[ddlpres]

È prevista la possibilità che, in sede di individuazione delle Città della ceramica, siano invitati a partecipare al Consiglio, con voto deliberativo, tre rappresentanti della regione sul cui territorio è ubicata la Città della ceramica di cui si tratta. L'articolo 6 prevede che entro tre mesi dall'insediamento del Consiglio nazionale ceramico, lo stesso proponga un regolamento di attuazione volto a disciplinare, oltre che gli aspetti di organizzazione interna, anche le modalità tramite cui sia accertata la rispondenza dei prodotti al disciplinare di produzione. Inoltre, il regolamento deve definire le modalità di formazione e le regole di funzionamento dei registri e dei comitati di disciplinare. L'articolo 7 disciplina i Comitati di disciplinare, ossia gli organismi, costituiti presso ciascuna Città della ceramica che hanno, come funzione principale quella di esaminare le domande di iscrizione ai registri presentate dalle imprese, nonché quello di vigilare, congiuntamente al Consiglio nazionale ceramico, sull'osservanza delle disposizioni contenute nel disciplinare di produzione. Si prevede che ciascun Comitato sia composto al massimo da quindici componenti, designati da comuni e regioni, e che sia comunque garantita la rappresentanza di produttori e associazioni di categoria. L'articolo 8 prevede che i disciplinari di produzione della ceramica della tradizione artistica italiana siano redatti in maniera tale da definire i caratteri fondamentali della tradizione della relativa Città della ceramica. Inoltre, i disciplinari di produzione delimitano la zona o le zone di produzione, indicando anche le soluzioni tecniche per l'attestazione del prodotto. Infine, i commi 6 e 7 prevedono che i disciplinari siano approvati dal Consiglio nazionale ceramico, sentite le organizzazioni dei produttori e che, per garantire adeguata trasparenza, siano pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale . L'articolo 9 introduce un'innovazione rispetto all'impianto normativo vigente prevedendo che il Ministro delle imprese e del made in Italy possa affidare a soggetti privati, anche del Terzo settore, che siano rappresentativi di almeno l'80 per cento dei comuni che sono stati riconosciuti come Città della ceramica, alcune delle funzioni affidate al Consiglio nazionale ceramico, in ordine alla promozione e alla valorizzazione delle produzioni e ai Comitati di disciplinare in ordine alla verifica dell'osservanza delle disposizioni contenute nei disciplinari di produzione. Detta innovazione si rende necessaria al fine di ridurre le tempistiche, rendere più efficiente il sistema e sostenere il Consiglio nazionale ceramico nello svolgimento degli adempimenti minori. L'articolo 10 dispone le norme in materia di controllo della produzione. Infatti, al fine di garantire che non sia fatto un uso illegittimo dei marchi di cui all'articolo 1, si prevedono poteri di controllo del Comitato di disciplinare, nonché una serie di sanzioni per chi non rispetta il disciplinare di produzione. Con l'articolo 11 si prevede l'istituzione di un Osservatorio per la formazione tecnico-professionale nella produzione di ceramica della tradizione artistica italiana e della ceramica italiana di qualità. Mediante tale Osservatorio si intende favorire la sinergia tra il sistema degli istituti tecnologici superiori (ITS Academy ) di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b) , della legge 15 luglio 2022, n. 99, e la filiera ceramica italiana. L'obiettivo è quello di promuovere percorsi formativi in grado di realizzare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e garantire concrete prospettive di occupabilità. Obiettivo perseguito anche dall'articolo 12, in materia di apprendistato, con il quale si intende introdurre incentivi all'utilizzo di questa forma di inserimento al lavoro, mediante il riconoscimento in favore delle imprese di uno sgravio contributivo totale per l'intera durata del contratto di apprendistato professionalizzante e la possibilità di portare in deduzione dal reddito d'impresa un importo pari al 150 per cento dell'ammontare della retribuzione lorda corrisposta a ogni apprendista assunto con contratto di apprendistato professionalizzante. Con l'articolo 13 si prevede infine l'istituzione di un Fondo per la promozione della ceramica della tradizione artistica italiana e della ceramica italiana di qualità le cui risorse sono destinate all'elaborazione e alla realizzazione di progetti relativi alla valorizzazione dell'attività nel settore della ceramica e alla realizzazione di attività di promozione e valorizzazione delle produzioni tutelate. L'articolo 14 reca la copertura finanziaria mentre l'articolo 15 prevede l'entrata in vigore della legge, con la previsione delle opportune disposizioni transitorie.. Art. 1. (Finalità) 1. La tutela della denominazione di origine delle produzioni di ceramica artistica e tradizionale, ai fini della difesa e della conservazione delle loro caratteristiche tecniche e produttive, è attuata con l'apposizione del marchio « Ceramica della tradizione artistica italiana », in conformità ad un disciplinare-tipo di produzione approvato dal Consiglio nazionale ceramico di cui all'articolo 4. La tutela delle produzioni ceramiche diverse da quelle di cui al primo periodo, effettuate in conformità all'apposito disciplinare approvato dal Consiglio nazionale ceramico, è attuata con l'apposizione del marchio « Ceramica italiana di qualità ». 2. I decori, le forme e la qualità delle produzioni ceramiche di cui al comma 1 sono tutelati dai seguenti soggetti: a) il Consiglio nazionale ceramico; b) le associazioni di privati costituite ai sensi dell'articolo 9; c) le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze. Art. 2. (Produzioni ceramiche tutelate) 1. Ai fini della presente legge sono tutelate le ceramiche della tradizione artistica italiana prodotte secondo forme, decori, tecniche e stili, divenuti patrimonio storico e culturale dei comuni riconosciuti come Città della ceramica , ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera a), ovvero le ceramiche caratterizzate da innovazioni ispirate alla tradizione delle aree di cui al medesimo articolo 4, comma 2, lettera a). 2. Ai fini della presente legge sono tutelate tutte le altre produzioni come ceramiche italiane di qualità, purché effettuate in conformità all'apposito disciplinare approvato dal Consiglio nazionale ceramico. 3. I marchi di cui all'articolo 1 individuano il produttore, il luogo di origine e le tipologie merceologiche dei materiali utilizzati, quali porcellana, gres, terracotta comune e maiolica o terraglia, in conformità alle norme UNI . 4. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità di certificazione dei marchi di cui comma 3 mediante l'utilizzo di tecnologie blockchain . Art. 3. (Registri dei produttori di ceramica) 1. Ai fini di cui agli articoli 1 e 2, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy , sono istituiti il « Registro dei produttori di ceramica della tradizione artistica italiana » e il « Registro dei produttori di ceramica italiana di qualità ». 2.