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forse vi siete resi conto che l'idea, in onore della campagna elettorale, di portare i cittadini italiani a uno scontro totalmente perdente non fa bene al Paese? Devo capire così? Ormai la verità sta in poco posto, al di là di tutti i numeri. Lo spread produce un rischio di credit crunch per le imprese, un danno per i risparmiatori e un danno per il costo degli interessi per lo Stato. Signor Ministro, state tornando indietro? Al di là delle sue opinioni personali, lei qui ha parlato a nome del Governo oppure no? Non vorrei che il tentativo che ora state facendo sia sostanzialmente questo: allunghiamo i tempi, aspettiamo le elezioni europee e le correzioni si faranno dopo. Tutto ciò sarebbe un atto gravemente irresponsabile nei confronti del popolo e dei cittadini italiani. Ministro, noi le presentiamo una risoluzione dove sostanzialmente le sue idee potrebbero essere ricomprese. Nella risoluzione diciamo due cose molto chiare. Innanzitutto, bisogna spostare le spese in deficit sugli investimenti, come ha detto lei. In secondo luogo, bisogna che questi investimenti siano immediatamente realizzabili. Ministro, mi consenta di dirle che non basterà il nucleo nazionale; dovete cambiare la legge di bilancio e produrre uno sforzo per mettere in condizione gli enti locali, le Regioni e il sistema della pubblica amministrazione di realizzare investimenti con un grande piano sulle opere per la messa in sicurezza del territorio e un piano di assunzioni. Ciò può consentire di invertire la deriva recessiva che la vostra manovra rischia di avere intrapreso. Ministro, attendiamo segnali un po' più concreti. Il vice presidente Salvini dice che la manovra non c'è finché non è approvata in Parlamento. Ci dobbiamo attendere che in terza lettura farete le modifiche per arrivare fino alle elezioni europee oppure avrete il coraggio di dire che avete fatto un errore grave nel costruire una manovra senza una strategia chiara e un confronto e che avete rivolto insulti gravi alla Commissione che non porteranno nulla a questo Paese, se non danni per i cittadini e le imprese? (Applausi dal Gruppi Misto-LeU e del senatore Bressa) . UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, abbiamo ascoltato con interesse le sue parole, che purtroppo non ci convincono. Tuttavia, le riconosciamo uno stile e una compostezza che nel rapporto con l'Unione europea ci piacerebbe vedere anche in molti dei suoi colleghi. Oggi l'Unione europea chiede all'Italia responsabilità sulla manovra di bilancio e sulla gestione complessiva dei nostri conti, perché, come ha ricordato il Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, i Paesi con un alto debito sono vulnerabili. Ci vuole quindi prudenza, soprattutto quando la situazione dell'economia internazionale vede diverse minacce. E poi c'è anche un tema di rispetto delle regole: altri Paesi lo seguono, perché per l'Italia non dovrebbe valere? Signor Ministro, noi crediamo che questo Governo si dovrà impegnare per ritrovare considerazione in ambito comunitario. Questo atteggiamento di scontro, unitamente a una manovra basata su nuovo debito, ci ha isolati anche all'interno dei cosiddetti amici sovranisti di questo Governo, che si sono espressi a favore di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Ma ciò che dovrebbe preoccupare tutti è non solo la posizione in Europa, ma anche la reazione dei mercati. Lo spread è passato da 130 a quota 300 e, come lei ha ammesso alla Camera dei deputati, la principale conseguenza sarà l'aumento del costo dei nuovi mutui e la difficoltà di accesso al credito per le imprese. La Banca d'Italia ha calcolato che, con questa vostra politica, gli interessi sul nostro debito sono aumentati di 1,5 miliardi quest'anno e aumenteranno di ben 14 miliardi per i prossimi due anni. Tutta questa situazione sta generando incertezza e paura nei risparmiatori. Non a caso, la settimana scorsa, con la vendita dei BTP nazionali, sono stati prestati dai risparmiatori allo Stato appena 2,3 miliardi di euro, mentre nel maggio scorso la cifra era pari a 7 miliardi e nel 2013 a 20 miliardi. Questi dati la dicono lunga sulla vostra strategia economica. Oggi annunciate di voler rivedere al ribasso le cifre della manovra. Tuttavia, a mio avviso, la questione non è di decimali, in quanto legata all'impostazione stessa della manovra, perché non basterà spostare alcuni miliardi sulla crescita e sullo sviluppo se prima non si mettono in campo riforme significative, in grado di dare senso anche a misure come il reddito di cittadinanza. Siccome voi parlate sempre di un piano che punta al lungo termine e alla durata dell'intera legislatura, in questo primo anno avreste dovuto aggredire la burocrazia, procedere con una riforma della giustizia, semplificare l'accesso al credito e tagliare le tante leggi inutili di cui avete parlato durante la campagna elettorale. Insomma, occorreva e occorre rendere più snello e agile il sistema Italia e, in una seconda fase, procedere con la messa in circolo di risorse che avrebbero avuto quell'effetto moltiplicatore di cui voi tanto parlate. Purtroppo, invece, voi introducete oggi il reddito di cittadinanza e lo fate in un Paese in cui i centri per l'impiego sono in una condizione disperata, senza computer , personale adeguato e la messa in rete di tutte le informazioni. Fate tutto questo in un Paese dove ancora forte è il lavoro in nero e, prima, ci sarebbe voluta una forte iniziativa per contrastarlo. Dubito pertanto che questa saprà essere una misura attiva per il lavoro e credo che porterà solamente nuovo debito pubblico, senza aiutare la gente a migliorare le proprie condizioni. Per questo motivo, l'invito che facciamo è a rivedere il più possibile una manovra che sarà deleteria per i nostri conti pubblici e non porterà abbastanza benefici alla crescita. Tutti gli organismi internazionali dicono che l'economia italiana frenerà e non si capisce come mai sia solo il Governo a fare stime così diverse da tutti gli altri. Signor Ministro, Google Trends ci dice che la parola « spread » ha superato nelle ricerche sulla rete le espressioni «reddito di cittadinanza» e « flat tax », diventando la più importante delle ultime settimane. L'incertezza e il timore che le cose vadano peggio stanno prendendo il posto delle attese per le promesse elettorali. Ascoltate allora il consiglio di Tsipras, che sa di cosa parla, e abbandonate una manovra che, nel suo insieme, poggia su una visione di corto respiro che non guarda al futuro. L'oggi al posto del domani è stato il vizio peggiore della politica italiana. Per questo si continui il dialogo con l'Europa e si imbocchi con convinzione la strada della responsabilità anche nei confronti delle future generazioni e dell'interesse generale. Per questo motivo il nostro Gruppo esprimerà voto favorevole sulle proposte di risoluzione nn. 2 e 4, rispettivamente a prima firma Marcucci e Bernini, e voto contrario sulle altre. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE.