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A questo proposito, un pensiero va alle persone che ci stanno aiutando oggi all'interno degli ospedali e delle strutture socio-sanitarie, cui penso debba necessariamente andare l'abbraccio fortissimo di tutti, perché è la cosa più importante. (Applausi) . Stiamo cercando veramente di fare il possibile per tutti. Signor Presidente, il decreto che stiamo modificando e a breve approveremo in quest'Aula nasce dall'esigenza di far fronte a una crisi sanitaria con conseguenze economiche di una portata mai vista in Italia, ma penso in tutto il mondo, dal secondo conflitto mondiale. Stiamo pagando un prezzo altissimo in termini di vite spezzate, ad oggi più di 17.000: persone perlopiù anziane e fragili, che non hanno potuto avere in un momento delicato come la fine della vita neanche il conforto dei loro cari, ai quali lasciano un vuoto incolmabile. È una lezione dura e triste che ci deve in primo luogo far riflettere su quali siano i veri valori per cui vivere e per cui siamo chiamati a svolgere il nostro ruolo in Parlamento. Il Paese sta affrontando con coraggio e dignità una crisi sanitaria le cui conseguenze si stanno rapidamente trasmettendo al tessuto produttivo, con relativa perdita di ricchezza e lavoro. Ritengo che la prima risposta del Governo sia stata all'altezza dell'immagine che l'Italia sta trasmettendo al mondo intero, grazie a tutti gli uomini e alle donne impegnate nei servizi sanitario, civile e militare, nelle filiere agroalimentari, nei vari settori economici essenziali, oltre a tutte le persone che lavorano nei supermercati e nei negozi alimentari, cui va veramente il nostro ringraziamento. PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, senatore Pesco, ma vorrei invitare tutti i colleghi a rispettare le distanze e usare le mascherine: so che è faticoso e magari alcuni comportamenti vengono istintivi, ma chiedo a tutti di prestare un po' di attenzione. Prego, senatore Pesco. PESCO, relatore . Rinnovo il ringraziamento anche a tutti i lavoratori del Senato, ma anche dei Ministeri, che ci hanno consentito di arrivare a questo punto. Sicuramente sto tralasciando qualcuno e me ne scuso. Il decreto-legge è stato emanato e discusso in un quadro generale complesso e in continua evoluzione, nell'incertezza su quale fosse la durata dell'emergenza e l'entità delle conseguenze che ne derivano sui tessuti economici, sociale e culturale del Paese. Va anche sottolineato che nel decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 sono confluiti - sotto forma di emendamenti di coordinamento normativo proposti dal Governo - altri decreti emessi precedentemente, contenenti le prime misure a sostegno delle persone delle zone rosse iniziali, poi superati dal fatto che si è reso necessario estendere e ampliare tali misure all'intero territorio nazionale per contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria. Sono stati, quindi, inseriti in questo decreto-legge - ed è una delle questioni più importanti - i contenuti del decreto legge n. 14 del 9 marzo 2020, degli articoli 12 e 34 del decreto-legge n. 9 del 2 marzo 2020 e del decreto-legge n. 11 dell'8 marzo 2020. In pratica, è come se avessimo quattro decreti in uno. Il decreto-legge n. 18 del 2020 consegue la richiesta di aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di medio termine, avanzata dal Governo in Parlamento ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012, e approvata con risoluzione 6-00103 alla Camera e 6-00102 al Senato (il famoso scostamento). Gli effetti finanziari che vanno a modificare quelli previsti in occasione della legge di bilancio 2020, per il triennio 2020-2022, prevedono un maggior saldo netto da finanziare per 24,8 miliardi, un aumento del fabbisogno di 18,8 e un incremento di quasi 20 miliardi dell'indebitamento netto. Il decreto-legge in esame si può - secondo me - racchiudere in cinque pilastri fondamentali: il primo è riferito al finanziamento e potenziamento della capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell'emergenza; il secondo è quello riferito al sostegno ai lavoratori e alle aziende per la difesa del reddito e del lavoro; il terzo pilastro è riferito al sostegno alla liquidità delle famiglie, ma soprattutto delle imprese, tramite il sistema bancario e l'utilizzo del Fondo centrale di garanzia. Con il quarto pilastro c'è la sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi e altri adempimenti fiscali e l'introduzione di incentivi fiscali. Infine, vi è tutta una serie di articoli fondamentali che permettono a tutte le amministrazioni pubbliche e private di non avere problemi in questa fase così delicata, visto che molte attività sono sospese. PRESIDENTE . Presidente Pesco, mi perdoni se la interrompo nuovamente. Poiché mi segnalano che diversi colleghi stanno scattando foto in Aula, sia dai banchi che occupiamo abitualmente sia dalle tribune, li pregherei di non farlo perché - come sapete - non si può fare. Prego, presidente Pesco, prosegua. PESCO, relatore . Secondo me è opportuno citare le misure più importanti a sostegno dei lavoratori. Sono state previste un'indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa; un'indennità per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Ago; un'indennità ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali; un'indennità specifica per i lavoratori del settore agricolo e un'indennità per i lavoratori dello spettacolo. È un'indennità netta per tutti di 600 euro, ma sappiamo già che a brevissimo verrà portata a 800 euro. Va detto che le richieste per il bonus di aprile sono già state 3,5 milioni, per una spesa di 2,1 miliardi di euro, la qual cosa reputo davvero molto importante. Abbiamo, poi, l'istituzione di un fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus Covid-19: si tratta di un fondo da 300 milioni per l'erogazione di un reddito di ultima istanza che vedrà l'assegnazione di 600 euro - come ho detto prima - per ogni futuro beneficiario. Il decreto-legge è una prima base di partenza per gli aiuti alle imprese, in un quadro di norme europee in merito agli aiuti di Stato, che era in corso di evoluzione in uno scenario europeo in cui non è ancora chiaro quali risorse comunitarie potranno agevolare gli interventi a sostegno dell'economia; una buona base di partenza sicuramente, realizzata interamente con risorse interne. Sappiamo che dovremo fare di più, dare maggiore liquidità netta alle imprese e in tempi rapidi, ricercare soluzioni che, nei tempi, attraverso la garanzia crediti a lunga scadenza o nelle modalità di rimborso flessibili e legate all'andamento aziendale, possano non solo mantenere viva - lo sottolineo - la nostra rete di imprese, ma farla crescere e divenire ancora più competitiva nei mercati internazionali. È questo l'auspicio che ci diamo perché veramente dobbiamo farlo, colleghi, altrimenti rischiamo di perdere una parte troppo importante della nostra economia, e questo non ce lo possiamo permettere. (Applausi dal Gruppo M5S).