[resaula]

il ragazzo ha pubblicamente etichettato sui social media l'avvocato Signorini come omofoba, incitando gli amici a segnalare il profilo della professionista; l'attivista ha immediatamente contattato la stampa, le radio e i quotidiani nazionali, dichiarando di essere un "educatore omosessuale vittima di un avvocato omofoba"; a seguito della gogna mediatica intrapresa dall'attivista LGBT, sono comparsi su un quotidiano locale, con il titolo "Gli avvocati contro la 'collega omofoba'", giudizi e denigrazioni rilasciati dal presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati e dal presidente del comitato delle pari opportunità; nell'articolo i presidenti dichiaravano di ritenere la collega colpevole di avere espresso opinioni irrispettose dell'uguaglianza e denigratorie per la categoria forense, perché contrarie allo stile di vita del ragazzo omosessuale; pochi giorni dopo è stata resa pubblica sui social network una lettera a firma del presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati di Mantova, in cui quest'ultimo, dichiarandosi portavoce di tutti gli iscritti all'ordine, esprimeva disappunto, disapprovazione e desolazione per la "collega omofoba", tacciandola anche di incapacità professionale e rendendone pubblico nome e cognome, si chiede di sapere se sia legittimo che un presidente di un ordine professionale si esprima sulla stampa e pubblicamente contro una collega, oltretutto a nome di tutti gli iscritti, non preventivamente interpellati, tentando così di arrogarsi il diritto di uniformare al pensiero di pochi l'intera categoria forense e senza che siano state accertate responsabilità disciplinari. Atto n. 4-03974 AIMI Al Ministro della giustizia Premesso che: lo scorso 2 agosto 2020, i Carabinieri della centrale operativa di Borgo Val di Taro (Parma), sono intervenuti presso la stazione ferroviaria di Ostia Parmense per bloccare un tunisino che la stava letteralmente devastando; l'uomo, un 21enne con precedenti, era stato colto sul fatto: la porta a vetri era stata infranta, l'obliteratrice divelta e tre transenne gettate sul primo binario. Con grande difficoltà i militari dell'Arma hanno bloccato l'uomo. Con grande coraggio uno dei militari ha proceduto poi a rimuovere con la massima tempestività le transenne gettate sul primo binario, evitando così che il folle gesto del tunisino finisse in tragedia, evitando in particolare il deragliamento del treno in arrivo da La Spezia e diretto a Parma. Un disastro evitato. Delle tre transenne, due sono state spostate in fretta sul marciapiede mentre la terza è stata urtata dal convoglio e sbalzata a decine di metri di distanza. Il contraccolpo ha ferito, per fortuna solo in maniera lieve, il carabiniere che è stato prontamente medicato al pronto soccorso; il tunisino è stato tratto in arresto per attentato alla sicurezza dei trasporti ed altro e, contestualmente, è stato accompagnato dagli uomini del nucleo operativo radiomobile presso la locale compagnia dei Carabinieri; successivamente si è appreso che il tunisino è stato rimesso in libertà dal giudice per le indagini preliminari competente nonostante il pubblico ministero avesse richiesto la custodia cautelare in carcere ritenendo che ne sussistessero i presupposti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se, alla luce di quanto accaduto, e considerato che il responsabile del gravissimo gesto è stato rimesso in libertà con obbligo di firma, intenda avviare le più opportune verifiche di competenza, valutando altresì l'invio di ispettori ministeriali presso il Tribunale competente; quali ulteriori iniziative di carattere normativo intenda assumere per garantire la sicurezza dei cittadini, dei loro beni e di quelli pubblici, in particolare per far sì che la custodia cautelare in carcere non sia la regola per alcune categorie di indagati e l'eccezione per altre, composte sovente da pericolosi delinquenti (alla luce dei precedenti, delle pendenze penali e dei precedenti di polizia), nonché per accelerare e rendere effettive le espulsioni di tali soggetti, qualora stranieri, dal nostro Paese. Atto n. 4-03975 TOSATO ZULIANI Ai Ministri della difesa e dell'interno Premesso che: in data mercoledì 27 maggio 2020 sono arrivati a Verona 27 militari, inviati dal Ministero della difesa, in aggiunta a quelli già previsti dalla missione "Strade sicure"; i militari sono stati inviati su espressa richiesta dell'amministrazione comunale e dal prefetto della città, nel periodo della "fase 2", per avere maggiore supporto nei controlli; in un primo momento i militari sono stati operativi in tre postazioni, attive 24 ore su 24, presso piazza Erbe, corso Porta Borsari e piazza Bra; nel mese di luglio, l'amministrazione comunale aveva chiesto di dislocare i militari, dal lunedì al giovedì, in alcune aree sensibili come Porta Vescovo, piazza Pradaval, via dei Mutilati, arsenale, via Ponchielli e riva San Lorenzo, a tutela della sicurezza e del decoro pubblico, e considerato il ritorno dei turisti in città e l'avvio della stagione presso l'arena; considerato che: negli ultimi giorni il Governo ha deciso di inviare 10 dei 27 militari a Caltanissetta, in Sicilia, per svolgere attività di sorveglianza presso il centro di accoglienza (CDA) e il centro per richiedenti asilo (CARA); i presidi programmati e organizzati dalla città di Verona per l'estate sono fondamentali per il controllo del territorio e la sicurezza, e non possono essere ridimensionati a causa delle inadempienze dell'attuale Esecutivo nella gestione dei flussi migratori del Mediterraneo, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di correggere la situazione descritta e mantenere inalterato il numero dei militari della missione "Strade sicure" nella città di Verona. Atto n. 4-03976 ERRANI DE PETRIS RUOTOLO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a quanto risulta agli interroganti, la società DEMA, costituita a Napoli nel settembre 1993, da sempre attiva nel settore aeronautico, specializzata nella progettazione, industrializzazione e produzione di componenti strutturali complessi in materiale metallico e composito, assemblaggi per velivoli civili e militari, operatore di rilevanza primaria in ambito nazionale nel segmento delle aerostrutture, con principali clienti quali Leonardo (circa il 50 per cento del fatturato), Stelia, Bombardier, Israeli Aircraft Industries, Strata (UAE), Boeing, presente su quattro siti produttivi in Campania e Puglia, impiegando circa 700 persone, dopo anni di difficoltà finanziarie, nel 2017 ha avviato una ristrutturazione ex artt. 182- bis e 182- ter della legge fallimentare (di cui al regio decreto n. 267 del 1942, e successive modifiche), trovando nel fondo inglese "Bybrook Capital" il nuovo socio di maggioranza;