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È una norma illegittima, una norma nulla, addirittura definita, da giuristi indipendenti, eccentrica e in quanto tale nulla. L'articolo 9- bis della convenzione, secondo la relazione degli esperti, è nullo perché, rispetto ai motivi della risoluzione anticipata, non distingue tra quelli imputabili al concedente, quelli legati all'interesse pubblico e quelli connessi all'inadempimento del concessionario, distinzione che invece è contemplata dalla legge, nel codice dei contratti. Quella clausola è eccentrica rispetto al sistema delle responsabilità contrattuali ed è manifestamente nulla sotto vari profili. Inoltre garantisce a una delle parti una condizione di sostanziale immunità e privilegio: immunità e privilegio legificati purtroppo da Forza Italia. Inoltre, l'articolo 1229 del codice civile sanzione con la nullità... (Commenti dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Signor Ministro, la invito a concludere. TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Ricordiamo che il decreto-legge parte dal centrosinistra ed è stato convertito in legge dal centrodestra. (Applausi dal Gruppo M5S) . Avete fatto bene a ricordarmelo. PRESIDENTE. Signor Ministro, la invito a concludere, perché siamo ben oltre i tempi stabiliti. TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . La ringrazio, signor Presidente, e mi accingo a concludere. Per far sì che lo Stato italiano sottoscrivesse quei contratti con dei privati che contrastano con l'ordine pubblico economico, i Governi precedenti hanno dovuto fare una legge porcata, perché le amministrazioni dello Stato e la Corte dei conti non avrebbero potuto far passare una cosa del genere, visti gli evidenti rischi per l'Erario. Per questo fu fatto un decreto-legge, varato dal Governo Prodi e successivamente convertito in legge - come già detto - dal Parlamento a maggioranza berlusconiana. Noi stiamo ovviamente faticando, per rimediare a questi catastrofici errori. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo FI-BP) . Agiamo secondo la ferma volontà politica di non lasciare che i fatti avvenuti a Genova restino privi di conseguenze e, più in generale, puntiamo a riequilibrare rapporti tra concessionari privati e concedente pubblico, per rimettere al centro i cittadini. (Commenti della senatrice Biti). A questo proposito ricordo che sono in fase di attuazione provvedimenti in questo settore, conseguenti al decreto-legge su Genova da parte dell'autorità di regolazione. PRESIDENTE. La invito a concludere, signor Ministro. TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Mi accingo a concludere. Si è parlato anche del dossier Alitalia: evidentemente si tratta di due dossier distinti. Non sottostaremo mai al ricatto eventuale di chi, per entrare all'interno di un dossier tanto importante, come quello Alitalia, cerca dall'altra parte di ottenere un salvacondotto. Il salvacondotto, con questo Governo e con il Movimento 5 Stelle al Governo, non verrà mai rilasciato. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ferro, per due minuti. FERRO (FI-BP) . Signor Ministro, anch'io come lei ho la risposta pronta, ma non la leggo. Lei però mi invita con il suo intervento, senza alcun senso e senza alcuna logica, come tutti i suoi interventi, da quando siede in quel Ministero, a dirle quanto segue. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Commenti dal Gruppo M5S) . Abbiamo le aziende che richiedono un aggiornamento infrastrutturale; abbiamo un sistema economico che sta aspettando dal suo Ministero, da lei che ha la responsabilità politica, delle risposte chiare sull'alta velocità, sulla compagnia Alitalia, sul sistema delle grandi navigazioni nel bacino di San Marco. Quando risponde? Anche oggi non mi ha risposto. Revoca o non revoca la concessione? (Commenti del senatore Puglia) . Siamo d'accordo anche noi con lei: sono due piani completamente distinti, ma mi sembra che stiate, con il cappello in mano, chiedendo a qualcuno di entrare nella questione Alitalia. L'avete lasciata dormire troppo tempo ed è lì che vi scoppia in mano. Vedremo lunedì che cosa succederà. (Commenti dal Gruppo M5S) . Signor Ministro, dia delle risposte. Ha un sacco di interrogazioni e di interpellanze, del nostro Gruppo e anche di altri colleghi, a cui rispondere. Lei non risponde mai: è uno specialista nel fare lo slalom e nel non rispondere. Non mi ha risposto. Continua a chiacchierare e non risolve i problemi. Se ne torni a fare l'assicuratore. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Il senatore Santillo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01002 sull'adeguamento alle norme di sicurezza dettate dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, per tre minuti. SANTILLO (M5S) . Signor Ministro, al fine di diminuire gli incidenti sulle ferrovie italiane, incluse le cosiddette ferrovie isolate, cioè quelle non connesse alla rete ferroviaria italiana (ce ne sono 14 in Italia, di cui la più vasta è in Campania ed è gestita dalla società in house della Regione Campania EAV, Ente autonomo Volturno), dal dicembre 2017 è iniziato un programma di adeguamento alle norme di sicurezza dettate dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), da realizzarsi entro diciotto mesi. Nello specifico, le ferrovie dovranno adottare il sistema di controllo della marcia del treno, nuova tecnologia di ausilio al macchinista, che consente maggiore sicurezza nella marcia dei treni. Dal 1° luglio 2019, l'ANSF (organismo autonomo non dipendente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) è competente su tutto il sistema ferroviario nazionale, incluse le tratte regionali. Tra le reti ferroviarie regionali ancora totalmente scoperte figura l'EAV, inadempiente al rispetto dei parametri di sicurezza imposti dall'ANSF, relativamente alle linee della Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea, Santa Maria Capua Vetere-Piedimonte Matese (in provincia di Caserta) e Benevento-Cancello. Non essendo stata predisposta l'installazione del sistema di controllo della marcia del treno, a tutela dei passeggeri, l'ANSF potrebbe imporre ai convogli un limite di velocità molto più ristretto dell'attuale e quindi stravolgere le ferrovie isolate; parliamo di un aumento notevole dei tempi di percorrenza e della cancellazione di un terzo delle corse, con il risultato di assistere alla riduzione dei passeggeri e dei ricavi per la società, con forti rischi di squilibrio di bilancio. Dei 100.000 pendolari che ogni giorno usufruiscono del servizio, oltre il 30 per cento si riverserà sulle strade e sceglierà il trasporto su gomma o l'auto propria, a causa dei disservizi annunciati, con conseguenze rilevanti a scapito della viabilità e dell'ambiente.