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1) mercati regionali, 2) standard e misure, 3) servizi e investimenti, 4) questioni commerciali diverse. L'Accordo interinale è stato parafato il 17 dicembre 2007 dal solo Camerun, in un rush finale che ha visto, nell'arco di poche settimane, la sigla di APE interinali (cioè -- come si è detto -- non completi) con numerosi Paesi ACP, al fine di evitare le perturbazioni derivanti dal termine del 31 dicembre 2007 (scadenza del regime commerciale di Cotonou e del waiver dell'OMC). La sigla dell'intesa ha assicurato al Camerun l'accesso libero al mercato europeo delle proprie esportazioni (alluminio, cacao, banane, per un valore di circa 314 milioni di euro all'anno), scongiurando le conseguenze negative in cui sarebbe incorso dopo il 1° gennaio 2008. Poiché i rimanenti Stati dell'area appartengono per la maggior parte alla categoria dei Paesi meno sviluppati, essi beneficiano comunque dell'accesso al mercato europeo sotto il programma « everything but arms » (EBA), con eccezione di Congo e Gabon i quali comunque godono dal 1° gennaio 2008 del Sistema di preferenze generalizzato (SPG). Questo Accordo si configura in ogni caso come una soluzione temporanea, confezionata sulle specificità di un Paese. Esso consente il prosieguo in parallelo dei negoziati con gli altri Stati della CEMAC per la finalizzazione, in tempi ragionevolmente brevi, di un APE completo ed esteso auspicabilmente all'intera regione dell'Africa Centrale, Accordo che sostituirà quello interinale oggetto di quest'analisi. 1.3 Finalità dell'Accordo Gli Accordi di partenariato economico sono finalizzati a porre le basi di uno sviluppo sostenibile, attraverso la rimozione progressiva delle barriere al commercio e il rafforzamento della cooperazione nelle questioni attinenti gli scambi commerciali. Nello specifico, l'APE con l'Africa Centrale (Camerun) è da considerarsi una tappa importante: esso non solo garantisce al Paese firmatario un accesso privilegiato al mercato europeo ma, soprattutto, costituisce un passo avanti volto a costruire con quella regione una relazione economica e commerciale solida e durevole. Questo APE interinale, grazie all'applicazione provvisoria e immediata -- in attesa del completamento delle procedure di ratifica -- prevista dall'articolo 98, è in grado di regolare alcuni aspetti basilari delle relazioni commerciali fra il Camerun e l'UE, in particolare: la cooperazione allo sviluppo, il commercio dei beni, i dazi applicati, le misure di difesa commerciale, le salvaguardie, la cooperazione doganale e amministrativa, la regolamentazione fito-sanitaria, la trasparenza eccetera, mentre demanda a negoziati ancora aperti il completamento dell'intesa con tutte le altre componenti (servizi e stabilimento, investimenti, movimenti di capitali e pagamenti correnti, concorrenza, proprietà intellettuale, appalti pubblici). In pratica, siamo in presenza di uno strumento a sostegno di una nuova dinamica commerciale tra le Parti, caratterizzato dalla progressiva liberalizzazione asimmetrica degli scambi, che rafforza, amplia e approfondisce la cooperazione in tutti i settori connessi al commercio. Dal 1° gennaio 2008 tutte le merci provenienti dal Camerun entrano in Europa a dazio zero (tranne riso e zucchero, per i quali sono previsti periodi di transizione: fino al 2010 per il riso, fino al 2015 per lo zucchero). Il Camerun da parte sua si impegna a liberalizzare entro il 2021 l'80 per cento dei prodotti importati dall'UE, mentre alcuni prodotti agricoli e semi-lavorati sensibili per il Paese africano rimangono esclusi dalla liberalizzazione (carne, vino, malto, prodotti caseari, fluoro, alcuni ortaggi, legno, tessuti, vernici, gomme usate). I principali prodotti europei che saranno liberalizzati sono macchinari industriali, veicoli e prodotti chimici. L'obiettivo finale è quello di raggiungere un accordo APE completo che regoli tutte le materie che oggi non sono comprese nell'accordo transitorio e che si estenda a tutti i Paesi della CEMAC. Infatti, grazie ad un APE pieno, sarà possibile promuovere lo sviluppo sostenibile, l'integrazione regionale, la graduale integrazione dei Paesi dell'Africa Centrale nell'economia mondiale, la loro capacity building e il miglioramento della politica commerciale, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo del millennio e con l'accordo di Cotonou. 1.4 Esame delle disposizioni Titolo I: Obiettivi (articoli 1-3) : vi si passano in rassegna gli obiettivi così come enunciati nel punto 1.3 della presente relazione, facendo specifico riferimento ai principi e agli elementi essenziali, che sono quelli espressi dall'Accordo di Cotonou e dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio (riduzione della povertà in vista della sua eliminazione, sviluppo sostenibile, competitività dell'economia regionale, integrazione regionale, capacity building , rafforzamento delle relazioni commerciali sulla base della solidarietà e dell'interesse reciproco). L'articolo 3 evidenzia gli obiettivi specifici relativi alla Parte Africa Centrale: porre le basi per un APE pieno, ridurre la povertà, promuovere l'integrazione economica, le capacità di esportazione dell'Africa Centrale e la sua integrazione nell'economia mondiale, elaborare una tabella di marcia per i negoziati sui settori da includere nell'APE completo, vale a dire: l'istituzione di quadri normativi più efficaci, la concorrenza, la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici. Titolo II: Partenariato per lo Sviluppo (articoli 4-12) : vi si tratta del rafforzamento delle capacità e della modernizzazione nei settori delle infrastrutture di base, agricoltura e sicurezza alimentare, industria, diversificazione e competitività delle economie, integrazione regionale. Si stabiliscono inoltre le modalità di finanziamento dello sviluppo, nel rispetto delle norme e delle procedure previste dall'accordo di Cotonou, identificando negli strumenti finanziati dal bilancio generale dell'UE i promotori dell'attuazione del programma. Viene altresì prevista l'istituzione di un fondo regionale APE (FORAPE), destinato a coordinare gli aiuti finanziari, secondo modalità da definirsi in sede UE. Titolo III: Regime commerciale dei prodotti (articoli 13-53): sono qui presi in considerazione i dazi doganali, il divieto di restrizioni quantitative, la cooperazione amministrativa, le misure antidumping e compensative, la salvaguardia, la cooperazione doganale, gli ostacoli tecnici al commercio, la trasparenza, il buon governo forestale e gli scambi commerciali di legno e derivati. Titolo IV: Stabilimento, scambi di servizi e commercio elettronico (articoli 54-55) : vi si tratta delle basi negoziali che le Parti devono porre per una liberalizzazione progressiva, asimmetrica e reciproca dello stabilimento e del commercio di servizi. Titolo V: Regole connesse al commercio (articoli 56-65): gli articoli dispongono il prosieguo dei negoziati per un APE pieno in materia di pagamenti correnti, movimenti di capitali, concorrenza, proprietà intellettuale, appalti pubblici, sviluppo sostenibile. Titolo VI: Prevenzione e risoluzione delle controversie (articoli 66-88):