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il fiume Sacco è ormai un veleno che scorre nel cuore di un'area che è sito d'interesse nazionale, dove, purtroppo, si teme che nei decenni passati industrie e criminalità abbiano anche interrato rifiuti tossici, si chiede di sapere quali misure urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per la bonifica e la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della qualità della vita dei cittadini residenti nei comuni della valle del Sacco e se non ritenga necessario investire maggiori risorse, umane ed economiche, nell'attività di monitoraggio, coordinamento e controllo di tutti i processi che regolano il meccanismo di gestione degli scarichi delle numerose aziende della zona industriale ed in particolare sul funzionamento del depuratore Asi. Atto n. 3-00452 DURNWALDER UNTERBERGER STEGER Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: tra gli obiettivi chiave dell'azione di Governo riportati nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, presentata il 4 ottobre in Parlamento, vi è la semplificazione delle procedure nel settore agricolo "per liberare risorse da destinare a progetti di eccellenza e di qualità", e, "per rendere più agevole e meno onerosa la conduzione delle imprese agricole nonché più snello ed efficace il sistema dei controlli", il Governo ha altresì annunciato che sarà istituito un patto per la semplificazione, da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni; il Governo ha dichiarato che tra i vari provvedimenti collegati alla manovra di bilancio sarà presentato anche il disegno di legge recante disposizioni per la modernizzazione e l'innovazione dei settori dell'agricoltura, del turismo e dell'ippica; considerato che ad oggi non risulta ancora presentato in Parlamento il disegno di legge citato, fortemente atteso dalle categorie interessate, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia riferire in merito allo stato di elaborazione del disegno di legge annunciato, fornendo anticipazioni più dettagliate sul relativo contenuto rispetto a quanto dichiarato nella nota di aggiornamento, nonché ai tempi di presentazione dello stesso. Atto n. 3-00453 MARGIOTTA MARCUCCI MARINO LAUS ASTORRE D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 30 novembre 2018, l'Istat ha diffuso un comunicato stampa nel quale ha evidenziato una diminuzione del prodotto interno lordo nel terzo trimestre del corrente anno rispetto a quello precedente. A questo dato particolarmente preoccupante, si aggiunge la contemporanea diminuzione dell'occupazione dello 0,2 per cento nel terzo trimestre rispetto a quello precedente. Si tratta di dati che riflettono la difficoltà del nostro sistema economico di fronte alle scelte e alle politiche adottate dal Governo negli scorsi mesi e da ultimo nella manovra di bilancio per il 2019; l'arresto della crescita nazionale avviene dopo tre anni e mezzo contrassegnati da risultati positivi, sia sul fronte dei conti pubblici, sia per quanto riguarda la crescita economica e il mercato del lavoro. Le misure introdotte nella manovra di bilancio costituiscono, pertanto, un pericoloso passo indietro rispetto alle scelte adottate nella XVII Legislatura; con la manovra di bilancio il Governo intende accrescere l'indebitamento netto, rispetto ai suoi valori tendenziali, in media di 1,3 punti percentuali del PIL all'anno nel triennio 2019-2021 e per il prossimo anno programma di attuare interventi espansivi per circa 34 miliardi di euro, coperti da aumenti delle entrate e riduzioni della spesa per poco più di un terzo, con un aumento del disavanzo di quasi 22 miliardi, ponendosi degli obiettivi di crescita particolarmente ambiziosi, definiti nei fatti più che ottimistici dai più autorevoli osservatori nazionali e internazionali. L'espansione di bilancio, tuttavia, non è determinata dalle spese per investimenti pubblici e privati, ma piuttosto da voci di spesa corrente. Tale scelta non garantisce la crescita nel medio termine e può anzi metterla in pericolo a lungo andare, e con essa la stabilità del Paese, quando ci si troverà a dover fronteggiare fasi cicliche avverse; il quadro macroeconomico e di finanza pubblica che si delinea a seguito della presentazione della manovra di bilancio è a giudizio degli interroganti imprudente e difficilmente sostenibile, e per tali ragioni il nostro Paese soffre un isolamento senza precedenti in Europa. La Commissione europea, dopo aver più volte segnalato al Governo italiano la pericolosità della manovra di bilancio, in data 21 novembre 2018 ha deciso di confermare la bocciatura del progetto di bilancio italiano, ritenendo che l'Italia violi la regola di riduzione del debito; considerato che: la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende in buona misura anche dalla realizzazione di importanti investimenti pubblici e privati. Sulle grandi opere infrastrutturali si misura la capacità del Governo di guardare al futuro e di dotare il Paese di un sistema connesso, integrato con il resto dell'Europa e capace di creare crescita; nel Paese si è ormai diffusa una grave preoccupazione, come dimostrano la recente manifestazione organizzata spontaneamente da cittadini nella città di Torino, le conclusioni della manifestazione degli industriali sempre nella città di Torino dello scorso 3 dicembre e la manifestazione di metà dicembre nella città di Verona, in relazione alla decisione dell'Esecutivo di sottoporre, in linea con quanto previsto nel programma di Governo, alcune grandi opere infrastrutturali di rilevanza nazionale ed internazionale ad un'analisi del rapporto tra costi e benefici che di fatto determinerebbe il blocco dei lavori in corso o l'allungamento dei tempi della loro realizzazione. Tale situazione si aggiunge alla crisi strutturale del comparto che ha messo in grave difficoltà le principali imprese operanti del settore; nel caso della Tav Torino-Lione, il Governo ha addirittura deciso di congelare gli appalti già finanziati, chiedendo alla Telt, la società italo-francese che coordina la costruzione dell'opera, di rinviare al 2019 i bandi degli appalti già previsti e finanziati, in ragione della necessità di dare tempo per le conclusioni delle analisi costi-benefici; la decisione assunta dal Governo sulla Tav Torino-Lione, in corso di realizzazione o già finanziate, per le quali sono state impegnate e spese ingenti risorse economiche, oltre a bloccare il Paese e mettere in difficoltà un rilevante numero di imprese e di lavoratori impegnati nella loro realizzazione, rischia di compromettere il pieno rispetto di accordi internazionali assunti dal nostro Paese per le grandi opere della rete TEN-T; la conclusione dell'analisi costi-benefici da parte della struttura dei tecnici incaricati dal Ministero delle infrastrutture e trasporti era stata inizialmente prevista dal Governo tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre 2018, ma è stata ulteriormente posticipata senza fissare una data certa. Ciò, di fatto, oltre a provocare il blocco di un'importante opera infrastrutturale per il Paese come la Tav, allunga i tempi della realizzazione dell'opera, nonché quelli relativi alle opere connesse di compensazione territoriale;