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Abbiamo il dovere di scongiurare la chiusura di migliaia di imprese che, schiacciate dal caro bollette, sono impossibilitate non solo a fare investimenti ma financo a far fronte alle normali spese correnti. Altro argomento agitato per contrastare la proposta è quello di pretesi problemi di compatibilità con il quadro regolatorio europeo per le banche. ln sostanza, si afferma che l'adozione di una misura di questo genere esporrebbe le banche ad obblighi di accantonamenti a copertura dei crediti, con conseguente restrizione delle disponibilità attive di bilancio per ulteriori impieghi a sostegno delle famiglie e delle imprese. Mi permetto sommessamente di ricordare che non è così, non vi è alcun automatismo in questo senso. La banca potrà infatti dimostrare che il debitore non si trova in situazione di difficoltà finanziaria e le concessioni accordate sono ad esempio conseguenza di prassi commerciali. Quindi sarà la banca a valutare la singola posizione, non ci saranno automatismi generalizzati. Penso di aver apportato ragioni tecniche sufficienti per spiegare come non vi sia alcun impedimento per varare una proroga della moratoria sui mutui. E non credo di dover apportare altre motivazioni di carattere economico, perché tutti in quest'Aula, Governo e Senato, maggioranza e opposizione, conosciamo le difficoltà in cui versano le imprese italiane in questo momento. Però un'ulteriore valutazione sull'equità di questa misura la vorrei aggiungere. Governo e Parlamento, insieme, stanno predisponendo le misure necessarie per sostenere le imprese nel loro difficilissimo sforzo di ripresa. Nel Milleproroghe, ad esempio, sono state inserite misure importanti per consentire una nuova proroga della rateazione delle cartelle esattoriali scadute e per procrastinare i rimborsi da parte di chi, soprattutto piccolissime imprese e professionisti, ha beneficiato dei "prestiti Covid" con garanzia pubblica fino a 30.000 euro. Il primo problema è che da quest'ultimo vantaggio sono rimaste fuori le imprese che, accedendo al credito, avevano investito ingenti risorse nelle loro attività prima del Covid. Ecco perché ho parlato di equità. Infatti ci sono migliaia di imprese che non durante la pandemia, ma magari appena prima della diffusione del Covid, avevano richiesto mutui e altri finanziamenti ai quali adesso non possono più far fronte proprio per l'esplosione della crisi pandemica. Una disparità di trattamento, fra imprese che hanno avuto accesso al credito durante e prima della pandemia, che non aveva e non ha alcuna ragione d'essere. Se questo primo problema è grande, il secondo, è gigantesco. A giugno scadrà infatti la proroga del pagamento delle rate dei mutui per le imprese che hanno beneficiato dei "prestiti Covid" fino a 800.000 euro con garanzia dello Stato. Quindi a giugno migliaia di imprese si troveranno a dover pagare contemporaneamente non solo le rate dei mutui accesi senza garanzia dello Stato, ma anche le rate dei mutui accesi con garanzia dello Stato. lo vorrei che Governo e Aula prendano coscienza dello scenario drammatico che ci aspetta, del baratro che abbiamo davanti. Già adesso solo pochissime imprese sono riuscite ad onorare il versamento delle rate di gennaio e febbraio 2022, perché il calo verticale dei ricavi di questi due anni non lascia alternative. Una moratoria appare quindi come la sola soluzione per salvare da sicuro fallimento le imprese italiane e al contempo per salvare il sistema creditizio italiano. Credo che ognuno in quest'Aula, nel perseguimento dell'interesse generale, debba portare l'esempio che gli deriva dalla propria esperienza non solo politica ma anche professionale. Ebbene, mi rivolgo al Governo, le nostre aspettative, e quelle delle imprese, sul decreto sostegni- ter erano maggiori. Gli aiuti previsti, pur rappresentando uno sforzo apprezzabile del Governo, non sono ancora sufficienti a fronteggiare la crisi economica e di liquidità che stanno attraversando molti comparti, a partire da turismo, commercio, settore creativo, culturale, spettacolo e wedding . Serve un cambio di passo per colmare queste lacune. E bisogna farlo adesso. Integrazione all'intervento della senatrice Granato su argomenti non iscritti all'ordine del giorno Ha dovuto cambiare scuola, ora studia a casa, e chissà se potrà tornare a danzare. Quello che provo io è rabbia, la rabbia di non essere stata ascoltata e creduta, la rabbia di vedere una ragazza che non può più fare quello che le piace, la rabbia di non sapere se tornerà mai quella di prima, se prima era una lotta per capire cosa le era successo ora è diventata la lotta per l'esenzione dalla seconda dose. Sono passati ormai sei mesi la nostra vita è cambiata, la sua vita è stata stravolta, la sola cosa che vorrei tanto è trovare una cura per poter rivedere la mia bambina felice di vivere il suo sogno. Grazie al comitato Ascoltami per avermi dato la possibilità di raccontare la nostra storia, ringrazio davvero tutti per il sostegno morale che date a tante persone nella nostra situazione. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Airola, Alderisi, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Briziarelli, Caligiuri, Campagna, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Corbetta, De Poli, Di Marzio, Fazzolari, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Lorefice, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pisani Giuseppe, Pucciarelli, Riccardi, Ripamonti, Romagnoli, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre e Sileri. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Cucca e Pacifico, per attività di rappresentanza del Senato; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Di Micco, Marinello, Rampi e Vescovi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Sono considerati in missione i senatori: Fantetti e Pesco, per attività della 5ª Commissione permanente; Nannicini, per attività della 14ª Commissione permanente. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Cangini, Ferro, Fusco, Grassi, Nocerino, Pagano, Pavanelli e Sbrana. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Cucca e Pacifico, per attività di rappresentanza del Senato; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Di Micco, Marinello, Rampi e Vescovi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Cangini, Ferro, Fusco, Grassi, Nocerino, Pagano, Pavanelli e Sbrana.