[resaula]

2014/15, mentre dall'altro, sebbene abbiano conseguito il ruolo prima dei docenti assunti nella cosiddetta fase B e C del piano straordinario assunzionale (avendo maggiore punteggi, maggiore anzianità di servizio) la legge n. 107 del 2015 non ha per loro previsto la possibilità di godere dei posti del potenziamento (oltre 100.000) al pari dei docenti che sono stati assunti nello stesso anno scolastico (2015/16) nella fase B e C del piano assunzionale straordinario (docenti che hanno ottenuto il ruolo solo perché hanno potuto beneficiare dei 100.000 poti del potenziamento previsti dalla legge tramite lo stanziamento di fondi straordinari); considerato che: una simile posposizione della posizione giuridica dei docenti assunti in fase "0" ed "A" nella residuale fase "D" di mobilità territoriale a favore dei docenti assunti nella fase B e C del piano assunzionale straordinario (che sono stati ricompresi nella prioritaria fase C di mobilità straordinaria a.s. 2016/17) sembra a parere dell'interrogante del tutto arbitraria, poiché non solo appare priva di qualsiasi mandato di fonte primaria , ma viola il principio fondamentale del "merito", nella determinazione delle priorità al trasferimento; segnatamente essa ha realizzato concretamente nell'ordine di priorità dei movimenti di mobilità interprovinciale e nazionale, la posposizione dei movimenti di docenti che per punteggio ed anzianità di servizio avrebbero dovuto precedere, ed invece seguono, rispetto a coloro i quali hanno beneficiato dei posti del potenziamento scolastico (assunti nel piano assunzionale straordinario da fase B e C); con tale meccanismo, la legge ha determinato una situazione a parere dell'interrogante di fatto irragionevole, per cui all'esito delle modalità di svolgimento delle operazioni di mobilità territoriale straordinaria a.s. 2016/17 prevista ai sensi dell'art. 1, comma 108 della legge n. 107 del 2015, una intera categoria di docenti (quelli assunti nella fase 0 ed A del piano assunzionale straordinario), in genere pendolari per necessità, che ha atteso l'agognata immissione in ruolo per anni ed anni nelle graduatorie provinciali e regionali di loro competenza, è stata irragionevolmente pospostain sede di mobilità territoriale a docenti più giovani, in molti casi neo assunti, con minor punteggio ed anzianità di servizio, e che hanno ottenuto il ruolo "solo grazie" al piano straordinario assunzionale creato ex lege , si chiede per sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale problematica e se e quali misure intenda adottare per tutelare i docenti della fase "0" ed "A" sulle future procedure di mobilità, al fine di ripristinare i diritti acquisiti da questa categoria di docenti penalizzati dalla legge "La Buona Scuola" in sede di introduzione e modalità di svolgimento del piano di mobilità straordinario, ex art. 1, comma 108, della legge n. 107 del 2015. Atto n. 4-00918 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: in data 22 novembre 2018 il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Napoli ha eseguito l'arresto ai domiciliari di 6 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, alla turbata libertà degli incanti e alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente con riferimento a plurime forniture di apparecchiature elettromedicali; l'inchiesta della Procura ha riguardato le procedure di approvvigionamento di strumentazioni mediche destinate all'ospedale "del Mare" di Napoli e a ulteriori presidi sanitari della Asl Napoli 1 Centro, coinvolgendo personale della medesima azienda sanitaria e facoltosi imprenditori campani; i finanzieri hanno eseguito anche delle perquisizioni e il sequestro di beni mobili e immobili riconducibili alle società e agli indagati per oltre 850.000 euro; ai domiciliari sono così finiti Loredana Di Vico, dirigente dell'unità operativa complessa acquisizione beni e servizi della Asl; Vincenzo Dell'Accio, imprenditore e gestore, insieme con alcuni familiari, di società per la rivendita di articoli medicali, risultate amministrate da prestanome; Rosario Dell'Accio, fratello di Vincenzo; Antonio, padre di Rosario e Vincenzo; Claudia Dell'Accio, sorella di Vincenzo e di Antonio, e Gennaro Ferrigno, collaboratore della famiglia Dell'Accio. Le società coinvolte sono LGA, Maflamed, Vicamed e Frag Hospital; le sei persone arrestate riuscivano a influenzare le gestioni delle procedure di approvvigionamento di materiali sanitari da parte della Asl Napoli 1 Centro: il materiale veniva acquistato da società di intermediazione a un prezzo maggiorato del 300 per cento di quello di mercato; dalle indagini dei finanzieri è anche emerso che su un appalto era stato applicato un ricarico stimato in circa 250.000 euro; le ditte di intermediazione coinvolte, riconducibili alla famiglia Dell'Accio, avevano un contratto in esclusiva con la società che produce gli apparecchi elettromedicali (endoscopi, broncoscopi e altri macchinari della stessa tipologia) che poi venivano venduti alla Asl a prezzi maggiorati; in precedenza il rapporto era invece diretto, cioè tra Asl e ditta produttrice; tutto veniva anche agevolato dal fatto che due delle persone arrestate sono risultate sentimentalmente legate e proprio per celare questa relazione, secondo quanto emerso dalle indagini, le aziende erano state intestate a prestanome; l'attività investigativa, che ha preso il via all'inizio del 2017, con alcune perquisizioni dei finanzieri proprio nell'ospedale del Mare, è stata portata avanti anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e i primi approfondimenti sono stati condotti dalla Guardia di finanza secondo le linee guida dell'Anac; il sistema, secondo l'accusa, era fondato sui vantaggi corruttivi della dirigente amministrativa De Vico e di alcuni dipendenti della stessa amministrazione; anche un medico di una struttura della Asl Napoli 1 Centro è indagato per corruzione; è emerso che i titolari di fatto delle ditte coinvolte nell'inchiesta si scambiavano messaggi via "Whatsapp" per festeggiare l'imminente richiesta di una fornitura di costose apparecchiature: lo scambio di messaggi, con faccine sorridenti e coriandoli, scattava subito dopo avere appreso dai loro canali privilegiati che un medico stava per chiedere particolari strumenti per il suo lavoro; dall'attività investigativa della Guardia di finanza di Napoli è anche emerso che le ditte acquistavano i macchinari dalle aziende produttrici ancora prima di vedersi assegnato l'appalto dalla Asl e dunque i titolari erano sicuri che la scelta sarebbe ricaduta sulle loro ditte proprio in virtù del sistema di corruzione messo in piedi con la collaborazione di funzionari pubblici, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo è a conoscenza di questo grave fatto che rappresenta l'ennesimo scandalo della sanità campana; se ritenga, parallelamente all'attività giudiziaria, attivare i suoi poteri ispettivi per verificare responsabilità politiche ed amministrative. Atto n. 4-00919 VITALI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: