[pronunce]

La Provincia sostiene che tali provvedimenti e il comportamento del Ministero, che non ha dato seguito alla richiesta del Presidente della Provincia di sospendere l'attività ispettiva, ledono le competenze legislative e amministrative concorrenti in materia di igiene e sanità attribuite dallo statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige e dalle relative norme di attuazione alle Province autonome, nonché le funzioni amministrative in tema di servizi antincendi, delegate dallo statuto alla Provincia di Bolzano. In una successiva memoria, la Provincia ha richiamato l'art. 8 dello statuto, che le attribuisce competenza primaria in materia di prevenzione e pronto soccorso per calamità pubbliche, precisando che, essendo pacifico che in tali materie rientrano i controlli sui rischi di incidenti rilevanti, ha provveduto ad eseguire costantemente le visite ispettive previste dal decreto legislativo n. 334 del 1999. La Provincia di Bolzano avrebbe disciplinato le proprie competenze amministrative per la prevenzione degli incidenti rilevanti mediante l'art. 11 della legge provinciale 16 giugno 1992, n. 18, come sostituito dall'art. 2 della legge provinciale 19 febbraio 2001, n. 6, secondo cui il direttore della Ripartizione provinciale protezione antincendi e civile «esercita le attribuzioni previste dalla vigente normativa sui rischi di incidenti rilevanti». Le competenze provinciali in materia risulterebbero inoltre rafforzate dal nuovo testo dell'art. 117 della Costituzione, che attribuisce alla legislazione concorrente di Stato e Regione le materie della tutela della salute e della protezione civile. In subordine, la Provincia lamenta la violazione del principio di leale collaborazione, posto che il Ministero avrebbe comunque dovuto coinvolgere la Provincia nella procedura dell'ispezione ovvero informarla direttamente in via preventiva. Il Governo sostiene invece che i decreti impugnati rientrano nelle materie della sicurezza e della tutela dell'ambiente, entrambe attribuite alla competenza esclusiva dello Stato dall'art. 117, secondo comma, lettere h) e s), Cost. Peraltro, l'art. 18 del decreto legislativo n. 334 del 1999 prevede il trasferimento alle Regioni delle competenze amministrative in materia di incidenti rilevanti secondo le modalità stabilite dall'art. 72 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a seguito di accordo di programma tra Stato e Regione per la verifica dei presupposti per lo svolgimento delle funzioni. Poiché la Provincia di Bolzano non ha provveduto a dare attuazione a quanto previsto da tale norma, l'Avvocatura conclude che, rientrando la materia tra i settori attribuiti in via esclusiva allo Stato, i riferimenti della ricorrente all'igiene e sanità e ai servizi antincendi per rivendicare la propria competenza amministrativa non sono pertinenti. L'art. 11 della legge provinciale n. 18 del 1992 (sostituito dall'art. 2 della legge n. 2 del 2001), che ha individuato l'organo della Provincia chiamato ad esercitare le competenze in materia di rischi di incidenti rilevanti, risulterebbe perciò emanato in assenza di una legge statale attributiva di tali funzioni. Quanto alla lamentata violazione del dovere di leale collaborazione, non essendo la Provincia titolare della funzione rivendicata, nei suoi confronti non sussisterebbe alcun dovere di collaborazione. 2. - La disciplina relativa alla prevenzione dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose trova la sua base nelle direttive comunitarie (82/501/CEE, attuata con il d.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, e quindi 96/82/CE, a cui ha dato esecuzione il decreto legislativo n. 334 del 1999, oggi sostituite dalla direttiva 2003/105/CE) denominate «Seveso» dalla località ove avvenne nel 1976 un incidente industriale che provocò la dispersione e la diffusione di una nube di diossina. Riguardo al conflitto in esame, assume particolare rilievo la direttiva 96/82/CE, emanata con riferimento all'art. 130(R) del Trattato istitutivo della Comunità europea (nella versione all'epoca vigente: ora, nella versione consolidata, art. 174), che ha anticipato l'approvazione formale da parte della Comunità europea, intervenuta nel 1998 (decisione del Consiglio 98/685/CE), della convenzione delle Nazioni unite sugli effetti transfrontalieri derivanti da incidenti industriali, fatta a Helsinki il 17 marzo 1992 (ratificata e resa esecutiva dall'Italia con la legge 20 febbraio 2002, n. 30). La disciplina comunitaria, incentrata - anche in forza del richiamo ai principî enunciati nel Titolo XIX del Trattato - sulla necessità che in materia ambientale sia assicurato «un elevato livello di tutela» e ispirata ai principî «della precauzione e dell'azione preventiva», nonché «della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente», è caratterizzata da un articolato sistema di controlli, nel cui ambito sono imposti agli Stati membri incisivi obblighi di vigilanza, volti a prevenire i pericoli di incidenti rilevanti negli impianti qualificati come pericolosi. In particolare, le autorità competenti sono tenute ad organizzare ispezioni «adeguate per il tipo di stabilimento», che consentano di accertare che il rapporto di sicurezza, con il quale il gestore degli impianti definisce la propria politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, sia corretto e completo; che il gestore abbia effettivamente adottato misure adeguate per prevenire qualsiasi incidente rilevante e limitarne le conseguenze; che la popolazione sia stata informata circa i rischi e le misure di sicurezza adottate (art. 18). Il sistema ispettivo deve essere tale da porre gli Stati membri in grado di vietare l'esercizio dell'attività di qualsiasi stabilimento nel quale le misure «per la prevenzione e la riduzione di incidenti gravi sono nettamente insufficienti» (art. 17). A seguito della direttiva 96/82/CE è stato emanato il decreto legislativo n. 334 del 1999. L'art. 1, comma 2, di tale decreto impone alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano di adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione; l'art. 18 prevede che le Regioni disciplinino l'esercizio delle competenze amministrative in materia di incidenti rilevanti ai sensi dell'art. 72 del decreto legislativo n. 112 del 1998. Tale norma, che si riferisce al conferimento alle Regioni ordinarie delle competenze amministrative relative alle attività a rischio di incidente rilevante disciplinate dal previgente d.P.R. n. 175 del 1988, subordina tuttavia, al comma 3, il trasferimento delle competenze alle condizioni che vengano adottate le specifiche normative, di cui al comma 2, volte a «garantire la sicurezza del territorio e della popolazione», che venga attivata l'Agenzia regionale protezione ambiente e infine che venga raggiunto un accordo di programma tra Stato e Regione per la verifica dei presupposti per lo svolgimento delle funzioni.