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Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, oggi, 30 giugno 2022, ci apprestiamo ad approvare in Senato il disegno di legge di delegazione europea 2021. Avete inteso bene: siamo già a metà del 2022, ma dobbiamo ancora approvare la legge di delegazione europea dell'anno scorso. Si tratta di un provvedimento articolato e complesso, ma necessario per l'adozione di direttive europee e di altri atti normativi dell'Unione. La sua approvazione è quanto mai urgente per scongiurare altre condanne legate a procedure d'infrazione che comportano costi enormi e lunghi contenziosi per il nostro Paese. Per far comprendere meglio a tutti, principalmente ai cittadini che ci seguono dall'esterno del palazzo, l'importanza di questo disegno di legge, metto in evidenza alcuni dati che ritengo significativi. L'Italia risulta aver già pagato nel solo periodo 2012-2021 oltre 750 milioni di euro a seguito di condanne inflitte dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, dunque è importante che il provvedimento in esame permetta l'ulteriore allineamento dell'ordinamento interno a quello dell'Unione europea. I temi in esso trattati toccano diversi aspetti e sono tra i più vari. Ne descrivo solo alcuni velocemente: il whistleblowing, il diritto societario, la protezione dei consumatori, gli strumenti finanziari, l'agricoltura biologica, l'uso dei fertilizzanti, i fanghi di depurazione, la sperimentazione animale, i farmaci veterinari e anche le reti transeuropee di trasporto (TEN-T), che dovrebbero collegare velocemente il Sud con il Nord dell'Unione europea via mare e via terra. Vi sono, inoltre, anche le norme legate all'acqua. In questo mio intervento, tra i tanti argomenti trattati nella legge di delegazione europea, mi soffermerò in particolare su alcuni di esso. Comincio con la direttiva introdotta dalla relatrice, la collega Masini, con un ultimo emendamento che reca l'articolo 21- bis : con esso ci avvieremo a recepire nell'ordinamento nazionale la direttiva relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano. La drammaticità del momento che stiamo affrontando a causa della grave siccità che sta colpendo il nostro Paese dimostra, ancora una volta, qualora ve ne fosse bisogno, come i cambiamenti climatici stiano accelerando e i suoi effetti siano sempre più visibili e impattanti, con buona pace di coloro, ormai veramente pochi, che ostinatamente continuano ancora a negarli. Mi soffermo su questa direttiva principalmente per un paio di motivi. Il primo è di tipo contenutistico: seppure la direttiva non si occupi direttamente della tutela delle fonti idriche e della penuria d'acqua, nei considerata , che sono parte integrante del provvedimento normativo, si fa un chiaro riferimento alla necessità di garantire a tutti l'accesso a questa preziosa risorsa. Sempre nei considerata viene ribadito che troppa acqua viene dispersa e quindi sprecata. Per comprendere meglio la portata del fenomeno elenco alcuni dati sconfortanti per l'Italia che ci devono fare molto riflettere: secondo il report Acqua 2022 dell'Istat nel 2020 è stato perso il 36,2 per cento dell'acqua immessa nella rete nazionale. Avete sentito bene, colleghi: oltre un terzo del prezioso liquido viene disperso dalle reti colabrodo. Questo triste primato accomuna il nostro Paese dal Sud al Nord, con Siracusa, Belluno, Latina e Chieti, per darvi qualche percentuale, che perdono rispettivamente il 67,6 per cento, il 68,1 per cento, il 70,1 per cento e il 71,7 per cento, con una media che va dal 67 al 72 per cento, compresa la grande e virtuosa Belluno, anch'essa con questo grave problema. Mi sembra evidente che la nostra gestione di uno dei beni più importanti in assoluto per la vita del pianeta, l'acqua, il cosiddetto oro blu, è assolutamente inadeguata. Ribadisco: inadeguata. Fortunatamente sono già partiti i primi bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per gli interventi sulle reti idriche. Come per molti altri ambiti, proprio il Piano nazionale rappresenta un'occasione eccezionale che non possiamo permetterci di non sfruttare al meglio, non solo per rilanciare la nostra economia, gravemente provata da decenni di stagnazione, messa a dura prova dalla pandemia e ora dall'orribile guerra scatenata da Putin, ma soprattutto per lasciare alle generazioni future un Paese nel quale sia ancora possibile vivere e vivere bene, mi permetto di dire. Se non ci adoperiamo da subito per correggere il nostro stile di vita, attualmente improntato al consumismo e che vede il pianeta al servizio dell'uomo, questa concezione antropocentrica vecchia, datata, rischia di portare all'estinzione del genere umano. Noi come MoVimento 5 Stelle sposiamo la visione biocentrista, che mette al centro la vita di tutti gli esseri viventi. Tutelando la vita di tutti gli esseri viventi tuteliamo anche la nostra di vita. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ricordiamocelo, perché altrimenti rimarrà ben poco del nostro bel Paese, di cui tutti ci vantiamo, ma di cui in pochi ci prendiamo cura. Il secondo aspetto che volevo sottolineare riguardo questa direttiva è come si sia arrivati alla sua approvazione in Europa. Questa infatti nasce da un istituto giuridico che finora non ha avuto molta fortuna, ma per noi nel MoVimento 5 Stelle ha un'importanza fondamentale, ossia l'iniziativa legislativa dei cittadini europei, la cosiddetta democrazia dal basso. In questo caso si tratta dell'iniziativa «Right to water», presentata alla Commissione europea nel lontano 2 dicembre 2013, che ha portato all'adozione della direttiva solo nel 2020. Come potete immaginare dal tempo percorso dall'inizio alla fine del procedimento, non è certamente facile né celere, tuttavia questa direttiva rappresenta un esempio di come i cittadini possano e debbano incidere direttamente sulla vita politica europea. (Applausi) . Come sapete, per noi del MoVimento 5 Stelle il cittadino è sempre al centro della nostra azione. Siamo qui per portare avanti le istanze che i cittadini, coloro che rappresentiamo in Parlamento, ci indicano, per cui la soddisfazione è ancora maggiore. (Applausi) . Democrazia dal basso, rispetto delle indicazioni dei nostri cittadini. Da ultimo, due piccoli ulteriori cenni. Il primo concerne un emendamento del MoVimento 5 Stelle approvato in Commissione e che riguarda i fertilizzanti e l'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura. Nel corso della legislatura più volte abbiamo affrontato questo tema, ovvero l'utilizzo spregiudicato che si fa in alcune zone dell'Italia, in particolare mi riferisco alla pianura padana, invasa da materiali, da fanghi non proprio rispettosi delle norme vigenti e di quelle europee. Il tema richiede la massima attenzione. Con l'approvazione di questo emendamento, facciamo un ulteriore piccolo passo in avanti verso un utilizzo corretto di questi fanghi che - lo ricordo - sono una risorsa ed il loro buon utilizzo rientra pienamente nell'ottica dell'economia circolare cui il MoVimento 5 Stelle si è sempre ispirato. Infine, Presidente, concludo sottolineando come ci sia ancora molto da fare in tema di recepimento della legislazione europea.