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Ma a costo di apparire lunari è giusto affermare e riaffermare determinati principi. Perché a una garanzia costituzionale negata a un parlamentare non corrispondono maggiori diritti per i cittadini: è vero esattamente il contrario e la storia dovrebbe avercelo insegnato. Alla luce di ciò, la relazione sottoposta oggi al nostro esame deve essere approvata. Perché l'articolo 68 esiste e va rispettato. Perché i concetti di "comunicazione" o di "conversazione" non sono materia per cavilli da azzeccagarbugli, ma ambiti con una loro consistenza ontologica. Perché è incredibile che alla luce del progresso ogni nozione giuridica venga considerata in evoluzione ma non si debba invece tener conto di quanto la tecnologia abbia inciso sulla concezione di "corrispondenza". C'erano un tempo gli epistolari, nessuno potrebbe negare che gli epistolari moderni siano il portato degli scambi che quotidianamente viaggiano in rete. Noi che queste cose le abbiamo sempre affermate, anche quando andavano assai poco di moda, non ci stancheremo di ripeterle oggi che le patologie della giustizia, e le gravi ricadute di un sistema istituzionale debole e indebolito, da latenti si sono fatte conclamate. Auspichiamo che la stessa riflessione possa essere fatta in coscienza dai colleghi che muovono da concezioni diverse. Per quanto ci riguarda sosterremo senza se, senza ma, senza però, senza dubbio alcuno, la difesa dell'ordinamento italiano di fronte alla Corte costituzionale. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di sollevare conflitto di attribuzione nei confronti della procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Matteo Renzi. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B) . (Applausi) . La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato a uno o più avvocati del libero foro. Per fatto personale LANZI (M5S) . Domando di parlare per fatto personale. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, mercoledì 16 febbraio sono stato vittima di un attacco politico; un attacco che però ha colpito non solo me, ma anche tutte le persone con disabilità. Infatti, questo delicatissimo tema è stato utilizzato strumentalmente per attaccarmi. Inizialmente pensavo di lasciar correre, ma, data la gravità delle affermazioni pronunciate in quest'Aula del senatore Augussori, non posso in alcun modo esimermi da una doverosa precisazione. Si può discutere su tutto, ma nessuno deve permettersi di mettere in discussione il massimo rispetto e la mia totale dedizione nei confronti di un tema così delicato come quello della disabilità e di tutte le persone e le famiglie con disabilità. (Applausi) . La disabilità è stata presente nella mia famiglia: il fratello di mio padre Giulio fin dalla tenera età è stato ricoverato in strutture a causa dei suoi handicap; ha avuto sempre continua assistenza affettiva ed economica. Alla scomparsa di papà, principalmente insieme a mia madre e a mia sorella Marisa, senza soluzione di continuità, lo abbiamo assistito e sostenuto, ingaggiando anche fior di professionisti per redigere perizie che gli evitassero trasferimenti presso altre strutture che gli avrebbero fatto perdere punti di riferimento importanti. Quindi, ritengo che strumentalizzare un episodio che in realtà era una mera critica politica, usando a sproposito il tema della disabilità, è davvero meschino; un giudizio che, peraltro, di certo non rientra tra le prerogative di questo consesso né tantomeno tra quelle del senatore Augussori, che invece si è permesso di dare un giudizio suo personale mistificando la realtà di fatto, insinuando che addirittura avrei voluto risolvere la questione con un blocchetto di assegni in mano. Per suo tramite, Presidente, vorrei dire al senatore Augussori che, purtroppo, siamo tutti destinati a morire; magari fra centinaia di anni - chissà - a qualche mio discendente verrà voglia di fare ricerche su un antenato che ha avuto l'onore e l'onere di sedere tra questi scranni. Non voglio assolutamente lasciare che possa farsi l'idea di avere avuto un antenato riprovevole e degno di disprezzo, ma che al contrario ha operato con disciplina e onore sempre. Il senatore Augussori, mercoledì, irridendomi, ha invitato i colleghi a leggere le carte: assolutamente giusto, fatelo colleghi, fatelo, andate a leggere - senza decontestualizzare - le singole affermazioni dell'intero post e vi renderete conto che anche cercare di chiudere bonariamente la diatriba è una questione onorevole, anche e soprattutto nel rispetto di una linea del Gruppo al quale mi onoro di appartenere. Non tornerà in Aula la mia vicenda: la chiuderò per non creare imbarazzi. Il relatore, Pellegrini Emanuele, che ringrazio, comunque si era rimesso all'Assemblea, e ho motivo di ritenere che il mio caso avrebbe avuto un esito a me favorevole se posto ai voti perché, a differenza del senatore Augussori che si è permesso parole irricevibili nei miei confronti, nel pensiero di tanti sono una persona che merita stima, considerazione, rispetto e fiducia; questo ovunque abbia interagito. Concludo sempre per suo tramite, Presidente, con un'osservazione per il senatore Romeo. Pensi alla sua compagine e non si permetta di rivolgersi al mio Gruppo, come ha fatto mercoledì. Non ha titolo per dare lezioni ad altri. Stare zitti non si può sentire in Parlamento. (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno FATTORI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FATTORI (Misto) . Signor Presidente, questo mio intervento di oggi fa parte di quell'iniziativa - voluta dalle donne in Parlamento - che abbiamo chiamato staffetta per le donne in Afghanistan. Il 1° e il 2 febbraio il Parlamento europeo ha organizzato due giorni ricchi di conferenze, seminari ed eventi sulla situazione estremamente preoccupante per le donne in Afghanistan, a seguito della presa di potere dei talebani lo scorso anno. Gli ospiti afghani hanno esortato la comunità internazionale ed europea ad agire e delegittimare i governanti di fatto. Tra gli ospiti della conferenza c'erano le 11 donne afghane finaliste del premio Sacharov per la libertà di pensiero 2021 del Parlamento europeo, rappresentanti della Commissione e delle Nazioni Unite, nonché rappresentanti di altre importanti organizzazioni internazionali e fondazioni locali afghane. All'interno della diffusa crisi umanitaria in Afghanistan, le donne sono le più colpite. Dopo la grave siccità e i decenni di guerra e di occupazione, le truppe internazionali sono state evacuate in seguito al ritorno del potere dei talebani e il Paese è stato tagliato fuori dalle istituzioni finanziarie internazionali. Questo, a sua volta, ha innescato una crisi bancaria e peggiorato le condizioni economiche. Secondo il vicedirettore esecutivo del Programma alimentare mondiale, Ute Klamert, il 58 per cento della popolazione afghana ha bisogno di assistenza umanitaria e ci sono 23 milioni di persone con accesso insufficiente al cibo.