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Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente (n. 1345). PARERI DELLA 1 a COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) (Estensore: Collina ) sul disegno di legge 7 gennaio 2015 La Commissione, esaminato il disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: all’articolo 1, al capoverso Art. 452- bis , si invita a individuare in modo più specifico l’espressione «compromissione o deterioramento rilevante», in ragione della parziale sovrapposizione dei concetti di «compromissione» e «deterioramento» e della necessità di rispettare il principio di determinatezza della fattispecie penale che l’aggettivo «rilevante» non sembra garantire adeguatamente; tale ultima osservazione è da riferire altresì al capoverso Art. 452- ter , secondo comma, con riguardo all’espressione «rilevanza oggettiva del fatto», che non appare adeguatamente individuata; all’articolo 1, al capoverso Art. 452- ter , si rileva altresì che la nozione di disastro ambientale, in coerenza con la giurisprudenza costituzionale, con particolare riguardo alla sentenza n. 327 del 2008, richiede il concorso di due profili, uno di ordine dimensionale e uno relativo alla proiezione offensiva. La disposizione in oggetto, nel delineare la fattispecie penale, sembra al contrario configurare come alternativi i due elementi richiamati. su emendamenti 8 gennaio 2015 La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: sugli emendamenti 1.131, 1.138, 1.147 e 1.230 parere non ostativo, rilevando che la nozione di disastro ambientale, in coerenza con la giurisprudenza costituzionale, con particolare riguardo alla sentenza n. 327 del 2008, richiede il concorso di due profili, uno di ordine dimensionale e uno relativo alla proiezione offensiva. La disposizione contenuta nelle proposte in esame, nel delineare la fattispecie penale, sembra al contrario configurare come alternativi i due elementi richiamati; sull’emendamento 1.220 parere non ostativo, segnalando che la previsione contenuta nel capoverso 2- bis , secondo periodo, nell’indicare le finalità cui devono essere destinati i proventi derivanti dalle contravvenzioni, appare suscettibile di ledere l’autonomia costituzionalmente riconosciuta alle regioni e agli enti locali; sull’emendamento 1.0.2 parere non ostativo, segnalando che le disposizioni ivi previste, nell’attribuire al presidente della Giunta regionale o al presidente della provincia ovvero al sindaco il potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, per fronteggiare fenomeni di dissesto idrogeologico, appaiono incongrue anche in riferimento al corretto rapporto tra fonti del diritto, con particolare riguardo al rispetto del criterio della competenza; peraltro, il procedimento previsto per l’emanazione delle ordinanze appare eccessivamente dettagliato e, quindi, suscettibile di ledere le competenze riconosciute a regioni ed enti locali. Infine, la sanzione prevista al comma 6, in caso di non ottemperanza alle ordinanze medesime, presenta profili di irragionevolezza; sui restanti emendamenti parere non ostativo. su ulteriori emendamenti 20 gennaio 2015 La Commissione, esaminati gli ulteriori emendamenti riferiti al disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE Approvato dalla Camera dei deputati Testo proposto dalle Commissioni riunite Art. 1. Art. 1. 1. Dopo il titolo VI del libro secondo del codice penale è inserito il seguente: 1. Identico: «TITOLO VI- bis «TITOLO VI- bis DEI DELITTI CONTRO L'AMBIENTE DEI DELITTI CONTRO L'AMBIENTE Art. 452- bis. - (Inquinamento ambientale) . -- È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell'ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sè illecito amministrativo o penale, cagiona una compromissione o un deterioramento rilevante: Art. 452- bis . - ( Inquinamento ambientale ). -- È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento durevoli dello stato preesistente : 1) dello stato del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell'aria; 1) delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; 2) dell'ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna selvatica . 2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna. Quando l'inquinamento è prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata. Identico. Si applica lo stesso aumento di pena se dal fatto deriva il pericolo di compromissione o deterioramento. Se da uno dei fatti di cui al primo comma, quale conseguenza non voluta dal reo, deriva una lesione personale, ad eccezione delle ipotesi in cui la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni, si applica la pena della reclusione da uno a tre anni; se ne deriva una lesione grave, la pena della reclusione da due a cinque anni; se ne deriva una lesione gravissima, la pena della reclusione da tre a sette anni e, se ne deriva la morte, la pena della reclusione da cinque a dieci anni. Nel caso di morte di più persone, di lesioni di una o più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per l'ipotesi più grave, aumentata fino al triplo, ma la pena della reclusione non può superare gli anni venti. Art. 452- ter. - (Disastro ambientale) . -- Chiunque , in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell'ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sè illecito amministrativo o penale, o comunque abusivamente , cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Art. 452- ter . - ( Disastro ambientale). -- Fuori dai casi previsti dall'articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni . Costituiscono disastro ambientale alternativamente: