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risulta da fonti di stampa che i giorni 15 e 16 maggio 2022 a Milano sarà ospitata la manifestazione fieristica denominata "Un sogno chiamato bebè", dedicata alla procreazione artificiale e, in particolare, alla promozione della pratica, a giudizio dell'interrogante odiosa, dell'utero in affitto; la manifestazione, già tenutasi a Parigi nei giorni 4 e 5 settembre 2021, con il titolo "Désir d'enfant", attualmente ha un sito dedicato in lingua italiana; considerato che la legge 19 febbraio 2004, n. 40, recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", all'art. 12, comma 6, recita: "Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro", si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per dare attuazione al dettato normativo che vieta la promozione di questa pratica nel nostro Paese. Atto n. 4-06023 PESCO D'ANGELO LANZI PUGLIA NATURALE VANIN L'ABBATE PAVANELLI MAUTONE QUARTO MANTOVANI ENDRIZZI DELL'OLIO CASTALDI SANTILLO MARINELLO TRENTACOSTE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il laboratorio di ricerca indipendente EU tax observatory, finanziato dall'Ecole di Parigi e dalla Commissione europea, ha rilasciato il rapporto "Have European banks left tax havens? Evidence from country-by-country data" che analizza l'attività di 36 gruppi bancari, con riferimento agli utili derivanti dalle attività svolte nei rifugi e paradisi fiscali; tra le banche che primeggiano in questa pratica ci sono due istituti di credito italiani, Intesa San Paolo e Monte dei Paschi di Siena, con l'istituto senese che, come ben noto, ha partecipazioni statali corrispondenti al 64 per cento del capitale sociale; considerato che: secondo lo studio, MPS è seconda nella classifica europea per aver incrementato la propria presenza in Paesi definiti "rifugi fiscali", come Bahamas, Panama, Irlanda, Lussemburgo, Malta; la banca senese (che però contesta la fondatezza del dato) avrebbe visto gli utili prima delle imposte in arrivo dai "tax haven" crescere dal 30,3 per cento dei profitti totali del periodo 2014-2016 al 49,8 per cento del 2018-2020; l'incremento degli utili provenienti da Paesi "tax haven" di MPS è, quindi, successiva all'operazione che ha portato il Ministero dell'economia e delle finanze ad acquisire la maggioranza dell'azionariato; la convenienza nel portare capitali in questi paradisi fiscali è alta, soprattutto se la banca si trova in una situazione di sofferenza finanziaria, come MPS, dato che la tassazione non supera il 14 per cento e, come riporta lo studio, un dipendente bancario ha una resa media di 238.000 euro all'anno contro una media di 65.000 euro in un Paese non "tax haven", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se ritenga che siano state poste in essere tutte le misure per evitare questa forma di elusione da parte dei gruppi bancari italiani; se e in quale misura questa situazione possa incidere nell'operazione di cessione in corso di MPS. Atto n. 4-06024 PESCO D'ANGELO LANZI PUGLIA NATURALE VANIN L'ABBATE MAUTONE QUARTO MANTOVANI ENDRIZZI SANTILLO MARINELLO TRENTACOSTE Ai Ministri della transizione ecologica e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il 24 maggio 2021, la Procura di Brescia, avvalendosi delle indagini condotte dai Carabinieri forestali, ha disposto il sequestro di 3 stabilimenti industriali della WTE, una società che si occupa di impianti per la gestione di rifiuti e produce sostanze per l'agricoltura, contestando le modalità di trattamento degli scarti solidi o liquidi da impianti di depurazione delle acque reflue urbane e industriali, per realizzare gessi di defecazione, usati come fertilizzanti, ipotizzando anche l'utilizzo di acido solforico derivante dal recupero di batterie esauste; tra il 2018 e il 2019 sarebbero stati sparsi 150.000 tonnellate di fanghi tossici, provenienti dall'azienda bresciana WTE, su 3.000 ettari di terreni di 176 aziende agricole, coinvolgendo 78 comuni in 12 province di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna; ha destato particolare scalpore la diffusione di un estratto delle intercettazioni in cui uno degli indagati dichiarava "io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi"; la Regione Lombardia, con legge regionale 6 agosto 2021, n. 15, ha previsto che, al fine di salvaguardare la qualità delle produzioni agricole o anche dei suoli e prevenire l'insorgere di fenomeni o processi di degrado e di inquinamento ambientale, nonché a tutela della salute, i fanghi impiegabili per la produzione dei gessi di defecazione o dei carbonati di calcio da defecazione per il relativo utilizzo sui suoli della regione sono quelli idonei all'utilizzo agronomico e conformi agli standard ai sensi della normativa statale e della specifica disciplina regionale attuativa di riferimento (articolo 15, comma 1), nonché, in applicazione del principio di precauzione nell'azione in materia ambientale e nelle more della revisione del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99 (Attuazione della direttiva n. 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura), all'utilizzo del "gesso di defecazione da fanghi", secondo quanto previsto dalla scheda prodotto n. 23 dell'allegato 3, punto 2.1, del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75 (Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88), si applicano le regole di tracciabilità, di cui agli articoli 9, comma 3, 13 e 15 del citato decreto legislativo n. 99 del 1992, previste per l'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura (articolo 15, comma 2); considerato che, secondo quanto riportato nell'articolo "Gessi, Roma impugna la legge regionale sul trattamento" apparso sul "Giornale di Brescia" del 13 settembre, il capo dell'ufficio legislativo del Ministero della transizione ecologica avrebbe preannunciato alla Regione Lombardia l'intenzione di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale l'articolo 15 della legge regionale n. 15 del 2021, in quanto contrarie alle disposizioni di legge nazionali e in considerazione dell'esclusività della competenza statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; ritenuto che: