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Il risultato è che già nei primi anni di applicazione della nuova normativa, tra il 2000 e il 2002 cresce il volume d'affari del 70 per cento a beneficio delle grandi aziende. Di fatto si ha la polarizzazione su un numero più ridotto di interventi, rispetto al passato, che diventano sempre più grandi e costosi, tagliando fuori una porzione non irrisoria di operatori economici del settore, costituiti dalle piccole e medie imprese edili. È evidente, dunque, che una modifica della legge obiettivo è ormai non più rinviabile. Obiettivi fondamentali del presente disegno di legge sono quindi la centralità e la qualità del progetto dell'opera, la cui realizzazione non può discendere principalmente da valutazioni di tipo politico; la trasparenza delle procedure e il rispetto della legalità. Il disegno di legge prevede, a tal fine, che si proceda a: la selezione di una lista delle opere secondo criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica; la riattribuzione di un ruolo decisivo alla conferenza dei servizi dei soggetti interessati per la scelta dei tracciati, pur lasciando un ruolo di regia al CIPE; il rafforzamento della procedura di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica, nonché della tutela dei beni culturali e del paesaggio; l'ampliamento della capacità di dialogo e consultazione dei cittadini da parte delle istituzioni. Il disegno di legge si pone l'obiettivo di individuare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, gli interventi infrastrutturali da realizzare prioritariamente, in coerenza con il PGTL. L'individuazione di queste priorità infrastrutturali deve a sua volta avvenire alla luce delle risultanze della valutazione ambientale strategica (VAS), delle valutazioni sui fabbisogni di infrastrutture e servizi, dell'esame del rapporto costo beneficio di ogni intervento e della sua coerenza con gli obiettivi generali e di sistema da perseguire. Il disegno di legge, all'articolo 1, individua le finalità e l'ambito di applicazione della legge nel riordino e nella modifica della normativa vigente per la realizzazione delle infrastrutture strategiche, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e al citato codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, al fine di coordinarla con la legislazione per la protezione dell'ambiente, la valutazione di impatto ambientale, la tutela del paesaggio e dei beni culturali e, infine, la pianificazione dei trasporti. L'articolo 2 sostituisce i commi 1 e 1- bis dell'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, introducendo come finalità della legge la modernizzazione e lo sviluppo sostenibile del Paese, nonché il concetto di infrastrutture ed insediamenti produttivi di preminente interesse nazionale e il programma delle infrastrutture di preminente interesse nazionale. Si riconducono il programma e le infrastrutture prioritarie nell'ambito dei piani di settore e, in particolare, per le infrastrutture di trasporto nell'ambito del PGTL. Come già previsto nella disciplina vigente, è mantenuta la presentazione del programma come allegato al documento di economia e finanza (DEF), ma vengono introdotti correttivi finalizzati alla selezione delle infrastrutture che rechino effettivi stanziamenti. Nella definizione del Programma, si procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto della normativa in materia ambientale, tenendo conto delle reali carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; della specificità insulare e dei particolari requisiti delle zone di montagna; della densità della popolazione e delle unità produttive. In sede di revisione e aggiornamento del programma, il Governo individua gli investimenti pubblici realmente necessari e indica quelli per i quali disporre la non prosecuzione dell'opera. A tal fine si tiene adeguatamente conto delle valutazioni ex ante delle singole opere, delle modalità di selezione delle opere, nonché delle valutazioni ex post su opere pubbliche ancora incomplete o in via di realizzazione. L'articolo 3 prevede l'aggiornamento del PGTL. Sono indicati gli obiettivi da perseguire: a) riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale; b) promozione del riequilibrio modale favorendo il trasporto su ferro, il cabotaggio, il trasporto collettivo e la mobilità ciclo-pedonale e la sua integrazione coi trasporti collettivi; c) integrazione delle reti delle aree metropolitane con il sistema dei trasporti nazionale; d) riduzione delle emissioni inquinanti e dei gas serra; e) miglioramento della mobilità sul territorio nazionale e dei collegamenti internazionali; f) efficienza della spesa pubblica e qualità dei servizi, garantendo in particolare l'accessibilità totale delle infrastrutture di trasporto da parte delle persone disabili; g) promozione della sicurezza nei trasporti; h) individuazione di un elenco delle infrastrutture di preminente interesse nazionale. Nello stesso articolo è previsto che il piano, e i successivi aggiornamenti, sono oggetto di VAS. L'articolo 4 reca modifiche puntuali al codice dei contratti di cui al decreto legislativo 163 del 2006, al fine di prevedere, per la realizzazione delle infrastrutture di cui all'articolo 2, l'applicazione della disciplina ordinaria in materia di aggiudicazione e realizzazione di lavori pubblici, intervenendo, in particolare, sulle tempistiche e sulle procedure connesse alle autorizzazioni per l'avvio dei lavori e all'approvazione dei progetti e, tra le altre cose, il rispetto delle procedure ordinarie vigenti in materia di valutazione e di incidenza ambientali; il maggiore coinvolgimento degli enti locali attraverso la conferenza di servizi e l'abrogazione dell'istituto dell'affidamento a contraente generale. L'articolo 5 interviene su due aspetti: il primo concerne la revisione dell'elenco delle opere strategiche attualmente previste attraverso le modalità di cui al precedente articolo 2; il secondo introduce la facoltà per i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo di indicare per le opere attualmente incluse nel Programma quelle per le quali necessitano ulteriori approfondimenti e una procedura pubblica ai fini dell'espressione di osservazione da parte dei soggetti interessati. L’articolo 6 prevede una delega al Governo per il riordino del quadro normativo vigente ai fini dell’armonizzazione con la disciplina recata dal presente disegno di legge. In ragione della rilevanza del tema, si auspica un positivo esame della presente proposta.. 1 (Finalità e ambito di applicazione) 1 La presente legge provvede al riordino e alla razionalizzazione della disciplina in materia di realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche al fine di favorirne il coordinamento con la legislazione relativa alla trasparenza delle procedure, alla protezione dell'ambiente, alla valutazione di impatto ambientale (VIA), alla tutela del paesaggio e dei beni culturali e alla pianificazione dei trasporti. 2 (Modifiche alla legge 21 dicembre 2001, n. 443) 1 All'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, i commi 1 e 1- bis sono sostituiti dai seguenti: «1.