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nello specifico all'art. 48, comma 3, lettera c) , vengono indicate delle prescrizioni per gli enti territoriali oggetto di trasferimento dei beni immobili confiscati; viene stabilita la pubblicazione dell'elenco dei beni acquisiti al patrimonio indisponibile dell'ente ed il relativo utilizzo: "Gli enti territoriali provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente aggiornato con cadenza mensile. L'elenco, reso pubblico nel sito internet istituzionale dell'ente, deve contenere i dati concernenti la consistenza, la destinazione e l'utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l'oggetto e la durata dell'atto di concessione. La mancata pubblicazione comporta responsabilità dirigenziale ai sensi dell'articolo 46 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33"; viene stabilita l'evidenza pubblica per l'affido dei beni: "Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento"; viene stabilito l'utilizzo pieno dei beni acquisiti al patrimonio: "Se entro due anni l'ente territoriale non ha provveduto all'assegnazione o all'utilizzazione del bene, l'Agenzia dispone la revoca del trasferimento ovvero la nomina di un commissario con poteri sostitutivi"; è stabilito l'obbligo di relazionare annualmente gli utilizzi e le attività svolte sui beni confiscati: "Alla scadenza di un anno il sindaco invia al Direttore dell'Agenzia una relazione sullo stato della procedura. La destinazione, l'assegnazione e l'utilizzazione dei beni, nonché il reimpiego per finalità sociali dei proventi derivanti dall'utilizzazione per finalità economiche, sono soggetti a pubblicità nei siti internet dell'Agenzia e dell'ente utilizzatore o assegnatario, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. L'Agenzia revoca la destinazione del bene qualora l'ente destinatario ovvero il soggetto assegnatario non trasmettano i dati nel termine richiesto"; tali prescrizioni vengono rinnovate alla lettera d) : "[I beni] trasferiti prioritariamente al patrimonio indisponibile dell'ente locale o della regione ove l'immobile è sito, se confiscati per il reato di cui all'articolo 74 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, qualora richiesti per le finalità di cui all'articolo 129 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica. Se entro due anni l'ente territoriale destinatario non ha provveduto alla destinazione del bene, l'Agenzia dispone la revoca del trasferimento ovvero la nomina di un commissario con poteri sostitutivi"; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: alla data odierna sul territorio del comune di Salerno risultano i seguenti beni destinati: 1) codice I-SA-190877; 2) codice I-SA-190882; 3) codice I-SA-2221; 4) codice I-SA-2203; 5) codice I-SA-2213; 6) codice I-SA-251812; 7) codice I-SA-159303; 8) codice I-SA-782; 9) codice I-SA-297633; 10) codice I-SA-297741; 11) codice I-SA-256717, per un totale di 11 beni; i primi 10 sono stati trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Salerno, mentre l'undicesimo identificato con codice I-SA-256717 è stato destinato alla vendita come da normativa vigente; nel sito istituzionale del Comune di Salerno alla voce "amministrazione trasparente" risulta pubblicato l'elenco dei beni confiscati aggiornato al 31 dicembre 2020, non rispondente all'aggiornamento con cadenza mensile come richiesto dalla normativa; esso risulta incompleto e mancante in varie parti delle informazioni richieste ai sensi dell'art. 48, comma 1, lettera c) ; il bene identificato con codice I-SA-297741, terreno agricolo, trasferito al patrimonio indisponibile del Comune di Salerno con decreto dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata avente protocollo n. 0042925 del 5 ottobre 2018, a seguito di manifestazione di interesse all'acquisizione per scopi sociali (orti sociali) espressa con delibera di Giunta n. 217 del 14 giugno 2018 dall'amministrazione comunale, non risulta neanche tra i beni presenti nell'elenco; l'amministrazione comunale negli anni non ha provveduto all'affidamento con evidenza pubblica dei beni come richiesto dalla normativa vigente; all'Agenzia non sono pervenute le relazioni annuali sulle procedure ai sensi delle citate lettere c) e d) da parte del sindaco; in data 22 novembre 2021 si sarebbe svolta una conferenza di servizi tra l'Agenzia e gli enti territoriali per acquisire manifestazioni d'interesse al trasferimento di nuovi beni immobili confiscati al patrimonio indisponibile degli enti; il Comune di Salerno è stato invitato a rispondere per 6 procedure, identificate con i codici: 1) codice I-SA-355653; 2) codice I-SA-322420; 3) codice I-SA-336190; 4) codice I-SA-336191; 5) codice I-SA-336182; 6) codice I-SA-336183; a giudizio dell'interrogante l'incapacità di gestione palesata sinora dall'amministrazione comunale potrebbe solo aggravarsi con l'acquisizione di nuovi beni, causando un deperimento del loro valore economico oltre alla valutazione dell'esistenza di reati per l'incauta gestione dei beni confiscati nell'identificazione dei reali fruitori dei beni stessi, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda promuovere affinché vengano identificati i reali fruitori dei beni attualmente nella disponibilità patrimoniale del Comune di Salerno e quali iniziative urgenti intenda attivare per il ripristino della legalità sul pieno riuso dei beni immobili confiscati e l'applicazione della normativa, valutando la nomina di un commissario con poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 48, comma 3, lettera c) . Atto n. 4-06342 D'ANGELO PAVANELLI TRENTACOSTE VANIN PRESUTTO LANNUTTI COLTORTI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: come già segnalato in precedenti interrogazioni, le autostrade del messinese (A20 e A18), ormai da qualche anno sono ripetutamente oggetto di cronaca, non solo territoriale, ma anche nazionale, per la grave situazione di mala gestio dell'ente concessionario Consorzio autostrade siciliane (CAS), che in più occasioni ha messo a serio rischio l'incolumità dei cittadini, a causa di un'inadeguata manutenzione ordinaria e straordinaria e di una grave carenza organizzativa nella gestione delle emergenze e nella messa in sicurezza dei tratti autostradali; l'ennesima emergenza si è verificata il 31 agosto 2021, nella galleria Telegrafo, a seguito dell'incendio di un'auto che ha inevitabilmente riportato l'attenzione sulla sicurezza e sulle condizioni di quella tratta e dell'intera rete autostradale gestita dal CAS;