[resaula]

va altresì ricordato che la rigenerazione delle aree urbane degradate e la sicurezza territoriale passano anche per la lotta alla dispersione scolastica, ossia a quell'insieme di processi che, determinando rallentamenti, ritardi o altre interruzioni più o meno prolungate, possono alla fine portare all'abbandono di un iter scolastico, con gravi conseguenze in termini di esclusione sociale per i ragazzi che abbandonano prematuramente la scuola e che rischiano maggiormente la disoccupazione, con un grosso aumento dei costi socioeconomici tanto a livello individuale, quanto a livello collettivo; per attuare le necessarie strategie di prevenzione e intervento appare altresì indispensabile la creazione di un apposito fondo destinato alle politiche di integrazione ed educazione, quale strumento principale per la lotta alla dispersione scolastica al fine di accompagnare i giovani, sin dalla primissima scolarizzazione, con un adeguato sostegno, all'apprendimento e ad esempio prevedendo l'attivazione di misure di tutoraggio e di percorsi personalizzati, laddove necessario; pensare, come fa questo Governo, di affrontare il tema della sicurezza riducendola al contrasto dei reati di strada separandolo dal tema della battaglia per la legalità e contro le mafie è un errore: non è più sicuro un Paese in cui si fanno 9 condoni, come è successo quest'anno; la corruzione è un male che attanaglia la nostra società e sottrae ogni anno ingenti risorse che potrebbero essere utilizzate per politiche di sviluppo e di equità. Centinaia di appalti, che vogliono dire lavoro, occupazione e ripresa, restano spesso fermi a causa di illegalità e conseguenti inchieste; il Partito democratico, quando si parla di misure di contrasto alla corruzione, è sempre presente ed è sempre in prima linea. Quest'attenzione è stata dimostrata nella XVII Legislatura, quando ha introdotto una legislazione molto puntuale, con un aumento delle pene significativo per tutti i reati contro la pubblica amministrazione, con la reintroduzione del falso in bilancio, con l'introduzione del reato di autoriciclaggio, con l'istituzione dell'Autorità nazionale anticorruzione, che è stata dotata di personale, risorse e poteri per operare adeguatamente, e con l'approvazione della legge sul cosiddetto whistleblowing (legge n. 179 del 2017), cioè una legge finalizzata a garantire la possibilità della denuncia anche all'interno delle pubbliche amministrazioni di comportamenti lesivi della pubblica amministrazione stessa; la nascita dell'Anac, con la guida assegnata a Raffaele Cantone, ha permesso di dotare l'Italia di strumenti ancora più efficaci rispetto ad altri Paesi contro questa piaga e di liberare la realizzazione di grandi opere da continue interruzioni; il cosiddetto decreto sblocca cantieri (AS 1248, decreto-legge n. 32 del 2019) persegue invece, in nome della necessità di velocizzare le opere con l'idea pericolosa che ciò si faccia riducendo i controlli, obiettivi di segno opposto: togliere all'Anac poteri e funzioni, alzare le soglie per la trattativa senza gara, liberalizzare i subappalti e tornare al massimo ribasso; la Commissione europea, nella relazione per Paese relativa all'Italia del 27 febbraio 2019, ha riconosciuto che, per quanto riguarda il processo civile, nel complesso, le riforme dei Governi precedenti stanno iniziando a incidere positivamente sulla durata dei processi nei gradi di giudizio superiori; dal punto di vista organizzativo, nella XVII Legislatura, è stato rafforzato il personale amministrativo, riequilibrandolo rispetto al numero di magistrati. Nel triennio 2017-2019, inoltre, il settore giustizia bandendo nuovi concorsi o attingendo a graduatorie valide può già reclutare ulteriori mille amministrativi (in ruoli non dirigenziali) con contratto a tempo indeterminato. Tali ingressi andavano ad aggiungersi all'assunzione straordinaria di altri 1.000 assistenti giudiziari prevista dal decreto sul processo amministrativo telematico (di cui al decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012); si è poi attuato l'ufficio per il processo anche nell'ambito del processo amministrativo, dopo la positiva esperienza in ambito civile. Il processo civile telematico ha inoltre velocizzato enormemente i tempi di emissione dei decreti ingiuntivi telematici: si parla di risultati che viaggiano intorno ai 48 milioni di euro risparmiati e di un notevole recupero di efficienza anche in termini di tempi; l'introduzione del processo telematico è stata ampiamente avviata dal precedente Governo, che si è speso per il conseguimento dell'obiettivo in termini normativi, organizzativi e di progettazione (sta proseguendo il processo di digitalizzazione nei tribunali si è allargato il processo civile telematico presso la Corte di cassazione e si sono allineati i cantieri di lavoro che riguardano il processo amministrativo telematico, il processo penale telematico, il processo contabile telematico, il processo tributario telematico); per aggredire la problematica della durata complessiva dei procedimenti civili, per limitare gli abusi del processo e garantire un funzionamento più efficiente dei tribunali, il programma nazionale di riforma (PNR) prevede il raggiungimento dell'obiettivo di efficientamento del processo civile entro il 2019 mediante l'adozione di un disegno di legge delega di riforma complessiva del codice di procedura civile di cui, ad oggi, non vi è traccia; sempre sul tema della prescrizione, si è deliberatamente omesso di ricordare che un'ampia riforma della prescrizione è già stata compiutamente portata a termine nella XVII Legislatura all'interno della già citata riforma del processo penale, con l'obiettivo principale di limitare l'estinzione dei reati per prescrizione; la nuova disciplina della prescrizione, introdotta con la cosiddetta legge "spazzacorrotti" (legge n. 3 del 2019), non ha atteso neanche gli esiti della precedente riforma, i cui effetti saranno apprezzabili solo per i fatti commessi dopo l'entrata in vigore, e rischia di avere un impatto espansivo per quanto riguarda la durata dei processi; la risposta alla sfida delle mafie che hanno un'evidente dimensione internazionale non può che essere di carattere internazionale: serve una legislazione europea che introduca in tutto il continente il reato di associazione e la confisca dei beni ai mafiosi, e soprattutto serve accelerare l'istituzione della Procura europea, con un alto livello di indipendenza che possa avere in prospettiva competenza anche in materia di terrorismo e criminalità organizzata; nella XVII Legislatura sono state recepite fondamentali decisioni quadro, come quella sulle squadre investigative comuni, sul blocco e sequestro dei beni, sul reciproco riconoscimento delle decisioni pronunciate in assenza dell'interessato; alcune di esse risalgono addirittura a quindici anni fa, e si è attivato un potenziamento della cooperazione bilaterale con i Paesi extra Unione europea appartenenti ad aree strategiche per il contrasto al terrorismo, al crimine organizzato, al traffico clandestino di esseri umani, alla corruzione;