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È chiaro che è preferibile la multa di 50.000 euro al carcere per dieci anni per chi esprime liberamente una sua opinione, ma con questo sistema finisce che tu, che sei contrario ad entrambe, sei costretto a votare a favore della multa da 50.000 euro per chi esprime liberamente le proprie opinioni per un meccanismo fatto per risparmiare tempo. Il principio della contraddizione c'è; la contraddizione è proprio del singolo voto: uno è costretto a votare a favore di una norma che ritiene sbagliata, anche se gravissima, per questo meccanismo che risparmia un voto. Chiedo di tenere conto di ciò, perché è questo il fatto concreto. (Applausi). PRESIDENTE . Senatore Malan, lei ha fatto un esempio per paradosso, ma che si adatterebbe molto bene qualora ci fossero più emendamenti e non quando c'è un emendamento e un provvedimento. Comprendo la sua obiezione fino in fondo, ma ritengo che debba prevalere un altro tipo di considerazione, che ovviamente non risponde a tutte le sue obiezioni e che - gliene ne do atto - non esaurisce i dubbi che lei pone. Ma ci sono delle situazioni in cui si fa un bilanciamento, e nel bilanciamento deve prevalere una logica che chiamo istituzionale, in questo senso. Come da accordi intervenuti tra i Gruppi, sospendo i lavori fino alle ore 16, che riprenderanno con la discussione generale sul provvedimento in esame. (La seduta, sospesa alle ore 12,50, è ripresa alle ore 16,02) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. Doc 1440 Doc 307 Doc 1022 Doc 1116 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la discussione generale ha normalmente la caratteristica di essere seguita in modo distratto, credo però che quella di oggi sia invece molto importante perché noi abbiamo oggi un quadro, forse molto più preciso di quello che... (Brusio) . PRESIDENTE. Prego i colleghi all'ingresso di prendere cortesemente posto in Aula ed evitare capannelli. MODENA (FIBP-UDC) . Dicevo che oggi abbiamo fortunatamente la possibilità di avere un quadro più preciso. La prima cosa che tengo a dire è che questa legislatura si è avviata all'insegna della convinzione - anche da parte mia e credo sia stato un grave errore - che il senso della "lotta" alla classe politica, definita impropriamente casta, e a tutto ciò che è rappresentanza istituzionale fosse quello che il popolo italiano voleva. Questo è stato un errore perché è stata una visione non lungimirante e io per prima non ho preso in esame il fatto che, invece, c'erano una situazione e un quadro ben diverso. Accettando, pertanto, che fossero presentati dei pezzi di disegni di legge di natura costituzionale finalizzati a essere messi tutti insieme per cambiare completamente gli assetti della nostra Costituzione abbiamo mostrato plasticamente che ci è mancata questa lungimiranza all'inizio della legislatura. Abbiamo avuto il "pezzettino" che riguarda il taglio dei parlamentari. Naturalmente, presentando questo pezzettino, anche se sottoposto a referendum , era molto difficile che una persona potesse dire di non volerlo, almeno così era stato studiato. Oggi abbiamo un altro pezzettino che di fatto porta, se il testo approvato dovesse essere uguale a quello approvato dalla Camera, a equiparare Camera e Senato e paradossalmente a ottenere l'obiettivo che si era combattuto (io sono fra quelli che fondò i comitati per il no e fece con gli stessi una grande battaglia quando fu indetto il precedente referendum costituzionale). È in arrivo, inoltre, l'altro "pezzettino" relativo ai referendum , non dimentichiamocelo, che dovrebbe essere una sorta di panacea in base alla quale dovremmo avere una sorta di democrazia popolare ma, in realtà, sappiamo bene che non sarebbe così e che non si perverrebbe a questo tipo di risultati. La normativa che stiamo analizzando oggi, se sarà sottoposta - come immagino avverrà - anch'essa a referendum , costituisce un altro quesito di fronte al quale le persone diranno: «Perché no? Perché non devo fare un'operazione di questo genere?». Naturalmente, è molto più semplice rispetto al presentare un disegno di modifica della Costituzione e veniamo anche da due esperienze, mi riferisco a quella del centrodestra, che fece una costruzione della riforma costituzionale, e poi a quella recente fatta da Renzi. Ho fatto questa premessa un po' lunga per dire che non solo ritengo sbagliato procedere oggi alla discussione di questo disegno di legge, quando mancano dieci giorni al voto referendario, per le conseguenze che avrà, ma ritengo sia profondamente sbagliato procedere a una revisione della Costituzione a pezzetti, come se fossero dei piccoli bocconcini da dare al gatto di casa. Siccome sono piccoli, il gatto di casa riesce a ingoiarli, mentre se gli servi un pranzo su una tavola apparecchiata con l'antipasto, il primo, il secondo, il dolce e anche la frutta, magari il gatto dice che, siccome c'è troppa roba, si lascia perdere. Questo è il punto. È stato fatto un ragionamento di questo genere, che oggi mi spaventa, perché io ho visto all'opera le forze di questo Governo. Le ho viste dall'inizio della legislatura. La pandemia ha avuto vari pro e contro , come tutte le disgrazie della vita, ma almeno abbiamo aperto gli occhi su una realtà: abbiamo oggi un Governo (se lo vogliamo chiamare Governo, perché già questa parola dà il senso della collegialità ma in realtà abbiamo un gruppetto, passatemi il termine, al comando), che va avanti a suon di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e di decreti-legge, che sono analizzati da una sola Camera, che si fa aiutare da task force di gente sconosciuta e non eletta, il che significa che questo è poi il modello reale con cui si vuole gestire il Paese. (Applausi) . Un Paese che sicuramente in precedenza ha dato fastidio; un Paese che evidentemente ha bisogno di essere indirizzato da un gruppetto di questo genere. Ma questo, a mio avviso, non è accettabile. Il passo successivo, infatti, è quello di diventare lo shopping center in un mondo globalizzato (è un termine impreciso), che si sta riorganizzando da un punto di vista geopolitico. Alla fine, è un modo per mettere a questo Paese - che naturalmente ha alcune precise peculiarità, per cui non può essere trattato come l'ultimo dei Paesi dell'Unione europea - un guinzaglio senza che neppure se ne accorga. Colleghi, abbiamo visto, da marzo ad oggi, come sono passati i mesi. Io sono rimasta anche colpita: tutti voi avrete letto oggi sul «Corriere della Sera» che i Presidenti delle Regioni di centrodestra hanno scritto al Quirinale perché il documento del 12 febbraio non era stato partecipato dal Governo ai Presidenti delle Regioni. È il documento in cui si facevano previsioni con riferimento ai rischi della pandemia. Voi ricorderete che di questo noi avevamo chiesto conto ed erano state anche svolte delle audizioni al Copasir. In questa situazione si sono operate delle scelte senza che le previsioni fossero rese note, pensando di trattare come un bue non solo il popolo, ma anche chi aveva dei ruoli di natura e di carattere istituzionale.