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5 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in conformità alle disposizioni degli articoli 14, 15 e 16 della legge 8 novembre 2000, n. 328, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni socio-assistenziali per le persone non autosufficienti, i limiti reddituali di cui al comma 4 del presente articolo e i criteri medico-legali per il riconoscimento del diritto alle prestazioni da parte delle commissioni mediche di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, integrate da medici dell'INPS ai sensi dell'articolo 20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonché da un operatore sociale del distretto socio-sanitario di appartenenza del soggetto interessato. 6 Sono fatte salve le prestazioni assistenziali in favore dei ciechi civili e dei sordi di cui alla legge 11 ottobre 1990, n. 289, e alla legge 21 novembre 1988, n. 508, nonché dei soggetti affetti da talassemia e dei minori non deambulanti. 7 Sono fatte salve le funzioni in materia riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. 8 Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità della presente legge ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 469. 3 (Funzionamento del Fondo) 1 Il Fondo è gestito dall'INPS con le modalità e secondo i criteri definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2007. 2 Le regioni e gli enti locali, nel rispetto della potestà regolamentare di cui al titolo V della parte seconda della Costituzione, disciplinano nell'ambito dei propri territori: a le modalità di impiego dei buoni servizio e le modalità di rendicontazione; b le modalità di individuazione e di accreditamento dei soggetti e delle figure professionali che erogano le prestazioni assistenziali di cui alla presente legge; c l'istituzione di appositi albi relativi ai soggetti e alle figure professionali di cui alla lettera b) ; d le modalità e le procedure attraverso le quali, nell'ambito del distretto socio-sanitario di cui all'articolo 3- quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, devono essere valutati il bisogno assistenziale e le prestazioni da erogare in favore della persona non autosufficiente, assicurando in ogni caso il rispetto e l'attuazione dell'articolo 3- septies del citato decreto legislativo n. 502 del 1992; e le modalità di controllo e di verifica della qualità delle prestazioni erogate ai sensi della presente legge, della loro congruità rispetto ai bisogni e delle spese sostenute dai soggetti fruitori o dalle loro famiglie; f i requisiti professionali di operatori e assistenti familiari. 3 Le Commissioni medico-legali delle aziende sanitarie locali (ASL) provvedono al riconoscimento del titolo all'assistenza facendo riferimento ai tre livelli di bisogno assistenziale di cui all'accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale. 4 Gli utenti scelgono gli operatori accreditati dagli appositi albi di cui al comma 1, lettera c) . 5 Sono fatte salve le funzioni in materia riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. 4 (Piano nazionale sulla non autosufficienza) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per la famiglia e le disabilità, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentite le competenti Commissioni parlamentari, è adottato il Piano nazionale sulla non autosufficienza per la programmazione di politiche, interventi e iniziative finalizzati a fare fronte ai bisogni delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. 2 Il Ministro della salute, nell'ambito delle risorse destinate alla ricerca biomedica derivanti dall'1 per cento del Fondo sanitario nazionale dedicato alla ricerca di base e applicata dell'Istituto superiore di sanità, degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e delle regioni, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, provvede ad individuare ambiti prioritari di ricerca dedicati in particolare alle patologie croniche degenerative. 5 (Delega al Governo) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di elaborare un impianto regolatorio in materia di congedi parentali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, omogeneo con la presente normativa. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a procedere all'elaborazione delle necessarie definizioni, anche integrando la disciplina vigente, al fine di enucleare i seguenti concetti: « buono servizio » e « congedo parentale »; b indicare nuovi criteri per il riconoscimento del diritto al congedo parentale relativo all'assistenza ai non autosufficienti che usufruiscono del buono servizio ed in particolar modo ai soggetti ultrasessantacinquenni. 3 I decreti legislativi di cui al comma 1 provvedono altresì ad assicurare il coordinamento delle disposizioni concernenti le materie oggetto della presente legge nonché la coerenza terminologica, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative adottate ai sensi della presente legge e le altre leggi dello Stato vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare e aggiornare il linguaggio normativo; b verifica del rispetto dei princìpi contenuti nelle direttive dell'Unione europea in materia; c indicazione esplicita delle eventuali norme abrogate. 4 Ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro per la famiglia e le disabilità, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato.