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la circolare del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca prot. 5259/MGM del 27 luglio 2012 prescrive che le istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale (Afam) devono provvedere alla redazione di graduatorie permanenti aggiornabili di anno in anno, così da mantenere in servizio il personale che senza demerito ha svolto il servizio; tali graduatorie sono finalizzate all'assunzione a tempo indeterminato ovvero al rinnovo annuale del contratto, quando richiesto, nel conservatorio di appartenenza ovvero in altra istituzione dell'alta formazione artistica e musicale. Esse, tra l'altro, consentono di non creare nuovo precariato; alla stessa prassi si era attenuto anche il conservatorio "Santa Cecilia" di Roma che, con decreto del presidente prot. 9566/PR13 del 25 ottobre 2016, aveva bandito la relativa procedura di redazione delle graduatorie, rispettivamente per collaboratori di biblioteca, assistenti e coadiutori. L'articolo 8 del citato bando disponeva che "le graduatorie sono permanenti. Il conservatorio provvede annualmente all'aggiornamento delle stesse, verificando mediante procedura - il maturare dei requisiti previsti"; improvvisamente, il conservatorio, anziché procedere, come dovuto, all'aggiornamento delle graduatorie, in data 3 ottobre 2017 ha emanato un bando pubblico per l'assunzione di personale del profilo di assistente, con l'evidente rischio di escludere chi aveva già maturato l'anzianità prevista dalle vigenti normative per l'immissione in ruolo (24 mesi di servizio); la conseguenza di tale modus operandi è stata che 3 persone, in servizio nel 2017 nel profilo di assistente, di elevatissima qualificazione e che avevano già svolto servizio con apprezzamento dei conservatori e delle accademie di tutta Italia, sono state licenziate. Una tra queste persone ha adito le vie legali ed è risultata vittoriosa (sentenza TAR Lazio, sezione terza bis , del 3 giugno 2019). Contro la colpevole inerzia della direzione del conservatorio nel dar seguito alla sentenza, la persona interessata per quanto risulta all'interrogante si è vista costretta ad agire in ottemperanza, anche qui risultando vittoriosa, tuttavia, con grave danno per la parte lavoratrice e per le casse del conservatorio, il direttore non ha eseguito il giudicato; altro profilo di pesante illegittimità sta nella gestione del "contratto decentrato di istituto" sottoscritto dal direttore Giuliani, che è stato oggetto di rilievi contabili e gestionali molto penetranti da parte dei revisori contabili: il direttore aveva infatti ottenuto dal consiglio d'amministrazione l'approvazione di una delibera che aveva destinato al fondo per il contratto decentrato più di 326.000 euro, proponendo alle organizzazioni sindacali un contratto dimensionato su tale cifra. Senonché i revisori, già il 7 dicembre 2017, avevano espresso su quella determinazione un parere contrario per patente violazione di norma di legge, in particolare dell'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017; nonostante tale parere negativo, senza il dovuto nuovo passaggio con i sindacati per definire il contratto secondo le indicazioni ricevute dai revisori, il consiglio di amministrazione nella seduta dell'11 dicembre 2018, di cui il direttore è componente di diritto, ha unilateralmente determinato il nuovo montante contrattuale; questa anomalia gestionale è stata poi rilevata in sede di ispezione del Ministero dell'economia e delle finanze; i revisori hanno infatti imputato al conservatorio, di cui il direttore è rappresentante legale, di non aver dato riscontro agli altri rilevi precedentemente resi. In seguito a questi fatti, il Ministro dell'economia ha ordinato un'ispezione; la relazione redatta all'esito dell'ispezione è assai pesante per il direttore Giuliani. Vi si legge infatti che: il rendiconto per il 2017 è stato approvato con grave ritardo; il conservatorio non ha fatto accantonamenti per il cospicuo contenzioso nel quale è spesso soccombente; esso non impone in modo uniforme ai docenti, come dovrebbe, l'obbligo dell'uso del cartellino marcatempo; ha gestito i fondi della contrattazione integrativa in modo contrastante con la normativa vigente; non ha adeguato il sito web istituzionale alle norme anticorruzione; appare urgentissimo ristabilire il buon andamento e l'imparzialità nell'azione amministrativa del conservatorio, visto che questo tipo di gestione espone l'erario ad azioni risarcitorie che potrebbero finire per danneggiare il patrimonio pubblico, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda verificare immediatamente se sussistano i presupposti per la rimozione del direttore e il commissariamento del conservatorio Santa Cecilia di Roma. Atto n. 4-01852 NASTRI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nell'ambito del programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, stabilito dall'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, è prevista la realizzazione del polo ospedaliero della città della salute e della scienza di Novara, attraverso un contratto di partenariato pubblico-privato, dell'importo complessivo di 320.290.000 euro, di cui 219,6 investiti da privati e 100,6 di contributo pubblico; nel corso degli anni passati, numerose delibere approvate della Giunta regionale piemontese hanno stabilito le linee d'indirizzo per la realizzazione dell'infrastruttura sanitaria, attraverso l'attivazione di un nuovo accordo di programma tra Stato e Regione, anche tramite l'approvazione del documento programmatico sugli investimenti straordinari per l'ammodernamento strutturale dell'ospedale novarese; al riguardo l'interrogante evidenzia come, lo scorso 14 febbraio 2018, sia stato sottoscritto un ulteriore accordo di programma integrativo tra i Ministeri dell'economia e delle finanze e della salute e la Regione Piemonte, al fine di consentire l'attivazione delle procedure di competenza regionale relative al settore degli investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie, finalizzate alla realizzazione del polo ospedaliero per l'importo complessivo indicato; la delibera della Giunta regionale piemontese dello scorso 22 maggio 2019 ha confermato il partenariato pubblico-privato quale modalità organizzativa della città della salute e della scienza di Novara, come definito negli atti amministrativi, in attesa del finanziamento deliberato negli anni scorsi da parte del Ministero dell'economia, la cui richiesta di erogazione era stata peraltro già inoltrata dalla Regione Piemonte, senza esito affermativo; risulta pertanto urgente ed indifferibile, a giudizio dell'interrogante, emanare il decreto di ammissione al finanziamento, per la realizzazione del progetto relativo al polo ospedaliero novarese, in considerazione sia dell'evidente ritardo nell'erogazione, che l'esigenza di incrementare a livello locale lo sviluppo per l'intero territorio e il sistema economico piemontese nel suo insieme collegato al mondo della salute e della ricerca medico-scientifica, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni del ritardo nell'erogazione prevista dalla legge n. 67 del 1988, in favore della città della salute e della scienza di Novara;