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Nel caso in cui il dispositivo sia azionato da energia esterna esso è dotato di una coppia di elementi sensibili ciascuno in grado di fare interrompere automaticamente l'apporto di calore al generatore o al recipiente. 4. Dispositivi di protezione. Dispositivi destinati a prevenire l'entrata in funzione dei dispositivi di sicurezza. 4.1. Dispositivi di protezione ad azione positiva. Dispositivi di protezione il cui intervento si verifica non soltanto al raggiungimento di un determinato valore del parametro controllato ma anche in caso di guasto del sistema sensibile. 4.2. Termostato di blocco. Dispositivo che ha la funzione di interrompere automaticamente l'apporto di calore al generatore al raggiungimento del limite prefissato di temperatura del liquido surriscaldato; il ripristino dell'apporto di calore deve avvenire solo con intervento manuale. 4.3. Flussostato di blocco. Dispositivo che ha la funzione di interrompere automaticamente l'apporto di calore al generatore quando la portata del liquido surriscaldato in circolazione scende sotto il minimo stabilito; il ripristino dell'apporto di calore deve avvenire solo con intervento manuale. 4.4. Livellostato di blocco. Dispositivo che ha la funzione di interrompere automaticamente l'apporto di calore al generatore nel caso in cui nel vaso di espansione il livello scenda al valore minimo stabilito; il ripristino dell'apporto di calore deve avvenire solo con intervento manuale. 4.5. Pressostato di blocco. Dispositivo che ha la funzione di interrompere automaticamente l'apporto di calore al generatore al raggiungimento del limite di pressione prefissato; il ripristino dell'apporto di calore deve avvenire solo con intervento manuale. 5. Mezzo di alimentazione. Apparecchiatura che ha la funzione di reintegrare le perdite di liquido e gli eventuali prelievi dall'impianto. 6. Dispositivo indicatore. Dispositivo atto a consentire la lettura immediata dei valori di temperatura, pressione, livello. 7. Sistema di circolazione. Sistema atto a trasferire all'esterno o dall'esterno del generatore il liquido surriscaldato. 8. Potenza termica nominale del generatore. Massima quantità di calore dichiarata dal progettista che può essere ceduta in modo continuo al liquido nell'unità di tempo, espressa in kW (kcal/h). 9. Potenza termica nominale del focolare. Quantità di calore sensibile che deve essere prodotta nell'unità di tempo nel focolare del generatore a fuoco diretto, espressa in kW (kcal/h) e riferita al p.c.i. convenzionale del combustibile, per conseguire la potenza termica nominale del generatore stesso. 10. Recipiente di liquido surriscaldato. Recipiente contenente liquido surriscaldato destinato a riscaldare per via indiretta prodotti in elaborazione. 11. Temperatura di ebollizione di una miscela di liquidi. La temperatura di ebollizione di una miscela di liquidi si assume convenzionalmente pari alla temperatura corrispondente al 2% in peso di distillato. Capitolo III SISTEMA D'ESPANSIONE 1. Ogni generatore deve essere in comunicazione non intercettabile con un sistema d'espansione, dimensionato dal progettista abilitato in base al volume del liquido contenuto nell'impianto ed al coefficiente di espansione corrispondente alla temperatura di progetto del generatore. Non sono ammessi vasi di espansione aperti. 1.1. Nel caso in cui le pompe di circolazione siano interposte fra generatore e vaso di espansione, devono essere rispettate le seguenti condizioni: a) le pompe siano di tipo centrifugo; b) vengano sigillati in posizione aperta, secondo le procedure di cui al successivo punto 1.2. , gli organi di intercettazione di una o più pompe le cui bocche dovranno avere sezione complessiva non inferiore a quella di calcolo del tubo di espansione; c) non siano interposte valvole di non ritorno. 1.2. Eventuali valvole di intercettazione non devono comportare restringimenti di sezione rispetto alla sezione di calcolo del tubo di espansione e devono essere piombate in posizione di completa apertura dall'organismo di controllo, al quale dovranno essere segnalate tempestivamente le manovre che abbiano comportato manomissioni della piombatura. Alla ditta utente è fatto carico di tenere un apposito registro per l'annotazione di ogni operazione di piombatura o spiombatura delle predette valvole. 1.3. Negli impianti con generatori in batteria un solo sistema di espansione può essere comune a tutti i generatori. 1.4. Nel dimensionamento del tubo di espansione si deve tenere conto della potenza termica del (dei) generatore, delle sue caratteristiche geometriche, del coefficiente di dilatazione termica e delle altre caratteristiche fisiche del liquido surriscaldato. Il diametro interno del tubo di espansione deve comunque essere non inferiore a 25 mm. 1.5. Il vaso d'espansione deve essere munito di un indicatore di livello con segno di minimo. 1.6. Il vaso deve essere costruito, installato e dotato di accessori in conformità alle norme vigenti sugli apparecchi a pressione. Gli accessori di sicurezza devono essere installati sul lato gas. Per pressioni di progetto non superiori a 1 bar è ammesso, quale dispositivo di sicurezza, la guardia idraulica purché il liquido di tenuta sia compatibile con il liquido contenuto nell'impianto e sia protetto dal gelo e, inoltre, il diametro interno del tubo del dispositivo sia non inferiore a 25 mm. Capitolo IV DISPOSITIVI DI SICUREZZA 1. Valvole di sicurezza. 1.1. Ogni generatore e recipiente di liquido surriscaldato, salvo i recipienti previsti dall'ultimo comma dell'art. 1 del decreto 1' dicembre 1975, deve essere dotato di almeno una valvola di sicurezza avente le seguenti caratteristiche. 1.2. Le valvole di sicurezza devono essere costruite, dimensionate ed installate in conformità alle specificazioni tecniche applicative del decreto ministeriale 21 maggio 1974 (Gazzetta Ufficiale n. 179 del 10 luglio 1974), salvo quanto appresso specificato. In ogni caso il diametro minimo dell'orifizio delle valvole deve essere non inferiore a 15 mm. 1.3. Le valvole devono essere di tipo omologato e dichiarate idonee, da parte del fabbricante delle valvole, a scaricare il liquido surriscaldato previsto o, nel caso di impianti esistenti, dal tecnico abilitato. 1.4. Le valvole di sicurezza devono essere installate direttamente sulla parte superiore del generatore oppure sulla mandata, il più vicino possibile all'attacco del generatore stesso, senza organi di intercettazione. È ammessa l'installazione della valvola di sicurezza sul vaso di espansione quando tra generatore e vaso di espansione non vi sono organi di intercettazione o interposizione di pompe e semprechè le tubazioni di collegamento fra generatore e vaso di espansione siano adeguatamente dimensionate per la portata massima da scaricare. Per eventuali organi di intercettazione installati a monte e a valle delle valvole di sicurezza vale quanto prescritto dall'art. 22 del decreto ministeriale 21 maggio 1974 e dalla relativa specifica tecnica applicativa. 1.5. Le valvole di sicurezza devono essere del tipo con coperchio chiuso e prive di leve di sollevamento; l'eventuale foro di sfiato deve scaricare in posizione di sicurezza. 1.6.