[resaula]

Per farla breve, se ci fosse il processo, i colleghi che adesso sostengono di non voler concedere l'autorizzazione a procedere andrebbero semplicemente a casa, ci sarebbe la caduta del Governo e la legislatura sarebbe finita. Questo è il motivo vero per il quale non si vuole dare l'autorizzazione a procedere. Signor Presidente, la cosa disdicevole è che chi si nasconde dietro l'immunità parlamentare sono le stesse forze politiche che per anni hanno demonizzato l'immunità parlamentare, ne hanno teorizzato addirittura l'eliminazione e soprattutto si sono permessi di ingiuriare e infangare chi, come ad esempio il Partito Democratico, con scelte oculate a volte ha votato per negare l'autorizzazione a procedere. Lo abbiamo però fatto sempre a ragion veduta, perché riteniamo l'immunità parlamentare uno strumento importante nella tutela della democrazia. Allo stesso modo, in questo caso diciamo che è assolutamente importante che questo processo si tenga. All'improvviso, quelle stesse forze politiche che per anni hanno negato e demonizzato l'immunità parlamentare, adesso smentiscono in toto quelle loro dichiarazioni. Questo perché, come dicevo prima, è lapalissiano che rispetto ad una condanna il Governo cadrebbe. La cosa è ancora più imbarazzante per i colleghi dei 5 Stelle, signor Presidente, perché non hanno neanche il coraggio di metterci la faccia. Praticamente si sono inventati un escamotage per ammettere di aver cambiato idea: non lo vogliono neanche ammettere, quindi si sono inventati questa consultazione del tutto nebulosa su una piattaforma non trasparente, una vera e propria messa in scena costruita ad arte per creare un capro espiatorio a cui attribuire la responsabilità di essere dei voltagabbana; il tutto per far finta di non rinnegare ciò di cui si sono sempre riempiti la bocca (Applausi dal Gruppo PD) . Infatti, come il presidente Gasparri sa bene perché era già Capogruppo nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari nella precedente legislatura ed è autorevole componente della Giunta anche in questa, in tutti i voti nelle varie decisioni della Giunta tanti di questi colleghi hanno sempre recitato la parte dei forcaioli, di quelli che invocavano le manette e addirittura la forca per alcuni parlamentari di turno. Proprio loro che urlavano sempre: «Onestà, onestà!», adesso hanno perso la parola, perché nel frattempo, per mero interesse, si piegano a qualsiasi disonestà; inoltre, proprio quelli che dicevano di voler aprire il Parlamento come se fosse una scatoletta di tonno, adesso si sono piegati e stanno diventando i lustrascarpe dei loro alleati di Governo (Applausi dal Gruppo PD) . Onorevoli colleghi, noi oggi votiamo per decidere quale Paese vogliamo essere e anche quale Paese non vogliamo diventare. Quanto è avvenuto con il caso Diciotti ha offerto uno spettacolo indegno del nostro Paese agli occhi del mondo. Mi sembra di capire che la maggioranza non vuole ritornare sulla propria scelta, ma vuole evidentemente difendere il ministro Salvini dal processo e non nel processo e si spinge addirittura alle minacce. Ci sono forze politiche che si spingono a minacciare i loro componenti se non si atterranno a questo pseudovoto espresso appunto dalla piattaforma Rousseau. Questo è molto grave. Come diceva il relatore De Falco, è grave quanto viene fatto nei confronti dei colleghi. Io mi auguro che ci si possa ancora ripensare e faccio anch'io appello, come il nostro presidente Marcucci, affinché alcuni colleghi riconsiderino la loro decisione. Signor Presidente, probabilmente noi non sapremo se i giudici avrebbero deciso di assolvere o condannare il ministro Salvini, ma è certo che se domani quest'Assemblea pretenderà di trincerarlo dietro l'immunità parlamentare, vorrà dire avallare il principio secondo cui il potente di turno riterrà di poter fare quello che vuole e questa è una grave lesione per il nostro Paese e per la democrazia. Io mi auguro che questo non succeda, ma se così dovesse accadere sarebbe davvero molto grave. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Grasso e De Falco. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, io rientrerò abbondantemente nei dieci minuti che mi sono stati assegnati e proverò allo stesso tempo a seguire la traccia che il presidente Gasparri e prima di lui la Corte costituzionale dal 2012 a qualche mese fa hanno suggerito: stare pedissequamente sul tema, non divagare sulla politica dei migranti, Salvini qui, il Ministro di là, il presidente Conte da un'altra parte ancora. Il tema è stato sviscerato da più parti, ma la domanda segue soprattutto una risposta al contenuto della legge costituzionale n. 1 del 1989. È lì il punto e lì casca l'asino. È già stata rappresentata doppiamente una visione naturalmente antitetica, tanto che abbiamo due relazioni di minoranza ed una relazione di maggioranza, circa la valutazione sull'interesse pubblico preminente e naturalmente l'atto costituzionalmente rilevante. Se stiamo a quanto abbiamo letto, la mia opinione naturalmente è che vi siano fondatissimi elementi per ritenere le due relazioni di minoranza assolutamente ottime nel supportare la tesi che l'autorizzazione a procedere che riguarda il Vice Presidente del Consiglio possa essere legittimamente e coerentemente conferita e concessa. Il punto debole della difesa del ministro Salvini, che in maniera precisa ha ripetuto più volte nel tempo, è il seguente: Salvini sostiene che la scelta fatta in attuazione dell'indirizzo politico costituisca di per sé espressione di un interesse pubblico a tutela della sicurezza nazionale. Non esiste memoria di una considerazione di questa natura: non soltanto non esiste memoria, com'è evidente, nelle relazioni di minoranza, ma trovo molto debole anche la memoria in opposto presente all'interno della relazione del presidente Gasparri e questo perché non sta scritto da nessuna parte che la motivazione politica assuma un rilievo nella legge costituzionale n. 1 del 1989. Quel che è certo, invece, ed è assolutamente inequivocabile, è che le garanzie costituzionali proteggono le libertà e l'incolumità delle persone contro gli abusi dei Governi. La volontà politica, né in questo momento, né in altro, può entrare in contrasto con la Carta e con i trattati internazionali e l'indirizzo politico - è evidente - deve sottostare al principio di legalità, avendo nella Carta e nel rispetto dei diritti inviolabili il suo naturale contrappeso. Chi ha citato l' habeas corpus lo ha fatto legittimamente, richiamando la madre di una storia del diritto che nel tempo, nei secoli, noi abbiamo fatto vostra, a partire dagli Statuti comunali di molte città italiane nel periodo medievale. C'è però un punto politico che supporta, anzi, doveva necessariamente supportare la tesi prevista nella relazione di maggioranza ed è la giustificazione del comportamento di una parte della maggioranza, quella che fa capo al MoVimento 5 Stelle, che ruotava completamente non rispetto alla posizione tenuta nella legislatura precedente, ma a quella prevista nell'atto fondativo del MoVimento 5 Stelle. Non che io lo condivida, ma non c'è dubbio che nell'atto fondativo stia l'anima del MoVimento 5 Stelle, obbligato a ruotare per difendere il Vice Presidente del Consiglio.