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In tema di continuità contrattuale, la Commissione europea ha approvato modifiche ai regolamenti delegati relativi all'obbligo di clearing e allo scambio di garanzie su base bilaterale per i derivati OTC, che incoraggiano la sostituzione - tramite la novazione - delle controparti dei contratti OTC del Regno Unito con controparti stabilite nell'Unione, prevedendo una finestra di dodici mesi, a decorrere dalla data della Brexit. Il decreto-legge prevede specifiche disposizioni anche per il settore assicurativo a tutela degli assicurati, per consentire alle imprese del Regno Unito, che alla data di entrata in vigore del decreto-legge siano già abilitate ad operare nel territorio della Repubblica, di proseguire l'attività limitatamente alla sola gestione dei contratti e delle coperture in essere, fino al diciottesimo mese successivo all'inizio della Brexit. Per garantire la continuità dei servizi e prevenire ricadute sfavorevoli agli assicurati nel periodo di transizione le imprese dovranno procedere alla sola gestione dei contratti: non potranno stipulare nuovi contratti, né rinnovare, anche tacitamente, i contratti esistenti, poiché mancano i requisiti di accesso ed esercizio nel mercato italiano richiesti dalla normativa a causa del mutato quadro giuridico di riferimento. Con il decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18 è stato autorizzato, a seguito della decisione della Commissione europea, uno schema per la concessione della garanzia di Stato sulla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza, non qualificata come aiuto di Stato, con l'obiettivo di consentire l'avvio di un mercato secondario concorrenziale per la cessione di tali crediti deteriorati. Si tratta di un capitolo doloroso per le banche italiane e per i cittadini, con la valutazione data a seguito della direttiva BRRD e del bail-in che ha portato alle risoluzioni bancarie del 21 novembre 2015, mettendo in mezzo ad una strada 130.000 famiglie, pari al 17,6 per cento (questa è la valutazione). L'affare del secolo per fondi avvoltoi ed altri intermediari che lucrano fiorenti profitti sulla pelle dei cittadini, i quali, se espropriati, non possono neppure concorrere a riacquistare i beni cartolarizzati, il cui tasso di recupero per le banche è superiore al 45 per cento, contro un 26 per cento delle società veicolo. In conclusione, signor Presidente e colleghi, da questa gabbia europea fondata sull'euro, una moneta senza popolo costata 73.605 euro ad ogni italiano e 4.325 miliardi di euro di mancata crescita negli ultimi venti anni (non lo diciamo noi ma il rapporto di una fondazione tedesca), è difficile uscire persino per chi aveva mantenuto la sterlina come segno monetario identitario. Ma, come già accaduto con il referendum in Grecia, la sovranità non appartiene più ai popoli ma alle consorterie finanziarie che decidono e continuano a decidere sui destini del mondo alla cui asfissiante egemonia cerchiamo di resistere evocando l'articolo 1 della Costituzione. La sovranità appartiene al popolo, non alle oligarchie. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. DI PIAZZA, relatore . Signor Presidente, svolgo una breve replica per rispondere ad alcuni interventi. La senatrice Modena ha espresso alcune preoccupazioni in merito al capo III, relativo alla cartolarizzazione delle sofferenze. È chiaro che il capo III è stato inserito nel decreto-legge per aiutare le aziende di credito a liberarsi dalle sofferenze dei cosiddetti NPL e per creare le condizioni affinché queste obbligazioni strutturate potessero essere inserite nel mercato. Quindi, quando la senatrice si riferisce ai risparmiatori, vorrei dirle che questi prodotti che verranno fuori e che verranno costruiti dalle società veicolo di fatto non sono prodotti per risparmiatori ma per gli investitori, cioè per una figura diversa da quella del risparmiatore. Sono prodotti che saranno appetibili per le società di gestione del risparmio, per gli OICR, per i gestori dei fondi, cioè per una serie di figure che utilizzeranno questi prodotti al fine di aiutare gli investitori che vorranno trarre da questo un maggiore rendimento. Per lo stesso principio, vorrei rispondere alla senatrice Conzatti quando fa riferimento all'articolo 3 del decreto-legge, lamentandosi del fatto che tale articolo preveda la possibilità, per le banche che ne fanno richiesta alla Banca d'Italia, di poter continuare ad operare con la clientela mentre la stessa previsione non è fatta nei confronti dei gestori di fondi e degli OICR. Ciò avviene per un motivo ben preciso, perché il decreto-legge si riferisce alla clientela al dettaglio. Noi sappiamo che la clientela si suddivide in tre tipologie: la clientela istituzionale, la clientela professionale (privata e pubblica) e la clientela al dettaglio. Gli OICR, così come le società di gestione del risparmio, possono direttamente collocare i prodotti e avere rapporti con la clientela professionale, ma non con la clientela al dettaglio: con la clientela al dettaglio, possono farlo solo ed esclusivamente tramite le banche. Quindi, colui il quale abbia, per esempio, 500.000 euro di risparmi può direttamente avere rapporti con l'OICR o con la società di gestione del risparmio, ma anche fuori dell'Unione europea. Quindi, nel caso in cui il Regno Unito dovesse uscire, le società di gestione di risparmio e gli OICR del Regno Unito comunque potranno continuare ad avere rapporti con la clientela italiana, ma non con la clientela al dettaglio, perché della clientela al dettaglio se ne occupano esclusivamente le banche. Un'ultima osservazione vorrei poi farla nei confronti di coloro che esprimevano grande preoccupazione per l'eventualità che non fosse rispettato, nel decreto Brexit, il principio di reciprocità. Intanto, il Governo dovrà preoccuparsi maggiormente, nel caso in cui il Regno Unito dovesse uscire dall'Unione europea, di tutelare le nostre imprese per quanto riguarda, per esempio, le esportazioni. Quindi, una tutela negli accordi bilaterali. Per quanto riguarda, invece, gli accordi in essere, non dimentichiamo che il popolo inglese è, probabilmente, per storia, tra i più democratici del mondo. Senatore Fantetti, lei su questo mi può dare conforto. Non dimentichiamo che il popolo inglese è quello che ha avuto la Magna Charta nel 1215 ed è stato l'unico popolo che ha avuto la capacità, il 30 giugno del 1688, di fare una rivoluzione parlamentare in un periodo in cui c'erano le rivoluzioni popolari. FERRO (FI-BP) . Concludi! DI PIAZZA, relatore . Credo che di queste preoccupazioni ne possiamo fare a meno. Ricevo l'invito a concludere da parte di amici insofferenti. Io non sono stato particolarmente insofferente, ma concludo, ringraziando il Governo al quale do fiducia. Sono convinto che riuscirà a gestire bene i rapporti bilaterali con il Regno Unito, nel caso in cui dovesse uscire senza accordo dall'Unione europea. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. VILLAROSA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, rinuncio ad intervenire in sede di replica.