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Tuttavia, negli anni seguenti il tema non è stato più riproposto dalla Parte governativa, nonostante l'ulteriore, rilevante aumento delle risorse a disposizione delle confessioni", come si legge nella sintesi della relazione del 23 ottobre 2014 alla deliberazione n. 16/2014/G, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; a quanto ammonti l'importo erogato negli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 a ciascun beneficiario dell'8 per mille specificando, per ciascuno degli anni, l'anno d'imposta a cui si riferisce l'erogazione, la parte dell'importo erogato derivante dall'esercizio diretto dell'opzione e la parte derivante dalla redistribuzione in base al meccanismo di ripartizione dell'articolo 47, comma 3, della legge n. 222 del 1985; che cosa abbia stabilito, nelle occasioni in cui si è riunita, la commissione paritetica prevista dall'articolo 49 della legge n. 222 del 1985. Atto n. 4-02025 DE BONIS Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il V Rapporto del "Progetto Sentieri", lo studio epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità che analizza periodicamente lo stato di salute dei 45 siti inquinati di interesse nazionale (SIN) presenti in Italia, ha registrato un eccesso di mortalità e di incidenza tumorale per i comuni che si affacciano sulla zona industriale della Valbasento, in Basilicata, maggiormente produttiva e con la presenza di numerose infrastrutture; vi sono, infatti insediate industrie ad alto contenuto tecnologico ed è vocata al settore della chimica fine, della lavorazione delle materie plastiche e dell'energia; l'aggiornamento 2019 di Sentieri ha esaminato, in particolare per il periodo 2006-2013, la mortalità, l'ospedalizzazione e ove possibile, l'incidenza oncologica e le malformazioni congenite nei comuni ricadenti nei SIN italiani. Come sottolineato in una nota stampa dell'I.S.S., il profilo di salute della popolazione "presenta alcune criticità, soprattutto nei siti dove non sono state effettuate opere di bonifica"; drammaticamente emblematico è, appunto, il caso del SIN Valbasento (che, com'è noto, comprende i Comuni di Pisticci, Ferrandina, Pomarico, Miglionico, Salandra e Grottole) che si sintetizza di seguito con i dati più allarmanti: « Nelle donne è possibile riscontrare eccessi per la mortalità generale, per patologie dell'apparato circolatorio; (…) si osserva un eccesso di tumore del polmone. (…) Negli uomini è riscontrabile un eccesso della mortalità per asma. (…) Si riscontra un eccesso dei ricoveri per il polmone nelle donne. I ricoverati per tumore maligno della pleura sono invece in eccesso negli uomini. (…) Negli uomini è inoltre da segnalare un aumento dell'incidenza, anche se con una incertezza della stima, del mesotelioma » ; per quanto riguarda la fascia pediatrico-giovanile, «Si evidenzia un eccesso per i tumori del linfoematopoietico in età 0-19 anni basato su 3 casi. (…) In questo sito si sono registrati 21 casi di tumori maligni nel complesso delle età considerate (0-29 anni), dei quali 6 in età pediatrica e solo 1 nel primo anno di vita. L'analisi dei dati dà quindi origine a stime di rischio per lo più incerte e che non consentono quindi di delineare un chiaro profilo di incidenza. Fa eccezione l'eccesso per i tumori maligni e non maligni del SNC [n.d.r.: sistema nervoso centrale] nel sottogruppo di età 0-24 anni, di circa 3 volte superiore all'atteso e riconducibile in particolare a tre casi diagnosticati in età 20-24 anni. (…) Un eccesso di giovani (20-29 anni) risulta essersi ricoverato per tutti i tumori. Altri eccessi di ricoverati riguardano patologie quali i tumori del SNC e del sistema linfoematopoietico incluse le leucemie in età pediatrica e 0-19 anni, e i linfomi tra i giovani»; tra gli altri risultati d'interesse, «eccessi di incidenza si osservano negli uomini per i tumori dei tessuti molli e le leucemie mieloidi. Alcuni riscontri di eccesso dell'incidenza per tumori specifici sono coerenti con i risultati sulla mortalità e sui ricoveri, in particolare negli uomini il tumore del fegato e del rene; nelle donne il linfoma di Hodgkin»; di fronte a questo quadro sanitario, rilevanti ed urgenti rimangono le questioni ambientali sul territorio, di cui la Regione Basilicata, principalmente, dovrebbe farsi carico, ma che, ad oggi, purtroppo, a causa di ritardi e di inadempienze non ha provveduto in maniera efficace; le questioni insolute riguardano la mancata conclusione dell' iter per il riesame dell'AIA di Tecnoparco, che di fatto abilita l'azienda valbasentana a trattare in deroga quantità enormi di reflui industriali; l'autorizzazione da parte regionale alla modifica non sostanziale relativa alla "Piattaforma per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti speciali" della ECOBAS, altra azienda pisticcese che tratta rifiuti pericolosi; la questione relativa alla messa in sicurezza della discarica "La Recisa" e all'impatto ambientale del Centro Oli e dei Pozzi Eni presenti a Pisticci, si chiede di sapere: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di sollecitare la Regione Basilicata a dare seguito alle azioni intraprese, in quanto il diritto primario alla salute, le opportunità di nuovi insediamenti e il rilancio delle attività proprie del territorio (turismo e agricoltura) sono oramai incompatibili con la presenza ingombrante di un sito industriale così fortemente inquinato; se il Ministro della salute non ritenga di dare il prima possibile attuazione alla legge 22 marzo 2019, n. 29, che ha istituito la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza sanitari regionali. Le informazioni raccolte dai Registri dei tumori includono dati anagrafici e sanitari, essenziali per lo studio dei percorsi diagnostico-terapeutici, per la ricerca delle cause del cancro, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, per la progettazione di interventi di prevenzione, per la programmazione delle spese sanitarie. Atto n. 4-02026 FLORIS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la società terminalistica CICT Cagliari international container terminal, azienda partecipata al 92 per cento dal gruppo Contship Italia, principale terminal container del porto sardo, sta vivendo un momento di profonda crisi; anche il 24 luglio 2019 i 210 lavoratori del porto, nei confronti dei quali è stata avviata una procedura di licenziamento, hanno marciato in via Roma e hanno effettuato un presidio davanti al Consiglio regionale; le criticità non sarebbero limitate alla società che gestisce il terminal container , ma potrebbe riguardare anche le altre aziende che con essa operano; complessivamente sarebbero a rischio circa 350 lavoratori, oltre a tutto l'indotto ad collegato; principale operatore del terminal CICT, Hapag Lloyd, ha deciso di abbandonare lo scalo, facendo venire meno anche le aspettative di ripresa del traffico;