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Le regioni e gli enti locali definiscono nei procedimenti di affitto o concessione amministrativa di terreni demaniali, soggetti al regime dei beni demaniali o a vincolo di uso civico, destinati a pascolo, criteri di priorità orientati a favorire l'allevamento delle razze autoctone. 3. I servizi territoriali di controllo, nell'ambito delle attività ordinarie rivolte alla verifica igienico-sanitaria delle produzioni di origine animale condotte in altura, valutano prioritariamente la necessità di consentire la conservazione delle tecniche tradizionali che supportano la realizzazione dei prodotti derivati dall'allevamento, fermi restando i requisiti generali di salubrità previsti dalla vigente normativa. 4. Per le produzioni tradizionali di origine animale afferenti ai prodotti di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, le deroghe di cui all'articolo 8, comma 2, della medesima legge, sono concesse dalle regioni competenti per territorio. 5. Per la tutela e l'eventuale conduzione conservativa di pascoli di pregio localizzati in altura, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, possono ricorrere a convenzioni con gli imprenditori agricoli, concluse ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. Art. 10. (Disposizioni transitorie) 1. Fino alla data di entrata in vigore di entrambi i provvedimenti regionali di cui all'articolo 3, commi 2 e 4, della presente legge, o dei provvedimenti sostitutivi di cui al comma 5 del medesimo articolo, non è consentito il consumo di superficie agricola. Sono fatte salve le opere pubbliche, le opere previste da titoli abilitativi edilizi già rilasciati alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché tutti gli interventi strumentali all'esercizio dell'attività di cui all'articolo 2135 del codice civile, ivi compreso l'agriturismo.