[sommcomm]

SULLE CELEBRAZIONI DEDICATE AL MILITE IGNOTO La PRESIDENTE ricorda che nella giornata di oggi, presso il Vittoriano a Roma, nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario del Milite Ignoto, si svolgerà la cerimonia di scoprimento della targa in memoria dei militari italiani fucilati nel corso della Prima guerra mondiale. Sottolinea che tale evento dà attuazione alla Risoluzione approvata dalla Commissione difesa in data 10 marzo 2021, al termine dell'affare assegnato n. 612 (Prospettive della riabilitazione storica dei militari italiani fucilati durante la Prima guerra mondiale). Rimarca come l'apposizione della targa costituisca un importante riconoscimento del sacrificio di molti militari italiani, fucilati a seguito di sentenze sommarie. Invita tutti i componenti della Commissione a partecipare a tale cerimonia. La Commissione conviene. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CASTIELLO ( M5S ) chiede aggiornamenti sulla tempistica di incardinamento, in Assemblea, del disegno di legge n. 1152 in materia di semplificazione del codice dell'ordinamento militare, approvato dalla Commissione difesa il 27 ottobre 2020. Sottolinea l'importanza di concludere l' iter di approvazione di tale provvedimento. La presidente , condividendo pienamente l'urgenza segnalata dal senatore Castiello, dà conto delle interlocuzioni informali avviate da tempo con la Presidenza del Senato per sollecitare una rapida calendarizzazione del provvedimento. Invita con l'occasione tutti i senatori a sensibilizzare in tal senso i propri Presidenti di Gruppo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,05. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 571 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 571 ( Doc . XXIV, n. 55) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sulle prospettive strategiche della politica di sicurezza e difesa comune dell'Unione Europea; premesso che: negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato diverse importanti iniziative per favorire il sempre maggiore coordinamento tra i sistemi di difesa nazionali, con l'obiettivo di aumentare le capacità complessive, migliorare le modalità di impiego e l'interoperabilità delle forze, ridurre le duplicazioni, garantire il migliore utilizzo delle risorse e sostenere l'industria europea della difesa, rafforzandone la base scientifica e tecnologica; attraverso la Revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD), gli Stati membri possono individuare le rispettive carenze capacitive e sincronizzare, per quanto possibile, le programmazioni nazionali. A seguire, secondo le linee definite dal Piano di sviluppo delle capacità, gli Stati, sostenuti dalle competenti strutture dell'Unione, possono avviare progetti cooperativi, allo scopo di colmare le carenze esistenti, evitando duplicazioni e sprechi di risorse, attraverso gli strumenti della cooperazione strutturata permanente (PESCO); il primo rapporto CARD, presentato nel novembre 2020, individua sei ambiti in cui gli Stati dovrebbero concentrare il loro impegno, per rafforzare le capacità comuni in aree considerate cruciali sia per le prestazioni operative Ue che in termini di ritorno industriale (carro armato da battaglia, motovedetta europea, sistemi soldato, sistemi di contrasto anti-droni, difesa nello spazio e mobilità militare rafforzata); con la revisione strategica della PESCO approvata a novembre 2020, il Consiglio, oltre a fissare l'obiettivo di aumentare le spese per gli investimenti nella difesa (portandole al 20 % delle spese complessive) e razionalizzare i progetti già approvati; ha individuato una lista di 26 progetti che possono produrre risultati concreti entro il 2025 (tra cui le Squadre di reazione rapida alla minaccia cyber, il Comando medico europeo, la Mobilità militare e la Sorveglianza e protezione dei porti, quest'ultimo a guida italiana); a partire dal 2017, la Commissione ha adottato diversi strumenti di finanziamento diretto dell'industria della difesa: in particolare l'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa (PADR), rivolto alla ricerca, e il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP), rivolto alla fase di sviluppo dei progetti, fino al Fondo europeo per la difesa (EDF), che per il periodo dal 2021 al 2027 ha risorse per 7,9 miliardi di euro (seppure ridotte rispetto alle previsioni iniziali), sia per la ricerca che per lo sviluppo (e i cui primi bandi sono stati pubblicati lo scorso 30 giugno); il regolamento EDF prevede un incremento della quota di cofinanziamento europeo per i progetti approvati in sede PESCO, che potranno dunque ricevere un nuovo stimolo per la loro implementazione, risultando premianti per gli Stati che li promuovono; lo scorso febbraio la Commissione europea ha presentato un piano d'azione sule sinergie tra l'industria civile, della difesa e dello spazio, per rafforzare la complementarietà tra relativi programmi e strumenti, promuovere i vantaggi economici e tecnologici e favorire l'utilizzo dei risultati della ricerca industriale civile nei progetti della cooperazione europea in materia di difesa; le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce cyber e/o ibride, incluse le minacce chimiche e biologiche, le emergenze sanitarie e la disinformazione; in tutti gli Stati membri, l'emergenza da Covid-19 ha evidenziato il contributo essenziale delle capacità militari a sostegno dei meccanismi civili per il contrasto alla pandemia, e la necessità di un loro sempre maggiore coordinamento in sede Ue anche per quanto riguarda le funzioni di assistenza nelle emergenze civili; nell'attuale situazione economica, il maggiore coordinamento delle programmazioni nazionali appare necessario anche per mantenere adeguati finanziamenti per il settore della difesa, a fronte di uno scenario internazionale che, anche per l'emergenza Covid-19, è in costante peggioramento; considerato che: secondo l'articolo 42 del Trattato dell'Unione europea (TUE), "La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune. Essa assicura che l'Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari. L'Unione europea può avviare missioni civili o militari, all'esterno del suo territorio, per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite"; secondo gli articoli 42.5 e 44.1 del TUE, "allo scopo di preservare i valori dell'Unione e di servirne gli interessi", " il Consiglio può affidare la realizzazione di una missione a un gruppo di Stati membri che lo desiderano e dispongono delle capacità necessarie per tale missione"; dal 2003 l'Unione ha avviato 12 tra missioni ed operazioni militari, di cui 7 sono attualmente in corso; l'UE è presente ormai da molti anni nell'area dei Balcani occidentali, oggi con l'operazione EUFOR Althea in Bosnia Herzegovina;