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Inoltre io credo e sono fortemente convinta che tutto quello che scaturirà da questi grandi eventi (l'organizzazione, la preparazione, gli investimenti pubblici e privati) segnerà anche un rilancio del turismo e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno in questo momento. Pensiamo solo alle strutture alberghiere, ai nuovi posti di lavoro, quindi all'incremento dell'occupazione e non solo nei territori direttamente interessati, agli itinerari enogastronomici, cioè a un modo migliore per far conoscere l'Italia, le Regioni e le città interessate. Sappiamo, quindi, che si muove un mondo, si muovono tante attività produttive, si sviluppa e si fa conoscere ancora di più l'importanza dello sport di base e si mettono in rete tutti i protagonisti e gli attori istituzionali sportivi che hanno contribuito alla scrittura del dossier e alla designazione dell'Italia da parte del Comitato olimpico internazionale. Questo sia per le Olimpiadi, che per le Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Lo stesso ragionamento vale per le ATP Finals di Torino, che - anche in questo caso - porteranno nella città grandi investimenti e, soprattutto, i più grandi tennisti di tutto il mondo, che si sfideranno tra loro dal 2021 al 2025. Pertanto, credo che oggi questa sia una bella notizia, un modo di dimostrare che crediamo nella forza e nella bellezza dei nostri territori e che abbiamo l'orgoglio di essere italiani perché il Comitato olimpico internazionale ha scelto queste Regioni e città che ci daranno luce nell'intero mondo. Per questo, noi dobbiamo fare bene, costruire strutture moderne, abolire le barriere architettoniche e lasciare i territori più attrezzati e accoglienti. Oggi ringraziamo davvero tutto lo sport italiano: il CONI, con il presidente Malagò, il Governo, le istituzioni locali e regionali e tutti coloro che hanno creduto in queste candidature. Alla Camera dei deputati il provvedimento in esame è stato approvato quasi all'unanimità e mi auguro che lo stesso possa accadere anche qui in Senato, magari togliendo quel «quasi» e approvandolo davvero all'unanimità. Colleghe e colleghi, credo che se la politica diventa questa, anche quando parliamo di grandi eventi sportivi, allora è una buona politica perché sceglie di avere una visione, un'idea e un progetto di rilancio per il nostro Paese; vuol dire davvero investire nel bene più prezioso che abbiamo, che è il patrimonio culturale e infrastrutturale del nostro Paese. Per tutte queste ragioni, Italia Viva esprime convintamente il voto favorevole. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, discutiamo di questo provvedimento in un momento drammatico per la nostra Nazione, in cui l'Italia e gli italiani vivono un sentimento di paura per la propria salute, il proprio futuro e il posto di lavoro. Oltre al contagio di questo maledetto virus, noi viviamo anche il terrore del contagio economico che farà molto male all'Italia e agli italiani. I dati sono devastanti: una perdita di 10 punti percentuali del nostro prodotto interno lordo; una disoccupazione che arriverà a dei picchi che la nostra Nazione probabilmente non ha mai conosciuto; una desertificazione del nostro sistema produttivo (le parlo, signor Ministro, da imprenditore); un aumento esponenziale della povertà. Vogliamo però essere positivi e ricordare che anche la Gran Bretagna, dopo la guerra mondiale, anche grazie al contributo delle Olimpiadi riuscì a uscire da una grave crisi economica. Grazie a Dio, Milano e Cortina, città che si trovano in due delle Regioni più colpite da questo virus, potranno contare sulle Olimpiadi e sulle Paralimpiadi e questo è molto importante. Vogliamo quindi dire agli italiani che non devono ritenere questi eventi così lontani nel tempo: il 2026 ci sembra molto lontano, mentre abbiamo paura di come vivremo questo 2020. Noi vogliamo dire agli italiani che questi eventi partono da oggi, perché bisognerà cominciare da subito a organizzarli, in quanto si faranno delle importanti infrastrutture (penso soprattutto alla rete ferroviaria), quindi saranno un grande volano per l'economia, con la creazione di migliaia di posti di lavoro e un impatto economico importante. Cerchiamo di essere positivi, ogni tanto, in questi momenti assolutamente drammatici. Le Olimpiadi, però, non si possono soltanto considerare da un punto di vista economico, per quanto sia importante, ma le dobbiamo anche vedere da un punto di vista emotivo, perché saremo ancora più orgogliosi di essere italiani, avremo ancora più passione e orgoglio di appartenenza, avremo ancora più voglia di vedere il nostro Tricolore e di ascoltare il nostro inno nazionale quando i nostri sportivi - come ci auguriamo - saranno sul gradino più alto del podio. Vorrei quindi tornare a quel momento di grande entusiasmo di quel giugno, quando tutti avevamo un sentimento di orgoglio, di appartenenza e di fiducia, e ricordare, non per tornare sugli errori del passato e senza voler recriminare, che anche in quel momento c'erano grandi divisioni nel Governo e lei, signor Ministro, se le ricorderà: una parte di questo Governo faceva parte anche di quello precedente, in cui c'erano visioni diverse, uno la pensava in una maniera, un altro nell'altra. Però siete stati bravi, perché siete riusciti a trovare la sintesi: avete messo insieme il sistema politico col sistema territoriale e con quello sportivo e tutti insieme, signor Ministro, abbiamo portato a casa un risultato importante e che forse oggi è più importante di quanto tutti noi pensavamo. Signor Ministro, noi esseri umani non impariamo dal passato. Noi esseri umani, signor Ministro, sappiamo che da soli non vinciamo mai; da soli - lei lo saprà - non si vince nell'amore, non si vince nella famiglia né nel lavoro: e come può pensare che in politica, in questi momenti drammatici, oggi possiate vincere da soli? Guardiamo al passato, ma non per recriminare; perché noi siamo patrioti, non siamo disertori: noi di Fratelli d'Italia sappiamo che stiamo combattendo una guerra e vorremmo partecipare, perché siamo abituati a metterci la faccia, a indossare la maglia della nazionale, quella di colore azzurro e non del colore del nostro partito. Allora vi chiedo: perché non avete imparato da questa esperienza che può vincere soltanto la squadra, signor Ministro? Perché oggi volete andare avanti da soli e oggi venite in Aula e sui provvedimenti importanti ponete la questione di fiducia? Non si fa così, signor Ministro; non vincerà la nazionale della nostra Nazione, non si potrà vincere e non potete vincere da soli. Tornando all'importante decreto-legge in esame, dobbiamo anche ricordare come si erano comportati il Comitato olimpico internazionale (CIO) e la ATP Finals: c'era un po' di pregiudizio e l'Italia ha dovuto conquistare la propria credibilità. Oggi dobbiamo ricordarci di questo e anche tenere a mente che tutti noi dobbiamo semplicemente organizzare al meglio questi grandi eventi sportivi, signor Ministro.