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in data 1° agosto 2019 il ministro pro tempore Toninelli ha individuato e comunicato il nome di un ingegnere, sottoposto per l'intesa al Presidente della Regione Abruzzo, da proporre al Presidente del Consiglio dei ministri, che ne dovrà ratificare la nomina a commissario straordinario per il rischio idrico del Gran Sasso, secondo quanto previsto dal decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici" (cosiddetto Sblocca cantieri); il commissario straordinario dovrà sovrintendere alla realizzazione degli interventi strutturali per la messa in sicurezza del sistema idrico e, soprattutto dopo la nomina potrà assumere le funzioni di stazione appaltante; il 26 settembre 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2019, con cui è stato adottato il primo stralcio del piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezioni acquedotti, che dispone gli interventi relativi alla messa in sicurezza delle falde acquifere minacciate dalla galleria dell'Autostrada A 24 e dai laboratori di fisica nucleare, con un finanziamento pari a 5,3 milioni di euro in due anni, si chiede di sapere: per quali motivi la nomina del commissario straordinario non sia stata formalizzata; se esistano motivi ostativi sul nome individuato da un Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non più in carica, e se il Governo intenda concludere in tempi brevi l' iter previsto per consentire l'avvio immediato della progettazione e degli interventi necessari e urgenti atti a garantire la salute dei cittadini abruzzesi. Atto n. 4-02321 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 15 ottobre 2019, dal quotidiano "Corriere del Trentino", i veri obiettivi della legge approvata di recente dal Consiglio provinciale dell'Alto Adige, che ha, a parere dell'interrogante immotivatamente, soppresso l'espressione "altoatesino" e "Alto Adige" dall'articolo 1, comma 2 del provvedimento medesimo relativo alle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea" (disegno di legge provinciale n. 30 del 2019), sono in realtà quelli di "legalizzare" i professionisti che parlano soltanto la lingua tedesca; a tal fine, l'articolo 4 del provvedimento, che introduce la possibilità di iscriversi agli ordini professionali anche se non si parla affatto la lingua italiana; sarebbe pertanto l'autentico scopo della legge, secondo il quotidiano trentino, tanto è vero che per ottenerlo, il partito popolare volkspartei, sarebbe disponibile a tornare indietro sulla decisione normativa di eliminare la dicitura "Alto Adige"; l'articolo 4 della legge che rappresenta sostanzialmente un provvedimento omnibus , in quanto comprende diverse materie, si concentra infatti sull'accesso agli ordini e ai collegi professionali, ed affronta aspetti particolari in relazione alla necessità, a parere del quotidiano, di assumere medici provenienti dall'area geografica tedesca; al riguardo, prosegue ancora il "Corriere del Trentino", si ricorda il caso del primario Thomas Muller, il quale era stato radiato dall'Ordine dei medici di Bolzano in quanto non era in grado di parlare in modo adeguato la lingua italiana (certificazione B2 europea), ma che tuttavia lo stesso Ordine professionale, aveva deciso di revocare la decisione a seguito del ricorso al Tar da parte di due consiglieri provinciali; la vicenda rappresentava la conseguenza di una normativa europea, che impediva dallo scorso giugno di accettare nell'Ordine i medici che non conoscono la lingua ufficiale dello Stato in cui operano e la stessa disposizione era stata recepita senza considerare che in Alto Adige la lingua ufficiale è ancora il tedesco; in attesa che la normativa nazionale possa sanare la vicenda, l'Ordine dei medici, evidenzia ancora il quotidiano trentino, aveva preferito ritornare sulle proprie decisioni, anche perché nel frattempo era stata approvata una norma che allungava da tre a cinque anni il tempo concesso ai medici che operano in strutture pubbliche, per conseguire il patentino; la nuova legge europea provinciale, pertanto, sembrerebbe essere intervenuta a normare la vicenda, tenuto conto delle specificità territoriali della provincia autonoma di Bolzano, con particolare riferimento alla tutela delle minoranze linguistiche, che limita gli effetti dell'iscrizione all'esercizio della professione nel territorio della provincia di Bolzano, nel caso della sola conoscenza della lingua tedesca; la decisione della Giunta provinciale di Bolzano intenderebbe risolvere, secondo quanto evidenziato dall'articolo di stampa, la cronica carenza di medici negli ospedali altoatesini, stabilendo l'iscrizione all'Ordine dei medici soltanto per i professionisti che parlano solo il tedesco; le osservazioni evidenziate rappresentano in realtà, a giudizio dell'interrogante, una decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano negativa e penalizzante, che costituisce un'ennesima dimostrazione discriminatoria contro la comunità italiana, che vive nell'Alto Adige, alimentando un'ulteriore separazione dallo stesso Alto Adige con il sistema nazionale, in quanto si autorizzano, con legge provinciale, i medici che conoscono solo la lingua tedesca, all'esercizio della professione, attraverso il proprio ordine o collegio professionale nell'ambito della provincia di Bolzano, riconoscendo la parificazione fra le lingue italiana e tedesca dettata dall'articolo 99 dello Statuto di Autonomia, ma ignorando, tuttavia, che ai sensi del medesimo Statuto la lingua italiana è quella ufficiale dello Stato e come tale essa deve essere conosciuta, si chiede di sapere quali valutazioni il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa e se al riguardo non ritenga urgente ed opportuno impugnare la norma relativa all'articolo 4 della legge provinciale europea richiamata, in considerazione del fatto che tale disposizione, travalica evidentemente, ad avviso dell'interrogante, l'ambito legislativo della Provincia di Bolzano, limitando l'applicazione dello statuto nella parte in cui riconosce il primato della lingua italiana che non può essere limitato con una semplice legge provinciale, in quanto determina una sorta di extraterritorialità dell'Alto Adige rispetto al resto del territorio nazionale. Atto n. 4-02322 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il quadro che emerge dalla nota diramata il 12 ottobre 2019 da "Agricolae.eu" sulle indagini condotte dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) in ordine alla gestione del seme riguardante il grano "Senatore Cappelli", è inquietante; l'interrogante si è già occupato della questione attraverso l'interrogazione 4-00861 del 15 novembre 2018, sottoscritta dal altri 11 colleghi, alla quale rispose il ministro pro tempore Centinaio l'11 febbraio 2019; considerato che: