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Nel decreto clima sono stati incentivati i prodotti sfusi e alla spina, ma non basta: occorrono altre misure. Bisognava poi porre fine all'intollerabile e inaudita pratica di ributtare in mare i rifiuti involontariamente pescati, per via delle gravi sanzioni se portati a terra. Ci voleva una legge che potesse decisamente intervenire per arginare l'inquinamento del mare e bonificarlo. È così nato il disegno di legge salva mare, fortemente voluto dall'ex ministro dell'ambiente Sergio Costa, al quale va tutto il nostro riconoscimento. (Applausi) . Con questa legge ci poniamo l'obiettivo di risanare l'ecosistema marino, promuovendo l'economia circolare e sensibilizzando la collettività per prevenire gli abbandoni di rifiuti nelle nostre acque. Si introducono le definizioni di rifiuti accidentalmente pescati e di rifiuti volontariamente raccolti (volontariamente raccolti non solo durante apposite campagne di pulizia, ma, in virtù di un mio emendamento, anche mediante sistemi di cattura fissi, opportunamente posizionati in modo che non interferiscano con le funzioni ecosistemiche dei corpi idrici). Ciò può essere molto utile anche per evitare l'accumulo di rifiuti in punti con perdita di energia del deflusso delle acque, che notoriamente possono causare alluvioni. Quindi è un mezzo di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. A tal proposito, grazie a un altro emendamento, il Mite dovrà avviare una campagna sperimentale triennale, finanziata con 6 milioni di euro, per il recupero dei rifiuti galleggianti nei fiumi, compatibile sempre con le esigenze idrauliche di tutela degli ecosistemi. Si stabilisce che i rifiuti accidentalmente pescati siano equiparati a quelli delle navi e conferiti separatamente, previa pesatura e in modo gratuito all'impianto portuale di raccolta. Per tale attività non è necessaria l'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali. Si demanda poi a un decreto del Mipaaf, di concerto con il Mite, l'individuazione anche di misure premiali per incentivare la raccolta di rifiuti a mare. Potranno poi essere avviate campagne di pulizia su iniziativa dei Comuni, degli enti gestori delle aree protette, delle associazioni ambientaliste e di categoria e di altri soggetti individuati dalle autorità competenti. Nell'ottica della promozione dell'economia circolare, al fine di promuovere il riciclaggio della plastica e dei materiali incompatibili con il sistema marino, il Mite dovrà stabilire criteri e modalità con cui quelli accidentalmente pescati e volontariamente raccolti cessano di essere qualificati come rifiuti, entro sei mesi dall'approvazione della legge. Vengono definite norme per la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate, al fine della loro reimmissione nell'ambiente naturale. Sono inoltre previste adeguate forme di pubblicità circa le modalità di conferimento dei rifiuti, indirizzate ai pescatori e agli operatori del settore. Nelle scuole - altra misura molto importante - verranno promosse attività di sensibilizzazione sulla conservazione dell'ambiente, del mare e delle acque interne, nonché sulle corrette pratiche di conferimento dei rifiuti e di recupero e riuso dei beni. Si stabiliscono disposizioni per l'etichettatura dei materiali che rilasciano microfibra, particolarmente dannosa se proveniente dal lavaggio dei tessuti. Al fine di tutelare l'ambiente marino e costiero, viene introdotta la preventiva valutazione di impatto ambientale per gli impianti di desalinizzazione. Si istituisce poi presso il Mite un tavolo interministeriale al fine di coordinare l'azione di contrasto dell'inquinamento marino, di ottimizzare l'azione dei pescatori e di monitorare l'andamento del recupero dei rifiuti. Lo stesso Mite, poi, dovrà relazionare ogni anno alle Camere lo stato di attuazione della legge salva mare. In buona sostanza, la legge salva mare è uno strumento efficace e concreto per il recupero della plastica a mare, ma anche per impedirne l'arrivo. Era in attesa dell'esame dell'Assemblea da metà luglio, tanto che Marevivo, Assonave, Assoporti, Confindustria nautica, Confitarma, Federpesca, Lega Navale e Lega Vela in un videomessaggio chiedono con forza al Parlamento l'approvazione immediata della legge salva mare. Grazie all'impegno del MoVimento 5 Stelle e alla proficua interlocuzione con il Mite, avvenuta tramite la sottosegretaria Ilaria Fontana, che ringrazio per la sensibilità e la tenacia (Applausi) , il provvedimento arriva finalmente in porto. Oggi il MoVimento 5 Stelle si schiera con i reali bisogni della gente, che è ciò che fa sempre, dal primo momento, per la tutela dell'ambiente, per la vita e per quel necessario e indifferibile patto intergenerazionale che presuppone uno sviluppo ecosostenibile. Pertanto, con determinazione, convinzione e soddisfazione, il MoVimento 5 Stelle vota per salvare il mare. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 1571, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 674 e 1503. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il presidente della 1 a Commissione prmanente, senatore Parrini, per riferire in ordine al disegno di legge n. 2394. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, la Commissione ha iniziato nella seduta di oggi pomeriggio l'esame degli emendamenti residui; non abbiamo ancora potuto terminare, ma credo che potremo farlo entro questa sera. Chiedo quindi un altro po' di tempo. PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, presidente Parrini. (Brusio). Invito i senatori del Gruppo MoVimento 5 Stelle a lasciar proseguire con ordine la seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino, costruito nel 1961, di notte, dalla Germania comunista dell'Est, la cosiddetta Repubblica Democratica Tedesca, che non aveva assolutamente nulla di democratico. Fu costruito per impedire la fuga dei tedeschi verso la Germania dell'Ovest, verso la libertà e la democrazia: una ferita che per trentatré anni è stata il simbolo della divisione dell'Europa e dell'oppressione del totalitarismo stalinista sui nostri fratelli dell'Est Europa, sfortunati perché, anziché essere liberati alla fine della Seconda guerra mondiale, sono caduti sotto il dominio di una dittatura ancora più feroce, contro la quale avevano combattuto. (Applausi) . Centinaia furono i morti nel tentativo di passare quel muro, migliaia le famiglie divise e milioni i tedeschi che per trentatré anni hanno dovuto subire la privazione della libertà, di pensiero, di espressione e di movimento: insomma, di ogni forma di libertà. Sapete come chiamò il governo comunista quel muro? Lo chiamò antifaschistischer Schutzwall , cioè muro di protezione antifascista. (Applausi) .