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In assenza di una definizione, con il termine « infrastruttura finanziaria », quale attività di rilevanza strategica e degli attivi strategici, si sono intese comprendere le istituzioni, le informazioni, la tecnologia, le reti, gli impianti, le istallazioni e, appunto, le « infrastrutture » fisiche e tecnologiche che consentono le operazioni nel settore finanziario; le infrastrutture, cioè, che consentono alle famiglie, alle imprese e alle autorità una gestione dei flussi informativi funzionali allo svolgimento di qualsiasi attività finanziaria, nonché il pagamento e la consegna in modo sicuro ed efficiente di azioni, titoli di debito e altri strumenti finanziari negoziati sui mercati finanziari. In quest'ambito, particolare preoccupazione destano le strategie adottate dai grandi fondi di investimento o da istituzioni finanziarie estere nei confronti dei settori bancari e assicurativi. Le relazioni dei servizi segreti al Parlamento degli ultimi anni hanno già evidenziato la fragilità del comparto creditizio e finanziario italiano e hanno posto l'accento sul rischio che il settore diventi facile preda di speculazioni. Nei portafogli di banche e assicurazioni, infatti, si trova la maggiore parte dei titoli pubblici con i quali lo Stato assicura il suo sostentamento (circa 300 miliardi di euro nei bilanci delle assicurazioni e 455 miliardi nelle banche) e il risparmio degli italiani che fa gola a molti operatori stranieri e che, nonostante la crisi abbia assottigliato la capacità delle famiglie di mettere soldi da parte, resta ancora un asset rilevante e assolutamente strategico per il Paese. Si rende, dunque, opportuno estendere l'esercizio del golden power anche al settore bancario, creditizio e assicurativo, che assume senza dubbio rilevanza di interesse nazionale svolgendo un'importantissima attività di intermediazione nella gestione del debito pubblico essenziale per la stabilità finanziaria interna del Paese, anche alla luce delle proposte di riforma del Meccanismo europeo di stabilità (MES) – in particolare, quella Schauble-Scholz – sulla ponderazione dei titoli di Stato che potrebbe comportare la vendita da parte delle banche italiane di massicce quantità di titoli di Stato presenti nei propri portafogli, con conseguente crollo del prezzo e aumento del rendimento, aprendo la strada alla speculazione finanziaria sulle nostre banche e sul nostro debito pubblico e il venire meno della caratteristica di « risk free » per gli stessi titoli. Inoltre se le condizioni relative al debito pubblico si alterassero, le banche italiane sottoscriverebbero sempre meno debito pubblico, rendendo sempre più difficile il rinnovo dei titoli di Stato. Alla luce delle considerazioni fin qui svolte, con il presente disegno di legge si intende dare un contributo nelle direzioni indicate, in attesa che maturino i tempi per una riflessione più ampia sulla necessità di una riforma vera e propria dei servizi di sicurezza che riveda l'attuale divisione che potremmo definire geografica ormai superata dall'assenza di limiti oggettivi tra confini interni ed esterni (come dimostra, ad esempio, l'attività di cybernetica ) a favore di una più funzionale struttura unitaria che preveda divisioni per competenze in agenzie tematiche, anche al fine di evitare duplicazioni e facilitare l'attività di sorveglianza e di intervento. Il disegno di legge all'articolo 1, al fine di rafforzare l'attività di intelligence economica, allarga la composizione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'università e della ricerca e al Ministro o sottosegretario con delega al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) quando vengano trattate questioni inerenti la sicurezza nel campo economico produttivo e istituzionalizzando come necessaria la figura dell'autorità delegata che, nella legislazione vigente, è solo eventuale (oggi il Presidente del Consiglio dei ministri, ove lo ritenga opportuno, può delegare talune sue prerogative a un Ministro senza portafoglio o a un sottosegretario di Stato alla Presidenza). Si prevede, inoltre, che l'Autorità delegata partecipi alle riunioni del CIPE quando vengano trattate questioni che incidono, anche in maniera indiretta, sulla sicurezza nel campo economico produttivo. Al fine, poi, di consentire la costruzione di presìdi tecnici dedicati presso la Presidenza del Consiglio e la concentrazione in una sola sede dei vari step procedimentali e delle funzioni di studio, ricerca e attività pre-legislativa attinenti al tema della sicurezza nazionale, il disegno di legge istituisce due tavoli interistituzionali che prevedono la partecipazione dei rappresentanti del mondo economico produttivo e del mondo accademico e della ricerca, delle Autorità di garanzia, nonché dei massimi esponenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, al fine di creare l'uno una rete integrata che garantisca il massimo scambio di informazioni con funzioni di consulenza, proposta e confronto stabile volta a promuovere e tutelare le imprese nazionali e l'altro finalizzato alla promozione della cultura dell'interesse e della sicurezza nazionali. Si prevede, dunque, la creazione di due tavoli strategici nazionali di cui siano parte il Governo, i vertici del sistema di sicurezza nazionale e le imprese, che indirizzino verso un'azione dello Stato mirata non solo alla mera fase di difesa rispetto a scalate straniere ostili ma che, al contrario, possa promuovere e tutelare le imprese nazionali nella loro affermazione su scala globale. L'articolo 2 estende l'esercizio del potere speciale del Governo (il golden power ) al settore del credito, assicurativo e finanziario, al fine di tutelare gli interessi nazionali, il risparmio degli italiani e la stabilità finanziaria dello Stato. L'articolo 3 estende il golden power anche ai soggetti interni all'Unione europea. L'articolo 4 prevede una più incisiva partecipazione del Parlamento nel sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e l'introduzione di una legge annuale per la sicurezza nazionale. A tal fine si anticipa al mese di gennaio la presentazione della relazione che il Governo trasmette alle Camere sulla politica dell'informazione per la sicurezza e sui risultati ottenuti, compreso il documento di sicurezza nazionale, concernente le attività relative alla protezione delle infrastrutture critiche materiali e immateriali nonché alla protezione cibernetica e alla sicurezza informatica. Le Camere sono chiamate tempestivamente ad esprimersi con appositi atti di indirizzo, secondo le norme dei rispettivi regolamenti affinché poi il Governo presenti un disegno di legge annuale per la sicurezza nazionale, al fine di rispondere alle esigenze emerse dalla relazione annuale, volte a garantire la piena funzionalità del sistema di sicurezza nazionale.. 1 (Autorità delegata e composizione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) 1 Alla legge 3 agosto 2007, n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: « , ove istituita, », ovunque ricorrano, sono soppresse; b all'articolo 3, comma 1, le parole: « , ove lo ritenga opportuno, può delegare » sono sostituite dalla seguente: « delega »; c all'articolo 3, dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1- ter .