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Qualora i titolari del diritto non abbiano trasferito a un organismo di gestione collettiva la gestione del diritto, il diritto di concedere o di rifiutare l'autorizzazione per una ritrasmissione, a loro nome, spetta all'organismo di gestione collettiva che gestisce i diritti della stessa categoria di titolari e, nel caso di una pluralità di organismi, ai tre organismi maggiormente rappresentativi per ciascuna categoria di titolari. L'articolo 16- quater definisce il "servizio online accessorio" come un servizio di fornitura al pubblico di programmi televisivi o radiofonici e di qualsiasi materiale che riveste carattere accessorio rispetto alla trasmissione, simultaneamente ad essa o per un determinato periodo di tempo dopo la trasmissione, effettuato da un organismo di diffusione radiotelevisiva, direttamente o sotto il suo controllo e la sua responsabilità. Conformemente a quanto previsto dalla direttiva, l'applicazione del principio del Paese d'origine viene circoscritta ai programmi radiofonici e ai programmi televisivi d'informazione e di attualità oppure ai programmi di produzione propria. Alla luce dell'indicazione contenuta nella legge delega - che ha imposto al legislatore delegato di introdurre una definizione restrittiva dei programmi di produzione propria - questi ultimi vengono definiti come programmi di produzione interna interamente ideati, finanziati e realizzati con risorse proprie dall'organismo di diffusione radiotelevisiva. L'applicazione del principio del Paese di origine viene inoltre esclusa per le trasmissioni di eventi sportivi e di opere e altro materiale in esse inclusi. L'articolo 16- quinquies disciplina l'acquisizione dell'autorizzazione da parte dei titolari dei diritti nei casi in cui la trasmissione di programmi avvenga attraverso immissione diretta, ossia il processo tecnico mediante il quale un organismo di diffusione radiotelevisiva trasmette i propri segnali che trasportano i programmi a un organismo diverso dagli organismi di diffusione radiotelevisiva, con modalità che non consentono al pubblico durante la trasmissione di accedere ai predetti segnali. La lettera e) introduce nella legge sul diritto d'autore il nuovo articolo 79- bis , che esclude l'applicazione dell'articolo 16- ter con riferimento ai diritti sulla ritrasmissione esercitati dagli organismi di diffusione radiotelevisiva in relazione alle proprie trasmissioni, indipendentemente dal fatto che tali diritti appartengano direttamente o siano stati trasferiti a tali organismi da altri titolari di diritti. La lettera g) apporta modifiche conseguenti all'articolo 110- bis della legge sul diritto d'autore. L'articolo 2 reca le disposizioni transitorie e finali, mentre l'articolo 3 reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 281 - gente di mare Doc n. 281 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1159 recante modifica della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare e che abroga la direttiva 2005/45/CE riguardante il reciproco riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 28 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il relatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il provvedimento in esame, predisposto sulla base della delega contenuta nell'articolo 28 della legge di delegazione europea 2019-2020, che è volto a recepire nell'ordinamento interno la direttiva (UE) 2019/1159 e adegua alle convenzioni internazionali vigenti taluni aspetti della normativa europea in materia di personale marittimo, con particolare riferimento al reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali e dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare. Lo schema, che consta di 21 articoli e due allegati, procede mediante novelle al decreto legislativo n. 71 del 2015, con il quale, in attuazione della previgente normativa comunitaria, è stata delineata la disciplina relativa alla formazione della gente di mare. In base all'articolo 1, il campo di applicazione del suddetto decreto legislativo n. 71, che attualmente comprende i lavoratori marittimi italiani, di Stati membri dell'Unione europea o di Paesi terzi titolari di un certificato rilasciato da uno Stato dell'Unione europea, viene ampliato anche ai lavoratori marittimi titolari di un certificato rilasciato da un Paese terzo con il quale le Autorità competenti abbiano stipulato un accordo di reciproco riconoscimento. L'articolo 2 integra le definizioni, aggiornandole alla luce del nuovo regolamento di organizzazione interna del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Sono inoltre introdotti i riferimenti a nuovi codici per le navi previsti a livello internazionale e, in attuazione di uno specifico criterio di delega indicato dall'articolo 28 della legge di delegazione europea, sono inserite le nuove definizioni di "acque protette" e di "acque adiacenti alle acque protette". L'articolo 3 reca modifiche di coordinamento, mentre l'articolo 4 prevede che il MIMS comunichi le disposizioni adottate in materia di formazione e abilitazione della gente di mare, oltre che alla Commissione europea, anche all'Organizzazione marittima internazionale (IMO). L'articolo 5 contiene alcune precisazioni in materia di addestramento del personale marittimo, con riferimento alle Autorità competenti a definire la disciplina per il conseguimento dei diversi certificati e ad effettuare i controlli nonché in relazione alla formazione necessaria per l'uso dei simulatori. L'articolo 6 integra le disposizioni in materia di certificati, prevedendo tra l'altro che per la convalida dei certificati di competenza per mansioni a livello direttivo rilasciati da Stati membri o Paesi terzi sia indispensabile possedere il requisito di un'appropriata conoscenza della legislazione marittima italiana. Viene inoltre ammessa la possibilità di conservare i certificati dei lavoratori marittimi imbarcati anche in formato digitale. L'articolo 7 prevede che il MIMS e il MISE, ciascuno per le materie di propria competenza, comunichino anche all'IMO eventuali pratiche fraudolente riscontrate, mentre l'articolo 8 include anche il Ministero dell'istruzione tra le autorità competenti a garantire che le attività di formazione, di valutazione delle competenze, di certificazione e di convalida di riconoscimento siano costantemente controllate attraverso un sistema di gestione della qualità che assicuri il conseguimento degli obiettivi. L'articolo 9 prevede, tra l'altro, che per il rilascio dei certificati di competenza e di addestramento i lavoratori marittimi iscritti nelle matricole della gente di mare, in caso di addestramento all'estero, debbano aver sostenuto un esame che comprovi il possesso delle competenze acquisite. L'articolo 10 integra le norme sanitarie per prevedere che, in casi di urgenza, l'imbarco di un lavoratore marittimo in assenza di un certificato medico valido possa essere autorizzato anche dagli Uffici consolari, oltre che dall'autorità marittima.