[resaula]

sussiste un eccessivo disallineamento tra i valori critici contemplati dal decreto legislativo n. 155 del 2010 e i parametri delle linee guida dell'OMS, al punto che l'Istituto superiore di sanità ha auspicato la necessità di ridurre il livello di inquinamento dell'aria in tempi non troppo lontani. Infatti, le linee guida dell'OMS hanno rivisto, ad esempio, al ribasso la media annuale del particolato fine (Pm2.5) portandolo da 10 a 5 microgrammi al metro cubo; quella del particolato inalabile (Pm10) da 20 a 15 microgrammi al metro cubo; così come per il biossido di azoto, riducendolo da 40 a 10 microgrammi al metro cubo; per il monossido di carbonio viene suggerito il limite giornaliero di 4 microgrammi al metro cubo; la stessa OMS ha potuto accertare dalle pubblicazioni scientifiche sull'argomento, i cui risultati sono stati confrontati e valutati attraverso un accurato processo di peer review effettuato anche da esperti esterni all'organizzazione, che l'esposizione prolungata anche a bassi livelli degli inquinanti costituisce un pericolo per la salute umana e che, di fatto, non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio non aumenta; considerato infine che: il prossimo piano industriale dello stabilimento siderurgico di Tarant e il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) non possono non considerare l'incidenza della mortalità nelle aree prossime all'area industriale, così come i nuovi valori critici raccomandati dalle nuove linee guida dell'OMS, nonché quanto accertato dalla stessa OMS sull'esposizione prolungata dei cittadini anche a bassi livelli di inquinamento; la valutazione del danno sanitario (VDS), contenuta nel decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013 recante "Disposizioni volte a stabilire i criteri metodologici utili per la redazione del rapporto di valutazione del danno sanitario (VDS) in attuazione dell'articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231" (cosiddetto decreto Balduzzi-Clini), è una misura che risulta poco efficace a prevenire gli effetti degli inquinanti sull'ambiente e sulla salute, nonché inidonea a valutare il danno sanitario in caso di valori soglia al di sotto dei limiti di legge per ciascuno degli inquinanti presi in esame; sul tema, nel gennaio 2019, in una logica di prevenzione del danno ambientale e sanitario, è stato depositato un disegno di legge (AS 1011), riguardante l'introduzione della valutazione preventiva e integrata dell'impatto ambientale e sanitario (VIIAS); in data 22 luglio 2021, è stata presentata un'interrogazione parlamentare, 3-02740, sull'opportunità di introdurre strumenti di valutazione preventiva dell'impatto sanitario e ambientale per contrastare e prevenire gli effetti negativi prodotti dagli inquinanti delle aree a forte impatto industriale, così come di rivedere i limiti di legge degli inquinanti e i relativi intervalli di rilevazione, a maggiore salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica, impegna il Governo: 1) ad indicare quale sia la tempistica per adeguare i valori limite degli inquinanti previsti dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, alle nuove linee guida globali sulla qualità dell'aria (AQG 2021), pubblicate dall'Organizzazione mondiale della sanità il 21 settembre 2021; 2) a valutare l'introduzione di strumenti di valutazione preventiva e integrata dell'impatto ambientale e sulla salute pubblica (VIIAS), soprattutto in vista del futuro piano industriale, in corso di definizione, posto in essere da Acciaierie d'Italia e della conseguente autorizzazione integrata ambientale (AIA); 3) ad evitare che venga ulteriormente prolungato l'utilizzo dei combustibili fossili nelle produzioni siderurgiche a forte impatto ambientale e sanitario, al fine di rispettare gli obiettivi posti dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile promosso dall'ONU; 4) a tutelare il reddito degli operai ex ILVA attraverso il loro reimpiego nelle opere di bonifica, iniziando da quelle per la rimozione, il trattamento e lo smaltimento dell'amianto, il quale risulta a tutt'oggi presente per oltre 4.000 tonnellate; 5) a proporre l'istituzione di un fondo dedicato ai cittadini residenti in quartieri limitrofi alle zone industriali, affinché possano fruire di un sostegno economico per gli esami diagnostici per prevenire l'insorgere di patologie legate all'inquinamento. Interrogazioni Atto n. 3-02996 RAMPI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'articolo 405, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante norme comuni ai concorsi per il reclutamento del personale docente, prevede che "il Ministro della pubblica istruzione, provvede, con proprio decreto, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, alla revisione periodica della tipologia delle classi di concorso per l'accesso ai ruoli del personale docente"; le tabelle allegate al decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, individuano le classi di concorso per la scuola secondaria di secondo grado, con i relativi titoli di accesso e indirizzi di studi; il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 9 maggio 2017, n. 259, ha disposto la revisione e l'aggiornamento delle classi di concorso di cui alle tabelle allegate al citato decreto del Presidente della Repubblica; la classe di concorso A-19 (filosofia e storia), secondo la normativa vigente, dà accesso esclusivamente all'insegnamento di storia e filosofia nel secondo biennio e quinto anno dei licei, non consentendo agli iscritti a tale classe di concorso di insegnare storia e geografia al primo biennio dei licei oppure storia negli istituti tecnici e professionali; l'allegato A del decreto del Ministro dell'istruzione 20 aprile 2020, n. 201, recante disposizioni per i concorsi ordinari per il reclutamento del personale docente, prevede per la classe di concorso A-19 la "conoscenza approfondita" della storia antica e della storia dell'alto Medioevo, nonostante esse, secondo la ripartizione del piano degli studi dei licei, di cui all'allegato E del predetto decreto n. 259 del 2017, ricadano tendenzialmente tra gli insegnamenti effettuati nel primo biennio, fermo restando il principio di autonomia didattica di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;