[pronunce]

2.- Il conflitto è stato dichiarato ammissibile da questa Corte, con ordinanza n. 151 del 2013, che preliminarmente, va ora confermata. 3.- In questa fase di merito non si è costituita la Camera dei deputati. È intervenuto - con argomentazioni a sostegno della fondatezza del ricorso - il dottor Antonio Di Pietro, il cui intervento è ammissibile, in quanto proveniente da soggetto che è parte civile nel processo penale cui si riferisce la delibera della Camera oggetto del presente conflitto (ex plurimis, sentenze n. 305 del 2011, n. 195 del 2007 e n. 386 del 2005). 4.- Il ricorso è fondato. 4.1.- L'odierno conflitto ha ad oggetto la medesima delibera del 22 settembre 2010, con cui la Camera dei deputati ha, contestualmente, escluso la sindacabilità anche delle affermazioni - di contenuto sostanzialmente identico a quelle pronunciate nel ricordato comizio tenuto in Viterbo - reiterate dal medesimo Berlusconi, a pochi giorni di distanza, nella trasmissione RAI «Porta a porta»: in relazione alle quali - in altro processo civile, per risarcimento danni, intentato dall'on. Di Pietro - l'adito Tribunale ordinario di Roma ha sollevato, a sua volta, conflitto di attribuzione nei confronti della Camera dei deputati, conflitto già deciso con sentenza n. 221 del 2014. Le motivazioni che, nel giudizio concluso dalla predetta sentenza, hanno condotto all'accoglimento del ricorso proposto dal Tribunale ordinario di Roma, valgono ora, ad identico fine, rispetto al ricorso proposto dal Giudice di pace di Viterbo. Nella relazione della Giunta delle autorizzazioni, votata dall'Assemblea, si legge, infatti, che, l'espressione «il signor Di Pietro non è solo un uomo che mi fa orrore, perché non rispetta gli altri e perché ha scaraventato in galera, rovinando delle vite degli altri cittadini» andrebbe ricondotta «all'alveo delle opinioni politiche sull'"avversario" [...] diventato leader di un partito antagonista» e che, allo stesso modo, i «dubbi» avanzati dal parlamentare sulla «validità» della laurea dell'on. Di Pietro «esprimere[bbero] un proprio soggettivo giudizio negativo sulla qualità della preparazione universitaria del collega Di Pietro allo scopo di distrarre i cittadini dall'orientare verso di lui il proprio consenso». Una tale finalità, contrariamente a quanto ritenuto dalla Camera, non è certamente, però, divulgativa di attività tipica del parlamentare, né è, in alcun modo o per alcun profilo, ricollegabile all'esercizio di funzioni parlamentari, perché esauritasi nella sfera, a dette funzioni estranea, di una competizione elettorale. 4.2.- La delibera per cui è conflitto risulta, quindi, adottata dalla Camera dei deputati in violazione dell'art. 68, primo comma, Cost., ledendo le attribuzioni dell'autorità giudiziaria, e va, pertanto, annullata.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE 1) dichiara che non spettava alla Camera dei deputati affermare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Silvio Berlusconi, per le quali pende il procedimento penale davanti al Giudice di pace di Viterbo, di cui al ricorso indicato in epigrafe, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; 2) annulla, per l'effetto, la delibera di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 22 settembre 2010 (atti Camera, doc. IV-ter, nn. 8/A, 13/A e 17/A). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 luglio 2014. F.to: Sabino CASSESE, Presidente Mario Rosario MORELLI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 luglio 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI