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A solo titolo di esempio, nel caso dell'imprenditore Pastore, risulta che le presunte vittime abbiano dichiarato meno di un terzo dei loro debiti, senza che vi sia stato alcun controllo in tal senso; nelle denunce dell'imprenditore Pastore viene anche evidenziato che nel piano di investimento e di utilizzo si raggiungerebbe il massimo della superficialità e della trascuratezza: 1) la normativa prevede, giustamente, che le spese per il giudizio relativo alla denuncia come vittime dell'usura siano comprese nel mutuo, e siano in qualche maniera anticipate dallo Stato, ma nessuno ha controllato che ben 16.500 euro di queste spese legali siano stati invece destinati, con l'avallo del fondo, a pagare gli avvocati che hanno difeso le presunte vittime nei processi penali, a loro carico, per minacce rivolte ai loro creditori. In altri termini il fondo ha pagato la difesa in giudizio dei violenti e non ha risarcito le vittime delle loro violenze; 2) 98.000 euro comprensivi di interessi sarebbero stati destinati, con l'avallo del fondo, non a creditori ma a chi ha prestato denaro alle presunte vittime di usura; a parere degli interroganti il rischio è che, come richiamato dalla Corte dei conti, un tale modus operandi abbia visto o possa vedere come protagoniste anche le organizzazioni di stampo mafioso, soprattutto in questo momento storico a causa delle conseguenze economiche derivate della pandemia. Motivo per cui si riterrebbe necessaria l'attenzione del procuratore nazionale antimafia affinché valuti l'opportunità di avviare un'indagine su questo sistema criminale, ancora più grave di altri dal momento che lucra fondi destinati al ristoro delle vittime di usura, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di accertare se il descritto sistema criminale, quantomeno in Puglia e Lombardia dove la truffa ai danni del fondo riprodurrebbe un analogo modus operandi , manifesti evidenti caratteri di associazione organizzata; se il danno erariale, valutato dalla Corte dei conti tra un minimo di 15 milioni ad un massimo di 30 milioni di euro, possa essere stato favorito da trascuratezza nell'esaminare e nel deliberare sulle istanze di accesso al fondo di solidarietà alle vittime dell'usura; se abbia contezza dell'avvenuta erogazione dei suddetti 18,3 milioni di euro a presunte vittime di usura, rendendo così esplicito l'ammontare totale della truffa operata ai danni dell'erario; se corrisponda al vero che il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative anti racket e antiusura si sia limitato alla revoca tardiva e, a giudizio degli interroganti, inutile del mutuo, ovvero solo quando la somma erogata non era più rintracciabile; se voglia disporre, coinvolgendo le università, le vittime di questo sistema nonché le associazioni e fondazioni anti racket e antiusura, un focus di approfondimento per analizzare i meccanismi che ne hanno favorito la genesi e risolvere definitivamente la stortura; se non ritenga opportuno approntare procedure finalizzate alla riduzione del rischio di improprio utilizzo dei fondi destinati ai soggetti usurati senza limitarne la fruizione per i cittadini che ne hanno oggettivo bisogno, tanto più in questo periodo particolarmente difficile. Atto n. 4-03632 MANGIALAVORI Al Ministro dell'interno Premesso che: con decreto del Ministro dell'interno, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze in data 18 dicembre 2018, sono stati fissati i criteri di ripartizione del fondo per la sicurezza urbana, istituito dall'art. 35- quater del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132; l'articolo 1, comma 1, lett. c) , dispone che, per l'anno 2020, una quota pari al 14 per cento delle risorse del fondo sia destinato ai Comuni litoranei per il finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto dell'abusivismo commerciale e della vendita di prodotti contraffatti nella stagione estiva; come si legge nel decreto, tali risorse ammontano a 2,8 milioni di euro, e sono integrate con un ulteriore stanziamento di 2 milioni di euro a valere sul fondo unico giustizia, ai sensi dell'art. 1, comma 2, così da destinare all'iniziativa "Spiagge sicure - estate 2020" un totale di 4,8 milioni di euro; l'articolo 1 stabilisce, inoltre, che "i comuni beneficiari devono essere individuati in base alle presenze negli esercizi ricettivi secondo i dati ISTAT riferiti al 2018, e che non possono accedere alle predette risorse gli enti che hanno già usufruito di contributi per iniziative analoghe promosse da questo Dicastero o per altre iniziative previste nello stesso decreto"; ai fini dell'accesso alle risorse del fondo per l'anno 2020, il decreto fornisce alcune indicazioni, evidenziando che il finanziamento è riservato ai primi 150 Comuni litoranei per numero di presenze nelle strutture ricettive in base ai dati ISTAT relativi al 2018 che presentino le seguenti caratteristiche: a) non essere capoluogo di provincia; b) popolazione non superiore a 50.000 abitanti alla data del 1° gennaio 2019; c) non essere stato destinatario di contributi per iniziative analoghe promosse dal Ministero dell'interno o per altre iniziative previste dal decreto interministeriale 18 dicembre 2018; il contributo, concesso nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, ammonta, per ciascun Comune, a 32.000 euro; l'elenco dei Comuni litoranei, allegato al decreto e ordinato in base alle predette caratteristiche, non contempla i Comuni che avevano beneficiato del contributo lo scorso anno, si chiede di sapere: quali siano i motivi dell'esclusione dei predetti Comuni; se il Ministro in indirizzo sia consapevole del fatto che la maggior parte dei Comuni esclusi è quella che presenta maggiori criticità e che, di conseguenza, necessita di fondi adeguati per affrontare le emergenze connesse alla gestione delle spiagge. Atto n. 4-03633 DE PETRIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'Azienda trasporti molisana (ATM) ed altre società di trasporto pubblico, dopo avere già provato a farlo nel settembre 2019, hanno soppresso tutte le fermate dei propri autobus nella zona industriale di Atessa (Chieti), mantenendo solo quella principale dinanzi allo stabilimento Sevel; l'11 settembre 2019 fu necessario un tavolo tecnico interregionale tra Regioni Abruzzo e Molise, i sindacati e i rappresentanti delle imprese concessionarie, per riattivare le fermate presso gli stabilimenti dell'indotto della val di Sangro, dove lavorano centinaia di operai molisani, ma anche pugliesi, che utilizzano i pullman in partenza da Campomarino (Campobasso);