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Ad esempio in Spagna e negli Stati Uniti è previsto l'accesso alla professione forense con modalità molto più rapide e oggettive, diversamente da quel che accade in Italia, dove le modalità di esame discendono ancora da un regio decreto del 1933. Questo determina una situazione di grave iniquità e discriminazione nei confronti dei giovani aspiranti avvocati italiani, che nel nostro Paese accedono alla professione in età ben più avanzata rispetto agli altri colleghi europei ed extracomunitari, avendo così meno possibilità di esprimersi e di eccellere nel mercato del lavoro. Una riforma dell'esame di Stato è ormai assolutamente urgente, non solo perché anche a questi giovani laureati deve essere applicato il principio della libera circolazione dei servizi in Europa (una delle quattro libertà su cui si basa il mercato europeo comune), ma anche perché, soprattutto nel progetto di ricostruzione del Paese dopo la cessazione della pandemia da Covid-19, è fondamentale che i giovani possano dare il loro prezioso contributo e che ci sia il giusto ricambio generazionale della classe dirigente. Per cui, dopo l'approvazione del provvedimento odierno, mi auguro sia giunto il momento di prendere provvedimenti seri e pensati, di dare esaustiva risposta alla necessità di rendere di nuovo efficace e meritocratica la selezione attraverso l'esame di Stato, ormai troppo vecchio per adempiere ai suoi compiti. Chiaramente ho avuto modo di argomentare la mia proposta di legge in vari webinar ; c'è stata la comparazione con altre proposte provenienti da altri partiti e ci sono state critiche, ovviamente, come sempre succede. Il mio auspicio è che si incardinino queste proposte di legge e si discuta confrontandosi, per addivenire ad una nuova legge, più snella, più praticabile, più adatta ai tempi. L'obiettivo che mi ero prefissata nella mia proposta di legge non era quello di escludere forme di valutazione definite al ribasso o di semplificare le procedure, ma di adattarle alla fase di emergenza sanitaria che stiamo attraversando da mesi. Non ritenevo e non ritengo che i quiz , come prova di esame, fossero umilianti per un aspirante avvocato, come è stato sostenuto. I quiz potevano essere oggettivi nella valutazione e non facili, considerati i fattori di distrazione e la mole di domande possibili. La capacità pratica di argomentazione giuridica può emergere anche con le prove orali introdotte dal presente decreto-legge. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 10,31) ( Segue LONARDO). La mia opinione è che gli aspiranti avvocati, per affrontare con successo le nuove prove d'esame, dovranno studiare le nozioni teoriche, ma dovranno dimostrare anche una solida esperienza acquisita sul campo, ovvero nelle aule dei tribunali e nella redazione degli atti nelle cancellerie, per gli adempimenti. Orientarsi di fronte a un caso pratico, valorizzando quindi la pratica davvero svolta, deve essere la misura per selezionare legali di qualità, all'altezza della sfida professionale. Siamo consapevoli che la riformulazione delle prove di esame per l'esercizio della professione forense sia comunque contingente alla situazione di emergenza e che possa rappresentare una occasione per raccogliere criticità ed aspetti positivi che potrebbero essere valorizzati formulando, una volta superata la pandemia, una nuova prova di esame più al passo con i tempi, anche ipotizzando stage presso le cancellerie dei tribunali o presso gli studi legali già durante l'ultimo anno di università, con prove o quiz propedeutici a un colloquio d'esame finale. Voterò a favore del provvedimento in esame e ringrazio ancora il Ministro per il suo tempismo e per la sua dedizione al progetto che oggi votiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, onorevole rappresentante del Governo, quando abbiamo iniziato - chiamiamola così - l'avventura del nuovo Governo, non abbiamo potuto fare a meno di apprezzare alcune scelte del ministro Cartabia. Ricorderete tutti in primo luogo che la prima visita ufficiale del Ministro fu al garante dei detenuti, con cui, nella sostanza, aveva deciso di dare un'indicazione specifica di quelli che erano i suoi sentimenti, già espressi peraltro in vari scritti e discorsi. Mentre tutti noi aspettavamo di capire cosa volesse fare il Ministro e quale tipo di impronta avrebbe dato al proprio mandato, la seconda dichiarazione fu dedicata al problema dell'esame di abilitazione dei giovani avvocati. Ricordo perfettamente la seconda agenzia a lei riferita in cui dichiarò che stava pensando ai giovani avvocati. Siamo infatti oggi qui a discutere la conversione di un decreto-legge che, seppure studiato tenendo conto dell'emergenza, non è quello che tutti noi - con riferimento soprattutto a chi è anche avvocato - avremmo voluto, ma dà comunque delle risposte. Voglio ricordare che in altra epoca, quando l'annuncio dei rinvii dell'esame veniva dato attraverso Facebook, c'erano stati numerosi interventi dei ragazzi che volevano dare gli esami, con prese di posizione anche molto nette. Ci furono delle dichiarazioni chiarissime che vennero fatte dall'allora, e attuale, responsabile della giustizia di Forza Italia, che ho l'onore di avere qui adesso come Sottosegretario, proprio perché esisteva ed esiste questo tipo di problema. Ho ascoltato gli interventi dei colleghi e credo che l'altro segnale importante di carattere generale che fornisce l'interpretazione della linea del Governo sia il fatto che si cerca in tutti i modi di cominciare a sbloccare tutto quello che è concorso. Ad esempio stiamo discutendo oggi dell'esame di abilitazione degli avvocati; il ministro Brunetta ha annunciato lo sblocco dei concorsi, anche con riferimento a tutti i concorsi pubblici che sono stati fermati dalla pandemia. Voglio sottolinearlo per un motivo: è vero che abbiamo un'Italia depressa perché le riaperture sono ancora lontane, ma è anche vero che la compagine ministeriale sta comunque lavorando per cercare di ritornare alla normalità e l'esame di abilitazione da avvocato o l'avvio dei concorsi hanno questa impronta. Per quanto riguarda il provvedimento al nostro esame, ho ascoltato i colleghi e ho sentito anch'io l'emozione di cui parlavano i colleghi Pillon e Cucca. Capisco perfettamente cosa voglia dire avere il sogno di indossare la toga. Il provvedimento al nostro esame non è importante solamente per chi magari vuole fare l'avvocato penalista e quindi battersi nelle aule contro l'accusa, oppure per chi ama il civile ed è più portato allo scritto. Il titolo abilitativo oggi è fondamentale per chiunque voglia avere accesso a numerose professioni, perché è un supporto. Vi faccio un esempio: moltissimi avvocati oggi sono mediatori e hanno creato strutture dedicate a questo. Moltissimi avvocati non svolgono in realtà la professione, ma magari fanno gli amministratori di sostegno, oppure si occupano delle procedure per l'esdebitazione o il sovraindebitamento, oppure lavorano in grandi studi di affari, quindi magari non vanno in aula, ma studiano i casi. La professione è cambiata moltissimo e ha sicuramente una serie di sfaccettature. Pertanto, consentire ai ragazzi oggi di avere questo titolo, pure in una situazione complessa come quella della pandemia, che giustifica un esame senza la parte scritta, è un segno di attenzione per chi vuole guardare avanti e trovare determinate soluzioni lavorative.