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il preside dell'istituto comprensivo di Ferrara "G. Perlasca", Stefano Gargioni, ha pubblicato su "Facebook" una immagine modificata dei cancelli di Auschwitz, che riportava la frase "il green pass rende liberi" al posto della tragica scritta "Arbeit macht frei" con l'intento di protestare contro il provvedimento governativo relativo al green pass nelle scuole; la pubblicazione del post ha immediatamente sollevato l'indignazione del Consiglio d'istituto, di numerose autorità politiche, sindacati e associazioni che hanno chiesto l'intervento delle autorità; Gargioni, in una intervista apparsa su "Il Resto del Carlino" il 19 settembre 2021, non solo non si è scusato, ma ha ribadito l'inaccettabile paragone affermando: "Vorrei rispondere alle critiche che da più parti mi vengono con una frase di Primo Levi: 'Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. Iniziò con i politici che dividevano le persone tra noi e loro. Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione" aggiungendo "È stato un periodo storico il cui preludio è stato caratterizzato dalle discriminazioni. Esattamente le discriminazioni che stiamo vivendo ora"; Gargioni non è nuovo a iniziative non solo inaccettabili come questa, ma che mettono a rischio anche l'incolumità degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico; il preside infatti all'indomani del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020 sull'obbligo di mascherina nelle scuole, emanò una circolare in cui affermava: "vista la confusione creata dal Dpcm da gran parte della stampa? che ha annunciato che tale Dpcm avrebbe «obbligato i bambini sopra i sei anni ad indossare le mascherine sempre, anche al banco e nonostante il rispetto di tutte le altre disposizioni di sicurezza previste»", si chiarisce che "non è affatto alcun obbligo per gli studenti di indossarla in condizioni di staticità, né per i docenti, in tali condizioni, di imporne l'uso" contraddicendo completamente il testo della norma, che obbligava invece gli studenti a indossare la mascherina anche in condizioni di staticità; il preside fu infatti costretto a rettificare la circolare con una successiva in cui però sollevava dei dubbi pesanti rispetto agli effetti del suo uso affermando che si rimetteva alle prescrizioni del decreto: "Pur in mancanza, nei Documenti OMS, di ogni evidenza scientifica sull'efficacia dell'uso delle mascherine nelle scuole per prevenire la diffusione del virus, non posso che rimettermi a tale disposizione e farla mia"; si tratta di parole e comportamenti, a parere degli interroganti, inaccettabili, tanto più perché messi in atto da un dirigente scolastico che ha sotto la propria responsabilità l'educazione e l'incolumità di studenti, insegnanti e personale scolastico, parole e comportamenti che hanno sollevato l'indignazione corale di una intera comunità e che non sono mai stati smentiti dal diretto interessato, che ha anzi ribadito nel tempo i suoi comportamenti assolutamente inammissibili; questi comportamenti risultano particolarmente gravi per il ruolo svolto da Gargioni, considerata la fase difficile legata al COVID-19, che sta vivendo il nostro Paese, ma sono particolarmente offensivi per la tragica storia della comunità ebraica della città di Ferrara, medaglia d'argento al valor militare per meriti resistenziali contro l'occupante nazifascista; considerato che le parole del preside Gargioni hanno destato pubblico e generalizzato scandalo non solo nella propria comunità, ma in tutto il territorio nazionale, arrecando così un grave danno all'istituzione scolastica, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per sanzionare adeguatamente il comportamento di un preside, che ha messo a rischio l'incolumità dell'intera comunità scolastica dell'istituto "Perlasca" di Ferrara, dando indicazioni erronee sull'uso della mascherina e che ha proseguito nella propria campagna contro i provvedimenti di contrasto al COVID 19, sostenendo un inaccettabile paragone tra campi di concentramento e green pass ; quali eventuali iniziative intenda mettere in atto per tutelare l'immagine della scuola dal danno arrecato dalle parole del preside Gargioni. Atto n. 4-06038 ZAFFINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il gruppo tedesco Thyssen- Krupp è interamente proprietario dell'unico stabilimento in Italia che produce acciaio inox, la fabbrica Acciai Speciali Terni (AST); tale produzione oggi è limitata ad un milione di tonnellate nonostante la richiesta che proviene dal solo mercato italiano sia di oltre un milione e quattrocentomila tonnellate; negli anni si è assistito ad un progressivo e sensibile ridimensionamento delle produzioni, a partire da quella del lamierino magnetico cessata nel 2005; ancora oggi l'AST di Terni produce acciaio inox di ottima qualità, riconosciuta ed apprezzata anche all'estero: l'azionista tedesco Thyssen Krupp ha espresso l'intenzione di voler uscire dal settore ed ha pubblicamente annunciato la decisione di voler cedere la fabbrica Acciai Speciali Terni al gruppo Arvedi, pur restando in ipotesi un azionista di minoranza. Ad oggi non si hanno dettagli sui contenuti degli accordi raggiunti con la nuova proprietà; la procedura di vendita di Acciai Speciali Terni dovrebbe concludersi entro settembre 2021, come ha affermato, rispondendo ad una interrogazione in sede di question time alla Camera dei deputati lo scorso 8 settembre, il Ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti; lo stesso Ministro ha affermato che "Come governo stiamo seguendo, in un rapporto trasparente e corretto con la proprietà, la procedura di vendita che non può comunque subire interferenze da parte del governo"; l'affermazione sembra non pertinente, posto che l'estensione anche al settore siderurgico del "Golden Power" consente al Governo di delimitare lo spazio di libera contrattazione tra le parti, sottoponendo al controllo dello Stato eventuali scalate in settori strategici per l'economia come quello descritto, con l'obiettivo di garantire elementi di interesse nazionale quali i livelli occupazionali e la produttività; considerato che: la produzione dell'acciaio inox è strategica per la sopravvivenza del sistema produttivo italiano che ha caratteristiche universalmente riconosciute di Paese trasformatore; la tutela del settore siderurgico, elemento imprescindibile delle attività produttive del nostro Paese, asset strategico su cui si è costruita la competitività del sistema industriale italiano in settori di straordinaria importanza per la produzione e l'occupazione del Paese, non sembra esser presa nella giusta considerazione dal Governo, che non ha ancora adottato un adeguato piano industriale; la qualità della produzione ternana ha delle specificità che vanno salvaguardate e delle quali si deve tenere conto, per cui si ritiene che qualunque soggetto che dovesse acquisire il sito dovrà garantire un piano industriale che assicuri e sviluppi queste caratteristiche;