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State umiliando il Parlamento al di fuori delle Aule parlamentari, con una retorica antiparlamentare che umilia la funzione dei rappresentanti dei cittadini e che è insopportabile in una democrazia come quella che noi vogliamo difendere e tutelare. State portando avanti una riforma a spizzichi e bocconi, che complessivamente vuole svuotare il ruolo del Parlamento. Questo è infatti il senso della proposta sul referendum propositivo, sganciata, ma in realtà parte integrante di un disegno che prevede con questo provvedimento la mera riduzione del numero dei parlamentari. Signor Presidente, così non va. Non è questo il percorso per una riforma organica e meditata del Parlamento. Non è questo il percorso per dare alla democrazia italiana un Parlamento che sia messo nelle condizioni di svolgere pienamente le funzioni che la Costituzione stessa gli attribuisce. Discutiamo insieme di come cambiare seriamente il Parlamento, non con proposte sganciate apparentemente l'una dall'altra, ma con un disegno organico, che affronti i nodi cui facevo riferimento in precedenza, quelli rimasti irrisolti dal lontano 1983. Discutiamo insieme su come cambiare il Parlamento per rendere migliore la nostra democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Forza Italia certamente non è preoccupata della riduzione del numero dei parlamentari. La riforma che voi oggi proponete non è per noi una novità; anzi, vorrei ricordare che questo è l'ottavo tentativo di riforma. Siamo stati fra i primi a proporre una modifica costituzionale in tal senso. Il Parlamento, grazie al nostro contributo tra il 2003 e il 2005, aveva approvato la riduzione del numero dei parlamentari, riforma che poi, a seguito del referendum promosso dalle opposizioni, non ha avuto seguito. Tuttavia, per mantenere un equilibrio fra i poteri dello Stato, si dovrebbe intervenire bilanciando le prerogative del potere legislativo con quelle dell'Esecutivo, delle autonomie locali, già fortemente compromesse dalla legge Delrio. Invece, la riforma costituzionale che questa maggioranza sottopone al nostro esame esautora e svilisce il ruolo del Parlamento, privandolo delle sue prerogative e della sua indipendenza. Il disegno costituzionale che volete farci approvare non è ispirato alla difesa dei principi democratici su cui si fonda la nostra Carta. La riduzione secca del numero dei parlamentari non sembra tener conto del principio di rappresentanza democratica che è il fondamento e la legittimazione del nostro mandato. Cari colleghi, spesso vi sento invocare in quest'Aula e nel Paese - credo più per un intento mediatico - la difesa della democrazia, la tutela dei diritti dei cittadini. Vi ho sentito, anche in passato, parlare contro la casta, contro i privilegi. Ebbene, io qui non rappresento e non ho mai rappresentato alcuna casta, non ho mai avuto alcun privilegio. Vorrei aggiungere che sono stata eletta all'età di diciannove anni con il voto di preferenza, quando si scriveva il nome e il cognome e, quindi, quando avevamo l'opportunità di parlare direttamente con i nostri elettori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vorrei ricordare che quando l'ultima riforma costituzionale, proposta dall'allora presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, fu sottoposta al voto popolare, il risultato del referendum fu disastroso per il suo promotore. I cittadini credono nel ruolo delle istituzioni e, se anche a volte contestano chi in quel momento le rappresenta, non sono disposti a cedere alcuna prerogativa propria dello Stato democratico. Abbiamo un Governo che ha paralizzato l'adozione di provvedimenti importantissimi: penso alle infrastrutture, alla TAV, alle trivelle, alla TAP, che riguarda la mia Puglia, che è stata costretta poi a rientrare. Voi però, in questo caso, avete deciso di ignorare quel risultato; eppure, è stato sancito dagli italiani attraverso uno strumento di democrazia diretta, lo stesso che siete determinati a snaturare con un'altra riforma insensata. Credo che oggi voi ci stiate proponendo un diversivo, qualcosa che possa distrarre gli italiani dai vari problemi del Paese che il Governo non è in grado di affrontare. Volete che il Parlamento diventi un bersaglio del malcontento popolare e non il luogo dove portare avanti in modo serio e costruttivo le istanze provenienti da tutti i settori del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 16,47) PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, utilizzerò i minuti a mia disposizione per spiegare come mai, a mio giudizio, siamo di fronte a un provvedimento che è allo stesso tempo insufficiente e pericoloso. Prima di tutto, muoverò la seguente osservazione di metodo: non ritengo giusto trattare quest'atto parlamentare in sé, senza riflettere sul contesto in cui si colloca e sul disegno complessivo di cui fa parte. Se lo valutassimo in sé, potremmo esprimere lo stesso commento di molti, i quali, nei loro interventi, hanno detto che la montagna ha partorito un topolino. A me verrebbe da dire che persino le dimensioni di un topolino sono troppo grandi per un'iniziativa come questa, per cui dovremmo forse parlare di moscerino. Non credo ci si possa limitare a un giudizio su quest'atto. Penso invece che si debba riflettere sulle cose che già sono state fatte o annunciate da questa maggioranza, per quanto riguarda il rapporto tra Esecutivo e Parlamento e, all'interno del Parlamento, tra maggioranza e minoranza parlamentare e, all'interno dell'ordinamento statale, tra i vari poteri dello Stato. La maggioranza che oggi propone una tale riduzione del numero dei parlamentari è la stessa che ha fatto vivere a questa Camera, il Senato, uno dei momenti più umilianti della sua storia repubblicana in occasione della discussione sulla legge di bilancio. Non consentiremo a nessuno di mettere un velo e di far dimenticare che, per la prima volta nella storia della Repubblica, la legge di bilancio è stata approvata senza che un ramo del Parlamento potesse esaminarla e discuterla. È stata cioè approvata con una violazione gravissima delle prerogative del Senato in generale e soprattutto della minoranza parlamentare. La maggioranza che oggi propone la riduzione del numero dei parlamentari è quella che più volte, nel dibattito pubblico, ha fatto cose che non si erano mai viste prima, ossia un attacco deliberato e uno screditamento molto aggressivo dei contropoteri che nella nostra Costituzione esistono per limitare il rischio di abusi da parte della maggioranza e che costituiscono elementi essenziali degli equilibri costituzionali che a tutti noi dovrebbero essere cari. Non dimentichiamo cosa è stato detto dagli esponenti di questa maggioranza della Banca d'Italia, dei tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze, della Ragioneria generale dello Stato, dei magistrati e di chiunque abbia osato far presente che vincere le elezioni significa acquisire non il diritto di fare quel che si vuole, ma il diritto-dovere di governare nel rispetto della Costituzione.