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1) Scuola delle trasmissioni e d'informatica; 2) Scuola di amministrazione e commissariato; 3) Scuola militare di sanità e veterinaria; d) la Scuola lingue estere dell'Esercito italiano. 2. L'ordinamento e le funzioni degli enti di cui al comma 1 sono disciplinati nel titolo VI del presente libro e nel regolamento. » «Art. 116. Organizzazione formativa della Marina militare - 1. L'organizzazione formativa di Forza armata fa capo all'Ispettorato delle scuole, da cui dipendono: a) l'Accademia navale; b) la Scuola navale militare «Francesco Morosini»; c) l'Istituto di Studi Militari Marittimi; d) le Scuole sottufficiali della Marina militare di Taranto e di La Maddalena; e) il Centro addestramento e formazione del personale volontario della Marina militare. 2. Le articolazioni e compiti degli enti di cui al comma 1 sono disciplinati nel titolo VI del presente libro.». Il testo dell'art. 10, comma 3, del citato decreto legislativo n. 66 del 2010 è il seguente: «Art. 10. Attribuzioni del Ministro della difesa. 1-2. (Omissis). 3. Il Ministro della difesa, altresì, può sopprimere o riorganizzare, con proprio decreto, emanato su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, enti e organismi nell'ambito del processo di ristrutturazione delle Forze armate, fermo restando il disposto dell' art. 177.». Il testo dell'art. 177 del citato decreto legislativo n. 66 del 2010 è il seguente: «Art. 177. Procedure per l'istituzione e la soppressione di reparti dell'Arma dei carabinieri - 1. Il Comandante generale istituisce o sopprime comandi territoriali di livello non superiore a comando provinciale con propria determinazione, previo assenso del Ministro della difesa, che si pronuncia di concerto con il Ministro dell'interno. 2. Salvo quanto previsto dall'art. 11 della legge 31 marzo 2000, n. 78, l'istituzione o la soppressione di comandi diversi da quelli di cui al comma 1, nei limiti delle dotazioni di personale previste dalle disposizioni vigenti, è disposta dal Comandante generale, previo consenso del Capo di stato maggiore della difesa, con l'assenso del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'interno se si tratti di comandi che svolgono servizi o attività di pubblica sicurezza e ordine pubblico.». Il testo degli articoli 156 e 278 del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'art. 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246), pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 18 giugno 2010, è il seguente: «Art. 156. Centri di addestramento e formazione e di selezione - 1. Il Centro addestramento e formazione del personale volontario della Marina militare ha sede in Taranto, e dipende dal Comando indicato con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare. Per il servizio del reclutamento e per i movimenti del personale il Centro riceve istruzioni dall'Ufficio generale del personale. 2. Il Centro di selezione della Marina militare ha sede ad Ancona. 3. I Centri di addestramento e formazione e di selezione sono comandati da Ufficiali superiori del Corpo di stato maggiore della Marina militare. » «Art. 278. Enti e istituti di istruzione della Marina militare - 1. Gli enti, comandi e istituti di istruzione per le attività di addestramento, aggiornamento, specializzazione, qualificazione, ricondizionamento del personale della Marina militare e per le attività di studio e ricerca idrografica sono i seguenti: a) Istituto idrografico della Marina militare; b) Istituto per le telecomunicazioni e l'elettronica della Marina militare «Giancarlo Vallauri»; c) Centro addestramento e formazione del personale volontario della Marina militare. 2. L'ordinamento e il funzionamento degli enti di cui al comma 1 sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.». Il testo dell'art. 2267, comma 2, del citato decreto legislativo n. 66 del 2010 è il seguente: «Art. 2267. Abrogazione per nuova regolamentazione della materia - 1. (Omissis). 2. Ai sensi dell' art. 13-bis, comma 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le disposizioni del presente codice e del regolamento possono essere abrogate, derogate, sospese, modificate, coordinate o implementate solo in modo esplicito, e mediante intervento avente ad oggetto le disposizioni contenute nel codice o nel regolamento.». Il testo degli articoli 13-bis, comma 4, e 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988, è il seguente: «Art. 13-bis. Chiarezza dei testi normativi. 1-2-3. (Omissis). 4. La Presidenza del Consiglio dei ministri adotta atti di indirizzo e coordinamento per assicurare che gli interventi normativi incidenti sulle materie oggetto di riordino, mediante l'adozione di codici e di testi unici, siano attuati esclusivamente mediante modifica o integrazione delle disposizioni contenute nei corrispondenti codici e testi unici.» « Art. 17. Regolamenti - 1. (Omissis). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.». Note all'art. 1: Per il testo dell'art. 11, comma 2, del citato decreto-legge n. 95 del 2012 si veda nelle note alle premesse.