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Solo in questo modo, riportando al Sud i giovani che sono andati via, attivando le risorse di questi territori e scommettendo sulla coesione, si può sperare di rilanciare la nostra nazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'iniziativa dei sindaci e quale sia il suo giudizio in merito al documento dal titolo "Recovery Sud" per un utilizzo più equo dei fondi UE; se non ritenga che siano ancora presenti tante iniquità tra Nord e Sud d'Italia e che vada proposta una via d'uscita proprio attraverso l'agire dei sindaci del Meridione, che vivono ogni giorno sulla loro pelle gli effetti nefasti della riduzione delle risorse, dello spopolamento e della desertificazione dei servizi e delle infrastrutture; in che modo intenda dare attuazione al loro programma. Atto n. 4-05161 RICHETTI Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e per la pubblica amministrazione Premesso che: le Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA) sono state istituite con legge n. 61 del 1994 a seguito dei referendum abrogativi del 1993, affinché assumessero le competenze ambientali della vigilanza e controllo locali fino ad allora esercitate dal servizio sanitario nazionale (SSN) tramite i presidi multizonali di prevenzione (PMP) e gli ex laboratori d'igiene e profilassi (LIP); a seguito della soppressione dei PMP e degli ex LIP, il personale è passato alle dipendenze delle agenzie regionali di nuova istituzione, mantenendo le medesime mansioni e il medesimo inquadramento contrattuale; nel contratto collettivo nazionale integrativo del comparto sanità del 7 aprile 1999 fu introdotto l'articolo 50 con l'intendimento di dare la possibilità alle ARPA di reclutare figure tecniche o professionali, emerse a seguito dell'istituzione di nuovi corsi di laurea, utili allo svolgimento di ulteriori compiti istituzionali specifici ma non contemplate all'interno del contratto della sanità; un'errata interpretazione del comma 2, riferito ai profili di collaboratore tecnico-professionale (CTP), ha fatto sì che molte agenzie ritenessero di poter reclutare nel profilo CTP anche il personale con lauree del vecchio ordinamento, magistrali e specialistiche in biologia, chimica e fisica, il cui inquadramento tuttavia era già previsto e disciplinato dal contratto collettivo della dirigenza sanitaria quale "dirigente" del ruolo sanitario; ciò ha comportato l'avvio di una situazione di disparità tra i biologi, chimici e fisici assunti prima del 1999, inquadrati come "dirigenti" nel ruolo sanitario, e quelli assunti successivamente che sono stati inquadrati non solo nel ruolo tecnico, invece che sanitario, ma addirittura come collaboratori e non come dirigenti; tale impostazione ha determinato una serie di gravi ripercussioni, a partire dalla perdita di autonomia e indipendenza nello svolgimento della propria attività a causa del venir meno della libertà di giudizio che contraddistingue l'azione del professionista inquadrato come dirigente; per di più, oltre a non aver permesso a questi ultimi di usufruire degli stessi istituti contrattuali spettanti alla dirigenza, ha anche impedito loro di usufruire di forme di mobilità presso altri enti, quali ad esempio le ASL, gli IZS e tutti gli enti del comparto sanità dove invece i loro profili sono correttamente inquadrati in modo esclusivo nella dirigenza, costituendo quindi un ostacolo allo sviluppo delle loro carriere; dal punto di vista giuridico, la legge n. 3 del 2018 ha con fermezza ribadito che le figure di biologi, chimici e fisici appartengono di diritto alla categoria delle professioni sanitarie. Inoltre, la problematica inerente al loro errato inquadramento è stata più volte oggetto di attenzione da parte del giudice amministrativo (si veda: parere del Consiglio di Stato, 17 giugno 2019, n. 1735; TAR Basilicata n. 782/2019; TAR Marche n. 573/2020. In ultimo, il TAR della Campania con sentenza n. 432/2021 ha ribadito che è "illegittima la istituzione con provvedimento amministrativo di profili di "collaboratore tecnico professionale" per laureati, in relazione a figure professionali (i.e. medico, farmacista, biologo, chimico, fisico) per le quali le fonti primarie e secondarie prevedono esclusivamente l'appartenenza a categorie dirigenziali"; a causa di questa illegittima disparità, circa 1.000 tra biologi, chimici e fisici assunti negli ultimi 20 anni occupano un ruolo inquadrato diversamente da quanto previsto dalla legge e dal contratto, anche se continuano ad essere loro richieste prestazione di elevato livello specialistico che gli stessi possono garantire proprio in virtù della loro formazione; l'attuale pandemia ha insegnato quanto siano preziose le figure professionali di alto profilo specialistico in tema di salute e ambiente, e in una fase storica in cui si richiama continuamente il bisogno di incentivare la ricerca scientifica, monitorare i cambiamenti climatici e preservare il nostro ecosistema per le attuali e future generazioni e per la crescente rilevanza del rapporto tra ambiente e salute, appare paradossale questa tendenza all'appiattimento delle figure professionali all'interno delle ARPA; occorre, invece, potenziare l'azione svolta dalle Agenzie anche attraverso la valorizzazione del personale inquadratovi, ciascuno con le proprie specificità e prerogative professionali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; come intendano dare finalmente seguito alle legittime richieste di questi professionisti che reclamano di essere correttamente inquadrati, nel rispetto delle mansioni svolte fino ad oggi all'interno delle ARPA e in coerenza con la propria formazione accademica, diversa da quella dei loro colleghi in possesso di laurea triennale. Atto n. 4-05162 ASTORRE Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la città di Colleferro (Roma) dispone di una sede della Polizia ferroviaria che svolge un'importante attività di prevenzione e controllo, all'interno di un'area giurisdizionale comprensiva di tratte, quali la Roma-Cassino, in grado di accogliere l'utenza ferroviaria tra Anagni e Tor Vergata; la Polizia ferroviaria di Colleferro ha un ruolo strategico in quanto unisce i due grandi poli di Frosinone e Roma, garantendo quindi la mobilità a migliaia di utenti, tra lavoratori, studenti universitari e altra utenza; la circolazione nel solo comune di Colleferro si attesta a circa 5.000 passeggeri locali giornalieri per una media complessiva annua di oltre 1,5 milioni di utenti. Tale volume di utenza tenderà certamente ad aumentare, essendo Colleferro assurta a polo logistico di rilievo nella provincia di Roma, con l'apertura delle sedi di due grandi multinazionali, quali Amazon e Leroy Merlin, per le quali si prevede un livello occupazionale di alcune migliaia di lavoratori (circa 3.000); Colleferro è stata eletta capitale europea dello spazio nell'anno 2021 con evidenti implicazioni sul volume di traffico ferroviario; la Polizia ferroviaria, inoltre, rappresenta un imprescindibile presidio di sicurezza.