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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 193 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 20 febbraio 2020 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 20 febbraio 2020 e conseguente discussione». Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, gentili senatrici e senatori, nel rispetto della centralità del Parlamento, ho ritenuto doveroso aggiornarvi in vista del Consiglio straordinario di domani a Bruxelles, che sarà dedicato, come da programma, al quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Reputo infatti fondamentale, come accaduto alla vigilia dei precedenti Consigli europei nei quali era in agenda il quadro finanziario pluriennale, che la mia partecipazione al negoziato sia preceduta da una compiuta discussione in Parlamento, anche se trattasi di un Consiglio straordinario e la comunicazione del Presidente, a stretto riferimento normativo, non è necessaria. Il Consiglio europeo è chiamato a raggiungere un'intesa su qualità e quantità del bilancio europeo, che, nei sette anni che abbiamo davanti, servirà a dare attuazione alle politiche dell'Unione europea. Un tratto caratterizzante di questo negoziato è che gli obiettivi delle politiche europee, nel periodo 2021-2027, hanno un'elevata incidenza su tutti i settori della vita dei cittadini del nostro Paese e dell'intero Continente, e ciò avviene all'interno di uno scenario caratterizzato dall'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e da crescenti tensioni caratterizzate da un marcato tratto neoprotezionista. Nel prossimo settennato le politiche europee dovranno affrontare sfide complesse. Ne cito alcune: la transizione verde, il governo europeo dei flussi migratori, il rilancio della crescita e dell'occupazione. Dopo la lunga crisi economica, che ha accentuato le disparità territoriali e acuito le disuguaglianze, la politica di coesione dovrà, più che in passato, contribuire a ripristinare la convergenza fra territori e assicurare maggiori e più dignitose opportunità di lavoro, soprattutto per i più giovani. La Politica agricola comune dovrà continuare a tutelare un settore importante dell'economia europea, salvaguardando e valorizzando al contempo il patrimonio naturale e culturale, anche nell'ottica della transizione verde. A fronte di queste complesse sfide, qual è la situazione del negoziato prima dell'incontro che avrà luogo domani e che il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, vorrebbe fosse conclusivo? Rispondiamo a tale domanda. Quanto alla situazione del negoziato, la proposta che il presidente Michel ha fatto circolare il 14 febbraio apporta alcuni - mi permetto di sottolineare - lievi avanzamenti rispetto al precedente quadro negoziale della Presidenza finlandese, che era stato fortemente criticato - non vi è sfuggito - da numerosi Stati membri, dalla Commissione e dal Parlamento europeo. È apprezzabile, ad esempio, che si prosegua lo sforzo di semplificazione, (riducendo i programmi europei da 58 a 37 rispetto all'attuale programmazione) e di modernizzazione del bilancio, ribadendo gli obiettivi di spesa da destinare ad azioni a tutela dell'ambiente. La proposta del presidente Michel rimane comunque inadeguata al raggiungimento degli obiettivi dell'Unione definiti dall'Agenda strategica dei leader e dal programma del Presidente della Commissione europea. Il vertice di domani a Bruxelles si preannuncia dunque complesso e complicato, perché basato su una proposta che non rispecchia le attese di dotare l'Unione europea di strumenti innovativi o anche solo adeguati all'elevata posta in gioco sulle priorità, sia quelle più "tradizionali" sia quelle "nuove". Questa preoccupazione è condivisa anche dal Parlamento europeo che, come i presidenti Sassoli e Von der Leyen mi hanno indicato già martedì 4 febbraio scorso a Bruxelles, non esiterebbe a bocciare un bilancio inadeguato su obiettivi e politiche quali la crescita, il lavoro, la transizione verde, la coesione, la politica agricola comune e la migrazione. Ieri mattina c'è stato un incontro del presidente Michel, con i presidenti dei Gruppi politici e con la Commissione sul bilancio, che ha confermato tutte le perplessità da parte degli esponenti del Parlamento che hanno interloquito col presidente Michel, secondo quanto ci è stato riferito. In merito all'approccio italiano, in questo Consiglio europeo straordinario desidero innanzitutto richiamare gli aspetti qualificanti della nostra posizione, che rimane coerente con quanto ho illustrato lo scorso dicembre e con la risoluzione adottata allora da questo Parlamento sul tema del bilancio europeo. L'Italia punta a un adeguato volume complessivo del bilancio, a una corretta distribuzione delle risorse tra politiche tradizionali e nuove priorità, alla definizione di criteri allocativi equi e alla riforma dal lato delle entrate. Non posso nascondere, quindi, la nostra insoddisfazione riguardo alla proposta negoziale che sarà portata domani al tavolo, all'esito del Consiglio affari generali riunitosi in vista del Consiglio europeo. L'Italia è un contributore netto dell'Unione.