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Qualora al termine della liquidazione dei patrimoni trasferiti il risultato dell'attività liquidatoria relativo ad uno dei patrimoni separati risultasse inferiore al corrispettivo pagato è consentita la compensazione con l'eventuale maggiore importo conseguito al termine dell'attività liquidatoria da altro patrimonio separato. 1. Identico. 2. L'attivo della liquidazione del Consorzio del Canale Milano Cremona Po, di cui all'articolo 41, comma 16- octies , del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009 n. 14, presente nel bilancio approvato alla data di entrata in vigore della presente legge, è versato all'entrata del bilancio dello Stato nell'anno 2018. 2. Identico. 2- bis . Al fine di assicurare nel modo più sollecito la riduzione del debito pubblico e di accelerare la chiusura delle liquidazioni, sono trasferiti a Fintecna S.p. A., o a società da essa interamente controllata, con ogni loro componente attiva e passiva, ivi compresi i rapporti in corso e le cause pendenti, i patrimoni di società pubbliche in liquidazione ovvero di enti disciolti al fine di gestirne le attività di liquidazione. Detti patrimoni costituiscono un patrimonio separato rispetto al patrimonio della società trasferitaria. Con decreto di natura non regolamentare il Ministro dell’economia e delle finanze individua ogni anno i patrimoni delle società in liquidazione, gli enti, le partecipazioni, i beni oggetto del trasferimento. Il corrispettivo provvisorio spettante allo Stato per il trasferimento è stabilito da un collegio di tre periti sulla base della valutazione estimativa dell’esito finale della liquidazione del patrimonio trasferito. I componenti del collegio dei periti sono designati uno dalla società trasferitaria, uno dal Ministero dell’economia e delle finanze ed il terzo, con funzioni di presidente, d’intesa tra la società trasferitaria ed il predetto Ministero. La valutazione deve tra l’altro tenere conto di tutti i costi e gli oneri necessari per la liquidazione del patrimonio trasferito, ivi compresi quelli di funzionamento, individuando altresì il fabbisogno finanziario stimato per la liquidazione stessa. L’ammontare del compenso ai componenti del collegio dei periti è determinato con decreto dal Ministro dell’economia e delle finanze. Al termine della liquidazione del patrimonio trasferito, il collegio dei periti determina l’eventuale maggiore importo risultante dalla differenza tra l’esito economico effettivo consuntivato alla chiusura della liquidazione e il corrispettivo provvisorio pagato. Di tale maggiore importo il 70 per cento è attribuito al Ministero dell’economia e delle finanze e il 30 per cento è di competenza della società trasferitaria. I proventi derivanti dall’attuazione del presente comma sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo ammortamento dei titoli di Stato. Art. 99. Stralciato ai sensi dell'articolo 126, comma 3, del Regolamento (v. Stampato n. 2960- quinquies ) (Equo compenso) .......................................................................... .......................................................................... .......................................................................... Art. 100. Art. 100. (Strumenti di debito chirografario di secondo livello) (Strumenti di debito chirografario di secondo livello) 1. Al testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni: Identico a) all'articolo 12, comma 4 -bis , dopo le parole: «codice civile» sono aggiunte le seguenti: «, inclusi gli strumenti di debito chirografario di secondo livello di cui all'articolo 12 -bis »; b) al capo I del titolo II, dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente: «Art. 12 -bis. - (Strumenti di debito chirografario di secondo livello). -- 1 . Sono strumenti di debito chirografario di secondo livello le obbligazioni e gli altri titoli di debito, emessi da una banca o da una società del gruppo bancario, aventi le seguenti caratteristiche: a) la durata originaria degli strumenti di debito è pari ad almeno dodici mesi; b) gli strumenti di debito non sono strumenti finanziari derivati, come definiti dall'articolo 1, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, non sono collegati a strumenti finanziari derivati, né includono caratteristiche ad essi proprie; c) la documentazione contrattuale e, se previsto, il prospetto di offerta o di ammissione a quotazione degli strumenti di debito indicano che il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi e di eventuali altri importi dovuti ai titolari sono disciplinati secondo quanto previsto dall'articolo 91, comma 1 -bis , lettera c-bis) . 2. L'applicazione dell'articolo 91, comma 1 -bis , lettera c-bis) , è subordinata al rispetto delle condizioni di cui al comma 1. Le clausole che prevedono diversamente sono nulle e la loro nullità non comporta la nullità del contratto. 3. Una volta emessi, gli strumenti di debito chirografario di secondo livello non possono essere modificati in maniera tale da far venire meno le caratteristiche indicate al comma 1. È nulla ogni pattuizione difforme. 4. La Banca d'Italia può disciplinare l'emissione e le caratteristiche degli strumenti di debito chirografario di secondo livello»; c) all'articolo 91, comma 1 -bis , dopo la lettera c) è inserita la seguente: « c-bis) i crediti per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi e di eventuali altri importi dovuti ai titolari degli strumenti di debito chirografario di secondo livello indicati dall'articolo 12 -bis sono soddisfatti dopo tutti gli altri crediti chirografari e con preferenza rispetto ai crediti subordinati alla soddisfazione dei diritti di tutti i creditori non subordinati della società». 2. Al capo II- bis del titolo IV della parte II del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, dopo l'articolo 60 -bis. 4 è aggiunto il seguente: «Art. 60 -bis. 4- bis. - (Strumenti di debito chirografario di secondo livello) – 1. Le Sim indicate all'articolo 55 -bis , comma 1, possono emettere gli strumenti di debito chirografario di secondo livello ai sensi dell'articolo 12 -bis del Testo unico bancario. Si applica l'articolo 91, comma 1 -bis , lettera c-bis) , del Testo unico bancario». 3. Il valore nominale unitario degli strumenti di debito chirografario di secondo livello previsti dall'articolo 12 -bis del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 è pari ad almeno 250.000 euro. I medesimi strumenti di debito possono essere oggetto di collocamento, in qualsiasi forma realizzato, rivolto a soli investitori qualificati. Art. 100- bis . (Fondo di ristoro finanziario) 1.