[pronunce]

In particolare, ha evidenziato che l'art. 1, comma 35, della legge della Regione Campania 4 agosto 2011, n. 14 (Disposizioni urgenti in materia di finanza regionale), ha novellato nuovamente l'art. 8, comma 5, della legge reg. n. 16 del 2008. Successivamente l'art. 1, comma 1, della legge della Regione Campania 14 dicembre 2011, n. 23 (Modifiche alla legge regionale 15 marzo 2011, n. 4 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011), ha ulteriormente modificato l'art. 1, comma 237-octodecies della legge reg. n. 4 del 2011, che a sua volta aveva modificato l'art. 8, comma 5, della legge reg. n. 16 del 2008. Con quest'ultima modifica, si è specificato che le strutture autorizzate ad operare in regime di accreditamento provvisorio devono essere in possesso dei requisiti ulteriori per l'accreditamento istituzionale. 2.5.- Con memoria depositata in data 2 febbraio 2012, la Regione Campania ha insistito perché venga dichiarata cessata la materia del contendere, illustrando ulteriormente le modifiche intervenute alle disposizioni impugnate. In particolare, ha sottolineato che l'art. 52, comma 13, della legge della Regione Campania 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del Bilancio Annuale 2012 e Pluriennale 2012-2014 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2012) ha abrogato l'impugnato art. 1, comma 8, della legge reg. n. 7 del 2011. 2.6.- Con atto depositato in data 27 luglio 2012, il Presidente del Consiglio dei ministri ha rinunciato integralmente all'impugnazione proposta con il ricorso n. 62 del 2011. 2.7.- Con atto depositato in data 20 settembre 2012, la Regione Campania ha accettato la rinuncia. 3.- Con ricorso notificato il 3-7 ottobre 2011 e depositato il successivo 7 ottobre (reg. ric. n. 119 del 2011) , il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l'art. 1, commi 19 e 35 - quest'ultimo nella parte in cui introduce l'art. 1, commi 237-nonies e 237-octodecies, della legge reg. Campania n. 4 del 2011 - , della legge reg. Campania n. 14 del 2011, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma, Cost. 3.1.- In particolare, l'art. 1, comma 19, della legge reg. n. 14 del 2011 prevede che: «[l]a Giunta regionale è autorizzata a disciplinare con regolamento il calendario venatorio della Regione Campania e relativo regolamento, sentita la Commissione consiliare permanente competente per materia, in base alla competenza legislativa della Regione nella materia della caccia, in conformità al titolo V della parte seconda della Costituzione ed in osservanza dei seguenti criteri generali: a) validità triennale del calendario venatorio regionale; b) tutela della fauna selvatica e delle produzioni agricole; c) rispetto della vigente normativa nazionale e regionale incidente in materia; d) perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa». Il ricorrente rammenta come l'art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) preveda che le Regioni possano intervenire nella regolamentazione dei periodi dell'attività venatoria per determinate specie e in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali. Le modalità dell'intervento sono regolate dai commi 2, 3 e 4 della medesima disposizione che, tuttavia, non sono espressamente richiamati dalla norma regionale impugnata, la quale invece prevede l'emanazione di un calendario venatorio secondo cadenze temporali (un triennio) ritenute incompatibili con le cadenze (annuali) previste dalla legislazione statale. A parere del ricorrente, quindi, la legge regionale campana si tradurrebbe in una violazione della disciplina statale che delimita il periodo entro il quale è consentito l'esercizio dell'attività venatoria. In tal senso è richiamata la giurisprudenza di questa Corte secondo la quale le norme statali di cui sopra rientrano nella materia della tutela dell'ambiente, vincolanti per il legislatore regionale (sentenza n. 191 del 2011), di tal che il loro mancato rispetto determina la violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. 3.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri impugna anche l'art. 1, comma 35, della medesima legge reg. n. 14 del 2011, nella parte in cui introduce l'art. 1, commi 237-nonies e 237-octodecies, all'art. 1 della legge reg. n. 4 del 2011. In particolare, il citato comma 237-nonies prevede che, ove il numero delle domande di accreditamento istituzionale presentate dalle strutture sanitarie e socio-sanitarie private ecceda il fabbisogno regionale programmato, si tenga conto dell'ordine cronologico di acquisizione delle istanze. Secondo il ricorrente, simile disposizione violerebbe l'art. 117, terzo comma, Cost., in quanto la disposizione regionale contrasterebbe con il principio fondamentale stabilito dall'art. 8-quater, comma 8, del d.lgs. n. 502 del 1992 che, in caso di superamento dei limiti di volume di attività prevista dalla programmazione sanitaria nazionale, prevede la revoca dell'accreditamento in misura proporzionale al concorso a tale superamento apportato da strutture pubbliche, private non lucrative e private lucrative. Il comma 237-octodecies modifica il testo dell'art. 8, comma 5, della legge reg. n. 16 del 2008, prevedendo che, al fine di colmare le carenze regionali di offerta, le strutture destinate a erogare prestazioni di assistenza palliativa, operino in regime di accreditamento fermo il rispetto della procedura per l'accreditamento definitivo. Questa disposizione violerebbe l'art. 117, terzo comma, Cost., in quanto un simile intervento regionale in materia di accreditamento sanitario esulerebbe dal riparto di competenze fissato dalla norma costituzionale, poiché consentirebbe l'operatività di strutture prive dei requisiti necessari per l'accreditamento medesimo. 3.3.- Con atto depositato in data 11 novembre 2011, si è costituita in giudizio la Regione Campania e ha chiesto che le sollevate questioni di legittimità costituzionale vengano dichiarate inammissibili o infondate. 3.4.- Come già ricordato, l'art. 1, comma 1, della legge reg. n. 23 del 2011 ha ulteriormente modificato l'art. 1, comma 237-octodecies citato - che a sua volta aveva modificato l'art. 8, comma 5, della legge reg. n. 16 del 2008 - specificando che le strutture autorizzate ad operare in regime di accreditamento provvisorio devono essere in possesso dei requisiti ulteriori per l'accreditamento istituzionale. 3.5.-