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azioni pertinenti hanno prodotto risultati limitati", ogni anno, dal 2008, circa mezzo milione di cittadini non europei ricevono un'ingiunzione di lasciare il territorio dell'Unione europea perché vi sono entrati o vi soggiornano senza autorizzazione; tuttavia, meno di uno su 5 di tali cittadini è ritornato effettivamente al Paese d'origine, e questo si può imputare anche alla difficoltà di collaborazione con questi Stati; l'Unione europea ha concluso 18 accordi di riammissione giuridicamente vincolanti e ha aperto formalmente i negoziati con altri 6 Paesi, negoziando anche altri 6 accordi non vincolanti per rimpatri e riammissioni; ciononostante, i risultati ottenuti sono stati modesti e l'attuale sistema messo in atto dall'Unione europea per i rimpatri presenta inefficienze che, a parere dell'interrogante, tendono ad incoraggiare l'immigrazione illegale; nell'ambito dell'afflusso di cittadini extracomunitari sul territorio italiano per via terrestre ovvero più spesso marina, si registra una cospicua quota di arrivi di cittadini della Repubblica federale della Nigeria; è pacifico che si tratti di uno Stato i cui cittadini che giungono in Italia in stato di clandestinità non detengono titolo alcuno al fine dello status di beneficiario di forme di protezione internazionale e devono ritenersi meri migranti; risulta all'interrogante che lo Stato italiano e la Repubblica federale della Nigeria abbiano da tempo siglato un accordo per il rimpatrio dei cittadini irregolari giunti nel nostro Paese; considerato che sussiste un interesse generalizzato a conoscere le modalità d'implementazione del citato accordo diplomatico con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'ultimo quinquennio nonché a conoscere le modalità e le condizioni per attuare tali rimpatri verso la Nigeria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di assumere urgenti iniziative in merito ai fatti richiamati; quale sia lo stato di implementazione dell'accordo con la Repubblica federale della Nigeria per il rimpatrio dei cittadini irregolari giunti in Italia con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'arco dell'ultimo quinquennio nonché le modalità e le condizioni per il rimpatrio che l'accordo prevede. Atto n. 4-06244 LEONE FERRARA PRESUTTO TRENTACOSTE DONNO Al Ministro della giustizia Premesso che: la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo si è recata presso il carcere di Trani per un sopralluogo sollecitata da due gravissimi fatti di cronaca che, indirettamente, sono legati a questo istituto penitenziario: l'incendio doloso delle due auto a danno del commissario Felice Nazareno De Pinto, vicecomandante del carcere di Trani, e la morte in cella del detenuto Fedele Bizzocca; all'interno del carcere di Trani, che accoglie anche una sezione di massima sicurezza, si sono riscontrate le criticità proprie di molte carceri italiane: organico di Polizia penitenziaria ridotto rispetto alla dotazione prescritta; intere sezioni sottoposte a chiusura, in quanto inagibili, ancora operative; gravi pregiudizi al trattamento rieducativo dei condannati in quanto l'organico dei funzionari non risulta idoneo ai fini del corretto espletamento delle funzioni proprie dell'area trattamentale; considerato che: nel maggio 2021 sono state incendiate due autovetture, la prima riconducibile direttamente al vicecomandante della Polizia penitenziaria De Pinto e la seconda alla moglie, oltre una terza auto coinvolta in quanto in prossimità dell'accaduto. A seguito di accertamenti e inchieste è stato evidenziato come questo grave episodio intimidatorio sia attinente con l'attività di De Pinto; a parere degli interroganti non è accettabile che una persona, nell'espletamento delle sue funzioni, debba subire ritorsioni così gravi per sé e la sua famiglia da parte di malavitosi; considerato inoltre che: la morte di Fedele Bizzocca, deceduto in cella apparentemente per arresto cardiocircolatorio il 3 settembre 2021 presso la casa circondariale di Trani, ove era detenuto, pone seri interrogativi all'amministrazione penitenziaria, ai servizi socio-sanitari e alle autorità giudiziarie; Bizzocca, sofferente di una grave patologia psicofisica, era detenuto dal gennaio 2021 sebbene fosse stata valutata e dichiarata da tempo dalle autorità sanitarie del carcere di Trani e dalla stessa direzione l'incompatibilità con la detenzione in carcere; la sezione di appartenenza di Fedele Bizzoca era la nota "sezione blu", di cui era stata definita la chiusura nel mese di novembre 2020; considerato infine che il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (SAPPE) ha più volte rappresentato all'amministrazione regionale e a quella centrale alcune situazioni non trasparenti che avvenivano nel penitenziario di Trani, senza che mai venissero presi dei provvedimenti concreti, adducendo inoltre il fatto che il livello di gravità raggiunto all'interno del penitenziario tranese alzerebbe ancora l'asticella delle minacce verbali a cui i poliziotti sarebbero sottoposti da parte di detenuti che sembrerebbero godere di immunità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se, nell'ambito delle proprie attribuzioni, voglia prendere in considerazione quanto sopra e valutare l'ipotesi di intervenire al fine di far luce su quanto accaduto, nonché sulle criticità da tempo denunciate così come auspicato dal SAPPE. Atto n. 4-06245 L'ABBATE ROMANO RICCIARDI CASTALDI PAVANELLI GALLICCHIO LOREFICE Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: secondo quanto riportato da autorevoli quotidiani nazionali e dal comparto automotive la rete di ricarica elettrica non riesce a stare al passo con il crescente sviluppo del mercato delle auto elettriche. Tra ritardi e rinvii burocratici, l'Italia non è ancora al passo nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica, nonostante la legge di bilancio per il 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) imponesse di realizzare una rete di infrastrutture di ricarica al alto potenziale entro il 30 giugno 2021, ma allo stato attuale il piano di realizzazione è bloccato; l'Autorità di regolamentazione dei trasporti ha approvato una delibera e ha stabilito per fine febbraio 2022 la data ultima entro la quale pubblicare i requisiti per i bandi. Tempi che risultano essere inadeguati e incompatibili con quelli previsti dagli obblighi comunitari e nazionali. Questa situazione ostacola in modo determinante la crescita del comparto e la transizione energetica, condizionando lo sviluppo di mercato dei veicoli elettrici, stante la esiguità dei punti di ricarica. Nelle tratte a lunga percorrenza, solo due su una rete nazionale di quasi 7.000 km; considerato che la transizione energetica poggia su due pilastri fondamentali: