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Signor Presidente, la volevo ringraziare per la sua sensibilità, perché ci ha concesso dei minuti in più su un argomento così importante che oggi tristemente sembra interessare solo le donne. PRESIDENTE. Era dovuto. È iscritto a parlare il senatore Urraro. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, stiamo discutendo di un argomento sicuramente decisivo e importante. Tra l'altro, la Commissione europea subordina l'erogazione delle somme nel sistema giustizia all'approvazione di riforme di sistema, per cui il tema è davvero centrale e i suoi riflessi sono ad ampio raggio nel settore non solo civile, ma nelle varie declinazioni: penso all'economia, alla famiglia, al lavoro, a tanti temi all'ordine del giorno del dibattito, non solo nostro, sulle difficoltà del Paese. Il testo prevede una serie di deleghe al Governo che dovranno essere esercitate entro un anno dall'entrata in vigore. Si potenziano gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (la cosiddetta ADR) da esperire anche con modalità telematiche, che abbiamo visto implementate soprattutto in questa fase pandemica, incentivando la mediazione sia civile che commerciale. Si interviene altresì sulla disciplina dell'arbitrato prevedendo, tra le altre cose, anche l'inserimento di norme in tema di arbitrato societario all'interno del codice di procedura civile. Il testo reca una serie di modifiche al processo civile di primo grado, al fine di migliorare l'efficienza della giustizia civile e interviene sulla disciplina del giudizio di appello, potenziando il filtro di ammissibilità e semplificando la fase istruttoria del procedimento. Si introduce la possibilità per il giudice di proporre il cosiddetto rinvio pregiudiziale, ossia di sottoporre direttamente alla Corte la risoluzione di una questione di mero diritto su cui il giudice abbia già sollevato il contraddittorio delle parti, purché sia questione del tutto nuova, di particolare importanza, suscettibile di presentarsi in numerosi giudizi, fonte di gravi difficoltà interpretative. Si modifica la disciplina del processo esecutivo valorizzando le misure di coercizione indiretta e di cui all'articolo 614- bis del codice di procedura civile. Viene prevista, con riguardo alle espropriazioni immobiliari, la possibilità per il debitore di vendere direttamente immobile pignorato ad un prezzo non inferiore a quello indicato nella perizia di stima. Il testo introduce altresì misure di riordino e implementazione delle disposizioni sul processo civile telematico; in proposito, una delle principali missioni del PNRR riguarda proprio la digitalizzazione e l'informatizzazione, con un notevole impegno di spesa. Si interviene sulla disciplina dell'ufficio del processo, prevedendo anche l'istituzione di strutture organizzative analoghe ad esso anche presso la Corte di cassazione e presso la sua procura generale. Si introduce un rito unico applicabile a tutti i procedimenti relativi allo stato delle persone, ai minorenni e alle famiglie. Si prevede l'istituzione del tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Nel settore giustizia il Consiglio europeo nelle sue raccomandazioni ha costantemente sollecitato il nostro Paese a ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio, nonché ad aumentare l'efficacia della prevenzione e repressione della corruzione. La Commissione europea, in particolare nella relazione relativa all'Italia 2020 (Country report 2020), rileva come l'Italia abbia compiuto progressi solo molto limitati nel dare attuazione alle diverse raccomandazioni che si sono susseguite nel tempo. In particolare, nel settore civile viene contestato al nostro Paese la perdurante e scarsa efficienza del sistema giudiziario civile, con particolare riguardo all'utilizzo, tuttora limitato, del filtro di ammissibilità per gli appelli, che incide non poco sulla durata dei processi; alla necessità di potenziare i sottodimensionamenti degli organici dei magistrati e anche dei funzionari amministrativi, alle differenze tra i tribunali per quanto riguarda la gestione dei procedimenti. Nelle raccomandazioni specifiche del 20 luglio 2020 il Consiglio europeo ha nuovamente invitato l'Italia ad adottare provvedimenti volti a migliorare l'efficienza del sistema giudiziario. Sono pertanto delle scelte non più rinviabili in tal senso. Il PNRR, presentato dal Governo alla Commissione europea il 30 aprile 2021, individua nella lentezza della realizzazione di alcune riforme strutturali un limite al potenziale di crescita dell'Italia e contiene alcune specifiche misure che intervengono sul sistema giudiziario, non afferenti alle principali sei missioni, ma incidentalmente richiamate in diverse di esse. La riforma del sistema, incentrata sull'obiettivo di ridurre il tempo del giudizio, dove il fattore tempo diventa prioritario, è inserita dal PNRR tra le riforme cosiddette orizzontali o di contesto, che consistono in innovazioni strutturali dell'ordinamento, tali da interessare in modo trasversale tutti i settori di intervento del Piano. Per realizzare questa finalità, oltre alle riforme ordinamentali da realizzare ricorrendo allo strumento della delega, si prevede anche il potenziamento delle risorse, delle risorse umane, delle dotazioni strumentali e tecnologiche dell'intero sistema giudiziario, a cui sono destinati specifici investimenti. Per ridurre la durata dei giudizi, obiettivo prioritario e primario, il Piano si prefigge diversi obiettivi: portare a piena attuazione l'ufficio del processo, che già era stato introdotto in via sperimentale nel 2014 con decreto-legge; rafforzare la capacità amministrativa del sistema per valorizzare le risorse umane non sempre valorizzate a pieno; integrare il personale delle cancellerie, sopperire alla carenza di professionalità tecniche diverse da quelle di natura squisitamente giuridica, essenziali per attuare e monitorare i risultati dell'innovazione organizzativa sempre più incessante; potenziare le infrastrutture digitali (abbiamo visto le criticità che si sono rivelate in alcuni casi, soprattutto in questo momento pandemico) con la revisione e diffusione dei sistemi telematici di gestione delle attività processuali e di trasmissione di atti e provvedimenti; garantire al sistema giustizia strutture edilizie efficienti e moderne. Questo è un altro tema che riguarda quello che noi definiamo l'ecosistema giustizia, che prescinde dai riti su cui si sta intervenendo in questo momento, ma che riguarda un tema molto più ampio e significativo. Si prevede inoltre di contrastare la recidiva dei reati potenziando gli strumenti di rieducazione e di reinserimento sociale dei detenuti. Per raggiungere questi obiettivi il Governo individua una serie di ambiti di intervento prioritari, di cui abbiamo discusso in Commissione; rivolgo pertanto il mio apprezzamento e ringraziamento a tutti i colleghi, alle relatrici in particolare. Il PNRR prevede tre filoni di intervento in tal senso, tra cui il potenziamento degli strumenti alternativi al processo per la risoluzione delle controversie. Dopo una prima fase critica, che anche l'avvocatura ha avuto modo di contrastare, pian piano un processo culturale innovativo ha fatto sì che si potenziasse questo strumento, rafforzando le garanzie di imparzialità per quanto concerne anche l'arbitrato, estendendo l'ambito di applicazione della negoziazione assistita ed estendendo l'applicabilità dell'istituto della mediazione.