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Si riconosce la necessità della istituzione della specialità o sub-specialità in cure palliative, già presente in numerosi Paesi europei. L'articolo 16 è incentrato sulla realizzazione di campagne istituzionali di comunicazione destinate ad informare i cittadini sulle modalità ed i criteri di accesso ai programmi di cure palliative, nonchè sull'importanza di un corretto utilizzo dei farmaci impiegati nella terapia del dolore. L'articolo 17 detta disposizioni in ordine alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione del provvedimento, pari a tre milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.. I PRINCÌPI 1 (Tutela della vita e della salute) 1 La Repubblica tutela la vita umana fino alla morte naturale, accertata ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578. 2 La vita umana e l'integrità fisica sono indisponibili. 3 La Repubblica, in attuazione dell'articolo 32 della Costituzione, tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce la partecipazione del paziente all'individuazione delle cure mediche per lui più appropriate. 4 La Repubblica promuove la diffusione delle cure palliative e la cura delle malattie rare assicurando l'accesso alle relative terapie anche agli indigenti. 2 (Divieto di eutanasia e di suicidio assistito) 1 Ogni forma di suicidio assistito e ogni forma di eutanasia, ovvero ogni azione od omissione diretta a causare per ragioni di pietà la morte di una persona, sono perseguite ai sensi degli articoli 575, 579 e 580 del codice penale. 3 (Definizione di trattamento terapeutico) 1 Ai fini della presente legge per trattamento terapeutico si intende ogni intervento medico o chirurgico finalizzato al recupero o al miglioramento della salute, al mantenimento in vita, all'eliminazione o alla riduzione dei dolore derivante da una patologia o al miglioramento estetico del corpo, nonché a rendere possibile l'uso di ausili tecnici per garantire lo svolgimento delle funzioni vitali. 2 Non costituisce in nessun caso trattamento terapeutico l'uso di ausili tecnici che consentono l'alimentazione e l'idratazione. Tali ausili possono essere rimossi solo per comprovate esigenze sanitarie. 4 (Divieto di accanimento terapeutico) 1 Il medico deve astenersi dall'instaurare o proseguire trattamenti terapeutici non proporzionati, futili o inutilmente invasivi e non efficaci rispetto alle condizioni cliniche del paziente e agli obiettivi di cura. Egli non ha l'obbligo di contrastare e ritardare ad ogni costo l'esito finale della malattia, ma piuttosto, nel rispetto del miglior interesse del paziente, ha il compito di accompagnarlo e assisterlo verso la sua fine naturale. 5 (Diritto alla protezione contro il dolore) 1 II paziente ha diritto a essere protetto contro il dolore. Nel caso dei malati terminali, il medico applica tutte le terapie antidolorifiche disponibili, anche nel caso in cui esse possono avere l'effetto non intenzionale di accelerare la morte del paziente. II PIANO DI CURA E CONSENSO INFORMATO 6 (Indicazioni anticipate di cura) 1 Il cittadino può redigere indicazioni anticipate di cura, con atto a sottoscrizione autenticata, contenente indicazioni, richieste e desideri riguardo ai trattamenti terapeutici cui potrebbe essere sottoposto. Il medesimo atto può essere utilizzato per indicare il fiduciario di cui all'articolo 9, comma 4. Il fiduciario deve essere maggiorenne e controfirmare le indicazioni anticipate di cura. La nomina è sempre revocabile e comunque decade con la decadenza delle indicazioni anticipate di cura. 2 Le indicazioni anticipate di cura hanno validità non superiore a due anni, sono sempre revocabili e possono essere riformulate in qualunque momento con le medesime procedure. In ogni caso devono essere riformulate alla scadenza del termine di cui al periodo precedente. 3 Le indicazioni anticipate di cura devono essere inserite, su richiesta del paziente, nella cartella clinica e confluiscono nel piano di cura di cui all'articolo 7. 4 Nel caso in cui il paziente, all'atto del ricovero, si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 8, comma 5, il medico, senza esserne vincolato, tiene comunque conto delle indicazioni anticipate di cura e le inserisce, ove questo corrisponda al miglior interesse del malato, nel piano di cura di cui all'articolo 7. 7 (Piano di cura) 1 L'alleanza terapeutica, all'interno della relazione fra il paziente e il medico, è documentata da un piano di cura redatto all'atto del ricovero in un presidio sanitario. 2 Il piano di cura è parte integrante della cartella clinica ed è sottoscritto dal medico e dal paziente. 3 Il piano di cura contiene la manifestazione del consenso informato di cui all'articolo 8. 4 Il medico non può inserire nel piano di cura indicazioni in contrasto con la presente legge o con i princìpi della buona pratica clinica e della deontologia medica. In ogni caso, le indicazioni proposte dal paziente sono valutate dal medico in scienza e coscienza in applicazione del principio fondamentale della tutela e della salvaguardia della salute e della vita umana. 5 Il rifiuto di un trattamento terapeutico essenziale per il mantenimento della vita costituisce un atto personale che non può essere delegato. 6 Il medico che provvede a un trattamento terapeutico non consentito o non previsto dal piano di cura è tenuto a indicare espressamente la motivazione di tale decisione nella cartella clinica. 7 Il paziente può inserire nel piano di cura indicazioni favorevoli o contrarie all'assistenza religiosa e alla donazione successiva alla morte di tutti o di alcuni suoi organi ai sensi della legge 1º aprile 1999, n. 91, nonché indicazioni di trattamento, anche successive alla morte, purché non contrarie all'ordine pubblico. 8 Nel piano di cura il paziente può dichiarare che non intende formulare alcuna indicazione e che si rimette alle valutazioni dei medici. 8 (Consenso informato) 1 Nessuno può essere assoggettato a trattamento terapeutico contro la sua volontà. 2 Ogni trattamento terapeutico è effettuato previo consenso pienamente informato del paziente espresso nell'imminenza del trattamento e inserito nel piano di cura. 3 La manifestazione del consenso avviene dopo che al paziente è stata fornita la più adeguata informazione sullo scopo e sulla natura del trattamento, sulle sue conseguenze, sui rischi e sui benefìci che esso comporta, nonché sulle opportunità terapeutiche alternative a quelle proposte. 4 Il paziente può, in qualsiasi momento, ritirare il proprio consenso, o sottoscrivere un diverso piano di cura. 5 Quando il paziente non sia in grado di intendere e di volere e ci sia una situazione di urgenza, il medico agisce sulla base della propria autonoma valutazione professionale, nel miglior interesse del paziente, nel rispetto dei princìpi della deontologia medica e della legislazione vigente. 9 (Incapacità a prestare il consenso) 1 Se il paziente è interdetto o inabilitato ai sensi degli articoli 414 e 415 del codice civile, il consenso è prestato dal tutore o dal curatore, che appone la firma in calce al piano di cura. 2 Qualora vi sia un amministratore di sostegno ai sensi dell'articolo 404 del codice civile e il decreto di nomina preveda l'assistenza in ordine alle situazioni di carattere sanitario, il consenso è prestato dall'amministratore di sostegno. 3 Ove possibile, nei casi di cui ai commi 1 e 2 è consultato il paziente.