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In ogni caso trovano applicazione le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sul diritto al risarcimento del danno ambientale in favore dell'organismo di gestione dell'area protetta. 9. Le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano anche nel caso di violazione dei regolamenti e delle misure di salvaguardia delle riserve naturali statali. 10. Le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano anche in relazione alla violazione delle disposizioni di leggi regionali che prevedono misure di salvaguardia al fine dell'istituzione di aree protette nonché nel caso di violazione dei regolamenti di parchi naturali regionali. 11. Alle sanzioni previste dal presente articolo non si applica l'articolo 131- bis del codice penale. 12. L'importo delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornato ogni due anni in misura pari all'intera variazione, accertata dall'Istituto nazionale di statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. A tale scopo, entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, con decreto adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, fissa, in conformità ai criteri di cui al presente comma, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell'anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al presente articolo ». Art. 27. (Modifica all'articolo 31 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 31 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, le parole: « al Comitato » sono sostituite dalle seguenti: « alla Consulta tecnica »; b) al comma 3, dopo le parole: « parchi nazionali » sono aggiunte le seguenti: « e regionali dal 1° gennaio 2025 ». Art. 28. (Modifica all'articolo 32 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 32 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 è sostituito dal seguente: « Art. 32. — (Pianificazione e regolamentazione delle aree contigue) – 1. Il regolamento per l'area protetta, al fine di assicurare la conservazione dei valori dell'area protetta, contiene le misure di disciplina dell'attività venatoria, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente relative alle aree contigue ed esterne al territorio dell'area protetta, in conformità a quanto previsto dal relativo piano per le aree medesime e previo parere dell'ISPRA. 2. In ragione della peculiare valenza e destinazione funzionale delle aree contigue, in esse l'attività venatoria può essere esercitata solo dai soggetti aventi facoltà di accesso all'ambito territoriale di caccia comprendente l'area contigua, salvi i divieti e le prescrizioni che l'Ente gestore dell'area protetta, per esigenze connesse alla conservazione del patrimonio faunistico dell'area stessa, può disporre, per particolari specie di animali. 3. I confini delle aree contigue di cui al comma 1 sono stabiliti dalla regione sul cui territorio si trova l'area naturale protetta previo parere dell'ISPRA, su proposta della Comunità del parco. 4. Nelle aree contigue del parco, in presenza di un piano per il parco e di un regolamento del parco approvati e vigenti le cui previsioni siano state recepite dai comuni nei rispettivi strumenti urbanistici, tutti gli interventi sono autorizzati , dandone comunicazione all'Ente parco, direttamente dagli enti locali competenti, salvo che ciò non comporti una variante degli strumenti urbanistici vigenti ». Art. 29. (Modifica all'articolo 34 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 34 della legge n. 394 del 1991 sono apportate se seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo la lettera f-ter) sono aggiunte le seguenti: « f-quater) fiume Ofanto; f-quinquies) fiume Magra »; b) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Per l'istituzione dei parchi nazionali, di quelli previsti dai commi 1, 2 e 2- bis del presente articolo, e delle altre aree protette nazionali, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica procede a richiedere l'intesa con la regione interessata sentiti gli enti locali interessati, sulla base degli elementi conoscitivi forniti dall'ISPRA. L'intesa è raggiunta entro centottanta giorni dalla richiesta, trascorsi i quali il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica procede con la delimitazione provvisoria dell'area protetta e adotta le misure di salvaguardia necessarie per garantire la conservazione dello stato dei luoghi. Fino alla costituzione degli Enti parco previsti dalla presente legge e non oltre sei mesi dalla loro costituzione, la gestione provvisorio del parco è affidata ad un apposito comitato di gestione istituito dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, in conformità ai principi di cui all'articolo 9, composto per la metà da rappresentanti indicati dalla regione territorialmente interessata »; c) al comma 6, dopo la lettera l-bis) sono aggiunte le seguenti: « l-ter) Monte Catria, Nerone e Alpe della Luna; l-quater) penisola Sorrentina; l-quinquies) Sirente Velino »; d) dopo il comma 11 è aggiunto il seguente: « 11- bis . L'istituzione e il primo avviamento dei parchi di cui alle lettere f-bis) e f-ter) del comma 1, sono finanziati nei limiti massimi di spesa di euro 300.000 per ciascun parco nazionale, per l'esercizio relativo all'anno 2025. Il funzionamento del parco nazionale del fiume Ofanto e del parco nazionale del fiume Magra è finanziato, a decorrere dall'esercizio relativo all'anno 2026, rispettivamente con euro 2.000.000. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, si provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 43, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, mediante corrispondente aumento delle somme già destinate al funzionamento degli altri Enti parco. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio ».