[pronunce]

che, quanto al merito delle censure, l'Avvocatura generale dello Stato osserva anzitutto, in via generale, che l'art. 79, comma 3, dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige - il quale, secondo le ricorrenti, individua nell'accordo con il Ministro dell'economia e delle finanze l'unico strumento idoneo ad assicurare il concorso della Regione e della Provincia autonoma agli obiettivi di finanza pubblica - fa riferimento alle misure amministrative da adottare per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e non a quelle legislative, alle quali ultime si riferisce, invece, il secondo periodo del comma 4 dello stesso art. 79, secondo cui «La regione e le province provvedono alle finalità di coordinamento della finanza pubblica contenute in specifiche disposizioni legislative dello Stato, adeguando la propria legislazione ai principi costituenti limiti ai sensi degli articoli 4 e 5»; che, comunque, sempre ad avviso della difesa erariale, l'eccezionale necessità ed urgenza di far fronte ad una gravissima crisi economica consente di derogare «anche alle procedure statutarie, come alle altre sinanco costituzionali, in ragione dell'esigenza di salvaguardare la salus rei publicae e in applicazione dei principi costituzionali fondamentali della solidarietà economica e sociale (art. 2), dell'unità della Repubblica (art. 5) e della responsabilità internazionale dello Stato (art. 10)»; che, con riguardo all'impugnato comma 5 dell'art. 5 del decreto-legge n. 78 del 2010, la difesa dello Stato assume che detto comma non riguarda, in realtà, le strutture amministrative, ma solo quelle politiche e di governo, in quanto prevede una particolare ipotesi di incompatibilità per i titolari di cariche elettive, e, pertanto, può essere considerato un principio fondamentale della materia elettorale e ricondotto alla competenza legislativa statale di cui all'art. 122, primo comma, Cost.; che, comunque, la disposizione impugnata esprimerebbe anche un principio di coordinamento della finanza pubblica avente il suo fondamento nei princípi di «solidarietà, unitarietà e responsabilità, sanciti dalla prima parte della Costituzione» e, come tale, sarebbe autorizzata ad incidere sulla competenza legislativa residuale regionale in materia di organizzazione e funzionamento della Regione; che, in prossimità dell'udienza pubblica dell'8 giugno 2011, l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato una memoria illustrativa, unica per entrambi i ricorsi (oltre che per i ricorsi iscritti ai nn. 99, 102, 106 e 107 del 2010), nella quale ribadisce la richiesta di dichiarare la questione promossa inammissibile o infondata; che, in particolare, l'Avvocatura generale dello Stato ribadisce la natura di principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica dell'impugnato comma 5 dell'art. 5 del decreto-legge n. 78 del 2010; che, sempre in prossimità della medesima udienza pubblica, anche la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol ha depositato una memoria nella quale contesta la tesi della difesa del Presidente del Consiglio secondo cui la disposizione oggetto di censura stabilisce una particolare incompatibilità per i titolari degli organi elettivi ed è riconducibile alla competenza legislativa statale di cui all'art. 122, primo comma, Cost.; che, infatti, ad avviso della difesa regionale, la disposizione denunciata non ha nulla a che fare con le incompatibilità dei titolari di cariche elettive, che vengono semplicemente tenute «ferme», né con la materia elettorale, e non si rivolge ai titolari degli organi elettivi, ma alle amministrazioni che conferiscono loro degli incarichi, limitando la possibilità di compensarli; che emergerebbe chiaramente, perciò, la finalità della norma impugnata di contenere i costi - finalità perseguita, tuttavia, illegittimamente - con conseguente ripercussione sull'autonomia organizzativa della Regione, degli enti locali e delle camere di commercio; che con istanze depositate, rispettivamente, in data 20 maggio 2011 e in data 18 maggio 2011, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Provincia autonoma di Trento, dato conto dei contatti in corso con la Presidenza del Consiglio dei ministri al fine di una composizione consensuale delle controversie, hanno chiesto di rinviare a nuovo ruolo la discussione dei ricorsi; che l'Avvocatura generale dello Stato ha aderito a dette istanze a mezzo di due fax pervenuti, rispettivamente, in data 23 maggio 2011 e in data 19 maggio 2011; che, con decreto del 26 maggio 2011, il Presidente della Corte costituzionale ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della questione oggetto dei presenti giudizi (oltre che delle questioni promosse con i ricorsi iscritti ai nn. 96, 99, 102, 106 e 107 del 2010), fissandone la trattazione, con decreto del 21 giugno 2011, nell'udienza pubblica del 23 novembre 2011; che, in prossimità di tale udienza pubblica, l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato una memoria nella quale afferma che la disposizione denunciata attiene alla materia «ordinamento civile»; che, con decreto del 10 novembre 2011, il Presidente della Corte costituzionale ha disposto l'anticipazione della discussione dei presenti giudizi all'udienza pubblica del 22 novembre 2011; che, in data 9 novembre 2011, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, considerato che la legge regionale 14 dicembre 2010, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige - legge finanziaria), ha introdotto nell'art. 2, comma 7, ai sensi dell'art. 79 dello statuto speciale, misure idonee a realizzare finalità di contenimento della spesa, «precisando che tali misure tengono luogo, per la Regione, delle specifiche misure e disposizioni previste a tal fine dalla normativa statale, comprese quelle contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010», ha rinunciato parzialmente al ricorso in relazione all'impugnazione, tra gli altri articoli e per quanto qui interessa, dell'art. 5, comma 5, del decreto-legge n. 78 del 2010; che, sempre in data 9 novembre 2011, anche la Provincia autonoma di Trento, considerato che la legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Provincia autonoma di Trento - legge finanziaria provinciale 2011) ha introdotto misure idonee a realizzare finalità di contenimento della spesa, precisando che tali misure «tengono luogo, per la Provincia e gli enti e gli organismi indicati nell'art. 1, comma 1, delle specifiche misure e disposizioni previste a tal fine dalla normativa statale, comprese quelle contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010», tra cui, in particolare, quelle previste dall'art. 5, ha rinunciato anch'essa all'impugnazione del comma 5 di tale articolo;