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In secondo luogo, sarebbe preferibile precisare che, all'atto dell'iscrizione nel registro del Terzo settore delle associazioni riconosciute, si trasferisce automaticamente anche la relativa qualifica della personalità giuridica. Probabilmente potrebbe essere valutata la possibilità di collocare il nuovo comma 1- bis dell'articolo 22 all'interno dell'articolo 47 del decreto legislativo n. 117 del 2016, relativo alla procedura di iscrizione dell'ente nel Registro unico nazionale del Terzo settore. Infine, è auspicabile, a suo avviso, un ulteriore intervento, da attuare successivamente, finalizzato a un riordino del codice del Terzo settore unicamente sul piano della tecnica normativa. Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene che molti dei rilievi formulati dalle associazioni non profit e del mondo del volontariato e inseriti nella proposta di parere dalla relatrice siano condivisibili. Vi sono, tuttavia, alcuni profili critici. In particolare, a suo avviso, è inaccettabile la condizione relativa alla soppressione degli articoli 61 e 62 del decreto legislativo n. 117 del 2017, che disciplinano, rispettivamente, l'accreditamento e il finanziamento dei centri di servizio per il volontariato. Ritiene che tale proposta avrebbe effetti sperequativi nella distribuzione delle risorse, con conseguenze negative per i territori del Centro e, soprattutto, del Sud d'Italia. Si riserva di evidenziare ulteriori aspetti da modificare dopo l'acquisizione del parere del Consiglio di Stato. Auspica, pertanto, che si proceda a una votazione della proposta di parere per parti separate, in modo da consentire la più ampia condivisione sul testo, lasciando al contempo la possibilità alle opposizioni di evidenziare gli aspetti non condivisibili. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (675) D-l 73/2018 - Tribunale di Bari DDL 675 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2018, n. 73, recante misure urgenti e indifferibili per assicurare il regolare e ordinato svolgimento dei procedimenti e dei processi penali nel periodo necessario a consentire interventi di edilizia giudiziaria per il Tribunale di Bari e la Procura della Repubblica presso il medesimo tribunale (Parere alla 2 a Commissione su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo con osservazioni sul testo. Parere non ostativo sugli emendamenti) Il PRESIDENTE , relatore, riferisce sul disegno di legge in titolo, rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri, e propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo, segnalando l'opportunità che, all'articolo 1, comma 1, sia specificato a quale data i procedimenti penali debbano risultare pendenti per godere della prevista sospensione dei termini e del corso della prescrizione. Riferisce, quindi, sui relativi emendamenti, sui quali propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo. Il senatore PARRINI ( PD ) evidenzia profili di irragionevolezza e inopportunità del provvedimento, che fra l'altro non sembra rispondere ai requisiti di necessità e urgenza. A suo avviso, la sospensione dei procedimenti penali dovrebbe essere prevista per motivi ben più gravi della dichiarazione di inagibilità degli immobili adibiti all'esercizio della giurisdizione del tribunale penale e della procura della Repubblica di Bari. Per quanto la situazione desti preoccupazione, ciò non appare sufficiente per assumere una misura che finisce per ledere il diritto di difesa, tutelato dagli articoli 24 e 101 della Costituzione, determinando altresì costi elevati ai danni della pubblica amministrazione. A nome del Gruppo, annuncia, pertanto, un voto contrario. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dal relatore, pubblicata in allegato. La seduta termina alle ore 13,15. Allegato SCHEMA DI PARERE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 33 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che: - lo schema di decreto in esame introduce alcune disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n. 117 del 2017, recante codice del Terzo settore, ai sensi dell'articolo 1 della legge delega n. 106 del 2016, il quale prevede la possibilità di adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura previsti per l'esercizio della delega; - come evidenziato dalla relazione governativa, l'intervento integrativo e correttivo in oggetto discende dai giudizi di legittimità instaurati dalle Regioni Lombardia e Veneto in ordine ad alcune disposizioni del decreto legislativo n. 117 del 2017, nonché da esigenze di correzione sistemica e tiene conto altresì delle proposte formulate dagli stakeholder di riferimento; considerato che: - lo schema di decreto legislativo intende individuare le attività esercitabili dagli enti del Terzo settore; conferire maggiore chiarezza all'ordinamento contabile e fiscale di tali enti, nonché modulare gli oneri amministrativi ai loro profili dimensionali; accrescere la rappresentatività degli enti all'interno del Consiglio nazionale del Terzo settore e implementare il coinvolgimento delle Regioni in materia di utilizzazione del fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore, mediante lo strumento dell'intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni; - lo schema persegue inoltre la finalità di estendere anche alle organizzazioni di volontariato - e non solo alle fondazioni - le risorse provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sociali, nonché di riconoscere a tutti gli enti iscritti al Registro unico nazionale, inclusi gli enti del Terzo settore commerciali, la possibilità di emettere titoli di solidarietà; - lo schema è volto altresì a individuare le attività svolte dagli enti del Terzo settore, che si caratterizzano per essere non commerciali; a coordinare la disciplina del Terzo settore con la normativa prevista nel testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), con la disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, nonché con le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, rilevato che: - tale intervento correttivo, tuttavia, non sembra corrispondere completamente alle premesse, come attestano la mancata intesa sancita in sede di Conferenza unificata a causa della contrarietà delle Regioni Lombardia e Veneto, nonché i rilievi critici emersi durante le audizioni informali svoltesi presso la Commissione, esprime parere non ostativo, a condizione che: - sia riconosciuto alle Regioni, in quanto naturali conoscitrici dei bisogni locali e in grado di soddisfare gli stessi, un ruolo determinante - attraverso opportune forme di coinvolgimento - nella definizione, programmazione e promozione del Terzo settore, anche in considerazione dell'impatto delle attività ricadenti nel Terzo settore su numerosi ambiti materiali affidati alla gestione delle Regioni;