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In questo caso, viene avviato un processo di sviluppo significativo dei rapporti italo-emiratini, che permetterà una stretta e incisiva collaborazione tra i due Paesi nel campo della cooperazione giudiziaria penale. L'adozione di norme volte a disciplinare in modo preciso e puntuale la materia è stata imposta dall'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estesi rapporti tra i due Paesi in ogni settore: dall'economia al mondo della finanza, al commercio, ai flussi migratori. II progressivo intensificarsi dei rapporti reca inevitabilmente con sé anche lo sviluppo di fenomeni criminali, che coinvolgono entrambi gli Stati e, quindi, l'esigenza di disciplinare uniformemente le procedure di consegna di persone che sono sottoposte a procedimenti penali o che devono scontare una pena e l'approntamento di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione. Gli accordi rientrano in un percorso di cooperazione tra l'Italia e gli Emirati Arabi Uniti, che riguarda vari settori: come ho detto prima, dall'ambito finanziario all'economia, al turismo, alla cultura. Era ed è necessario aggiungere questo tassello della cooperazione giuridica in tema di estradizione e, quindi, a contrasto della criminalità transnazionale. È un percorso che ci permette di disciplinare e rendere più fluide le procedure di consegna di persone che sono sottoposte a procedimenti penali o che devono eseguire e scontare una pena. Ad oggi, 14 casi di italiani latitanti di fatto negli Emirati Arabi Uniti, che con questo provvedimento potranno essere estradati e riportati in Patria... (Brusio). PRESIDENTE . Colleghi, il fatto che in Commissione si sia pervenuti ad un'approvazione all'unanimità dovrebbe aiutarci a un ascolto più condiviso, e non essere di ostacolo. Cerchiamo pertanto di contenerci. Prego, senatore Giacobbe, prosegua il suo intervento. GIACOBBE (PD) . Stavo dicendo che, ad oggi, 14 casi di italiani latitanti, di fatto, negli Emirati Arabi Uniti, che con questo provvedimento potranno essere estradati, riportati in Patria e assicurati, quindi, alla giustizia italiana, mettendo fine ad un fenomeno che ha giustamente creato e suscitato stupore e sdegno nella nostra comunità, cioè che i responsabili di crimini non avrebbero mai pagato la pena. Credo che oggi stiamo attendendo ad uno dei nostri doveri da eletti del popolo. Ristabiliamo i principi di legalità e di giustizia e permettiamo anche alle nostre aziende che vanno in quei Paesi la certezza del diritto, che è alla base di qualunque sviluppo pacifico, di qualunque tipo di relazione. Signor Presidente, noi del Partito Democratico sosteniamo questo provvedimento, non solo perché anche noi l'abbiamo presentato, non solo perché è il frutto di un lavoro dei Governi a guida Renzi e poi Gentiloni Silveri, ma anche perché si tratta di un atto importante contro la criminalità e le mafie. È un provvedimento che si colloca nel solco di altri provvedimenti importanti della passata legislatura: dalla legge contro il caporalato, alle leggi per istituire il reato di antiriciclaggio, per inasprire il voto di scambio politico-mafioso, per combattere i reati ambientali. Per questo, dunque, la ratifica, secondo noi, è molto importante, non solo per assicurare alla giustizia italiana delle figure che sono fuggite, ma anche come elemento di deterrenza, perché si afferma che non c'è più, a poche ore di volo, un'oasi di latitanza; non c'è più la possibilità di farla franca. Concludo, signor Presidente, con l'auspicio che questo provvedimento possa essere approvato con il più ampio voto del Senato. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per ribadire l'importanza di questi due Trattati fondamentali tra il nostro Paese e per gli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di trattati, da una parte, per l'estradizione e, dall'altra, per l'assistenza giudiziaria. Sono, a mio avviso, importanti e fondamentali perché alcuni Stati erano visti come oasi felici per non scontare la pena. Riuscire ad approvare definitivamente il provvedimento di ratifica e poter vedere persone che hanno commesso reati in svariati ambiti tornare in Italia a scontare la pena, penso sia qualcosa di giusto, equo e importante per il nostro Paese. È interessante il punto sulla reciprocità. Dal mio punto di vista spero che la reciprocità vi sia in tantissimi altri settori perché è un valore fondamentale. Per quanto ci riguarda, la riteniamo fondamentale per il nostro Paese. Approfitto per esprimere un ringraziamento a tutte le autorità giudiziarie e a tutte le Forze dell'ordine che hanno portato a individuare questi criminali all'estero. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pacifico. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, finalmente, dopo anni, giunge in quest'Assemblea il testo finale del provvedimento che regola i rapporti tra l'Italia e gli Emirati Arabi Uniti in materia di assistenza giudiziaria penale ed estradizione tra i due Governi. Quest'Assemblea è chiamata a ratificare un accordo che riconosco - devo essere sincera - essere stato fatto molto bene dal precedente Governo. Un accordo che, per quanto riguarda l'estradizione di cittadini arrestati o destinatari di un processo nei Paesi d'origine, stabilisce un principio molto importante: che la pena di morte per il condannato estradato non si può infliggere, nel pieno rispetto dei diritti umani. Un primato del diritto europeo che inizia a farsi strada anche in Paesi di orientamento diverso per quanto riguarda l'espiazione della pena. Un primo passo importante, ma bisogna certo fare di più. Immagino nel futuro una piattaforma normativa in cui alcuni reati tipici del nostro Paese possano essere riconosciuti dai firmatari di accordi per l'assistenza giudiziaria penale. Immagino il 416- bis , che sia universalmente riconosciuto come reato da tutti i Paesi del mondo, anche perché ormai considerare la mafia come organizzazione criminale nazionale è antistorico e, se posso permettetemi, anche irresponsabile. La riprova, qualora ce ne fosse ancora bisogno, ce la può fornire la Germania, che qualche anno fa ebbe una sanguinosa guerra di 'ndrangheta, ricordata come strage di Duisburg, oppure la Gran Bretagna, con la colonia di latitanti italiani che riciclano denaro della mafia nella City , per non citare la Spagna o alcuni Paesi dell'Est Europa. Ad ogni modo, un passo importante è stato fatto. La ratifica di questo accordo deve essere prodromica per rilanciare un progetto di rapporti giudiziari con altri Paesi non sottoscrittori, quasi tutti definiti paradisi fiscali. Ricordo infatti che gli Emirati arabi non hanno sottoscritto la Convenzione del Consiglio d'Europa sull'estradizione, che è stata firmata a Parigi nel 1957. Dobbiamo rendere difficile ai criminali spostarsi e trovare rifugio in altri Paesi.