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Ci troveremo di fronte a collegi uninominali di dimensioni molto elevate, più di quelli attuali e vi invito a fare un'inchiesta tra gli elettori, per capire se hanno avuto coscienza di chi hanno eletto e di chi era candidato, perché avevamo già una sovradimensionamento del collegio. Poi, per com'è il Rosatellum- bis , ossia un sistema misto tra maggioritario e proporzionale, cosa ci troveremo di fronte? Non saranno toccate le pluricandidature, per esempio (e ho presentato un emendamento in proposito) e vi voglio vedere: senza toccare le pluricandidature, ampliando i collegi uninominali, rimanendo il sistema plurinominale, per effetto di questa legge verrà ulteriormente dilatato il potere delle segreterie dei partiti, dei movimenti politici e dei capi nel decidere e nell'allocare le candidature. Ma forse è proprio quello che auspicate e perseguite: non ho dubbi che sia così per la Lega, che è sempre stato un partito di tal fatta, ma evidentemente lo siete anche voi. Ancora una volta, il semplice adeguamento tecnico della legge elettorale attuale al nuovo numero dei parlamentari - ridotto o anche ampliato, vista la formula che avete messo, ma per ora abbiamo iniziato l' iter per la sua riduzione - produrrà una contrazione della democrazia e della rappresentatività, sotto ogni profilo. Da una parte, infatti, si rafforzerà il potere delle segreterie, dei capi partito, dei capi movimento o dei capi società, chiamateli come volete; dall'altra, ci sarà un fortissimo ridimensionamento del grado di rappresentatività dell'organo, perché al momento del voto si allontanerà e fluidificherà ulteriormente, rendendola quasi del tutto inesistente, la possibilità di identificare il candidato da parte dell'elettore e quindi di scegliere nella maniera più cosciente. Cosa si produce? Già il sistema del Rosatellum- bis è una legge che ha prodotto molti problemi e una sorta di indeterminatezza (uno dei motivi di ciò, oltre alla modalità con cui è stato approvato, tramite le otto questioni di fiducia, è anche la sua tecnicalità). Uno degli elementi cardine dei sistemi elettorali democratici dovrebbe essere la certezza, per il cittadino che vota, di aver dato il voto a un tizio, il quale potrà essere eletto o no, ma il suo voto è andato a lui. Il sistema del Rosatellum- bis , con il famoso meccanismo del flipper , invece, ha prodotto situazioni paradossali: nel nostro caso, questo è accaduto, per esempio, in Molise, con l'elezione in una Regione dove tra l'altro avevamo molti meno voti. Il sistema del flipper , amplificato dal Rosatellum- bis , impedisce tecnicamente all'elettore di seguire il viaggio del proprio voto, per cui se vota Zanda, non elegge De Petris: con il Rosatellum- bis , infatti, un elettore, pensando di votare Zanda, per uno strano meccanismo, potrebbe dare un contributo forte all'elezione di De Petris, anche se candidata in una lista diversa o per una Regione diversa. Questo meccanismo viene amplificato con l'adeguamento alla riduzione del numero dei parlamentari. Un'ultima questione - e poi mi taccio - è un problema serio nella rappresentanza e nel suo pluralismo. Voi infatti non toccate il meccanismo della legge né le soglie, che rimangono quelle fissate dal Rosatellum- bis , e questo, signor Presidente, interessa molto anche a lei. Le soglie implicite diventano altissime, al di sopra del 10 per cento, in alcuni casi. Questo produrrà non solo la riduzione dei parlamentari, così saremo tutti più efficienti: certo, forse due o tre partiti potranno sopravvivere con questo meccanismo. Dovevate produrre una legge di stampo più proporzionale, se volevate garantire il pluralismo della rappresentanza e invece, con il trucchetto dell'adeguamento tecnico, produrrete quello che evidentemente avevate come fine: la riduzione dei parlamentari e la riduzione della rappresentanza. PRESIDENTE. Senatrice De Petris, sono stato attento anche alla parte conclusiva, come lei mi ha invitato a fare. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, questo disegno di legge non ci piace, non ci piace il modo con cui intendete modificare la legge elettorale, non ci piacciono i tempi che avete dettato per procedere a tale modifica, non ci piacciono i risultati che sarebbero raggiunti ove questa legge elettorale, così come voi la proponete, dovesse essere malauguratamente approvata ed entrare in vigore. Nella discussione precedente qualcuno si è lamentato del fatto che dopo una serie di interventi critici, documentalmente e puntualmente critici, alla riforma costituzionale per la riduzione dei parlamentari, Forza Italia abbia annunciato il suo voto favorevole condizionato. Evidentemente, non si è stati attenti alla discussione generale, nella quale non abbiamo mancato di evidenziare le grandi lacune che una semplice riduzione dei parlamentari, non accompagnata da una serie di altre riforme necessarie che possano rendere effettivo il risparmio senza andare a incidere sulle prerogative dei parlamentari e sul lavoro dei parlamentari, fosse inutile. Noi abbiamo fatto della riduzione dei costi della politica in generale una nostra battaglia. Non potevamo votare contro, ma il nostro voto favorevole è condizionato all'atteggiamento che questo Governo e questa maggioranza dimostreranno di avere nel prosieguo dei lavori per cercare di modificare il numero effettivo dei parlamentari superstiti e nell'affrontare altri temi come il bicameralismo perfetto e come la forma di Stato e la forma di Governo. Solo a queste condizioni ripeteremo il voto favorevole. Diversamente, riproporremo le nostre ragioni con un voto contrario. Lo stesso vale per la legge elettorale. Vi abbiamo chiesto in Commissione quale fosse il motivo della fretta di licenziare velocemente una legge elettorale che, peraltro, non inventa niente, fa un taglio orizzontale al cosiddetto Rosatellum e lo rende applicabile a qualunque riduzione, presente e futura, del numero dei parlamentari. Non vi era alcuna necessità di correre, anche perché la riforma costituzionale relativa alla riduzione dei parlamentari che avete avviato, nella migliore delle ipotesi potrebbe vedere la luce tra un anno e mezzo e in un anno e mezzo c'era tutto il tempo per studiare una legge elettorale adeguata, che tenesse conto di un fattore importante che per noi non è secondario. Mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Lega che del contatto con gli elettori e del radicamento sui territori hanno fatto, legittimamente, un cavallo di battaglia: con questa legge elettorale si spersonalizza il voto, non c'è più il rapporto fra eletto ed elettore; l'elettore non conosce il suo rappresentante, vota per sentito dire, vota per simpatia dei leader , vota per il radicamento di un partito, non ha un rapporto diretto con il suo rappresentante, c'è un collegio immenso. Forse, se questa doveva essere o deve essere la legge elettorale che dovrà regolare le prossime elezioni in presenza della riduzione dei parlamentari, manca un elemento.