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Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo di introdurre ulteriori misure in favore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche nella consapevolezza dell'importante ruolo svolto dalle stesse nella società. L'articolo 1 introduce un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a favore degli enti di promozione sportiva iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore, nonché delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, iscritte al registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche tenuto dal CONI, ad esclusione delle società sportive dilettantistiche lucrative. Il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate. L'erogazione liberale in denaro a favore di ciascuno dei suddetti soggetti non può superare l'importo di 50.000 euro annui. Il credito d'imposta è riconosciuto alle persone fisiche fino ad un importo massimo annuale di 5.000 euro per ciascun periodo d'imposta, agli enti non commerciali, fino ad un importo massimo annuale di 50.000 euro per ciascun periodo d'imposta e ai soggetti titolari di reddito d'impresa fino ad un importo massimo annuale di 15.000 euro per ciascun periodo d'imposta. I suddetti importi sono raddoppiati nel caso in cui le erogazioni liberali in denaro siano destinate a favore di quei soggetti che realizzino in modo prevalente progetti, in partenariato con un'organizzazione di volontariato e un ente pubblico, finalizzati all'inclusione di coloro che si trovano in situazioni di disagio economico e fisico accertate, rispettivamente, mediante l'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e la certificazione medica, con le modalità stabilite da un decreto del Presidente del Consiglio di attuazione delle presenti disposizioni. L'ente pubblico garantisce l'effettiva realizzazione dei progetti di inclusione sociale e la sussistenza dei requisiti necessari da parte dei soggetti interessati ai fini della realizzazione degli stessi. Gli articoli 2 e 3 prevedono poi altre agevolazioni fiscali a favore dello sport dilettantistico accogliendo alcune delle proposte avanzate dal documento conclusivo dell'indagine conoscitiva. A questo proposito occorre sottolineare come parte delle suddette proposte sia stata già realizzata in questi anni, a riprova dell'attenzione ricevuta dal mondo dello sport nella legislatura appena trascorsa. L'articolo 2 prevede modifiche al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR). In particolare, l'articolo 2 modifica l'articolo 15, comma 1, lettera i-ter) , del TUIR (già modificato dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289), che – come già ricordato – consente alle persone fisiche di detrarre dall'IRPEF, nel rispetto delle condizioni poste, il 19 per cento dell'ammontare delle erogazioni liberali eseguite in favore di associazioni e di società sportive dilettantistiche, per un importo complessivo non superiore a 1.500 euro per ciascun periodo di imposta. L'articolo 2 aumenta il suddetto importo da 1.500 euro a 3.000 euro. L'articolo 3 modifica l'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante disposizioni per l'attività sportiva dilettantistica. Il comma 8 del suddetto articolo 90 prevede che «il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario». Secondo quanto riportato nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva «la richiamata norma ha introdotto, ai fini delle imposte sul reddito, una presunzione assoluta in ordine alla natura di tali spese, considerandole comunque di pubblicità, sia pure nei limiti di 200.000 euro annui. Le esperienze sinora maturate in sede di attuazione di siffatta disposizione inducono però ad avanzare riserve sulla utilità del permanere del ripetuto limite di deducibilità. Esso, invero, mentre per i soggetti sportivi innanzi menzionati si è rivelato di ostacolo al reperimento di mezzi finanziari da destinare al perseguimento delle finalità istituzionali, nessun apprezzabile beneficio ha recato alle casse erariali. (...) Tutto quanto sopra evidenziato sembra, pertanto, idoneo a motivare validamente una proposta di eliminazione di detto limite di deducibilità o in subordine, di portarlo a 400.000 euro annui». In accoglimento a quanto proposto dall'indagine conoscitiva, l'articolo 3 aumenta detto limite a 400.000 euro.. 1 (Credito d'imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva – Sport bonus ) 1 Per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017, a sostegno degli enti di promozione sportiva iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore, nonché delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, iscritte al registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche tenuto dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), ad esclusione delle società sportive dilettantistiche lucrative, è riconosciuto un credito d'imposta, nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate. L'erogazione liberale in denaro a favore di ciascuno dei soggetti di cui al primo periodo non può superare l'importo di 50.000 euro annui. 2 Il credito d'imposta spettante ai sensi del comma 1 è riconosciuto alle persone fisiche fino ad un importo massimo annuale di 5.000 euro per ciascun periodo d'imposta, agli enti non commerciali fino ad un importo massimo annuale di 50.000 euro per ciascun periodo d'imposta e ai soggetti titolari di reddito d'impresa fino ad un importo massimo annuale di 15.000 euro per ciascun periodo d'imposta. 3 Gli importi di cui ai commi 1 e 2 sono raddoppiati nel caso in cui le erogazioni liberali in denaro siano destinate a favore di quei soggetti di cui al comma 1 che realizzino in modo prevalente progetti, in partenariato con un'organizzazione di volontariato e un ente pubblico, finalizzati all'inclusione di coloro che si trovano in situazioni di disagio economico o fisico accertate, rispettivamente, mediante l'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e la certificazione medica, con le modalità stabilite dal decreto di cui al comma 5. L'ente pubblico garantisce l'effettiva realizzazione dei progetti di inclusione sociale di cui al presente comma e la sussistenza dei requisiti necessari da parte dei soggetti di cui al comma 1 ai fini della realizzazione degli stessi. 4