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non avete capito o proprio non sapete quali sono le modalità di lavoro dei dirigenti, così come la quantità di lavoro che gli stessi svolgono quotidianamente. Avete messo la scuola proprio nel mirino, continuando a non risolvere il problema del precariato, perché fa comodo ed è facile parlare di precariato, così come avviene a ogni scadenza elettorale. Promettere una stabilità occupazionale che, invece, molti lavoratori non raggiungeranno mai porta voti, perché precario ormai è il 30 per cento degli organici effettivi delle pubbliche amministrazioni, percentuale molto più elevata rispetto al settore privato; lavoratori che vivono continuamente con il timore di perdere il posto che occupano da anni, una costante incertezza che li mette in una posizione che ne limita fortemente l'efficienza. Sanare vuol dire correggere una situazione illegittima per riportarla alla normalità secondo un principio di giustizia. Avete previsto per tutte le procedure concorsuali che chi vince un concorso è vincitore e chi perde, perde il futuro. Se è vero che ci saranno 450.000 nuove assunzioni nel triennio 2019-2022, di queste molte sono già "in pancia" della pubblica amministrazione e si chiamano «vincitori idonei di concorso». Perché, quindi, non scorrere quelle graduatorie? Perché non tutelare con opportuni provvedimenti normativi gli idonei inseriti nelle graduatorie vincenti di concorsi pubblici e prorogare al 31 dicembre 2019 l'efficacia delle graduatorie e delle assunzioni? Anche a questo tipo di proposte avete risposto no. E non parliamo poi della tormentata vicenda degli aspiranti poliziotti che sono stati esclusi dallo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori del concorso per allievi agenti della Polizia di Stato bandito nel 2017. Per effetto di un emendamento contenuto nel decreto semplificazione che ha introdotto nuovi requisiti (età non superiore a ventisei anni e diploma di istruzione secondaria superiore), migliaia di aspiranti allievi saranno estromessi dalla selezione perché considerati troppo vecchi. In questo caso si applicano i nuovi requisiti per un concorso bandito precedentemente, al quale hanno preso parte coloro che rispettavano limiti di età e titoli di studio previsti dal bando. Concludo, Presidente: lo avete chiamato disegno di legge concretezza - ci avete abituato ormai a questi nomi attrattivi - ma di concreto non c'è niente. Temo, invece, un ritorno al passato, fatto di controlli ossessivi, di rigidità, di misurazioni, di schedature e centralismi. Per questi motivi dichiaro il voto contrario del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di un comitato di quartiere PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea le ragazze e i ragazzi del comitato di quartiere di Santo Stefano, della città di Bologna, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 920-B PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) .Signor presidente, colleghe e colleghi, signor Ministro, gli oltre tre milioni di dipendenti ringraziano per l'attenzione a loro riservata da questa maggioranza. Nonostante i due passaggi al Senato e alla Camera, Presidente, siamo di fronte - come hanno confermato e ribadito la collega Parente e il collega Laus - a un provvedimento che ha una cornice normativa confusa e profondamente inadeguata. Viene, tra l'altro, riproposto - e alcuni interventi della maggioranza me lo hanno confermato - un paradigma ormai noto e praticato da questo Governo e dalla maggioranza: la cultura della diffidenza e del sospetto, l'incentivo alla facile invettiva verso i dipendenti pubblici, perché i dipendenti pubblici sono inaffidabili, sono assenteisti incalliti, sono i furbetti del cartellino, sono fannulloni e nullafacenti. Va da sé che, se questa è la prospettiva verso la quale si muovono la maggioranza e il ministro Bongiorno - lo vedo ascoltarmi con grande attenzione (Commenti ironici dai banchi del Gruppo PD) - le proposte che ne discendono sono conseguenti e prevedibili e sono proposte che noi riteniamo inaccettabili, Presidente; provo semplicemente ad elencarle. Viene istituito il Nucleo della concretezza: 53 persone, dei supermen , cui verranno affidati, a leggere l'articolo del disegno di legge, compiti davvero alti e impegnativi, quanto improbabili nella loro concreta realizzazione. Va poi da sé, ovviamente, se sono tutti inaffidabili e assenteisti incalliti, l'installazione di sistemi di videosorveglianza e di strumenti di controllo biometrico di fronte agli accessi. Penso agli 8.000 Comuni, per il 70 per cento piccoli Comuni, e posso immaginare come verranno realizzati il controllo biometrico e le videosorveglianze. Penso ai dirigenti scolastici, molti dei quali hanno la reggenza di tre o quattro istituti comprensivi, che verranno continuamente fotofilmati e avranno una rassegna di passaggi interessante per la loro storia biografica e personale. Si introduce inoltre un sistema ancora una volta centrato sulle procedure, Presidente, sulla conformità degli atti. Avete introdotto un nuovo stupefacente istituto giuridico, quello della irregolarità, quando sappiamo che nella pubblica amministrazione esistono gli atti legittimi e gli atti non legittimi: immaginiamo, anche in questo caso, la moltiplicazione di ricorsi degli enti controllati dal Nucleo concretezza presso il Ministero. Ancora, lo si ricordava in un intervento della maggioranza come una sorta di premio e come un esempio di grande visione: si istituisce un sito dei cattivi; nel Ministero avremo l'elenco degli enti inadempienti o irregolari, quando sappiamo - e lei Ministro lo sa, perché è un'esperta di organizzazione - che le grandi organizzazioni civili e mondiali usano un'altra logica: fanno siti per premiare le buone pratiche. Sono, infatti, le buone pratiche che innalzano il livello di un'organizzazione come la pubblica amministrazione; sono le buone pratiche e la narrazione degli enti efficienti ed efficaci. Invece si sceglie, ancora una volta con una logica del sospetto, della cattiveria e della diffidenza, di fare un sito dei cattivi. Immaginate se possa essere questa la prospettiva di una riforma della pubblica amministrazione. Avete reintrodotto un sistema centralistico; ancora una volta c'è un approccio diffidente verso gli enti locali. Avete messo da parte una produzione legislativa ispirata alla Repubblica delle autonomie e al principio di sussidiarietà, di cui agli articoli 5 e 114 della Costituzione. Avete dato nuovi impegni e nuove prerogative ai prefetti e mi stupisce che a proporlo sia una forza politica, i colleghi della Lega, che soltanto alcuni decenni fa proponevano l'abolizione delle prefetture, la libertà dei territori, fino a chiedere, per il Nord, la secessione. Qui abbiamo la riproposta dello Stato centralista, di un Ministero dell'interno che ormai - Ministro, dovrà un po' preoccuparsi - fa di tutto: controlla la pubblica amministrazione, controlla le rotte dei naviganti migranti; controlla tutto ormai.