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si apprende inoltre dalla stampa che detti fondi, per certificazione aziendale, coprirebbero il 67 per cento dei costi del servizio (equivalenti a 988 ore di moto giornaliere), e i titoli di viaggio pagati dai residenti e dai pendolari coprirebbero i rimanenti costi fino alla concorrenza del 100 per cento dei servizi normali; la battuta d'arresto del turismo di massa, creatasi in questo momento di emergenza mondiale, dovrebbe essere l'occasione per superare la monocoltura turistica e non dovrebbe invece essere utilizzata come pretesto per non fornire i servizi essenziali, perché ciò vale ad ammettere che il gestore pubblico non è in grado di sostenere il servizio affidatogli; l'amministrazione locale ha concordato, con alcune aziende che svolgono il trasporto pubblico non di linea taxi e noleggio con conducente, effettuato con natante a motore, un servizio a tariffa "agevolata" difficilmente sostenibile dai cittadini (60 euro per raggiungere l'isola di Burano che conta 5.000 abitanti; 40 euro per raggiungere l'isola di Murano che conta 2.400 abitanti), tra l'altro dimenticando importanti isole quali: Giudecca, con quasi 4.800 abitanti; S. Pietro in Volta, con quasi 1.200 abitanti; Pellestrina, con quasi 3.800 abitanti (deliberazione di Giunta comunale n. 136 del 16 maggio 2020). In un momento così delicato, rinunciare alla propria clientela da parte del Comune di Venezia e a vantaggio di un settore privato, pare illogico e irragionevole; in questi giorni, con il venir meno delle progressive limitazioni agli spostamenti, i problemi di sovraffollamento dei mezzi, di terra e di acqua, sia durante la settimana lavorativa che nel fine settimana, sono aumentati con progressione esponenziale, mettendo a rischio la situazione igienico sanitaria; si tratta di una situazione preoccupante e allarmante, sia per l'utenza tutta, che per il personale ACTV, che ha costretto le forze dell'ordine locali a continui presidi e sopralluoghi presso imbarcaderi, battelli, ferry , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta; quali iniziative di propria competenza intendano intraprendere per dare corso alle opportune verifiche, nonché intervenire perché si provveda a risolvere, sia sotto il profilo sanitario che del servizio pubblico, la situazione di emergenza rappresentata. Atto n. 4-03562 BARBARO Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo, dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: l'Associazione italiana alberghi per la gioventù (AIG), ente storico e patrimonio del Paese, è stata costituita con l'intervento, tra gli altri, dei rappresentanti del Ministero dell'interno, del commissario straordinario dell'Ente nazionale industrie turistiche, della Direzione generale del Turismo, del commissario nazionale Gioventù italiana, con un apporto economico iniziale da parte dello Stato, come fondo di dotazione; l'Associazione si è sempre occupata di agevolare la promozione dell'Italia, anche attraverso la rete della International Youth Hostel Federation; dal 1° luglio 2019 l'AIG si trova in procedura fallimentare (n. 492/2019), avviata dal Tribunale fallimentare di Roma; il 26 giugno 2019 il Tribunale fallimentare di Roma ha respinto la domanda di un'omologa di concordato in continuità avviata con ricorso ai sensi dell'articolo 161 della legge fallimentare (di cui al Regio decreto n. 267 del 1942), e depositata in data 30 giugno 2017, nonostante l'approvazione del piano dalla maggioranza dei creditori, pronunciatisi a favore di AIG; considerato che: l'Agenzia delle entrate e l'INPS hanno espresso il proprio assenso all'omologazione del piano, anche in virtù dell'elevata patrimonializzazione dell'ente, dell'interesse sociale e della salvaguardia del livello occupazionale; l'ente si è opposto alla procedura fallimentare e, ad oggi, è in attesa di una risolutiva e definitiva via d'uscita; considerato che: dopo quasi 75 anni di ininterrotta e preziosa attività al servizio del turismo giovanile, scolastico e sociale, l'AIG rischia la definitiva chiusura; la procedura fallimentare sta determinando il licenziamento del personale diretto e indiretto, oltre 200 persone con relative famiglie. Occorre, inoltre, evidenziare le pesanti ricadute per l'indotto dovute alla subitanea messa in vendita dell'ingente patrimonio immobiliare dell'ente, nonché alla dismissione del suo importante "brand" nazionale ed internazionale; con atto n. 9/2305/99, la Camera dei deputati ha impegnato il Governo ad adottare le misure necessarie a salvaguardia delle attività sociali e assistenziali portate avanti dall'AIG; la situazione è stata aggravata dalla pandemia da COVID-19 ed anche per questo un intervento si rende ancora più urgente, al fine di non depauperare il patrimonio mobiliare e immobiliare dell'Ente; a causa della gravissima crisi economica che riguarderà l'Italia per il COVID-19 sarà necessario adottare misure e strumenti di sostegno al turismo e in particolare delle categorie più svantaggiate, tra cui rientrano quelle giovanili e quelli a basso reddito, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le valutazioni in merito; se siano stati attivati gli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti non più in servizio; quali azioni siano state adottate a tutela del marchio storico e dei servizi di utilità sociali dell'Ente; se il Governo ritenga opportuno adoperarsi al fine di salvaguardare le funzioni di un ente (e i relativi posti di lavoro) la cui rete di strutture, la distribuzione e il radicamento in ogni regione italiana svolgono un prezioso ruolo sociale ed educativo, oltre ad essere opportunità di conoscenza del nostro Paese, a livello nazionale e internazionale, garantendone anche crescita e coesione sociale. Atto n. 4-03563 RIZZOTTI MASINI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il Governo, con il decreto "Cura Italia" (di cui al decreto-legge n. 18 del 2020) ha stabilito la misura di un sostegno da 600 euro per i lavoratori autonomi, partite Iva senza cassa e professionisti iscritti alle casse private (per questi ultimi solo se a basso reddito o che abbiano subito riduzione o cessazione della propria attività a causa dell'emergenza Coronavirus, in seguito alle disposizioni sulle restrizioni per contenere la diffusione dell'epidemia); l'ENPAM (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i medici e gli odontoiatri), con una delibera assunta dal Consiglio di amministrazione il 26 marzo 2020, ha ottenuto il via libera dei ministeri vigilanti e stabilito di versare con propri fondi un'indennità di mille euro a tutti i medici e odontoiatri, che svolgono la libera professione e che hanno avuto un calo del reddito importante a causa del COVID-19;