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In particolare, la lettera a) novella gli articoli 41 e 41- bis della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di ricondurre alla Presidenza del Consiglio dei ministri talune competenze in materia di handicap . Più specificamente, ai sensi della novella al citato articolo 41, l'attività di coordinamento delle amministrazioni dello Stato competenti a realizzare gli obiettivi della legge e i compiti di promozione di politiche di sostegno per le persone handicappate e di verifica dell'attuazione della legislazione vigente in materia sono attribuiti al Presidente del Consiglio dei ministri ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità. Inoltre, i disegni di legge del Governo contenenti disposizioni concernenti la condizione delle persone handicappate sono presentati previo concerto con il Ministro per la famiglia e le disabilità, il cui parere è peraltro obbligatorio per i regolamenti e per gli atti di carattere generale adottati in materia. Sarà, coerentemente, il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro per la famiglia e le disabilità, in base al novellato articolo 41- bis , a presentare, ogni due anni, la relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato di attuazione delle politiche per l’ handicap in Italia, nonché sugli indirizzi che saranno seguiti. La lettera b ) incide sulle modalità di adozione degli atti concernenti il Fondo per le non autosufficienze, indirizzato a garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti. In particolare, la novella al comma 1265 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dispone che gli atti e i provvedimenti concernenti l'utilizzazione del citato Fondo sono adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri su proposta congiunta del Ministro per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In virtù di quanto disposto dall'articolo 21, comma 7, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n.147, la predetta novella comporta che con le medesime modalità sarà adottato anche il Piano triennale per la non autosufficienza, ossia lo strumento programmatico per l'utilizzo delle risorse del Fondo, elaborato dalla Rete della protezione e dell'inclusione sociale, in relazione alla quale interviene anche la successiva lettera e) del comma 4. La lettera c) prevede alcune modifiche concernenti l'allocazione e il funzionamento dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito con legge 3 marzo 2009, n. 18 (articolo 3), in sede di ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. In primo luogo, si trasferisce la collocazione dell'Osservatorio dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'Osservatorio sarà presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità. Quanto alla disciplina dell'Osservatorio, si prevede che eventuali aggiornamenti della sua composizione e organizzazione e del suo funzionamento siano definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la pubblica amministrazione. Vengono inoltre semplificate le modalità per disporre la proroga della durata in carica dell'Osservatorio. La lettera d) reca le modifiche di coordinamento in relazione alla legge 22 giugno 2016, n. 112, recante disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (cosiddetta «Dopo di noi»). In primo luogo, al numero 1), si prevede che, nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, il decreto con il quale si definiscono gli obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare ai soggetti con grave disabilità sia adottato congiuntamente dal Ministro per la famiglia e le disabilità e dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, fermi restando il concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e la previa intesa in sede di Conferenza unificata. Parimenti, al numero 2), si prevede che anche il decreto che deve individuare i requisiti per l'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo istituito dalla predetta legge sia adottato congiuntamente dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministro per la famiglia e le disabilità. Infine, anche la ripartizione annuale delle risorse del Fondo è disposta con decreto interministeriale, mentre è prevista l'espressione del concerto del Ministro per la famiglia e le disabilità con riferimento al decreto attuativo relativo alla disciplina, contemplata nella medesima legge 22 giugno 2016, n. 112, in materia di istituzione di trust , vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione. La lettera e) reca modifiche ai commi 2 e 3 dell'articolo 21 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, recante disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà. In primo luogo, al numero 1) si prevede che la composizione della Rete della protezione e dell'inclusione sociale istituita, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, quale organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, sia integrata da un ulteriore rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si aggiunge a quello del Dipartimento per le politiche della famiglia. Inoltre, al numero 2), per quanto concerne il funzionamento della Rete, la novella stabilisce che il Ministro per la famiglia e le disabilità partecipi alle riunioni della stessa in qualità di invitato permanente, ferma restando la possibilità di invitare altri membri del Governo. La lettera f) reca modifiche all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, disponendo che la dotazione finanziaria del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, destinato alla copertura finanziaria di interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale dell'assistente familiare, sia trasferita al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si interviene, inoltre, in ordine alla definizione dei criteri e delle modalità di utilizzo del Fondo – in precedenza rimessa a specifici provvedimenti legislativi – stabilendo che a tal fine si provvederà con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata. Le ulteriori disposizioni introducono una serie di novelle al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, relativo alla promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità.