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Atto n. 4-00558 D'ARIENZO CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI CERNO CUCCA FEDELI FERRAZZI IORI LAUS MAGORNO MALPEZZI MANCA MARGIOTTA Assuntela MESSINA PITTELLA RAMPI ROSSOMANDO STEFANO SUDANO VATTUONE GIACOBBE GINETTI VERDUCCI VALENTE Al Ministro dell'interno Premesso che: a Stallavena, frazione del comune di Grezzana (Verona), una coppia omosessuale, Angelo Amato e Andrea Gardoni, è stata gravemente aggredita con liquido infiammabile; nella notte tra il 12 e 13 settembre 2018, dopo aver udito rumori fuori dalla porta di casa, Angelo si recava all'ingresso per verificare che cosa stesse accadendo; aperto l'uscio si è trovato di fronte un individuo che gli ha lanciato addosso della benzina ed è scappato; davanti alla casa venivano rinvenute tre taniche di analogo carburante, già in parte versato sul pianerottolo, oltre ad alcune effigi naziste e scritte omofobe sui muri dell'abitazione, nonché le ruote dell'auto di proprietà tagliate; si tratta di un vero e proprio attentato all'incolumità della coppia e le scritte rinvenute lasciano presagire che si tratti di un chiaro movente omofobo; la coppia era già stata aggredita nel mese di agosto. Nell'occasione, nella centralissima piazza Bra di Verona era stata oggetto di insulti e aggressione fisica, sempre per ragioni riconducibili all'orientamento sessuale; da quell'episodio di agosto, la coppia ha anche ricevuto lettere anonime di minaccia; negli ultimi giorni, inoltre, nella zona cittadina del Lazzaretto sarebbero comparsi volantini firmati con un logo associato a un marchio vicino all'estrema destra, con scritte offensive contro gli omosessuali; è più che evidente la grave recrudescenza del fenomeno dell'odio contro persone di orientamento omosessuale; il gravissimo episodio dimostra che ogni limite è stato superato. Se Angelo non avesse sentito i rumori e aperto la porta, oggi si parlerebbe di omicidio; è più che comprensibile la forte preoccupazione della comunità omosessuale veronese, ma anche dell'intera popolazione residente, in quanto è palese che sul territorio circolano persone che, per ragioni omofobe, sarebbero anche disposte ad uccidere, si chiede di sapere: in che modo il Ministro in indirizzo intenda tutelare l'incolumità della coppia di cui in premessa, affinché possa vivere legittimamente la propria vita insieme ed esercitare i diritti che la Costituzione ed il buon senso garantiscono, nonché la sicurezza della comunità omosessuale e di tutti i residenti del territorio a fronte della certezza della presenza di persone che, per ragioni omofobe, sarebbero anche disposte ad uccidere; considerati i fatti esposti e quelli ripetuti e reiterati nel Paese, come intenda fermare i gruppi neonazisti e neofascisti, che hanno come unico scopo quello di aggredire le comunità omosessuali e transessuali italiane. Atto n. 4-00559 CAMPARI Pietro PISANI SAPONARA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: in attuazione del piano aria integrato regionale 2020, la Regione Emilia-Romagna ha stabilito che dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019 si applicheranno limitazioni alla circolazione di veicoli, con la novità che il divieto di circolare nei centri urbani dei comuni con più di 30.000 abitanti sarà esteso anche agli autoveicoli diesel Euro 4 (la cui vendita è vietata dal 1° settembre 2009), conformemente al "Nuovo accordo per la qualità dell'aria nel bacino padano" (sottoscritto il 9 giugno 2017 dalle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte e dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare) che tuttavia prevede tempi più lunghi e ragionevoli per i veicoli Euro 4, il cui divieto di circolazione deve essere introdotto entro il 1° ottobre 2020; le limitazioni alla circolazione degli autoveicoli diesel Euro 4 riguardano un numero elevato di privati cittadini, la gran parte dei quali rientra in fasce di reddito basse e dunque ha maggior difficoltà a cambiare l'autoveicolo; considerando che: la maggior parte dei veicoli adibiti al trasporto pubblico attualmente in uso in Emilia-Romagna risulta paradossalmente molto più inquinante rispetto agli standard imposti per i veicoli privati; i veicoli impiegati per il trasporto pubblico nelle città della regione sono obsoleti e il servizio reso non è in grado di soddisfare le reali esigenze di trasporto, e, allo stato attuale, non è previsto il completo ricambio della flotta, né il potenziamento delle linee; alcune città dell'Emilia-Romagna (tra le quali spicca Parma) hanno caratteristiche geo-topografiche tali che divieti particolarmente stringenti, come quelli da ultimo introdotti dalla Regione, potrebbero potenzialmente paralizzare la circolazione dei cittadini residenti e non residenti, con gravi ripercussioni sul regolare svolgimento delle loro attività quotidiane e con effetti negativi sulle attività turistico-commerciali e produttive, si chiede di sapere: se non si ritenga opportuno procedere ad una revisione dell'accordo, al fine di pervenire ad una più equilibrata ponderazione dei contrapposti interessi di circolazione dei cittadini e di riduzione dell'inquinamento (indi di una maggiore salubrità dell'aria), anche in ragione di quanto esposto in premessa; se non si ritenga, altresì, tale divieto troppo penalizzante per le fasce di popolazione meno abbienti, che non possono acquistare un veicolo meno inquinante. Atto n. 4-00560 PUCCIARELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Considerato che: i guardrail oggi installati lungo le strade italiane costituiscono un serio pericolo per i motociclisti in caso di incidente; secondo il rapporto Aci-Istat nel 2017 il numero di motociclisti deceduti è aumentato in maniera drammatica (735 vittime nell'anno considerato, con un aumento dell'11,9 per cento rispetto all'anno precedente); una soluzione per ridurre il rischio di lesioni per i motociclisti nel caso di incidenti è rappresentata dal " guardrail salva-motociclisti", che si caratterizza per la presenza di una protezione che copre tutta la parte bassa della barriera, compresi i paletti che la sorreggono, arrivando fin quasi a livello del piano stradale; oggi solo 100 dei 26.000 chilometri di strade gestite dall'Anas (su un totale di 851.400 chilometri di strade presenti in Italia) risultano dotati delle nuove strutture; nel marzo 2016, in forza di uno schema di decreto ministeriale per i guardrail "salva-motociclisti" vagliato positivamente dal Consiglio nazionale dei lavori pubblici, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha autorizzato l'installazione in via sperimentale dei dispositivi;