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È dimostrato, infatti, che la minaccia di sanzioni penali (quasi mai applicate), non svolge un'opera di deterrenza così efficace, quanto quella invece di imporre una sanzione amministrativa specifica per ogni violazione, relativa all'offerta di gioco non regolare, di importo molto elevato per ogni esercizio. L'articolo 14 concerne la modifica all'articolo 88 del citato TULPS in materia di concessioni e licenze per le attività di giochi e scommesse e accoglie la proposta contenuta nella relazione della Commissione antimafia ( Doc. XXIII, n. 8) e nell'analogo disegno di legge (atto Senato n. 2484) di iniziativa del senatore Luigi Li Gotti (allegato alla medesima relazione) componente della citata Commissione. Si tratta di un intervento che, rendendo la norma di riferimento del TULPS più armonica e aderente al diritto dell’Unione europea per quanto riguarda la libertà di stabilimento, accoglie le recenti pronunce interpretative della Corte di giustizia dell'Unione europea e mira, al contempo, ad equiparare agli operatori legali le compagnie estere che esercitano in Italia senza licenza, assoggettando al controllo e agli obblighi statuali tutti i soggetti del mercato, comprendendo anche le società estere con capitale azionario anonimo e i gestori esteri che operano sul nostro territorio. L'articolo 15 reca modifiche al codice penale. Con tale articolo si intende introdurre nel II libro del codice penale (dei delitti in particolare) un nuovo titolo, il Titolo XIII- bis , denominato «Giochi d'azzardo», al fine di trasformare le attuali previsioni, di cui agli articoli 718, 719, 720, 721 e 722 del codice penale, da contravvenzioni in reati, con conseguente loro abrogazione. Ciò che rileva nella nuova sistematizzazione proposta per le fattispecie concernenti l'esercizio di giochi d'azzardo, le circostanze aggravanti, gli elementi essenziali atti a definire il gioco d'azzardo e le case gioco, nonché le misure di sicurezza derivanti dalla condanna per tali delitti, non è tanto e solo il trattamento di pena, quanto le conseguenze derivanti dalla qualificazione degli stessi in reati. Infatti, la trasformazione della punibilità di alcune condotte quali la tenuta del gioco d'azzardo da contravvenzioni in reati, renderà possibile l'applicazione delle ulteriori aggravanti per le ipotesi di finalità mafiosa, ai sensi del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, recante provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell'attività amministrativa, o la contestazione dell'associazione per delinquere finalizzata alla gestione di circoli, ove vengano praticati i giochi d'azzardo in violazione di legge.. Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. La presente legge reca disposizioni in materia di gioco d'azzardo, al fine di incrementare le risorse in favore della cura del gioco d'azzardo patologico (GAP), di predisporre misure volte al rafforzamento della tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili, alla previsione del divieto di pubblicità e del divieto di introdurre per cinque anni nuovi giochi con vincite in denaro, al contrasto dell'evasione fiscale, del riciclaggio dei proventi di attività illecite e dell'infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione di giochi, scommesse e concorsi pronostici, anche mediante il rafforzamento delle norme concernenti i controlli in materia di concessioni e la ridefinizione delle autorità competenti e delle limitazioni ai fini dell'autorizzazione per l'esercizio del gioco lecito, nonché il rafforzamento delle sanzioni per contrastare il gioco illegale e d'azzardo e il potenziamento di norme volte alla trasparenza dei flussi finanziari in tale settore. Art. 2. (Istituzione di un Fondo per la prevenzione e per la cura del GAP e copertura finanziaria) 1. Dopo il comma 1 all'articolo 5 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono inseriti i seguenti: «1- bis. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, di concerto con il Ministro della salute istituisce il Fondo per la prevenzione e per la cura del gioco d'azzardo patologico (GAP), attingendo ai proventi dei giochi autorizzati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, anche mediante le entrate di cui al comma 1- ter , al fine di garantire un'idonea copertura finanziaria ai livelli essenziali di assistenza con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da GAP, definito dall'Organizzazione mondiale della sanità come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro. Il Governo procede, altresì, all'aggiornamento del nomenclatore tariffario ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 27 agosto 1999, n. 332, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. 1- ter. Al fine di incrementare le risorse per gli interventi di cura in favore dei soggetti affetti da patologie correlate al GAP, sono ridotte dello 0,1 per cento le percentuali delle somme giocate destinate alla remunerazione degli operatori e dei concessionari inseriti nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 533, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni. Con decreto dirigenziale, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in funzione della sua competenza decisoria esclusiva al riguardo, emana le relative norme di attuazione. Le entrate derivanti dalle somme acquisite ai sensi del presente comma, sono destinate al Fondo di cui al comma 1- bis». Art. 3. (Misure di contrasto e azioni positive a tutela dei minori) 1. Il comma 8 dell'articolo 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, è sostituito dal seguente: « 8 . Ferme restando in ogni caso le disposizioni di cui all'articolo 24, commi 20, 21 e 22, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è vietato l'ingresso ai minori di anni diciotto nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro interne alle sale Bingo, nonché nelle aree ovvero nelle sale in cui sono installati i videoterminali di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b) , del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, e nei punti di vendita in cui si esercita come attività principale quella di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi. La violazione del divieto è punita ai sensi del citato articolo 24, commi 21 e 22, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011.