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per le percentuali di aliquota previste, e per la cumulabilità con altre agevolazioni, il credito d'imposta 4.0 si configura come un'opportunità importantissima per la crescita delle imprese, che possono recuperare fino al 100 per cento dell'investimento effettuato e sono spinte a diventare sempre più smart e competitive, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per semplificare le modalità di accertamento della riconducibilità dell'acquisto di determinati beni all'ambito oggettivo di applicazione dell'agevolazione, e quali per risolvere il problema della riconducibilità a tale ambito anche dei beni che siano fisicamente e funzionalmente interconnessi a quelli rientranti nell'agevolazione, e che siano altresì assolutamente necessari e imprescindibili per la realizzazione dell'attività produttiva. Atto n. 4-06311 RUOTOLO Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: come diffusamente riportato dalla stampa, dalle indagini della magistratura e da diverse operazioni condotte dalla squadra mobile della Questura di Latina, denominate "Don't touch", "Arpalo" e "Ottobre Rosso", emergerebbe una struttura coesa composta da imprenditori, politici, dipendenti dello Stato infedeli e clan criminali. In tale rete risulterebbe coinvolto anche un ex parlamentare e il clan locale della famiglia di origini rom Di Silvio, imparentati con la cosca mafiosa dei Casamonica; oltre allo spaccio di droga, all'estorsione e ai furti in appartamenti, gli inquirenti avrebbero rilevato come il vero core business del clan risulterebbe essere quello degli investimenti immobiliari, inclusa l'acquisizione di immobili (terreni, case e capannoni industriali) derivante dalla partecipazione alle aste fallimentari indette dal Tribunale di Latina; si evidenzia come i Comuni del Lazio in passato siano stati interessati da intense attività di edificazioni senza autorizzazione, "iniziative urbanistiche" di privati tese ad ottenere concessioni in sanatoria a seguito di acquisizioni immobiliari ottenute a prezzi molto bassi rispetto al mercato: ciò in conseguenza dei ribassi che si determinano anche nelle aste giudiziarie quando non viene presentata nessuna offerta nei primi tentativi di vendita. La normativa attuale (art. 36 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, testo unico dell'edilizia, che ha sostituito l'abrogato art. 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47) lascerebbe, infatti, aperta la possibilità di ottenere la licenza in sanatoria per gli immobili venduti all'asta (altrimenti non sanabili). In altri casi la sanatoria è possibile se i crediti attivati nell'asta giudiziaria risultano antecedenti all'emanazione della legge di riferimento. In altri casi ancora le procedure attivate da creditori, e ormai datate, vengono artatamente e sistematicamente condizionate dai professionisti che si offrono di assistere il creditore stesso, promettendo il pieno realizzo del prezzo stimato dalla perizia del tecnico incaricato dal Tribunale, salvo poi creare le condizioni per arrivare comunque alla vendita all'asta degli immobili, a suo tempo pignorati, anche impedendo qualsiasi tentativo di accordo transattivo proposto dal creditore; a titolo esemplificativo si consideri la procedura esecutiva n. 219/1992, ancora in corso presso l'ufficio del giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Latina e che interessa un'azienda agricola nelle cui adiacenze sono state costruite negli anni scorsi diverse costruzioni abusive; in tutte queste procedure risultano parte attiva delle vendite e acquisti alcune agenzie immobiliari che, partendo dai prezzi estremamente bassi relativi alle offerte minime seguenti ai ribassi d'asta, offrono ai potenziali acquirenti tutti i servizi riguardanti la partecipazione ad un'ampia scelta di aste giudiziarie in corso. I servizi riguardano anche l'ottenimento di mutui a tassi agevolati rimborsabili, oltre ai sopralluoghi e ai contatti con i custodi giudiziari o incaricati della vendita; a quanto risulterebbe, esisterebbe un meccanismo di connessione tra procedure solo apparentemente separate: le procedure immobiliari esecutive attivate sottrarrebbero agli esecutati le proprietà, pur in presenza di proposte transattive. La sottrazione avverrebbe in forma legale e, per di più, appetibile per i potenziali acquirenti grazie ai ribassi ottenuti nella procedura esecutiva. L'obiettivo iniziale sarebbe quello di ottenere licenze in sanatoria per immobili costruiti e ampliati al di fuori della norma e che altrimenti non sarebbero in alcun modo sanabili. Una volta concluse queste fasi, i beni così espropriati a prezzi irrisori potrebbero essere ricollocati sul mercato immobiliare con ingenti profitti o, addirittura, rivenduti agli stessi proprietari confiscati per mezzo di intestazioni fittizie sia dei creditori che dei debitori esecutati; considerato che l'acquisizione di immobili gestita attraverso intestazioni fittizie di beni e attività produttive a soggetti prestanome nei fatti offrirebbe l'opportunità per la criminalità organizzata di ottenere ulteriori enormi vantaggi, in particolare per il riciclaggio di denaro sporco oppure eludere la ricollocazione funzionale degli stessi immobili confiscati da parte degli enti assegnatari, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se non intendano disporre gli opportuni accertamenti e gli eventuali provvedimenti di propria rispettiva competenza in ordine a quanto esposto; se non ritengano di adottare provvedimenti, sempre secondo le proprie specifiche competenze, finalizzati a garantire la massima trasparenza in un settore come quello immobiliare, notoriamente sensibile ai condizionamenti della criminalità organizzata. Atto n. 4-06312 CRUCIOLI Al Ministro della salute Premesso che: durante la puntata della trasmissione televisiva "Report" del 25 ottobre 2021 veniva mandata in onda sui canali della televisione pubblica un'inchiesta giornalistica concernente il vaccino AstraZeneca; nell'inchiesta è stato evidenziato come le autorità europee competenti, nazionali e sovranazionali, avessero contezza, a partire già dal marzo 2021, che il vaccino AstraZeneca comportasse rischi, fra cui la formazione di coaguli di sangue in grado di generare trombosi associata a trombocitopenia, per le fasce di età più giovani con una particolare problematicità per quella fra i 20-29 anni; considerato che: dall'inchiesta giornalistica emergerebbe che sia stata compiuta da parte del Ministero della salute, del CTS, dell'AIFA e della struttura commissariale facente capo al generale Figliuolo un'erronea valutazione del rapporto tra rischi e benefici della somministrazione di tale vaccino ed una scorretta indicazione delle fasce di età in cui essa era consigliabile; specificatamente, sembrerebbe che non siano stati letti correttamente i dati forniti all'EMA dal Winton center for risk and evidence communication, oggetto di apposite indicazioni da parte dell'agenzia europea, relative al fatto che per le persone di età inferiore ai 40 anni ed in particolare per le fasce di età fra i 20 e i 29 il rapporto fra il rischio di contrarre la malattia COVID-19 e quelli dovuti alla somministrazione del vaccino si bilanciassero;