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Lo vogliamo dunque ricordare con una sua frase, di buon augurio per noi e per tutte le generazioni, una frase che vale sempre e che ci ricorda che «Il mondo è sempre stato salvato da chi guardava avanti». (Applausi). BITI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, è un onore e un'emozione grande per me, fiorentina, ricordare oggi, nel giorno dei funerali, la scomparsa del grande maestro Zeffirelli. Signor Presidente, la ringrazio personalmente e anche a nome della città, per essere stata ieri mattina a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, a onorare la salma del maestro Zeffirelli. Alla nostra città ha fatto piacere che la seconda carica dello Stato sia venuta a porgere omaggio al maestro. La nostra è una città che ha amato e ha odiato il maestro Zeffirelli: Firenze è così e il maestro rappresentava appieno la caratteristica dei fiorentini, perché era un personaggio sicuramente particolare, che sapeva odiare ed amare, che destava negli altri odio e amore, come i grandi fiorentini hanno sempre fatto nei secoli e come continuano a fare ancora oggi. La nostra città ha avuto l'onore di essere rappresentata nel mondo da un grandissimo artista e da un grandissimo uomo di cultura, che ha spaziato in tutti gli ambiti della cultura, dal teatro al cinema, senza dimenticare i meravigliosi bozzetti per tutte le opere liriche che il maestro ha disegnato. Invito tutti i colleghi, quando e se avrete voglia di passare da Firenze, a fermarsi alla Fondazione Franco Zeffirelli, aperta nel Complesso di San Firenze qualche anno fa, all'interno della quale sono contenuti i bellissimi bozzetti per le opere e le scenografie dei film , che il maestro ha avuto la bontà di lasciare alla nostra città. È un archivio prezioso e meraviglioso, che testimonia l'amore di questo grandissimo artista per la sua città, anche se poi, negli anni, ha vissuto tantissimo in questa città e si è seduto anche tra i banchi di questa Aula, che giustamente oggi lo ricorda. A Firenze sono state giornate di tristezza, sicuramente, perché quando ci lascia un fiorentino così importante c'è sempre questo sentimento, ma anche di riconoscenza, stupore e meraviglia per tutto quello che il maestro Zeffirelli ha lasciato non solo a Firenze, la nostra meravigliosa città, ma al mondo della cultura. Egli, infatti, è stato tanto amato anche all'estero, anzi forse più all'estero: tutti i meravigliosi artisti dei tempi andati che hanno avuto l'occasione, la fortuna e l'onore di lavorare con lui sicuramente hanno testimoniato che è stato il mondo intero della cultura, del cinema, dell'arte e della lirica ad aver apprezzato e amato il maestro Franco Zeffirelli. A nome di tutta la città di Firenze ringrazio tutti coloro che in queste ore hanno omaggiato il maestro e a chi non lo ha fatto e ha detto delle scempietà e delle stupidaggini (scusate se uso questo termine) anche sui social, voglio dire che credo il maestro si sia fatto una gran risata, perché era sicuramente un uomo di spirito, che forse manca a tantissimi in questo momento. Ringrazio tutti e ringrazio il maestro Zeffirelli. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, i senatori di Liberi e Uguali e di tutto il Gruppo Misto desiderano rendere omaggio al ricordo di un grande uomo di cultura, come è stato Zeffirelli; un uomo di cultura a tutto tondo per la passione che riversava non soltanto come regista cinematografico. Credo che ognuno di noi si sia addirittura approcciato e avvicinato alla lirica guardando molti dei suoi film; significativa è stata la ripresa dell'opera «Aida» del 2006, così come ritengo sia stata molto importante la sua rivisitazione di Shakespeare, ad esempio con il film «La bisbetica domata». È stato un uomo di cultura a tutto tondo, come si è detto, che ovviamente come gli uomini del suo tempo, di quella generazione, ha avuto critiche, scontri, è stato apprezzato o meno. Certamente, però, la sua caratteristica fondamentale è stata quella di dare onore al nostro Paese e alla cultura. Vorrei altresì ricordare la passione per le sue città: da giovane per Firenze e poi, più in là, col documentario con cui ha voluto omaggiare la città di Roma, dove ha vissuto per tanto tempo. Come per tutti i grandi che se ne vanno, rimane il rimpianto di capire quanto di quello che ha prodotto nella sua lunga vita e nella sua grande produzione artistica possa essere rielaborato e permanere nel mondo attuale. Questo omaggio ci richiama tuttavia al fatto che forse sempre di più dovremmo investire nella cosa più bella che il nostro Paese ha e che lo rende famoso in tutto il mondo: il culto della bellezza, la sua cultura, la musica, la lirica. Signor Presidente, credo che su questo forse dovremmo avere la capacità, non solo quando omaggiamo e ricordiamo i grandi, ma nei momenti decisionali importanti, di fare un grande sforzo di investimento nella cultura, perché è ciò che darà un grande futuro al nostro Paese. (Applausi). GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, anche il Gruppo Fratelli d'Italia desidera rendere omaggio a un grande italiano, grazie al quale la nostra Nazione è diventata ancora più famosa del mondo; un uomo di cultura che ha attraversato molte generazioni e che ci ha regalato grandi emozioni e anche grandi riflessioni. Ricordo che il 21 giugno all'Arena di Verona sarà messa in scena «La Traviata» e potremo vedere il suo nuovo allestimento, perché Zeffirelli ha avuto una parola d'ordine nella sua vita, in tutte le espressioni della cultura e dell'arte, ed è stata la parola «innovazione». Egli ha cercato sempre di innovare, di essere un uomo del proprio tempo, non dimenticando mai quei valori che hanno ispirato tutta la sua carriera come uomo di cultura. Io credo che la nostra Nazione abbia avuto moltissimo da Franco Zeffirelli e ritengo che ricordarlo oggi in quest'Assemblea ci dovrebbe rammentare quanto la cultura sia importante per noi, ma soprattutto per le nuove generazioni. Troppo spesso abbiamo sentito dire che di cultura non si campa e che con la cultura non si mangia. Io credo che, invece, proprio per la caratteristica della nostra nazione - e Zeffirelli l'ha fatto molto bene - la cultura dovrebbe essere dirimente e vedere tutti noi maggiormente impegnati. Siamo pertanto contenti di rendergli questo omaggio, che non sarà l'ultimo, perché l'Italia e noi italiani non potremo mai dimenticare un uomo grande come Zeffirelli. (Applausi). RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anche il Gruppo Lega Nord si associa al ricordo commosso di un grande maestro che ci lascia un'eredità immensa. Quando la produzione è così grande e diffusa e il livello così alto, il ricordo diventa eterno. «Romeo e Giulietta» è un film molto poetico e intriso di sentimento, perfettamente in linea con l'opera. Quale miglior espressione dell'opera shakespeariana c'è della realizzazione di Franco Zeffirelli? È veramente qualcosa che andrà oltre i secoli.