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Ebbene, in tutto questo marasma, il Governo ha trovato il modo di mettere in crisi un percorso, quello dei bonus edilizi, che era virtuoso, che tutti noi ritenevamo virtuoso. Lo ha fatto in modo inconcepibile e assurdo. Ribadisco: davvero inconcepibile e assurdo. Anche le misure di correzione, individuate poi nel cosiddetto decreto bollette, non sono servite di fatto quasi a nulla. Sono abituato a parlare anche per dati di fatto. Mi giungono, in queste ore, conferme, anche dalla mia Regione, di dati certi. Vi posso dire che la situazione attuale, non in un territorio finanziariamente debole e povero, ma in Trentino, che è una realtà consolidata e strutturata, è la seguente: nella giornata di oggi le principali realtà bancarie hanno esaurito il plafond di utilizzo. Banca Popolare di Sondrio, ITAS Assicurazioni, primario competitor assicurativo italiano, Mediocredito, Banca di credito cooperativo di Verona e Vicenza, casse rurali e le altre banche nazionali, Unicredit e Gruppo Intesa sono in via di esaurimento. Questo è il dato di fatto che testimonia il vostro fallimento. Avete sbagliato. Nel decreto-legge sostegni avete fatto un danno irreparabile al sistema e nel decreto-legge bollette non siete neanche stati capaci di ravvedervi e di rimettere in pista in modo corretto il percorso che caratterizzava i bonus e i superbonus Quel che è peggio è che chi ci rimette in tutto questo è il Paese intero. Sono le imprese italiane: le imprese di costruzioni, le imprese legate all'edilizia, le società finanziarie che avevano lavorato nella cessione dei crediti, i cittadini, che trovano i cantieri bloccati, che non riescono ad andare avanti e che, nella migliore delle ipotesi, oggi, grazie ai vostri provvedimenti, signor Sottosegretario, si trovano di fatto a dover svendere il credito e, quindi, a prendere molto meno di quello che lo Stato investe. Altro che 110 per cento! Stiamo andando verso percentuali del 60-70 per cento quando va bene, perché nella maggior parte dei casi oggi non riescono più nemmeno a portare a casa un euro. Allora il provvedimento in discussione dovrebbe chiamarsi decreto-legge sostegni? Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono state delle frodi. Certo che ci sono state, ma sicuramente non nella misura principe che era il superbonus, perché in quel caso era prevista una norma semplicissima che di fatto ha retto. Mi riferisco al visto di conformità: professionisti ope legis obbligati all'assicurazione che, controfirmando una pratica, ne garantivano l'esistenza; infatti, le frodi nell'ambito del superbonus non arrivano nemmeno all'1 per cento. Le frodi sono avvenute dove il Governo ha lasciato le porte aperte, come si suol dire: nel bonus facciate, dove non era presente nemmeno un controllo. Serve il Governo dei migliori per prevedere che, se c'è un'agevolazione di peso, se ci sono crediti d'imposta dello Stato, un minimo di controllo deve esserci? Mi chiedo pertanto perché avete continuato a ostinarvi a intervenire limitando la cessione dei crediti. Non dovevate intervenire in quel campo, perché la cessione dei crediti non c'entra niente, come dimostra la misura del 110 per cento. Dovevate semplicemente capire che il credito va identificato all'origine, va tracciato su una piattaforma finanziaria nei suoi passaggi e va corredato del visto di conformità. Con i passaggi di identificabilità, provenienza (particella X e Y), tracciabilità del percorso di cessione (che quindi può essere infinito, se viene mosso sulla piattaforma finanziaria) e visto di conformità il Governo di sarebbe tutelato, avrebbe tutelato l'Erario, avrebbe tutelato i cittadini e avrebbe evitato gli sprechi. Invece, nonostante Fratelli d'Italia, con la sua opposizione costruttiva, lo abbia sempre detto, avete deciso di limitare la cessione dei crediti, che non serve a nulla se non a distruggere una misura. Mi rivolgo pertanto alle forze politiche che sono al Governo, che siedono in questo Parlamento e che sono convinto la pensino come me su questo. Non basta che lo dicano come facciamo noi, perché noi non abbiamo altro mezzo che poter parlare, salvo poi qualche volta venire espropriati anche del nostro lavoro. Voi siete al Governo, voi avete il dovere di cambiare queste cose! Avete il dovere di porre fine alla distruzione di certe misure. Abbiate piuttosto il coraggio di dire che vengono tutte annullate, perché questo sarebbe un atto di serietà: non sarebbe condiviso, ma sarebbe un atto di serietà. Non si può distruggere una misura creando degli ostacoli ad arte o addirittura facendolo ab origine (credo infatti che ci sia della malafede), non prevedendo misure di controllo e quindi determinando frodi, che erano prevedibili e che però oggi vi servono per opporvi alla moneta fiscale, alla cessione dei crediti d'imposta. Ribadisco pertanto che c'è stata malafede. Avviandomi alla conclusione, per riprendere anche le parole del collega Calandrini e tanti ragionamenti svolti anche da altre forze politiche, il presente decreto-legge sostegni non sosterrà quasi nulla o ben poco. Serve una revisione del PNRR, che non è più attuale, e inoltre ne serve un altro legato alle crisi internazionali; serve uno scostamento di bilancio e servono politiche energetiche vere. Su questi temi vorremmo si misurasse il Governo; su questi temi saremmo felici che il Governo venisse etichettato come Governo dei migliori; ne saremmo felici noi dell'opposizione perché vorrebbe dire che in quel caso il nostro Paese e i nostri concittadini avrebbero le risposte che meritano, ma ahimè purtroppo oggi non è così. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, circa un secolo fa Mahatma Gandhi ci ricordava la necessità di non aspettare che finisse di piovere, ma di imparare a danzare sotto la pioggia. Io credo che la stagione che abbiamo alle spalle e nella quale siamo immersi in questo momento sia una certificazione plastica di questa necessità. Dopo due anni di situazione drammatica, nel corso della quale il nostro Paese, insieme a tutto il mondo, potremmo dire, si è trovato a dover fronteggiare le ricadute e le ripercussioni di una pandemia che ha segnato in modo devastante il decorso della vita delle persone, siamo qui a convertire il decreto-legge al nostro esame. Nel corso dei due anni trascorsi abbiamo dovuto affrontare il decreto-legge cura Italia, il decreto-legge rilancio e i vari provvedimenti ristori. Siamo alla terza edizione del cosiddetto decreto-legge sostegni che, come hanno detto i relatori nel loro intervento di apertura, è da intendersi come parte di un ragionamento complessivo. Nel momento in cui è nato si è trovato infatti a veder cambiare il contesto in cui era stato concepito proprio perché ciò che sta accadendo in Ucraina ha creato ripercussioni pesantissime sull'economia globale e soprattutto su taluni aspetti della vita. Il provvedimento mette in campo risorse che sarebbero importanti, ma che, a fronte della criticità che ci si trova a dover fronteggiare, sono assolutamente insufficienti.