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Chi liscia il pelo a chi non si vuole vaccinare inconsapevolmente va contro chi ha i bisogni che ho appena accettato, cioè coloro che non possono aspettare di entrare in una sala operatoria e di avere a disposizione gli anestesisti, che purtroppo sono ancora concentrati ad assistere coloro che, secondo le statistiche, sono in terapia intensiva perché non si sono vaccinati (sono dati di fatto). I medici, quando devono tornare a mettersi le tute bianche di protezione per non contagiarsi o quando le vedono passare nelle corsie, rabbrividiscono. Un medico mi ha detto: ho visto passare una tuta bianca, Paola, e ho avuto il terrore di tornare come prima. Questa è anche la responsabilità che abbiamo nei confronti dei professionisti sanitari, che dobbiamo sempre ringraziare. Non dobbiamo tornare indietro. Li ricordiamo tutti i volti sconvolti, affranti e impauriti dei medici e degli infermieri che non riuscivano a fronteggiare una cosa mai vista nella loro vita. Poi l'arrivo di tanti pazienti gravi, le paure, lo sconforto nel veder morire tante persone. Ricordo al collega Malan che ci sono stati tanti morti in Italia - è vero -ma abbiamo un dato importante: siamo uno dei Paesi con la popolazione più anziana e più longeva. È ovvio che più si va oltre il numero di vita che era predisposto e che era stato fissato e più si attivano quelle malattie croniche che purtroppo infragiliscono le persone. È ovvio che una persona più fragile - ecco perché abbiamo vaccinato prima questa categoria - va incontro purtroppo a una malattia molto più ingravescente e anche alla letalità. Questi sono i dati di fatto. Queste cose dobbiamo dircele, per aiutare anche gli indecisi. Serve più responsabilità, tenendo presente chi non può scegliere, mentre il vaccino è una scelta che si può fare, perché è una realtà. Rispetto a un anno fa - sembra essere passata quasi un'era geologica - abbiamo dati di fatto e una certezza. Per fortuna, la scienza ci ha dato una risposta. È vero che dobbiamo ancora vedere come sarà questa risposta nel futuro; stiamo parlando di terza dose e ormai pensiamo che bisogni coprire nuovamente le persone più fragili. Anche questo, come vi dicevo, è un work in progress , come si dice nel lavoro. Dobbiamo vedere quello che c'è e quello che dobbiamo fare. È vero anche che altri sistemi non ci garantiscono: facendo un tampone, si ha la certezza per ventiquattr'ore, che poi però svanisce completamente. I tamponi non sono una sicurezza. Quello che stiamo approvando in Senato, dopo un'ampia discussione alla Camera, è una sorta di passaporto che tenta in tutti i modi di risolvere i problemi, facendoci pian piano riavvicinare alle nostre abitudini, ma è evidente che dobbiamo fare di tutto perché vengano rispettate le norme. Nessuno ha mai detto che con il green pass non si deve più indossare la mascherina, né creare assembramenti, così come nessuno ha detto che il vaccinato non deve continuare a stare molto attento, rispettando il distanziamento, il lavaggio frequente delle mani e tutte quelle norme che ben conosciamo. Le varianti sono la nostra nuova sfida e rappresentano ora la minaccia più grande, ma a causa non del vaccino (come qualcuno erroneamente ha detto, per poi essere corretto - fortunatamente - da scienziati), bensì di chi non si vaccina e continua a far girare le varianti, che poi mutano di volta in volta. Questo piccolo aiuto del green pass ci consentirà di tornare a fare tutte quelle cose che facevamo prima, come andare al cinema, a teatro, nei musei e nei centri culturali, nonché di riprendere la normale attività. Penso all'ambito culturale e soprattutto - una su tutte - a veder tornare i nostri ragazzi a scuola in presenza, come sta succedendo in questi giorni. Sapete quanto questa pandemia è stata debilitante per loro e quanti danni hanno subito e adesso li dobbiamo aiutare a riprendere pian piano a vivere con assoluta sicurezza. Colleghi, purtroppo va anche detto che pensiamo sempre al nostro piccolo. Certamente dobbiamo pensare al nostro Paese, ma dobbiamo anche fare in modo che tutto il mondo venga vaccinato. Permettetemi di dirlo: non saremo mai sicuri, se vaccineremo tutti i nostri cittadini, ma ci dimenticheremo di vaccinare i Paesi più poveri. Auspico pertanto che si continui ad aiutare quei Paesi, perché in un mondo globale il vaccino non conosce confini. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12,02) ( Segue BOLDRINI). Sembra che qui stiamo dibattendo nel nostro piccolo, valutando l'obbligatorietà del green pass per entrare al ristorante e si parla di discriminazioni. Ma quali discriminazioni! La libertà delle persone dev'essere non tanto individuale, ma collettiva, affinché la comunità sia libera da questo. Signor Presidente, cari colleghi, non posso infine non citare il nostro Presidente della Repubblica, le cui frasi sono sempre utili a tutti noi per farci riflettere: ha detto che il vaccino è un dovere morale e civico e che serve il coraggio della responsabilità. Colleghi, questo è il momento della responsabilità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruotolo. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghe e colleghi, nel prendere la parola in quest'Aula non posso non partire da un numero che racchiude tutta la drammaticità della pandemia da Covid-19: 130.000 vittime. Lo ripeto: ieri sono state superate le 130.000 vittime in Italia dall'inizio della pandemia, ossia febbraio 2020. È come se fossero sparite e non esistessero più città come Ferrara o Salerno. Come parlamentari di questo Paese, abbiamo un dovere: assumere misure per mitigare al massimo la catena di diffusione del virus, limitare i decessi e ridurre al minimo le persone ricoverate nelle terapie intensive e nei reparti dei nostri ospedali. La salute è un bene di tutti e dobbiamo consentire ai medici e al personale sanitario di tornare a occuparsi anche delle altre emergenze sanitarie. Nessun dubbio: green pass . Il provvedimento in esame, a seguito delle modifiche e integrazioni approvate dalla Camera dei deputati, si compone di 18 articoli e un allegato e dispone una serie di modifiche normative al fine di aggiornare i parametri in base ai quali si determina il colore delle Regioni per l'applicazione di misure differenziate rispetto a quelle valide per la generalità del territorio nazionale, tenendo conto, con percentuali modificate rispetto alla normativa previgente, del parametro dell'incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva e del tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva. In particolare, è subordinato al possesso del green pass l'accesso ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, se al chiuso, mentre non c'è l'obbligo del possesso della certificazione per i servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive, purché riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati. Al provvedimento che ci accingiamo a votare seguiranno altri ancora più incisivi. Sappiamo che l'obiettivo del Governo è quello di allargare al massimo il green pass . Non c'è nessuna dittatura sanitaria nel nostro Paese; ci sono purtroppo le fake news.