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il concorso ordinario per titoli ed esami, bandito, con cadenza biennale, ai sensi dell'articolo 400 del testo unico e dell'articolo 1, commi 109, lettera b) , e 110, della legge n. 107 del 2015, al quale è destinato, al netto dei posti di destinati alle graduatorie di merito 2016 limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, sino al termine di validità delle graduatorie medesime, il 50 per cento dei posti rimasti vacanti, sarà rivolto a tutti gli abilitati (docenti con diploma magistrale entro l'anno scolastico 2001/2002 e laureati in Scienze della formazione primaria, senza il requisito delle due annualità); con il decreto ministeriale 17 ottobre 2018 è stato dato avvio alle procedure concorsuali straordinarie per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria previste dall'articolo 4, comma 1- quater , lettera b) , del decreto-legge n. 87 del 2018; il concorso, il cui bando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale , Serie speciale, concorsi ed esami, del 9 novembre 2018, è finalizzato al reclutamento a tempo indeterminato sia su posti comuni che di sostegno ed è riservato a chi è in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 3 del bando; le graduatorie di merito regionali relative al concorso di cui al comma 1- quinquies sono predisposte attribuendo 70 punti ai titoli posseduti e 30 punti alla prova orale di natura didattico-metodologica. Tra i titoli valutabili rientrano il superamento di tutte le prove di precedenti concorsi per il ruolo docente e il possesso di titoli di abilitazione di livello universitario e di ulteriori titoli universitari ed è particolarmente valorizzato, a discapito dei titoli, il servizio svolto presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, al quale sono riservati sino a 50 dei 70 punti complessivamente attribuibili ai titoli; considerato che: il principio costituzionale della libertà di educazione sancito dall'articolo 33 della Costituzione trova realizzazione attraverso le scuole statali, le scuole riconosciute paritarie e le scuole non paritarie ai sensi della legge n. 62 del 2000, recante "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione"; il riconoscimento della parità scolastica inserisce la scuola paritaria nel sistema nazionale di istruzione e garantisce l'equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti, le medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato, l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale e, più in generale, impegna le scuole paritarie a contribuire alla realizzazione della finalità di istruzione ed educazione che la Costituzione assegna alla scuola; la circolare ministeriale n. 163/2000 (prot. 63/VD) , avente per oggetto le prime indicazioni applicative della suddetta legge, stabilisce che, per il riconoscimento della parità, le istituzioni scolastiche debbano dichiarare che il personale docente è munito di titolo di studio abilitante ovvero di specifica abilitazione; la legge n. 333 del 2001, recante "Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2001/2002", sancisce la completa equiparazione degli insegnanti nel servizio in scuole statali e paritarie; l'articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 255 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 333 del 2001, ha disposto infatti che, ai fini dell'aggiornamento delle graduatorie permanenti, poi ad esaurimento, i servizi di insegnamento prestati dal 1° settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge n. 62 del 2000 sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali; il concorso straordinario riservato ai docenti di infanzia e primaria diplomati magistrale entro l'anno scolastico 2001/2002 o laureati in Scienze della formazione primaria con due anni di servizio, di cui all'articolo 4, comma 1- quinquies , del decreto-legge n. 87 citato, riconosce e considera valido soltanto il servizio prestato nelle scuole statali e non quello prestato nelle scuole paritarie; il bando, dunque, non prevede la valutazione del servizio svolto presso le scuole paritarie nonostante tale servizio risulti valutabile nella tabella di valutazione dei titoli, ma riconosce valido per l'accesso al concorso straordinario il titolo di abilitazione per infanzia e primaria, conseguito all'estero creando un'ulteriore palese incongruità; considerato inoltre che: oggi la povertà economica è spesso legata anche a una condizione di povertà educativa: le due si alimentano reciprocamente e si trasmettono da una generazione all'altra. Secondo l'Istat più di un milione di bambini (ovvero il 10 per cento del totale) sono in stato di povertà e senza istruzione; le conseguenze di tale "impoverimento" sono evidenti e si misurano con i livelli delle competenze: quasi il 20 per cento dei quindicenni non raggiunge la soglia minima in lettura, il 25 per cento in matematica, mentre il tasso di dispersione scolastica è al 13,8 per cento (cioè circa 4 punti percentuali in più rispetto alla soglia minima fissata dalla UE); nelle regioni dove, rispetto alla media nazionale del 24,7 per cento, la dispersione scolastica è più accentuata, come, ad esempio, in Sicilia e in Campania, il tempo pieno (media nazionale del 35,7 per cento) è presente con basse percentuali (in Sicilia la dispersione è pari al 28,3 per cento e il tempo pieno all'8,2 per cento, mentre in Campania la dispersione è pari al 29,2 per cento e il tempo pieno al 13,7 per cento); in molti contesti urbani le scuole rappresentano un presidio di legalità, un punto di riferimento e di aggregazione, il luogo del possibile riscatto per tanti giovani; le aree del Paese, infatti, dove l'istruzione è migliore hanno saputo rispondere in maniera più efficace alla crisi: quanto più i livelli di istruzione e di formazione sono elevati, tanto inferiore è il numero dei soggetti che non ha un'occupazione. Nella stessa misura, tanto più il livello di istruzione è alto, tanto minore è la probabilità di vivere in condizioni di povertà e disagio sociale; la dispersione è uno degli ostacoli storici alla qualità del nostro sistema di istruzione e di formazione. Riconquistare i giovani alla scuola e ridurre ritardi e uscite precoci è una sfida decisiva per decisori, amministratori, insegnanti e famiglie, non solo per evitare la dissipazione delle risorse comunque investite, ma, anche e soprattutto, per restituire all'educazione e alla formazione il ruolo di spinta per l'avvenire del Paese; secondo la rivista "Tuttoscuola" per trasformare a tempo pieno le 86.658 classi aperte oggi soltanto al mattino occorrerebbe aggiungere mezza unità di personale a classe, ovvero 43.328 docenti, nonché "spazi didattici e di laboratorio, e poi locali idonei per la mensa.