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Il Consiglio inoltre predispone, e poi trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri, la proposta di Piano di azione sul clima di cui all'articolo 10 del disegno di legge, promuovendo la partecipazione attiva dei soggetti pubblici e privati interessati, secondo i principi stabiliti dall'articolo 7 della Convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico in materia ambientale, ratificata ai sensi della legge 16 marzo 2001, n. 108. Il Piano armonizza, coordina e allinea le politiche, a tutti i livelli, rispetto ai budget di carbonio settoriali annuali, e individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento, il cronoprogramma e le amministrazioni competenti all'attuazione delle singole misure. Il Piano, in coerenza con gli aggiornamenti del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, fa riferimento ai diversi strumenti di programmazione previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale. L'articolo 11 è volto ad assicurare la partecipazione degli attori sociali ed economici nell'elaborazione di piani, programmi e strategie riferiti alle politiche climatiche. L'articolo 12, al capo IV, recante disposizioni fiscali ed entrata in vigore, è finalizzato a garantire l'adozione di provvedimenti finalizzati a orientare il mercato verso modelli di consumo e di produzione sostenibili. L'articolo 13 dispone infine l'entrata in vigore della legge il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. (Principi generali) 1. In attuazione dell'articolo 9, terzo comma, della Costituzione, che stabilisce la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, la presente legge riconosce il cambiamento climatico quale minaccia esistenziale e promuove le azioni volte a facilitare il raggiungimento della neutralità climatica, la decarbonizzazione e la transizione dell'economia italiana verso un modello circolare. 2. La Repubblica, in attuazione e n el rispetto degli articoli 9, terzo comma, e 41, secondo comma, della Costituzione, in coerenza con l'Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015 e ratificato ai sensi della legge 4 novembre 2016, n. 204, nonché in applicazione della disciplina dell'Unione europea in materia di clima, in particolare del regolamento (UE) n. 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, e ai fini di cui al comma 1 del presente articolo, promuove le azioni di contrasto al cambiamento climatico, anche nell'interesse delle future generazioni, e definisce i programmi e i controlli affinché l'attività economica possa essere indirizzata e coordinata a fini ambientali, contribuendo a generare un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un'occupazione dignitosa e la riduzione delle disuguaglianze. Art. 2. (Oggetto e finalità) 1. La presente legge stabilisce l'obiettivo vincolante del conseguimento della neutralità climatica entro l'anno 2050, definisce il quadro regolatorio, organizzativo e procedurale per il conseguimento dell'obiettivo medesimo e provvede al coordinamento degli strumenti pianificatori esistenti in materia di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico. 2. Lo Stato, le regioni e le autonomie locali adottano, nell'ambito delle rispettive competenze, le misure necessarie per concorrere al conseguimento collettivo dell'obiettivo di cui al comma 1. Art. 3. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge: a) per « neutralità climatica » si intende l'emissione netta di gas a effetto serra pari a zero; b) per « budget di carbonio » si intende la quantità di emissioni di gas a effetto serra, espresse anche in CO 2 equivalente, comprensivo di informazioni separate sulle emissioni di gas a effetto serra e sugli assorbimenti, che può essere emessa nell'atmosfera in un periodo determinato, in modo da conseguire l'obiettivo della neutralità climatica; c) per « obblighi emissivi settoriali » si intende la soglia, espressa in termini di budget di carbonio per macro settori economici, da rispettare al fine di garantire un'efficace protezione del clima, della salute umana e dell'ambiente; d) per « emissioni di gas a effetto serra » si intende il rilascio nell'atmosfera di gas e di altri costituenti gassosi dell'atmosfera, sia naturali che di origine antropica, che assorbono ed emettono radiazioni infrarosse. Art. 4. (Traguardi climatici intermedi) 1. Al fine di conseguire la finalità di cui all'articolo 2, comma 1: a) l'obiettivo vincolante in materia di clima da conseguire entro l'anno 2030 è stabilito nella riduzione interna delle emissioni di gas a effetto serra, al netto degli assorbimenti, di almeno il 60 per cento rispetto ai livelli del 1990; b) l'obiettivo vincolante in materia di clima da conseguire entro l'anno 2040 è stabilito nella riduzione interna delle emissioni di gas a effetto serra, al netto degli assorbimenti, di almeno il 90 per cento rispetto ai livelli del 1990. 2. La revisione degli obiettivi di cui al comma 1 può prevedere solo l'aumento delle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra esistenti. Il raggiungimento dei suddetti obiettivi stabiliti può essere anticipato nei seguenti casi: a) per adeguarli alle disposizioni del citato Accordo di Parigi, conformemente alle decisioni adottate dalle Conferenze delle Parti, o alla normativa in materia dell'Unione europea; b) per adeguarli agli sviluppi della tecnologia e delle conoscenze scientifiche, o qualora vi siano elementi oggettivi e quantificabili che rendano giustificato tale anticipo per motivi ambientali, sociali o economici. Capo II CONSIGLIO SCIENTIFICO DEL CLIMA Art. 5. (Consiglio scientifico del clima) 1. In attuazione dell'articolo 9, terzo comma, della Costituzione, è istituito il Consiglio scientifico del clima, di seguito denominato « Consiglio », organismo indipendente di consulenza scientifica, di valutazione e di verifica delle politiche in materia di clima, con sede in Roma, presso le Camere. 2. Il Consiglio opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è costituito da tre membri, di cui uno con funzioni di presidente, nominati con decreto adottato d'intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nell'ambito di un elenco di dieci soggetti indicati dalle Commissioni parlamentari competenti in materia di clima a maggioranza dei due terzi dei rispettivi componenti, secondo modalità stabilite dai Regolamenti parlamentari. I membri del Consiglio sono scelti tra persone di riconosciuta indipendenza e comprovata competenza ed esperienza in materia di clima, a livello nazionale e internazionale. Al Presidente è riconosciuto un trattamento economico complessivo pari a quello previsto per il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.