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Il comitato per la produttività si configura come organismo oggettivo, neutrale e indipendente per quanto concerne analisi e contenuti e ogni Stato membro è libero di decidere il tipo di assetto giuridico da conferirgli. Alla fine di dicembre 2018, un buon numero di Stati membri dell'Unione europea aveva già istituito i propri comitati nazionali per la produttività, come emerge dalla relazione della Commissione al Consiglio del 27 febbraio 2019 sui progressi compiuti in materia di attuazione della raccomandazione del 20 settembre 2016, sull'istituzione di comitati nazionali per la produttività. All'interno della zona euro, il comitato è stato istituito da dieci Stati membri: Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Slovenia. Tre Stati membri non appartenenti alla zona euro hanno individuato o istituito organismi analoghi: si tratta di Danimarca, Ungheria e Romania. I restanti nove Stati membri della zona euro hanno confermato la loro intenzione di istituire il comitato per la produttività: Austria, Germania, Grecia, Estonia, Spagna, Italia, Lettonia, Malta e Slovacchia. Il processo è in fase avanzata in Grecia, Malta e Slovacchia. A eccezione della Croazia, gli altri cinque Stati membri non appartenenti alla zona euro – Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia, Svezia e Regno Unito – hanno deciso di non istituire alcun comitato, motivando tale scelta col fatto di disporre già di organismi che svolgono l'attività suggerita dalla raccomandazione del Consiglio. Dal punto di vista giuridico, la costituzione dei comitati può considerarsi completa negli Stati che già li hanno istituiti, ma in alcuni di essi essa necessita ancora di qualche ulteriore passaggio. Finlandia e Lussemburgo, ad esempio, devono ancora adottare i regolamenti interni. Belgio e Lussemburgo devono provvedere alla nomina dei membri. La Slovacchia, che ha conferito il ruolo di segretariato del Comitato di strategia e analisi, prevede di pubblicare in Gazzetta Ufficiale la decisione ministeriale di nominare il KEPE (Comitato nazionale per la produttività) per il primo semestre del 2019. Il Governo maltese ha invitato il MCESD (il Consiglio dello sviluppo economico e sociale) a svolgere anche le funzioni di Comitato per la produttività. Slovacchia e Malta, tuttavia, non hanno ancora adottato le disposizioni normative necessarie per l'istituzione giuridica dei comitati. Trattandosi di istituzioni recenti, è prematuro esprimere valutazioni sugli effetti dell'introduzione dei comitati. La Commissione ritiene, però, che i comitati per la produttività basati su organismi esistenti siano quelli che hanno conseguito i risultati migliori in quest'ambito. Alcuni di essi hanno già pubblicato le proprie relazioni annuali e stanno contribuendo attivamente ai dibattiti nazionali sulla produttività, anche mediante l'organizzazione di eventi, conferenze e seminari. Per facilitare la condivisione di opinioni, prassi ed esperienze, la Commissione europea ha istituito una rete per i comitati per la produttività, anche al fine di aiutarli a tenere meglio conto della dimensione più ampia della zona euro e dell'Unione, e procederà a periodiche missioni conoscitive negli Stati membri svolte nel contesto del semestre europeo. Assetto istituzionale Sette Stati membri – Danimarca, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Slovenia – hanno nominato, quali comitati per la produttività, degli organismi già esistenti, ampliandone il mandato per permettere loro di adempiere ai nuovi compiti. Sei Stati membri – Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Ungheria e Lussemburgo – hanno invece creato nuovi organismi che si appoggiano a una struttura esistente (un servizio ministeriale o un istituto di ricerca). Tutti i mandati sono a tempo indeterminato, a eccezione di Portogallo e Cipro, ove i comitati sono nominati rispettivamente per un periodo di due e di tre anni, allo scadere del quale cesseranno di esistere. Ai sensi della raccomandazione del Consiglio, i comitati dovrebbero esercitare le proprie attività su base continua. Struttura organizzativa I modelli adottati sono essenzialmente due. 1. Il comitato è composto da membri scelti dal mondo accademico, dalle associazioni imprenditoriali, dai sindacati, dai servizi governativi e/o da altri organismi del settore pubblico ed è presieduto da un presidente (Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Ungheria - il cui presidente è il Ministro delle finanze - Irlanda, Lussemburgo e Romania). Il numero di membri è compreso tra quattro (Finlandia e Danimarca) e sedici (Irlanda), tutti dipendenti non stipendiati (a eccezione della Danimarca), nonostante possano ricevere un indennizzo per la partecipazione alle riunioni. Il comitato riceve sostegno tecnico e/o di segreteria da un servizio governativo (Finlandia, Irlanda, Ungheria e Cipro), da un organismo pubblico diverso da un servizio governativo (Lussemburgo, Francia e Romania) o da un gruppo di esperti nominati appositamente (Belgio e Danimarca). 2. Le funzioni del comitato per la produttività sono affidate a un organismo quale un istituto di ricerca (Paesi Bassi e Slovenia) o un servizio ministeriale (Portogallo), sotto la guida di un direttore o presidente remunerato che vi lavora a tempo pieno e dispone di proprio personale. Il comitato per la produttività lituano rappresenta un'eccezione, dato che è composto da due analisti a tempo pieno facenti capo alla divisione di politica economica del Ministero dell'economia e dell'innovazione lituano. Autonomia funzionale L'autonomia funzionale è importante perché, in generale, i comitati per la produttività fanno affidamento su strutture e risorse governative e devono far fronte al difficile compito di affermarsi come organismi indipendenti. Essa è giuridicamente garantita dalle norme che istituiscono i comitati in Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia e nei Paesi Bassi. Le ricerche svolte dai comitati non hanno bisogno di approvazione o autorizzazione a livello politico per poter essere pubblicate. Per i comitati che fanno parte di una struttura ministeriale e la cui autonomia funzionale non è garantita da disposizioni giuridiche (Portogallo e Lituania), è probabile che l'approvazione della relazione annuale segua le normali procedure di adozione in uso al Ministero. Tre Stati membri (Belgio, Lussemburgo e Romania) garantiscono ai comitati l'accesso alle informazioni per mezzo di disposizioni giuridiche. La Finlandia ha in programma di sottoscrivere un protocollo con l'ufficio statistico nazionale. I criteri di ammissibilità dei componenti possono comprendere qualifiche accademiche (Paesi Bassi e Slovenia), competenze nel settore (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Romania) e criteri volti a evitare conflitti di interesse (Belgio e Danimarca) e a garantire una rappresentanza equilibrata dei portatori di interessi (Irlanda). Note La maggior parte dei comitati per la produttività ha la facoltà di commissionare studi a terzi.