[resaula]

Poi vi sciacquate la bocca con i cervelli in fuga. Come dovremmo fare a tenerli, questi cervelli in fuga, signor Ministro, se pensiamo di non mettere risorse per le borse di studio, se pensiamo di non risolvere il problema dei medici che mancano e mancheranno in relazione anche ai pensionamenti di quota 100? Noi abbiamo lavorato molto sul testo. Abbiamo presentato emendamenti e la questione pregiudiziale di costituzionalità; lo abbiamo fatto con le nostre idee e con la nostra passione. Tutto è stato respinto, lo sapevamo già e non possiamo darne la colpa alla brava relatrice, perché evidentemente l'indicazione viene dal Governo. Una sola Camera basta e avanza. È interessante apprenderlo da voi, che avete votato «no» al referendum costituzionale. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi eliminate il bicameralismo paritario a Costituzione invariata; voi eliminate il Titolo V sulle materie concorrenti a Costituzione invariata. Avete fatto una riforma costituzionale senza farla, la state facendo de facto . Questo è il vostro concetto di democrazia: la democrazia per voi è un orpello e lo è anche l'interesse generale. Se questo è il vostro cambiamento, c'è da sperare che duri poco e che faccia meno danni possibili, perché poi sarà tardi anche per poter rimediare, per i cittadini della Calabria e per tutti i cittadini italiani. Annuncio il voto contrario del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, Ministro, non entrerò nel merito del provvedimento: la mia vuole essere più una dichiarazione di principio. La Lega voterà a favore di questo provvedimento perché ne riconosce la necessità e l'urgenza, data la situazione di gravità in cui versa la sanità della Regione Calabria. Le risultanze della Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale del 2006, che hanno determinato il commissariamento della sanità calabrese negli ultimi dieci anni, sono ancora oggi presenti, con un cittadino su sei che si rivolge ad altre Regioni per avere cure anche su patologie molto semplici, con strutture fatiscenti, attrezzature non adeguate, amministrazioni che pagano fatture dopo anche due anni e mezzo o, peggio, liquidano fatture già pagate; mancati controlli e troppe prestazioni affidate alla sanità privata, che qui spesso, invece di essere soltanto ad adiuvandum della sanità pubblica, è diventata preponderante, snaturando di fatto i princìpi di universalità, gratuità e uguaglianza nell'accesso alle cure da parte dei cittadini, su cui si fonda il nostro sistema sanitario. Nella trattazione del provvedimento in esame ci sono evidentemente delle ragioni di necessità e di urgenza, che portano all'approvazione dello stesso, oltre al fatto che il commissariamento è previsto per un periodo breve. Queste sono sostanzialmente le motivazioni per cui, come Gruppo, riteniamo che questo provvedimento sia da votare: la brevità, la necessità e l'urgenza. Dico ciò perché per il nostro Gruppo questo provvedimento rappresenta un approccio di eccezionalità, contrario ai principi con cui sono gestite le Regioni che si contraddistinguono nello scenario nazionale per la qualità della sanità. Sarà necessario apportare apposite correzioni normative in termini di sistema nazionale, al fine di individuare regole di ingaggio dei commissari straordinari, dei direttori generali, con l'individuazione di percorsi specialistici multidisciplinari per le specializzazioni mediche e nuove regole di ingaggio per gli erogatori privati, basate su rating prestazionali e relativi controlli. Ci auguriamo che presto anche la Calabria e i calabresi possano rientrare in una situazione di normalità, anche se, per ottenere questo risultato, occorre che ci sia una netta sferzata, che coinvolga tutta la società calabrese, anche quella incolpevole di questa situazione. Auspichiamo che i cittadini per primi abbandonino lo spirito di rassegnazione che spesso si avverte nella loro voce andando a visitare le strutture regionali. Dispiace constatare la loro delusione e l'abitudine a non credere in una sanità che pagano come tutti; devono invece esigere che i propri rappresentanti, legittimamente eletti, governino non solo la sanità, ma, in generale, i territori in termini di efficacia ed efficienza, per la fiducia che hanno conferito loro con il voto. L'autonomia regionale, che tanto auspichiamo, va proprio nella direzione di una responsabilizzazione della gestione delle risorse assegnate, anche attraverso concreti percorsi di riqualificazione della spesa sanitaria, al fine di creare le condizioni di sostenibilità strutturale, in chiave universalistica, del Sistema sanitario nazionale. Tutto ciò detto, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . SICLARI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, siamo giunti, alla fine, al voto sul decreto-legge, che ha portato a sollevare diverse questioni, qui in Assemblea e alla Camera dei deputati, e che avrei voluto venisse migliorato dal Senato. Avrei voluto vivere oggi, da calabrese, finalmente, il significato dell'unità d'Italia. Avrei voluto, oggi, percepire la volontà di far sentire la Calabria in Italia e i calabresi cittadini italiani. Invece oggi, da calabrese, non ho sentito il Governo assumersi le responsabilità della politica, ma ho visto la volontà di riconquistare non le responsabilità, bensì le posizioni che la politica occupa, di andare a occupare posizioni di potere con il decreto-legge in esame e di occupare la Calabria. Questo è un vero e proprio colpo di Stato verso la Calabria e verso i sistemi produttivi sanitari sani della Calabria, che ancora lavorano e che rischiano di chiudere domani, per quello che avete previsto nel decreto-legge e lo sapete bene. Ieri c'erano centinaia di calabresi a Roma - cittadini, pazienti, ammalati e rappresentanti delle associazioni di categoria - che hanno protestato in piazza Montecitorio, perché il decreto-legge parte dal pregiudizio, che anche alcuni calabresi confermano, come i miei colleghi parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle, che in Calabria è tutta 'ndrangheta. Non è così: è una vergogna soltanto dirlo e devono vergognarsi i parlamentari calabresi che lo sostengono. In Calabria lo Stato c'è ed è più forte della 'ndrangheta e vorrei che partisse un applauso alla magistratura e agli inquirenti, per quello che fanno ogni giorno, da vent'anni, sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non è corretto parlare così dello Stato, quando esso è presente in Calabria. È invece più corretto che vi assumiate le responsabilità e che non troviate la scusa della 'ndrangheta ogni volta che bisogna decidere per i diritti in Calabria. Il diritto alla salute avrebbe dovuto trovare spazio rispetto alle posizioni politiche e di potere dei vostri partiti.