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L'articolo 10 prevede che, in occasione della celebrazione presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado della "Giornata del mare", le iniziative promosse per la conoscenza del mare facciano riferimento anche alle misure per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in mare. L'articolo 11 prevede un riconoscimento ambientale in favore degli imprenditori ittici che utilizzano materiali di ridotto impatto ambientale, partecipano alle campagne di pulizia e conferiscono i rifiuti. Si riconosce, inoltre, ai Comuni la facoltà di attribuire un riconoscimento ai possessori di imbarcazione che recuperano e conferiscono a terra i rifiuti in plastica accidentalmente pescati oppure volontariamente raccolti. L'articolo 12 reca disposizioni in materia di prodotti che rilasciano microfibre. Questa norma, che è stata inserita nel corso dell'esame in Commissione ambiente, e che si collega al regolamento (UE) 1007/2011, intende fornire informazioni accurate ai consumatori. Più nel dettaglio, si prevede che la fabbricazione, importazione, vendita o offerta in vendita in Italia di qualsiasi prodotto tessile o di abbigliamento, che rilasci microfibre, è subordinata alla condizione che la relativa etichetta riporti una serie di indicazioni. L'articolo 13 si occupa degli impianti di desalinizzazione. Si tratta di una norma di particolare rilievo, introdotta alla Camera, che risponde all'esigenza di considerare gli impatti ambientali degli impianti di desalinizzazione, che rappresentano uno strumento per affrontare il problema della siccità e della carenza di acqua, problema destinato ad aggravarsi per effetto del cambiamento climatico. Come recentemente evidenziato dall'Agenzia europea dell'ambiente nel Report " Water resources across Europe - confronting water stress: an updated assessment ", siccità e scarsità d'acqua non sono più eventi rari o estremi in Europa e circa il 20 per cento del territorio europeo e il 30 per cento degli europei sono colpiti da stress idrico in media ogni anno; inoltre, il maggior impatto è previsto per l'Europa meridionale e sudoccidentale, dove la portata dei fiumi durante l'estate potrebbe diminuire fino al 40 per cento, in uno scenario di aumento della temperatura di 30 °C. L'esigenza di garantire l'approvvigionamento idrico deve essere bilanciata con l'esigenza di pari rilievo di tutelare gli ecosistemi naturali. E la norma in oggetto rappresenta un primo passo in questo senso. Infatti, per tutti gli impianti di desalinizzazione, colmando una lacuna dell'ordinamento, prevede la preventiva valutazione di impatto ambientale di competenza statale, e per l'autorizzazione dei relativi scarichi rinvia alla disciplina in tema di scarichi di cui alla parte terza del codice dell'ambiente, precisando che il Ministro della transizione ecologica provvederà a definire criteri specifici ad integrazione di quelli già stabiliti dall'allegato 5 (alla parte terza del codice dell'ambiente). Inoltre, la norma stabilisce, in relazione agli impianti di desalinizzazione per la produzione di acqua potabile, criteri di ammissibilità stringenti perché, se è vero che questi impianti sono volti a soddisfare un bisogno primario, è altrettanto vero che sono strumenti impattanti. E, nel citato report , l'Agenzia lo dice chiaramente laddove precisa che la desalinizzazione sta diventando un'opzione più conveniente e affidabile rispetto ad altre soluzioni per l'approvvigionamento idrico, ma che occorre valutare sempre attentamente gli impatti ambientali della desalinizzazione per quanto riguarda lo smaltimento della salamoia, il consumo di energia e le emissioni di CO 2 . In conclusione, voglio evidenziare che il tema che affronta l'articolo 13 è complesso e che va affrontato con un approccio olistico, ossia tenendo conto di tutti gli interessi in gioco e di tutti gli impatti. Ha poco senso desalinizzare se questo significa distruggere interi habitat . L'articolo 14, introdotto dalla Commissione ambiente, intende porre rimedio al gravissimo ritardo nell'adozione del decreto per la definizione dei criteri relativi al contenimento dell'impatto sull'ambiente derivante dalle attività di acquacoltura e di piscicoltura, previsto dall'articolo 111 del codice dell'ambiente. Più nel dettaglio, fissa il termine di sei mesi dall'entrata in vigore del disegno di legge. Si tratta di una norma estremamente rilevante che richiede un intervento tempestivo del Ministero, visto che sono passati quindici anni dall'entrata in vigore del codice dell'ambiente e il decreto non è stato ancora adottato. In tutti questi anni l'attività di acquacoltura e di piscicoltura sono state esercitate in assenza di criteri di contenimento del relativo impatto sull'ambiente, con effetti facilmente immaginabili sugli ecosistemi marini. Inoltre, questa situazione ha favorito lo sviluppo di attività illecite. L'articolo 15 istituisce, presso il Ministero della transizione ecologica, il tavolo interministeriale di consultazione permanente, con funzioni di coordinamento dell'azione di contrasto dell'inquinamento marino, anche dovuto a plastiche; di ottimizzazione dell'azione dei pescatori; di monitoraggio dell'andamento del recupero dei rifiuti, conseguente all'attuazione della legge SalvaMare, con diffusione dei dati e dei contributi. Il tavolo interministeriale ha una composizione variegata, per garantire contributi derivanti da competenze ed esperienze diverse. Più nel dettaglio, è composto da rappresentanti dei Ministeri e, in particolare, del Ministero della transizione ecologica, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del Ministero dello sviluppo economico, a cui, in Commissione ambiente, abbiamo aggiunto anche un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili; rappresentanti del mondo scientifico, ossia di ISPRA e del Sistema nazionale a rete di protezione dell'ambiente (SNPA) e del CNR. ln Commissione abbiamo portato a due i rappresentanti di ISPRA e a 5 quelli del SNPA; rappresentanti del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, dei gestori delle aree marine protette e delle Regioni; rappresentanti del settore della pesca; un rappresentante della Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità del sistema portuale. La norma consente la partecipazione al tavolo interministeriale di ogni altro soggetto ritenuto utile alla completa rappresentazione degli interessi coinvolti e delle questioni trattate. L'articolo 16 prevede che il Ministro della transizione ecologica presenti una relazione annuale circa l'attuazione della legge SalvaMare. L'articolo 17 prevede la clausola di invarianza finanziaria. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Binetti, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bruzzone, Candura, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Comincini, D'Alfonso, Dal Mas, De Poli, Di Marzio, Fazzolari, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Iori, Iwobi, Marin, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Perosino, Pichetto Fratin, Pirovano, Pittella, Pucciarelli, Renzi, Ronzulli, Sbrana, Sciascia, Segre, Sileri e Vaccaro.