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Davanti a questo c'è stato poi il clamore dovuto ai cosiddetti trecento casi di 41- bis - così ha riportato qualche giornale - in detenzione domiciliare, praticamente e di fatto in libertà, cosa praticamente non vera o, meglio, parzialmente vera, perché i condannati al 41- bis non erano trecento, bensì tre o al massimo quattro (questa è la relazione del Garante dei detenuti). Complessivamente, stiamo parlando di una questione che la magistratura di sorveglianza in questo Paese svolge quotidianamente in modo assolutamente rigoroso. E voi siete intervenuti nell'ambito di un procedimento perché vi è sfuggita, o è sfuggito all'interno del DAP, una circolare che ha attivato, il 23 marzo, una serie di revisioni delle situazioni di coloro che sono in una condizione di difficoltà dal punto di vista sanitario, cioè in una situazione di comorbilità rispetto alla quale si richiede la valutazione. Il magistrato di sorveglianza sa benissimo che, a norma dell'articolo 684, secondo comma, del codice di procedura penale, d'urgenza, quando ritiene che il tribunale di sorveglianza adotterà quella decisione, inaudita altera parte , può disporre un provvedimento di detenzione quando ritiene che le condizioni di salute del detenuto non siano conciliabili con la detenzione. Ma questa è cosa diversa. Sostanzialmente lo giudico un provvedimento frutto del furore normativo, ma nello stesso tempo frutto anche di un atteggiamento pavido da parte di questo Governo, che non sa mantenere i piedi per terra e non sa governare con la testa processi difficili, quali certamente quelli che abbiamo vissuto e stiamo vivendo in questi giorni. L'aspetto singolare è che con l'articolo 2 voi avete introdotto essenzialmente un termine giugulatorio, perché non è pensabile che in quindici giorni ci sia una rivalutazione delle decisioni prese dal magistrato. In quindici giorni non è possibile che il magistrato riesca ad avere il parere della procura distrettuale antimafia sul locus commissi delicti ; nel caso dell'articolo 41- bis , della procura nazionale antimafia; il parere della Regione. Ma quale Regione? Non lo specificate. La Regione dove c'è la detenzione del detenuto o la Regione dove eventualmente il DAP dice che può riprendere la detenzione perché individua una struttura? In quindici giorni tutto questo non è possibile. Vi ricordo che non c'è il coordinamento con l'altra norma del decreto-legge n. 18 del 2020 che prevede che nell'udienza davanti al tribunale di sorveglianza, che deve essere fissata garantendo il termine libero di dieci giorni a norma dell'articolo 666 del codice di procedura penale (quello ve lo siete dimenticati), il difensore ha diritto ad essere informato almeno dieci giorni prima dell'udienza. Ebbene, rispetto a questo non avete pensato che comunque c'è un'ulteriore incombenza per il magistrato di sorveglianza, che è quella di assicurare al detenuto la partecipazione da remoto, a norma del decreto-legge cura Italia. Oltre a questo, per di più, c'è anche l'altro tipo di parere, che si interseca e che ha finalità diverse, cioè quello che non è fondato sull'attualità delle condizioni di salute, ma sull'accordo, anzi sul mantenimento dei rapporti con la criminalità organizzata. Ebbene, questi pareri si intersecano dentro questo provvedimento creando un problema di conflitto di norme e di conflitto all'interno dei vari procedimenti. Tutto questo è la logica conseguenza di ciò che fa questo Governo. Quando c'è stato il caso Di Matteo, francamente ho pensato che l'unico motivo per cui Bonafede dovesse restare lì dov'era è proprio il modo in cui, in quel momento, è stato attaccato da un magistrato; tuttavia, Bonafede dovrebbe teoricamente prendere atto dell'incapacità di gestire un Ministero difficile qual è quello della giustizia in questo momento e cedere, con l'onore delle armi che si può certamente dare, questa funzione ad altri, in un momento difficile come questo. Infatti stanno emergendo particolari molto inquietanti nella gestione di tutta questa vicenda, nella gestione del DAP e di ciò che c'è stato. La mia posizione, tuttavia, è quella di chi ritiene che questo sia un intervento assolutamente pericoloso, inutile, tant'è che è già stato oggetto, in ben tre occasioni, a impugnazione davanti alla Corte costituzionale, di cui è già stato sollecitato l'intervento per violazione degli articoli 24 e 111 della Costituzione, cioè il diritto di difesa e per violazione del diritto alla salute. Forse qualcuno non la pensa esattamente come me, però io ritengo che l'articolo 27 sia assolutamente chiaro: la pena non può consistere in un trattamento contrario all'umanità. Ma veniamo alla fine del mio intervento, perché ho anche abusato della pazienza dei pochi rimasti qui: fondamentalmente, non credo che questo Governo possa umanamente pensare di elencare chissà quali successi nel proprio curriculum, perché effettivamente, dopo l'approvazione della legge n. 3 del 2019, cosiddetta spazzacorrotti, voi avete festeggiato pensando di aver vinto la corruzione e sappiamo che non è vero; avete festeggiato quando avete introdotto il trojan anche per controllare l'uso improprio del fotocopiatore: l'ufficiale delle poste che usa impropriamente il fotocopiatore per un'esigenza personale, se magari sta antipatico a qualcuno può anche essere intercettato e può vedersi avviata un'indagine di questo tipo. L'intercettazione tramite trojan è consentita anche tra non presenti, perché è sufficiente disporre il sequestro preventivo del mezzo. La riforma del processo penale per fortuna - dico io - non si è vista e un processo penale ha mediamente 30 udienze. In conclusione, mi dispiace per gli amici della Lega che purtroppo portano il retaggio di un'alleanza innaturale che è stata fatta nella prima parte della legislatura e mi rivolgo anche oggi alla parte garantista del Partito Democratico, per dire che non potete pensare di confondere gli interventi che avete svolto come operazioni di giustizia sociale; i vostri sono interventi di vendetta sotto il profilo sociale, che è una cosa assolutamente diversa: una lotta al privilegio degli altri, non una lotta ai... (Il microfono si disattiva automaticamente) . (Applausi). PRESIDENTE. Prego tutti i colleghi di attenersi ai tempi assegnati, perché ci sono davvero molti iscritti a parlare. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, cercherò di rispettare i tempi concessi. Francamente, sono estremamente preoccupato per la situazione nella quale si dibatte la giustizia italiana e non da oggi. È da qualche tempo che questa Camera assume provvedimenti contrari ai principi generali del nostro ordinamento. Mi rivolgerò oggi in special modo non tanto e non soltanto a coloro che sono presenti in quest'Aula, ma ai tanti che ci stanno ascoltando, in particolare - proprio da quest'Aula - all'ultima pattuglia di garantisti, o meglio di coloro che ancora garantiscono il buon funzionamento, il giusto funzionamento del processo. Ormai siamo, purtroppo, una minoranza. Mi auguro che nel futuro non sarà così e cercherò di spiegare le ragioni per le quali, quando si assumono certi provvedimenti, magari anche con boria, con soddisfazione, non ci si rende conto che nella vita possono capitare anche cose spiacevoli.