[pronunce]

che i commi 1, da 3 a 7, da 9 ad 11, e da 13 a 15 dell'art. 1 – i quali stabiliscono alcune provvidenze economiche in favore dei produttori di latte – sono, invece, censurati, oltre che per la violazione delle disposizioni statutarie e di attuazione già indicate, anche per la violazione della autonomia finanziaria provinciale, garantita dall'art. 119 Cost. e dagli artt. 69 e seguenti dello statuto, come modificati e integrati dalla legge 30 novembre 1989, n. 386 (Norme per il coordinamento della finanza della regione Trentino-Alto Adige e delle province autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria); che la ricorrente censura, inoltre, i medesimi commi da 13 a 15, nonché quelli da 17 a 20, sempre del suddetto art. 1 del decreto-legge n. 11 del 1997, per contrasto, oltre che con gli indicati parametri (essendo attribuite all'AIMA funzioni amministrative in una materia di competenza provinciale, nonché violata l'autonomia finanziaria provinciale, dal momento che pure queste disposizioni concernono il potere di concedere finanziamenti), anche con il principio di leale cooperazione, stante la necessità che gli eventuali premi assegnati a produttori di latte siano conferiti dalla Provincia stessa, che le quote liberate confluiscano in una riserva provinciale e che il potere di riassegnazione sia attribuito alla Provincia in favore dei produttori ubicati nel proprio territorio; che la Provincia di Bolzano deduce poi la illegittimità costituzionale del comma 36 (recte: 35) dell'art. 1 del decreto-legge n. 11 del 1997, nonché dei commi da 15 a 21, per violazione dei parametri costituzionali in precedenza indicati, del principio di leale cooperazione e degli artt. 11 e 41 Cost.; che i commi 1, da 3 a 7, da 9 a 15 e da 17 a 21, dello stesso articolo sono censurati dalla ricorrente oltre che in riferimento ai parametri già indicati, anche per la violazione della disciplina comunitaria che favorisce l'agricoltura nelle zone di montagna (e specialmente la direttiva 28 aprile 1975, n. 75/268/CEE recante «Direttiva del Consiglio sull'agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate»); che la Provincia contesta la legittimità costituzionale dei commi 28, 29 e 30 del medesimo art. 1, relativi alla Commissione governativa di indagine in materia di quote latte, per violazione delle competenze provinciali statutariamente previste e per violazione del principio di leale cooperazione, posto che nelle materie di competenza delle Province autonome la legge non può attribuire agli organi statali alcuna funzione amministrativa, comprese quelle di vigilanza, di polizia amministrativa e di accertamento di violazioni amministrative diverse da quelle spettanti allo Stato, secondo lo statuto e le relative norme di attuazione; che è oggetto di censura anche il comma 39 dell'art. 1, il quale, riferendosi all'anagrafe del bestiame istituita dal comma 36, stabilisce che l'accesso alla banca dati da parte dei soggetti con essa non interconnessi può avvenire con modalità da stabilire con decreto del Ministro della sanità di concerto con quello delle risorse agricole, e ciò – secondo la ricorrente – in violazione, oltre che del principio di buona amministrazione di cui all'art. 97 Cost., delle disposizioni statutarie e di attuazione già indicate, e anche di quelle relative alla organizzazione degli uffici provinciali (artt. 8, numero 1, e 16 dello statuto), poiché lo Stato non può disporre in ordine all'accesso di terzi agli archivi degli uffici della Provincia; che un'ultima censura concerne tutte le disposizioni del decreto-legge n. 11 del 1997 sin qui richiamate e l'art. 1, comma 1, della legge di conversione n. 81 del 1997, per violazione, oltre che delle disposizioni statutarie e di attuazione attributive di competenza in materia di quote latte, anche dell'art. 77 Cost., per difetto dei requisiti della necessità e dell'urgenza; che con successivo ricorso (ric. n. 50 del 1997) la Provincia autonoma di Bolzano ha proposto questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1, 2, 3, 4 e 4-bis e dell'intero decreto-legge 7 maggio 1997, n. 118 (Disposizioni urgenti in materia di quote latte), convertito, con modificazioni, nella legge 3 luglio 1997, n. 204, nonché dell'art. 1, comma 1, di tale legge; che la ricorrente deduce, in primis, la violazione degli artt. 8, numeri 8 e 21, e 16 dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione ad opera dell'art. 1, commi 1, 2 e 4, del decreto-legge n. 118 del 1997, posto che tali disposizioni si riferiscono, ulteriormente, alla disciplina della Commissione governativa di indagine già sopra menzionata, alla quale attribuiscono anche il compito di compiere le opportune verifiche nel caso in cui i produttori non provvedano alla sottoscrizione delle dichiarazioni dei quantitativi di latte prodotti, demandandole, così, non solo poteri di indagine, ma di vera e propria amministrazione attiva, in violazione dell'art. 4, comma 1, del d.lgs. n. 266 del 1992, il quale stabilisce che la legge, nelle materie di competenza provinciale, non può attribuire agli organi statali funzioni amministrative, comprese quelle di vigilanza, di polizia amministrativa e di accertamento di violazioni amministrative diverse da quelle spettanti allo Stato secondo lo statuto speciale e le norme di attuazione; che, quanto all'art. 1, commi 3, 4 e 4-bis, la ricorrente deduce, oltre alla violazione delle già citate disposizioni statutarie, anche quella dei principî della disciplina comunitaria in materia di compensazione delle quote, e quindi degli artt. 11 e 41 Cost.; che la ricorrente censura, infine, l'intero decreto-legge e la legge di conversione, in specie il suo art. 1, comma 1, deducendo la violazione anche dell'art. 77 Cost., nuovamente sotto il profilo della carenza dei presupposti legittimanti il ricorso alla decretazione di urgenza; che la medesima Provincia autonoma (ric. n. 51 del 1997) ha proposto, inoltre, questione di legittimità costituzionale dell'art. 6 del decreto-legge 19 maggio 1997, n. 130 (Disposizioni urgenti per prevenire e fronteggiare gli incendi boschivi sul territorio nazionale, nonché interventi in materia di protezione civile, ambiente e agricoltura), convertito, con modificazioni, nella legge 16 luglio 1997, n. 228, nonché dell'art. 1, comma 1, di tale legge;