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Viene pertanto richiesto un legame sempre più forte con il territorio da cui provengono, di cui siamo stati proprio noi vittime, come prima si è detto più volte relativamente al Tocai friulano, perché aveva una denominazione troppo simile al Tokaji ungherese e slovacco e abbiamo dovuto noi fare un passo indietro con il nostro nome. Adesso invece dobbiamo fare cinque passi avanti e chi sta attuando questa pratica scorretta ne deve fare invece cinque indietro. Ci si aspetta quindi che dinanzi a tali condizioni richieste circa la natura, la qualità e la vera origine del prodotto, non si possano poi ammettere pratiche scorrette come un tale caso di omonimia. Direi che sarebbe un grande controsenso, chiaro e visibile a tutti. In conclusione, una denominazione storica come quella rappresentata dal Prosecco DOC e dal Prosecco con denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), così come tutte le denominazioni europee e le eccellenze protette, va tutelata unitamente alla garanzia per il consumatore e alla tutela del territorio e delle tradizioni. Resto pertanto fiducioso anche io, come il Ministro, circa il lieto fine di questa assurda vicenda. Grazie, Ministro, per quello che sta facendo. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, che ringrazio per la disponibilità. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 10,54) Discussione del disegno di legge: Doc 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) Discussione e approvazione della questione di fiducia sugli articoli 1 e 2 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2353, già approvato dalla Camera dei deputati. Ha facoltà di intervenire il presidente della 2 a Commissione permanente, senatore Ostellari, per riferire sui lavori della Commissione. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ieri i lavori in Commissione non sono andati avanti e, preso anche atto del termine fissato per oggi per la discussione del provvedimento in Aula, ci è stato impossibile concluderli. Le chiedo pertanto di proseguire l'esame del provvedimento senza relazione. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Ostellari, il disegno di legge n. 2353, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, l'assenza del Governo in Aula in questo momento dimostra plasticamente lo schiaffo che l'Esecutivo ha inteso dare a quest'Assemblea. Già ieri ci hanno imposto di non discutere gli emendamenti e neanche di votarli e oggi non si presentano neanche. PRESIDENTE. Senatore Crucioli, la interrompo solo per farle presente che il rappresentante del Governo è presente. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Adesso sì. PRESIDENTE. Devo precisare che lo era anche prima, potrebbe esserle sfuggito. Continui pure il suo intervento. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Sarebbe stato quantomeno segno di attenzione se fosse stato presente il Sottosegretario alla giustizia, comunque andiamo avanti. In ogni caso, signor Presidente, la riforma risponde esattamente al concetto di giustizia penale che ha questo Governo, che debba cioè colpire soltanto gli asociali, i cani sciolti, gli sfortunati, che possono andare in galera, mentre i colletti bianchi, i politici, gli amministratori, i ricchi insomma devono essere tutelati e devono avere ampie possibilità di immunità. La riforma fa esattamente questo: consente delle finestre di impunità ben precise, peraltro in perfetta sintonia con l'idea di questo Governo in tutti i settori, che appunto è elitario e distingue i sudditi per censo. Di sudditi, infatti, si tratta in questo momento. La riforma in discussione garantisce delle sacche di immunità in molti modi: ad esempio estendendo il patteggiamento, ampliandone (a favore del reo naturalmente) gli effetti alle pene accessorie, alla confisca, agli effetti extrapenali della sentenza. Inoltre, ad esempio, estende l'ambito di applicazione delle cause di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Elencherò, signor Presidente, qualcuno di questi reati che adesso potranno non essere puniti se particolarmente tenui. Mi dica lei se possono essere tenui l'istigazione alla corruzione, la falsa testimonianza, l'induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria, l'agevolazione alle comunicazioni dei detenuti al 41- bis , l'inquinamento ambientale, il traffico illecito di rifiuti, la falsità materiale e ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, lo sfruttamento del lavoro, la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, l'usura e l'autoriciclaggio. Tutti questi sono reati che sono puniti con una pena non superiore, nel minimo, a due anni. Ovviamente, il massimo è molto più alto, ma vi è l' escamotage di cambiare. Prima, infatti, la non punibilità era per le pene non superiori, nel massimo, a cinque anni. Adesso si dice: nel minimo a due, facendo rientrare tutta questa gamma di reati che, ovviamente, a seconda dei casi e di chi c'è nella rete, potranno essere dichiarati non punibili per particolare tenuità del fatto. Avete sentito bene quali sono i tipi di reati di cui stiamo parlando. Ancora, si estende l'inappellabilità di alcune sentenze di proscioglimento. Vieni prosciolto in primo grado? Il pubblico ministero non può fare appello. Ancora, viene estesa la sospensione del procedimento penale con messa alla prova dell'imputato per pene fino a sei anni. Quindi, anche per reati gravissimi potrà esservi una sospensione con messa alla prova. Tutto questo, ovviamente, crea sacche di impunità, e toglie la capacità di deterrenza del codice penale rispetto a coloro che potrebbero pensarci due volte prima di commettere dei reati e che sapranno perfettamente che potranno farla franca. Il carcere è previsto, sostanzialmente, soltanto per i poveracci. Il capolavoro, in questo senso, è proprio l'improcedibilità per il superamento del termine di durata dell'appello o del ricorso in Cassazione. È vero che vengono previste delle possibilità di proroghe, ma, per poter motivare e ottenere la proroga, il giudice dovrà fare un provvedimento motivato in maniera ficcante, precisa e puntuale sulla base della particolare complessità del processo. Non basterà addurre la motivazione della complessità del processo, ma bisognerà dimostrare che è particolarmente complesso. E su quella motivazione e su quel provvedimento potrà essere fatto ricorso in Cassazione.