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a) che detti interventi siano realizzati secondo modalità e tecniche che non pregiudichino né interferiscano con l'esecuzione e il completamento della bonifica, e b) non determinino rischi per la salute dei lavoratori e degli altri fruitori dell'area ai sensi e nel rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. In tale contesto, e in particolare in ragione dei vincoli (ambientali e conformativi) derivanti dall'inclusione di un'area nel perimetro di un SIN, l'articolo 17- bis del decreto-legge n. 152 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, ha demandato al Ministro della transizione ecologica (ora, Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica), « la ricognizione e la riperimetrazione dei siti contaminati attualmente classificati di interesse nazionale ai fini della bonifica, escludendo le aree e i territori che non soddisfano più i requisiti di cui all'articolo 252, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ». Tale attività, particolarmente complessa per il numero dei SIN (42) da esaminare e per la specificità di ciascun SIN, pur essendo stata avviata nel 2022 (come si dirà oltre), necessita di una proroga di un anno per completare le attività. Nel corso del 2022 sono state svolte le attività di seguito descritte. Al fine di dare attuazione alla norma, la competente Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche (USSRI) del Ministero dell'ambiente, con proprio decreto 9 febbraio 2022, n. 13, ha istituito un Gruppo di lavoro incaricato di effettuare la ricognizione e la riperimetrazione dei siti contaminati attualmente classificati di interesse nazionale ai fini della bonifica, escludendo le aree e i territori che non soddisfano più i requisiti di cui all'articolo 252, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006. Il Gruppo di lavoro vede la partecipazione del personale della Direzione generale USSRI, di ISPRA, del personale Sogesid che opera sull'assistenza tecnica FSC e del Progetto « Mettiamoci in RiGA – Rafforzamento integrato Governance Ambientale » – Linea di intervento L3. I lavori hanno preso avvio nel mese di marzo e si sono tenute numerose riunioni in seduta plenaria, nonché specifiche riunioni tecniche. In particolare, nelle prime riunioni sono stati definiti i criteri in base ai quali è possibile procedere con la deperimetrazione dei SIN. L'attività è proseguita, per ciascun SIN, sotto un duplice profilo: a) si è provveduto alla ricognizione degli atti e documenti che a suo tempo hanno determinato la perimetrazione dei SIN, nonché alla ricognizione dei procedimenti di caratterizzazione/bonifica delle singole aree ricomprese nei SIN; b) sono state convocate apposite riunioni con gli enti locali interessati (regione, provincia, comuni), al fine di acquisire elementi finalizzati all'eventuale deperimetrazione dei SIN (fase partecipativa). La ricognizione dei SIN (lettera a ) è stata completata e gli esiti sono stati trasferiti al Gruppo di lavoro ex decreto direttoriale n. 13 del 2022; mentre, la fase partecipativa con gli enti locali interessati (lettera b ) sarà completata entro il mese di novembre/dicembre di quest'anno. Concluse queste attività, il prossimo anno – qualora fosse concessa la proroga – potrebbe essere dedicato al completamento dell'istruttoria affidata al citato Gruppo di lavoro e all'adozione dei decreti ministeriali. Deve evidenziarsi, inoltre, che per espressa previsione normativa, a causa dell'evento cibernetico avvenuto nel mese di aprile 2022 che ha interessato i sistemi informatici del Ministero della transizione ecologica, i termini procedimentali di competenza del Ministero sono stati anche differiti di 60 giorni (articolo 51, comma 9, decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91). In tale contesto la proroga di un anno del termine previsto dall'articolo 17- bis del decreto-legge n. 152 del 2021 si rende assolutamente necessaria per completare il lavoro avviato e, dunque, soddisfare l'interesse primario sotteso alla norma, ossia svincolare le aree del territorio che non presentano più i requisiti di legge che avevano determinato la loro inclusione nei perimetri dei SIN. L'opzione zero non è perseguibile per le ragioni anzidette (svincolare le aree del territorio che non presentano più i requisiti di legge che avevano determinato la loro inclusione nei perimetri dei SIN; non disperdere l'attività sinora svolta). Il comma 6, reca proroghe in materia di riesame e rielaborazione dei piani di azione da parte dei gestori delle infrastrutture dei trasporti relativi alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale. Il regolamento (UE) n. 2019/1010, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, con l'articolo 2, comma 2 sostituisce l'articolo 8, comma 5, della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale, posticipando di un anno, dal 18 luglio 2023 al 18 luglio 2024, il riesame e la rielaborazione dei piani di azione da parte dei gestori delle infrastrutture dei trasporti principali e delle autorità competenti per gli agglomerati. La necessità di razionalizzare i termini di presentazione dei piani d'azione, onde concedere un lasso di tempo sufficiente per la consultazione pubblica sui piani stessi, è emersa dalla valutazione della Commissione europea del 13 dicembre 2016 della citata direttiva 2002/49/CE che ha pertanto stabilito di posticipare di un anno, e solo per una volta, il termine per il quarto ciclo di piani di azione. La proroga del termine finale per la consegna dei piani di azione da parte delle autorità coinvolte stabilita dal citato regolamento (UE) n. 2019/1010 rende necessario adeguare i termini intermedi riportati nel decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, di attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale. Conseguentemente i termini previsti dall'articolo 4, commi 3, 3- bis e 4 e dall'articolo 7, comma 1, lettera d) , del decreto legislativo n. 194 del 2005 sono rideterminati con le nuove tempistiche individuate nella presente disposizione. In particolare, alla lettera a) si posticipano di un anno tre scadenze riportate all'interno dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, come di seguito indicato: 1) al 18 aprile 2024 la consegna alla regione o alla provincia autonoma competente dei piani di azione degli agglomerati predisposti da parte delle autorità individuate dalla regione o dalla provincia autonoma e dei piani di azione per gli assi stradali e ferroviari principali predisposti da parte delle società e gli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture non di interesse nazionale né di interesse di più regioni;