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Tuttavia, il genitore starebbe attento e si autocensurerebbe per il pericolo di essere portato davanti a un tribunale (che poi - ripeto - magari lo assolverebbe) e incorrere nelle mannaie di una legge liberticida quale questa è. (Applausi) . Questa legge finisce con il discriminare la libertà di pensiero. Pensiamo a qualcuno che avesse in mente di insultare, discriminare e colpire anche solo con le parole (con gli atti neanche a parlarne, ovvio) una persona per il suo orientamento sessuale. Non prendo a esempio il tema della disabilità, che avete inserito nel provvedimento come una foglia di fico, salvo dimenticarvi di inserirlo in tutti gli articoli, per esempio con riferimento alla Giornata internazionale delle persone con disabilità, visto che poi si parlerebbe magari della disabilità e non più della cultura gender . C'è o non c'è oggi la norma che, qualora qualcuno avesse in mente di colpire e discriminare una persona per il suo orientamento sessuale, consentirebbe di denunciarlo, colpirlo e punirlo per diffamazione e, se passa agli atti, violenza privata o tentativo di violenza sessuale? C'è o non c'è? C'è o non c'è già la norma che consente di denunciare e far condannare colui che pensa di colpire qualcuno perché un giorno si sente uomo e un giorno donna, insultandolo e minacciandolo? La norma c'è. Quali sono i comportamenti che oggi rimangono fuori, se non le opinioni? Ma siccome noi siamo più realisti del re... (Commenti). Che vuol dire? Spiegamelo. Come ti permetti di fare dei gesti? Io sto parlando, stai discriminando me e il mio tentativo di esprimere la mia opinione qui in Parlamento. (Applausi) . Figurati come sarebbe discriminato un cittadino non parlamentare. Signor Presidente, siccome noi siamo più realisti del re, abbiamo presentato due emendamenti, introducendo una specifica aggravante per ogni reato riferito ai comportamenti di cui all'articolo 1, e un ulteriore emendamento volto a rendere impossibile la comparazione tra questa aggravante e qualsiasi attenuante (prevarrebbe quindi questa aggravante). Non abbiamo alcun timore di apparire come coloro che vogliono censurare chissà quale anelito di libertà. Al contrario, proprio noi, che di discriminazione subita ci intendiamo, vogliamo impedire discriminazioni nei confronti di chi vuole liberamente manifestare il proprio pensiero. Signor Presidente, passo all'ultimo argomento. Io invito questo ramo del Parlamento, ove mai venisse approvata la nostra proposta di non passare all'esame degli articoli, a presentare un disegno di legge più consono, su cui tutti ci si possa ritrovare, anche quegli esponenti - se volete ve li elenco - del mondo LGBT e quant'altro che sono contro questa legge, anche quegli esponenti del mondo cattolico, tra cui il Papa, che sono contro questa legge. Proviamo a fare una cosa tutti insieme, se volete. E, se ci state, scriviamo insieme una mozione contro gli Stati islamici dove non solo l'omofobia non è punita, ma è punito l'essere omosessuali, perfino con la pena di morte, nel vostro assoluto silenzio. (Applausi) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, sono pervenute, da parte del prescritto numero di senatori e dal presidente del Gruppo Fratelli d'Italia, due richieste di votazione a scrutinio segreto riferite alle proposte di non passaggio all'esame degli articoli presentate rispettivamente a firma dei senatori Calderoli e La Russa. Le richieste motivate sono già state distribuite. Il Presidente ritiene ammissibili tali richieste di votazione segreta, in base al Regolamento e in base ai precedenti. *ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signora Presidente, ho chiesto di parlare per un richiamo al Regolamento. Parlerò molto brevemente, svolgendo solo due considerazioni. La prima riguarda la natura del voto che stiamo per esprimere. Il non passaggio agli articoli, di cui non mi sfuggono gli effetti politici, ha però natura di voto procedurale. È una norma presente nel nostro Regolamento per consentire, una volta ricevuto l'assenso dell'Aula, il riesame, ben dopo sei mesi, del testo completo di un provvedimento in Commissione, prima che l'Aula ne discuta gli emendamenti. È quindi su una norma procedurale che poco fa la Presidenza del Senato ha concesso il voto segreto, a mio avviso contraddicendo il principio e lo spirito che prevedono il voto segreto per votazioni di merito, su norme che richiedono nel merito una speciale protezione della libera volontà del parlamentare. Il combinato disposto dei commi 4 e 4- bis dell'articolo 113 del nostro Regolamento richiede il riferimento a una fattispecie ben definita e non a un intero provvedimento, nel quale naturalmente possono convivere sia norme che consentono il voto segreto, sia norme che non lo consentono. È per questa ragione, a mio avviso, che il comma 4- bis dell'articolo 113 prevede che lo scrutinio segreto possa essere richiesto solo su questioni strettamente attinenti ai casi previsti nel comma precedente. Su questioni, non su provvedimenti. Nelle materie previste dal nostro Regolamento, su ben determinate norme o emendamenti, il voto può avvenire a scrutinio segreto. Ma su un voto procedurale, signora Presidente, a mio avviso non può essere concesso. Io rispetto la decisione del Presidente del Senato, che ha esercitato le sue prerogative; ma dissento nel merito della decisione che è stata assunta. La seconda considerazione riguarda l'oggetto del nostro voto. Chi voterà nel segreto per il non passaggio agli articoli e chi ha proposto e voluto il voto segreto non vuole migliorare il disegno di legge Zan. (Applausi) . Semplicemente non vuole che nel nostro ordinamento entrino norme che colpiscono crimini di odio a protezione di minoranze particolarmente esposte. Io non sono mai stato contrario al confronto politico e, anzi, come molti colleghi sanno, sono particolarmente favorevole al confronto, sempre che abbia l'obiettivo di migliorare un provvedimento, soprattutto su questioni delicate come quelle di cui tratta il disegno di legge Zan. Ho sempre temuto che non tutti, ma molti di coloro che chiedevano la revisione di alcune sue parti, in fondo lo volessero affondare e la richiesta del voto segreto mi conferma che la mia preoccupazione era corretta. Prevedere l'esito di un voto segreto è impossibile, ma nel nostro caso possiamo dire che sono certe le sue conseguenze. Se il non passaggio agli articoli verrà bocciato, il disegno di legge Zan potrà proseguire la sua discussione in Assemblea e, se essa lo vorrà, potrà essere aggiornato in alcune sue parti - penso - anche con un voto molto largo dell'Assemblea del Senato. Se, viceversa, dovesse prevalere il non passaggio agli articoli, il provvedimento verrebbe definitivamente archiviato e possiamo dire con assoluta certezza che in questa legislatura non vedrà mai la luce. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, dal mio punto di vista - lei ne ha espresso un altro - la natura delle due richieste avanzate dal Centrodestra del non passaggio agli articoli è chiarissima ed è di natura procedurale.