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in base al «considerando» n. 7 della decisione, la misura speciale non incide sul diritto del consumatore di ricevere fatture in formato cartaceo nel caso di operazioni intracomunitarie e sembra che questa fattispecie trovi riscontro nella norma nazionale che circoscrive l'obbligo della fatturazione elettronica (solo) alle operazioni scambiate «tra soggetti residenti, stabiliti o identificati». Ma, a questo riguardo, in base al comma 3- bis dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 127 del 2015, introdotto dall'articolo 1, comma 909, della legge n. 205 del 2017, dal 2019 è fatto obbligo ai soggetti passivi residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate, con frequenza mensile, i dati relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, eccettuate le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle documentate da fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di interscambio. In questo modo, oltre ad nuovo adempimento, si potrebbe creare una duplicazione delle segnalazioni inviate con i modelli Intraast, perché le informazioni relative alle operazioni IVA che non sono intercettate dall'amministrazione doganale oppure dal Sistema di interscambio dell'Agenzia delle entrate, saranno acquisite dall'Agenzia attraverso un nuovo adempimento comunicativo. Il presente disegno di legge, composto di tre articoli, vuole quindi posticipare al 1º gennaio 2020 l'entrata in vigore della fatturazione elettronica per tutti i soggetti coinvolti nella nuova disciplina (sia per coloro i quali l'obbligo scatterà il prossimo 1° luglio sia per quelli invece che dovranno conformarsi a partire dal 1º gennaio 2019) al fine di risolvere, nelle more di prossimi provvedimenti, tutte le criticità rilevate sopra (articolo 1). Per ovviare al problema dell'adeguamento da parte degli operatori è infatti necessario lasciare loro un maggior lasso di tempo, così come si dovrà risolvere la questione del possibile aumento dei costi per opera delle società di intermediazione, di cui si è detto prima, che si interporrebbero nel procedimento di trasmissione elettronica. Si potrebbe prevedere, ad esempio, l'accesso tramite portale dell'Agenzia delle entrate o della Sogei per stampare la copia della fattura emessa o ricevuta e la validità e l'opponibilità ai terzi di tale documento. Sembrerebbe altresì opportuno che la fattura elettronica fosse recapitata presso la PEC del cliente e presso la PEC del commercialista delegato al cassetto fiscale, mentre l'attuale normativa prevede l'inserimento di qualsiasi indirizzo e, ovviamente, le società di software tendono ad indicare il loro. Infine sarebbe opportuno realizzare un apposito portale dei commercialisti, anche attraverso gara d'appalto, per la gestione di tutto ciò che interessa i nuovi obblighi di fatturazione elettronica tra privati (in particolare per l'emissione, l'invio e la ricezione delle fatture elettroniche, nonché per l'importazione sui gestionali di contabilità), per evitare l'intermediazione di altri soggetti che potrebbero far lievitare i costi. Resta inoltre da risolvere con precisione la questione degli interscambi: non è infatti pensabile che in un sistema di armonizzazione fiscale e in un sistema monetario unico, per una fetta del mercato si applichi un meccanismo che potrebbe portare a delle situazioni di svantaggio per una controparte, poiché anche gli adempimenti burocratici – e soprattutto quelli suscettibili di aumento dei costi –creano delle distorsioni del mercato stesso dal punto di vista della libera concorrenza e della competitività delle nostre imprese. I restanti due articoli recano infine norme in materia di disposizioni finanziarie e di entrata in vigore e attuazione del presente disegno di legge.. 1 (Proroga dell'obbligo di fatturazione elettronica) 1 All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, i commi 916 e 917 sono sostituiti dai seguenti: « 916 . Le disposizioni di cui al comma 909 si applicano alle fatture emesse a partire dal 1º gennaio 2020. A decorrere dalla medesima data l'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è abrogato. 917 . Le disposizioni di cui ai commi da 910 a 928 si applicano alle fatture emesse a partire dal 1º gennaio 2019». 2 (Disposizioni finanziarie) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari a 81,2 milioni di euro per l'anno 2018 e a 1.600 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante riduzione lineare dello 0,5 per cento delle dotazioni disponibili, iscritte a legislazione vigente in termini di competenza e di cassa, nell'ambito delle spese rimodulabili di parte corrente delle missioni di spesa di ciascun Ministero, di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ad eccezione delle spese relative alle missioni: Diritti sociali, politiche sociali e famiglia; Politiche per il lavoro; Tutela della salute; Difesa e sicurezza del territorio. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze accerta annualmente, entro il 31 gennaio, l'ammontare dei risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione di cui al comma 1 e provvede ad apportare le relative variazioni di bilancio. 3 (Entrata in vigore e disposizioni finali) 1 Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad emanare gli appositi decreti attuativi. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .