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Io aggiungo all'elenco di qualcun altro: chi paga per i 5 milioni di poveri che ci sono in questo Paese? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Chi paga per gli anziani che non riescono ad accendere il riscaldamento perché non arrivano a fine mese? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Cari colleghi, chi paga per i 12,5 miliardi di sterilizzazione dell'aumento IVA che abbiamo ereditato e che sono stati oggetto del primo intervento economico che abbiamo dovuto fare per evitare che ci fossero 12,5 miliardi di aumento di IVA per tutti i cittadini? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . VOCE DAL GRUPPO PD. Non è un comizio! PATUANELLI (M5S) . Avremo modo nelle prossime ore di entrare nei dettagli della manovra, ma voglio sottolineare una questione perché le recenti cronache dei nostri vicini - mi riferisco a quanto capitato in Francia - ci dimostrano che quando le istanze dei cittadini, le loro preoccupazioni e le loro frustrazioni non vengono intercettate dalla politica si tramutano poi in tumulti di piazza, in difficoltà e città assediate. Invece, il Governo ha portato le istanze dei cittadini all'interno della manovra e delle politiche di Governo. Non esiste infatti un saldo contabile e finanziario che non tenga conto del saldo sociale; non esiste l'equilibrio finanziario, senza un equilibrio sociale che sia possibile. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Credo allora che questa manovra dimostri invece che si possono tenere assieme le necessità di bilancio e le necessità economiche di un Paese. La limitazione della crescita all'un per cento non è una questione di espansività della manovra, come ha spiegato bene prima il presidente Conte. Arrivare a un rapporto deficit -PIL del 2 per cento è poco importante rispetto al 2,4 per cento se poi all'interno della manovra non si soddisfano quelle richieste dei cittadini nei confronti della politica che ci consentono di tenere insieme il saldo del bilancio e il saldo sociale. E ciò avviene all'interno di questa manovra, perché c'è il reddito di cittadinanza, c'è il superamento della legge Fornero con la quota 100, ma ci sono poi tante altre cose, nei tanti emendamenti che anche le forze di maggioranza hanno proposto all'interno del disegno complessivo della legge. C'è la questione dell'abbattimento delle tabelle INAIL, che dà un grandissimo segnale di abbattimento del costo del lavoro; c'è ovviamente la flat tax , che consentirà a 900.000 partite IVA di avere un'imposizione fiscale inferiore; c'è un miliardo e mezzo per i truffati dalle banche. Ci sono tante cose e tanti segnali, che abbiamo messo all'interno di questa manovra proprio per rispondere alle istanze dei cittadini che hanno voluto questo Governo e che hanno grande fiducia in questo Esecutivo e nel suo operato, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Una volta finita questa seduta, dopo aver sentito le sue parole, ci riuniremo in Commissione bilancio e inizieremo l'analisi del dettaglio della manovra di bilancio. Però lo facciamo con una consapevolezza in più: la consapevolezza che quando lei in quest'Aula ha detto di essere l'avvocato dei cittadini le sue non erano soltanto parole. Lei ha dimostrato, in queste trattative, che aveva come primo obiettivo quello di essere a difesa dei diritti dei nostri cittadini che hanno scelto questo Governo. Grazie, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S, i cui senatori si levano in piedi. Molte c ongratulazioni ) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 14,28) Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, esattamente settantacinque anni fa, il 19 dicembre 1943, quando iniziava la fase più feroce del regime nazifascista, i rappresentanti della resistenza valdostana e piemontese delle valli alpine (Emilio Chanoux, Ernesto Page, Osvaldo Coïsson, Gustavo Malan delle valli valdesi piemontesi, Giorgio Peyronel e Mario Rollier) si ritrovarono clandestinamente a Chivasso, in Provincia di Torino, con l'intento di ragionare sul futuro assetto dell'Italia e dell'Europa. Il loro lavoro produsse un importantissimo documento, la Dichiarazione dei rappresentanti delle valli alpine (o Dichiarazione o Carta di Chivasso), che preconizzava la caduta dei regimi nazifascisti in Europa e proponeva la creazione di un sistema politico federale e repubblicano su base regionale e cantonale, nell'insieme di una nuova Europa, anch'essa una federazione di genti, costruita sul rispetto e sulla valorizzazione di tutte le culture e di tutte le minoranze. In questo senso, una vera e propria Ventotene delle Alpi. Il senso quindi di ricordare oggi questo avvenimento nell'Aula di questo Senato della Repubblica è quello di rimarcare la necessità di riprendere i valori fondanti di libertà e rispetto, i valori della Resistenza, che sono poi i princìpi della nostra Costituzione repubblicana, per ridare vigore a una nuova azione politica, soprattutto in previsione dell'appuntamento elettorale europeo e in un momento storico nel quale i principi e i valori sui quali si dovrebbe basare l'azione politica stanno evaporando. Quindi, una nuova spinta a valorizzare le esperienze e le culture di tutti i territori del nostro Continente, come elemento indispensabile per una nuova e più robusta azione politica, che si orienti verso un vero e proprio federalismo dei popoli. Condizione indispensabile per garantire dignità, giustizia, rispetto e democrazia a tutte le espressioni umane dei territori del nostro Paese e della nostra Europa. Che la Carta di Chivasso, quindi, contribuisca a scuotere le nostre coscienze, in un momento storico di grandi incertezze, di violenza e di iniquità verso un mondo di pace e di giustizia. (Applausi della senatrice Rojc) . CASTIELLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTIELLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, il 12 novembre 2018 sul Bollettino ufficiale della Regione Campania appariva un provvedimento sconcertante: la chiusura dei punti nascita dei presidi ospedalieri di Polla, di Sapri e di Vallo della Lucania; vale a dire lo smembramento di questi presidi ospedalieri che insistono in aree perlopiù interne della provincia di Salerno, aree corrose da un fenomeno di spopolamento che sta determinando un'irreversibile destrutturazione demografica di questi territori. Firmatario di quei provvedimenti, il governatore della Regione Campania De Luca. La reazione popolare è stata tanto incisiva quanto diffusa ed ha preso, per fortuna, un canale legalitario, non sconfinando in atti di violenza ed illegalità, proprio perché il Senato è stato vicino a queste popolazioni nella persona del presidente della Commissione igiene e sanità, professor Pierpaolo Sileri.