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Conversione in legge del decreto-legge 30 settembre 2015, n. 153, recante misure urgenti per la finanza pubblica. Onorevoli Senatori. -- Articolo 1 - (Copertura effetti finanziari negativi mediante utilizzo della maggiori entrate di cui all'articolo 1 della legge n. 186 del 2014) - La disposizione in esame consente di eliminare gli effetti finanziari negativi derivanti dalle previsioni di cui all’articolo 1, comma 632 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, mediante l'utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'applicazione della normativa sulla collaborazione volontaria. La Commissione europea, infatti, non ha autorizzato la misura in tema di IVA per l’estensione del reverse charge alla grande distribuzione (prevista dall'articolo 1, comma 629, della legge n. 190 del 2014 - legge di stabilità per il 2015). Conseguentemente al fine di neutralizzare gli effetti negativi sul gettito (valutati in 728 milioni di euro annui a decorrere dal 2015) la clausola di salvaguardia (di cui al comma 632 dell’articolo 1 della citata legge n. 190 del 2014) prevede entro il 30 settembre l'aumento delle accise sui carburanti ad uso autotrazione. Con la norma del presente decreto-legge si evita per l'anno 2015 l'aumento delle accise sui carburanti attraverso la copertura dei predetti oneri attraverso le maggiori entrate derivanti dalla voluntary disclosure attestate dalla Agenzia delle entrate. L'aumento delle accise sui carburanti per autotrazione slitterà, dunque, a decorrere dall'anno 2016. Articolo 2. - (Disposizioni in materia di collaborazione volontaria) - La norma apporta modifiche alla procedura di collaborazione volontaria disciplinata dagli articoli da 5- quater a 5- septies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, al fine di consentire ai contribuenti di beneficiare di un termine più lungo per la predisposizione dell'istanza e per il reperimento della documentazione. Sono previste, altresì, alcune semplificazioni nella determinazione dei redditi e dei maggiori imponibili per specifiche fattispecie. Il comma 1 riformula l'articolo 5- quater , comma 2, del citato decreto-legge rendendo irrevocabile la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria. Resta fermo che la stessa potrà essere integrata una sola volta dai contribuenti, sia in aumento che in diminuzione, entro trenta giorni dalla data di presentazione e che entro lo stesso termine andrà presentata la relazione illustrativa contenente i documenti e le informazioni rilevanti. Sostituisce, inoltre, l'intero comma 5 del medesimo articolo con un nuovo testo che consente di presentare la prima o unica istanza entro il 30 novembre 2015 e di integrarla eventualmente in aumento e presentare le informazioni e la documentazione a corredo della stessa entro il 30 dicembre 2015. Inoltre, non è precluso, a coloro che abbiano già presentata l’istanza, anche integrativa, entro la data di entrata in vigore del presente decreto, e di produrre i relativi documenti entro il 30 dicembre 2015. Tale previsione risponde all'esigenza di riconoscere, a chi intende avvalersi della procedura di collaborazione volontaria, un maggior tempo a disposizione per effettuare gli adempimenti previsti, tenuto conto delle difficoltà che sono state riscontrate, sia nel reperire la necessaria documentazione che nella quantificazione degli imponibili oggetto della procedura di collaborazione volontaria, anche in ragione del fatto che l'acquisizione delle informazioni richiede nella gran parte dei casi il coinvolgimento di soggetti esteri. In tale contesto, al fine di assicurare unitarietà nella trattazione delle istanze e certezza sulla data di conclusione dell'intero procedimento, la disposizione prevede che i vigenti termini di decadenza per l'accertamento e per la notifica dell'atto di contestazione, i quali scadono ordinariamente a decorrere dal 31 dicembre 2015, sono fissati al 31 dicembre 2016 limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura di collaborazione volontaria e per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa. All'articolo 5- quinquies, comma 1, dopo la lettera b) , che prevede l'esclusione della punibilità delle condotte previste dagli articoli 648- bis e 648- ter del codice penale, commesse in relazione ai delitti di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 10- bis e 10- ter del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e successive modificazioni, è aggiunta la lettera b-bis) che conferma che le norne sulla collaborazione volontaria non hanno alcun impatto sull'applicazione dei presidi previsti dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in materia di contrasto del riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, ad eccezione di quanto previsto in materia di sanzioni amministrative per le violazioni del divieto di utilizzo in qualunque forma di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia aperti presso Stati esteri. Viene, inoltre, modificato il comma 3 dell'articolo 5- quinquies , il quale prevede che limitatamente alle attività oggetto di collaborazione volontaria, le condotte previste dall'articolo 648- ter .1 del codice penale non sono punibili se commesse in relazione ai delitti di cui al comma 1, lettera a) , del presente articolo sino alla data del 30 settembre 2015, entro la quale può essere attivata la procedura di collaborazione volontaria. Tale disposizione viene adeguata alla intervenuta possibilità concessa ai contribuenti di presentare la prima o unica istanza entro il 30 novembre 2015 e di integrarla eventualmente in aumento e presentare le informazioni e la documentazione a corredo della stessa entro il 30 dicembre 2015. Il comma 2 prevede che, ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, gli uffici dell'Agenzia delle entrate, anche in deroga all'articolo 1, comma 638, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, continueranno ad utilizzare il procedimento di adesione previsto alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche successivamente al 31 dicembre 2015. Il contribuente potrà, pertanto, definire in via agevolata l'accertamento mediante adesione ai contenuti dell'invito al contraddittorio (lettera a) ). In ragione di esigenze di riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti ed ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, la lettera b) del comma 2 dispone che il contribuente può richiedere all'ufficio l'applicazione dell'aliquota del 5 per cento all’ammontare delle prestazioni erogate dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità svizzera (LPP), analogamente a quanto previsto per le rendite corrisposte in Italia da parte della assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti Svizzera (AVS) dall'articolo 76 della legge 30 dicembre 1991. n. 413.