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Presidente, lei offende il Parlamento esattamente come fa il ministro Salvini, allo stesso modo. Lei di noi ride e poi si lamenta se si dice buffone. Vada a leggere sul dizionario il significato della parola «buffone» e poi lo metta nel contesto politico. Io credo che voi della Lega di offese in questo Parlamento ne abbiate dette di ben altre, di ben più pericolose. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi vogliamo parlare, lei deve far parlare il senatore Faraone, sennò i lavori non vanno avanti, Presidente. Lei non si può arrogare il diritto di impedire la libertà di parola. PRESIDENTE. Si legga l'articolo 90 del Regolamento. MARCUCCI (PD) . E allora continui così. Lei vuole creare questo clima? PRESIDENTE. Ma lo sta creando lei, senatore Marucci. MARCUCCI (PD) . È nell'interesse del Paese, è nell'interesse del Senato impedire a un senatore di parlare? Non se lo può permettere, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatore Marcucci... MARCUCCI (PD) . Lei offende l'Aula, lei offende i parlamentari. (Applausi della senatrice Malpezzi). PRESIDENTE. Se non ricevo le scuse, il senatore non riprende la parola. FARAONE (PD) . Ma le scuse di che? MARCUCCI (PD) . No, lei non deve ricevere niente. Noi non abbiamo ricevuto le scuse da parte del vice premier Salvini, quando ci ha offesi in più occasioni come parlamentari del Partito Democratico. BELLANOVA (PD) . Le scuse perché? Lo ha offeso lei! PRESIDENTE. Senatore Marcucci, le ho proposto un'iniziativa, la persegua. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, signori del Governo, nella speranza che il suo invito possa avere seguito e che si riporti in quest'Aula, da molte parti e in molte occasioni, un senso di rispetto reciproco, mi concentrerò, nei pochi minuti che ho, sul tema secondo me molto importante che stiamo affrontando. Consentitemi, innanzitutto, di sottolineare che la tempistica di questa discussione è piuttosto kafkiana: approviamo le missioni per il 2019 a luglio del 2019 invece che, ovviamente, alla scadenza del 2018, inizio 2019. Questo vuol dire semplicemente che approvare adesso queste missioni militari, con sei mesi di ritardo, ha trasformato - vi piaccia o no - per sei mesi i soldati italiani e tutti i militari bravissimi in missione in una specie di turisti armati all'estero, senza copertura giuridica né politica e senza un mandato specifico come richiede la legge. Dopo sei mesi di assoluto vuoto, quindi, eccovi ad approvare un pacchetto, o le missioni internazionali. Tanto per dirne una, la missione a Hebron è terminata a fine marzo, quindi due mesi prima ancora del voto che la autorizzava. Aggiungo a questo che la situazione è anche più kafkiana perché, adesso che finalmente il Parlamento ha deciso il voto sulle missioni, tutti noi abbiamo letto che in realtà sulla Libia è in preparazione un'altra missione, non quella che stiamo approvando, ma se ho letto e capito bene, ne approviamo tutt'altra, per ora annunciataci dai titoli della stampa, senza sottotitoli. Se poi non è vero, il Ministro, che è presente, può sicuramente smentire. Né io voglio tornare, per carità, alla telenovela di queste ultime settimane, che non sarà neanche l'ultima e che è stata, francamente, dal mio punto di vista, una vergogna per tutti i Paesi europei, nessuno escluso, perché si è trattato di un miserevole braccio di ferro tra tutti, con lo strumento improprio di 45 naufraghi lasciati in mare. Per come sono andate e per come stanno andando le cose in Libia, in presenza di una vera e propria guerra civile, con l'aeroporto fuori uso e con il nostro Ministro degli esteri, sempre così prudente e cauto, che dichiara pubblicamente che la Libia non è un posto sicuro, io penso che la proroga da voi richiesta sia irresponsabile. Sapete perfettamente che tutti coloro che rimandate indietro attraverso la Guardia costiera libica (da noi supportata e armata in prosecuzione di decisioni prese prima - questo lo devo dire - su cui avevo espresso tutta la mia opposizione), li rispedite semplicemente nei luoghi di tortura, come ormai è chiaro ed evidente. Vorrei anche fare riferimento al collega che è intervenuto prima sul posto sicuro facendo l'esempio della Tunisia, che però non fa parte di questa operazione europea; certo, si può negoziare con la Tunisia, ma per negoziare, come per ballare il tango, bisogna essere in due. Se la Tunisia non è parte di questa operazione europea di contrasto ai migranti, non mi sembra possibile andare oltre l'accordo bilaterale che già abbiamo. Così come stanno le cose, in aperta guerra civile (anche ieri c'è stato un attacco con i droni), ritengo sia bene perlomeno sospendere la nostra operazione in Libia e darci il tempo di riflettere su come coinvolgere gli altri Paesi europei: l'operazione Sophia è rimasta senza navi, quindi restano i droni che immagino facciano delle foto, ma non più di questo. Considero inoltre davvero miserevole continuare come se niente fosse. Da quando è iniziata, da quando l'avete prorogata, da quando è stata decisa da altri Governi, la situazione in Libia è profondamente mutata. Si tratta di un Paese con tre Governi, due Parlamenti e nessuno Stato e io credo che non sia legittimo, che sia una violazione del diritto internazionale rimandare indietro nei lager libici le persone salvate. (Applausi dei senatori Errani e De Falco) . A mio avviso, non è supportando la Guardia costiera libica con un rafforzamento - se ho sentito bene - di ulteriori dieci motovedette che verremo a capo di questa vicenda. Nel frattempo, mentre questa grottesca, miserevole e crudele farsa andava avanti e si verificherà le prossime volte, come avete visto, barchini undetected hanno comunque continuato a portare in Calabria, a Lampedusa e a Pozzallo decine di migranti. Fermiamoci dunque un attimo almeno a riflettere su cosa vogliamo fare, davvero senza usare questi naufraghi derelitti solo come strumento della nostra unica iniziativa politica. Non può essere così per un Paese e per un grande Paese. Forse troveremmo persino le energie e la forza di occuparci finalmente dei 500.000 irregolari che abbiamo sul nostro Paese (quelli che Salvini voleva espellere tutti e poi ha capito che non era possibile farlo), perché la legalità aiuta la sicurezza, mentre l'illegalità non aiuta la sicurezza e neanche la convivenza. Pertanto, invece di dedicare tutte le vostre energie a questa patetica pseudoazione diplomatica, ritengo sia venuto il momento di guardare con attenzione la proposta di legge «Ero straniero», in discussione alla Camera, che prevede il superamento della legge Bossi-Fini e che forse ci aiuterebbe a mettere un po' d'ordine nel nostro Paese rispetto a queste persone. Non credo che sia una grande politica ergere muri acquatici o di filo spinato, rimandando la gente alla morte, alle torture, agli stupri e così via. Siamo un grande Paese e ci fermiamo per 45 migranti? Ma siamo sicuri?