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Allorquando, nonostante tale indagine, non si sia trovata alcuna prova che consenta di escludere la esistenza di una causa di giustificazione, il giudizio sarà parimenti di condanna, qualora non siano stati individuati elementi che facciano ritenere come probabile la esistenza di essa o inducano comunque il giudice a dubitare seriamente della configurabilità o meno di una scriminante (cfr. Cass. , sez. I, 8.7.1997, n. 8983, rv. 208473; Cass. , sez. II, 4.7.2007, n. 32859, rv. 237758). Più recenti orientamenti, partendo dal presupposto che in tema di cause di giustificazione incombe sull'imputato, che deduca una determinata situazione di fatto a sostegno dell'operatività di un'esimente, se non un vero e proprio onere probatorio, inteso in senso civilistico, un compiuto onere di allegazione di elementi di indagine per porre il giudice nella condizione di accertare la sussistenza o quanto meno la probabilità di sussistenza dell'esimente, hanno evidenziato come la mera indicazione di una situazione astrattamente riconducibile all'applicazione di un'esimente, non può legittimare una pronuncia assolutoria, risolvendosi il dubbio sull'esistenza dell'esimente nell'assoluta mancanza di prova al riguardo (cfr. Cass. , sez. VI, 12.2.2004, n. 15484, rv. 229446; Cass. , sez. VI, 5.7.2012, n. 28115, rv. 253036; Cass. , sez. VI, 21.3.2012, n. 18711, rv. 252636)» (in: Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 17 aprile – 16 settembre 2015, n. 37526). Di assoluta rilevanza, infine, per l'esercizio della legittima difesa nel domicilio e nei luoghi assimilati, è l'esclusione della punibilità dell'eccesso di difesa a titolo colposo. La modifica è ovviamente molto incisiva: sul versante del giudizio di disvalore, si circoscrive la riprovazione dell'ordinamento alle sole violazioni dolose dei limiti del diritto di difesa; sul versante probatorio, si eliminano tutte le difficoltà di dimostrare le infinite sfumature della colpa in capo ad un soggetto, l'aggredito, il quale versa in una situazione obiettivamente eccezionale. Obbligo per lo Stato di accollarsi le spese di giustizia Con l'articolo 2, si prevede a beneficio dell'indagato o dell'imputato che tutte le spese di giustizia e gli oneri comunque connessi al procedimento penale (dunque con riferimento sia alla fase delle indagini sia a quella del giudizio) in cui viene riconosciuto l'esercizio del diritto di difesa sono a carico dello Stato. La norma, in coerenza con il passaggio dalla legittima difesa come causa di esclusione dell'antigiuridicità alla difesa come diritto soggettivo vero e proprio, è volta a tenere indenne da ogni spesa il soggetto, indagato o imputato, al quale venga riconosciuto, all'esito del procedimento, il legittimo esercizio del diritto di difesa. Questo per l'elementare ragione che non possono porsi a carico di chi ha esercitato un suo diritto gli oneri derivanti da una contestazione della pubblica accusa che si riveli destituita di fondamento. Il criterio in parola, peraltro, non è altro che un'applicazione della regola della soccombenza, già applicata nel processo civile e amministrativo.. 1 (Modifica dell'articolo 52 del codice penale in materia di diritto di difesa) 1 L'articolo 52 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 52. - (Diritto di difesa) – Esercita il diritto di difesa colui che commette il fatto per difendere un diritto proprio o altrui contro un pericolo attuale. È sempre riconosciuto il diritto di difesa a chi, nei casi di cui all'articolo 614, primo e secondo comma, reagisce a seguito dell'introduzione, anche tentata, nei luoghi ivi indicati senza il consenso dell'avente diritto o comunque con violenza alle persone o sulle cose ovvero con minaccia o con inganno. Nei casi di cui al primo comma, la difesa deve essere non manifestamente sproporzionata rispetto all'offesa. Nei casi di cui al secondo comma, il diritto di difesa si presume ed è esclusa la sussistenza del reato, anche colposo. Le disposizioni di cui al secondo e al quarto comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove sia esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale». 2 (Introduzione dell'articolo 5- bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002 in materia di spese di giustizia) 1 Dopo l'articolo 5 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, è inserito il seguente: «Art. 5- bis. - (Spese nel caso di riconoscimento dell'esercizio del diritto di difesa). – 1 . Tutte le spese di giustizia e gli oneri comunque connessi al procedimento penale nei riguardi di colui che ha esercitato il diritto di difesa ai sensi dell'articolo 52 del codice penale sono a carico dello Stato».