[pronunce]

che, pertanto, poiché il d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, è stato emanato e anche pubblicato entro il termine -e cioè il 31 dicembre 2002- stabilito dalla legge n. 50 del 1999 per l'esercizio della delega ed entro detto termine è stata anche fissata la data di entrata in vigore del testo unico, la censura riferita all'art. 138 del d. P.R. n. 380 del 2001 è manifestamente infondata; che la censura avente ad oggetto l'art. 5-bis del decreto-legge n. 411 del 2001, introdotto dalla legge di conversione n. 463 del 2001, è del pari manifestamente infondata, in quanto è stata sollevata in riferimento ad un parametro costituzionale del tutto inconferente, e cioè l'art. 76 della Costituzione, tenuto conto che la norma impugnata non è stata emanata nell'esercizio della funzione legislativa delegata con la legge n. 50 del 1999 e non essendo detto parametro neppure riferibile al profilo con il quale il rimettente, prospettando una difficoltà nell'identificazione della norma penale applicabile ai processi in corso, pone in realtà una questione meramente interpretativa della disciplina in materia di successione nel tempo delle leggi penali recata dall'art. 2 c. p.; che, pertanto, tutte le censure sono manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 138 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e dell'art. 5-bis del decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411 (Proroghe e differimenti di termini), convertito, con modificazioni, in legge 31 dicembre 2001, n. 463 (Conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 23 novembre 2001, n. 411, recante proroghe e differimenti di termini), sollevata, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dal Tribunale di Bologna con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 novembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Piero Alberto CAPOTOSTI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 25 novembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA