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Gli aeromobili da impiegare per il VDS per il volo libero, privi di motore e con decollo o atterraggio a piedi e da superficie fissa, a esclusione delle attività di base jumping , in quanto utilizzati per l'esercizio di un'attività fisica, motoria o sportiva, sono considerati attrezzi sportivi. 2. L'attività di volo libero è svolta secondo le regole del volo a vista diurno e nel rispetto delle regole, delle limitazioni e dei divieti applicabili agli spazi aerei impegnati. Art. 5. (Titoli e qualifiche professionali per l'esercizio dell'attività di volo libero) 1. L'attività professionale, anche in via non esclusiva, di istruttore di volo per il conseguimento degli attestati, delle abilitazioni e delle licenze per il volo libero è esercitata dai soggetti in possesso del relativo titolo rilasciato ai sensi del regolamento di cui all'articolo 6. 2. L'attività professionale, anche in via non esclusiva, di accompagnamento di singole persone con aeromobili per il volo libero biposto, al fine della condivisione dell'attività sportiva e non a fini di istruzione, è esercitata dall'accompagnatore di volo libero. 3. L'attività professionale, anche in via non esclusiva, di organizzazione di servizi, per l'accompagnamento non in volo biposto, di accoglienza e di guida, nel territorio e in volo, non a fini di istruzione, di soggetti che praticano il volo libero è esercitata dalla guida di volo libero. 4. Il regolamento di cui all'articolo 6stabilisce i requisiti tecnici e professionali per l'abilitazione alle professioni di accompagnatore e di guida di volo libero. L'Aero Club d'Italia provvede al rilascio del titolo abilitante all'esercizio delle professioni di cui al presente comma a seguito della frequenza dei relativi corsi di formazione indetti e organizzati dallo stesso Aero Club d'Italia e dell'accertamento delle capacità professionali mediante un apposito esame finale. 5. Presso l'Aero Club d'Italia è istituito il registro degli istruttori, degli accompagnatori e delle guide di volo libero. 6. Le attività professionali di cui ai commi 2 e 3 sono svolte presso gli Aero Club federati e gli enti aggregati all'Aero Club d'Italia che svolgono le attività previste dallo statuto del medesimo Aero Club d'Italia, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 2013, n. 53. 7. Il regolamento di cui all'articolo 6 stabilisce le dotazioni necessarie, comprese quelle di sicurezza, e gli ambiti territoriali entro i quali le associazioni e gli enti di cui al comma 6 del presente articolo possono svolgere le attività professionali di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo. Art. 6. (Regolamento per il volo libero) 1. Con regolamento da adottare con decreto del Ministro delle infrastrutture ee dei trasporti, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dell'Aero Club d'Italia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le attività relative: a) all'accertamento dell'idoneità psico-fisica ai fini dell'addestramento e dell'esercizio dell'attività di volo libero, prevedendo che tale accertamento sia effettuato con una periodicità non superiore al biennio; b) all'attività e ai programmi dei corsi teorici e pratici per il conseguimento degli attestati, delle abilitazioni e delle licenze di volo libero; c) all'attività e ai programmi dei corsi teorici e pratici per il conseguimento dell'attestato per l'esercizio del volo libero biposto, nonché delle qualifiche di istruttore, di istruttore esaminatore, di accompagnatore e di guida di volo libero; d) alla frequenza temporale dei corsi per il rilascio delle qualifiche di istruttore, di istruttore esaminatore, di accompagnatore e di guida di volo libero; e) alle coperture assicurative per l'esercizio dell'attività di volo libero; f) ai requisiti organizzativi, strutturali e di sicurezza necessari per l'esercizio delle attività di accompagnatore e di guida di volo libero; g) ai sistemi di sicurezza obbligatori; h) al riconoscimento delle qualifiche e delle licenze rilasciate all'estero; i) ai requisiti e alle autorizzazioni per le attività di istruzione svolte da organizzazioni estere nel territorio nazionale. Art. 7. (Regolamento per gli aeromobili da impiegare per il VDS provvisti di motore e alianti) 1. Con regolamenti da adottare con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dell'Aero Club d'Italia, formulata sentite le associazioni di categoria accreditate e previa consultazione pubblica effettuata dallo stesso Aero Club d'Italia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati: a) i requisiti dell'idoneità psico-fisica ai fini dell'addestramento e della conduzione degli aeromobili da impiegare per il VDS provvisti di motore e alianti, prevedendo una periodicità di verifica non superiore al quinquennio, che tenga conto dell'età e della tipologia di licenza, e prevedendo altresì la possibilità della conduzione dei medesimi aeromobili anche da parte di soggetti con disabilità; b) l'attività e i programmi dei corsi teorici e pratici per il conseguimento delle licenze, delle abilitazioni e degli attestati per la conduzione degli aeromobili da impiegare per il VDS provvisti di motore e alianti, svolti professionalmente, anche in via non esclusiva, da istruttori di volo, prevedendo la loro armonizzazione con i programmi didattici delle licenze dell'EASA e il riconoscimento delle licenze di volo dell'EASA, il cui possesso abilita alla conduzione degli aeromobili da impiegare per il VDS provvisti di motore e alianti; c) i requisiti periodici di idoneità per il mantenimento delle licenze e degli altri titoli di volo, nonché dei titoli di istruttore di volo, per l'esercizio delle attività di VDS con aeromobili provvisti di motore e alianti; d) l'istituzione di un registro degli istruttori di aeromobili da impiegare per i VDS provvisti di motore e alianti; e) i requisiti tecnici per la progettazione, la costruzione e la manutenzione degli aeromobili da impiegare per il VDS provvisti di motore e alianti, recependo anche i requisiti previsti dagli altri Stati membri dell'EASA e da quelli con i quali l'EASA ha stipulato un accordo bilaterale in materia di aeronavigabilità, prevedendo le modalità di estensione della durata di componenti a vita limitata; f) i requisiti di equipaggiamento avionico e le licenze e abilitazioni minime necessarie ai fini della navigazione in spazi aerei controllati e per l'uso degli aeroporti; g) le dotazioni avioniche e le licenze e abilitazioni minime necessarie per l'uso degli aeroporti la cui zona di traffico di aeroporto (ATZ) insiste all'interno di uno spazio aereo di classe « G », nel rispetto delle generali norme e attribuzioni in materia di circolazione aerea;