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Dobbiamo accompagnare questo sforzo e, per farlo, dobbiamo provare a esercitare un'azione sinergica. Per quanto mi riguarda, come parlamentari la accompagneremo. Avevamo previsto, già nella fase della discussione delle linee guida in Parlamento, se non si interverrà in questi termini rischieremo, con semplici bandi, che le amministrazioni più attrezzate continuino a drenare più risorse delle altre. Per questo mi dichiaro certamente soddisfatto delle sue rassicurazioni e sono certo che faremo un buon lavoro insieme. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Damiani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02708 sulla capacità di spesa dei fondi europei delle amministrazioni pubbliche del Sud, per tre minuti. DAMIANI (FIBP-UDC) . Gentile Ministro, le risorse per il Sud previste dal pacchetto Next generation EU, unitamente a tutte quelle risorse già previste dai fondi strutturali e dai fondi di sviluppo e coesione, sono ingentissime e hanno lo scopo, oggi, di colmare quel differenziale economico che c'è tra le aree del Mezzogiorno d'Italia e anche il resto del Paese, compresa l'intera Europa. Il PNRR - lo abbiamo detto poc'anzi - attribuisce al Mezzogiorno d'Italia 82 miliardi di euro, che sono il 40 per cento di tutte le risorse territorializzate, e cioè che hanno una specifica destinazione sui nostri territori. Si apre, quindi, per il Paese una fase importante, una nuova fase di convergenza tra le aree del Mezzogiorno d'Italia, quelle del Centro-Nord d'Italia, all'unico scopo indispensabile e importante dello sviluppo dell'intero Paese. Gli ultimi dieci anni, con un periodo di riferimento che va dal 2008 al 2018, non sono stati importanti per il Mezzogiorno d'Italia; al contrario, abbiamo assistito ad una spesa pubblica soprattutto per investimenti che si è ridotta notevolmente, anzi si è dimezzata e, prendendo questo periodo di riferimento, passiamo da una spesa pubblica di circa 21 miliardi a una spesa di 10 miliardi di euro. Adesso abbiamo un'occasione più unica che rara, in questo momento particolare, di utilizzare le risorse e soprattutto di aumentare il livello di spesa e la capacità di spesa in investimenti pubblici, in infrastrutture fisiche, in infrastrutture digitali, in energia sostenibile, in edilizia residenziale pubblica, in rigenerazione delle aree urbane, ma soprattutto nei servizi alla persona. È quindi un'occasione importante. Individuata questa massa di risorse così importante, abbiamo la necessità di garantire una spesa efficace ed efficiente. Si rileva invece da tempo la insoddisfacente capacità delle pubbliche amministrazioni di utilizzare poi le risorse, che quindi non vengono spese e tante opere pubbliche non vengono assolutamente ultimate. Si chiede quindi, gentile Ministro, qual è l'intenzione politica del Ministero per utilizzare in maniera efficace ed efficiente le risorse e soprattutto se nell'ambito della normativa stessa si possono prevedere delle iniziative per evitare l'inerzia soprattutto delle pubbliche amministrazioni e, quindi, spendere bene tutte le risorse che abbiamo a disposizione in un momento storico così importante per il nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro per il Sud e la coesione territoriale, onorevole Carfagna, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CARFAGNA, ministro per il Sud e la coesione territoriale . Signor Presidente, senatore Damiani, ho considerato prioritario sin dall'inizio del mio mandato il tema della governance delle politiche di coesione e, conseguentemente, delle problematiche connesse all'effettiva capacità delle amministrazioni pubbliche responsabili di realizzare i piani, i programmi e gli interventi cofinanziati dall'Unione europea, ovvero di utilizzare efficacemente il Fondo nazionale per le politiche di coesione. Come ricordato dall'onorevole interrogante, i prossimi anni costituiranno un difficile banco di prova perché ai fondi strutturali e nazionali si aggiungeranno le ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In questo contesto, allo scopo di innalzare e rafforzare la capacità di assorbimento e garantire il rispetto dei tempi ai quali i finanziamenti sono agganciati, ho ritenuto opportuno rafforzare il ruolo dell'Agenzia per la coesione territoriale. A tal fine, nell'ambito del decreto-legge cosiddetto governance e semplificazioni abbiamo lavorato per introdurre significative modifiche normative che affidano all'Agenzia per la coesione territoriale nuovi poteri in tema di governance , oltre quelli già previsti con riguardo all'attività di programmazione, coordinamento, monitoraggio e sostegno della politica di coesione. In primo luogo, è stato attribuito all'Agenzia l'esercizio del potere sostitutivo rispetto alle amministrazioni pubbliche il cui ritardo o inadempimento nell'attuazione dei programmi finanziati con i fondi strutturali può determinare il concreto rischio di definanziamento. Al fine di scongiurare questa ipotesi è ora previsto che, in caso di accertato inadempimento, inerzia o ritardo nell'attuazione dei suddetti interventi, i poteri sostitutivi possano essere esercitati, oltre che dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Ministro per il Sud e per la coesione territoriale, in quanto Ministro delegato per il tramite dell'Agenzia per la coesione territoriale. L'Agenzia, inoltre, può assumere le funzioni di soggetto attuatore, avvalendosi di una centrale di committenza ai fini dell'effettiva realizzazione degli interventi, considerata, peraltro, la specifica competenza tecnica di cui la stessa è dotata. Infine, sono state ulteriormente rafforzate le modalità di esercizio dei poteri ispettivi e di monitoraggio volti ad accertare il rispetto della tempistica degli obiettivi dei programmi finanziati dall'Unione europea o dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. È adesso possibile che questi poteri possono essere esercitati, oltre che dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale avvalendosi dell'Agenzia per la coesione territoriale. Credo che questo sistema possa essere efficace per scongiurare il rischio di ritardi o, peggio, di definanziamento degli interventi. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Damiani, per due minuti. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro innanzitutto per le azioni già messe in campo sui fondi strutturali e su fondi di sviluppo e coesione e, quindi, per la governance rafforzata. È anche questo un ulteriore cambio di passo del Governo rispetto agli anni passati. Già questo, secondo me, è un passaggio importante per i fondi che abbiamo ancora oggi da spendere. Poi si aggiungono gli ulteriori fondi del PNRR o il Fondo complementare che abbiamo affrontato in questa Aula del Senato proprio qualche settimana fa con un intervento importante del Ministro per il Sud in quell'occasione. Adesso un passaggio ulteriore è dovuto anche alla governance , ai poteri sostitutivi, ispettivi e di monitoraggio che verranno utilizzati sulle amministrazioni pubbliche per fare in modo che oggi non si perda un'opportunità storica molto importante, come dicevo già prima, e che tutte le risorse vengano spese fino all'ultimo centesimo perché oggi l'interesse di far crescere il Sud è nazionale. Noi ci crediamo, Ministro, e le auguriamo buon lavoro. (Applausi) .