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Però è altresì vero che, soprattutto negli ultimi venti anni, questa globalizzazione ha mostrato, se vogliamo, tutti i suoi lati negativi. Pensate a come si è arricchita una parte sempre più piccola della popolazione mondiale e a come si sono impoverite invece parti significative della società. Credo che a questo si debba porre attenzione, cercando di privilegiare sempre il merito e le competenze, avendo uno sguardo anche a coloro che si trovano in una situazione di maggiore difficoltà, perché poi ai nastri di partenza dobbiamo cercare di essere messi tutti nella stessa condizione, anche coloro che sono in maggiore difficoltà, che non devono partire più indietro rispetto ad altri. Sono convinta che la concorrenza debba tenere conto anche di questi aspetti ed è per questo che, per un verso, la penso effettivamente come il senatore Errani, quando dice che ci sono dei servizi pubblici che devono avere attenzione alle fasce della popolazione che stanno peggio. Altrettanto convintamente dico però che non tutto il mondo economico deve essere gestito dal pubblico: come infatti non c'è tutto il bello nel privato, non c'è neanche tutto il bello nel pubblico. (Applausi) . Ritengo quindi che una partnership virtuosa pubblico-privato, che prenda il meglio del pubblico e il meglio del privato e sappia portarli a sintesi, sia un modello di conduzione dell'economia che ci possa far guardare al futuro in termini di crescita e sviluppo economicamente, socialmente e anche culturalmente sostenibili. La stessa finanza sta guardando a questi parametri: penso ai parametri ESG, ai quali non si è mai posta attenzione. Lo dico perché anche quel mondo deve cambiare, cioè non solo il mondo dell'economia reale, ma anche quello della finanza, una finanza che secondo me è buona, se guarda a quei parametri e se è finalizzata a sostenere l'economia produttiva, reale, virtuosa, l'economia che fa PIL, l'economia che esprime quel potenziale nascosto che nel nostro Paese è ancora significativamente elevato e che deve assolutamente trovare la sua composizione in termini economici per una maggiore crescita, oltre che per una crescita più sostenibile. Mi sia consentita un'ultimissima riflessione, soprattutto dopo la guerra russo-ucraina, che ci farà vedere un mondo molto diverso: ne abbiamo già visto uno molto diverso dopo la pandemia, ma ne vedremo ugualmente uno molto diverso dopo la guerra. Personalmente vedo due blocchi fortemente contrapposti: da una parte vedo il blocco delle democrazie liberali, in cui mi ritrovo, sostanzialmente espresso da Europa e America, mentre dall'altra parte vedo un blocco di autarchie illiberali, che trova la massima espressione nella Cina. Penso che l'Europa debba provare a tenere la barra dritta e quindi a non dimenticare mai assolutamente l'importanza delle democrazie liberali: dovremmo sempre e solo batterci per una crescita, un benessere e uno sviluppo che non facciano mai perdere la libertà. (Applausi) . Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 19,50) RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, questa è la mia prima dichiarazione di voto in quattro anni e mezzo: la faccio a fine mandato ed è una cosa strana e un po' anomala. Devo dire in verità che sono anche un po' emozionato per cui, onde evitare di fare brutte figure alla fine, annuncio sin d'ora il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento in esame. Colgo l'occasione ancora una volta, dopo averlo fatto in prima lettura, per ringraziare la Commissione, il presidente Girotto, che ne ha condotto con saggezza i lavori, il vice ministro Pichetto Fratin, che con altrettanta saggezza e anche con fermezza ha avuto modo e capacità di tenerci a bada, il sottosegretario Bini che, anche lei con pazienza, ha tenuto a bada gli scalmanati che avevano messo mano a questo provvedimento. Ringrazio infine, ma non per ultimo, il mio correlatore, il senatore Collina, con cui ci onoriamo di aver portato a conclusione il provvedimento in Senato in modo non semplice e anche non usuale. Come ricordava il senatore Collina durante la sua relazione, infatti, il provvedimento non vedrà la luce con il voto di fiducia, ma attraverso un grande percorso di confronto all'interno dei Gruppi su un tema fondamentale, nonché dirimente per il PNRR, qual è quello della concorrenza. L'approvazione del disegno di legge in esame è un atto fondamentale per questa legislatura e per la tranche del PNRR. Essendo in periodo preelettorale mi viene da fare una riflessione nei seguenti termini. Si evoca molto spesso il termine responsabilità; anche durante la crisi di Governo c'erano difficoltà e tutti dicevano che dovevamo essere responsabili e che dovevamo tradurre questa responsabilità nei provvedimenti, per cui guai se per caso il Parlamento avesse deciso di porre fine a un momento di comunità e di andare verso le elezioni, perché avremmo corso il rischio di non approvare i provvedimenti. Qualcuno direbbe che era un po' un percorso come quello del gioco Ciapa no: la responsabilità è tua che lo fai cadere; no, è la mia; no, è di quell'altro. Quello che è successo è successo; finalmente gli elettori avranno la possibilità di dare il loro contributo e di decidere il prossimo Governo. È certo che la responsabilità di questo Parlamento non è mai stata in discussione, perché oggi approviamo il disegno di legge sulla concorrenza (Applausi) , quindi sfatiamo anche tutta la narrazione secondo cui il Parlamento è fatto di lavativi. Non è vero, ci siamo assunti la nostra responsabilità, continueremo a lavorare tutta la settimana, verremo in Senato quando sarà il momento di farlo, perché c'è ancora tanto da fare. Pertanto, al di là del fatto che sono state indette le elezioni il 25 settembre, questo Parlamento continua a lavorare e io sono molto orgoglioso di esserne membro. Sono state fatte delle modifiche rispetto al testo approvato dal Senato in prima lettura; modifiche alle quali teniamo e su cui abbiamo lavorato. Come ricordava prima il collega Errani, abbiamo fatto un grande lavoro sulla parte, a me molto cara, legata all' in house del pubblico; abbiamo invertito il concetto per cui si diceva che tutto quello che è in house non è sbagliato e che tutto quello che è privato non è giusto. In qualche modo tuteliamo tutte le nostre comunità di sindaci e di amministratori, che insieme hanno trovato la sintesi anche quando non erano insieme dal punto di vista politico, eppure hanno avuto la capacità di costituire società che gestiscono bene i nostri territori. Durante l'esame alla Camera il tema fondamentale è stato quello dei taxi, che è stato stralciato e credo che sia stato fatto un buon lavoro. Non si è messo in ginocchio un Paese e vorrei usare un termine senza essere accusato di dire cose sbagliate.