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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 287 NENCINI La seduta inizia alle ore 15,05. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, recante proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 DDL 2488 Conversione in legge del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, recante proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 (Parere alla 1ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dà la parola al relatore. Il relatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ) propone di esprimersi, per quanto di competenza, in senso non ostativo. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di parere del relatore è posta in votazione e approvata. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che la Commissione bilancio ha espresso il suo parere sul disegno di legge n. 1684 , propone pertanto di integrare l'ordine del giorno delle sedute che saranno convocate nelle prossime settimane con il seguito della discussione in sede redigente di tale disegno di legge. Concorda la Commissione. AFFARI ASSEGNATI Affare assegnato sull'impatto dei cambiamenti climatici sui beni culturali e ambientali Doc n. 808 Impatto dei cambiamenti climatici sui beni culturali e ambientali (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV, n. 60) La relatrice MONTEVECCHI ( M5S ) introduce i temi oggetto dell'affare assegnato in titolo, ricordando la peculiare situazione dell'Italia, in cui - come rilevato dal Rapporto dell'Osservatorio di Legambiente Cittàclima (2020) - ben 28.483 siti del patrimonio culturale sono esposti ad alluvioni. Cita il caso della città di Venezia, dove l'innalzamento del livello medio del mare ha un impatto diretto sulla conservazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico nel centro storico e nell'ambiente lagunare circostante: solo nel novembre 2019 la Basilica di San Marco è stata invasa al suo interno da 110 centimetri d'acqua, con diversi danni al pavimento musivo, particolarmente soggetto alla corrosione dell'acqua salata. Nello stesso periodo, il centro storico di Matera ha subito un'alluvione che ha provocato allagamenti nei locali ipogei dei Sassi e divelto la pavimentazione di alcune vie centrali. Nel Comune di Roma i beni immobili esposti a rischio alluvioni sarebbero 2.204, anche nel centro storico; per il Comune di Firenze i beni immobili esposti a rischio alluvioni sono 1.145. Si sofferma poi su alcuni importanti studi che riguardano il patrimonio culturale e i cambiamenti climatici, tra cui il report "The Future of Our Pasts: engaging cultural heritage in climate action" , pubblicato dall'ICOMOS, e presentato a Baku nel 2019, dal quale emerge come la conoscenza della storia del patrimonio culturale e la valorizzazione delle professioni ad esso legate possa fornire strumenti efficaci per il raggiungimento dei fini condivisi. Tale documento amplia pertanto la prospettiva, offrendo una visione dinamica del nostro patrimonio culturale come "soggetto attivo" nelle azioni strategiche di tutela, mitigazione e adattamento al climate change e dunque di difesa dagli impatti negativi di fenomeni climatici estremi, nonché come fonte di ispirazione per ogni settore creativo. Rammenta poi l'avvio, nell'ottobre del 2019, nella rete del Climate Heritage Network che ha elaborato il piano d'azione "Madrid-to-Glasgow Arts, Culture and Heritage Climate Action Plan" , lanciato in occasione della COP25, con l'obiettivo di ribaltare il paradigma culturale e mobilitare le arti, la cultura e il patrimonio per un'azione positiva sul clima. Nel sottolineare come l'Italia sia il Paese con il maggior numero di siti dichiarati Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco, osserva come tali considerazioni costituiscano il nucleo delle ragioni che l'hanno condotta a proporre il deferimento dell'affare assegnato in titolo. Presenta quindi e illustra una proposta di risoluzione, pubblicata in allegato, i cui contenuti erano stati preventivamente condivisi in via informale con tutti i componenti della Commissione e con il Governo; segnala come la sua proposta tenga conto e accolga le richieste di riformulazione e integrazione emerse nell'interlocuzione con il Governo e in particolare con il Ministero della cultura. Si sofferma sugli impegni al Governo contrassegnati con i numeri 20 e 21, concernenti l'incremento in termini di risorse umane e finanziarie connesso agli aspetti ivi indicati, che sono riformulati - accogliendo appunto la richiesta del Ministero - come impegni a valutare l'opportunità di tali incrementi: la riformulazione deriva dalla considerazione che sono coinvolte una pluralità di amministrazioni. Quanto invece all'impegno in via generale contrassegnato con il numero 10, d'intesa con il Ministero stesso, che ringrazia, mantiene l'originaria formulazione con la quale si impegna il Governo al potenziamento delle risorse umane ivi previsto. L'emergenza climatica è la sfida del secolo e il patrimonio culturale italiano è uno degli aspetti più importanti da considerare, come è dimostrato dai lavori in molti consessi anche internazionali cui ha partecipato lo stesso Ministro della cultura, con iniziative molto importanti. Conclude auspicando che sulla proposta di risoluzione si possa registrare un consenso ampio, da parte della generalità dei Gruppi politici. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia la relatrice Montevecchi per aver promosso la procedura in titolo, che ha permesso di evidenziare, mediante le numerose audizioni svolte, la rilevanza di un problema che grava sul patrimonio culturale e sul paesaggio italiani. La proposta di risoluzione illustrata è un testo molto approfondito, sul quale dichiara il voto favorevole del suo Gruppo, manifestando apprezzamento per la disponibilità che la relatrice ha dimostrato nell'accogliere le richieste di riformulazione avanzate dal Ministero della cultura, con particolare riferimento agli impegni di cui ai punti 20 e 21 prima richiamati. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ) ringrazia la relatrice Montevecchi e le dà atto di avere individuato un tema che rende onore alla politica nel suo senso più alto, quello di saper prevedere, prevenire i problemi, e non solo governarli, in un Paese - l'Italia - in cui ciò avviene purtroppo raramente; cita, come esempio, la perdurante assenza di un testo unico in materia di emergenze, nonostante il rischio sismico che connota molte parti del territorio nazionale e nonostante le calamità degli anni passati, le cui conseguenze segnano ancora diversi territori. Conclude dichiarando il voto favorevole del suo Gruppo sulla proposta di risoluzione della relatrice.