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4) a dare piena attuazione alla cosiddetta "energy release" introdotta dall'articolo 16 -bis del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 2022, n. 34 per i soggetti energivori, secondo modalità che assicurino piena certezza alle imprese sui volumi resi disponibili, sui prezzi, sulle modalità, ovvero, per l'energia prodotta da impianti nuovi ed esistenti da attribuire ai clienti finali, prevedere non dei ritiri fisici, ma contratti alle differenze rispetto al prezzo del mercato del giorno prima di lungo termine, inserendo la riserva di 2 Terawattora per gli energivori insulari; 5) a prevedere incentivi per la gestione forestale corretta e snellire le procedure di prelievo favorendo l'utilizzo delle bioenergie nel settore termico prevedendo incentivi per l'installazione di impianti a biomassa che devono essere regolati in base alle loro prestazioni, come previsto dal decreto ministeriale n. 186 del 7 novembre 2017, escludendo il riferimento alle aree non metanizzate e l'adozione di divieti locali all'utilizzo di questa risorsa che prescindano dalle prestazioni ambientali proprie degli impianti di ultima generazione caratterizzati da fattori emissivi particolarmente bassi; 6) a consentire agli impianti di biogas esistenti, nel rispetto della normativa europea, di massimizzare la produzione di energia elettrica anche superando il limite di potenza ammessa dalla normativa sul riconoscimento degli incentivi, valorizzando tale extra produzione al prezzo di mercato e senza incidere sul totale delle risorse erogate a titolo di incentivo; 7) a provvedere quanto prima ad effettuare una ricognizione della capacità impiantistica pubblica e privata per il recupero energetico dei rifiuti urbani e industriali esistente o in corso di realizzazione in ciascuna regione promuovendo azioni finalizzate a raddoppiare gli impianti di termovalorizzazione attualmente esistenti, ponendo fine alle tonnellate di rifiuti che ogni anno vengono destinate alle discariche, lo smaltimento più inquinante, o esportate a spese della collettività; 8) nel settore idroelettrico, a promuovere il processo di ammodernamento e potenziamento degli impianti esistenti, attraverso nuova infrastrutturazione e sistemazione degli invasi, in modo da assicurare un significativo incremento di produzione di energia elettrica prevedendo misure atte a garantire che l'energia prodotta sia erogata in Italia; 9) a prevedere lo stanziamento di specifiche ulteriori risorse finanziarie volte a sostenere la transizione verde in particolar modo per quei settori che hanno estrema difficoltà ad abbattere le emissioni di anidride carbonica, al fine di aiutarli nella realizzazione di progetti di decarbonizzazione e per cercare di contenere gli inevitabili elevati costi economici e sociali conseguenti al loro difficile adattamento alla transizione energetica favorendo la ricerca e i programmi nel campo della separazione, riutilizzo e confinamento della CO2 che consentirebbe una riduzione degli oneri dei diritti di emissione. Atto n. 1-00501 DE LUCIA Danila MONTEVECCHI Michela AIROLA VANIN Orietta CATALFO Nunzia GAUDIANO Felicia LOREFICE MANTOVANI Maria Laura - Il Senato, premesso che: è indiscutibile lo stato di profonda crisi in cui versano le sale cinematografiche italiane, aggravatasi con la pandemia da COVID-19, al punto che, nel computo d'un bilancio generale, la differenza in negativo rispetto al 2019, quindi antecedente alla pandemia, ammonta a oltre il 70 per cento, sia per i ricavi sia per le presenze; è innegabile che tale crisi abbia avuto inizio ben prima della pandemia per diverse ragioni, fra cui vanno annoverati, in particolare, l'incremento dell'utilizzo di internet per guardare film (più 21,9 per cento nel periodo 2015-2021, di cui il 2,8 per cento nel biennio pandemico), insieme con la crescente predisposizione da parte degli under 40 a guardare film su dispositivi ( tablet , smartphone ); in incontri pubblici, svoltisi di recente, prestigiosi esponenti del settore hanno ampiamente illustrato la gravità della situazione che attraversa un ambito di grande rilevanza economica oltre che culturale del Paese, tale da vantare una tradizione di qualità riconosciuta in tutto il mondo; i numeri sugli incassi degli ultimi anni, raccolti e certificati da società specializzate, appaiono sconfortanti anche se rapportati al resto d'Europa: l'Italia è l'unico dei grandi Paesi europei a evidenziare un bilancio negativo negli incassi 2021 rispetto al 2020 con un meno 7 per cento, con un calo del 50-60 per cento degli incassi nel periodo di piena apertura, rispetto al triennio 2017-2019, che ha generato una perdita del fatturato complessivo di circa 700 milioni di euro e con una previsione per il 2022 di un calo del 60 per cento, pari a 600 milioni; si registra la chiusura di circa 500 schermi su circa 3.600, riferiti a 1.300 strutture su tutto il territorio nazionale, pari al 5 per cento degli attivi negli ultimi anni; va peraltro riconosciuto come, in questi anni di pandemia, il Governo e il Ministero della cultura abbiano adottato numerosi provvedimenti per sostenere il settore, sia nella fase di chiusura, sia per il rilancio in fase di riapertura; appare, quindi, indispensabile un'analisi attenta della situazione, sia per il ruolo culturale che riveste il cinema italiano, sia per la sua importanza come settore del comparto delle industrie culturali e creative, con una filiera che occupa oltre 60.000 lavoratori, se si considerano solo le professioni cosiddette dirette, vieppiù alla luce delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica nell'intervento tenuto al Quirinale il 2 maggio 2022 per la presentazione dei candidati ai premi «David di Donatello» 2022: «Le sale del cinema richiedono attenzione e non possono essere trascurate. Il loro ruolo sociale è importante, nelle città più popolate come anche nei centri minori. Le sale sono centri di aggregazione. La crisi delle sale cinematografiche da noi si presenta superiore a quella di altri Paesi europei. Questo spinge a interventi e ad aver cura di questo patrimonio civile. Risorse destinate a cinema e teatri per migliorare l'efficienza degli ambienti e consentire di abbellirli, di renderli più funzionali e sicuri riguardano una questione di grande rilievo», impegna il Governo: 1) a utilizzare tutte le risorse a disposizione per attività di promozione volte a promuovere e a sostenere il ritorno del pubblico in sala, nonché a incentivare la riapertura delle piccole sale esistenti nei centri storici, riconoscendone l'importanza come luoghi di aggregazione e presidi culturali; 2) a prevedere, nell'ambito delle attività di educazione all'immagine previste per le scuole, di cui all'articolo 10, comma 1, lettera h) della legge 14 novembre 2016, n. 220, di svolgere tali attività d'intesa e in stretto raccordo con le sale cinematografiche del territorio, al fine di valorizzarne presenza e funzioni; 3) a valorizzare festival e rassegne che svolgono la maggior parte delle attività nelle sale cinematografiche del territorio, valutando l'opportunità di prevedere una premialità ai fini dell'ottenimento di finanziamenti pubblici;