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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 232 GIROTTO La seduta inizia alle ore 15,05. SINDACATO ISPETTIVO Interrogazione Il sottosegretario VANNIA GAVA risponde all'interrogazione n. 3-03185 del presidente Girotto sugli aumenti del prezzo del gas naturale. In merito alle questioni relative all'incremento sproporzionato dei prezzi sul mercato Title Transfer Facility (TTF) e al conseguente aumento dei prezzi del gas ai clienti finali, riferisce che i mercati energetici a livello mondiale, nonché del gas in particolare, sono interessati, da diversi mesi, da una dinamica rialzista e volatile dei prezzi, aggravata ulteriormente dalla guerra in corso in Ucraina, che ha reso ancora più evidente a livello europeo il problema della dipendenza dalle importazioni di gas e in particolare da quelle dalla Russia. Rileva inoltre che, relativamente alle suddette importazioni, i contratti con durata pluriennale mantengono un ruolo prevalente, seppure con un'incidenza che si è andata nel tempo riducendo, in concomitanza con il processo di liberalizzazione del mercato e di integrazione europea dei mercati energetici stessi, che ha portato allo sviluppo dei "mercati spot". Assicura quindi che il tema sollevato dall'interrogante circa la crescente divergenza tra i prezzi che si formano sui mercati spot, maggiormente esposti alle dinamiche contingenti e quindi caratterizzati da un maggior rischio di volatilità, e quelli fissati nell'ambito di contrattazioni bilaterali di medio-lungo periodo, e le implicazioni di tale divergenza per i prezzi finali al consumo, è da tempo all'attenzione del Governo. L'Italia, insieme ad altri Paesi, ha richiamato infatti l'attenzione della Commissione europea sulla necessità di interventi di mitigazione dei prezzi all'ingrosso e, più in generale, di una revisione del disegno dei mercati, in modo da valorizzare il ruolo delle contrattazioni a termine. A tale riguardo, evidenzia che l'efficacia delle misure nazionali che impattano sul funzionamento dei mercati dipende dal coordinamento delle politiche energetiche a livello europeo, in quanto alcune misure, come quelle dei " cap " sui prezzi del gas naturale e sul disaccoppiamento del mercato dell'energia elettrica dal mercato del gas naturale, richiedono un'armonizzazione a livello europeo in ragione dell'elevato grado di integrazione dei mercati energetici. Tale interdipendenza è ancora più evidente nell'attuale situazione geopolitica, in cui diventa impellente la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, unitamente all'accelerazione del processo di transizione energetica ad un sistema sempre meno basato sulle fonti fossili nella rotta verso la decarbonizzazione. Rammenta quindi che, in relazione alla necessità di mitigare l'impatto dell'incremento dei prezzi sulle bollette dei consumatori, il Governo è intervenuto più volte con misure sia di breve che di medio periodo, le quali, fino ad oggi, hanno comportato un impegno di risorse pubbliche senza precedenti. Con specifico riferimento alle questioni poste, segnala in particolare che, con il decreto-legge n. 21 del 2022 è stato previsto un contributo straordinario solidaristico, a carico degli operatori delle filiere della produzione e vendita di prodotti energetici, al fine di contenere gli effetti sui consumatori delle dinamiche rialziste dei prezzi all'ingrosso. Tale contributo è stato fissato nella misura del 10 per cento dell'incremento del saldo tra operazioni attive e passive realizzato dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, rispetto al medesimo periodo tra il 2020 e il 2021 (il cosiddetto "extraprofitto"). Precisa al riguardo che è in via di definizione un consolidamento di tale misura con nuovo provvedimento di urgenza in fase di pubblicazione. Nel ribadire che le azioni da implementare per fronteggiare l'aumento del prezzo della materia energetica, ed in particolare del gas, vanno condotte soprattutto a livello europeo, rende noto che il Governo ha proposto alla Commissione europea, fra le altre, una misura strutturale volta ad introdurre un tetto massimo - il " price cap" - al prezzo delle transazioni di gas naturale tra gli operatori di tutti i Paesi membri. La leva su cui si basa la proposta parte del presupposto che l'Europa rappresenta il maggiore cliente globale della risorsa tramite gasdotto e, pertanto, ha la facoltà di contrattare un prezzo che sia maggiormente accessibile. Il tetto al prezzo che potrà essere proposto ed ottenuto rappresenterà la garanzia che le fluttuazioni di prezzo registratesi negli ultimi mesi non vadano a discapito dei cittadini e delle imprese. Afferma comunque che tale tetto dovrà essere adeguato rispetto ai prezzi di riferimento antecedenti alla crisi bellica, al fine di non scoraggiare gli operatori; difatti lo stesso strumento potrebbe essere limitato temporalmente, anche attraverso revisioni regolari, nonché potenzialmente indicizzato. Parallelamente, si renderà opportuno introdurre un meccanismo di compensazione a protezione dei potenziali scostamenti fra il " cap " e i prezzi del contratto. Riferisce altresì che la proposta del Governo, attualmente in fase di discussione ed elaborazione nelle strutture preposte della Commissione, potrebbe essere accompagnata da una misura di regolazione dedicata, al fine di evitare possibili arbitraggi. In merito al quesito specifico circa le cause dell'incremento dei prezzi sul mercato TTF, ribadisce che, in attuazione dell'articolo 7 del richiamato decreto-legge n. 21 del 2022, il Ministero della transizione ecologica sta procedendo nell'analisi delle informazioni ricevute al fine di acquisire un quadro più preciso ed aggiornato sul prezzo reale degli approvvigionamenti e, in particolare, di come tale prezzo sia influenzato dal prezzo formato sull' hub TTF. Sottolinea infatti che, ad oggi, le informazioni disponibili riguardano i dati mensili ISTAT, raccolti a fini statistici, relativi al valore medio unitario delle importazioni alla frontiera basati sui dati doganali. Tali dati sono estratti direttamente dalle dichiarazioni rilasciate dai soggetti importatori nei bollettini doganali e risentono della tipologia dei contratti sottesi a quelle transazioni, non scontando in modo uniforme i costi di trasporto internazionale del gas sino alla frontiera. Evidenzia tuttavia che, come riferisce l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), diverse fonti pubbliche specializzate riportano che una quota rilevante dei contratti pluriennali con consegna in Europa sarebbe indicizzata ai prezzi degli hub europei. In tale quadro osserva che, al netto degli effetti delle tariffe " entry - exit " da diversi anni ormai il mercato europeo esprime prezzi del gas naturale sostanzialmente allineati nei principali Paesi dell'Unione europea, e ritiene che, per una compiuta comprensione delle dinamiche che portano alla formazione dei prezzi europei, risulterebbe di fondamentale importanza la promozione e la condivisione a livello europeo di analoghe disposizioni. A questo scopo, pertanto, assicura che il Governo promuoverà un'iniziativa per conseguire gli obiettivi della disposizione predetta, rafforzando così la trasparenza delle informazioni a beneficio di tutti gli Stati membri e delle Istituzioni comunitarie.