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Dico questo perché, rileggendo gli atti della stessa Giunta delle elezioni attuale, in particolare il Resoconto del 20 novembre 2018, non si può restare silenti davanti all'imbarazzante tentativo, poi fallito, del relatore Urraro di far proclamare eletto in Sicilia un candidato del MoVimento 5 Stelle preso addirittura dalla lista dei supplenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo quando, com'è noto, il loro ruolo si limita alla presentazione delle candidature e non ha valenza successiva. Eppure, ci avete provato a far proclamare candidati che formalmente non si sono mai candidati: cose mai viste! Mi rivolgo allora ai senatori dei 5 Stelle e chiedo loro: era questa l'idea che avevate di legalità e di onestà? Era questo il voler aprire le istituzioni come scatolette di tonno? (Applausi dal Gruppo PD) . Eppure, siccome il troppo sembra non bastare mai, siamo arrivati alla proposta odierna. Ho l'orgoglio di aver guidato - e lei lo sa, signor Presidente - l'organo di verifica dei poteri nella scorsa legislatura... RIZZOTTI (FI-BP) . Vergogna! STEFANO (PD) . ...dove è sempre necessario, obbligatorio direi, pur nella dialettica politica e nelle inevitabili difficoltà delle contingenze, non calpestare mai il diritto. RONZULLI (FI-BP) . Lo hai fatto tu la scorsa legislatura! STEFANO (PD) . Si tratta di esercitare una prerogativa costituzionale che fa eccezione allo Stato di diritto e che si fonda sul rispetto del principio della separazione dei poteri. (Applausi dal Gruppo PD. Proteste dal Gruppo FI-BP) . RONZULLI (FI-BP) . Tu e Grasso lo avete fatto nella scorsa legislatura! (Richiami del Presidente) . PRESIDENTE.Senatrice! STEFANO (PD) . Proprio per questo, la verifica delle elezioni è un argomento delicato e storicamente è una sorta di sismografo nella tenuta delle istituzioni. GIRO (FI-BP) . Vergognati, buffone! Buffone! PRESIDENTE. Per favore, fate finire il senatore Stefano. STEFANO (PD) . Sì, della tenuta delle istituzioni e lei, signor Presidente, credo si stia assumendo un'enorme responsabilità, gravissima: la proclamazione di un senatore che potremmo definire abusivo dopo una superflua decisione della Giunta per il Regolamento che non la assolve, perché si fa presto a dire che una decisione abnorme non è la fine del mondo, ma non dimenticate - torno a rivolgermi ai colleghi dei 5 Stelle - che quasi un secolo fa la democrazia finì sostanzialmente dopo la seduta della Camera dei deputati del 9 novembre del 1926, in cui vennero dichiarati decaduti i deputati aventiniani, forzando le regole elettorali e le procedure parlamentari sulla verifica delle elezioni. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Per cortesia. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghi, è sempre stato così: quando la maggioranza parlamentare cerca la via del regime, la prima prerogativa ad essere forzata... (Commenti dal Gruppo FI-BP) . GIRO (FI-BP) . Basta! PRESIDENTE. Per favore, fatelo terminare, poi avrete tutto il tempo di replicare a quello che ha detto. STEFANO (PD) . Quando la maggioranza cerca la via del regime, la prima prerogativa ad essere forzata è proprio quella della verifica dei poteri, mediante un uso irragionevole della forza dei numeri. E proprio oggi, in cui fa tanto comodo un seggio in più all'attuale maggioranza così traballante in Senato, mentre i leader del MoVimento 5 Stelle si affannano in dirette Facebook per dichiarare che sono quelli che tagliano le poltrone, questo maledetto seggio in più viene ottenuto mediante un vero e proprio atto di regime. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, che la Giunta potesse tornare a una gestione politica lo avevamo messo in conto, ma che si trasformasse addirittura in un laboratorio di scambio di seggi parlamentari tra forze politiche della maggioranza ci sembra un abominio. (Applausi dal Gruppo PD) . Come ci appare ugualmente inquietante che nessun esponente della maggioranza abbia avuto il coraggio di intervenire in discussione generale. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è un caso che si cerchi il silenzio dell'anonimato. Noi non lo consentiremo! PAPATHEU (FI-BP) . È un'ora che parla, ma basta! STEFANO (PD) . Abbiamo chiesto, ai sensi dell'articolo 113, la votazione nominale con scrutinio simultaneo, affinché rimanga agli atti il nome dei senatori che hanno votato a favore di questa aberrazione. Né ci arrenderemo: i nostri legali impugneranno l'eventuale delibera per conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale e poi ricorreremo anche a un esposto alla procura ordinaria, in caso di proclamazione, per come indicato dalla maggioranza. (Commenti dal Gruppo M5S) . PAPATHEU (FI-BP) . Bravo! Bravo! STEFANO (PD) . Per tutte queste ragioni, se lei dovesse insistere, il nostro voto non solo sarà contrario, ma sarà soprattutto dolorosamente contro per necessità costituzionale. (Applausi dal Gruppo PD . Commenti dal Gruppo M5S) . RONZULLI (FI-BP) . Ma con che coraggio parli tu? STEFANO (PD) . Nessun interesse di parte può giustificare una scelta così grave. (Commenti dal Gruppo M5S. Richiami del Presidente). MARCUCCI (PD) . Ma loro possono fare quello che vogliono? (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Li sto riprendendo, Presidente, l'ho già detto. Se i senatori Segretari mi avvertono di ciò che succede, sarei grata a loro, perché non posso avere gli occhi a 360 gradi. MALPEZZI (PD) . Basta sentire. (Commenti della senatrice Taverna). MIRABELLI (PD) . Vice Presidente, faccia la brava. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, mi scuso a nome del mio Gruppo, ma le forzature non finiscono mai e quelle cui abbiamo assistito quando presiedeva il senatore Stefano restano memorabili nella storia del Senato, benché non abbia agito da solo. (Applausi dal Gruppo FI-BP, che si leva in piedi). La vicenda che avvenne nella Giunta per il Regolamento ce la ricordiamo tutti e, quindi, il senatore Stefano lezioni di forzature non ne può dare! Questo mi sia consentito dirlo. (Commenti del Gruppo M5S). MALPEZZI (PD) . Bravi! Bravi! PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, si sieda. (Proteste dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . No, non mi siedo, rimango in piedi! PRESIDENTE . Ognuno può dissentire, ma possiamo ascoltare in maniera regolata una discussione in questa Aula senza eccedere in alcun tipo di espressione e di dissenso, che ognuno potrà fare nel momento in cui è chiamato a parlare? (Vivaci proteste dai senatori Malpezzi e Marcucci) . Lo preferirei, perché non riesco a sentire nulla nella confusione totale. Prego, senatore Gasparri.