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Voglio ricordare, in particolare alla collega De Lucia del MoVimento 5 Stelle che si è voltata quasi scandalizzata verso di me, che erano contro di voi le proteste. ( Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Senatrice Saponara, interloquisca con la Presidenza, che le assicuro è attenta. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . In più ci troviamo di fronte a un decreto-legge che umilia i lavoratori della scuola, soprattutto i precari di terza fascia: oltre 55.000 lavoratori che da tempo chiedono una procedura abilitante speciale, che la Lega ha sempre condiviso, ma che invece i nostri principali competitor politici hanno sempre osteggiato. È un provvedimento che penalizza il personale docente, educativo, ausiliario, tecnico-amministrativo e che colpisce i dirigenti scolastici, gli insegnanti di religione e non risparmia neppure i docenti delle scuole paritarie; prende in giro perfino i sindacati, che si sono visti sparire sotto gli occhi tutti gli impegni promessi dal precedente Governo. Gli insegnanti avevano riposto fiducia in noi, ma anche nei nostri ex alleati di Governo per risolvere le proprie annose incertezze lavorative. Dall'atteggiamento tenuto durante l' iter del provvedimento alla Camera abbiamo dovuto constatare invece un'avversione ideologica nei confronti degli insegnanti, che chiedono, dopo anni di incertezze, di poter mettere qualche punto fermo nella propria vita lavorativa. Allo stesso modo, non ci saremmo mai aspettati di vedere i nostri ex alleati seduti con gli autori della legge n. 107 del 2005, meglio nota come buona scuola, provvedimento contro cui i colleghi del MoVimento 5 Stelle, a suo tempo, avevano espresso fortissime criticità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A proposito della legge n. 107 e del suo famigerato algoritmo, in questo decreto scuola non c'è traccia di una modifica per riportare a casa i docenti illegittimamente trasferiti dal Governo Renzi, obbligati a lavorare lontani da casa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non è arrivata una soluzione per il problema dei diplomati magistrali, per gli insegnanti di religione, ingiustamente discriminati, per i direttori dei servizi generali ed amministrativi (DSGA) facenti funzione e per i dirigenti scolastici, per non parlare degli insegnanti precari di terza fascia. Non è stato poi accolto un emendamento della Lega che prevedeva l'istituzione dei percorsi abilitanti speciali (PAS), che avrebbero consentito a oltre 50.000 lavoratori di poter proseguire il proprio percorso verso la stabilizzazione. Il Governo non ha invece concesso loro questa possibilità, dopo che lo Stato li ha sfruttati per anni con la reiterazione dei contratti a tempo determinato. Perché non se ne perda la memoria, ricordo che nella precedente stesura del provvedimento avevamo previsto una procedura abilitante speciale che avrebbe risolto efficacemente il problema del vasto precariato esistente nel settore. Signor Presidente, mi avvio a concludere. Malgrado gli annunci del ministro Fioramonti circa un ingente aumento di risorse per il mondo della scuola, pena le sue dimissioni, di tutto questo non c'è traccia alcuna, ma - anzi - le risorse a copertura degli emendamenti della maggioranza sono scarse, come già messo in luce dal Servizio del bilancio della Camera dei deputati. La maggioranza nega con i fatti quello che afferma a parole, ovvero che la scuola è al centro dell'azione del Governo. Negli ultimi anni la scuola ha rappresentato la tomba politica di molti leader e partiti, prima di Renzi e poi del PD. Ora, per chi ereditato parte di questo elettorato, ci sarà un'analoga punizione nelle urne, soprattutto per mano degli insegnanti precari, ignorati e umiliati da questo decreto-legge (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , insegnanti che vengono tirati in ballo solo perché vengono delegate loro incombenze che spetterebbero invece alle famiglie. Per tutte le ragioni che ho elencato, a nome del Gruppo Lega esprimo assoluta contrarietà alla fiducia sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, (che ringrazio per essere tornato in Aula, è un piacere poter parlare alla sua presenza), il punto vero è che nell'intervento in replica ci sono stati alcuni passaggi francamente problematici. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 14,29) ( Segue BINETTI). Il primo, che mi piace sottolineare e che intendevo sin dall'inizio affrontare nel mio intervento, è il passaggio sulla cosiddetta scuola pubblica identificata come scuola statale. Penso che il Governo ricordi come diversi anni fa, quando il Ministro dell'istruzione era Berlinguer, si dichiarò che il sistema scolastico nazionale prevedeva due gambe: la scuola statale e la scuola parificata, che a tutti gli effetti era una scuola pubblica. Quindi, l'idea di escludere dai nuovi due concorsi - ordinario e straordinario - gli insegnanti che provengono dalla scuola parificata è un'ingiustizia strutturale che riflette un bias molto profondo che - mi permetto di dirlo per l'esperienza, gli anni e i capelli bianchi che ho - è di tipo decisamente anticlericale. Infatti, è come se si pensasse alla scuola parificata in termini di scuola di élite (quindi scuola di ricchi che, in quanto tali, possono permettersi di pagare due volte le tasse per la scuola pubblica e per quella parificata), oppure in termini aziendalistico-commerciali (cioè scuole parificate che risultano sorte di diplomifici). In tutto questo si dimentica la funzione straordinaria che la scuola parificata ha sempre realizzato nel sistema scolastico italiano, cui sono debitori, in sostanza, la maggioranza dei progetti sperimentali che poi sono stati messi a sistema e sono diventati patrimonio generale. È evidente che, in un sistema scolastico che può gestire meglio alcune scelte di contenuto e di valore, è più facile fare dell'innovazione ed è più facile fare della sperimentazione. Giusto l'intervento del mio collega Fantetti, che ha voluto sottolineare come il valore della quarta competenza - accanto allo scrivere, leggere e far di conto - ossia la competenza informatica, diventi un elemento fondamentale per lo sviluppo e per l'innovazione del nostro Paese. Ebbene, questo è già presente nella sperimentazione di moltissime scuole, che - attenzione - non lo fanno perché sono scuole di ricchi, bensì perché sono scuole in cui, in un sistema scolastico che stabilisce un'alleanza tra famiglia e scuola, diventa più facile che i genitori siano coprotagonisti in questa grande avventura e mettano a disposizione della formazione dei figli, degli amici dei figli e delle altre generazioni risorse e competenze di cui dispongono. Questo disegno di legge non dà affatto conto del valore sperimentale. Noi qui parliamo molto spesso, ad esempio, di inclusione;