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2 (Revisione della disciplina degli obblighi dichiarativi) 1 Nell’esercizio della delega di cui all’articolo 1, con riferimento alla revisione della disciplina degli obblighi dichiarativi a carico del contribuente, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a eliminare gli studi di settore come strumento di accertamento e loro sostituzione con un indicatore sintetico di compliance al quale collegare elementi di premialità; b ridurre e razionalizzare le informazioni richieste nella dichiarazione IVA annuale secondo il contenuto minimo previsto dalla direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006; c prevedere, alla luce delle innovazioni tecnologiche e del progressivo passaggio dei dati dalla carta alla telematica, l'integrazione dei dati di pagamento nelle denunce telematiche mensili agli istituti previdenziali e l'indicazione negli strumenti di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, del codice fiscale del percipiente al fine di giungere all'abolizione dell'obbligo di cui all'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, per i soggetti indicati nel titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ed obbligati ad operare ritenute alla fonte, nonché per gli intermediari e gli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti tenuti alla comunicazioni di dati ai sensi di specifiche disposizioni normative; d prevedere un termine minimo per la presentazione di dichiarazioni e comunicazioni, nonché per l'effettuazione dei versamenti relativi a tributi, comunque denominati, decorrente dalla approvazione e pubblicazione dei modelli e dei software necessari per l'adempimento dei rispettivi obblighi dichiarativi e comunicativi, nonché la proroga automatica in presenza di ritardi da parte dell'amministrazione fiscale competente; e introdurre il principio della sospensione feriale dal 10 al 20 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio dei termini amministrativi per gli adempimenti di carattere tributario a carico del contribuente per la definizione degli avvisi bonari e per le risposte di richieste da parte degli organi di controllo; f prevedere l'emendabilità, in via generale, di qualsiasi errore, anche formale, contenuto nelle dichiarazioni fiscali presentate dal contribuente alla amministrazione finanziaria, nonché la possibilità di opporsi in sede contenziosa alle maggiori pretese tributarie previa dimostrazione di errori anche formali commessi nella dichiarazione ed incidentali sull'obbligazione tributaria, indipendentemente dal termine previsto per la dichiarazione integrativa; g uniformare i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi integrative al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione consentendo la compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dell'eventuale maggior credito spettante; h semplificare il numero degli adempimenti posti a carico dei contribuenti eliminando tutti quelli non necessari ai fini dell'efficienza e dell'effettività dell'azione di controllo dell'amministrazione finanziaria in quanto resi superflui oppure obsoleti dalle nuove tecnologie o dall'accesso diretto, da parte della stessa amministrazione, a dati ed informazioni. 3 (Revisione della disciplina dei pagamenti) 1 Nell’esercizio della delega di cui all’articolo 1, con riferimento alla revisione della disciplina relativa al pagamento delle imposte, tasse, contributi ed oneri previdenziali il, Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a riformulare i termini ordinari di versamento delle imposte e tasse di natura erariale, posticipandoli rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente ed introducendo una nuova modalità di rateizzazione del pagamento delle imposte a titolo di saldo e di acconto con riferimento ad un periodo massimo intercorrente fra il termine del pagamento a saldo ed il mese precedente a quello del pagamento a saldo relativo al successivo periodo d'imposta; b prevedere per i contribuenti che non hanno estinto il debito di natura erariale nei termini ordinari e dimostrano un’evidente capacità di estinguere quanto dovuto anche attraverso la cessione, totale o parziale, di crediti di natura commerciale, la possibilità di presentare istanza di rateizzazione all'Agenzia delle entrate applicando gli stessi criteri previsti per gli avvisi bonari ad eccezione della misura prevista per le sanzioni che non possono essere maggiori al 50 per cento di quanto statuito con riferimento agli stessi. In caso di decadenza la somma non versata deve essere iscritta a ruolo con l'applicazione delle sanzioni previste; c prevedere per le attività produttive di nuova costituzione, indipendentemente dalla forma giuridica prescelta e dal regime fiscale adottato, una disciplina dei versamenti a titolo di acconti dell'imposta dovuta, tale da introdurre una gradualità temporale, non superiore a cinque anni, per il raggiungimento delle percentuali previste dalla legislazione vigente; d introdurre con riferimento al blocco delle compensazioni previsto in presenza di ruoli scaduti, il principio secondo il quale il divieto di compensazione possa operare unicamente con riferimento alla parte di credito che risulta essere necessario a coprire il debito scaduto, rendendo disponibile la parte eccedente; e consentire a tutti i soggetti decaduti da una rateizzazione concessa dal concessionario nazionale del servizio pubblico della riscossione, indipendentemente dalla data di concessione, la possibilità di ottenere un nuovo piano di dilazione, a condizione che le rate scadute del precedente piano siano saldate; f prevedere la possibilità per gli enti territoriali locali di promuovere, previa intesa con l'Agenzia delle entrate, la stipula di apposite convezioni con i soggetti di cui all'articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1998, n. 322, al fine di regolare, con riferimento ai tributi e alle altre entrate di competenza comunale, la loro funzione di sostituti di imposta. 4 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione della delega di cui all'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, né un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti. In attuazione di quanto stabilito dall'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la quantificazione degli eventuali oneri è effettuata al momento dell'adozione dei singoli decreti legislativi. Qualora eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti da un decreto legislativo non trovino compensazione nell'ambito del medesimo decreto, il decreto è emanato solo successivamente alla data di entrata in vigore di un provvedimento legislativo che stanzi le occorrenti risorse finanziarie.