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Misure di difesa commerciale (articoli 3.1-3.15) È prevista per le parti la possibilità di far ricorso a misure di salvaguardia bilaterale qualora in seguito all'applicazione dell'accordo la riduzione o la soppressione di un dazio doganale causi o minacci di causare un grave pregiudizio all'industria nazionale di una delle parti che produce merci simili o concorrenti (articolo 3.1). Le misure possono essere applicate solo in seguito ad un'inchiesta condotta dalle competenti autorità nazionali (articolo 3.2), che agiscono in conformità a quanto stabilito dal presente capitolo, nonché dall'Accordo sulle misure di salvaguardia contenuto nell'allegato 1A dell'accordo OMC (articoli 3 e 4.2, lettera c ), che costituisce parte integrante della presente intesa. Le misure si applicano solo per il periodo necessario a riparare il danno subito e per facilitare il ripristino delle condizioni iniziali (articolo 3.2) ed in ogni caso per un periodo massimo di due anni, prorogabili di altri due. Le misure possono essere applicate anche in via provvisoria per un periodo massimo di 200 giorni (articolo 3.3), nel caso in cui un ritardo possa causare conseguenze difficilmente riparabili. La parte che applichi una misura di salvaguardia commerciale è tenuta a concordare con l'altra parte una compensazione (articolo 3.4). Il capo disciplina altresì le misure di salvaguardia agricole (articolo 3.6), escludendo espressamente la possibilità per le parti di imporre sulla stessa merce più misure di difesa commerciale. La parte che ricorra all'adozione di una misura di salvaguardia deve avere un interesse sostanziale nel settore, vale a dire deve essere stata uno negli ultimi tre anni dei cinque maggiori fornitori della merce di cui si tratta, in termini di volume o di valore assoluto (articolo 3.7, paragrafo 3). L'accordo antidumping e l'accordo sulle sovvenzioni e sulle misure compensative contenuti nell'allegato 1A dell'accordo OMC, vengono richiamati dall'articolo 3.8, che precisa come i dazi antidumping ed antisovvenzione debbano essere introdotti secondo procedure eque e trasparenti. Le inchieste condotte al riguardo vanno notificate per iscritto alla controparte ed i relativi documenti vanno redatti in lingua inglese a garanzia del diritto di difesa e per conseguire la massima efficienza. Viene tuttavia prevista la possibilità per la Repubblica di Corea di chiedere in alcuni casi chiarimenti in lingua coreana. L'istituzione di un dazio antidumping o compensativo deve essere decisa dalle parti tenendo nella dovuta considerazione gli interessi pubblici, secondo il dettato dell'articolo 3.10. In materia di misure di salvaguardia commerciale, di dazi antidumping e di misure compensative non si applicano le disposizioni del capo 14 in materia di risoluzione di controversie (articolo 3.7, paragrafo 5, e articolo 3.15). Data la rilevanza della collaborazione internazionale in tale ambito, l'intesa prevede l'istituzione di un gruppo di lavoro «cooperazione in materia di difesa commerciale» (articolo 3.16) con il compito di controllare il rispetto della disciplina decisa dall'accordo, migliorare la cooperazione tra le autorità competenti, scambiare informazioni su misure di salvaguardia, antidumping , compensative e antisovvenzione, oltre a cooperare su questioni internazionali comprese quelle relative ai negoziati del ciclo di Doha. Al fine dell'applicazione di misure di salvaguardia, da parte europea verranno monitorati i flussi commerciali dei settori auto, tessile ed elettronica di consumo, che rivestono particolare sensibilità per l'industria europea. Il regolamento (CE) n. 511/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2011, ha stabilito le procedure per l'adozione di tali misure nei rapporti con la Corea, prevedendo che dette procedure possano essere attivate da Commissione, Stati membri ed operatori economici interessati e che le pertinenti misure di salvaguardia possano essere introdotte non appena soddisfatte le previste condizioni, senza la preventiva approvazione della maggioranza degli Stati membri. Capo 4: Ostacoli tecnici al commercio (articoli 4.1-4.10) L'Accordo sugli ostacoli tecnici al commercio (Accordo TBT), contenuto nell'Allegato 1A dell'Accordo OMC, è parte integrante dell'intesa ai sensi dell'articolo 4.1. Poiché l'adozione di norme, regolamentazioni tecniche e procedure di valutazione della conformità può condizionare in maniera assai rilevante l'andamento dei flussi commerciali ostacolando l'accesso al mercato, viene dedicata dalle parti particolare attenzione alla cooperazione comune in tale ambito (articolo 4.3) allo scopo di migliorare la conoscenza dei rispettivi sistemi e facilitare l'accesso al mercato attraverso dialoghi su questioni di regolamentazione a livello orizzontale e settoriale. La cooperazione deve tendere a facilitare gli scambi, rafforzare la cooperazione in materia regolamentare attraverso lo scambio di informazioni, esperienze e dati, e anche attraverso la cooperazione scientifica e tecnica per uniformare le rispettive regolamentazioni tecniche. L'articolo 4.3 richiama inoltre l'impegno ad attuare semplificazioni in materia e uniformare le prescrizioni tecniche. L'articolo 4.4 richiama l'impegno delle parti contraenti di far uso delle buone pratiche previste dall'accordo TBT, adempiendo gli obblighi in fatto di trasparenza e utilizzando le norme internazionali come base per le regolamentazioni tecniche e le procedure di conformità. Le parti si impegnano affinché venga garantito dagli enti nazionali il rispetto del codice di buona prassi per l'elaborazione e l'adozione delle norme, compreso nell'allegato 3 dell'accordo TBT, e dei principi enunciati nelle decisioni del Comitato dell’OMC per gli ostacoli tecnici al commercio (articolo 4.5, paragrafo 1). Infine, ai sensi dell'articolo 4.9, paragrafo 1, le regolamentazioni tecniche che disciplinano la marcatura e l'etichettatura devono rispettare i principi dell'articolo 2.2 dell'accordo TBT citato, senza creare inutili ostacoli al commercio internazionale, fermo restando l'impegno delle parti a ridurre al minimo gli obblighi in tale settore. Sono previste regole specifiche per ridurre le barriere tecniche nei settori dell’auto, dell’elettronica, dei prodotti farmaceutici e dei dispositivi medici. Per tutti gli standard di sicurezza e ambientali nel settore automobilistico la Corea accetta di adeguarsi alle norme internazionali. In materia farmaceutica, mentre l'Unione europea non assume nuovi impegni n relazione agli ostacoli tecnici agli scambi, la Corea si impegna a seguire procedure trasparenti nella determinazione dei prezzi dei medicinali. Per i prodotti dell'elettronica si prevede il reciproco riconoscimento dei certificati di compatibilità e sicurezza. Oltre a una clausola stand-still (divieto di adottare nuove normative più stringenti), è istituito un meccanismo di consultazione prima dell'introduzione di nuove normative tecniche e un meccanismo apposito di soluzione controversie. Capo 5: