[resaula]

L'unica urgenza che avete voi del Governo e della maggioranza è portare a termine ancora una volta il vostro disegno ideologico immigrazionista: l'unico obiettivo del presente decreto-legge è soddisfare la vostra ideologia immigrazionista. In un momento in cui l'Italia e il mondo intero sono in una difficoltà estrema, voi non trovate niente di meglio che allargare il più possibile le maglie dell'immigrazione, in modo che i disperati di tutto il mondo ricevano un messaggio chiaro e preciso dall'Italia: venite quanti più potete qua, siete accolti all'infinito. Questo è il messaggio che voi mandate con questo decreto-legge che, cari colleghi, è palesemente incostituzionale perché, come sottolineava prima anche il collega Dal Mas, manca nel modo più assoluto quel criterio di omogeneità delle norme in esso contenute riferito dalla Corte costituzionale, che richiama l'articolo 77 della Costituzione e l'articolo 15 della legge n. 400 del 1988: se non c'è omogeneità, il decreto-legge è illegittimo. Relatore Silvestri, vorrei leggere la sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012, a mio avviso molto indicativa, secondo la quale le norme contenute nel decreto-legge devono possedere un'intrinseca coerenza dal punto di vista oggettivo e materiale, ovvero funzionale e finalistico. L'urgente necessità di provvedere può così riguardare una pluralità di norme accomunate dalla natura unitaria delle fattispecie disciplinate o dall'intento di fronteggiare situazioni complesse e variegate, che richiedono interventi oggettivamente eterogenei, afferenti a materie diverse, ma - attenzione - indirizzate all'unico scopo di approvare rimedi urgenti. Nella comunanza di oggetto o finalità delle norme si caratterizza l'omogeneità del contenuto del decreto imposta dall'articolo 77 della Costituzione, che riferisce i presupposti della decretazione d'urgenza all'atto nella sua interezza, inteso come insieme di disposizioni omogenee per la materia o per lo scopo. Conclude la Corte: in mancanza di omogeneità, il decreto-legge decadrebbe in una congerie di norme assemblate soltanto da mera casualità temporale. Ed è esattamente quanto succede con questo decreto-legge, perché, come ricordava anche il collega Dal Mas, è vero che dall'articolo 1 all'articolo 6 parliamo di immigrazione, ma l'articolo 7 modifica l'articolo 131- bis del codice penale; l'articolo 8 modifica l'articolo 391- bis del codice penale; l'articolo 9 introduce un nuovo articolo nel codice penale; l'articolo 10 modifica addirittura l'articolo 588 del codice penale in materia di rissa. L'articolo 11, in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici di chi abbia denunce... (Brusio). PRESIDENTE . Colleghi, mi pare che fortunatamente non sia successo niente. Possiamo proseguire. (Brusio). Vi tranquillizzo, potete assolutamente continuare a seguire l'intervento del senatore Balboni. Il senatore Questore De Poli mi fa presente di avvisare i colleghi che siedono sulle tribune di non appoggiarsi alle cosiddette balconate e di non distrarsi, perché i telefonini si sa che hanno una vita propria e camminano anche da soli. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, spero mi sarà data la possibilità di recuperare il tempo che ho perso. PRESIDENTE. Certamente. Prego, senatore Balboni, continui. BALBONI (FdI) . Stavo dicendo che l'articolo 11 del decreto-legge in discussione interviene in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici di chi abbia denunce o condanne per spaccio di droga o per reati commessi in occasione di gravi disordini. L'articolo 12 interviene in materia di contrasto al traffico di stupefacenti via Internet. L'articolo 13 addirittura interviene in materia di Garante nazionale dei detenuti. Si tratta di norme tra loro assolutamente disomogenee. Allora ci si chiede: quale può essere la finalità che accomuna tutte queste norme? Verrebbe da pensare che davvero, secondo voi, l'immigrazione crea gravi problemi in materia di spaccio di droga e in materia di sicurezza; questo potrebbe essere l'unico filo conduttore che accomuna tutte queste norme. Ma poiché la maggioranza e il Governo hanno sempre negato questa evidenza, allora bisogna concludere che non c'è alcun filo che accomuna tutte queste norme. Per rendermene conto sono andato a leggere il preambolo del decreto-legge. Come voi tutti sapete, colleghi, l'articolo 15 della legge n. 400 del 1988 al comma 1 impone - non è un optional per il Governo, ma una disposizione di legge - che nel preambolo di un decreto-legge siano indicate le circostanze straordinarie di necessità e urgenza che ne giustificano l'adozione. Qualcuno di voi ha letto il preambolo? Cari colleghi che mi date le spalle mentre intervengo, cari Capigruppo della maggioranza che continuate a parlare dandomi le spalle mentre intervengo, avete letto il preambolo del decreto-legge? Avete verificato se nel preambolo sono indicate le circostanze straordinarie di necessità e urgenza che ne giustificano l'adozione? Lo avete letto? Io l'ho fatto e non c'è nulla. Vi faccio solo un esempio: modificate cinque articoli del codice penale. Come lo giustificate nel preambolo? Ve lo posso leggere? Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di introdurre disposizioni in materia di diritto penale. Questa è la giustificazione che, secondo voi, dovrebbe soddisfare il requisito indicato nell'articolo 15 della legge n. 400 del 1988. Cari amici e colleghi, credo davvero che si debba concludere perché questo decreto venga dichiarato incostituzionale e che, quindi, oggi si accolga la nostra pregiudiziale per chiudere qui l'esame di materie che richiederebbero ben altro approfondimento, ben altro dibattito e ben altra discussione rispetto ai pochi minuti che ci vengono concessi per esaminare questioni così importanti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Calderoli per illustrare la questione pregiudiziale QP3. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, faccio una piccola premessa su quanto appena accaduto. Mai avrei pensato che fare il senatore fosse così pericoloso e come qualche senatore sia così pericoloso. (Applausi) . Spero che la Presidenza consentirà di venire in Aula con il casco e ovviamente con la necessaria mascherina. PRESIDENTE. C'è anche una certa prontezza dei senatori e, quindi, controbilanciamo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Io parlerei di una certa fortuna in questo caso. È ancora con un telefono in mano che sporge oltre la balaustra e l'altro ce l'ha in mano. Io credo che sia una recidiva quella che sta accadendo e richiedo un richiamo formale. PRESIDENTE. Bene, entriamo nell'argomento. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Dolosa è una cosa; colposa è un'altra. Ho in mano la Carta costituzionale e spero che tutti l'abbiano, anche se non basta averla perché, ogni tanto, bisognerebbe anche aprirla, leggerla e possibilmente anche capirla.