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Bloccate solo quelli di ricerca e prospezione che saranno richiesti dopo l'entrata in vigore di questo provvedimento. Aspettatevi pertanto nei prossimi quindici giorni richieste à gogo al riguardo. In compenso, mettete a rischio un settore, quello della ricerca scientifica, ingegneristica e tecnologia sull' oil and gas , in cui l'Italia è all'avanguardia, con posti di lavoro a repentaglio, come ha ricordato a tutti noi in questi giorni il sindaco di Ravenna. Non basta: cancellate la pubblica utilità, negando in tal modo un sacrosanto principio, ossia che la politica energetica sia eminentemente tema di carattere nazionale, che non può essere affidato ai territori locali. C'è di più, però: la politica energetica è un tema troppo serio perché possa essere affrontato nell'emendamento a un decreto-legge così ampio; anche a tale riguardo esprimo meraviglia, perché è stato ritenuto proponibile, mentre tanti altri sono stati cancellati. La politica energetica non può essere affidata a uno spot elettorale né a un emendamento bluff da utilizzare per fare propaganda. È per questi motivi che con rammarico il PD non parteciperà a un voto beffa e inutile, anche se questa è una cosa che in genere non fa. La responsabilità di questo scempio è tutta la vostra e assumetevela per intero voi: noi guarderemo gli errori che continuate a fare. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Airola). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo dovuto sentire - sia in Commissione sia in Assemblea nel corso della discussione generale - l'intervento del collega Castaldi che, illustrando l'emendamento in titolo, ha voluto parlare continuamente di moratoria. Ora, qui ci dobbiamo mettere d'accordo; la si può chiamare come si vuole - transizione energetica - e quindi, usare nomi anche molto pomposi. È certo, però, che l'emendamento approvato in Commissione è una piccolissima moratoria. Quello che è stato promesso e che i cittadini aspettavano è stato uno dei punti qualificanti del vostro programma, o sbaglio? Ricordo a tutti che nella campagna referendaria ci siamo impegnati tutti - almeno per quanto ci riguarda - e, quindi, l'azione che era necessario fare era evidentemente tutt'altra, come ci siamo permessi di dimostrare attraverso la presentazione di emendamenti e di subemendamenti che di fatto riscrivono completamente l'emendamento 11.0.43 (testo 4). Qual è l'operazione che fate? Prima erano ventiquattro mesi, adesso sono diciotto, ma il punto è: che cosa viene sospeso? Questo è il punto. Mentre si fa il piano delle aree, quali sono i provvedimenti e le concessioni che vengono sospesi? Vengono sospese soltanto le istanze per quanto riguarda la ricerca e la prospezione, e non con un inserimento all'ultimo minuto del famoso 4 -bis - adesso è diventato comma 5 - anche delle istanze di concessione di coltivazione. Questo che cosa produce? Con l'emendamento approvato dalle Commissioni riunite - voi lo definite moratoria - vi faccio l'elenco delle istanze che invece continuano ad andare avanti. Cito l'istanza di riattribuzione di concessione di coltivazione: Strangolagalli (Lazio, Frosinone); tre concessioni di 41,7 chilometri quadrati, e - se volete - vi dico anche chi ha presentato l'istanza. Cito l'istanza di concessione di coltivazione in Sicilia: Bonincontro, Cinquevie e Piano Lupo. E poi vi ricordo l'istanza di concessione di coltivazione in mare: pozzo Vela 1 di fronte ad Agrigento; l'ENI nell'Adriatico; l'Agip sempre nell'Adriatico; Delta del Po, in uno dei parchi più belli che abbiamo. E ancora, istanza di concessione di coltivazione in terraferma: Agosta (Emilia-Romagna), ENI 27 chilometri quadrati: Valli di Comacchio; Colle Santo (Abruzzo), Monte Pallano; Gradizza (Emilia-Romagna); Selva Malezzi; Valle del Mezzano. Facendo salve tutte le concessioni in essere - poi la chiamate moratoria -rimangono in piedi 116 concessioni di coltivazione in essere in Italia, che operano su un totale di 8.000 chilometri quadrati, tra cui: Basilicata, Puglia, Emilia-Romagna, Marche e Lombardia. Sono 66 le concessioni operanti sul fondale marino, su un totale di 8.064 chilometri quadrati. E voi la contrabbandate per moratoria. Poi, dopo tante promesse - abbiamo votato insieme; abbiamo fatto insieme la battaglia contro l'articolo 38 dello Sblocca Italia - fate un'operazione che interviene sull'articolo 38 e non per l'abolizione, non - per esempio - sui commi 5 e 6 di quell'articolo che riguardano la concessione unica, che è una delle questioni più gravi. Vero, senatore Castaldi? Lo sa perfettamente. Voi fate un'altra operazione, anche in quel caso dicendo che vale per il futuro. Parliamo anche del fatto che aumentate i canoni. Benissimo, sono d'accordo. A me sarebbe andato bene anche un aumento di 35-40 volte. Ricordo a tutti che il nostro è il paese di Bengodi e per questo vengono qui, anche se poco c'è. Non intervenite però sulla questione della franchigia, che - in realtà - è lo strumento furbesco grazie al quale l'aumento, alla fine, viene di fatto calmierato. Queste sono le questioni che dovreste dire esattamente come stanno. Tornando al comma 5, fate salve le concessioni non solo delle coltivazioni in itinere , ma addirittura anche di quelle pendenti fino alla data di entrata in vigore del provvedimento. Quindi, nel frattempo qualcuno provvederà a spingerle anche molto in avanti. Questa è la realtà. Per carità - come ho già detto in Commissione - meglio questo che un calcio in faccia. Si tratta di un piccolo passo in avanti, ma voi non potete assolutamente continuare a prendere in giro le persone e mistificare la realtà, perché questa non è una moratoria. Interviene solo parzialmente su alcune sospensioni. Voi pagherete dei prezzi per questo, perché non potete pensare di continuare a portare in giro gli elettori senza pagare pegno. Quando si è maggioranza i compromessi certamente si fanno, ma sulle questioni ambientali ormai voi li fate solo e unicamente al ribasso, tradendo totalmente quello che avete detto e fatto in tutti gli anni precedenti. (Applausi dal Gruppo Misto). MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, non voglio entrare nel merito specifico della questione, in quanto le sensibilità sull'argomento sono varie. Desidero tuttavia ricordare che questo è l'argomento che ha tenuto inchiodate le Commissioni riunite 1ª e 8ª per una serie di sedute, durante le quali si arrivava al cospetto della Presidenza e ci veniva detto che le sedute sarebbero state spostate in quanto non c'era l'accordo. Alla fine, effettivamente, si è detto che l'accordo mancava, perché su detta questione i due partiti della maggioranza non avevano trovato l'intesa.