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Crediamo, dunque, che questo strumento non dia risposte alla povertà e alle fasce deboli e, una volta che saranno esaurite le risorse, lascerà l'amaro in bocca a tanti poveri che voi avete illuso. Credetemi, non è soltanto l'opposizione a dire che non sono misure adeguate per dare risposte al nostro Paese; noi le contestiamo, le critichiamo e lo facciamo anche oggettivamente, ma c'è chi domenica scorsa lo ha fatto attraverso le urne, cari colleghi pentastellati, e ha letteralmente bocciato questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Nannicini. NANNICINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, la mia non sarà una replica perché la discussione di ieri non è stata una discussione: abbiamo parlato, ma non ci siamo parlati; abbiamo ascoltato, ma non ci siamo ascoltati. (Applausi dal Gruppo PD) . La maggioranza ha ripetuto le sue verità, senza rispondere a nessuna delle domande puntuali e di merito che abbiamo provato a porre come Partito Democratico. Abbiamo sentito molte analisi sociologiche sul senso smarrito della sinistra (grazie, ho preso appunti), abbiamo sentito molte analisi economiche per cui la povertà degli ultimi anni non sarebbe colpa di una delle più terribili crisi economiche della storia italiana ma dei Governi a guida PD, mentre la crescita e la fuoriuscita da quella stessa crisi non sarebbero merito di quei Governi ma sono spuntate da sotto un cavolo. (Applausi dal Gruppo PD) . Abbiamo discusso per ore di redistribuzione e lavoro, di svolte epocali e abolizione della povertà, senza mai parlare per un minuto della recessione in cui sta ripiombando il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Tre colleghi della maggioranza hanno rinfacciato al Partito Democratico di aver tolto l'articolo 18. Ma che cosa c'entra con il decreto che stiamo discutendo? E perché vi siete guardati bene dal reintrodurlo nei provvedimenti sul lavoro che avete fatto? (Applausi dal Gruppo PD) . Due colleghi della maggioranza hanno rinfacciato al Partito Democratico di aver introdotto gli 80 euro. Ma perché non li abolite invece di continuare a parlarne? Tra un po' dieci miliardi potrebbero farvi comodo. (Applausi dal Gruppo PD) . I colleghi della Lega hanno festeggiato l'abolizione della Fornero. Ma nel decreto che stiamo discutendo non c'è. Smettete di dire che non avete votato la riforma Fornero nel 2011 perché, nel caso non ve ne foste accorti, la state per votare oggi in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo PD) . Nonostante 21 miliardi di spesa nei prossimi tre anni, questo decreto lascia intatte le regole di quella riforma. C'è solo una lotteria temporanea che avvantaggerà qualche generazione di lavoratori maschi con redditi medio-alti, creando uno scalone assurdo tra tre anni. Certo, poi dite che l'abolirete dopo, ma sono di nuovo promesse, annunci: non c'è niente in questo decreto e vedremo, se e quando lo farete, con quali soldi e con quali costi per i giovani e per i più deboli. Un collega della maggioranza ha glorificato ieri le virtù dell'assegno di ricollocazione, lo strumento introdotto dal jobs act con cui un disoccupato può ricevere servizi intensivi per la ricerca di un lavoro. Ascoltandolo, ho avuto un flash : mi sembrava di sentire Pietro Ichino, che nella scorsa legislatura sedeva su questi banchi ed è stato l'ispiratore di quello strumento. Per questo vi abbiamo chiesto: se l'assegno di ricollocazione vi piace così tanto, perché lo togliete ai disoccupati che hanno perso un lavoro da poco per darlo a persone in condizioni di povertà che magari non lavorano da decenni? Nessuna risposta. (Applausi dal Gruppo PD) . Continuate a confondere contrasto alla povertà e tutela della disoccupazione. Il collega e maestro Patriarca ve l'ha detto con una frase molto semplice: può accadere che un povero non sia occupabile e può accadere che un disoccupato non sia povero. Entrambi hanno bisogno di una garanzia del reddito e di servizi, ma diversi: un reddito vicino al salario che hanno perso e servizi di ricollocazione per i disoccupati; un reddito più basso ma con servizi di attivazione sociale per i poveri. È quello che abbiamo iniziato a fare nella scorsa legislatura, allargando l'indennità di disoccupazione e creando il reddito di inclusione. Si può e si deve fare di più, ma andando in quella direzione e non creando uno strumento ibrido - sì, ibrido - che dimentica i disoccupati e non aiuterà i poveri. Vi abbiamo chiesto di cambiare le norme che penalizzano i tanti "invisibili" del decreto: non solo i disoccupati che ancora - bontà loro - non sono poveri, ma le persone con disabilità, quelle senza fissa dimora, gli stranieri, i bambini, gli italiani che tornano in patria dopo anni passati all'estero. Vi abbiamo indicato le parti del decreto in cui vi dimenticate degli "ultimi tra gli ultimi". Nessuna risposta. Alcuni colleghi della maggioranza hanno detto che il Partito Democratico considera i poveri "colpevoli". Ma quando mai? Proprio noi vi abbiamo chiesto, qui, di cambiare le parti più assurde del vostro decreto che trasudano di "povertà colpevole". Vi abbiamo chiesto di cambiare le sanzioni penali, che sono sproporzionate; di rivedere le condizionalità eccessive, burocratiche, l'obbligo delle ore di lavoro socialmente utile senza scopi formativi. Vi abbiamo chiesto di abbandonare la visione per cui ai poveri posso sì dare un reddito, ma poi devono lavorare gratis per me, devono consumare quello che gli dico io e, se sbagliano a produrre qualche documento, li sbatto in gattabuia. Nessuna risposta. (Applausi dal Gruppo PD) . Guardate, su una cosa sono d'accordo con gli esponenti del Governo e della maggioranza. Il 2019 sarà un anno bellissimo. Temo non per gli italiani, anche se spero di sbagliarmi, ma di sicuro il 2019 sarà un anno bellissimo per gli esponenti del Governo e della maggioranza: un anno in cui la colpa delle cose che non vanno è sempre dei Governi precedenti; un anno in cui si possono enunciare svolte epocali nei decreti, senza preoccuparsi se quelle svolte raggiungeranno davvero la vita delle persone; un anno di navigator precari che creano magicamente posti di lavoro e di povertà che spariscono dalla faccia della terra; un anno in cui non si è chiamati a farsi carico della responsabilità delle proprie scelte. Sì, ieri mi avete convinto: il 2019 sarà un anno bellissimo. Ma finirà. Ci vediamo nel 2020. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, ringrazio anche tutti gli intervenuti per i contributi offerti. Vorrei evidenziare le ragioni per cui stiamo portando avanti come Governo il provvedimento su reddito di cittadinanza e quota 100. Innanzitutto, per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, lo facciamo per avvicinarci agli standard sociali europei: