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peraltro esiste una dichiarazione della Commissione europea, per la quale "I giochi di abilità o da intrattenimento o gli apparecchi da gioco che non distribuiscono premi o che distribuiscono premi solo nella forma di giochi gratuiti non rientrano nell'esclusione delle attività di azzardo", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda rivedere la normativa per dettarne una più corretta che escluda il gioco di puro intrattenimento dalle categorie a cui si richiede una nuova omologa, un nuovo nullaosta e si impongono correttamente nuovi e più adeguati vincoli fiscali. Atto n. 3-02923 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: risulta gli interroganti che abbia destato grande scalpore, nei giorni scorsi, innanzi tutto in Piemonte ma a seguire in tutta Italia, anche grazie all'articolo di Matteo Borgetto pubblicato il 31 ottobre 2021 sul "La Stampa" (si veda "Diventa un caso l'affresco del '400 distrutto con l'abbattimento di una parte della cascina a Busca"), la demolizione della parte più vetusta della Cascina Pintura, sita tra le frazioni Bicocca e S. Vitale del comune di Busca, non lontano da Saluzzo (Cuneo), comprensiva, nel cortile interno, della parete sulla quale si conservavano tre affreschi del XV secolo a tema religioso inquadrati entro cornici; della Madonna in trono con il Bambino Gesù in grembo e, ai lati, due Santi monaci stanti (l'uno domenicano e l'altro francescano) sembra rimanga solo la fotografia pubblicata da don Francesco Fino nella monografia del 1982 "La vita a Busca nel '700" (Editore L.C.L.); nonostante lo stato di conservazione già molto precario documentato dallo scatto fotografico edito nel 1982, è inevitabile chiedersi se quelle immagini non avessero a che fare con la bottega dei fratelli Tommaso e Matteo Biazaci, da Busca (detti anche Buzaci, Busiaci, Busacci o Biasacci), attivi tra la seconda metà del '400 e i primi del '500, le cui opere (dipinti su tavola e affreschi) sono "disseminate tra la pianura cuneese, le valli del Marchesato di Saluzzo e l'antica diocesi di Albenga" (si veda "Busca, Gli affreschi dei fratelli Biazaci" su "museodiffusocuneese"); la Madonna, in particolare, appare molto simile a quella della chiesa extraurbana di S. Martino, benché la stessa risulti difficile da leggere nei suoi caratteri originali dopo la ridipintura del secondo Novecento. Sempre a Busca, i due "frescanti" hanno dipinto i cicli pittorici delle cappelle di San Sebastiano e di Santo Stefano (si veda "I Biazaci da Busca: il volgo sull'altare" su "progettostoriadellarte"); considerato che: "le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell'economia rurale tradizionale" rientrano a pieno titolo fra gli immobili che possono essere riconosciuti come "beni culturali" ai sensi dell'art. 10, comma 3, lettera l) del decreto legislativo n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), per come modificato dal decreto legislativo n. 62 del 2008, "quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall'articolo 13"; le architetture rurali possono anche rientrare fra i "beni paesaggistici" ( ex art. 136 del Codice), sia in quanto inserite in ambiti più vasti, sia per i loro pregi intrinseci. Anche in questo caso è necessario che la tutela sia sancita da un apposito provvedimento amministrativo, in forza del quale, eventuali interventi di modifica degli immobili devono ottenere preventivamente l'autorizzazione paesaggistica dall'Amministrazione competente; valutato che teste il sindaco, interpellato a posteriori (l'intervento è stato autorizzato nel 2019 e subito eseguito), l'immobile non rientrerebbe tra quelli vincolati o comunque censiti dal Comune come di interesse artistico e la Segnalazione certificata inizio attività (SCIA) presentata dalla proprietà agli uffici comunali non avrebbe contemplato fotografie che immortalassero le pitture in questione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia in grado di ragguagliare circa il ruolo avuto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo nei lavori autorizzati dal Comune di Busca nella Cascina Pintura; se possa spiegare per quale ragione, ammesso sia vero quanto riportato dai media , per la cascina tutta e specialmente per gli affreschi quattrocenteschi (della bottega dei Biazaci?) non fosse mai stata avviata la verifica dell'interesse culturale, ex art. 12 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, benché pubblicati fin dal 1982. Atto n. 3-02924 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: gli interroganti avevano ricevuto già nei mesi scorsi ripetute sollecitazioni, da parte di residenti preoccupati, perché verificassero ratio , natura, strategia ed esiti delle indagini archeologiche condotte dal febbraio 2020 a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), in via Galatina, angolo via Giuseppe Castaldo nei pressi dell'uscita autostradale e della variante 7 bis, propedeutiche alla costruzione di un centro commerciale Lidl; l'area, che ricade in zona D del piano regolatore comunale, già conta altre tre strutture commerciali analoghe (Eurospin, Decò, Conad) e, secondo i segnalatori, all'inopportuno "affollamento" si aggiungerebbe l'anomalia dalla destinazione industriale della stessa area, vigente fintanto che il nuovo piano urbanistico comunale, approvato ma non ancora in vigore, la riserverà ad attività commerciali; in conseguenza di ciò, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, con nota del 18 giugno 2021 rivolta alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento e al segretariato regionale del Ministero della cultura per la Campania e inviata, per conoscenza, anche ai Carabinieri tutela patrimonio culturale di Napoli, lamentava il fatto che "la mancata condivisione con la comunità locale dei risultati di dette operazioni ha generato curiosità ma anche la preoccupazione, corroborata dalle immagini e dalle "voci" circolate, che importanti testimonianze della storia del luogo, peraltro poco distante dalla cd. Tomba di Stallia, possano essere sacrificate ad interessi privati" (si vedano: "S. MARIA C.V. Nel cantiere del nuovo Lidl di via Galatina saltano fuori importanti reperti archeologici" su "casertace" e "Lavori a ridosso dell'A1 tra reperti e nuovo supermercato" su "edizionecaserta"); considerato che: la richiesta "di essere cortesemente messa al corrente di quanto possa servire ad avere un quadro chiaro ed esaustivo della situazione, con speciale riguardo alle misure adottate o in fieri per la tutela, la conservazione e, se del caso, la valorizzazione di quanto emerso" è stata riscontrata dalla Soprintendenza il 13 luglio 2021, con nota n. 11738-P predisposta dalla responsabile del procedimento e controfirmata dal dirigente;