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Non meno importante è poi la prevista attività di sostegno, attuabile anche attraverso un supporto psicologico, reti solidali e gruppi di auto mutuo aiuto, finalizzata a evitare l'isolamento e il rischio patologico che possono colpire i soggetti che esercitano attività continuativa di cura domiciliare. Il successivo articolo 5 disciplina il riconoscimento delle competenze maturate dal caregiver familiare attraverso il lavoro di cura della persona cara. Il tempo utilizzato e le risorse impiegate per l'assistenza hanno spesso come conseguenza la perdita di opportunità lavorative e la concreta difficoltà a ricollocarsi efficacemente sul mercato del lavoro una volta terminata l'attività di cura domiciliare. Per ovviare a questa penalizzante problematica, l'esperienza maturata dal caregiver familiare potrà essere valutata sulla base di criteri stabiliti dalle regioni per la formalizzazione e la certificazione delle competenze. Parimenti, i permessi di cui alla legge n. 104 del 1992 sono estesi anche ai caregiver familiari assunti con ogni forma di contratto di lavoro subordinato o parasubordinato e sono incentivati una maggiore flessibilità oraria e lo sviluppo di servizi di welfare aziendale o interaziendale, compresa l'istituzione di un fondo ferie solidale a sostegno della conciliazione tra l'attività lavorativa e quella di cura e assistenza. L'articolo 6 riconosce sostegni economici per l'attività di cura familiare, in particolare prevedendo la detraibilità del 50 per cento delle relative spese fino all'importo massimo di 12.000 euro annui. L'articolo 7 prevede azioni di sensibilizzazione sul valore sociale del caregiver familiare e istituisce la Giornata nazionale del caregiver familiare (caregiver day) . L'articolo 8 prevede che l'Istituto nazionale di statistica introduca nel censimento generale della popolazione i quesiti necessari per l'esecuzione di indagini quantitative e qualitative atte a favorire l'adeguamento delle politiche in questa materia. L'articolo 9, infine, dispone circa la copertura finanziaria degli oneri, quantificati in 15 milioni di euro annui, derivanti dall'attuazione della legge.. 1 (Finalità) 1 La presente legge, in un'ottica di responsabilizzazione diffusa e di sviluppo di comunità, è finalizzata al riconoscimento, alla valorizzazione e alla tutela dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e a sostenere la conciliazione delle loro attività di cura con la loro vita lavorativa e sociale, individuando gli ambiti di competenza diretta e stabilendo i princìpi ai quali le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono tenute ad attenersi nella definizione dei propri interventi in materia. 2 (Definizione di caregiver familiare) 1 Ai fini della presente legge: a si definisce « caregiver familiare» il soggetto di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che assiste le persone indicate alla lettera b ) del presente comma; b si definisce «persona assistita» il soggetto cui il caregiver familiare presta la propria assistenza, individuato ai sensi del citato comma 255. 2 L'attività di cura del caregiver familiare si svolge con le modalità più opportune in relazione alla situazione di bisogno della persona assistita. In particolare, il caregiver familiare assiste e si prende cura della persona e del suo ambiente domestico, la sostiene nella vita di relazione, concorre al suo benessere psico-fisico, la aiuta nella mobilità e nel disbrigo delle pratiche amministrative, si rapporta e si integra con gli operatori del sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari professionali che forniscono attività di assistenza e di cura. 3 Nello svolgimento delle attività di cui al comma 2 il caregiver familiare può avvalersi dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari territoriali e di assistenti familiari o personali. 3 (Riconoscimento del caregiver familiare) 1 Al riconoscimento formale del caregiver familiare provvede, nell'ambito del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, il servizio competente per le richieste di intervento per la valutazione multidimensionale delle persone in situazione di non autosufficienza o di disabilità, che necessitano di interventi sociali, socio-sanitari e sanitari. 2 Nell'ambito della definizione del piano assistenziale individuale, il servizio di cui al comma 1 stabilisce il contributo di cura e di attività del caregiver familiare nonché le prestazioni, gli ausili, i contributi e i supporti che i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari si impegnano a fornire al caregiver familiare al fine di consentirgli di affrontare nel modo migliore possibile difficoltà o urgenze e di svolgere le normali attività di assistenza e di cura in maniera appropriata e senza rischi per la persona assistita e per se stesso. 3 Il contributo di cura e di attività del caregiver familiare ai sensi del comma 2 del presente articolo costituisce titolo per la richiesta al datore di lavoro di flessibilità oraria sul lavoro e di permessi finalizzati allo svolgimento dell'attività di cura e di assistenza, nonché per la richiesta di accesso ad altre opportunità riconosciute ai fini della conciliazione dell'attività lavorativa con quella di cura e di assistenza, ai sensi dell'articolo 5. 4 (Valorizzazione e sostegno del ruolo di cura e di assistenza) 1 Per valorizzare e sostenere il ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con propri atti programmatici e di indirizzo, nei limiti delle risorse disponibili e in accordo con i comuni e le aziende sanitarie locali, adottano le opportune iniziative per assicurare al caregiver familiare stesso: a un'informazione puntuale ed esauriente sulle problematiche della persona assistita, sui suoi bisogni assistenziali e sulle cure necessarie, sui criteri di accesso alle prestazioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie, nonché sulle diverse opportunità e risorse esistenti nel territorio che possano essere di sostegno alla cura e all'assistenza; b opportunità formative al fine di sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al ruolo svolto, anche mediante l'accesso a elementi conoscitivi essenziali allo svolgimento delle azioni di cura e di assistenza; c il supporto psicologico nella ricerca e nel mantenimento del benessere e dell'equilibrio personale e familiare, per prevenire rischi di malattie da stress fisico-psichico; d soluzioni condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale segnalate dal caregiver familiare stesso, predisponendo, se necessario, un piano per fronteggiare l'emergenza o ridefinendo il piano di assistenza individuale, di cui all'articolo 3, qualora la situazione imprevista assuma carattere di stabilità; e interventi di sollievo, di emergenza o programmati, mediante l'impiego di personale qualificato anche con sostituzioni temporanee del caregiver familiare presso il domicilio della persona assistita ; f l'assistenza di base tramite assistenti familiari o personali che abbiano seguito specifici corsi di formazione o abbiano effettuato la validazione delle competenze o risultino iscritti in appositi albi territoriali; g il supporto di reti solidali a integrazione dei servizi garantiti dalle reti istituzionali, al fine di ridurre il possibile isolamento sociale del caregiver familiare e di assicurargli un contesto sociale di supporto nella gestione della persona assistita;