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Considerata la situazione pandemica, che ha messo in evidenza tutte le criticità del Sistema sanitario nazionale, pur riconoscendo - lo faccio ancora adesso - il grande sforzo fatto dal personale sanitario, sempre da ringraziare, la missione relativa alla parte sanitaria sta creando veramente tantissime aspettative: ci si aspetta che i progetti che fanno parte del Piano possano colmare le mancanze riscontrate durante l'emergenza Covid. Per l'espressione del parere in Commissione abbiamo contribuito notevolmente con i nostri suggerimenti, derivati anche dalle audizioni, a completamento di un lavoro già impostato dall'Esecutivo, che sicuramente sarà la conseguenza di tutti i progetti. I progetti previsti sono volti, in maniera preponderante, al rafforzamento della medicina territoriale - una scommessa e una sfida importanti e fondamentali - con la previsione delle case di comunità e il potenziamento dei servizi territoriali. Devono essere garantiti percorsi di prevenzione, diagnosi e cura per ogni persona, con un approccio basato sulla differenza di genere in tutte le fasi e gli ambienti della vita, quindi anche con un atteggiamento applicativo della medicina di genere. Ovviamente nelle case della salute e della comunità dovranno essere presenti professionisti competenti per materia, i quali dovranno riqualificare la loro formazione. Abbiamo detto tutti che la formazione è fondamentale e importante. Credo che il miglioramento del sistema sanitario nazionale passi anche attraverso la riorganizzazione di tutti i professionisti, come gli infermieri di comunità, gli operatori socio-sanitari e tutti gli addetti a quelle professioni che saranno adibite anche per i servizi territoriali che verranno maggiormente ampliati. Le case di comunità dovranno prestare attenzione alla prossimità e alle esigenze primarie del cittadino. Allo stesso modo, occorrerà prevedere l'ampliamento della rete dei consultori. Per contrastare il fenomeno della denatalità, abbiamo infatti bisogno di servizi per le donne in gravidanza. Un altro tema non meno importante e su cui dobbiamo tenere alta l'attenzione riguarda le criticità emerse, come ad esempio la salute psicologica delle persone, messa a durissima prova dai lockdown , e dei ragazzi che hanno fatto didattica a distanza. Occorre pertanto inserire figure importanti, come quella dello psicologo delle cure primarie, che si faccia carico dei disagi che i cittadini vivono. Credo che per garantire sviluppo e rafforzare il sistema sanitario questi siano i progetti che dovranno essere programmati nell'immediato futuro. Allo stesso tempo, occorre tenere in considerazione l'innovazione, con l'aumento della digitalizzazione (la famosa telemedicina), che sappiamo essere una sfida importante per l'Italia che, purtroppo, con riferimento all'indice di digitalizzazione dell'economia nei 28 Paesi europei, si colloca al venticinquesimo posto. Anche su questo dobbiamo lavorare moltissimo. Un altro aspetto importante è costituito dai nuovi professionisti. Occorre aumentare le borse di studio per gli specializzandi e il numero delle iscrizioni per i futuri infermieri. Anche su questo dobbiamo insistere per portare progettazione e rafforzare il nostro sistema sanitario nazionale. Credo che la sfida più importante sia però quella di calare sui territori in maniera concreta questi progetti, affinché possano davvero cambiare l'attuale situazione anche di disomogeneità. Mi riferisco a quanto stiamo vedendo anche con le vaccinazioni, ossia alle défaillance che il Titolo V della Costituzione sta portando e che dovrà sicuramente essere rivisto per migliorare le condizioni di tutto il sistema sanitario nazionale. Se guardiamo la tabella delle case di comunità, ci accorgiamo che alcune Regioni ne hanno ben 124, mentre altre neanche una. La sfida maggiore è pertanto migliorare le realtà che già esistono e farne crescere di nuove dove non esiste nulla. Questa è una sfida importante. Dobbiamo tenere in considerazione anche il lavoro e la governance , stabilendo a chi dare le competenze e prevedendo che i diversi enti coinvolti collaborino tra loro. Ciò è veramente importante e si tratta di un tema cui dedicheremo attenzione, nella consapevolezza che il processo non sarà breve e andrà monitorato. Infine, la sfida più importante è dare concreta e piena attuazione all'articolo 32 della Costituzione, con la promozione e il miglioramento di un sistema sanitario universalistico. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, mi pare che con l'ordinanza sui viaggi all'estero del ministro Speranza siamo un po' alle comiche. Lo dico in quest'Aula perché siamo coscienti che continuiamo a "toppare". Quello che dirò oggi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza sono note in libertà. Analizzo la situazione. Cari colleghi, qui in Italia abbiamo un buco potenziale che riguarda i derivati pari a 250 miliardi, di cui 181 a danno delle banche, 15 delle imprese e 32 della pubblica amministrazione. Non bastano, quindi, i 209 o 223 del recovery fund . Abbiamo il rischio di esplosione dei non performing loan (NPL) che diventano tali dopo nove mesi di inesigibilità e per i quali la 6 a Commissione, di cui faccio parte, ha giustamente auspicato un aumento dei termini (magari a diciotto mesi?). Un comunicato di qualche giorno fa della Corte costituzionale tedesca dice che i Trattati non consentono all'Europa di indebitarsi. Può l'Europa emettere debito senza controllo del Parlamento tedesco? Questo ha bloccato tutto, per quanto riguarda la Germania. Si sa, vogliono comandare loro e infatti lo fanno. È una cosa grave questo comunicato, rispetto a quanto si dichiara. Come si finanzia l'Europa? Quando si sarà deciso di emettere questi 750 miliardi di titoli, andando a richiederli al mercato, l'Europa si finanzierà con l'intervento delle banche e delle istituzioni finanziarie internazionali, cioè con i nostri soldi finanzieremo noi stessi. A questo punto, si porrà il problema di fare attenzione che i 2.000 miliardi di depositi che sono nelle banche e che quest'anno sono aumentati, a tasso zero - cosa di cui ci pentiremo amaramente - non siano in qualche modo espropriati o ritenuti tali per finanziare il sistema. Non sono considerazioni casuali, questi sono i veri problemi. Non ho ancora capito bene - e mi farò violenza per il voto - la differenza tra prestiti e sussidi dei 209 miliardi. Non è ancora stata spiegata bene, o meglio lo è stata in qualche documento, ma facciamo finta di niente: non c'è nessun sussidio in Europa, non c'è nessun aiuto. È tutto da restituire. Ci sono queste condizionalità: bisogna fare crescita, creare posti di lavoro e passare alla transizione verde e digitale; queste sono cose auspicabili e condivisibili. Poi ci sono le priorità trasversali: la parità di genere, di cui sento parlare tanto in quest'Aula, i giovani e il Sud. Queste ultime sono tematiche di cui parliamo da sempre, ma non abbiamo ancora la ricetta per far sì che i giovani non vadano all'estero. Sulla parità di genere, alle donne che conosco non interessa, perché il 50 per cento dei magistrati, degli avvocati e dei commercialisti sono donne e i numeri sono in crescita, quindi ci balocchiamo con cose che non hanno senso e sono quasi barzellette, secondo me. Per quanto riguarda le riforme, ci chiedono quella della giustizia, che va fatta.