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e) rispetto dei diritti relativi alla retribuzione, con particolare riferimento all'uguaglianza di genere nei trattamenti retributivi; f) assenza di pratiche discriminatorie nonché di pratiche disciplinari lesive della dignità del lavoratore; g) incentivazione della partecipazione dei lavoratori a corsi di formazione professionale; h) congruità tra il titolo di studio o di qualificazione del lavoratore e l'inquadramento e le mansioni cui lo stesso è adibito; i) promozione di azioni per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; l) adozione di sistemi di gestione aziendale trasparenti e verificabili. Art. 5. (Tutele e concessioni) 1. Le imprese alle quali è stato rilasciato il marchio etico hanno diritto a beneficiare di tutele e promozione da parte dello Stato e degli enti territoriali competenti, anche attraverso: a) la concessione di un credito di imposta nella misura pari alla spesa, documentata, sostenuta per l'ottenimento della certificazione SA 8000, e utilizzabile in compensazione, a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data del rilascio del marchio etico, ai sensi della sezione I del capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241; b) la possibilità, per le pubbliche amministrazioni che bandiscono gare di appalto per la fornitura di prodotti di consumo alle proprie strutture, di prevedere, nei capitolati di gara, misure che promuovono l'utilizzo di prodotti di imprese cui è stato rilasciato il marchio etico; c) la predisposizione di campagne di promozione del marchio etico sul territorio nazionale, nonché sui mercati esteri, per il sostegno e la valorizzazione della produzione etica e per la sensibilizzazione del pubblico ai fini della tutela del consumatore. 2. le disposizioni di cui al comma 1, lettera b) , sono adottate nell'osservanza della normativa nazionale e dell'Unione europea, con specifico riferimento al regime degli aiuti de minimis stabilito dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, e nel rispetto del Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 dell'8 maggio 2008, nonché dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara delle pubbliche amministrazioni di cui all'allegato I per del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 25 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 21 settembre 2011. Art. 6. (Verifiche e sanzioni) 1. Le imprese che hanno acquisito la facoltà di utilizzo del marchio etico sono sottoposte a controlli periodici secondo i criteri e le modalità definiti ai sensi dell'articolo 2, comma 5, lettera d) . 2. I controlli di cui al comma 1 sono effettuati da una società di certificazione da individuare in base a selezione con procedura ad evidenza pubblica. 3. La società di cui al comma 2 provvede ad inviare semestralmente all'Organismo appositi rapporti in merito al numero di controlli effettuati e sull'esito degli stessi. 4. Il marchio etico è revocato quando l'impresa che ha avuto accesso al credito di imposta di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) , non ha mantenuto i requisiti previsti e accertati al momento del rilascio del marchio. In caso di revoca del marchio etico, le agevolazioni e gli incentivi ottenuti sono restituiti con la maggiorazione degli interessi legali. 5. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le procedure di selezione di cui al comma 2. Art. 7. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 2, pari a 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle imprese e del made in Italy . 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3. Dall'attuazione delle disposizioni della presente legge, ad eccezione di quelle di cui all'articolo 2, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.