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Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge si configura come una novella alla legge 11 febbraio 1992, n. 157. Esso intende modificare soltanto alcune delle disposizioni della vigente normativa. In particolare, l'articolato si compone di 34 articoli. L'articolo 1 consente l'esercizio dell'attività venatoria, purché non si ponga in contrasto con le direttive, i regolamenti dell'Unione europea e le convenzioni internazionali recepite nell'ordinamento italiano. L'articolo 2 reca modifiche in ordine alla tipologia di fauna selvatica oggetto di tutela della legge n. 157 del 1992, prevedendo, tra l'altro, il richiamo al rispetto delle disposizioni della legge 14 febbraio 1994, n. 124, recante le ratifica della Convenzione sulla biodiversità di Rio de Janeiro. L'articolo 3 regolamenta differentemente la cattura temporanea e l'inanellamento. L'articolo 4 rivoluziona la materia dell'esercizio venatorio da appostamento fisso e richiami vivi, stabilendo, in particolare, che nell'esercizio dell'attività venatoria da appostamento possono essere utilizzati in funzione di richiami vivi uccelli appartenenti alle specie cacciabili, ovvero appartenenti alle specie non cacciabili, purché ne sia certificata la provenienza da allevamento autorizzato e l'esemplare sia debitamente inanellato. L'articolo 6 regolamenta le funzioni dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e gli istituti regionali per la fauna selvatica. L'articolo 7 modifica la composizione del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. L'articolo 8 attribuisce specifiche funzioni di carattere amministrativo alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano ed alle province. L'articolo 9 rivisita interamente la materia dei piani faunistico-venatori. L'articolo 10 definisce ex novo la zona faunistica delle Alpi. L'articolo 11 innova la materia dell'esercizio dell'attività venatoria. L'articolo 12 introduce la normativa delle forme di prelievo venatorio specialistico. L'articolo 14 modifica l'articolo 14 della citata legge n. 152 del 1992, concernente la gestione programmata della caccia. L'articolo 15 introduce la norma riguardante la mobilità per l'esercizio della caccia alla fauna migratoria. L'articolo 17 innova la disciplina delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agri-turistico-venatorie. L'articolo 19 introduce, nella citata legge n. 152 del 1992, due nuove discipline, concernenti la gestione degli ungulati selvatici e la caccia alle specie opportunistiche ed invasive. L'articolo 21 definisce l'attività di controllo faunistico. L'articolo 22 reca modifiche alla disciplina dei divieti di caccia. L'articolo 23 interviene sulla materia della licenza di porto di fucile per uso di caccia e dell'abilitazione all'esercizio venatorio, stabilendo, in particolare, che sia il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali a determinare i programmi degli esami di abilitazione all'esercizio dell'attività venatoria e le modalità di svolgimento degli stessi. L'articolo 24 reca modifiche alle tasse di concessione regionale. L'articolo 26 modifica la disciplina del risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica. L'articolo 27 fissa una nuova regolamentazione dell'attività di vigilanza venatoria. Infine, l'articolo 30 interviene, modificandola, sulla normativa delle sanzione di carattere amministrativo.. Art. 1. 1. All'articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e gestita ai sensi della presente legge, delle direttive e dei regolamenti dell'Unione europea, nel rispetto delle convenzioni internazionali recepite nell'ordinamento italiano»; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. L'esercizio dell'attività venatoria è consentito purché non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica, in particolare di quella tutelata dalle direttive dell’Unione europea e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. La programmazione dell'attività venatoria valorizza e favorisce la funzione regolatrice che il prelievo può contribuire a realizzare finalizzata ad un soddisfacente equilibrio tra le specie animali e vegetali presenti all'interno dei singoli territori»; c) al comma 3, il terzo periodo è sostituito dal seguente: «Le province attuano la disciplina regionale ai sensi dell'articolo 19, comma 1, lettera f) , del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267»; d) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . La direttiva 2009/147CE del Parlameno europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, è integralmente recepita ed attuata nei modi e nei termini previsti dalla presente legge la quale costituisce inoltre attuazione della Convenzione di Parigi del 18 ottobre 1950, resa esecutiva ai sensi della legge 24 novembre 1978, n. 812, e della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva ai sensi della legge 5 agosto 1981, n. 503. Le regioni e le province autonome e, per quanto di competenza, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) assumono come riferimento la guida interpretativa alla direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici»; e) il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . Le regioni e le province autonome in attuazione della citata direttiva 2009/147/CE, provvedono ad istituire, qualora non vi abbiano già provveduto, ai sensi della presente legge lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, segnalate dall'ISPRA entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, zone di protezione finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione, conforme alle esigenze ecologiche, degli habitat interni a tali zone e ad esse limitrofi; esse provvedono altresì al ripristino dei biotopi distrutti e alla creazione di biotopi. Tali attività concernono particolarmente e prioritariamente le specie elencate nell'allegato I della citata direttiva 2009/147/CE. In caso di inerzia delle regioni e delle province autonome decorso un anno dalla segnalazione da parte dell'ISPRA, provvedono con controllo sostitutivo, d'intesa, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nelle aree di cui al presente comma possono essere consentite le forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere a) , b) con le modalità della girata, d) e g) del comma 1 dell'articolo 12- bis , previa acquisizione del parere dell'ISPRA»; f) il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 .