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stando ai dati riportati da esperti, mezzi di comunicazione e associazioni mediche, tra gli studenti trans il tasso di abbandono scolastico è del 34 per cento e i tentativi di suicidio sono del 40 per cento (contro l'1,6 per cento della popolazione in generale); in quasi tutte le scuole di ogni ordine e grado la carriera alias, benché richiesta da studenti o dai loro genitori, in caso di persone minorenni, non viene attivata con la motivazione che non vi sono protocolli ministeriali a riguardo o che non esistono linee guida specifiche, correndo così il rischio che solo alcune/i studenti trans siano sostenuti dalle loro scuole e altri, invece, discriminati con conseguenze facilmente immaginabili, si chiede di sapere se si stia valutando l'opportunità, rispetto all'attivazione della carriera alias, di redigere protocolli ministeriali nazionali e uniformati sotto il coordinamento del Ministero dell'istruzione, così da poter essere adottati e condivisi tra gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di porre fine a disparità di trattamento e discriminazioni tra scuole e territori. Atto n. 4-05102 CASTIELLO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la consegna degli elenchi telefonici agli abbonati è cessata ormai da tempo. Le ultime consegne risalgono a diversi anni or sono, quando gli elenchi stessi venivano "parcheggiati" nei cortili condominiali; senonché gli addebiti per la loro fornitura agli utenti continuano a pervenire alla clientela di TIM e Wind Tre che, anno per anno, persistono nell'esazione, rispettivamente di 3,90 e 2,54 euro, con la causale "consegna elenchi telefonici". Nel caso di TIM, titolare di circa 10 milioni di contratti di utenze, la cosa si risolve in un introito di notevole entità sine titulo ; infondata appare la difesa del balzello da parte dei gestori secondo i quali l'utente ha, comunque, la facoltà di rinunciare al servizio di consegna degli elenchi telefonici rivolgendosi al servizio clienti. La rinuncia costituisce un onere improprio indebitamente attribuito alla clientela. Se la consegna non viene più eseguita si estingue il rapporto sinallagmatico e viene meno l'obbligo del pagamento del servizio, senza bisogno di rinuncia espressa da parte dell'utenza; una volta sospeso il servizio il gestore non ha più titolo per esigere il corrispettivo e sull'utente non grava alcun onere di espressa rinuncia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'abuso e quali iniziative intenda assumere perché venga rimosso, al fine del ripristino di eque condizioni contrattuali. Atto n. 4-05103 PRESUTTO PUGLIA DONNO TRENTACOSTE GAUDIANO CROATTI GIANNUZZI ANGRISANI MAUTONE RICCIARDI CASTELLONE Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la stazione ferroviaria di Napoli San Giovanni-Barra è collocata lungo un'importante linea storica litoranea che collega Napoli con Salerno, attraversando grossi centri abitati posti a sud di Napoli, come Portici, Torre Annunziata e Nocera Inferiore. Essa, inoltre, offre un servizio di collegamento fondamentale tra la zona est di Napoli che comprende i popolosi quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli, e il centro della città, ed è utilizzata anche da centinaia di studenti dell'università che ospita l'Apple Accademy; per questo è un impianto ferroviario che si è sempre caratterizzato per l'elevato volume di traffico passeggeri, sia in entrata che in uscita. Ciò nonostante, esso serba ancora potenzialità di crescita inespresse, in relazione alla capacità di attrazione di viaggiatori soprattutto provenienti da Barra e Ponticelli che dirotterebbero su San Giovanni-Barra lo spostamento veicolare che oggi è sbilanciato verso la città; negli ultimi anni la stazione è stata oggetto di un piano di riqualificazione funzionale finalizzato a potenziarne le capacità recettive per costituire il "terminale intermodale sud est" della linea metropolitana Napoli-Pozzuoli-Villa Literno; nell'area attigua alla stazione è presente un ampio parcheggio per più di 200 auto, attualmente dismesso e lasciato all'incuria e all'abbandono, di proprietà di Ferrovie dello Stato italiane; più volte, nel corso degli ultimi anni, si è auspicata l'apertura del parcheggio, chiuso per motivi a tutt'oggi non noti, anche per evitare, come sovente accade, che le auto vengano parcheggiate in modo disordinato lungo il corso San Giovanni o nelle zone adiacenti, determinando un cronico problema di rallentamento della circolazione e di sicurezza stradale; nella logica di provvedere alla riqualificazione della zona, ma anche al fine di alleggerire il traffico veicolare privato proveniente dall'area sudest di Napoli e diretto nel centro urbano, è stato nei mesi scorsi sviluppato da Rete ferroviaria italiana un progetto inerente all'area limitrofa alla stazione, volto in particolare a razionalizzare e rendere efficiente l'utilizzo delle aree di sosta; parte di tale progetto, infatti, riguarda la realizzazione di un parcheggio per auto private (nell'area che già lo prevede), videosorvegliato e regolato da un sistema di controllo a pedaggio; la realizzazione di un'area di sosta così concepita, tra l'altro, sarebbe in armonia con il grande progetto "Napoli porta est/nodo Garibaldi" predisposto da FS Sistemi Urbani con EAV a seguito del finanziamento erogato dalla Regione Campania a valere su fondi FSC il 5 luglio 2018. Tale programma prevede la realizzazione di 10 sotto progetti volti al rilancio della città con lo scopo di intercettare il traffico su gomma proveniente dall'autostrada A3 Napoli-Salerno, che attualmente sbocca nei pressi della stazione di Napoli centrale, per convogliarlo in un hub intermodale. Con la realizzazione del parcheggio, la stazione di Napoli San Giovanni-Barra funzionerebbe da " hub satellite" rispetto al principale, polarizzando il traffico veicolare dei quartieri limitrofi; la trasformazione della stazione in " hub di interscambio nodale" avrebbe doppia valenza: interscambio gomma-gomma, per chi lascia il veicolo privato per prendere un autobus, e interscambio gomma-ferro, per chi lascia la propria vettura per prendere il treno; a seguito di tale progetto, è stata subito esplicitata la volontà da parte di Metropark, la società del gruppo FS che gestisce i parcheggi nelle principali stazioni ferroviarie italiane, di realizzare il parcheggio, che ha sottolineato però come condizione indispensabile alla realizzazione dell'opera l'impegno da parte del Comune a garantire adeguate misure di sicurezza in una zona attualmente poco presidiata e caratterizzata da occupazioni illegittime dei suoli; in un territorio, compreso nell'ambito di un sito di interesse nazionale (SIN), che soffre notevoli disagi dopo la crisi delle grandi industrie, la costruzione del parcheggio, inserita in un progetto di riqualificazione delle aree limitrofe, sarebbe una risposta concreta delle istituzioni ai cittadini che attendono da anni; ciononostante il Comune ha posto la pregiudiziale della variante del piano regolatore in quanto le aree in questione hanno una destinazione d'uso diversa da quella proposta;