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se, in ogni caso, nella realizzazione della procedura di prenotazione informatizzata siano state rispettate tutte le disposizioni previste nel bando "Impresa sicura" e negli atti relativi, poste a tutela di tutti gli imprenditori che hanno partecipato a tale selezione, agendo secondo il corretto procedimento e senza l'utilizzo di stratagemmi o altre agevolazioni non consentite. Atto n. 4-03640 BRIZIARELLI NISINI DE VECCHIS CAMPARI PIROVANO TOSATO SBRANA CASOLATI FERRERO ALESSANDRINI ZULIANI PIANASSO BRUZZONE BERGESIO SAPONARA CANDURA RUFA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a giudizio degli interroganti: in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi al quotidiano "la Repubblica", il presidente dell'INPS Pasquale Tridico ha palesemente offeso gli imprenditori; rispondendo ad alcune domande in tema di cassa integrazione, Tridico ha dichiarato che i lavoratori cui devono essere ancora erogate le forme di integrazione al reddito sarebbero solo 419.000 e che i relativi pagamenti saranno saldati entro il 12 giugno 2020; in base ai dati riportati sul sito INPS, tuttavia, si evince che su 8,4 milioni di domande presentate la cassa integrazione è stata erogata solo in favore di 7,6 milioni di dipendenti; sembrerebbe, quindi, che i lavoratori in attesa del trattamento di integrazione al reddito siano 800.000, il doppio rispetto a quanto dichiarato dal presidente dell'INPS; che siano 400.000 ovvero 800.000, è ad ogni modo irresponsabile che così tanti lavoratori attendano ancora l'erogazione dei trattamenti, data la gravità della crisi economica conseguente all'emergenza epidemiologica da COVID-19; nella medesima intervista, il presidente Tridico ha poi dichiarato, come si evince dall'edizione cartacea del quotidiano, che molte imprese non riaprono "per pigrizia, per opportunismo, magari sperando che passi la piena e il mercato riparta come prima. In alcuni settori ci possono anche essere imprenditori che non affrontano le difficoltà della riapertura 'tanto c'è lo Stato' che paga l'80% della busta paga"; le parole di Tridico sono paradossali, in quanto vengono pronunciate dopo che l'INPS ha denotato palesi inefficienze e dopo che la mancata o ritardata erogazione della cassa integrazione ha messo in difficoltà a centinaia di migliaia di lavoratori e moltissime imprese; le sue parole sono altresì offensive verso i settori produttivi del nostro Paese, messi in crisi dall'emergenza epidemiologica e che meritano di ricevere il giusto supporto dallo Stato, in tutte le sue strutture organizzative e quindi anche attraverso l'INPS; è infine paradossale che Tridico, forte sostenitore di una misura assistenziale quale il reddito di cittadinanza, accusi commercianti, artigiani e piccoli imprenditori di non voler riprendere la propria attività produttiva con l'obiettivo di incassare le sovvenzioni statali, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per assicurare la tempestiva erogazione dei trattamenti di integrazione al reddito a tutti i lavoratori che ne hanno diritto e per favorire una gestione più efficiente delle attività facenti capo all'INPS. Atto n. 4-03641 FREGOLENT RUFA DE VECCHIS SAVIANE VESCOVI CASOLATI FERRERO ALESSANDRINI ZULIANI PIANASSO TOSATO BRUZZONE BERGESIO BRIZIARELLI CAMPARI CANDURA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sono state introdotte misure emergenziali per il contenimento dei contagi, consistenti in forti limitazioni delle libertà di circolazione sul territorio nazionale ed in sospensioni degli eventi di varia natura, delle attività economiche e produttive, di quelle sportive e dei servizi educativi e scolastici; ai sensi del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", noto anche come decreto "cura Italia", ed in conseguenza della sospensione delle attività educative e didattiche, dal 5 marzo al 31 luglio 2020 i genitori lavoratori dipendenti pubblici e privati hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo di durata non superiore a 30 giorni complessivi, per il quale è riconosciuta un'indennità pari al 50 per cento della retribuzione; in aggiunta, i genitori lavoratori dipendenti con figli minori di 16 anni, qualora nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o qualora non vi sia altro genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per l'intero periodo di sospensione dei servizi educativi e scolastici, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro; in alternativa al congedo, ai genitori lavoratori è concesso di usufruire di un bonus per l'acquisto di servizi di baby sitting ovvero per l'iscrizione ai centri estivi, nel limite massimo di 1.200 euro; le due misure sono quindi incompatibili, non soltanto nel senso che chi ha usufruito del congedo non può chiedere l'erogazione del bonus baby sitting , e viceversa, ma anche nel senso che chi ha usufruito parzialmente di una delle due misure non può chiedere un'erogazione parziale dell'altra; ciò significa, in particolare, che i genitori lavoratori che hanno usufruito tra marzo ed aprile di 15 giorni di congedo non potranno chiedere che ulteriori 15 giorni per il periodo di giugno e luglio, e non già l'erogazione di un bonus di 600 euro per i servizi di baby sitting o per i centri estivi; parimenti, chi ha ricevuto un bonus di 600 euro per i servizi di baby sitting non potrà chiedere il congedo straordinario, ma solamente un'ulteriore tranche di bonus di 600 euro; il quadro descritto denota una forte rigidità ed appare agli interroganti palesemente irragionevole; sarebbe opportuno consentire a quei nuclei familiari che hanno ricevuto nei mesi precedenti una parte del bonus baby sitter di accedere al congedo straordinario, per la parte di beneficio non ancora percepita, e parimenti consentire di richiedere il bonus ai genitori lavoratori che abbiano usufruito solo parzialmente del congedo straordinario, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di rimuovere tali forme di rigidità, eventualmente anche attraverso l'utilizzo di circolari interpretative delle disposizioni richiamate. Atto n. 4-03642 BRIZIARELLI ARRIGONI BRUZZONE PAZZAGLINI TESTOR PERGREFFI CAMPARI CORTI RUFA AUGUSSORI BERGESIO BOSSI Simone CANDIANI CASOLATI DE VECCHIS FAGGI LUCIDI PELLEGRINI Emanuele ROMEO SAPONARA ZULIANI VALLARDI PIANASSO TOSATO CANDURA NISINI VESCOVI SBRANA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: