[pronunce]

4.5.2.- Né sussiste alcuna indebita parificazione tra la disciplina in esame e quella relativa al rilievo dell'incompetenza per territorio o derivante dalla connessione di cui all'art. 21, commi 2 e 3, cod. proc. pen.: ché, anzi, le due discipline sono in grado di operare in perfetta simmetria, imponendo in particolare alle parti di eccepire immediatamente già nel corso dell'udienza preliminare - ove celebrata - le eventuali violazioni delle regole rispettivamente presidiate che le parti siano in grado di allegare. Restando ferma, comunque, l'esigenza di una interpretazione costituzionalmente orientata di entrambe le discipline, nel senso indicato dalle Sezioni unite, rispetto a tutti i profili che le parti non siano in grado di eccepire nel corso dell'udienza preliminare, conseguenti in particolare ad eventuali modifiche delle imputazioni operate dal giudice dell'udienza preliminare nel decreto che dispone il giudizio, ovvero a errori compiuti nella stessa vocatio in ius contenuta nel decreto medesimo. 4.5.3.- Né, infine, può ritenersi che la disciplina in esame ponga irragionevolmente a carico delle parti l'onere di eccepire, in via preventiva, una violazione soltanto futura delle regole sul riparto di attribuzione, violazione che si renderebbe attuale soltanto nel momento del decreto che dispone il giudizio. Non può affermarsi in via generale, infatti, che le regole in materia di competenza o di attribuzione siano per la prima volta applicate con la vocatio in ius contenuta nel decreto di rinvio a giudizio. Le regole in questione già operano, invece, nel momento della richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero; e ciò non solo ai fini della determinazione del giudice dell'udienza preliminare competente per territorio, ma anche in relazione alla sussistenza di ragioni di connessione ritenute dal pubblico ministero, ex art. 12 cod. proc. pen. , che possono giustificare il contestuale rinvio a giudizio di più imputati per un unico reato (lettera a), di un unico imputato per più reati (lettera b), o di più imputati per più reati (lettera c). Queste stesse ragioni di connessione, infatti, possono a loro volta determinare modifiche all'ordinaria competenza per materia o per territorio (artt. 15 e 16 cod. proc. pen.), nonché all'attribuzione della cognizione al tribunale in composizione collegiale o monocratica (art. 33-quater cod. proc. pen.). Analogamente, la presenza - tra i reati contestati - di uno o più che comportano l'attribuzione della cognizione al tribunale in composizione collegiale ai sensi degli artt. 33-bis o 33-ter cod. proc. pen. , anche solo per effetto della contestazione di una circostanza aggravante, già implica la necessaria conseguenza che, in caso di rinvio a giudizio, la causa sarà attribuita al tribunale in composizione collegiale. In situazioni siffatte, non può ritenersi irragionevole la scelta legislativa di porre a carico dell'imputato l'onere di eccepire immediatamente l'erroneità di quelle scelte compiute dal pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio, da cui deriverebbero necessariamente le conseguenze previste dalla legge in relazione alla competenza o all'attribuzione della cognizione della causa: ad esempio, negando che sussista connessione tra i reati contestati nell'unica richiesta di rinvio a giudizio, ovvero sostenendo l'insussistenza della circostanza aggravante ipotizzata dal pubblico ministero che determina l'attribuzione della causa al tribunale in composizione collegiale. Pertanto, l'onere imposto dalla disposizione censurata non è quello di formulare una eccezione "preventiva" relativa a una «futura e ipotetica violazione degli artt. 33 bis, 33 ter e 33 quater c.p.p.», come sostenuto dal rimettente; bensì quello di opporsi sin da subito a scelte già in effetti operate dal pubblico ministero, con conseguente obbligo, per il giudice dell'udienza preliminare, di fornire subito una puntuale risposta a tale eccezione. 4.6.- Per le medesime ragioni non sussiste la lamentata lesione del diritto di difesa di cui all'art. 24 Cost. La lettura fornita dalle Sezioni unite della disposizione censurata assicura che l'imputato abbia l'onere di formulare, in udienza preliminare, soltanto le eccezioni relative a profili che siano già desumibili dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero - ovvero dalle eventuali modificazioni dell'imputazione avvenute in contraddittorio durante l'udienza preliminare -; e non già, dunque, quelle che concernano profili desumibili per la prima volta dal decreto di rinvio a giudizio, rispetto ai quali l'onere di eccezione non potrà che essere posposto all'inizio del dibattimento. 4.7.- Infine, la predetta interpretazione costituzionalmente conforme dell'art. 33-quinquies cod. proc. pen. ne esclude ogni profilo di contrarietà con il principio del contraddittorio, fondato sugli artt. 111, secondo comma e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6, paragrafo 3, CEDU, consentendo all'imputato di interloquire - a seguito della proposizione tempestiva dell'eccezione - su tutti i profili dai quali dipende l'attribuzione della causa alla cognizione del tribunale in formazione collegiale o monocratica.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 33-quinquies del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 101, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Nocera Inferiore con l'ordinanza indicata in epigrafe; 2) dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 33-quinquies cod. proc. pen. , sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 111, secondo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6, paragrafo 3, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), dal Tribunale ordinario di Nocera Inferiore con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 dicembre 2023. F.to: Augusto Antonio BARBERA, Presidente Francesco VIGANÒ, Redattore Roberto MILANA, Direttore della Cancelleria Depositata in Cancelleria il 22 dicembre 2023 Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA