[pronunce]

, l'accertamento e la determinazione dei crediti derivanti dalla «mancata o inesatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali o da fatto illecito» era stata, infatti, già prospettata, con una formulazione analoga a quella poi adottata per l'art. 696-bis cod. proc. civ. , nell'art. 11 della proposta di legge di iniziativa parlamentare n. 6052, presentata alla Camera dei deputati il 20 maggio 1999. In merito all'ambito di applicazione dell'istituto - di specifico interesse nel presente giudizio - la relazione illustrativa di tale articolato chiariva che la finalità principale della consulenza preventiva sarebbe stata quella di apprestare uno strumento attraverso il quale le parti avrebbero potuto, «pur sempre nell'ambito della giurisdizione e con le garanzie di terzietà proprie di un consulente nominato dal giudice», ottenere la «determinazione delle eventuali conseguenze lesive connesse ad inadempimenti nell'esecuzione di prestazioni obbligatorie (nei contratti di opera, di appalto, di compravendita, eccetera) o a fatti dannosi di natura extracontrattuale (tra cui, in primo luogo, i sinistri stradali), oltreché ad una pluralità di vicende all'origine di svariate tipologie di controversie (infiltrazioni di acqua tra fondi contigui, danni ad abitazioni, eccetera)». Una disposizione di analogo contenuto fu riproposta dall'art. 21 del disegno di legge ministeriale n. 7185 presentato alla Camera dei deputati il 7 luglio 2000. Successivamente, il progetto di legge delega per la riforma organica del processo civile n. 4578, presentato alla Camera dei deputati il 19 dicembre 2003, all'art. 49 propose «a) la possibilità di utilizzare i procedimenti di istruzione preventiva anche in assenza di pericolo nel ritardo; b) la possibilità di generalizzare la consulenza tecnica prima della proposizione della domanda». Nella relazione di accompagnamento si constatava che spesso nelle controversie civili il contrasto tra le parti riguarda la sola quaestio facti, così che, svolta l'istruttoria, se non sussistono ragioni di contestazione sul suo espletamento, la lite viene conciliata. Si evidenziava, quindi, l'opportunità di anticipare la formazione della prova rispetto all'inizio del processo, al fine di evitare che tutte le liti caratterizzate da un contrasto in punto di fatto fossero portate davanti al giudice. La stessa relazione esplicitava la notevole latitudine applicativa della progettata riforma, evidenziando che, con l'eliminazione del presupposto del pericolo nel ritardo, al quale la disciplina allora vigente condizionava l'accesso all'istruzione preventiva, sarebbe stato possibile «generalizzare la formazione pre-processuale delle prove costituende». 3.3.- Le forme di anticipazione istruttoria elaborate dalle proposte legislative passate in rassegna tenevano conto degli omologhi istituti sperimentati in altri ordinamenti e, in particolare, del référé probatoire del processo francese e del selbstÄndiges Beweisverfahren del codice di procedura civile tedesco. Analogamente a quanto avvenuto nel processo civile italiano, anche in tali sistemi la formazione della prova ante causam è stata potenziata attraverso il superamento del requisito del periculum in mora, ma questa comune istanza si è tradotta in discipline significativamente diversificate. 3.3.1.- Nell'ordinamento francese l'esigenza di anticipare la formazione dei mezzi di prova rispetto al processo di merito si è, infatti, inverata in una disposizione, l'art. 145 del Code de procédure civile, che, attraverso una formula sintetica, ma di amplissima portata, consente di assumere, prima di qualsiasi processo, qualsivoglia mezzo di prova su richiesta di qualunque interessato, purché ricorra un motif le&#769;gitime e il mezzo richiesto tenda a conservare o stabilire la prova di fatti da cui potrebbe dipendere la soluzione di una controversia. Tale disciplina, qualificata in dottrina come modello "forte" di istruzione preventiva, sottende non solo una finalità di deflazione del carico degli uffici giudiziari, ma anche l'obiettivo di una più efficace attuazione del diritto alla prova. 3.3.2.- Nel procedimento di istruzione probatoria ante causam dell'ordinamento tedesco l'anticipazione istruttoria in assenza di pericolo nel ritardo ha, invece, una portata più circoscritta, perché riguarda la sola consulenza tecnica ed è condizionata alla sussistenza di un interesse giuridico, il quale si presume sussistente quando l'accertamento del fatto è utile a evitare il processo. Tale istituto è disciplinato dall'art. 485, II, del Zivilprozessordnung, a mente del quale, quando non vi e&#768; ancora un giudizio pendente, una parte può proporre istanza di consulenza tecnica scritta, purché abbia un interesse giuridico all'accertamento: 1) delle condizioni di una persona, ovvero delle condizioni o del valore di una cosa; 2) delle cause di un danno prodotto a una persona o a una cosa, ovvero delle cause del vizio di una cosa; 3) della spesa sostenuta per eliminare il danno prodotto a una persona o a una cosa, ovvero per eliminare il vizio di una cosa. La stessa disposizione precisa che si presume la sussistenza di un interesse giuridico quando l'accertamento può servire a evitare l'instaurazione di un giudizio contenzioso. Detto strumento processuale, essendo limitato alla sola consulenza tecnica e avendo una funzione preminentemente deflattiva, può essere considerato come modello di istruzione preventiva "debole". 3.4.- La novella introdotta nel nostro ordinamento dal d.l. n. 35 del 2005, come convertito, pur raccordandosi con le direttrici di fondo del ricordato disegno di legge delega per la riforma organica del processo civile n. 4578 del 19 dicembre 2003 - il quale, per la sua ampiezza applicativa, si allineava alla logica di generalizzazione propria del modello "forte" del sistema francese -, ha optato per una forma di istruzione preventiva in assenza di periculum in mora più circoscritta - e sostanzialmente coincidente, quanto alla portata applicativa, con quelle delineate dall'art. 11 della ricordata proposta di legge n. 6052, presentata il 20 maggio 1999, e dall'art. 21 del disegno di legge n. 7185, presentato il 7 luglio 2000 - e, dunque, più vicina al modello di istruzione preventiva "debole" di ascendenza tedesca. 3.5.- Una parte della dottrina ha rilevato l'incongruità della scelta legislativa di delimitare lo spazio applicativo dell'istituto selezionando ex ante le situazioni giuridiche soggettive rispetto alle quali è ammesso, e ha proposto di superare tale formulazione ricorrendo all'interpretazione estensiva o al procedimento analogico ovvero attribuendo portata meramente esemplificativa alle ipotesi espressamente considerate dalla norma in scrutinio. La tesi che reputa praticabile il procedimento analogico esclude che alla disciplina della consulenza conciliativa possa ascriversi carattere eccezionale. L'art. 696-bis cod. proc. civ.