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confermare che con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato e prevedere la confisca di quanto sequestrato; t prevedere l'applicabilità delle disposizioni della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, in materia di indagini e misure di prevenzione di carattere patrimoniale, nonché delle disposizioni contenute negli articoli da 10 a 10- sexies della medesima legge, e successive modificazioni, ai soggetti indicati dall'articolo 1, lettere a) e b) del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, quando l'attività delittuosa da cui si ritiene derivino i proventi abbia ad oggetto beni culturali o cose indicati nell'articolo 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004; u prevedere una responsabilità delle persone giuridiche, integrando il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 anche con la previsione di una sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote; prevedere la riduzione della sanzione dalla metà a due terzi se l'ente, immediatamente dopo il fatto, porta a conoscenza della pubblica autorità l'avvenuta commissione del reato; v assicurare il coordinamento e l'armonizzazione tra le disposizioni del codice penale e le disposizioni del decreto legislativo n. 42 del 2004, mediante le necessarie norme modificative, integrative e abrogative; w armonizzare i riferimenti normativi ai beni culturali o paesaggistici, ovunque rilevanti nella legislazione vigente ai fini penali, con le definizioni di cui agli articoli 10 e 134 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modificazioni; per l'effetto, modificare, in particolare, l'articolo 44, comma 1, lettera c) , del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni. 3 Con il medesimo procedimento di cui al comma 1, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del decreto o dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere emanate disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 2. 2 (Reato di frode in materia ambientale) 1 Chiunque, al fine di commettere taluno dei delitti previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e dalla presente legge a tutela del paesaggio e dell'ambiente, ovvero di conseguirne l'impunità, omette o falsifica in tutto o in parte la documentazione prescritta dalla normativa ambientale vigente ovvero fa uso di documentazione falsa ovvero illecitamente ottenuta, è punito con la reclusione da due a otto anni. 2 Si considera illecitamente ottenuto l'atto o il provvedimento amministrativo frutto di falsificazione, ovvero di corruzione ovvero rilasciato a seguito dell'utilizzazione di mezzi di coercizione fisica o morale nei confronti del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio. 3 In riferimento ai reati di cui al comma 1, l'autorizzazione in materia ambientale, ottenuta illecitamente ai sensi del secondo comma, è equiparata alla situazione di mancanza di autorizzazione. 3 (Ravvedimento operoso) 1 Le pene previste per i delitti di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e di cui alla presente legge sono diminuite dalla metà a due terzi per chi si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell'individuazione degli autori, nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti. 2 Le pene previste per i delitti di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e di cui alla presente legge sono diminuite della metà se l'autore, prima dell'apertura del dibattimento, provvede alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi. Il giudice dispone la sospensione del procedimento per un tempo congruo a consentire all'imputato di eseguire la bonifica. 4 (Pene accessorie) 1 La condanna per alcuno dei delitti previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e dalla presente legge comporta: a l'interdizione temporanea dai pubblici uffici, per un periodo non inferiore a cinque anni; b l'interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per un periodo non inferiore a cinque anni; c l'incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione; d la pubblicazione della sentenza penale di condanna. 2 Per i delitti previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e dalla presente legge il giudice con la sentenza di condanna e con quella a richiesta delle parti prevista dall'articolo 444 del codice di procedura penale ordina la bonifica e, ove possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, condizionando all'adempimento di tali obblighi l'eventuale concessione della sospensione condizionale della pena. 5 (Confisca) 1 Per i delitti previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e dalla presente legge, il giudice, con la sentenza di condanna o con quella a richiesta delle parti prevista dall'articolo 444 del codice di procedura penale ordina sempre la confisca, ai sensi dell'articolo 240 del codice penale, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto. 2 Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti prevista dall'articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti il giudice, fatti salvi i diritti di terzi in buona fede, ordina sempre la confisca del prezzo e del profitto del reato, ovvero, quando non è possibile, la confisca dei beni di cui il reo abbia la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto. 1 (Finalità e oggetto) 1 II Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto e in coerenza con la normativa dell’Unione europea, uno o più decreti legislativi recanti il riordino e la revisione organica della disciplina in materia di tutela del patrimonio culturale: a introducendo nel codice penale il delitto di danneggiamento del patrimonio culturale, consistente nel distruggere, disperdere, deteriorare, deturpare, imbrattare, rendere inservibili, in tutto o in parte, beni mobili o immobili facenti parte del patrimonio culturale, come definito dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; b prevedendo, d'intesa con gli enti territoriali cui la Costituzione attribuisce competenze in materia di patrimonio culturale, come definito dal codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, norme volte ad assicurare adeguata valorizzazione e tutela dell'aspetto e del decoro di aree pubbliche di rilevanza culturale o paesaggistica, anche non interessate da flussi turistici particolarmente rilevanti, di opere e monumenti anche di arte contemporanea e delle aree a essi contermini.