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Per converso, al fine di evitare eccessive diseguaglianze e garantire la funzione solidaristica dell'istituto pensionistico, si sancisce un divieto di erogare trattamenti pensionistici che, nel complesso, siano superiori a dieci volte il limite minimo stabilito per legge. Tale normativa di rango primario dovrà, in particolare, stabilire i requisiti soggettivi per beneficiare del trattamento pensionistico minimo (tra i quali anche l'età) nonché la destinazione, anche per la fase transitoria, delle somme eccedenti il trattamento pensionistico massimo -- circa 4 miliardi sui dati INPS 2012 -- all'integrazione delle pensioni minime e al finanziamento degli istituti solidaristici di sostegno al reddito. Per gli organi costituzionali, si rimette poi alle rispettive fonti di disciplina la regolamentazione delle modalità di destinazione delle somme eccedenti il trattamento pensionistico massimo al finanziamento degli istituti solidaristici di sostegno al reddito. Per raggiungere questi obiettivi si ritiene di introdurre un limite che corrisponde sostanzialmente a quello già in vigore per le prestazioni pensionistiche integralmente riconducibili al sistema contributivo (100.000 euro lordi di reddito imponibile), ma con una differenza determinante: la quota di contribuzione eccedente il limite è destinata a finanziare gli interventi redistributivi precedentemente ipotizzati. Attraverso queste disposizioni, dunque, si intende attuare pienamente quella funzione solidaristica attribuita dall'articolo 38 al sistema previdenziale nel suo complesso, garantendo in particolare, nella logica dell'articolo 3, la rimozione «degli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana» e restituendo concretezza ai «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» che l'articolo 2 sancisce, nonché al principio di «pari dignità sociale» di tutti i cittadini che informa non solo l'articolo 3 ma l'intera Costituzione, nella sua vocazione personalista. Del resto, il principio di solidarietà intergenerazionale è sancito espressamente dall'articolo 3 della Carta di Nizza, parallelamente al dritto degli anziani a una vita dignitosa (articolo 25), di modo che il perseguimento di fini solidaristici giustifica anche eventuali compressioni delle libertà economiche e del principio di concorrenza (Corte di giustizia, sent. Kattner -- Albany) . Anche la Corte di Strasburgo ha avuto modo di precisare che in caso di difficoltà finanziarie, che impediscono per di più il rispetto di obblighi internazionali, uno Stato può imporre alcuni tagli alle pensioni di una determinata categoria di persone. Ciò, sempre che si realizzi un equo bilanciamento tra le esigenze collettive e i diritti dei controinteressati (sentenza 8 ottobre 2013, Da Conceiçao mateus and Santos). D'altra parte, Paesi con una solida reputazione in tema di tutela della proprietà privata, della libertà d'impresa e del profitto individuale, prevedono tanto in linea di principio, anche costituzionale, quanto nelle politiche concrete, una marcata finalità solidale del sistema previdenziale. L'articolo 112 della Costituzione federale svizzera, ad esempio, recita (commi b e c): «le rendite devono coprire adeguatamente il fabbisogno vitale; la rendita massima non può superare il doppio di quella minima». Il presente disegno di legge si inserisce dunque in un solco già consolidato a livello comparatistico, valorizzando quei princìpi personalistici e solidaristici che ispirano la nostra Costituzione, nelle sue parti più lungimiranti.. 1 1 All'articolo 38 della Costituzione sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «Ogni cittadino, raggiunti i limiti anagrafici minimi per il trattamento pensionistico, così come definiti dalla legge, e sprovvisto dei mezzi necessari alle esigenze di vita, ha diritto ad un trattamento pensionistico. La legge determina l'entità del trattamento pensionistico minimo e i requisiti soggettivi per beneficiarne e stabilisce che l’importo totale dei trattamenti pensionistici pubblici percepiti da ciascun cittadino non può essere superiore a dieci volte il trattamento pensionistico minimo, indipendentemente dai contributi versati. La legge stabilisce la destinazione delle somme eccedenti il trattamento pensionistico massimo per assicurare ai cittadini i mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria».