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La pena per il delitto di cui all'articolo 612- bis del codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito ai sensi dell'articolo 2- bis del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, introdotto dal comma 2 del presente articolo. 4. Si procede d'ufficio per il delitto previsto dall'articolo 612- bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi dell'articolo 2- bis del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, introdotto dal comma 2 del presente articolo. 2 (Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122) 1 Costituisce discriminazione di genere quella compiuta in violazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2001, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 giugno 2013, n. 77, e di ogni altro accordo sovranazionale e internazionale in materia, nonché della legislazione nazionale ispirata agli stessi princìpi, con particolare riguardo al decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119. 2 All'articolo 3 della legge 13 settembre 1975, n. 654, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, lettere a) e b) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o fondati sulla discriminazione di genere»; b al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «o religiosi» sono aggiunte le seguenti: «o fondati sulla discriminazione di genere»; c dopo il comma 3- bis è aggiunto il seguente: «3- ter . Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all'odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all'interno di organizzazioni che svolgano attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all'attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni». 3 Al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a al titolo, dopo le parole: «e religiosa» sono aggiunte le seguenti: «o fondata sulla discriminazione di genere»; b alla rubrica dell'articolo 1, dopo le parole: «o religiosi» sono aggiunte le seguenti: «o fondati sulla discriminazione di genere»; c all'articolo 3, comma 1, le parole: «o religioso» sono sostituite dalle seguenti: «, religioso o fondati sulla discriminazione di genere». 3 (Misure per il contrasto all'abuso del processo) 1 All'articolo 368 del codice penale, il secondo comma è sostituito dal seguente: «La pena è aumentata: 1) se s'incolpa taluno di un reato per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un'altra pena più grave; 2) se lo scopo della simulazione è di portare ad ulteriori conseguenze il delitto di cui all'articolo 612- bis ». 2 All'articolo 427, comma 3, del codice di procedura penale sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Vi è sempre colpa grave quando è manifesta la condotta abusiva del querelante, che abbia fatto un uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un vantaggio indebito, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione. È sempre indebito il vantaggio funzionale a portare ad ulteriori conseguenze il delitto di cui all'articolo 612- bis del codice penale». 3 In deroga agli articoli 91 e 92 del codice di procedura civile, il giudice, anche d'ufficio, può condannare la parte soccombente del giudizio civile al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, comunque non superiore al doppio delle spese liquidate, in presenza di motivi manifestamente infondati e quando è al contempo manifesta la condotta abusiva del ricorrente. È sempre abusiva la condotta di chi: a abbia fatto un uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un vantaggio indebito, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione; b compie il delitto di cui all'articolo 368, secondo comma, del codice penale, come modificato dal comma 1 del presente articolo.