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Con l'indagine campionaria sulla "Sicurezza dei cittadini", effettuata nel 2015-2016 su un campione di 50.350 individui di 14 anni e oltre, è stato analizzato il fenomeno delle molestie a sfondo sessuale (subite anche dagli uomini) e dei ricatti sessuali sul lavoro subiti dalle donne nel corso della propria vita e nei tre anni precedenti l'intervista. I dati raccolti, pubblicati dall'Istat nel Report di febbraio 2018 Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro - Anni 2015-2016 , mostrano che sono 8 milioni 816mila (il 43,6%) le donne dai 14 ai 65 anni che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di molestia sessuale. Sono un milione 404 mila le donne tra 15 e 65 anni che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche sul luogo di lavoro, o da parte di un collega o di un datore di lavoro, o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Rappresentano 1'8,9% delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Si stimano poi 1 milione 173mila donne (7,5%) che nel corso della loro vita lavorativa sono state sottoposte a qualche tipo di ricatto sessuale per ottenere un lavoro o per mantenerlo o per ottenere progressioni nella loro carriera. Questi ricatti hanno riguardato in misura più incisiva le donne laureate (8,5%) e le donne dai 35 ai 44 anni e dai 45 ai 54 anni (rispettivamente 8,6% e 8,9%). Negli ultimi tre anni le vittime sono 167 mila, pari all'1,1% delle donne che lavorano o hanno lavorato in passato, con una prevalenza maggiore fra le donne più giovani, fra i 15 e i 24 anni (2,7%) e fra i 25 e i 34 anni (2,1), e con scarse differenze per titolo di studio. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) segnala che, sullo stampato del disegno di legge n. 1762, tra i firmatari del provvedimento, sottoscritto da tutti i componenti della Commissione d'inchiesta sul femminicidio, è erroneamente riportato il nome del senatore Giuseppe Pisani in luogo del senatore Pietro Pisani, esponente del Gruppo della Lega e, appunto, membro della Commissione. La senatrice VALENTE ( PD ), in qualità di presidente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio e prima firmataria del disegno di legge in esame, ringrazia il Presidente e la Commissione affari costituzionali per la sollecita calendarizzazione del provvedimento. A suo avviso, per accelerarne ulteriormente l'esame, si potrebbe valutare il passaggio in sede deliberante. Sottolinea che l'obiettivo principale del provvedimento è stabilire una cadenza periodica e costante di rilevazione dei dati e dell'analisi statistica sulla violenza di genere. A tal fine, occorre che sia precisata la relazione che intercorre tra vittima e carnefice, importante per inquadrare il delitto nell'ambito della violenza domestica. È pertanto necessario che tutti i soggetti che a vario titolo concorrono alla implementazione delle banche dati - ASL, pronto soccorso, Ministero dell'interno, procure, tribunali e centri antiviolenza - forniscano informazioni dettagliate, anche attraverso un elenco di quesiti specifici predefiniti. Ricorda, a tale proposito, che la carenza di queste informazioni, rispetto alle previsioni della Convenzione di Istanbul e di altre istituzioni europee, era stata evidenziata anche nella relazione conclusiva della Commissione d'inchiesta della scorsa legislatura. Il PRESIDENTE osserva che la richiesta di riassegnazione del provvedimento in sede deliberante potrebbe comportare un allungamento dei tempi. Sarebbe preferibile, quindi, proseguire in sede redigente fissando termini stringenti per la conclusione della discussione. La senatrice VALENTE ( PD ), nel concordare con le considerazioni del Presidente, esprime l'auspicio che l' iter sia completato entro il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Il PRESIDENTE propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti per le ore 12 di giovedì 1° ottobre. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1925 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo con le seguenti osservazioni: - all'articolo 41: · in considerazione delle novelle introdotte ai commi 1 e 2 dell'articolo 111 del decreto-legge n. 34 del 2020, si valuti l'opportunità di riformulare la rubrica dell'articolo nonché quella dell'articolo novellato, considerato che entrambe fanno ancora riferimento alla finalità iniziale dell'esercizio delle funzioni delle regioni e delle province autonome e non alla nuova finalità dell'intervento, ora rappresentata dal ristoro della perdita di gettito patita dalle regioni e dalle province autonome connessa all'emergenza epidemiologica; · con riferimento alla previsione che venga determinato da ciascuna autonomia speciale, nel 2022, l'importo delle effettive minori entrate delle spettanze quantificate per l'esercizio 2020, si valuti la possibilità di stabilire un termine preciso entro cui debba essere calcolato l'importo delle effettive minori entrate; · alla lettera c) , capoverso 2- novies , appare opportuno precisare con quale strumento normativo sarà disposto il riparto fra le regioni degli importi ivi previsti; - all'articolo 53: · al comma 2, alla luce della giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 129 del 2016), si valuti la maggiore idoneità dello strumento dell'accordo in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali, in luogo del mero parere, nell'ambito del procedimento di emanazione del decreto ministeriale volto a stabilire criteri e modalità di riparto del fondo a sostegno degli enti in deficit strutturale; · al comma 3, si invita a valutare l'opportunità di integrare la disciplina del fondo di rotazione con l'indicazione degli atti con i quali debbano essere definiti i criteri per il riparto delle risorse aggiuntive e si debba procedere alla loro erogazione; - all'articolo 55, al comma 1, occorre prevedere quale organo sia competente a deliberare sulla richiesta di anticipazione di liquidità per le province e le città metropolitane, dal momento che la Giunta non figura più nel loro assetto organizzativo, a seguito della legge n. 56 del 2014.