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Accordo tra l'Italia e l'Austria per il regolamento dei diritti di servitù dei residenti di Ugovizza. (Firenze, 16 luglio 1954). VERBALE FINALE Gli aventi diritto di servitù residenti in Ugovizza indirizzarono il 7 giugno 1951 al Ministero federale per la agricoltura e foreste di Vienna una petizione, affinchè promovesse trattative fra i Governi italiano e austriaco, onde essere riammessi nell'indisturbato godimento dei loro diritti sui boschi Kessel e Lorn. Tale indirizzo diede l'occasione al Governo austriaco di proporre a quello italiano, nello spirito dell'articolo 14 dell'Accordo stipulato fra il Regno d'Italia e la Repubblica d'Austria il 24 giugno 1925 (reso esecutivo con decreto-legge 20 maggio 1926, n. 1111), trattative internazionali per dirimere amichevolmente ogni diversità di vedute esistenti in materia. Visto che il Governo italiano ebbe ad accettare tale proposta, il giorno 30 giugno 1954 si riunirono in Tarvisto una delegazione italiana, composta dai signori: Avvocato Cesare ARIAS, sostituto avvocato generale dello Stato; Dottore Alberto HOFMAMN, ispettore capo del Corpo forestale dello Stato; Dottore Antonio SPEROTTO, ispettore principale del Corpo forestale dello Stato; e una delegazione austriaca, composta dai signori: Dottore Fritz SCHWARZACHER, vice presidente del Consiglio superiore dell'agricoltura a Vienna; Dottore Norbert DOMES, consigliere ministeriale al Ministero agricoltura e foreste di Vienna; Consigliere Aulico dottore Wolfram HALLER, rappresentante del Governo provinciale della Carinzia; Ingegnere Josef RESSMANN, consigliere agrario presso il Governo provinciale della Carinzia. Le discussioni vennero proseguite il giorno 1 luglio a Klagenfurt e 2 luglio a Tarvisio e concluse a Firenze il 15 e 16 luglio. Le due Delegazioni hanno concordemente accertata la seguente situazione di fatto. Il fondo gravato dai diritti di servitù di legnatico, di raccolta strame e di pascolo occupa, in base allo statuto di regolazione del 27 dicembre 1871, n. 158, de 1871, ettari 1865 di superficie, di cui a norma del trattato di pace di San Germano ricadono ettari 1698,5 su territorio italiano ed ettari 166,5 su quello austriaco. Le realtà aventi diritto ammontavano originariamente a 116, oltre al Consorzio vicinale di Ugovizza. I diritti di alcune realtà risultano affrancati. Al benestare dei Governi italiano ed austriaco le due Delegazioni propongono il seguente ACCORDO che sostanzialmente rappresenta un regolamento aggiuntivo allo statuto di regolazione del 27 dicembre 1171, n. 158 de 1871, impegnativo per le parti rappresentanti i fondi serventi e quelli dominanti. 1) Viene accettato per quanto riguarda i diritti di legnatico, quanto già concordato a suo tempo circa l'entità delle spettanze da corrispondere da parte austriaca nei relativi accordi italo-austriaci, come risulta dal Verbale del 18 settembre 1929. L'Austria si assume un onere annuo di 316 metri cubi, di cui metri cubi 65 di legname da opera e di metri cubi 251 di legna da ardere. 2) Tenuto conto della ubicazione del fondo servente austriaco rispetto ai fondi dominanti, nonché delle condizioni di esbosco, si rende necessaria la assegnazione di una maggiore massa di legname da opera con conseguente riduzione della spettanza di legna da ardere e pertanto viene adottato un fattore di conguaglio di 1: 5 per una aliquota di metri cubi 175 di legna da ardere, da convertire pertanto in metri cubi 35 di legname da opera. Cosicchè per l'avvenire il diritto di legnatico da soddisfare da parte austriaca viene stabilito in metri cubi 100 (metri cubi 65 + metri cubi 35) di legname da opera e di metri cubi 76 di legna da ardere. 3) Per assicurare una gestione razionale delle foreste gravate da servitù e per raggiungere una adeguata massa legnosa da corrispondere annualmente, si desiste da parte austriaca dall'idea di un assegno annuo per aliquote di spettanza ai singoli aventi diritto. L'assegno di legname verrà pertanto effettuato per spettanze intere, tramite l'Amministrazione Forestale italiana di Tarvisio, ai singoli aventi diritto, lasciando a detto Ufficio la facoltà di scegliere con 18 modalità consuetudinarie coloro, tra gli aventi diritto, che dovranno percepire le loro spettanze in territorio austriaco nella misura annua complessiva di metri cubi 100 di legname da opera e di metri cubi 76 di legna da ardere. A tale scopo l'Ufficio Forestale di Tarvisio comunicherà a quello delle Foreste Federali austriache in Villaco ogni anno entro il 30 aprile, e per l'anno in corso, sia i nomi degli aventi diritto che dovranno percepire il legname, sia l'entità e la suddivisione per assortimenti di essi. L'assegno delle piante verrà indi effettuato sui boschi, gravati in territorio austriaco dai Funzionari dell'Ufficio Forestale di Villaco ai nominativi degli aventi diritto prescelti. Qualora gli aventi diritto non fossero d'accordo sulle modalità di assegnazione sopra specificate, l'assegnazione dell'intero quantitativo dovuto da parte austriaca verrà effettuata nelle mani del legale rappresentante degli aventi diritto di Ugovizza. Dal momento che l'assegno non può essere fatto che per una massa legnosa presunta, da accertare solo in sede di misurazione, anticipi ad arretrati delle spettanze gravanti le foreste austriache saranno oggetto di computo e di conguaglio da parte dell'Ufficio Forestale di Tarvisio in occasione del calcolo delle spettanze per l'anno successivo. 4) L'assegno delle piante e la suddivisione in legname da opera e in legna da ardere del materiale di risulta vengono effettuati in territorio austriaco con le stesse modalità usate nelle foreste gravate in territorio italiano. Tutto il materiale legnoso assegnato avente diametro medio inferiore ai 20 centimetri, come il legname difettoso ed il cortame anche superiore ai 20 centimetri di diametro, viene considerato legna da ardere. Gli aventi diritto di servitù non possono essere obbligati a ridurre in tronchetti atti a solo combustibile la legna da ardere assegnata. È ammessa la vendita di eventuali eccedenze sul fabbisogno casalingo. 5) La controprestazione per il legname da fabbrica ammonta attualmente a lire 4.500 per metro cubo. Qualora in avvenire dovesse essere modificata la controprestazione per il legname da fabbrica sui fondi gravati in territorio italiano, il nuovo ammontare avrà valore ed applicazione anche per le spettanze percepite in territorio austriaco. Spetta all'Austria la controprestazione relativa a 65 metri cubi di legname da fabbrica. Rimane tuttavia in facoltà degli aventi diritto, che devono percepire le loro spettanze di legname da fabbrica in territorio austriaco, di sottrarsi alla controprestazione, rinunciando a metà della loro spettanza.