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Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) . Signor Presidente, è passato ormai più di un anno da quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato lo stato di pandemia e da quando il Covid-19 è entrato prepotentemente nelle nostre vite, stravolgendo tutte quelle regole, quelle azioni, quei gesti quotidiani, quelle abitudini e quella serenità che oggi ci sembrano soltanto un lontano ricordo. Il Covid ha messo in ginocchio l'economia mondiale e l'Italia in Europa è stata la prima a dover fronteggiare tutte le drammatiche conseguenze che il virus si trascina dietro. Fu proprio allora, nella scorsa primavera, che il presidente Conte propose all'Europa un rivoluzionario concetto dello strumento di aiuto sotto forma di debito condiviso, impensabile fino a quel momento per un'Unione europea più vicina alla finanza che ai cittadini: il recovery fund, di cui oggi ci troviamo a discutere entrando nel merito delle schede proposte dal precedente Governo. (Applausi) . Dall'inizio della pandemia in quest'Aula abbiamo votato sei scostamenti di bilancio, per un totale di 165 milioni di euro; abbiamo altresì convertito diversi decreti-legge, tutti volti a supportare i cittadini e, allo stesso tempo, a rendere il Paese più forte davanti alle grandi difficoltà economiche, sociali e sanitarie. Sappiamo che la pandemia ha generato una crisi seconda solo a quella del Dopoguerra e siamo stati costretti ad affrontare problematiche in continua evoluzione, assolutamente nuove per noi. Nonostante gli sforzi e l'impegno profuso, molte criticità restano e hanno bisogno di ulteriori interventi. L'Italia, con quasi il 30 per cento del totale dell'ammontare stanziato dalla Comunità europea, ha l'occasione non solo di uscire dalla crisi, ma di riprendersi e competere per i primi posti tra i Paesi più importanti del mondo. Non solo. L'Italia ha la possibilità di mostrare al mondo che essa è capace di affrontare ogni tipologia di crisi futura, restando integra e pronta a reagire: un Paese resiliente. Come esponente del MoVimento 5 Stelle non posso che essere soddisfatta dei tre assi strategici che caratterizzano questa proposta: digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale sono sempre stati i pilastri dell'idea che abbiamo avuto per lo sviluppo del nostro Paese. Ho avuto il piacere e l'onore di essere la relatrice per la parte di questo Piano che riguarda l'8 a Commissione, la Commissione lavori pubblici, e ritengo che la digitalizzazione della pubblica amministrazione, che garantirà un notevole snellimento della burocrazia, l'innovazione del sistema produttivo, l'uso di energie da fonti rinnovabili per i trasporti e l'industria e la mobilità sostenibile, temi cardine del Piano, siano interventi che faranno da volano per il rilancio post pandemico del Paese. La riduzione degli oneri burocratici, la semplificazione delle procedure degli appalti, la riforma dei procedimenti amministrativi per rendere più efficace e veloce la realizzazione delle opere pubbliche, l'introduzione di meccanismi utili all'accelerazione dei contratti di programma RFI e ANAS, la semplificazione delle procedure che rafforzano meccanismi di vigilanza e controllo già esistenti sono misure che certamente porteranno grandi risultati, proseguendo di fatto il lavoro già avviato dai decreti sblocca cantieri e semplificazioni. Non è pensabile, Presidente, parlare di ripresa e resilienza avendo un Paese che corre a due velocità diverse. Il Mezzogiorno corre a una velocità diversa rispetto al Nord Italia, così come le aree interne rispetto alla costa. Parlo di infrastrutture carenti, vetuste e incomplete, che limitano quel grande potenziale raggiungibile invece da un'Italia compatta. Nella relazione illustrata oggi troviamo il potenziamento degli snodi principali dell'alta velocità e dei territori limitrofi, con particolare attenzione alle aree interne, e il rafforzamento del trasporto via mare per le isole, garantendo il regime di continuità territoriale. Una penisola come l'Italia, che da sempre è porto naturale dell'Europa, necessita di valorizzare i propri porti, specie quelli del Mezzogiorno, rafforzando le capacità di intercettare i traffici intercontinentali delle merci, e di un piano efficiente di sistema intermodale capace di smistarle lungo tutto lo stivale. Anche questo ovviamente la Commissione ha raccomandato al Governo. La sostenibilità ambientale, Presidente, è il cardine di tutta la programmazione, perché in un mondo ecologicamente insostenibile è la sopravvivenza dello stesso genere umano a essere messa in discussione. Senza transizione ecologica non ci sono altre transizioni che tengano; noi siamo l'aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo. Anche se non ce ne accorgiamo, noi siamo natura e, senza un ambiente sano, non ci sono né salute, né benessere, né tantomeno vita. Fuori da quest'Aula ci sono le nuove generazioni che da tempo protestano perché gli è stato rubato il futuro e a noi tocca provare a restituirglielo. Oggi assistiamo alla svolta verde di un intero continente e tutto il mondo è concentrato sui temi ecologici. I fondi che l'Unione europea ha voluto dedicare alla transizione ecologica sono il segno di quanto debba essere centrale questo aspetto. Senza mobilità sostenibile e senza efficientamento energetico degli edifici le nostre città continueranno a essere inquinate e gli italiani continueranno ad ammalarsi e a morire, anche oltre il Covid. Siamo un Paese con un patrimonio immobiliare di notevole spessore estetico e anche qualitativo, ma altrettanto "attempato" e non certo pensato per ottimizzare i consumi energetici. Lo stesso presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il 22 febbraio scorso, durante la settimana parlamentare europea, ha sostenuto che un uso corretto dei soldi del recovery fund è quello di impegnarli nella creazione di nuovi posti di lavoro, gli stessi posti di lavoro persi durante la pandemia, e ha fatto un chiaro riferimento al settore edilizio, in relazione alla vetustà del patrimonio residenziale privato. Molti come me, in quell'istante, quando ascoltavano quell'intervento, hanno pensato al provvedimento superbonus 110 per cento e alla necessità di prorogarne la scadenza almeno al 2023, per garantire rigenerazione degli ambiti urbani particolarmente degradati e quant'altro. (Applausi) . È notizia di oggi che il superbonus ha superato il primo miliardo di euro di lavori eseguiti ed asseverati. L'Italia e gli italiani hanno sempre dimostrato di saper reagire ad ogni crisi e calamità subita. La stessa cosa stanno facendo ora. Gli italiani si stanno dimostrando un popolo resiliente e a tutti loro va espresso il nostro massimo rispetto. Questo documento è la via di accesso ad un finanziamento che non ha eguali nella storia del Paese e di certo aiuterà a trascinarci fuori dalla crisi, ma l'occasione unica che questa volta abbiamo è quella di fare riforme storiche, che il Paese aspetta da un trentennio. Allora, signor Presidente, che questo Piano nazionale sia davvero uno strumento di riforma, costellato da tante opere utili. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) .