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2 Ai fini della presente legge sono considerati « cammini » gli itinerari culturali di particolare rilievo che presentano le seguenti caratteristiche: a sono fruibili a piedi, in bicicletta, a cavallo o con altre forme di mobilità dolce e sostenibile, comunque con mezzi non motorizzati, ad eccezione dei casi in cui l'utilizzo dei mezzi motorizzati sia necessario per attività di soccorso, di protezione civile, di manutenzione, nonché per attività agro-silvo-pastorali ovvero sia funzionale alla fruizione del cammino da parte di persone con disabilità; b sono riconosciuti particolarmente meritevoli di tutela in quanto collegano luoghi accomunati in misura preminente da valori culturali d'insieme essendo connotati da significativi e documentati fatti o personaggi storici, della cultura, dell'arte, delle scienze, della letteratura, dell'architettura, religiosi o spirituali, da vicende sociali o da tradizioni storico-culturali o enogastronomiche, o dalla presenza di particolari contesti naturali o di strade e tracciati storici. 3 La promozione dei cammini è finalizzata ad assicurare: la tutela e la valorizzazione dei monumenti, dei luoghi e dei siti di interesse storico, culturale, religioso e naturalistico interessati, nonché interventi di valorizzazione dei borghi; il rilancio dell'attività culturale nei territori attraversati o limitrofi ai cammini e della connessa attività di accoglienza, a sostegno di una strategia nazionale delle aree interne; lo studio degli aspetti storici, culturali, religiosi, sociali ed enogastronomici, nonché di quelli attinenti alla tradizione e all'identità culturale italiana nella sua unitarietà e nelle sue diversificazioni, che li connotano; il dialogo interculturale e interreligioso; lo sviluppo di un turismo lento sostenibile e diffuso sul territorio; la promozione e l'incentivazione delle attività connesse all'agricoltura nei territori interessati; la promozione di corretti stili di vita mediante il positivo impatto del movimento sul benessere psiocofisico e sulla salute; la capacità inclusiva delle attività culturali e turistiche specificamente calibrate per persone diversamente abili o con mobilità ridotta; la tutela dell'ambiente e del paesaggio. 2 (Mappa dei cammini d'Italia) 1 Al fine di favorire la conoscenza, la tutela e la promozione dei cammini e del patrimonio storico, culturale e religioso dei territori attraversati o limitrofi, favorendo la più ampia integrazione delle componenti ambientali, naturali e paesaggistiche, è definita, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 5, la « Mappa dei cammini d'Italia », di seguito denominata « Mappa », da realizzare anche in forma digitale, funzionale alla costituzione di una banca dati unica nazionale. 2 Sono inseriti nella Mappa: a i tratti presenti sul territorio italiano degli itinerari culturali europei riconosciuti dal Consiglio d'Europa, in attuazione della risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa CM/Res(2013)67, adottata il 18 dicembre 2013, di revisione del regolamento disciplinante le modalità e le condizioni per il riconoscimento della certificazione di « Itinerario culturale del Consiglio d'Europa »; b i cammini interregionali con le caratteristiche di cui all'articolo 1, comma 2, e con gli standard di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b) , che interessano il territorio di almeno due regioni, individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi del comma 5 o del comma 6 del presente articolo; c i cammini riconosciuti da una regione o da una provincia autonoma quali cammini di interesse regionale o locale con le caratteristiche di cui all'articolo 1, comma 2, e con gli standard di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b) , e che, su richiesta delle regioni o delle province autonome interessate, siano stati individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi del comma 5 o del comma 6. 3 Ai cammini di cui al comma 2, lettere b) e c) , con l'inserimento nella Mappa è attribuita la qualifica di « Cammino d'Italia ». 4 Resta ferma la competenza delle regioni e delle province autonome a istituire e disciplinare cammini e itinerari di interesse regionale e locale. 5 La Mappa è definita, su proposta della cabina di regia di cui all'articolo 3, sulla base delle valutazioni e dell'attività di verifica del comitato scientifico di cui all'articolo 4, sentito il tavolo permanente di cui all'articolo 5, e, con riferimento ai cammini di cui all'articolo 2, comma 2, lettera c) , su richiesta delle regioni o delle province autonome interessate, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta dei Ministri della cultura e del turismo, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo è adottato previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, le quali esprimono il proprio parere entro trenta giorni dalla data della trasmissione. 6 La Mappa dei cammini d'Italia è aggiornata con cadenza almeno biennale con le modalità di cui al comma 5. 7 Nelle more del periodico aggiornamento della Mappa, la cabina di regia di cui all'articolo 3 può proporre, sentiti il comitato scientifico di cui all'articolo 4, il tavolo permanente di cui all'articolo 5, le regioni e i rappresentanti degli enti territoriali interessati, la temporanea sospensione della qualifica di « Cammino d'Italia » degli itinerari che non rispettino, in modo omogeneo lungo il proprio tracciato, gli standard di qualità di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b) , determinandone la temporanea esclusione dalla Mappa, sancita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato con le modalità di cui al comma 5. 8 Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato con le modalità di cui al comma 5, sono definite le modalità, i termini e la documentazione necessaria per la presentazione delle richieste di inserimento nella Mappa dei cammini d'Italia. 3 (Cabina di regia nazionale per i cammini) 1 Al fine di agevolare il conseguimento delle finalità di cui alla presente legge, anche mediante il coordinamento delle politiche e degli interventi attuati dalle amministrazioni interessate, è istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la cabina di regia nazionale per i cammini, di seguito denominata « cabina di regia ». La cabina di regia è presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri all'uopo delegato ed è composta da un rappresentante per ciascuno dei Dipartimenti per gli affari regionali e le autonomie e per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante per ciascuno dei Ministeri della cultura, del turismo, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e delle politiche agricole alimentari e forestali, da un rappresentante della Conferenza delle regioni e delle province autonome, da un rappresentante dell'Unione delle province d'Italia e da un rappresentante dell'Associazione nazionale dei comuni italiani.