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Però, in questa settimana di riflessione, tutti i partiti, devo dire in special modo il Partito Democratico, ci hanno dato addosso e ci hanno additati come responsabili del blocco degli aiuti (Applausi) , dimostrando tra l'altro anche un'ignoranza costituzionale che è veramente sorprendente, perché i decreti legge - come tutti dovremmo sapere - entrano in vigore immediatamente, a partire dal giorno della loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale . Noi stiamo facendo la conversione in legge: dovreste saperlo, cari colleghi del Partito Democratico. Ebbene, il Partito Democratico, a partire dal suo segretario, ha preso questa posizione e ci ha additato come irresponsabili. Il risultato è questo: avevamo sfidato i partiti, li avevamo invitati a prendersi le loro responsabilità e magicamente la soluzione è venuta fuori: una soluzione che invocavamo da mesi e mesi, ma questo Governo è stato sordo nei confronti delle nostre richieste. Questo Governo, per bocca del presidente Draghi e del ministro Franco, è sempre stato contrario sia al superbonus sia, soprattutto, al meccanismo della circolazione fiscale dei crediti, alla moneta fiscale. È quello su cui sono fermamente contrari. Mi avvio a concludere, signor Presidente. Noi ovviamente dichiariamo il nostro voto favorevole al provvedimento, perché anche se non è un decreto aiuti dal nostro punto di vista, ma un decreto "aiutini", meglio pochissimo che niente. (Applausi) . Tuttavia, ci auguriamo che nei prossimi mesi, sarà possibile grazie al MoVimento 5 Stelle e a questo Gruppo parlamentare, dare un aiuto a questo Paese che è in forte difficoltà. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Sulla scomparsa di Salvatore Biamonte PRESIDENTE . (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea) . Su sollecitazione di alcuni colleghi, in particolare i senatori Lannutti, Castaldi e Calderoli, credo faccia piacere a tutta l'Assemblea se mi permetto di ricordare una figura che ha accompagnato le nostre giornate per tanti anni, anche quelli che prima di me sono stati senatori quando io ero alla Camera dei deputati, e che ci ha lasciato qualche giorno fa. Chi di voi non ha memoria della presenza alla buvette di Salvatore Biamonte? Chi di voi non lo ricorda sempre pronto ad aiutare ciascuno di noi nei momenti in cui andavamo a rifocillarci o comunque a chiacchierare qualche volta alla buvette ? Una figura che ha continuato ad essere presente in questo Palazzo, specificatamente alla buvette , anche quando ormai era in pensione, anche quando non percepiva più - che io sappia - uno stipendio, ma solo la pensione, perché per lui il Senato era la sua casa, la sua vita. Lascia una famiglia con due figli: il figlio, che lavora in Senato, cui porgiamo le nostre condoglianze, e la figlia, medico al Policlinico Umberto I di Roma, i quali proseguiranno idealmente la sua vicinanza alle Istituzioni, che è umile, ma che a volte ci è di insegnamento più di tante parole. Grazie Salvatore. (Applausi) . Discussione del documento: Doc Doc. LVII-bis, n. 6 Relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Relazione orale) Approvazione della proposta di risoluzione n. 1 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento LVII- bis , n. 6. Il relatore, senatore Pesco, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, non intendo annoiare i colleghi, visto che c'è una relazione ben scritta con l'aiuto degli Uffici. Voglio solo ricordare che il Governo intende predisporre un nuovo decreto-legge di circa 13 miliardi di euro sempre in aiuto alle famiglie e alle imprese. A tal fine utilizzerà i circa 6,2 miliardi che si sono resi disponibili dalle maggiori entrate fiscali soprattutto con riguardo all'IVA, all'Irpef e all'Ires, e altri circa 7 miliardi provenienti da una razionalizzazione delle spese, nonché dalle famose entrate derivanti dai maggiori oneri su chi commercia energia. Grazie a queste risorse si potrà approvare questo decreto-legge, senza modificare il livello di indebitamento. Questa è la cosa più importante: non verrà creato nuovo debito. Ringrazio l'Ufficio parlamentare di bilancio, che ci ha sostenuto nell'avvalorare le scelte del Governo grazie alla relazione che ci è pervenuta in questi giorni. Non aggiungo altro e ringrazio di nuovo tutti i colleghi per il lavoro fatto insieme. È stato veramente un onore per me lavorare con voi e spero sia andato tutto bene. (Applausi) . PRESIDENTE . Ricordo che, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge n. 243 del 2012, la deliberazione con la quale ciascuna Camera autorizza il ricorso all'indebitamento è adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto finali sulle proposte di risoluzione. Comunico che è stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei senatori Manca, Ferrero, Dell'Olio, Modena, Errani, Conzatti, Presutto, Steger e Calandrini, il cui testo è in distribuzione. Chiedo al rappresentante del Governo di esprimere il parere sulla proposta di risoluzione presentata. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere del Governo è favorevole. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, uno dei tanti titoli su un quotidiano: «Caro energia, cartiera Pirinoli avvia cassa integrazione: un anno fa pagavamo 400.000 euro a bolletta, ora 5 milioni, con un aumento più che decuplicato, ossia pari a oltre 12 volte».