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Ha detto giustamente il collega Mallegni che mi ha preceduto che sono provvedimenti talmente rilevanti per i cittadini che li stavano aspettando che avrebbero avuto necessità della collaborazione dei Gruppi parlamentari e del Parlamento, come ha ricordato anche il senatore Caliendo. Per noi questo vale due volte, perché abbiamo fatto la campagna elettorale nei collegi, ma anche con le liste singole e proporzionali, sulla sicurezza e sull'immigrazione. Non è stato un caso se abbiamo preparato una serie di emendamenti e soprattutto cercato di capire dove stessero le risorse a tutela di un provvedimento tanto atteso dai cittadini che doveva essere necessariamente approvato. Siamo venuti qui lunedì e abbiamo lavorato in tal senso. Ora ci troviamo con un emendamento o maxiemendamento del Governo - non so esattamente come lo si voglia chiamare - che ovviamente non raccoglie le nostre indicazioni, ma contiene solo un emendamento proposto - mi pare - dal senatore Gasparri. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 20,26) ( Segue MODENA). Ci troviamo di fronte ad alcuni contenuti che condividiamo: penso alla videosorveglianza, che è importantissima; penso alle questioni su cui i Comuni sono in completo disaccordo con quanto afferma il Partito Democratico, perché non reggono la presenza che è stata imposta negli anni passati alle comunità locali di numeri eccessivi di extracomunitari in nome della accoglienza. Quindi, condividiamo il provvedimento da questo come da altri punti di vista. Non siamo però nelle condizioni di dare l'apporto che avremmo voluto dare - lo dico francamente - anche con entusiasmo. Nella campagna elettorale abbiamo pensato seriamente che la questione dell'immigrazione e della sicurezza non potesse essere ridotta solo alla percezione «è giusta o è sbagliata». È l'urlo di un popolo, del popolo italiano, che non riesce a reggere più, dal punto di vista dello Stato sociale e dei servizi che diamo, un'accoglienza, così com'era stata immaginata dal Partito Democratico, che invece ha provocato - diciamoci la verità - conflitti sociali, reati e il degrado a cui oggi assistiamo e a cui si cerca in parte di mettere una pezza. In una situazione del genere si decide di mettere la fiducia. Mi sono chiesta: perché mettono la fiducia? Il Governo sapeva perfettamente di avere i voti necessari: lo avevano dichiarato Fratelli d'Italia e il Gruppo Forza Italia. Francamente rimane un punto interrogativo incomprensibile, perché è il classico provvedimento che non avrebbe avuto alcun problema a passare, com'è stato per la legittima difesa, senza necessità del voto di fiducia. Detto questo, non mi ripeto su alcune cose che mi stavano a cuore e che ho già detto in precedenza. Vorrei ricordare alle donne che siedono in questo Parlamento che c'è una previsione - mi rivolgo soprattutto alle donne della maggioranza - che è quella dei braccialetti elettronici. Siamo contenti che ne sia stata estesa la possibilità ai casi di maltrattamento in famiglia e in caso di stalking , ma guardate che non ci sono i soldi, non sono previste le risorse, per cui voi vi potete trovare di fronte a casi, quali avvengono tutti i giorni, di maltrattatori messi ai domiciliari che poi rimangono lì senza il braccialetto. Un'ultima considerazione, visto che si è parlato di prescrizione: fate attenzione, perché le 10.000 assunzioni, di cui tanto si parla e che dovrebbero coprire magistrati, Forze dell'ordine e mi pare anche qualche posto nella pubblica amministrazione, non possono ad oggi soddisfare le esigenze che invece si dovrebbero soddisfare. Questo doveva essere un momento - a nostro avviso - di grande festa e gioia per chi è stato eletto e ha fatto le battaglie nel centrodestra. Ci dispiace e non capiamo perché - lo ripeto - sia stata posta la fiducia, visto che i voti per approvarlo tutti insieme, come abbiamo fatto anche per il provvedimento sulla legittima difesa, c'erano ed erano stati dichiarati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Patriarca. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, oggi ho ascoltato con interesse l'intervento del sottosegretario Molteni, arrotondato, conciliante, direi anche concorde con alcuni passaggi dell'opposizione, tanto che mi sembrava di aver sbagliato decreto-legge, seduta e posizione. Poi ho riletto un appello che alcune associazioni hanno rivolto a noi tutti, e che mi permetto qui di rileggere, che mi hanno fatto riprendere dallo smarrimento generato da quelle dichiarazioni così accoglienti, solidali e puntuali su quanto si sta discutendo. Mi permetto di leggerlo, anche se penso l'abbiate letto tutti, perché credo ci possa aiutare a capire di cosa stiamo parlando, a rinquadrare il tema che sta dietro il decreto clandestinità. Lo leggo: «Il decreto-legge 4 ottobre, di cui è in corso la conversione in legge, introduce nella sua prima parte radicali cambiamenti nella disciplina dell'asilo, dell'immigrazione e della cittadinanza, alcuni dei quali sono stati aggiunti mediante emendamenti che induriscono ulteriormente una iniziativa legislativa già molto aspra. In via preliminare, osserviamo come il passaggio dalla figura del permesso di soggiorno per motivi umanitari ad un ristretto numero di permessi di soggiorno per "casi speciali" necessiterebbe di alcune misure aggiuntive rispetto alle previsioni del decreto-legge, che siano idonee a rendere tale passaggio meno traumatico. Alla data odierna, infatti, circa 140.000 persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rischiano di cadere o di ricadere in una condizione di irregolarità del soggiorno che li esporrà al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza. Riguardo alla nuova disciplina dei permessi di soggiorno per casi speciali, esprimiamo preoccupazione per il fatto che tali permessi di soggiorno sono configurati come autorizzazioni estremamente precarie, quasi sempre non rinnovabili e non convertibili, ad esempio, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questo significa che successivamente al primo anno di applicazione della nuova disciplina, molti tra coloro che oggi stanno per prendere un permesso di soggiorno lo perderanno, diventando irregolari. Si va dunque generando, in nome della sicurezza, un inasprimento della disciplina del soggiorno che aumenterà la propensione all'illegalità e renderà più fragile la coesione sociale anche per le famiglie italiane, mentre per le imprese diverrà più difficile reperire legalmente mano d'opera giovane e motivata, ad esclusivo vantaggio dei pochi imprenditori disonesti e della criminalità organizzata. Siamo invece convinti che non possa esservi davvero sicurezza senza la consapevolezza che, di fronte all'assenza di adeguati flussi di ingresso regolare e a un drastico calo degli sbarchi sulle nostre coste, occorre favorire al massimo l'integrazione e non avventurarsi in norme che rischiano di allargare l'irregolarità. I firmatari guardano dunque con grande preoccupazione allo smarrimento del senso di equilibrio e di moderazione nelle politiche sull'immigrazione, sostituito dal compiacimento per gesti e segnali di durezza che tuttavia, producendo sofferenza, non risolvono i problemi ma li acuiscono».