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Ripresa dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento al Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . La senatrice De Petris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01347 sulle misure europee per favorire gli investimenti pubblici nell'ambito del green new deal , per tre minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Presidente Conte, lei sa benissimo che sia nelle linee di intervento europee presentate a dicembre scorso, sia nel bilancio italiano sono previsti fondi per la realizzazione del green new deal e, quindi, di un programma che per noi - come lei sa - è assolutamente prioritario e fondante la maggioranza di Governo, che accompagni la giusta transizione ecologica dei settori produttivi: l'utilizzo di energie rinnovabili, la creazione di milioni di posti di lavoro volti all'efficientamento energetico degli edifici pubblici, il sostegno alle politiche per una mobilità sostenibile, all'agricoltura sostenibile e biologica e all'economia circolare. Abbiamo davanti a noi l'appuntamento della COP26 e l'Italia è impegnata strenuamente nella preparazione pre-COP. Le risorse stanziate, però, che pure certamente indicano uno sforzo che fino ad oggi non si era mai visto, sono spalmate in tempi medio-lunghi e sono appena sufficienti a iniziare la messa in opera della conversione ecologica di tutti gli apparati produttivi e dei servizi. Il nostro stanziamento, che - come lei sa - ammonta fino al 2034 a 27,714 milioni, è certamente un primo passo per iniziare questa grande opera e questo grande programma. Anche per quanto concerne il bilancio europeo, i fondi sono limitati e ciò è da collegare anche alle ridotte dimensioni del medesimo. Per quanto concerne il bilancio italiano e più in generale quello degli Stati nazionali che compongono l'Unione europea, tale limitatezza va attribuita - come lei sa - anche ai vincoli del patto di stabilità e crescita, che impediscono di tenere fuori dal computo di tali criteri le spese per gli investimenti verdi. A tale possibile regola d'oro verde si oppongono la Germania, alcuni Paesi del Nord Europa, nonché la stessa Presidente della Commissione europea che, non più tardi di qualche tempo fa, ha molto rallentato su quest'ipotesi. Ieri è iniziata la discussione per rivedere le regole di bilancio in sede europea e, quindi, le chiediamo quali iniziative intenda assumere il Governo per ottenere in sede europea l'adozione almeno iniziale della regola della golden rule per poter escludere dai calcoli, per il rispetto dei criteri del patto di stabilità e crescita, gli investimenti rivolti a proseguire le stesse politiche in difesa del clima, che tra l'altro tutti quanti noi e anche i Paesi dell'Unione europea hanno sottoscritto negli Accordi di Parigi e nella COP del 2015. (Applausi dai Gruppi Misto, PD e M5S) . PRESIDENTE. Il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . In merito al quesito che è stato appena sollevato dagli onorevoli interroganti, è opportuno ricordare che il fondo green new deal finanziato per il periodo 2020-2023 ammonta a circa 4 miliardi di euro e può generare un impatto superiore sul reddito nazionale, in virtù dell'effetto leva ottenuto grazie alle garanzie fornite su progetti di investimento green . Inoltre, la legge di bilancio ha stanziato su un arco temporale più esteso (dal 2020 al 2034) un ammontare rilevante di risorse, in buona parte destinate a progetti di investimento collegati al tema della sostenibilità ambientale. In merito agli stanziamenti europei per lo european green deal , il 2 maggio 2018 la Commissione europea ha riservato - come è noto - ampio spazio ai temi della neutralità climatica, dell'economia circolare nell'ambito della proposta per il quadro finanziario pluriennale relativo al periodo 2021-2027. L'11 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la comunicazione sullo european green deal , definendo il futuro piano di azione per la sua attuazione. Il 14 gennaio 2020 la Commissione ha pubblicato due documenti: in primo luogo, la comunicazione sul Sustainable Europe Investment Plan, il piano di investimenti che nei prossimi dieci anni dovrebbe mobilitare fino a 1.000 miliardi di euro; in secondo luogo, la proposta di regolamento per istituire il Just Transition Fund, dotato di 7,5 miliardi di euro, in grado di mobilitare fino a 100 miliardi nel periodo 2021-2027, il cui obiettivo è fornire un contributo addizionale al bilancio dell'Unione europea per promuovere la transizione economica e sociale in particolare nelle regioni più dipendenti da energie fossili e da produzioni industriali carbon-intensive. Il Governo sta valutando la possibilità di utilizzare le risorse provenienti dal Just Transition Fund in particolare per il polo di Taranto. È stato oggetto anche di discussione nell'incontro svolto l'altro ieri tra me e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Andrà sicuramente verificata, ma c'è stata una grande apertura. In merito al ruolo svolto dalla finanza pubblica nazionale, l'Italia si mostra aperta a sostenere in sede comunitaria soluzioni volte a definire un trattamento più favorevole degli investimenti, in particolare quelli collegati al green new deal e all'innovazione, pur nel quadro della sostenibilità della finanza pubblica. Segnalo inoltre che, per coincidenza, proprio ieri è stata lanciata ufficialmente una procedura di consultazione pubblica sullo stato della governance economica europea e sul suo futuro. Entro la fine del 2020, la Commissione europea effettuerà una riflessione sul futuro e sulle possibili evoluzioni della governance economica, a partire dalle opinioni e dalle proposte che saranno raccolte nella prima metà dell'anno. Questo processo potrà sicuramente rappresentare una occasione - confido proficua - per modificare le regole fiscali contenute nel patto di stabilità e crescita. In tal senso, Italia darà il suo contributo affinché le nuove regole e i nuovi criteri di interpretazione delle stesse siano in grado di favorire e promuovere gli investimenti verdi. Aggiungo che, sempre l'altro ieri, alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen ho già anticipato quale potrà essere la linea di proposta dell'Italia, e cioè di ragionare se vogliamo chiamarla green facility - se non vogliamo definirla golden rule - per favorire gli investimenti verdi e, quindi, superare la rigidità attuale del patto di stabilità e crescita, che nella nostra prospettiva di Governo dovrebbe diventare in modo più consono un patto di crescita e di stabilità. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto-LeU). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Ringrazio il presidente Conte per la risposta. Noi confidiamo sul fatto che ci sia un impegno forte da parte di tutto il Governo. Le stesse dichiarazioni di ieri del commissario Gentiloni Silveri ci confortano in tal senso. È assolutamente cruciale per il futuro del nostro Paese e per l'Europa tutta non solo uscire dalla rigidità e dal periodo dell' austerity , ma farlo all'insegna del programma del green new deal e di una politica che possa finalmente diventare espansiva nel senso migliore del termine dal punto di vista qualitativo.