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Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati. Onorevoli Senatori. -- La riforma contenuta nel presente disegno di legge è volta a modificare le modalità di elezione della Camera dei deputati prevedendo l'introduzione di un sistema proporzionale con eventuale premio di maggioranza, ballottaggio, collegi piccoli e liste bloccate corte. Il territorio nazionale è diviso in 20 circoscrizioni e 120 collegi plurinominali. In ogni collegio si vota per una lista di nomi, eccezion fatta per il Trentino-Alto Adige, dove rimangono 8 collegi uninominali e la quota restante di seggi spettanti alla circoscrizione è ripartita secondo il metodo del recupero proporzionale. In ciascun collegio plurinominale si assegnano da 3 a 6 seggi, «fatti salvi gli eventuali aggiustamenti in base ad esigenze derivanti dal rispetto di criteri demografici e di continuità territoriale». L'assegnazione del numero dei seggi è effettuata sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione. Partecipano alla ripartizione dei seggi con formula proporzionale le liste e le coalizioni che superano le seguenti soglie: 12 per cento dei voti validi espressi, per le coalizioni di liste (in cui vi sia almeno una lista collegata che ottiene il 5 per cento su base nazionale oppure una lista rappresentativa di una minoranza linguistica, presentata in un collegio plurinominale in una regione a statuto speciale con tutela delle minoranze, che ottiene il 20 per cento dei voti espressi nei collegi della regione medesima); 4,5 per cento dei voti validi espressi, per le singole liste presentate nell'ambito di una coalizione; 8 per cento dei voti validi espressi, per le singole liste non collegate in coalizione. È previsto un premio di maggioranza pari al 18 per cento dei seggi (111 seggi) alla lista o alla coalizione di liste che raggiunga il 37 per cento dei voti validi espressi su base nazionale al primo turno. In ogni caso, la coalizione vincente al primo turno non può comunque ottenere più del 55 per cento dei seggi (340, sui 618 della Camera). Se nessuna lista o coalizione di liste raggiunge almeno il 37 per cento dei voti validi espressi su base nazionale, è previsto il ballottaggio, da tenersi due settimane dopo il primo turno di elezioni. Si prevede specificatamente che, in caso di ballottaggio, fra il primo turno e il ballottaggio medesimo non sono consentiti nuovi apparentamenti fra liste o coalizioni. La ripartizione dei seggi avviene su base nazionale; salvo quelli assegnati alla circoscrizione Estero, i seggi sono assegnati proporzionalmente in base ai risultati ottenuti fra le liste che superano gli sbarramenti. La coalizione vincente al primo turno non può comunque avere più di 340 seggi (55 per cento dei seggi); i restanti 277 vengono ripartiti proporzionalmente fra le altre coalizioni di liste e liste che hanno superato lo sbarramento. In caso di ballottaggio, alla coalizione vincente vengono assegnati 327 seggi (53 per cento dei seggi); i restanti 290 vengono ripartiti proporzionalmente fra le altre liste o coalizioni. Le liste dei candidati vengono consegnate in ordine numerico predefinito, e devono essere sottoscritte da almeno 1.500 firme di elettori iscritti nei rispettivi collegi plurinominali. La lista è formata complessivamente da un numero di candidati pari almeno alla metà del numero di seggi assegnati al collegio plurinominale e non superiore al numero di seggi assegnati al collegio plurinominale. Ciascuna lista deve recare il 50 per cento di candidati uomini e il 50 per cento di donne e proporre alternanza di genere nell'ordine numerico. Ogni candidato può concorrere al massimo in otto collegi plurinominali. Nella considerazione che i tempi per le riforme siano ormai maturi, auspichiamo quindi una celere approvazione del presente disegno di legge, in modo da attribuire alla Camera dei deputati un nuovo sistema elettorale al quale siano apportate le modifiche conseguenti alla recente pronuncia della Corte costituzionale.. 1 (Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati) 1 L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed eguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti in collegi plurinominali. 2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Per la presentazione delle candidature e per l'assegnazione dei seggi ai candidati, ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinominali. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo quanto disposto dall'articolo 2, l'assegnazione dei seggi alle liste e coalizioni di liste nel territorio nazionale è effettuata dall'Ufficio centrale nazionale, a norma degli articoli 77 e 83, con l'eventuale attribuzione di un premio di maggioranza, a seguito del primo turno di votazione qualora una lista o una coalizione di liste abbia conseguito un numero di voti validi pari almeno al 37 per cento del totale nazionale, ovvero a seguito di un turno di ballottaggio ai sensi dell'articolo 83». 2 All'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 1 -bis. La circoscrizione Trentino-Alto Adige è costituita in otto collegi uninominali determinati ai sensi dell'articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277. La restante quota di seggi spettante alla circoscrizione è attribuita con il metodo del recupero proporzionale, secondo le norme contenute nel titolo VI del presente testo unico». 3 L'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1. L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni, di cui alla tabella A allegata al presente testo unico, è effettuata, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare contestualmente al decreto di convocazione dei comizi. 2. Con il medesimo decreto di cui al comma 1 è determinato, per ciascuna circoscrizione, il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica. 3. Salvo quanto disposto dall'articolo 2, i seggi spettanti alla circoscrizione ai sensi del comma 1 del presente articolo sono assegnati in collegi plurinominali, nei quali è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei, fatti salvi gli eventuali aggiustamenti in base ad esigenze derivanti dal rispetto di criteri demografici e di continuità territoriale».