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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 99 BORGHESI La seduta inizia alle ore 15,15. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che il senatore Parrini, a nome del proprio Gruppo, ha fatto pervenire la richiesta della pubblicità dei lavori della seduta odierna, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, e che la Presidenza del Senato ha già fatto pervenire il proprio assenso. Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori. IN SEDE REFERENTE (1437) d-l 53/2019 - ordine e sicurezza pubblica DDL 1437 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. Interviene in discussione generale il senatore FARAONE ( PD ), il quale ritiene che il decreto-legge sia inquietante e pericoloso, soprattutto dal punto di vista culturale, per il messaggio che si trasmette al Paese. A suo parere infatti il Governo con entrambi i provvedimenti in materia di sicurezza pubblica ha inteso soprattutto sanare i comportamenti del Ministro dell'interno, che si è già reso responsabile, come nel caso della nave "Diciotti", di dichiarate e consapevoli violazioni di legge. Per sottolineare la gravità della situazione cita anche l'episodio che ha riguardato la sede di Priolo Gargallo del gruppo petrolifero russo Lukoil, con il prefetto di Siracusa che ha vietato, per motivi di ordine pubblico e pubblica sicurezza, gli assembramenti degli operai che protestavano contro il taglio dei posti di lavoro nei pressi dello stabilimento. A suo parere, anche a seguito della pubblicazione della corrispondenza intercorsa tra l'ambasciatore russo e il Ministro dell'interno, sembrerebbe evidente l'intenzione di limitare il diritto di sciopero e di riunione, peraltro esclusivamente per motivi economici. Dopo il caso degli ipotetici fondi russi da destinare alla Lega, ritiene che ancora una volta sia stata messa a repentaglio la sovranità nazionale. Entrando nel merito del testo, stigmatizza la decisione di criminalizzare il salvataggio in mare, che coinvolgerà in primo luogo le flotte pescherecce che operano nel Mediterraneo, giudicandola una vergogna per la sua mancanza di umanità, e sollecita la maggioranza a un vero confronto sui temi dell'immigrazione, al fine di varare una politica nazionale unitaria. Infatti assicura che il Partito democratico è favorevole ad una revisione del Trattato di Dublino e a portare all'attenzione dell'Unione europea la necessità di un maggiore coinvolgimento degli altri Paesi membri nella redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia. In proposito evidenzia il comportamento di forte contrarietà dei Paesi del gruppo di Visegrad con i quali tuttavia la Lega ha stretti legami. Contesta quindi l'accanimento nei confronti delle Organizzazioni non governative, anche tenuto conto che gli sbarchi ad esse collegate nel corso del 2019 hanno riguardato pochissime persone. Al contrario, la maggior parte degli sbarchi è avvenuta da piccole imbarcazioni, che sono arrivate in Calabria, Sicilia e Sardegna, senza l'attenzione dei mezzi di informazione, ma che avrebbero potuto rappresentare il vero pericolo per la sicurezza pubblica. In questo modo ritiene che il Governo non intenda davvero risolvere il problema dell'immigrazione clandestina e affrontare il tema dell'accoglienza ma solo fare propaganda. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE chiude la discussione generale. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, e i sottosegretari MOLTENI e SIBILIA rinunciano alla replica. Si passa alla illustrazione degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) anticipa che sarebbe stata sua intenzione presentare, con riferimento all'articolo 1, solo un emendamento soppressivo dell'intero articolo, tuttavia, con l'obiettivo di ottenere dei risultati positivi, seppur parziali, ha inteso, insieme ai colleghi del suo Gruppo, presentare anche altri emendamenti. In particolare, dopo aver segnalato che ritiene incompatibile con le disposizioni costituzionali la previsione che del provvedimento adottato dal Ministro dell'interno il Presidente del Consiglio ne venga solo informato, si sofferma sugli emendamenti 1.163, 1.164, 1.165 e 1.166 che, al contrario, prevedono, tra l'altro, che via sia una previa autorizzazione del Capo del Governo, 1.217, che riguarda la Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo (SAR) e 1.230, che sostituisce le parole: "sicurezza pubblica" con le parole: "sicurezza nazionale. In conclusione anticipa i contenuti della questione pregiudiziale che il suo Gruppo ha depositato in Assemblea. Chiarisce poi che l'emendamento soppressivo dell'articolo 2 è stato presentato perché ritiene inaccettabile che il dovere di salvare vite in mare venga trasformato in un reato. Segnala soprattutto la violazione del principio di proporzionalità del sistema sanzionatorio, considerata l'abnormità della sanzione amministrativa prevista per il comandante e la confisca della nave utilizzata per commettere la violazione, e denuncia la mancata volontà del Governo di affrontare il fenomeno migratorio in maniera concreta e senza fini propagandistici. In particolare evidenzia l'opportuna di una revisione della legge Bossi-Fini, una riforma del Trattato di Dublino e la attivazione di canali per una vera cooperazione europea. Precisa che con l'emendamento 3.1 si propone di sopprimere l'articolo, in quanto tale norma - intervenendo sull'articolo 51 del codice di procedura penale - estende le indagini di competenza della procura distrettuale anche alle fattispecie associative realizzate al fine di commettere il reato di favoreggiamento, non aggravato, dell'immigrazione clandestina. Ritiene molto grave che si introducano modifiche in materia penale attraverso un provvedimento d'urgenza: pertanto, con gli emendamenti 6.3 e 7.3 si propone la soppressione degli articoli 6 e 7, che intervengono sulla legge n. 152 del 1975 (la legge Reale) e sul codice penale, al fine di estendere anche alle manifestazioni in luogo pubblico restrizioni e sanzioni già previste per fatti accaduti in occasione di manifestazioni sportive, che - a suo avviso - presentano profili di incostituzionalità. Analogamente, l'emendamento 15.1 è volto a sopprimere l'articolo 15, che introduce in modo stabile nell'ordinamento l'istituto dell'arresto in flagranza differita, mentre l'emendamento 16.3 propone di sopprimere l'articolo 16, in quanto al comma 1, lettera b), si introduce una ulteriore ipotesi di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.