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poco dopo il confine italo-francese, all'altezza del casello autostradale di La Turbie, la polizia di frontiera transalpina ha fermato il mezzo per i consueti controlli volti a verificare il possesso da parte di tutti i passeggeri dei necessari visti per entrare in Francia; tuttavia, diversamente da quanto accade di solito, l'autobus è stato trattenuto al posto di blocco per oltre due ore, dalle ore 23:15 alle ore 01:30 circa, fornendo quale unica giustificazione la presenza di passeggeri irregolari; terminati i controlli, il mezzo, con ancora gli utenti a bordo, tra cui anche alcuni bambini comprensibilmente spaventati, è stato scortato dalla polizia transalpina direttamente all'aeroporto di Nizza, non permettendo, dunque, la normale salita e discesa dei passeggeri, e con la presenza, a quanto risulta agli interroganti, di un agente della polizia francese a bordo; giunti allo scalo aeroportuale, i viaggiatori e gli autisti sono stati fatti scendere, ed il bus è stato chiuso a chiave, i passeggeri hanno continuato il proprio viaggio, seppur in fortissimo ritardo, grazie al supporto del servizio clienti dell'azienda, mentre i due autisti sono stati condotti negli uffici aeroportuali della polizia di frontiera, ed è stato notificato loro lo stato di fermo: a partire da questo momento, si sono succedute le violazioni sostanziali e procedurali più gravi; i due autisti sono stati trattenuti in stato di fermo dalle ore 02:00 dalle ore 16:00 di domenica 10 marzo 2019. Durante tale lungo lasso di tempo, sono stati loro sottratti tutti gli oggetti personali, i telefoni, i soldi, le cinture e i lacci delle scarpe; è persino stata negata loro la possibilità di bere dell'acqua e di fare una telefonata. Sono stati rinchiusi tutta la notte in due stanze separate e la mattina successiva, ammanettati, sono stati portati in caserma e interrogati, a quanto risulta, senza la presenza di un avvocato. Una volta rilasciati dalle autorità francesi, intorno alle ore 16:00 di domenica, è stato loro spiegato di esser sospettati di aver favorito l'immigrazione clandestina, ma non è stato fornito loro alcun documento o verbale sull'accaduto; ad avviso degli interroganti quanto accaduto, oltre ad aver compromesso in modo serio e illegittimo il nucleo primario dei più basilari diritti e libertà personali dei due autisti, vittime di un vero e proprio sopruso, rappresenta una grave e inaccettabile violazione dei principi cardine del diritto dell'Unione europea nonché dei diritti fondamentali garantiti dai trattati e dalle più importanti convenzioni internazionali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei gravi fatti descritti e se ritengano accettabile il modus operandi delle autorità francesi; quali iniziative, per quanto di competenza, intendano porre in essere in ordine a quanto accaduto e come intendano agire al fine di evitare il ripetersi di episodi come questo. Atto n. 4-01434 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: domenica 17 marzo 2019 ha creato non poco imbarazzo tra i turisti, ma nono solo, una grossa chiazza marrone notata sul mare nello specchio d'acqua adiacente alla splendida spiaggia di Atrani (Salerno); una foto che sembra essere stata scattata proprio da un turista, che in quel momento transitava a Castiglione di Ravello, ha destato sconcerto e preoccupazione, visto che la Costiera Amalfitana si appresta a vivere una stagione estiva molto importante dal punto di vista delle presenze turistiche; il Comune di Atrani, affermando che la chiazza fosse stata portata dalle correnti da altri specchi d'acqua afferenti ad altri comuni della costa d'Amalfi, si è detto molto attento ai controlli degli scarichi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave fatto e se intenda attivarsi per verificare se nella "Divina Costa" si svolgano attività illecite che scaricano in mare in spregio alle leggi; se risultino mancanze nei sistemi di controllo della qualità delle acque delle autorità locali competenti; quali azioni intenda realizzare per tutelare il mare della costa d'Amalfi che è patrimonio Unesco e Ferrari del turismo italiano. Atto n. 4-01435 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 16 marzo 2019 la città di Trento è stata oggetto di gravi atti di vandalismo e di devastazione urbana, da parte degli anarchici dei centri sociali, i quali chiedevano la scarcerazione di 7 movimentisti arrestati a febbraio, che devono a loro volta rispondere di danneggiamenti e attentati incendiari e che secondo gli inquirenti, formavano una "cellula sovversiva caratterizzata da concreti propositi eversivi (testimoniati non solo dai molteplici attentati compiuti, ma anche da una spiccata intenzione insurrezionale)"; l'interrogante rileva al riguardo come, nonostante il presidio delle forze dell'ordine organizzato sin dalla mattinata per vigilare il corteo degli antagonisti, gli incidenti siano stati di rilevante entità, come dimostrano gli atti di violenza di circa 300 individui, i quali, ricoperti da passamontagna e impugnando bastoni, facendo uso di vernice rossa, hanno imbrattato muri, vetrine di negozi, nonché l'ingresso della sede regionale della RAI, utilizzando anche fumogeni per alimentare il disordine e il subbuglio cittadino, con evidenti e negative ripercussioni per la sicurezza urbana e la cittadinanza trentina; si evidenzia, altresì, che gli atti di violenza della sinistra antagonista, avvenuti nel corso della storica festa cittadina di San Giuseppe, non risulterebbero una novità, se si considera come quanto accaduto rappresenti soltanto l'ultima di una serie di manifestazioni, da parte degli anarchici e dei centri sociali, che si sono concluse con azioni di guerriglia urbana, proprio nella città di Trento; a giudizio dell'interrogante, le dichiarazioni del prefetto Lombardi, secondo le quali la manifestazione si è svolta senza incidenti e nel rispetto del centro storico di Trento, appaiono strumentali e inverosimili, sia in relazione ai danni che si sono effettivamente verificati, come testimoniano una serie di fotografie apparse sui quotidiani locali, che confermano gli atti di scempio, che alle possibili denunce da parte dei commercianti in relazione a quanto subito; la necessità d'introdurre rapidi interventi, anche di carattere normativo, volti ad inasprire le sanzioni anche penali nei riguardi di coloro che compiono atti di violenza e vandalismo, come quelli descritti, oltre a stabilire misure di potenziamento dell'organico delle forze di polizia, appare all'interrogante urgente e indifferibile, al fine di evitare che ulteriori comportamenti violenti e inaccettabili da parte di anarchici e centri sociali possano ripetersi nuovamente, non solo a Trento, ma in ambito nazionale, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;