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Per questi e altri emendamenti che abbiamo approvato ringraziamo tutti, i relatori e soprattutto il Governo che ci ha sostenuto nel lavoro. Certo, si sarebbe potuto fare molto di più se si fosse proseguita con convinzione l'azione del Governo Draghi, che abbiamo sempre rivendicato; si sarebbero così evitate anche quelle frizioni e fratture interne che ci sono adesso a causa della mancanza di una maggioranza e per le divisioni politiche che si accentuano sempre di più, visto che siamo già in campagna elettorale. Nonostante tutto, comunque, ci accingiamo ad approvare il provvedimento all'ordine del giorno. Per questo motivo esprimo il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano. (Applausi) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, io ho un'opinione diversa e credo che tante cose si sarebbero potute fare - senatrice - solo se questo Governo avesse staccato la spina prima. Dico questo perché anche nel provvedimento in esame ci sono tantissime contraddizioni che, con il poco tempo che ho a disposizione, non avrò modo di elencare. Parliamo, però, addirittura della proroga di ulteriori dodici mesi per la conclusione della sperimentazione della circolazione su strada di veicoli monopersonali, nonostante l'ultimo report dell'Istat sulla incidentalità stradale sia davvero pesante: dal 2020 addirittura i feriti passano a 1.980, i morti a nove, un pedone è deceduto a causa dello scontro con un monopattino. Lo dico solo per introdurre in Aula argomenti che non sono stati discussi. Il Governo dei migliori estende ancora di un anno la sperimentazione su strada, ma non ho capito cosa si voglia sperimentare. Al netto di questo, l'Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico locale si trasforma, grazie al Governo dei migliori, in Osservatorio nazionale per il supporto alla programmazione e il monitoraggio della mobilità pubblica locale sostenibile. Si tratta, quindi, di un cambio sostanziale. Il settore del trasporto pubblico locale, le cui criticità sono richiamate persino nel documento stesso del Governo, è in grave affanno, con un deficit economico-gestionale stimato in circa due miliardi di euro, escludendo il caro energia e carburante in corso, rispetto al quale, invece di aumentare il budget disponibile nel fondo nazionale, lo si riduce di cinque milioni l'anno. Queste sono le migliori tra le politiche dei migliori. Il ministro Giovannini, invece di superare l'attuale grave momento, per esempio stabilendo - come abbiamo proposto noi - un fondo per il carburante, non ha trovato di meglio da fare che individuare un professore universitario di prima fascia, collocato in aspettativa per l'intera durata dell'incarico, il quale - come è avvenuto in occasione dell'individuazione dei commissari straordinari nominati dallo stesso Ministero - vigilerà sui lavori delle 15 opere pubbliche complesse, con un insieme di progetti che valgono più di tre miliardi di euro, rappresentando interventi di collegamenti stradali e ferroviari essenziali, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti: opere completamente ferme, ancora incompiute 379 opere in tutto il territorio nazionale, per una rimanenza di spesa di circa 1,2 miliardi di euro. In questa atmosfera da fine impero non voglio aprire la parentesi su Alitalia, esempio di come non dovrebbe essere gestita una crisi. Il percorso fin qui seguito dal Governo per il ridimensionamento annunciato: una probabile cessione prossima ventura di questo asset agli stranieri è sotto gli occhi di tutti. Voglio ricordare un altro tema con il quale ci si è sciacquati la bocca, quello dell'Alta velocità nel Sud. In realtà non è vero che essa è prevista in tutto il Sud: da Salerno a Reggio Calabria non sarà possibile parlare di alta velocità; ma, se tutto va bene, si potrà assistere in tante Regioni del Sud a una velocizzazione che sarà in linea con i servizi tradizionali. A malincuore sono costretto a denunciare il fatto che un mio emendamento non è stato preso in considerazione; emendamento riferito all'esonero proposto dal pedaggio per i pendolari delle autostrade A24 e A25, già proposto dal Gruppo Fratelli d'Italia alla Camera, che cercava appunto di venire incontro alle comunità dei nostri territori più marginalizzati del Lazio e dell'Abruzzo. Tutto questo è passato in cavalleria anche con le risa di tanti colleghi in Commissione. Per una serie di azioni che invece abbiamo apprezzato e che vanno nella direzione dell'implemento delle strutture e delle infrastrutture della nostra Nazione, il nostro atteggiamento di opposizione patriottica costruttivo ci porta comunque a dichiarare il voto di astensione sul provvedimento. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, voglio ringraziare anzitutto i relatori per il lavoro paziente e complicato, come si è visto anche dalle votazioni. Come si può rilevare, Presidente, si può anche - pensate un po' - riuscire ad approvare e convertire dei decreti-legge senza la fiducia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È una cosa quasi da ricordare. Ciò per dire che si può tranquillamente lavorare. Il provvedimento al nostro esame interviene in una fase in cui abbiamo l'ulteriore necessità di mettere in campo delle procedure agevolate e delle altre misure per porre sul binario giusto le opere del PNRR. (Applausi dal Gruppo M5S). Vorrei leggere il primo articolo del decreto-legge che è molto curioso, perché recita «Misure di accelerazione per la realizzazione delle opere per la viabilità della città di Roma e il Giubileo 2025», tema assolutamente sacrosanto. Ora però una domanda sorge spontanea in tutto questo, vista la situazione in cui noi oggi ci troviamo, con le elezioni fissate al 25 settembre e tutto quello che ciò comporta. La questione dell'inceneritore di Roma - così lo chiamo - non poteva per esempio essere posta nella sede giusta, che era esattamente questa? Mi riferisco, cioè, all'articolo del decreto-legge che prevede le procedure di accelerazione per quanto riguarda le opere del Giubileo, a dimostrazione che era possibile fare quello che è stato chiesto 50 volte e, cioè, lo stralcio di quella norma per l'inserimento nel provvedimento specifico per il Giubileo. Non voglio polemizzare, ma è così ed è bene che si sappia. Come è evidente da tutto ciò non bisognava aspettare chissà quanto tempo, ma anzi probabilmente si poteva anche fare un decreto ad hoc . Va però benissimo così e, infatti, non a caso all'articolo 1 sono previste le ulteriori riduzioni dei termini per quanto riguarda la VIA. Abbiamo ridotto ulteriormente tali termini per il Giubileo e per le altre opere. Ciò era assolutamente possibile. Desidero che ciò rimanga a verbale perché poi, quando un giorno sarà ricostruita tutta questa storia, è bene che si trovino tracce ufficiali della vicenda anche nei resoconti parlamentari. (Applausi dal Gruppo M5S). Abbiamo sostenuto le altre norme contenute nel provvedimento, ritenendole molto importanti.