[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 327 PARRINI La seduta inizia alle ore 14,50. IN SEDE REFERENTE 1785 - Equilibrio di genere nelle cariche pubbliche DDL 1785 Norme per la promozione dell'equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di martedì 8 marzo. Il PRESIDENTE comunica che l'emendamento 1.0.1 è improponibile per materia poiché riguarda, in via generale, il procedimento di nomina parlamentare dei componenti di collegi e non afferisce al tema della parità di genere. L'emendamento 2.5 è inammissibile perché privo di portata modificativa limitatamente alla prima parte (capoverso 9- bis ) poiché reintroduce, in via aggiuntiva, una disposizione presente nel testo originario del disegno di legge, che nel nuovo testo è stata sostituita per aggiornarla al mutato quadro normativo. L'emendamento 3.2, infine, è inammissibile poiché prevede una quota minima del sessanta per cento delle nomine. Si passa alla illustrazione degli emendamenti. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) ritiene che il testo predisposto dalla relatrice sia soddisfacente, ma suscettibile di alcuni miglioramenti. Con l'emendamento 2.8, si propone di sopprimere il comma 11 dell'articolo 2, in quanto - a suo avviso - l'applicazione del principio di parità di genere anche alla carica di presidente delle Autorità indipendenti risulterebbe una forzatura eccessiva. L'emendamento 6.1, invece, stabilisce un termine di dieci anni per la validità della legge nell'auspicio che, nel frattempo, nel Paese si verifichi un cambiamento culturale e di mentalità tale da rendere superflua l'applicazione di una normativa sull'equilibrio di genere. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia che sugli emendamenti del Gruppo della Lega interverrà la senatrice Riccardi, che ha partecipato ai lavori del Comitato ristretto, oggi impossibilitata a prendere parte alla seduta. La relatrice VALENTE ( PD ), per quanto riguarda l'emendamento 2.8, sottolinea che la norma riferita alle Autorità indipendenti ha più che altro un valore di moral suasion , non essendo collegata a una sanzione. Con riferimento invece all'emendamento 6.1, rileva che non è possibile prevedere quando non sarà più necessaria la norma. Pertanto, ritiene che non sia opportuno fissare una scadenza, per esempio dieci anni, come proposto dal senatore Vitali, o sei mandati, come ipotizzato in alcuni emendamenti della Lega. In ogni caso, invita a tener conto che il provvedimento in esame tutela entrambi i generi, in quanto stabilisce che nessuno dei due possa essere rappresentato sotto i due quinti. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) replica che, se alla scadenza dei dieci anni si dovesse constatare la persistenza della necessità di una norma sulla parità di genere, si potrà eventualmente deciderne la proroga. Del resto, due legislature sono un arco temporale piuttosto ampio e quindi sufficiente perché si verifichi un progresso dal punto di vista culturale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), nel ricordare che con gli emendamenti 2.1, 3.4 e 3.5 della Lega si fa riferimento a un tempo massimo di sei mandati consecutivi per l'applicazione del criterio sull'equilibrio di genere, precisa che la proposta di fissare un termine della norma si basa proprio sull'auspicio che, a quella scadenza, non sarà più necessaria. La relatrice VALENTE ( PD ), pur confermando le proprie perplessità, assicura che effettuerà un supplemento di riflessione su questo tema. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15.