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Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Istituto buddista italiano Soka Gakkai, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Onorevoli Senatori. -- Il testo all'esame dell'Assemblea reca le disposizioni in base alle quali sono disciplinati i rapporti tra lo Stato italiano e l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG). L'IBISG è un ente religioso nato il 27 marzo 1998 e riconosciuto con decreto del Presidente della Re-pubblica del 20 novembre 2000. Esso fa parte della Soka Gakkai Internazionale (SGI) e attualmente conta oltre 70.000 aderenti. L’articolo 1 stabilisce che tali rapporti siano regolati sulla base dell’intesa tra la Repubblica italiana e il predetto Istituto, stipulata il 27 giugno 2015, ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. L’articolo 2 riconosce l’autonomia dell’IBISG, il quale può organizzarsi liberamente secondo i propri ordinamenti e il proprio statuto, nonché nominare i propri ministri di culto, senza alcuna ingerenza da parte dello Stato. L’articolo 3 attribuisce all’IBISG la piena libertà di svolgimento della sua missione spirituale, educativa, culturale e umanitaria. E' altresì garantita all'Istituto, agli organismi da esso rappresentati e a coloro che ne fanno parte, la piena libertà religiosa, di riunione e di manifestazione del pensiero. Ai sensi dell’articolo 4, i ministri di culto, in possesso di un'apposita attestazione rilasciata dall'Istituto stesso, godono del libero esercizio del loro ministero ed è loro riconosciuta la facoltà di richiedere, qualora fosse ripristinato il servizio obbligatorio di leva, l’assegnazione al servizio civile. All'articolo 5 è assicurato il diritto all’assistenza spirituale, da parte dei ministri di culto, agli appartenenti all’IBISG, anche quando siano impegnati nel servizio militare o ricoverati in strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali oppure qualora siano detenuti in istituti penitenziari. Gli oneri finanziari derivanti sono a carico dell’Istituto stesso. Come già previsto nelle leggi di approvazione delle intese con altre confessioni religiose, gli articoli 6 e 7, in attuazione del principio della libertà della scuola e dell’insegnamento, riconoscono agli alunni delle scuole pubbliche il diritto di non avvalersi degli insegnamenti religiosi. L'IBISG può altresì rispondere a eventuali richieste in ordine alla conoscenza e allo studio della dottrina della Soka Gakkai, nonché istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado, alle quali è assicurata piena libertà, senza ulteriori oneri a carico dello Stato. L'esigenza di una legge organica in materia è ampiamente condivisa. Gli edifici di culto, di cui all'articolo 8, godono di particolare tutela, in quanto non possono essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti, se non per gravi motivi e comunque in accordo con l'Istituto. All’interno dei luoghi di culto e delle loro pertinenze possono essere affisse e distribuite pubblicazioni di carattere religioso, senza ingerenza o autorizzazione da parte dello Stato, così come possono essere liberamente raccolte offerte, esenti da qualsiasi tributo. E' compito dell’IBISG informare la Prefettura - Ufficio territoriale del Governo competente dell’esistenza di edifici di culto nel territorio provinciale, indicando gli spazi dedicati al culto ed eventuali variazioni che si determinino. Per quanto riguarda il trattamento delle salme, l’articolo 9 dispone il rispetto della tradizione degli appartenenti all’IBISG, purché avvenga in maniera conforme alla normativa vigente in materia. Prevede, inoltre, che nei cimiteri possano essere istituite aree riservate. In tema di cremazione, la dichiarazione individuale di volontà rilasciata all’Istituto dai suoi appartenenti è equiparata alle dichiarazioni ritenute valide, dalle leggi vigenti, ai fini delle autorizzazioni alla cremazione. Gli articoli da 11 a 16 riguardano il regime degli enti religiosi e, in particolare, disciplinano: le modalità di riconoscimento degli enti aventi fine di religione o di culto; l’attività di religione o di culto; il regime tributario e la gestione degli enti; l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche; il mutamento e l'estinzione degli enti stessi. Si segnala che all’articolo 13, comma 3, è stata introdotta la previsione che lo svolgimento di attività diverse da quelle di religione e di culto sia soggetto anche al rispetto della normativa dell’Unione europea, oltre che della normativa nazionale. Con l’approvazione dell’intesa verrà esteso all’IBISG il sistema dei rapporti finanziari tra lo Stato e le confessioni religiose, delineato dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, e dalle leggi di approvazione delle intese già concluse. In particolare, l’articolo 17 consente, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell’intesa, la deduzione, agli effetti dell’Irpef, delle erogazioni in denaro a favore dell’Istituto e degli organismi da esso rappresentati. L’articolo 18 prevede che venga estesa all’IBISG la possibilità di concorrere alla ripartizione della quota dell’otto per mille del gettito Irpef. All'articolo 19 si prevede che l’eventuale revisione del sistema delineato dagli articoli 17 e 18 sia sottoposta alla valutazione di un’apposita commissione paritetica e l'articolo 20 dispone che i rendiconti sull’utilizzazione delle somme percepite siano trasmessi annualmente al Ministero dell’interno. L’articolo 21 sancisce l'impegno dello Stato italiano e dell'IBISG a collaborare per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Istituto e degli enti ad esso afferenti, anche istituendo a tal fine un’apposita commissione mista. L'articolo 22 dispone che agli appartenenti all’IBISG sia consentito di osservare la festività religiosa del 16 febbraio (nascita del Budda Nichiren Daishonin) e quella del 12 ottobre (iscrizione del Dai Gohonzon). Il diritto di osservare queste festività deve essere esercitato nel quadro della flessibilità dell’organizzazione del lavoro. Gli articoli 23, 24 e 25 riguardano le norme di attuazione, le disposizioni contrastanti e le ulteriori intese. Infine, si segnala che all'articolo 26, recante la copertura finanziaria del provvedimento, è stato approvato un emendamento per recepire una condizione posta dalla Commissione programmazione economica e bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. In particolare, si dispone che agli oneri derivanti dall'articolo 17, valutati in euro 1.846.000 per l'anno 2017 ed euro 1.081.000 a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero..