[resaula]

Si consideri inoltre che da marzo nel Regno Unito non si eseguono più vaccinazioni con AstraZeneca agli under 30, e ora neanche gli under 40; considerato infine che: il vaccino AstraZeneca non è mai stato approvato dall'Agenzia del farmaco statunitense (FDA) ed è stato eliminato dal programma di vaccinazioni di vari Paesi europei, come Austria, Norvegia e Danimarca. In Francia è stato raccomandato negli over 55; in Italia il 7 aprile 2021 il Ministero della salute ha aggiornato le raccomandazioni sul vaccino AstraZeneca e inviato la circolare a Regioni, istituzioni e associazioni. Il documento ribadiva che «il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età. Sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, ne raccomanda un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino». Il documento è stato redatto sulla base del parere della Commissione tecnico scientifica (CTS) dell'Agenzia Italiana del farmaco (AIFA), sentito il presidente del Consiglio superiore di sanità, si chiede di sapere, alla luce di quanto successo, non solo in Liguria, e alla luce delle indicazioni dello stesso Ministero della salute, che raccomandava in maniera inequivocabile la somministrazione agli over 60, e del repentino dietrofront sulla somministrazione agli under 60 del siero a vettore virale, quali azioni i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per accertare la catena delle responsabilità che ha consentito l'apertura ai giovani del vaccino Vaxzevria o Johnson&Johnson. Atto n. 4-05642 FEDELI BITI ASTORRE BOLDRINI CERNO COMINCINI D'ALFONSO FERRARI GIACOBBE IORI LAUS MARGIOTTA NANNICINI ROJC STEFANO VALENTE TARICCO VATTUONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che: i docenti svolgono un ruolo d'importanza sociale insostituibile, lavorando con serietà, professionalità e dedizione; il rapporto che si instaura tra insegnanti e studenti è estremamente delicato e proprio per questo non è assolutamente tollerabile che i primi possano sfruttare la propria posizione per instaurare un rapporto di tipo personale, finalizzato ad ottenere prestazioni; in data 19 aprile 2018, a seguito del nuovo contratto di lavoro del comparto istruzione e università, è stata introdotta una norma che prevede misure disciplinari per chi usa in modo improprio, ovvero con fini non coerenti con l'obiettivo dell'istruzione, della formazione e dell'orientamento, i canali di comunicazione informatici o i social network per relazionarsi con gli studenti. I docenti che dovessero violare la fiducia accordata loro, mettendo in atto comportamenti o molestie di carattere sessuale nei confronti dei loro alunni, potranno essere licenziati; nei primi giorni del mese di agosto 2020, il quotidiano "La Nazione" ha pubblicato alcuni articoli nei quali si riportava la presunta storia di un rapporto sentimentale tra un insegnante del liceo classico "Michelangiolo" di Firenze e una sua studentessa, non ancora maggiorenne; gli articoli riportavano, inoltre, la notizia che, oltre alle indagini avviate dalla Polizia, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca avesse già inviato ispettori nell'istituto; sempre sul giornale "La Nazione", il giorno 14 giugno 2021, è stato pubblicato un articolo in cui si rivelava che un'altra ex allieva avrebbe ricevuto dal professore le stesse "attenzioni"; quest'ultima ragazza avrebbe denunciato atti di violenza privata e molestie a suo carico e avrebbe allegato all'esposto in procura copie dei messaggi ricevuti da parte del professore nella quale il docente avrebbe anche confessato la relazione con l'altra alunna minorenne; se confermate, le notizie sarebbero di una gravità inaudita, sia per le relazioni tra un insegnante e due sue studentesse, sia perché una delle due alunne al momento dei fatti sarebbe stata minorenne, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali azioni abbia già adottato o intenda adottare per fare luce sui fatti. Atto n. 4-05643 ROJC Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: ENI ha recentemente comunicato la decisione di chiudere tutti i propri sportelli in Friuli-Venezia Giulia e Veneto; con un avviso comparso sulle vetrine di tutti gli "Energy Store" ENI del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto, la Energy Saving Group, società monomandataria con sede legale a Gorizia e con sedi operative, oltre che nel capoluogo isontino anche a Pordenone, Latisana, Jesolo, Venezia, Bassano del Grappa, Montebelluna, Feltre e Vittorio Veneto, ha annunciato il ritiro del mandato attraverso la seguente dicitura: "Chiuso per volontà di Eni a tempo indeterminato"; alla Energy Saving Group, l'azienda fornitrice di energia, il 20 maggio scorso, ha intimato la chiusura degli sportelli entro 7 giorni, questo nonostante a fine 2020 ENI avesse prorogato per tre anni un precedente mandato quinquennale in scadenza il 31 dicembre; tra uffici e operai, fino a un paio di settimane fa, la Energy Saving Group contava 54 dipendenti, oltre a una trentina di agenti monomandatari; al momento della chiusura aveva in sospeso anche 140 pratiche: doveva installare 75 caldaie e 65 condizionatori che si trovano nel magazzino di Gorizia, ora ritirate da ENI; "E' stata una doccia fredda un po' per tutti», ha dichiarato alla stampa Alessandro Di Dedda, consigliere della società, ricordando che il 17 febbraio l'azienda aveva ricevuto la richiesta di cedere i negozi del Veneto; Di Dedda ha aggiunto inoltre che "per i dipendenti non abbiamo la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione e c'è il blocco degli stipendi, ma alcuni si sono già licenziati. A Gorizia c'è ancora lavoro perché abbiamo la sede amministrativa e almeno fino a tutto il mese di luglio abbiamo da fare. Poi? Non sappiamo. Quanto agli agenti commerciali, sono a casa perché Eni non vuole che lavorino per terzi e sono monomandatari"; dopo tale denuncia, ENI ha emesso una nota nella quale si afferma che "a seguito della conclusione dei rapporti commerciali con la società Energy Saving Group, affidataria di diversi Energy Store in Veneto e Friuli Venezia Giulia, Eni gas e luce informa che sta procedendo celermente all'apertura di nuovi negozi nell'area interessata che potranno soddisfare adeguatamente le richieste da parte di tutti i clienti", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta e in caso affermativo, se risulti loro quali motivazioni avrebbero portato ENI ad assumere la decisione in modo unilaterale, tale da compromettere seriamente il servizio ai clienti e il futuro per 54 dipendenti;