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Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea dall’altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 ottobre 2010. Onorevoli Senatori. -- 1.1 Contesto dell'Accordo Le relazioni dell'Unione europea con la Corea del Sud sono già caratterizzate da intensi rapporti economici e informate da un interscambio commerciale in ascesa. L'Unione è il primo investitore nel Paese asiatico e il secondo mercato di sbocco per le esportazioni coreane. Allo scopo di accrescere ulteriormente lo spettro e l'incisività delle relazione economiche bilaterali, valorizzando appieno le potenzialità offerte dai rispettivi mercati, il 6 ottobre 2010 le Parti hanno nondimeno sottoscritto un Accordo di libero scambio (FTA -- Free Trade Agreement ), entrato in vigore in via provvisoria a partire dal 1º luglio 2011 . L'accordo prevede la creazione di una zona di libero scambio suscettibile di condurre ad un incremento degli scambi per un valore stimato di 19 miliardi di euro annui. Ciò attraverso la rimozione della quasi totalità degli ostacoli tariffari tra le due economie (circa il 97 per cento delle tariffe industriali e agricole in 5 anni) e l'eliminazione di un'ampia gamma di ostacoli non tariffari, con l'adeguamento di standard e regolamentazioni in numerosi settori chiave per gli interessi europei, quali quello automobilistico, farmaceutico e dell'elettronica di consumo. L'Accordo apre inoltre i rispettivi mercati nel settore dei servizi e degli investimenti, oltre a prevedere a carico delle Parti un impegno di vasta portata in materia di protezione della proprietà intellettuale (ivi le indicazioni geografiche), dell'apertura del mercato degli appalti pubblici, la politica di concorrenza e degli aiuto di stato, e lo sviluppo sostenibile. L'intesa costituisce, per numero di ambiti toccati e valore economico complessivo, il più ampio accordo di libero scambio mai negoziato dall'Unione con un paese terzo. Esso è inoltre il primo accordo del genere conforme alla strategia « Global Europe: competing in the world », lanciata dalla Commissione nel 2006 e mirante ad accrescere il peso e la competitività globale delle imprese europee attraverso la conclusione di accordi di libero scambio con i partner economici più rilevanti e la penetrazione commerciale nei nuovi mercati emergenti, nel pieno rispetto dei princìpi Organizzazione mondiale del commercio. L'Accordo di libero scambio, approfondendo le relazioni economiche, viene così a completare il quadro istituzionale delle relazioni Unione europea -- Corea del Sud, integrando le disposizioni poste in materia di dialogo politico dall'Accordo quadro Unione europea -- Corea, concluso contestualmente. Le due intese sono collegate da un legame giuridico fortemente voluto dall’Unione europea, che consentirà l'adozione di contromisure di natura commerciale -- fino alla sospensione dell'applicazione dell'FTA -- a fronte di gravi violazioni delle clausole essenziali dell'Accordo quadro. 1.2 Iter procedurale di firma dell'Accordo Avviati il 6 maggio 2007, i negoziati per la conclusione dell'Accordo di libero scambio sono terminati dopo circa due anni. L'intesa è stata infatti parafata il 15 ottobre 2009. Il Consiglio ha adottato, il 16 settembre 2010, la decisione sulla firma e applicazione provvisoria per i settori di esclusiva competenza comunitaria, a partire dal 1º luglio 2011. La cerimonia ufficiale della firma è avvenuta il 6 ottobre 2010 a Bruxelles, in occasione del vertice bilaterale Unione europea -- Corea. L'approvazione da parte del Parlamento europeo è del 17 febbraio 2011. Il Parlamento coreano ha ratificato l'accordo il 14 maggio 2011. L'intesa ha natura mista, avendo ad oggetto anche materie di competenza degli Stati membri. Ai fini dell'entrata in vigore a titolo definitivo si richiede dunque anche la ratifica da parte di questi ultimi. 1.3 Finalità dell'Accordo L'accordo mira a promuovere l'aumento dell'interscambio di beni, servizi e dei flussi di investimento attraverso la creazione di una zona di libero scambio conforme alle disposizioni dell'articolo XXIV dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT 1994). A tal fine si prevede la soppressione entro cinque anni del 98,7 per cento dei dazi doganali sui prodotti agricoli ed industriali e la soppressione della maggior parte dei dazi rimanenti dopo periodi transitori più lunghi. Non è soggetto a liberalizzazione solo un numero limitato di prodotti agricoli, come il riso e l'aglio. L'intesa prevede inoltre disposizioni per l'eliminazione di barriere non tariffarie, l'eliminazione dei sussidi, l'attuazione dei diritti di proprietà intellettuale, la partecipazione agli appalti pubblici, la risoluzione delle controversie. Comprende inoltre capitoli approfonditi su concorrenza, strumenti di difesa commerciale e, per la prima volta, una disciplina rafforzata a protezione di diverse indicazioni geografiche relative ai prodotti agro-alimentari (non solo vini e alcolici). 1.4 Esame delle disposizioni Capo 1: Obiettivi e definizioni generali (articoli 1.1-1.2) Al Capo I vengono indicati gli obiettivi che le parti si propongono di perseguire attraverso l'istituzione di una zona di libero scambio: la liberalizzazione del commercio delle merci, in conformità a quanto previsto dall'articolo XXIV del GATT (GATT 1994), la liberalizzazione del commercio di servizi e dei flussi di investimento, secondo quanto previsto dall'articolo V del GATS. A tal fine ci si propone in particolare di rimuovere gli ostacoli agli scambi, promuovere la concorrenza, liberalizzare su base reciproca il mercato degli appalti pubblici, assicurare adeguata protezione ai diritti di proprietà intellettuale, favorire lo sviluppo armonioso del commercio mondiale. Capo 2: Trattamento nazionale e accesso al mercato per le merci (articoli 2.1-2.17) L'Accordo prevede la liberalizzazione graduale e reciproca del commercio delle merci, secondo calendari diversi per le varie categorie merceologiche. L'articolo 2.5 definisce la procedura per la soppressione dei dazi prevedendo che dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'intesa, le parti possono consultarsi in sede di Comitato per il commercio di merci (istituito in applicazione dell'articolo 15.2, paragrafo 1) per valutare se accelerare o estendere il processo. È vietato aumentare l'aliquota di dazi esistenti o introdurne di nuovi (articolo 2,6), i contingenti tariffari come determinati nell'Allegato 2-A, vengono applicati in conformità all'articolo XIII del GATT. In materia di misure non tariffarie, viene accordato alle merci il trattamento nazionale (articolo 2.8), richiamando l'articolo III del GATT e le relative note interpretative. Al fine di contrastare le irregolarità e le frodi nel settore doganale, le parti convengono di attuare la più ampia cooperazione amministrativa (articolo 2.17), indispensabile per attuare e controllare il trattamento preferenziale disciplinato dall'intesa. Capo 3: