[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 17 della legge della Regione Campania 11 agosto 2005, n. 15 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2005), nel testo anteriore alle modifiche apportate dall'art. 5, comma 7, della legge della Regione Campania 18 gennaio 2016, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2016-2018 della Regione Campania - Legge di stabilità regionale 2016), e dell'art. 19 della legge della Regione Campania 30 gennaio 2008, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria 2008), promosso dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli, nel procedimento vertente tra la Edil Cava srl e la Regione Campania, con ordinanza del 17 maggio 2016, iscritta al n. 262 del registro ordinanze 2016 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 1, prima serie speciale, dell'anno 2017. Visti gli atti di costituzione della Edil Cava srl e della Regione Campania; udito nella udienza pubblica del 6 febbraio 2018 il Giudice relatore Augusto Antonio Barbera; uditi gli avvocati Demetrio Fenucciu per la Edil Cava srl e Maria Laura Consolazio per la Regione Campania.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- La Commissione tributaria provinciale di Napoli (di seguito, anche: CTP), con ordinanza del 17 maggio 2016, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23, 41, 117 e 119 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 17 della legge della Regione Campania 11 agosto 2005, n. 15 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2005), e 19 della legge di detta Regione 30 gennaio 2008, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria 2008). 2.- L'ordinanza di rimessione premette che la società Edil Cava srl (di seguito, anche: Società) ha impugnato un provvedimento dirigenziale della Regione Campania, avente ad oggetto la richiesta di pagamento delle somme dovute, ai sensi dei suindicati artt. 17 e 19, dai coltivatori di cave. La ricorrente ha dedotto di svolgere attività estrattiva e, in riferimento al contributo richiesto ai sensi del citato art. 17 (per gli anni dal 2008 al 2012), ha eccepito anzitutto che la legge regionale n. 15 del 2005 «aveva previsto un'entrata, con specifica destinazione, individuata nel completamento e nell'avvio dell'aeroporto di Pontecagnano (SA), il quale avrebbe dovuto, nelle previsioni del legislatore, essere attuato, entro il triennio 2005/2007». Pertanto, poiché si era verificato, «nell'anno 2008, l'avvio del predetto aeroporto, la legittimità dell'imposta era venuta meno». In relazione al contributo preteso ai sensi del richiamato art. 19, la Società ha chiesto l'annullamento del provvedimento impugnato, denunciando «violazione art. 19 della l.r. Campania n. 1/2008: erroneità, nel merito, del decreto dirigenziale gravato, il quale non avrebbe preso a riferimento i volumi estrattivi, riportati nel programma di coltivazione allegato al titolo legittimante la stessa, quanto piuttosto "dati acquisiti aliunde"». Infine, ha contestato la pretesa della Regione, eccependo, in riferimento agli artt. 23, 117 e 119 Cost., l'illegittimità costituzionale di dette norme. Nel giudizio si è costituita la Regione Campania, contestando la fondatezza del ricorso. 2.1.- Il rimettente espone che la CTP di Napoli, con sentenza del 7 ottobre 2013, n. 605, ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, ritenendo la controversia spettante alla giurisdizione del giudice ordinario. L'appello proposto dalla Società avverso detta pronuncia è stato accolto dalla Commissione tributaria regionale di Napoli, che, con sentenza del 22 luglio 2014, ha rimesso la causa alla CTP di Napoli, ai sensi dell'art. 59, lettera a), del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413). 2.2.- Posta tale premessa, secondo il giudice a quo, le sollevate questioni sarebbero rilevanti, in quanto sussisterebbe «un evidente collegamento tra le norme, della cui costituzionalità si dubita e la controversia», dato che, in caso di accoglimento, le somme richieste non sarebbero dovute. 2.3.- In ordine alla non manifesta infondatezza, il rimettente precisa che le questioni hanno ad oggetto l'art. 17 della legge regionale n. 15 del 2005, nel testo anteriore alla modifica apportata alla norma dall'art. 5, comma 7, della legge della Regione Campania 18 gennaio 2016, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2016-2018 della Regione Campania - Legge di stabilità regionale 2016), ritenuto applicabile ratione temporis, nonché l'art. 19 della legge regionale n. 1 del 2008. A suo avviso, entrambe le norme violerebbero gli artt. 117 e 119 Cost., in quanto prevedrebbero tributi illegittimamente istituiti con legge regionale. La «materia dei tributi regionali» sarebbe riconducibile a quella «coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario», attribuita alla legislazione concorrente delle Regioni, tenute ad osservare i principi fondamentali stabiliti dalla legge statale (art. 117, terzo comma, Cost.). La circostanza che quelli in esame gravano sui coltivatori di cave consentirebbe altresì di «considerare la materia sottostante governo del territorio», anch'essa attribuita alla competenza legislativa concorrente delle Regioni. Nella specie verrebbe altresì in rilievo l'art. 119 Cost. che, come affermato da questa Corte con la sentenza n. 37 del 2004, prevede la previa fissazione da parte del legislatore statale dei principi che si impongono al legislatore regionale e dei limiti entro i quali quest'ultimo può esercitare la potestà impositiva. Pertanto, la Regione non potrebbe istituire tributi in mancanza di una legge statale di coordinamento e neanche «legiferare (se non nei limiti ad esse già espressamente riconosciuti dalla legge statale) sui tributi esistenti istituiti e regolati da leggi statali». I principi fondamentali applicabili sarebbero quelli stabiliti dalla legge 16 maggio 1970, n. 281 (Provvedimenti finanziari per l'attuazione delle regioni a statuto ordinario).