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Signor Presidente, voglio ringraziare anzitutto il relatore e la Commissione perché credo abbiano fatto un ottimo lavoro su un provvedimento molto importante per il nostro Paese e per l'agricoltura italiana. Colleghi, abbiamo approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, abbiamo intrapreso - e penso che il percorso sarà sempre più rapido, ovviamente con i provvedimenti giusti - la transizione ecologica, che è diventata un punto di riferimento per la ripresa del Paese. Stiamo capendo una volta per tutte - lo spero - che ci troviamo di fronte alla necessità assoluta, per fronteggiare emergenze e ai cambiamenti climatici, di adattare, quindi trasformare e accompagnare nella trasformazione i settori produttivi. In questo, l'agricoltura è un campo cruciale. L'agricoltura può dare benefici enormi sulla strada della lotta ai cambiamenti climatici, della transizione verde, oppure può dare risultati negativi se non si fa una grande operazione di accompagnamento e trasformazione. Sapete meglio di me che anche l'agricoltura, non solo i trasporti o altre attività inquinanti, contribuisce a produrre emissioni; quindi, è fondamentale capire - in questo senso i decisori politici hanno un ruolo cruciale - che bisogna mettere in campo provvedimenti che accompagnino, che sostengano, che incentivino questa trasformazione. L'agricoltura inoltre per il nostro Paese è un elemento centrale, colleghi; lo è stato dal punto di vista economico; ma tutto il settore agroalimentare è un asse portante dell'identità del nostro Paese. È quindi necessario avere le idee chiare e mettere in campo la strumentazione giusta, le iniziative, gli incentivi. Il provvedimento all'esame va in questo senso. Colleghi, l'agricoltura biologica ha già avuto un ruolo importante in questi anni, e vorrei dire anche con chiarezza che l'agricoltura biologica non è, come qualcuno ancora si ostina a pensare, questione che potremmo definire da figli dei fiori. In tutti questi anni ha ottenuto risultati molto importanti perché si è basata sulla ricerca continua e costante e ha prodotto risultati eccellenti dal punto di vista ambientale, sul fronte economico, dal punto di vista del gradimento dei consumatori e quindi della loro propensione ad acquistarli. Noi abbiamo il record in Europa da questo punto di vista, non lo dobbiamo mai dimenticare. Siamo il primo Paese produttore e anche per le superfici coltivate. Quindi, si attendeva da molto tempo un intervento complessivo che rendesse questo settore in grado di progredire ancor di più e di riuscire a essere una punta di diamante di tutta la produzione agricola. La crescita della produzione biologica nel nostro Paese ha spinto in avanti anche il resto dell'agricoltura convenzionale, non solo per via delle norme, ma proprio per il gradimento dei risultati dell'agricoltura biologica e questo è un bene dal punto di vista ambientale e della salute dei cittadini, perché l'ha spinta a raggiungere degli obiettivi di sostenibilità molto più ampi. Per questo il provvedimento in esame è assolutamente cruciale. Inoltre, il relatore ha fatto bene a richiamare la circostanza per cui il metodo biologico, in alcune Regioni, in alcune parti del nostro Paese, che non sono affatto poche, è l'unica possibilità di poter avere un'agricoltura produttiva e quindi di sviluppo. Questo non lo dobbiamo dimenticare, con tutto quello che comporta, come la valorizzazione dell'identità del territorio stesso. Dico anche che è un passo avanti molto importante nella direzione indicata dall'Unione europea. Dobbiamo infatti ricordare che dopo la comunicazione della presidente von der Leyen sul green new deal è arrivata la strategia farm to fork, quella sulla biodiversità, dunque con il provvedimento in esame ci mettiamo sulla scia di quelle indicazioni. Pertanto, tutti gli articoli e le parti contenute nel provvedimento vanno in questa direzione. Certamente gli obiettivi che dobbiamo raggiungere sono ambiziosi e puntano a triplicare nel 2030 le superfici bio, a ridurre del 50 per cento l'uso dei pesticidi per tutta l'agricoltura europea. Sono obiettivi in linea con il green new deal e con gli obiettivi che ci siamo dati per l'agenda 2030 anche nei confronti dei cambiamenti climatici; una questione, quest'ultima, che ha reso impellente assumere queste decisioni da parte dei singoli Paesi. Pertanto, essendo noi i primi in Europa nel settore biologico, dobbiamo assolutamente essere i primi a raggiungere tali obiettivi. Tutto questo aiuterà ancor di più il mondo agricolo a fare passi avanti da gigante sul terreno della sostenibilità, degli allevamenti, del benessere animale. Noi possiamo fare un grande lavoro, assolutamente importante. In questa sede si è discusso molto, con affermazioni assolutamente improprie, perché quanto fatto dalla Commissione all'articolo 1 è, non solo condivisibile, ma assolutamente giusto. L'agricoltura biodinamica è stata rappresentata come qualcosa in cui operano streghe, stregoni, improntata all'esoterismo. Semplicemente si dice che anche all'interno di questo comparto, come in tutti, ci si deve attenere ai disciplinari e ai regolamenti europei e nazionali. Anche in quel caso stiamo parlando comunque di un settore importante, che esporta moltissimo in Europa, non dimentichiamolo mai. So che da molto tempo - scusate se pongo di nuovo la questione - è in atto da parte di qualcuno, che ha molti interessi, una campagna diffamatoria contro tutto il mondo del biologico. Questo provvedimento invece è volto ad affermare che investire in questo settore è fondamentale ed assolutamente cruciale per tutta l'agricoltura e per il nostro Paese. Ancora una volta, con gli articoli che adesso citerò, si fa un'operazione importante ad esempio con riguardo alla questione della delega per la razionalizzazione del sistema dei controlli, del fondo, del piano strategico. Questa campagna era evidentemente finalizzata a coltivare altri interessi, ma è una campagna contro l'interesse del nostro Paese e la nostra agricoltura. I punti cruciali li ho citati, fra questi certamente rientra il piano sementiero, che può raccogliere anche la ricerca e la sapienza contadina, che in tutti questi anni ha continuato a selezionare sementi. Lo voglio ricordare perché è patrimonio del nostro Paese, frutto di secoli di elaborazione da parte di tanti contadini, e oggi la ricerca ci permette di mettere a punto un piano sementiero. Ribadisco quindi che questa delega è fondamentale per tutta l'agricoltura ed è cruciale per mantenere il nostro primato in Europa per l'agricoltura biologica. (Applausi) . PRESIDENTE . Abbiamo avuto l'autorizzazione a proseguire, ma vi chiedo veramente di contenere la durata dei vostri interventi e, se ritenete, di consegnarne il testo. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ritorna, con mio grande piacere, per la seconda volta in questa settimana al centro dell'attenzione e del dibattito il settore agricolo e il modo in cui questo possa svilupparsi sempre più e diventare maggiormente competitivo all'interno del mercato globale. Che cos'è il biologico? È in primis un metodo di produzione secondo un modello di sviluppo rurale e tutela ambientale e della salute.