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Onorevoli colleghi, c'è un altro punto su cui vorrei attirare la vostra attenzione. Le nostre opposizioni in Commissione, in Assemblea e ovunque ci rimproverano di fare propaganda. Oggi il senatore Nannicini, che saluto e che ho imparato a conoscere e apprezzare nel lavoro di Commissione, con grande lucidità ha ammesso che la propaganda, come del resto l'ostruzionismo, è un dato fisiologico del processo politico e che la si è sempre fatta. Quindi, perché rimarcarla? Credo che ci sia un'intenzionalità maliziosa nei nostri riguardi. Vi propongo una moratoria, non so se si può fare per decreto... PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Faraone). Senatore, per cortesia. Invito i senatori Questori a rimuovere il cartello. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . In Commissione il senatore Faraone ha avuto un comportamento specchiato. Sta ai nostri elettori giudicare se le politiche proposte dal Governo siano mera propaganda. Gli elettori sono in grado di farlo. In passato lo hanno fatto ed è per questo che, il 4 marzo scorso, la maggioranza è cambiata. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Quindi, non vi preoccupate, lasciate che siano gli elettori a valutare se è propaganda. PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Faraone). Senatore, qui non stiamo scherzando, quindi sia rispettoso. FARAONE (PD) . Ma di cosa? BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi avvio a concludere in anticipo. Io personalmente non so se il provvedimento in esame sia un grande o piccolo passo. So che è sicuramente un passo nella direzione giusta. È per questo che mi accingo a votare favorevolmente insieme al Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S e del senatore La Pietra. Molte congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD). PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, signori Ministri del Governo... (Il microfono funziona ad intermittenza). Signor Presidente, ho qualche difficoltà tecnica con il microfono. È la conseguenza dello stare all'opposizione. Io pensavo che fosse per il Governo, visto che vedo una forte rappresentanza di una metà del Governo. Chiedo scusa al ministro Stefani e al ministro Centinaio, ma nell'immediato è presente la metà della parte di Governo del MoVimento 5 Stelle. Quindi - ahimè - all'opposizione il microfono funziona così. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, attenendomi alle considerazioni sul decreto-legge e alle premesse che spiegano l'iniziativa di questo provvedimento (che, a parere di Forza Italia, sono completamente sbagliate)... PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Faraone) Ma la vuole smettere? (Commenti dal Gruppo FI-BP). Senatore Pichetto Fratin, non mi riferivo a lei. Mi scusi. Il richiamo non era indirizzato a lei. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signora Presidente, io ho imparato ad avere il massimo rispetto per le istituzioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Non volevo interromperla. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Io fermamente credo che il ruolo del Parlamento, proprio perché si chiama Parlamento, sia anche quello di dibattito e di espressione di opinioni diverse. Quindi, nel momento in cui il Presidente mi dice: la vuole smettere, io la smetto. PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Pichetto Fratin. Ripeto che il richiamo non era indirizzato a lei. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Grazie, signor Presidente. Come stavo dicendo, non c'è alcuna necessità di limitare l'utilizzo contrattuale rispetto ad altre forme, in quanto la precarizzazione in questo Paese non è causata - e non era causata - dall'impiego di alcune forme contrattuali rispetto ad altre, ma dal perdurare di una crisi economica che ormai si trascina da dieci anni. Quindi, le stesse premesse sono smentite dai numeri. Cifre che non fotografano, e non fotografavano, alcuna emergenza sul lavoro a termine e, quindi, alcuna impellenza (motivazione di decreto-legge) di correre dietro a un testo che è rimasto sostanzialmente immodificato rispetto al testo proposto dal Governo, salvo alcune modifiche (come il voucher ) alla Camera, almeno sul suo impianto che è fortemente punitivo e, a parere nostro, illiberale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qualcuno ha detto che si riapre un conflitto storico tra capitale e lavoro. Parte del dotto intervento che mi ha preceduto richiama a tutto ciò. Lascio a chi lo vorrà di approfondire questa parte. Noi, come forza politica responsabile, abbiamo ascoltato le parti sociali, con giudizi molto negativi, da parte di tutte le parti sociali, anche di quelle parti sociali che non rappresentano la grande impresa o solo la grande impresa. Ad una disciplina complessa, che coinvolge gli interessi dei lavoratori e delle imprese, si è risposto con norme improvvisate che non necessitavano di alcuna urgenza. I numeri che ci ha presentato la relazione tecnica iniziale, che prospettava la perdita di ottomila contratti di lavoro, sono certamente stimati per difetto. E nonostante questo, e forse è la prima volta che abbiamo assistito a ciò, la relazione è stata fatta da un ente che dipende direttamente dal Ministro proponente il decreto-legge. Di una cosa siamo sicuri. Al di là delle stime, la sola disincentivazione del lavoro a tempo determinato, attraverso i meccanismi di penalizzazione che abbiamo letto, non produrrà nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. In tanti hanno sostenuto, anche in questa Aula, che, al contrario, andasse incentivato il lavoro a tempo indeterminato. La Camera, giustamente, ha prorogato gli incentivi fino ai trentacinque anni. Ma ci viene da pensare: e quelli oltre i trentacinque anni, visto che la nuova crisi l'abbiamo sui cinquantenni? Le imprese, però, aspettano un intervento duraturo sul cuneo fiscale, che dovrebbe essere la priorità e il cui meccanismo dovrebbe essere universale e non settoriale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il ministro Di Maio ha annunciato nell'Aula del Senato che saranno stanziate maggiori risorse per favorire i contratti a tempo indeterminato. Attendiamo, così come attendiamo da parte sua anche una valutazione su dove reperire le risorse. Certamente questa sarà una valutazione sulla legge di bilancio. Non entro adesso nel merito del 3 per cento e del rapporto con l'Unione europea. È una partita che, peraltro, ci vede aperti a valutazioni se si parla di investimenti, perché forse la regione più forte per rendere competitivo il nostro Paese sta proprio negli investimenti e nel completare, con tutte le verifiche che il Governo ritiene, le grandi infrastrutture digitali e materiali. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quando si parla di TAV, non si parla della Torino-Lione, ma della Pechino-Kiev-Lisbona. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) .