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nello specifico sono disposte maggiori limitazioni allo svolgimento dell'attività lavorativa in presenza per i docenti non vaccinati e nel caso del riscontro fino a due positività nella classe si dispone un rientro in presenza in tempi più brevi solo per i soggetti vaccinati (studenti o docenti), mentre la misura della quarantena viene portata alla massima estensione, 10 giorni, per i non vaccinati, anche in caso di esito negativo del test al tempo T0; la logica di fondo, dunque, neanche minimamente mascherata, è di dividere in forma esplicita gli alunni e i docenti in due categorie distinte e separate: i vaccinati e i non vaccinati; valutato che: ciò che emerge in modo piuttosto preoccupante, oltre all'assenza di una benché minima giustificazione logico-giuridica alla base del trattamento differenziato, è l'evidente violazione della privacy degli studenti e del personale coinvolto, potendo venire facilmente a conoscenza di dati sensibili dell'interessato (stato di vaccinazione) in assenza di un consenso in merito, causando, dunque, evidenti discriminazioni e una grave lesione relativa all'uso dei dati personali; con la giustificazione dell'emergenza, si sta procedendo alla disaggregazione della comunità scolastica, inasprendo le già elevate tensioni generali e facendole entrare prepotentemente all'interno di una comunità scolastica già fiaccata e duramente messa alla prova dalla lunga esperienza della didattica a distanza, che ha causato conseguenze nefaste non solo sull'attività didattica ma, anche, sui rapporti umani e personali; in tale clima, con le scelte effettuate dal Ministero dell'istruzione, si sta contribuendo ad esasperare i toni, sulla pelle di ragazze e ragazzi e dei loro insegnanti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano possibile che una nota tecnica possa disporre circa trattamenti differenziati tra soggetti vaccinati e non vaccinati, non essendo posto a supporto di tale decisione alcun presupposto scientifico e giuridico, in quella che gli interroganti ritengono una palese violazione dell'articolo 3 della Costituzione; se non ritengano lesivo del diritto alla riservatezza e alla privacy l'effetto derivante dall'applicazione concreta delle disposizioni contenute nella nota, in relazione allo stato di conoscenza da parte di soggetti non autorizzati del personale status di vaccinazione. Atto n. 3-02949 FREGOLENT Ai Ministri della salute e dell'istruzione Premesso che: in data 1° settembre 2021 l'Istituto superiore di sanità unitamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero della salute, al Ministero dell'istruzione e alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha pubblicato il piano per il monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, prevedendo la predisposizione di una rete di "scuole sentinella" in cui effettuare il monitoraggio periodico attraverso test molecolari su campione salivare per tutelare lo svolgimento della didattica in presenza; la procedura di monitoraggio si pone in continuità con uno studio realizzato presso l'università di Padova, ove è stato attivato un programma di controllo attivo dei dipendenti dell'università per la rilevazione di SARS-CoV-2 su campioni salivari mediante test molecolari (Rrt-pcr), attuato a partire dall'8 ottobre 2020; lo studio ha dimostrato di essere uno strumento affidabile ed efficace per una diagnosi precoce del virus in soggetti asintomatici, una tracciabilità immediata dei contatti e una politica di contenimento per evitare ulteriori virus diffusi nella comunità. Tutti i dipendenti con risultati positivi sono stati sottoposti entro 24 ore alla raccolta del tampone nasofaringeo (NPS) su cui sono stati eseguiti i test molecolari, che hanno dato risultati concordanti nel 98 per cento dei casi; in particolare, il risultato dello studio dei test salivari per il controllo attivo si pone come strumento estremamente utile da applicare presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, volto a prevedere l'effettuazione di controlli periodici, affinché sia assicurato l'insegnamento in presenza scongiurando il ritorno alla didattica a distanza; considerato che: nel momento attuale, all'alba della temuta quarta ondata, vi è un urgente bisogno di nuove strategie per il contenimento efficace dell'infezione da SARS-Cov-2, e il modello delle scuole sentinella, sebbene efficiente in alcune realtà regionali, potrebbe risultare non sufficiente; sarebbe opportuno prevedere l'estensione dell'effettuazione del controllo attivo periodico attraverso test molecolari su campione salivare a tutte le scuole di ogni ordine e grado. Invero, tale approccio potrebbe costituire uno strumento chiave per ridurre la probabilità di diffusione dell'infezione sia nelle scuole che nella comunità e limitare i conseguenti provvedimenti di sanità pubblica, come isolamenti, quarantene, didattica a distanza, che ne potrebbero scaturire, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze e secondo la metodologia operativa individuata nel piano per il monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado pubblicato il 1° settembre 2021, non ritengano doveroso e urgente estendere tale monitoraggio presso tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, affinché sia assicurato l'insegnamento in presenza nelle scuole scongiurando il ritorno alla didattica a distanza, predisponendo, pertanto, lo sviluppo della rete dei laboratori di analisi per processare i tamponi salivari attraverso l'adattamento delle microbiologie e dei laboratori all'elaborazione specifica dei tamponi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06292 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: i contagi dovuti al virus SARS-Cov-2 aumentano su tutto il territorio nazionale e in particolare in Friuli-Venezia Giulia, il cui capoluogo ha il primato d'incidenza del COVID-19; a Trieste tanti cittadini con sospetto COVID, anche con sintomi come febbre e tosse, sono costretti a effettuare il tampone presso la struttura dedicata nel parco di San Giovanni. Questo è l'unico servizio che esegue test per i soggetti sintomatici, oltre alle USCA, che però riescono ad effettuare solo un numero molto limitato di tamponi ; persone febbricitanti e potenzialmente contagiose devono così uscire di casa, salire su mezzi pubblici se non ne hanno uno privato e poi mettersi in fila all'aperto, per attese anche di un'ora, anche con la pioggia o con la bora. Il che di certo non fa bene a un soggetto ammalato; in un momento di crescita dei contagi, queste situazioni verosimilmente contribuiscono non poco alla diffusione del virus, dato che persone potenzialmente infette, e probabilmente nel periodo di massima contagiosità, permangono in ambienti chiusi e affollati (autobus) per tempi non brevissimi; a Trieste, come risulta da numerose segnalazioni di cittadini, accade che chi ha un tampone positivo non venga poi contattato per giorni dal dipartimento di prevenzione, perdendo così il tempo utile per tracciare i contatti al fine di contenere la diffusione del virus;