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Il mio appello è al Governo, per sapere dove sono accatastati questi fanghi e per dove devono partire, perché essendo una rappresentante del Sud, mi preoccupo che poi, magari, questi fanghi li vediamo raggiungere il Sud. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siccome alla Camera avete accolto un ordine del giorno, mi pare del PD, a rivedere il tutto in prosieguo, vi inviterei a fare uno stop and go , andando a ragionare su questa tematica tanto sensibile e tanto problematica, in modo da fare qualcosa di veramente serio, ma che non sia un decreto. Io mi sento offesa. A Genova ho la mia famiglia e i miei nipotini, quindi avrei votato il cosiddetto decreto Genova con tutto il cuore, per dare una mano a una città in sofferenza. Purtroppo devo astenermi, perché non posso votare queste cose. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, questo articolo è l'altra nefandezza, l'altra vergogna nascosta dalla tragedia di Genova. L'articolo 41 si occupa di fanghi derivanti dagli impianti di depurazione: impianti di depurazione - cito testualmente - delle acque reflue provenienti esclusivamente da insediamenti civili o da insediamenti civili e produttivi o anche provenienti esclusivamente da insediamenti produttivi; quindi, anche da acque reflue derivanti da industrie. Non è vero, signor sottosegretario Crimi, che si è andata a sanare una questione irrisolta e non regolata da anni. Con questo articolo non fate altro che far riferimento al decreto legislativo n. 99 del 1992, con una piccola eccezione. Sapete qual è l'eccezione? E il contenuto di idrocarburi nei fanghi in questione. E non mi pare che il problema sia di tipo civile. Perché fate l'eccezione per gli idrocarburi? Perché ritenete di poter elevare le soglie di presenza di tali sostanze nei fanghi che vanno sui nostri terreni, dove si coltivano prodotti che poi vanno sulle tavole dei nostri figli, di tutti noi? Avevamo chiesto che almeno tale presenza fosse limitata alle colture no food , ma neanche questo avete voluto accettare. Alla Camera, poi, avete peggiorato il provvedimento. Avete fatto eccezioni anche per il cromo, l'arsenico, il selenio, il toluene. Perché avete l'esigenza di far sì che queste sostanze nocive possano essere maggiormente presenti nei fanghi? Ecco perché - e concludo - non solo insistiamo sulla soppressione di questo articolo vergognoso, ma voteremo anche gli altri emendamenti presentati dal collega De Bonis della mia Regione. È certo, e ripeto della mia Regione, perché aumentare la soglia degli idrocarburi nei fanghi significa rovinare soprattutto la sanità e la salute delle persone che vivono nelle Regioni dove si fanno le estrazioni petrolifere. Eppure, solo nella scorsa legislatura vi eravate dipinti le mani. Non ci facevate votare. Da quel banco non potevamo accedere sullo sblocca Italia perché dicevate che stavamo avvelenando. Voi state avvelenando con questo articolo. Avete già svenduto tutto. Siete passati dall'essere ambientalisti - come ha ben detto prima la collega - addirittura al fatto di accettare gli idrocarburi, il cromo e l'arsenico dei fanghi di depurazione. Siamo veramente impazziti! E poi vi permettete di chiamare traditori colleghi seri, autonomi e liberi, che non fanno nient'altro che continuare a dire le cose che dicevate cinque anni fa! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Chi è traditore? Sono traditori loro o siete traditori voi per quanto avete detto, proclamato e su cui avete insistito e ci avete insultato per cinque anni? Rifletteteci, perché a un certo punto si va a sbattere contro la verità, contro la libertà e contro l'autonomia delle persone. Prima o poi si va a sbattere. E noi vi aspettiamo, perché sbatterete. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Senatore Mallegni, su che cosa vuole intervenire? Le ricordo che è già intervento un componente del suo Gruppo. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, il mio può essere considerato un preannuncio di voto in dissenso. PRESIDENTE . Senatore Mallegni, ne prendo atto e le do la parola per un minuto. Colleghi, faccio terminare gli interventi sull'articolo 41, dopodiché procederemo alla votazione. Il mio auspicio, infatti, è concludere la votazione degli emendamenti nella seduta odierna e poi, nella giornata di domani, procedere alle dichiarazioni di voto e al voto finale, facendo ovviamente intervenire anche la senatrice De Petris, che ne ha fatto richiesta. Questo, però, deve avvenire senza cessioni, perché non autorizzo alcuna cessione di tempi da Gruppo a Gruppo. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, raccolgo le preoccupazioni che sono emerse nel dibattito e prendo anche atto della necessità di una revisione della norma intera che riguarda, appunto, la questione dei fanghi di depurazione. Amici cari, però, non possiamo far finta di niente, perché viviamo in una vita reale, quella di tutti i giorni, dove ottomila Comuni italiani hanno gli impianti depurazione e da sempre, fino all'entrata in vigore di una sentenza del Tar della Lombardia, hanno distribuito i fanghi in agricoltura, con tutta una serie di limiti e questioni precise che non andavano nella direzione di essere contro la salute del cittadino. No anzi, tutt'altro. Si è colta - credo - l'occasione per inserire nel decreto-legge delle emergenze anche questa che è un'emergenza reale tutti i giorni. PRESIDENTE. Concluda, per cortesia. Non ho ancora capito che cosa vota. MALLEGNI (FI-BP) . Prima ho sentito chiedere dove sono stoccati i fanghi: i fanghi sono stoccati all'interno degli impianti di depurazione, perché lo prevede la norma italiana, e gli impianti di depurazione si trovano nelle nostre città: chi abita vicino ad essi non riesce più a vivere e a respirare (Applausi della senatrice Lonardo). PRESIDENTE. Deve concludere. MALLEGNI (FI-BP) . Presidente, il mio sarà un voto contrario all'emendamento presentato dalla collega Lonardo, perché ritengo fondamentale che l'articolo 41 venga approvato così come proposto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . TIRABOSCHI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per preannunciare il mio voto di astensione. Parto dalla replica finale del sottosegretario Crimi, secondo il quale l'articolo 41 ha posto un limite allo spargimento dei fanghi; quel limite che era stato stabilito da un giudice con la sentenza del TAR Lombardia. Mi sarei aspettata dal Governo una maggiore incisività sul carattere transitorio di questa norma che - come sappiamo - gestisce un'emergenza. Dietro al tema dei fanghi sappiamo esserci problemi di tutela ambientale, di tutela della salute, ma anche problemi di sostenibilità economica, quelli ai quali faceva riferimento il collega Mallegni. Dico, allora... PRESIDENTE.