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se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario aprire immediatamente un dialogo con le competenti istituzioni europee che miri al riconoscimento delle specificità delle produzioni italiane, che si caratterizzano per il rispetto di elevati standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità, al fine di concordare per gli allevamenti zootecnici di più piccole dimensioni l'esclusione dall'applicazione della direttiva 2010/75/UE; se voglia adottare una strategia, condivisa con le istituzioni europee, che miri nel più breve tempo possibile al raggiungimento di un elevato livello di autosufficienza alimentare, attraverso l'attuazione di interventi per ridurre le importazioni dall'estero ed agevolare l'aumento delle produzioni nazionali con il recupero di terreni da destinare alle coltivazioni agricole. Atto n. 4-06888 ARRIGONI BERGESIO BRIZIARELLI BRUZZONE PAZZAGLINI RIPAMONTI CAMPARI PIANASSO URRARO ALESSANDRINI FERRERO DORIA PIZZOL LUNESU IWOBI CANTU' RUFA RICCARDI PISANI Pietro LUCIDI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: le pompe di calore elettriche sono macchine che prelevano energia rinnovabile dall'ambiente (aria, acqua e terra) e la trasferiscono sotto forma di riscaldamento o raffrescamento nei luoghi in cui vengono utilizzate; il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione prevede una crescita nell'utilizzo del vettore elettrico negli usi finali nel settore civile fino ad un valore stimabile del tasso di elettrificazione tra il 41 per cento (scenario base) e il 66 per cento (scenario alto) (fonte: documento governativo "Strategia di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra"); il ruolo delle pompe di calore per gli obiettivi di decarbonizzazione oggi deve essere considerato nell'ambito del processo avviato dalla Commissione UE con la comunicazione per lo European green deal (EGD) e il pacchetto "Fit for 55" in corso di definizione; l'effetto combinato dei miglioramenti di efficienza energetica e della sostituzione della produzione di energia per riscaldamento e acqua calda sanitaria, da fonti fossili, con quella da pompe di calore, prevista dal PNIEC per il 2030, porterebbe a una riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel settore civile del 39 per cento circa rispetto al livello del 2005; gli obiettivi 2030 del PNIEC potranno essere raggiunti solo con l'installazione incrementale di molte centinaia di migliaia di impianti a pompa di calore negli edifici residenziali e del terziario, un processo che genererà effetti positivi sul sistema Paese. Questo processo sarà possibile infatti solo con un ruolo consapevole e attivo di tutti gli attori della filiera: utenti, produttori, progettisti, installatori, produttori e distributori di energia elettrica; considerato che: nel decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con il quale è stata recepita della direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, all'articolo 29 "Requisiti e specifiche tecniche" e all'allegato IV dal predetto articolo, vengono dettagliati i requisiti minimi richiesti agli impianti di produzione di fonti rinnovabili termiche per accedere ai benefici degli strumenti di incentivazione come quelli previsti dai regimi di detrazioni fiscali o dal conto energia termica; il recepimento di questi aspetti non è adeguato perché i parametri minimi di efficienza richiesti dall'allegato IV e i relativi limiti prestazionali richiesti a livello nazionale sono totalmente disallineati rispetto a quelli oggi previsti dalla regolamentazione comunitaria in materia di ecodesign ed energy labelling e obbligatori per l'immissione sul mercato delle pompe di calore elettriche; considerata l'importanza di un corretto recepimento della direttiva ai fini del conseguimento degli obiettivi 2030 e di una corretta valorizzazione della filiera italiana delle pompe di calore, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire tempestivamente per adottare le iniziative necessarie alle modifiche dell'allegato IV del decreto legislativo n. 199 del 2021 in modo da consentire un corretto recepimento della direttiva ai fini del conseguimento degli obiettivi 2030 e una corretta valorizzazione della filiera italiana delle pompe di calore. Atto n. 4-06889 PARAGONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come denunciato da diverse associazioni di risparmiatori vittime di truffe bancarie, ad oggi, risulterebbero essere circa 4.000 i soggetti esclusi dai risarcimenti del fondo indennizzo risparmiatori (FIR) per errata compilazione delle domande; la normativa in materia prevede che chi abbia un reddito inferiore a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro possa beneficiare di una procedura semplificata per il rimborso. Contrariamente, a carico di chi superi tale soglia sussiste l'onere di allegare documentazione finalizzata a provare di avere subito un danno economico imputabile alle condotte delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa tra il 16 novembre 2015 e il 1 gennaio 2018; il TAR del Lazio, con sentenza del 23 marzo 2022, ha accolto il ricorso di Federconsumatori per conto di un risparmiatore che si era visto escluso da CONSAP per assenza dei requisiti patrimoniali. Il risparmiatore aveva ricevuto la comunicazione del respingimento della domanda di rimborso da parte di CONSAP perché aveva presentato il ricorso come forfettario, mentre gli accertamenti svolti dalla stessa avevano dato esito contrario, impedendo di fatto al cittadino di integrare la documentazione e ricevere l'indennizzo in maniera non forfettaria. Il TAR del Lazio ha riconosciuto l'ingiusta esclusione e ne ha annullato gli effetti, affermando che il diritto all'accesso al FIR spetta a prescindere dalla sussistenza dei requisiti patrimoniali e reddituali, utili invece per accedere prioritariamente ad una o all'altra procedura, tanto più che, nella seduta pubblica del 6 agosto 2020, la commissione tecnica preposta all'erogazione dell'indennizzo aveva auto-vincolato il proprio modus agendi nel seguente modo: "quanto alle domande di accesso all'indennizzo forfettario con dichiarazione sul possesso di un reddito inferiore a 35.000 euro, nei casi in cui il controllo presso la banca dati dell'Agenzia delle Entrate dia esito negativo, sarà verificata la sussistenza o meno delle fattispecie evidenziate anche alla luce della risposta resa dall'Agenzia in merito ad un recente interpello sul tema della determinazione del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che, al riguardo, include anche gli eventuali redditi d'impresa o di attività professionali svolte dall'istante. Qualora ricorrano tali ipotesi, nello specifico, sarà inviata all'utente apposita richiesta di integrazione istruttoria al fine di raccogliere, in primo luogo, l'eventuale dichiarazione sul possesso del requisito patrimoniale (&#60; 100.000 euro)