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Schema di decreto legislativo concernente l'adeguamento, il coordinamento e il raccordo della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1257/2012, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell'istituzione di una tutela brevettuale unitaria, e alle disposizioni dell'Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 3 novembre 2016, n. 214 Doc n. 56 Schema di decreto legislativo concernente l'adeguamento, il coordinamento e il raccordo della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1257/2012, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell'istituzione di una tutela brevettuale unitaria, e alle disposizioni dell'Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 3 novembre 2016, n. 214 (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 4 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Esame e rinvio) Il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) introduce lo schema di decreto che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1257/2012, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell'istituzione di una tutela brevettuale unitaria, e alle disposizioni dell'Accordo su un tribunale unificato dei brevetti. In particolare, il regolamento stabilisce che il brevetto europeo con effetto unitario è considerato nella sua totalità e in tutti gli Stati membri partecipanti come un brevetto nazionale dello Stato membro partecipante in cui tale brevetto abbia effetto unitario e nel quale il richiedente aveva la residenza o la sede principale di attività alla data di deposito della domanda di brevetto europeo. Invece, l'Accordo su un Tribunale unificato dei brevetti, oltre a prevedere norme di diritto sostanziale sul brevetto europeo, introduce anche norme processuali, istituendo una giurisdizione comune per tutti i paesi partecipanti all'Accordo con competenza esclusiva sulle azioni di violazione, contraffazione, accertamento di nullità o non violazione dei brevetti europei, nonché le misure provvisorie e cautelari correlate, le domande riconvenzionali, le azioni di risarcimento danni anche in relazione ai certificati complementari di protezione rilasciati sulla base di un brevetto europeo. Lo schema di decreto, predisposto in attuazione dell'articolo 4 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 (legge di delegazione europea 2016-2017), si compone di 3 articoli. Le modifiche, apportate all'articolo 1, riguardano alcune disposizioni del Codice della proprietà industriale, quali gli articoli 56, 58, 59, 68 e 163. L'articolo 2prevede che con regolamento del Ministro dello sviluppo economico possano essere adottate ulteriori disposizioni attuative del regolamento (UE) l257/2012, nelle materie non coperte da riserva di legge e già disciplinate mediante regolamenti, mentre l'articolo 3reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE Doc n. 57 Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 6 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Esame e rinvio) Il relatore PIANASSO ( L-SP-PSd'Az ) dà conto dello schema di decreto, che attua la delega conferita dall'articolo 6 della legge n. 163 del 2017 (legge di delegazione europea 2016-2017) per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/425, sui dispositivi di protezione individuale e abroga la direttiva 89/686/UEE del Consiglio (regolamento DPI). Lo schema in esame si compone di 5 articoli. Con l'articolo 1 si novella il decreto legislativo n. 475 del 1992, recante l'attuazione della direttiva 89/686/UEE del Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale. In particolare sono previste le norme applicabili ai dispositivi di protezione individuale (DPI), intesi come dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza. Tali dispositivi possono essere messi a disposizione sul mercato solo se debitamente mantenuti in efficienza e usati ai fini cui sono destinati, soddisfano il regolamento DPI e non mettono a rischio la salute o la sicurezza delle persone, dei beni e degli animali. Si considerano conformi ai requisiti essenziali i DPI muniti della marcatura CE per i quali il fabbricante sia in grado di presentare, a richiesta, la documentazione prevista nell'allegato III del regolamento DPI. Si prevede che prima di mettere a disposizione sul mercato un DPI di qualsiasi categoria, il fabbricante deve eseguire o fare eseguire la pertinente procedura di valutazione della conformità. Qualora un organismo di valutazione certifichi la conformità dei DPI ai criteri stabiliti, la domanda di autorizzazione va presentata al MISE. Si prevede che gli attestati di certificazione CE e le approvazioni rilasciati a norma della direttiva 89/686/UEE rimangono validi e si dispone che gli Stati membri non ostacolano la messa a disposizione sul mercato dei prodotti contemplati dalla medesima direttiva 89/686/UEE. In ogni caso, gli attestati di certificazione CE e le approvazioni rilasciati a norma della direttiva 89/686/UEE rimangono validi fino al 21 aprile 2023, salvo che non scadano prima di tale data. Sono attribuite al MISE e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell'ambito delle rispettive competenze, le funzioni di autorità di vigilanza del mercato, e sono individuate alcune fattispecie sanzionatorie, nel caso in cui un fabbricante che produce DPI non si conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. Si pone a carico degli operatori economici interessati le spese relative alle procedure di valutazione della conformità dei DPI e le spese per le attività di vigilanza sul mercato. L'articolo 2 novella gli articoli 74 e 76 del decreto legislativo n. 81 del 2008, recante il Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per finalità di coordinamento normativo con le norme ora novellate. L'articolo 3 prevede che il MISE comunica alla Commissione europea il testo dello schema di decreto e delle altre disposizioni adottate nel settore disciplinato dal decreto medesimo. L'articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria mentre l'articolo 5 dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Il seguito dell'esame è quindi rinviato.