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Solo per fare degli esempi, l'interscambio Lombardia-Russia vale circa 3 miliardi - ce l'ha detto Confcommercio Lombardia - di cui 1,5 miliardi solo per la città di Milano. Non possiamo certo dimenticare che ci sono anche 447 imprese italiane che operano in Russia, con un fatturato di circa 7,4 miliardi, che oggi si sentono abbandonate a se stesse. Lei, presidente Draghi, che determina le scelte europee, nonostante magari il suo low profile voglia farci credere il contrario, faccia comprendere ai partner dell'Unione europea che non si può tornare all'Europa dei ragionieri e dei numerini. Servono assolutamente una politica espansiva e spazi di spesa in più, perché dobbiamo aiutare le nostre economie interne. (Applausi) . In una politica - diciamo così - anche di controllo, per cercare di evitare le bolle speculative che hanno colpito non solo il carburante, le ricordiamo per esempio il fatto che ultimamente le grandi compagnie di navigazione - dieci nel mondo, di cui quattro europee e una svizzera - improvvisamente hanno fatto tutte cartello e hanno aumentato i costi di trasporto di dodici volte, non giustificando neanche un aumento stesso del carburante. C'è un organo della Commissione europea responsabile di antitrust ? Sì: dunque perché non interviene? È necessario un intervento immediato, altrimenti con questi costi di trasporto rischiamo davvero di mettere in ginocchio gran parte o tanto del nostro tessuto imprenditoriale. Contiamo quindi in un suo intervento, perché quello che dobbiamo scongiurare, dopo due anni di pandemia e adesso l'arrivo della guerra, è che l'Italia, sempre più indebolita nel suo sistema produttivo, diventi vittima di attività predatoria di Paesi e capitali stranieri. (Applausi) . Non possiamo permetterci di diventare una sorta di discount europeo. Chiudiamo velocemente con il tema della transizione verde, che va costruita. Certo che siamo d'accordo: va costruita, sì, ma con gradualità, perché non si può pensare di farlo con quella supponenza ideologica di chi ha puntato a mettere fuorigioco le energie fossili (carbone, petrolio e gas) senza essersi prima assicurato un'autosufficienza energetica alternativa. (Applausi) . È stata una politica dell'Unione europea miope, di cui oggi purtroppo paghiamo il prezzo. Allo stesso modo, paghiamo il prezzo su altre questioni, ad esempio sul fatto che il tema dell'agricoltura, oggi centrale con l'emergenza che lei ha messo in evidenza, sia sempre stato messo dall'Unione europea in contrapposizione con l'ambiente: no, è un errore strategico (Applausi) che ha contribuito purtroppo nel corso degli anni e adesso a metterci nelle condizioni di politiche, come dicevamo prima, di emergenza. Probabilmente saremmo stati più pronti, se non ci fosse stata questa miopia. Per queste motivazioni, nel dirle queste cose e nel darle, come abbiamo detto all'inizio, qualche suggerimento, annunciamo il voto favorevole della Lega alla risoluzione di maggioranza, costruita con il giusto equilibrio. (Applausi) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, presidente Draghi, Governo, colleghi, dal 24 febbraio, il giorno in cui è iniziata questa guerra, ci sono migliaia di vittime: quasi mille sono i civili uccisi, più di cento i bambini. Ogni giorno di guerra in più, Presidente, significa più morti, più bambini, più donne e più anziani uccisi, più corpi in quelle fosse comuni ricavate nei parchi di cui parlava il presidente Zelensky. Ogni giorno di guerra in più, Presidente, significa più città, più ospedali, più teatri distrutti, più persone costrette a lasciare le proprie case. Ad oggi sono più di 10 milioni i cittadini ucraini che hanno abbandonato la propria casa. Immaginiamo, ad esempio, se tutti i cittadini lombardi lasciassero la propria casa. Ogni giorno di guerra in più, Presidente, vuol dire un maggior rischio che questo conflitto si estenda. Tregua subito o si rischia la terza guerra mondiale, diceva il presidente Zelensky, e noi questo appello lo condividiamo. Presidente Draghi, pensiamo che gli obiettivi in questo Consiglio europeo debbano essere tre: il primo è ottenere un immediato cessate il fuoco; il secondo è strutturare la rete dell'accoglienza; il terzo è mettere in campo misure che servano a contrastare i contraccolpi economici di questa guerra. Il primo obiettivo, Presidente, che riguarda l'immediato cessate il fuoco, non solo è necessario per arrivare davvero a un tavolo negoziale, ma è fondamentale soprattutto per mettere in sicurezza le tante persone che vogliono lasciare il Paese e che sono intrappolate sotto le bombe. Il cessate il fuoco serve anche per far arrivare gli aiuti umanitari in Ucraina: ce lo chiedono la Croce Rossa e l'Agenzia dell'ONU per i rifugiati. Non riescono a inviare medicinali né a far arrivare aiuti alimentari e in alcune città manca perfino l'acqua. Il secondo obiettivo è strutturare la rete dell'accoglienza, perché, Presidente, dobbiamo evitare che succeda quello che è successo all'inizio di questa pandemia, cioè che le Regioni si muovano in ordine sparso. Ce lo chiedono i nostri sindaci e gli enti del terzo settore, ma anche le tante associazioni di volontariato che stanno affrontando questa emergenza. Per questo il MoVimento 5 Stelle da settimane sta lavorando per costruire una rete di solidarietà tra istituzioni, enti del terzo settore e associazioni. Abbiamo depositato anche una mozione in Parlamento e nei Consigli regionali e comunali, che serve proprio alla creazione di questa rete. (Applausi) . L'accoglienza dev'essere però strutturata anche a livello europeo. Bene l'adozione per la prima volta della direttiva che attribuisce a queste persone lo status di rifugiati, però - come lei ha detto, Presidente - vanno subito utilizzati gli oltre 420 milioni che ha stanziato la Comunità europea. Noi vogliamo che questa non sia l'eccezione, ma l'occasione per rivedere complessivamente la politica di accoglienza dei profughi in Europa, perché se oggi i Paesi di primo approdo sono la Polonia, l'Ungheria e la Romania, ieri il Paese di primo approdo era l'Italia e domani saranno di nuovo l'Italia, la Grecia e la Spagna. Questo dev'essere davvero il momento per raggiungere la solidarietà e la condivisione delle responsabilità in tema di accoglienza di migranti e superare il Trattato di Dublino, come il MoVimento 5 Stelle chiede da tempo. (Applausi) . Il terzo obiettivo è mettere in campo misure che servano a far fronte alle conseguenze economiche devastanti di questa guerra e delle doverose sanzioni che sono state applicate a un'economia che già stava faticando a rialzarsi dopo la pandemia. Servono quindi strumenti efficienti e nuovi e tante sono le proposte che abbiamo inserito nella proposta di risoluzione di maggioranza che lei e i miei colleghi avete oggi già indicato. Tra queste, un tetto europeo al prezzo del gas; la separazione del mercato del gas da quello delle rinnovabili; strumenti di contrasto alla speculazione finanziaria che sta gonfiando i prezzi di mercato;