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Sapete però che quando abbiamo discusso sulla base dell'emergenza precedente, rispetto alla salute delle bambine e dei bambini, abbiamo fatto un lavoro straordinario anche successivamente, per coinvolgere dirigenti, docenti, genitori, comunità scientifica e anche gli enti locali e le Regioni. Ricordo il lavoro importante fatto insieme per attuare quel provvedimento, perché eravamo tutti uniti sulla scelta contenuta nel decreto Lorenzin, con il presidente Maroni e con il presidente Zaia, con cui abbiamo anche convenuto sulla circolare attuativa di quel decreto-legge, ad agosto dell'anno scorso. Abbiamo lavorato persino per avere un anticipo, che non era previsto dalla legge, con l'Autorità garante proprio su tutta la parte dell'anagrafe vaccinale, per non far pesare sui dirigenti scolastici e sulla scuola competenze che non sono ovviamente a carico loro. Ma su questo invece state dando un segnale davvero sbagliato. E vengo ad altre due deroghe, Presidente, riguardanti due questioni alle quali tengo particolarmente. In questo decreto-legge si dice di posticipare di un anno l'entrata in vigore di una norma che richiama la valutazione attraverso il test dell'Invalsi, che serve alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, non solo per avere una valutazione da inserire poi nel proprio curriculum su italiano, matematica e inglese, ma esattamente per proseguire gli studi o per rapportarsi con il mondo del lavoro. Le ragazze e i ragazzi hanno lavorato nell'anno precedente ed erano pronti a lavorare quest'anno. Così, dopo anni in cui abbiamo sperimentato, discutendo e adeguando tutto questo all'interno dei percorsi formativi, anche con il coinvolgimento dei docenti, degli studenti, dei genitori e dell'insieme della società, quale segnale diamo? Che non vale più. Sapete che cos'è che non vale? Il fatto che noi stiamo togliendo l'orgoglio alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, quando incontreranno i loro coetanei di ben 90 Paesi del mondo, che rappresentano l'80 per cento dell'economia globale che vive, di avere esattamente le stesse valutazioni, gli stessi strumenti e le stesse opportunità di qualità formativa. Ma perché? (Applausi dal Gruppo PD) . Analogo è il discorso per quanto riguarda l'alternanza scuola-lavoro, un'innovazione didattica. Ci sono stati limiti? Sì. Come sempre, quando si innova, bisogna accompagnare i processi di innovazione e di cambiamento. Anche qui, però, chiediamoci qual è il segnale che diamo a chi si è speso per innovare da questo punto di vista, alle nostre ragazze, ai nostri ragazzi, alle famiglie e alla società nel suo insieme. Stiamo dicendo in sostanza che in questo Paese non si investe sull'istruzione, sulla qualità dell'istruzione e su percorsi innovativi di formazione. Signor Presidente, concludo ricordando le parole, a mio avviso importanti, pronunciate dal Presidente della Repubblica all'apertura dell'anno scolastico, che dovrebbero farci riflettere e magari prendere di nuovo insieme una decisione su questo. C'è una responsabilità di tutta la politica e di tutta la Repubblica a dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi la migliore istruzione possibile, in armonia con i cambiamenti che sono già intervenuti negli altri Paesi. Perché, allora, questo Governo e questo Parlamento si devono caratterizzare per l'incertezza e per la retromarcia su questi temi? Stiamo facendo un danno alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, che invece sono l'oggi e la qualità del nostro futuro. PRESIDENTE. Per cortesia, senatrice, concluda, visto che sono stati superati abbondantemente i tempi. FEDELI (PD) . Ha ragione e le chiedo scusa, Presidente. Il lavoro che abbiamo fatto non ha guardato ai partiti: è stato fatto insieme a tutte le realtà, di ogni appartenenza politica, perché si tratta davvero di considerare il diritto fondamentale all'istruzione un tema che riguarda tutti. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.166, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.167, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «resta fermo che». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.168. Passiamo all'emendamento 6.169, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BERARDI (FI-BP) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERARDI (FI-BP) . Signor Presidente, vogliamo presentare il nostro emendamento, che parla soprattutto della messa in sicurezza delle scuole. Posso portare in Aula la mia esperienza di assessore ai lavori pubblici del Comune di Orbetello, dove fin dal momento del mio incarico mi sono occupato della sicurezza degli edifici scolastici. Ovviamente incontriamo sempre difficoltà a reperire le risorse economiche, difficoltà che vengono accresciute anche dal codice degli appalti, il quale a volte, purtroppo, complica i bandi e gli affidamenti; e così, i tempi si allungano notevolmente, il tutto a discapito della sicurezza degli istituti. Con quest'emendamento chiediamo di poter dare una risposta più sicura al problema di tutti i nostri edifici a tutela soprattutto dei nostri alunni e dei nostri bambini, al fine di garantire loro il diritto alla sicurezza, alla formazione e allo studio. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.169, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G6.69. BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Poiché sia il Gruppo del Partito Democratico sia quello di Forza Italia hanno superato abbondantemente i tempi, vi pregherei, colleghi, di fare dichiarazioni di voto concise. Ha facoltà di parlare, senatrice Biti. BITI (PD) . Signor Presidente, la ringrazio. Cercherò di essere breve e di restare nei termini. L'ordine del giorno G6.69 raccoglie molte delle cose che sono state dette stamani in Aula da tanti colleghi che mi hanno preceduto, non soltanto del mio Gruppo, ma di tutti. Vedete, signor Presidente e onorevoli colleghi, da quanto ho ascoltato stamattina in quest'Aula è emerso che siamo tutti d'accordo sul fatto che i vaccini sono importanti e utili e che servono e anche che la salute pubblica va preservata. Mi chiedo allora perché da un bel po' di tempo - da mesi - stiamo qui a discutere su questa cosa, che sembra semplice. Mi rispondo che probabilmente questo milleproroghe in realtà è un millenascondigli, un millefraintendimenti e un millecambidiidee. L'abbiamo visto proprio sull'articolo 6, alla Camera, in cui sembrava che il Governo cambiasse idea in un momento, per poi cambiarla nuovamente un'ora dopo.