[ddlpres]

«Quando sussistono le esigenze cautelari di cui all'articolo 274, fatte salve quelle di eccezionale rilevanza, nel disporre le misure il giudice non può applicare la custodia cautelare in carcere. L'eccezionale rilevanza, ove rilevata, non può comunque attenere alle normali esigenze cautelari, ma deve fare riferimento alla graduazione delle intensità delle stesse, che deve essere tale da far ritenere insostituibile, allo stato, la misura carceraria». 3 1 Il comma 2- ter dell'articolo 275 del codice di procedura penale è abrogato. 4 1 Il comma 3 dell'articolo 275 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «3. Quando ogni altra misura risulti inadeguata è disposta la misura di cui agli articoli 275- bis e 284. Qualora sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza è disposta la misura della custodia cautelare in carcere». 5 1 Al comma 4 dell'articolo 275 del codice di procedura penale la parola: «assolutamente» è soppressa. 6 1 Il comma 4- quater dell'articolo 275 del codice di procedura penale è abrogato. 7 1 Al comma 1 dell'articolo 275- bis del codice di procedura penale le parole: «quando ne abbia accertato la disponibilità da parte della polizia giudiziaria» sono soppresse. 8 1 Al comma 1- ter dell'articolo 276 del codice di proceduta penale, le parole: «dispone la revoca» sono sostituite dalle seguenti: «può disporre la revoca». 9 1 Il comma 5- bis dell'articolo 284 del codice di procedura penale è abrogato. 10 1 Al comma 3 dell'articolo 286- bis del codice di procedura penale, le parole: «il giudice può disporre il ricovero provvisorio» sono sostituite dalle seguenti: «il giudice dispone il ricovero provvisorio». II MODIFICHE ALL'ARTICOLO 16 DEL TESTO UNICO DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 25 LUGLIO 1998, N. 286, IN MATERIA DI SANZIONE SOSTITUTIVA O ALTERNATIVA ALLA DETENZIONE 11 1 Al comma 1 dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, dopo le parole: «nei confronti dello straniero che» sono inserite le seguenti: «ne faccia richiesta e che» e le parole: «pena detentiva entro il limite di due anni» sono sostituite dalle seguenti: «pena detentiva entro il limite di tre anni». 12 1 Al comma 5 dell'articolo 16 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, le parole: «anche residua, non superiore a due anni» sono sostituite dalle seguenti: «anche residua, non superiore a tre anni, e che ne faccia richiesta». 13 1 Al comma 8 dell'articolo 16 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, le parole: «dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «cinque anni». III MODIFICHE ALLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RECIDIVA 14 1 L'articolo 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251, è abrogato. Conseguentemente, il quinto comma dell'articolo 69 del codice penale riacquista efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n. 251 del 2005. 15 1 L'articolo 4 della legge 5 dicembre 2005, n. 251, è abrogato. Conseguentemente, l'articolo 99 del codice penale riacquista efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n. 251 del 2005. 16 1 II quarto comma dell'articolo 81 del codice penale è abrogato. 17 1 L'articolo 30- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è abrogato. 18 1 Al comma 01 dell'articolo 47- ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, le parole: «né sia stato mai condannato con l'aggravante di cui all'articolo 99 del codice penale» sono soppresse. 19 1 Il comma 1.1 dell'articolo 47- ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, è abrogato. 20 1 Il comma 4 dell'articolo 7 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 è abrogato. Conseguentemente, il comma 1- bis dell'articolo 47- ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, riacquista efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n.251 del 2005. 21 1 L'articolo 50- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, è abrogato. 22 1 Il comma 6 dell'articolo 7 della legge 5 dicembre 2005, n. 251, è abrogato. Conseguentemente, il comma l dell'articolo 58- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, riacquista efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n. 251 del 2005. 23 1 Il comma 7- bis dell'articolo 58- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è abrogato. 24 1 Il comma 9 dell'articolo 656 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «9. La sospensione dell'esecuzione di cui al comma 5 non può essere disposta nei confronti di coloro che, per il fatto oggetto della condanna da eseguire, si trovano in stato di custodia cautelare in carcere nel momento di cui la sentenza diviene definitiva». IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ESECUZIONE DELLA PENA 25 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della giustizia, con proprio decreto, previa determinazione degli spazi fisici minimi da mettere a disposizione di ogni detenuto effettuata in base ai criteri fissati dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, stabilisce il numero di posti letto presenti in ciascuno degli istituti di pena nazionali. Fermo restando il principio di territorializzazione della pena, nessuno può essere detenuto in un istituto di pena qualora non sia disponibile un posto letto. 2 Qualora un condannato non possa essere detenuto nell'istituto di pena a lui destinato, l'ordine di esecuzione della pena è tramutato in obbligo di permanenza presso il domicilio o altro luogo da lui indicato. Il Ministero della giustizia redige una lista di coloro che attendono di scontare la pena detentiva, compilate in base all'ordine cronologico dell'emissione delle condanne. 3 Un determinato numero di posti letto di ciascun istituto di pena deve essere lasciato libero. Nel caso di reati contro la persona si può procedere direttamente all'esecuzione della pena utilizzando tali posti. L'esecuzione della pena prosegue durante la sospensione del provvedimento di detenzione, ad esclusione dell'ipotesi in cui il detenuto non rispetti le prescrizioni relative all'obbligo di domicilio.