[resaula]

senatori Rauti Isabella, Zaffini Francesco, Balboni Alberto, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Garnero Santanche' Daniela, Urso Adolfo, Maffoni Gianpietro Disposizioni in materia di riconoscimento degli operatori sanitari quali pubblici ufficiali e di prevenzione e gestione del rischio legato alla violenza sui luoghi di lavoro (930) (presentato in data 07/11/2018); senatori Perosino Marco, Berutti Massimo Vittorio, Tiraboschi Maria Virginia, Pichetto Fratin Gilberto, Castiello Francesco Modifiche al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo (931) (presentato in data 07/11/2018). Interrogazioni Atto n. 3-00350 LANNUTTI Al Ministro della giustizia Atto n. 3-00351 DE BERTOLDI CIRIANI Al Ministro per la famiglia e le disabilità Premesso che: sono sempre più numerosi i casi in cui coppie omosessuali chiedono la trascrizione in Italia dell'atto di nascita di un figlio nato all'estero con il metodo della fecondazione eterologa o, addirittura, della maternità surrogata; come noto, l'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, vieta espressamente l'accesso alle tecniche di procreazione mediamente assistita a coppie dello stesso sesso, mentre l'articolo 12 vieta il ricorso alla surrogazione di maternità, nonché alla sua organizzazione o pubblicizzazione; la legge 20 maggio 2016, n. 76, che ha introdotto nel nostro ordinamento le unioni civili tra persone dello stesso sesso, non estende a queste la disciplina sulle adozioni, vietando anche la cosiddetta stepchild adoption , vale a dire la possibilità per ciascun membro della coppia di adottare il figlio dell'altro; queste pratiche sono, dunque, vietate in Italia e questo spinge le coppie formate da persone dello stesso sesso a recarsi all'estero per poter avere dei figli; nell'aprile 2018, addirittura, per la prima volta in Italia, un bambino nato nel territorio nazionale è stato ufficialmente registrato come figlio di due madri; nel corso degli anni, gli ufficiali di stato civile si sono trovati di fronte al compito di effettuare la trascrizione di tali atti di nascita, lasciati soli da una normativa lacunosa e da interpretazioni giurisprudenziali contrastanti e spesso arbitrarie, oscillanti tra dichiarazioni di contrarietà all'ordine pubblico inteso come insieme di principi desumibili dalla Carta costituzionale e dal complesso dell'ordinamento giuridico e, all'opposto, di esigenze di tutela dell'interesse del minore, nel senso del riconoscimento allo stesso del "diritto a conservare lo status di figlio"; l'orientamento di molte pronunce giurisprudenziali sembra prescindere dal fatto che la normativa italiana tutela il diritto del bambino ad avere due genitori di sesso diverso e che il codice civile, laddove disciplina il riconoscimento dei figli, contempla unicamente le ipotesi di quelli nati in costanza di matrimonio, istituto riservato dal nostro ordinamento esclusivamente alle coppie eterosessuali, o del "figlio nato fuori dal matrimonio" che può essere riconosciuto "dalla madre e dal padre"; considerato che le decisioni dei giudici sembrano sottovalutare l'importanza della figura maschile unitamente a quella femminile nell'armonico sviluppo psicofisico e quindi relazionale del minore (funzione ampiamente attestata dalla psicologia dello sviluppo e pacifica in giurisprudenza sino a non molto tempo fa), si chiede di sapere quale sia la posizione del Governo riguardo alla questione complessiva evidenziata e, in ogni caso, quali iniziative intenda assumere per colmare la lacuna normativa che crea incertezze interpretative sulla possibilità di registrare o trascrivere atti relativi a pratiche vietate espressamente per legge in Italia. Atto n. 3-00352 BERARDI BERNINI MALAN MALLEGNI GALLONE MOLES Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: dalla lettura del disegno di legge di bilancio per il 2019, che ha iniziato il suo esame alla Camera dei deputati, risulta che per il settore del pubblico impiego sono state stanziate nuove risorse per i rinnovi contrattuali del personale dipendente delle amministrazioni statali del triennio 2019-2021. Tali risorse, che vanno calcolate al netto delle entrate contributive e fiscali che generano, risultano pari a 700 milioni nel 2019, un miliardo nel 2020 e 1,3 miliardi a decorrere dal 2021; mentre per le assunzioni di personale del settore statale, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, sono stati appostati 230 milioni nel 2019, 570 milioni nel 2020 e 760 milioni nel 2021; quindi poche risorse. Mentre si annunciano grandi risorse assegnate, sempre nel disegno di legge di bilancio per il 2019, a un apposito Fondo contenente oltre 9 miliardi per il reddito di cittadinanza. Peraltro, con la singolare iniziativa di stanziare risorse in deficit , cioè chiedendo soldi agli italiani attraverso l'emissione di nuovo debito pubblico; questo è tutto quello che si può trovare, nella legge che appunto destina le risorse ai vari comparti della pubblica amministrazione, in cui sono comprese anche le assunzioni per i fondamentali comparti delle forze di Polizia; peraltro, va ricordato che i rinnovi contrattuali, cui ora si fa fronte, erano stati deliberati durante la XVII Legislatura; poche migliaia di assunzioni nei comparti della pubblica sicurezza, a fronte di una carenza di organico di quasi 25.000 unità; a questi si aggiungono 850 nuovi Vigili del fuoco nel 2019, in un Paese che ogni giorno mostra le proprie enormi carenze da un punto di vista idrogeologico e la propria incapacità a rispondere agli imprevedibili fenomeni meteorologici, costringendo il Corpo dei Vigili del fuoco ad intervenire su emergenze che potevano essere evitate; mentre le promesse erano state altre e sembrano ora smentite dai numeri presenti nel disegno di legge di bilancio; sembra che, rispetto alle promesse di miliardi, manchino risorse economiche e risorse umane per colmare quei vuoti di organico che servono a fronteggiare un bisogno crescente di sicurezza; anche il decreto cosiddetto Salvini (Atto Senato n. 840), approvato dal Senato, rischia di diventare una scatola vuota in assenza delle risorse finanziarie appropriate; in mancanza di risorse umane difficilmente si riuscirà a fare fronte a una richiesta di sicurezza che viene dai territori e che, nonostante il calo degli arrivi di migranti, deve fare i conti con ampie situazioni di degrado urbano e di mancanza di controllo del territorio da parte dello Stato; si è in presenza anche di un quadro di numeri di assunzioni e di turnover che preoccupa, se si pensa ad altri comparti del settore pubblico, come quello della magistratura, quello della scuola e quello della sanità;