[resaula]

A tal riguardo, ringrazio i due relatori, i colleghi Errani e Manca, ai quali riconosco gli sforzi di mediazione tra Governo e opposizioni, tra maggioranza e minoranza, però adesso bisogna guardarsi negli occhi e dirsela tutta: non è questo il modo di procedere. C'era stata assicurata la trattazione di alcuni argomenti importanti con il recepimento di nostri emendamenti in pacchetti condivisi. Per l'analisi di questi pacchetti ci sarebbe stato riconosciuto un tempo congruo per poterli esaminare e, invece, a parte quattro pacchetti arrivati la sera prima della fatidica nottata, tutto è arrivato a inizio seduta, se non durante la seduta nelle ore notturne. A parte la difficoltà nel leggere e comprendere centinaia di nuovi emendamenti, colleghi, spiegatemi perché bisogna ridursi sempre alla notte. Questo non lo capisco. (Applausi). Un detto suggerito da un amico - è un detto di saggezza popolare - recita: il lavoro fatto di notte si vede di giorno. Non è una bella cosa. Infatti, il lavoro è pasticciato, confusionario e gestito con grande difficoltà dagli uffici, costretti a uno sforzo senza senso. Rivolgo un ringraziamento particolare anche a loro. Infatti, nel resoconto leggo che: «Gli emendamenti segnalati non espressamente posti in votazione, né espressamente ritirati o trasformati in ordini del giorno, sono stati considerati (...) tecnicamente respinti, se presentati da Gruppi di minoranza». Secondo la opinione mia e del Gruppo cui appartengo in questa frase c'è un «tecnicamente» di troppo. Quegli emendamenti che erano segnalati sono stati valutati dal Governo e dalla maggioranza e sono stati respinti politicamente. (Applausi) . Quali proposte sono state respinte? Come ha giustamente detto il collega Bergesio, oggi il Piemonte è più che mai in ginocchio. Sappiate che nelle istruzioni dell'Agenzia delle entrate per il contributo a fondo perduto aprile su aprile è stato stilato un elenco indicativo e non esaustivo dei Comuni in stato di emergenza per eventi calamitosi. Ebbene, il Piemonte (con altre zone d'Italia) è stato dimenticato: si tratta, cioè, di un errore dell'Agenzia delle entrate. L'emendamento 13.06 avrebbe risolto la questione senza ulteriori oneri, ma è stato bocciato, salvo poi approvare l'emendamento 59.0.13, limitato ai Comuni montani e prevedendone erroneamente l'onerosità. Questo è ciò che è accaduto durante i lavori notturni. L'emendamento 77.1 doveva recepire almeno parte delle proposte della Lega sul turismo, invece si è ridotto a un credito di imposta per la locazione, esteso all'affitto d'azienda, quindi rivolto più che altro alle grandi strutture alberghiere (non commento su questo). Non è previsto nulla per i piccoli, nessuna visione d'insieme sulle strutture ricettive, che non sono soltanto grandi alberghi ma anche agriturismi bed and breakfast , campeggi, villaggi. Con l'emendamento 99.3 (testo 2) volevamo proporre la sospensione dell'invio di tutte le cartelle esattoriali, la cui partenza - come sapete - è prevista per metà ottobre; non è una pace fiscale ma si voleva bloccare questa partenza. Gli italiani hanno già tanti problemi, lasciamoli vivere, non tartassiamoli con cartelle da cui sovente ci si deve difendere. Anche questo emendamento è stato bocciato, quindi le cartelle partiranno. Rispetto ad alcune proposte abbiamo trasformato i nostri emendamenti in ordini del giorno, nella speranza che qualcosa venga recepito nella legge di bilancio, come ad esempio la proroga del bonus facciate, che non è coerente con la scadenza del bonus al 110 per cento. Occorre un po' di logica: non abbellisco prima la facciata e poi la distruggo per realizzare il cappotto; nel mondo reale funziona esattamente al contrario. Un'altra proposta era la seguente: se le aziende chiudono e i capannoni rimangono sfitti e vuoti, non valgono più niente e crollano a pezzi, vogliamo prevedere il bonus del 110 per cento anche per le bonifiche delle coperture in eternit ? Si tratta anche di sicurezza. Questa proposta era immaginata per i capannoni, ma anche per il settore dell'agricoltura; si trattava di un emendamento proposto dal collega Bergesio in particolare per quanto riguarda l'agricoltura. C'è poi tutta la visione della Lega sulla fiscalità: penso alla flat tax almeno per le attività appena avviate e alla mini-Ires, ma purtroppo la maggioranza è sorda a tutti questi concetti. Insomma, vogliamo far riprendere l'economia o volete soltanto riempirvi la bocca di rimbalzi che non ci saranno mai (queste sono le parole del ministro Gualtieri)? Colleghi, l'economia non si riavvia con l'implementazione dei centri per il recupero degli uomini autori di violenza e neanche dando 900.000 euro per la Casa internazionale delle donne di Roma per sanare un debito con Roma Capitale. È ora di smetterla di fare politica per accontentare questo o quel minimo interesse. Siamo in emergenza economica; cari colleghi, bisogna mettersi in testa che bisogna fare politica per l'Italia e per gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ci troviamo a trattare l'ennesimo decreto-legge contenente tante cose. Si tratta di un testo che include i provvedimenti più eterogenei: contenitori ricchi di contenuti che sono perlopiù promesse, titoli a impatto giornalistico, che prevedono miliardi, milioni mai visti che arriveranno e che saranno sicuramente la panacea di tutti i nostri problemi. Del resto, il nostro - o meglio, il vostro - Presidente del Consiglio è venuto anche in Umbria, nella terra di Francesco, e anche lui ha esordito con la sua "enciclica". Non so se lo abbiate ascoltato; ha trattato temi altamente esistenziali a discapito dei problemi di tutti i giorni della gente: «Riscopriamo il valore dell'essenziale, di ciò che è invisibile agli occhi ma decisivo per l'esistenza (...) Questa pandemia ci ha reso coscienti del valore della relazione (...) Abbiamo compreso di essere fratelli tutti (...) Stiamo elaborando un piano nazionale per un Paese rigenerato». Una bella sberla in faccia ai problemi veri degli italiani, ai problemi che tutti i giorni gli italiani incontrano, dai cassintegrati ai commercianti agli operatori delle mille attività economiche che stanno in ginocchio. Per non parlare dei terremotati dei crateri dell'Umbria, delle Marche, del Lazio, dell'Abruzzo, ai quali destinate in questo provvedimento 15 milioni di euro. Un problema che ci trasciniamo da anni ormai; una ricostruzione che non solo non è partita ma non è neanche all'orizzonte, non è neanche anticipata; ancora ci sono le macerie. Colleghi, se ognuno di noi si facesse un giro per le zone terremotate si renderebbe conto di quanto le parole di questo "avvocato del popolo", che adesso si atteggia a Pontefice, siano state una sberla in faccia agli umbri, ai terremotati, agli italiani. Colleghi, siccome mi occupo di sanità - sono membro della Commissione igiene e sanità e sapete che spesso intervengo in Aula su questo tema - voglio trattare del famoso provvedimento delle liste d'attesa.