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f al comma 6, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «La rimanente somma è ripartita annualmente dalle regioni ai comuni, così come le risorse di altri fondi eventualmente stanziati». 4 (Modifiche all'articolo 4 della legge n. 281 del 1991) 1 All'articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1 è premesso il seguente: « 01 . I sindaci, nella loro veste di autorità amministrativa locale, sono responsabili degli animali vaganti nel territorio di propria competenza e della tutela delle specie animali presenti, stabilmente o temporaneamente nel territorio comunale, siano essi pubblici, privati o affidati in custodia giudiziale. I comuni assicurano a tutti gli animali di cui sono direttamente responsabili la tutela, il ricovero, la custodia, il mantenimento e le cure necessarie»; b al comma 1, dopo le parole: «rifugi per i cani» sono inserite le seguenti: «e i gatti, nonché gattili e oasi feline» e il quarto periodo è sostituito dal seguente: «La gestione dei servizi di competenza dei comuni, singoli o associati, e delle comunità montane deve essere concessa in convenzione al richiedente che maggiormente assicura servizi, qualità e garanzie di benessere degli animali, senza considerazione del criterio del minor costo, con priorità per le associazioni animaliste riconosciute»; c sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 2 -bis. Per i compiti di propria competenza, i comuni possono avvalersi delle associazioni animaliste riconosciute e dei medici veterinari libero professionisti. Possono avvalersi di altri soggetti idonei, purché diano garanzie di buon trattamento degli animali. 2 -ter. I sindaci effettuano, anche in convenzione con associazioni animaliste riconosciute e guardie zoofile, il censimento degli animali di affezione presenti sul territorio comunale e campagne di sensibilizzazione, di promozione delle adozioni e di prevenzione del randagismo. Effettuano inoltre iniziative di sterilizzazione dei cani e gatti di proprietà, anche mediante convenzioni con medici veterinari liberi professionisti, con tariffe agevolate, dando priorità ai cittadini a basso reddito. 2 -quater. I comuni, entro dodici mesi dalla trasmissione del Piano regionale annuale degli interventi di promozione del benessere e dei diritti degli animali, di controllo demografico e prevenzione del randagismo di cui all’articolo 3, comma 3, promuovono, organizzano e controllano l'adozione degli animali abbandonati, si occupano della tenuta del relativo registro, compresi gli affidi temporanei e le adozioni a distanza, della gestione del randagismo canino e felino e di ogni altra attività volta a tutelare le specie animali presenti sul territorio comunale. I comuni hanno la facoltà di istituire albi in cui inscrivere cittadini e cittadine disponibili ad effettuare adozioni, affidi temporanei ed adozioni a distanza degli animali randagi presenti sul territorio comunale o che intendono prestare attività di volontariato anche presso i canili e gattili municipali e privati o le oasi feline. 2 -quinquies. I comuni possono stipulare convenzioni con associazioni il cui statuto preveda precipui compiti di protezione degli animali, per il ricovero temporaneo presso le loro strutture dei cani e gatti che non possono essere custoditi nei canili municipali. I comuni possono altresì concedere alle associazioni animaliste terreni in comodato gratuito, destinati alla realizzazione di canili, oasi feline, o cimiteri per animali d'affezione. 2 -sexies. I comuni, per incentivare l'adozione dei cani e dei gatti presso i canili, possono adottare forme di agevolazione fiscale sulle imposte di competenza locale in favore dei cittadini adottanti e a copertura delle spese veterinarie. 2 -septies. I comuni provvedono, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, al controllo della regolarità amministrativa, gestionale e strutturale di tutte le strutture di ricovero, allevamento e vendita, nonché in relazione alla corretta detenzione degli animali e del loro benessere». 5 (Nuove disposizioni in materia di tutela degli animali) 1 Dopo l'articolo 2 della legge 14 agosto 1991, n. 281, sono inseriti i seguenti: «Art. 2- bis. -- (Obblighi del responsabile) -- 1 . Il responsabile di un animale ha l'obbligo di garantire la salute ed il benessere del medesimo, di provvedere alla sua sistemazione e di dedicare cure ed attenzioni adeguate secondo le sue necessità biologiche ed etologiche. In particolare, il responsabile: assicura all'animale cibo ed acqua di tipo ed in quantità conveniente e con periodicità adeguata; garantisce le necessarie cure sanitarie; garantisce l'equilibrio fisico dell'animale mediante adeguate possibilità di movimento e attività motoria; garantisce l'equilibrio comportamentale e psicologico dell'animale evitando situazioni che possono costituire fonte di paura o angoscia; adotta misure idonee a prevenire l'allontanamento dai luoghi di abituale soggiorno; assicura all'animale un ricovero idoneo e pulito; garantisce l'adeguato e costante controllo dell'animale al fine di evitare rischi per la pubblica incolumità. 2 . Il proprietario di un cane o di un gatto deve provvedere a far identificare l'animale e a farlo registrare nell'anagrafe canina o felina, entro il secondo mese di vita o entro trenta giorni dall'entrata in possesso; ha l'obbligo di effettuare la denuncia, entro dieci giorni, di ogni cucciolata di cani e gatti di sua proprietà presso l'Asl di competenza, con la precisazione della razza e del numero dei nati. Con le stesse modalità, deve essere comunicata l'eventuale cessione di ogni animale indicando nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza ed eventuale domicilio del nuovo proprietario, specificando inoltre il luogo dove gli animali sono tenuti. I comuni, nel caso in cui in dette denunce siano indicate destinazioni degli animali al di fuori del proprio territorio, trasmettono immediatamente le denunce stesse alle amministrazioni comunali di competenza. 3 . I medesimi obblighi di cui al comma 2 gravano sui responsabili di canili e gattili sanitari, di colonie feline, di rifugi e di allevamenti. I gatti appartenenti alle colonie feline sono identificati e iscritti nell'anagrafe felina a nome del comune nel quale è ubicata la colonia. 4 . Il responsabile di un animale d'affezione, ai fini della prevenzione del randagismo e dei danni o lesioni a persone, animali o cose, deve: assumere informazioni sulle caratteristiche fisiche ed etologiche dell'animale d'affezione che intende detenere; non affidare l'animale d'affezione a persone che non siano in grado di gestirlo; controllare l'attività riproduttiva dell'animale d'affezione, anche attraverso la sterilizzazione chirurgica; qualora non si proceda alla sterilizzazione deve essere garantito il benessere dei riproduttori e delle cucciolate che devono essere denunciate ed iscritte all'anagrafe canina e felina. 5 .