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il ReI è riconosciuto, su richiesta, ai nuclei familiari che risultano, al momento della presentazione della richiesta e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, in possesso congiuntamente dei requisiti indicati nell'articolo 3 del citato decreto; l'articolo 1 del decreto stabilisce che all'attuazione territoriale del ReI provvedono i comuni coordinandosi a livello di ambito territoriale, svolgendo le funzioni di cui al successivo articolo 13. Le regioni e le province autonome adottano specifici atti di programmazione per l'attuazione del ReI con riferimento ai servizi territoriali di competenza, anche nella forma di un Piano regionale per la lotta alla povertà, di cui all'articolo 14 e possono rafforzare il ReI con riferimento ai propri residenti a valere su risorse regionali, secondo le modalità, di cui al medesimo articolo 14; lo stesso articolo dispone che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è responsabile dell'attuazione, del monitoraggio e della valutazione del ReI; da notizie giunte all'interrogante e riportate da articoli di stampa, risulta che nella Regione Friuli-Venezia Giulia si stiano verificando ingiustificabili ritardi nell'erogazione delle misure di sostegno, con gravi disagi per le famiglie in difficoltà; con riferimento alla regione, con la delibera regionale n. 186 del 2 febbraio 2018, è stata modificata la competenza dell'assegnazione degli assegni, ora non più in capo ai Comuni, ma all'INPS; nei giorni scorsi, presso l'Inps di Gorizia si è svolta una manifestazione di protesta e in tutta la regione le persone in attesa hanno segnalato i disagi derivanti dai ritardi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta in premessa; se voglia provvedere a intraprendere le opportune interlocuzioni per garantire l'uniformità della prestazione sul territorio, pur nel rispetto delle procedure e delle prerogative delle regioni ad autonomia differenziata in materia di finanza pubblica. Atto n. 4-00176 OSTELLARI Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il centro di accoglienza di Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova, fu istituito il 2 novembre 2015 come "temporaneo", sebbene ancora oggi risulti operativo; nel corso degli anni le presenze all'interno del centro, poi trasformato in hub , sono aumentate progressivamente fino a raggiungere la quota di quasi 1.000 ospiti, tanto che già nel 2016 la situazione era ormai al collasso, con evidenti problemi di sovraffollamento, al limite dell'umana accoglienza, e di gestione che hanno inciso negativamente sul decoro e la sicurezza della zona; tale struttura, difatti, è stata spesso al centro della cronaca, anche nazionale, per le numerose proteste e rivolte organizzate in più occasioni da parte degli ospiti e per aver causato, fin dalla sua apertura, diversi problemi di ordine pubblico, determinando, nonostante l'impegno delle forze dell'ordine nell'affrontare tale emergenza, un forte senso di insicurezza tra la cittadinanza; tra i diversi episodi riportati dalla stampa, quello dell'ottobre 2017 relativo ad un ventisettenne nigeriano, ospite proprio del centro di accoglienza di San Siro a Bagnoli, indagato per violenza sessuale, lesioni volontarie e rapina aggravata nei confronti di due donne, reati compiuti nel 2016 nell'arco di meno di un mese; considerato che: già nel giugno 2017 il Ministro pro tempore Minniti, in visita a Padova e Verona, aveva dichiarato alla stampa che avrebbe provveduto alla chiusura del centro di accoglienza a Bagnoli; nonostante le dichiarazioni e gli impegni presi pubblicamente dal Ministro, ancora oggi tale struttura risulta operativa e dovrebbe, dopo diversi rinvii per alcune anomalie rilevate durante la procedura, essere gestita dalla cooperativa "Badia Grande", che si sarebbe da tempo aggiudicata la gara di appalto per la gestione del centro indetta dalla Prefettura di Padova per i prossimi due anni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa; quali provvedimenti intenda assumere in proposito, in particolare se ritenga opportuno procedere alla immediata chiusura del centro di accoglienza di San Siro a Bagnoli affinché tale struttura possa invece essere messa a disposizione della comunità locale e a favore dei cittadini di Bagnoli, e, in caso affermativo, quali siano le tempistiche previste. Atto n. 4-00177 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: un agente di polizia, con 30 anni di servizio operativo, ha riportato la frattura del setto nasale per aver ricevuto due testate da parte di un cittadino tunisino di 27 anni; da notizie pervenute all'interrogante risulta che l'aggressore sia sbarcato per l'ennesima volta in Italia, nonostante varie espulsioni, una delle quali dal Centro di identificazione ed espulsione di Roma; dalla ricostruzione dell'accaduto è emerso che il poliziotto è intervenuto per placare l'ira del tunisino che, appena sbarcato, insultava ed inveiva contro un'operatrice della cooperativa dell' hotspot di Pozzallo (Ragusa); l'aggressore avrebbe più volte ripetuto all'operatrice che non doveva parlare in quanto donna; si tratta di un episodio gravissimo, che ancora una volta vede coinvolto purtroppo un cittadino extracomunitario; negli ultimi anni, il numero degli agenti feriti è aumentato sensibilmente, soprattutto per colpa di soggetti abitualmente dediti alla delinquenza, come nel caso di specie, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative intenda assumere per evitare che situazioni del genere che mettono a rischio non solo l'incolumità di donne e uomini in divisa, ma anche quella di operatrici e operatori sanitari non si ripetano in futuro. Atto n. 4-00178 PUGLIA GIROTTO VACCARO Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: nel mese di aprile 2018 il gruppo Intesa Sanpaolo, tra i primissimi gruppi bancari dell'eurozona con una capitalizzazione di mercato di 53,1 miliardi di euro e leader in Italia in tutti i settori di attività ( retail, corporate e wealth management ), e la società Intrum Justitia SpA, presente in Europa con servizi di gestione e recupero crediti, hanno siglato un accordo al fine di costituire una partnership strategica in Italia riguardante i crediti deteriorati (NPL). Sostanzialmente, il gruppo bancario ha avviato una delle più importanti operazioni di cessione e cartolarizzazione realizzate nel mercato italiano su un portafoglio di crediti in sofferenza pari a 10,8 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore; l'accordo riguarda, però, anche un'altra operazione, ovvero l'integrazione delle piattaforme italiane di Intesa Sanpaolo e Intrum. Nello specifico, la costituzione di un operatore di primo piano nel servicing di NPL nel mercato italiano, con circa 40 miliardi di euro in servicing ; il 51 per cento della nuova piattaforma detenuto da Intrum ed il 49 per cento da Intesa Sanpaolo.