[pronunce]

dubita della legittimità costituzionale degli artt. 6, comma 3, ultima parte, e 14, commi 1, 2, e 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia dei procreazione medicalmente assistita), per violazione degli artt. 2, 3 e 32, primo e secondo comma, Cost.; che i due giudizi, prospettando questioni analoghe, vanno riuniti per essere decisi con unica pronuncia; che questa Corte, successivamente alle ordinanze di rimessione, con sentenza n. 151 del 2009, nel decidere identiche questioni relative alla legge n. 40 del 2004, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 2, della stessa legge, limitatamente alle parole "ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre"; che, con la richiamata pronuncia, questa Corte, nel dichiarare manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della stessa legge, per carenza di motivazione sulla rilevanza, ha però precisato (punto 6.1 del Considerato in diritto, in fine) che le raggiunte conclusioni circa l'incostituzionalità dell'art. 14, comma 2, introducono «una deroga al principio generale di divieto di crioconservazione di cui al comma 1 dell'art. 14, quale logica conseguenza della caducazione, nei limiti indicati, del comma 2», che determina la necessità del ricorso alla tecnica di congelamento con riguardo agli embrioni prodotti, ma non impiantati per scelta medica; che, sulla base della richiamata pronuncia, vanno dichiarate manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 14, commi 2 e 3, della legge n. 40 del 2004; che va, parimenti, dichiarata manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della stessa legge, ove si tenga presente che la richiamata sentenza n. 151 del 2009 ha affermato la deroga al principio generale di divieto di crioconservazione, negli stessi termini richiesti dalle ordinanze in esame; che è, infine, manifestamente inammissibile, per difetto di motivazione sulla rilevanza nel giudizio a quo, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 3, della legge n. 40 del 2004, nella parte in cui «non consente, dopo la fecondazione dell'ovulo, la revoca della volontà all'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita» (sentenza n. 151 del 2009). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi; dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 6, comma 3, ultima parte, e 14, commi 1, 2, e 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32, primo e secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Milano, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2010. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 marzo 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA