[ddlpres]

Sviluppo di una piattaforma informatica multifunzionale blockchain ed applicazione dei servizi di tracciabilità e rintracciabilità ai prodotti agroalimentari. Onorevoli Senatori. – La tecnologia blockchain (letteralmente « catena di blocchi ») costituisce una novità e un'opportunità legata al mondo delle « criptovalute », ma applicabile altresì a numerosi altri contesti. Diverse sono le applicazioni che stanno nascendo, e che consentono di svolgere transazioni tra soggetti, finalizzate alla certificazione o all'attestazione di documenti e di processi, fino alla tracciatura o all'affidabilità di una filiera. Se è vero che tali obiettivi possono essere conseguiti anche con tecnologie « più semplici », non vi è dubbio che la blockchain rappresenta un ulteriore e più sofisticato livello di evoluzione, in quanto riunisce in sé molte delle diverse tecnologie già esistenti (come internet , database distribuiti, firma digitale) per dar luogo a qualcosa di diverso, vale a dire un registro sicuro, distribuito, totalmente in chiaro, di transazioni incancellabili, interrogabile e verificabile da chiunque e sempre, basato su codice sorgente aperto ( open source ), che può essere eseguito e verificato anche da soggetti esterni che vogliano partecipare alla blockchain . Le voci del registro sono ordinate in « pagine » (dette blocchi), concatenate in ordine cronologico, la cui integrità è garantita mediante sistemi crittografici e la cui gestione è affidata a una rete di « nodi », ognuno dei quali possiede una copia privata del sistema. Ogni nodo aggiorna la sua copia ogni volta che si crea una nuova transazione (un nuovo nodo) nel sistema, sulla base di un protocollo condiviso e sicuro, in modo da garantire l'integrità di tutte le informazioni. Una blockchain può essere aperta o chiusa, a seconda che la partecipazione allo sviluppo della piattaforma attraverso la creazione di nuovi nodi sia libero oppure riservato, anche se la sua « filosofia » caratteristica è quella di consentire sempre l'ingresso di nuovi partecipanti che, ampliando e consolidando l'infrastruttura, ne aumentano anche l'efficienza e l'affidabilità. Da un punto di vista legislativo, l'articolo 1, comma 226, della 30 dicembre 2018, n.145 (legge di bilancio 2019) ha istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un Fondo volto a favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things , con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi. In precedenza il CIPE, nella seduta del 25 ottobre 2018, aveva già assegnato 100 milioni di euro per lo sviluppo del wi-fi e delle tecnologie emergenti (intelligenza artificiale, blockchain , internet delle cose) a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 con contestuale rifinalizzazione delle risorse già assegnate con le delibere CIPE n. 65 del 6 agosto 2015, n. 71 del 7 agosto 2017 e n. 105 del 22 dicembre 2017 relative al piano banda ultra larga. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n.135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n.12, definisce le « tecnologie basate su registri distribuiti » ( blockchain ) come le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l'aggiornamento e l'archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia, verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili. L'Italia ha aderito il 27 settembre 2018 alla European Blockchain Partnership Initiative , promossa dalla Commissione europea con l'intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali, ed il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il 28 settembre 2018 un avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la selezione di 30 componenti del gruppo di esperti di alto livello per l'elaborazione della strategia nazionale sulle tecnologie basate su registri distribuiti e blockchain . La finalità è quella di elaborare una strategia nazionale per tecnologie basate su registri distribuiti ( distributed ledger technologies , DLT) e la blockchain . L'Italia ha inoltre sottoscritto il 4 dicembre 2018 una dichiarazione sullo sviluppo della blockchain nell'ambito del MED7, il gruppo costituito da sette Paesi del Sud Europa (Italia, Spagna, Francia, Malta, Cipro, Grecia e Portogallo). Pochi giorni dopo, il 18 dicembre, è stato infine pubblicato il primo Libro Bianco del Comitato europeo di normazione elettrotecnica, l'ente di standardizzazione europeo (CEN/CENELEC) sulla blockchain ed i registri distribuiti . La pubblicazione, realizzata sotto il coordinamento dell’ Agenzia per l'Italia digitale (AGID), ha l'obiettivo di identificare i requisiti per l'implementazione di servizi basati su registri distribuiti, a testimonianza dell'importanza che ha assunto ormai la tematica della blockchain. La blockchain si caratterizza per quattro aspetti fondamentali: decentralizzazione, trasparenza, sicurezza e immutabilità. La blockchain può dare risposte innovative e aprire una prospettiva che la mette al servizio della catena di fornitura ( supply chain ) del settore agroalimentare, per disporre di nuovi strumenti in grado di garantire la migliore tracciabilità dei prodotti agroalimentari nella prospettiva di assicurare nuovi livelli di sicurezza alimentare. Il vero tema è quello di stabilire una situazione di fiducia, di affidabilità, che dia chiare garanzie a tutti gli attori della filiera in merito alla qualità del lavoro svolto e al rispetto delle regole e dei diritti di tutte le imprese e di tutti coloro che direttamente e indirettamente lavorano in questa filiera. Questa metodologia operativa è stata già sperimentata con ottimi risultati nell'ambito della filiera del pesce nel Regno Unito. L'approccio blockchain parte dal lavoro dei pescatori che attraverso un semplice SMS attivano il percorso della filiera già nel momento in cui il pesce viene portato a terra. L'SMS attiva il primo livello di identificazione che viene subito trasferito all'industria di trasformazione o alla distribuzione come primo elemento di identificazione comune. Tutti i movimenti successivi di questa partita di pesce vengono a loro volta registrati su una piattaforma comune basata sulla blockchain e contribuiscono ad arricchire il patrimonio di informazioni su quanto è avvenuto e su chi ha svolto le varie attività (trasporto, trasformazione, confezionamento, vendita, e così via). Un altro esempio, più vicino a noi, è quello della tracciabilità del vino, dalla vite alla bottiglia. Le cantine pioniere provengono da quattro aree produttive d'eccellenza a copertura anche delle diversità dei vini italiani: dai rossi piemontesi, alle bollicine della Franciacorta, dai vini toscani fino a quelli pugliesi. Già ora la tracciabilità avviene attraverso la scansione di un codice QR posto direttamente sull'etichetta, così i consumatori possono conoscere la storia del vino, dal grappolo d'uva alla bottiglia, prima di comprarlo e stapparlo.