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le bozze dei bandi di concorso predisposte dal Ministero sono state inviate al Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) per esprimere il parere obbligatorio e non vincolante; dalle bozze dei bandi si evidenziano alcune criticità; in primo luogo, il concorso straordinario relativo all'immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado consiste in una prova scritta e nella successiva valutazione dei titoli. La prova scritta, computer based e di durata pari a 80 minuti, è composta da 80 quesiti a risposta multipla, per il superamento della quale sono necessarie 56 risposte esatte; inoltre, vengono assegnati 80 punti per la prova scritta e solamente 20 punti per gli anni di servizio e titoli; infine, vengono valutati solo gli anni scolastici di servizio inerenti alla classe di concorso per cui si partecipa (per ogni anno scolastico viene attribuito un punto), mentre nessun punto viene conferito per gli anni di servizio in classi di concorso diverse da quella per cui si partecipa al concorso straordinario; considerato che tale procedura, se dovesse essere confermata, rischia di delegittimare i docenti e l'intera scuola pubblica, rendendo l'istruzione e la preparazione del futuro docente marginale rispetto ad abilità non determinanti della professione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda estendere la durata della prova scritta poiché, nella versione dell'odierna bozza, il tempo è da ritenere insufficiente ai fini del corretto svolgimento del test ; se intenda valorizzare il servizio svolto ed i titoli acquisiti aumentando il punteggio per titoli e servizio e quindi riducendo a 60 il punteggio per la prova scritta e aumentando a 40 quello per il servizio ed i titoli, a tale proposito valutando gli anni di servizio prestati in 3 punti per il servizio prestato di cui si partecipa alla classe d'insegnamento e un punto per le altre classi, sempre all'interno di scuole statali. Atto n. 4-02911 BORGHESI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: con l'atto di sindacato ispettivo 5-03252 alla Camera dei deputati tuttora privo di risposta, si richiamava l'attenzione del Governo sulla crisi degli ex supermercati Auchan e l'incertezza del futuro occupazionale dei tanti lavoratori coinvolti e con gli ordini del giorno 9/02203/099 e 9/02203/136 si impegnava il Governo ad adottare ogni utile iniziativa a tutela delle centinaia di posti di lavoro interessati dalla crisi aziendale e dei trattamenti retributivi penalizzati dal piano di acquisizione del gruppo Conad; nessun seguito, nonostante l'accoglimento degli ordini del giorno, risulta all'interrogante che sia stato ad oggi adottato in merito; Brescia è una delle realtà territoriali maggiormente coinvolte nella vertenza, ad oggi solo 19 punti vendita su 32 hanno avuto la certezza del passaggio a Conad: Roncadelle, Pontevico, Bovezzo, Brescia via Tirandi, Brescia S. Polo, Rodengo Saiano, Botticino, Brescia via S. Bartolomeo, Boario Terme, Gussago, Brescia via S. Zeno, Toscolano, Salò, Padenghe, Desenzano del Garda, Palazzolo sull'Oglio, Rovato e Maclodio, mentre il punto vendita di Rezzato è uno dei 28 negozi per i quali è previsto il passaggio a Carrefour; a Brescia circa 700 lavoratori ad oggi non sanno ancora se e quando passeranno all'interno di Conad o di qualche altro competitor ; tale incertezza riguarda sia gli addetti dei 2 ipermercati Auchan di Concesio e Mazzano, presso i quali lavorano, rispettivamente, 150 e 180 dipendenti, sia per gli oltre 400 lavoratori dei 12 negozi ex Sma (Brescia via Apollonio e via Vallecamonica; Castenedolo; Gavardo; Gardone val Trompia; Leno; Lumezzane 2 e Lumezzane 3; Orzinuovi) nonché, per l'appunto, i circa 47 lavoratori e lavoratrici della sede amministrativa di Roncadelle; peraltro, la decisione della società BDC Italia (Business development corporation, società di sviluppo aziendale, costituitasi dopo la finalizzazione del closing tra la rete Auchan, Sma e Conad) di aprire una procedura di mobilità per 47 lavoratori nel punto vendita di Roncadelle preoccupa non poco le istituzioni locali, che la ritengono l'anticamera di un processo di ristrutturazione che sfocerebbe nel taglio di una grossa parte del personale, si chiede di sapere se e quali concrete iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano tempestivamente assumere al riguardo. Atto n. 4-02912 AIMI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 20 novembre 2018 un gruppo di uomini armati rapiva la cooperante Silvia Romano nel villaggio di Chakama in Kenya. Le indagini finora hanno portato all'arresto di Adan Omar, Abdulla Gababa Wario e Moses Luwali Chembe, tre cittadini kenioti accusati di aver compiuto il sequestro e che risultano imputati a Malindi con l'accusa di sequestro di persona e terrorismo; la volontaria 24enne, al momento del rapimento, lavorava per la onlus "Africa Milele". Secondo le ricostruzioni, la ragazza sarebbe stata individuata come obiettivo "politico" da Al Qaeda poiché gli jihadisti ritenevano che facesse proselitismo religioso di matrice cristiana; in tutto questo tempo il Governo italiano si è limitato a fornire poche informazioni relative al fatto che era stato individuato il gruppo di sequestratori e la dislocazione territoriale della prigionia. Intanto il Festival del cinema dei diritti umani di Napoli, Amnesty international Italia, Emergency, Un ponte per, Famiglia cristiana, Mediterranea e Hic sunt leones hanno lanciato un appello affinché Silvia Romano torni libera, chiedendo inoltre al Governo una dichiarazione ufficiale sullo stato delle indagini; le ultime notizie riguarderebbero il fatto che Silvia sarebbe stata "trasferita" dalla banda dei sequestratori a un gruppo di estremisti somali, membri dell'organizzazione islamista Al Shabab, e di conseguenza si troverebbe in Somalia; il 7 febbraio 2020, in occasione della tre giorni di "Padova capitale europea del volontariato 2020", il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito "l'apprensione per le sorti della giovane rapita in Kenya mentre svolgeva la sua opera generosa di solidarietà e di pace"; è indispensabile e necessario che su tale vicenda non si spengano i riflettori, perché solo tenendo alta l'attenzione si potrà sperare nel ritorno di Silvia Romano alla sua famiglia, si chiede di sapere: di quali informazioni il Ministro in indirizzo disponga in merito alla vicenda; quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere per riportare in Italia la cooperante Silvia Romano. Atto n. 4-02913 CAMPARI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: