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(Applausi). LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, ricordo le ultime parole pronunciate da Rosario Livatino: «Picciò, che vi ho fatto?». Le pronunciò mentre si recava in tribunale come faceva tutti i giorni, senza scorta; parole forti di un'innocenza che ha ferito - come sappiamo - anche i suoi carnefici. Rosario Livatino era infatti un giudice che affrontava i mali in tutti i suoi aspetti, per salvare le vittime e i colpevoli; un uomo che ha perseguito una verità, una sola, quella della giustizia e lo ha fatto a costo della sua stessa vita, come un pazzo, come un sognatore, perché senza pazzi e sognatori non ci sarebbe futuro. Rosario Livatino camminava per le strade di quella Sicilia malata di silenzi, di sottomissione, di teste chine da parte di chi doveva lottare per la giustizia, ma cedeva alla paura. Rosario invece non si nascondeva, camminava senza scorta, consapevole di essere nelle mani di Dio e dicendo una cosa importante, una grande verità: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». La sua credibilità stava in un'immensa fede tanto nel Signore quanto nella libertà; libertà, giusto motore delle nostre azioni, che può essere però rischiosa. Eppure, nessuna esistenza può prescindere dalla libertà e noi tutti dobbiamo fare tesoro di vite così concrete da far venire i brividi anche alle mafie peggiori, a tutte le mafie del mondo, anche se sul selciato della libertà sono caduti preti, magistrati e avvocati; vite che guardavano in faccia i colpevoli perché alla ricerca dell'uomo, alla ricerca dell'anima, gente che andava oltre il reato. Così faceva Rosario: non abbassava lo sguardo davanti ai colpevoli durante i suoi giudizi e piangeva davanti alle loro uccisioni. E allora il sangue versato da lui e dagli altri martiri va a dissetare una terra meravigliosa, ma malata, perché le mafie - mie care senatrici, miei cari senatori - sono lì, sono qui e noi abbiamo il dovere di trasformare il sangue versato in azioni concrete, in leggi dello Stato, in modelli da seguire per i nostri figli e nipoti. Rosario quel 21 settembre 1990 perde la vita e oggi è il primo magistrato nella storia a diventare beato. Sub tutela dei : c'era scritto nell'agenda trovata vicino al suo corpo senza vita. È infatti nelle mani del Signore che è stato consegnato quel 21 settembre del 1990 ed è nelle sue mani che resterà per sempre. (Applausi) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Colleghi, per una migliore organizzazione dei lavori di domani, comunico l'ordine delle relazioni definite dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari secondo la previsione dell'articolo 68 della Costituzione. Nella seduta di domani esamineremo dunque il documento IV- ter , n. 7, nei confronti del senatore Stefano Candiani relativamente a un procedimento penale pendente presso il tribunale di Roma, querelante Antonio Giudice. C'era poi il documento IV- ter , n. 9, nei confronti del senatore Vincenzo Santangelo, relativamente a un procedimento penale pendente presso il tribunale di Trapani, querelanti Rocco Giacomazzi e Lucio Massimo Marino di Telesud 3 srl. L'ho però cancellato dalla discussione perché il tribunale di Trapani, con sentenza del 30 aprile 2021, n. 517, ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti del senatore Santangelo per estinzione del reato a seguito di remissione della querela. Esamineremo poi il documento IV- ter n. 8, nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso, relativamente a un procedimento civile pendente presso il tribunale di Agrigento, querelante Filippo Caci; il documento IV- ter , n. 10, nei confronti della senatrice Laura Bottici, relativamente a un procedimento penale pendente presso il tribunale di Massa, querelanti amministratori del Comune e il sindaco Angelo Zubbani; il documento IV- ter , n. 11, nei confronti del senatore Maurizio Gasparri, relativamente a un procedimento penale procedimento penale pendente presso il tribunale di Roma, querelante dottoressa Roberta Calzolari; il documento IV- ter , n. 13, nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso, relativamente a un procedimento penale pendente presso il tribunale di Trapani, querelante signor Biagio Bosco; il documento IV- quater , n. 1, per declaratoria di insindacabilità avanzato dalla senatrice Anna Maria Bernini, pendente presso l'organismo di mediazione forense di Roma; il documento IV- quater , n. 2, per declaratoria di insindacabilità avanzato dal senatore Franco Mirabelli, pendente presso l'organismo di mediazione forense di Roma. C'è poi il documento IV, n. 2, nei confronti del senatore Armando Siri, relativamente a un procedimento penale pendente presso il tribunale di Milano e un altro nei confronti dello stesso senatore Armando Siri, relativamente a un procedimento penale ancora pendente presso il tribunale di Milano. A questo proposito voglio far presente che, con provvedimento del tribunale del riesame del 19 maggio 2020, è stato annullato il decreto di sequestro emesso nei confronti del signor Luca Perini, collaboratore del senatore Siri, e tale annullamento è stato confermato dalla Corte di cassazione nell'udienza dell'8 ottobre 2020. La procura di Milano ha scritto in data 18 maggio 2021, ritenendo ancora attuali entrambe le richieste di autorizzazione relative al senatore Siri in relazione alla mutata qualificazione giuridica delle condotte, ferma restando l'identità dei fatti materiali. Su questo ha chiesto la parola il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio di avere anticipato dettagliatamente l'ordine con il quale domani tratteremo documenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari che si sono accumulati non essendoci stata la possibilità di calendarizzare nei lavori d'Assemblea l'esame di tali questioni. Vorrei solo precisare che alcune vicende hanno avuto sviluppo proprio nelle ultime ore. In Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari abbiamo votato su una vicenda riguardante il senatore Santangelo, ma proprio nella giornata di oggi ho ricevuto notizia - lo dico ai colleghi membri della Giunta, visto che non è arrivata in tempo in sede di Giunta, oltreché a tutti gli altri senatori - che, come da lei correttamente comunicato, la questione non sussiste più nei confronti del senatore Santangelo. Infatti, come il tribunale di Trapani comunica con una sentenza, la denuncia è venuta meno e, quindi, la questione non sussiste più. Le questioni riguardanti il senatore Siri sono due: una lo riguarda attraverso un suo collaboratore - Perini - su cui c'è poi stato un pronunciamento della Corte di cassazione che ha annullato il decreto di sequestro, mentre l'altra lo riguarda direttamente. Le due questioni sono parallele: una giudicata dalla Corte di cassazione, che ha annullato il decreto di sequestro, mentre l'altra ancora pendente. Ho chiesto alla procura di Milano notizie su cosa sussistesse o meno per capire se noi dovessimo agire.