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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 192 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 10,20. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell&amp;#39;economia DDL 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia (Parere alla 5 a Commissione sugli emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere in parte ostativo e in parte non ostativo) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il relatore GRASSO ( Misto-LeU ) dichiara che, udito il dibattito, la proposta di parere sull'emendamento 97.0.12 deve essere modificata, nel senso del parere ostativo. Infatti il principio di tipicità e la riserva di legge, già enunciati come ostativi in relazione al precedente emendamento 37.2, non possono essere superati comunque nel merito dalla genericità del riferimento alla declaratoria dell'emergenza e dal fatto che un atto amministrativo (sia pure meramente declaratorio) produca un innalzamento della risposta sanzionatoria. La relatrice D'ANGELO ( M5S ) conferma, per il resto, le proposte già avanzate nella seduta di ieri. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) prospetta un emendamento che, per gli emendamenti 26.0.24, 26.0.25, 26.0.26, 26.0.27, 26.0.28 e 26.0.29, condizioni il parere favorevole all'eliminazione del requisito della gravità della violazione. In tal caso potrebbe convergere sulle altre proposte avanzate dai relatori. Il relatore GRASSO ( Misto-LeU ) evidenzia che la sua proposta di parere ostativo già esprimeva un giudizio sul predetto requisito. Il PRESIDENTE conclude che la natura fiduciaria del mandato ai relatori osta alla proponibilità dell'emendamento prospettato dal senatore Caliendo, fermo restando che in caso di reiezione del mandato potrà essere avanzata proposta di parere alternativo nei termini emersi dal dibattito. Previa verifica del numero legale, la Commissione conferisce a maggioranza mandato ai relatori ad esprimere i seguenti pareri, con le motivazioni da loro esposte e contenute nel testo pubblicato in allegato: su emendamenti 26.0.24, 26.0.25, 26.0.26, 26.0.27, 26.0.28, 26.0.29 ostativo; sull'emendamento 32.0.17 ostativo, sull'emendamento 31.5 non ostativo; sull'emendamento 37.2 ostativo; sull'emendamento 97.0.12 ostativo; sull'emendamento 113.0.107 ostativo. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che sul disegno di legge n. 1709, a prima firma del senatore D'Alfonso, potranno essere indicati soggetti da audire in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, entro le ore 15 di mercoledì 30 settembre 2020. Entro la medesima ora e data dovranno pervenire le ulteriori richieste di audizione che i Gruppi intendono avanzare in riferimento al disegno di legge n. 1662 (delega processo civile). Non facendosi osservazioni così resta stabilito. La seduta termina alle ore 10,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI RELATIVI AL DISEGNO DI LEGGE N. 1925 La Commissione, esaminati gli emendamenti relativi al provvedimento in titolo, per quanto di propria competenza, esprime quanto segue. Parere su emendamenti 26.0.24, 26.0.25, 26.0.26, 26.0.27, 26.0.28, 26.0.29 Essi prevedono che, nel caso di accertamento di infezione da Covid-19 in occasione di lavoro, il datore sia escluso da ogni responsabilità civile e penale (anche ai fini dell'adempimento dell'articolo 2087 del codice civile, che disciplina la tutela delle condizioni di lavoro da parte dell'imprenditore), fatti salvi i casi in cui si sia verificata una grave violazione dei protocolli e delle linee guida esistenti per contenere e contrastare il virus nei luoghi di lavoro. La ratio della modifica è evidentemente quella di introdurre una particolare causa di esclusione della responsabilità per porre al riparo i datori di lavoro dalla eventuale responsabilità, che può scaturire da una causa civile o penale che abbia ad oggetto la dimostrata infezione di Covid in occasione del lavoro nonostante la corretta esecuzione di tutti i protocolli in materia. Pur comprendendo la necessità di introdurre disposizioni che abbiano una funzione "rassicurante" per tutti quei datori che si sono trovati improvvisamente a dover organizzare il lavoro in funzione di nuovi protocolli, non si possono non sottolineare i seguenti aspetti. Nella responsabilità penale, alla luce dell'articolo 42 terzo comma del codice penale, i casi in cui l'evento è posto "altrimenti" a carico dell'agente (cioè senza dolo né colpa) devono essere espressamente determinati dalla legge: nessuna previsione incriminatrice, tra quelle attinenti alle fattispecie che hanno luogo "in occasione di lavoro", scatta per responsabilità oggettiva. È quindi infondato il timore che il datore abbia a risentire delle conseguenze di azioni od omissioni da lui non prevedute né volute (dolo); così come è infondato il timore che - in assenza di negligenza, imprudenza o imperizia - un evento da lui preveduto gli sia contestato come fonte di responsabilità penale (colpa). Certo, tra i canoni utili a interpretare la predetta negligenza, imprudenza o imperizia vi sono senza dubbio le regole dell'arte, le indicazioni sanitarie e, quindi, rientrano senz'altro anche le prescrizioni contenute nel protocollo 24 aprile 2020 e le altre linee guida anti-Covid. Ma sarebbe improprio attribuire a tali canoni natura di responsabilità oggettiva: essi rientrano appieno nella responsabilità penale colposa, a condizione che nella modalità predetta l'evento sia stato previsto e male gestito. Inoltre si consideri che di recente la Cassazione (n. 34375/2017), affrontando il tema della cosiddetta causalità della colpa, ha ribadito che, in tema di reati colposi, l'elemento soggettivo del reato richiede non soltanto che l'evento dannoso sia prevedibile, ma altresì che lo stesso sia evitabile dall'agente; ciò avviene con l'adozione delle regole cautelari idonee a tal fine, il cosiddetto comportamento alternativo lecito, non potendo essere soggettivamente ascritto un comportamento che, con una valutazione ex ante , non avrebbe potuto comunque essere evitato. Anche per la responsabilità civile - in conformità con la sentenza n. 28985/2019 della Corte di cassazione - occorre distinguere la relazione eziologica materiale, tra la condotta e l'evento lesivo, e la causalità giuridica, che lega l'evento lesivo alle sue conseguenze dannose risarcibili.