[pronunce]

- In prossimità dell'udienza, la Provincia autonoma di Trento ha depositato una memoria per chiedere a questa Corte di dichiarare la cessazione della materia del contendere - o, in subordine, l'improcedibilità del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse - essendo stato l'impugnato decreto ministeriale superato dal decreto del Ministro per la solidarietà sociale 21 dicembre 2000, n. 452, che all'art. 24, comma 1, abroga il decreto ministeriale n. 306 del 1999 e, all'art. 23, fa salve le prerogative delle province autonome, disponendo che gli assegni per il nucleo familiare e di maternità previsti dagli artt. 65 e 66 della legge n. 448 del 1998 "sono concessi ed erogati, per gli aventi diritto residenti nei comuni delle province autonome di Trento e Bolzano, dalle province medesime, secondo le norme dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, nell'ambito del livello e dei requisiti di accesso previsti dalle citate disposizioni di legge e dai regolamenti attuativi".1. - La Provincia autonoma di Trento ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, in relazione al decreto del Ministro per la solidarietà sociale 15 luglio 1999, n. 306 (Regolamento recante disposizioni per gli assegni per il nucleo familiare e di maternità, a norma degli articoli 65 e 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come modificati dalla legge 17 maggio 1999, n. 144), chiedendo alla Corte costituzionale di dichiarare che "non spetta allo Stato di disciplinare l'erogazione e i correlati rimborsi statali per gli assegni per il nucleo familiare e di maternità, di cui agli articoli 65 e 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (come modificati dalla legge 17 maggio 1999, n. 144), prevedendo anche per il territorio della Provincia di Trento che sia l'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS), anziché la Provincia autonoma di Trento, da un lato ad erogare gli assegni dall'altro a percepire i rimborsi da parte dello Stato". La ricorrente ha altresì chiesto l'annullamento del censurato regolamento ministeriale. La ricorrente ritiene l'impugnato decreto ministeriale lesivo della propria sfera di attribuzioni costituzionalmente garantite, come definite dagli artt. 8, n. 25, e 16 dello statuto per il Trentino Alto-Adige, che assegnano alla provincia ricorrente potestà legislativa primaria in materia di assistenza e beneficenza pubblica e dald. P.R. 28 marzo 1975, n. 469 (Norme di attuazione dello statuto per la regione Trentino-Alto Adige in materia di assistenza e beneficenza pubblica); dall'art. 5, comma 1, della legge 30 novembre 1989, n. 386, che riconosce alla provincia il diritto di partecipare "alla ripartizione dei fondi speciali istituiti per garantire livelli minimi di prestazioni in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, secondo i criteri e le modalità per gli stessi previsti"; dall'art. 4 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266, il quale preclude, ad avviso della provincia, l'emanazione di un regolamento ministeriale che "conduce ad una situazione nella quale funzioni amministrative e di spesa nelle materie di competenza provinciale vengono direttamente o indirettamente esercitate dallo Stato". 2. - Le censure formulate nel ricorso non possono essere scrutinate nel merito, in conseguenza della sopravvenuta entrata in vigore del decreto del Ministro per la solidarietà sociale 21 dicembre 2000, n. 452. 3. - L'atto all'origine del conflitto sollevato dalla Provincia autonoma di Trento è stato infatti superato dal decreto del Ministro per la solidarietà sociale 21 dicembre 2000, n. 452 (Regolamento recante disposizioni in materia di assegni di maternità e per il nucleo familiare, in attuazione dell'art. 49 della legge 22 dicembre 1999, n. 488, e degli articoli 65 e 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448), che all'art. 24, comma 1, abroga l'impugnato decreto ministeriale n. 306 del 1999 e, all'art. 23, fa salve le prerogative delle province autonome, disponendo che gli assegni per il nucleo familiare e di maternità previsti dagli artt. 65 e 66 della legge n. 448 del 1998 "sono concessi ed erogati, per gli aventi diritto residenti nei comuni delle province autonome di Trento e Bolzano, dalle province medesime, secondo le norme dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, nell'ambito del livello e dei requisiti di accesso previsti dalle citate disposizioni di legge e dai regolamenti attuativi". La sopravvenienza della nuova disciplina regolamentare, che ha abrogato l'atto all'origine del presente conflitto e ha riconosciuto la competenza provinciale in tema di erogazione delle prestazioni assistenziali di cui si tratta, ha determinato la cessazione della materia del contendere in ordine all'impugnato decreto del Ministro per la solidarietà sociale 15 luglio 1999, n. 306, divenuto ormai inidoneo a produrre effetti, che deve essere dichiarata in conformità all'istanza presentata dalla stessa ricorrente, alla quale ha in udienza aderito la difesa erariale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara cessata la materia del contendere in ordine al conflitto di attribuzione sollevato dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti dello Stato con il ricorso in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il il 5 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Contri Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 23 luglio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola