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I buoni vacanze, utilizzabili sulla base delle convenzioni di cui al comma 5, possano essere richiesti sul territorio nazionale una sola volta per nucleo familiare per anno solare. 7. I buoni vacanze possono essere utilizzati per l’acquisizione di almeno uno dei seguenti servizi, usufruiti fuori dal comune di residenza: a) mezzi di trasporto; b) alloggio e ristorazione; c) servizi turistici, culturali e di svago; d) servizi accessori alla vacanza. Art. 2. (Erogazione dei buoni vacanze ai lavoratori dipendenti) 1. Ferma restando la facoltà dei lavoratori di cui all’articolo 1, comma 1, di determinare liberamente la quantità di retribuzione a proprio carico da destinare alle vacanze, nei contratti di lavoro sono fissate le modalità di versamento della contribuzione totale o parziale a carico del datore di lavoro finalizzata all’erogazione dei buoni vacanze. 2. Le spese per l’acquisto dei buoni vacanze effettuate dai lavoratori di cui all’articolo 1, comma l, con una situazione reddituale familiare, attestata da dichiarazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), pari o inferiore a euro 25.000, sono deducibili dal reddito ai sensi dell’articolo 10 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a quanto previsto dalla tabella 1 allegata alla presente legge. 3. Gli importi di cui alla tabella 1 possono essere modificati annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 4. Il contributo versato dal datore di lavoro ai sensi del comma 1 non può in ogni caso essere considerato quale componente salariale ed è comunque interamente deducibile dalla base imponibile dell’impresa o dell’attività di lavoro autonomo e professionale. 5. I lavoratori dipendenti dei settori pubblici e privati che intendono beneficiare delle agevolazioni previste dalla presente legge formulano una richiesta al proprio datore di lavoro, accompagnata da idonea documentazione comprovante la composizione del nucleo e del reddito lordo familiare con le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 5, comma 1, lettera f) . Art. 3. (Erogazione dei buoni vacanze ai pensionati) 1. Le spese per l’acquisto dei buoni vacanze effettuate dai pensionati con una situazione reddituale familiare, attestata da dichiarazione dell’ISEE, pari o inferiore a euro 25.000, sono deducibili dal reddito ai sensi dell’articolo 10 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a quanto previsto dalla tabella 2 allegata alla presente legge. 2. Gli importi di cui alla tabella 2 possono essere modificati annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Art. 4. (Beneficiari) 1. Ai fini di cui alla presente legge, per beneficiari si intendono i nuclei familiari i cui componenti siano cittadini italiani o dell’Unione europea residenti in Italia ovvero extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e residenza, che si trovino nella condizione socio-economica prevista dalle tabelle 1 e 2. 2. Il richiedente dichiara, con le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 5, comma 1, lettera f) della presente legge, sotto la propria personale responsabilità, ai sensi e per gli effetti del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che il proprio nucleo familiare si trova nella condizione socio-economica prevista dalle tabelle 1 e 2 allegate alla presente legge. Art. 5. (Disposizioni per l’accesso ai buoni vacanze) 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti: a) le modalità di costituzione del soggetto gestore di cui all’articolo 1, comma 1; b) i contenuti della convenzione di cui all’articolo 1, comma 1; c) le modalità di gestione e di controllo del sistema dei buoni vacanze e del gestore convenzionato ai sensi dell’articolo 1, comma 1; d) la disciplina dell’incompatibilità degli incarichi dei membri del gestore di cui all’articolo 1, comma 1; e) i criteri e le modalità di accesso alle agevolazioni fiscali e contributive di cui alla presente legge; f) le modalità della richiesta di cui all’articolo 2, comma 5, e della dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 2; g) le modalità di acquisto dei buoni vacanze da parte dei soggetti beneficiari ai sensi dell’articolo 4; h) i contenuti delle convenzioni di cui all’articolo 1, comma 5, riguardanti in particolare la trasparenza degli impegni che i prestatori di servizi assumono verso i soggetti fruitori dei buoni vacanze; i) eventuali accordi di reciprocità con altri Stati per l’utilizzo dei buoni vacanze fuori dai confini nazionali. Art. 6. (Norma di copertura) 1. Con lo scopo di permettere l’accesso alla vacanze anche ai beneficiari di cui all’articolo 4, privi di reddito o a soggetti appartenenti a categorie particolarmente svantaggiate, il decreto di cui all’articolo 5, comma 1, provvede a regolamentare il Fondo buoni vacanze di cui all’articolo 27 del codice di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79. 2. Eventuali avanzi di gestione del gestore di cui all’articolo 1, comma 1, sono riversati nel Fondo buoni vacanze al fine di coprire progressivamente gli oneri dello Stato derivanti dalla creazione del sistema dei buoni vacanze. 3. Il Fondo buoni vacanze è incrementato di 3 milioni di euro per l’anno 2013 e di 5 milioni di euro per l’anno 2014, finalizzati allo sviluppo del sistema dei buoni vacanze, a valere su parte della quota destinata allo Stato di cui al secondo comma dell’articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222, determinata con le procedure vigenti.