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Disposizioni in materia di controllo ambientale. Onorevoli Senatori. -- L'ambiente rappresenta un valore unitario, primario e assoluto, che comprende la conservazione, la razionale gestione e il miglioramento delle condizioni naturali (aria, acque, suolo e territorio in tutte le sue componenti), l'esistenza e la preservazione dei patrimoni genetici terrestri e marini, di tutte le specie animali e vegetali che in esse vivono allo stato naturale e in definitiva della persona umana in tutte le sue estrinsecazioni: così si esprime la Corte costituzionale nella fondamentale sentenza n. 210 del 1987. Da allora numerosi sono stati gli interventi giurisprudenziali e normativi che hanno definito sempre più i caratteri del diritto soggettivo all'ambiente e alla sua tutela. L’Unione europea ha sancito l'introduzione della tutela dell'ambiente tra i princìpi del Trattato sull’Unione inserendo la promozione di un elevato livello di protezione dell'ambiente e il miglioramento della qualità di quest'ultimo tra gli obiettivi delle politiche europee, sollecitando la sua protezione attraverso il diritto penale. Il Parlamento ha quindi il dovere di adottare strumenti che vadano effettivamente in questa direzione. La storia degli ultimi sessant'anni testimonia quanto la politica sia stata inadeguata fino ad ora nei confronti dell'assalto predatorio subìto dal territorio e dall'ambiente. Da nord a sud il nostro Paese appare lacerato da gravissime emergenze e disastri ambientali, nell'assenza del dovuto controllo e della necessaria tutela. Siamo primi in classifica tra i Paesi più inquinati d'Europa e primi nelle infrazioni comunitarie tra le quali il primato spetta alle infrazioni in ambito ambientale. Il sogno dell'industrializzazione ha sacrificato alla produzione e al profitto beni inalienabili e non rinnovabili. Troppo a lungo si è privilegiato un sistema di sviluppo che non ha tenuto in debito conto l'impatto sull'ambiente e le gravi conseguenze in termini di salute e qualità della vita, che da esso derivano. Molto spesso ciò è avvenuto nella consapevolezza del pericolo insito in certe situazioni (emblematici i casi amianto, impianti siderurgici e criminalità organizzata in terra dei fuochi). Scarsissime risorse sono state investite nella ricerca e nell'innovazione tecnologica in direzione della sostenibilità ambientale: si invocano gli alti costi di possibili soluzioni alternative senza tenere in debito conto i costi differiti altissimi a danno delle comunità, in termini di salute, di perdita irreversibile di risorse comuni, di posti di lavoro e di un'economia di diverso sviluppo. Il controllo ambientale preventivo, umiliato dalla scarsità di uomini, mezzi e risorse, non è stato in grado di assolvere la sua funzione. Si continua a intervenire in regime emergenziale, con costi di gran lunga superiori rispetto all'adozione di idonee soluzioni strutturali. La gestione dell'ordinario è lasciata alla buona volontà e dedizione di alcuni che operano nonostante i disagi strutturali e strumentali, a volte in assoluta solitudine. A questo quadro desolante si aggiungono un controllo eccessivo della politica sulle nomine e sugli incarichi, poca trasparenza degli enti, sovrapposizione di competenza e conflitti d'interesse, sovrapposizioni tra controllati e controllori, disorganizzazione e mancanza di coordinamento tra gli enti. Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo ambizioso di strutturare un interforze investigativo, giudiziario e di accertamento, sulla falsariga della Direzione nazionale Antimafia, quale asse portante a livello nazionale della difesa, della tutela e del controllo ambientale. La necessità di riorganizzare, coordinare e specializzare tutte le attività di vigilanza e d'indagine in materia di ambiente nasce dall'esigenza di rendere finalmente reale e incisiva l'azione dello Stato nei confronti dei reati commessi a danno dell'ambiente e della salute, in violazione del codice penale, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto «codice dell’ambiente»), e del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di garantire l'effettiva tutela degli ecosistemi naturali in modo uniforme ed efficace su tutto il territorio nazionale secondo il principio di prioritaria considerazione degli interessi di tutela ambientale ribadito dall'articolo 3- quater del codice dell’ambiente, e in applicazione dei princìpi di precauzione, azione preventiva, correzione alla fonte dei danni causati, nonchè dei princìpi del «chi inquina paga», dello sviluppo sostenibile e della solidarietà affermati e ribaditi dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (articolo 191). È straordinariamente urgente portare ad evidenza nazionale e a soluzione i problemi connessi al contrasto ai reati ambientali, riscontrata la diffusa esigenza di convertire alcune sanzioni amministrative connesse ai reati commessi a danno dell'ambiente e della salute in più pertinenti reati penali con un inasprimento delle pene già previste, e conseguente allungamento dei tempi della prescrizione. Peraltro si rileva la difficoltà nel coordinamento tra tutti i soggetti che si occupano di procedimenti inerenti alla tutela dell'ambiente e della salute, sia nelle fasi di accertamento tecnico che in quelle d'indagine. È evidente la necessità di dettare nuove disposizioni volte a rendere più specializzata e coordinata, anche a livello nazionale, l'attività giudiziaria in materia. Va inoltre considerata la mancanza di un'informazione organica e completa in merito alle analisi e ai rilevamenti ambientali effettuati dai vari organi competenti nonché ai reati accertati, indispensabile per ottimizzare il lavoro delle autorità preposte e per sostanziare la piena realizzazione del diritto di tutti i cittadini al libero accesso all'informazione ambientale. Deve essere anche considerata la necessità di introdurre norme che legittimino le associazioni all'esercizio dell'azione di risarcimento del danno ambientale diffuso, nei confronti dei soggetti responsabili dell'inquinamento, nonché l'esigenza, sollevata da più parti, di colpire il patrimonio dei soggetti che commettono reati contro l'ambiente e la salute con misure di sequestro cautelativo anche per equivalente patrimoniale. Il presente disegno di legge vuole costituire una risposta alle esigenze manifestate da tutti gli attori impegnati nei diversi ambiti della tutela ambientale e della salute, che hanno contribuito alla stesura del lavoro svolto, che è la sintesi delle criticità da essi stessi riscontrate. Nel ridisegnare il sistema di controllo ambientale, l'articolo 1, comma 1, apporta alcuni correttivi alla definizione di danno ambientale prevista dall'articolo 300 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sopprimendo le parole «e misurabile» in base alla constatazione che spesso le ripercussioni di un danno ambientale non sono precisamente misurabili ma ciò non può valere ad escluderne la rilevanza. Si sono inseriti tra i beni la cui lesione produce un danno ambientale il paesaggio, inteso come caratteristiche di particolare pregio di un determinato territorio, e l'atmosfera.