[ddlpres]

Per l’anno scolastico 2013/2014, si sta procedendo alla revisione annuale del contingente del personale della scuola in servizio all’estero (dirigenti scolastici, docenti, lettori e amministrativi), come previsto dall’articolo 639, comma 2, del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. In particolare, proseguirà l’operazione di riduzione del contingente avviata la scorsa estate, in applicazione di quanto disposto dal citato articolo 14 che prevede un numero massimo di personale scolastico all’estero pari a 624 unità. Si prevede che tale operazione si concluda entro l’anno scolastico 2016/2017, ipotizzando una riduzione media progressiva del contingente esistente pari a 80 unità l’anno, sulla base del criterio della scadenza dei collocamenti fuori ruolo in atto. Per l’anno scolastico 2012-2013, la riduzione è stata pari a 134 posti sulla rete, sulla base del criterio della scadenza, a qualsiasi titolo, dei mandati: il contingente è quindi passato da 1.024 unità a 890. Considerando che in media un assegno di sede pro-capite mensile, comprensivo degli oneri contributi e previdenziali, è pari a 4.400 euro, si calcola un risparmio pari a 7.075.200 euro. Laddove il taglio fosse corrisposto a 80 unità tale cifra sarebbe scesa a 4.224.000 euro. Ne deriva che è stato realizzato un risparmio aggiuntivo di euro 2.851.200. Tuttavia, si segnala che il combinato effetto tra l’automatismo insito nella norma, per cui il numero dei posti da sopprimere corrisponde ai collocamenti fuori ruolo in scadenza, e l’impossibilità di procedere a nuove nomine dall’Italia, ha fatto registrare le notevoli criticità di seguito esposte: -- drastica riduzione dei dirigenti scolastici, cui sono demandati compiti di il monitoraggio delle iniziative scolastiche all’estero, il controllo dei contributi erogati agli enti gestori e la gestione delle scuole statali. In particolare, per i corsi ex legge 153 del 1971, qualora si dovesse continuare ad applicare la stessa normativa, da settembre in molti Paesi prioritari per le iniziative scolastiche (come Canada e Belgio) non saranno più presenti dirigenti scolastici il che renderebbe molto più complesso e, spesso, di difficile attuazione un controllo puntuale sull’impiego dei fondi assegnati agli enti gestori. -- mancanza di alcuni profili professionali di docenza, che potrebbero pregiudicare l’avvio degli anni scolastici (per esempio: scuola statale di Asmara); -- inosservanza di impegni internazionali, anche a fronte di una contestuale diminuzione dei finanziamenti a disposizione per potere erogare contributi alle scuole e potere sopperire al mancato invio di docenti; -- necessità di dovere ricorrere ad un maggiore utilizzo dei supplenti dall’Italia, che potrebbe alla lunga ingenerare contenziosi con l’Amministrazione (rivendicazione da parte dei docenti supplenti di equiparazione giuridica ed economica con i docenti di ruolo). Alla luce di quanto precede, con il comma 1 dell’articolo 9 del presente decreto, nel rispetto dell’obiettivo quantitativo fissato dall’articolo 14, comma 11 del decreto-legge n. 95 del 2012 (624 unità), si consente ogni anno la partenza di un numero predefinito di dirigenti scolastici, docenti per discipline curricolari, lettori e amministrativi, in deroga al blocco delle partenze dall’Italia imposto dal comma 12 del medesimo articolo 14. Tale deroga non comporta un numero di posti aggiuntivi al contingente annuale, la cui riduzione continuerà fino al raggiungimento dell’obiettivo previsto, atteso che potrà essere conservato, anno per anno, per le specifiche ed insopprimibili esigenze di cui sopra, solo un numero di posti eccedente la media (80) che consente di assicurare al bilancio dello Stato le economie previste dall’attuazione della norma. La disposizione non comporta oneri derivanti da nuove selezioni. In relazione a questo ultimo aspetto si precisa che le prove di accertamento linguistico per l’aggiornamento delle graduatorie relative a docenti e personale amministrativo si sono già svolte nel dicembre 2011; quanto ai dirigenti scolastici i colloqui di cui all’articolo 46 del Contratto collettivo nazionale di lavoro normativo per il quadriennio 2002-2005 dell’area dirigenziale V sono state già organizzate nell’ambito di una procedura indetta con avviso antecedente al 6 luglio 2012. Il comma 2 dell’articolo 9, tenuto conto che agli alunni delle scuole statali italiane all’estero devono essere comunque assicurati gli insegnamenti obbligatori previsti dalla legislazione italiana, si permette l’affidamento di tali insegnamenti a personale italiano già residente nel paese ospitante o straniero in possesso dei requisiti prescritti, il cui contratto di assunzione e il rapporto di lavoro siano regolati dalla legge locale. In tal modo sarebbe limitato il numero di posti in contingente che prevedono la assegnazione dall’Italia di docenti di ruolo o di supplenti, il cui trattamento economico è più oneroso in quanto riferito all’indennità di servizio all’estero. Articolo 10 La disposizione ridefinisce il quadro di governance della materia delle politiche per la coesione territoriale, attualmente di competenza del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico, struttura in avvalimento da parte del Ministro per la coesione territoriale. Il citato Dipartimento, infatti, interviene nella promozione dello sviluppo economico e della coesione economica, sociale e territoriale e nella rimozione degli squilibri economici, sociali, istituzionali e amministrativi del Paese al fine di favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, nel rispetto del Trattato sull’Unione europea e in coerenza dell’articolo 119, quinto comma, e articolo 3, secondo comma, della Costituzione. La disposizione distribuisce la governance delle politiche di sviluppo territoriale tra una struttura dedicata della Presidenza del Consiglio dei ministri, con compiti di programmazione e di coordinamento delle politiche, e l’Agenzia per la coesione territoriale, con funzioni più specificamente operative di attuazione, di vigilanza e di supporto delle autorità di gestione dei programmi finanziati dai fondi strutturali e di cofinanziamento nazionale, nonché dalle risorse aggiuntive nazionali per le politiche regionali (FSC), di cui al decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, stante la necessità di rafforzare l’azione di programmazione, coordinamento, sorveglianza e sostegno della politica di coesione. Per lo svolgimento delle funzioni demandate al Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro delegato per la coesione territoriale, la norma prevede il trasferimento nei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri del personale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica fino a un massimo di 50 dipendenti. La disposizione, inoltre, istituisce l’Agenzia per la coesione territoriale, definendone la dotazione organica in 200 unità.