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L'articolo 3.36 stabilisce le procedure per l'adozione di misure correttive temporanee in caso di mancata esecuzione del lodo da parte della Parte convenuta, rispetto alle quali quest'ultima può comunque chiedere al collegio arbitrale di pronunciarsi, mentre il successivo articolo 3.37 regola le procedure per il riesame delle misure adottate per dare esecuzione al lodo successivamente all'adozione delle misure correttive temporanee ai sensi dell'articolo 3.36, al fine di pervenire eventualmente alla revoca di queste ultime. Gli articoli 3.38 e 3.39 disciplinano rispettivamente la possibile sospensione e la conclusione del procedimento arbitrale e la possibilità per le Parti di concordare la composizione della controversia. Come statuito nell'articolo 3.40, i procedimenti di risoluzione delle controversie sono disciplinati dall'Allegato 9 (Regole del procedimento arbitrale). Le disposizioni conclusive di questa sezione disciplinano l'acquisizione e la comunicazione di informazioni ai fini del procedimento arbitrale (articolo 3.41), le norme di interpretazione delle disposizioni secondo le norme di interpretazione consuetudinarie del diritto internazionale pubblico, comprese quelle codificate nella convenzione di Vienna sul diritto dei trattati e, ove applicabile, qualsiasi interpretazione rilevante stabilita nelle decisioni dell'organo di conciliazione dell'OMC (articolo 3.42), l'adozione delle decisioni da parte del collegio arbitrale, inclusi gli effetti, i contenuti e la pubblicità (articolo 3.43), la composizione degli elenchi degli arbitri, nonché le qualifiche e gli obblighi, dettagliati nell'Allegato 11 – Codice di condotta degli arbitri e dei mediatori (articolo 3.44), il rapporto delle disposizioni di questa Sezione con gli obblighi derivanti dall'OMC, con specifico riferimento per le condizioni di avvio di un procedimento di risoluzione di una controversia relativa a una misura specifica ai sensi della presente sezione oppure dell'OMC (articolo 3.45) ed il calcolo dei termini (articolo 3.46). Capo IV – Disposizioni istituzionali, generali e finali (Articoli 4.1-4.119) L'articolo 4.1 disciplina l'istituzione di un Comitato comprendente rappresentanti delle Parti e copresieduto da un rappresentante dell'Unione europea e da uno di Singapore. L'organo provvede al corretto funzionamento dell'Accordo, ne monitora e facilita l'attuazione e l'applicazione promuovendone gli obiettivi generali e si adopera per risolvere i problemi che possono presentarsi nelle materie da esso disciplinate e per risolvere le controversie che possono insorgere per quanto riguarda l'interpretazione o l'applicazione del presente accordo. In particolare esamina le criticità e verifica il funzionamento del capo 3 (Risoluzione delle controversie), sezione A (Risoluzione delle controversie tra gli investitori e le Parti). Il comitato è copresieduto dal membro della Commissione europea responsabile per il commercio e dal Ministro del commercio e dell'industria di Singapore, o dai rispettivi delegati. La disposizione infine disciplina i compiti che il Comitato, previo accordo tra le Parti e previo espletamento dei loro rispettivi obblighi e adempimenti giuridici, può svolgere in merito alla composizione del tribunale e del tribunale d'appello e ai relativi onorari ( Capo 3 – Sezione A); alle misure transitorie necessarie a norma dell'articolo 3.12 (Meccanismo multilaterale di risoluzione delle controversie); all'adozione di interpretazioni delle disposizioni del presente Accordo (vincolanti per le Parti e per tutti gli organismi istituiti a norma del presente Accordo, compresi il tribunale e il tribunale d'appello di cui al capo 3 – sezione A e per i collegi arbitrali di cui al capo 3 – sezione B); all'adozione di norme che integrano il regolamento di risoluzione delle controversie o le regole incluse negli allegati, vincolanti per il tribunale e il tribunale d'appello di cui al capo 3 – sezione A e per i collegi arbitrali di cui al capo 3 – sezione B. Ai sensi dell'articolo 4.2, il Comitato può adottare decisioni, vincolanti per le Parti, e raccomandazioni, mediante accordo tra le Parti. Secondo quanto normato con l'articolo 4.3, le Parti possono apportare modifiche all'Accordo, che entrano in vigore a seguito dello scambio di notifiche scritte con le quali viene certificato l'espletamento dei rispettivi obblighi e adempimenti di legge. L'articolo 4.4 individua le condizioni entro le quali le Parti possono adottare o mantenere in vigore misure per motivi prudenziali (quali la tutela degli investitori, dei titolari di depositi, polizze; la tutela dei prestatori di servizi finanziari oppure la salvaguardia dell'integrità e della stabilità del proprio sistema finanziario). Le misure non devono comportare oneri maggiori di quelli necessari al raggiungimento del loro scopo e non devono rappresentare un mezzo di discriminazione arbitraria o ingiustificata nei confronti dei prestatori di servizi finanziari dell'altra parte, né configurare una restrizione dissimulata degli scambi di servizi. L'articolo 4.5 disciplina le eccezioni relative alla sicurezza cui si salda la disposizione relativa alla preservazione dell'interesse pubblico o di interessi commerciali legittimi nella divulgazione delle informazioni (articolo 4.9). L'articolo 4.6 circoscrive l'applicazione delle misure fiscali entro quanto necessario per dare effetto alle disposizioni dell'Accordo, con specifico riferimento per i diritti e gli obblighi delle Parti derivanti da convenzioni fiscali tra l'Unione e Singapore o tra uno degli Stati membri dell'Unione e Singapore, che restano impregiudicati. Nello stesso spirito, nell'Accordo viene ribadita la prevalenza di tali convenzioni fiscali in caso di conflitto di una di esse con l'Accordo medesimo nonché la possibilità per le Parti di adottare o mantenere in vigore misure fiscali atte a realizzare specifiche finalità. Vengono altresì direttamente escluse dalle applicazioni dell'Accordo le attività svolte da una banca centrale o da un'autorità monetaria o da qualsiasi altro soggetto pubblico nel quadro di politiche monetarie o di cambio (articolo 4.7). In base all'articolo 4.8, ciascuna parte incoraggia i propri fondi sovrani di investimento a rispettare i princìpi e le pratiche generalmente accettati, nel segno di un impegno condiviso per assicurare sempre maggiore trasparenza, indipendenza e la good governance del sistema finanziario internazionale. Come previsto dall'articolo 4.10, le Parti adottano le misure necessarie per l'adempimento dei loro obblighi a norma del presente accordo, le cui disposizioni, secondo quanto indicato dall'articolo 4.11, non possono essere interpretate come tali da conferire alle persone diritti o imporre loro obblighi diversi da quelli istituiti tra le Parti in virtù del diritto internazionale pubblico (mancanza di efficacia diretta). L'inserimento a pieno titolo dell'Accordo di protezione degli investimenti nel quadro giuridico complessivo delle relazioni tra Unione europea e Singapore è richiamato dall'articolo 4.12 (Relazioni con altri accordi). In particolare l'API si configura quale accordo specifico che dà effetto alle disposizioni commerciali dall'Accordo di partenariato e cooperazione, comunque compatibilmente con gli obblighi assunti dalle Parti in forza dell'Accordo OMC.