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2.1.- Quanto all'art. 32, comma 10, della 1egge n. 183 del 2011, secondo la ricorrente, l'unilaterale definizione da parte del legislatore statale dell'entità del contributo finanziario aggiuntivo renderebbe illegittima la disposizione impugnata per violazione del principio costituzionale di leale collaborazione, di cui agli artt. 120 e 5 Cost. In tal modo sarebbe direttamente lesa la speciale autonomia finanziaria spettante alla Regione autonoma Valle d'Aosta ai sensi degli artt. 2, primo comma, lettera a), 3, primo comma 1, lettera f), 12, 48-bis e 50 dello statuto speciale e della relativa normativa di attuazione (legge n. 690 del 1981). Sulla base della normativa citata i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione medesima sarebbero retti dal metodo dell'accordo. La norma statale si porrebbe in contrasto anche con il principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 Cost., poiché il legislatore ordinario avrebbe ripartito tra le diverse Regioni a statuto speciale il «contributo agli obiettivi di finanza pubblica in termini di competenza e di cassa aggiuntivo rispetto al 2011», a prescindere da ogni enunciazione dei concreti criteri di ripartizione, nonché in contrasto con il riparto precedentemente stabilito dall'art. 14 del d.l. n. 78 del 2010 e condiviso dalle autonomie speciali. Tale affermazione, secondo la ricorrente, sarebbe confermata dalla nota del Ministero dell'economia e delle finanze 29 settembre 2010, n. 81651, nella quale - con riferimento al concorso alla manovra finanziaria previsto dal citato art. 14 del d.1. n. 78 del 2010 - è stata dichiarata espressamente la necessità di procedere alla preventiva «individuazione di puntuali criteri per il riparto del concorso complessivamente previsto a carico delle Regioni a statuto speciale e Province autonome, fermo restando lo strumento dell'Accordo di ciascuna autonomia speciale con il Ministero dell'Economia e delle Finanze» . L'art. 32, comma 17, della legge n. 183 del 2011 prevede che le modalità di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica delle singole Regioni e dei rispettivi enti locali siano definite, a partire dall'anno 2013, attraverso il sistema dell'«accordo integrato» tra Stato e Regioni. Secondo la ricorrente, ove tale previsione fosse ritenuta applicabile alle Regioni a statuto speciale - e, nel caso di specie, alla Valle d'Aosta - la stessa si porrebbe in contrasto con quanto stabilito dalle precedenti leggi finanziarie statali (oltre che con l'art. 32, commi 11, 12, 13 e 14, della legge n. 183 del 2011), in base alle quali il concorso delle autonomie speciali e dei relativi enti locali alla manovra finanziaria andrebbe definito attraverso il diverso strumento dell'«accordo separato» tra singola Regione speciale e Ministero dell'economia e delle finanze. Ne conseguirebbe la lesione dell'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta, di cui ai richiamati articoli dello statuto speciale e della relativa normativa di attuazione. Secondo la ricorrente, l'illegittimità della norma censurata rileverebbe anche ove si consideri che è stata demandata ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro il 30 novembre 2012 e «sentita la Conferenza unificata», la disciplina delle modalità per la stipula del suddetto accordo, anche con riguardo agli enti locali regionali, in violazione del principio di leale collaborazione, che esigerebbe l'intesa e non il mero parere della Conferenza ai fini dell'effettivo raccordo tra i diversi livelli territoriali di governo. Detta violazione si tradurrebbe in una lesione della competenza concorrente della Regione Valle d'Aosta nella materia di «coordinamento della finanza pubblica», di cui agli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost. in combinato disposto con l'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001. Secondo la ricorrente, sarebbe altresì violato l'art. 118 Cost., poiché il legislatore statale avrebbe attratto funzioni amministrative e ne avrebbe regolato l'esercizio in materie che esulano dalla sua competenza esclusiva in deroga al riparto costituzionale delle competenze senza il previo rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, secondo quanto affermato anche dalla giurisprudenza di questa Corte (si citano, ex plurimis, le sentenze n. 278 del 2010, n. 76 del 2009, n. 165 e n. 88 del 2007, n. 214 del 2006 e n. 151 del 2005). In particolare, la ricorrente ricorda come l'attrazione in sussidiarietà legittimi una deroga al riparto costituzionale delle competenze solo ove la valutazione dell'interesse pubblico sottostante all'assunzione di funzioni regionali da parte dello Stato sia proporzionata, non risulti affetta da irragionevolezza alla stregua di uno scrutinio stretto di costituzionalità «e sia oggetto di un accordo stipulato con la Regione interessata» (si cita la sentenza n. 214 del 2006). Ne conseguirebbe che l'aver rimesso ad un decreto ministeriale l'individuazione delle modalità specifiche di attuazione della disciplina dell' "accordo integrato", prevedendo il solo parere della Conferenza unificata e non già l'intesa con la singola Regione a statuto speciale interessata, lederebbe la competenza legislativa concorrente della Valle d'Aosta in materia di coordinamento della finanza pubblica. Inoltre, ai sensi dell'art. 117, sesto comma, Cost., lo Stato non potrebbe esercitare alcun potere regolamentare, trattandosi di materia in cui non è titolare di competenza legislativa esclusiva. Per quanto attiene, infine, ai commi 19, 22, 23, 24 e 25, dello stesso art. 32 della legge impugnata, è stato già rilevato come tali previsioni introducano delle modifiche all'art. 7 del d.lgs. n. 149 del 2011. Dal momento che la disposizione citata è stata impugnata dalla Valle d'Aosta con ricorso notificato in data 18 novembre 2011, giusta deliberazione della Giunta regionale del 28 ottobre 2011, e che perdurerebbe in capo alla Regione medesima l'interesse all'impugnativa de quo, pure a seguito delle modifiche introdotte dalla 1egge n. 183 del 2011, viene proposta questione di legittimità costituzionale dell'art. 32, commi 19, 22, 23, 24 e 25, alla luce di tutti i motivi già fatti valere con riferimento al d.lgs. n. 149 del 2011, da intendersi integralmente richiamati e trascritti nell'atto introduttivo.