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Altrettanto dicasi per le norme in ambito giudiziario. Per esempio, è evidente la necessità di adeguare le nostre leggi al Regolamento UE per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca dei beni. La confisca dei beni, ne abbiamo discusso tante volte, continua a essere uno degli strumenti più efficaci di lotta alla mafia e alle mafie in genere. Quindi, aver ottenuto di poterla applicare a livello europeo rappresenta uno sviluppo significativo nella lotta alla criminalità organizzata. L'applicazione dei provvedimenti tra autorità giudiziarie rappresenta, infatti, un importante volano per lo spazio di libertà sicurezza e giustizia dell'Unione europea. Come è noto, l'Italia ha fatto passi da gigante negli ultimi dieci anni e si è dotata di una legislazione antimafia all'avanguardia. Tuttavia, non basta che un Paese possieda le migliori norme, se è l'unico a possederle e non sono invece condivise con gli altri Paesi. Devo dire che già in passato ci si era impegnati in Parlamento perché la prima decisione europea su questo tema venisse recepita dal nostro Paese e gli effetti benefici si erano visti subito. Adesso si tratta di continuare in quel percorso, aggiornando nuovamente la nostra normativa in modo tale che sequestri e confische attuati da uno Stato dell'Unione siano riconosciuti ed eseguiti senza ulteriori formalità. Il disegno di legge di delegazione al nostro esame punta a realizzare una Italia della crescita e dello sviluppo, in coerenza con il progetto di integrazione europea, che il nostro Governo da tempo sta mirabilmente portando avanti. Ecco perché il Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano intende confermare il voto favorevole già espresso nelle Commissioni di merito. Tale voto favorevole sarà evidentemente espresso nei confronti di tutte e tre le parti di cui questo provvedimento si compone: la legge di delegazione europea sicuramente, ma anche i due provvedimenti collegati, cioè la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa al 2021 e la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022. In entrambi i documenti si ribadisce l'impegno dell'Italia in settori strategici per l'Unione, quali l'ambiente, la difesa, l'economia e l'energia. È una visione di Europa federalista, pronta a riformarsi in modo tale che i suoi meccanismi siano più adeguati alle sfide imposte dall'attualità. Un patto, questo che si va a definire, nel quale spicca l'impegno prodigato in particolare nelle materie dell'emigrazione e dell'asilo; un patto nel quale si richiama la necessità di accordi di collaborazione strutturata con i Paesi di origine e di transito, a partire dalla Libia e dalla Tunisia, e dove si sottolinea che una gestione attenta dei flussi migratori nel rispetto dei diritti umani è possibile solo in un quadro di stretto dialogo politico con il continente africano. Dialogo che in questo momento è reso ancora più urgente a causa del rischio di carestia conseguente alla guerra in Ucraina e quindi del blocco delle esportazioni di grano. Sono temi con i quali stiamo convivendo da un po' di tempo nella quotidianità. Ovviamente, nella relazione si sottolinea anche la necessità di potenziare l'impegno per la stabilizzazione e la crescita dei Paesi dei Balcani occidentali e del rilancio del partenariato strategico tra Unione europea e i Paesi del vicinato meridionale. L'Italia è quindi in prima linea, ancora una volta e come sempre, a sostegno di questo processo di integrazione. L'allargamento ai Balcani occidentali rimane infatti un intervento strategico nella cornice delle crescenti sfide globali, anche alla luce delle implicazioni derivanti dal conflitto russo-ucraino, sempre presente in quest'attività della quale ci stiamo occupando. È dunque molto importante che l'Italia ribadisca il proprio impegno nel ridare centralità al Mediterraneo all'interno dell'Agenda dell'Unione europea. Insomma, l'Italia vuole assumere una linea chiara, come ha sempre fatto, in cui l'Italia sia protagonista nei processi di riforma e di integrazione europea; una linea che viene ripresa e rilanciata anche nella relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2022; un documento in cui l'Italia conferma gli obiettivi e le politiche strategiche da mettere in atto. Si tratta, pertanto, di un documento di indirizzo strategico particolarmente importante in un anno come questo, che è segnato dalle conseguenze della guerra in Ucraina e dagli effetti ancora vivi (e non sappiamo neanche cosa accadrà nell'immediato futuro) del diffondersi della pandemia da Covid-19. Pertanto, nell'ambito della politica estera e della sicurezza comune, la relazione sottolinea opportunamente che occorrerà perseguire una maggiore autonomia strategica dell'Unione. Consapevoli del fatto che le numerose crisi in atto dimostrano come l'Europa non possa più permettersi debolezze e dipendenze nei settori strategici (un argomento, questo, quanto mai attuale in questi giorni), confermo il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano sui provvedimenti al nostro esame. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, con la legge di delegazione europea votiamo in realtà diversi atti: innanzitutto la consueta delega al Governo ad adeguare l'ordinamento italiano a quello europeo. Si tratta della cosiddetta legge «Ce lo chiede l'Europa», che però sarebbe anche l'occasione per fare ordine su alcuni punti, uno dei quali - ci ha provato Fratelli d'Italia riguarda la risoluzione dell'equivoco della errata interpretazione in Italia della direttiva Bolkestein. Sulle concessioni balneari era evidente e chiaro che, trattandosi addirittura di concessioni di beni di demanio pubblico, una direttiva che si rivolge alla concessione di servizi non si applica. La legge di delegazione europea era proprio l'occasione per fare chiarezza e risolvere questo equivoco. Dispiace che questo Parlamento e il Governo abbiano invece deciso di far finta di nulla, ancora una volta confermando come il cappello europeo è più un pretesto sempre valido per far passare e digerire agli italiani tutte quelle norme per le quali il Governo non vuole prendersi la responsabilità di scelta e la dà all'Europa: è colpa dell'Europa. No, sulle concessioni balneari è colpa del Governo. (Applausi dal Gruppo FdI) . Oltre alla relazione consuntiva, il documento veramente importante è la relazione programmatica, in cui in sostanza il Governo spiega come vuole stare in Europa nei prossimi mesi e cosa vorrebbe fare nel contesto dell'Unione europea; tuttavia noi ci ritroviamo sistematicamente con documenti totalmente vuoti, privi di ogni contenuto, privi di ogni visione. Consentitemi di dire che la proposta di risoluzione di maggioranza è veramente desolante. Mi chiedo se il cosiddetto Governo dei migliori o la maggioranza dei migliori in cui sono tutti i migliori, può presentare una proposta di risoluzione in cui si afferma qualcosa del tipo: abbiamo letto il documento, va bene così, ma la prossima volta magari fatecelo vedere prima, così almeno lo studiamo. Mi chiedo se non era il caso di dare un indirizzo, che qualcuno dicesse qualcosa insomma, anche proforma.