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Con un emendamento in sede referente, è stato stabilito che, nei porti dove non vige il divieto di cumulo, la valutazione in ordine alla richiesta di ulteriori concessioni è rimessa all'Autorità di sistema portuale, che tiene conto dell'impatto sulle condizioni di concorrenza. L'articolo 6, comma 1, modificato dalla Commissione nel corso dell'esame in sede referente, elenca le disposizioni che si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge in esame, al fine di valorizzare adeguatamente le reti di distribuzione del gas di proprietà degli enti locali e di rilanciare gli investimenti nel settore della distribuzione del gas naturale, accelerando al contempo le procedure per l'effettuazione delle gare per il servizio di distribuzione di gas naturale previste dal Regolamento per i criteri di gara e per la valutazione dell'offerta per l'affidamento del servizio della distribuzione del gas naturale. In dettaglio, alla lettera d) la Commissione ha previsto che, con riferimento alla disciplina delle gare di affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale, il gestore, nell'offerta di gara, può versare agli enti locali l'ammontare pari al valore dei titoli di efficienza energetica corrispondenti agli interventi di efficienza energetica previsti nel bando di gara e, secondo l'integrazione disposta dalla Commissione in sede referente, offerti secondo le modalità definite nello schema di disciplinare di gara tipo. La Commissione ha altresì specificato che il valore dei titoli di efficienza energetica da versare agli enti locali è determinato ogni anno secondo le disposizioni di cui all'articolo 8 comma 6, del DM n. 226 del 2011. L'articolo 7, comma 1, modificato dalla Commissione nel corso dell'esame in sede referente, novella in alcune parti l'articolo 12 del decreto legislativo n. 79 del 1999 (Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica). La lettera a) inserisce il nuovo comma 1- ter .l. In base alle modifiche apportate dalla Commissione, la nuova disposizione rinvia ora espressamente al comma 1- ter dello stesso articolo 12 per quanto riguarda l'effettuazione delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. Con una modifica in sede referente, la Commissione ha inserito in particolare la specificazione per cui i criteri economici sulla base dei quali va determinato l'indennizzo devono essere basati sull'entità degli investimenti proposti, determinando le misure di compensazione ambientale e territoriale, anche a carattere finanziario, da destinare ai territori dei Comuni interessati dalla presenza delle opere e della derivazione compresi tra i punti di presa e di restituzione delle acque, garantendo l'equilibrio economico finanziario del progetto di concessione, nonché i livelli minimi in termini di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico. Al fine di promuovere l'innovazione tecnologica e la sostenibilità delle infrastrutture di grande derivazione idroelettrica, l'affidamento delle relative concessioni può avvenire anche facendo ricorso alle procedure previste dall'articolo 183 del codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 50 del 2016) in relazione alla finanza di progetto. La lettera b) sostituisce il comma 1- quater dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 79 del 1999. Rispetto al testo in vigore, con una modifica della Commissione in sede referente, viene fissato al 31 dicembre 2023 (in luogo dell'iniziale riferimento alla data del 31 dicembre 2022) il termine finale entro il quale devono essere avviate le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche; è introdotta una specifica disciplina secondo cui le Regioni comunicano tempestivamente al MIMS l'avvio e gli esiti delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. Decorso il termine per l'avvio delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e comunque in caso di mancata adozione delle leggi regionali entro i termini prescritti dal comma 1- ter , il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili propone l'esercizio del potere sostitutivo. La lettera c) sostituisce il comma 1- sexies dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 79 del 1999. Rispetto al testo vigente, la formulazione iniziale dettava una disciplina parzialmente diversa per le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche che prevedono un termine di scadenza anteriore al 31 dicembre 2023 (prorogato al 31 luglio 2024 dall'articolo 125- bis , comma 3, lettera b) , del decreto-legge n. 18 del 2020 - legge n. 27 del 2020), ivi incluse quelle già scadute. Con una modifica in sede referente, la Commissione ha fissato alla data del 31 dicembre 2024 il limite temporale che rende operante la disciplina speciale. Inoltre, la Commissione in sede referente ha espunto la previsione originaria relativa alla rinegoziazione dei rapporti concessori da parte delle Regioni, alle quali invece si consente la prosecuzione dell'esercizio della derivazione, nonché la conduzione delle opere e dei beni passati in proprietà delle Regioni ai sensi del comma 1 dell'articolo 12, in favore del concessionario uscente per il tempo strettamente necessario al completamento delle procedure di assegnazione e comunque non oltre tre anni (in luogo del termine di due anni inizialmente previsto) dalla data di entrata in vigore dell'articolo in esame. Ai fini della prosecuzione dell'esercizio, la Commissione, in sede referente, ha inserito la previsione in base alla quale le Regioni devono stabilire l'ammontare del corrispettivo che i concessionari uscenti debbono versare all'amministrazione regionale in conseguenza dell'utilizzo dei beni e delle opere affidate in concessione, o che lo erano in caso di concessioni scadute. Inoltre, si stabilisce che le concessioni per grandi derivazioni a scopo idroelettrico accordate nelle province autonome di Trento e di Bolzano, in forza di disposizioni normative o amministrative che prevedono un termine di scadenza anteriore al 31 dicembre 2024 (in luogo della data, attualmente prevista, del 31 dicembre 2023), o a data successiva eventualmente individuata dallo Stato per analoghe concessioni di grandi derivazioni idroelettriche situate nel territorio nazionale, sono prorogate di diritto, ancorché scadute, per il periodo utile al completamento delle procedure di evidenza pubblica e comunque non oltre la predetta data ed esercitate fino a tale data alle condizioni stabilite dalle norme provinciali e dal disciplinare di concessione vigenti alla data della loro scadenza. L'articolo 8, modificato in sede referente a seguito dell'approvazione di identici emendamenti sostitutivi del medesimo articolo, reca la delega al Governo per il riordino della materia dei servizi pubblici locali, da esercitare anche tramite l'adozione di un apposito testo unico (comma l). Nell'esercizio della delega, il Governo è tenuto ad attenersi a determinati principi e ai criteri direttivi (comma 2). La delega è esercitata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.