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Rispetto alla versione originaria del decreto-legge, vengono cambiati i criteri per le assegnazioni del personale, che avvengono in maniera tale da ripartire i posti vacanti in proporzione alla dotazione organica. Inoltre, si tiene conto di più parametri relativi al percorso professionale degli interessati. Il personale non dirigenziale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci di natura fissa e continuativa, ove più favorevole, in godimento presso il Ministero soppresso al momento dell'inquadramento, mediante assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Tra le proposte della Commissione, c'è anche la modifica del comma 5, secondo cui il personale appartenente ad altre amministrazioni, in posizione di comando, distacco o fuori ruolo presso il Dipartimento di cui al comma 3, partecipa alla procedura di interpello al fine di individuare il Ministero al quale attribuire la predetta posizione. Il personale non scolastico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca che presta servizio presso gli uffici di diretta collaborazione ovvero già in servizio presso il Dipartimento di cui al comma 3, che si trova in posizione di comando, distacco o fuori ruolo presso altre amministrazioni, partecipa all'interpello al fine di individuare il Ministero di appartenenza. Il comma 6 stabilisce il termine (30 giugno 2020) entro cui devono essere adottati i regolamenti di organizzazione dei due Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del Consiglio dei ministri. Su detti regolamenti è acquisito il parere del Consiglio di Stato. Sempre con l'emendamento 1.1000 (testo 2), si propone di inserire un periodo aggiuntivo al comma 6, secondo cui il Ministro dell'istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca possono, ciascuno con proprio decreto da adottare entro trenta giorni dall'entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione, confermare il personale in servizio presso i rispettivi uffici di diretta collaborazione, senza soluzione nella continuità dei relativi incarichi e contratti. Si propone poi di sopprimere i commi 7 e 8, come conseguenza delle previsioni introdotte al comma 3- bis . Inoltre, novellando l'articolo 9, comma 11- ter , del decreto-legge n. 78 del 2015 (legge n. 125 del 2015) si attribuisce congiuntamente al Ministero dell'istruzione e al Ministero dell'università e della ricerca (oltre alle altre amministrazioni consorziate e in sostituzione del soppresso MIUR) il controllo sul consorzio interuniversitario CINECA, stabilendo anche che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge sono adottate le modifiche statutarie conseguenti (comma 9). L'emendamento 1.1000 (testo 2), di cui la Commissione propone - come si è detto - l'approvazione, inserisce anche due ulteriori commi all'articolo 3. Il comma 9- bis consente anche al Ministero dell'istruzione di avvalersi della Società generale d'informatica SpA - SOGEI per la gestione e lo sviluppo del proprio sistema informativo, anche per le esigenze delle istituzioni scolastiche ed educative statali nonché per la gestione giuridica ed economica del relativo personale. Il comma 9- ter innalza per il Ministero dell'università e della ricerca al 20 per cento i limiti percentuali previsti per il conferimento di incarichi dirigenziali a dirigenti non appartenenti al relativo ruolo del Ministero, purché dipendenti dalle amministrazioni pubbliche (limiti posti dall'articolo 19, comma 5- bis , del decreto legislativo n. 165 del 2001). Tale innalzamento opera solo in sede di prima applicazione delle disposizioni del decreto-legge e comunque non oltre il 31 dicembre 2022. La Commissione, con l'approvazione dell'emendamento 3.0.100 (testo 2), propone di inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 3, che prevede la riorganizzazione - all'interno del Ministero dell'istruzione - della funzione dirigenziale tecnica con compiti ispettivi, mediante un apposito regolamento di delegificazione che disciplina anche le modalità e le procedure di reclutamento dei dirigenti tecnici. Ciò al fine di poter applicare tali nuovi criteri al concorso per dirigenti tecnici che sarà bandito in virtù del decreto-legge n. 126 del 2019. Al personale dirigente tecnico con compiti ispettivi del Ministero dell'istruzione si applicano, per quanto non diversamente previsto, le disposizioni relative ai dirigenti delle amministrazioni dello Stato. Un ulteriore articolo aggiuntivo, di cui la Commissione propone l'introduzione con l'approvazione dell'emendamento 3.0.200 (testo 3), reca al comma 1 una disposizione specifica per gli enti pubblici di ricerca di cui al decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria di carattere generale che consente l'assunzione a tempo indeterminato di dipendenti che abbiano rapporti a termine con pubbliche amministrazioni. La novella in esame dispone che per la stabilizzazione presso i suddetti enti il termine temporale entro cui si deve conseguire il requisito relativo all'anzianità di servizio - che è uno dei requisiti stabiliti per l'applicazione della disciplina in esame - resta fissato al 31 dicembre 2017, anche in deroga a norme di proroga. Si segnala che il testo del decreto-legge n. 162 del 2019, nella versione modificata in prima lettura dalla Camera dei deputati - decreto in fase di conversione alle Camere - differisce per tutte le pubbliche amministrazioni il termine entro cui deve essere conseguito tale requisito dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2020 (confronta articolo 1, comma 1- bis , dell'Atto Senato n. 1729). La novella di cui all'emendamento 3.0.200 (testo 2) è intesa quindi ad escludere, per la stabilizzazione presso gli enti pubblici di ricerca in esame, l'applicazione del differimento. L'articolo 3- bis , comma 2, contenuto nel citato emendamento 3.0.200 (testo 3) di cui la Commissione propone l'introduzione, mira a valorizzare il titolo di dottore di ricerca e degli altri titoli di studio e di abilitazione professionale all'interno del pubblico impiego. A tal fine, si novella il decreto legislativo n. 165 del 2001. In dettaglio, il comma 2, lettera a) , novella l'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001, concernente il reclutamento del personale e, in particolare, il comma 3 che fissa i principi cui devono conformarsi le relative procedure. La novella incide sulla lettera e-ter) , inserita dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 75 del 2017, secondo la quale uno dei principi del reclutamento è la possibilità di richiedere, tra i requisiti previsti per specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve comunque essere valutato, ove pertinente, tra i titoli rilevanti ai fini del concorso.