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Per quanto riguarda invece la politica di bilancio essa non poggia semplicemente sullo scostamento e non tutta la manovra di bilancio, pari a circa 38 miliardi di euro, sarà in deficit, ma molta parte di essa sarà finanziata dai fondi del programma Next generation EU; in particolare, per quanto riguarda il 2021, i 10 miliardi del recovery and resilience facility e i 4 miliardi anche del REACT-EU. In merito a quanto leggiamo nella NADEF, il recepimento delle politiche europee del Next generation EU è molto prudente: nella prima fase vi sarà un assorbimento molto forte delle sovvenzioni, e cioè dei contributi a fondo perduto che non dovremo restituire, mentre dal 2024 in poi - quindi nel 2024, nel 2025 e nel 2026 - si riequilibrerà con una maggiore presenza dell'indebitamento e, quindi, del ricorso ai prestiti europei che sono ovviamente da rimborsare, come tutti i prestiti del resto, ma a tassi particolarmente agevolati. Questo si legge anche nei dati del fabbisogno lordo da finanziare; mentre adesso il fabbisogno è per lo più soddisfatto con il finanziamento dei mercati, dal 2022-2023 in avanti il nostro debito pubblico sarà in gran parte finanziato dalle istituzioni europee, e almeno per una quota pari al 43 per cento, se le valutazioni e i dati sono corretti. Quindi, anche da questo punto di vista, avremo poi uno stimolo a riequilibrare non appena possibile. Per quanto riguarda invece la manovra di bilancio, costituisce il vero banco di prova per la ripartenza italiana. Si avvia un processo molto interessante: quasi 38 miliardi, di cui 24 di indebitamento (13 di indebitamento nazionale e 11 di indebitamento europeo) e 14 di sovvenzioni europee (RRF e REACT-EU). Mi piace pensare che la nuova manovra saprà essere, in un certo senso, strabica: capace di guardare al breve termine, per supportare i settori che dovranno essere ancora aiutati e allo stesso tempo, però, capace di guardare, con grande ottimismo, al futuro, sfruttando al meglio tutti gli stimoli che ci siamo proposti di avere assieme agli Stati colleghi europei. Mi piace anche pensare, contrariamente a quanto si legge nelle agenzie stampa, che questo momento non deve essere drammatizzato. Purtroppo da quasi un anno conviviamo con un virus e ritengo che dovremo arrivare a uno stato di new normal , come lo ha definito anche il governatore Visco. È molto importante e secondo me la legge di bilancio dovrà portare molto con sé del new normal . Mi riferisco - ad esempio - ad alcuni temi specifici: lo smart working , così com'è, è un home working e non porterà allo stimolo che ci aspettiamo. Anche sulla questione dei dispositivi di protezione individuale, dobbiamo investire ancora, per permettere alle aziende e a chi offre servizi di continuare a lavorare in sicurezza. Abituandoci alla nuova normalità, ma continuando a lavorare, a relazionarci in un nuovo modo. Questa legge di bilancio - secondo me - dovrà guardare oltre e aiutare gli italiani a spostarsi nel nuovo equilibrio e nella nuova realtà nella quale dovremo vivere. È una grande sfida che abbiamo davanti, non priva di oggettive difficoltà e di un quadro anche molto instabile, ma sono certa che con grande motivazione e grande senso di realtà l'Italia riuscirà a superare bene questo momento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, innanzitutto credo sia opportuno fare chiarezza, perché in queste ore nelle Commissioni e anche nei rapporti interpersonali - lo abbiamo sentito pure ieri in quest'Aula nelle parole degli esponenti della maggioranza e dal presidente Conte - ci sono stati rivolti reiterati appelli alla collaborazione e al senso di responsabilità. Ebbene, siccome non siamo abituati a farci accusare ingiustamente, ci tengo a chiarire che fare appelli alla responsabilità in questo contesto, nel modo in cui avete operato, è un po' come, signor Presidente e caro viceministro Misiani, invitare a costruire assieme una casa il giorno prima dell'inaugurazione. Voi, a pochi minuti dall'approvazione in Aula della Nota di aggiornamento al DEF, pretendereste senso di responsabilità dall'opposizione. Pur facendo ricorso alla stima che ho per ciascuno di voi, ritengo che siamo davvero vicino al ridicolo o alla presa in giro. Se davvero la maggioranza intenderà collaborare con l'opposizione, non ce lo dica più a un minuto dall'approvazione in Assemblea di un provvedimento, ma ce lo venga a dire con i tempi dovuti, in modo tale che davvero si possa costruire assieme un percorso nell'interesse del Paese. Ciò detto e chiarito - spero - mi sento in dovere di ringraziare i tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze per l'opera di assemblaggio che, come sempre, hanno fatto in modo magistrale; meno mi sento di ringraziare, invece, la maggioranza e il Governo per i contenuti che improntano la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza in esame. Se dovessi fare un commento sulla NADEF, potrei prenderlo in prestito da un illustre economista e già membro dell'Ulivo, il professor Nicola Rossi, che, senza mezze parole, ha detto nei giorni scorsi: «Questa è una NADEF schiettamente pre-elettorale». In sostanza, dice quello che noi affermiamo da mesi: tutti i provvedimenti che state prendendo sono, nella migliore delle ipotesi, degli analgesici, che non hanno davvero a cuore le sorti del Paese. Sto citando, peraltro, non esponenti della mia cultura politica, ma esponenti sinceri intellettualmente corretti della vostra parte politica. Con il professor Nicola Rossi credo di citare, infatti, una persona che ha la competenza accanto alla visione politica. Per capire che è una NADEF pre-elettorale basta guardare i numeri: quando prevedete il risanamento dei conti pubblici? Lo prevedete dalla fine della legislatura o, meglio, dall'anno successivo alla fine della legislatura. Quindi, gettate il problema nelle mani di chi dovrà governare dopo di voi. Vi state semplicemente adoperando per creare misure di consenso e ho ragione, quindi, di temere che anche l'utilizzo dei fondi europei - e poi mi soffermerò su questo - seguirà la stessa logica elettoralistica e a breve termine, con la differenza che, se la politica a breve termine nel passato ha portato il Paese alle attuali condizioni, l'utilizzo di una logica a breve termine con risorse straordinarie - come saranno i 200 miliardi di euro previsti nell'ambito degli aiuti o del debito europeo - potrebbe certamente portare il Paese al definitivo massacro. Non c'è un'assoluta discontinuità nella lettura della NADEF tra il presente e il futuro. In un momento eccezionale quale quello attuale, era necessaria una netta discontinuità; una discontinuità nei numeri e una discontinuità dei progetti. Se non si trasforma il Paese in un momento eccezionale come questo, quando lo vogliamo fare? Accanto al tema del risanamento dei conti pubblici che caratterizzano questa manovra in senso elettorale, anche le fonti destano preoccupazione. Le fonti su cui si fonda una buona parte dell'impostazione contabile della NADEF derivano dal recovery fund . Tutti i giorni, anche oggi, sui giornali leggiamo che, di fatto, ancora tanto è a rischio nel Consiglio europeo previsto nei prossimi due giorni.