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Si prevede inoltre la possibilità di convertire i congedi fruiti dal primo gennaio al 13 marzo 2021 in congedi straordinari negli stessi termini appena esposti. Anche l'astensione dal lavoro, in caso di impossibilità di lavoro agile, sarà una delle possibilità riconosciute ai genitori con figli da quattordici a sedici anni, sempre nella circostanza di un figlio obbligato in casa. Il provvedimento al nostro esame prevede anche un ritorno del bonus baby-sitting fino al 30 giugno per tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata, per i lavoratori autonomi e - lo sottolineo in modo particolare - per il personale del comparto sicurezza, difesa, polizia locale e soccorso pubblico e, finalmente, si estende questa possibilità a tutte le professionalità del settore sanitario pubblico e privato (Applausi) , riparando ad una irragionevole disparità tra professioni e professioni. Con questo intervento si riconoscono quindi elementi di novità molto importanti. Si ribadisce, infine, un concetto molto importante, già in parte espresso in passato: il diritto alla disconnessione per lavoratrici e lavoratori dipendenti, una questione non di poco conto, per far sì che il lavoro agile non si trasformi in un rapporto di lavoro non stop senza orari e senza alcuna tutela, insomma senza più rispetto per i tempi da dedicare alla famiglia, al riposo, allo svago o al benessere psicofisico. (Applausi) . Certo, c'è ancora molto lavoro da fare e ce ne sarà ancora di più nei prossimi mesi. I cittadini e le cittadine hanno bisogno di rassicurazioni, è vero, ma come membri del Partito Democratico riteniamo che il Paese abbia bisogno anche di un deciso cambio di passo: che siano rimessi al centro il lavoro e la crescita sostenibile, come prescrivono il Next generation EU, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che abbiamo già approvato e l'agenda ONU 2030. Penso che con queste prospettive e con queste politiche che cambieranno davvero in meglio la nostra condizione di lavoro e di vita, si riaccende la speranza che molti cittadini, donne, giovani e meno giovani ci stanno chiedendo oggi e volendo partecipare anche loro alla prospettiva di rinascita di un Paese che ha estremo bisogno di coraggio e di fiducia in sé stesso. Questo provvedimento è un ulteriore passo in questa direzione, che era stato già deciso e che era necessario e utile per l'innovazione sociale, la transizione digitale e ambientale. Per queste ragioni, ma guardando sempre di più al futuro, dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il decreto alla nostra attenzione ha praticamente già esplicato tutti i suoi effetti. Soprattutto le misure restrittive e di cautela in funzione del Covid arrivano fino a Pasqua, quindi la nostra discussione e spesso anche gli ordini del giorno sono legati a una situazione che è in evoluzione e rispetto alla quale comunque si sono già espletati tutti gli effetti. Ci sono invece molte questioni assolutamente fondamentali su cui il decreto, in particolare con l'articolo 2, continua a espletare tutti i suoi effetti. Mi riferisco a quelle ricordate anche dalla senatrice Fedeli e che riguardano essenzialmente il lavoro agile per il lavoratori dipendenti con figli conviventi minori di sedici anni. Sono stati fatti, tra l'altro, dei cambiamenti anche molto positivi durante la discussione alla Camera. È stata inserita la possibilità fondamentale del congedo straordinario per i lavoratori dipendenti con figli conviventi minori di quattordici anni e anche per i genitori di figli con disabilità. Vi è tutta una serie di norme assolutamente fondamentali che riguardano e affrontano uno dei problemi maggiori che sono stati riscontrati in questo anno terribile. È prevista la proroga del bonus babysitter anche per i lavoratori autonomi. Queste misure in sostanza cercano di intervenire rispetto al problema della chiusura delle scuole e della didattica a distanza, per cui i genitori - quasi sempre le mamme, quindi le donne - si sono dovuti far carico contemporaneamente di proseguire il lavoro con lo smart working e di seguire i figli. Con questo voglio dire che quando affrontiamo le numerose questioni che la pandemia ci ha messo di fronte con evidenza, sappiamo ormai da dati chiarissimi che il maggior peso di tutta questa situazione drammatica è scaricato sulle donne. Con questa pandemia infatti sono venute alla luce questioni strutturali che già esistevano, in particolare per quanto riguarda l'occupazione femminile e la qualità del lavoro. Spesso le donne hanno lavori precari, intermittenti e anche più poveri (che sono quelli che si sono persi di più). Questa è una fotografia della realtà che non possiamo non vedere. I dati di questa situazione drammatica che ha pesato molto sulle donne ci dicono che questo è uno degli ambiti in cui è necessario fare un'operazione di cambiamento. In occasione dell'esame del Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo discusso molto del fatto che una delle questioni fondamentali da affrontare è quella delle disparità territoriali, generazionali e di genere. In questo decreto c'è una parte che fotografa la situazione e che ci dice che è necessario mettere in campo delle politiche strutturali per affrontare questo nodo strutturale. Non ci potrà essere ripresa nel Paese se non sapremo dare uno stimolo fortissimo all'occupazione femminile, se non faremo investimenti ingenti a favore della scuola anche al fine di riuscire a far conciliare la vita lavorativa con l'accudimento dei figli. La didattica a distanza e la conseguente esigenza di connessione ci segnalano inoltre la fortissima necessità di promuovere l'innovazione e la digitalizzazione del Paese, con un investimento fortissimo nella scuola. Il decreto-legge in esame (le cui norme dell'articolo 1 hanno esaurito i loro effetti) contiene misure molto importanti in tema di lavoro agile, congedi parentali, astensione dal lavoro, congedo straordinario e bonus baby-sitting , quindi con finalità di aiuto alle famiglie. Desidero affrontare una questione francamente sorprendente. Alla Camera dei deputati è stato introdotto all'articolo 1 una norma che non riesco davvero a comprendere, riguardante il Mater Olbia Hospital. Non riesco a comprendere come una siffatta norma sia stata ritenuta conciliabile con il provvedimento e ammissibile. In pratica, si fa un'operazione francamente molto discutibile, perché si introduce nel decreto una deroga fino al 2026, anche per l'applicazione delle tariffe, per questa struttura, che è privata. Ricordo che sul tema è stato presentato e discusso in Commissione un ordine del giorno. Come sapete, il Mater Olbia Hospital è nato dalla partnership tra Qatar Foundation Endowment e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e ha prodotto molto dibattito e discussione in Sardegna, in quanto si tratta di una struttura con costi molto elevati. In Sardegna ci sono problemi per quanto riguarda l'ospedale di Nuoro e, tanto più vista la pandemia in corso, se si fosse voluto intervenire a favore della Regione si sarebbero dovuti promuovere investimenti per la sanità pubblica. Invece si fa una proroga fino al 2026 per quanto riguarda i posti letto e le retribuzioni anche per l'emergenza. Quindi, delle due l'una: