[resaula]

Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, il disegno di legge sul quale oggi ci dobbiamo esprimere ha come oggetto e finalità la valorizzazione e la tutela delle isole minori. Ho provato a fare una ricerca e ho visto che la prima proposta di legge al riguardo è stata depositata nel 1996, Atto Senato 1515. Sono dunque almeno ventidue anni che si cerca di portare all'attenzione del Parlamento le criticità e i problemi che affrontano quotidianamente i cittadini delle cosiddette isole minori. È indubbio infatti che questi territori rappresentino una preziosa risorsa dal punto di vista culturale, paesaggistico, turistico ed economico per l'Italia e per l'intero Mediterraneo. La realtà insulare costituisce altresì un elemento di fondamentale attrattiva della nostra penisola ed è importante evidenziare le opportunità di sviluppo economico di aree marginali, legate a progetti di tutela e valorizzazione della natura, che possano avere ricadute positive sull'ecosistema antistante. La necessità di provvedere a una profonda analisi e conseguente revisione della disciplina sulle isole minori è dettata inoltre da esigenze economiche e territoriali. Proprio per la loro particolare collocazione nel contesto geografico e politico, le isole minori necessitano di una differente considerazione rispetto alla normativa ordinaria. Le isole minori non devono più trovarsi in condizione di subalternità rispetto al resto del territorio nazionale solo a causa delle caratteristiche morfologiche. Oggi è di fatto così, perché vi sono una serie di problemi e di inefficienze che sulla terraferma vengono considerate di facile soluzione, mentre per le piccole isole diventano ostacoli insormontabili, che rendono davvero complicato il vivere quotidiano. È compito dello Stato farsi carico proprio della rimozione di questi ostacoli. Nella scorsa legislatura il Parlamento ha dimostrato realmente di voler affrontare questa situazione. Infatti la Commissione ambiente, della quale facevo parte, avviò l'esame di diversi disegni di legge di vari Gruppi parlamentari, fra cui quello a prima firma del senatore Santangelo del MoVimento 5 Stelle, oggi Sottosegretario per i rapporti con il Parlamento. Vi era stata, all'epoca, un'ampia condivisione fra tutti i Gruppi; ma, nonostante i tre anni di lavoro in Commissione, il provvedimento, per motivi ad oggi ancora non noti, non arrivò in Aula. Fu un'occasione mancata davvero. Così, per evitare di perdere altro tempo e per evitare di rendere nullo un lavoro già avviato, ho proposto, in qualità di Presidente della Commissione ambiente, di riprendere i nostri lavori proprio da questo argomento, prendendo il testo del senatore Santangelo e arricchendolo con quello che era stato il lavoro della scorsa legislatura. Così è nato l'Atto Senato 497, a mia prima firma, scelto poi dal relatore come testo base in Commissione. A questo disegno di legge si sono aggiunti i testi dei colleghi Briziarelli della Lega, Ferrazzi del Partito Democratico, De Poli di Forza Italia e La Pietra di Fratelli d'Italia. Senza retorica, ma profondamente convinta, voglio ringraziare davvero tutti coloro che hanno lavorato a questo disegno di legge. Voglio ringraziare il relatore, senatore Mantero, per la sua conduzione dei lavori attenta, scrupolosa, critica, ma sempre disponibile a ricevere proposte per migliorare il testo. Un ringraziamento doveroso ai funzionari e alla segreteria della Commissione ambiente e ai funzionari del centro studi, per averci assistito e aiutato tantissimo. Ringrazio i colleghi dell'opposizione, per aver dato disponibilità e massima partecipazione al provvedimento, almeno nella prima parte. Poi, come spesso accade, la buona volontà nei confronti di un provvedimento si è tramutata in occasione da strumentalizzare politicamente e sono venuti un tantino meno alla volontà iniziale. Ma d'altronde è il gioco delle parti fra maggioranza e opposizione, quindi ne prendiamo atto. Grazie alla diretta di tutte le audizioni effettuate in Commissione e alla pubblicazione sul sito del Senato di tutti i documenti consegnatici, abbiamo garantito massima trasparenza e condivisione con i cittadini, che hanno potuto seguire i lavori. Abbiamo avuto già modo di illustrare in discussione generale le parti più importanti del provvedimento, in primis quella relativa alle finalità a cui dovranno far riferimento i progetti dei Comuni che vogliono accedere al fondo, ossia progetti volti a favorire una buona qualità della vita, con particolare attenzione ai servizi essenziali costituzionalmente garantiti, volti alla tutela della salute e ai servizi sociali, a favorire la realizzazione di servizi di telecomunicazione su banda ultralarga e la mobilità sostenibile, a migliorare i servizi di trasporto al fine di garantire la continuità territoriale e di favorire il turismo, a promuovere e riqualificare l'offerta turistica, la fruizione e il recupero dei beni culturali e il miglioramento dei servizi pubblici locali, a promuovere e incrementare la produzione di fonti energetiche rinnovabili, a ridurre la produzione dei rifiuti, favorendo la corretta gestione per ridurre i costi del servizio e rendere produttivo il sistema, a valorizzare i beni culturali, demaniali e ambientali, ad attivare presso l'Unione europea le procedure per l'istituzione di zone franche nel territorio delle isole minori, in ottemperanza al regolamento UE 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione, prevedendo per tutte le isole una modalità per avviare l' iter . Questo solo per menzionare alcune finalità previste. Altro aspetto fondamentale è il fondo che siamo riusciti ad ottenere per l'attuazione di questi progetti: 20 milioni di euro per il 2019 e 30 milioni dal 2020 al 2024, per un totale di 170 milioni di euro in sei anni. È doveroso ricordare che il fondo per le isole minori era già previsto nella finanziaria del 2007, che prevedeva 20 milioni di euro annui dal 2008 in poi. Peccato che dal 2009 non sono stati mai finanziati i 20 milioni così come prevedeva la legge finanziaria 2007; ma anche quelli relativi al 2008, attraverso variazioni legislative, sono stati man mano prosciugati. Difatti, i progetti inclusi nel DUPIM approvato nel 2010 non sono stati conclusi o avviati, perché ad oggi quel fondo era pari a zero. Senza polemica ma per giusta informazione, considerato che molti colleghi hanno paragonato questa legge quadro sulle isole minori a quella sui piccoli Comuni (perlomeno per quanto riguarda il fondo), voglio far presente che per i piccoli Comuni furono stanziati 100 milioni di euro in sei anni per 5.585 Comuni. Noi, invece, stiamo stanziando 170 milioni di euro per circa 50 Comuni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Credo che la differenza sia notevole. Giova anche ricordare che coloro che oggi rappresentano l'opposizione, nella scorsa legislatura risultavano maggioranza: non sono stati in grado o meglio, forse, non hanno voluto far approdare in Aula il provvedimento. Signor Presidente, questo Governo e questa maggioranza stanno dimostrando un cambiamento sostanziale e radicale.