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Atto n. 4-05231 BOSSI Simone BERGESIO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il decreto direttoriale della Direzione generale per il patrimonio naturalistico 2 aprile 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 98 del 14 aprile 2020, attuativo del decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019, e la correlata tabella delle specie autoctone di interesse alieutico, in corso di adozione, hanno posto diverse criticità attuative; al sistema gestionale della pesca, professionale e dilettantistica sono connessi importanti interessi, pubblici e privati, contratti in essere e pratiche acquisite, che non possono essere interrotti in maniera improvvisa, e allo stesso modo non possono essere alterati gli equilibri dei territori che basano la loro economia su questa importante risorsa; con la prossima adozione della tabella delle specie autoctone correlata al decreto direttoriale si verrebbe a completare un quadro normativo che, senza che sia stata definita una congrua fase transitoria e, in alcuni casi, dall'oggi al domani, dovrebbe comportare l'interruzione dell'immissione nelle acque regionali di diverse specie che da sempre rappresentano un elemento fondante della funzionalità del sistema della pesca regionale; un esempio è l'immissione del coregone laverello e della trota fario, che avviene in modo capillare da oltre un secolo nelle acque lombarde, la quale proprio per effetto della normativa dovrebbe subire un'interruzione; è evidente che l'interruzione delle immissioni causerebbe danni gravissimi e irreparabili ad un comparto già in fase regressiva, gravato inoltre dei danni derivanti dall'attuale pandemia da COVID-19, nonché a tutto l'indotto, commercio e ristorazione compresi; da oltre un secolo la pesca dilettantistica nelle acque dei torrenti montani lombardi, che genera un indotto economico rilevante e coinvolge svariate decine di migliaia di appassionati, che danno vita ad un fitto reticolo associativo, si alimenta di immissioni di trota fario, che avvengono in pressoché tutti gli innumerevoli torrenti alpini di Lombardia, con esemplari prodotti in oltre 20 impianti ittiogenici di proprietà e gestione pubblica e privata; la stessa economia della pesca professionale lombarda, che conta circa 150 imprese e genera un indotto di alcuni milioni di euro, si basa prevalentemente sul prelievo di coregone lavarello, che rappresenta la quota maggiore del pescato professionale dei laghi di questa regione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, nelle more della presentazione e della valutazione delle richieste di deroga dell'applicazione del decreto direttoriale 2 aprile 2020, non intenda definire, in accordo con le Regioni, un congruo periodo transitorio che accompagni il sistema gestionale della pesca ed il suo indotto ad un graduale adeguamento della normativa nelle ipotesi di diniego, e permetta al contempo una corretta valutazione delle istanze di deroga; se, alla luce delle criticità espresse dalle Regioni, voglia concordare con esse le necessarie proposte di modifica del decreto direttoriale, al fine di non impattare, anche considerando le criticità legate alla diffusione del COVID-19, sull'economia dei territori a maggiore vocazione ittica, che basano la funzionalità del sistema gestionale della pesca sull'immissione, addirittura secolare, di specie alloctone. Atto n. 4-05232 CORTI Al Ministro dell'interno Premesso che: l'art. 16- bis del decreto-legge n. 76 del 2020, "decreto semplificazioni", intervenendo a modifica dell'articolo 14 della legge n. 53 del 1990, in materia di procedimento elettorale, ha ampliato l'elenco dei soggetti abilitati all'autenticazione delle sottoscrizioni in materia elettorale, includendo anche "gli avvocati iscritti all'albo che abbiano comunicato la loro disponibilità all'ordine di appartenenza, i consiglieri regionali e i membri del Parlamento"; le elezioni per le quali trova applicazione la previsione di cui al citato art. 14 sono, in particolare, ai sensi del comma 1, quelle: dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; dei membri del Parlamento europeo; degli organi delle amministrazioni comunali, delle Province e delle Città metropolitane; i referendum previsti dalla Costituzione; a norma del comma 2 dell'art. 14, l'autenticazione deve essere compiuta con le modalità previste dall'articolo 21, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, ovvero: a) l'autenticazione deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione stessa è stata apposta in sua presenza previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive; b) il pubblico ufficiale che autentica deve indicare le modalità di identificazione, la data e il luogo dell'autenticazione, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita nonché apporre la propria firma per esteso e il timbro dell'ufficio; in virtù della modifica introdotta dal menzionato art. 16- bis del decreto semplificazioni, è ragionevole supporre che l'apposizione di un "timbro dell'ufficio" debba trovare applicazione anche alle autenticazioni effettuate, d'ora in poi, anche da avvocati, deputati, senatori e consiglieri regionali chiamati ad autenticare; per effetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, si ricorda, sono state rinviate dal Consiglio dei ministri a dopo la prossima estate (si parla di una data compresa tra il 15 settembre ed il 15 ottobre 2021) tutte le elezioni amministrative (tra cui i Comuni di Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino), regionali (Calabria) e suppletive (Camera dei deputati, collegio di Siena); ad oggi ancora non sono chiare le modalità attuative delle disposizioni di cui al citato art. 16- bis , ovvero, in particolare, quale "timbro dell'ufficio" avvocati, deputati, senatori e consiglieri regionali dovranno o potranno utilizzare per le procedure di autenticazione che sono chiamati ad effettuare, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda emanare in tempi brevi e comunque in tempo utile per la prossima tornata elettorale 2021 un proprio provvedimento esplicativo dell'attuazione della norma estensiva dei soggetti abilitati all'autenticazione delle sottoscrizioni in materia elettorale. Atto n. 4-05233 DE CARLO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'articolo 113 del decreto legislativo n. 50 del 2016 (codice dei contratti pubblici), rubricato "Incentivi per funzioni tecniche", riproducendo analoghe disposizioni previgenti, consente, previa adozione di un regolamento interno e la stipula di un accordo di contrattazione decentrata, di erogare emolumenti economici accessori a favore del personale interno alle pubbliche amministrazioni per attività, tecniche e amministrative, nelle procedure di programmazione, aggiudicazione, esecuzione e collaudo (o verifica di conformità) degli appalti di lavori, servizi o forniture; il comma 2 prevede che: