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Tale provvedimento andava nella stessa direzione di quello in esame, con il DASPO, la criminalizzazione e un vero e proprio Stato di polizia. Tuttavia, la polizia non può sostituirsi agli obblighi dello Stato. Voto no a questo provvedimento, ma continuo a dare fiducia a questo Esecutivo per le tante aspettative della maggioranza del Paese, che chiede con ansietà e speranza una diversa legge di stabilità, una manovra espansiva, il reddito di cittadinanza e operazioni per l'ambiente. Per questo motivo, non potendo fare dei distinguo, non parteciperò al voto sulla fiducia. (Applausi dei senatori De Falco e Fattori). LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire in dissenso perché con questa modalità tecnica posso prendere la parola anche perché effettivamente non ho ancora digerito fino in fondo alcuni comportamenti della maggioranza che hanno messo a dura prova il nostro desiderio di votare comunque a favore di un cambio di passo che - ne do atto - è presente nel provvedimento. Tuttavia, ci sono alcuni atteggiamenti che proprio non riesco a digerire. Poi magari mi asterrò dal voto, come il resto dei senatori del mio Gruppo, ma tecnicamente voglio almeno colmare un vuoto. PRESIDENTE. Presidente La Russa, lei sta intervenendo in dichiarazione in dissenso. LA RUSSA (FdI) . Sono in dissenso, ma mi riservo il diritto di cambiare idea. PRESIDENTE. Però non è un contenuto; è la dichiarazione di voto che deve essere in dissenso. LA RUSSA (FdI) . Mi riservo il diritto di cambiare idea. Voglio soprattutto colmare un vuoto, approfittando della presenza del ministro Salvini, a proposito di un emendamento bocciato dalla maggioranza - ed è il motivo che mi induce a essere molto dubbioso se astenermi o no - che riguarda l'operazione Strade sicure. Tale operazione che fu istituita durante l'ultimo Governo Berlusconi, si chiama così perché, accanto al tradizionale controllo dei siti sensibili, inseriva appunto la possibilità di rendere sicure le strade attraverso il pattugliamento e la perlustrazione di due uomini, uno delle Forze armate e uno delle Forze dell'ordine. La sinistra ha sempre contestato questo meccanismo e ha conservato, obtorto collo , almeno il controllo nei siti sensibili. Ma ha detto: «No, noi i pattugliamenti non li vogliamo». Insieme a me ha protestato contro questo atteggiamento Forza Italia e hanno protestato Salvini e la Lega; ha protestato Maroni che, con me, volle questa procedura. Ebbene, nel provvedimento in questione, il Governo e la maggioranza conservano sì il controllo dei siti, ma eliminano, esattamente come ha fatto la sinistra, la possibilità che i nostri cittadini abbiamo un plus di sicurezza attraverso il pattugliamento e la perlustrazione nelle vie delle città più insicure. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). Ecco, è questo che mi ha reso particolarmente difficile il voto. Poi cambierò idea da qui a pochi minuti e voterò come il Gruppo. VERDUCCI (PD) . Buffone! LA RUSSA (FdI) . Stai zitto. Guarda che qui di buffoni ne ho visti diversi. PRESIDENTE. Presidente La Russa, il suo Gruppo ha dichiarato che si asterrà, quindi lei deve comunque avere un atteggiamento diverso nella dichiarazione di voto, altrimenti non è in dissenso. (Applausi dal Gruppo M5S) . LA RUSSA (FdI) . L'atteggiamento può essere diverso e lo è, difatti. PRESIDENTE. No, è la votazione che deve essere diversa, non il contenuto del suo intervento. Quindi la prego, altrimenti non ha conquistato tre minuti in più. LA RUSSA (FdI) . Me lo dirà dopo che avrà guardato i precedenti. Me lo dirà dopo. (Commenti dal Gruppo PD). Intanto a me premeva sottolineare e colmare questa lacuna. VERDUCCI (PD) . È una pagliacciata! LA RUSSA (FdI) . Il ministro Salvini credo che abbia ascoltato. VERDUCCI (PD) . È una pagliacciata! PRESIDENTE. Per cortesia, concluda. LA RUSSA (FdI) . Certamente, signor Presidente, ma ho avuto diverse interruzioni. Pertanto, credo che questo provvedimento, che pure è un passo in avanti, poteva essere decisamente migliore e non essere frutto di una mediazione al ribasso come quella che abbiamo visto anche attraverso gli ultimi interventi. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto studenti e docenti dell'Istituto tecnico statale «Vincenzo Arangio-Ruiz» di Roma. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 840 PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.900 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Hanno chiesto di votare per primi, e l'ho concesso, i senatori Bongiorno, Stefani, Toninelli, Centinaio, Salvini, Barachini, L'Abbate, Mallegni e Bossi Umberto. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello di tali senatori. (I predetti senatori rispondono all'appello). Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Mininno). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Mininno. (Il senatore Segretario Castaldi e, successivamente, il senatore Segretario Durnwalder fanno l'appello) . Rispondono sì i senatori: