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con l'atto di sindacato ispettivo 4-00115 del 29 maggio 2018, l'interrogante sottoponeva al Ministro in indirizzo la richiesta di sapere se fosse intenzione dell'Esecutivo favorire l'apertura di un Tavolo di concertazione sulla centrale elettrica di Rossano Calabro, che coinvolgesse tutti i soggetti interessati, al fine di arrivare a soluzioni il più possibile condivise, anche in merito ad un eventuale ripensamento della strategia di vendita del sito di Rossano; nel citato atto di sindacato ispettivo si chiedeva in particolare di: apprendere quali fossero le iniziative in corso e quali siano i costi e i tempi per la bonifica e lo smantellamento del sito, in ottemperanza a quanto stabilito dai conferenti provvedimenti del Ministero dello sviluppo economico, e quali fossero i tempi, in particolare, per lo smantellamento delle unità turbogas, qualora esse non fossero più risultate strategiche e di interesse nazionale; considerare l'obiettivo della riconversione della centrale di Rossano come l'elemento rigeneratore di una più vasta area industriale in profondo declino ed insieme una forte "componente" della strategia di sviluppo che sottende al processo di fusione tra i Comuni di Rossano e Corigliano; sottoscrivere un accordo di programma, anche alla luce delle opportunità offerte con il finanziamento delle zone economiche speciali, che utilizzi il pacchetto progettuale "Futur-E" come elemento di sintesi di proposte per la riconversione produttiva dell'intera area; considerato che: ad oggi non è pervenuta alcuna risposta al quesito posto; dalla sottoposizione del quesito ad oggi sono trascorsi circa due anni e risulta opportuno avere contezza dell'eventuale evoluzione della vicenda, si chiede di sapere, oltre a quanto già indicato nell'atto di sindacato ispettivo citato, se il Ministro in indirizzo possa fornire una puntuale rendicontazione su quanto fino ad ora prodotto e deliberato in merito alla vicenda descritta in premessa. Atto n. 4-03142 DI NICOLA Ai Ministri della salute e per la pubblica amministrazione Premesso che: non senza stupore e incredulità, si apprende dalla cronaca di questi giorni della incredibile vicenda amministrativa che ha coinvolto l'onorevole Guido Quintino Liris, attuale assessore della Regione Abruzzo al Bilancio, Aree interne del cratere, Programmazione Restart, Sport e impiantistica sportiva, oltre a numerose altre materie e competenze ad esso delegate; si apprende, da numerose e autorevoli fonti stampa, tra cui «La Notizia», a firma Maria Trozzi, e «Huffington Post » , a firma del vicedirettore Alessandro De Angelis, di quello che viene definito un «intreccio perverso» tra controllati e controllori alla Regione Abruzzo; si tratta, secondo quanto riportato, della richiesta rivolta dall'Assessore e poi recepita dalla ASL di cui è dipendente, di una «interruzione dell'aspettativa» concessa a suo tempo all'Assessore medesimo, e di contestuale reintegro nella struttura: richiesta immediatamente e tempestivamente accolta dal direttore della struttura, che lo avrebbe conseguentemente allocato all'interno dello staff della direzione della struttura medesima a decorrere dal primo di aprile; la clamorosa decisione, che di fatto ha determinato la configurazione di un illegittimo cumulo di incarichi e compensi, oltre ai pur evidenti profili legali di incompatibilità e inconferibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni, ai sensi del decreto legislativo n. 39 del 2013, ha suscitato forti reazioni sul piano dell'opportunità politica e morale, tanto da indurre l'Assessore stesso, nel tentativo grottesco di rimediare alla situazione, a dichiarare, solo successivamente, di voler rinunciare ad ogni corrispettivo di natura economica, e, dopo pochissimo tempo, il direttore generale a revocare il provvedimento di reintegro; si tratta evidentemente di una vicenda che, al di là degli aspetti legali, la cui valutazione andrà fatta nelle opportune sedi, pone problemi etici e morali, che danno l'immagine di una realtà in cui ancora è persistente un intreccio perverso tra politica e pubblica amministrazione, imponendo inevitabilmente la necessità di intervenire tempestivamente per fare chiarezza su comportamenti amministrativi apparentemente diretti al fine esclusivo di trarre vantaggio materiale da una situazione generale di grande difficoltà, in cui il pretesto di una presunta forma di solidarietà e spirito di servizio diviene invece occasione di profitto personale, si chiede di sapere se i Ministri siano al corrente della vicenda e se, alla luce di questi fatti, non ritengano necessario ed urgente, anche al fine di prevenire il ripetersi di situazioni di questo tipo, avviare delle indagini ministeriali volte ad acquisire gli atti relativi a quanto illustrato in premessa, valutarne la regolarità ed eventualmente disporne l'annullamento e trasmettere tutto alla Magistratura per gli opportuni rilievi. Atto n. 4-03143 LANNUTTI LOMUTI PELLEGRINI Marco Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: a Poste Italiane SpA, principale operatore in Italia del servizio postale, è affidato il servizio universale fino al 30 aprile 2026. Poste Italiane è soggetta a verifiche quinquennali sul livello di efficienza nella fornitura del servizio, anche in base al più recente contratto di programma 2015-2019, sottoscritto con il Ministero dello sviluppo economico. In forza di tale contratto, l'azienda riceve un sostanzioso contributo pubblico, che ammonta annualmente a 262,4 milioni di euro fino al 2019, ma che in virtù di diverse integrazioni ha raggiunto in alcuni anni anche la cifra di 400 milioni di euro; Poste Italiane ha la più grande rete di raccolta postale della corrispondenza e di punti di accesso aperti al pubblico sul territorio nazionale, con oltre 12.824 uffici postali, circa 5.700 cosiddetti "Punto poste" (in prevalenza tabaccherie, che svolgono funzioni analoghe agli uffici postali) e 4.500 altri soggetti (piccoli negozi spesso con il titolo di operatore postale) che hanno un contratto di "Affrancaposta per conto terzi" (grazie al quale raccolgono la corrispondenza dagli utenti per conto di Poste Italiane, la affrancano, per poi portarla nel punto più vicino di accesso alla rete Poste Italiane, generalmente un ufficio postale). Pertanto la rete di raccolta della corrispondenza di Poste Italiane si compone attualmente di circa 23.000 punti diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale; questa enorme e capillare quantità di punti di raccolta può essere a buon ragione considerata dominante rispetto all'organizzazione degli altri operatori postali, impossibilitati, anche a causa dalle attuali condizioni del mercato, a poter replicare non solo la diffusione della rete di recapito, ma anche la raccolta della corrispondenza di Poste Italiane. Poste Italiane ha, infatti, strutturato il servizio universale, cui è obbligata, in maniera sovradimensionata, in quanto mira, probabilmente, a difendere una posizione di dominio nel mercato, non solo dei servizi postali, ma, in prospettiva, anche di altri servizi offerti nell'ambito bancario e assicurativo;