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All'articolo 16, comma 2, della legge 21 febbraio 2024, n. 15, dopo la lettera c) è inserita la seguente: « c-bis) apportare alla disciplina applicabile agli intermediari finanziari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonché alla società Poste italiane Spa per l'attività del Patrimonio Bancoposta, di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, le occorrenti modifiche e integrazioni, anche mediante la normativa secondaria di cui alla lettera d) del presente comma, per conseguire un livello elevato di resilienza operativa digitale e assicurare la stabilità del settore finanziario nel suo complesso, in particolare: 1) definendo presìdi in materia di resilienza operativa digitale equivalenti a quelli stabiliti nel regolamento (UE) 2022/2554 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022; 2) tenendo conto, nella definizione dei presìdi di cui al numero 1), del principio di proporzionalità e delle attività svolte dagli intermediari finanziari e dal Patrimonio Bancoposta; 3) attribuendo alla Banca d'Italia l'esercizio dei poteri di vigilanza, di indagine e sanzionatori di cui alla lettera b) nei confronti dei soggetti di cui alla presente lettera ». all'articolo 240, secondo comma, numero 1- bis , dopo la parola: « 635- quinquies, » sono inserite le seguenti: « 640, secondo comma, numero 2- ter ), »; al secondo comma: 1.1) all'alinea, le parole: « da uno a cinque anni » sono sostituite dalle seguenti: « da due a dieci anni »; 1.2) al numero 2), dopo la parola: « usa » sono inserite le seguenti: « minaccia o »; 1.3) al numero 3), dopo le parole: « ovvero la distruzione o il danneggiamento » sono inserite le seguenti: « ovvero la sottrazione, anche mediante riproduzione o trasmissione, o l'inaccessibilità al titolare »; al terzo comma, le parole: « da uno a cinque anni e da tre a otto anni » sono sostituite dalle seguenti: « da tre a dieci anni e da quattro a dodici anni »; al primo comma, la parola: « profitto » è sostituita dalla seguente: « vantaggio »; il secondo comma è sostituito dal seguente: « La pena è della reclusione da due anni a sei anni quando ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 615- ter , secondo comma, numero 1) »; dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: « La pena è della reclusione da tre a otto anni quando il fatto riguarda i sistemi informatici o telematici di cui all'articolo 615- ter , terzo comma »; l'articolo 615- quinquies è abrogato; dopo il primo comma è inserito il seguente: « La pena è della reclusione da due a sei anni quando ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 615- ter , secondo comma, numero 1) »; al secondo comma, le parole da: « ovvero da un pubblico ufficiale » fino alla fine del comma sono soppresse; all'alinea, le parole: « da tre a otto anni » sono sostituite dalle seguenti: « da quattro a dieci anni »; il numero 1) è sostituito dal seguente: « 1) in danno di taluno dei sistemi informatici o telematici indicati nell'articolo 615- ter , terzo comma »; al numero 2), le parole: « da un pubblico ufficiale » sono sostituite dalle seguenti: « in danno di un pubblico ufficiale nell'esercizio o a causa delle sue funzioni o da un pubblico ufficiale » e la parola: « ovvero » è sostituita dalle seguenti: « o da chi esercita, anche abusivamente, la professione di investigatore privato, o »; il numero 3) è abrogato; il secondo comma è sostituito dal seguente: « Quando ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 617- quater , quarto comma, numero 2), la pena è della reclusione da due a sei anni »; dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: « Quando ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 617- quater , quarto comma, numero 1), la pena è della reclusione da tre a otto anni »; all'articolo 617- sexies , secondo comma, le parole: « da uno a cinque anni » sono sostituite dalle seguenti: « da tre a otto anni »; alla rubrica del capo III- bis del titolo dodicesimo del libro secondo, le parole: « sulla procedibilità » sono soppresse; nel capo III- bis del titolo dodicesimo del libro secondo, dopo l'articolo 623- ter è aggiunto il seguente: « Art. 623- quater . – (Circostanze attenuanti) – Le pene comminate per i delitti di cui agli articoli 615- ter , 615- quater , 617- quater , 617- quinquies e 617- sexies sono diminuite quando, per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o le circostanze dell'azione ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità. Le pene comminate per i delitti di cui al primo comma sono diminuite dalla metà a due terzi per chi si adopera per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, anche aiutando concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova o nel recupero dei proventi dei delitti o degli strumenti utilizzati per la commissione degli stessi. Non si applica il divieto di cui all'articolo 69, quarto comma »; al secondo comma, le parole: « nell'ultimo capoverso dell'articolo precedente » sono sostituite dalle seguenti: « nel terzo comma dell'articolo 628 »; dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: « Chiunque, mediante le condotte di cui agli articoli 615- ter , 617- quater , 617- sexies , 635- bis , 635- quater e 635- quinquies ovvero con la minaccia di compierle, costringe taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 10.000. La pena è della reclusione da otto a ventidue anni e della multa da euro 6.000 a euro 18.000, se concorre taluna delle circostanze indicate nel terzo comma dell'articolo 628 nonché nel caso in cui il fatto sia commesso nei confronti di persona incapace per età o per infermità »; al primo comma, le parole: « da sei mesi a tre anni » sono sostituite dalle seguenti: « da due a sei anni »; il secondo comma è sostituito dal seguente: « La pena è della reclusione da tre a otto anni: 1) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita, anche abusivamente, la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema; 2) se il colpevole per commettere il fatto usa minaccia o violenza ovvero se è palesemente armato »; al primo comma, le parole: « utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o ad essi pertinenti, o comunque di pubblica utilità, è punito con la reclusione da uno a quattro anni » sono sostituite dalle seguenti: