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Il presidente Fontana si è rinchiuso nei suoi uffici per stare vicino alla macchina amministrativa. Dove era il presidente Conte? Che cos'è il presidente Conte alla fine? È un alunno che sbaglia il compito a casa. La maestra lo riprende: si firma la giustificazione - perché se la firma da solo - e al momento dell'esame di riparazione, qui, manda qualcun altro. Con tutto il rispetto, Vice Ministro, manda qualcun altro. A casa mia gli esami di riparazione li deve fare chi è stato rimandato e questo Governo, il presidente Conte in particolare, è stato rimandato e prima o poi ritornerete a casa! (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, a quattro giorni dalla scadenza di questo decreto-legge trovarci in quest'Aula a discutere di qualcosa che è già passato è veramente una cosa indegna, perché rappresenta il caos che il Governo è stato in grado di creare in questi mesi di emergenza. Da quando è iniziata l'emergenza Covid gli italiani sono stati costretti a rimanere nelle proprie case, ma anche e soprattutto a subire una spettacolarizzazione degli eventi susseguitisi negli ultimi mesi che non ha certo fatto onore alle istituzioni. La linea comunicativa del Governo è degna di una delle peggiori puntate del «Grande fratello» - d'altronde - perché alla ricerca di colpi di scena, costanti spettacolarizzazioni e svilenti cadute di stile. Le conferenze stampa del Presidente del Consiglio nei giorni più difficili dell'emergenza sanitaria, iniziate sempre in ritardo a reti unificate, l'utilizzo di Facebook invece dei canali istituzionali, i decreti prima annunciati e poi resi esecutivi e, in ultimo, l'arroganza nel rispondere ai giornalisti sono l'emblema di una strategia comunicativa cinica e di pessimo gusto. Questa spettacolarizzazione certamente ha fatto perdere quel poco di credibilità. Forza Italia in questi mesi ha avuto un atteggiamento responsabile; ha cercato di fornire proposte e soluzioni perché l'emergenza potesse essere contenuta. Non è stata mai ascoltata, come tutte le proposte dell'opposizione. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, pregherei di lasciare parlare con un po' di serenità la senatrice. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Grazie, Presidente. Forse l'idea «andrà tutto bene» del Governo aveva l'obiettivo di creare una perdita di PIL del 9 per cento, di regolarizzare 600.000 irregolari, di esautorare il Parlamento in ogni decisione e di far perdere la pazienza, oltre che la speranza, a 60 milioni di italiani. Il sistema non ha funzionato e non funziona perché il Governo non si assume le proprie responsabilità, perché non è in grado di programmare, di organizzare e prendere decisioni importanti che vadano nella direzione delle necessità dei cittadini. Gli esempi sono talmente tanti che per il mio intervento avrei bisogno di un mese. Faccio, però, un esempio. Il commissario per l'emergenza annuncia in pompa magna le mascherine a 0,50 centesimi e fa battute su chi solleva dubbi definendoli liberisti da divano. Dopo una settimana, però, non sa come giustificare il fatto che le mascherine siano introvabili e scarica la responsabilità prima sulle dogane e poi sui farmacisti. Ebbene, non avrebbe dovuto dimettersi: si sarebbe dovuto prendere a calci da solo. Il commissario Arcuri dimostra di essere incompetente e arrogante ogni volta che parla. Certo, senatrice Pinotti, le Regioni hanno subito un grande caos e hanno lamentato fin dall'inizio la mancanza di dialogo e di organizzazione a livello centrale. Si sarebbe potuto superare tutto senza commissari, senza spendere altro denaro pubblico, semplicemente utilizzando lo strumento che a livello sanitario centrale era l'unico che non ha mai fatto mancare i risultati e mi riferisco all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Ma il direttore era scomodo, visto che era già stato applicato lo spoil system e il Ministro della salute ha iniziato a fare scelte inquietanti, per non dire bolsceviche, tanto più in un momento drammatico come quello che stavamo vivendo, in emergenza e questa emergenza sta sfruttando per riportare la sanità a livello centrale, non per migliorarla, ma per un puro potere politico. Come nel 2001 per tre voti dalla maggioranza di centrosinistra, sapendo che avrebbe vinto il centrodestra, è stato cambiato il Titolo V per favorire le Regioni che erano per la maggior parte di colore rosso, così adesso, sapendo che le Regioni, quando potranno votare anche le prossime, saranno la maggioranza di colore diverso, allora si cerca di togliere il potere alle Regioni commissariando la sanità. In genere, si arriva a commissariare un'agenzia per infiltrazioni criminali o per problemi di bilancio, ma AGENAS, con la gestione Bevere, si era distinta per efficienza e trasparenza, chiudendo addirittura con un attivo di sei milioni di euro. Il nuovo commissario, secondo le nuove norme, avrà poteri speciali che termineranno dopo dodici mesi dalla fine del Covid, ma quello che più preoccupa è che prenderà ordini dal Ministro della salute e dalla direzione del Ministero, perdendo ogni autonomia nel supportare le Regioni ed è bene che oggi tutti gli assessori delle Regioni, all'unanimità, abbiano votato contro questa decisione del Governo, ma il disegno è chiaro: come avevamo anche profetizzato, diventa più nitido rileggendo il decreto rilancio. Prendiamo atto che il Ministero farà assunzioni a pioggia per titoli ed esami: la palese presa in carico autoritaria di un Ministro pronto a mettere i suoi uomini per gestire la sanità pubblica senza alcuna interferenza. Questo disegno è appoggiato anche dal MoVimento 5 Stelle, avendo presentato un disegno di legge per la riforma del Titolo V, ma allo stesso tempo abbiamo un Vice Ministro che lamenta la trasparenza negli atti: si è dovuto ricorrere ad osservatori nelle riunioni del comitato scientifico, perché gli atti delle decisioni prese sono segreti. Credo che il Ministero della salute a breve ammainerà la bandiera tricolore per far sventolare magari quella rossa con falce e martello, non so. Questo non avverrà, perché spero che presto, appena l'emergenza sarà passata, saranno gli italiani a far sventolare la bandiera della libertà col proprio voto. A proposito di libertà, liberalizzare 600.000 immigrati irregolari con la scusa che manca il lavoro nei campi sintetizza tutta l'ipocrisia della sinistra. Invece di fare come la Francia, dove in 200.000 tra disoccupati e cassaintegrati si sono messi a disposizione, in Italia piuttosto che ricorrere ai percettori di reddito di cittadinanza o ai voucher come è stato proposto, si regolarizzano gli immigrati. Sapete qual è la beffa? È che chi li dovrà assumere dovrà pagare 500 euro allo Stato per la loro regolarizzazione! Siamo nelle mani di un Governo che approva a maggio il decreto aprile, siamo al 20 maggio e migliaia di italiani devono ancora ricevere 600 euro relativi al mese di marzo, o la cassa integrazione e sono scaduti i termini sullo stop ai licenziamenti previsto dal cura Italia, che ha esposto in quest'ultima settimana i lavoratori a possibili licenziamenti.