[pronunce]

che, del pari, non fondata è la censura, sempre in riferimento all'art. 3 Cost. basata sul rilievo che la norma contestata, irragionevolmente, farebbe gravare la sanzione della confisca anche sul proprietario del mezzo che non sia il responsabile dell'infrazione stradale; che questa Corte ha più volte sottolineato che «la responsabilità del proprietario di un veicolo per le violazioni commesse da chi si trovi alla guida costituisce, nel sistema delle sanzioni amministrative previste per le violazioni delle norme relative alla circolazione stradale, un principio di ordine generale» (si vedano, da ultimo, le ordinanze nn. 323 e 319 del 2002 e l'ordinanza n. 33 del 2001), principio destinato ad operare in riferimento tanto alla sanzione pecuniaria principale quanto a quelle accessorie, salvo che queste ultime non presentino contenuto «afflittivo personale» (sentenza n. 27 del 2005); che quello da ultimo descritto non è, però, il caso della sanzione accessoria della confisca prevista dal censurato art. 213, comma 2-sexies, giacché essa mantiene i suoi effetti in un ambito puramente “patrimoniale”, non incidendo – diversamente da quella della decurtazione dei punti della patente di guida (in relazione alla quale è intervenuta la citata sentenza n. 27 del 2005) – sulla «legittimazione soggettiva alla conduzione di ogni veicolo», bensì unicamente sulla proprietà di un bene; che è, quindi, proprio in virtù di siffatta circostanza che deve escludersi la paventata illegittimità costituzionale della norma censurata, nei termini in cui la stessa è stata prospettata dai giudici rimettenti. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall'art. 5-bis, comma 1, lettera c, numero 2, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, recante «Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione», nel testo originario risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevate – in riferimento, nel complesso, agli artt. 2, 3, 27 e 42 della Costituzione – dai Giudici di pace di Vicenza, Francavilla al Mare e Chioggia, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 aprile 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 aprile 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA