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ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA COM (2021) 130 E 140 Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) Doc n. COM(2021) 130 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) Doc n. COM(2021) 140 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) (Esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, dei progetti di atti legislativi dell'Unione europea e rinvio) Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, introduce l'esame delle proposte di regolamento in titolo, che mirano ad istituire un quadro comune per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione dal Covid-19 (certificato verde digitale). La prima proposta COM(2021) 130 si applica ai cittadini dell'Unione o ai loro familiari, che possono essere cittadini di Paesi terzi. La seconda proposta COM(2021) 140 ha lo scopo di garantire che lo stesso quadro si applichi anche agli altri cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio di uno Stato membro dell'UE e aventi il diritto di recarsi in un altro Stato membro conformemente al diritto dell'Unione. L'obiettivo è quello di facilitare, a queste categorie di persone, l'esercizio del loro diritto di libera circolazione all'interno dell'UE permettendogli di attestare il loro stato sanitario e quindi dimostrare di soddisfare i requisiti di sanità pubblica imposti, in conformità del diritto dell'UE, dallo Stato membro di destinazione. I due provvedimenti nascono dall'esigenza di facilitare la libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione, a fronte delle necessarie misure restrittive per il contenimento della pandemia da Covid-19 adottate dagli Stati membri, in cui si richiedono ai viaggiatori di fornire vari tipi di prove documentali come certificati medici, risultati di test, o dichiarazioni per transitare sul territorio. A causa dell'assenza di formati standardizzati e sicuri, i viaggiatori hanno riscontrato difficoltà nel riconoscimento dei documenti esibiti e sono stati altresì riferiti casi di documenti fraudolenti o falsi. Le due proposte si pongono in linea con le iniziative normative europee già adottate nel settore della libera circolazione nel contesto della pandemia da Covid-19, in cui tuttavia non si dispone in ordine al rilascio di certificati che attestino le condizioni di salute della persona. In particolare si fa riferimento alla raccomandazione (UE) 2020/1475 del Consiglio, poi modificata dalla raccomandazione (UE) 2021/119 del 28 gennaio 2021, la quale stabilisce i principi generali per coordinare le azioni degli Stati membri in materia di libera circolazione, a tutela della salute pubblica, in risposta alla pandemia da Covid-19. Nello specifico, la raccomandazione indica quattro punti chiave su cui gli Stati membri dovrebbero concentrare i loro sforzi in modo coordinato: un sistema comune di mappatura basato su un codice cromatico; criteri comuni per l'introduzione delle restrizioni di viaggio; maggiore chiarezza sulle misure applicate ai viaggiatori provenienti da zone a più alto rischio (test e autoquarantena); informazioni al pubblico chiare e tempestive. In aggiunta a tali forme di coordinamento, il Consiglio europeo ha deciso di procedere verso un approccio comune sui certificati di vaccinazione, ribadendo inoltre il proprio sostegno ai preparativi per un approccio comune alla graduale revoca delle restrizioni, in vista del momento in cui la situazione epidemiologica lo consentirà, e ha in tal senso indicato come prioritari i lavori sul certificato digitale interoperabile per il Covid-19. Con le proposte in esame si intende quindi istituire un "certificato verde digitale" attestante la verifica e l'accettazione dei certificati di vaccinazione all'interno dell'UE. Al tempo stesso, si prevede che tale certificato copra anche altri certificati rilasciati durante la pandemia da Covid-19, ossia i documenti che attestano il risultato negativo a un test per l'infezione da SARS-CoV-2, così come i documenti che attestano che la persona interessata è guarita da una precedente infezione da SARS-CoV-2, al fine di consentire alle persone che non sono vaccinate, o che non hanno ancora avuto la possibilità di essere vaccinate, di beneficiare ugualmente di un tale quadro interoperabile, facilitando in tal modo i loro spostamenti. In particolare, si prevedono tre tipi di certificati che fanno parte del quadro del certificato verde digitale, ossia il certificato di vaccinazione, il certificato dei test e il certificato di guarigione (articolo 3 della proposta COM(2021) 130). Il quadro del certificato verde digitale viene previsto come misura temporanea, e dovrebbe essere sospeso una volta che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) avrà dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria internazionale Covid-19. La sua applicazione dovrebbe essere ripresa qualora l'OMS dichiari un'altra pandemia dovuta alla diffusione del SARS-CoV-2, a una sua variante, o a malattie infettive simili con un potenziale epidemico. Il possesso del certificato verde digitale, in particolare di un certificato di vaccinazione, non rappresenterà in ogni caso una conditio sine qua non per l'esercizio della libera circolazione. Chi non sarà vaccinato, ad esempio, per motivi medici, perché non rientra nel gruppo di destinatari per i quali il vaccino è attualmente raccomandato, come i bambini, o perché non ha ancora avuto la possibilità di essere vaccinato o non desidera essere vaccinato, potrà continuare ad esercitare il diritto fondamentale alla libera circolazione, ove necessario assoggettandosi a restrizioni come un test obbligatorio e un periodo di quarantena. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto del principio di sussidiarietà, in riferimento alla prima proposta COM(2021) 130, la base giuridica è individuata nell'articolo 21, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che prevede la procedura legislativa ordinaria per l'adozione di disposizioni intese a facilitare l'esercizio del diritto delle persone di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.