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– (Falsità dichiarative in procedimento penale militare) – Il militare che, nel corso di un procedimento dinanzi all'autorità giudiziaria militare, commette uno dei fatti di cui agli articoli 371- bis , 371- ter e 374, primo comma, del codice penale è punito con le pene ivi stabilite. Il militare che, deponendo come teste innanzi all'autorità giudiziaria militare, commette il fatto previsto dall'articolo 372 del codice penale è punito con le pene rispettivamente ivi stabilite. Ai reati previsti dai commi precedenti si applicano le circostanze aggravanti di cui all'articolo 383- bis del codice penale. Art. 219- duodevicies. – (Intralcio alla giustizia militare) – Il militare che offre o promette denaro o altra utilità alla persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria militare o richiesta di rilasciare dichiarazioni dal difensore nell'ambito delle investigazioni difensive relative a reato militare, per indurla a commettere i delitti di cui agli articoli 371- bis , 371- ter e 372 del codice penale è punito, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata o la falsità dichiarativa non sia commessa, con le pene rispettivamente ivi stabilite, ridotte dalla metà ai due terzi. La riduzione di pena disposta ai sensi del comma precedente è fino a un terzo se il militare, per le finalità ivi indicate e sempre che tali finalità non siano realizzate, usa violenza o minaccia. Art. 219- undevicies. – (Favoreggiamento di reati militari) – Il militare che, dopo che fu commesso un reato militare, aiuta altro militare a eludere le investigazioni dell'autorità militare o a sottrarsi alle ricerche da questa effettuate è punito con la reclusione militare fino a quattro anni. Il militare che, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dall'articolo 237 del presente codice e dagli articoli 648- bis e 648- ter del codice penale, aiuta taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato militare è punito con la reclusione fino a cinque anni. Nei casi previsti dai commi precedenti si applica la disposizione di cui all'ultimo comma dell'articolo 376 del codice penale. Art. 219- vicies. – (Ritrattazione e casi di non punibilità) – Nei casi previsti dagli articoli 219- septiesdecies e 219- undevicies , primo comma, il colpevole non è punibile se, nel procedimento penale militare in cui ha prestato il suo ufficio o reso le sue dichiarazioni, ritratta il falso e manifesta il vero non oltre la chiusura del dibattimento. Nei casi previsti dagli articoli 219- quaterdecies , 219- sexiesdecies , terzo comma, 219- septiesdecies e 219- undevicies , primo comma, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 384, primo e secondo comma, del codice penale ». 3 1 Nel capo II del titolo IV del libro secondo del codice penale militare di pace, dopo l'articolo 221 sono aggiunti i seguenti: « Art. 221- bis. – (Falsità in atti pubblici connessi alla funzione militare) – Il militare incaricato di funzioni amministrative o di comando che commette uno dei fatti di cui agli articoli 476, 477, 478, 479, 480 e 487 del codice penale è punito con le pene ivi rispettivamente stabilite. Art. 221- ter. – (Falsa attestazione o dichiarazione a un militare incaricato di funzioni amministrative o di comando) – Il militare che dichiara o attesta falsamente ad un altro militare incaricato di funzioni amministrative o di comando l'identità, lo stato o altre qualità della propria o dell'altrui persona è punito con le pene stabilite nell'articolo 495, primo e secondo comma, del codice penale. Il militare che attesta falsamente ad un altro militare incaricato di funzioni amministrative o di comando, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione militare fino a due anni. Art. 221- quater. – (Falsità in atti commessa dal militare) – Il militare che, per eseguire od occultare un reato militare, commette uno dei fatti previsti nel libro secondo, titolo VII, capo III, del codice penale e nell'articolo 221- bis del presente codice è punito con le pene ivi rispettivamente stabilite. Il militare che, fuori del caso indicato nel comma precedente, commette uno dei fatti previsti negli articoli 476, 477 e 478 del codice penale è punito con le pene ivi rispettivamente stabilite, ridotte di un terzo ». 4 1 Dopo l'articolo 225 del codice penale militare di pace sono inseriti i seguenti: « Art. 225- bis. – (Omicidio) – Il militare che cagiona la morte di altro militare è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno. Si applica la pena dell'ergastolo se ricorre alcuna delle circostanze di cui agli articoli 576 e 577 del codice penale, o se il fatto è commesso contro il comandante di Corpo o di ente superiore. Art. 225- ter. – (Omicidio preterintenzionale) – Il militare che, con atti diretti a commettere uno dei delitti di cui agli articoli 222 e 223, cagiona la morte di un altro militare è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni. Si applicano le circostanze di cui all'articolo 225. Art. 225- quater. – (Omicidio colposo) – Il militare che cagiona per colpa la morte di un altro militare è punito con la reclusione militare da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme o delle consegne per la prevenzione degli infortuni in servizio o con violazione delle norme sulla circolazione stradale, la pena è della reclusione da due a sette anni. Art. 225- quinquies. – (Lesione personale colposa) – Il militare che cagiona ad altro militare per colpa una lesione personale è punito con la reclusione militare fino a tre mesi. Se la lesione è grave la pena è della reclusione militare da uno a sei mesi; se è gravissima, la pena è della reclusione militare da tre mesi a due anni. Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme o delle consegne per la prevenzione degli infortuni in servizio, la pena per le lesioni gravi è della reclusione militare da tre mesi a un anno e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione militare da uno a tre anni ». 5 1 Nel capo III del titolo IV del libro secondo del codice penale militare di pace, dopo l'articolo 229 sono aggiunti i seguenti: « Art. 229- bis. – (Violenza privata) – Il militare che, con violenza o minaccia, costringe altro militare a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione militare fino a quattro anni. La pena è aumentata se la violenza o la minaccia è commessa con armi, o da persona travisata, o da più militari riuniti, o con scritto anonimo, o in modo simbolico. Art. 229- ter.