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Era evidente già in sede di conversione del decreto-legge n. 1 del 2012 che la norma, così come formulata, non potesse introdurre novità di grande rilievo per la tutela di tutti i cittadini, sebbene lo scopo apertamente perseguito fosse quello di eliminare qualsivoglia discriminazione tariffaria basata su criteri geografici, aprendo quindi la strada ad una tariffa unica nazionale per la prima classe. Nel periodo immediatamente successivo l'Isvap ha evidenziato però che la norma risulta di non facile interpretazione: il principale dubbio riguarda la portata delle condizioni «oggettive» che possono giustificare offerte non identiche e in particolare se tra tali condizioni rientrino le differenti condizioni di rischio rilevabili nelle diverse aree del territorio nazionale. Sul punto è stata acquisita l'interpretazione del Ministero dello sviluppo economico. L'interpretazione resa dal Ministero dello sviluppo economico archivia definitivamente la possibilità per i cittadini di alcune regioni d'Italia di essere soggetti all'imposizione di una tariffa più equa e non discriminatoria; vanifica del tutto la portata della norma contenuta nel decreto-legge e schierandosi, ancora una volta, dalla parte delle compagnie assicurative, mortifica i diritti dei cittadini consumatori, in particolare di quelli rientranti nella migliore classe di merito. Il Ministero dello sviluppo economico, con nota del 18 aprile 2012, ha reso noto che un'interpretazione secondo cui a parità delle altre condizioni, sia pure se per i soli assicurati collocati nella migliore classe di merito, ciascuna impresa sia obbligata ad adottare tariffe assicurative identiche su tutto il territorio nazionale, con conseguente impedimento assoluto ad utilizzare il parametro della territorialità nell'analisi del rischio, risulterebbe in contrasto con il principio di libertà tariffaria affermato in materia dalla normativa comunitaria e, in particolare, dall'articolo 6 della direttiva 92/49/CEE. Sempre nella medesima risposta all'atto di sindacato ispettivo precedentemente citato, il Ministro sosteneva che: «In particolare il Ministero, nell'evidenziare i problemi di legittimità comunitaria connessi ad un'eventuale interpretazione che fosse diretta a concludere che la disposizione avesse introdotto la tariffa unica nazionale nel territorio italiano, non ha mancato di rimarcare come la norma stessa implichi da un lato un maggior onere di trasparenza e di analiticità, da parte delle imprese, nell'enucleazione delle differenze tariffarie legate a fattori territoriali e, dall'altro lato, l'implementazione, ad opera delle imprese stesse, di un regime di maggior favore tariffario verso gli automobilisti più virtuosi nelle aree territoriali a rischio più elevato». Contrariamente a quanto ribadito dall'allora Ministro dello sviluppo economico, non si è provveduto ad adottare alcuna misura in termini di maggiore trasparenza da parte delle imprese di assicurazione nei criteri preposti alla fissazione di tariffe fortemente differenziate sul territorio nazionale, né tanto meno si è proceduto a dare vita a meccanismi capaci di premiare gli automobilisti più virtuosi nelle aree territoriali a rischio più elevato. Il presente disegno di legge all'articolo 1, con l'abrogazione del riferimento al legame fra condizioni oggettive e soggettive di rischio e misure tariffarie, esclude dal meccanismo delle differenziazioni tariffarie legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti, eccetera) le classi di massimo sconto, secondo criteri di premialità e di incentivazione del merito. Al fine di contenere i costi che gravano sui cittadini, il presente disegno di legge, all'articolo 2, propone di riformare il sistema della RC auto, conferendo una delega al Governo per instaurare un nuovo sistema di assicurazione obbligatoria, imperniato sull'obbligo dell'assicurazione della patente, di categoria A e B, anziché su quello del veicolo. La delicatezza e la complessità dell'intervento invitano a ricorrere allo strumento della delega, considerata anche la necessità di coordinamento della normativa che si intende modificare, in particolare il codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, ed il codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Sono molteplici i motivi e i conseguenti vantaggi che inducono all'introduzione di tale nuovo sistema. Innanzitutto occorre partire da una considerazione: il rischio della circolazione non è tanto influenzato dal veicolo, quanto dall'uso che ne fa il conducente. È proprio la condotta del guidatore a far sorgere la responsabilità civile soggetta all'obbligo di legge. L'assicurazione sulla patente permette di misurare il premio sulla condotta di guida individuale, evitando così di penalizzare altri soggetti che eventualmente potrebbero utilizzare il medesimo veicolo. Le modifiche introdotte dal presente disegno di legge, e segnatamente la definizione di tariffe specifiche per ogni assicurato, rendono contemporaneamente necessaria una riforma del sistema di bonus malus, che attualmente si fonda su un meccanismo di evoluzione delle classi di merito basato su regole delineate nel 1993. Già da tempo l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP), divenuto IVASS, ha ribadito la necessità di elaborare una proposta di rivisitazione del sistema che porti alla definizione di un nuovo meccanismo che rispecchi nel prezzo le condotte virtuose o meno virtuose effettivamente tenute dagli automobilisti. Per tali motivi, si auspica un celere e favorevole iter di esame del presente disegno di legge.. Art. 1. (Modifica all'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1) 1. Al comma 3- quinquies dell'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, le parole: «ed oggettive» sono soppresse. Art. 2. (Delega al Governo in materia di disciplina dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso i terzi derivante dalla circolazione dei veicoli) 1. Al fine di assicurare il contenimento dei costi e il miglioramento della qualità del servizio e della concorrenza nel settore dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso i terzi derivante dalla circolazione dei veicoli, nonché di risolvere le disfunzioni del medesimo settore che determinano una situazione di insoddisfazione sia da parte degli utenti che delle compagnie assicuratrici, il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, uno o più decreti legislativi recanti norme finalizzate alla revisione del sistema di assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore. 2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: