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Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2533. I relatori, senatori Biti e Bergesio, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Biti. BITI, relatrice . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare il mio correlatore, senatore Bergesio, i Presidenti di Commissione, tutti i commissari e il rappresentate del Governo. Signor Presidente, colleghi, forse in un primo tempo questo provvedimento è stato non voglio dire sottovalutato, ma, trattandosi di una malattia che riguarda - per fortuna - soltanto i suini, non è stato trattato con l'attenzione che meritava. La peste suina africana è portata da un virus della famiglia asfivirus, estremamente resistente, tanto che la sua diffusione è molto facile. Viene trasmesso non soltanto inter specie, e quindi tra suidi (cinghiali o suini), ma ciascuno di noi, con le proprie scarpe, andando nei boschi e venendo a contatto laddove il virus è passato, può diffonderlo. L'Italia aveva già avuto a che fare con il virus della peste suina africana in Sardegna, con un'altra variante rispetto a quella adesso presente in Piemonte e in Liguria. Eradicarlo solo in Sardegna - tutti noi sappiamo essere un'isola, cosa che consentirebbe una certa facilità nel contenimento degli animali e, quindi, della diffusione stessa - è stato veramente difficile. Adesso ci troviamo con questa nuova variante, che viene dall'Est Europa e che, per ora, ha colpito soltanto la specie selvatica, ovvero il cinghiale, coinvolgendo diversi individui: fino a qualche giorno fa ne erano stati trovati positivi più di 70. È già stata messa in campo tutta una serie di prescrizioni e di atti per cercare di bloccare la diffusione di questa malattia infettiva. Per fortuna - come dicevo - non è una zoonosi e, quindi, non è una malattia che contagia anche l'uomo. Tuttavia, gli ultimi due anni ci dovrebbero insegnare che le malattie infettive non devono mai essere prese sottogamba, non devono mai essere considerate non importanti. In questo caso - e ne parlerà più diffusamente il senatore Bergesio - dobbiamo assolutamente scongiurare che questa malattia si trasferisca dal cinghiale, ovvero dal maiale selvatico, al suino domestico; in caso contrario - Dio non voglia - tutti gli allevamenti del nostro Paese sarebbero a rischio e si porterebbe al collasso un'intera filiera per noi fondamentale. La Commissione aveva un testo base. La necessità era di procedere velocemente e bene. Da tutti coloro che abbiamo udito, che sono stati veramente tanti (ovviamente il Ministero, nella figura del direttore, ma anche istituti zooprofilattici, servizi veterinari, associazioni e università) e che ringraziamo per gli apporti che ci hanno dato, ci è stato chiesto di agire velocemente e anche di cercare di stanziare delle risorse. Inizialmente questo decreto-legge era ad invarianza finanziaria e, quindi, rivolgo un ringraziamento - da parte mia, ma penso davvero di poterlo fare da parte di tutta la Commissione - al Governo e al ministro Patuanelli che ha deciso di destinare delle risorse a questo provvedimento. Non era così scontato che ci si riuscisse, ma è un obiettivo che ci eravamo posti e che siamo riusciti a perseguire. La Commissione ha inoltre lavorato per apportare modifiche importanti e cercare di assegnare qualche potere in più al commissario straordinario, già individuato dalla Presidenza del Consiglio, che ha il compito di coordinare le Regioni per eradicare la malattia dove è già presente e per cercare di non farla diffondere dove ancora non è arrivata. Con gli emendamenti votati ieri sera abbiamo finalmente dato qualche potere in più al Commissario - e anche le risorse sono andate in quella direzione - soprattutto per mettere delle reti. Forse qualche collega penserà che non è niente, ma in realtà questa malattia si ferma bloccando il movimento degli animali e dei cinghiali. Quindi, se per ora autostrade e grandi strade di comunicazione hanno fatto sì che i cinghiali non andassero da una parte all'altra, impedendo quindi una diffusione ancora maggiore, molto è in carico ora al Commissario e alle Regioni, che dovranno costruire delle barriere con delle recinzioni per cercare di bloccare gli animali e non farli scappare diffondendo in tal modo la malattia. Mi avvio a concludere. Ringrazio davvero i commissari perché tutti siamo rimasti sul merito del provvedimento, nonostante le differenze che - vivaddio - ci sono in quest'Assemblea parlamentare. Avevamo posizioni all'inizio anche molto distanti, ma a volte un problema si risolve partendo da due punti diversi per raggiungere lo stesso obiettivo. Questo è accaduto durante i lavori della nostra Commissione: l'obiettivo di tutti i membri delle Commissioni 9 a e 12 a è stato di agire velocemente in modo da bloccare la diffusione della peste suina africana. Ci siamo limitati davvero al merito di questo momento di grave emergenza che riguarda i suidi (i cinghiali per ora, e speriamo che non toccherà mai i suini domestici). Signor Presidente, una piccola considerazione va fatta sulla gestione della fauna selvatica, che probabilmente ha bisogno - è emerso anche dalla discussione in Commissione - di essere affrontata in maniera matura e seria, come le Commissioni hanno dimostrato di saper fare in questa occasione. Sono tante le malattie infettive, specie specifiche ma anche zoonosi, che hanno bisogno sicuramente di porre attenzione a questo tema, senza pensare ovviamente ai grandi problemi degli agricoltori, che non affronterò per non scavalcare il merito del tema odierno. Il lavoro è stato davvero importante, per cui ringrazio ancora sia la presidente Parente che il presidente Vallardi, tutti i commissari e il Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO, relatore . Signor Presidente, ringrazio anch'io tutti coloro che si sono impegnati su questo provvedimento, nonché i membri del Governo che sono stati presenti in Commissione con molta attenzione. Il provvedimento al nostro esame è molto importante e nasce non contro qualcuno, ma per dare una mano e aiutare una filiera rilevante del nostro Paese, quella della suinicoltura, sia nella fase di produzione che di trasformazione, che ha ricevuto contraccolpi pesantissimi negli ultimi mesi, con una perdita secca a settimana di oltre 25 milioni di euro. È una perdita reale, soprattutto perché la peste suina africana si è inserita in un contesto complicato e in una zona dove le produzioni suinicole sono molto impegnative e numerose, come quella della Regione Piemonte, dove oltre 3.500 aziende operano nel settore con un milione e trecentomila capi sugli otto milioni prodotti nel nostro Paese.