[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 58, all. A), del regio decreto dell'8 gennaio 1931, n. 148 (Coordinamento delle norme sulla disciplina giuridica dei rapporti di lavoro con quelle sul trattamento giuridico-economico del personale delle ferrovie, tranvie e linee di navigazione interna in regime di concessione), promosso con ordinanza del 19 dicembre 2002 dal Tribunale di Milano nel procedimento civile vertente tra Pattarini Sergio e l'Auto Guidovie Italiane s.p.a., iscritta al n. 112 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 12, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visti gli atti di costituzione di Pattarini Sergio e dell'Auto Guidovie Italiane s.p.a. nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 6 luglio 2004 il Giudice relatore Romano Vaccarella; uditi gli avvocati Valfredo Nicoletti per Pattarini Sergio, Giuseppe Catalano per l'Auto Guidovie Italiane s.p.a. e l'Avvocato dello Stato Franco Favara per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto in fatto che, nel corso di un giudizio civile promosso da Sergio Pattarini al fine di sentir dichiarare l'illegittimità della destituzione irrogatagli, quale sanzione disciplinare, dalla società A.G.I. (Auto Guidovie italiane s.p.a.), con i conseguenti effetti reintegratori e risarcitori, il Tribunale di Milano, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 58 allegato A) del regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148 (Coordinamento delle norme sulla disciplina giuridica dei rapporti di lavoro con quelle sul trattamento giuridico-economico del personale delle ferrovie, tranvie e linee di navigazione interna in regime di concessione), «in relazione alla successiva normativa richiamata in motivazione», nella parte in cui devolve al giudice amministrativo la cognizione delle controversie in materia di sanzioni disciplinari degli autoferrotranvieri; che, in punto di rilevanza, il giudice a quo, evidenziato il carattere pregiudiziale delle questioni di giurisdizione, ripetutamente affermato, del resto, dalla stessa Corte costituzionale, esplicita di ritenere fondata l'eccezione di difetto di giurisdizione del giudice adito, opposta dalla parte convenuta, alla luce del dettato dell'art. 58, allegato A) del r.d. n. 148 del 1931; che, quanto alla non manifesta infondatezza del dubbio prospettato, rileva che, a suo giudizio, l'evoluzione del quadro normativo di riferimento avrebbe intaccato il carattere unitario ed omogeneo della disciplina del rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri, per come assestatasi negli ultimi anni, sì da rendere dubbia la tenuta costituzionale della norma censurata, in relazione all'art. 3 – sotto il duplice profilo dell'eguaglianza di trattamento e della ragionevolezza – e all'art. 24 della Costituzione, e non implausibile un ripensamento del giudizio negativo, già formulato dal giudice delle leggi, sulla questione ora riproposta al suo esame; che il rimettente richiama segnatamente la delegificazione dei rapporti dei dipendenti delle aziende esercenti il servizio di trasporto, operata dalla legge n. 270 del 1988 e la soppressione delle funzioni «amministrative relative alla nomina dei consigli di disciplina» sancita, con riferimento alle «gestioni governative», dall'art. 102 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi allo Stato, alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997 n. 59), e, in attuazione dello stesso – e con riguardo alle aziende di trasporto pubblico locale –, dalla legge della Regione Lombardia 5 gennaio 2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del d.lgs. 31 marzo 1998 n. 112); che da tale disciplina emergerebbe il superamento della «specialità residuale» della normativa relativa agli autoferrotranvieri, in sintonia con la trasparente volontà legislativa di disancorare dalle rigidità proprie dei «criteri pubblicistici» la tutela dell'interesse collettivo al buon funzionamento del servizio di trasporto; che, peraltro, non a caso i rapporti di lavoro «nel più ampio settore ferroviario e anzi nel generale settore del pubblico impiego», con la sola eccezione di pochissime, elevate figure professionali di dipendenti statali, sono stati sottratti al giudice amministrativo e attribuiti a quello civile del lavoro; che, in tale contesto, la permanenza della giurisdizione del giudice amministrativo per le sole controversie disciplinari degli autoferrotranvieri – e in tale limitato ambito, «neppure unitaria per tutte le aziende del settore» – si presta ad essere letta, a giudizio del tribunale, come frutto di un silenzio normativo dovuto alla convinzione della implicita attrazione della materia nella giurisdizione del giudice ordinario, o come semplice svista, non tempestivamente rimediata dal legislatore ordinario, anche per i comprensibili «tempi di assestamento» dei nuovi sistemi di riparto della giurisdizione; che l'anomalia – della quale si chiede la correzione al giudice delle leggi con una pronuncia che attui «un razionale, unitario ed egualitario sistema di relazioni e regole applicabili, in materie ormai analoghe» – incide, secondo il rimettente, anche sulla garanzia del diritto di difesa di cui all'art. 24 della Costituzione, posto che rende inapplicabile alle controversie disciplinari degli autoferrotranvieri lo speciale processo previsto dalla legge n. 533 del 1973, improntato ad oralità, celerità, immediatezza nonché caratterizzato da un regime di favore sul piano probatorio e in punto di esecuzione delle decisioni; che, in definitiva, lo scostamento dai canoni di equità, ragionevolezza ed eguaglianza insito nella scelta legislativa di rendere giustiziabili davanti al giudice amministrativo questo solo tipo di controversie, legittima il sospetto di lesione degli artt. 3 e 24 della Costituzione; che, costituendosi in giudizio, l'attore nel giudizio a quo, ricapitolati i fatti che avevano determinato il suo licenziamento nonché i momenti essenziali dello svolgimento del processo innanzi al Tribunale di Milano, rileva come nella disciplina del rapporto di lavoro degli autoferrotranviari e del relativo sistema disciplinare fosse centrale l'istituto del consiglio di disciplina; che, in particolare – ricorda il deducente –, in base al sistema originariamente delineato negli artt. 54 e 58, allegato A del r.d.