[pronunce]

che, ancora sotto questo profilo (ammesso e non concesso che l'atto odierno sia integrabile con il precedente), anche la questione - che la Sezione intende riesaminata - in (b), concernente gli artt. 33 e 34 del decreto legislativo n. 300 del 1999 (unitamente agli artt. 1, 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo n. 143 del 1997), sta e cade insieme con quella che logicamente la precede, vale a dire quella - che la Sezione non ritiene invece di riesaminare - in (a), concernente l'art. 55 del decreto legislativo n. 300 del 1999, giacché, secondo l'esplicita indicazione del primo provvedimento, l'una era (dunque è tuttora) posta condizionatamente all'accoglimento dell'altra, potendo procedersi al vaglio degli artt. 33 e 34 del decreto legislativo n. 300 in discorso solo se prima venga caducato l'art. 55 del medesimo decreto, che dispone circa il differimento dell'efficacia nel tempo delle due citate disposizioni, in modo da rendere queste ultime direttamente applicabili e conseguentemente rilevante il dubbio di costituzionalità che a esse si riferisce: ma, una volta che alla questione in (a), dedotta ma non argomentata, non può darsi accesso, per le ragioni indicate in precedenza, non può di conseguenza procedersi neppure all'esame della questione che all'accoglimento della prima è condizionata; che, quanto alla questione indicata in (h), la formulazione del dubbio di costituzionalità appare apodittica, limitandosi a una considerazione di «aggravamento» dei dubbi precedentemente prospettati, e ricade pertanto anch'essa nel rilievo di indeterminatezza e genericità sopra enunciato; che per gli anzidetti, concorrenti, motivi, che - unitamente all'ulteriore rilievo della mancata considerazione, da parte della Sezione rimettente, di diverse disposizioni legislative, come l'art. 9, comma 6, della legge 8 marzo 1999, n. 50, e l'art. 1 della legge 29 luglio 1999, n. 241, incidenti sulle questioni attinenti il mancato rispetto dei termini per l'esercizio della funzione legislativa delegata, indicate in (e), (f) e (g); e come il decreto-legge 22 ottobre 2001, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001, n. 441, che modifica il decreto legislativo n. 165 del 1999 oggetto della questione in (g.1) — precludono di poter effettuare la disamina della legittimità costituzionale delle numerose disposizioni legislative menzionate, deve essere dichiarata la manifesta inammissibilità delle questioni sollevate, in via del tutto preliminare rispetto all'esame di ogni ulteriore profilo concernente la legittimazione della Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, a proporre questioni incidentali di costituzionalità delle leggi in occasione dell'esercizio della sua funzione di controllo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 33, 34, 55, comma 6, e 78 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59); degli artt. 1, 2, commi 1 e 2, 3, comma 2, 4 e 5 del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 (Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale); del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 [Soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59]; del decreto legislativo 15 giugno 2000, n. 188 [Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59]; dell'art. 6, commi 2, 5 e 7, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 (Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59); del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 449 [Riordino dell'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine (UNIRE), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59]; del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454 (Riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59); dell'art. 2 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), sollevata, in riferimento agli artt. 70, 76, 95, 117, 118 e 119 della Costituzione e alle norme in materia di agricoltura contenute negli statuti delle regioni a statuto speciale, dalla Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, con il provvedimento indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 novembre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Gustavo ZAGREBELSKY, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 novembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA