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Ciò è stato reso noto dalla relazione annuale dall'INAIL, che sottolinea come l'aumento riguardi solo i casi avvenuti in itinere , ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi «in occasione di lavoro» le denunce sono state 271 in entrambi i periodi. In particolare voglio sottolineare alcune cose che ritengo estremamente rilevanti: sulla base di dati recenti riferiti al 2017 è nel settore dell'edilizia, insieme a quello dell'agricoltura, che si concentra il maggior numero di incidenti sul lavoro; il numero degli infortuni gravi o mortali aumenta considerevolmente, specie se si considera «infortunio sul lavoro» un incidente stradale che vede coinvolte persone negli spostamenti legati all'attività lavorativa; gli autotrasportatori spesso sono vittime di incidenti per il superlavoro, a causa della concorrenza sleale dei camionisti dell'Est che viaggiano senza regole e a prezzi molto più bassi rispetto ai nostri. Per restare competitivi, i nostri devono ammazzarsi di lavoro, spesso anche letteralmente. Per affrontare tale complessa problematica è molto importante implementare l'attività di prevenzione e di sensibilizzazione: sarebbe opportuno istituzionalizzare gli eventi ad essi dedicati, soprattutto nelle scuole, in specie quelle professionali. Signor Ministro, nella sua informativa alla Camera e in numerose altre dichiarazioni pubbliche - tra cui anche quelle di oggi - lei ha preso un impegno solenne: combattere la precarietà (attraverso l'introduzione, in particolare, di una serie di tutele per i riders ). È una sfida importante per il futuro dei nostri giovani, ma la sollecito a intervenire anche a favore dei tanti ricercatori degli IRCSS, che attendono da decenni la stabilizzazione dei loro contratti. Si tratta di persone altamente qualificate che garantiscono l'attività di studio, ricerca e innovazione nel settore sanitario e che, in mancanza di un'attenzione concreta, sono condannati a emigrare all'estero o a cercare impiego in aziende private. Signor Ministro, concludo con una frase tratta da un brano di un cantautore della nostra città, Edoardo Bennato: «Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero». Lei e il suo Governo dovrete impegnarvi molto per far sì che i lavoratori italiani non debbano ancora cominciare da zero. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Patriarca. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, chiedo al signor Ministro di concedermi di consumare qualche minuto per andare un po' fuori tema; le ricordo, infatti, che questa sua presenza era dedicata esclusivamente e in particolare alla questione riguardante gli incidenti sul lavoro e le cosiddetti morti bianche. Le dico questo perché nelle ultime settimane, all'avvio di questo suo Governo, il Governo del cambiamento, noi abbiamo davvero assistito a un'operazione di distrazione di massa: abbiamo, cioè, dedicato settimane e settimane ai temi dedicati all'immigrazione; abbiamo dedicato giornate, signor Ministro, alla questione legata ai rom. Si tratta di temi sollecitati dal suo effervescente collega Ministro dell'interno. Ecco, signor Ministro, glielo dico proprio con il cuore: ci aiuti a rimettere al centro le questioni cruciali che riguardano il futuro di questo Paese. Il Dicastero che lei presiede è il cuore del Paese. E allora, signor Ministro, vorremmo parlare con lei di Europa, magari riportando all'attenzione di quest'Assemblea i temi indicati dal pilastro europeo dei diritti sociali, che lei ha discusso insieme con noi alla Camera e approvato a Göteborg nello scorso mese di novembre. Parlavamo di una Europa delle pari opportunità nell'accesso al mercato del lavoro e dell'investimento in beni comuni pubblici europei: infrastrutture, ricerca, innovazione, protezione dell'ambiente, sicurezza sociale. Signor Ministro, la preghiamo di riportare questi temi all'attenzione di questo Paese. Ci dica poi, signor Ministro, come intende procedere, in merito a questa agenda che lei ha proposto in campagna elettorale, sul reddito di cittadinanza nelle sue numerose variazioni in corso. Ci piacerebbe anche sapere come lei intende riformare la legge Fornero, battaglia del suo Movimento durante la campagna elettorale. Ci piacerebbe sapere come intende modificare la riforma del lavoro. Ci piacerebbe conoscere i suoi orientamenti sui futuri decreti attuativi che riguardano la riforma del terzo settore, che lei non ha votato nella precedente legislatura. Cosa vorrà poi fare del fondo dedicato ai caregiver familiari? Come intende muoversi in concerto con il suo collega Ministro senza portafoglio sui temi della famiglia e della disabilità? Come intende procedere rispetto alle tutele della maternità? Ci dica, inoltre, come intende procedere riguardo alle tutele della maternità e nel premiare non tanto le imprese per la sicurezza - signor Ministro - ma quelle imprese che producono innovazione nell'organizzazione del lavoro e che aiutano la conciliazione: questo è il punto e lo snodo delicato. Occorre stimolare nelle imprese la capacità di innovare, garantire sicurezza non soltanto producendo nuovi investimenti in macchinari - pure importanti - ma lavorando in nuove organizzazioni che rendono il lavoratore protagonista. Ci dica anche, signor Ministro - lo dico perché lei sa bene che ciò è connesso alla tematica in esame - cosa intende fare della legge sul caporalato. Mi pare che nelle ultime dichiarazioni qualche suo collega Ministro ha accennato a una modifica di questa legge. Guardi che questa legge è importante e ne abbiamo discusso anche alla Camera dei deputati: è una legge che vuole impedire il lavoro nero, il quale produce infortuni e, a volte, morte. Infine, signor Ministro, prima di entrare nel merito, le chiedo solo una cortesia: non istituisca cabine di regia. La ricordo nei suoi interventi alla Camera dei deputati: quando parlavamo di cabina di regia, diceva sempre che sono una perdita di tempo e che stavamo dilatando i problemi. Se lei vuole affrontare i temi del reddito di cittadinanza e le questioni che ci stanno a cuore e stanno a cuore anche al Partito Democratico, si misuri sulla concretezza e sulle proposte - noi ci siamo e apriremo il confronto - piuttosto che istituire cabine di regia, che danno l'impressione di un ennesimo escamotage per rinviare il confronto sulle questioni che riguardano la vita del Paese. La invito ad evitarle: per quanto possibile, provi davvero a stare sul concreto. Per ciò che riguarda il tema all'ordine del giorno, le ricordo che in Senato una Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e, più in generale, sulla sicurezza in ambito lavorativo è stata istituita nella XIV legislatura. Venne infatti approvata l'istituzione di una Commissione d'inchiesta, con il dichiarato scopo di mantenere alta e vigile l'attenzione sul fenomeno tragicamente definito, appunto, delle morti bianche e, più in generale, degli infortuni sul lavoro. Questa Commissione d'inchiesta, nella XVII legislatura, ha concluso i propri lavori con l'approvazione di una relazione molto approfondita, elaborata e propositiva, dalla quale intendiamo riprendere il filo e portarlo lontano.