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Si è trattato di uno strumento legislativo che, a distanza di quindici anni, ha dimostrato di essere molto valido, del resto ha una sua intrinseca razionalità. Si tratta di una legge che si ispira al principio della separazione dei poteri, in quanto nella materia dell' intelligence il Governo attua il precetto legislativo, ma il Parlamento, che esegue il controllo, deve adottare e adeguare nel tempo lo strumento legislativo. In questo modo, si determina l'equilibrio tra i due poteri e si rispetta il principio di separazione. Da qui dunque la necessità che il Parlamento si faccia carico di alcune modifiche che consentano a questo strumento legislativo, pur valido, di essere al passo con i tempi e mi riferisco all' intelligence economica, che era stata un po' trascurata - diciamo la verità - nell'impianto normativo originario, pur avendo una funzione nevralgica, perché la sicurezza economica non è più quella dello Stato apparato, che si risolve nel controspionaggio a tutela del settore militare. Qui si tratta di sicurezza della Nazione e cioè del benessere dei suoi cittadini, che implica una serie di funzioni molto delicate, che richiedono il supporto della base legislativa: la lotta alla contraffazione, la tutela della proprietà dei brevetti, la vigilanza tecnologica, il contrasto alla concorrenza sleale praticata contro le nostre imprese e la lotta anche in materia di contrasto alle distorsioni della comunicazione. Tutto ciò richiede una base legislativa ed è per questo che la legge n. 124 del 2007 dovrebbe essere adeguata, dando ampio spazio all' intelligence economica. Concludo, signor Presidente, esprimendo un ringraziamento e un vivo apprezzamento alle tre Presidenze che si sono succedute nel tempo (quella di Guerini, quella di Volpi e quella attuale, del senatore Urso), che sono state davvero illuminate e hanno saputo gestire i lavori del Comitato all'insegna dell'equilibrio e del distacco dagli interessi di parte, in una visione di assoluta superiorità della sicurezza dello Stato. A loro va il più vivo ringraziamento. Questo stile di Presidenza ha consentito al Copasir di raggiungere i lusinghieri risultati di cui la relazione fa testo e testimonianza. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il relatore. URSO, relatore . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare i parlamentari che hanno ritenuto di intervenire in questa sede per gli spunti che ci hanno dato, sui quali poi faremo le nostre riflessioni successive nell'ambito delle riunioni che il Comitato svilupperà. Tra questi, ringrazio ovviamente i colleghi del Comitato che hanno preso la parola, i senatori Arrigoni, Castiello e Magorno, perché - come hanno loro stessi rilevato - il Comitato agisce - come deve - come una squadra e, non a caso, tutte le relazioni che ha presentato sotto le tre Presidenze di questa legislatura sono state approvate all'unanimità. Questo dimostra che c'è stata una condivisione, al di là delle appartenenze e della collocazione fra maggioranza e opposizione. Ovviamente ringrazio anch'io gli uomini dell' intelligence , che sono impegnati spesso in teatri di crisi. Tra pochi giorni, come ogni anno, non a caso ci sarà una cerimonia presso la sede dell' intelligence in ricordo dei loro uomini caduti per tutelare la Nazione durante le loro missioni. Vorrei rispondere nello specifico ad alcuni colleghi sugli argomenti che sono stati evidenziati. Sull'energia, proprio oggi presso il Copasir si è svolta l'audizione del ministro Cingolani, che domani mattina interverrà qui in Aula. Per rispondere al senatore D'Arienzo, darò un dato emblematico: vent'anni fa importavamo dalla Russia 20 miliardi di metri cubi di gas, oggi ne importiamo 29-30 miliardi, cioè 10 miliardi in più, che sono esattamente quelli che produciamo in meno dai nostri giacimenti, perché vent'anni fa producevamo 15 miliardi di metri cubi di gas in Italia e ne importavamo 20 miliardi dalla Russia, oggi ne produciamo in Italia 3-4 miliardi e ne importiamo 10 in più dalla Russia. All'amico e collega senatore Gasparri, che sottolinea il rischio di altri approvvigionamenti, rispondo che è vero: se, come faremo, diversificheremo le fonti per approvvigionarci di più dall'Africa - non soltanto dall'Algeria, dalla Libia o dall'Egitto, ma anche dal Congo e dall'Angola - dovremo poi capire che l'Africa rientra nei nostri interessi principali, perché se poi la abbandoniamo è peggio che rivolgerci o abbandonare il gas russo. Dobbiamo quindi fare una politica strategica per l'Africa. Alla senatrice Gallone, che evidenziava il discorso da noi sottolineato sull'idroelettrico, faccio rilevare che sarà il Parlamento a decidere la prossima settimana se le nostre valutazioni di interesse nazionale devono portare anche alla modifica o alla sospensione delle gare, che peraltro noi soltanto facciamo nel contesto europeo. Il senatore Malan e la senatrice Pinotti parlano giustamente dell'Agenzia per la cybersicurezza, che è importante. Credo anche che sia significativo quello che il Governo intende predisporre a breve per eliminare alcune condizioni di criticità rispetto al software russo Kaspersky e non soltanto. La senatrice Pinotti propone giustamente di tenere una sessione parlamentare sulla difesa europea e sulla difesa in generale. Credo che questo sia molto importante, anche la luce di quello che evidenziava il collega Arrigoni sull'industria della difesa italiana, che deve avere una sua politica. Abbiamo infatti assistito - e l'abbiamo evidenziato - al fatto che un'azienda molto importante come Leonardo prospetta una politica di industria della difesa e un'altra altrettanto importante come Fincantieri ne prospetta una diversa. C'è quindi bisogno, tanto più in questa materia, di una politica nazionale sull'industria della difesa. Al senatore D'Arienzo, che affronta l'argomento dell' intelligence economica, collegandola anche a quella europea, rispondo che proprio sul fronte economico non si può sviluppare un' intelligence europea, perché è chiaro a tutti che sono diversi gli interessi e le modalità di intervento: basta pensare alla Francia, che è uno dei soggetti più attivi sull' intelligence economica ... (Il microfono si disattiva automaticamente) . Sicuramente si può e si devono sviluppare invece una cooperazione sull' intelligence militare e un'integrazione ancora più significativa. Al tal proposito, soltanto come parentesi, evidenzio a quest'Assemblea quanto importante sia l'evoluzione dell' intelligence atlantica: mi riferisco in modo specifico all'ipotesi di allargamento dei five eyes , i cinque occhi che condividono tra di loro informazioni che noi stessi non possiamo condividere. È emerso in tutta evidenza in questa guerra della Russia in Ucraina, quanto l'Intelligence americana e l'Intelligence inglese evidentemente condividono tra loro e con gli altri tre Paesi dei cosiddetti cinque occhi informazioni che non necessariamente sono condivise con noi. C'è un problema importante che dobbiamo affrontare, da questo punto di vista. Concludo sul tema della desegretazione, posto dal presidente Marilotti, che ringrazio per quello che ha fatto e sta facendo. Noi consegneremo a questo Parlamento una relazione non sul lodo Moro, onorevole Gasparri, ancorché sarebbe forse necessario, ma su come migliorare le normative per rendere effettivamente ... (Il microfono si disattiva automaticamente) la migliore conservazione degli atti.