[pronunce]

non può dirsi che esse esprimano una necessità costituzionale, tale da imporre una ulteriore deroga alle regole generali del processo, informate al principio per cui le prove si assumono nel dibattimento, mentre l'incidente probatorio è strumento eccezionale, previsto solo per le ipotesi stabilite dalla legge, in vista, principalmente, della necessità di assicurare una prova che potrebbe essere dispersa o alterata se si attende il dibattimento. La sola circostanza che il legislatore abbia ritenuto di estendere tale eccezione al caso in cui si debba assumere la testimonianza di un minore di sedici anni in un procedimento per reati sessuali, differenziando le regole del rito in vista della specificità di tali reati, non può valere a dimostrare che l'eccezione sia costituzionalmente dovuta indipendentemente dal tipo di reato, sia pure solo ai fini della testimonianza della parte offesa. Tutela della personalità del minore e genuinità della prova sono certo interessi costituzionalmente garantiti: non lo è però lo specifico strumento, consistente nell'anticipazione, con incidente probatorio, delle testimonianze in questione. Si può aggiungere che l'esigenza di non dover ripetere più volte la testimonianza, per evitare il rinnovo di situazioni di tensione e disagio psicologico, non è di per sé assicurata dal ricorso all'incidente probatorio, che, da un lato, potrebbe sopravvenire - al pari dell'istruttoria dibattimentale - dopo che nel corso delle indagini preliminari il minore sia già stato sentito, e, dall'altro lato, non esclude la ripetizione della prova in dibattimento, posto che la regola speciale, sancita dall'art. 190-bis, comma 1-bis, del codice di procedura penale (che in questa sede non viene in considerazione), secondo cui l'esame testimoniale in dibattimento è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni, ovvero se il giudice o una delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze, è dettata, testualmente, solo per il caso in cui si procede per i reati sessuali ivi indicati. 4.- Una volta esclusa la fondatezza della questione relativa all'art. 392, comma 1-bis, che avrebbe comportato la estensione del ricorso all'incidente probatorio, ne discende la irrilevanza, e dunque la inammissibilità, della questione sollevata con riguardo all'art. 398, comma 5-bis, che si riferisce alle speciali modalità di assunzione della testimonianza nell'incidente probatorio medesimo. La questione sarebbe infatti rilevante solo se il remittente ritenesse di poter procedere, sulla base della normativa applicabile, all'assunzione della testimonianza mediante incidente probatorio, ciò che invece il remittente stesso nella specie nega, allo stato della legislazione in vigore.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE a) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 392, comma 1-bis, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe; b) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 398, comma 5-bis, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione, dallo stesso Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 dicembre 2002. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Valerio ONIDA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 dicembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA