[resaula]

Mi sono spostato sulla parte destra dei banchi di Governo e mi sono diretto, come altri miei colleghi, verso i banchi di Governo. Sono rimasto esterrefatto, anche perché ho avuto subito forti difficoltà a respirare. Se ciò fosse capitato a un senatore con problemi di tipo cardiopatico, le cose sarebbero potute andare in modo peggiore. I miei colleghi del Gruppo politico, militanti prestati al Parlamento, sono abituati ad attività violente avvenute talvolta nei gazebo nelle nostre sezioni della Lega. Penso però, che in questo Parlamento, di fronte a un'attività già avvenuta - l'hanno già espletata anche altri membri di Governo qui presenti - non si debba ricevere violenza. E questo è il mio auspicio. Di solito non reagisco se una persona non è capace di intendere e volere. Nella mia carriera di sindaco mi è capitato di non reagire alla violenza, insieme a un carabiniere, quando ho fermato un ubriaco perché alla guida in stato di ebbrezza, per impedire di mettere in pericolo la sua e l'incolumità degli altri, o di fronte a un malato psichiatrico. Non pensavo, però, che all'interno del Senato potessi essere aggredito da un comunista. Ricordo al ministro D'Incà e ai suoi baldi scudieri che il Veneto non dimentica. (Applausi) . PRESIDENTE . Su quanto è successo in Aula - io non ero presente - una documentazione fotografica e un video riporteranno e ci faranno vedere l'accaduto. A fronte di una lamentela di questo tipo, faremo i necessari accertamenti. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD). Signor Presidente, mi ha anticipato. Non voglio fare polemica, né prolungare eccessivamente questa discussione. Vorrei prima esprimere solidarietà alla senatrice De Petris e al ministro D'Incà. (Applausi) , e poi chiedere di visionare i numerosi filmati disponibili ed esaminarli in Consiglio di Presidenza per verificare se sia il caso di prendere provvedimenti nei confronti di chi ha avuto comportamenti sbagliati. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa Aula più volte si è fatto riferimento ai principi fondamentali che presiedono ai decreti-legge. Da più parti si è sottolineata l'assenza dei requisiti di necessità e di urgenza. Consentitemi di fare qualche ulteriore, brevissima considerazione. La Corte costituzionale più volte ha precisato che i presupposti di necessità e urgenza devono anche essere assistiti dai requisiti di ragionevolezza e di non arbitrarietà. Ebbene, che qualcosa non vada nel decreto-legge in esame si coglie già soltanto leggendo il preambolo del provvedimento, laddove ricorda che il decreto è necessario per consentire il rispetto dei principi costituzionali e internazionali in materia. Ma se noi leggiamo il secondo dei decreti Salvini, scopriamo che già nei primissimi articoli vi è precisato che il decreto si applica salvo il rispetto degli obblighi internazionali. In realtà, in quest'Aula ho ascoltato più e più volte affermazioni che fanno parte di una narrazione falsa, costruita da una certa parte politica (da parte della sinistra, in particolare) a danno della Lega, una narrazione secondo cui addirittura i due decreti che si manifestano sullo sfondo trasformano in reato il soccorso dei migranti. Voi tutti sapete molto bene che questa affermazione è falsa, perché non si è davvero mai negato il soccorso a coloro che hanno bisogno. (Applausi) . Non una persona è stata lasciata in mare. Ben diversa è la questione che riguarda l'ingresso nel nostro Paese. Il decreto-legge in esame, in realtà, chiude il cerchio di una falsa narrazione che crea non un avversario - come dovrebbe essere normale in politica - ma un nemico, che voi screditate con una narrazione falsa. Questo decreto-legge serve a chiudere il cerchio per il vostro elettorato nei confronti di questa narrazione falsa. Voi in realtà state perseguendo un obiettivo politico legato alla soddisfazione del vostro elettorato a danno degli interessi del Paese: eliminando le sanzioni amministrative, voi rendete meno efficiente la gestione dei flussi migratori. Non ci dobbiamo dimenticare che la questione, ridotta all'osso, riguarda la gestione dei migranti economici. Nessuno ha mai inteso impedire la salvezza di coloro che scappano dalla guerra, di coloro che scappano dalla tortura o dalla persecuzione. Qui il problema riguarda soltanto i migranti economici e vi devo ricordare che riguarda quei migranti che tentano di entrare illegalmente nel nostro Paese. Qui non è in questione l'accoglienza in quanto tale: è in questione la difesa della legalità. Quello che mi sembra incredibile è che non riesca a passare il principio che l'accoglienza, il soccorso e l'aiuto sono azioni che devono comunque iscriversi nel rispetto della legalità, della legge. I precedenti decreti servivano proprio a questo. Ora noi siamo anche più deboli nei confronti dell'Europa. È comprensibile che il Partito Democratico tenti quest'operazione. Mi sorprende assai di più la posizione degli amici del MoVimento 5 Stelle, che giusto due anni fa in quest'Aula difendevano questi decreti, anzi dicevano che erano necessari per rimediare al fallimento della precedente gestione. (Applausi) . Evidentemente adesso ritengono che si debba ritornare al fallimento. La verità amara è che c'è chi nella vita, per rimanere fedele a sé stesso, lascia un partito e c'è chi, per rimanere fedele a un partito, lascia sé stesso. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori membri del Governo, io credo che oggi, probabilmente, in questa sede si stia facendo anche un po' di confusione. Il decreto-legge in esame nasce da una osservazione del Capo dello Stato e da un appunto della Corte costituzionale e su questi due punti si fonda. Poi, esso cerca anche di aggiungere qualche norma per garantire ancora meglio la sicurezza degli italiani e il rispetto dei profughi che nella nostra terra arrivano. La storia dell'evoluzione umana tutta è una storia di migrazioni. Non si ferma questo fenomeno con uno slogan o con delle norme che, alla luce dei fatti, si sono rilevate poco funzionali e neanche sicure per tutti. La posizione e la conformazione geografica hanno fatto nei secoli - e fanno - della nostra penisola, con le sue isole, anche le più piccole, un ponte nel Mediterraneo di congiungimento fra tre continenti: l'Europa, l'Africa e il Medio Oriente asiatico; terra dove si sono incontrati e talvolta scontrati anche popoli, culture e culti; un grande zibaldone, oserei dire, e una straordinaria mescolanza millenaria, che ha dato impulso, nei secoli, a costumi, lingue e tradizioni ancora oggi diverse.