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Modifiche alla legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge mira a risolvere diverse problematiche relative al tema del randagismo sul nostro territorio nazionale. La normativa che si occupa del tema è contenuta nella legge 14 agosto 1991, n. 281, ed è attraverso modifiche ad essa che interviene il presente disegno di legge. In particolare l'articolo 1 del disegno di legge apporta modifiche all'articolo 2 della citata legge n. 281 del 1991, prevedendo che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della disposizione, i servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio effettuino il censimento di tutti gli animali nelle strutture dei comuni e delle comunità montane, convenzionate o autorizzate. In caso di mancato svolgimento del censimento nel termine indicato, il Ministero della salute invia tempestivamente una commissione ispettiva per valutare le cause dell'inadempienza. Nei successivi sei mesi i suddetti servizi veterinari provvedono inderogabilmente a effettuare il censimento, anche avvalendosi, ove necessario, dell'ausilio di personale delle Forze dell'ordine. Tra le altre disposizioni l'articolo 1 prevede che il costo unitario delle sterilizzazioni è approvato dalla Federazione nazionale ordini veterinari italiani (FNOVI) e, in ogni caso, non può essere superiore a quello previsto dai parametri di liquidazione giudiziale di cui al decreto del Ministro della salute 19 luglio 2016, n. 165, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 201 del 29 agosto 2016. L'articolo 2 del presente disegno di legge prevede modifiche all'articolo 3 della legge 14 agosto 1991, n. 281, in tema di competenza delle regioni, in particolare prevedendo che le regioni disciplinino l'istituzione e il funzionamento dell'Anagrafe canina e felina presso i comuni o le ASL competenti per territorio, nonché le modalità per l'iscrizione all'Anagrafe medesima e per il rilascio al proprietario o al detentore del microchip da impiantare nell'animale. Le regioni devono altresì garantire, tramite l'adozione di un formato digitale dei dati compatibile, l'interoperabilità tra le diverse banche dati regionali nonché con l'Anagrafe nazionale. La modifica introdotta prevede, altresì, che per la realizzazione degli interventi di competenza regionale le regioni possano destinare una somma non superiore al 25 per cento dei fondi assegnati alla regione dal decreto ministeriale di cui all'articolo 8, comma 2. La rimanente somma è assegnata dalla regione agli enti locali a titolo di contributo per la realizzazione degli interventi di loro competenza. Il Ministero della salute provvede al monitoraggio sull'attuazione della legge da parte delle regioni. In caso di inadempienza alle regioni è revocata l'assegnazione dei suddetti fondi. L'articolo 3, in tema di sanzioni, reca modifiche all'articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n. 281, prevedendo, tra l'altro, che, salvo che il fatto non costituisca reato, chiunque abbandoni cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella propria abitazione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 3.000. L'articolo 4, in tema di imposte e agevolazioni, introduce nuove disposizioni prevedendo che, al fine di favorire le adozioni di cani o gatti, coloro che adottano animali d'affezione possono usufruire di una detrazione fiscale pari all'80 per cento annuo, per i tre periodi d'imposta successivi alla data di adozione, fino a un massimo di 80 euro annui, della spesa sostenuta per la stipula di un'assicurazione sanitaria facoltativa per prestazioni medico-veterinarie in favore dell'animale adottato.. 1 1 L'articolo 2 della legge 14 agosto 1991, n. 281, è sostituito dal seguente: « Art. 2. – (Trattamento dei cani e di altri animali di affezione) – 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio effettuano il censimento di tutti gli animali presenti nelle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, convenzionate o autorizzate. In caso di mancato svolgimento del censimento di cui al primo periodo nel termine indicato, il Ministero della salute invia tempestivamente una commissione ispettiva per valutare le cause dell'inadempienza. Nei successivi sei mesi i servizi veterinari inadempienti provvedono inderogabilmente a effettuare il censimento anche avvalendosi, ove necessario, dell'ausilio di personale delle Forze dell'ordine. 2. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministero della salute istituisce l'Anagrafe canina e felina nazionale. 3. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i servizi veterinari delle ASL competenti per territorio fanno confluire nell'Anagrafe di cui al comma 2 i dati degli animali censiti ai sensi del comma 1, nel formato digitale stabilito dal Ministero della salute con apposita circolare da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Successivamente, con cadenza semestrale, le ASL competenti per territorio provvedono a effettuare controlli a campione sulle strutture presenti nel territorio comunale di competenza, al fine di verificare l'aggiornamento dei dati. Le strutture ricettive di animali sono tenute a comunicare telematicamente entro settantadue ore le nuove presenze e le eventuali dimissioni o decessi alla ASL di competenza, che provvede all'aggiornamento dell'Anagrafe canina e felina regionale di cui all'articolo 3 e dell'Anagrafe canina e felina nazionale. 4. Il costo unitario delle sterilizzazioni è approvato dalla Federazione nazionale ordini veterinari italiani (FNOVI) e, in ogni caso, non può essere superiore a quello previsto dai parametri di liquidazione giudiziale di cui al decreto del Ministro della salute 19 luglio 2016, n. 165, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 201 del 29 agosto 2016. Gli animali già presenti all'interno delle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, e quelli che ne entrano a far parte devono essere sterilizzati. A tal fine, le ASL predispongono, con cadenza annuale, bandi per la sottoscrizione di convenzioni con i medici veterinari liberi professionisti. Qualora il bando andasse deserto, le aziende sanitarie locali sono autorizzate a effettuare le sterilizzazioni presso i propri servizi veterinari. 5. I cani vaganti che vengono catturati, nonché i cani provenienti dalle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, non possono essere destinati alla sperimentazione. 6. I cani vaganti che vengono catturati, ove regolarmente muniti di microchip e registrati all'Anagrafe canina e felina regionale e nazionale, sono restituiti al proprietario o al detentore dietro pagamento dei costi sostenuti per la cattura, il sostentamento e l'eventuale cura di primo soccorso, fatte salve le regolari denunce di smarrimento, tali da non configurare il reato di abbandono. 7.