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A ciò si aggiunge quanto disposto dalla successiva lettera h) , che dall'anno scolastico 2019-2020 sottrae al dirigente scolastico la proposta dì incarico ai docenti nel quadro della chiamata per competenze; restano confermate le restanti disposizioni, in forza delle quali per la copertura dei posti i docenti di ruolo sono assegnati prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, per assicurare il regolare avvio delle lezioni. Resta ferma anche la possibilità per il dirigente scolastico di utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché posseggano titoli validi, percorsi formativi e competenze coerenti e sempre che non vi siano docenti abilitati in quelle classi di concorso (si elimina il riferimento all'ambito territoriale). Con la lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 vengono eliminati gli ambiti territoriali, intervenendo sull'articolo 1, comma 66, della legge n. 107, che attualmente prevede l'articolazione regionale dei ruoli del personale docente, per ambiti territoriali di ampiezza inferiore alla Provincia o alla Città metropolitana, suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto. A questo riguardo, ricordo che con l'ultima legge di bilancio, n. 145 del 2018, si è comunque già stabilito, all'articolo 1, comma 796, che a decorrere dall'anno scolastico 2019-2020, le procedure di reclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale e professionale del medesimo personale non possano comportare che ai docenti sia attribuita la titolarità su ambito territoriale. Tale innovazione, che di fatto eliminava già gli ambiti territoriali, non era stata accompagnata però da una modifica esplicita delle norme vigenti relative agli ambiti territoriali, cosa prevista invece dal disegno di legge in esame. Coerentemente con tale disciplina, la lettera c) prevede che, a decorrere dall'anno scolastico 2019-2020, l'organico dell'autonomia sia ripartito tra le istituzioni scolastiche ed educative statali, e non più tra gli ambiti territoriali. A tale assegnazione si provvede con decreto del dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale; resta ferma la possibilità di assegnazione ad attività di organizzazione, progettazione e coordinamento. La successiva lettera d) del comma 1 dell'articolo 1 interviene in materia di reti tra scuole. Le reti tra scuole sono finalizzate a valorizzare le risorse professionali, gestire in comune funzioni e attività amministrative e a realizzare progetti o iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale da definire sulla base di accordi tra scuole, denominati «accordi di rete». Con il disegno di legge in esame è possibile costituire reti tra istituzioni scolastiche e stipulare accordi di reti tra le diverse scuole ovunque collocate, in quanto si elimina il riferimento all'appartenenza al medesimo ambito territoriale. Sempre in conseguenza dell'eliminazione degli ambiti territoriali, la lettera e) sopprime la disposizione della legge n. 107 con la quale attualmente si sancisce che la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali. Ne consegue che la mobilità territoriale e professionale avverrà solo per scuole. Ricordo che il 31 dicembre 2018 è stata siglata un'ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo triennale sulla mobilità, che copre gli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022 e che in questa occasione è stato già stabilito che la mobilità si svolge solo per scuole. La lettera f) regola il passaggio da titolarità su ambito a quella su scuola stabilendo che il personale docente titolare su ambito territoriale alla data del 1° settembre 2018 assume la titolarità presso l'istituzione scolastica che gli ha conferito l'incarico triennale. In questo modo si sana la situazione di coloro i quali sono stati assegnati agli ambiti territoriali a partire dall'anno scolastico 2016-2017 e sono destinatari di un incarico triennale, tenuto conto che a decorrere dall'anno scolastico 2019-2020, le procedure di reclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale e professionale del medesimo personale non possono comportare che ai docenti sia attribuita la titolarità su ambito territoriale (articolo 1, comma 796, della legge n. 145 del 2018). In tal modo, a tutti i docenti spetta la titolarità su scuola. Segnalo che il contratto collettivo nazionale integrativo triennale sulla mobilità, che ho richiamato poco fa, già stabilisce che «prima di eseguire la mobilità, i docenti con incarico triennale, ivi inclusi i docenti con incarico triennale in scadenza al 31 agosto 2019, acquisiscono la titolarità sulla scuola di incarico. I docenti titolari su ambito, privi di incarico su scuola, sono assegnati sulla provincia». La lettera g) elimina il riferimento agli ambiti territoriali da un'altra disposizione della legge n. 107 che - così modificata - prevede quindi che siano solo le reti di scuole (e non più anche gli ambiti territoriali) a essere definite nel rispetto dell'organico dell'autonomia e nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La lettera i) interviene sulle modalità di accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente ed educativo della scuola statale, relative alle assunzioni mediante concorsi pubblici nazionali su base regionale. In sintesi, si prevede che i docenti collocati nelle graduatorie di merito dei concorsi pubblici per titoli ed esami siano assunti, nei limiti dei posti messi a concorso e ai sensi delle ordinarie facoltà assunzionali , nei ruoli regionali (suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto) ed esprimono, secondo l'ordine di graduatoria, la preferenza per l'istituzione scolastica di assunzione, nella Regione per cui hanno concorso. Rispetto alla normativa vigente, si elimina il riferimento alla proposta di incarico triennale e alla preferenza per l'ambito territoriale di assunzione. Si elimina quindi il riferimento all'ambito territoriale e alla proposta di incarico relativa al meccanismo della chiamata per competenze. La lettera l) , infine, modifica le modalità di accesso ai ruoli a tempo indeterminato con particolare riferimento alle assunzioni mediante scorrimento delle graduatorie a esaurimento-GAE. Anche in questo caso, rispetto alla normativa vigente si elimina il riferimento alla proposta di incarico triennale e alla preferenza per l'ambito territoriale di assunzione. Concludendo questa mia relazione, voglio ringraziare i colleghi tutti della Commissione che, pur nella differenza - e a volte nel fronteggiarsi - delle posizioni hanno tutti contribuito ad arricchire il dibattito in Commissione, ma soprattutto mi preme ringraziare tutte le organizzazioni che sono state audite e che altrettanto positivamente hanno contribuito al dibattito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.