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È dall'aprile dello scorso anno che le Commissioni cultura e lavoro, in sede congiunta, sono andate ad approfondire una serie di problematiche da risolvere, con l'obiettivo di dare un certo ordine e una giusta tutela ai lavoratori dello spettacolo: dal riconoscimento della figura professionale dell'artista alle tematiche più strettamente contrattuali; dai compensi alla disciplina per una tutela previdenziale e assicurativa. Sono tutti temi evidenziati nei vari disegni di legge presentati in Commissione sull'argomento, con l'intento di ottenere un testo unificato che rispondesse alle varie esigenze messe in evidenza dai lavoratori dello spettacolo, esigenze a cui anche la Lega, con un disegno di legge a prima firma della senatrice Lucia Borgonzoni, oggi Sottosegretario alla cultura, ha cercato di dare risposte. Nel contempo si è mosso anche il Governo, tant'è che ad agosto, sempre dello scorso anno, è stato assegnato alle due Commissioni congiunte, cultura e lavoro, il disegno di legge delega per il riordino delle disposizioni in materia di spettacolo, testo collegato alla legge di bilancio. In qualità di membri delle Commissioni abbiamo subito iniziato a esaminare il testo giuntoci dal Governo per migliorarlo e apportare quelle modifiche che ottemperassero agli impegni presi con i lavoratori dello spettacolo, cercando così di introdurvi, attraverso proposte emendative, alcune delle norme contenute nei disegni di legge di iniziativa parlamentare e - a nostro avviso - importanti. Si è trattato di un lavoro lungo, che ci ha impegnato diversi mesi, e per concludere il quale abbiamo atteso la legge di bilancio, e dirò poi perché. Siamo infine giunti oggi alla discussione in Aula del disegno di legge proposto dal Governo che prevede, tra le altre, le seguenti novità: la riapertura della delega al Governo in materia di riordino delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di spettacolo; le deleghe al Governo per il riordino e la revisione degli ammortizzatori e delle indennità, per l'introduzione di un'indennità di discontinuità quale indennità strutturale permanente e per i contratti di lavoro, nonché per l'equo compenso per i lavoratori autonomi. Sono inoltre previsti il riconoscimento della professione di agente dello spettacolo dal vivo, il rafforzamento e l'ampliamento delle dell'osservatorio dello spettacolo e l'istituzione - molto importante e attesa - del tavolo permanente del settore spettacolo. Nel disegno di legge delega è prevista, poi, l'istituzione del registro nazionale dei lavoratori dello spettacolo; si dispone, inoltre, che l'INPS attivi specifici servizi di informazione e comunicazione in favore degli iscritti al fondo pensione dei lavoratori dello spettacolo, al fine di agevolare l'accesso alle prestazioni e ai servizi telematici. Proprio riguardo all'indennità di discontinuità, uno degli emendamenti dei relatori, c'è stata ampia convergenza dei componenti delle Commissioni. L'obiettivo di questa misura - già presente anche nel testo della Lega - è riconoscere la specifica natura discontinua delle professioni creative. L'indennità di discontinuità, infatti, riconosce i tempi di preparazione, formazione e studio quali parti integranti dei tempi di lavoro effettivo, perché connaturati e indispensabili per chi svolge un lavoro nelle arti performative. Questo sostegno economico è stato tra i temi più discussi e per esso si è attesa la legge di bilancio, al fine di comprendere quale copertura fosse realmente possibile. Siamo consapevoli del fatto che sarebbero stati necessari molti più fondi per questa misura, per la quale attualmente sono a disposizione circa 40 milioni. A nostro avviso, si sarebbe potuto fare di più, dal momento che le casse dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS), assorbite dall'INPS, risultano in attivo ogni anno, come risulta da un'audizione nelle Commissioni riunite VII e XI della Camera dell'11 novembre 2020, durante la quale il professor Pasquale Tridico, presidente dell'INPS, aveva dichiarato che: «La spesa pensionistica rimane inferiore alla contribuzione. Da qui un avanzo che si genera di anno in anno per circa 300 milioni, fino a un cumulato ad oggi di circa 5,4 miliardi.». Ovviamente, nel sistema di contabilità nazionale, l'avanzo patrimoniale del fondo pensioni lavoratori dello spettacolo contribuisce a finanziare le gestioni previdenziali di altri comparti produttivi che presentano condizioni di disavanzo. Tengo a sottolineare, avviandomi alla conclusione del mio intervento, che durante tutto l' iter del provvedimento in esame, il Gruppo Lega ha condiviso e sostenuto gli emendamenti dei relatori e sono stati accolti alcuni emendamenti sempre del Gruppo Lega, che proponevano l'accorciamento dei tempi della delega da dodici a nove mesi (a mia firma) e la possibilità di svolgere tirocini formativi presso gli operatori del settore della moda e dello spettacolo in favore di giovani che abbiano conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore presso gli istituti professionali con indirizzo servizi culturali e spettacolo (a firma della senatrice Alessandrini). Inoltre, è stato accolto l'ordine del giorno del senatore Rufa, che impegna il Governo a precisare che l'obbligo contributivo per indossatori e fotomodelli sussiste solo ed esclusivamente nel caso in cui tali professionisti partecipino a eventi con un effettivo carattere di spettacolarità e prestino attività artistica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione dello spettacolo. In conclusione, oggi ci accingiamo a votare un provvedimento che, pur non essendo completamente risolutivo di tutti i problemi relativi al settore dello spettacolo, pensiamo abbia raggiunto un risultato e un contenuto importante. Il voto favorevole che anche il Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione darà al provvedimento trova il sostegno anche nelle dichiarazioni di alcune associazioni dello spettacolo dal vivo, quali per esempio Assomusica, che ha apprezzato le migliorie apportate dalle Commissioni rispetto al tema della costruzione di un primo welfare universale per i lavoratori della filiera e al riconoscimento dei live club all'interno del comparto. Questa delega fa rivivere la legge n. 175 del 2017, approvata sul finire della scorsa legislatura, ma rimasta purtroppo inattuata. Ringrazio i Ministri, in particolare il ministro Franceschini, oggi presente; i relatori, senatore Roberto Rampi e senatrice Nunzia Catalfo; i Presidenti delle Commissioni 7 a e 11 a ; i colleghi commissari per il lavoro condiviso proprio per arrivare a questo risultato. Ringrazio naturalmente anche la senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato per la cultura, che ci ha seguito con attenzione e passione in tutto il percorso per l'importanza e la centralità dei lavoratori del mondo dello spettacolo, che meritano il giusto riconoscimento. Signor Ministro, il nostro Paese è grande e riconosciuto in tutto il mondo grazie anche all'apporto, alla professionalità e alla passione che queste persone mettono in ciò che fanno ogni giorno e, in quanto tali, sono il nostro grande patrimonio da tutelare. L'auspicio, signor Ministro, è che ora i decreti delegati vengano emanati con la massima sollecitudine per non perdere l'ennesima occasione di regolare un comparto che da troppo tempo attende una riforma. (Applausi) .