[resaula]

Voglio citare il mio bellissimo Comune, Fiumicino: la nostra amministrazione ha concesso l'opportunità di realizzare i canti natalizi, ma senza riferimenti religiosi. Ora in Italia ci dobbiamo vergognare di essere cristiani? No, non ci vergogniamo di essere cristiani: rivendichiamo la nostra appartenenza culturale e religiosa. Quanto ai confini, l'Italia ha dei confini e la Costituzione, insieme alle leggi internazionali, ci impongono il controllo, sia materiale che militare, dei nostri confini. Ricordiamolo: siamo una Nazione che deve difendere i propri confini, perché noi qui siamo senatori della Repubblica italiana e dobbiamo tutelare gli interessi degli italiani, e non gli interessi di cittadini di altre Nazioni. Siamo orgogliosamente italiani. Anche perché vorrei ricordare - forse qualcuno l'ha dimenticato - che il Trattato di Schengen riguarda solo ventisei degli Stati europei, di cui ventidue dell'Unione europea, dove c'è la libera circolazione. A tutti gli altri cittadini di altre Nazioni non è concessa la libera circolazione nella nostra Nazione e nemmeno in Europa. Quando parliamo di immigrazione illegale, lo dice la parola stessa che è illegale e, quindi, chi entra lo fa in maniera illegittima e non è autorizzato ad entrare in Europa tramite i porti italiani. Non è autorizzato. Ci sono i voli e i corridoi umanitari per aiutare le persone in difficoltà, che hanno diritto di essere assistite secondo gli enti internazionali, altrimenti è tutto illegale. Una Nazione ha il diritto di difendersi, altrimenti si favorisce un'immigrazione che produce non integrazione, ma emarginazione e delinquenza. Ma che cosa vi hanno fatto gli italiani per trasformare le nostre città e le nostre periferie in zone di degrado, i nostri parchi in zone di spaccio di immigrati irregolari? Che cosa vi hanno fatto di male gli italiani, che li state tradendo tutti i giorni? In più, signori miei, vorrei stendere un velo pietoso su una storia che ci ha visto tutti coinvolti, ad applaudire da una parte e a contestare dall'altra: la signora Rackete che ha volontariamente investito un'imbarcazione militare della Guardia di finanza, un'eroina per la sinistra che è stata tre giorni agli arresti domiciliari. A Firenze dei ragazzi, non di sinistra, che hanno fatto un volantinaggio non autorizzato sono da quattro settimane agli arresti domiciliari, perché non sono di sinistra. Vergogna! (Applausi) . Non cederemo alle vostre pressioni. Non cederemo alle vostre intimidazioni. Non tradiremo i figli d'Italia. Non tradiremo la nostra Nazione, per un semplice motivo: non ci arrenderemo mai, ma continueremo la nostra battaglia per il nostro più grande amore, ossia la nostra amata Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marti. Ne ha facoltà. MARTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, premesso che questo decreto-legge non ha - come abbiamo più volte detto - alcun requisito di necessità e di urgenza, esso stravolge completamente la disciplina previgente e i decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini, che erano stati adottati per venire incontro alle legittime istanze degli amministratori locali, delle Forze dell'ordine e degli stessi cittadini. Questo decreto-legge, invece, ha avuto come interlocuzione solo le ONG. È stata, infatti, ampliata la disciplina dei permessi di soggiorno e di altri titoli di soggiorno analoghi, la disciplina della protezione internazionale, la disciplina del trattenimento degli stranieri ed è stata completamente modificata la disciplina dei divieti all'ingresso di navi nel mare territoriale e delle relative sanzioni. Inoltre, è stata modificata la disciplina dei termini relativi ai procedimenti in materia di cittadinanza e quella relativa alle funzioni, agli standard di servizio e alle tipologie di prestazioni, nonché ai beneficiari del sistema di accoglienza. Per evitare quindi un'accoglienza indiscriminata la Lega ha proposto, sia alla Camera che al Senato, una serie di emendamenti, che non ci avete consentito di discutere, al fine di poter dare un contributo costruttivo e non ostruzionistico e di aiutare e collaborare con i nostri amministratori locali e con le nostre Forze di polizia. Noi della Lega abbiamo proposto una collaborazione leale - un termine sconosciuto ormai a questa maggioranza (Applausi) - tra i livelli di Governo interessati, all'interno dei quali coesistono strutture di vario tipo e differenti funzioni. Invece non è stato così. Ricordo che la disciplina precedente rispetto ai decreti Salvini consentiva a tutti i prefetti di distribuire i migranti senza informare preventivamente gli amministratori locali o informandoli solo nell'imminenza degli arrivi. Da parte di quel Governo a firma PD vi era un certo abuso di potere. In quel periodo sono state moltissime le manifestazioni spontanee delle comunità locali che, assieme ai propri sindaci, hanno protestato contro l'ingresso nel proprio territorio degli immigrati. Con questo provvedimento ritorneremo a quel periodo, signor Presidente, perché le responsabilità nella gestione dell'emergenza migratoria ricadranno inevitabilmente sugli enti e sulle comunità locali e molti prefetti, per paura di essere rimossi, saranno costretti a eseguire le direttive del Ministro dell'interno in tema di distribuzione di migranti, senza avere alcuna possibilità di consultare i sindaci, come già avveniva con quei precedenti Governi di centrosinistra. Il provvedimento in esame riduce le possibilità di intervento di sindaci e amministratori locali, con il rischio che essi possano trovarsi a gestire situazioni molto delicate sul piano dell'ordine pubblico. (Applausi) . È per questo che avevamo proposto una serie di emendamenti riferiti alla polizia locale - tutti chiaramente non discussi - in considerazione del fatto che questo provvedimento rafforza alcune misure in materia di divieto di accesso a locali ed esercizi pubblici, la cui applicazione dovrà essere garantita proprio dalla stessa. L'arrivo e la permanenza continuativa di un elevato numero di migranti, le ulteriori misure in materia di divieto e di accesso a servizi e locali pubblici, la cui applicazione è rimessa in buona parte alla polizia locale, accresceranno verosimilmente la percezione di insicurezza nel nostro Paese in questo momento. Comunque, signor Presidente, con questo decreto-legge noi oggi assistiamo a un cambio di passo vero: tutela ai clandestini e meno tutela ai diritti degli italiani. Ormai è chiaro che questo Governo crea delle disuguaglianze sociali vere, così come è evidente che è formato da un mix di forze politiche e non pensa agli italiani che in questo momento vivono una situazione di forte disagio, come d'altronde tutti noi. Il Governo ha un solo obiettivo: demolire i decreti sicurezza uno e due, con l'unico fine di attaccare e bloccare Matteo Salvini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, oggi, 18 dicembre, mancano sei giorni alla vigilia di Natale e gli italiani ancora non sanno cosa potranno o meno fare e, perché un decreto-legge, fatto il 2 dicembre, dice delle cose. A suo tempo il Presidente del Consiglio aveva chiesto di fare dei sacrifici a ottobre, così a Natale avremmo potuto finalmente riabbracciare i nostri cari. Oggi non lo sappiamo, ma presumiamo dalle indiscrezioni che ci sarà una chiusura totale.