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Le 30 carte geotematiche finora prodotte sono un'inezia. Il finanziamento è stato erogato fino al 1999 e poi riattivato con la legge di bilancio 2020, con 5 milioni di euro per ognuna delle tre annualità 2020, 2021 e 2022. Tale finanziamento è stato incrementato di ulteriori 5 milioni per le annualità 2021 e 2022 con l'attuale legge di bilancio 2021. Ma è assolutamente necessario far sì che nel primo provvedimento legislativo consono sia previsto un finanziamento strutturale per completare i fogli geologici e riservare congrue risorse, da modulare con le regioni, per le carte geotematiche. La prevenzione dai georischi passa inevitabilmente per un'opportuna sensibilizzazione al problema. Dobbiamo, quindi, iniziare a educare i cittadini fin dall'asilo a un rapporto più intimo tra uomo e natura e a renderli consapevoli di vivere su una crosta instabile. Di certo i georischi rappresentano una gravissima incombenza con la quale gli italiani devono fare i conti, ma non sono le sole cause del degrado ambientale. Abbiamo un costruito degli ultimi decenni del secolo scorso spesso fatiscente e vulnerabile, che necessita di programmi ben calibrati di rigenerazione urbana, magari con un'ottica da « smart city », città che utilizzano soluzioni tecnologiche per migliorare la gestione e l'efficienza dell'ambiente urbano. Una città intelligente è un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali vengono resi più efficienti con l'uso delle tecnologie digitali e delle telecomunicazioni a vantaggio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, approvvigionamento idrico potenziato, strutture per lo smaltimento dei rifiuti e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un'amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e soddisfare le esigenze di una popolazione che invecchia. Stando ai dati, nella scorsa programmazione europea per gli anni 2014-2020 le opportunità di finanziamento per progetti legati direttamente o indirettamente alle smart city sono arrivate a 456,6 miliardi di euro. In Italia sono già attive in questo ambito diverse città: oltre a Parma si stanno dando da fare Milano, Lecce, Firenze, Bolzano, Trento e Venezia (Ansa, 14 maggio 2019). Altrettanto e forse più sarà fatto per la prossima programmazione pluriennale per gli anni 2021-2027. Un altro serio problema è la tutela e gestione delle acque. L'acqua assume un ruolo strategico e prioritario nella protezione dell'ambiente e contrasto alla crisi climatica in atto. È necessario tutelarla, preservarla e garantirla per tutti i suoi usi, a partire dai fiumi, che hanno la basilare funzione di raccordo naturale tra la montagna e il mare. Secondo la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente del luglio 2018, solo il 38 per cento dei corpi idrici superficiali presenta un buono stato chimico e il 40 per cento un buono stato o un buon potenziale ecologico. Le conclusioni della relazione indicano che le acque europee continuano a essere sottoposte a pressioni significative dovute all'inquinamento da fonti diffuse (ad esempio, l'agricoltura e le infrastrutture di trasporto) e puntuali (ad esempio, l'industria o la produzione energetica), all'estrazione eccessiva e ai cambiamenti idro-morfologici che derivano da una serie di attività umane. Secondo la relazione della Commissione europea del 26 febbraio 2019 concernente l'attuazione della direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE), molto resta da fare per realizzare completamente gli obiettivi della medesima direttiva quadro e delle direttive correlate, innanzitutto da parte degli Stati membri. Gli Stati membri potranno trarre beneficio da un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori pertinenti del mercato e della società civile, al fine di assicurare una migliore applicazione del principio « chi inquina paga ». I fondi dell'UE continueranno a sostenere le iniziative dirette all'attuazione, anche con il finanziamento di ricerca e innovazione, nonché le iniziative tese alla realizzazione del mercato unico digitale dei servizi idrici. Il cammino verso il pieno conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque entro il 2027, termine a partire dal quale le possibilità di esenzione sono limitate, sembra per il momento molto complesso. Le relazioni hanno infatti dimostrato che, nonostante il fatto che verranno prese altre misure sino al 2021, ne occorreranno molte di più successivamente. La Coalizione europea Living Rivers osserva che in Italia la situazione delle acque dolci è grave e l'inadeguata applicazione della direttiva quadro sulle acque è testimoniata dal fatto che solo il 43 per cento dei 7.494 fiumi avrebbero raggiunto un « buono stato ecologico », come richiesto dalla direttiva, mentre il 41 per cento è ben al di sotto dell'obiettivo di qualità e un 16 per cento non è stato nemmeno classificato. Per i 347 laghi del nostro Paese, invece, la situazione è ancora più grave visto che appena il 20 per cento è « in regola » con la normativa europea. « La Commissione europea ha avviato procedure istruttorie Eu Pilot per violazione del diritto comunitario nei confronti del nostro Paese, rispettivamente: per l'indiscriminato sfruttamento delle acque a scopo idroelettrico e per la non corretta applicazione della Direttiva Quadro Acque. Purtroppo, anche la biodiversità delle acque dolci è fortemente in crisi in Italia ». Il Green New Deal presentato dalla Commissione europea ha messo in campo il piano di azione « inquinamento zero », che prevede la salvaguardia della biodiversità nelle acque superficiali, la riduzione dell'inquinamento da nutrienti, microplastiche, farmaci e contaminanti emergenti. Purtroppo i diffusi fenomeni d'inquinamento delle matrici ambientali si ripercuotono sulla qualità delle acque potabili, con gravi conseguenze sulla nostra salute, sulla difficoltà di reperimento di acque salubri e sul conseguente eccessivo consumo di acque imbottigliate. Inoltre occorre sottolineare lo stato generalmente pessimo delle reti acquedottistiche, con perdite idriche molto rilevanti, che, tra l'altro, spesso, in ambito urbano, provocano anche seri pericoli alle fondazioni dell'edificato. Infine, ma non per ultimo, vorrei qui rimarcare la necessità di salvaguardare l'ambiente nella sua interezza, le sue fondamentali funzioni ecosistemiche e la biodiversità, basilare per la sopravvivenza della vita sul Pianeta. È necessario quindi salvaguardare la plurifunzionalità dei paesaggi e delle componenti, se non vogliamo farci « sfuggire di mano » la vitalità del sistema, e utilizzarne consapevolmente ed in modo durevole le risorse. Questo presuppone in particolare per il nostro Paese il ripopolamento delle aree collinari abbandonate, la riscoperta dei saperi perduti, la cura collettiva dal basso dell'ambiente naturale-umano.