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La Repubblica di Cina ha infatti vietato da subito e fino a data da destinarsi le importazioni di maiali vivi e prodotti suini italiani; il danno per l'agroalimentare " made in Italy " è rilavante: l' export italiano a Taiwan ammonta a 1 milione di chili di carne di suino, con un aumento del 40 per cento nell'anno 2019; a livello economico Taiwan si colloca al 22° posto nel mondo, al 18° posto come volume di esportazioni. Nel quadro europeo il valore dell'interscambio tra questo Paese e i 27 (più 1) Paesi membri della Unione europea ha superato i 45 miliardi di euro, dei quali circa il 10 per cento con l'Italia che si colloca al 5° posto; l'agroalimentare da tempo sta subendo ritorsioni di azioni che nulla hanno a che fare con il settore: dai dazi americani, imposti per la disputa legale tra Boeing e Airbus, all' embargo russo, fino alla Brexit, i danni per l'agroalimentare italiano sono ormai ingenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia immediatamente mettere in atto tutte le misure necessarie al sostegno al comparto agricolo e agroalimentare italiano. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01415 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: l'epidemia da coronavirus ha improvvisamente posto l'Italia al terzo posto tra i Paesi colpiti da Covid-19, nonostante il rilevante numero di misure di prevenzione e di sicurezza messe in atto negli aeroporti, con il controllo generalizzato della temperatura, con la quarantena dei pazienti a rischio per la loro provenienza e con l'isolamento in strutture altamente specializzate dei pazienti colpiti; la task force creata a tutela della popolazione ha coinvolto i maggiori esperti del Paese in discipline come virologia, microbiologia clinica, malattie infettive in genere, primari di pneumologia e di cardiologia, eccetera, ma ha chiamato in causa anche la grande esperienza organizzativa del servizio civile nazionale, mobilitando nelle diverse regioni i livelli decisionali più alti e consapevoli; il livello di vigilanza su di un tema di salute pubblica che all'improvviso ha assunto dimensioni considerevoli nel Paese ha visto impegnate in prima persona le più alte cariche dello Stato, come mai si era visto finora, dal Ministro della salute, al presidente dell'Istituto superiore di sanità, dai presidenti di Regione come la Lombardia e il Veneto ai presidenti delle società scientifiche interessate, dal capo del Governo al Presidente della Repubblica, in uno sforzo coordinato per ottenere la massima efficacia negli interventi programmati e la massima condivisione degli obiettivi e delle strategie, si chiede di sapere se rispondano a verità tre osservazioni riportate sulla stampa e in televisione e tali da creare sconcerto nella popolazione, oggettivamente preoccupata e confusa: a) che all'improvviso siano venuti a mancare i tamponi faringei, indispensabili per fare una corretta diagnosi e distinguere veri e falsi positivi al coronavirus, per stabilire quali pazienti porre in isolamento e quali no; b) che gli infermieri in servizio negli ospedali in cui si sono verificati i primi casi di contagio da Covid-19 stentino a trovare l'indispensabile ricambio nei turni di servizio, per carenza di personale, qualunque ne sia la causa: cronicamente insufficiente, assente per malattia, stress , sottovalutazione del problema-epidemia che avrebbe richiesto un preventivo potenziamento del personale in servizio; c) che il numero 112, indicato come canale prioritario, se non unico, per segnalare casi gravi o semplicemente sospetti, evitando il ricorso al pronto soccorso o l'accesso diretto agli ospedali di zona, sia fin troppo spesso occupato e nei fatti risulti poco accessibile a quanti compongono quel numero, nella speranza di ottenere risposte, indicazioni e possibili soluzioni. Atto n. 3-01416 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 24 febbraio 2020 la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere ha svolto una missione nel Comune di Scanzano Jonico, sciolto per infiltrazioni mafiose nel dicembre 2019; in detta circostanza si è potuto constatare come anche in quel territorio, a seguito di una consistente attività turistica ed agricola, vi sia grave rischio di contaminazione mafiosa; le forze di Polizia, dirette dal procuratore distrettuale di Potenza e da quello della Repubblica di Matera, svolgono un encomiabile lavoro investigativo e di controllo del territorio, che però si scontra con i tempi biblici (addirittura di anni) con i quali l'A.G. di quel distretto esamina le richieste della magistratura requirente; risulta pressoché assente l'attività relativa all'applicazione di misure di prevenzione patrimoniali assolutamente necessaria al contrasto del fenomeno mafioso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto in premessa e cosa intenda fare per accertare la situazione, anche dal punto di vista ispettivo e verificare se la patologia dei tempi di valutazione del lavoro investigativo da parte di chi di competenza sia figlia di una carenza di personale o dipenda da altri fattori. In questo caso, quali rimedi intenda adottare. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02949 RIZZOTTI Ai Ministri della salute e dell'istruzione Premesso che: la somministrazione dei farmaci salvavita agli alunni nelle scuole è un problema abbastanza diffuso nel territorio nazionale e ancora oggi è carente di una specifica normativa di riferimento, tant'è vero che, ad oggi, solo poche Regioni prevedono percorsi condivisi; nello specifico i protocolli, che si rinnovano tacitamente, con ulteriori aggiornamenti e integrazioni conseguenti a modifiche normative o necessità, attivano una forma di collaborazione importante, per garantire la risposta ai bisogni di salute di bambini e ragazzi che soffrono di particolari patologie croniche, come diabete, epilessia, crisi convulsive, asma e allergie; l'obiettivo sarebbe quello di assicurare la corretta somministrazione dei farmaci salvavita per la continuità terapeutica ed eventuali misure di prevenzione durante l'orario scolastico, alla luce del fatto che la necessità di assumere medicinali durante l'orario scolastico da parte degli alunni non può essere motivo di emarginazione o di ostacolo alla frequenza scolastica; il decreto direttoriale 11 settembre 2012, n. 14, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, successivamente integrato dal decreto 4 ottobre 2012, n. 17, ha istituito il "Comitato paritetico nazionale per le malattie croniche e la somministrazione dei farmaci", composto da rappresentanti del Ministero dell'istruzione, del Ministero della salute, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, della Conferenza unificata e dell'Istat e da esperti del settore; gli obiettivi del comitato, nato anche a seguito delle segnalazioni relative alle numerose difficoltà di inserimento dei bambini affetti da diverse patologie (per esempio asma bronchiale, diabete, allergia) in ambito scolastico sono: