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in termini economici, un corpo di ballo di 50 elementi può costare allo Stato un milione di euro netti all'anno, quindi ripristinare 10 corpi di ballo avrebbe un onere complessivo di circa 10 milioni di euro netti, ma con un beneficio sociale e di prestigio enormi; nel nostro Paese ci sono oltre 2 milioni di ragazzi che studiano danza, di conseguenza la chiusura dei corpi di ballo ha significato finanche spegnere le passioni di questi giovani, che crescono con una disciplina nobilissima e con l'educazione all'impegno; l'assenza dei corpi di ballo presso i teatri nelle regioni ha diminuito la possibilità di accedere ad occasioni di lavoro per quei ragazzi orientati verso l'attività professionale di ballerino; i provvedimenti attualmente in discussione al Senato, inerenti alla disciplina del lavoro nel settore creativo e dello spettacolo, intendono individuare alcune garanzie per il settore dello spettacolo dal vivo, ma appare indispensabile prevedere, oltre alle tutele previdenziali, anche una difesa dell'occupazione stabile, a tempo indeterminato, laddove prevista, ad esempio, nelle fondazioni lirico-sinfoniche; è necessario individuare tutele maggiori (malattia, infortunio, contribuzione, genitorialità) per quei lavoratori tipicamente intermittenti, riconoscere la figura dell'artista e creare un registro per i lavoratori dello spettacolo dal vivo, includendo quelli dei corpi di ballo, mentre andrebbe rivisto il principio per cui la discontinuità della prestazione lavorativa è riconosciuta come una delle condizioni distintive dello svolgimento e della realizzazione della prestazione richiesta al lavoratore dei settori dello spettacolo dal vivo; in merito all'abuso del contratto a tempo determinato nelle fondazioni lirico-sinfoniche, è intervenuta la Corte di giustizia dell'Unione europea (sentenza del 25 ottobre 2018, causa C-331/17) e, successivamente, nel dicembre 2020, sempre riguardo al precariato, persino la Commissione europea ha inoltrato l'ennesima notifica di messa in mora nei confronti dell'Italia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda porre anche i corpi di ballo delle fondazioni lirico-sinfoniche al centro dell'azione di riforma del settore dello spettacolo, riconoscendone l'importanza sociale e culturale, ripristinandoli ovunque sia possibile e adottando norme volte alla salvaguardia dell'occupazione stabile dei lavoratori dello spettacolo dal vivo; se non ritenga inoltre opportuno che le fondazioni lirico-sinfoniche debbano assumere la denominazione di "fondazioni lirico-sinfoniche e di balletto", preservando la struttura artistica composta da orchestra, coro e corpo di ballo, e i loro fini istituzionali di produrre opera lirica, musica sinfonica e balletto, e se non intenda valutare l'istituzione di una rete regionale o interregionale, che impieghi i corpi di ballo delle fondazioni lirico-sinfoniche, oltre che per l'attività istituzionale interna, anche per la produzione di balletto nei "teatri di tradizione" o nei "teatri nazionali". Atto n. 3-02620 SBROLLINI FARAONE Al Ministro della cultura Premesso che: la pandemia da COVID-19 ha colpito con particolare veemenza alcuni settori della vita economica e del Paese. È il caso, tra gli altri, della cultura e del turismo: secondo i dati elaborati da un importante report commissionato negli scorsi mesi dall'Unione europea per analizzare l'impatto del virus, nel 2020 il settore culturale europeo ha subito un crollo del 31,2 per cento rispetto all'anno precedente, mentre il turismo ha registrato una contrazione del 27 per cento. Solo il mercato dell'industria dell'aviazione, a ben vedere, ha subito danni più gravi, registrando una flessione del 31,4 per cento; il PNRR destina, tra l'altro, circa 6,7 miliardi di euro per l'incremento del livello di attrattività del sistema culturale e turistico del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali ed immateriali; nello specifico, la componente 3 "Turismo e cultura 4.0" (M1C3), inserita nell'ambito della missione 1 (riguardante "Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo" che investe un totale di 40,32 miliardi), prevede quattro ambiti di intervento volti al sostegno ed al rilancio della cultura e del turismo in Italia attraverso la "rigenerazione del patrimonio culturale e turistico" e la valorizzazione "degli asset e delle competenze distintive" nonché la digitalizzazione; il fondo complementare al PNRR, inoltre, destina ulteriori risorse per un totale di 1,46 miliardi di euro al finanziamento del piano di investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali: l'intervento prevede di sovvenzionare ben 14 interventi strategici per la tutela, la valorizzazione e la promozione culturale; considerato che: data l'importanza strategica rivestita dal settore culturale e dal turismo in Italia (riprendendo i dati del PNRR, il solo turismo assume un valore di circa il 12 per cento del PIL nazionale), non si comprende il motivo per cui, nella stesura del piano, alcuni interventi speculari ed analoghi a quelli preventivati non siano stati, tuttavia, ricompresi al suo interno; è il caso, per fare un esempio emblematico, della rimozione delle barriere architettoniche all'interno di tutti i luoghi, pubblici o privati gestiti da enti pubblici o organizzazioni no profit , deputati ad ospitare eventi e servizi culturali, come teatri e cinema e gli immobili adibiti ad ospitare spettacoli dal vivo. A norma dell'investimento 1.2 recante "Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura", afferente all'ambito di intervento 1 "Patrimonio culturale per la prossima generazione", infatti, saranno stanziati in totale 300 milioni di euro a favore degli interventi di rimozione delle barriere fisiche e cognitive, con riguardo prioritariamente a musei, monumenti, aree archeologiche e parchi, archivi e librerie, nonché, per un 10 per cento delle risorse, musei regionali, provinciali, civici o privati gestiti da entità pubbliche o organizzazioni no profit , della formazione del personale amministrativo e gli operatori culturali e della promozione della cultura dell'accessibilità; secondo i dati forniti dall'ISTAT nel rapporto "Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni" pubblicato nel 2019, le persone disabili in Italia sono 3,1 milioni, ovvero circa il 5,2 per cento della popolazione complessiva: un intervento maggiormente esteso e diffuso a favore della rimozione delle barriere architettoniche nei luoghi di fruizione della cultura e del turismo non garantirebbe solo vantaggi dal punto di vista economico e sociale, ma si qualificherebbe anche come una preziosa risorsa di promozione del livello di inclusività dell'intero Paese, si chiede di sapere: quali siano gli orientamenti che il Ministro in indirizzo intenda esprimere in merito alla questione;