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Dislocata nella Penisola del Sinai il 25 aprile del 1982, la MFO - la cui direzione generale ha sede a Roma, oltre ad uffici di rappresentanza in Egitto ed in Israele - da allora è chiamata a svolgere attività di peacekeeping nella penisola del Sinai. I 12 Paesi partecipanti (Australia, Canada, Colombia Isole Fiji, Francia, Nuova Zelanda, Norvegia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Uruguay, USA e Italia) contribuiscono, anche finanziariamente, allo svolgimento della missione con i propri contingenti allo scopo di "osservare", "verificare" e "riportare" ogni violazione al Trattato di Pace. In particolare, l'Italia partecipa alla missione con un contingente della Marina Militare, denominato anche Coastal Patrol Unit (CPU), unica forza navale dell'MFO, a cui è stato affidato il compito di verificare la libertà di navigazione nello Stretto di Tiran, che unisce il Golfo di Aqaba al Mar Rosso, e le zone contigue allo stesso Stretto. L'Italia, che è il quarto Paese contributore in termini di personale impiegato e che ospita appunto il quartier generale della struttura nella città di Roma, ha inteso accordare la modifica all'Accordo di sede originario per aggiornarne i contenuti all'evoluzione che c'è stata nel frattempo, in ragione delle peggiorate condizioni di sicurezza della regione del Sinai. In particolare, lo scambio di Note del giugno 2017 tra l'Italia e la Multinational Force and Observers (MFO) è finalizzato ad emendare l'Accordo di sede del 1982 al fine di incrementare fino a quattordici il numero massimo di funzionari presenti nel quartier generale di Roma a cui estendere le immunità e i privilegi concessi in virtù dell'Accordo, con l'esclusione di quelli con nazionalità italiana. Pur in assenza di una relazione tecnica allegata al provvedimento, secondo il RELATORE, si può certamente affermare che lo Scambio di note oggetto della presente ratifica non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento comunitario e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 962 Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra la Repubblica italiana e il Consiglio d'Europa circa l'Ufficio del Consiglio d'Europa a Venezia e il suo status giuridico, fatto a Strasburgo il 14 giugno 2017 DDL 962 Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra la Repubblica italiana e il Consiglio d'Europa circa l'Ufficio del Consiglio d'Europa a Venezia e il suo status giuridico, fatto a Strasburgo il 14 giugno 2017 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il provvedimento in titolo, che reca la ratifica del Memorandum d'intesa del 2017 tra l'Italia e il Consiglio d'Europa sullo status giuridico dell'Ufficio di Venezia della stessa organizzazione internazionale. Ricorda innanzitutto che il disegno di legge riproduce parzialmente il testo dell'Atto Senato 2978 che, presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura, venne approvato dalla Camera dei deputati nel novembre del 2017, ma non poté vedere completato il suo iter di esame al Senato a causa della conclusione della legislatura. Il Consiglio d'Europa (CdE), istituito nel 1949 e avente sede a Strasburgo, è l'organizzazione internazionale avente lo scopo di promuovere la democrazia, i diritti umani, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. L'Organizzazione si avvale di uffici periferici per agevolare l'attuazione delle proprie attività e programmi. Uffici periferici del CdE sono attivi sia in Stati membri dell'Organizzazione (Turchia, Azerbaigian, Serbia, Romania, Repubblica di Moldova, Ucraina, Federazione russa, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Repubblica di Macedonia, Georgia, Armenia) sia in Paesi terzi (Kosovo, Marocco e Tunisia). Il relativo contributo italiano per il 2018 è stato di euro 35.261.058, pari a circa il 7,9 per cento del budget del CdE. Il Memorandum d'intesa tra l'Italia e il Consiglio d'Europa sull'Ufficio di Venezia èfinalizzato ad attribuire all'unità amministrativa, già informalmente operante a Venezia dal 2011, lo status giuridico internazionale di Ufficio del Consiglio d'Europa, preposto alla gestione di attività di cooperazione euro-mediterranea nel settore della promozione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, anche in sinergia con l'Unione europea. L'istituzione di un Ufficio periferico del Consiglio d'Europa a Venezia permetterà al locale capo della struttura di agire per conto del Segretario generale del Consiglio d'Europa, consentendo una più agevole gestione amministrativa e contabile dell'Ufficio. Il Memorandum d'intesa, proposto dal Segretariato del Consiglio d'Europa nel 2014 e composto di trenta paragrafi, è stato negoziato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con il concorso fattivo del comune di Venezia e della regione Veneto. Molto sinteticamente, evidenzia che i paragrafi 1 e 2 del testo internazionale istituiscono l'Ufficio di Venezia al fine di promuovere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto nel Mediterraneo del Sud, e ne definiscono gli obiettivi. I paragrafi da 3 a 12 specificano le tipologie di personale di cui sarà dotato l'Ufficio, gli riconoscono l'esercizio della capacità giuridica del CdE, e precisano le immunità e i privilegi di cui esso può godere, a partire dall'immunità dalla giurisdizione (paragrafo 8) e dall'inviolabilità degli edifici e della sede (paragrafo 9). Il paragrafo 14 indica le immunità e i privilegi concessi ai funzionari dell'Ufficio, ad eccezione del personale assunto localmente, anche di nazionalità italiana (cui si applica il paragrafo 15) e dei funzionari distaccati (cui si applica il paragrafo 16). Il paragrafo 17 precisa che tali immunità e privilegi sono riconosciuti nell'interesse del CdE e non per il beneficio individuale dei singoli funzionari. Ai sensi del paragrafo 15, al personale assunto localmente, anche di nazionalità italiana, è riconosciuta l'immunità dalla giurisdizione per tutti gli atti compiuti ufficialmente e nel limite delle competenze, nonché l'esenzione da ogni tassazione sugli stipendi ed emolumenti pagati dal CdE, mentre il paragrafo 16 riconosce ai funzionari distaccati i medesimi privilegi ed immunità di cui al paragrafo 14, ad eccezione dell'esenzione dalla tassazione sugli stipendi e sugli emolumenti.