[massime]

SANZIONI AMMINISTRATIVE - GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE - COMPETENZA DEL GIUDICE DEL LUOGO IN CUI È STATA COMMESSA LA VIOLAZIONE, ANZICHÉ DEL GIUDICE DEL LUOGO IN CUI RISIEDE L’OPPONENTE - PROSPETTATA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA, DEL DIRITTO DI AZIONE E DIFESA IN GIUDIZIO E DEL PRINCIPIO DI PARITÀ DELLE PARTI - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 24 novembre 1989, n. 689, censurato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui attribuisce «al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione, individuato a norma dell'art. 22-bis» la competenza sulle opposizioni avverso le sanzioni amministrative. La scelta di radicare la competenza territoriale, relativa a tali giudizi, nel luogo della commessa violazione è infatti espressione di corretto esercizio della discrezionalità spettante al legislatore in tema di regolazione della competenza in generale, ed in particolare di quella territoriale, essendo del tutto ragionevole che nel luogo in cui si è tenuto il comportamento sanzionato, ivi si discuta della legittimità della pretesa punitiva esercitata. - Cfr. le ordinanze n. 241/1993 e n. 126/1999 e sentenza n. 452/1997, citate a proposito della ragionevolezza, quale solo limite posto alla discrezionalità del legislatore.