[pronunce]

5.- Infine, la Regione Umbria, con ricorso notificato il 26 febbraio 2002 e depositato l'8 marzo 2002 (numero 24 del 2002), ha impugnato l'art. 17, comma 2, della legge n. 448 del 2001, perché violativo della competenza regionale esclusiva, generale e residuale, di cui all'art. 117, quarto comma, Cost. In particolare, la ricorrente evidenzia come il d.lgs. n. 165 del 2001 già prevede un organico sistema di controlli sui costi della contrattazione integrativa (art. 40, comma 3; art. 48, comma 6; artt. 58 ss.), idoneo ad escludere ogni spazio residuo per ulteriori principi nella materia, da ricondursi al «coordinamento della finanza pubblica», assegnata alla legislazione concorrente. La disposizione censurata, per di più, oltre a dettare illegittimamente norme di dettaglio per la definizione delle modalità del controllo, nel prevedere la verifica di "non meglio precisate implicazioni finanziarie complessive", attribuisce al Governo un ruolo che interferisce con le scelte delle singole Regioni e che determina una distonia con il ruolo generale che proprio il Governo ricopre in relazione alla contrattazione collettiva per il pubblico impiego, per il quale il controllo di compatibilità finanziaria è demandato alla Corte dei conti. 5.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, costituitosi per mezzo dell'Avvocatura generale dello Stato, ha spiegato difese analoghe a quelle articolate in risposta al ricorso numero 12 del 2002, ribadendo che "certamente è in facoltà dello Stato organizzare i criteri e moduli di rilevazione dell'impatto che la contrattazione integrativa ha sul bilancio statale, onde coordinare l'autonomia regionale delle parti con i limiti di spesa previsti nella legge di bilancio". 6.- Con ricorso notificato il 26 febbraio 2002, depositato il 6 marzo 2002 e iscritto al numero 20 del registro ricorsi del 2002, la Regione Basilicata, nell'impugnare anch'essa numerose norme della medesima legge n. 448 del 2001, ha denunciato, in particolare, l'illegittimità costituzionale degli artt. 16, comma 7, e 19, commi 1, 3, 7, 8 e 14, in relazione agli artt. 3, 5, 114, 117 e 118 Cost., nonché all'art. 11 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). L'art. 16, comma 7, stabilisce: «Ai sensi dell'articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 del personale dei comparti degli enti pubblici non economici, delle regioni, delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione e delle università, nonché degli enti di cui all'articolo 70, comma 4, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, e gli oneri per la corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all'articolo 3, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, sono a carico delle amministrazioni di competenza nell'ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci. I comitati di settore, in sede di deliberazione degli atti di indirizzo previsti dall'articolo 47, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, si attengono, anche per la contrattazione integrativa, ai criteri indicati per il personale delle amministrazioni di cui al comma 1 e provvedono alla quantificazione delle risorse necessarie per i rinnovi contrattuali». L'art. 19, comma 1, stabilisce: «Per l'anno 2002, alle amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo, alle agenzie, agli enti pubblici non economici, alle università, limitatamente al personale tecnico ed amministrativo, agli enti di ricerca ed alle province, ai comuni, alle comunità montane ed ai consorzi di enti locali che non abbiano rispettato le disposizioni del patto di stabilità interno per l'anno 2001 è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato; i singoli enti locali in caso di assunzione del personale devono autocertificare il rispetto delle disposizioni relative al patto di stabilità interno per l'anno 2001. Alla copertura dei posti disponibili si può provvedere mediante ricorso alle procedure di mobilità previste dalle disposizioni legislative e contrattuali, tenendo conto degli attuali processi di riordino e di accorpamento delle strutture, nonché di trasferimento di funzioni. Si può ricorrere alle procedure di mobilità fuori dalla regione di appartenenza dell'ente locale solo nell'ipotesi in cui il comune ricevente abbia un rapporto dipendenti-popolazione inferiore a quello previsto dall'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni, maggiorato del 50 per cento. Sono consentite le assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze agli enti locali il cui onere sia coperto dai trasferimenti erariali compensativi della mancata assegnazione delle unità di personale. Il divieto non si applica al comparto scuola. Sono fatte salve le assunzioni di personale relative a figure professionali non fungibili la cui consistenza organica non sia superiore all'unità, nonché quelle relative alle categorie protette e quelle relative ai vincitori del secondo corso-concorso di formazione dirigenziale indetto dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione di cui al bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 1997, IV serie speciale, n. 22». Stabilisce ancora (per quanto qui interessa): «I termini di validità delle graduatorie per l'assunzione di personale presso le amministrazioni pubbliche sottoposte al divieto di cui al presente comma sono prorogati di un anno». Infine: «In ogni caso, la spesa relativa al personale assunto a tempo determinato o con convenzioni dalle province, dai comuni, dalle comunità montane e dai consorzi di enti locali non può superare l'importo della spesa sostenuta al medesimo titolo nell'anno 2001, con un incremento pari al tasso di inflazione programmata indicato nel Documento di programmazione economico-finanziaria». L'art. 19, comma 3, sostituisce l'ultimo periodo del comma 2 dell'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 39 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), con il seguente: «Per ciascuno degli anni 2003 e 2004, le amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici con organico superiore a 200 unità sono tenuti a realizzare una riduzione di personale non inferiore all'1 per cento rispetto a quello in servizio al 31 dicembre 2002». L'art. 19, comma 7, stabilisce: «Le assunzioni effettuate in violazione delle disposizioni del presente articolo sono nulle di diritto». L'art. 19, comma 8, stabilisce: