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Risulta, infine, indispensabile avviare un dialogo urgente con la Commissione europea, d'intesa con la Regione Puglia, sentiti gli enti territoriali, gli enti di ricerca e la comunità scientifica, le associazioni di categoria e le associazioni ambientaliste, con lo scopo di rimodulare e ridiscutere le decisioni prese in sede europea in merito alla emergenza xylella. Come accennato all'inizio del mio intervento, la promozione e la ricerca di nuovi mercati internazionali, unitamente allo stimolo interno al consumo di prodotti di qualità nostrani, devono rappresentare una priorità per il Governo e per noi legislatori. Abbiamo l'obbligo di esaltare l'agroalimentare italiano, sorretti dai dati ISMEA che vedono l' export in aumento e l' import in calo, anche se la crescita del settore ha un momento di incertezza. La funzione economica, sociale e ambientale che svolge la nostra agricoltura deve essere consolidata, forti del riconoscimento internazionale della nostra cultura enogastronomica e dei tanti prodotti di qualità. Conservare il vantaggio di settore che abbiamo nei confronti dei Paesi del resto del mondo con il nostro made in Italy è un dovere imprescindibile. È da apprezzare un intervento eseguito ieri in Provincia di Foggia dai NAS che, coordinati dal procuratore Ludovico Vaccaro, hanno scoperto e quindi fermato un traffico di olio contraffatto. Sono state emesse ventiquattro misure cautelari e altre misure per bloccare il traffico illecito di olio di semi di girasole che veniva trattato con clorofilla e betacarotene. Questo è un attentato al cuore dell'olivicoltura. Il Governo con la promozione del nostro made in Italy sta facendo tanto in questo campo. Pertanto, faccio un plauso anche alle Forze dell'ordine del mio territorio. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Ripamonti) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Biti. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, ringrazio per l'opportunità di esaminare finalmente in Aula un provvedimento che porta al centro del nostro dibattito un settore così importante per il nostro Paese, quello agricolo, agroalimentare, zootecnico e tutto quello che gli sta intorno. Direi che è la prima volta che quest'Assemblea si trova a esaminare nello specifico un tema che riguarda un settore importante sia economicamente che culturalmente per il nostro Paese - come accennato prima di me anche dalla collega di Forza Italia - che vale più di 59 miliardi e che ci pone ai primi posti in Europa, e probabilmente non solo. Ci troviamo finalmente a esaminare un tema così importante per l'Italia, ma lo facciamo con un decreto-legge che viene trasformato e non è ancora dato modo a quest'Assemblea, al Parlamento e alla Commissione - ne approfitto per ringraziare il Presidente e tutti i colleghi della Commissione - di costruire una visione seria per un comparto tanto importante. Infatti, in generale il decreto-legge, e quello in esame nello specifico, ci pone già preconfezionata tutta una serie di azioni a tutela del comparto agroalimentare, zootecnico e agricolo. Già prima di me è stato elencato tutto quello che il decreto-legge ha in sé: praticamente ha tutto, nel senso che possiamo dire che si tratta dell'ennesimo omnibus che ci troviamo a esaminare in quest'Aula. Si parla del comparto ovicaprino, sia per il latte che per la carne; di tutto il comparto zootecnico; del sostegno alla suinicoltura; del settore saccarifero; del contrasto alla pesca illegale; della previdenza e assistenza ai lavoratori agricoli; del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale. Inoltre, il provvedimento interessa il settore agrumicolo, l'emergenza fitosanitaria, le gelate. Ripeto che c'è veramente di tutto. Noi, ovviamente, non possiamo essere contrari alla conversione del decreto-legge in esame, perché contiene comunque azioni importanti, ma c'è un però, Presidente, che sottopongo alla sua attenzione e, tramite lei, al Sottosegretario. Dispiace che il Ministro non sia presente - lo dico sinceramente - perché è assente la prima volta che in Aula dedichiamo una giornata alle questioni legate al suo Ministero. Ringrazio comunque, nuovamente, il Sottosegretario per la sua presenza. Presidente, a lei dico, però, che abbiamo delle questioni da sollevare, ovvero dov'è la politica in questo settore, dov'è la visione? Qualcuno ha detto che la politica è fatta di passione, di senso di responsabilità e soprattutto di lungimiranza. Ecco, ancora una volta nell'esaminare - lo ripeto - argomenti così importanti e di cui ci si riempie così tanto la bocca nel dibattito politico sui social , sui giornali e nei programmi televisivi, manca completamente la politica, manca la visione. È giusto parlare di cambiamenti climatici e porre in emergenza delle soluzioni a queste situazioni. È giusto porre delle soluzioni alle gelate primaverili - e lo facciamo oggi con questo provvedimento - alla xylella di cui ha parlato la collega prima di me, alla siccità e a tante altre questioni prima elencate. È giusto porre delle soluzioni immediate ed emergenziali ma la politica - colleghi - deve fare altro. A noi è data la responsabilità di guardare un po' più lontano, di fare altro che dare il voto a soluzioni emergenziali. Mi chiedo e vi chiedo, quindi, che cosa vogliamo fare per il comparto agricolo e zootecnico in questo Paese. Qual è la visione? Sottosegretaria, Presidente, non c'è una visione. Ripercorrendo i vari atti che sono passati in Commissione, l'unica visione per il futuro che abbiamo davanti è dare un terreno agricolo da coltivare, con un incentivo anche economico per comprare una casa, a chi ha più di tre figli, dal terzo figlio in poi. L'unica azione lungimirante è questa. Per il resto agiamo soltanto in via emergenziale. Questo dobbiamo dircelo e lo faccio senza timore di essere smentita. Vorrei sapere che cosa intendiamo fare sull' export e per garantire i nostri prodotti all'estero. Che cosa facciamo? Aspetto ancora dal Ministro una risposta sul CETA: è d'accordo o no? Parte di questo Governo sembra esserlo e una parte sembra non esserlo. Con la Cina facciamo una cosa e con altri Paesi come il Canada ne facciamo un'altra? Io vorrei sapere qual è la visione sull' export , per esempio. Come intendete rispondere alle sfide delle fitopatie? Sulla questione xylella, giustamente, interveniamo in emergenza, ma cosa intendiamo fare perché il problema sia quanto più contenuto possibile, per non osare dire sconfitto? Quando porterete all'attenzione del Parlamento la vostra visione? Noi ci saremo perché a noi ciò interessa. Ci interessa dare al comparto le risposte da tempo attese e che non possono e non devono essere soltanto basate sull'emergenza, perché la politica fa altro. In caso contrario, potremmo lavorare semplicemente con i tecnici competenti che decidono che alcune risorse debbano andare in un senso e altre in un altro; che giustamente si deve combattere la xylella; si deve dare supporto al settore olivicolo e sostenere il settore della pesca e tutta la zootecnia. Posso elencarle tutte. Cari colleghi, ribadisco un'altra volta, a costo di essere noiosa, che siamo chiamati a fare altro.