[pronunce]

determinando una indebita ingerenza nella materia dell'ordinamento civile [...] - espone, altresì, l'incarico del segretario ad una condizione di incertezza non conciliabile ne´ con il buon andamento dell'azione amministrativa, in ragione della sua precarietà, ne´ con il principio concorsuale, stante la possibilità, ammessa dalla stessa Difesa regionale [...], che l'incarico in questione possa anche protrarsi per un tempo indefinito». La legislazione statale, per contro, prefigurerebbe l'accesso agli enti locali mediante contratto a tempo determinato per un massimo di cinque anni (art. 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante «Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»). Parimenti non fondata sarebbe la tesi della Regione resistente secondo cui sarebbe ininfluente l'eliminazione della frequenza dei corsi e dei relativi esami finali, data la natura temporanea dell'incarico attribuibile ai segretari in questione. Secondo il ricorrente, le circostanze eccezionali e straordinarie richiamate dalla Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste avrebbero dovuto essere affrontate con una più efficace programmazione dei fabbisogni, come fatto dal legislatore nazionale che, «per fronteggiare analoghe esigenze, ha definito una normativa - anch'essa emergenziale ed interinale - volta a contemperare la continuità dell'azione amministrativa con la salvaguarda dei principi costituzionali in materia di accesso ai pubblici impieghi». Infatti, l'art. 16-ter, commi 9 e 10, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica), convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2020, n. 8, non avrebbe previsto deroghe alle modalità di iscrizione all'albo, che restano quelle esclusivamente concorsuali, ma avrebbe inteso potenziare le funzioni vicarie e sostitutive già previste dall'ordinamento per la figura del vicesegretario (art. 97, comma 5, TUEL), per un periodo massimo di ventiquattro mesi e senza che il vicesegretario medesimo consegua l'iscrizione all'albo e lo status giuridico ed economico del segretario. 4.- Con memoria depositata il 28 febbraio 2023, la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ha ulteriormente ribadito le eccezioni di inammissibilità del ricorso introduttivo, osservando, con particolare riferimento al difetto di motivazione sulle ragioni dell'evocazione dell'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., che il Presidente del Consiglio dei ministri, nella memoria illustrativa, avrebbe affermato che la censura sarebbe chiara, avendo lamentato che «l'attribuzione e la ripartizione dei compiti istituzionali dei funzionari statali, categoria a cui appartengono i segretari comunali e provinciali, spettano al legislatore statale». La presunta violazione dell'ordinamento civile, tuttavia, in questo modo sarebbe solo affermata e niente affatto spiegata. Ancora, secondo la Regione resistente, il ricorrente, nel lamentare il contrasto con la legislazione statale in relazione all'assenza di un termine «naturale» di scadenza al mandato dei segretari reclutati in forza della disposizione impugnata, avrebbe tentato una «integrazione postuma» della censura, insuscettibile di emendarne l'originaria genericità. Anche nel merito la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ha ribadito le argomentazioni già spese nell'atto di costituzione, osservando, in particolare, che la tesi di fondo del ricorrente muove dall'erronea premessa ricostruttiva secondo cui «il principio di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa cristallizzato nell'art. 97 Cost., e, in particolare, quello del pubblico concorso, sarebbe soddisfatto, per l'appunto, con la partecipazione dei soggetti aspiranti all'iscrizione all'Albo dei segretari comunali a tale corso di formazione professionalizzante, e al relativo esame finale». Tale tesi, tuttavia, sarebbe smentita dalla giurisprudenza costituzionale, secondo cui lo svolgimento di un corso-concorso, in assenza di una preliminare prova pubblica di selezione degli aspiranti, non e` equiparabile ad un concorso pubblico (si citano le sentenze di questa Corte n. 95 del 2021 e n. 30 del 2012). Quanto alla censura inammissibilmente formulata dalla difesa statale nella memoria illustrativa, secondo cui mancherebbe un termine finale agli incarichi conferiti in forza della disposizione impugnata, una interpretazione costituzionalmente orientata, «coerente proprio con il principio di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa radicato nell'art. 97 Cost., e con la natura "straordinaria" e "temporanea" della disciplina impugnata», imporrebbe di ritenere che il periodo di «diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge», previsto dall'art. 4, comma 1, della legge reg. Valle d'Aosta n. 6 del 2022, si configuri come il limite temporale ultimo del meccanismo di iscrizione straordinaria all'albo dei segretari comunali e di successivo affidamento dell'incarico.l.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l'art. 4, comma 3, della legge reg. Valle d'Aosta n. 6 del 2022, secondo cui, «[f]ermi restando i requisiti di iscrizione all'Albo ai sensi dell'articolo 1, comma 6, della l.r. 46/1998, per i soggetti di cui al comma 1 non sono applicabili le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 7 e 8, della medesima l.r. 46/1998». 1.1.- Come si avrà modo di precisare ulteriormente, la disposizione impugnata introduce una modalità straordinaria e temporanea di iscrizione all'albo regionale dei segretari degli enti locali, inserendosi in un contesto normativo che già esonera alcune categorie di soggetti dal necessario superamento del concorso pubblico per segretari, e stabilisce per costoro una ulteriore deroga, esimendoli anche dalla previa necessaria partecipazione ad alcuni specifici corsi di formazione. Ritiene l'Avvocatura generale dello Stato che tale disposizione violi, in primo luogo, l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., determinando «una indebita ingerenza nella materia "ordinamento civile"». Vi sarebbe, altresì, una lesione dell'art. 2, lettera b), dello statuto speciale e degli artt. 3, 51, primo comma, e 97 Cost., perché la disposizione impugnata consentirebbe l'iscrizione all'albo regionale di soggetti rispetto ai quali non sarebbe «assicurata una procedura volta ad accertare [...] la qualificazione professionale necessaria all'esercizio delle specifiche e peculiari funzioni segretariali». Ciò determinerebbe un contrasto con i «principi costituzionali di imparzialità dell'azione amministrativa, di eguaglianza e parità di trattamento nell'accesso ai pubblici impieghi, del concorso pubblico come strumento necessario per l'imparzialità amministrativa e la selezione di soggetti in possesso delle conoscenze tecnico specialistiche per svolgere le funzioni pubbliche», costituenti limiti alle competenze statutarie della Regione resistente.