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La notte di Vaia - così ormai è entrato nella mente di chi, il terribile uragano, l'ha vissuto e di chi l'ha sentito raccontare - arrivò fra la domenica e il lunedì del 28 ottobre del 2018. Venti fortissimi e piogge alluvionali si abbattono sull'arco alpino, mutando quasi irreversibilmente il paesaggio dolomitico. Le raffiche di scirocco vanno oltre i 150 chilometri orari e piegano, senza pietà e con una furia incredibile, interi boschi, allagano paesi interi, annientano strade, tetti e gli animi increduli della gente. Ricordo con particolare emozione ancora oggi il senso di impotenza e di smarrimento che ho provato nei giorni successivi il disastro, quando ho potuto recarmi in Val Visdende a vedere un bosco ormai orizzontale: un senso di solitudine, un silenzio cupo, uno sguardo al cielo che era ritornato azzurro per riprendere fiato e forza. Vaia è stata un'esperienza che ha rivelato a tutti la vera natura delle persone che vivono la montagna: gente silenziosa che raramente alza la voce, ma che sa unirsi in maniera straordinaria, che non perde coraggio e lotta per rimanere in territori difficili, a volte ostili ma di una bellezza inenarrabile. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ecco, a un anno da quella notte, voglio in primis ricordare qui in Senato la gente comune che ha vissuto il dramma e ha cercato di riportare, passo dopo passo, con un lavoro incessante, tutta alla normalità. E quando parlo di gente comune mi riferisco, altresì, a tutti i volontari (con la V maiuscola); a tutti quelli che hanno prestato il loro tempo, il loro cuore per aiutare e aiutarsi. In quei giorni tumultuosi e di difficile gestione, la Regione Veneto, con i suoi apparati, ha messo in moto una macchina di prima emergenza senza precedenti. Ricordo ancora i comunicati e gli aggiornamenti continui diramati dal governatore Luca Zaia, dall'assessore Bottacin e dagli uffici della Protezione civile. Anche lo Stato ha dimostrato vicinanza, con l'arrivo immediato del ministro dell'interno Matteo Salvini e, pochi giorni dopo, del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati; giorni insonni, senza tregua, perché niente si inceppasse e nessuno rimanesse indietro o dimenticato. Durante i trecentosessantacinque giorni la guardia non si è mai abbassata: c'è stata, infatti, una continua corsa a raccogliere fondi per risanare i danni, promossa da enti, associazioni e quant'altro. Ad un anno dal passaggio di Vaia, la Regione Veneto ha aperto innumerevoli cantieri, per un totale di 467.910 milioni di euro. Il commissario Luca Zaia ha delegato a 160 soggetti attuatori le competenze, in modo tale da rafforzare autonomia e sussidiarietà, distribuendo immediatamente le risorse per operare un modello vincente. La tempesta Vaia è stata una dura prova per tutti, ma ha dimostrato come si possono affrontare giorni difficili e ripartire, grazie all'intelligenza, all'umanità e al cuore che da sempre caratterizzano le genti delle terre alte e tutti i veneti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, la data del 30 ottobre, così come quella del 24 agosto, è indelebile per noi che viviamo nei territori del cratere sismico del 2016 e per tutti gli italiani, perché gli eventi così drammatici, le morti del 24 agosto, le devastazioni del 26 del 30 ottobre e poi del gennaio successivo videro una grande reazione popolare emotiva e di solidarietà di tutti i cittadini italiani. Voglio dedicare questo intervento alle nostre popolazioni; alla resistenza di questi anni; a chi ha dovuto sobbarcarsi difficoltà enormi; alle famiglie che sono state costrette a dividersi e poi, finalmente, hanno potuto ricongiungersi; a chi non vuole abbandonare e non abbandonerà i nostri territori montani appenninici, che non possiamo perdere perché sono vitali non solo per le nostre regioni colpite ma per tutto il nostro Paese. Dovremmo dare e daremo servizi, sconfiggeremo il cinismo, lo sciacallaggio e le strumentalizzazioni che sono state troppe negli ultimi anni, torneremo a dare gli ospedali e le scuole che servono per far crescere le nuove generazioni; il lavoro e le imprese per fare in modo che il territorio torni a essere protagonista. È il coraggio che fa la differenza, come è stato in questi anni e come sarà nei prossimi mesi. Rivolgo davvero l'abbraccio più grande a tutti noi in questa sfida così vitale e importante, in questo giorno così simbolico per la nostra Repubblica e per l'intero nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, desidero stasera da questi banchi, che sono ancora quelli della rappresentanza popolare, dare voce ai sindaci dei piccoli comuni italiani e in particolare ai sindaci della Lombardia sull'emergenza che sta colpendo il buon funzionamento delle loro amministrazioni, in attesa che il nuovo Ministro dell'interno risponda alla nostra interrogazione che giace da molto tempo. Nei piccoli Comuni della Lombardia e in tutta Italia - nel Veneto, nella Sardegna, in Puglia - si registra una perdurante e grave carenza di segretari comunali. Il protrarsi di tale situazione potrebbe determinare la paralisi amministrativa di moltissime amministrazioni, perché quello offerto dalla figura del segretario costituisce, in particolare nei comuni di minori dimensioni, un indispensabile supporto atto a garantire legittimità degli atti assunti dagli enti. Nel passato Governo l'allora Vice Ministro dell'economia e delle finanze dichiarava che erano già sul tavolo alcune ipotesi che trovavano anche il consenso degli interessati e su cui, in ogni modo, si poteva lavorare per una condivisione fra tutti gli attori istituzionali. Anche ANCI e UPI hanno rappresentato le necessità relative alla carenza degli enti e, quindi, vorrei che restasse agli atti, in attesa della risposta da parte del nuovo Ministro dell'interno, che i sindaci sono le prime sentinelle del nostro territorio e devono essere supportati in ogni modo possibile. Non basta ricordare e ripetere quanto sono bravi, quanto sono belli e quanto sono eroici: dimostriamo loro di essere capaci di metterli nelle condizioni di lavorare e amministrare. Noi possiamo solo ricordarvelo, perché il pallino delle scelte e delle decisioni è in mano al vostro Governo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 31 ottobre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 31 ottobre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: