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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 173 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,33). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sul 50° anniversario della strage di piazza Fontana PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, il 12 dicembre del 1969 un vile attentato terroristico colpì la Banca nazionale dell'agricoltura di Milano. Le vittime di quella che è passata tristemente alla storia come la strage di piazza Fontana furono 17, alle quali vanno aggiunti 88 feriti. Si trattò di un vero e proprio attacco frontale alla democrazia italiana, completato con tre ordigni che esplosero nei minuti successivi a Roma, causando ulteriori 16 feriti. Da quel giorno il Paese conobbe il buio degli anni di piombo, dell'eversione, dell'attacco sovversivo allo Stato di diritto. Nei cinquant'anni che ci separano da piazza Fontana il terrorismo stragista è stato sconfitto, grazie a un'unità di intenti che ha visto cittadini, corpi intermedi e istituzioni difendere a tutti i livelli la democrazia. Nei cinquant'anni che ci separano da piazza Fontana è mancata, però, la possibilità di accertare i fatti, di accertare le responsabilità. Nessun esecutore materiale, depistaggi e distorsioni hanno negato la giustizia alle vittime, ai loro familiari, all'intero Paese. È per questo che nei loro confronti le istituzioni hanno ancora oggi un debito di verità. Onorare questo debito, anche procedendo con solerzia alla desecretazione degli atti, come stiamo facendo con il presidente Fico, significa onorare i princìpi cardine della Repubblica e i valori del nostro vivere civile. Vi invito a un minuto di raccoglimento. ( L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi) . Dibattito sul finanziamento della politica PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Dibattito sul finanziamento della politica». Dichiaro aperto il dibattito. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 9,41) SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non le nascondo che sono abbastanza amareggiato di dover affrontare un tema così delicato e importante per la vita democratica del nostro Paese non per un impulso o per un atto di quest'Assemblea, ma perché purtroppo spinti da un'iniziativa giudiziaria che ci impone una discussione che evidentemente non aiuterà a trovare delle soluzioni. Non voglio addentrarmi nella vicenda giudiziaria, senatore Renzi - non spetta a noi ed è evidente che abbiamo fiducia nell'autorità giudiziaria - ma vorrei dire con molta franchezza che ci ha lasciato perplessi la modalità con cui si sta esplicando l'inchiesta, francamente non ancora smentita, relativa all'utilizzo di quasi 300 finanziari recatisi, nelle ore dell'alba, presso abitazioni di persone francamente insospettabili. Forse questa modalità si poteva evitare. Io partirei da una domanda: che idea abbiamo della nostra democrazia? Devo dire la verità: la fotografia è desolante. Negli ultimi anni i partiti si sono ridotti a dei semplici comitati elettorali - questa è la verità - ed è cominciato tutto con il Governo Letta. Per accarezzare la pancia del popolo, degli elettori, con la ricerca del sangue si è addivenuti alla cancellazione del ruolo dei partiti come corpi intermedi. Abbiamo tradito la Carta costituzionale nell'articolo 49. Abbiamo raccolto la sfida non di migliorare il ruolo dei partiti, ma di cancellarli. Abbiamo cancellato il finanziamento pubblico ai partiti e ci siamo ridotti a chiedere i soldi ai privati, i quali ovviamente hanno oggi timore di finanziare la politica, perché con il combinato disposto del traffico d'influenze il giorno dopo averlo fatto hai la Guardia di finanza a casa. Capite che circuito abbiamo innescato. Le tante inchieste aperte degli ultimi giorni dovrebbero far riflettere la politica, far avere un sussulto di dignità per difendere il primato della politica, e non la casta. In questa sede, infatti, stiamo difendendo non la casta, ma il concetto di democrazia che abbiamo. Io non voglio che la politica sia assoggettata alla finanza, all'economia; la politica non deve andare a elemosinare i soldi e voglio che tutti i partiti abbiano le stesse possibilità di parlare al popolo sovrano; poi chi ha più appeal magari raccoglie fondi privati è quanto purtroppo non sta accadendo. Nessuno nega le storture, le schifezze avvenute, ma qui si è buttata l'acqua sporca con il bambino. E, pertanto, oggi ci riduciamo a discutere di politica e di comitati elettorali quando ci sono le scadenze elettorali. Abbiamo cancellato le sezioni dei partiti; nei singoli Comuni non c'è più luogo di dibattito. Non illudiamoci, non prendiamo in giro gli italiani dicendo che ci sono i social! Ma il confronto si fa con un tweet , con un selfie, con una diretta e tutti dietro con i cuoricini e i like ? È questa la politica che tutti auspichiamo per i nostri figli? A me questa roba fa schifo. Lo dico con estrema chiarezza: tutto ciò serve certamente per intrattenere, ma non per costruire un'idea, un progetto di Paese. Ritengo utile allora, signor Presidente, reintrodurre in questo Paese il finanziamento pubblico ai partiti, con maglie molto più strette e rigidi controlli. Purtroppo non vedo in Aula il senatore Lannutti, ma mi piacerebbe che l'Associazione nazionale dei consumatori - quindi i cittadini - entrasse negli organismi di sorveglianza. È come quell'esempio che ho fatto sulle autostrade: siccome in autostrada c'è il rischio che qualcuno superi i limiti di velocità, si è deciso di chiuderle, invece di mettere più tutor e controlli; lo stesso è avvenuto al sistema dei partiti. Concludo, signor Presidente, perché purtroppo il tempo è tiranno, rivolgendomi anche agli amici del MoVimento 5 Stelle: