[pronunce]

Il Presidente del Consiglio dei ministri deduce che la predetta norma, nel disporre che le gestioni del servizio idrico restano affidate agli attuali gestori, impedisce l'affidamento secondo le procedure di evidenza pubblica previste dalla legislazione statale, attuativa di quella comunitaria, ponendosi in contrasto, segnatamente, con l'art. 23-bis, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, e con l'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 168 (Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell'articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), nonché con i princìpi comunitari a tutela della concorrenza e del mercato. 3.2.- Anche se in base al comma 2 del medesimo art. 36 gli effetti della disposizione in oggetto sono limitati al termine del 31 dicembre 2011, al comma 1 la norma regionale pone una presunzione assoluta, in via legislativa, di insussistenza delle «caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale» idonee per il ricorso al mercato per gli affidamenti delle gestioni di servizio idrico. Di qui il prospettato contrasto con i commi 3 e 4 del succitato art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, i quali disciplinano un procedimento complesso in caso di ipotizzata insussistenza delle condizioni economiche, sociali e ambientali, richiedendo - tra l'altro - il parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Pertanto, l'art. 36, dettando disposizioni difformi dalla normativa statale di riferimento, lederebbe la competenza esclusiva dello Stato nella materia tutela dell'ambiente e dell'ecosistema di cui all'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., nonché la competenza del legislatore statale nella materia tutela della concorrenza di cui all'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. 4.- L'art. 47, nel prevedere disposizioni in materia di personale, dispone che la Giunta regionale, entro 90 giorni dall'approvazione della legge, attua i piani di cui all'art. 3, comma 94, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008). Ciò significa che il legislatore regionale avrebbe esteso al 2011 l'efficacia della normativa statale sulla progressiva stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio con contratto a tempo determinato e del personale con contratti di collaborazione coordinata e continuativa in essere alla data di entrata in vigore della legge succitata, ancorché limitatamente all'ambito della programmazione triennale dei fabbisogni per gli anni 2008, 2009 e 2010. Così disponendo ulteriori stabilizzazioni di personale precario al di fuori delle procedure ordinarie e concorsuali di accesso al pubblico impiego, il legislatore regionale violerebbe i princìpi di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione di cui agli artt. 3 e 97 Cost. Inoltre, la norma in esame impingerebbe nella materia di legislazione concorrente - ex art. 117, terzo comma, Cost. - del coordinamento della finanza pubblica, vulnerandone i princìpi di attuazione, in quanto introduttiva, senza alcuna intesa con lo Stato, di una disciplina che, prevedendo un piano di stabilizzazione del personale precario anche per l'anno 2011, incide sul sistema generale della finanza pubblica. 5.- L'art. 55 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011 riguarda la lotta all'abusivismo nell'edilizia residenziale pubblica e dispone, al comma 1, che al fine di eliminare il fenomeno delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, le Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale Pubblica (di seguito ATER), presentano entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un piano redatto d'intesa con i Comuni interessati e le autorità di pubblica sicurezza competenti. In tal modo, ad avviso del ricorrente, il legislatore regionale eccederebbe dalla propria competenza ed invaderebbe la competenza esclusiva dello Stato in materia di organizzazione amministrativa dello Stato stesso di cui all'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost. Infatti, anche alla luce di quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 134 del 2004), il legislatore regionale non può prevedere unilateralmente la possibilità di redigere un piano d'intesa con le autorità di pubblica sicurezza. Poiché la forma di collaborazione con le autorità statali di pubblica sicurezza, prevista dalla norma in esame, non trova fondamento in leggi statali che la regolino o la consentano, né in un accordo tra gli enti interessati, ma è disposta unilateralmente, l'impugnato art. 55 si porrebbe in contrasto con l'art. 160 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), il quale, nel disciplinare le competenze dello Stato, dispone, al comma 2, che l'ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza resta disciplinato dalla legge 1° aprile 1981, n. 121 (Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza), che a sua volta individua, ai fini della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, le forze di polizia. 6.- L'art. 63 prevede, al comma 1, che le concessioni regionali e comunali in essere alla data di entrata in vigore della legge sono prorogate fino al 30 giugno 2011. Così disponendo, la norma regionale in esame urterebbe contro l'art. 23-bis, comma 8, lettera e), del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, come modificato dall'art. 1, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, il quale prevede che il termine per la proroga delle concessioni è fissato al 31 marzo 2011.