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Concludendo il mio intervento e prescindendo dalle interpretazioni allora date alla stampa, posso affermare con forza che, in tutta questa storia, è stata consentita un'applicazione impropria e scorretta dell'articolo 68, comma 1, della Costituzione che, come è noto, è stato introdotto per tutelare l'attività del parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni e non certo per neutralizzare possibili reati commessi nel passato. Così facendo, si crea un precedente veramente pericoloso, quale quello di allestire uno scudo che consenta di commettere taluni reati, continuarli e reiterarli basta che poi ti fai eleggere in Parlamento. A me sembra del tutto evidente che qui non ci sia alcuna dichiarazione del Senato da difendere; casomai, è necessario il contrario. A nome del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle, pertanto, preannuncio il voto contrario a che Senato si costituisca in giudizio per sostenere una decisione così improvvida. PRESIDENTE . Metto ai voti le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in senso favorevole alla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel predetto conflitto di attribuzione sollevato dalla corte d'appello di Brescia. Sono approvate. Dispongo la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Sono approvate. La Presidenza si intende pertanto autorizzata a conferire mandato, per la costituzione e la rappresentanza in giudizio del Senato, ad uno o più avvocati del libero foro. Tenuto conto dell'andamento dei lavori e dell'orientamento condiviso dai Capigruppo, sospendo la seduta fino alle ore 16,30. (La seduta, sospesa alle ore 12,40, è ripresa alle ore 16,31) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Discussione dalla sede redigente dei disegni di legge: Doc 1250 Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale Deputati LAZZARINI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Lazzarini ed altri; Pini ed altri) Doc 184 Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale RIZZOTTI ed altri. - Doc 302 Disposizioni in materia di riconoscimento della cefalea primaria cronica quale malattia sociale BOLDRINI ed altri. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 1250 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente dei disegni di legge nn. 1250, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Lazzarini ed altri ; Pini ed altri, 184 e 302. La relatrice, senatrice Fregolent, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. FREGOLENT, relatrice . Signor Presidente, colleghi, i provvedimenti che stiamo esaminando sono volti al riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale. Voglio precisare fin da subito che non si parla del semplice mal di testa passeggero. La cefalea cronica, così definita perché caratterizzata da continuità nel tempo e dal fatto che non se ne individuano le cause manifeste, è una malattia invalidante vera e propria ed è molto più diffusa di quanto si possa immaginare. Essa può limitare o compromettere gravemente la capacità di far fronte agli impegni familiari e lavorativi e comporta costi economici e sociali ingenti. Per avere qualche dato di riferimento basti sapere che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la cefalea cronica è ai primi posti tra le malattie invalidanti e figura purtroppo tra le prime dieci cause di disabilità al mondo. La cefalea nelle sue forme primarie, ovvero emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo, colpisce in media il 12 per cento circa degli individui, manifestandosi prevalentemente nel periodo più produttivo della vita della persona. È evidente pertanto che i costi della malattia sono di tipo sia diretto che indiretto, essendo i primi riferibili alle spese relative alla diagnosi e al trattamento e i secondi ovviamente riferibili all'incidenza delle assenze sul lavoro e alla conseguente ridotta produttività. Do un dato: in Italia, ad esempio, la spesa sanitaria annua, che per ogni emicranico episodico ammonta a circa 800 euro, sale a più di 2.600 euro (quindi a più del triplo) per ogni paziente con emicrania cronica. I dati Istat sulla diffusione della cronicità per classi di età smontano anche un altro luogo comune, quello che individua la cronicità come un problema della terza età. La cefalea invece riguarda il 10,6 per cento delle persone tra i venticinque e i quarantaquattro anni e l'8,1 per cento degli over settantacinque; nelle donne addirittura essa ricorre tre volte più frequentemente che negli uomini. Proprio alla luce di queste premesse risulta evidente come il provvedimento in oggetto sia molto atteso. Già nel 2011 l'allora consigliere della Regione Veneto onorevole Arianna Lazzarini fu promotrice di una proposta di legge, che il Consiglio regionale, il 20 ottobre dello stesso anno, approvò per la sua presentazione alle Camere. Nonostante numerose iniziative analoghe presentate presso entrambi i rami del Parlamento, anche nella scorsa legislatura, la materia non è stata trattata presso le competenti Commissioni. Per tali ragioni, colleghi, questo è un giorno importante per i tanti malati in attesa di un segnale concreto da parte delle istituzioni. Il provvedimento è frutto di un contenuto condiviso, essendo stato approvato dai rappresentanti di tutti i Gruppi parlamentari presso la XII Commissione affari sociali della Camera dei deputati; quindi è frutto di un lavoro di squadra, al di là delle appartenenze partitiche. Esso si compone di un articolo unico, il cui comma 1 prevede che la cefalea primaria cronica, accertata da almeno un anno nel paziente mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l'effetto invalidante, sia riconosciuta come malattia sociale per le precipue finalità indicate nel successivo comma 2 e nelle forme specificatamente allegate, ovvero dell'emicrania cronica e ad alta frequenza, della cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici, della cefalea a grappolo cronica, dell'emicrania parossistica cronica, della cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione e infine dell'emicrania continua.