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Disposizioni concernenti l'assistenza sanitaria primaria e di prossimità. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge mira ad aumentare il numero di medici, secondo competenza, che possono esercitare la medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale (SSN), nonché a risolvere un vulnus normativo che impedisce agli specialisti in medicina di comunità e cure primarie di poter esercitare la medicina generale. Il disegno di legge rende quindi applicativo ciò che è previsto dal decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, 4 febbraio 2015, n. 68. L'articolo 1 pone le basi per l'istituzione di unico percorso formativo per i medici delle cure primarie rappresentato dalla scuola di specializzazione in medicina generale, di comunità e delle cure primarie. L'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, prevede che « Per l'esercizio dell'attività di medico chirurgo di medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale è necessario il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale fermo restando la validità degli attestati già rilasciati ai sensi del decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro della pubblica istruzione 10 ottobre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale n. 267 del 14 novembre 1988 e del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 256 ». L'articolo 2 prevede che i medici in possesso del diploma di formazione specifica di medicina generale di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, che operano in rapporto di convenzionamento col SSN, possono concorrere, nell'ambito del concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria anche sui posti riservati al personale del SSN, nell'ambito della tipologia di scuola in medicina di comunità e delle cure primarie. Questo permetterebbe agli attuali medici di medicina generale di acquisire il titolo specialistico in medicina di comunità e delle cure primarie e sviluppare le skills in cure palliative e organizzazione dei servizi sanitari di base indispensabili nella nuova medicina territoriale. L'articolo 23 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, stabilisce che i cittadini di uno Stato membro in possesso di diplomi, se riconosciuti, utilizzano in Italia il corrispondente titolo professionale e la relativa abbreviazione in lingua italiana. L'articolo 3 permette di estendere il numero di medici in grado di esercitare la medicina generale così come indicato dalla normativa europea in maniera da contrastare la mancanza di personale sanitario nell'ambito dell'assistenza sanitaria primaria. Questo provvedimento consentirebbe inoltre di recepire in maniera completa la direttiva europea n. 2005/36/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005. L'articolo 4 mira a istituire il settore scientifico disciplinare per la medicina generale, di comunità e delle cure primarie. L'intento è quello di creare la futura classe dirigente universitaria nell'ambito dell'assistenza sanitaria primaria, oggi totalmente assente in ambito universitario nonché di creare e strutturare un filone di ricerca e una classe di ricercatori per le cure primarie sempre più fondamentale nei sistemi sanitari. L'articolo 5 mira a rendere strutturale all'interno del corso pre-laurea l'insegnamento delle cure primarie. Fatta eccezione per alcune università, l'attuale sistema di insegnamento nelle scuole di medicina e delle professioni sanitarie è infatti deficitario della visione della medicina territoriale, con il risultato che i professionisti sanitari hanno prevalentemente una visione ospedalocentrica. Ciò ha delle ripercussioni sia in termini di scelte professionali sia in termini di qualità delle cure erogate. Questo provvedimento ha dunque l'obiettivo di riequilibrare la formazione universitaria verso una maggiore attenzione della medicina territoriale. La pandemia da Sars-CoV-2 ha richiamato la necessità di una compiuta integrazione nel sistema delle cure primarie dei suoi attori. Non può ulteriormente posporsi l'attribuzione del carattere di organicità dei medici delle cure primarie rispetto all'organizzazione distrettuale, al fine di garantire tempestività, efficienza ed efficacia alla realizzazione delle politiche sanitarie territoriali. Pertanto, l'articolo 6 prevede che le regioni nell'ambito delle attività di programmazione, sulla base dei fabbisogni individuati e nel rispetto dei limiti di spesa, possano introdurre il rapporto di dipendenza dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali, che potranno accedere al ruolo sanitario mediante concorso pubblico. È prevista la possibilità di transizione al rapporto di dipendenza ai medici attualmente operanti in rapporto di convenzione con il SSN. I cittadini fruiranno di benefici diretti e indiretti da questa nuova configurazione, potendo contare su un apparato distrettuale connotato da un maggiore coordinamento ed una maggiore efficacia organizzativa nel perseguimento degli obiettivi di salute, senza rinunciare ai propri diritti, quali quello di scelta e revoca del medico curante.. Capo I FORMAZIONE Art. 1. (Estensione dell'esercizio della medicina generale ai medici in possesso del diploma di specializzazione in medicina di comunità e delle cure primarie) 1. In relazione alle finalità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) miranti allo sviluppo delle reti di prossimità per l'assistenza sanitaria territoriale, con particolare riferimento all'assistenza primaria, nonché al fine di garantire un'adeguata risposta ai crescenti bisogni di salute della popolazione, anche in ragione di quanto emerso nell'emergenza pandemica, l'esercizio dell'attività di medico chirurgo di medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale (SSN) è consentito, oltre che ai medici in possesso del diploma regionale di formazione specifica, anche ai medici in possesso del diploma di specializzazione in medicina di comunità, di cui al decreto del Ministro dell'istruzione dell'università e della ricerca 1° agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 novembre 2005, e del diploma di specializzazione in medicina di comunità e delle cure primarie di cui al decreto del Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca e del Ministro della salute 4 febbraio 2015, n. 68. Art. 2. (Disposizioni concernenti l'accesso in sovrannumero alla scuola di specializzazione in medicina di comunità e delle cure primarie su posti riservati al personale del SSN) 1. I medici in possesso del diploma di formazione specifica di medicina generale di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, che operano in rapporto di convenzionamento col SSN, possono concorrere, nell'ambito del concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria di cui all'articolo 34 e seguenti del citato decreto legislativo, anche sui posti riservati al personale del SSN, ai sensi dell'articolo 35, comma 5, del medesimo decreto legislativo, nell'ambito della tipologia di scuola in medicina di comunità e delle cure primarie.