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In questo senso è anche importante l'accordo appena sottoscritto tra il Ministero della salute e tutti i medici di medicina generale per somministrare il vaccino Covid, consentendo al nostro Paese, quando aumenteranno le dosi a disposizione, di rendere più forte la nostra campagna di vaccinazione. Sui vaccini occorre fare tutto il possibile per garantire la tutela del diritto alla salute. Bisogna battersi per la questione dei brevetti, perché bisogna vaccinare Paesi ricchi e Paesi poveri, e solo così potremo sconfiggere la pandemia. Siamo contro, quindi, i brevetti. L'epidemia ha cambiato il mondo; ha già avuto ripercussioni drammatiche nel nostro Paese, al di là dell'aspetto sanitario. In questi mesi, con il Governo Conte, si è lavorato per evitare che l'emergenza sanitaria si trasformasse in emergenza sociale, ma questa c'è. Proprio l'Istat l'altro giorno ha confermato che, nel 2020, il prodotto interno lordo è calato del 8,9 per cento. Oggi il Mezzogiorno appare sempre di più l'area più debole sul piano socio-economico e le previsioni e il rischio di un aumento della cassa integrazione alla fine del blocco di licenziamenti sono più che mai evidenti. Vorrei sottolineare che il motto «Prima il Nord» ha bloccato la crescita del nostro Paese prima della pandemia. Oggi più che mai bisogna ridurre il divario tra Nord e Sud, altrimenti non se ne uscirà. Se non riparte il Sud, l'Italia non riparte. Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, siamo in un momento difficile e a noi tocca continuare ad assumere scelte di responsabilità e rigore a tutela della collettività. Concludo annunciando il voto favorevole al decreto-legge in esame dei senatori di LeU e della maggioranza del Gruppo Misto. Prima le persone! (Applausi) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, anche io, a nome del Gruppo Forza Italia, non posso che dare il massimo della solidarietà al senatore Matteo Renzi per il gravissimo episodio avvenuto. (Applausi) . Ricevere addirittura in Senato bossoli come segno di evidente intimidazione, ma anche di spregio a questa altissima istituzione credo sia un fatto gravissimo che vada assolutamente stigmatizzato. Aggiungo che quando accadono queste cose bisogna anche domandarsi il perché, quindi è ovvio che dei mandanti morali evidentemente ci sono e noi, che siamo il presidio della democrazia di questo Paese, dobbiamo ricordarcelo sempre e questa è la ragione per la quale oggi lo rammento. (Applausi) . Detto ciò, vorrei adesso concentrarmi, com'è giusto che sia, sulla dichiarazione di voto di Forza Italia su questo ennesimo decreto-legge che allunga i tempi delle restrizioni cui purtroppo sono costretti il popolo italiano e tutti gli operatori che tanto stanno soffrendo a causa di questa terribile pandemia per motivi sanitari, visti i tanti morti. Vorrei fare un inciso su quanto detto dal collega Ruotolo: è vero che in America ci sono stati tanti morti (500.000), ma anche in Italia, presidente Calderoli, abbiamo avuto oltre 98.000 deceduti; su circa 60 milioni di abitanti, in pratica abbiamo una percentuale equivalente a quella degli Stati Uniti d'America, se non addirittura superiore. Se pensiamo che abbiamo avuto 200.000 morti o poco più durante la Seconda guerra mondiale, questo dato fa capire l'impatto terribile e tragico che ha avuto la pandemia anche nel nostro Paese. Non possiamo sottovalutare tutto ciò. Il provvedimento in esame prevede l'allungamento al 27 marzo delle restrizioni più volte rinnovate; tra l'altro, è questa la ragione per la quale Forza Italia si asterrà, perché il decreto-legge è stato varato quando eravamo all'opposizione, poi ha avuto un contributo da parte della maggioranza, come giustamente ricordava il collega Parrini, è stato anche migliorato con alcuni emendamenti e ordini del giorno poi votati da quest'Assemblea; tuttavia, è giusto che, finché un provvedimento non nasce e si conclude all'interno dell'attuale maggioranza, Forza Italia, almeno in questo, ne prenda le distanze in termini di voto di astensione. Ciò detto, il decreto-legge tratta della zonizzazione del nostro Paese nei vari colori. Non siamo contrari, come abbiamo sempre dichiarato; non ha più senso limitare gli spostamenti, evidenziare certe restrizioni dei nostri concittadini in modo equivalente o comunque identico in tutto il Paese: è giusto intervenire dove esistono e nascono focolai, a maggior ragione a causa di queste terribili varianti, come quella inglese. Per esempio, nel mio territorio di residenza, a Pescara e a Chieti, già da dieci giorni si sono creati focolai terribili e devastanti che purtroppo stanno uccidendo tante persone e abbassando l'età media dei contagiati, pertanto metà della regione Abruzzo è in zona rossa già da giorni. Ricordo al collega La Russa, il quale, secondo me, ha più volte ingiustamente sottovalutato questo aspetto, che anche il Presidente della Regione Marche, che appartiene a Fratelli d'Italia, ieri è stato costretto a collocare in zona rossa l'intera provincia di Ancona e non lo ha fatto perché si diverte a realizzare restrizioni, ma perché purtroppo il contagio è cresciuto enormemente anche in quel territorio e non lo possiamo dimenticare, perché ce le dobbiamo dire queste cose. (Applausi) . Un amministratore locale, un Presidente di Regione o un sindaco hanno a cuore la salute dei propri concittadini, allora se ne fanno carico e si assumono la responsabilità anche di provvedimenti apparentemente impopolari. Allo stesso modo, vorrei spiegare, anche alla luce della proposta del collega La Russa, che ieri si è meravigliato del mio voto contrario all'emendamento che estendeva anche alla sera l'apertura dei ristoranti nelle zone gialle, che purtroppo bisogna fare così. Finché un territorio ha una pressione dei contagi molto alta, bisogna evitare che vi siano assembramenti. Non possiamo dimenticare le immagini soltanto di pochi giorni fa, in cui a Milano nella zona dei Navigli la gente è impazzita e ha organizzato feste e fatto musica e le persone addirittura si sono abbracciate le une con le altre. Se abbiamo concittadini che vanno seguiti passo passo, noi, che abbiamo la responsabilità di questi provvedimenti, dobbiamo farlo. Finché non si abbassano la tensione dei contagi e soprattutto la forza virale di queste nuove varianti, in particolare quelle inglese, brasiliana e sudafricana, dobbiamo necessariamente essere consapevoli - perché non siamo matti né irresponsabili - che la responsabilità della salute dei nostri concittadini deve essere sempre e comunque al primo posto. (Applausi) . Siamo altrettanto convinti che il nuovo Governo abbia fatto bene a dare un segno di discontinuità: come ha giustamente ricordato ironicamente il mio caro collega senatore Franco Dal Mas, è stato dearcurizzato il sistema dell'emergenza sanitaria ed è stato sostituito anche il Capo della Protezione civile. Non intendiamo buttare la croce addosso a nessuno, ma che un nuovo Governo desse un segno di discontinuità nel settore più delicato e più pressante per la società italiana, che è quello dell'emergenza sanitaria, era assolutamente necessario.