[resaula]

Signor Presidente, invito al ritiro degli emendamenti 5.2, 5.3, 5.12, 5.21, 5.22, 5.33, 5.34, 5.38, 5.42, 5.45, 5.48, 5.50, 5.53, 5.56, 5.57, 5.64, 5.65, 5.69 e 5.71, altrimenti il parere è contrario. Sugli emendamenti 5.4, 5.1 (testo 2), 5.9 (testo 2), 5.11, 5.13 (testo 2), 5.18 (testo 3), 5.25, 5.26 (testo 2), 5.29 (testo 2), 5.54, 5.37 (testo 3), 5.70 e 5.72 esprimo parere favorevole. Sull'ordine del giorno G5.1 ci rimettiamo all'Assemblea. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Informo che l'emendamento 5.2 è stato ritirato. Apprezzate le circostanze, considerando anche gli immancabili e numerosi interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, a meno di rinunce - nel qual caso potremmo proseguire l'esame del provvedimento per altri venti minuti, senza tuttavia esaurirlo - mi sembra più corretto rinviare l'esame del provvedimento ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo scorso 15 ottobre 2021 è stato ucciso con 17 coltellate il collega parlamentare britannico David Amess, in una chiesa, mentre stava svolgendo un incontro nel suo collegio elettorale a Leigh-on-Sea, nell'Essex. Il suo assassino è tale Ali Harbi Ali. David Amess era pro life , pro family , contrario all'aborto, contrario all'eutanasia, contrario a tutto quanto è l'indottrinamento gender . Vorrei utilizzare, per ricordarlo in quest'Aula, le parole di monsignor Kevin Hale, che era un suo amico di infanzia. (Brusio). PRESIDENTE . Senatore Pillon, poiché il suo intervento merita una maggiore attenzione, la prego di interrompersi - le faccio recuperare il tempo - perché devo invitare chi desidera uscire dall'Aula di farlo, per permetterle di intervenire per chi desidera ascoltarla. Prego, senatore Pillon, riprenda. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Il nostro collega, cari colleghi, era un parlamentare britannico che è stato ucciso per il suo impegno. Vorrei usare, per ricordarlo in questa Aula, le parole di Kevin Hale, suo amico e parroco, il quale ha detto: «La sua fede era molto forte, merito anche di una buona formazione in una scuola cattolica di Londra dove ho studiato anche io. Era un difensore della vita in tutte le sue forme. In Parlamento, quando c'era una discussione su temi come l'aborto o il suicidio assistito, era molto chiaro e non disposto al compromesso. Non è da escludere che questa sua schiettezza gli abbia pregiudicato l'assunzione di ruoli governativi. In un certo senso si può dire che il suo essere credente non gli ha permesso di "fare carriera". Ma questo era lui: un buon cattolico e un uomo eccezionale. David era senza paura. Infatti non ha mai accettato misure di sicurezza particolari a tutela della sua persona perché amava essere accessibile a tutti». Nessuno si è messo in ginocchio per David Ames. Tuttavia, oggi in quest'Aula lo affidiamo all'amore di Dio onnipotente, che certo non mancherà di dargli la ricompensa del servo buono e fedele. Consentitemi un'ultima annotazione. Questa mattina, prima di entrare in quest'Aula, ho pregato perché dal cielo lui intercedesse per la nostra Patria, l'Italia, per l'importante voto di oggi e mi sembra che la sua intercessione sia stata potente. MARINELLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARINELLO (M5S) . Signor Presidente, vorrei portare all'attenzione dell'Assemblea e dell'opinione pubblica una pesante situazione che sta accadendo in questo periodo nella mia città, Sciacca, che riguarda il futuro di una mirabile associazione di volontariato per disabili denominata Agape ONLUS, operante da anni con un centro disabili sito all'interno del complesso ospedaliero Giovanni Paolo II. Qualche giorno fa, infatti, l'associazione ha ricevuto una formale lettera con la quale l'azienda sanitaria provinciale (ASP) di Agrigento comunicava la cessazione con effetto immediato del rapporto di locazione che durava da ben vent'anni. Questo atto ha gettato nello sconforto le famiglie dei disabili riuniti nell'associazione Agape, che temono di vedere disperso il grande lavoro fatto negli ultimi vent'anni, che ha consentito notevoli miglioramenti socio-sanitari agli utenti e un alleggerimento della pressione verso i familiari stessi. Nel locale in questione, infatti, vengono svolte importanti attività di socializzazione, inclusione e integrazione, quali laboratori di cucina, ceramica, teatro sociale, giardinaggio, musica e didattica. Tutte queste attività sono portate avanti con dedizione e passione grazie all'impegno delle famiglie dei volontari e di generosi sostenitori, consentendo peraltro di sopperire alla totale assenza sul territorio di strutture socio-sanitarie con i centri diurni per disabili. Aggiungo peraltro che l'ASP di Agrigento, nella stessa formale lettera, ha chiesto il rilascio dei locali e lo sgombero dei mobili entro e non oltre cinque giorni: una modalità che si commenta da sola. Tengo anche a precisare che, come previsto dal contratto, l'associazione Agape è tenuta al pagamento del relativo canone di tutte le utenze inerenti la fruizione del locale, ovvero le utenze di luce, gas, acqua, telefono e pulizie. Ho ritenuto utile e opportuno portare in Aula questa delicata vicenda per due principali motivi: innanzitutto per auspicare un urgente interessamento dei competenti organi, ovvero Regione Siciliana e ASP di Agrigento, al fine di arrivare a un ripensamento della decisione o comunque all'apertura di un tavolo congiunto per concordare una soluzione positiva, anche per evitare la brusca interruzione delle attività, con pesanti ripercussioni sull'utenza fragile. Il secondo motivo è che questo caso rappresenta una palese dimostrazione di come il mondo del volontariato, soprattutto quello locale, venga troppo spesso considerato ancora come una Cenerentola, quasi una presenza minore sul territorio. Niente di più sbagliato: le associazioni di volontariato rivestono un ruolo fondamentale per la coesione sociale e per l'assistenza delle persone più fragili, sopperendo in molti casi anche alla carenza di adeguati servizi socio-sanitari pubblici.