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Non voglio certamente andare in una direzione polemica, perché il mio intervento ha una logica di carattere costruttivo ed è teso a rimarcare alcuni aspetti a cui noi della Lega tenevamo molto. Mi riferisco alle imprese e alle partite dell'IMU, del canone RAI, dei lavoratori separati, della TOSAP e degli aiuti ai più deboli e alle imprese. Abbiamo puntato tantissimo su questo e si vede la differenza. Da genovese e da ligure devo rivolgere un ringraziamento infinito, a nome di chi vive in quella realtà, nella mia Regione, a Matteo Salvini, perché l'approvazione dell'emendamento 40.0.9 - tengo a citarlo - va in continuità con quanto la Lega ha fatto per Genova di fronte alla catastrofe e alla disgrazia del ponte Morandi, proseguendo nel definire alcune importanti opere in quell'area, a cominciare - tengo a dirlo e, come diciamo a Genova, lo faccio con un po' di magón inta gôa - dalla costruzione del memoriale, sotto la ex pila 9 sulla sponda destra del Polcevera, perché quella è stata una tragedia che tutti noi italiani, noi liguri e noi genovesi, non dimenticheremo mai. (Applausi) . Quando il prossimo 14 agosto il sindaco di Genova avrà la possibilità di posare la prima pietra per il memoriale sotto la ex pila 9 dell'ex ponte Morandi, sarà non soltanto un momento di commozione, ma, grazie all'approvazione di questo provvedimento e dell'emendamento Salvini, anche un segno forte e importante per il futuro di quella città, che mai dimenticherà quello che è avvenuto. (Applausi) . Credetemi, saranno molti quelli che mai dimenticheranno il modello Genova: a me piace parlare di modello Lega Genova, perché con il Sottosegretario di allora, con il vice ministro Rixi, con Matteo Salvini e con il sindaco Bucci siamo stati in prima linea. Quel modello Genova ancora oggi deve richiamare tutti noi al superamento dei vincoli, dei lacci e dell'impossibilità concreta di fare le grandi opere a causa di questo codice degli appalti che dev'essere riformato, per non dire cancellato e superato. (Applausi) . Non voglio dilungarmi, ma, associandomi ai ringraziamenti al ministro Garavaglia, ricordo che quella Regione, che è importante e fa del turismo uno dei principali punti della propria economia, merita di essere trattata in modo diverso anche da altri. Domenica scorsa - ne sono testimone diretto - per percorrere 25 chilometri di autostrada, senza incidenti e senza blocchi, solo per i lavori in corso, ho impiegato cinque ore e un quarto, rientrando verso la città di Genova. Non è pensabile andare avanti così: dobbiamo sradicare e cancellare completamente chi oggi adotta ancora la politica del no e vuole ancora portare la politica del blocco e del non fare. Noi della Lega ci mettiamo impegno e siamo per la Gronda e per arginare chi ancora oggi politicamente non vuol fare queste grandi opere. (Applausi) . Si passa da lì e lotteremo fino in fondo per la politica del fare e non per una volta a cancellare lo sviluppo del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Bruzzone, ho avuto anche io l'esperienza attorno a Genova che ha ricordato. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Governo, vorrei leggere la lettera di un medico del 118. (Commenti) . PRESIDENTE. Ci pensa la Presidenza, alla quale vi prego di rivolgervi, grazie. Non stavano esagerando, lasciate intervenire la collega. Prego, senatrice Castellone. CASTELLONE (M5S) . Leggo la lettera di un medico del 118: durante la pandemia solo noi del 118 siamo entrati nelle case delle persone malate di Covid. Eppure, nessuno ci aveva detto come procedere. Ci siamo trovati ad attendere per ore in ambulanza fuori dai pronto soccorso, finché l'ossigeno del mezzo di soccorso non si esauriva. Ci siamo vestiti dalle sei alle otto volte al giorno, imparando come fare guardando i video dello Spallanzani. Ci siamo autotassati per comprare sapone e carta asciugamani. Siamo entrati nelle case di anziani soli, che ci hanno chiesto di preparare i loro indumenti buoni per andare in ospedale. Abbiamo raccolto i loro effetti personali in una borsa, abbiamo etichettato tutto con il loro nome e imparato a trascrivere i numeri di telefono sui referti. Abbiamo chiuso le loro case, prendendo le chiavi. Abbiamo visto migliaia di persone poco prima che morissero. È stato umanamente toccante, bellissimo e terribile al tempo stesso. Eppure per noi non esiste alcun servizio di supporto psicologico. Amo il mio lavoro, ma credo che me ne andrò non appena ne avrò la possibilità, come già hanno fatto molti miei colleghi. È un lavoro pesante, con turni massacranti e livelli di remunerazione inferiori a quelli degli altri medici, che non offre alcuna tutela, come in molti abbiano realizzato nel momento in cui ci siamo ammalati di Covid e non avevamo diritto né all'infortunio, né alla malattia. Il medico che scrive si chiama Roberta Ladisa ed è uno di quegli eroi che hanno permesso al nostro Servizio sanitario nazionale di reggere. (Applausi) . Eppure il 118, che è il baluardo della nostra assistenza territoriale, è stato dimenticato in tutti i decreti che abbiamo approvato in quest'Aula. Al 118 non sono dedicati fondi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Oggi però, per la prima volta, in un decreto-legge si parla di 118 e io il decreto-legge sostegni lo chiamo decreto riscatto per il 118. (Applausi) . Questi medici, oltre a essere stati dimenticati, in quest'anno hanno anche subito l'ingiustizia di veder richiesta la restituzione dell'indennità per lavoratori a rischio che hanno percepito negli ultimi quindici anni. A questi medici convenzionati è stato decurtato lo stipendio del 25 per cento, circa 800 euro al mese, perché, in virtù della scarsa chiarezza che regola il loro contratto di lavoro, la Corte dei conti ha chiesto un approfondimento alla regione Campania sull'indennità per lavoro usurante di circa 5 euro l'ora che percepiscono dal 1999. Le ASL, in attesa di una sentenza della Corte dei conti che non c'è, in autotutela hanno inviato a questi medici una lettera che chiede la restituzione dell'indennità che hanno finora percepito. Immaginate cosa significa per un medico impegnato nella gestione di questa emergenza ricevere una lettera che chiede di restituire in unica soluzione cifre che vanno dai 70.000 ai 100.000 euro (Applausi) . L'effetto chiaramente è stato l'abbandono delle postazioni 118 da parte di molti medici. Pertanto, le ASL campane hanno dovuto fare bandi per assumere medici tramite cooperative, attraverso contratti di lavoro come volontari, e sappiamo che poi questi operatori vengono retribuiti con finti rimborsi di pochi euro. Il rischio era quindi di smantellare un servizio di emergenza che invece è fondamentale per il nostro Servizio sanitario nazionale. Da un anno segnaliamo e denunciamo in tutte le sedi istituzionali questa ingiustizia.