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Il capo I si compone di un solo articolo, il quale apporta una serie di modifiche alla legge n. 71 del 2017, estendendone l'ambito di applicazione al bullismo e intervenendo sulla composizione del tavolo tecnico. Le disposizioni del capo II recano misure di contrasto al fenomeno del bullismo in rete, attraverso la previsione di più stringenti forme di responsabilità per gli amministratori dei siti e per gli internet provider . In particolare l'articolo 2, sul modello della responsabilità prevista per il direttore responsabile dalla legge sulla stampa, introduce una forma di responsabilità anche per coloro che gestiscono i siti. Si prevedono, in particolare, la figura dell'amministratore responsabile e l'obbligo per ciascun dominio internet di indicare un indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica, quale interfaccia unitaria fra gli utenti e l'amministratore responsabile. L'articolo 3 pone invece in capo agli internet provider l'obbligo di adottare misure adeguate, proporzionate ed effettive per interdire l'utilizzo dei profili e la navigazione agli utenti che realizzino attività illecite o gravemente lesive della dignità delle persone. La definizione di linee guida è demandata a un regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da adottare d'intesa con il Garante per la protezione dei dati personali. Il capo III reca una serie di disposizioni a tutela dei minori in rete. L'articolo 4 impone l'obbligatorio inserimento, fra le clausole contrattuali con gli operatori telefonici, di un richiamo alla responsabilità genitoriale nel caso di condotte illecite poste in essere in rete dai minori. L'articolo 5 impone agli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche di prevedere, senza oneri per gli utenti, fra i servizi preattivati e disattivabili solo su richiesta dell'utenza, l'attivazione di filtri, di blocchi alla navigazione e di altri sistemi di parental control . L'articolo 6 prevede – al fine di assicurare un'adeguata pubblicità agli strumenti di protezione e ai filtri – la possibilità per la Presidenza del Consiglio dei ministri di promuovere periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sull'uso consapevole della rete e dei suoi rischi, avvalendosi dei principali media , nonché degli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti privati. Infine l'articolo 7 prevede l'attivazione di un numero telefonico gratuito nazionale per l'assistenza alle vittime di bullismo e cyberbullismo.. I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI BULLISMO E DI CYBERBULLISMO 1 (Modifiche alla legge 29 maggio 2017, n. 71) 1 Alla legge 29 maggio 2017, n. 71, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1: 1 al comma 1, le parole: « fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni » sono sostituite dalle seguenti: « i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni » e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e in capo ai soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, cui incombono gli obblighi di orientare i figli al corretto utilizzo delle tecnologie e di presidiarne l'uso »; 2 dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Ai fini della presente legge, per “bullismo” si intendono l'aggressione o la molestia reiterate, da parte di una singola persona o di un gruppo di persone, a danno di una o più vittime minorenni, idonee a provocare in esse sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o comportamenti vessatori, pressioni o violenze fisiche o psicologiche, istigazione al suicidio o all'autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni anche per ragioni di lingua, etnia, religione, orientamento sessuale, genere, aspetto fisico, disabilità o altre condizioni personali e sociali della vittima »; b l'articolo 3 è sostituito dal seguente: « Art. 3. – ( Piano di azione integrato ) – 1 . Con decreto del Ministro dell'istruzione, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, è istituito presso il Ministero dell'istruzione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, del quale fanno parte rappresentanti del Ministero dell'interno, del Ministero dell'istruzione, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero della giustizia, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero della salute, della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, del Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, del Garante per la protezione dei dati personali, di associazioni con comprovata esperienza nella promozione dei diritti dei minori e degli adolescenti e nelle tematiche di genere, degli operatori che forniscono servizi di social networking e degli altri operatori della rete internet , una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori, una rappresentanza delle associazioni attive nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo nonché esperti dotati di specifiche competenze in campo psicologico, pedagogico e delle comunicazioni sociali telematiche, nominati dal Ministero dell'istruzione. Ai soggetti che partecipano ai lavori del tavolo non è corrisposto alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o emolumento comunque denominato. 2 . Il tavolo tecnico di cui al comma 1, presieduto dal Ministro dell'istruzione, redige, entro sessanta giorni dal suo insediamento, un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, nel rispetto delle direttive europee in materia e nell'ambito del programma pluriennale dell'Unione europea di cui alla decisione 1351/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, e realizza un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell'evoluzione dei fenomeni e, anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni e con altre Forze di polizia, al controllo dei contenuti per la tutela dei minori. 3 . Il piano di cui al comma 2 è integrato, entro il termine previsto dal medesimo comma, con il codice di co-regolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, a cui devono attenersi gli operatori che forniscono servizi di social networking e gli altri operatori della rete internet . Con il predetto codice è istituito un comitato di monitoraggio al quale è assegnato il compito di identificare procedure e formati standard per l'istanza di cui all'articolo 2, comma 1, nonché di aggiornare periodicamente, sulla base delle evoluzioni tecnologiche e dei dati raccolti dal tavolo tecnico di cui al comma 1 del presente articolo, la tipologia dei soggetti ai quali è possibile inoltrare la medesima istanza secondo modalità disciplinate con il decreto di cui al medesimo comma 1 del presente articolo. Ai soggetti che partecipano ai lavori del comitato di monitoraggio non è corrisposto alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o emolumento comunque denominato. 4 .