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Perché noi riteniamo che non vi possano essere due verità e quindi o l'azione del Governo è una, supportata dalla maggioranza, e allora è chiaro che la responsabilità politica di tutto quello che sta avvenendo in Italia (in particolare negli ambiti dell'economia e del lavoro, e quindi del debito pubblico, della crescita dello spread e della difficoltà in cui arranca il nostro Paese) è del Governo e dei partiti che lo sostengono (questa è una verità, secondo me l'unica); oppure la verità è quella che viene trasmessa dalla comunicazione accorta del MoVimento 5 Stelle e della Lega, cioè di posizioni differenziate sui vari provvedimenti. Si raccontano le bugie al Paese e si vuol far finta di avere una dialettica forte tra Lega e MoVimento 5 Stelle, però, insieme, si colpisce e punisce il Paese. La mozione di sfiducia presentata ha proprio questo obiettivo, ossia di dire la verità all'Italia. E la verità è che Lega e MoVimento 5 Stelle, insieme, appoggiano questo scellerato Governo nelle proprie politiche e che tutto il resto è frutto di menzogna e campagna elettorale alla ricerca di consenso. Si abbia allora il coraggio di far venire qui il Presidente del Consiglio (che si dovrebbe assumere le proprie responsabilità di fronte all'Assemblea e al Paese) e mettere in votazione la mozione di sfiducia. Non lo si vuol far: casualmente, il presidente Conte - forse anche lui è in campagna elettorale, come i due Vice Premier - non può venire in Senato. Ma il Parlamento è molto importante in una Repubblica parlamentare. Il Presidente del Consiglio lo dovrebbe sapere e dovrebbe sentire forte il dovere di venire a presenziare in Aula. (Applausi dal Gruppo PD) . Passo all'ultima questione. Le due proposte che oggi sottoponiamo al voto dell'Assemblea sono volte a inserire nel calendario dei lavori della settimana corrente la mozione di sfiducia e - come già proposto dal collega Malan - la mozione su Radio Radicale. Vedete, colleghi, su Radio Radicale si sta verificando una situazione non grottesca, ma drammatica, perché il Governo vuole metterla nelle condizioni di arrivare alla scadenza della convenzione in ginocchio, piegando l'informazione libera a suo favore, come sta facendo con la Rai. Vuole quindi farla arrivare a una condizione oggettivamente di grande debolezza. Credo che tutte le forze parlamentari e tutti i parlamentari, con la loro individuale scelta di libertà e democrazia, abbiano il dovere di difendere Radio Radicale e noi si abbia il diritto di discuterne in tempi rapidi, non quando fa comodo al Governo, che intende ricattare questa radio - mi permetto di usare questo termine - che fino a oggi è stata simbolo di democrazia. Noi vogliamo che continui ad esserlo, ma il Governo e la maggioranza ce lo stanno impedendo. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, quanto al decreto-legge sblocca cantieri, nonostante gli annunci di un provvedimento assolutamente determinante - tema già abbastanza utilizzato in questa campagna elettorale, che probabilmente sarà utilizzato ancora in questi ultimi giorni - ci troviamo di fronte alla solita storia. Si fa un programma dei lavori e addirittura si sollecita a presentare gli emendamenti molto rapidamente, ma poi ci troviamo di fronte a un rinvio dietro l'altro: niente di nuovo, potremmo dire, in questo che è diventato il modo di condurre da parte della maggioranza. Lo ribadisco in Aula, come ho fatto presente e chiesto anche alla presenza del Governo in Conferenza dei Capigruppo: per vedere se alla fine si troverà un accordo, tutti stanno aspettando la presentazione degli emendamenti da parte del Governo, annunciati reiteratamente, che dovrebbero darci finalmente la luce. Ebbene, noi chiediamo qui di nuovo, formalmente, che non vi venga in mente di presentarli giovedì o venerdì mattina, perché noi, come opposizione, abbiamo espresso le nostre opinioni nella discussione, senza alcun tipo di ostruzionismo, ma presentando sempre e soltanto argomenti ed emendamenti di merito, e non vogliamo trovarci di fronte, come al solito, un provvedimento profondamente cambiato, tale per cui alla fine dovremo presentare emendamenti nel giro di pochissimo tempo. Questa è la premessa, perché poi tutti gli spostamenti sono avvenuti a causa del fatto che evidentemente, ancora una volta, non si è trovato un accordo: forse non c'è sulle opere sulle quali nominare i commissari straordinari o su come dividersele. Questo fa parte ormai della storia e dell' identikit di questa maggioranza e della dialettica, finta o presunta, ma certamente presente nella maggioranza. Ora, quale è il punto, signor Presidente? Rinnovo qui immediatamente la proposta che avevamo presentato alla Conferenza dei Capigruppo. Come saprà, noi e anche il Partito Democratico abbiamo presentato emendamenti al decreto-legge sblocca cantieri su Radio Radicale, ma sono state presentate mozioni e giovedì si pensa di non dar luogo alla seduta, mentre pensavamo che si sarebbe potuta tenere. Secondo la proposta avanzata dal senatore Malan, però, ritengo che domani, proseguendo la seduta oltre l'orario prestabilito, si possa tranquillamente inserire all'ordine del giorno la mozione su Radio Radicale in coda al decreto-legge sull'agricoltura. Vi sono poi altre due questioni che sono scomparse, anche se si è detto che si terrà una nuova Conferenza dei Capigruppo dopo le elezioni, lunedì o martedì. Signor Presidente, siccome è stata elencata una serie di provvedimenti per la settimana successiva alle elezioni, le rinnovo qui la richiesta pressante di inserire nel calendario dei lavori la mozione sui cambiamenti climatici, perché credo che ci sia una vera emergenza. Vi è un'altra questione che abbiamo posto varie volte, relativa alla mozione sul glifosato: avendo avuto luogo la terza condanna negli Stati Uniti proprio su questo, credo che alla fine, continuando così, rischiamo di essere l'ultimo Paese in cui il glifosato viene ancora utilizzato. Credo che anche questa sia un'emergenza. Dal momento che è prevista la trattazione della risoluzione sulla cimice, credo che sarebbe assolutamente pertinente - alla luce dell'elenco di tutti i provvedimenti ­iscrivere e prevedere già da oggi l'esame della mozione sul glifosato, la cui trattazione abbiamo più volte richiesto sia in Aula che in Conferenza dei Capigruppo. (Applausi dal Gruppo Misto). FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, anche questa volta proviamo a convincere la maggioranza a cambiare idea su questo programma di lavori. Abbiamo tempo per discutere le cose importanti che vanno inserite in calendario anche per rispetto della portata di queste proposte. In particolare, mi riferisco alle due proposte illustrate dal presiedente Marcucci, la mozione di sfiducia al Governo e la mozione su Radio Radicale. Sulla mozione di sfiducia al Governo aggiungo molto brevemente queste parole a quelle del presidente Marcucci: è chiaro che la maggioranza, il presidente Conte, Lega e MoVimento 5 Stelle non sono voluti venire in Aula a discutere se il loro Governo ha ancora la fiducia in questo Parlamento perché sono in chiara difficoltà. Forse hanno scelta questa strada per tre ragioni. Vediamo quale scegliete.