[pronunce]

che pertanto il giudice, ove abbia ammesso la prova richiesta in quanto non manifestamente superflua o irrilevante, è poi tenuto ad assumerla secondo le modalità prescritte dalla legge e, cioè, nel caso di specie, disponendo la lettura dei verbali delle precedenti dichiarazioni solo dopo l'esame; che i rimettenti hanno invece sovrapposto i due momenti dell'ammissione e dell'assunzione della prova, traendone erronee conseguenze in ordine alla prospettata disparità di trattamento tra la disciplina dell'ammissione delle prove provenienti da altro procedimento e quella relativa alle prove che si sono formate davanti a un giudice-persona fisica diversa; che, quanto alla denunciata violazione dell'art. 111 della Costituzione, il principio della ragionevole durata del processo deve essere contemperato con le esigenze di tutela di altri diritti e interessi costituzionalmente garantiti rilevanti nel processo penale, la cui attuazione positiva, ove sia frutto di scelte assistite, come nel caso di specie, da valide giustificazioni, non è sindacabile sul terreno costituzionale (v. ordinanze nn. 204 e 32 del 2001); che, infine, del tutto incongrue sono le considerazioni addotte a sostegno della supposta violazione dell'art. 101 Cost; che le questioni vanno pertanto dichiarate manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 511, comma 2, e 525, comma 2, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 25, 101 e 111 della Costituzione, dai Tribunali di Asti e di Foggia, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 dicembre 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Neppi Modona Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria l'11 dicembre 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola