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a causa del ritardo accumulato rispetto al termine, gli imprenditori che al fine di effettuare degli investimenti nel 2021 necessitano di beneficiare dei contributi sono privati di importanti rassicurazioni, in particolare se si tiene conto che, secondo il disposto del decreto agosto, nel caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste ammesse, si procede alla ripartizione tra i beneficiari in misura proporzionale al credito d'imposta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del termine entro cui verrà pubblicata la graduatoria dei beneficiari del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari degli sponsor sportivi, di cui all'articolo 81 del decreto agosto, e se, nel frattempo, intenda fornire garanzia che i beneficiari dei contributi 2020 vedranno corrisposto il credito di imposta nell'ammontare massimo stabilito, ovvero pari al 50 per cento degli investimenti effettuati. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05966 CIRIANI RAUTI BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MALAN NASTRI PETRENGA RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI Al Ministro dell'interno Premesso che: il quotidiano "La Verità", il 7 settembre 2021, ha svelato un retroscena inedito sul tristemente famoso rave party di ferragosto, svoltosi, tra il 13 e il 19 agosto, sulle sponde del lago di Mezzano, durato ben 6 giorni e mai interrotto dalle forze dell'ordine, nonostante la violazione delle norme di contrasto alla diffusione del COVID, nonostante il rinvenimento di un cadavere nelle acque del lago e il largo spaccio e consumo di droghe; in due pagine di inchiesta vengono riportate tutte le note trasmesse in quei giorni tra le forze dell'ordine locali ed il contenuto della la nota prefettizia da cui si evince che quel party , a cui parteciparono migliaia di amanti della musica elettronica e (anche) delle droghe, non sia stato un evento inaspettato e iniziato dal nulla, ma anzi annunciato, monitorato e, in ogni caso, non ostacolato; infatti, si legge che a chi, tra le forze dell'ordine, aveva chiesto il blocco dell'afflusso di mezzi che, incolonnati, si stavano dirigendo dalla zona di Orbetello verso il luogo del rave , fu detto di "monitorare il traffico e non di bloccarlo", un ordine, secondo quanto riportato, partito proprio dalla centrale operativa di Roma; emerge, altresì, che nei giorni dell'emergenza, a cavallo del ferragosto, nelle rispettive sedi non ci fossero né i questori, referenti locali per l'ordine e la sicurezza pubblici, di Grosseto e Viterbo, né il prefetto di Grosseto; viene così data la risposta alla domanda che tutti gli italiani, e non solo, si erano posti sul come potesse essere successo che migliaia di persone avessero transitato senza che nessuno, tra le forze dell'ordine, se ne fosse accorto, mentre, in altri Stati (Francia, Grecia e Spagna), come raccontato ai cronisti alcuni degli stessi organizzatori, era bastato l'arrivo di un certo numero di camper per metter fine all'assembramento, soprattutto in un periodo in cui il distanziamento è raccomandato; dunque, mentre il Governo limita le libertà costituzionali di cittadini, famiglie e imprese in nome del necessario contenimento della pandemia, il Ministero dell'interno sembra aver consentito a 20.000 persone, da ogni parte d'Europa, di arrivare a organizzare un rave party all'insegna dell'illegalità, tra droghe, stupri e violenze, oltre a inquinamento acustico e ambientale e violazione di tutte le norme di contrasto al COVID vigenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza dei fatti descritti e, in ogni caso, quali ulteriori elementi informativi ritenga di dover fornire al riguardo; se fosse confermato quanto denunciato dal quotidiano "La Verità", se non ritenga che sussistano responsabilità tali, in termini di mancata tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, che abbiano irrimediabilmente compromesso la sua immagine e il suo ruolo istituzionale. Atto n. 4-05967 MONTANI CANDIANI RIVOLTA Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il sistema previdenziale svizzero si basa sul "sistema dei tre pilastri". Il primo garantisce il minimo essenziale nella vecchiaia del percipiente e in caso di decesso del soggetto assicurato (AVS); il secondo è obbligatorio ed è costituito dalla previdenza professionale integrativa (LPP, legge sulla previdenza professionale); il terzo, infine, è basato sulla previdenza privata individuale e risulta facoltativo; in particolare, il secondo pilastro costituisce fonte di integrazione del reddito da pensione per numerosi italiani, che hanno trascorso la loro vita oltre confine e ora sono rientrati in Italia, e per altrettanto numerosi frontalieri che per lungo periodo hanno varcato giornalmente la frontiera per recarsi al lavoro in Svizzera, ed è formato dagli accantonamenti del datore di lavoro e per il 50 per cento del lavoratore, la cui quota è già oggetto di imposta sui redditi; considerato che: relativamente ai soggetti tenuti all'applicazione della ritenuta nell'ipotesi di corresponsione delle rendite tramite un intermediario, per le rendite AVS, il comma 1 dell'articolo 76 della legge n. 413 del 1991 prevede che la ritenuta è applicata dagli "istituti italiani, quali sostituti di imposta, per il cui tramite l'AVS Svizzera le eroga ai beneficiari in Italia", mentre per le prestazioni LPP, il comma 1 -bis stabilisce che la ritenuta "è applicata dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento"; la differente formulazione utilizzata dal legislatore comporta che, diversamente da quanto avviene per le rendite AVS, che sono corrisposte ai beneficiari per il tramite di determinati istituti di credito italiani e, dunque, sulla base di specifiche convenzioni fra questi ultimi e la gestione AVS, le prestazioni LPP sono direttamente corrisposte ai beneficiari mediante accreditamento sui rispettivi conti correnti aperti in Italia. Ne consegue che, nel primo caso, la ritenuta è applicata solo dagli istituti italiani individuati dalle convenzioni come destinatari dei pagamenti, mentre nel secondo caso la ritenuta è applicata da tutti gli intermediari finanziari presso i quali i beneficiari delle prestazioni decidono di far accreditare le prestazioni; ultimamente sono giunte segnalazioni riguardanti il secondo pilastro: se la rendita viene erogata attraverso un intermediario finanziario italiano, la tassazione è del 5 per cento, ma se essa viene erogata attraverso un intermediario finanziario non italiano, in dichiarazione dei redditi invece di essere tassata con un'aliquota del 5 per cento viene tassata con l'aliquota ordinaria, così come annunciato dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 3/E del 27 gennaio 2020;