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tra le aree idonee ad ospitare una discarica, sono stati individuati i territori della provincia di Macerata, i quali, tuttavia, sono paesaggi ad alta vocazione culturale, turistica e agricola, vincolati a livello ambientale e paesaggistico; in particolare, l'idoneità di un'area è stata individuata nei comuni di Recanati e Montefano, esattamente sotto il colle che ispirò Giacomo Leopardi e che rappresenta una fonte di bellezza, oltre ad essere nota meta turistica; considerato che: la disciplina normativa in tema di localizzazione degli impianti prevede all'articolo 195, comma 1, lettera p) , del decreto legislativo n. 152 del 2006 che tra le competenze statali vi è l'indicazione dei criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Si tratta quindi di un'indicazione in negativo, che comporta l'esclusione di una serie di aree da quelle potenziali sedi di impianti; a seguito della comunicazione COM (2015) 617 final della Commissione europea del 2 dicembre 2015 e, soprattutto, a seguito delle recenti quattro direttive 2018/849/UE, 2018/850/UE (specifica in materia di discariche), 2018/851/UE e 2018/852UE, è stata adottata la nuova strategia europea in tema ambientale della cosiddetta economia circolare, che considera gli oggetti e le sostanze residue del processo produttivo beni non da distruggere, bensì da riutilizzare in un nuovo processo, assegnando la qualifica di "rifiuto" a quei residui dell'attività di produzione che non siano altrimenti impiegabili per impossibilità tecnico-economica; il conferimento in discarica dei rifiuti costituisce, perciò, l'ultima opzione prevista per il trattamento dei rifiuti. Infatti, il ricorso a discarica non comporta alcuna valorizzazione del rifiuto e implica, secondo la stessa normativa (art. 1 del decreto legislativo n. 36 del 2003), potenziali rischi di contaminazione per l'ambiente, come si evince anche dal dato empirico che ha condotto la Corte di giustizia della UE, sez. III, sentenza 26 aprile 2007 (C-135/05), a sanzionare l'Italia per la sussistenza di oltre 200 discariche abusive, presenti in quasi tutte le regioni italiane; la tutela ambientale e paesaggistica, gravando su un bene complesso considerato dalla giurisprudenza costituzionale un valore primario e assoluto e rientrando nella competenza esclusiva dello Stato, costituisce un limite alla competenza regionale; considerato inoltre che: in tema di gestione dei rifiuti e impiego di nuove tecnologie, la Regione Marche è già destinataria di una sentenza della Corte costituzionale (n. 142, anno 2019) con la quale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge della Regione Marche 28 giugno 2018, n. 22 (Modifica alla legge regionale 12 ottobre 2009, n. 24, "Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati"); precedentemente, la Regione, con deliberazione amministrativa n. 128 del 14 aprile 2015, ha approvato il piano regionale di gestione dei rifiuti, pubblicato sul supplemento n. 4 del bollettino ufficiale del 30 aprile 2015, che contiene nella proposta pianificatoria anche l'appendice II "linee guida per la redazione dei piani d'ambito"; sin dal piano regionale, tra gli obiettivi da raggiungere rientrava quello riguardante la massimizzazione del recupero di materiale e la riduzione dello smaltimento in discarica; il lavoro di predisposizione del piano d'ambito si è concentrato sull'approfondimento di vari temi, fra i quali spicca la localizzazione dell'impianto di discarica a servizio del territorio in conseguenza dell'esaurimento della discarica di Cingoli previsto entro gli anni 2021-2022; i vari momenti di confronto avuti nel comitato di coordinamento (riunioni del 15 maggio e 12 settembre 2019 e del 14 gennaio 2020) e nelle assemblee del 24 settembre 2019, del 22 maggio e del 19 giugno 2020 hanno consentito di trattare talune problematiche relative soprattutto ai criteri di localizzazione del nuovo impianto con la considerazione degli innumerevoli vincoli cui esso dovrà sottostare, quali quelli relativi alla tutela dell'ambiente e della qualità del suolo e delle acque; valutato che: agli interroganti risulta che il Comune di Recanati ha deliberato la sua contrarietà alla realizzazione del progetto di discarica e con il supporto di un tavolo tecnico auspica l'elaborazione di vincoli specifici; contro la realizzazione della discarica è nato anche un comitato locale che ha lanciato una petizione on line con lo scopo di dare un'alternativa valida alla discarica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non intenda verificare, con il coinvolgimento degli organismi interessati, la conformità delle scelte adottate alle disposizioni in materia di tutela ambientale di cui decreto legislativo n. 152 del 2006. Atto n. 3-01950 MONTEVECCHI VANIN ANGRISANI CORRADO PAVANELLI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: da recenti notizie di stampa, tra cui l'articolo del "Corriere della Sera" del 23 settembre 2020 intitolato "Recanati, la lotta del fai contro la discarica", si apprende che, con delibera n. 9/2020 dell'assemblea territoriale d'ambito ATO 3 della Provincia di Macerata, venivano individuate, a seguito dell'adozione del piano regionale di gestione dei rifiuti della delibera del Consiglio provinciale n. 8 del 3 agosto 2017, le aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti; tra le aree idonee ad ospitare una discarica, sono stati individuati i territori della provincia di Macerata, i quali, tuttavia, sono paesaggi ad alta vocazione culturale, turistica e agricola, vincolati a livello ambientale e paesaggistico; in particolare, l'idoneità di un'area è stata individuata nei comuni di Recanati e Montefano, esattamente in una zona sotto il colle che ispirò Giacomo Leopardi e che rappresenta una fonte di bellezza, oltre ad essere nota meta turistica; considerato che: la disciplina normativa in tema di localizzazione degli impianti prevede all'articolo 195, comma 1, lettera p) , del decreto legislativo n. 152 del 2006, che tra le competenze statali vi è l'indicazione dei criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Si tratta quindi di un'indicazione in negativo, che comporta l'esclusione di una serie di aree da quelle potenziali sedi di impianti;