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I percorsi trattamentali per uomini maltrattanti hanno già dato importanti risultati; oltre che sulla protezione diretta della vittima, lavoriamo sull'autore della violenza, per cambiare i suoi comportamenti. Se non riusciremo a fare questo in modo diffuso, non potremo dire di aver fatto tutto quanto è nelle nostre possibilità. Dobbiamo intervenire sul problema a monte per fermare il femminicidio, ogni forma di violenza nei confronti di donne, nonché di violenza assistita, quella cui assistono i figli, frutto di una relazione intima fortemente compromessa. Il lavoro che esaminiamo oggi in Aula si pone nell'intervallo tra la prevenzione e la protezione, due delle quattro P della Convenzione di Istanbul, il documento che per la Commissione d'inchiesta sul femminicidio è una vera e propria roadmap, che prevede lo sviluppo di percorsi di trattamento degli uomini maltrattanti. Tra gli aspetti interessanti e preoccupanti che emergono c'è il fatto che in Italia i centri di ascolto per uomini maltrattanti (Cam) sono pochi e mal distribuiti sul territorio, ma, come dicevo, la loro sperimentazione sul campo ha dato risultati concreti ed è da quei risultati che oggi dobbiamo partire. Da diverse storie di cronaca sentiamo dire, ad esempio, che l'uomo maltrattante era stato denunciato per stalking dalla vittima ed era stato arrestato, per violazione della misura del divieto di avvicinamento e per violazione di domicilio. È evidente che siamo di fronte a un uomo che aveva e ha bisogno non solo di essere tenuto sotto forte controllo, a totale garanzia dell'incolumità della vittima, ma anche di essere aiutato a gestire, a superare e a comprendere i suoi enormi problemi. Allo stesso modo, non possiamo sottovalutare le conseguenze che ricadono sui figli, che mi piace evidenziare. Dalla relazione sui femminicidi in Italia negli anni 2017-2018, approvata dalla Commissione di inchiesta del Senato, emergono numeri davvero preoccupanti ed inquietanti: il 17 per cento dei figli è presente al momento del femminicidio e il 30 per cento trova il corpo della madre. Ebbene, il femminicidio si combatte con una rete di prevenzione fatta di norme efficaci e soprattutto con una loro attuazione puntuale e sistematica, con la formazione di magistrati e di tutte le figure professionali coinvolte attraverso le agenzie educative, con percorsi trattamentali per gli uomini maltrattanti e per i figli delle donne uccise. È un lavoro che ha bisogno di sistematicità, di coraggio e soprattutto di visione. È dunque urgente occuparsi degli uomini maltrattanti in modo adeguato ai loro problemi relazionali o psicologici, che troppo spesso diventano problemi sociali. L'atto odierno rappresenta pertanto un traguardo e un importante step, un altro piccolo passo all'interno del lavoro enorme, faticoso, ma preziosissimo che stiamo compiendo. Il mio auspicio è che presto, accanto a questo risultato, possiamo aggiungerne un altro: l'introduzione dell'educazione emozionale nelle scuole (Applausi), per impedire la creazione del maltrattante già a scuola, fornendogli gli strumenti necessari per gestire le proprie emozioni e dare ad esse altri esiti, che non siano solo quelli violenti. Annuncio pertanto il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle e ringrazio nuovamente le colleghe, i funzionari e i nostri consulenti. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Conzatti, Maiorino, Valente, Castellone, Romeo, Bernini, Malpezzi, De Petris, Rauti, Faraone, Crucioli, Unterberger e Rizzotti. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B) . (Applausi). Non ci sono stati voti contrari, né astenuti ed è già la seconda volta che succede nel giro di una settimana, caso più unico che raro. Sospendo i lavori fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 11,56, è ripresa alle ore 15,02) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Commemorazione di Enrico Berlinguer nel centenario della nascita PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, ricorre oggi il centesimo anniversario della nascita di Enrico Berlinguer, storico segretario generale del Partito Comunista Italiano e una delle figure più influenti e significative della nostra Repubblica. Ricordarne il tratto in questa giornata significa soffermarci a riflettere sulla ricchezza morale di una passione politica autentica, spontanea, instancabile; una dedizione costante al bene comune e all'interesse superiore dei cittadini che ne hanno contraddistinto, sin dal primo giorno, il suo impegno nelle istituzioni. Enrico Berlinguer fu sempre un uomo del dialogo, un leader capace di farsi ascoltare, apprezzare, ammirare e rispettare dagli alleati, così come dagli avversari. Chiamato a guidare il Partito Comunista Italiano negli anni più bui del terrorismo e della violenza stragista, si fece coraggiosamente carico della responsabilità di trovare nella coesione dei valori costituzionali una via per la difesa della democrazia. In un suo articolo pubblicato su «Rinascita» e su «l'Unità» nell'ottobre del 1973 ebbe a dire: «La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre più incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di sviluppo economico, di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre più urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande compromesso storico tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano». Una frase che avrebbe segnato un'epoca, contribuendo ad aprire la strada, anche nel nostro Paese, a quel percorso di riconciliazione che ha consentito di superare i muri ideologici e avviare un prezioso percorso di pace e cooperazione globale; un percorso oggi messo in discussione dalla tragedia di una guerra ingiusta, di fronte alla quale la lezione storica e politica che Enrico Berlinguer ci ha lasciato è un'esortazione ad opporsi, senza esitazioni o compromessi, a ogni tentativo di sovvertire con la paura e la violenza le libertà, i diritti e la dignità di ogni essere umano. Della sua enorme eredità politica resta ancora attuale la denuncia della questione morale: una denuncia da cui traspare l'alto senso dello Stato che ha sempre portato Berlinguer a mettere gli interessi della Nazione prima ancora di quelli del partito. È questa la nota distintiva di un uomo delle istituzioni, che con la sua visione innovatrice e il tratto umano inconfondibile ha lasciato una profonda traccia nella nostra storia. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, oggi ricorrono cento anni dalla nascita di Enrico Berlinguer. Ne ricordiamo la figura politica e umana in quest'Aula, compiendo un dovere verso un uomo che noi riteniamo sia stato uno dei giganti della politica italiana del nostro dopoguerra. Enrico Berlinguer proveniva da una famiglia nella quale l'impegno politico era qualcosa di profondamente radicato, una famiglia antifascista: