[pronunce]

che questa Corte ha già esaminato analoghe questioni di legittimità costituzionale aventi ad oggetto le sanzioni disciplinari pecuniarie previste dalla legge notarile e, pur rilevando che la misura delle stesse non è stata adeguata nel tempo e risulta per tale motivo del tutto irrisoria, ha affermato che non è dato alla Corte modificare tale misura sostituendo la propria valutazione a quella che spetta al legislatore nelle sue discrezionali scelte, concernenti sia la determinazione dei precetti, sia il tipo e l'entità delle rispettive sanzioni (ordinanze n. 44 del 1995, n. 274 e n. 279 del 2002); che gli argomenti addotti dai rimettenti nelle ordinanze in esame nulla aggiungono al riguardo e che le questioni sollevate risultano perciò manifestamente infondate sotto ogni profilo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 137 della legge 16 febbraio 1913, n. 89 (Ordinamento del notariato e degli archivi notarili), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 54 e 97 della Costituzione, dal Tribunale di Savona con l'ordinanza indicata in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 137 e 151 della stessa legge 16 febbraio 1913, n. 89, sollevate, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Novara con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 gennaio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA