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È fondamentale che, parallelamente all'attenzione ai problemi finanziari e alla cura della stabilità finanziaria, ci sia una strategia di crescita importante. Noi ci troveremo nei prossimi mesi di fronte a un cambiamento di scenario. Avremo un aspetto fondamentale, che è la conclusione del sostegno della Banca centrale europea al nostro sistema bancario (con il quantitative easing che termina). A giugno le nostre banche dovranno ricominciare a ripagare gli strumenti di liquidità offerti dalla Banca centrale. Lo spread è costantemente più alto della media europea. Credo che con la recessione, con i dati che abbiamo e che caratterizzeranno il 2019, si correrà il rischio di aumento delle sofferenze. Secondo me dobbiamo allora impegnarci - e lo dovete fare soprattutto voi che siete al Governo - verso una strategia di crescita, abbandonare la politica di decrescita ostile agli investimenti e dovete impegnarvi a rilanciare le infrastrutture e una politica per l'attuazione dell'unione bancaria. Abbiamo bisogno di scelte e non di recriminazioni. Abbiamo bisogno di guardare al futuro e non di cercare i capri espiatori. C'è bisogno di un periodo in cui tornino a primeggiare l'etica della responsabilità e soprattutto la centralità della responsabilità della decisione. Non è più possibile continuare sulla ricerca dei capri espiatori: è sempre colpa di qualcun altro, una volta dell'Europa, una volta di quelli che c'erano prima. È una strada sbagliata. Noi voteremo il provvedimento in esame con convinzione a patto che il tema in questione non diventi più un elemento demagogico di contesa elettorale. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, vorrei condividere con voi tre aspetti: il motivo per il quale siamo favorevoli a questo decreto-legge; il modo per risolvere la crisi sistemica del sistema bancario; un augurio al sistema Italia. Siamo d'accordo rispetto al decreto-legge, perché lo siamo sempre stati: siamo sempre stati favorevoli a risolvere e a stabilizzare le crisi del sistema bancario, perché esso è interdipendente. Senza un sistema bancario solido, non ci sono famiglie, non ci sono cittadini, non ci sono imprese, non c'è crescita economica e sociale nel Paese. Pertanto, le sciocchezze che sono state dette rispetto a questo decreto-legge, e cioè che qualche mese fa potesse essere a favore delle banche e qualche mese dopo (cioè oggi) a favore dei risparmiatori, non si possono sentire. L'articolo 47 della Costituzione è chiarissimo: i risparmiatori si aiutano, si tutelano se - e solo se - il sistema bancario è solido. Questo va detto perché è un principio fondamentale. Non ammettiamo più di sentire sciocchezze che mettono in discussione i pilastri fondamentali della nostra Costituzione. Quanto al come si è arrivati fino a questo punto e su come si possa uscirne, non è banale, perché tutto quello che il Governo, o almeno una parte di esso, ha fatto fino ad ora ha creato enorme instabilità. Abbiamo sentito parole molto costruttive - anche ieri dalla commissaria Vestager - in quest'Aula. Abbiamo sentito che si può e si vuole modificare il bail in ; che si può diluire la normativa sugli NPL; che si vuole andare verso la costruzione di un sistema bancario unitario, che guardi non solo alla vigilanza europea, ma anche a una stabilizzazione unitaria europea. Ma come si può costruire tutto questo continuando a fare polemica con tutti in Europa, con tutti gli Stati? È un atteggiamento insopportabile, a parte il fatto che va davvero nella direzione opposta rispetto a quella unica utile all'Italia. Da parte della politica, abbiamo sentito delle boutade assurde, che hanno fatto schizzare lo spread e hanno fatto perdere 300 miliardi al sistema Italia. La capitalizzazione delle banche è calata drasticamente, di un terzo, a causa dello spread , e non c'era una tempesta finanziaria, niente di tutto questo, ma c'erano solo sciocchezze che venivano dette continuamente contro tutti e senza un fondamento economico. Ne dico una fra tutte, giusto per dare l'idea dell'immensità di tali sciocchezze: è stato detto che si potevano non restituire 250 miliardi di prestiti alla BCE, oppure che c'era un piano B per uscire dall'euro. Sono affermazioni dannosissime. A questo punto, voglio porre una questione abbastanza forte. Se tutto questo fa male alle banche in bonis , fa ancora peggio alle banche che, come Banca Carige, da anni soffrivano ed erano in difficoltà. Qui c'è una responsabilità e non solo del management - ovviamente sarà la magistratura ad indagarla - ma anche di chi conduce il Paese. A livello legislativo, c'è da fare molto sia in fase ascendente verso l'Europa sia in fase discendente a livello italiano e immagino che la Commissione di inchiesta sulle banche possa servire a questo. Al contrario, l'idea che ci siamo fatti fino a adesso è che essa possa essere solo un proseguimento dei talk show o un luogo dove fare inquisizione sulle responsabilità del passato. Non spetta alla politica fare inquisizione, ma spetta alla magistratura appurare le responsabilità. Non spetta poi alla politica nemmeno ingerirsi nella vigilanza. Abbiamo però visto che il Governo vuole mettere in discussione le scelte dei vertici di Banca d'Italia e imporre nomine discutibili in termini di indipendenza rispetto alla Consob. Banca d'Italia e Consob sono agenzie indipendenti, a garanzia del sistema, a garanzia degli investitori, a garanzia dei risparmiatori, e quindi non è tollerabile, in base alla Costituzione e per l'Italia che noi conosciamo, questo tipo di ingerenze della politica. Questo non è costruttivo: è un atteggiamento che ha messo fortemente in discussione un sistema bancario che andava ripensato con grande lungimiranza. Il fondo di ristoro per i risparmiatori: un grandissimo slogan ; peccato che - come è stato confermato nelle lettere informali e naturalmente ieri dalla commissaria - sia una norma contraria alle regole che tutti conosciamo e che il Governo conosce sugli aiuti di Stato, perché crea un'ingiustificata concorrenza tra banche, com'è naturale. Perché, allora, non si sono volute adottare soluzioni molto più ragionevoli, come avere dei lodi certi dell'arbitrato Consob? Volevate monetizzarlo dal punto di vista elettorale? Pare lo abbiano capito: non vi votano nemmeno più. Veniamo all'augurio, che non può essere che quello per un'Italia che deve essere vista come un sistema unitario e interdipendente. Non esiste dicotomia tra lavoratori e imprese; non esiste dicotomia tra risparmiatori e banche e non esiste un Governo che possa stare in maggioranza e possa dirigere il Paese che non abbia chiaro che lavorare per i cittadini è lavorare a favore di un sistema interdipendente. Quello che abbiamo sentito fino ad oggi, un costante essere contro, è il ruolo di una forza di opposizione. Se non siete in grado di governare il Paese, fate quello che siete capaci di fare: tornate all'opposizione. Noi votiamo Carige. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Pinotti) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) .