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Riforma della magistratura onoraria, riordino degli uffici giudicanti di primo grado e interventi urgenti per la definizione del contenzioso pendente. Onorevoli Senatori. -- La norma istitutiva dei giudici di pace risale al 1991 e l'entrata in funzione dei relativi uffici è avvenuta nel 1995. L'ultima modifica organica della magistratura onoraria è stata effettuata con l'introduzione del giudice unico di primo grado e si è limitata alla trasposizione della figura dei magistrati onorari previsti nella funzione giudicante e requirente delle preture e procure circondariali all'intervenuta soppressione di tali uffici, rinviando la riforma complessiva della magistratura onoraria ad un momento successivo, poi rinviato più volte. Sono, quindi, trascorsi molti anni dalle ultime riforme di rilievo e oltre dodici anni dall'inizio della attività degli uffici del giudice di pace e, di conseguenza, i tempi appaiono maturi sia per compiere un serio bilancio dell'attività svolta, sia per operare i necessari correttivi diretti a promuovere l'efficienza ed efficacia dell'azione sia per accentuare la professionalità del magistrato onorario chiamato a concorrere all'attività degli organi giudiziari e giurisdizionali, gravati da un contenzioso progressivamente crescente. Di fronte a questa situazione, anche in considerazione della funzione strategica svolta dal giudizio di primo grado nel sistema giudiziario italiano, per assicurare il conseguimento dell'obiettivo di contenere i tempi del processo entro i due anni al fine di parificare la durata del giudizio italiano e quella media dei procedimenti europei, si deve necessariamente procedere, unitamente alla riforma complessiva della magistratura onoraria e facendo salva la particolarità rappresentata dal tribunale per i minorenni, alla creazione di un unico organo giurisdizionale di primo grado nel quale possano essere proficuamente utilizzate, ottimizzate e coordinate tutte le energie e le risorse al momento disponibili ma diffuse su uffici autonomi, ciascuno dei quali non ha ormai risorse tali da assicurarne una adeguata autonoma funzionalità. Per perseguire tale obiettivo il disegno di legge si muove lungo tre direttrici. La prima consiste nella creazione di uno status unitario dei magistrati onorari accentuandone la professionalità mediante un sistema di selezione e aggiornamento professionale permanente, unito ad un rigoroso sistema di valutazione dell'attività svolta, all'introduzione di un sistema complesso di incompatibilità e ad una valutazione quinquennale che può concludersi ogni volta con l'esonero del magistrato onorario che abbia tenuto un comportamento o svolto la sua attività in modo non adeguato, oltre che alla compiuta individuazione dei procedimenti che possono essere svolti dalla magistratura onoraria e delle attività processuali e di indagine che il procuratore della Repubblica può delegare ai sensi del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106. Al completamento ed alla compiuta definizione dello status costituisce un corollario necessario la definizione di un sistema disciplinare completo che sia in grado da un lato di individuare le ipotesi di illecito disciplinare, le sanzioni applicabili ed il procedimento di accertamento della responsabilità e di adozione dei relativi procedimenti, e dall'altro di assicurare la reale partecipazione dell'incolpato ed il diritto di difesa. La seconda consiste nella creazione del tribunale ordinario di primo grado all'interno del quale vengono assorbite le competenze attualmente attribuite agli uffici del giudice di pace. Tale soluzione consente di evitare la duplicazione di uffici in circa 400 realtà -- nelle città sede di circondario e nelle città in cui hanno sede sezioni distaccate del tribunale verrebbe ad esistere un'unica struttura direttiva -- mentre i restanti uffici del giudice di pace rimarrebbero, seppure trasformati in sedi decentrate del tribunale in cui può essere trattata unicamente una parte del contenzioso dell'ufficio di primo grado. Per effetto della introduzione dell'ufficio unico di primo grado, le attività e la utilizzazione di tutti i magistrati, ordinari e onorari, divengono, anche come sede, tabellari o comunque oggetto dei provvedimenti di organizzazione che tengono conto della esigenza della conservazione della giustizia di pace prevista dall'articolo 106 della Costituzione, concorrendo in questo modo ad ottimizzare le prestazioni potendo ciascuno essere addetto a più sedi in relazione alle concrete necessità. Al tempo stesso la dimensione circondariale, che viene a costituire la dimensione minima di ciascun ufficio, consente di meglio far fronte alle concrete esigenze anche amministrative e di personale di ogni realtà distaccata o decentrata, essendo emerso che la capacità di garantire standard di definizione elevati è sempre connessa, anche per la specializzazione interna che consente, a dimensioni medio grandi degli uffici stessi. La terza consiste nella individuazione di una organizzazione in grado di aggredire l'arretrato formatosi negli uffici giudiziari sia nel settore civile che in quello penale, utilizzando nella definizione di tale contenzioso anche la magistratura onoraria sulla base di progetti di definizione che tengano conto anche della tipologia di contenzioso cui gli stessi possono essere addetti, introducendoli nella organizzazione delle sezioni e coinvolgendoli nelle riunioni di coordinamento e di verifica degli orientamenti giurisprudenziali cui attendono i presidenti di sezione negli uffici giudicanti ed i procuratori aggiunti in quelli requirenti. La nuova disciplina si occupa anche del personale attualmente incaricato di funzioni onorarie, prevedendo che a coloro i quali abbiano in corso un incarico in qualità di giudici di pace l'incarico venga trasformato in quello di magistrato onorario con durata quinquennale e che detto incarico possa essere rinnovato con cadenza quadriennale previa valutazione da parte del Consiglio superiore della magistratura fino al raggiungimento: dell'età di settantacinque anni, se di età superiore ai sessantotto anni e dell’età di settanta anni per tutti gli altri. Inoltre è stata introdotta la previsione che i magistrati onorari, che in precedenza abbiano svolto le funzioni di giudice di pace, non possano svolgere, per più di otto anni dalla data entrata in vigore della riforma, la medesima funzione tabellare nel medesimo ufficio. Per i magistrati onorari (giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari) in servizio alla data di entrata in vigore della legge, è stata, invece, prevista, anche in considerazione del differente status pregresso, la possibilità di fruire di altri due rinnovi quadriennali, sempre previa valutazione favorevole del Consiglio superiore della magistratura sulla base di concreti riscontri di professionalità. Proprio al fine di assicurare la protrazione degli incarichi ai soggetti già investiti di funzioni onorarie è stata prevista la sottoposizione di tutti ad una verifica straordinaria di professionalità da attuarsi da parte del Consiglio superiore della magistratura, ovviamente avvalendosi delle specifiche sezioni dei consigli giudiziari, entro due anni dalla entrata in vigore della riforma. Il provvedimento è, infine, completato da un primo coordinamento delle norme esistenti al fine di renderle compatibili con la riforma operata e da una delega per completare il coordinamento e per la abrogazione delle disposizioni incompatibili.