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La proposta, quindi, consentirebbe di disporre di una sorta di task-force di polizia locale addestrata adeguatamente e pienamente inserita all'interno del piano di controllo del territorio e che potrà essere, di volta in volta, opportunamente dislocata sulla base delle necessità. Si tratta, quindi, di un primo passo avanti verso una sicurezza «partecipata», che auspicano da tempo tutte le forze politiche. Ciò consentirebbe anche di valutare in maniera graduale l'inserimento di tali Unità di prossimità e di verificare al meglio il coordinamento tra le Forze dell'ordine. Un inserimento che potrebbe essere progressivo, seguendo anche il fisiologico turnover del personale delle Forze di polizia locale.. Art. 1. 1. Dopo l'articolo 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65, è inserito il seguente: «Art. 5- bis. - (Istituzione delle Unità di prossimità). -- 1. Ai fini di un più efficace e mirato concorso alle attività di controllo del territorio e di contrasto al fenomeno della criminalità diffusa nei grandi centri urbani, i comuni ricompresi nelle aree metropolitane, di cui all'articolo 22 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo del 18 agosto 2000, n. 267, ivi inclusi quelli individuati dalle regioni a statuto speciale, possono istituire all'interno del corpo di polizia municipale delle apposite "Unità di prossimità" specializzate nello svolgimento delle suddette attività. 2. Alle Unità di prossimità di cui al comma 1 possono essere segnati esclusivamente agenti di polizia locale con qualifica di agente di pubblica sicurezza, in possesso dei requisiti di professionalità e competenza di cui al comma 4. 3. Il prefetto competente per il territorio integra, sotto il profilo funzionale, le Unità di prossimità poste a disposizione della polizia locale nell'ambito del "Piano coordinato per il controllo del territorio", come determinato in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di cui all'articolo 20 della legge 1º aprile 1981 n. 121. Alle riunioni del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica dedicate all'implementazione delle attività di cui al comma 1 partecipano di diritto il sindaco del comune capoluogo, i sindaci degli altri comuni interessati e i responsabili dei corpi di polizia municipale. 4. Con decreto del Ministro dell'interno, adottato d'intesa con l'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e sentiti i sindacati delle polizie locali, sono individuati i requisiti psicofisici e i contenuti della formazione professionale specialistica degli agenti di polizia locale destinati alle Unità di prossimità, nonché le linee-guida per l'impiego delle medesime Unità con riferimento anche alle dotazioni individuali e di reparto degli agenti che ne fanno parte. 5. In deroga all'articolo 6, comma 2, numero 2), limitatamente al personale destinato alle Unità di prossimità, la formazione professionale e l'aggiornamento del personale ad esse assegnato sono attribuiti alla competenza del Ministero dell'interno, che organizza i relativi servizi formativi d'intesa con l'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), sulla base di apposite convenzioni quadro stipulate con i comuni interessati».