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l'emergenza epidemiologica da COVID-19 ha fatto emergere in maniera ancora più prepotente tutte le fragilità del sistema sanitario calabrese; a fronte delle evidenti criticità, si dovrebbe prevedere un ampliamento dei servizi messi a disposizione dei cittadini, i quali, invece, si ritrovano a dover subire la permanenza di gravi carenze mai colmate negli anni; è necessario trovare soluzioni e altri orizzonti, che non siano chiusure di reparti strategici, per potenziare e rafforzare un sistema sanitario debole, partendo proprio dalla prossimità territoriale e dalle reti di presidi ospedalieri distribuiti in tutta la provincia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; se non reputi opportuno assumere i necessari contatti con le autorità sanitarie e le istituzioni locali per disporre provvedimenti urgenti, nonché per ristabilire il reparto di rianimazione dell'ospedale di Corigliano-Rossano, evitandone altresì il declassamento a ospedale di base; se, più in generale, non ritenga necessario e non più differibile riconsiderare l'intera situazione sanitaria calabrese, nel cui ambito i servizi destinati alla fascia ionica cosentina ormai necessitano di un urgente riequilibrio. Atto n. 3-02523 MAGORNO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: da segnalazioni giunte all'interrogante, si apprende della mancata proroga dell'incarico nei confronti del dottor Michelangelo Ferraro, scaduto in data 14 novembre 2019, nominato consulente del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri in qualità di esperto con un contratto della durata di 2 anni, prorogabile di un ulteriore anno; da quanto si apprende, sebbene al momento della nomina ben altri 14 esperti siano stati nominati per le strutture inerenti a PPP e NARS, solamente il dottor Ferraro e l'ingegner Cipolletta non hanno ricevuto il rinnovo del contratto alla scadenza prevista; nonostante le segnalazioni effettuate dal dottor Ferraro al Capo dipartimento, e le rassicurazioni a lui giunte in merito alla prosecuzione del rapporto, il rinnovo del contratto non è mai avvenuto, a differenza di quanto accaduto con gli altri colleghi; in aggiunta, da quanto si apprende, i nomi del dottor Ferrano e del dottor Cipolletta incomprensibilmente non comparirebbero nemmeno nella sezione trasparenza del sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri, sebbene ciò sia previsto nella lettera di trasmissione del decreto di nomina; considerato che: il dottor Ferraro, unico dottore commercialista tra i suoi colleghi, rispetto agli altri consulenti, si è occupato di un numero maggiore di gruppi di lavoro per il rilascio di pareri in ambito PPP, oltre ad ulteriori attività non comprese esplicitamente nell'incarico, potendo quindi costruire durante gli anni di servizio un solido e competitivo expertise ; il trattamento economico riservato al dottor Ferraro, nondimeno, sarebbe stato ricompreso nella fascia retributiva più bassa, che prevede un compenso lordo di 40.000 euro annui, differentemente da quanto percepito, invece, dagli altri esperti che si sono visti anche prorogare il contratto, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano i suoi orientamenti in merito; se non ritenga doveroso chiarire urgentemente le ragioni che hanno determinato la mancata proroga contrattuale a danno del dottor Ferraro, e se non ritenga altresì opportuno adottare, in assenza di comprovate motivazioni che possano giustificare il mancato rinnovo, specifiche iniziative di competenza volte valutare la possibilità di un rinnovo contrattuale. Atto n. 3-02524 DE FALCO Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il 5 maggio 2021 l'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF) siciliano, unità di Trapani, un ufficio periferico del Ministero della salute, ha disposto 14 giorni di quarantena per l'equipaggio della nave "Sea-Watch 4"; detta disposizione è stata adottata nonostante nessuno dei 29 membri dell'equipaggio della Sea-Watch 4, e nessuno dei 453 naufraghi soccorsi nell'ultima missione, fosse risultato positivo al COVID-19; tutti i membri dell'equipaggio e tutti i naufraghi, infatti, erano stati sottoposti a tamponi antigenici nel porto di Trapani ed erano risultati tutti, appunto, negativi; considerato che: i naufraghi adulti sono stati trasferiti sulla nave quarantena "GnV Azzurra" e, come informa la Croce Rossa, resteranno in isolamento, invece, per 10 giorni, così come i 194 minori non accompagnati, che trascorreranno a terra il periodo di quarantena; l'ordinanza del Ministero della salute del 16 aprile scorso dispone che chi arriva dai Paesi contemplati nel "Gruppo E", tra i quali è inserita anche la Libia, deve rimanere in isolamento per 10 giorni, con tampone ad inizio e fine del periodo di quarantena; i vari DPCM, inoltre, hanno stabilito numerose deroghe rispetto alle due settimane di isolamento obbligatorio in favore degli equipaggi e del personale di bordo (di qualsiasi mezzo, aerei, navi) che non viene sottoposto ad alcuna restrizione. Tuttavia, queste deroghe non sono mai applicate solo nei confronti delle navi umanitarie gestite da ONG; la mancata applicazione della deroga ricordata non è nemmeno collegata ai soccorsi in mare: infatti, all'equipaggio della nave "Asso", che a febbraio scorso aveva sbarcato a Porto Empedocle 273 naufraghi, dei quali 50 positivi, non era stato imposto alcun isolamento. Dunque non a tutte le navi umanitarie è imposta la quarantena, ma solo a quelle gestite da ONG; considerato, inoltre, che: l'equipaggio della Sea-Watch 4, prima di salpare per la missione, aveva osservato un periodo di quarantena rigido, sottoponendosi, infine, a tampone molecolare e detto personale non ha avuto contatti con soggetti positivi, poiché tutti i tamponi antigenici effettuati tra il 4 e 5 maggio dall'USMAF, sia ai 29 membri dell'equipaggio, sia ai 453 migranti soccorsi, hanno dato esito negativo; formalmente, la nave e l'equipaggio di Sea Watch-4 provengono dalla Spagna, Paese inserito nel "Gruppo C" del citato elenco del Ministero della salute, per il quale si prevede un periodo d'isolamento di soli 5 giorni; nessuno, negli equipaggi delle navi umanitarie è mai risultato positivo al COVID, anche quando sono state rilevate positività tra i naufraghi salvati, e tale circostanza consente di ritenere che i protocolli sanitari adottati a bordo di tali navi siano adeguati; ritenuto che: