[ddlpres]

c) per mancato esercizio della concessione per un periodo fissato a questo effetto nell'atto di concessione, o per cattivo uso della stessa; d) per il mutamento sostanziale dello scopo per il quale è stata fatta la concessione; e) per omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato a questo effetto dall'atto di concessione; f) per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione ; g) per violazioni edilizie, urbanistiche, ambientali, paesaggistiche e di tutela del patrimonio culturale sull'area oggetto della concessione, che costituiscono automaticamente inadempimento degli obblighi derivanti dalla concessione; h) per effetto nei confronti del concessionario di sentenza di condanna passata in giudicato o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta per i reati contro il patrimonio culturale di cui all’articolo 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; i) per ogni ulteriore inadempimento agli obblighi derivanti dalla concessione o da norme legislative o regolamentari. Prima di dichiarare la decadenza, ad esclusione delle ipotesi di cui alle lettere g) ed h) del primo comma, l'amministrazione concedente fissa un termine entro il quale l'interessato può presentare le sue deduzioni. In relazione al contesto economico e sociale di riferimento, l'amministrazione concedente può, inoltre, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, dichiarare la decadenza dalla concessione dei beni demaniali marittimi nel caso in cui l'impatto occupazionale derivante dagli interventi previsti nel piano economico-finanziario risulti, di fatto, inferiore rispetto a quanto indicato al momento della presentazione della domanda di partecipazione. In caso di decadenza dalla concessione, al concessionario non spetta alcun rimborso per le opere eseguite né per le spese sostenute. L'amministrazione concedente effettua accertamenti periodici in ordine all'esatto adempimento degli obblighi assunti dal concessionario ed all'osservanza delle prescrizioni concernenti le modalità di utilizzazione del bene». 13 (Subingresso nella concessione) 1 Fermo restando quanto previsto dagli articoli 45- bis e 46 del codice della navigazione, in caso di cessione o affitto delle aziende per l'esercizio delle attività indicate dall'articolo 3 della presente legge, il subingresso nella relativa concessione del cessionario o dell'affittuario è subordinato al possesso dei requisiti di cui all'articolo 6, che sono preventivamente verificati dall'amministrazione concedente. 2 Sul soggetto che subentra gravano gli stessi obblighi e le stesse responsabilità del concessionario originario. 14 (Disposizioni speciali per le concessioni di beni demaniali marittimi dedicate alla nautica da diporto) 1 Sono strutture dedicate alla nautica da diporto, così come definite dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509: a il «porto turistico», ovvero il complesso di strutture amovibili ed inamovibili realizzate con opere a terra ed a mare allo scopo di servire unicamente o precipuamente la nautica da diporto ed il diportista nautico, anche mediante l'apprestamento di servizi complementari; b l'«approdo turistico», ovvero la porzione dei porti polifunzionali aventi le funzioni di cui all'articolo 4, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, destinata a servire la nautica da diporto ed il diportista nautico, anche mediante l'apprestamento di servizi complementari; c i «punti d'ormeggio», ovvero le aree demaniali marittime e gli specchi acquei dotati di strutture che non importino impianti di difficile rimozione, destinati all'ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di piccole imbarcazioni e natanti da diporto. 2 La durata delle concessioni demaniali marittime per la realizzazione delle strutture di cui al comma 1, lettere a) e b) , non può essere inferiore a trenta anni, né superiore a cinquanta anni. La durata delle concessioni demaniali marittime per la realizzazione delle strutture di cui al comma 1, lettera c) , non può essere inferiore a sei anni, né superiore a venti anni. La durata delle concessioni di cui al presente comma è individuata in modo da assicurare un uso rispondente all'interesse pubblico, nonché in misura proporzionata all'entità ed alla rilevanza economica degli investimenti e delle opere che devono essere realizzate dal concessionario. Con riguardo alle concessioni demaniali marittime di cui al presente comma di competenza regionale, le regioni fissano con legge la durata delle stesse nel rispetto di quanto previsto nei precedenti periodi. 3 Le concessioni demaniali marittime di cui al presente articolo sono affidate mediante procedure competitive ad evidenza pubblica nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 37, primo e secondo comma, del codice della navigazione, della normativa dell’Unione europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione e parità di trattamento. Trovano comunque applicazione i principi di cui agli articoli 6, 7 e 10 della presente legge. 15 ( Rating di legalità) 1 Al fine di promuovere la diffusione di principi etici nei comportamenti aziendali del settore, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato è attribuito il compito di procedere, in raccordo con i Ministeri della giustizia e dell'interno, alla elaborazione e attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalità per le imprese che, a prescindere dal fatturato, intendano partecipare a procedure di selezione per le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative. 2 Per le finalità di cui al comma 1 del presente articolo e di cui all'articolo 5- ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, l'Autorità garante della concorrenza del mercato può acquisire, presso le autorità e amministrazioni competenti, la documentazione prevista all'articolo 84 del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 16 (Premialità) 1 Al fine di favorire e diffondere le pratiche volte alla sostenibilità balneare, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è definito un sistema di premialità per le aziende balneari che dimostrino di aver promosso azioni di tutela ambientale, sociale ed economica nei confronti dei territori di appartenenza negli ultimi cinque anni. 17 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono allo svolgimento dei compiti di cui alla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 18 (Disciplina transitoria) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano agli affidamenti delle concessioni di beni demaniali marittimi per finalità turistico-ricreative successivi alla data della sua entrata in vigore.