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c i nuovi residenti che insediano la propria attività economica nei comuni delle aree interne anche tramite modalità di lavoro agile; d i cittadini, italiani o stranieri, che acquistano una seconda casa nei comuni delle aree interne, facente parte degli immobili del patrimonio edilizio esistente abbandonato o dismesso, prevedendo il suo recupero e la sua ristrutturazione. 3 (Incentivi all'insediamento abitativo) 1 Ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) , sono riconosciuti i seguenti incentivi all'insediamento abitativo: a un rimborso pari al 50 per cento delle spese documentate sostenute per il trasferimento e per l'insediamento; b una detrazione fiscale sul reddito delle persone fisiche pari al 50 per cento delle spese sostenute per il recupero a scopo abitativo di manufatti, edifici e case rurali esistenti fino a un importo massimo di 250.000 euro; c la detrazione totale dall'imposta sul reddito delle persone fisiche della spesa sostenuta per il pagamento del canone di affitto o delle rate del mutuo stipulato per l'acquisto dell'immobile per i primi cinque anni di insediamento. 4 (Agevolazioni per le nuove attività economiche) 1 Per le nuove attività economiche, agricole, artigianali e relative ai servizi turistici, intraprese nei comuni delle aree interne di cui all'articolo 1, è prevista una riduzione dell'imposta sul reddito pari al 50 per cento, a decorrere dal periodo d'imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i cinque periodi d'imposta successivi. 2 La riduzione dell'imposta di cui al comma 1 è cumulabile con altre agevolazioni fiscali in essere alla data in cui è stata avviata la nuova attività. 3 Alle imprese che intraprendono le attività economiche di cui al comma 1 è riconosciuto l'esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per le assunzioni regolate da contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ed effettuate per cinque anni a decorrere dalla data in cui è stata avviata la nuova attività. 5 (Disposizioni in materia di sanità nei comuni delle aree interne) 1 Lo Stato e le regioni territorialmente competenti garantiscono alla popolazione residente nei comuni delle aree interne il diritto all'assistenza sanitaria locale nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza. Al fine di garantire l'appropriatezza della presa in carico e la risposta alle emergenze-urgenze, le regioni provvedono alla riorganizzazione dei presìdi ospedalieri, ove esistenti. 2 Qualora, a causa della particolarità delle patologie, degli interventi o degli strumenti necessari, non sia possibile provvedere all'assistenza sanitaria locale immediata, è riconosciuto ai soggetti residenti nei comuni delle aree interne, nel rispetto dei parametri esistenti, il diritto al rimborso delle spese sostenute per sottoporsi alle cure presso strutture sanitarie situate fuori dei comuni di residenza e nell'ambito della regione di appartenenza, fermo restando quanto già previsto per gli interventi extra-regionali. Le stesse provvidenze sono riconosciute a un accompagnatore qualora il paziente non sia in grado di spostarsi in modo autonomo. 3 Nei comuni delle aree interne è garantita, in proporzione alla popolazione residente e a quella connessa ai flussi turistici, la presenza continuativa di medici di primo soccorso, di infermieri e di apparecchiature di urgenza e di primo intervento. 4 Nei comuni delle aree interne sono mantenuti i punti nascita, ove presenti, anche in deroga alla normativa vigente, rafforzando in modo adeguato le professionalità e le dotazioni strumentali occorrenti, anche al fine di garantire la corretta gestione delle situazioni di maggiore criticità e il trasferimento in sicurezza del neonato che necessiti di interventi particolari in centri di livello avanzato. 5 Le regioni garantiscono ai comuni delle aree interne adeguati collegamenti con centri di eccellenza per la diagnosi precoce e per il tempestivo intervento in caso di patologie gravi, sia in fase prenatale, sia successivamente al parto. 6 Le regioni territorialmente competenti concordano con lo Stato, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvedimenti atti a garantire che ai medici e al personale sanitario che abbiano fatto espressa richiesta di servizio in un comune delle aree interne, dove abbiano la residenza o intendano trasferirla, sia attribuita la precedenza di assegnazione nell'ordine delle rispettive graduatorie e nei trasferimenti, nonché idonei incentivi retributivi. 6 (Disposizioni in materia di diritto allo studio nei comuni delle aree interne) 1 Le regioni territorialmente competenti concordano con lo Stato, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvedimenti atti a garantire che al personale direttivo, docente e amministrativo, tecnico e ausiliario di ruolo, che abbia fatto espressa richiesta di servizio in un'istituzione scolastica avente sede in uno dei comuni delle aree interne dove abbia la residenza o intenda trasferirla, sia attribuita la precedenza di nomina nell'ordine delle rispettive graduatorie, nei trasferimenti, nei passaggi di cattedra e negli incarichi a tempo indeterminato. 2 Al fine di garantire il diritto allo studio degli alunni residenti in comuni delle aree interne, le regioni riconoscono la possibilità di mantenere la personalità giuridica alle istituzioni scolastiche presenti, anche con un numero inferiore a 400 studenti, qualora non siano presenti altre istituzioni formative o loro presìdi nei comuni vicini. 3 I comuni delle aree interne favoriscono l'integrazione di cooperative didattiche e di altre forme associative o consortili locali a supporto dell'attività scolastica. 4 Nella ripartizione dei fondi destinati all'edilizia scolastica sono previste premialità nei punteggi di assegnazione per le opere destinate alle infrastrutture scolastiche dei comuni delle aree interne. 7 (Diritto alla mobilità nei comuni delle aree interne) 1 Al fine di assicurare l'efficacia e la sostenibilità nel tempo della SNAI, con particolare riferimento alla promozione e al miglioramento dell'accessibilità, della messa in sicurezza e della manutenzione straordinaria della rete viaria dei comuni delle aree interne, anche rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili è istituito un fondo, con una dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2022 e di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026. 2 Al fine di incentivare una mobilità sostenibile coerente con gli ecosistemi e con le peculiarità dei territori rurali delle aree interne, nonché con nuove forme di ecoturismo, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili è istituito un fondo per la progettazione di interventi di ripristino e di messa in funzione delle tratte ferroviarie dismesse che interessano i territori delle aree medesime, con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, atto a finanziare gli studi di fattibilità dei medesimi interventi. 8 (Istituzione del Fondo per la promozione del turismo nei comuni delle aree interne e del marchio « Italy inside »)