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pare che tra gli arrestati, come riporta l'articolo citato, vi sia anche Domenico Barletta, un funzionario dell'ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti) che avrebbe agevolato gli imprenditori nelle pratiche, omettendo controlli e avvisando delle ispezioni. Ma i nomi che recano maggiore sconcerto sono quelli della famiglia Botter, la cui azienda per volume di affari è la quarta in Italia, con 217 milioni di euro di fatturato (dati Mediobanca 2019). Pare che l'intera famiglia sia stata rinviata a giudizio. I volumi erano davvero troppo elevati per una semplice truffa ristretta al territorio pugliese e milioni di bottiglie sono finite su tutti i mercati con la complicità anche della famiglia Botter; anche la Toscana, con il consorzio del vino del Chianti, lamenta la grave situazione che stanno vivendo le aziende vitivinicole del comprensorio chiantigiano, le cui aziende stanno cercando di superare questa crisi senza precedenti facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze, visto che da parte del Governo non hanno ricevuto ancora alcun aiuto; con il comparto "Horeca" (acronimo di "hotellerie-restaurant-café") che sta provando a ripartire e un enoturismo che vive soprattutto di presenze straniere, le aziende potrebbero essere indotte a rinunciare a proseguire l'attività. Il comparto vitivinicolo regionale conta circa 23.000 aziende, prevalentemente piccole e medio piccole, molte con una grande storia alle spalle, che esportano circa il 60 per cento della produzione imbottigliata. La diffusione della pandemia e le decisioni dei governi nei vari Paesi esteri su quali attività possono riprendere, a cominciare dalle fiere di settore, rendono il quadro generale quanto mai incerto e le vendite di vino rischiano di essere compromesse se non dovessero ripartire in Europa e nel mondo i grandi eventi; sono oltre 23.000 le aziende vitivinicole toscane che coltivano 60.000 ettari di vigneto. Il valore ex fabrica generato dalla filiera dei vini DOP e IGP imbottigliati è stimato in circa un miliardo di euro, pari all'11 per cento sul totale stimato dall'Ismea per tutta l'Italia, che ammonta a 8,3 miliardi di euro (dati 2018). Mediamente oltre metà della produzione regionale prende la via dei mercati internazionali (Usa, Germania e Canada). Il chianti DOCG occupa il 48,4 per cento della superficie rivendicata a DOP in Toscana, seguito dal chianti classico (18,5 per cento) e dal mrunello di Montalcino (5,3 per cento). L'allarme lanciato, tuttavia, vale non solo per il chianti e non solo per la Toscana bensì per tutto il comparto a livello nazionale; insomma, la chiusura di bar, enoteche, ristoranti e agriturismo dettata dall'emergenza sanitaria, il blocco dell'enoturismo e il forte calo dell' export potrebbero portare ad un taglio del 50 per cento il valore delle vendite di vino in tutta Europa: un andamento che penalizza soprattutto il settore vitivinicolo italiano, principale produttore mondiale di vino, che occupa circa 1,3 milioni di persone per un giro d'affari di 11 miliardi di euro, si chiede di sapere: quali misure i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze intendano adottare in merito alla massiccia importazione di prodotti agroalimentari, in particolare per l'uva senza semi importata dall'Olanda e in arrivo in Puglia, che verrà immessa sottocosto nel mercato della grande distribuzione, senza il rispetto delle regole sulla concorrenza; se corrisponda al vero la questione riguardante la sofisticazione vitivinicola agevolata dal funzionario ICQRF ed il relativo traffico di vino adulterato prodotto per la maggior parte in Puglia e, in caso affermativo, quali misure sanzionatorie intendano adottare; se non ritengano necessario che la Commissione Ue metta immediatamente a disposizione dell'Italia e degli altri Paesi membri strumenti finanziari reali per supportare le aziende del settore vitivinicolo, in particolare, delle filiere più corte, e che cosa intendano fare, in concreto, per mitigare le ripercussioni negative sulle produzioni locali e sui vini DOP e IGP; in particolare, quali strategie di intervento intendano adottare a supporto della loro commercializzazione, tutela e salvaguardia da contraffazione e concorrenza sleale; le aziende agricole e agroalimentari non possono più aspettare e certamente non possono accettare dall'Europa solo briciole. Atto n. 4-03850 TOSATO Al Ministro della giustizia Premesso che: nel pomeriggio del 9 luglio 2020, si è verificata una nuova aggressione all'interno del carcere di Montorio; a farne le spese è stato un agente della Polizia penitenziaria e, a darne notizia, è stata la sezione del Triveneto dell'Unione dei sindacati di Polizia penitenziaria (USPP); l'aggressione è avvenuta da parte di un detenuto maghrebino, il quale, proveniente dal carcere friulano di Tolmezzo, era stato ristretto nell'area di osservazione psichiatrica a causa di una sua patologia; in particolare l'USPP ha riferito che durante l'apertura dei passeggi, senza alcuna motivazione, il detenuto ha colpito con un pugno in viso l'agente in servizio; l'aggressore era noto perché in passato aveva già causato dei danneggiamenti e altri atti di violenza, con cui avrebbe ferito dei poliziotti; considerato che: la situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione; gli agenti di Polizia penitenziaria nello svolgimento delle loro funzioni non sono dotati di alcuno strumento di autodifesa da aggressioni dei detenuti; le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria sono molto critiche e, oltre agli evidenti rischi per l'incolumità fisica degli addetti del Corpo, la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico, che rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per tutelare l'integrità fisica e psichica degli agenti di Polizia penitenziaria, nonché la sicurezza e la dignità del loro lavoro. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01787 del senatore Tosato e della senatrice Testor, su iniziative in sostegno delle bande musicali; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01786 del senatore De Bonis, sull'Istituto di incremento ippico di Foggia.