[normattiva_dump]

Lo statuto delle organizzazioni sindacali, i nomi dei dirigenti di cui al precedente comma e le successive variazioni devono essere tempestivamente comunicati all'amministrazione ai fini della titolarità dei diritti sindacali attribuiti dalla legge e dal presente accordo. I dirigenti sindacali di cui al primo comma: a) non sono soggetti alla subordinazione gerarchica stabilita dai regolamenti quando sono esonerati, per l'esercizio delle loro funzioni, dal lavoro d'ufficio; b) durante il periodo di mandato sindacale conservano tutti i diritti e le aspettative a contenuto giuridico ed economico connessi alla qualifica rivestita; c) non possono essere trasferiti dall'unità funzionale di appartenenza senza nulla osta della propria organizzazione sindacale di categoria (provinciale, regionale o nazionale, in relazione al corrispondente livello del dirigente interessato) e fino ad un anno dopo la cessazione del mandato. Sia il trasferimento che l'eventuale opposizione devono essere adeguatamente motivati". "Art. 57 (Congedi e permessi). - I dirigenti sindacali di cui al precedente articolo possono, su richiesta delle organizzazioni sindacali di appartenenza, essere collocati in congedo sindacale per l'intera durata del mandato. Il numero dei dirigenti da collocare in congedo per ciascuna delle organizzazioni sindacali stipulanti il presente accordo è così fissato cumulativamente per tutti gli enti contemplati dalla legge 20 marzo 1975, n. 70: 1) fino ad un massimo di 7 dirigenti, per incarichi sindacali nazionali; 2) un dirigente per ogni 5000 dipendenti in servizio o frazione di 5000, per ciascuna regione, in base all'organico complessivo degli enti di cui all'allegato n. 1 della suddetta legge n. 70, riferito alle unità produttive della regione; 3) un dirigente per ogni 3000 dipendenti in servizio o frazione di 3000, per ciascuna provincia, in base all'organico complessivo degli enti di cui all'allegato n. 1 della suddetta legge n. 70, riferito alle unità produttive della provincia. Ai dirigenti sindacali indicati da ciascuna rappresentanza sindacale sono concessi, per ciascuna unità funzionale, permessi orari nei limiti complessivi appresso indicati: fino a 40 dipendenti.................... 1 ora sett da 41 a 80 dipendenti................... 2 ore sett da 81 a 150 dipendenti.................. 3 ore sett da 151 a 300 dipendenti................. 8 ore sett da 301 a 500 dipendenti................. 12 ore sett da 501 a 800 dipendenti................. 16 ore sett da 801 a 1000 dipendenti................ 24 ore sett da 1001 a 1200 dipendenti............... 27 ore sett da 1201 a 1400 dipendenti............... 30 ore sett da 1401 a 1600 dipendenti............... 33 ore sett da 1601 a 1800 dipendenti............... 36 ore sett da 1801 a 2000 dipendenti............... 40 ore sett da 2001 a 2500 dipendenti............... 45 ore sett da 2501 a 3000 dipendenti............... 50 ore sett da 3001 a 3500 dipendenti............... 55 ore sett da 3501 a 4000 dipendenti............... 60 ore sett oltre 4000 dipendenti................... 70 ore sett I dirigenti che hanno facoltà di fruire di permessi di cui al precedente comma non possono essere in numero superiore ad un terzo delle ore previste per ciascuna unità funzionale, con arrotondamento all'unità dell'eventuale frazione. Per le unità funzionali che occupano fino a 150 dipendenti, il numero massimo dei suddetti dirigenti è pari al numero delle ore settimanali. I permessi orari sono altresì concessi ai dirigenti degli organi di coordinamento (sindacali nazionali aziendali) previsti dall'art. 19, ultimo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, nella misura del 50% dei limiti di cui al terzo comma, per gli enti con non più di 4000 dipendenti. Per gli altri enti i permessi - che non possono in ogni caso eccedere 160 ore settimanali - sono stabiliti d'intesa tra le singole amministrazioni e i predetti organi di coordinamento. Ai dirigenti sindacali e agli altri lavoratori eletti o designati a partecipare a trattative, convegni, riunioni riguardanti problemi di interesse sindacale sono concessi altresì, per ciascuna rappresentanza sindacale, permessi retribuiti e non retribuiti in misura, rispettivamente, non superiore a 20 ed a 40 giorni l'anno. Le organizzazioni sindacali devono comunicare all'amministrazione i nomi dei dipendenti interessati nonché i periodi in cui i permessi sono fruiti". - Si riporta il testo dell'art. 61 del D.P.R. 16 ottobre 1979, n. 509: "Art. 61. - I congedi vanno richiesti e concessi in proporzione al numero dei dipendenti dei singoli enti in modo che il relativo onere possa essere in stretto rapporto con la consistenza del personale dei vari enti. A richiesta dell'organizzazione sindacale interessata, nelle province ove i dipendenti degli enti siano in numero complessivamente non superiore a cinquecento, il congedo sindacale di cui all'art. 57, n. 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1976, n. 411, può essere ridotto a 20 ore settimanali. La concessione dei permessi orari deve essere rapportata non al numero dei dipendenti complessivamente considerati ma alla consistenza numerica della categoria rappresentata da ciascuna organizzazione sindacale. I dirigenti sindacali dipendenti dagli enti interessati ai provvedimenti di soppressione, scorporo o riforma, collocati in congedo sindacale ai sensi dell'art. 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1976, n. 411, conservano tale posizione per l'intera durata del mandato e comunque non oltre la data del loro inquadramento definitivo presso altro ente o amministrazione diversi da quelli destinatari della legge 20 marzo 1975, n. 70". - Si riporta il testo dell'art. 9 del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395: "Art. 9 (Aspettative e permessi sindacali). - 1. In sede di accordi di comparto, ove già non previsto dalle vigenti disposizioni legislative, saranno definiti i criteri, le modalità ed i limiti della disciplina e della ripartizione del numero globale dei permessi e delle aspettative sindacali tra le varie organizzazioni in relazione ed in rapporto alla rappresentatività delle medesime accertata ai sensi dell'art. 8. 2. Alla ripartizione delle aspettative sindacali per ciascun comparto di contrattazione collettiva di cui all'art. 5 della legge 29 marzo 1983, n. 93, ed al decreto del Presidente della Repubblica 5 marzo 1986, n. 68, provvede, entro il primo trimestre di ogni triennio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, sentite le confederazioni e le organizzazioni sindacali interessate e d'intesa con l'ANCI per quanto riguarda il personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale e dai comuni, con l'UPI per quanto riguarda il personale dipendente dalle province, con l'UNCEM per quanto riguarda il personale dipendente dalle comunità montane e con la Conferenza dei presidenti delle regioni per quanto riguarda il personale dipendente dalle regioni. Alla ripartizione dei permessi sindacali provvedono le singole amministrazioni. 3.