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Salvaguardare il liceo classico è una questione non solamente di tutela della tradizione culturale dell'Italia e dell'Europa, ma anche della possibilità che il valore di humanitas possa rappresentare la modalità di azione dell'Occidente, dentro e fuori i propri confini, con il supporto di un'ottima scuola basata sullo studio, volta a formare e diplomare persone preparate con menti plastiche, creative, flessibili, cioè un mix di preparazione, di « skills », come si usa dire oggigiorno, e di « attributi », le qualità proprie di un individuo, due elementi che lo rendono unico e diverso rispetto ad un'altra persona, per la quale il greco offre la possibilità di maturare una capacità di analisi più intuitiva e il latino più analitica. Studenti che poi nelle scelte universitarie non prediligono solamente studi classici ma attinenti anche alle scienze e alle tecnologie, all'economia e alla finanza, alle scienze giuridiche, alla medicina. Una parte della politica reputa il liceo classico un liceo troppo nozionistico, da svecchiare; l'espressione della riforma Gentile , una scuola di élite per molti, ma non per tutti, i cui studenti apparterrebbero alla medesima classe sociale agiata e di destra; niente di più errato, è una scuola alla quale tutti gli studenti che prediligono studi classici ed umanistici possono accedere e non vi è certamente una selezione in base all'ISEE, l'indicatore per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari. Crediamo sia opportuno e necessario rilanciare il liceo classico perché allena le capacità di rigore e di logica, di concentrazione e di astrazione, e una padronanza della lingua italiana scritta e verbale, competenze ed abilità che permettono successivamente allo studente di raggiungere risultati eccellenti anche in materie molto lontane dalla classicità. Condividiamo il contenuto di un articolo pubblicato sulla rivista « Tutto scuola » nel 2020 dall'allora Preside del liceo Virgilio di Roma: « Le grandi università angloamericane valorizzano i ragazzi che si sono formati nel liceo classico italiano, ne apprezzano la profondità, la capacità di interpretare i linguaggi, la particolare inclinazione a leggere e penetrare le strutture della complessità. È giusto preservare questa tradizione, anche se ritengo necessario operare qualche adattamento: attualizzare il liceo classico significa tutelarne l'identità senza timore di aprirsi maggiormente al mondo, alle grandi questioni del presente. L'impegno della traduzione costituisce uno sforzo esportabile e niente affatto blindato: esso offre un approccio alla dimensione del tempo e della comunicazione che può convergere nelle digital humanities , nel coding , in una ben più estesa riflessione sui linguaggi, a tutti livelli. La scuola dell'autonomia oggi consente di declinare l'offerta del liceo classico accompagnando i giovani con metodologie laboratoriali e strumenti didattici accattivanti, proponendo strategie di confronto tra discipline, incontri con il territorio e rendendo più concreto e significativo l'apprendimento, andando incontro cioè alle aspettative e ai bisogni di studenti che chiedono una partecipazione costante ». Per far comprendere l'importanza educativa del liceo classico non è sufficiente unicamente un intervento legislativo: è importante un coinvolgimento dell'UNESCO per valorizzare gli studi classici e le lingue latina e greca, facendole includere nella lista dei beni culturali immateriali; è opportuno agire sulla domanda e sull'offerta, facendo conoscere ai ragazzi di terza media e ai loro genitori che vale la pena iscriversi al liceo classico, una scelta che richiede molto impegno ma che lo restituisce sotto forma di successo personale; è opportuno non semplificare e sostituire il percorso di studi del liceo classico, ma potenziarlo con l'offerta di nuove materie. Nel ricordare che la legge 20 agosto 2019, n. 92, ha introdotto l'educazione civica obbligatoria in tutti gli ordini di scuola a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021, crediamo che l'offerta del liceo classico debba mantenere le sue materie tradizionali alle quali aggiungere ulteriori discipline, utili allo studente, in un equilibrio di materie classiche e scientifiche che non lo snaturino ma lo arricchiscano per le sue finalità: formare una persona capace di scegliere qualunque facoltà universitaria e, comunque, anche senza diploma di laurea, di far apprezzare nel lavoro, qualsiasi lavoro, le proprie capacità di studio, di analisi e di intuizione, di sistematizzare, di organizzazione e di soluzione di problemi complessi. Che è l'abilità che la conoscenza delle lingue greca e latina aiuta lo studente a sviluppare e raggiungere.. Art. 1. (Piano di studi) 1. Al fine di valorizzare e promuovere il patrimonio culturale ed educativo degli istituti liceali, a decorre dall'anno scolastico 2024/2025, nelle scuole secondarie di secondo grado, pubbliche e paritarie, quale il liceo classico, il corso di studi è implementato con l'insegnamento delle seguenti materie: storia dell'arte e archeologia; legislazione dei beni culturali, diritto museale e archivistica; editoria e scrittura; informatica; una seconda lingua straniera; sociologia dei processi culturali, antropologia culturale e teoria e tecniche della comunicazione multiculturale; economia politica, elementi di diritto costituzionale; elementi di diritto internazionale e di diritto dell'Unione europea; elementi di diritto amministrativo. 2. È competenza del dirigente scolastico la scelta di inserire nel piano di studi almeno due delle materie di cui al comma 1. Ai relativi oneri l'istituto scolastico provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 3. Con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla data di trasmissione, si provvede a integrare quanto previsto dal comma 1 del presente articolo con le disposizioni dell'articolo 5 e dell'allegato C, recante il piano degli studi del Liceo Classico, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89. 4. Il Ministro dell'istruzione e del merito con proprio decreto, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, provvede a definire e disciplinare gli obiettivi di apprendimento, le indicazioni sul curricolo e il piano orario delle materie introdotte. 5. I dirigenti scolastici, entro centoventi giorni prima dell'inizio dell'anno scolastico, inoltrano al Ministro dell'istruzione e del merito, in via telematica, una nota con le materie scelte, gli oneri di spesa da sostenere e le eventuali criticità riscontrate nell'applicazione del comma 2. Art. 2. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .