[pronunce]

Le regioni possono così esprimere anche valutazioni e sono facoltizzate ad inviare elementi sulla situazione locale, proprio nelle ipotesi ritenute ammissibili di finanziamento statale nell'ambito di fondi straordinari ed unitari, quando tali iniziative e progetti comunque interferiscano con materie di competenza regionale. Infatti, è stato riconfermato - ed anzi accentuato - il ruolo regionale come "centro propulsore e di coordinamento dell'intero sistema delle autonomie locali" (sentenze n. 408 del 1998 e n. 343 del 1991), anche nella fase transitoria, caratterizzata - all'epoca del decreto impugnato - dall'attesa del previsto intervento regionale di definizione del riparto, nel proprio interno, tra funzioni delle stesse regioni e funzioni rimesse alle autonomie locali, secondo criteri analoghi a quelli delle legislazione statale (sentenza n. 408 del 1998). 7. - Infine è privo di fondamento anche il sesto ed ultimo motivo di ricorso, riferito all'art. 7 del d.P.C.m. impugnato, in quanto l'audizione della Conferenza unificata (Stato-città ed autonomie locali e Stato-regioni), per l'approvazione dei progetti sia regionali sia comunali, rientra nell'ipotesi di materie e compiti di interesse comune (art. 8, comma 1, del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281) e corrisponde a quelle stesse esigenze - sopra sottolineate - di esame unitario nella ripartizione dei fondi, che valgono anche nella fase finale dell'approvazione dei progetti. D'altro canto il sistema procedimentale di espressione e formazione dell'assenso dei partecipanti alla Conferenza unificata, quale previsto dalla legge di delega e dall'art. 9, comma 4, del d.lgs. 28 agosto 1997, n. 281, garantisce pienamente l'identità delle due Conferenze e delle rappresentanze in esse presenti, nel quadro di una semplice unificazione funzionale, che mantiene il sistema di rappresentanza delle istanze regionali, con espressione distinta della volontà delle regioni (sentenza n. 408 del 1998).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara che non spetta allo Stato e, per esso, al Presidente del Consiglio dei ministri fissare con proprio decreto le priorità cui devono attenersi le regioni ed i comuni per la predisposizione dei progetti da presentare per il finanziamento del fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga per gli esercizi finanziari 1997 e 1998; conseguentemente annulla nella parte riguardante le regioni e i comuni, l'art. 4 del d.P.C.m. 19 ottobre 1998 (Definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione delle risorse del fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga per gli esercizi finanziari 1997 e 1998), firmato per delega dal Ministro per la solidarietà sociale, impugnato con il ricorso in epigrafe; Dichiara che spetta allo Stato e, per esso, al Presidente del Consiglio dei ministri fissare con d.P.C.m. , previa consultazione delle regioni mediante Conferenza unificata, i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse del fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga per gli esercizi finanziari 1997 e 1998. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 giugno 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria l'8 giugno 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola