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a seguito della pubblicazione delle osservazioni della Corte dei conti europea, si è acceso un dibattito che ha coinvolto moltissimo i cittadini di Pompei, che considerano il Parco, insieme al Santuario, il cuore pulsante, economico e culturale, della città, e sentono la necessità di un intervento di massima trasparenza che chiarisca i fatti e ne determini le logiche conseguenze; considerato che, a parere dell'interrogante: non essendo conciliabili le posizioni della Corte dei conti europea con quelle espresse nel citato comunicato stampa del Parco archeologico di Pompei, è assolutamente necessario fornire chiarimenti in ordine alla vicenda esposta; in analogia all' audit condotto dalla Corte dei conti europea, ad interventi ultimati, avente lo scopo di verificarne l'efficacia e la sostenibilità degli investimenti dell'UE nei siti culturali, è opportuno prevedere, per tramite della funzione di vigilanza e controllo, anche nuove verifiche relative agli altri interventi specificatamente previsti dal Grande Progetto Pompei nell'intera buffer zone , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda assumere affinché la vicenda descritta sia definitivamente chiarita; se ritenga di adottare, nei limiti delle sue competenze, provvedimenti affinché nell'ambito del Grande Progetto Pompei venga redatto un piano di auditing ulteriore, che possa verificare, anche dopo l'ultimazione degli interventi effettuati, entro comunque i 5 anni, l'effettivo impatto e lo stato di mantenimento delle opere realizzate. Atto n. 4-03271 PAVANELLI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: l'impresa Agri Flor Srl (codice ATECO 38.21.01 - produzione di compost ) con sede in località Villa Pitignano, frazione del Comune di Perugia, è impresa insalubre di prima classe, essendo ricompresa nell'elenco allegato al decreto del Ministero della sanità 5 settembre 1994, recante "Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del Testo Unico delle Leggi sanitarie", nella "Parte Prima - industrie di Prima Classe", alla "Lettera B) Prodotti e materiali", al numero "100. Rifiuti solidi e liquami - depositi ed impianti di depurazione, trattamento"; i terreni in cui è presente l'impianto industriale ricadono in area sottoposta ai seguenti vincoli: zona di particolare interesse agricolo EAl ex art. 31 del Testo unico delle norme di attuazione (T.U.N.A.) del Piano regolatore generale vigente; zona di tutela dei fiumi, torrenti, corsi d'acqua e relative fasce di rispetto, secondo delibera di Giunta regionale n. 7131/1995, in base all'art. 142, lettera c) del decreto legislativo n. 42 del 2004; zona PAI, Fascie A e B, di cui all'art. 141 del T.U.N.A. ed artt. 28, 29, 30 del Piano di assetto idrogeologico (PAI); considerato che, a quanto risulta agli interroganti: l'impresa Agri Flor Srl, in data 11 giugno 2018, ha presentato istanza per rilascio di provvedimento autorizzatorio unico regionale (P.A.U.R.) alla Regione Umbria con progetto di modifiche agli impianti industriali, al fine di sanare il mancato adeguamento alle B.A.T. ( Best Available Techniques ) previsto dalla determinazione dirigenziale della Provincia di Perugia n. 2971 del 6 luglio 2015, in sede di rilascio di A.I.A., come prescritto al punto "E" del rapporto istruttorio allegato alla determinazione stessa; il Comune di Perugia ha espresso parere negativo al progetto per rilascio di P.A.U.R. presentato da Agri Flor Srl, con D.C.C. n. 72 del 22 maggio 2019, eccependo numerose situazioni ostative al rilascio dell'approvazione tra cui, si riportano: presenza di aree agricole di particolare interesse; distanza inferiore a 500 metri da centri e nuclei abitati e previsioni di espansioni di aree A, B, C ed F; soggiacenza della falda idrica, posta a meno di 5 metri di profondità in condizioni di morbida; presenza di un acquifero di rilevante interesse regionale; interferenza con la rete ecologica della Regione Umbria (RERU), per quanto riferito alla connettività e pietre di guado; disturbo dovuto alla diffusione di odori; aumento del traffico sulla rete stradale interessata; maggiore disturbo arrecato dall'inquinamento acustico ; disagi alla popolazione e all'ambiente determinati da vibrazioni ; incremento dell'inquinamento atmosferico; dispersione di materiali leggeri nelle aree contermini al sito; contaminazione delle risorse idriche sotterranee; contaminazione di risorse idriche superficiali; alterazione del paesaggio (visibilità); la Conferenza dei Servizi (CdS) indetta dalla Regione Umbria per esaminare l'istanza per rilascio di P.A.U.R. presentata da Agri Flor Srl si è conclusa, come da verbale della quarta ed ultima riunione della CdS tenutasi in data 15 ottobre 2019, con esito negativo approvato all'unanimità, su proposta del presidente della CdS, da parte dei rappresentati unici di ciascuna Autorità locale chiamata ad esprimersi; a seguito del mancato adeguamento da parte di Agri Flor Srl alle B.A.T., la Regione Umbria, dopo plurime diffide, ha emesso la determinazione dirigenziale n. 11915 del 22 novembre 2019 avente ad oggetto "Agri Flor S.r.l. - Strada della Fornace, Loc. Villa Pitignano - Ponte Felcino Perugia. Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Provincia di Perugia con D.D. n. 2917 del 06/07/2015. Atto di diffida e contestuale sospensione ai sensi dell'art. 29-decies comma 9 lett. b) D.Lgs. 152/2006, per inosservanza delle prescrizioni autorizzative", dunque disponendo la sospensione dell'attività produttiva; considerato inoltre che: il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5841 dell'11 ottobre 2018, dopo averli riuniti, ha considerato in parte inammissibili ed in parte respinto i ricorsi presentati da Agri Flor Srl al T.A.R. dell'Umbria (n.r.g. 325/2016, n.r.g. 364/2016, n.r.g. 393/2016, n.r.g. 413/2016, n.r.g. 9/2017), confermando la legittimità e l'efficacia degli atti amministrativi emessi da Comune di Perugia, Provincia di Perugia e Regione Umbria, per effetto dei quali emerge definitivamente accertata la mancata attuazione delle prescrizioni contenute nell'A.I.A. rilasciata dalla Provincia di Perugia con determinazione dirigenziale n. 2917 del 6 luglio 2015, nonostante siano stati concessi all'impresa ormai quasi cinque anni di tempo per adeguarsi;