[pronunce]

le misure i cui obiettivi specifici sono rafforzati dai progetti finanziati con le risorse liberate; l’elenco dei progetti finanziati con le risorse liberate con la specifica del titolo, importo e tempistica di attuazione di ciascun progetto; i criteri di ammissibilità e selezione previsti dai rispettivi Complementi di programmazione, sulla base dei quali sono stati selezionati e finanziati i suddetti progetti. Il rispetto di questi requisiti costituisce elemento di valutazione in sede di determinazione delle allocazioni finanziarie relative al prossimo ciclo dei Fondi Strutturali. L’inclusione di progetti avviati e finanziati nel Programma operativo 2000-2006, e la loro rendicontazione nell’ambito di una certificazione di spesa determina il rimborso da parte della Commissione della corrispondente quota comunitaria e da parte dello Stato della quota di cofinanziamento statale garantita dal Fondo di Rotazione, secondo le regole previste dal piano finanziario del POR. I rientri finanziari sono assegnati ai bilanci regionali a titolo di rimborso e si rendono disponibili per l’impiego in ulteriori operazioni. La delibera del CIPE n. 189 del 1997 prevede che: «I rientri finanziari messi a disposizione dei soggetti titolari dei programmi cofinanziati per effetto della inclusione negli stessi di interventi finanziati con le risorse nazionali, dovranno essere utilizzati per finalizzarli al conseguimento degli obiettivi di sviluppo individuati dalla programmazione territoriale e settoriale, in modo da garantire il rispetto del principio di addizionalità delle risorse comunitarie». In particolare, per i progetti finanziati con i rimborsi di cui sopra, gli impegni giuridicamente vincolanti non ancora effettuati dovranno essere assunti entro 12 mesi dal 30 giugno 2009. Nel caso di progetti finanziati con i rimborsi ricevuti successivamente al 31 dicembre 2008, gli impegni giuridicamente vincolanti dovranno essere assunti, entro 12 mesi dalla data di ricezione dei rimborsi, mentre i pagamenti dovranno essere ultimati e i progetti conclusi e resi operativi entro i 36 mesi successivi a decorrere dall’assunzione dell’impegno giuridicamente vincolante. Nel caso in cui i termini di impegno, pagamento, conclusione e operatività dei progetti, nonché la loro coerenza con i vincoli tematici e territoriali così come stabiliti nel QCS, non siano stati rispettati, l’ammontare corrispondente al valore degli impegni non assunti ed al valore dei progetti non conclusi o operativi, sarà dedotto dalle assegnazioni e/o erogazioni a valere sulle risorse del Fondo aree sottoutilizzate spettanti alle amministrazioni responsabili dell’attuazione del progetto. La difesa regionale assume che, ricostruita in tal modo la disciplina, la norma impugnata violerebbe l’art. 119 Cost., in quanto tende a «deviare» i rimborsi dalla naturale destinazione (ossia dal bilancio regionale), fissata dalla normativa regolamentare comunitaria (Regolamento CE del 27 giugno 1999, n. 1260 e n. 1083 dell’11 luglio 2006), con conseguente violazione dell’autonomia finanziaria della Regione, privata di fondi ad essa direttamente destinati. 10. — Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, eccependo l’inammissibilità e comunque l’infondatezza delle censure. Al riguardo, la difesa erariale osserva come la disposizione di cui all’art. 6-quater, finalizzato alla «Concentrazione strategica degli interventi del fondo per le aree sott’utilizzate» mediante unificazione di risorse non ancora impegnate, è stata introdotta per prevenire, nell’attuale crisi economica internazionale, un incremento degli squilibri economici delle aree ex depresse del paese. Infatti, non può essere consentita la giacenza e l’inutilizzazione di risorse del FAS (fondo alimentato con risorse statali ai sensi dell’art. 61 della legge 289 del 2002), che è finalizzato proprio a combattere gli squilibri economici. D’altra parte, le risorse saranno assegnate a scopi da concordare con le Regioni stesse, tramite l’intesa da raggiungere nella Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, rimodulando gli obiettivi specifici. Tale compito di recupero delle risorse inutilizzate spetta sicuramente allo Stato ed è perciò pienamente giustificata l’attribuzione di valore di norme di principio, che non viola l’autonomia finanziaria delle Regioni, in quanto non si tratta di misura analitica e di dettaglio. Né la data di riferimento per l’impegno o la programmazione delle somme, che ne esclude il recupero al 31 maggio 2008, avrebbe effetto retroattivo non giustificato, come la giurisprudenza costituzionale sulla legittimità della revoca di somme assegnate e non utilizzate conferma. Secondo la difesa erariale, il principio di leale collaborazione risulta richiamato impropriamente, trattandosi di attività legislativa e non già amministrativa. Anche la censura relativa alla ripartizione di risorse del fondo per il potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale (art. 6-quinquies), rimesso alle delibere del CIPE, sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 98 del decreto legislativo del 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali), è, per il resistente, infondata, in quanto non si tratta affatto, come sostenuto dalla Regione ricorrente, di rendere ammissibili finanziamenti statali a destinazione vincolata, ma di ripartire risorse non ordinarie tra le Regioni, tenendo conto delle finalità perseguite, ossia del numero e del costo delle opere rientranti nel quadro generale di interesse nazionale, con l’ausilio della Regione interessata mediante la Conferenza unificata. Per quanto attiene al merito della censura relativa al disposto dell’art.6-sexies che, al fine di garantire l’unitarietà del quadro strategico nazionale, favorendo il coordinato e tempestivo utilizzo delle risorse, prevede la ricognizione – d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome – delle risorse assegnate ai programmi operativi per gli anni 2000-2006 e non utilizzate al fine di concentrarle sui programmi 2007-2013, nessun contrasto sussiste tra tale disposizione ed i Regolamenti CE 1260 del 1999 e 1083 del 2006, invocati dalla ricorrente e neppure sussiste contrasto con l’art. 119 Cost., atteso il coordinamento dell’intervento con le Regioni stesse stabilito dalla censurata disposizione. 11. — Nella memoria depositata il 10 novembre 2009, la Regione Calabria, oltre a richiamarsi agli argomenti esposti nel ricorso introduttivo, ha inteso replicare alle difese spiegate dall’Avvocatura dello Stato.