[ddlpres]

l'avere, nei delitti non colposi, commesso il fatto in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o strutture socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali, ovvero all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia ». Art. 4. (Idoneità psico-attitudinale e socio-attitudinale del personale) 1. Gli operatori sociosanitari, gli infermieri e tutti i soggetti che operano con mansioni di assistenza diretta presso strutture sanitarie o socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali pubbliche devono essere in possesso di specifici requisiti di idoneità psico-attitudinale. Tali soggetti, oltre alla valutazione delle specifiche competenze professionali, sono sottoposti a valutazione da parte della commissione di cui al comma 2 per la verifica dei requisiti di idoneità psico-attitudinale ogni quattro anni. 2. È istituita, presso ciascuna azienda sanitaria locale, una commissione per la verifica e la valutazione del personale, composta da cinque membri: due professionisti iscritti all'ordine degli psicologi, due membri indicati dai soggetti di cui al comma 1 e un membro indicato dal dirigente del servizio di appartenenza. I membri sono nominati dalla direzione generale dell'azienda sanitaria locale. Il Ministero della salute provvede, con proprio decreto, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad adottare, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il regolamento per l'attuazione del comma 1 e del presente comma. 3. Il personale scolastico docente e non docente degli asili nido e delle scuole dell'infanzia, pubblici e privati, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, deve essere sottoposto, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a valutazione dei requisiti di idoneità psico-attitudinali e socio-attitudinali. Il personale docente e non docente degli asili nido e delle scuole dell'infanzia è sottoposto a valutazione da parte della commissione di cui al comma 4 ogni quattro anni. 4. È istituita, presso ogni asilo nido e scuola dell'infanzia, una commissione per la verifica e la valutazione dei requisiti di idoneità del personale scolastico docente e non docente, composta da cinque membri: due professionisti iscritti all'ordine degli psicologi, due membri nominati dal personale scolastico docente e non docente e un membro nominato dal dirigente dell'asilo nido o della scuola dell'infanzia. 5. Il Ministero dell'istruzione e del merito, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta le linee guida e individua i criteri necessari per la valutazione dell'idoneità psico-attitudinale e socio-attitudinale di cui ai commi 3 e 4. 6. Al personale di cui al presente articolo dichiarato inidoneo per la mancanza dei requisiti psico-attitudinali o socio-attitudinali è fatto divieto di esercitare mansioni a diretto contatto o di assistenza a minori, anziani, disabili fisici o psichici ovvero nei confronti di soggetti in condizioni di particolari fragilità o soggezione. Art. 5. (Videosorveglianza negli istituti educativi e scolastici) 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli asili nido e le scuole dell'infanzia devono dotarsi di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso al fine di garantire la sicurezza degli utenti all'interno delle strutture. 2. L'attività di installazione, gestione, sicurezza e controllo dei sistemi di videosorveglianza di cui al comma 1 è posta a carico delle amministrazioni locali e dei gestori delle strutture di cui al medesimo comma 1. 3. L'accesso ai dati registrati dai sistemi di videosorveglianza di cui al presente articolo è consentito solo al pubblico ministero e agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria. Art. 6. (Videosorveglianza nelle strutture socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali) 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali per anziani, disabili o soggetti ricoverati in condizioni di particolari fragilità o soggezione devono dotarsi di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso al fine di garantire la sicurezza degli utenti all'interno delle strutture. 2. L'attività di installazione, gestione, sicurezza e controllo dei sistemi di videosorveglianza di cui al comma 1 è posta a carico delle regioni e delle aziende sanitarie locali. 3. L'accesso ai dati registrati dai sistemi di videosorveglianza di cui al presente articolo è consentito solamente al pubblico ministero e agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.