[ddlpres]

Modifica degli articoli 70, 75, 77, 81, 83, 87, 97, 116, 117, 119 e 120 della Costituzione. Onorevoli Senatori. -- A causa dei meccanismi elettorali a forte vocazione maggioritaria avutisi negli ultimi decenni, è spesso capitato che la composizione parlamentare non rispecchiasse la volontà popolare sancita dagli esiti elettorali. Al fine di evitare la prosecuzione di tali e gravi storture all'assetto istituzionale diventa indispensabile l'innalzamento delle maggioranze richieste per l'elezione del Capo dello Stato da parte del Parlamento riunito in seduta comune, in modo tale da sottrarlo alla maggioranza parlamentare che sostiene il Governo. Le funzioni che questo disegno di legge attribuisce al Capo dello Stato sono le stesse previste dalla Costituzione del 1948 con l'integrazione di una sola ulteriore attribuzione che è quella della tipizzazione specifica dei poteri di garanzia e di vigilanza sul rispetto della Costituzione, della sovranità nazionale e della democrazia costituzionale. Per quanto riguarda il sistema di bicameralismo paritario, esso costituisce il miglior sistema a garanzia del più nobile ed alto concetto di democrazia rappresentativa, pur con la volontà di prevedere, con questo progetto, un tendenziale miglioramento attraverso il superamento della cosiddetta «navetta», tramite l'istituzione di un'apposita commissione bicamerale -- denominata Commissione parlamentare di conciliazione -- che funga da organismo paritario garantendo in ogni caso l'esercizio collettivo della funzione legislativa da parte di entrambe le Camere. Le nuove disposizioni introdotte all'articolo 70 della Costituzione dimostrano, infatti, la piena democraticità di tale nuovo procedimento legislativo. Si è altresì previsto di introdurre una riserva di legge costituzionale che uniformi i limiti alla decretazione d'urgenza. Uno degli obiettivi principali del presente disegno di legge è quello di consigliare la politica sulla necessità di dover provvedere -- senza ulteriori ritardi -- all'abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio, introdotto in Costituzione nel 2012 modificando gli articoli 81, 97, 117 e 119 della Costituzione, per inserire, altresì, una disposizione all'articolo 81 che vieti il perseguimento, a qualsiasi livello, del pareggio di bilancio, vietandone espressamente per il futuro una nuova costituzionalizzazione. Parimenti importanti sono la costituzionalizzazione dei controlimiti (così come sanciti dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 348 del 2007 e n. 238 del 2014) e la preminenza dell'interesse nazionale su quello europeo ed internazionale. La finalità più alta del presente provvedimento è data dalla costituzionalizzazione dell'inderogabilità della sovranità monetaria, che deve appartenere esclusivamente allo Stato italiano senza che questo possa derogarla o limitarla in favore di altri organismi. Vengono altresì tipizzate le funzioni di sostegno all'economia nazionale e di prestatrice di ultima istanza della Banca d'Italia, con la costituzionalizzazione della dipendenza della Banca d'Italia dal Tesoro. Inoltre, si ritiene che si debba provvedere anche alla riduzione del numero dei deputati da eleggere nelle circoscrizioni estero (da 12 a 6 come per il Senato), in modo tale da comprimere la loro incidenza nella politica generale, che deve rispondere alle ineludibili esigenze della Nazione. Tale proposta di revisione costituzionale garantisce e favorisce la sussistenza di un adeguato sistema di pesi e contrappesi e sono le uniche possibili a salvaguardia della democrazia costituzionale, dei diritti fondamentali e della sovranità nazionale.. 1 1 L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 70. - La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. Quando un disegno di legge è approvato da una delle Camere ed è trasmesso all'altra senza che questa l'approvi entro trenta giorni nel medesimo testo, si riunisce la Commissione parlamentare di conciliazione che delibera un testo condiviso entro centottanta giorni e lo presenta alle Camere per l'approvazione definitiva. Il testo deliberato dalla Commissione parlamentare di conciliazione deve essere approvato da entrambe le Camere a seguito di discussione generale, senza modifiche. Nel caso in cui anche una sola Camera non l'approvi ovvero decorrano i centottanta giorni di cui al secondo comma senza che la Commissione parlamentare di conciliazione abbia approvato un testo condiviso, il procedimento legislativo riparte dall'inizio. La Commissione parlamentare di conciliazione delibera a maggioranza dei suoi componenti attraverso procedure stabilite con legge costituzionale, che ne garantisce l'effettivo funzionamento democratico. Nei casi di leggi costituzionali e di revisione costituzionale, di leggi che autorizzano la ratifica dei trattati internazionali, di leggi in materia elettorale, di bilancio, di recepimento delle normative dell’Unione europea e di conversione in legge di decreti, queste devono essere approvate da entrambe le Camere senza l'intervento della Commissione parlamentare di conciliazione». 2 1 L'articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 75. - È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Nel caso in cui il referendum fosse richiesto da ottocentomila elettori oppure da otto Consigli regionali, la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza del numero dei votanti all'ultima consultazione elettorale per l'elezione della Camera dei deputati e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. È possibile indire referendum popolari consultivi e d'indirizzo su qualsiasi materia. La legge determina le modalità di attuazione dei referendum ». 3 1 L'articolo 77 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 77. - Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. I casi straordinari di necessità e d'urgenza di cui al secondo comma sono stabiliti con legge costituzionale, in modo da impedire eventuali abusi da parte del Governo». 4 1 L'articolo 81 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 81.