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d) che ai fini di cui alle lettere b) e c) non è necessario sottoporre le terre e rocce da scavo ad alcun preventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere. 2. Il produttore può attestare il rispetto delle condizioni di cui al comma l anche tramite dichiarazione resa all'autorità territorialmente competente ai sensi e per gli effetti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, precisando le quantità destinate all'utilizzo, i tempi previsti per l'utilizzo e il sito di deposito, che non può comunque superare due anni dalla data di produzione, fermo restando che le attività di scavo e di utilizzo devono essere autorizzate in conformità alla vigente disciplina urbanistica e igienico-sanitaria. 3. Il produttore deve, in ogni caso, confermare all'autorità territorialmente competente che le terre e rocce da scavo sono state completamente utilizzate secondo le previsioni iniziali. 4. L'utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto resta assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti. A tal fine il trasporto di tali materiali è accompagnato dal documento di trasporto o da copia del contratto di trasporto redatto in forma scritta o dalla scheda di trasporto di cui rispettivamente agli articoli 6 e 7- bis del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, e successive modificazioni. Art. 4. (Modifica dei termini in materia edilizia) 1. Per i titoli abilitativi edilizi rilasciati o comunque formati prima della data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre 2016 il termine per l'inizio dei lavori stabilito dall'articolo 15 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è di due anni e decorre dalla data di rilascio o comunque di formazione. 2. Fino al 31 dicembre 2016 il termine di ultimazione dei lavori previsto dall'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è prorogato di due anni previa richiesta da presentare al comune competente. 3. Nell'ambito delle convenzioni di lottizzazione di cui all'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni, ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, stipulati prima della data di entrata in vigore della presente legge, il termine per l'inizio dei lavori o per l'esecuzione di opere di urbanizzazione poste a carico del privato lottizzante è prorogato di tre anni e il pagamento degli oneri previsti dall'articolo 16 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, è sospeso per il medesimo periodo. Art. 5. (Semplificazione delle procedure di attuazione dei piani urbanistici) 1. Al dodicesimo comma dell'articolo 16 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le regioni, ove non già disposto con norme legislative o regolamentari, possono prevedere ulteriori modalità per l'individuazione dei piani attuativi, comunque denominati, da escludere dalla verifica di assoggettabilità e dalla valutazione ambientale strategica, ovvero per lo svolgimento di procedure semplificate, qualora tali piani interessino aree di ridotta estensione o siano varianti afferenti modificazioni di contenuta entità o riguardanti la localizzazione o la realizzazione di opere e di interventi i cui progetti non sono sottoposti alla procedura di valutazione di impatto ambientale». Art. 6. (Modifiche al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163) 1. Al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 11: 1) al comma 5, dopo le parole: «comma 1» sono inserite le seguenti: «e, contestualmente, del possesso dei prescritti requisiti,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «che, in tal modo, diviene efficace»; 2) il comma 8 è abrogato; b) all'articolo 12, comma 1, dopo le parole: «da parte dell'organo competente» sono inserite le seguenti: «, che deve avvenire entro dieci giorni dall'aggiudicazione stessa»; c) all'articolo 87, comma 1, le parole: «che concorrono a formare l'importo complessivo posto a base di gara» sono sostituite dalle seguenti: «più significative, indicate nel bando di gara o nella lettera di invito, che concorrono a formare un importo non inferiore al 75 per cento di quello posto a base dell'asta»; d) l'articolo 112- bis è sostituito dal seguente: «Art. 112- bis. -- (Consultazione preliminare per i lavori di importo superiore a 20 milioni di euro). -- 1. Per i lavori di importo a base di gara superiore a 20 milioni di euro, da affidare con la procedura ristretta di cui all'articolo 55, comma 6, le stazioni appaltanti indicano nel bando che sul progetto a base di gara è indetta consultazione preliminare secondo la procedura di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo. 2. La stazione appaltante convoca le imprese invitate, le quali possono chiedere chiarimenti in ordine al progetto, nonché il progettista e il soggetto validatore. L'amministrazione fornisce i chiarimenti richiesti e, all'esito della consultazione, redige il verbale della riunione, riportando le informazioni e i chiarimenti forniti e ne consegna copia ai presenti. 3. La stazione appaltante può sospendere la consultazione e rinviarla per un massimo di quindici giorni, qualora vi sia l'esigenza di apportare modifiche agli atti e ai documenti contrattuali, oppure vi sia la necessità di approfondimenti. Nei casi più gravi, in cui occorre introdurre modifiche sostanziali al progetto, l'amministrazione revoca la procedura di gara».