[resaula]

come si legge nella Risoluzione in materia di analisi del fenomeno mafioso e criticità per l'amministrazione della giustizia negli uffici giudiziari operanti nella provincia di Foggia nel settore della criminalità organizzata (approvata dal Consiglio superiore della magistratura con delibera consiliare del 18 ottobre 2017), e in tutti gli atti successivi da parte di altri soggetti competenti, come per esempio, Direzione distrettuale antimafia e Direzione investigativa antimafia, l'80 per cento degli oltre 300 omicidi di mafia commessi negli ultimi 35 anni è rimasto impunito. E ancora si legge: "In taluni contesti del foggiano il radicamento socio-culturale del sistema mafioso è così forte da produrre una generalizzata e assoluta omertà che, talvolta, trasmoda nella connivenza se non addirittura nel consenso". La risoluzione, inoltre, evidenzia la "capillare presenza sul territorio dei gruppi organizzati e il ricorso alla estrema violenza come abituale metodo dell'operatività delittuosa, il che ha determinato nella società civile una forte assoggettamento al crimine, che, sul versante giudiziario, si traduce in comportamenti omertosi delle vittime con conseguenti difficoltà investigative e di accertamento giudiziale. (...) Le denunce sono pressoché inesistenti e i pochi cittadini che le presentano quasi sempre in sede processuale ritrattano (...). Gli imprenditori, nel corso degli anni, sono passati da un assoggettamento estorsivo di tipo violento, ad un atteggiamento di volontaria sottomissione al sistema mafioso: spesso, infatti, è lo stesso imprenditore che si reca autonomamente dal mafioso per pagare il pizzo, anticipandone in tal modo la richiesta. E, all'origine di tali iniziative degli imprenditori, non vi è la finalità di lucrare vantaggi, ma la consapevolezza che l'agibilità del percorso esistenziale, economico, sociale e familiare non può affrancarsi dalla protezione mafiosa (...). Il fenomeno mafioso è, quindi, nell'insieme, compatto, feroce, profondamente radicato sul territorio, su cui esercita un vero e proprio controllo militare"; la scia di sangue, purtroppo, non si è interrotta alla data della relazione, ma gli omicidi sono proseguiti fino a qualche giorno fa. Si cita, a solo titolo di esempio, l'omicidio commesso l'11 luglio 2021 a San Severo, tra la folla che era in strada per festeggiare la vittoria della nazionale italiana agli europei di calcio, che portò anche al ferimento di un bambino di soli 6 anni; e un altro omicidio, circa un mese dopo, nella stessa città, che vide anche il ferimento di un altro bambino di 12 anni; agli omicidi si affiancano le pesanti minacce estorsive agli operatori economici e le bombe fatte esplodere davanti ad esercizi commerciali e sociosanitari; gli attentanti dinamitardi sono purtroppo frequentissimi, ne sono stati registrati ben 5 solo con riferimento all'ultima settimana. Queste modalità cruente ed eclatanti utilizzate dalle compagini mafiose hanno il palese obiettivo di intimidire e prostrare la cittadinanza e gli operatori economici e, in definitiva, di conseguire gli obiettivi criminali; i gravi atti intimidatori fanno seguito ad altri attentati dinamitardi, risalenti al 2018 e al 2020, ai danni delle forze dell'ordine. Si ricordano l'attentato all'autovettura del comandante della stazione dei Carabinieri di Cerignola, quello ai danni di un maresciallo di Corato (Bari), la bomba fatta esplodere davanti al commissariato di Canosa di Puglia o quella ai danni di un dirigente del Comune di Monte Sant'Angelo, Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2015; è innegabile, d'altro canto, che lo Stato, in questi ultimi 4 anni, specie dopo l'omicidio di San Marco in Lamis dei due poveri innocenti e inconsapevoli fratelli Luciani, onesti lavoratori e padri di famiglia, abbia raggiunto successi investigativi notevoli, procedendo a centinaia di operazioni antimafia, centinaia di arresti che hanno portato in carcere, a scontare condanne passate in giudicato o in attesa di sentenze definitive, praticamente tutti i boss delle famiglie mafiose della Capitanata. O, ancora, sono decine e decine le interdittive antimafia, emanate dal prefetto competente, e ben 5 gli scioglimenti di Consigli comunali, compresi quello più recente della città capoluogo. Tutto ciò grazie al coraggio e alla professionalità di uomini e donne della magistratura, delle forze dell'ordine e delle diramazioni governative territoriali; ciononostante o, forse, anche in conseguenza di questi arresti e del vuoto di potere creatosi nella criminalità mafiosa operante in provincia di Foggia, continuano a registrarsi gravi episodi che generano preoccupazione e grande allarme sociale e che mirano ad incutere il terrore tra gli operatori economici, all'evidente fine di poterli più facilmente sottoporre ad estorsione; nonostante questo quadro preoccupante, le importanti città di San Severo e di Cerignola, che hanno circa 60.000 abitanti e che, come detto, sono flagellate dalla presenza criminale e mafiosa, non sono dotate di commissariati della Polizia di Stato di cosiddetto primo livello, con tutto ciò che ne consegue in termini di minori risorse tecniche e umane, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative voglia mettere in atto per contrastare ancor di più l'offensiva criminale e mafiosa in provincia di Foggia; se ritenga necessario elevare i commissariati della Polizia di Stato di San Severo e di Cerignola a strutture di primo livello, con tutto ciò che consegue in termini di maggiori risorse tecniche e di personale impiegato nelle dette strutture territoriali; se ritenga necessario aumentare l'organico delle forze dell'ordine presenti in tutta la provincia per meglio contrastare l'attacco mafioso ai cittadini, agli operatori economici e agli organismi dello Stato. Atto n. 3-03017 BERNINI MALLEGNI BARACHINI BOCCARDI PAROLI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la manovra di bilancio approvata a dicembre 2021 (legge n. 234 del 2021) ha dimostrato un impegno del Governo sulle infrastrutture all'interno di una strategia volta a tenere il tasso di investimenti pubblici superiore al 3 per cento del PIL per i prossimi 10 anni; tra le misure approvate c'è il finanziamento di 200 milioni di euro assegnato a SAT, Società autostrada tirrenica, destinato a potenziare la strada tirrenica, progetto fermo da molti anni, necessari per la messa in sicurezza e il miglioramento della mobilità nelle regioni interessate (Lazio, Toscana e Liguria); sul Tirreno non esiste una viabilità adeguata ai collegamenti per il turismo, per il commercio e per l'industria; si apprezza l'impegno del Ministro in indirizzo per avere accolto le indicazioni della Commissione 8ª del Senato ed avere inserito la strada tirrenica tra le opere strategiche da commissariare e quindi da finanziare;