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E quando ho aperto la seconda votazione, ho detto anche che eravamo in una posizione al limite. Nessuno ha risposto; nessuno ha replicato. Adesso, queste riflessioni postume non mi piacciono moltissimo, perché l'Assemblea ha già discusso. Avrei preferito, se ci fossero state delle obiezioni, che fossero state sollevate subito. Io non sono, infatti, dell'avviso di rifare una votazione che è già avvenuta in quest'Aula, in base ad una decisione che è inappellabile. (Applausi) . Voglio anche dare una spiegazione, però, dal momento che il dubbio che avete avuto voi l'ho avuto anch'io. Siccome la prima firmataria dei due ordini del giorno era sempre la senatrice Malpezzi, mi sono posta la questione che, da una parte, ci fosse scritto di non convalidare l'elezione del senatore Adriano Cario in base alle risultanze del procedimento dalle quali risulta la piena attendibilità del giudizio prognostico per come proposto dalle difese svolte dal dottor Porta. Se capisco bene quello che significa, posto che il dottor Porta aveva conteso il seggio, si chiedeva di non convalidare l'elezione per dare la possibilità al dottor Porta di subentrare. Se mi fosse stato chiesto di fare una votazione per parti separate, come spesso succede, io avrei detto che non era possibile, perché i due concetti sono legati. Nel primo ordine del giorno c'è scritto di non convalidare l'elezione del senatore Cario, perché noi vorremmo che risultasse la piena attendibilità e quindi risultasse l'elezione del dottor Porta. Questo è stato respinto. Quindi la questione dell'elezione era legata alla sostituzione con il dottor Porta. Nell'altro ordine del giorno invece si dice: io non voglio sic et simpliciter il senatore Cario. Non era semplice; il dubbio io l'ho avuto e l'ho anche manifestato aprendo la votazione, perché, non essendo stato precluso il secondo ordine del giorno, se ne deduce che il senatore Cario è decaduto. Ora la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari si prenderà tutto il tempo necessario, se non ha la possibilità oggi di decidere diversamente, per effettuare tutti gli approfondimenti del caso. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, non posso che registrare con un certo sconcerto il fatto che l'Assemblea del Senato abbia votato ma non sappia cosa ha votato, né sappia qual è il risultato pratico del voto appena registrato. Peraltro non spetta né a me né al Gruppo di Fratelli d'Italia decidere sulla regolarità degli atti che vengono messi ai voti, quindi ci affidiamo alla scelta che viene fatta dagli Uffici e dalla Presidenza. Se uno di quei due ordini del giorno era in conflitto con l'altro non spettava a noi dirlo, ma a qualcun altro. Noi abbiamo semplicemente espresso il nostro giudizio, peraltro annunciato anche nella dichiarazione di voto. Quello che però registro io - e credo, insieme a me, i colleghi tutti i Gruppi - è l'impossibilità di procedere adesso coi lavori dell'Assemblea sia per il caso in questione che per i successivi. Non mi pare che ci sia sufficiente chiarezza o l'equilibrio per poter procedere serenamente all'esame sia di questo caso che del successivo. Chiedo pertanto il rinvio ad altra data del punto all'ordine del giorno per consentire ai Gruppi, alla Giunta, al Presidente e all'istituzione del Senato di confrontarsi su quello che è accaduto, in modo tale che la decisione che prenderemo - perché è possibile che il caso torni in Aula per un'interpretazione definitiva o corretta - possa avvenire dopo aver verificato fino in fondo quello che è accaduto è quello che è più giusto fare, soprattutto in riferimento al rispetto del Regolamento e delle leggi. Dopo aver ascoltato, capendo fino a certo punto, l'intervento del presidente Gasparri e dopo aver ascoltato le sue parole, registrando la difficoltà da parte di tutti di procedere correttamente e regolarmente rispetto alle decisioni già prese, sono a chiedere il rinvio del punto all'ordine del giorno, la convocazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e un esame più equilibrato e più sereno dei punti che ancora rimangono all'ordine del giorno. PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, credo che a tutela della dignità del Senato si debba fare un po' di ordine e credo che si debbano respingere con molta fermezza tutti i tentativi di portare confusione in una situazione che, a mio modo di vedere, è molto chiara. Dico in primo luogo che la sua decisione di non considerare in conflitto i due ordini del giorno, e quindi uno preclusivo dell'altro, è una decisione giusta e corretta. Quel che mi preme più sottolineare - perché qualcuno sembra dimenticarlo - è che si tratta di una decisione che è stata assunta senza la minima contestazione di nessuno in quest'Aula. (Applausi) . C'è un momento e un modo per contestare decisioni di questo tipo: è in Aula quando vengono prese e non in altra sede, in un momento successivo. Il quando rende molto sospetto il come e il cosa e questo mi pare un discorso chiaro. Altrettanto chiaro, Presidente, è che questo Senato ha votato la decadenza del senatore Cario: questo è un fatto incontrovertibile. Se questo Senato ha votato la decadenza del senatore Cario, non si può assolutamente sentire, secondo me, anche in vista delle importanti scelte che il Parlamento deve assumere, il Presidente della Giunta per le elezioni dirci che l'organo che lui presiede non è in grado di formulare una decisione come conseguenza della decadenza del senatore Cario. (Applausi) . Questo non lo può dire nessuno, perché è falso, ma debbo dire al senatore Gasparri che chi è meno autorizzato di tutti a farlo è il Presidente della Giunta delle elezioni, perché se il senatore Cario è decaduto, né il presidente Parrini, né la presidente Casellati, né il presidente Gasparri decidono come si fa a sostituirlo; lo decide una legge dello Stato, che è la legge che regola l'elezione dei rappresentanti degli italiani all'estero. Essendo il senatore Cario decaduto (i dati sono sotto gli occhi di tutti e disponibili per la consultazione), va da sé che, avendo la ripartizione America Meridionale ottenuto due eletti, il secondo eletto spetta al Partito Democratico e nessuno è in grado di avanzare nessuno alcun dubbio sul fatto che i voti ottenuti dal Partito Democratico e soprattutto dal senatore Fabio Porta all'interno della lista del Partito Democratico sono perfettamente validi, perché questo non lo ha posto in dubbio nessuno e nessuno lo può porre in dubbio; mentre è certo che il senatore Cario è decaduto, c'è un sospetto sui voti che ha raccolto e quel sospetto, che ha portato noi a decidere in quel senso, non annulla le preferenze del senatore Cario, ma annulla i voti nel loro complesso e quindi porta il Partito Democratico a seconda lista in quella ripartizione e a titolare legittimo del secondo seggio. Questi, Presidente, sono dei fatti e credo che la Giunta delle elezioni debba rapidamente decidere per sostituire il senatore Cario nell'unico modo in cui può farlo secondo la legge; quando si ha un solo modo di rispettare la legge, nessun indugio è consentito. (Applausi) . ROMANI (Misto-I-C-EU) .