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(v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 4, presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 5, presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 7, presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 9, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Patuanelli e Romeo. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 2, presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 6, presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 8, presentata dal senatore Gasparri e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 10, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Discussione del documento: Doc Doc. IV-bis, n. 1 Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione nei confronti del senatore Matteo Salvini nella sua qualità di ministro dell'interno pro tempore PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento IV- bis , n. 1, recante: «Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti del senatore Matteo Salvini nella sua qualità di ministro dell'interno pro tempore , per il reato di cui all'articolo 605, commi primo, secondo, numero 2, e terzo, del codice penale (sequestro di persona aggravato) trasmessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania il 23 gennaio 2019». La relazione è stata stampata e distribuita. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del senatore Matteo Salvini nella sua qualità di Ministro dell'interno pro tempore , attesa la sussistenza nel caso di specie dell'esimente del perseguimento del preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo di cui all'articolo 9, comma 3, della legge costituzionale n. 1 del 1989. Informo che sono state presentate due relazioni di minoranza, da parte del senatore Grasso e del senatore De Falco. Chiedo al relatore, senatore Gasparri, se intende integrare la relazione scritta. *GASPARRI, relatore . Sì, signor Presidente, la ringrazio. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari propone all'Assemblea del Senato il diniego dell'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore e ministro Matteo Salvini, perché, come illustra e motiva la mia relazione, riteniamo che ci sia stato il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo, come dice una legge costituzionale del 1989, alla quale la Giunta ovviamente ha fatto riferimento. Come illustreremo, ci sono molte motivazioni che hanno portato a questa scelta, che la Giunta ha preso con un'ampia maggioranza. Ovviamente l'ultima parola su questo caso spetterà all'Assemblea del Senato, ma come relatore confido in una conferma anche da parte dell'Assemblea del giudizio favorevole sulla proposta che ho avanzato in sede di Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Per ragioni di tempo non illustrerò tutto l'andamento dei fatti di cui ci stiamo occupando: l'arrivo nel porto di Catania della nave Diciotti della Guardia costiera con degli immigrati a bordo. La relazione, che è alla vostra attenzione, descrive puntualmente tutte le vicende, i tempi e tutto quanto è avvenuto. In questa sede vorrei anche sottolineare, non perché il Senato non ne sia consapevole, ma per chi dovesse seguirci, che questi lavori hanno una certa importanza, perché in epoche recenti non abbiamo precedenti di questa rilevanza e la discussione è sicuramente importante anche per il futuro. Vorrei ricordare che fino al 1989 esisteva la Commissione inquirente, che in Parlamento si occupava delle vicende che investivano in termini giudiziari i membri del Governo; ci fu un referendum nell'autunno del 1987 che abolì la Commissione inquirente. A seguito di quell'evento è stata approvata la legge n. 1 del 1989 che, per dirla con un linguaggio contemporaneo, ha ridotto la tutela della casta, non l'ha ampliata, poi successivamente sono state abolite anche altre forme di immunità; sono rimaste quelle previste dall'articolo 68 della Costituzione, che non vanno confuse con quelle di cui stiamo discutendo e che riguardano le opinioni che noi parlamentari esprimiamo nell'esercizio della nostra attività. Questa vicenda rientra invece nelle previsioni di cui all'articolo 96 della Costituzione, un altro capitolo. Abolendo la Commissione inquirente, una sorta di giustizia speciale - chiamiamola così per semplicità - per i membri del Governo, questi sono stati affidati al giudizio della magistratura ordinaria, proprio per un senso di maggiore equilibrio nel rapporto tra le istituzioni. Tuttavia, per riequilibrare questo affidamento alla magistratura ordinaria ed evitare che denunce pretestuose o iniziative non fondate ostacolassero l'azione di un Governo, si è introdotto un filtro che è costituito dal tribunale dei Ministri, composto da alcuni magistrati estratti a sorte nelle varie realtà territoriali, tra coloro che hanno cinque anni di esperienza nei tribunali, ai quali viene affidata una valutazione. Nel caso di specie, questo tribunale dei Ministri ha ritenuto di delegare alla Camera di appartenenza, cioè al Senato, la valutazione del comportamento del senatore ministro Salvini. Devo dire che la procura della Repubblica di Catania, come è noto, aveva chiesto l'archiviazione di questa vicenda, non ritenendo che ci fossero né reati ordinari né reati ministeriali, tuttavia il tribunale dei Ministri, come era suo potere, ha avuto un'opinione diversa ed è per questo che si è aperta questa discussione. Prima la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e poi l'Assemblea non devono fare un processo anticipato; il compito del Parlamento è verificare se sussistano dei requisiti indicati con precisione dalla legge n. 1 del 1989, una legge costituzionale che ha introdotto questa procedura.