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Abbiamo visto, soltanto pochi minuti fa, il voto su una proposta di modifica del calendario, in cui si chiedeva, con buon senso, di ratificare a noi stessi che questo Parlamento è sciolto. Invece hanno votato tutti per far vedere che questo Parlamento esiste, quando sanno benissimo che i vostri leader e i nostri leader non hanno nessun impegno, in questo momento, per salvaguardare la pace del mondo, ma il loro unico impegno è quello di salvaguardare le vostre poltrone. Abbiamo visto, nella votazione degli articoli di questo trattato, con quale facilità i nuovi oppositori del MoVimento 5 Stelle, che cercano uno spazio a sinistra, abbiano votato contro tutti i Paesi di sinistra e socialisti del mondo, perché fuori da questa NATO e fuori da questa Europa c'è un mondo. C'è un mondo costituito, territorialmente, da milioni e milioni di metri quadrati, occupati da miliardi di persone. I conti sono facili, signora Presidente: gli Stati Uniti, ad oggi, indipendentemente dal PIL, sono una grande Nazione, con 350 milioni di abitanti. L'Europa, nel suo complesso, più o meno equivale alla stessa cifra. Vogliamo aggiungere a queste due grandi superpotenze il Giappone, la Corea del Sud, un pezzo di Australia e un pezzo di Sudafrica? Vogliamo dire, in maniera generica, che c'è un miliardo di persone che ha nel suo primario interesse la tutela e la difesa degli interessi economici statunitensi? Vogliamo dire che c'è un miliardo di persone terrorizzate dal fatto che gli altri 7 miliardi di persone che abitano questa Terra non vogliono più sanzioni, non vogliono più attacchi indiscriminati, non vogliono più l'aumento delle armi, non vogliono più le aggressioni di una superpotenza? Dal 1949, anno in cui fu redatto questo ridicolo atto della NATO, che doveva essere un'azienda a guida statunitense, che fabbricava armi e che difendeva il resto del mondo, a oggi queste cose sono cambiate. Molto presto i vostri figli, i nostri figli, si accorgeranno della follia della radicalizzazione di questo scontro. (Applausi) . Non è russofobia, non è il fatto di volere bene o di amare Putin! Non ero io che dormivo nel letto di Putin, non ero io sulla Piazza rossa con la maglietta con la faccia di Putin, non ero io in fila, fuori dal suo ufficio, ad aspettare di essere ricevuto. Erano loro, quelli che siedono dall'altra parte di quest'emiciclo. (Applausi) . Erano loro che li ospitavano con i megayacht nei nostri porti, erano loro che gli vendevano le bottiglie di Brunello a 10.000 euro, probabilmente già andate a male, erano loro che "solavano", con le magliette di Fendi "tarocche" fabbricate a Napoli, i poveri russi che venivano qua, iper-arricchiti, a fare acquisti, non noi! Noi abbiamo solo e sempre detto di voler essere semplicemente multipolari: una parola semplice, signora Presidente. Essere multipolari significa che oggi esiste un mondo fatto anche dalla Cina, che è la prima potenza mondiale e che esporta da noi quantità enormi di merci, che acquistiamo, perché la parte povera del nostro Paese ha bisogno dei prodotti cinesi, e la parte ricca del popolo cinese acquista le nostre merci di qualità. Le nostre Ferrari girano per le strade di Pechino e i nostri marchi della moda vengono indossati dalle signore e dagli uomini che hanno fatto ricchezza in Cina. Continuare a radicalizzare questo scontro significa soltanto impedire ai nostri figli di vivere in un mondo in cui tutti avrebbero piena dignità, in cui tutti potrebbero girare liberamente, in cui tutti potrebbero accedere alle ricchezze di questo Paese, alle loro culture, alla loro possibilità e disponibilità ad essere amici sulla stessa terra e con gli stessi identici diritti. Noi voteremo no, non per essere contrari alla Svezia e alla Finlandia, di cui rispettiamo la dignità; noi siamo contrari perché andare avanti con queste continue provocazioni, come ha detto il Papa, abbaiando alle porte della Russia, significa andare incontro al rischio bellico nucleare che intendiamo in tutti i modi eliminare e cancellare per sempre. (Applausi) . NOCERINO (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NOCERINO (Ipf-CD) . Signor Presidente, oggi con la ratifica del protocollo per l'adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia al Trattato del Nord Atlantico ci apprestiamo a compiere un gesto di grandissima portata storica, che segnerà i destini dell'Occidente per molti anni a venire. I due Paesi scandinavi sono un baluardo della democrazia, dei diritti civili e dello Stato di diritto. Sin dai tempi della guerra fredda hanno gravitato nell'orbita geopolitica occidentale e sono diventati membri dell'Unione europea nel 1995. Parliamo quindi di due Paesi solidi, con una tradizione democratica dalle radici profonde, un'economia prospera e una spiccata caratura internazionale. La volontà dei due Paesi di aderire all'Alleanza atlantica, nonostante la cultura strategica neutralista che li distingueva, è una diretta conseguenza della brutale invasione all'Ucraina da parte della Russia di Putin. È evidente come le autorità dei due Stati abbiano ritenuto che il pericolo di un'estensione del conflitto sui propri territori, così prossimi al territorio russo, sia un'eventualità non più remota come un tempo. In tutti questi anni, alla netta e convinta cooperazione con il blocco euroatlantico da un punto di vista culturale, politico ed economico, i due Paesi hanno affiancato una politica estera di non allineamento, anche in virtù della prossimità geografica con la Federazione Russa. La neutralità ha garantito a Svezia e Finlandia la sicurezza per oltre settant'anni, salvaguardandone l'indipendenza e permettendo prosperità economica e sociale. In particolare, la Finlandia si è impegnata negli anni a mantenere uno stato di neutralità per mantenere buoni rapporti di vicinato con l'Unione Sovietica prima e con la Federazione Russa poi. Evidentemente, questo posizionamento oggi non è più sufficiente. Dopo il 22 febbraio di quest'anno Svezia e Finlandia si sono trovate ad affrontare una potenziale minaccia russa che sta modificando velocemente la situazione geopolitica. La decisione di Putin di invadere deliberatamente il territorio dello Stato sovrano dell'Ucraina ha sconvolto il mondo, riportandoci indietro di decenni, ha cancellato con brutalità la pace faticosamente conquistata e mantenuta in Europa e obbliga tutti noi a compiere una chiara scelta di campo. Le comunità civili dei due Paesi scandinavi hanno convintamente riconsiderato la loro vocazione neutralista chiedendo l'adesione all'Alleanza atlantica, peraltro poi ratificata dai rispettivi Parlamenti. L'Italia è membro fondatore della NATO e trova nei valori di democrazia e libertà la propria ragion d'essere, sancita dai Padri costituenti della Carta costituzionale. Nessun dubbio ci è concesso. Siamo e resteremo parte dell'Alleanza atlantica, il cui destino è indissolubilmente legato a quello del nostro Paese. L'ingresso di Svezia e Finlandia segna una svolta cruciale, ma necessaria nella politica di espansione della NATO.