio dell'aggiornamento della Banca dati italiana di composizione degli alimenti. Alla luce delle norme sopra citate, si auspica l'approvazione del presente disegno di legge al fine di dare piena e completa attuazione a tutta la normativa europea di settore, nonché alle indicazioni contenute nei documenti internazionali a tutela della sicurezza alimentare.. 1 (Definizioni e ambito di applicazione) 1 La presente legge disciplina l'attuazione del processo Nutrient and hazard Analysis of Critical Control Point (NACCP). 2 Ai fini della presente legge si intende per processo NACCP un insieme di procedure, decisioni e protocolli che consentono all'alimento di mantenere uno standard qualitativo elevato lungo l'intera filiera produttiva. 3 Il processo NACCP garantisce il controllo totale della qualità (CTQ) sanitaria e nutrizionale dell'alimento, a partire dalla produzione delle materie prime fino al consumatore finale.