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Insomma, la stessa cosa fatta su cifre leggermente inferiori del Governo Conte I per l'anno 2019. Deve essere chiaro che la cosiddetta flessibilità negoziata con l'Europa è a debito; e i debiti non sono gratuiti e non sono neanche per sempre. Il che vuol dire che questa flessibilità a debito va ad aumentare il già enorme debito pubblico, di tutta evidenza. Non si può neppure invocare l'alibi che il Governo ha dovuto negoziare con la Commissione europea. Qui la ragione del ritardo è tutto interno alla maggioranza e tutto relativo alla spesa corrente. Non c'è, a parte i 3 miliardi sul cuneo fiscale, neanche l'ombra di interventi che possano spingere l'economia riducendo il debito pubblico. Nel frattempo, però, abbiamo assistito per un mese, evidentemente sulla stampa, a lanci di grandi proclami, dal green new deal al family act . Il tutto sapendo che non ci sono soldi. E dunque, se le entrate del Paese sono pari a 855 miliardi e le uscite pari a 900 miliardi, aggiungendo questa manovra, capite che spolpare l'osso va bene, ma l'osso era già spolpato. Tutti annunci, tutti destinati a cadere l'uno dietro l'altro, creando aspettative e, quindi, relative frustrazioni nell'opinione pubblica. Noi avevamo proposto, per essere costruttivi, quattro emendamenti, ma non c'è stato verso di pensare ad approvarne neanche uno. Questi avrebbero aumentato il gettito e, forse, consentito investimenti in settori molto più rilevanti per lo sviluppo economico che non qualche aumento di spesa corrente. A tutto questo si somma lo scontro di queste ore in merito all'intervento per mettere in sicurezza la Banca popolare di Bari. Su questo voglio fare una osservazione molto semplice: salvataggio, sì; nazionalizzazione, no. Questa, almeno, è la posizione che Più Europa esprime in modo molto netto. Infine, lo scorso anno non ho partecipato al voto per una sorta di obiezione di coscienza a questa umiliazione del lavoro parlamentare, che si è ripetuta esattamente quest'anno ancora. Quindi, anche quest'anno, per le stesse ragioni, io farò altrettanto. A questa pseudo farsa, perché amo la democrazia parlamentare e amo le istituzioni, io veramente non voglio partecipare. È il maggior rispetto che possono attribuire a questo Parlamento. (Applausi del senatore Martelli). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, in apertura del mio intervento mi sia permesso ringraziare i membri della Commissione bilancio, di cui faccio parte, sia di maggioranza che di opposizione, perché - credetemi - si è lavorato in una situazione poco agevole, per usare un eufemismo. Della manovra finanziaria al nostro esame possiamo dire, innanzitutto, che essa manca di un disegno strategico e di una visione per rilanciare il nostro Paese. Si vuole trasformare in legge una serie di misure tra loro eterogenee, sconclusionate e incoerenti, utilizzate solo ed esclusivamente come collante di questa sgangherata maggioranza. Colleghi, avete usato la legge principale dello Stato per tenere unita questa raffazzonata maggioranza di Governo. Signor Presidente, in Commissione bilancio è stato pietoso assistere ai balletti, alle interruzioni, agli aggiornamenti, ad una situazione che il pur lodevole impegno del presidente Pesco tentava di salvare, causata dalle divisioni e dalle rotture della maggioranza. Quello al nostro esame è un provvedimento che dovrebbe dare stabilità all'economia del Paese e proprio tale stabilità dovrebbe dare più credito allo Stato e più fiducia nel nostro Paese. Per voi, colleghi della maggioranza, la legge che dovrebbe garantire la stabilità è invece una legge di tassazione. Tassate tutto: siamo tornati alla tassa sul macinato, di storica memoria, per chi se la ricorda, e ci sono la tassa sulla plastica, quella sullo zucchero, la Robin tax, l'addizionale Ires, l'aumento del prezzo dei carburanti e via discorrendo. Si tratta di un disegno di legge di bilancio che ha una caratteristica fondamentale, ovvero quella di puntare tutto sul rinvio della sua applicazione. Di quel poco che c'è nella manovra, tutto viene rimandato a dopo. Occorre fare attenzione, perché stiamo giocando con l'affidabilità del nostro Paese nei confronti dell'Europa e nei confronti dei mercati finanziari. C'è poco e quel poco che c'è viene rimandato a dopo. Si tratta dunque di una manovra chiaramente insufficiente rispetto alle esigenze dell'Italia, che rischia di non incidere in modo efficace sulla situazione di sostanziale stagnazione del Paese. Avevamo tentato alcuni correttivi alla manovra. Ricordo, tra tutti, la proposta di introdurre la facoltà della videosorveglianza nelle case di riposo e nelle scuole, per quegli istituti che ne avessero fatto richiesta, per impedire il ripetersi di quei gravi fatti di cronaca, che stanno accadendo in questi giorni. La mia collega senatrice Giammamco ha presentato su questo tema varie formulazioni normative, per venire incontro a tale necessità, ma non se ne è fatto niente, perché sono contrari il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero dell'interno. Si voleva però dare un segnale chiaro, su un'emergenza, che tocca alcune realtà del nostro Paese. Avete previsto lo stop alla cedolare secca sulle locazioni commerciali, che era stata introdotta nel 2019. Vi rendete conto, colleghi, che tale previsione costituisce un colpo mortale alle locazioni di botteghe, di negozi e di tutti quei locali che si trovano nei centri storici delle nostre città e che si stanno svuotando, in favore dei centri commerciali? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non parliamo poi della fusione tra Imu e Tasi, visto che c'è poco tempo e mi devo accingere alle conclusioni. Mancano una visione strategica per rilanciare il nostro Paese e norme che diano fiducia ad esso e alle nostre economie. Chi volete che venga a investire in un Paese come il nostro, ridotto in questa maniera? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Se ne stanno scappando tutti, ve ne rendete conto? Colleghi del PD, che avete una cultura di Governo, a differenza di altri che compongono la maggioranza, rendetevi conto che stiamo portando il Paese su un baratro dal quale credo difficilmente riusciremo a uscire. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, ci apprestiamo dunque a votare la fiducia sul disegno di legge di bilancio che, come dicevo già in discussione generale, è stata caratterizzata dal fatto di trovare una massa di risorse significative (24 e rotti miliardi di euro) per sterilizzare le clausole di salvaguardia, che, per le scelte condotte lo scorso anno, in modo particolare con la decisione di realizzare quota 100, avevano bruciato importanti risorse per gli anni a venire. Ce l'abbiamo fatta: nonostante risorse così numerose siano destinate alla sterilizzazione dell'IVA, la manovra contiene comunque misure significative sotto diversi punti di vista.