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Si evidenzia, a riguardo, che la normativa italiana è già pienamente conforme al disposto della Convenzione (articolo 119 del codice della navigazione; articolo 1 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 108; articolo 11 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271; legge 17 ottobre 1967, n. 977; decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 27 aprile 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio 2018). Gli articoli da 10 a 12 riguardano l'esame medico. In particolare l'articolo 10 stabilisce che nessun pescatore può lavorare a bordo di un peschereccio senza essere provvisto di un certificato medico valido che attesti l'attitudine a svolgere il lavoro prevedendo anche possibilità e limiti di autorizzazione di una deroga a tale disposizione. L'articolo 11 afferma che ciascun Membro deve adottare leggi, regolamenti o altre misure relative alla natura degli esami medici e alla loro frequenza, alla forma, al contenuto, alla validità e al rilascio dei certificati nonché alle altre condizioni richieste. L'articolo 12 precisa il contenuto minimo del certificato medico del pescatore in caso di peschereccio di lunghezza pari o superiore a 24 metri o che rimanga più di tre giorni in mare. L'ordinamento nazionale non richiede l'adozione di norme di adeguamento specificamente riferite alle richiamate disposizioni stante la sua attuale conformità alle stesse. In particolare si evidenzia quanto segue. Con riferimento all'articolo 10 la normativa nazionale (regio decreto-legge 14 dicembre 1933, n. 1773) prevede che per l'iscrizione nelle matricole della gente di mare, di prima e seconda categoria, sia necessaria la presentazione di un certificato medico valido, che attesti l'idoneità allo svolgimento di tale lavoro. Si precisa a riguardo che nella prima e nella seconda categoria della gente di mare rientrano anche i marittimi impiegati sulle navi per la pesca mediterranea o d'altura e per la pesca oltre gli stretti od oceanica; gli addetti alla pesca costiera ravvicinata sono appartenenti alla terza categoria della gente di mare. Con riguardo al successivo articolo 11, la normativa nazionale (decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1980, n. 620) prevede che in occasione di ogni imbarco venga effettuata una visita di idoneità pre-imbarco anche per i pescatori, compresi gli addetti alla pesca locale, assistiti, questi ultimi, a livello regionale dal Servizio sanitario nazionale. Per quanto attiene all'articolo 12, la normativa nazionale (decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1980, n. 620) prevede l'effettuazione di visite periodiche di idoneità (con cadenza biennale) al personale navigante, inclusi i pescatori iscritti nella prima e seconda categoria; gli altri pescatori (pesca costiera o locale ravvicinata) sono poi assimilati ad altri lavoratori operanti a terra. Si precisa infine che la legge di ratifica della Convezione OIL n. 186 (legge 23 settembre 2013, n. 113) ha definito (all'articolo 5 che ha novellato la legge 28 ottobre 1962, n. 1602) le questioni relative alla scadenza del certificato durante la navigazione e alla durata della validità per il personale di età inferiore a 18 anni iscritto nella prima e nella seconda categoria della gente di mare (pesca mediterranea o d'altura e per la pesca oltre gli stretti od oceanica). La parte IV contiene disposizioni concernenti le condizioni di servizio e gli articoli da 13 a 24. Gli articoli 13 e 14 riguardano equipaggio e durata del riposo. In particolare l'articolo 13 stabilisce che ogni Stato membro deve adottare leggi, regolamenti o altre misure che prevedano che gli armatori di pescherecci battenti la propria bandiera assicurino che le loro navi siano provviste di effettivi sufficienti a garantire sicurezza della navigazione e funzionamento della nave e che siano concessi ai pescatori periodi di riposo di durata sufficiente a preservarne salute e sicurezza. L'articolo 14, in aggiunta a quanto stabilito dal precedente articolo 13, pone prescrizioni ulteriori concernenti l'effettivo minimo necessario a garantire la sicurezza della navigazione e la durata dei riposi stabilendo condizioni e limiti entro cui l'autorità competente può autorizzare la deroga temporanea alla durata del risposo affermando che nessuna disposizione contenuta nell'articolo pregiudica il diritto del comandante di esigere le ore di lavoro necessarie ad assicurare la sicurezza della nave, delle persone o del pescato o a prestare soccorso. La norma precisa quindi poteri e obblighi del comandante. Merita evidenziare che la materia dell'orario di lavoro e dei riposi nel settore della pesca resta disciplinata, nell'ordinamento nazionale, dall'articolo 18 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, oltre che dagli articoli 9, 15, 16 e 17 del contratto collettivo nazionale del lavoro del 16 dicembre 2014. L'articolo 15, riferito alla lista dell'equipaggio, stabilisce che ogni peschereccio deve tenere a bordo una lista dell'equipaggio, un esemplare del quale viene fornito prima della partenza della nave alle persone autorizzate a terra o comunicato immediatamente dopo la partenza e che l'autorità competente deve determinare a chi, quando e a quali fini detta informazione va fornita. Gli articoli da 16 a 20 sono riferiti all'Accordo di assunzione del pescatore. In particolare l'articolo 16 stabilisce che ogni Stato membro deve adottare leggi, regolamenti o altre misure che prevedano che i pescatori che lavorano a bordo delle navi battenti propria bandiera siano protetti attraverso un accordo di assunzione comprensibile conforme alle prescrizioni della Convenzione e che indichino una serie di informazioni minime conformemente all'allegato II della Convenzione (che reca appunto elenco delle informazioni che devono essere contenute negli accordi in riferimento). L'articolo 17 afferma che ogni Stato membro deve adottare leggi, regolamenti o altre misure relative alle procedure che garantiscono al pescatore la possibilità di esaminare le clausole del proprio accordo di assunzione nonché alla compilazione, se del caso, degli stati di servizio del pescatore nel quadro dell'accordo e ai mezzi per risolvere le controversie relative all'accordo di assunzione del pescatore. L'articolo 18 stabilisce che l'accordo di assunzione, del quale il pescatore deve ricevere copia, deve essere conservato a bordo, a disposizione del pescatore stesso e di quanti ne facciano richiesta, conformemente alla legislazione e prassi nazionale. L'articolo 19 stabilisce che gli articoli da 16 a 18 non si applicano al proprietario che lavora da solo sulla propria nave. L'articolo 20 afferma infine che spetta all'armatore assicurare che ogni pescatore sia in possesso di un accordo di assunzione che preveda condizioni di vita e lavoro dignitose a bordo della nave, conformemente alle disposizioni della Convenzione. Nell'ordinamento nazionale il lavoro marittimo nasce con il contratto di arruolamento, le cui parti sono l'armatore e i marittimi, che possiede una propria regolamentazione, conforme a quanto disposto dalla Convenzione, nell'ambito del codice della navigazione (articoli 327 e seguenti).