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Lo dice una persona che ha vissuto lo sport a tutti i livelli, partendo dallo sport vissuto come attività ludica, sociale e di salute, fino ad arrivare, come dicevo prima, ai massimi livelli del ciclismo femminile. Ho vissuto in seguito lo sport come mantenimento della forma fisica che aiuta il corpo e la mente e infine, purtroppo, l'inattività a cui sono stata costretta ultimamente, che mi dà segnali altrettanto forti di quanto sia fondamentale l'attività motoria per l'equilibrio psicofisico. (Applausi) . Purtroppo, in questo anno di crisi sanitaria, economica e sociale, le attività legate allo sport, come tante altre, hanno subito chiusure, sono state sottoposte a regole talvolta senza senso, perché si sono vietate pratiche di assoluta necessità e si sono consentite pratiche evidentemente in contrasto con la logica. Diciamo che la strada percorsa è stata opposta a quella auspicabile: la prevenzione e la cura preventiva sono state del tutto trascurate. È noto, infatti, come l'attività fisica, specialmente se coadiuvata da figure professionali qualificate, abbia una dimostrata efficacia nell'aumento delle difese immunitarie, mentre su prevenzione, ma anche su cure a casa, siamo stati del tutto inadeguati e deficitari. I giovani sono rimasti esclusi dalle pratiche sportive a seconda del tipo sport praticato o a seconda dell'ente a cui hanno aderito. Non dimentichiamoci che l'agonismo di rilievo nazionale è consentito, quindi molti hanno giocato su questo. Ai giovani è mancata l'attività fisica, la socialità dello sport e il suo insegnamento. Gli anziani hanno avuto danni enormi dal non poter più praticare magari anche quel poco di esercizio fisico o attività motoria finalizzati al contenimento della patologia, tutti costretti a prolungata inattività fisica anche con risvolti psicologici importanti. Come sappiamo tutti, c'è stato un aumento della depressione anche in anziani del tutto sani. La disabilità, che tanto trova giovamento terapeutico dall'attività motoria, è stata in quest'anno abbandonata al proprio destino. Per non parlare della disabilità mentale, per cui la mancanza di attività fisica ha portato a peggioramenti psicofisici evidenti. Ebbene, al netto dell'aggravamento della situazione sanitaria evidenziata dal Comitato tecnico-scientifico in questi giorni, l'evidenza è che è a rischio la tenuta psicologica di una popolazione. Attraverso questa azienda pubblica dal nome promettente come Sport e salute auspico prenda davvero inizio una riforma sanitaria in cui la prevenzione sia centrale e l'attività motoria venga posta al centro della questione sanitaria. Quando avremo davvero messo a fuoco questo importante punto, avremo davvero messo in atto un salto culturale a favore del benessere psicofisico degli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, da sempre lo sport ha rivestito un ruolo preminente nelle politiche del MoVimento 5 Stelle. Da sempre noi del MoVimento 5 Stelle ci siamo battuti e ci battiamo affinché lo sport italiano possa avere un forte rilancio incentrato sulla trasparenza, affinché vi sia il riconoscimento della centralità della pratica sportiva non solo come strumento di benessere psicofisico, ma come fondamento di inclusione e aggregazione. In questi mesi sono stati profusi molti sforzi e molte misure sono state incentrate sul sostegno al mondo dello sport a tutti i livelli, con il bonus ai lavoratori sportivi, i contributi a fondo perduto per centri sportivi, associazioni e società sportive. Un investimento superiore a due miliardi euro per consentire a queste realtà di superare i difficili mesi di chiusura, pur nella consapevolezza che i danni effettivi sono irreparabili. Quello in discussione oggi è uno dei decreti in tema di sport licenziati dai due Governi Conte caratterizzati da importanti novità che hanno avuto il pregio di avviare un cambiamento sostanziale all'interno del mondo sportivo italiano, mettendo al centro delle politiche la promozione e il sostegno allo sport di base, non solo per oggi, ma per i prossimi decenni, favorendo un sano rinnovamento in un mondo che per troppi anni è stato vittima di logiche clientelari. Rilevanti sono il riconoscimento per chi opera nel mondo dello sport e le maggiori tutele per tutti i lavoratori, indifferentemente se a livello dilettantistico o professionistico, ma soprattutto riconoscendo parità e medesimo trattamento alle atlete donne. Per questo motivo la vicenda che ha riguardato un'atleta donna è senza giustificazione, in violazione delle tutele espressamente previste dall'articolo 37 della Costituzione e che le nostre madri costituenti con lungimiranza avevano inserito in questo articolo. Lo sport serve la società, fornendo momenti di eccellenza; ora è giunto il momento di mettere al centro in questo Paese il ruolo sociale rivestito dalla pratica sportiva perché al centro di un Paese in salute risiede la cultura sportiva, valore fondante di una società. Bisogna riconoscere come anche alle persone con disabilità è stata data la possibilità di accedere ai corpi civili e militari dello sport per esercitare l'attività sportiva. In questo senso mi auguro che possa essere approvato il disegno di legge sull'attività motoria nelle scuole primarie, specificando che proprio la sottoscritta ha presentato un disegno di legge in tal senso, che prevede non soltanto l'esercizio dell'attività motoria sin dall'infanzia, ma soprattutto l'insegnamento di una disciplina sportiva - calcio, pallavolo, basket - che possa dare la possibilità a tutti indistintamente, anche ai ragazzi meno abbienti, di avvicinarsi allo sport, interiorizzando le regole e allontanandosi da circuiti devianti, affrontando le tematiche dell'alimentazione e combattendo l'obesità. Come accade nella maggior parte dell'Europa, lo sport è percepito come diritto di ogni cittadino che le istituzioni garantiscono promuovendo un'offerta qualificata e completa che induce ad ampliare sempre di più la base dei praticanti; purtroppo però in Italia non sempre è stato così. Lo sport favorisce l'integrazione anche nei confronti dei soggetti più svantaggiati, per cui sono degni di rilevanza quei protocolli stipulati dal Ministero della giustizia con il CONI o con Sport e salute SpA a favore dei detenuti, adulti e minori. In questo senso occorre sempre più dare la possibilità che queste iniziative possano essere formalizzate. Si chiude oggi un complesso momento riguardante la governance del mondo dello sport e l'autonomia del CONI, avendo stabilito una pianta organica per il Comitato olimpico nazionale italiano e l'assegnazione degli asset fondamentali per la preparazione olimpica. Grazie al provvedimento al nostro esame si è evitato che gli sforzi e i sacrifici dei nostri atleti potessero essere offuscati da una partecipazione alle Olimpiadi senza i nostri colori, la nostra bandiera. Al contempo si è stabilito anche un principio essenziale in base al quale il CONI non potrà muoversi fuori dai paletti di un ente pubblico. Nello specifico vengono assicurate la piena operatività del Comitato olimpico nazionale italiano e la sua autonomia e indipendenza quale componente del Comitato olimpico internazionale, attribuendo al CONI una propria dotazione organica di personale, anche dirigenziale.