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. . . . . . . " 20 IV - Chimica industriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 23 V - Chimica nucleare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 26 VI - Costruzioni aeronautiche. . . . . . . . . . . . . . . . . . " 29 VII - Cronometria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 32 VIII - Disegno di tessuti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 36 IX - Edilizia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 38 X - Elettronica industriale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 41 XI - Elettrotecnica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 45 XII - Energia nucleare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 48 XIII - Fisica industriale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 52 XIV - Industrie alimentari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 55 XV - Industria cartaria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 57 XVI - Industrie cerealicole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 59 XVII - Industrie metalmeccaniche . . . . . . . . . . . . . . . . " 64 XVIII - Industria mineraria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 66 XIX - Industria navalmeccanica . . . . . . . . . . . . . . . . . " 70 XX - Industria ottica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 73 XXI - Industria tessile. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 75 XXII - Industria tintoria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 78 XXIII - Maglieria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 80 XXIV - Materie plastiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 83 XXV - Meccanica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 88 XXVI - Meccanica di precisione . . . . . . . . . . . . . . . . . " 91 XXVII - Metallurgia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 94 XXVIII - Telecomunicazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 97 XXIX - Termotecnica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 99 MATERIE COMUNI A TUTTI GLI INDIRIZZI PROGRAMMI ED ORARI DI INSEGNAMENTO PER GLI ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI Materie comuni a tutti gli indirizzi Parte di provvedimento in formato grafico AVVERTENZE SUI PROGRAMMI DI LINGUA E LETTERE ITALIANE E STORIA I. L'Istituto tecnico, il cui fine primario è la formazione del professionista tecnico, ha una fisionomia particolare, in quanto è responsabile della formazione umana e della capacità tecnica degli alunni che esso abilita direttamente alla professione, e quindi del contributo che questi saranno in grado di dare alla vita economica e produttiva della Società. Questo compito di formazione "definitiva" del professionista tecnico non può, ovviamente, esaurirsi nell'impartire la istruzione teorica e pratica necessaria all'esercizio della professione, sia perché la scuola deve preparare anche al consapevole assolvimento delle altre importanti funzioni che il cittadino svolge nell'ambito sociale, politico e familiare, sia perché la stessa preparazione alla professione non si può ritenere limitata al possesso delle conoscenze e delle esperienze scientifiche e tecniche a questa indispensabili, non essendo l'uomo riducilile alla pura economicità se non a condizione di essere depresso da un tecnicismo privo d'ogni illuminazione spirituale. Pertanto, negli Istituiti tecnici, che per molti giovani costituiscono l'unica e definitiva esperienza di studi sistematici e guidati nel settore della cultura generale, appare di particolare importanza il conseguimento di una formazione culturale idonea a dare una complessiva maturità umana e a rendere illuminata e consapevole la stessa preparazione professionale. Queste considerazioni impongono di rafforzare notevolmente la educazione umanistica oggi impartita negli istituti tecnici, riformando negli orari e nei programmi e quindi in tutta l'impostazione didattica - l'insegnamento delle due materie alle quali essa è principalmente affidata: l'italiano e la storia. A tale scopo si sono apportate le seguenti modificazioni al piano vigente degli studi e alla distribuzione dei programmi di italiano e storia: 1) gravitazione dell'insegnamento dell'italiano, nel biennio, su due compiti essenziali: a) formazione della capacità espressiva, mediante un rinnovato studio sistematico della struttura morfologica e sintattica della lingua italiana e del suo patrimonio lessicale e mediante l'avviamento e la preparazione allo studio delle opere letterarie; b) formazione di una buona cultura generale, attraverso ampie letture di autori del mondo classico (in traduzioni e riduzioni) e del mondo contemporaneo; 2) inizio dell'insegnamento storico-letterario propriamente detto solo al terzo anno di corso, quando gli alunni hanno conseguito maggiore maturità mentale e culturale e la necessaria preparazione propedeutica; 3) estensione dell'insegnamento della storia fino alla V classe; 4) sincronismo, in via di massima, della trattazione della storia letteraria e della storia politica e civile, e reciproca integrazione dei due insegnamenti, allo scopo di ottenere una maggiore organicità di cultura e una visione più unitaria e più vasta dello svolgimento della civiltà; 5) una nuova formazione e distribuzione del programma di storia, al fine di assicurare, nei limiti del possibile, l'auspicato parallelismo di trattazione col programma di letteratura e di dare agli alunni degli istituti tecnici maggiore conoscenza dei vari periodi della civiltà, almeno nella misura indispensabile alla formazione di una cultura media e alla comprensione della nostra letteratura. I punti essenziali della nuova distribuzione del programma consistono: per la prima classe, nell'avere aggiunto allo studio della storia orientale e greca quello della storia romana sino alla costituzione dell'impero, il che consente di prospettare i profondi rapporti esistenti tra la storia greca e la storia romana, che non potrebbero rilevarsi se lo studio ne fosse disgiunto; per la seconda classe, nell'avere esteso lo studio della storia, dall'età imperiale di Roma a tutto il Medioevo sino al secolo XI: il che permette da una parte di valutare meglio la sopravvivenza di forme romane di civiltà e dall'altra di trattare in terza classe lo stesso periodo, che è oggetto dell'insegnamento letterario, conseguendo anche il vantaggio di ridurre notevolmente l'ampiezza del programma tradizionale. II.