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IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO di concerto con IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante disposizioni sulla riforma della disciplina relativo al settore del commercio a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto in particolare l'articolo 25, comma 7, del predetto decreto legislativo che prevede la concessione di un indennizzo a favore dei soggetti titolari di esercizi di vicinato che cessano l'attività e restituiscono il titolo autorizzatorio, al fine di favorire la loro ricollocazione professionale; Considerato che l'articolo 25, comma 8, attribuisce al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale la definizione di criteri e modalità per l'erogazione dell'indennizzo; Vista la legge 11 giugno 1971, n. 426, concernente la disciplina del commercio; Visto l'articolo 1, comma 3, della legge 15 maggio 1997, n. 127; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto l'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n. 620, che prevede, tra l'altro, che le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura possano curare l'esecuzione di atti e provvedimenti del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato; Visto l'articolo 2, comma 1, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, sul riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, relativo al conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto il parere favorevole dei Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza dell'8 marzo 1999; Ritenuto che le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato sono state tutte recepite ad eccezione di quella riguardante l'articolo 3 in quanto si ritiene, ai fini del calcolo del contributo, di dover attribuire un punteggio maggiore a chi ha una minore anzianità di esercizio e di quella riguardante l'articolo 4, in quanto pur riformulando il comma 4, è stato previsto con il comma 5 di escludere dall'indennizzo le domande prive dei requisiti formali, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123; Ritenuta la necessità di prevedere che l'entrata in vigore del regolamento abbia decorrenza dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dal momento che l'articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, prevede che le norme contenute nell'articolo 25, commi 7, 8 e 9, hanno efficacia a decorrere dal trecentosessantacinquesimo giorno dalla sua pubblicazione; Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400, effettuata con nota n. 14856 del 1 aprile 1999; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Soggetti beneficiari 1. I soggetti beneficiari sono le persone fisiche e i soci di società di persone titolari, alla data del 9 maggio 1998, di esercizi di vicinato di vendita al dettaglio autorizzati ai sensi dell'articolo 24 della legge 11 giugno 1971, n. 426. 2. Per esercizi di vicinato si intendono ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera d), e fatto salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti. 3. Per commercio al dettaglio si intende la vendita al minuto di merci direttamente al consumatore finale, esercitata da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, in sede fissa, direttamente al consumatore finale. 4. Non sono ammessi a fruire dell'indennizzo di cui all'articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, gli esercenti l'attività di vendita al dettaglio su area pubblica, coloro che esercitano il commercio all'ingrosso e la somministrazione di alimenti e bevande, le società di capitali. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di leggi alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo: - Per il testo dell'art. 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, v. nelle note alle premesse. Note alle premesse: - Il testo dell'art. 4, comma 4, della legge n. 59 del 15 marzo 1997, è il seguente: "4. Con i decreti legislativi di cui all'art. 1 il Governo provvede anche a: a)-b) (omissis); c) ridefinire, riordinare e razionalizzare, sulla base dei principi e criteri di cui al comma 3 del presente articolo, al comma 1 dell'art. 12 e agli articoli 14, 17 e 20, comma 5, per quanto possibile individuando momenti decisionali unitari, la disciplina relativa alle attività, economiche ed industriali, in particolare per quanto riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti nell'industria, nel commercio, nell'artigianato, nel comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione: per quanto riguarda le politiche regionali, strutturali e di coesione della Unione europea, ivi compresi gli interventi nelle aree depresse del territorio nazionale, la ricerca applicata, l'innovazione tecnologica, la promozione della internazionalizzazione e della competitività delle imprese nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione della rete commerciale anche in relazione all'obiettivo del contenimento dei prezzi e dell'efficienza della distribuzione; per quanto riguarda la cooperazione nei settori produttivi e il sostegno dell'occupazione;