[resaula]

Può essere profanata quando proviamo a slegarla dal contesto storico in cui quella verità si è realizzata, ne dimentichiamo le radici, l'origine e l'identità, anche se rammentare le origini non vale a trarne una giustificazione. Trieste è una città di confine; per molti decenni è rimasta una città di confine e non una città di frontiera. La differenza è che le frontiere sono fatte per essere attraversate, i confini invece delimitano una storia insuperabile. Eppure, i confini servono a segnare le identità. Ciascuno di noi, senza identità, non avrebbe radici. Però spesso le identità inducono alla chiusura e la chiusura induce al nazionalismo. La verità delle foibe si può riassumere con una semplicissima lettura, senza per questo volerla sminuire: nel Ventennio l'oppressione fascista verso la minoranza slava; la riscossa jugoslava, sotto Tito e sotto l'insegna del totalitarismo titino, che fu terrificante; l'annessione di terre italiane, perché Fiume e l'Istria erano terre italiane; infoibati una quantità non ancora accertata per certo di italiani; 300.000 italiani in fuga, privati di nazionalità, privati dei diritti, ignorati e tacciati di essere stati fascisti (e molti casi non lo erano stati) e, se anche lo fossero stati, il loro essere politico non giustifica assolutamente quello che accadde. A me piace definirli, da storico, soltanto italiani, proprio come quella marca di biciclette che, non a caso, ha la sua origine in quelle terre e che è la Wilier. Wilier è l'acronimo di «Viva l'Italia libera e redenta» ed è la rappresentazione di una storia straordinaria e terribile di questa Italia. Noi dovremmo - e lo dico in chiusura, Presidente - fermarci al di là di ogni altra polemica, pregare i morti, chiedere perdono ai vivi e non utilizzare il passato per revocare e coltivare rivincite e, quel che ancora sarebbe peggio, per soffiare sul fuoco delle diversità. (Applausi dai Gruppi IV-P.S.I., PD e Aut (SVP-PATT. UV)) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, mi farò forza e non polemizzerò con l'oratore che mi ha preceduto, che, sia pure con parole garbate, offre qualche appiglio alle tesi negazioniste o riduzioniste, parlando di causa, effetto, di «quelli fecero quello» e di «quelli fecero quell'altro». In nessun caso e nei confronti di nessuno può essere considerato, non dico accettabile, ma immaginabile l'orrore che i comunisti titini riservarono agli italiani di qualunque idea politica e di qualunque appartenenza per il solo fatto di essere cittadini orgogliosi della loro Nazione e dalla loro Patria. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Ieri sono stato - e ringrazio per questo la giunta di sinistra di Milano - all'inaugurazione del giardino per Norma Cossetto, una ragazza di ventidue anni che venne prima violentata, stuprata e poi gettata in una foiba. Ho conosciuto la sorella, anche lei adesso scomparsa, mentre all'inaugurazione erano presenti le nipoti. Ho avuto la fortuna di avere, negli anni, le informazioni e le notizie, assai prima che, nel 2004, durante il primo Governo Berlusconi, quando ero Capogruppo di Alleanza Nazionale, riuscissimo con il concorso non di tutti - sottolineo: non di tutti - ma di una larghissima maggioranza del Parlamento, a far approvare la legge del ricordo, che metteva fine alla parola «oblio». (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Quella legge chiudeva una parte di quel silenzio assordante che per motivi anche di puro opportunismo aveva coinvolto non solo i comunisti, caro collega. Sarebbe troppo facile: aveva coinvolto i comunisti, i democristiani, i socialisti, i repubblicani, tutti coloro che avevano governato in quegli anni, sennò sarebbe troppo facile. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Poiché ormai era scoperchiata la pentola e non si poteva più tacere, è iniziato e cresce anno dopo anno, Presidente, un tentativo riduzionista o addirittura negazionista: si arriva addirittura agli eccessi di uno scribacchino sedicente comico o vignettista, che insulta in maniera ignominiosa ancora oggi coloro che hanno pagato con la vita l'appartenenza all'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Si arriva ad avere, qui in un'Aula del Senato, un convegno negazionista, con il divieto per chi non è invitato di partecipare. Si arriva, in diversi Comuni, a negare le sale ad esuli di allora che vogliono ricordare il loro dramma. Sta crescendo. Ma io dico: se era diversa la verità, perché l'avete taciuta per sessant'anni? (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Se la verità è quella che oggi raccontate, caro senatore Nencini, perché non l'avete detto in questi sessant'anni? Che c'era di male? A causa corrisponde effetto. Ci sarà stato un motivo se stavate zitti a nascondere questo evento. Ebbene, per fortuna ci hanno pensato due Presidenti della Repubblica, dopo che noi di centrodestra avevamo ottenuto la Giornata del ricordo. Il primo è stato il presidente Ciampi, che ha dato la medaglia d'oro a Norma Cossetto che oggi qualcuno ancora, come «la Repubblica» di oggi, chiama "la fascista": una ragazza di ventidue anni stuprata e infoibata, senza che avesse alcuna appartenenza specifica. E se anche fosse stata fascista, sarebbe giustificato quello che le fecero? E non lo era nemmeno. Il secondo è il presidente Sergio Mattarella, che ieri ha messo a tacere qualunque ipotesi negazionista. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Grazie, Presidente e grazie a quelle amministrazioni, anche di sinistra, che stanno facendo il loro dovere, ma c'è molto da fare ancora perché questa data, questa occasione sia ricordata, come altre che tutti insieme ricordiamo quando si tratta di bollare gli eccidi di qualunque tipo. C'è molta strada da fare, Presidente, affinché questa data sia una occasione di unità nazionale e mi appello a tutti voi perché questo, dall'anno prossimo, avvenga in maniera assai più corale di quanto anche quest'anno sia avvenuto. Credo che sia proprio questo ramo del Parlamento, per la sua consapevolezza e la sua storia, a poter fare il lavoro che occorre. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo linguistico «Montessori-Repetti» di Carrara, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Sul Giorno del ricordo ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) .