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Disposizioni in materia di riconoscimento della medicina omeopatica. Onorevoli Senatori. -- La diffusione delle medicine «non convenzionali» rappresenta un fenomeno molto diffuso nella maggior parte dei Paesi europei. Le medicine «non convenzionali» (di seguito MNC) -- altrimenti dette «complementari» (di seguito MC) o «complementari ed alternative» (CAM nella dizione anglosassone) -- costituisce un fenomeno esteso e consolidato come dimostrano le indagini effettuate sulla materia. Nel maggio del 1997 il Parlamento Europeo, prendendo atto della diffusione di queste terapie, approvò la Risoluzione n. 75, del 29 maggio 1997, (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea n. C182 del 16 giugno 1997) in cui si evidenziava la necessità di «garantire ai cittadini la più ampia libertà possibile di scelta terapeutica, assicurando loro anche il più elevato livello di sicurezza e l'informazione più corretta sull'innocuità, la qualità, l'efficacia di tali medicine». Successivamente, nel luglio del 1999 il Consiglio d'Europa ribadì questo concetto con un'altra Risoluzione la n. 1206 del 4 novembre 1999, dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, invitando gli Stati membri a svolgere un'attività di regolamentazione per le MNC in modo da poterle inserire a pieno titolo nei servizi sanitari nazionali. Nel 2006 per la prima volta le MNC sono state incluse nel «Settimo programma quadro per lo sviluppo e la ricerca 2007-2013», approvato dal Parlamento Europeo. Con il termine complessivo di MNC, tradizionalmente, vengono ricomprese diverse metodologie terapeutiche: agopuntura, medicina tradizionale cinese, omeopatia, omotossicologia, fitoterapia, chiropratica e osteopatia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica. Gli studi più recenti rilevano un utilizzo di agopuntura, omeopatia e fitoterapia intorno al 20 per cento; mentre nel 2000 l'Eurispes aveva già affrontato il tema delle medicine non convenzionali, rilevando che, su 56.500.000 abitanti, il 10,6 per cento si affidava per le proprie cure mediche a tali pratiche. Dai risultati del sondaggio realizzato per l'anno 2010, è risultato che gli italiani che fanno uso di medicine non convenzionali sono pari al 18,5 per cento della popolazione, corrispondente, dunque, a circa 11.100.000 persone. A fronte di questa crescente diffusione delle MNC, nei piani sanitari regionali di tutte le Regioni e Province autonome sono stati introdotti nell'ultimo decennio riferimenti a queste medicine e talora delle vere e proprie azioni programmate. La regione Emilia Romagna, ha presentato ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione, nella XVI legislatura, due disegni di legge al Parlamento (atto Senato n. 1134 e atto Camera n. 1159) recanti la «Disciplina delle medicine non convenzionali esercitate da laureati in medicina e chirurgia, odontoiatria e veterinaria». Il presente disegno di legge si pone l'intento di disciplinare l'esercizio della omeopatia e delle metodiche ad essa assimilabili. Nel nostro Paese non è riconosciuta l'omeopatia come metodica terapeutica, ma è pienamente legittimato e disciplinato il mezzo attraverso il quale essa si realizza, ovvero il medicinale omeopatico, in virtù di specifici provvedimenti. La Comunità Europea nel 1992 ha approvato le due direttive 92/73 e 92/74, entrambe del Consiglio, del 22 settembre 1992, la prima sui medicinali omeopatici per uso umano, l'altra su quelli per uso veterinario. Lo scopo di queste due direttive era quello di affrontare, per la prima volta ed in modo specifico, le problematiche dei farmaci omeopatici. La direttiva 92/73, in particolare, stabilisce le norme attraverso le quali sono registrati i farmaci omeopatici. Il successivo decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 185 recante «Attuazione della direttiva 92/73/CEE in materia di medicinali omeopatici», ha inquadrato sul piano regolatorio la materia e all'articolo 3, al comma 1, vengono stabiliti i requisiti per la procedura semplificata di autorizzazione per l'immissione in commercio di un medicinale omeopatico. Successivamente, il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, ha recepito la direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché la direttiva 2003/94/CE. L'articolo 1 della direttiva definisce come medicinale omeopatico «ogni medicinale ottenuto da prodotti, sostanze o composti denominati "materiali di partenza omeopatici" secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee attualmente utilizzate ufficialmente dagli Stati membri. Un medicinale omeopatico può contenere anche più princìpi. Il decreto legislativo n. 219 del 2006 reca, al titolo III, capo II, le "Norme speciali applicabili ai medicinali omeopatici". In particolare, l'articolo 16, in ordine alla procedura semplificata di registrazione di nuovi medicinali omeopatici, prevede che: "Un medicinale omeopatico è soggetto, ai fini dell'immissione in commercio, ad una procedura semplificata di registrazione, soltanto se il medicinale: a) è destinato ad essere somministrato per via orale od esterna; b) non reca specifiche indicazioni terapeutiche sull'etichetta o tra le informazioni di qualunque tipo che si riferiscono al prodotto; c) ha un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza; in ogni caso il medicinale non può contenere più di una parte per diecimila di tintura madre, né più di 1/100 della più piccola dose eventualmente utilizzata nell'allopatia per le sostanze attive la cui presenza in un medicinale allopatico comporta l'obbligo di presentare una ricetta medica"». L'omeopatia è un metodo terapeutico alternativo naturale, nato sul finire del XVII secolo dagli studi del medico tedesco Samuel Hahnemann. Alla base dell'omeopatia vi è il principio « Simila similibus curantur » (I simili si curano con i simili), conosciuto anche come «principio di similitudine del farmaco» nel quale si afferma che «le malattie guariscono con i rimedi che provocano in un individuo sano i sintomi della malattia stessa» e ciò sta a significare che la guarigione si ottiene somministrando al malato la sostanza che ha provocato nell'individuo sano gli stessi sintomi di malattia. L'omeopatia è la più diffusa tra le medicine non convenzionali e milioni di italiani sono ricorsi almeno una volta ai rimedi omeopatici. Nella maggior parte dei casi l'omeopatia non è una medicina alternativa, ma complementare. I medicinali omeopatici vengono infatti utilizzati da medici in associazione alle medicine tradizionali.