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In questi tempi, ancora di più la presenza di presidi medici seri, costantemente presenti a monitorare l'andamento delle scuole e di un possibile contagio, è fondamentale per impedire che si interrompano ancora una volta gli esami piuttosto che le sessioni di istruzione. Non servivano gli scienziati per dire questo, serviva semplicemente la capacità politica di amministrare, serviva guardare avanti da quando la crisi è iniziata, sapendo bene che la scuola deve riaprire. Avviandomi alla conclusione, signor Presidente, se l'infettivologo Galli proprio questa mattina, facendo una previsione sul vaccino, azzardava che sarà pronto il prossimo anno - sperando una prima parte, ma forse una seconda - prevedendo quindi tempi abbondantemente lunghi, dico che ora è necessario dare garanzie agli italiani anche in merito ad una seria campagna vaccinale antinfluenzale. Infatti quando si approssimerà l'autunno non potremo sovrapporre il rischio del Covid al rischio influenzale, confezionando così una grande miscela. Su questo abbiamo bisogno di avere certezze dal Governo, che dal suo intervento non arrivano. Di questo abbiamo certezza: se non si faranno azioni di questo tipo, arriveremo veramente ad avere una grave crisi, e non ci saranno più le scuse dell'improvvisazione iniziale, perché questo non ci era mai capitato, ma ci troveremo di fronte a una sciagura prevista. Concludendo, vogliamo impegni seri. Non vogliamo semplicemente una lenzuolata di impegni presi qui dentro all'inizio di agosto, quando tutti hanno ormai le valigie pronte per andare in vacanza e lo dico ancora ai senatori del PD, totalmente assenti. Signor Presidente, abbiamo la preoccupazione che la gestione da parte del Governo, come è stata prospettata fino ad adesso, sia essenzialmente improntata a manipolare il consenso dei cittadini, creando ad arte delle preoccupazioni e dando poi delle soluzioni. Questa non è una gestione seria. Siamo molto preoccupati, perché il nostro è un Paese che ha saputo gestire, per la grande responsabilità degli italiani, questa situazione di crisi, ma non può essere gettato nel panico per la sottovalutazione dei problemi che ci troveremo questo autunno. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pisani Giuseppe. Ne ha facoltà. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, come ha correttamente ricordato poc'anzi il Ministro della salute, sebbene il trend epidemiologico attuale non raggiunga i livelli di criticità dei mesi scorsi, in questi giorni tuttavia si registra un lieve, ma costante aumento dei casi di contagio. Il bollettino del Ministero della Salute del 5 agosto rilevava che nelle ultime ventiquattro ore vi era stato un aumento dei nuovi contagi, cioè 384 casi a fronte dei 190 del giorno precedente, e purtroppo anche dei morti, arrivati a 10 rispetto ai 5 del giorno precedente. Questo momento deve essere quindi interpretato come monito assoluto a non allentare le misure e a porre in essere i corretti presupposti per interventi tempestivi ed efficaci, nell'infausta ipotesi di una ripresa dell'epidemia. In verità la situazione è molto più seria nel resto del mondo, se guardiamo a ciò che sta avvenendo nei Balcani o alla recrudescenza dell'epidemia in Paesi come la Spagna, la Francia, la Germania o, ancora, alla fase molto complessa che stanno vivendo gli Stati Uniti, con oltre 4,5 milioni di casi e 161.000 morti o il Brasile, con oltre 2,8 milioni di casi e 95.000 morti. Comunque da noi l'attenzione sanitaria non può essere assolutamente abbassata e riteniamo assolutamente giuste e sensate le scelte adottate dal Governo, fondate su un razionale di evidenze e di precise valutazioni tecniche. Sotto il profilo sanitario, difatti, sebbene la curva epidemiologica dei contagi si sia abbassata e rimanga stabile da qualche giorno, i dati che si registrano dimostrano che il virus continua a circolare ancora, dando vita a circoscritti focolai, che senza adeguate misure e cautele potrebbero alimentare una ripresa dell'epidemia. Questa situazione si può paragonare a quella di un incendio che è stato domato, ma che non è stato ancora del tutto spento, perché piccoli focolai covano sotto la cenere, che nel nostro caso sono costituiti dai cosiddetti cluster da importazione, per i quali chiaramente è necessario il più stretto e rigoroso controllo da parte delle istituzioni e del Governo, che sta già adottando gli opportuni provvedimenti, ed altri focolai e cluster che tendono ora ad interessare individui più giovani della popolazione. In ogni caso, il virus non può e non deve considerarsi un nemico lontano e passato: è ancora presente e, se non viene tempestivamente circoscritto e arginato, l'infezione rischia di crescere nuovamente e accelerare. Lei, signor Ministro, ha fatto bene a ricordare - e sarebbe bene che lo facessimo più spesso - che ancora non abbiamo vaccini né farmaci in grado di distruggerlo o contrastarlo: non abbiamo alcuna arma efficace che non sia la prevenzione del contagio, che si può attuare attenendosi a precise norme, come appunto il rispetto della distanza interpersonale, l'uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani. Come rilevato dal Presidente del Consiglio dei ministri nelle sue ultime comunicazioni a quest'Assemblea, la proroga dello stato d'emergenza si rende necessaria affinché le decisioni assunte con i decreti-legge nn. 19 e 33 del 2020 non perdano efficacia e perché le misure vigenti, approntate con lo stato d'emergenza, continuino ad avere copertura normativa. Cautela, prudenza e rispetto delle norme per la tutela della nostra salute devono essere le parole d'ordine. Pochi giorni addietro il signor Presidente della Repubblica ha detto: "Non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà. Naturalmente occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita, evitando di confondere la libertà con il diritto di far ammalare altri". (Applausi). La proroga non significa un altro blocco di tutto il Paese o una limitazione della libertà dei cittadini, ma ha lo scopo di mantenere le condizioni per riprendere gradualmente una vita sociale, economica e produttiva normale, secondo criteri di sicurezza, nel rispetto delle libertà di tutti. Sarebbe opportuno pertanto che in queste circostanze ancora straordinarie l'azione di Governo fosse sostenuta da tutti, dalle Regioni e anche dalle opposizioni, le quali ultime, a parere del sottoscritto, potrebbero evitare talune critiche improvvide, talvolta anche infondate, che generano solo confusione nella popolazione e nulla hanno a che vedere con l'obiettivo primario dell'azione di questo Governo, costituito dalla tutela della salute e della libertà di tutti i cittadini. (Applausi). Chiudo il mio intervento citando alcune delle parole con le quali l'Italia è stata apprezzata a livello internazionale per la gestione dell'emergenza, dopo lo scoppio della pandemia (in questo caso, cito anch'io le parole riportate da un articolo del «New York Times»): eravamo un posto da evitare in tutti i modi e un epicentro da incubo; oggi siamo un modello, seppur non ancora perfetto, di contenimento del virus, perché siamo stati in grado di dare lezioni al resto del mondo, ai nostri vicini e agli Stati Uniti, grazie alle azioni e ai provvedimenti adottati da questo Governo. Non vanifichiamo quindi quanto fatto sino ad oggi: grazie, signor Ministro, Governo e signor Presidente.