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In merito a questo secondo profilo, si sta assistendo alla riduzione del personale assunto a tempo indeterminato, esternalizzando interi comparti, rendendo precari posti di lavoro che prima erano stabili e, anche grazie al "jobs act", si utilizza il personale in modo difforme, con pseudo impegni di lavoro su lungo periodo, che di fatto sono solo chiamate a prestazione; quanto descritto va sicuramente a scapito delle fondazioni stesse, nonché della qualità dell'offerta e del servizio che forniscono, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere per verificare l'effettiva concentrazione dei contratti a favore di artisti riconducibile sempre alle medesime agenzie e, nel caso di specie, all'agenzia "In Art". Atto n. 4-04469 DAMIANI Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 6 novembre 2020 l'interrogante si è recato presso la casa circondariale di Trani in visita al nuovo padiglione "Europa", al fine di effettuare un sopralluogo della struttura. In quella circostanza si è potuto evidenziare che, pur prendendo atto dei lavori posti in essere, la struttura risulta ancora deficitaria di alcuni importanti reparti come le cucine e la lavanderia, nonché di un'area di circa 400 metri quadri che dovrebbe essere adibita a spazi ricreativi ossia un piccolo campo sportivo ed un'area verde. A ciò si aggiunge la mancata elettrificazione dei cancelli delle celle che costringe gli addetti alle chiusure a mano con le ovvie conseguenze in tema di sicurezza e rapidità di esecuzione. Risulta, peraltro, che vi siano già i fondi a disposizione per sanare questo vulnus , ma la soluzione della questione non appare in dirittura d'arrivo; ma ciò che con forza si rappresenta è la pericolosa situazione della sezione femminile del carcere, che vede l'impiego di 31 addetti a fronte di circa 30 detenute. La circostanza appare oltre ogni ragionevole dubbio fuor da ogni logica di contenimento dei costi, poiché la sezione non è ubicata nel medesimo plesso carcerario della sezione maschile, ma si trova in un edificio fatiscente in centro città. La circostanza, di palmare evidenza, non solo è pericolosa stanti le condizioni dell'immobile, ma è irragionevolmente costosa per l'amministrazione penitenziaria. Anche in questo caso esiste già un progetto volto a risolvere la questione sebbene, tuttavia, manchino i fondi da destinare all'uopo; la casa circondariale potrebbe rispondere alle esigenze logistiche, che la vicenda porta con sé, restituendo alla piena fruibilità dell'utenza la "sezione blu", la quale, sita nella stessa cittadella carceraria, risolverebbe i problemi descritti. Ma anche in questo caso, pur essendo presente un progetto apposito, non è dato sapere con quali risorse potrebbe essere realizzato, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda risolvere il problema della collocazione della sezione femminile del carcere di Trani; come intenda agire rispetto ai continui ritardi dei lavori nel plesso carcerario; se ed eventualmente come intenda deflazionare il carico di addetti alla sorveglianza carceraria della sezione femminile; come intenda reperire le risorse finanziarie per la realizzazione dei progetti menzionati; se non intenda prevedere l'inserimento, già nel disegno di legge di bilancio presentato negli scorsi giorni, delle risorse finanziarie utili allo scopo. Atto n. 4-04470 BONINO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'8 novembre 2019, l'Italia ha ratificato l'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kazakistan, dall'altra; esso pone un forte accento sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, così anche sulla cooperazione con la società civile, la democrazia e lo Stato di diritto nel Paese; il 14 ottobre 2020, il Tribunale di Perugia ha condannato tutti gli imputati nel processo per il sequestro di Alma Shalabayeva e della figlia Alua, rispettivamente moglie e figlia di un noto dissidente politico kazako e fondatore del movimento di opposizione pacifico "Scelta democratica per il Kazakistan"; questa vicenda ha portato alla luce il modus operandi repressivo del Governo del Kazakistan nei confronti di oppositori politici e critici del regime, tramite l'abuso di strumenti di cooperazione giudiziaria fuori dai propri confini e con persecuzioni sistematiche all'interno del Paese; le persecuzioni si sono intensificate nei confronti di migliaia di attivisti e difensori dei diritti umani, utenti di piattaforme sui social network , la maggior parte dei quali rischia lunghe pene detentive per "estremismo" per aver partecipato a manifestazioni di protesta o espresso supporto ai movimenti di opposizione "Scelta democratica per il Kazakistan" e "Koshe Partiyasy" (letteralmente "Il Partito della strada"), la cui natura pacifica è stata ribadita dal Parlamento europeo nella risoluzione urgente del 14 marzo 2019; secondo alcune informazioni giornalistiche, oltre a quanto indicato nella risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2019, almeno 74 procedimenti penali sono già stati intentati contro questo gruppo di persone; almeno 23 prigionieri politici sono detenuti in centri penitenziari dove l'uso della tortura è diffuso e le misure anti COVID-19 inesistenti; nel 2020, 5 attivisti per i diritti umani (Serik Orazov, Amanbike Meirkhanova, Garifulla Yembergenov, Dulat Agadil e Zhanbolat Agadil) sono deceduti a causa delle azioni degli organi interni dello Stato; l'omicidio politico di Zhanbolat Agadil, il figlio di Dulat Agadil, blogger e attivista kazako deceduto in custodia cautelare a seguito delle torture e alla mancanza di assistenza medica nel febbraio 2020, e testimone chiave dell'arresto arbitrario del padre poco prima della sua morte, è un fatto altrettanto sconcertante; i familiari di Dulat Agadil sono sotto stretta sorveglianza e sono almeno 55 i procedimenti penali intentati contro quegli attivisti che hanno partecipato a manifestazioni di solidarietà o a raccolta fondi per la famiglia di Dulat Agadil, si chiede di sapere: quali siano le iniziative di competenza che il Governo intende intraprendere per sollecitare il rispetto dei diritti umani nel Paese, condannare pubblicamente i fatti citati e richiamare il Governo del Kazakistan a rispettare gli obblighi assunti nell'ambito dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e la Repubblica del Kazakistan; se intenda sostenere il disegno di legge, recante "Disposizioni per il contrasto alle violazioni internazionali dei diritti umani", depositato al Senato il 6 marzo 2019 (AS 1126), inteso ad introdurre la possibilità di sanzioni individuali per responsabili di gravi violazioni dei diritti umani o atti di corruzione sistemica secondo quanto già in vigore in diversi Paesi membri della UE e in altre democrazie consolidate, e in via d'adozione a livello dell'Unione europea. Atto n. 4-04471 NUGNES BUCCARELLA FATTORI DI MARZIO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: