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(Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 11. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 12. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G13.100. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, il parere dei relatori è favorevole. FRANCESCHINI, ministro della cultura . Signor Presidente, il Governo è favorevole ad accoglierlo. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G13.100 non verrà posto ai voti. GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, desidero ringraziare il Governo ed i relatori per l'accoglimento di quest'ordine del giorno, che ci sembrava doveroso nell'ambito del settore musicale, in quanto chiede un'attenzione particolare anche per la musica jazz , che oggi è entrata a far parte del patrimonio dell'UNESCO. Credo che per un Paese come l'Italia, che ha fatto anche di questo percorso musicale un fiore all'occhiello e un'eccellenza, l'attenzione da parte del Governo e del Parlamento sia veramente un bel segnale. Grazie di cuore, ministro Franceschini, ci aspettiamo che poi quest'ordine del giorno effettivamente possa diventare un impegno formale. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 13. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, oggi votiamo per un provvedimento fortemente atteso da tutto il mondo della cultura e dello spettacolo. Si tratta di uno dei settori più duramente colpiti durante la pandemia, tra l'impossibilità di spettacoli dal vivo e programmazioni sistematicamente saltate per il susseguirsi delle ondate pandemiche. Oggi, finalmente, questo settore rivede la luce e i numerosi concerti e gli eventi dal vivo sono lì a ricordare quanto in questi due anni ci è mancata la cultura e quanto ci sono mancati gli spettacoli. La pandemia ha però modificato certe abitudini di consumo culturale degli italiani: penso soprattutto al cinema e al fatto che non si avvertano segnali di ripresa sugli incassi nelle sale. Speriamo, come sostiene qualcuno, che si tratti di una conseguenza della coda lunga delle restrizioni: in fondo, stare due ore in sala con una mascherina non è il massimo. Intanto, a farla da padrone sono le grandi piattaforme, che sono cresciute di numero ed hanno aumentato il numero dei loro abbonati durante il biennio pandemico. La loro esplosione anche dal lato delle produzioni pone serie domande sul potere contrattuale che il singolo professionista o la maestranza locale possano esercitare rispetto ad una multinazionale. Il discorso non riguarda però solo il cinema. Pensiamo a com'è cambiata l'economia della musica, con la perdita di redditività dei dischi e la necessità per i musicisti di puntare sui concerti dal vivo. È l'insieme di queste trasformazioni a spiegare il senso e il valore del provvedimento, che finalmente riconosce l'artista come lavoratore, con i suoi diritti e le sue tutele. È un professionista particolare, strutturalmente precario, con un'irregolarità che è figlia anche di esigenze di carattere artistico e del rapporto con il proprio talento. Quanti sono quelli che, per garantire determinati standard qualitativi, hanno bisogno di momenti di decantazione e quanti sono quelli che hanno bisogno di fermarsi per studiare o fare sperimentazione e ricerca? Se non tutti, la grande maggioranza. La legge che votiamo oggi affronta la questione dal verso giusto. Penso all'indennità di discontinuità quale indennità strutturale permanente. Penso al riconoscimento della rilevanza dei periodi di prova, che costituiscono ore di lavoro ad ogni effetto della carriera dei lavoratori e dei professionisti dello spettacolo. Penso al riconoscimento dell'indennità giornaliera quale elemento aggiuntivo di compenso in caso di obbligo per il lavoratore di assicurare la propria disponibilità su chiamata o di garantire una prestazione esclusiva. Penso al discorso dell'equo compenso, proporzionato, cioè, alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché alla complessità della prestazione. Penso all'incremento dei contributi e della base di calcolo per i trattamenti di malattia o di maternità, ivi compresi quelli del congedo parentale. Molto importante è anche tutto il filone che ha l'obiettivo di riordinare l'intera disciplina, con la nascita di un codice dello spettacolo. In particolare, le fondazioni lirico-sinfoniche, per il cui risanamento in questi anni è stato svolto un prezioso lavoro, sono chiamate a immaginarsi cuore pulsante della cultura nazionale: già, si tratta di quell'opera lirica italiana che è un unicum a livello mondiale e rappresenta un punto di riferimento assoluto nel pianeta per la cultura musicale. Queste realtà devono quindi avere rapporti più stretti con i rispettivi territori e, dall'altro lato, non rinunciare all'ambizione di essere poli attrattivi di un turismo internazionale per la qualità della loro offerta. Inutile dire che l'Italia sul fronte culturale ha potenzialità infinite. Per merito anche di buone decisioni degli ultimi Governi, nel Paese è maturata una consapevolezza trasversale della cultura come volano economico, come strumento di crescita civile e come elemento di qualificazione dell'Italia agli occhi del mondo. Altro che con la cultura non si mangia! Mettendo al centro i suoi protagonisti, gli artisti e tutti coloro che lavorano nell'economia dello spettacolo, si aggiunge un ulteriore importante tassello. Per questo votiamo convintamente questa legge delega, con l'auspicio che si traduca presto in elementi concreti per dare un'ulteriore spinta a questo mondo così importante e per tutelare una categoria di lavoratori troppo spesso dimenticati. Nel ringraziare infine i due relatori, il senatore Rampi e la senatrice Catalfo, e naturalmente il ministro Franceschini per il Governo, annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi) . CORRADO (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (CAL-Alt-PC-IdV) . Signora Presidente, gentili colleghi e rappresentanti del Governo, buonasera. Avrei voluto usare un'aggettivazione parimenti deferente per entrambi, ma distinta; apostrofare cioè come "gentili" gli uni ed "egregi" gli altri o viceversa. Mai come in questo caso, però, sarebbe una contraddizione in termini dare dell'egregio a chiunque di voi, se l'etimologia è ancora una scienza non proprio esatta, ma quanto meno affidabile.