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La Costituzione è stata pensata dai costituenti stessi per essere aggiornata e viva, non come un totem o un tabù, ma come qualche cosa che produce crescita culturale e di legislazione. Questo risultato deve produrre un aumento degli investimenti, soprattutto nello sport per tutti, che riguarda davvero le persone nei tanti piccoli Comuni italiani, e deve dare un'opportunità di accesso che superi le barriere economiche e di reddito. Oggi rischiamo che la pratica sportiva, la cultura sportiva e la qualità della vita che lo sport comporta per la salute siano sempre più appannaggio solo di una parte; questo noi non lo possiamo accettare. Dobbiamo avere invece politiche pubbliche comunali (ce ne sono tante), regionali e - ancor di più e soprattutto - statali, proprio per produrre l'uniformità di questo intervento, che porti lo sport ad essere accessibile soprattutto per chi ha meno, come le famiglie che hanno difficoltà a iscrivere un figlio a una squadra o a una palestra (che oggi va molto di moda). E allora anche qui torniamo all'istruzione e alla scuola. Noi crediamo molto nell'istruzione e nella scuola e pensiamo che nell'istruzione e nella scuola si debba investire di più, anche in termini economici; non si può intervenire nella scuola sempre a parità di bilancio o addirittura andando a scendere. Pensiamo che, dentro questi investimenti, ce ne sia uno fondamentale nell'insegnamento della cultura e della pratica sportiva, perché la scuola è un luogo da cui tutti i ragazzi hanno l'opportunità di passare. Su questo abbiamo ottenuto in questi anni investimenti e fondi importanti, prima con i Governi precedenti, in forma diretta, e poi con il PNRR, sulle scuole, sulle palestre delle scuole e sugli impianti sportivi, che sono i luoghi dove lo sport per tutti si può praticare. Chiaramente noi vogliamo che, da questo punto di vista, si continui a investire. Queste sono giornate particolari, in cui abbiamo occasioni di confronto e di scontro e in cui siamo tutti preoccupati di quello che succede nel mondo. Siamo preoccupati del livello del conflitto e delle conseguenze economiche che esso sta avendo nelle nostre vite. In un momento come questo oggi noi, con questo voto, rilanciamo un'idea, esattamente come quando nacquero le olimpiadi, intese come un momento per dirsi: fermiamoci tutti, blocchiamo il clamore delle armi, proviamo a capire se ci possiamo guardare reciprocamente negli occhi e se il bisogno naturale dell'uomo di provare a emergere può diventare non qualche cosa che schiaccia, ma qualche cosa che migliora ognuno nel suo tempo e nella sua qualità. Io credo che questo sia il significato della nostra Costituzione. Ci sono tanti riferimenti di questo tipo, che sono riferimenti guida e riferimenti faro. Il risultato di introdurre lo sport nella Costituzione e di metterlo in collegamento con salute e istruzione è un grande traguardo da raggiungere e può produrre effetti positivi. Per questo, naturalmente, noi parlamentari del Partito Democratico non solo oggi voteremo a favore, come abbiamo già fatto in passato, ma, sin dal primo giorno della legislatura e anche in precedenza, siamo stati profondamente convinti di questo passaggio e siamo convinti e concretamente felici che si possa arrivare a un risultato. (Applausi dal Gruppo PD) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottosegretario Vezzali, oggi trattiamo in terza lettura la proposta di inserire l'attività sportiva tra i valori tutelati dalla nostra Costituzione. Dopo le prime due letture, concluse con un'approvazione ad ampia maggioranza, il terzo passaggio e poi il quarto alla Camera dei deputati non sono un inutile orpello burocratico, ma una palese rappresentazione, prevista e voluta dai Padri costituenti, utile a dimostrare che la volontà del Parlamento è ferma e convinta. L'occasione è però anche utile per ribadire il ringraziamento della politica al mondo dello sport, per tutto quello che mette in atto per permettere la crescita della socialità e del benessere dell'intera popolazione del Paese e in particolare delle nuove generazioni. Il nostro ringraziamento deve raggiungere tutti: il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), il Comitato paralimpico, le federazioni sportive, gli enti di promozione, le decine di migliaia di società sportive, i preziosi volontari, i tecnici, i dirigenti, i giudici e gli arbitri e soprattutto gli atleti: siano essi professionisti, dilettanti o semplici amatori, sono loro i protagonisti di questo fantastico mondo. Riconosciamo il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. Ciò facendo, riconosciamo che lo sport rappresenta inequivocabilmente un elemento caratterizzante della nostra società, che è presente pressoché in ogni famiglia e che entra quotidianamente in ogni casa, se non con l'attività sportiva esercitata direttamente, quantomeno con l'attenzione e la passione di chi apprezza e segue una squadra o un atleta. Per i bambini e i ragazzi, l'atleta spesso assume il ruolo di modello, che dev'essere però positivo e per questo apprezziamo gli sforzi fatti per la promozione del fair play . Siamo soddisfatti che la formulazione prescelta sia quella indicata dal nostro disegno di legge: utilizzare la dicitura «attività sportiva» anziché sport conferisce un significato più ampio, che fa riferimento non solo all'espressione fisica, esercitata in modo organizzato e regolamentato, ma ad ogni attività svolta, anche in modo autonomo dal singolo, che viene posta in atto per trarne beneficio psicofisico. Qui mi ricollego all'unico aspetto leggermente stonato che abbiamo già avuto modo di sottolineare in passato e su cui quindi non mi soffermo molto. Avremmo preferito che la modifica venisse inserita nell'articolo 32, che tratta di salute, proprio per evidenziare l'importanza dell'attività sportiva ai fini del benessere psicofisico (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az ) , elemento fondamentale nella crescita degli adolescenti, ma anche per il vitale mantenimento delle generazioni più anziane, senza dimenticare il fondamentale apporto che l'attività sportiva reca al mondo della disabilità, soprattutto quale canale per stimolare socialità e integrazione. Si è scelto l'articolo 33, dando quindi maggiore risalto all'aspetto educativo: scelta sicuramente legittima, trattandosi dell'altro pilastro che sostiene l'importanza della pratica sportiva. Siamo certi che non sia stata una scelta facile, pertanto non vi è da parte nostra alcuna volontà di biasimare i colleghi che l'hanno sostenuta. Non potendo creare un articolo "32 e mezzo", possiamo derubricare il fatto a semplice sfumatura, in un contesto sicuramente e ampiamente positivo. Riscontriamo anche positività nel fatto di aver posto rimedio ad una lacuna che avevamo rispetto a tante altre nazioni, che in modo più lungimirante hanno provveduto da tempo. Certamente è comprensibile che la nostra Carta costituzionale non lo avesse previsto dalla sua nascita: