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chi sono veramente gli assassini, Presidente (Applausi), quelli che salvano le vite e si battono per la sicurezza e la difesa dei confini interni ed esterni oppure quelli che lasciano morire donne e bambini in mezzo al mare, alimentando il business dell'immigrazione clandestina? (Applausi). Vedete, voi avete solo una grande voglia di smantellare i decreti-legge Salvini per ricominciare la tratta di esseri umani nel Mediterraneo. Mi rivolgo agli amici del PD: ma quanti amici degli amici ancora dovete fare ingrassare sulle spalle degli italiani prima di fermarvi? (Applausi) Continuiamo, continuiamo. Magari, importate malati di Covid che nessuno controlla, nessuno blocca, nessuno cura, e poi, come nulla fosse, li ricollochiamo magari nei paesini, obbligando i sindaci ad accoglierli, come se quello fosse il problema primario. Il problema primario oggi sono i nostri nonni che affrontano la morte in solitudine e nel silenzio delle istituzioni; li stiamo lasciando soli: questi sono i problemi della gente. (Applausi) . Poi, sarà colpa dei Presidenti delle Regioni, sarà colpa della sanità regionale, dei sindaci, ma mai del Governo: l'Esecutivo in tutto ciò non avrà mai una colpa perché la responsabilità è sempre un peso grosso da portarsi dietro. Concludo, Presidente, perché penso di aver esaurito il tempo a mia disposizione. Siate coerenti almeno con voi stessi, amici 5 Stelle; rispettate ciò che avete fatto la prima volta, perché quella era la strada giusta. Non cadete in questa triste tentazione che vi stanno mettendo di fronte; state sbagliando completamente. Ciò che dovevate fare era seguire noi in questa partita e non salvare le poltrone e seguire una battaglia che non è vostra; è una battaglia del Partito Democratico, non vi appartiene. State schiacciando con un piede la gola di una tigre. State molto attenti, perché un giorno arriverà il momento di togliere quel piede, ma non sarete voi a deciderlo. (Applausi) . PRESIDENTE . Allora, mi rivolgo cortesemente ai colleghi della Lega. Siccome in Capigruppo è stato aggiunto altro tempo, ma gli interventi non sono stati rimodulati, se siete d'accordo, vi lascio continuare gli interventi fino alla loro conclusione, oppure, senatore Romeo, mi dica lei, perché altrimenti vi debbo interrompere, ma in realtà avete del tempo in più. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Presidente, sta per arrivare alla Presidenza, da parte del nostro Gruppo, l'elenco aggiornato. PRESIDENTE . Mi attengo ai tempi, allora, perché ora al senatore Simone Bossi ho concesso quasi tre minuti in più per terminare il suo concetto, però glielo chiedo per non creare incomprensioni. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Calcoli tre minuti, ci mancherebbe altro. PRESIDENTE. Quindi, attendo il nuovo elenco e mi attengo alle tempistiche. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, Presidente. L'unica cosa che le chiedo, laddove sono previsti interventi da quattro minuti, che diventino da cinque. PRESIDENTE. Era esattamente il caso del senatore Simone Bossi. Va benissimo. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, questo è un momento molto importante. Come è stato detto, sicuramente non è stata fatta la legge sull'immigrazione, non è stata fatta una riforma complessiva del testo unico e non è stata superata la legge cosiddetta Bossi-Fini, ma il decreto-legge in esame rimette finalmente le cose a posto dopo i tanti danni fatti sulla pelle delle persone, dopo i tanti fantasmi lasciati sul territorio italiano senza un'identità e senza la possibilità di un'integrazione sociale e lavorativa. Tutto ciò ha causato un incremento dell'insicurezza generale, sia per gli italiani che per gli stranieri, che ha finito solo per alimentare le divisioni e le paure, dando manodopera al lavoro nero e all'illegalità. Questo chiaramente è accaduto per la mancanza di iscrizione alle anagrafi. Ci siamo rimessi sui giusti binari della correttezza costituzionale, del rispetto degli obblighi internazionali e delle convenzioni dei diritti umanitari e delle leggi, perché non basta enunciare i principi nei capoversi se poi si contraddicono pesantemente nelle disposizioni e nei fatti. Vorrei però elencare punto per punto quello che troviamo nel decreto-legge, perché si è fatta molta mistificazione, quindi è importante dire cosa è stato fatto. Con il decreto-legge n. 130 del 2020, nei fatti abbiamo un ritorno della protezione umanitaria: possiamo cambiarle di nome, ma così è; il ritorno del sistema di accoglienza diffusa nel tipo del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), che tante buone pratiche ha messo in atto e dove vengono inclusi anche i richiedenti asilo, che erano invece esclusi dai cosiddetti decreti-legge Salvini. Abbiamo il ritorno all'iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, che è l'unico modo per sapere chi è sul nostro territorio e per non lasciarlo nelle mani della criminalità. Si ampliano le casistiche del divieto di allontanamento, per cui non si può disporre l'espulsione e il respingimento di uno straniero oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni politiche e sociali e neanche per l'orientamento sessuale e l'identità di genere (grazie a un emendamento approvato alla Camera), o per seri motivi di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano. Questa precisazione, per un inciso che era stato abrogato dal decreto-legge n. 113 del 2018, è stata voluta alla Camera; si tratta di un richiamo importante esplicito al rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato italiano. Si deve poi tener conto del fatto che un allontanamento dal nostro territorio nazionale non deve comportare una violazione del diritto e del rispetto della vita privata e familiare dello straniero. Sono inoltre previsti l'esclusione dei richiedenti asilo vulnerabili dalle procedure accelerate; la riduzione da quarantotto a ventiquattro mesi dei tempi dell' iter per la cittadinanza, o meglio il ripristino dei due anni; il ridimensionamento delle multe sproporzionate per le organizzazioni non governative e l'applicabilità delle multe solo dopo procedimento giudiziario, che non trova però applicazione nell'ipotesi di operazioni di soccorso. Tutto ciò, chiaramente, nel rispetto delle regole, come è ovvio. Ancora, nell'ottica che per sconfiggere il traffico di esseri umani e l'immigrazione illegale occorre creare canali di accesso legali, vengono superati i limiti temporali e numerici del cosiddetto decreto flussi (l'ultimo è del 2016), che dovrebbe ogni anno regolare i flussi d'ingresso di stranieri per motivi di lavoro. Solo così si ha immigrazione irregolare. E si delineano interventi pubblici volti a favorire le relazioni familiari, l'inserimento sociale, l'integrazione culturale degli stranieri residenti in Italia, prevedendo, nel contempo, ove possibile, qualunque strumento per un positivo reinserimento nei Paesi di origine.