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PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, non riesco a trovare nella risoluzione della maggioranza l'impegno a non comprare più armi da destinare all'Ucraina. Me lo domando perché avevo letto in questi ultimi giorni di gravi crisi di coscienza da parte del MoVimento 5 Stelle e da parte della sinistra più radicale. Dopo la presa di posizione di Draghi, sempre più padrone del Parlamento, ai malpancisti deve essere bastato del Gaviscon. Ho sentito dire che siete riusciti a riaffermare la centralità del Parlamento: sorbole! In una Repubblica parlamentare già piegata al record di voti di fiducia e Premier senza mandato elettorale, mi sembra davvero una grande trionfo: complimenti! In tempi di remake democristiani, dove pure Di Maio parla come se fosse Vincenzo Scotti e Giuseppe Conte sembra il Giovanni Goria disegnato da Forattini, ricordo l'adagio andreottiano: meglio tirare a campare che tirare le cuoia! Tanto le cuoia le tirano altrove, magari con le armi che compriamo noi e mandiamo in Ucraina e pure in Russia, nonostante l'embargo. A Putin, tra l'altro continuiamo a pagare il gas in rubli. Dieci giorni a mostrare muscoli di cartapesta, a fare la voce grossa sui giornali solo perché c'erano conti interni da regolare. Mentre Zelensky continua a chiedere armi su armi, Conte, Di Maio e Fico sono finiti sulle prime pagine per una sceneggiata a metà tra Mario Merola e Tony Tammaro (Applausi) , al termine della quale l'unica cosa certa è la firma grillina alla risoluzione scritta dal Governo, dove non c'è l'ombra dell'impegno a non comprare più armi. Questo significa che ne comprerete ancora, perché Draghi si è impegnato in tal senso. Avete sacrificato gli interessi e i bisogni degli italiani al volere del vostro patro-NATO. Gli italiani non ne possono più di pagare il conto delle emergenze create da coloro che ci stanno guadagnando come non mai: finanza, multinazionali, la grande industria delle armi, Big Pharma. Per ingrassare queste multinazionali i soldi li trovate sempre, ma l'industria italiana non gira attorno ad armi e vaccini, ve l'hanno detto? Vi hanno detto che l'agricoltura è in ginocchio per la siccità? Avete capito il dramma degli agricoltori, la disperazione dei pescatori, degli artigiani, dei ristoratori, delle partite IVA? Avete capito che c'è gente esposta finanziariamente a cui non date nulla? Lo sapete che la disoccupazione cresce? Il Governo italiano non c'è, e l'Europa pensa ad allargarsi ad Est, complimenti! Così, oltre all'abbaiare della NATO, avremo la provocazione di Bruxelles alle porte della Russia. Voi la pace non la volete, perché con la pace i profitti non si fanno, e voi governate per i loro profitti. (Applausi) . DE FALCO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente del Consiglio, membri del Governo, in questi ultimi giorni ritengo di aver visto, insieme agli italiani, un pessimo spettacolo. Ritengo di aver visto uno spettacolo indecoroso, che ha mostrato come siano particolarmente sentiti i problemi e le questioni di carattere assolutamente personale: altro che questioni politiche e interessi generali, umanità! Tantissimi di voi, di noi, parlano di umanità in quest'Aula. Abbiamo parlato, abbiamo abusato di questi termini oggi in quest'Aula, ma alla fine questa situazione si potrebbe chiamare semplicemente «Ricomincio da tre», per chi la vuol capire. Ricomincio da tre, Ministro degli affari esteri. Questa è la vera storia, perché la proposta di risoluzione che alla fine avete così difficoltosamente composto, dopo ore e giorni di trattative in cui i Gruppi parlamentari sfiduciavano il Ministro degli affari esteri, espressione di quella stessa forza politica, dopo tutto questo cosa contiene di così innovativo? Leggiamo: si chiede l'immediata cessazione della guerra e questo va bene; dividiamo i due litiganti ed è facile. Si chiede di proseguire l'impegno a mediare tra le parti, e siamo sempre lì; di garantire sostegno e solidarietà al popolo ucraino e alle istituzioni ucraine; quindi, si deve continuare - e su questo sono d'accordo - nel sostenere l'aggredito e nel non legittimare violenze future da parte di novelli aggressori. Fin qui va bene, ma non è molto innovativo. Si chiede inoltre di continuare a garantire, secondo quanto precisato dal decreto-legge n. 14 del 2022, il necessario coinvolgimento delle Camere, ma è stata aggiunta anche la parola «ampio». Si parla cioè di ampio coinvolgimento delle Camere, secondo quanto previsto dalla legge e, quindi, è sempre lo stesso. Stiamo scherzando? Nel frattempo il Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle si scinde, si spacca e 7, 8, 10 vanno da una parte. Quello che accade oggi e che è stato chiamato teatrino è in realtà una tragedia, perché noi stiamo dando una pessima notizia agli italiani che - come è stato ben detto - hanno anche tanti altri problemi. Noi siamo qui a parlare di umanità. Ieri era il 20 giugno - non è molto importante che oggi sia il solstizio d'estate - e cioè la giornata mondiale del rifugiato, ma 908 naufraghi sono rimasti a cuocere sulle barche, perché questa è la nostra umanità. Noi giustamente riceviamo, accogliamo gli ucraini, perché siamo dotati di spirito umanitario. Ma quello spirito umanitario ce lo dimentichiamo quando si tratta di altra gente che viene da altri Paesi del mondo. In questi giorni abbiamo accolto 130.000 persone ucraine e va benissimo. Ma allora mi chiedo che problema rappresentino per questa nostra umanità 29 persone su un'imbarcazione. Il problema allora è che i diritti fondamentali valgono per tutti o semplicemente non esistono. È immonda una umanità differenziata, come sarà erronea - quando tra pochi giorni la varerete - l'autonomia differenziata, che è un'altra legittimazione di differenze non ragionevoli e non giustificabili. Avremo differenziazioni sul territorio italiano anche formali davanti alle leggi delle varie Regioni. Questa è l'umanità. Annuncio pertanto che voterò contro la proposta di risoluzione n. 5. PRESIDENTE . Prima di passare alle votazioni, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le proposte di risoluzione saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, chiedo che, rispetto alla nostra proposta di risoluzione n. 4, siano votati separatamente i cinque capoversi degli impegni. PRESIDENTE . Vedremo come si pronuncerà l'Assemblea quando arriveremo a tale proposta. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dal senatore Crucioli e da altri senatori.