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L'articolo 3.40 stabilisce le norme etiche per la nomina dei membri dei due tribunali, con rinvio all'Allegato 11 – Codice di condotta per i membri del tribunale, i membri del tribunale d'appello e i mediatori. È prevista la possibilità di invio di un avviso di ricusazione – qualora una parte della controversia ritenga che un membro presenti un conflitto di interessi – al Presidente del tribunale o al Presidente del tribunale d'appello nonché la possibilità di una decisione di destituzione del membro del tribunale o del tribunale d'appello la cui condotta sia incompatibile con gli obblighi sopramenzionati. Secondo quanto previsto dall'articolo 3.41, le Parti si adoperano per costituire un tribunale multilaterale per gli investimenti connesso ad un meccanismo d'appello per la risoluzione delle controversie o distinto dallo stesso, in materia di investimenti internazionali, applicabile alle controversie nel quadro dell'Accordo. Una volta costituito tale meccanismo multilaterale, le Parti potranno adottare una decisione che specifichi le disposizioni transitorie necessarie. Sottosezione V – Svolgimento dei procedimenti (articoli 3.42 – 3.59) L'articolo 3.42 stabilisce il diritto applicabile e le regole di interpretazione, chiarendo altresì i precisi vincoli nell'interpretazione del diritto interno per il tribunale e il tribunale d'appello. In base a quanto previsto dall'articolo 3.43, il tribunale dichiara la propria incompetenza qualora il ricorrente abbia acquistato la proprietà o il controllo dell'investimento con l'obiettivo principale di aprire una controversia. I seguenti articoli riguardano: le procedure da seguire qualora siano sollevate dal convenuto eccezioni di manifesta infondatezza della domanda (articolo 3.44) o di infondatezza giuridica (articolo 3.45); la trasparenza del procedimento (articolo 3.46); la facoltà del tribunale di adottare decisioni provvisorie (articolo 3.47); la possibile costituzione da parte del ricorrente, su richiesta del tribunale, di una garanzia a copertura delle spese (articolo 3.48); la rinuncia agli atti qualora il ricorrente sia inattivo nel procedimento per 180 giorni o per un periodo diversamente concordato (articolo 3.49); la lingua da utilizzare nel procedimento (articolo 3.50); la partecipazione della Parte dell'Accordo non coinvolta nella controversia (articolo 3.51); la possibile nomina di esperti da parte del tribunale (articolo 3.52). Secondo quanto previsto dall'articolo 3.53, la sentenza provvisoria del tribunale, in caso di condanna del convenuto, può prevedere esclusivamente il risarcimento pecuniario e la restituzione dei beni. La disposizione stabilisce il pagamento e la ripartizione delle spese. I termini temporali, le motivazioni e le procedure per l'impugnazione della sentenza provvisoria dinanzi al tribunale d'appello sono definiti nell'articolo 3.54 che circoscrive altresì la durata del procedimento d'appello, in linea di principio, entro i 180 giorni. Il passaggio della sentenza da provvisoria a definitiva, sia in caso di mancata impugnazione della sentenza del tribunale che di impugnazione davanti al tribunale d'appello, è trattato nell'articolo 3.55. L'articolo 3.56 esclude la possibilità di accogliere quale difesa, domanda riconvenzionale, eccezione di compensazione o altro titolo il fatto che il ricorrente abbia ricevuto o riceverà, in base a un contratto di assicurazione o di garanzia, un indennizzo o un'altra forma di riparazione corrispondente in tutto o in parte al risarcimento richiesto nella controversia mentre l'articolo 3.57 disciplina l'esecuzione delle sentenze definitive. L'articolo 3.58 esclude la possibilità di offrire protezione diplomatica o avviare un ricorso internazionale in relazione ad una controversia che è già stata sottoposta o si è concordato di sottoporre a risoluzione delle controversie a norma della presente sezione mentre l'articolo 3.59 definisce le procedure per la possibile riunione di due o più domande presentate separatamente che abbiano in comune una questione di fatto o di diritto e derivino dai medesimi eventi o circostanze similari. Capo IV – Disposizioni istituzionali, generali e finali (Articoli 4.1-4.23) L'articolo 4.1 disciplina l'istituzione ed elenca i settori di attività del Comitato dell'Accordo, che comprende rappresentanti delle Parti, si riunisce di norma una volta l'anno ed è copresieduto dal Ministro della pianificazione e degli investimenti del Vietnam e da un membro della Commissione europea responsabile per il commercio. In particolare, il Comitato provvede al corretto funzionamento dell'Accordo, ne monitora e facilita l'attuazione e l'applicazione, si adopera per risolvere i problemi che possono presentarsi nelle materie da esso disciplinate e per risolvere le controversie che possono insorgere per quanto riguarda l'interpretazione o l'applicazione dell'Accordo medesimo. Con specifico riferimento al capo 3 (Risoluzione delle controversie), sezione B (Risoluzione delle controversie tra gli investitori e le Parti), il Comitato esamina le criticità, valuta eventuali miglioramenti e, su richiesta di una delle Parti, considera l'attuazione di eventuali soluzioni concordate. Il Comitato può valutare e raccomandare alle Parti modifiche dell'Accordo, adottare decisioni e interpretazioni vincolanti o raccomandazioni, (si veda anche l'articolo 4.2) mediante accordo tra le Parti. Inoltre, in base alle pertinenti disposizioni dell'Accordo, il Comitato è titolare di specifiche attribuzioni, in particolare in merito alla nomina e alla retribuzione dei membri del tribunale e del tribunale d'appello. Secondo quanto disciplinato dall'articolo 4.3, le Parti possono apportare modifiche all'Accordo, che entrano in vigore dopo che le parti si sono scambiate notifiche scritte con le quali certificano di aver espletato i rispettivi obblighi e adempimenti di legge. I diritti e gli obblighi delle Parti derivanti da convenzioni fiscali tra l'Unione europea e il Vietnam o tra uno degli Stati membri dell'Unione e Vietnam restano impregiudicati ai sensi dell'articolo 4.4. Nello stesso spirito, nell'Accordo viene ribadita la prevalenza di tali convenzioni fiscali in caso di conflitto di una di esse con l'Accordo medesimo nonché la possibilità per le Parti di adottare o mantenere in vigore misure fiscali atte a realizzare specifiche finalità. L'articolo 4.5 individua le condizioni entro le quali le Parti possono adottare o mantenere in vigore misure per motivi prudenziali (quali la tutela degli investitori, dei titolari di depositi, polizze; la tutela dei soggetti nei confronti dei quali un prestatore di servizi finanziari ha un obbligo fiduciario, oppure la salvaguardia dell'integrità e della stabilità del proprio sistema finanziario). Le misure non devono comportare oneri maggiori di quelli necessari al raggiungimento del loro scopo. L'articolo 4.6 disciplina le eccezioni generali all'applicazione dell'Accordo necessarie in particolare alla tutela della sicurezza pubblica, della morale pubblica, dell'ordine pubblico, della vita e salute dell'uomo, della conservazione delle risorse naturali, della tutela del patrimonio nazionale.