[massime]

Regione siciliana - Impiego regionale - Ruolo tecnico dei beni culturali e ambientali - Copertura di posti messi a concorso - Ammissione alla riserva del cinquanta per cento dei posti - Ritenuta esclusione di soggetti già adibiti alla catalogazione dei beni culturali della regione - Asserita violazione del principio di eguaglianza, del diritto a una stabile occupazione e del principio di imparzialità dell’amministrazione - Possibilità di una diversa interpretazione della norma censurata - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1, della legge della Regione Siciliana 27 aprile 1999, n. 8, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4 e 97 della Costituzione, nella parte in cui prevedendo che il cinquanta per cento dei posti messi a concorso per la copertura di posti delle qualifiche del ruolo tecnico dei beni culturali ed ambientali sia riservata esclusivamente al personale che ha prestato effettivo servizio per la realizzazione degli interventi di cui all'art. 111 della legge della Regione siciliana n. 25 del 1993, irragionevolmente escluderebbe dalla riserva quanti hanno prestato la loro attività nell'ambito di un progetto di catalogazione dei beni culturali della Regione Siciliana, basato sulla legge 20 maggio 1988, n. 160. Infatti secondo il testo e la 'ratio' della disposizione censurata - che mira a non disperdere il patrimonio di professionalità formato sia con fondi statali, sia con fondi regionali -, nulla si oppone a che la norma sia interpretata nel senso di definire l'ambito dei destinatari della riserva di posti attraverso un criterio di carattere generale, collegato all'obiettivo ed effettivo esercizio delle attività di catalogazione, indipendentemente dal tempo in cui esse siano state, in concreto, messe in opera.