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Merita di essere segnalato il comma 9, che prevede che, a favore dei magistrati onorari che svolgeranno senza incorrere in sanzioni disciplinari l'incarico per due quadrienni, sia riconosciuta una riserva di posti nei concorsi per la nomina in prova nella qualifica iniziale dei ruoli delle ex carriere direttive del personale civile della pubblica amministrazione, nelle misure del 5 per cento per l'Amministrazione della giustizia e del 2 per cento per le altre amministrazioni dello Stato, comprese quelle ad ordinamento autonomo. L'articolo 6 contiene una delega per la emanazione di uno o più decreti legislativi di coordinamento, al fine di operare l'abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili ed il coordinamento delle altre disposizioni dell'ordinamento giudiziario. Il capo III è dedicato alle norme transitorie, finalizzate a consentire di azzerare entro quattro anni il contenzioso pendente alla data del 30 novembre 2014. Per conseguire tale risultato, senza incorrere nei problemi emersi nella precedente esperienza costituita dalle sezioni stralcio, si è prevista la possibilità di utilizzare, sia pure nei limiti previsti per la sua utilizzazione specificamente adattati solo per tali controversie, tutta la magistratura onoraria con modalità tali da creare una diretta relazione tra gli attuali modi di udienza dei magistrati togati ed il singolo progetto di definizione da predisporre, tenendo conto che la definizione deve essere assicurata dal magistrato togato e dai giudici onorari a lui collegati secondo i criteri tabellari e con modalità che consentano un monitoraggio costante dell'andamento della attività di definizione. L'inserimento dei giudici onorari all'interno della sezione è operato al fine di poter utilizzare le riunioni di coordinamento e di esame della giurisprudenza della sezione, anche alla luce degli orientamenti aggiornati della Cassazione e delle innovazioni che intervengano, potendo anche affrontare congiuntamente le nuove questioni di diritto, senza evidentemente tener conto degli aspetti di merito delle singole controversie. Si è voluto in questo modo cercare di affrontare il problema del recupero dell'arretrato facendo ricorso alle risorse complessive del gruppo, per quanto attiene a tutto ciò che può essere definito di supporto alla giurisdizione, rimanendo sempre fermo il principio della autonomia ed indipendenza del giudice, che nella decisione è soggetto solo alla legge ed al rispetto delle forme e delle risultanze processuali. In particolare, l'articolo 7 prevede che per la definizione dei procedimenti civili e penali pendenti alla data del 30 novembre 2014, esclusi quelli civili già assunti in decisione entro tale data, e dei procedimenti già assunti in decisione che siano rimessi in istruttoria si provveda, nei modi e termini previsti dalla legge, anche mediante il ricorso a giudici onorari di tribunale e a sostituti procuratori onorari, questi ultimi ovviamente in relazione ai procedimenti pendenti innanzi agli uffici requirenti. Il comma 2 disciplina le procedure da seguire per individuare le dotazioni di magistrati onorari da assegnare a ciascun ufficio, prevedendo che entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge, con uno o più decreti del Ministro della giustizia, previa delibera conforme del Consiglio superiore della magistratura, siano definite le dotazioni di magistrati onorari da assegnare agli uffici giudiziari di primo e secondo grado tenuto conto della entità del contenzioso pendente in ciascun ufficio alla data del 31 dicembre 2012, della percentuale media, relativa all'ultimo biennio anteriore al 31 dicembre 2012, di definizione dei procedimenti sopravvenuti, e della scopertura media dell'ufficio nel biennio, con la finalità di definire le pendenze arretrate entro quattro anni. L'utilizzo di un duplice parametro, quello oggettivo costituito dal numero di procedimenti pendenti e quello soggettivo relativo alla media di definizione dei procedimenti stessi nel biennio 2006-2007 e alla media di scopertura dell'ufficio nel biennio, ha il fine di fissare il numero di magistrati onorari con modalità che tengano anche conto delle modalità di formazione dell'arretrato, ferma restando, comunque, l'esigenza di accelerare la definizione dell'arretrato. Entro venti giorni dalla definizione del numero di magistrati onorari utilizzabili presso ciascun ufficio, i capi dei medesimi uffici provvederanno a trasmettere ai consigli giudiziari le proposte di modifica tabellare immediatamente esecutive rivolte a dare attuazione alle finalità della legge; le proposte saranno elaborate secondo i criteri stabiliti dal Consiglio superiore della magistratura tenuto conto di quanto indicato nell'articolo 8. Si prevede, come si è detto, una deroga al limite di valore di cui si deve tener conto per stabilire il progetto tabellare di utilizzazione della magistratura onoraria, contenuto nell'articolo 84- undecies del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, prevedendo che in relazione ai procedimenti arretrati il magistrato onorario possa vedersi assegnare procedimenti civili di valore non superiore a 100.000 euro. L'articolo 8 disciplina le procedure per l'attuazione della variazione alle tabelle o ai programmi organizzativi dell'ufficio in vista della attività di recupero dell'arretrato. Si prevede, in particolare, che presso ogni ufficio giudiziario ove sia previsto un contingente di magistrati onorari il capo dell'ufficio debba provvedere nel rispetto del termine di venti giorni alla modifica delle tabelle, per adeguarle al programma per la definizione sollecita dei procedimenti pendenti alla data del 30 novembre 2014. L'assegnazione dei magistrati onorari nelle sezioni o gruppi di lavoro è operata, di regola, in ragione di un giudice onorario ogni due magistrati ordinari. Se l'entità del contenzioso pendente è notevole, il rapporto può anche essere di due magistrati onorari per giudice ordinario, ma non superiore. La individuazione dei procedimenti di cui all'articolo 7, comma 1, è eseguita sotto il controllo del presidente di sezione o del responsabile del gruppo di lavoro, con l'ausilio del magistrato ordinario e dei magistrati onorari allo stesso collegati; la ripartizione e l'ordine di trattazione degli stessi sono effettuati secondo criteri da adottarsi da parte del Consiglio superiore della magistratura che terranno anche conto, nel prevedere la ripartizione dei fascicoli tra il magistrato ordinario ed i magistrati onorari allo stesso collegati, dell'ordine di anzianità dei procedimenti e delle tipologie di contenzioso che possono essere trattate dalla magistratura onoraria, della necessità di individuare per ciascun ruolo un programma di definizione del contenzioso e della applicabilità ai procedimenti penali della legge 31 luglio 2006, n. 241; dalla possibilità di riassegnazione sono esclusi i procedimenti civili già rinviati per la udienza di precisazione delle conclusioni compresa nel periodo di cinque mesi dalla data di ripartizione del ruolo, mentre può essere effettuata l'assegnazione al giudice onorario dei procedimenti rinviati ad epoca successiva. Allo stesso modo si opera la riassegnazione dei procedimenti eventualmente ancora pendenti alla data del 30 dicembre 2014 innanzi alle sezioni stralcio di cui alla legge 22 luglio 1997, n. 276.