[ddlpres]

In ciascuna regione, tutti i senatori sono eletti entro trenta giorni dalla prima riunione del rispettivo Consiglio regionale (o provinciale, per le province autonome di Trento e di Bolzano) successiva all'elezione. L'articolo 60 della Costituzione, come riformulato dall'articolo 5 del presente disegno di legge costituzionale, prevede che il Senato federale non abbia più una durata fissa, ma sia soggetto a cambiamenti parziali dovuti al rinnovo dei singoli Consigli regionali o delle due province autonome. Pertanto i senatori eletti in ciascuna regione o provincia autonoma restano in carica fino alla proclamazione dei nuovi senatori della medesima regione o provincia autonoma. La revisione della funzione legislativa dello Stato Anche il procedimento di formazione delle leggi risente del superamento del bicameralismo perfetto, limitando le ipotesi di navette tra le due Camere che spesso finiscono per paralizzare l' iter legislativo e per impedire l'attuazione del programma di governo. L'articolo 70 della Costituzione, come novellato dall'articolo 7 della presente proposta, configura due diversi procedimenti legislativi: 1) un procedimento «bicamerale paritario», che non presenta sostanzialmente differenze rispetto a quello in vigore, in cui la Camera dei deputati e il Senato federale esercitano collettivamente la funzione legislativa, che riguarda solo i provvedimenti che direttamente incidono sull'assetto costituzionale, o definiscono il quadro delle regole generali che presiedono ai rapporti tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica (regioni, province, comuni e città metropolitane, ai sensi dell'articolo 114 della Costituzione), le leggi costituzionali e quelle in materia elettorale, nonché le leggi che disciplinano tra l'altro: gli organi di governo e le funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane, l'ordinamento di Roma capitale, l'attribuzione a regioni ordinarie di forme particolari di autonomia, la determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie rientranti nella potestà legislativa concorrente; le procedure e l'esercizio del potere sostitutivo con riguardo alla partecipazione delle regioni alla «fase ascendente e discendente» del diritto comunitario e all'esecuzione degli accordi internazionali, nonché il «potere estero» delle regioni; le procedure per l'esercizio dei poteri sostitutivi del Governo nei confronti di regioni ed enti locali; i princìpi fondamentali concernenti il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri; i princìpi fondamentali per la formazione e la composizione dei Consigli delle autonomie locali; il passaggio di province o comuni da una regione ad un'altra, il mutamento delle circoscrizioni provinciali e l'istituzione di nuove province; le leggi che istituiscono e disciplinano le autorità di garanzia e di vigilanza, che ottengono quindi per la prima volta un riconoscimento costituzionale; le leggi in materia di tutela delle minoranze linguistiche; 2) un procedimento «bicamerale a prevalenza della Camera dei deputati», nel quale il testo approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati può essere modificato dal Senato federale, ferma restando in capo alla Camera dei deputati l'ultima parola sul testo definitivo. La generalità dei progetti di legge è esaminata in base a tale procedimento. La revisione della forma di governo e dei rapporti tra Governo e Parlamento Gli articoli 14 e 15 del presente disegno di legge costituzionale modificano rispettivamente gli articoli 92 e 94 della Costituzione. La finalità già preannunciata è quella di valorizzare la posizione del Presidente del Consiglio dei ministri sia nell'Esecutivo, sia nei rapporti con il Parlamento. Il secondo comma dell'articolo 92 della Costituzione novellato prevede che la nomina da parte del Capo dello Stato del Presidente del Consiglio dei ministri avvenga secondo la volontà espressa dal corpo elettorale, cioè «valutati i risultati dell’elezione della Camera dei deputati». Ciò consiste in un riconoscimento formale dello status quo , senza intaccare le prerogative costituzionali del Capo dello Stato. Si concede inoltre al Presidente del Consiglio il potere di proporre al Capo dello Stato la revoca -- oltre che la nomina -- dei Ministri. La riscrittura dell'articolo 94 della Costituzione introduce il principio della fiducia accordata solo al Presidente del Consiglio dei ministri, che presenta il suo Governo alla Camera e ottiene la fiducia dalla sola Camera dei deputati, con la quale intercorre il rapporto fiduciario. Il quinto comma dell'articolo 94 della Costituzione prevede, a seguito della modifica apportata, che la mozione di sfiducia debba essere firmata da almeno un terzo -- e non più da un decimo -- dei componenti la Camera dei deputati e debba essere approvata a maggioranza assoluta, sempre in un'ottica di rafforzamento della stabilità di governo. Si tratta, in tale caso, di una «sfiducia costruttiva», poiché è previsto che nella mozione sia indicato anche un nuovo nominativo per il Presidente del Consiglio dei ministri. Qualora tale mozione di sfiducia sia approvata dalla maggioranza assoluta dell'Assemblea, il Presidente del Consiglio dei ministri in carica dovrà dimettersi e il Presidente della Repubblica nominerà il Presidente del Consiglio dei ministri indicato nella mozione approvata. L'articolo 8 aggiunge un comma all'articolo 72 della Costituzione, che consente al Governo di chiedere che un disegno di legge sia iscritto con priorità all'ordine del giorno delle Camere e sia votato entro una data certa: i limiti e le modalità di esercizio di tale prerogativa sono demandati alla riforma dei regolamenti parlamentari. Quanto all'esercizio della delega legislativa, l'articolo 10 aggiunge un comma all'articolo 76 della Costituzione, disponendo che tutti gli schemi di decreti legislativi predisposti dal Governo siano trasmessi alle Camere per essere sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari competenti; in tal modo viene generalizzato e costituzionalizzato un obbligo oggi previsto solo legislativamente, con riferimento alla procedura di approvazione dei decreti adottati in forza di leggi di delega. L'articolo 11 riformula l'articolo 77 della Costituzione per ciò che concerne la decretazione d'urgenza, introducendo espliciti limiti di contenuto al potere del Governo di ricorrere all'uso dei decreti-legge. In particolare, non è possibile rinnovare disposizioni di decreti-legge non convertiti in legge, ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale, conferire deleghe legislative e attribuire poteri regolamentari in materie già disciplinate con legge. Sono così elevati al rango costituzionale anche alcuni limiti alla decretazione d'urgenza già presenti nell'ordinamento giuridico (articolo 15 della legge n. 400 del 1988), ma troppo facilmente derogabili in quanto disposti con legge ordinaria. La revisione delle funzioni del Presidente della Repubblica L'articolo 13 del presente disegno di legge costituzionale dispone circa la figura del Presidente della Repubblica, più che altro per esigenze di coordinamento con altre disposizioni previste nel disegno di legge.