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In estrema sintesi, le modifiche all'articolo 119 introdotte nel 2001 hanno inserito l'autonomia di entrata e di spesa degli enti territoriali in quello che conosciamo come federalismo fiscale, corredata da un duplice sistema perequativo. Il quinto comma dispone in ordine a risorse statali aggiuntive nei confronti degli enti territoriali e all'effettuazione, da parte dello Stato, di interventi speciali in favore di tali enti, al fine di perseguire le seguenti finalità: promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, rimuovere gli squilibri economici e sociali e favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona. Per un più efficace inquadramento del disegno di legge costituzionale in esame può essere di ausilio sottolineare, purtroppo, lo stato di parziale attuazione dell'articolo 119, che potrebbe aiutare a comprendere le ragioni di coloro che rilevano l'inadeguatezza del sostegno ai territori con vantaggi strutturali, tra i quali possono essere compresi quelli insulari. L'articolo 119 prevede un sistema in cui l'autonomia finanziaria di entrata e di spesa si collega a un duplice sistema perequativo: un primo senza vincolo di destinazione in favore degli enti territoriali con minore capacità fiscale per abitante, che è stato interpretato in sede attuativa come riferito a supportare le funzioni ordinarie degli enti territoriali; un secondo di carattere strutturale per scopi diversi rispetto all'esercizio normale delle funzioni. In questo quadro, una completa attuazione dell'articolo 119, avrebbe potuto assicurare interventi mirati a contrastare lo svantaggio naturale dei territori insulari e garantire un'effettiva parità con i cittadini della terraferma nel godimento dei diritti individuali inalienabili. Oggi, con la modifica all'articolo 119, attraverso l'introduzione del nuovo comma più stringente, vogliamo solennemente sottolineare come il principio di insularità introdotto voglia tutelare i diritti di tanti italiani che non possono essere più calpestati ed è per questo che oggi con fiducia vi invito a sostenere questo disegno di legge. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, proprio questa mattina, dalle pagine della «Nuova Sardegna», abbiamo appreso della notizia di una signora cinquantenne di Olbia che, costretta per un delicato intervento chirurgico a operarsi nel Nord Italia, ha riscontrato che l'unico mezzo disponibile per tornare ad Olbia in barella fosse la aeroambulanza. È stata così costretta a spendere quasi 10.000 euro per tornare a casa dalla sua famiglia. Le condizioni di salute di questa signora non le permettono di affrontare un lungo viaggio in mare. Inoltre, la compagnia aerea, a cui alcuni giorni fa sono state assegnate le rotte in continuità territoriale, ancora non fornisce servizi per i cittadini in barella, che sono spesso costretti ad andare in altre Regioni per sottoporsi a interventi chirurgici complicati, vista anche la difficile situazione sanitaria che stiamo vivendo proprio negli ultimi giorni in Sardegna. Questo è un esempio plastico e tangibile di cosa può significare vivere in un'isola. Oggi siamo chiamati a esaminare un provvedimento molto importante e atteso da tanto tempo per il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità. Nel nostro Paese le isole sono oltre 800, di cui un'ottantina abitate e i cui residenti si trovano da sempre in una situazione oggettiva di diversità e di svantaggio rispetto al resto d'Italia. È pertanto necessario garantire loro una effettiva parità nel godimento e nel rispetto dei diritti previsti dalla nostra Costituzione. Agli svantaggi che quotidianamente sono costretti a vivere i cittadini sardi e i cittadini isolani aggiungiamo, con il resto d'Italia e d'Europa, anche la mancanza di pari opportunità occupazionali, infrastrutturali, di sviluppo economico e di benessere. In Sardegna - ad esempio - occorre sviluppare e dare impulso a infrastrutture di qualità affidabili e sostenibili. Penso in particolare ai servizi ferroviari spesso obsoleti e con tempi di percorrenza troppo lunghi e nessun investimento significativo in vista. Occorre anche sostenere lo sviluppo economico attraverso l'istituzione della ZES, una zona dotata di una legislazione economica di svantaggio di grande rilevanza, in virtù anche di numerosi benefici fiscali e delle misure di semplificazione previste che possono rappresentare un volano per la nostra economia, che paga un prezzo ancora troppo alto proprio per la sua insularità; svantaggio particolarmente evidente in un'epoca come quella attuale di forte interdipendenza geografica ed economica. Proprio perché l'insularità condiziona spesso negativamente tutti gli aspetti della vita quotidiana dei propri cittadini, è necessario e urgente dare alle nostre isole un tangibile riconoscimento istituzionale e costituzionale. Lo Stato deve garantire pieni diritti e opportunità ai milioni di cittadini che abitano, studiano, lavorano e investono nelle nostre isole, ricordando sempre che queste persone sono costrette a convivere con tanti disservizi a cui fanno fronte con coraggio e determinazione. Ritengo che quindi il disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare che ci apprestiamo ad approvare e che auspico trovi il consenso di tutti i colleghi oggi in quest'Aula vada nella giusta direzione. E ringrazio per questo risultato il comitato che ha promosso il disegno di legge e tutti i colleghi senatori sardi che non si sono risparmiati nel portare avanti, anche all'interno dei propri Gruppi, la stessa proposta. Sia, quindi, data piena dignità costituzionale alle nostre meravigliose isole, affidando allo Stato il compito di rimuovere i troppi ostacoli che ancora condizionano la vita degli isolani. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Nella scorsa Conferenza dei Capigruppo, d'intesa con i Gruppi parlamentari, si è deciso di posticipare alla prossima settimana la replica dei relatori, le dichiarazioni di voto e il voto finale del provvedimento. Rinvio pertanto il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2305 Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti >(Approvato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2305, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Pittoni, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PITTONI, relatore . Signor Presidente, il disegno di legge sui titoli universitari abilitanti, approvato in prima lettura alla Camera e che ha superato senza modifiche l'esame della Commissione istruzione al Senato, figura tra gli interventi di riforma indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che devono ottenere il via libera entro il 31 dicembre prossimo.