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All'esito della predetta gara, è risultata assegnataria la CAF Italia. Pertanto, in data 21 marzo 2019, è stato sottoscritto il relativo contratto di appalto tra Trenitalia SpA e la CAF, relativo, appunto, a tale servizio. Successivamente, a seguito della sentenza del tar Lazio del 3 luglio 2019, pubblicata il 3 ottobre 2019, a conclusione del giudizio, la vincitrice era stata esclusa e, quindi, era ritornata in auge l'azienda che in precedenza aveva l'appalto, con un certo numero di lavoratori. Nel momento in cui la precedente azienda, Hitachi, aveva perso il bando, essendo arrivata seconda, i lavoratori sono confluiti nella CAF Italia. Dopo la citata sentenza, però, Hitachi, che era la seconda, è ritornata in auge e a questo punto CAF Italia ha previsto 233 esuberi, che erano gli ex lavoratori di Hitachi. Oggi questi lavoratori si trovano, purtroppo, coinvolti in una procedura di licenziamento collettivo. E, quindi, chiediamo al Ministro competente, in particolare al Ministro che deve dialogare con Trenitalia, di tutelare le prospettive occupazionali dei lavoratori al fine di scongiurare i licenziamenti collettivi. (Applausi dal Gruppo M5S) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, è notizia di questi giorni che l'odioso problema del caro-biglietti, relativo ai voli per la Sicilia, stia ancora una volta interessando chi è diretto nell'isola, in questo scorcio di fine anno. Ad esempio, un siciliano che intenda tornare a casa per trascorrere il Natale in famiglia è costretto a subire un salasso che va oltre ogni accettabile misura. Lo stesso trattamento subisce il turista che vuole visitare la Sicilia nel mese di dicembre, peraltro contribuendo così alla tanto auspicata destagionalizzazione dell'attività turistica. Ciò accade perché, a fine anno, il costo dei biglietti dell'unica compagnia low cost operante verso gli aeroporti siciliani si aggira intorno ai 300 euro, mentre un volo della compagnia di bandiera sfiora i 500 euro: praticamente un'estorsione. Colleghi, denuncio ancora una volta questo scandalo: da troppi anni si lucra sui cittadini meridionali, costretti a farsi carico di una spesa decisamente troppo onerosa, in particolare in occasione delle festività, ma anche sugli interessi economici del Meridione che, a causa delle discutibili politiche commerciali dei vettori, trova ostacoli nello sviluppo di strategie turistiche di largo respiro. Ogni siciliano, ogni turista preferirebbe spendere quel denaro in altro modo, magari favorendo il commercio locale, anche attraverso l'acquisto di regali natalizi, piuttosto che contribuire a creare un surplus di ricavi per le grandi compagnie aeree che applicano, proprio in quel periodo, un rincaro mirato e pretestuoso. Capita anche che un nucleo familiare abbia più componenti che lavorano o studiano fuori dalla Sicilia, e ciò causa la moltiplicazione dei costi o, ancor peggio, li pone di fronte alla spiacevole scelta di riunirsi per il Natale o, piuttosto, programmare il rientro fuori dal periodo di maggior rincaro dei prezzi dei voli aerei. Ancora più grave appare la questione alla luce di quanto emerso dal rapporto Svimez pubblicato pochi giorni fa, che denuncia come l'Italia meridionale si stia sempre più impoverendo di giovani e non solo: dall'inizio del nuovo millennio, infatti, sono oltre 2 milioni gli under trentaquattro che hanno lasciato i propri cari in cerca di occupazione o semplicemente di una migliore prospettiva di vita. Se da un lato, quindi, si continua a emigrare dal Sud, dall'altro insistono enormi difficoltà per tornarvi, anche solo per pochi giorni, in occasione delle festività. Credo sia nostro dovere porre la massima attenzione al problema e dare una risposta efficace e tempestiva alle migliaia di persone che non stanno attraversando un momento felice nel dover affrontare tali spese. Auspico, quindi, che il Governo, di concerto con ENAC e Regione siciliana, scongiuri questo sgradevole regalo ai siciliani, permettendo di riunire, a costi ragionevoli, le nostre famiglie e favorire i flussi turistici per la Sicilia, in occasione delle prossime festività natalizie. PRESIDENTE . È questo un tema che mi sta molto a cuore. La ringrazio, quindi, per averlo trattato e mi associo alla sua segnalazione che da tempo è oggetto di numerose richieste attraverso la presentazione di disegni di legge per la continuità territoriale. Mi auguro che vi possa essere ampia convergenza nel mettere in discussione e in votazione quelle proposte di legge. BERUTTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire oggi per ricordare i tragici eventi alluvionali che nel 1994 hanno sconvolto il Piemonte. Sono trascorsi venticinque anni da quando, tra il 5 e 6 novembre del 1994, la furia dell'acqua ha invaso le Province piemontesi di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino. Fango, morte, disperazione e miliardi di lire di danni furono quello che le esondazioni del Tanaro, del Po e di diversi affluenti lasciarono con il loro passaggio. Furono 70 le vittime e oltre 2.000 gli sfollati: sono numeri che continuano a togliere il fiato ed è nostro dovere ricordare, commemorare e onorare le vittime. I primi giorni di novembre del 1994, i giorni dell'alluvione e quelli successivi, furono giorni di frastuono: il frastuono dell'acqua che rompeva gli argini, inondava i campi, le strade e le case; il frastuono salvifico dei mezzi di soccorso, delle prime pale per togliere il fango, delle ruspe. Nonostante gli strumenti allora disponibili, lontani anni luce da quelli di cui disponiamo oggi, il mondo dell'informazione si mise al servizio delle persone e i cittadini si organizzarono per comunicare, informare e condividere. Le Forze dell'ordine, i Vigili del fuoco - oggi piangiamo tra l'altro i tre Vigili del fuoco morti nell'alessandrino - la Protezione civile e le istituzioni lavorarono senza sosta ed ebbero al loro fianco centinaia di volontari che si rimboccarono le maniche per aiutare. Solo quanto è nato in termini di servizio alla comunità e di solidarietà può rendere il peso delle vite perse meno insopportabile. Presidente, a venticinque anni da quella tragedia è nostro dovere ricordare, commemorare e onorare le vittime e chi ha fatto fronte all'emergenza. Questo, però, non basta. Le conseguenze degli eventi atmosferici che hanno sferzato Piemonte e Liguria nelle ultime settimane e negli ultimi giorni lo dimostrano. È tempo di creare in modo condiviso le condizioni perché i nostri territori vengano sottoposti a interventi che li mettano in condizione di resistere meglio alle pressioni di eventi metereologici sempre più intensi. Dobbiamo fornire alle Regioni e alle amministrazioni locali le risorse per poter minimizzare i rischi.