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3 Le confessioni o le associazioni religiose di cui all’articolo 1, comma 2, adeguano i propri statuti in conformità ai princìpi della presente legge, nonché alle disposizioni del decreto legislativo da adottare ai sensi del comma 1 del presente articolo, e li trasmettono al Ministero dell’interno. 4 Gli statuti delle confessioni o delle associazioni religiose di cui all’articolo 1, comma 2, sono trasmessi dal Ministro dell'interno alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, da rendere entro trenta giorni dalla data di trasmissione. 5 I ministri del culto, i formatori spirituali e le guide di culto appartenenti alle confessioni o alle associazioni religiose di cui all’articolo 1, comma 2, ai fini dell'esercizio delle proprie funzioni, devono iscriversi nel registro istituito presso il Ministero dell'interno ai sensi del comma 6. 6 Il Ministro dell'interno, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce il registro per l'iscrizione dei ministri del culto, dei formatori spirituali e delle guide di culto appartenenti alle confessioni o alle associazioni religiose che non hanno stipulato intese con lo Stato ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. 7 Il Ministro dell'interno può disporre lo scioglimento delle confessioni o delle associazioni religiose di cui all’articolo 1, comma 2, se l'azione delle stesse è in contrasto con il rispettivo statuto o con la legge dello Stato ovvero per motivi di sicurezza nazionale. 5 (Ambito di applicazione) 1 La presente legge non si applica alla Chiesa cattolica, ai sensi dell'articolo 7 della Costituzione, né alle confessioni o alle associazioni religiose riconosciute che hanno sottoscritto con lo Stato intese ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione. 6 (Norma transitoria) 1 Le confessioni o le associazioni religiose rientranti nell'ambito di applicazione della presente legge, entro tre anni dalla data della sua entrata in vigore, adeguano alle prescrizioni della medesima i rispettivi edifici destinati all'esercizio del culto. 2 Qualora non sia possibile procedere all'adeguamento previsto dal comma 1, i medesimi edifici sono soggetti ad apposita autorizzazione regionale che ne stabilisce il carattere transitorio ai fini della destinazione urbanistica ed edilizia.