[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito della nota in data 11 giugno 2002, prot. 2687/2002/SIAR, del Direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio - Dipartimento per la protezione ambientale - Direzione per l'inquinamento e rischi industriali, nonché del decreto del medesimo Direttore generale, datato 8 maggio 2002, prot. 406/2002/SIAR/DEG, promosso con ricorso della Provincia autonoma di Bolzano notificato il 26 luglio 2002, depositato in cancelleria il 1° agosto 2002 ed iscritto al n. 28 del registro conflitti 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 22 febbraio 2005 il Giudice relatore Guido Neppi Modona; uditi gli avvocati Roland Riz e Alberto Romano per la Provincia autonoma di Bolzano e l'avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso del 25 luglio, notificato il 26 luglio e depositato il 1° agosto 2002, la Provincia autonoma di Bolzano ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione alla nota in data 11 giugno 2002, prot. 2687/2002/SIAR, del Direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio – Dipartimento per la protezione ambientale - Direzione per l'inquinamento e i rischi industriali, con la quale è stata preannunciata un'ispezione nello stabilimento MEMC Electronic Material s.r.l. di Merano, programmata in base al decreto del Ministro dell'ambiente 3 febbraio 1998, nonché al precedente decreto del medesimo Direttore generale, datato 8 maggio 2002, prot. 406/2002/SIAR/DEG, con cui è stata istituita la commissione incaricata di svolgere la suddetta ispezione. In particolare, con la nota in data 11 giugno 2002, alla quale veniva allegato il decreto 8 maggio 2002, il Ministero dava notizia al direttore dello stabilimento MEMC di Merano dell'inizio di un'attività ispettiva disposta a norma del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 (Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose), finalizzata ad «accertare i programmi e le misure per la prevenzione degli incidenti rilevanti, con particolare riferimento alla idoneità delle procedure gestionali e delle soluzioni impiantistiche adottate». Venuta a conoscenza dell'ispezione ministeriale tramite la società MEMC, con nota del suo Presidente in data 20 giugno 2002 la Provincia aveva chiesto al Ministero dell'ambiente di astenersi dallo svolgere tale attività, segnalando che la competenza in materia era a lei attribuita e che i propri uffici «effettuavano regolarmente i controlli necessari alla prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti». La richiesta era stata però ignorata dal Ministero e l'ispezione aveva avuto inizio. La Provincia chiede alla Corte di dichiarare che non spetta allo Stato, e per esso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, emanare i provvedimenti impugnati, e di annullare per l'effetto tali atti. Sia i provvedimenti che il comportamento del Ministero dell'ambiente sarebbero infatti gravemente lesivi delle competenze attribuite alla Provincia autonoma di Bolzano dallo statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige (d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670), dalle relative norme di attuazione (d.P.R. 28 marzo 1975, n. 474, e decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266), nonché dall'art. 117 Cost. in relazione all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e violerebbero inoltre il principio di leale collaborazione. In particolare, a norma degli artt. 9, primo comma, numero 10, e 16 dello statuto sono attribuite alle Province autonome competenze legislative ed amministrative concorrenti in materia di igiene e sanità; in base all'art. 18, primo comma, dello statuto alla Provincia di Bolzano sono inoltre specificatamente delegate le funzioni amministrative in tema di «servizi antincendi» (costituiti dai servizi «diretti a prevenire ed estinguere gli incendi ed in genere a preservare la incolumità delle persone e la preservazione dei beni dalle pubbliche calamità»), materia attribuita ex art. 4, primo comma, numero 6, dello statuto alla competenza legislativa esclusiva della Regione. Sulla base di tale assetto di competenze, la Regione Trentino-Alto Adige ha emanato la legge 20 agosto 1954, n. 24 (recante norme in tema di servizio antincendi, protezione civile e corpi volontari) e poi la legge 2 settembre 1978, n. 17 (Ordinamento del servizio antincendi e delega delle funzioni alle Province autonome di Trento e di Bolzano), il cui art. 2, primo comma, delega le funzioni amministrative alle Province autonome. Alla stregua del secondo comma del medesimo articolo, la Provincia autonoma di Bolzano ha quindi integrato la disciplina della materia, in particolare con la legge provinciale 16 giugno 1992, n. 18. L'art. 4, comma 1, del d.P.R. n. 266 del 1992, recante anch'esso norme di attuazione dello statuto, prevede inoltre che nelle «materie di competenza propria della Regione o delle Province autonome la legge non può attribuire agli organi statali funzioni amministrative, comprese quelle di vigilanza, di polizia amministrativa e di accertamento di violazioni amministrative, diverse da quelle spettanti allo Stato secondo lo statuto speciale e le relative norme di attuazione, salvo gli interventi richiesti ai sensi dell'art. 22, dello statuto medesimo». Nel rispetto di questa riserva di competenze l'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, recante la disciplina attuativa della direttiva 96/82/CE relativa al «controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose», stabilisce che la Regione Trentino-Alto Adige e le due Province autonome «provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel presente decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione». In relazione a tale specifico ambito la Provincia autonoma di Bolzano ha provveduto a disciplinare le proprie funzioni amministrative, individuando l'ufficio competente ad esercitarle con l'art. 11 della legge provinciale n. 18 del 1992, come sostituito dall'art. 2 della legge provinciale 19 febbraio 2001, n. 6, il quale prevede che il direttore della «Ripartizione provinciale protezione antincendi e civile» esercita, fra l'altro, «le attribuzioni previste dalla vigente normativa sui rischi di incidenti rilevanti»: né lo Stato ha mai lamentato un difetto di adeguamento della legislazione regionale alle norme fondamentali del decreto legislativo n. 334 del 1999.