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Partiti ammessi alla contribuzione volontaria agevolata L'articolo 10 del decreto disciplina i requisiti di accesso dei partiti alla contribuzione volontaria agevolata e introduce dei limiti alle erogazioni liberali in favore dei partiti. A ciascuna forma di contribuzione agevolata corrisponde una distinta sezione del registro nazionale. I partiti che possono essere ammessi, a richiesta, al finanziamento privato agevolato con la detrazione fiscale, oltre ad essere naturalmente iscritti nel registro, devono aver ottenuto nell'ultima consultazione elettorale almeno un candidato eletto sotto il proprio simbolo -- anche ove integrato con il nome di un candidato -- alle elezioni per il rinnovo del Senato, della Camera, dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia o in uno dei consigli regionali o delle province autonome di Trento e di Bolzano, ovvero aver presentato nella medesima consultazione elettorale candidati in almeno tre circoscrizioni per le elezioni per il rinnovo della Camera o in almeno tre regioni per il rinnovo del Senato, o in un consiglio regionale o delle province autonome, o in almeno una circoscrizione per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia. I partiti ammessi al riparto delle risorse del due per mille devono invece aver conseguito nell'ultima consultazione elettorale almeno un candidato eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo del Senato, della Camera o dei membri del Parlamento europeo. La platea dei partiti che possono essere ammessi, a richiesta, a entrambi i regimi di contribuzione volontaria agevolata comprende, inoltre, i partiti, iscritti nel registro, cui dichiari di fare riferimento un gruppo parlamentare regolarmente costituito in entrambe le Camere, nonché quelli che abbiano depositato congiuntamente il contrassegno di lista e partecipato in forma aggregata ad una competizione elettorale mediante la presentazione di una lista comune di candidati in occasione del rinnovo dei predetti organi (Senato, Camera, Parlamento europeo, consigli regionali o delle province autonome) riportando almeno un candidato eletto, sempreché si tratti di partiti che risultino iscritti nel registro antecedentemente alla data del deposito del contrassegno. L'articolo 10 disciplina, quindi, la procedura che i partiti devono seguite per l'accesso ai benefici, che viene disposto, qualora essi risultino in possesso dei requisiti e ottemperino alle disposizioni previste dal decreto-legge, dalla Commissione entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta presentata dal rappresentante legale o dal tesoriere del partito. I commi da 7 a 12 del medesimo articolo 10 introducono una nuova disciplina recante i limiti alla contribuzione privata diretta. In particolare, per le persone fisiche, la soglia (per le erogazioni liberali in denaro e i contributi in beni e servizi in qualsiasi forma e modo prestati a un singolo partito, fatta eccezione per i lasciti mortis causa , è di 300.000 euro annui, nel limite concorrente pari al 5 per cento dei proventi iscritti nel conto economico del partito, quale risultante dal rendiconto di esercizio riferito al penultimo anno antecedente quello dell'erogazione. In via transitoria, negli anni 2014, 2015 e 2016 il limite complessivo delle erogazioni e dei contributi che possono essere corrisposti annualmente in favore di ciascun partito è pari, rispettivamente, al 15, al 10 e al 5 per cento dell'importo dei proventi iscritti nel conto economico del partito. Ciascun partito è tenuto a pubblicare nel proprio sito internet il valore del predetto limite in relazione a ciascun anno. Per quanto concerne i soggetti diversi dalle persone fisiche, il limite per le erogazioni liberali in denaro o comunque in beni o servizi è fissato a 200.000 euro annui. Tale limite non si applica in ogni caso in relazione ai trasferimenti di denaro o di natura patrimoniale effettuati tra partiti politici. Con un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri saranno definiti anche i criteri e le modalità ai fini dell'applicazione di tale divieto ai gruppi di società e alle società controllate e collegate. Ferma restando la disciplina di carattere penale in materia di finanziamento illecito ai partiti, di cui all'articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195, la violazione dei predetti divieti è punita dalla Commissione con l'irrogazione di una sanzione amministrativa pari al doppio delle erogazioni corrisposte o ricevute in eccedenza rispetto al valore dei limiti medesimi e al partito che non ottemperi al pagamento della predetta sanzione è precluso per tre anni l'accesso al riparto delle risorse del due per mille. Per quanto concerne l'applicazione dei divieti in oggetto, l'articolo 10 specifica che essi si applicano anche ai pagamenti effettuati in adempimento di obbligazioni connesse a fideiussioni e ad altre tipologie di garanzie reali o personali concesse in favore dei partiti politici. In tali casi, tuttavia, in luogo dell'applicazione delle citate sanzioni, viene previsto che i soggetti che in una annualità abbiano erogato, in adempimento di obbligazioni contrattuali connesse a garanzie, importi eccedenti i citati limiti di cui ai commi 7 e 8 non possano corrispondere, negli esercizi successivi a quello della predetta erogazione, alcun contributo in denaro, beni o servizi in favore del medesimo partito politico fino a concorrenza di quanto versato in eccedenza, né concedere, nel medesimo periodo e a favore del medesimo partito, alcuna ulteriore garanzia reale o personale. In questi casi le risorse a titolo di due per mille eventualmente spettanti al partito che abbia beneficiato di pagamenti eccedenti i limiti sono ridotte sino a concorrenza dell'importo eccedente i limiti medesimi. I limiti alla contribuzione volontaria si applicano con riferimento alle erogazioni effettuate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Viene inoltre specificato che essi non si applicano in ogni caso in relazione alle fideiussioni o ad altre tipologie di garanzia reale o personale concesse, prima della data di entrata in vigore del decreto, in favore di partiti politici sino alla scadenza e nei limiti degli obblighi contrattuali risultanti alla data di entrata in vigore del decreto. Nei casi specifici di partiti politici ammessi, a richiesta, alla contribuzione volontaria agevolata in quanto a ciò abilitati, ai sensi dell'articolo 10, comma 2, lettera a) , dalla dichiarazione di un gruppo parlamentare regolarmente costituito in entrambe le Camere, il limite alle erogazioni per le persone fisiche si applica, per il primo anno, facendo riferimento al rendiconto di esercizio del partito politico sotto il cui simbolo è stata eletta la maggioranza dei senatori e dei deputati che aderiscono ai gruppi parlamentari che dichiarano di fare riferimento al partito politico. Ferma restando tale previsione, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri saranno definiti criteri e modalità ai fini dell'applicazione del citato limite ai partiti politici di nuova costituzione.