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Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità attuative per l'accesso al beneficio di cui al comma 1 e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della spesa complessiva entro i limiti di cui al comma 7. 7. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa, nel limite massimo complessivo, di 250 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028. Art. 2. ( Voucher Italia digitale) 1. Al fine di favorire la digitalizzazione delle piccole imprese, delle microimprese e dei lavoratori autonomi, la modernizzazione dell'economia e il potenziale di crescita a medio termine, nonché di migliorare la produttività dei fattori, la crescita dimensionale, l'internazionalizzazione e la sicurezza informatica, è istituito, a decorrere dall'anno 2025, il voucher Italia digitale. Per tale finalità è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027. 2. Il voucher di cui al comma 1 è uno strumento riconosciuto alle piccole imprese, alle microimprese e ai lavoratori autonomi che contiene l'obbligo di essere accettato dai soggetti abilitatori di cui al comma 3 come corrispettivo a fronte della cessione di soluzioni e servizi di digitalizzazione. L'importo del voucher è parametrato in base alle dimensioni dell'impresa e al numero dei suoi dipendenti. 3. Ai fini della concessione del voucher di cui al comma 1, è istituita, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy , la piattaforma nazionale « Catalogo digitale » nella quale sono rese disponibili dalle imprese fornitrici interessate, in qualità di soggetti abilitatori affiliati, le soluzioni e i servizi di digitalizzazione o di installazione di soluzioni digitali. I beneficiari, anche avvalendosi di soggetti qualificati che collaborano alla gestione dell'aiuto, possono scegliere tra una o più soluzioni e servizi di digitalizzazione tra quelle disponibili nel catalogo. 4. Ai fini dell'utilizzo del voucher di cui al comma 1, il Catalogo digitale mette a disposizione meccanismi per elaborare le richieste dei soggetti che vogliono svolgere il ruolo di abilitatori affiliati e per pubblicare in modo trasparente il riferimento alla loro offerta di soluzioni di digitalizzazione accessibili alle imprese che intendano avvalersene. 5. I servizi e le soluzioni di digitalizzazione ammissibili riguardano l'ampliamento della presenza su internet , del commercio elettronico, della gestione dei social network , della digitalizzazione delle relazioni con i clienti, dei processi e degli strumenti per l'analisi dei dati aziendali, cosiddetti business intelligence , e dell'analisi dei dati aziendali, cosiddetta analytics , dell'automazione dei processi, dell'implementazione della fatturazione elettronica, dei servizi e degli strumenti per uffici virtuali, delle comunicazioni sicure, della sicurezza informatica e delle soluzioni di intelligenza artificiale. Gli aiuti per l'adozione di soluzioni di digitalizzazione possono essere utilizzati anche per sostituire soluzioni già adottate dal beneficiario purché rappresentino un miglioramento funzionale. 6. Per usufruire del voucher di cui al comma 1, l'impresa beneficiaria deve compilare un sistema di autovalutazione del livello di digitalizzazione dell'azienda stessa, necessario all'accesso dei servizi e delle soluzioni disponibili sulla piattaforma nazionale « Catalogo digitale » e alla conseguente scelta, con utilizzo del corrispettivo del voucher , delle migliori soluzioni per l'azienda volte a migliorare il proprio livello di maturità digitale e la propria competitività attraverso la digitalizzazione. 7. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri per il riconoscimento del voucher di cui al comma 1, parametrati in base alla dimensione delle imprese e al numero dei dipendenti occupati. Art. 3. (Fondo Italia 2035) 1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito il « Fondo Italia 2035 », con dotazione iniziale pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2032, al fine di alleviare i costi socioeconomici innescati dalla transizione climatica e sostenere la diversificazione economica, la riconversione dei territori interessati e il sostegno alle filiere dei settori che presentano difficoltà nella riconversione, cosiddetti settori hard to abate (HtA) , e del settore dell'automotive, in coerenza con gli obiettivi di politica industriale nazionale, anche in riferimento al sostegno degli investimenti produttivi nelle piccole e medie imprese (PMI), della creazione di nuove imprese, del ripristino ambientale, dell'energia pulita, del miglioramento e della riqualificazione dei lavoratori, dell'assistenza nella ricerca di lavoro e dell'inclusione attiva dei programmi per le persone in cerca di lavoro, nonché della trasformazione degli impianti esistenti ad alta intensità di carbonio, allo scopo di ridurre le emissioni e assicurare la tutela dei posti di lavoro. 2. Il Fondo di cui al comma 1 è altresì incrementato con risorse provenienti da soggetti non inseriti nella lista delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, mediante versamento all'entrata del bilancio dello Stato e successiva riassegnazione alla spesa, per importo non inferiore alla dotazione iniziale e, successivamente, alle disponibilità complessive dello stesso. Il Fondo è autorizzato a investire direttamente o indirettamente, anche per il tramite di altri fondi, a condizioni di mercato e nel rispetto della disciplina dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, nel capitale di società per azioni, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa, che: a) hanno sede legale in Italia; b) non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo. 3. I requisiti di accesso al Fondo di cui al comma 1, le condizioni, i criteri e le relative tipologie di intervento nonché le modalità di apporto delle risorse da parte degli investitori privati, di individuazione del veicolo di investimento delle risorse del fondo e del soggetto gestore, nonché la remunerazione di quest'ultimo, sono definiti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy . Il decreto può inoltre disciplinare le modalità di gestione contabile delle risorse del Fondo e l'utilizzo degli eventuali utili o dividendi derivanti dagli investimenti effettuati. Art. 4. (Credito d'imposta alle PMI per installazione fotovoltaico) 1. All'articolo 1, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, dopo il comma 1055, sono inseriti i seguenti: « 1055 - bis . Alle piccole e medie imprese come definite dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che effettuano spese per l'acquisto e l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici dalle stesse adibiti ad attività commerciali, agricole, industriali, artigianali e assimilabili, ovvero di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici stessi, il credito di imposta è riconosciuto nella misura di cui al comma 1055- quinquies .