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i casi di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile del singolo professionista ovvero della società professionale. In tutti i casi, la finalità generale è quella di riconoscere ai cittadini il diritto ad una qualificata, corretta e seria prestazione professionale, di assicurare la credibilità della professione e -- non da ultimo -- di garantire la concorrenza sul mercato delle professioni attraverso il sostegno all'accesso delle nuove generazioni. Infine, a completamento dell'intervento materia di professioni, si riconosce in via generale la libertà di costituire associazioni tra professionisti che svolgono attività professionale omogenea e non soggetta all'iscrizione obbligatoria in elenchi e albi. Le associazioni professionali in tal modo costituite possono essere riconosciute attraverso l'iscrizione in un apposito registro istituito e tenuto dal Ministero competente di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e, in quest'ultimo caso, possono rilasciare attestati di competenza riguardanti la qualificazione professionale, tecnico-scientifica e le relative specializzazioni, assicurando che tali attestati siano preceduti da una verifica di carattere oggettivo e che abbiano un limite temporale di validità. Al sostegno dell'occupazione giovanile e al contrasto della precarietà sono dedicate le misure del capo V. Oltre al citato vincolo di destinazione delle risorse derivanti dalla lotta all'evasione al finanziamento delle misure fiscali a sostegno dell'occupazione giovanile, in questo capo sono concentrate poche e mirate disposizioni di contrasto alla povertà e alla precarietà dei «nuovi lavori». Per una compiuta rappresentazione delle politiche del Partito democratico in materia di riforma del mercato del lavoro e del sistema degli ammortizzatori sociali, si rinvia alle numerose proposte di legge già presentate in Parlamento. In questo contesto, in continuità e a completamento del disegno riformatore delineato da quelle proposte di legge -- in particolare in materia di riqualificazione ed estensione a tutte le forme di prestazione lavorativa della rete di tutele legali -- si introducono specifiche forme di tutela per quelle forme di lavoro che oggi costituiscono in larghissima misura il principale se non l'unico canale di accesso dei giovani all'occupazione: i lavori parasubordinati o economicamente dipendenti. Questa seconda denominazione, preferita in questa sede a quella di lavoro parasubordinato, richiama una ratio di interventi parzialmente diversa da quella tipica del lavoro subordinato, in quanto riconosce diretta rilevanza al dato della debolezza economica del lavoratore a prescindere dall'assoggettamento personale caratteristico del lavoro subordinato. In particolare le misure proposte prevedono che venga riconosciuto il diritto del lavoratore a un compenso proporzionato alla qualità e quantità del suo lavoro, secondo quanto previsto dagli accordi collettivi eventualmente applicabili ovvero, in mancanza, determinato con riferimento al compenso stabilito per attività paragonabili di lavoro dipendente, maggiorato di una percentuale pari al 15 per cento. Analogamente, è riconosciuto il diritto alla sospensione delle prestazioni in casi di malattia, infortuni, maternità, paternità, congedi di cura, attività formative certificate, percependo indennità nella misura prevista dalla legge o dai contratti collettivi. L'ultimo fronte di attacco è individuato nel sistema pensionistico. Per correggere le distorsioni dell'attuale sistema previdenziale e garantire alle generazioni future prestazioni pensionistiche più adeguate, si propone di superare uno dei limiti della riforma del 1995 consistente nella mancanza di un istituto rivolto alla solidarietà intergenerazionale, che, nel modello retributivo, era assicurata dall'integrazione al minimo. È questo, assieme alla riduzione e uniformazione delle aliquote contributive gravanti su tutte le forme di lavoro -- dipendente, parasubordinato e autonomo -- l'obiettivo qualificante delle disposizioni del capo VI. La disciplina di delega è orientata in primo luogo a ridurre gli oneri sociali gravanti sul costo del lavoro dipendente e ad uniformarli -- secondo l'applicazione di un'aliquota intermedia -- a quelli gravanti su tutte le altre forme di prestazione. L'obiettivo è quello di incentivare il lavoro dipendente regolare, scoraggiando il ricorso improprio o illegittimo a forme di «parasubordinazione» finalizzato esclusivamente al risparmio di spesa. Per altro verso, la riforma punta ad assicurare alle giovani generazioni, che si vedranno calcolata la pensione interamente secondo il sistema contributivo, l'adeguatezza e la dignità dei trattamenti pensionistici futuri, che l'attuale discontinuità e irregolarità delle carriere lavorative non può garantire a regole invariate. Una simile riconfigurazione del sistema previdenziale deve ritenersi coerente con le indicazioni della Costituzione che -- attraverso l'articolo 38, commi primo e secondo -- prefigura un assetto misto costituito su due livelli previdenziali, finalizzato rispettivamente a garantire ai cittadini bisognosi i mezzi necessari al mantenimento e ai lavoratori prestazioni adeguate alle loro esigenze di vita. Nel dettaglio, la disciplina di delega prevede, per tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi e collaboratori in via esclusiva, alla prima occupazione, che -- a decorrere dal 1º gennaio 2012 -- si iscrivano per la prima volta ad una delle gestioni di previdenza obbligatoria: a) l'applicazione di un'aliquota unificata di contribuzione alla gestione di previdenza obbligatoria di appartenenza, in misura complessiva pari al 28 per cento del reddito lordo da lavoro, per due terzi a carico del datore di lavoro e per un terzo a carico del prestatore (prevedendo criteri di gradualità per le categorie del lavoro autonomo che attualmente hanno aliquote inferiori), con la possibilità per il lavoratore di destinare alla previdenza complementare una quota fino a due punti percentuali della contribuzione obbligatoria; b) il ripristino del pensionamento flessibile, unificato per vecchiaia e anzianità, per tipologia di lavoro, dipendente, autonomo e parasubordinato, e per genere, secondo princìpi e criteri che tengano conto, ai fini del requisito anagrafico minimo per l'accesso alla pensione, dei limiti di età vigenti a regime nel sistema retributivo; c) l'introduzione di meccanismi di integrazione delle pensioni future calcolate interamente secondo il sistema contributivo che prevedano il riconoscimento di una quota di pensione a carico della fiscalità, determinata in relazione alla contribuzione versata; d) la previsione in particolare, allo scopo di sostenere le pensioni degli attuali lavoratori parasubordinati in via esclusiva, iscritti alla gestione separata INPS entro il 31 dicembre 2013, per essi, di un regime speciale di computo della pensione, articolato secondo l'anzianità di contribuzione effettiva, nella forma di una maggiorazione fino ad un massimo del 20 per cento dei coefficienti di trasformazione applicabili al montante contributivo ovvero di un incremento dell'aliquota di computo, entro il limite dell'aliquota applicabile ai lavoratori dipendenti; e) infine, la predisposizione di un «Piano nazionale per il prolungamento della vita attiva», orientato ad incentivare il rinnovamento dell'organizzazione del lavoro nelle imprese e nella pubblica amministrazione e a valorizzare le competenze dei lavoratori maturi, anche nell'ambito di attività di tutoraggio e affiancamento svolte a favore dei lavoratori ai neo-assunti.