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Le disposizioni del presente capo stabiliscono livelli minimi di tutela per tutti i lavoratori che svolgono attività mediante piattaforme digitali, indipendentemente dalla qualificazione contrattuale del rapporto tra il lavoratore e la piattaforma di lavoro digitale. 1-ter. Ai fini del presente capo, si considera piattaforma digitale qualsiasi algoritmo o altro sistema decisionale o di monitoraggio che organizza le modalità della prestazione anche se svolta interamente in modalità virtuale e che fornisce, anche per conto altrui, un servizio a distanza e con mezzi elettronici indipendentemente dal luogo di stabilimento. Sono esclusi i fornitori di servizi il cui scopo principale è lo sfruttamento o la condivisione di beni. 1-quater. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, qualora la prestazione di lavoro avvenga tramite piattaforme digitali, si considera lavoratore subordinato chiunque si obblighi, mediante retribuzione, a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale, anche se la prestazione sia svolta in tutto o in parte con strumenti nella disponibilità del prestatore, quando siano presenti almeno due dei seguenti indici di controllo dell'esecuzione della prestazione: a) determinazione della retribuzione in misura fissa; b) obbligo di rispettare regole vincolanti circa l'aspetto esteriore o l'esecuzione del lavoro; c) supervisione dell'esecuzione della prestazione o verifica della qualità dei risultati, anche mediante impiego di strumenti elettronici; d) effettiva limitazione, anche attraverso meccanismi sanzionatori, della libertà di organizzare il lavoro, in particolare della facoltà di scegliere i periodi di assenza, di accettare o rifiutare compiti, di avvalersi di sostituti o sub-fornitori, di creare una propria clientela o di svolgere lavori per terzi. 1-quinquies. Spetta al datore di lavoro provare che il rapporto si è svolto con modalità diverse da quelle indicate al comma 1 -quater ». 2 (Protezione dei dati personali dei lavoratori nel caso di utilizzo di piattaforme digitali) 1 All'articolo 47- sexies del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis. In ogni caso le piattaforme digitali: a) non trattano dati personali relativi allo stato emotivo o psicologico del lavoratore dei suddetti sistemi; b) non trattano dati personali relativi alla salute del lavoratore, tranne nei casi di cui all'articolo 9, paragrafo 2, lettere da b) a j) , del regolamento (UE) 2016/679; c) non trattano dati personali relativi a conversazioni private, compresi gli scambi con i rappresentanti dei lavoratori delle piattaforme digitali; d) non raccolgono dati personali quando il lavoratore delle piattaforme digitali non sta svolgendo un lavoro richiesto dal sistema automatizzato o non si sta offrendo di svolgerlo ». 3 (Obblighi del committente che utilizza piattaforme digitali) 1 All'articolo 47- septies del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1 sono premesse le seguenti parole: « Fatti salvi i trattamenti di miglior favore previsti per i lavoratori subordinati, »; b il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. Il committente che utilizza la piattaforma digitale nei confronti dei lavoratori di cui al comma l, oltre a osservare le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve: a) monitorare e valutare periodicamente l'impatto sulle condizioni di lavoro delle decisioni individuali prese o sostenute dai sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati; b) valutare i rischi indotti dai sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati per la sicurezza e la salute dei lavoratori delle piattaforme digitali, in particolare con riferimento ai possibili rischi di infortuni sul lavoro e i possibili rischi psicosociali ed ergonomici ». 4 (Disposizioni in materia di subappalto) 1 Il subappaltatore, per le prestazioni affidate in subappalto, deve garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e giuridico non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l'applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro, qualora le attività oggetto di subappalto coincidano con quelle caratterizzanti l'oggetto dell'appalto ovvero riguardino le lavorazioni relative alle categorie prevalenti e siano incluse nell'oggetto sociale del contraente principale. 5 (Somministrazione fraudolenta di lavoro) 1 Dopo l'articolo 509 del codice penale è inserito il seguente: « Art. 509- bis. – (Somministrazione fraudolenta) – Quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la finalità di eludere disposizioni vigenti o relative al contratto collettivo applicate al lavoratore, anche se socio-lavoratore di cooperativa, il somministratore e l'utilizzatore sono puniti con la pena della multa di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni se il fatto di cui al primo comma si accompagna ad una situazione di sfruttamento in presenza di uno o più delle condizioni di cui all'articolo 603- bis, terzo comma. Si applicano, limitatamente al reato di cui al secondo comma, le disposizioni di cui agli articoli 603 -bis.1, 603- bis.2 e 603 -ter ». 2 L'articolo 38- bis del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è abrogato. 6 (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) 1 All'articolo 603 -bis del codice penale , dopo il primo comma è inserito il seguente: « Le stesse pene di cui al primo comma si applicano, altresì, nei confronti di chiunque ricorra consapevolmente ai servizi, oggetto dello sfruttamento, prestati da un lavoratore che sia vittima di una delle condotte contemplate dal primo comma ». 7 (Disposizioni in materia di responsabilità dell'ente) 1 All'articolo 5 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis. La responsabilità, nell'ambito di gruppi di imprese, si estende all'ente controllante che, giuridicamente o di fatto, svolga un controllo su altre imprese collettive ». 8 (Disposizioni aggravanti nel caso di reato di estorsione) 1 All'articolo 629 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il primo comma è inserito il seguente: « La pena è aumentata da un terzo alla metà se la condotta di cui al primo comma è commessa mediante lo sfruttamento di prestazioni svolte da un numero di lavoratori superiore a tre, o se uno o più dei lavoratori sfruttati sono stranieri irregolarmente presenti nel territorio italiano o minori in età non lavorativa »; b dopo il secondo comma è aggiunto, in fine, il seguente: « La condanna per uno dei fatti previsti dai commi precedenti, limitatamente ai casi in cui la condotta ha ad oggetto lo sfruttamento di prestazioni lavorative, importa l'irrogazione delle pene accessorie di cui all'articolo 603 -ter ». 9 (Disposizioni di coordinamento) 1 Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 603 -bis.1 , primo comma, le parole: « dall'articolo » sono sostituite dalle seguenti: « dagli articoli 509 -bis, secondo comma, e »;