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A ben vedere, infatti, il comma 2 dell'articolo 1 contempla alcune eccezioni. In particolare, la sospensione non opera per il giudizio direttissimo, per la convalida dei sequestri. Analogamente, a tutela del diritto costituzionalmente garantito alla libertà personale, la sospensione non opera in relazione all'udienza di convalida di arresto e fermo, nei procedimenti con imputati in stato di custodia cautelare. Tale sospensione, inoltre, non opera con riguardo ai processi con imputati sottoposti ad altra misura cautelare personale, in presenza di profili di urgenza valutati dal giudice procedente. Quest'ultima previsione - mi permetto di ricordare - è stata inserita dalla Camera nel corso dell'esame in sede di conversione e non è stata modificata dalla Commissione giustizia del Senato. L'articolo 2 del decreto-legge reca, poi, la clausola di invarianza finanziaria, che ritengo opportuno leggervi testualmente: «Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dal presente decreto con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente». Mi pare evidente che tale articolo fughi ogni dubbio circa la presunta eccessiva onerosità delle misure contenute nel decreto-legge in conversione. In merito alla congruità della clausola d'invarianza finanziaria, mi permetto di segnalare all'Assemblea che, proprio nella giornata di ieri, si è espressa favorevolmente - approvando un parere non ostativo sul testo del decreto-legge - anche la Commissione bilancio. L'articolo 3 contiene infine la norma relativa all'entrata in vigore. Prima di concludere il mio intervento, vorrei svolgere alcune brevi considerazioni su una questione particolarmente discussa sia alla Camera sia al Senato. Vorrei precisare, per conto di tutti, che l'individuazione dell'immobile da destinare alla nuova sede del tribunale pugliese è una questione che esula completamente dal decreto-legge in conversione. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Il provvedimento - lo ribadisco - si propone di affrontare responsabilmente danni che altri hanno compiuto negli anni e, attraverso la misura straordinaria della sospensione, che, come ribadisco, opera per un lasso di tempo estremamente limitato - stiamo parlando di tre mesi - fronteggia una situazione emergenziale, che vede impossibile lo svolgimento dell'attività giurisdizionale nella città di Bari. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, il relatore ha ricordato l'oggetto del provvedimento al nostro esame. La vicenda ha dominato parte della cronaca di queste settimane, e vale la pena riepilogarla: la condizione fortemente critica degli edifici del tribunale e della procura di Bari, la dichiarazione di inagibilità (con l'agibilità revocata dal Comune di Bari in data al 31 maggio), la ricerca di soluzioni alternative, con la sede della soppressa sezione distaccata del tribunale di Modugno, le tensostrutture, che tanta discussione hanno legittimamente prodotto. Infine, il provvedimento oggetto di questa discussione, sospende i termini stabiliti dal codice di procedura penale per la durata della fase delle indagini preliminari e della relativa udienza preliminare, i termini in materia di inammissibilità e decadenza e quelli fissati per la proposizione di impugnazione o reclami fino al 30 settembre 2018, come ricorda il relatore. In qualità di membro della Commissione bilancio, Presidente, vorrei intervenire in merito ai profili finanziari di questo provvedimento, alla quantificazione degli oneri e alla copertura dei medesimi. Il Governo al Ministero della giustizia ha depositato, su richiesta del relatore in Commissione bilancio, un aggiornamento della relazione tecnica che specifica, come richiesto dal relatore stesso, alcuni elementi informativi in merito alla possibile quantificazione degli oneri relativamente ad un aspetto particolare, cioè la notifica degli atti penali che, secondo questa relazione tecnica prodotta dal Ministero della giustizia - parliamo di decine di migliaia di notifiche, 60.000 se non ricordo male - avverrebbero per la maggior parte, per il 90 per cento secondo questi dati, attraverso le nuove modalità telematiche, sostanzialmente per posta elettronica, senza aggravio di oneri per la finanza pubblica, mentre solo una piccola parte, secondo il Ministero della giustizia, avverrebbe con posta ordinaria o a mano, tramite ufficiale giudiziario: procedura che in questo caso avrebbe un costo molto superiore quantificato in 11 euro a notifica. Sulla base di queste stime, il Ministero quantifica in 60.000 euro il costo complessivo delle notifiche non telematiche, un onere, secondo il Ministero, che può essere coperto sostanzialmente dai risparmi sulle spese di giustizia derivanti dalla temporanea sospensione delle attività processuali negli uffici giudiziari di Bari e, nel caso in cui questi risparmi non fossero sufficienti, comunque attingendo al capitolo 1550 (Spese relative al funzionamento degli uffici giudiziari). Queste stime e queste valutazioni noi le abbiamo contestate in sede di Commissione bilancio e torniamo a contestarle in Aula. Contestiamo la quantificazione degli oneri di questo provvedimento, perché ci sembra non realistica la stima del 90 per cento delle notifiche effettuate per via telematica. È vero che nel rapporto con gli avvocati ormai tutto avviene secondo procedure telematiche, ma molte di queste notifiche devono essere fatte agli imputati e, nella stragrande maggioranza dei casi, gli imputati non hanno posta elettronica certificata per cui le notifiche vanno fatte secondo posta ordinaria o a mano, con un costo - come ricordavo in precedenza - di 11 euro a notifica. Noi, quindi, riteniamo che i costi rischino di essere notevolmente superiori rispetto alla stima di 60.000 euro fatta dal Ministero della giustizia e portata in Commissione bilancio del Senato, riteniamo che vi sia il concreto rischio che i risparmi derivanti dalla sospensione dell'attività del tribunale non siano affatto sufficienti a coprire questi oneri, che potrebbero essere molto superiori ai 60.000 euro e riteniamo che rischino di compromettere la clausola di invarianza finanziaria che, come ricordava il relatore, sostiene che non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che questi oneri debbano essere fronteggiati con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Ricordo, però, che lo stesso capitolo 1550 («Spese relative al funzionamento degli uffici giudiziari») si riferisce alle spese ordinariamente programmate degli uffici giudiziari. Siamo nel mese di luglio ed è ragionevole immaginare che la stragrande maggioranza delle spese finanziate attraverso questo capitolo siano già state impegnate dagli uffici giudiziari di tutta Italia e che vi sia il concreto rischio che questo provvedimento sia scoperto.