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elenchi di materiali per le istituzioni scolastiche fruibili anche da ragazzi e famiglie al di fuori della didattica a distanza che rientrano nell'iniziativa «La scuola non si ferma», l' hashtag che il Ministero ha adottato per raccontare, da un lato, quanto sta avvenendo negli istituti e, dall'altro, rendere riconoscibili i materiali e i contenuti che ruotano attorno alla didattica a distanza e alla situazione che stiamo vivendo. La collaborazione non si ferma qui: stiamo sviluppando altre iniziative che siano utili a scuola, studenti e famiglie. Nel continuare a fare scuola a distanza, nel rispetto di tutte le prerogative professionali del personale, seppur con tutte le differenze di materiali, connettività, strumenti e competenze che necessariamente denotano i singoli e i territori del Paese, intravediamo una chance di normalità e di prosecuzione delle relazioni interpersonali, che, soprattutto tra i più piccoli e nelle situazioni familiari in cui il virus o la semplice impossibilità di uscire hanno portato angoscia e dolore, sono un aspetto fondamentale per tenere saldo l'equilibrio e rinsaldare la convinzione sincera che, insieme, tutto sarà superato. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro dell'istruzione. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, mentre si affronta l'emergenza sanitaria, si creano un'ecatombe economica e una sociale: le scuole sono chiuse dal 5 marzo, gli alunni e gli studenti di tutte le età sono a casa e il peso è tutto sulle famiglie. Signor Ministro, come ben sa, nelle chat delle mamme - almeno anche nella mia è così - da giorni si è iniziato a vociferare che l'hanno scolastico è ormai terminato. Tutti hanno capito che l'anno scolastico in classe è finito, ma nessuno dal Governo ha avuto l'accortezza - o forse dovrei usare la parola «coraggio» - di avvisare gli italiani. Ci sono già state date diverse informazioni contraddittorie da parte sua e non vorremmo nuovamente assistere ad altri errori di comunicazione. Lei ci dovrebbe dire adesso cosa accadrà a partire dal 4 aprile, perché le famiglie si devono poter organizzare. Al 3 aprile, termine finale di chiusura delle scuole, manca soltanto una settimana e vorremmo sapere quando arriverà una nuova comunicazione: forse il 2 aprile, la sera prima, com'è accaduto fino adesso? Programmare non è solo fattibile ma doveroso in una situazione che si protrarrà ancora a lungo. Signor Ministro, in quest'Aula del Parlamento lei poco fa ha spiegato che i sistemi di didattica a distanza hanno coinvolto il 94 per cento degli studenti. Vorrei sapere con quale metodo di monitoraggio l'ha calcolato: 94 bambini su 100 hanno una postazione, un computer , la banda larga e magari una stampante o nel monitoraggio quella didattica che lei chiama «a distanza» contempla, per esempio, anche le "sante" mamme che si sono attrezzate, facendo fotocopie dei libri scolastici e improvvisando materiale su WhatsApp? La verità è che, nonostante le sue lacune, c'è stata per fortuna una straordinaria risposta da parte di presidi e insegnanti - che ringrazio - che spesso, loro sì, hanno improvvisato, dimostrando però amore e attaccamento per il loro mestiere, ma soprattutto per i loro alunni. Poco è stato fatto sul fronte della domanda perché una larga fetta di alunni e studenti non ha a disposizione una connessione a banda larga, strumento indispensabile per partecipare a pieno titolo alle lezioni al pari con gli altri. Inoltre, la qualità dell'offerta didattica è molto diversa da Regione a Regione, tra città e provincia, tra istituti ricchi e scuole di periferia. C'è una grande differenza tra bambine e bambini che compilano questionari e prove online e quelli che invece sono costretti ad assistere a video casalinghi caricati su YouTube con il cellulare di mamma e papà. Non tutti i genitori hanno strumenti conoscitivi per sostenere i figli in questo momento così complesso e non tutti sono a casa con loro, perché magari lavorano nei settori che avete considerato essenziali. (Brusìo) . Senatore Renzi, scusi, sento solo la sua voce. Questa evidenza dà luogo a una disparità nel diritto allo studio… PRESIDENTE. Avevo invitato a rispettare rigorosamente i tempi. Prosegua velocemente e concluda, senatrice Ronzulli. RONZULLI (FIBP-UDC) . Grazie, signor Presidente. Il gap che apriamo oggi, tra chi è nato in famiglie agiate che si possono permettere i migliori device e chi invece è nato in famiglie che hanno meno possibilità economiche, sarà difficilmente recuperato nei prossimi mesi. Questo coronavirus ci sta togliendo tantissime cose. I nostri bambini stanno perdendo non solo i rapporti sociali, ma anche tantissime competenze. Quindi chiedo a lei, signor Ministro, di chiarire quando e come queste competenze saranno recuperate. Sintetizzando, chiedo di garantire a tutti gli studenti il diritto all'istruzione perché in nessun caso sarebbe accettabile formare studenti di serie A e studenti di serie B. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Faraone. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, sappiamo che le famiglie sono tutte diseguali e ognuna è infelice a modo suo, come scriveva Tolstoj in «Anna Karenina». Sappiamo però anche che uno dei compiti della scuola è proprio quello di accorciare le distanze e di dare opportunità a ciascuno. La quarantena ha messo in stand-by proprio il principio fondamentale dell'uguaglianza scolastica. Infatti, volenti o nolenti e nonostante gli sforzi encomiabili di tantissimi insegnanti che dal Nord al Sud hanno allestito la didattica online , è purtroppo vero che i nostri figli non stanno studiando come se la scuola fosse aperta e non stanno studiando tutti allo stesso modo. È in discussione il diritto costituzionale all'istruzione per tutti. Intanto il decreto-legge cura Italia ha stanziato 85 milioni di euro proprio per questo, signor Ministro; bisogna spenderli e spenderli in fretta, non possono stare nel cassetto, e bisogna soprattutto spenderli bene. Ci sono ragazzi senza PC che scrivono i temi a mano, li fotografano e li mandano via WhatsApp agli insegnanti. Ho qui una prova che le vorrei poi consegnare. Io credo che dobbiamo dotarli immediatamente di PC e che dobbiamo fare in modo che tutti gli studenti abbiano la connessione, perché non è concepibile che ci sia qualcuno cui è impedito di studiare. Così come credo che si debba agire in fretta per le difficoltà dei ragazzi con disabilità; la permanenza a casa - vi assicuro - è terribilmente più faticosa per loro. Bisogna fare presto e non dobbiamo perdere più tempo. Ci sono famiglie con più figli in casa per le quali la banda disponibile e la quantità di dati non risultano sufficienti; oppure ci sono insegnanti che condividono connessioni e PC con i figli, nella doppia veste di genitori e insegnanti. Lo Stato non può fare indebitare le famiglie su giga e acquisto di personal computer .