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Se siamo i primi a dire che è giusto accogliere chi scappa e chi viene perseguitato - sono principi che vogliamo continuare a difendere - dobbiamo anche dire con assoluta fermezza che chi viene in Italia per spacciare, combinare guai e finire nelle patrie galere non è giusto che permanga sul nostro territorio nazionale e deve essere assolutamente espulso. (Applausi) . La nostra è una battaglia di fermezza in difesa dell'Italia e siccome il costo che stiamo sostenendo è un costo elevatissimo, vi invito a pensare e a ragionare sulla opportunità di cominciare a guardare ad un orizzonte diverso: aiutiamo l'Africa con piani di intervento (Applausi) , con quello che abbiamo chiamato un grande piano Marshall, ma aiutiamoli in loco , perché immigrare non è un diritto, può essere un'aspirazione, per alcuni può essere una speranza, ma non è un diritto. Il diritto vero è quello di poter rimanere a casa propria, quindi con piani di investimento intelligenti operiamo in quella direzione. Ci sono Paesi, come ad esempio la Norvegia, che fanno grandi investimenti in Africa, ma hanno leggi estremamente severe nei confronti dell'immigrazione. Questa è una cosa che noi dovremmo cominciare a prendere in considerazione. Aggiungo che il nostro obiettivo, in Italia, dovrebbe essere - lo dico agli amici del centrodestra - di avere una legislazione sul modello di quella australiana, una legislazione che guarda naturalmente a chi entra con rispetto delle regole. Noi vogliamo sapere chi viene, se ha i documenti, qual è il certificato penale e quello dei carichi pendenti, quali sono le condizioni anche sanitarie della persona che arriva, come si mantiene, come vive, cosa fa in Italia. Questo è il nostro obiettivo, un obiettivo assolutamente importante. Dovreste, per questa ragione, fare un semplicissimo raffronto di dimensioni. Potrei parlare di altri Paesi, ma mi limito all'Africa: la sua superficie è di 30.370.000 chilometri quadrati, mentre quella dell'Italia è di 300.000 chilometri quadrati, quindi quella africana è 101 volte superiore a quella italiana, con 1,25 miliardi di persone, per la maggior parte giovani, che vogliono arrivare in Italia, hanno questa aspirazione di arrivare in Europa, ma noi sappiamo anche cosa accade purtroppo al nostro confine. Dobbiamo ricordarlo perché se non si contestualizzano le cose non si capisce qual è la situazione e contestualizzare significa comprendere che se l'Austria ha chiuso i proprio i confini, se lo ha fatto la Francia, se lo hanno fatto tanti Paesi, noi ci troviamo in una condizione di estrema difficoltà. Che fare? Perché ci vuole anche la soluzione. Bisogna stipulare immediatamente accordi bilaterali con gli altri Stati per i respingimenti, per il ricollocamenti e soprattutto, siccome abbiamo anche il timore e la preoccupazione che possano arrivare jihadisti o combattenti che tornano dal fronte siriano, avere in Italia (lo facciamo anche nell'interesse dell'Europa per la difesa dei nostri confini) una legislazione sul modello di quella degli anni Settanta contro il terrorismo. Voglio dire di più, in conclusione. È necessario il blocco dell'immigrazione. Vogliamo arrivare ai respingimenti, vogliamo che chi arriva possa essere accolto dignitosamente, ma dobbiamo anche lanciare un appello a coloro che non amano l'Italia, ai tanti stranieri che hanno in odio la nostra lingua, la nostra religione, le nostre tradizioni, la nostra sicurezza, la nostra libertà. Ebbene, a costoro diciamo che l'Italia offre una grande libertà, un'altra grande opportunità, quella di tornare da dove sono venuti. (Applausi) . CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in questa fase, com'è noto, trattiamo le richieste di improcedibilità o incostituzionalità del provvedimento. È inevitabile che su un provvedimento tanto controverso nasca una discussione politica anche in una fase squisitamente tecnica e questo dice quanto il Governo, con questo provvedimento, stia facendo anche carta straccia della nostra Costituzione. Premetto, però, che ho sentito alcuni interventi veramente bizzarri e mi riferisco innanzitutto a quello della senatrice Biti: un intervento astratto, fuori dalla realtà. Quando la senatrice Biti viene in Aula e parla di una legge che deve essere smontata per garantire i diritti umani, io chiedo: senatrice Biti, perché non era con me a Lampedusa, nel mese di ottobre e nel mese di novembre, quando questo decreto è entrato in vigore, a vedere cosa accadeva nell' hotspot di Lampedusa? (Applausi) . Se fosse stato ancora ministro dell'interno Matteo Salvini, avreste chiamato i Caschi Blu per andare a Lampedusa! La vostra ipocrisia, però, è tale che definite come da disfare una legge che, quando è stata applicata, ha prodotto lo stop degli sbarchi dei clandestini in Italia e nascondete, invece, per comodo, la totale incapacità del Governo nella gestione dei flussi di migranti (Applausi) che porta, come ho visto a Lampedusa, ad avere i materassi messi all'aperto e la gente a dormire sotto l'acqua, o sotto il sole. Questo per voi è gestire l'immigrazione in maniera corretta? Questo per voi è rispettare i diritti umani? Questo per dire che questo il decreto-legge che voi avete portato in Senato e con cui volete smontare i decreti sicurezza è infarcito, dalla prima all'ultima lettera, di ipocrisia! (Applausi) . Mi rivolgo anche alla senatrice De Petris, per la quale provo rispetto, ma che mi fa molto specie quando viene a dire che abbiamo creato delle condizioni per cui gli immigrati, una volta giunti in Italia, sono diventati, in virtù delle nostre leggi, dei decreti sicurezza, invisibili. Bontà di dio, ma l'abbiamo vista la visibilità che voi intendete, quando abbiamo scoperto che l'attentatore di Nizza era sbarcato a Lampedusa, era andato a Bari, era tornato ad Alcamo e poi era andato a compiere l'attentato a Nizza! (Applausi) . Questa è la visibilità che voi volete dare agli immigrati che arrivano in Italia, con tutte le telecamere del mondo a darne cronaca, perché tutti hanno visto chi arriva a Lampedusa, tutti hanno visto la serietà di questo Paese nel gestire i confini d'Europa. Perché quello è il confine d'Europa. Questa è la visibilità che volete? Li avete fatti emergere: bravi! Complimenti! Questa è un'altra ragione per non procedere all'approvazione del decreto in esame, che andrà a smontare i decreti sicurezza. E fa bene chi lo definisce decreto clandestini. Signor Presidente, torno agli aspetti squisitamente tecnici. Ancora una volta, con la scusa della pandemia, il Governo Conte, composto da Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle, pensa che gli italiani non si accorgano di quanto sta facendo, perché presi, ovviamente, da ben altri problemi. Quindi, nottetempo, approvate un decreto-legge che smonta i decreti sicurezza.