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Lo dobbiamo fare nel nome di questo nuovo stop che il Presidente del Consiglio ha chiesto agli italiani e che davvero potrà portare a conseguenze nefaste ed irreversibili. Caro Ministro, condivido il suo appello ai cittadini onesti di isolare i violenti, ma facciamo in modo che la convivenza con il virus non diventi un incubo per tutti i lavoratori della cultura e dello sport, della ristorazione, del settore dei congressi e degli eventi, delle agenzie di viaggio, degli stagionali, dei liberi professionisti, degli artigiani che avevano fatto tutti gli investimenti necessari per riaprire in sicurezza. Non dobbiamo pretendere di essere autosufficienti. Abbiamo il diritto, anche se all'interno della maggioranza, di pretendere decisioni concrete, rapide e più condivise. Lo pretendiamo nei confronti di un Paese che si è sacrificato e che, di colpo, è colto dal dubbio di averlo fatto inutilmente. Noi di Italia Viva siamo al Governo non per cullarci in un esercizio di autocompiacimento ma per evitare che errori e ritardi gettino il Paese in una spirale di violenze e disordini da cui sarebbe difficile tornare indietro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paragone. Ne ha facoltà. PARAGONE (Misto) . Signor Presidente, nei primi sette mesi del 2020 assunzioni in calo del 42 per cento. Unioncamere: 44.000 nuove imprese in meno durante il lockdown . La pandemia si abbatte sulle partite IVA: persi 219.000 autonomi in un anno. Dopo due mesi di lockdown 400.000 occupati in meno. CGIA di Mestre: causa Covid-19 si rischia un boom di lavoratori in nero, in Italia sono attualmente 3,3 milioni. Sempre la CGIA di Mestre: la criminalità si insinua tra le piccole e medie imprese, nel 2019 segnalate 105.000 operazioni di riciclaggio e i dati sono sempre in aumento. Nel settore terziario 40.000 imprese rischiano l'usura. Dove non arrivano le banche arrivano le mafie Era chiaro a tutti che la situazione esplodesse, signor Ministro, e che i cittadini non potessero reggere una situazione dove il conto delle ingiustizie fosse per lo più a loro carico. Per quanto ancora sopporterete il pianto di cittadini per bene, piccoli imprenditori che costringete alla chiusura, lavoratori senza cassa integrazione e con la paura di essere licenziati? Famiglie al verde, anche per bollette salatissime che non sapete tagliare. Per quanto tempo sopporterete questa disperazione? Un virus globale sta facendo saltare anche la globalizzazione con tutto il suo carico di ingiustizie e le ingiustizie, dopo un po', si riversano nelle piazze. I lavoratori della Whirlpool si riversano in autostrada perché nessuno ha voluto difendere le loro ragioni, sacrificate allo strapotere violento di una multinazionale che può calpestare i diritti del lavoro ed andarsene. Lo stesso accade dove il padrone multinazionale umilia la vita dei cittadini. Avete pensato alle piazze in termini virtuali o in termini liquidi? Le periferie senza servizi, tagliati in nome delle politiche di austerità, diventano infatti periferie liquide, invisibili. Il controllo del territorio è stato dimenticato o sacrificato perché tanto poi ci pensano le belle parole o le frasi di circostanza, che anestetizzano la questione. «La violenza va condannata» è una frase giusta in sé, ma che perde fibra se chi devi rimuovere le cause che l'alimentano non fa nulla per rimuoverle. Davide si ribellerà sempre contro Golia con violenza, perché deve sconfiggere una violenza superiore. Il suicidio di un giovane precario a vita o di un piccolo imprenditore strozzato da banche senza pietà sono forme di violenza. Certo, una violenza contro se stessi ma pur sempre violenza. Il livello si alza quando la violenza si salda con chi riempie il vuoto dello Stato con la sua subcultura criminale. Come potevate immaginare, signor Ministro, che drammi veri (dalla perdita del lavoro alla diminuzione del potere d'acquisto, dagli indebitamenti all'alea di perdere case e capannoni) non incrociassero la solita strategia criminale di soffiare sul fuoco? Chi doveva tenere sotto controllo questa situazione? Se la sacrosanta protesta di chi viene fregato dal Governo è sporcata dagli scontri, la colpa è del Ministero che non sa proteggere il sacrosanto diritto di dissentire. Ma siccome non volete manifestazioni contro, non avete controllato preventivamente. Le profonde ingiustizie sono sotto gli occhi di tutti e non le voglio elencare: i Benetton che - ahinoi - trattano le migliori condizioni di uscita nella querelle sulle concessioni autostradali o Arcuri che non può essere contestato sugli stipendi d'oro perché, nonostante la notizia sia vera, si sente un intoccabile e fa causa ai giornalisti. Insomma, ne abbiamo tantissime. Il problema è che poi ci dite che noi siamo populisti, ma il tema è che i problemi si sono ammalorati nell'incapacità di analisi e di azione di chi avrebbe dovuto avere le leve sotto controllo. Chi pensa di confinare il dissenso e le sacrosante rivendicazioni alla voce «scontri con le Forze dell'ordine» sta facendo male i conti, perché la rete criminale si riprende apertamente la piazza in quanto nessuno l'ha controllata in questi mesi e nessuno ha controllato la liquidità messa a disposizione dalle mafie sotto forma di racket . Una qualche saldatura tra disperati e criminalità avrà un inevitabile spazio se nessuno blocca, nelle zone più a rischio, lo scivolamento nella disperazione più cupa, fatta di zero lavoro, zero spazi sociali e sloggi dalle abitazioni. Quello spazio di saldatura sarà inevitabile perché, se non si farà vedere lo Stato, si farà vedere l'antistato, il quale agisce cash e senza burocrazia. Questa è la grande sfida del Governo. Ministro, il tema di fondo è sempre lo stesso: il controllo del territorio, che abbiamo smesso di fare perché mancano gli uomini e i mezzi e qualcuno ha pensato che, in fin dei conti, ci pensano poi la società liquida e la globalizzazione a rimettere tutto in equilibrio. Non dovete avere paura delle manifestazioni di dissenso; dovete controllare il territorio e proteggere quegli uomini, quelle donne, quei ragazzi e quei giovani che hanno ancora la forza di rivendicare un posto di lavoro e un diritto vero con contratti veri. Dovete aiutare questi ragazzi a poter manifestare senza avere infiltrazioni malavitose. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro anche per aver sottolineato all'inizio del suo intervento l'impegno del Governo e le cose che ha già fatto per impedire che la criminalità organizzata possa avvantaggiarsi della crisi, sfruttandola per favorire l'usura, acquisire locali e costruire consenso sociale. Signor Ministro, prima di tutto le chiedo di esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà agli operatori delle Forze dell'ordine che in questi giorni sono impegnati a difendere le nostre città, ma soprattutto il diritto a manifestare delle persone perbene. (Applausi) . Sappiamo che stanno affrontando con misura e attenzione le violenze di piazza, cosa che comporta non solo i rischi consueti ma anche in questa fase il rischio di contagio.