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Ho sentito dire, anche dal Vice Ministro, che non è mai accaduto, dal Dopoguerra ad oggi, che vi fosse una situazione come questa, simile e paragonabile a quella di uno stato di guerra. Ed è vero: l'articolo 78 della Costituzione, come dicevo prima, stabilisce che, perfino per dichiarare lo stato di guerra, non può dichiararlo il Governo ma devono dichiararlo le Camere. Cari colleghi del Governo, sono le Camere che devono dire se siamo in una situazione di emergenza tale per cui deve essere dichiarato lo stato di guerra. Se è vero come è vero, che lo stato di emergenza, com'è stato ricordato poco fa da altri colleghi, non è contenuto nella nostra Costituzione, allora sarà pur vero che lo stato di guerra, seppure molto simile alla situazione che ha vissuto questo Paese, è certamente una situazione di maggiore gravità rispetto a uno stato di emergenza sanitaria. Ebbene, se è vero che il più contiene il meno e se è vero, quindi, che all'articolo 78 è stabilito che le Camere, preventivamente e in modo vincolante, devono stabilire lo stato di guerra, immaginiamoci per una situazione di emergenza sanitaria, caro collega Garruti, che mi guardi e mi ascolti con attenzione. Questa è la verità. C'è stata una grave ed evidente lesione dei diritti di questo Parlamento e si è adottato un vero e proprio squilibrio dei poteri fra l'esecutivo e il legislativo. Questo è il problema. I rapporti fra Governo e Parlamento sono stati gravemente lesi, nonostante il monito del Capo dello Stato e, non ultimo, il monito del Presidente della Corte costituzionale. Il presidente Cartabia, infatti, ha detto chiaramente che, anche in situazioni d'emergenza, la linea guida è sempre la Carta costituzionale. (Il microfono si disattiva automaticamente) PRESIDENTE. Senatore Pagano, la invito nuovamente a concludere. PAGANO (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente, concludo. Perché è accaduto tutto questo? Perché il Presidente del Consiglio dei ministri ha ritenuto che, in una tale situazione, non dovesse essere accolto il monito del Presidente della Corte costituzionale e del Presidente della Repubblica? Forse si temeva che, creando una Commissione bicamerale (proposta da noi avanzata e bocciata in sede di Commissione), potesse esservi l'introduzione di un possibile Governo di unità nazionale, che non andava bene. Quindi, si è preferito pensare agli interessi particolari, agli interessi di parte, piuttosto che agli interessi della nazione. Per queste ragioni, molte cose non sono andate bene. Mi auguro che per il decreto-legge n. 33 del 16 maggio 2020 la situazione vada diversamente, ma oggi noi, convintamente, con energia, voteremo no a questo decreto-legge. (Applausi). GARRUTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, ho ascoltato la relazione sulla questione pregiudiziale, la discussione generale e le dichiarazioni di voto, prestando particolare attenzione a quanto esposto dall'opposizione. Tocca a me questa volta fare chiarezza, come spesso accade al mio Gruppo. Penso, ad esempio, all'intervento di ieri del capogruppo Perilli sulla mozione di sfiducia al Ministro della giustizia. Ci apprestiamo a dare un voto favorevole alla conversione del decreto-legge n. 19 del 2020 che, in ragione del perdurare dell'emergenza dovuta all'evolversi della situazione epidemiologica conseguente alla diffusione ormai pandemica del Covid-19, ha avuto il compito particolarmente rilevante di tipizzare in un atto di rango primario (il decreto-legge, appunto) le misure potenzialmente applicabili su tutto il territorio nazionale o su parte di esso per contenere e contrastare i rischi sanitari. Mi duole sottolineare, da persona che ha sempre ritenuto giusto porre davanti a ogni esigenza particolare il bene comune, la leale collaborazione e la visione di insieme, come sia estremamente rammaricato dalle polemiche pretestuose sollevate anche su questo decreto-legge, come da buona parte di tutte quelle sollevate sugli altri provvedimenti emergenziali previsti in questa fase delicatissima per il nostro Paese. Tutti gli spunti di riflessione costruttivi e volti a migliorare la normazione sono ben accetti. Sono e siamo come maggioranza sempre pronti al confronto e a condividere e recepire proposte per il bene del Paese, ma ciò che risulta particolarmente sgradevole, soprattutto in una fase delicata come quella che stiamo vivendo, sono i discorsi di costituzionalismo da bar che vengono annunciati come verità assolute, ostentati alla popolazione come minacce all'assetto democratico. Sono pseudo-avvertimenti paternalistici del padre al figlio, non per educarlo, ma per aggirarlo, per creare un nemico che non esiste o, forse, per nascondere un'inconsistenza politica dettata dalla mancanza di contenuti? Allora, si sdoganano formule idonee a qualsiasi cerimonia e occorrenza: potere assoluto, accentramento del potere, mancato rispetto della gerarchia delle fonti e finanche pieni poteri, cercando di rigirare la frittata che li ha evocati il 16 novembre del 1922 nel celebre discorso del bivacco e il 9 agosto del 2019 nel celebre discorso "fuga dalle responsabilità". ( Applausi ). Sono inappropriate e devastanti parole in libertà finalizzate unicamente a racimolare qualche like in più, oltraggiando il ricordo delle vittime della pandemia, svilendo le prove e i sacrifici fatti dai nostri concittadini che cercheranno di rialzarsi dalle dure ripercussioni della pandemia, ma che dovranno farlo con l'aiuto di tutti noi e, in primis , delle forze di maggioranza. Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, ma le forze di opposizione non sono scevre da queste. Colleghi delle opposizioni, non sarà certamente provocando tempeste in un bicchier d'acqua o soffiando sulla cenere che cova sotto il manto di disperazione con pretestuose polemiche che dimostrerete senso di responsabilità, soprattutto su questo specifico decreto-legge che, come sottolineato da più parti, conferisce una cornice normativa ai poteri emergenziali nel rispetto del quadro costituzionale. Mi fa sorridere e allo stesso tempo mi preoccupa non poco chi propone la non conversione del decreto-legge n. 19 del 2020. Vi è chiaro o no che il suddetto provvedimento pone un limite temporale alle misure restrittive a garanzia delle libertà fondamentali del cittadino? ( Applausi ). Vi è chiaro o no che il decreto-legge n. 19 del 2020 pone dei paletti stringenti per l'adozione dei tanto contestati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri? Tutti parlano dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che hanno ristretto le libertà fondamentali, ma nessuno cita i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che hanno decompresso tali restrizioni. Sia gli uni che gli altri sono adottati sulla base di fonti di rango primario: i decreti-legge nn. 6, 19 e 33 del 2020. ( Applausi ). Su tutti e tre i decreti il Parlamento è centrale.