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Dunque, un Governo, pur presieduto da una persona che neppure si è presentata alle elezioni, è legittimo costituzionalmente, se l'intera Costituzione viene rispettata e se le leggi vengono fatte o in Parlamento o per decreto-legge e non con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, e se il Governo, in un'epoca in cui dice che c'è un'emergenza, non la usa per inserire nei provvedimenti della cosiddetta emergenza ogni sorta di misura, che nulla ha a che fare con tale emergenza. Ed è legittimo, se si rispetta il Regolamento della Camera e il Regolamento del Senato, che agli articoli 148 e 153 prevede che alle interrogazioni si risponde entro quindici giorni, per quelle a risposta orale, ed entro venti giorni, per quelle a risposta scritta. Da settimane sono senza risposta, oltre a quelle ordinarie, interrogazioni su misure prese alla luce dell'emergenza. Potrei fare decine di esempi, ma mi limiterò a due. C'è innanzitutto l'interrogazione sul famoso acquisto di 2.400.000 banchi di scuola: a più di due mesi da quando i contratti sono stati perfezionati - ne siamo a conoscenza da comunicati - non sappiamo da chi siano stati comprati e a quale prezzo. Nell'unico contratto del quale abbiamo avuto contezza, che poi è stato dichiarato annullato due giorni dopo che è venuta fuori la notizia, c'erano prezzi da tre a sette volte superiori a quelli di mercato, con acquisto da una società che non aveva alcuna esperienza nel settore, né aveva in passato un fatturato minimamente paragonabile all'acquisto che veniva fatto. Ancora non sappiamo nulla al riguardo: è un'indecenza. Dovrebbe essere il Governo a chiedere di venire a rispondere (Applausi) , invece, dopo due mesi, ancora non sappiamo niente. Non c'è risposta neppure all'interrogazione riguardante una delle tantissime disposizioni inserite per ragioni di straordinaria necessità e urgenza che guarda caso, nel modificare la disciplina della tassa di soggiorno, sgrava il procedimento a carico di una persona legata per via familiare o di convivenza al Presidente del Consiglio: parliamo del padre di colei che è notoriamente la compagna del Presidente del Consiglio, che è stato sgravato da un'accusa da poco che gli poteva costare fino a dieci anni e sei mesi di reclusione. L'interrogazione chiede di sapere se il Presidente del Consiglio ne era a conoscenza e se aveva contezza della situazione di questa persona a lui in qualche modo legata. Non c'è stata risposta. (Applausi) . Notate bene che il Regolamento del Senato prevede anche la facoltà per il Governo di dichiarare di non poter rispondere, indicandone i motivi e giustificando: non è avvenuto neppure questo. Allora, se non si rispetta il Regolamento del Senato, se non si rispetta l'articolo 77 della Costituzione, è l'insieme che non funziona. Gentile collega Valente, lei ha usato un'argomentazione logica chiedendo perché, se vogliamo il ruolo del Parlamento, chiediamo che non si discuta questo decreto-legge. Lo chiediamo perché questo decreto-legge è nella logica di spostare altrove le decisioni, alla faccia dell'articolo 70 della Costituzione, secondo il quale le leggi si fanno qui in Parlamento e dell'articolo 77, secondo il quale, se c'è straordinaria necessità ed urgenza, il Governo adotta un decreto-legge che passa dal Presidente della Repubblica immediatamente al Parlamento e non da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su cui noi non possiamo intervenire. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, il prolungamento dello stato di emergenza epidemiologica da Covid 19 fino al 31 gennaio 2021, con l'adozione di tutte le possibili misure conseguenti per il contenimento della diffusione dell'epidemia, nasce, secondo me, da una necessità oggettiva: il progressivo realizzarsi di condizioni effettivamente in rapida progressione negativa, con aumento ad un ritmo accelerato di sempre nuovi focolai, oramai diffusi in tutto il Paese. Con l'apertura di tutte le attività dopo il lockdown ciò era quasi prevedibile. Purtroppo, in diverse situazioni, il poco senso civico di alcuni e la scarsa responsabilità nei confronti della collettività hanno creato le condizioni facilitanti, se non determinanti, della ripresa della diffusione del virus. Come è scientificamente dimostrato, non esistono altri modi per fermare la contagiosità e lo sviluppo di nuovi focolai, se non i mezzi di protezione individuali e collettivi e il distanziamento sociale. Non abbiamo un'immunità innata al coronavirus; la dovremo acquisire naturalmente, con il contatto con il virus selvaggio (spesso e per fortuna, senza o con poche manifestazioni cliniche), oppure artificialmente, attraverso ceppi virali attenuati o frazioni di essi, cioè mediante la somministrazione del vaccino capace di farci immunizzare e produrre anticorpi protettivi a un titolo tale da bloccare lo sviluppo del virus e i suoi deleteri effetti patogeni. Il SARS-Cov-2 viene inserito nell'elenco degli agenti biologici capaci di causare malattie infettive nell'uomo, con tutte le conseguenze epidemiologiche che ciò comporta. La situazione è difficile e complessa nelle sue multiformi sfaccettature. Anche la nostra organizzazione sanitaria, con il ruolo non secondario svolto dalle Regioni in tema di sanità, con una loro larga autonomia decisionale e specifiche competenze, ha spesso ostacolato e comportato discrepanze rispetto ai provvedimenti adottati a livello centrale e ritardato la loro attuazione. Con il provvedimento in esame si ribadisce il divieto per le Regioni di adottare misure meno restrittive di quelle adottate a livello nazionale, prevedendo... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Mautone. Colleghi, ricordo che gli assembramenti sono vietati, soprattutto all'ingresso dell'Aula. Dopo i numeri che abbiamo sentito oggi, anche in Aula, credo che il primo esempio debba venire dalle Assemblee parlamentari. Prego, senatore Mautone. MAUTONE (M5S) . Grazie, signor Presidente. Con il provvedimento in esame si ribadisce il divieto per le Regioni di adottare misure meno restrittive di quelle adottate a livello nazionale, prevedendo la sola possibilità di norme ampliative e ancora più restrittive, in rapporto a particolari situazioni critiche locali potenzialmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico. Pur tra le mille difficoltà e problematiche che la pandemia ha improvvisamente catapultato sul mondo, non si può non riconoscere, oggettivamente, il decisionismo e l'equilibrio delle scelte adottate per contrastare il Covid-19. Anche se ad alcuni possono sembrare particolarmente rigide e limitanti alcune libertà individuali, tali scelte, insieme al senso di responsabilità della stragrande maggioranza degli italiani che hanno aderito con fiducia alle misure di prevenzione adottate fino a oggi (le eccezioni sono sotto gli occhi di tutti), hanno permesso di reggere l'urto violento della pandemia meglio di altri Paesi europei come Francia, Spagna e Gran Bretagna, e mondiali come gli Stati Uniti, da sempre visti e considerati modelli sanitari virtuosi da imitare e osannare.