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a garantire l'integrazione delle attività di promozione della salute mentale, della prevenzione del disagio e del disturbo mentali e della loro cura a tutti i livelli, attraverso tutte le realtà pubbliche e private coinvolte e tutti i portatori di interesse; b promuovere e sviluppare nell'utente e nei familiari la fiducia e la speranza nelle relazioni con gli operatori e nelle prestazioni erogate ai fini del buon esito dei percorsi di cura; c coinvolgere gli utenti e i familiari nei percorsi di cura e promuoverne la partecipazione attiva negli organismi deputati alla programmazione, all'attuazione e alla verifica degli interventi in materia di salute mentale. 3 (Nuovo Piano nazionale per la salute mentale) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e avvalendosi dell'Osservatorio nazionale di cui all'articolo 21, è definito un nuovo Piano nazionale per la salute mentale, di seguito denominato « Piano ». 2 Il Piano contiene le linee guida di cui all'articolo 4, le linee di indirizzo per la riorganizzazione dei dipartimenti di salute mentale, in coerenza con il Piano sanitario nazionale e i relativi livelli essenziali di assistenza. 3 Le linee guida e le linee di indirizzo di cui al comma 2 sono sottoposte a revisione triennale con le modalità stabilite dal decreto di cui al comma 1. 4 (Definizione delle linee guida) 1 Le linee guida contenute nel Piano definiscono a livello nazionale: a i requisiti minimi di qualità dei luoghi nei quali si erogano le prestazioni di salute mentale tenendo conto della loro ubicazione, del loro arredamento, della facilità di accesso a essi, nonché della sicurezza dei medesimi luoghi e degli operatori che ivi prestano la loro attività; b i requisiti per la valutazione annuale della qualità delle prestazioni erogate e dei relativi indicatori, con particolare riferimento alla prima accoglienza, al sostegno ai familiari, alla condivisione dei percorsi di cura, alla risposta alle situazioni di urgenza, di emergenza e di crisi, alla continuità dell'assistenza, all'integrazione sociale, alle problematiche relative alla situazione abitativa e lavorativa e alle opinioni degli utenti e dei familiari sulla qualità delle prestazioni loro erogate; c le modalità di presa in carico delle persone affette da disturbi mentali severi o complessi, con particolare riferimento agli utenti con scarsa adesione alle cure e a più alto rischio di deriva o di esclusione sociale e nelle aree di confine e di transizione per età o per patologia; d le modalità di presa in carico delle persone affette da disturbi mentali a minore impatto psico-sociale, ma che comportano livelli significativi di sofferenza e di compromissione della qualità della vita; e i percorsi volti a garantire a tutte le persone affette da disturbo mentale le cure appropriate, a fronte di patologie fisiche, per contrastarne la minore aspettativa di vita; f le modalità di monitoraggio degli indicatori di salute e dei relativi fattori di rischio, con particolare riguardo ai trattamenti farmacologici nonché ai loro effetti indesiderati e ai programmi di educazione al fine di promuovere un positivo cambiamento nello stile di vita delle persone affette da disagio o disturbo psichico; g le modalità di recupero degli utenti che hanno abbandonato il servizio di salute mentale senza averlo concordato con gli operatori, con particolare riferimento agli utenti con patologie severe; h le modalità di coinvolgimento degli utenti e dei familiari in tutti gli ambiti che li vedono direttamente coinvolti e in tutte le scelte di progettazione e di realizzazione degli interventi in materia di salute mentale; i le strategie di promozione della salute mentale e di prevenzione dei disturbi mentali, dei tentativi di suicidio e dei suicidi. II DIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE 5 (Dipartimenti di salute mentale) 1 È istituito, presso ciascuna azienda sanitaria locale, in conformità al progetto obiettivo « Tutela salute mentale 1998-2000 » di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999, il dipartimento di salute mentale, unità organizzativa che coordina e assicura direttamente o indirettamente tutti gli interventi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, integrazione sociale e promozione della salute alle persone di età superiore a 18 anni affette da disturbi mentali, con competenza anche riguardo alle dipendenze patologiche, all'alcologia, alla neuropsichiatria infantile, alla psicologia clinica e ai disturbi del comportamento alimentare. I dipartimenti di salute mentale sono dotati di centri di salute mentale, che rappresentano le loro articolazioni operative principali. 2 Al fine di garantire su tutto il territorio nazionale omogeneità di assetti organizzativi, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvede a uniformare la composizione dei dipartimenti di cui al comma 1. 3 Al fine di cui al comma 2, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definisce la popolazione di riferimento dei dipartimenti di salute mentale e dei centri di salute mentale che non può essere superiore, rispettivamente, a 600.000 abitanti e a 150.000 abitanti, fatte salve le zone a bassa densità abitativa. 4 Le regioni, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, assicurano che il personale di ciascun dipartimento di salute mentale sia composto da almeno un'unità afferente a ciascuno dei seguenti profili professionali: medico psichiatra, psicologo, infermiere, assistente sociale, educatore professionale, terapista della riabilitazione psichiatrica, operatore socio-assistenziale e personale amministrativo, nonché ogni altro profilo afferente a nuove aree disciplinari eventualmente introdotte dal dipartimento o a seguito della sperimentazione di modelli operativi concernenti la partecipazione attiva di utenti e familiari esperti (UFE) come richiamata all'articolo 7, comma 1. 5 I dipartimenti di salute mentale attivano, in base al principio di sussidiarietà e per l'attuazione delle finalità di cui alla presente legge, ogni possibile forma di collaborazione con i soggetti e con gli organismi che si occupano o che sono coinvolti nelle problematiche relative alla salute mentale, quali i servizi socio-sanitari, gli enti locali, le scuole di ogni ordine e grado, le organizzazioni e associazioni che perseguono le medesime finalità, con particolare riguardo a quelle costituite da utenti e familiari. 6 Il Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispone, nell'ambito del Piano, le linee di indirizzo per l'organizzazione dei dipartimenti di salute mentale.