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L'aumento stimato dello 0,1 o dello 0,2 per cento del PIL, a seconda delle stime più o meno ottimistiche, per il Paese non significa tanto ed è evidente. Possiamo però anche avere la capacità di valutare in modo oggettivo che forse ci sono anche dei fattori esterni da considerare. Nel 2017 il prodotto interno lordo dell'eurozona cresceva del 2,5 per cento e l'Italia cresceva dell'1,6 per cento. Nel 2018 il prodotto interno lordo è cresciuto dell'1,8 per cento nell'eurozona e per il 2019 le stime parlano di una crescita dell'1 per cento, quindi ciò vuol dire che c'è qualcosa a livello europeo che non funziona e che sta creando dei problemi a tutta l'eurozona. Questo è il motivo per cui noi insistiamo molto sul fatto che occorra cambiare assolutamente le regole, più che scegliere il presidente di qui o il vice presidente di là o più che giocare al balletto delle poltrone. Ci vuole qualcuno che le regole le voglia e le sappia cambiare davvero, altrimenti soffriranno tutti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Parliamo dei vostri amici francesi, visto che avete invitato Moscovici anche a una festa del PD (a proposito di scenari internazionali che dovrebbero mettere in difficoltà il nostro Paese): anche la Francia ha una stima di crescita del PIL dello 0,2 per cento, quindi non mi sembra che stia andando a gonfie vele. Eppure alla Francia vengono fatte tutte le concessioni possibili e immaginabili. Di questo dobbiamo parlare. La stessa Germania ha una stima di crescita del prodotto interno lordo dello 0,5 per cento per quest'anno. Quindi tutti questi Paesi europei non stanno volando a più di 2 punti di PIL, mentre noi siamo gli unici, poverini, fanalino di coda. Anzi, con riferimento a quanto ha detto lo stesso Ministro dell'economia, rispetto alle stime iniziali - perché a dicembre si parlava di recessione, vi ricordate? - c'è stata un'inversione, c'è un segno positivo; certo, timido, ma sempre meglio di nulla. L'economia italiana non sta andando così male come dite voi. Potete giocare su quello che volete, ma non è che adesso l'Istat, perché non è più nelle mani del vostro Boeri (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti) , improvvisamente dà numeri che non vanno bene. Andava bene solo quando il suo presidente dava i numeri che volevate voi o quando l'Ufficio parlamentare di bilancio dava i numeri che facevano comodo a voi? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti) . No, i numeri non si interpretano, sono lì, parlano chiaro: la disoccupazione giovanile è ai minimi storici dal 2011, l'occupazione cresce di più ed è la prima volta che succede dal 1977. Non sono dati così negativi. Poi qualcuno può contestare i dati dicendo che adesso all'INPS ci siamo noi e diamo i dati che vogliamo. Ma allora mi spiegate perché la CGIA di Mestre, in una pubblicazione di un mese fa, cui non è stata data grande risonanza sui media - chissà perché -, ha dichiarato che ci saranno tra giugno, luglio e agosto 934.000 posti di lavoro in più? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti) . La CGIA di Mestre improvvisamente è diventata inattendibile perché parla in modo favorevole della nostra economia? Vogliamo parlare della produzione industriale? Sicuramente è calata rispetto a gennaio di quest'anno, ma è sempre positiva: più 7 per cento rispetto ai valori dell'anno scorso, quando (ricordo) si era appena insediato questo Governo, quindi si vivevano ancora di riflessi dei Governi precedenti. Si registra il 2,9 per cento in più nel settore dell'agricoltura, il 7 per cento in più nel mercato dell'edilizia, il 22 per cento in più negli investimenti degli enti locali, che sono quelli che fanno prodotto interno lordo, che voi, nella manovra del 2016, avevate bloccato con un comma della finanziaria (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , perché eravate totalmente asserviti ai voleri e ai famosi numerini dettati da Bruxelles. Noi abbiamo liberato queste risorse, che piano, piano sicuramente miglioreranno i saldi della nostra finanza e produrranno gli investimenti necessari. Ma possiamo parlare anche di fiducia. Giustamente qualcuno di voi ha detto che tutto si basa sulla fiducia. Certo: vogliamo parlare dell'indice di fiducia che riguarda i consumatori, che è passato da 110,6 a 111,8? Sono dati Istat anche questi. O vogliamo parlare dell'indice di fiducia delle aziende, passato da 98,8 a 100,2? Vogliamo parlare dei cosiddetti BTP semestrali, che sono andati a ruba? (Commenti della senatrice Bellanova). Quante storie ci avete raccontato sullo spread , sugli interessi e quant'altro. Oggi questi argomenti non li avete più, tanto è vero che potete solo parlare della Russia, che è l'unico argomento che vi è rimasto disponibile, altrimenti non sapete cosa dire ai vostri elettori, non sapete cosa proporre. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È bello venire qui adesso a dire che questo non vi piace, quest'altro non vi piace, che bisognerebbe fare questo e quest'altro; tutte proposte interessantissime, ma viene da chiedere: come mai non le avete fatte quando al Governo c'eravate voi? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . A questo dovete rispondere davanti ai vostri cittadini. Quindi, vi piacerà o non vi piacerà, purtroppo le orecchie sono basse e alla fine la procedura di infrazione non c'è. Questa manovra non è correttiva, ma certifica solo che, nel braccio di ferro con l'Unione europea, avevamo ragione noi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei svolgere queste mie brevi considerazioni attenendomi strettamente al tema del decreto-legge n. 61; poi avremo modo, in sede di discussione del disegno di legge sull'assestamento, di svolgere alcune considerazioni un po' più ampie. Tecnicamente è un piccolo provvedimento, dell'entità di 1.500 milioni di euro, che ci permette di presentarci con una modifica rilevante del saldo strutturale (più 0,2 per cento del PIL), che ha un significato molto positivo nel rapporto con l'estero, oltre che come passaggio interno della nostra contabilità. Ricordiamo che questo decreto-legge è volto a rispondere alla richiesta di correzione rivolta dall'Unione europea al nostro Governo, per evitare l'infrazione sul debito. L'Unione europea peraltro su questo ha comunicato le condizioni di sorveglianza continua. Questo decreto-legge è un provvedimento un po' particolare, un provvedimento "tampone";