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IN SEDE REFERENTE 981 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni DDL 981 e 981-bis Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni (Esame e rinvio) - (Tabb. 1 e 1- bis ) Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (limitatamente alle parti di competenza) - (Tabb. 2 e 2 -bis ) Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (limitatamente alle parti di competenza) Il relatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il disegno di legge di bilancio, è suddiviso, secondo quanto prescritto dalla legge di contabilità, in due sezioni: la prima sezione contiene disposizioni che integrano o modificano la legislazione di entrata e di spesa, mentre la seconda sezione contiene il bilancio a legislazione vigente e le variazioni non determinate da innovazioni normative. Queste includono anche finanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni di entrate e di spese. Le disposizioni contenute nella prima sezione riguardano misure volte al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti a livello macroeconomico nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 e, da ultimo, nel Documento programmatico di bilancio 2019. Al perseguimento di tali obiettivi concorrono altresì le misure contenute nel decreto-legge n. 119 del 2018 in materia fiscale e finanziaria, che pertanto costituisce parte integrante della manovra per il 2019. In particolare, la manovra mira a conseguire un indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni con un profilo decrescente e pari al 2,4 per cento del PIL nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021. Pur avendo riguardo alla sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici, e quindi alla riduzione del debito pubblico in rapporto al PIL, la manovra intende sostenere la crescita attraverso una serie di misure finalizzate al sostegno delle fasce di popolazione più colpite dalla crisi economica degli anni passati e alla riduzione delle rigidità del sistema pensionistico. A queste si aggiunge una serie di interventi volta a sostenere gli investimenti e a ridurre il carico fiscale sulle imprese individuali, gli artigiani e i professionisti, in modo da stimolare la crescita e ridurre il peso del debito sul PIL. Durante l'esame in prima lettura, la Camera dei deputati ha apportato al disegno di legge di bilancio una serie di modifiche recepite nella seconda sezione del disegno di legge a mezzo della Nota di variazioni, da cui risulta che le modifiche sono risultate neutrali in termini di effetti sui saldi di finanza pubblica. Per effetto della manovra del Governo e degli emendamenti approvati dalla Camera, il saldo netto da finanziare di competenza, pari alla differenza tra le spese e le entrate finali, al netto delle operazioni di accensione e rimborso prestiti, risulta pari a 67,9 miliardi di euro nel 2019, 55 miliardi nel 2020 e 43,6 miliardi nel 2021. Il ricorso al mercato, dato dalla differenza tra le entrate finali, cioè al netto di quelle per accensioni di prestiti, e le spese totali, risulta pari a 299,4 miliardi di euro nel 2019, 284 miliardi nel 2020 e 288,4 miliardi nel 2021. Per quanto riguarda i contenuti della prima sezione, tra le misure riguardanti le entrate segnala la sterilizzazione dell'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché sul gasolio usato come carburante, previsto a copertura delle agevolazioni introdotte con l'ACE; l'estensione del regime forfettario, ossia l'imposta sostitutiva unica con aliquota del 15 per cento, ai contribuenti che hanno conseguito nell'anno precedente ricavi, ovvero percepito compensi, fino a un massimo di 65.000 euro; l'elevazione, approvata dalla Camera, dal 20 al 40 per cento della percentuale di deducibilità dalle imposte sui redditi dell'IMU dovuta su immobili strumentali; l'introduzione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP, con aliquota al 20 per cento, per gli imprenditori individuali, gli artisti e i professionisti con ricavi fino a 100.000 euro che non ricadono nel regime forfettario; l'introduzione del riporto illimitato delle perdite per tutti i soggetti IRPEF, a prescindere dal regime contabile adottato; l'innalzamento, introdotto dalla Camera, da 516,46 a 1.000 euro della detrazione forfetaria per le spese sostenute dai non vedenti per il mantenimento dei cani guida, nel limite di spesa di 510.000 euro per il 2020 e 290.000 euro a decorrere dall'anno 2021; l'applicazione di un'aliquota IRES agevolata al 15 per cento (in luogo dell'ordinaria al 24 per cento) a parte del reddito delle imprese che incrementano i livelli occupazionali ed effettuano nuovi investimenti, nonché l'applicazione di tale agevolazione alle imprese soggette a IRPEF; l'applicazione senza riduzioni, approvata dalla Camera, del credito d'imposta relativo alle accise sui carburanti per gli autotrasportatori; l'estensione del regime agevolato della cedolare secca agli immobili commerciali fino a 600 metri quadrati di superficie; la proroga e la rimodulazione del cosiddetto iperammortamento, che consente di maggiorare il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale; l'estensione della procedura di estromissione agevolata, ovvero di esclusione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell'impresa, disposta dalla legge di stabilità 2016 ai beni posseduti dagli imprenditori individuali al 31 ottobre 2018; la proroga, per l'anno 2019, delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici; la proroga di un anno dell'applicazione del credito d'imposta per la formazione 4.0. Tra le misure volte a favorire la ripresa degli investimenti pubblici, segnala l'istituzione di un fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, con una dotazione complessiva di circa 49,7 miliardi di euro per gli anni dal 2019 al 2033, da ripartirsi sulla base di programmi settoriali presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato per le materie di propria competenza; l'istituzione, a decorrere dal 2019, di un fondo destinato al rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo infrastrutturale del Paese, nei settori dell'edilizia pubblica, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali;