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(Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-PSI e Misto). Lo sappiamo che lo sport unisce popoli e culture differenti, ma non possiamo consentire di essere indifferenti a ciò che sta succedendo in Turchia e per mano di Erdogan, quindi noi non possiamo esserci. Oltre alla follia di continuare a vendere armi, come comunità internazionale non possiamo andare là ad omaggiare un uomo che fa ammazzare innocenti, che ordina l'esecuzione di una paladina dei diritti civili e delle libertà, che fa arrestare gli oppositori politici e sgancia bombe sui convogli di giornalisti per eliminare i testimoni di questo scempio. Noi davvero non possiamo accettare nessun ricatto; non possiamo accettare nemmeno quelli che lui ci fa perché usa i profughi per spaventarci e minaccia di fare invadere l'Europa dai terroristi. (Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-PSI e Misto). Non accettiamo assolutamente questi ricatti. Mi rivolgo a tutto il Parlamento a tutte le forze politiche per dire che in una situazione come questa dobbiamo essere e dimostrare di essere un Paese unito che combatte insieme per i valori che ci uniscono tutti su questo terreno (Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-PSI e Misto). Per questo diventa assolutamente importante lasciar perdere le dispute , le sottolineature delle nostre differenze, perché in questo caso dobbiamo procedere insieme e chiedere all'Europa un intervento assolutamente certo e tempestivo. Noi lo dobbiamo non solo per quello che significa quel popolo, per quelle donne, per quegli uomini e per quei bambini; in gioco c'è la nostra identità, il nostro oggi, il nostro futuro. Spero che su questo troveremo le parole giuste e che in quest'Aula si compiano delle scelte per essere tutti insieme coerenti e uniti (Applausi dai Gruppi PD, M5S, L-SP-PSd'Az, IV-PSI e Misto. Congratulazioni). PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Il 12 ottobre Hevrin Khalaf è stata uccisa, aveva trentacinque anni quando è morta. Ingegnere civile, è stata una politica curda con cittadinanza siriana che si batteva per i diritti delle donne nella regione e per la coesistenza pacifica tra curdi, cristiano-siriaci e arabi. La sua morte non ha ancora mandanti certi; di certo, però, è morta in un agguato ad opera di un branco di 12 uomini in divisa che hanno fatto scempio del suo corpo e che forse prima di ucciderla l'hanno stuprata. Hevrin era nota per le sue capacità diplomatiche riconosciute a livello internazionale. Il dialogo e l'emancipazione delle donne in Siria erano rappresentate dal suo volto, proprio per questo era ritenuta una pericolosa miscredente. Onorare la vita di una donna che è morta perché credeva nei diritti delle donne e dei deboli fra i più deboli non ha bisogno di parole, ma di azioni concrete (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Difendere quei diritti significa difendere i diritti di tutti. Questo faceva Hevrin e per questo è stata uccisa. Questo accade ad un passo da noi e se noi oggi accettiamo tutta questa barbarie rimanendo indifferenti, viene da chiederci a cosa serve l'Europa. L'Europa, quindi, si svegli e si svegli anche l'Italia. Serri i ranghi e faccia fronte comune attivando gli strumenti che ha a disposizione; blocchi tutti i finanziamenti alla Turchia che ha invaso il popolo curdo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Alla luce di un gesto puramente colonialista, che odora di sangue e piombo, oggi è ancora più evidente che la Turchia non può entrare e non deve entrare in Europa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il suo ingresso in Europa, e la mancanza di reazione da parte dell'Unione stessa, esaurirebbe l'ultimo filo di voce delle minoranze e dei diritti delle donne che Hevrin Khalaf ha voluto portare all'orecchio del mondo rimettendoci la vita. Questo glielo dobbiamo. Lo dobbiamo a lei e a tutte le minoranze oppresse. Se l'intento di questa Assemblea avrà questi contenuti, la Lega sarà la prima forza che gli darà sostegno. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, stiamo seguendo con molta apprensione ciò che sta succedendo al confine tra la Siria e la Turchia. Ci stiamo tutti chiedendo se questa guerra possa dare nuovo impulso alla propaganda islamista. È una preoccupazione seria, come evidenziato anche dalle colleghe che mi hanno preceduta, che viene alimentata anche dalla ripresa di una forte instabilità, con l'acuirsi di un conflitto armato che vede già un cambio di alleanze molto profondo all'interno di quello scenario, visto il ritiro delle truppe statunitensi. Le notizie che ci giungono ci mostrano davvero la rappresentazione di una violazione della legalità internazionale ma, soprattutto, una barbarie, una violenza inaudita, un vero massacro nei confronti delle popolazioni civili, dei tanti bambini, donne e uomini, una concreta minaccia all'equilibrio e alla pace nel mondo e anche una concreta minaccia alla sicurezza dei nostri cittadini. Il fatto che siano già scappati molti terroristi detenuti all'interno dei campi siriani sotto il controllo curdo non può essere un elemento che possa essere in alcun modo sottovalutato. Sappiamo che in quei campi erano presenti circa 11.000 terroristi, di circa 50 nazionalità diverse, probabilmente spalleggiati dalle truppe turche, almeno alcuni di questi: quelli che hanno compiuto l'assassinio di Hevrin Khalaf, attivista per i diritti delle donne, segretaria generale del Partito per il Futuro della Siria, strenua attivista per la convivenza pacifica tra curdi, siriani e turchi. Nel video dell'orrore che ritrae la sua morte, una voce fuori campo sentenzia: «Così muoiono i maiali». Vorrei ricordare realmente quello che sta succedendo, pensando anche a queste frasi, non solo ai video e alla violenza che davvero possiamo immaginare. Vorrei ricordare in questo Parlamento le tante donne curde che sono in questo momento in prima linea a difendere i diritti civili e umani e che hanno il coraggio di essere lì a lottare insieme ai loro uomini e a difendere i propri bambini e le proprie famiglie. Hevrin è stata trucidata per le sue idee, un simbolo da colpire per quel nazionalismo esasperato che si alimenta dell'aggressione nei confronti di una minoranza per rafforzare le sue bandiere. Non dobbiamo sottovalutare la minaccia, sempre costante, di un'ideologia quale è quella del nazionalismo, sia esso di natura laica o islamista, perché è la stessa che ha fondato anche lo Stato islamico. Ed è questo il principale punto di preoccupazione sul quale il nostro Paese deve intervenire. È, quindi, compito della politica e delle istituzioni intervenire con tutti i mezzi che possano essere utili per fronteggiare una situazione così difficile e drammatica nelle zone oggetto del conflitto. Dobbiamo interrompere la fornitura di armi;