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si interviene sulle accise per l'acquisto di carburante e di gas, si interviene con un bonus da parte dei datori di lavoro privati per il carburante e con un credito per le imprese per acquistare energia e gas, si interviene sul credito d'imposta per le aziende energivore e gasivore, sulla rateizzazione delle bollette, sul fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, incrementando i bonus per le famiglie, con il bonus sociale elettricità e gas, e con tutta una serie di altre misure riguardanti l'autotrasporto, l'agricoltura, la pesca e il turismo. Sebbene il provvedimento in esame sia stato emanato una cinquantina di giorni fa, esso è stato in parte superato dal decreto aiuti, perché le agevolazioni per le imprese energivore sono state aumentate nell'ambito di tale provvedimento e la stessa cosa succede per quanto riguarda la misura della riduzione delle accise su benzina e gasolio. Questo modo di operare, da un po' di anni a questa parte, con una sovrapproduzione di decreti-legge, è un modus operandi normale, se vogliamo, tenendo conto anche del fatto che stiamo uscendo dall'epidemia da Covid-19, ma non ne siamo ancora del tutto fuori, e che abbiamo una guerra a 1.600 chilometri di distanza. Tutto ciò, però, ci fa comprendere anche quanto sia nitida l'impronta del MoVimento 5 Stelle, sia all'interno del decreto-legge in esame sia nei successivi, perché parte degli emendamenti che abbiamo presentato in questa sede sono già all'interno del decreto-legge aiuti che arriverà e questo ci fa piacere. Facciamo qualche esempio: il passaggio al 30 settembre della scadenza per eseguire il 30 per cento dei lavori con il superbonus per le abitazioni unifamiliari o la possibilità per le aziende di credito di cedere il credito ai propri correntisti, direttamente e senza aspettare le quattro cessioni, cosa che avevamo già chiesto all'interno del decreto sostegni ter , che è stata inserita nel decreto energia e adesso è stata corretta, dopo una serie di confronti con il Governo. Pensiamo anche all'aumento del credito di imposta per le imprese energivore, al passaggio della tassazione dal 10 per cento al 25 per cento degli extra-profitti, tramite il decreto-legge accise, che entra nel decreto aiuti, o anche alla proroga del blocco delle accise sui carburanti. Tutte queste erano proposte emendative del MoVimento 5 Stelle, che sono entrate nel decreto-legge aiuti e quindi non sono state approvate all'interno del decreto-legge in esame. Come MoVimento 5 Stelle possiamo dunque ritenerci soddisfatti, perché si tratta di vittorie per i cittadini: a noi interessa che siano fatte cose buone per l'Italia e per i cittadini e poco importa se siano fatte o meno grazie a degli emendamenti. Ciò non toglie che siamo anche soddisfatti per alcuni emendamenti che sono stati approvati nel decreto-legge in esame e vorrei citarne tre in particolare. In primo luogo c'è la norma che permette di aumentare il livello di produzione di energia per le aziende da biogas agricolo: in questa maniera possiamo aumentare, a costo zero per lo Stato, il livello di produzione, fino a circa 600 milioni di metri cubi. Si tratta di un aumento del 20 per cento, senza intervenire sui costi per lo Stato e per i contribuenti. Ciò significa ridurre l'approvvigionamento dall'estero e anche ridurre l'utilizzo di fonti fossili. Un altro emendamento che voglio citare è quello che permette di installare impianti di energia rinnovabile all'interno delle aree di prospetto di alcune zone industriali, la cui distanza viene portata da 300 a 500 metri, e da 150 a 300 metri per le aree adiacenti alla rete autostradale: è poca cosa, se vogliamo, ma questo significa per le imprese poter installare impianti di energia rinnovabile, avendo a disposizione energia a basso costo e in loco . L'ultimo emendamento che mi preme richiamare è quello sulla normativa del golden power . Per chi non lo sa e per chi ci ascolta parliamo di quella misura che permette ai governi di intervenire in caso di cessione di una infrastruttura o di una società strategica per lo Stato. Grazie a un emendamento del MoVimento 5 stelle, a prima firma del senatore Cioffi, la normativa del golden power è stata estesa, anche a livello di concessioni, per i trasporti, le comunicazioni e l'energia, in particolare per l'idroelettrico. Ricordiamo che era nata per le opere di grande derivazione idroelettrica ed è fondamentale, in questa fase di cambiamenti, per dare supporto allo Stato per avere il polso della situazione. Tutti questi emendamenti - tengo a ribadirlo - sono a costo zero per lo Stato e per i contribuenti e questo non perché non dobbiamo spendere, perché noi siamo per una politica espansiva, ma non c'erano margini di spesa in questo decreto. Ricordiamo che per noi il debito, se è debito buono, può e deve essere fatto, perché aiuta a far crescere lo Stato. C'è un ultimo punto su cui vorrei intervenire, Presidente, interessante e preoccupante allo stesso tempo. Nel decreto-legge, agli articoli 3, 4 e 9, il Governo ha inserito la possibilità per le imprese energivore e gasivore di cedere i crediti d'imposta, sostanzialmente allineando la normativa a quella che aveva proposto il MoVimento 5 Stelle per i bonus edilizi. Quindi, il Governo introduce all'interno del decreto-legge, nel testo base, un qualcosa che riconosce di fatto che la misura che il MoVimento 5 Stelle era determinato a creare con il superbonus va bene: questo è positivo, ma l'aspetto preoccupante che non capisco è perché il Governo finora abbia contrastato questa misura. Non capisco perché il Governo debba andare in Europa a dire che è una misura che non funziona, quando c'è anche una lettera della presidente von der Leyen che dice che è una misura importante e interessante, per poi inserire all'interno del testo base la stessa misura, che nasce da quel principio di cedibilità di credito d'imposta che ha portato avanti il MoVimento 5 Stelle. Posso solo augurarmi che sia una presa di coscienza del fatto che è un meccanismo che serve e mi auguro a questo punto che il Governo voglia fare quel passo ulteriore che serve al Paese, cioè indicare alle aziende di credito di supportare le aziende edilizie, continuare a comprare i crediti che esistono sul mercato e magari anche spingere Poste italiane, che oggi ha deciso di comprare solamente dai cittadini privati, a comprare anche dalle imprese, in modo da liberare lo stock esistente di crediti di imposta in possesso delle aziende di credito e permettere loro di intervenire sul mercato, perché il mercato dell'edilizia non va fermato. A tal proposito, ricordo che noi ci andiamo a vantare in Europa dell'aumento del 6,6 per cento del PIL nel 2021; è bene sapere che questo aumento, per l'1 per cento di quel 6,6 per cento, è merito del settore edilizio. Stiamo dicendo che il 15 per cento di quell'incremento è dato dal settore edilizio, che è rinato con questa misura. Questo è importante, perché è stato fatto senza consumo di suolo. Il mercato edilizio è ripartito e adesso ha necessità di non fermarsi. Chiudo, Presidente, con un'ultima dichiarazione: in questo, come in tutti i decreti legge, ci sono luci e ombre.