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Per me la proprietà oggi è quella e vorrei che il Governo se ne occupasse, pronto ad arginare qualunque emergenza sanitaria, ma prontissimo a rimuovere tutti gli ostacoli che ci separano da un rilancio economico complessivo. (Applausi). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, ho ascoltato attentamente il dibattito e credo che tutti, con onestà intellettuale, possiamo riconoscere un primo punto su cui ritrovarci: ciò che è accaduto nei mesi che ci stanno alle spalle era inedito, nessuno era «imparato», e non c'è dubbio che le azioni messe in atto dal Governo e dalle Regioni abbiano dimostrato un'efficacia, almeno per limitare, governare e convivere, come abbiamo avuto modo di dire tante volte in quest'Aula, con un virus tanto terribile e, allo stesso tempo, sconosciuto. Possiamo farlo e possiamo dare questo giudizio non perché dobbiamo sottovalutare i limiti e i problemi veri che abbiamo incontrato in questi mesi, ma perché, se guardiamo al panorama mondiale, è evidente che l'Italia, primo Paese in Occidente ad aver dovuto fare i conti con il coronavirus, abbia retto in modo diverso e sostanzialmente migliore rispetto ad altri Paesi, e non solo a Paesi arretrati ma anche avanzati (penso ad esempio agli Stati Uniti). La cosa ci dovrebbe consentire - non è adesso il momento - di fare una riflessione più complessiva sui modelli sanitari e sulle loro dinamiche. Ma non voglio parlare di questo. Quello che abbiamo conseguito è un risultato del Governo? No, non solo del Governo, ed ha fatto bene il ministro Speranza a sottolinearlo: è un risultato del Paese e di tutti gli operatori sanitari che non ci stancheremo mai di ringraziare. Magari adesso non continuiamo nella retorica, per me abbastanza stucchevole, degli eroi e magari pensiamo strategicamente a riconoscere loro, contrattualmente, ciò che è giusto riconoscere. È merito delle istituzioni locali ed è merito degli italiani. Noi qui - dico «noi» perché non voglio fare assolutamente polemiche - abbiamo ascoltato a più riprese andamenti molto ondivaghi rispetto al tema del coronavirus. Gli italiani hanno compreso le scelte fatte in relazione al tema, assolutamente in primis , della salute; le hanno capite ed io penso anche apprezzate. Ora, colleghi, dire questo, che mi sembra un ragionamento di onestà intellettuale, significa sottovalutare i problemi e i drammi che dal punto di vista economico e sociale stiamo vivendo e vivremo nei prossimi mesi? Assolutamente no. Non credo che qui abbiamo bisogno di fare la gara tra chi è più preoccupato della situazione economica e sociale; ne siamo tutti convinti e stiamo e dobbiamo cercare di fare di più e meglio. L'unica cosa che non possiamo fare è contrapporre questo ragionamento al tema della gestione della sicurezza sanitaria, anche perché abbiamo visto come in altri Paesi queste scelte hanno prodotto risultati - ahinoi - non certamente positivi. Dunque, noi oggi ci esprimiamo su una proposta che ci avanza il Governo e cioè un aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri fino al 31 luglio. Dobbiamo confermare il distanziamento. Io sono d'accordissimo e l'ho proposto anche in un precedente dibattito: non il distanziamento sociale, ma il distanziamento fisico. Dobbiamo continuare tutti, per il bene di questo Paese, a tenere fermi quei punti di riferimento che riguardano la sicurezza. Condivido - e lo dico senza incertezze, anche ai colleghi dell'opposizione - che bisogna fare la massima attenzione e avere la massima garanzia, attraverso interventi certi sul tema degli sbarchi. Questo deve valere per i Paesi extra-Schengen e, tanto più, per le situazioni di emergenza come quella appunto degli sbarchi. Non c'è ragione, da questo punto di vista, di dividerci tra noi, perché questa è la scelta giusta che dobbiamo fare. Oggi poi si è aperta un'altra discussione, che non è oggetto di questo dibattito e che attiene al tema dell'eventuale proroga dello stato di emergenza. Io mi permetto, signor Ministro, di esprimere un mio parere personale. Non mi capita spesso di essere d'accordo e di citare il senatore Faraone, tuttavia un po' meno comunicazione su questo punto, prima di aver deciso, preso un orientamento e coinvolto il Parlamento, sarebbe ed è una cosa utile. Infatti di "annuncite" dobbiamo riuscire a fare a meno in questo Paese. Secondo me questo è molto importante. Però, colleghi, la risposta che ha dato il Ministro è una risposta seria: verrà il Presidente del Consiglio e discuteremo nel merito, anche del tipo di provvedimento. Io dico che ci sono le condizioni per ragionare sul tipo di provvedimento. Ma l'idea che un'eventuale proroga dello stato di emergenza sarebbe legata a un tema di tutela del Governo francamente è un'ipotesi che non fa onore all'intelligenza di chi propone questo ragionamento. In verità noi dobbiamo avere un attenzione perfino culturale. Il Paese ha reagito bene e dobbiamo evitare che passi l'idea che il problema è risolto; dobbiamo invece trovare quelle articolazioni e quegli equilibri per evitare che il Paese "pendolarmente" discuta di chiusure e di lockdown totale o di liberi tutti. Ci sono altre strade normative e perfino altri percorsi parlamentari, magari sulla base di un impegno sui tempi da parte di tutte le forze politiche che stanno in Parlamento (Camera e Senato), per vedere se si riesce a trovare l'equilibrio giusto a garanzia delle due necessità che abbiamo di fronte. Ho finito il tempo, per cui non mi soffermo sul sistema sanitario, su cui peraltro il mio pensiero è noto. Riforma, riorganizzazione, rilancio; i valori dell'universalità. Ma riorganizzazione, ridefinizione e rivalutazione anche del modo in cui possiamo gestire, da qui a dieci anni, l'evoluzione tecnologica e scientifica che attraversa la sanità. Voglio solo ancora una volta sottolineare un punto: la scuola. Signor Ministro, lei lo ha posto giustamente come un punto centrale ed io lo voglio dire in termini molto chiari: dobbiamo riaprire le scuole in sicurezza e non pensare a scorciatoie che non possono reggere. Scuole in presenza. Il Governo deve mettere a disposizione ulteriori provvedimenti straordinari per l'assunzione di insegnanti e per strutture e aule dove sia possibile fare formazione scolastica in presenza; tutto il resto è solo confusione e, come ho già avuto modo di dire, gli italiani su questo punto non ci perdonerebbero. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per l'intervento odierno. Ci ritroviamo ancora a seguire l'evoluzione della pandemia nel nostro Paese e anche a ripetere parole che sono la dimostrazione del fatto che non siamo usciti da questa situazione, non siamo usciti dalla pandemia, siamo ancora in una condizione che ci obbliga a tenere alta l'attenzione nei confronti del virus. Oggi però siamo anche alla vigilia dell'approvazione definitiva del decreto-legge rilancio; sono quindi passati sessanta giorni da quando è stato approvato dal Governo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale .