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Disposizioni in materia di elezioni primarie per la designazione dei candidati alle cariche monocratiche. Onorevoli Senatori. -- La lunga e tumultuosa transizione dalla democrazia dei partiti alla democrazia degli elettori, attraversata da evoluzioni dell'assetto istituzionale e da una crescente personalizzazione della politica, è stata veicolata da processi spontanei e da fenomeni sociali inediti (complice la diffusione in larga scala delle nuove tecnologie), dando luogo a un mutamento dei meccanismi partecipativi dei cittadini alla vita politica. Nella prolungata assenza di una disciplina giuridica dei partiti, queste dinamiche hanno prodotto una degenerazione delle dinamiche della vita interna ai partiti da un lato, dall'altro i processi di partecipazione sono stati fin qui demandati pressoché interamente alla sperimentazione e all'autoregolamentazione. Emblematico, a tale ultimo proposito, è il caso delle elezioni primarie indette da partiti o coalizioni per la designazione dei candidati a determinate cariche elettive. Gli esperimenti fin qui messi in atto hanno evidenziato il contributo potenziale delle primarie alla vita democratica, ma hanno anche messo in luce i rischi e le controindicazioni che tale sistema può presentare se interamente demandato allo spontaneismo e al «fai da te». La presa d'atto delle degenerazioni patologiche che hanno segnato la vita recente dei partiti politici italiani, le ricadute attese dalle modifiche introdotte con l'approvazione della nuova legge elettorale (il cosiddetto Italicum) e della riforma della II parte della Costituzione, rendono ancor più urgente la necessità di aprire finalmente il dibattito parlamentare al fine di introdurre nel nostro ordinamento regole chiare che trasformino la prassi in regola condivisa. Il presente disegno di legge nasce dallo stralcio di una proposta di più ampio respiro che aveva l'obiettivo di proseguire lungo la strada dell'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, già intrapresa dal Governo Letta. Il disegno di legge originario era stato pensato alla luce della profonda convinzione che il dibattito sulle primarie potesse difficilmente prescindere da un più generale ragionamento sulla migliore via per coniugare istituti di trasparenza e garanzia nella vita interna dei partiti, con la salvaguardia di una concezione liberale degli stessi. Questa visione si è però scontrata con una diversa organizzazione dei lavori parlamentari. La scelta, ispirata dalle forze di maggioranza, di far procedere «attuazione dell’articolo 49 della Costituzione» e «primarie» su due binari paralleli, che si incroceranno solo grazie alla tradizionale navetta tra le Camere, ha reso necessario lo stralcio dal testo precedentemente depositato del capo I: quello in cui è contenuta la disciplina di dettaglio delle primarie. Il disegno di legge si compone di quindici articoli e regolamenta la prassi delle primarie elevandole a strumento esplicitamente previsto dall'ordinamento, ancorché facoltativo, e fissando con rigore le procedure e i termini ai quali i partiti e le coalizioni dovranno attenersi qualora intendano farvi ricorso. L'articolo 1 riguarda la designazione dei candidati alle cariche monocratiche (presidente di regione e sindaco) per le quali è prevista l'elezione a suffragio universale e diretto, e anche la designazione delle persone indicate come «capo della forza politica» (ai sensi dell'articolo 14- bis del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957) che concorrono all’elezione della Camera dei deputati (sostanzialmente le persone proposte, in caso di vittoria elettorale, alla carica di Presidente del Consiglio dei ministri, in base al nuovo sistema elettorale). Inoltre, dato che la nuova legge elettorale prevede il premio alla lista e non alla coalizione, si prevede di estendere la disciplina anche al caso in cui più partiti intendano promuovere una lista unitaria di coalizione. Si stabilisce, inoltre, che le stesse abbiano luogo entro il sessantesimo giorno antecedente la prima data utile per il rinnovo della carica alla quale si riferiscono. L'articolo 2 ribadisce che alle elezioni primarie si applichino tutte le norme vigenti in materia di elezioni e reati elettorali. L'articolo 3 tratta di diritto di elettorato attivo, disponendo che lo stesso spetti agli iscritti al partito politico promotore delle primarie, residenti nel territorio interessato dalla competizione elettorale, nonché ai sostenitori del partito stesso che abbiano provveduto a iscriversi in un apposito registro. In caso di coalizioni di liste o di liste di coalizione, il diritto di elettorato attivo evidentemente spetterà agli iscritti ai partiti componenti la coalizione promotrice. Si inserisce, infine, il divieto di partecipare a elezioni primarie organizzate da due o più partiti o coalizioni in occasione della medesima scadenza elettorale. Gli articoli 4 e 5 stabiliscono le modalità e i tempi di nomina delle Commissioni elettorali da parte degli organi di partito competenti, rimandando alla stesura di appositi regolamenti. L'articolo 6 definisce le modalità di deposito delle liste degli aventi diritto al voto e i relativi controlli, mentre il successivo articolo 7 ne disciplina eventuali ricorsi. Gli articoli 9 e 10 sanciscono tempi e modi di presentazione delle candidature alle elezioni primarie, criteri di esclusione e di ricorso; gli articoli 11, 12 e 13 riguardano lo svolgimento delle operazioni di voto e di proclamazione dei candidati. L'articolo 15, infine, contempla il caso in cui le primarie di coalizione vedano impegnati diversi partiti o movimenti nella selezione dei candidati alle cariche monocratiche.. 1 (Elezioni primarie) 1 Per la designazione dei candidati alle cariche monocratiche di presidente della giunta regionale e di sindaco, per le quali è prevista l'elezione a suffragio universale e diretto, nonché delle persone indicate come capo della forza politica ai sensi dell'articolo 14- bis del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, i partiti e le coalizioni di partiti, nonché i partiti che intendono presentare liste unitarie di coalizione, possono svolgere elezioni primarie dirette, organizzate secondo le disposizioni di cui alla presente legge. 2 Le elezioni primarie di cui al comma 1 hanno luogo entro il sessantesimo giorno antecedente la prima data utile per il rinnovo delle cariche indicate nel medesimo comma o per la elezione della Camera dei deputati. 3 In caso di elezioni anticipate, il decreto di convocazione dei comizi elettorali stabilisce la data delle elezioni anteponendo un periodo di almeno quarantacinque giorni a quello previsto dalle norme vigenti per gli adempimenti relativi alla presentazione delle liste e allo svolgimento della campagna elettorale, al fine di consentire l'espletamento delle elezioni primarie che devono tenersi entro il quarantacinquesimo giorno antecedente la data delle elezioni. Per la elezione della Camera dei deputati tale periodo è di almeno sessanta giorni. 2 (Applicabilità delle norme vigenti) 1 Alle elezioni primarie si applicano tutte le norme vigenti in materia di elezioni e reati elettorali, in quanto compatibili. 3 (Elettorato attivo e passivo)