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Una novità importante introdotta dal disegno di legge è rappresentata dalla necessità di possedere i requisiti di natura manageriale al momento della nomina del candidato a direttore generale e non dopo ben diciotto mesi dalla nomina, come è previsto dalla normativa vigente. Quando in una regione si crea una vacanza di incarico, la regione seleziona, all'interno dell'elenco nazionale, l'aspirante che presenti i requisiti di competenza e di esperienza rispondenti alle caratteristiche dell'incarico, tenendo conto delle strategie regionali in materia sanitaria e delle esigenze dell'azienda sanitaria locale o dell’azienda ospedaliera che presenta la vacanza. Il curriculum dell'aspirante selezionato è pubblicato nel sito internet dell'azienda sanitaria e della regione interessate alla selezione. Spetta alla regione la nomina del direttore generale, individuando il candidato che presenta le caratteristiche più adeguate all'incarico. Anche questo criterio di selezione, finalizzato a tener conto delle strategie regionali in materia sanitaria e delle esigenze dell'azienda sanitaria locale e dell’azienda ospedaliera, pur essendo ovvio, nell'attuale sistema è completamente ignorato: non si può infatti prescindere dalla necessità di «combinare» le caratteristiche del candidato con quelle dell’azienda che deve andare a dirigere. Il disegno di legge introduce poi un compito di controllo ex post , prevedendo che, trascorsi diciotto mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, l'Ufficio del Garante della salute provveda a verificare il raggiungimento degli obiettivi attribuiti al direttore generale utilizzando i criteri, gli indicatori e gli standard preventivamente definiti. Anche sui criteri di nomina dei direttori di struttura complessa il disegno di legge, all'articolo 5, è fortemente innovativo prevedendo che le procedure di selezione siano gestite da una commissione composta dal direttore sanitario dell’azienda sanitaria locale o azienda ospedaliera, che la presiede, e da quattro direttori di struttura appartenenti al profilo ed alla disciplina oggetto del concorso, di cui uno indicato dal collegio di direzione e tre sorteggiati dall'azienda che mette il posto a concorso. Dei membri sorteggiati nessuno può appartenere a strutture ricomprese nel territorio della regione interessata al concorso. Altra importante novità riguarda il bando, che deve fare esplicito riferimento alle esigenze aziendali, anche in relazione agli obiettivi da conseguire ed alle caratteristiche specialistiche dell'incarico da ricoprire. La tendenza della medicina moderna alla specializzazione impone, infatti, una selezione che tenga conto di questi aspetti. A tal fine il bando deve richiedere una specifica esperienza e qualificazione nel campo di riferimento. Oltre a questi criteri nella composizione della commissione selezionatrice, il disegno di legge riscrive i criteri in base ai quali la commissione seleziona i tre candidati. Sono valutabili le capacità professionali del candidato nella specifica disciplina con riferimento anche alle esperienze professionali documentate, le sue capacità gestionali, progettuali, organizzative, di direzione, di verifica, di controllo con riferimento all'incarico da svolgere ed al ruolo da ricoprire, nonché la sua attività scientifica attestata da pubblicazioni su riviste «impattate». I criteri di valutazione sono relativi allo stato di servizio, alle caratteristiche professionali ed all'attività scientifica. Lo stato di servizio sarà valutato ai fini della specifica mansione del futuro direttore (la tipologia degli ospedali dove ha lavorato, le esperienze di formazione in altre strutture). Le caratteristiche professionali includono la valutazione quali-quantitativa dell'attività svolta attestata nei modi previsti, cioè per certificazione del direttore sanitario dell'ospedale di provenienza. I volumi di attività svolta sono, come è noto in ambito chirurgico ed interventistico, di assoluta importanza e direttamente proporzionali alla qualità del lavoro svolto e sono parametro di valutazione indispensabile, anche perché riferibile a standard fissati dalle società scientifiche. L'articolo 5 prevede, inoltre, che l'idoneità dei candidati sia valutata, oltre che sulla base di un colloquio e della valutazione del curriculum professionale, anche sulla base di una prova pratica consistente nella predisposizione di un elaborato o nell'esame di una documentazione clinica su un tema o un caso individuati dalla commissione, atti a far emergere le complessive competenze tecnico-professionali del candidato. Considerata la portata innovativa delle disposizioni previste dal presente disegno di legge se ne auspica una rapida approvazione da parte delle Camere, al fine di realizzare, finalmente, un sistema che garantisca realmente la qualità e la sicurezza dell'assistenza sanitaria, nonché un meccanismo di selezione e di valutazione dei direttori generali e dei direttori di struttura complessa improntato esclusivamente alla meritocrazia ed alla trasparenza.. 1 (Istituzione dell'Ufficio del Garante della salute) 1 È istituito l'Ufficio del Garante della salute, di seguito denominato «Ufficio». 2 Il direttore dell'Ufficio è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito di una terna di esperti di riconosciuta competenza in materia di organizzazione e programmazione dei servizi sanitari, proposta dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il Ministro della salute. Il direttore è assunto con contratto di diritto privato di durata quadriennale, rinnovabile una sola volta. 3 L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, e successive modificazioni, è soppressa. I compiti e le funzioni, nonché le risorse finanziarie, strumentali e di personale dell'AGENAS sono, rispettivamente, attribuiti e trasferite all'Ufficio. 4 Gli organi dell'AGENAS rimangono in carica il tempo necessario al fine di gestire il trasferimento delle funzioni e, comunque, non oltre centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 (Compiti e funzioni dell'Ufficio del Garante della salute) 1 L'Ufficio, oltre a svolgere i compiti e le funzioni già propri dell'AGENAS: a promuove a livello nazionale le politiche e le strategie per la valutazione della qualità, della sicurezza e degli esiti delle cure; b definisce a livello centrale i principi e le politiche nazionali finalizzate a coordinare gli interventi connessi alla sicurezza del paziente, riducendo il rischio e migliorando la qualità delle cure; c fornisce rapporti, pubblicati nel proprio sito internet , sullo stato di attuazione delle attività relative agli interventi di sua competenza; d costituisce l'organo di riferimento e di coordinamento nazionale per la verifica delle prestazioni fornite dal Servizio sanitario nazionale. 2 Ai fini di cui al comma 1, l'Ufficio: a valuta l'impatto sanitario ed economico dei dispositivi medici e di tutte le tecnologie sanitarie; b valuta, applicando gli standard di prodotto e i programmi di confronto ( benchmarking ) definiti nell'ambito dell'Unione europea, l'esito delle cure, a livello nazionale e regionale, tra istituti di cura omogenei per categoria, con particolare riferimento alle attività cliniche cui più facilmente è applicabile tale metodologia. L'Ufficio provvede inoltre all’individuazione delle modalità di divulgazione dei risultati delle valutazioni di esito di cui alla presente lettera;