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Nell'ambito di tale riordino e accorpamento, prevedere, mediante utilizzo dei risparmi conseguiti, il potenziamento degli uffici di servizio della rete diplomatica e consolare allo scopo di sostenere l' export e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, di promuovere investimenti diretti esteri in Italia, di sostenere la cooperazione allo sviluppo e di migliorare i servizi offerti ai cittadini italiani e alle comunità italiane residenti all'estero; 2) prevedere i tempi e le modalità per la progressiva riduzione delle sedi diplomatiche e consolari nell'ambito dei Paesi dell'Unione europea, al fine dell'istituzione di una sola sede di Ambasciata presso l'Unione europea e del riordino delle sedi consolari nei singoli Stati membri dell'Unione europea. Nell'ambito di tale riordino e accorpamento, prevedere, mediante utilizzo dei risparmi conseguiti, il potenziamento degli uffici della rete consolare in ambito comunitario allo scopo di sostenere l'economia italiana e migliorare i servizi offerti ai cittadini italiani e alle comunità italiane residenti nei Paesi dell’Unione europea; 3) definire ruolo, funzioni e organizzazione degli uffici di servizi consolari, da qualificarsi come uffici distaccati dalla sede consolare. A tal fine, prevedere che gli uffici di servizi operino sotto la diretta responsabilità dell'autorità consolare, perseguano gli obiettivi di potenziamento dei servizi offerti a cittadini ed imprese all'estero e siano composti da un solo funzionario di ruolo e da personale a contratto, assunto in loco , in misura necessaria a svolgere le mansioni preposte; 4) prevedere che la creazione o il potenziamento degli uffici della rete diplomatica e consolare destinati all'offerta di servizi all'economia italiana e ai cittadini avvenga garantendo il pieno coordinamento o l'integrazione dei medesimi con le Camere di commercio italiane nel mondo, con l'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e con i patronati all'estero; 5) definire regole e criteri di valutazione sul funzionamento delle Camere di commercio italiane, nonché regole di funzionamento e di controllo dei patronati all'estero, in ragione dei quali prevedere il coordinamento o l'integrazione delle stesse con la rete di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , numero 4); 6) prevedere tempi e modalità per una progressiva riduzione del contingente di personale di ruolo impiegato presso la rete diplomatico consolare, con contestuale incremento del personale a contratto assunto in loco, in possesso di adeguate qualifiche professionali, in misura necessaria a garantire l'efficienza e la piena operatività della rete medesima, e che, a regime, il personale di ruolo impiegato nella rete diplomatico consolare all'estero non sia superiore complessivamente ad un quarto del totale del personale impiegato nella medesima rete. I risparmi conseguiti da tale riorganizzazione siano utilizzati per migliorare l'efficienza degli uffici e dei servizi, la formazione del personale impiegato, nonché per l'apertura di nuovi uffici destinati all'offerta di servizi per le comunità italiane residenti all'estero e per l'economia italiana, in particolare nei Paesi emergenti e in aree dove non siano presenti sedi consolari; 7) definire le condizioni e gli standard contrattuali minimi per l'assunzione del personale a contratto della rete diplomatico consolare, in particolare per quanto riguarda la retribuzione, la maternità, l'orario di lavoro, l'assistenza sanitaria e per infortuni sul lavoro, i carichi di famiglia, e prevedere che in caso di controversie legali il foro competente sia quello italiano; 8) ridefinire il ruolo dei consolati onorari, circoscrivendolo alla promozione dell'economia italiana e alla diffusione della cultura italiana, e prevedere la presenza dei medesimi esclusivamente nei Paesi esteri ove non sia già presente una sede di ambasciata o un consolato, fatta eccezione per i Paesi di grande estensione territoriale; 9) prevedere il riordino della presenza della diplomazia italiana nelle organizzazioni internazionali accorpando ruoli e funzioni del personale diplomatico e amministrativo; b) revisione del trattamento economico accessorio del personale della carriera diplomatica e consolare. A tal fine: 1) prevedere, nelle more della revisione complessiva del trattamento economico accessorio e di ogni altro trattamento del personale delle carriere diplomatiche consolari, una riduzione di almeno il 25 per cento dell'indennità di servizio all’estero (ISE) in essere, allo scopo di utilizzare i risparmi conseguiti per il raggiungimento degli obiettivi di cui alla lettera a) ; 2) prevedere, a regime, che il trattamento economico accessorio e ogni altro trattamento connesso riconosciuto al personale della carriera diplomatica e consolare non sia superiore alla media dei corrispondenti trattamenti vigenti negli Stati membri della Comunità economica europea all’atto della sua fondazione con esclusione dell’Italia; c) revisione del trattamento economico accessorio del personale di ruolo inviato nelle sedi all'estero. A tal fine: 1) prevedere, nelle more della revisione complessiva del trattamento economico del personale di ruolo inviato all'estero, una riduzione di almeno il 12,5 per cento del trattamento economico accessorio in essere, allo scopo di utilizzare i risparmi conseguiti per il raggiungimento degli obiettivi di cui alla lettera a) ; 2) prevedere, a regime, che il trattamento economico accessorio e ogni altro trattamento connesso riconosciuto al personale di ruolo inviato all'estero non sia superiore alla media dei corrispondenti trattamenti vigenti negli Stati membri della Comunità economica europea all’atto della sua fondazione con esclusione dell’Italia; d) predisposizione di un metodo per la valutazione della performance personale ed organizzativa del personale della carriera diplomatica e consolare e del personale amministrativo all'estero, nonché delle modalità di monitoraggio e verifica delle medesime; e) previsione delle modalità e dei tempi per la valutazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare nazionale all'estero anche al fine di ridurre le spese sostenute per le sedi della rete diplomatica e consolare; f) previsione della riorganizzazione della presenza e del ruolo degli Istituti italiani di cultura all'estero allo scopo di costruire uno strumento operativo unico deputato a promuovere e gestire la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo, prevedendo a tale scopo l'utilizzo prevalente di personale assunto in loco ; g) definire ruolo e funzioni omogenee dei corrispondenti consolari, ove l'autorità consolare ne ritenga necessaria la presenza, non alterandone il carattere di attività di volontariato, riconoscendo le spese effettivamente sostenute da questi ultimi. 2. Lo schema di decreto legislativo di cui all'articolo 1, corredato di relazione tecnica, è trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle competenti Commissioni parlamentari, per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso il termine previsto per l'espressione del parere parlamentare, o quello eventualmente prorogato, il decreto può essere comunque adottato.