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Come pure è da ricordare il riciclaggio in alcune società abruzzesi da parte di noti personaggi vicini alla mafia siciliana e legati al gruppo mafioso Ciancimino-Lapis, che operava nel quadrilatero Sulmona, Casoli, Tagliacozzo e Avezzano (come raccontato dal "SITe" e il quotidiano "Il Centro" nell'articolo dal titolo "Corleonesi, Camorra, e Magliana sempre in agguato"); inoltre, a quanto risulta agli interroganti: recentemente è stata segnalata una "anomala concentrazione" di appartamenti nei comuni a forte propensione turistica di Cappadocia e Camporotondo, che vede coinvolto un tale Luca Rossi Callisto; proprio a Cappadocia sette anni fa la DIA sequestrò due appartamenti che facevano parte del tesoretto di Alfredo Bizzoni, basista e uomo chiave delle stragi mafiose del 1993; il timore degli interroganti e delle associazioni locali antimafia è che questi investimenti possano essere terreno fertile per possibili infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, che tramite prestanomi o società fantasma acquistano immobili in condomini o villaggi turistici per riciclare denaro sporco, considerando che tali soggetti sarebbero avvantaggiati anche dall'anonimato delle sedute condominiali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta in premessa; quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprendere per effettuare controlli circa il corretto uso dei fondi comunitari e, in caso affermativo, quali siano gli esiti di tali controlli e, stante la perdurante situazione esposta in premessa, quali urgenti iniziative di competenza intendano intraprendere per scongiurare l'eventuale uso fraudolento dei fondi comunitari e porre così termine agli affari sporchi della "Mafia dei pascoli"; se non ritengano, per quanto di competenza, di dover intraprendere iniziative allo scopo di verificare ed eventualmente prevenire operazioni di riciclaggio in beni immobiliari da parte della criminalità organizzata nelle zone altamente turistiche, così come segnalato dalle associazioni antimafia locali. Zone già segnate in passato dalla presenza di personaggi malavitosi coinvolti in tragici avvenimenti che hanno segnato la storia della Repubblica italiana. Atto n. 4-03568 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: nella puntata della trasmissione televisiva "Che tempo che fa", condotta da Fabio Fazio, andata in onda su RAI 2 lo scorso 24 maggio 2020, lo scrittore giornalista Roberto Saviano ha sostenuto che, nell'attuale periodo di crisi economica legato all'emergenza epidemiologica COVID-19, i commercialisti segnalerebbero alla criminalità organizzata quali sono attualmente le aziende in crisi finanziaria, avvisando pertanto i soggetti che esercitano attività di usura ed estorsione, delle condizioni di difficoltà in cui si trovano le imprese in dissesto; le dichiarazioni di Saviano, a giudizio dell'interrogante, oltre ad essere di assoluta gravità, risultano indubbiamente lesive per gli oltre 120.000 professionisti economici che quotidianamente sono in campo per la legalità, oltre che a sostegno dell'attività delle imprese e dei contribuenti del Paese; quanto da egli sostenuto, a parere dell'interrogante, appare inoltre evidentemente indegno per un servizio pubblico, ed accresce i sentimenti di delusione e di sfiducia da parte dell'intera categoria professionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili nei riguardi delle istituzioni, oltre che dequalificare l'attività di essi; quanto esposto, s'inserisce fra l'altro, all'interno di un quadro generale più ampio, legato alle misure, a parere dell'interrogante, discriminatorie e addirittura "punitive", fino ad oggi adottate dal Governo, nei riguardi dei liberi professionisti, nell'ambito dei provvedimenti legislativi ad oggi previsti, legati all'emergenza epidemiologica COVID-19, che si sommano alle offese inaccettabili da parte di Saviano, senza considerare, al riguardo, l'importanza e il contributo che la categoria dei commercialisti, sta dimostrando nella fase della pandemia, nei riguardi delle imprese e dei contribuenti, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, per quanto di competenza, nell'ambito di quanto esposto in premessa; se non ritengano che le dichiarazioni di Saviano siano di estrema gravità e ledano l'immagine dell'intera categoria nazionale dei commercialisti; in caso affermativo, quali iniziative di competenza intendano intraprendere nei confronti della RAI, al fine di accertare le responsabilità per quanto accaduto e di far valere eventuali violazioni del contratto di servizio; quali iniziative infine intendano assumere per tutelare la parità di trattamento dei temi trattati in tutte le forme di comunicazione, anche alla luce dell'alto valore civile e sociale dei temi in discussione, nei riguardi della categoria, la cui immagine ha subìto un evidente grave danno, che rischia di causare ripercussioni negative sull'attività dei commercialisti. Atto n. 4-03569 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: le autoscuole e scuole nautiche hanno protestato davanti alla sede della Motorizzazione civile di Napoli contro le nuove modalità degli esami teorici; si è trattata di una protesta legittima, perché il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha deciso unilateralmente di cambiare le linee guida, imponendo alle scuole di svolgere gli esami all'interno delle sale della Motorizzazione; questo comporterà ulteriore perdita di tempo, visto che saranno necessari tempi burocratici per attuare le modalità dei nuovi esami, oltre al fatto che questo imporrà sia agli alunni e sia ai dipendenti delle scuole guida trasferimenti e spostamenti che potranno favorire occasioni di contagio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fare chiarezza su tale vicenda, rivedendo le decisioni assunte per tutelare i diritti dei titolari delle scuole e della vasta utenza. Atto n. 4-03570 IANNONE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari europei Premesso che: la legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) l'introduzione dell'art. 88 -bis , rubricato "Rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici", il cui comma 4 riconosce ai vettori il diritto di recesso dai contratti di trasporto aereo, ferroviario e marittimo, "previa comunicazione tempestiva all'acquirente, quando le prestazioni non possono essere eseguite in ragione di provvedimenti adottati dalle autorità nazionali, internazionali o di Stati esteri, a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", prevedendo altresì che "[i]n tali casi il vettore ne dà tempestiva comunicazione all'acquirente e, entro i successivi trenta giorni, procede al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio oppure all'emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall'emissione";