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Il beneficio viene attribuito mediante una carta, la quale consente, oltre che il soddisfacimento delle esigenze previste per la carta acquisti, di effettuare prelievi in contante entro un limite mensile pari a 100 euro per singolo individuo, che invece viene moltiplicato per la suddetta scala di equivalenza per i nuclei con più di un componente, nonché di effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell'intermediario che ha concesso il mutuo. È altresì previsto che ai beneficiari del reddito di cittadinanza si applichino le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale, riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate. Il reddito di cittadinanza costituisce, tra l'altro, un importante investimento nell'interoperabilità delle banche dati, nei centri per l'impiego e nelle politiche attive del lavoro. L'articolo 6 si occupa, infatti, dell'interoperabilità delle banche dati, cioè della creazione di un sistema informativo unico in grado di collegare tutte le informazioni inerenti il lavoro e il lavoratore e un sistema nazionale per l'incrocio di domanda e offerta di lavoro che sia punto di riferimento per cittadini, imprese ed operatori del settore. Nello specifico, per quanto concerne l'attivazione e la gestione del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale, è prevista l'istituzione di due apposite piattaforme digitali dedicate al reddito di cittadinanza: il Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro per il coordinamento dei centri per l'impiego e il Sistema informativo unitario dei servizi sociali per il coordinamento dei Comuni. Le suddette piattaforme rappresentano strumenti di condivisione delle informazioni sia tra le amministrazioni centrali e i servizi territoriali sia, nell'ambito dei servizi territoriali, tra i centri per l'impiego e i servizi sociali. Altre disposizioni riguardano le modalità operative delle citate piattaforme che costituiranno il portale delle comunicazioni dai centri per l'impiego, dai soggetti accreditati e dai Comuni all'ANPAL, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e all'INPS. Centrali nell'impianto del provvedimento risultano l'apparato sanzionatorio e il sistema di incentivi dedicati a imprese, enti di formazione accreditati e beneficiari di reddito di cittadinanza che intraprendono percorsi di autoimprenditorialità. Per quanto concerne le sanzioni, vengono stabilite cause di revoca o decadenza dal reddito di cittadinanza, ovvero di riduzione del medesimo, e alcune sanzioni penali in materia, oltre a prevedere specifici obblighi di comunicazione e di controllo da parte di pubbliche amministrazioni. Sono previsti inoltre incentivi in favore dei datori di lavoro privati che assumano, a tempo pieno e indeterminato, soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza; degli enti di formazione accreditati, qualora essi concorrano all'assunzione dei suddetti beneficiari; dei beneficiari medesimi che avviino un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa entro i primi dodici mesi di fruizione del reddito di cittadinanza. L'incentivo per il datore di lavoro consiste nell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, a carico del datore di lavoro e del lavoratore, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite dell'importo mensile del reddito di cittadinanza percepito dal lavoratore, fino ad un massimo di 780 euro mensili, per un periodo non inferiore a cinque mensilità e pari alla differenza tra diciotto mensilità e quello già goduto; tuttavia, qualora l'assunzione concerna un soggetto che stia godendo di un rinnovo del reddito di cittadinanza, l'esonero è attribuito nella misura fissa di cinque mensilità. Se l'assunzione è conseguente ad un percorso formativo, svolto a cura di un ente accreditato, la misura dell'incentivo è ridotta alla metà e la restante metà è attribuita all'ente di formazione nella misura massima di 390 euro. L'incentivo goduto dal datore di lavoro è revocato nel caso di licenziamento entro i trentasei mesi (questa è la modifica) del suddetto beneficiario assunto. L'incentivo in favore dei titolari del reddito di cittadinanza per le iniziative summenzionate è costituito da un beneficio ulteriore, in un'unica soluzione, pari a sei mensilità del reddito di cittadinanza, nei limiti di 780 euro mensili. Le medesime agevolazioni sono riconosciute nel rispetto della disciplina europea cosiddetta de minimis e sono compatibili ed aggiuntive rispetto a quelle introdotte con la legge di bilancio per il 2019, relative ad alcune assunzioni nelle Regioni del Mezzogiorno. Qualora il datore abbia esaurito gli esoneri contributivi in forza di quest'ultima disposizione, gli incentivi in esame sono fruiti sotto forma di credito di imposta. Il reddito di cittadinanza costituisce quindi un ponte tra cittadini e imprese, che punta sulla formazione continua, mirata alla creazione di competenze in linea con le professionalità richieste dall'evoluzione del mercato del lavoro. Formazione continua che costituisce il cuore del percorso per il reinserimento lavorativo dei cittadini, e che garantisce l'acquisizione di nuove competenze indispensabili a consentire la transizione da un impiego ad un altro in un mercato del lavoro in costante evoluzione. Tale circostanza permette alle imprese di affrontare la rivoluzione tecnologica in atto potendo disporre di personale qualificato. Chiudono il Capo sul reddito di cittadinanza le previsioni relative all'assegno di ricollocazione ed altro. L'attuazione del reddito di cittadinanza si stima abbia un impatto notevole sull'intera economia nazionale. La sua erogazione fornisce un forte incentivo per la componente della platea di beneficiari potenziali che si trova nella condizione di inattività a tornare attivamente alla ricerca di lavoro. Oltre all'impatto macroeconomico generato dai consumi innescati dal reddito di cittadinanza, anche gli incentivi alle imprese aumentano le probabilità di riassorbimento dei beneficiari del programma all'interno della forza lavoro, creando un aumento della domanda interna superiore agli anni precedenti. Proprio per questo, il reddito di cittadinanza si configura come uno strumento volto a perseguire una crescita non inflazionistica, grazie alla possibilità di reintrodurre lavoratori scoraggiati all'interno della forza lavoro, che si manifesta contemporaneamente allo stimolo per la domanda di breve periodo. In quest'ottica, il potenziamento dei centri per l'impiego costituisce una vera e propria riforma strutturale. Esperienze di politiche attive praticate nei Paesi dell'Unione europea, come la Germania, mostrano come l'attivazione permanente di categorie di lavoratori precedentemente estranei alla ricerca attiva di lavoro abbia effetti sul tasso di partecipazione tali da rendere le politiche di inclusione attiva non soltanto stimoli positivi della domanda di breve periodo, ma anche strumenti capaci di produrre effetti sulla crescita potenziale. Con tale provvedimento gettiamo le basi per un nuovo Stato sociale, realizzando un nuovo statuto delle garanzie, non solo del lavoro, ma del concetto stesso di cittadini; un concetto idoneo a ridisegnare il diritto all'esistenza e a garantire una piena autodeterminazione dei cittadini.