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Circa il mercato unico e la digitalizzazione, siamo favorevoli a un rapido abbattimento di tutti gli ostacoli, implementati a causa del Covid-19, che ostacolano il libero scambio delle merci e dei servizi tra i Paesi membri dell'Unione. L'agenda digitale, il cosiddetto Digital compass, che mira a una forte digitalizzazione dell'Europa entro il 2030, impegnandosi a indicare obiettivi e tempi proprio in questi giorni, serve all'Europa per avviarsi verso un nuovo sviluppo economico e sociale proiettato nel futuro. Le nuove tecnologie digitali potranno essere di grande supporto in settori come istruzione, ambiente e sanità e fungere da volano per la creazione di nuovi posti di lavoro. Della svolta digitale l'Europa deve essere protagonista mondiale, perché creando oggi delle solide basi potrà essere domani leader in settori già oggi di fortissima crescita, come la blockchain, la computazione quantistica, l'intelligenza artificiale. L'Unione deve accelerare nel creare infrastrutture di reti sicure e il potenziamento della banda ultralarga, proseguendo per una digitalizzazione della pubblica amministrazione che sia a livello europeo, ma certamente italiano, diventi facilmente e finalmente accessibile ai cittadini. In tal senso, tra l'altro, rivolgiamo un plauso all'impegno del ministro Colao di giungere a una piena digitalizzazione dell'Italia entro il 2026, con quattro anni di anticipo rispetto alla scadenza prefissata nel 2030 dal Digital compass. Colleghi, l'Europa si batte per i diritti e le libertà dei suoi cittadini, per la libertà di espressione e la tutela della loro privacy . In tal senso è necessario potenziare i poteri e l'azione del Garante europeo della protezione dei dati, circa il trattamento dei dati personali da parte dell'Unione, al fine di assicurare il rispetto delle norme sulla privacy. Perché ciò avvenga è necessario un controllo delle nuove tecnologie implementate dalle grandi multinazionali nel settore digital , che possono influire sulla protezione dei dati. Ciò per evitare, come purtroppo sappiamo già avviene, che le regole siano aggirate in modi diversi, raccogliendo dati senza il necessario consenso degli utenti. Tali dati vengono poi passati a numerose altre aziende, per la lucrosa profilazione degli utenti nel mondo dell'ecosistema dell' advertising , a dispetto sempre delle norme sulla privacy . Cito infine l'atteggiamento della Turchia. Le sue ingerenze nella regione di Cipro, certamente in violazione degli accordi internazionali, oltre al gravissimo ritiro dalla Convenzione di Istanbul e alle le trivellazioni nel Mediterraneo orientale non autorizzate, creano un'oggettiva tensione nei rapporti tra Ankara e Unione europea. Noi Europeisti riteniamo che l'obiettivo dell'Europa sia e debba restare la cooperazione con la Turchia, certi che i buoni rapporti consentirebbero l'incremento degli scambi commerciali, con un reciproco beneficio. Va intrapresa una mediazione e, in tal senso, crediamo importante che sia riaffermata la storica sintonia tra Europa e Stati Uniti nell'approccio alle problematiche di quell'area, che ci veda coprotagonisti piuttosto che al traino, promuovendo ad esempio la conferenza multilaterale sul Mediterraneo orientale, che punti e riaffermare il primato del diritto internazionale e il rispetto pieno dei diritti umani nei Paesi dell'area. Infine, signor presidente Draghi, lei ha accennato ad alcuni argomenti che non sono all'ordine del giorno del Consiglio, ma che sono di particolare rilevanza e hanno uno scenario entro il 2022. Abbiamo appena realizzato un evento, come Gruppo Europeisti-MAIE-Centro Democratico, sul tema di strategica importanza dell'etichettatura nutrizionale, il cosiddetto Nutrinform Battery . C'è una battaglia in corso a livello europeo rispetto ad altri sistemi alternativi, che sono penalizzanti per le produzioni agroalimentari di eccellenza italiana e, in ultima analisi, per i consumatori. Su questo sappiamo che il Governo è attento e continueremo a fungere da pungolo, perché vengano difesi, a livello europeo, gli interessi italiani. In questo senso, le auguriamo buon lavoro. (Applausi) . RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signora Presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio, signor Sottosegretario per gli affari europei, onorevoli colleghe e colleghi, il fatto che lei, signor presidente Draghi, da domani rappresenti l'Italia al Consiglio europeo è una buona notizia. È una buona notizia per l'Italia, ma è anche una buona notizia per l'Europa. Chi ha avuto modo di assistere agli incontri europei nei quali il presidente Draghi, con altra funzione, prendeva la parola, ricorda l'attenzione che i suoi nuovi colleghi gli prestavano, giustamente, per l'autorevolezza delle sue parole e per l'importanza del suo ruolo. Quella autorevolezza, da domani è l'autorevolezza dell'Italia, che politicamente, per ragioni di rispetto della scelta del Presidente della Repubblica, è oggettivamente più coesa, più forte e più autorevole. Si tratta dunque di un buon passo in avanti, per tutte e per tutti. Inoltre, mi pare di poter dire che la condivisione quasi unanime delle sue parole, sia sulla logistica, quando ha detto testualmente che siamo «già all'opera per compensare i ritardi» degli ultimi mesi, sia sulla questione delle riaperture da pianificare per tempo, a cominciare dalla scuola, rappresenti un ulteriore passo in avanti. La domanda da porsi, allora, è che tipo di Unione europea vedrà lei e non che tipo di Italia vedranno gli europei. Ci sono purtroppo luci ed ombre, lei lo ha detto nel suo intervento e lo condividiamo. C'è un passo in avanti enorme sul tema del recovery plan e della capacità di rispondere alla crisi, a differenza di quanto accaduto nel 2011, ma c'è una oggettiva debolezza sui vaccini, che va sottolineata. Lo dico oggi, quando in Israele si riparte, il giorno dopo le elezioni politiche, ma, soprattutto, dopo che la stragrande maggioranza dei cittadini si incammina ad uscire dal periodo di crisi. E lo diciamo soddisfatti naturalmente per i nostri amici inglesi, ma con un "ahimè" come cittadini europei per ciò che ha fatto il Regno Unito. Diciamolo con chiarezza, senza infingimenti, soprattutto noi che siamo filo europei e convinti sostenitori dell'Unione: un anno fa, l'Unione europea assisteva alle difficoltà del primo ministro Boris Johnson (ricorderete: in alcuni casi, difficoltà anche di natura personale). Quanto è cambiato, da allora! Nel giro di undici mesi, la straordinaria capacità di vaccinazione ha fatto diventare la vaccinazione, paradossalmente, uno spot per i sostenitori della Brexit. Ho ragione di credere, signor Presidente, come lei e come molti di noi, che la Brexit, sul medio periodo sarà un disastro per il Regno Unito: perlomeno, ne siamo convinti noi. Oggi, però, oggettivamente questa campagna vaccinale segna un punto importante per Johnson nella narrazione antieuropea. Dunque, l'Unione europea deve darsi una smossa. Ecco perché la presidenza del presidente Draghi è un elemento molto importante e interessante. Ovviamente, il punto di partenza è che questo riconoscimento parte dagli Stati Uniti d'America.