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2 Per la realizzazione dei centri di accoglienza e l'adeguamento delle strutture già esistenti di cui al comma 1, è autorizzata una spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, da destinare ai comuni che ne facciano richiesta. 3 Le modalità di acceso e di ripartizione delle risorse di cui al presente articolo sono definite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando: a quanto a 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno; b quanto a 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, l'accantonamento relativo al Ministero della salute. 14 (Attività formative) 1 Al comma 1 dell'articolo 5 della legge 20 luglio 2004, n. 189, le parole: « possono promuovere » sono sostituite dalle seguenti: « promuovono e realizzano con frequenza annuale, ». 15 (Modifiche alla legge 4 novembre 2010, n. 201, in materia di protezione degli animali di affezione e da compagnia) 1 Alla legge 4 novembre 2010, n. 201, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 4: 1 al comma 1, le parole: « privi di sistemi per l'identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale » sono sostituite dalle seguenti: « privi di sistemi per l'identificazione individuale o delle necessarie certificazioni sanitarie o non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale », e le parole: « con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da euro 3.000 a euro 15.000 » sono sostituite dalle seguenti: « con la reclusione da quattro a diciotto mesi e con la multa da euro 6.000 a euro 30.000 »; 2 al comma 5 sono premesse le seguenti parole: « Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 254- ter e 321, comma 3- quater , del codice di procedura penale, »; b all'articolo 5: 1 al comma 1, le parole: « da euro 100 a euro 1.000 per ogni animale introdotto » sono sostituite dalle seguenti: « da euro 200 a euro 2.000 per ogni animale introdotto »; 2 al comma 2, le parole: « da euro 500 a euro 1.000 per ogni animale introdotto » sono sostituite dalle seguenti: « da euro 1.000 a euro 1.500 per ogni animale introdotto »; 3 al comma 4, le parole: « da euro 1.000 a euro 2.000 per ogni animale introdotto » sono sostituite dalle seguenti: « da euro 1.500 a euro 3.000 per ogni animale introdotto »; c all'articolo 6: 1 al comma 1, primo periodo, le parole: « commette tre violazioni » sono sostituite dalle seguenti: « commette due violazioni », e le parole: « da uno a tre mesi » sono sostituite dalle seguenti: « da due a sei mesi »; 2 al comma 2, primo periodo, le parole: « commette tre violazioni » sono sostituite dalle seguenti: « commette due violazioni », e le parole: « da uno a tre mesi » sono sostituite dalle seguenti: « da due a sei mesi »; 3 al comma 3, le parole: « commette cinque violazioni », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « commette tre violazioni », e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , senza possibilità di conseguirla nuovamente ». 16 (Diritti degli animali d'affezione e di compagnia) 1 Gli animali sono esseri senzienti e la legge ne promuove e garantisce la vita, la salute e un'esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche. 2 La detenzione a qualunque titolo degli animali deve sempre avvenire nel rispetto del diritto alla vita, alla salute e a una esistenza dignitosa e rispettosa delle loro caratteristiche etologiche, fatto salvo quanto autorizzato da leggi speciali. 3 È vietato, salvo quanto previsto dal codice penale, l'allontanamento coatto di animali d'affezione e di compagnia dalla propria famiglia. 17 (Affidamento degli animali d'affezione e di compagnia in caso di separazione dei coniugi) 1 In caso di separazione dei coniugi, proprietari o detentori di un animale d'affezione e di compagnia, il tribunale competente per la separazione, in mancanza di un accordo tra le parti, sentiti i coniugi e, se del caso, i familiari conviventi e la prole, nonché esperti di comportamento animale, nell'esclusivo interesse dell'animale, affida lo stesso in via esclusiva al coniuge che ne garantisce il migliore benessere psicofisico ed etologico. 2 Qualora ne sussista la volontà e ve ne sia l'opportunità per il benessere dell'animale comune, lo stesso è affidato in via condivisa, con obbligo di dividere le spese di mantenimento e di cura, in misura proporzionale al reddito di ciascun coniuge. 3 Ai fini della decisione concernente l'affidamento, la proprietà dell'animale desunta dalla documentazione anagrafica costituisce un criterio orientativo e non vincolante per il giudice, che decide nell'esclusivo interesse dell'animale quale sia la persona che meglio può garantirne il benessere, a condizione che non si provi che l'animale ha avuto un rapporto esclusivo con chi ne risulta proprietario. 4 Nel caso di cessazione della convivenza more uxorio o quando la questione sorga successivamente al procedimento di separazione, per l'affidamento di animali d'affezione e di compagnia è competente a decidere il tribunale del luogo dell'ultima residenza comune degli interessati, ferma restando l'applicazione delle altre disposizioni del presente articolo per l'individuazione del soggetto affidatario. 18 (Affidamento degli animali di affezione e di compagnia in caso di morte del proprietario o del detentore) 1 Tra i diritti e i doveri che si trasmettono mortis causa è compreso anche il dovere di assicurare il benessere all'animale d'affezione e di compagnia di proprietà o comunque accudito dal de cuius . In caso di decesso del proprietario o del detentore di un animale d'affezione e di compagnia, l'eventuale curatore testamentario, previo assenso dell'erede o del legatario onerato, sentiti tutti gli eredi e i legatari e previo assenso del tribunale, ne attribuisce l'affidamento temporaneo, fino all'affidamento definitivo, all'onerato o, in mancanza, a chi ne fa richiesta potendo garantire il benessere dell'animale.