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4 Con il decreto del Ministro dell'interno di cui all'articolo 1, comma 4, sono altresì definiti i criteri per l'organizzazione dei lavori di utilità sociale, per l'autorizzazione dei relativi programmi e delle relative forme di controllo. 3 (Inserimento sociale e lavorativo) 1 In caso di accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, i soggetti che svolgono l'attività di accoglienza possono continuare a svolgerla, per un periodo non superiore a sei mesi e comunque definito dalle prefetture-uffici territoriali del Governo, al fine di favorire l'inserimento sociale e lavorativo dei rifugiati e dei titolari dello status di protezione sussidiaria. 2 In caso di mancato accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, i soggetti che svolgono l'attività di accoglienza, qualora siano stati rispettati i progetti personalizzati di cui all'articolo 1, comma 2, e in particolare lo svolgimento di lavori di utilità sociale, possono proporre alle prefetture-uffici territoriali del Governo di continuare ad assicurare, senza oneri per lo Stato, l'attività di accoglienza, svolgendo il ruolo di garanti, assicurando ai soggetti accolti alloggio e copertura dei costi per il sostentamento, nonché potendo fruire senza oneri dell'impegno della persona ospitata in lavori di utilità sociale. 3 Nei casi di cui al comma 2, le prefetture-uffici territoriali del Governo possono decidere, caso per caso e previa domanda, di rilasciare al cittadino straniero un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro della durata di sei mesi, non rinnovabile salvo eccezioni motivate. 4 Possono svolgere il ruolo di garanti di cui al comma 2 i soggetti aventi i requisiti patrimoniali e organizzativi stabiliti con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le prefetture-uffici territoriali del Governo provvedono alla formazione e alla tenuta di un elenco degli enti ammessi a svolgere il ruolo di garanti. 4 (Agevolazioni per il rimpatrio volontario e assistito) 1 Al fine di agevolare i programmi di rimpatrio volontario ed assistito di cui all'articolo 14- ter del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le prefetture-uffici territoriali del Governo, oltre ai servizi previsti dagli stessi programmi, possono proporre ai cittadini stranieri non aventi il riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, qualora siano stati rispettati i progetti personalizzati di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge e in particolare lo svolgimento di lavori di utilità sociale, anche una dote forfettaria in denaro fino a euro 3.000, comprensiva degli oneri per il viaggio di ritorno, salvo accordi diversi con i Paesi d'origine. Il beneficio esclude la possibilità di rientro in Italia, a pena dell'immediato rimpatrio coatto. 2 I lavoratori cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea fruitori di ammortizzatori sociali, ammessi ai programmi di rimpatrio volontario ed assistito di cui all'articolo 14- ter del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, possono richiedere la liquidazione anticipata dell'importo complessivo del trattamento che spetta loro e che non è stato ancora in tutto o in parte erogato, a titolo di incentivo per un'attività lavorativa autonoma o subordinata nel Paese d'origine. L'importo spettante viene erogato in distinte rate, con l'avvio e l'avanzamento della stessa attività e successivamente al ritorno nel Paese d'origine. Tale facoltà è consentita a fronte del divieto, nei successivi cinque anni, di svolgere in Italia attività lavorative o imprenditoriali. 3 Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 14- ter , comma 7, lettera a) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, in misura non inferiore, comunque, al 5 per cento delle risorse disponibili del Fondo stesso;». b all'articolo 22, comma 13, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I suddetti lavoratori extracomunitari, compresi quelli che hanno titolo alla pensione di vecchiaia con il sistema retributivo o misto, in caso di rimpatrio hanno inoltre la facoltà di richiedere, e ottenere successivamente al ritorno nel Paese di origine, la liquidazione anticipata di parte dei contributi versati in loro favore presso forme di previdenza obbligatoria, in misura non superiore a un terzo del totale e comunque per un importo non superiore a euro 5.000. Tale facoltà è consentita qualora siano stati versati almeno cinque anni di contribuzione piena e a fronte del divieto, nei successivi cinque anni, di svolgere in Italia attività lavorative o imprenditoriali». 4 Al finanziamento dei programmi di rimpatrio assistito di cui all'articolo 14- ter , comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si provvede anche destinando parte del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1- septies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, nonché parte delle risorse europee destinate al settore dell'immigrazione e dell'asilo, nel limite del 5 per cento delle risorse medesime. 5 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'interno, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione dei commi 1, 2, 3, lettera b) , e 4. 5 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati nel limite massimo di 125 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede a valere sul Fondo rimpatri di cui all'articolo 14- bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ai sensi dell’articolo 14- ter , comma 7, lettera b) , del medesimo testo unico, come modificato dall’articolo 4, comma 3, lettera b) , della presente legge, su quota parte del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1- septies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, ai sensi dell'articolo 4, comma 4, della presente legge, nonché sulle risorse europee destinate al settore dell'immigrazione e dell'asilo.