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ALFIERI (PD) . Signor Presidente, auguriamo i migliori lavori al presidente Draghi al Consiglio europeo. È importante il voto favorevole del Partito Democratico e - spero - del maggior numero di colleghi possibili perché ci giochiamo evidentemente una partita importante: l'Italia è protagonista nella costruzione di una nuova Europa. Non si parte da zero. Con il Governo precedente, grazie al lavoro del ministro Amendola, del ministro Gualtieri, del commissario Gentiloni Silveri, siamo riusciti a riportare l'Italia ad essere protagonista e non più isolata in Europa. L'abbiamo visto su quello che sembrava fino a poco tempo fa impossibile, quasi un sogno, cioè l'idea di costruire gli eurobond , un embrione di debito europeo, con garanzie basate su risorse proprie, in crescita, qualcosa che fino a poco tempo fa era impensabile. Si tratta di un successo costruito con il protagonismo del Partito Democratico, del Governo precedente e dei partiti che componevano la maggioranza precedente. Parto da qui, perché è chiaro che una delle questioni principali riguarda l'Europa come strumento fondamentale, straordinario, originale nell'affrontare le grandi sfide internazionali. Con la retorica delle piccole patrie non andiamo da nessuna parte; non avremmo mai potuto affrontare la pandemia e in un momento di crisi come questo lo si avverte ancora di più. Come abbiamo visto, infatti, la decisione di fine gennaio di emanare un regolamento europeo, che ha permesso all'Italia e a lei, Presidente, di prendere una decisione importante per la prima volta e quindi di negare l'autorizzazione all'esportazione dei vaccini in una fase straordinaria (non l'avremmo mai voluto fare) verso un Paese che non ne aveva bisogno (i dati in Australia lo dimostrano), dà il senso di cosa voglia dire avere l'Europa alle spalle, di come si possa esercitare davvero la sovranità nel momento in cui si è in grado di affrontarla ad una scala adeguata. Affrontarla a livello europeo significa essere efficaci, essere al fianco dei cittadini. Lo vediamo anche sul tema dei certificati verdi. Io penso sia importante dare il via al trust framework , che ci permette - e sappiamo quanto sia importante per un Paese come il nostro, che deve ripartire e investire sul turismo - di avere uno strumento per una libera e sicura circolazione. Noi sappiamo che torneremo a vivere e torneremo alla normalità nel momento in cui potremo dare certezza ai nostri cittadini di potersi muovere perché saranno finalmente vaccinati. Devo dire che, in proposito, abbiamo apprezzato il passaggio che ha fatto sull'esigenza di armonizzazione del lavoro delle Regioni e del rispetto dei criteri. Io vengo dalla Lombardia e avverto con grande nettezza l'esigenza di avere una governance univoca, di evitare di avere cittadini di serie A e di serie B, dal Lazio alla Lombardia. C'è una bella differenza. (Applausi) . Io sono orgoglioso di essere lombardo; sono un po' meno orgoglioso di vedere quello che è successo in questi giorni, per cui dobbiamo chiedere scusa ai cittadini. Anche se non governiamo noi, chiediamo scusa, da questo Parlamento, perché quanto sta accadendo è inaccettabile. Noi dobbiamo garantire parità di diritto e di trattamento a tutti. (Applausi) . Come ho sentito dire dai colleghi, penso che il segnale del rientro degli Stati Uniti in un'ottica multilaterale sia un fatto rilevante e lei ha fatto bene a sottolinearlo nel suo passaggio: la presenza di Biden apre una nuova prospettiva e una nuova era. È evidente che quattro anni sono passati, quindi è un bene che gli europei siano andati avanti. È altresì positivo il concetto di autonomia strategica, non solo sulla difesa, come vediamo sui vaccini: il tema della diplomazia vaccinale nel primo periodo è stato davvero preoccupante. È importante poter incidere nella costruzione di un nuovo ordine internazionale, dove la Cina fa la sua parte e legittimamente mette in campo un progetto come la Belt and road initiative, che certamente non è solo un progetto commerciale ed economico, ma ha l'ambizione di ridisegnare le relazioni internazionali. Il modo con cui noi stiamo rispondendo e l'aver investito nel progetto Covax all'interno dell'Organizzazione mondiale della sanità è un segnale forte di come gli Stati Uniti, che rientrano nel multilateralismo, possono trovare degli alleati in noi europei, per ricostruire quell'ordine che ci permette (anche a noi, Italia) di essere protagonisti in un'ottica multilaterale. Salutiamo quindi positivamente il messaggio iniziale da lei lanciato di rientro nell'Accordo di Parigi da parte degli Stati Uniti (probabilmente propedeutico anche alla ripartenza dei negoziati sull'Accordo sul nucleare iraniano), il rientro da protagonisti nel sistema delle Nazioni Unite, la possibilità di negoziare in maniera diversa - sarà uno dei punti dell'agenda - sul tema della tassazione del digitale nel confronto con i big tech e con le grandi piattaforme dell' online . Avere al fianco l'Europa è decisivo e fondamentale in una delle partite strategiche che dobbiamo giocare. Quindi non più come prima, basato sui rapporti di forza; Macron prova ad aprire il dossier della web tax , partono i dazi e via rappresaglie reciproche: non ne usciamo più. Il rapporto con gli Stati Uniti è perciò fondamentale. Vorrei quindi soffermarmi brevemente sulla Turchia e la Russia. Signor Presidente, abbiamo apprezzato il passaggio sulla Convenzione di Istanbul. Lo dico perché i Governi precedenti a guida Partito Democratico (Applausi) , grazie a quella Convenzione, hanno investito in un'innovazione legislativa senza precedenti e l'abbiamo fatto portando norme di civiltà a tutela delle donne e contro la violenza di genere. Chiediamo a lei, che ha detto già parole chiare, di portare la nostra voce in Europa perché la Turchia possa tornare a essere parte di quella Convenzione e di condizionare anche collaborazioni future al fatto che quei diritti, che fanno parte della nostra identità, siano rispettati. Da ultimo, visto che si parlerà del rapporto con la Turchia e la Russia, introduco un tema, che non è stato toccato, ma che sta particolarmente a cuore a noi e alla politica estera del nostro Paese. Mi riferisco al rapporto con la Libia: grazie anche al lavoro che abbiamo svolto insieme, assistiamo a una nuova fase in Libia, a un dialogo politico che ha portato alla formazione del nuovo governo Dbeibah. Penso che vada aiutato e il modo migliore per farlo è spiegare alla Turchia e alla Russia che devono rispettare gli accordi e ritirare le truppe dalla Libia, unico modo per far partire una transizione davvero duratura. (Applausi) . Ecco, da questo punto di vista, l'Europa può essere protagonista e il rapporto con gli Stati Uniti è fondamentale. Signor Presidente, in bocca al lupo per questo passaggio; noi saremo al suo fianco. (Applausi) . LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, vorrei intanto ringraziarla per la puntualità delle sue comunicazioni alla vigilia di un appuntamento così importante, come il Consiglio europeo. La ringrazio, signor Presidente, anche per averci ricordato un principio basilare: