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DICHIARAZIONE COMUNE CONCERNENTE LA CORTE DI GIUSTIZIA Le misure complementari che potrebbero rivelarsi necessarie in conseguenza dell'adesione dei nuovi Stati membri dovrebbero essere adottate dal Consiglio che, a richiesta della Corte, potrebbe portare a quattro il numero degli avvocati generali ed adattare l'articolo 32, terzo comma, del trattato CECA, l'articolo 165, terzo comma, del trattato CEE e l'articolo 137, terzo comma, del trattato CEEA. DICHIARAZIONE COMUNE CONTENENTE LE ZONE DI SOVRANITÀ DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD A CIPRO Il regime applicabile alle relazioni tra la Comunità economica europea e zone di sovranità del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord a Cipro sarà determinato nel contesto di un eventuale accordo tra la Comunità e la Repubblica di Cipro. DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA AL SETTORE DELLA PESCA 1. Le istituzioni della Comunità economica europea esamineranno i problemi del settore delle farine e degli oli di pesce allo scopo di adottare le misure che potrebbero rivelarsi necessarie in detto settore per quanto riguarda la materia prima utilizzata. Tali misure dovranno rispondere alle esigenze della protezione e di uno sfruttamento razionale delle risorse biologiche del mare, evitando la creazione o il mantenimento di unità di produzione insufficientemente redditizie. 2. L'applicazione delle norme comuni di commercializzazione per taluni pesci freschi o congelati non deve avere l'effetto di escludere alcun metodo di commercializzazione e, inversamente, alcun metodo deve ostacolare l'applicazione di dette norme; è in questo spirito che le istituzioni della Comunità economica europea potranno risolvere, al momento opportuno, i problemi che potrebbero presentarsi. 3. La Comunità economica europei è consapevole dell'importanza delle esportazioni norvegesi di prodotti della pesca nei paesi terzi, che, come le altre esportazioni della Comunità, sono soggette alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 2142(70). 4. Rimane inteso che la legge norvegese del 18 dicembre 1970 sulla ""commercializzazione del pesce prove niente dalle industrie di trasformazione" sarà sottoposta quanto prima ad uno studio approfondito, onde si possa stabilire e quali condizioni essa potrà essere applicata, nel quadro delle disposizioni del diritto comunitario. DICHIARAZIONE COMUNE D'INTENZIONI CONCERNENTE LO SVILUPPO DELLE RELAZIONI COMMERCIALI CON CEYLON, L'INDIA, LA MALAYSIA, IL PAKISTAN E SINGAPORE Ispirata dalla volontà di estendere e rafforzare le relazioni commerciali con i paesi indipendenti in via di sviluppo del Commonwealth situati in Asia (Ceylon, India, Malaysia, Pakistan o Singapore), la Comunità economica europea è disposta, dal momento dell'adesione, ad esaminare con detti paesi i problemi che potrebbero porsi nel settore commerciale per ricercare soluzioni appropriate, prendendo in considerazione la portata del sistema delle preferenze tariffarie generalizzate nonché la situazione dei paesi in via di sviluppo situati nella stessa regione. La questione delle esportazioni di zucchero dall'India verso la Comunità dopo la scadenza, al 31 dicembre 1974, del termine di validità dell'accordo del Commonwealth sullo zucchero dovrà essere risolta dalla Comunità alla luce della presente dichiarazione d'intenzioni e tenendo conto delle disposizioni che potranno essere adottate in merito alle importazioni di zucchero dai paesi indipendenti del Commonwealth indicati nel protocollo n. 22 concernente le relazioni tra la Comunità economica europea e gli Stati africani e malgascio associati, nonché i paesi indipendenti in via di sviluppo del Commonwealth situati in Africa, nell'Oceano Indiano, nell'Oceano Pacifico e nelle Antille. DICHIARAZIONE COMUNE CONCERNENTE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI L'ampliamento della Comunità potrebbe comportare talune difficoltà per la situazione sociale in uno o più Stati membri per quanto concerne l'applicazione delle disposizioni relative alla libera circolazione dei lavoratori. Gli Stati membri dichiarano di riservarsi, qualora si presentassero difficoltà di tale natura, di adire le istituzioni della Comunità onde ottenere una soluzione del problema in conformità delle disposizioni dei trattati che istituiscono le Comunità europee e delle disposizioni adottate per la loro applicazione. DICHIARAZIONE DEL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA IN MERITO ALL'APPLICAZIONE A BERLINO DELLA DECISIONE RELATIVA ALL'ADESIONE ALLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO E DEL TRATTATO RELATIVO ALL'ADESIONE ALLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA E ALLA COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA. Il governo della Repubblica federale di Germania si riserva il diritto di dichiarare, al momento della presa di effetto dell'adesione alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio del Regno di Danimarca, dell'Irlanda, del Regno di Norvegia e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e all'atto del deposito del suo strumento di ratifica del trattato relativo all'adesione di detti paesi alla Comunità economica europea e alla Comunità europea dell'energia atomica, che la decisione del Consiglio del 22 gennaio 1972 relativa all'adesione alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio e il suddetto trattato si applicano ugualmente al Land di Berlino. DICHIARAZIONE DEL GOVERNO DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD RELATIVA ALLA DEFINIZIONE DEL TERMINE "CITTADINI" In occasione della firma del trattato di adesione il governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord fa la seguente dichiarazione: "Per quanto riguarda il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, i termini "cittadini", "cittadini degli Stati membri" o "cittadini degli Stati membri e dei paesi e territori d'oltremare" che figurano nel trattato che istituisce la Comunità economica europea, nel trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica e nel trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio o negli atti comunitari derivanti da tali trattati, indicano: a) le persone che sono cittadini del Regno Unito o delle colonie, o le persone che sono sudditi britannici che non possiedono tale cittadinanza né la cittadinanza di un altro paese o territorio del Commonwealth, e che, nell'uno e nell'altro caso, hanno diritto di risiedere nel Regno Unito e sono pertanto esentati dal controllo del Regno Unito sull'immigrazione; b) le persone che sono cittadini del Regno Unito e delle colonie perché sono nate o sono state iscritte nei registri dello Stato civile o naturalizzate a Gibilterra, o il cui padre sia nato o sia stato iscritto nei registri dello Stato civile o naturalizzato a Gibilterra". DICHIARAZIONI CONCERNENTI LO SVILUPPO ECONOMICO ED INDUSTRIALE DELL'IRLANDA Alla 66 sessione ministeriale dei negoziati tra le Comunità e l'Irlanda, il 19 ottobre 1971, il sig. A. Moro, ministro degli affari esteri della Repubblica italiana, ha fatto a nome della delegazione della Comunità la dichiarazione di cui al punto I. Il sig.