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come i Ministri in indirizzo intendano procedere affinché venga dato seguito all'accordo siglato il 17 gennaio 2019, dalle parti sociali, con la Regione Lazio, Direzione generale del lavoro, Area vertenze ed interventi, e l'azienda, che impegnava quest'ultima a proseguire nel piano di investimenti per 35 milioni di euro nell'arco di 4 anni (2020-2023) su nuove linee di produzione per la preparazione di prodotti oncologici ed antibiotici; se non intendano intervenire al fine comunque di pervenire ad una soluzione che eviti la perdita dei posti di lavoro, consenta eventualmente l'applicazione degli ammortizzatori sociali e garantisca continuità ai lavoratori, ponendo in essere tutte le azioni necessarie per non disperdere un patrimonio produttivo di grande rilievo per il tessuto economico pontino e per il settore farmaceutico nazionale. Atto n. 3-02775 BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: in Italia 5 milioni di persone soffrono di incontinenza e il 60 per cento sono donne; tale patologia è ancora vissuta come un vero stigma sociale, e in tale ottica il Ministero della salute, con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 10 maggio 2006, ha indetto il 28 giugno la "giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza"; la giornata è stata promossa dai pazienti e voluta dal Ministero della salute e ha le seguenti finalità: "Nell'ambito di tale giornata, le amministrazioni pubbliche e gli organismi di volontariato s'impegnano a promuovere, attraverso idonee iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, quali il contributo di specialisti, che effettueranno controlli medici gratuitamente, l'attenzione e l'informazione sui problemi delle persone incontinenti e di quanti sono coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle loro vicende, al fine di sviluppare politiche pubbliche e private che allarghino le possibilità di guarire dalla malattia, o quantomeno conviverci con dignità"; in Italia l'incontinenza incide pesantemente sulla qualità e quantità di vita provocando nelle persone colpite isolamento sociale, ansia e depressione che fanno sì che solo una piccola minoranza si rivolga al medico di famiglia. La patologia, invece, come evidenziano i massimi esperti nel settore, nella stragrande maggioranza dei casi può essere curata con successo tramite la rieducazione perineale, la chirurgia mininvasiva, la neuromodulazione e altre terapie; stime indicano che lo Stato, tramite Regioni e ASL, spende oltre 420 milioni di euro all'anno (più IVA al 4 per cento e costi della filiera) per i soli pannoloni, mentre tramite l'implementazione di percorsi riabilitativi i costi si ridurrebbero drasticamente. I costi globali del settore, tra pubblico e privato sociale, ammontano a circa 2,5 miliardi di euro annui, come stima l'associazione dei pazienti Fincopp (Federazione italiana incontinenti e disfunzioni del pavimento pelvico); l'incontinenza è, come detto, un vero e proprio tabù medico ed è pertanto importante divulgare le problematiche e le possibili soluzioni. A tal proposito, sarebbe fondamentale attivare appositi "centri"; un tavolo sull'incontinenza è stato istituito nel 2015 (decreto ministeriale 2 ottobre 2015) dal Ministro della salute pro tempore e ha prodotto l'accordo della Conferenza Stato-Regioni del 24 gennaio 2018, che prevede l'attivazione dei tavoli di lavoro regionali sull'incontinenza e l'apertura dei centri di primo, secondo e terzo livello in ogni regione; l'accordo prevede infatti che in ogni Regione venga istituita una rete regionale di centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell'incontinenza articolata su tre livelli, prevedendo inoltre che quelle che non hanno realizzato la rete dei centri provvedano a costituire un apposito gruppo di lavoro locale, propedeutico alla realizzazione della rete regionale, nel quale trovino adeguata rappresentatività le competenze cliniche ed organizzative delle amministrazioni regionali oltre che di esperti di settore; ad eccezione di Piemonte e Veneto, nelle altre Regioni non si ha notizia dell'attuazione dell'accordo; proprio per monitorare l'operatività delle regioni e l'attivazione dei tavoli regionali con l'apertura dei centri riabilitativi, a parere dell'interrogante, sarebbe utile ed indispensabile attivare presso il Ministero della salute un tavolo permanente e ristretto sull'incontinenza urinaria, fecale e disturbi al pavimento pelvico, con la partecipazione delle associazioni pazienti; il tavolo non comporta per il Ministero alcun onere economico, poiché le riunioni possono svolgersi da remoto e con oneri economici a carico dei partecipanti, si chiede di sapere quale sia lo stato dell'arte relativo all'attuazione ed implementazione dell'accordo della Conferenza Stato-Regioni del 24 gennaio 2018 e se non ritenga urgente intraprendere immediate iniziative al fine di attivare il suddetto tavolo ministeriale. Atto n. 3-02777 LA MURA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la rete "Natura 2000" è il principale strumento della politica della UE per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica, istituita ai sensi della direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario; essa comprende i siti di interesse comunitario (SIC), identificati dagli Stati membri secondo quanto stabilito dalla direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali zone speciali di conservazione (ZSC), e anche le zone di protezione speciale (ZPS), istituite ai sensi della direttiva 2009/147/CE "Uccelli"; in data 9 giugno 2021 la UE ha avviato nei confronti dell'Italia la procedura di infrazione n. 2021/2028 sul mancato completamento della designazione dei siti della rete Natura 2000; più nel dettaglio, secondo la Commissione europea, allo stato attuale la rete Natura 2000 dell'Italia non comprende nella misura adeguata tutti i diversi tipi di habitat e le specie che necessitano di protezione. Le lacune più gravi riguardano le specie marine, come la foca monaca mediterranea, la tartaruga marina comune e il tursiope, e gli habitat marini, come le scogliere. Mancano, inoltre, le designazioni dei siti marini per diverse specie di uccelli marini, come la berta maggiore e la berta minore; il nostro Paese dispone di due mesi per rispondere alla lettera di messa in mora e adottare le misure necessarie, al fine di evitare che la Commissione possa adottare un parere motivato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e di altri elementi al riguardo; se intenda adottare le misure necessarie per l'immediata chiusura della procedura di infrazione, scongiurando così che essa possa proseguire con l'emissione di un parere motivato da parte della Commissione europea. Atto n. 3-02778 LA MURA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: anche quest'anno l'interrogante ha lanciato, attraverso i propri canali social , una campagna per ricevere segnalazioni dai cittadini su problematiche relative al mare e alle spiagge dagli stessi frequentate nella stagione estiva;