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Delega al Governo in materia di razionalizzazione delle attività di ricerca tecnologica e innovazione nell'ambito della Difesa. Onorevoli Senatori. – In un contesto internazionale in rapido mutamento, in cui tecnologia e geopolitica sono realtà fortemente connesse, la capacità di un Paese di creare innovazione, anche nell'ambito dello strumento militare, assicurerà sempre di più un vantaggio strategico. I settori nei quali gli sviluppi tecnologici saranno più dirompenti, secondo la NATO, saranno i seguenti: biologia, biotecnologie e medicina; robotica, intelligenza artificiale, nuovi armamenti « smart » e potenziamento umano (« human enhancement »); tecnologie dell'informazione e della comunicazione, sorveglianza e scienze cognitive; nanotecnologie e materiali avanzati; tecnologie per l'energia. Una caratteristica comune a molte delle tecnologie « disruptive » è la dualità, ossia la possibilità di avere applicazioni sia in ambito civile che militare. Il mercato civile, date le sue dimensioni, consente notevoli investimenti nella ricerca e le applicazioni duali sempre più di frequente comportano un utilizzo in senso opposto a quello tradizionale, trovando applicazione dal campo civile a quello militare. Se per alcuni profili il settore della difesa resta leader indiscusso dell'innovazione, tra i quali quello dell'aerospazio, in altri le aziende civili si modernizzano autonomamente a ritmi frenetici. Come avverte la relazione annuale al Parlamento del comparto Intelligence riferita al 2018, è di grandissima portata e senza precedenti la sfida destinata a giocarsi proprio sul piano tecnologico, in cui gli sviluppi attesi e in parte già in atto – che investono tra gli altri l'ambito dell'intelligenza artificiale – sono da considerare, oltre che straordinari volani di sviluppo, altrettanto appetibili contesti su cui si appuntano mire di dominio. È quindi di fondamentale importanza che le innovazioni con le maggiori potenzialità non sfuggano all'attenzione della difesa così da poter essere al servizio del sistema Paese e incidere sul tessuto economico e produttivo nonché sui livelli occupazionali. In occasione della sessione dell'Assemblea parlamentare della NATO tenutasi nella località canadese di Halifax nel novembre 2018, si è sottolineata la necessità che gli Alleati si adattino al nuovo panorama scientifico e tecnologico con iniziative, a livello nazionale, simili a quella adottata dal governo francese. Quest'ultimo infatti ha istituito una nuova agenzia per l'innovazione nell'ambito della difesa ( Innovation Défense Lab ). L’ Innovation Défense Lab consentirà alla Direction Génerale de l'Armement (DGA) di mappare e valutare le tecnologie civili disponibili e acquisire quelle che sono di maggiore interesse per la difesa. La Germania si è mossa nella medesima direzione, pianificando la creazione di una « Agentur für Disruptive Innovationen in der Cybersicherheit und Schlüsseltechnologien » (ADIC), ossia un'Agenzia per le innovazioni « disruptive » nella sicurezza cibernetica e le tecnologie chiave. Anche nel recente Trattato franco-tedesco di Acquisgrana – firmato dal presidente Macron e dalla cancelliera Merkel il 22 gennaio 2019 nella città tedesca, e che aggiorna il Trattato dell'Eliseo sottoscritto il 22 gennaio 1963 da Adenauer e De Gaulle – non mancano riferimenti all'innovazione tecnologica. Nello specifico, all'articolo 21, si afferma che i due Stati stanno intensificando la cooperazione nel campo della ricerca e della trasformazione digitale, in particolare nei settori dell'intelligenza artificiale e delle innovazioni dirompenti. Parigi e Berlino istituiranno inoltre un processo di coordinamento e un finanziamento congiunto a sostegno dei programmi comuni di ricerca e innovazione. L'Italia si colloca in Europa fra i « Paesi moderatamente innovatori », ossia in terza categoria, dopo i « Paesi innovatori » e i « Paesi inseguitori ». Fra le cause di tale classificazione vi sono la qualità inadeguata delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi; insufficienti investimenti annuali in ricerca e sviluppo; la carenza di impulsi da parte del mondo accademico e della ricerca mentre non mancano criticità connesse al trasferimento tecnologico; la lenta evoluzione della domanda di innovazione da parte del settore pubblico e delle imprese. L'Italia deve pertanto potersi mettere al passo di altri grandi Paesi europei, anche sotto il profilo istituzionale, al fine di mantenere la propria competitività e non compromettere il proprio posizionamento internazionale, anche al fine di tutelare e promuovere i propri interessi strategici. In tale quadro, l'Italia deve quindi poter consolidare la propria presenza nei progetti ad elevata intensità tecnologica, in collaborazione con Paesi esteri, ma contestualmente preservare la propria sovranità tecnologica in quei settori più sensibili per la sicurezza nazionale. Un altro gap che il presente disegno di legge intende colmare è l'oggettiva frammentazione delle tante strutture di eccellenza nazionali, non adeguatamente messe a sistema per la necessaria valorizzazione e crescita del nostro comparto industriale, delle piccole e medie imprese (PMI) e del mondo accademico e della ricerca. Per i motivi sopra menzionati, l'obiettivo del presente disegno di legge è di permettere anche all'Italia di dotarsi di un'agenzia che si occupi di innovazione tecnologica nell'ambito del comparto Difesa, ispirato al modello della Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) statunitense. La Darpa è l'agenzia governativa del Dipartimento della difesa di Washington incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare. Grazie al « modello Darpa », le tecnologie civili d'avanguardia vengono considerate necessariamente di interesse strategico. Questo determina effetti a cascata sull'economia e sul sistema di innovazione statunitense. In tal modo, negli Stati Uniti il settore pubblico ha svolto un ruolo di primissimo piano nello stimolo all'innovazione scientifica e tecnologica, ad esempio attraverso i finanziamenti della Darpa volti alla creazione di dipartimenti di informatica nelle maggiori università del Paese. Al fine di promuovere, sostenere, rilanciare e razionalizzare le attività nel settore della ricerca nonché progetti ad elevato e innovativo contenuto tecnologico, per applicazioni di specifico interesse militare delle Forze armate, anche concorrenti allo sviluppo di sistemi di potenziale impiego in ambito civile, il presente disegno di legge, all'articolo 1, delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, uno o più decreti legislativi finalizzati a razionalizzare i centri di test e ricerca delle Forze armate ovvero interforze all'interno del Ministero della difesa. Con l'obiettivo di razionalizzare le risorse e creare delle necessarie sinergie, si dovrà disegnare una realtà capace di coniugare aspetti di politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della Difesa, con l'introduzione di modelli organizzativi che assicurino una collaborazione ad ampio spettro tra la Difesa, l'industria e il mondo universitario e della ricerca, avvalendosi delle strutture destinate ad attività di ricerca all'interno della Difesa, creando quindi una dipendenza solamente funzionale, finalizzata a tali scopi.