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L'articolo 15 stabilisce infine che le disposizioni attuative siano adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Infine la copertura finanziaria, all'articolo 16, prevede che all'onere derivante dall'attuazione della legge si provveda mediante le maggiori entrate derivanti dalla disposizione che stabilisce che sul valore assoluto della leva finanziaria di ciascun istituto di credito (definita dal rapporto tra il totale dell'attivo di bilancio e il patrimonio di base) sia dovuta un'imposta pari: all'l per mille, per la quota eccedente il rapporto 10 e fino al rapporto 15; al 2 per mille, per la quota eccedente il rapporto 15 e fino al rapporto 25; al 3 per mille per la quota eccedente il rapporto 25. Si propone dunque di utilizzare in funzione di copertura uno strumento fiscale che, lungi dal gravare in senso recessivo sul sistema economico -- come fa, per esempio, l'aumento delle accise sulla benzina recentemente disposto dal Governo -- ha l'obiettivo, al contrario, di migliorare le aspettative degli operatori economici, colpendo il ricorso alla cosiddetta «leva finanziaria» da parte delle grandi banche, cioè quell'eccessiva esposizione al rischio che è oggi riconosciuta come una delle più gravi criticità dei sistemi finanziari. La recente crisi economica internazionale ha infatti mostrato come le grandi banche, quelle che ritenevano di essere «troppo grandi per fallire», hanno aumentato enormemente il ricorso alla leva finanziaria nella convinzione che lo Stato, a spese dei contribuenti, ne avrebbe impedito il fallimento. In altri termini, gli istituti di credito hanno aumentato l'esposizione al rischio, ritenendo di poter godere di un'assicurazione implicita rispetto al rischio di fallimento, posta a carico di tutti i contribuenti. Oggi le banche, attraverso le operazioni di patrimonializzazione in corso, dovrebbero gradualmente ridurre le dimensioni della leva finanziaria e rafforzare la loro base patrimoniale. A quelle che non lo facessero, la norma di copertura proposta impone un prelievo fiscale sulle dimensioni eccessive della leva finanziaria, progressivo rispetto all'entità della stessa. Tale prelievo deve ritenersi orientato non soltanto a conseguire maggiori entrate erariali (in misura molto consistente, stando ai valori recenti degli attivi patrimoniali delle banche), ma anche e soprattutto a creare tra i risparmiatori, e in generale nel sistema economico, un clima di maggiore fiducia collegato all'aspettativa di comportamenti più cauti e prudenziali. In tal senso, l'imposizione sulle dimensioni eccessive della leva finanziaria degli istituti di credito è una scelta perfettamente razionale e coerente anche con la drammaticità dell'attuale situazione economica.. Capo I FINALITÀ E PRINCIPI Art. 1. (Finalità) 1. In attuazione degli articoli 3, 4, 35, primo e secondo comma, e 41 della Costituzione, la presente legge è finalizzata a: a) riconoscere i mestieri artigiani e la cultura del saper fare artigiano quale patrimonio fondamentale della capacità d'agire e della vocazione produttiva nazionali, come tale meritevole di pubblica tutela e promozione attraverso misure di ordine economico, sociale e culturale; b) incentivare il trasferimento generazionale dei mestieri artigiani, quale strumento per ampliare le opportunità di partecipazione delle nuove generazioni all'organizzazione economica del Paese e per dare effettività ai valori della libertà di autodeterminazione e dello sviluppo della persona attraverso il lavoro e l'agire di impresa, di cui ai princìpi fondamentali dell'ordinamento costituzionale. 2. La promozione del saper fare artigiano e l'incentivazione del trasferimento generazionale dei mestieri artigiani costituiscono finalità di rilievo nazionale delle politiche formative, del lavoro e per l'impresa, nonché obiettivo fondamentale degli atti di programmazione delle politiche per lo sviluppo e il lavoro definiti, ai sensi della legislazione statale e dell'Unione europea vigente, dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali. 3. Le disposizioni della presente legge costituiscono norme generali per l'organizzazione economico-sociale della Repubblica e princìpi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato. 4. Fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dei rispettivi statuti speciali e delle relative norme di attuazione, nelle materie attribuite alla competenza legislativa concorrente, ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la potestà legislativa nel rispetto dei princìpi fondamentali di cui alla presente legge. 5. Le regioni e gli enti locali contribuiscono con lo Stato al raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge nell'ambito delle rispettive prerogative e competenze, secondo i princìpi di sussidiarietà e di leale collaborazione e nel rispetto dell'ordinamento dell'Unione europea. Art. 2. (Principi generali. Azione nazionale di sistema) 1. Per le finalità di cui alla presente legge è messa in atto un'azione nazionale di sistema, intesa quale insieme coordinato e integrato di misure aventi ad oggetto: a) l'individuazione delle imprese e dei mestieri artigiani disponibili al trasferimento generazionale a soggetti non eredi in possesso di idonea formazione e qualificazione; b) l'informazione e l'orientamento dei giovani, con riguardo alle opportunità di accesso al trasferimento generazionale di cui alla lettera a); c) la selezione e la formazione dei giovani idonei ad affiancare un maestro artigiano; d) la selezione dei maestri artigiani con funzione di mentor; e) il sostegno alle cosiddette «botteghe scuola»; f) il sostegno al progetto di impresa in sede di subentro nella titolarità della stessa, attraverso specifiche forme di affiancamento tecnico e di prestito per i costi di avviamento; g) la partecipazione alla garanzia finanziaria in conto interesse o in conto capitale tramite consorzio fidi. 2. All'azione nazionale di sistema concorrono tutti i livelli istituzionali di governo e, in funzione di sussidiarietà orizzontale, le forze economiche e sociali presenti sul territorio. A tal fine sono promosse apposite intese interistituzionali e sedi di concertazione tra Governo e parti sociali. 3. L'azione nazionale di sistema per la promozione e il coordinamento del trasferimento generazionale dei mestieri artigiani deve ritenersi parte integrante dei programmi generali per la diffusione della cultura del lavoro artigiano presso le nuove generazioni. Capo II GLI STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE E DI INTERVENTO Art. 3. (Programma nazionale di intervento per la promozione dei mestieri artigiani e l'incentivazione del trasferimento generazionale di impresa) 1.