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Se ancora non dovesse bastare, i seggi sono attribuiti non più alla lista originaria, ma alla lista della coalizione che abbia riportato i più alti resti o nel collegio plurinominale originario o, in mancanza, in quello della circoscrizione (articolo 84, comma 5). Insomma, il principio posto dall'articolo 57 è invalicabile e questa invalicabilità, sebbene abbia trovato un precedente per l'elezione siciliana, tuttavia non consente di ribadire un vulnus costituzionale che è stato posto in essere, perché la disposizione dell'articolo 17- bis , come ho detto, impedisce espressamente di fare applicazione per il Senato dell'articolo 84, comma 4 e quindi impedisce di attribuire i seggi ad altre circoscrizioni regionali. Non si può quindi eleggere un senatore in una Regione diversa da quella nella quale era la lista originariamente. Per tale ragione, concordo con la relazione che aveva originariamente posto il senatore Grasso che mi ha preceduto e quindi voterò contro la proposta della senatrice Modena. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urraro. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, a seguito della scomparsa del senatore Paolo Saviane, proclamato nel collegio plurinominale 1 della Regione Veneto per la lista della Lega, si è reso vacante un seggio tra gli eletti con il riparto proporzionale, per cui occorre procedere all'indicazione del subentrante. Tuttavia, nel caso concreto, la lista della Lega - lista di appartenenza del compianto senatore Paolo Saviane - ha esaurito il numero dei candidati non eletti nella Regione nei collegi sia plurinominali che uninominali; quindi, non è possibile applicare i commi 2 e 3 dell'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, a cui fanno riferimento gli articoli 17 -bis e 19 del decreto legislativo n. 533 del 1993. Pertanto, al medesimo fine di ricostituire la completezza del plenum di questo Senato, occorre considerare il disposto dei seguenti articoli del citato decreto legislativo del 1993, considerando le operazioni iniziali ai fini delle prime proclamazioni o, come in questo caso, trattandosi di operazioni successive, ai fini dei subentri - ripeto, ai fini dei subentri - in corso di legislatura. L'articolo 19 statuisce che, nel caso in cui rimanga vacante, per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, un seggio in un collegio plurinominale, si applica l'articolo 86 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati. Nel caso in cui una lista abbia già esaurito i propri candidati, si procede con le modalità dell'articolo 84. Qualora, al termine dell'operazione di cui al comma 3, residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l'Ufficio elettorale centrale nazionale, previa comunicazione dell'ufficio centrale circoscrizionale, individua la circoscrizione in cui la lista abbia la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata e procede a sua volta ad apposita comunicazione all'ufficio centrale circoscrizionale competente. Quest'ultimo provvede all'assegnazione dei seggi ai sensi del comma 2. Qualora, al termine dell'operazione di cui ai precedenti periodi, residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti nelle altre circoscrizioni in cui la stessa lista abbia la maggior parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo l'ordine decrescente. L'articolo 19 del testo unico per l'elezione del Senato, riguardante nello specifico - si ripete - i subentri in corso di legislatura, rinvia all'articolo 86 tout court del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, che rinvia a sua volta ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 84, in considerazione del fatto che l'Assemblea, approvando nella seduta del 31 luglio 2019, la relazione della Giunta sulla proclamazione di un candidato in Umbria - dato che in Sicilia il MoVimento 5 Stelle aveva esaurito candidati non eletti - ha ritenuto applicabili anche al Senato le norme della legislazione elettorale comportanti lo slittamento tra Regioni delle proclamazioni in caso di necessità; quindi, ha implicitamente reputato non ostativo a tal fine il dettato dell'articolo 57 della Costituzione circa l'elezione su base regionale del Senato. Si procede a verificare che la lista Lega ha ottenuto il più alto quoziente che non ha dato luogo di attribuzione di seggi nell'ambito delle varie circoscrizioni nella Regione Calabria. Pertanto, il seggio è da attribuire alla predetta lista nella Regione Calabria. Il primo dei non eletti della lista nella Regione Calabria è la candidata Minasi Clotilde, essendo Matteo Salvini già stato proclamato nella Regione Lazio in sede di prima ripartizione dei seggi. Questa opzione sembra la più coerente con l'interpretazione letterale e sistematica della legge elettorale del Senato: se, da una parte, l'articolo 17 -bis fa rinvio ai criteri previsti dall'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica del 1957, ad eccezione di quanto previsto dai commi 4, 6 e 7, dall'altra parte, l'articolo 19 ammette invece che i seggi siano assegnati anche secondo le modalità dell'articolo 84. L'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo del 1993 stabilisce che, nel caso in cui rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, un seggio in un collegio plurinominale, si applica l'articolo 86 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Questa disposizione a sua volta, nel caso in cui una lista abbia già esaurito i propri candidati, rinvia alle modalità di cui all'articolo 84. Per effetto, quindi, del doppio rinvio, sembra comunque riammessa l'applicabilità dello stesso articolo 84, comma 4, all'elezione del Senato, nonostante l'esclusione disposta in prima battuta dal rinvio all'articolo 17 -bis. Va chiarito che gli articoli 17- bis e 19 non sono in contraddizione tra loro, avendo i due articoli finalità ed ambiti di applicazione differenti: il 17 -bis individua i criteri in base a cui procedere all'assegnazione dei seggi alle liste, all'esito del riparto effettuato ai sensi dell'articolo 17; esso individua le modalità ordinarie attraverso cui devono essere assegnati i seggi ai candidati. L'articolo 19, invece, rappresenta una norma di chiusura finalizzata a evitare che un seggio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta. A tal fine, esso individua alcuni criteri applicabili in via residuale laddove non sia stato possibile assegnare tutti i seggi secondo le modalità previste. Quest'ultima norma, dunque, realizza un bilanciamento tra la preminente esigenza di garantire la formazione del plenum del Senato e il principio costituzionale in base al quale i senatori sono eletti a base regionale.