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b i consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali e gli amministratori di altri enti che applicano tributi o hanno partecipazione al gettito dei tributi indicati nell'articolo 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, nonché coloro che, come dipendenti di tali enti o come componenti di organi collegiali, concorrono all'accertamento dei tributi stessi; c i dipendenti o ex dipendenti dell'amministrazione finanziaria che prestano o hanno prestato servizio presso gli uffici delle Agenzie delle entrate e delle dogane e dei monopoli e presso quelli della soppressa Agenzia del territorio, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; d gli appartenenti o ex appartenenti al Corpo della guardia di finanza; e i soci, gli amministratori e i dipendenti delle società concessionarie del servizio di riscossione delle imposte o preposte alla gestione dell'anagrafe tributaria e di ogni altro servizio tecnico del Ministero dell'economia e delle finanze; f i prefetti e i questori; g coloro che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici o nei movimenti politici; h coloro che sono iscritti ad albi professionali; prima della nomina il candidato è tenuto a cancellarsi dagli albi professionali con effetto immediato; i gli appartenenti alle Forze armate e i funzionari civili nei Corpi di polizia; l i magistrati ordinari, amministrativi e contabili in servizio o in pensione. 2 Non possono essere componenti dello stesso collegio giudicante i coniugi, i conviventi, nonché i parenti e affini entro il quarto grado. 9 (Procedimenti di nomina dei giudici dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie) 1 I giudici dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. 2 Il Presidente del Consiglio dei ministri esercita l'alta sorveglianza sui tribunali tributari e sulle corti di appello tributarie e presenta entro il 31 dicembre di ogni anno una relazione alle Camere sull'andamento dell'attività degli organi di giurisdizione tributaria sulla base degli elementi predisposti dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. 10 (Giuramento) 1 I giudici dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, prima dell'immissione nelle loro funzioni, prestano giuramento, pronunziando e sottoscrivendo la formula: « Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza ai doveri inerenti al mio ufficio ». 2 I presidenti delle corti di appello tributarie prestano giuramento dinanzi al presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. 3 I presidenti dei tribunali tributari prestano giuramento dinanzi al presidente della corte di appello tributaria nel cui distretto ha sede il tribunale tributario al quale sono destinati. 4 I presidenti di sezione e gli altri giudici tributari prestano giuramento dinanzi al presidente al quale sono destinati. 5 I verbali di giuramento sono conservati presso l'ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice tributario. 11 (Durata dell'incarico) 1 I giudici dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, indipendentemente dalle funzioni svolte, cessano dall'incarico, in ogni caso, al compimento del settantesimo anno di età. 12 (Decadenza dall'incarico) 1 Decadono dall'incarico i giudici tributari i quali: a perdono uno dei requisiti di cui all'articolo 7; b incorrono in uno dei motivi di incompatibilità previsti dall'articolo 8; c omettono, senza giustificato motivo, di assumere l'incarico entro trenta giorni dalla comunicazione del decreto di nomina; d non partecipano senza giustificato motivo a due sedute consecutive; e risultano ancora iscritti a un albo professionale; f rientrano nei casi di rimozione ai sensi dell'articolo 15, comma 6; g non si sono dimessi dalla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile. 2 La decadenza è dichiarata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. 13 (Trattamento economico) 1 Il trattamento economico dei giudici tributari deve essere stabilito in base a criteri che garantiscano che lo stesso trattamento sia congruo e dignitoso, tenendo conto della delicatezza del compito svolto e della professionalità richiesta. 2 Ai giudici tributari si applica il trattamento economico, nonché quello previdenziale e assistenziale, comprensivo di ferie, di permessi e del sistema di guarentigie, del magistrato ordinario di prima nomina al momento del conferimento delle funzioni giurisdizionali. 3 Gli aumenti successivi del trattamento economico sono stabiliti, tenendo conto dell'anzianità di servizio, con un apposito regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 14 (Responsabilità) 1 Ai giudici tributari si applicano le disposizioni concernenti il risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali previste dalla legge 27 febbraio 2015, n. 18. 15 (Vigilanza e sanzioni disciplinari) 1 I giudici tributari sono soggetti alle sanzioni stabilite dal presente articolo per comportamenti non conformi ai doveri o alla dignità del proprio ufficio. 2 Si applica la sanzione dell'ammonimento per lievi trasgressioni. 3 Si applica la sanzione non inferiore alla censura per: a i comportamenti che, violando i doveri o la dignità di cui al comma 1, arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti e ai loro difensori; b la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge; c i comportamenti che, a causa dei rapporti comunque esistenti con i soggetti coinvolti nel procedimento o a causa di avvenute interferenze, costituiscono violazione del dovere di imparzialità e assenza di pregiudizi; d i comportamenti abitualmente o gravemente scorretti nei confronti delle parti, dei loro difensori o di chiunque abbia rapporti con il giudice nell'ambito della giustizia tributaria o nei confronti di altri giudici o di collaboratori; e l'ingiustificata interferenza nell'attività giudiziaria di un altro giudice; f l'omessa comunicazione al presidente del tribunale tributario o della corte di appello tributaria da parte del giudice tributario destinatario delle avvenute interferenze; g il perseguimento di fini diversi da quelli di giustizia; h la scarsa laboriosità, se abituale, in particolare relativa al deposito delle sentenze; i la grave o abituale violazione del dovere di riservatezza; l l'uso della qualità di giudice tributario al fine di conseguire vantaggi ingiusti; m la reiterata e grave inosservanza delle norme regolamentari o delle disposizioni sul servizio adottate dagli organi competenti; n la mancata frequenza di due corsi di aggiornamento obbligatori; o le ipotesi di responsabilità di cui alla legge 27 febbraio 2015, n. 18, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 14 della presente legge. 4 Si applica la sanzione non inferiore alla sospensione dalle funzioni per un periodo da tre mesi a tre anni per: