[pronunce]

In primo luogo, occorre considerare che quelli previsti dall'art. 123 sono adempimenti accessori connessi con l'attuazione dei piani di tutela e degli altri programmi di misure di tutela delle acque, onde la materia è anche qui quella della tutela dell'ambiente. In secondo luogo, la norma in esame prescrive che la documentazione inviata dalle Regioni al Ministero venga poi inoltrata da quest'ultimo alla Commissione europea. Tale adempimento trova corrispondenza nella direttiva 2000/60/CE che, all'art. 15, impone agli Stati membri di trasmettere alla suddetta Commissione copia dei piani di gestione dei bacini idrografici, relazioni sintetiche circa le caratteristiche del distretto idrografico, dell'impatto antropico, dell'analisi economica dell'utilizzo idrico, relazioni circa i programmi di monitoraggio, relazioni relative ai progressi realizzati nell'attuazione del programma di misure previsto. Gli oneri – gravanti sulle Regioni – di trasmissione al Ministero della documentazione in questione sono, dunque, la conseguenza (inevitabile perché derivante dagli obblighi comunitari) dell'attribuzione (non contestata dalle Regioni) delle competenze amministrative in tema di predisposizione del piano di tutela delle acque e di accertamenti conoscitivi relativi ai vari dati rilevanti per la predisposizione dei piani medesimi. 10. – Ad avviso della Regione Emilia-Romagna, l'art. 124, commi 4 e 5, del d.lgs. n. 152 del 2006, attribuendo all'Autorità d'ambito poteri autorizzatori in materia di scarichi (in particolare, delle acque reflue domestiche e delle acque reflue termali), violerebbe gli artt. 117 e 118 Cost., perché, oltre ad attribuire irragionevolmente tali poteri autorizzatori ad organismi privi delle necessarie strutture tecniche, lederebbe la competenza attribuita in materia al comune dall'art. 45 del d.lgs. n. 152 del 1999 e dalla legislazione regionale. 10.1. – La questione è inammissibile. La ricorrente non specifica quale sarebbe l'ambito materiale al quale dovrebbe essere ricondotto l'art. 124, onde non è possibile verificare neppure se vi sia una violazione del riparto di competenze stabilito dall'art. 117 della Costituzione. 11. – La Regione Liguria impugna l'art. 124, comma 7, del d.lgs. n. 152 del 2006, perché, attribuendo – con una disposizione di dettaglio cedevole – alla Provincia o all'Autorità d'ambito la competenza in tema di autorizzazione agli scarichi in pubbliche fognature, la norma violerebbe «la competenza legislativa regionale». 11.1. – Su tale questione deve essere dichiarata l'estinzione del giudizio, perché, con deliberazione n. 460 del 16 aprile 2009, la Giunta regionale della Liguria ha rinunciato al ricorso in relazione all'impugnazione del comma 7 dell'art. 124 ed il Presidente del Consiglio dei ministri non è costituito nel relativo giudizio. 12. – La Regione Calabria censura, in riferimento all'art. 120 Cost., l'art. 132 del d.lgs. n. 152 del 2006, nella parte in cui conferisce i poteri sostitutivi statali in caso di mancata effettuazione, da parte delle Regioni, dei controlli previsti dalla parte terza del d.lgs. n. 152 del 2006, ad un Ministro (precisamente, quello dell'ambiente e della tutela del territorio) invece che all'organo di vertice del Governo nazionale. 12.1. – La questione non è fondata. La ricorrente censura l'art. 132 sotto un unico profilo e, precisamente, come si è detto, per il fatto che esso prevede che il potere sostitutivo sia esercitato da un Ministro invece che dall'organo di vertice del Governo nazionale. Orbene, anzitutto va considerato che, secondo quanto già affermato da questa Corte, l'esistenza di una disciplina generale del potere sostitutivo statale – cioè: l'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), pure richiamato dalla ricorrente –, di per sé non esclude l'operatività di disposizioni speciali che quel potere disciplinano per specifiche materie (sentenza n. 240 del 2004). Onde la previsione contenuta nel citato art. 8 della legge n. 131 del 2003 non deve necessariamente applicarsi ad ogni ipotesi di potere sostitutivo previsto dalla legge ove quest'ultima disciplini espressamente in maniera diversa l'esercizio (pur sempre da parte del Governo) del potere sostitutivo. Inoltre, la norma censurata prevede comunque che il Ministro dell'ambiente possa provvedere in luogo della Regione solamente previa delibera in tal senso del Consiglio dei ministri. È, pertanto, pienamente soddisfatta la condizione richiesta dall'art. 120 Cost., secondo cui «Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni» in caso di loro inadempienze. 13. – In considerazione della decisione nel merito delle relative questioni di illegittimità costituzionale, non vi è luogo a provvedere sull'istanza di sospensione dell'efficacia degli artt. 117, commi 1 e 2, 121 e 175, comma 1, lettera bb), del d.lgs. n. 152 del 2006, avanzata dalla Regione Piemonte e sull'istanza di sospensione del solo art. 121 proposta dalla Regione Puglia.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, riservata a separate pronunce la decisione sull'impugnazione dell'intero testo del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nonché di singole disposizioni dello stesso decreto; dichiara inammissibili gli interventi in giudizio dell'Associazione italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF Italia) - Onlus (nei giudizi promossi dalle Regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria e Puglia con i ricorsi indicati in epigrafe) e della Biomasse Italia s.p.a., della Società Italiana Centrali Termoelettriche - SICET s.r.l, della Ital Green Energy s.r.l. e della E.T.A. Energie Tecnologie Ambiente s.p.a. (nel giudizio promosso dalla Regione Piemonte con il ricorso indicato in epigrafe); dichiara estinto il giudizio in ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 124, comma 7, del d.lgs. n. 152 del 2006, proposta dalla Regione Liguria con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 117 del d.lgs. n. 152 del 2006, proposta, in riferimento agli artt. 3, 5, 76, 97, 114, 117, 118, 119 e 120 della Costituzione e al principio di leale collaborazione, dalla Regione Piemonte con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 121 del d.lgs. n. 152 del 2006, proposta, in riferimento agli artt. 5, 76, 97, 114, 117, 119 e 120 della Costituzione e al principio di leale collaborazione, dalla Regione Piemonte con il ricorso indicato in epigrafe;