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Dal 2012, per effetto di una misura voluta dal professor Monti, abbiamo aumentato in modo indiscriminato i coefficienti catastali. Il risultato è che sulla casa, sull'immobiliare, grava una tassazione senza precedenti, asfissiante, che è di fatto un blocco alla nostra economia. Su le tasse sulla casa, giù i valori immobiliari: questo è stato l'impoverimento degli italiani, rispetto al quale, con le misure opportune che vi abbiamo suggerito, avreste potuto dare ossigeno ad un settore che è molto importante come quello della proprietà immobiliare, che riguarda il 90 per cento degli italiani. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, io vorrei sottolineare, invece, alcuni aspetti che considero molto positivi in questo provvedimento, come è stato già ben sottolineato dalla senatrice Garavini e da altre colleghe che mi hanno preceduta, soprattutto in tema di welfare , di politiche a sostegno delle famiglie e, di conseguenza, a sostegno delle donne anche dal punto di vista occupazionale e dei servizi. Sappiamo, infatti, che per cominciare a parlare di ripartenza e di rilancio dell'economia è strategico partire proprio dalle donne, dalla loro emancipazione e dal loro ingresso nel mondo del lavoro, perché sono quelle che sicuramente hanno sofferto di più, in questo periodo lunghissimo di lockdown e di pandemia, che purtroppo non è ancora finito. Ci sono, quindi, delle misure importanti; non si può dire che non ci sia qualcosa di positivo in questo provvedimento. Ci sono delle azioni concrete, ci sono delle misure economiche a sostegno proprio di quei settori strategici e per affrontare un tema come quello della violenza sulle donne e sui minori. Dalle parole di alcuni colleghi uomini, purtroppo, mi è parso di cogliere che questo venga quasi considerato un aspetto marginale. Sappiamo, invece, come sono aumentati, purtroppo, i casi di violenza sia sulle donne che sui minori proprio all'interno delle famiglie, anche a causa di questo permanere dei contagi da Covid. Quelle messe in campo, quindi, sono misure che vanno ad aiutare e a sostenere anche questo aspetto, che per noi rimane fondamentale. Certo non risolve i problemi, perché sappiamo che servono misure strutturali, ma infatti nei prossimi giorni parleremo di recovery fund e noi di Italia Viva auspichiamo - lo abbiamo detto in tutti i modi - che al più presto si possano finalmente prendere anche le risorse importanti del MES, soprattutto se ci sarà la proroga dello stato di emergenza. È necessario fare un dibattito - lo abbiamo detto in questi giorni - all'interno del Parlamento, nelle Aule parlamentari, prendere tutte quelle risorse e spenderle bene sia per quanto concerne il recovery fund , sia per quanto riguarda il MES. L'altro aspetto che vorrei sottolineare rapidamente riguarda due emendamenti di Italia Viva che sono stati approvati in questo decreto-legge, di cui parlava bene prima la senatrice Garavini e che interessano la mia Commissione, volti a dare finalmente attenzione e a favorire la ripresa di un settore che ha sofferto moltissimo e che era stato totalmente trascurato, che è quello del turismo e della cultura. In questo senso, i due emendamenti che sono stati approvati cominciano a rimettere al centro anche il patrimonio culturale di cui è ricco questo Paese. E quando parliamo di cultura parliamo anche di rilancio economico perché stiamo parlando di un patrimonio straordinario ed unico che ha l'Italia nel mondo. In questo senso sono stati approvati due emendamenti che considero molto importanti. Il primo è quello sul tax credit , che significa appunto riconoscere un credito di imposta nella misura del 30 per cento delle spese effettuate dalle imprese che svolgono attività inerenti all'intero settore dello spettacolo dal vivo. Questa proposta mira proprio a dare un sostegno concreto a questo settore che è stato duramente colpito dalla pandemia. Per quanto riguarda il 2 per mille, è una norma che era stata varata nella legge di bilancio del 2016 dal governo Renzi e che oggi, grazie all'emendamento di Italia Viva, è stata approvata all'interno di questo provvedimento. Ciò significa un'occasione davvero unica per destinare un contributo a favore di chi si occupa di arte, musica, archeologia, libri, cinema e teatro e sappiamo quanto importante sia parlare di questi temi. Pensate alla questione, appunto, dei cinema e dei teatri chiusi. Ma oggi è necessario - lo dico a conclusione di questo intervento e dopo aver letto alcune dichiarazioni in recenti agenzie - anche riprendere in mano il tema dello sport e della capienza nei palazzetti e negli stadi, che non è un tema secondario, perché lo sport appartiene all'economia e all'imprenditoria di questo Paese. Vorrei concludere dicendo che iniziamo a parlare di argomenti e di settori che hanno sofferto troppo e a cui con questo provvedimento si cominciano a dare delle risposte concrete. Ci auguriamo che nei prossimi giorni si possa entrare nel pieno dell'azione concreta di rilancio di questo Paese con la discussione sul recovery fund e poi il tanto auspicato per Italia viva MES. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, gli ultimi dati che riguardano il numero di rapporti di lavoro rilevano la gravità della situazione in Italia. Essi sono indicativi anche delle politiche economiche e ci sono troppe norme adottate finora dal Governo che irrigidiscono il mercato del lavoro: dal decreto cosiddetto dignità al reddito cittadinanza, che manca l'obiettivo di portare a lavoro chi lo percepisce. Il cosiddetto decreto agosto oggi purtroppo procede nella medesima direzione, cioè l'assistenzialismo, ma mancano le cosiddette politiche attive. Più di un milione di posti di lavoro persi, una cifra che senza una chiara inversione di tendenza, quando finirà il blocco dei licenziamenti, potrebbe anche aumentare. Si stanziano ulteriori risorse (mi dispiace che manchi il ministro Catalfo, con il quale abbiamo più volte colloquiato circa il reddito di cittadinanza): circa 8,7 miliardi per lavoro ed ammortizzatori sociali, portando in tutto a più di 36 miliardi gli stanziamenti in materia. Lo sgravio del 30 per cento sui contributi pensionistici per le aree svantaggiate del Mezzogiorno per il periodo ottobre-dicembre 2020 è una misura che in realtà lascia forti perplessità, perché si tratta di politiche meramente assistenzialistiche, che peraltro attendono il via libera dalla Commissione europea. Circa un miliardo di costi per sostenere sgravi contributivi che proseguono nell'alveo di politiche disancorate da un disegno di crescita strutturale del Mezzogiorno, perché gli sgravi contributivi erano totali e non limitati al 30 per cento nel Mezzogiorno e furono vigenti fino al 1994, per circa venticinque anni, e furono allora bocciati proprio dall'Unione europea che promosse una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. In quei venticinque anni però non si registrarono incrementi occupazionali; quindi non è una misura nuova e non è nemmeno di portata storica, come si è detto. Nulla per tentare di colmare il cronico divario infrastrutturale del Mezzogiorno, delle isole e ancora più della Sardegna, che sconta, oltre alla discontinuità territoriale, anche l'extra-costo dell'energia.