[pronunce]

, dal momento che la siffatta opzione ermeneutica comporterebbe che ciascun genitore separato non coniugato possa indifferentemente richiedere al giudice minorile l'applicazione della disciplina dell'affidamento condiviso di cui all'art. 155 cod. civ. ovvero ritenersi genitore affidatario ai sensi dell'art. 317-bis cod. civ. , secondo le proprie posizioni e convinzioni, con evidente disparità di trattamento rispetto ai genitori separati coniugati e difficoltà di individuazione della norma in concreto applicabile; che, in definitiva, il Collegio rimettente ritiene che l'art. 4, comma 2, della legge n. 54 del 2006 determina di fatto una disciplina la quale, per alcuni aspetti, equipara illogicamente la posizione di coloro che sono legati dal vincolo matrimoniale a coloro che invece non lo sono, e che, nel complesso, risulta comunque intrinsecamente priva di ragionevolezza e contraria alle esigenze di certezza del diritto; che nel giudizio innanzi alla Corte ha spiegato intervento il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per la inammissibilità o la manifesta infondatezza della questione; Considerato che il Tribunale per i minorenni di Palermo dubita della legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, della legge 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli), «nella parte in cui estende la normativa di cui alla medesima legge ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati», per violazione: dell'art. 3 della Costituzione, per la illogica equiparazione della posizione di coloro che sono legati dal vincolo matrimoniale a quella di coloro che invece non lo sono, e per la intrinseca irragionevolezza; nonché degli artt. 24 e 25 della Costituzione, per la mancanza di chiarezza in ordine alla individuazione sia dei procedimenti ai quali applicare la normativa, sia dell'autorità giudiziaria competente a decidere; che deve, preliminarmente, rilevarsi la oscurità del petitum, quale individuato dal rimettente; che, dalla ricostruzione operata attraverso la lettura dell'intero testo della ordinanza di rimessione, sembra, tuttavia, potersi concludere che l'art. 4, comma 2, della legge n. 54 del 2006, censurato «nella parte in cui estende le disposizioni della medesima legge anche ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati, per violazione degli artt. 3, 24, 25 della Costituzione», venga, in realtà, sospettato di illegittimità costituzionale con esclusivo riferimento alla omessa indicazione di disposizioni in ordine alla individuazione dell'autorità giudiziaria competente, traducendosi tale omissione, ad avviso del rimettente, in una incertezza interpretativa; che, al riguardo, il giudice a quo si limita a prospettare le varie alternative esegetiche possibili – tra le quali, per altro, successivamente alla proposizione della questione di legittimità costituzionale, la Corte di cassazione, con ordinanza n. 8362 del 2007, ha optato per la prima – senza precisare quale sia la soluzione cui intende aderire; che, non avendo il Collegio a quo concentrato il quesito sull'una o sull'altra di dette alternative, la questione risulta formulata in modo ancipite e deve, quindi, essere dichiarata manifestamente inammissibile (ex plurimis ordinanze n. 316 e n. 62 del 2007, n. 363 del 2005, n. 192 del 2004). Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi innanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, della legge 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 25 della Costituzione, dal Tribunale per i minorenni di Palermo, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso, in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 maggio 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 maggio 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA