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Su questo aspetto la Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo, in modo concorde tra tutte le forze politiche (come è accaduto per quasi tutti i temi) ha cercato con grande impegno (ma purtroppo, al momento, senza successo), di trovare una soluzione a quei problemi, che, esemplificando, possono consistere in una finestra spostata di 30 centimetri o in una parete spostata di 40 centimetri, che non consentono oggi, per queste piccole difformità, l'asseverazione di conformità urbanistica da parte del tecnico e quindi l'accesso al contributo. Ritengo che uno sforzo in questo senso debba essere fatto e che possa provare a farlo anche l'Assemblea che, se non riusciremo a concludere l'esame di questo tema in quest'Aula, dovrà quantomeno dare indicazioni forti per la Camera dei deputati, che potrà riaffrontarlo. C'è dunque la massima disponibilità da parte del relatore a lavorare anche nelle prossime ore, per cercare di capire se sarà possibile intervenire in modo sensato e concreto sul problema già in quest'Aula. Approfitto per ringraziare anche la fortuna, che ha fatto sì che all'interno della Commissione speciale ci fossero dei sindaci e degli amministratori locali, che vivono sulla loro pelle, ogni giorno, queste tematiche e questi problemi: il loro contributo è stato fondamentale per il lavoro della Commissione. Tornando alle richieste avanzate nel ciclo di audizioni, è stato chiesto di posticipare il termine previsto per la presentazione della documentazione stabilita per gli interventi di immediata esecuzione e di prevedere la compatibilità tra la detrazione spettante per gli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici (il cosiddetto sisma bonus ) ed eventuali contributi pubblici erogati per la ricostruzione o il ripristino di edifici colpiti da eventi sismici. È stato chiesto di accelerare il rilancio del tessuto produttivo delle aree colpite duramente dal sisma, sostenendo gli investimenti produttivi, che permettono anche alle piccole imprese di accedere ai benefici previsti dalla normativa. Nel corso del costruttivo dibattito tra i diversi Gruppi parlamentari in Commissione sono stati approvati numerosi emendamenti, che in buona parte hanno ripreso le istanze sollevate dai vari soggetti ascoltati nel corso delle audizioni. Sono stati approvati - cito qualche dato - 42 emendamenti in totale, di cui sei di drafting e sei identici: quindi sono 30 le tematiche che abbiamo affrontato, credo quasi tutte con un voto molto ampio, se non unanime. Il primo emendamento che intendo evidenziare rispetto agli emendamenti approvati è quello proposto e accolto dalla Commissione, che prevede la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2018. Si tratta di una proposta che ovviamente potrà essere rivista in seguito, per prorogare ulteriormente questo termine con la legge di bilancio che verrà fatta da questo Governo, che potrà allocare anche maggiori risorse sulla questione del terremoto, come ha già preannunciato il presidente Conte. Già in apertura della relazione ho chiarito che non tutto è andato a buon fine. Ci sono dei temi che non siamo riusciti a toccare e dei problemi che non siamo riusciti a risolvere. Dal territorio è emersa la necessità di verificare alcune possibilità. Mi riferisco, ad esempio, alle puntellazioni (che hanno un costo) di edifici che dovranno essere demoliti e che probabilmente non hanno una necessità di puntellazione o alla questione delle macerie: le macerie di molti edifici crollati devono essere portate in discarica, ma forse vi sono delle soluzioni alternative per recuperare quelle pietre che sono così importanti dal punto di vista urbanistico e ambientale per quel territorio. Dovrà essere fatta una riflessione urbanistica sulla ricostruzione ampia. Questo tema mette in evidenza la necessità generale per il Paese di rivedere le proprie norme in materia: la legge urbanistica del nostro Paese ha settant'anni e credo che questa Assemblea debba prendersi l'impegno di capire quali sono gli strumenti contemporanei che possiamo dare al nostro Paese per affrontare le emergenze urbanistiche delle nostre periferie. Tornando, quindi, ai temi toccati in Commissione speciale, che hanno visto poi approvati degli emendamenti e ribadita la proroga dello stato di emergenza, ci sono le disposizioni in materia di creazione di aree attrezzate per proprietari di seconde case. Abbiamo voluto affrontare un tema molto sentito: ampie parti del territorio colpito dal sisma sono composte da edifici utilizzati da famiglie che abitano in un'altra zona del Paese, ma che utilizzavano quegli edifici come seconde case, non tanto per le vacanze, quanto proprio per un radicamento alle proprie origini, che è fondamentale portare avanti. Abbiamo inteso, quindi, proporre la creazione di alcune aree attrezzate per camper , per dare la possibilità a queste famiglie di recarsi in quelle aree e continuare a sentire quel legame forte con le proprie origini, sebbene la loro casa sia stata distrutta. Abbiamo voluto inserire tra i contributi i costi per gli adeguamenti antincendio e per il superamento delle barriere architettoniche. Abbiamo ribadito che, all'interno della richiesta di contributo nel quadro economico, sono compresi anche gli oneri per l'occupazione di suolo pubblico: si tratta di un costo molto spesso ingente, soprattutto per cantieri che dovranno durare molti anni. Abbiamo disposto una norma che innalza la soglia SOA delle imprese per la ricostruzione tramite appalti privati. Vi è un emendamento che prevede una richiesta, tramite legge, al Commissario, che dovrà far fronte a un tema molto sentito e che abbiamo sentito spesso citato nelle audizioni: la chiarezza normativa. La struttura commissariale ha emanato, credo, 59 ordinanze, alcune delle quali ancora in sospensione, su un impianto normativo corposo, ritoccato moltissime volte dal Parlamento, giustamente, perché le esigenze cambiavano nel tempo e c'era bisogno di adeguare gli strumenti normativi. Questo fa sì che oggi un tecnico che debba redigere la pratica per la richiesta del contributo non ha un unico testo su cui lavorare, ma ha di fronte una normativa frastagliata. Abbiamo chiesto quindi che ci sia una linea guida interpretativa unica, in modo da agevolare il lavoro dei tecnici. Abbiamo approvato un emendamento per la proroga dei mutui dei Comuni e delle indennità a favore dei sindaci. Abbiamo approvato alcune norme di semplificazione normativa. Abbiamo approvato proroghe per la sospensione di mutui privati e per le imprese fino al 2020-2021. Abbiamo voluto riaprire i termini per la presentazione delle domande che riguardano le proroghe al 31 dicembre 2018 delle scadenze IRPEF e IRES e inserire una norma di deroga, ovviamente in accordo con i Comuni, per quanto riguarda la raccolta differenziata, poiché non possiamo oggi chiedere a Comuni così gravemente colpiti di procedere al raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata, quindi era giusto dare un segnale in questo senso. Abbiamo altresì pensato alle esenzioni nella zona rossa per le utenze e affrontato il tema dei condoni pendenti, che non hanno ancora visto il rilascio di certificati di abitabilità e agibilità per carenza documentale e che tengono quindi appese le domande di contributo.