[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256 (Interventi urgenti nel settore dei trasporti), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 334, promosso con ordinanza emessa il 10 novembre 2001 dal Tribunale di Torino nel procedimento civile D'Ambrogio Francesco contro F.lli Elia S.r.l. ed altra, iscritta al n. 98 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 11, 1ª serie speciale, dell'anno 2002. Visto l'atto di costituzione della STEP s.r.l; Udito nell'udienza pubblica del 2 luglio 2002 il Giudice relatore Romano Vaccarella; Udito l'avvocato Paolo Pacifici per la STEP s.r.l. Ritenuto che, in sede di decisione di un processo civile di primo grado, il Giudice onorario aggregato del Tribunale di Torino, con ordinanza emessa il 10 novembre 2001, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256 (Interventi urgenti nel settore dei trasporti), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 334, a norma del quale l'ultimo comma dell'art. 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298 - come modificato dall'art. 1 del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82, convertito con modificazioni dalla legge 27 maggio 1993, n. 162 -, "si interpreta nel senso che la prevista annotazione sulla copia del contratto di trasporto dei dati relativi agli estremi dell'iscrizione all'albo e dell'autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi possedute dal vettore, nonché la conseguente nullità del contratto privo di tali annotazioni, non comportano l'obbligatorietà della forma scritta del contratto di trasporto previsto dall'art. 1678 del codice civile, ma rilevano soltanto nel caso in cui per la stipula di tale contratto le parti abbiano scelto la forma scritta", per asserito contrasto, da un lato, con l'art. 3 della Costituzione, "sia per irragionevole disparità di trattamento, sia per manifesta illogicità" e, dall'altro lato, con l'art. 77 Cost., stante la "carenza dei presupposti della necessità e dell'urgenza, requisiti di validità costituzionale richiesti per l'emanazione di un decreto-legge"; che la questione è stata sollevata in un giudizio nel quale D'Ambrogio Francesco, titolare dell'omonima ditta individuale di trasporti, aveva convenuto, innanzi al tribunale di Torino, la F.lli Elia S.r.l. e la STEP S.r.l. narrando "di aver intrattenuto con la F.lli Elia dapprima - dal 16 agosto 1983 al settembre 1992 - ed in seguito con la STEP, dal settembre 1992 in avanti, un rapporto di appalto di servizi di trasporto autoveicoli" in ordine all'esecuzione del quale lamentava violazioni tariffarie degli articoli 8 e 10 del decreto ministeriale 18 novembre 1982 e chiedendo la restituzione dei rimborsi da lui effettuati in favore delle convenute per spese assicurative abnormi e fuori mercato, nonché delle spese sostenute per percorsi a vuoto dell'autocarro attrezzato per trasporto veicoli; che, riferisce il giudice a quo, le convenute si erano costituite in giudizio contestando la natura di appalto del rapporto intercorso con l'attore e, tra le altre eccezioni e difese, eccependo la nullità, per difetto di forma scritta, del contratto d'appalto di trasporti ex art. 13 del decreto ministeriale 18 novembre 1982; che il giudice a quo rileva come appaia fondata l'eccezione di nullità dei contratti di trasporto oggetto di causa per difetto di forma scritta ad substantiam prescritta - alla stregua dell'univoca interpretazione fornita dalla giurisprudenza di merito - dalla disposizione di cui all'ultimo comma dell'art. 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298, aggiunto dall'art. 1 del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1993, n. 162, secondo cui "al momento della conclusione del contratto di autotrasporto di cose per conto di terzi, a cura di chi effettua il trasporto, sono annotati nella copia del contratto di trasporto da consegnare al committente, pena la nullità del contratto stesso, i dati relativi agli estremi dell'attestazione di iscrizione all'albo e dell'autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi rilasciati dai competenti comitati provinciali dell'albo nazionale degli autotrasportatori (...), da cui risulti il possesso dei prescritti requisiti di legge"; che, ad avviso del giudice a quo, la norma denunciata di illegittimità costituzionale (art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 334), retroattiva perché di interpretazione autentica, comporterebbe il rigetto della suddetta eccezione, in quanto la nullità del contratto privo delle prescritte annotazioni riguarderebbe solo i contratti per i quali sia stata scelta dalle parti la forma scritta; che, dipendendo la validità dei contratti oggetto del giudizio a quo dall'applicazione della norma denunciata, la questione di legittimità costituzionale risulterebbe, ad avviso del rimettente, rilevante ai fini della decisione della causa; che l'art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256, realizzerebbe una ingiustificata disparità di trattamento tra coloro che, non avendo effettuato le annotazioni richieste dall'art. 26, ultimo comma, della legge 6 giugno 1974, n. 298, hanno stipulato il contratto verbalmente (e non subiranno alcuna conseguenza) e coloro che, avendo scelto la forma scritta, se ne vedranno dichiarare la nullità; che, inoltre, la norma interpretativa esibirebbe una ratio antitetica rispetto a quella della norma interpretata, la quale ultima si prefiggeva - mediante l'obbligo, sancito a pena di nullità, di annotare sul contratto gli estremi della iscrizione all'albo e dell'autorizzazione - lo scopo di scoraggiare e reprimere il fenomeno dell'utilizzo di vettori abusivi, laddove la norma interpretativa, consentendo ad libitum la forma verbale per il contratto di autotrasporto, facilita proprio quel fenomeno dell'abusivismo che la norma interpretata intendeva combattere; che, in particolare, vi sarebbe una evidente illogicità e contraddizione nel sistema provocata dall'addizione della norma denunciata in quanto, all'assoluta libertà di scelta per le parti tra forma verbale o scritta per il contratto di autotrasporto, si contrapporrebbe, una volta concordata la forma scritta, la rigida prescrizione di annotare sul contratto, a pena di nullità dello stesso, gli estremi della iscrizione all'albo e dell'autorizzazione, così scoraggiando i contraenti dal concludere per iscritto il contratto di autotrasporto;