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8 In casi eccezionali, non previsti dalla vigente normativa, su istanza motivata dell'interessato può essere consentito il trasferimento temporaneo al di fuori della zona di produzione delimitata delle partite di mosti e di vini di cui al comma 7, previa specifica autorizzazione rilasciata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali mediante i servizi del SIAN. 30 (Analisi chimico-fisica e organolettica) 1 Ai fini della rivendicazione dei vini DOCG e DOC, i medesimi, prima di procedere alla loro designazione e presentazione, devono essere sottoposti ad analisi chimico-fisica e organolettica che certifichi la corrispondenza alle caratteristiche previste dai rispettivi disciplinari di produzione. La positiva certificazione è condizione per l'utilizzazione della denominazione e ha validità per centottanta giorni per i vini DOCG, di due anni per i vini DOC e di tre anni per i vini DOC liquorosi. 2 L'esame analitico, previsto anche per la rivendicazione dei vini IGT, deve riguardare almeno i valori degli elementi stabiliti dall'articolo 26 del citato regolamento (CE) n. 607/2009, e quelli caratteristici della DOCG, DOC e IGT in questione, indicati nel rispettivo disciplinare di produzione. 3 L'esame organolettico è effettuato da apposite commissioni di degustazione, tra cui quelle istituite presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, indicate dalla competente struttura di controllo, per le relative DOCG e DOC e riguarda il colore, la limpidezza, l'odore e il sapore indicati dal rispettivo disciplinare di produzione. 4 Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le procedure e le modalità, mediante utilizzo dei servizi del SIAN, per: a l'espletamento degli esami analitici e organolettici mediante controlli sistematici per i vini DOCG; b l'espletamento degli esami analitici e organolettici anche mediante controlli a campione basati su analisi dei rischi per i vini a DOC; c l'espletamento degli esami analitici mediante controlli a campione basati su analisi dei rischi per i vini a IGT; d per i vini DOC l'espletamento degli esami organolettici su richiesta espressa del produttore; e le operazioni di prelievo dei campioni; f l'autocertificazione dei parametri chimico-fisici e organolettici nei casi previsti. 5 Con il decreto di cui al comma 4 sono stabilite le modalità per la determinazione dell'analisi complementare dell'anidride carbonica nei vini frizzanti e spumanti e sono definiti i criteri per il riconoscimento delle commissioni di degustazione di cui al comma 3. 6 I costi per il funzionamento delle commissioni di degustazione e delle commissioni di appello sono posti a carico dei soggetti che ne richiedono l'operato. Con il decreto di cui al comma 4 sono stabiliti l’ammontare degli importi, nonché le modalità di pagamento. 31 (Gestione delle produzioni) 1 Le regioni, su proposta dei consorzi di tutela di cui all'articolo 33, comma 4, e sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, in annate climaticamente favorevoli possono annualmente aumentare sino a un massimo del 20 per cento le rese massime di uva e di vino stabilite dal disciplinare di produzione. Tale esubero può essere destinato a riserva vendemmiale per far fronte nelle annate successive a carenze di produzione fino al limite massimo delle rese previsto dal disciplinare di produzione ovvero sbloccato con provvedimento regionale per soddisfare esigenze di mercato. Le regioni, su proposta dei consorzi e sentite le organizzazioni professionali di categoria, in annate climaticamente sfavorevoli, possono ridurre le rese massime di uva e di vino consentite sino al limite reale dell'annata. 2 Le regioni possono ridurre la resa massima di vino classificabile come DO ed eventualmente la resa massima di uva o di vino per ettaro per conseguire l'equilibrio di mercato, su proposta dei consorzi di tutela e sentite le organizzazioni professionali di categoria, e stabilire la destinazione del prodotto oggetto di riduzione. Le regioni possono altresì consentire ai produttori di ottemperare alla riduzione di resa massima classificabile anche mediante declassamento di quantitativi di vino della medesima denominazione o tipologia giacenti in azienda, prodotti nelle tre annate precedenti. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta dei consorzi di tutela e sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, possono disciplinare l'iscrizione dei vigneti allo schedario ai fini dell'idoneità alla rivendicazione delle relative DO o IG per conseguire l'equilibrio di mercato. 4 Le regioni, in ogni caso, al fine di migliorare o di stabilizzare il funzionamento del mercato dei vini, comprese le uve e i mosti da cui sono ottenuti, e per superare squilibri congiunturali, su proposta e in attuazione delle decisioni adottate dai consorzi di tutela e sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, possono stabilire altri sistemi di regolamentazione della raccolta dell'uva e dello stoccaggio dei vini ottenuti in modo da permettere la gestione dei volumi di prodotto disponibili, compresa la destinazione degli esuberi di produzione di uva e di vino. IV COMITATO NAZIONALE VINI DOP E IGP 32 (Comitato nazionale vini DOP e IGP) 1 II Comitato nazionale vini DOP e IGP, di seguito denominato «Comitato», è organo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Ha competenza consultiva e propositiva in materia di tutela e di valorizzazione qualitativa e commerciale dei vini DOP e IGP. 2 Il Comitato è composto dal presidente e dai seguenti membri, nominati dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali: a tre funzionari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; b tre membri esperti, particolarmente competenti in materie tecnico-scientifico-legislative attinenti al settore della viticoltura e dell'enologia; c tre membri designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in rappresentanza e in qualità di coordinatori delle regioni e delle province autonome; d un membro designato dall'Unione nazionale delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in rappresentanza delle camere stesse; e un membro designato dall'Associazione enologi enotecnici italiani; f un membro designato dalla Federazione nazionale dei consorzi volontari di cui all'articolo 33, in rappresentanza dei consorzi stessi; g sei membri designati dalle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative; h due membri designati dalle organizzazioni di rappresentanza e di tutela delle cantine sociali e cooperative agricole; i un membro designato dalle organizzazioni degli industriali vinicoli; l un membro designato dalle organizzazioni dei commercianti grossisti vinicoli. 3 Qualora il Comitato tratti questioni attinenti a una DOP o a una IGT, partecipano alla riunione, con diritto di voto, un rappresentante della regione interessata e un rappresentante del consorzio di tutela, autorizzato ai sensi dell'articolo 33, senza diritto di voto. 4