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in seguito a tale decisione, DAZN avrebbe siglato una partnership con Tim, che vedrà quest'ultimo come distributore di tutte le partite di campionato, di cui 7 in esclusiva, dal prossimo luglio 2021. Ad aggravare la situazione di scarsa concorrenza a danno dei consumatori, sia DAZN che Tim hanno, inoltre, annunciato un consistente aumento dei prezzi dei pacchetti relativi al calcio rispetto a quello delle precedenti stagioni calcistiche; rispetto alla stagione 2020-2021, si ridurrebbero, pertanto, di molto le piattaforme distributive e le modalità di fruizione per seguire l'intero campionato di calcio, avendo Sky acquisito i diritti per sole 3 partite a turno di campionato; in forza di questo accordo, gli appassionati del campionato di calcio di serie A vedrebbero ristretta la propria libertà di scelta o all' app di DAZN o al servizio "Tim Vision" di Tim, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo in merito ai fatti esposti; se ritengano che DAZN e gli altri operatori che ne hanno acquisito i diritti di trasmissione, a fronte dell'attuale stato della rete internet su tutto il territorio nazionale e del suo sviluppo tecnologico, siano in grado di trasmettere le partite di ciascun turno del campionato di serie A nelle stagioni dal 2021 al 2024, senza disservizi per gli utenti e senza ricorrere alla suddivisione delle 10 partite in 10 momenti diversi; quali iniziative intendano adottare per tutelare gli interessi di milioni di tifosi a fronte dell'annunciato aumento dei prezzi per la visione delle partite del prossimo campionato di calcio di serie A, per salvaguardare la concorrenza nel settore e la più ampia possibilità di scelta dell'operatore da parte degli utenti; se ritengano che le azioni di DAZN, a seguito dell'acquisizione dei diritti televisivi per la trasmissione delle partite del campionato di serie A nel triennio 2021-2024, prefigurino comportamenti anticoncorrenziali rispetto ad altri operatori del settore, alcuni dei quali hanno già avviato azioni legali per mancato rispetto di precedenti contratti o per chiedere verifiche da parte dell'autorità antitrust sulla regolarità dei nuovi accordi; se la strategia intrapresa da Tim nel prevedere l'utilizzo di fondi pubblici ( voucher ) per la sottoscrizione di abbonamenti di calcio ("fiber to the football") sia compatibile con le finalità dei fondi pubblici e se tale scelta non comporti anche un'alterazione del mercato. Atto n. 3-02634 CANGINI AIMI BARBONI CALIENDO CALIGIURI DAL MAS GALLIANI GASPARRI PAGANO PAPATHEU Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dall'11 al 13 giugno 2021 si è tenuto il vertice del G7 a Carbis Bay, in Cornovaglia. La sessione 3 è stata dedicata alle questioni di politica estera; la sessione 5 ha riguardato i valori comuni condivisi dai membri del G7 e dai paesi ospiti invitati. Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel ha dichiarato che: "Vediamo che le democrazie liberali e le società aperte affrontano la pressione dei regimi autoritari. Questa sfida ci ha spinto a unire le forze durante il G7, non solo per poter rispondere a pressioni o attacchi, ma anche per diffondere i nostri valori di libertà, stato di diritto e rispetto dei diritti umani"; il Presidente Mario Draghi ha sottolineato che "Il tema politico dominante è stato quale atteggiamento debba avere il G7 nei confronti della Cina e in generale di tutte le autocrazie, che inquinano l'informazione, interferiscono nei processi elettorali, usano la disinformazione come tecnica aggressiva, usano i social media, fermano gli aerei in volo, rapiscono, uccidono, non rispettano i diritti umani, usano il lavoro forzato. Tutti questi temi di risentimento nei confronti delle autocrazie sono stati toccati e condivisi"; con riferimento alla Repubblica Popolare Cinese - il punto 49, ultimo paragrafo della Dichiarazione finale del G7 ("La nostra agenda condivisa per un'azione globale per ricostruire meglio"), precisa: "Allo stesso tempo, e così facendo, promuoveremo i nostri valori, anche invitando la Cina a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare in relazione allo Xinjiang e a quei diritti, libertà e alto grado di autonomia per Hong Kong sanciti dalla Sino-Dichiarazione congiunta britannica e Legge fondamentale"; il punto 60, della Dichiarazione finale del G7 precisa: "Ribadiamo l'importanza di mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto, inclusivo e basato sullo stato di diritto. Sottolineiamo l'importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan e incoraggiamo la risoluzione pacifica delle questioni che attraversano lo Stretto. Rimaniamo seriamente preoccupati per la situazione nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e ci opponiamo fermamente a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo e aumentare le tensioni"; negli ultimi anni gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno espresso crescente allarme per gli abusi del Governo cinese nello Xinjiang, rilasciando dichiarazioni congiunte al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e al Terzo Comitato dell'Assemblea generale, che si concentra sui diritti umani. Nell'ottobre 2020, 39 Paesi hanno espresso collettivamente grave preoccupazione per la situazione dei diritti umani nello Xinjiang, in Tibet e a Hong Kong. In data 23 marzo 2021 sul sito delle notizie dell'Organizzazione delle Nazioni Unite si affermava: "Secondo le fonti, i lavoratori Uiguri sarebbero stati sottoposti a sfruttamento e a condizioni di vita abusive, e centinaia di migliaia sarebbero stati detenuti in strutture di "rieducazione". Molti sono stati anche trasferiti forzatamente a lavorare in fabbriche nella regione autonoma uigura dello Xinjiang, situata nel nord-ovest della Cina, e altrove nel paese. I lavoratori Uiguri sarebbero stati impegnati con la forza in industrie poco qualificate e ad alta intensità di lavoro, come l'agroalimentare, il tessile, l'abbigliamento, l'automotive e i settori tecnologici. Mentre il Governo cinese giustifica le sue azioni relative al trattamento degli uiguri con la lotta contro il terrorismo e l'estremismo violento, la riduzione della povertà o gli scopi di sviluppo, tuttavia sollecitiamo rispettosamente il governo a cessare immediatamente qualsiasi misura che non sia pienamente conforme al diritto internazionale, alle norme e agli standard relativi ai diritti umani, compresi i diritti delle minoranze"; mentre l'11 giugno a Carbis Bay in sede di G7 il Presidente del Consiglio dei ministri Draghi si accingeva ad incontrare il Presidente degli Stati Uniti d'America Biden per discutere anche della questione Cina, trapelava la notizia dell'incontro, fissato nel tardo pomeriggio a Roma tra Giuseppe Conte, Giuseppe "Beppe" Grillo e l'ambasciatore di Pechino Li Junhua. Un incontro al quale, all'ultimo momento, Conte, pare senza spiegazioni, non avrebbe dato seguito a causa di "concomitanti impegni". Due mesi orsono, Beppe Grillo sul suo blog difendeva Pechino accusando l'amministrazione Biden di "mettere in pericolo l'umanità"; a quanto risulta agli interroganti, il sen.