[pronunce]

2.- Premette la ricorrente che la disposizione di cui all'art. 1, comma 5, non si rivolge specificamente alle Province autonome, ma alle amministrazioni pubbliche dell'elenco ISTAT e dunque la sua impugnazione ha un carattere eminentemente cautelativo. 3.- Tuttavia, ove dovesse ritenersi direttamente applicabile e immediatamente vincolante per la Provincia, essa violerebbe in primo luogo l'art. 79 dello statuto speciale, in quanto derogherebbe unilateralmente a tale disposizione senza seguire la procedura stabilita nell'art. 104 dello statuto medesimo. Secondo la Provincia, l'art. 79 non riguarderebbe solo il patto di stabilità interno e le Province autonome non sarebbero soggette a tutte le norme statali recanti principi di coordinamento della finanza pubblica. Tali principi, infatti, costituiscono un limite alla competenza concorrente di cui all'art. 117, terzo comma, Cost. L'art. 79, comma 4, invece, ai sensi del quale «La regione e le province provvedono alle finalità di coordinamento della finanza pubblica contenute in specifiche disposizioni legislative dello Stato, adeguando la propria legislazione ai principi costituenti limiti ai sensi degli articoli 4 e 5», non si riferirebbe ad essi, ma a norme che abbiano «finalità di coordinamento della finanza pubblica» e che dunque non siano direttamente misure di finanza pubblica. 3.1.- La ricorrente deduce altresì la violazione dell'art. 79, comma 3, dello statuto speciale in quanto dovrebbe essere la Provincia a stabilire gli obblighi "interni" al sistema provinciale; sarebbe anche leso il principio dell'accordo che governa il regime dei rapporti finanziari fra Stato e Regioni ad autonomia speciale, poiché la disposizione impugnata introdurrebbe unilateralmente un'ulteriore misura di coordinamento finanziario, al di fuori degli strumenti previsti dall'art. 79. 4.- Ad avviso della difesa provinciale, inoltre, la disposizione impugnata, a dispetto della qualificazione operata dall'art. 1, comma 9, non avrebbe natura di principio, ma di norma di dettaglio e non lascerebbe margini di apprezzamento al legislatore locale in sede di attuazione, in violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. 4.1.- Sarebbe inoltre lesa l'autonomia della Provincia autonoma in materia di organizzazione, l'autonomia di spesa e la competenza concorrente in materia di finanza locale. 4.2.- Infine, qualora l'art. 1, comma 5, fosse direttamente applicabile anche agli enti pubblici situati in Provincia di Trento, sarebbe violato l'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, dato che la materia di riferimento (coordinamento della finanza pubblica) è di competenza concorrente e non esclusiva statale. 5.- La ricorrente impugna in via cautelativa anche l'art. 1, comma 8, trattandosi di una disposizione che, al pari della precedente, non si rivolge specificamente alla Provincia autonoma. Nondimeno, qualora fosse ritenuta direttamente applicabile nei suoi confronti, sarebbe illegittima "in via consequenziale", in quanto prevederebbe un controllo sul rispetto di un vincolo incostituzionale. 5.1.- Tale disposizione, inoltre, violerebbe il sistema dei rapporti tra Stato e Provincia delineato dagli artt. 87 e 88 dello statuto speciale, nonché dal d.P.R. n. 305 del 1988; in virtù di tale sistema, infatti, non sarebbe consentito alla legge statale introdurre unilateralmente, nei confronti della Provincia autonoma, controlli ad opera di organi ministeriali. Ciò sarebbe confermato, in via generale, dall'art. 4, comma 1, del d.lgs. n. 266 del 1992, secondo il quale «Nelle materie di competenza propria della regione o delle province autonome la legge non può attribuire agli organi statali funzioni amministrative, comprese quelle di vigilanza, di polizia amministrativa e di accertamento di violazioni amministrative, diverse da quelle spettanti allo Stato secondo lo statuto speciale e le relative norme di attuazione [...]». 5.2.- Sarebbe altresì violato l'art. 79, comma 4, dello statuto speciale, il quale, con specifico riferimento al rispetto degli obblighi finanziari, dispone l'inapplicabilità alle Province autonome delle disposizioni statali generali. 5.3.- Nel prevedere «visite ispettive» ad opera di organi ministeriali, la norma impugnata lederebbe anche l'autonomia organizzativa e finanziaria della Provincia; risulterebbe, altresì, evidente l'irragionevolezza di tale intromissione nell'autonomia organizzativa, in vista di un controllo su specifiche voci di spesa. 6.- Con riguardo all'art. 4, comma 10, la ricorrente ne deduce l'illegittimità costituzionale in quanto le norme da esso richiamate non atterrebbero al coordinamento della finanza pubblica, ma all'organizzazione amministrativa, riguardando l'accesso alle pubbliche amministrazioni. Pertanto la materia di riferimento sarebbe di competenza primaria della Provincia, ai sensi dell'art. 117, quarto comma, Cost., qualora ritenuto più favorevole dell'art. 8, numero 1), dello statuto speciale, con la conseguenza che la Provincia incontrerebbe i soli limiti di cui all'art. 117, primo comma, Cost. La disposizione impugnata, invece, obbligando le Province ad attuare «i commi 6, 7, 8 e 9 nel rispetto dei principi e dei vincoli ivi previsti e tenuto conto dei criteri definiti con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 5», introdurrebbe limiti diversi da quelli costituzionalmente previsti, sia se riferiti alla potestà primaria delle Province autonome, sia se riferiti alla potestà residuale. 6.1.- Quanto alle singole disposizioni richiamate dal citato comma 10, il comma 6 richiede il «rispetto del limite finanziario fissato dall'art. 35, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a garanzia dell'adeguato accesso dall'esterno, nonché dei vincoli assunzionali previsti dalla legislazione vigente». In materia di organizzazione, tuttavia, le Province autonome avrebbero competenza piena e non sarebbero soggette né alle singole norme del d.lgs. n. 165 del 2001, né ai «vincoli assunzionali» previsti dalla legislazione vigente, in quanto norme di dettaglio in materia di coordinamento della finanza pubblica. 6.1.1.- Il rinvio a tali vincoli, oltre a ledere l'autonomia legislativa della Provincia in materia organizzativa, lederebbe anche la sua autonomia amministrativa; quanto alle procedure regolate dai commi da 6 a 9, sarebbe lesa la sua autonomia di spesa; quanto ai vincoli posti a carico degli enti locali, la sua competenza concorrente in materia di finanza locale. 6.2.- Il comma 7, ponendo una preferenza per le assunzioni a tempo indeterminato con contratti di lavoro a tempo parziale, in relazione alle procedure di cui al comma 6, sarebbe una norma di dettaglio che lederebbe l'autonomia amministrativa della Provincia. 6.3.- Il comma 9 violerebbe il principio dell'accordo, in quanto estenderebbe alla Provincia l'art. 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), in assenza delle forme di concertazione previste dallo statuto.