[resaula]

numerosi macchinari utilizzati nei campi, spesso datati e privi di adeguata manutenzione, risultano essere fuori norma e la loro mancata sostituzione è spesso legata al basso reddito dell'agricoltore e alle difficoltà economiche, che precludono alle aziende più piccole, spesso microimprese, di adeguarsi alla normativa vigente e di acquistare nuove strumentazioni; le associazioni del settore agricolo, al fine di ridurre gli incidenti in agricoltura, hanno da tempo avviato importanti corsi per la sicurezza, anche ricorrendo a corsi on line ; i controlli effettuati dagli enti preposti alla sicurezza sul lavoro nel settore agricolo risultano ancora di natura episodica e non rispondenti ad una programmazione. Spesso tali controlli non sono effettuati in tutti gli ambiti e le mansioni di lavoro del soggetto controllato; i mezzi agricoli, in primo luogo i trattori, dovrebbero essere tutti dotati di sistemi di sicurezza, come il " roll bar ", cinture e di segnalatore di incidente per procedere ad interventi di soccorso i più veloci possibili; a fronte delle problematiche esposte emerge in tutta evidenza la necessità di predisporre, con urgenza, un "programma di sviluppo rurale" incentrato sulla sicurezza dei lavoratori e su misure finalizzate a favorire il rinnovo dei mezzi utilizzati dagli agricoltori nei campi, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti evidenziati e se ritenga di condividere la preoccupazione per la situazione; se intenda predisporre, con urgenza, un piano di interventi specifici per lo sviluppo rurale incentrato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per il rinnovo dei mezzi utilizzati dagli agricoltori nelle loro attività; se non reputi necessario avviare un confronto con le associazioni di categoria e con l'Inail per trovare le forme più adatte per ridurre il tasso di incidenti mortali nel settore dell'agricoltura. Atto n. 3-00530 BINI FARAONE BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: la Regione Puglia, a seguito delle frequenti richieste di chiarimento pervenute dalle aziende del Servizio sanitario regionale in merito alla possibilità di erogare prodotto extra LEA a pazienti affetti da patologie fortemente invalidanti, quali le malattie rare e la fibrosi cistica, ha provveduto, con nota prot. n. 3457 del 9 luglio 2018, alla richiesta di delucidazioni da parte delle competenti amministrazioni centrali (Ministero della salute, Ministero dell'economia e delle finanze e Agenzia italiana del farmaco), tenuto conto del fatto che l'attuale quadro normativo, riferibile al decreto ministeriale n. 279 del 2001, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, alla legge n. 548 del 1993 ed ai vigenti accordi Stato-Regioni in materia di malattie rare, "lascia spazi interpretativi per cui l'erogazione dei suddetti prodotti avviene in modalità disomogenea sul territorio nazionale"; la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute, in data 21 dicembre 2018, ha risposto affermando che "non è possibile per la Regione Puglia erogare prestazioni extra LEA nel contesto della razionalizzazione della spesa", confermando altresì che livelli ulteriori di assistenza possono essere erogati gratuitamente ai propri residenti solo dalle Regioni che, trovandosi in condizioni di equilibrio economico-finanziario, non hanno sottoscritto un piano di rientro ai sensi della normativa vigente; a seguito di questa risposta la Regione Puglia ha invitato i direttori generali e il coordinamento regionale delle malattie rare "a dare massima divulgazione" dei chiarimenti pervenuti dagli organi ministeriali a tutti gli operatori sanitari interessati, e a vigilare sul corretto comportamento dei medici prescrittori, in linea con tali disposizioni, "al fine di evitare che eventuali prescrizioni redatte in difformità dalle stesse inducano gli assistiti ad avviare contenziosi con gli operatori sanitari delle aree farmaceutiche o dei distretti preposti all'erogazione diretta di medicinali e/o presidi sanitari per pazienti affetti da patologie rare di cui al DPCM 12/1/2017, ovvero da Fibrosi Cistica"; ciò comporta inevitabili disuguaglianze tra pazienti affetti dalle stesse patologie, ma residenti in regioni diverse, la cui unica "colpa" è quella di essere assistiti in una Regione sottoposta alla disciplina dei piani di rientro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che la risposta data alla Regione Puglia sia carente sotto il profilo interpretativo dal momento che l'erogazione dei prodotti in questione avviene in modo non omogeneo sul territorio nazionale e, a volte, anche all'interno della stessa regione, e quali iniziative intenda altresì adottare al fine di assicurare che le persone affette da malattie così gravi possano ricevere le cure loro necessarie. Atto n. 3-00531 ZAFFINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 16 gennaio 2019 è stato chiuso al traffico e posto sotto sequestro il tratto stradale della E45 all'altezza del viadotto "Puleto", nei pressi di Valsavignone, al confine fra la Toscana e la Romagna; la Procura della Repubblica di Arezzo ha disposto il sequestro preventivo per concreto pericolo di crollo a seguito della diffusione di un video che mostrava le gravi condizioni di degrado della struttura (con scopertura in alcune zone dei copriferri e l'ossidazione dei ferri di armatura), e dopo specifica perizia tecnica che ha rilevato il rischio di collasso quando il viadotto viene appesantito dalla circolazione quotidiana dei veicoli, leggeri e soprattutto pesanti; gli interventi di risanamento strutturale sul viadotto Puleto avrebbero dovuto essere avviati già da tempo in virtù del progetto di risanamento strutturale, come si apprende anche da numerose fonti di stampa, secondo cui l'inizio dei lavori era stato addirittura predisposto ed approvato già nel 2015; il 22 marzo 2018 il quotidiano on line "Nove Firenze", in un dettagliato articolo dal titolo "E45: nei prossimi giorni i primi interventi di ripristino strutturale dei viadotti", riportava l'imminenza dell'avvio da parte di Anas dei cantieri dì manutenzione programmata per un investimento di oltre 51 milioni di euro sul tratto toscano della E45; l'intervento sul viadotto Puleto per l'adeguamento sismico e strutturale rientrava nel piano di riqualificazione dell'itinerario E45-E55 Orte-Mestre, avviato da Anas negli ultimi tre anni, riguardante anche interventi di riqualificazione di ponti, viadotti e gallerie; nel dettaglio, sul tratto toscano della strada statale 3 bis "Tiberina" (E45), erano stati aggiudicati e in fase di imminente avvio cantieri di risanamento profondo della pavimentazione per un valore di oltre 12 milioni di euro; entro l'anno l'Anas aveva annunciato un progetto per lavori di ripristino della funzionalità della viabilità alternativa tra Pieve Santo Stefano e Verghereto per 2,5 milioni di euro;