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Pertanto, lavoriamo assieme per ottenere subito una tregua, un cessate il fuoco, per far partire quella conferenza di pace che chiedevamo già a metà marzo, da tenere magari qui a Roma e cui far partecipare, oltre a Russia e Ucraina, anche gli altri Stati membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (quindi gli Stati Uniti, la Cina, la Francia e la Gran Bretagna), insieme ai Paesi che l'Ucraina ha indicato come garanti della propria sicurezza, tra cui l'Italia, la Germania, la Turchia e Israele. Presidente Draghi, le chiediamo davvero di costruire insieme questo percorso. Probabilmente una nuova occasione per parlare di questi temi sarà il prossimo Consiglio europeo straordinario, che si svolgerà il 30 e il 31 maggio. Anche in quel caso non è previsto un passaggio in Parlamento, ma reputo opportuno costruire assieme la strategia e le proposte che il Governo italiano intende portare a quel Consiglio europeo, in cui, come lei ha detto, si discuterà di Repower EU, di strategie per fronteggiare la crisi energetica, di come aiutare l'Ucraina e quindi di come proseguire e progettare davvero questa seconda fase e far partire quella difesa comune europea che siamo stati i primi a invocare. Riteniamo che un passaggio in Parlamento per costruire assieme questo momento potrebbe rappresentare davvero un forte segnale e certamente darebbe al Governo un mandato sempre più forte e trasversale da parte di tutte le forze politiche. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri, che ringrazio per la disponibilità. Sul tragico incidente dell'Aquila QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, vorrei ricordare all'Assemblea i fatti tragici accaduti ieri nella città dell'Aquila, dove una fatalità... PRESIDENTE . Senatore Quagliariello, questo intervento si può svolgere a fine seduta, non in questo momento, perché abbiamo un ordine del giorno da esaurire prima; alla fine, le darò volentieri la parola. QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, credo che sarebbe invece il caso di osservare un minuto di silenzio e lo chiedo alla Presidenza. È morto un bambino, uno di quei bambini ricordati oggi dal presidente del Consiglio Draghi, e considero un atto di sensibilità nei confronti di una città che ha tanto sofferto il fatto che la Presidenza prenda in considerazione questo gesto. Lo rimetto a lei e credo che questo sia il momento, tra un punto e l'altro dell'ordine del giorno. La ringrazio per la sua sensibilità. PRESIDENTE . Senatore, la ringrazio per la sua richiesta, ma trovo assolutamente inopportuno fare una valutazione rispetto ai gradi di dolore che si provano in queste occasioni. Dopodiché, invito l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento; lo avrei fatto comunque alla fine della seduta, però non usiamo episodi che sono tragedie per fare un confronto fra una e l'altra. (Applausi. Il Presidente si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea, che osserva un minuto di raccoglimento). Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 2317 Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti NENCINI ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2317. La relatrice, senatrice De Lucia, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. DE LUCIA, relatrice . Signor Presidente, il disegno di legge n. 2317, recante «Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti», intende ricordare e celebrare, a cent'anni dal suo rapimento e dal suo omicidio, la figura e il pensiero di Giacomo Matteotti, il deputato socialista vittima della violenza fascista. Come ricorda la relazione illustrativa al disegno di legge, Matteotti non fu il primo e non sarà l'ultimo parlamentare (prima di lui, Giuseppe Di Vagno e, dopo di lui, Giovanni Amendola) ad essere ucciso dallo squadrismo per aver difeso la sorte degli ultimi e la libertà senza altri aggettivi. Eppure, risale proprio alla sua morte la trasformazione definitiva del regime, già illiberale, in autentica dittatura, dopo i lunghi mesi di difficoltà in cui il Governo Mussolini si era dibattuto. Al suo rapimento e omicidio, commessi il 10 giugno 1924, seguì la secessione dell'Aventino. Mesi dopo il ritrovamento del suo cadavere, avvenuto il 16 agosto, Mussolini, con un discorso a Montecitorio il 3 gennaio 1925, dichiarò conclusa la questione Matteotti e dispose la fine della libertà di stampa e l'emarginazione delle opposizioni. Questa è appunto la data che viene indicata come spartiacque nella storia d'Italia, segnando l'inizio della dittatura. Ricordare Giacomo Matteotti (un deputato, un uomo politico e uno studioso che ha interpretato i sentimenti più alti dell'Italia e non ha voluto piegarsi alla dittatura nascente) vuole avere quindi soprattutto il significato di un monito a difendere la libertà e la democrazia sempre e comunque, una sorta di esercizio di pedagogia civile. L'articolo 1 del disegno di legge in questione (che è a prima firma del collega Nencini, ma che tutta la Commissione - Capigruppo e componenti della maggioranza - ha sottoscritto con convinzione) prevede che le celebrazioni siano finalizzate a promuovere e valorizzare la conoscenza e lo studio della sua opera e del suo pensiero in ambito nazionale e internazionale. L'articolo 2, nel disciplinare le iniziative per il centenario della morte di Matteotti, statuisce che lo Stato riconosce meritevoli di sostegno e finanziamento i progetti di promozione, ricerca, tutela e diffusione della conoscenza della vita, dell'opera, del pensiero e dei luoghi più strettamente legati alla figura di Giacomo Matteotti. Tali progetti possono essere realizzati anche in collaborazione con soggetti pubblici, associazioni, fondazioni e istituti culturali, attraverso iniziative che possono sostanziarsi in attività celebrative, convegni nazionali e internazionali, iniziative didattico-formative e culturali, per promuovere in Italia e all'estero la conoscenza della vita, del pensiero e dell'opera di Giacomo Matteotti. Le iniziative in questione possono sostanziarsi nella promozione, anche mediante l'assegnazione di apposite borse di studio rivolte a studenti universitari e delle scuole secondarie di secondo grado, della ricerca storica e dello studio aventi a oggetto la vita, il pensiero e l'opera di Giacomo Matteotti, con particolare riferimento alle sue attività in ambito sindacale, come amministratore locale, studioso e parlamentare, nonché al periodo storico compreso tra la Prima guerra mondiale e la sua morte;