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ANNESSO C Dichiarazione finale LE ALTE PARTI CONTRAENTI ALLA CONVENZIONE SUI DIVIETI O LE RESTRIZIONI ALL'USO DI CERTE ARMI CONVENZIONALI CHE POSSONO ESSERE CONSIDERATE ECCESSIVAMENTE LESIVE O AVENTI EFFETTI INDISCRIMINATI, RIUNITESI A VIENNA DAL 25 SETTEMBRE AL 13 OTTOBRE 1995, E SUCCESSIVAMENTE A GINEVRA DAL 15 AL 19 GENNAIO 1996 NELLA PRIMA RIPRESA DELLA SESSIONE ED A GINEVRA DAL 22 APRILE AL 3 MAGGIO 1996 NELLA SECONDA RIPRESA DELLA SESSIONE, AL FINE DI RIVEDERE LA PORTATA ED IL FUNZIONAMENTO DELLA CONVENZIONE E DEI PROTOCOLLI ALLEGATI ALLA STESSA, ED ESAMINARE OGNI PROPOSTA DI EMENDAMENTO DELLA CONVENZIONE O DEI PROTOCOLLI ESISTENTI, COME PURE PROPOSTE DI PROTOCOLLI ADDIZIONALI RELATIVI AD ALTRE CATEGORIE DI ARMI CONVENZIONALI NON PREVISTE DAI PROTOCOLLI ALLEGATI ESISTENTI. Profondamente preoccupate per gli effetti indiscriminati dell'uso irresponsabile delle mine terrestri, in particolare delle mine terrestri antiuomo che ogni settimana risultano uccidere o menomare centinaia di persone, per la maggior parte civili disarmati, ostacolano lo sviluppo economico e la ricostruzione ed hanno altre gravi conseguenze, quali impedire il rimpatrio dei rifugiati ed il ritorno dei profughi che si sono spostati all'interno del paese; Seriamente preoccupate per le sofferenze e le ferite subite dai civili per l'uso irresponsabile e la proliferazione di mine terrestri, trappole ed altri dispositivi ed in particolare per il grave problema delle mine terrestri antiuomo; Ribadendo che è necessario rafforzare la cooperazione internazionale in materia di divieti o di restrizioni all'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente lesive o aventi effetti indiscriminati; Ribadendo la loro convinzione che un accordo generale e verificabile sui divieti o le restrizioni all'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente lesive o aventi effetti indiscriminati ridurrebbe in maniera significativa le sofferenze di civili e combattenti; Accogliendo con favore l'adozione di un Protocollo II emendato sui divieti o le restrizioni all'uso di mine, trappole ed altri dispositivi; Notando che le mine antiuomo seminate a distanza possono rappresentare un grave pericolo per la vita e la sopravvivenza della popolazione civile, in modo particolare a causa dei loro metodi di posa e della conseguente difficoltà per contrassegnarle e recintarle; Ribadendo inoltre che è necessario rafforzare la cooperazione internazionale in materia di sminamento e stanziare maggiori risorse a tal fine; Riconoscendo il ruolo importante che possono svolgere la comunità internazionale, ed in modo particolare gli Stati implicati nello spiegamento di mine, prestando assistenza per lo sminamento nei paesi interessati, mediante la fornitura di carte topografiche e delle informazioni necessarie, nonché di un'assistenza tecnica e materiale atte a sminare o rendere in altro modo inoffensivi i campi di mine, le mine e le trappole esistenti; Esprimendo il loro apprezzamento per i contributi finanziari forniti dagli Stati e dalle organizzazioni regionali al Fondo Fiduciario Volontario delle Nazioni Unite per l'assistenza allo sminamento, e per i contributi in natura forniti al meccanismo permanente per lo sminamento delle Nazioni Unite; Prendendo atto delle moratorie nazionali e di altre misure unilaterali per arrestare la fabbricazione, l'esportazione, il trasferimento o la vendita di mine terrestri antiuomo, a ridimensionare gli arsenali e ad adottare una legislazione che si ponga come obiettivo la totale eliminazione di tali armi; Notando inoltre che un certo numero di Stati si astiene altresì dall'acquistare, fabbricare, trasferire e immagazzinare mine terrestri antiuomo; Notando il fatto che un numero crescente di Stati e di organizzazioni internazionali regionali e non governative fanno del loro meglio per ottenere con urgenza la totale eliminazione delle mine terrestri antiuomo; Consapevoli dell'urgente necessità di opporsi alla minaccia, silenziosa e invisibile che le armi laser accecanti costituiscono per la vista dell'uomo; Accogliendo con favore l'adozione del Protocollo IV sulle armi laser accecanti, quale codificazione e sviluppo graduale delle norme del diritto internazionale; Notando che in avvenire potrebbero essere esaminate un certo numero di questioni, per esempio nell'ambito di una conferenza di revisione e tenendo conto dell'evoluzione scientifica e tecnologica, ivi compresa la questione del divieto di utilizzare, fabbricare, immagazzinare e trasferire armi laser accecanti e la questione dell'osservanza delle norme relative a tali armi, come pure altre questioni pertinenti, quali la definizione di "cecità permanente" comprendente anche il concetto di "campo visivo"; Riconoscendo il ruolo specifico del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ed incoraggiandolo a continuare a lavorare per agevolare ulteriormente la ratifica e l'adesione alla Convenzione, a divulgarne i contenuti ed a mettere a disposizione la sua esperienza nelle future Conferenze di revisione; Riconoscendo gli impagabili sforzi umanitari delle organizzazioni non governative nei conflitti armati, e apprezzando il livello tecnico del loro contributo ai lavori della Conferenza di revisione; DICHIARANO SOLENNEMENTE: di impegnarsi a rispettare gli obiettivi e le disposizioni della Convenzione e dei suoi Protocolli allegati quale autorevole strumento internazionale che disciplina l'uso di certe armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente lesive o aventi effetti indiscriminati; di essere determinati a fare appello a tutti gli Stati che non lo abbiano ancora fatto, perché prendano tutte le misure richieste per divenire il prima possibile parti alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati, e gli Stati successori affinchè adottino provvedimenti appropriati, volti a far si che il presente strumento divenga alla fine universale; di essere convinti che gli Stati debbano perseguire strenuamente l'obiettivo dell'eliminazione finale delle mine terrestri antiuomo, in conformità ai termini della Risoluzione 50/70 (O) dell'Assemblea Generale della Nazioni Unite; di impegnarsi a continuare strenuamente a perseguire la totale messa al bando dei trasferimenti di tutte le mine terrestri antiuomo nel contesto della loro eliminazione finale, in conformità ai termini della Risoluzione 50/70 (O) dell'Assemblea Generale della Nazioni Unite; di essere soddisfatti dell'adozione del Protocollo II emendato sulle mine, le trappole ed altri dispositivi; che i divieti e le restrizioni all'uso ed al trasferimento di mine antiuomo nel Protocollo II agevoleranno e consentiranno di agevolare e far progredire il conseguimento dello scopo ultimo dell'eliminazione finale delle mine antiuomo, in conformità ai termini della Risoluzione 50/70 (O) dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite; di annettere importanza alla tempestiva entrata in vigore del Protocollo emendato e di auspicare che tutti gli Stati, in attesa della sua entrata in vigore, rispettino e garantiscano l'osservanza delle disposizioni più importanti del Protocollo emendato in tutta la misura del possibile;