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Ma anche in questo caso, la seconda barriera difensiva può essere sopraffatta, sia per i rapporti quantitativi riferiti per spiegare l'insuccesso della prima, sia perché peculiari condizioni di stress emozionale possono annullare le difese immunitarie, come se si trattasse di un'immunosoppressione iatrogena, una prassi biomedica applicata sovente nel tentativo di far attecchire il tessuto trapiantato. Due casi clinici recenti stanno a dimostrazione di questo tipo di evoluzione: Raissa Gorbachova ed Enzo Tortora. In entrambi, portatori di tumore maligno, lo stress emozionale subìto ha annullato le difese e ha affrettato l' exitus . Per comprendere meglio il «tiro alla fune» tra gli agenti cancerogeni e le difese dell'organismo contro il cancro, si pensi a un automobilista in autostrada che ripara prontamente la gomma dell'automobile forata da un chiodo solitario, quale simbolo del successo delle difese anticancro sugli agenti cancerogeni. Al contrario, qualora la corsia dell'autostrada fosse cosparsa da un gran numero di chiodi, molti automezzi sarebbero in panne, ogni automobilista avrebbe grandi problemi e il traffico sarebbe bloccato. Quest'allegoria illustra con semplicità e chiarezza il rapporto di forza tra gli agenti cancerogeni (dose, durata di esposizione) e i meccanismi di difesa contro il cancro (enzimi riparatori del DNA, difese immunitarie), ma, soprattutto, essa suggerisce di non esagerare con le esposizioni nocive. Lutti e tragedie di cittadini e delle famiglie rendono non più procrastinabile un intervento legislativo mosso dalla necessità di rendere effettivo e concreto il diritto alla salute in applicazione dell'articolo 32 della Costituzione, prevedendo il divieto di utilizzo e l'obbligo di bonifica di tutti gli agenti cancerogeni, nonché la loro riduzione tendenzialmente a un livello pari a zero.. Art. 1. 1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera c) del comma 1 dell'articolo 234 è sostituita dalla seguente: « c) valore limite: il limite della presenza di un agente cancerogeno o mutageno nell'aria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore.»; b) all'articolo 235 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, le parole: «evita o» sono soppresse e le parole: «, se tecnicamente possibile,» sono sostituite dalla seguente: «sempre»; 2) i commi 2 e 3 sono abrogati; c) il comma 3 dell'articolo 236 è sostituito dal seguente: « 3 . Il datore di lavoro, in relazione ai risultati della valutazione di cui al comma 1, rimuove e non utilizza agenti cancerogeni e altre sostanze dannose per la salute e comunque adotta le misure preventive e protettive del presente capo, adattandole alle particolarità delle situazioni lavorative.»; d) al comma 1 dell'articolo 237 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) assicura, applicando metodi e procedure di lavoro adeguati, che nelle varie operazioni lavorative non siano impiegati agenti cancerogeni o mutageni»; 2) la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) assicura che nessun lavoratore rimanga esposto ad agenti cancerogeni o mutageni, provvedendo alla loro rimozione, ovvero all'isolamento delle lavorazioni in aree predeterminate provviste di adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza, compresi i segnali “vietato fumare”, e accessibili soltanto ai lavoratori che devono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o con la loro funzione, muniti di adeguati sistemi individuali di protezione. In tali aree è fatto divieto di fumare»; 3) alla lettera c) , il secondo periodo è soppresso; 4) la lettera i) è sostituita dalla seguente: « i) dispone, su conforme parere del medico competente, misure protettive particolari per le categorie di lavoratori che sono state esposte a taluni agenti cancerogeni o mutageni.»; e) all'articolo 249 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Nella valutazione di cui all'articolo 28, il datore di lavoro, altresì, non differenzia tra esposizioni continuative e sporadiche.»; 2) al comma 4, le parole: «delle esposizioni sporadiche e di debole intensità, di cui al comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «dell'esposizione»; f) al comma 1 dell'articolo 251 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) all'alinea, le parole: «la concentrazione nell'aria della» sono sostituite dalla seguente: «la» e le parole: «deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite fissato nell'articolo 254,» sono sostituite dalle seguenti: «deve essere ridotta tendenzialmente a zero»; 2) la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) i lavoratori, se esposti, devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell'aria. La protezione deve essere tale da garantire all'utilizzatore l'assenza di esposizione»; g) all'articolo 253 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, dopo le parole: «del valore limite» è inserita la seguente: «zero»; 2) al comma 2, le parole: «della concentrazione nell'aria» sono soppresse; 3) il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7. Ai fini della misurazione dell'amianto nell'aria, di cui al comma 1, si prendono in considerazione tutte le fibre.»; h) all'articolo 254 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, le parole: «0,1 fibre» sono sostituite dalle seguenti: «0,0 fibre»; 2) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell'ipotesi di cui al periodo precedente, il datore di lavoro è comunque tenuto ad arrestare il processo produttivo per la bonifica, che deve essere eseguita con le modalità previste dal medesimo periodo.»; i) al comma 1 dell'articolo 255 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) l'alinea è sostituito dal seguente: «Nel caso di determinate operazioni lavorative in cui, nonostante l'adozione di misure tecniche preventive per eliminare la presenza di amianto nell'aria, è prevedibile che questa non sia pari a zero, il datore di lavoro adotta adeguate misure per la protezione dei lavoratori addetti, e in particolare:»; 2) la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) fornisce ai lavoratori un adeguato DPI delle vie respiratorie e altri DPI tali da garantire l'eliminazione dell'esposizione»; l) il comma 5 dell'articolo 256 è sostituito dal seguente: « 5. Copia del piano di lavoro è inviata all'organo di vigilanza, almeno trenta giorni prima dell'inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al periodo precedente l'organo di vigilanza non adotta il provvedimento espresso, il piano si intende non approvato. L'obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell'inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza confermata dall'organo di vigilanza.