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b) di educazione finanziaria ai fini di una reinclusione del destinatario nel sistema del credito ordinario; c) di informazione sulle competenze imprenditoriali, tra cui le tecniche di amministrazione e di gestione dell'impresa, l'uso delle tecnologie, le strategie commerciali e di comunicazione; d) di sostegno alla creazione di una rete sociale e territoriale per l'inclusione sociale del destinatario; e) di monitoraggio e di accompagnamento del destinatario allo scopo di prevenire e di risolvere situazioni di difficoltà nella restituzione del prestito. Art. 4. (Destinatari) 1. Sono destinatari delle attività di microcredito i soggetti e le organizzazioni esclusi dall'accesso al credito ordinario e dagli altri servizi finanziari di base a causa delle loro condizioni economiche o sociali e dell'impossibilità di offrire garanzie reali. Art. 5. (Operatori abilitati) 1. Sono abilitati a esercitare le attività di microcredito i soggetti finanziari e non finanziari che hanno come finalità prevalente e statutariamente definita il contrasto all'esclusione finanziaria. 2. I soggetti di cui al comma 1 si impegnano a rendicontare gli esiti e a dimostrare il carattere permanente della loro attività, ad assicurare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti e a incrementare progressivamente il numero di destinatari. 3. Ai soggetti di cui al presente articolo si applicano le disposizioni degli articoli 111 e 113 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni. Art. 6. (Contrasto al fenomeno dell'indebitamento) 1. Gli operatori finanziari e non finanziari abilitati a esercitare le attività di microcredito pongono in essere misure atte ad aumentare la cultura e la consapevolezza dei debitori sul fenomeno dell'indebitamento, adoperandosi ai fini della sua prevenzione mediante un'informazione completa e trasparente alla clientela. Art. 7. (Valutazione del merito creditizio) 1. In deroga alla normativa vigente in materia di attività creditizia, la valutazione del merito creditizio dei soggetti di cui all'articolo 4 può essere effettuata applicando modelli di rating che, nel rispetto delle migliori pratiche di gestione del rischio, sono finalizzati a recuperare al credito i soggetti esclusi dal sistema bancario a causa di precedenti segnalazioni presso le principali centrali di rischi finanziari o per l'assenza dei requisiti minimi per ottenere una valutazione creditizia. A tale scopo è costituita una banca dati specifica presso i competenti organi di vigilanza. Art. 8. (Semplificazione delle procedure) 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti la Banca d'Italia e l'Ente nazionale per il microcredito, definisce con proprio decreto un regime semplificato delle procedure amministrative e operative bancarie da applicare alle attività di microcredito. 2. Il regime semplificato di cui al comma 1 riguarda anche i requisiti formali richiesti al beneficiario al fine di rendere più rapida e meno onerosa l'istruttoria della richiesta di finanziamento. Art. 9. (Delega al Governo in materia di sostegno al microcredito) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un decreto legislativo al fine di prevedere misure di sostegno alle attività di microcredito nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definire un regime fiscale agevolato per i primi tre anni dall'avvio dell'attività a vantaggio dei soggetti beneficiari di microcredito d'impresa; b) definire le agevolazioni fiscali a vantaggio degli operatori finanziari e non finanziari abilitati a esercitare le attività di microcredito, valide esclusivamente per le attività di microcredito; c) prevedere la defiscalizzazione degli utili derivanti da partecipazioni finanziarie in organizzazioni che esercitano l'attività di microcredito in forma societaria, nonché la deducibilità fiscale delle donazioni a organizzazioni che esercitano l'attività di microcredito in forma non societaria. 2. Lo schema del decreto legislativo, di cui al comma 1, adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, è trasmesso alle Camere al fine dell’espressione dei pareri da parte delle competenti commissioni parlamentari, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Decorso inutilmente tale termine il decreto può essere comunque adottato. Art. 10. (Osservatorio) 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, è istituito un osservatorio con il compito di raccogliere informazioni sul settore, di facilitare gli scambi di buone pratiche, di garantire la trasparenza sull'offerta dei prodotti di microcredito e di pubblicare un rapporto annuale sullo stato del microcredito in Italia. 2. Le attività dell'osservatorio di cui al comma 1 del presente articolo si integrano e si coordinano con le funzioni e con le attività dell'Ente nazionale per il microcredito di cui all'articolo 8 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106. Art. 11. (Diffusione della cultura del microcredito) 1. La Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con le associazioni di rappresentanza degli operatori del settore, promuove iniziative di comunicazione volte a diffondere le finalità del microcredito e a informare l'opinione pubblica sullo scopo del microcredito e sulle caratteristiche degli operatori finanziari e non finanziari abilitati all'esercizio della sua attività. Art. 12. (Patto di stabilità interno) 1. Le risorse destinate alla realizzazione di attività di microcredito da parte di regioni, di province e di comuni sono escluse dal computo delle spese rilevanti ai fini delle disposizioni del patto di stabilità interno.