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Disposizioni per la promozione e il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore delle demenze. Onorevoli Senatori . – La demenza è una sindrome, cioè un insieme di sintomi, che comporta l'alterazione progressiva di alcune funzioni: memoria, pensiero, ragionamento, linguaggio, orientamento, personalità e comportamento, di severità tale da interferire con gli atti quotidiani della vita, con perdita dell'autonomia e dell'autosufficienza di vario grado e conseguente dipendenza dagli altri, fino alla immobilizzazione a letto. La demenza può essere causata da diverse patologie: la malattia di Alzheimer ne rappresenta il 50-60 per cento dei casi. Tra le altre cause più note ci sono la demenza vascolare, la demenza a corpi di Lewy, la malattia di Pick, di Huntington, di Creuzfeldt-Jakob, il Parkinson. Anche se il principale fattore di rischio è l'età, le malattie causate dalla demenza non sono l'inevitabile conseguenza dell'invecchiamento, ma patologie vere e proprie con caratteristiche cliniche specifiche che richiedono specifici interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi. Il rapporto mondiale della federazione internazionale Alzheimer's Disease International (ADI) del 2018 rileva che ci sono nel mondo 50 milioni di persone affette da una forma di demenza, cifra destinata a triplicare entro il 2050. I nuovi casi di demenza sono ogni anno oltre 9,9 milioni, vale a dire un nuovo caso ogni 3 secondi. Sempre secondo l'ADI, gli attuali costi economici e sociali della demenza, a livello globale, ammontano a mille miliardi di dollari e ci si aspetta che raggiungano i duemila miliardi nel 2030. Considerando che l'Italia è il Paese più longevo d'Europa, con 13,4 milioni di ultra-sessantenni, si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (dato destinato ad aumentare secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità-OMS) e che i costi diretti per l'assistenza superino gli 11 miliardi di euro secondo il Centro studi investimenti sociali (Censis). Si aggiunge a questo la limitata, e comunque non risolutiva, efficacia delle terapie disponibili e l'enorme investimento in termini di risorse emotive, organizzative ed economiche che contribuiscono a rendere le demenze una delle patologie a più grave impatto sociale del mondo. Per farvi fronte l'OMS, nel 2017, ha adottato il Piano globale di azione sulla risposta di salute pubblica alla demenza 2017-2025, che invita i governi a raggiungere precisi obiettivi sul fronte di una maggiore consapevolezza della demenza, della riduzione dei rischi, della diagnosi, dell'assistenza, del supporto ai familiari e ai caregiver e della ricerca. Il monitoraggio annuale sul recepimento del Piano globale, pubblicato dall'ADI, fotografa l'Italia ferma al medesimo livello del 2014: pur rientrando tra i 31 stati dei 194 membri dell'OMS ad avere un piano specifico per le demenze (l'accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni e le comunità montane del 30 ottobre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2015) esso è privo di finanziamenti. Si rende pertanto indispensabile, in un percorso di cura e assistenza di una malattia così invalidante, con scarsità di servizi e radicato stigma sociale, la creazione di un sistema che sia invece duttile e integrato, in grado di rispondere tempestivamente, e in maniera articolata, ai bisogni terapeutici, assistenziali e di sostegno delle persone con demenza e delle loro famiglie. Questo può avvenire solo attraverso la creazione di un fondo mirato a promuovere interventi appropriati nella gestione integrata della demenza, che si concretizzino in una diffusione di buone pratiche su tutto il territorio italiano. Parallelamente è necessaria l'istituzione di un tavolo ufficiale di lavoro e confronto, fino ad oggi operativo in maniera informale, che consenta un monitoraggio e un'implementazione costante di quanto contenuto nel testo del Piano nazionale demenze e che sia in grado di garantire risposte e strumenti specifici che si inquadrino nel sistema territoriale dei servizi socio-sanitari integrati. Pertanto, risulta fondamentale il seguente disegno di legge, volto a promuovere e migliorare la qualità e l'appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore delle demenze. L'articolo 1 istituisce il Fondo per le demenze, con una dotazione pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022. L'articolo 2 stabilisce che tale Fondo è destinato a favorire l'implementazione del « Piano nazionale demenze – Strategie per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore delle demenze », approvato con il citato accordo del 30 ottobre 2014, nonché a permettere l'applicazione delle indicazioni e delle linee guida contenute nei documenti di indirizzo prodotti dal tavolo cui all'articolo 3, anche attraverso una sperimentazione presso le regioni, con l'obiettivo di diffondere le migliori pratiche. L'articolo 3, comma 1, istituisce un Tavolo permanente sulle demenze e prevede che lo stesso debba essere composto da rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, delle regioni, delle associazioni nazionali dei familiari e dei pazienti più rappresentative, della società scientifica e da esperti e rappresentanti di altre istituzioni e organizzazioni di rilevanza per il settore. Il suddetto Tavolo, ai sensi del comma 3, sostituisce il Tavolo di confronto permanente sulle demenze, istituito dal citato accordo del 30 ottobre 2014. Il comma 4 elenca i compiti del tavolo sulle demenze. Il comma 5 prevede che l'attuazione dell'articolo 3 non comporti nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato. Ancora, le attività previste e riferite al Tavolo, sono svolte dalle amministrazioni interessate nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Altresì, ai componenti del tavolo non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento, comunque denominato. L'articolo 4 reca la copertura finanziaria.. 1 (Fondo per le demenze) 1 Nel rispetto degli articoli 3, 38, 117, secondo comma, lettera m) , e 119 della Costituzione e in attuazione dei principi di cui all'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, al fine di incrementare il sistema di protezione sociale e di cura delle persone affette da demenze, è istituito presso il Ministero della salute il Fondo per le demenze, di seguito denominato « Fondo », con una dotazione pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022. 2 (Finalità del Fondo)