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Disposizioni per la promozione della pratica reale dell'attività fisica e dell'educazione motoria nella scuola primaria. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge si intende intervenire in materia di riordino dell'attività di «educazione fisica e motoria» nelle scuole primarie, che molto spesso è presente più sulla carta che in pratica, e provvedere al suo effettivo svolgimento sotto la cura di personale «dedicato» e specializzato. Partendo dall'assunto, ormai patrimonio culturale unanime, che il movimento, l'attività fisica e lo sport sono fattori ed elementi che, se utilizzati in modo corretto e praticati con costanza e progressione, contribuiscono al benessere psico-fisico delle persone e, per le età più sensibili, offrono inoltre la possibilità di crescere ed evolvere in modo sano, equilibrato e consapevole, si desume come l'obiettivo di arrivare ad una pratica reale ed anticipata dell'attività motoria in età di scuola primaria possa esssere conseguito con questa proposta legislativa con risvolti che travalicano lo sport ed arrivano alla salute, al welfare , al sociale. Se è vero che l'attività fisica è uno strumento di prevenzione e, a volte, anche di cura, che il bambino, specie in età prescolare e di scuola primaria, accresce il suo patrimonio di esperienza-intelligenza anche attraverso il movimento ed, infine, se è vero che lo sport, in senso lato, con la necessità di rispettare le regole e di rispettare sé stessi e gli altri, ha anche una grande funzione educativa, si evince che anticipare una strutturazione efficace dell'attività motoria nelle scuole primarie assume una valenza assoluta al fine di contribuire in modo positivo all'evoluzione della popolazione giovanile italiana. Da queste premesse nasce il presente disegno di legge che si basa anche sui dati della pratica sportiva in Italia (fonte CONI) e del censimento delle scuole in Italia. Questi i dati salienti: -- non praticanti sport: 24.766.000; -- fanno qualche attività: 16.326.000; -- fanno attività regolarmente: 17.715.000. Lo sport tecnico-agonistico dei «tesserati» alle federazioni conta su: -- 4.500.000 atleti; -- 1.016.000 operatori tecnici; -- 71.973 società sportive. Il mondo della scuola è così stratificato: -- 23.334 scuole dell'infanzia (asilo); -- 18.012 scuole primarie (elementari); -- 18.171 scuole secondarie di primo grado (medie); -- 14.329 secondarie di secondo grado (superiori). Gli insegnanti in Italia: -- 779.000 totale insegnanti; -- 240.000 circa i maestri; -- 290.000 circa gli insegnanti delle «medie»; -- 250.000 circa gli insegnanti delle «superiori». In base a questa «fotografia» il disegno di legge prevede una serie di cambiamenti e di opzioni, volte all’introduzione di tale disciplina nelle scuole primarie (elementari), in particolare prevedendo l'inserimento organico di un insegnante di educazione motoria in questo livello di scuola. La sempre maggiore attenzione rivolta all'attività motoria, quale fondamentale strumento di crescita, d'integrazione e di prevenzione del disagio giovanile, avvalora ulteriormente l’esigenza di introdurre l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, che si giustifica anche con la sua importanza per lo sviluppo della responsabilità sociale di ragazzi e ragazze. L'importanza dell'attività motoria nell'ambito della scuola primaria, ed in particolare nella fascia di età che va dai sei agli undici anni, richiede una specifica e vasta professionalità e competenze che vanno dalla metodologia alla fisiologia e alla psico-pedagogia, dalla didattica all'auxologia ed alla valutazione psico-motoria e funzionale, in quanto queste fasce di età sono particolarmente sensibili per lo sviluppo psico-fisico. Nei casi in cui ci si trova di fronte a situazioni di disagio è indispensabile saper adattare gli esercizi alle necessità dei bambini (vedi sovrappeso, paramorfismi, malattie degenerative, eccetera), situazioni che, se trascurate, possono degenerare in dimorfismi o patologie più serie. L'attività motoria, come dimostrato da innumerevoli studi, aiuta inoltre a combattere l'obesità. La federazione medici pediatri italiani (FMPI) stima che in Italia il 30 per cento dei bambini sia sovrappeso e rischi quindi di diventare, in età adulta, un adulto obeso, con tutti i rischi connessi. La spesa sanitaria associata all'obesità grava per un totale di circa 8,5 miliardi di euro l'anno e la stessa può essere contenuta, se non evitata totalmente, adottando sani stili di vita e adeguati e corretti programmi motori che siano predisposti da personale specializzato. Programmi ed attività che siano predisposti esclusivamente da laureati in scienze motorie e/o diplomati ISEF che, per formazione culturale e piano di studi previsto, hanno la capacità e la sensibilità di adottare interventi idonei e mirati, dal punto di vista della motricità, a seconda delle età e delle situazioni evolutive dei ragazzi e delle ragazze, anche con riferimenti ai singoli. L'importanza dell'attività motoria svolta in età giovanile si evince non solo dal fatto che essa è utile, se non determinante, per una sana ed equilibrata evoluzione dal punto di vista psico-fisico ed umano dei ragazzi e delle ragazze, ma anche per essere elemento di socializzazione, di condivisione, di « imprinting » di corretti stili di vita e di relazioni interpersonali, tali da lasciare traccia per tutta la vita; pertanto questo insegnamento non può essere delegato ai soli insegnanti «generalisti» che, giocoforza, non possono possedere le competenze plurime e specifiche dell'insegnante di educazione motoria. Il presente disegno di legge ha anche l'obiettivo, secondario se vogliamo, ma altrettanto significativo, di cancellare l'Italia dall'ultimo posto in Europa per la pratica dell'attività motoria e pre-sportiva in cui la materia non sia delegata ad insegnante specifico ed altresì consentire ai ragazzi e alle ragazze di queste fasce di età di usufruire di tale insegnamento in modo reale e pratico e non teorico e/o erogato esclusivamente come aspetto ludico (peraltro con una sua intrinseca validità), che se non inserito in un organico piano didattico rischia di essere poco o per niente finalizzato. Così facendo si collocherebbe la scuola italiana al passo con le migliori esperienze europee in materia di educazione motoria. Come detto anche precedentemente, la collocazione di insegnanti con preparazione e competenze specifiche e con formazione di grado universitario (ex ISEF e laurea in scienze motorie) ci allinea con l'Europa, anche se la media europea delle ore settimanali è di tre e non due, con l’inserimento di queste figure professionali attualmente non previste nella scuola primaria. I meriti degli insegnanti di scuola primaria sono molti e la loro preparazione è sicuramente di alto livello;