[ddlpres]

Tale specificazione, rispondente all'esigenza di lasciare alle autorità nazionali ampio margine nella determinazione del tipo di sanzioni (amministrative, civili o penali) utili ad un efficace contrasto del fenomeno, si fonda sullo stesso regime specifico delle riserve al trattato che sancisce un divieto generale di dichiarazioni che escludono l'applicazione o consentono un'applicazione limitata delle disposizioni convenzionali, fatta eccezione per le clausole richiamate ai paragrafi 2 e 3 dell'articolo 78. In particolare, si è ritenuto di non introdurre nuove norme penali con riferimento agli articoli 36, 37, 38, 39, 41, 46, 56 della Convenzione. Le condotte descritte in tali articoli -- dalla violenza sessuale al matrimonio forzato, dalle pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili all'aborto e alla sterilizzazione forzati, al favoreggiamento o complicità, alle circostanze aggravanti del reato -- anche a seguito di recenti interventi legislativi (da ultimo, la legge 1º ottobre 2012, n. 172, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contra lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno) appaiono già, in gran parte, sanzionate dal codice penale nell'ambito dei delitti contro l'incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, sebbene, talvolta, sotto un diverso nomen juris . Nell'ambito della comunità internazionale, l'ordinamento italiano si colloca, dunque, tra quelli che già assicurano un elevato grado di conformità alla Convenzione, anche sotto il profilo della tutela penale. L'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 4 disciplina l'entrata in vigore.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011 e sottoscritta dall’Italia il 27 settembre 2012, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall’articolo 75 della Convenzione stessa, nei limiti dei princìpi costituzionali, anche per quanto attiene alle definizioni contenute nella Convenzione, e con la riserva del diritto di non applicare o di applicare solo in particolari casi o circostanze una o più disposizioni tra quelle indicate dall’articolo 78, paragrafi 2 e 3, della Convenzione. Art. 3. (Partecipazione italiana) 1. Le misure amministrative necessarie all’attuazione ed esecuzione della Convenzione sono assicurate con le strutture e le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.