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A suo parere, infatti, i simboli sono importanti e possono aumentare il sentimento di appartenenza alle istituzioni e il senso del dovere nei confronti dei cittadini utenti. Accoglie con favore la decisione di permettere, grazie a nuovi concorsi, l'accesso di giovani nel pubblico impiego, favorendo così un ricambio generazionale ormai imprescindibile per consentire alle amministrazioni di stare al passo con i tempi e di fornire servizi sempre più adeguati. Ricorda in proposito le difficoltà che affrontano i cittadini anche solo per il rilascio della carta di identità elettronica, che in molti Comuni non è nemmeno prevista. Si sofferma quindi sulle tematiche della mobilità dei dipendenti, ricordando che è stata prevista una particolare attenzione verso i meno fortunati, della contrattazione collettiva, della premialità, dello snellimento della macchina amministrativa, degli incentivi in materia di reclutamento e della meritocrazia. In proposito sottolinea l'importanza della revisione della disciplina relativa alla valutazione delle performance , anche per la sua incidenza sulla tenuta sociale della collettività. Infine, ricorda che le pubbliche amministrazioni rappresentano il Paese e che le loro attività hanno una diretta incidenza sulla vita di tutti i cittadini, soprattutto quelli più fragili, come gli anziani, che lo Stato ha il dovere di assistere nelle loro necessità. Conclusivamente si dichiara convinto che questo provvedimento, insieme a quelli già varati nei mesi passati, rappresenterà una svolta e permetterà di risolvere molte delle problematiche che quotidianamente affliggono i servizi amministrativi pubblici. In replica interviene il sottosegretario FANTINATI, che preliminarmente effettua una comparazione tra il provvedimento in esame e la legge n. 124 del 2015 (cosiddetta legge Madia), evidenziandone la diversa strategia e il differente grado di intervento, ora limitato esclusivamente ad alcuni settori specifici. Ricorda poi i punti salienti sui quali si è focalizzata la discussione generale, come la scelta del Governo di ricorrere allo strumento della legge delega, l'ampiezza della materia da disciplinare, i tempi necessari per adottare tutti i decreti legislativi attuativi e la previsione della clausola di invarianza finanziaria. Sottolinea quindi che i tempi previsti per l'esercizio della delega sono stati determinati avendo riguardo alla naturale scadenza della legislatura. Inoltre, gli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni contenute nel disegno di legge sono stati verificati dal Dipartimento della ragioneria generale dello Stato e la 5 a Commissione permanente ha espresso parere non ostativo sul testo. Rammenta comunque che anche la legge Madia recava un'identica previsione finanziaria e che eventuali decreti attuativi che dovessero determinare nuovi o maggiori oneri, senza trovare compensazione al proprio interno, potranno essere emanati solo dopo che saranno entrati in vigore i provvedimenti legislativi che stanzieranno le occorrenti risorse finanziarie. Passando al contenuto del disegno di legge, chiarisce che in materia di reclutamento il Governo non ha alcuna intenzione di centralizzare le procedure né di introdurre modalità incompatibili con il Titolo V della Costituzione. Infatti è stato previsto che le Regioni, le Province, le Città metropolitane, i Comuni, le Comunità montane, i loro consorzi e associazioni, nonché gli enti dagli stessi controllati, possano liberamente decidere se procedere al reclutamento dei dirigenti e delle figure professionali omogenee in proprio oppure mediante i concorsi unici organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica. Tuttavia ricorda che, al fine di rendere maggiormente conveniente ed attrattivo lo svolgimento del concorso unico, sono stati previsti degli specifici incentivi ed è stata individuata la possibilità di espletare anche concorsi unici su base territoriale. Dopo aver richiamato le verifiche che si svolgeranno nella fase concorsuale e in occasione delle progressioni di carriera, si dichiara convinto che il rafforzamento dello spirito di servizio dei dipendenti pubblici nello svolgimento delle proprie funzioni si possa perseguire anche mediante l'estensione dell'obbligo del giuramento, che, a suo parere, costituisce diretta attuazione del dettato costituzionale. Quanto alla dirigenza statale, assicura che l'obiettivo dichiarato del disegno di legge è quello di accrescere la qualità della prestazione lavorativa del personale e di incrementarne la produttività, migliorando l'immagine e l'efficienza della pubblica amministrazione. In proposito ricorda i principi e i criteri direttivi indicati dall'articolo 4. Richiama quindi le disposizioni che intervengono sull'attuale disciplina in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni con l'intento di eliminare l'autoreferenzialità del processo di determinazione degli obiettivi e garantire una maggiore imparzialità nel processo di valutazione dei risultati. A tal fine è stato previsto l'intervento di soggetti esterni e degli utenti destinatari dei servizi così come l'istituzione di un Sistema nazionale di valutazione della performance coordinato dal Dipartimento della funzione pubblica. A suo parere tale decisione renderà più agevole l'individuazione e la confrontabilità delle buone pratiche, favorendone la diffusione, e consentirà l'emersione del merito effettivo. In conclusione sul punto, avverte che l'attuazione della delega imporrà di procedere alla revisione della disciplina degli organismi indipendenti di valutazione, anche attraverso un diverso assetto delle attuali strutture tecniche permanenti. In considerazione del fatto che alcuni senatori hanno colto l'occasione per ribadire la propria contrarietà all'utilizzo dei sistemi di rilevazione dell'identità biometrica e della videosorveglianza ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro da parte dei dipendenti pubblici, rileva che in data 7 luglio è entrata in vigore la legge n. 56 del 2019 (legge "concretezza") e che il Governo ha già provveduto a richiedere sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri attuativo il parere del Garante della Privacy, che non è ancora pervenuto. In proposito ribadisce che tali previsioni rispondono alle esigenze di incrementare l'efficienza della Pubblica amministrazione e a prevenire e reprimere il fenomeno dell'assenteismo sui luoghi di lavoro, i cui responsabili, oltre a commettere un reato, incrinano il rapporto di fiducia con il cittadino e gettano discredito nei confronti di tutti i dipendenti pubblici onesti. Esclude quindi che l'utilizzazione dei nuovi sistemi di rilevazione della presenza in servizio, che riguarderà solo le fasi di entrata e di uscita dalla sede lavorativa, possa risultare demotivante o mortificante per coloro che quotidianamente si recano sul posto di lavoro e adempiono ai propri doveri. In conclusione, ringrazia la Presidente e tutti i componenti della Commissione per la sensibilità e l'attenzione dimostrata nei confronti dell'esigenza di accrescere l'efficienza della macchina amministrativa che rappresenta un obiettivo primario dell'azione dell'Esecutivo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,40.