[resaula]

È chiaro che il Governo sovranista che si fa riscrivere le condizioni della manovra dall'Europa è un grande successo! Ma non voglio soffermarmi su questo. Voglio dire che, nel momento in cui riscrivete la manovra, dite due cose. La prima è che quella che avete approvato alla Camera era un grande falso in bilancio: il più grande falso in bilancio della storia, perché conteneva numeri che non era non sostenibili sotto nessun profilo, a cominciare dalla crescita attesa, cui era collegata tutta una serie di aspetti che dovevano essere il motore della rinascita di questo Paese. Oggi ci rimettete delle cose che hanno talmente la forza di essere considerate probabili che bisogna aggiungere delle clausole di salvaguardia gigantesche, perché non c'è certezza di quello che ci scrivete dentro. E tutto ciò ha il risultato di togliere il futuro a questo Paese, ai giovani di questo Paese, di togliere certezze in questo Paese a chi vuole investire, perché oggi con questa manovra non ci sono più certezze. In più, mettete anche le mani nelle tasche degli italiani, perché andando a bloccare l'indicizzazione delle pensioni - e da quello ricavate 3,5 miliardi di euro, non bruscolini - andate a fare un'operazione che in Europa hanno fatto, al massimo, i Paesi nel momento in cui c'era il massimo picco della crisi. L'ha fatto la Grecia, ma parliamo degli anni immediatamente successivi alla grande crisi, parliamo ormai di sette-otto anni fa. La Francia mi sembra che l'abbia fatto nel 2014 facendo slittare gli adeguamenti di sei mesi. Ebbene, fate tutto questo in un momento assolutamente diverso e credo che - di questo dobbiamo essere convinti e, lo dico ai miei colleghi, anche orgogliosi - se oggi ci sono delle condizioni per voi per rendere presentabile questa cosa che per noi veramente manderà il Paese in difficoltà è perché prima ci sono stati un Governo e una maggioranza che hanno percorso la strada difficile e che hanno cercato di tenere sotto controllo il debito e di appostare quello che si poteva sugli investimenti e non sulla spesa corrente. Questo è il punto. Voi godete di questo vantaggio, di questa storia positiva del Paese e oggi, grazie a questo, potete fare questo esercizio provvisorio. Io spero - concludo con una battuta - che il prossimo anno ci siate ancora voi, perché se non ci sarete voi, qui ci sarà la troika , non ci saremo neanche noi. (Applausi della senatrice Conzatti). Purtroppo la manovra del prossimo anno è già fatta, perché l'entità delle clausole di salvaguardia cui bisogna porre rimedio vale abbondantemente una nuova manovra. Questa, se riuscirà a stare in piedi, è una manovra che basta per due anni e sarà veramente un problema per il nostro Paese superare questo momento difficile. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Turco. Ne ha facoltà. TURCO (M5S) . Signor Presidente, la legge di bilancio che ci accingiamo a votare, la prima di questo Governo, intende rappresentare un importante e radicale cambiamento di paradigma rispetto alle politiche non condivisibili adottate negli ultimi anni, che hanno disatteso la crescita economica auspicata, nonostante le condizioni internazionali favorevoli, non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, hanno aumentato il debito pubblico oltre il 131 per cento del PIL, hanno accresciuto la disparità sociale e la povertà, hanno portato il Paese sull'orlo di una nuova recessione. Le politiche di bilancio proposte, purtroppo, hanno assecondato la cosiddetta trappola del debito, della quale l'Italia, tra i Paesi europei, risulta tra i più colpiti. Nel negativo quadro economico che è andato delineandosi, solo la Germania è riuscita, in questi difficili e complessi anni, a ridurre il deficit , portando il rapporto debito-PIL dall'81 al 65 per cento. Il crescente vortice del deficit è diretta conseguenza di un paradigma perverso, sposato e sostenuto inspiegabilmente e irresponsabilmente dalle autorità europee, che hanno considerato la sola stabilizzazione finanziaria e la conseguente riduzione del debito come la panacea di tutti i mali. Tale prospettiva, basata sulle politiche di austerity , si è rivelata però illusoria e ingannevole perché, oltre a essere stata disattesa dalla crescita del debito e del deficit sia strutturale che complessivo, ha finito per rallentare e oggi arrestare il rilancio economico dell'eurozona, così come la ripresa economica del nostro Paese, peraltro unico, tra i Paesi del Vecchio continente, a non aver raggiunto i livelli di crescita precrisi. In questi anni l'Italia ha perseguito indiscriminati tagli alla spesa pubblica, generalizzati blocchi del turnover , inspiegabili riduzione degli investimenti infrastrutturali nel capitale umano e nella ricerca; incomprensibili regole che hanno irrigidito, al di là di ogni buonsenso, il mercato degli appalti, trasferito, per ragioni incomprensibili, la titolarità del debito pubblico ai mercati finanziari internazionali, adottando, peraltro, perverse regole di collocazione - mi riferisco alle cosiddette aste marginali - che contribuiscono a collocare il debito al tasso più alto offerto dal mercato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Mi chiedo e vi chiedo come è stato possibile prefiggersi di ridurre il debito in un periodo - quello passato - di una congiuntura internazionale favorevole e con un mercato dei tassi di interesse vicino allo zero. La realtà dimostra che abbiamo forse perso una grande occasione, ovvero di ammodernare l'assetto infrastrutturale, tecnologico e intellettuale del Paese. Abbiamo continuato a sostenere la spesa corrente improduttiva, finanziandola e incrementando il debito. I rendiconti degli anni 2016 e 2017 evidenziano, infatti, lo squilibrio che si è venuto ad accentuare tra la parte corrente e quella degli investimenti, vero motore della crescita di un Paese. Nel 2017, a fronte di una spesa corrente di 550 miliardi di euro, abbiamo impiegato in investimenti circa il 10 per cento del totale. Oggi, inoltre, ereditiamo un Paese con un rilevante tasso di disoccupazione, salito a oltre il 10 per cento, indietro sul piano tecnologico, con una elevata e diffusa povertà - oltre 5 milioni di persone - e soprattutto con un ciclo economico e finanziario non strutturalmente in equilibrio. È diventato pertanto necessario rompere questa nefasta trappola del debito, che oramai tiene prigionieri in molti Stati europei e minaccia la stabilità sociale della stessa Europa, come dimostrano i recenti fatti violenti accaduti in Francia e in Ungheria. Nell'ambito di questa nuova prospettiva, all'attuale Governo si deve il merito di aver proposto una manovra di bilancio diversa: di tipo espansivo, che si prefigge di incrementare gli investimenti, sostenere i redditi, favorire i consumi, alimentare la crescita, supportare il mondo delle imprese.