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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 221 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14,20. IN SEDE CONSULTIVA Doc. XXVII, n. 18 - Proposta di 'Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc Doc. XXVII, n. 18 Proposta di "Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alla Commissioni 5 a e 14 a riunite. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 17 marzo. Il correlatore MIRABELLI ( PD ) presenta un nuovo schema di parere, il cui testo è allegato al resoconto, nel quale sono recepite molte delle proposte emerse dal dibattito dell'ultima seduta. Il presidente OSTELLARI - in ordine alla questione delle misure con cui prevenire e combattere la violenza sulle donne - invita a considerare una modalità più idonea allo scopo, rispetto al mero rinvio ad una corrispondenza tra presidenti. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) avanza una proposta che attinge contenutisticamente alle istanze avanzate dalla commissione d'inchiesta sul femminicidio. Si apre un breve dibattito, in cui i senatori PILLON ( L-SP-PSd'Az ), Elvira Lucia EVANGELISTA ( M5S ), CUCCA ( IV-PSI ), Anna ROSSOMANDO ( PD ) e BALBONI ( FdI ) controvertono in ordine a proposte di limitata modifica testuale; dopo un intervento del sottosegretario SISTO, i correlatori CALIENDO ( FIBP-UDC ) e MIRABELLI ( PD ) recepiscono vari suggerimenti, avanzati nel dibattito, illustrando l'ulteriore nuova versione dello schema di parere, sulla quale il Presidente apre la fase della votazione invitando i Gruppi a pronunciare le relative dichiarazioni. Il senatore BALBONI ( FdI ) annuncia l'astensione del suo Gruppo: pur giudicando apprezzabili i miglioramenti del parere - che recepisce istanze di tutela delle donne anche di recente dimostratesi attualissime e che prescindono dall'emergenza pandemica, e che su suo invito ha incluso un rilievo in ordine all'insufficienza delle risorse del recovery fund destinate all'amministrazione della Giustizia - lamenta che le problematiche evidenziate nelle sedute della scorsa settimana dal Gruppo Fratelli d'Italia risultino ancora disattese; pertanto, lo schema di parere non può assolutamente ricevere la sua adesione. Con l'astensione testé dichiarata, la Commissione conviene sullo schema di parere, pubblicato in allegato. IN SEDE REFERENTE D.L. N. 31/2021 - Abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza COVID-19 DDL 2133 Conversione in legge del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 31, recante misure urgenti in materia di svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Esame e rinvio) Il relatore URRARO ( L-SP-PSd'Az ) illustra il decreto-legge n. 31 del 2021, il cui disegno di legge di conversione è assegnato in sede referente alla Commissione giustizia: esso muove dalla straordinaria necessità ed urgenza di adottare delle disposizioni che rendano possibile, nell'attuale contesto emergenziale dovuto alla recrudescenza della pandemia da COVID-19, lo svolgimento delle prove della sessione 2020 dell'esame di abilitazione forense. Un esame, che - è opportuno evidenziarlo - secondo le stime del Ministero, riguarda circa 26.000 aspiranti avvocato. Per la sessione di esame 2020, ai sensi dell'articolo 1, è introdotta una disciplina di svolgimento delle prove derogatoria rispetto a quella prevista a regime. L'articolo 2 del decreto-legge esclude per l'esame di abilitazione alla professione forense di quest'anno la possibilità di svolgere prove scritte. I candidati sono chiamati a sostenere due prove orali. La prima prova orale, che sostituisce i tradizionali tre scritti, è pubblica ed ha ad oggetto l'esame e la discussione di una questione pratico-applicativa, dove il candidato è chiamato a fornire la soluzione di un caso che richiede padronanza di diritto sia sostanziale che processuale, in una materia scelta previamente dallo stesso candidato tra: materia regolata dal codice civile, materia regolata dal codice penale o diritto amministrativo. Ciascun candidato deve esprimere l'opzione per la materia prescelta mediante comunicazione da trasmettere secondo le modalità che saranno stabilite con un successivo decreto del Ministro della giustizia. Per la prima prova orale è prevista una durata complessiva di un'ora dal momento della dettatura del quesito. I primi 30 minuti sono dedicati all'esame preliminare del quesito, dove il candidato può consultare i codici commentati con la giurisprudenza, le leggi ed i decreti dello Stato, ma che il segretario provvede a ritirare scaduto il tempo a disposizione. I candidati non possono portare con sé testi o scritti, anche in formato digitale, né telefoni cellulari, computer, e ogni sorta di strumenti di telecomunicazione, né possono conferire con alcuno, pena la immediata esclusione dall'esame disposta con provvedimento motivato del presidente della sottocommissione esaminatrice anche su immediata segnalazione del segretario. Al candidato è però consentito prendere appunti su fogli vidimati messi a disposizione sul banco, prima della prova che, una volta terminata, restano comunque nella sua disponibilità, non potendo essere oggetto di valutazione. I restanti 30 minuti sono dedicati alla discussione orale, conclusa la quale la commissione si ritira in camera di consiglio per comunicare, quindi, l'esito della prova al candidato. Alla seconda prova orale sono ammessi i candidati che hanno conseguito, nella prima prova orale, un punteggio di almeno 18 punti. Ogni componente della sottocommissione ha a disposizione 10 punti di merito. Anche la seconda prova orale è pubblica. Questa deve durare fra i quarantacinque e i sessanta minuti per ciascun candidato; e si deve svolgere almeno 30 giorni dopo la prima prova orale. Nel corso della seconda prova orale il candidato è chiamato a discutere di brevi questioni relative a 5 materie optate previamente dal candidato: una tra diritto civile e penale, purché diversa dalla materia già scelta per la prima prova; una tra diritto processuale civile e diritto processuale penale; tre tra: diritto costituzionale, amministrativo, tributario, commerciale, lavoro, dell'Unione europea, internazionale privato, ecclesiastico. La disposizione prevede che in caso di scelta della materia del diritto amministrativo nella prima prova orale, al fine di evitare che un candidato possa conseguire l'abilitazione alla professione forense senza aver sostenuto alcuna prova in diritto civile o in diritto penale, la seconda prova orale ha per oggetto il diritto civile e il diritto penale, una materia a scelta tra diritto processuale civile e diritto processuale penale e due tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell'Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico. Il candidato deve inoltre dimostrare la conoscenza dell'ordinamento forense e dei diritti e doveri dell'avvocato.