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2 Le tabelle di cui al comma 1 stabiliscono l'articolazione in sezioni e gli organici di tribunali e corti d'appello e possono essere adeguate annualmente, in relazione al flusso medio dei ricorsi presentati nell'ultimo quinquennio, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Consiglio della giustizia tributaria di cui al capo III. 2 (Presidenza) 1 A ciascuno dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie è preposto un presidente, che presiede anche la prima sezione. Il presidente del tribunale tributario o della corte d'appello tributaria, in caso di assenza o di impedimento, è sostituito nelle funzioni non giurisdizionali dal presidente di sezione con maggiore anzianità nell'incarico e, subordinatamente, d'età. 2 Il presidente del tribunale tributario o della corte d'appello tributaria con oltre otto sezioni può delegare le sue attribuzioni non giurisdizionali a uno o più presidenti di sezione con i criteri di cui al comma 1. 3 (Composizione dei tribunali tributari) 1 Il tribunale tributario si articola in sezioni se è composto da almeno otto giudici. A ciascuna sezione sono assegnati non meno di quattro giudici, compreso il presidente di sezione. 2 Il presidente di sezione è scelto fra i giudici con almeno tre anni di anzianità nell'incarico. Il presidente del tribunale è nominato fra i presidenti di sezione con almeno cinque anni di anzianità nell'incarico. Se il tribunale è composto da una sezione unica, il presidente è scelto fra i giudici con almeno otto anni di anzianità nell'incarico. 4 (Composizione delle corti d'appello tributarie) 1 I giudici delle corti d'appello tributarie sono nominati tra i presidenti dei tribunali tributari con almeno tre anni di anzianità nell'incarico e tra i presidenti di sezione dei tribunali tributari con almeno otto anni di anzianità nell'incarico 2 La corte d'appello tributaria si articola in sezioni, se è composta da almeno otto giudici. A ciascuna sezione sono assegnati non meno di quattro giudici, compreso il presidente di sezione. 3 Il presidente di sezione è scelto fra i giudici di corte d'appello tributaria con almeno tre anni di anzianità nell'incarico. Il presidente della corte d'appello tributaria è nominato fra i presidenti di sezione con almeno cinque anni di anzianità nell'incarico. Se la corte d'appello tributaria è composta da una sezione unica, il presidente è scelto fra i giudici con almeno otto anni di anzianità nell'incarico. 5 (Funzionamento dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie) 1 I tribunali tributari giudicano in composizione monocratica. 2 Le corti d'appello tributarie giudicano in composizione collegiale. Ogni collegio giudicante è presieduto dal presidente della sezione o, in sua assenza, dal giudice con la maggiore anzianità di servizio e giudica con numero invariabile di tre votanti. 3 All'inizio di ogni trimestre ciascun presidente di corte d'appello tributaria fissa, in base a criteri di massima stabiliti dal Consiglio della giustizia tributaria, la composizione dei collegi giudicanti. Se in una sezione mancano i componenti necessari per costituire il collegio giudicante, il presidente della corte d'appello tributaria designa i componenti di altre sezioni. 4 Con provvedimento del Consiglio della giustizia tributaria sono istituite sezioni specializzate dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie. 5 Il presidente di ciascuna sezione, all'inizio di ogni trimestre, stabilisce il calendario delle udienze e delle riunioni delle sezioni mediazione di cui all'articolo 6, in modo da svolgere almeno due udienze settimanali e due riunioni settimanali. 6 I criteri di assegnazione dei ricorsi sono stabiliti con decreto del presidente del tribunale tributario e della corte d'appello tributaria tenendo conto, preliminarmente, della specializzazione di cui al comma 4 e applicando successivamente i criteri cronologici e casuali. 7 Il presidente del tribunale tributario e il presidente della corte d'appello tributaria, col decreto di cui al comma 6, indicano, rispettivamente, uno o più giudici o una o più sezioni, che, nel periodo di sospensione feriale dei termini processuali, procedono all'esame delle domande di sospensione cautelare del provvedimento o della sentenza impugnati. 6 (Sezione mediazione) 1 Presso ciascun tribunale tributario è istituita una sezione mediazione, organo non giurisdizionale e terzo rispetto all'ente impositore, competente nell'ambito dei procedimenti di cui all'articolo 50. 2 La sezione svolge la propria attività mediante collegi composti da: a un giudice del tribunale tributario; b un funzionario delle agenzie fiscali, in possesso di specifica esperienza professionale presso gli uffici legali dell'agenzia da almeno due anni e facente parte di un elenco articolato per province tenuto presso il Consiglio della giustizia tributaria; c un avvocato tributarista o un dottore commercialista con specifica esperienza professionale in materia tributaria ed anzianità di iscrizione all'albo di almeno cinque anni, facente parte di un elenco articolato per province tenuto presso il Consiglio della giustizia tributaria. 3 All'inizio di ogni trimestre solare il presidente del tribunale tributario fissa la composizione dei collegi della sezione mediazione, in base a criteri stabiliti dal Consiglio della giustizia tributaria, escludendo dagli stessi i giudici che nei due anni precedenti al giuramento di cui all'articolo 7, comma 9, abbiano svolto le funzioni o le attività professionali di cui all'articolo 8, comma 1. 4 Le cause provenienti dalla sezione mediazione e che sono giudicate in composizione monocratica devono essere assegnate a un giudice che non è stato membro del collegio nella fase di mediazione. 5 Ai membri della sezione di cui al comma 2, lettere b) e c) , spetta un'indennità di partecipazione per ciascuna riunione da stabilirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze. II NOMINA 7 (Nomina) 1 La nomina a giudice tributario si consegue mediante concorso pubblico per titoli ed esami ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione. 2 Al concorso sono ammessi coloro che soddisfano i requisiti di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, e che hanno maturato almeno cinque anni di esperienza dimostrabile in campo tributario. Ai fini della sussistenza dei requisiti valgono le seguenti equipollenze: a alla laurea in giurisprudenza le lauree in discipline economico-aziendali; b al dottorato di ricerca in materia giuridica il dottorato di ricerca in materia economico-aziendale, a condizione che sia stato svolto in materia tributaria; c all'abilitazione all'esercizio della professione forense, l'abilitazione all'esercizio della professione di dottore commercialista; d alle scuole di specializzazione le scuole e i corsi postuniversitari in materia tributaria legalmente riconosciuti. 3 Gli esami consistono nelle seguenti prove: a una prova preselettiva; b una prova scritta; c una prova orale, comprensiva di un colloquio in lingua inglese.