[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 145, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)», promosso dal Giudice tutelare del Tribunale ordinario di Macerata, sezione civile, sull'istanza proposta da I. P., con ordinanza del 23 novembre 2022, iscritta al n. 160 del registro ordinanze 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 4, prima serie speciale, dell'anno 2023. Udito nella camera di consiglio del 7 giugno 2023 il Giudice relatore Maria Rosaria San Giorgio; deliberato nella camera di consiglio del 7 giugno 2023.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 23 novembre 2022, iscritta al n. 160 del registro ordinanze 2022, il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di Macerata, sezione civile, ha sollevato, in riferimento agli artt. 1, 3, 4, 24, 35, primo comma, e 36 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 145, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)». 1.1.- Il rimettente premette di essere investito della decisione sul ricorso con il quale il pubblico ministero presso il medesimo Tribunale ha chiesto la nomina di un amministratore di sostegno in favore di una cittadina ucraina che gode della protezione temporanea ai sensi della direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi, della decisione di esecuzione (UE) n. 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea, e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo 2022 (Misure di protezione temporanea per le persone provenienti dall'Ucraina in conseguenza degli eventi bellici in corso). Il giudice a quo riferisce, inoltre, di avere, con ordinanza del 21 ottobre 2022, nominato un interprete per procedere all'ascolto della beneficiaria ai sensi dell'art. 407, secondo comma, del codice civile, non parlando quest'ultima la lingua italiana. Espone, ancora, che, espletata l'audizione all'udienza del 15 novembre 2022, l'ausiliario designato, con istanza depositata il 21 novembre 2022, ha richiesto la liquidazione dell'onorario per l'opera prestata. 1.2.- Tanto premesso, il rimettente ritiene che l'art. 145, comma 1, t.u. spese di giustizia, nella parte in cui - nel prevedere che «[n]el processo di interdizione e di inabilitazione promosso dal pubblico ministero le spese sono regolate dall'articolo 131, eccetto per gli onorari dovuti al consulente tecnico dell'interdicendo o dell'inabilitando, e all'ausiliario del magistrato, i quali sono anticipati dall'erario» - non contempla il procedimento per l'apertura dell'amministrazione di sostegno promosso dal pubblico ministero, determini una evidente disparità di trattamento tra gli ausiliari nominati nel procedimento ex artt. 404 e seguenti cod. civ. e quelli designati nei procedimenti di interdizione e di inabilitazione, in contrasto con il principio di uguaglianza e di ragionevolezza di cui all'art. 3 Cost., non ravvisandosi ragioni che giustifichino una disciplina differenziata degli istituti posti a confronto. Osserva il giudice a quo che, all'epoca dell'adozione del d.P.R. n. 115 del 2002, il procedimento per la nomina dell'amministratore di sostegno non era ancora contemplato dall'ordinamento, essendo stato introdotto soltanto con la legge 9 gennaio 2004, n. 6 (Introduzione nel libro primo, titolo XII, del codice civile del capo I, relativo all'istituzione dell'amministrazione di sostegno e modifica degli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizioni e di inabilitazione, nonché relative norme di attuazione, di coordinamento e finali). Si rileva nell'ordinanza di rimessione che «tale spiegazione ovviamente non giustifica la lacuna e la conseguente disparità di trattamento che in tal modo si sono venute a creare». Tuttavia, all'evidenziata lacuna non potrebbe porsi rimedio in via ermeneutica, attraverso una interpretazione costituzionalmente orientata, ostandovi, secondo il rimettente, il tenore testuale del citato art. 145, comma 1, t.u. spese di giustizia, il quale si riferisce soltanto all'interdizione e all'inabilitazione, nonché la «diversità dell'istituto dell'amministrazione di sostegno» rispetto alla interdizione e alla inabilitazione. Solo una pronuncia di illegittimità costituzionale additiva o l'intervento del legislatore potrebbero, quindi, emendare il vizio denunciato. 1.2.1.- Osserva, inoltre, il rimettente che, considerata la natura del procedimento di cui si tratta, non vi sono altri soggetti a carico dei quali possa essere posto l'onorario spettante all'interprete, né tale compenso può gravare sulla persona in favore della quale è stata chiesta l'apertura dell'amministrazione di sostegno «specie là dove il ricorso del pubblico ministero sia rigettato». 1.3.- Sotto altro profilo, la norma censurata si porrebbe in contrasto con gli artt. 1, 4, 24, 35, primo comma, e 36 Cost., in quanto, alla stregua del suo contenuto precettivo, nel caso di specie, l'ausiliario del giudice dovrebbe svolgere la propria opera gratuitamente. 1.4.- Da ultimo, il giudice a quo, nel presupposto che le questioni sollevate assumano rilevanza soltanto ai fini della pronuncia sull'istanza avanzata dall'interprete designato, e non anche della decisione sul ricorso per la nomina dell'amministratore di sostegno, ha ritenuto di disporre la sospensione, ai sensi dell'art. 23 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), del solo procedimento di liquidazione del compenso per l'ausiliario.