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Art. 32. – (Misure urgenti per implementare l'efficienza dei dispositivi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) La disposizione normativa è diretta ad assicurare la pronta operatività, la funzionalità e l'efficienza del dispositivo di soccorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per fare fronte alla crescente richiesta di sicurezza in relazione allo scenario emergenziale connesso alla grave crisi internazionale connessa al conflitto in atto in Ucraina e per garantire, al contempo, una adeguata organizzazione per fronteggiare interventi anche di natura straordinaria correlati alla situazione di crisi in atto. Il Corpo nazionale, al fine di salvaguardare l'incolumità delle persone e l'integrità dei beni, assicura, in relazione alla diversa intensità degli eventi, la direzione e il coordinamento degli interventi tecnici caratterizzati dal requisito dell'immediatezza della prestazione, per i quali siano richieste professionalità tecniche anche ad alto contenuto specialistico ed idonee risorse strumentali. Inoltre il Corpo nazionale, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, in materia di difesa civile, fronteggia, anche in relazione alla situazione internazionale, mediante presidi sul territorio, i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone o beni. L'intervento, nel delineato contesto emergenziale, pone la necessità di un immediato rafforzamento con la immissione di risorse umane qualificate del ruolo dei capi squadra. Il capo squadra, infatti, responsabile e coordinatore delle squadre operative, costituisce una figura essenziale per la funzionalità della « macchina del soccorso » in quanto garantisce l'immediata operatività delle squadre di intervento. La disposizione riduce, in via eccezionale ed in deroga alle vigenti disposizioni, la durata del corso di formazione professionale di cui all'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, da tre mesi a cinque settimane, in analogia a come si è già operato con il decreto-legge 20 giugno 2012, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131, con il decreto legislativo 6 ottobre 2018, n. 127, e, da ultimo, con l'articolo 1- bis del più recente decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2021, n. 155, laddove la necessità di colmare in tempi brevi le carenze di personale nel ruolo di cui si tratta hanno indotto l'Amministrazione ad intervenire sulla durata del corso di formazione. Tra l'altro, la disposizione non incide sull'articolo 12, comma 4, secondo il quale la decorrenza economica decorre dal giorno successivo alla data di conclusione del corso di formazione; in particolare, si evidenzia che le unità interessate dal passaggio di qualifica risultano essere 700. Art. 33. – (Misure per far fronte alle maggiori esigenze in materia di immigrazione) Come noto, con delibera del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2022, è stato dichiarato, fino al 31 dicembre 2022, lo stato di emergenza sul territorio nazionale per assicurare soccorso e assistenza ai profughi provenienti dall'Ucraina. Nella medesima data, è stato adottato il decreto-legge 28 febbraio 2022, n. 16, in corso di conversione, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare la crisi in Ucraina, che ha previsto, tra l'altro, un rafforzamento della rete nazionale di accoglienza, articolata sui centri governativi di accoglienza e sul Sistema di accoglienza e integrazione (SAI), anche in previsione di massicce richieste di protezione internazionale o complementare di diritto interno. In data 4 marzo 2022, il Capo del Dipartimento della protezione civile, con l'ordinanza n. 872, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2022, ha adottato disposizioni urgenti di protezione civile per assicurare nel territorio nazionale l'accoglienza, il soccorso e l'assistenza alla popolazione in conseguenza degli accadimenti in corso in Ucraina; inoltre, nella medesima data, con l'ordinanza n. 873, pubblicata nella medesima Gazzetta Ufficiale n. 60, sono state adottate ulteriori disposizioni, anche in materia sanitaria. Per le medesime ragioni, con decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, è stata accertata l'esistenza di un massiccio afflusso di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE, con l'effetto dell'introduzione delle misure di protezione temporanea per le persone provenienti da quel Paese. La descritta situazione emergenziale e il massiccio crescente afflusso di persone in arrivo nel territorio nazionale determinano la necessità di adottare misure atte a garantire la migliore funzionalità dell'apparato organizzativo della pubblica amministrazione, per assicurare un'efficace risposta alle pressanti esigenze determinate dalla grave situazione in atto e in costante evoluzione. In particolare, il comma 1 appronta strumenti per meglio fronteggiare le ricadute dell'attuale situazione emergenziale sull'attività del sistema italiano di riconoscimento della protezione internazionale. Infatti la crisi in corso con ogni probabilità determinerà un notevole incremento del carico di lavoro delle Commissioni e delle sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e della Commissione nazionale per il diritto d'asilo, in relazione alla previsione di un elevato numero di richieste di protezione internazionale o complementare di diritto interno da parte dei profughi provenienti dall'Ucraina. A tal proposito, solo nelle prime due settimane di crisi, dal 24 febbraio al 10 marzo scorsi, le istanze di protezione internazionale da parte di cittadini ucraini risultano già in numero di 276, a fronte delle sole 334 in tutto il 2021 e 417 in tutto il 2020, con un aumento annuo stimato, al momento, fino a venti volte rispetto agli anni pregressi. È altresì ipotizzabile che, nel novero complessivo dei richiedenti protezione internazionale possa essere riscontrata una significativa aliquota di soggetti vulnerabili di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 – ed in particolare di minori e di minori non accompagnati – in relazione ai quali si pone l'esigenza di assicurare la corretta applicazione dell'istituto dell'esame prioritario delle domande previsto, per i vulnerabili, dall'articolo 28 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25. Si ritiene pertanto necessario consentire la permanenza in servizio, per tutto il periodo dell'emergenza, dei lavoratori interinali assunti, nell'ambito della Misura emergenziale EmAs. Com, tramite fondi europei, a seguito di gara effettuata nell'anno 2021 per rafforzare il complessivo sistema dell'asilo, segnatamente riguardo alle 57 unità (su un totale di 177) assegnate alle Commissioni territoriali e alle sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e alla Commissione nazionale per il diritto di asilo, i cui contratti a termine verranno a scadenza improrogabile il 31 marzo 2022.