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Disposizioni per la tutela dei lavoratori dalle maculopatie e inserimento nei livelli essenziali di assistenza della maculopatia degenerativa miopica e senile. Onorevoli Senatori. – La maculopatia è una malattia che colpisce la macula, spesso legata all'invecchiamento, ma non solo. La macula è la zona nell'occhio che si trova al centro della retina e la cui funzione è la visione distinta centrale. Caratteristica della maculopatia è la perdita progressiva della visione centrale, ma non quella periferica, che limita la funzione visiva di chi ne è colpito. Le persone, affette da una delle tante maculopatie, possono perdere completamente la visione centrale e quindi non essere più in grado di leggere, vedere la televisione o riconoscere i volti delle persone. Questi pazienti però mantengono la capacità di muoversi nello spazio riuscendo ad eseguire le mansioni che non richiedono il riconoscimento dei fini dettagli. Il tipo più comune è la maculopatia degenerativa che, a seconda dell'andamento della malattia e delle caratteristiche che presenta, si distingue in due diverse forme: a forma secca o atrofica, che ha un'evoluzione lenta ed è meno grave. Colpisce quasi sempre entrambi gli occhi e in alcuni casi può evolvere nella forma più grave; a forma essudativa o umida, che è la più aggressiva, ma fortunatamente anche la meno comune delle due forme. Questo tipo di maculopatia si caratterizza per la formazione di vasi sanguigni retinici nella zona della macula, che creano delle cicatrici sottoretiniche. Attualmente non c'è nessun trattamento di cura per la forma secca o atrofica. L'unica cosa che si può fare è informare il paziente dei sintomi visivi di cui fare attenzione al fine di individuare precocemente le persone che stanno sviluppando la forma umida, al fine di trattare quest'ultima il più precocemente possibile. Tali sintomi sono: distorsione delle immagini e la comparsa di una macchia fissa nella visione centrale. Il trattamento di cura attuale della forma essudativa o umida è rappresentato dalle iniezioni intravitreali di farmaci che bloccano il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF). Questo tipo di trattamento è cronico a vita. La degenerazione maculare legata all'età è la principale causa di deficit irreversibile della funzione visiva centrale nei Paesi sviluppati tra le persone di età superiore ai 50 anni. La prevalenza di un grave deficit visivo aumenta con l'età. Il fumo è il maggior fattore di rischio modificabile. Il rischio di sviluppare la degenerazione maculare legata all'età è di 4 volte superiore nelle persone fumatrici. Una dieta ricca di grassi saturi si associa ad un aumento del rischio di sviluppo della malattia, mentre i grassi monoinsaturi hanno un effetto protettivo. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficial e n. 65 del 18 marzo 2017, definisce i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) e sostituisce integralmente il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficial e n. 26 dell'8 febbraio 2002, con cui sono stati definiti per la prima volta le attività, i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione ( ticket ), con le risorse raccolte attraverso la fiscalità generale; in particolare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 aggiorna gli elenchi di malattie rare, croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dal ticket . Inserisce più di 110 entità, tra malattie rare singole e gruppi, e 6 nuove patologie croniche. È previsto, altresì, che i livelli essenziali di assistenza vengano aggiornati annualmente. Affinché i livelli essenziali di assistenza possano essere aggiornati in modo continuo e sistematico, nonché basandosi su regole chiare e criteri scientificamente validi, la legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha previsto l'istituzione della Commissione nazionale per l'aggiornamento dei LEA e la promozione dell'appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale (articolo 1, comma 556, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), presieduta dal Ministero della salute, con la partecipazione delle regioni e il coinvolgimento dei soggetti con competenze tecnico-scientifiche disponibili a livello centrale e regionale (Istituto superiore di sanità, Consiglio superiore di sanità, società scientifiche, Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri - FNOMCEO, Società italiana dei medici di medicina generale - SIMMG, ecc.). La maculopatia degenerativa miopica e senile non è stata mai inclusa nei livelli essenziali di assistenza, neanche nella ridefinizione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, che ha aggiornato i LEA stessi, provocando un trattamento decisamente iniquo rispetto ad altre malattie, e negando quindi alle persone affette da maculopatia degenerativa miopica e senile la gratuità delle cure farmacologiche. Oltre all'età avanzata, la maculopatia può essere indotta da un stress eccessivo causato all'occhio in seguito ad attività che prevedano l'uso prolungato di videoterminali. Per tale ragione, la legge prevede una serie di controlli per i lavoratori che utilizzano tali apparecchiature. Nell'ambiente di lavoro, più in generale, la sorveglianza sanitaria ha il fine di salvaguardare la salute e la sicurezza del lavoratore. Ai sensi dell'articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante norme di attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, la sorveglianza sanitaria è svolta dal medico competente nei casi previsti dalla legge. Per ciò che concerne la salvaguardia dell'occhio e della funzione visiva, gli articoli 172 e seguenti del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recano disposizioni che attengono alle attività lavorative che comportano l'uso di attrezzature munite di videoterminali. I lavoratori interessati, infatti, sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria con particolare riferimento ai rischi per la vista e per gli occhi. Va qui precisato che per videoterminale si intende, secondo quanto previsto dall'articolo 173 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato. Rientrano nel campo di applicazione del decreto legislativo in oggetto i computer portatili, per i quali (in caso di utilizzo prolungato) il datore di lavoro deve dotare l'apparecchiatura informatica di una tastiera esterna, di un mouse e di un supporto sul quale collocare lo schermo. Lo stesso articolo 173 del richiamato decreto legislativo definisce lavoratore « videoterminalista », colui che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per oltre 20 ore settimanali senza contare le interruzioni e le pause giornaliere.