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Vedete, non è sufficiente dare la delega delle politiche sulla disabilità a un Ministero senza portafoglio. C'è ancora molto da fare e molto da capire per migliorare la vita di chi soffre di questi disturbi e per migliorare la vita delle loro famiglie. Per questo è di fondamentale importanza garantire loro la continuità del progetto di cura. Siamo consapevoli della complessità del fenomeno e delle sue ricadute di ordine sociale, per questo vogliamo lavorare per garantire anche ai giovani adulti che hanno ricevuto durante l'infanzia la diagnosi di disturbo dello spettro autistico di poter svolgere una vita il più possibile autonoma, affinché non incorrano in forme di esclusione sociale che inevitabilmente conducono all'isolamento e alla discriminazione. Serve maggiore consapevolezza del problema, abbattere le barriere mentali e lavorare per una maggiore integrazione sociale di queste persone. Gli adulti che soffrono di questi disturbi, una volta che non ci sarà più la loro famiglia a occuparsene, non possono diventare fantasmi ed essere dimenticati. Non dobbiamo lasciarli soli, ma dobbiamo aiutarli a sviluppare le relazioni con gli altri e lavorare affinché ci siano maggiori aree dedicate e luoghi dove coltivare e sviluppare le grandi potenzialità nascoste di ogni persona con disturbi dello spettro autistico. L'inclusione non può limitarsi alla sola scuola, ma deve toccare anche gli altri contesti di vita, da quello ludico-ricreativo a quello sportivo, per una partecipazione che favorisca il diritto alla normalità. Detto questo, crediamo che almeno su queste tematiche l'Assemblea del Senato debba essere coesa e parlare con una sola voce, capace quindi di andare oltre le appartenenze politiche. Crediamo che sia fondamentale perseguire un obiettivo comune, per essere più forti e per dare delle risposte vere ed efficaci a chi da tempo le aspetta. Per questo abbiamo deciso di ritirare le nostre mozioni, per farle confluire in un documento unitario, un ordine del giorno che recepisce in parte le nostre istanze. Lo abbiamo fatto per buon senso, per non strumentalizzare politicamente né svilire un tema così delicato e perché l'ottimo è nemico del bene, mentre noi vogliamo il bene di questi ragazzi. Per dar seguito alle nostre istanze abbiamo quindi ritenuto importante unire le forze di tutti per far fronte comune. Ci auguriamo che il Governo e la maggioranza mostrino vera attenzione nei confronti dei nostri amici autistici e delle loro famiglie. Per tutte queste ragioni, Forza Italia ha ritirato le sue mozioni e voterà a favore dell'ordine del giorno unitario elaborato con la maggioranza e con le altre opposizioni. Noi ci siamo, le istituzioni sono presenti e attente al problema: è questo il messaggio che deve partire forte oggi da quest'Aula. (Applausi dai Gruppi FI-BP, L-SP-PSd'Az, PD e FdI) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, oggi è già stato detto tutto dai miei colleghi, io però vorrei esplorare con voi il complesso e per molti versi sconosciuto universo dei disturbi dello spettro autistico in maniera diversa, con l'ausilio di un racconto; un racconto scritto da un educatore e da un artista. Questo racconto parla di un cucciolo di lupo, che nasce in una notte di nebbia fitta, in cui non si distingue il confine tra la terra e il cielo. Come nella nebbia si perdono i contorni esatti delle cose, allo stesso modo la mancanza di conoscenza dell'autismo impedisce di "vedere" i bambini che ne sono affetti e spinge a relegarli in un angolo grigio, dove vengono sviliti da quella dolorosa etichetta che è la diversità. Il piccolo lupo di fatto è diverso dagli altri cuccioli, perché non sa ululare e dunque non si esprime attraverso il linguaggio tipico del branco; ha paura delle farfalle, cioè ha delle fobie atipiche per la sua specie; non guarda alla luna, ma non riesce a staccare gli occhi dalle ciliegie. La sua diversità diventa un motivo di esclusione dal branco perché non sarà mai un vero lupo. Solo la madre non abbandona il cucciolo; così restano soli, avvolti nella nebbia che ruba tutti i colori alle cose. È in quel mondo grigio purtroppo che si ritrovano spesso le famiglie con un figlio affetto da autismo. Provate ad immaginarvi come genitori che si stringono al proprio figlio nella nebbia. Provate ad immaginare il terrore che vi investe, mentre lo chiamate, senza ottenere risposta; provate a capire cosa si prova, di fronte a un bambino che vi guarda con lo sguardo assente, che non si appassiona ai giochi, che non familiarizza con gli altri bambini, che non reagisce ad alcun vostro tentativo di portarlo nel vostro mondo, questa "normalità" che all'improvviso diventa una maledizione, in netto contrasto con tutta questa "diversità". Senza nessun preavviso, senza possibilità di difesa, arriva la diagnosi: disturbo dello spettro autistico. Qualche genitore, raccontando della propria esperienza, ha paragonato questo momento a uno sconvolgimento di tutti gli equilibri: all'inizio è tutto nuovo, bisogna imparare tanti termini mai sentiti prima e modificare tutti gli atteggiamenti, alla scoperta di quelli che possano aprire un varco nella nebbia. È uno stravolgimento doloroso, in cui si passa dalla disperazione all'accettazione e dall'accettazione alla necessità assoluta di reagire. Sono un pugno allo stomaco le testimonianze dei genitori con figli autistici. Lasciati totalmente soli nella gestione di questa diversità per cui ancora troppo poco si è fatto. Nel racconto alla fine sarà un'oca a salvare il piccolo lupo dall'esclusione; lo fa guardando al di là delle apparenze, indagando la sensibilità del cucciolo, che per salvarla da una volpe, finalmente lancia un ululato da vero lupo. A quel punto anche il capo branco comprende che la diversità non è insuperabile: accetta il lupo e assaggia le ciliegie per capire come mai per il piccolo siano così appetibili; a riprova del fatto che la diversità può essere fonte di arricchimento. Da tempo nel nostro Paese si sta sperimentando un approccio multidisciplinare, finalizzato a fornire tutti gli strumenti per capire e gestire al meglio la disabilità, per offrire a chi è affetto da disturbi dello spettro autistico la concreta speranza di un'esistenza che sia il più vicino possibile al concetto di normalità. Le terapie somministrate sono di tipo psicologico e comportamentale, di tipo prettamente cognitivo, e solo in minima parte farmacologico. Si punta molto anche sullo sport, sull'arte-terapia e sulla pet therapy . Qualsiasi sia il metodo messo in atto, resta fondamentale il coinvolgimento dei familiari e di persone strettamente legate al mondo di chi soffre di autismo. I risultati derivanti dall'applicazione di queste metodologie sono sempre più sorprendenti. Quella nebbia gelida e informe in parte comincia a diradarsi e molti bambini, soprattutto se diagnosticati precocemente, riescono ad uscirne. Non è così per tutti però, perché ancora una volta in tanti sono penalizzati dall'area geografica di appartenenza.