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Per incentivare l’uso efficiente del patrimonio edilizio e dei terreni, i comuni possono elevare l’aliquota dell’IMU applicata sulle unità immobiliari agibili mantenute non occupate per oltre un triennio fino al massimo dello 0,2 per cento aggiuntivo, anche in deroga al limite di cui al comma 6 dell’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 6. Le leggi regionali dettano disposizioni relative alla compensazione e all’incentivazione urbanistica nel rispetto dei princìpi di cui alla presente legge. Art. 7. (Diritti edificatori) 1. I diritti edificatori di cui al numero 2– bis ) dell’articolo 2643 del codice civile, generati dalla perequazione urbanistica, dalle compensazioni o dalle incentivazioni previste negli strumenti urbanistici dei comuni, afferiscono a proprietà immobiliari catastalmente individuate. Essi possono essere oggetto di libero trasferimento fra proprietà immobiliari, con obbligo di trascrizione ai sensi dell’articolo 2643 del codice civile e di contestuale notifica al comune. Il contratto del loro trasferimento è efficace nei confronti del comune solo se il trasferimento è coerente con le previsioni degli strumenti urbanistici, nonché degli strumenti e delle norme di pianificazione sovraordinati. A tal fine il comune certifica la destinazione urbanistica della particella catastale in favore della quale è effettuato il trasferimento. Il certificato di destinazione urbanistica è allegato al contratto di trasferimento. 2. Qualora le leggi regionali fissino un limite temporale alla conformazione edificatoria operata dagli strumenti urbanistici, in concomitanza con tale termine perdono di efficacia i diritti edificatori non ancora utilizzati, salvo che la loro originaria attribuzione da parte del comune non sia stata frutto di una compensazione. Art. 8. (Fiscalità urbanistica comunale) 1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di legge in materia di fiscalità comunale relativa agli immobili e in particolare dell’IMU, sono da considerare aree edificabili quelle oggetto di conformazione edificatoria da parte degli strumenti urbanistici e non quelle interessate dalle previsioni programmatiche della pianificazione strutturale come definita ai sensi della normativa regionale. 2. I proventi degli oneri relativi all’urbanizzazione primaria e secondaria ed al costo di costruzione di cui all’articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono versati in un conto corrente vincolato presso la tesoreria del comune e sono esclusivamente destinati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e in altri tessuti urbani da tutelare, all’acquisizione delle aree da espropriare nonché, nel limite massimo del 30 per cento, a spese di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale. 3. Fermo restando quanto stabilito dalla legislazione vigente in materia tributaria e di autonomia fiscale concernente le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, nell’ambito del governo del territorio la fiscalità di scopo potrà trovare applicazione negli interventi relativi a politiche, programmi e progetti nel campo dei trasporti, delle infrastrutture, delle problematiche abitative, dell’ambiente, dell’efficienza energetica e dei servizi pubblici. 4. Per interventi relativi a insediamenti che producono esternalità sovracomunali, definiti tali da leggi regionali o da piani intercomunali o da piani delle province e delle città metropolitane, il contributo di tutela del suolo e di rigenerazione urbana di cui all’articolo 2 della presente legge deve essere versato in fondi intercomunali da utilizzare ai fini della realizzazione degli interventi previsti dal comma 4 del medesimo articolo 2. 5. I trasferimenti di beni immobili che intervengono in forza di modalità perequative e compensative sono soggetti all’imposta di registro nella misura dell’1 per cento e alle imposte ipotecarie e catastali, se dovute, in misura fissa.