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Il danno erariale derivante da un'eventuale impropria sostituzione tra enti sarebbe allora patente, se non fosse che un'altra e più acuta criticità rende la Soprintendenza del Molise tuttora responsabile della manutenzione dell'istituto museale con autonomia speciale denominato Parco archeologico di Sepino; ci si riferisce al mancato passaggio di consegne, ad oggi, tra i due "rami" del Ministero: dal punto di vista amministrativo (e solo da quello), la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise continua ad essere competente su un'area che, invece, è stata sottratta alla sua gestione, ufficialmente e fattivamente, sei mesi fa. Essa non decide più nulla in merito al Parco di Sepino, e ignora la data del passaggio di consegne, ma non ha smesso di pagare le bollette e il suo personale di custodia, pur essendo passato al Parco, è allocato all'interno di edifici che formalmente fanno ancora capo all'Ufficio territoriale di tutela del Molise, perché il trasferimento degli immobili demaniali al nuovo gestore non è ancora avvenuto; valutato che: a generare il paradosso descritto si assume il fatto, in realtà di nessuna attinenza, che il direttore generale Musei, nel decidere (in completa autonomia) la perimetrazione del neonato Parco Archeologico di Sepino, atto delicatissimo, anche perché su di essa il Rinaldi potrà rilasciare autorizzazioni paesaggistiche, pare, per quanto risulta all'interrogante, tenda a farsi prendere la mano, allargandolo progressivamente senza mai venirne a capo, benché il decreto istitutivo non lasci alcun dubbio circa la pertinenza all'Istituto esclusivamente dell'area della città romana e del "Museo della città e del territorio"; detto contegno, oltre a creare tensioni e criticità di ordine pratico non trascurabili, alimenta, nei residenti più sensibili ai temi della tutela del sito, il timore di una certa quale accondiscendenza, da parte del Ministero della cultura, nei confronti di attori locali eventualmente ammaliati dalla prospettiva di realizzare, a ridosso del Parco, strutture ricettive, parcheggi, bancarelle e mercatini, con il rischio concreto di alterare in modo irreversibile la natura "di un contesto archeologico e naturalistico, fragile e complesso, qual è il Parco di Sepino" (valutazione finale M. Osanna, cit. ) , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riferito e se non ritenga di dover provvedere per lo spettacolo indecoroso del mancato sfalcio e della mancata pulizia dei servizi all'interno del Parco archeologico di Sepino a primavera del 2022; se sappia spiegare per quale ragione, poiché la direzione del Parco non ha ancora la possibilità/capacità di gestire in maniera almeno decorosa quel sito (creato museo autonomo senza alcuna motivazione culturale, ma con indiscutibile aggravio di costi per lo Stato), la stessa non si faccia da parte almeno finché ogni adempimento tecnico prodromico alla presa in consegna dell'area non sia stato compiuto, dandosi però tempi certi, per evitare che altri debbano farsi carico dell'insipienza amministrativa della dirigenza; come possa giustificare il fatto che la nomina del direttore del Parco abbia preceduto, sia la presa in consegna delle proprietà demaniali prima in capo alla Soprintendenza del Molise, sia la perimetrazione del nuovo istituto, incombenza che sembra ricadere interamente sul direttore generale Musei, e dunque se sappia riferire quali siano, oggi, i compiti cui attende il "super-direttore" entrato in servizio dal 1° marzo 2022. Atto n. 3-03317 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Ai Ministri della cultura e della difesa Premesso che: la Reggia di Caserta, istituto del Ministero della cultura dotato di autonomia speciale e diretto dall'architetto Tiziana Maffei, sabato 7 maggio 2022 è di nuovo balzata agli onori delle cronache nazionali per un episodio deplorevole: la musica assordante e le luci psichedeliche di una festa privata, organizzata la sera precedente al secondo piano del lato sinistro del palazzo reale borbonico (dove tuttora si trovano otto alloggi di alti ufficiali dell'Aeronautica), diffondendosi all'esterno, su piazza Carlo di Borbone, ha attirato l'attenzione dei passanti e dato loro l'impressione che il monumento fosse stato trasformato in una discoteca (si veda "Reggia di Caserta, musica a tutto volume e luci da discoteca nelle antiche sale: c'è una festa nelle stanze dell'Aeronautica militare" su "Bing video"); la diffusione di immagini e commenti sui social ha scatenato non poche critiche, per il timore che solai e affreschi dei saloni coinvolti potessero riportare danni (si veda "CASERTA Luci psichedeliche e musica a palla... la Reggia vanvitelliana trasformata in discoteca" su "CasertaCE"); secondo i media , l'appartamento dove si è svolta la festa sarebbe quello assegnato a Roberto Impegno, comandante della Scuola specialisti dell'Aeronautica Militare, la quale si è poi scusata per l'accaduto con un breve comunicato, assicurando che l'evento è stato di breve durata e le strutture della Reggia non hanno patito alcun impatto né danno (si veda "La Reggia di Caserta trasformata in una discoteca: la denuncia di una guida turistica" su "informareonline" e "Festa nelle stanze della Reggia, l'Aeronautica: Evento privato" su "casertanews"); considerato che: la Direzione della Reggia ha reagito alle contestazioni con quella che all'interrogante pare come una metaforica alzata di spalle, invocando a scusante la competenza e l'uso esclusivi, sulla parte del complesso edilizio coinvolta nell'episodio, da parte dell'Aeronautica militare (che altrove, nel complesso, ha anche uffici e spazi diversi), rimasta nella Reggia ben oltre la data limite del 2020 fissata dalla legge 29 luglio 2014, n. 106 e dal cronoprogramma del relativo Piano commissariale, perché non sono state individuate sedi alternative; l'attenzione, però, dovrebbe appuntarsi principalmente sul mancato rispetto degli obblighi basilari che ad entrambe le amministrazioni pubbliche, civile e militare, impone il carattere monumentale e la straordinaria valenza culturale dell'immobile vanvitelliano, che è anche un bene UNESCO, in ordine alla conservazione, ma anche alla sicurezza e alla salvaguardia del decoro. Stabilita la priorità, si tratta poi di capire a chi spetti rivendicare e far rispettare a tutti gli "inquilini" i suddetti obblighi; valutato che delle due Pubbliche amministrazioni coinvolte, è destinata a rimanere affidataria esclusiva della Reggia quella che fa capo al Ministero della cultura e la normativa che definisce i compiti degli istituti ministeriali dotati di autonomia speciale ha demandato al dirigente di ciascuno di essi anche pressoché tutte le funzioni di tutela altrove svolte dalle Soprintendenze.