[sommcomm]

Conclude esprimendo riconoscimento e stima per la grande professionalità delle donne e degli uomini che operano nel complessivo sistema della cooperazione italiana. Il Vice Ministro Marina SERENI, dopo essersi congratulata per l'esaustiva esposizione della relatrice Rojc, precisa che il documento in titolo rappresenta il frutto del lavoro non solamente del MAECI, ma dell'intero sistema della cooperazione allo sviluppo - che, notoriamente, comprende, oltre all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, tra gli altri, la Cassa Depositi e Prestiti e la Conferenza Stato-Regioni-Città - e che giunge al termine di un procedimento articolato che prevede, opportunamente, la possibilità di raccogliere in primis anche i suggerimenti provenienti dal Parlamento. Tiene, quindi, a sottolineare come il pur evidenziato gap tra le ambizioni e le risorse disponibili non ha mancato finora di consentire alla cooperazione italiana di essere molto apprezzata in tutto il mondo, anche perché affiancata da interventi e progetti privati, delle ONG. Mette in risalto ulteriormente come le risorse approntate mediante la programmazione triennale saranno, tuttavia, integrate, in maniera non secondaria, grazie alle previsioni della prossima legge di Bilancio, che quest'anno avvierà il suo iter proprio presso il Senato, e che prevede la seguente scansione di fondi aggiuntivi: cento milioni di euro per il 2022, duecento milioni di euro per il 2023, duecentocinquanta milioni di euro per il 2024, trecento milioni di euro per il 2025 e trecentocinquanta milioni di euro a regime, a partire dal 2026. Per quanto attiene all'Afghanistan, informa che le modalità di aiuto proveniente dall'Italia si concentreranno prevalentemente sull'assistenza umanitaria, realizzata nel quadro dei progetti delle Nazioni Unite, che riguardano soprattutto i servizi di base per la popolazione nonché i pagamenti degli stipendi dei dipendenti dei servizi pubblici essenziali. Rileva, inoltre, come determinati Paesi, quali, ad esempio, Myanmar, Etiopia e Sudan, dovranno essere attentamente monitorati, perché registrano un evidente, e a volte, drammatico, mutamento del loro contesto politico e sociale. Richiama, quindi, l'attenzione dei Commissari sulla circostanza per cui, nella lista dei Paesi prioritari, vengono inclusi non solamente quelli più bisognosi dal punto di vista umanitario o economico, ma anche quelli che, nella prospettiva dell'interesse nazionale, risultano essere importanti per l'Italia. Infine, informa che si è proceduto anche a modificare la collocazione di alcuni hub regionali: per i Balcani occidentali in Albania, per l'Asia in Vietnam e per l'America Latina in Colombia. Il presidente PETROCELLI ( M5S ) tiene a mettere in evidenza che, come è possibile desumere dal dossier di documentazione predisposto dagli uffici, l'Italia si posiziona, in ogni caso, tra i Paesi appartenenti al Gruppo G7, in termini percentuali di rapporto tra contributo fornito e reddito nazionale lordo, al sesto posto, ovvero prima degli Stati Uniti. Il PRESIDENTE , quindi, non rilevando ulteriori interventi, rinvia il seguito della discussione generale e dell'esame. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI comunica che Gabriella Gagliardo, Presidente di CISDA Onlus, intervenuta nell'ambito dell'Affare assegnato sulla partecipazione italiana all'intervento internazionale in Afghanistan, in sede di Uffici di Presidenza riuniti delle Commissioni Affari esteri e Difesa martedì 9 novembre, ha consegnato della documentazione. Comunica altresì che il Vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Marina Sereni, audita in data odiernain relazione all'Affare assegnato n. 975 (Italia e Africa tra aree di crisi, opportunità e possibilità di partenariato), ha depositato il testo del suo intervento. Entrambi i contributi saranno pubblicati sulla pagina web della Commissione. La seduta termina alle ore 15.