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Disposizioni concernenti l'organizzazione dell'assistenza sanitaria primaria. Onorevoli Senatori . – Il Servizio sanitario nazionale (SSN) si basa su tre princìpi fondamentali, uguaglianza, equità e universalità, e per il raggiungimento di questi obiettivi è richiesto un rafforzamento della sua capacità di operare come un sistema sempre più vicino alla collettività, ideato per e con gli individui. In tale ambito si inserisce l'esigenza di potenziare i servizi assistenziali territoriali per garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), attraverso la creazione di un modello di erogazione dei servizi omogeneo e condiviso sul territorio nazionale, volto a ridurre le disuguaglianze territoriali. L'assistenza primaria costituisce il primo contatto con il SSN e garantisce « l'erogazione di servizi universalmente accessibili, integrati, centrati sulla persona in risposta alla maggioranza dei problemi di salute del singolo e della comunità nel contesto di vita » (Direzione generale della Commissione salute europea, 2014). Il disegno di legge in esame, pertanto, al fine di potenziare l'assistenza territoriale, a garanzia dei LEA e in attuazione della Missione 6, Componente 1, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché in linea con quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77, recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel SSN, prevede un potenziamento della funzione dei medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta, convenzionati con il SSN. La riforma si inserisce nel contesto normativo vigente, che affida alla contrattazione di settore (gli accordi collettivi nazionali stipulati ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) la disciplina del rapporto di lavoro instaurato tra i medici di medicina generale e le aziende sanitarie per le quali questi ultimi operano. La stessa costituisce, inoltre, uno specifico sviluppo delle disposizioni previste dagli accordi collettivi nazionali vigenti che prevedono, in particolare, l'adesione obbligatoria dei medici di medicina generale all'assetto organizzativo definito dalla regione e alle forme organizzative monoprofessionali e multiprofessionali in cui si realizza l'integrazione con tutti gli altri operatori dell'azienda. Su tale assetto organizzativo sono intervenuti specifici investimenti nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per la realizzazione di sedi e strutture, quali le case di comunità, in cui opereranno anche i medici in rapporto di convezione con il SSN. Il disegno di legge in esame si pone, dunque, l'obiettivo di definire i princìpi concernenti le modalità di coinvolgimento dei medici del ruolo unico a ciclo di scelta nel complessivo progetto di implementazione dei nuovi modelli di assistenza territoriale, secondo il cronoprogramma definito. Di seguito, si illustra nel dettaglio la proposta. All'articolo 1, al fine di potenziare l'assistenza territoriale, a garanzia dei LEA, si prevede che i medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta, convenzionati con il SSN, debbano garantire trentotto ore settimanali complessive in aggregazioni funzionali territoriali (AFT) a tempo pieno, così articolate: attività a ciclo di scelta per i propri assistiti, con un impegno massimo di venti ore settimanali (comma 1, lettera a) ), e attività orarie (comma 1, lettera b) ), per almeno diciotto ore, stabilite dall'azienda sanitaria, dal distretto e dalla casa di comunità in ossequio alle modalità definite dall'accordo collettivo nazionale per obiettivi di cure primarie e tutela della salute pubblica determinati sulla base del quadro epidemiologico, della stratificazione della popolazione di riferimento, della programmazione regionale e dei piani e delle linee di indirizzo nazionali del Ministero della salute. Ne deriva che per effetto della riforma i medici in questione sono tenuti tutti ad assicurare il monte orario complessivo del tempo pieno, in un mix tra attività a ciclo di scelta e attività oraria. Le due attività di cui alle lettere a) e b) , dunque, saranno complementari fra loro rispetto alla prestazione oraria complessiva settimanale delle trentotto ore. Viene previsto che le attività orarie prestate presso le strutture dell'azienda sanitaria (distretto e/o casa della comunità), ad esempio per campagne di prevenzione, vaccinazioni, assistenza domiciliare, continuità dell'assistenza, telemedicina eccetera, rappresentino un impegno vincolante per i medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta. Tali attività, a secondo delle loro caratteristiche, possono essere svolte presso la casa della comunità, lo studio del medico di medicina generale, la sede della aggregazione funzionale territoriale (AFT), altri locali individuati dalle autorità sanitarie. Si prevede che l'accordo collettivo nazionale individui il trattamento economico del medico di medicina generale (attività a ciclo di scelta e attività oraria) e definisca la quota variabile, in misura non inferiore al 30 per cento del compenso complessivo, finalizzato dalle regioni agli obiettivi della programmazione e del PNRR. Si prevede, sulla base della programmazione regionale, la possibilità che i medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta, volontariamente e in presenza di esigenze delle case della comunità o del distretto, esercitino ulteriori sei ore di attività settimanali libero-professionali, fermo restando il raggiungimento degli obiettivi nell'ambito dell'attività istituzionale. È prevista la possibilità per le aziende sanitarie locali, in coerenza con la programmazione regionale e a supporto delle iniziative del distretto all'interno delle case di comunità, di assumere medici specialisti in medicina di comunità e cure primarie. In linea con la nuova rete territoriale, si prevede che gli studi dei medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta costituiscano le articolazioni di una rete assistenziale nella quale le case della comunità rappresentano i luoghi fisici dell'integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale (comma 6, lettera a) ). Si prevede inoltre che i medici svolgano le loro attività sulla base del modello organizzativo delle AFT (comma 6, lettera b) ). Viene previsto, a parità di livelli essenziali di assistenza, il riordino delle prestazioni erogate in regime di continuità assistenziale in modo che esse vengano assicurate dalle case della comunità. In mancanza di sottoscrizione del nuovo accordo collettivo nazionale, che disciplinerà il riordino della medicina generale previsto dalla nuova disciplina, la riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale dovrà essere disciplinata dal decreto del Ministro della salute previsto dal terzo periodo del comma 1 dell'articolo 2. L'articolo 2 prevede che l'accordo collettivo nazionale sia adeguato ai contenuti della legge entro centottanta giorni dalla data della sua entrata in vigore e che l'accordo medesimo produca effetti dal 1° marzo 2023.