[ddlpres]

Tra l'altro, va rilevato come le slot machine e le videolottery costituiscono ormai i due terzi degli incassi dei casinò, a segnare un nuovo modo di intendere il gioco anche all'interno delle tradizionali case da gioco. Rimanendo sui dati complessivi, va detto che rispetto ai 96 miliardi di raccolta, sono state distribuite vincite per 77 miliardi, una spesa dei giocatori per 19 miliardi, 10 miliardi all'erario e, per differenza, circa 9 miliardi ai gestori. E tra l'altro questi numeri sono il risultato di un'articolata rete di vendita dei giochi che vede in tutta Italia 206 sale bingo, 9.159 punti vendita dei concorsi pronostici, 33.881 punti vendita dei giochi numerici a totalizzatore, 3.387 tra punti e negozi di gioco ippico, 5.764 tra punti e negozi di gioco sportivo, 33.920 ricevitorie del lotto e 62.975 punti vendita delle lotterie, secondo i dati aggiornati al dicembre 2016. Si registra, quindi, la presenza sul territorio nazionale di circa 566.000 apparecchi (tra slot machine , videolottery e di altro tipo, autorizzati dall'articolo 110, comma 6, lettera a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773). Il gioco e la criminalità Tutto questo ha creato un impatto sulla collettività, con drammatiche conseguenze dovute innanzitutto alla difficile controllabilità dei flussi delle giocate, in quanto il collegamento degli apparecchi con la centrale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli purtroppo non possiede le caratteristiche di sicurezza che dovrebbe avere. Su questo settore si sono scatenati gli appetiti della criminalità organizzata con i problemi conseguenti relativi a riciclaggio, mercato dei prestiti a usura, partecipazione al gioco dei minori di 18 anni, ma anche di effettività delle giocate e regolarità delle vincite. E quindi che senso ha porre dei limiti stringenti alla apertura di nuove case da gioco, rispetto ai numeri che le riguardano e a quelli complessivi del gioco in Italia? Non è soprattutto eticamente sostenibile agevolare tipologie di gioco che impoveriscono le categorie più deboli, tra l'altro ampliando il fenomeno della ludopatia, ormai patologia inserita a pieno titolo nei livelli essenziali di assistenza. Proprio perché il gioco d'azzardo ha assunto dimensioni rilevanti in Italia con gravi disagi per la persona, non solo per l'incapacità di controllare il proprio comportamento di gioco, vanno anche valutati gli effetti che la dipendenza dal gioco ha sull'equilibrio familiare, lavorativo e finanziario, fino all'indebitamento o all'assoggettamento alla criminalità organizzata a tassi usurari. Quindi, non vanno dimenticati i numeri non ufficiali che vedono anche una forte presenza del gioco illegale, gestito soprattutto dalla criminalità organizzata. La diffusione di una vera e propria impresa del gioco clandestino rappresenta un preoccupante fenomeno, in pericoloso aumento, tipico di un assetto normativo ancora incapace di trovare risposte organiche e di disciplinare compiutamente l'intero settore del gioco d'azzardo. Le inchieste giudiziarie hanno evidenziato come si siano mossi gli appetiti e gli investimenti della criminalità organizzata, anche nel settore dei giochi legali. Non è dunque l'aumento del numero delle case da gioco, come spesso sostenuto, a determinare rischi concreti di aumento di attività di riciclaggio o comunque, più semplicemente, di criminalità ed illegalità. Al contrario, l'istituzione di case da gioco con regole certe, con controlli seri e scrupolosi, potrebbe porre un freno all'inevitabile ed incontenibile ricorso a quelle forme, mai estirpate, di scommesse e di gioco di provenienza illecita e contrastare il controllo del gioco legale da parte delle mafie. E quindi anche il riportare in ambiti controllati, come i casinò regolari, il gioco significa togliere spazi alla illegalità diffusa e ai problemi ad essa connessi. Naturalmente, la presenza di case da gioco comporta uno scrupoloso e responsabile impegno delle forze dell'ordine sul territorio, con specifico riferimento alla prevenzione ed alla repressione di particolari fenomeni caratteristici degli ambienti «limitrofi» alle strutture da gioco. Inoltre, va affermato che, dopo essersi accorti della pericolosità di un fenomeno che impoveriva una parte della popolazione, soprattutto a livello locale si è registrata una pressante richiesta di diminuire i punti gioco e di ampliare la distanza di questi da alcuni punti sensibili. Per quanto riguarda i numeri dei controlli sul gioco «legale», va detto che nel 2016 sono stati controllati oltre 33.000 esercizi dei giochi, si sono riscontrate 223 violazioni penali, 245 persone denunciate, quasi 2.000 violazioni amministrative quasi 27 milioni di sanzioni amministrative. I quattro casinò Ci chiediamo, oltretutto, se sia logico limitare l'apertura dei casinò, mentre ogni giorno spunta un casinò online ed è stata autorizzata persino una lotteria istantanea denominata «Puntata al casinò». Ed è per questo che rimangono a presidio del gioco legale gli articoli 718-722 del codice penale, ponendo un divieto generale per il gioco d'azzardo e per l'apertura di nuove case da gioco, per le quali vale un regime speciale, derogatorio, che consente l'esercizio dell'attività del gioco d'azzardo alle attuali case da gioco italiane che si contano sulle dita di una mano: Venezia, Sanremo, Saint Vincent e Campione d'Italia nella enclave italiana in Svizzera di fronte a Lugano, nato appunto per limitare i flussi turistici del gioco verso la prospiciente Lugano. Bisogna quindi ricondurre il gioco alla sua più opportuna vocazione, quella di intrattenere i vacanzieri nei periodi di vacanza o di villeggiatura, perché purtroppo il gioco in molti casi diventa una patologia clinica, tanto che ormai si parla chiaramente di ludopatia, per chi venga colpito dalla ossessione del gioco. I numeri dei Casinò italiani sono i seguenti: