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Lo stabilimento ha da sempre operato nella produzione di fertilizzanti granulari di tipologia altamente solubile, con diverse concentrazioni di azoto, fosforo e potassio. Il processo produttivo impiegato per circa mezzo secolo, può essere sintetizzato come produzione di fertilizzanti chimici a mezzo di attacco di materie prime con acido solforico, prodotto nello stesso stabilimento a partire dalla pirite con il sistema delle camere a piombo. Le ceneri di pirite prodotte durante gli anni di lavorazione sono state accumulate nei terreni circostanti lo stabilimento e nell'area lagunare contigua all'impianto, nonché utilizzate come materiale per la realizzazione di stagni, attraverso la costruzione di argini alti fino a circa 2 metri. Successivamente negli anni '70, cessata la produzione di acido solforico, lo stabilimento ha proseguito l'attività con la produzione di fertilizzanti a base fosfatica; acquisendo dall'esterno l'acido solforico o nitrico che veniva utilizzato per attaccare la fosforite, precedentemente macinata e polverizzata, ottenendo un impasto che, dopo la fase di maturazione (sezione di processo denominata «cantina») e granulazione (sezione di processo denominata «granulazione»), veniva inviato all'insacco ed alla distribuzione. Le fonti di contaminazione associate a questo tipo di attività sono: ceneri di pirite e pannelli di zolfo, che costituiscono il residuo dei forni, accumulato nel corso del tempo nei terreni circostanti e nell'area lagunare contigua; cenere amorfa, accumulata in passato nell'area nord e nord-est della zona industriale; fluorosilicati e fanghi di chiarificazione, residui dell'abbattimento ad umido dell'aria calda proveniente dalla fase di maturazione e utilizzati anch'essi quale riporto nell'area antistante la laguna. Principali caratteristiche ambientali Dal punto di vista geologico, l'area in oggetto fa parte della fossa tettonica formatasi dopo il Miocene superiore, con direttrice corrispondente alla valle di Collecchio. In passato, a partire dal Pleistocene, la laguna è stata soggetta ad una serie di emersioni ed inondazioni collegate con le oscillazioni eustatiche del livello del mare, con la formazione di depositi di origine continentale e depositi di origine marina. Si riscontra pertanto un'alternanza di depositi sabbiosi e limo sabbiosi (strato più superficiale) e depositi argillo-limosi e limo-argillosi. Quest'ultima formazione è continua, di spessore variabile da 2 a 5 m, riscontrabile a profondità variabile da 0.5 m a 5 m. Per quanto riguarda l'inquadramento idrologico, l'area circostante lo stabilimento Sitoco ricade nel lato di sinistra del fiume Albenga. L'area in oggetto, sembra essere interessata da due falde idriche, una superficiale dovuta alle acque di percolazione e l'altra più profonda condizionata dalle acque piovane che ricadono nell'ampio bacino imbrifero. L'idrologia superficiale è regolata dal fenomeno del ruscellamento e dalla presenza di un fosso situato ai confini lato ferrovia e dalla laguna. La diversa profondità alla quale si è rinvenuta la presenza di depositi semi-impermeabili, il diverso spessore, la presenza del fosso (lato ferrovia) e della laguna (lato Ovest), condizionano l'andamento dei livelli piezometrici. Piano di caratterizzazione Le indagini ambientali pregresse, condotte negli anni dal 1995 al 2003, hanno evidenziato che: - i suoli risultano generalmente contaminati da alluminio, arsenico, cadmio, ferro, manganese, mercurio, piombo e rame. Rilevante presenza di arsenico si evidenzia nelle aree vicino allo stabilimento. Nella subarea nord dello stesso, compresa tra i muri perimetrali ed il canale fognario sono state rinvenute porzioni terrose con ammassi di residui di produzione, quali pannelli di zolfo, anelli delle torri, possibili residui di biacche di piombo; - le acque superficiali e sotterranee evidenziano presenza di arsenico, cadmio, ferro, manganese, piombo, rame con contaminazione diffusa in falda; - le verifiche effettuate sugli intonaci e sugli elementi strutturali dei fabbricati industriali hanno altresì evidenziato contaminazione da arsenico e piombo in concentrazione apprezzabile. Sono in fase di attuazione sia le indagini del piano di caratterizzazione della parte a terra dell'area ex Sitoco, sia la caratterizzazione ambientale dell'area lagunare antistante lo stabilimento, preceden-temente approvati. In Conferenza di servizi decisoria ai sensi dell'art. 14 della legge n. 241/1990. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica Le operazioni di m.i.s.e. sul sito in esame constano sostanzialmente delle seguenti fasi operative: - rimozione ed avvio a trattamento/smaltimento dei rifiuti abbandonati; - realizzazione di sistemi che impediscano l'afflusso da monte delle acque meteoriche nell'area contaminata; - realizzazione di sistemi di intercettazione delle acque meteoriche dilavanti l'area in questione nonché pompaggio di quelle di falda inquinate con idoneo trattamento depurativo delle stesse così da evitare la diffusione dell'inquinamento; - la contaminazione dell'area verso il lato laguna; - la rimozione dei sedimenti non appena saranno disponibili i dati sistematici relativi agli inquinanti rilevati. È ancora da elaborare il progetto di bonifica. AREA DEL LITORALE VESUVIANO Comune - Località Aree del Litorale vesuviano. Tipologia dell'intervento Bonifica e ripristino ambientale di area industriale e dell'area marina antistante, bonifica di aree industriali dismesse. Perimetrazione Non è stato ancora definito il perimetro delle aree del Litorale vesuviano ai sensi dell'art. 1, comma 4 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e successive modificazioni. Principali caratteristiche ambientali Le aree del Litorale vesuviano comprendono in linea generale il territorio a Sud del Vesuvio che è rappresentata dalla piana del Sarno. I sedimenti riferibili alla paleo-spiaggia di epoca romana si riscontrano a profondità di circa 3-4 m rispetto al livello medio del mare attuale. Durante l'Olocene la Piana ha subito una continua subsidenza compensata da un'attiva sedimentazione nell'area suddetta sono presenti attività di produzione di: - materiale ferroviario in aziende che hanno dismesso la loro produzione definitivamente intorno agli anni 1970; - cantieristica navale che ancora oggi rappresenta un'importante componente economica; - carta e cartoncini, sia da materia prima che da carta riciclata; - discariche di inerti, pericolosi e non pericolosi. Sul territorio sono presenti anche diverse attività artigianali alcune di rilevata importanza quali: lavorazioni di pelli e pellicce, lavorazione e trasformazione di stracci, lavorazione di seta e fettucce. Si segnala anche, nell'area la presenza di fonti di acque minerali-bicarbonato-alcalino-ferrose, e di stabilimenti termali. PORTO TORRES Comune - Località Porto Torres. Tipologia dell'intervento Bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale e dell'area marina antistante lo stabilimento industriale, bonifica di aree industriali dismesse. Perimetrazione All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministero dell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti: - Polo Petrolchimico: stabilimento Syndial S.p. A., Sasol Italy S.p. A., EVC S.p.