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Dobbiamo però considerare che, dopo anni di blocco del turnover e di mancate assunzioni, la nostra amministrazione pubblica era incapace di gestire anche l'ordinaria amministrazione, con una ricaduta negativa in termini di servizi da dare ai cittadini, alle imprese e a tutto quel tessuto sociale che opera nei territori e che naturalmente si aspetta ben altre risposte in termini di efficienza e di velocità. Come ho detto in altri interventi, da amministratore locale ho conosciuto anche storie straordinarie di professionisti che hanno fatto la scelta della missione pubblica, pur potendo lavorare in altri contesti privati, con stipendi certamente più lauti di quelli che ricevono dallo Stato. Essi hanno invece scelto di servire la missione pubblica e a loro vanno tributati rispetto e gratitudine. All'impostazione del provvedimento in esame - è stato riconosciuto dai relatori e ringrazio a tal proposito anche il senatore Pagano - come nostro costume abbiamo cercato di offrire contributivi migliorativi, per fare in modo che, sull'altare dell'efficienza e della contingenza, non venisse sacrificata la trasparenza che deve accompagnare le scelte pubbliche. Voglio ringraziare per l'accoglimento di alcuni emendamenti da noi presentati, tesi a recepire le istanze provenienti dall'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e dall'Unione delle Province d'Italia (UPI). Crediamo dunque di aver reso un servizio alla Nazione e non certamente alla maggioranza e al Governo, che anche in questa occasione dimostrano tutta la loro fragilità. La maggioranza ci sembra infatti un gigante dai piedi d'argilla, soprattutto se ci troveremo al cospetto dell'ennesimo voto di fiducia. Anche io voglio ringraziare il sottosegretario Bini, per la cortesia dimostrata nelle occasioni di confronto politico, ma il Sottosegretario sa che la prima cosa che abbiamo chiesto, visto il nostro atteggiamento assolutamente aperto, collaborativo e costruttivo nell'interesse della Nazione, era che non venisse posta la questione di fiducia. Ci sembra però che ci si avvii a questo, dopo il pomeriggio di ieri, che definirei farneticante, e ciò a nostro avviso rappresenta un punto politico di estrema negatività. Se anche quando c'è questo atteggiamento da parte delle opposizioni, in un Parlamento che a sostegno del Governo ha una maggioranza del 95 per cento, la risposta è mettere la fiducia, siamo di fronte a qualcosa che oscilla tra l'incredibile e il ridicolo. Signor Presidente, se mi consentite di andare per qualche minuto fuori tema, visto che parliamo di pubblica amministrazione, ci sono alcune vicende politiche che spero che già il Consiglio dei ministri di questa mattina voglia affrontare, perché rappresentano una vera e propria emergenza. Signor Sottosegretario, non conosciamo ancora la data delle elezioni amministrative. È possibile che nell'unica Nazione in Europa in cui le elezioni sono state rinviate, non si conosca ancora la data delle elezioni amministrative? Abbiamo sindaci sostanzialmente in proroga e dobbiamo mettere in piedi tutta l'architettura politica e partitica delle liste, ma ancora non conosciamo la data delle elezioni. Garantire queste regole del gioco, oltre a terminali amministrativi pienamente efficienti e legittimati, sarebbe una sicurezza per i cittadini. Passo alla seconda questione, che siamo stati noi per primi a sollevare tempo fa, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha messo oltre 1.400 enti locali nell'impossibilità di approvare i propri bilanci. È vero che con il cosiddetto decreto sostegni- bis è stata stanziata una cifra per fronteggiare lo squilibrio che si era creato in relazione al Fondo di anticipazione di liquidità, ma la ripartizione è stata comunicata ai Comuni soltanto il giorno 27 e si prevede che queste amministrazioni debbano approvare i propri bilanci entro il prossimo 31 luglio (parliamo di sabato prossimo). Ciò è materialmente impossibile e se non vogliamo che oltre 10 milioni di cittadini italiani vivano in Comuni falliti, bisogna prorogare, ancora a causa dei ritardi del Governo, la data di approvazione dei bilanci. Questo è quanto ci chiedono migliaia di sindaci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Emanuele. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sarò breve e utilizzerò meno del tempo che mi è concesso. Stiamo oggi discutendo di un provvedimento importante che mira a rafforzare la capacità della pubblica amministrazione che, anche - ma non solo - a causa della pandemia, è obiettivamente indebolita. Nell'ottica della ripartenza del Paese, ci troviamo di fronte all'esigenza di investire in termini di infrastrutture e risorse umane. Essendo membro della Commissione giustizia, mi soffermerò sulla parte relativa all'efficienza della giustizia, che è l'obiettivo che si mira a perseguire, come si desume dal titolo stesso del provvedimento. Richiamo quanto contenuto nel PNRR in materia di giustizia, specie con riferimento agli obiettivi. Cito testualmente: gli obiettivi del Piano sono portare a piena attuazione l'ufficio del processo; rafforzare la capacità amministrativa del sistema e sopperire alla carenza di professionalità tecniche diverse da quelle di natura giuridica, essenziali per attuare e monitorare i risultati dell'innovazione organizzativa; potenziare le infrastrutture digitali; garantire al sistema giustizia strutture edilizie efficienti e moderne. Partendo da questo presupposto, richiamo i nostri interventi - svolti sia in Assemblea, che in Commissione - sulla necessità di immettere benzina nel motore della giustizia, in quanto sul territorio vediamo molto chiaramente che i tribunali, purtroppo, non riescono obiettivamente a lavorare a pieno regime e a garantire adeguatamente il rispetto del diritto, dato che per troppi anni abbiamo lasciato andare la macchina della giustizia per inerzia. Oggi, con il PNRR, abbiamo la possibilità di mettere mano a questo sistema, anzitutto - ancorché non sia l'oggetto del provvedimento in esame - investendo sulle strutture e sugli edifici della giustizia. Abbiamo anche la possibilità di investire sulle risorse umane, che, come ho detto prima e anche in altre occasioni, rappresentano la vera e propria benzina da immettere all'interno di un motore che, purtroppo, è stato abbandonato. Su questo purtroppo non posso tacere. Un po' tutti noi abbiamo rivolto diversi richiami al predecessore del ministro Cartabia, che grazie al cielo ha sempre dimostrato grande attenzione dal punto di vista delle risorse umane, mentre in precedenza tutti gli appelli che abbiamo fatto sono sempre caduti nel vuoto. Ricordo distintamente molte interlocuzioni con l'ex ministro Bonafede, che non hanno mai ricevuto un minimo di risposta o di accoglimento. Appena qualche giorno fa ho fatto un richiamo sulla situazione del mio foro, quello di Monza, che lamenta un deficienza importante in pianta organica, pur essendo il sesto tribunale d'Italia. Ma queste considerazioni valgono non soltanto per il mio foro, ma per tanti altri, come il tribunale di Bergamo, ma potremmo prendere ad esempio molti altri tribunali, che lavorano solo perché ci sono delle persone che vanno al di là dei loro limiti e di questo li dobbiamo ringraziare. All'interno di questo provvedimento si va ad incidere su questo.