[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 16 del d.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1420 (Norme in materia di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti gestita dall'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo) e 16 della legge 2 agosto 1990, n. 233 (Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi), promosso con ordinanza emessa il 6 novembre 2000 dal Tribunale di Alessandria nel procedimento civile vertente tra Andreoli Pierantonio e l'E.N.P.A.L.S., iscritta al n. 796 del registro ordinanze 2000 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 52, 1ª serie speciale, dell'anno 2000. Visto l'atto di costituzione dell'E.N.P.A.L.S. nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 29 gennaio 2002 il giudice relatore Fernanda Contri; Uditi l'avvocato Domenico De Luca per l'E.N.P.A.L.S. e l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Nel corso di un giudizio promosso da Pierantonio Andreoli contro l'E.N.P.A.L.S., il Tribunale di Alessandria, Sezione lavoro, con ordinanza emessa il 6 novembre 2000, ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 35 e 38 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 16 del d.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1420 (Norme in materia di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti gestita dall'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo) e 16 della legge 2 agosto 1990, n. 223 (rectius: n. 233) (Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi), nella parte in cui non consentono la totalizzazione, ai fini della misura della pensione, dei contributi versati all'E.N.P.A.L.S. con quelli versati alla gestione speciale commercianti presso l'I.N.P.S. Il giudice a quo rileva che la normativa vigente non consente né la ricongiunzione né il cumulo (totalizzazione) dei contributi versati presso l'E.N.P.A.L.S. e presso il fondo speciale commercianti gestito dall'I.N.P.S., ma consente esclusivamente all'assicurato che vanti contribuzioni presso l'E.N.P.A.L.S. e presso il fondo speciale dei commercianti gestito dall'I.N.P.S. di fruire, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, della c.d. pensione supplementare. Peraltro, come specificato dal giudice a quo l'omessa previsione della ricongiunzione onerosa non rileva nella presente sede, in quanto il ricorrente ha domandato esclusivamente di poter vedere totalizzati i propri contributi versati all'E.N.P.A.L.S. ed alla gestione commercianti presso l'I.N.P.S. con conseguente liquidazione di una sola pensione che tenga conto di tutta l'anzianità contributiva. La questione di legittimità costituzionale degli artt. 16 del d.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1420 e 16 della legge 2 agosto 1990, n. 233, nella parte in cui non consentono la totalizzazione, ai fini della misura della pensione, dei contributi versati all'E.N.P.A.L.S. con quelli versati alla gestione speciale commercianti presso l'I.N.P.S., sarebbe dunque rilevante in quanto direttamente connessa al riconoscimento della pretesa fatta valere dal ricorrente, atteso che la soluzione della controversia dipende dall'applicazione di detta normativa. Sotto il profilo della non manifesta infondatezza, la disciplina impugnata appare al giudice a quo in contrasto: a) con l'art. 2 della Costituzione, in riferimento all'adempimento, da parte dello Stato, dei doveri di solidarietà sociale, tra i quali rientra anche la materia della previdenza sociale; b) con l'art. 3 della Costituzione per disparità di trattamento tra coloro che vantano contribuzioni nelle gestioni E.N.P.A.L.S. e Artigiani presso l'I.N.P.S., per i quali, secondo il giudice rimettente, sarebbe ammessa la totalizzazione (art. 9 della legge 4 luglio 1959, n. 463), e coloro che, invece, vantano contribuzioni nelle gestioni E.N.P.A.L.S. e Commercianti presso l'I.N.P.S., per i quali la totalizzazione non è ammessa, potendo soltanto ottenere, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, la pensione supplementare I.N.P.S.; c) con l'art. 35 della Costituzione, in quanto la mancata previsione della totalizzazione nel caso di specie implica che la normativa impugnata offra una tutela limitata ai lavoratori del commercio; d) con l'art. 38 della Costituzione, in quanto la normativa in oggetto parrebbe violare, almeno sotto il profilo della proporzionalità della prestazione previdenziale alla quantità del lavoro complessivamente prestato ed all'ammontare della contribuzione versata, il principio costituzionale della adeguatezza della prestazione pensionistica. Il giudice a quo richiama, inoltre, la disciplina comunitaria che consente la totalizzazione per quei lavoratori che vantino contributi in differenti paesi membri (art. 42, lett. a, Trattato CE, ex art. 51), nonché la pronuncia di questa Corte n. 61 del 1999, con la quale, sia pure in diverso settore previdenziale ed a fini parzialmente differenti (riconoscimento della contribuzione minima per l'ottenimento della pensione), è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge 5 marzo 1990, n. 45, "nella parte in cui non prevedono, in favore dell'assicurato che non abbia maturato il diritto ad un trattamento pensionistico in alcuna delle gestioni nelle quali è, o è stato, iscritto, in alternativa alla ricongiunzione, il diritto di avvalersi dei periodi assicurativi pregressi nei limiti e secondo i principi indicati in motivazione". 2. - Nel giudizio davanti a questa Corte si è costituito l'E.N.P.A.L.S. per chiedere che la questione sollevata sia dichiarata infondata, rilevando, in particolare, che le categorie lavorative di cui trattasi (lavoratori subordinati e lavoratori del commercio) presentano connotazioni eterogenee e meccanismi di operatività previdenziale differenti, tanto che risultano diversi i criteri di prelievo, di imponibile, di onerosità, incidenza di costo, di calcolo della riserva matematica riferita all'età, sesso, nonché consistenza ed anzianità contributiva. La difesa dell'E.N.P.A.L.S. richiama la sentenza n. 527 del 1987 di questa Corte, rilevando peraltro che l'incomparabilità e l'eterogeneità delle due gestioni assicurative è dimostrata anche dal fatto che per i lavoratori dipendenti vige il principio dell'automaticità delle prestazioni per cui anche se il datore di lavoro non versa o comunque l'I.N.P.S. (o l'E.N.P.A.L.S.) non incassa i contributi gli stessi sono sempre registrati a favore del lavoratore dipendente, mentre per i lavoratori autonomi, se non v'è il pagamento dei contributi, non v'è nemmeno il loro accredito.