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Istituzione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo terroristico. Onorevoli Senatori. – Uno degli esiti paradossali della legislazione varata per contrastare la criminalità terroristica sta nella circostanza che coloro che sono stati danneggiati dai delitti espressione di quella tipologia delinquenziale non hanno la possibilità di ottenere alcun risarcimento, dal momento che i beni dei condannati vengono confiscati dallo Stato, o nel medesimo giudizio nel quale le parti offese si sono costituite parti civili, oppure in sede di procedimento di applicazione di misure di prevenzione. In questo modo, al danno originario si aggiungono quello derivante dal pagamento delle spese di costituzione e di difesa, in genere particolarmente onerose a causa dell'impegno richiesto ai patrocinatori dai giudizi in questione, e la beffa di vedersi sottratti proprio dallo Stato i beni del condannato. Il disegno di legge intende rispondere a tale esigenza, ribaltando la logica perversa seguita finora e individuando nello Stato il soggetto incaricato di ristorare in prima battuta le vittime del terrorismo, proprio perché esso lede rilevanti interessi pubblici, e quindi di recuperare le somme oggetto del risarcimento, rivalendosi direttamente sui patrimoni dei condannati. Lo Stato, cioè, risarcisce chi ha patito danni, giudizialmente riconosciuti, derivanti da eventi di terrorismo, salvo, una volta soddisfatti i danneggiati, surrogare se stesso nei diritti della parte civile verso il condannato. L'articolo 1 reca l'istituzione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo terroristico, mentre l'articolo 2 reca le disposizioni per potervi accedere. L'articolo 3 reca le disposizioni per l'istituzione del Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo terroristico mentre l'articolo 4 disciplina la domanda di accesso al Fondo. L'articolo 5 reca la normativa riguardante la domanda di accesso al Fondo e l'articolo 6 il regolamento di attuazione del medesimo Fondo. L'articolo 7, infine, reca la copertura finanziaria della presente legge valutata in 10 milioni di euro all'anno.. 1 (Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo terroristico) 1 È istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo terroristico, di seguito denominato «Fondo». Il Fondo è alimentato: a da un contributo dello Stato pari a euro 10.000.000 annui; b dalla quota delle somme rivenienti dai beni sequestrati e confiscati ai sensi dell'articolo 12- sexies , comma 4- ter , del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356. 2 Il Ministro dell'interno, con proprio decreto, può destinare al Fondo una quota del contributo previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , della legge 22 dicembre 1999, n. 512, devoluto annualmente al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura, di cui all'articolo 2, comma 6- sexies , del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e successive modificazioni. 2 (Accesso al Fondo) 1 L'accesso al Fondo è consentito alle persone costituite parte civile nelle forme previste dal codice di procedura penale, in favore delle quali sia stata emessa sentenza di condanna al risarcimento dei danni, materiali e morali, nonché alla rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e di difesa, a carico dei soggetti imputati, anche in concorrenza, dei seguenti reati: a delitti di cui all'articolo 270- bis del codice penale; b delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal medesimo articolo 270- bis del codice penale; c delitti commessi al fine di agevolare l'attività delle associazioni di tipo terroristico. 2 Gli enti costituiti parte civile nelle forme previste dal codice di procedura penale hanno diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, limitatamente al rimborso delle spese processuali. 3 L'accesso al Fondo è altresì consentito ai successori a titolo universale delle persone in favore delle quali sia stata emessa la sentenza di cui al comma 1. 3 (Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo terroristico) 1 Presso il Ministero dell'interno è istituito il Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo terroristico. Il Comitato è presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo terroristico, nominato dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, anche al di fuori del personale della pubblica amministrazione, tra persone di comprovata esperienza nell'attività di solidarietà alle vittime dei reati di tipo terroristico. Il Comitato è composto: a da un rappresentante del Ministero dell'interno; b da un rappresentante del Ministero della giustizia; c da un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze; d da un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 2 Il Commissario ed i rappresentanti dei Ministeri di cui al comma 1 restano in carica per quattro anni e l'incarico non è rinnovabile per più di una volta. 3 Fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dall'articolo 6, la gestione del Fondo è attribuita al Comitato di cui al presente articolo, secondo quanto previsto dall'articolo 5. 4 A decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dall'articolo 6, la gestione del Fondo è attribuita alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici Spa (CONSAP), che vi provvede per conto del Ministero dell'interno sulla base di apposita concessione. 5 Gli oneri derivanti dal presente articolo sono posti a carico del Fondo. 4 (Domanda di accesso al Fondo) 1 La domanda di accesso al Fondo è proposta, a pena di decadenza, nel termine di un anno dal passaggio in giudicato della sentenza di cui all'articolo 2, comma 1. 2 Qualora la condanna al risarcimento dei danni sia generica, ai sensi dell'articolo 539, comma 1, del codice di procedura penale, la domanda per l'accesso al Fondo è proposta, a pena di decadenza, nel termine di un anno dal passaggio in giudicato della sentenza civile di liquidazione del danno. 3 Se la persona offesa si costituisce parte civile all'udienza preliminare, ovvero al dibattimento, il giudice fa notificare al Fondo il relativo verbale. 4 Nel giudizio civile l'attore notifica al Fondo l'atto di citazione, prima della costituzione delle parti. 5 La richiesta di pagamento al Fondo è accompagnata dalla copia autentica dell'estratto della sentenza di condanna passata in giudicato, ovvero dell'estratto della sentenza di condanna al pagamento della provvisionale, ovvero dell'estratto della sentenza civile di liquidazione del danno.