[ddlpres]

c) all'articolo 24, secondo comma, primo periodo, le parole: « tre quinti » sono sostituite dalle seguenti: « quattro quinti »; d) all'articolo 25- bis : 1) al comma 1, secondo periodo, le parole: « da un rappresentante di ANPAL » sono sostituite dalle seguenti: « appartengano alla rispettiva cabina di regia regionale di riferimento, da un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da un rappresentante unitariamente designato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e da un rappresentante unitariamente designato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello territoriale, nonché da un rappresentante degli enti del Terzo settore di cui all'articolo 4 del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 »; 2) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente: « 7-bis. Sulla base dell'attività di censimento e profilazione svolta dalle commissioni di cui all'articolo 20, comma 4, le commissioni regionali per il lavoro penitenziario garantiscono l'accesso delle persone detenute o internate alle commissioni regionali per la certificazione delle competenze professionali per la validazione delle pregresse competenze formative e professionali degli interessati e la certificazione di quelle acquisite durante la detenzione o l'internamento ai sensi del citato articolo 20, commi 1 e 3 »; e) all'articolo 25- ter , dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis . Al fine di assicurare l'erogazione dei servizi di cui al comma 1 gli istituti penitenziari stipulano accordi e protocolli di intesa con gli enti di patronato e i centri di assistenza fiscale delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e con gli enti del Terzo settore di cui all'articolo 4 del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 »; f) all'articolo 30, secondo comma, le parole: « eccezionalmente per eventi familiari di particolare gravità » sono sostituite dalle seguenti: « per la partecipazione agli esami di Stato e all'esame di laurea ed eccezionalmente per eventi di particolare rilevanza familiare e sociale »; g) l'articolo 74 è sostituito dal seguente: « Art. 74. – (Sistema integrato per l'inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale emanati dall'autorità giudiziaria) – 1 . Al fine di realizzare il sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo e l'inclusione delle persone sottoposte a provvedimenti dell'autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale, in adempimento dell'accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 28 aprile 2022 ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sul documento recante linee di indirizzo per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti dell'autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono istituire in via permanente cabine di regia tematiche, composte dai responsabili, o loro delegati, delle strutture amministrative e degli enti regionali controllati o vigilati competenti in materia di formazione, istruzione, lavoro, politiche sociali, salute e sviluppo economico. 2 . Sono componenti di diritto delle cabine di regia di cui al comma 1 il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria o un suo delegato, il direttore dell'ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna o un suo delegato, il direttore del centro per la giustizia minorile o un suo delegato, il referente regionale dell'Associazione nazionale comuni italiani o del Consiglio delle autonomie locali, ove istituito. 3 . Alle cabine di regia di cui al comma 1 sono invitati a partecipare il presidente del tribunale ordinario o un suo delegato, il presidente del tribunale di sorveglianza o un suo delegato e il presidente del tribunale per i minorenni o un suo delegato, il garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale o un suo delegato, i garanti dei diritti delle persone private della libertà personale dei comuni capoluogo delle province e delle città metropolitane, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e territoriale nonché i rappresentanti degli enti del Terzo settore di cui all'articolo 4 del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. 4 . Le cabine di regia di cui al comma 1 costituiscono lo strumento per la governance territoriale volta a garantire l'integrazione dei servizi socio-sanitari e di inclusione socio-lavorativa per le persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale emanati dall'autorità giudiziaria e delle relative risorse finanziarie e svolgono i seguenti compiti: a) porre in essere processi di rilevazione e analisi dei bisogni del contesto e delle risorse esistenti; b) definire il piano di azione regionale triennale, da presentare alla Cassa delle ammende ai fini del relativo cofinanziamento in conformità allo statuto vigente, di concerto con i competenti uffici regionali delle amministrazioni dello Stato, gli enti locali, le associazioni, il Terzo settore e le realtà produttive, al fine di garantire servizi rispondenti alle esigenze differenziate delle persone e dei contesti territoriali di riferimento; c) promuovere l'attuazione del piano di azione regionale triennale in stretto raccordo con i piani di zona; d) monitorare la realizzazione del piano di azione regionale triennale a livello regionale e locale ai fini della rilevazione del fabbisogno e della programmazione. 5 . Al fine di assicurare il necessario raccordo tra le cabine di regia regionali di cui al presente articolo e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, è istituita presso la Cassa delle ammende un'unità tecnica di supporto avente le seguenti funzioni: a) garantire il flusso informativo sistematico e costante tra le cabine di regia regionali e tra queste ultime e le articolazioni territoriali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità; b) assicurare il monitoraggio sull'andamento generale delle diverse iniziative progettuali territoriali e regionali inserite nei piani di azione triennali; c) individuare e diffondere le buone prassi nel settore dell'inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a esecuzione penale, realizzate in collaborazione tra i settori del lavoro, della formazione, delle politiche sociali e dello sviluppo economico; d) promuovere la creazione o il potenziamento di reti e di servizi per l'inserimento socio-lavorativo rivolti alle persone sottoposte a esecuzione penale; e) definire e realizzare iniziative di cooperazione finalizzate allo scambio di prodotti e servizi e alla realizzazione di attività e servizi comuni; f) individuare i criteri generali per la valutazione e il cofinanziamento da parte della Cassa delle ammende delle proposte progettuali a livello territoriale contenute nei piani di azione regionali; g) promuovere con cadenza annuale una conferenza delle cabine di regia regionali »; h) l'articolo 75 è sostituito dal seguente: « Art. 75.