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Serviranno altre risorse per fronteggiare zone rosse e zone arancioni. Dobbiamo ancora stringere la cinghia nelle prossime settimane. Rivedremo la luce solo quando avremo sconfitto la pandemia. E, quando l'avremo sconfitta, dovremo rimettere al centro il lavoro (quello del nuovo modello di sviluppo), recovery plan , transizione ecologica e digitale. Il provvedimento in esame si compone di cinque articoli suddivisi in sette commi. L'articolo 1 dispone il differimento per l'anno 2021 delle tornate elettorali, spostandole tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021. In Commissione affari costituzionali è stato svolto un proficuo lavoro migliorativo del provvedimento. Mi limito a segnalare solo un elemento su cui non è stato possibile intervenire: si tratta del tema dei permessi lavorativi dei sindaci, che coinvolge in particolare i sindaci dei Comuni di piccola dimensione. Infatti, nei Comuni di minore dimensione demografica la gran parte dei sindaci sono lavoratori dipendenti che si sono trovati oggi ad affrontare una situazione di emergenza inaudita. Per le stesse motivazioni per le quali era stata prevista la possibilità di usufruire fino a ventiquattro ore di permessi ulteriori rispetto alle quarantotto ore previste in regime ordinario dal testo unico sugli enti locali, sarebbe opportuno ripristinare la possibilità di usufruire delle settantadue ore di permesso fino alla fine della cessazione dello stato di emergenza, come da proroghe intervenute o che interverranno. Ci permettiamo di segnalare, quindi, al Governo questo elemento da considerare nei prossimi provvedimenti. Presidente, Governo, colleghe e colleghi, mi accingo a concludere l'intervento. C'è un ultimo punto che vorrei toccare. Mi rivolgo ancora una volta al Governo. Abbiamo bisogno di abbattere il muro dell'Organizzazione mondiale del commercio. Dobbiamo essere in prima linea nella mobilitazione per chiedere l'universalità dei brevetti sui vaccini e la sospensione della proprietà intellettuale per poter produrre dappertutto e nel numero di dosi necessarie. Vorrei citare il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Istituto Humanitas di Milano: «Più il virus si replica e più genera varianti. Dobbiamo fermare la corsa del virus. Dobbiamo impedire che circoli, qui e altrove». Il virus circola nei Paesi ricchi e nei Paesi poveri e ciò vuol dire che senza vaccini nei Paesi poveri saremo sommersi dalle varianti. La salute è un bene comune; la salute è un diritto, non un privilegio. Presidente, per questi motivi e per l'urgenza e utilità di questo decreto, annuncio il voto favorevole del Gruppo Misto. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, dirò qualcosa su questo decreto-legge perché incontra quasi l'unanimità di quest'Assemblea e, quindi, ritengo assolutamente superfluo impiegare del tempo per ripetere cose già dette e sviscerate. Mi interessa in questa sede mettere l'accento su un argomento posto all'attenzione per primo in questa discussione dal senatore Astore e poi ripreso anche dalla collega Pirovano. È arrivato il momento - è questo il momento opportuno - di ripensare a quella famosa riforma Delrio, che abbiamo sempre contestato perché crediamo che la democrazia non abbia un prezzo, perché crediamo che la rappresentanza non debba essere sacrificata sull'altare dei tagli economici, perché crediamo che il cittadino ha bisogno di avere un rappresentante di prossimità oggi più che ieri, visto che c'è stato un irrazionale e irragionevole taglio dei parlamentari che fa diventare i consiglieri comunali, i sindaci e i consiglieri provinciali i primi interlocutori dei cittadini. Il Parlamento si allontana dai cittadini e allora diamo forza e dignità alle istituzioni intermedie. Ben venga, quindi, il convincimento degli amici del Partito Democratico che hanno capito meglio - melius re perpensa - che quella riforma forse poteva avere un senso in prospettiva della riforma costituzionale. I cittadini, però, hanno bocciato quella riforma costituzionale e noi abbiamo non il diritto, ma il dovere di rimettere le cose a posto. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a parlarne da subito e a mettere le cose a posto. Un'altra questione, che pure è stata trattata e che ci vede assolutamente d'accordo, è prevedere il terzo mandato per i Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. Non bisogna essere dei politici di professione per capire quanto sia difficile oggi trovare persone disponibili a sacrificare tempo, famiglia e lavoro nell'interesse del territorio. (Applausi) . Pertanto, quando questo è possibile e quando questa persona si trova, perché dobbiamo cancellare esperienze, intelligenze e disponibilità, visto che, comunque, non sono delle chiamate dirette, ma c'è sempre un vaglio da parte dei cittadini e degli elettori? Ben venga, allora, anche la discussione, senza riserve e senza pregiudizi, sul terzo mandato per i Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. Voglio dire qualcosa sull'intervento fatto dal collega Ruotolo a proposito delle riaperture e delle posizioni che, anche all'interno di questo Governo, vengono espresse in piena libertà e con assunzione di responsabilità. Chi vi parla non è sicuramente un negazionista: e vorrei vedere chi può negare una pandemia così virulenta, che ha prodotto più di 110.000 vittime! È evidente che il Comitato tecnico scientifico, che è fatto di scienziati, darà il disco verde quando la pandemia sarà completamente debellata. La politica ha un'altra responsabilità. La politica ha la responsabilità di decidere, di tenere conto degli scienziati e delle loro valutazioni, ma di decidere. Non è possibile che nel nostro Paese, per evitare di morire di pandemia si debbano creare le condizioni per morire di fame. (Applausi) . Credo che dopo un anno, dopo 110.000 morti, ci sia la possibilità di trovare dei protocolli che possano consentire, con raziocinio e con intelligenza, di riavviare le attività produttive. Perché nei ristoranti non si può cenare e invece si può cenare negli alberghi? Perché questa discriminazione? I problemi dell'assembramento si risolvono mettendo mano alla movida. Sono i giovani - e se ne capisce il motivo - i più recalcitranti al rispetto delle regole. Credo che questo sia il momento in cui il Governo, con tutto il rispetto per il Comitato tecnico scientifico e per gli scienziati (che, peraltro, non dicono sempre le stesse cose), debba mettere all'attenzione le attività produttive fatte nel pieno rispetto dei protocolli. Non possiamo aspettare di debellare completamente la pandemia per riaprire, perché, dopo la pandemia, avremo una gravissima crisi economica, che, probabilmente, non saremo in grado di fronteggiare. Quelli che chiamiamo ristori, sostegni e supplenze sono, infatti, gocce nel mare, che non fanno altro che mortificare coloro che, da un anno, hanno chiuso i battenti. (Applausi) . Pertanto, non facciamo battaglie di retroguardia, ma parliamone liberamente, parliamone senza preconcetti. Nessuno vuole fomentare le folle; anzi, la violenza va sempre contestata, negata e isolata.