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Siamo chiamati a risolvere le emergenze e a fare misure di programmazione per il bilancio del 2021, ma siamo chiamati soprattutto a immaginare l'Italia che vorremmo consegnare ai nostri figli. Gli investimenti fatti durante quest'anno e che ci apprestiamo a fare per gli anni a venire sono sicuramente necessari e importanti, ma sono in qualche misura a debito, e li consegneremo come tali ai nostri figli. Pertanto, dobbiamo fare in modo che questo debito, questo investimento che faremo sia assolutamente in linea con quelli che pensiamo siano le aspettative e le attese dei nostri figli. Concludo con una citazione che in tanti momenti mi è venuta in mente, soprattutto in quelli più cruciali, quando Pat Cox si insediò come Presidente del Parlamento europeo. Ebbene, nel suo discorso di insediamento citò una frase del maggior poeta irlandese, William Butler Yeats: i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi ; cammina leggera perché cammini sui miei sogni. Pat Cox in quel discorso di insediamento disse che lui, tutte le volte che si apprestava ad entrare in un'aula in cui doveva assumere delle decisioni, sentiva sulle spalle la responsabilità che immaginava gli derivasse da quella frase come se gliel'avessero detta i suoi figli e i suoi nipoti. Credo che la stagione che stiamo vivendo ci consegni questa responsabilità: sapere che con le nostre scelte camminiamo sui sogni dei nostri figli e dei cittadini che guardano a noi. Se sapremo fare questo e sapremo calarlo nella modalità concreta in cui quotidianamente ci muoveremo in quest'Aula sui prossimi provvedimenti, credo faremo qualcosa di buono per questa nostra Patria, che molto si aspetta dalle scelte che noi dovremo fare. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, al collega che mi ha preceduto, che ha parlato di consegnare l'Italia ai nostri figli, dico che la state consegnando con i monopattini, con i banchi a rotelle... (Commenti). Sì, è così: questa è l'Italia che state consegnando. (Applausi). State distruggendo il Paese. Ripeto, state distruggendo il Paese. Basta vedere quante persone sta facendo uscire dalle carceri il ministro Bonafede: questa è la realtà. (Commenti). Sì! Avete detto che abbiamo collaborato. Ma collaborato come? Abbiamo presentato 1.500 emendamenti e ne sono passati tre: questa non è collaborazione. State distruggendo il Paese e ne siete responsabili voi. (Applausi). O meglio, voi del MoVimento 5 Stelle avete sempre parlato nel vostro programma della decrescita felice. Ci siete riusciti! State portando il Paese alla decrescita. Vi illustro due tra i 1.500 emendamenti che abbiamo proposto e che ci avete bocciato: con il primo abbiamo chiesto di aiutare gli agenti di commercio con un contributo a fondo perduto, ma l'emendamento è stato bocciato; con il secondo proponevamo di aiutare il settore degli alimentari e il settore dell'abbigliamento, la cui filiera sta soffrendo, ma anche questo è stato bocciato. Forse vivete veramente su Marte. Quando venite in questa sede dite di essere soddisfatti, ma di cosa? Basta partire dalla stazione di Roma Termini e venire in Senato per rendersi conto che ovunque ci sono cartelli con su scritto «Affittasi» o «Vendesi». State chiudendo le piccole e medie imprese. Le state chiudendo. Questa è la realtà. Ricordo che a giugno si parlava di Villa Doria Pamphilj e di una famosa riunione che vi si era svolta, ma a cosa è servita? Siamo al quarto decreto. A cosa è servita? Adesso fate le commissioni delle commissioni con trecento persone e sei consulenti. Ma è questa l'Assemblea a cui dovete parlare! Qui dovete parlare! (Applausi) . Quello che vi manca è la visione di dove siamo oggi e di dove volete portare il Paese. Quindi, visto che siamo sotto le feste di Natale, magari fate un bel regalo di Natale: il Governo si deve dimettere per dare utilità e dare una visione a questo Paese. Questa è l'unica cosa che potete fare oggi per renderci veramente un Paese moderno. Questo è ciò che è mancato oggi. Ricordo un'altra proposta fatta, Presidente, tra gli emendamenti concreti che avevamo presentato, relativa agli affitti. La nostra proposta era ridurre gli affitti commerciali. I colleghi vengono in televisione con me e dicono che è una bella idea ma poi in Commissione l'idea è stata bocciata. Questi siete voi che in TV dite una cosa e qui ne fate un'altra. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dell'Olio. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, il decreto ristori si aggiunge alla lista dei provvedimenti messi in campo dal Governo per far fronte alla situazione emergenziale dovuta al Covid-19. La pandemia è entrata nel nostro quotidiano con una violenza inaudita, stravolgendo le nostre abitudini e soprattutto le nostre certezze. Il 2020 è stato un anno che ci ha fatto scoprire fragili, fisicamente e psicologicamente, rendendo necessari plurimi interventi in diversi ambiti: sanità, scuola, famiglia e organizzazione del lavoro a distanza nei settori economici e commerciali. La prima ondata Covid è stata affrontata con una serie di decreti i quali, seppur con qualche difficoltà organizzativa dovuta all'inaspettato carico di lavoro, hanno cercato di arginare al meglio le più disparate problematiche. Mi riferisco al decreto cura Italia, al decreto rilancio, al decreto agosto - o rilancio- bis - e a tutti gli aiuti economici che con essi sono stati disciplinati per un totale di 100 miliardi di euro che sono stati stanziati per aiutare il nostro Paese. Tutti noi abbiamo sperato che i tempi difficili non si ripresentassero più nel corso dei mesi, cercando di riconquistare piccoli spazi e di ricominciare con le piccole azioni quotidiane, quelle azioni di cui spesso ci siamo lamentati, definendole banali routine , ma di cui abbiamo imparato ad apprezzare l'essenzialità. La calma è stata solo apparente e la seconda ondata che ci ha colpiti ha reso necessari nuovi provvedimenti. Il Governo ha pertanto varato, ad ottobre, il decreto ristori che ha previsto il riutilizzo dei fondi non impiegati con i precedenti provvedimenti. Questa non è una mancanza del Governo, un errore, ma è la naturale conseguenza della necessità - unica a causa della pandemia - di attivare con la massima celerità gli strumenti in grado di aggiungere il maggior numero di imprese e cittadini nel minor tempo possibile. E così è stato. D'altro canto, talvolta, l'ottimo è nemico del bene e allungare i tempi per scrivere un decreto perfetto avrebbe reso gli strumenti stessi poco efficaci. Pareto insegna, a questo punto.