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Nello specifico, per effetto della modifica introdotta, il silenzio assenso si formerà non più in centottanta giorni bensì in sessanta giorni dalla presentazione delle istanze, in modo da realizzare una concreta semplificazione dell'attività burocratica a mezzo dello snellimento dei tempi ad essa connessi. Art. 4. - (Disposizioni in materia di contratti agrari) Il comma 1 al fine di riaffermare l'importanza di una efficace assistenza delle parti contraenti in ipotesi di sottoscrizione di accordi collettivi in materia di contratti agrari, di cui all'articolo 45 della legge 3 maggio 1982, n. 203, introduce un criterio in grado di consentire agli interessati di avvalersi, ai fini della predisposizione e sottoscrizione di tali accordi in deroga, di organizzazioni effettivamente rappresentative degli interessi del settore agricolo e che siano qualificate anche in virtù del fatto di poter contare su un sistema organizzato di società di servizi dalle stesse costituito. Il comma 2 è finalizzato a limitare l'ambito soggettivo di applicazione degli istituti della prelazione e del riscatto agrari, introducendo quale requisito qualificante in capo ai coltivatori diretti che intendano far valere detti diritti potestativi l'iscrizione nel registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio da almeno due anni dal momento in cui tali diritti possono essere fatti valere. Art. 5. - (Delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di agricoltura e pesca) Il comma 1 reca il conferimento al Governo di una delega per la semplificazione e il riassetto della normativa vigente in materia di agricoltura e pesca, con esclusione di quella in materia di controlli sanitari, da esercitare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Il comma 2 detta i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo si dovrà attenere nell'esercizio della delega. Si prevede in particolare la ricognizione e l'abrogazione espressa delle disposizioni oggetto di abrogazione tacita o implicita, nonché di quelle che siano prive di effettivo contenuto normativo o siano comunque obsolete; l'obbligo di organizzare le disposizioni per settori omogenei o per materie, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse; il coordinamento delle disposizioni, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; la risoluzione di eventuali incongruenze e antinomie tenendo conto dei consolidati orientamenti giurisprudenziali. Si prevede inoltre la semplificazione dei procedimenti amministrativi di competenza statale con l'obiettivo di ridurre i termini e ampliare le ipotesi di silenzio assenso, al fine di agevolare in particolare l'avvio dell'attività di impresa. Per i procedimenti amministrativi di competenza degli enti territoriali si prevede il ricorso a procedure pattizie per raggiungere analoghi obiettivi, anche attraverso il ricorso a meccanismi di tipo premiale; la revisione delle disposizioni in materia di controlli anticontraffazione e sulla qualità dei prodotti al fine di coordinare l'attività dei diversi soggetti istituzionalmente competenti sulla base della normativa vigente ed evitare duplicazioni. Si prevede infine la semplificazione della disciplina prevista per il conseguimento dell'abilitazione all'utilizzo delle macchine agricole. Il comma 3 detta le disposizioni procedurali per l'adozione dei decreti legislativi e prevede il parere obbligatorio della Conferenza Stato-regioni e delle competenti Commissioni parlamentari. Il comma 4 disciplina il caso in cui le Commissioni parlamentari non si siano espresse nei termini previsti, conferendo al Governo il potere di procedere anche in mancanza del parere. Il comma 5 contiene la clausola di invarianza finanziaria. Art. 6. - (Disposizioni per il sostegno dell'agricoltura biologica) Il settore del biologico è gravato da numerosi adempimenti burocratici che derivano in primo luogo dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220. Nel corso di questi anni sono intervenute numerose modifiche della normativa europea. Il quadro legislativo nazionale è rimasto immutato anche se numerosi decreti ministeriali, nei possibili ambiti di applicazione, hanno comunque cercato di trovare delle soluzioni che potessero allineare il quadro italiano di riferimento alla normativa europea. Il comma 1 è quindi volto ad abrogare gli articoli 6, 7, 8 e 9 al fine di adeguare gli adempimenti degli operatori all'intervenuta legislazione europea. Le disposizioni di cui ai commi da 2 a 5 sono volte a sviluppare il processo di dematerializzazione, già avviato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dei procedimenti amministrativi per il riconoscimento dello status di operatore biologico e per la costituzione dell'elenco pubblico degli operatori previsto dall'articolo 92- ter del regolamento (CE) n. 889/2008. Attraverso l'informatizzazione è possibile ridurre gli adempimenti burocratici e semplificare le procedure, al fine di consentire uno sviluppo del settore del biologico in Italia, garantendo strumenti adeguati per i controlli. Al fine di non vanificare la semplificazione, le regioni, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, devono altresì garantire, attraverso la disposizione di cui al comma 5, la necessaria cooperazione tra il SIB (Sistema informativo per il biologico) e i sistemi informatici regionali. Titolo II - Disposizioni per la razionalizzazione e per il contenimento della spesa pubblica Art. 7. - (Delega al Governo per il riordino, la soppressione e la riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e per il riordino dell'assistenza tecnica agli allevatori) Il comma 1 reca la delega al Governo per l'emanazione, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di uno o più decreti legislativi relativi al riordino degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che non potranno essere più di tre. Il comma 2 reca la fissazione dei princìpi e dei criteri direttivi per l'emanazione dei decreti. In particolare si stabilisce che l'obiettivo della riforma è il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica nonché garantire una maggiore efficacia all'azione svolta dagli enti strumentali del Ministero in sostegno dell'agricoltura. Il comma 3 detta le disposizioni procedurali per l'adozione dei decreti legislativi e prevede il parere obbligatorio della Conferenza Stato-regioni e delle competenti Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Il comma 4 disciplina il caso in cui le Commissioni parlamentari non si siano espresse nei termini previsti, conferendo al Governo il potere di procedere anche in mancanza del parere. Il comma 5 prevede in ogni caso l'adozione dei decreti trascorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 4. Il comma 6 prevede la possibilità entro un anno dall'emanazione del primo decreto legislativo di adottare ulteriori decreti legislativi correttivi e integrativi. Il comma 7 reca la clausola di invarianza finanziaria. Titolo III - Disposizioni per la competitività e lo sviluppo delle imprese agricole e agroalimentari Art. 8.