[sommcomm]

Infine, si interviene sulla disciplina delle controversie sulle decisioni di riconoscimento della protezione internazionale e in particolare sulle ipotesi di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, prevedendo, tra l'altro, che il provvedimento di sospensione dell'esecuzione della decisione, adottato per gravi motivi, debba essere emanato dal tribunale in composizione collegiale e che la mancata sospensione dell'efficacia esecutiva nell'ipotesi di reiterazione di identica domanda si applichi solo in presenza di una seconda decisione di inammissibilità. L'articolo 3 dispone in merito alle modalità del trattenimento dello straniero in procinto di essere allontanato dal territorio nazionale, riconoscendogli, in particolare, alcune facoltà. Si prevede un ordine di priorità nell'effettuazione di tale trattenimento, per soggetti pericolosi o cittadini di Paesi con cui l'Italia abbia sottoscritto accordi in materia di rimpatri. La durata massima del trattenimento è ridotta da 180 a 90 giorni, termine prorogabile di 30 giorni qualora lo straniero sia cittadino di uno Stato con cui l'Italia abbia sottoscritto accordi in materia di rimpatri. Analoga riduzione è prevista per lo straniero detenuto in strutture carcerarie. La norma reca, inoltre, alcune novelle al decreto legislativo n. 142 del 2015 (cosiddetto "decreto accoglienza"). Nello specifico, prevede l'iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente del richiedente protezione internazionale al quale sia stato rilasciato il permesso di soggiorno per richiesta d'asilo. Dispone, inoltre, che la comunicazione, da parte del responsabile della convivenza anagrafica, della revoca delle misure di accoglienza o dell'allontanamento non giustificato del richiedente protezione internazionale costituisca motivo di cancellazione anagrafica con effetto immediato. Con una modifica introdotta dalla Camera dei deputati si specifica che si tratta di richiedente protezione internazionale ospitato nei centri di prima accoglienza o di accoglienza temporanea o nelle strutture del sistema di accoglienza e integrazione. Si prevede altresì che ai richiedenti protezione internazionale che abbiano ottenuto l'iscrizione anagrafica sia rilasciata una carta d'identità di durata triennale, valida solo sul territorio nazionale. Un'ulteriore disposizione prevede la riduzione da 180 a 90 giorni del trattenimento dello straniero richiedente protezione internazionale la cui identità o provenienza sia difficilmente verificabile. Tale termine è prorogabile di 30 giorni, qualora lo straniero sia cittadino di un Paese con cui l'Italia abbia sottoscritto accordi in materia di rimpatri. Prevede inoltre un'integrazione dei casi in cui debba essere disposto il trattenimento dello straniero richiedente protezione internazionale. Una modifica approvata dalla Camera introduce una previsione relativa ai minori stranieri, ove sussistano dubbi sull'età dichiarata. Una norma aggiunta nel corso dell'esame presso la Camera demanda a linee guida del Ministero della salute, d'intesa con il Ministero dell'interno, la determinazione delle modalità di verifica della sussistenza di esigenze particolari e di specifiche situazioni di vulnerabilità, nonché l'adozione di idonee misure di accoglienza. Con una novella all'articolo 14 del testo unico dell'immigrazione, si prevede che lo straniero in condizioni di trattenimento possa rivolgere istanze o reclami al Garante nazionale ed ai garanti regionali e locali dei diritti delle persone private della libertà personale. Infine, novellando l'articolo 7 del decreto-legge n. 146 del 2013 ("Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria"), si prevede che il Garante nazionale possa formulare specifiche raccomandazioni all'amministrazione interessata, qualora ravvisi la fondatezza delle istanze formulate da soggetti trattenuti nei centri di permanenza per i rimpatri o nelle strutture di primo soccorso e accoglienza. L'articolo 4, modificato dalla Camera dei deputati, modifica le disposizioni riguardanti il Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI, in precedenza SPRAR), con la definizione del nuovo "Sistema di accoglienza e integrazione" (SAI). L'inserimento nelle strutture di tale circuito viene ampliato, nei limiti dei posti disponibili, oltre che ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati, ai richiedenti la protezione internazionale, che erano stati esclusi dal decreto-legge n. 113 del 2018, nonché ai titolari di diverse categorie di permessi di soggiorno previsti dal testo unico dell'immigrazione e ai neomaggiorenni affidati ai servizi sociali in prosieguo amministrativo. All'ampliamento dei destinatari corrisponde una diversificazione dei servizi del Sistema, che ora si articola in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all'integrazione. A tale fine sono apportate le necessarie modifiche sia al decreto legislativo n. 142 del 2015, sia al decreto-legge n. 416 del 1989. Ulteriori disposizioni recano novelle alla legge n. 91 del 1992 in materia di cittadinanza. In particolare, è stabilito in 24 mesi - prorogabili fino a 36 - in luogo di 48 mesi, il termine massimo per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza per matrimonio e per naturalizzazione. L'articolo 5 prevede che per i soggetti accolti nel Sistema di accoglienza e integrazione (SAI) siano avviati ulteriori progetti di integrazione, a cura delle amministrazioni competenti e nei limiti delle risorse disponibili. Sono altresì individuate alcune linee prioritarie d'intervento per l'aggiornamento del Piano nazionale di integrazione dei titolari di protezione internazionale per il biennio 2020-2021. Il Piano deve prestare particolare attenzione: alla formazione linguistica che, come previsto con modifica approvata dalla Camera, deve essere finalizzata alla conoscenza della lingua italiana almeno di livello A1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue; alla conoscenza dei diritti e doveri fondamentali sanciti nella Costituzione; all'orientamento ai servizi pubblici essenziali, come precisato dalla Camera; all'orientamento all'inserimento lavorativo. Il tavolo di coordinamento nazionale per l'accoglienza e l'integrazione, inoltre, può formulare proposte per l'attivazione delle relative iniziative. L'articolo 14 reca la clausola di invarianza finanziaria, mentre l'articolo 15 contiene alcune disposizioni transitorie. L'articolo 16, infine, disciplina l'entrata in vigore. La senatrice EVANGELISTA ( M5S ), relatrice per la Commissione giustizia, riferisce sulla restante parte del provvedimento. L'articolo 6 consente l'applicazione dell'istituto dell'arresto in flagranza differita anche con riguardo ai reati commessi in occasione o a causa del trattenimento in uno dei centri di permanenza per il rimpatrio o delle strutture di primo soccorso e accoglienza; prevede che per i medesimi delitti indicati nel comma 7- bis che si proceda sempre con giudizio direttissimo, salvo che siano necessarie speciali indagini.