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Il SET-118 è dotato delle tecnologie più evolute in grado di assicurare il collegamento in tempo reale fra le sue diverse componenti, tramite un sistema informatizzato a sua volta collegato con i sistemi informatizzati ospedalieri per comunicare tempestivamente l'arrivo di pazienti con patologie che richiedono l'attivazione di uno o più team specialistici, secondo quanto previsto per il coordinamento delle reti di patologia definite a livello regionale appartenenti ai DEA di riferimento, nonché in grado di assicurare in tempo reale la gestione dei dati sanitari e dei flussi di attività. 3. A seguito della richiesta d'intervento su un paziente a elevata criticità clinica, il soccorso, effettuato dalle postazioni mobili di soccorso avanzato composte da personale medico e infermieristico dedicato, nonché da personale formato e addestrato per le funzioni di autista soccorritore, deve essere svolto entro i seguenti tempi massimi: a) 8 minuti in territorio urbano; b) 20 minuti in territorio extra-urbano. 4. Il cittadino, per la richiesta di soccorso, accede direttamente mediante il numero telefonico 118 alla sala operativa del SET-118 o indirettamente mediante il NUE 112. Le centrali uniche di risposta del NUE 112, in caso di richiesta di intervento sanitario, identificano in tempo reale il numero telefonico e la geolocalizzazione del chiamante, i quali sono automaticamente inseriti in una scheda contatto in formato digitale. La scheda contatto, integrata con le informazioni sulla tipologia di soccorso necessario, è quindi trasferita immediatamente alla sala operativa del SET-118 alla quale compete l'intervento. 5. È prevista una postazione mobile di soccorso avanzato ogni 60.000 abitanti in area urbana e ogni 100.000 abitanti in area metropolitana, con a bordo un medico, un infermiere e almeno un autista soccorritore. 6. La rete dei mezzi ed equipaggi di soccorso è stabilita dalla programmazione regionale sulla base dell'orografia, della densità abitativa, della rete viaria, nonché delle caratteristiche della rete ospedaliera di riferimento, con particolare attenzione all'offerta e alla distribuzione strategica sul territorio delle unità operative specialistiche per la cura delle patologie tempo-dipendenti. 7. La rete dei mezzi ed equipaggi di soccorso è costituita da personale, mezzi di soccorso e di trasporto, presidi e attrezzature sanitarie dislocati strategicamente sul territorio. 8. Il numero complessivo e la tipologia dei mezzi di soccorso, sia quelli con medico, infermiere e soccorritori, sia quelli con infermiere e soccorritori che quelli con soli soccorritori, sono definiti tenendo conto dei tempi di percorrenza in area urbana ed extraurbana e del livello di risposta adeguato da erogare, con particolare riferimento agli specifici indicatori per l'emergenza-urgenza di cui al decreto del Ministro della salute 12 marzo 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 14 giugno 2019. 9. In aree particolari, definite sulla base di bassa densità abitativa o di condizioni disagevoli orografiche e di viabilità stradale, è costantemente assicurata la presenza di mezzi di soccorso con a bordo un medico e un infermiere e di una postazione medicalizzata fissa, in grado di rispondere in modo appropriato alle esigenze sanitarie di emergenza dell'area servita. 10. La rete dei mezzi di soccorso su strada opera in modo integrato con il servizio di elisoccorso che, in base ai dati di attività e aree di riferimento, può essere previsto anche su ambiti interregionali. 11. Il sistema preospedaliero di emergenza-urgenza sanitaria è dotato di tecnologie radio, telefoniche e informatiche in grado di assicurare l'interoperatività e il collegamento fra le sue diverse componenti e con i sistemi informativi ospedalieri per la gestione comune delle informazioni, dei dati sanitari, dei flussi di attività e dei flussi informativi ministeriali. È dotato altresì di tecnologie e apparati di trasmissione sui mezzi di soccorso necessari alla corretta gestione dei pazienti per garantire la trasmissione e la ricezione di dati, informazioni, immagini utili ai sanitari delle sale operative e delle strutture di emergenza-urgenza ospedaliere. 12. Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i princìpi e i criteri per definire standard minimi organizzativi e gestionali dell'emergenza-urgenza preospedaliera, l'attività di soccorso territoriale, il numero e i criteri di allocazione delle postazioni di soccorso fisse e mobili, sulla base delle specificità orografiche dei territori, in modo da prevedere un numero complessivo di postazioni con a bordo personale medico e infermieristico in grado di assicurare un intervento di soccorso sanitario potenzialmente salvavita e in grado di effettuare ai pazienti con patologia acuta tempo-dipendente, già sulla scena degli eventi, una diagnosi e una terapia di emergenza tempestive. Art. 4. (Organizzazione dipartimentale del SET-118) 1. Il Dipartimento di emergenza territoriale provinciale, di seguito denominato « Dipartimento provinciale » afferisce alla Consulta regionale dell'emergenza territoriale al fine di garantire una visione unitaria, nonché coordinata e integrata dal punto di vista gestionale, dei processi e dei percorsi clinici, assistenziali, organizzativi e gestionali da assicurare all'utenza in caso di emergenza-urgenza sanitaria sull'intero territorio regionale. Il Dipartimento provinciale è posto sotto un'unica direzione, salvi i casi in cui l'estensione territoriale o la densità di popolazione servita a livello provinciale non richiedano, per una corretta ed efficace gestione delle attività, l'istituzione di più Dipartimenti e, conseguentemente, di più direzioni. 2. Ai sensi dell'articolo 17- bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e dell'articolo 3, comma 1, lettera a) , della presente legge, a capo del Dipartimento provinciale è posto il direttore dell'unità operativa complessa (UOC) del SET-118 della stessa provincia. Il direttore del Dipartimento provinciale è componente di diritto, senza oneri aggiuntivi, della Consulta regionale dell'emergenza territoriale di cui al comma 1. Laddove nell'ambito della stessa provincia siano presenti, per motivi correlati alla particolare estensione del territorio o al numero rilevante complessivo di abitanti, più Dipartimenti provinciali, tutti i direttori fanno parte della Consulta regionale dell'emergenza territoriale di cui al comma 1. 3. Il Dipartimento provinciale prevede una pianta organica medico-infermieristica dedicata e di ruolo, assegnata negli ambiti operativi di centrale operativa, sala operativa e postazioni territoriali, fisse e mobili, costituenti, in un contesto aggregato per macroarea, unità operative semplici, che si integrano funzionalmente alla centrale operativa al fine di assicurare l'appropriatezza e la qualità degli interventi di soccorso sul territorio. 4. Il Comitato di dipartimento provinciale è un organo collegiale e consultivo costituito da rappresentanti, in pari numero, di medici, infermieri e autisti soccorritori, a supporto delle attività di governo clinico del Dipartimento provinciale e della direzione provinciale, in relazione alle aree funzionali e ai moduli organizzativi di gestione della qualità, rischio clinico, formazione, maxiemergenze e trasporti speciali. 5.