[resaula]

Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Copernico-Pasoli» di Verona, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 840 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, ossequi ai membri del Governo e a tutti i colleghi. Con i membri del Governo proverei a esordire con una battuta: prendeteli tutti i 500.000, i 400.000, poi chiedete lo sforamento al 5 per cento all'Europa e ve lo daranno, come facevano per le finanziarie degli anni precedenti. Io penso che su questi argomenti veramente in Senato - come credo succeda anche alla Camera e in parte della società italiana - vi sia una grossa differenza con la sinistra (PD e affini), per me quasi antropologica. Non si può continuare a insistere per favorire, per perorare la causa dell'immigrazione ad ogni costo. L'integrazione è un sogno: andate a Prato, andate in via Sarpi a Milano, andate nei ghetti delle città. Forse è reciproca, ma per farla bisogna essere veramente in due; bisogna avere qualche idea comune al riguardo della famiglia, del sistema di vita e di come passare la domenica, invece di trovarsi in certe case e in certi luoghi per sognare di buttare giù e di far fuori gli italiani. Questa è la verità. Qualcuno dice - anche il Presidente dell'INPS lo dice - che ci pagheranno la pensione, ma andate a vedere i conti veri dell'INPS e vedrete che non pagano nulla: non pagano l'INPS, non pagano i diritti camerali, non pagano i mutui. Al mio paese, le case che sono in vendita all'asta sono tutte di extracomunitari a cui le banche hanno concesso i mutui con i nostri soldi, con i soldi di mia madre che si è messa da parte qualcosa per pagarsi il funerale. (Applausi della senatrice Tiraboschi). Nel bilancio dello Stato è indicato che ci costano cinque miliardi; spero che nella legge di stabilità sia indicata una cifra minore; più Stato sociale, più Polizia e tribunali. Ma soprattutto - a mio avviso - portano allo sgretolamento dei princìpi di una società che è la nostra e che, nel senso di Benedetto Croce, non può non dirsi cristiana, che vuole essere sicura e tranquilla e vuole anche ricercare la felicità copiando un po' dall'America. Ma dove viviamo o dove vive qualcuno che è qui dentro? Dove andate la domenica? Cosa vi dicono i cittadini sulle fiere, nelle feste? «Non ne possiamo più», «Non vedi gli extracomunitari che fanno vita a parte?». Ma dove vivete? Chi sentite? I nostri cittadini non sono tranquilli nelle loro case. È solo la malavita italiana? No, statisticamente Desirée non si è suicidata. Desirée è uno dei casi in cui c'entrano certe persone. E allora io dico che il blocco degli sbarchi che è avvenuto quest'estate ha fatto sì che il tam tam della foresta dicesse di non andare più in Italia perché non è più ora. E allora gestire questa situazione degli irregolari facendo capire che non è più ora forse darà dei risultati e i 500.000 o 400.000 citati (sono di più) potrebbero diminuire, potrebbero cambiare idea. Certo, fare un decreto-legge di questo tipo era complicato, ma io penso che sia avvenuto - è una casistica molto complessa - che il Governo e il Ministro abbiano dato delle direttive, ma che gli organi dello Stato (prefetture, questure, comandi dei Carabinieri, di Polizia, di Guardia di finanza, fino all'ultimo baluardo, all'ultima stazione italiana periferica) conoscessero la situazione, che non è quella che ci descrivono sovente i giornali, ma è una situazione di degrado, e sapessero che bisognava correggere la legge, il testo unico sull'immigrazione, la legge generale con una modifica a fondo che è stata apportata nei dettagli. Magari c'è qualche errore - io penso che ci sia - e invito il Governo a non pensare di porre la fiducia, ma a prestare attenzione agli emendamenti che sono stati presentati dal Gruppo Forza Italia e da altri Gruppi, da Fratelli d'Italia nella fattispecie, in materia di terrorismo. Bisogna allora dare delle certezze con riferimento alle pene e alle sanzioni, farle applicare e produrre delle leggi che non siano interpretabili dai tribunali italiani, che, a volte, si dimenticano di applicarle e fanno le leggi. Ci vogliono dei tempi certi da parte delle commissioni dei ricorsi per non favorire la clandestinità. Se nei centri di permanenza, invece di novanta giorni, si sta centottanta, non è disumano, non sono lager: sono centri per cui si spendono denari pubblici per tenere insieme, per educare, per mantenere e curare la salute di quelle persone. Questa è la verità. Non ci vanno volentieri gli operatori, tranne alcuni. E poi succedono i fatti sgradevoli che tutti conosciamo. L'articolo 5 vieta i reingressi. Finora abbiamo visto che bastava cambiare nome per fare il reingresso: bastava espatriare per un breve periodo e poi tornare e dichiarare di chiamarsi in modo leggermente diverso. Gli articoli 6 e 7 disciplinano i rimpatri anche volontari, sui quali bisogna insistere. Ci sono dei progetti in corso per rimpatriare chi ha imparato un mestiere in Italia e portare altra gente nel nostro Paese per fare degli stage educativi. Siamo tutti d'accordo, pur spendendo soldi pubblici. I rimpatri necessari, però, devono essere eseguiti. È vero, quindi, che, prima di scrivere anagraficamente una persona, alla quale con il permesso di soggiorno vengono garantiti l'assistenza sanitaria, la frequenza alle scuole e gli altri diritti, c'è bisogno di un freno, perché con un documento pubblico puoi galleggiare anni e girare tutta Italia e andare anche all'estero. Sulla sicurezza in generale è vero che bisogna far partecipare le società sportive alle spese per i grandi eventi. È vero che bisogna combattere l'accattonaggio. È vero che bisogna far sì che non circolino troppe auto con targa straniera, che se ne infischiano degli autovelox e delle regole del codice e che, quando vengono fermate, minacciano gli agenti. Questo è ciò che succede nelle notti italiane. L'articolo 33 riguarda lo straordinario alle Forze di polizia, per cui sono previsti 38 milioni. Bisogna cercare di aumentarlo perché è un importo ancora troppo basso. Uno Stato ha il diritto e il dovere di difendersi dalla criminalità, dal terrorismo e dalle invasioni; altrimenti regnano anarchia e caos. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az e del senatore De Bertoldi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, voglio riferirmi all'importante articolo 14 del provvedimento in esame, che interviene sulla cittadinanza e su come chiedere il diritto di cittadinanza. È un diritto richiederlo se si posseggono determinati requisiti, trascorsi determinati anni e acquisiti certi valori.