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I soggetti obbligati all'effettuazione dell'adeguata verifica, per avvalersi del sistema, sono tenuti alla stipula di una convenzione con l'ente gestore e alla corresponsione di un contributo la cui entità risulti idonea alla piena copertura dei costi sostenuti dall'ente gestore per l'erogazione del servizio (comma 2). L'articolo 30- duodecies stabilisce che le predette contribuzioni affluiscano all'ente gestore, il quale fornisce al Ministero dell'economia e delle finanze una rendicontazione separata che dia dettagliata evidenza dei costi sostenuti e delle somme introitate a titolo di contributo. Tale previsione ricalca pedissequamente quanto già avviene in ordine all'incasso e alla rendicontazione delle contribuzioni e dei costi relativi ai soggetti aderenti di cui all'articolo 30- ter , comma 5, del decreto legislativo n. 141 del 2010. Per la gestione del segmento della prevenzione delle frodi sono stati redatti e formalizzati nel tempo 9 rendiconti annuali (dall'anno 2014 all'anno 2022). L'articolo 30- terdecies prevede (comma 1) che la disciplina di dettaglio sia demandata ad apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sei mesi dalla data di vigenza delle nuove disposizioni. Il decreto dovrà stabilire la collocazione del nuovo « segmento antiriciclaggio » nell'ambito della struttura del sistema di prevenzione, i singoli dati riscontrabili e informazioni consultabili, le modalità tecniche di ingaggio delle nuove banche dati da collegare al sistema, tutte le procedure e le modalità relative alla profilazione degli utenti, alle fasi di riscontro e consultazione, alla sicurezza e tracciamento delle operazioni. Allo stesso decreto sono delegati l'individuazione dei criteri di determinazione del contributo, l'importo del contributo, le modalità di riscossione. È inoltre disposto che lo schema di decreto sia sottoposto al parere del Garante per la protezione dei dati personali, la cui formalizzazione avviene entro venti giorni dalla trasmissione.. Art. 1. 1. Al titolo V- bis del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la rubrica è sostituita dalla seguente: « Sistema pubblico di prevenzione delle frodi » b) all'articolo 30- bis è premessa la seguente partizione: « Capo I ISTITUZIONE DI UN SISTEMA PUBBLICO DI PREVENZIONE, SUL PIANO AMMINISTRATIVO DELLE FRODI NEL SETTORE DEL CREDITO AL CONSUMO, CON SPECIFICO RIFERIMENTO AL FURTO DI IDENTITÀ »; c) dopo il capo I è aggiunto, in fine, il seguente: « Capo I- bis UTILIZZO DEL SISTEMA DI PREVENZIONE PER SVOLGERE FUNZIONI DI SUPPORTO ALLA PREVENZIONE E AL CONTRASTO DELL'USO DEL SISTEMA ECONOMICO E FINANZIARIO A SCOPO DI RICICLAGGIO E FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Art. 30- novies. – (Accesso all'archivio) – 1. I soggetti destinatari degli obblighi di adeguata verifica della clientela di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, di seguito denominati “soggetti obbligati”, accedono ad apposita sezione dell'archivio di cui all'articolo 30- quater per inviare all'ente gestore richieste di verifica dell'autenticità dei dati acquisiti dai clienti, in occasione dell'instaurazione di un rapporto continuativo o del conferimento dell'incarico per l'esecuzione di una prestazione professionale, necessari, anche in funzione del rischio di cui all'articolo 18, comma 1, lettere c) e d) , del citato decreto legislativo, all'adempimento dei suddetti obblighi. 2. In presenza di un elevato rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, i soggetti obbligati possono altresì inviare all'ente gestore, con le medesime modalità di cui al comma 1, richieste di riscontro o di consultazione di ulteriori dati acquisiti dai clienti o relativi ai medesimi, contenuti nelle fonti di cui all'articolo 30- decies , comma 2, necessari all'adempimento degli obblighi di adeguata verifica rafforzata. 3. L'accesso all'apposita sezione dell'archivio è consentito ai soli responsabili antiriciclaggio dei soggetti obbligati. 4. Allo scopo di assicurare il costante svolgimento delle funzioni di supporto alla prevenzione e al contrasto dell'uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, nell'ambito del sistema di prevenzione, oltre al gruppo di lavoro di cui all'articolo 30- ter , comma 9, opera, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un comitato tecnico che svolge funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento, finalizzate a migliorare e ad automatizzare, ove possibile, le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica da parte dei soggetti obbligati. Il comitato è composto da due rappresentanti, di cui un titolare e un supplente, designati rispettivamente dal Ministero dell'economia e delle finanze, dall'Unità di informazione finanziaria per l'Italia (UIF), dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, dalla Direzione investigativa antimafia. La segreteria del comitato è assicurata da personale del Ministero dell'economia e delle finanze, nonché da personale della Guardia di finanza, operante presso il citato Dicastero, dotato di una specifica e comprovata specializzazione professionale in materia di prevenzione e contrasto delle frodi finanziarie e del riciclaggio. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede con proprio decreto alla nomina dei componenti del comitato. Il comitato ha carattere permanente. I componenti del comitato durano in carica cinque anni e non possono essere riconfermati più di due volte. Per la partecipazione all'attività del comitato non sono previsti compensi, indennità o rimborsi spese. Il comitato è presieduto dal componente del comitato designato dal Ministero dell'economia e delle finanze, il quale, in ragione dei temi trattati, integra la composizione del comitato con i rappresentanti delle Autorità di vigilanza di settore di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e degli organismi di autoregolamentazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera aa) , del citato decreto legislativo. Art. 30- decies. – (Dati oggetto di riscontro e di consultazione) – 1. Sono assoggettabili a riscontro, con i dati detenuti da organismi pubblici e privati, i dati acquisiti dai clienti in occasione dell'instaurazione di un rapporto continuativo o del conferimento dell'incarico per l'esecuzione di una prestazione professionale di cui all'articolo 30- novies , comma 1, contenuti nelle fonti elencate dalle lettere da a) a c) del comma 1 dell'articolo 30- quinquies . 2. Sono assoggettabili a riscontro o a consultazione gli ulteriori dati acquisiti dai clienti o relativi ai medesimi di cui all'articolo 30- novies , comma 2, detenuti da organismi pubblici e privati, contenuti nelle seguenti fonti: a) visure camerali;