[resaula]

In conclusione, credo che l'intervento della Corte di giustizia crei i presupposti giuridici per un nuovo orientamento delle Corti nazionali chiamate a pronunciarsi nelle cause proprio dovute alla mancata attuazione delle direttive europee in materia da parte dello Stato italiano. Quindi la ringrazio e mi ritengo soddisfatta; certamente continueremo a seguire insieme a lei questa situazione, che purtroppo si trascina avanti da troppi anni, e speriamo davvero di fare giustizia fino in fondo. (Applausi del senatore Carbone) . PRESIDENTE . La senatrice De Petris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03386 sull'introduzione di misure per contrastare le irregolarità nei concorsi universitari, per tre minuti. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signora Ministra, come lei sa, nelle ultime settimane i concorsi universitari sono diventati oggetto di cronaca presso molti organi di stampa, proprio a causa di denunce di irregolarità e di concorsi pilotati (in alcuni casi molto più di denunce). I numeri sono di peso: 191 persone, tra ricercatori a tempo indeterminato e precari, professori associati e ordinari, direttori di dipartimento, prorettori e rettori, sono state indagate negli ultimi tempi per titoli di reato abbastanza gravi, connessi esattamente alla questione dei concorsi pilotati. Sappiamo perfettamente che queste vicende non sono nuove, ma sono vicende che nel tempo sono arrivate al livello della denuncia e sono state anche oggetto di inchieste giornalistiche. In particolare, negli ultimi tempi c'è stato un concentrarsi di denunce e di episodi sempre più allarmanti. Mai forse nella storia dell'accademia italiana si era aperto un fuoco giudiziario così scandito nei confronti di un'istituzione che è decisiva per lo sviluppo del Paese; anche la credibilità di questa istituzione è assolutamente decisiva. Noi riteniamo che sia urgente procedere a una revisione del sistema di reclutamento universitario, per esempio mediante l'istituzione di una commissione per il controllo dei concorsi, che si occupi di controllare e di capire i criteri di selezione, in modo tale che non siano, come purtroppo alcune volte accade (troppe volte), modellati ad personam . Riteniamo che l'università, come è noto, sia una conquista europea pressoché millenaria; siamo gli inventori di questa istituzione, che è e rappresenta, mai come in questo momento, un impulso vitale per l'economia e la ricchezza culturale del territorio. Chiediamo quindi di sapere se lei, Ministro, intenda assumere iniziative di carattere normativo o adottare specifiche misure al fine di garantire il pieno rispetto dei criteri in tema di procedure di valutazione comparativa, come quelli enucleati all'articolo 24 della legge n. 240 del 2010, per l'attribuzione di posti di ricercatore universitario a tempo determinato e di professore associato e ordinario nelle università statali e libere, onde assicurare una corretta, meritocratica e trasparente valutazione dei candidati. PRESIDENTE. Il ministro dell'università e della ricerca, professoressa Messa, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. MESSA, ministro dell'università e della ricerca . Signor Presidente, senatrice De Petris, questo è un tema estremamente caldo e importante, di cui non discuto gli aspetti giuridici, perché questi spettano alla magistratura. Devo dire che è molto importante che noi oggi affrontiamo questo tema, che in realtà è oggetto di riflessione già da qualche tempo. Sapete che in Parlamento c'è già un lavoro fatto con la proposta di legge n. 2285, approvata dalla Camera e adesso all'esame del Senato, che interveniva anche sul tema dei concorsi da ricercatore. Alla luce degli obiettivi e delle tempistiche del PNRR, come sapete, si è deciso di anticipare parte di questo lavoro relativo alle figure del pre-ruolo universitario, inserendo queste disposizioni nel procedimento che avete adesso in conversione (decreto-legge PNRR due). Però la parte che riguarda la composizione delle commissioni di concorso, che non è stata oggetto di stralcio, deve assolutamente essere affrontata, a questo punto complessivamente, non parlando solo dei ricercatori, ma anche dei professori associati e ordinari. Fa piacere informare che, con questo obiettivo più ambizioso, è in corso una riflessione ad ampio spettro, che condurrà a breve a una proposta che riguarderà tutte le procedure di selezione della carriera universitaria, incluso soprattutto il reclutamento dei professori di prima e di seconda fascia. Ci sono due principi fondamentali da cui non si può prescindere nelle proposte che vi faremo: il primo è la necessità di rivedere le prove locali, rendendole aperte, accessibili e competitive (aperte vuol dire che tutti le possono sentire). L'altro aspetto è relativo all'introduzione di meccanismi più stringenti di valutazione del reclutamento svolto dall'università, in modo da prevedere dei meccanismi incentivanti a reclutare bene, volti a beneficiare coloro che instaurano buone prassi in tal senso. Vorrei ricordare che il sistema universitario è stato destinatario di un grande sforzo da parte di questo Governo e del Parlamento nell'ultima legge di bilancio, proprio per invertire lo storico trend di de-finanziamento della ricerca. Abbiamo avviato flussi di risorse, assicurando anche nel tempo un progressivo incremento del reclutamento all'università, che aumenterà, per la prima volta dopo tanto tempo, con un piano straordinario progressivo. Quindi, un intervento sui concorsi non potrà limitarsi alle procedure di selezione dei docenti, ma dovrà comportare una seria attività di valutazione anche ex post , cosa a cui l'Italia è poco abituata. Tale valutazione dovrà essere basata sulla qualità del reclutamento effettuato e comprovata attraverso la valutazione di una serie di fattori quali l'apporto dato dal reclutato o dalla reclutata all'ateneo sotto ampio spettro: dalla produzione scientifica all'efficacia della didattica - perché bisogna sapere insegnare - dall'efficacia della formazione, all'attrazione di risorse attraverso bandi competitivi, agli impatti della valorizzazione della ricerca. Sono molto consapevole che l'attenzione al reclutamento è un valore importante, particolarmente in questa fase, e che occorre una grandissima responsabilizzazione. Sicuramente ci sarà l'impegno del Governo e del Ministero, ma credo di tutte le forze politiche del Parlamento, oltre all'impegno e alla responsabilizzazione degli attori coinvolti - quindi dell'università, delle professoresse e dei professori - nell'intraprendere questo percorso, ma tutto sempre a beneficio dei nostri target principali che sono le studentesse e gli studenti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ringrazio la ministra Messa perché ci ha dato indicazioni molto importanti e il quadro di impegni che ha delineato per noi è prezioso. Proprio in questo momento stiamo discutendo un decreto che riguarda i ricercatori e siamo perfettamente coscienti che dobbiamo lavorare non soltanto per intervenire, ma perché è fondamentale anche il messaggio che arriva agli studenti e all'opinione pubblica. È fondamentale rivedere i criteri delle procedure di reclutamento e credo sia altrettanto importante ciò che lei ha detto poco fa sulla questione della valutazione ex post .