[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenei giudizi promossi con ricorsi per conflitto di attribuzioni delle Province autonome di Trento e Bolzano notificati il 12 e il 15 novembre 1999 e il 13 ottobre 2000 e depositati in cancelleria il 19 e il 23 novembre 1999 e il 18 ottobre 2000, giudizi sorti a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo), in particolare art. 3 e tabelle A (1) e A (2), e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2000, n. 226, (Regolamento recante conferma con modificazioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320, concernente disposizioni di attuazione dell'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo), ed iscritti, rispettivamente ai nn. 38 e 40 del registro conflitti 1999 ed al n. 46 del registro conflitti 2000. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 6 novembre 2001 il giudice relatore Valerio Onida; Uditi gli avvocati Giandomenico Falcon per la Provincia di Trento, Roland Riz e Sergio Panunzio per la Provincia di Bolzano e l'avvocato dello Stato Franco Favara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 12 novembre 1999 e depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale il successivo 19 novembre (r. confl. n. 38 del 1999), la Provincia autonoma di Trento ha promosso conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo), lamentando la violazione dell'art. 8, numero 27, dell'art. 9, numero 2, e dell'art. 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), e delle relative norme di attuazione, nonché dell'art. 5 della legge 30 novembre 1989, n. 386 (Norme per il coordinamento della finanza della Regione Trentino-Alto Adige e delle Province autonome di Trento e Bolzano con la riforma tributaria), e chiedendo che la Corte dichiari che non spetta allo Stato di escludere la Provincia autonoma di Trento dalla ripartizione dei fondi statali per assicurare la gratuità totale o parziale dei libri di testo in favore degli alunni che adempiono l'obbligo scolastico, di cui all'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e conseguentemente annulli in ragione di tale esclusione il decreto impugnato, con particolare riferimento alle regole di riparto di cui all'art. 3 ed alle tabelle di riparto A(1) e A(2). La ricorrente premette che ai sensi dello statuto speciale per il Trentino Alto-Adige la Provincia autonoma di Trento dispone di potestà legislativa primaria in materia di assistenza scolastica per i settori di istruzione in cui le Province hanno competenza legislativa, e cioè nei settori della istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica), e che in relazione a tale materia spetta ad essa anche la potestà amministrativa. In questa materia è intervenuto l'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), che ha disposto un finanziamento statale aggiuntivo volto a garantire "la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo in favore degli alunni che adempiono l'obbligo scolastico", nonché a provvedere alla "fornitura di libri di testo da dare anche in comodato agli studenti della scuola secondaria superiore". Tale finanziamento aggiuntivo è ripartito tra le Regioni, che a loro volta ne prevedono la ripartizione tra i comuni. Solo in caso di inadempimento da parte delle Regioni le somme possono essere direttamente ripartite tra i comuni. La stessa legge dispone anche, all'art. 82, che le disposizioni in essa contenute si applicano nelle Province autonome, ma nel rispetto e nei limiti degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione. Ora, secondo la ricorrente, nel dare attuazione all'art. 27 della legge n. 448 del 1998 il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto tenere conto della competenza provinciale. In questo quadro, verrebbe in considerazione la legge n. 386 del 1989, ed in particolare i commi 2 e 3 dell'art. 5, i quali dispongono rispettivamente che "i finanziamenti recati da qualunque altra disposizione di legge statale, in cui sia previsto il riparto o l'utilizzo a favore delle regioni, sono assegnati alle province autonome ed affluiscono al bilancio delle stesse per essere utilizzati, secondo normative provinciali, nell'ambito del corrispondente settore", e che, "per l'assegnazione e l'erogazione dei finanziamenti di cui al comma 2, si prescinde da qualunque adempimento previsto dalle stesse leggi ad eccezione di quelli relativi all'individuazione dei parametri o delle quote di riparto". Da queste norme si dovrebbe trarre la conseguenza che nel riparto del finanziamento in questione avrebbe dovuto essere inclusa anche la Provincia autonoma di Trento. Quello previsto dall'art. 27 della legge n. 448 del 1998, infatti, rappresenterebbe un finanziamento statale aggiuntivo e straordinario di interventi costituzionalmente rientranti nella competenza provinciale. La stessa legge presupporrebbe la competenza regionale, come mostrerebbe la previsione che i finanziamenti debbano restare aggiuntivi rispetto a quelli già stanziati a tal fine alla data di entrata in vigore della legge medesima. 2. - Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo di dichiarare inammissibile il ricorso, o quanto meno di respingerlo, e depositando alcuni documenti. Il ricorso sarebbe inammissibile, in primo luogo, perché la doglianza relativa alla asserita illegittimità delle tabelle avrebbe dovuto essere prospettata davanti al giudice amministrativo. In secondo luogo, sarebbe inammissibile, o quanto meno non fondato, perché l'art. 27, comma 1, della legge n. 448 del 1998 attribuirebbe ai comuni, e non alle regioni e alle province autonome, il compito di garantire la gratuità dei libri di testo e la loro fornitura. Il comma 2, infatti, assegnerebbe alle Regioni, per evidenti ragioni pratiche, soltanto un compito per così dire "tecnico", di disciplinare le modalità di ripartizione dei finanziamenti tra i comuni.