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c) venti rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, dei quali uno ciascuno designato dai Dipartimenti per le pari opportunità, per gli affari regionali e le autonomie e per la pubblica amministrazione e la semplificazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute, dell'istruzione, dell'università e della ricerca, della giustizia, dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, degli affari esteri e da tre delegati delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano designati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, da tre delegati dei comuni designati dalla Associazione nazionale dei comuni italiani, da un delegato delle province designato dell'Unione delle province d’Italia. 2. La nomina, la revoca e la modifica dei componenti del Comitato nazionale e del suo presidente sono disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla base dell'ordinamento stabilito nel regolamento di attuazione della presente legge. La segreteria del Comitato nazionale è assicurata dall'Ufficio nazionale. Le spese per il funzionamento del Comitato nazionale e dei suoi gruppi di lavoro, incluso il rimborso delle documentate spese di viaggio e di soggiorno dei membri non appartenenti alle pubbliche amministrazioni, sono poste a carico degli ordinari stanziamenti del bilancio del Ministero dell'interno destinati alle minoranze linguistiche. Il presidente del Comitato nazionale è un cittadino italiano nominato tra i componenti appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. Ognuno degli eventuali gruppi di lavoro del Comitato nazionale è composto e organizzato tenendo conto delle proporzioni delle diverse componenti del Comitato indicate nel comma 1 e delle effettive competenze ed è presieduto da un cittadino italiano designato dai suoi componenti tra gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 3. Il Comitato nazionale elabora pareri e proposte indirizzati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri, alle regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e agli enti locali sulle diverse problematiche delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia, sull'applicazione della presente legge e delle prassi amministrative nonché sull'elaborazione, attuazione e finanziamento di provvedimenti generali, comunque denominati, da adottare nei confronti delle suddette persone, inclusi i piani di azione elaborati dall'Ufficio nazionale, prima della loro definitiva predisposizione, e il piano statale di inclusione sociale prima della sua elaborazione e della sua definitiva approvazione, esaminando anche i pareri delle commissioni parlamentari competenti per materia. 4. Mediante l'attività del Comitato nazionale, gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia partecipano all'individuazione delle problematiche e delle esigenze che li riguardano e alla promozione, all'elaborazione e all'attuazione dei provvedimenti di tutela, di inclusione sociale e di pari opportunità adottati nei loro confronti a livello statale, regionale e locale. 5. Il Comitato nazionale si riunisce periodicamente e può articolarsi in gruppi di lavoro. La convocazione del Comitato e dei suoi gruppi di lavoro può avvenire su richiesta scritta e motivata del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del suo presidente, di ognuno dei suoi membri o del dirigente dell'Ufficio nazionale. Il Comitato adotta il proprio regolamento interno e le sue deliberazioni possono essere adottate anche con votazioni distinte delle sue diverse componenti indicate nel comma 1. 6. Ognuno dei componenti del Comitato nazionale ha diritto di ricevere, chiedere ed ottenere dall'Ufficio nazionale, dagli uffici provinciali e da ogni altra pubblica amministrazione statale, regionale e locale informazioni e documenti concernenti la condizione generale delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti e gli atti di pubblico interesse che li riguardano, esclusi quelli tutelati dal segreto legalmente previsto o dall'applicazione delle vigenti norme sulla protezione dei dati personali. 7. L'Ufficio nazionale e il Comitato nazionale adottano ogni misura utile di collaborazione e di sinergia con le attività svolte dal Comitato tecnico consultivo per l'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche istituito presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché con le attività svolte dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Art. 39. (Uffici e comitati provinciali per la minoranza dei Rom e dei Sinti) 1. Presso ogni prefettura-ufficio territoriale del Governo è istituito un ufficio provinciale per la minoranza dei Rom e dei Sinti, di seguito denominato «ufficio provinciale», che svolge le seguenti funzioni: a) valuta e identifica i bisogni espressi dalle comunità dei Rom e dei Sinti che vivono nel territorio della provincia e dalle istituzioni regionali, provinciali e comunali che vi operano; b) raccoglie le buone pratiche realizzate nei singoli territori dagli enti pubblici e privati; c) suggerisce proposte e valuta le iniziative in atto compiute dagli enti del privato sociale, dagli enti locali e dalla regione; d) promuove la diffusione della conoscenza delle culture dei Rom e dei Sinti, anche per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private, con le associazioni dei rom e dei sinti localmente attive e con gli enti locali; e) coordina e collega gli interventi degli enti locali e delle istituzioni pubbliche e private che riguardano le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che vivono nel territorio della provincia; f) segnala alle competenti autorità dello Stato, incluso l'UNAR, della regione e degli enti locali eventuali bisogni e problematiche relativi a persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che abitano o sostano nel territorio della provincia; g) mantiene i necessari contatti con l'Ufficio nazionale e con il Comitato nazionale e contribuisce a diffonderne le iniziative e le azioni nel territorio provinciale; h) promuove l'attuazione nel territorio provinciale dei piani di azione elaborati dall'Ufficio nazionale e delle iniziative ammissibili ai finanziamenti dell'Unione europea per l'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti. 2. L'istituzione degli uffici provinciali o, eventualmente, nelle zone in cui la presenza degli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti è minore o nelle zone in cui sussistono rafforzate esigenze di coordinamento unitario, di uffici regionali è disposta con decreto del Ministro dell'interno sulla base dell'ordinamento stabilito nel regolamento di attuazione della presente legge, in analogia con le disposizioni di cui al comma 1. 3. Presso ogni prefettura-ufficio territoriale del Governo, su richiesta delle associazioni rappresentative della minoranza dei Rom e dei Sinti presenti nel territorio della provincia, il prefetto costituisce il Comitato provinciale di collegamento per la minoranza dei Rom e dei Sinti, di seguito denominato «Comitato provinciale», se lo richiedono le associazioni rappresentative della minoranza che operano nel territorio.