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(Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Campari. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, come detto giustamente dal senatore Pagano, già sette Comuni sono passati dalle Marche all'Emilia-Romagna e ciò è normale perché fanno tutti parte della Valmarecchia. Si tratta di un gruppo di Comuni che appartengono storicamente alla Romagna e, quindi, questa è la naturale conseguenza delle cose. Ne parleremo dopo. Il disegno di legge in esame si trova in Senato da tre anni e nella scorsa legislatura è stato alla Camera dei deputati, dove si è arenato. In questa legislatura è arrivato in Senato e oggi, dopo tre anni, siamo forse arrivati finalmente a un voto. Nel 2019 ero relatore del provvedimento in Commissione parlamentari per le questioni regionali e già allora era chiaro come si stavano svolgendo i fatti: la volontà popolare era stata sancita con il referendum del 24 e 25 giugno 2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel successivo luglio, che aveva visto degli esiti assolutamente inequivocabili. Parliamo con i dati: a Montecopiolo il sì ottenne l'83,2 per cento, mentre a Sassofeltrio l'87,28. L'affluenza al voto, sommando gli aventi diritto dei due Comuni, è stata pari al 54,1 per cento. Quindi, la volontà popolare non può essere messa in discussione, né lo è stata. Il problema è stato delle Regioni, o - meglio - di una Regione. La Regione Emilia-Romagna, interpellata, disse subito di sì al distacco dei Comuni dalle Marche (lo fece già nel 2012), mentre le Marche non espressero mai il parere. Questo fu un grosso problema che paralizzò i lavori. Il parere fu sollecitato dalla Presidenza della Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati non una, ma ben due volte (nel luglio e nell'ottobre 2015), ma la Regione Marche fece ancora orecchie da mercante. In Commissione furono svolte delle audizioni di esperti da cui emerse chiaramente che si poteva procedere nonostante l'atteggiamento assolutamente ostruzionistico della Regione Marche. Do lettura dei pareri espressi in Commissione il 1° marzo 2016 da Claudia Tubertini, professore associato di diritto amministrativo all'Università di Bologna, e dall'avvocato Bianca Barbieri del Comitato UnaValmarecchia, le quali dissero che senza dubbio si poteva procedere nonostante l'atteggiamento fortemente ostruzionistico della Regione Marche. Esse andarono oltre e scrissero che, da quanto stavo accadendo sulla proposta di legge in esame, era legittimo dedurre che la Regione Marche, contraria alla variazione territoriale, si sia determinata a non pronunciarsi, così decretando il blocco dell'intero iter . E aggiunsero che stupiva pertanto che il principio di leale collaborazione, espressamente richiamato dalla Regione Marche e posto in base ad uno dei motivi del ricorso alla Consulta, venisse dalla stessa completamente disatteso con riguardo alle proposte di legge in esame. È quindi evidente che Regione Marche faceva un gioco sicuramente non cristallino. La Corte costituzionale stessa, nel 2009, disse di andare avanti e così. Per avere anche un'ulteriore riprova della loro volontà, i Comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo furono ancora interpellati, anche da me stesso e infatti risposero - per conoscenza: protocollo 888 del 22 febbraio - a me e anche ad altri parlamentari con una dichiarazione congiunta che volevano che si completasse il distacco. Vi fu poi anche una ulteriore lettera di Sassofeltrio che praticamente demoliva la fantomatica raccolta firme di cui si parla, che in realtà era stata fatta "alla buona", al bar, e soprattutto con modalità assolutamente prive di fondamento legislativo, tanto che vengono elencate la violazione della normativa riguardante la protezione dei dati personali; la presenza di firme di persone analfabete o di persone non residenti, che quindi recavano dichiarazioni mendaci - è scritto nero su bianco - e soprattutto di firmatari non iscritti nelle liste elettorali. Si ritiene quindi che la raccolta, che veniva definita da qualcuno una petizione sottoscritta da un numero elevato di aventi diritto, nella realtà dei fatti non poteva essere utilizzata a sostegno della tesi della permanenza nelle Marche. Quindi, all'attenta analisi di tutti questi dati, la Commissione si è espressa all'unanimità in favore del distacco dei Comuni dalla Regione Marche e dell'entrata nella Regione Emilia-Romagna. Dunque, mi chiedo se qualcuno ha evidentemente un po' di confusione in testa se una volta vota in un modo e una volta nell'altro. Anche oggi abbiamo avuto questa dimostrazione. Le Marche, poi, si videro alle strette e, una volta avuto il parere per andare avanti, comprovando ancora la loro volontà ostruzionistica, diedero parere negativo; un parere che però non può essere considerato fondamentale per andare avanti perché la legge è statale, per cui esso è solamente consultivo. In conclusione, le Marche, che al tempo erano a guida PD e adesso l'hanno cambiata, non hanno fatto sicuramente una bella figura in questa vicenda. A mio parere, a un certo punto gli interessi di parte e di partito devono fare spazio agli interessi delle persone e permettere che venga esaudita la volontà popolare. Facciamo tornare Sassofeltrio e Montecopiolo nella Regione Emilia-Romagna e specialmente nella Romagna, in una parte della Regione bellissima a cui appartiene la loro identità culturale, storica e linguistica, cosa che deve essere riconfermata ancora da quest'Assemblea. Sassofeltrio e Montecopiolo devono entrare in Romagna. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romagnoli. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il presente disegno di legge n. 1144 dispone il distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio - come abbiamo sentito fino adesso - dalla Regione Marche e la loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nella Provincia di Rimini. La richiesta del distacco è stata sottoposta a referendum , indetto con decreto del Presidente della Repubblica, il 24 e 25 giugno del 2007, ben quattordici anni fa. Entrambi i Comuni hanno votato a favore del distacco, seppur con minimo risultato tenendo conto del corpo elettorale, come detto poco detto fa da un mio collega. In particolare, hanno ottenuto il risultato di circa 57 e 92 per cento per quanto riguarda Montecopiolo e di circa 50 e 67 per cento per quanto riguarda Sassofeltrio, che si traducono in circa l'83 e l'87 per cento se li rapportiamo ai partecipanti al voto del referendum . Tuttavia, mentre la Regione Emilia-Romagna ha espresso sempre parere favorevole alla proposta di tale aggregazione, la Regione Marche si è espressa negativamente. La Commissione affari costituzionali, cosciente del fatto che il referendum fosse stato svolto molti anni prima, ha fatto sì che l'esame in oggetto fosse particolarmente approfondito e prestando attenzione ai molteplici interessi posti in gioco, attraverso sedute e audizioni.