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– Fuori dei casi di concorso nel reato previsto dall'articolo 440, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni l'operatore del settore alimentare che, essendo venuto a conoscenza della pericolosità per il consumo degli alimenti da lui detenuti o alienati, omette: 1) di provvedere, ove possibile, al loro ritiro dal mercato o al richiamo presso gli acquirenti o gli attuali detentori; 2) di informare immediatamente l'autorità competente. Alla stessa pena soggiace l'operatore del settore alimentare che non osserva i provvedimenti legalmente dati dall'autorità competente per l'eliminazione del pericolo di cui al primo comma». 6 (Modifica dell'articolo 444 del codice penale) 1 L'articolo 444 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 444. - (Informazioni commerciali ingannevoli pericolose) . – Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui agli articoli 440, 441, 442 e 443, nonché all'articolo 5, comma 2, della legge 30 aprile 1962, n. 283, mediante informazioni commerciali false o incomplete riguardanti alimenti, pregiudica la sicurezza della loro consumazione con pericolo concreto per la salute pubblica, è punito con la reclusione da uno a quattro anni». 7 (Introduzione degli articoli 445- bis e 445- ter del codice penale) 1 Dopo l'articolo 445 del codice penale sono inseriti i seguenti: «Art. 445- bis. - (Disastro sanitario) . – Quando dai fatti di cui agli articoli 439- bis , 440, 441, 442, 443, 444 e 445 derivano per colpa la lesione grave o la morte di tre o più persone e il pericolo grave e diffuso di analoghi eventi ai danni di altre persone, si applica la pena della reclusione da sei a diciotto anni. Art. 445- ter. - (Disposizioni comuni) . – Agli effetti della legge penale, l'evento di pericolo per la salute pubblica comprende anche quello derivante da consumi cumulativi in quantità normali delle acque o dei prodotti o sostanze alimentari già distribuite o vendute ed è accertato con riferimento al tempo della loro distribuzione, vendita o messa in circolazione per il consumo. Agli effetti della legge penale per alimenti si intendono prodotti o sostanze alimentari ovvero mangimi destinati alla nutrizione degli animali». 8 (Modifiche all'articolo 448 del codice penale) 1 All'articolo 448 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al secondo comma, dopo le parole: «articoli 439» è inserita la seguente: «439- bis ,» e le parole: «e 442» sono sostituite dalle seguenti: «, 442 e 445- bis ». 9 (Modifica dell'articolo 452 del codice penale) 1 L'articolo 452 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 452. - (Delitti colposi contro la salute pubblica) . – Chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 e 439 è punito: 1) con la reclusione da tre a otto anni nei casi di cui all'articolo 438 e al secondo comma dell'articolo 439; 2) con la reclusione da due a sei anni nel caso di cui al primo comma dell'articolo 439. Quando alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 439- bis , 440, 441, 442, 443 e 445 è commesso per colpa, si applicano le pene ivi rispettivamente stabilite, ridotte da un terzo a due terzi». 10 (Modifica della rubrica del titolo VIII del libro secondo del codice penale e introduzione del capo II- bis del medesimo titolo VIII) 1 La rubrica del titolo VIII del libro secondo del codice penale è sostituita dalla seguente: «Dei delitti contro l'economia pubblica, l'industria, il commercio e il patrimonio agroalimentare». 2 Dopo l'articolo 515 del codice penale è inserita la seguente partizione: «Capo II- bis – Delle frodi in commercio di prodotti alimentari». 11 (Modifica dell'articolo 516 del codice penale) 1 L'articolo 516 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 516. - (Frode in commercio di prodotti alimentari) . – Fuori dei casi di cui all'articolo 517, chiunque, nell'esercizio di un'attività agricola, commerciale, industriale o di intermediazione, importa, esporta, spedisce in transito, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, trasporta, detiene per vendere, offre o pone in vendita, somministra, distribuisce o mette altrimenti in circolazione alimenti che, per origine, provenienza, qualità o quantità, sono diversi da quelli indicati, dichiarati o pattuiti, è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a 10.000 euro». 12 (Modifica dell'articolo 517 del codice penale) 1 L'articolo 517 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 517. - (Vendita di alimenti con segni mandaci) . – Chiunque, nell'esercizio di un'attività agricola, commerciale, industriale o di intermediazione di alimenti, al fine di indurre in errore il consumatore, anche mediante introduzione in custodia temporanea o in deposito doganale, utilizza falsi o fallaci segni distintivi o indicazioni, ancorché figurative, ovvero omette le indicazioni obbligatorie sull'origine o provenienza geografica ovvero sull'identità o qualità del prodotto in sé o degli ingredienti che ne rappresentano il contenuto qualificante, è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro». 13 (Modifica dell'articolo 517- bis del codice penale) 1 L'articolo 517- bis del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 517- bis. - (Circostanze aggravanti) . – Le pene stabilite dagli articoli 516, 517 e 517- quater sono aumentate: 1) se i fatti sono commessi mediante falsi documenti di trasporto o false dichiarazioni all'organismo di vigilanza; 2) se l'alimento è falsamente presentato come biologico; 3) se i fatti sono commessi nell'ambito, nelle forme o per le finalità della grande distribuzione o del commercio all'ingrosso. Se concorrono due o più delle circostanze previste dai numeri precedenti, la pena è aumentata da un terzo alla metà». 14 (Modifica dell'articolo 517- quater del codice penale) 1 L'articolo 517- quater del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 517- quater. - (Contraffazione di alimenti a denominazione protetta). – Chiunque, al fine di trarne profitto, introduce nel territorio dello Stato, in custodia temporanea o in deposito doganale, spedisce in transito, esporta, trasporta, detiene per la vendita, somministra, offre o pone in vendita o mette altrimenti in circolazione alimenti la cui denominazione di origine o indicazione geografica o le cui caratteristiche sono contraffatte o alterate, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro. Il reato di cui al comma 1 è punibile a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti dell'Unione europea e delle convenzioni internazionali in materia di tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine degli alimenti». 15 (Introduzione dell'articolo 517- quater .1 del codice penale)