[ddlpres]

Il comma 523 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 ha stabilito che tali disposizioni si applicano anche per gli anni 2013, 2014 e 2015. Si tratta, in ogni caso, di una soluzione temporanea visto che il citato «prestito» potrebbe essere restituito nei prossimi anni. Durante l'indagine conoscitiva svolta dalla Camera, da parte di alcuni dei presidenti intervenuti era stata salutata con favore l'idea di istituire un fondo unico perequativo tra tutte le autorità indipendenti. Tuttavia bisogna considerare che il diritto comunitario impone in alcuni settori (energia elettrica, gas, comunicazioni) che vi sia un legame diretto tra prestazioni fornite dalle autorità nazionali di regolamentazione e soggetti economici presenti nel relativo settore, chiamati a sostenere un contributo per il finanziamento di dette autorità. Nel corso dell'indagine conoscitiva, inoltre, da più parti è stato evidenziato come condotte virtuose da parte di alcune autorità, che hanno limitato al minimo le spese di funzionamento, abbiano finito per finanziare istituzioni che hanno effettuato diverse scelte di bilancio o hanno previsto più elevati livelli retributivi. In ogni caso, in un'ottica di omogeneizzazione l'autofinanziamento è il modello generale cui tendere, anche se tale sistema implica un profilo di potenziale conflitto di interesse, nella misura in cui al sostentamento delle autorità contribuiscono anche i proventi delle sanzioni da esse irrogate. Nel presente disegno di legge si prevede che le Autorità provvedano all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento nei limiti delle risorse finanziarie assegnate, anche in deroga alla disciplina generale e speciale in materia di contabilità, ove le risorse provenienti dal finanziamento a carico degli operatori e del mercato siano prevalenti rispetto a quelle a carico del bilancio dello Stato previste a legislazione vigente. Le modalità di attuazione delle disposizioni normative per il finanziamento a carico degli operatori e del mercato sono fissate con propria deliberazione da ciascuna Autorità. Bisogna considerare che negli ultimi anni si è già intervenuti sulle Autorità in un'ottica di contenimento dei costi. Ad esempio, diverse disposizioni previste dal decreto legge n. 95 del 2012 (cosiddetta spendig review ) per le pubbliche amministrazioni sono estese anche alle autorità indipendenti. In particolare si pone un limite pari al 50 per cento dei costi sostenuti nel 2011 per le spese destinate all'acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi (articolo 5, comma 2); si limita a 7 euro il valore dei buoni-pasto per il personale anche dirigenziale; si obbliga il personale, anche di qualifica dirigenziale, alla fruizione di ferie, riposi e permessi senza dar luogo in nessun caso alla c.d. «monetizzazione» (articolo 5, comma 8); si vieta di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti in quiescenza già appartenenti ai ruoli, che abbiano svolto nell'ultimo anno di servizio funzioni e attività corrispondenti (articolo 5, comma 9); si prevede inoltre anche per le Autorità indipendenti il contenimento della spesa per consumi intermedi in misura pari al 5 per cento per il 2012 e al 10 per cento dal 2013 della spesa sostenuta per consumi intermedi nel 2010 (articolo 8, comma 3). Nel sistema di governance multilivello si assiste dunque al consolidamento di orientamenti contrapposti: se a livello nazionale è forte l'esigenza di abbattere i costi delle Autorità e soprattutto di ridurre la pressione sul bilancio dello Stato, a livello comunitario, per converso, vi è la convinzione che l'affidabilità della regolazione e della vigilanza indipendente possa essere garantita solo a fronte di adeguate risorse umane e strumentali. Occorre infatti evitare che l’indebolimento del regolatore produca la sua «cattura» da parte dei soggetti regolati sul piano dell’informazione e della capacità di analisi dei mercati. Per quanto riguarda il personale delle autorità, attualmente l'ordinamento della gran parte di esse è modellato su quello dell' Antitrus t e, a sua volta, quest'ultimo su quello della Banca d'Italia. Nel presente disegno di legge si prevede che ogni organismo indipendente abbia un ufficio composto da personale di ruolo, che possa avvalersi, per motivate esigenze, di un limitato contingente di dipendenti di altre pubbliche amministrazioni e che possa, infine, assumere, in percentuali minime e a tempo determinato, personale specializzato proveniente dal settore privato. Nel disegno di legge non vengono dettate norme specifiche sulla retribuzione dei Presidenti e dei componenti delle Autorità indipendenti poiché in materia è già intervenuto il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2012 recante «Limite massimo retributivo per emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le pubbliche amministrazioni statali», adottato in attuazione dell'articolo 23- ter del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201 («Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici»). In precedenza la retribuzione dei Presidenti e dei componenti delle Autorità indipendenti era infatti fissata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in misura superiore al tetto massimo attualmente consentito. Per quanto riguarda il potere normativo delle autorità, come è noto esse svolgono spesso in varia misura funzioni di regolazione, di amministrazione attiva e di risoluzione di controversie tra i privati, stabilendo così, almeno in parte, un'eccezione al principio classico della separazione tra i poteri. Tra l'altro negli ultimi anni gli interventi del legislatore, anche in sintonia con l'ordinamento europeo, hanno determinato un incremento quantitativo e tipologico delle funzioni attribuite alle autorithies . Accade sempre più spesso che i poteri normativi vengano attribuiti alle autorità indipendenti attraverso un procedimento di delega a «cascata», in virtù della quale la legge delega il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi e il Governo, nell'esercizio dei poteri delegati, delega a sua volta la materia al potere regolamentare delle Autorità. Tutto ciò accade talvolta senza la fissazione di principi generali da parte di norme aventi rango e forza di legge. D'altra parte, lo stesso Consiglio di Stato ha chiarito che non è esclusa a priori la possibilità per un'autorità indipendente di emanare regolamenti «indipendenti», ma a condizione che la materia non sia sottoposta a riserva di legge e a condizione che la legge fissi i criteri di fondo per l'esercizio dei poteri normativi da parte dell'autorità. Come parziale correttivo alla sostanziale indipendenza dei regolamenti delle Autorità indipendenti adottati in carenza di norme primarie di indirizzo, la presente proposta all'articolo 8 incrementa le garanzie procedurali (pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale , oltre che nel Bollettino dell'autorità e sul sito internet , obbligo di motivazione, consultazioni pubbliche, revisione periodica delle delibere), come auspicato anche nel corso dell'indagine conoscitiva della scorsa legislatura.