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a) ferma restando l’entità complessiva delle dotazioni organiche dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare, fissata a 150.000 unità dall’articolo 798 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, da conseguire nei termini e secondo le modalità di cui alla legge 31 dicembre 2012, n. 244, e ai decreti legislativi 28 gennaio 2014, n. 8, e 26 aprile 2016, n. 91, rimodulare la ripartizione delle dotazioni organiche di cui all’articolo 798- bis del predetto codice, da conseguire a decorrere dal 1° gennaio 2035 ovvero dal diverso termine stabilito con le medesime modalità di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 244, in modo da assicurare l’abbassamento dell’età media dei militari in servizio, prevedendo, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, la graduale sostituzione di un contingente di personale in servizio permanente, non superiore al 50 per cento delle dotazioni organiche complessive di cui all’articolo 798 del medesimo codice, con un corrispondente contingente di personale in servizio a tempo determinato, coordinando altresì il periodo transitorio riferito al conseguimento degli obiettivi di riduzione di cui alla legge n. 244 del 2012 con quello successivo connesso alla rimodulazione di cui alla presente lettera; b) abbassare a ventidue anni compiuti l’età massima per la partecipazione ai concorsi per l’accesso al ruolo dei volontari in ferma delle Forze armate e prevedere un sistema di ferme complessivamente non superiore a sette anni, in modo da consentire un primo periodo di servizio, di durata predeterminata, e un’eventuale seconda e ultima rafferma, anch’essa predeterminata; c) prevedere, allo scopo di limitare le criticità esistenti connesse al reinserimento nel mondo del lavoro del personale militare al termine del servizio, ulteriori misure per agevolare la collocazione del personale delle Forze armate, negli ambiti lavorativi sia pubblico che privato, secondo criteri di tutela crescente, comprese quelle consistenti nella formazione professionale indirizzata al reinserimento attraverso la costruzione di uno specifico curriculum professionale militare e la realizzazione di un registro informatico delle capacità acquisite durante il servizio, diretto a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; d) adeguare il sistema di avanzamento ai gradi di generale di divisione e generale di corpo d’armata, e gradi corrispondenti, in modo da consentirne l’attribuzione in funzione della necessità di ricoprire specifici incarichi definiti dal Ministro della difesa su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, nel limite delle dotazioni organiche di cui agli articoli 809- bis, 812- bis e 818- bis del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66; e) rivedere il quadro giuridico in materia di impiego in ambito interforze, internazionale e presso altri Dicasteri del personale delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri in relazione ai compiti militari, secondo principi di gestione unitaria e coordinata delle risorse umane, in modo da assicurare la selezione del personale mediante procedure comparative e la durata prefissata degli incarichi, secondo criteri uniformi da stabilire con decreto del Ministro della difesa; f) revisionare in maniera armonica, in linea con le diverse situazioni d’impiego, il sistema delle indennità d’impiego operativo per il personale delle Forze armate, sentito il Consiglio centrale di rappresentanza, previo reperimento di una idonea copertura finanziaria ai sensi dell’articolo 11, comma 4. Art. 10. Art. 10. (Delega al Governo per la riorganizzazione del sistema della formazione) (Delega al Governo per la riorganizzazione del sistema della formazione) 1. Al fine di realizzare, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità, un sistema della formazione armonico, sinergico e senza duplicazioni, inteso a sviluppare e valorizzare le capacità professionali del personale militare e civile del Ministero della difesa, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: Identico a) prevedere che, nell'esercizio della direzione unitaria della formazione e del comando unitario della formazione interforze, siano salvaguardate le peculiarità formative che rappresentano il patrimonio di professionalità delle singole Forze armate, mantenendo a ciascuna di esse la responsabilità della definizione delle relative dottrine ed esigenze formative e dei necessari percorsi di crescita tecnico-professionale; b) prevedere che alle accademie militari sia mantenuto l'affidamento della formazione tecnico-professionale e caratteriale iniziale degli ufficiali in riferimento a ciascuna Forza armata; c) prevedere l'unificazione e razionalizzazione delle scuole e dei centri che svolgono attività formativo-addestrative specialistiche e tecniche di tipo similare, accentrandoli sulla base delle capacità possedute e della competenza specifica per materia; d) prevedere l'adozione di un sistema unitario di formazione permanente, adeguato alle esigenze specifiche delle diverse professionalità, articolando i percorsi formativi in modo che siano armonizzati a livello nazionale e rispondenti agli standard internazionali, nell'ottica del perseguimento di una marcata integrazione interforze dello strumento militare, necessaria per operare con efficacia ed efficienza all'interno di sistemi integrati multinazionali, anche nella prospettiva di una politica di difesa e sicurezza comune dell'Unione europea; e) prevedere: 1) specifici percorsi formativi per il personale destinato agli incarichi internazionali di rappresentanza di maggior rilievo e per il personale impiegato presso le articolazioni della Difesa con competenza in materia di acquisizione degli equipaggiamenti delle Forze armate; 2) percorsi di formazione, aggiornamento e informazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di igiene degli alimenti, di tutela ambientale e tecnico-specialistica per la sicurezza degli impianti e delle attrezzature; f) agevolare la partecipazione del personale militare ad attività di formazione all'estero, con piena valorizzazione e riconoscimento in ambito nazionale; g) ampliare l'offerta formativa e addestrativa sul territorio nazionale a favore del personale appartenente alle forze armate di Paesi con i quali sussistono rapporti di alleanza o cooperazione; h) prevedere l'accesso del personale civile ai percorsi formativi militari che presentino una comune matrice in relazione alle competenze da acquisire, in un'ottica di valorizzazione e pieno impiego delle professionalità possedute e in previsione di un’elevata integrazione organizzativa delle attività di formazione; i) prevedere percorsi di formazione a favore di tutto il personale, in particolare per quello in servizio a tempo determinato, nonché di studenti universitari e tecnici specialistici, tesi ad acquisire professionalità militari specifiche, con particolare riguardo all'impiego in ambienti difficili, e competenze spendibili in altri contesti lavorativi, anche tramite il coinvolgimento di strutture aziendali esterne, al fine di assicurare pari opportunità di lavoro e di carriera, nonché misure intese al riconoscimento dei titoli conseguiti durante il servizio e alla valorizzazione delle esperienze lavorative maturate. Art. 11. Art. 11.