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I servizi danno precedenza nella istruttoria alle domande dirette all'adozione di minori con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. 5. I servizi avviano il percorso sulle attività di informazione, formazione e valutazione di cui al comma 3, entro quindici giorni dal deposito della dichiarazione di disponibilità e lo concludono entro novanta giorni. Il dirigente del servizio può prorogare tale termine una sola volta per non più di sessanta giorni, quando vi siano rilevanti motivi. Concluso detto percorso, i servizi predispongono una relazione finale in duplice originale e la comunicano agli aspiranti genitori adottivi entro i quindici giorni successivi consegnando loro in quella sede un originale e informandoli dei contenuti della relazione stessa. 6. Gli aspiranti genitori adottivi, entro quindici giorni dalla consegna della relazione, presentano al tribunale per i minorenni competente per territorio della loro residenza, istanza di essere dichiarati idonei all'adozione nazionale o internazionale, corredata dell'originale della relazione dei servizi e della documentazione attestante il possesso dei requisiti di cui all'articolo 6. Il tribunale per i minorenni, qualora gli aspiranti genitori adottivi non siano in possesso dei requisiti necessari per l’adozione, entro dieci giorni dalla presentazione dell'istanza dichiara non luogo a procedere con decreto motivato reclamabile in appello nei trenta giorni successivi alla comunicazione del testo integrale mediante notifica a cura della cancelleria. Il tribunale per i minorenni convoca, entro i successivi trenta giorni, anche davanti a un giudice delegato, gli aspiranti genitori adottivi in possesso dei suddetti requisiti e dispone ulteriori approfondimenti, qualora li ritenga necessari, incaricando gli stessi servizi o disponendo una consulenza tecnica d’ufficio. Entro i successivi trenta giorni, il tribunale per i minorenni, acquisito il parere del pubblico ministero: a) qualora ritenga che gli aspiranti genitori adottivi non siano idonei ad accogliere una persona di età minore con l'adozione nazionale o internazionale, lo dichiara con decreto motivato; b) qualora ritenga che gli aspiranti genitori adottivi siano idonei ad accogliere uno o più minori con l'adozione nazionale o internazionale, lo dichiara con decreto. 7. Il decreto di cui al comma 6 è reclamabile in corte di appello da parte degli aspiranti genitori adottivi e del pubblico ministero nei trenta giorni successivi alla comunicazione del testo integrale mediante notifica a cura della cancelleria. Il decreto che decide in via definitiva sul reclamo è ricorribile in Cassazione solo per violazione di legge. 8. Il decreto definitivo che dichiara gli aspiranti genitori adottivi idonei all'adozione nazionale ha validità per tre anni dalla data di notifica, fermo restando quanto specificato dall'articolo 30 per l'adozione internazionale. Il decreto è prorogabile a richiesta degli aspiranti genitori adottivi una sola volta, con ricorso al tribunale per i minorenni del luogo di residenza degli stessi da depositare entro ttrenta giorni dalla scadenza del precedente decreto. Il tribunale per i minorenni, sentiti gli aspiranti genitori adottivi, dispone indagini integrative tramite i servizi, anche avvalendosi delle competenti professionalità delle aziende sanitarie locali e ospedaliere, se vi siano state modifiche rilevanti nel loro assetto familiare e personale dalla data del precedente decreto e, salvo che emergano problematiche, proroga la validità del decreto di idoneità per un ulteriore triennio, decorrente dalla data della comunicazione a cura della cancelleria del decreto di proroga nel testo integrale. Il decreto motivato che dispone o nega la proroga è reclamabile presso la corte di appello dal pubblico ministero o dagli aspiranti genitori adottivi nei trenta giorni successivi alla comunicazione mediante notifica a cura della cancelleria nel testo integrale. Il decreto che decide in via definitiva sul reclamo è ricorribile in Cassazione solo per violazione di legge. La procedura di proroga è esperibile solo una volta». 17 (Introduzione dell’articolo 22- bis della legge n. 184 del 1983, in materia di disposizioni adozione nazionale) 1 Dopo l'articolo 22 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è inserito il seguente: «Art. 22- bis. - 1. Il decreto che dichiara gli aspiranti genitori adottivi idonei all'adozione nazionale, ne dispone l'inserimento in un elenco ai fini dell'abbinamento con i minori dei quali sia stato dichiarato lo stato di abbandono. L'elenco è tenuto dalla cancelleria ed è formato con l'inserimento in ordine cronologico degli aspiranti genitori adottivi in considerazione della data del decreto di idoneità all'adozione. Gli aspiranti genitori adottivi hanno diritto in ogni momento di chiedere la propria posizione nell'elenco. 2 . Il tribunale per i minorenni sceglie tra gli aspiranti genitori adottivi idonei all'adozione nazionale coloro che, in base alle indagini effettuate, risultano maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore dichiarato adottabile con sentenza passata in giudicato. Se pende ancora procedimento di adottabilità, la selezione degli aspiranti genitori adottivi avviene anche in base alla loro capacità di accogliere il minore temporaneamente, con la consapevolezza che lo stesso potrebbe non essere dichiarato adottabile. 3. Il tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, omessa ogni altra formalità di procedura, dispone, senza indugio, l'affidamento preadottivo, determinandone le modalità con ordinanza. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all'affidamento preadottivo alla coppia o alla persona prescelta. 4 . Il tribunale per i minorenni deve in ogni caso informare i richiedenti sui fatti rilevanti, relativi al minore, emersi dalle indagini e comunicare ogni informazione sanitaria, compresa, se possibile, l'anamnesi familiare. Non può essere disposto l'affidamento di uno solo di più fratelli, tutti in stato di adottabilità, salvo che non sussistano gravi ragioni. L'ordinanza è comunicata al pubblico ministero, ai richiedenti ed al tutore. Il provvedimento di affidamento preadottivo è immediatamente, e comunque non oltre dieci giorni, annotato a cura del cancelliere a margine della trascrizione di cui all'articolo 18. 5 . Al minore in conflitto di interessi con il tutore è nominato un curatore speciale che lo rappresenti e lo assista nel procedimento fino al passaggio in giudicato della sentenza di adozione. 6. Il tribunale per i minorenni vigila sul buon andamento dell'affidamento preadottivo avvalendosi anche del giudice tutelare e dei servizi locali sociali e consultoriali. In caso di accertate difficoltà, convoca, anche separatamente, gli affidatari, il minore, il tutore e il curatore speciale, se nominato, alla presenza, se del caso, di uno psicologo, al fine di valutare le cause all'origine delle difficoltà. Ove necessario, dispone interventi di sostegno psicologico e sociale». 18 (Modifica dell'articolo 23 della legge n. 184 del 1983, in materia di revoca dell'affidamento preadottivo)