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Modifiche al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. Onorevoli Senatori. -- I vari interventi legislativi che fino ad oggi il Governo ha messo in campo per la riduzione dei premi assicurativi in favore dei cittadini consumatori, non hanno prodotto effetti sull'aumento dell'efficienza e della competitività del settore assicurativo, creando solo uno squilibrio concorrenziale tra i diversi soggetti economici coinvolti, a tutto vantaggio delle compagnie di assicurazione, che notoriamente godono di una posizione di soggetto «forte» nel mercato assicurativo, con una grave limitazione della libertà di scelta per i consumatori. Si pensi, ad esempio, all'articolo 29 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 che in tema di risarcimento in forma specifica prevedeva la facoltà per le compagnie di assicurazione di offrire ai danneggiati di sostituire al pagamento dell'indennizzo, la riparazione della vettura a propria cura e spese in officine convenzionate senza possibilità di scelta da parte del sinistrato. A fronte del rifiuto di tale proposta il danneggiato sarebbe stato obbligato ad accettare un risarcimento per equivalente, cioè in denaro, decurtato del 30 per cento. Tale norma è stata soppressa nel corso dell'esame parlamentare. Da ultimo, l'articolo 8, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, sempre sul tema del risarcimento in forma specifica, attribuiva all'impresa di assicurazione la facoltà di risarcire il danno attraverso carrozzerie appositamente convenzionate, revisionando il sistema della cessione del credito, attraverso l'introduzione del divieto di cessione dello stesso, con grave lesione alla libertà contrattuale del settore. Il suddetto articolo è stato stralciato durante l' iter di conversione del decreto-legge ed in seguito ripreso in un disegno di legge del Governo, assegnato alla Commissione Finanze (vedi atto Camera n. 2126). Il Governo ha deciso di portare avanti, con ostinazione, tale linea di intervento, tanto che nel Consiglio dei ministri del 20 febbraio 2015 ha approvato un disegno di legge sulla concorrenza, i cui primi quattordici articoli, su un totale di trentadue, introducono modifiche al codice delle assicurazioni private, le quali appaiono contrarie al principio della libera concorrenza e lesive della libertà di impresa, andando, in particolare, a colpire un settore, quello delle officine di riparazione, da sempre ritenuto un importante punto di riferimento in termini di ricchezza e di occupazione. Da un'analisi dei dati disponibili, nel settore della riparazione degli autoveicoli in Italia operano 119.070 imprese di cui il 63,5 per cento nel settore della manutenzione e riparazione degli autoveicoli (pari ad oltre 75.000 imprese). Il fatturato dell'autoriparazione vale 14.498 milioni di euro e nelle imprese del settore sono occupati 204.755 di cui 101.407 dipendenti (dimensione media per azienda di 2,7 addetti). Se consideriamo il solo settore della riparazione di carrozzerie di autoveicoli si registrano 21.138 imprese che impiegano 68.509 addetti, pari al 33, 5 per cento degli addetti del settore dell'autoriparazione, con una dimensione media aziendale di 3,2 addetti. Tra il 2011 e il 2013 il fatturato della manutenzione e riparazione si è ridotto del 6,9 per cento, con un calo in valore assoluto pari a 1.002 milioni di euro. Nel frattempo i prezzi delle polizze assicurative hanno subito diversi rincari, facendo raggiungere all'Italia il primato, in Europa, dei Paesi con i più alti costi di assicurazione. Gli alti costi dei premi assicurativi dipendono da un complesso di fattori strutturali, gestionali e funzionali del sistema della responsabilità civile che solo in parte sono riconducibili alle frodi assicurative, il cui contrasto, è dimostrato, ha effetti marginali sulla riduzione dei costi medesimi. Non ha senso, dunque, ricorrere all'adozione di clausole assicurative di «risarcimento in forma specifica», da effettuare in base ad apposite convenzioni fra compagnie assicurative ed imprese di autoriparazione, in quanto le stesse clausole oltre a non avere alcuna incidenza sulla riduzione delle frodi assicurative, non portano neppure ad una effettiva riduzione dei costi assicurativi e dei relativi premi, creando soltanto un percorso privilegiato verso le imprese fiduciarie dell'assicuratore a danno dei carrozzieri, i quali verrebbero sottoposti al controllo diretto del sistema assicurativo con grave pregiudizio per gli assicurati. Da qui la necessità di un intervento normativo che, partendo dalla centralità degli interessi dei cittadini consumatori e dalla tutela della loro libertà di scelta, contemperi le diverse esigenze con soluzioni eque ed equilibrate, perseguendo l'obiettivo della riduzione dei premi assicurativi senza compromettere il livello qualitativo delle riparazioni e la conseguente sicurezza della circolazione stradale. Il presente disegno di legge è teso, quindi, ad introdurre norme che consentano di riequilibrare il sistema, partendo dall'affermazione del principio della libertà di scelta dell'assicurato di far riparare il proprio veicolo presso imprese di autoriparazione di fiducia, evitando imposizioni vessatorie da parte delle compagnie di assicurazione, e prevedendo, al contempo, l'obbligo della riparazione dei veicoli, danneggiati in conformità alle prescrizioni tecniche del fabbricante. Lo stesso disegno di legge rafforza, inoltre, gli obblighi di informazione e trasparenza da parte delle compagnie di assicurazione, al fine di generare un contesto di maggiori tutele degli assicurati e garantisce, infine, la libertà contrattuale, bilanciando i rapporti tra le compagnie di assicurazione e gli assicurati e precludendo la facoltà per le compagnie stesse di pubblicizzare o proporre l'inserimento di clausole vessatorie, quali il divieto di cessione del credito, e il risarcimento in forma specifica tramite autoriparatori convenzionati. Il testo si compone di cinque articoli. L'articolo 1, inserisce disposizioni volte ad integrare il codice delle assicurazioni (articoli da 142- quater a 142- novies ), con specifico riguardo alla materia dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. In particolare l'articolo 142- quater mira a tutelare la libertà di concorrenza nel mercato dell'autoriparazione evitando forme di abuso di posizione dominante da parte delle imprese di assicurazione ed assicurando in via di principio a favore del danneggiato la libertà di scelta delle imprese di autoriparazione di fiducia abilitate, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122, la quale risulta espressamente diretta a raggiungere un più elevato grado di sicurezza nella circolazione stradale ed a qualificare i servizi resi dalle imprese di autoriparazione. In tal senso, il suddetto principio deve essere espressamente menzionato all'atto della stipulazione di nuovi contratti ed in occasione di ogni rinnovo.