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I magistrati candidati e non eletti alla carica di sindaco, di presidente della provincia, di consigliere provinciale, comunale o circoscrizionale sono ricollocati nel ruolo di provenienza e non possono esercitare le loro funzioni nel distretto di Corte d'appello nel quale ricade il comune o la provincia per i quali si sono svolte le elezioni. 2. Il ricollocamento avviene nella funzione giudicante per un periodo di almeno cinque anni e con vincolo di funzioni collegiali per cinque anni. I medesimi magistrati non possono altresì ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi per un periodo di cinque anni. Art. 9. (Ricollocamento dei candidati eletti in elezioni amministrative) 1. I magistrati eletti alla carica di sindaco, di presidente della provincia, di consigliere provinciale, comunale o circoscrizionale ovvero nominati assessore provinciale o comunale, una volta cessati dal mandato o dall'incarico, non possono prestare servizio nella regione nella quale ricade il comune o la provincia per i quali si sono svolte le elezioni, o nel cui ambito hanno assunto l'incarico. 2. I medesimi magistrati sono ricollocati in ruolo nella funzione giudicante per un periodo di almeno cinque anni e con vincolo di funzioni collegiali per cinque anni e, in tale periodo, non possono, in ogni caso, ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi. Art. 10. (Disciplina applicabile alla magistratura onoraria) 1. I magistrati onorari non sono candidabili per l’elezione alle cariche di parlamentare europeo e parlamentare nazionale, presidente della regione, presidente della provincia, sindaco, consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale nelle circoscrizioni ubicate, in tutto o in parte, nel distretto di Corte d'appello ove ha sede l'ufficio giudiziario nel quale, a qualsiasi titolo, sono assegnati o esercitano le loro funzioni, ovvero nel quale, a qualsiasi titolo, sono stati assegnati o hanno esercitato le loro funzioni in un periodo antecedente la data di accettazione della candidatura. 2. I magistrati onorari che sono stati candidati alle cariche di cui al comma 1 e non sono stati eletti e i magistrati onorari che sono cessati dalle cariche di cui al comma 1, nonché quelli che sono cessati dalla carica di Ministro, viceministro o sottosegretario di Stato ovvero di assessore regionale, provinciale o comunale, non possono esercitare le loro funzioni né essere assegnati a qualsiasi titolo in un ufficio giudiziario ubicato nel distretto di Corte d'appello in cui è ricompresa, in tutto o in parte, la circoscrizione nel cui ambito si sono svolte le elezioni, ovvero nel distretto di Corte d'appello in cui esercitavano le loro funzioni o erano assegnati a qualsiasi titolo alla data di accettazione della candidatura o della nomina. Art. 11. (Disciplina transitoria) 1. I magistrati in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, alla cessazione del mandato parlamentare, del mandato parlamentare europeo, o del mandato amministrativo o dell'incarico di governo, nonché alla cessazione della carica di assessore comunale o provinciale, su loro richiesta: a) sono ricollocati in ruolo in un distretto di Corte d'appello diverso da quello in cui è ricompresa, in tutto o in parte, la circoscrizione elettorale nella quale sono stati eletti e diverso da quello in cui prestavano servizio al momento dell'elezione, con il vincolo dell’esercizio di funzioni collegiali per un periodo di cinque anni e con il divieto di ricoprire, in tale periodo, incarichi direttivi o semidirettivi. Essi non possono comunque esercitare le funzioni nel distretto di Corte d'appello in cui è ricompresa la circoscrizione elettorale nella quale sono stati eletti; b) sono collocati a riposo, anche in deroga alla normativa ordinamentale vigente, con possibilità di riscatto figurativo a totale carico del richiedente e senza oneri per il bilancio dello Stato fino ad un massimo di cinque anni di servizio, in aggiunta ai periodi già riscattati e salvi in ogni caso i limiti degli anni di contribuzione per il trattamento pensionistico di anzianità. Art. 12. (Abrogazioni) 1. Sono abrogate tutte le norme incompatibili con le disposizioni della presente legge.