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c) l'allevamento, la doma, l'addestramento, l'allenamento e le operazioni di stallaggio del puledro e del cavallo di qualsiasi razza e per qualsiasi utilizzo; d) la promozione dell'allevamento del cavallo e la valorizzazione delle razze, autoctone e non, di equini anche attraverso competizioni equestri o la partecipazione a fiere e mostre; e) la gestione e il mantenimento dei cavalli di proprietà di soggetti terzi non allevatori, a prescindere dall'età del cavallo; f) l'allenamento del cavallo per prove di selezione e per competizioni sportive, anche presso ippodromi o strutture correlate; g) la scuola di equitazione e la gestione dei cavalli da scuola, l'attività dei centri ippici e dei maneggi e l'attività delle associazioni equestri sportive dilettantistiche; h) il turismo equestre, l'agriturismo legato al cavallo e l'ippoterapia; i) l'attività di assistenza tecnica a favore delle imprese di allevamento del cavallo. 2. È imprenditore agricolo chi esercita una delle attività di cui al comma 1. 3. Ai fini dello svolgimento delle attività di cui al comma 1, nelle more dell'adozione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 e per quanto non previsto dai medesimi, si applicano le norme vigenti per il settore agricolo. Si applicano altresì le disposizioni fiscali e previdenziali previste per il settore agricolo. 4. Agli effetti delle norme di previdenza e assistenza sociale, ivi comprese quelle relative all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, si considerano lavoratori agricoli dipendenti gli operai assunti a tempo indeterminato o determinato dalle imprese che esercitano una delle attività di cui al comma 1. 5. È vietato destinare alla filiera alimentare gli equini impiegati a scopo sociale o terapeutico. Art. 2. (Sviluppo della filiera dell'ippicoltura) 1. Il Governo, per favorire lo sviluppo della filiera di cui all'articolo 1, è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare le attività di cui all'articolo 1, comma 1. 2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a) assicurare la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina prevista per le attività di cui all'articolo 1; b) garantire la libera concorrenza tra le imprese della filiera e una equa ripartizione dei margini lungo la filiera; c) assimilare la disciplina amministrativa delle attività di cui all'articolo 1 a quella relativa all'attività agricola; d) rendere omogenea la disciplina urbanistica relativa all'agricoltura con le attività di cui all'articolo 1; e) valorizzare l'ambiente, il paesaggio e il territorio attraverso la gestione dei terreni per la produzione di foraggi per cavalli; f) applicare alle attività di cui all'articolo 1 le disposizioni relative alla gestione dei reflui in ambito agricolo; g) promuovere l'allevamento dei cavalli sportivi da parte delle aziende agricole e valorizzare i soggetti allevati, sia a livello nazionale che internazionale; h) garantire l'accesso degli allevatori del cavallo ai programmi di sviluppo rurale 2023-2027 e alle misure di sostegno previste per il settore agricolo in generale; i) favorire, nei programmi di sviluppo rurale 2023-2027, l'ammissibilità di misure per la valorizzazione degli equini da riproduzione, dell'allevamento e della stabulazione degli equini; l) favorire l'inserimento degli allevatori del cavallo tra i beneficiari delle misure previste dai programmi di sviluppo rurale 2023-2027 in materia di cooperazione, con particolare riferimento alla misura 16, e di benessere degli animali, con particolare riferimento alla misura 14; m) equiparare, ai fini delle misure previste dai programmi di sviluppo rurale 2023-2027, i cavalli destinati alla produzione alimentare a quelli non destinati a detta produzione; n) prevedere l'inserimento nei programmi di sviluppo rurale 2023- 2027 di misure per l'acquisto di attrezzature per l'attività di pensionamento degli equini e per l'ippoterapia da parte delle imprese agrituristiche; o) provvedere al rilancio dell'allevamento degli equini attraverso la costituzione di una Agenzia per la promozione del cavallo allevato in Italia e la valorizzazione coordinata dei diversi comparti, anche allo scopo di incentivare l'esportazione delle eccellenze italiane. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera b) , del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 4. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che devono essere resi entro quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dei medesimi. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati. 5. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi adottati ai sensi della presente legge, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e secondo la procedura di cui al presente articolo.