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se il Governo intenda spiegare il motivo dell'impiego di droni armati, alla luce anche del fatto che l'uso di tali droni non è regolato da alcuna normativa nazionale e internazionale; se ritenga di dover aprire con urgenza un confronto in Parlamento sull'armamento dei droni e sull'acquisto dei missili Cruise, e più in generale sulla corsa agli armamenti; se ritenga che i fondi del Recovery Plan debbano essere riservati esclusivamente per investimenti in processi di pace, sviluppo civile, ambiente, mentre le armi distruggono vite umane, distribuiscono sofferenze e rovinano gli ecosistemi e l'ambiente. Atto n. 4-06138 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all'art. 198- bis , inserito dall'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, stabilisce che "Il Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare [ora della transizione ecologica] predispone, con il supporto di ISPRA, il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti. Il Programma nazionale fissa i macro-obiettivi, definisce i criteri e le linee strategiche cui le Regioni e le Province autonome si attengono nella elaborazione dei Piani regionali di gestione dei rifiuti". Il programma nazionale per la gestione dei rifiuti è approvato entro 18 mesi dalla entrata in vigore della disposizione (marzo 2022); all'art. 180 stabilisce, al comma 1, che "Al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione della produzione dei rifiuti, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, adotta il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti"; considerato che: il piano da adottare in attuazione dell'art. 198- bis vede il Ministero della transizione ecologica, con il supporto dell'ISPRA, impegnato ad individuare i macro-obiettivi e a definire i criteri e le linee strategiche cui le Regioni e le Province autonome si dovranno attenere nell'elaborazione dei piani regionali per la gestione dei rifiuti; il programma nazionale contiene: i dati inerenti alla produzione, su scala nazionale, dei rifiuti per tipo, quantità, e fonte; la ricognizione impiantistica nazionale, per tipologia di impianti e per regione; l'adozione di criteri generali per la redazione di piani di settore concernenti specifiche tipologie di rifiuti, incluse quelle derivanti dal riciclo e dal recupero dei rifiuti stessi, finalizzati alla riduzione, al riciclo, al recupero e all'ottimizzazione dei flussi stessi; l'indicazione dei criteri generali per l'individuazione di macroaree; lo stato di attuazione in relazione al raggiungimento degli obiettivi derivanti dal diritto dell'Unione europea in relazione alla gestione dei rifiuti e l'individuazione delle politiche e degli obiettivi intermedi cui le Regioni devono tendere ai fini del loro pieno raggiungimento; l'individuazione dei flussi omogenei di produzione dei rifiuti, che presentano le maggiori difficoltà di smaltimento o particolari possibilità di recupero sia per le sostanze impiegate nei prodotti base sia per la quantità complessiva dei rifiuti medesimi, i relativi fabbisogni impiantistici, anche per macroaree, tenendo conto della pianificazione regionale, e con finalità di progressivo riequilibrio socioeconomico fra le aree del territorio nazionale; l'individuazione di flussi omogenei di rifiuti funzionali e strategici per l'economia circolare e di misure che ne possano promuovere ulteriormente il riciclo; la definizione di un piano nazionale di comunicazione e conoscenza ambientale in tema di rifiuti e di economica circolare; il piano di gestione delle macerie e dei materiali derivanti dal crollo e dalla demolizione di edifici ed infrastrutture a seguito di un evento sismico, definito d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sulla base dell'istruttoria presentata da ciascuna Regione e Provincia autonoma; il programma nazionale per la gestione dei rifiuti è un importante strumento per estendere a tutto il territorio nazionale i modelli più virtuosi per la gestione dei rifiuti. A tale scopo, costituisce un documento di indirizzo volto a garantire criteri omogenei di applicazione sul territorio e ad estendere le best pratice ; considerato, inoltre, che: il 90 per cento dei rifiuti è costituito da rifiuti speciali, prodotti da industrie e aziende e gestiti e smaltiti da un sistema di aziende private; il restante 10 per cento è costituito dai rifiuti urbani; fanno parte del 90 per cento dei rifiuti speciali: i rifiuti da lavorazione industriale, da attività commerciali, quelli derivanti dall'attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti da trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi, i rifiuti derivanti da attività sanitarie, i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti, i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti, altri; l'ex ministro Costa ha avviato il 14 novembre 2020 un tavolo istituzionale tra Ministero, Regioni e Province autonome per la definizione del programma nazionale per la gestione dei rifiuti e aveva garantito la massima trasparenza nella consultazione degli stakeholder pubblici e privati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di garantire la massima trasparenza nella consultazione degli stakeholder pubblici e privati e in complesso per tutte le attività inerenti alla definizione del programma nazionale per la gestione dei rifiuti favorendo la diffusione sul sito web del Ministero i verbali delle sedute del tavolo istituzionale tra Ministero, Regioni e Province autonome; quale sia stata l'attività del tavolo in merito alla definizione della rete impiantistica nazionale che consenta di superare le criticità più volte segnalate anche nell'ambito del contenzioso comunitario, per migliorare gli standard ambientali dei servizi offerti e diminuire i costi del servizio per i cittadini; a che punto sia la definizione del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti necessario per fissare idonei indicatori e obiettivi qualitativi e quantitativi per la valutazione dell'attuazione delle misure di prevenzione dei rifiuti. Atto n. 4-06139 PAVANELLI DONNO LEONE MAIORINO MONTEVECCHI PIARULLI RICCIARDI TRENTACOSTE VANIN Al Ministro della salute Premesso che: ogni anno il Ministro della salute presenta al Parlamento una relazione relativa all'attuazione della legge n. 194 del 1978 per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG); nella relazione dell'anno 2020, in cui vengono analizzati e illustrati i dati definitivi relativi all'anno 2018, si riporta che tutti gli indicatori confermano il trend del ricorso all'IVG in diminuzione; considerato che: i trend riportati nella relazione, che confermerebbero la tendenza alla riduzione del numero di interruzioni di gravidanza rispetto agli anni precedenti, collocano l'Italia, nel confronto con il contesto internazionale, tra i Paesi con i più bassi tassi di abortività.