[ddlpres]

Infatti, rispetto agli altri Paesi europei, che già da anni hanno adottato meccanismi più liberali in tema di parità scolastica, la legislazione italiana risulta, invece, ancora oggi, inadeguata soprattutto sotto il profilo dell'investimento in materia di istruzione paritaria. È giunto il momento, non ulteriormente rinviabile, per l'Italia di allinearsi all'Europa in tema di parità, attraverso il riconoscimento effettivo del diritto alla libertà di scelta educativa da parte delle famiglie. Il presente disegno di legge, dunque, si compone di sedici articoli. L'articolo 1 riguarda l'autonomia delle istituzioni scolastiche, costituzionalmente sancita e riconosciuta sulla base di quanto stabilito dall'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e i loro rapporti con lo Stato, le regioni e le autonomie locali che contribuiscono al perseguimento delle finalità educative delle stesse. L'articolo 2 disciplina gli organi delle istituzioni scolastiche organizzati sulla base del principio della distinzione tra funzioni di indirizzo, funzioni di gestione e funzioni didattico-educative. Tali organi sono il consiglio dell'autonomia, il dirigente scolastico, con funzioni di gestione e di coordinamento, il consiglio dei docenti con le sue articolazioni: consigli di classe, commissioni e dipartimenti; il nucleo di autovalutazione. L'articolo 3 definisce il consiglio dell'autonomia che ha compiti di indirizzo generale dell'attività scolastica. L'articolo 4 disciplina la composizione del consiglio dell'autonomia, composto da un numero di membri compreso fra nove e tredici e presieduto dal dirigente scolastico. L'articolo 5 enuncia le prerogative del dirigente scolastico, il quale, nell'ambito delle proprie funzioni di cui all'articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ha la legale rappresentanza dell'istituzione e, sotto la propria responsabilità, gestisce le risorse umane, finanziarie e strumentali e risponde dei risultati del servizio agli organismi istituzionalmente e statutariamente competenti, ai sensi del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. L'articolo 6 riguarda il consiglio dei docenti e le sue articolazioni al fine di progettare le attività didattiche e di valutazione collegiale degli alunni. L'articolo 7 riconosce e promuove la partecipazione e i diritti degli studenti e delle famiglie rispetto all'attività della scuola, con particolare riguardo al diritto allo studio e alle misure di contrasto alla dispersione scolastica. L'articolo 8 regolamenta la costituzione in ciascuna scuola del nucleo di autovalutazione dell'efficienza, dell'efficacia e della qualità complessive del servizio scolastico, in raccordo con l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286. L'articolo 9 regola la conferenza di rendicontazione che il consiglio dell'autonomia deve promuovere annualmente, inviando successivamente una relazione all'ufficio scolastico regionale. L'articolo 10 disciplina la costituzione di reti e consorzi a sostegno dell'autonomia scolastica, nel rispetto dei requisiti, delle modalità e dei criteri fissati con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni. L'articolo 11 norma l'istituzione da parte del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del Consiglio nazionale delle autonomie scolastiche e conferenze regionali del sistema educativo, scolastico e formativo nazionale integrato. L'articolo 12 prevede la costituzione di una commissione di monitoraggio da istituirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca con lo scopo di seguire per due anni il processo attuativo delle disposizioni di cui al presente disegno di legge. L'articolo 13 dispone una serie di abrogazioni. L'articolo 14 include una norma di salvaguardia. L'articolo 15 contiene una norma transitoria riguardante l'ufficio scolastico regionale che esercita i compiti di organo competente di cui all'articolo 3, commi 4 e 5 fino alla completa attuazione del titolo V della parte seconda della Costituzione. L'articolo 16 include una clausola di neutralità finanziaria. In conclusione, il presente disegno di legge, alla luce di quanto sopra esposto, assume una sua significativa portata in quanto si propone di dare in tempi legislativi brevi, partendo da un testo già approvato da un ramo del Parlamento, al mondo della scuola e in particolare ai docenti, ai dirigenti scolastici, al personale non docente, agli studenti e alle loro famiglie risposte concrete relative ad una nuova governance delle istituzioni scolastiche statali.. Capo I AUTONOMIA STATUTARIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI Art. 1. (L'autonomia scolastica e le autonomie territoriali) 1. L'autonomia delle istituzioni scolastiche, costituzionalmente sancita, è riconosciuta sulla base di quanto stabilito dall'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275. 2. Ogni istituzione scolastica autonoma, che è parte del sistema nazionale di istruzione, concorre ad elevare il livello di competenza dei cittadini della Repubblica e costituisce per la comunità locale di riferimento un luogo aperto di cultura, di sviluppo e di crescita, di formazione alla cittadinanza e di apprendimento lungo tutto il corso della vita. Lo Stato, le regioni e le autonomie locali contribuiscono al perseguimento delle finalità educative delle istituzioni scolastiche esercitando le funzioni previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Vi contribuiscono, altresì, le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, ciascuna secondo i propri compiti e le proprie attribuzioni. 3. Alle istituzioni scolastiche è riconosciuta autonomia statutaria, nel rispetto delle norme generali sull'istruzione. 4. Gli statuti delle istituzioni scolastiche regolano l'istituzione e la composizione degli organi interni, nonché le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica. Per quanto attiene al funzionamento degli organi interni le istituzioni scolastiche adottano i regolamenti. 5. Gli organi di governo delle istituzioni scolastiche promuovono il patto educativo tra scuola, studenti, famiglia e comunità locale, valorizzando: a) il diritto all'apprendimento e alla partecipazione degli alunni alla vita della scuola; b) il diritto alla libertà di scelta educativa delle famiglie tra istituti statali e paritari; c) il dialogo costante tra l'espressione della libertà di insegnamento della funzione docente e la libertà e responsabilità delle scelte educative delle famiglie; d) le azioni formative ed educative in rete nel territorio, quali piani formativi territoriali. Art. 2.