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Bene, senza timore di alcuna smentita, affermo che il valore aggiunto prodotto da queste persone ai lavori del Senato è pari se non superiore a quanto prodotto da tanti altri e mi limito qui. (Applausi) . Noi mamme dobbiamo far capire ai nostri figli che la debolezza è umana e non si può sopperire con la violenza, sia essa fisica o verbale. Dobbiamo spiegare che piangere, per un maschio, non è un tabù e anzi, a volte, può essere un valore aggiunto. Dobbiamo far capire chiaramente che non basta essere dotati di pene e gonadi per essere uomo, ma lo si è quando si rispetta il prossimo. Concludo il mio intervento comunicando che l'approvazione del provvedimento in esame rappresenta il superamento effettivo del femminismo da salotto radical chic e il successo del pragmatismo. Per questo motivo, comunico il voto favorevole della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . LEONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, desidero ringraziare il ministro Bonetti, il Presidente della Commissione, tutti i componenti della stessa e tutti i parlamentari, che oggi permetteranno l'approvazione del disegno di legge in esame. Si tratta di un provvedimento importantissimo, a distanza di poco più di un anno dall'approvazione della legge sul codice rosso, fortemente voluta dal ministro Bonafede e dunque dal MoVimento 5 Stelle. Oggi licenziamo quindi, all'unanimità, un provvedimento ritenuto di estrema importanza, relativo alla disciplina statistica applicata all'intelligenza del fenomeno della violenza di genere, che darà strumenti conoscitivi e di intervento più accurati alla Commissione di cui mi onoro di far parte. La statistica, infatti, assurta alla dignità di scienza autonoma da appena un secolo, ha sempre offerto un valido supporto conoscitivo e programmatico per fenomeni complessi, come ha dimostrato già durante la prima guerra mondiale e poi nelle fasi successive del dopoguerra e proprio come sta facendo in questi giorni, per fronteggiare la crisi pandemica. La raccolta dei dati numerici, infatti, offrirà una base scientifica imprescindibile per qualsiasi intervento, permettendo una maggiore comprensione del fenomeno e un migliore funzionamento dei meccanismi di tutela per le donne, già operativi nel nostro Paese. L'ausilio della disciplina statistica migliorerà senz'altro la capacità di previsione e dunque di prevenzione del fenomeno violento, permettendo di agire d'anticipo. Di certo a questo momento conoscitivo dovranno affiancarsi un'accurata e capillare azione informativa, tramite le agenzie di comunicazione, che dovrà per forza di cose rinnovarsi nel linguaggio e nello stile comunicativo, come noto con piacere stanno già facendo importanti aziende, il cui target è il mondo dell'infanzia. Oltre a questo, come Commissione parlamentare di inchiesta ci siamo prefissati l'obiettivo di intensificare gli interventi educativi nelle scuole, già nei prossimi anni, con personale adeguatamente formato e con pianificazioni strutturali, posto il fatto che la violenza contro le donne è prima di tutto una questione culturale, che attraversa in modo trasversale tutti i ceti sociali e che affonda le proprie radici nel permanere dello squilibrio di potere e nella visione asimmetrica, esistente nei rapporti tra uomini e donne, spesso rinforzata dal permanere di una mentalità restia al cambiamento. Posto ciò, si è individuato nell'indagine statistica un formidabile strumento di contrasto e soprattutto di comprensione scientifica della realtà, permettendo, sulla base del dato numerico, anche l'emersione del fenomeno, che in buona parte sfugge, perché si consuma all'interno delle pareti domestiche. L'approccio al fenomeno non può restare legato a reazioni di tipo emotivo, ogni qualvolta la cronaca ci presenta un caso, suscitando rabbia o compassione, complice anche certa stampa, che insegue il sensazionalismo, ma che resta in superficie e che rischia sempre di scadere in una rivittimizzazione di chi già ha patito trattamenti degradanti o di chi addirittura ha perso la vita. È ora di passare all'attacco e di intervenire in anticipo, come dicevo prima, e il presente disegno di legge intende fare proprio questo: una raccolta sistematica dei dati numerici, a cui seguirà una lettura ragionata degli stessi e dunque la predisposizione di interventi fattivi. Dobbiamo essere tempestivi, giacché tra i tanti effetti negativi, conseguenti al lockdown , c'è pure l'acuirsi di tale fenomeno. Il disegno di legge persegue la creazione di un flusso informativo sulla violenza di genere adeguato per cadenza e contenuto, prescrivendo obblighi di rilevazione a tutti i soggetti pubblici, ma anche privati che partecipano all'informazione statistica ufficiale inserita nel Programma statistico nazionale, che dispone altresì l'attuazione di tale rilevazione di oggetto nella relazione annuale al Parlamento, trasmessa dal Presidente del Consiglio, circa l'attività dell'Istituto nazionale di statistica. Si prevede poi che tale Istituto, insieme al Sistema statistico nazionale, vadano a realizzare con cadenza triennale un'indagine campionaria interamente dedicata alla violenza di genere contro le donne, con attenzione alla parte sommersa. Si prescrive altresì che tutte le strutture sanitarie pubbliche forniscano i dati e le notizie relative alla violenza contro le donne e che, per una serie di reati puntualmente numerati, sia tracciata una relazione autore-vittima, secondo una rilevazione alla quale concorrano sia il Ministero dell'interno che quello della giustizia; quest'ultimo è tenuto ad aggiornare conseguentemente la disciplina applicata dal registro delle notizie di reato. Ancora, il disegno di legge dispone che l'Istituto nazionale di statistica e il Sistema statistico nazionale assicurino la realizzazione, con cadenza biennale, di indagini sui centri antiviolenza e sulle case rifugio accreditate. In particolare, ho ritenuto importante evidenziare nelle elaborazioni statistiche il dato relativo alle patologie psichiatriche di cui possa essere affetto l'autore del reato. Tale proposta trae origine dalla necessità e dal dovere di contrastare con efficacia le condotte dei maltrattanti e di apprestare una reale tutela alle vittime di tali reati. Un fenomeno che risulta sconosciuto è che sono scarsamente tutelate le stesse persone offese. In presenza di patologie psichiatriche accade, infatti, che il soggetto non ne risulti affetto e rimanga a convivere all'interno del nucleo familiare, dando luogo alla violenza. Pertanto, una volta accertata la conseguente incapacità di intendere e di volere del maltrattante, al fine proprio di tutelare l'incolumità della persona offesa, viene richiesta un'urgente misura di sicurezza. Dunque, solo facendo emergere dati reali relativi a un fenomeno così allarmante si possono apprestare maggiori strumenti per garantire il recupero del maltrattante, proteggere le vittime e fare adeguata prevenzione. Concludo dicendo che il mondo maschile e quello femminile, così vicini ma allo stesso tempo così lontani, devono riprendere un dialogo costruttivo improntato sulla reciprocità, come avviene in moltissimi casi di coppie evolute.