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Mi riferisco, almeno per quanto riguarda le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina di ben tre Regioni coinvolte, quindi parliamo non solo di Lombardia, come ha giustamente ricordato sempre il collega Paroli prima di me, ma anche del Veneto. Noi abbiamo la vera capitale degli sport invernali italiani, Cortina d'Ampezzo, che è un luogo di straordinaria bellezza naturale, ma che è anche assolutamente pronta a ricevere occasioni e opportunità, come quella delle Olimpiadi invernali. Tengo a ricordare che già nel 1956 Cortina fu teatro di Olimpiadi invernali, tra l'altro con il successo di alcuni grandi sciatori e alcuni grandi sportivi italiani di sport invernali. Oltre che in queste due Regioni, ricordiamo che anche in Trentino, nella Val di Fiemme, si svolgeranno molte delle attività legate agli sport invernali, in particolare a quelli nordici. Questa organizzazione è collegata, come è giusto che sia, anche all'evento tennistico, che, come chi è appassionato di tennis sa bene, dopo i quattro tornei del cosiddetto Grande Slam, è il quinto torneo per importanza e che si svolgerà per cinque anni di fila della città di Torino, che sarà quindi teatro di un evento sportivo internazionale molto seguito in tutto il Pianeta. È evidente che iniziative sportive come questa raccolgono non solo il riconoscimento e la visibilità per il nostro Paese da parte di appassionati dello sport, ma anche uno straordinario ritorno, per la possibilità che questi luoghi avranno di poter realizzare opere e di poterne ristrutturare altre e, soprattutto, per il richiamo turistico che questi territori possono rappresentare a seguito dall'organizzazione dell'evento: essi avranno infatti la possibilità di ricevere una platea straordinaria di visitatori, non solo virtuali, e possibilmente, in futuro, non solo durante lo svolgimento di queste iniziative sportive, ma anche successivamente. Questo quadrangolo eccezionale, come ho detto, coinvolge territori che sono sicuramente già pronti a realizzare le opere. Come hanno ricordato bene prima di me altri colleghi senatori, le Regioni sono già pronte a organizzare questi eventi ed è fondamentale, credo, che tutto ciò avvenga nel migliore dei modi. Siamo pronti, l'Italia è pronta. È un'altra occasione per portare avanti il nostro brand , un brand straordinario. Questa è un'opportunità che ovviamente non possiamo perdere. Voglio concludere il mio intervento evidenziando un aspetto contenuto in questo provvedimento, che ovviamente non può che stimolare la mia particolare attenzione. All'articolo 3 del decreto-legge, infatti, viene affrontato il tema delle infrastrutture. Infatti è prevista la costituzione della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 SpA. Non possiamo che accogliere positivamente, come accennavo prima, la retromarcia ideologica del MoVimento 5 Stelle su una loro storica avversità, una sorta di pregiudizio ideologico verso la realizzazione di grandi eventi sportivi e di grandi opere. Ritengo che questo sia un passo in avanti per affrontare, anche per il futuro, il tema del rilancio dell'economia di tutto il Paese, ovviamente attraverso la realizzazione di infrastrutture e di grandi opere: spingere sulla realizzazione di nuove infrastrutture, ovviamente non solo nelle quattro Regioni coinvolte da questi eventi sportivi, appare assolutamente fondamentale, anzi necessario per il futuro economico del Paese. Colgo l'occasione per lanciare un'idea che intendo realizzare nel prossimo futuro con i miei colleghi: vi è la necessità, a mio giudizio non più procrastinabile, di abrogare in toto l'attuale codice degli appalti e dei contratti pubblici e il relativo decreto legislativo del 18 aprile 2016, n. 50. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Il settore dei contratti pubblici e degli appalti rappresenta circa il 17 per cento del PIL europeo; in Italia, nel solo anno 2018, il valore dei contratti pubblici ha superato i 140 miliardi di euro, ma tale settore, come noto, si caratterizza per un eccesso di regolamentazione e di passaggi burocratici. L'abrogazione di tali norme consentirà uno snellimento delle procedure, con la conseguente sottoposizione delle procedure di aggiudicazione di contratti di appalto e di concessione, indipendentemente dal loro valore economico, alle direttive europee di settore. Il modello ponte di Genova - come hanno già ricordato alcuni prima di me - deve valere per tutti i futuri appalti pubblici. Cari colleghi, credo allora che questi due eventi sportivi e culturali vadano certamente sostenuti e ora a maggior ragione per segnare la ripartenza della nostra economia, dopo la fase di fermo voluta da questa pandemia. Non dimentichiamoci che senza infrastrutture la nostra economia non potrà ripartire. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, colleghe, Ministri, il decreto di cui discutiamo oggi è costituito da un gruppo di nome riguardanti l'organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, norme inerenti all'organizzazione del torneo tennistico, finale ATP Torino 2021-2025, norme in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria, nonché norme ordinamentali per il coordinamento tra Stato, Regioni e Province autonome nell'organizzazione degli eventi sportivi in oggetto. È un momento complicato; viviamo i giorni più difficili della storia repubblicana di questo Paese. Parlare di sport, di Olimpiadi, di Paralimpiadi, di tennis può sembrare fuori luogo, inadatto e finanche inutile. Tuttavia ritengo, al contrario, che discutere di questo provvedimento significhi ridisegnare il futuro del nostro Paese. Governare vuol dire amministrare, vuol dire curare il presente e programmare il futuro. E il futuro dell'Italia passa anche attraverso il mondo dello sport, che oggi è stato messo a dura prova. Al centro di un Paese in salute c'è la cultura sportiva, intesa come valore fondante attraverso il quale la persona diventa soggetto fisicamente attivo, autonomo, responsabile e cittadino migliore. Pensiamo ai giochi dell'antica Grecia, che si svolgevano ad Olimpia (da qui il nome di Olimpiadi), che comportavano durante lo svolgimento una tregua sacra, per cui c'era la sospensione di qualsiasi conflitto politico e militare. Pertanto lo sport, a prescindere da qualsiasi polemica, deve soltanto superare le differenze, di colore e di professione, e farci sentire un unico popolo. Tali manifestazioni potranno rappresentare una preziosa occasione di rilancio, un volano economico e sociale per il nostro Paese, soprattutto nei territori maggiormente coinvolti dall'emergenza Covid. Questo decreto si pone la finalità di individuare una disciplina puntale in modo da realizzare e promuovere eventi i cui benefici economici e ambientali potranno perdurare nel tempo sui territori. Questi eventi, infatti, se ben gestiti, potranno offrirci e lasciare in eredità delle infrastrutture all'avanguardia, aree moderne e attrezzate, ma soprattutto - è giusto ribadirlo - usufruibili da parte di tutti i cittadini.