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il livello del costo dell'energia elettrica è uno degli elementi che possono contribuire a favorire lo sviluppo delle attività economiche in generale, a cominciare dal settore della grande e media industria, e dunque a incrementare il tasso di crescita del prodotto interno lordo, uno dei principali indici presi a riferimento anche in sede di valutazione degli equilibri di finanza pubblica in sede di Commissione europea, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo di competenza intenda assumere per ridurre il differenziale del livello di costo dell'energia elettrica rispetto agli altri Paesi europei; se ritenga di attivarsi affinché sia prorogata per il triennio 2021-2023 la suddetta disciplina dei servizi di interrompibilità istantanea e di emergenza del carico elettrico, attualmente previsti fino al 31 dicembre 2020, servizi che contribuiscono, allo stato attuale, a contenere lo stesso differenziale. Atto n. 4-02620 PAVANELLI GALLICCHIO RICCIARDI LANNUTTI PRESUTTO GIANNUZZI LEONE VANIN FLORIDIA RICCARDI TRENTACOSTE DONNO MORONESE GUIDOLIN BOTTO CORRADO CORBETTA GARRUTI DE LUCIA FEDE Al Ministro della salute Premesso che: il biossido di titanio viene comunemente usato come additivo colorante bianco (codice E171) negli alimenti, nei cosmetici e nei pigmenti, generalmente in forma di polvere composta da particelle nanometriche aventi dimensione di circa 30 nanometri; l'Institut national de la recherche agronomique (INRA) ha pubblicato a gennaio 2017 i risultati di uno studio (intitolato NANOGUT) sulla sua tossicità, evidenziando come l'esposizione prolungata per via orale al biossido di titanio in cavie animali (nel caso specifico topi da laboratorio) abbia prodotto nel 40 per cento delle cavie la formazione di lesioni preneoplastiche al colon-retto, evidenziando dunque come l'additivo sia sostanza atta a favorire l'insorgere del cancro colon-rettale; in base allo studio l'agenzia governativa francese Agence nationale de sécurité sanitaire de l'alimentation, de l'environnement et du travail (ANSES) ha emanato nel 2017 un rapporto di potenziale rischio cancerogeno per il biossido di titanio raccomandandone la limitazione nell'uso, soprattutto negli alimenti; a seguito delle raccomandazioni è stato proposto dalla Francia, in sede di Comunità europea, di valutare il biossido di titanio con cancerogenicità di categoria 1B, ossia sostanza avente capacità di causare il cancro, soprattutto sulla base di test su animali; l'International agency for research on cancer (IARC) ha classificato il biossido di titanio nel Gruppo 2B, come possibile agente cancerogeno per l'uomo; l'European chemicals agency (ECHA) ha assegnato al biossido di titanio (codice CAS 13463-67-72) la valutazione di agente potenzialmente cancerogeno di categoria 2, ossia avente sospetto di causare il cancro attraverso assunzione per le vie inalatorie; considerato che: il Governo francese, con provvedimento pubblicato il 25 aprile 2019, sulla base delle raccomandazioni dell'agenzia governativa ANSES, in applicazione del principio di precauzione in materia di sanità pubblica ha sospeso per un anno, a partire dal 1° gennaio 2020, la commercializzazione di generi alimentari contenenti l'additivo E171, in attesa di ulteriori studi scientifici sul biossido di titanio; la decisione del Governo francese produrrà comunque l'effetto di spingere i produttori in primis a cambiare la composizione degli alimenti prodotti, ed i consumatori in secondo luogo a cambiare le abitudini di acquisto, indirizzando il mercato interno verso l'abbandono all'uso dell'additivo E171 negli alimenti; gli stabilimenti situati sul territorio italiano in cui viene prodotto il biossido di titanio in base al combinato disposto del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (testo unico delle leggi sanitarie), e del decreto del Ministero della sanità 5 settembre 1994, sono classificati impianti insalubri di prima classe (elenco delle industrie insalubri, industrie di prima classe, A) sostanze chimiche, voce n. 112 titanio biossido - produzione); la progressiva riduzione dell'uso del biossido di titanio, iniziando dagli alimenti e poi, auspicabilmente, il suo completo abbandono determinerebbe anche la progressiva diminuzione sul territorio nazionale di impianti per la sua produzione e, di conseguenza, anche la riduzione del numero di impianti insalubri di prima classe, la cui presenza è comunque fattore di rischio sanitario per la popolazione che vive nelle vicinanze nonché primariamente per i lavoratori impiegati in tali impianti, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per valutare attraverso nuovi studi approfonditi ed aggiornati il rischio di cancerogenicità per l'uomo del biossido di titanio e per sospendere, in base al principio di precauzione in materia di sanità pubblica, come già fatto dal Governo francese, la commercializzazione di prodotti contenenti l'additivo E171, a partire dagli alimenti, per almeno un anno ovvero per un periodo di tempo più lungo in attesa dei risultati sperimentali di nuove ricerche. Atto n. 4-02621 CAMPARI BORGONZONI CENTINAIO BARBARO DE VECCHIS Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: negli ultimi anni si è assistito a un vertiginoso aumento del prezzo dei biglietti per le partite di calcio e, nonostante una perdurante crisi economica che attanaglia il Paese da oltre 9 anni, le politiche da parte dei club di calcio professionistici non stanno tenendo in alcun conto né la situazione contingente economica, né la sempre minore capacità di spesa delle famiglie italiane; si stanno moltiplicando in tutta Italia manifestazioni di protesta legate alle difficoltà di accesso per i tifosi alle manifestazioni di calcio derivanti da aumenti incontrollati; in occasione della partita contro il Napoli allo stadio "San Paolo" del 15 dicembre, i tifosi del Parma hanno deciso di disertare la trasferta a causa dei prezzi del settore ospiti: 40 euro (39.50 con 0.50 di prevendita), in uno stadio che, solo un anno fa, costava esattamente la metà, 20 euro (19.50 con 0.50 di prevendita). Gli stessi tifosi napoletani avevano disertato l'esordio casalingo della Juventus alla seconda giornata, il 31 agosto, a causa del prezzo delle curve fissato a 67 euro; anche il "percorso" di avvicinamento agli stadi passa per le difficoltà di parcheggio, ove presente, spesso vigilato da parcheggiatori abusivi, prezzi non calmierati, non solo dei tagliandi, ma anche nei tradizionali beni di conforto (bibite, panini, eccetera) che vengono venduti in prossimità e all'interno degli impianti; a ciò si aggiunge una mancata regolamentazione del prezzo dei biglietti demandato esclusivamente alla politica dei club partita per partita in stadi, peraltro, per lo più di vecchia concezione, fatiscenti, scomodi, e, in alcuni casi, non concepiti per il gioco del calcio e, quindi, con una scarsa visibilità dalle tribune, soprattutto dai settori popolari;