[ddlpres]

Tali disposizioni sono state oggetto di successive modifiche, prima con l'entrata in vigore del citato decreto-legge n. 122 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 (cosiddetta legge Mancino), che ha riformulato le norme previgenti ed introdotto la circostanza aggravante, avente portata generale, della finalità di discriminazione o di odio. Al riguardo, occorre, inoltre, menzionare la legge 24 febbraio del 2006, n. 85, che ha ulteriormente novellato la definizione delle condotte penalmente rilevanti, sostituendo i verbi « diffondere » e « incitare », rispettivamente, con « propagandare » e « istigare ». Più di recente, il legislatore ha introdotto, con la legge 16 giugno 2016, n. 115, l'aggravante del negazionismo, ulteriormente modificata dalla legge 20 novembre 2017, n. 167, in forza della quale si applica « la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232 ». Infine, le disposizioni fin qui citate sono state trasferite all'interno del codice penale ed inserite al capo III del titolo XII del libro secondo codice penale, che disciplina i « Delitti contro l'eguaglianza ». Tuttavia, con particolare riferimento alle condotte di « diffusione di materiale razzista e xenofobo per il tramite dei sistemi informatici » (articolo 3 del Protocollo), si rileva che le stesse non risultano punite dalla legislazione vigente. L'attuazione del presente disegno di legge non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il provvedimento infatti non prevede nuove attività rispetto a quelle già correntemente svolte dalle competenti amministrazioni, né dalle sue disposizioni derivano maggiori spese o minori entrate a carico della finanza pubblica.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto a Strasburgo il 28 gennaio 2003. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data al Protocollo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 10 del Protocollo stesso. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.