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Disposizioni per lo sviluppo sostenibile delle piccole isole. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge si pone come finalità la valorizzazione delle specificità culturali, economiche, sociali e ambientali delle piccole isole agevolando così lo sviluppo sostenibile nel loro territorio, con indubbi benefìci per le loro popolazioni. Le piccole isole rappresentano un grande patrimonio nazionale di vocazioni e potenzialità economico-produttive e pertanto si rende necessario favorirne lo sviluppo, garantendo al contempo la sostenibilità e la tutela ambientale dei territori interessati. L'intervento del legislatore nazionale in questo settore viene compiuto in assoluta conformità con la nuova ripartizione costituzionale delle competenze, alla luce della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione. Il presente disegno di legge riguarda soprattutto materie che rientrano nella competenza legislativa esclusiva dello Stato o nella competenza concorrente Stato-regioni e, limitatamente ad alcuni ambiti in cui si potrebbe delineare una competenza regionale esclusiva, appare legittimo richiamarsi al dettato dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, in base al quale «per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati comuni, province, città metropolitane e regioni». In questo quadro l'articolo 2 traccia una serie di materie ed ambiti che rientrano fra gli obiettivi di valorizzazione e di sviluppo, con particolare attenzione alla tutela dell'ambiente e della salute, alla crescita dei vettori di comunicazione e trasporto, all'incentivazione del turismo e della ricerca, alla produzione delle fonti alternative di energia. Ai medesimi obiettivi concorre anche la ratio dell'articolo 9, che prevede la creazione di specifici marchi di qualità ambientale e paesaggistica. Viene quindi tracciata la cornice istituzionale in cui concertare l'intervento dello Stato, con l'istituzione di organismi ad hoc : il Comitato istituzionale delle piccole isole, disciplinato dall'articolo 3, e la Conferenza per lo sviluppo delle piccole isole del Mediterraneo prevista dall'articolo 8, nel cui ambito si prevede di intensificare gli scambi culturali e il trasferimento di esperienze fra le comunità isolane del bacino del Mediterraneo, in modo da valorizzare pienamente il patrimonio storico, culturale ed economico rappresentato da tali comunità. In questa cornice si innestano poi specifici strumenti di programmazione, ed in particolare l'accordo di programma quadro da porre a base del Documento unico di programmazione isole minori (DUPIM), come previsto dall'articolo 4. A supporto di questo obiettivo di valorizzazione e sviluppo, l'articolo 7 dispone circa la facoltà di attivare collaborazioni finalizzate alla produzione di sinergie culturali ovvero a progetti di innovazione tecnologica funzionali alle necessità delle piccole isole, con il coinvolgimento delle università e degli istituti di ricerca pubblici e privati sulla base di apposite intese e accordi. Viene inoltre disciplinata, all'articolo 6, la possibilità di istituire presìdi di protezione civile come garanzia di tutela dei territori e delle zone potenzialmente soggette a rischi ambientali, assegnando a tali presìdi mansioni di informazione, prevenzione, previsione, allarme e primo soccorso in caso di emergenza, a garanzia dei turisti e degli stessi abitanti di questi territori. Per quarto riguarda gli interventi di sostegno finanziario, l'articolo 5 detta ulteriori disposizioni concernenti il Fondo di sviluppo delle isole minori, quale strumento finanziario di rispondenza alle specifiche esigenze locali e funzionale al coordinamento dei fabbisogni comuni a tutte le piccole isole. Gli articoli 10, 11 e 12 prevedono alcune agevolazioni fiscali e tributarie in favore del contribuenti e dei comuni delle piccole isole. Gli articoli da 13 a 17 infine disciplinano ulteriori misure di valorizzazione e messa a sistema delle peculiarità delle piccole isole comprese nell'elenco di cui all'allegato A.. Art. 1. (Oggetto e finalità della legge) 1. Lo Stato, le regioni, i comuni e gli altri enti locali concorrono, secondo le rispettive competenze, alla salvaguardia e alla valorizzazione delle specificità culturali, economiche, sociali e ambientali delle piccole isole comprese nell'elenco di cui all'allegato A e a favorire lo sviluppo sostenibile delle loro popolazioni. 2. Al fine di assicurare la valorizzazione delle specifiche vocazioni e potenzialità economiche e produttive delle piccole isole, gli enti locali con sede nelle piccole isole di cui all'allegato A, incluse le comunità isolane e di arcipelago, sono riconosciuti come poli di sviluppo sostenibile ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Art. 2. (Obiettivi di valorizzazione e di sviluppo) 1. Lo Stato, le regioni, i comuni e gli altri enti locali, secondo le rispettive competenze, garantiscono nelle piccole isole di cui all’allegato A, mediante appositi interventi: a) la preservazione delle condizioni di base per un insediamento umano sostenibile, con particolare riferimento alla tutela della salute, anche mediante l'attivazione di presìdi sanitari speciali, al diritto allo studio e alla formazione professionale anche mediante l'attivazione di strutture e servizi scolastici dedicati; b) la pianificazione delle operazioni di soccorso in situazioni di emergenza, tramite il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri; c) la promozione della ricerca e dell'innovazione tecnologica, nell'ambito della politica di sostegno delle aree sottoutilizzate e nel quadro della ricerca scientifica nazionale, sia presso gli enti pubblici sia presso le imprese e gli altri soggetti privati, con specifico riferimento alle condizioni e alle dimensioni atipiche di vita nonché alle particolari esigenze dei comuni e delle comunità isolane e con riguardo ai seguenti settori: 1) servizi di telecomunicazione su larga banda, per la telemedicina, il telelavoro, la teleformazione nonché l'offerta formativa scolastica; 2) servizi di trasporto, di rifornimento di combustibili, di linee aree e di navigazione per trasporto merci e passeggeri, assistiti da reti satellitari o via cavo; 3) produzioni energetiche alternative; 4) prevenzione, riduzione e gestione dei rifiuti; 5) rifornimento idrico, anche mediante potabilizzazione e desalinizzazione; d) la tutela e la valorizzazione ambientale e dei beni culturali; e) il recupero e il potenziamento del patrimonio abitativo nel rispetto delle sue diverse tipologie; f) la promozione e la qualificazione dell'offerta turistica, anche al fine dell'esercizio sostenibile dell'agricoltura, della maricoltura, dell'acquacoltura, della pesca ed attività connesse, dell'artigianato e di altre attività produttive, con la possibilità di prevedere: 1) la facoltà per i comuni di regolamentare l'accesso dei turisti giornalieri, con opportune modalità di selezione e di contenimento del relativi flussi, nonché di istituire appositi ticket di ingresso;