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Al numero 3) si modifica il comma 9 del medesimo articolo 126 del codice, al fine di prevedere l'applicazione delle disposizioni del comma 8- ter anche alle procedure previste per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in un altro Stato per un periodo di almeno sei mesi. I numeri 4) e 5) apportano modifiche, rispettivamente, ai commi 10 e 10- bis dell'articolo 126, al fine di aggiornare la denominazione della Direzione generale e del Dipartimento competenti, nonché del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. La lettera i) aggiunge un periodo al comma 7 (Comportamento dei pedoni) dell'articolo 190 del codice, al fine di favorire la mobilità delle persone con disabilità e, in particolare, di rendere possibile la circolazione delle macchine a loro uso in determinati ambiti stradali. Ai sensi dell'articolo 46 del codice, le macchine per uso di persone con disabilità, rientranti tra gli ausili medici secondo le vigenti disposizioni dell'Unione europea, anche se asservite da motore, non rientrano nella definizione di veicolo. La circolazione delle carrozzine elettriche ad uso di persone con disabilità è disciplinata dal comma 7 dell'articolo 190 del codice, che stabilisce che queste, nei limiti definiti nell'articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni. La disposizione introduce il principio per cui le persone con disabilità che utilizzano le specifiche macchine a loro uso possono utilizzare le infrastrutture stradali nel modo più ampio possibile, pur non rientrando nella categoria dei veicoli, al fine di favorirne la mobilità, compatibilmente con le esigenze di sicurezza della circolazione stradale e in particolare della sicurezza delle stesse persone con disabilità. Infatti, se tali macchine possono circolare sui marciapiedi ai sensi del comma 7 dell'articolo 190, al contrario, si deduce solo indirettamente, dalle norme vigenti, che esse non possono circolare sulla carreggiata, in conseguenza del fatto che non risultano « veicoli » ai sensi dell'articolo 46 del codice. La disposizione, pertanto, introduce la possibilità di circolazione sugli altri ambiti stradali dove i pedoni possono circolare in promiscuo con le biciclette (percorsi ciclabili e itinerari ciclopedonali) mentre, nel caso in cui le macchine per disabili siano asservite da motore e quindi garantiscano una velocità minima costante rispetto a quelle a propulsione muscolare, tali macchine possono circolare sulle infrastrutture riservate alle biciclette. Il comma 2 rinvia ad un decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili la definizione delle modalità di annotazione sul documento unico dell'eccesso di massa connesso al sistema di propulsione installato. Inoltre, reca disposizioni transitorie al fine di chiarire che l'efficacia della disposizione di cui al comma 1, lettera e) , è subordinata alla necessità che la Commissione europea debba essere prima consultata sull'implementazione della misura e che la disposizione si applica ai veicoli immatricolati successivamente all'adozione del provvedimento con cui saranno definite le modalità attuative. Il comma 3 interviene sull'articolo 33- bis , comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, recante le modalità di sperimentazione in materia di micromobilità, prorogando di ulteriori dodici mesi il termine di conclusione della suddetta sperimentazione che viene, quindi, fissato al 27 luglio 2023. Al comma 4 si prevede, al fine di contenere gli oneri finanziari a carico dell'utenza, dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, e comunque non oltre la conclusione della verifica della sussistenza delle condizioni per la prosecuzione dell'attuale rapporto concessorio delle autostrade A24 e A25, ove tale conclusione sia anteriore alla data del 31 dicembre 2022, la sospensione dell'incremento delle tariffe di pedaggio delle autostrade A24 e A25. Per la durata del periodo di sospensione si applicano le tariffe di pedaggio vigenti alla data del 31 dicembre 2017. Al riguardo, si evidenzia che la società Strada dei Parchi S.p. A. è concessionaria della tratta autostradale a pedaggio Roma, l'Aquila, Teramo – diramazione per Torano, Pescara (A24/ A25), a seguito di procedura di gara, dal 20 dicembre 2001. Le tratte in gestione si estendono per 281,4 km. La scadenza della concessione è attualmente fissata al 31 dicembre 2030. Il rapporto concessorio è stato modificato e integrato con la Convenzione Unica (CU) sottoscritta il 18 novembre 2009, divenuta efficace ex lege ai sensi del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101. Allo stato, nei confronti del concessionario, pendono due procedimenti amministrativi: quello di aggiornamento del piano economico finanziario (PEF) e il procedimento di contestazione per grave inadempimento. Quanto al primo procedimento, si evidenzia che l'aggiornamento del rapporto concessorio previsto dall'anno 2014 non si è mai perfezionato, poiché le proposte di revisione contrattuale presentate da Strada dei Parchi S.p. A. sono state considerate non accoglibili dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. A seguito del ricorso attivato da Strada dei Parchi S.p. A. per l'accertamento del silenzio inadempimento del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sulla mancata conclusione del procedimento di approvazione delle proposte di Piano economico finanziario, il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 2413/2020, in esecuzione della sentenza n. 5330/2018 ha nominato un Commissario ad acta assegnandogli l'incarico di portare a compimento il procedimento relativo al nuovo PEF. Il Commissario ad acta ha quindi sottoposto al Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) la proposta di aggiornamento/revisione del PEF elaborata da Strada dei Parchi S.p. A., ritenendo tale proposta non sostenibile, anche in considerazione degli aumenti tariffari del 15,81 per cento all'anno fino al 2030. Il CIPESS, nella seduta del 5 maggio 2022, su conforme parere del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS), ha formulato parere non favorevole sulla proposta di aggiornamento/revisione del PEF. La relativa delibera, ad oggi, è in corso di pubblicazione. Quanto al secondo procedimento, si osserva che esso scaturisce dalla contestazione di grave inadempimento formalizzata dal concedente con note prot. n. 33797 del 28 dicembre 2021, prot. n. 1179 del 28 gennaio 2022 e prot. n. 5092 del 28 febbraio 2022. Con nota prot. n. 5796 del 15 marzo 2022, la società concessionaria ha inviato le proprie controdeduzioni, attualmente all'esame del Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili.