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Effettivamente bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e riconoscere che quella misura ha prodotto maggiori entrate. Noi volevamo disinnescarla, perché riteniamo che comunque rappresenti un ulteriore carico per le partite IVA, ma 2 miliardi erano tanti ed era difficile individuarli nella manovra dell'anno scorso. Il secondo motivo è che sono aumentate le partite IVA, grazie al merito di questo Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti), il quale ha deciso di puntare in un'altra direzione: abbassare il prelievo fiscale. Sapete che è stata introdotta un'aliquota al 15 per cento per le partite IVA che hanno un reddito fino a 65.000 euro e ciò ha avuto un effetto molto positivo: sono aumentate le partite IVA e conseguentemente è aumentato anche il gettito. Anche qui si dimostrano due politiche molto diverse tra noi e la passata maggioranza: noi puntiamo sulla riduzione delle tasse per creare sviluppo e per creare maggiori entrate, mentre in passato c'è stato chi invece ha continuato a puntare su adempimenti burocratici, balzelli e tassazioni, che nella lunga durata hanno avuto l'effetto di deprimere la nostra economia. È per questo che noi nella prossima finanziaria intendiamo continuare sulla strada che abbiamo tracciato, aumentando il numero di partite IVA che potranno avere una detrazione; in questo caso si presume e si spera di poter applicare un'aliquota del 20 per cento per i redditi fino a 100.000 euro. Questa è la politica del Governo ed è la politica della Lega. Noi siamo convinti che, facendo pagare meno tasse, le entrate aumenteranno, semplicemente perché non faremo fallire le nostre aziende e i nostri artigiani. È questo l'obiettivo che ci prefiggiamo. In questo assestamento siamo riusciti a raggiungere una situazione di stabilità e di fiducia. È stato detto dal collega Ferro che non saremmo in grado di raggiungere tale situazione, mentre invece i fatti ci dimostrano che, proprio con questo assestamento, abbiamo ottenuto la stabilità, la fiducia e anche il contenimento dello spread , quel fantomatico spread che adesso - fortunatamente per il nostro Paese - è stato abbassato, proprio perché le politiche economiche di questo Governo hanno avuto successo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Come dicevo, abbiamo ottenuto stabilità e fiducia e siamo riusciti, nell'assestamento, a fare anche degli investimenti su capitoli di spesa che erano stati sacrificati e avevano bisogno di un rimpinguamento di risorse. Faccio riferimento ai 300 milioni per il trasporto pubblico locale, che sono fondamentali non per le Regioni e per i sindaci, ma per i cittadini che usufruiscono dei servizi erogati dai nostri enti locali. Poi ci sono i 500 milioni per il fondo sviluppo e coesione; i 40 milioni per il fondo politiche sociali; i 30 milioni per il fondo per il diritto allo studio e i 40 milioni per i fondi dell'università. Si tratta quindi di un assestamento che non solo registra un aumento del gettito dell'IVA o della possibilità di ridurre la spesa pubblica, ma fa anche investimenti. È un perfetto equilibrio quello che noi raggiungiamo con il provvedimento in esame, che è la rappresentazione perfetta del fatto che le politiche economiche di questo Governo, fino ad oggi, hanno raggiunto i propri obiettivi, hanno creato stabilità e hanno dato al Paese le risorse necessarie. Mi riferisco poi anche alle critiche avanzate rispetto alla mancanza di investimenti. Scusate, ma questa accusa che ogni tanto ritorna è assolutamente inadeguata e priva di ogni fondamento. È stato questo Governo finalmente a ridare agli enti locali la possibilità di investire. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lanzi) . L'ha fatto alla fine dell'anno scorso attraverso lo sblocco dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, e quindi per tutte le amministrazioni virtuose che avevano diritto di spendere le risorse a propria disposizione. L'abbiamo fatto in finanziaria con il fondo dei 400 milioni per investimenti per i Comuni, i quali hanno potuto così realizzare piccoli interventi di opere pubbliche già finanziati, cantierizzati e realizzati nei primi mesi di quest'anno. Lo abbiamo fatto nel decreto crescita, con il fondo di 500 milioni per l'efficientamento energetico sempre a favore degli enti locali. Questo è un Governo che crede negli investimenti e nel fatto che gli enti locali debbano giocare un ruolo determinante in questa logica di sviluppo e crescita, perché danno servizi ai cittadini, lo fanno rapidamente e realizzano quelle manutenzioni di cui si ha assolutamente bisogno, di cui ha necessità il nostro territorio e hanno diritto i nostri cittadini. Questi sono i numeri. Questa è la dimostrazione che le cose possono funzionare. La strada è ancora lunga e difficile ma, sicuramente, il Governo ha intrapreso politiche virtuose. I risultati, quindi, sono stati raggiunti nell'ambito non solo delle politiche dell'immigrazione e della sicurezza - sicuramente vanto di cui noi siamo orgogliosi - ma, finalmente, con questo assestamento anche delle politiche economiche. La strada è stretta e difficile ma siamo sul percorso giusto. Quindi, non possiamo che essere soddisfatti dei provvedimento, che dà serenità alle nostre famiglie, alle nostre imprese, alla nostra economia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assestamento fortunatamente contiene i numeri che hanno contribuito a non far attivare la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per debito eccessivo. La Commissione europea ha fatto pressioni affinché i nostri conti pubblici, che erano sotto osservazione, non subissero un commissariamento di fatto attraverso una procedura di infrazione. Oltre agli oneri della procedura, ci sarebbero stati interventi sulla nostra politica economica che, probabilmente, avrebbero installato un nuovo periodo di austerità. Invece, l'Italia di oggi di tutto ha bisogno tranne che di nuove politiche di austerità. Allo stesso tempo, non ha bisogno di un ulteriore incremento della spesa corrente, specie se essa è fine a se stessa e il risultato di promesse elettorali. Tale è la spesa per il reddito di cittadinanza. Abbiamo visto, anche nella composizione delle richieste, come questa si sia concentrata soprattutto in alcune Regioni del Sud. Il risultato pratico sarà di un difficilissimo, se non improbabile, incontro con l'offerta di lavoro che è soprattutto nel Nord. Ecco perché accogliamo con soddisfazione i nuovi saldi del decreto-legge n. 61 del 2 luglio, che registrano una minore spesa per 1,5 miliardi di euro per le minori richieste del reddito cittadinanza e di quota 100. Va detto che questo risparmio di spesa è stimato in modo prudenziale. Altri osservatori - come, ad esempio, l'Osservatorio diretto da Cottarelli e il Centro studi e ricerche itinerari previdenziali, di cui è responsabile Brambilla - stimano fino a poco meno di tre miliardi gli effetti delle minori richieste per questi due interventi.