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Con l'articolo 9 vengono introdotte specifiche disposizioni di contrasto della zooerastia e della zoopornografia, mentre con l'articolo 10 lo stato di necessità è esteso anche alle ipotesi in cui il fatto è commesso per salvare un animale dal pericolo attuale di morte o lesione grave, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo. L'articolo 11 prevede l'introduzione dei delitti contro gli animali nel decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 23,1 che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Con l'articolo 12 è specificata la competenza di tutti gli organi di polizia giudiziaria in materia di reati contro gli animali. Preme sottolineare che un punto critico nella reale applicazione della normativa è stato finora il problema relativo alla presunta « incompetenza » di diversi organi della polizia statale e locale in caso di richiesta di intervento non anonima e documentata. Tale stato delle cose determina la mancata o rallentata l'applicazione delle norme vigenti. È inoltre modificata la normativa relativa all'utilizzo degli agenti sotto copertura, inserendo tra i reati per i quali è possibile il loro utilizzo anche gli articoli del codice penale relativi ai reati zoomafiosi come le manifestazioni vietate, le scommesse clandestine, i combattimenti tra animali, le corse clandestine di cavalli, e la normativa per il contrasto al traffico di cuccioli. Con l'articolo 13 è previsto che lo Stato istituisca sul territorio nazionale centri di accoglienza di animali vittime di reato anche utilizzando, su ordine del prefetto, strutture già esistenti. Si tratta di una disposizione fondamentale per garantire l'effettiva applicazione della norma e delle misure cautelari necessarie nelle more del giudizio. L'articolo 14 prevede l'impegno dello Stato e dei Ministeri competenti nel promuovere e realizzare, con frequenza annuale, percorsi formativi di tutela degli animali, anche al fine di prevenire ipotesi delittuose nei confronti degli stessi. L'articolo 15 interviene, con riguardo alla legge 4 novembre 2010, n. 201, in tema di adeguamento dell'ordinamento nazionale alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, prevedendo un inasprimento delle sanzioni. Il disegno di legge mira anche a introdurre modifiche alla normativa vigente in materia di protezione degli animali d'affezione e di compagnia. La necessità deriva non solo dal sentire comune di larga parte dell'opinione pubblica ma anche ma anche dall'esempio delle normative in vigore in altri Paesi europei. Nel 2021 Euromonitor ha stimato 64,769 milioni di animali presenti nelle famiglie degli italiani, quasi 19 milioni sono i cani e i gatti, e la stragrande maggioranza degli italiani considera l'animale con il quale vive un vero e proprio membro della famiglia. Gli articoli 16, 17 e 18 prevedono l'introduzione e stabiliscono specifici diritti degli animali, normando anche i casi dell'affidamento di animali d'affezione e di compagnia in caso di separazione dei coniugi, nonché l'affidamento dell'animale d'affezione e di compagnia in caso di morte del detentore. L'articolo 19 prevede la possibilità dell'acceso degli animali di affezione e di compagnia nei locali pubblici e nei mezzi di trasporto. L'articolo 20 prevede l'obbligo di segnalazione da parte di chiunque trovi un animale di affezione e di compagnia vagante. L'articolo 21 disciplina la materia della garanzia per i vizi nella vendita di animali. Il diritto al risarcimento per danni agli animali familiari è disciplinato dall'articolo 22 del disegno di legge, per il quale viene riconosciuto non solo a singole persone o famiglia ma anche ad enti ed associazioni. L'articolo 23 disciplina la materia dei rapporti dei detenuti con la famiglia e con gli animali di affezione e di compagnia, mentre l'articolo 24 prevede che le persone condannate per reati in danno agli animali possano sottoporsi a un trattamento psicologico con finalità di recupero e di sostegno. L'articolo 25 prevede disposizioni in materia di divieto di importazione sul territorio nazionale, vendita, utilizzo e cessione a qualunque titolo di collari che arrecano malessere immotivato all'animale. L'articolo 26 prevede il riconoscimento di un'assistenza sanitaria veterinaria volta a garantire una serie di prestazioni medico – chirurgiche di base gratuite per gli animali d'affezione e di compagnia i cui proprietari appartengono ad una fascia socio-economica particolarmente debole e bisognosa di tutela, ovvero la prima fascia ISEE.. 1 (Princìpi e finalità) 1 In attuazione degli articoli 9, terzo comma, 41, secondo comma, e 117, terzo comma, della Costituzione e dell'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in accordo con il regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003, con la legge 14 agosto 1991, n. 281, e con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 febbraio 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003, nonché in armonia con la dichiarazione universale dei diritti dell'animale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), adottata a Parigi il 15 ottobre 1978, e con la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987 e ratificata ai sensi della legge 4 novembre 2010, n. 201, la presente legge disciplina modalità e forme di tutela degli animali di affezione e di compagnia. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, per « animale d'affezione e di compagnia » si intende un animale accompagnato da una persona che non abbia interesse a ricavarne qualsivoglia profitto, e che abbia con lo stesso un legame affettivo o, comunque, di natura emozionale. 3 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge non si applicano ai casi previsti dall'articolo 3, comma 1, primo capoverso, della legge 20 luglio 2004, n. 189. 4 (Modifica al titolo IX- bis del libro secondo del codice penale) 1 Alla rubrica del titolo IX- bis del libro secondo del codice penale, dopo la parola: « contro » sono inserite le seguenti: « gli animali e ». 5 (Spettacoli o manifestazioni vietati) 1 Al primo comma dell'articolo 544- quater del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo la parola: « promuove » sono inserite le seguenti: « o partecipa a »; b dopo la parola: « strazio » aggiungere le seguenti: « o sofferenze anche etologiche »; c le parole: « la multa da 3.000 a 15.000 euro » sono sostituite dalle seguenti: « la multa da 5.000 a 20.000 euro ». 6 (Divieti di combattimenti tra animali) 1 Al primo comma dell'articolo 544- quinquies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: « da uno a tre anni » sono sostituite dalle seguenti: « da due a quattro anni »; b è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « La stessa pena si applica anche a chiunque partecipa a qualsiasi titolo ai combattimenti o alle competizioni di cui al primo periodo ». 7 (Estensione della previsione della confisca degli animali)