[resaula]

secondo l'Ocse, se si riducesse il carico burocratico che grava sul settore, in Italia la produttività dei piccoli negozi potrebbe crescere senza altri interventi del 3 per cento; in tutto il Paese le aree più colpite da questa moria sono quelle montane o comunque a bassa densità abitativa, che hanno visto negli ultimi decenni un lento e purtroppo ininterrotto declino di servizi, e rischiano una vera e propria "desertificazione commerciale" e di servizi di vicinato, nel solo Piemonte, oltre 70 comuni non hanno più un esercizio commerciale e ben 200 su 1.205 hanno solo un negozio, sono cioè a forte rischio desertificazione; considerato che: il 14 marzo 2019 il Governo, rispondendo alle sollecitazioni degli enti dei territori montani, con un decreto firmato dai Ministri per gli affari regionali e le autonomie, dell'interno e dell'economia e delle finanze, ha finanziato con 11 milioni di euro il Fondo integrativo per i Comuni montani, istituito dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per il 2013), per sostenere le piccole attività commerciali e consentire l'implementazione di servizi a favore del terzo settore nei territori dell'entroterra; l'articolo 30- ter del "decreto crescita" (decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58) ha introdotto agevolazioni per riapertura e ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi nei piccoli comuni a partire dal 1° gennaio 2020 per sostenere l'economia locale; molte Regioni e Province autonome negli anni hanno varato provvedimenti, anche grazie ai fondi comunitari, a sostegno dell'economia montana e dei territori a maggiore dispersione abitativa e a rischio desertificazione dei servizi e commerciale; nonostante tutti gli interventi varati, moltissimi sono ancora i territori nei quali la desertificazione in atto sembra non dare segni di rallentamento, e sempre più forte si leva la domanda di semplificazioni e di trattamento diversificato che tenga conto delle peculiarità, perché diverse sono oggettivamente le condizioni nelle quali lo sviluppo e le attività economiche sono chiamate a operare in quei territori; considerato inoltre che: il 10 maggio 2019 il Ministro in indirizzo ha firmato il decreto ministeriale, previsto dalla legge di bilancio per il 2019, che indica gli esoneri all'obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati degli incassi giornalieri (cosiddetto scontrino elettronico), prevedendo per le attività di commercio al minuto e assimilate l'obbligo di emettere lo scontrino elettronico dal 1° luglio 2019 per i soggetti con un volume d'affari superiore a 400.000 euro, mentre lo stesso obbligo sarà esteso, con alcune deroghe, a tutti i commercianti al minuto e soggetti assimilati a partire dal 1° gennaio 2020; gli amministratori montani lamentano che, sia per la qualità della copertura di banda larga nei loro comuni ancora in larga parte assolutamente inadeguata, sia a causa del comunque ulteriore nuovo aggravio di costi, il nuovo obbligo aggiunto alla redditività in larghissima parte in questi comuni ampiamente al di sotto di tutti parametri medi, rischia di dare il colpo mortale a quel processo di desertificazione commerciale purtroppo da tempo in atto; la legge 31 gennaio 1994, n. 97, recante "Nuove disposizioni per le zone montane", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9 febbraio 1994, all'articolo 16, rubricato "Agevolazioni per i piccoli imprenditori commerciali", recita: "1. Per i comuni montani con meno di 1.000 abitanti e per i centri abitati con meno di 500 abitanti ricompresi negli altri comuni montani ed individuati dalle rispettive regioni, la determinazione del reddito d'impresa per attività commerciali e per i pubblici esercizi con giro di affari assoggettato all'imposta sul valore aggiunto (IVA), nell'anno precedente, inferiore a lire 60.000.000 può avvenire, per gli anni di imposta successivi, sulla base di un concordato con gli uffici dell'amministrazione finanziaria. In tal caso le imprese stesse sono esonerate dalla tenuta di ogni documentazione contabile e di ogni certificazione fiscale. 2. Per le imprese di cui al comma 1, gli orari di apertura e chiusura, le chiusure domenicali e festive, nonché le tabelle merceologiche sono definite con apposito regolamento approvato dal consiglio comunale": per favorirne la piena applicazione potrebbe essere opportuna la definizione puntuale di linee di modalità applicative; tenuto conto che: la circolare del Ministero delle finanze n. 192 del 23 ottobre 2000, rispondendo a richieste di chiarimento in merito all'applicabilità dell'articolo 16 concernente agevolazioni fiscali per i piccoli imprenditori commerciali operanti in zone montane, afferma che "l'art. 16 (…) deve ritenersi abrogato"; il decreto-legge 17 settembre 1994, n. 538, che contemplava l'abrogazione esplicita dell'articolo 16, è decaduto per mancata conversione, e che non esiste nessun'altra norma che esplicitamente preveda l'abrogazione; l'articolo 16 permetterebbe di definire le proprie posizioni tributarie solamente in via preventiva, ai soli piccoli imprenditori commerciali che operano in zone montane e quindi, non rivolgendosi di fatto alla stessa platea, si potrebbe presumere che non trovi applicazione la disposizione dell'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, che abroga in via generale "tutte le altre disposizioni con esso incompatibili", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga utile valutare la possibilità di intervenire con una norma di attuazione del citato articolo 16 della legge n. 97 del 1994, nei confronti dei soli piccoli imprenditori commerciali che operano in zone montane, definendo criteri e modalità di applicazione, anche individuando i comuni o località o porzioni di comuni interessate dall'applicazione della norma. Atto n. 3-01054 BITI FERRAZZI MESSINA Assuntela MIRABELLI SUDANO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: le aree naturali protette sono state istituite con la legge 6 dicembre 1991, n. 394, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, al fine di garantire e di promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del Paese; la legge quadro sulle aree protette ha previsto, all'articolo 11, che il regolamento del parco disciplini, tra le diverse attività, anche quelle relative allo svolgimento di attività di ricerca scientifica e biosanitaria, rendono così necessaria la presenza di almeno un medico veterinario negli organici degli enti parco nazionali; per quanto risulta agli interroganti soltanto in 6 parchi nazionali su 24 vi sono, inquadrati a vario titolo, medici veterinari; considerato che: in Italia esistono 24 parchi nazionali e 146 parchi regionali e la componente faunistica rappresenta un aspetto fondamentale delle finalità di conservazione;