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se sia stata valutata e monitorata periodicamente la corretta gestione post mortem della discarica e il corretto couso dell'area in considerazione della coesistenza di diverse fonti di innesco di incendi possibili (il biogas da discarica e il CDR stoccato); se in effetti la discarica sia in fase di " capping definitivo", precisando la percentuale di completamento. Atto n. 4-07165 BOCCARDI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: in relazione alle prossime sfide che la stazione appaltante Rete ferroviaria italiana dovrà affrontare nei prossimi anni, a partire dalla gestione delle risorse del PNRR, da cui dipenderà la credibilità dell'Italia nel prossimo futuro, diventa rilevante porre attenzione sull'efficacia e l'efficienza del processo di affidamento e approvvigionamento delle gare in carico alla stazione stessa per garantire l'impiego rapido e razionale delle risorse; la sicurezza dei passaggi a livello rappresenta un fattore estremamente critico per il sistema ferroviario italiano; a quanto consta all'interrogante, già in ripetute occasioni ANSFISA ha opportunamente sollecitato RFI e le altre società del gruppo Ferrovie a provvedere a porre in essere tutte le misure idonee per la messa in sicurezza dei passaggi a livello, si chiede di sapere: quali iniziative stia ponendo in essere il Ministro in indirizzo relativamente alla messa in sicurezza dei passaggi a livello, all' upgrade tecnologico e all'impiego di idonei sistemi di sicurezza automatici per la rilevazione di ostacoli nell'area dell'attraversamento stradale a passaggio a livello chiuso per il transito dei treni; in particolare, vista la criticità e il potenziale rischio di imprevedibili incidenti sui passaggi a livello, spesso con conseguenze drammatiche, quale sia il motivo per cui una tecnologia innovativa già esistente sia ad oggi impiegata in maniera quasi irrilevante rispetto all'elevato numero di attraversamenti stradali che insistono sulla rete ferroviaria italiana; se tali iniziative siano inquadrate in un approccio di piano "accelerato", coerentemente a quello che RFI sta operando con altri investimenti tecnologici come dimostrato dall'impegno economico previsto dall'implementazione della tecnologia ERTMS. Atto n. 4-07166 NUGNES Paola Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: da organi di stampa si apprende dell'ennesimo superamento lungo la spiaggia di Coroglio, sul litorale napoletano, delle concentrazioni massime consentite di escherichia coli e coliformi fecali, e del conseguente divieto di balneazione, con gravi ripercussioni sull'intero habitat marino; si tratta della "maledizione del mare di Posillipo" causata, oltre che dagli scarichi abusivi presenti sulla costa, soprattutto dalle piogge torrenziali che periodicamente innestano il fenomeno definito in linguaggio tecnico "troppo pieno": in sostanza, un bypass fognario che, per evitare danni derivanti dalla portata eccessiva dell'acqua nelle tubature delle fogne di Napoli, non attiva la prevista separazione di acque bianche e nere, deviando una parte di liquami, insieme ad una certa percentuale di acqua piovana, direttamente a mare, come avviene appunto a cala Badessa, non lontano da Nisida, da Trentaremi e dall'area marina protetta della Gaiola; il fenomeno si ripete ormai da anni provocando una forte alterazione ambientale dell'intera area rientrante nel parco sommerso di Gaiola, ente che cura la tutela degli habitat e delle comunità biologiche marine; in particolare, dagli studi sulla caratterizzazione bionomica dei fondali, nell'area interessata dagli scarichi sono presenti ben 15 tipologie di biocenosi differenti, tra cui spicca la biocenosi del coralligeno, tutelata dalla convenzione di Barcellona e rientrante nell'Habitat 1170 tutelato dalla direttiva "Habitat" della CEE, presente con rilevanti estensioni sul banco di Nisida, il banco della Cavallara e la secca della Badessa, immediatamente prospicienti e attigui agli scarichi; sembrerebbe che nell'ambito del programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana di Bagnoli sia prevista anche la riconfigurazione del sistema fognario dell'area attraverso l'attivazione di un secondo scolmatoio sulla linea di costa ed in prossimità della spiaggia di Coroglio; l'obiettivo è quello di eliminare gli attuali scarichi che in situazioni di forti piogge confluiscono nel depuratore di Cuma e provengono dal collettore Arena Sant'Antonio e dalla collettrice di Pianura: in sostanza si dovrebbe alleggerire il carico che, durante i temporali, arriva all'impianto di Cuma attraverso l'immissione nel mare di Coroglio di una parte delle acque dell'Arena Sant'Antonio e della collettrice di Pianura; il percorso di "valorizzazione" sarebbe basato sulla necessità di dotare di impianto fognario, con relativo scarico a mare in condotta sottomarina, il nuovo insediamento abitativo previsto nel programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana e nel piano urbanistico attuativo (compresi alberghi ed infrastrutture quali uffici, eccetera), nonostante la zona sia stata dichiarata dalla protezione civile "zona rossa in allerta gialla"; la legge regionale 10 dicembre 2003, n. 21, "Norme urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico dell'area vesuviana", recita, con riferimento alla zona rossa vesuviana in "allerta verde": "gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all'articolo non possono contenere disposizioni che consentono nuova edificazione a scopo residenziale, mediante l'aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori"; da più parti ed anche dal centro studi interdisciplinari Gaiola, il quale gestisce l'area marina protetta che si estende alla punta estrema del promontorio di Posillipo, sono state sollevate osservazioni al commissario straordinario per Bagnoli nell'ambito della conferenza dei servizi finalizzata all'approvazione dello stralcio del programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana; in particolare, è stato lanciato l'allarme relativo all'attivazione nell'impianto di pretrattamento di Coroglio di un secondo "troppo pieno" che, come si evince dalla relazione, aumenterà le portate di piena a 188 metri cubi al secondo, e relativamente al potenziamento delle condotte destinate a trasportare ad una certa distanza dalla costa le acque reflue, cosa che ridurrebbe le fasi di trattamento dei liquami; queste scelte per la delicatezza del contesto ambientale risultano non solo anacronistiche ma anche antitetiche rispetto al percorso di valorizzazione e riqualificazione ambientale della zona, si chiede di sapere: