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come previsto da entrambi i bandi di concorso, in caso di un eccessivo numero di domande si sarebbe ricorsi, come di consueto, ad una prova preselettiva. Tale prova, della durata di 50 minuti, si articola su 70 quesiti a risposta multipla, con una sola risposta esatta, estratti a sorte da una banca dati di 3.000 domande, pubblicata sul sito Formez entro 20 giorni prima la data della prova; il bando di concorso prevede che, oltre a domande volte all'accertamento della capacità logica del ragionamento, per lo svolgimento di tale prova i quesiti vertono sulle seguenti materie: diritto civile e internazionale privato; diritto consolare; diritto amministrativo; contabilità dello Stato e lingua inglese (per il concorso relativo al profilo di funzionario amministrativo, contabile e consolare); patrimonio culturale italiano, in particolare dell'Ottocento e del Novecento, nei campi letterario, storico, artistico, musicale e dello spettacolo; lingua inglese ; elementi di diritto amministrativo; elementi di contabilità dello Stato; elementi di economia e gestione delle imprese culturali (per il profilo di funzionario dell'area della promozione culturale); in data 28 dicembre sono state pubblicate le banche dati con i quesiti ma, secondo le testimonianze di chi parteciperà alla selezione, le domande riportate risultano non inerenti alle materie inserite nei bandi di concorso e presentano numerosi errori formali e grammaticali oltre, in alcuni casi, a non avere una sola risposta corretta; solitamente 10 giorni prima delle prove dovrebbe essere pubblicata la griglia delle risposte corrette, per una questione di trasparenza: Formez ha comunicato che "secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 2, non verranno invece pubblicate le griglie delle risposte", articolo del bando nel quale però non si fa riferimento alcuno alla mancata pubblicazione delle risposte, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta e come intendano porvi rimedio; se, viste le problematiche e la più che plausibile valanga di ricorsi a cui la Formez va incontro, non sia il caso di intervenire chiedendo all'ente di pubblicare le risposte e conseguentemente di posticipare le prove preselettive; se il Ministro per la pubblica amministrazione non ritenga di rivedere le modalità di pubblicazione dei bandi per i concorsi pubblici e intensificare l'attività di controllo per prevenire ulteriori casi come quello citato; se il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale non ritenga doveroso intervenire nello svolgimento del concorso, vista la successiva assunzione delle persone idonee all'interno del ministero stesso; come intendano garantire il diritto alla trasparenza, alla correttezza e all'uguaglianza di coloro che intendono partecipare a un concorso pubblico. Atto n. 4-01078 GASPARRI MALLEGNI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che a quanto risulta agli interroganti: l'agenzia di stampa "Askanews" sta affrontando una crisi economica che rischia di comportare il licenziamento dei suoi circa 100 dipendenti; da quanto si apprende dalle dichiarazioni della stessa agenzia, questa crisi sarebbe dovuta al mancato pagamento di un credito di circa cinque milioni di euro, che l'agenzia vanterebbe nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri; sull'argomento è arrivata a mezzo stampa la smentita del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Crimi, che ha affermato che tale debito non sarebbe dovuto, in quanto: "riferito ad un periodo successivo alla scadenza naturale del contratto" ("Il Giornale", dell'8 gennaio 2019); la dichiarazione del sottosegretario Crimi, però, sarebbe smentita dai fatti, in quanto risulta agli interroganti che, nelle more dell'assegnazione dei nuovi bandi, sia la Presidenza del Consiglio dei ministri, che i Ministri e altre strutture statali avrebbero usufruito dei servizi resi da "Askanews"; a sostegno di questa versione vi sarebbe anche il fatto che il Dipartimento per l'informazione e l'editoria avrebbe offerto una cifra più bassa ad "Askanews" per chiudere la pendenza, confermando, quindi che un debito nei confronti dell'agenzia esisterebbe, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza della vicenda; se non ritenga di fare chiarezza al più presto, anche alla luce del fatto che questa situazione si ripercuote sulle circa novanta famiglie dei lavoratori "Askanews". Atto n. 4-01079 BONINO Al Ministro della salute Premesso che: la legge 22 maggio 1978, n. 194, recante "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140) prevede, all'art. 16, che: "entro il mese di febbraio, a partire dall'anno successivo a quello dell'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della sanità presenta al Parlamento una relazione sull'attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione. Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di gennaio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal Ministro. Analoga relazione presenta il Ministro di grazia e giustizia per quanto riguarda le questioni di specifica competenza del suo Dicastero"; al momento, la relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge n. 194 del 1978, dell'anno 2018 relativa alle rilevazioni 2017, ai sensi dell'art.16 della stessa legge, non è stata ancora depositata; considerato che: negli ultimi 40 anni le interruzioni di gravidanza, nel complesso, sono fortemente diminuite: nel 1983 erano pari a 233.976, mentre già 20 anni dopo, nel 2013, si erano più che dimezzate (102.760) e ora sono di poco inferiori agli 85.000 casi all'anno. Nel 2016 il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è stato di 84.926, con una riduzione del 3,1 per cento rispetto al 2015; a influire su questo cambiamento sono intervenuti diversi fattori, tra i quali l'abolizione dell'obbligo di prescrizione medica dei contraccettivi di emergenza ormonali, quali la pillola del giorno dopo e la pillola dei cinque giorni dopo; secondo la relazione annuale al Parlamento sulla legge n. 194 del 1978, trasmessa nel 2017 dal ministro pro tempore della salute, Lorenzin e riportante i dati del 2016, oltre 7 medici ginecologi su 10 sono obiettori (71 per cento), confermando una tendenza in atto da diversi anni. Se nel 2005 gli obiettori erano il 58,7 per cento, già due anni dopo il loro numero aveva raggiunto il 70 per cento. Esistono, tuttavia, notevoli differenze a livello regionale, anche perché la regione ha autonomia organizzativa, come spiegato a suo tempo dal Ministro. In 8 regioni su 20 la percentuale di medici obiettori oscilla tra l'80 e il 90 per cento, come nel Lazio, in Basilicata, Campania, Sicilia e Molise, con punte superiori al 92 per cento in Trentino-Alto Adige.