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il DGR n. 445 del 2009, recante "Provvedimenti per la tutela dei laghi di Albano e Nemi e degli acquiferi dei Colli Albani" con l'individuazione e classificazione delle aree a regime idrogeologico alterato nell'ambito degli acquiferi vulcanici dei Colli Albani, stabilisce, tra le aree critiche, la A4 che comprende la zona ove è ubicata la località chiamata Santa Palomba al confine tra Roma, Albano e Pomezia; la stessa legge prescrive "In ciascuna area critica e nell'area di protezione dei laghi è sospeso il rilascio delle autorizzazioni alla ricerca delle acque sotterranee"; nelle NTA del piano regionale della tutela delle acque, all'art. 22, è scritto "Sono aree sottoposte a tutela quantitativa, ai sensi dell'art 95 del d.lgs. 152/2006, le aree nelle quali l'utilizzazione quantitativa delle risorse idriche è tale da compromettere la conservazione delle risorse e le future utilizzazioni sostenibili", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia accuratamente valutato la sostenibilità di un impianto idrovoro di tale dimensioni. Atto n. 4-07415 DESSÌ Al Ministro dell'istruzione Premesso che: è stato segnalato all'interrogante un episodio di presunta e grave discriminazione politica perpetrata da un dirigente scolastico ai danni di un docente di storia e filosofia in uno dei più blasonati licei classici di Milano; in particolare risulta che il dirigente scolastico del liceo classico "Parini" di Milano, professor M.N.B., all'inizio del mese di settembre 2022, in vista dell'imminente inizio del nuovo anno scolastico, con apposito atto, ha disposto l'assegnazione delle classi ai rispettivi docenti; il professor A.P., docente di ruolo presso il liceo, ove aveva già effettuato due anni di servizio, si è visto riassegnare tre classi terze, perdendo le classi dove aveva espletato la sua attività di insegnante di storia e filosofia nei due anni precedenti, in violazione del principio cardine della continuità scolastica, che dovrebbe essere garantito in tutte le scuole, di ogni ordine e grado; a tal proposito occorre chiarire, in ordine ai criteri per l'assegnazione dei docenti alle classi, come questa non sia un'esclusiva prerogativa dirigenziale; la procedura, al contrario, è supportata da precisi momenti di partecipazione da parte del collegio dei docenti, consiglio di circolo o istituto e dirigente scolastico e nel rispetto di taluni criteri, stabiliti dalla legge, tra i quali prevalente è quello della continuità didattica, principio posto a tutela dell'interesse pedagogico-didattico degli studenti; considerato altresì che, per quanto risulta all'interrogante: è opportuno evidenziare che i programmi ministeriali prevedono la suddivisione per classi delle materie di insegnamento, nella specie storia e filosofia, sulla base dei periodi storici, ed il dubbio è che, con l'assegnazione delle sole classi terze, il dirigente scolastico abbia voluto deliberatamente impedire al docente di trattare gli insegnamenti relativamente ai periodi dell'età moderna e contemporanea, essendo nota la sua militanza politica, quale dirigente del Partito comunista e candidato attualmente in una lista antisistema, "Italia sovrana e popolare"; il dubbio che il dirigente scolastico, abusando della sua posizione, abbia posto in essere una condotta palesemente discriminatoria, a causa delle idee politiche del docente, è alimentato dal fatto che, nonostante la richiesta di chiarimenti sulla scelta operata, il dirigente non abbia addotto alcuna valida giustificazione ed anzi sembra abbia aggredito verbalmente l'insegnante; si tratta di un tema particolarmente delicato che riguarda la libertà di insegnamento e di apprendimento in tutti i suoi aspetti, così come garantito dalla Costituzione; d'altra parte, non è l'unico episodio, essendo diverse le segnalazioni che giungono da varie scuole del Paese, attraverso le quali gli insegnanti lamentano abusi ad opera dei dirigenti scolastici e contrazione dei diritti costituzionalmente garantiti; a parere dell'interrogante, è necessario intervenire, al fine di ripristinare il rispetto dei principi costituzionali posti a tutela dei valori di uguaglianza e pluralismo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e quali iniziative intenda avviare, per quanto di competenza, al fine di garantire la libertà di opinione e di insegnamento tutelata dalla Costituzione. Atto n. 4-07416 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'11 agosto 2022 è stato pubblicato, con scadenza il 26 settembre 2022, un "avviso per manifestazione di disponibilità ai fini del conferimento di un incarico di esperto/a ex Art. 16, L. 401/1990 da nominare con le procedure di cui all'Art. 168 DPR 18/1967", presso l'istituto italiano di cultura a Il Cairo, a firma del vice direttore generale-direttore centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, ministro plenipotenziario Alessandro De Pedys (reperibile sul sito del Ministero); per quanto risulta agli interroganti l'avviso di selezione non concorsuale intenderebbe nominare per un biennio (rinnovabile 4 volte) un esperto che, tra le principali mansioni, avrebbe quella di fungere da coordinamento tra le missioni archeologiche italiane operanti nel Paese, le autorità italiane e l'ambasciata italiana a Il Cairo. Un simile incarico attribuisce di fatto alla persona prescelta potere assoluto sulla politica archeologica italiana in Egitto, lasciandola unica responsabile nell'erogazione dei fondi ministeriali e nel rilascio dei permessi di scavo; considerato che, per quanto risulta gli interroganti: risulterebbe manifesto, a parere degli interroganti, che le dottoresse Rosanna Pirelli e Giuseppina Capriotti, ovvero due delle tre esperte archeologiche degli ultimi 20 anni, hanno utilizzato questa posizione di oggettivo vantaggio nel proprio interesse. Entrambe, infatti, hanno aperto missioni archeologiche per l'università di Napoli "l'Orientale" e per il CNR, loro istituti di appartenenza, e vi hanno convogliato fondi a detrimento di altre missioni. È anche da notare che l'esperto archeologico, pur essendo "sul campo", non ha maggiore competenza dell'ufficio VI della "Direzione generale per la promozione del sistema Paese" (DGSP) del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in tema di valutazione dei risultati delle missioni italiane che fanno istanza di finanziamento, visto che il giudizio annuale espresso al riguardo da Pirelli e Capriotti, ma soprattutto da quest'ultima nei 7 anni di esercizio dell'incarico, basato sulla medesima documentazione inviata dai responsabili alla citata DGSP per ottenere risorse, sembrerebbe essere stato spesso fondato su considerazioni personali più che sulla diretta esperienza di quelle missioni e sugli esiti reali di ciascuna; il fatto poi che l'avviso del Ministero sia precluso a chiunque non appartenga ai ruoli delle amministrazioni dello Stato, università ed enti pubblici non economici, taglia fuori quei cittadini italiani che esercitano la ricerca sul terreno in Egitto da anni con il supporto di associazioni e fondazioni private, che possono invece accedere ai fondi erogati annualmente.