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Noi le vogliamo chiedere, signor Ministro, che cosa intende fare, in questo momento di grave difficoltà, per rendere competitiva la zootecnia, anche attraverso i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, soprattutto perché la transizione ecologica deve diventare un motivo non per favorire la carne sintetica, il pesce sintetico o qualsiasi altra roba sintetica, ma per investire in politiche attive mirate alla crescita sostenibile delle filiere agroalimentari italiane, a difesa della salute e della libertà di scelta dei consumatori. (Applausi) . PRESIDENTE. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli interroganti. Dividerò in due parti il mio intervento, perché mentre venivo qui e pensavo alla risposta a questa interrogazione, ho ripensato al film «Matrix» - penso che tutti voi lo ve lo ricordiate bene - quando il gruppo di Morpheus si accorge che la realtà in cui viviamo è virtuale e si cala nel mondo reale, dove gli uomini sono delle batterie attaccate con un cavo. Per sopravvivere in quel mondo devono mangiare una pappa piena di proteine, vitamine, eccetera; un nutriente senza gusto, prodotto in modo sintetico. Se c'è qualcuno che pensa che quello sia il modello di riferimento a cui dobbiamo portare il mondo intero, con sistemi alimentari prodotti in laboratorio e nelle fabbriche, sappia che questo è sbagliato e che non avrà mai possibilità di strada. (Applausi) . La strategia One Health non deve essere confusa con la strategia one diet , perché non esiste una dieta unica che vada bene per ciascun essere umano. E non esiste un cibo buono che fa bene e un cibo insano che fa male. Esistono diete equilibrate. Gli eccessi fanno male, ma il consumo equilibrato di proteine animali, di proteine vegetali e di tutti i tipi di nutrienti è l'unico modo che abbiamo per fare una vita sana, magari accompagnata da un po' di attività sportiva. (Applausi) . Ciò detto, è chiaro che il settore della zootecnia, oltre a questi attacchi, presenta anche delle criticità legate alla revisione della nuova PAC; sappiamo benissimo che i percorsi di convergenza interna porteranno a una riduzione degli interventi a favore della zootecnia. È proprio per questo che stiamo costruendo, nella nuova PAC e nel Piano strategico nazionale, degli ecoschemi dedicati alla zootecnia, in particolare due. Avremo uno schema al quale si potrà aderire, ovviamente su base volontaria, attraverso due livelli di impegno: il primo prevede un pagamento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei consumi di antimicrobici negli allevamenti, che sarà verificato attraverso il sistema ClassyFarm; mentre un secondo livello di impegno, più alto, prevede un pagamento per l'attività di pascolo unitamente all'adesione al Sistema di qualità nazionale per il benessere animale. Visto il percorso che ha fatto la zootecnia, si tratta anche di far vedere quanto di buono quella filiera ha fatto, affidando all'organismo di certificazione la verifica del rispetto dell'impegno di pascolamento. Ma non c'è soltanto questo. Nella legge di bilancio abbiamo riproposto la norma sulla compensazione IVA, che vale 74,5 miliardi nel settore della zootecnia. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza cerchiamo di accompagnare la resistenza di reddito della zootecnia attraverso misure complementari, come il passaggio al biogas e al biometano, che è molto importante per il settore zootecnico, o come la misura agrisolare, che consentirà un'indipendenza energetica a quelle aziende. Quindi, ci sono risorse sia nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che nella legge di bilancio, ma soprattutto il Governo, il Parlamento e tutta la filiera sono fortemente impegnati a difesa dei sistemi produttivi italiani e dell'agricoltura italiana. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Vallardi, per due minuti. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio il ministro Patuanelli. Noi della Lega siamo convinti che lei stia facendo tutto il possibile per la difesa del made in Italy e soprattutto della dieta mediterranea dagli attacchi che ci vengono sferrati in maniera concentrica sulla qualità dei nostri cibi. Noi non vogliamo assolutamente la carne sintetica. Sappiamo che lei e la Lega state lavorando nella stessa direzione, ma siamo fortemente preoccupati perché è notizia di circa due mesi fa che l'Unione europea ha approvato la farina di larve e, quindi, gli insetti come cibo. Assolutamente non vogliamo che ciò vada in porto. Sappiamo che la dieta mediterranea è famosa in tutto il mondo; è patrimonio immateriale dell'umanità e la controprova ne è il fatto che l'Italia è sicuramente in Europa il Paese più longevo. Se viviamo più degli altri, significa che mangiamo bene. Oggi è una giornata sicuramente suggestiva: il 4 novembre è il giorno in cui celebriamo i caduti di tutte le guerre. Se i nostri padri e i nostri nonni sapessero cosa mangiamo oggi e cosa mangeremo, molto probabilmente si rivolterebbero nella tomba. Vorrei poi ricordarle la difesa del made in Italy e delle nostre eccellenze. Mi permetto di rammentarle anche il problema del latte. Le nostre stalle stanno soffrendo; il prezzo del latte è sicuramente un punto su cui dobbiamo porre più attenzione e poi ricordiamoci tutti la questione delle quote latte. In questo momento le stalle stanno chiudendo. L'Unione europea ha detto che la procedura di infrazione in Italia è sbagliata e, quindi, dobbiamo dare una mano ai nostri allevatori. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Grimani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02906 sulla carenza e il rincaro delle materie prime in Italia, per tre minuti. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevole Ministro, il prezzo delle materie prime è salito nella maggior parte dei settori industriali per ragioni logistiche e speculative. Ciò è dimostrato dal prezzo della macro categoria delle terre rare. Di preciso, il valore del rodio è aumentato del 447 per cento e ciò ha creato un fenomeno che gli economisti inglesi hanno soprannominato everything bubble . Premesso che l'incremento del prezzo è accompagnato dalla mancata disponibilità sul mercato, causata dalla simultanea ripartenza produttiva di tutto il mondo dopo l'interruzione che c'è stata con l'emergenza Covid; premesso che l'economia italiana dipende in gran parte dall'importazione di materie per sostenere le proprie aziende, come è stato dimostrato dall'Istat nel documento Ecomondo 2020, in cui si stima che la somma del valore complessivo delle importazioni di materie prime si aggira intorno ai 18,6 miliardi di euro; considerato che l'indisponibilità di slot all'interno dei container marittimi, accompagnata da un aumento dei prezzi del trasporto, ha causato ingenti danni all'impresa italiana, con la conseguenza che molte commesse sono state attivate con contratti che hanno previsto delle penali per mancata consegna e che da alcune settimane si susseguono conseguentemente segnalazioni di carenze di materie prime da tante categorie di industria, artigianato e produzione;