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Rimane fermo anche il successivo comma 4 dell'articolo 254, a norma del quale « Nel caso di adozione di modalità telematiche per l'esame orale, il presidente impartisce, ove necessario, disposizioni volte a disciplinare l'accesso del pubblico all'aula di esame ». I commi da 2 a 5 rispondono alla necessaria esigenza di estendere anche agli ordini professionali vigilati da Ministeri diversi da quello della giustizia le procedure già previste dall'articolo 31 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137. Essa costituisce, infatti, un imprescindibile strumento per assicurare che gli iscritti agli ordini professionali possano esercitare il proprio diritto all'elezione dei rappresentati – territoriali e nazionali – anche attraverso strumenti telematici, al fine di assicurare la suprema esigenza di tutela della salute. Parimenti, si ritiene necessario specificare – a contrario – che i regolamenti attuativi della disposizione necessitano dell'approvazione del Ministero vigilante esclusivamente nel caso in cui detta approvazione sia esplicitamente prevista dalle norme istitutive dei singoli ordini. Da ultimo, ed al fine di completare l'intervento normativo, si specifica che i regolamenti degli ordini devono altresì definire, secondo le medesime modalità telematiche, le procedure di insediamento degli organi territoriali. A dette esigenze rispondono i commi 2 e 3. Il comma 4 interviene in materia di rinnovo degli ordini e dei collegi professionali che siano in corso di svolgimento alla data di entrata in vigore del decreto-legge, riconoscendo la facoltà di differire la data di celebrazione delle relative elezioni in modo da consentire l'adozione della modalità telematica di cui al comma 2. Il comma 5 dispone, in via eccezionale, che – sino all'insediamento degli organi secondo le modalità di cui al presente articolo – sono fatti salvi gli effetti dei provvedimenti adottati dai collegi e dagli ordini professionali che, in ragione della crisi pandemica, non hanno potuto procedere ai rispettivi rinnovi. Articolo 26. – (Differimento dell'entrata in vigore di class-action ) L'articolo che precede proroga al 19 maggio 2021 la data di entrata in vigore della nuova disciplina in materia di azione di classe e di tutela inibitoria collettiva, attualmente prevista per il 19 novembre 2020. Più nel dettaglio la disposizione in esame modifica l'articolo 7, comma 1, della legge n. 31 del 2019, il quale attualmente prevede che al fine di consentire al Ministero della giustizia di predisporre le necessarie modifiche dei sistemi informativi per permettere il compimento delle attività processuali con modalità telematiche, le disposizioni in materia di azione di classe e di tutela inibitoria collettiva previste dalla legge n. 31 del 2019 entrano in vigore decorsi diciannove mesi dalla pubblicazione della medesima legge nella Gazzetta Ufficiale . Il testo originario della legge n. 31 del 2019 prevedeva per l'entrata in vigore della legge un differimento di dodici mesi, poi prorogato a diciannove mesi ad opera dell'articolo 8, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8. Si ricorda che la legge n. 31 del 2019 riforma l'istituto dell'azione di classe, in precedenza previsto dal codice del consumo (di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005), riconducendone la disciplina al codice di procedura civile, nel quale viene aggiunto un nuovo titolo VIII- bis al libro quarto, composto dagli articoli da 840- bis a 840- sexiesdecies , relativo ai procedimenti collettivi (azione di classe e azione inibitoria collettiva). L'esigenza di una nuova proroga (sostituendo l'attuale termine di diciannove mesi con il nuovo di venticinque), determinata essenzialmente da ragioni tecniche, stante l'opportunità di operare le necessarie verifiche dei sistemi prima dell'avvio del nuovo strumento che prevede un ampio ricorso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a fini di pubblicità della procedura, è ulteriormente suggerita dalla peculiare situazione contingente legata all'emergenza epidemiologica in corso, che sconsiglia l'introduzione immediata della nuova disciplina, radicalmente innovativa. Articolo 27. – (Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale) La disposizione di cui al comma 1 amplia il periodo temporale (dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020, ora posticipato al 31 gennaio 2021) entro il quale può essere utilizzato il Fondo istituito dall'articolo 200, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020, per sostenere il settore del trasporto pubblico locale e regionale (TPL) a seguito dell'emergenza da COVID-19, destinato a compensare la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri rispetto alla media dei ricavi tariffari relativa ai passeggeri registrata nel medesimo periodo del precedente biennio e per la copertura degli oneri derivanti dalle misure di tutela per pendolari di trasporto ferroviario e TPL di cui al successivo articolo 215 del citato decreto-legge n. 34 del 2020. Con il comma 2, la dotazione del Fondo istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi dell'articolo 200 del decreto-legge n. 34 del 2020, per sostenere il trasporto pubblico locale e regionale di passeggeri sottoposto a obbligo di servizio pubblico, è incrementato di 300 milioni di euro da utilizzare sia per le finalità ivi previste (compensazione della riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri conseguente alla pandemia in atto) per l'anno 2021, sia, sempre per il 2021, per il finanziamento di servizi aggiuntivi di TPL, destinato anche a studenti, per fronteggiare le esigenze di trasporto conseguenti alla attuazione di misure di contenimento, laddove tali servizi nel periodo antecedente alla pandemia in corso avevano avuto un riempimento superiore al 50 per cento della capacità. Il comma 3 rinvia ad un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, la definizione delle quote da assegnare a ciascuna regione e provincia autonoma per il finanziamento dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale previsti dal comma 2, nonché per le residue risorse, tenuto conto delle modalità e dei criteri di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, 11 agosto 2020, n. 340. Articolo 28. – (Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi) Il comma 1 della norma in commento, analogamente a quanto previsto per la verifica dei requisiti dell'indennità di giugno 2020 dall'articolo 17, comma 5, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, consente alla società Sport e Salute Spa di utilizzare, anche per l'indennità di novembre 2020, il medesimo criterio interpretativo per i soggetti cui non è stato possibile rinnovare il contratto a causa dell'emergenza epidemiologica.