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La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Articolo unico È convertito in legge ii decreto-legge 30 giugno 1972, n. 267, concernente miglioramenti ad alcuni trattamenti pensionistici ed assistenziali, con le seguenti modificazioni: Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente articolo 2-bis: "A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto i titolari della pensione sociale di cui all'articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153, ed i loro familiari conviventi a carico indicati all'articolo 1 della legge 4 agosto 1955, n. 692, hanno diritto all'assistenza di malattia, semprechè la assistenza stessa non spetti per altro titolo o in virtù di assicurazione propria o di altri membri della famiglia. All'assistenza di malattia in favore dei soggetti indicati nel precedente comma provvedono, con separata contabilità, l'istituto nazionale per l'assicurazione contro le malattie e la Cassa mutua di malattie di Trento e Bolzano nell'ambito della rispettiva competenza territoriale. Per l'assistenza di cui al comma precedente si applicano le forme, i limiti e le modalità previsti all'articolo 3 della legge 4 agosto 1955, n. 692, e successive modificazioni e integrazioni. All'onere derivante all'Istituto ed alle Casse suddette dalla corresponsione dell'assistenza di malattia ai titolari di pensione sociale ed ai loro familiari, a norma dei commi precedenti, si fa fronte con un contributo annuo a carico dello Stato, che sarà ripartito fra l'Istituto e le Casse medesime in relazione all'effettivo fabbisogno. Il contributo dello Stato per il 1972 è stabilito in lire 25 miliardi e per gli anni successivi in lire 60 miliardi all'anno". All'articolo 3, il primo comma è sostituito con il seguente: "A decorrere dal 1 luglio 1972 le pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti e della gestione speciale dei lavoratori delle miniere, cave e torbiere, aventi decorrenza anteriore al 1 maggio 1968 sono aumentate nelle misure seguenti: pensioni aventi decorrenza anteriore al 1 gennaio 1952: 50 per cento; pensioni aventi decorrenza negli anni dal 1952 al 1957: 40 per cento; pensioni aventi decorrenza negli anni dal 1958 al 1960: 30 per cento; pensioni aventi decorrenza negli anni 1961 e 1962: 25 per cento; pensioni aventi decorrenza negli anni 1963 e 1964: 20 per cento; pensioni aventi decorrenza negli anni 1965 e 1966: 15 per cento; pensioni aventi decorrenza nel periodo dal 1 gennaio 1967 al 30 aprile 1968: 10 per cento". L'articolo 4 è sostituito con il seguente: "I titolari di pensione di invalidità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti, liquidate o da liquidare con decorrenza anteriore al 1 maggio 1968, i quali successivamente alla data di decorrenza della pensione stessa abbiano prestato opera retribuita alle dipendenze di terzi, hanno facoltà di optare, entro 240 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per la riliquidazione della pensione in godimento secondo le norme di cui all'articolo 11, primo e terzo comma, ed agli articoli 14, 15 e 16 della legge 30 aprile 1969, n. 153. La riliquidazione di cui al primo comma ha effetto dal 1 luglio 1972. La stessa facoltà di cui al primo comma è concessa ai superstiti di titolare di pensione di invalidità che avrebbe avuto diritto di avvalersi della norma di cui al comma medesimo". L'articolo 5 è sostituito con il seguente: "Con effetto dal 1 luglio 1972 al superstite di assicurato o di pensionato titolare di pensione indiretta o di riversibilità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti e delle gestioni speciali dell'assicurazione medesima per i lavoratori autonomi, spettano le quote di maggiorazione della pensione suddetta nella misura, entro i limiti e alle condizioni previste dagli articoli 21 della legge 21 luglio 1965, n. 903, e 46 della legge 30 aprile 1969, n. 153, per quanti sono i beneficiari, ad eccezione del coniuge superstite, per i quali sono state o sarebbero state corrisposte le quote di maggiorazione per la pensione diretta". Dopo l'articolo 6 è aggiunto il seguente: "Art. 6-bis. - Con effetto dal 1 maggio 1969, dopo il secondo comma dell'articolo 7 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, nel testo sostituito con l'articolo 24 della legge 30 aprile 1969, n. 153, è aggiunto il seguente: "Le disposizioni di cui ai precedenti commi hanno effetto anche per i decessi intervenuti anteriormente al 1 maggio 1969". All'articolo 13, è aggiunto in fine il seguente comma: "Gli importi di cui ai commi precedenti sono concessi direttamente dalle direzioni provinciali del tesoro per le rispettive pensioni in pagamento relative ai ruoli emessi anteriormente alla data del 2 luglio 1972". L'articolo 15 è soppresso. L'articolo 18 è sostituito con il seguente: "Con decorrenza 1 gennaio 1971, l'importo annuo lordo al 31 dicembre 1970 delle pensioni dirette; indirette e di riversibilità della Cassa per le pensioni ai dipendenti degli enti locali e della Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate relative a cessazioni dal servizio anteriori al 1 luglio 1970, è aumentato, fino alla concorrenza di lire 5.000.000 annue, applicando, rispettivamente, le seguenti percentuali alle parti dell'importo stesso considerato per le prime lire 2.000.000, per l'eccedenza fino a lire 4.000.000 e per l'ulteriore eccedenza fino a lire 5.000.000: 35,30 e 25 per cento per le cessazioni anteriori al 1 luglio 1965; 30,25 e 20 per cento per le cessazioni dal 1 luglio 1965 al 30 giugno 1968; 20,15 e 10 per cento per le cessazioni dal 1 luglio 1968 al 30 giugno 1970". All'articolo 23, è aggiunto il seguente comma: "A decorrere dal 1 luglio 1972, l'assegno vitalizio mensile a favore dei ciechi civili di cui all'articolo 6 della legge 27 maggio 1970, n. 382, è elevato a lire 18.000". Dopo l'articolo 23 sono aggiunti i seguenti: "Art. 23-bis.