[ddlpres]

La sua citazione esplicita deve inoltre essere riportata nella nota informativa che le compagnie di assicurazione sono tenute a consegnare al contraente prima della conclusione del contratto ed unitamente alle condizioni di assicurazione, ai sensi dell'articolo 185 del citato codice. La proposta stabilisce che le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell'assicurato si presumono vessatorie e sono pertanto nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in quanto tali clausole sarebbero dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto a carico degli utenti. A tal proposito, si ricorda che anche in Francia il 17 marzo 2015 è stata approvata una legge relativa alla riforma del codice del consumo (cosiddetta «legge Hamon») in cui è stato inserito uno specifico articolo che prevede che i contratti di assicurazione devono prevedere espressamente la facoltà dell'assicurato, in caso di danno garantito dal contratto di assicurazione, di scegliere l'impresa di autoriparazione alla quale ricorrere per la riparazione del danno. L'articolo 142- quinquies , sancisce il principio che il danneggiato sia tenuto ad effettuare la riparazione del veicolo nei casi in cui questo abbia riportato danni ad elementi strutturali ed a sistemi, organi, impianti, dispositivi, equipaggiamenti e componenti, meccanici, elettrici ed elettronici, i quali possono pregiudicare la sicurezza degli altri utenti della strada o avere ripercussioni sull'ambiente. La norma dispone che entro sessanta giorni dalla riparazione avvenuta, il danneggiato è tenuto a far effettuare la revisione singola del veicolo al fine di accertare la sussistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti dalle disposizioni vigenti e che lo stesso debba fornire all'impresa di assicurazione copia della certificazione di esito favorevole dell'avvenuta revisione. L'impresa di assicurazione, laddove il danneggiato non fornisca la certificazione di avvenuta revisione con esito favorevole, è tenuta a segnalare la mancata revisione al Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i relativi provvedimenti di competenza a carico dell'interessato inadempiente. In ogni caso, sempre al fine di salvaguardare la libertà di scelta dei consumatori, la disposizione proposta prevede una facoltà di opzione in capo al soggetto danneggiato, il quale può riservarsi di comunicare all'impresa di assicurazione la propria volontà di non effettuare la riparazione, procedendo esso stesso alla sua demolizione e fornendo alla medesima compagnia di assicurazione copia del certificato di avvenuta demolizione. La norma disciplina anche l'eventuale ipotesi in cui il soggetto interessato non provveda a far effettuare la riparazione e ceda a terzi (a titolo oneroso o, anche, gratuito) il veicolo danneggiato; in tal caso, al fine di precludere la possibilità di continuare ad utilizzare un veicolo incidentato e non revisionato o, peggio, di far effettuare una riparazione provvisoria o inadeguata, si prevede che, a seguito di trasferimento di proprietà del veicolo danneggiato, l'obbligo di riparazione e di conseguente revisione singola del veicolo si trasferisca in capo al nuovo proprietario. L'articolo 142- sexies stabilisce in primo luogo che la riparazione dei veicolo deve essere eseguita da parte delle imprese di autoriparazione abilitate, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122, secondo conformità alle prescrizioni tecniche fornite al costruttore, in modo da realizzare le condizioni standard di un servizio di riparazione conforme a requisiti di funzionalità e di sicurezza, e al contempo stabilisce che in ordine agli interventi effettuati ed alla relativa qualità devono essere prestate da parte delle stesse imprese di autoriparazione le apposite garanzie previste dall'articolo 11 della stessa legge n. 122 del 1992. L'articolo 142- septies disciplina il diritto del danneggiato a conseguire la reintegrazione del danno in forma specifica da parte dell'impresa di assicurazione la quale provvede al risarcimento mediante pagamento dell'indennità dovuta, necessaria per la riparazione del veicolo danneggiato, mantenendo ferma la facoltà di scelta del danneggiato di rivolgersi ad imprese di autoriparazione di propria fiducia. La somma corrisposta dall'impresa di assicurazione a titolo di risarcimento è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione, in base alla cessione del relativo credito da parte del danneggiato in capo all'autoriparatore, ai sensi dell'articolo 1260 del codice civile con contestuale presentazione da parte della stessa impresa di autoriparazione della copia della documentazione fiscale già rilasciata al danneggiato per la prestazione svolta. Per quanto concerne la cessione del credito, il disegno di legge stabilisce che le eventuali clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la facoltà di cessione del credito da parte dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi del codice del consumo, in quanto dirette ad imporre ingiustificate restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi. La previsione risulta necessaria a fronte del comportamento seguito da diverse imprese di assicurazione le quali inseriscono nei contratti apposite clausole che limitano la facoltà dell'assicurato danneggiato di cedere il proprio credito relativo al risarcimento del danno in capo ad imprese di autoriparazione di propria scelta. Nel caso in cui il danneggiato effettui la riparazione del veicolo sinistrato avvalendosi direttamente di imprese di autoriparazione di propria fiducia senza ricorrere alla cessione del credito, la norma prevede che l'indennità da corrispondere a titolo di risarcimento deve essere versata direttamente al medesimo danneggiato, previa presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata dalla stessa impresa di autoriparazione. L'articolo 142- octies è diretto a regolare i casi in cui le imprese di assicurazione sottopongano al contraente specifiche clausole contrattuali che riservano alle stesse la possibilità di provvedere al risarcimento in forma specifica mediante apposite convenzioni con imprese di autoriparazione, a fronte di una riduzione del premio relativo alla garanzia di responsabilità civile. La norma prevede che tali clausole possano essere considerate lecite, e quindi non vessatorie, esclusivamente a condizione che siano state oggetto di trattativa individuale con il contraente ai sensi del citato codice del consumo. Rimane, in ogni caso, ferma la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione non convenzionate di propria fiducia per la riparazione del veicolo, senza che tale scelta comporti conseguenze pregiudizievoli a suo carico.