[resaula]

È accaduto poi che la politica non ha avuto la forza di finire il lavoro. Quando dicevo prima che abbiamo preso un impegno con l'Europa e con questo disegno di legge lo abbiamo mantenuto, volevo intendere che ogni tanto, quando affermiamo di fare i decreti delegati, dovremmo farli davvero e io ci metto dentro tutti, perché ha riguardato il primo e il secondo Governo Conte. Allora arriva la magistratura, che segna un punto: lì - di nuovo ha ragione il senatore Fede - le chiacchiere stanno a zero, perché è arrivata una sentenza del Consiglio di Stato, che è stata chiarissima. A qualcuno piace, a qualcuno non piace; qualcuno dice che non è applicabile: è una questione di responsabilità, perché alcuni hanno un negozio con sopra scritto «siamo responsabili di quello che facciamo», qualcun altro ha un negozio con su scritto «non abbiamo alcuna responsabilità». Non dico che è illegittimo, dico che è più facile dire che su certi aspetti e su certi argomenti si deve fare diversamente: quindi no alla Bolkestein; quindi l'esproprio; quindi «avete fatto un accordo al ribasso»; quindi «siete stati disonesti con il Paese» eccetera. Queste chiacchiere stanno a zero, perché c'è un Consiglio di Stato e la responsabilità che ogni parlamentare deve assumere in questa fase è quella di garantire affinché coloro che hanno sulla schiena una sentenza di questo tipo non siano abusivi dove lavorano da cent'anni. Non può essere mai, perché se arriva qualcuno e sequestra quella spiaggia, a quel punto la partita è chiusa. Allora avevamo questi tre punti fissi: l'indennizzo; garantire la possibilità che ci fosse un tempo congruo, anche attraverso l'auspicio che aveva posto l'ANCI, quando ha chiesto più tempo per fare le cose; le premialità. Sull'indennizzo non mi posso soffermare, perché vi assicuro che anch'io ho la coscienza a posto e credo che con me ce l'abbia anche il collega Collina, perché a un certo punto della discussione la questione era «valore residuo» o «residuo valore» ed eravamo fermi alle parole; il clima che si era creato in quel momento non era più sostenibile. Non ci siamo riusciti. Allora dico che forse, in questa fase, è meglio che se ne occupi il Governo, al quale però chiedo un grande sforzo e un grande attestato di fiducia nei confronti di coloro che in questo momento stanno sulle nostre spiagge: istituisca immediatamente un tavolo di concertazione un minuto dopo l'approvazione di questo disegno di legge per cominciare a scrivere insieme le regole e i criteri per l'indennizzo, perché è lì che si dà una grande forza a quello che questo Parlamento, con grande fatica, ha fatto. Sulle premialità non mi soffermo perché, sono scritte benissimo dentro il disegno di legge: si premiano le piccole imprese, le società familiari e coloro che hanno esperienza. Siamo riusciti anche, come direbbe il mio collega Collina, a cavare via una roba che era scritta male (l'espressione che includeva anche coloro che avevano un'esperienza nei beni pubblici, che voleva poter dire mettere dentro anche coloro che hanno esperienza nelle tubature dell'acqua, per esempio). Abbiamo detto che era difficile dare una premialità in questo senso. Ebbene, lo abbiamo fatto e abbiamo fatto molto altro. Concludo facendo una riflessione che forse non mi spetta neanche, in realtà, ma scaturisce da uno dei primi interventi che ho sentito da parte dell'opposizione, che richiamava a questa famosissima unità del centrodestra. Ebbene, io accetto la sfida, ma l'unità del centrodestra l'avrei voluta vedere all'interno del Governo Draghi, per consentire al centrodestra di avere una forza negoziale più ampia. Ciò non è accaduto e di questo io non vi posso scusare! Non vi posso scusare! (Applausi) . Avete una un'insegna con scritto che non è responsabilità vostra. È legittimo. Monetizzerete, ma probabilmente, da questo punto di vista, il richiamo al centrodestra era sostanzialmente fuori luogo. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Collina. COLLINA, relatore . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare i colleghi intervenuti in questa lunga discussione generale, che è la dimostrazione del lavoro importante e di qualità che è stato fatto. Si partiva da posizioni anche differenti, infatti, su tanti temi e la riflessione e il confronto ci hanno portato a individuare punti di caduta condivisi e anche importanti. Devo ringraziare anche l'opposizione, per il tipo di condotta parlamentare che ha tenuto, perché comunque oggi siamo qui a chiudere questo provvedimento. La responsabilità nei confronti del Paese, infatti, passa anche attraverso il rispetto dei tempi, che ci consente di affrontare con compiutezza i nostri compiti rispetto alle risorse che ci verranno date dall'Unione europea. Penso che il lavoro che rimane da fare alla Camera abbia comunque ricevuto, dall'esperienza che abbiamo fatto qui in Senato, l'esempio di un confronto positivo. Quindi, seppure a parti invertite, alla Camera si potrà procedere ad affrontare in modo spedito anche gli altri articoli che consegniamo loro ancora nella versione del testo base. È stata una formula di confronto nuova, che però siamo riusciti a portare a termine. Devo ringraziare quindi anche i colleghi della Camera per il contributo che hanno dato e tutti i Capigruppo di maggioranza, di Camera e di Senato, per l'aiuto e la comprensione che hanno apportato nel consentirci di arrivare in fondo a quest'approvazione. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, anche a nome del Governo, non è solo per rito che inizio il mio intervento con i ringraziamenti al Presidente della 10 a Commissione, ai relatori, ai membri della Commissione e alla struttura della Commissione, che ci ha seguiti in questi mesi, ai parlamentari di Camera e Senato, che hanno partecipato alle riunioni di maggioranza, ma anche ai Capigruppo e all'opposizione, per le ragioni che ha indicato precedentemente il relatore Collina. Mi sia poi permesso di fare un altro ringraziamento: forse qualcuno dirà che il Governo ringrazia se stesso, ma io ringrazio le strutture dei Ministeri, che erano in tanti ad essere coinvolti in un provvedimento così complesso e il confronto è stato serrato; ringrazio poi il Dipartimento degli affari giuridici di Palazzo Chigi e il ministro D'Incà; ringrazio il sottosegretario Caterina Bini, che ha gestito al mio fianco tutta la fase, anche di confronto, nell'ambito della maggioranza; ringrazio anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, che, minuto per minuto, ha consumato messaggi con me, unitamente al sottosegretario Bini. Questo quindi è un ringraziamento per il lavoro perché esso è stato diverso rispetto agli altri provvedimenti. L'importanza dei temi e la loro molteplicità, attraversando le competenze di tanti Ministeri, ci ha portato, con la tolleranza dell'opposizione, a riunioni di maggioranza che non hanno preso in considerazione la procedura ordinaria del voto favorevole o contrario rispetto all'emendamento, ma piuttosto hanno analizzato il complesso di tutte le proposte modificative.