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Dunque mi piace ricordare al professor Monti, che sa benissimo di cosa sto parlando, che l'indice di Gini, che misura la disparità nella distribuzione della ricchezza, in Italia dal 2019 al 2020 è passato dal 34,8 al 41 per cento. In questo periodo l'Italia è più diseguale e il Paese è più dispari. Per questo bisogna stare molto attenti rispetto all'illusione che la concorrenza significa riduzione dei costi. Temo che alla fine del percorso, se queste riforme della concorrenza si faranno male, aumenterà il costo degli stabilimenti balneari, dei taxi e di molte delle imprese che vengono messe in concorrenza. Ci siamo battuti perché ciò che era bloccato da anni, come l'idroelettrico, andasse realmente a gara, ma ci battiamo anche perché siano considerate le caratteristiche del momento attuale, nel quale stiamo vivendo una crisi economica particolarmente difficile e, con questo, non siano fatte delle sommatorie molto facili, andando a dire delle categorie produttive che invece si impegnano a tenere in ordine il nostro Paese e a farlo funzionare, che sono degli scorretti approfittatori. Signor Presidente, lo ripeto: abbiamo bisogno che la pubblica amministrazione sia realmente efficiente e poi potremo, in coscienza, pretendere dai nostri concittadini una maggiore concorrenza anche rispetto agli altri Paesi europei. Altrimenti, come mi è capitato di sentire ieri in occasione della settantacinquesima assemblea di Confagricoltura Varese alla quale ho partecipato, limitiamo le nostre produzioni, le trasferiamo all'estero e poi andiamo a lamentarci che viene fatta la deforestazione in Amazzonia o in qualche Paese dell'Oriente, quando non produciamo più sul nostro territorio, perché dobbiamo avere tutti i boschi belli verdi, ma pretendiamo poi la concorrenza di un mercato, che non guarda - come guardiamo noi - a regole precise e ai valori ambientali. Su questo c'è un po' di ipocrisia, nel pretendere la concorrenza e far pagare il costo agli altri. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Calandrini. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, vorremmo innanzitutto denunciare l'ennesimo sgarbo istituzionale che si sta consumando in questa'Aula. La pressione del presidente Draghi per l'approvazione di questo disegno di legge non ha eguali. L'ipotesi del voto di fiducia è un grave oltraggio al Parlamento che è passato nel silenzio generale di tutte le istituzioni. Dal Governo che definite dei migliori, dal presidente Draghi, che ha a sua disposizione una maggioranza vastissima, ci saremmo aspettati molto di più e qualcosa di diverso. Invece questo Governo continua a procedere per voti di fiducia - cinquanta in poco più di un anno - e per pressioni, così come è accaduto in questa occasione di cui stiamo parlando, delegittimando per l'ennesima volta il ruolo di questo Parlamento. Vogliamo ricordare al presidente Draghi che la differenza tra i membri di questa Assemblea e la sua persona è che noi siamo rappresentanti legittimamente eletti dal popolo, mentre il Presidente è espressione di un Governo nato dai giochi di palazzo. Il presidente Draghi si lamenta sempre della litigiosità dei partiti che lo sostengono, ma cosa si aspettava da questo Governo che è così eterogeneo? Noi di Fratelli d'Italia lo abbiamo sempre detto, sin dal primo giorno, che questa maggioranza è troppo diversa per stare insieme e non può portare nulla di positivo rispetto a tutti questi atti che vediamo approvati in quest'Aula. In questo disegno di legge che ci accingiamo a convertire in legge, infatti, non c'è proprio nulla di buono da salvare. Al suo interno ci sono provvedimenti che gridano letteralmente vendetta. Le nostre spiagge sono state sacrificate per la tenuta di una maggioranza che ha perso la faccia, ha perso la dignità, ma evidentemente non sta perdendo la poltrona. È rimasto solo il Gruppo di Fratelli d'Italia a difendere 30.000 aziende italiane che oggi si vedono espropriare la loro attività di una vita in nome di una concorrenza che è tutto fuorché una concorrenza leale. Come abbiamo detto in queste settimane, in questi mesi, una piccola impresa non può comprare le multinazionali che verranno ancora una volta in Italia a fare shopping e ad accaparrarsi tante eccellenze costruite con anni di sudore e di sacrifici. Questo accordo raggiunto dalla maggioranza in questi giorni è imbarazzante. Pensate veramente che questi indennizzi restituiranno la dignità a coloro a cui state sottraendo con l'inganno gli stabilimenti balneari che hanno faticosamente costruito, avviato, reso gioielli che hanno portato alto il nome dell'Italia e del nostro mare nel mondo? Di questi indennizzi non sappiamo a quanto ammonteranno, quando saranno corrisposti, sulla base di quali criteri saranno concessi e come saranno calcolati. L'accordo raggiunto da questa maggioranza per consentire la vergognosa applicazione della direttiva Bolkestein si basa su un "poi vediamo". La verità è che i titolari delle concessioni balneari di oggi sono stati lasciati senza alcun tipo di tutela e poi non veniteci a dire che i balneari sono una casta, come ho sentito in qualche intervento prima del mio, che pagano costi irrisori per le loro concessioni balneari, intanto perché gli importi delle concessioni li ha stabiliti il Ministero dello sviluppo economico con un decreto ad hoc e quindi se c'era l'esigenza di aumentarli bastava un decreto. Nessuno però parla, nemmeno in quest'Aula, dei costi che devono sopportare gli stessi concessionari, che vengono decuplicati rispetto al costo della concessione, per il salvamento in mare, per le boe, per la pulizia dell'arenile, per il rimessaggio. Di tutto questo, nessuno parla, signor Presidente. La verità è che con questo disegno di legge l'Italia non solo cede la sovranità di tutte le sue spiagge a soggetti che oggi non conosciamo, ma cede anche la propria sovranità all'Unione europea. La cosa grave è che solo l'Italia sta accettando queste imposizioni. Spagna, Croazia e Portogallo hanno prorogato le loro concessioni balneari. Non si capisce perché l'Italia non ha potuto fare altrettanto. Mi avvio a concludere. Un Governo giusto difenderebbe con le unghie e con i denti i suoi "gioielli di famiglia". Un Governo a trazione sovranista non avrebbe mai fatto sconti a nessuno pur di non perpetrare lo scempio che si sta realizzando oggi. Ma un Governo come quello in carica, che ha a cuore solo la propria sopravvivenza, non può fare l'interesse nazionale, men che meno con una maggioranza divisa su tutto. Noi di Fratelli d'Italia non ci stancheremo mai di chiedervi di prendere atto del fallimento che è su tutta la linea. Fatevi da parte, fatelo per il bene del Paese e lasciate che siano gli italiani a scegliere da chi essere governati. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, ci troviamo qui anche oggi e ci troveremo - ahimè - nelle prossime settimane e mesi a parlare di una delle tante riforme connesse al PNRR.