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ai commi 1024 e 1025 del suddetto articolo è stabilito che i finanziamenti di cui al comma 1023 sono finalizzati anche alla realizzazione di interventi di completamento di opere in corso, di attuazione di accordi di programma e di attuazione di piani di recupero di beni demaniali dismessi e che le attività di ottimizzazione dei flussi veicolari logistici nel porto di Genova, di cui all'articolo 6 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109 erano affidate, per l'anno 2019, al commissario straordinario per la ricostruzione, Marco Bucci, sindaco di Genova; appurato che, in base al successivo comma 1026, fra le attività di cui al comma 1025 è, in particolare, ricompresa la progettazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento, a cui venivano assegnate, per l'anno 2019, risorse per il valore di 2 milioni di euro, si chiede di sapere: se le risorse messe a bilancio per la progettazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento siano già state utilizzate e in che misura; a che punto sia la progettazione; quale sia il cronoprogramma di realizzazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento. Atto n. 4-05016 PIARULLI CROATTI DONNO L'ABBATE LANZI MANTOVANI PRESUTTO ROMANO TRENTACOSTE VACCARO Ai Ministri dell'interno e della difesa Premesso che: a seguito della relazione del primo semestre del 2020 elaborata dalla Direzione investigativa antimafia (DIA) è emersa la presenza di numerosi gruppi criminali in molti comuni situati a nord della città di Bari come, Corato, Molfetta, Andria, Altamura e paesi limitrofi; sempre nel rapporto della DIA viene illustrato come, in provincia di Bari, i traffici di droga continuino a costituire la principale fonte di introiti per i clan della provincia, nel cui ambito dimostrano particolare spregiudicatezza e, se del caso, efferatezza. Inoltre, il territorio della provincia di Bari continua a essere interessato anche da continue rapine e scippi, un vero e proprio metodo di approvvigionamento di liquidità ben collaudato dalle organizzazioni criminali; in relazione alla situazione emergenziale data dalla pandemia, per ciò che concerne il territorio pugliese, secondo la DIA i settori nei quali potrà emergere maggiormente il rischio di infiltrazioni mafiose saranno, per quanto riguarda il nord della Puglia, l'agroalimentare e il comparto della miticoltura, mentre su tutto il territorio ne risentiranno il settore turistico-alberghiero e della ristorazione, così come esposti sono i servizi di raccolta rifiuti, specialmente quello dei rifiuti speciali di provenienza ospedaliera; come suggerito dalla DIA: "Una particolare attenzione deve essere rivolta, sul piano sociale, al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. È evidente che le organizzazioni criminali hanno tutto l'interesse a fomentare episodi di intolleranza urbana, strumentalizzando la situazione di disagio economico per trasformarla in protesta sociale, specie al Sud. Parallelamente, le organizzazioni si stanno proponendo come welfare alternativo a quello statale, offrendo generi di prima necessità e sussidi di carattere economico"; considerato che: con l'atto di sindacato ispettivo 4-01695, presentato nel maggio 2019, la prima firmataria del presente atto aveva segnalato ai Ministri pro tempore dell'interno e della difesa, l'urgente necessità di intervenire al fine di prendere provvedimenti indifferibili, chiedendo un potenziamento dei livelli di sicurezza sul territorio tramite una maggiore presenza delle forze armate, a causa della molteplicità degli eventi delittuosi occorsi presso i comuni a nord di Bari, in particolare presso la città di Corato, Altamura, Andria, trattandosi di centri urbani di grandi dimensioni (dai 50.000 abitanti in su); l'andamento generale della delittuosità registrata nel contesto territoriale, i dati rilevati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale hanno fatto emergere un incremento dei reati consumati, soprattutto per quanto riguarda i furti e i danneggiamenti; la tipologia degli episodi di carattere delittuoso più diffusa resta quella dei reati contro il patrimonio (per lo più furti di autovetture in abitazioni o box ), consumati prevalentemente nelle fasce orarie notturne, a cui si aggiungono i danneggiamenti a seguito di incendio di auto parcheggiate in strada; tale mancanza di sicurezza, oltre ad incidere sull'incolumità delle persone, incide anche sulle attività imprenditoriali del territorio, rischiando di essere queste isolate ed in situazione di gravissima difficoltà, si chiede di sapere se e quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di garantire sicurezza e legalità a tutti i cittadini del comune di Corato e dei paesi limitrofi, sia attraverso nuove assunzioni tra le forze dell'ordine, sia attraverso l'operazione "strade sicure", secondo quanto stabilito dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178. Atto n. 4-05017 DELL'OLIO FEDE SANTILLO DI GIROLAMO CROATTI PIRRO PAVANELLI ROMANO MANTOVANI PRESUTTO Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a causa del COVID-19, mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale (DPI) faranno parte per molto tempo del nostro corredo giornaliero, quali prodotti di salvaguardia della salute e tutela delle relazioni sociali e lavorative; da quanto si evince da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera" in data 28 febbraio 2021, sono stati effettuati dei test su un numero rilevante di mascherine di provenienza extra-europea, marchiate FFP2, con codice 2163 dell'ente certificatore turco Universalcert, le quali non avrebbero superato test fondamentali, previsti dalle UNI 149; qualora i risultati di tali test fossero confermati, tali DPI, in circolazione in Italia, non solo non offrirebbero la prevista protezione, ma potrebbero essere complici di ulteriore contagio; altra vicenda agli onori della cronaca è quella dei diffusissimi dispositivi "U-Mask", per i quali l'AGCM ha avviato un procedimento istruttorio per contestare le attività di promozione e di vendita, in quanto sorretti da pubblicità ritenuta ingannevole (non sono registrati come DPI, ma come dispositivi medici di classe I) e privi di comprovata efficacia protettiva; tali notizie portano alla ribalta potenziali anomalie strutturali dei sistemi di certificazione che minano la credibilità di DPI e mascherine, nonché degli ingenti sforzi economici e psicologici che vengono richiesti a cittadini, lavoratori e imprenditori; al di là delle necessarie indagini e verifiche circa le varie responsabilità, questi DPI sono oramai sul mercato italiano e potrebbero essere solo una minima parte dei prodotti importati, sulla base di controlli esclusivamente cartacei, che, in alcuni periodi, hanno ingiustamente mandato in tilt anche gli efficienti sistemi italiani di controllo doganale;