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Se devo dirle la verità, riflettendo sul fatto che questa reazione da parte dei Presidenti di Camera e Senato non c'è stata, penso che questo sia dovuto alla constatazione che in quel titolo qualcosa di vero c'era, ovvero il disprezzo nei confronti del Parlamento, che viene da lontano, ma che in questa ultima fase sta dando i colpi definitivi. Stiamo ricominciando, infatti, Presidente, con la prassi di disegni di legge, decreti-legge, maxiemendamenti, voto di fiducia, con il Parlamento continuamente esautorato, con le opposizioni che non vedono mai un loro emendamento, una loro osservazione importante riconosciuti, in una situazione che io credo debba essere presa in esame proprio dai Presidenti di Camera e Senato. Lei, Presidente, rappresenta il Senato (questo dice il nostro Regolamento) e io credo che lei abbia, tra i suoi compiti e - mi permetta - anche tra i suoi doveri quello di difendere il Parlamento. E questo lo può fare anche mettendo in ballo la sua autorità per evitare che scene come quelle alle quali stiamo assistendo questa mattina si ripetano. Io mi appello a lei, Presidente, perché conosco la sua persona e conosco anche il suo attaccamento alle regole. Lo ha dimostrato in Parlamento e lo ha dimostrato nel Consiglio superiore della magistratura. Io credo che nello spirito dei lavori del Parlamento ci sia anche la necessità di evitare che il Governo lo prenda in giro nel modo in cui lo sta facendo adesso il Governo del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Poiché l'Assemblea non è concorde sulla richiesta di sospensione, la metto ai voti. È approvata. FERRARI (PD) . Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. È approvata . Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 13. (La seduta, sospesa alle ore 10,31, è ripresa alle ore 13,06) . La seduta è ripresa. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, vorrei comunicare all'Assemblea che l'emendamento è stato depositato ed è al Ministero dell'economia e delle finanze per la bollinatura. Chiederei quindi un rinvio fino alle ore 16,30. (Proteste dal Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, non capisco cosa sta succedendo e le chiedo aiuto. Siamo ormai al terzo o quarto rinvio; come abbiamo già ricordato in mattinata, questo provvedimento è uscito dalla Commissione ben sei giorni fa; noi eravamo convocati per lavorare ieri mattina alle ore 9,30; oggi il Sottosegretario è stato molto bravo intervenendo in replica dopo la discussione generale, ma evidentemente non sapeva di cosa stesse parlando visto che l'emendamento che ha appena annunciato non era ancora stato scritto e non si sapeva ancora cosa contenesse. Signor Presidente, l'Assemblea non conosce ancora questo emendamento, c'è un nuovo Regolamento e lei deve esprimere un parere su quella proposta di modifica. Credo che questo atteggiamento del Governo e della maggioranza sia insostenibile e inaccettabile. Stanno nuovamente calpestando il Parlamento. Lei ha il dovere di difendere il Senato dalla vergogna (Applausi dal Gruppo PD) e dallo spettacolo che questo Governo e questa maggioranza stanno dando su temi importanti per il nostro Paese come la sicurezza, o più probabilmente l'insicurezza che stanno garantendo al nostro Paese. AIROLA (M5S) . Sei un disco rotto! PRESIDENTE. Facciamo finire il senatore Marcucci. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, il fatto che si intervenga durante il mio appello testimonia che neanche si stanno rendendo conto dell'insulto che stanno rivolgendo al nostro Paese (Applausi dal Gruppo PD) e della vergogna che dovrebbero provare il MoVimento 5 Stelle e la Lega dopo quanto detto in questi ultimi cinque anni. Signor Presidente, le chiedo di riunire immediatamente la Conferenza dei Capigruppo. Questa è una situazione che richiede con forza immediata chiarezza da parte sua, nonché di assumere un atteggiamento nei confronti del Governo e di queste forze politiche che stanno procurando vergogna e discredito. PRESIDENTE . Senatore Marcucci, lei ha tanta esperienza da sapere quante volte nelle passate legislature abbiamo assistito a rinvii. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FdI. Proteste del senatore Marcucci. Commenti dai Gruppi PD e Misto-LeU). Senatore Marcucci, mi faccia finire. Questo è un decreto che non passa sulla testa del Senato, perché il testo è stato approfondito in Commissione e, del resto, più volte avete tutti sollecitato che ci sia un lavoro approfondito nelle Commissioni per la centralità che è stata data dal nuovo Regolamento alle Commissioni. (Commenti del senatore Marcucci) . Se lei mi fa finire, termino il mio ragionamento. Con questo mi auguro che la questione di fiducia sia uno strumento a cui non si ricorra in maniera eccessiva. Voglio aggiungere che questa è la prima volta in questa legislatura che al Senato è stata formulata tale richiesta. Con questo ho risposto... (Vivaci commenti dei senatori Marcucci e Verducci) . Se ha terminato... MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, non ho terminato. PRESIDENTE. Termini, allora, prego. MARCUCCI (PD) . Intanto non ho capito se è stata posta la questione di fiducia. Il Sottosegretario ha fatto riferimento a un emendamento, lei fa riferimento ai lavori della Commissione, quindi ci sta dicendo che quell'emendamento conterrà esclusivamente le proposte emendative approvate in Commissione: questo ci sta dicendo? PRESIDENTE. Io sto richiamando il Regolamento. MARCUCCI (PD) . Lei mi deve far concludere, signor Presidente. Io chiedo il rispetto che lei pretende. Aggiungo che non ci sono affatto precedenti del genere: sei giorni dall'uscita di un provvedimento dalla Commissione, un quarto rinvio, farci venire il lunedì mattina e non essere in grado di lavorare in Aula. (Vivaci commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az ) . Vi dovete vergognare! Vi dovete vergognare tutti! Vergognatevi! (Proteste dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az ). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi rivolgo anche ai colleghi, nella scorsa legislatura abbiamo sempre contestato il fatto che veniva ripetutamente posta la questione di fiducia, perché era diventata ormai la norma. Ma questa è un'altra questione, signor Presidente. Adesso, io non so: hanno chiesto a lei privatamente la fiducia? Qui non è stata posta la questione di fiducia! Qui il problema vero è che noi ieri abbiamo finito la discussione generale, il relatore si è alzato chiedendo di poter riflettere per fare le repliche; questa mattina ha riflettuto e ha deciso evidentemente che era stato convinto dalle nostre motivazioni, quindi ha passato la parola al Governo, e il Sottosegretario ci ha illustrato di nuovo le magnificenze del decreto stesso. Ma lei, signor Presidente, ha visto il ministro Fraccaro?