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Sui progetti esprime il proprio parere la commissione centrale per il coordinamento delle attività dei servizi minorili dell'amministrazione della giustizia e dei servizi di assistenza, di cui all'art. 13 comma 2, del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 272, sulla base dei seguenti criteri: a) sperimentalità e concentrazione; b) localizzazione dei comuni a maggior rischio di devianza minorile; c) collegamento anche nella forma della gestione congiunta - con gli enti locali e con le altre istituzioni con particolare riferimento all'adempimento dell'obbligo scolastico; d) coinvolgimento del privato sociale e del volontariato organizzato; e) capacità di stimolare le risorse locali e le forze produttive ai problemi della prevenzione del disagio minorile; f) idoneità ad occupare il tempo libero dei bambini e degli adolescenti offrendo loro alternative all'abbandono e alla vita di strada anche mediante l'utilizzazione delle nuove professionalità; g) soluzioni diverse dalla istituzionalizzazione".