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nel 2018, dopo il mancato sblocco da parte del Ministero della difesa di una commessa da 766 milioni di euro per l'acquisto di 20 droni, la proprietà (un fondo di Abu Dhabi), presentando contestuale ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza al Tribunale di Savona, ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico l'ammissione immediata alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004; tale richiesta è stata avanzata in data 22 novembre 2018. Tuttavia, l'invito alla presentazione di dichiarazioni di disponibilità ad assumere l'incarico di commissario straordinario (con scadenza 30 novembre, ore 8:00 del mattino) è stato pubblicato solo in data 27 novembre; nella direttiva del 19 luglio 2018, lo stesso Ministero prevede al punto 2, lett. a) , che "Al ricevimento dell'atto di avvio del procedimento (richiesta di designazione del commissario giudiziale o comunicazione dell'apertura della procedura da parte del competente Tribunale; istanza dell'impresa per l'apertura della procedura ex decreto-legge 347/03), si provvederà immediatamente alla pubblicazione, sulla home-page del sito internet del Ministero, di un invito a presentare la propria candidatura da parte di soggetti in possesso dei requisiti posti dal Regolamento"; a tale pubblicazione non è stata data una adeguata pubblicità e congrui tempi necessari alla presentazione delle dichiarazioni di disponibilità, rischiando di far perdere all'Italia l'opportunità di salvare una delle sue eccellenze, si chiede di sapere: quali siano le ragioni politiche che hanno indotto il Governo a non sbloccare la commessa da 766 milioni di euro, relativa ai 20 droni; come sia possibile che ad una procedura così importante sia stata data non solo una scarsa visibilità ma anche una tempistica davvero breve. Atto n. 4-00969 PUGLIA VACCARO LANNUTTI DONNO PRESUTTO GIANNUZZI NOCERINO RICCARDI GALLICCHIO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e dell'interno Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il Comune di Pozzuoli (Napoli) è stato oggetto di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze, la cui relazione ispettiva è stata notificata al sindaco, con la nota riassuntiva prot. 87056/2016 dell'11 novembre 2016, a firma del ragioniere generale dello Stato; la richiamata relazione riassume in 16 punti rilievi e gravi irregolarità contestate al sindaco e all'amministrazione del Comune, sottoposto all'azione di vigilanza; la perizia degli ispettori, di oltre 120 pagine, ha posto in risalto le innumerevoli illegittimità che hanno riguardato il personale dirigente e non, perpetrate dalla gestione amministrativa relativamente all'ultimo quinquennio 2010-2015. Il Ministero ne richiede la rimozione e il ripristino della legalità, indicando anche le responsabilità per fattispecie; a distanza di due anni il sindaco di Pozzuoli non ha prodotto alcun procedimento riparatore, eludendo con ciò la verifica e vanificando i contenuti di legge in materia di gestione del personale, di bilancio economico-finanziario, di tutela e salvaguardia del pubblico interesse e dei principi costituzionali di buon andamento, salva la definizione di sanzioni per diretta responsabilità amministrativa contabile e, ove presenti, anche penali, correlate a diretti e personali vantaggi; in particolare, le irregolarità riscontrate includono, tra le altre: slittamento di categoria per verticalizzazioni operate a mezzo di graduatorie scadute; assenza di procedure di mobilità, ex art. 34 del decreto legislativo n. 165 del 2001, nei procedimenti di reclutamento del personale; adozione di provvedimenti da parte degli organi di governo riassunti ai punti dal n. 12 al n. 16 della relazione in assenza delle obbligatorie determinazioni del sistema di controllo interno (OIV), malamente sostituiti da relazione e provvedimenti di organi non deputati o incompetenti; uso distorto di premi incentivanti al personale dipendente senza fissazione di obiettivi e di rilevazioni dei risultati soggettivi e complessivi, nei fatti in assenza di qualsivoglia accertamento di effettivi miglioramenti dei servizi alla città; considerato che, per quanto risulta: a tutt'oggi perdura l'inadempienza e l'inerzia del sindaco e dell'amministrazione di Pozzuoli che, a distanza di 2 anni, non ha rimosso le irregolarità contestate all'intero apparato di vertice amministrativo-burocratico-dirigenziale, in cui i segretari comunali hanno conseguito vantaggi personali, stando alla perizia e alla nota del ragioniere generale dello Stato, con erogazioni irregolari di denaro pubblico per quanto in condizione persistente di criticità economico-finanziarie strutturali dell'ente, mai risolte; si riscontra comunque il protrarsi di attività e comportamenti irregolari, che hanno caratterizzato la precedente gestione come l'attuale; si rileva, insieme alle inerzie, il rischio del permanere di comportamenti volti al mantenimento di privilegi personali per incarichi illegittimi, cumulo di incarichi e autorizzazioni ad attività esterne extracontrattuali, che portano all'assenza giornaliera anche della dirigenza neo assunta, rendendo inaffidabile e ancor più critica la gestione; inoltre, non viene avvertita la necessità, anche negli organi di auditing esterni, di indagare con maggiore efficienza ed efficacia sulle pendenze creditizie perduranti da decenni, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di ovviare alle inerzie ed omissioni dell'amministrazione di Pozzuoli, perché vengano immediatamente rimosse le irregolarità contestate, valutando l'opportunità di prevedere sanzioni nel contempo per diretta responsabilità degli organismi di vertice di controllo contabile e di auditing ; se ritengano, nei limiti delle rispettive competenze, di dover sollecitare l'attivazione delle procedure sanzionatorie alla Procura nazionale e regionale della Corte dei conti, assegnatarie della relazione ispettiva e della richiamata nota del ragioniere generale dello Stato; se intendano attivare un processo di verifica circa l'efficacia del sistema e delle attività di auditing negli enti pubblici multilivello sottoposti a reiterate riforme, rese inefficaci da carenze normative e relazionali con gli organi locali, assenza di interventi sanzionatori, anche indirizzati a provvedimenti di gestione controllata o scioglimento dell'amministrazione in caso di reiterate irregolarità, omissioni e comportamenti difformi dalle leggi e liquidatori a danno della collettività, come nel caso in specie, laddove sono state periziate dagli ispettori del Ministero dell'economia distorsioni e sviamento di risorse pubbliche, per creare vantaggi e privilegi personali degli apparati di vertice a sostegno della stabilità degli stessi; se intendano verificare il sistema di auditing nella sua interezza e costituzione riguardo alle attività preordinate di controllo delle condizioni e della gestione economico-patrimoniale degli enti e degli annuali di spesa per il personale finalizzati ai miglioramenti, a norma degli artt. 40 e 60 del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di limitare la perdurante progressiva crescita della spesa pubblica per cattiva amministrazione;