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9 La sentenza di condanna emessa ai sensi del comma 4 in favore di un soggetto di cui all'articolo 35, comma 4, costituisce, ai sensi dell'articolo 634 del codice di procedura civile, prova scritta, per quanto in essa contenuto, per la pronuncia da parte del giudice competente di ingiunzione di pagamento, ai sensi degli articoli 633 e seguenti del medesimo codice di procedura civile, richiesta dalla singola famiglia. 10 Tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi ai procedimenti instaurati a seguito delle azioni di cui al presente articolo sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. 11 In applicazione del comma 10 del presente articolo, l'esenzione dal contributo unificato ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, si applica anche ai procedimenti previsti dal presente articolo. 12 Il compenso dei patrocinatori per la rappresentanza e la difesa nell'azione familiare di cui al presente articolo è calcolato in base percentuale sui risarcimenti o sulle indennità ottenuti, nella misura minima del 2,5 per cento e massima del 10 per cento in relazione alla complessità della controversia, al risultato raggiunto e all'attività svolta. VI RIFORMA DEI CONSULTORI FAMILIARI 38 (Compiti dei consultori familiari) 1 Le disposizioni del presente capo recano i princìpi che regolano l'attività dei consultori familiari, in attuazione degli articoli 29, 30, 31, 32 e 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione. 2 I consultori familiari hanno i seguenti compiti: a fornire assistenza psicologica e sociale alle famiglie e alle donne, con particolare riferimento al sostegno delle responsabilità genitoriali e al rispetto della vita umana; b garantire la protezione dei minori e del loro sviluppo psicofisico; c assicurare la tutela della vita umana fin dal suo concepimento; d fornire l'informazione medica per la prevenzione e per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, delle patologie e delle situazioni di disagio che incidono sulla vita sessuale e di relazione, nonché l'informazione sui metodi contraccettivi; e fornire l'informazione relativa alla diagnosi e alla cura dell'infertilità e della sterilità, nonché alle norme sulla procreazione assistita di cui alla legge 19 febbraio 2004, n. 40; f prevedere interventi sanitari per la tutela della salute della donna in gravidanza e del nascituro; g predisporre misure di prevenzione e interventi di tutela in caso di violenze, maltrattamenti e abusi sessuali; h assicurare interventi di mediazione familiare in caso di conflittualità in presenza di figli minori o disabili anche di maggiore età; i assistere le famiglie in presenza di disabilità o di patologie gravi. 39 (Tutela della maternità e del concepito) 1 Nell'ambito dell'assistenza specialistica ambulatoriale per le donne in stato di gravidanza e a tutela della maternità, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, e delle tabelle allegate, i consultori familiari assistono le donne in stato di gravidanza e si adoperano, in conformità alla legge 22 maggio 1978, n. 194, affinché le donne siano messe nelle condizioni di scegliere coscientemente e liberamente se portare a termine la gravidanza. 2 In attuazione di quanto previsto dal comma 1, i consultori familiari svolgono i seguenti compiti: a forniscono ogni informazione necessaria sul concepimento, sulle fasi di sviluppo dell'embrione e sulle tecniche attuate in caso di interruzione volontaria della gravidanza, avvalendosi di personale medico e ostetrico anche obiettore di coscienza; b informano sui diritti spettanti alle donne in gravidanza ai sensi della legislazione statale e regionale vigente in materia, nonché sui servizi sociali, sanitari e assistenziali offerti nel comune di residenza e nel territorio della provincia, anche in collaborazione con il privato sociale; c informano sulla legislazione del lavoro vigente a tutela della maternità; d predispongono, in collaborazione con gli enti locali, interventi individualizzati per le donne che scelgono di proseguire la gravidanza; e offrono assistenza psicologica alle donne durante la pausa di riflessione prevista dall'articolo 5, quarto comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194; f si avvalgono, attraverso appositi regolamenti e convenzioni, della collaborazione delle associazioni operanti a difesa della vita; g informano sulla normativa vigente in materia di non riconoscimento del nascituro ai fini dell'eventuale adozione. 40 (Criteri per lo svolgimento dei compiti dei consultori familiari) 1 Le regioni fissano i criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo del servizio prestato dai consultori familiari in attuazione dei compiti previsti dagli articoli 38 e 39, in conformità ai seguenti princìpi: a i consultori familiari sono istituiti da parte dei comuni, in forma singola o associata, o da parte di consorzi di comuni quali organismi operativi delle aziende sanitarie locali; b i consultori familiari operano su tutto il territorio nazionale in base al principio della rispondenza alle esigenze territoriali; c i consultori familiari possono essere istituiti anche da istituzioni o da enti pubblici o privati che hanno finalità sociali, sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro quali i presìdi di gestione diretta o convenzionata delle aziende sanitarie locali; d ai fini dell'assistenza ambulatoriale e domiciliare, i consultori familiari si avvalgono del personale delle aziende sanitarie locali. 41 (Compiti delle regioni) 1 Le regioni assicurano attraverso l'attività dei consultori familiari di cui al presente capo la vigilanza e il rispetto dei princìpi stabiliti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194. 42 (Personale) 1 Nella dotazione organica dei consultori familiari è garantita la collaborazione delle seguenti figure professionali: a medici, di cui almeno uno obiettore di coscienza; b psicologi; c assistenti sociali; d educatori professionali; e infermieri. 2 Gli operatori di cui al comma 1 sono tenuti a esercitare la propria attività con il metodo del lavoro di équipe interdisciplinare. 43 (Ripartizione delle risorse) 1 Ai fini della copertura dei maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente capo, il Ministro della salute, con proprio decreto adottato entro il 31 dicembre di ogni anno, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze e previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti, provvede alla ripartizione tra le regioni delle risorse del Fondo di solidarietà per la famiglia di cui all'articolo 45 sulla base dei seguenti criteri: a il 5 per cento in proporzione alla popolazione residente in ciascuna regione;