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Stamani invece lo facciamo in maniera lucida e tranquilla, per prendere atto di un fatto importante: il cambiamento passa attraverso ognuno di noi. Uno per uno. Una per una. Noi siamo donne e uomini che hanno il potere di cambiare le cose. Noi siamo la politica. Noi siamo l'esempio. Da noi può passare davvero il cambiamento, non dimentichiamolo. In quest'Aula oggi con emozione e come sprone lasciatemi rileggere l'articolo 3 della nostra Costituzione: «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della per-sona umana…». Siamo senatori della Repubblica, paladini della Costituzione. Dimostriamolo sempre! In ragione delle considerazioni espresse dichiaro che il Gruppo di Forza Italia voterà a favore della propria mozione e delle mozioni degli altri Gruppi in nome di una guerra condivisa che ci deve vedere tutti alleati che deve essere vinta stando fianco a fianco anche in memoria di tutte le donne cadute sul campo. Integrazione all'intervento del sottosegretario Bartolazzi in risposta all'interrogazione 3-00325 Sulla base delle declaratorie, che descriveranno specificatamente le competenze delle diverse figure, sarà quindi possibile definire i requisiti di accesso ed i criteri di valutazione. Inoltre, la competente direzione generale di questo Ministero ha predisposto ed inviato, in data 24 ottobre 2018, una nota circolare agli IRCCS e IZS, ai fini della individuazione del personale destinatario della prima applicazione della normativa. In tale atto, è stata richiamata l'attenzione sui titolari di borsa di studio; ciò in considerazione del fatto che, nel settore della ricerca, non di rado si è fatto ricorso alla concessione di borse di studio, non per il perseguimento delle specifiche finalità connesse a tale tipologia contrattuale (ossia offrire un'occasione di apprendimento al destinatario della borsa di studio) ma, piuttosto, per sopperire alle necessità relative alla conduzione delle attività di ricerca degli istituti. Per tale motivo, si è ritenuto opportuno invitare i singoli Istituti a valutare le posizioni soggettive di ciascun borsista, onde determinare se, nella fattispecie, si tratta della concessione di una borsa di studio finalizzata, primariamente, a fornire un sostentamento per favorire l'apprendimento dell'interessato, ovvero se la effettiva e sostanziale finalità dell'instaurazione del rapporto risiede nella volontà di avvalersi dell'opera del borsista per esigenze proprie dell'istituto. A tal fine, sono stati ricordati gli indici sintomatici individuati dalla giurisprudenza e richiamati dalla Corte di Cassazione, tra l'altro, nell'ordinanza 22 dicembre 2017, n. 30868. In tale occasione, nel rigettare il ricorso di un ente pubblico economico avverso la condanna all'assunzione di un borsista, la Suprema Corte ha ribadito come, anche nel caso delle borse di studio, sia possibile desumere la natura subordinata del rapporto instauratosi fra le parti in base alla sottoposizione al potere direttivo, gerarchico e disciplinare, nonché dalla continuità della prestazione e dall'inserimento stabile nella organizzazione aziendale. In merito alla richiesta della concessione di una proroga ai contratti dei ricercatori in scadenza, in attesa dell'emanazione dei predetti decreti attuativi, occorre richiamare quanto previsto dall'articolo 1, comma 433, della legge n. 205 del 2017, per cui, al fine di garantire la continuità dell'attività di ricerca, nelle more dell'attuazione della prima applicazione della normativa, e in deroga al divieto, per le pubbliche amministrazioni, di stipulare i contratti di collaborazione di cui al comma 5- bis , dell'articolo 7, del decreto legislativo n. 165 del 2001, è riconosciuta la possibilità, per IRCCS e IZS, di continuare ad avvalersi, con le forme contrattuali di lavoro in essere, del personale di ricerca in servizio al 31 dicembre 2017. Pertanto, la possibilità di proroga è già prevista dalla legge n. 205 del 2017. Da ultimo, per quanto riguarda i tempi previsti per la nomina del nuovo direttore scientifico dell'IRCCS di diritto pubblico "Centro di Riferimento Oncologico" di Aviano (PN), si segnala che la Commissione competente, riunitasi il 26 novembre 2018, ha individuato una terna di idonei, che sarà sottoposta al Ministro della salute, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 42 del 2007. La procedura contempla l'acquisizione dell'intesa con il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e sarà conclusa, presumibilmente, entro la fine del 2018. Per completezza, si segnala che la Regione Friuli Venezia Giulia ha provveduto a prorogare di un anno i contratti dei ricercatori, operanti presso gli IRCCS "CRO"di Aviano e "Burlo Garofolo" di Trieste, i quali abbiano già maturato i requisiti previsti per la stabilizzazione. Inoltre, per i ricercatori degli stessi IRCCS che non hanno ancora conseguito tali requisiti, la Regione ha definito una proroga di tre mesi, necessaria ai fini dell'espletamento delle procedure di nuovi bandi. Integrazione all'intervento del Sottosegretario Morrone in risposta all'interrogazione 3-00078 Peraltro, oltre a venire in rilievo la questione della appartenenza ad un partito politico come fonte di identificazione dei destinatari dell'offesa, emerge una più generale condotta sessista orientata ad offendere il genere femminile in quanto tale. La sensibilità del Ministero sul versante delle vittime di reati violenti, particolarmente esposte e vulnerabili, ha trovato la sua più recente espressione nel disegno di legge presentato dal Governo lo scorso ottobre, a firma congiunta con il Ministro della funzione pubblica, recante "modifiche al codice di procedura penale: disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere" (cosiddetto "Codice Rosso") volto a fornire livelli di tutela avanzata e preventiva alle vittime di violenza. Si vuole introdurre, in tal modo ed in funzione preventiva, una presunzione assoluta di urgenza rispetto a fenomeni criminosi per i quali l'inutile decorso del tempo può portare, e spesso porta, ad un aggravamento delle conseguenze dannose o pericolose. Fenomeni di violenza che ben potrebbero originare da condotte volte a veicolare commenti come quello si discute, e per ciò solo idonee a determinare effetti lesivi a cascata e fuori controllo. Tanto rappresentato, si rassicurano i senatori interroganti che il tema dell'utilizzo consapevole dei social media e del contrasto alla diffusione on line di messaggi di odio riveste carattere prioritario su più fronti, considerate le molteplici ricadute di condotte di tale tipologia, per il Governo e per il Ministero della giustizia. Ogni intervento in materia presuppone, inoltre, un approccio multidisciplinare, che veda il coinvolgimento non solo delle amministrazioni dello Stato, ma di esponenti delle organizzazioni internazionali, dell'associazionismo privato, del giornalismo, dei social media e soprattutto degli internet service providers .