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In materia economica, gli ambiti di cooperazione bilaterale sono approfonditi con specifiche disposizioni in materia di servizi finanziari (articolo 24), di dialogo sulla politica economica (articolo 25), e in ambito fiscale, mediante l'impegno delle Parti ad applicare i principi di buon governo, a sviluppare un adeguato sistema normativo e a combattere le pratiche fiscali riconosciute dannose (articolo 26). In materia di politica industriale, attenzione prioritaria viene riservata dalle Parti all'obiettivo di migliorare la competitività delle piccole e medie imprese (PMI), di promuoverne la responsabilità sociale, l' accountability e le pratiche commerciali responsabili, tra cui il consumo e la produzione sostenibili, tenendo in debito conto la dimensione del consumatore. Viene infine incoraggiato il rafforzamento delle relazioni dei settori privati delle Parti nelle opportune sedi, esistenti o di futura istituzione (articolo 27). L'importanza collegata al ruolo delle nuove tecnologie per lo sviluppo economico e sociale è alla base dell'impegno delle Parti a cooperare e coordinare le rispettive politiche in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), con specifico riferimento al dialogo regionale, alla promozione della ricerca e di progetti comuni, ai delicati profili di sicurezza, alla diffusione di nuove tecnologie (articolo 28). Anche nei settori degli audiovisivi e dei media (articolo 29) e in quelli delle scienze, della tecnologia e dell'innovazione (articolo 30), viene incoraggiata la cooperazione mediante attività congiunte, incluse quelle di formazione e di ricerca, l'intensificazione delle relazioni tra i rispettivi operatori, la mobilità. Analoghe previsioni disciplinano le materie dell'istruzione e della cultura, individuano modalità e strumenti per espandere la comprensione e la conoscenza delle rispettive culture, tra le quali: i) la realizzazione di iniziative comuni (anche nella cornice della Fondazione Asia-Europa); ii) lo scambio di informazioni, know how , studenti, esperti, giovani, giovani lavoratori e risorse tecniche, iii) la cooperazione tra i rispettivi istituti di istruzione, anche mediante programmi per agevolare la mobilità degli studenti e dei ricercatori, come il programma Erasmus Mundus o analoghi programmi (articolo 33). Nel settore dell'energia (articolo 31), la cooperazione delle Parti è rivolta in particolare alla diversificazione dell'approvvigionamento, all'utilizzo razionale, al trasferimento di tecnologie, al contrasto ai cambiamenti climatici, alla promozione della concorrenza. A tal fine, vengono incoraggiati i contatti tra organismi nazionali competenti con l'obiettivo di promuovere attività comuni di ricerca, anche in materia di sicurezza e protezione nucleare. In base all'articolo 32, che prevede l'intensificazione del dialogo in tutti i settori pertinenti della politica dei trasporti, le Parti si propongono di migliorare la circolazione delle merci e dei passeggeri, di promuovere la sicurezza e la protezione dell'ambiente, standard operativi elevati e una maggiore efficienza degli strumenti attuali. Menzione specifica viene riservata allo scambio di informazioni sulle rispettive politiche in materia di trasporti, all'uso di sistemi globali di navigazione satellitare, all'avvio di specifici dialoghi nel settore del trasporto aereo e marittimo, all'applicazione delle norme di sicurezza ed antinquinamento nel rispetto delle convenzioni internazionali di cui le Parti sono firmatarie. Gli articoli 34 e 35 riflettono il rilievo attribuito dalle parti alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche in linea con l'approccio degli Accordi di libero scambio dell'Unione europea cosiddetta « di nuova generazione », incluso l'Accordo di libero scambio tra Unione europea e Singapore (che prevede un capitolo specificamente dedicato). L'Accordo illustra pertanto l'impegno delle Parti a tutelare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali e la diversità biologica, quale presupposto dello sviluppo e della prosperità delle generazioni future, incoraggiando la condivisione delle migliori pratiche in settori quali: i cambiamenti climatici e l'efficienza energetica; le tecnologie pulite e rispettose dell'ambiente, in particolare quelle sicure e sostenibili; lo sviluppo della capacità di negoziare e attuare accordi multilaterali in materia di ambiente; l'ambiente costiero e marino; il contrasto del disboscamento illegale e del commercio del relativo legname e la promozione della gestione sostenibile delle foreste (articolo 34). Nell'articolo 35, l'impegno delle Parti nel settore dell'occupazione e degli affari sociali investe in particolare la dimensione regionale e sociale, la salute e la sicurezza sul lavoro, la parità di genere, il lavoro dignitoso e il dialogo sociale, al fine di potenziare la dimensione sociale della globalizzazione, secondo un'esigenza ripetutamente ribadita da parte italiana in seno alle competenti assise europee. Nel rispetto degli obblighi derivanti dalla loro adesione all'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), le Parti si impegnano altresì a rispettare, promuovere e applicare i diritti fondamentali nel lavoro, quali la libertà di associazione e il riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva, l'eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio, l'abolizione effettiva del lavoro infantile, e l'eliminazione della discriminazione in materia di impiego e di occupazione. Le Parti riaffermano il proprio impegno a ratificare e applicare le convenzioni fondamentali dell'OIL e a prendere in considerazione la ratifica e l'effettiva applicazione di altre convenzioni dell'OIL. In materia di sanità, l'articolo 36 definisce l'impegno delle Parti a cooperare trattando tra l'altro le principali malattie trasmissibili, come l'HIV/AIDS, l'influenza aviaria e altre influenze con potenziale pandemico, le principali malattie non trasmissibili e i relativi fattori di rischio, anche mediante lo scambio di informazioni, la realizzazione di progetti comuni, la collaborazione per l'individuazione precoce, la prevenzione e il controllo, nonché mediante accordi internazionali in materia sanitaria, inclusi quelli già in essere di cui è necessario promuovere piena e tempestiva applicazione. Secondo quanto previsto dall'articolo 37, le Parti si adoperano a promuovere la cooperazione statistica, mentre con l'articolo 38 sostengono il dialogo con la società civile, stante il contributo prezioso che essa può assicurare al processo di dialogo e cooperazione previsto dall'Accordo in oggetto. Titolo VII. Strumenti di cooperazione Con riferimento al conseguimento degli obiettivi di cooperazione stabiliti dall'Accordo, l'articolo 39 impegna le Parti a mettere a disposizione i mezzi necessari a tal fine, risorse finanziarie incluse, compatibilmente con le rispettive risorse e le rispettive normative, mentre l'articolo 40 instaura tra le Parti un dialogo regolare sulle rispettive politiche di aiuto allo sviluppo. Titolo VIII. Quadro istituzionale Il Comitato misto previsto dall'articolo 41, composto da rappresentanti delle Parti e copresieduto da un rappresentante per ciascuna parte, si riunisce di norma una volta ogni due anni, alternativamente a Singapore e a Bruxelles, e può essere convocato dalle Parti di comune accordo anche in via straordinaria. Tale Comitato garantisce il buon funzionamento e la corretta applicazione dell'Accordo, stabilisce le priorità in relazione agli obiettivi dello stesso e formula raccomandazioni per promuoverne gli obiettivi.