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Ma ci si ammala e si muore anche di biossido d'azoto e di ozono troposferico, come emerge dal recente rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente sulla qualità dell'aria. Questo terribile primato ci deve scuotere e indurre a intervenire quanto prima possibile. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il 5 novembre scorso, su «Bioscience» ( impact factor 7), una grandissima rivista internazionale, è apparso il paper /appello «World scientists' warning of a climate emergency», firmato da 11.258 scienziati di 153 Nazioni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Recentemente è apparso anche un altro appello, secondo cui non esiste alcuna emergenza. Secondo invece la voce chiara e forte della scienza, che noi abbiamo l'obbligo e il dovere, come politici e come decisori, di seguire sempre: «Gli scienziati hanno l'obbligo morale di avvertire chiaramente l'umanità di qualsiasi minaccia catastrofica e di dirlo così com'è». (Applausi dal Gruppo M5S) . Queste sono le parole testuali dell'appello. «Dichiariamo chiaramente e inequivocabilmente che il Pianeta Terra sta affrontando un'emergenza climatica», ed è ciò che invece non ammettono in molti. «È necessario un enorme aumento degli sforzi per conservare la nostra biosfera, onde evitare sofferenze indicibili a causa della crisi climatica, che è più grave del previsto e minaccia gli ecosistemi naturali e il destino dell'umanità». Sono parole non mie, ma quelle dell'appello. «Crediamo che le prospettive saranno migliori se i decisori e tutta l'umanità risponderanno prontamente a questa emergenza climatica e agiranno per sostenere la vita sul Pianeta Terra, la nostra unica casa, con azioni da avviare nei settori energetici, industriali, ecosistemici, nutrizionali e sociali». In Senato, dopo sole due settimane dall'accorato appello ultimatum degli scienziati, con l'orgoglio di chi sa intercettare i bisogni della gente, approvando il decreto clima inneschiamo il necessario cambio epocale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il decreto clima avvia un nuovo paradigma ambientale, delineando alcune soluzioni immediate per una migliore qualità dell'aria. Ne cito alcune. Negli articoli 2 e 3 viene incentivata la mobilità sostenibile, con un buono mobilità spendibile per acquistare autovetture più ecologiche, biciclette, abbonamenti per il trasporto pubblico. Nell'articolo 4 viene finanziato con 30 milioni di euro un programma sperimentale biennale di forestazione urbana e periurbana. Gli alberi assorbono sia la CO 2 che le polveri: nell'attuazione converrà preferire quelli più efficaci per tale compito, ma autoctoni e nel rispetto della biodiversità. Piantando gli alberi previsti dal decreto-legge il vantaggio è triplice: aria più salubre per milioni di italiani, ecosistemi tutelati, scongiura di condanne europee. In breve, benessere, ecosostenibilità e soldi risparmiati. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per la forestazione urbana sottolineo un mio ordine del giorno che impegna il Governo a estendere la sperimentazione, per ora prevista per le sole 14 Città metropolitane italiane, anche ai Comuni capoluogo di Provincia. Tra questi, vi sono i capoluoghi indicati nelle procedure di infrazione che noi abbiamo. Una maggiore diffusione sul territorio nazionale consentirebbe di promuovere in modo più capillare una nuova concezione di green city che è necessaria. In particolar modo, la forestazione delle aree urbane, rispetto a quelle periurbane ed extraurbane, ha un grande impatto tra la gente anche per motivi di prossimità. Sottolineo, inoltre, che il comma 4 dell'articolo 4 indica la riforestazione delle aree ripariali e fluviali come criterio per le opere di prevenzione del dissesto idrogeologico. Se ben curato, infatti, il bosco ripariale - lo dico da esperto ed è proprio così - ha un'arcinota benefica funzione di tenuta idrogeologica, oltre all'utilità ecosistemica e alla cattura di CO 2 e inquinanti presenti nell'aria. Signor Presidente, tanto è stato fatto nel decreto-legge in esame, ma tanto ancora dovrà essere realizzato. È certamente un inizio, un primo passo che facciamo verso il futuro, e non perché ce lo impone una direttiva europea o un risparmio di qualche milione di euro, ma perché ce lo chiedono le nuove generazioni, quelle che vanno a protestare nelle piazze perché vogliono un mondo migliore di quello che trovano oggi e noi glielo dobbiamo, perché è un loro sacrosanto diritto. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il decreto-legge cosiddetto salva clima in esame si prefigge - almeno stando a quanto riportato nella relazione - di realizzare misure positive e concrete destinate a coinvolgere l'amministrazione a più livelli, al fine di realizzare obiettivi che - sempre secondo la relazione - sembrano poco concreti e molto vaghi, secondi i quali occorre realizzare un green new deal che comporti un radicale cambiamento di paradigma culturale e inserire la protezione dell'ambiente e della biodiversità tra princìpi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tuttavia, anche in questa occasione non si può non constatare come questo Governo, come quello precedente, abbia imposto anche in tema ambientale le sue politiche esclusivamente con degli spot . Francamente noi ci attendevamo di più, soprattutto in seguito alle dichiarazioni del ministro Costa che, rispetto all'approvazione del decreto-legge in esame, ha parlato di atto storico per la nostra Repubblica e, commentando il disastro di Venezia, ha affermato che servono scelte politiche coraggiose. Ebbene, signor Ministro, mi chiedo dove sia il coraggio nel decreto-legge in esame e quali scelte coraggiose siano state prese. La verità è che il provvedimento in discussione è l'ennesimo annuncio, un insieme di slogan, così come dall'inizio della legislatura ci ha ormai abituato soprattutto il MoVimento 5 Stelle. Pensate davvero di avviare il green new deal spazzando via le agevolazioni e mettendo le piante sui balconi delle case? Credete veramente che basti rifare le facciate dei palazzi? La verità desolante è che purtroppo in questo modo voi eliminate il bonus verde per trovare le risorse per rifare soltanto le facciate dei condomini. Forse questa sarebbe stata un'occasione importante per rispondere alle emergenze climatiche che sempre più spesso devastano le nostre città. Visto che bisogna mettere in piedi iniziative serie e concrete, mi chiedo se non sarebbe stato meglio ridurre le risorse del reddito di cittadinanza per investirle magari sulla prevenzione e sul contrasto al dissesto idrogeologico. Come il signor Ministro ben sa, proprio l'impotenza del nostro sistema a cui assistiamo quotidianamente - ancora oggi giornali parlano delle devastazioni climatiche - dà il senso dell'inadeguatezza non soltanto del decreto-legge in esame, ma forse anche dello stesso Esecutivo, che forse è sempre più succube del furore ideologico del MoVimento 5 Stelle. Da un lato, si blocca qualsiasi opera - come vediamo con quanto accaduto a Venezia col Mose - e, dall'altro, non si offrono soluzioni capaci di affrontare veramente le emergenze del Paese: lo abbiamo visto in economia e lo vediamo oggi anche sulle questioni ambientali.