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Spero davvero che si trovino le risorse nella legge di bilancio, come richiesto da uno degli ordini del giorno approvati e com'è stato anche in qualche modo assicurato da parte dei competenti uffici del Ministero dell'economia e delle finanze. Per concludere, signor Presidente, oggi ci accingiamo ad approvare un provvedimento che ha soprattutto il merito di gettare le basi per evitare che la prossima estate sia come quella che ci siamo appena lasciati alle spalle. Allo stesso tempo, accanto al miglioramento della governance , è necessario avere adeguate risorse economiche per la protezione civile, i Vigili del fuoco, i Carabinieri e l'Esercito, impegnati nelle operazioni d'indagine, contrasto e soccorso. Ciò vale soprattutto per noi delle Regioni a statuto speciale, per i nostri corpi forestali, che hanno la competenza sugli incendi boschivi, e vale per i territori che sono stati colpiti da questi drammatici eventi. Ecco il motivo per cui mi auguro che non solo con la legge di bilancio, ma anche con il PNRR, esattamente come indicato nel provvedimento, si rendano strutturali gli interventi per assicurare la sicurezza delle persone, dei territori, del patrimonio ambientale e degli animali. È con questo auspicio che annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante l'estate di quest'anno i grandi incendi in Italia sono quasi triplicati rispetto all'anno precedente. Si tratta di un dato inquietante, che vuol dire in concreto che decine di migliaia di ettari di boschi e di macchia mediterranea sono andati distrutti, inceneriti dalle fiamme, con alberi carbonizzati e oliveti e pascoli annientati. Tale situazione fa male all'ambiente, come pure all'economia. La spesa per far fronte agli incendi dell'estate scorsa ammonta addirittura a oltre un miliardo di euro e i roghi creano gravi danni a flora, fauna, attività agricole, ambiente, biodiversità e spesso, purtroppo, anche agli insediamenti umani. Accanto a questi devastanti effetti immediati, ci sono poi pesantissime conseguenze a lungo termine, che compromettono l'intero ecosistema. Si tratta di danni per superare i quali bisogna investire mediamente almeno una quindicina d'anni, allo scopo di garantire il recupero delle aree, con costi estremamente ingenti. Per questo motivo è strategico investire in prevenzione, nel tentativo di intervenire in via anticipata, così da evitare gli incendi e i conseguenti disastri ambientali. Da qui, l'opportunità del provvedimento in esame, che ha il merito di prevedere misure aggiuntive immediate per la prevenzione, autorizzando il Ministero della difesa e il Ministero dell'interno ad acquisire mezzi aerei e terrestri e strumentazioni utili a contrastare gli incendi boschivi già nell'anno in corso, attraverso un'azione mirata. Il provvedimento, inoltre, prevede da subito lo stanziamento di fondi per il prossimo triennio, destinati agli enti territoriali impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi. Queste risorse consentiranno di manutenere i boschi e le aree limitrofe, predisporre postazioni di atterraggio per i velivoli di soccorso e realizzare infrastrutture utili per gli interventi di spegnimento, come ad esempio le vasche di rifornimento idrico. Il provvedimento attribuisce inoltre alla protezione civile il compito di stilare ogni tre anni un Piano nazionale per il rafforzamento delle risorse umane e tecnologiche, creando così uno strumento utile a valutare in via anticipata criticità e soluzioni. Si tratta di un impianto normativo generale, che punta a rendere più efficace il contrasto. Gli incendi boschivi sono una piaga che mette a rischio il nostro patrimonio naturale, che si estende su un territorio molto vasto, se si pensa che più di un terzo della superficie italiana è coperta da boschi. Purtroppo, però, è un patrimonio fragile, che va tutelato, dal momento che è sempre più spesso vittima dei cambiamenti climatici, da un lato, e dell'azione dolosa dell'uomo, dall'altro. Ben sei incendi su dieci sono originati appositamente da piromani, come si è visto - purtroppo - nel corso dell'estate, quando sono stati numerosi quelli gravi appiccati in diverse Regioni del Sud (soprattutto in Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia), provocando danni inestimabili. Significativo è il fatto che all'interno del provvedimento sia previsto anche l'inasprimento delle sanzioni, sia amministrative, sia penali, per i responsabili degli incendi dolosi. È giusto aver introdotto una nuova aggravante per i casi in cui ad appiccare il fuoco sia qualcuno che avrebbe avuto il compito di tutelare il territorio, così com'è positivo aver previsto che i dipendenti pubblici condannati per incendio doloso con una pena superiore ai due anni estinguano il loro rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione e siano interdetti dai servizi di lotta agli incendi. Insomma, si tratta di una legge con la quale lanciamo un messaggio chiaro all'opinione pubblica: chi provoca dolosamente un incendio commette un crimine e va punito di conseguenza. Non ci ha invece appassionato il dibattito, per tanti versi ideologico, che si è svolto in Commissione territorio, ambiente, beni ambientali sul tema della possibile interruzione della caccia nei territori limitrofi a quelli nei quali è previsto lo stato d'emergenza a seguito di incendi gravi. Secondo noi, questo provvedimento non è la sede idonea per alimentare un infelice derby tra ambientalisti e animalisti, trattandosi - semmai - dell'occasione per prendere sul serio le istanze provenienti dal mondo agricolo e da tanti amministratori. È cronaca di questi mesi, infatti, l'incremento massiccio di animali selvatici in diverse zone d'Italia, con una presenza che spesso mette a rischio il nostro comparto agricolo, nella misura in cui questi animali devastano le produzioni ortofrutticole dei nostri coltivatori e al contempo rappresentano - troppo spesso, purtroppo - una minaccia per la popolazione. Nell'anno dell'emergenza Covid, a causa dell'attraversamento di strade da parte di cinghiali o altri animali selvatici, si è verificato un incremento degli incidenti stradali (uno ogni due giorni), che hanno causato numerose vittime. Da qui l'esigenza di non introdurre norme che possano ulteriormente accrescere la presenza di animali predatori, come cinghiali, lupi o quant'altro. In sintesi, onorevoli colleghi, il provvedimento che votiamo oggi punta a ridisegnare la governance della prevenzione incendi e a potenziare la capacità operativa di coloro che sono impegnati nella lotta ai roghi. Questo provvedimento, purtroppo, non ha però a disposizione le risorse sufficienti per prevedere ristori per coloro che sono stati colpiti dalla forza devastatrice del fuoco.