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in contrasto con l'importanza e la fragilità del territorio l'area è caratterizzata da una scarsa qualità urbanistica (molti i quartieri sorti nel dopoguerra che presentano edifici di enormi dimensioni senza rispettare gli standard urbanistici) e industriale, con edifici per aziende costruiti senza alcun rispetto delle regole e altri abbandonati nel più assoluto degrado; la discarica abusiva presso il polo tecnologico tiburtino è la punta di un iceberg costituito da tantissimi interramenti abusivi di rifiuti nella "terra dei fuochi di Roma est"; data l'elevata presenza di patologie tumorali sarebbe opportuna una celere applicazione dell'area della legge n. 13 del 2019 della Regione Lazio: "Aree a elevato rischio ambientale", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della condizione di estrema fragilità del territorio e se non ritenga opportuno attivarsi, per quanto di competenza, al fine di procedere all'inserimento del territorio tra i siti di interesse nazionale, per procedere alla sua urgente bonifica. Atto n. 4-06163 DE PETRIS Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la Commissione europea ha proposto un radicale cambio di passo verso la neutralità climatica al 2050, incrementando dal 40 al 55 per cento la riduzione delle emissioni climalteranti al 2030 (rispetto al 1990). Anche il Parlamento europeo ha approvato in merito un obiettivo di riduzione pari al 60 per cento; il piano europeo "Next Generation EU" prevede 750 miliardi di euro per investimenti di cui almeno il 37 per cento in progetti dedicati alla transizione ecologica. Tra questi figurano anche le infrastrutture che favoriscano la sostenibilità economica, ambientale ed energetica per l'Europa delle future generazioni; attualmente il nostro Paese non necessita di incrementi della produzione energetica termoelettrica, essendo al secondo posto in Europa per sovrapproduzione, dietro solo alla Spagna (analisi del centro studi CREA, Centre for research on energy and clean air). La costruzione di nuove centrali a gas, d'altro canto, è oggi resa economicamente possibile solo grazie ai sostanziosi incentivi del capacity market ; per il 2025 è prevista la dismissione dell'uso del carbone nella produzione di energia. Molti territori che nel passato hanno subito i pesanti impatti delle scelte in materia di politica energetica auspicano per sé stessi un futuro alternativo, che comprenda bonifiche e l'implementazione di progetti alternativi anche relativi della produzione energetica rinnovabile; Civitavecchia è il più grande sito nazionale di produzione termoelettrica. A fianco della centrale a carbone (di 2 gigawatt di potenza) giace un'ulteriore centrale, a gas naturale, per 1,2 gigawatt di potenza. Qualche chilometro a nord è presente anche la centrale di Montalto di Castro, per 3,6 gigawatt di potenza. Tale territorio, fortemente investito dalla presenza delle centrali, chiede oggi di avviare un percorso di uscita dalla servitù delle fonti fossili; lo scorso agosto il Consiglio regionale del Lazio ha votato all'unanimità un emendamento ostativo alla costruzione di nuovi impianti a combustibile fossile su tutta la Regione (legge regionale n. 14 del 2021, art. 75 comma 1, pagina 60), si chiede di sapere: se sia intenzione del Governo avviare un percorso di uscita urgente dall'utilizzo delle fonti fossili per il territorio di Civitavecchia, a partire dall'imminente dismissione dell'utilizzo del carbone; se corrisponda al vero che la volontà del Governo è quella di presentare ricorso avverso l'art. 75 della legge regionale n. 14 del 2021, che potrebbe avere pesanti impatti sul territorio e sulla stessa credibilità politica delle istituzioni. Atto n. 4-06164 BERUTTI Ai Ministri dello sviluppo economico e della transizione ecologica Premesso che: la grave crisi dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale sta avendo ed avrà impatti significativi sulla nostra economia, con il rischio che vi siano un deterioramento della vita sociale, economica e imprenditoriale; il configurarsi della grave crisi energetica in atto ha indotto il Governo ad intervenire con il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale, attualmente in sede di conversione, con il quale si dispone una serie di misure volte a calmierare le conseguenze degli aumenti dei prezzi; per evitare il repentino acuirsi di una situazione come quella attuale, sono stati nel tempo assunti provvedimenti a livello europeo e nazionale che avrebbero dovuto consentire una migliore programmazione in relazione ai mercati elettrico e del gas naturale, come facilmente rinvenibile nelle disposizioni di cui alla direttiva (UE) 2019/692, che sostituisce analoga direttiva del 2009 e la primigenia direttiva sul mercato del gas, 98/30/CE, nonché da quanto già previsto dal decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e in particolare dall'articolo 3, concernente norme per l'attività di importazione; in base a tali disposizioni, piani e programmi relativi alle importazioni avrebbero dovuto consentire, e quanto più possibile favorire, anche nel medio e lungo periodo, importazioni connotate da un rapporto solido, duraturo, garantito con i produttori, al fine di assicurare, in particolare per il gas, un approvvigionamento sicuro, evitando i rischi di una gestione contingente dell'importazione del gas, si chiede di sapere: quali controlli il Ministero dello sviluppo economico abbia attuato nel tempo nei confronti delle aziende importatrici di gas naturale, comprese le verifiche sui tipi di contratti stipulati con i produttori di gas, sull'uso da parte di tali aziende della rete di gasdotti europei, sulle relazioni con i Paesi produttori di gas; quali problematiche fossero già emerse in merito alla sicurezza degli approvvigionamenti; quali iniziative abbia adottato per risolvere preventivamente eventuali problematiche; quali azioni strutturali i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per evitare che in futuro si presentino situazioni come quella che sta attualmente caratterizzando i settori elettrico e del gas naturale. Atto n. 4-06165 NASTRI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 reca il regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi; prevede l'obbligo di verifica periodica degli impianti di terra sui luoghi di lavoro; l'articolo 36, comma 1, del decreto-legge n. 162 del 2019 ha successivamente inserito nel suddetto decreto il nuovo articolo 7- bis che istituisce la banca dati informatizzata, comunicazione all'INAIL e tariffe; in particolare, si prevede che le tariffe applicate dall'organismo che è stato incaricato di effettuare la verifica dell'impianto sono individuate dal decreto del presidente dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) del 7 luglio 2005.