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Ciò che, però, a mio avviso, dovrebbe essere un momento di riflessione del Parlamento è il fatto che l'aumento complessivo dei prezzi delle materie prime e l'inflazione stanno diventando variabili che devono essere comprese. Quando, infatti, si sono cominciate ad avere le prime avvisaglie, probabilmente si pensava che si trattasse di un fenomeno contingente; oggi ci si interroga invece - c'è la massima attenzione da parte del Governo, dell'Unione europea e, credo, dell'intera comunità internazionale - sugli effetti e sul fatto che essi in qualche modo dovessero stabilizzarsi. Introduco il tema perché ieri ho ascoltato con una certa attenzione il dibattito sulle vicende delle proteste e il malessere che avvertiamo all'interno del Paese e nella popolazione. Probabilmente ci dovremmo interrogare sui motivi che ci sono dietro. Mi sono interrogata su ciò che può spingere delle persone a protestare semplicemente per una questione attinente a uno strumento di salute pubblica come il green pass o, se preferite, come giustamente dovrebbe essere chiamato, il certificato sanitario. Mi sono chiesta se è possibile che sia solamente questo il motivo che porta tanta rabbia in un momento in cui alla fine il Paese, pur con tutte le difficoltà che conosciamo, si è ripreso, ha affrontato la campagna di vaccinazione, ha risolto una serie di problemi e ha attivato una serie di procedimenti, compreso il fatto che stanno tangibilmente arrivando i flussi finanziari dall'Europa. E la risposta che mi sono data è stata che ogni giorno i cittadini, al di là dell'opera che fa soprattutto il Governo, ma anche il Parlamento nella traduzione dei provvedimenti, vanno a fare benzina e credo che oggi l'incertezza che viene trasmessa e che le persone avvertono sulle proprie spalle non sia solamente legata al timore di una nuova ondata pandemica, delle chiusure e di tutto il resto, ma a quello che vedono nelle proprie tasche, a fronte di un aumento dei prezzi che, a cominciare da quelli delle bollette - questione affrontata immediatamente dal Governo con un decreto - adesso a cascata sta interessando tantissimi settori. È di ieri la notizia che il Ministero dell'agricoltura ha assunto una serie di iniziative proprio per il contenimento dei prezzi di beni di primissimo consumo (come ad esempio del latte). Penso che la contrapposizione cui ho assistito ieri e che si riferiva alle questioni relative a pro vax, no vax, pro green pass o no green pass, debba essere analizzata più a fondo. In primo luogo per capire che evidentemente ha radici diverse e probabilmente sono di natura economica, ma in secondo luogo perché abbiamo il dovere di spiegare anche quello che sta facendo il Governo, che in quest'Aula, rispondendo ad alcune interrogazioni, ha confermato il fatto di avere la massima attenzione su queste tematiche, perché non c'è solo il problema contingente di questo aumento del prezzo del carburante e delle materie prime, ma c'è la necessità che il nostro Paese, naturalmente nel contesto europeo, predisponga e metta in atto tutta una serie di strumenti strutturali per evitare aumenti sconsiderati di generi che definisco - tanto per capirci - di primo consumo, cioè quello che si fa normalmente. Abbiamo quindi da un lato il dovere di comprendere, ma dall'altro anche il dovere di spiegare il fatto che queste sono azioni che si stanno portando avanti a livello europeo. Non a caso, è stato ribadito più volte e con forza il percorso che ci deve portare ad un'autonomia strategica, che vuol dire che se l'Europa - e con l'Europa l'Italia - dipende da troppi Paesi esteri per tutta una serie di forniture, è chiaro che poi si trova a dover combattere con l'inflazione da una parte, ma soprattutto con questo aumento dei prezzi, perché non riesce a governare il sistema. È chiaro che sono stati compiuti atti importanti. Ad esempio, questa cosa è passata un po' sotto silenzio, ma gli annunci statunitensi relativi al fatto che non verranno più posti i dazi in rapporto a degli accordi di carattere internazionale sono sicuramente un fatto rilevante, così come sono rilevanti le azioni che si stanno ponendo in essere per consentire la diversificazione degli approvvigionamenti delle materie prime. Il relatore ha ricordato un aspetto che condivido, per fare un esempio di come si possa reagire. Per molte famiglie, l'impatto relativo alle bollette elettriche è stato limitato grazie al fatto che venivano approvvigionati attraverso fonti di energia alternativa. Con questo ragionamento voglio dire che dobbiamo essere consapevoli che le azioni e soprattutto le risorse che il Governo stanzia per il problema delle bollette di energia elettrica e gas metano si ricollegano a interventi contingenti, ma l'attenzione delle forze politiche si deve concentrare sulla percezione che oggi i cittadini hanno e che, a mio avviso, è profondamente influenzata dall'aumento dei prezzi perché tutti i giorni, o quasi, fanno benzina. Questo è quello che passa e tale aspetto non va quindi trascurato. In secondo luogo, va capito e spiegato quello che il Governo (sostenuto da quasi tutte le forze parlamentari) sta facendo in questa fase con provvedimenti come quello in esame e con le iniziative assunte dai Ministeri competenti. In terzo luogo, va seguita e spiegata con grande attenzione e forza, nonché supportata, l'operazione che tutta l'Europa sta compiendo per evitare una problematica legata a inflazione, aumento dei prezzi e altro ancora (mi riferisco a rame, chip ). In caso contrario, rischiamo che i tanti sforzi che stiamo facendo adesso non vengano percepiti con la dovuta attenzione nel Paese, o magari si trasformino in forme di protesta che hanno un bersaglio diverso da quello vero, che a mio avviso è quello di carattere e natura economica. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, assistiamo ormai da un anno esatto alla crescita dei prezzi di tante materie prime come acciaio, rame, minerali come il magnesio, alluminio, petrolio, metano e anche materie prime alimentari come grano e cereali. L'incremento dei prezzi è dovuto a tante concause, tra cui - sicuramente - la ripresa che timidamente un anno fa, dopo alcuni mesi di lockdown , il mondo globalizzato ha cominciato a intraprendere. Oggi famiglie e aziende stanno pagando un prezzo molto alto. L'aumento dei prezzi del gas e soprattutto del petrolio, dopo la lieve flessione di qualche settimana fa, dà ancora segni di crescita. Atteso che gli analisti del mercato abbiano ragione nel dire che dopo il primo semestre del nuovo anno i prezzi torneranno a scendere, resterebbe comunque da passare un lungo inverno. È chiaro anche che la crescita del costo dell'energia ha ripercussioni dirette su tutti i prodotti (dalle materie prime per l'estrazione, ai lavorati), ma anche sui servizi. Qualcuno ha parlato di concomitanza e tempesta perfetta. Io parlerei di addendi di semplici eventi che, sommati, hanno poi dato un gravoso totale. Mi riferisco, in primis, alla richiesta dei Paesi asiatici, che hanno ripreso a pieno ritmo la loro attività produttiva un po' prima dell'Europa, ma anche ai processi di trasformazione dei sistemi di combustione di tante acciaierie, da carbone a metano.