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Con il medesimo decreto sono stabilite altresì le modalità di svolgimento della formazione in aula, le caratteristiche del tirocinio di cui al comma 1, nonché le modalità e le caratteristiche dell'esame finale di abilitazione. 3 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituito presso il Ministero della giustizia l'albo della mediazione familiare. Il Ministero provvede all'aggiornamento annuale degli elenchi riguardanti: a i mediatori familiari abilitati; b gli enti abilitati allo svolgimento del percorso formativo di cui alla lettera b) del comma 1; c gli enti accreditati per lo svolgimento del tirocinio di cui al numero 3) della lettera b) del comma 1. 4 Con decreti del Ministro della giustizia da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le associazioni di categoria di settore, sono disciplinati il tariffario della mediazione familiare e il codice deontologico dei mediatori familiari. 4 (Attività del mediatore familiare) 1 Il mediatore familiare ha l'obbligo di informare preventivamente le parti relativamente alla funzione e alle modalità di svolgimento del percorso di mediazione, facendone sottoscrivere apposita informativa. 2 Salvo quanto previsto dal codice di procedura penale in materia, il mediatore familiare è tenuto al segreto professionale ed è obbligato all'assoluta riservatezza relativamente allo svolgimento, al contenuto e all'esito degli incontri di mediazione, anche laddove la mediazione sia stata attivata a seguito di segnalazione dell'autorità giudiziaria. 3 Nessun atto o documento, prodotto da una parte durante le diverse fasi della mediazione, può essere acquisito dalle altre parti in un eventuale giudizio. Il mediatore familiare e le parti, nonché gli eventuali soggetti che li hanno assistiti durante il procedimento, non possono essere chiamati a testimoniare in giudizio su circostanze relative al procedimento di mediazione svolto. 4 Il mediatore familiare deve astenersi dalla mediazione in caso di conflitto di interesse, anche solo potenziale, con una o entrambe le parti, a salvaguardia delle stesse. Questi, pertanto, non potrà accettare l'incarico come mediatore familiare qualora abbia precedentemente seguito una o entrambe le parti nella veste di avvocato, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale o in altro ruolo professionale. 5 Il mediatore familiare deve astenersi dal fornire alla coppia consulenza ovvero assistenza legale, psicologica o psicoterapeutica. 5 (Obbligo di incontro informativo sulla mediazione familiare) 1 Nei procedimenti di separazione personale di cui all'articolo 150 del codice civile, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio di cui alla legge 1° dicembre 1970, n. 898, nei procedimenti di cui agli articoli 6 e 12 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, nei procedimenti finalizzati ad ottenere l'annullamento o nullità del matrimonio di cui alla sezione VI del capo III del titolo VI del libro primo del codice civile, nei procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio, nonché nei procedimenti di cui al titolo IX del libro primo del codice civile, le parti sono tenute preliminarmente a rivolgersi gratuitamente a un mediatore familiare per un incontro informativo, al fine di acquisire le informazioni sull’opportunità e sulle potenzialità di un eventuale percorso di mediazione familiare. Lo svolgimento dell'incontro informativo è condizione di procedibilità per le azioni di cui al periodo precedente. 2 Nei casi in cui una o entrambe le parti decidano di non iniziare ovvero di non portare a termine il percorso mediazione familiare, il mediatore familiare rilascia alle parti, in duplice originale, un documento che contiene l'attestazione dell'avvenuto incontro informativo sulla mediazione familiare. Tale documento è allegato all'atto introduttivo di uno dei procedimenti indicati al comma 1. 3 Il giudice, ovvero il procuratore della Repubblica nel caso di cui all'articolo 6 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, ovvero l'ufficiale dello stato civile nel caso di cui all'articolo 12 del medesimo decreto-legge, ove verifichi la mancata allegazione del documento di cui al comma 2 e rilevi che l'incontro informativo non ha avuto luogo, assegna alle parti il termine di quindici giorni per lo svolgimento dello stesso. 6 (Disposizioni di coordinamento) 1 Al secondo comma dell'articolo 337- octies del codice civile, la parola: «esperti» è sostituita dalle seguenti: «mediatori familiari». 2 All'articolo 6 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, al comma 3, secondo periodo, dopo le parole: «possibilità di esperire la mediazione familiare» sono inserite le seguenti: «, a seguito dell'incontro informativo obbligatorio,». 7 (Disposizioni transitorie) 1 Nelle more dell’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 3, sono abilitati all’esercizio della professione di mediatore familiare e inscritti all’albo di cui al comma 3 dell’articolo 3 coloro i quali abbiano già conseguito, alla data di entrata in vigore della presente legge, una specifica formazione in mediazione familiare, mediante percorsi di formazione in aula di durata non inferiore alle 240 ore, con esclusione dei corsi on line , e siano iscritti a un’associazione di categoria di mediatori familiari che alla medesima data sia presente sul territorio nazionale da almeno dieci anni e che sia stata riconosciuto e iscritta nell’elenco del Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4. 8 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .