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I benefici contributivi di cui al comma 4 sono riconosciuti a condizione che i contratti di cui all'articolo 10, commi 1 e 3, unitamente ai piani di miglioramento e innovazione definiti dalle commissioni paritetiche cui i contratti fanno riferimento, siano depositati in via telematica presso la Direzione territoriale del lavoro competente per territorio. CAPO VIII ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE PERMANENTE NAZIONALE PER LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI Art. 20. (Commissione permanente nazionale per la partecipazione dei lavoratori) 1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociale è istituita la Commissione permanente nazionale per la partecipazione dei lavoratori. 2. La Commissione è composta da: a) due rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; b) sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale; c) sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale; d) tre esperti di diritto del lavoro e relazioni industriali o di gestione e organizzazione aziendale, scelti congiuntamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale. 3. Il Presidente è eletto a maggioranza tra i membri della Commissione. 4. I componenti della Commissione sono nominati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su designazione degli organismi competenti e durano in carica cinque anni. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati le modalità e i termini per la designazione e l'individuazione dei componenti della Commissione. 5. La Commissione permanente nazionale: a) si pronuncia su eventuali controversie interpretative che dovessero sorgere in ordine alle modalità di svolgimento delle procedure previste nelle imprese dei diversi settori; b) indica eventuali misure correttive nei casi di violazione delle norme procedurali, relazionando al Garante di cui all'articolo 21 sull'eventuale mancato accoglimento delle indicazioni fornite agli organismi paritetici; c) procede alla raccolta e alla valorizzazione delle buone prassi in materia di partecipazione dei lavoratori attuate dalle aziende; d) redige ogni due anni una relazione nazionale sulla partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro; e) presenta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali proposte legislative volte a incoraggiare la partecipazione gestionale, economica, organizzativa e consultiva dei lavoratori alle imprese; f) raccoglie i verbali delle riunioni degli organismi paritetici. CAPO IX GARANTE DELLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE Art. 21. (Costituzione del Garante della sostenibilità sociale delle imprese) 1. È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Garante della sostenibilità sociale delle imprese, di seguito denominato « Garante ». 2. La struttura e la composizione dell'ufficio del Garante sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle imprese e del made in Italy e il Ministro dell'economia e delle finanze. 3. Il Garante opera quale meccanismo di certificazione della condotta d'impresa responsabile delle società che, su base volontaria, si sottopongono alla valutazione, anche avvalendosi di modelli di sostenibilità sociale gestiti da soggetti indipendenti, al fine di individuare, prevenire, attenuare e rendere conto dei danni esterni derivanti dagli impatti negativi sui diritti umani e dagli impatti ambientali negativi nelle attività che svolgono, nelle loro filiazioni e nella catena del valore cui partecipano. 4. Ai fini del riconoscimento della sostenibilità sociale dell'impresa il Garante adotta modelli di valutazione che diano conto del contributo al raggiungimento degli obiettivi di benessere equo e sostenibile, come definiti dagli indicatori di cui all'articolo 10, comma 10- bis , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e che tengano conto dei seguenti fattori: a) adozione di strumenti di partecipazione dei lavoratori dipendenti all'impresa e la significatività degli stessi; b) adozione di piani di azionariato; c) adozione dei contratti collettivi nazionale di lavoro maggiormente applicati ai settori di riferimento e l'esistenza o meno di contrattazione aziendale o territoriale; d) tipologia, quantità e qualità dei piani formativi ai lavoratori dipendenti. 5. Sulla base dei verbali di mancato accordo, delle comunicazioni annuali e delle segnalazioni ricevuti ai sensi dell'articolo 12, commi 3, 5 e 6, il Garante ha il compito di attivare, se ritenuto necessario sulla base di una valutazione dei documenti stessi, le verifiche per la certificazione della sostenibilità sociale delle imprese anche nel caso in cui esse non siano state richieste dall'impresa stessa. 6. Gli atti relativi alla valutazione di sostenibilità sociale delle imprese, nonché la relativa certificazione con annesso giudizio, sono pubblicati sul sito internet istituzionale del Garante, nonché in una sezione appositamente costituita sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 7. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono definiti meccanismi premiali per le imprese che abbiano ricevuto una certificazione positiva ai sensi del presente articolo, ulteriori rispetto a quelli previsti dall'articolo 16. 8. Il Garante trasmette annualmente una relazione sull'attività svolta ai Presidenti delle Camere, nonché al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro delle imprese e del made in Italy . Art. 22. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.