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in una lettera datata 18 settembre 2020 del dipartimento Ragioneria-Servizio partecipazioni e bilancio consolidato del Comune di Napoli, indirizzata al Sindaco ed al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che aveva chiesto spiegazioni al riguardo, al contrario si evidenzia come la vendita dell'impianto immobiliare in cui insiste la caserma dei Vigili del fuoco fosse stata individuata tra le misure previste nel Piano quinquennale di risanamento economico finanziario di Mostra d'oltremare SpA, approvato in sede di assemblea dei soci, identificato nella parte che interessa con la voce "processo di dismissione degli attivi immobiliari non strumentali" e di cui il Consiglio comunale ha preso atto in sede di approvazione dell'analisi dell'assetto complessivo delle partecipazioni detenute, alla data del 31 dicembre 2017, ex art. 20 del decreto legislativo n. 175 del 2016, con adozione delle conseguenti misure di razionalizzazione, avvenuta con deliberazione n. 145 del 20 dicembre 2018, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; come intenda attivarsi al fine di acquisire informazioni in merito all'intenzione o meno di porre in essere un progetto di ristrutturazione della caserma e, eventualmente, quali iniziative intenda assumere nei confronti dell'Amministrazione comunale per scongiurare la chiusura di un presidio di sicurezza così importante per la collettività di un'area tanto vasta, popolata ed a rischio sismico. Atto n. 4-04187 EVANGELISTA Al Ministro della salute Premesso che: l'ospedale "San Francesco" di Nuoro, il più grande presidio sanitario della provincia, nelle precedenti fasi dell'emergenza sanitaria è stato predisposto alla gestione dei casi COVID-19, per poi essere interessato dal piano di riorganizzazione della rete ospedaliera varato qualche mese fa dalla Regione Sardegna secondo le "linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19" trasmesse dal Ministero della salute con la nota n. 11254 del 29 maggio 2020; nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza COVID-19 varato in via definitiva dalla Regione Sardegna il 9 luglio ed approvato dal Ministero, in attuazione delle disposizioni di cui all'art. 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, il parcheggio del presidio ospedaliero è stato individuato come area per strutture movimentabili per la terapia intensiva; considerato che: nell'ospedale San Francesco è presente il reparto di oncologia, ubicato al terzo piano del padiglione DEA (dipartimento di emergenza ed accettazione) che si occupa della diagnosi e trattamento di pazienti affetti da malattie oncologiche, con prestazioni erogate in regime di ricovero, di day hospital ed ambulatoriale; difformemente da quanto indicato dal piano di riorganizzazione, qualche giorno fa l'Azienda per la tutela della salute della Sardegna, nella persona del direttore sanitario, ha formalmente richiesto il trasferimento immediato (intimando lo sgombero entro 24 ore) della suddetta unità operativa (che presta assistenza e cura a più di 600 pazienti in chemioterapia endovenosa ed effettua 18.000 visite ambulatoriali all'anno di pazienti in terapia orale e per i controlli clinici, pazienti provenienti da tutta l'isola e che costituisce una realtà di eccellenza nel panorama regionale e non solo) in altra posizione per destinare il piano ad un ampliamento della terapia intensiva; come evidenziato dai vertici della direzione ASSL Nuoro e dal direttore di oncologia, non vi è una dislocazione alternativa idonea a garantire i servizi prestati, e grande è la preoccupazione per l'inevitabile disagio e pericolo di compromissione della stessa qualità delle cure che deriverebbero ai pazienti oncologici dal trasferimento in una struttura inadeguata a causa della loro condizione di particolare fragilità; né i locali prima adibiti al reparto di pediatria all'interno dello stesso ospedale "San Francesco", né il primo piano del padiglione C dell'altro ospedale della città di Nuoro, il "Cesare Zonchello", indicati come possibile nuova sede dell'unità operativa, presentano le caratteristiche di cui deve essere dotato il reparto; le due strutture non hanno spazi sufficienti per contenere l'attuale numero di ambulatori medici e postazioni per la somministrazione delle chemioterapie, e si sarebbe, pertanto, costretti a ridurre il numero dei pazienti assistiti quotidianamente, così come il numero di visite ambulatoriali. Il prolungamento dell'orario di lavoro fino alla sera anche per tutti gli altri servizi (come il laboratorio e la farmacia) con i quali il reparto è in costante collegamento, una doppia turnazione del personale e l'integrazione del personale infermieristico, laddove possibili, non riuscirebbero, comunque, a garantire le prestazioni di cura; si passerebbe da una media attuale di 40 somministrazioni chemioterapiche al giorno a 24, ma ne sarebbero garantite solo 20 nell'ipotesi di trasferimento presso i locali dell'ospedale "Zonchello"; la ristrettezza degli spazi non consentirebbe l'allestimento delle stanze destinate ai pazienti con sintomi critici a seguito della terapia, che, pertanto, sarebbero costretti a rivolgersi al pronto soccorso esponendosi a gravi rischi di contagio data la loro condizione di immunodeficienza; l'accesso dei pazienti all'unità di oncologia se trasferita nell'ex pediatria sarebbe condiviso con l'altra unità operativa dello stesso piano, con passaggi di pazienti ricoverati verso la chirurgia endoscopica, con elevato rischio di esposizione alle infezioni ed in piena violazione delle norme anti COVID e della tutela della privacy ; lo stesso accadrebbe se la dislocazione fosse presso l'ospedale "Zonchello" in cui sono presenti altri ambulatori ed in cui, peraltro, non vi sono bagni, numero adeguato di prese di corrente e i testa-letto con ossigeno e vuoto centralizzato; si aggiungerebbe, vista la distanza dal "San Francesco", l'ulteriore problema del trasporto dei farmaci, della disponibilità di una macchina per lo spostamento dei medici impegnati nelle consulenze oncologiche e del trasporto in ambulanza per le urgenze; tanto nell'una che nell'altra struttura la sala d'attesa sarebbe di uso non esclusivo e non garantirebbe il necessario distanziamento sociale; in entrambi i casi, infine, dovrebbe essere rimodulato il sistema informativo onco-ematologico "Bi Mind" utilizzato per la prescrizione elettronica degli antiblastici che garantisce doppio controllo delle prescrizioni e sicurezza di allestimento e delle infusioni; considerato inoltre che: la gravità delle patologie tumorali impone uno specifico trattamento terapeutico allo scopo di eliminare le cellule tumorali ed impedirne la proliferazione, e il paziente oncologico ha diritto di accedere alle cure che garantiscano la sopravvivenza; per i rilievi oggettivi esposti, il trasferimento del reparto di oncologia dell'ospedale "San Francesco" di Nuoro verrebbe a compromettere il diritto alla cura di tutti i pazienti oncologici di un intero territorio con elevata incidenza delle patologie tumorali;