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2 (Accertamento tecnico nelle controversie in materia di responsabilità medica e sanitaria e obbligo della proposta del mediatore) 1 Alla legge 8 marzo 2017, n. 24, sono apportate le seguenti modificazioni: a l'articolo 8 è abrogato; b all'articolo 12, comma 1, le parole: « Fatte salve le disposizioni dell'articolo 8, » sono soppresse; c all'articolo 15, comma 1, le parole: « l'autorità giudiziaria affida » sono sostituite dalle seguenti: « l'autorità giudiziaria o il mediatore nei procedimenti di mediazione civile aventi il medesimo oggetto affidano » e le parole: « e che i consulenti tecnici d'ufficio da nominare nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 8, comma 1, » sono sostituite dalle seguenti: « e che i consulenti d'ufficio da nominare nell'ambito del procedimento di mediazione di cui all'articolo 5 -bis del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, ». 2 Al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo l'articolo 5 è inserito il seguente: « Art. 5 -bis. – (Controversie in materia di responsabilità medica e sanitaria) – 1. Nelle controversie in materia di responsabilità medica e sanitaria il mediatore, al primo incontro di mediazione, nomina un consulente tecnico ai sensi dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2017, n. 24. 2. Nei casi di cui al comma 1, la partecipazione al procedimento ove viene espletata la consulenza tecnica è obbligatoria per tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione di cui all'articolo 10 della legge 8 marzo 2017, n. 24, che hanno l'obbligo di formulare un'offerta di risarcimento del danno o di comunicare i motivi per cui non intendono formularla. 3. All'esito del procedimento, espletata la consulenza tecnica, se le parti non raggiungono un accordo, il mediatore formula una proposta di conciliazione in conformità a quanto disposto dell'articolo 11. 4. Nel caso di esito negativo del procedimento, la parte istante, entro tre mesi dal deposito del verbale di cui all'articolo 11 presso la segreteria dell'organismo, può depositare il ricorso di cui all'articolo 702- bis del codice di procedura civile. In tal caso, la consulenza tecnica espletata è, su istanza di parte, acquisita agli atti del giudizio ». 3 (Valutazione dell'attività dei magistrati che demandano le parti in mediazione) 1 All'articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo il comma 1 -bis è inserito il seguente: « 1-ter. Il proficuo ricorso, da parte del magistrato, all'istituto della mediazione di cui al comma 2 è considerato ai fini della valutazione di professionalità di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Gli organismi di mediazione devono depositare il verbale conclusivo della mediazione che si è definito con un accordo nella cancelleria del giudice che ha demandato la causa in mediazione. Il Consiglio superiore della magistratura, nell'ambito delle sue competenze, adotta, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, una nuova circolare sulle valutazioni di professionalità dei magistrati, in cui si tenga conto del numero di procedure di mediazione esperite su ordine del giudice e del positivo esito delle stesse, valutato in base alle modalità di definizione del giudizio in cui è stata disposta la mediazione ». 4 (Esonero di responsabilità del funzionario della pubblica amministrazione) 1 L'articolo 8 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è sostituito dal seguente: « Art 8. – (Procedimento) – 1 . All'atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l'assistenza dell'avvocato. 2 . Le parti devono essere presenti di persona oppure, per giustificati motivi, tramite un rappresentante diverso dall'avvocato che le assiste in mediazione. Il rappresentante deve essere a conoscenza dei fatti e fornito dei poteri per la soluzione della controversia. Per le persone giuridiche è richiesta la partecipazione tramite un rappresentante a conoscenza dei fatti e fornito dei poteri per la soluzione della controversia. 3 . Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, hanno l'obbligo di partecipare alla mediazione assistite dalla propria avvocatura, ove presente, o da un avvocato di fiducia del libero foro. 4 . La conciliazione della controversia giuridica da parte di chi è incaricato di rappresentare la pubblica amministrazione, amministrata da uno degli organismi di mediazione previsti dal presente decreto, non dà luogo a responsabilità amministrativa e contabile, laddove ricorrano contemporaneamente i seguenti requisiti: a) il suo contenuto abbia ad oggetto diritti disponibili; b) sia assicurata la convenienza economica della conciliazione all'amministrazione, in relazione all'incertezza del probabile giudizio, intesa quest'ultima in senso relativo, da valutare in relazione alla natura delle pretese, alla chiarezza della situazione normativa e ad eventuali orientamenti giurisprudenziali; c) si tratti di un rapporto giuridico di natura patrimoniale. 5 . La sussistenza dei requisiti di cui al comma 4 deve essere preventivamente accertata da parte dell'avvocato dell'amministrazione e da questo dichiarata espressamente con la sottoscrizione dell'accordo. 6 . All'inizio del procedimento il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con il suo esperimento. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l'organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari ». 5 (Provvedimenti cautelari nell'arbitrato) 1 All'articolo 832, quinto comma, del codice di procedura civile sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Il regolamento può anche prevedere deroghe al divieto di cui all'articolo 818. In tal caso, il provvedimento è richiesto e deliberato a norma del regolamento e il medesimo ricorso non può essere proposto al giudice. Il provvedimento cautelare non è soggetto a impugnazione e si applica l'articolo 825 in quanto compatibile ».