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Già sapevamo quello che ci hanno detto anche se, quando poi si leggono i numeri, essendo argomenti testardi si ha un'idea più precisa di quello che avverrà. Ci hanno detto che nei prossimi dieci anni RFI investirà 110 miliardi di euro in infrastrutture (si tratta di una parte del PNRR, il 30 per cento, poi c'è tanto altro) e che ANAS investirà 150 miliardi di euro. Sto parlando solo della principale società che investirà fondi pubblici nelle infrastrutture, ma ci sono anche tutte le altre. Poi c'è l'edilizia privata, oltre a quella pubblica. Insomma, abbiamo davanti un decennio in cui davvero su questo mondo si fondano, come accaduto altre volte, le speranze vere di ripresa dell'economia di questo Paese. Sarebbe davvero ignominioso non sfruttarle. È un obbligo, è un imperativo categorico che questa occasione non sia mancata. Servono tre cose: serve una buona legge (e l'abbiamo fatta), serve un protagonismo sano del mondo privato (imprese, professionisti e naturalmente lavoratori) e serve, almeno allo stesso livello, una pubblica amministrazione efficiente, robusta, forte, in grado di affrontare la sfida. Mi è già capitato di dire che, a mio parere, un'ottima stazione appaltante, che sappia seguire tutte le fasi (programmazione, progettazione, appalto, esecuzione e collaudo), anche con una legge non buona riesce a fare le opere. Non è vero il contrario: puoi dare la migliore delle leggi a una stazione appaltante non efficiente, ma il lavoro non si fa. Ecco perché dobbiamo metterci il massimo di attenzione, anche sotto il profilo della qualificazione e della riduzione delle stazioni appaltanti. Concludo con un po' di soddisfazione. Credo che il Parlamento in questo caso abbia fatto fino in fondo la sua parte, in uno spirito unitario anche da parte di quei Gruppi che poi invece non vorranno votarla. Penso che possiamo essere contenti di aver svolto il nostro ruolo nel miglior modo possibile, dando dignità a quello che facciamo in queste Aule quotidianamente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Corti. Ne ha facoltà. CORTI (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, signora Vice Ministro, prima di entrare nel merito del provvedimento, vorrei di nuovo ringraziare i relatori, la senatrice Pergreffi e il senatore Cioffi, che con fattiva collaborazione hanno affrontato il complesso tema della delega al Governo in materia di contratti pubblici. Il nostro contributo come Lega per semplificare la disciplina che regola i contratti pubblici ha l'obiettivo di garantire chiarezza e sostegno alle nostre attività produttive. Il disegno di legge in discussione elenca quindi i principi e i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi. Ne segnalo alcuni in sintesi: evitare il gold plating ovvero il processo in base al quale una direttiva dell'Unione europea viene estesa per il recepimento nelle leggi nazionali di uno Stato membro. Si tratta di una questione per cui la Lega al Governo si è molto spesa affinché rimanga ferma la tutela del lavoro, della sicurezza, del contrasto al lavoro irregolare, della legalità e, quindi, della trasparenza. (Applausi) . Abbiamo poi inserito la previsione di una ridefinizione in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti e del personale in esse operanti. Abbiamo dato impulso alla partecipazione da parte delle micro e piccole imprese agli appalti. Continuo ad elencare il contributo della Lega per la semplificazione della disciplina applicabile ai contratti pubblici; i servizi e le forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea, la semplificazione delle procedure finalizzate alla realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali, la previsione di un regime obbligatorio di revisione prezzi al verificarsi di particolari condizioni non prevedibili, nonché per i casi di rinnovo del contratto collettivo nazionale; la previsione dell'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi di gara specifiche clausole sociali al fine di garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato e l'applicazione di contratti collettivi nazionali e territoriali di settore per promuovere le pari opportunità e quindi l'inclusione lavorativa per le persone con disabilità. (Applausi) . Sottolineo queste misure perché abbiamo contribuito all'inserimento di clausole molto importanti e rilevanti per le piccole imprese. Mi riferisco alla revisione dei prezzi, già accennata, e quindi alla possibilità di adeguare il prezzo corrisposto alle imprese in caso di eventi eccezionali e non prevedibili e anche alla possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti, nonché alla semplificazione delle procedure di pagamento e la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese e all'accelerazione delle procedure di pagamento del corrispettivo contrattuale alle imprese da parte delle stazioni appaltanti. Ancora di più però abbiamo puntato alla valorizzazione delle imprese di prossimità, basandoci su criteri premiali per l'aggregazione delle imprese. Su proposta della Lega è stata approvata una norma che rende esplicito il principio ispiratore della prescrizione prevista nel codice dei contratti pubblici sulla tutela e sulla promozione del made in Italy , rafforzando così la portata dissuasiva della norma e inserendo una sanzione che disincentiva le offerte contenenti una quota maggioritaria di prodotti originari di Paesi terzi. Sempre in maniera condivisa e proattiva, abbiamo ottenuto la stipula di polizze assicurative per il personale interno, incaricato della progettazione e a carico delle amministrazioni. Come non ricordare, poi, che grazie alle nostre proposte è passata una nuova disciplina del ricorso al sorteggio e che, grazie alla Lega, dovrà essere fortemente limitata e regolata in quanto si tratterebbe di un meccanismo che svilisce la qualificazione acquisita alle imprese. Grazie al nostro contributo vige la norma che, a proposito della previsione dei criteri ambientali minimi, prevede che essi siano da rispettare obbligatoriamente differenziati per tipologie ed importi di appalto, predisponendo anche un periodo transitorio a seguito dell'emanazione dei decreti ministeriali con tempi congrui per l'avvio della relativa applicazione. Non dimentichiamoci poi della nostra battaglia che prevede la possibilità per le stazioni appaltanti di ricorrere ad automatismi nella valutazione delle offerte laddove non siano necessarie migliorie al progetto e si possa in questo caso utilizzare il criterio del prezzo più basso. Inoltre, tra i principi della delega, viene fissata anche la ridefinizione di una regolamentazione ad hoc per la ristorazione collettiva, dato l'alto valore sociale rappresentato da questo settore. È vero, prima il collega Mallegni ha citato l'inusualità del terzo passaggio al Senato. Non accade molto spesso, anche perché in definitiva la discussione del provvedimento alla Camera si è svolta in un clima di generale condivisione della linea di Governo e non si è voluto appesantire il testo già approvato dal Senato. Le parti nuove introdotte dalla Camera riguardano per lo più il settore sociale, i contratti collettivi di lavoro, le persone svantaggiate, alcuni approfondimenti sulle progettazioni e sui professionisti, e anche la promozione dell'aggregazione delle micro e piccole imprese e la specificità dei contratti dei settori speciali. (Brusìo. Richiami del Presidente) .