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Lasciando il tema dei rifiuti in archivio - ha sottolineato il magistrato antimafia -, ne affida la gestione alla criminalità organizzata, che prima di chiunque altro è avvisato ed avvertito di quello che avverrà. Sanno per esempio che per avere fondi del Recovery bisognerà disporre di un gran quantitativo di terreni e basta gettare l'occhio su territori per capire cosa sta accadendo. Ben diceva il presidente Morra, affermando che il crimine è nell'apparato statale deviato", si chiede di sapere: se il Ministro della transizione ecologica intenda approfondire la questione dei rifiuti in Tunisia, per risalire alle responsabilità di coloro che hanno permesso la violazione di ben due convenzioni, quella di Bamako, con particolare riferimento al divieto di esportazione di rifiuti pericolosi di tipo Y46 verso i Paesi del continente africano, e quella di Basilea, riguardante il controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi soprattutto da Paesi sviluppati ad altri in via di sviluppo, e il loro smaltimento; se, più in generale, i Ministri in indirizzo intendano adoperarsi per individuare le responsabilità che troppo spesso sono dietro gli affari dello smaltimento dei rifiuti e per appurare per quali ragioni sia stato stigmatizzato chi, ad avviso degli interroganti con cognizione di causa, si adopera per mettere in guardia lo Stato da ogni forma di complicità illecita perpetrata da chi dovrebbe rappresentarlo. Atto n. 4-06119 PILLON Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: l'articolo 4, comma 24, lettera a) della legge 28 giugno 2012, n. 92, ha istituito il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità, fruibili dal padre lavoratore dipendente anche adottivo e affidatario, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio; l'articolo 1, comma 354, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017), ha prorogato il congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti anche per le nascite e le adozioni o affidamenti avvenuti nell'anno solare 2017 ed ha previsto, per l'anno solare 2018, l'aumento del congedo obbligatorio da 2 a 4 giorni; per l'anno solare 2019, l'articolo 1, comma 278, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), ha aumentato a 5 il numero dei giorni di congedo obbligatorio; per l'anno solare 2020, l'articolo 1, comma 342, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), ha ulteriormente aumentato a 7 il numero dei giorni di congedo obbligatorio; per l'anno solare 2021, l'articolo 1, comma 363, lettera a) della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), ha ulteriormente aumentato a 10 il numero dei giorni di congedo obbligatorio ed ha ampliato la tutela del congedo stesso prevedendone la fruizione anche nel caso di morte perinatale del figlio; già nel 2013 con il parere n. 8629 del 20 febbraio il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha chiarito che tali disposizioni non sono direttamente applicabili ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e precisa che "la normativa in questione non è direttamente applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D. Lgs. n. 165 del 2001, atteso che, come disposto dall'art. 1, commi 7 e 8, della citata L. n. 92/2012, tale applicazione è subordinata all'approvazione di apposita normativa su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Pertanto, per i dipendenti pubblici rimangono validi ed applicabili gli ordinari istituti disciplinati nel D. Lgs. n. 151 del 2001 e nei CCNL di comparto", si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per scongiurare che si possa verificare una disparità tra lavoratori del settore privato e del settore pubblico e l'esclusione dei lavoratori del pubblico impiego dalla possibilità di fruire di tale istituto, considerato anche che il testo unico sulla maternità e paternità (decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151) è applicabile ad entrambi i comparti e che il Parlamento europeo ha approvato la direttiva (UE) 2019/1158 che prevede 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito alla nascita di un figlio, cui l'Italia, come gli altri Stati membri, dovrà adeguarsi. Atto n. 4-06120 DE PETRIS BUCCARELLA ERRANI GRASSO LAFORGIA RUOTOLO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno Premesso che: a quanto si apprende da organi di stampa, in data 11 ottobre 2021, 10 lavoratori pachistani dell'azienda tessile Dreamland di Prato, nel corso di una mobilitazione sostenuta dal sindacato Si Cobas contro le condizioni di sfruttamento cui sono sottoposti, sono stati pestati da uomini cinesi armati di mazze da baseball e bastoni. A seguito dell'aggressione sono risultati 5 feriti, di cui uno in gravi condizioni; a quanto risulta agli interroganti, da diversi mesi nelle aziende tessili di Prato vanno avanti picchetti e manifestazioni di lavoratori che denunciano la situazione irregolare in molte aziende, con turni da 12 a 14 ore al giorno, assenza di ferie e tutele, settimane lavorative da 6 giorni. Si registra nelle ultime settimane una simile aggressione avvenuta contro lavoratori pachistani della Texprint, società legata alla Dreamland, anche loro in presidio di fronte all'azienda, anch'essa a conduzione cinese; su questo grave episodio si è espressa immediatamente la CGIL di Prato riportando piena solidarietà ai manifestanti aggrediti e denunciando non solo la brutalità di un'aggressione volta a stroncare la protesta di un gruppo di lavoratori, ma anche la necessità di un'innovazione legislativa sul tema dello sfruttamento e della tutela dei lavoratori che ne sono vittime, vista l'inefficacia della sola sanzione amministrativa; a giudizio degli interroganti, è assolutamente urgente un intervento risolutivo che migliori le misure attualmente in vigore, in presenza di lavoratori sfruttati, di gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare, affinché si possa sempre garantire il diritto ad un lavoro sicuro; la Costituzione, ma anche le carte e le dichiarazioni internazionali dei diritti, come nella dichiarazione ILO del 1944, scolpiscono il principio che il lavoro non è una merce che può essere scambiata, ceduta, subappaltata o parcellizzata, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e quali azioni urgenti intendano promuovere per tutelare la qualità del lavoro ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso strumenti normativi più severi e arginare la piaga dello sfruttamento del lavoro.