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se ritengano necessario intervenire presso ARPAT per rendere più trasparenti e tempestive le modalità di intervento a seguito delle segnalazioni dei cittadini; se ritengano utile richiedere ad ARPAT di esibire prove documentate di quanto è avvenuto in data 5 dicembre 2020 e nei giorni successivi per i quali mancano i dati di registrazione; quali iniziative urgenti intendano assumere per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori nel sito. Atto n. 4-04739 NUGNES Ai Ministri della difesa, dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che da anni comitati ed associazioni del quartiere Marola, e di tutta la città di La Spezia, si battono affinché le istituzioni, a partire dal Comune, intraprendano percorsi di riappropriazione delle aree militari inutilizzate, in particolare modo quelle relative alle attuali pertinenze dell'arsenale della Marina militare, chiedendo che vengano rese alla comunità bonificate, così come 150 anni fa sono state tolte alle comunità della città; considerato che: le condizioni attuali di rilevanti porzioni dell'arsenale militare sono in avanzato stato di degrado e di abbandono, ben visibile dalle aree civili prospicienti, definito dall'associazione "Murati vivi" un "cadavere di fasti passati, abbandonato e nocivo"; per quanto risulta all'interrogante, la recente impresa di due youtuber americani, legati al progetto "Urbex", introdottisi in un bunker militare prossimo all'arsenale spezzino, abbandonato dagli anni '90 anni e contenente materiale industriale in deterioramento e l'evidente presenza di sostanze nocive, ha svelato ancor più chiaramente le condizioni in cui versa un patrimonio dello Stato, costituito da decine di infrastrutture militari che ad oggi non hanno nessuna funzione, pezzi di memoria e di architetture storiche inagibili ed abbandonate; considerato, altresì, che: in tutta l'area dell'arsenale militare spezzino sono presenti enormi quantità di amianto, in particolare nelle coperture di eternit di capannoni, molti dei quali danneggiati da eventi atmosferici recenti, e quantità di rifiuti tossici stoccati, precisamente caratterizzati dalla perizia di un ingegnere in qualità di consulente tecnico dell'allora procuratore della Repubblica, Rodolfo Attinà, nella discarica denominata "campo in ferro"; da tempo comitati, associazioni e forze politiche hanno proposto, confrontandosi con l'amministrazione comunale, di intraprendere la strada di un nuovo piano strategico della città, strutturato attraverso un percorso partecipativo, in grado di dare indicazioni su come progettare la città del futuro, valorizzando le aree inutilizzate dell'arsenale e bonificando quelle di interesse strategico per la Marina militare; il Consiglio comunale di La Spezia, il 28 gennaio 2019, si espresse unanimemente, su una proposta dell'associazione Murati vivi, che impegnava il sindaco e la Giunta ad intraprendere il percorso della bonifica attraverso le seguenti indicazioni: 1) promuovere insieme alla commissione consiliare Ambiente incontri che coinvolgano: rappresentanti di ASL, ARPAL, Marina militare, eventuali dirigenti scolastici di plessi in prossimità delle aree militari, una rappresentanza di associazioni di cittadini coinvolti, le rappresentanze sindacali unitarie dell'arsenale, al fine di istituire un percorso di partecipazione e trasparenza; 2) proporre un protocollo d'intesa tra Comune, Marina militare, ASL ed ARPAL per il monitoraggio degli interventi di bonifica da effettuare all'interno della base navale nelle aree civili di prossimità degli interventi; 3) richiedere fin da subito, presso l'ARPAL, il monitoraggio relativo a dispersioni di fibre di amianto nelle aree civili, prospicienti la zona dell'arsenale militare, come da decreto ministeriale 6 settembre 1994, recante le "Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto", concertando i punti di campionamento con la struttura complessa igiene e sanità della ASL 5 e fornendo alla stessa i dati acquisiti per l'interpretazione a tutela della salute pubblica, si chiede di sapere: quali iniziative intendano assumere i Ministri in indirizzo per attuare al più presto la bonifica delle aree dell'arsenale militare di La Spezia secondo la legislazione vigente e gli impegni presi, intendendo prioritariamente la rimozione delle sostanze nocive alla salute nelle aree civili prospicienti; se, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano impegnarsi a rendere operativa la proposta unanime del Consiglio comunale di La Spezia di definire un protocollo di intesa tra Comune, Marina militare, ASL ed ARPAL per il monitoraggio degli interventi di bonifica da effettuare all'interno della base navale e nelle aree civili di prossimità, salvaguardando i livelli occupazionali. Atto n. 4-04740 NUGNES Al Ministro della salute Premesso che: la fondazione "Giovanni Pascale" è un istituto nazionale dei tumori di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) con sede a Napoli e con una natura giuridica di diritto pubblico; la fondazione, negli ultimi mesi, è assurta più volte agli onori della cronaca per inchieste giudiziarie (si veda da ultimo il quotidiano "Il Mattino" del 30 dicembre 2020) in corso anche per un presunto intreccio perverso tra interesse pubblico alla tutela del diritto alla salute e interesse privato al profitto, persino su patologie di estrema gravità come quelle oncologiche, avendo le indagini in corso il fine di verificare se pazienti oncologici in carico alla struttura pubblica fossero stati dirottati in strutture private, e per quale esigenza; alla fondazione è stato accorpato l'ospedale "Ascalesi" e il CROM di Mercogliano per costituire il "polo oncologico mediterraneo", struttura di rilievo per l'intero Mezzogiorno; l'accorpamento è stato fatto anche al fine di alleggerire le liste di attesa per interventi e visite; tuttavia, da informazioni ricevute, non sembrano si siano registrati miglioramenti in tal senso; considerato che: all'interrogante non appare chiaro, in riferimento al personale dirigenziale di struttura complessa, quali siano gli strumenti per la verifica della presenza in servizio, quali siano gli obiettivi dati al personale per ridurre le liste di attesa e quale sia il riscontro tra le previste comunicazioni preventive in termini di giorni e orari dedicati all'attività libero professionale intramuraria (secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni contrattuali della pertinente area dirigenziale) e le prestazioni effettivamente rese in tale regime; non sono facilmente rinvenibili e trasparenti i criteri con i quali vengono assegnati i progetti di ricerca alle varie strutture del polo oncologico mediterraneo, con quale ripartizione interna e ammontare finanziario nel 2020 dei singoli progetti; e i dati di quanti e quali progetti a finanziamento ministeriale sia stato destinatario negli ultimi tre anni il Pascale e il loro importo finanziario distinto per anno;