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Spalmata su base pluriennale, tale misura permetterà investimenti più massicci e duraturi nelle Regioni meridionali, con un impatto occupazionale di tutt'altra molla rispetto a quella attuale. Il Sud può davvero diventare il simbolo della rinascita del nostro Paese nel post- Covid. Dobbiamo farci trovare pronti quando sarà il momento. Il percorso che stiamo facendo per arrivare alla legge di bilancio deve muoversi seguendo questa strada. C'è tanto altro ancora da affinare per le nostre piccole e medie imprese. Con il Governo stiamo lavorando a spron battuto nel segno della concretezza: dal commercio all'industria, dall'agricoltura al turismo, dalla logistica all'artigianato. Le risposte da dare sono moltissime, ma il coraggio, le proposte e le idee ci sono. La strada è tracciata. Il Covid, purtroppo, è destinato a colpire ancora le nostre imprese. Queste ultime sanno che il Governo e la maggioranza in Parlamento saranno sempre al loro fianco, pronti allo sforzo massimo per non far morire la produttività nel nostro Paese. (Applausi). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per una precisazione. Abbiamo visto che l'elenco degli iscritti, rispetto a quanto era previsto alla ripresa dei lavori, si è improvvisamente allungato. La domanda è: di solito ci viene detto che la possibilità di iscrivere le persone a parlare deve essere data prima dell'inizio della seduta. Capisco che possa esserci anche tempo a disposizione, però è possibile che questo si verifichi? Parliamo di sei, sette persone. Basta saperlo: è un precedente e all'occorrenza faremo tutti la stessa cosa, perché mi è sempre stato riferito che l'iscrizione deve avvenire prima dell'inizio della seduta. Durante i lavori in passato è stato concesso di inserire, forse, una o due persone al massimo nell'elenco degli iscritti. Qui sono aumentati di sei, sette unità. Se la maggioranza non ha i 161 voti necessari per approvare lo scostamento di bilancio, lo faccia sapere alle opposizioni, lo dica chiaramente e lo dica soprattutto al Paese. (Applausi). PRESIDENTE . Senatore Romeo, giusto per completezza di informazione, ho fatto una verifica. Anzitutto siamo all'interno del tempo a disposizione, così com'era stato deliberato dalla Conferenza dei Capigruppo e dall'Assemblea. La Presidente ha comunque autorizzato l'attuale elenco degli iscritti a parlare. LANZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, mi perdoni ma trovo che l'intervento del senatore Romeo sia strumentale perché, fino a poco fa, era presidente il senatore Calderoli. Il senatore Romeo ha quindi atteso il cambio di Presidenza per porre la questione. PRESIDENTE . La ringrazio, ma la Presidenza è un ufficio collegiale ed è comunque pronta e disponibile a rispondere a qualsiasi richiesta di chiarimento. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo dal momento che sono stato chiamato in causa. È vero che verso la fine della mattinata sono stati aggiunti sette nuovi iscritti a parlare. La Presidenza ha ricordato il Regolamento, che prevede si venga iscritti a parlare in discussione generale, di norma, entro le ventiquattro ore precedenti e pertanto ha sottoposto la richiesta alla Presidenza del Senato, perché personalmente non li avrei accettati. Il Presidente del Senato ha accolto tale richiesta e quindi sono stati inseriti, nell'ordine in cui è stata presentata la richiesta. PRESIDENTE . Grazie, presidente Calderoli. Era esattamente in questo senso che ho reso le precisazioni, nell'unitarietà dell'ufficio di Presidenza. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, la discussione odierna sulla NADEF si lega inevitabilmente al percorso già intrapreso per far fronte all'emergenza epidemiologica. Si tratta di un percorso che parte dal decreto cura Italia e prosegue con i decreti liquidità, rilancio, semplificazioni e agosto e passa adesso per la NADEF e l'imminente legge di bilancio, che a sua volta andrà letta in combinato disposto con il recovery fund. Non c'è dubbio, come scritto nella NADEF, che un percorso di rilancio del Paese non potrà fare a meno di una profonda e organica riforma fiscale, così come la riforma e la digitalizzazione della pubblica amministrazione e la velocizzazione dei tempi della giustizia, anche la riforma fiscale sarà decisiva nell'orizzonte di opportunità che ci si apre davanti con il recovery fund e con la possibilità - questo occorre valutarlo - di emettere titoli di debito pubblico a tasso zero o negativo, come nel caso, ad esempio, dei titoli a tre anni (è notizia di ieri). Ho sentito dire in Assemblea anche ieri, in modo abbastanza strumentale, che la riforma fiscale non c'è e che non se ne vedrà traccia prima di qualche anno. La riforma fiscale sicuramente non può essere scritta in emergenza e non può essere scritta in poche settimane. Occorre avviare la discussione, come sta facendo il Governo. Occorre rendere realmente partecipe il Parlamento: su questo do ragione all'opposizione. Questo lo si può fare anche con una legge delega, di cui lo stesso Governo peraltro ha parlato. La riforma fiscale è un percorso, per affrontare il quale bisogna comunque partire. L'anno scorso abbiamo tagliato il cuneo fiscale per 16 milioni di contribuenti, ai quali adesso in manovra confermeremo quel taglio, che valeva fino alla fine del 2020. Stiamo lavorando per inserire nella manovra l'assegno unico familiare, legato all'ISEE, che ci permetterà di razionalizzare tutta una serie di bonus e agevolazioni, oggi eccessivamente polverizzata. Dalla NADEF emerge il numero effettivamente non più accettabile di spese fiscali: siamo a 513 nel 2019, che nel 2020 sono passate a 532. Su questo noi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, dovremmo fare una piccola autocritica. Il numero e l'entità delle spese fiscali è enorme, come diciamo sempre, ogni anno, ma purtroppo siamo i primi a proporre qualsiasi misura di sostegno economico, di qualsiasi natura, attraverso la detrazione, che è sempre lo strumento più gettonato. La pressione fiscale, nei prossimi anni, è data in riduzione a legislazione vigente e a maggior ragione scenderà con le misure che andremo a implementare. L'uso della tecnologia sarà fondamentale, sia per semplificare i rapporti tra amministrazione e cittadini, sia per contrastare, in funzione preventiva, un'evasione fiscale, che in Italia raggiunge livelli ancora troppo alti. Credo che dovremmo parlare proprio di funzione preventiva ovvero di prevenzione dell'evasione, perché abbiamo visto che il termine «lotta» all'evasione purtroppo non ha funzionato negli ultimi anni e ha contribuito a creare un clima di sfiducia tra amministrazione finanziaria e contribuente. Il Governo questo lo sa e lo abbiamo potuto vedere tutti con l'introduzione della fatturazione elettronica.