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Grazie, in particolare, al lavoro del Movimento sono state approvate diverse misure importanti, in primo luogo quella che apporta una modifica alla legge di bilancio 2017 al fine di escludere dall'obbligo di utilizzo del biglietto nominativo le manifestazioni carnevalesche, corsi mascherati e rievocazioni storiche o similari, le giostre per accesso a spettacoli e strutture con una capienza superiore a 5.000 spettatori. Si tutela, quindi, un settore importante per il nostro Paese che era in evidente situazione di svantaggio. Sul tema dello svolgimento delle fiere in presenza in zona bianca e gialla, come dei convegni dei congressi e la loro relativa capienza, è stato accolto un nostro ordine del giorno e speriamo che presto il Governo possa tenere fede all'impegno. Su un altro argomento abbiamo molto discusso in Commissione. Mi riferisco all'articolo 9, che reca disposizioni in tema di privacy e tutela dei dati. In merito ad esso molte associazioni hanno a cuore questa tematica; si sono esposte e hanno dibattuto sulla carta stampata e sui blog evidenziando come l'argomento sia fortemente seguito e sentito. La norma originaria introduceva uno sproporzionato ampliamento delle condizioni che legittimano il trattamento dei dati personali, necessario all'esercizio di poteri pubblici o nell'interesse pubblico. Infatti, si prevedeva che le pubbliche amministrazioni potessero definire autonomamente le basi giuridiche e le finalità del trattamento dei dati personali se connesse all'esercizio dei pubblici poteri di cui sono investite. Precedentemente all'entrata in vigore del decreto-legge capienze, invece, il trattamento di dati personali da parte delle pubbliche amministrazioni era consentito solo se vi era un espressa norma di legge che lo autorizzava. È bene evidenziare che il Garante della privacy nei suoi interventi ha ribadito la necessità di una norma di rango primario che autorizzasse il trattamento dei dati personali dei cittadini da parte delle pubbliche amministrazioni, proprio invocando la previsione dell'articolo 2- ter del codice privacy per i trattamenti che presentano rischi elevati per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico, quelli previsti dall'articolo 2- quinquiesdecies che conferivano al Garante un potere di intervento preventivo al fine di garantire il rispetto dei diritti e delle libertà dei cittadini. L'abrogazione di tale potere di intervento, accompagnato all'ampliamento dei poteri della pubblica amministrazione, secondo la prima formulazione della norma, creava aree di rischio per i diritti e le libertà dei cittadini ove le valutazioni effettuate dal Garante negli interventi preventivi non venissero attuate internamente alle pubbliche amministrazioni. Detto ciò, la ratio della novella è chiara: consentire uno snellimento rispetto alle condizioni che legittimano la pubblica amministrazione a effettuare trattamenti dei dati personali nell'assolvimento delle proprie finalità istituzionali, uno snellimento senz'altro auspicabile in ragione dell'importante mole di progetti che inevitabilmente le pubbliche amministrazioni sono chiamate a gestire in questo particolare periodo, ma che si consuma al di là della contingenza come cambiamento di sistema, destinato a incidere permanentemente sulla disciplina vigente. Se l'esigenza di una semplificazione è senz'altro condivisibile, l'emergenza sanitaria non può, però, travolgere qualsiasi baluardo di protezione dei diritti dei cittadini, come nel caso in questione. Per rimediare a tali distorsioni, come Gruppo MoVimento 5 Stelle siamo intervenuti con una serie di emendamenti che sono stati recepiti dal relatore e dal Governo, che hanno riscritto l'articolo 9 del provvedimento. (Applausi) . Sulla base delle nostre proposte, in primo luogo, anziché eliminare la necessità di base giuridica per il trattamento, è stato ampliato l'elenco delle possibili basi giuridiche, aggiungendo gli atti amministrativi generali. Un simile intervento non comporta un appesantimento degli oneri dei soggetti pubblici eventuali titolari dei trattamenti, giacché impone loro semplicemente l'adozione di un atto amministrativo di portata generale, attraverso il quale identificare le caratteristiche del trattamento che si ritiene necessario intraprendere per il perseguimento delle finalità istituzionali loro attribuite dalla legge. Inoltre, è stato recuperato il ruolo del Garante anche nella fase di post approvazione: si prevede - ad esempio - che, quando il Presidente del Consiglio dei ministri dichiari che ragioni di urgenza non consentono la consultazione preventiva - e comunque nei casi di adozione di decreti-legge - il Garante esprima il parere in sede di esame parlamentare dei disegni di legge o delle leggi di conversione dei decreti-legge oppure in sede di esame definitivo degli schemi di decreti legislativi sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari. Con i nostri subemendamenti abbiamo definito meglio la norma, allungando da nove a dodici mesi i termini entro i quali i gestori delle piattaforme digitali conservano il materiale oggetto della segnalazione in tema di revenge porn ai soli fini probatori e con misure indicate dal Garante, idonee a impedire la diretta identificabilità degli interessati. Infine, abbiamo sostenuto il potenziamento del ruolo organico con relativo stanziamento di risorse per l'Autorità garante. Come sancito anche quest'anno dal digital economy and society index (DESI), l'Italia si conferma ancora all'ultimo posto in Europa per competenze digitali avanzate. Ed è anche a causa di questo che rimane - a mio parere - la persistenza di un pregiudizio che attanaglia le pubbliche amministrazioni e il settore produttivo del Paese, ossia che la norma sulla privacy sia un ostacolo alla semplificazione e alla trasformazione digitale, un onere burocratico e amministrativo da eliminare. Spesso, invece, la normativa risulta male interpretata. Il fine è consentire l'uso del trattamento di dati per innumerevoli fini leciti, ma allo stesso tempo di eseguire tali trattamenti in modo corretto, considerando sempre prioritariamente il dovere etico di tutelare i diritti delle persone coinvolte. In conclusione, colleghe e colleghi, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle e mi auguro che questo provvedimento venga presto convertito in legge. (Applausi) . PARAGONE (Misto-Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, mi stupisce la sorpresa dei colleghi rispetto alla confusione della maggioranza. La confusione della maggioranza si specchia nella confusione di questo decreto-legge capienze, che riesce a mettere dentro pezzi di riorganizzazione del Ministero della salute; temporaneo rafforzamento dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione; abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e quant'altro. Insomma, ci sono tante norme che dentro il decreto-legge capienze fanno fatica a essere inserite e, quindi, mi sembra proprio una spinta. Oggi, per la prima volta abbiamo avuto un sussulto di dignità da parte del Parlamento, che si riappropria del suo ruolo centrale, umiliato e frustrato costantemente dal voto di fiducia che il povero ministro D'Incà è costretto a porre leggendo la formula di rito.