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l'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, concernente il "Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni", poi sostituito dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, prevede che con riferimento ai titolari di incarichi politici, anche se non di carattere elettivo, di livello statale regionale e locale, lo Stato, le Regioni e gli enti locali pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni, tra cui "d) i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti; e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti"; ai sensi dell'articolo 18 le pubbliche amministrazioni pubblicano l'elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l'indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: con ordinanza del sindaco di Roma capitale del 19 febbraio 2018, n. 24, il dottor G.C. è stato nominato presidente di Risorse per Roma SpA, con un compenso lordo annuo onnicomprensivo di 49.035,90 euro, previa acquisizione dell'autorizzazione dell'ente di appartenenza; all'atto del conferimento dell'incarico il dottor C. era dipendente dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) in posizione di comando dal 6 ottobre 2016 presso l'Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo; con delibera del direttore generale dell'ISTAT n. 1269 del 30 novembre 2018, è stato revocato il comando del dottor C. presso l'Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo; con altra delibera del direttore generale n. 1288 del 4 dicembre 2018, è stato conferito al medesimo dottor C. l'incarico di dirigente del servizio "Ufficio di coordinamento del Direttore Generale"; secondo informazioni apprese dagli interroganti, sembrerebbe che il presidente dell'Istituto nazionale di statistica stia per conferire al dottor C., a seguito di interpello interno, l'incarico di direttore centrale amministrazione e patrimonio; considerato che, ad oggi, per quanto risulta agli interroganti: sul sito internet di Risorse per Roma, nella sezione società trasparente, nel capitolo relativo ai titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di Governo, la dichiarazione di assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità di cui al decreto legislativo n. 39 del 2013 del dottor C. risale a marzo 2018, in ciò violando l'articolo 20, comma 2, e fa riferimento all'incarico allora svolto presso l'Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo; sul sito internet dell'ISTAT, invece, nella sezione amministrazione trasparente, nel capitolo relativo agli incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti, non c'è alcuna traccia della carica di presidente di Risorse per Roma rivestita dal dottor C., si chiede di sapere: se, nel conferimento dell'incarico di presidente di Risorse per Roma, siano state rispettate le prescrizioni previste dall'articolo 53 del decreto legislativo n. 165 del 2001, con particolare riguardo alla concessione dell'autorizzazione da parte dell'amministrazione di appartenenza; se l'Istituto nazionale di statistica sia al corrente che il dottor C. è titolare di altro incarico retribuito, quando e come ne sia venuto a conoscenza e come possa ritenersi compatibile il contemporaneo svolgimento di due siffatte attività che, come di tutta evidenza, richiedono un impegno full time ; se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di come l'Istituto nazionale di statistica intenda valutare eventuali violazioni del codice di comportamento dei dipendenti pubblici da parte del dottor C.; quali misure di competenza intenda sollecitare affinché vengano individuati e sanzionati i responsabili di eventuali irregolarità della vicenda. Atto n. 4-02462 NOCERINO PESCO DONNO LANNUTTI ANGRISANI ORTIS PISANI Giuseppe CASTELLONE ROMANO AUDDINO GUIDOLIN CAMPAGNA SANTANGELO FENU ABATE GIANNUZZI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in Cile, dopo l'annuncio di forti aumenti sulle tariffe della metropolitana, sono scoppiate proteste, inizialmente pacifiche, che sono sfociate successivamente in violenze e gravi atti di vandalismi; i carabineros hanno risposto alle proteste con violente cariche e lanci di lacrimogeni. Si contano numerose vittime; considerato che: sui motivi della rivolta che sta attraversando il Cile e sulla brutale violenza del Governo, un artista cileno ha scritto: "In Cile si vive ancora sotto la costituzione creata durante la dittatura di Augusto Pinochet. E' in questo contesto che il governo ha annunciato l'aumento del biglietto dei mezzi pubblici di Santiago. Come risultato: il popolo ha detto basta ed è sceso in piazza" ("dinamopress" del 28 ottobre 2019); il Cile è uno dei Paesi con le maggiori diseguaglianze sociali tra i 36 membri dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico); il movimento di protesta che ha portato i cittadini del Cile in massa per le strade si è nel tempo allargato esponenzialmente e si è rafforzato andando oltre i confini nazionali, mentre venivano diffuse le notizie, le immagini, i video dei maltrattamenti, degli abusi di potere che militari e agenti di Polizia hanno compiuto sui manifestanti; inoltre un milione di persone si è riversato come un fiume in piena nel centro della capitale, Santiago del Cile, nella manifestazione più grande da quando la protesta è cominciata, per rivendicare giustizia sociale, servizi di base pubblici efficienti, in uno dei Paesi del pianeta in cui il divario tra ricchi e poveri è più profondo; lo stato di emergenza imposto il 19 ottobre 2019, con la massiccia militarizzazione delle strade, e il coprifuoco dalle 22 alle 7 del mattino, per la prima volta da quando trent'anni fa in Cile è tornata la democrazia, è stato revocato dal Presidente Sebastián Piñera, il quale ha contestualmente annunciato un rimpasto di governo; dopo l'imposizione dello stato di emergenza, l'organizzazione Amnesty International si è rivolta direttamente al Governo cileno con un appello: «Con una lettera aperta inviata al presidente Sebastián Piñera», si legge nel comunicato rilasciato da Amnesty, «abbiamo ricordato alle autorità del Cile i loro obblighi in materia di diritti umani e li abbiamo invitati ad ascoltare le richieste della popolazione e ad attuare misure concrete per darvi seguito»; il Presidente cileno Sebastián Piñera, dopo averlo annunciato, ha sostituito otto membri del suo Governo nella speranza di fermare le proteste che in Cile vanno avanti dal 18 di ottobre scorso e che hanno già causato diversi feriti e 18 morti. Il rimpasto, il terzo negli ultimi 15 mesi, ha riguardato i Ministeri più importanti del Cile;