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Sono già in corso contatti a livello tecnico relativi alla messa a punto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sul quale si conta di acquisire l'intesa della Conferenza Stato-Regioni entro la fine del mese di novembre. È nostra ferma intenzione effettuare un puntuale monitoraggio sull'utilizzo dei fondi da parte delle Regioni. Abbiamo anche affermato che è necessario verificare che le modalità di erogazione siano coerenti con la progettazione politica alla base del Piano strategico nazionale. Sempre in sede di cabina di regia si intendono affrontare anche alcune criticità rilevate nel Piano operativo, su cui è in corso un rapido approfondimento per individuare gli eventuali correttivi da apportare nell'immediato. In quella sede proseguiremo il confronto per definire le strategie in tema di violenza economica e di empowerment lavorativo. Nella scorsa riunione è stata individuata come priorità la necessità di intervento per permettere l'autonomia economica delle donne e stiamo lavorando alla costituzione di uno specifico tavolo di lavoro. Il tema è strettamente connesso a quello della formazione, su cui intendiamo realizzare delle apposite linee guida. Ho inoltre richiesto alle autorità politiche coinvolte l'indicazione dei propri rappresentanti per procedere rapidamente alla ricostituzione del comitato tecnico e alla sua convocazione. Segnalo, infine, che in data 5 novembre ho sottoscritto insieme al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro della giustizia, al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, al segretario della CEI e al presidente di Libera, unitamente ai vertici degli uffici giudiziari di Reggio Calabria, un protocollo d'intesa per assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata, o che siano vittime della violenza mafiosa, e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Sbrollini, per due minuti. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Ministro, la ringrazio per la risposta, della quale ci riteniamo soddisfatte, anche perché abbiamo visto fin dall'inizio una grande attenzione da parte del Governo e, in particolare, del suo Ministero, su un tema che, come giustamente sottolineato da lei e dalla collega Conzatti, è assolutamente prioritario. Serve appunto un piano strategico completo che possa riguardare davvero tutti i soggetti interessati, quindi certamente una cabina di regia tra i Ministeri, le Regioni, gli enti locali, i centri antiviolenza e tutti coloro che con professionalità ogni giorno lavorano sui nostri territori e che hanno necessità di avere quelle risorse delle quali lei ci ha confermato lo stanziamento. Serve poi, soprattutto, quello che giustamente lei ha indicato fin dall'inizio del suo percorso, vale a dire un grande piano educativo e culturale destinato ai nostri bambini e alle nostre bambine che li accompagni nel percorso di crescita all'interno delle famiglie e nelle scuole. Serve davvero un piano di pari opportunità e di rispetto tra uomo e donna, altrimenti certamente non basterà inasprire le pene, che sono necessarie e vanno assolutamente confermate. Serve però, soprattutto, un cambio culturale enorme, perché la violenza domestica in modo particolare - e lo abbiamo visto prima di tutto nelle nostre case, all'interno delle nostre famiglie - è purtroppo in continuo aumento e sempre più vediamo donne che con i loro figli devono lasciare le loro famiglie e le loro case, che dovrebbe essere invece il luogo più sicuro in cui vivere. Serve, infine, una grande emancipazione economica e lavorativa, dunque un percorso di aiuto, di sostegno e di accompagnamento delle donne, prima, durante e dopo. Signor Ministro, noi saremo dunque accanto a lei per portare avanti queste politiche di sostegno insieme al Governo e a tutte le operatrici e gli operatori che lavorano ogni giorno sui nostri territori e che mi permetto di ringraziare anche in questa sede. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Sospendo la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 15,58, è ripresa alle ore 16,03) . Informativa del Ministro dello sviluppo economico sulla situazione dell'azienda Ilva e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dello sviluppo economico sulla situazione dell'azienda Ilva». Dopo l'intervento del rappresentante del Governo, ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Ha facoltà di parlare il ministro dello sviluppo economico, senatore Patuanelli. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, colleghi, ho ritenuto doveroso accogliere immediatamente l'invito di entrambi i rami del Parlamento per questa informativa volta a riferire in Aula sulla situazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Come sapete, il 4 novembre 2019 la società ArcelorMittal ha notificato ufficialmente ai commissari straordinari la volontà di recedere dal contratto stipulato in data 28 giugno 2017, divenuto successivamente efficace il 1° novembre 2018, ovvero poco più di un anno fa. Il recesso di ArcelorMittal dai propri impegni contrattuali è soltanto l'ultimo tassello di una serie di eventi risalenti nel tempo e che hanno visto il coinvolgimento a vario titolo di molti Governi e di tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Prima di arrivare a oggi e di informare quest'Assemblea sugli accadimenti recenti di queste giornate lunghe, intense e oggettivamente preoccupanti, non posso esimermi dal fare una cronologia storica oggettiva, per inquadrare esattamente le motivazioni per cui arriviamo oggi a questa situazione. Partirò ad esempio da quel 26 novembre 2012, quando la magistratura tarantina disponeva il sequestro dell'acciaieria per gravi violazioni ambientali, con conseguente sequestro dei prodotti finiti e semilavorati dello stabilimento. A seguito del sequestro, l'allora Governo Monti interveniva con il decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, dichiarando l'Ilva stabilimento d'interesse strategico nazionale e dettando specifiche misure per garantire la continuità produttiva aziendale e la commercializzazione dei prodotti, anche di quelli realizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge. A seguito di una serie di provvedimenti successivi e dell'autorizzazione all'esecuzione del programma di cessione dei complessi aziendali dell'Ilva, predisposto dall'organo commissariale, il 5 gennaio 2016 veniva pubblicato l'invito a manifestare interesse in una gara a procedura pubblica. Pochi mesi dopo, con il decreto-legge 9 giugno 2016, n. 98, la procedura di gara veniva modificata, introducendo un subprocedimento di valutazione delle proposte di modifica del piano ambientale del 2014 - nel frattempo approvato - contenute nelle offerte. In questo modo, si voleva dare massima rilevanza alla tematica ambientale, che si inseriva nella procedura di vendita, divenendo quindi presupposto della gara stessa. Ritengo necessario informare di un fatto, che però immagino sia noto a tutti, ossia che in quella fase intervennero due società di nuova costituzione: