[pronunce]

Ma - a prescindere dalla pure già evidenziata esigenza che «la diversità della disciplina vigente per il processo penale e per i giudizi civili [...] sia compatibile con la [...] tendenziale unificazione dei presupposti e della regolamentazione del benificio» del patrocinio a spese dello Stato (sentenza n. 165 del 1993) - sta di fatto che le differenze di disciplina dei compensi professionali nelle due comparate tipologie di processi hanno sin qui superato il vaglio di legittimità con riferimento al quomodo o al quantum della correlativa liquidazione, mentre, con riguardo alla norma oggetto dell'odierno giudizio, quel che viene in rilievo, e che dà fondamento alle censure di disparità di trattamento e di irragionevolezza formulate dal rimettente, attiene all'an stesso del compenso. Compenso che al difensore d'ufficio del genitore irreperibile, pur obbligato ad assumerne la difesa, viene, irragionevolmente, addirittura invece negato. 2.2.- Ciò che poi rende ancor più priva di giustificazione la denunciata disparità di trattamento del difensore dell'irreperibile, in base al fatto che assista l'imputato o altra parte nei giudizi ex lege n. 184 del 1983, è l'esistenza di significativi profili di omogeneità tra detti due modelli di processo, in relazione, sia alla natura degli interessi in gioco, sia al ruolo del difensore chiamato ad apprestarvi tutela. La ratio della difesa nei processi di adottabilità è quella, infatti, di dare la massima protezione ai diritti dei minori e dei loro genitori -- ai quali è appunto garantito di far valere le proprie ragioni anche in assenza di un avvocato di fiducia -- per evitare che l'eventuale debolezza sociale di tali soggetti influisca negativamente nel procedimento. Ad avvicinare i processi di adozione in questione al giudizio penale sta inoltre il fatto che in quei processi, attraverso analoghi percorsi istruttori, si giudicano condotte che possono anche integrare parallele ipotesi di reato, e che possono condurre ad esiti pure più dolorosi di quelli penali. 2.3.- Va, da ultimo, ancora considerato che la mancata previsione della liquidabilità, a carico dell'erario, degli onorari spettanti al difensore d'ufficio dell'irreperibile nei processi di adottabilità non è frutto di una scelta definitiva del legislatore del 2002 - che, con la disposizione censurata, ha invece solo rinviato ad una successiva «specifica disciplina sulla difesa d'ufficio, nei processi previsti dalla legge 4 maggio 1983 n. 184» - ed è, quindi, solo conseguenza dell'inerzia del legislatore successivo: inerzia protratta da quella lontana data a tutt'oggi. 3.- Nell'attuale contesto normativo, e alla luce dei principi costituzionali evocati, si impone pertanto la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 143, comma 1, del d.P.R. n. 115 del 2002, nella parte in cui non prevede che l'erario sia tenuto al pagamento degli onorari e delle spese spettanti al difensore d'ufficio del genitore irreperibile, come liquidati dal magistrato ai sensi dell'art. 82 del citato d.P.R. Tale liquidazione, così come espressamente previsto dalla disposizione indicata quale elemento di comparazione (art. 117, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002), costituisce, comunque, una mera anticipazione, avendo lo Stato diritto di ripetere le somme anticipate nei confronti di chi si sia reso successivamente reperibile.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 143, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)», nella parte in cui non prevede che siano anticipati dall'erario gli onorari e le spese spettanti al difensore d'ufficio di genitore irreperibile nei processi di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 maggio 2019. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Mario Rosario MORELLI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 31 maggio 2019. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA