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un Paese che non legge è più fragile, non ha anticorpi verso il rischio di un oscurantismo di ritorno, che si alimenta di chiusura mentale e molto spesso di false notizie, manipolazioni e discriminazioni, che sovente viaggiano sui social network che occupano gran parte del nostro tempo e, soprattutto, del tempo delle generazioni più giovani in un incessante ingaggio emotivo che si autoalimenta e diventa un contesto unico e colpisce la lettura e la sua potenzialità. A non leggere sono soprattutto i più giovani, ma anche persone che vivono maggiori difficoltà economiche e sociali. C'è, quindi, un grande problema di diseguaglianza sociale e di mancato protagonismo perché leggere significa pensiero critico, emancipazione, pluralismo e democrazia. L'abisso del Novecento che abbiamo alle spalle ha avuto proprio una delle pagine più nere nel rogo dei libri da parte dei nazisti nel 1933, cui è seguito lo sterminio degli ebrei. La legge vuole provare a invertire questa tendenza di scollamento e a rovesciare questa situazione. È un pezzo di una battaglia politica e culturale di grande valore democratico e - poi lo dirò - di grande valore economico. Quando chiude una libreria si spengono alcune luci, uno scambio di pensieri, il luogo in cui un pezzo di comunità si incontra e siamo tutti più soli, in particolare se la libreria è in un quartiere complicato di una città o in un centro minore dell'entroterra, dove ci sono meno servizi. Tra il 2012 e il 2017 sono scomparsi oltre 2.300 punti vendita di libri; si sono persi oltre 4.500 posti di lavoro e le maggiori difficoltà sono quelle delle librerie indipendenti e più piccole, per una sovraesposizione, una potenzialità maggiore della grande distribuzione, per l'offensiva continua del commercio su Internet. Questa legge non è contro la grande distribuzione, né contro l' on line ; anzi, il sostegno alla lettura porterà più lettori e più benefici per tutti, ma riteniamo che il mercato debba avere regole più stringenti per permettere alle voci indipendenti, autoriali, territoriali e di comunità di vivere e di dire la propria. Riteniamo giusto un riequilibrio nella concorrenza tra le librerie degli editori e quelle indipendenti e non è vero che con questa legge i libri costeranno di più; non è vero che scompariranno gli sconti, ma saranno regolamentati, per permettere a tutti di stare sul mercato. Questa legge, che, come chiarisce un ordine del giorno del sottoscritto, del relatore, accolto dal Governo, può essere approvata oggi senza tornare alla Camera, all'articolo 8, che riguarda la disciplina dei prezzi, dice che non ci sarà incidenza retroattiva, cioè sugli sconti e sulle promozioni, essendo quelle compravendite già effettuate. Quindi non altererà i contratti commerciali già in atto e gli editori avranno il modo e il tempo di riorganizzarsi in base a questa legge. Si tratta di un provvedimento che rimette al centro dei riflettori il tema della lettura e la sua dimensione sociale e prevede un piano d'azione nazionale, con un fondo apposito di finanziamento, che si compone di patti locali per la lettura, e quindi rimette insieme sul territorio - e questo è importantissimo - soggetti pubblici e privati: biblioteche comunali, librerie, gruppi di volontari - e quindi il civismo che si organizza - e biblioteche scolastiche, che si dedicano a strumenti per la lettura dei bambini, perché chi comincia a leggere da bambino non smetterà più, e in un libro ritroverà sempre se stesso e una storia più grande in cui identificarsi, un'ambizione, un progetto e un sogno. Questa legge sostiene la lettura per chi è più debole, contrasta la povertà educativa, raddoppia il finanziamento per il tax credit alle librerie e istituisce l'albo delle librerie di qualità, perché un marchio di riconoscibilità è fondamentale sul mercato, dà al libro, inserendolo nella filiera del dono, anche la valorizzazione della cessione gratuita e solidale ed istituisce ogni anno una capitale italiana del libro. Per questo è una legge che supporta il nostro sistema Paese. La lettura e il libro sono un presidio di democrazia, come ha detto il presidente Mattarella, e un volano economico. I libri italiani rafforzano la riconoscibilità della nostra cultura e della nostra identità nel mondo. C'è una forza emotiva e sentimentale legata all'Italia e al brand Italia che si deve alla forza dei nostri libri e dei nostri scrittori, oltre che del cinema, della moda e del nostro modo di vivere. C'è una filiera economica che aspetta da troppo tempo questa legge (autori, editori, distributori, bibliotecari, librai e lettori). In conclusione, signor Presidente, questa legge dà forza al valore del lavoro sul libro e stoppa una svendita di valore che penalizza tutti, a partire dai lettori: può contribuire a invertire una tendenza di declino che non è solamente del libro, ma della nostra società; parla di noi, dell'Italia, di chi vogliamo essere, di quale ruolo vogliamo avere nel mondo e di quale comunità vogliamo costruire, perché parla di crescita e inclusione, legate insieme attraverso la lettura. Per questi motivi, onorevoli colleghi e signor Presidente, spero che, come già avvenuto alla Camera e ancora di più, questo voto oggi avvenga a larghissima maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. FRANCESCHINI, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, grazie davvero: mi fa particolarmente piacere che su un argomento così importante possa prevalere il merito - com'è avvenuto nel voto alla Camera e anche nel percorso che ha accompagnato l'approvazione della legge - e che per una volta, dato che tradizionalmente è sempre merce rara, possa prevalere la valutazione sulla bontà del provvedimento rispetto alla normale e fisiologica dialettica e allo scontro tra maggioranza e opposizione. In effetti, tutti sappiamo che l'Italia registra un divario molto forte - di cui ha parlato molto bene il relatore adesso - rispetto al tasso di lettura di altri Paesi, anche europei, che hanno una popolazione simile alla nostra: c'è molto da recuperare. È un lavoro lungo e difficile che parte dalle scuole e da una serie di politiche a sostegno della lettura e del libro. Va colmato un ritardo storico e quindi tutte le misure che vanno in questa direzione sono utili. A questo tema strategico si aggiunge un tema diventato urgente negli ultimi anni: quello di salvaguardare le piccole librerie, che sono non soltanto luoghi in cui si vendono libri ma, molto spesso, spazi che tengono vive e animate zone della città che non hanno luoghi di incontro sociale, o paesi, che hanno nella libreria un punto di riferimento culturale. (Applausi dal Gruppo PD) . Per questo motivo, sono importanti le misure contenute nel provvedimento: dallo sconto del 5 per cento alle misure per la promozione della lettura, oltre all'aumento del tax credit per le librerie, che è stato introdotto due anni fa nel nostro ordinamento e ha portato un vantaggio consistente per più di 700 librerie, che hanno usufruito di questa agevolazione in una situazione di grande difficoltà. Quindi, aumentano le risorse a disposizione e aumenterà la possibilità per le piccole librerie di restare sul mercato anche in condizioni molto difficili. Aggiungo che si tratta di un passo importante, cui devono però seguirne altri.