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Le sanzioni disciplinari che possono essere applicate al cappellano militare, in caso di infrazione delle regole disciplinari di cui al comma 2 dell'articolo 1555, e dei doveri di servizio, sono: a) la sospensione disciplinare dall'impiego, di cui all'articolo 1574; b) la sospensione dalle funzioni del grado, di cui all'articolo 1589; c) la cessazione dal servizio»; oo) l'articolo 1601 è sostituito dal seguente: «Art. 1601 (Avvio dell'inchiesta formale). - 1. Ai fini dell'accertamento di un'infrazione disciplinare che comporta una delle sanzioni indicate all'articolo 1599, il cappellano è sottoposto a inchiesta formale su rapporto dell'autorità competente, a seconda della sede in cui si trova il cappellano»; pp) all'articolo 1602: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. L'inchiesta formale è affidata dal Ministro della difesa all'organo competente dell'Ordinariato militare»; 2) al comma 3, il secondo periodo è soppresso; 3) al comma 4, dopo la parola: « Ministro » sono aggiunte le seguenti: « , formulando una proposta motivata »; qq) l'articolo 1603 è sostituito dal seguente: «Art. 1603 (Decisioni del Ministro). - 1. Il Ministro, in base alle risultanze dell'inchiesta formale, decide, sentito il parere dell'Ordinario militare, se al cappellano militare deve o meno essere inflitta una delle sanzioni disciplinari di cui all'articolo 1599»; rr) gli articoli 1604 e 1605 sono abrogati; ss) l'articolo 1608 è sostituito dal seguente: «Art. 1608 (Modalità di avanzamento). - 1. Le promozioni dei cappellani militari si effettuano: a) per anzianità congiunta al merito, dal grado di cappellano militare di complemento sino al grado di cappellano militare capo; b) per merito comparativo, dal grado di cappellano militare capo al grado di secondo cappellano militare capo»; tt) l'articolo 1609 è sostituito dal seguente: «Art. 1609 (Promozioni dei cappellani militari). - 1. Le promozioni dei cappellani militari sono conferite con decreto del Ministro della difesa, previa designazione di una commissione di avanzamento, presieduta dall'Ordinario militare e della quale fanno parte il Vicario generale militare e tre secondi cappellani militari, di cui uno, prescelto dall'Ordinario militare, esercita le funzioni di segretario. 2. I secondi cappellani militari membri della commissione di avanzamento sono nominati dal Ministro della difesa, su proposta dell'Ordinario militare. 3. Per la validità delle deliberazioni della commissione di avanzamento è necessaria la presenza di almeno tre membri, compreso l'Ordinario militare. 4. Il verbale di ciascuna seduta è sottoposto all'approvazione del Ministro della difesa, il quale indica, eventualmente, quali deliberazioni non approva, motivando in tal caso il suo giudizio»; uu) all'articolo 1610: 1) al comma 1, le parole: «nei ruoli unici di cui all'articolo 1552» sono sostituite dalle seguenti: «nel ruolo»; 2) al comma 2, le parole: «o dalle funzioni del grado» sono soppresse; vv) l'articolo 1611 è sostituito dal seguente: «Art. 1611 (Forme di avanzamento). - 1. L'avanzamento dei cappellani militari in servizio permanente avviene: a) ad anzianità congiunta al merito, per il grado di cappellano militare addetto; b) per merito comparativo, per i gradi di cappellano militare capo e primo cappellano militare capo. 2. Le promozioni al grado superiore dipendono da valutazioni di merito che hanno a oggetto la capacità e l'idoneità degli interessati, secondo il giudizio espresso dagli organismi competenti»; zz) l'articolo 1612 è sostituito dal seguente: «Art. 1612 (Periodi di permanenza minima nel grado). - 1. Gli anni di anzianità minima nel grado richiesta per l'inserimento nell'aliquota di valutazione sono i seguenti: a) cappellano militare addetto: cinque anni; b) cappellano militare capo: dieci anni; c) primo cappellano militare capo: dieci anni; aaa) gli articoli 1613, 1614, 1615, 1617 e 1618 sono abrogati; bbb) l'articolo 1621 è sostituito dal seguente: «Art. 1621 (Trattamento economico dell'Ordinario militare e dei cappellani militari). - 1. Al personale del servizio di assistenza spirituale si applicano le disposizioni della presente sezione. 2. All'Ordinario militare compete il trattamento economico previsto per il grado di tenente generale. 3. Al Vicario generale militare spetta il trattamento economico di base degli ufficiali delle Forze armate, secondo il grado di assimilazione. 4. Ai cappellani militari spetta il trattamento economico di base degli ufficiali della Forza armata presso la quale prestano servizio, secondo il grado di assimilazione. 5. Ai cappellani militari sono altresì corrisposte, secondo il grado di assimilazione, con esclusione di ogni altra, le seguenti indennità: a) l'indennità integrativa speciale prevista dalla legge per il personale militare di grado corrispondente a quello di assimilazione; b) l'indennità mensile di impiego operativo di base; c) l'indennità di missione disposta dalle autorità competenti; d) l'indennità di imbarco disposta dalle autorità competenti. 6. Il cappellano militare non percepisce compensi per lavoro straordinario in ordine all'assolvimento delle funzioni ministeriali in qualunque orario espletate, fermi restando gli eventuali obblighi assicurativi»; ccc) l'articolo 1625 è sostituito dal seguente: «Art. 1625 (Pensioni normali e privilegiate del personale del servizio di assistenza spirituale). - 1. Per le pensioni normali, privilegiate, ordinarie e di guerra all'Ordinario, al Vicario generale e ai cappellani militari in servizio permanente, il trattamento previdenziale segue il trattamento economico principale, fermo restando che con la cessazione dal servizio al 65° anno di età si interrompe ogni progressione di carriera e di avanzamento economico». 2. Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 1555 del codice dell'ordinamento militare, come sostituito dalla lettera z) del comma 1 del presente articolo, si applicano le specifiche disposizioni in materia di disciplina militare del medesimo codice e del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90.