[pronunce]

19. – In prossimità dell'udienza pubblica la Regione Umbria ha depositato una memoria con la quale insiste nelle conclusioni già rassegnate nel ricorso, affermando che l'evoluzione normativa successiva all'entrata in vigore del d.lgs. n. 152 del 2006 (d.lgs. n. 284 del 2006, decreto-legge n. 208 del 2008) ha solo prorogato transitoriamente le precedenti Autorità, ma non ha cambiato le «norme sostanziali», onde restano ferme le censure di incostituzionalità formulate nel ricorso. 20. – La Regione Liguria ha promosso, con ricorso notificato il 13 giugno 2006 e depositato il successivo 16 giugno (reg. ric. n. 74 del 2006) , questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 58, 59, 63, 64, 65, 67, 69, 116 e 117 del d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento agli artt. 76, 117 e 118 Cost. ed al principio di leale collaborazione. 20.1. – In relazione agli artt. 58, 59, 63 e 64, la ricorrente prospetta le medesime questioni di legittimità costituzionale proposte dalle Regioni Emilia-Romagna e Umbria, con i ricorsi numeri 56, 72 e 73 del 2006. 20.2. – La ricorrente impugna, inoltre, gli artt. 65, 67, 69, 116 e 117, per violazione dell'art. 76 Cost. e della normativa comunitaria. Le norme censurate prevedono, rispettivamente, il piano di bacino distrettuale, i piani stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico, i programmi di misure, che a loro volta integrano i piani di tutela di cui all'art. 121, ed i piani di gestione. Secondo la difesa regionale, i diversi piani di tutela «così intrecciati e parzialmente sovrapposti», violano l'art. 1, comma 8, lettera g), della legge n. 308 del 2004, che individua quale criterio direttivo quello di prevedere misure che assicurino la tempestività e l'efficacia dei piani e dei programmi di tutela ambientale, e l'art. 1, comma 9, lettera c), della medesima legge, che stabilisce il criterio del superamento della sovrapposizione tra i diversi piani settoriali di rilievo ambientale. Inoltre, quanto ai piani di gestione dei bacini idrografici, la ricorrente lamenta l'incompleta attuazione dell'art. 14 della direttiva 2000/60/CE, concernente l'obbligatoria fase di informazione e consultazione pubblica. Per queste ragioni risulterebbe violato il principio di delega relativo alla piena attuazione delle direttive comunitarie. 21. – In prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Liguria ha depositato una memoria nella quale insiste nelle proprie conclusioni, sostenendo che la normativa successiva all'entrata in vigore del d.lgs. n. 152 del 2006 ha solo prorogato transitoriamente le precedenti Autorità, senza mutare le «norme sostanziali». 22. – La Regione Abruzzo ha promosso, con ricorso notificato il 12 giugno 2006 e depositato il successivo 17 giugno (reg. ric. n. 75 del 2006) , questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento agli artt. 76, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione. La ricorrente prospetta le medesime questioni di legittimità costituzionale proposte dalla Regione Emilia-Romagna con il ricorso n. 56 del 2006, chiedendo anche la sospensione dell'efficacia degli artt. 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, in quanto la previsione della soppressione automatica delle Autorità di bacino prima del completamento della fase transitoria, determinerebbe il rischio di un irreparabile pregiudizio all'interesse pubblico, derivante dall'inevitabile apertura di un periodo di grave incertezza in ordine alla gestione dei bacini idrografici. 23. – La Regione Puglia ha promosso, con ricorso notificato il 13 giugno 2006 e depositato il successivo 20 giugno (reg. ric. n. 76 del 2006) , questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 58, 59, 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento agli artt. 76, 117 e 118 della Costituzione. 23.1. – Ad avviso della ricorrente, l'art. 58, comma 3, lettere a) e b), determina un'illegittima concentrazione di funzioni in capo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ed una marcata riduzione del ruolo delle Regioni, in un ambito materiale riconducibile al «governo del territorio», che l'art. 117, terzo comma, Cost., affida alla potestà legislativa concorrente. Quanto all'art. 59, la Regione Puglia lamenta lo scarso rilievo delle attribuzioni delle Regioni, le quali possono limitarsi solo a pareri, proposte ed osservazioni, da formularsi esclusivamente in sede di Conferenza Stato-Regioni. Per queste ragioni la ricorrente sostiene che gli artt. 58, comma 3, lettere a) e b), e 59 vìolino l'art. 76 Cost., per contrasto con i princìpi generali della legge di delega, e gli artt. 117, terzo comma, e 118 Cost., a causa della preponderanza dei poteri riconosciuti al Ministero dell'ambiente. 23.2. – Sono inoltre censurati gli artt. 63, comma 3, e 64, per violazione degli artt. 76, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione. La Regione Puglia sottolinea come la soppressione delle preesistenti Autorità di bacino, prima che siano istituite le nuove, rappresenti una fonte di grave rischio per gli interessi pubblici ambientali. Inoltre, illegittimamente il comma 2 dell'art. 63 prevede che sia sentita la Conferenza Stato-Regioni per determinare i soli criteri per l'attribuzione o il trasferimento del personale e delle risorse patrimoniali e finanziarie, ma non anche per definire quelli relativi alla nomina degli organi delle Autorità di bacino. Quanto all'art. 64, la difesa regionale ritiene che la nuova suddivisione dei distretti idrografici sia disomogenea ed arbitraria, perché stabilita senza il contributo delle Regioni. La Regione Puglia ricorda infine il tredicesimo considerando della direttiva 2000/60/CE, secondo cui «Le decisioni dovrebbero essere adottate al livello più vicino possibile ai luoghi di utilizzo effettivo o di degrado delle acque». 23.3. – Da ultimo, la Regione Puglia chiede che sia disposta la sospensione dell'efficacia degli artt. 58, 59, 63, 64 e 121, comma 2, del d.lgs. n. 152 del 2006, in considerazione del rischio di un pregiudizio irreparabile all'interesse pubblico o di un pregiudizio grave ed irreparabile per i diritti della popolazione regionale, derivante in particolare: dalla previsione della soppressione delle Autorità di Bacino di cui alla legge n. 183 del 1989, prima dell'istituzione delle nuove Autorità;