[ddlpres]

articoli 314, primo comma (peculato escluso peculato d'uso), 317 (concussione), 318 (corruzione per l'esercizio della funzione), 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio), 319- bis (circostanze aggravanti 319), 319- ter (corruzione in atti giudiziari), 319- quater, primo comma (induzione indebita a dare o promettere utilità), 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio), 321 (pene per il corruttore), 322 (istigazione alla corruzione), 322- bis , (peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri), 473 (contraffazione marchi), 474 (commercio di prodotti falsi), 575 (omicidio), 583- quinquies (deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso), 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù), 600- bis (prostituzione minorile), 600- ter (pornografia minorile), 600 -quater , secondo comma (detenzione di materiale pornografico), 600- quater .1 (pornografia virtuale), 600- quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 600- octies (impiego di minori nell'accattonaggio. Organizzazione dell'accattonaggio), 601 (tratta di persone), 601- bis (traffico di organi prelevati da persona vivente), 602 (acquisto e alienazione di schiavi), 602 -ter (circostanze aggravanti), 603 (plagio), 603 -bis (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro), 604 (fatto commesso all'estero), 609- bis (violenza sessuale), 609- ter (aggravanti violenza sessuale), 609- quater (atti sessuali con minorenne), 609- quinquies (corruzione di minorenne), 609- octies (violenza sessuale di gruppo), 609 -undecies (adescamento di minorenni), 630 (sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione), 628, terzo comma (rapina aggravata) e 629, secondo comma (estorsione aggravata) del codice penale e articolo 291- ter del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 (circostanze aggravanti del delitto di contrabbando di tabacchi lavorati esteri), articolo 73 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, comma 2, del medesimo testo unico (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope – quantitativi ingenti), articolo 12 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (organizzazione immigrazione clandestina e aggravanti). Per questi reati ciò che andrà valutato ai fini della concessione dei benefici non sarà la sussistenza di collegamenti. Tali benefici possono essere concessi solo se sia stata fornita la prova dell'assenza dell'attuale pericolosità sociale del condannato e dei rischi connessi al suo reinserimento nel contesto sociale. Il comma 2 disciplina la competenza a decidere sull'istanza di concessione dei benefici dei reati di « seconda fascia » che sarà affidata al magistrato o al tribunale di sorveglianza secondo le normali regole di competenza stabilite dall'ordinamento penitenziario. L'autorità competente dovrà anzitutto effettuare una adeguata e motivata valutazione sulle specifiche ragioni della collaborazione o della mancata collaborazione, che è ragionevole presunzione di specifica pericolosità, superabile però dalla valutazione critica da parte dei richiedenti della loro precedente condotta e dalle loro iniziative a favore delle vittime. Anche per i reati di « seconda fascia » è parso utile introdurre nuovi elementi oggettivi dei quali l'autorità procedente potrà servirsi per valutare la pericolosità sociale del condannato e gli eventuali rischi connessi al ritorno in società: il contesto ambientale ove viene eseguita la misura; la sopravvenienza di nuove incriminazioni o infrazioni disciplinari; l'esito del trattamento penitenziario e l'essersi distinti per comportamenti particolarmente meritevoli. Il comma 3 prevede che gravi sull'istante l'onere di allegare specificatamente gli elementi che escludono l'attualità della sua pericolosità sociale e il pericolo di reiterazione di reati o di fuga. Viene specificato, come per i rati di prima fascia e seguendo l'orientamento della Consulta emerso dalle sopracitate sentenze, che l'esemplare comportamento all'interno del carcere, nonché il mero decorso del tempo costituiscono elementi necessari ma da soli non sufficienti per escludere l'attualità della pericolosità sociale del condannato e i rischi connessi al suo reinserimento nel contesto sociale. Il comma 4 disciplina i pareri che l'autorità competente dovrà acquisire prima della decisione. Le autorità coinvolte sono quelle più vicine al possesso delle informazioni utili ai fini della valutazione da effettuare e quindi: una relazione del direttore dell'istituto penitenziario dove il condannato è detenuto o internato e i pareri, circa l'attualità della pericolosità sociale del condannato e i rischi connessi al suo reinserimento nel contesto sociale, dei procuratori della Repubblica e dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, competenti territorialmente sia in relazione al luogo di detenzione sia al luogo dove è stata emessa la sentenza sia in relazione al luogo dove si darà attuazione al beneficio richiesto. Il comma 5 disciplina i termini per l'acquisizione dei pareri in modo uniforme a quanto previsto per i reati di prima fascia: trenta giorni, prorogabili una sola volta. Trascorsi tali termini l'autorità competente decide anche in assenza dei pareri e della relazione richiesti. Le autorità in possesso di « informazioni privilegiate » e quindi i procuratori della Repubblica e i comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica competenti avranno sempre la possibilità di comunicare, anche di propria iniziativa, elementi utili. Il comma 6 mantiene la disposizione attualmente contenuta nella formulazione vigente dell'articolo 4- bis (commi 1- quater e 1 -quinquies ). Ai detenuti per i reati commessi con violenza sulle persone e in danno di persona minorenne possono essere concessi i benefici solo sulla base dei risultati dell'osservazione scientifica della personalità condotta collegialmente per almeno un anno, anche con la partecipazione degli esperti e previa valutazione da parte del magistrato di sorveglianza della positiva partecipazione al programma di riabilitazione specifica. Con il comma 7, al pari dei reati di prima fascia, si dota il giudice di uno strumento utile per circoscrivere l'ambito di applicazione della misura: il giudice potrà disporre l'obbligo o il divieto di permanenza dell'interessato in uno o più comuni o in un determinato territorio; il divieto di svolgere determinate attività o di avere rapporti personali che possono occasionare il compimento di altri reati.