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A nostro parere, il giudizio positivo va dato per varie motivazioni, la prima delle quali risiede nel fatto che vediamo confermato nel provvedimento l'impianto di restrizioni e sanzioni che, nel corso dell'ultimo anno, ha caratterizzato tutta l'azione del Governo per il contrasto alla pandemia. Visto che la questione è stata citata da diversi colleghi, vorrei ricordare che abbiamo avuto vari DPCM espressione di ben nove decreti-legge, a partire dal primo emanato nel febbraio 2020, fino all'ultimo del febbraio 2021, che ha trovato posto, attraverso degli emendamenti del Governo, nella legge di conversione del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2. Qual è stata la filosofia dell'azione che il Governo nell'ultimo anno ha portato avanti? Una filosofia ispirata alla massima prudenza, alla massima attenzione e alla voglia di non strumentalizzare in senso demagogico la prostrazione, la stanchezza e la paura delle persone. Non c'è qualcuno di noi che non sarebbe felice di poter dire ai cittadini che si può abbassare la guardia, che il momento di abbandonare la linea dell'attenzione è arrivato, che si può inaugurare per tutti una stagione di libertà. Tutti vorremmo poterlo dire, ma c'è chi lo dice facendo demagogia e c'è chi evita di dirlo perché pensa che la demagogia sia spaventosamente pericolosa al momento attuale. Questo continua a essere il momento dell'attenzione e della verità e, se dobbiamo dire la verità, dobbiamo dire che la situazione nel nostro Paese, pur non essendo vicina ai livelli di massimo allarme che abbiamo visto alcuni mesi or sono, è ancora molto preoccupante. Non siamo per niente fuori dal tunnel, dobbiamo essere estremamente vigili e mandare messaggi coerenti ai nostri cittadini, accettando i sacrifici che sono necessari per mantenere sotto controllo la pandemia; una pandemia resa più insidiosa dal proliferare di varianti che hanno costretto gli organi pubblici ad assumere un atteggiamento di maggior rigore e che hanno spinto il nostro Governo, nell'ultimo provvedimento annunciato ieri, a effettuare cambiamenti nelle modalità di contrasto per meglio tener conto di questa novità. Penso sia evidente la validità di questo approccio. Credo che sia stato importante ieri dare il segnale che c'è convinzione sul fatto che il DPCM sia lo strumento più adeguato ad affrontare l'emergenza, a patto ovviamente che esso si inserisca all'interno di una cornice che è quella disegnata dai decreti-legge; così è sempre avvenuto da febbraio in poi dell'anno scorso e così dovrà avvenire in futuro. Come Presidente della Commissione affari costituzionali non mi sono mai iscritto al partito di coloro che chiedevano l'assunzione delle restrizioni tramite decreto, per la semplice ragione che soltanto il decreto non è efficace per rispondere tempestivamente alle esigenze di un'emergenza che alle volte richiede reazioni che devono essere messe in campo nel giro di ore. Non nascondiamo le difficoltà che ci sono state per l'approvvigionamento dei vaccini. Tutti sappiamo che per uscire dal tunnel è necessario che ci sia un salto di qualità, quantitativo e qualitativo, negli inoculi. Sappiamo che, per raggiungere l'immunità di gregge, dobbiamo accelerare fortemente il ritmo delle vaccinazioni. Non ci nascondiamo, perché siamo europeisti - e non perché siamo antieuropeisti - che qualcosa non ha funzionato nella strategia che a livello di Commissione europea è stata adottata per l'approvvigionamento dei vaccini. E denunciamo questo fatto perché ci interroghiamo su quali modifiche, anche all'architettura istituzionale dell'Unione, devono essere apportate affinché limiti del genere in futuro non ostacolino l'azione di contenimento della pandemia. Io credo che ci siano tutte le condizioni per poter fare un lavoro efficace nelle prossime settimane, per poter garantire sicurezza ai nostri cittadini e per farlo in condizioni di rispetto reciproco tra le forze politiche e in un clima di unità che, nelle emergenze, non guasta mai. Vorrei segnalare che durante l'esame del provvedimento da parte della 1 a Commissione, che ha effettuato il lavoro di analisi e di approfondimento degli emendamenti, sono stati oltre che inseriti i due decreti-legge assunti successivamente, adottati degli emendamenti che ritengo molto validi e che hanno migliorato il provvedimento. Voglio precisare che sono stati tutti adottati con consenso unanime della Commissione. Non potendoli citare tutti, ne cito soltanto tre. Il primo è quello che ci consentirà di potenziare gli organici delle aziende sanitarie locali, anche richiamando in servizio, per un periodo predeterminato, cioè per massimo ventuno mesi da oggi, fino al 31 dicembre 2022, i sanitari che sono attualmente in pensione. Credo sia un'azione realistica quella che ispira un emendamento del genere. Siamo in emergenza e l'emergenza richiede appunto misure emergenziali: scusate il bisticcio di parole. Questa misura appartiene a quella categoria e ci consentirà anche di rafforzare la capacità di intervento anti-pandemico. Mi sembra importante anche l'emendamento che ha ristabilito una parità di trattamento, perché è giusto non fare mai due pesi e due misure, tra la somministrazione di alimenti e bevande all'interno di esercizi privati e la somministrazione di alimenti e bevande all'interno di circoli ricreativi, culturali e sociali. C'era una discriminazione, che ora non c'è più, e penso che tutti dobbiamo esserne contenti. Molto importante è l'emendamento, a firma della senatrice Boldrini, riguardante il commissario per l'emergenza. Il generale Figliuolo, ha assunto recentemente questo incarico, e quindi, gli rivolgiamo moltissimi auguri di buon lavoro. Insieme agli auguri di buon lavoro al generale Figliuolo, credo sia necessario esprimere un senso di gratitudine al commissario Arcuri, che ha terminato il suo lavoro, che ha operato in condizioni difficilissime negli ultimi dodici mesi. Il citato emendamento prevede che, a intervalli regolari, il commissario per l'emergenza invii una relazione alle Camere e si sottoponga a un confronto con i parlamentari. Questa misura, fra l'altro, mi dà l'occasione per richiamare un'iniziativa che la 1 a Commissione affari costituzionali, su sollecitazione particolarmente forte del collega senatore Nazario Pagano, ha assunto nei mesi scorsi, per rafforzare l'idea che il Parlamento debba essere centrale nei periodi di emergenza, anche attraverso un organismo apposito, che possa rappresentare un interlocutore valido e incalzante del Governo. Purtroppo, per l'aprirsi della crisi di Governo e per il suo lungo svolgimento, siamo stati costretti a interrompere la trasformazione del prodotto dell'affare assegnato in un disegno di legge, ma credo ci sia l'accordo di tutti per riprendere presto quel lavoro, anche perché era stato portato a termine con un larghissimo consenso e con quasi tutti i Gruppi d'accordo nell'andare in quella direzione. Credo che creare le condizioni per un maggiore coinvolgimento del Parlamento sia sempre estremamente giusto.