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se ne sono tamponati alcuni, che pur essendo risultati positivi, sono fuggiti e sono andati potenzialmente in giro a contagiare la popolazione. (Applausi) . Un'ultima considerazione, signor Presidente, sulla quale davvero concludo. L'innalzamento dei dati numerici non si è realizzato solo dopo il 23 di ottobre. Si è realizzato anche nei mesi precedenti, tranne che in un piccolo periodo, in cui ancora si applicava qualche legge. Se, però, l'incremento c'è stato, anche quando erano in vigore i decreti-legge Salvini, vuol dire che qualcuno non ha applicato la legge. (Applausi) . A questo punto, se sia omissione di un atto d'ufficio oppure favoreggiamento di immigrazione clandestina, lo lascio decidere a voi, perché di questo è responsabile il Governo. (Applausi) . Mi spiace, ma, se faccio circolare o lascio circolare chi so essere positivo al tampone, a quel punto, c'è anche un altro tipo di favoreggiamento, quello dell'epidemia, e non colposo, ma doloso. In quel caso, allora, non citiamo solo l'articolo 37, perché a chi fa provvedimenti del genere va applicato l'articolo 32, quello che disciplina i trattamenti sanitari obbligatori. (Applausi). PRESIDENTE . Nel corso della discussione potrà prendere la parola un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti ciascuno. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la dottrina prevalente ritiene che il sindacato sulla necessità e l'urgenza dell'atto sia di natura prettamente politica, anche se sono possibili esiti giurisdizionali. L'articolo 15 della legge n. 400 del 1988 indica le ipotesi in cui non è possibile ricorrere al decreto-legge e non dobbiamo mai dimenticare che quello al nostro esame è stato emanato dal Presidente della Repubblica. Allora, se diamo per acquisiti questi fatti, e non può essere diversamente, dobbiamo svolgere un altro tipo di relazione e di osservazioni. Nella relazione che introduce il provvedimento - e io, senatore Balboni, l'ho letta, come ha fatto lei - si legge che si è manifestata la straordinaria necessità e urgenza di chiarirne alcuni profili tramite una loro rimodulazione, che tenga conto dei principi costituzionali e di diritto internazionale vigenti in materia. Questo è il punto del problema. I decreti Salvini confliggevano con i principi della nostra Costituzione e del diritto internazionale in materia di diritti dell'uomo. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, all'articolo 1, afferma che «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata». Nel preambolo della Dichiarazione universale dei diritti umani si afferma che il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della società umana è la base della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. I diritti umani rappresentano i diritti inalienabili che ogni uomo possiede; il diritto alla vita e ad un'esistenza dignitosa. Giovanni Maria Flick, che è stato anche evocato nel dibattito in Commissione da qualcuno di voi, Presidente emerito della Corte costituzionale, in un suo recente saggio breve, «Elogio della dignità», fa questa affermazione: «la dignità è premessa e condizione di eguaglianza e al tempo stesso di diversità; è espressione e frutto di solidarietà; è fondamento e limite di libertà». La restituzione della dignità di essere umano: è questa la necessità e l'urgenza del decreto-legge al nostro esame. (Applausi) . Per superare una pagina della storia del diritto nazionale, i decreti dell'allora Ministro pro tempore all'interno, con straordinaria disinvoltura - direi con colpevole determinazione - l'avevano derubricata a fatto non essenziale. Ex facto oritur ius , come afferma un brocardo latino. Con i decreti Salvini, ex iure oritur factum : gli immigrati sono cancellati come persone. Il decreto del Governo restituisce l'ordine esatto delle cose e un diritto inalienabile dell'uomo, la sua dignità. Per tali ragioni, esprimiamo un voto contrario sulle questioni pregiudiziali presentate. (Applausi). CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, signori del Governo, credo che sia arrivato il momento di sfatare una teoria che è stata più volte sostenuta in quest'Aula, secondo la quale in tempi di emergenza - in questo caso, sanitaria - ogni provvedimento che esuli da quella strettamente pandemica debba essere bollato con un giudizio di inadeguatezza allo spirito dei tempi e alla necessità di fronteggiare l'aspetto principale, conseguente all'emergenza economica, dovuta alla diffusione della pandemia. Il Parlamento ha proseguito sempre la sua attività non si è mai fermato, non ha fatto un giorno di stop. Il Paese continua con la consueta vita e con i consueti lavori, che rivestono un'importanza altrettanto significativa rispetto agli impegni a cui la classe politica non può abdicare. Abbiamo la piena consapevolezza non solo dell'urgenza di questo provvedimento, ma soprattutto della sua necessità rispetto ai guasti enormi che sono sotto gli occhi di tutti e che constatiamo nella quotidianità della nostra vita, pure in questo tempo di pandemia. Mi riferisco ai guasti causati dall'emanazione dei cosiddetti decreti Salvini. Li abbiamo reiteratamente definiti i decreti dell'illegalità; oggi invece quelle stesse persone che furono i protagonisti della loro emanazione contestano un intervento legislativo che ripristina un sistema di giustizia, di inclusione sociale controllata, di equità e - per dirlo in una parola sola - di legalità. Il collega Bressa, che mi ha preceduto, ha esposto bene ed esaustivamente questo criterio. Oggi cancelliamo definitivamente quei provvedimenti fallimentari, anche alla luce dei rilievi del Quirinale; questo non può essere dimenticato o, meglio, non si può far finta di aver dimenticato i rilievi che sono stati immediatamente portati alla nostra attenzione dal Quirinale. Il fallimento di quei provvedimenti è sotto gli occhi di tutti. Avevano lo scopo dichiarato, sbandierato e pubblicizzato di ridurre gli sbarchi; invece, com'è noto e come le statistiche ci dimostrano in modo inconfutabile, c'è stato un aumento di quegli sbarchi proprio durante la vigenza dei cosiddetti decreti sicurezza. Un'altra contestazione che dev'essere rispedita al mittente è quella degli irregolari, i quali - anche questa è stata un'emergenza - sono aumentati proprio dopo l'entrata in vigore - guarda caso - dei cosiddetti decreti sicurezza, che avevano abolito la cosiddetta protezione umanitaria, aumentando in maniera esponenziale il numero delle persone che irregolarmente soggiornano nel nostro territorio. Prendiamo atto del fatto che l'urgenza esiste ed esisteva; questo provvedimento quindi interviene giusto per sanare quell'inefficienza e quelle ingiustizie. Si tratta di un provvedimento la cui urgenza - a dire la verità - era ancora più stringente nella tempistica con la quale si è realizzato;