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Ai fini dell'applicazione della presente legge, le unità abitative costituiscono domicilio delle persone che vi abitano, indicate nella comunicazione. 5. I diritti di cui al comma 1 valgono a tempo indeterminato, finché perdura la proprietà del fondo e dell'unità mobile, allorché alla comunicazione di cui al comma 1 sia allegata copia autenticata del contratto regolarmente registrato di compravendita del terreno e dell'unità mobile attestante che il soggetto presentatore della comunicazione o uno dei suoi familiari conviventi è il legale proprietario dell'unità mobile e del fondo su cui insiste. Nell'ipotesi di locazione o usufrutto del terreno, alla comunicazione deve essere altresì allegata copia del contratto di locazione o di comodato legalmente registrati e il consenso del legale proprietario espresso con atto scritto e autenticato. In tal caso, i diritti cessano alla scadenza del contratto di locazione o di comodato, salvo rinnovo del contratto regolarmente registrato. Il comune invia al competente ufficio del registro copia della comunicazione affinché sia allegata al contratto di compravendita o di locazione registrati; l'ufficio del registro comunica immediatamente al comune ogni variazione o mutamento del contratto registrato. Lo stazionamento perdura allorché sia data comunicazione al comune del consenso, da allegarsi con atto scritto e autenticato, del nuovo proprietario dell'area e del nuovo contratto di locazione o di comodato. 6. La comunicazione di cui al comma 1 non comporta il mutamento della destinazione d'uso del fondo a cui si riferisce non consente comunque l'edificazione di edifici o fabbricati su terreni ad uso agricolo o altri tipi di abusi edilizi, né lo svolgimento, sul medesimo fondo, di attività di campeggio, di agriturismo o di attività industriali o artigianali o commerciali. 7. Nelle procedure di modifica degli strumenti urbanistici e di gestione del territorio le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali favoriscono le eventuali richieste di mutamento di destinazione d'uso dei terreni di proprietà privata su cui legalmente stazionano unità abitative mobili occupate da persone e famiglie appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti allorché la richiesta di mutamento della destinazione d'uso sia stata presentata dal proprietario appartenente alla citata minoranza e comporti l'edificazione di immobili ad uso di abitazione destinati all’alloggio, in tutto o in parte, delle medesime persone che sul fondo fruivano di un alloggio per effetto della comunicazione di stazionamento. 8. L'ospitalità temporanea per più di ventiquattro ore a persone diverse da quelle indicate nella comunicazione di cui al comma 1, salve modifiche o nascite tempestivamente comunicate, è consentita se nella stessa comunicazione sia stata documentata l'esistenza nelle unità mobili di appositi spazi alloggiativi aggiuntivi idonei dal punto di vista igienico-sanitario. Le generalità delle persone ospitate devono essere comunicate entro le successive ventiquattro ore alla competente autorità di pubblica sicurezza. 9. La persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti che abbia regolarmente trasferito il suo alloggio in un immobile ad uso di abitazione ceduto in proprietà o in locazione, ovvero in un alloggio di edilizia residenziale pubblica legalmente assegnato, decade dagli effetti della comunicazione di stazionamento di cui al comma 1 effettuata al medesimo comune in cui si trova l'alloggio o di un comune della stessa regione, mentre le altre persone indicate nella comunicazione medesima hanno il diritto di continuare ad alloggiare sul terreno se vi è il consenso scritto del proprietario e un regolare contratto registrato di locazione o di comodato intestato ad una di loro. 10. Qualora vengano meno, anche in parte, i requisiti igienico-sanitari del terreno o delle unità mobili, il comune, anche su richiesta delle autorità sanitarie, con atto scritto e motivato, indica agli occupanti i rimedi necessari e un termine congruo entro il quale effettuarli. Qualora non sia stato effettuato il pagamento della rata annuale del contributo di cui al comma 3, il sindaco ingiunge il pagamento indicando il termine entro il quale esso deve essere effettuato, con l'aggiunta degli eventuali interessi di mora; in caso di impossibilità di procedere al pagamento, gli occupanti comunicano tempestivamente al comune le eventuali nuove condizioni economiche disagiate. 11. Il divieto di stazionamento è disposto dal comune quando si verifichi una delle seguenti circostanze: a) vengono meno anche in parte i requisiti prescritti dalla legislazione vigente; b) è trascorso invano il termine indicato dal comune per effettuare i rimedi necessari a ripristinare i requisiti igienico-sanitari; c) le unità mobili della famiglia allargata sono state allontanate dal fondo per un periodo superiore a quello massimo consentito; d) è trascorso il termine indicato nell'ingiunzione di pagamento del canone di stazionamento senza che esso sia stato pagato o senza che sia pervenuta documentazione attestante le sopravvenute condizioni economiche disagiate. In tali ipotesi, il comune invia all'interessato e ai suoi familiari adulti con lui conviventi l'atto scritto e motivato con cui si comunica l'avvio del procedimento che può condurre al divieto di stazionamento e la facoltà per gli interessati di produrre al responsabile del procedimento controdeduzioni scritte entro un termine non inferiore a dieci giorni. L'eventuale provvedimento di divieto di stazionamento nell'area interessata è adottato dal comune con atto scritto, motivato e comunicato agli interessati che vivono nelle unità abitative mobili collocate all'interno dell'area. Il provvedimento è limitato soltanto a determinate persone, a quella determinata area e ad un tempo limitato, tiene conto delle eventuali controdeduzioni prodotte e indica, per coloro che sono privi di un alloggio, le sistemazioni alloggiative alternative disponibili nel medesimo comune, adatte comunque a preservare l'unità delle famiglie e a garantire la continuità scolastica dei minori, nonché un termine congruo, comunque non inferiore a trenta giorni, per liberare l'area dalle unità mobili. Scaduto tale termine può essere disposto, nei confronti delle unità abitative e dei loro occupanti, lo sgombero con l'uso della forza pubblica. 12. Il divieto di stazionamento è altresì disposto con atto scritto e motivato dal questore allorché si debba dare esecuzione immediata, a carico delle persone adulte indicate nella comunicazione di stazionamento, a sentenze definitive di condanna a pene detentive, a misure di sicurezza detentive, a misure di prevenzione personale, ad un provvedimento di allontanamento o di espulsione dal territorio dello Stato, ovvero allorché il terreno o le unità mobili siano sottoposti a provvedimenti immediatamente esecutivi di confisca o di sequestro disposti dall'autorità giudiziaria o a provvedimenti definitivi di requisizione o di espropriazione per pubblica utilità. Art. 29. (Sosta temporanea) 1. Ciascun comune può prevedere, con apposito regolamento, aree di transito attrezzate per la sosta temporanea di unità abitative mobili occupate da famiglie appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti.