[resaula]

(Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) . PRESIDENTE . Colleghi, se siete d'accordo, darei ora spazio a un ulteriore intervento in dichiarazione di voto, per poi rinviare il seguito della discussione del disegno di legge in titolo alla seduta di domani, lasciando così spazio agli interventi di fine seduta. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, dichiaro il voto contrario dei senatori del Gruppo Liberi e Uguali al disegno di legge di conversione del decreto-legge al nostro esame. Abbiamo dato un giudizio molto articolato anche nel merito, come si è visto anche in fase di votazione degli articoli, e dico anche con estrema chiarezza che abbiamo condiviso alcune scelte, come quella - l'ho ricordato poco fa - di sopprimere alcune strutture di missione e portare le competenze, come nel caso della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, all'interno del Ministero competente. È stato ed è un giudizio, per quanto ci riguarda, articolato. Il voto contrario è sostanzialmente legato a quello che ci è apparsa, fin dall'inizio, una serie di scelte ideologiche che sono alla base del decreto-legge. Parlo nello specifico di alcune scelte ideologiche pericolose, perché nel momento stesso in cui si dà vita a un Ministero della famiglia e della disabilità si fa, a nostro avviso, un'operazione pericolosa anche per le persone che magari si pensa di voler aiutare. Sulla disabilità, le competenze, com'è noto, sono varie e articolate e vanno dal lavoro alle politiche sociali, ma si è sempre tentato - ed era il punto di civiltà e di rispetto delle persone a cui si era arrivati - di considerare le politiche sulla disabilità innanzitutto politiche alla persona: la persona era al centro dell'attenzione dell'attività amministrativa e delle politiche da mettere in campo. Questa è una scelta che reputiamo pericolosa perché può dar vita a operazioni di ghettizzazione: questo è il problema che è davanti a noi. Ovviamente, spero che questo non accada. Vi è poi l'impronta del tutto ideologica delle dichiarazioni che hanno accompagnato la creazione di questo Ministero da parte del ministro Fontana, che sono state dichiarazioni molto gravi di discriminazione, non solo nei confronti delle tante articolazioni delle famiglie e delle stratificazioni che nella nostra società si sono oggi prodotte, ma discriminanti - lo vorrei ricordare qui - nei confronti dei bambini. Questo è stata l'elemento più grave ed è quello che ha segnato anche la nostra decisione di votare contro. Ho sentito citate le questioni che dovrebbero essere oggetto di questo Ministero, come la crisi demografica del Paese: ancora una volta, si fanno operazioni che sono delle scorciatoie. Tutti i senatori sanno meglio di me che la questione della crisi demografica del Paese è molto complessa e ha necessità di politiche attive del lavoro, sulla casa e di lotta al precariato, perché questo è il vero problema e ne parleremo anche quando discuteremo del decreto dignità. Invece, qui si fa solo e unicamente un'operazione ideologica, sotto il segno, ancora una volta, della Lega, che è il partito - Presidente, lei sarà molto contento - che dà l'impronta politica e il la a tutte le politiche e alle scelte di questo Governo. In merito al turismo, non mi ripeto sulla scelta fatta. Noi abbiamo un'unica preoccupazione, che coincide con quanto espresso dal collega Errani. Purtroppo, in questo Paese la verità è che il turismo ha fatto sempre un po' la Cenerentola, per cui, ogni Governo ha amato spostarlo da una parte all'altra, tralasciando completamente la costruzione di un progetto nazionale in un settore che dovrebbe essere il core business del nostro Paese. Ebbene, ancora una volta, la scelta operata con questo decreto-legge di staccarlo dal Ministero dei beni culturali e di accorparlo a quello dell'agricoltura risponde a una serie di motivi, che ben conosciamo, legati agli equilibri del Governo e di altra natura, ma che nulla hanno a che fare con ciò che dovrebbe essere il lavoro da fare sul turismo. Noi ci auguriamo - e siamo certi che il ministro Centinaio si adopererà in tal senso - che si attenzioni la necessità di mettere in campo investimenti e politiche molto articolate di un progetto nazionale. Il turismo è certamente basato sui beni culturali del nostro Paese (abbiamo il 60 per cento dei beni culturali del mondo, ci mancherebbe altro!), così come le nostre risorse enogastronomiche sono fondamentali, le risorse ambientali lo sono altrettanto (il turismo ambientale, anch'esso, costituisce un nuovo percorso su cui bisogna investire). Tutto questo è vero, ma serve un progetto che faccia dell'investimento nel turismo una missione per il Paese. Sono posti di lavoro e sviluppo. I dati di crescita ci dicono che si possono fare moltissime cose, ma serve da questo punto di vista - non mi ripeto - una politica nazionale e non solo un coordinamento delle politiche regionali. Non è solo promozione, ma è capacità di investimento e di costruire un progetto vero e duraturo. I motivi di riflessione anche su questo decreto-legge e di lavoro, attraverso gli emendamenti che abbiamo presentato, sono stati vari e articolati e anche la scelta presente nell'articolo 2, sia per quanto riguarda la struttura di missione, sia per quanto riguarda Casa Italia, non viene da posizioni, per quanto ci riguarda, preconcette o ideologiche. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 19,44) ( Segue DE PETRIS). È una sfida che noi, a questo punto, lanciamo e che avevamo tentato di lanciarvi, per esempio, spostando non solo risorse, ma anche risorse umane all'interno del Ministero dell'ambiente, perché siamo convinti che riportarli in modo strutturale all'interno di Ministeri va bene. Non ci piace però, assolutamente, l'idea che, ancora una volta, possa essere soltanto una questione di sistemazione all'interno dei Ministeri. Su questo bisogna investire, questo è il futuro del nostro Paese. Dico ai colleghi 5 Stelle che, in merito alle scelte ideologiche fatte per quanto riguarda il Ministero della famiglia e delle disabilità, dovrebbero riflettere molto bene; non penso che possiate condividere - spero che non lo facciate e che prendiate le distanze - le dichiarazioni che hanno accompagnato e che continuano ad accompagnare questo benedetto Ministero neocreato. Per tutti questi motivi, proprio per le scelte sbagliate in particolare su questo Ministero, che sono - ripeto - ideologiche, pericolose e dannose proprio per le persone che hanno più fragilità, noi riconfermiamo il nostro voto contrario. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU). PRESIDENTE . Come anticipato dal presidente Calderoli, considerato che la Conferenza dei Capigruppo è fissata per le ore 20 e visto l'orario, rinvio il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Per fatto personale AIROLA (M5S) . Domando di parlare per fatto personale. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, io mi devo scusare con questa Assemblea e con la Presidenza per il mio comportamento inadeguato avuto qualche tempo fa col senatore Laus. Permettetemi però di spiegare perché ho avuto quel comportamento inadeguato.