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Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, sia chiaro fin d'ora che non ci ispirate alcuna fiducia. L'impegno della Lega sul provvedimento in esame è stato massimo, nel rispetto del popolo italiano, nonostante il Governo abbia di fatto paralizzato questo Parlamento, riducendo la discussione su un decreto-legge a pochi giorni. Con tale mossa ci sta portando di fatto a un monocameralismo imperfetto, che in realtà è quello che viviamo ogni giorno con questo Governo. Governo che poi si sta sempre più caratterizzando come autoreferenziale e autoritario: va avanti a colpi di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (qui ne abbiamo discussi e subiti tantissimi e si tratta di atti amministrativi che, con i loro effetti e ricadute, hanno travalicato l'ambito amministrativo), voti di fiducia, annunci roboanti in quest'Aula, promesse senza riscontro, stati generali convocati e conclusi senza un programma ed entità assolutamente misteriose, come le task force . Dall'altra parte, c'è la realtà che viviamo sui territori ogni giorno: gli italiani, la vita quotidiana delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, dei giovani e degli anziani. Il Governo non dimostra alcuna percezione della realtà; ha una sua visione, che racconta un Paese che non esiste, che è in emergenza non da oggi, ma da alcuni mesi (noi riteniamo da molto tempo ormai); un'Italia in cui la cassa integrazione non è ancora arrivata a tutti, in cui le banche non concedono alle imprese i crediti agevolati e il sistema INPS (il famigerato sistema INPS) va in tilt esattamente quando serve, perché quando non serve non va affatto in tilt ; un Paese in cui gli imprenditori sono spinti più a chiudere che ad aprire. Ricordo che il decreto semplificazioni nasce per adottare misure snelle, veloci ed efficaci, al fine di provare a far uscire l'Italia dalla crisi economica drammatica scatenatasi post pandemia; una crisi di domanda e di offerta, per effetto della quale - le previsioni sono di Istat e della Banca d'Italia, non di noi, pericolosi sovranisti - l'Italia uscirà peggio di tutti gli altri Paesi europei, con un crollo del PIL di oltre il 12,4 per cento, una ripresa stimata ai minimi storici per il prossimo anno e una recessione che è quasi il doppio di quella tedesca. Secondo l'Istat, il 30 per cento delle imprese rischia di chiudere. Inoltre, secondo Banca d'Italia i redditi delle famiglie sono falcidiati; il 40 per cento delle famiglie non riesce a pagare i mutui e il 34 per cento ha difficoltà con i pagamenti delle rate e oltre un terzo delle famiglie dispone di risorse finanziarie sufficienti per meno di tre mesi. Si stima che il Paese perderà oltre 800.000 posti di lavoro entro fine anno: una catastrofe. Occorre risolvere i problemi di questo Paese, totalmente abbandonato da un Governo che ha scelto, proprio con questo decreto-legge, di lasciare fuori emendamenti vitali, che avrebbero consentito subito l'impiego degli italiani: quelli per il settore dell'agricoltura, del turismo e della gastronomia e sui voucher semplificati, che vi chiediamo da tempo. Guardate che ci sono 45 milioni di ettolitri di vino da produrre e 25.000 di posti di lavoro per la raccolta delle uve. La difficoltà è enorme. Tutta questa semplificazione che ci ha spiegato il ministro Bellanova non esiste, nemmeno nel regolarizzare i migranti, dei quali solo il 10 per cento sceglie l'agricoltura, mentre il resto sceglie altre strade. Abbiamo cercato di sostenere, attraverso i nostri emendamenti, grandi possibilità per la nostra attività e il nostro lavoro. Ricordo semplicemente che, senza ombra di dubbio, grazie alla Lega su questo decreto abbiamo ottenuto una pronta effettuazione delle attività connesse alla verifica dell'integrità dei serbatoi del GPL, con tempistiche coerenti con l'attuale fase di emergenza e con la possibilità di utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. Abbiamo introdotto anche un reale snellimento delle procedure previste dal codice della strada. Il nostro impegno è stato anche quello di attivarci su emendamenti importanti, per i quali oggi però abbiamo l'amaro in bocca, perché mi dicono che in Commissione bilancio l'emendamento 43.0.98 sarebbe stato giudicato improcedibile, perché pare che non ci sia la copertura: avrebbe permesso di attivare un volano in agricoltura, ai giovani agricoltori sotto i quarantun anni che si insediano (circa in 100.000, nell'arco di due anni, sarebbero potuti entrare in questo sistema attraverso il nostro importante emendamento). (Applausi) . Mentre sto parlando, la seduta della Commissione bilancio è in corso e pare che l'emendamento 43.0.98 sia stato cassato. Vi ricordo che la senilizzazione e l'anzianità del settore agricolo è un problema comune a livello europeo, ma particolarmente sentito a livello nazionale. Nel confronto europeo emerge un quadro piuttosto sconfortante per quanto riguarda l'incidenza delle imprese condotte dai giovani. In Italia i giovani con meno di quarant'anni a capo di un'azienda agricola risultano essere l'8 per cento del totale, dato che si pone al di sotto di tre punti percentuali della media europea. Soprattutto, il dato che colpisce è il tasso di ricambio generazionale: mentre in Europa ogni cento capi azienda anziani, cioè con più di sessantacinque anni, ci sono 32 giovani, in Italia invece ce ne sono solo 19. Le aziende agricole condotte da under quaranta in Italia sono attualmente 91.000: un'efficace politica di ricambio generazionale farebbe sì che non chiudessero, perché guardate che ogni anno in decine di migliaia chiudono, perché non c'è la logica del ricambio generazionale. Ci vogliono investimenti. Magari si parte anche con l'agricoltura 4.0; i giovani vogliono qualcosa di più da questo settore: bisogna aiutarli, ma il ricambio non si fa a parole; bisogna incentivarli con misure ad hoc come questa, che non è liquidità, ma un investimento. Perciò io vi prego: se questa misura non dovesse passare in questo decreto, che venga approvata almeno nel prossimo, perché la situazione italiana rispetto a quella europea è gravissima. Noi questo lo abbiamo inteso. Vi ricordo che l'agroalimentare, il cibo, oggi rappresenta il 25 per cento del prodotto interno lordo e tutto quello che è cibo parte dalla terra e dal lavoro della terra. Inoltre, Presidente, un altro tema che mi sta particolarmente a cuore è relativo alla sicurezza sul lavoro e agli infortuni anche mortali come quello che è avvenuto ieri a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo, dove Davide Gennero, ventidue anni, è deceduto a causa delle esalazioni provenienti da un silos di stoccaggio di materie prime agricole. Il fratello Francesco, venticinque anni, accorso insieme al papà per aiutarlo, è ricoverato in ospedale in gravissime condizioni e la sua vita è appesa a un filo. Alla stimata famiglia Gennero va naturalmente la vicinanza dell'Assemblea del Senato e una preghiera, con tanto tanto affetto. (Applausi) . Queste sono definite morti bianche ma sono tragedie inaccettabili per un Paese civile, o che perlomeno si definisce tale. Le morti bianche sono tragedie sottostimate dai dati ufficiali.