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All'articolo 44, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: d-bis) quando il minore straniero abbia fatto ingresso in Italia ai sensi dell'articolo 39- quinquies ed esistono legami familiari il cui mantenimento risponde all'interesse del minore medesimo». Art. 10. (Affidamento internazionale e soggiorni a scopo adottivo) 1. Dopo il titolo IV della legge 4 maggio 1983, n. 184, è inserito il seguente: «TITOLO IV- BIS -- DELL'AFFIDAMENTO FAMILIARE INTERNAZIONALE DI MINORI STRANIERI Art. 57- bis. -- 1. L'affidamento familiare internazionale è finalizzato al compimento di uno specifico progetto di carattere familiare, umanitario, sanitario, di studio o di formazione professionale, tale da consentire il miglioramento delle condizioni di vita del minore straniero, nonché ad assicurare il suo diritto a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 1. Il progetto ha una durata massima di ventiquattro mesi e può essere prorogato qualora le particolari esigenze del progetto lo richiedano. II progetto dovrà indicate le modalità di mantenimento delle relazioni con la famiglia di origine, ove possibile, e con il Paese di origine, tramite periodici rientri nello stesso o, comunque, l'insieme delle azioni idonee a facilitare il mantenimento dei rapporti del minore con il Paese di origine, con la sua cultura e con la sua lingua. 2. I progetti di cui al comma 1 sono predisposti dagli enti autorizzati di cui all'articolo 57- quater , comma 2, nei confronti di minori stranieri residenti nei Paesi con i quali sono stati stipulati specifici accordi internazionali ai sensi dell'articolo 57- quinquies. 3. Possono accedere ai progetti di cui al comma 1 i minori che si trovano in accertate condizioni di disagio presso la propria famiglia o che sono ricoverati in istituti o comunità di assistenza nel Paese di origine, anche qualora la condizione di difficoltà derivi da calamità naturali o da una particolate situazione di conflitto armato. 4. L'affidamento familiare internazionale è disposto dalle autorità del Paese dì origine, sentiti i genitori o il genitore esercente la potestà genitoriale o, in mancanza, il legale rappresentante nonché, ove risulti possibile, il minore che ha compiuto gli anni dodici o di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento. Art. 57- ter. -- 1. L'affidamento familiare internazionale è consentito a coppie coniugate, preferibilmente con figli minori, o a persone singole, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, in grado di assicurare il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e il soddisfacimento dei bisogni affettivi del minore straniero. 2. Le persone che desiderano ottenere l'affidamento familiare di minori residenti all'estero presentano un'apposita dichiarazione di disponibilità ad uno degli enti autorizzati di cui all'articolo 57- quater , comma 2. 3. L'affidatario deve aderire al progetto familiare, umanitario, sanitario, di studio o di formazione professionale, di cui all'articolo 57- bis , comma 1, e assicurare il mantenimento delle relazioni del minore con la sua famiglia di origine, ove possibile, e con il Paese di origine, con la sua cultura e con la sua lingua, tramite periodici rientri nello stesso o, comunque, ponendo in essere tutte le azioni idonee al mantenimento delle predette relazioni, avvalendosi dei servizi sociali competenti e dell'ente autorizzato che gestisce il progetto. Art. 57- quater. -- 1. L'autorità centrale competente per gli affidamenti internazionali: a) valuta le richieste di autorizzazione degli enti di cui al comma 2 e, se del caso, li autorizza iscrivendoli nell'apposito albo; b) autorizza l'ingresso e il soggiorno temporaneo dei minori stranieri accolti mediante affidamento internazionale e delibera in ordine al rimpatrio dei medesimi; c) coopera e si raccorda con le amministrazioni pubbliche interessate anche al fine di stipulare appositi accordi internazionali; d) vigila sulle modalità di affidamento dei minori; e) provvede all'istituzione e alla tenuta dell'elenco dei minori accolti; f) svolge compiti di impulso e di ricerca al fine dì promuovere l'accoglienza dei minori affidati in Italia nei loro Paesi di origine, avvalendosi a tal fine della collaborazione delle competenti amministrazioni pubbliche e di idonei organismi nazionali ed internazionali. 2. Gli enti che possiedono i requisiti indicati nell'articolo 39- ter , inclusi quelli già autorizzati ai sensi dell'articolo 39, comma 1, lettera c) ai fini dell'adozione internazionale, possono essere autorizzati a operare nell'ambito delle attività riguardanti l'affidamento familiare internazionale. Gli enti autorizzati sono iscritti in un apposito albo tenuto dell'autorità centrale competente. Art. 57- quinquies. -- 1. L'affidamento familiare internazionale è consentito in favore di minori stranieri provenienti da Paesi con i quali sono stati stipulati specifici accordi internazionali; esso è compiuto nell'interesse superiore del minore e nel rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti dal diritto internazionale. Il provvedimento di affidamento è disposto dalla competente autorità del Paese straniero solo quando è accertato che il minore si trova in stato di difficoltà familiare, temporanea o prolungata, e non è possibile procedere a un affidamento familiare nel Paese di provenienza, ma solo al ricovero in un istituto assistenziale. 2. Il provvedimento che dispone l'affidamento internazionale contiene: a) le motivazioni che giustificano il ricorso all'affidamento familiare internazionale, con riferimento al progetto sanitario, scolastico o di formazione professionale predisposto dall'ente autorizzato di cui all'articolo 57- quater , comma 2; b) la durata dell'affidamento che non può essere superiore a due anni, salvo eventuale proroga; c) le modalità di mantenimento delle relazioni con i genitori o con il genitore esercente la potestà genitoriale nel Paese di origine; d) le facoltà attribuite agli affidatari dell'esercizio dei poteri connessi alla potestà genitoriale; e) la previsione del rientro del minore nel Paese di origine alla scadenza del progetto di cui alla lettera a). 3. Gli accordi internazionali stabiliscono che ciascuno degli Stati contraenti designi un'autorità centrale per gli affidamenti familiari internazionali, competente per la gestione e il coordinamento delle relative attività, e che le autorità centrali, per procedere agli affidamenti, possano avvalersi di enti autorizzati, con finalità non lucrative, gestiti da persone qualificate per la loro integrità morale e per la loro formazione in materia di problematiche dell'infanzia. Art. 57- sexies. -- 1. Gli aspiranti all'affidamento di un minore residente all'estero conferiscono l'incarico a uno degli enti autorizzati di cui all’articolo 57- quater , comma 2. 2. L'ente autorizzato che ha ricevuto l'incarico di curare la procedura di affidamento familiare internazionale ai sensi del comma 1: