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Signor Presidente, devo dire la verità: ho estrema difficoltà nell'intervenire stamane sul disegno di legge in discussione. Ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato al dibattito, che è stato molto interessante, però devo dire la verità: non gliene frega niente a nessuno, forse neanche a noi stessi. Ringrazio il Sottosegretario per la gentilezza e il garbo con cui ci ascolta, ma francamente è un tema del tutto fuori luogo. Sembrano passati secoli da quando i colleghi 5 Stelle facevano le dirette Facebook qui dentro per denigrare e vituperare quest'Aula: oggi, non gliene frega niente neanche a loro di quello di cui stiamo parlando. Sono poco presenti, molti saranno al bar, alla buvette a prendersi un caffè , perché sanno che questo è un argomento che non ha alcun senso istituzionale. (Commenti dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. Colleghi! SACCONE (FI-BP) . Colui che parla dimostra di esserci, ma la presenza non vuol dire interessamento al dibattito. Lei stessa, Presidente, ci ha poc'anzi sollecitati: uscite, se non siete interessati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qui non gliene frega niente a nessuno della riduzione del numero dei parlamentari. Mi perdonerà chi ci ascolta, soprattutto gli studenti e il pubblico, ma questa è l'ennesima... anzi, non lo dico a questo punto, volgendo lo sguardo al pubblico, di cui ho ancora più rispetto: questa è l'ennesima manovretta elettorale in funzione del consenso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non so come chiamare il signore che era presente prima: portavoce, capo dei portavoci, Ministro per le relazioni? Non lo so, perché stiamo lavorando per annullare il Parlamento, e poi c'è un Ministro che viene qui ogni tanto e ci degna della sua presenza: il Ministro Fraccaro. Tutte le interviste relative a questo grande provvedimento della riduzione dei parlamentari, che il popolo italiano attende con ansia, cominciano con: «Ridurremo di 80 milioni di euro». Prima, quando si stava all'opposizione, erano 300 milioni di euro; poi sono diventati 100 milioni, durante la campagna elettorale; adesso, abbiamo scoperto che la riduzione dei parlamentari si riduce a un risparmio di 60 milioni di euro. Quando tutti gli incipit delle interviste di un Ministro della Repubblica cominciano con questa roba, vuol dire che il Parlamento non ha più senso. I Padri costituenti hanno dato la vita per quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Ripeto: hanno dato la loro vita, le loro speranze, le loro battaglie. Si immagini se come primo problema si fossero posti non che cosa dovesse fare il Parlamento, non che idea avessero della partecipazione democratica, ma quanto costasse la democrazia. Si immagini se quei giovani avessero avuto questo in mente. Questa è la classe politica che abbiamo, cari concittadini: il primo problema è come si tagliano i costi, perché non gliene frega niente di che cosa deve fare il Parlamento. Se avessero avuto uno straccio di idea di cosa debba fare un senatore, di come debba al meglio rappresentare il suo popolo sovrano, avrebbero dovuto partire da un progetto organico di quello che deve essere lo svolgimento della democrazia in questo Paese. E invece loro partono, come al solito, dalle scorciatoie. Attenzione, oggi siete al Governo. Questa roba qui non funziona più. Sul discorso delle fiducie, ricordo la collega Taverna - che non so dove sia - quando faceva la diretta, scandendo: «La fiducia!». Quella roba oggi, se la dovesse rifare - non so se abbia la stessa dignità di quando era all'opposizione - e dovesse ripeterla, la seguirebbero lei e sua madre, forse. Perché sul popolo italiano questa roba oggi non intacca più: i cittadini italiani vorrebbero risposte concrete sulla loro vita quotidiana. Noi oggi affrontiamo questo tema, questo dibattito. C'è un maestro, che è il vice presidente Calderoli, che conosco da tanti anni per le sue battaglie politiche. È stato Ministro della semplificazione e ricordo ancora quando diede fuoco a centinaia e centinaia di leggi, se non sbaglio, nel cortile di Palazzo Chigi; forse lì c'era un senso, c'era un progetto organico: c'era la devolution , uno Stato federale che doveva gestire i rapporti in un modo diverso. Qui non c'è niente, non c'è nulla. Andiamo dall'opinione pubblica, facciamo vedere che siamo bravi, tagliamo un po' di costi. Ma guardate che possiamo anche ridurci a dieci parlamentari, cinque al Senato e cinque alla Camera e chiudiamo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il primo partito in Italia non sarà più tale, questa è una scommessa che faccio: alle prossime elezioni europee, sono sicuro che quel partito non sarà più il primo. Ma già lunedì credo che avremo qualche colpo di scena, perché questa roba non intacca. Lo dico con molta franchezza: andiamo avanti, riduciamoci, se il primo partito in Italia è gestito da una società. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non prendiamoci in giro: è gestito da una società. Loro non hanno alcun potere di iniziativa parlamentare; ci sono quattro o cinque persone che decidono tra loro, poi danno la direttiva e pagano la Casaleggio Associati e ogni anno il fatturato della Casaleggio Associati cresce. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dieci anni fa la Casaleggio Associati non esisteva, come molti, mentre oggi è una grande azienda che fa lobby e grandi convention e come fa a fare questo? Per i suoi meriti o perché ha in mano un Gruppo parlamentare che rappresenta il 30 per cento del Parlamento? Ovviamente perché ha un Gruppo parlamentare che rappresenta il 30 per cento. Cari amici del pubblico, vi consiglio di comprare dei titoli nobiliari, perché stiamo tornando al Parlamento votato per censo. Se hai i soldi, vieni eletto. Se non hai soldi, c'è chi ti comanda e tu, popolo sovrano, pensi e ti illudi di contare di più, mentre conterai sempre meno. Quando la democrazia si riduce a un dibattito legato a quanto costa o non costa, è finita e non ha più senso che esista. L'ha detto prima benissimo il collega Errani. Se non ci sono un progetto di visione e partecipazione e un'idea di Repubblica democratica, non ha senso neanche il Parlamento e qui manca questo. Signor Presidente, le posso dire che, clamorosamente, saranno loro i primi a rendersene conto, perché questa visione manichea della partecipazione democratica alla fine si ritorcerà contro di loro. Li andranno a prendere sotto casa, glielo garantisco. Siamo di fronte a baggianate, che possono avere la vestale di un'essenza estetica, ma nella sostanza non c'è nulla. Riduciamoci allora, facciamo bene a ridurci, ma - ripeto - io non voglio essere governato e preferisco tornare a lavorare in azienda, con il mio stipendio e la mia professionalità maturata in tanti anni sul campo.