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non è, quindi, prevista esenzione se il soggetto che concede il terreno in affitto o in comodato a un coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale non ha egli stesso la qualifica di CD o IAP, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano utile valutare la possibilità di estendere ai soggetti che non abbiano la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto l'esenzione dall'IMU qualora concedano il terreno in affitto o in comodato a un CD o IAP, al fine di sostenerli economicamente in quanto spesso sono anziani titolari di pensioni di importi minimi e, contestualmente, di salvare i terreni incolti dall'abbandono attivando il loro potenziale produttivo perché siano una risorsa per le nuove generazioni sempre più disponibili a intraprendere nuovi progetti agricoli rispettosi dell'ambiente. Atto n. 4-06259 SANTANGELO MALPEZZI DE PETRIS LANZI LEONE TRENTACOSTE MONTEVECCHI FERRARA PUGLIA CAMPAGNA Al Ministro della salute Premesso che: la legge 22 maggio 1978, n. 194, ha introdotto nell'ordinamento italiano le norma per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Precedentemente a tale intervento normativo, questa pratica era punita dal codice penale con una pena fino a 4 anni, mentre una pena fino a 5 anni era prevista per chi causava l'aborto a una donna; nel maggio 1981, la legge ottenne anche un forte riconoscimento popolare da parte di 21 milioni di cittadini che bocciarono il referendum abrogativo con il 68 per cento di voti contrari; la legge n. 194 ha rappresentato una vera e propria conquista di civiltà e tuttora rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la salute di tante donne congiuntamente al loro diritto a decidere senza imposizioni del proprio corpo e a scegliere liberamente se e quando essere madri; detto strumento normativo non ha però trovato piena e uniforme applicazione nell'intero territorio nazionale. In Sicilia, come denunciato da CGIL Sicilia e da diverse associazioni femminili, i principi sanciti dalla legge n. 194 sono costantemente messi in discussione a causa del fenomeno dell'obiezione di coscienza da parte di medici, anestesisti, ostetriche e finanche operatori socio-sanitari che operano negli ospedali siciliani e a causa delle resistenze alla diffusione dell'interruzione di gravidanza farmacologica; tale fenomeno produce effetti pregiudizievoli con particolare riferimento alle fasce di popolazione che dispongono di minori risorse, quali minorenni, donne straniere, donne in condizioni economiche precarie; la legge n. 194 del 1978 nel processo di interruzione volontaria della gravidanza assegna un ruolo centrale ai consultori familiari istituiti dalla legge n. 405 del 1975 con l'obiettivo di assistere la donna in stato di gravidanza; considerato che: in Sicilia il rapporto tra abitanti e consultori è ben lontano sia da quanto previsto dalla legge (decreto-legge n. 509 del 1995 che prevede un consultorio ogni 20.000 abitanti) sia dalla media nazionale. Al contempo, in Sicilia 5 ginecologi su 6 sono obiettori di coscienza. Dai dati del 2019 il tasso dei medici obiettori era dell'85,8 per cento, a cui va aggiunto quello degli anestesisti che è pari al 73,1 per cento; ci sono poi alcune città in cui la legge n. 194 rischia di non trovare applicazione, come ad esempio a Marsala (Trapani), dove non sono presenti medici non obiettori e più in generale nella provincia di Trapani dove è presente soltanto un medico non obiettore; secondo l'ultimo report del Ministero della salute, il dato delle interruzioni di gravidanza in Sicilia è risultato in discesa nel 2020 (4.920) rispetto al 2019 (5.281) nonché rispetto agli anni precedenti: una tendenza sulla quale è ragionevole pensare che abbia influito la difficoltà di ricorrere all'interruzione di gravidanza, ma anche celare il rischio che molte donne facciano ricorso a strutture clandestine; ad oggi, l'interruzione volontaria della gravidanza farmacologica con pillola Ru486 è possibile solo in 8 strutture in tutta la Sicilia. Sono altresì particolarmente onerosi gli spostamenti tra province o città anche molto distanti tra loro; al fine di garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 occorrerebbe prevedere per ogni struttura pubblica e privata accreditata una dotazione organica necessaria e adeguata prevedendo un numero minimo di medici e operatori non obiettori di coscienza, si chiede di sapere: quali azioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per garantire la piena applicazione della legge n. 194 a partire dal potenziamento dei consultori e dalle campagne di informazione soprattutto nelle scuole, fra i mediatori culturali e nelle comunità straniere; se non si intenda prevedere la presenza di centri di ascolto e sostegno psicologico nelle scuole con personale laico specializzato; se, per quanto attiene alle proprie prerogative, non intenda effettuare una verifica di tutti gli organici degli ospedali siciliani in relazione al numero di medici e anestesisti obiettori di coscienza; se non ritenga di dover promuovere specifiche procedure concorsuali pubbliche rivolte espressamente a medici non obiettori. Atto n. 4-06260 VANIN ANASTASI TRENTACOSTE MONTEVECCHI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: si apprende da notizie di stampa che il Coordinamento degli insegnanti precari di Bolzano assieme al consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, Diego Nicolini, chiedono che si intervenga sulla situazione della scuola italiana in Alto Adige; in particolare si tratta di una vicenda che si trascina da diverso tempo, in quanto gli insegnanti delle scuole italiane in Alto Adige, alcuni con alle spalle più di 15 anni di lavoro, versano tuttora in una condizione di precarietà, essendosi abilitati prima del 2009 (ai tempi della scuola di specializzazione all'insegnamento secondario, nota come SSIS) oppure non avendo avuto la possibilità di abilitarsi affatto; di conseguenza, ogni anno ad agosto, decine di precari attendono l'arrivo di un nuovo incarico, destinati, nella maggior parte dei casi, a cambiare scuola e comune, mentre in certi casi la chiamata per il nuovo incarico non arriva per nulla; da oltre 3 anni, ossia dal 2018, esiste una norma di attuazione (art. 12 -bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 1983) che assegna la competenza per tutti i percorsi di formazione iniziale, di ogni ordine e grado scolastico, per i tre gruppi linguistici alla Provincia da attivare attraverso la Libera università di Bolzano. La scuola tedesca e ladina si sono mosse nell'immediato, attivando nel 2019 dei percorsi straordinari per stabilizzare i docenti con anni di servizio e, nel 2020, istituendo una serie di altri percorsi abilitanti. La scuola italiana è invece rimasta immobile; considerato che: i suddetti insegnanti precari e il consigliere M5S hanno evidenziato: "Nonostante sia fatto obbligo di osservare le norme di attuazione con più interrogazioni e mozioni, ci è stato risposto all'inizio che non si potevano attivare questi percorsi abilitanti, né bandire dei concorsi, perché mancava il naturale filtro linguistico.