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se i Ministri in indirizzo non ritengano che la cattiva amministrazione e l'inefficienza della politica regionale non siano le cause di un tale disastro in agricoltura, settore trainante dell'economia pugliese, che vanta specificità importanti ed una certa capacità di competere sui mercati internazionali con prodotti di eccellenza quali olio e vino; quali iniziative di competenza intendano intraprendere nei confronti della Regione Puglia in ordine al mancato raggiungimento degli obiettivi di spesa; se e quali misure intendano adottare per assicurare l'immediata attuazione e accelerazione della spesa del PSR Puglia 2014-2020. Atto n. 4-02801 PAVANELLI DONNO PIRRO PUGLIA GIANNUZZI RICCIARDI PRESUTTO LANNUTTI ACCOTO DI MICCO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in data 17 novembre 2016 è stata depositata la sentenza n. 23397 emessa dalla Corte di cassazione a sezioni unite; in detta sentenza, emessa a sezioni unite per dare un orientamento giurisprudenziale univoco, si poneva la necessità di dirimere il problema dei termini di prescrizione per le cartelle esattoriali non impugnate entro il termine perentorio dei 60 giorni previsti dalla data di notifica, ed infatti nel dispositivo è scritto: "avendo riscontrato nella giurisprudenza di questa Corte di cassazione delle 'disarmonie' sulla determinazione dell'ambito di applicabilità dell'art. 2953 cod. civ. con riferimento alla riscossione mediante ruolo di diversi tipi di crediti, rispettivamente degli enti previdenziali, oppure per sanzioni amministrative pecuniarie e/o per violazioni di norme tributarie e così via, ha sollecitato la rimessione della questione alle Sezioni Unite, qualificandola come una questione sia di massima sia di particolare importanza, anche per il cospicuo contenzioso in corso che ne è interessato". Ed ancora: "Nel presente giudizio il problema da risolvere è se la decorrenza del termine - pacificamente perentorio - per fare opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produca soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito oppure determini anche l'effetto di rendere applicabile l'art. 2953 cod. civ. ai fini della operatività della conversione del termine di prescrizione breve (quinquennale secondo l'art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario decennale"; nella sezione III, conclusioni del dispositivo, vengono affermati i seguenti principi di diritto: 1) "la scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l'effetto della c.d. 'conversione' del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo l'art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 cod. civ. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l'avviso di addebito dell'INPS, che dal 1° gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122 del 2010)"; 2) "è di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l'effetto della c.d. 'conversione' del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 cod. civ. Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti - comunque denominati - di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione, non consente di fare applicazione dell'art. 2953 cod. civ. , tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo"; considerato che: continuano a pervenire segnalazioni da parte di moltissimi contribuenti i quali, riferendosi alla sentenza, chiedendo l'applicazione del termine breve di prescrizione di 5 anni, anziché quello ordinario decennale, ricevono rigetto dell'istanza di annullamento in autotutela da parte delle varie sedi regionali e provinciali dell'Agenzia delle entrate, le quali rispondono, anche nel caso in cui i tributi a cui si riferisce la cartella abbiano prescrizione quinquennale, che la prescrizione è diventata decennale non essendo stata impugnata la cartella esattoriale entro i 60 giorni previsti; le risposte di rigetto alle istanze di annullamento in autotutela contengono la seguente formulazione standard : "In merito ai termini di prescrizione La informiamo che le cartelle, se non opposte entro il termine di sessanta giorni dalla relativa notifica, diventano definitive ed il ruolo da cui esse scaturiscono rappresenta il titolo esecutivo nel procedimento di esecuzione (art. 49 DPR 602/1973). Pertanto i crediti con le stesse pretesi si prescrivono nel termine ordinario di dieci anni, secondo quanto stabilito dall'art. 2946 c.c."; tale formulazione standard è in palese contrasto con la sentenza della Corte di cassazione qualora i tributi a cui si riferiscono i ruoli contenuti nella cartella esattoriale abbiano per loro tipologia ab initio una prescrizione breve quinquennale, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché le sedi regionali e provinciali dell'Agenzia delle entrate-riscossione tengano conto della sentenza della Corte di cassazione n. 23397 del 17 novembre 2016, dando applicazione nel modo più ampio e puntuale ai principi di diritto come riportati dal testo del dispositivo. Atto n. 4-02802 PAVANELLI DONNO PUGLIA GIANNUZZI TRENTACOSTE MAIORINO RICCIARDI VANIN LA MURA PRESUTTO LANNUTTI ACCOTO DI MICCO MORONESE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: