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Il comma 7 dell'articolo 3 prevede che per il restante monte ore scolastico obbligatorio, contemporaneamente alla frequenza nella classe-ponte, gli alunni stranieri debbano condividere con la comunità scolastica (inserendoli provvisoriamente in gruppi classe coerenti all'età anagrafica degli stessi) momenti educativi e didattici consoni all'apprendimento della lingua italiana orale della socialità, quali le attività sportive, le attività ludiche, le attività espressive del disegno, del canto e della recitazione, dell'insegnamento della lingua inglese, dell'informatica e della religione cattolica. La partecipazione ad attività educative comuni comprende anche la frequenza alla mensa nelle scuole in cui essa è presente. Attraverso la lingua della socialità gli alunni stranieri potranno misurarsi con il mondo delle relazioni facilitando il nascere del senso di appartenenza alla comunità scolastica più in generale. Fondamentale questo passaggio al fine di offrire l'autentico senso dell'esperienza della classe-ponte: essere consapevoli che essa è un primo passaggio importante verso la garanzia di possedere pari opportunità rispetto alla capacità di affrontare tutto il percorso scolastico con maggior successo. Al comma 9 dell'articolo 3 si prevede che per ogni alunno straniero debbano essere valutate, da parte dell'insegnante titolare della classe-ponte le conoscenze acquisite della lingua italiana e la conoscenza-condivisione delle regole della convivenza civile. Come già anticipato tutte le operazioni quali la programmazione delle macro-unità di apprendimento, le prove di valutazione finale delle stesse ed i criteri della valutazione stessa non possono essere demandate al singolo insegnante, ma responsabilmente devono essere predisposte dall'autonomia scolastica (o dagli istituti in rete) al fine di garantire la massima oggettività della valutazione in uscita degli alunni stranieri oltre che il monitoraggio delle attività effettivamente svolte. Al termine del corso annuale presso la classe-ponte, a seguito di una valutazione finale positiva, l'istituto scolastico iscriverà gli studenti nella scuola e nel gruppo classe definitivi secondo i criteri stabiliti dall'articolo 45 del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999. L'articolo 4 chiede alle istituzioni scolastiche di favorire l'organizzazione e l'attuazione di piani di studio personalizzati almeno per i due anni scolastici successivi all'inserimento nel gruppo classe definitivo. L'istituzione scolastica avrà responsabilmente cura di predisporre progetti di compito che prevedano il potenziamento della conoscenza e dell'uso della lingua italiana, delle conoscenze specifiche disciplinari e dell'insegnamento di un metodo di studio. Tutto ciò sarà possibile utilizzando le risorse organiche e finanziarie in dotazione agli istituti stessi e organizzando, in modo flessibile e mirato, sia il monte ore dedicato all'insegnamento delle attività alternative alla religione cattolica, sia quello riferibile ad attività opzionali o extra-curricolari. Questo secondo ed ultimo step, che durerà per due anni scolastici interi, permetterà agli alunni stranieri di potenziare l'uso e la conoscenza della lingua italiana, ma soprattutto di imparare le conoscenze specifiche delle singole discipline quali la storia, la geografia, le scienze, la matematica e la geometria. Tutto il monte ore curricolare obbligatorio dovrà essere frequentato all'interno del gruppo classe definitivo, fatto salvo ovviamente che per l'insegnamento della religione cattolica che è facoltativo per tutti gli alunni. Per quanto attiene alla destinazione delle risorse da impiegare nell'ambito dell'insegnamento linguistico-culturale nelle classi-ponte (articolo 5), una quota non inferiore al 30 per cento delle risorse annualmente assegnate agli interventi promossi a livello nazionale è assegnata nell'ambito della ripartizione delle risorse complessivamente disponibili per la formazione del personale della scuola, ivi comprese quelle eventualmente derivanti dalla legge 18 dicembre 1997, n. 440, recante disposizioni per l'istituzione del «fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi». L'articolo 6 prevede la determinazione delle dotazioni organiche aggiuntive, su base provinciale, effettuata dal dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, e organizzata in rete tra scuole limitrofe, coinvolgendo, ove fosse possibile, anche il personale EDA (Educazione degli adulti), che da anni opera nel settore dell'integrazione culturale e nella didattica di alfabetizzazione nell'«italiano lingua 2». L'articolo 7 indica alle istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado quali sono gli insegnamenti da garantire agli alunni stranieri fruitori della classe-ponte in merito all'educazione alla legalità ed alla cittadinanza. L'articolo 8 prevede che le classi-ponte siano istituite sul territorio provinciale, in relazione all'effettivo numero di alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana presenti sul territorio.. Art. 1. (Princìpi generali) 1. L'integrazione scolastica degli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana ha come obiettivo lo sviluppo delle loro potenzialità nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. Art. 2. (Accoglienza e alfabetizzazione degli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana) 1. Ai fini della realizzazione del diritto-dovere all'istruzione degli stranieri di cui all'articolo 38 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, garantito per almeno dieci anni ai sensi dell'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca dispone che le istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado istituiscano classi-ponte per gli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana, presso ciascuna istituzione ovvero in rete tra istituti, con priorità nei comuni a forte immigrazione, nel numero stabilito ai sensi dell'articolo 8 della presente legge. La finalità delle classi-ponte è quella di fornire un percorso intensivo di alfabetizzazione nella lingua e nella cultura italiane. 2. Le istituzioni scolastiche, in conformità a quanto previsto dal comma 1, attuano piani di studio personalizzati che prevedono: a) la dotazione aggiuntiva di insegnanti opportunamente formati nella didattica della lingua italiana come seconda lingua; b) il costante monitoraggio delle classi-ponte da parte degli organi collegiali, con cadenza quadrimestrale; c) il reperimento di strumenti, anche tecnologici, per attuare percorsi didattici personalizzati, in relazione alle diverse situazioni soggettive degli studenti; d) la promozione di percorsi di valorizzazione della cultura italiana; e) l'allestimento di un archivio di materiali didattici a disposizione degli insegnanti; f) la collaborazione tra la scuola, la famiglia dello studente immigrato e le istituzioni locali; g) l'educazione alla cittadinanza; h) l'educazione alla legalità. Art. 3. (Composizione e svolgimento delle attività della classe-ponte) 1.