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inoltre, si prevede l'utilizzo del sistema NoiPA per alcune pubbliche amministrazioni, anche in questo caso senza fornire dettagli sull'adeguatezza di tale sistema. Per inciso rilevo che il NoiPA non ha ancora risolto la partita stipendiale di tutti i dipendenti della Difesa, ma andiamo avanti. Infine, per le pubbliche amministrazioni che non usano l'eccellente sistema NoiPA, si prevede il ricorso alle convenzioni Consip, anche in questo caso senza alcuna previsione di bilanci dedicati. Insomma, vengono enunciati dei princìpi, ma mancano il metodo e il dettaglio tecnico dell'impatto della norma e soprattutto mancano le necessarie coperture finanziarie a cui non si fa riferimento. Premetto che nel merito si condivide la volontà di combattere l'assenteismo come modo migliore non solo di punire chi commette un errore, ma anche di premiare e tutelare la stragrande maggioranza dei lavoratori pubblici, i quali invece svolgono con dedizione e senso del dovere il proprio lavoro e spesso lo fanno in condizioni inadeguate. Ciò detto, l'identificazione biometrica - usando un termine tecnico che in realtà significa prendere le impronte digitali alle persone - per noi è un qualcosa di offensivo, come dimostra il fatto che con il disegno di legge concretezza - nome a effetto che nasconde qualcosa che invece non va - noi legittimeremmo un paradosso. Applicheremmo ai dipendenti pubblici un regime di controllo così stretto che non viene neanche applicato - cito solo alcuni esempi - a soggetti sottoposti a misure restrittive, a soggetti in libertà vigilata o agli immigrati richiedenti asilo. È quindi evidente che qualcosa nel disegno di legge in esame, almeno al suo articolo 2, non va per il verso giusto. In conclusione, noi riteniamo che non si possano né si debbano usare le impronte digitali. Voglio anche dire che non possiamo pensare di introdurre un principio di schedatura dei dipendenti pubblici: è una umiliazione che si fa a chi ogni giorno - è la stragrande maggioranza delle persone - va al lavoro con senso del dovere e passione. (Applausi dal Gruppo FdI) . Si tratta di umiliazione dei dipendenti pubblici. E mi fa ridere un paradosso. Non voglio aprire una questione, ma viviamo in un Paese dove c'è il buco nero delle identità e le andiamo a richiedere ai dipendenti pubblici, per i quali già esistono dei sistemi di rilevazione automatica. Per fare una battuta conclusiva, in questo Paese con il buco nero delle identità e dove si vogliono umiliare i dipendenti pubblici, invece di trovare dei sistemi - e ci sono - per correggere un difetto lì dove esso si annida e invece di educare e correggere una minoranza, andiamo a punire una maggioranza che è quella positiva, quella che va a lavorare con senso del dovere. C'è una frase bellissima di un francese che diceva di venire da una generazione che andava al lavoro cantando. Oggi, purtroppo, nessuno canta andando al lavoro. Cerchiamo, però, di non umiliare chi fa il suo dovere ogni giorno. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pizzol. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, il disegno di legge oggi in esame racchiude nel suo nome l'obiettivo che si prefigge, e cioè l'efficacia e l'efficienza della pubblica amministrazione; una pubblica amministrazione in grado di rispondere prontamente alle richieste ed alle esigenze dei cittadini e al loro servizio. Esso prevede un riassetto della macchina pubblica attraverso diverse misure, dalla riforma della dirigenza, ai controlli biometrici in funzione anti-furbetti del cartellino, fino alla semplificazione burocratica. La volontà è di estendere le buone pratiche coniugando rigore e premialità, nonché rendere l'azione amministrativa più veloce e certa a beneficio del Paese e dei cittadini. Il provvedimento si compone di sei articoli, ma il cuore pulsante della riforma per una pubblica amministrazione efficiente è contenuto nei primi due. L'articolo 1, infatti, prevede l'istituzione del Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell'efficienza amministrativa, denominato Nucleo della concretezza, che dovrà far rispettar il piano triennale predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica, avente l'obiettivo di garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento delle pubbliche amministrazioni e la conformità dell'attività amministrativa ai princìpi di imparzialità e buon andamento; nonché di implementare l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, con indicazione dei tempi per la loro realizzazione delle azioni correttive. Per realizzare la sua funzione, il Nucleo si avvarrà di 53 unità di personale e lavorerà in collaborazione con l'Ispettorato per la funzione pubblica, svolgendo sopralluoghi e visite presso le singole amministrazioni e proponendo eventuali misure correttive con l'indicazione dei tempi di realizzazione. La mancata attuazione delle misure comporterà responsabilità dirigenziale e disciplinare dei dirigenti e l'iscrizione dell'amministrazione in un'apposita black list . Le critiche circa una sovrapposizione e/o duplicazione tra il nucleo e l'Ispettorato per la funzione pubblica ci appaiono alquanto strumentali, visto che il Nucleo della concretezza, piuttosto, serve a implementare le strutture della pubblica amministrazione già esistenti individuando le criticità e indicandone i rimedi. Non di minor importanza sono le misure contenute nell'articolo 2 per il contrasto all'assenteismo, fenomeno che riteniamo debba essere sì punito con le sanzioni, ma prima ancora deve essere impedito ed evitato. Se in alcuni uffici pubblici i dipendenti lavorano privi di motivazione è anche perché, talvolta, devono sopperire al lavoro del collega assenteista, il che provoca in essi un senso di frustrazione e di impotenza. È giusto e doveroso tutelare e premiare i tanti dipendenti pubblici, per bene e onesti, che fanno il loro dovere, mentre bisogna punire con fermezza chi se ne approfitta. Troppi sono i casi di cronaca di dipendenti che nell'orario di lavoro risultavano essere a fare la spesa, o a giocare a tennis o chissà dove, mentre colleghi compiacenti timbravano al loro posto. Basti ricordare l'eclatante caso di Sanremo, nell'ottobre del 2015, con 196 dipendenti coinvolti su circa 400 impiegati o quello dell'ospedale napoletano Loreto Mare, nel febbraio del 2017, che ha visto 94 persone indagate e 55 raggiunte da un ordine di custodia cautelare. L'assenteismo è una piaga diffusa perché gran parte dei lavoratori pubblici si sente tranquillo, protetto dal posto fisso e di conseguenza incline a farsi gli affari propri. C'è poi una sorta di omertà negli uffici, con colleghi compiacenti o costretti a compiacere perché, come ha dichiarato il ministro Bongiorno, è difficile denunciare il proprio collega visto che con questo si deve convivere. Per non parlare dei dirigenti distratti perché, come ha ribadito lo stesso Ministro, in più occasioni può sfuggire al dirigente l'assenza ingiustificata sporadica ma non quella cronica.