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a razionalizzare, coordinare, unificare la normativa vigente in materia di acquacoltura, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della disciplina di riferimento e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo, in un'ottica di tutela della biodiversità e degli ecosistemi in acque dolci, salmastre e marine; b eliminare duplicazioni e risolvere eventuali incongruenze e antinomie tenendo conto dei consolidati orientamenti giurisprudenziali; c coordinare, adeguare e integrare la normativa nazionale con quella internazionale e dell'Unione europea in materia di acquacoltura nonché di tutela e protezione dell'ecosistema delle acque dolci, salmastre e marine; d contenere l'impatto sull'ambiente derivante dall'attività di acquacoltura, anche mediante lo sviluppo di strumenti innovativi e tecnologie, nonché con la promozione di attività di ricerca scientifica e con l'istituzione di un apposito comitato di ricerca che definisca le buone prassi di settore al fine di ridurre l'impatto delle aziende e degli impianti sugli habitat e sulla qualità delle acque; e assicurare lo sviluppo sostenibile del settore dell'acquacoltura attraverso una gestione virtuosa delle risorse marine e biologiche, evitando l'alterazione dei parametri fisico-chimici naturali; f sostenere le attività di acquacoltura volte al ripopolamento di specie autoctone e al mantenimento di ambienti salubri costantemente monitorati, tali da garantire elevati livelli di salute e di benessere degli animali; g valorizzare le risorse idriche, anche attraverso il rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche degli organismi allevati, da raggruppare per dimensioni e per taglia, nonché attraverso il mantenimento di una densità adeguata all'interno delle colture ovvero degli allevamenti di acquacoltura; h stabilire, per gli operatori del comparto, l'applicazione di criteri uniformi tali da scongiurare effetti distorsivi sulla concorrenza nonché migliorare l'organizzazione di mercato di prodotti dell'acquacoltura; i promuovere la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti dell'acquacoltura al fine di una maggiore trasparenza e informazione a favore dei consumatori, nonché misure di sensibilizzazione e informazione per gli operatori del settore per l'esercizio di attività, metodi e pratiche sempre più ecocompatibili; l facilitare l'accesso al credito da parte delle imprese acquicole di piccole e medie dimensioni, in funzione della diversificazione, della qualità e della sicurezza del prodotto ittico; m armonizzare, nel rispetto dei princìpi, delle norme e dei vincoli dell'Unione europea, delle competenze statali e delle attribuzioni delle regioni, delle province autonome e degli enti locali, la disciplina del rilascio e del rinnovo dell'autorizzazione all'esercizio di impianti di acquacoltura, attraverso la previsione, per i detti impianti, del rispetto, quale parametro necessario, di una distanza minima dal punto più prossimo della costa di almeno 1,5 miglia; n prevedere un idoneo piano di monitoraggio per gli impianti di acquacoltura attraverso la raccolta di dati di tipo quantitativo e qualitativo, al fine di accertare la variabilità fisico-chimica dei parametri ambientali, verificare l'adeguamento, in termini di compatibilità ambientale, degli impianti già esistenti nonché definire un continuativo controllo per i nuovi impianti; o favorire lo sviluppo dell'acquacoltura, agevolando la nascita di nuovi impianti in aree rurali svantaggiate attraverso il corretto utilizzo del fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e degli altri strumenti di finanziamento dell'Unione europea; p prevedere una delega alle regioni per la realizzazione di una pianificazione coordinata degli spazi acquei marini da destinare alla realizzazione di impianti di acquacoltura, ciò al fine di evitare un decadimento della qualità delle acque e dell’ habitat marino a causa dell'eccessiva presenza di impianti in determinate aree; q attuare la semplificazione e la standardizzazione dei procedimenti amministrativi per il rilascio di concessioni demaniali marittime per l'installazione di impianti di acquacoltura, tramite l'adozione di una procedura unificata a livello nazionale; r rafforzare il sistema dei controlli sanitari al fine di scoraggiare l'uso eccessivo di antibiotici e medicinali in acquacoltura, introducendo, altresì, l'obbligo di fornire informazioni sull'utilizzo di vaccini e antibiotici in acquacoltura in considerazione dei loro possibili rischi per la salute umana e l'ecosistema. 3 (Relazione annuale) 1 Con cadenza annuale, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, predispone una relazione concernente i livelli di tutela ambientale in materia di acquacoltura, da trasmettere alle Camere entro il mese di settembre. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .