[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4 del d.l. 24 settembre 1996, n. 497 (Disposizioni urgenti per il risanamento, la ristrutturazione e la privatizzazione del Banco di Napoli) convertito, con modificazioni, in legge 19 novembre 1996, n. 588, promosso con ordinanza emessa il 20 aprile 1999 nel procedimento civile vertente tra Salemme Edda ed altri e l'Isveimer S.p.a. in liquidazione ed altri, iscritta al n. 407 del registro ordinanze 1999 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 34, 1a serie speciale, dell'anno 1999. Visti gli atti di costituzione di Carlomagno Maria Antonietta ed altri e dell'Isveimer S.p.a. nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 16 gennaio 2001 il Presidente relatore Cesare Ruperto; Uditi l'avv.to Paolo De Caterini per Carlomagno Maria Antonietta ed altri, Paolo Boer, Roberto Pessi e Paolo Tesauro per l'Isveimer S.p.a. e l'avvocato dello Stato Giuseppe Stipo per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che nel corso di un procedimento civile - promosso da numerosi iscritti al fondo di previdenza per il personale Isveimer per ottenere, fra l'altro, l'accertamento dell'incapienza della somma destinata in bilancio agli obblighi gravanti sul fondo medesimo, e di conseguenza la declaratoria del loro diritto all'accantonamento presso il fondo della maggior somma richiesta - il pretore di Napoli, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato, con ordinanza emessa il 20 aprile 1999, questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 del decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497 (Disposizioni urgenti per il risanamento, la ristrutturazione e la privatizzazione del Banco di Napoli) convertito, con modificazioni, in legge 19 novembre 1996, n. 588; che, secondo il rimettente, la norma denunciata - ai sensi della quale "I fondi di previdenza aziendali delle società del gruppo Banco di Napoli in liquidazione sono liquidati secondo piani approvati dalla Banca d'Italia. L'esecuzione dei piani determina l'estinzione delle obbligazioni delle società nei confronti degli iscritti ai fondi. La liquidazione non può comportare una spesa superiore alle riserve matematiche indicate nei bilanci attuariali, utilizzati per la redazione dei bilanci societari al 31 dicembre 1995, maggiorate di un importo non superiore al 25" - si pone in contrasto con gli artt. 1, 3, 36 e 38 della Costituzione; che in termini di rilevanza della questione - poiché la norma denunciata fa espresso riferimento ai fondi di previdenza aziendali delle società del gruppo Banco di Napoli in liquidazione (quale appunto l'Isveimer S.p.a.) - il rimettente ritiene che la norma stessa non può non essere applicata nel giudizio a quo, giacché la liquidazione di tale società ha implicato anche la liquidazione del relativo fondo di previdenza, al quale (relativamente agli anni 1995 e 1996) i ricorrenti assumono non esser stati assicurati ed accantonati gli importi annui determinati secondo i differenti criteri disposti dall'art. 13 del regolamento del fondo medesimo, approvato il 27 novembre 1995 (la cui applicazione al posto della norma denunciata è invocata dai ricorrenti); che, con riguardo alla non manifesta infondatezza della questione, il rimettente - rilevato che la disposizione si riferisce, di fatto, esclusivamente al fondo di previdenza Isveimer - sottolinea anzitutto come la natura di "legge provvedimento" assunta dalla normativa in esame (adottata allo scopo di porre rimedio al grave disavanzo economico del fondo) comporti necessariamente che la disposizione medesima (incidente anche sull'affidamento sorto nei destinatari della precedente normativa) debba essere sottoposta ad uno scrutinio rigoroso di legittimità costituzionale, stante il pericolo di disparità di trattamento insito in previsioni di tipo particolare o derogatorio; che - secondo il rimettente - in questa prospettiva, mentre gli artt. 1 e 3 della legge n. 588 del 1996 assicurano l'integrale soddisfacimento di tutte le posizioni creditorie esistenti nei confronti dell'Isveimer (essendo stato previsto un apposito impegno del Banco di Napoli di erogare, attraverso finanziamenti del Ministero del tesoro e della Banca d'Italia, tutte le somme occorrenti per onorare i crediti alle relative scadenze), solo per i pensionati Isveimer è previsto, dal denunciato art. 4, un limite massimo di erogazione, pari appunto alle riserve matematiche indicate nei bilanci tecnici attuariali, utilizzati per la redazione dei bilanci societari al 31 dicembre 1995, maggiorate di un importo non superiore al 25; laddove, inoltre, anche il riferimento a tali bilanci tecnici sarebbe di per sé irragionevole, poiché basato su dati non attendibili, che non potevano tener conto dei mutamenti e degli oneri economici derivanti dalla cessazione dell'attività e dell'anticipato pensionamento di tutti i dipendenti; che, conseguentemente, a giudizio del pretore di Napoli, oltre a violare il principio di ragionevolezza, la norma denunciata lede la par condicio creditorum, assegnando un trattamento deteriore proprio ai crediti previdenziali, che viceversa, nel nostro ordinamento, in ossequio al dettato costituzionale, sono considerati crediti privilegiati (ex art. 2751-bis numero 1, cod. civ.); che è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per la declaratoria di inammissibilità o, comunque, di manifesta infondatezza della sollevata questione; che si è costituita l'Isveimer S.p.a. , la quale ha chiesto preliminarmente la restituzione degli atti al giudice rimettente, affinché compia una nuova verifica e motivazione della rilevanza della sollevata questione, mentre nel merito ha concluso per la declaratoria di manifesta infondatezza; che si sono altresì costituiti alcuni dei ricorrenti nel giudizio a quo, concludendo viceversa per l'accoglimento della questione. Considerato, preliminarmente, che nel contesto dell'ordinanza di rimessione risulta congruamente motivata l'affermazione, secondo cui nel giudizio a quo - promosso dai ricorrenti allo scopo di ottenere la determinazione di maggiori accantonamenti presso il fondo di previdenza per il personale Isveimer, sulla base dei differenti criteri disposti dalla previgente disciplina convenzionale portata dall'art. 13 del regolamento del fondo, approvato il 27 novembre 1995 - deve trovare applicazione la norma denunciata; sicché va disattesa la richiesta della parte costituita Isveimer S.p.a. di "restituzione degli atti al rimettente"; che, inoltre, il rimettente ricollega alla propria affermazione circa la non attendibilità dei dati emergenti dai bilanci societari l'accertamento dell'incapienza della somma destinata al soddisfacimento delle aspettative pensionistiche delle parti, così non implausibilmente motivando sulla rilevanza;