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Si badi bene, a coloro i quali riferiscono che un articolato come quello che stiamo approvando oggi tutelerebbe ben pochi casi, debbo rispondere che il compito del diritto è quello di tutelare tutti, i tanti e i pochi. Ho anche sentito dire che questa riforma avrebbe effetti contrari alla Costituzione e all'ordinamento; ho sentito dire che questa riforma permette a chiunque di munirsi di armi; ho sentito dire che con questa riforma l'Italia si trasformerebbe nel far west ; insomma, saremmo pronti alla guerra. Di fronte a queste affermazioni nonché a certe manifestazioni francamente risibili da parte di chi ha avversato questa legge, tese solo al fine di attirare attenzione mediatica trasferendo notizie falsate o ancor peggio false del tutto, rimaniamo basiti e sconcerti, perché ciò davvero equivale a tentare di instillare timori e paure inesistenti nella gente comune; così che il sentito dire possa e debba diventare la verità per il favore di qualcuno. Ma dobbiamo ricordare a questo qualcuno che il vento è cambiato. Oggi il popolo ha compreso che la tutela dei propri diritti non può dipendere da chi crea e alimenta polemica; oggi il popolo ha compreso che il testo che stiamo approvando fornirà lo strumento per dare giustizia a chi oggi rischia non solo di subire un danno ingiusto da parte di delinquenti e malfattori, ma addirittura rischia di subire un procedimento penale ed un procedimento civile con tutto ciò che ne deriva. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io vorrei che ognuno di noi si mettesse nei panni di quelle persone che hanno visto entrare con la forza nelle proprie case un estraneo; vorrei che ci si immedesimasse - ed anche allora non sarà sufficiente - nell'animo di un padre qualunque che vede messo in pericolo il proprio figlio durante la notte; vorrei che ci si immedesimasse in un marito qualunque che vede messa in pericolo la vita propria, della propria moglie e dei propri familiari; e vorrei che ci si immedesimasse nello spirito dell'uomo o della donna qualunque che deve mettere sullo stesso piano nell'arco di pochi istanti la tutela dei propri cari ed il rischio di doversi rovinare per quello che potrebbe accadere dopo, per colpe dello Stato. Sul punto richiamo peraltro anche quanto affermato dal relatore di minoranza, senatore Cucca, che pur stimo per la qualità dei suoi apporti giuridici. Ma quando sento che, alternativamente a questa riforma, si dovrebbero dare maggiori fondi alla Polizia, dico semplicemente che, in primo luogo, il nostro Ministro dell'interno sta già provvedendo e, in secondo luogo, ma dove eravate prima? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono queste argomentazioni suggestive? Non credo. Ed ecco allora che la riforma che proponiamo non ha altro fine che dare tutela a chi tutela oggi rischia di non avere. Riforma di giustizia, riforma di civiltà, riforma di dignità. Riforma che oggi viene descritta da qualcuno come il male assoluto ma che, invece, va letta in modo rispettoso. Ricordiamoci, infatti, che la collettività che oggi rappresentiamo non è solo un'idea astratta, ma porta i nomi e i cognomi di coloro che ogni giorno lavorano e faticano per realizzare se stessi e la propria famiglia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E sono questi nomi e cognomi che noi dobbiamo tutelare in ogni dove e comunque. È per tutela loro che la difesa è sempre legittima. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a quanto detto inizialmente dalla senatrice Modena. Anche da parte nostra c'è un riconoscimento del lavoro svolto dal Presidente della Commissione giustizia, il senatore Ostellari, per aver presentato un testo che, in effetti, riesce a mediare diverse posizioni. Presumibilmente, il risultato dei lavori della giornata odierna non sarà ciò che noi avremmo voluto. Noi avremmo voluto che si mettesse mano realmente all'impianto delle scriminanti, essendone oggi questa l'occasione, partendo dalla legittima difesa e, magari, anche recuperando lavori del passato di riforma del codice penale. Penso al lavoro svolto dalla Commissione ministeriale per la riforma del codice penale presieduta da Nordio. Dico questo perché, evidentemente, quando parliamo degli articoli 52, 55 e 59 del codice penale, che sono il core business (consentitemi il termine) intorno al quale ruota il tema delle scriminanti della legittima difesa, noi sappiamo che, l'impianto, come ricordavano il collega intervenuto prima e alcuni esponenti della Lega, è quello voluto da Rocco e dal giurista Manzini. Si tratta di una visione dello Stato al di sopra di tutto, padre e madre di tutte le cose, punto di riferimento. Tutto per lo Stato, nulla al di fuori di esso: è l'idealismo hegeliano che sta dentro la costruzione, a suo modo logica, dell'impianto delle scriminanti (consenso degli aventi diritto, esercizio del diritto, stato di necessità, legittima difesa, uso legittimo delle armi), con i temperamenti che gli articoli 55 e 59 di per sé prevedono. Pertanto, quel codice, che rispondeva a quella logica, che ha un suo fondamento e una sua razionalità, evidentemente parte dal presupposto che lo Stato, che è il detentore della sicurezza, non può intervenire dovunque. Quindi, legittimamente, quando non può farlo delega e, se l'azione è legittima, riconosce la legittimità della difesa del cittadino: l'attualità del pericolo, la proporzionalità dell'offesa e la necessità del difendersi. Quindi, per il Manzini, il fondamento della legittima difesa era evidente nel fatto che è lo Stato a riconoscere la legittimità dell'intervento, la legittimità di una sorta di delegazione di potere dallo Stato al cittadino. Già allora, però, altri giuristi, come Antolisei, Bettiol e Pettoello Mantovani in realtà andavano alla ricerca di una soluzione un po' diversa, per cui il fondamento di questa causa di giustificazione sta più propriamente nell'interesse di affermare il diritto dell'aggredito rispetto all'ingiustizia dell'aggressione. È quello che, in altri termini, si esprime nel brocardo « Vim vi repellere omnes leges, et omnia iura permittunt » (cioè, l'uso della forza davanti ad un uso illegittimo originario della forza). Quella impostazione già del codice Rocco sembrerebbe - e lo è - razionale, se non fosse che - è accaduto ed esempi sono stati purtroppo drammaticamente ricordati oggi - nei fatti capita che chi si trova a casa a dormire nella propria abitazione, magari con i figli a fianco, e riceve la visita di una persona, in quel momento non ha la possibilità di sapere se essa vuole portargli via la biancheria o fare una strage. Adgreditus non habet staderam : non è un giudice che in quel momento può discernere le circostanze e i fatti.