[resaula]

C'è quindi un grande lavoro da fare, ma in questo provvedimento c'è un inizio che francamente riteniamo ancora ben lontano dall'essere sufficiente e abbiamo anche, in alcuni aspetti relativi al modo in cui vengono strutturati questi ordini del giorno, una certa consapevolezza che tutto deve essere in capo al Governo mentre l'opposizione, che oggi è costituita da Fratelli d'Italia e domani sarà costituita da altri, viene un po' tenuta da parte. Questo è un tema di interesse nazionale, che interessa tutti, non si può escludere nessuno, non si possono includere nel comitato ministeriale alcuni Ministeri, magari perché oggi sono occupati da esponenti di certe forze politiche o di certe correnti culturali, e tenerne fuori altri perché non fanno parte invece di quei settori. C'è un gran lavoro da fare, questo è un primo passo ma la questione della cybersicurezza deve essere trattata con grande serietà e con la coscienza che ci coinvolge tutti, che c'è bisogno della collaborazione di tutti, delle menti e delle idee migliori. Abbiamo presentato i nostri emendamenti e ordini del giorno per dare un contributo, bisogna andare avanti e molto su questa strada. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, che ci volesse un'Agenzia per la cybersicurezza l'avevamo detto più volte; anzi, qualcuno ci aveva anche già provato nella scorsa legislatura, poi la questione era stata stoppata. In seguito si è ripreso un cammino rispetto a questo tema e proprio in questi giorni - nella vita serve anche la fatalità - la Regione Lazio subisce l'attacco informatico e il Parlamento si trova ad approvare il disegno di legge perché questa Agenzia per la cybersicurezza possa nascere. La sicurezza è fondamentale, come lo sono la privacy e la libertà: non dimentichiamolo mai, neppure quando andiamo a scrivere e poi a votare, come stiamo facendo oggi, un provvedimento sulla cybersicurezza. Mi piacerebbe sapere in quanti hanno letto il testo; sarei curiosissimo di sapere nel dettaglio quanti colleghi hanno letto tutti gli articoli del decreto-legge sulla cybersicurezza. Lo dico perché francamente, seppur siamo totalmente d'accordo sull'istituzione dell'Agenzia, vorrei chiedere a tutti se sanno che, a metà articolato, tale Agenzia diventa l'Autorità nazionale per la cybersicurezza. Mi piacerebbe sapere se tutti hanno letto che gli stipendi delle 300 persone che vi lavoreranno sono adeguati alla Banca d'Italia, soggetto di diritto privato, quindi non legato ai tetti. Poi non vi lamentate se gli stipendi sono alti! D'altra parte, è anche giusto che sia così, ci mancherebbe altro. Tuttavia, nella vita serve coraggio: se vogliamo fare questa scelta attiviamo lo spoil system , assumiamoci la responsabilità, andiamo a scegliere i migliori. E invece assumiamo una parte tramite bando pubblico, un'altra parte a chiamata a tempo determinato, che non si sa quanto durerà. E poi parliamo di funzione pubblica ed escludiamo il Ministero per la pubblica amministrazione da tutti gli organismi, sia dal Comitato interministeriale che dal nucleo per la cybersicurezza: la funzione pubblica non c'è. Mi è stato detto che è un accordo nato così. A me non piace: si parla di funzione pubblica, si parla di uffici pubblici, di sicurezza dello Stato, di enti locali, di parla di sicurezza dei cittadini e il Ministero per la pubblica amministrazione non è previsto all'interno degli organismi. Tutto questo è abbastanza singolare. L'ultima questione sulla quale voglio spendere il tempo che mi resta è il ruolo del Parlamento. C'è un articolo all'interno della norma che dice che il Copasir può convocare il direttore generale dell'Agenzia: ma questa è una grande fortuna! Meno male che ce lo dice la legge, meno male. Signori, in queste settimane, in questi mesi, il Parlamento sta perdendo ogni giorno ruolo, funzione, qualità. Stiamo attenti: non vorrei che prima o poi nascesse un'agenzia parlamentare che ci sostituisse tutti. Rifletteteci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Augussori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, userò molto meno del tempo che mi è stato assegnato; sarò molto breve anche perché - è giusto dirlo - questo provvedimento ci arriva dalla Camera dei deputati e, come spesso accade ultimamente, con scarso margine di manovra; quindi, anche l'esame in Commissione è stato abbastanza rapido. È giusto ricordarlo e sottolinearlo tutte le volte perché credo che ribadire ogni volta, indipendentemente dal nostro ruolo di maggioranza o di opposizione, la difesa della centralità del Parlamento sia per noi prima di tutto un dovere. Dobbiamo però dire che il decreto-legge è uscito dalla Camera praticamente all'unanimità; quindi, possiamo dare seguito in modo rapido ai nostri lavori perché si tratta di un provvedimento fondamentale anche per attuare i nostri impegni legati al PNRR. È un provvedimento importante per la vera emergenza che - permettetemi - non è esagerato paragonare alla situazione legata al covid. Non si vede, ma da alcuni anni è in corso una vera e propria guerra che non si combatte più sui campi di battaglia, ma lungo le linee di comunicazione informatica. Forse definirla una terza guerra mondiale è esagerato, però è davvero una situazione difficilmente quantificabile e valutabile dai più. È importante che il Parlamento assuma consapevolezza di ciò che è al giorno d'oggi la cybersicurezza e che si agisca anche perché l'utilizzo di tecnologie informatiche, come è ovvio che sia, aumenta in modo esponenziale di anno in anno. Nell'ultimo anno abbiamo visto quanto tutto ciò che è legato allo smart working ci ha portato ad aumentare la diffusione di dati che si muovono lungo le linee telematiche anche in settori che prima ne erano toccati solo marginalmente e, quindi, la cybersicurezza è un tema centrale della nostra politica. Anche gli attacchi aumentano in modo esponenziale ed è un settore dove - ripeto - l'evoluzione di questi attacchi è sempre crescente. Volendo fare un paragone, visto che siamo in giornate di eventi sportivi poiché sono in corso i giochi olimpici, direi che dobbiamo agire come l'antidoping che deve seguire il doping in continua evoluzione. C'è un doping informatico che ogni giorno si evolve e aumenta le proprie capacità e noi dobbiamo inseguire, essere aggiornati e permettere a tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte di essere sempre pronte a rispondere a questi attacchi, che mutano giorno dopo giorno. Non è un tema facile; è un tema delicato, lo sappiamo. Bisogna agire con decisione, ma anche con cautela proprio per la sua delicatezza. Bene ha fatto - rivolgo da parte del nostro Gruppo un plauso ai colleghi dell'altro ramo del Parlamento - la Camera a inserire un maggior coinvolgimento del Parlamento in vari articoli del decreto. È importante che il Parlamento ci sia, venga coinvolto e che in questo modo ci sia anche la possibilità di tenere un rapporto diretto con i cittadini elettori. L'importanza della cybersicurezza è data anche dall'attualità. Tutti sappiamo che in questi giorni è in corso un attacco hacker .