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Se, invece, dobbiamo ragionare dello spot al populismo e di un provvedimento che di fatto non è messo in campo per migliorare le nostre istituzioni, presentato così è il primo passo verso l'erosione del Parlamento. Il numero dei parlamentari ridotto non è proposto per far funzionare meglio il Parlamento, ma per dire che, siccome il Parlamento non funziona, intanto si tolgono un po' di parlamentari, ma l'obiettivo in prospettiva è poi di toglierli tutti. Penso che questo sia un elemento che vada contrastato con tutte le forze possibili. Credo che quella della deriva autoritaria - e chiudo, Presidente, per evitare un suo richiamo - sia un'idea che hanno in testa i leader del MoVimento 5 Stelle: lo hanno detto e neanche lo hanno nascosto nel passato. Se poi vogliono scegliersi per sorteggio, considerandosi tutti uguali, fatti loro. Quando però poi tutto questo diventa un disegno di legge costituzionale e il tema diventa un po' più preoccupante, penso che dobbiamo avere invece l'ambizione di cambiare la Costituzione seriamente, perché una riforma è necessaria. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare al senatrice Valente. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, come ha detto giustamente la senatrice Binetti, è complicato parlare dopo tanti interventi senza rischiare di essere ripetitivi. Proverò davvero in pochi minuti a soffermarmi soltanto su alcune sfaccettature rispetto a temi e argomenti che sono stati già richiamati da tanti miei colleghi, in modo particolare dai colleghi del Partito Democratico. Parto da una delle considerazioni principali della senatrice Fedeli e mi rivolgo direttamente al ministro Fraccaro, che finalmente è arrivato tra noi e per questo lo ringraziamo davvero, perché si tratta di una discussione importante: così, dopo aver passato giornate intere a discutere da soli in Commissioni, con l'Aula semivuota, con interventi scarsissimi da parte della maggioranza, che veramente si contano sulle dita di una sola mano, almeno possiamo interloquire con lui. (Applausi dal Gruppo PD) . Il ministro Fraccaro all'inizio di questo percorso aveva preannunciato che l' iter di riforme costituzionali di questa maggioranza sarebbe stato «a pezzi», con interventi singoli che sarebbero stati portati avanti in maniera distinta, probabilmente anche con l'obiettivo di sottoporli poi in maniera individuale e specifica a referendum costituzionale, facendo tesoro forse di qualche errore di valutazione fatto anche da noi in passato. (Applausi della senatrice Malpezzi) . A lui va riconosciuta sicuramente l'onestà e la legittimità di questa posizione e così state procedendo. Come ha detto benissimo la senatrice Fedeli, voi qui ci state portando un pezzo: non so se e quanto sia il pezzo più importante di un disegno organico, ma è sicuramente un pezzo importante di questa riforma. Un altro pezzo, quello sul referendum propositivo, è all'attenzione della Camera; altri pezzi verranno e penso alla legge elettorale, che probabilmente non modificherete, ma modificate ovviamente i collegi nel caso in cui dovesse essere approvato questo pezzo di riforma, con una delega che - mi pare di intuire - come Parlamento volete dare al Governo. Ci sono poi il CNEL e altri pezzi di questa riforma. Diciamo quindi che avete scelto - legittimamente, lo ribadisco - di proseguire così. Quello che però - glielo dico francamente - credo non sia non solo legittimo, ma neppure onesto, né ritengo renda onore a questo Parlamento e a questo Governo, è fare tutto questo o facendo finta che una riforma organica non ci sarà - e invece nei fatti, com'è ovvio, ci sarà comunque, come risultato della somma di tutti questi elementi - o addirittura sapendo che c'è, ma non consentendo la discussione in merito. Quindi, consapevoli o inconsapevoli, non consentite tale discussione, perché non ci presentate la riforma né ci consentite di discutere del suo complesso. Non lo avete consentito oggi - lo ribadisco - presentando una relazione all'Assemblea e con gli interventi svolti in Aula, né addirittura in Commissione. Non ce la presentate una riforma, quindi, ma nei fatti c'è. Ribadisco di non sapere se c'è, se la coltivate in maniera consapevole, a differenza di quanto hanno detto tanti miei colleghi, e se siete profondamente consapevoli di dove ci stiate portando o se non ne siete nemmeno consapevoli, per cui pensate ad interventi spot , che potete abilmente giocarvi in una perenne campagna elettorale (e non so quale alternativa sia la peggiore, a dir la verità). In tal modo, state dimenticando che non siete sempre in campagna elettorale e soprattutto che non siete più una forza di opposizione, ma di Governo, e che, oltre a speculare su difficoltà, sofferenza e rabbia, avete l'onore e l'onere di dare risposte, rimboccandovi le maniche. L'hanno già sostenuto tanti colleghi meglio di me, per cui posso procedere velocemente sul punto, ma lo dico perché alla vostra scelta di non parlare della riforma probabilmente - se tale consapevolezza c'è - sottintendete un disegno drammatico per la democrazia di questo Paese che tende sostanzialmente a sconfiggere e svilire, minandone le fondamenta, il sistema democratico della rappresentanza, per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi e così com'è caro all'Italia e alla nostra tradizione. Lo fate con un livello d'irresponsabilità tale da costringerci intanto ad una reazione, che è quella che proviamo a mettere in campo in queste Aule, ma soprattutto da richiedere un intervento con cognizione di causa, puntuale e preciso. Abbiamo provato, soprattutto in Commissione, a costruire puntuali emendamenti di richiamo, che vi tendessero anche una mano, allo scopo di aggirare ed eliminare i rischi di questo vostro tentativo. Ribadisco che lo abbiamo fatto costruendo emendamenti molto puntuali. Voi, però, non ci avete consentito di presentarli, quindi neppure di discuterli, perché la maggioranza e il Presidente della Commissione li hanno dichiarati addirittura inammissibili, dimostrando di pensare solo ed esclusivamente ad un perenne spot elettorale e di propaganda; noi, però, in tal modo abbiamo svelato il vostro gioco, perché voi vivete di questo. (Applausi dal Gruppo PD). Una domanda, però, ve la voglio rivolgere: oggi ci proponete di ridurre il numero dei parlamentari che va ridotto perché, evidentemente, a vostro avviso, è troppo alto. Ma troppo alto rispetto a cosa e per cosa? Anche noi lo avevamo ritenuto troppo alto nella nostra riforma del Parlamento, infatti, ma il motivo era che intendevamo farne una organica, di carattere funzionale. Di conseguenza, i numeri sarebbero scesi, perché pensavamo a una riforma funzionale, nell'intento di aggredire un problema, ossia il deficit di democrazia e rappresentanza. (Applausi della senatrice Malpezzi). Aggredivamo quel problema per provare a dare una risposta, non per cavalcare la rabbia o minare ancor più un assetto democratico già duramente messo alla prova. Noi, allora, lo facemmo con quello spirito.