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Di questo non posso che ringraziare, ancora una volta, la ministra Cartabia e la Sottosegretaria, che davvero è stata una fine mediatrice fra posizioni sicuramente differenti, perché è normale che ciascuno di noi abbia una visione diversa rispetto alle problematiche che abbiamo dovuto affrontare. Il dato certo, però, è che questo Governo, ancora una volta, sta mantenendo gli impegni che aveva assunto quando si era insediato e questo non lo può negar nessuno. Poi, cammin facendo, quando cambieremo, anche noi avvocati, la mentalità e l'approccio al processo, sicuramente potremo portare gli aggiustamenti necessari. Intanto però partiamo, nei termini che avevamo detto, e su questo francamente non si può obiettare nulla. È un impegno che era stato assunto nei confronti non solo del Paese, ma dell'Europa. Questo è un dato che non possiamo che rimarcare in maniera assolutamente favorevole. Sappiamo che la riforma del processo civile ha l'obiettivo di tutelare i bisogni quotidiani dei cittadini, oltre che degli operatori economici. Ci siamo impegnati con le istituzioni europee ad abbattere la durata dei processi e dall'approvazione di questa, come delle altre riforme che riguardano la giustizia (non dimentichiamo che in settimana approveremo definitivamente anche quella penale), dipende l'erogazione dei fondi previsti dal PNRR per contribuire al rilancio complessivo del Paese e della sua economia. È ovvio, ci saranno altri temi da affrontare. Ne abbiamo esaminati tanti, anche in Commissione giustizia, che contribuiranno tutti a uno snellimento e a una velocizzazione dei processi. Intanto però stiamo mettendo davvero un pilastro che credo sia fondamentale per la vita del nostro Paese, soprattutto per un sereno svolgimento del processo civile. Con questa riforma - lo sappiamo - si perseguono due scopi: rendere più immediata e sicura la risposta di giustizia nei tribunali e - aspetto che non è assolutamente secondario - stimolare anche una cultura nuova, di cui parlavo, quella della composizione consensuale dei conflitti. Questo è un dato assolutamente nuovo, perché capita spesso di sentire che una causa l'ha voluta fare e tenere in piedi l'avvocato. Ebbene, come dicevo, sarà sicuramente necessario un cambio di passo e di mentalità, che viene finalmente imposto da questa riforma. Su questo tracciato, si valorizzano i comportamenti virtuosi con importanti incentivi fiscali e di sistema, come gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie. Una giustizia equa ed efficiente non si fa solo a parole. Bisogna attuarla, perché è cruciale per il buon funzionamento e lo sviluppo del sistema economico. Sono infatti note da tempo le molteplici relazioni che legano la giustizia all'economia: una giustizia che funziona facilita le attività di scambio, incoraggia gli investimenti, rende più agevole l'accesso al mercato del credito, favorisce la concorrenza e aumenta l'attrattività del Paese nei confronti degli investitori esteri. È indicativo, in questo senso, che la riforma del sistema giudiziario, incentrata sull'obiettivo della riduzione dei tempi del processo civile, sia inserita dal PNRR tra quelle orizzontali o di contesto, che consistono in innovazioni strutturali nell'ordinamento tali da interessare tutti i settori di intervento del Piano. Per realizzare queste finalità, il Piano prevede anche il potenziamento delle risorse umane e delle dotazioni strumentali e tecnologiche dell'intero sistema giudiziario, al quale sono destinati specifici investimenti. Su questo aprirei una parentesi molto breve, perché più volte ho ripetuto nel corso degli incontri che è davvero necessario incrementare la pianta organica sia degli amministrativi sia dei magistrati. Mi permetto anche di dire che c'è necessità di mettere mano in maniera definitiva alla magistratura onoraria, e sono convinto che potremmo portare a termine anche questa riforma in tempi brevi perché anche quello è un tema che sicuramente potrà essere molto importante per far funzionare il nuovo sistema che con questa riforma stiamo portando avanti. Sono convinto che siano tre le linee guida che tracciano il percorso virtuoso di questa riforma: innanzitutto il potenziamento degli strumenti alternativi al processo civile, di cui ho già detto. In secondo luogo, un intervento selettivo sul processo, volto a concentrare maggiormente le attività tipiche della fase preparatoria e introduttiva: sopprimere finalmente le udienze potenzialmente superflue, ridurre i casi nei quali il tribunale è chiamato a giudicare in composizione collegiale e ridefinire meglio la fase decisoria, con riferimento a tutti i gradi del giudizio. La terza linea di indirizzo riguarda gli interventi sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali, volti a garantire la semplificazione delle forme e la riduzione dei tempi. Quest'ultimo è un altro argomento cruciale. Sappiamo che il processo esecutivo è sostanzialmente paralizzato e procede estremamente a rilento, tra l'altro aprendo la strada a molte speculazioni. Credo che la via sia stata intrapresa nella maniera giusta e che anche su questo tema si possano ottenere risultati importanti. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 19,06) ( Segue CUCCA). La riforma del processo civile è dunque necessaria, perché così com'è esso incide negativamente sulla visione esterna della qualità della giustizia, confermando il diffuso convincimento secondo cui una giustizia ritardata equivale a una giustizia denegata. È noto anche che una delle ragioni per cui le imprese estere sono restie a investire nel nostro Paese sia proprio l'eccessiva lentezza del procedimento civile, specie per quanto riguarda le procedure per il recupero dei crediti e quindi la fase dell'esecuzione forzata e del procedimento fallimentare. Come dicevo, a differenza dei numerosi tentativi di riforma posti in essere dagli anni Novanta fino ad oggi, questa riforma ha invece il merito di affrontare la materia secondo una visione completa ed organica, evitando l'errore che si era commesso fino ad oggi, cioè di intervenire per settori, che non ha portato assolutamente al risultato, facendoci trovare nella situazione di una giustizia assai lenta e molto burocratizzata. Vi è poi un altro merito: la piena adesione all'idea che la trattazione delle cause possa avvenire in forma scritta, così trasformando quella che era una eccezione temporanea, dovuta all'emergenza sanitaria, in una regola ordinaria, salve le ipotesi in cui una o entrambe le parti ravvisino l'opportunità della trattazione orale. Signor Presidente, le chiedo di poter depositare il testo del mio intervento perché il tempo è quasi finito. Termino rinnovando il ringraziamento. Consentitemi anche di estenderlo alle relatrici, che hanno dovuto mediare molto, hanno dovuto impegnare la loro professionalità e la loro conoscenza di questi temi; soprattutto hanno dovuto avere a che fare con una Commissione molto variegata, composta, tra l'altro, per lo più da avvocati, che quindi conoscono bene i temi di cui si parlava. Eppure - ripeto - si è riusciti, con molta pazienza, con molta calma, talvolta con qualche scontro verbale, ad arrivare al risultato che stiamo raggiungendo questa sera. Noi di Italia Viva-Partito Socialista italiano ci siamo; ci siamo in questa fase di approvazione di una riforma che è cruciale per l'Italia, ma ci saremo sempre, ogni qualvolta avremo investimenti di lunga durata in uno dei settori nevralgici del Paese.