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10) in relazione al delitto di sfruttamento del lavoro di cui all'articolo 603- bis del codice penale, prevedere la responsabilità in solido tra produttore di beni primari e commercializzatore degli stessi, nonché la sospensione della partita Iva quale misura cautelare interdittiva che vada da un minimo di tre mesi ad un massimo di sei mesi (decreto legislativo n. 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica) (articolo 6); 11) inasprimento delle sanzioni pecuniarie già previste dall'articolo 603- bis del codice penale, previsione di forme di aggravamento delle stesse per quei soggetti minori che commettono il reato di caporalato, avviandoli ad un percorso rieducativo che contempli l'insegnamento dei diritti dei lavoratori (articolo 5); 12) promuovere l'operatività della «Rete del lavoro agricolo di qualità», grazie ad una maggiore sinergia istituzionale ed al coinvolgimento di tutte le articolazioni territoriali della cabina di regia, in primis enti territoriali e locali, anche al fine di orientare e rafforzare in modo collegiale l'attività ispettiva (articolo 10); 13) sostenere la mobilità alternativa nei campi, anche sperimentando forme di convenzione con le imprese di trasporto locale, al fine di sottrarre la funzione di trasportatore al caporale (articolo 10); 14) istituzione, in via sperimentale, nei luoghi di maggiore criticità di desk abilitati alla validazione dei buoni lavoro, cosiddetti voucher , che attestino l'effettivo orario e l'effettivo impiego della manodopera (articolo 8); 15) stanziare risorse adeguate da destinare al risarcimento dei danneggiati dal caporalato (vittime o loro superstiti) (articolo 5). Per le ragioni esposte si auspica che il Parlamento riconosca alla presente proposta di legge adeguata priorità legislativa, approvandone in tempi rapidi le disposizioni in essa contenute.. 1 (Principi e finalità) 1 Lo Stato con la presente legge, in conformità all'articolo 4, comma 1, della Costituzione, riconosce la funzione sociale del lavoro regolare e sicuro, quale fondamentale presupposto per ridurre i fenomeni di esclusione sociale e per assicurare all'individuo un più agevole raggiungimento dei propri obiettivi di vita e della propria personalità, favorendo e promuovendo la qualità del lavoro nel mercato del lavoro, assicurando ai lavoratori la più ampia tutela e protezione, e reprimendo ogni forma di intermediazione illecita di manodopera che, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, si basi sullo sfruttamento, sulla violenza, sulla minaccia o sull'intimidazione. 2 La presente legge, in attuazione dei principi di cui al comma 1, nell'ambito delle politiche attive per il lavoro, detta disposizioni e misure per la trasparenza e la legalità, al fine di contrastare il lavoro irregolare e di favorirne la emersione, attraverso la concertazione, nel rispetto delle rispettive competenze, tra le istituzioni preposte e le parti sociali. 2 (Requisiti delle imprese per accedere ai finanziamenti e ad altri benefici di legge. Sostegno all'emersione.) 1 L'accesso dei datori di lavoro, imprenditori e non, a finanziamenti derivanti dall'erogazione di risorse nazionali, regionali o comunitarie, o ad altri benefici previsti dalla normativa vigente, anche fiscali, subordinato al possesso, alla data di presentazione della domanda di concessione dei benefici, dei seguenti requisiti: a rispetto ed integrale applicazione della normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro; b rispetto ed applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali del settore di appartenenza, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; c possesso dei requisiti di cui all'articolo 6, comma 1, lettera a) , b) , c) del decreto-legge 24 giugno 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116; d possesso del documento unico di regolarità contributiva di cui all'articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; e rispetto degli indici di congruità di cui all’articolo 4 della presente legge; f rispetto dell'obbligo di comunicare l'assunzione dei lavoratori a norma dell’articolo 8 della presente legge; g rispetto della normativa vigente in materia di tutela dell'ambiente; 2 L'obbligo di cui al comma 1 deve essere osservato per tutto il tempo in cui l'imprenditore agricolo beneficia delle agevolazioni concesse, in via diretta o indiretta, da Stato, regioni od organismi comunitari. 3 La grave o reiterata inosservanza dei requisiti di cui al presente articolo comporta la revoca del finanziamento e l'obbligo di restituzione delle somme ricevute a tale titolo, l'esclusione del datore di lavoro, imprenditore e non, per un periodo fino a cinque anni, da qualsiasi concessione di finanziamenti o da altro beneficio, nonché dalla partecipazione a gare d'appalto statali o regionali oltre all'espulsione dello stesso dalla «Rete del lavoro agricolo di qualità» di cui all'articolo 6 comma 1, del decreto-legge n. 91 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 116 del 2014. 4 Sono adottate ulteriori misure di sostegno economico all'emersione di lavoro non regolare, per quei datori di lavoro, imprenditori e non, che regolarizzano i rapporti di lavoro subordinato in essere, nel rispetto della normativa comunitaria in tema di regimi di aiuto de minimis. 5 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono definite le misure di sostegno settoriale all'uscita dalle situazioni di irregolarità, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nei rispettivi settori di attività economica. 6 Oltre alla sussistenza dei requisiti di cui al precedente comma 1, le incentivazioni e le agevolazioni di cui al presente articolo sono riconosciute in presenza di regolarizzazione di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, nonché, in relazione alle imprese che svolgono attività esclusivamente in periodi predeterminati nel corso dell'anno, anche di rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato, instaurati in relazione ad esigenze temporanee di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. 3 (Clausola di applicazione dei contratti collettivi nelle gare di appalto) 1 Nell'ambito delle politiche di contrasto al lavoro non regolare lo Stato, le regioni, gli enti pubblici, le società e tutti gli altri enti a totale partecipazione pubblica, sono tenuti, nelle gare di appalto di lavori, servizi e forniture da essi bandite, ad inserire all'interno del bando e del capitolato la clausola esplicita determinante l'obbligo per l'aggiudicatario di far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti o, nel caso di cooperative, dei soci, quale che sia la qualificazione giuridica del rapporto di lavoro intercorrente, contratti collettivi nazionali e territoriali del settore di appartenenza, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.