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l'articolo 10- bis del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, detto decreto "sostegni ter ", introdotto nel corso dell'esame parlamentare del provvedimento, rimette in termini i contribuenti che hanno usufruito di alcuni istituti di definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione (detti rottamazione- ter e saldo e stralcio) rimodulandone le scadenze; per effetto delle norme contenute all'interno dell'articolo aggiuntivo, i pagamenti delle relative rate sono considerati tempestivi, se effettuati nel termine del 30 aprile 2022, per le rate in scadenza nel 2020; entro il 31 luglio 2022 per quelle in scadenza nel 2021 ed entro il 30 novembre 2022 per quelle che sono in scadenza nel medesimo anno; si chiarisce inoltre che sono estinte le procedure esecutive eventualmente avviate a seguito del decorso del precedente termine del 9 dicembre 2021, salva l'acquisizione definitiva delle somme eventualmente versate prima del 27 gennaio 2022; le misure di proroga per i pagamenti delle cartelle esattoriali (fortemente sostenute dal Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia, che ha proposto l'emendamento successivamente approvato in via definitiva), particolarmente attese da milioni di contribuenti pesantemente penalizzati dalla crisi economica e finanziaria determinata dall'emergenza epidemiologica (che si protrae oramai da più di due anni nel Paese), nei confronti dei quali il Governo Draghi non ha prestato, a giudizio dell'interrogante, sufficiente attenzione (considerato che tali interventi urgenti erano richiesti dal tessuto economico e sociale da diversi mesi), nonostante le condizioni di estrema difficoltà delle famiglie e delle imprese, non sembrano coincidere con le decisioni già intraprese da parte dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, che, secondo informazioni in possesso dell'interrogante, attualmente sta già procedendo a pignoramenti verso terzi, sebbene il provvedimento d'urgenza non sia stato ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ; l'interrogante evidenzia come la decisione da parte dell'ente riscossore di agire attraverso atti di pignoramento dei crediti in maniera così rapida e immotivata non potrà che determinare ulteriori effetti negativi e penalizzanti per le imprese, in particolare quelle di piccolissima, piccola e media dimensione, le cui espropriazioni forzate contribuiranno a causare gravissime ripercussioni sul tessuto economico e sociale del Paese, oltre a prevedibili conseguenze sulla tenuta del tessuto occupazionale; desta sconcerto e preoccupazione la determinazione da parte dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, nell'avviare le procedure esecutive nei riguardi dei contribuenti debitori attraverso azioni così repentine, senza attendere la pubblicazione delle misure del decreto "sostegni ter ", le cui misure consentono invece ai tantissimi contribuenti, in particolare possessori di partita IVA, di riprendere economicamente fiato, consentendo un lasso di tempo maggiore e più ragionevole per pagare le scadenze stabilite delle cartelle esattoriali; le azioni intraprese da parte del medesimo ente riscossore, a parere dell'interrogante, appaiono di conseguenza una sorta di irragionevole "accanimento" nei confronti di milioni di contribuenti composti da famiglie e da imprese, con un atteggiamento che conferma una scarsa attenzione nei riguardi del sistema Paese, ed alimenta ulteriormente il distacco esistente nel rapporto tra fisco e contribuente, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto e se non convenga che le azioni esecutive da parte dell'Agenzia delle entrate-Riscossione rischiano di determinare ulteriori effetti negativi per il sistema economico oltre che fiscale; quali iniziative di competenza intenda intraprendere in tempi rapidi, nei riguardi del medesimo ente riscossore, al fine di sospendere tali interventi, in attesa della pubblicazione delle misure previste dal decreto-legge n. 4 del 2022, che consentono di riprendere, attraverso un nuovo programma di scadenze fiscali, un percorso di sostegno e di aiuto in un momento di grande difficoltà, per le famiglie e le imprese italiane in debito con il fisco. Atto n. 3-03215 CRUCIOLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: Assicurazioni Generali S.p. A. detiene 70 miliardi di debito pubblico italiano; come noto il consiglio di amministrazione uscente della compagnia ha deliberato di presentare una propria lista di candidati, in vista del rinnovo degli organi sociali cui sarà chiamata l'Assemblea dei soci del prossimo 29 aprile 2022; risulta anche da commenti pubblicati dalla stampa che la lista dei candidati al consiglio sia stata istruita anche sentendo il socio di maggioranza relativa Mediobanca, tanto è vero che il suo amministratore delegato, dott. Alberto Nagel, avrebbe dichiarato, secondo quanto consta all'interrogante, di conoscere in anticipo che un rappresentante del socio sarebbe stato eletto e, in effetti, il dott. Rebecchini, dirigente di Mediobanca, risulterebbe al terzo posto nella citata lista del consiglio; risulta, altresì, all'interrogante che in vista dell'appuntamento assembleare, sin dall'autunno scorso, il socio Mediobanca avrebbe preso a prestito oltre il 4 per cento del capitale per rafforzare i propri voti a sostegno della lista del consiglio, quando ancora quest'ultima era ben lungi dall'essere stata presentata. Peraltro, tale operazione di prestito sarebbe avvenuta in violazione delle regole, al di fuori di qualsiasi controllo della CONSOB; risulta, ancora, che proprio in funzione del prossimo appuntamento assembleare, la compagnia, senza rendere nota tale circostanza al mercato, avrebbe incrementato o comunque rafforzato le relazioni in essere con alcuni fondi azionisti, affidando ad essi mandati del valore di decine di milioni di curo. Tra tali fondi, peraltro, vi sarebbero Amundi e Blackrock; ancora non è chiaro come la compagnia si sia mossa nel passato e intenda muoversi rispetto agli asset detenuti nella Federazione Russa e alle attività che essa gestisce e svolge in quel mercato; rispetto a tutto quanto descritto, risulterebbe una totale inazione da parte della CONSOB, si chiede di sapere se siano stati rispettati gli obblighi informativi a carico della CONSOB nei confronti del Governo, previsti dall'articolo 1 del decreto-legge n. 95 del 1974, e comunque quali iniziative s'intenda assumere a tutela del mercato. Atto n. 3-03216 LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: Assicurazioni Generali S.p. A. detiene 70 miliardi di euro di debito pubblico italiano; come noto il consiglio di amministrazione uscente della compagnia ha deliberato di presentare una propria lista di candidati in vista del rinnovo degli organi sociali cui sarà chiamata l'assemblea dei soci del prossimo 29 aprile 2022;