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7 la grave violazione di legge per ignoranza o inescusabile negligenza; d del dovere di laboriosità: 1 per il presidente di una sezione o di un organo della giurisdizione tributaria l'omettere di assegnarsi affari e di redigere i relativi provvedimenti; 2 l'inosservanza dell'obbligo di reperibilità per doveri d'ufficio imposto per legge o disposto dall'organo competente; 3 il reiterato, grave e ingiustificato ritardo nel compimento degli atti relativi all'esercizio delle funzioni, inclusi il mancato deposito di una o più sentenze e la mancata fissazione dell'ulteriore termine per il deposito delle sentenze in caso di mancato deposito delle stesse; 4 la sottrazione abituale e ingiustificata all'attività di servizio; e del dovere di riserbo: 1 la divulgazione di informazioni sull'attività dell'organo in modo non impersonale; 2 il sollecitare la pubblicità di notizie attinenti alla propria attività di ufficio ovvero il costituire e l'utilizzare canali informativi personali riservati o privilegiati; 3 la violazione del dovere di riservatezza, sugli affari in corso di trattazione o definiti, con indebita lesione dei diritti altrui, incluso il rilascio di pubbliche dichiarazioni o interviste; 4 la divulgazione di atti coperti da segreto o soggetti a divieto di pubblicazione; f dei doveri di equilibrio e di rispetto della dignità della persona, il contegno scorretto nell'ambito della sezione verso il presidente, il collegio giudicante, i singoli giudici, le parti, i difensori, il personale di segreteria o il pubblico. 3 In caso di illeciti disciplinari di cui al comma 2 i giudici sono soggetti alle seguenti sanzioni disciplinari: a rimozione, nei casi di cui: 1 alla lettera b) , numero 8); 2 alla lettera b) , numeri 6) e 7), se di particolare gravità; b sospensione da due mesi a due anni, con perdita per lo stesso periodo del trattamento economico, nei casi di cui: 1 alla lettera b) , numeri 6) e 7); 2 alle lettere c) , numeri da 4) a 7), d) , numeri 3) e 4), e) , numeri 3) e 4), ed f) , se di particolare gravità; 3 alla lettera c) , numero 1), limitatamente all'ipotesi di omessa tenuta del massimario; 4 alla lettera b) , numero 5), limitatamente all'ipotesi di recidiva dell'illecito; c censura nei casi di cui: 1 alle lettere a) , b) , numeri da 3) a 5), c) , numeri da 4) a 7), e) , numeri 3) e 4), ed f) ; 2 alle lettere c) , numeri 2) e 3), ed e) , numeri 1) e 2), se di particolare gravità; 3 alle lettere b) , numeri 1) e 2), e d) , numeri 1) e 2), limitatamente all'ipotesi di recidiva dell'illecito; d ammonimento nei casi di cui: 1 alle lettere b) , numeri 1) e 2), c) , numeri 2) e 3), d) , numeri 1) e 2), ed e) , numeri 1) e 2); 2 alla lettera c) , numero 1), limitatamente all'ipotesi di mancato aggiornamento del massimario. 4 Quando per il concorso di più illeciti disciplinari si debbono irrogare più sanzioni di diversa gravità, si applica la sanzione prevista per l'infrazione più grave. Quando più illeciti disciplinari, commessi in concorso tra loro, sono puniti con la medesima sanzione, si applica la sanzione immediatamente più grave. Nell'uno e nell'altro caso può essere applicata anche la sanzione meno grave, se compatibile. 32 (Procedimento disciplinare) 1 Il procedimento disciplinare è promosso: a dal presidente della corte d'appello tributaria nella cui circoscrizione presta servizio il giudice da sottoporre al procedimento; b dal presidente del Consiglio della giustizia tributaria nel caso il giudice da sottoporre al procedimento sia un presidente di corte d'appello tributaria; c dal Procuratore generale della Corte suprema di cassazione; d dal Presidente del Consiglio dei ministri. 2 Si applica il procedimento vigente per i magistrati ordinari. II DEL PROCESSO I DEL GIUDICE TRIBUTARIO E DEI SUOI AUSILIARI 33 (Norme applicabili) 1 I giudici tributari applicano le norme del presente codice e, per quanto da esse non disposto e con esse compatibili, le norme del codice di procedura civile. 2 Le udienze dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie sono pubbliche, salvo quanto disposto dall'articolo 79, comma 2. Si applicano gli articoli da 127 a 130 del codice di procedura civile. 34 (Oggetto della giurisdizione tributaria) 1 Appartengono alla giurisdizione tributaria: a le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali, il contributo per il Servizio sanitario nazionale, le sovrimposte e le addizionali, le relative sanzioni nonché gli interessi e ogni altro accessorio; b le controversie promosse dai singoli possessori concernenti: 1 l'intestazione, la delimitazione, la figura, l'estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell'estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella; 2 la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l'attribuzione della rendita catastale; c le controversie attinenti l'imposta o il canone comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. 2 Restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento e, ove previsto, dell'avviso di cui all'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto del Presidente della Repubblica. 3 Il giudice tributario risolve in via incidentale ogni questione da cui dipende la decisione delle controversie rientranti nella propria giurisdizione, fatta eccezione per le questioni in materia di querela di falso e sullo stato o la capacità delle persone, diversa dalla capacità di stare in giudizio. 35 (Difetto di giurisdizione) 1 Il difetto di giurisdizione degli organi della giurisdizione tributaria è rilevato, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo. 2 È ammesso il regolamento preventivo di giurisdizione previsto dall'articolo 41, primo comma, del codice di procedura civile. 36 (Competenza per territorio) 1 Il tribunale tributario è competente per le controversie proposte nei confronti degli enti impositori, degli agenti della riscossione e dei soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, che hanno sede nella sua circoscrizione. Se la controversia è proposta nei confronti di articolazioni dell'Agenzia delle entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, individuate con il regolamento di amministrazione di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è competente il tribunale tributario nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso.