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« in conformità con quanto previsto dai contratti collettivi ad efficacia generale applicabili alla cooperativa, ». Capo IV TUTELE DEL LAVORATORE NEI TRASFERIMENTI D'AZIENDA Art. 92. (Modifica all'articolo 2112 del codice civile) 1. All'articolo 2112 del codice civile, i commi dal terzo al sesto sono sostituiti dai seguenti: « Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi ad efficacia generale di livello nazionale, territoriale ed aziendale vigenti presso il cedente alla data del trasferimento fino alla loro rispettiva scadenza, ove complessivamente più vantaggiosi per il lavoratore. Successivamente il rapporto di lavoro è disciplinato dai contratti collettivi ad efficacia generale applicabili al cessionario. Ferma restando la facoltà del cedente o del cessionario di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo o di licenziamento collettivo, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé il motivo economico che possa giustificarli. Nel caso in cui il trasferimento riguardi solo un'articolazione dell'azienda, identificata ai sensi del quinto comma, possono essere inclusi nel trasferimento soltanto i lavoratori in essa incardinati da almeno dodici mesi, salva diversa previsione dei contratti collettivi ad efficacia generale di livello aziendale. In questi casi, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma, qualora le condizioni di lavoro dei lavoratori trasferiti subiscano una sostanziale modifica nel corso dei diciotto mesi successivi al trasferimento, i lavoratori interessati possono richiedere in via giudiziale il ripristino del loro rapporto di lavoro con il cedente, il quale è tenuto a riammetterli al lavoro e ad assicurare loro il precedente trattamento economico e normativo, nonché a corrispondere una somma, determinata equitativamente dal giudice, a titolo di risarcimento per l'eventuale danno subito in ragione delle differenze tra quest'ultimo trattamento e quello da loro percepito presso il cessionario. Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento d'azienda qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, in quanto tale preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità, a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato, ivi compresi l'usufrutto o l'affitto di azienda. Il trasferimento può riguardare anche una articolazione funzionalmente autonoma della predetta attività, avente le medesime caratteristiche di cui al periodo precedente. Nel caso in cui il cedente stipuli con il cessionario un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando l'articolazione dell'attività che è stata oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore si applicano le disposizioni di legge in materia di tutele del lavoratore negli appalti e nei processi di articolazione della produzione di beni o servizi ». 2. Le disposizioni di legge in materia di tutele del lavoratore, di cui all'ultimo comma dell'articolo 2112 del codice civile, introdotto dal comma 1 del presente articolo, sono quelle previste dagli articoli 88 e seguenti della presente legge. TITOLO IV DISPOSIZIONI PER ASSICURARE L'EFFETTIVITÀ DELLA TUTELA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E ABROGAZIONI Art. 93. (Nuove norme in materia di processo del lavoro e di conciliazione e arbitrato nelle controversie di lavoro) 1. L'articolo 409 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: « Art. 409. – (Controversie di lavoro). – Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative: 1) a tutti i rapporti di lavoro subordinato e di lavoro autonomo, anche nella forma di collaborazione coordinata e continuativa, pure se occasionali, intercorrenti con datori di lavoro o committenti privati e pubblici, nonché ai rapporti di lavoro svolti in ragione di contratti di tipo associativo; 2) alle relazioni giuridiche intercorrenti nei luoghi di lavoro con datori di lavoro privati e pubblici, ai tirocini di formazione e orientamento e alle attività socialmente utili nonché alle altre relazioni a queste assimilabili, comunque denominate; 3) a questioni attinenti al rapporto associativo tra socio lavoratore e cooperativa, in quanto connesse con il rapporto di lavoro intercorrente tra gli stessi soggetti; 4) ai rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché ai rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni specializzate agrarie. Al giudice del lavoro è devoluta altresì, secondo le disposizioni del presente capo, la competenza per le controversie in materia di rappresentanza sindacale, contrattazione collettiva, contratti collettivi e accordi collettivi stipulati dalle associazioni dei lavoratori autonomi. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 63, 63- bis e 64 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ». 2. Al primo comma dell'articolo 410 del codice di procedura civile sono premesse le seguenti parole: « Relativamente ai rapporti previsti dall'articolo 409, primo comma, la conciliazione può essere svolta presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi ad efficacia generale di livello nazionale. In mancanza delle predette previsioni dei contratti collettivi, ». 3. All'articolo 420 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo comma è sostituito dal seguente: « Nell'udienza fissata per la discussione della causa il giudice interroga liberamente le parti presenti, tenta la conciliazione della lite e, ove lo ritenga opportuno, formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa. La mancata comparizione personale delle parti costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio. Le parti possono, se ricorrono gravi motivi, modificare le domande, eccezioni e conclusioni già formulate, previa autorizzazione del giudice »; b) dopo il dodicesimo comma sono aggiunti i seguenti: « Alla trattazione delle controversie aventi per oggetto l'impugnazione del licenziamento con domanda di reintegrazione nel posto di lavoro devono essere riservati particolari giorni nel calendario delle udienze. I capi degli uffici giudiziari vigilano sull'osservanza delle disposizioni di cui al comma precedente ». 4. L'articolo 412 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: « Art. 412 – (Arbitrato in materia di lavoro previsto dalla contrattazione collettiva). – Nell'ambito dei rapporti di cui all'articolo 409, primo comma, le parti possono convenire di risolvere le controversie che non attengano a diritti indisponibili tramite arbitrato secondo diritto soltanto presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi ad efficacia generale di livello nazionale ». 5. All'articolo 413 del codice di procedura civile, il terzo comma è sostituito dal seguente: « Ove il lavoratore sia convenuto in giudizio da parte del datore di lavoro, o da ogni altro soggetto, è sempre competente il giudice nella cui circoscrizione egli ha la residenza o il domicilio ». 6.