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in forza della nomina ricevuta all'inizio di novembre, la dottoressa M. ha già svolto funzioni di rappresentanza istituzionale ad esempio in occasione della consegna, presso il museo, il 30 novembre 2019, del XXXIV "premio mondiale di poesia Nosside", sostituendo il direttore "assente per impegni fuori città", sullo stesso quotidiano, il giorno successivo; considerato che: il Ministero non prevede la figura del portavoce neppure per il ministro; il direttore di un museo dotato di autonomia speciale è una figura apicale ma non è organo di vertice, essendo nominato dal Ministro e posto sotto il controllo del direttore generale musei, che nei suoi confronti esercita poteri di "direzione, indirizzo, coordinamento, controllo, vigilanza" (quest'ultima d'intesa con la Direzione generale bilancio), e dunque valuta la singola gestione in termini di economicità, efficienza ed efficacia; in ragione di ciò, il direttore di un museo autonomo non ha il potere di nomina di una figura fiduciaria che rappresenta i suoi interessi privati invece del primario interesse pubblico; considerato inoltre che, a parere degli interroganti: la nomina della dottoressa M. sembrerebbe essere contraria alla legge sul pubblico impiego (decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modificazioni ed integrazioni) e alle norme che regolano le attività di informazione e comunicazione pubblica (legge n. 150 del 2000, direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 7 febbraio 2002); sembrerebbe, inoltre, essere in contrasto con l'organizzazione dello stesso dicastero, e specialmente con i decreti ministeriali n. 171 del 2014 e n. 113 del 2018 (che, nel definire l'organigramma del museo, prevede la figura del responsabile della comunicazione, da individuare preliminarmente tra il personale in ruolo, e tale incarico è valutato tra le performance dirigenziali) e il decreto dirigenziale n. 542 del 2018 della Direzione generale musei; la portavoce, professionista esterna alla pubblica amministrazione, non può svolgere l'attività di comunicazione istituzionale, che è invece di competenza del funzionario per la promozione e la comunicazione, assunto tramite concorso a gennaio 2018; sembrerebbe, ancora, violare il contratto collettivo nazionale e il codice di comportamento del dipendente pubblico (decreto ministeriale n. 597 del 2015); sembrerebbe, infine, contraria ai principi di buon andamento amministrativo e di economicità, si chiede di sapere: se l'incarico conferito dalla direzione del museo sia legittimo e se risulti che sia stato sottoposto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti obbligatorio per gli atti e contratti di cui all'art. 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e quelli di studio e consulenza di cui all'art. 1, comma 9, della legge n. 266 del 2005; se detto incarico sia a titolo oneroso per l'amministrazione, e, in tal caso, se ciò non sia meritevole di segnalazione alla Corte dei conti; come possa detto incarico essere stato autorizzato dal consiglio di amministrazione del museo, sempre che un'autorizzazione sia stata richiesta e accordata, non avendo l'architetto M. il potere di conferire un incarico siffatto, e men che meno ad un professionista esterno in presenza di personale interno dedicato; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno segnalare l'accaduto alla Procura della Corte dei conti, dal momento che, con la nomina di un portavoce, sembrerebbe che i funzionari interni non vengano adibiti alle funzioni loro proprie; quali azioni intenda assumere per accertare le responsabilità degli uffici coinvolti, ad ogni livello, ed adottare i provvedimenti finalizzati a ripristinare legalità ed efficienza dell'istituto. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02601 BOSSI Simone ROMEO CANDIANI CASOLATI CANDURA IWOBI PELLEGRINI Emanuele VESCOVI Al Ministro per gli affari europei Premesso che: secondo la relazione speciale n. 35/2018 della Corte dei conti, si stima che la Commissione europea spenda tramite organizzazioni non governative l'1,7 per cento del bilancio della UE e il 6,8 per cento dei fondi europei di sviluppo (FES); si stima che nel periodo 2014-2017 la Commissione abbia impegnato 11,3 miliardi di euro affidandone l'esecuzione ad ONG; considerato che: l'obiettivo dell' audit della Corte dei conti era valutare la trasparenza dei finanziamenti europei erogati alle ONG mediante contratti; l' audit ha riguardato i principali settori d'intervento, nei quali le ONG gestiscono fondi della UE, in particolare quello relativo alle azioni esterne; secondo la relazione, la Commissione non è stata sufficientemente trasparente circa l'esecuzione dei fondi UE da parte di ONG; le principali problematiche riscontrate dalla relazione riguardano il fatto che l'assegnazione dello status di ONG nel sistema contabile della Commissione è basato solo sull'autodichiarazione e su controlli troppo limitati; inoltre, le informazioni raccolte sui fondi europei gestiti dalle ONG non sono uniformi: in particolare, nell'ambito dell'azione esterna, sulle reti di organizzazioni internazionali e nei progetti di gestione indiretta, la Commissione non dispone di informazioni complete; valutato, altresì, che, a quanto risulta agli interroganti: l'eurodeputato Marco Zanni, nel febbraio 2019, ha presentato un'interrogazione alla Commissione relativa alla trasparenza e mancanza di informazioni nell'uso dei fondi europei da parte di ONG (interrogazione a risposta scritta E-000612/2019); in data 18 aprile 2019, Gunther Oettinger rispondeva a nome della Commissione europea, specificando che, per alcuni settori politici come quello delle relazioni esterne, "la Commissione sta sviluppando un sistema di gestione che consentirà di registrare i finanziamenti a tutti i beneficiari di un contratto con l'UE, il cui completamento è previsto per il 2021", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti, e quale sia la sua posizione riguardo alla mancata trasparenza dei finanziamenti nel settore dell'azione esterna; quali azioni di sua competenza intenda intraprendere, in sede europea, affinché venga garantita la giusta trasparenza sui finanziamenti nel settore dell'azione esterna, alla luce del notevole peso politico che rivestono le ONG in tale ambito. Atto n. 4-02602 TOTARO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la motonave "IVY", all'epoca battente bandiera delle isole Cook, partì da Piombino il giorno 23 luglio 2015 alle ore 16,00, con un carico di 2.800 tonnellate di CSS (combustibile solido secondario) con destinazione Varna, in Bulgaria; il carico proveniva dall'impianto Futura SpA in località Strillaie, a Grosseto; i CSS sono un prodotto classificato come rifiuto non pericoloso, codice CER 191210, derivato dalla vagliatura e selezione dei rifiuti solidi urbani: viene confezionato in balle a forma di parallelepipedo dalle dimensioni di 150 per 100 per 100 centimetri e dal peso di circa 1.100 chilogrammi.