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Su domanda del richiedente, le commissioni territoriali e la Commissione nazionale per la protezione internazionale svolgono il colloquio alla presenza di soli componenti del stesso sesso del medesimo. 2 La commissione territoriale per la protezione internazionale può omettere l'audizione del richiedente quando ritiene di avere sufficienti motivi per accogliere la domanda di protezione internazionale in relazione agli elementi forniti dal richiedente ai sensi dell'articolo 52 e in tutti i casi in cui risulta certificata, attraverso la visita medica prevista ai sensi dell'articolo 40, l'incapacità o l'impossibilità di sostenere un colloquio personale. 3 Il colloquio può essere rinviato qualora le condizioni di salute del richiedente certificate ai sensi del comma 2 non lo rendono possibile, ovvero qualora l'interessato richiede e ottiene il rinvio per gravi motivi. 4 Se il richiedente, benché regolarmente convocato, rinuncia al colloquio senza aver chiesto il rinvio, la commissione territoriale per la protezione internazionale decide sulla base della documentazione disponibile. 5 Qualora la convocazione non sia stata portata a conoscenza del richiedente non ospitato nelle strutture di accoglienza o di trattenimento e non sia già stata emessa nei suoi confronti decisione di accoglimento della domanda, la commissione territoriale per la protezione internazionale sospende la procedura, disponendo, per una sola volta ed entro dieci giorni dalla cessazione della causa che non ha consentito lo svolgimento del colloquio, una nuova convocazione, secondo le modalità di cui al comma 1, al fine della riattivazione della procedura. 6 Il colloquio si svolge in ambienti idonei, alla sola presenza di personale di sostegno linguistico e psicologico, nonché dell'avvocato eventualmente nominato dal richiedente ai sensi dell'articolo 43. La presenza di familiari del richiedente è ammessa solo se la commissione territoriale o la Commissione nazionale per la protezione internazionale lo ritenga opportuno. 7 Il colloquio del minore deve avvenire alla presenza del genitore che esercita la potestà. In caso di minori non accompagnati, il colloquio si svolge alla presenza del tutore nominato dalle competenti autorità giudiziarie. 8 Le commissioni territoriali e la Commissione nazionale per la protezione internazionale, nell'ambito delle rispettive procedure, adottano le misure idonee a garantire la riservatezza dei dati che riguardano l'identità e le dichiarazioni dei richiedenti. 47 (Sul contenuto del verbale e registrazione del colloquio personale) 1 Dell'audizione di cui all'articolo 46 è redatto il verbale contenente la trascrizione puntuale del colloquio in una lingua comprensibile al richiedente. È effettuata altresì, previo consenso espresso del richiedente, una registrazione sonora o audiovisiva. Eventuali osservazioni o chiarimenti forniti dal richiedente sono riportati nel verbale. Dopo rilettura, il verbale è sottoscritto dal richiedente a cui è rilasciata una copia. 2 Nel caso in cui la commissione territoriale per la protezione internazionale dispone la registrazione sonora o audiovisiva del colloquio personale, la stessa è allegata al fascicolo del richiedente. 3 Se il richiedente rifiuta di confermare che il contenuto del verbale o della trascrizione del colloquio personale, le motivazioni di tale rifiuto sono inserite nel fascicolo del richiedente. 4 Il richiedente e il suo avvocato hanno accesso al verbale o alla trascrizione nonché alle registrazioni. 48 (Raccolta di informazioni sui singoli casi) 1 Ai fini dello svolgimento della procedura relativa alla domanda di protezione internazionale, in nessun caso possono essere acquisite informazioni dai presunti responsabili di persecuzione o di danni gravi nei confronti del richiedente. 2 Le commissioni territoriali e la Commissione nazionale per la protezione internazionale in nessun caso forniscono informazioni sulla domanda di protezione internazionale presentata dal richiedente ovvero altre informazioni che possono nuocere all'incolumità del richiedente e delle persone a suo carico, ovvero alla libertà e alla sicurezza dei suoi familiari che ancora risiedono nello Stato di origine. 49 (Esame prioritario della domanda) 1 La commissione territoriale per la protezione internazionale esamina la domanda in via prioritaria quando è presentata da: a un richiedente per il quale sono stati disposti l'accoglienza o il trattenimento, così come previsto dagli articoli 83, 84 e 85; b una persona vulnerabile ovvero un minore non accompagnato e privo di rappresentanza legale, salvo le garanzie di cui all'articolo 41, comma 2. 2 Entro cinque giorni dalla data di ricezione della domanda, la commissione territoriale per la protezione internazionale provvede all'audizione, salvo che non sia ritenuta necessaria. La decisione è adottata entro i successivi dieci giorni ed è trasmessa alla Commissione nazionale e al questore, la cui competenza è determinata in base al luogo in cui la domanda è stata presentata. 50 (Domande inammissibile) 1 La commissione territoriale per la protezione internazionale dichiara inammissibile la domanda e non procede all'esame nei casi in cui il richiedente: a dichiara o certifica di aver ottenuto protezione internazionale in un altro Stato firmatario della Convenzione di Ginevra e possa anche avvalersi di tale protezione; b ha presentato identica domanda, dopo che sia stata presa una decisione negativa da parte della commissione territoriale, senza addurre nuovi elementi tali che possano giustificare un riesame della stessa; c rientra in una delle cause di esclusione dalla protezione internazionale di cui al capo II. 2 La decisione di inammissibilità è adottata entro venti giorni dalla data di presentazione della domanda. Avverso tale provvedimento è ammesso il ricorso alla Commissione nazionale ai sensi dell'articolo 62. Decorso inutilmente il termine per l'impugnazione, si applica l'articolo 63. 51 (Domande infondate) 1 La commissione territoriale per la protezione internazionale, fatto salvo che il richiedente ritiri la domanda di protezione internazionale ai sensi dell'articolo 58, dichiara che la domanda è infondata qualora il richiedente: a nell'esposizione dei fatti, durante il colloquio, e nel modulo della domanda, ha unicamente indicato questioni non connesse alla richiesta di protezione internazionale; b ha volontariamente indotto in errore la commissione territoriale presentando documenti falsi od omettendo informazioni pertinenti o documenti relativi alla sua identità e cittadinanza; c ha distrutto documenti o fatto sparire il documento d'identità o di viaggio, proprio o dei suoi familiari, che ne avrebbero permesso il riconoscimento o la cittadinanza; d ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie, false o incoerenti rispetto alle informazioni verificate sul suo Stato di origine rendendo così non convincenti le sue affermazioni scritte sulla domanda o rilasciate durante il colloquio; e ha reiterato una domanda dichiarata inammissibile; f ha presentato la domanda al solo fine di ritardare o impedire un provvedimento di allontanamento; g è entrato illegalmente nel territorio dello Stato o vi ha prolungato irregolarmente il soggiorno e, senza un valido motivo, non ha presentato domanda alla polizia di frontiera o alla questura competente nei termini di cui al comma 1 dell'articolo 44; h è considerato persona pericolosa o è stata espulso con efficacia esecutiva per gravi motivi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico. 2 La commissione territoriale per la protezione internazionale dichiara la domanda infondata entro quindici giorni dalla data di presentazione della stessa.