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la legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ha introdotto nel nostro ordinamento un'articolata serie di novità tra cui, a partire dal 1° gennaio 2019, l'obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, anticipandolo al 1° luglio 2018 solo per le fatture "relative a cessioni di benzina o gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori" nonché "per prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto lavori, servizi o forniture stipulato con un'amministrazione pubblica"; pur condividendo l'intento di prevenire e contrastare efficacemente l'evasione fiscale e le frodi IVA, il rischio è che questa novità porti a disservizi che graveranno sia sui gestori dei carburanti, sia sui cittadini, oltre ad un aumento di carichi di burocrazia per le imprese, si chiede di sapere se non sia opportuno uniformare per tutti l'obbligo di fatturazione elettronica al 1° gennaio 2019, o, in alternativa, prevedere un doppio regime permettendo, inizialmente, l'emissione di fatture sia in formato cartaceo, che in quello elettronico, al fine di consentire un passaggio graduale da parte degli operatori. Atto n. 4-00234 DE POLI Al Ministro della difesa Premesso che: da fonti di stampa si apprende dell'imminente soppressione del 2° reparto manutenzione missili dell'Aeronautica militare di via Sorio, a Padova, a seguito della legge 31 dicembre 2012, n. 244, recante "Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia", che all'art. 2, comma 1, lettera b) , prevede la "razionalizzazione delle strutture operative, logistiche, formative, territoriali e periferiche, anche mediante soppressioni e accorpamenti, con ubicazione nel minor numero possibile di sedimi, ottimizzando le relative funzioni, in modo da conseguire una contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento, entro sei anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1"; sulla chiusura di un presidio militare di tali dimensioni e dove attualmente prestano servizio circa 300 unità tra militari e civili, negli anni si sono intervallate conferme e smentite, ma ora la certezza della sua chiusura non può che suscitare sgomento per le prevedibili conseguenze e gli inevitabili disagi che tutto il personale, militare e non, dovrà subire, avendo negli anni stabilito la residenza a Padova o nei comuni della cintura urbana, formato una famiglia con figli che frequentano scuole della zona e acquistato un'abitazione, spesso accendendo un mutuo; considerato inoltre che le strutture non più occupate dal reparto militare saranno destinate, probabilmente, nell'immediato, all'incuria e al degrado, prima che possano essere alienate o recuperate e quindi trasformate in stabili funzionali alla collettività, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per scongiurare la soppressione di questo importante presidio militare di stanza a Padova o, quanto meno, adoperarsi affinché la maggior parte delle risorse occupazionali militari e civili in forza alla struttura possano trovare una ricollocazione nell'area della città patavina. Atto n. 4-00235 DE POLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: da fonti di stampa si apprende che il Ministro in indirizzo intenderebbe proporre come soluzione alla spinosa vicenda dei maestri e delle maestre diplomati, esclusi dalle graduatorie per il ruolo, a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, la cui applicabilità è stata confermata dal parere dell'Avvocatura dello Stato, una graduatoria ad hoc in cui far confluire le categorie dei diplomati con diploma magistrale e i laureati in Scienze della formazione primaria; la platea complessiva interessata da questo provvedimento supera le 43.000 unità ed è composta da diplomati magistrali, a cui fino al 2001-2002 è stata data la possibilità di inserirsi in graduatoria e che negli anni hanno maturato anzianità ed esperienza e spesso hanno fatto scelte di vita importanti, accettando il trasferimento da una regione all'altra per non perdere la cattedra, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno giungere ad una soluzione che garantisca, nel rispetto dei diritti di tutti, stabilità lavorativa a quanti nel corso degli anni hanno maturato la competenza necessaria al ruolo e assicurare ai giovani studenti e studentesse un rapporto di continuità didattica con il loro insegnante, che svolge quotidianamente un compito di grande responsabilità, spesso con pochi riconoscimenti. Atto n. 4-00236 GARAVINI Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, è ormai in fase operativa avanzata la sostituzione della tradizionale carta di identità in formato cartaceo con quella elettronica, che, oltre a rafforzare gli standard di sicurezza, consente in pari tempo di assolvere alle funzioni di identificazione personale, di documento per l'espatrio in Paesi che ne riconoscano la validità, di richiesta di un'identità digitale SPID e di accesso ai servizi in rete erogati dalla pubblica amministrazione; nelle previsioni del Ministero dell'interno, entro il 2018 tutti i Comuni italiani dovrebbero essere nella condizione di emettere carte di identità elettroniche a beneficio dei propri cittadini, anche se il Commissario agli affari interni della UE, lamentando che ancora 88 milioni di cittadini europei continuino ad usare documenti di identità cartacei, con seri rischi per la sicurezza comune, sottolinea come l'Italia sia uno dei Paesi in maggiore ritardo; per quanto riguarda i cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE, non è prevista l'emissione della carta di identità elettronica, mentre nel corso del 2017 sono state emesse 67.493 carte di identità cartacee nei Paesi comunitari, in Svizzera, Norvegia, Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano, nei quali il titolo è riconosciuto; la mancanza di una tale possibilità è in evidente contraddizione con l'intento, ribadito negli ultimi anni a livello sia di Governo che di amministrazione, di estendere gradualmente anche all'estero il sistema SPID, per il cui accesso la carta di identità elettronica sarebbe una chiave fondamentale; in alcuni Paesi, come la Germania, la mancanza della carta di identità elettronica, oltre a privare i cittadini italiani delle funzioni ordinarie proprie di tale documento, li espone ad un'ulteriore difficoltà di ordine pratico, dovuta al fatto che per il sistema bancario locale il possesso di una carta di identità elettronica è condizione per la concessione dell'ordinario credito al consumo, verso il quale si stanno sempre più spostando le abitudini di spesa dei consumatori, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano, di concerto, disporre l'estensione della carta di identità elettronica anche ai cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE e predisporre un piano operativo che consenta di realizzare tale obiettivo in tempi rapidi e certi, a partire dai Paesi nei quali la presenza dei cittadini italiani è più consistente. Atto n. 4-00237 MISIANI Al Ministro della salute Premesso che: