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Rispetto alla continuità territoriale ferroviaria, garantita via mare, nei servizi di trasporto intermodale di cabotaggio tra le regioni insulari e quelli continentali, al fine di promuovere l'interconnessione con la rete primaria nazionale e centrale della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) e il collegamento via mare tra i terminali ferroviari inclusi nel Sistema nazionale integrato dei trasporti (SNIT) o in altre rotte marittime di cabotaggio individuate con le modalità previste dall'articolo 37 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, della legge 24 marzo 2012, n. 27, occorre tener presente la necessità di assicurare un servizio di trasporto via mare dei passeggeri, con o senza veicoli al seguito, delle merci, caricate su veicoli commerciali, container o carri ferroviari, efficace, efficiente, sicuro, sostenibile ed economicamente accessibile al fine di ridurre lo svantaggio strutturale dovuto all'insularità delle regioni insulari e delle isole minori italiane e di favorire condizioni essenziali per conseguire una crescita sostenibile, una migliore qualità della vita e la coesione economica, sociale e territoriale. In questo senso, è necessario prevedere che il sistema tariffario dei servizi, certo e trasparente, sia definito tenendo conto dell'esigenza di assicurare l'equilibrio economico delle imprese interessate, l'efficienza e la produttività delle gestioni, la qualità del servizio e il contenimento dei costi. Per quanto attiene il traffico passeggeri via mare, nell'ottica di tutelare la continuità territoriale, va tenuto conto quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004. In effetti, il regolamento in questione introduce un regime di assistenza e di compensazione economica per i casi di cancellazione del viaggio e di lunghi ritardi (articolo 16 e seguenti), che tende a dilatarsi a tutte le ipotesi di regolamentazione del trasporto di persone. Sarà, ovviamente, da verificare se ed in quale misura la prospettiva di dover fronteggiare le conseguenze economiche di ritardi e cancellazioni non indurrà le compagnie marittime ad una maggiore prudenza nella programmazione della sequenza di arrivi e partenze durante la stagione estiva, fino a questo momento caratterizzata dalla contrazione al minimo della sosta nei porti, per massimizzare il numero delle traversate e, quindi, i profitti. Ciò, paradossalmente, potrebbe anche riflettersi sui livelli tariffari in maniera negativa per gli utenti. Tuttavia, la problematica può trovare soluzione sulla base dell'articolo 16 del citato regolamento (CE) n. 1008 del 2008, che è una delle poche norme dell'Unione europea che faccia riferimento specifico alla condizione delle isole. Anzi le sole deroghe possibili al superamento della riserva di cabotaggio e al libero mercato sono collegate alla condizione di isola, rispetto alla quale possono essere imposti oneri di servizio sia pure con caratteristiche un pò diverse, e senza esclusività, rispetto a quelle previste in tema di trasporto aereo dall'articolo 16 del citato regolamento (CE) n. 1008 del 2008. Il presente disegno di legge, dunque, intende porsi come quadro normativo all'interno del quale la continuità territoriale sia garantita e normata non solo per le due più grandi isole italiane e solo per via aerea, ma anche per ogni altro territorio isolano e, attraverso l'istituzione di regole e facilitazioni, anche attraverso i trasporti marittimi e ferroviari. Le regioni interessate, oltre alla Sicilia e alla Sardegna, sono le regioni sui cui territori insistono ulteriori isole minori e vale a dire Toscana, Lazio, Campania, Puglia. È necessario, quindi, creare un servizio qualitativamente confrontabile con la media nazionale per il trasporto merci e passeggeri e con tariffe sostenibili per i cittadini residenti in tutte le zone isolane, tale da ottenere condizioni paritarie alle altre regioni del nostro Paese. Inoltre, occorre tener conto del fatto che l'Unione europea ha riconosciuto l'insularità come causa che condiziona negativamente lo sviluppo economico-sociale all’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ( ex articolo 158 del trattato che istituisce la Comunità europea), che prevede politiche attive al punto di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e di colmare il ritardo delle regioni meno favorite o insulari.. 1 (Finalità) 1 La presente legge reca, in conformità all'articolo 117 della Costituzione e nel rispetto della normativa dell'Unione europea in materia, la disciplina della continuità territoriale per le isole, minori e non, appartenenti al territorio italiano. 2 Le disposizioni della presente legge sono finalizzate ad assicurare un servizio di trasporto aereo, ferroviario e marittimo efficace, efficiente, sicuro, sostenibile ed economicamente accessibile, al fine di ridurre lo svantaggio strutturale delle isole di cui al comma 1 nonché di favorire le condizioni necessarie per conseguire una crescita sostenibile, una migliore qualità della vita e la coesione economica, sociale e territoriale. 3 Il sistema tariffario dei servizi di trasporto di cui al comma 2 è definito, secondo modalità che ne assicurino la certezza e la trasparenza, tenendo conto dell'esigenza di assicurare l'equilibrio economico delle imprese interessate, l'efficienza e la produttività delle gestioni, la qualità del servizio e il contenimento dei costi. 2 (Conferenza dei servizi) 1 Al fine di realizzare la continuità territoriale da e per le isole di cui all’articolo 1, comma 1, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti indìce una Conferenza di servizi, con la partecipazione delle regioni Sicilia, Sardegna, Toscana, Lazio, Campania e Puglia, delle amministrazioni pubbliche e delle società di trasporto aereo, marittimo e ferroviario interessate, con il compito di definire gli oneri di servizio pubblico da imporre sulle rotte aeree, ferroviarie e marittime, da e verso le isole di cui all’articolo 1, comma 1, i criteri per la fissazione delle tariffe, le condizioni minime di qualità, le modalità per il ricorso al bando di gara e i diritti risarcitori in favore degli utenti. L'imposizione di obblighi di servizio pubblico deve essere proporzionata all'obiettivo da perseguire ed effettuata in modo trasparente, con adeguata pubblicità e su base non discriminatoria nei confronti delle imprese aeree, ferroviarie e marittime europee. 2 La Conferenza di servizi di cui al comma 1, convocata e presieduta dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti o da un suo delegato, definisce i contenuti degli oneri obbligatori di servizio pubblico in relazione: a alle tipologie e ai livelli tariffari; b al numero dei collegamenti da e per le isole di cui all’articolo 1, comma 1; c agli orari dei collegamenti da e per le isole di cui all’articolo 1, comma 1; d alla capacità dell'offerta; e all'entità dell'eventuale copertura finanziaria da porre a carico del bilancio dello Stato.