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Disposizioni in materia di attività professionali del farmacista. Onorevoli Senatori. -- La professione di farmacista, in ragione delle dinamiche evolutive che stanno interessando il settore e degli interventi legislativi di riforma del servizio farmaceutico che hanno introdotto la possibilità per il professionista di rendere nuovi e diversificati servizi ai pazienti, ha un più vasto campo d'azione, che non è ormai esclusivamente quello di dispensazione dei medicinali. Il farmacista, oltre a possedere specifiche competenze in campo chimico e farmacologico, è in grado di fornire un'assistenza più ampia al paziente e di proporsi come vero e proprio punto di riferimento del percorso assistenziale. Gli specifici servizi professionali cognitivi, il rapporto fiduciario con i cittadini, nonché la diffusione capillare delle farmacie consentono al farmacista di assicurare una vera e propria presa in carico del paziente. Lo stesso Ministero della salute, nelle proprie linee programmatiche presentate in Parlamento nel 2013, con specifico riferimento alla riorganizzazione della rete assistenziale sanitaria, ha espressamente individuato la necessità di «continuare e completare il potenziamento del ruolo delle farmacie convenzionate nell'erogazione dei servizi sanitari sul territorio. La Farmacia dei servizi, tenuto conto della presenza capillare delle farmacie sull'intero territorio nazionale, può garantire, con ridotti oneri per il SSN, prima assistenza e un'efficace missione di orientamento del cittadino verso gli altri presidi sanitari. Tale nuovo ruolo delle farmacie potrà comportare effetti virtuosi per la finanza pubblica, limitando l'accesso alle strutture ospedaliere e ai pronto soccorso in relazione alle effettive necessità dell'assistenza sanitaria, anche preventiva, con esclusione dei casi di domanda di servizi suscettibile di adeguata soddisfazione da parte delle farmacie». L'intento del presente disegno di legge è, pertanto, quello di riconoscere nuove opportunità, anche occupazionali, per i farmacisti, in ragione dell'esistenza di luoghi e situazioni ove è imprescindibile una professionalità che abbia specifiche competenze chimiche, biologiche e farmacologiche e che, secondo recenti indagini, risulta molto apprezzata nei diversi contesti in cui si trova ad operare. Uno studio realizzato nel 2010 dall'Osservatorio sulla Professione FOFI -- SDA Bocconi ha dimostrato, infatti, che il servizio farmaceutico si pone al vertice del gradimento della popolazione e che il cittadino nutre grande fiducia nel farmacista quale professionista esperto del farmaco. Gli stessi risultati sono stati confermati da un ulteriore studio realizzato sempre nel 2010 dal Censis per il Ministero della salute. Le indagini hanno fornito una conferma scientifica di un dato di esperienza: i farmacisti hanno un ottimo rapporto con i cittadini, garantiscono un servizio capillare e accessibile e per questo sono diventati un punto di riferimento. Anche i risultati dell'indagine «La customer satisfaction », realizzata da CFI Group e GPF per conto del centro di formazione management del terziario (Confcommercio), hanno evidenziato che i cittadini confermano la loro fiducia nei confronti dei farmacisti, per la loro professionalità e competenza. Lo studio è stato pubblicato nel novembre 2010 e i suoi risultati sono estremamente lusinghieri per la farmacia italiana che, come nelle precedenti edizioni 1996, 2002, 2006 e 2008 -- si colloca al primo posto tra i servizi presi in esame, con una percentuale di gradimento del 76 per cento, essendo, tra l'altro, l'unico servizio che raggiunge la soglia dell'eccellenza. Si tratta di un dato cha ha trovato recentemente conferma nell'ambito di uno studio pilota, patrocinato dalla federazione e condotto con la Medway school of pharmacy dell'università del Kent, che, passando per l'indagine sul gradimento della prestazione da parte di pazienti e medici di medicina generale, ha permesso di provare la fattibilità, nel setting della farmacia italiana del servizio di revisione dell'uso dei medicinali (medicines use review -- MUR). I dati raccolti in occasione di tale studio hanno peraltro dimostrato che il supporto del farmacista, il quale si fa carico dell'aderenza alla terapia, oltre ad essere gradito dal paziente è apprezzato anche dal medico. In via preliminare e da un punto di vista definitorio, appare opportuno precisare che il farmacista è il laureato in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche che, in possesso del titolo abilitante (superamento dell'esame di abilitazione alla professione), risulta iscritto all'albo professionale. Il presente disegno di legge, al fine di introdurre a livello normativo una definizione uniforme delle attività professionali, all'articolo 1, chiarisce che sono tali le attività per le quali la legge prevede l'iscrizione all'albo, nonché quelle svolte dal farmacista per le quali la legge prevede il possesso della laurea in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche e comunque tutte quelle riconducibili al decreto legislativo n. 258 del 1991, nonché al decreto legislativo n. 206 del 2007. Tale articolo è, altresì, finalizzato a precisare che nei concorsi per l'assegnazione di sedi farmaceutiche, il requisito dell'iscrizione deve essere posseduto al momento dell'accettazione della sede e la mancata iscrizione all'albo professionale non preclude la partecipazione al concorso e la valutazione del titolo, quando l'iscrizione stessa non sia obbligatoria per l'esercizio dell'attività espletata. Con il comma 3 del suddetto articolo si intende porre fine all'ingiustificata disparità di trattamento determinatasi tra gli specializzandi medici e gli specializzandi non medici. I laureati in medicina vincitori di concorso, in particolare, sono assegnatari di un contratto di formazione specialistica per l'intera durata del corso e di un trattamento economico, nonché di copertura previdenziale e per la maternità; mentre i laureati non medici, anch'essi vincitori di concorso, non godono della medesima posizione contrattuale, né di alcun trattamento economico e sono comunque tenuti a pagare la copertura assicurativa per i rischi professionali e le tasse universitarie di iscrizione alla scuola di specializzazione. In tal senso, tenuto conto della natura professionale delle attività svolte durante i periodi di formazione presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 4 febbraio 2015 e del contestuale obbligo di iscrizione all'albo, si riconosce anche per gli specializzandi farmacisti il diritto alla corresponsione del relativo trattamento economico. Infatti, va considerato che l'accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria, alla luce della normativa vigente, avviene esclusivamente tramite concorso pubblico, sia per i laureati in medicina che per gli altri laureati afferenti alle differenti classi di specializzazione sanitaria, e che la preparazione professionale per tutti gli specializzandi dell'area sanitaria presuppone un percorso formativo di elevato livello, cui non può non corrispondere un trattamento economico-normativo analogo a quello riservato ai medici. Inoltre, è previsto che l'iscrizione all'albo dei farmacisti sia consentita anche ai pubblici dipendenti, ferma restando la facoltà di esercitare la professione secondo le modalità previste dai rispettivi ordinamenti.