[pronunce]

Tale convincimento si basa sull'intervenuta modifica del richiamato art. 12 ad opera dell'art. 2, comma 158, della legge n. 244 del 2007, per effetto della quale è ora prevista, nell'ambito del più generale procedimento di autorizzazione alla costruzione di impianti alimentati da fonti alternative di energia, un'ulteriore fase che non consentirebbe più il rispetto del termine di centottanta giorni fissato dall'art. 12, comma 4, del d.lgs. n. 387 del 2003. 2.2 - Quanto al ricorso n. 17 del 2009, la Regione Calabria chiede, preliminarmente, che siano dichiarate inammissibili, in quanto prospettate in maniera generica tutte le censure relative alla asserita violazione di principi fondamentali dettati dal legislatore statale. Nel merito, quanto alla impugnazione dell'art. 2, della legge regionale n. 42 del 2008, la Regione rileva che tale norma ha natura meramente transitoria in quanto si limita a prevedere, nelle more dell'approvazione del Piano energetico ambientale regionale (PEAR) e della ripartizione nazionale tra le Regioni delle produzioni di energia da fonti rinnovabili, livelli autorizzabili di produzione per ognuna di esse. Ciò sarebbe finalizzato ad evitare che, in mancanza di un adeguato piano a livello nazionale, si creino degli squilibri nella produzione di energia alternativa a favore di un settore specifico e a danno di un altro e che la produzione non corrisponda all'effettivo fabbisogno regionale. Tali finalità non limitano la produzione di energia alternativa, ma ne regolano lo sviluppo in modo proporzionale tra le diverse fonti, ponendosi, quindi, in piena armonia con gli obiettivi previsti a livello internazionale e comunitario ai quali lo Stato è tenuto a conformarsi. Quanto alla presunta lesione dell'art. 41 della Costituzione la resistente ritiene la relativa censura inammissibile per genericità e, comunque, infondata in quanto la disposizione impugnata valorizza fondamentali esigenze di utilità sociale, indirizzando e coordinando l'attività economica a fini sociali nel rispetto del principio della programmazione. 2.3 - La Regione Calabria sostiene, poi, che l'art. 3, comma 1, non si pone in contrasto con il divieto di compensazioni in favore della Regione fissato dall'art. 12, comma 6, del d.lgs. n. 387 del 2003 e ciò in quanto la Corte costituzionale ha ritenuto legittime le suddette compensazioni in caso di installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili quando esse sono tese a garantire il riequilibrio dell'ambiente e del territorio (sentenza n. 383 del 2005). La Regione ritiene, comunque, che la disposizione impugnata non le attribuisce alcun vantaggio, ma si limita a prevedere, mediante protocolli d'intesa, uno strumento idoneo ad incentivare iniziative che assicurino un maggior livello di sviluppo regionale in un'ottica di indirizzo e coordinamento dell'attività economica privata a fini sociali, risultando, pertanto, non fondata anche la censura riferita alla assunta violazione dell'art. 41 della Costituzione. 2.4 - Quanto all'art. 5, commi 2 e 3, della legge regionale n. 42 del 2008, la difesa della Regione osserva che esso è contenuto in una legge che innova completamente la pregressa disciplina in materia di produzione di energia a livello regionale; conseguentemente era necessario prevedere che le autorizzazioni non ancora rilasciate fossero conformi al nuovo quadro normativo non comportando ciò alcuna lesione dei principi di affidamento e buona fede dei privati istanti. Il mutato apprezzamento dell'interesse pubblico perseguito con la disciplina in esame non comporterebbe, poi, sempre a parere della resistente, la violazione dell'art. 97 della Costituzione, del quale, anzi, costituirebbe attuazione. 2.5 - Quanto alle censure riferite al punto 2.3 dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008, la Regione ritiene che la disposizione impugnata non attenga ad aspetti collegati con la materia dell'energia ma, che, nell'individuare gli interventi soggetti alla disciplina della dichiarazione di inizio attività, essa ponga una disciplina a tutela del territorio più rigorosa di quella statale, assoggettando al procedimento di DIA impianti che hanno una più elevata soglia di produzione. Secondo la resistente, comunque, la disposizione censurata non viola il principio fondamentale fissato dall'art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 387 del 2003, che consente l'assoggettabilità al regime di DIA di impianti che producono anche soglie maggiori di energia rispetto a quelle originariamente fissate mediante un procedimento che non deve intendersi quale unica modalità per addivenire a tali modifiche. Quanto alla presunta violazione dell'art. 41 della Costituzione, la Regione si limita ad osservare che la previsione di un regime semplificato per gli impianti finalizzati all'autoconsumo risulta estranea ad aspetti collegati a profili concorrenziali. 2.6 - La Regione Calabria ritiene, altresì, non fondate le censure proposte avverso il punto 4.2, lettera f), dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008. Tale disposizione, infatti, si limita a evitare la realizzazione di impianti che, a fronte di una scarsa produzione di energia, comportano un notevole impatto sul territorio, con la conseguenza che con essa si è voluto indirizzare gli investimenti verso siti che garantiscono la più alta possibilità di produzione di energia alternativa perseguendo, quindi, gli obiettivi in tal senso imposti dalla normativa internazionale e comunitaria. 2.7 - Quanto alle censure riferite al punto 4.2. lettera i) dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008, la difesa regionale ritiene che la previsione secondo cui alla domanda di autorizzazione alla realizzazione dell'impianto deve essere allegata la deliberazione favorevole del Consiglio comunale il cui territorio è interessato dalla suddetta installazione, non contrasta con il principio fondamentale di cui all'art.12 del d.lgs. n. 387 del 2003 e, quindi, con l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. La disposizione impugnata sarebbe, infatti, conforme a quanto previsto dall'indicato art. 12, il quale nell'imporre il coinvolgimento di tutte le amministrazioni interessate al rilascio dell'autorizzazione, demanda alla Giunta regionale la decisione sugli eventuali dissensi emersi nell'ambito del procedimento autorizzativo. Il deposito della delibera comunale attesta il suddetto coinvolgimento e l'inesistenza del cennato dissenso da parte dell'ente locale, rendendo in tal modo inutile l'intervento della Giunta regionale e velocizzando il procedimento di autorizzazione. 2.8 - La Regione Calabria ritiene, altresì, infondate le censure proposte avverso il punto 4.2, lettere l) ed o) dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008. Le disposizioni impugnate non limiterebbero l'iniziativa economica nel settore energetico, né la parità di accesso allo stesso da parte dei diversi operatori privati, non pregiudicando, pertanto, neanche il raggiungimento degli obiettivi di incremento di produzione di energia alternativa previsti dalla normativa internazionale e comunitaria.