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le società di capitali il cui stato di crisi sia stato dichiarato con decreto ai sensi del comma 4 dell'articolo 3; d) «mercati regolamentati»: i mercati di strumenti finanziari autorizzati dalla Commissione nazionale per le società e la borsa ai sensi dell'articolo 63 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni; e) «periodo di crisi»: il periodo di tempo compreso tra la data di inizio e quella di fine dello stato di crisi, incluso l'eventuale rinnovo; f) «periodo di esenzione»: il periodo di tempo, al massimo coincidente con il periodo di crisi, durante il quale i fondi possono usufruire dei benefìci di cui alla presente legge; g) «titoli»: le quote, azioni ed obbligazioni convertibili di imprese in crisi. Art. 2. (Determinazione del risultato di gestione) 1. Il risultato di gestione dei fondi si determina sottraendo dal valore della quota di patrimonio netto del fondo investita in titoli di imprese in crisi alla fine del periodo di esenzione al lordo dell'imposta sostitutiva accantonata, aumentato dei rimborsi e dei proventi eventualmente distribuiti nell'anno, il valore di tale quota di patrimonio netto del Fondo all'inizio del periodo di esenzione e i proventi di partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio soggetti ad imposta sostitutiva, nonché i proventi esenti e quelli soggetti a ritenuta a titolo d'imposta. 2. All'inizio del periodo di esenzione, il valore del patrimonio netto del fondo investito in titoli di imprese in crisi è calcolato: a) per i titoli negoziati sui mercati regolamentati: 1) al prezzo di acquisto, qualora i titoli siano stati acquistati successivamente alla dichiarazione dello stato di crisi di cui all'articolo 3; 2) al prezzo di chiusura dell'ultimo giorno del mese antecedente la dichiarazione dello stato di crisi, qualora al momento della medesima dichiarazione i titoli fossero già in proprietà del fondo; b) per i titoli non negoziati sui mercati regolamentati: 1) al prezzo di acquisto, qualora i titoli siano stati acquistati successivamente alla dichiarazione dello stato di crisi; 2) in base a perizia giurata di stima, ai sensi dell'articolo 64 del codice di procedura civile, di soggetti iscritti nel registro dei revisori legali, ovvero nell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, qualora al momento della dichiarazione dello stato di crisi i titoli fossero già in proprietà del fondo. 3. Alla fine del periodo di esenzione, il valore del patrimonio netto del fondo investito in titoli di imprese in crisi è calcolato: a) per i titoli negoziati sui mercati regolamentati, in base al prezzo di chiusura dell'ultimo giorno del mese antecedente la fine dello stato di crisi; b) per i titoli non negoziati sui mercati regolamentati, in base a perizia giurata di stima, ai sensi dell'articolo 64 del codice di procedura civile, di soggetti iscritti nel registro dei revisori legali, ovvero nell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Art. 3. (Dichiarazione dello stato di crisi) 1. Ai fini della presente legge, un'impresa può chiedere la dichiarazione dello stato di crisi, con le modalità di cui al comma 2, in presenza di una temporanea difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni e qualora vi siano comprovate possibilità di risanare l'impresa. 2. La domanda di dichiarazione dello stato di crisi, approvata all'unanimità dal consiglio di amministrazione o di gestione dell'impresa, è trasmessa al Ministro dello sviluppo economico corredata da una relazione giurata sottoscritta dal legale rappresentante della società da cui risultano: a) l'andamento delle perdite; b) la diminuzione del fatturato; c) l'andamento delle scorte; d) l'andamento della capacità produttiva rispetto alle vendite medie degli ultimi otto anni; e) l'aumento dell'indebitamento e degli oneri per interessi. 3. La domanda di cui al comma 2 è corredata altresì da un piano di ristrutturazione che contiene, in particolare, le seguenti informazioni: a) il piano economico-finanziario relativo alla strategia di ristrutturazione dell'impresa per i successivi otto anni, anche in considerazione dell'evoluzione di mercato attesa; b) la descrizione delle possibili conseguenze economiche e sociali, a livello regionale e nazionale, della cessazione dell'impresa e dell'attuazione del piano di ristrutturazione; c) il verbale della concertazione con i sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale in merito alla ristrutturazione prevista. 4. Entro un mese dalla trasmissione della domanda di cui al comma 2, il Ministro dello sviluppo economico provvede, ove ne ricorrano i presupposti, con proprio decreto, alla dichiarazione dello stato di crisi dell'impresa, definendo altresì le date di inizio e di fine del periodo di crisi. 5. La durata del periodo di crisi non può essere superiore a quattro anni, salvo rinnovo. La dichiarazione dello stato di crisi può essere rinnovata una sola volta, su richiesta dell'impresa, con le modalità di cui al comma 2. Art. 4. (Prelazione dei soci) 1. Se il fondo, dopo la fine dello stato di crisi, senza che sia intervenuta dichiarazione d'insolvenza, intende cedere le partecipazioni detenute nell'impresa in crisi, tali partecipazioni sono offerte in prelazione, a parità di condizioni, ai soggetti iscritti nel libro dei soci alla data della dichiarazione dello stato di crisi, in proporzione ai titoli ceduti al Fondo. 2. L'offerta in prelazione deve essere depositata presso l'ufficio del registro delle imprese. Per l'esercizio del diritto di prelazione il fondo concede un termine non superiore a cinque giorni a decorrere dalla data di pubblicazione dell'offerta. 3. Il diritto di prelazione sulle azioni o quote della società in crisi può essere escluso mediante specifico patto tra l'alienante la partecipazione ed il fondo acquirente. Art. 5. (Incentivi all'investimento dei fondi nelle aree sottoutilizzate) 1. I fondi che intendono investire in titoli di imprese in crisi che hanno la sede legale nelle aree sottoutilizzate da non meno di dodici mesi antecedenti la dichiarazione dello stato di crisi, possono richiedere un contributo a carico di un Fondo speciale, istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. Tale contributo copre, in misura non superiore al 50 per cento, il costo documentato delle attività di selezione di titoli e la valutazione dei piani di ristrutturazione e di sviluppo, nonché i costi relativi alle necessarie analisi di mercato. 2. Il Fondo di cui al comma 1 può altresì erogare contributi, su domanda, a imprese in crisi che hanno la sede legale nelle aree sottoutilizzate da non meno di dodici mesi antecedenti la dichiarazione dello stato di crisi, per il finanziamento delle seguenti attività: a) certificazioni di bilancio; b) ristrutturazioni di bilancio; c) elaborazione del piano economico-finanziario;