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Delega al Governo per l'introduzione di agevolazioni tributarie per il secondo percettore di reddito nelle famiglie a basso reddito e in favore delle lavoratrici che riprendono il lavoro dopo la maternità. Onorevoli Senatori. — L'evoluzione del sistema dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e l'introduzione di nuovi benefìci hanno creato una realtà complessa, che rischia di produrre effetti disincentivanti sull'offerta di lavoro che devono essere individuati ed eliminati, ai fini di una tassazione che permetta una maggiore crescita economica. Tutte le organizzazioni internazionali e gli esperti sono d'accordo nell'affermare che il lavoro femminile è il motore della crescita economica e crea gettito e, pertanto, ogni disincentivo fiscale al lavoro femminile dovrebbe essere rimosso per garantire maggiore efficienza e crescita. Attualmente, con un tasso di occupazione femminile pari al 42,1 per cento, l'Italia è tra gli ultimi Paesi europei e si corre il rischio concreto di un'ulteriore riduzione a causa della pandemia di COVID-19. L'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha accertato che il 60 per cento dei posti persi nel 2020 erano precedentemente occupati dalle donne. L'unità impositiva dell'IRPEF è l'individuo e questo approccio, a differenza di altri sistemi europei di tassazione come il quoziente familiare francese o lo splitting tedesco (che implicano un disincentivo all'offerta del secondo percettore di reddito), consentirebbe, in via teorica, la neutralità verso l'offerta di lavoro del secondo percettore di reddito (costituito per il 95 per cento dalle donne), in quanto permette di calcolare l'aliquota marginale su base individuale, quindi indipendentemente dal reddito del primo percettore in famiglia e dalla condizione di coniuge, convivente o single . La risoluzione del Parlamento europeo 2018/2095(INI) del 15 gennaio 2019, sulla parità di genere e le politiche fiscali nell'Unione europea, ribadisce che la tassazione individuale sia da preferire a qualsiasi alternativa su base familiare. La neutralità dell'IRPEF verso l'offerta di lavoro del secondo percettore di reddito, tuttavia, viene meno in caso di benefit basati sul reddito familiare. L'attuale sistema genera aliquote effettive (cioè la proporzione di reddito da lavoro addizionale persa quando una persona senza lavoro inizia a lavorare a un dato salario) elevate per il secondo percettore di reddito se entra nel mercato del lavoro con livelli moderati di salario. In altri termini, si evidenzia un disincentivo all'ingresso nel mercato del lavoro. Pur affrontando il problema dal lato fiscale, rimane la consapevolezza che sono comunque necessari importanti riforme strutturali e investimenti che coinvolgono anche il lato della spesa pubblica. In quest'ottica, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è l'occasione per inserire pienamente le donne nella vita sociale ed economica del Paese e per raggiungere l'obiettivo fissato dal Consiglio europeo di Lisbona, che prevede un tasso di occupazione femminile superiore al 60 per cento (si stima che servano almeno 1.550.000 nuove occupate nei prossimi anni). Il potenziamento della rete educativa degli asili nido e delle scuole d'infanzia a supporto della missione educativa delle famiglie rientra tra le grandi questioni di modernità, di competitività e di civiltà per il nostro Paese. Sotto il profilo meramente fiscale, invece, una donna lavoratrice, se usufruisce del congedo parentale, riceve il 30 per cento della retribuzione media giornaliera, se, invece, ritorna al lavoro dopo la maternità obbligatoria, non ha nessun beneficio fiscale. Inoltre, questo sistema appare regressivo in quanto avvantaggia le famiglie con redditi più alti, che possono scegliere di rinunciare a una parte del reddito. La scelta di tornare al lavoro è, inoltre, influenzata dai conseguenti costi che le famiglie devono sostenere per l'attività di « babysitteraggio » e per l'iscrizione all'asilo nido nei primi anni di vita dei bambini. Per quanto concerne l'Italia, è stato stimato che l'abolizione della detrazione per il coniuge sostituita con un credito d'imposta individuale aumenterebbe la partecipazione femminile al mercato del lavoro di 3 punti percentuali (Colonna e Marcassa, 2015). Il presente disegno di legge è volto ad introdurre un complesso organico di disposizioni per la tassazione agevolata del secondo percettore di reddito nella famiglia (TASP) al fine di realizzare i seguenti obiettivi: a) modificare l'approccio culturale passando da una politica di sovvenzione a una politica di incentivazione dell'inserimento lavorativo, cambiando la visione per la quale l'esperienza della maternità risulterebbe penalizzante ai fini della carriera; vi è un tema valoriale che va oltre il vantaggio fiscale che viene concesso; in particolare, viene superata la figura « patriarcale » in termini fiscali, secondo la quale l'unico depositario dei benefìci fiscali risulta essere il primo percettore della famiglia (in genere un uomo); b) incentivare l'offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nelle famiglie con l'obiettivo di rilanciare la crescita economica; c) rilanciare l'occupazione femminile; d) sviluppare politiche attive del lavoro; e) contrastare la riduzione demografica; f) far emergere il lavoro nero; g) fornire un'ulteriore possibilità di scelta alle donne che intendono tornare nel mondo del lavoro dopo il congedo di maternità obbligatorio ma che, allo stato attuale, non possono farlo a causa dei costi che la famiglia dovrebbe sostenere ( baby sitter , asili nido) e che rendono poco conveniente il ritorno al lavoro; h) ridurre il periodo di allontanamento dal lavoro nei contesti in cui la continuità è importante per non dover rinunciare alla propria carriera. L'articolo 1 del presente disegno di legge, pertanto, al comma 1 prevede, al fine di incentivare l'offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nelle famiglie con l'obiettivo di rilanciare la crescita economica e l'occupazione, in particolare quella femminile, nonché di sviluppare politiche attive per il lavoro e di contrastare la riduzione demografica e il fenomeno del lavoro irregolare, che il Governo sia delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per l'introduzione di agevolazioni tributarie per il secondo percettore di reddito nelle famiglie a basso reddito, in conformità ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) prevedere misure di sostegno economico per l'inserimento lavorativo del coniuge con il reddito più basso nelle famiglie con doppio reddito e del coniuge disoccupato nelle famiglie monoreddito; b) prevedere misure volte a favorire il rientro al lavoro dopo il periodo di astensione obbligatorio per maternità. Si deve ricordare che in presenza di un'imposta nulla (incapienza), anche l'effetto redistributivo delle detrazioni si annulla. Il presente disegno di legge, pertanto, intende trasformare, in particolare per i redditi più bassi, le detrazioni in crediti d'imposta ai fini dell'IRPEF, che saranno fruibili attraverso i rimborsi da parte dell'amministrazione finanziaria.