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Da quando Xi è stato nominato presidente del Partito Comunista Cinese - l'amico Errani ora non è presente in Aula, ma capisco e condivido quello che ha detto dalla sua posizione - la Via della Seta, che lei ha derubricato a un fatto economico-commerciale, non ha invece più nulla di commerciale. Infatti - come lei sa bene - la politica commerciale è esclusiva competenza dell'Unione europea. Non c'è alcuno di questi accordi che sia commerciale; invece, sono ben altro. Nel MOU sono citati diversi settori strategici. Le infrastrutture, l'energia, le telecomunicazioni sono citate nel MOU perché riguardano questa materia, che non potrà magari non avere valore legale per noi, come non ce l'hanno nemmeno i bandi della TAV, per dissolvenza giuridica, e come non ce l'ha il contratto di Governo tra voi; ripeto che non ha valore legale giuridico, ma per la Cina ha un valore strategico fondamentale. Nel 2017 Xi ha imposto una riforma dello statuto del Partito Comunista Cinese che ha posto la Via della Seta come obiettivo strategico del suddetto Partito per cambiare le sorti del mondo. Nel 2018 il presidente Xi, che in second'ordine, come secondo gradino, è anche il Presidente dello Stato, ha imposto nella riforma della Costituzione cinese, nel preambolo, non certo i concetti del leninismo, ma la Via della Seta come strumento strategico per imporre il dominio della Cina, ribaltare il quadro delle alleanze e far soccombere l'Occidente. Subito dopo, non a caso, la Via della Seta è diventata pertinenza del Ministero per la sicurezza nazionale. Nel contempo, dal 2015 in poi, con quattro revisioni legislative è stato imposto che qualunque cittadino e qualunque azienda cinese nel mondo hanno l'obbligo - non la facoltà, ma l'obbligo - di rispondere ai Servizi di sicurezza e militari, fornire loro informazioni e assistenza. Quindi, lei si sta confrontando con una potenza di questo tipo che ha il monopolio dei trasporti tra l'Asia, l'Africa e l'Europa, e avrà le chiavi dei trasporti. E se qualcuno si sottrae, basta far ritardare di un giorno le sue merci, e soccombe. E questo il Governo lo fa già dopo sette mesi: è da sette mesi che andate in Cina; ci è andato due volte il Vice Primo Ministro. Il Sottosegretario al commercio ha vissuto più in Cina - non negli ultimi dieci anni, che ha vissuto sempre in Cina, ma negli ultimi otto mesi - che in Italia. E ci portate qui il documento, dopo tutte le trattative segrete, e direi anche oscure, al punto tale che, signor Primo Ministro, la stessa maggioranza le presenta un documento anomalo. Nel documento della maggioranza c'è scritto che il Governo si impegna «a confermare che sono state effettuate le necessarie verifiche». Oggi? Deve confermare che sono state effettuate le necessarie verifiche: quindi non l'avete comunicato né ai Ministeri né alla maggioranza? Il Governo si impegna «ad assicurare che gli accordi ad esso collegati non interessino aspetti economico-commerciali di valenza strategica». La maggioranza chiede al Governo di impegnarsi in questo senso? Quindi, voi per primi ben sapete e siete consapevoli che riguarda gli assetti di politica strategica del nostro Paese! Nello stesso documento di maggioranza c'è scritto che bisogna «garantire che ognuno degli strumenti bilaterali in via di sottoscrizione sia compatibile col mantenimento delle tradizionali relazioni transatlantiche». Garantirlo oggi? Non li avete esaminati in questi sette mesi? E poi c'è l'ultimo impegno che riguarda i nuovi rapporti. Bene, signor Presidente, nel documento in Consiglio europeo ci sono dieci punti, il primo dei quali era stato portato all'attenzione di questo Parlamento dal rapporto dei Servizi di sicurezza che lei stesso ha firmato poche settimane fa. Lì c'è scritto che una delle azioni fondamentali per tutelare gli interessi nazionali è il regolamento - lo ha firmato lei il rapporto - sullo screening degli investimenti esteri in Europa. Mi chiedo allora: perché il suo Governo si è opposto decisamente al regolamento che la stessa relazione al Parlamento dei Servizi di sicurezza ritiene fondamentale? Ha già una postura filocinese che contraddice i suoi stessi documenti e i rapporti sulla sicurezza nazionale al Parlamento? Perché il Governo si è posto in una posizione insieme alla Grecia, di fatto filocinese, sul Venezuela? Perché il Governo si è opposto, a differenza di quello che dice - perché questo a me risulta - che siano riprese le relazioni transatlantiche, a cominciare dall'abbattimento delle tariffe industriali di prioritario interesse del nostro Governo? Perché il Governo non sa quello che fanno i suoi rappresentanti in Europa? Aggiungo che nell'elenco del Consiglio europeo si parla di argomenti fondamentali: si parla di economia digitale, di tassazione dell'economia digitale, di nuove regole sulla cibernetica, sulla sicurezza nazionale e sulle imprese straniere che investono in Europa e che devono rispettare la legge sugli aiuti di Stato; si parla di nuove regole per quanto riguarda l'intelligenza artificiale con un piano dell'Europa per diventare finalmente la prima potenza globale sull'intelligenza artificiale. Si parla anche del Fondo sovrano per tutelare le industrie europee dalla Cina. Di tutto questo lei non ci dice nulla. Noi vorremmo sapere come si comporterà l'Italia in Europa in tale contesto e su queste argomentazioni vitali per la sicurezza nazionale e per la tutela del nostro sistema industriale. Nei due ultimi rapporti dei Servizi di sicurezza al Parlamento, sia quello firmato da Gentiloni Silveri, sia quello firmato e condiviso da lei, si parla di due minacce per la sicurezza del Paese: la prima minaccia è quella cibernetica - e lei non ci dice nulla su questo e abbiamo alla porta il bando dei 5G che viene invece tutelato in sede europea - e la seconda è l'azione predatoria di alcuni Paesi che stanno comprando gli assetti strategici del nostro Paese. Se leggiamo quei rapporti - ovviamente non c'è il nome, ma sono due - si tratta di un nostro vicino presunto alleato e di un nostro antagonista mondiale, cioè la Cina. Ebbene, a fronte di tutto questo noi firmiamo un accordo insieme ad altri cinquanta... PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Urso. URSO (FdI) . ...ma è la stessa sua maggioranza a chiedervi: avete verificato se a ciò corrisponda la sicurezza nazionale? Avete verificato che vengano tutelati gli interessi strategici del Paese? Non avete verificato, oppure, se lo avete fatto, è perché condividete la strategia imperiale e predatoria della Cina in Europa. (Applausi dai Gruppo FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, per la prima volta leggerò un intervento scritto; non l'ho mai fatto prima, ma ritengo che il tema dei cambiamenti climatici che stiamo affrontando oggi sia talmente importante da voler lasciare, a conclusione del mio intervento, il testo dello stesso al Presidente del Consiglio. Signor Presidente del Consiglio, al secondo punto all'ordine del giorno della riunione del Consiglio europeo vi è la questione dei cambiamenti climatici.