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no, scherzavano. Mirta, guarda che nessuno vuole cancellare il papà. Ti rimane il papà. I giornalisti scherzavano. È un giornale di burloni, che fa titoli un po' esagerati. È un titolo che io mai nella vita avrei pensato di poter leggere. Se fosse stato scritto su «Libero», su «La Verità» o su «il Giornale», sarebbero arrivati i caschi blu dell'ONU in quella redazione a portare via quel direttore o quel giornalista. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Però sono orgoglioso di essere diverso. Pieno di difetti, per carità di Dio, però tra i difetti non c'è quello di avere paura. Se avessi rubato qualcosa, avrei paura. Se avessi corrotto qualcuno, avrei paura. Se avessi spacciato, scippato, stuprato, violentato, ammanettato, avrei paura. LEZZI (M5S) . Citofonato. (Ilarità dal Gruppo M5S) . SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Non ho paura. Posso dire che mi fanno pena quelli che ridono in un momento come questo? Posso dire che mi fate veramente pena? Mi fate veramente pena. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . È sacrosanta la battaglia per non reintrodurre i vitalizi e io non sopporto che ci sia qualcuno che, in qualche settimana di tempo in Parlamento, porti a casa un vitalizio, ma è altrettanto irrispettoso nei confronti del popolo italiano portare a casa uno stipendio rimanendo legati alla poltrona senza fare un accidente dalla mattina alla sera. È uno stipendio altrettanto rubato. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC. Commenti dai Gruppi M5S, PD e del senatore Errani) . PRESIDENTE.Nessuno in quest'Aula è stato interrotto. C'è stato fino a questo momento rispetto per l'opinione di tutti. Quindi rispettate l'opinione di tutti. ERRANI (Misto-LeU) . Presidente, ci ha detto che non facciamo niente! PRESIDENTE.C'è stato rispetto. Non c'è stata alcuna interruzione. È un concetto che vale per tutti. Prego, senatore Salvini. DE PETRIS (Misto-LeU) . È lui che non fa niente. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . È strana quest'Assemblea. Ad essere nervoso dovrei essere io, ma quelli nervosi li vedo dall'altra parte. È un'Assemblea strana questa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Va bene così. Qualcuno che ha dato la vita per questo Paese ricordava che «chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola». Magari sbaglierò, sbaglio dieci volte al giorno, sono un uomo con qualche pregio e una marea di difetti. Il Ministro l'ho fatto nell'interesse del mio Paese, poi può piacere o non piacere, ma stando ai dati ci sono alcuni milioni di italiani che mi sostengono. E quando dico «italiani» ricordo anche la donna che ho incontrato la settimana scorsa a Palermo, nigeriana, che presiede un'associazione di volontariato che combatte contro lo sfruttamento della prostituzione, che ha ringraziato chi ha ridotto gli sbarchi, perché ha salvato tante donne dalla strada e dalla prostituzione in questo Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Quindi, quando parlo di italiani parlo anche dei milioni di immigrati regolarmente presenti in Italia, che sono arrivati con i documenti in regola, che pagano le tasse, che mandano i figli a scuola e portano rispetto, che sono mie sorelle e miei fratelli e hanno diritto di essere difesi nei loro diritti, senza essere accomunati al caos che contraddistingue alcune periferie. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . È questo il ragionamento. Avremmo potuto cercare dei numeri a caso, centrodestra compatto, perché il presidente Gasparri ha fatto un lavoro egregio, ma riconoscendo la realtà dei fatti, oggi, chiedendo al mio Gruppo di andare contro quello che la logica vuole, faccio anche una forzatura della verità storica. E ha ragione l'avvocato Bongiorno, però sono testone e voglio che ci sia qualcuno che chiarisca una volta per tutte se difendere l'Italia, l'onore, la dignità e la sicurezza dell'Italia sia dovere di un politico, oppure un crimine che merita fino a quindici anni di carcere. Voglio che qualcuno metta la parola fine a questo dibattito surreale. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Con le spaccature nel Governo, la prescrizione e le bordate, questo Governo, che è tenuto insieme dalla paura - quella sì - del voto, applica il rinvio; ma il rinvio è deleterio. Vi faccio questo appello: scegliete qualcosa ogni tanto, sì o no. Non scegliete sul MES, sulla prescrizione, sulla revoca della concessione ad Autostrade; voi state tenendo fermi 13 miliardi di euro di investimenti sulle autostrade italiane, per la vostra non scelta. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Voi state sequestrando i genovesi. Questo è sequestro di persona. Voi state sequestrando i genovesi e i liguri. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . C'è la Gronda ferma, perché voi non vi prendete la responsabilità di scegliere. Se dovete revocare, revocate; se dovete prorogare, prorogate, ma fate qualcosa. Vi pagano per fare. Vi pagano per decidere, non per rinviare. Fate qualcosa, ve ne prego. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . Se saremo d'accordo voteremo a favore e se non saremo d'accordo voteremo contro, ma decidete, sull'Ilva, sull'Alitalia; decidete qualcosa. Sono sei mesi che litigate su tutto, tranne che sul fatto che Salvini è brutto e cattivo. Voglio andare in un'aula di tribunale, contando sull'indipendenza della magistratura, per poi potermi presentare agli elettori a testa alta e riprendere per mano questo Paese, libero dal fardello del sospetto, della cattiveria, del razzismo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Anche perché, qualora avessimo torto, troveremmo la gabola. In Italia, si sa, la legge è uguale per tutti, sì, quasi. Noi non cerchiamo gabole, non cerchiamo scorciatoie. C'è quella parola che ricordava qualche collega; a volte è la parola che fa la differenza. In questo caso tre lettere fanno la differenza: «poi». Il Presidente del Consiglio, il Capo del Governo, l'autorità suprema, che avrebbe potuto fermare un pericoloso delinquente, ha dichiarato che prima si devono ricollocare gli immigrati a bordo delle navi e poi farli sbarcare: io non chiamerò nessuno come correo, ma penso che in quel tribunale qualcuno sarà chiamato a rispondere di quanto ha fatto e non ha fatto.