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Disposizioni per l'istituzione di un fondo vacanza per la promozione dello sviluppo psico-fisico del minore e la valorizzazione del rapporto affettivo con gli ascendenti. Onorevoli Senatori. -- Il benessere psico-fisico dell'uomo si raggiunge attraverso uno stato di vita dignitoso e felice fin dall'infanzia, considerato che proprio in questo periodo della vita si pongono le fondamenta per la formazione di una struttura adulta psicologicamente sana ed equilibrata. È quindi fondamentale che il bambino viva in un ambiente il più possibile sereno affinché sviluppi un carattere fiducioso ed una personalità felice, qualità necessarie per affrontare e superare nel corso dell'esistenza umana ogni difficoltà e avversità. Pertanto, spetta agli adulti, alla famiglia e alle istituzioni cooperare per assicurare ai bambini, in ogni ambito e periodo della vita, condizioni ludiche, sociali e culturali adeguate e ben organizzate affinché essi possano divenire adulti maturi e privi di rilevanti psicopatologie. Il nostro ordinamento non contempla espressamente un «diritto alla felicità» ma esso è implicitamente riconosciuto dall'articolo 3 della Costituzione laddove prevede che la Repubblica ha il compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Tale diritto è invece espressamente previsto dalla Dichiarazione di indipendenza Americana del 4 luglio 1776, la quale riconosce il diritto alla felicità di tutti gli uomini: «... che tutti gli uomini sono stati creati eguali, che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità». Per quel che concerne in modo particolare i bambini e gli adolescenti, fino al raggiungimento della maggiore età, è obbligo dello Stato garantire un sereno e felice percorso di crescita. La dichiarazione universale dei diritti del fanciullo, approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU il 20 novembre 1959 prevede espressamente il «diritto alla felicità». Il preambolo della predetta dichiarazione recita infatti: «L'Assemblea Generale proclama la presente Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo affinché esso abbia una infanzia felice e possa godere, nell'interesse suo e di tutta la società, dei diritti e delle libertà che vi sono enunciati; invita i genitori, gli uomini e le donne in quanto singoli, come anche le organizzazioni non governative, le autorità locali e i governi nazionali a riconoscere questi diritti e a fare in modo di assicurare il rispetto per mezzo di provvedimenti legislativi e di altre misure da adottarsi gradualmente». Inoltre l'articolo 6 della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata dalla legge 27 maggio 1991, n. 176, dispone che gli Stati parti si impegnino a garantire nella più alta misura possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo. Ma se andiamo ad appronfondire l’evoluzione della tematica nel tempo notiamo l'importanza delle attività ricreative. L'articolo 31 della suddetta convenzione considera il gioco come strumento per partecipare liberamente alla vita artistica e culturale: «1. Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo ed allo svago, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età, ed a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 2. Gli Stati parti devono rispettare e promuovere il diritto del fanciullo a partecipare pienamente alla vita culturale ed artistica ed incoraggiano l'organizzazione di adeguate attività di natura ricreativa, artistica e culturale in condizioni di uguaglianza». Proprio attraverso il gioco il bambino potrà realizzare il pieno sviluppo della propria persona e garantire una sana partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (articolo 3, secondo comma, della Costituzione). Come l'adulto necessita di un congruo periodo di ferie, al fine di riposare la mente e il fisico, così anche in tenera età è necessario prevedere un periodo di evasione dalle normali attività quotidiane (scuola, attività sportive, e così via). È noto infatti che dopo un periodo di vacanza, inteso anche come momento per evadere dalla routine , spesso fonte di stress , si riprendono le normali attività con più energia. Ma ciò che esige una particolare attenzione è la possibilità di condividere questi periodi con familiari considerati a volte estranei al nucleo familiare, composto in genere dai soli genitori e figli. Alcuni legami familiari, che durante l'anno a causa dei ritmi e delle diverse esigenze si è soliti trascurare, in vacanza si rafforzano e acquistano una diversa valenza affettiva. È ormai consolidata l'importanza che riveste in ambito familiare e sociale il ruolo del nonno. Nelle famiglie moderne, dove entrambi i genitori lavorano, la cura e l'assistenza dei nipoti è affidata spesso ai nonni. Peraltro tale figura assume una notevole importanza per l'arricchimento culturale e sociale del minore, considerata l'esperienza maturata dagli anziani e la capacità degli stessi di tramandare ai loro nipoti ricordi, esperienze e tradizioni della famiglia. Abbiamo assistito nel corso degli anni ad una disgregazione dei valori umani basati sui legami di sangue. L'aumento delle separazioni e dei divorzi ha comportato l'affievolirsi dei legami con i nonni paterni e materni in quanto l'inasprirsi dei rapporti tra i coniugi ha, di conseguenza, creato malesseri e dissapori con il ramo ascendente dell'altro coniuge, impedendo spesso la creazione di validi legami affettivi tra i bambini e i loro nonni. Per tale motivo è necessario intervenire creando le giuste premesse per ristabilire rapporti basati su vincoli di sangue e tramandare tradizioni familiari. La vacanza, costituendo un'occasione di crescita personale e di conoscenza reciproca, è essenziale per la dignità della persona in quanto esperienza positiva idonea ad aumentare lo stato di felicità e di benessere psicofisico. L'identità di una persona si costruisce sin dall'infanzia e la possibilità di viaggiare contribuisce in modo notevole alla formazione di una personalità adulta psicologicamente integra. Assicurare un periodo di vacanza ai bambini e adolescenti, in un luogo diverso da dove abitualmente risiedono, significa far conoscere loro luoghi e culture differenti, creare stimoli nuovi per un sano sviluppo intellettivo e cognitivo. Esigenze lavorative dei genitori, campi scuola limitati ad una settimana o al massimo quindici giorni fanno sì che la maggior parte del tempo venga trascorso dai minori nella propria casa, magari dinanzi alla televisione o, abitudine ora diffusa, giocando e « chattando » sui vari « social », con ovvie conseguenze deleterie per lo sviluppo psico-fisico degli stessi (basti pensare a situazioni di obesità giovanile, problemi di socialità, eccetera), nonché pericolose se consideriamo la possibilità che essi vengano contattati da persone senza scrupoli, influenzando così negativamente il loro percorso di crescita. Si impone quindi un intervento legislativo, al fine di prevenire tali situazioni.