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se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda adottare le opportune iniziative affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda. Atto n. 4-07320 TARICCO ASTORRE FERRAZZI D'ARIENZO LAUS PITTELLA STEFANO FEDELI Valeria VATTUONE IORI Vanna MARGIOTTA COMINCINI D'ALFONSO MARILOTTI BOLDRINI Paola MARCUCCI VALENTE Valeria CIRINNÀ Monica ROJC Tatjana Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, della transizione ecologica, della difesa e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: nelle ultime settimane l'intero Paese è stato colpito da numerosi e gravi fenomeni di incendi boschivi: secondo i dati pubblicati dallo European forest fire information system (EFFIS), in Italia, la superficie bruciata settimanale cumulata dell'anno 2022 è finora ampiamente superiore a quella media degli anni tra il 2006 e il 2021, lasciando presagire che per tutto il mese di agosto si verificherà un costante aumento della superficie bruciata; per la campagna antincendio boschivo del 2022, la flotta aerea di Stato è composta da 15 velivoli Canadair CL415 e da 5 elicotteri Erickson S64F, cui si aggiungono 14 elicotteri del comparto difesa, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dell'Arma dei Carabinieri e, in situazioni estremamente critiche, i velivoli cofinanziati dalla Commissione europea nell'ambito del progetto "rescEU"; considerato che: il punto di riferimento normativo per la materia in questione è la legge 21 novembre 2000, n. 353 (legge quadro in materia di incendi boschivi), che, anche alla luce dell'eterogeneità degli ecosistemi presenti sul territorio nazionale, affida alle Regioni la competenza di programmare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, attraverso lo strumento del piano regionale, di cui all'articolo 3 della legge-quadro; nel corso degli anni di applicazione della legge quadro, le Regioni hanno approvato specifiche legislazioni regionali e hanno sviluppato competenze e strategie anche oltre quanto previsto dalla normativa nazionale, accumulando esperienze e impiegando risorse umane e strumentali in modo diversificato; a livello nazionale vi sono diversi enti che, ciascuno per le sue competenze, partecipano all'attività antincendi boschivi: il Dipartimento della protezione civile, struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che fa capo al Ministero dell'interno, il comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, di competenza del Ministero della difesa e la Direzione per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ora Ministero della transizione ecologica; in risposta al picco del 2021, il decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, reca disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi, promuovendo il rafforzamento del coordinamento, l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali nelle attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi, l'aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, il rafforzamento delle attività di previsione e prevenzione degli incendi e della lotta attiva, e prevedendo modifiche al codice penale e alla legge quadro; dal punto di vista finanziario, il decreto prevede due stanziamenti principali: all'articolo 2, 40 milioni di euro per l'anno 2021 per il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali destinati al Ministero dell'interno, al Ministero della difesa e all'Arma dei Carabinieri; all'articolo 4, comma 2, 20 milioni di euro per l'anno 2021 e a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, destinati esclusivamente alle attività di prevenzione nei territori ricadenti nell'ambito della strategia nazionale aree interne (SNAI) e nelle isole minori; tra le novità più importanti introdotte dal decreto-legge incendi boschivi vi è la disciplina a livello nazionale della tecnica del fuoco prescritto, già impiegata sperimentalmente da alcune regioni italiane virtuose e largamente utilizzata con successo in altri Paesi quali il Portogallo, la Spagna e la Francia, che consiste nell'utilizzo scientifico e pianificato del fuoco durante la stagione invernale da parte di personale qualificato per ridurre l'accumulo di vegetazione infiammabile e, di conseguenza, l'intensità degli incendi futuri; ritenuto che: l'emergenza degli incendi boschivi rientra tra le emergenze nazionali (richiamate nella circolare del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 luglio 2022) che il Governo può impegnarsi a fronteggiare, in seguito alle proprie dimissioni, tramite l'adozione di atti urgenti, anche volti a migliorare la prevenzione; la diversità degli ecosistemi presenti sul territorio nazionale e le diverse tradizioni ed esperienze accumulate negli ultimi decenni in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi suggeriscono che il livello istituzionale più appropriato per affrontare la questione in modo efficiente sia quello regionale, nel rispetto del principio di sussidiarietà; maggiori investimenti in previsione e prevenzione, come dimostrato da un'ampia letteratura scientifica specialistica, possono contribuire all'efficacia e alla sicurezza della lotta attiva, all'abbattimento dei suoi costi, nonché alla riduzione delle conseguenze negative degli incendi, quali le vittime civili, la degradazione dei servizi ecosistemici e le emissioni di gas climalteranti; rilevato che: i citati stanziamenti del decreto-legge incendi boschivi non sono destinati né ai soggetti istituzionali più coinvolti nella materia, vale a dire le Regioni, né ai territori che presentano profili di rischio incendi boschivi più elevato, in quanto questi, per la maggior parte, si trovano al di fuori dell'ambito della SNAI e delle isole minori; per impiegare la tecnica del fuoco prescritto con successo su tutto il territorio nazionale si rendono necessari sia il potenziamento dell'addestramento professionale degli addetti, la cui età media è attualmente eccessivamente elevata per un'attività che per natura è complessa, sia meccanismi di monitoraggio e di informazione più efficaci, sia l'assenza di eccessivi limiti normativi a livello nazionale, in quanto le singole Regioni già oggi applicano tale tecnica con modalità diverse, si chiede di sapere: quali iniziative il Governo intenda adottare, nel perimetro delle proprie prerogative, per fronteggiare l'emergenza nazionale degli incendi boschivi; se ritenga che l'attuale dotazione di personale e mezzi dislocati nell'ambito delle campagne antincendio boschivo sia sufficiente per affrontare l'emergenza incendi che si ripete con cadenza annuale, e se non ritenga opportuno un suo corrispondente potenziamento;