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i siti minerari classificati ai sensi dell'articolo 10, comma 4, lettera h) , del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in quanto concernenti attività antropiche, quali l'archeologia industriale, la storia dell'attività estrattiva e l'etnoantropologia. II RICERCA E PRELIEVO 2 1 Considerata l'importanza culturale e scientifica e le esigenze di conservazione e incremento del patrimonio mineralogico nazionale, quale rilevante categoria di beni culturali naturalistici, anche ai sensi degli articoli 9, primo comma, e 33, primo comma, della Costituzione e nel rispetto del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, la ricerca e il prelievo di campioni di minerali, a scopo collezionistico, scientifico e didattico, sono liberi su tutto il territorio nazionale, in quanto strumenti di salvaguardia e di prima conservazione volti a sottrarre possibili beni culturali mineralogici alla distruzione ad opera dei normali agenti naturali o per attività antropiche distruttive e incompatibili con la loro conservazione. 2 L'attività di ricerca e prelievo è svolta alle condizioni e con le limitazioni di cui alla presente legge, nonché nel rispetto della legislazione regionale vigente in materia. 3 1 Allo scopo di regolamentare e di qualificare l'attività di ricerca e prelievo sul terreno, di garantire l'utilizzazione scientifica del materiale raccolto e di impedirne la dispersione è istituita la « licenza di ricerca e prelievo », di seguito denominata « licenza ». 2 La licenza è rilasciata dalle direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici, competenti per territorio, a seguito di un esame-colloquio volto ad accertare l'idoneità tecnica del richiedente. 3 La licenza è personale, valida per cinque anni su tutto il territorio nazionale e la sua efficacia è subordinata alla sottoscrizione di un'assicurazione personale contro gli infortuni e per la responsabilità civile (RC), da rinnovare annualmente. 4 I minori devono essere accompagnati, nell'attività di ricerca, da persona fornita di licenza e sono posti sotto la sua diretta responsabilità. 5 I cittadini di Stati membri dell'Unione europea che vogliono svolgere attività di ricerca sul territorio italiano devono essere accompagnati da un cittadino italiano munito di licenza e sono posti sotto la sua responsabilità. 6 I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, che vogliono svolgere attività di ricerca sul territorio italiano, devono presentare un progetto di ricerca, redatto ai sensi dell'articolo 11, e devono essere accompagnati, sotto la sua responsabilità, da cittadino italiano munito di licenza. 7 L'accompagnatore di cui al comma 6 del presente articolo deve redigere la relazione di cui all'articolo 11. 4 1 La richiesta di rilascio della licenza deve contenere le generalità del richiedente e deve essere presentata, in carta semplice, alla soprintendenza regionale competente per i beni culturali e ambientali, di seguito denominata « soprintendenza ». 2 Il richiedente la licenza deve sostenere un esame- colloquio, ai sensi dell'articolo 3, presso la soprintendenza, diretto ad accertare i seguenti requisiti di idoneità: a capacità tecnica di riconoscimento a vista delle principali rocce esistenti sul territorio nazionale, loro caratteristiche, anche geotecniche e idrogeologiche, ed identificazione sommaria delle specie mineralogiche che vi si possono rinvenire; b capacità tecnica di escavazione, sia per quanto concerne le tecniche estrattive meno invasive, relativamente ai mezzi disponibili e ammessi, sia per l'equilibrio idrogeologico complessivo e la stabilità del terreno oggetto dell'intervento di ricerca, sia per quanto riguarda le tecniche di ripristino ambientale, in particolare per la ricomposizione o ricostituzione dello strato umifero e del manto vegetale soprastante, eventualmente presenti, in special modo se fortuitamente danneggiati; c cognizioni di botanica e zoologia sufficienti ad evitare, nel corso dell'attività di ricerca e di prelievo, negative interferenze con la flora e la fauna, stanziale e migratoria. 3 Costituiscono titoli utili ai fini del rilascio della licenza sia l'appartenenza ad una associazione mineralogica, rappresentativa almeno a livello regionale e legalmente costituita, sia la pubblicazione, anche come coautore, di articoli o volumi di contenuto mineralogico o comunque afferenti alle scienze della terra, anche a carattere divulgativo. 4 L'esame-colloquio per il rilascio della licenza non può essere sostenuto più di due volte. 5 1 All'accertamento dell'idoneità e al conseguente rilascio delle licenze, nonché del relativo rinnovo di quelle scadute decorso il quinquennio, è preposta una commissione di livello territoriale regionale composta: a da un funzionario, di grado non inferiore all'area C, posizione economica C2, designato dalla soprintendenza, preferibilmente competente in materia di beni culturali naturalistici, che la presiede; b da un geologo, designato dal dirigente l'ufficio geologico regionale, competente in materia di beni culturali mineralogici; c dal conservatore di mineralogia del museo naturalistico più rappresentativo in ambito regionale, sia esso universitario, regionale o civico, o, in mancanza, dal docente di mineralogia dell'università più importante a livello regionale, o da un soggetto da questi delegato competente in materia di beni culturali mineralogici; d da due rappresentanti indicati dalle associazioni mineralogiche, legalmente costituite, più rappresentative a livello regionale, o, in mancanza, da associazioni naturalistiche di pari requisiti; e da un esperto ambientale riconosciuto facente parte di commissioni tecniche relative a « territorio ed ambiente » delle regioni, preferibilmente operante su territorio nazionale. 2 La commissione si riunisce una volta l'anno presso la sede della soprintendenza, per esaminare i richiedenti, allo scopo convocati, ed accertarne l'idoneità; decide a maggioranza semplice e della riunione redige apposito verbale. Il risultato dell'esame-colloquio è comunicato al richiedente entro trenta giorni, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o per posta elettronica certificata (PEC). 3 La licenza, costituita da una tessera datata e numerata, contenente le generalità e la fotografia del richiedente ritenuto idoneo, è rilasciata dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, entro trenta giorni dall'avvenuto accertamento positivo dell'idoneità, in modo gratuito, fatti salvi il rimborso dei costi di convocazione, produzione e comunicazione, le disposizioni vigenti in materia di bollo ed eventuali diritti di ricerca e di visura. 4 Avverso l'eventuale diniego di rilascio, che deve essere, comunque, adeguatamente motivato, è ammesso ricorso in via amministrativa al Ministro per i beni e le attività culturali, entro trenta giorni, o in via giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale (TAR), entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di diniego. 6 1 Tenuto conto che la ricerca e il prelievo possono essere effettuati dal ricercatore munito della licenza in differenti ambiti naturali aventi regimi giuridici diversi, si applicano le seguenti disposizioni: