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Visto il decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 181, recante « Modifiche del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in attuazione della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE), n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio »; Vista la comunicazione della Commissione europea 2013/C – 216/01 concernente l'applicazione dal 1° agosto 2013 delle regole in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria (la « Comunicazione sul settore bancario »); Visti gli esiti degli esercizi di stress condotti nel 2018 dalla BCE nell'ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico relativi alla Banca Carige S.p. A. – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia (di seguito « Banca Carige » o « l'Emittente »), che hanno evidenziato una carenza di capitale; Vista la mancata approvazione da parte dell'assemblea straordinaria di Banca Carige, convocata in unica convocazione in data 22 dicembre 2018, della proposta di aumento del capitale sociale per un importo massimo complessivo pari a euro 400 milioni; Considerato che in data 2 gennaio 2019 è stata disposta dalla Banca Centrale Europea l'Amministrazione Straordinaria di Banca Carige, al fine di assicurare maggiore stabilità e coerenza al governo della società e consentire il proseguimento delle attività di rafforzamento patrimoniale dell'Istituto. Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni volte a garantire a Carige misure di sostegno pubblico, al fine di garantire la stabilità finanziaria e assicurare la protezione del risparmio; Considerato che gli strumenti di debito subordinato emessi da Carige, risultano scaduti o estinti, tranne che per lo strumento Tier 2 per un valore nominale di 320 milioni di euro sottoscritto dallo Schema Volontario di Intervento del Fondo interbancario per la Tutela dei Depositi e da Banco di Desio e della Brianza; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 7 gennaio 2019; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze; emana il seguente decreto-legge: Capo I Capo I GARANZIA DELLO STATO SU PASSIVITÀ DI NUOVA EMISSIONE GARANZIA DELLO STATO SU PASSIVITÀ DI NUOVA EMISSIONE Articolo 1. Articolo 1. (Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione) (Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione) 1. Al fine di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell'economia e preservare la stabilità finanziaria, ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180 e dell'articolo 18, paragrafo 4, lettera d) , del regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 luglio 2014, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato, fino al 30 giugno 2019, a concedere la garanzia dello Stato su passività di nuova emissione di Banca Carige in conformità di quanto previsto dal presente Capo I, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro. Identico 2. La garanzia è concessa in conformità ai paragrafi da 56 a 62 della Comunicazione sul settore bancario. 3. Nel presente Capo I per Autorità competente si intende la Banca d'Italia o la Banca Centrale Europea secondo le modalità e nei casi previsti dal regolamento (UE) del Consiglio n. 1024/2013 del 15 ottobre 2013. Articolo 2. Articolo 2. (Caratteristiche degli strumenti finanziari) (Caratteristiche degli strumenti finanziari) 1. La garanzia dello Stato può essere concessa su strumenti finanziari di debito emessi da Banca Carige che presentino congiuntamente le seguenti caratteristiche: 1. La garanzia dello Stato può essere concessa su strumenti finanziari di debito emessi da Banca Carige (di seguito anche denominata: « Emittente ») che presentino congiuntamente le seguenti caratteristiche: a) sono emessi successivamente all'entrata in vigore del presente decreto-legge, anche nell'ambito di programmi di emissione preesistenti, e hanno durata residua non inferiore a due mesi e non superiore a cinque anni o a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cui all'articolo 7- bis della legge 30 aprile 1999, n. 130; a) identica ; b) prevedono il rimborso del capitale in un'unica soluzione a scadenza; b) identica ; c) sono a tasso fisso; c) identica ; d) sono denominati in euro; d) identica ; e) non presentano clausole di subordinazione nel rimborso del capitale e nel pagamento degli interessi; e) identica ; f) non sono titoli strutturati o prodotti complessi né incorporano una componente derivata. f) identica . Articolo 3. Articolo 3. (Limiti) (Limiti) 1. L'ammontare delle garanzie concesse è limitato a quanto strettamente necessario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine dell'Emittente. Identico 2. L'ammontare massimo complessivo delle operazioni di cui al presente articolo non può eccedere, salvo giustificati motivi, i fondi propri a fini di vigilanza, fermo restando il limite indicato all'articolo 1, comma 1. Articolo 4. Articolo 4. (Condizioni) (Condizioni) 1. In relazione alla concessione della garanzia, Banca Carige è tenuta a svolgere la propria attività in modo da non abusare del sostegno ricevuto né conseguire indebiti vantaggi per il tramite dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte al pubblico. Identico Articolo 5. Articolo 5. (Garanzia dello Stato) (Garanzia dello Stato) 1. La garanzia dello Stato è onerosa, incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta. Identico 2. La garanzia copre il capitale e gli interessi. 3. Il valore nominale degli strumenti finanziari di cui all'articolo 2 con durata superiore ai 3 anni sui quali può essere prestata la garanzia dello Stato, non può eccedere – salvo casi debitamente giustificati – un terzo del valore nominale totale degli strumenti finanziari emessi dall'Emittente e garantiti dallo Stato ai sensi dell'articolo 1. 4. Non possono in alcun caso essere assistite da garanzia dello Stato le passività computabili nei fondi propri a fini di vigilanza. Articolo 6. Articolo 6. (Corrispettivo della garanzia dello Stato) (Corrispettivo della garanzia dello Stato) 1.