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Per capire cosa rischiamo è sufficiente proiettarci solo un attimo indietro, all'anno scorso, quando, in questo stesso periodo, vivevamo l'incubo delle chiusure e l'impossibilità di viaggiare, spostarci e incontrare amici e parenti. Vi ricordate il Natale con sei posti a tavola? Gli esperti ci dicono che siamo all'inizio di una quarta ondata che, se continuiamo a rigare dritto, sarà molto diversa dalle precedenti e potremo non rinunciare alla nostra vita e continuare a lavorare in sicurezza. Se riusciremo a reggere meglio la quarta ondata è perché stanno funzionando vaccino e green pass , mascherine e distanziamento. Tuttavia, è chiaro che questa quarta ondata ha un corresponsabile: la disinformazione, le fake news e il rifiuto a vaccinarsi nei Paesi dove c'è il vaccino. Questa volta, più delle altre, c'è l'effetto collaterale dei no vax e dei no green pass ; non è come l'anno scorso, quando non avevamo ancora il vaccino. In Italia l'83 per cento della popolazione è vaccinata e l'86 per cento è parzialmente protetta, eppure stanno aumentando i contagi, mentre 2,5 milioni di italiani hanno fatto la terza dose. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,45) ( Segue RUOTOLO). Abbiamo visto tutti le conseguenze, per esempio, delle manifestazioni di Trieste, ossia l'aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni. Alcuni colleghi dicono che il problema di Trieste sia la Slovenia, che è a due passi. Non lo so. Io so che il problema di Trieste sono quei 70.000 abitanti non vaccinati su 230.000 e che il famoso corteo del 15 ottobre scorso ha creato un focolaio di 200 contagi. I dati di oggi riportano quasi 8.000 contagi e 60 morti, con il record dei 1.000 casi in Veneto. Proprio ieri il presidente Mattarella ha detto che le piazze no vax hanno provocato un pericoloso aumento dei contagi. È dunque il momento di non cedere alle piazze, sempre più tossiche per la nostra democrazia, dove non si rispettano le regole (dal distanziamento, alle mascherine), si danno vita a cortei non autorizzati e a scontri con le Forze dell'ordine, si grida «libertà, libertà» e si picchiano i giornalisti che hanno il dovere di raccontare quelle manifestazioni. Certo, dobbiamo garantire i diritti di chi dissente, ma abbiamo anche il dovere di garantire la salute dei cittadini e delle cittadine, vaccinati o meno. Dunque, sì alle manifestazioni statiche con mascherine indossate. Il Parlamento e noi tutti siamo chiamati a indicare la strada e non possiamo tentennare o farci ammaliare dalle sirene di un malinteso senso di libertà. Le conseguenze, in alcuni Paesi europei, di cancellare le restrizioni appena i dati sono stati positivi sono sotto gli occhi di tutti. Il nostro Governo ha invece giustamente scelto la strada di una riduzione graduale delle restrizioni ed è questa che dobbiamo continuare a percorrere. È attraverso le vaccinazioni che usciremo dalla pandemia. Dobbiamo essere consapevoli, però, che la pandemia andrà avanti fino a quando i Paesi poveri non riceveranno i vaccini di cui hanno bisogno. Pensate che in Africa è stato vaccinato meno del 5 per cento della popolazione. Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, nel concludere il mio intervento annuncio il voto favorevole alla fiducia delle senatrici e dei senatori della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, voglio iniziare questo mio intervento cercando di fare un'operazione di verità e di chiarezza, per dare l'idea di come ci approcciamo a questa problematica e delle motivazioni per le quali sosteniamo senza se e senza ma l'azione del Governo e condividiamo, dall'inizio alla fine, tutti i provvedimenti resisi necessari per contrastare o per prevenire la diffusione del Covid. Ci rendiamo anche conto, pur non condividendole, di alcune ragioni sostenute da chi ritiene di non doversi o di non volersi vaccinare, probabilmente per il fatto che per la prima volta nella storia del mondo civile un vaccino è stato licenziato in pochissimi mesi, mentre gli altri vaccini hanno avuto anni di prove e di sperimentazioni e questo crea delle perplessità. A questi concittadini, vogliamo dire che non esiste un vaccino che escluda totalmente la possibilità di effetti collaterali, anzi direi che non esiste nessun medicinale che escluda effetti collaterali, basta leggere i bugiardini di qualunque confezione per conoscerne gli effetti collaterali del prodotto. La nostra posizione è dovuta al fatto che, mettendo sulla bilancia i potenziali rischi - soltanto una sperimentazione continuativa ed il tempo ci dimostreranno quali possono essere questi effetti collaterali e se sono contrastabili - con gli effetti sicuramente positivi, la bilancia pende dalla parte della tutela della salute. La nostra posizione è frutto della consapevolezza dei quasi 140.000 decessi che abbiamo avuto in meno di due anni, è frutto della considerazione che gli organismi internazionali sanitari per l'Europa hanno previsto, fino a febbraio, mezzo milione di decessi per il Covid e che da dicembre gli esperti scientifici nazionali prevedono un contagio che ammonterà a 15.000 casi mensili e oltre. Credo che invece vada apprezzato lo sforzo del Governo che, pur tutelando la salute ed il diritto al lavoro, ha cercato di tutelare anche il libero arbitrio, cioè la possibilità di chi ritiene di non vaccinarsi di non farlo, senza però intralciare e senza infierire sui diritti di coloro che invece liberamente hanno scelto di farlo. Questo decreto-legge si pone proprio questo problema, per cui stabilisce che se vogliamo mantenere i livelli occupazionali ed incentivare l'occupazione, l'unica maniera per farlo in questo momento è il vaccino. Voglio dire ai colleghi che hanno citato alcune posizioni scientifiche che non vanno esattamente nel senso di quello che noi riteniamo, che quando si pone un problema relativo alla salute, tra una tesi restrittiva e una invece estensiva, bisogna propendere per quella restrittiva se non ci sono prove scientifiche che escludano totalmente la necessità di ricorrere a questi sistemi. Il lavoratore, quindi, non è obbligato a vaccinarsi, ma deve sapere che se non si vaccina e non si sottopone al tampone, non perde il posto di lavoro, non viene sanzionato in via disciplinare, ma viene sospeso dallo stipendio. Il lavoratore può ovviare a questa situazione sottoponendosi al tampone. Anche a questo proposito voglio dire con molta chiarezza che il tampone deve essere una spesa a suo carico, perché lo Stato gli garantisce gratuitamente la vaccinazione, che è uno strumento utile per poter contrastare e per potersi difendere dal virus. (Applausi) . Uno Stato di diritto come il nostro concede anche la possibilità a chi non la pensa in questa maniera di manifestare, ma manifestare non significa bloccare i centri storici, non significa bloccare le attività economiche, non significa aggredire la Polizia e le Forze dell'ordine, non significa limitare i diritti e le libertà di coloro che invece si sono sottoposti al vaccino. (Applausi) .