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Auspico in quest'Aula che si faccia, partendo dalla separazione delle carriere dei magistrati. Poi c'è la riforma fiscale sulla quale abbiamo tenuto numerose audizioni e che è su una buona strada. Per quanto riguarda la lotta all'evasione, chi non la fa? Infine, ci sono la fiscalità ambientale e il mercato del lavoro. Inoltre, se li avremo, ce li daranno a tranche . Li avremo con qualche difficoltà, ma dobbiamo scegliere noi le opere. Ci sono degli elenchi. Scarseggiano le quote a favore degli enti locali. Ci sono 15 miliardi per la tutela del territorio e delle risorse idriche e gli acquedotti di tutta Italia purtroppo sono sovente dei colabrodo, anche se non dappertutto. Le cifre stanziate per la manutenzione stradale sono irrisorie. Faccio presente che sono state dimenticate le strade provinciali. Concludo ricordando ciò che ha detto il presidente Draghi sul famoso articolo del «Financial Times» per essere ottimista, un anno fa: bisogna fare insieme in Europa quello che si può fare, ma bisogna in primo luogo avere una strategia come Paese. Non bisogna lesinare l'aiuto alle famiglie e alle imprese, ma contemporaneamente occorre creare stimoli agli investimenti, perché solo questi ultimi possono creare posti di lavoro e quindi crescita e i posti di lavoro si creano anche con investimenti in settori non necessariamente generatori delle classiche fabbriche. Gli investimenti sulla sostenibilità sono ugualmente produttivi e creatori di posto di lavoro. Occorre attuare il vecchio che va bene e aprire al nuovo, con la semplificazione e la giustizia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, signori colleghi, il documento in esame, come tutti sappiamo, conta su 311 miliardi di risorse messe a disposizione dall'Unione europea per l'Italia. In particolare, dei 7,5 miliardi di euro che saranno erogati a livello europeo tramite il programma di sviluppo rurale, all'Italia ne andranno circa 3,2, dei quali 2,5 riconducibili alla linea progettuale «Agricoltura sostenibile», nell'ambito della missione «Rivoluzione verde e transizione ecologica». È evidente come oggi sia necessario lavorare affinché il ruolo dell'agricoltura venga riconosciuto come fondamentale e strategico, diventi centrale nell'ambito delle politiche di attuazione del recovery plan e faccia quindi ottenere al settore risorse adeguate al valore che esprime in Italia. Vediamo però di cosa stiamo parlando. Sono circa 750.000 le imprese agricole e i contadini coinvolti in questo progetto, che in Italia coltivano 12 milioni di ettari di terra. La dimensione media per azienda è meno di 15 ettari; ma ci confrontiamo con i vicini d'Oltralpe (la Francia), con 58 ettari per azienda, e con la Germania, dove ne abbiamo oltre 55. Questo è per dire che, quando scriviamo un documento, l'idea di difesa della produzione agricola italiana è diversa da quella di difesa dell'agricoltura europea, perché parliamo di dimensioni, di capacità produttiva e soprattutto di qualità e di sensibilità diverse. Poi sappiamo bene che la filiera del cibo in Italia vale quei famosi 540 miliardi, il 25 per cento del PIL, con un'importanza fondamentale. Il tema dell'inquinamento è trainante in questo documento e, da un punto di vista visionario, è a volte molto complicato. Anche su questo tema andiamo decisamente meglio, a livello di agricoltura, rispetto alla Francia e alla Germania. Gli agricoltori italiani emettono in atmosfera la metà del metano e degli ossidi di azoto dei colleghi transalpini. Evidentemente, quando si parla di inquinamento, il frazionamento delle proprietà aiuta in questo senso. In Commissione agricoltura abbiamo condiviso alcuni documenti importanti, soprattutto riguardo alla missione 1, dove abbiamo detto di aiutare i nostri agricoltori istituendo un fondo rotativo presso Ismea, al fine di sostenere l'accesso al credito delle aziende agricole per investimenti in innovazione e per gli stanziamenti mirati al rafforzamento delle politiche industriali di filiera, soprattutto riguardo alle DOP e alle IGP, trattandosi di 305 specialità a livello nazionale, riconosciute anche a livello comunitario, oltre a 415 DOCG dei vini, per un valore di oltre 7 miliardi di euro. Ecco di cosa stiamo parlando; rischiamo infatti di fare un calderone di parole e di non riuscire a capire di cosa stiamo parlando. Nell'ambito della missione 2, abbiamo chiesto la promozione del biometano agricolo; è una sostenibilità e un'energia rinnovabile importantissima, attraverso la riconversione dei vecchi impianti. Abbiamo chiesto incentivi per il rinnovo delle macchine e dei mezzi circolanti, nonché alla riconversione irrigua e all'ammodernamento della rete. In certe Regioni solo l'1 per cento dell'acqua che cade dal cielo riesce a essere riutilizzata per l'irrigazione; non viene contenuta né trattenuta e nei mesi estivi ci sono grandissime difficoltà. Questa dev'essere una visione chiara per il futuro. Abbiamo chiesto il riconoscimento della strategicità delle filiere, con particolare riguardo alla zootecnia, al florovivaismo e alla filiera apistica, che è importantissima nel nostro Paese. Per il settore zootecnico devono essere messe in campo azioni volte ad aumentare la redditività delle singole imprese e degli allevatori. Abbiamo da poco audito l'Anaborapi in Commissione agricoltura (pochi minuti fa); si evince la difficoltà di un settore in cui non c'è il valore finale del prodotto che si produce e si lavora costantemente. È necessario avviare poi un processo di riforma della defiscalizzazione delle imprese che lavorano la filiera del legno. Nell'ambito della missione 3, «Infrastrutture per una mobilità sostenibile», ne abbiamo chieste alcune, comprese quelle portuali. Abbiamo chiesto la fine dell'isolamento di interi territori. Vengo da una provincia completamente isolata - la chiamano la terza isola d'Italia quella di Cuneo. Le infrastrutture sono fondamentali, come la logistica, anche e soprattutto per le imprese di trasformazione. Su questo tema, signor Presidente, vorrei dire che dobbiamo anche affrontare una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e una revisione della disciplina delle prestazioni occasionali, che semplifichi le procedure nell'utilizzo dello strumento. Guardando proprio alle sfide lanciate dall'agricoltura e dal piano del green new deal , è fondamentale considerare, al centro dell'importante processo di rinnovamento del settore, la figura dell'agricoltore, con la sua costante presenza sul territorio, nel quale è fortemente radicato. Ciò rende questa figura importantissima per l'agricoltura, per l'ambiente e per il territorio, soprattutto perché ne è la prima e assoluta custode. Dobbiamo dedicare all'agricoltura - e avere la possibilità di farlo - un messaggio chiaro e importante, inteso come la massima espressione di quel rapporto privilegiato che l'agricoltore - di qualsiasi Paese europeo, ma soprattutto mi riferisco a quello italiano - instaura, grazie al suo lavoro, con la terra che lo ospita. Per questo, vorremmo che venisse dedicata a questa figura, ma anche a tutto il settore, una giornata nazionale dell'agricoltura.