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Tra le varie misure previste, mi preme evidenziare quelle che, seppure ancora in forma embrionale, facilitano la cessione dei crediti fiscali e la loro circolazione. Mi riferisco alla possibilità di cedere i crediti IVA trimestrali, oltre a quelli annuali, e alla possibilità di cedere il credito da detrazione per sisma bonus ed ecobonus. La libera circolazione dei crediti, sia fiscali che commerciali, vantati dai cittadini e dalle imprese nei confronti dello Stato, deve essere promossa e sviluppata, perché potrebbe costituire un metodo semplice ed efficace per sbloccare la grave e persistente situazione di ritardo dei pagamenti e ridurre i tempi di rimborso dei crediti di imposta. Essa consentirebbe maggiori disponibilità liquide per le imprese, evitando allo Stato e alla pubblica amministrazione esborsi diretti. Occorre consentire a chi vanta crediti nei confronti dello Stato di poterli utilizzare come fossero titoli di pagamento, cedendoli - ad esempio - ai propri fornitori per saldare un debito commerciale, così come previsto dall'articolo 10 del decreto crescita relativamente ai crediti derivanti da ecobonus e sisma bonus . Ormai esistono le tecnologie idonee a rendere più semplice e sicura la cessione dei crediti. L'amministrazione finanziaria è in possesso di tutti i dati che le consentano di verificare e certificare i crediti, impedendo frodi e abusi. Queste - come altre non meno importanti disposizioni contenute nel provvedimento e negli emendamenti approvati dalla Camera - fanno parte delle misure che in qualche modo cercano di dare ossigeno all'economia. Le misure che stiamo adottando sono molteplici, importanti e utili. In quest'Aula possiamo avere posizioni discordanti sulle migliori proposte da adottare per riattivare l'economia del Paese, ma credo che dovremmo convergere sull'individuazione delle cause profonde del nostro declino economico, che perdura ormai da decenni. Dovremmo partire dal loro riconoscimento condiviso proprio per poter arrivare alle soluzioni più efficaci e per evitare di limitarci a curare i sintomi, andando invece ad aggredire la malattia. Dobbiamo farlo in modo responsabile, certo, ma dobbiamo parlare apertamente del fatto che il nostro declino è legato al quadro macroeconomico e che la moneta unica funziona attraverso la svalutazione del lavoro, assecondata dalle politiche del lavoro portate avanti dagli ultimi Governi, dalla precarizzazione e dalla flessibilità, che altro non è se non lo strumento utilizzato per moderare le pretese salariali e per svalutare i redditi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Purtroppo, l'aumento della flessibilità nel mercato del lavoro è opera soprattutto di una parte del Parlamento, del centrosinistra in particolare, che ha sostenuto i Governi degli ultimi anni. Oggi il senatore Richetti ironizzava sul fatto che il MoVimento 5 Stelle è nato da un comico e ha mantenuto i piedi ben saldi nella comicità. Signor Presidente, uno dei padri della sinistra italiana è certamente Enrico Berlinguer, un mio conterraneo, un politico impegnato anche e soprattutto nella difesa del valore del lavoro. Io sinceramente non riesco a ironizzare - come ha fatto il senatore Richetti - sul fatto che alcuni esponenti della sinistra italiana, quelli che più di tutti hanno portato avanti politiche scellerate di svilimento del lavoro, possano rappresentare gli eredi di Enrico Berlinguer. (Applausi dal Gruppo M5S) . Non ci riesco semplicemente perché mi dispiace. Dobbiamo parlare apertamente della politica mercantilistica estrema, che ha sacrificato redditi e investimenti, che ha impoverito gli italiani e ha distrutto la classe media, consentendo la concentrazione di redditi e ricchezza nelle mani di pochi e a volte promuovendo il crollo della domanda interna. Questo Governo e questa maggioranza, dopo anni di conformismo economico, hanno avuto il merito di puntare i piedi e di approvare misure che vanno in direzione opposta rispetto a quella erroneamente seguita finora. Il decreto crescita che ci accingiamo a votare tenta, in tutte le direzioni possibili, di dare respiro alla domanda interna, soffocata dall'estremismo mercantilista che ha caratterizzato il mercato unico e l'eurozona. Per questo è necessario partire da un'analisi profonda della crisi, attraverso l'utilizzo di seri e affidabili modelli economici. Tale analisi non può e non deve essere riservata esclusivamente ai pur competenti economisti presenti in Parlamento. Tutti abbiamo il dovere di studiare e capire qualcosa che ci riguarda così da vicino e che condiziona il futuro delle nostre vite e di quelle dei nostri figli. Solo così potremo coglierne meglio il senso e individuare le soluzioni migliori per dare una vera speranza di rinascita all'Italia e all'Europa. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Bossi Simone) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CUCCA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, prendo la parola per ricordare in quest'Aula la figura di un uomo di grande spessore e levatura che, assai silenziosamente, ha offerto un grande contributo sia al Senato che al mondo giudiziario. Il 16 giugno scorso è deceduto a Prato il dottor Salvatore Senese, magistrato, deputato dell'XI legislatura e senatore nella XII e nella XIII legislatura. Difficile se non impossibile è riassumere nei pochi minuti che ho a disposizione quanto egli ha fatto nel corso della sua attività politica e lavorativa, sempre caratterizzata da un impegno profondo nella difesa dei diritti e del ruolo garantista della giurisdizione. Fu il fondatore di Magistratura Democratica, di cui fu segretario durante il periodo più buio, quello degli anni di piombo, e successivamente nel 1992 venne eletto al Parlamento, dove restò sino al 2002. Fu uno studioso profondo dei temi inerenti il costituzionalismo democratico, come l'indipendenza del giudice e la separazione dei poteri, la deontologia giudiziaria, il garantismo e la giurisdizione, le garanzie dei diritti sociali e del lavoro. Fu uno strenuo difensore dei valori della pace e dei diritti dei popoli, denunciando pesantemente tutti i crimini contro l'umanità. Fu un grande magistrato, sempre legato ai temi più pregnanti della deontologia giudiziaria, come l'incertezza della verità processuale, la necessità di disponibilità all'ascolto delle opposte ragioni, l'attitudine al dubbio e soprattutto l'indipendenza da qualsiasi ingerenza interna o esterna al magistrato; temi che oggi sono di grandissima importanza, soprattutto nell'ultimo periodo. La figura di Salvatore Senese costituisce uno degli esempi più luminosi a cui tutti i magistrati, ma anche tutti gli operatori del diritto, dovrebbero indirizzare il proprio sguardo per comprendere come dovrebbe essere svolta l'attività di ciascuno di loro, di ciascun magistrato. All'affermazione e alla difesa dei principi che caratterizzavano l'attività di magistrato egli si dedicò anche nella sua attività parlamentare. Mi sento di affermare che i suoi insegnamenti dovrebbero essere sempre tenuti presente da tutti coloro che operano nell'ambito del mondo giudiziario, ma in particolare dai magistrati, per la serietà con cui ha svolto il suo ruolo.