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la preoccupazione che la carenza di organico possa privare i vigili dei loro diritti fondamentali, compreso il diritto di partecipare ai cicli formativi periodici necessari per garantire un soccorso qualificato al cittadino; lamentano, altresì, l'esigenza di aprire un presidio permanente a Villafranca (Verona), in modo da colmare le difficoltà operativa in quella vasta area della provincia. Ad oggi, sarebbe previsto solo un distaccamento volontario che, come osservato dalle organizzazioni sindacali, "per propria natura, potrà assicurare solo una copertura intermittente, legata alla generosa disponibilità volontaria, privando così un importante territorio di una presenza permanente e professionale garantita, h24, per 365 giorni l'anno", si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda avviare per destinare a Verona un numero sufficiente di vigili del fuoco tale da consentire di affrontare i gravosi compiti da svolgere, ivi compresa l'apertura del nuovo presidio di Caldiero; se ritenga di avviare le procedure per l'istituzione di un presidio permanente anche a Villafranca. Atto n. 4-00455 GIRO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il consiglio di amministrazione di Enav SpA, riunitosi recentemente sotto la presidenza di Roberto Scaramella, ha approvato la nuova struttura organizzativa del gruppo, realizzata in coerenza con le linee strategiche delineate dal piano industriale 2018-2022; in particolare, la nuova struttura prevede, a diretto riporto dell'amministratore delegato, 4 macro aree focalizzate sul core business e 5 strutture di staff con l'obiettivo di assicurare la governance , la compliance e lo sviluppo del gruppo; il consiglio di amministrazione ha inoltre approvato l'accordo per la risoluzione consensuale del rapporto tra la società ed il direttore generale Massimo Bellizzi, il quale cessa dalle sue funzioni e da tutte le cariche ricoperte nell'ambito del gruppo con effetto dalla data del 31 luglio 2018; l'accordo di risoluzione consensuale con Massimo Bellizzi prevede, a fronte dell'intervenuta risoluzione del rapporto dirigenziale con Enav e delle dimissioni rese da tutti gli incarichi ricoperti all'interno del gruppo, oltre che a titolo di corrispettivo del patto di non concorrenza, il riconoscimento dell'importo lordo di 690.000 euro. È prevista, inoltre, la corresponsione della somma lorda di 20.000 euro a titolo di transazione generale e novativa; sembrerebbe inoltre che, per distribuire maggiori utili agli azionisti di Enav, saranno trasferiti fuori regione i servizi esistenti di controllo di avvicinamento radar e procedurale, con gravi conseguenze per la competitività di diversi scali italiani; il piano aziendale della società per gli anni 2018-2022 sembrerebbe prevedere la riduzione da 4 a 2 dei centri di controllo presenti in Italia, con la riorganizzazione di quelli situati a Brindisi e Padova; questa iniziativa potrebbe avere ripercussioni anche sul piano occupazionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del nuovo piano industriale dell'Enav e della riorganizzazione in macrostrutture e se non ritenga che i maggiori profitti assegnati agli azionisti rischino di sottrarre risorse per la sicurezza di volo; se condivida la riduzione a 2 dei 4 centri di controllo, in particolare la chiusura del centro di Brindisi, le cui funzioni verranno esercitate "da remoto" dal centro di Roma, con gravissime ricadute in termini di sicurezza per l'intero Meridione; se la vera mission dell'azienda, seppur quotata in borsa, non sia quella di garantire la sicurezza degli aerei in volo sul territorio nazionale, e in modo omogeneo, dal Nord al Sud; se la revisione del piano industriale garantisca gli attuali livelli occupazionali. Atto n. 4-00456 PERGREFFI Al Ministro della salute Premesso che: nella sera di martedì 31 luglio, come si apprende oggi sulla stampa locale, si è verificata l'ennesima aggressione ad un operatore del pronto soccorso nell'ospedale "Giovanni XXIII" di Bergamo; secondo quando riportato dalla stampa, un gruppo di una trentina di rom avrebbe invaso la sala d'aspetto del pronto soccorso del principale ospedale di Bergamo per accompagnare una bambina che aveva riportato un taglio al dito di una mano; si legge che "la piccola, stando alle ricostruzioni, è stata immediatamente presa in carico per la visita e contestualmente messa in attesa per una radiografia. Ma gli accompagnatori della piccola, pretendendo che i medici che stavano seguendo altri pazienti smettessero immediatamente di fare quello che stavano facendo per seguire la piccola, hanno cominciato ad alzare la voce, mentre altri conoscenti rom arrivavano, alla spicciolata, all'interno del pronto soccorso. Oltre una trentina di persone, sempre più agitate e sempre più nervose"; in questa concitata fase un infermiere sarebbe stato colpito al volto da un pugno e un gruppo di rom avrebbe invaso la " shock room " del pronto soccorso dove alcuni utenti erano sottoposti a cure urgenti; solo all'arrivo delle forze dell'ordine e della sorveglianza dell'ospedale la situazione è tornata normale; constatato che: le aggressioni nei punti di pronto soccorso stanno diventando sempre più frequenti; i casi di aggressione da parte di rom negli ospedali sono tutt'altro che rari negli ospedali di tutta Italia; nei punti di pronto soccorso la gestione operativa e la valutazione dei codici di accesso degli utenti è fondamentale per curare e spesso salvare le persone; preso atto che non si possono accettare persone che con arroganza e prepotenza, come pare che abbiano fatto i 30 rom ieri al "Giovanni XXIII", decidono autonomamente la valutazione del codice di accesso prevaricando così gli altri utenti in attesa e in precarie condizioni di salute, si chiede di sapere: se le autorità di polizia condurranno immediatamente delle indagini per denunciare per aggressione coloro che hanno aggredito l'infermiere e interruzione di pubblico servizio tutti i partecipanti all'invasione del pronto soccorso e della shock room ; se sia nei programmi il potenziamento della sorveglianza dei punti di pronto soccorso a tutela sia degli operatori che degli utenti, al fine di frenare le frequenti aggressioni a danno di medici, infermieri e pazienti. Atto n. 4-00457 LANNUTTI ANGRISANI BOTTO BUCCARELLA CASTELLONE COLTORTI DESSI' DI GIROLAMO DI NICOLA DONNO DRAGO ENDRIZZI EVANGELISTA FENU FLORIDIA GALLICCHIO GAUDIANO GIARRUSSO GUIDOLIN LEONE LUPO MANTERO MARINELLO MAUTONE MONTEVECCHI MORRA NATURALE PARAGONE Marco PELLEGRINI Giuseppe PISANI PUGLIA RICCIARDI TRENTACOSTE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta agli interroganti: lo statuto dell'Università di Roma Tor Vergata prevede, all'articolo 11, comma 5, che l'incarico del direttore generale possa essere rinnovato;