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Invece bisognerebbe andare prima a verificare - questo è l'emendamento 3.1, a mia prima firma - se le idee progettuali, che sono progetti definitivi, alcuni dei quali anche con la valutazione di impatto ambientale (VIA), sono accettabili oppure no. Lo deve dire il CIPE e non un organo esterno che possa comportare ulteriori spese. Osservo che sull'articolo 3 si è registrata una vera e propria forma di schizofrenia, perché il 25 marzo 2021 il Ministro della transizione ecologica aveva annunciato il suo sostegno al decreto in via di presentazione, insieme ai ministri Giovannini e a Garavaglia, ma il 31 marzo 2021, poco prima della pubblicazione del decreto-legge n. 45, lo stesso Ministro della transizione ecologica ha inviato alla Presidenza del Consiglio e ai Ministri della cultura e dei trasporti un parere - che ho qui - duramente negativo sulla norma in questione, parere che merita di essere citato ampiamente. Nel parere si ritiene che l'assenza di una tempistica certa faccia temere che il concorso di idee previsto nell'articolo 3 - lo dice il Ministro della transizione ecologica, non Gregorio De Falco - allontani la soluzione definitiva del problema, producendo solo una proposta ideativa che allungherebbe i tempi, contraddicendo, appunto, la volontà manifestata anche dal ministro Franceschini - lo dicevamo prima - di allontanare le grandi navi dalla laguna. Tutti abbiamo detto che bisogna allontanare le navi dalla laguna: ma quando lo vogliamo fare, nel 2070? Perché non usiamo i progetti che ci sono? Perché non escludiamo direttamente per legge - come prevedeva l'emendamento 3.24, a prima firma della senatrice Vanin - l'ingresso delle navi in laguna? Perché non lo vietiamo e basta a questo punto? Perché non trasformiamo l'emendamento 3.24 in ordine del giorno che impegna il Governo a trovare, per esempio, una soluzione entro un anno? Perché abdichiamo al diritto di migliorare le leggi, rendendo completamente inutile quest'Aula del Parlamento? Quella schizofrenia a cui facevo riferimento è il contenuto di questa bellissima lettera, che vi distribuisco e che lascio agli atti insieme al testo del mio intervento. È una lettera di tre pagine del Ministro della transizione ecologica, nella quale alla fine si dice che per le ragioni su esposte e per le altre ragioni che ci si riserva di far pervenire, si ribadisce che allo stato la proposta emendativa - perché si trattava di un emendamento al decreto Clini-Passera e quindi cercava il concerto del Ministro dell'ambiente e del Ministro delle infrastrutture ai sensi dell'articolo 83 del codice della navigazione - non può trovare accoglimento. Perché? Perché crea un sacco di problemi. Non c'è un termine né alla fase di preparazione, né alla fase di esecuzione. Inoltre, dice che l' incipit della disposizione, il quale indica che lo svolgimento dell'attività crocieristica nel territorio di Venezia e della sua laguna come obiettivo comunque da salvaguardare, risulterebbe in contrasto proprio con la dichiarata e condivisa finalità di escludere il traffico delle navi da crociere in laguna. Insomma, se bandiamo un concorso di idee oggi, in realtà non stiamo escludendo le navi dalla laguna, ce le stiamo mantenendo. Questo è il portato vero ed effettivo di questo articolo 3: consentire la continuazione dell'attracco delle navi da crociera alla marittima di Venezia, quindi attraverso il bacino di San Marco e il canale della Giudecca. Prima o poi succederà una tragedia e purtroppo sarà proprio così, è chiaro. Nel 2019 ce ne sono state una dietro l'altra, perché quelle navi sono grosse, sono enormi e sono fragilissime. Se accade una cosa del genere nell'Oceano, non lo sa nessuno, ma se accade a Venezia lo sapremo tutti tragicamente. Per questo dico di esaminare almeno i progetti che ci sono e di smetterla con le ipocrisie, perché altrimenti il nostro ruolo qui dentro è finito e dovremo solo andarcene. L'emendamento 3.24 lo volevo sottoscrivere, ma ieri sera è stato fatto decadere in Commissione e oggi pomeriggio qui è stato ritirato. A questo siamo ridotti. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, penso che dovrò consegnare il testo del mio intervento, strutturato in maniera tale da durare per dieci minuti e da trattare gli argomenti inerenti sia all'articolo 1 del decreto-legge in esame, sia ad altri argomenti relativi alla portualità in Sardegna, ma non solo. Tornando agli oneri di servizio pubblico, che è ciò che riguarda l'articolo, il Ministero è stato costretto ad invitare Invitalia a fare una gara per assegnare il servizio pubblico marittimo tra le tratte Civitavecchia-Cagliari-Arbatax, Napoli-Cagliari, Cagliari-Palermo, in quanto non esistevano evidentemente interessi da parte degli armatori per assicurare queste tratte nonostante ci fosse un prezzo libero. Interviene quindi lo Stato, garantendo delle sovvenzioni che fanno sì che le tratte vengano comunque assicurate. Quindi è stato fatto il bando di gara, si possono rilevare le date del bando, si può rilevare anche il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse e, proprio analizzando questo termine, si è visto che nessuna compagnia ha partecipato al bando di gara. Questo vuol dire che il problema esiste ed è un problema grosso che riguarda naturalmente la parte economica e, nell'approssimarsi della stagione turistica, anche la parte del servizio merci che transitano da e per l'isola. È un grande problema per chi vive in un'isola e non ha altre possibilità di trasporto sia delle persone che vogliono giungere nell'isola, sia delle merci che devono arrivare e naturalmente partire dall'isola. Si è visto quindi che nonostante l'intervento dello Stato nel bando di gara, l'interesse dell'armatore è uguale a zero. Questo naturalmente merita un'attenzione più specifica, soprattutto sull'attuale società che assicura il servizio che è la Tirrenia o la Compagnia italiana di navigazione (CIN), proprietaria della Tirrenia. Devo dire però che questi sono problemi che esulano l'interesse dell'isola perché sono evidentemente problemi che interessano il livello nazionale che deve, anche tramite questa compagnia, ovvero con altra, assicurare il servizio pubblico. Detto questo consegno, come anticipato, l'intervento scritto. Mi interessa invece prolungare la maratona che c'è stata ieri sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Lo faccio proprio perché, in base al PNRR e a quelle che sono le volte che è stata citata la Sardegna all'interno del Piano, sono costretto a prendere una posizione per sostenere gli interessi dell'isola.