[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale della legge della Regione Basilicata 23 aprile 2003, n. 13, recante “Modifica alla legge regionale 4 febbraio 2003, n. 7, art. 43”, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 27 giugno 2003, depositato in cancelleria il 4 luglio 2003 ed iscritto al n. 54 del registro ricorsi 2003. Visto l'atto di costituzione della Regione Basilicata; udito nell'udienza pubblica dell'11 novembre 2003 il Giudice relatore Ugo De Siervo; udito l'avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 27 giugno 2003, depositato il 4 luglio 2003 ed iscritto al n. 54 del registro ricorsi del 2003, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato la legge della Regione Basilicata 23 aprile 2003, n. 13 (Modifica alla legge regionale 4 febbraio 2003, n. 7, art. 43), per violazione degli articoli 114, 118, primo comma, 117, secondo comma, lettera p), 120, secondo comma, della Costituzione e dell'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). L'art. 1 della legge regionale n. 13 del 2003 prevede che “all'art. 43 della legge regionale 4 febbraio 2003, n. 7 la data '31 marzo 2004' seguita dalle parole 'si applicano i poteri sostitutivi …' è sostituita con '30 giugno 2003' ”. L'art. 2 invece, detta prescrizioni in materia di pubblicazione e dichiarazione d'urgenza della stessa legge. Secondo il ricorrente, la normativa impugnata inciderebbe sui termini fissati dall'art. 44 della legge della Regione Basilicata 11 agosto 1999, n. 23 (Tutela, governo ed uso del territorio), per l'adozione, da parte dei Comuni, del regolamento urbanistico e per l'aggiornamento del regolamento edilizio; in sede di prima applicazione, tale disposizione aveva stabilito alcuni termini per l'adeguamento di questi regolamenti comunali, prevedendo all'art. 46 che in caso di mancato rispetto di questi termini “la Giunta regionale stabilisce un termine perentorio di esecuzione, trascorso il quale esercita i poteri sostitutivi per il compimento degli atti necessari”. L'art. 43 della legge regionale 4 febbraio 2003, n. 7 (Disciplina del bilancio di previsione e norme di contenimento e di razionalizzazione della spesa per l'esercizio 2003 - legge finanziaria 2003), aveva prorogato tali termini ed aveva fissato la data del 31 marzo 2004 per il conferimento dell'incarico di redigere i suddetti regolamenti, disponendo che, in caso di inosservanza, “si applicano i poteri sostitutivi previsti dall'art. 46” della legge regionale n. 23 del 1999. Secondo l'Avvocatura dello Stato, il richiamo a tale ultima disposizione sarebbe ormai inefficace, in quanto il citato art. 46 sarebbe stato abrogato ad opera dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione. Peraltro, la impugnata legge regionale n. 13 del 2003, promulgata nell'aprile 2003, avrebbe anticipato al 30 giugno 2003 il termine (anteriormente fissato al 31 marzo 2004) per il conferimento dell'incarico di redigere il regolamento urbanistico. In tal modo, stante la brevità del termine previsto per l'adempimento del compito assegnato ai Comuni, avrebbe di fatto avocato alla Giunta regionale una funzione “attribuita - per principio fondamentale (art. 117, terzo comma, della Costituzione) - agli enti locali”. La disposizione censurata violerebbe quindi gli articoli 114 e 118, primo comma, della Costituzione, che garantiscono le autonomie comunali e attribuiscono in via ordinaria ai Comuni l'esercizio di funzioni amministrative. Ancora più evidente sarebbe il contrasto con l'art. 120, secondo comma, della Costituzione, e con l'art. 8, primo comma, della legge n. 131 del 2003, che attribuiscono al Governo il potere di sostituirsi agli organi dei Comuni e riservano alla legge il compito di definirne le procedure nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione. Le disposizioni costituzionali richiamate, unitamente alla attribuzione alla competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, della materia “organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”, nonché l'esigenza di una disciplina unica delle modalità di esercizio dei poteri sostitutivi, porterebbero a concludere, secondo il ricorrente, “nel senso di una riserva allo Stato sia della normazione in tema di poteri sostitutivi, sia dell'esercizio di tali poteri”. 2. - Si è costituita in giudizio la Regione Basilicata, chiedendo che le censure siano dichiarate inammissibili e comunque infondate. La Regione premette che la legge regionale n. 23 del 1999 prescriveva, all'art. 44, che i Comuni approvassero il regolamento urbanistico entro due anni dall'entrata in vigore della legge, avvenuta il 5 settembre 1999. Il successivo art. 46 disponeva che il mancato compimento di tale attività avrebbe comportato l'esercizio di poteri sostitutivi da parte della Giunta regionale. Tale previsione, ad avviso della Regione, aveva la finalità di evitare che ritardi nella predisposizione degli strumenti urbanistici di attuazione potessero produrre ritardi nella programmazione e realizzazione degli interventi regionali. I termini originariamente previsti dall'art. 44, il cui mancato rispetto avrebbe comportato l'intervento sostitutivo regionale, venivano poi modificati dalla legge regionale 31 ottobre 2001, n. 38 (Tutela, governo ed uso del territorio), la quale stabiliva che i Comuni dovevano approvare il regolamento urbanistico entro il 31 marzo 2003. Successivamente, la legge regionale n. 7 del 2003, all'art. 43, disponeva un'ulteriore proroga di tali termini. In particolare, i Comuni che avessero già conferito l'incarico di redigere il regolamento, avrebbero dovuto approvare il regolamento stesso entro il 31 marzo 2004. Invece, per i Comuni che non avessero ancora conferito l'incarico di redazione, si determinava lo stesso termine del 31 marzo 2004 (sanzionato in caso di inerzia dall'eventuale intervento sostitutivo della Regione, ai sensi dell'art. 46 della legge regionale n. 23 del 1999) sia per il conferimento dell'incarico che per l'approvazione del regolamento urbanistico.