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una maggiore assunzione di responsabilità, da parte dell'Unione europea, per la tutela, anche con lo strumento militare, della sicurezza globale, rappresenta ormai una condizione imprescindibile per il rafforzamento dell'alleanza transatlantica, e per la capacità della Nato, di cui la grande maggioranza degli Stati membri è parte, di rispondere alle sfide della nuova realtà geopolitica mondiale; tale accresciuta capacità operativa dell'Unione è un fattore essenziale per un rafforzamento del suo peso politico sulla scena internazionale; impegna il Governo: a continuare a partecipare attivamente alla definizione della Bussola strategica, promuovendo, in stretta sinergia con il Parlamento, e in coerenza con l'azione dispiegata per la definizione del nuovo Concetto strategico in sede Nato, un approccio ambizioso per tutti i capitoli in cui tale documento si articolerà, in particolare per quanto riguarda la condivisione dell'intelligence militare e gli strumenti della cyber difesa; ad assicurare risorse finanziaria stabili, prevedibili ed adeguate a sostegno della partecipazione italiana ai progetti della difesa europea, sia a quelli che prevedono la cooperazione tra Stati sia a quelli che prevedono cooperazioni a livello industriale; a rafforzare la presenza italiana nelle missioni e operazioni in ambito PSDC, contribuendo così alla rapidità del loro dispiegamento e all'efficacia della loro azione; a promuovere, in sede europea, anche in seno alla Conferenza sul Futuro dell'Unione, ogni possibile iniziativa volta al superamento del principio dell'unanimità nei settori della politica estera, di sicurezza e di difesa comune, favorendo lo sviluppo di un'indispensabile cultura strategica comune; a promuovere l'attivazione di quanto previsto dall'articolo 44 del TUE, in tutti i casi in cui, questo meccanismo possa consentire di avviare più rapidamente iniziative e operazioni necessarie per "preservare i valori dell'Unione e di servirne gli interessi"; a promuovere, nell'ambito del dibattito per la definizione della Bussola strategica, il varo di un meccanismo che assicuri all'Unione la disponibilità effettiva di forze militari di reazione rapida, anche attraverso la revisione/rivitalizzazione dello strumento degli EU Battlegroups ; a rafforzare la presenza italiana nell'ambito delle strutture militari permanenti dell'Unione nonché in quelle entità dell'Unione che si occupano di sviluppo delle capacità e cooperazione nel settore industriale della difesa e di analisi e previsione strategica; a promuovere, in ambito europeo, incentivi economici che possano influire sul rafforzamento della interoperabilità degli strumenti militari europei e sull'attrattiva di iniziative congiunte.