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All'emanazione del decreto-legge abbiamo salutato positivamente le norme sul gioco d'azzardo. La Provincia di Bolzano è stata tra le prime a evidenziare questa piaga sociale con una legge già nel 2010 che porta la mia firma e che è stata poi estesa e rafforzata con due interventi legislativi. Siamo contenti che anche a livello nazionale ci sia un primo passo in questa direzione, perché fino a ora è stato assordante il silenzio delle istituzioni rispetto ai numeri impressionanti della ludopatia e alle denunce che venivano dai medici, dagli operatori sociali e dal quotidiano «Avvenire», che per molto tempo è stato l'unico a denunciare siffatto problema. Così come salutiamo positivamente l'abolizione dello split payment , su cui ho preparato un ordine del giorno per estenderla anche alle imprese, che spero il Governo voglia accogliere. Abbiamo poi chiesto che venissero reintrodotti i voucher . Solo nel settore vitivinicolo sono andati in fumo 50.000 posti di lavoro e non sono mancate le sollecitazioni anche da altri settori: il turismo, il commercio, gli enti locali, il sociale. Sui voucher in passato sono stati commessi degli abusi che era doveroso contrastare, ma allo stesso tempo permane la necessità di uno strumento agile a basso impatto burocratico, in grado di far incontrare domanda e offerta di lavoro occasionale. Diciamo che permane, perché la nuova versione dei voucher soddisfa solo in minima parte queste esigenze. Il nostro ordine del giorno sui voucher sociali, che spero venga accolto - alla Camera dei deputati è stato accolto - sarebbe un fatto positivo, ma purtroppo non risolutivo. Se si fosse data al Senato la possibilità di intervenire concretamente sul provvedimento, come Gruppo avremmo presentato delle migliorie e non credo saremmo rimasti da soli; così come ne avremmo presentate altre sulla parte legata alle causali, al numero dei rinnovi sui contratti a termine. Non è questa la strada per combattere il precariato. Si è creato un meccanismo punitivo nei confronti delle imprese con alto rischio di turnover e un ingolfamento delle aule dei tribunali per i possibili contenziosi. Tutto questo spingerà le aziende a non assumere, e lo farà perché anche le causali, così come sono state scritte, riflettono una concezione fordista dell'organizzazione aziendale. Quale azienda ha un'organizzazione così rigida delle mansioni lavorative? L'impegno di un'azienda lo fa il mercato, lo fanno le accelerazioni e le decelerazioni della domanda. Ci sono poi ambiti flessibili per definizione. Il mondo della ricerca è uno di questi, dove spero che il Governo perlomeno accolga l'ordine del giorno da noi presentato sui contratti a termine. Sappiamo, infatti, che nel mondo dell'università, nel mondo della ricerca, i programmi europei di finanziamento sono tutti triennali. In tutta Europa i ricercatori vengono assunti con contratti a termine triennali. Procedendo in questo modo non si combatte la precarietà, ma si favorisce un gioco al ribasso verso il lavoro nero che è una piaga ancora troppo presente. Altre aziende, invece, punteranno sulle consulenze esterne, spingendo i giovani lavoratori ad aprire la partita IVA. Questa strada verrà percorsa anche con quelli che oggi non possono accedere a regimi agevolati, se alle partite IVA ordinarie verrà estesa la tassazione del regime forfettario. La conseguenza più grave sarà che il lavoratore vivrà al di fuori del contesto del lavoro, limitandosi a erogare la prestazione da remoto e non frequentando l'azienda giorno dopo giorno E chi ha un minimo di esperienza di impresa sa quanto è importante per la stabilizzazione di un posto di lavoro di un ragazzo il fatto che lo si possa conoscere, il fatto di apprezzarne giorno dopo giorno la compatibilità caratteriale coi colleghi e il fatto che si senta e diventi parte di una squadra. L'azienda è fatta dalle persone e le decisioni di un datore di lavoro vengono prese non solo in virtù di un'analisi stringente dei costi e dei benefici economici. È grave che questo Governo, in cui vi sono forze che hanno un radicamento importante nei settori produttivi, non lo capisca. Lo abbiamo ripetuto più volte in queste settimane: il lavoro non lo si crea per decreto-legge. Davanti a noi abbiamo, invece, i rischi di un altro turnover . Abbiamo i dati dell'INPS che, come ha rilevato più di qualcuno, sono previsioni fin troppo prudenziali. Bisogna abbassare il costo del lavoro a tempo indeterminato ed è sicuramente un bene che qualcosa sia già stato fatto alla Camera. Soprattutto, però, occorre mettere le aziende nelle condizioni di competere e innovare. Condividiamo, pertanto, le perplessità che le imprese hanno espresso in queste settimane e che il lavoro compiuto alla Camera non è riuscito a fugare in alcun modo. Anzi, forse lo ha acuito, se penso all'automatismo dopo i dodici mesi dal contratto a termine a quello a tempo indeterminato. Sulle delocalizzazioni condivido il principio, ma la norma, per come è scritta, apre a scenari di incertezza giuridica. Gli investitori stranieri potrebbero rinunciare a investire nel nostro Paese, così come le aziende italiane che vogliono internazionalizzare potrebbero trovarsi in seria difficoltà. Signor Presidente del Consiglio, ministro Di Maio, avete fatto di questo decreto-legge la cifra del vostro Governo in materia di lavoro. È una cifra che a me non convince, perché non convince il nostro territorio e perché riflette un'idea superata delle imprese e del mercato del lavoro. Non mi dilungo in valutazioni politiche più complessive. Quel che so è che l'introduzione dei voucher è stata troppo timida e sul resto non si è mostrata alcuna reale volontà di ascoltare le parti sociali e le organizzazioni di impresa. Si sarebbe potuto migliorarlo. S speravamo che la Camera lo facesse e che a quest'Aula venisse data altrettanta possibilità. Si è deciso in altro modo e dobbiamo prenderne atto. Per questo il mio giudizio sul provvedimento è negativo e annuncio fin da ora il mio voto contrario, perché il decreto-legge in esame, signor Ministro, certo non crea lavoro, ma sono sicuro e certo che distruggerà posti di lavoro e ciò non serve al Paese. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV e PD) ) . Sui gravi incidenti stradali avvenuti in Emilia-Romagna e in Puglia CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo solo per introdurre, purtroppo, una dolorosa parentesi. Credo che in Assemblea sappiano tutti cosa è successo quest'oggi, verso le ore 14,30: sulla tangenziale di Bologna, in località Borgo Panigale, c'è stato un incidente, le cui conseguenze sono andate oltre la normale dinamica di un incidente stradale, perché un'esplosione molto forte ha coinvolto una grandissima quantità di cittadini e anche diverse aziende, che hanno subito danni ingenti. So che il Governo sta seguendo con attenzione la vicenda, perché ho già visto che si sono espressi i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno e so che questa situazione comporterà problemi grossi, probabilmente anche di indennizzo da parte dello Stato e in tal senso il Governo dovrà operare in sintonia e in raccordo con la Regione e il Comune di Bologna.