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CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo oggi in quest'Aula per portare a conoscenza del Senato quanto accaduto lunedì scorso a Chiomonte. Un esercito di delinquenti - perché 200 persone, dal mio punto di vista, si possono definire un esercito - ha attaccato il cantiere dell'alta velocità. Nei giorni precedenti hanno accatastato materiale infiammabile e, dandogli fuoco, hanno provocato fiamme alte fino a quattro metri. Hanno cercato di sfondare il cancello metallico usando come ariete un grosso tronco d'albero, hanno sparato razzi di segnalazione nautica e lanciato pietre, petardi e bombe carta contro le Forze dell'ordine che da anni ormai presidiano il cantiere. La Digos ha riconosciuto una cinquantina di persone riconducibili al centro sociale Askatasuna di Torino e al movimento No TAV. Tutto questo, ovviamente, avviene in concomitanza con quello che è l'evento della valle, ovvero il Festival Alta Felicità, che ogni anno attira in Val di Susa - più precisamente a Venaus - centinaia di anarchici da tutta Europa con la scusa di un festival musicale, peraltro non autorizzato da nessuno, che in realtà ha la sua sublimazione nella serie di attacchi allo Stato italiano, nelle figure delle Forze dell'ordine che presidiano il cantiere. Non so se quanto successo ieri a Rovezzano sia collegato direttamente o meno al movimento No TAV piemontese. Quel che è certo è che la situazione di impunibilità presunta e le dichiarazioni di taluni esponenti politici del PD, tra i quali un ex Ministro, che giustificano il violare la legge in nome di chissà quali ideali, fanno ritenere possibile a taluni soggetti atti vandalici a 360 gradi. Ciò ha fatto sì che ieri, per l'intera mattinata, l'Italia rimanesse divisa in due. Tutto questo è intollerabile. Il Presidente del Consiglio ha garantito che si farà di tutto per prendere i colpevoli e punirli severamente per i disagi cagionati. Questo è un bene. Spero che a questi criminali sia arrivato chiaro il messaggio che non hanno santi in paradiso o angeli custodi in questo Governo. Chi rompe paga e i cocci sono suoi e devono pagare caro e salato. Colgo l'occasione per rinnovare la stima, la vicinanza e il sostegno sempre all'operato delle Forze dell'ordine, uomini e donne in divisa che, con una professionalità incredibile, tutelano la sicurezza dei luoghi e la tranquillità delle persone per bene, ma ai quali troppo spesso ci si dimentica di dire grazie. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, voglio approfittare dell'Assemblea per parlare di uno strumento molto importante che le Regioni hanno nelle mani: il piano paesaggistico. Sappiamo che si tratta di uno strumento importantissimo che serve a tutelare e valorizzare, tanto che non è solo descrittivo, ma anche prescrittivo e propositivo, è sovraordinato ad altri piani e la sua efficacia è immediata, dall'adozione. Vengo al caso: la Regione Siciliana ha adottato finalmente - meglio tardi che mai - a fine del 2016 il piano paesaggistico anche per l'ambito 9, cioè la Provincia di Messina. Questo strumento è chiaramente importante anche per la zona della Valle del Mela, che è un sito di interesse nazionale (SIN), ma non solo. Senonché, cosa è accaduto? Recenti pronunce del TAR di Catania hanno riscontrato un vizio formale nella procedura di adozione del piano stesso, determinandone l'annullamento. Questo è molto grave. Il giudice amministrativo ha tuttavia compreso chiaramente il grande danno nel caso dell'annullamento e, quindi, ha disposto un termine utile per sanare tale vizio. Il termine utile predisposto è il 27 ottobre del 2019. Ci sono ancora tre mesi e volutamente ho fatto questo intervento adesso, per invitare e sollecitare il Presidente della Regione Siciliana, che è stato eletto al motto «diventerà bellissima», a sanare questo vizio per non privare la nostra Provincia di uno strumento così importante di tutela e di salvaguardia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci auguriamo che da qui al 27 ottobre sicuramente la Regione Siciliana sanerà tale vizio. (Applausi dal Gruppo M5S) . SICLARI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare la vostra attenzione, insieme al collega Mangialavori, su un fatto gravissimo accaduto all'ospedale di Cetraro a Cosenza. Santina Adamo è deceduta dopo aver partorito il secondo figlio. La morte per emorragia di una giovane donna, nostra concittadina, avvenuta dopo il parto, riapre prepotentemente il dibattito sull'emergenza sanitaria in Calabria. Sulla vicenda sta indagando la procura della Repubblica per accertare l'esatta dinamica dei fatti e l'eventuale responsabilità del personale medico e paramedico, che ha operato, curato e assistito Santina. A lei, incolpevole vittima, va il mio e il nostro pensiero commosso e straziato e a tutta la famiglia le sentite condoglianze. Ho chiesto al ministro Grillo il giorno 18, tramite stampa, di inviare gli ispettori presso l'ospedale per capire meglio la dinamica e lo ringrazio per aver avviato l'ispezione due giorni dopo. Le notizie che vengono dalla stampa sembrano far emergere circostanze inquietanti: pare che nella sala operatoria, mentre la giovane madre spirava, non ci fosse nessun chirurgo che potesse operarla ed è morta di emorragia dopo tre ore dal parto, senza sacche di sangue. Da qualche settimana all'ospedale di Cetraro non si può operare più in regime di emergenza e urgenza, nonostante si tratti di un presidio ospedaliero che ospita un punto nascita con circa 600 parti all'anno: però manca la possibilità di operare in regime di emergenza e urgenza! L'ospedale di Cetraro non può contare nemmeno sul centro trasfusionale, che si trova ad oltre 30 chilometri di distanza. Le sacche di sangue sono arrivate tre ore dopo il parto. Forse la giovane madre avrebbe potuto salvarsi, se avesse avuto il sangue e magari un chirurgo in grado di tamponare l'emorragia. Vorrei chiedere al Ministro di venire in Aula per riferire l'esito dell'ispezione. È importante che venga a riferire, perché il 3 maggio è stato approvato il decreto Calabria, che prevede una serie di misure, ma a quanto pare oggi non abbiamo avuto alcun tipo di segnale sull'organizzazione sanitaria che si vuole fare in Calabria, manca l'organico, mancano i medici. Presidente, non è possibile che andiamo in ospedale per cercare aiuto e lì non troviamo i medici! Sarò monotono, saremo monotoni, magari ci stancheremo e vi stancheremo di ripetere le stesse cose, ma in Calabria si muore per motivi, per i quali è impensabile ed è innaturale.