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E nel decreto-legge in esame che era stato fortemente voluto e aveva degli aspetti positivi, vi siete scordati di cambiare il titolo perché più che di crisi aziendali, dopo il lavaggio che gli avete fatto, si poteva parlare di lava-coscienze, perché quello che serviva è sparito e altro non avete aggiunto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Potremmo dire che è un po' una brutta copia, una copia taroccata, come il Parmesan che abbiamo regalato al presidente Conte qualche giorno fa. Il ministro Stefano Patuanelli ieri ha fatto uno sforzo incredibile - lo fa sempre e glielo riconosciamo - tanto che addirittura voleva impegnarsi per anticipare le crisi. Patuanelli non è presente, ma non gli chiediamo tanto. Il Paese chiede però almeno di non ritardare le soluzioni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono quattordici i mesi di ritardo sulla Piaggio e sull' end of waste . Si poteva fare prima: sarebbe bastato quello! Badate bene e mi rivolgo in particolare al collega Ferrazzi: il fatto non è che non siamo stati abbastanza bravi noi, in quattordici mesi, sull' end of waste , ma che i colleghi del MoVimento 5 Stelle non avevano abbastanza paura di perdere la sedia (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Così, quelle autorizzazioni fatte Regione per Regione, che non andavano bene, ora sono diventate immediatamente possibili: questa è la differenza tra quanto accaduto per gli emendamenti proposti dalla Lega, che ha illustrato il collega Arrigoni, e quanto accaduto per gli emendamenti proposti oggi e approvati dalla maggioranza. Anche questi emendamenti sono però una brutta copia, perché aggiungono dei controlli vessatori per le aziende. Il risultato di questa situazione - mi rivolgo in particolare al collega senatore Collina, anche se non è ora presente in Aula - non è il nobile equilibrio al quale egli faceva riferimento ieri, ma un esercizio di equilibrismo tale, che senza la stampella della fiducia sareste già per aria, perché questa questione di fiducia è stata posta non contro l'opposizione, ma contro le divisioni della maggioranza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . State litigando più voi in un mese, di quanto abbiamo discusso costruttivamente noi in un anno. Le storielle alle quali faceva riferimento il collega senatore Collina ieri, dicendo che non vanno raccontate, sono un po' quelle che ha raccontato poco fa il collega senatore Grimani. Citando la Regione Umbria, egli ha rivendicato il fatto di essere umbro - lo sono anch'io - e ha parlato della busta paga pesante, richiamando un altro provvedimento del Governo. Ci vuole coraggio, dopo che il Governo Renzi-Gentiloni aveva previsto ventiquattro mesi per la busta paga pesante e sono stati il nostro Governo e in particolare la Lega a proporre di arrivare a centoventi mesi. Dunque serve veramente coraggio per rivendicare il merito di una proroga di tre mesi, quando all'inizio si era pensato a un periodo molto breve. C'era in effetti un emendamento presentato in Commissione e riproposto per l'Assemblea che riguardava veramente l'Umbria ed era l'emendamento 14.0.5 presentato dalla Lega, che riguardava i laghi e in particolare il lago Trasimeno. Esso proponeva la modifica delle regole per i dragaggi, perché, per una normativa folle del 2006, il materiale naturale, che sta causando l'interrimento del lago Trasimeno, è considerato rifiuto, con tutto quello che ne consegue. Lo potrebbero dire i tecnici della Provincia e i rappresentanti delle aziende, che sono stati addirittura oggetto di avvisi di garanzia. È stato necessario bloccare i dragaggi e sono tredici anni che il lago continua nell'interrimento e nell'eutrofizzazione. Colleghi, nelle stesse ore nelle quali il ministro Costa, due giorni fa, era in visita al Trasimeno a promettere la soluzione del problema, bocciavate l'emendamento in Commissione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è la verità! Non si può andare a prendere in giro la gente in campagna elettorale, perché altrimenti si perde la fiducia. Si perde tanto la fiducia, colleghi, che voi forse potrete anche darvela l'un l'altro in quest'Aula, ma Regione dopo Regione, votazione dopo votazione, la fiducia ve la stanno togliendo gli italiani e domenica tocca all'Umbria! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, la conversione in legge del decreto-legge sulle crisi aziendali consentirà di risolvere anche un nodo critico per un settore strategico non solo dell'economia italiana, ma anche della maggioranza parlamentare che sostiene il nuovo Governo; maggioranza parlamentare che ha deciso di impegnarsi e di caratterizzarsi sui temi dell'ambiente - attraverso il green new deal - come mai era accaduto in precedenza. Nelle norme contenute nel decreto sulle crisi aziendali, grazie a un emendamento elaborato con i colleghi di maggioranza della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali - frutto di un vero lavoro sinergico - che è stato recepito nel maxiemendamento sul quale il Governo oggi chiede la fiducia, troviamo anche la nuova normativa sul cosiddetto end of waste . L'espressione « end of waste », tradotto in italiano in «cessazione della qualifica di rifiuto», si riferisce a un processo di recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto. Per end of waste si deve quindi intendere non il risultato finale, bensì il processo che, concretamente, permette a un rifiuto di tornare a svolgere un ruolo utile come prodotto. Si tratta di uno dei perni dell'economia circolare. La novità introdotta nella conversione in legge del decreto crisi aziendali consente finalmente di superare la misura contenuta nello sblocca cantieri (approvato dalla precedente maggioranza parlamentare nel giugno scorso), che faceva riferimento alla vecchia normativa del 1998 e a questa soluzione si giunge, finalmente, dopo venti mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato del 28 febbraio 2018 che, riscontrando una carenza legislativa in materia, aveva bloccato sia i rinnovi, sia le nuove autorizzazioni da parte delle Regioni per il riciclo di rifiuti non regolato da regolamenti europei o da decreti nazionali: un blocco che ha recato danni al settore coinvolgendo quasi tutte le attività innovative di riciclo. Si poteva e si doveva quindi intervenire con urgenza. Per superare questa situazione ed eliminare il pasticcio creato con il decreto sblocca cantieri - come un vasto schieramento di oltre 50 associazioni ambientali andava sostenendo - sarebbe bastato recepire l'articolo 6 della nuova direttiva 2018/851 dell'Unione europea, che prevede condizioni e criteri specifici, unitari e validi per tutto il territorio nazionale, che consentirebbero di superare la sentenza del Consiglio di Stato e di affidare alle Regioni, in mancanza di decreti nazionali e di regolamenti europei, di autorizzare, caso per caso, attività di riciclo completo, con la cessazione della qualifica di rifiuto del prodotto ottenuto.