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certo, se tu col tuo Governo non stanzi 450 milioni per l'elettrificazione della tratta tra Salerno, Metaponto e Potenza, chi la fa l'Alta velocità, il Padre eterno? La fa il Governo, su richiesta della Regione, richiesta che c'è stata. (Applausi dal Gruppo PD). Pertanto, signor Presidente, anche da parte nostra giungono a lei i nostri auguri sinceri per il suo onomastico, per il suo lavoro e anche perché è padre, dato che siamo affezionati al nostro Paese, come lo è lei, e vogliamo che il suo lavoro porti risultati positivi all'Italia e all'Europa, ma attraverso una posizione chiara e con una doppia consapevolezza. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,27) ( Segue PITTELLA). La prima è che la tragicommedia della Brexit dimostra che stare nell'Unione europea è meglio che provare ad uscirne; la seconda è che bisogna starci per rafforzare l'Unione europea e la sua capacità di investimenti e di crescita sostenibile: e noi, come Italia, dobbiamo essere i primi ad agire in tale direzione. (Applausi dal Gruppo PD). BONFRISCO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BONFRISCO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, illustri rappresentanti del Governo, come ha detto lei, signor Presidente del Consiglio, si tratta del quarto Consiglio europeo di questo Governo e io aggiungo che forse è l'ultimo, dato che manca poco al rinnovo delle istituzioni europee. Lei invoca un autentico spirito europeo anche in questo Consiglio e siamo d'accordo con lei, perché i temi da affrontare sono certamente rilevanti, come ha appena detto il collega Pittella. Vi è il doloroso distacco della Brexit, innanzitutto, con la tutela dei nostri connazionali e dei nostri interessi in quella terra e anche con uno sguardo agli effetti che essa comunque produrrà, alcuni dei quali sono stati descritti. Non sono così pessimista, però: penso che comunque il Regno Unito, un Paese di solidissime tradizioni democratiche, commerciali e culturali saprà trovare il modo per diventare un importante competitor , perché riuscirà a muoversi su altri terreni e accordi commerciali e internazionali che non vorrei rendessero vane tutte le nostre preoccupazioni in ordine alla Brexit. Il libero commercio è al centro di questo Consiglio europeo anche per l'azione coincidente del nostro Paese e del nostro Governo sulla relazione con la Cina, tema europeo che oggi è anche italiano. Al di là delle polemiche, vorrei ricordare un antico, antichissimo legame tra noi e la Cina: è dai tempi di Matteo Ricci che il dialogo e la relazione con la Cina hanno prodotto a fasi alterne collaborazioni proficue, però erano altri tempi, come lo erano quelli di Napoleone, che pure sono stati citati. Il tempo che viviamo oggi è particolarmente difficile e delicato, perché attraversiamo una profonda evoluzione, se vogliamo definirla così, del nostro modo di vivere, lavorare, pensare e organizzare, che va sotto il nome di intelligenza artificiale, di economia digitale e di un cambio di paradigma totale delle nostre vite e quindi della nostra economia. Non sono dunque così convinta che quel tempo della collaborazione con la Cina, che anche in anni e decenni recenti ci ha visti protagonisti, oggi sia così proficuo per il nostro Paese. I numeri li ha detti prima il collega Bossi. Ci sono Paesi europei ben più avanti di noi europei che hanno impedito che si potesse concludere il grande accordo commerciale con gli Stati Uniti. Ricordo che quel grande accordo commerciale prevedeva, quindi, un dialogo con quello che poi sarebbe diventato il nuovo accordo commerciale dell'area degli Stati Uniti, del Canada e del Mexico, quello che un tempo chiamavamo il sistema commerciale più importante del mondo. Quel sistema commerciale, quel libero scambio e quella vendita di cose, prodotti e servizi stanno alla base del mercato. Quell'accordo commerciale vigeva proprio in un'area del mondo dove, fino a qualche tempo fa, l'Europa invocava una supremazia culturale, filosofica e politica dei diritti, della giustizia sociale e delle conquiste sociali, ma invece non è in Europa e non è certo nemmeno in Cina che si è cambiata la denominazione di accordo di libero scambio. Ci è voluto Trump per definire per la prima volta - è già stato ricordato in quest'Aula - che uno scambio di libero commercio, prima di essere libero, deve essere giusto. Per giusto si intende che quel capitale umano alla base di ogni relazione economica non può essere pagato uno o due dollari. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Giusto vuol dire che quel capitale umano deve avere il giusto riconoscimento del proprio lavoro. Pertanto, nell'epoca di quell'economia così rinnovata, che somiglia tanto e forse di più a una rivoluzione industriale (che ci fa passare rapidamente dal soft power degli accordi internazionali allo sharp power , cui prima ha accennato il collega Bagnai con approfondite valutazioni), alcune guerre non si giocano più con gli strumenti tradizionali; oggi si giocano attraverso l'utilizzo anche dell'informazione di strumenti legati all'economia digitale. Questo cambia e cambierà il valore dei nostri accordi internazionali. Io so bene, come lei, signor Presidente del Consiglio, che questo accordo è solo un semplice accordo e non di più deve essere. Diversamente, gli interessi del nostro Paese entrerebbero in rotta di collisione con quell'alleanza storica che ha fatto non solo del nostro Paese ma dell'intera Europa un continente liberato dal nazismo e dal fascismo. Ci sono volute migliaia e migliaia di vite umane di giovani americani venuti su queste terre a morire anche per noi. Questo va annoverato nel conto economico - mi permetta di dirlo - di quell'accordo internazionale che ci vede cedere alla Cina importanti aziende o, come speriamo noi tutti e come spera lei, conquistare noi mercati importanti. Signor Presidente, per tornare al Consiglio e concludere rapidamente, leggendo tutte le pagine di questo Consiglio europeo salta agli occhi l'ennesima contraddizione. Prima il professor Monti ha usato parole molto forti nella difesa della nostra bandiera. Bene, anche in questo Consiglio europeo ci sono ben due pagine di normative che entro la metà del 2019 devono diventare effettive. Sono due pagine che riguardano tutta la finanza. Ci sono solo due piccoli capitoletti che riguardano, invece, la crescita, lo sviluppo e l'occupazione. Professor Monti, questa è la priorità dell'Unione europea, e la nostra bandiera - che evidentemente lei e chi prima di lei e insieme a lei non ha saputo difendere per il nostro Paese - ha perso in queste due pagine di raccomandazioni, direttive e regolamenti decine di miliardi di capitalizzazione del proprio sistema bancario. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Certo, perché le banche andavano annullate, indebolite, rese innocue, così come ci ha ricordato molto bene il Governo Renzi col suo decreto-legge sulle banche popolari, perché lì si doveva arrivare: far sì che il sistema del credito non fosse più dei territori, non fosse più del nostro sistema economico e sociale, ma fosse invece di questa grande finanza, di questo mercato unico della finanza che poi vede nella Cina, e forse anche in altri, il suo più pericoloso nemico.