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tale nuovo approccio al mercato assicurativo nazionale del gruppo Poste italiane rischia di compromettere irrimediabilmente la tenuta dell'assetto distributivo delle maggiori compagnie assicurative che operano in Italia attraverso reti di agenzie, nonché di ridimensionare pericolosamente la quota di mercato degli agenti assicurativi professionisti in gestione libera, minando il loro già delicato equilibrio economico; a tacere del fatto che lo sfruttamento degli sportelli distributivi postali, con la loro capillarità e presenza, destabilizza e sfrutta il fine pubblico di Poste, per uno sviluppo imprenditoriale privato che può rivelarsi contrario agli interessi dei consumatori finali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano di voler rappresentare a Poste italiane SpA l'opportunità di attenersi agli scopi originari per i quali la società è stata costituita; se vogliano valutare l'opportunità di attivarsi con azioni di competenza al fine di sospendere la gara indetta per l'identificazione dell'impresa assicuratrice partner con la quale sottoscrivere il citato accordo distributivo di polizze del ramo danni (compresa la responsabilità civile auto); se ritengano che risponda ai principi di imparzialità e trasparenza la posizione dell'attuale presidente di Poste italiane SpA, Bianca Maria Farina, che riveste contemporaneamente anche la carica di presidente dell'ANIA (Associazione nazionale imprese assicuratrici). Atto n. 4-00274 PUCCIARELLI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, commi 909-928, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato; la stessa legge ha previsto l'avvio anticipato, a partire dal 1° luglio 2018, della fattura elettronica fra privati relativamente agli operatori del settore dei subappalti con la pubblica amministrazione e alla filiera dei carburanti per motori; le numerose e complesse implicazioni che derivano dall'applicazione della legge, unite allo stato della rete italiana dei punti di vendita, estremamente diversificata e frammentata, rischiano di avere un negativo impatto sulla competitività delle imprese che gestiscono gli impianti di rifornimento carburanti; oltretutto, con l'approssimarsi dell'inizio dell'obbligatorietà, si assiste al proliferare di soggetti che vedono nell'obbligo di fatturazione elettronica fra privati una vera possibilità di business , offrendo servizi al mercato con livelli di onerosità assolutamente ingiustificati; i costi che i gestori dei rifornimenti di carburante sosterrebbero per l'emissione della fattura, di cui sarebbero incaricate banche e delle società di intermediazione bancaria, risulterebbe di 0,50 euro, costo assolutamente spropositato rispetto al ricavo a litro di carburante erogato; con il provvedimento del 30 aprile 2018 l'Agenzia delle entrate si è impegnata a mettere a disposizione degli operatori entro il 1° luglio 2018 una serie di servizi per rendere agevole, efficiente e poco onerosa la fase di predisposizione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche. Al momento però tali servizi non sono ancora disponibili e sarà necessaria una fase transitoria prima che tutti gli operatori possano usufruirne compiutamente; il mercato della distribuzione di carburanti ha un ruolo strategico per l'economia del nostro Paese: vale circa 45 miliardi di euro all'anno di fatturato complessivo ed impiega circa 80.000 lavoratori fra titolari, collaboratori e dipendenti, occupati presso oltre 22.000 impianti nella rete ordinaria e circa 450 aree di servizio, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente adottare i necessari atti normativi al fine di prevedere un congruo periodo transitorio in favore dei gestori di carburante per autotrazione, ai fini dell'adeguamento agli obblighi di fatturazione elettronica, prorogando il termine fissato dall'articolo 1, comma 917, della legge n. 205 del 2017, o almeno prevedendo la possibilità di adesione su base volontaria al nuovo metodo di fatturazione fino al 31 gennaio 2019. Atto n. 4-00275 AGOSTINELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il sistema di erogazione dei fondi comunitari all'agricoltura fa perno su Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), organismo pagatore per conto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; si tratta di un volume di affari di oltre 7 miliardi di euro, per circa un milione e mezzo di beneficiari. In particolare Agea si avvale della società partecipata SIN Srl, che si occupa del governo e del controllo del sistema informativo agricolo nazionale (Sian). Il 49 per cento del capitale sociale della società SIN è in mano ad un socio privato scelto con procedura di evidenza pubblica (come si apprende da un articolo su "la Repubblica" online , 19 gennaio 2018); la gestione del Sian è stata affidata alla SIN nel 2006, sulla base di un contratto della durata di 9 anni con un appalto da 1,1 miliardi di euro; tale gara di appalto è al centro di un'indagine avviata dalla Procura di Roma che ha notificato un avviso di garanzia a 10 amministratori SIN-Agea indagati per frode; come ricordato dal citato articolo di stampa, i pubblici ministeri contestano: di aver tagliato su misura la gara "per favorire il raggruppamento temporaneo di imprese facente capo ad Almaviva"; di non aver "mai provveduto all'istituzione del comitato di valutazione, verifica e collaudo che aveva il compito di stabilire la congruità tecnico economica dei progetti predisposti da SIN"; di aver fornito un prodotto informatico "inefficiente e di qualità molto più scadente rispetto a quello richiesto da Agea"; di aver creato un sistema fittizio di linee e codici per gonfiare i costi del sistema informatico; di aver previsto un prezzo per la gestione del Sian (pari a 713 milioni di euro) assolutamente ingiustificato e sproporzionato rispetto al valore della prestazione erogata e comunque superiore di circa il 900 per cento rispetto a quello sostenuto da altri Paesi UE per analoghe prestazioni; in seguito alla scadenza del contratto di affidamento, nel settembre 2016, l'amministrazione ha messo di nuovo a bando la fornitura dell'intero servizio (bando suddiviso in 4 lotti gestiti da Consip e non più da Agea, sotto la supervisione dell'Autorità nazionale anticorruzione). SIN avrebbe dovuto cessare l'attività ma, a causa dei ritardi della procedura di gara, ha goduto di una proroga nella gestione del Sian, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali provvedimenti intenda adottare al riguardo anche al fine di garantire la regolarità nell'erogazione dei contributi europei per il sostegno della produzione agricola. Atto n. 4-00276 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: