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sulla base delle notizie apparse sugli organi di stampa riguardanti la sanità pubblica nelle Regioni italiane, l'interrogante si è posto la questione se i tipici criteri di economicità, efficacia, pubblicità, trasparenza e imparzialità, per garantire il buon andamento della pubblica amministrazione, nell'interesse dei cittadini-utenti, sia rispettato nella Regione Marche (nella quale la Sanità rappresenta l'80 per cento della voce di bilancio), in particolare se le procedure di nomina di direttori medici da parte dei direttori di Area Vasta, a seguito di esame da parte da commissioni preposte, che accertano l'idoneità dei candidati sulla base del colloquio e della valutazione del curriculum professionale, sia corretto o si riscontrino anomalie, tali da necessitare un intervento di verifica da parte delle amministrazioni centrali dello Stato; evidenziato, infatti, che a quanto risulta all'interrogante: con determina del direttore dell'Area Vasta n. 4, N.410/AV4 del 5 giugno 2018, è stato emesso avviso pubblico per il conferimento di incarico di direttore medico di S.C. - Disciplina Chirurgia Generale; con ulteriore determina del direttore dell'Area Vasta n. 4 (Fermo), N.81/AV4 del 31 gennaio 2019, è stata nominata la commissione per l'espletamento della procedura per il conferimento di un incarico quinquennale con esplicito riferimento all'incarico di direttore medico di struttura complessa di Pediatria, con macroscopico errore, posto che l'incarico che effettivamente si è bandito attiene alla struttura complessa di "Chirurgia" e non di Pediatria; con determina integrativa del direttore dell'Area Vasta n. 4, N.126/AV4 del 20 febbraio 2019, è stato ammesso un candidato, a seguito di sua richiesta di annullamento del provvedimento che lo escludeva. Questa riammissione ha determinato una posticipazione della data delle prove orali, alle quali il ricorrente non si è presentato; con atto denominato "relazione sintetica" del 28 marzo 2019, la commissione nominata ha accertato l'idoneità dei candidati sulla base del colloquio e della valutazione del curriculum professionale ed ha espresso una "terna di candidati che verrà formalmente trasmessa al Direttore di Area Vasta n. 4"; con provvedimento amministrativo del 29 marzo 2019, il direttore dell'Area Vasta n. 4 ha modificato nella suddetta "relazione sintetica" le generalità del nome sorteggiato per la nomina a presidente, rispetto a quello riportato nell'atto pubblico dalla commissione. La modifica dell'atto è di esclusiva competenza della commissione; ricordato che secondo quanto risulta all'interrogante: il dottor S. G., il giorno 8 marzo 2019, ha partecipato all'avviso pubblico per il conferimento dell'incarico quinquennale di direttore della struttura complessa di Chirurgia generale ad indirizzo oncologico per l'Area Vasta n. 3 (Macerata). La commissione ha espresso il seguente giudizio sulla casistica operatoria, prestazioni quali-quantitative effettuate dal candidato: "La casistica operatoria presentata evidenzia l'esecuzione di un numero modesto d'interventi, di bassa complessità". In data 28 marzo 2019 il dottor G., a giudizio della commissione dell'Area Vasta n. 4, ha ottenuto il maggiore punteggio tra i partecipanti per il " curriculum professionale" (punti 15,320), il doppio di quello realizzato 20 giorni prima: la modesta casistica operatoria valutata dalla commissione dell'Area Vasta di Macerata si è trasformata in "buona Casistica operatoria, sia programmata, che in urgenza" da parte dell'Area Vasta di Fermo; la commissione per l'Area Vasta n. 4 di Fermo non avrebbe gestito il colloquio con modalità uniformi e non avrebbe rivolto ai candidati le medesime domande: avrebbe, anzi, sottoposto un caso clinico non presente sulla domanda estratta. Ad un candidato che ha posto specifica domanda sulla questione, la commissione avrebbe risposto che i casi clinici proposti ai componenti sono di complessità equivalente. Parrebbe invero che per l'esame orale solo per il primo concorrente, il dottor G., la commissione si sia attenuta alle disposizioni di legge; è indubbio che l'aggiunta della domanda su casi clinici diversi dal caso clinico presente sulla domanda estratta abbia deliberatamente alterato il criterio di uniformità per la valutazione dei candidati e messo in dubbio l'applicazione del principio di trasparenza nella pubblica amministrazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga condivisibile l'opportunità di verificare, con urgenza e a mezzo di atti ispettivi, acquisendo ogni documentazione disponibile, se la commissione preposta al conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa per l'Area Vasta n. 4 nella Regione Marche rispetti ed applichi i criteri di trasparenza ed imparzialità obbligatoriamente richiesti dalla legge. Atto n. 3-00824 PATRIARCA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la Regione Emilia-Romagna è riuscita a completare, in tempi estremamente rapidi, il piano per la prevenzione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio, che prevede la realizzazione di 89 interventi, distribuiti sul territorio da Piacenza a Rimini; si tratta di opere già tutte cantierabili entro l'anno, anche in considerazione dell'urgenza di procedere all'attuazione di ogni misura contro il dissesto; per far sì che possano essere realizzati tutti gli interventi previsti nel piano, sono necessarie risorse per oltre 102 milioni di euro; la Regione ha invece ricevuto, quale quota di fondi da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, appena 21 milioni di euro, che permetteranno di completare esclusivamente i primi 18 interventi, i più urgenti, il cui elenco è già stato inviato al Ministero; lo stanziamento garantito dal Governo centrale è dunque molto al di sotto delle attese; il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, anche in qualità di commissario straordinario per il rischio idrogeologico, ha chiesto al Ministro il rispetto degli impegni presi, anche considerando il fatto che il Governo ha più volte affermato che l'ambiente e la tutela del territorio rappresentano priorità nazionali, senza tuttavia far mai seguire alle parole fatti concreti; considerato che: in merito alle risorse da destinare alla lotta al dissesto, risulta che il Ministro in indirizzo si fosse impegnato, nel caso di fondi insufficienti alla realizzazione dei piani regionali, a richiedere alla Banca europea degli investimenti (BEI) prestiti a tasso agevolato per finanziare le opere pubbliche contro il dissesto idrogeologico, quantomeno per la somma necessaria per completare gli interventi cantierabili dal 2019 laddove non coperti dalle risorse a disposizione; tale impegno tuttavia non è stato rispettato; la Regione Emilia-Romagna, dal suo canto, ha invece completato in tempi estremamente rapidi la programmazione degli interventi e si è resa pronta, pur con le scarse risorse a disposizione, a far partire i primi interventi;