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b esercizio della prostituzione in comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti; c presentazione, da parte della persona richiedente, di un certificato attestante l'assenza di malattie sessualmente trasmissibili, rilasciato in data non anteriore a quindici giorni rispetto a quella di presentazione della domanda. 4 Verificata entro novanta giorni la sussistenza dei requisiti di cui al comma 3, il questore dispone l'iscrizione della persona interessata in un apposito registro istituito presso la questura e informa dell'avvenuta registrazione la persona interessata, l'azienda sanitaria locale e l'amministrazione tributaria. Le persone che sospendono o cessano l'esercizio della prostituzione ne danno comunicazione alla questura. Tutte le annotazioni di cui al presente comma sono riservate e sono cancellate quando la persona interessata comunica la cessazione dell'esercizio della prostituzione. 2 (Sanzioni) 1 Chiunque esercita la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico, in violazione del divieto di cui all'articolo 1, è punito con l'ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro. 2 Chiunque ricorre alle prestazioni sessuali dei soggetti che esercitano la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con l'ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro. 3 Chiunque esercita la prostituzione nell'abitazione privata senza essere iscritto nel registro di cui all'articolo 1, comma 4, della questura competente per territorio è punito con l'ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro. 4 L'autorità di pubblica sicurezza intima ai soggetti di cui ai commi 1, 2 e 3, colti in flagranza di reato, di sottoporsi ad accertamenti sanitari nel termine di un mese. Nei confronti delle persone che non ottemperano all'intimazione entro tale termine si applica la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 10.000 euro. 5 È revocato il permesso di soggiorno del cittadino non appartenente all'Unione europea che commette uno dei reati di cui ai commi 1, 2 e 3. Si applica nei suoi confronti la disciplina concernente l'espulsione amministrativa prevista dagli articoli 13 e 14 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. 6 Chiunque non ottempera a uno degli obblighi di cui al comma 2 dell'articolo 7 è punito con l'ammenda da 500 euro a 10.000 euro. 7 Chiunque non ottempera all'obbligo di interruzione dell'esercizio della prostituzione di cui al comma 3 dell'articolo 7 è punito ai sensi degli articoli 582 e 583 del codice penale. 3 (Prostituzione minorile) 1 All'articolo 600- bis , secondo comma, del codice penale, le parole: « con la multa da euro 1.500 a euro 6.000 » sono sostituite dalle seguenti: « con la multa non inferiore a euro 12.000 ». 4 (Associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione) 1 All'articolo 416 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Le pene previste dal presente articolo sono aumentate fino a due terzi per coloro che promuovono, costituiscono od organizzano l'associazione e da un terzo alla metà coloro che vi partecipano, nel caso in cui l'associazione a delinquere sia diretta a commettere più delitti di reclutamento, induzione o agevolazione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione ». 5 (Programmi di protezione per la lotta alla prostituzione) 1 Le disposizioni del capo II del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, si applicano anche nei confronti delle persone che, ai sensi dell'articolo 9 del medesimo decreto-legge n. 8 del 1991, collaborano efficacemente con l'autorità di polizia o giudiziaria relativamente ai delitti di cui agli articoli 416, settimo comma, e 600- bis del codice penale. 6 (Casi di non punibilità) 1 Non commette reato ai sensi dell'articolo 3, primo capoverso, numero 1), della legge 20 febbraio 1958, n. 75, chi, esercitando la prostituzione, utilizza l'immobile di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge, del quale ha la legittima disponibilità, in comune con non più di tre soggetti dediti alla stessa attività e dispone di beni mobili e di servizi in comune. 2 Non commette reato ai sensi dell'articolo 3, primo capoverso, numeri 2) e 8), della legge 20 febbraio 1958, n. 75, chi concede in locazione per civile abitazione a canoni di mercato appartamenti nei quali si esercita la prostituzione. 3 Non commette reato, ai sensi dell'articolo 3, primo capoverso, numero 8), della legge 20 febbraio 1958, n. 75, chi, esercitando la prostituzione, svolge in qualsiasi forma attività senza fini di lucro di assistenza reciproca con altri soggetti che esercitano la medesima attività. II INTERVENTI DI CARATTERE PREVENTIVO E SANITARIO 7 (Servizi e trattamenti sanitari) 1 Le aziende sanitarie locali effettuano visite di controllo, a richiesta delle persone che esercitano la prostituzione, e rilasciano la certificazione degli esiti di tali visite. 2 Chiunque esercita la prostituzione è tenuto a sottoporsi ad accertamenti sanitari ogni sei mesi e a esibire, a richiesta dell'autorità sanitaria o di polizia, l'ultima certificazione sanitaria ottenuta. 3 Chiunque esercita la prostituzione è tenuto a interromperne l'esercizio in caso di accertamento positivo di patologie a trasmissione sessuale. 8 (Trattamenti sanitari obbligatori) 1 Il presidente del tribunale competente per territorio, su proposta del responsabile del gruppo speciale interforze di cui all'articolo 9, comma 2, può disporre, sentito il sindaco, accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori a carico di persone per le quali sussiste fondato motivo di ritenere che sono abitualmente dedite all'esercizio della prostituzione. 2 Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori di cui al presente articolo sono attuati, ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili, compreso, per quanto possibile, il diritto alla scelta del medico e del luogo di cura. 3 Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori sono attuati dai presìdi e dai servizi pubblici territoriali e, ove si renda necessaria la degenza, dalle strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate. 4 Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori sono accompagnati da iniziative rivolte a conseguire il consenso e la partecipazione da parte del soggetto che vi è obbligato. 5 Al procedimento relativo agli accertamenti e ai trattamenti sanitari obbligatori in condizione di degenza ospedaliera di cui al presente articolo e alla relativa tutela giurisdizionale si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dall'articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. III INTERVENTI IN MATERIA DI ORDINE PUBBLICO 9 (Misure contro la tratta delle persone e istituzione di gruppi speciali interforze) 1