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In un contesto internazionale sempre più agguerrito, la situazione in Italia sta peggiorando di anno in anno, con decine di migliaia di lavoratori che rischiano il proprio posto di lavoro. Non possiamo restare a guardare che uno dei punti di forza della nostra industria perda un pezzo alla volta. Occorre con urgenza la formulazione di un piano nazionale strategico per la siderurgia da parte del Governo, che prenda in considerazione tutte le attuali criticità per proteggere questa importante parte del PIL nazionale. È un piano indispensabile, poiché, oltre alla salvaguardia dei posti di lavoro, dobbiamo anche rispondere alle istanze di salvaguardia della salute dei cittadini nei territori in cui sono presenti stabilimenti siderurgici, in cui i dati statistici di incidenza delle patologie tumorali sono molto superiori alla media nazionale. Il primo pensiero va alla drammatica situazione di Taranto, dove per decenni la salute pubblica è stata sacrificata sull'altare del profitto, a tutto vantaggio di pochi proprietari, favoriti da una classe politica asservita al loro potere economico, come le indagini giudiziarie hanno portato alla luce. Da cittadina umbra non posso non menzionare le acciaierie di Terni, all'interno di un'area classificata come sito di interesse nazionale (SIN), ovvero altamente inquinata e da bonificare, a cui si aggiunge la presenza di due inceneritori, che complica ulteriormente la criticità ambientale della conca ternana. Purtroppo, devo notare l'atteggiamento dell'amministrazione regionale, che ha sostanzialmente fermato il pieno funzionamento del registro dei tumori, importantissimo strumento per avere l'incidenza delle patologie tumorali nella popolazione in un'area geografica. Non possiamo scordarci dell'ambiente. Ecco perché serve essere consapevoli del fatto che le acciaierie emettono una grande quantità di CO 2 . I dati del 2018 del report «Acciaio sostenibile - Indicatori 2018 e iniziative» rivelano che, per ciascuna tonnellata di acciaio, sono state prodotte in media 1,83 tonnellate di CO 2 . È quindi arrivato il momento di fare scelte coraggiose, imprescindibili per il futuro di tutti noi e delle generazioni che verranno, e orientare le acciaierie - di cui non possiamo fare a meno - verso la necessaria transizione ecologica, con aziende responsabili, che mettano in campo una reale visione a medio e lungo termine, sia dal punto di vista industriale, sia per la conversione green del settore. Questo è fondamentale anche per una città come Terni, dove i lavoratori attendono ancora risposte chiare. Il dovere costituzionalmente riconosciuto di proteggere la salute dei cittadini è direttamente collegato alla salvaguardia dell'ambiente nel suo complesso, a partire dall'emissione nell'aria e nell'acqua, tenendo presenti le disposizioni dell'Unione europea, che prevedono il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 (quanto previsto nel green deal europeo). Da legislatori e decisori siamo chiamati a una grande responsabilità, per iniziare a guardare a questo settore con un'ottica diversa. Dobbiamo proteggere l'industria siderurgica nazionale, ma dobbiamo spingere le imprese a investimenti in nuove tecnologie e impianti che permettano di produrre acciaio con il minore inquinamento possibile nel ciclo di produzione delle scorie residue nelle emissioni in atmosfera; è fondamentale però che la stessa industria si attivi verso lo stesso obiettivo. Il World steel association (cioè tutte le industrie dell'acciaio nel 2018) ha infatti sottoscritto il Sustainable development charter of the world steel industry , ma ad oggi questo cambiamento non sembra ancora attuato. La tecnologia ci viene in aiuto. Ecco perché serve passare velocemente alla decarbonizzazione del settore. Dobbiamo promuovere l'economia circolare al riuso del materiale in quanto al 100 per cento riciclabile e adottare soluzioni per il riciclo delle scorie attraverso la creazione di nuovi materiali. Anche per questi motivi, è stato pensato il nuovo Ministero della transizione ecologica che, in sinergia con altri Ministeri, sarà chiamato a svolgere un ruolo importantissimo per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica previsti dai sopra richiamati piani europei e normative collegate. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Comunico che è stata ritirata la mozione 1-00325 e che è stato presentato l'ordine del giorno G1, presentato dai senatori Urso, Collina, La Forgia, Sbrollini, Ripamonti, Mallegni, Santillo e Bressa (dunque a firma di otto Gruppi parlamentari), già stampato e distribuito. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sull'ordine del giorno presentato. PICHETTO FRATIN, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico . Signor Presidente, a nome del Governo ringrazio i proponenti la mozione, anche per la disponibilità a trovare una convergenza rispetto al tema che è stato discusso, concernente la strategia nazionale del nostro Paese, la competitività, sia per l'aspetto produttivo, sia per la necessità di salvaguardare l'occupazione, e l'insieme del sistema dell'acciaio. Vorrei ricordare che Ilva e Piombino sono questioni nazionali relative a un certo tipo di acciaio, mentre Terni è un'altra questione. È come confrontare la viscosa e la vicuña, parlando di tessile. Vi è, quindi, la necessità di salvaguardare tutta la filiera e naturalmente di trovare le soluzioni opportune, nei primi due casi di ristrutturazione, nel terzo caso di individuazione di un nuovo socio rispetto alle finalità dell'attuale proprietà. Il Governo non esprime una posizione sulla scelta tra socio industriale e socio finanziario; occorrerà valutare nel momento opportuno. Sotto questo aspetto è importante procedere alla valutazione con l'attenzione e il potenziale deterrente, rispetto ad alcune situazioni, dell'utilizzo degli strumenti giuridici a disposizione. Ringrazio i proponenti e credo che l'ampia sottoscrizione dell'ordine del giorno rappresenti un maggiore stimolo, anche per il Governo, a intraprendere percorsi per individuare soluzioni positive. Esprimo, quindi, parere favorevole. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione. GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, ringrazio il Sottosegretario per le considerazioni poc'anzi espresse e per aver contribuito, a nome del Governo, alla stesura di un ordine del giorno che va nella direzione che anche la mozione presentata da Fratelli d'Italia ha voluto proporre all'attenzione del Parlamento. Era importante produrre una discussione sul tema della siderurgia, che caratterizza gran parte dello sviluppo del nostro Paese, per la centralità che il settore siderurgico ha nella nostra proiezione europea e mondiale. Ben venga quindi una discussione di questo tipo. Anzi, per la rilevanza che il settore riveste nella nostra economia, dovremmo dedicare più tempo ad un tema così importante. Il mio punto di vista di umbro, proveniente da una Regione nella quale si trova un importante sito come quello dell'acciaieria AST di Terni, mi porta a dare particolare rilevanza a un dibattito di questa natura. Noi abbiamo il dovere, come Parlamento, di contribuire a dare una direzione e una spinta al Governo sul tema della siderurgia. Sappiamo bene che il settore siderurgico è una ricchezza straordinaria, non solo del nostro Paese ma di tutta l'Europa;