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c) si determini un qualsiasi impedimento da parte di terzi preclusivo alla realizzazione e gestione dell'opera; d) non siano reperiti i finanziamenti necessari per la realizzazione dell'intera opera o di uno stralcio funzionale approvato dalla Regione; nel novembre 1997 viene dato inizio alle opere di ricaptazione delle falde termo-minerali che hanno termine il 22 giugno 1999 con il ritrovamento delle acque provenienti dai due nuovi pozzi denominati, rispettivamente, Fogliano A e B; campioni delle acque termali dei due pozzi vengono inviate alle Università di Roma e Napoli per le analisi microbiologiche, chimiche, chimico-fisiche e farmatossicologiche che attestano l'acqua: microbiologicamente pura; priva di effetti tossici locali e generali dunque utilizzabile per cure termali esterne; di tipo minerale ipertermale sulfurea, ricca di sali minerali bicarbonato salso solfato alcalino terrosi; a seguito di tali positivi risultati, l'amministrazione Comunale di Latina avvia la procedura per ottenere il riconoscimento ufficiale delle proprietà terapeutiche delle acque termo-minerali presentando richiesta al Ministero della salute che, tuttavia, al fine del rilascio della certificazione da parte del Consiglio superiore di sanità, richiede ulteriori relazioni tecniche ad integrazione della documentazione presentata; il 26 maggio del 2000 il Comune di Latina richiede alla società SCA la predisposizione della documentazione integrativa prevista dalla convenzione che, tuttavia, non viene prodotta. Non presentando né la documentazione richiesta dal Comune di Latina né la progettazione esecutiva, la SCA viene meno alle sue obbligazioni per ottenere l'erogazione del finanziamento della Regione Lazio per i 10 milioni di euro destinati al progetto Terme di Fogliano che, successivamente, vengono dalla Regione eliminati dai residui passivi del proprio bilancio; considerato che, secondo quanto risulta agli interroganti: a fine gennaio 2004 la STF viene a conoscenza che il 22 ottobre 2003 era stato notificato un decreto ingiuntivo (n. 1291/03), concesso dal Tribunale di Latina alla SCA nei confronti della Società Terme di Fogliano. Come sarà successivamente appurato il suddetto decreto era stato correttamente notificato presso il Comune di Latina dove era domiciliata la STF; in tale circostanza nessuno dell'amministrazione comunale ha portato a conoscenza la STF dell'avvenuta notifica. Secondo la SCA, il fallimento del progetto Terme di Fogliano è da addebitarsi alla controparte che viene, dunque, chiamata a saldare un presunto debito quantificabile in circa 4,5 milioni di euro (comprensivo di interessi legali e moratori); il 3 febbraio 2004, a causa della scomparsa dagli uffici del Comune del citato decreto ingiuntivo, la Società Terme di Fogliano, tramite il proprio rappresentate legale, presenta un atto di citazione in opposizione tardiva al citato decreto ingiuntivo, ormai divenuto esecutivo. Il giudizio di opposizione tardiva si conclude con sentenza del 31 gennaio 2007 che ritiene regolari le modalità di notifica del decreto e sancisce l'inammissibilità dell'opposizione tardiva; a seguito di questi accadimenti, nel 2004, la Procura della Repubblica di Latina indaga per truffa e falso il presidente del consiglio di amministrazione di Terme di Fogliano SpA, Salvatore Apostolico, il quale, il 21 maggio 2015, viene riconosciuto colpevole dalla Corte dei conti del Lazio di danno erariale e condannato al risarcimento di 100.000 euro. Per la stessa vicenda, ma sul fronte penale, Apostolico viene invece assolto dalle accuse di falso e truffa; il 30 marzo 2007 la SCA propone la definizione delle posizioni creditorie con il pagamento, da parte della STF, di una somma individuata nell'importo di circa 3 milioni di euro. Detta cifra, riportata all'attualità, viene ritenuta, sia dal liquidatore della STF, sia dal suo consulente legale, congrua e favorevole. Nonostante il parere favorevole alla transazione espresso sia dal socio Comune che dal socio Provincia, nell'assemblea dei soci del 27 aprile 2007, entrambi concedono relativo mandato al liquidatore previa approvazione dei competenti organi istituzionali dei medesimi (Consiglio comunale e Consiglio provinciale) e coinvolgimento degli esperti degli uffici tecnici degli enti soci al fine di valutare la congruità dell'opera rispetto al valore della transazione; pertanto, pur essendoci un parere favorevole alla transazione, la medesima viene, di fatto, resa inattuabile dall'eccessiva farraginosità della macchina burocratica delle due amministrazioni (Comune e Provincia); il 22 luglio 2008, il liquidatore della STF, preso atto della mancata transazione con la SCA, che nel frattempo si è vista riconoscere dal Tribunale di Latina la validità del decreto ingiuntivo (divenuto esecutivo) e la nomina di un professionista delegato alla vendita dei beni pignorati, chiede ai relativi soci specifica ratifica nonché manleva per l'opera prestata, sollecitando deliberazioni nel merito; il 4 novembre 2008, presso lo studio del liquidatore della STF, perviene lettera da parte del legale della Società Condotte, nella quale la stessa società, nel riepilogare le ragioni di credito e le iniziative giudiziarie, fissa il corrispettivo dovuto dalla STF per un'ipotesi transattiva nell'importo di circa 4,7 milioni di euro; il 6 novembre 2008, nell'ambito dell'assemblea dei soci (Comune e Provincia), il liquidatore della STF riferisce circa la comunicazione ricevuta, evidenziando che l'eventuale adesione alla suddetta proposta impone ai soci la preventiva sottoposizione della stessa ai rispettivi organi deliberanti, al fine di ottenere espressa accettazione con lo stanziamento dei mezzi finanziari da somministrare alla società partecipata, mezzi indispensabili per onorare l'obbligazione. In caso contrario, la procedura esecutiva avrebbe seguito il suo corso; il 9 dicembre 2008 il liquidatore della STF comunica ai soci (Comune e Provincia) che l'udienza fissata per il 26 novembre, per la nomina di un professionista delegato alla vendita dei beni pignorati, è rinviata al 27 maggio 2009. Nella medesima comunicazione si invitavano i soci a ben utilizzare il tempo a loro disposizione per procedere all'attuazione di quanto da essi deliberato nell'assemblea del 6 novembre; il Tribunale di Latina, con provvedimento intervenuto a seguito dell'udienza 27 maggio 2009, in accoglimento delle doglianze di parte, conferma la sospensione del giudizio di esecuzione, rinviando però ad altra udienza da tenersi il 24 giugno 2009; considerato altresì che, secondo quanto risulta agli interroganti: dal giugno 2009 nessuna decisione viene assunta dagli organi deliberanti dei soci (Comune di Latina e Provincia). Il procedimento di esecuzione resta dunque instaurato. Le diverse proposte transattive a suo tempo presentate non hanno avuto alcun seguito e, perciò, sul debito della STF nei confronti della Società Condotte sono continuati a maturare gli interessi previsti per legge;