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Cito solo un paio di questi rimandi per questioni di tempo, giusto per entrare nel merito. L'articolo 3, comma 7, demanda le modalità di erogazione del reddito di cittadinanza a un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro il 29 luglio 2019. Ma come è possibile conciliare l'erogazione del reddito dal 1° aprile, se le modalità di erogazione possono essere definite fino a due mesi dopo? Al comma 2 dell'articolo 5 si demanda ancora a un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di indicare le modalità di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente, senza indicazione della tempistica. Ma come è possibile non fornire indicazioni della tempistica delle presentazioni di questi modelli? Spiegateci. Anche qui, come fate a ravvisare l'urgenza senza una scadenza temporale concomitante? È incredibile. L'unica urgenza che ravvisate è quella di comprare consenso con l'aumento della spesa pubblica prima delle elezioni europee. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Un atto gravissimo, che abitua i fannulloni alle sovvenzioni statali, mortificando meritocrazia, impegno e sacrificio: una vera e propria vergogna. Dal gennaio 2018 al gennaio di quest'anno il debito pubblico è aumentato di 71 miliardi, al ritmo di 6 miliardi al mese, con un incremento del 3,1 per cento. Nei dodici mesi precedenti era cresciuto della metà, ovvero 35 miliardi annui, circa 3 miliardi al mese, con un incremento dell'1,5 per cento. Questo è il Governo del record del debito pubblico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il decreto-legge innescherà un meccanismo esplosivo sulla spesa pubblica, genererà comportamenti opportunistici, renderà permanenti il welfare passivo, clientelare e assistenziale e produrrà almeno tre effetti devastanti sul nostro mercato del lavoro. Il primo, spaventosamente costoso e incrementale: una droga che produrrà assistiti cronici. Il secondo effetto è che diminuirà il tasso di occupazione. Ditemi: chi mai accetterà un contratto a termine, part time o saltuario, a 800 o a 1.000 euro al mese, quando, grazie al reddito di cittadinanza, può avere una somma equivalente senza far niente, magari integrandola anche con un lavoro nero? Terzo: aumenterà il salario minimo al quale una normale forza di lavoro è disposta a prendere un impiego. Morale: il reddito di cittadinanza è un insulto a chi lavora quaranta ore a settimana per poco più di quell'importo. Penso ai militari, ai poliziotti, agli uomini della polizia penitenziaria (Applausi dal Gruppo FI-BP), ai molti operai e impiegati, che ne guadagnano a fatica 1.200, e ai lavoratori part-time che guadagnano appena 500 o 700 euro al mese. Per uscire da questa situazione serve tutto il contrario di quello che il Governo sta facendo attualmente. Solo negli ultimi dodici mesi avete fatto volare via dal nostro Paese 118 miliardi di euro: erano i soldi degli investitori italiani ed esteri, messi su imprese e buoni del Tesoro. Nel 2018 gli investitori esteri hanno tolto 36 miliardi di euro dal debito pubblico italiano e 26 miliardi dalle imprese italiane per metterli certamente altrove; a questo poi vanno aggiunti i 56 miliardi circa di capitali italiani che, sempre nel 2018, sono stati investiti oltre confine, per un totale di 118 miliardi. Ma non doveva essere un anno bellissimo, l'anno del boom economico? Questa sta diventando - perdonatemi - una barzelletta che vi ridicolizza davanti al mondo intero. Mi chiedo cosa sarebbe l'Italia se quei 118 miliardi stessero entrando anziché scappando e quanti investimenti saremmo riusciti a fare senza aumentare il debito pubblico. Signor Presidente, membri del Governo, sarebbe bellissimo se riuscissimo ad attrarre quei capitali anziché farli scappare, per creare veri posti di lavoro. Il fallimento delle farneticanti politiche del MoVimento 5 Stelle è palpabile e il dimezzamento dei voti in Abruzzo, Sardegna e Basilicata sono nulla rispetto alla sconfitta che riceverà alle elezioni europee. Zero assoluto sulla scuola; zero assoluto sulla ricerca; zero sull'innovazione; zero per lo sviluppo del Mezzogiorno, dimenticato e totalmente assente nel famoso contratto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Zero sulla natalità; zero sull'occupazione femminile; zero per le donne con figli; zero per la redistribuzione fiscale a favore dei giovani e tanto debito pubblico in più gentilmente offerto alle generazioni a venire, ai nostri giovani, perché saranno sempre loro a dover pagare. I dati diffusi dall'ISTAT confermano le più fosche previsioni: -7,3 per cento nella produzione industriale, -5,3 per cento negli ordinativi a dicembre 2018 rispetto a dicembre 2017. Sono contrazioni che non si vedevano dal 2009, anno in cui il PIL italiano era crollato del 5 per cento. In questo folle scenario non posso non soffermarmi, cari amici del Governo, sulla narrazione da campagna elettorale che incessantemente propinate in largo e in lungo per il Paese. Raccontare l'Italia come un Paese diviso tra un Sud che non vuole lavorare e un Nord che lavora, ma non vuole pagare le tasse è una boiata pazzesca, tossica, che rischia di alimentare una frustrazione sociale molta pericolosa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . C'è da fare molta attenzione al nuovo padrinaggio assistenzialista che il MoVimento 5 Stelle sta configurando oggi nel Mezzogiorno. Bisogna creare crescita per vincere la disoccupazione che affligge l'Italia meridionale e non continuare imperterriti a spingere il piede sull'acceleratore dell'assistenzialismo, perché in questo modo il Paese finisce nel burrone. Vi chiedo se non sarebbe stato più sensato utilizzare le risorse stanziate per metterle a favore delle imprese e per farle assumere. Questi dati avvalorano la tesi che Forza Italia sostiene da mesi con forza: il MoVimento 5 Stelle sta imponendo al Governo i suoi pilastri originari, tipici delle ideologie pauperiste del secolo scorso: una patrimoniale, un forte aumento delle tasse sulla casa e l'introduzione dell'imposta sulla successione. Il solo immaginare tali misure, unitamente a quelle già adottate con il decreto-legge dignità, è bastato a generare negli investitori, nei consumatori, nelle imprese e nelle famiglie una sfiducia così forte da innescare una nuova e devastante fase di recessione. Il nostro patto, cari colleghi della Lega, siglato dal Centrodestra prima delle elezioni politiche non contemplava nulla di tutto questo; prevedeva zero parassitismo di Stato, meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese e sul lavoro. Quello gialloverde, invece, siglato in uno studio di consulenza aziendale, è una trappola mortale per la finanza pubblica, per il mercato del lavoro e per il nostro welfare . Questo Governo ha ridotto l'Italia al fanalino di coda dell'Europa. Ancora una volta facciamo appello alla Lega affinché rispetti il patto siglato davanti agli italiani prima delle elezioni politiche. Ma non per forza: il nostro appello non è eterno, non ci sarà per sempre. È giunta l'ora di prendersi le proprie responsabilità. Vi state rendendo complici di questo disastro;