[resaula]

Si tratta di casi, già verificatisi, di aziende sane e produttive che sono state costrette alla cessazione totale dell'attività, aziende presenti sul mercato da decenni e che da decenni garantivano posti di lavoro, che sono scomparse; le conseguenze sono tutte negative: si penalizza la piccola impresa italiana a vantaggio delle potenti lobby del settore, si perdono decine di migliaia di posti di lavoro, non si ottiene nessun decremento dell'offerta di gioco e delle conseguenze negative sui giocatori; occorre evitare che, in caso di comprovate ipotesi di abuso, la stessa pubblica amministrazione competente possa trovarsi esposta a possibili azioni risarcitorie da parte di operatori esclusi dal mercato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative al fine di tutelare i proprietari degli apparecchi di cui all'art. 110, comma 6, lett. a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza in quanto piccoli operatori della filiera; se tali iniziative, come sarebbe opportuno, riguarderanno il divieto di utilizzo delle clausole di recesso o risoluzione contrattuale da parte dei concessionari o comunque l'affermazione del diritto da parte del proprietario degli apparecchi che abbia subìto recessi o risoluzioni contrattuali di ottenere da altri concessionari l'emissione dei nulla osta di messa in esercizio sostitutivi per i medesimi apparecchi, in considerazione del ruolo dei gestori degli apparecchi e dell'enorme apporto in termini di prelievo fiscale che assicurano all'erario. Atto n. 3-00535 LAFORGIA DE PETRIS ERRANI GRASSO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'interno Premesso che: la squadra mobile di Latina, in coordinamento con gli uomini del servizio centrale operativo della Polizia diretto da Alessandro Giuliano, ha smantellato un'associazione per delinquere composta da sei italiani, arrestati per violazione della normativa sul caporalato: tra loro anche due donne, che avevano il compito di reclutare la manodopera; i poliziotti hanno sequestrato decine di automezzi, beni e immobili degli arrestati per un valore di circa 4 milioni di euro, i proventi, cioè, dei guadagni realizzati illecitamente sulle spalle dei braccianti stranieri, i quali provenivano in parte anche dai Cas, i centri di accoglienza straordinaria: erano cioè in attesa del riconoscimento della protezione internazionale; nell'inchiesta sono coinvolti anche un sindacalista e un ispettore del lavoro, accusato di corruzione, ed i reati contestati dalla Procura di Latina vanno dall'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro all'estorsione, dal riciclaggio a reati tributari; in base a quanto riportato dagli organi di informazione, i braccianti erano anche costretti a iscriversi al sindacato dietro la minaccia del licenziamento; "L'ispettore del lavoro riceveva in cambio dei suoi servizi delle utilità e il sindacalista iscritti al sindacato", ha dichiarato il procuratore aggiunto Lasperanza relativamente agli arrestati Nicola Spognardi e Marco Vaccaro, segretario provinciale della Fai Cisl; "Il sindacato guadagnava anche 60 euro per ogni pratica di disoccupazione e l'ispettore ha ottenuto un appalto per la sicurezza sul lavoro a favore di una ditta a lui legata", ha aggiunto il capo della squadra mobile di Latina, Carmine Mosca; Vaccaro prima di Natale ha anche scritto in un messaggio inviato a un altro sindacalista: "A Babbo Natale ho chiesto ... 4.000 disoccupazioni e un gatto"; considerato che l'associazione per delinquere è stata sgominata applicando la legge contro il caporalato in agricoltura approvata nella XVII Legislatura (legge n. 199 del 2016), si chiede di sapere quali strumenti i Ministri in indirizzo intendano utilizzare al fine di evitare simili episodi concentrando l'azione di Governo sulla prevenzione, promuovendo eventuali iniziative più stringenti in tale ambito. Atto n. 3-00536 GARAVINI PARRINI Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: il decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018, ha introdotto importanti novità nella gestione dei beni sequestrati e confiscati e, soprattutto, nella funzionalità dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; in particolare sono state stabilizzate le sezioni distaccate di Reggio Calabria, Napoli, Palermo e Milano; istituite nuove procedure per la gestione dei beni; create nuove modalità organizzative; la quantità di beni in gestione è in costante aumento, considerato il lavoro continuo di indagine delle forze di polizia e della magistratura che porta a sequestri di beni ai mafiosi ed ai corrotti in misura sempre crescente nel tempo; la legge prevede un aumento del personale a disposizione dell'Agenzia, in particolare: 100 unità di personale in comando da altre amministrazioni pubbliche, così come già previsto dalla legge precedente, e 70 unità di personale da assumere con concorso pubblico; le 70 unità da assumere con concorso dovrebbero, in misura prevalente, occuparsi della gestione delle aziende confiscate, uno dei settori più delicati e complessi dell'attività dell'Agenzia; con la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) è stato introdotto il blocco delle assunzioni in tutto il pubblico impiego che impedirà, almeno fino al novembre 2019, di procedere alle nuove assunzioni, non consentendo all'Agenzia di funzionare adeguatamente e di svolgere tutti i suoi delicati compiti, si chiede di sapere: che cosa intenda fare il Governo per sbloccare le assunzioni per l'Agenzia, in deroga al blocco previsto per la pubblica amministrazione; come intenda procedere all'effettivo rafforzamento delle funzioni dell'Agenzia se non provvederà allo sblocco delle assunzioni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00525 TARICCO FEDELI MAGORNO CUCCA MARGIOTTA MESSINA Assuntela GARAVINI ROSSOMANDO D'ARIENZO BINI ASTORRE GIACOBBE FERRAZZI BOLDRINI COMINCINI Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da diversi organi di stampa, in data 7 gennaio 2019 durante una manifestazione, svoltasi al cimitero del Verano di Roma e organizzata da "Forza nuova", "Avanguardia nazionale" e "Fiamme nere" in memoria dei morti del 1978 in via Acca Larentia, il giornalista Federico Marconi ed il fotografo Paolo Marchetti, del settimanale "L'Espresso", presenti sul luogo al fine di documentare la manifestazione, sono stati violentemente aggrediti e colpiti da soggetti appartenenti alle stesse organizzazioni neofasciste; secondo quanto denunciato dai cronisti, diversi manifestanti con intimidazioni e pesanti minacce, spintoni, calci alle gambe e schiaffi hanno loro imposto di consegnare la scheda di memoria della macchina fotografica di Paolo Marchetti al fine di cancellare foto e video della giornata, nonché requisito il cellulare ed il portafoglio di Marchetti, per identificarlo in maniera del tutto illegittima;