[pronunce]

La difesa regionale, infine, richiama le disposizioni che espressamente prevedono strumenti di raccordo tra i diversi livelli di governo e di amministrazione, con gli eventuali interventi sostitutivi [art. 3, comma 1, lettera c), della legge n. 59 del 1997; art. 3, comma 2, del decreto legislativo n. 112 del 1998] , e conclude per una declaratoria di infondatezza del ricorso. 4. - Nell'imminenza dell'udienza di trattazione, la Regione Piemonte ha depositato una memoria, in cui si sviluppano ulteriormente gli argomenti già dedotti nell'atto di costituzione. In particolare, si sostiene che proprio la formulazione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione evidenzierebbe il suo esclusivo riferimento al «Governo», il cui potere potrebbe esercitarsi previa emanazione di una legge statale che ne disciplinasse l'intervento. L'art. 120, quindi, non avrebbe la portata - indicata dal ricorrente - di «generale regolazione dell'esercizio di poteri sostitutivi fra i vari livelli di governo», e non includerebbe pertanto la previsione di poteri rientranti nella potestà del legislatore regionale, quanto al conferimento e al coordinato esercizio delle funzioni amministrative attribuite alle autonomie locali. In definitiva, sarebbe del tutto coerente con il sistema che là dove vi fosse competenza sostanziale della Regione vi fosse anche la competenza a disciplinare l'attività e il rimedio all'inattività, in una linea che troverebbe conferma nell'art. 118, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui individua la fonte attributiva di funzioni amministrative a Comuni, Province e Città metropolitane nella «legge regionale», oltre che nel ruolo, assegnato alla Regione, di «centro propulsore e di coordinamento dell'intero sistema delle autonomie locali», secondo l'espressione della giurisprudenza costituzionale. Alla stregua di tali premesse, conclude la resistente, le norme regionali impugnate, finalizzate a dare effettiva attuazione alla normativa statale (decreto legislativo n. 22 del 1997), e non interferenti su organi, poteri e funzioni «fondamentali» delle Province e dei Comuni del Piemonte, realizzerebbero una esigenza di coordinamento pienamente conforme ai principi costituzionali.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri solleva, in riferimento all'art. 120 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 1, lettera i), 3, comma 1, lettera l), 11, commi 13 e 14, e 12, commi 7 e 8, della legge della Regione Piemonte 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti), nella parte in cui essi, anche con richiamo a preesistenti discipline, affidano (a) alla Regione l'esercizio di poteri sostitutivi, in caso di inadempienza nello svolgimento delle funzioni attribuite dalla stessa legge alle Province in materia di gestione dei rifiuti, e (b) alle Province analoghi poteri sostitutivi nei confronti dei Comuni, dei consorzi di Comuni, delle Comunità montane e dei consorzi di bacino, prevedendo anche la nomina di commissari ad acta. Tali disposizioni, in particolare, si porrebbero in violazione dell'art. 120 della Costituzione, in quanto dal secondo comma del medesimo si ricaverebbe la riserva allo Stato della disciplina degli interventi sostitutivi. A suffragio di tale conclusione si adducono (a) la «continuità testuale» dei due periodi dell'unitario secondo comma dell'art. 120 della Costituzione, che concerne il potere sostitutivo del Governo e i relativi casi di esercizio, (b) le «solenni disposizioni» contenute nell'art. 114, commi primo e secondo, della Costituzione (con la garanzia dell'autonomia degli enti territoriali), (c) l'assegnazione alla competenza legislativa esclusiva dello Stato della materia relativa agli «organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane» [art. 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione], (d) la «cogente esigenza» di una disciplina unitaria - o perlomeno fortemente coordinata - delle modalità di esercizio dei poteri sostitutivi, a iniziare dall'individuazione dell'organo chiamato a disporre l'intervento sostitutivo. 2. - Le questioni non sono fondate. Questa Corte ha già avuto modo di affermare che l'articolo 120, secondo comma, della Costituzione non preclude, in linea di principio, la possibilità che la legge regionale, intervenendo in materie di propria competenza, e nel disciplinare l'esercizio di funzioni amministrative conferite agli enti locali, preveda anche poteri sostitutivi in capo a organi regionali o di altro livello di governo nel caso di inerzia o di inadempimento da parte dell'ente ordinariamente competente. È stato peraltro chiarito (sentenze n. 313 del 2003 e numeri 43, 69, 70, 71, 72, 73, 112, 172 e 173 del 2004) che (a) le ipotesi di esercizio di poteri sostitutivi debbono essere previste e disciplinate dalla legge (cfr. sentenza n. 338 del 1989), la quale deve definirne i presupposti sostanziali e procedurali; (b) la sostituzione può essere prevista esclusivamente per il compimento di atti o attività «prive di discrezionalità nell'an (anche se non necessariamente nel quid o nel quomodo)» (sentenza n. 177 del 1988), la cui obbligatorietà sia il riflesso degli interessi unitari alla cui salvaguardia provvede l'intervento sostitutivo; (c) l'esercizio del potere sostitutivo deve essere affidato a un organo di governo della Regione o deve comunque svolgersi sulla base di una decisione di questo (cfr. sentenze n. 313 del 2003, n. 342 del 1994, n. 460 del 1989), stante l'attitudine dell'intervento a incidere sull'autonomia costituzionale dell'ente sostituito; infine, (d) devono sussistere, in conformità al principio di leale cooperazione, congrue garanzie procedurali per l'esercizio del potere sostitutivo, prevedendosi, in particolare, un procedimento in cui l'ente sostituito sia messo in grado di interloquire con gli organi deputati alla sostituzione e di evitare la sostituzione stessa attraverso un autonomo adempimento (cfr. sentenze n. 419 del 1995 e n. 153 del 1986; ordinanza n. 53 del 2003). 3. - Incontestata essendo la competenza del legislatore regionale a disciplinare la materia oggetto della legge nella quale le disposizioni impugnate si inscrivono, è alla luce dei limiti e delle condizioni appena indicati che deve effettuarsi lo scrutinio di legittimità costituzionale. 4. - L'art. 2, comma 1, lettera i), della legge regionale n. 24 del 2002 attribuisce alla Regione il compito di provvedere all'esercizio - nelle forme previste dall'art. 14 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli Enti locali) - del potere sostitutivo nei confronti delle Province in caso di inadempienza nello svolgimento delle competenze a esse attribuite dalla medesima legge regionale n. 24.