[ddlpres]

nord-ovest 5,5 per cento, nord-est 4,8 per cento, centro 7,6 per cento, sud e isole 10,2 per cento. Occorre ricordare che, stante la stigmatizzazione di cui è oggetto il gioco, tali numeri siano da considerare come approssimazioni per difetto, essendo plausibile sia che qualche giocatore non si sia dichiarato come tale, sia che qualcuno di coloro che lo hanno fatto abbia sottodimensionato le proprie giocate. «I bar/tabacchi sono i luoghi prescelti per giocare (15-34enni: 44 per cento; 15-64enni: 49 per cento), seguiti dall'abitazione propria o di amici (15-34enni: 30 per cento; 15-64enni: 19 per cento) e dalle sale scommesse (rispettivamente 21 per cento e 11 per cento), queste ultime frequentate in particolar modo dai maschi. I giocatori di 15-34 anni preferiscono, inoltre, giocare on line (il 18 per cento contro l'11 per cento dei 15- 64enni)». Inoltre, quasi il 15 per cento di questi giocatori sarebbe «a basso rischio», il 4 per cento «a rischio moderato», l'1,6 per cento «problematico», con un lieve incremento di questi ultimi rispetto agli anni precedenti. Tra i problematici quelli «che giocano on line , senza alcun limite di tempo e di spazio e in solitudine, sono stati quasi la metà, così come elevata è la quota di chi gioca presso le sale scommesse, Bingo e/o giochi». Anche qui vale il caveat sull'approssimazione per difetto dei dati. A maggior ragione esso si applicherebbe se i rispondenti alla rilevazione avessero giocato illegalmente. I giocatori patologici inseriti in percorsi di trattamento, secondo il Ministero della salute, sono 1.237.631. Sempre tenuto conto delle statistiche del settore, secondo alcuni dati riportati dall' Economist , l'Italia, nota una volta come una patria di forti risparmiatori, sembrerebbe essere diventato il Paese di chi perde al gioco: è il sesto Paese del mondo quanto a perdite medie per abitante (circa 430 dollari annui) e il quarto in termini assoluti (23,9 miliardi di dollari). Tale tendenza ha fatto sì che le Mafie incentrassero la loro attenzione sul gioco d'azzardo, individuando nello stesso un bisogno altamente redditizio. La domanda di gioco ha evidenziato difatti un forte potenziale di crescita, e le mafie hanno sfruttato questo trend scoprendo come gli italiani siano diventati «più cicale e meno formiche». Il dato è riscontrabile prendendo a parametro le giocate lecite, che consentono una tracciabilità: difatti quanto al gettito, si passa dai 47,5 miliardi di euro nel 2008, agli 88,5 miliardi nel 2012. È facile immaginare come il gioco illecito segua lo stesso andamento. Per questi motivi tutti i gruppi criminali hanno esteso l'area di interesse ben oltre le tradizionali attività illecite del traffico degli stupefacenti, delle estorsioni e della contraffazione (pur non abbandonandole), rivolgendo l'attenzione ad ogni settore economico che rappresenti un business , quali sono le attività commerciali e i negozi di giochi e scommesse. Non va infatti dimenticato che, a fronte di rilevanti introiti economici, l'accertamento delle condotte illegali è alquanto complesso e le conseguenze giudiziarie piuttosto contenute in ragione di un sistema sanzionatorio che prevede l'applicazione di pene non elevate. Le stesse dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e le conversazioni intercettate forniscono un quadro preciso di quale sia l'attenzione della criminalità nei confronti di un settore che, in ragione della permeabilità e della vulnerabilità, consente con facilità di inserirvisi e di perseguire guadagni elevati, non di meno rispetto a quelli provenienti dal traffico di stupefacenti, con rischi di gran lunga inferiori sotto il profilo della reazione da parte dello Stato. La diffusione e la rimuneratività del gioco illegale è tale che tutti i più importanti gruppi criminali hanno investito e investono -- in modo più o meno consistente -- nel settore. Come osservato dai pubblici ministeri della DDA di Napoli durante le audizioni svolte, «l'interesse primario riservato da tali organizzazioni al controllo ed ai proventi del gioco d'azzardo clandestino, è ormai un dato giudizialmente acquisito». Il comparto dei giochi riveste particolare interesse per le associazioni mafiose quale strumento per operazioni di riciclaggio e per entrare in contatto con persone che hanno disponibilità economiche ed occupano determinate posizioni sociali e che possono rivelarsi strumentali per il perseguimento di altre illecite finalità. Le sempre più numerose indagini di Forze di polizia e magistratura hanno messo in evidenza la capacità delle organizzazioni criminali di inserirsi in una qualsiasi delle articolazioni da cui è costituita la filiera del gioco in tutto il territorio nazionale, sfruttando le opportunità offerte dal gioco illegale, inserendosi nell'attività legale, nonché lucrando sulle attività indirette e collaterali al settore, quali la percezione di interessi sui prestiti elargiti ai giocatori che hanno bisogno di contanti per proseguire il gioco; esercitando la loro influenza ed estendendo i lori investimenti sulle attività ricreative collegate alle predette attività, così nei ristoranti, casinò, strutture alberghiere, locali di intrattenimento, eccetera; spingendosi in alcuni casi sino al punto di poter esercitare un condizionamento capillare e totale di tutte quelle attività economiche che vi ruotano intorno, così imponendo lavoratori, fornitori di beni e sevizi, e le ditte subappaltatrici nell'esecuzione dei lavori. Pur non abbandonando le tradizionali forme di intervento quali la gestione di bische clandestine, l'organizzazione del «totonero» o del lotto clandestino, si registra oggi un interesse prevalente, da parte delle associazioni criminali, per il gioco on line e per il settore degli apparecchi da intrattenimento -- le cosiddette «macchinette» -- ambito questo, come si evince dalle statistiche più sopra evidenziate, che assorbe oltre il 50 per cento dell'intero comparto . Le situazioni di illegalità o di irregolarità osservate nel settore continuano, purtroppo, ad essere largamente diffuse. Ad esempio, il rapporto annuale della Guardia di finanza per il 2015 evidenzia che in oltre 5.765 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, sono state riscontrate irregolarità nel 30 per cento dei casi; in tali occasioni sono stati sequestrati 576 apparecchi automatici del gioco e 1.224 postazioni di raccolta di scommessa clandestina e scoperti nel complesso oltre 36 milioni di euro di giocate nascoste al fisco. Nel perimetro del gioco legale l'offerta avviene attraverso l'impiego di impianti che operano su rete fissa oppure on line , quest'ultimo attraverso siti internet autorizzati.