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Disciplina della professione di guida turistica. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge ha la finalità di introdurre una regolamentazione della professione di guida turistica, la cui disciplina, in base all'articolo 117 della Costituzione, rientra tra le materie di legislazione concorrente, attraverso misure che siano coerenti con la necessità di valorizzare il patrimonio culturale italiano tramite il riconoscimento della professionalità di coloro che lo illustrano ai visitatori, esaltandone la bellezza e la ricchezza in tutti gli aspetti: storico, culturale, religioso, architettonico, artistico, archeologico, monumentale, anche in relazione al contesto demo-etno-antropologico, paesaggistico ed enogastronomico che caratterizza le specificità dei territori. Il nostro Paese, che ha il numero più alto di siti tutelati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), è esso stesso l'espressione di un patrimonio esteso e diffuso che, incontrandosi con le tradizioni e le specificità proprie di ciascun territorio, diventa unico al mondo e, come tale, deve essere valorizzato e salvaguardato. Proprio per la sua natura di vero e proprio monumento a cielo aperto, costituito da migliaia di realtà culturali diverse e specifiche, è opportuno che chi illustra professionalmente tali realtà sia competente e abbia una conoscenza specifica dei territori. In mancanza di tale intervento normativo si corre il rischio di non riuscire a valorizzare fino in fondo tutte le tipicità proprie di ogni singola area. Per questo è urgente prendere coscienza di questa esigenza e dare un forte segnale di impegno, rafforzando le politiche di formazione e attivando le necessarie misure di tutela verso le guide turistiche italiane. Per fare ciò è necessario chiarire definitivamente la natura dell'attività della guida turistica, che non è quella di un mero « servizio » turistico, ma di una vera e propria professione. Come è noto era stata aperta da parte dell'Unione europea una procedura di pre-infrazione (EU Pilot 4277/12/MARK) nei confronti dello Stato italiano sulla base del presupposto che la disciplina della professione di guida turistica rientrasse nell'ambito della direttiva 2006/123/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, nota come « direttiva Bolkestein ». Con l'entrata in vigore della legge 6 agosto 2013, n. 97 (legge europea 2013), è stato chiuso il contenzioso con l'Europa ma a danno delle guide turistiche nazionali che, per garantire la libera prestazione di servizi su tutto il territorio nazionale imposta dall'Europa, hanno assistito ad una dequalificazione della propria professione, a scapito degli interessi generali dello Stato e della migliore valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Il presente disegno di legge è l'occasione per chiarire definitivamente che le guide turistiche, essendo una vera e propria categoria di professionisti specializzati, non possono essere assoggettate all'ambito di applicazione della direttiva Bolkestein, nella quale si sono ritrovate per un mero errore di traduzione. Nel considerando 33 della citata direttiva 2006/123/CE, infatti, sono disciplinati i servizi turistici dei « tour guides » , che sono quelli offerti dagli « accompagnatori turistici », addetti alla supervisione e all'organizzazione del viaggio. Questo termine è stato erroneamente tradotto come « guide turistiche » e ciò ha creato confusione tra due professioni che, sebbene in Italia siano entrambe regolamentate, risultano tuttavia ben distinte: l'accompagnatore e la guida turistica, come peraltro ben chiarito in una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, che conferma la distinzione tra le figure professionali di guida turistica e di accompagnatore turistico. Il termine inglese corretto che identifica le guide turistiche non è infatti « tour guides », ma « tourist guides », come stabilito peraltro da tutti i Paesi europei, Germania compresa, essendo la definizione stata adottata dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN). La guida turistica, intesa come « persona che guida i visitatori nella loro lingua e interpreta il patrimonio culturale e naturale di un'area per la quale possiede una qualifica specifica, riconosciuta e certificata dall'autorità preposta », esula pertanto dal campo dei servizi organizzativi, rientrando a tutti gli effetti nell'ambito di applicazione della direttiva 2005/36/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, sulle qualifiche professionali. La stessa direttiva europea 2006/123/CE prevede deroghe alla sua applicazione per motivi di salute pubblica, politica sociale, salute e sicurezza dei lavoratori, dipendenti e autonomi, protezione dell'ambiente, salvaguardia del patrimonio culturale e per altri motivi imperativi d'interesse generale conformi al diritto europeo. Altre deroghe sono previste dalla sentenza della Corte di giustizia europea del 26 febbraio 1991, nella causa C-180/1989, per la quale: « i musei e monumenti storici richiedono l'intervento di una guida specializzata ». Inoltre, le restrizioni territoriali non sono inserite tra i « requisiti vietati » ai sensi dell'articolo 14 della suddetta direttiva, facendo ritenere che per le guide turistiche gli ambiti territoriali sono ambiti di competenza professionale conseguibile. Ritenendo quindi che le guide turistiche siano gli unici professionisti specializzati a illustrare correttamente ai visitatori il patrimonio culturale italiano, migliorandone la divulgazione e contribuendo così alla sua valorizzazione e tutela, in linea con quanto stabilito dall'atto di indirizzo e coordinamento in materia di guide turistiche di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995, con il presente disegno di legge si intendono perseguire le seguenti finalità: a) introdurre una formazione specifica, teorica e pratica, della durata complessiva di 650 ore, necessaria per l'accesso all'esame di abilitazione; b) individuare gli ambiti territoriali di specializzazione sulla base della numerosità dei siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità, secondo la Convenzione adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO il 16 novembre 1972, del flusso di visitatori e della contiguità territoriale, per quanto concerne anche le tradizioni storiche, culturali, linguistiche ed enogastronomiche, in cui poter svolgere la formazione propedeutica all'esercizio della professione; c) istituire, presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, l'elenco nazionale delle guide turistiche, cui sono iscritti tutti coloro che hanno superato l'esame di abilitazione. L'esercizio della professione avviene a seguito del superamento dell'esame di abilitazione professionale e alla contestuale iscrizione all'elenco. Per le ragioni sopra esposte, ci si augura, anche alla luce delle gravi difficoltà che la categoria sta vivendo per l'emergenza epidemiologica da COVID-19, che il disegno di legge possa essere quanto prima approvato per poter fornire alle guide turistiche gli strumenti necessari per potersi consolidare e tornare ad essere nuovamente competitive.. 1 (Finalità) 1 La presente legge stabilisce i princìpi che regolano la professione di guida turistica, ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione. 2 Le regioni disciplinano la professione di guida turistica nel rispetto dei princìpi fondamentali della presente legge. 2 (Definizione e oggetto della professione)