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Testo delle modifiche dello statuto dell'Università di Torino relativo alla istituzione della facoltà di scienze politiche Art. 1. - All'elenco delle facoltà che comprende l'Università di Torino è aggiunta la seguente: Facoltà di scienze politiche. Art. 8. - È abrogato e sostituito dal seguente: La facoltà di giurisprudenza conferisce la laurea in giurisprudenza. Gli articoli 15 e 16 relativi agli istituti della facoltà di giurisprudenza assumono la numerazione di 12 e 13. Nell'art. 12 (ex art. 15) è cancellato l'istituto di scienze politiche che passa a far parte della facoltà di scienze politiche. Gli ex articoli 12, 13, 14, sono abrogati e sostituiti dai seguenti con il conseguente spostamento della successiva numerazione. Sezione II Facoltà di scienze politiche Art. 12. - La facoltà di scienze politiche conferisce la laurea in scienze politiche. Art. 13. - La durata del corso di studi per la laurea in scienze politiche è di quattro anni. Titolo di ammissione è il diploma di maturità classica o scientifica. Il corso di studi comprende un biennio propedeutico e un biennio di specializzazione ordinato secondo i seguenti indirizzi: a) politico-economico; b) politico-internazionale; c) politico-sociale; d) storico-politico. Il biennio propedeutico comprende nove insegnamenti obbligatori che sono: 1) Diritto costituzionale italiano e comparato; 2) Economia politica; 3) Filosofia della politica; 4) Istituzioni di diritto pubblico; 5) Politica economica e finanziaria; 6) Sociologia; 7) Statistica; 8) Storia delle dottrine politiche; 9) Storia moderna. Lo studente potrà aggiungere ai nove insegnamenti del biennio propedeutico non più di tre degli insegnamenti obbligatori del biennio di speclalizzazione indicati nel presente statuto, a seconda dell'indirizzo prescelto. Tali insegnamenti, anticipati al biennio propedeutico vanno in detrazione del numero degli insegnamenti del biennio di specializzazione. Gli insegnamenti a scelta dello studente non possono venire anticipati al biennio propedeutico. Alcuni insegnamenti possono essere mutuati da quelli impartiti in altre facoltà o corsi di laurea. Nel biennio di specializzazione quattro insegnamenti saranno obbligatori per ciascun indirizzo. Essi sono: a) per l'indirizzo politico-economico: 1) Dinamica economica; 2) Economia politica II; 3) Politica economica II; 4) Scienza delle finanze; b) per l'indirizzo politico-internazionale: 1) Istituzioni di diritto e procedura penale; 2) Istituzioni di diritto privato italiano e comparato; 3) Diritto internazionale pubbiico; 4) Relazioni internazionali; c) per l'indirizzo politico-sociale: 1) Scienza della politica; 2) Metodologia delle scienze sociali; 3) Sociologia II; 4) Storia del pensiero sociologico; d) per l'indirizzo storico-politico: 1) Metodologia della ricerca storica; 2) Storia contemporanea; 3) Storia economica; 4) Storia moderna II. Per ciascuno degli indirizzi la facoltà dovrà inoltre predisporre all'inizio di ogni anno accademico un elenco di non meno di otto e di non più di undici insegnamenti annuali. Nell'ambito di detti elenchi lo studente dovrà sciegliere almeno sei materie delle quali sarà obbligato a frequentare i corsi e a sostenere gli esami. La scelta da parte della facoltà avrà luogo nell'ambito del seguente elenco di materie: 1) Antropologia culturale; 2) Contabilità dello Stato e degli enti pubblici; 3) Demografia; 4) Diritto amministrativo; 5) Diritto anglo-americano; 6) Diritto commerciale; 7) Diritto delle comunità europee; 8) Diritto diplomatico e consolare; 9) Diritto finanziario; 10) Diritto internazionale privato; 11) Diritto del lavoro; 12) Diritto regionale; 13) Dottrina dello Stato; 14) Econometria; 15) Economia aziendale; 16) Economia internazionale; 17) Economia monetaria; 18) Economia e politica agraria; 19) Economia e politica industriale; 20) Economia e politica del territorio; 21) Geografia e politica economica; 22) Matematica economica; 23) Metodologia della ricerca storica; 24) Metodologia delle scienze sociali; 25) Organizzazione internazionale; 26» Programmazione economica; 27) Psicologia sociale; 28» Scienza delle finanze; 29) Servizio sociale; 30) Sociologia delle comunicazioni; 31) Sociologia della conoscenza; 32) Sociologia del diritto; 33) Sociologia dell'educazione; 34) Sociologia della famiglia; 35) Sociologia industriale; 36) Sociologia del lavoro; 37) Sociologia matematica e sociometrica; 38) Sociologia dell'organizzazione; 39) Sociologia religiosa; 40» Sociologia urbana e rurale; 41) Statistica economica; 42) Storia dell'America settentrionale; 43) Storia dell'America latina; 44) Storia antica; 45) Storia della Chiesa; 46) Storia e istituzioni dell'Africa 47) Storia e istituzioni dell'Asia; 48) Storia e istituzioni dell'Islam; 49) Storia del diritto italiano; 50) Storia dei diritti dell'antichità; 51) Storia economica dell'Italia unita; 52) Storia del giornalismo; 53) Storia delle dottrine economiche; 54) Storia delle dottrine politiche; 55» Storia medioevale; 56) Storia dei popoli slavi; 57) Storia dei movimenti sindacali; 58) Storia dei partiti e dei movimenti politici; 59) Storia del pensiero politico contemporaneo; 60) Storia del pensiero politico classico; 61) Storia del pensiero politico medioevale; 62» Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa; 63) Teoria e politica dello sviluppo. Art. 14. - Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente dovrà aver seguito i corsi e superato gli esami relativi ad almeno diciannove e a non più di ventiquattro corsi annuali, e inoltre quelli relativi a due lingue straniere. Nel caso che la facoltà decida di istituire corsi semestrali o trimestrali, ai fini del computo predetto, due corsi semestrali oppure tre corsi trimestrali equivarranno ad un corso annuale. La scelta delle lingue straniere non è vincolata ai singoli indirizzi. Almeno una di esse deve essere il francese o d'inglese o il russo; per l'altra lingua è consentita la scelta tra quelle effettivamente insegnate nell'ateneo. Art. 15. - Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze politiche; il relativo diploma recherà l'indicazione dell'indirizzo prescelto. Art. 16. - Per il laureato in corsi diversi da quelli in scienze politiche, la facoltà delibererà caso per caso: l'anno di corso cui potranno essere iscritti; il numero minimo degli insegnamenti che dovranno seguire, sostenendo il relativo esame; quali tra questi saranno obbligatori, tenuto conto degli studi compiuti, degli esami superati e dell'indirizzo prescelto. Analoga deliberazione verrà presa dalla facoltà per il passaggio dall'uno all'altro indirizzo. Art. 17.