[massime]

Demanio e patrimonio dello Stato e delle Regioni - Norme della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia - Procedura comparativa per l'affidamento in concessione di aree demaniali marittime - Ricorso del Governo - Denunciata violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza - Insussistenza - Non fondatezza della questione, nei sensi di cui in motivazione.. È dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale, promossa dal Governo in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost., dell'art. 8 della legge reg. Friuli-Venezia Giulia n. 10 del 2017, che regolamenta la procedura comparativa in caso di pluralità di domande di concessione per l'utilizzo dei beni demaniali. La disposizione impugnata - premesso che il dato normativo di riferimento, sia nazionale che di matrice europea, non contiene indicazioni di dettaglio sui criteri che devono guidare la pubblica amministrazione nel selezionare i soggetti che competono per l'affidamento in uso del bene facente parte del demanio marittimo, perché la loro definizione rientra tra le competenze legislative trasferite alle Regioni, nel rispetto dei principi di concorrenza - nel suo portato letterale si riferisce al concessionario, il che, alla luce delle indicazioni di principio provenienti dalla direttiva servizi (dir. 2006/123/CE), e oggi dalla relativa normativa interna di attuazione (d.lgs. n. 59 del 2010) non può che essere letto in termini tali da dare rilievo all'esperienza genericamente maturata nel settore, prescindendo dalla specifica correlazione con il bene oggetto della concessione. Né i criteri dettati dai primi due commi dell'articolo impugnato mettono in crisi il profilo della dinamica competitiva, mentre il riferimento del comma 3 all'intervento integrativo demandato alla fonte regolamentare è coerente con la dinamica tra fonte primaria e momenti regolatori di ulteriore dettaglio.