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Le leggi che determinano il livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale e quelle che determinano i princìpi fondamentali nelle materie di legislazione concorrente sono invece esaminati in prima lettura dal Senato, in quanto incidono significativamente sulle competenze delle autonomie rappresentate nella Camera Alta. Dopo l'approvazione da parte del Senato della Repubblica, tuttavia, tali disegni di legge sono trasmessi alla Camera dei deputati che delibera in via definitiva e può apportare modifiche solo a maggioranza assoluta dei suoi componenti. È quindi abolito per questi disegni di legge il principio della doppia deliberazione conforme ma si tiene in considerazione il nuovo ruolo di rappresentanza assunto dal Senato della Repubblica nel sistema istituzionale, garantendone l'esame ma sancendo al contempo la definitività della deliberazione da parte della Camera dei deputati. Quest'ultima procedura speciale costituisce un aspetto fondante e fondamentale della riforma, perché consentirà allo Stato e alle Regioni -- rappresentate nel Senato -- di deliberare congiuntamente a seguito di un'approfondita istruttoria senza intralciare il lavoro parlamentare della Camera dei deputati e al contempo garantendo l'approvazione di norme di sicura efficacia per entrambi i livelli di governo. Per tutte le altre leggi (incluse quelle di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali di cui all'articolo 80 della Costituzione che non riguardano l'Unione europea), invece, non solo l'istituto della navette parlamentare è abolito, ma tendenzialmente vi è un'unica lettura ed un'unica deliberazione da parte della Camera dei deputati. Questa semplificazione del procedimento condurrà ad un sicuro incremento dell'efficienza nell'attività legislativa, ma anche dell'impegno richiesto alla Camera di esaminare in minor tempo molti più provvedimenti. Peraltro, a tutela delle autonomie territoriali e delle minoranze, ovvero per correggere eventuali errori e quindi a garanzia dello stesso Governo e della sua maggioranza presente alla Camera dei deputati, è prevista quale norma di chiusura del sistema una procedura di richiamo, che consente al Senato di esaminare -- in tempi tassativi e limitati -- il disegno di legge. Tale procedura può essere attivata dal Senato su richiesta di un quinto dei suoi componenti: ciò consentirà, ad esempio, di intervenire su aspetti specifici e problematici prima della promulgazione, per superare eventuali difetti nei testi deliberati in prima lettura. Questo secondo esame, tuttavia, non è affatto paralizzante: trascorsi trenta giorni, la Camera dei deputati delibera comunque in via definitiva e l' iter legislativo è concluso. Anche sulle modifiche approvate dal Senato in questa seconda lettura eventuale, la Camera dei deputati delibererà comunque in via definitiva e potrà apportare modifiche; peraltro, nel caso di disegni di legge che riguardino le materie di cui agli articoli 118 e 119 della Costituzione, la Camera dei deputati potrà modificare o respingere il testo approvato dal Senato soltanto deliberando a maggioranza assoluta dei propri componenti. Il duplice esame, sebbene eventuale, consentirà nondimeno di realizzare una sintesi politica in relazione all'attuazione del programma di governo senza ledere l'autonomia e le competenze dei territori. E alla stessa ratio è riconducibile la norma di cui all'articolo 70, sesto comma, che consente al Senato di «suonare un campanello d'allarme» laddove la maggioranza dei suoi componenti ritenga che un disegno di legge in corso di esame da parte della Camera possa ledere le competenze regionali, il principio di sussidiarietà o l'ordinamento dell'Unione europea. La riforma del procedimento legislativo di cui all'articolo 70 introduce quindi meccanismi correttivi che limitano la possibilità di conflitti tra Stato e Regioni in materia di riparto delle competenze legislative, causa di un crescente e defatigante contenzioso davanti alla Corte costituzionale. Le modifiche all'articolo 70 della Costituzione sono coordinate con una razionalizzazione del potere d'iniziativa legislativa, disciplinato dall'articolo 71. Si prevede infatti che soltanto a Governo e deputati spetti un generale potere d'iniziativa legislativa in tutte le materie, laddove ai senatori (ed ad altri organi o enti individuati da una successiva legge costituzionale) invece è attribuito tale potere di presentazione soltanto per i disegni di legge concernenti le materie per le quali è previsto un procedimento legislativo bicamerale, necessario o speciale. La riforma del potere d'iniziativa legislativa contribuirà ad una certa razionalizzazione del procedimento legislativo ed eviterà un'inutile duplicazione di procedure tra i due rami del Parlamento, che si prevede procederanno ordinariamente per via di intesa. Infatti, secondo il modello disegnato dal comma quarto del novellato articolo 71 della Costituzione, entro quindici giorni dalla presentazione del disegno di legge i Presidenti delle Camere, d'intesa tra loro, individueranno, su parere di una Commissione bicamerale per il procedimento legislativo, il procedimento legislativo che il disegno di legge dovrà seguire; se l'intesa non è raggiunta entro il termine prescritto, la decisione è rimessa alla predetta Commissione, la quale delibera a maggioranza dei due terzi entro i successivi dieci giorni; se la Commissione non delibera entro il termine, decide il Presidente della Camera dei deputati entro i successivi cinque giorni. Coerentemente con il nuovo sistema di assegnazione dei disegni di legge e con l'istituzione della Commissione bicamerale, il settimo comma del novellato articolo 70 reca una norma di chiusura diretta a garantire comunque la tutela delle autonomie nel procedimento legislativo. Per tutti i disegni di legge sui quali la Camera delibera in via definitiva (quindi sia quelli in materia di autonomie il cui esame inizia presso il Senato della Repubblica, sia tutti quelli diversi da quelli necessariamente bicamerali) entro cinque giorni dalla votazione finale un terzo dei senatori può richiedere alla Commissione per il procedimento legislativo di verificare se tale legge non riguardi materie nelle quali è prevista una doppia deliberazione conforme di entrambi i rami del Parlamento. Entro dieci giorni dalla richiesta, la Commissione relaziona ai Presidenti delle Camere, i quali, entro i successivi cinque giorni, decidono d'intesa se la legge debba seguire il procedimento bicamerale; in tal caso, la legge è trasmessa al Senato. È prevista infine una valorizzazione dell'iniziativa legislativa popolare: entro novanta giorni dalla presentazione, la Camera alla quale il disegno è stato assegnato in prima lettura delibera se procedere all'esame del progetto, motivando la decisione in caso di deliberazione negativa. B. Rafforzamento dei poteri di controllo e verifica del Senato Da un lato, la differenziazione delle funzioni delle due Camere comporta una significativa riduzione delle competenze legislative del Senato ed una corrispondente espansione del ruolo della Camera; dall'altro, l'esclusività del rapporto fiduciario tra Governo e Camera dei deputati incrementa il tasso di indipendenza e autonomia proprio del Senato, al fine di conseguire la massima efficienza nella realizzazione piena del programma di governo, ma al contempo preservando l'insieme degli strumenti di garanzia essenziali alle opposizioni, quali il controllo effettivo e la verifica in concreto dell'azione e dell'operato del Governo in tutte le sue principali articolazioni.