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Colleghi, l'ambiente non è una moda, ma uno stato di necessità. Questa manovra finalmente ne prende atto e attiva un intero ecosistema che non solo è fatto di tutela dell'ambiente nell'accezione più ristretta del termine, ma di energia pulita, di innovazione, di incentivi per i giovani, di start-up , di stimoli, di entusiasmo. A tal proposito, all'interno del pacchetto Industria 4.0, che nell' iter in Commissione siamo riusciti a estendere anche alle piccole e medie imprese, per un valore complessivo annuale di 7 miliardi, mi piace ricordare l'introduzione di un credito d'imposta green , a cominciare dal 2020, per incentivare progetti ambientali di decarbonizzazione ed economia circolare. Il tutto per uno stanziamento aggiuntivo nel triennio di 420 milioni di euro. (Applausi della senatrice Moronese) . Dal punto di vista degli investimenti, in particolare vocati allo sviluppo sostenibile e all'efficientamento energetico, questa manovra stabilizza fino al 2024 i 500 milioni di euro l'anno che, su impulso del MoVimento 5 Stelle, sono stati recentemente messi a disposizione dei Comuni. Complessivamente, per i Comuni da qui al 2034 sono previsti stanziamenti per 33 miliardi di euro per investimenti in strade, scuole, contrasto al dissesto idrogeologico e - come detto - costruzione e manutenzione di asili nido. Certo, è ovvio che all'interno della manovra si recupera qualche risorsa da nuove tasse, ma - parliamoci chiaro - queste nuove tasse incidono esclusivamente su colossi del web , operatori del gioco d'azzardo, banche e concessionarie autostradali e aeroportuali, settori che mi pare di poter dire possono permettersi di sopportare un aggravio fiscale per redistribuire le risorse. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Laniece) . Le altre cosiddette nuove tasse altro non sono che imposte di scopo, come la plastic tax e la sugar tax . Nel corso dell'esame in Commissione bilancio sono state rimodulate con un alleggerimento complessivo favorito anche dall'attento ascolto delle istanze delle imprese; vorrei però sottolineare che la filosofia di base resta del tutto inalterata, ovvero l'utilizzo della leva fiscale per favorire un cambiamento dei modelli produttivi in senso più ecocompatibile ed ecosostenibile e per aiutare comportamenti di consumo più attenti alla salute, soprattutto da parte dei nostri figli. Tra l'altro vorrei sommessamente ricordare che queste imposte di scopo sono ampiamente utilizzate e con successo in diverse esperienze estere. La plastic tax ha evidenti riscontri in diversi Paesi europei, soprattutto nel Nord Europa, mentre la sugar tax è da tempo utilizzata negli Stati Uniti, dove viene chiamata soda tax. Desidero altresì ricordare, al di là di inutili integralismi, che queste tipologie di imposte, come certifica un'ampia letteratura economica, nel medio-lungo termine consentono allo Stato di risparmiare ingenti risorse pubbliche in termini di minori spese per la salute e per il recupero dell'ambiente. In conclusione, si tratta di un disegno di legge di bilancio che imprime una svolta alle politiche economiche e di investimento del Paese senza pesare minimamente sui cittadini; anzi, pure in un momento difficile, riesce a garantire alla maggior parte degli italiani una vasta serie di benefici. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Stefano. STEFANO, relatore . Signor Presidente, perno del provvedimento che sottoponiamo all'esame dell'Assemblea, attorno al quale ruotano scelte economiche, ma anche politiche per il Paese, è la volontà di scongiurare una tassa pesante, quella che si sarebbe determinata con l'aumento dell'IVA; pertanto, l'intervento è stato quello di sterilizzare le clausole di salvaguardia. Si è voluto mettere l'Italia al riparo da quella pesante zavorra da 23 miliardi di euro che avrebbe frenato definitivamente PIL e consumi, con tutte le distorsioni che un'imposta così regressiva avrebbe portato con sé. Inoltre, questa maggioranza ha saputo mettere subito il Paese al riparo da un'altra tassa, quella di quota 300, ossia i livelli su cui si aggirava lo spread, aizzato da grida sovraniste, che in un annetto è stato capace di presentare un conto di almeno 11 miliardi. Bene ha fatto - a mio avviso - il ministro Gualtieri a portare con sé in audizione il grafico dell'andamento dello spread del nostro Paese negli ultimi 12 mesi, mostrando plasticamente che c'è stato un prima e c'è un dopo la formazione di questo Governo. C'è stato, infatti, un prima costato agli italiani, come ho detto, 11 miliardi, ma c'è un dopo che siamo in grado sin da ora di quantificare in un risparmio possibile di circa 38 miliardi nel quadriennio 2019-2022 per spesa per interessi. Prima di passare brevemente ai contenuti specifici di questa manovra, mi sia allora concesso ricordare le difficoltà dell'attuale quadro economico internazionale, che si caratterizza in una fase di deterioramento condizionato dall'insorgere di molteplici fattori di rischio: le guerre commerciali (e la trattativa in stallo tra USA e Cina sui dazi preoccupano nuovamente, dopo i segnali dei giorni scorsi che lasciavano presagire la possibilità di un accordo); la Brexit; una generica instabilità geopolitica che colpisce soprattutto il Medio Oriente: in questo scenario, il quadro economico italiano si presenta caratterizzato da una crescita congiunturale sensibilmente inferiore alle attese, confermando sostanzialmente le stime contenute nel Documento programmatico di bilancio per il 2020 inviato alla Commissione europea per i primi due trimestri del 2019. Per l'anno in corso, è prevista una crescita del PIL reale dello 0,1 per cento. Una crescita contenuta, che possiamo attribuire in gran parte al marcato rallentamento dell'incremento della domanda dei consumi delle famiglie, ma anche degli investimenti fissi lordi, parzialmente compensati dal buon andamento dell' export . Già per il prossimo anno, però, le stime ci preannunciano un leggero rialzo del PIL allo 0,6 per cento, in gran parte per effetto delle misure, tante, contenute in questa manovra. Si tratta di un provvedimento che si muove seguendo l'obiettivo di invertire l'attuale contesto di stagnazione dell'economia nazionale, attraverso molteplici interventi, che hanno il pregio di consentirci di rispettare l'impegno di contenere il deficit pubblico, ma anche di prefigurare un'inversione del percorso di crescita del debito. A questo proposito va detto, e lo faccio con grande onestà intellettuale, che le critiche molto ingenerose rivolte, ad esempio, alla scarsità delle risorse messe a copertura di alcune misure, una su tutte quella per l'abbattimento del cuneo fiscale, scontano una certa miopia, forse dettata da un irrigidimento accademico, in quanto non tengono conto della contestuale presenza di altre misure che, addizionate e aggregate, possono produrre benefici, sgravi e vantaggi che, nel loro insieme, potranno essere percepiti in modo molto più consistente.