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Si sopprimono le norme transitorie  recate dall'articolo 17, comma 2, lettera d) , secondo e terzo periodo, del decreto legislativo n. 59 del 2017 e introdotte per venire incontro alle esigenze dei precari  che prevedevano (a seguito delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2019) la possibilità per i soggetti che avevano svolto almeno tre annualità di servizio anche non continuativi negli otto anni precedenti nelle istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione (che comprende anche le scuole paritarie e il sistema di istruzione e formazione professionale), anche se privi di abilitazione e di altri requisiti previsti dalla normativa vigente (tra cui, il conseguimento di 24 crediti formativi universitari o accademici), di partecipare ai concorsi ordinari per una delle classi di concorso per le quali era stato maturato un servizio di almeno un anno, con una riserva di posti a loro destinata del 10 per cento. I commi da 17 a 17- septies dell'articolo 1  inseriti in prima lettura  prevedono che, a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021, per la copertura, in ciascuna Regione, dei posti vacanti e disponibili di personale docente ed educativo che residuano dopo le consuete operazioni di immissione in ruolo, incluse quelle dei vincitori della procedura straordinaria prevista dal medesimo articolo, si procede, su istanza degli interessati, mediante scorrimento delle graduatorie di altre Regioni o province. Nel caso, però, di procedure concorsuali avviate e non concluse, i relativi posti messi a concorso sono comunque accantonati e resi indisponibili e non possono essere coperti con tale meccanismo. Più nello specifico, le immissioni in ruolo avvengono rispettando la ripartizione dei posti prevista a legislazione vigente, ossia il 50 per cento dei posti alle GAE e il 50 per cento dei posti alle graduatorie di merito di procedure concorsuali, con la precisazione che l'eventuale posto dispari è destinato alle graduatorie concorsuali; e rispettando, nell'ambito della percentuale destinata alle procedure concorsuali, un ordine di priorità elencato nel decreto. Si inserisce poi una disposizione di carattere generale che impone per tutti i docenti (e non solo per quelli della scuola secondaria) l'obbligo quinquennale di permanenza in servizio nella scuola di titolarità, a decorrere dalle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2020-2021, con contestuale decadenza da ulteriori graduatorie finalizzate alla stipula di contratti per il personale del comparto scuola. Il comma 18 prevede che le graduatorie di merito ed elenchi aggiuntivi del concorso del 2016 sono valide per un ulteriore anno. A sua volta, il comma 18- bis , introdotto durante l'esame in prima lettura, dispone che i soggetti inseriti nelle citate graduatorie del concorso del 2016 possono, a domanda, essere inseriti in una fascia aggiuntiva ai concorsi già banditi anche in Regioni diverse da quella di pertinenza della graduatoria di origine. Il comma 18- quater dell'articolo 1, introdotto dalla Camera, prevede l'immissione in ruolo, in via straordinaria, di personale scolastico a tempo indeterminato, su posti vacanti e disponibili, incluso a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato che siano in posizione utile per la nomina, con conseguente riduzione delle autorizzazioni già conferite per bandire concorsi. Il comma 18- quinquies prevede l'incremento del «Fondo "La Buona Scuola" per il miglioramento e la valorizzazione dell'istruzione scolastica» di 7,11 milioni di euro nel 2020 e di 2,77 milioni di euro annui a decorrere dal 2022. Il comma 18- sexies stabilisce che i componenti dei Gruppi per l'inclusione territoriale degli studenti con disabilità (GIT) non sono più esonerati dalle attività didattiche, ma sono beneficiari di un compenso accessorio da definire con apposita sessione contrattuale nazionale. Il comma 18- septies reca una norma di copertura, mentre il comma 18- octies dispone poi che nei concorsi ordinari per il reclutamento di docenti nelle scuole secondarie, ai candidati in possesso del titolo di dottore di ricerca è attribuito un punteggio non inferiore al 20 per cento di quello massimo previsto per i titoli. L'articolo 1- bis autorizza l'avvio entro il 2020 di un concorso per la copertura dei posti per l'insegnamento della religione cattolica, che non si svolge da molti anni. Nelle more dell'espletamento del concorso, è previsto che alle immissioni in ruolo si proceda utilizzando le graduatorie del concorso bandito nel 2004, la cui validità era limitata agli anni scolastici tra 2004/2005 e 2006/2007. L'articolo 1- ter prevede l'acquisizione, da parte del personale docente, di competenze relative alle metodologie e tecnologie della didattica digitale e della programmazione informatica ( coding). L'articolo 1- quater prevede la costituzione di nuove graduatorie provinciali da utilizzare per il conferimento delle supplenze annuali e di quelle fino al termine delle attività didattiche. Inoltre, differisce dall'anno scolastico 2019/2020 all'anno scolastico 2022/2023 il termine a decorrere dal quale l'inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione e reca indirizzi per l'aggiornamento delle stesse per posto comune nella scuola secondaria per il prossimo triennio scolastico. L'articolo 1- quinquies reca una disciplina a regime in materia di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali che comportino la decadenza dei contratti di lavoro di docenti stipulati presso le istituzioni scolastiche statali. L'articolo in particolare dispone che, nel caso in cui i provvedimenti giurisdizionali in questione intervengano dopo il ventesimo giorno dall'inizio delle lezioni, i contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato in decadenza sono trasformati in contratti a tempo determinato con termine finale fissato al 30 giugno di ciascun anno scolastico. L'articolo 1- sexies rende possibile, in via transitoria, l'attivazione di un supporto educativo temporaneo nelle scuole dell'infanzia paritarie comunali che non riescano a reperire, per le sostituzioni, personale docente abilitato. Premesso che l'utilizzo di personale docente abilitato rappresenta uno dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica, la disposizione prevede che, per l'anno scolastico 2019/2020, le scuole dell'infanzia paritarie comunali che non riescano a reperire, ai fini delle supplenze, personale docente abilitato, possono prevedere un supporto educativo temporaneo attingendo alle graduatorie comunali degli educatori dei servizi educativi per l'infanzia in possesso di titolo idoneo a operare nei servizi per l'infanzia. L'articolo 2, ai commi 1 e 2, modifica la procedura per il reclutamento di dirigenti scolastici.