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se l'Istat, a distanza di più 2 anni dal deposito della sentenza n. 302/2018 e di 4 mesi dalla pubblicazione della sentenza di revocazione n. 10/2020, a norma del disposto dell'art. 14, comma 7, del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174, abbia richiesto il pagamento delle somme oggetto della condanna, e se gli interessati abbiano provveduto al versamento di quanto dovuto; qualora, invece, l'Istat fosse rimasto inerte fino ad oggi, quali provvedimenti urgenti si intendano attivare, dal momento che le sentenze spietatamente vengono sempre applicate quando si tratta di normali cittadini soccombenti, anche ai fini dell'applicazione di eventuali sanzioni a carico dei responsabili del mancato recupero della suddetta somma, con conseguente eventuale danno erariale. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01584 SBROLLINI Al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: la crisi epidemiologica COVID-19, e le misure restrittive adottate per farvi fronte, hanno determinato, tra le altre cose, la sospensione delle attività sportive e dei campionati in corso; nonostante le progressive aperture delle attività determinate dalle ultime azioni messe in atto dal Governo, in risposta alla riduzione della diffusione dei contagi, il Ministro in indirizzo ha tuttavia rilasciato negli scorsi giorni dichiarazioni che hanno fatto presagire una volontà dell'Esecutivo, o di alcuni suoi rappresentanti, di non consentire la ripresa dei campionati sportivi, ed in particolare del campionato di calcio; l'ipotesi di non concludere i campionati, a tal proposito, ha contribuito a diffondere la preoccupazione delle migliaia di organizzazioni e di tutti gli sportivi e i lavoratori del settore, che non possono contare su un quadro normativo chiaro, né su un solido piano di ripartenze per il futuro; parimenti, se la situazione di instabilità epidemiologica non consentirà una rapida ripresa del normale svolgimento delle competizioni sportive nel breve termine, risulta altresì compromessa la capacità del settore e del relativo indotto di produrre l'ingente volume di utili che annualmente contribuisce a creare ricchezza nel nostro Paese; a tal proposito, e a titolo di esempio, è sufficiente considerare i danni economici che la crisi epidemiologica ha creato per quanto concerne la mancata vendita dei biglietti per assistere alle competizioni, nonché per quanto riguarda la mancata ricezione dei diritti televisivi da parte delle società sportive; nonostante nel decreto "Cura Italia" (di cui al decreto-legge n. 18 del 2020) siano stati previsti interventi a sostegno del settore, dalla cassa integrazione per i lavoratori dipendenti all'indennità per gli autonomi e i collaboratori, alla sospensione dei pagamenti dei canoni di affitto degli impianti pubblici e dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per le realtà del comparto, i dati che le fonti stampa pubblicano quotidianamente evidenziano la drammatica crisi in cui rischiano di versare associazioni, società ed enti sportivi, alcuni dei quali hanno già paventato i rischi di chiusure e fallimenti, con inevitabili riscontri anche sul fronte occupazionale; considerato che: sin dall'inizio dell'epidemia il Governo è sembrato non avere una linea ben precisa riguardo al proseguimento delle competizioni sportive, né alla predisposizione di tutte le misure necessarie che ne consentissero lo svolgimento all'interno dei canoni di sicurezza e tutela della salute; a complicare il quadro descritto, vi è da aggiungere che le Regioni, attraverso propri interventi normativi, hanno predisposto singolarmente misure concernenti i tempi e le modalità di riapertura degli impianti sportivi o la ripresa degli allenamenti, tali da creare un orizzonte frammentato e di conseguenza incerto per tutti gli addetti ai lavori e per l'opinione pubblica nel suo complesso; per quanto concerne il solo settore sportivo calcistico, ed in particolare il campionato di Serie A, numerose sono state le prese di posizione delle organizzazioni di vertice che gestiscono la competizione, e che hanno delineato quasi all'unanimità la volontà di ripartire, seppure in sicurezza, e di concludere i campionati sospesi; sebbene Paesi come la Francia e l'Olanda abbiano deciso di terminare anticipatamente i rispettivi campionati, tuttavia la maggior parte degli Stati europei si è espressa per una graduale ripresa delle competizioni garantendo altresì elevati standard igienico-sanitari finalizzati a scongiurare una nuova impennata dei contagi; è il caso, a titolo di esempio, di Paesi come il Portogallo, la Danimarca e la Polonia, dove è manifesta l'intenzione di ripartire a fine maggio e di terminare in estate i campionati, o ancora dell'Inghilterra, dove i club e le istituzioni stanno dialogando, al fine di trovare un accordo per l'approvazione di un protocollo che consenta di giocare le ultime partite della stagione in sicurezza, assicurando tra le altre cose i controlli medici ai giocatori, la disinfezione delle attrezzature e la sanificazione degli stadi, si chiede di sapere: quali orientamenti esprima il Ministro in indirizzo in relazione ai fatti enunciati in premessa e alla presunta volontà di disporre la fine dei campionati e delle competizioni non ancora conclusi; se e in quale misura il Governo intenda riconoscere una specifica indennità per tutti i lavoratori del settore sport per i mesi di aprile e maggio 2020, nonché estendere il credito di imposta per i canoni di locazioni commerciali introdotto nel decreto "Cura Italia" anche agli immobili rientrati nella categoria dei locali per esercizi sportivi; se e quali agevolazioni fiscali intenda adottare al fine di supportare le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, anche confermando ed estendendo il rinvio degli obblighi fiscali nonché la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, già prevista nel decreto "Cura Italia"; se e quali interventi intenda predisporre allo scopo di uniformare a livello statale la frammentata normativa di settore che è stata emanata dalle singole Regioni, in maniera da offrire un quadro di regole chiaro e certo per tutti gli operatori del settore, nonché favorire l'accesso al credito anche per le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, garantendo la liquidità economica necessaria a far ripartire agevolmente tali realtà; se, infine, intenda adottare iniziative urgenti di carattere normativo volte a garantire una pronta ripartenza di tutte le manifestazioni e di tutti gli eventi sportivi, al fine di concludere i diversi campionati e le differenti competizioni sportive diffuse su tutto il territorio nazionale nel rispetto delle regole di sicurezza e delle norme igienico-sanitarie, assicurando altresì la tutela della salute di tutti i lavoratori coinvolti attraverso la somministrazione di test sierologici e tamponi nei loro confronti e la messa a disposizione dei dispositivi di sicurezza individuale (DPI). Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03426 BARBARO Al Ministro della salute Premesso che: la città di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, registra complessivamente 200 casi di positività al Coronavirus;