[pronunce]

L’art. 92 del Codice dei contratti pubblici riguarda i corrispettivi, gli incentivi per la progettazione e i fondi a disposizione delle stazioni appaltanti. Il comma 5, in particolare, prevede che «una somma non superiore al due per cento dell’importo posto a base di gara di un’opera o di un lavoro [...] è ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata e assunti in un regolamento adottato dall’amministrazione, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori». Il comma 8 dell’art. 61, successivamente abrogato, ha previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2009, tale percentuale sia destinata solo nella misura dello 0,5 per cento alla finalità prevista dal Codice dei contratti pubblici, mentre, nella misura dell’1,5 per cento, venga «versata ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato». Il comma 7-bis dell’art. 61, attualmente in vigore, reca una disposizione del tutto identica, con la sola differenza che esso precisa che la somma è versata ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato «per essere destinata al fondo di cui al comma 17» dello stesso articolo impugnato. 2.2. – Il comma 9 dell’art. 61 dispone che sia versato ad apposito capitolo del bilancio dello Stato il 50 per cento dei compensi spettanti ai dipendenti pubblici per l’attività di componente o di segretario del collegio arbitrale e per i collaudi svolti in relazione a contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. La norma precisa che il predetto importo è riassegnato al fondo di amministrazione per il finanziamento del trattamento economico accessorio dei dirigenti ovvero ai fondi perequativi istituiti dagli organi di autogoverno del personale di magistratura e dell’Avvocatura generale dello Stato ove esistenti. 2.3. – Il comma 14 dell’art. 61 prevede che siano ridotti del 20 per cento, rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008 e a decorrere dalla data di conferimento o rinnovo degli incarichi, i trattamenti economici complessivi spettanti ai direttori generali, ai direttori sanitari, ai direttori amministrativi, ed i compensi spettanti ai componenti dei collegi sindacali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliero universitarie, degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e degli istituti zooprofilattici. 2.4. – Il comma 15 dell’art. 61 stabilisce che, «fermo quanto previsto dal comma 14», le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 5 e 6 dell’art. 61 non si applicano in via diretta alle Regioni, alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale e agli enti locali. 2.5. – Il comma 16 dell’art. 61 prevede che le Regioni, entro il 31 dicembre 2008, debbano adottare «disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad assicurare la riduzione degli oneri degli organismi politici e degli apparati amministrativi, con particolare riferimento alla diminuzione dell’ammontare dei compensi e delle indennità dei componenti degli organi rappresentativi e del numero di questi ultimi, alla soppressione degli enti inutili, alla fusione delle società partecipate, al ridimensionamento delle strutture organizzative ed all’adozione di misure analoghe a quelle previste» nell’art. 61. La disposizione si autoqualifica come principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica e precisa che i risparmi di spesa derivanti dall’attuazione di essa, aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal patto di stabilità interno, concorrono alla copertura degli oneri derivanti dall’attuazione del successivo comma 19 del medesimo art. 61. 2.6. – Il comma 17 dell’art. 61 stabilisce che le somme provenienti dalle riduzioni di spesa e le maggiori entrate di cui al medesimo articolo, con esclusione di quelle di cui ai precedenti commi 14 e 16, sono versate annualmente dagli enti e dalle amministrazioni dotati di autonomia finanziaria ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate ad un apposito fondo di parte corrente ed essere destinate alla tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico o al finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni dello Stato, delle agenzie, degli enti pubblici non economici e delle università. La disposizione non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale. 2.7. – Il comma 19 dell’art. 61 dispone l’abolizione, per gli anni 2009, 2010 e 2011, della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (cosiddetto ticket), di cui all’art. 1, comma 796, lettera p), primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007), salvo che le Regioni non intendano comunque applicarla ai sensi del successivo comma 21 del medesimo art. 61. 2.8. – Il comma 20 dell’art. 61 provvede alla copertura degli oneri derivanti dall’abolizione del ticket ai sensi del precedente comma 19 del medesimo articolo. A tal fine, da un lato, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale al quale concorre ordinariamente lo Stato viene incrementato di 400 milioni di euro su base annua (comma 20, lettera a). Dall’altro lato, si prevede che le Regioni destinino al proprio servizio sanitario regionale le risorse provenienti dalle disposizioni di cui ai commi 14 e 16 dell’art. 61 (comma 20, lettera b, numero 1) e adottino ulteriori misure di incremento dell’efficienza e di razionalizzazione della spesa, dirette a realizzare la parte residuale della copertura degli oneri derivanti dall’abolizione del ticket (comma 20, lettera b, numero 2). 2.9. – Il comma 21 dell’art. 61, infine, stabilisce che le Regioni, «in luogo della completa adozione delle misure di cui ai commi 14 e 16 ed al comma 2, lettera b), numero 2), possono decidere di applicare, in misura integrale o ridotta, la quota di partecipazione abolita ai sensi del comma 19, ovvero altre forme di partecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria di effetto finanziario equivalente». Ai fini dell’attuazione di tale disposizione e di quanto previsto al comma 20, lettera b), dell’art. 61, «il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, comunica alle Regioni, entro il 30 settembre 2008, l’importo che ciascuna di esse deve garantire ai fini dell’equivalenza finanziaria». 3. – La Regione Piemonte ha impugnato i commi 8 e 9 dell’art. 61, per contrasto con l’art. 117, commi 4 e 6, e con l’art. 119, comma 1, Cost. 3.1.