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La lettera h) prevede, per chi ha svolto attività usuranti, una maggiorazione dei livelli del trattamento pensionistico in misura proporzionale alla tipologia e al periodo di attività lavorativa svolto. La lettera i) delega il Governo a disporre un aggiornamento triennale della tabella contenente l'elenco delle attività usuranti, previa acquisizione del parere di una commissione tecnico-scientifica che tra l'altro svolga anche funzione di osservatorio permanente sulle attività usuranti. Il comma 2 dell'articolo 1 prevede che i decreti legislativi di cui al comma 1 rechino, a norma dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009 n. 196, una clausola di salvaguardia, volta a prevedere che, qualora nell'ambito della funzione di accertamento del diritto al beneficio emergano scostamenti tra gli oneri derivanti dalle domande accolte e la copertura finanziaria prevista, si applichi un criterio di priorità nella decorrenza dei trattamenti pensionistici, in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a parità degli stessi, della data di presentazione della domanda. In tal senso, viene richiamato l'articolo 17, comma 12 della legge n. 196 del 2009, a norma del quale, in attuazione dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione, ciascuna legge che comporti nuovi o maggiori oneri deve espressamente indicare la spesa autorizzata ovvero le relative previsioni di spesa, definendo una specifica clausola di salvaguardia. Le deleghe devono essere esercitate entro sei mesi.. 1 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo, al fine di assicurare ai lavoratori dipendenti impegnati in particolari lavori o attività, la possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a i lavoratori beneficiari siano impegnati in mansioni usuranti, quali quelle di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 19 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 4 maggio 1999, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della sanità e per la funzione pubblica; ovvero siano lavoratori dipendenti notturni come definiti dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che, fermi restando i criteri di cui alla lettera c) , possano far valere, nell'arco temporale ivi indicato, una permanenza minima nel periodo notturno; ovvero siano lavoratori addetti alla cosiddetta «linea catena» che, all'interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo collegato a lavorazioni o a misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi, determinate dall'organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali e al controllo di qualità; ovvero siano conducenti di veicoli pesanti adibiti a trasporto di persone o merci di lunga percorrenza; ovvero medici che svolgono turni notturni; ovvero chirurghi esposti a radiazioni ionizzanti; ovvero siano addetti del settore edile ed affini; ovvero siano operai agricoli; b sia previsto un requisito anagrafico ridotto da uno a dieci anni, in misura proporzionale al tipo e agli anni di attività usurante svolta, con soglie differenziate in ragione dell'attività svolta, individuate e quantificate dalla commissione di cui alla lettera i), fermo restando il regime di decorrenza del pensionamento secondo le modalità di cui all'articolo 1, comma 6, lettere c) e d) , della legge 23 agosto 2004, n. 243; c i lavoratori che al momento del pensionamento si trovano nelle condizioni di cui alla lettera a) , devono avere svolto nelle attività di cui alla medesima lettera, un periodo lavorativo minimo, individuato in base al tipo e alle specificità di rischio delle mansioni svolte, di modo da garantire il carattere della proporzionalità circa i requisiti di accesso ai benefici pensionistici, tenendo conto delle peculiarità di ciascuna mansione lavorativa svolta. La proporzionalità è garantita attraverso l'attribuzione di un punteggio a ciascuna categoria, dato dal prodotto tra gli anni di lavoro e il coefficiente usurante associato alla mansione svolta, come valutato e quantificato dalla commissione di cui alla lettera i) . Le disposizioni di cui alla presente lettera sono estese ai lavoratori autonomi secondo criteri, regole e modalità compatibili e coerenti con le particolari caratteristiche dell'attività lavorativa svolta, come valutate dalla commissione di cui alla lettera i) ; d siano definiti la documentazione e gli elementi di prova in data certa attestanti l'esistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi, richiesti per il riconoscimento del beneficio di cui al presente comma, e sia disciplinato il relativo procedimento accertativo, anche attraverso verifica ispettiva; e siano previste sanzioni amministrative in misura non inferiore a 500 euro e non superiore a 5.000 euro e altre misure di carattere sanzionatorio nel caso di omissione da parte del datore di lavoro degli adempimenti relativi agli obblighi di comunicazione, ai competenti uffici dell'amministrazione, dell'articolazione dell'attività produttiva ovvero dell'organizzazione dell'orario di lavoro aventi le caratteristiche di cui alla lettera a) , relativamente, rispettivamente, alla cosiddetta «linea catena» e al lavoro notturno; f sia prevista, in caso di comunicazioni non veritiere, fermo restando quanto previsto dall'articolo 484 del codice penale e dalle altre ipotesi di reato previste dall'ordinamento, anche relativamente ai presupposti del conseguimento dei benefici, una sanzione pari fino al 200 per cento delle somme indebitamente corrisposte; g eventuali controversie in merito all'accertamento dello svolgimento di mansioni usuranti, anche pregresse, siano devolute alle Direzioni territoriali del lavoro (DTL), o, in mancanza, agli Ispettorati regionali del lavoro. Le decisioni delle DTL o degli Ispettorati regionali del lavoro possano essere impugnate in unico grado innanzi al tribunale in funzione di giudice del lavoro. Avverso le decisioni del tribunale sia ammesso il solo ricorso per cassazione; h sia garantita ai lavoratori che al momento del pensionamento si trovano nelle condizioni di cui alla lettera a) , una maggiorazione dei livelli del trattamento pensionistico in misura proporzionale alla tipologia e al periodo di attività lavorativa svolto, secondo un coefficiente preventivamente stabilito dalla commissione di cui alla lettera i) , anche attraverso misure di defiscalizzazione dei trattamenti medesimi;