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Le pubbliche amministrazioni, per le finalità di cui all'articolo 45, comma 3, lettera c-bis) , nel rispetto dei vincoli di bilancio derivanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione, possono attivare autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, ai sensi del comma 3- bis , finalizzati a definire trattamenti economici accessori dei dipendenti delle medesime amministrazioni, collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui ha sede l'amministrazione, l'unità organizzativa o la struttura di riferimento del dipendente, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine. La contrattazione collettiva integrativa di cui al presente comma opera secondo i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali di riferimento »; c) all'articolo 45, comma 3, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: « c-bis) al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui ha sede l'amministrazione, l'unità organizzativa o la struttura di riferimento del dipendente, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine ». Art. 3. ( Contrattazione collettiva di secondo livello ) 1. Ferme restando le disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, attraverso contratti collettivi stipulati a livello territoriale dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano territoriale, ovvero a livello aziendale dalle rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria, possono essere definiti trattamenti economici accessori dei lavoratori dipendenti del settore privato collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui ha sede l'azienda o l'unità operativa, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine. 2. Al fine di favorire il riconoscimento dei trattamenti economici accessori di cui al comma 1 attraverso i contratti collettivi stipulati a livello territoriale o aziendale, in via sperimentale, per il triennio 2024-2026, i datori di lavoro privati che riconoscono ai propri dipendenti i predetti trattamenti economici accessori compensano il credito maturato per effetto dell'erogazione del trattamento medesimo mediante compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, fino ad un massimo di 3.000 euro annui per ciascun dipendente e nel limite complessivo di 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, che costituisce tetto di spesa. Art. 4. ( Disposizioni di attuazione ) 1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le aree territoriali di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine, al fine di definire trattamenti economici accessori dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle medesime aree. 2. Per le finalità di cui all'articolo 2 della presente legge, i Ministri competenti sono autorizzati, con propri decreti, a rimodulare il fondo per il trattamento economico accessorio del personale afferente al rispettivo dicastero, in modo da assicurare l'invarianza finanziaria e riservare al trattamento economico accessorio di cui al citato articolo 2 una quota non superiore al 10 per cento del trattamento accessorio complessivo. Art. 5. ( Disposizioni transitorie ) 1. I contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore alla data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi sino alla loro scadenza. 2. L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le rappresentanze sindacali di cui all'articolo 43 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, provvedono a rinnovare i contratti collettivi in scadenza di cui all'articolo 40 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, adeguandoli alle disposizioni previste dall'articolo 2 della presente legge. Art. 6. ( Copertura finanziaria ) 1. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 3, pari a 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.