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Signor Presidente, anche noi come Gruppo vogliamo fare una breve dichiarazione per sottolineare l'importanza di questo provvedimento e complimentarci con la senatrice De Lucia per aver portato avanti tale iniziativa, che non è la prima in questa legislatura, poiché in 7 a Commissione ci sono altre iniziative che tendono a valorizzare il nostro patrimonio culturale e immobiliare sul territorio nazionale. Credo che questo sia un elemento importante: la cultura deve essere sempre più un elemento caratterizzante del nostro Paese, e non solo il patrimonio immobiliare ma anche quello immateriale. È molto positivo che si portino avanti iniziative del genere e sono molto contento che si valorizzi un monumento di questo tipo. Vorrei ricordare che l'Arco di Traiano a Benevento rappresenta un punto di riferimento nella storia della romanità e lo dico come valdostano, visto che ad Aosta abbiamo, tra l'altro, uno degli archi trionfali romani più antichi di tutta la romanità (25 avanti Cristo). Quindi, mi associo a questa iniziativa molto importante e auspico che il nostro Paese guardi sempre di più alla cultura come a uno dei veri e fondamentali traini non solo della nostra economia, ma dell'intero sistema Italia, il vero biglietto da visita del nostro Paese. È con questo auspicio che annuncio convintamente il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie. CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è un giorno importante per la Campania, per il Mezzogiorno e per l'intero nostro Paese. Riconoscere l'Arco di Traiano, la Porta Aurea, come monumento nazionale rappresenta un momento emozionante per Benevento che lo ospita, lo cura e lo esalta da sempre come simbolo della città. Non si tratta solamente di una porta della città e di un centro nevralgico, perché - com'è stato ricordato - ha una storia, una memoria ed è un gioiello architettonico unico, uno dei monumenti più significativi della produzione artistica romana. Il ricco apparato decorativo celebra, sul fronte verso la campagna, le imprese di Traiano nelle province conquistate e, sul lato rivolto verso la città, scene di pace ed elargizioni dell'imperatore in Italia. Le scene raffigurate sulle facciate dell'Arco trattano temi diversi e nello specifico mirano a esaltare, nella facciata interna, la pace e la provvidenza, mentre in quella esterna la guerra e le imprese ad opera dell'imperatore, come la conquista della Mesopotamia, della Germania e la sottomissione della Dacia. Un accurato intervento di restauro, completato nel 2002 dalla Soprintendenza dei beni archeologici, ha ricondotto le superfici scolpite dell'Arco all'originario splendore. Oggi commemora l'eredità romana e anche quella longobarda di una delle città sicuramente più affascinanti, più belle e importanti, dal punto di vista storico e culturale, dell'intero Mezzogiorno. Desidero ringraziare la Commissione e i parlamentari di tutti gli schieramenti politici per aver contribuito a questo riconoscimento, perché - a mio avviso - la cultura rappresenta l'unico futuro possibile dei nostri territori. Soprattutto in momenti come quello attuale è importante avere la sensibilità e l'intelligenza di riconoscere beni di interesse nazionale, anche al di fuori delle grandi città e dei grandi tour , che esistono in realtà più piccole e in luoghi meno conosciuti, dove bisogna recarsi appositamente per visitare le bellezze storiche e architettoniche. Non dobbiamo mai dimenticare la ricchezza storica e culturale dei monumenti dei nostri territori. La loro cura, promozione e valorizzazione sono oro per i giovani del Mezzogiorno. I nostri ragazzi hanno nella cultura e nel turismo un importante e strategico volano per far ripartire l'economia delle zone in cui risiedono, un baluardo contro la fuga all'estero della ricerca di lavoro. Italia Viva vota convintamente a favore di questo provvedimento. Noi da sempre siamo per favorire e accrescere la cultura, la bellezza e il dialogo per recuperare il senso della nostra identità. È un grande impegno e per farlo, al Nord come al Sud, servono provvedimenti come quello in esame, ma soprattutto servono musei e teatri, servono i nostri capolavori e paesaggi. (Applausi) . PETRENGA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, oggi discutiamo dell'approvazione di un disegno di legge importante, che non va sottovalutato, anche se già l'articolo 3 del codice dei beni culturali prevede, quando si dichiara un bene di interesse culturale, che è implicita la dicitura di monumento nazionale. In ogni caso, fin quando ci si occupa della valorizzazione del nostro patrimonio culturale, fa sempre piacere. Fratelli d'Italia ha depositato diverse proposte, che sono agli atti del Senato, per valorizzare il nostro patrimonio, alle quali non è stata data ancora risposta, nonostante i ripetuti solleciti. Venendo al disegno di legge odierno, accettiamo con piacere il riconoscimento dato, perché l'Arco di Traiano è un monumento riconosciuto nei secoli, che ha attirato tanta attenzione da parte di esperti, studiosi e visitatori illustri; tanto che nel 1750 il re Carlo di Borbone, in visita alla città di Benevento, di fronte all'Arco di Traiano rimase estasiato, al punto da commissionare una tela ad Antonio Ioli, un vedutista importante del Settecento, affinché ne realizzasse un dipinto, oggi conservato nella Reggia di Caserta. Nel corso degli anni, l'Arco di Traiano ha subito diversi bombardamenti e terremoti ed è stato sempre restaurato, anche se con tecniche dell'epoca (prima non c'era la Carta del restauro e si sono operati solo interventi di consolidamento). I vari interventi di restauro che hanno interessato l'Arco di Traiano sono stati effettuati dalla Soprintendenza ai monumenti di Napoli e, successivamente, dalla Soprintendenza di Caserta. La Soprintendenza di Caserta ha effettuato un restauro significativo, grazie a un progetto approvato con i fondi del Lotto, in due fasi: la prima ha interessato il consolidamento, mentre la seconda il restauro delle decorazioni scultoree. In quella circostanza fu realizzato un ponteggio per consentire la visita all'Arco anche con i lavori di restauro in corso. D'accordo con il Comune fu inoltre allestita, nella vicina Chiesa di Sant'Ilario, una mostra con pannelli e supporti audiovisivi che ebbe molto successo. Quindi, non è mai stato trascurato, anche perché dovere del cittadino e degli enti preposti è valorizzare e conservare i beni ereditati, che abbiamo il compito di tutelare per tramandarli. È importante - sì - conservare e tutelare, ma dopo questa fase deve arrivare quella più importante, ossia la valorizzazione. Nel provvedimento leggo: «senza impegno di spesa». La mia precisazione non vuole essere polemica. Si tratta di operare con le risorse già assegnate agli enti preposti, ma il Ministero sa benissimo che gli enti di tutela sono ormai al lumicino. Fondi non ce ne sono e servono quindi impegni di spesa più sostanziosi per valorizzare e creare dei percorsi di promozione.