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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Giappone, dall'altra, fatto a Tokyo il 17 luglio 2018. Onorevoli Senatori . – 1. Contesto dell'Accordo L'Unione europea (UE) e il Giappone hanno una lunga tradizione di cooperazione politica, economica e settoriale; tale cooperazione è stata istituzionalizzata in un partenariato strategico basato su valori fondamentali condivisi, siglato dalle Parti nel 2001. Ciò nonostante, l'Accordo di partenariato strategico è il primo accordo quadro bilaterale tra l'UE e il Giappone; grazie a tale Accordo le Parti intendono rafforzare notevolmente il partenariato globale bilaterale, promuovendo la cooperazione politica e settoriale e le azioni congiunte su questioni di reciproco interesse, anche in relazione alle sfide regionali e mondiali. L'Accordo di partenariato strategico costituirà il fondamento giuridico per un miglioramento della cooperazione bilaterale e della cooperazione nelle organizzazioni e nei consessi internazionali e regionali. In particolare, tale Accordo contribuirà alla promozione dei valori e dei principi comuni, mantenendo un focus specifico su democrazia, Stato di diritto, diritti umani e libertà fondamentali. I negoziati per questo Accordo sono iniziati nell'aprile 2013 e si sono conclusi nell'aprile 2018. Tali negoziati sono stati condotti in consultazione con il Gruppo di lavoro « Asia/Pacifico » (COASI), designato quale comitato consultivo a cui partecipano gli Stati membri dell'UE; inoltre, il Parlamento europeo è stato tenuto regolarmente aggiornato tramite informative dettagliate in merito all'andamento dei negoziati con la controparte giapponese. 2. Iter procedurale di firma dell'Accordo Il 29 novembre 2012 il Consiglio ha adottato una decisione per autorizzare la Commissione europea e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a negoziare un accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Giappone, dall'altra. I negoziati, iniziati nell'aprile 2013, si sono conclusi nell'aprile 2018. In aggiunta al testo finale dell'Accordo, il 27 aprile 2018 la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, e all'applicazione provvisoria dell'Accordo di partenariato tra l'Unione europea (e i suoi Stati membri) e il Giappone, Tale proposta di decisione è stata adottata dal Consiglio lo scorso 15 giugno 2018. In considerazione della natura mista dell'Accordo, al fine di consentirne la firma da parte dell'UE in occasione del Summit UE-Giappone, si è resa necessaria una cerimonia di pre-firma dell'Accordo da parte degli Stati membri dell'UE, avvenuta in occasione del COREPER dello scorso 4 luglio 2018. A tal fine sono stati concessi i pieni poteri a favore del Rappresentante permanente presso l'UE, ambasciatore Maurizio Massari, che ha firmato a nome dell'Italia. L'Accordo è stato infine firmato dalle Parti in occasione del 25° Summit bilaterale fra UE e Giappone, svoltosi a Tokio il 17 luglio 2018. 3. Finalità dell'Accordo Gli obiettivi principali dell'Accordo sono il rafforzamento e l'intensificazione del dialogo su varie e numerose questioni bilaterali, regionali e multilaterali di comune interesse per le Parti. L'Accordo rafforza infatti la cooperazione politica, economica e settoriale in un'ampia gamma di settori strategici quali i cambiamenti climatici, la ricerca e l'innovazione, gli affari marittimi, l'istruzione, la cultura, la migrazione e la lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla criminalità informatica. L'Accordo ribadisce inoltre l'impegno delle Parti a salvaguardare la pace e la sicurezza internazionali attraverso la prevenzione della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l'adozione di misure volte a fronteggiare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro. Analogamente ad altri accordi conclusi dall'Unione europea con altri Stati terzi, l'Accordo comprende clausole politiche vincolanti basate su valori condivisi da entrambe le Parti. Le disposizioni stabilite nell'Accordo, in considerazione delle loro finalità e del loro contenuto, rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 37 del Trattato sull'Unione europea e dell'articolo 212 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'Accordo contempla l'istituzione di un Comitato misto (articolo 42) al fine di agevolare lo sviluppo delle relazioni bilaterali e coordinare il partenariato globale che si fonda su di esso. L'Accordo prevede la possibilità di sospendere la sua applicazione in caso di violazione di elementi essenziali, quali la clausola sui diritti umani (articolo 2, paragrafo 1) e la clausola in materia di non proliferazione (articolo 5, paragrafo 1). Le Parti prendono inoltre atto del fatto che, in tale evenienza, una Parte può adottare altre misure appropriate al di fuori del quadro dell'Accordo in conformità del diritto internazionale. 4. Esame delle disposizioni dell'Accordo L'Accordo di partenariato strategico si compone di cinquantuno articoli. L'articolo 1 stabilisce finalità e principi generali che regolano l'Accordo: rafforzamento del partenariato globale tra le Parti, intensificazione della cooperazione bilaterale e nelle organizzazioni e sedi internazionali e regionali; contribuzione a pace e stabilità internazionali ; promozione di valori e principi condivisi, in particolare democrazia, stato di diritto, diritti umani e libertà fondamentali. A tale fine, l'Accordo prevede che le Parti tengano riunioni a tutti i livelli ( leader , ministri e alti funzionari) e promuovano scambi più ampi tra i loro cittadini e parlamenti. L'articolo 2 prevede una cooperazione delle Parti per la difesa dei principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali nelle loro politiche interne ed internazionali, e la collaborazione per la promozione di detti valori e principi nei consessi internazionali. Nel quadro dell'articolo 3, le Parti si adoperano per promuovere la pace e la sicurezza a livello internazionale e regionale, promuovendo la risoluzione pacifica delle controversie. In ottemperanza a quanto sancito con l'articolo 4, le Parti agiscono congiuntamente sulle questioni di comune interesse connesse alla gestione delle crisi e alla costruzione della pace, collaborando nei consessi e nelle organizzazioni internazionali e sostenendo le iniziative nazionali dei Paesi che escono da situazioni di conflitto. In materia di armi di distruzione di massa, grazie all'articolo 5 le Parti garantiscono e promuovono il trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e dei relativi vettori, convenendo di cooperare per la prevenzione della loro proliferazione, garantendo il pieno rispetto e l'attuazione degli obblighi assunti nell'ambito di accordi internazionali sul disarmo e sulla non proliferazione.