[ddlpres]

Al fine di escludere che dall'attuazione delle misure previste possano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ciascuna delle disposizioni racchiuse nel capo I contiene una clausola di invarianza finanziaria, salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3. In particolare l'articolo 1 prevede interventi di revisione delle attribuzioni del Ministro della difesa, al fine di adeguare alle esigenze di sicurezza internazionale e di difesa gli strumenti per l'esercizio della funzione di indirizzo politico-amministrativo e in vista della graduale definizione di una politica di difesa comune europea. È previsto altresì il riassetto della disciplina relativa all'Organismo indipendente di valutazione della performance , attualmente ricompresa in quella degli uffici di diretta collaborazione di cui all'articolo 14 del codice dell'ordinamento militare. In conformità alle indicazioni contenute nel Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa (§ 160, 204 e 206), gli interventi di revisione delle attribuzioni del Ministro della difesa sono intesi innanzitutto a rafforzare la direzione politica del Dicastero, adeguandola alle nuove esigenze emerse nell'attuale contesto di crisi socio-economica, mediante l'inserimento di alcune disposizioni volte ad assicurare l'autonomia decisionale del Ministro nella definizione delle strategie e nell'elaborazione delle politiche per l'indirizzo del Dicastero. Le misure di intervento possono così riassumersi [lettera a) ]: – rafforzamento delle attribuzioni del Ministro della difesa, previste dall'articolo 10, comma 1 lettera b) , del codice dell'ordinamento militare, mediante la previsione di un potere di direttiva del vertice politico in materia di politiche industriali, di sviluppo e impiego dello strumento militare, di politiche per il personale, di attività informativa e di sicurezza nonché di attività tecnico-amministrativa concernenti il settore della difesa; – attribuzione al Ministro della difesa del compito di approvare la «strategia di sviluppo tecnologico e industriale della Difesa» (SIT), intesa quale programmazione delle più idonee soluzioni tecnico-operative in termini di struttura delle forze, mezzi e sistemi di arma per l'adeguamento e l'evoluzione dello strumento militare; – attribuzione al Ministro della difesa del compito di proporre, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, un disegno di legge di spesa pluriennale per il finanziamento sessennale dei programmi di interesse della Difesa; – attribuzione al Ministro della difesa del compito di sviluppare, in materia di esportazione e di rapporti intergovernativi tesi alla cooperazione militare, politiche di partenariato e di trasferimento di tecnologie, privilegiando gli accordi «Governo a Governo». Con tali interventi viene affidata al Ministro della difesa la piena responsabilità politica nella conduzione del Dicastero, estendendo il suo potere di iniziativa a tutti i settori della complessa organizzazione. In particolare la previsione di una legge di spesa pluriennale per il finanziamento sessennale si propone di assicurare una programmazione nel lungo termine, comunque rivedibile con cadenza triennale ed inserita nell'ambito della programmazione finanziaria nazionale (legge 31 dicembre 2009, n. 196), garantendo attraverso il pieno coinvolgimento del Parlamento la stabilità delle risorse e, di conseguenza, una corretta pianificazione dei programmi di spesa. Va sottolineato, al riguardo, come la maggior parte dei sistemi di difesa ad alto contenuto tecnico e tecnologico, siano essi finalizzati a scopi prettamente militari o a finalità dualistiche, necessitano di un sostegno economico duraturo non solo per l'acquisizione ma anche per l'aggiornamento degli stessi, questi ultimi essendo divenuti sempre più frequenti e necessari alla luce dei rapidissimi progressi scientifici, tecnologici e della contingente situazione di instabilità internazionale. La previsione di una legge di spesa pluriennale per il finanziamento sessennale impone la modifica anche dell'articolo 536, comma 3, del codice dell'ordinamento militare, mediante l'inserimento di tale nuovo meccanismo di finanziamento, con l'indicazione dei relativi contenuti; mentre viene lasciata invariata la modalità di finanziamento dei restanti programmi, i quali continueranno ad essere deliberati in ambito governativo [lettera d) ]. Al fine di aumentare i livelli di trasparenza nella individuazione, scelta ed approvazione dei piani di investimento di interesse della Difesa e, al tempo stesso, per aumentare la responsabilizzazione in tali decisioni per le relative scelte politiche, è altresì previsto che il Ministro della difesa, all'atto della presentazione del disegno di legge di spesa pluriennale per il finanziamento sessennale, illustri al Parlamento il quadro generale delle esigenze operative delle Forze armate, comprensivo degli indirizzi strategici e delle linee di sviluppo delle capacità, nonché l'elenco dei programmi in corso e il relativo piano pluriennale di programmazione finanziaria, indicante le risorse assegnate a ciascuno di essi. In conformità con le indicazioni del Libro bianco per la sicurezza internazionale e per la difesa [§ 160 – § 163], si passa, dunque, da un sistema di programmazione degli investimenti e di previsione della spesa nell'ambito della Difesa di responsabilità prevalentemente governativa, ad uno a preponderante rilevanza parlamentare, aprendo, quindi, in tema di finanziamento delle attività della Difesa, soprattutto in fase programmatica, ad un dibattito più ampio che coinvolge i rappresentanti del popolo non solo all'atto dell'approvazione della legge di stabilità, ma anche puntualmente nella discussione del disegno di legge sessennale per il finanziamento dei programmi di investimento della Difesa, i quali il più delle volte sono accompagnati da importanti scelte non solo di politica militare, ma anche e soprattutto di politica industriale dell'intera Nazione, atteso l'immediato e rilevante ritorno in termini economici e di prodotto interno lordo delle risorse pubbliche investite in tale ambito. In riferimento al riassetto della disciplina riguardante l'Organismo indipendente di valutazione delle performance (OIV), l'intervento è inteso a separare le relative disposizioni da quelle riferite agli uffici di diretta collaborazione del Ministro nel rispetto del carattere autonomo e indipendente dell'Organismo. Tali disposizioni vengono, pertanto, espunte dal vigente articolo 14 del codice dell'ordinamento militare – che si provvede a riformulare – ed inserite in articolo autonomo (articolo 18- bis del codice dell'ordinamento militare), nel quale è richiamata la disciplina generale stabilita dall'articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, nonché previsto che il Ministro si avvalga del supporto dell'OIV per la definizione dei meccanismi e degli strumenti di monitoraggio e valutazione del raggiungimento degli obiettivi di cui alla direttiva ministeriale annuale, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 [lettere b) e c) ].