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Pertanto, la Commissione europea, a seguito della modifica normativa dell’articolo 239 del codice della proprietà industriale, introdotta con il citato decreto-legge n. 216 del 2011, ha avviato il suddetto caso EU-Pilot per sollecitare l’adozione di interventi normativi da parte dell’Italia conformi al principio di proporzionalità sancito dalla Corte di giustizia. Con la norma che si propone viene, quindi, ripristinato l’originario periodo transitorio quinquennale di mancata protezione del diritto d’autore sui disegni e modelli industriali, in sostituzione del vigente periodo di tredici anni, nel rispetto anche del principio di proporzionalità sancito dalla Corte di giustizia. L’articolo 35 è volto a dare sollecita e coerente esecuzione alla decisione di esecuzione della Commissione europea del 17 ottobre 2012, con riferimento alle calamità naturali che hanno colpito Marche e Umbria nel 1997, Molise e Puglia nel 2002 e l’Abruzzo nel 2009. La Commissione europea ha infatti avviato un’indagine per verificare se le agevolazioni fiscali e previdenziali introdotte dall’Italia a favore delle imprese localizzate in alcune zone colpite da calamità naturali rispettino la normativa dell’Unione sugli aiuti di Stato. Con decisione del 17 ottobre 2012 la Commissione ha comunicato all’Italia l’ingiunzione di sospensione di tutti gli aiuti di Stato riconducibili ai casi SA.33083 (2012/NN) e SA. 35083 (2012/NN) «fintantoché la Commissione non abbia preso una decisione in merito alla compatibilità dell’aiuto con il mercato interno». In ragione di ciò la proposta normativa, in particolare, ai commi 1 e 3 prevede che la riduzione del 40 per cento del carico fiscale e contributivo stabilita dalla normativa vigente trova applicazione a favore di quelle imprese che dimostrino di avere subìto danni diretti in conseguenze delle calamità e solo nei limiti degli stessi. La misura della riduzione dovrà tenere conto anche di ogni altra tipologia di aiuti previsti attraverso altre misure e, in particolare, dovrà essere proporzionale all’importo dei danni senza comportare alcuna sovracompensazione. A tal fine, al comma 2, sono disciplinate le modalità per stabilire i danni e dimostrare il nesso di causalità diretto con le calamità: entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge i beneficiari devono presentare all’Agenzia delle entrate, all’INPS e all’INAIL una dichiarazione sostitutiva corredata di una perizia redatta da un professionista autorizzato che attesti i requisiti per la concessione delle agevolazioni. Il comma 4 prevede che, attraverso una convenzione tra gli Istituti, siano definite le modalità tecniche del monitoraggio e del controllo dei dati acquisiti. I commi 5 e 6 individuano le ipotesi di sospensione della riduzione del carico tributario e contributivo. Il comma 7 richiama la nozione di «impresa» secondo l’indirizzo europeo. L’articolo 36 è volto a dare attuazione alle disposizioni del regolamento (UE) n. 648/2012 relativo agli strumenti derivati OTC, alle controparti centrali e ai repertori di dati sulle negoziazioni (cosiddetto EMIR -- European Market Infrastructure Regulation ), in osservanza delle raccomandazioni del G20 finalizzate a mitigare il rischio di controparte e a rendere trasparenti le transazioni sui derivati negoziati fuori borsa OTC (over the counter) . Esso disciplina sia gli obblighi di compensazione in controparte centrale per i contratti derivati OTC suscettibili di standardizzazione, sia gli obblighi di reporting delle transazioni ai repertori di dati che saranno autorizzati e vigilati dall’AESFEM (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati). Il regolamento prevede inoltre una disciplina armonizzata per l’autorizzazione e la vigilanza sulle controparti centrali (CCP). Il regolamento è entrato in vigore il 16 agosto 2012 ed esplicherà pienamente la sua efficacia con l’adozione degli standard tecnici da parte della Commissione europea nei prossimi mesi. Il regolamento richiede agli Stati membri di designare l’autorità o le autorità competenti per l’autorizzazione e la vigilanza sulle controparti centrali stabilite sul proprio territorio, informandone la Commissione europea e l’AESFEM, nonché di stabilire le norme in materia di sanzioni, che devono essere effettive, proporzionate, dissuasive, secondo le linee guida adottate dall’AESFEM per promuovere la convergenza dei regimi sanzionatori nel settore finanziario. In attuazione, quindi, delle disposizioni previste dal regolamento è stato predisposto un articolo composto di tre commi, relativi, tra l’altro, all’individuazione delle autorità nazionali competenti, mediante modifica di alcuni articoli del decreto legislativo n. 58 del 1998 (testo unico sull’intermediazione finanziaria-TUF), e alla previsione delle sanzioni da applicare a livello nazionale per le violazioni del regolamento stesso. Si esaminano nel dettaglio le singole disposizioni. Il comma 1, alla lettera a), introduce la definizione di controparte centrale ai sensi del regolamento in questione, aggiungendo all’articolo 1, comma 1, del TUF la lettera w-quinquies) . Alla lettera b) la novella prevede la modifica parziale dell’articolo 4, comma 5, lettera c) , del TUF, al fine di rendere coerente tale norma con il regolamento (UE) n. 648/2012. La lettera c) introduce il nuovo articolo 4- quater , il quale prevede che: -- la Banca d’Italia e la Consob sono le autorità competenti per l’autorizzazione e la vigilanza delle controparti centrali, secondo quanto stabilito anche dall’articolo 69- bis ; -- la Consob è l’autorità competente per la cooperazione e lo scambio di informazioni con la Commissione europea, l’AESFEM, le autorità competenti degli altri Stati membri, l’ABE e i membri interessati del SEBC, nonché per la vigilanza delle controparti non finanziarie; -- la Banca d’Italia è l’autorità che presiede il collegio previsto dall’articolo 18 del regolamento in questione e vigila sul corretto riconoscimento delle controparti centrali dei Paesi terzi. La lettera g) introduce il nuovo articolo 69- bis che disciplina la procedura di autorizzazione e l’attività di vigilanza sulle controparti centrali prevedendo che: -- la Banca d’Italia presiede il collegio dei supervisori (articolo 18 del regolamento UE) chiamato ad esprimere pareri avendo riguardo alla stabilità delle CCP e al contenimento del rischio sistemico (parametri per calcolare i margini, i contributi al default fund , gli accordi di interoperabilità delle CCP e piani di risposta a situazioni di emergenza); -- la Consob vigila sui profili di trasparenza e tutela degli investitori. La lettera h) riformula l’articolo 70 stabilendo che i margini e le prestazioni di garanzia acquisite dalle controparti centrali non possono essere oggetto di azioni esecutive o cautelari da parte dei creditori del singolo partecipante o del gestore della controparte centrale, anche in caso di procedure concorsuali.