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uno per tutti, il turismo che, come tutti sappiamo, rappresenta il 13 per cento del nostro prodotto interno lordo. Sarà comunque questo un percorso di navigazione a vista, dovuto chiaramente anche alla situazione particolare che stiamo vivendo e quindi ai contagi che stanno generando dubbi fortissimi nelle nostre famiglie e nelle nostre imprese, che temono un nuovo lockdown. Credo che in questo scenario sia opportuno fare delle riflessioni su dove vogliamo indirizzare questo nostro Paese. L'Italia sta vivendo una crisi che è la più importante del Dopoguerra e Fratelli d'Italia sta chiedendo da tempo al Governo un cambio di passo che purtroppo ancora non vediamo. Non possiamo continuare a dilapidare fondi pubblici, risorse, peraltro, come ho detto anche ieri, in deficit , né possiamo continuare ad attendere senza far nulla i fondi europei, quei famosi 209 miliardi che ci aspettiamo entro la primavera, forse addirittura entro l'estate prossima. Sono ritardi che potrebbero far comodo ad alcuni partiti della maggioranza, uno per tutti il Partito Democratico, che non vede l'ora di attivare i 37 miliardi del MES, così oltre al debito pubblico alle stelle faremo anche 37 miliardi di debito con l'Europa, un grande affare per il nostro Paese. Fratelli d'Italia vi chiede quindi di aprire gli occhi e di fare un rendiconto dei risultati di questo Governo, piuttosto che fare solo i conti riferiti ai conti pubblici. Con un po' di lucidità, vi rendereste conto che continuate a montare e smontare misure promosse dal Governo Conte 1 e a rinnegare quelle promosse dal Governo Conte 2, mi riferisco in particolare alla quota 100 e alle politiche riferite ai decreti sicurezza che, come sappiamo tutti, sono stati smontati nei giorni scorsi. Questo vuol dire chiaramente che non ci sono idee né su come fare la riforma pensionistica, né tantomeno su come proteggere i nostri confini e gli italiani da questa immigrazione incontrollata. Si naviga a vista, come dicevo prima, pronti a rinnegare provvedimenti che il partito di maggioranza relativa di questo Parlamento aveva votato convintamente e non abbiamo ancora capito se vi siete sbagliati o se eravate pienamente consapevoli di ciò che stavate approvando. Su una cosa non si discute più, perché ormai la si dà per scontata, quella misura su cui non si vuole e non si è voluto tornare indietro, che è il simbolo dello spreco per eccellenza, cioè il reddito di cittadinanza, molto caro ai Cinque Stelle. In questi mesi ci siamo sgolati nel dire che questa misura è pensata male ed è finita molto peggio. Ci siamo anche ritrovati ex ministri che sono stati fieri nel dire che un 20 per cento di percettori hanno trovato lavoro, incuranti invece del restante 80 per cento di percettori, che ancora sono rimasti a spasso. I soldi li avete trovati nelle varie leggi di bilancio per finanziare questa misura, ma sinceramente non siamo mai stati e non saremo mai convinti di tutto ciò che avete portato avanti. Abbiamo più volte riportato anche in quest'Aula i casi di abuso del reddito di cittadinanza, da parte di gente che non aveva il diritto, o peggio ancora di carcerati, o di chi aveva ville e auto di lusso messe in bella mostra sui social , di chi lavorava in nero o di chi spacciava e talvolta anche di chi uccideva. Il rendiconto quindi fatelo a voi stessi, fatelo guardandovi allo specchio, su cosa avete fatto per un'Italia in crisi, che vi chiede riforme strutturali, a partire dal sistema della tassazione fiscale e dalla pesante burocrazia che non siete nemmeno riusciti a risolvere attraverso quest'ultimo decreto approvato e cioè il decreto semplificazioni. Mi taccio sugli investimenti, rispetto ai quali prendiamo atto che il modello Genova è stato un'eccezione e che nonostante i proclami altisonanti nella pratica non si vedono affatto cantieri sbloccati, né tantomeno grandi opere che partono. A tale proposito voglio ricordare gli annunci fatti dal ministro De Micheli, addirittura siamo in attesa di un decreto ministeriale che porti alla nomina di commissari che possano far partire opere che in questo Paese sono ferme da decenni. Agli esponenti di questo Governo e di questa maggioranza, quindi, diciamo di fare un rendiconto politico. Fatevi un esame di coscienza, dopodiché quando avrete chiara la misura del vostro fallimento, dimettetevi e lasciate la parola agli italiani. Il voto di Fratelli d'Italia sarà contrario sia al rendiconto che all'assestamento. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, il nostro voto sia sul rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato sia sull'assestamento di bilancio sarà favorevole. Il rendiconto è un atto di trasparenza molto sottovalutato, anche da noi; invece, come afferma la Corte dei conti, dandone una valutazione assolutamente positiva, è un atto che rende chiaro come e dove si spendono le risorse. In relazione all'assestamento di bilancio mi interessa di più sottolineare due aspetti. Come ha detto un altro collega, quest'anno l'assestamento è uno strumento straordinario perché, mentre negli anni precedenti ci trovavamo di fronte ad aggiustamenti minimali, il Covid fa emergere alcune cose molto significative. Siamo di fronte a un cambiamento radicale, basti pensare alla riduzione pesantissima delle entrate, o al fatto che ricorriamo al mercato per oltre 300 miliardi in più rispetto a quanto previsto e alle spese aggiuntive (mi riferisco alla tabella 1 e alla tabella 5). A tal proposito, vorrei sottolineare che potremmo fare una discussione meno ideologica e meno di posizionamento politico, facendo due esempi molto discussi negli emendamenti e nel dibattito di questi mesi. Se prendiamo la tabella 5 ci accorgiamo che, senza ancora conteggiare, come è ovvio, il cosiddetto decreto agosto che noi abbiamo appena convertito (mentre la Camera non lo ha ancora fatto), sono stati destinati 16 miliardi in più agli enti decentrati (gli enti locali e le Regioni) e complessivamente 33 miliardi in più per quanto riguarda l'INPS e la cassa integrazione. Faccio queste considerazioni non per dire che va tutto bene, ma che da questo punto di vista lo sforzo del Governo è evidentissimo. Alla fine dirò qualcosa su un altro punto, ma i problemi sorgono su due elementi. Il primo è già stato posto nel dibattito: non c'è corrispondenza diretta tra la scelta, l'investimento, la spesa (stiamo parlando di spese) dello Stato e la ricaduta nel territorio. Su questo è inutile che ci gettiamo reciprocamente la palla addosso, perché è un problema strutturale; sulla semplificazione vedremo l'esito del decreto-legge n. 76 del 2020 che abbiamo appena approvato. L'altro grande problema - chiedo scusa ai colleghi perché lo ripeto sempre - per il recovery fund è ristrutturare la funzione pubblica, la pubblica amministrazione; bisogna assumere subito nuove competenze sul piano centrale e a livello decentrato. Vorrei farvi un esempio: