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Questo dà a noi una responsabilità. Ieri ho sentito in discussione generale che qualcuno sottolineava il fatto che ci sia un impoverimento della conoscenza, del senso civico italiano, delle nostre regole, delle nostre leggi, del funzionamento delle istituzioni. Ebbene, non possiamo lanciare noi l'allarme da questi banchi; noi dobbiamo trovare la soluzione e la risposta nei confronti di quella partecipazione che, nelle fasce più basse d'età c'è. Le nostre piazze, prima di essere bloccate dall'emergenza Covid, hanno assistito a una grande stagione di partecipazione proprio dei più giovani, sui temi che a loro stanno a cuore: i temi dell'ambiente e dei diritti. I ragazzi ci sono nelle piazze e vogliono partecipare. E allora aiutiamoli noi, non solo votando per la loro partecipazione al voto anche per l'elezione di questo ramo del Parlamento, ma dicendo loro che le istanze di cui si sono fatti portatori troveranno voce in un Senato che sarà scelto anche da loro. Diciamo loro che non vogliamo tenerli fuori, che sono presenti e che possiamo stimolarci a vicenda. Questo può aiutare ad aumentare anche la partecipazione al voto, perché spesso, dopo le elezioni, ci trasformiamo anche noi in commentatori e raccontiamo come poi il partito più forte sia spesso, troppo spesso, quello dell'astensionismo. Allora il fatto di voler coinvolgere questa fascia d'età anche per quanto riguarda il voto al Senato, garantendo loro questo tipo di diritto, può essere un ulteriore tentativo di dare una risposta a tale scarsa partecipazione e a tale scarsa volontà. È come se noi stessimo dicendo oggi che abbiamo voglia di coinvolgerli, e chiediamo loro di partecipare. Perché poi la politica sceglie per i cittadini e allora è giusto che i cittadini tutti, anche i più giovani, siano messi in grado di poter scegliere. È per questo che è una bella giornata, perché è come se il legislatore oggi rispondesse a loro, rispondesse a queste istanze. Aggiungo un elemento, che indubbiamente è politico, perché la riflessione che è stata fatta nelle Commissioni di Camera e Senato dal relatore Parrini, che ringrazio per il lavoro che ha svolto, di grande attenzione, insieme a tutti i membri della 1 a Commissione del Senato, è stata una riflessione profonda su questi bacini elettorali, differenti fino a oggi, che hanno spesso portato a una differenza di composizione numerica delle maggioranze tra Camera e Senato, che spesso ha messo in difficoltà la nostra attività nel portare avanti le istanze e nel dare stabilità al Paese. Non è detto che in questo modo si risolva tutto, ma indubbiamente il fatto di garantire due bacini elettorali identici, almeno dal punto di vista anagrafico, che quindi andranno a scegliere i membri di Camera e Senato esattamente nello stesso modo, con due schede differenti, ma votati da tutti, forse potrebbe aiutare a migliorare lo stesso funzionamento delle nostre istituzioni. Anche questo andrebbe spiegato, perché abbiamo la necessità che le nostre istituzioni e la modalità con cui lavoriamo vengano conosciute. Spesso noi risultiamo semplicemente quelli nel palazzo, con pochi contatti all'esterno. In realtà magari qui dentro si cerca spesso di fare un lavoro che possa portare avanti le istanze che arrivano da fuori. Io penso che questa sia un'opportunità ulteriore che noi oggi, come classe politica, dobbiamo cogliere; dobbiamo rivolgerci al mondo che sta fuori, con il quale dovremo continuare a tenere e rinsaldare un rapporto molto forte, e dobbiamo essere maggiormente in grado di raccogliere le loro istanze, anche con un altro linguaggio. La politica ha una serie di temi su cui interrogarsi: sulla sua capacità di comunicare quello che fa, sulla capacità di dimostrare il lavoro che si fa in queste Aule, sulla capacità di raccontare la difficoltà del processo legislativo nello scambio, anche nello scontro, nella voglia di trovare la sintesi. Anche queste sono opportunità che abbiamo, dicendo ai ragazzi più giovani che offriamo - perché ci crediamo - una carta in più che dà loro un elemento - uso questo termine - di cittadinanza. È come se dicessimo che vogliamo garantire un'ulteriore protagonismo della vita civile proprio per tutti i più giovani. Presidente, parlo con grande serenità perché ho sentito chi ha parlato di riforma spezzatino; lo ricordava anche prima il senatore Grimani: ricordava processi di riforma che sono stati fatti in maniera più complessa e che poi magari non hanno portato a casa i risultati che molti, invece, speravano di poter ottenere. Vediamolo, sì, come un piccolo passo, ma vediamolo come un passo che compie il Parlamento perché - lo ripeto - quello che esprimiamo oggi è il voto che segna un lavoro parlamentare che tutti dovremmo rivendicare come un simbolo, come la forza della democrazia di agire e di farlo come si dovrebbe per il bene della società, in questo caso di 4 milioni di giovani che alle prossime elezioni potranno votare per tutti e due i rami del Parlamento. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, la riforma che approviamo oggi in modo definitivo è certamente un segnale importante nei confronti dei giovani, come lo è stato il riferimento nell'altra riforma - per me, devo dirlo con franchezza, molto più importante - che abbiamo approvato in prima lettura qualche settimana fa, che prevede l'introduzione in Costituzione della tutela dell'ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità, anche per le future generazioni. Si tratta di impegni molto importanti per noi che li assumiamo oggi, e sono certamente messaggi concreti che mirano ad affermare princìpi precisi. In questo caso si vuole estendere la partecipazione a un momento importante della vita politica quale quello delle elezioni a fasce d'età che vanno dai diciotto ai venticinque anni. Quindi, certamente è un passo importante. Dobbiamo tuttavia essere anche molto chiari. Non possiamo peccare di ingenuità pensando che la questione della partecipazione dei giovani alla vita politica si possa esaurire solo e semplicemente con il fatto che diamo la possibilità ai giovani, una volta compiuti i diciott'anni, di votare per il Senato, modificando la Costituzione. La questione della partecipazione dei giovani alla vita politica è molto più complessa. Al di là della pandemia che ha rallentato tutto, abbiamo rivisto in piazza tanti ragazzi che chiedevano ai decisori politici di assumersi la responsabilità della loro vita, quindi di scelte concrete per contrastare i cambiamenti climatici, di scelte concrete per il loro futuro, per dare una certezza rispetto al futuro e alle loro prospettive. Quindi, ci tengo a dire che la partecipazione politica delle giovani generazioni è una questione molto più complessa. Perché dico che è nella responsabilità della politica? Perché spetta a chi poi deve dare un volto diverso della politica, dell'assunzione di responsabilità e dell'interesse generale; a chi deve lavorare per modificare lo stato delle cose e dare ai giovani delle prospettive vere. Il problema dei giovani oggi è anche quello del futuro della loro generazione e della loro vita. Questo non dobbiamo sottacerlo nel momento in cui ci assumiamo la responsabilità di una modifica costituzionale molto importante. La seconda questione è la seguente: nel momento in cui si vota si pensa di poter essere rappresentati.