[resaula]

Veramente da vergognarsi, e non solo per questo, ma proprio perché il Parlamento ha perso la sua funzione: non ha più l'ambizione di migliorare un pessimo testo del Governo, ma lo digerisce e ravana quello che può in mezzo ai rifiuti. Triste. Fratelli d'Italia a questo squallore, però, non è sceso. Abbiamo battagliato, soprattutto grazie ai nostri senatori in Commissione bilancio, per tentare di migliorare il testo. Con le nostre poche forze disponibili al Senato qualcosa abbiamo fatto; i miei colleghi lo hanno già raccontato e lo racconteranno anche domani. Penso al diritto finalmente esteso ai liberi professionisti di ammalarsi, senza che questo comporti la mancanza degli adempimenti tributari ai quali sono tenuti; penso alle risorse destinate alla ventilazione meccanica per l'areazione delle scuole. Il Covid-19, infatti, prospera soprattutto dove non c'è ricircolo d'aria: nelle scuole serve la ventilazione meccanizzata, non servono altre sciocchezze. (Applausi) . Lo abbiamo detto e ripetuto e siamo riusciti a stornare parte dei fondi inutilizzati destinati alle scuole per realizzare la ventilazione meccanizzata, anche se ne servirebbero di più. 10 milioni di euro per il fondo per gli immobili occupati: di questo andiamo fierissimi. Altro che 10 milioni per qualche marchetta in giro! Se a un proprietario di immobile residenziale occupano la casa fino ad oggi, prima dell'approvazione di questo disegno di legge di bilancio, egli continua a essere tenuto a pagare tutte le tasse su quell'immobile: la quota Irpef, la quota IMU, se non è prima casa, e la quota Tari. Grazie a Fratelli d'Italia, da quando viene fatta la denuncia di occupazione dell'immobile a quando quell'immobile non viene liberato, le tasse sull'immobile occupato non saranno dovute. Questa era la battaglia che poteva e doveva fare il Parlamento in Commissione e non il riscaldamento della piscina del Comune di uno dei senatori. Purtroppo non c'è stato spazio per molte altre battaglie che Fratelli d'Italia aveva provato a portare all'attenzione del Parlamento italiano. Gli italiani hanno bisogno di lavoro e noi da sempre abbiamo avanzato delle proposte, anche per questo disegno di legge di bilancio. Abbiamo proposto di ragionare su un modello che dica alle imprese: più assumi, meno tasse paghi. È una cosa di buon senso. Con un meccanismo composito, abbiamo proposto una super deduzione del costo del lavoro per le imprese ad alta intensità di lavoro; come abbiamo il superbonus per gli ammortamenti, facciamo il superbonus per chi assume persone in Italia. Questo agevola l'economia reale e sfavorisce le grandi concentrazioni economiche, che fanno utili in Italia senza assumere: bocciato l'emendamento. Purtroppo Gualtieri si era sbagliato quando aveva detto che nessuno avrebbe perso il posto di lavoro a causa del Covid-19; il posto di lavoro l'hanno perso in moltissimi: lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, partite IVA. Sono in molti ad aver perso il posto di lavoro. Abbiamo proposto allora la creazione di un fondo per la ricollocazione di chi ha perso il posto di lavoro nel periodo della pandemia, attraverso sistemi collaudati, ossia ponendo a carico dello Stato il 50 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. È un meccanismo che, per esempio, già funziona per l'occupazione femminile o l'occupazione giovanile. Anche questa ci sembrava una misura semplice, immediata e di buon senso, ma è stata bocciata. Abbiamo anche sollecitato un intervento contro la concorrenza sleale che subiscono prevalentemente i nostri commercianti. Esiste il meccanismo delle imprese "apri e chiudi": chiunque sa che il fisco prende contezza di un'attività non prima di due anni. Legalmente, se io apro un'attività, posso tranquillamente non versare un euro allo Stato prima di ventiquattro mesi, non facendo qualcosa di illegale, ma semplicemente applicando la legge. Però, se io alla fine dei due anni sparisco, il fisco non mi rintraccia più. E allora ci sono delle piccole accortezze che si possono adottare: per i soggetti a rischio, prevalentemente chi è extracomunitario (non perché uno voglia fare discriminazione, ma perché è più facilmente non più reperibile), fare un fondo cauzionale o una fideiussione sulle tasse che saranno dovute. Un'altra cosa a costo zero per chiunque è l'obbligo di PEC per gli amministratori di società. Noi abbiamo un sistema nel quale c'è l'obbligo di PEC per le società, ma non c'è l'obbligo di PEC per gli amministratori delle società. Questo vuol dire che prendo una testa di legno, gli faccio fare la società, dopo i due anni chiudo, sparisce la società, non ho pagato un euro e non c'è neanche la possibilità di notificare l'atto. Non notificare l'atto vuol dire che, per esempio, il dipendente non pagato non ha neanche diritto a rifarsi all'INPS per il TFR non pagato. Perché ci avete bocciato la richiesta di obbligo di PEC per gli amministratori di società? Costava zero, avrebbe aiutato a combattere la concorrenza sleale e avrebbe aiutato i lavoratori. Purtroppo il tempo è finito e gli argomenti erano molti. Aggiungo solamente che Fratelli d'Italia pensa che all'Italia servano crescita e lavoro; per fare questo va aiutato il nostro tessuto produttivo. Questo disegno di legge di bilancio non lo fa ed è purtroppo un'occasione persa, non per Fratelli d'Italia, ma per la Nazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, ci accingiamo purtroppo a ratificare, come Parlamento, un disegno di legge di bilancio quasi intoccabile. Esiste sicuramente in questa legge di bilancio sia un problema di metodo che un problema di merito. Il Governo sicuramente ha ritardato, ben oltre il timing degli altri anni, l'approdo in Parlamento di questa manovra. L' iter di questo disegno di legge è apparso già segnato ben prima di cominciare. È sicuramente una legge di bilancio che prenderà qui la fiducia e arriverà blindata alla Camera. Per quanto riguarda la questione di merito, una delle cose importanti è che le liti all'interno di questa maggioranza hanno fatto sì che questa manovra non abbia dato nessun tipo di risposta alle imprese, che si vedono prorogate le misure già esistenti, e neanche ai contribuenti, che sono perseguitati dall'Agenzia delle entrate. C'è stato un taglio delle tasse di 8 miliardi, che sarà poco incisivo, mentre sarà finanziato il reddito di cittadinanza. È un documento che non ha nessun tipo di visione politica, a causa appunto di una maggioranza litigiosa che non ha affrontato il tema della crescita, ma l'ha rinviato. Uno dei temi forse più importanti avrebbe potuto essere quello relativo al superbonus 110 per cento; però purtroppo anche qui la burocrazia ha limitato molto le risposte. Nell'ultimo anno e mezzo sicuramente c'è stata una volontà da parte delle piccole e medie imprese, che hanno avuto nel superbonus 110 per cento solamente la possibilità di vedere incrementata la loro redditività; purtroppo il Governo non è riuscito a dare delle risposte importanti.