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Dobbiamo dircelo che l'Esecutivo di Mario Draghi, con tutti i limiti della sua formula, sulla pandemia ha garantito un'organizzazione efficiente dopo aver ereditato un disastro; ha portato a termine con il generale Figliuolo la campagna vaccinale; ha riaperto il Paese. Sulla guerra ha riaffermato per l'Italia un ruolo preminente nel concerto euro-atlantico. Sull'inflazione ha posto le basi - sperando che la giornata di oggi non le demolisca - affinché, fra taglio del cuneo fiscale e strumenti come il salario minimo, l'autunno possa essere un po' meno caldo (e non mi riferisco alla carenza di gas). In questo quadro, chi non considera la politica una risorsa privilegia la sola logica di parte a scapito addirittura delle proprie potenziali alleanze. Cosa che da avversari può anche non dispiacerci, tuttavia è avvilente che di fronte a situazioni di dissenso il primo pensiero non sia quello di candidarsi a governare credibilmente in maniera diversa ma assumere posizioni distruttive pur di racimolare qualche voto. Perché le posizioni distruttive, appunto, distruggono tutto. Presidente, colleghi, questo è il momento della responsabilità. Ci permettiamo di fare un appello anche alla razionalità, che di certo appartiene a tanti esponenti di un movimento forse acefalo, non solo per garantire una maggioranza a questo Esecutivo nei numeri, ma per corrispondere alla natura di un Governo istituzionale. Per noi questo Governo deve andare avanti. Votare non è un dramma, ma alla scadenza elettorale siamo sostanzialmente arrivati e, se ci si arriverà mandando il Paese a gambe per aria, rischiamo che il voto non sia il momento nel quale i cittadini possono attribuire la loro rappresentanza e quella rappresentanza governare, ma il presupposto perché la politica venga di nuovo commissariata e si debba di nuovo ricorrere a qualche riserva della Repubblica. Chi oggi distrugge sappia che si assume la responsabilità di distruggere anche la fisiologia democratica per il prossimo futuro; e farlo in nome di una presunta "purezza" è persino surreale. Noi, quelli della vecchia politica, abbiamo infatti sostenuto lealmente il Governo Draghi senza le cosiddette poltrone, pur avendo tutti i numeri per rivendicarle. In alcuni momenti, signor Presidente, signori del Governo, quella rappresentanza negata non ci ha particolarmente gratificati. Ma la politica è degna di questo nome se sa far convivere un'etica della convinzione con un'etica della responsabilità. A proposito di convinzioni, mi rivolgo idealmente al presidente Draghi per dirgli con chiarezza: lei finora, in particolare in questi giorni, ha manifestato quali siano le sue convinzioni, anche su come ci si comporta in politica e all'interno delle istituzioni. Noi abbiamo condiviso le sue convinzioni. Questa però, presidente Draghi, è l'ora della responsabilità. Per tutti, anche per lei. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signora Presidente, signor Sottosegretario, signor Ministro, colleghe e colleghi, mi atterrò al merito del provvedimento aiuti, che stanzia, in un momento di crisi importante, oltre 19 miliardi solo per il 2022. Lascerò poi al mio Capogruppo l'intervento in dichiarazione di voto per le considerazioni politiche. Con una guerra a tre, quattro ore da qua, la prospettiva di crescita e di ripresa post-pandemica è stata messa in grosso dubbio. Ci sono evidenti pressioni inflazionistiche, confermate dall'Istat e confermate, per quanto riguarda l'economia americana, proprio ieri dai dati consolidati. Ci sono gravi rischi per la catena di forniture internazionali. In buona sostanza, c'è una situazione di fortissima incertezza sui mercati, che porta a fare stime di crescita al ribasso e stime di crescita dell'inflazione al rialzo. La Commissione europea ha invitato tutti i Paesi, Italia compresa, a ricalibrare le politiche economiche che sono state messe in atto in questi ultimi due anni in seguito alla pandemia, indirizzandole maggiormente verso la stabilità dei prezzi e la protezione sociale delle fasce più a rischio per via dell'inflazione. Si tratta di investimenti che devono essere indirizzati a ridurre la dipendenza dei Paesi europei, Italia compresa, dalle risorse energetiche della Russia. Per quanto riguarda l'Italia, nel 2021 l'economia è andata bene, la produzione è rimbalzata al +6,6 per cento, ma nella seconda metà del 2021 l'aumento dei prezzi dei fattori di produzione e i colli di bottiglia dal lato dell'offerta hanno iniziato a pesare sulle attività industriali, aggiungendosi ad un rapido e incontrollato aumento dei prezzi dell'energia che ha intaccato il potere d'acquisto delle famiglie e delle fasce più deboli della nostra popolazione. Le previsioni di crescita, quindi, sono molto modeste e l'economia dovrebbe ritornare a crescere in modo più sostenuto forse il prossimo anno, grazie ai fondi finanziati dal Recovery and resilience facility dell'Unione europea. È prevista una crescita del nostro prodotto interno lordo al 2,6 per cento nel 2022, essenzialmente a causa di un trascinamento generato dalla solida crescita del 2021. La situazione è molto preoccupante e in questo momento gli aggettivi che possono riguardare l'azione politica sono quelli testé richiamati: la responsabilità, la lealtà e la correttezza. Responsabilità, lealtà e correttezza che noi di Forza Italia abbiamo dimostrato sin da subito, anche in posizione di opposizione all'inizio di questa legislatura, ma in questo Governo Draghi partecipando attivamente e fattivamente a questa maggioranza politica. Presidente Draghi, non si stanchi: il Paese in questa fase e in questo contesto ha bisogno della sua guida autorevole, che si propone anche come leader a livello europeo, vista la grave crisi di rappresentanza politica degli altri Paesi. Il richiamo alla lealtà e alla correttezza da parte di Forza Italia viene confermato da tutte le iniziative che i nostri rappresentanti al Governo e i nostri membri nelle varie Commissioni hanno portato. Entrando nel merito del decreto aiuti, contiene interventi - già citati dai colleghi prima di me - in vari settori: ricordo, perché ci sta particolarmente a cuore, l'aiuto che è stato dato al settore della pesca, un settore molto importante che sta attraversando un periodo di crisi veramente pesante e non governabile, essenzialmente dovuto all'aumento del costo dei carburanti. Praticamente è un decreto omnibus che contiene misure urgenti in materia di politiche energetiche, a sostegno della produttività delle imprese e per l'attrazione di investimenti, in materia di politiche sociali e vi è anche una previsione per quanto riguarda gli effetti della crisi della guerra in Ucraina. Si è poi messo mano al reddito di cittadinanza: spero che prima o poi questa storia del reddito cittadinanza sia chiarita, perché c'è un reddito di emergenza per chi è in crisi nel Paese e non ci deve essere un reddito per chi non accetta offerte di lavoro. Ci sono interi comparti di lavoro stagionale nel settore del turismo e della ristorazione che, a causa dei picchi produttivi delle aziende, non trovano manodopera. Anche la politica dei flussi dall'estero, signor Sottosegretario, va monitorata. Ci sono aziende che stanno aspettando la prossima stagione dei raccolti dell'agricoltura: