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Quello che si chiede è che un magistrato non può non essere indipendente. ( Applausi ). Di fronte a questi fatti, a questo punto noi ci chiediamo con quale serenità l' ex ministro Matteo Salvini, oggi senatore, possa affrontare il processo a suo carico a Catania. Con quale serenità di giudizio il senatore Salvini può affrontare questo? Noi ci appelliamo al Presidente della Repubblica - che è anche il Presidente del Consiglio superiore della magistratura - affinché intervenga, perché riguarda tutti. Concludo, Presidente, e la ringrazio per questi minuti in più che mi ha concesso considerato che il tema è importante. Me lo chiedo io, ma ce lo dovremmo chiedere tutti: come facciamo in questo clima e con queste condizioni a lavorare da uomini politici per il bene e per gli interessi dei nostri cittadini e del nostro Paese (Applausi) indipendentemente dalle nostre idee politiche e dalle proposte che avanziamo? La politica deve essere messa nelle condizioni di poter liberamente esercitare le proprie funzioni. ( Applausi ). BOLDRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, premetto che il valore delle date è molto importante e non solo per il giorno esatto, per questa ragione intervengo oggi. Nella giornata di ieri non potevamo dimenticare un evento drammatico che ha sconvolto il territorio dell'Emilia-Romagna, e che non può essere dimenticato nemmeno durante l'emergenza Covid-19: il terremoto del 2012. Era il 20 maggio, ma poi seguì un'altra scossa il 29 maggio, che interessò le Province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, colpendo 54 Comuni e i quattro capoluoghi, causando 28 morti e 300 feriti, con 45.000 sfollati e circa 13 miliardi di euro di danni. Da otto anni, i giorni del 20 e del 29 maggio per noi emiliani evocano un momento che non possiamo dimenticare, ma che dobbiamo e vogliamo ricordare innanzitutto in memoria delle vittime, degli sfollati e dei pesanti danni subiti dai territori delle Province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia che sono state colpite. Nonostante l'emergenza Covid-19 (che per analogia ci fa provare gli stessi stati d'animo, anche se con il sisma "tutti fuori", con il Covid "tutti dentro"), un evento inatteso per il quale ci si sente impreparati, abbia causato qualche rallentamento, oggi, dopo otto anni, possiamo dire che il processo di ricostruzione post -sisma è in via di completamento: 16.000 abitazioni, 5.400 attività economiche di nuovo agibili e il 95 per cento delle famiglie rientrate nelle loro case. Tutto questo grazie a leggi e procedimenti adottati per il territorio e alla sinergia tra governo regionale e statale, che hanno lavorato in stretto contatto per capire le esigenze. Dal 2012 a oggi sono stati concessi complessivamente contributi per 6,4 miliardi di euro, di cui 4,9 già spesi, liquidati ed erogati alle persone e alle imprese (1,5 miliardi di euro solo nell'ultimo anno). Nella ricostruzione pubblica tantissimi progetti sono stati recuperati e finanziati, avviati soprattutto nell'ultimo periodo quando è stata decisa la accelerazione sugli edifici pubblici. Si è iniziato a ricostruire - lo devo dire - con tanta sensibilità partendo dalle scuole (su cui credo dovremo adesso concentrare nuovamente l'attenzione). Voglio ricordare che nelle zone colpite dal sisma ha sede il più grande distretto biomedicale d'Europa. Proprio questo tessuto produttivo durante l'emergenza del coronavirus non ha mai fermato le produzioni e, in massima sicurezza sanitaria, ha saputo mettersi a disposizione, non solo dell'Emilia-Romagna ma di tutto il Paese. Ora, però, nella fase finale della ricostruzione post -sisma, dobbiamo agganciare l'inizio della ricostruzione post -Covid, che sta mettendo a dura prova l'occupazione, il tessuto produttivo, le famiglie, la coesione sociale. C'è bisogno di creare nuovi posti di lavoro, puntando sull'innovazione - lo abbiamo detto anche prima - avendo bene in mente la lezione che il Covid nella sua drammaticità ci ha insegnato. C'è bisogno di dare sostegno alle imprese e supporto alle famiglie. Gli emiliani, come tutti gli italiani, sono abituati alle sfide e a rimboccarsi le maniche nelle difficoltà. Questo è il momento di ripartire tutti in maniera coesa per riprogettare il Paese, per renderlo ancora più attrattivo e più forte. Da parte mia e del Partito Democratico ci sarà sempre il massimo impegno, questo lo dobbiamo fare per una nuova fase di rinascita e di rilancio per il nostro Paese. Solo così possiamo guardare con speranza e fiducia al futuro che ci aspetta. Lo dobbiamo soprattutto alle nuove generazioni. (Applausi). PAVANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel Comune di Nocera Umbra dal 2005 è presente un centro sanitario per anziani in sostituzione di quello reso inagibile dal terremoto del 1997. Tra il 2006 e il 2007 l'amministrazione comunale destina uno dei padiglioni all'accoglienza di persone anziane. Nel 2018 il Comune di Nocera Umbra, incorrendo in un disavanzo amministrativo di 814.000 euro, comunicava che il servizio di accoglienza sarebbe cessato poiché ritenuto una spesa non più sostenibile. Dopo varie consultazioni tra istituzioni interessate, Regione, Comune e ASL, si arrivò ad una soluzione transitoria, a partire da maggio 2018, che prevedeva da parte della ASL la concessione dell'immobile in comodato d'uso per pubblica utilità al Comune, il quale a sua volta, deliberata la destinazione dello stabile ad uso abitativo, lo concedeva quale residenza per anziani in cui veniva avviata un'esperienza di autogestione con soddisfazione di tutte le parti interessate. Nell'aprile 2019, in vista della scadenza annuale, gli anziani hanno chiesto una proroga, senza però ricevere risposta, in mancanza della quale il cohousing è nel frattempo proseguito, apportando consistenti migliorie all'immobile attraverso lavori finanziati totalmente dai residenti per oltre 30.000 euro. L'autogestione in cohousing nei due anni trascorsi è risultata molto efficace giacché gli anziani ospiti sono molto felici di vivere lì e fanno fronte a tutte le loro necessità di vita e assistenza sanitaria, utilizzando esclusivamente i soldi privati, senza alcun finanziamento pubblico, a tutto vantaggio dei bilanci molto spesso in sofferenza degli enti locali. Purtroppo, di recente la ASL ha inviato, in piena emergenza sanitaria da coronavirus una lettera raccomandata in cui si chiedeva la riconsegna immediata dell'immobile. Questo comporterebbe il trasferimento degli anziani in varie strutture residenziali, separandoli in ordine sparso nei Comuni limitrofi e provocando un forte trauma psico-fisico e stress emotivo dovuti all'abbandono di un posto ormai considerato come la propria casa, nonché l'addio alle relazioni, agli affetti e alle amicizie consolidati.