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Con riguardo al vincolo di riservatezza sui lavori dell'eurosummit, si ricorda inoltre che, ai sensi delle norme per l'organizzazione dell'attività degli eurosummit, le deliberazioni dei vertici sono coperte dal segreto professionale. Pertanto, non è possibile fornire al pubblico resoconti né verbali dei lavori e delle discussioni delle riunioni degli eurosummit. In riferimento a quanto citato nella premessa dell'interrogazione, si rappresenta che, nella lettera del 5 dicembre 2019 del presidente dell'eurogruppo Centeno al presidente dell'eurosummit Charles Michel, il primo dichiara che, sulla base dell'ampio accordo raggiunto nel giugno 2019, l'eurogruppo ha continuato a lavorare sul pacchetto completo di riforme del meccanismo europeo di stabilità (MES), sull'ulteriore rafforzamento dell'unione bancaria e sulle questioni in sospeso inerenti lo strumento di bilancio per la convergenza e la competitività per l'area euro. Con specifico riguardo al meccanismo europeo di stabilità (MES), in quell'occasione l'eurogruppo ha raggiunto un accordo di massima, con riserva ovviamente di concludere poi le procedure nazionali, su un pacchetto di documenti correlato alla sua riforma. Riguardo gli altri aspetti inerenti l'approfondimento dell'unione economica e monetaria e, in particolare, dell'unione bancaria, sono state evitate decisioni sulla modifica del trattamento prudenziale dei titoli di Stato detenuti dalle banche. Rispetto all' European deposit insurance scheme, il cui acronimo ormai famoso è EDIS, il negoziato è stato rilanciato e proseguirà nel corso dei prossimi mesi. Nonostante i già citati obblighi di riservatezza, comunque l'esito dell'eurosummit del 13 novembre 2019 è chiaramente desumibile dallo statement pubblicato al termine del vertice. In tale statement non è citata alcuna finalizzazione del pacchetto di riforma del MES, bensì si legge che è stato dato mandato all'eurogruppo di proseguire i lavori con riserva della conclusione delle procedure nazionali e di continuare a lavorare su tutti gli elementi inerenti l'ulteriore rafforzamento dell'unione bancaria su base consensuale. Tale esito - se mi permettete, per nulla scontato - costituisce, oltre che un indubbio successo, anche un punto di forza per l'Italia e si pone in coerenza con la logica di pacchetto, affermata poi nella risoluzione parlamentare di maggioranza che è stata approvata l'11 dicembre 2019. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-P.S.I.) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Bagnai, per due minuti. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Primo Ministro, non so se lei abbia mai voluto essere un buon avvocato per il popolo italiano, ma sicuramente non è stato, qui in quest'Aula, ciò che evidentemente desidera essere, e cioè un buon avvocato del progetto europeo. La sua risposta è insoddisfacente e mette inutilmente in cattiva luce l'Unione europea, che viene dipinta come un progetto politico, in cui i destini delle persone sono affidati a un organismo informale, a quattro amici al bar. Lei potrà pensarla così, ma sa benissimo che non la pensano così le autorità europee, a partire dall' ombudsman , che lei ha citato e che già più volte si è trovata ad affrontare questo tema. I documenti dell'eurogruppo sono documenti del Consiglio, come viene specificato anche nella risposta ricevuta dal dottor Grizzuti del quotidiano «La Verità», e quindi rientrano nel perimetro del regolamento n.1049/2001. La stessa tesi viene sostenuta nella lettera che l' ombudsman indirizza, il 14 marzo 2016, al Presidente dell'eurogruppo, dove si afferma inoltre che anche i documenti degli organi preparatori dell'eurogruppo - quegli organi tecnici, che ora si sono chiusi a riccio, dopo che qui, in quest'Aula, abbiamo sollevato il caso del MES - che il ministro Gualtieri chiamerebbe GSC ( General secretariat of the council ), EFC ( Economic and financial committee ), EPC ( Economic policy committee ) ed EWG ( Eurogroup working group) , sono anch'essi soggetti allo stesso regolamento e, quindi, è per essi richiesta la trasparenza. Quindi ci dispiace, ma non credo sia riuscito nel suo intento di nascondere il fatto che quella che lei ha definito logica di pacchetto, in effetti, si è dimostrata essere una logica - ahimè - di pacco. (I senatori del Gruppo L-SP-PSd'Az mostrano uno striscione con scritto «MES: dal pacchetto al pacco») . PRESIDENTE . No! Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,07, è ripresa alle ore 16,10). FANTETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Primo Ministro, vorrei attirare la vostra attenzione sul fenomeno di conseguenze epocali che sta caratterizzando le relazioni commerciali internazionali, con vere e proprie guerre commerciali che fanno primariamente capo alla decisione della Presidenza americana di superare il concetto del multilateralismo nel commercio internazionale, che faceva riferimento all'attività dell'Organizzazione mondiale del commercio, dove gli Stati Uniti impediscono di fatto il funzionamento della corte d'appello dell'organismo. Intervengo quindi per segnalare gli effetti che queste guerre hanno sulla nostra economia. Lo scorso 2 ottobre 2019, il WTO in prima istanza ha permesso agli Stati Uniti, condannando l'Unione europea, di imporre dazi doganali fino a 7,5 miliardi di dollari contro la politica di sostegno scorretto delle imprese europee nei confronti della Boeing per sostenere il consorzio Airbus. Da questa condanna deriva per l'Italia un danno che è stato quantificato nel frattempo in circa 468 milioni. L'Italia non fa parte notoriamente del consorzio Airbus, eppure viene penalizzata e colpita nei settori di eccellenza, in particolare quelli agroalimentari. Adesso il dipartimento del commercio americano ha concluso un ulteriore round di verifiche in questo ambito ed entro il 15 febbraio potrebbe estendere ulteriori tariffe doganali che andrebbero a colpire l' export italiano nei confronti degli Stati Uniti, per un ammontare molto superiore, fino a 3 miliardi di euro. Dette tariffe colpirebbero non solo i prodotti della filiera lattiero-casearia e del vino, ma anche altri prodotti di particolare eccellenza. A questo riguardo si vuole chiedere al Governo se, nell'ambito dei contatti bilaterali, sia stata rappresentata l'eccessiva penalizzazione dei prodotti italiani e se siano in atto interventi di sostegno delle imprese per evitare che le conseguenze delle misure restrittive imposte dagli Stati Uniti all'Unione europea ricadano indistintamente su tutti gli Stati membri dell'Unione europea, piuttosto che sui soli Paesi coinvolti nel contenzioso Airbus. Si chiede inoltre se siano in studio iniziative volte a scongiurare le perdite economiche che inevitabilmente deriverebbero dall'imposizione di ulteriori dazi, in particolare sulle produzioni dell'eccellenza agroalimentare italiana. PRESIDENTE. Il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri .