[ddlpres]

Disposizioni in favore dei familiari delle vittime di eventi sismici e delega al Governo in materia di gestione del rischio sismico con riferimento alle attività tecniche di prevenzione, emergenza e ricostruzione. Onorevoli Senatori . — Tra i rischi cui è soggetta l'Italia, quello sismico è sicuramente il più frequente e significativo, in termini di danni alle persone e alle cose. Tra i terremoti più recenti basta ricordare i seguenti: Friuli-Venzia Giulia del 1976, Val Nerina del 1979, Irpinia del 1980, Parco nazionale d'Abruzzo del 1984, Umbria-Marche del 1997, Molise del 2002, Abruzzo del 2009, Emilia Romagna-Veneto-Lombardia del 2012, Italia centrale del 2016/17. Mediamente, quindi, ogni 6-8 anni un evento severo colpisce qualche zona del nostro Paese determinando, oltre alle irreparabili perdite in termini di vite umane, notevoli perdite economiche che non si riducono solo all'entità dei beni danneggiati da riparare o ricostruire, ma anche al tessuto economico e sociale e, spesso, psicologico delle comunità per la cui ricostituzione spesso occorrono più anni rispetto alla ricostruzione materiale. Nella consapevolezza che non esistono « calamità naturali » ma solo eventi naturali che si trasformano in calamità dovuti, perlopiù, a negligenza umana associati a territori vulnerabili e impreparati, si rende ormai improcrastinabile promuovere una politica non solo di prevenzione ma anche di gestione dell'emergenza e di ricostruzione per evitare, come purtroppo ancora accade, che ad ogni terremoto si ricominci da capo, ignorando, nel bene e nel male, le esperienze passate che possano e devono rappresentare una guida per non ripetere sempre gli stessi errori di cui, purtroppo, sono un esempio lampante le operazioni di ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 2016/17. Uno dei principali errori è strettamente legato al fatto che le fasi della prevenzione, dell'emergenza e della successiva ricostruzione sono considerate tre fasi a sé stanti, mentre, in realtà, sono strettamente collegate tra loro: tutto quello che viene fatto in una fase è infatti condizionato dalla precedente e condiziona la fase successiva. Ciò accade anche perché ci troviamo di fronte a un fenomeno ciclico, tenuto conto che i terremoti storicamente si ripetono nelle stesse aree per cui la ricostruzione è in realtà anche un'attività di prevenzione nei confronti dei futuri eventi sismici. Ne sono un chiaro esempio gli eventi del 2016 e 2017, che hanno interessato anche alcuni territori colpiti dai terremoti della Val Nerina del 1979 e Umbria-Marche del 1997: dove gli interventi di riparazione e ricostruzione sono stati ben eseguiti i danni sono stati assenti o molto contenuti, al contrario di situazioni in cui interventi precedenti mal eseguiti hanno provocato danni anche gravi. L'articolo 2 del presente disegno di legge reca la delega al Governo per la disciplina delle disposizioni legislative vigenti che regolano le attività di prevenzione sismica, la fase emergenziale e la successiva fase della ripresa economica e della ricostruzione, anche al fine di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente e di giungere alla risoluzione delle problematiche emerse a seguito degli eventi sismici verificatisi negli ultimi anni, tenuto conto che il quadro giuridico di settore appare poco organico e chiaro, oltreché estremamente fluido e in continuo divenire. Per quanto riguarda l'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega, i commi 1 e 4 prevedono che essi siano adottati, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, che si avvale, ai fini della predisposizione dei relativi schemi, del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri interessati, previa acquisizione dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano entro il termine di quarantacinque giorni dalla data di richiesta di parere. Decorso tale termine, i decreti possono essere emanati anche senza i predetti pareri. Il comma 5 reca la clausola di invarianza finanziaria, disponendo, in particolare, che i decreti legislativi sono adottati senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il medesimo comma 5 stabilisce inoltre che, qualora i decreti legislativi determinassero nuovi o maggiori oneri non coperti al loro interno, gli stessi potranno essere adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi di stanziamento delle occorrenti risorse finanziarie. Con l'articolo 1 si intende porre termine a una sperequazione inaccettabile. Sino ad oggi, in occasione degli eventi sismici che si sono verificati nel nostro Paese, tutte le compagini governative che si sono succedute hanno ritenuto di dover rimborsare le vittime fino alla totalità dei danni occorsi agli immobili; hanno elargito contributi per i danni ai beni mobili; promosso interventi volti alla ripresa economica dei territori; previsto esenzioni da tasse e contributi a favore dei soggetti privati e pubblici, ma non è mai stato dato riscontro alle richieste rappresentate dai parenti delle vittime dei sismi. È pertanto necessario porre rimedio a tale vuoto normativo e riconoscere finalmente un'elargizione ai parenti delle vittime di eventi sismici, nel rispetto del principio costituzionale di solidarietà sociale. A tal fine, l'articolo 1 prevede, al comma 1, l'elargizione, anche rateale, della somma complessiva di 100.000 euro in favore dei componenti della famiglia di coloro che abbiano perso la vita per effetto diretto di eventi sismici verificatisi nell'ambito del territorio nazionale. Il comma 2 dispone che la norma trova applicazione anche in relazione agli eventi sismici verificatisi nei dieci anni precedenti alla data di entrata in vigore della legge. Al comma 3 è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo di solidarietà per i parenti delle vittime di eventi sismici con una dotazione annuale di 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023. Annualmente il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, fissa l'importo relativo alle singole elargizioni, in considerazione degli aventi diritto e dei limiti delle risorse disponibili del fondo. Il comma 4 prevede che la prefettura-ufficio territoriale del Governo del luogo presso cui si è verificato l'evento sismico provvede all'attivazione d'ufficio della procedura di attribuzione dell'elargizione, cura l'istruttoria verificando specificatamente la sussistenza del nesso di causalità tra il decesso della vittima e l'evento sismico e provvede all'inoltro dei risultati dell'istruttoria alla Presidenza del Consiglio dei ministri ai fini dell'adozione del decreto di attribuzione dell'elargizione.