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Disposizioni in materia di azione di classe. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge riproduce il testo già presentato presso l'altro ramo del Parlamento nella presente legislatura (atto Camera n. 791). Il testo, che era già stato approvato dalla Camera dei deputati nella scorsa legislatura, intende modificare la vigente disciplina dell'azione di classe a tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti (cosiddetta class action ), attualmente contenuta nell'articolo 140- bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005. Il disegno di legge muove dall'esigenza di potenziare lo strumento dell'azione di classe allargandone il campo di applicazione sia dal punto di vista soggettivo (dei soggetti che possono utilizzare questa azione) – allo stato dell'arte esso risulta infatti circoscritto alla tutela dei diritti di consumatori e utenti – sia dal punto di vista oggettivo, cioè delle situazioni giuridiche che possono essere fatte valere in giudizio, sia dal punto di vista del tipo di tutela che si può ottenere. In questa direzione il disegno di legge sposta la disciplina dell'azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile, consentendo l'accesso all'azione a tutti coloro che, pur non essendo consumatori, avanzino pretese risarcitorie, anche modeste, causate da illeciti plurioffensivi rispetto ai quali sia configurabile l'omogeneità dei diritti tutelabili. Il testo delinea tre distinte fasi della procedura: quella della decisione sull'ammissibilità dell'azione; quella della decisione sul merito dell'azione; quella della liquidazione delle somme dovute agli aderenti. Innova inoltre la disciplina del compenso per i rappresentanti della classe e i difensori, in caso di accoglimento della domanda, riconoscendo loro la cosiddetta «quota lite». Più nel dettaglio, il disegno di legge si compone di sei articoli: l'articolo 1 inserisce nel codice di procedura civile, nel libro dedicato ai procedimenti speciali, un nuovo titolo dedicato all'azione di classe (articoli da 840- bis a 840- sexiesdecies ); l'articolo 2 disciplina le comunicazioni che devono essere effettuate dagli uffici di cancelleria e le attività che devono essere svolte dal portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia; l'articolo 3 modifica il testo unico in materia di documentazione amministrativa, per applicare le norme penali ivi previste anche alle attestazioni false rese nell'ambito della procedura di adesione all'azione di classe. L'articolo 4 contiene una clausola di invarianza finanziaria; l'articolo 5 concerne l'entrata in vigore della legge, dettando una specifica norma transitoria per i procedimenti già in corso, mentre l'articolo 6 dispone l'abrogazione degli articoli 139, 140 e 140- bis del codice del consumo. L'elemento centrale del disegno di legge è dunque rappresentato dai nuovi articoli inseriti nel codice di procedura civile dall'articolo 1. Come già detto si tratta di disposizioni che ricalcano la procedura oggi in vigore con importanti differenze delle quali occorre tenere conto. Il nuovo titolo VIII- bis «Dell'azione di classe» è inserito in coda al libro quarto del codice di procedura civile, dedicato ai procedimenti speciali e dunque alla fine del codice di rito. In particolare l'articolo 840- bis definisce il campo di applicazione dell'azione, eliminando ogni riferimento a consumatori e utenti. L'azione sarà sempre esperibile in relazione a «diritti individuali omogenei» (e non anche in relazione ad «interessi collettivi», come previsto nel vigente articolo 140- bis del codice del consumo) da ciascun componente della classe, anche mediante associazioni o comitati volti alla tutela dei suddetti diritti. Quanto all'individuazione degli strumenti di tutela, il testo in esame aggiunge, alla condanna al risarcimento del danno e alla condanna alle restituzioni, l'azione inibitoria nei confronti degli autori delle condotte lesive, che è specificamente disciplinata dall'articolo 840- sexiesdecies . I destinatari dell'azione di classe possono essere imprese o enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, ferme restando le procedure di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei pubblici servizi. La condotta lesiva, alla luce di un emendamento approvato dall'Assemblea della Camera dei deputati nella scorsa legislatura, è individuata relativamente a fatti cagionati nello svolgimento delle attività dei legittimati passivi. Se viene presentata un'azione di classe, non è ammesso l'intervento di terzi; sono sempre possibili, anche durante lo svolgimento della procedura, accordi transattivi o conciliativi tra le parti; in questo caso, qualora vengano a mancare in tutto le parti attrici, non sono pregiudicati i diritti degli aderenti all'azione, i quali hanno la possibilità di riassumere la causa entro un termine assegnato dal tribunale, che può essere non inferiore a quarantacinque giorni e non superiore a novanta giorni. Se la prosecuzione del giudizio non avviene entro tale termine, il tribunale dichiara l'estinzione del procedimento e i soggetti aderenti potranno eventualmente agire a titolo individuale ovvero avviare una nuova azione di classe. L'articolo 840- ter disciplina la proposizione della domanda e il giudizio di ammissibilità del tribunale. Il testo approvato dalla Camera dei deputati nella scorsa legislatura conferma, analogamente a quanto previsto dalle disposizioni vigenti del codice del consumo, che l'azione di classe è proposta con atto di citazione; che, in una prima fase, il tribunale deve decidere sull'ammissibilità dell'azione di classe, pronunciandosi con ordinanza; che sono previste, a pena di inammissibilità, tanto la manifesta infondatezza della domanda, quanto la mancanza di omogeneità dei diritti individuali tutelabili, nonché il conflitto di interessi dell'attore nei riguardi del convenuto, ovvero la scarsa rappresentatività dell'associazione o comitato rispetto agli interessi fatti valere in giudizio (la previsione vigente richiede, su quest'ultimo punto, che il proponente non appaia in grado di curare adeguatamente l'interesse della classe). L'ordinanza di inammissibilità è reclamabile in corte d'appello, che decide entro quaranta giorni, e poi ricorribile in cassazione. Se in sede di impugnazione l'azione di classe viene ammessa, il procedimento prosegue dinanzi alla sezione del tribunale originariamente adita. Il reclamo e il ricorso avverso le ordinanze ammissive non sospendono il procedimento davanti al tribunale. La proposizione della domanda e il giudizio di ammissibilità del tribunale devono giungere entro trenta giorni dalla prima udienza. Il giudice competente a conoscere l'azione di classe è individuato nella sezione specializzata in materia di impresa del tribunale. Analogamente a quanto oggi previsto dal codice del consumo, l'atto di citazione deve essere notificato anche al pubblico ministero, che deciderà se intervenire nel giudizio di ammissibilità. Per garantire idonea pubblicità alla procedura, l'atto di citazione dovrà inoltre essere pubblicato su un apposito portale del Ministero della giustizia. L'articolo 840- quater prevede che la decisione nel merito sull'azione di classe preclude la possibilità di proporre, in relazione ai medesimi fatti, altre azioni di classe, a meno che non si intenda far valere diritti che non potevano essere fatti valere in precedenza.