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Tale riforma si pone in linea di continuità con la necessità di riorganizzazione delle agenzie ambientali già palesata nel disegno di legge atto Senato n. 1458, recante norme sull'istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e sulla disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, già approvato dalla Camera dei deputati, che all'articolo 1 annovera tra i suoi obiettivi principali quello di assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente, a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria, a tutela della salute pubblica, in funzione della piena realizzazione del principio del «chi inquina paga», riconoscendo la centralità delle attività tecnico-scientifiche alla base di ogni controllo in materia ambientale. Un'efficace riorganizzazione dei corpi di polizia non può in alcun modo prescindere dal criterio della specializzazione per materia di ciascun corpo così come d'altronde la stessa Europa ritiene necessario e dovuto. La materia ambientale richiede una specializzazione tecnica e necessita di una stretta collaborazione tra organismi pubblici di carattere sia nazionale che regionale. Obiettivo del presente disegno di legge è la riorganizzazione delle Forze di polizia, attualmente operanti in materia di tutela dell'ambiente, dell'alimentazione, dell'agricoltura e della salute pubblica, eliminando duplicazioni di corpi, strutture e competenze secondo il princìpio della specializzazione per materia, in modo da pervenire alla creazione di un corpo nazionale ambientale specializzato interforze; per raggiungere tale obiettivo il presente disegno di legge prevede in primis una riorganizzazione e rafforzamento del Corpo forestale dello Stato, con l'assorbimento dei corpi forestali delle regioni a statuto speciale, delle polizie provinciali e dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi; tale corpo opera in rapporto di interforze con i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il Corpo della guardia di finanza, la Capitaneria di porto-guardia costiera, l'Agenzia delle dogane, le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA), i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dell'Istituto superiore di sanità. Si è scelto di seguire nella sua definizione di massima l'organigramma delle direzioni antimafia applicando tuttavia dei correttivi necessari alla specificità della materia; sono così state istituite le direzioni ambiente e salute. La Direzione nazionale ha sede a Roma con compiti di coordinamento delle attività condotte dalle direzioni distrettuali. Il numero e la distribuzione delle direzioni distrettuali saranno stabilite sulla base della maggiore o minore necessità di controllo ambientale in loco . La Direzione investigativa è dislocata su tutto il territorio nazionale con sedi territoriali da reperirsi nelle strutture già esistenti nella disponibilità delle diverse Forze di polizia che si occupano attualmente di ambiente e che abbiano disponibilità di spazi idonei ad accogliere l'interforze o, in subordine, utilizzando strutture confiscate alla criminalità organizzata. In un'ottica di razionalizzazione ed economicità di uso delle strutture senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica ma puntando ad un risparmio attraverso la razionalizzazione degli usi. Nell'articolato si è prestata grande attenzione ai meccanismi di reclutamento e nomina cercando di allontanare gli stessi da dinamiche localistiche, attribuendo importanza alla motivazione personale e ai titoli posseduti. Viene inoltre introdotto un punto fondamentale e cioè l'obbligo di trasmissione entro le quarantotto ore di tutte le denunce pervenute localmente alla direzione regionale e centrale, predisponendo appropriate sanzioni per chi ometta tale invio. Il testo si ripropone di rafforzare e ribadire il princìpio di responsabilità degli enti locali nell'intervenire attraverso la rimozione del pericolo di danno ambientale, la messa in sicurezza ed infine la bonifica, per tutelare il territorio e la salute degli abitanti dettando, in caso di mancata ottemperanza alla diffida da parte dell'effettivo responsabile, tempi precisi per tali interventi con azione di rivalsa nei confronti del responsabile, a partire dal bene oggetto di bonifica e svincolando le somme a tanto occorrenti dal patto di stabilità interno. Si è predisposto l'obbligo per ogni ente locale di rendere pubbliche, in applicazione del principio di precauzione, sul proprio sito le notizie riguardanti le criticità ambientali del territorio di competenza, al fine di evitare che cittadini ignari possano subire pericolose conseguenze negative. Si stabilisce altresì l'obbligo di formazione di tutto il personale operativo delle direzioni e l'attribuzione ad esso di funzioni di polizia giudiziaria per ottimizzare il lavoro svolto. Il disegno di legge prevede la possibilità di attivare una sezione locale interforze ambientale presso la prefettura del luogo interessato, in caso di zone particolarmente esposte a reati ambientali, denominate siti ad alto rischio ambientale (SARA). Esso tende, inoltre, a rafforzare il sistema di accesso ai dati ambientali, in attuazione di un'esigenza fortemente sentita dalla popolazione e spesso di fatto negata. Pertanto, si prevede il funzionamento a pieno regime ed in tempo reale del sistema informativo nazionale ambientale (SINAnet), attualmente poco utilizzato, affidandone la gestione all'ISPRA nonché l'esenzione dal contributo unificato per i ricorsi al TAR avverso il diniego di accesso agli atti in materia ambientale. È quindi disposta la pubblicazione di un elenco di tutte le aziende e rispettive persone fisiche rappresentanti che siano risultate responsabili di reati ambientali, prevedendo la loro esclusione da finanziamenti, incentivi e contributi pubblici nonché il divieto di partecipazione alle gare indette dalla pubblica amministrazione, anche con interdizione perpetua a contrattare con la pubblica amministrazione in caso di condanna definitiva. Partendo dalla constatazione di notevoli differenze economiche su attività identiche nelle diverse regioni italiane, sono infine dettate specifiche disposizioni per rendere omogenei su tutto il territorio nazionale i regimi tariffari delle ARPA locali. Anche in considerazione dell’approvazione da parte della Camera dei deputati di una proposta di legge avente ad oggetto la istituzione di un Sistema nazionale per la prevenzione e la protezione dell'ambiente che appare necessario integrare per i profili sopra esposti, si auspica, pertanto, un celere e positivo esame del presente disegno di legge.. 1 (Direzione nazionale e direzioni distrettuali ambiente e salute) 1 Al fine di costituire un efficace sistema nazionale di controllo ambientale e di integrare e coordinare il lavoro svolto in tale ambito dalle singole procure sono istituite la Direzione nazionale ambiente e salute e le direzioni distrettuali ambiente e salute. 2 La Direzione nazionale ambiente e salute (DNAS) è istituita con il compito di coordinare, in ambito nazionale, le indagini relative ai reati ambientali. 3 La DNAS è diretta dal Procuratore nazionale ambiente e salute, nominato dal Consiglio superiore della magistratura e sottoposto alla vigilanza del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, che riferisce al Consiglio superiore della magistratura in merito alla attività svolta e ai risultati conseguiti dalla DNAS e dalle direzioni distrettuali, istituite ai sensi del comma 5.