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Secondo i dati statistici resi noti da Ciufer (comitato italiano utenti delle ferrovie regionali) i treni in Sicilia, oltre ai casi di cancellazione di alcune corse, risulterebbero essere soggetti a ritardi in tante (troppe) occasioni, con un deficit sui tempi che va da un minimo di 5 ad un massimo di più di 20 minuti. Ciò con difficoltà di spostamento significative per i pendolari che programmano le loro giornate in base agli orari dei treni; il comitato dei pendolari siciliani ha monitorato 270 treni sui 400 che ogni giorno hanno viaggiato per la Sicilia nel periodo tra il 1° ottobre e il 30 novembre 2019; dei 749 treni monitorati, sulla Catania-Palermo solo 180 arrivano in anticipo a destinazione, 32 in orario, 266 in ritardo di almeno 5 minuti e 94 in ritardo di 10 minuti, 63 in ritardo di 20 minuti e 98 oltre i 20 minuti. A ciò si aggiungono i 18 treni soppressi e 11 parzialmente soppressi, per complessivi 3.994 treni-chilometro cancellati e 6.581 minuti di ritardo. Tali numeri, pertanto, rappresentano un quadro di evidente criticità nel quale appare inaccettabile l'incremento del costo dei biglietti disposto da Trenitalia a fronte di un servizio che già penalizza l'utenza per i tempi di percorrenza, lungo tratte nelle quali non esiste l'alta velocità e permane una grave condizione di gap infrastrutturale, logistico ed economico tra la Sicilia e il Sud con il resto del Paese; a ciò si aggiunge anche il previsto incremento delle tariffe per i trasporti via mare contro il quale si sono mobilitati gli autotrasportatori siciliani. Per adeguarsi a tale richiesta e conformarsi alle disposizioni, i vettori marittimi sono stati chiamati ad installare uno scrubber per abbattere le emissioni fino allo 0,5 per cento su ogni imbarcazione, ed inoltre a convertire la propria flotta all'utilizzo di GNL (gas naturale liquefatto). Ne scaturirà il rischio di fallimento per il 25 per cento delle imprese del settore autotrasporti che operano nel territorio dell'isola e che non potranno sostenere l'aumento dei costi. L'associazione delle imprese di autotrasporti ha già rilevato come si tratti di "aumenti che molti trasportatori non saranno in grado reggere e non è difficile immaginare che una quota consistente di operatori tornerà a viaggiare su strada, considerata, a questo punto, più conveniente, specie per alcune tratte", prefigurando in tal modo un contraccolpo al traffico merci quando invece in questi anni si erano incentivati processi per lo spostamento dei traffici dalla strada al mare, si chiede di sapere quali iniziative e quali urgenti misure il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di favorire l'auspicato annullamento di tali aumenti per i trasporti su treni e navi che rischiano di arrecare un grave danno ai cittadini e alle imprese della Sicilia. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-01293 della senatrice Pergreffi, sulla situazione di carenza di personale degli uffici della motorizzazione civile nel Nord Italia.