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Esso è finanziato, in parte, dalle imprese iscritte alla CCIAA di appartenenza che volontariamente vi aderiscono e, in parte, mediante l'attività di riscossione del credito posta in essere dall'ente attraverso l'attività di riscossione del credito prevista nei casi e con le modalità di seguito indicati. Va precisato anzitutto che, ai fini della riscossione del credito, a tale fondo possono attingere soltanto le imprese creditrici che hanno contribuito al suo finanziamento e che, al contempo, sono in possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi stabiliti con apposito regolamento della CCIAA e che a loro volta non sono state iscritte nel registro informatico dei protesti negli ultimi ventiquattro mesi dalla richiesta. Il meccanismo ipotizzato a favore delle imprese per la riscossione del credito dai debitori morosi prevede che queste ultime presentino un'istanza all'organo competente della CCIAA di accesso al fondo rotativo, supportata dalla documentazione relativa al credito vantato nei confronti delle imprese creditrici e, contestualmente, una delegazione di pagamento a favore dell'ente per il recupero del credito mediante iscrizione al ruolo esattoriale. Ove fossero ritenuti sussistenti tutti i presupposti previsti dal regolamento, la CCIAA consente l'accesso al fondo per un importo variabile in ragione dell'entità del credito, ma in ogni caso non inferiore all'80 per cento dello stesso. Al fine di evitare che l'accesso al fondo riguardi esclusivamente crediti vantati nei confronti di debitori difficilmente solvibili è altresì stabilito che l'accesso al fondo non sia possibile ove il credito riguardi debitori dichiarati falliti ovvero assoggettati a procedura concorsuale o fallimentare. Ove il debitore non pagasse alla CCIAA il debito entro un termine determinato stabilito dalla legge, l'ente sarebbe costretto a irrogare, mediante iscrizione diretta a ruolo, così come avviene nell'ipotesi di tardivo od omesso versamento del diritto annuale, la relativa sanzione pecuniaria amministrativa, consistente nella somma dovuta maggiorata di una percentuale fissata sempre dalla legge. Riscosso il credito integrato dalla sanzione, una percentuale variabile dello stesso, comunque non superiore al 20 per cento, andrebbe a favore del fondo rotativo. Il meccanismo esposto trova giustificazione soggettiva nella natura pubblicistica delle CCIAA e oggettiva nel perseguimento di un interesse pubblico consistente nella tutela del credito e del buon funzionamento del mercato. Ciò renderebbe estremamente più efficace la normativa vigente la quale, a dieci anni dalla sua entrata in vigore, non ha ancora consentito di raggiungere uno standard paragonabile almeno alla media europea. A ciò si aggiunga che la stessa Commissione europea non giudica soddisfacente nemmeno la situazione attuale nell'Unione europea. Al riguardo, il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che attua una rifusione della citata direttiva 2000/35/CE. Come regola generale, la direttiva fissa a trenta giorni il termine per il pagamento delle fatture a fronte della fornitura di beni e di servizi, sia nel settore pubblico sia in quello privato. Il disegno di legge fornisce uno strumento giuridico finanziario ulteriore da mettere a disposizione di quelle imprese, per così dire virtuose, ossia in regola con i propri pagamenti, imprese che vedono messa in pericolo la propria sopravvivenza con gravi ripercussioni in termini di perdita di posti di lavoro, strette come sono dalla crisi di liquidità derivante dallo stallo in cui si trova il mercato finanziario nell'attuale congiuntura economica. La possibilità della CCIAA di iscrivere a ruolo è proprio data dalla funzione pubblica del recupero, tramite delegazione (non cessione) di credito: la CCIAA si incarica di recuperare coattivamente quel credito perché la sua rimessa in circolazione ha funzione «pubblicistica», cioè statale-autoritativa, al fine di prevenire la crisi del sistema, profilo questo che giustifica l'intervento della mano pubblica nel mercato. Trattasi di interesse economico e tributario al tempo stesso poiché il sistema di delegazione di pagamento ipotizzato, favorendo la celerità del credito e assicurando il funzionamento del mercato, ha ripercussioni positive immediate per lo Stato in termini di entrate fiscali mediante la riscossione dell'imposta sul valore aggiunto generata dal pagamento delle fatture. Proprio in forza dell'interesse pubblico perseguito il disegno di legge prevede, almeno all'atto dell'istituzione del fondo rotativo, la possibilità per le CCIAA di contrarre finanziamenti, ricoperti da garanzia dello Stato con l'intervento della Cassa depositi e prestiti spa, per agevolare il reperimento delle risorse iniziali e mettere in moto il meccanismo individuato. Si prevede, tuttavia, il coinvolgimento del Governo, e in particolare del Ministero dell'economia e delle finanze, nell' iter legislativo così da assicurare la copertura finanziaria del disegno di legge stessa in ossequio al dettato costituzionale. L'ulteriore finanziamento del fondo rotativo, fin dalla sua istituzione e successivamente di anno in anno, da parte delle associazioni degli imprenditori più rappresentative risponde all'esigenza di consolidare la natura assicurativa e solidaristica del fondo stesso, il quale deve essere sentito come proprio dalle imprese che vi accedono, ma che non cercano di avvantaggiarsene impropriamente, trattandosi di soldi -- in larga parte -- loro propri. Non solo, ma se da un lato il meccanismo predisposto accorda alle imprese uno strumento giuridico finanziario aggiuntivo rispetto agli attuali mezzi di tutela del credito, dall'altro lato esso non pregiudica le guarentigie giurisdizionali esperibili dai soggetti passivi dell'esecuzione forzata, i quali ben possono agire a propria difesa avanti alle commissioni tributarie competenti. Il pericolo di trascinamento a cascata di un cattivo pagamento per tutta la filiera articolata in molteplici passaggi di subappalto è facilmente scongiurabile in ragione di un'auspicata -- e anzi favorita proprio in forza della disciplina in commento -- negoziazione fra le ditte, poiché il termine uguale per tutti è quello successivo alla scadenza del pagamento, ma sta sempre alla negoziazione delle parti, secondo le norme civilistiche, fissare a trenta, sessanta o novanta giorni il pagamento, decorsi i quali scatta il termine legislativamente uguale per tutti, soprattutto senza possibilità che ditte «pesanti» sotto il profilo economico possano cambiare unilateralmente i termini pattuiti e fissati (articolo 1371 del codice civile). Da ultimo, appare opportuno mantenere una certa, ancorché non arbitraria, flessibilità temporale e organizzativa nell'attuazione della disciplina de qua rimettendo alle singole CCIAA l'individuazione delle modalità necessarie e dei tempi per l'entrata a regime delle disposizioni indicate. Tale flessibilità trova ampia giustificazione nella varietà delle realtà economiche e sociali in cui sono chiamate a operare le diverse CCIAA sparse sul territorio nazionale: eventuali dubbi circa la legittimità di tale flessibilità sembrano facilmente superabili in considerazione del fatto che, come più volte affermato, quello predisposto non è altro che uno dei mezzi -- pubblici e privati -- per ottenere il pagamento del credito vantato.