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Mentre gli Stati Uniti agiscono molto sui player e sui grandi gruppi (pensate a Google, Amazon, Facebook e Apple), ma si occupano poco del potere regolatorio, la Cina si occupa sia dei grandi player , sia del potere regolatorio (pensate a player come Alibaba e Huawei e al potere regolatorio che gira intorno ai dati di dominio del Governo). Si tratta di un mio pensiero personale: il modello cinese va studiato. Non sto dicendo che il dato debba essere pubblico anziché privato, ma che debba essere di proprietà di chi lo produce e non di chi lo gestisce o lo archivia. Il proprietario dev'essere chi, nella produzione del dato, è in grado di creare ricchezza. È chiaro che dobbiamo fissare regole e norme per proteggere i cittadini (dobbiamo fare sempre tutto nell'interesse del popolo) e i dati. Non possiamo certamente pensare di non regolare questa materia, tuttavia non dobbiamo perdere troppo tempo in regolazioni sofisticate, in ragionamenti sulla sicurezza dei dati e delle reti e in complessissime valutazioni coordinate dei rischi, su cui - lo ribadisco - stiamo facendo un gran caos sia per mancanza di competenze, sia perché stiamo trascurando l'importanza del dato, che è centrale nell'economia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CALIENDO (FI-BP) . Brava! TIRABOSCHI (FI-BP) . Colleghi, vorrei dirvi ancora una cosa. Negli ultimi due o tre anni abbiamo generato l'80-90 per cento dei dati rispetto al totale di quelli generati dall'inizio dell'umanità fino a un biennio, triennio fa (vale a dire, solo il 10-20 per cento). È su questo che dobbiamo ragionare con l'Europa, ma l'Europa, attraverso i commissari che la guideranno, dovrà assolutamente ridefinire meglio la politica industriale, cosa che non ha fatto negli ultimi venti o trent'anni. Fatemi aggiungere ancora una riflessione. L'Italia può giocare una partita importante in questo momento; non lasciamola giocare né alla Francia, né alla Germania. Dobbiamo avere il coraggio, la visione, la forza e la determinazione per smontare questo asse. Mettiamoci dentro, incuneiamoci lì. Noi abbiamo un player che è stato molto importante, il cui brand è ancora oggi mondiale; lo dico veramente, non solo per appartenenza al territorio, ma perché ci credo davvero. (Richiami del Presidente). Termino. Questo brand è Olivetti. Gli stabilimenti industriali Olivetti possono diventare veramente la sede di una piattaforma digitale europea, dove possiamo costruire tutto ciò che ruota attorno ai big data , agli smart data , alle tecnologie digitali, tutto quel mondo innovativo che serve a dare una risposta alle future generazioni. Vi invito veramente a riflettere con maggiore profondità su questi argomenti. (Applausi dal Gruppo FI‑BP. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, saluto il Governo e i colleghi e auguro buon pomeriggio. Ringrazio molto la senatrice Tiraboschi, perché ha toccato uno dei due argomenti che volevo affrontare in sede di discussione generale, che riguardano il disegno di legge in esame, di conversione di un decreto‑legge noto solo ‑ non so perché ‑ come decreto Brexit, mentre in realtà tocca altre due questioni che sono vitali. Sulla questione della Brexit non interverrò. Ascolterò ovviamente i colleghi della Commissione e il senatore Fantetti, che per noi è il massimo esperto in materia, anche per le relazioni che intrattiene con l'Inghilterra e mi soffermerò su altre due questioni. Giustamente la senatrice Tiraboschi ha introdotto la questione relativa alla tecnologia. Ricordiamo che a dicembre è sorto il problema relativo alla questione della tecnologia 5G, detenuta sostanzialmente, come sappiamo, da una delle più grandi società cinesi, che domina completamente il mercato. In particolare, era sorto un problema con riferimento a Infratel, che è una società partner del Ministero e quindi dello Stato, in merito alla fornitura di apparati tecnologici. In pratica, il Paese ha scoperto all'improvviso che si poteva trovare di fronte a una gestione cinese dei propri dati sensibili. Se non ricordo male, avvenne più o meno nel periodo in cui Di Maio gironzolava ‑ nel senso che era ‑ negli Stati Uniti d'America e venne anche avvertito da questo punto di vista. Per questo immagino che sia stata, poi, introdotta in questo decreto‑legge ‑ e non a caso all'articolo 1 ‑ la partita relativa alla possibilità di esercitare quella che viene chiamata la golden share sulla tecnologia 5G. Credo tuttavia che sia il caso di aggiungere, perché è una questione rilevante, visto che si vuole parlare anche di sicurezza, che la problematica connessa alla presenza di questo colosso cinese in tutti i punti sensibili della nostra economia non è certamente sorta adesso - anzi, di fatto, il via libera è stato dato dai Governi di centrosinistra - e vede una presenza rilevante in società del calibro di Enel, Terna, Fastweb, Ferrovie dello Stato e Poste italiane. Credo che, oltre alle previsioni che sono state fatte - presumo sull'onda degli avvertimenti che gli Stati Uniti hanno dato al vice premier Di Maio - forse andrebbero lette con maggiore attenzione le indicazioni che vengono date nei documenti di sicurezza nazionale, che ogni parlamentare ha avuto in allegato alla relazione annuale (è scritto anche nella relazione del 2018) e si riferiscono alle problematiche relative a spionaggio e acquisizione che si possono fare di tutti i dati da parte delle potenze straniere. Poi, possiamo anche decidere di stare con l'una o con altra - da questo punto di vista, la politica estera di questo Governo a me appare un po' misteriosa, quindi non mi pronuncio - però la consapevolezza del quadro che, a mio avviso, va oltre la possibilità di esercitare semplicemente la golden share con riferimento al 5G, dovrebbe essere quantomeno oggetto di una corretta informazione nei confronti del popolo italiano. C'è poi un altro aspetto che vorrei toccare circa la questione della cartolarizzazione dei crediti. Si tratta di un tema sul quale i colleghi del MoVimento 5 Stelle dovrebbero darmi qualche spiegazione. Perché? Giustamente avete fatto una battaglia per la tutela dei risparmiatori; lo posso capire: effettivamente, da parte delle banche a volte viene messo in atto un comportamento un po' allegro. Mi dovete però spiegare per quale motivo, alla fine, la normativa che è stata richiamata, in modo sintetico ma puntuale, dal relatore, su come sistemare i crediti deteriorati delle banche, tanto per intendersi, si traduca nella sostanza in un rischio che è trasferito non tanto allo Stato e ai fondi a garanzia, quanto a coloro che andranno a sottoscrivere quei prodotti all'interno dei quali ci saranno crediti deteriorati con il bollino magari delle tre B. Questo credo sia assolutamente incomprensibile, tenendo conto del tipo di politiche che le forze della maggioranza vogliono portare avanti. Il problema è che, di fatto, pur con la garanzia dello Stato - e anche su questo potremmo discutere - si va a fare una cartolarizzazione delle sofferenze. Ciò significa che una banca può fare un'operazione in base alla quale cartolarizza i famosi debiti in sofferenza (che pesano nei bilanci delle banche):