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Registriamo che il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria in questi anni ha dato importante impulso al processo telematico, in modo particolare nel settore civile, e ha adottato anche misure di sicurezza che consentono un relativo utilizzo anche dello strumento del lavoro da remoto, quindi la possibilità di udienze da remoto. Tuttavia, l'emergenza e soprattutto le caratteristiche proprie del sistema della giustizia, ovvero la necessità di agire quasi sempre con la presenza delle parti - faccio riferimento in particolare al procedimento penale - impongono a tutti quanti noi una riflessione. Le chiediamo se intenda intervenire, Ministro, per tentare di rispondere a questo grido di dolore, e comunque di garantire, in maniera più efficace di quanto non sia accaduto fino a questo momento, l'attività giudiziaria in tutti gli uffici giudiziari d'Italia. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, prendo atto delle profonde preoccupazioni dei senatori interroganti, che richiedono se sia stato avviato un monitoraggio delle attività giudiziarie e l'attuazione di misure organizzative, che, oltre a garantire una rapida ripresa, si presentino anche omogenee sul territorio. A seguito dell'insorgere dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, l'adozione delle misure organizzative messe in campo sino ad ora è stata una scelta obbligata per tutelare la salute degli addetti ai lavori e dei cittadini, alla luce di un quadro epidemiologico allarmante. Lo sforzo posto in essere dall'amministrazione ha certamente prodotto un radicale cambiamento dell'organizzazione del lavoro degli uffici, che ha avuto ripercussioni, ovviamente, su tutte le categorie interessate. Sono ben conscio della lamentata mancanza di omogeneità degli interventi, ma sul punto devo sottolineare che l'affidamento delle scelte organizzative ai singoli dirigenti è stato deciso per calibrare gli interventi sulle specifiche esigenze delle singole realtà giudiziarie e territoriali nel corso dell'emergenza. Al contempo, il Ministero ha continuato a fornire le indicazioni e il supporto a tutti gli uffici fin dalla fase acuta dell'emergenza epidemiologica. Nel corso della settimana scorsa, c'è stato anche un momento di dialogo molto importante sia con l'avvocatura che con la magistratura. Con l'inizio della fase 2, il Ministero ha dato avvio al graduale e progressivo ampliamento delle attività giurisdizionali amministrative. Adesso, grazie al mutamento del contesto sanitario, è giunto il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia. In particolare, è imminente l'emanazione di una circolare che riequilibri il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo, e in generale miri a garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze in condizioni di sicurezza già a partire dal 1° luglio 2020. Dal 22 maggio, poi, è stata istituita la cabina di regia nazionale per la gestione dell'attività giudiziaria durante la fase 2 dell'emergenza da Covid-19, proprio per garantire un monitoraggio della ripresa e per permettere interventi mirati ed efficaci. Inoltre gli ingenti investimenti stanziati con il cosiddetto decreto-legge rilancio stanno consentendo di provvedere all'installazione di tutti i presidi di sicurezza necessari secondo le indicazioni dell'autorità sanitaria, perché garantire un servizio significa assicurare che non comporti rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Rossomando, per due minuti. ROSSOMANDO (PD) . Signor Ministro, la ringrazio della risposta e delle rassicurazioni, di cui mi dichiaro abbastanza soddisfatta. Mi consentirà, però, qualche sottolineatura: lei ha opportunamente detto che adesso si ritornerà alla normalità dopo uno stato di necessità. Anche per la giustizia, infatti, siamo passati alla fase 2 che noi riteniamo molto delicata, sicuramente quanto la precedente. Le differenziazioni erano ovviamente necessarie ma ci sembra importante sottolineare che la giustizia è anch'essa una dimensione sociale della collettività e della nostra democrazia, quindi la ripresa della normalità non è un problema degli operatori di giustizia - sia che si tratti di magistrati che di avvocati - ma è un problema di accesso ai diritti e di tutela dei diritti. Proprio nella difficile situazione di cui tutti siamo consapevoli vi è un grandissimo bisogno di non dare neanche l'impressione di un abbandono, seppur dettato dalla necessità, perché sappiamo che sono proprio i più deboli che hanno bisogno di una tutela garantita dallo Stato: chi è già forte può supplire in altro modo. In conclusione, Presidente, pensiamo sia necessario un coordinamento delle linee organizzative anche alla luce di un monitoraggio dei primi esiti e dei primi risultati relativi alle difficoltà che si sono riscontrate. Il desiderio di normalità e di rassicurazione è molto importante e ha molto a che vedere con l'amministrazione della giustizia. Infine, signor Presidente e signor Ministro, tutto questo ha molto a che vedere con la questione economica perché il nostro sistema, per ripartire, ha bisogno di certezza e di tutele; mi riferisco in particolare a certezza del diritto, tempi e rassicurazioni, non soltanto per le nostre imprese ma anche per gli interlocutori e gli investitori all'estero. Siamo quindi rassicurati dal fatto che anche la giustizia sia una protagonista del cosiddetto provvedimento rilancio, attribuendosi alla stessa - fatto non così frequente - risorse importanti. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Modena ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01670 sulla necessità di una riforma della magistratura e della giurisdizione, per tre minuti. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la nostra interrogazione, come il Ministro può immaginare, nasce dai fatti che hanno nuovamente interessato le toghe e in linea generale soprattutto il loro organo supremo, cioè quello che dovrebbe essere l'organo di autogoverno. Nasce perché, naturalmente, siamo passati attraverso una fase in cui la giustizia sembrava un conflitto fra poteri e oggi invece spaventa il cittadino che si chiede con quale giudice capiterà, magari con uno che è stato messo al suo posto da Tizio o da Caio o comunque con un soggetto che non è affidabile. Quindi, dopo trent'anni di denuncia dell'uso politico della giustizia, in un certo senso oggi siamo arrivati all'apice, dove addirittura si parla di cerchi magici e di inchieste ad orologeria. Dopo trent'anni abbiamo la prova provata. (Applausi) . Mi interesserebbe sapere da lei, Ministro, siccome ha detto anche prima che avete una riforma in cantiere, su quali punti intende eventualmente collaborare con le opposizioni. Ce n'è uno irrinunciabile, quello relativo alla legge perché non si può, come è successo con la cosiddetta legge Severino, emanare un decreto legislativo. Inoltre va risolta la questione che riguarda la distinzione fra pubblica accusa e giudice, cioè la cosiddetta separazione delle carriere, e la questione della riforma del CSM. A noi interessa non avere più una terza camera politica (Applausi) , la famosa terza camera politica dove c'è un correntismo esasperato per cui abbiamo una forma di potere.