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Questo, signor Presidente, non è ammissibile. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Tanti Comuni del cratere sono borghi storici che noi amiamo profondamente e conosciamo: nelle case di quei centri si sono stratificate, nei secoli, piccole difformità che hanno reso impossibile riconoscere ai proprietari il contributo per la ricostruzione, secondo norme evidentemente scritte senza conoscere le realtà a cui andavano applicate. Parliamo di finestre murate, di porte allargate di qualche centimetro: veramente inezie. Finalmente abbiamo eliminato questo ostacolo, pur conservando la garanzia dei massimi standard di sicurezza e tutela dell'ambiente e del paesaggio: ogni intervento di ristrutturazione e di ricostruzione sarà fatto verificando la sicurezza statica e antisismica degli edifici e - ricordiamolo - per le strutture totalmente abusive non ci sarà alcuna sanatoria. (Applausi dal Gruppo M5S) . In questo modo non diamo soldi pubblici ai furbi e tuteliamo invece i cittadini vittime di un ingranaggio inceppato. Siamo orgogliosi di poter dire che, grazie al nostro lavoro, la ricostruzione finalmente parte: uno dei passi necessari per trasformare l'Italia da Paese delle emergenze a Paese organizzato su modelli di qualità che tutelano tutti i cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . 0 Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Con molto piacere saluto l'Istituto comprensivo statale «Camillo Benso Cavour» di Catania. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 909 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Pucciarelli. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 7 ottobre 1970 Genova fu sommersa da un'alluvione di rara potenza, con morti, feriti e sfollati. Nella zona di Sant'Agata crollò il ponte medievale sul Bisagno. Tant'è che ancora oggi ne possiamo vedere in parte le rovine come un monito alla prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Un monito rimasto inascoltato. Infatti, nel 2011 e nel 2014 Genova ha nuovamente pianto le sue vittime. In queste circostanze e in altre ancora, che hanno caratterizzato la storia del Capoluogo ligure, i genovesi si sono risollevati con caparbietà e tanto buon cuore, nonostante la lontana e fredda distanza che separava le istituzioni dai bisogni del territorio e dagli insegnamenti degli eventi occorsi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma il 14 agosto 2018 è capitato qualcosa di molto diverso dalle tragedie che Genova tristemente ha imparato a conoscere. Qui la natura non c'entra nulla, neanche minimamente, nel crollo del viadotto Morandi. Ogni responsabilità è in capo all'uomo e da questo punto di vista il crollo del ponte assume un'aura sinistra. Qualcuno non ha vigilato; qualcuno è venuto meno ai suoi doveri; qualcuno dovrà pagare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In più occasioni abbiamo elogiato l'incredibile reazione della macchina dei soccorsi, della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, del Sistema sanitario e dei semplici cittadini, che durante e all'indomani dei disastri si trasformano puntualmente in anonimi eroi a cui non può non rivolgersi il nostro riconoscimento. Ogni ulteriore parola a questo riguardo è superflua, perché, come ha dichiarato il ministro Salvini parlando dei Vigili del fuoco, le pacche sulle spalle non bastano più. Il momento dei fatti concreti è finalmente arrivato e il decreto Genova oggi in discussione è un provvedimento la cui concretezza traccia un'enorme linea di demarcazione e di discontinuità con gli analoghi provvedimenti che i Governi passati hanno varato all'indomani delle calamità naturali o dei disastri artificiali. La discontinuità è il tratto saliente del decreto Genova. Discontinuità che, improvvisa e inaspettata forse agli occhi degli osservatori internazionali e nazionali, è sorta fin dalle prime ore del disastro. Infatti, si è visto subito all'opera un nuovo modo di fare politica amministrativa, di gestire l'emergenza e di affrontare le ricadute psicologiche sulla popolazione. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, nominato commissario straordinario all'emergenza, insieme al sindaco Bucci, non a caso nominato successivamente commissario straordinario per la ricostruzione, sono stati presenti sul territorio fin dal primo momento, affiancando l'operato del Governo nazionale, che in maniera costante e puntuale non ha mai abbandonato Genova, sia attraverso l'operato quotidiano del vice ministro genovese Edoardo Rixi, che non ha mai lasciato per un secondo la sua terra e la sua gente e che per questo ringrazio. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , sia attraverso la presenza del presidente del Consiglio Conte, dei vice premier Salvini e Di Maio e del ministro Toninelli. Discontinuità c'è stata nella volontà di additare subito i colpevoli, senza cadere nel circolo vizioso tipico della vecchia politica di fare dichiarazioni di principio che non portano a niente. Discontinuità c'è stata nella gestione degli sfollati che, a differenza dei nostri connazionali colpiti dal terremoto del Centro Italia, non subiranno l'umiliazione e il disagio di passare un inverno al freddo nelle tendopoli. E infatti, nessun caso come quello di nonna Peppina si è verificato a Genova. Discontinuità c'è stata nell'immediata opera di intervento sugli integrati sistemi logistico, produttivo, industriale e commerciale danneggiati dal crollo del viadotto. Discontinuità c'è stata, infine, nel rapporto emotivo e simpatetico tra le istituzioni e il popolo, qualcosa cui l'Italia non era più abituata da molto tempo. Dunque all'insegna della discontinuità è ora il momento di ripartire e il decreto Genova offre gli strumenti e le risorse necessarie a farlo. Un miliardo di euro arriverà sul territorio. Niente è lasciato al caso. Vorrei trattare brevemente alcuni punti su cui ritengo sia bene porre l'accento perché rappresentativi dello spirito fondante del decreto in discussione. L'attenzione per gli sfollati è stata confermata in tutta la sua portata. Il valore dei loro immobili sarà calcolato attraverso lo strumento del Programma regionale di intervento strategico, con un ulteriore incremento del valore risultante, perché è giusto che anche l'aspetto emotivo della perdita sia tenuto in considerazione. Gli sfollati, infatti, lasciano la loro storia personale, i loro ricordi e le loro paure all'interno di quelle mura. Il perimetro amministrativo nel quale si iscrivono i poteri del commissario è stato delineato per garantire la razionalità e l'efficienza delle decisioni. Grazie all'istituzione di una zona franca che va nella direzione auspicata da più parti nei giorni immediatamente successivi al crollo del viadotto, le imprese che hanno la sede principale o una sede operativa all'interno di esso o che hanno subìto, a causa dell'evento, una riduzione del fatturato possono richiedere alcune agevolazioni in alternativa agli altri benefici previsti. In ultimo, il decreto per Genova lancia un messaggio chiaro al Paese: