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Le commissioni territoriali sono altresì integrate da uno psicologo e da assistenti sociali, quando procedono alla valutazione di domande presentate da un minore non accompagnato o da persona vulnerabile. Al presidente ed ai componenti effettivi o supplenti, per ogni partecipazione alle sedute della commissione territoriale, è corrisposto il solo rimborso delle spese sostenute e debitamente documentate, per un onere complessivo non superiore a 200 euro giornalieri per ciascun membro. 5 Le commissioni territoriali per il diritto d’asilo sono validamente costituite con la presenza della maggioranza dei componenti e deliberano con il voto favorevole di almeno tre componenti. In caso di parità prevale il voto del presidente. 6 La competenza delle commissioni territoriali per il diritto d’asilo è determinata sulla base della circoscrizione territoriale in cui è presentata la domanda. Nel caso di richiedenti accolti o trattenuti, la competenza è determinata in base alla circoscrizione territoriale in cui è collocato il centro di accoglienza. 7 Le attività di supporto delle commissioni territoriali per il diritto d’asilo sono svolte dal personale in servizio appartenente ai ruoli dell'Amministrazione civile dell'interno. 11 (Commissione nazionale per il diritto di asilo) 1 La Commissione nazionale per il diritto di asilo ha competenza in materia di revoca e cessazione del diritto di asilo, oltre che compiti di indirizzo e coordinamento delle commissioni territoriali, di formazione e aggiornamento dei componenti delle medesime commissioni, di costituzione e aggiornamento di una banca dati informatica contenente le informazioni utili al monitoraggio delle domande di asilo, di costituzione e aggiornamento di un centro di documentazione sulla situazione socio-politico-economica degli Stati di origine dei richiedenti, di monitoraggio dei flussi di richiedenti asilo, anche al fine di proporre l'istituzione di nuove commissioni territoriali. La Commissione mantiene rapporti di collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ed i collegamenti di carattere internazionale relativi all'attività svolta. 2 La Commissione nazionale per il diritto d’asilo è nominata, nel rispetto del principio di equilibrio di genere e tenuto conto della competenza nella particolare materia, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta congiunta dei Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. La Commissione è presieduta da un prefetto ed è composta da un dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, da un funzionario della carriera diplomatica, da un funzionario della carriera prefettizia in servizio presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione e da un dirigente del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno. Ciascuna amministrazione designa un supplente. L'incarico ha durata triennale ed è rinnovabile. La Commissione è validamente costituita con la presenza della maggioranza dei componenti e delibera con il voto favorevole di almeno tre componenti. Alle riunioni partecipa senza diritto di voto un rappresentante del delegato in Italia dell'ACNUR. La Commissione si avvale del supporto organizzativo e logistico del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. 3 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, possono essere istituite una o più sezioni della Commissione nazionale per il diritto d’asilo. I componenti di ciascuna sezione sono individuati e nominati secondo quanto previsto al comma 2. Le sezioni della Commissione sono validamente costituite e deliberano con le medesime modalità previste per la Commissione. 4 La Commissione nazionale per il diritto d’asilo cura la formazione e il periodico aggiornamento dei propri componenti e di quelli delle commissioni territoriali per il diritto d’asilo, anche al fine di garantire che abbiano la competenza necessaria perché l'audizione di cui all'articolo 16 si svolga con la dovuta attenzione al contesto personale o generale dello Stato di origine del richiedente, compresa la sua origine culturale o la sua condizione di persona vulnerabile. La Commissione cura, altresì, la formazione degli interpreti di cui essa e le commissioni territoriali si avvalgono per assicurare una comunicazione adeguata in sede di colloquio, nonché la formazione del personale di supporto delle stesse commissioni territoriali. II Princìpi fondamentali e garanzie 12 (Criteri applicabili all'esame e alle decisioni sulle domande) 1 Le domande di asilo non possono essere respinte né escluse dall'esame per il fatto di non essere state presentate tempestivamente. 2 La decisione su ogni domanda deve essere assunta in modo individuale, obiettivo e imparziale e sulla base di un adeguato esame della stessa, effettuato ai sensi della presente legge. 3 Ogni domanda è esaminata in base a informazioni puntuali e aggiornate sulla situazione generale esistente nello Stato di origine dei richiedenti e, ove occorra, degli Stati in cui questi sono transitati, elaborate dalla Commissione nazionale per il diritto d’asilo sulla base dei dati forniti dall'ACNUR, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale o, comunque, acquisite dalla Commissione stessa. La Commissione assicura che tali informazioni, costantemente aggiornate, siano messe a disposizione delle commissioni territoriali per il diritto d’asilo e siano altresì fornite agli organi giurisdizionali chiamati a pronunciarsi su impugnazioni di decisioni di diniego. 4 La domanda presentata da un genitore si intende estesa anche ai figli minori non coniugati presenti nel territorio nazionale con il genitore all'atto della presentazione della stessa. 5 La domanda può essere presentata direttamente dal minore non accompagnato ai sensi dell'articolo 18, comma 5. 6 Le decisioni sono comunicate per iscritto e, quando respingono la domanda, devono essere corredate di motivazioni di fatto e di diritto e devono recare le indicazioni sui mezzi di impugnazione ammissibili. 13 (Casi di accoglienza e trattenimento) 1 Il richiedente asilo non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda di asilo presentata. 2 Il richiedente asilo è ospitato in un centro di accoglienza quando non è in possesso dei mezzi necessari a provvedere a sé e, in ogni caso, quando: a è necessario verificare o determinare la sua nazionalità o identità, ove lo stesso non sia in possesso dei documenti di viaggio o di identità, ovvero al suo arrivo nel territorio dello Stato abbia presentato documenti risultati falsi o contraffatti; b ha presentato la domanda di asilo dopo essere stato fermato per aver eluso o tentato di eludere il controllo di frontiera o subito dopo; c ha presentato la domanda di asilo dopo essere stato fermato in condizioni di soggiorno irregolare. 3 Nei casi di cui al comma 2, il richiedente asilo è ospitato nel centro di accoglienza per il tempo strettamente necessario all'esame della domanda da parte della commissione territoriale per il diritto d’asilo. Il centro di accoglienza rappresenta il luogo di dimora abituale per il richiedente. 4 Il richiedente asilo può chiedere alla questura di competenza, determinata in base all'ubicazione del centro di accoglienza, un permesso temporaneo di allontanamento dal centro stesso per un periodo di tempo diverso o superiore a quello di uscita, per rilevanti motivi personali, fatta salva la compatibilità con i tempi della procedura per l'esame della stessa domanda. Il provvedimento di diniego sulla richiesta di autorizzazione all'allontanamento è motivato e comunicato al richiedente.