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Visto che non possiamo analizzare tutto o finiremmo tra due giorni, parlerò per titoli, affrontando alcune questioni di carattere fondamentale. Il testo interviene, non a caso, sulle ADR (Alternative Dispute Resolution), vale a dire sulle soluzioni alternative delle controversie e qui c'è un primo punto, che è forse la parte più rilevante. La mediazione infatti - e chi opera nei tribunali lo sa perfettamente - ha la caratteristica di non essere molto spesso utilizzata, perché non ha dei vantaggi per le parti; mentre qui viene strutturata proprio per dare dei vantaggi per le parti, da un punto di vista di crediti di imposta, oltre che con riferimento all'imposta di registro. Devo dire che la Commissione, anche grazie alle riformulazioni proposte da molti colleghi - consentitemi di citare, tra gli altri, il collega Dal Mas - ha giustamente deciso e individuato lo strumento del testo unico per dare un ordine a tutte le modalità con le quali si procede a una risoluzione alternativa delle controversie per la semplicissima ragione che non ci sono solo la mediazione, la negoziazione e l'arbitrato: per le bollette - ad esempio - c'è un sistema che funziona benissimo presso l'Adiconsum; c'è l'arbitrato bancario; ci sono tantissimi strumenti, per cui è bene che diventi una sorta di codice. Sono stati fatti poi degli interventi, grazie anche agli emendamenti poi riformulati, rivisti e condivisi - ci sono stati emendamenti da parte di tutti i commissari, ma consentitemi di citare ancora una volta quelli dei colleghi Caliendo e Dal Mas - per la trasparenza nella nomina e nella scelta degli arbitri. Si è arrivati, infine, alle modifiche del processo. Procedendo quindi per titoli, gli interventi hanno riguardato le soluzioni alternative da un punto di vista negoziale e l'arbitrato, in particolare, nonché le modifiche al processo (quindi primo grado, appello, cassazione e rito del lavoro). Si è intervenuti, ancora, sui consulenti tecnici con una norma molto importante e, permettetemi di dire, innovativa. Gli interventi hanno riguardato anche le esecuzioni, l'ufficio del processo, il tribunale della famiglia e tutta la partita del cosiddetto processo telematico. Ho voluto dare dei titoli perché, nel corso della discussione svolta in questi mesi, molto spesso il dibattito si è concentrato su alcuni aspetti: le preclusioni - ad esempio - oppure il giudice di pace. Io vorrei qui invece invitare a vedere il provvedimento nel suo complesso, perché ha delle logiche che seguono gli obiettivi che ricordavo prima e che hanno a che fare con il recovery plan . Come ho già detto, gli interventi hanno riguardato, nello specifico, le soluzioni alternative delle controversie; le modifiche settoriali e specifiche del processo; le esecuzioni; l'ufficio del processo; il tribunale della famiglia, ma, soprattutto - non se ne è parlato mai, ma è importantissima - la parte riguardante il telematico, perché da questo c'è sicuramente una svolta notevole, e la parte che attiene al modo in cui vengono fatte le notifiche. Ho letto questa mattina il parere del CSM - come sapete, si è espresso sul testo originario del Governo, e non su quello emendato dalla Commissione - che ripercorre alcune criticità che ci sono state. (Richiami del Presidente) . Presidente, cercherò di non dilungarmi troppo, ma vorrei ancora soffermarmi su alcune questioni. Sulla base di concetti sostanziali, sono stati sottolineati alcuni aspetti: con questa riforma - lo dico perché l'Avvocatura è stata estremamente critica - si sono superati - a mio avviso - due preconcetti. Il primo è che la causa della lunghezza dei processi è che ci sono troppi avvocati. Dalla commissione Luiso è uscita con chiarezza un'indicazione, e cioè che il collo di bottiglia è la decisione: non ci sono abbastanza giudici per riuscire a decidere; la fase della decisione diventa il collo di bottiglia - questo è quanto testualmente scritto nei testi della Commissione - che deve essere superato. La seconda questione è che questa riforma, a differenza di molte altre - quasi tutte le altre della giustizia - non è a costo zero, e i soldi non vengono dal recovery fund - come qualcuno, magari, potrebbe pensare - e servono per arrivare agli obiettivi. Ma su questa riforma il Ministero ha stanziato le risorse, tant'è che - secondo me - uno dei motivi per cui i meccanismi della Commissione bilancio sono poco chiari ai membri della Commissione giustizia è perché noi facciamo sempre riforme a costo zero, e quindi di bilancio non ci occupiamo mai. In realtà, in questo caso i soldi ci sono, e ce ne sono anche parecchi, tra la mediazione e i fondi per il tribunale della famiglia e tutto il resto. La domanda è la seguente: siamo riusciti con questo tipo di lavoro a rispondere alle esigenze del Paese, da una parte, e soprattutto agli impegni assunti in termini non solo di recovery astratto, ma anche nei confronti del Governo? La mia risposta e la risposta che abbiamo cercato di dare, pur fra mille questioni sicuramente, difficoltà e problemi, è sì. È una risposta affermativa nel senso che abbiamo cercato di riadattare questi obiettivi alla realtà dei tribunali italiani, con una particolarità, con la quale concludo, e cioè che, nel momento in cui abbiamo fatto questo tipo di lavoro, abbiamo anche avuto la possibilità di recuperare. Si tratta di un grande insegnamento che vorrei consegnare all'Assemblea alla fine di questo intervento; semmai, mi riservo di riprendere alcuni concetti in sede di replica. In questo testo abbiamo una normativa di delega che non solo riguarda il tribunale della famiglia - che è importante - ma che soprattutto recupera tutto quello che di positivo c'è stato durante il periodo della pandemia. Con la pandemia nel civile si è sperimentata una serie di forme nuove, diverse: le udienze a trattazione scritta, alcune udienze da remoto, il giuramento del CTU senza la necessità di venire in udienza, con conseguente perdita di tempo. Questo patrimonio, sul quale c'è stato un giudizio positivo unanime, viene recuperato. E anche questo è - a nostro avviso - un insegnamento rilevante. Vorrei ringraziare moltissimo il Presidente della Commissione, il Governo, la sottosegretaria Macina, i miei colleghi e, in particolare, il nostro capogruppo Caliendo per lo sforzo che ha fatto per individuare un punto di caduta nella parte più contestata, quella delle decadenze. Ringrazio ancora le colleghe relatrici e dico con franchezza che, per quanto tutto è sempre perfettibile, ringrazio perché questo lavoro per me è stato un onore che spero di avere assolto in modo degno di come merita. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Unterberger. UNTERBERGER, relatrice . Signor Presidente, la parte più discussa e che ha più appassionato la Commissione è sicuramente stata la riforma del processo di famiglia. Ritengo sia questa la parte riuscita meglio con l'introduzione di novità molto importanti per una maggiore tutela di tutte le parti del processo. Finalmente si unificano le procedure per i figli nati dentro e fuori il matrimonio, recependo quanto previsto dall'articolo 30 della Costituzione che, fino a questo momento, non ha trovato piena attuazione a causa delle procedure molto più veloci e molto più protettive per i figli nati in costanza di matrimonio.