[pronunce]

Secondo l'art. 138, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo 1998. n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L 15 marzo 1997, n. 59), tale ambito materiale sarebbe di competenza esclusiva dello Stato ed inciderebbe sui livelli essenziali delle prestazioni, di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), Cost. Le disposizioni impugnate, pertanto, ad avviso dell'Avvocatura generale dello Stato, disciplinerebbero la pianificazione del ruolo del personale docente che, al pari del reclutamento, rientrerebbe nell'assetto organizzativo della scuola, ascrivibile alla categoria delle norme generali sull'istruzione; di conseguenza, tale meccanismo sarebbe parte delle «strutture portanti» del sistema nazionale dell'istruzione, che richiedono un'applicazione unitaria sull'intero territorio nazionale. Secondo la difesa statale, inoltre, tali norme sarebbero attuazione dell'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost., e rispetterebbero il principio di leale collaborazione; il comma 66, in particolare, prevede che il decreto ministeriale di definizione degli ambiti sia emanato previo parere delle Regioni e degli enti locali. La norma opera nell'ambito dell'organizzazione degli uffici statali e non sarebbe necessaria la previsione dell'intesa. In conclusione, secondo la difesa statale, il meccanismo in esame completerebbe l'aspetto funzionale e teleologico dello strumento di organizzazione degli uffici, permettendo una migliore gestione degli esuberi, destinati ad essere riassorbiti non più nel ristretto ambito provinciale, ma regionale; esso consentirebbe, altresì, la realizzazione della continuità didattica. 23.- In riferimento all'art. 1, comma 126, la difesa statale deduce che si tratterebbe di una disciplina relativa al trattamento retributivo del personale docente, che è personale statale. Osserva, infatti, l'Avvocatura generale dello Stato che il successivo comma 128 inquadra il "bonus" quale componente della «retribuzione accessoria», rispetto alla quale le Regioni non avrebbero alcuna competenza. 24.- Quanto all'art. 1, commi 153 e 155, la difesa statale precisa che il comma 153 si limita a prevedere un decreto del Ministro dell'istruzione per il riparto tra le Regioni di risorse statali da destinare alla realizzazione di scuole innovative sotto il profilo tecnologico, architettonico e dell'efficientamento energetico. Pertanto, si tratterebbe di un semplice decreto rientrante nelle competenze dello Stato, che può ripartire le risorse sulla base di principi oggettivi. Il medesimo decreto fissa, inoltre, criteri uniformi su tutto il territorio nazionale per l'acquisizione delle manifestazioni di interesse da parte delle Regioni. Secondo la difesa statale, non vi sarebbe alcun esercizio di funzione amministrativa da parte dello Stato. Le Regioni, infatti, conserverebbero il proprio potere di programmazione degli interventi sul territorio, essendo rimessa alla loro competenza l'individuazione delle aree di intervento sulle quali realizzare le scuole innovative finanziate con fondi statali. L'Avvocatura generale dello Stato osserva come il decreto ministeriale del 7 agosto 2015, n. 593 (Ripartizione delle risorse e definizione dei criteri per la costruzione di scuole innovative), abbia individuato criteri minimi e uniformi per le Regioni, consentendo, peraltro, che esse prevedano, nell'ambito della propria autonomia e delle proprie specificità territoriali, ulteriori criteri per l'individuazione delle aree di intervento, nel rispetto delle proprie competenze relative al governo del territorio. 24.1.- Quanto al comma 155, la norma, ad avviso della difesa statale, si porrebbe l'obiettivo di avviare una concorso di idee a livello nazionale, ai sensi dell'art. 108 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), finalizzato all'individuazione di modelli di scuole innovative sotto il profilo tecnologico ed architettonico e dell'efficientamento energetico. Secondo l'Avvocatura generale dello Stato, rientrerebbe nella competenza statale indire un concorso nazionale per progettisti per individuare modelli di scuole legate a ambienti didattici innovativi, nel rispetto dei principi generali sull'istruzione e salvaguardando, in ogni caso, le competenze di Regioni ed enti locali. Ma anche laddove si volesse far rientrare tale competenza nella potestà legislativa concorrente, il comma impugnato rispetterebbe comunque le competenze delle Regioni, perché prevede che esse individuino le aree nelle quali realizzare le scuole innovative; che il decreto di indizione del concorso di idee sia concertato in sede di Conferenza Stato-Regioni; che le aree oggetto di finanziamento vengano decise dalle singole Regioni nell'ambito del proprio potere programmatorio. Anche il principio di leale collaborazione, secondo la difesa statale, sarebbe rispettato, alla luce della giurisprudenza costituzionale secondo la quale, in casi del genere, sarebbe sufficiente il parere della Conferenza. Infine, secondo l'Avvocatura generale dello Stato, tali norme sono state vagliate in sede di Conferenza Unificata il 7 maggio 2015. In quella sede è stato espresso parere favorevole sul testo del disegno di legge governativo, che, con riguardo ai commi impugnati, non ha subito significativi cambiamenti in sede di approvazione parlamentare. 25.- In riferimento all'art. 1, comma 162, la difesa statale osserva come tale disposizione riguardi il monitoraggio di risorse statali assegnate alle Regioni, rispetto alle quali le Regioni stesse non hanno mai fornito dati nonostante le richieste dell'amministrazione. Ad avviso dell'Avvocatura generale, sarebbe evidente come il monitoraggio delle risorse pubbliche costituisca un principio generale del nostro ordinamento, sancito anche dal d.lgs. n. 229 del 2011, che impone stringenti obblighi di rendicontazione delle risorse pubbliche, al fine di garantire il rispetto dei principi di razionalizzazione, efficientamento e contenimento della spesa pubblica, oltre che costituire principio contabile e di buona amministrazione, rientrante nella competenza esclusiva dello Stato. In ragione di ciò, secondo la difesa statale, sarebbe obbligo dello Stato garantire l'osservanza di questi principi e perseguire l'obiettivo di un'esatta cognizione dell'utilizzo delle risorse pubbliche anche da parte delle Regioni e degli enti locali, indipendentemente dalla destinazione delle stesse. Il comma impugnato, inoltre, prevede un termine perentorio per comunicare gli esiti del monitoraggio al Ministero dell'istruzione. Le Regioni devono evidenziare eventuali economie delle risorse statali maturate all'esito dell'attuazione degli interventi di edilizia scolastica per i piani degli anni 2007-2008-2009 e quest'attività, ad avviso della difesa statale, rientra nelle normali attività di monitoraggio sull'uso delle risorse pubbliche, di competenza esclusiva dello Stato.