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Signor Presidente, mi avvio a concludere, non prima di aver ringraziato per il tanto e positivo lavoro svolto i relatori Faggi e Santillo, i colleghi delle Commissioni ambiente e lavori pubblici, il vice ministro Rixi, il sottosegretario Crimi e, soprattutto, gli Uffici, che hanno sviluppato un'enorme mole di lavoro. Per le comunità terremotate resta ancora molto da fare, però siamo convinti come Lega che, continuando ad ascoltare i territori colpiti, le popolazioni, i sindaci, i professionisti e le associazioni datoriali di impresa, stiamo veramente definendo sempre di più misure e strumenti per fare bene e accelerare le ricostruzioni. In occasione delle recenti elezioni europee quelle comunità terremotate del Centro Italia che si ricordano le SAE (soluzioni abitative d'emergenza) di Renzi arrivate con anni di ritardo - costose (anche 5.000 euro al metro quadrato), molte delle quali vanno a pezzi - hanno dato oltre il 40 per cento di consensi alla Lega, un dato che certifica che i cittadini e gli imprenditori colpiti dal sisma stanno apprezzando il nostro impegno, decidendo di riporre ancora in questo Governo e nella Lega la loro fiducia per una rapida ricostruzione. La ringrazio, Presidente, ho terminato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, cari colleghi e care colleghe «semplice correttivo, non sblocca cantieri» è la migliore valutazione su questo provvedimento che ho sentito in Commissione nel corso delle audizioni degli esponenti dei vari mondi economici e imprenditoriali e delle associazioni rappresentative dei nostri enti locali. Molte, anzi moltissime sono le criticità di questo testo. È evidente l'intento del Governo di mettere una pezza per frenare lo sconcerto dell'opinione pubblica e delle imprese causato dall'estemporaneità di fermare le opere pubbliche del Paese. Tuttavia, come sempre avviene mettendoci una pezza, il risultato prodotto non è risolutivo e ottimale e la proposta risulta parziale, insufficiente e in molte parti sbagliata. Voglio fare alcune considerazioni. Innanzitutto, va rilevato che tra le pieghe del decreto-legge, che dovrebbe essere un provvedimento urgente, sono previsti almeno 15 decreti e provvedimenti attuativi che deve adottare il Governo, ma non solo. Per l'adozione del Regolamento unico, per esempio, che sostituirà le linee-guida ANAC e i decreti attuativi del codice degli appalti, la scadenza è fissata al 19 ottobre. I tempi, quindi, non saranno quelli di norme immediatamente operative, come richiederebbe lo stallo delle opere pubbliche. Stesso discorso vale per i commissari straordinari, che dovrebbero occuparsi degli interventi infrastrutturali prioritari, per nominare i quali sono necessari uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'economia, senza un termine perentorio, per cui campa cavallo. Parliamo di commissari straordinari per interventi sulla rete viaria della Regione Sicilia, per la ricostruzione nella provincia di Campobasso e per i 30 Comuni dell'area metropolitana di Catania, per le esenzioni IMU e TASI, per energia elettrica, gas, acqua e telefonia per fabbricati distratti o inagibili, per il terremoto del 1980 e del 1981 in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria (quarant'anni), Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria e ricordo l'attenzione alle strade di Spoleto, che è il capofila tra i Comuni del cratere dell'Umbria. Con gli stessi decreti sono previsti i termini, le modalità, le tempistiche, l'eventuale supporto tecnico, le attività connesse alla realizzazione dell'opera e il compenso per i commissari straordinari. Quindi, le misure principali di questo decreto-legge richiedono ulteriori norme attuative che non sono certo di brevissimo periodo. In buona sostanza, sono pochi i cantieri che riusciranno a essere sbloccati entro la fine di quest'anno; quindi, l'impatto di questo decreto-legge sulla crescita economica del 2019 sarà irrisorio, se non nullo. Molto preoccupante è il ritorno al sistema del massimo ribasso, che rischia di produrre una presunta accelerazione della realizzazione delle opere, che avverrebbe, però, solo nel momento dell'affidamento, con rischi evidenti, invece, per la fase realizzativa, che è quella più importante, derivanti da un minore contenimento degli azzardi in fase di offerta. Il prezzo deve essere allineato a riconoscimenti, referenze e certificazioni che il professionista ha in possesso. Basta fare sempre sconti esagerati e fare la guerra dei poveri. (Applausi della senatrice Toffanin). Molto evidenti sono i rischi anche per la qualità dell'occupazione. Nello specifico, negli appalti sotto-soglia è definito nel minor prezzo il criterio da utilizzare in via preferenziale, seppur corretto con il metodo di esclusione automatica dell'offerta anomala. Penso, per esempio, al personale che si occupa di sicurezza: non può essere pagato al ribasso. La revisione della disciplina dell'esclusione automatica delle offerte anomale è inadeguata all'obiettivo (di contenimento dell'eccesso di ribasso), e potrebbe favorire - ecco il rischio - il ritorno agli accordi di cartello, visto che manca un efficiente meccanismo anti turbativa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per fortuna, anzi, grazie all'accoglimento di un nostro emendamento, è stata rivista la disciplina delle clausole di esclusione che prevedeva la possibilità di esclusione dell'impresa dalla gara nel caso non vi fosse il pagamento di contributi e imposte, anche in presenza di contenziosi non conclusi. Qualche beneficio immediato arriverà per le piccole e piccolissime gare, dove lo sforzo di semplificazione del Governo dovrebbe dare una scossa riducendo i tempi di aggiudicazione. Ma si tratta pur sempre di gare da bandire, non di cantieri messi o rimessi subito in produzione. Anche il sistema di incentivi normativi (e fiscali nel decreto-legge crescita) per innescare operazioni di rigenerazione urbana tramite demolizione e ricostruzione di interi edifici non convince gli operatori che giudicano troppo deboli entrambi i bonus . Sul fronte investimenti la vera partita, come dicevo prima, si gioca sul tavolo dei commissari. Il ministro delle infrastrutture Toninelli ha annunciato l'arrivo di un primo emendamento - lo stiamo aspettando - per dare a un commissario il compito di mettere in campo i progetti di messa in sicurezza idrica del Gran Sasso. La via dell'emendamento per accelerare singole opere o piani è, però, molto rischiosa perché può scatenare una corsa a inceppare il decreto-legge di norme ad hoc anziché fare un accordo, presto e bene, sulle opere e sui piani da sbloccare con un decreto di Palazzo Chigi. Senza questo passaggio-chiave che avvii veramente la stagione dei commissari, l'ambizione di riavviare in tempi rapidi la spesa resterà tale.