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solo tramite l'impegno di migliaia di persone tra personale forestale, antincendio, dei vigili del fuoco, della protezione civile, dell'agenzia regionale "FoReSTAS" e i volontari si è riusciti finalmente ad arginare il fronte del fuoco, ma i danni all'intera isola offrono uno scenario apocalittico con migliaia di sfollati, la dichiarazione dello stato di emergenza per diversi comuni del versante centro-occidentale, la morte di animali e la distruzione di migliaia di importanti di esemplari di flora, tra cui anche numerosi alberi secolari; il contrasto agli incendi ha visto anche il prezioso coinvolgimento di mezzi aerei, tra cui elicotteri e Canadair, peraltro previsti dal piano regionale triennale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi approvato dalla Giunta regionale il 4 giugno 2020; i mezzi previsti però non si sono rivelati sufficienti, ed è stato necessario ricorrere all'aiuto di diversi Canadair inviati da Paesi "amici" quali, ad esempio, Francia e Grecia, attraverso il coinvolgimento delle autorità europee; il Dipartimento della protezione civile e il Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco dispongono di una flotta composta da 19 Canadair CL415 schierati presso le basi operative permanenti collocate a Genova, Roma e Lamezia Terme, 7 dei quali impegnati già a partire dal 24 luglio; tenuto infine conto che il Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco già il 19 gennaio 2021 aveva dato avviso di consultazione preliminare di mercato per il rinnovo della flotta aerea ad ala fissa del Corpo, si chiede di sapere: per quali ragioni non siano state individuate come basi temporanee per i Canadair per la stagione estiva 2021 gli aeroporti sardi di Cagliari-Elmas e di Alghero-Fertilia e se i ritardi causati dagli spostamenti degli stessi mezzi aerei dagli aeroporti di origine abbiano portato ad un peggioramento della situazione della Sardegna nelle prime ore dell'emergenza; se si preveda un rinforzo della copertura sulla Sardegna con mezzi aerei e relativi equipaggi per l'intero periodo estivo e, più in generale, un rafforzamento dei mezzi a contrasto degli incendi boschivi su tutto il territorio nazionale; se, infine, si sia a conoscenza di eventuali conseguenze sull'ambiente dell'utilizzo di acqua marina in luogo di acqua dolce per lo spegnimento degli incendi boschivi e se esistano indicazioni operative per gli equipaggi in merito. Atto n. 4-05871 FLORIS CUCCA LUNESU EVANGELISTA DORIA FENU Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la Sardegna è di nuovo balzata all'onore delle cronache a causa di un gigantesco incendio divampato nel Montiferru, in provincia di Oristano, che ha bruciato circa 20.000 ettari di territorio; le squadre del Corpo forestale, la protezione civile, i Vigili del fuoco e i volontari in campo sin dalle prime ore del mattino e i mezzi aerei sono intervenuti a bonificare le zone attraversate dalle fiamme; dopo l'indagine del Corpo forestale per individuare le cause, considerato che sembra che i fuochi siano partiti da diversi focolai, è stata aperta quella della Procura di Oristano per incendio colposo aggravato; il rogo principale, partito da Bonarcado e Santu Lussurgiu, si è poi spostato per diversi chilometri sul Montiferru e le fiamme inizialmente spente hanno ripreso vigore a causa del forte vento e delle alte temperature; la conta dei danni è in corso e presenta numeri molto rilevanti, avendo coinvolto molte aziende agricole e le loro attività e include la perdita di moltissimi capi di bestiame, oltre che del foraggio per nutrirli; vanno aggiunte le perdite legate al patrimonio naturale distrutto dagli incendi e quelle legate ai danni che subirà l'intera economia di quei territori, incluso il turismo, non solo in questa stagione, ma anche nei prossimi anni, si chiede di sapere se non si intenda adottare i provvedimenti conseguenti a questa calamità e, dopo una precisa ricognizione dello stato dei fatti (da svolgersi assieme alla Regione Sardegna), provvedere al ristoro immediato dei danni causati dagli incendi, alle imprese, agli allevatori, alle famiglie, ai territori interessati, quindi alla sospensione degli adempimenti contributivi e tributari per le zone interessate e alla presa in carico degli oneri necessari anche al ripristino dello stato naturale antecedente del Montiferru e di tutti i territori colpiti. Atto n. 4-05872 PAPATHEU BINETTI CALIGIURI TOFFANIN GIRO BARBONI GALLONE RIZZOTTI PEROSINO GALLIANI SICLARI FLORIS AIMI CANGINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i distretti del cibo, istituiti con la legge n. 205 del 2017, costituiscono un nuovo modello di sviluppo per l'agroalimentare italiano. Nascono, infatti, per fornire a livello nazionale ulteriori opportunità e risorse per la crescita e il rilancio sia delle filiere che dei territori nel loro complesso; si tratta, si legge nel sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, "di uno strumento strategico mirato a favorire lo sviluppo territoriale, la coesione e l'inclusione sociale, favorendo l'integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale. I Distretti hanno come obiettivo anche la sicurezza alimentare, la diminuzione dell'impatto ambientale delle produzioni e la riduzione dello spreco alimentare. Altro scopo fondamentale è la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari"; sono attualmente attivi nel nostro Paese, secondo il censimento del Ministero, 107 distretti del cibo suddivisi in 14 regioni; tre anni dopo la loro istituzione, il Ministero ha promosso il primo bando pilota per finanziare i distretti: il lockdown ha rallentato le procedure, ma i progetti presentati e successivamente accolti dalla preposta commissione ministeriale sono 20, per un totale complessivo di 315 milioni di euro così come disposto dall'avviso protocollare n. 10898 del 17 febbraio 2020 (da finanziare in egual misura con fondi pubblici e privati); il bando aveva però stanziato soltanto 18 milioni di euro complessivi per finanziare i progetti presentati: si tratta di risorse per le quali è possibile realizzare soltanto 10 dei 20 distretti del cibo vincitori; a seguito di tale incongruenza tra le somme destinate ai progetti vincitori e quelli stanziati, alcuni distretti interessati hanno inviato una lettera al Ministero al fine di sospendere i termini di accettazione delle proposte di contratto relative al bando con l'obiettivo prioritario di incrementare le risorse: proponendo di utilizzare ad integrazione il fondo per lo sviluppo e la coesione o, come si evince anche da articoli di stampa, il fondo complementare che il piano nazionale di ripresa e resilienza attribuisce ai "contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca, silvicoltura e vivaismo" e che prevede in particolare una quota di 200 milioni di euro che va spesa entro il 2021;