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1 Il trasferimento delle funzioni amministrative dalla regione agli enti locali avviene nell'ambito delle materie individuate dal presente titolo, secondo modalità e princìpi generali stabiliti dalla legge regionale statutaria e sulla base di disposizioni di legge approvate previo parere del consiglio delle autonomie locali. 2 Le disposizioni di legge di cui al comma 1 stabiliscono altresì le modalità operative e i tempi per il trasferimento delle competenze, delle risorse finanziarie, dei necessari apparati burocratici e delle relative risorse professionali. 55 (Potere sostitutivo della regione) 1 La regione esercita il potere sostitutivo nei confronti degli enti locali nei casi in cui vi è un'accertata e persistente inattività nell'esercizio obbligatorio di funzioni conferite, previo parere del collegio di garanzia statutaria. 2 La legge regionale, approvata previo parere del consiglio delle autonomie locali, stabilisce i presupposti per l'esercizio del potere sostitutivo e le garanzie procedimentali per l'ente locale interessato secondo il principio di leale collaborazione. 56 ( Referendum per l'individuazione del capoluogo della regione) 1 Il capoluogo della regione può essere individuato con legge regionale, su iniziativa di 50.000 elettori e previa consultazione referendaria dell'intera popolazione regionale. 2 La consultazione di cui al comma 1 ha esito positivo se la proposta oggetto del referendum è accolta dalla maggioranza degli aventi diritto al voto. 3 Le modalità e le procedure per lo svolgimento del referendum sono disciplinate dalla legge regionale statutaria. 4 Fino alla data di entrata in vigore della legge regionale di cui al comma 1, capoluogo della regione rimane Trieste. 57 (Istituzione e modifica degli enti locali) 1 Con legge regionale, previa consultazione referendaria delle popolazioni interessate, possono essere modificate le circoscrizioni e la denominazione dei comuni, possono essere fusi due o più comuni e possono essere istituiti nuovi comuni. 2 Le modalità e le procedure per lo svolgimento dei referendum di cui al comma 1 sono disciplinate con legge regionale. VI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE 58 (Progetti di legge e petizioni) 1 Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi mediante presentazione di progetti di legge, redatti in articoli e sottoscritti da almeno 5.000 elettori della regione. 2 Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni al consiglio regionale per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. 59 ( Referendum abrogativo) 1 Il referendum per l'abrogazione, totale o parziale, di una legge, di un regolamento o di un atto amministrativo di interesse generale è indetto dal presidente della giunta regionale, quando lo richiedono almeno 30.000 cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della regione. 2 Partecipano al referendum di cui al comma l tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della regione. 3 La proposta soggetta a referendum è approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto e se è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. 4 Il giudizio sulla ricevibilità e sull'ammissibilità delle richieste di referendum è di competenza del collegio di garanzia statutaria. 5 Non è ammesso il referendum per l'abrogazione: a delle leggi tributarie e di bilancio e dei relativi provvedimenti di attuazione; b delle leggi o delle disposizioni di legge regionale il cui contenuto è reso obbligatorio da norme del presente Statuto, da leggi costituzionali ovvero da norme statali vincolanti per il legislatore regionale o che sono meramente riproduttive di tali norme; c delle leggi e dei regolamenti concernenti accordi o intese di carattere internazionale o con altre regioni; d dei regolamenti interni degli organi regionali. 6 Nel caso in cui un referendum abbia dato esito negativo, la stessa richiesta non può essere presentata prima che siano decorsi cinque anni dalla data di proclamazione del risultato del referendum stesso. 7 La legge regionale stabilisce le modalità di svolgimento del referendum abrogativo. 60 ( Referendum consultivi) 1 Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 58 e 59, il consiglio regionale può deliberare l'indizione di referendum consultivi delle popolazioni interessate a provvedimenti determinati. 2 Il consiglio regionale può promuovere, altresì, referendum consultivi su proposte di provvedimenti di competenza del consiglio stesso o della giunta regionale, incluse le iniziative regionali di leggi statali. 3 La legge regionale stabilisce le modalità di svolgimento dei referendum consultivi. VII NORME TRANSITORIE 61 (Leggi di revisione statutaria) 1 Per le modificazioni del presente Statuto si applica la procedura prevista dalla Costituzione per le leggi costituzionali, salvo quanto previsto dal presente articolo. 2 L'iniziativa per le modificazioni del presente Statuto appartiene anche al consiglio regionale. 3 I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo al consiglio regionale per il raggiungimento dell'intesa. 4 Nel caso in cui l'intesa prevista al comma 3 sia raggiunta entro sei mesi dall'avvio del procedimento ovvero le Camere decidano di discostarsi dal testo proposto dal consiglio regionale o dal testo su cui si era raggiunta l'intesa, le Camere possono comunque adottare la legge costituzionale a maggioranza dei due terzi dei loro componenti. 5 Le modificazioni approvate sono sottoposte a referendum popolare regionale qualora entro tre mesi ne faccia richiesta un trentesimo degli elettori della regione o un decimo dei componenti del consiglio regionale. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. 62 (Norme transitorie) 1 Fino alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di attuazione del presente Statuto previsti dall'articolo 20 e della legge regionale statutaria prevista dall'articolo 24, le materie di rispettiva competenza continuano a essere disciplinate dalla normativa statale e regionale vigente. 2 Fino alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di attuazione del presente Statuto previsti dall'articolo 20, continuano ad applicarsi le norme di attuazione dello Statuto di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e successive modificazioni. 3 La commissione paritetica in carica alla data di entrata in vigore del presente Statuto svolge tutte le funzioni previste dall'articolo 20. 4 La legge regionale statutaria istitutiva del consiglio delle autonomie locali prevista dall'articolo 24 è approvata previo parere dell'assemblea delle autonomie locali già istituita ai sensi della legislazione regionale vigente alla data di entrata in vigore del presente Statuto.