[sommcomm]

In particolare, il comma 1 concede contributi, nel limite complessivo massimo di 2 milioni di euro per il 2019 e di 2 milioni di euro per il 2020, alle imprese del settore turistico, dei pubblici esercizi e del commercio e artigianato, nonché alle imprese che svolgono attività agrituristica, insediate da almeno dodici mesi antecedenti gli eventi sismici del 2018, a condizione che le stesse abbiano registrato, nei tre mesi successivi agli eventi, una riduzione del fatturato annuo. I contributi sono erogati a condizione che le autorità pubbliche competenti di uno Stato membro abbiano riconosciuto formalmente il carattere di calamità naturale dell'evento ed esista un nesso causale diretto tra i danni provocati dalla calamità naturale e il danno subito dall'impresa. Tra i danni possono figurare i danni materiali ad attivi (ad esempio immobili, attrezzature, macchinari, scorte) e la perdita di reddito dovuta alla sospensione totale o parziale dell'attività per un periodo massimo di sei mesi dalla data in cui si è verificato l'evento. Il danno viene calcolato individualmente per ciascun beneficiario. L'aiuto e tutti gli altri pagamenti ricevuti a copertura dei danni, compresi i pagamenti nell'ambito di polizze assicurative, non superano il 100 per cento dei costi ammissibili. Da ultimo, l'articolo 26 apporta alcune modifiche al Codice della protezione civile (decreto legislativo n. 1 del 2018). Nell'emanazione di ordinanze di protezione civile da effettuare durante uno stato di emergenza, si stabilisce che possono essere individuate modalità di concessione di agevolazioni in favore di soggetti pubblici, privati e attività economiche danneggiati, sia nell'ambito dell'intero territorio nazionale sia, ove possibile, nell'ambito del territorio regionale. L'attuazione degli interventi riguardano la ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate, nonché dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e paesaggistici e dal patrimonio edilizio. Il seguito dell'esame viene quindi rinviato. ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle Regioni e alla Banca europea per gli investimenti relativa all'attuazione del piano d'azione strategico sulle batterie: creare una catena del valore strategica delle batterie in Europa Doc n. COM(2019) 176 definitivo Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle Regioni e alla Banca europea per gli investimenti relativa all'attuazione del piano d'azione strategico sulle batterie: creare una catena del valore strategica delle batterie in Europa (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6 del Regolamento, e rinvio) Il presidente relatore GIROTTO (M5S) illustra l'atto dell'Unione europea in titolo, contenente le valutazioni della Commissione europea sullo stato di attuazione del piano strategico sulle batterie, e ricorda che attualmente la quota europea nella produzione mondiale di celle di batterie è soltanto del 3 per cento, mentre l'Asia detiene una quota dell'85 per cento. Per evitare una dipendenza tecnologica dai concorrenti, l'Europa deve muoversi rapidamente nella corsa mondiale, al fine di consolidare la leadership tecnologica e industriale in tutta la catena. È questo l'obiettivo principale della "European Battery Alliance" (EBA). Le iniziative legislative e le misure di sostengo previste nella strategia della Commissione per una mobilità a basse emissioni e dai tre pacchetti sulla mobilità di "L'Europa in movimento" avranno ripercussioni sia sulla domanda sia sull'offerta di veicoli elettrici e di conseguenza di batterie. Entro il 2050 la quota di energia elettrica nella domanda finale di energia aumenterà come minimo del 53 per cento ed entro il 2030 circa il 55 per cento dell'energia elettrica utilizzata nell'UE sarà prodotta a partire da fonti rinnovabili. Di contro, l'elevata dipendenza dell'UE dalle importazioni di celle di batterie potrebbe minare la capacità dell'industria automobilistica di competere con i concorrenti stranieri, in quanto l'espansione del mercato dei veicoli elettrici comporterà un aumento significativo della domanda di tali materie prime. Nel settore delle batterie, il coordinamento delle attività di ricerca è fondamentale per sfruttare al meglio il potenziale di questo settore. Prendendo le mosse dalle iniziative di collaborazione del piano strategico per le tecnologie energetiche (SET) e dell'agenda strategica per la ricerca e l'innovazione nel settore dei trasporti (STRIA), la Commissione ha varato una piattaforma europea per la tecnologia e l'innovazione (ETIP) "Batteries Europe", intesa a fare avanzare le priorità di ricerca nel settore delle batterie, riunendo operatori industriali, comunità di ricerca e Stati membri dell'UE per promuovere la cooperazione e le sinergie tra i programmi di ricerca sulle batterie pertinenti. La piattaforma permette la cooperazione tra i numerosi programmi di ricerca sulle batterie avviati a livello dell'UE e nazionale, nonché tra iniziative del settore privato. Inoltre, il bilancio dell'Unione offre già importanti opportunità di finanziamento per sostenere la ricerca e l'innovazione nel settore: il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione 2014-2020 ha stanziato 1,34 miliardi di euro a favore di progetti in materia di stoccaggio dell'energia nella rete elettrica e di mobilità a basse emissioni di carbonio. Il Fondo per l'innovazione dovrebbe mettere a disposizione circa 10 miliardi di euro nel periodo 2020-2030 a sostegno di progetti dimostrativi pre-commerciali nel settore delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, incluso lo stoccaggio di energia. Naturalmente, la European Battery Alliance funge da catalizzatore per la creazione di una catena del valore delle batterie in Europa: circa 260 operatori dell'industria e dell'innovazione hanno aderito alla rete. L'obiettivo di rendere l'Europa un leader nella produzione sostenibile di batterie deve essere sostenuto principalmente da un solido quadro giuridico, integrato da norme europee armonizzate. Per ridurre la dipendenza dell'UE dalle importazioni di materie prime per le batterie (litio, cobalto, nichel e grafite), occorre garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile da paesi terzi ricchi di risorse. In linea con gli impegni assunti dall'UE nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), sono necessarie misure affinché l'approvvigionamento esterno sia effettuato in modo equo, sostenibile ed etico e contribuisca positivamente ai vari obiettivi di sviluppo sostenibile. Inoltre, riciclare le batterie usate può contribuire significativamente ad assicurare l'accesso alle materie prime: l'Europa ha il potenziale per creare un'industria leader a livello mondiale per una gestione sicura e responsabile dal punto di vista ambientale delle batterie fuori uso.