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Faccio riferimento, in particolare, alle lauree on line (settore nel quale non è tutto uguale, ma su cui bisogna esercitare un controllo), magari conquistate per ottenere un riconoscimento sociale o un avanzamento di carriera o addirittura nelle graduatorie dei concorsi pubblici, generando un fenomeno che danneggia in modo molto grave i laureati che, con impegno e fatica, hanno portato a termine il proprio corso di studi. Questo è accaduto, ad esempio, anche per tutti gli insegnanti precari (il relatore lo sa perfettamente), visto che alcuni master sono stati ottenuti per avere i 24 CFU. Su questo aspetto bisogna mettere in campo fino fondo tutti gli strumenti di controllo. L'articolo 34 della Costituzione, in forza del quale «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi», è il nostro punto di riferimento. Mi riferisco, in particolare, al fatto che bisogna mettere sempre di più in campo tutti gli strumenti per garantire il rispetto dell'articolo 34 della Costituzione. Oltre a questo provvedimento, che è molto importante, bisognerà forse ripensare, in generale, una serie di elementi del sistema universitario. Signora Ministra, penso ad esempio che per alcune facoltà il numero chiuso dovrebbe essere ripensato, introducendo un approccio diverso e soprattutto mettendo in campo strumenti per dare piena attuazione al diritto allo studio e al rispetto dell'articolo 34 della Costituzione. Ciò significa rimuovere le disuguaglianze, mettere in grado i più meritevoli e capaci di accedere ai più alti gradi dell'istruzione. Questa sarebbe la vera grande spinta per il nostro Paese, perché intervenire e fare in modo che ci siano più laureati e la possibilità di un accesso quanto più eguale a tutta l'istruzione superiore e universitaria è una carta che questo Paese deve giocarsi fino in fondo. L'altro aspetto riguarda la questione di genere e il fatto che bisogna spingere di più affinché siano rimossi quegli impedimenti culturali e di impostazione in forza dei quali le donne sono meno spinte verso le facoltà scientifiche. Credo che lei, signora Ministra, abbia perfettamente chiaro questo elemento, che aiuterebbe davvero a far fare un grande passo in avanti al nostro sistema universitario. Riteniamo che il provvedimento sia importante e utile, posto che anche nel nostro Paese è necessario promuovere l'interdisciplinarità e - torno a ripetere - la flessibilità. Devono essere messi in campo tutti gli strumenti di controllo per impedire la svendita delle lauree (elemento, questo, fondamentale). Contemporaneamente credo che dobbiamo garantire sempre di più a tutti, compreso chi ha più difficoltà dal punto di vista sociale ed economico, l'accesso ai più alti gradi di istruzione universitaria e superiore. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto. (Applausi) . CANGINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signora Ministro, signor Sottosegretario, colleghi senatori, come è già stato detto, anche io credo che la buona politica sia quella in grado di mettere tutti nelle condizioni di approfittare delle opportunità che vengono offerte, indipendentemente dalle condizioni di partenza. Ciò vale naturalmente in tutti gli ambiti, ma in modo particolare quando si parla di istruzione primaria, secondaria e terziaria. Lo testimonia la straordinaria consonanza con cui tutti i membri della Commissione istruzione di questo ramo del Parlamento, come evidentemente è accaduto alla Camera, si trovino concordi nel cercare di allargare, ogni volta che ne abbiamo la possibilità, le maglie del diritto allo studio, per consentire a chi, per nascita, per censo, per condizioni familiari, rischia di esserne escluso di accedervi. Questo è ancor più vero in un Paese come l'Italia che, per quanto riguarda la formazione universitaria, purtroppo vanta il non glorioso primato di essere fanalino di coda nelle classifiche europei dei laureati rispetto alla popolazione. C'è un altro dovere che la buona politica deve assolvere, che è quello di mettere al centro la persona e di consentire a ciascuno di dispiegare il massimo delle proprie capacità e delle proprie potenzialità, di avere riconosciuti i propri meriti e di poter esibire i propri talenti. È proprio questo l'obiettivo di questo disegno di legge che, chiaramente, oggi è per pochi, ma garantisce il diritto a tutti, perché si preoccupa anche di colmare i divari economici e di mettere chi ha uno svantaggio economico nelle condizioni di accedere all'opportunità di conseguire un doppio titolo di studio. Questo ci mette al pari con gli altri Paesi europei e consente alla nostra formazione di essere sempre più in linea con lo spirito dei tempi. Piaccia o meno, lo spirito dei tempi vuole una formazione sempre più interdisciplinare e sempre più articolata. La possibilità di impostare il proprio piano di studi su una scala europea, di unire al titolo di studio che si consegue in patria, lauree e corsi di studi conseguiti all'estero è evidentemente una opportunità. Soprattutto, è un dovere per lo Stato mettere i propri studenti nelle condizioni di accedere a questa opportunità, perché ormai viviamo in un mercato del lavoro che, a livello comunitario soprattutto, ma non solo, è globalizzato e di conseguenza è quanto mai competitivo. Questo è il modello cui si ispira questo disegno di legge. È un modello che ci viene richiamato ormai da tempo e che da tempo manchiamo di considerare. Nel 1999, la dichiarazione di Bologna vide tutti i Ministri dell'università concordi nell'individuare uno spazio europeo dell'istruzione superiore, che andava costruito nell'arco del primo decennio degli anni Duemila. Non dieci anni dopo, ma sedici anni dopo, nel 2015, a Erevan i successori di quei Ministri hanno insistito molto sulla necessità di consentire a tutti gli studenti europei di conseguire un doppio titolo di studio, qualora questa sia la loro intenzione. Nel marzo dello scorso anno, la Commissione europea ci ha caldamente esortati a rimuovere quegli ostacoli che impediscono la mobilità degli studenti. Questa legge dà soddisfazione a tali richieste e mette i nostri studenti al pari degli studenti francesi, tedeschi ed europei, dando loro le medesime possibilità. È una legge per pochi, ma è una legge cui tutti hanno diritto di accedere. Quindi, l'auspicio e la speranza è che questo diritto venga sfruttato da un numero sempre maggiore di studenti. C'è la tutela dei più deboli, c'è il riconoscimento del merito individuale, c'è la centralità della persona. Ci sono quei principi che, non da oggi, ma da sempre ispirano le scelte politiche di Forza Italia. Per questo il mio Gruppo oggi voterà convintamente a favore di questo disegno di legge. (Applausi) . SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la presenza e il costante coinvolgimento del Parlamento. Grazie anche, per la presenza, al nostro segretario.