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Dispone, tra l'altro - e questo è importante - un aumento di venti unità nel ruolo organico del personale della magistratura ordinaria, troppo spesso in sofferenza, al fine di garantire che l'attuazione della normativa europea relativa alla procura europea istituita, e in virtù della quale sono stati attribuiti a venti magistrati funzioni di procuratore europeo delegato, non privi di risorse la magistratura e le procure della Repubblica. Il testo reca anche misure volte ad accelerare, attraverso il ricorso alla digitalizzazione, le procedure di pagamento degli indennizzi per la equa riparazione, in caso di violazione del termine della ragionevole durata del processo - un altro tema centrale del nostro sistema giustizia - e delle altre somme dovute sulla base dei titoli giudiziari. Introduce una disciplina derogatoria, valida soltanto per l'anno 2021, in materia di assegnazione di risorse del Fondo unico di giustizia (FUG), prevedendo la riassegnazione immediata delle quote versate all'entrata di bilancio dello Stato nel 2020 e agli atti di previsione dei Ministeri della giustizia e dell'interno. In corso di esame nelle Commissioni riunite, che ringrazio per il pregevole contributo, sono state introdotte significative proposte emendative: in particolare, appare di pregio la riscrittura dell'articolo 3, proposta con un apposito emendamento, con cui si specifica che la piattaforma è gestita dal sistema delle camere di commercio, per il tramite di Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico, intervenendo sulle modalità di iscrizione all'elenco degli esperti. Vi è poi l'inserimento, proposto con un apposito emendamento, di specifiche disposizioni in materia di procedure di amministrazione straordinaria per le grandi imprese insolventi, e l'introduzione di specifiche disposizioni in materia di concorso per il reclutamento di magistrati ordinari, tema quest'ultimo molto significativo. Nel settore della giustizia, poiché gli interventi in materia di procedure di insolvenza vanno necessariamente inquadrati in un contesto europeo, anche all'esito di una specifica direttiva, lo stesso Consiglio europeo, nelle annuali raccomandazioni che sovente anticipano ogni atto, in particolare della 2 a Commissione, ha sollecitato l'Italia a ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio, nonché ad aumentare l'efficacia della prevenzione e repressione della corruzione, riducendo la durata dei processi penali e attuando il nuovo quadro anticorruzione. Lo stesso PNRR individua nella lentezza della realizzazione di alcune riforme strutturali un limite potenziale di crescita del nostro Paese. Per raggiungere questi obiettivi, quindi, gli ambiti di intervento prioritari sono stati non soltanto le riforme dei processi e dei riti che abbiamo di recente varato in quest'Aula, ma anche gli interventi di modifica al codice dell'insolvenza, che ci ha occupato particolarmente in questo approfondimento. È fondamentale pertanto, con specifico riguardo all'ultimo degli obiettivi richiamati, in particolare negli allegati al PNRR, apportare le modifiche evidenziate al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, attuando quindi in maniera molto chiara una prescrizione europea: parlo della direttiva n. 1023 del 2019 del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, relativa alle procedure di ristrutturazione, esdebitazione e insolvenza. Si devono quindi rivedere gli accordi di risoluzione extragiudiziale, al fine di incentivare le parti a farne un maggior uso, anche in un'ottica deflattiva e di snellimento, potenziando i meccanismi di allerta; specializzando gli uffici giudiziari e le autorità amministrative competenti per le procedure concorsuali; implementando la digitalizzazione delle procedure, anche attraverso la creazione di un'apposita piattaforma online , tema assolutamente da sviluppare. Chiaramente questo è l'esito dell'attuazione chiara della citata direttiva del 20 giugno 2019 del Parlamento europeo e del Consiglio, che è volta a contribuire al corretto funzionamento del mercato interno, nonché a eliminare ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, su cui tanto ci stiamo battendo, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, che derivano dalle differenze tra le legislazioni e le procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, esdebitazione, insolvenza e anche interdizioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gli effetti della pandemia ancora si riscontrano e si riscontreranno per molto tempo nell'ambito della situazione economica del nostro Paese, in particolare sulla funzionalità delle imprese. Pertanto, condivido l'iniziativa del Governo di aver rinviato l'entrata in vigore del decreto legislativo del 2019 e di aver introdotto degli strumenti che possono aiutare a risolvere i problemi delle imprese e che non potevano essere affrontati con gli istituti della legge fallimentare. Devo dire, signor Sottosegretario, che condivido tutto della nuova legge, come dirò tra poco. Su due aspetti forse potrei avanzare un suggerimento. Il primo riguarda - so benissimo che lei condivide la mia posizione - una dichiarazione di improponibilità effettuata all'inizio della discussione che riguardava l'esame degli avvocati. Questo disegno di legge ha, come secondo tema oltre alla crisi di impresa, anche quello della soluzione di problemi urgenti della giustizia. Tutti sappiamo che l'esame per avvocato si svolge i primi di dicembre e, quindi, non aver tenuto conto che quella normativa poteva essere inserita in questo decreto-legge - a mio avviso - è stato un errore. Questa riforma avrà un suo successo e potrà dare delle garanzie alle imprese se la commissione che deve nominare l'esperto - discuterò di questa figura nello specifico - sarà scelto tra soggetti professionalmente adeguati e tra quelli in grado di sviluppare una politica aziendale con i criteri che la stessa legge fissa. La legge dice testualmente, a proposito dei requisiti dell'esperto, che «opera in modo professionale, riservato, imparziale», il che vuol dire che non avrà la necessità di ricorrere a pubblicità, conferenze stampa e cose del genere, ma l'intento è dare imparzialità alla sua funzione. Un altro aspetto negativo è che quella commissione che deve nominare l'esperto è composta di fatto da un membro nominato dal presidente della sezione specializzata in materia di impresa del capoluogo del distretto, solitamente con quello della Regione; da un secondo nominato dalla camera di commercio e da un terzo nominato dal prefetto del capoluogo della Regione. Credo che fosse necessario introdurre un elemento che variasse a seconda del soggetto che doveva essere nominato, prendendo spunto dalla sede dell'impresa, al fine di indicare un quarto membro che fosse indicato dal presidente del tribunale o dal presidente della sezione fallimentare, per avere contezza della situazione politica, economica e sociale di quella determinata zona. Basta far riferimento alla Lombardia, la mia Regione: la situazione in una zona del mantovano è completamente diversa dalla situazione di una zona di Sondrio o di Bergamo. Ci sono delle realtà che vanno tenute in considerazione.