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Tenuto conto, infine, che la missione 6, Salute, del PNRR ha l'obiettivo di rafforzare la prevenzione e l'assistenza territoriale proprio dove la patologia diabetica rappresenta una delle sfide maggiori e che, in una riorganizzazione della sanità territoriale, un modello di integrazione del podologo sul territorio non sarà concretizzabile sino a quando le prestazioni podologiche non saranno presenti nei LEA, le chiedo, signor Ministro, se non sia a conoscenza di quanto descritto e se non ritenga necessario inserire le prestazioni podologiche nel nomenclatore tariffario dei livelli essenziali di assistenza, al fine di offrire alla popolazione diabetica una presa in carico più adeguata. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio il senatore Laniece per avermi dato la possibilità di toccare un tema che ritengo importante per la vita di molte persone. Inizio ricordando che le prestazioni per la cura del piede diabetico rientrano già nei livelli essenziali di assistenza, bisogna però lavorare per garantire realmente la loro piena esigibilità. Voglio rassicurare che il podologo allo stato già può affiancare il medico di base o essere inserito nell' equipe multidisciplinare che lavora nelle fasi acute della patologia. Inoltre, nell'ambito dell'assistenza specialistica ambulatoriale, rileva, come noto, l'elenco puntuale di prestazioni già definito a livello nazionale dal decreto ministeriale 22 luglio 1996, successivamente aggiornato con allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017, ma non ancora in vigore, in attesa dell'adozione del decreto che definisce le tariffe delle stesse prestazioni. A tal proposito faccio presente che la documentazione per l'aggiornamento delle tariffe è stata trasmessa alle Regioni. Solo all'atto dell'approvazione in Conferenza Stato-Regioni le prestazioni in esame saranno garantite con omogeneità su tutto il territorio nazionale. Da parte mia naturalmente spingerò esattamente in questa direzione. Preciso tuttavia che il raggruppamento delle prestazioni in branche specialistiche, operato dal decreto in questione, ha la sola finalità di regolare la partecipazione al costo da parte del cittadino e non quella di definire le competenze dei professionisti che eseguono le prestazioni e che già possono essere erogate dai podologi che operano presso gli ambulatori specialistici pubblici e privati accreditati. Ricordo in ogni caso che il piano per la malattia diabetica, approvato in Conferenza Stato-Regioni nel 2012 e recepito da tutte le Regioni e Province autonome, fa riferimento, nell'ambito di un modello assistenziale integrato di presa in carico per una patologia complessa, alla necessità di coinvolgere altri specialisti, oltre il diabetologo, nell' equipe multidisciplinare accanto ad altre figure assistenziali. Inoltre prevede che le problematiche connesse alla prevenzione e al trattamento del piede diabetico sono comprese tra le aree di miglioramento dell'assistenza diabetologica data la necessità di un approccio multifattoriale e multiprofessionale articolato su diversi setting assistenziali e livelli di intensità di cure. Peraltro anche le più autorevoli raccomandazioni, a partire dagli standard italiani per la cura del diabete mellito del 2014, prevedono l'inclusione di podologi nel team multiprofessionale di prevenzione e cura del piede diabetico. Concludo segnalando che integrazione e cooperazione tra operatori sanitari sono valori al centro dell'emanando documento Modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale attuativo del PNRR. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Laniece, per due minuti. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, devo dirmi soddisfatto della sua risposta. Questa iniziativa non ha solo lo scopo di valorizzare una figura professionale che peraltro negli anni si è ritagliata uno spazio peculiare. Credo però che inserendola a pieno titolo nel Servizio sanitario pubblico, sanando un vulnus , si vada a incrementare la qualità della presa in carico, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione dei pazienti diabetici affetti da una patologia così complicata e impattante come il piede diabetico. Tutto ciò in una visione, che mi fa piacere lei abbia ricordato più volte, necessariamente multidisciplinare e moderna dell'organizzazione di tutte le figure sanitarie coinvolte nella cura di questa patologia. Seguirò attentamente nelle prossime settimane quanto lei ha già annunciato. PRESIDENTE . La senatrice Parente ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03271 sui dati disaggregati relativi ai pazienti deceduti e risultati positivi al Covid-19, per tre minuti. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, nella giornata di ieri ci sono stati ancora 205 morti per Covid. Sappiamo che la campagna vaccinale italiana è andata molto bene. Abbiamo più di 39 milioni di cittadini e cittadine vaccinati e che anche la gradualità con la quale abbiamo effettuato le riaperture è stata un modello in tutta Europa. Signor Ministro, apprezziamo inoltre la sua personale prudenza anche in questa fase sulla questione, per esempio, delle mascherine al chiuso. Ieri parlavamo di DEF; questa campagna vaccinale ha consentito all'Italia, prima in Europa, di avere un aumento del PIL del 6 per cento. Abbiamo imparato da questa epidemia che senza salute non c'è né economia né lavoro. Proprio perché dobbiamo convivere con questo virus e abbiamo una larga diffusione delle varianti del Covid, penso che in questa fase sia doveroso dare informazioni puntuali alle cittadine e ai cittadini. Quindi le chiediamo, Ministro, se non ritenga opportuno diffondere un documento di divulgazione quotidiana, con dati disaggregati, per comprendere e per conoscere la prevalenza delle varianti nei deceduti da SARS-CoV-2, la presenza di comorbidità, cioè quali patologie preesistenti avevano i deceduti, e il numero di casi di decessi e ricoveri in terapia intensiva per infezioni da Covid, differenziato per stato vaccinale (cioè se hanno fatto una, due o tre dosi) e classe di età. Naturalmente sappiamo che c'è il rapporto molto puntuale dell'Istituto superiore di sanità, ma quello che le chiediamo è di fare uno sforzo in più di divulgazione. La domanda fondamentale è se non ritiene di dare dei dati divulgativi a favore della cittadinanza. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signora Presidente, ringrazio la senatrice Parente per aver posto l'attenzione su un tema di assoluto interesse per il Ministero della salute e credo anche per la nostra opinione pubblica. Tra l'altro, mi permetta di condividere che sono molto d'accordo con le affermazioni che lei ha fatto nell' incipit di questa dichiarazione: è vero che non siamo più in stato di emergenza dal 31 marzo, ma certo la pandemia non è finita. È vero che la nostra campagna di vaccinazione è oggettivamente, numeri alla mano, tra le migliori e le più efficaci a livello europeo e a livello mondiale, ma è anche vero che non si è conclusa.