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Nello specifico, le due Relazioni ricordano la partecipazione dell'Italia ai due incontri, svolti rispettivamente a febbraio e ad ottobre 2019, del Mine Action Support Group (MASG) - in cui sono stati posti in rilievo i contributi italiani alle attività di sminamento condotte dall'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Azione contro le Mine (UNMAS) e gli importati investimenti nei comparti della bonifica dei territori contaminati e dell'assistenza alle vittime - , alla riunione intersessionale degli Stati parte della Convenzione tenutasi a Ginevra in maggio, e alla IV Conferenza di Revisione della Convenzione sul bando delle mine antipersona tenutasi ad Oslo in novembre. Quest'ultimo appuntamento, in particolare, ha portato all'adozione di un Documento di riesame sullo stato di attuazione del testo convenzionale, di un nuovo Piano d'Azione e di una dichiarazione politica in cui, oltre a valutare i successi finora conseguiti dalla Convenzione - fra cui la distruzione di oltre 52 milioni di mine - si riafferma e si rafforza l'impegno ad alto livello degli Stati parte a dare attuazione agli impegni assunti a livello internazionale, anche attraverso un innalzamento del livello di partecipazione finanziaria. Con riferimento allo sminamento umanitario, le Relazioni informano che l'apposito Fondo istituito nel 2001 ha potuto disporre nel 2019 di uno stanziamento complessivo di poco superiore ai 4 milioni di euro, in aumento rispetto alle risorse rese disponibili nel 2017 e nel 2018 che erano state pari, rispettivamente, a 3,3 e a 3,6 milioni di euro. Le attività nel campo dello sminamento che hanno ottenuto un sostegno finanziario hanno riguardato in particolare l'Afghanistan, con un contributo di 700.000 euro a favore del Comitato Internazionale della Croce Rossa per un programma di riabilitazione fisica e di reinserimento sociale, l'Iraq, la Siria e il Sudan, con contributi rispettivamente di 700.000, 550.000 e 500.000 euro a sostegno delle attività di sminamento dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Azione contro le Mine (UNMAS), e lo Yemen, con un contributo di 500.000 euro a favore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) per interventi di bonifica e di sensibilizzazione della popolazione al rischio rappresentato dalle mine e dagli ordigni inesplosi. Ulteriori risorse sono state indirizzate - fra le altre - a sostegno delle attività di sminamento dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Azione contro le Mine (UNMAS) in Palestina (per oltre 136.000 euro) e in Colombia (per 350.000 euro), a progetti di assistenza medica e di supporto psico-sociale in Somalia realizzati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (per 200.000 euro), al progetto di educazione al rischio da mine organizzato dall'UNICEF in Ucraina (per 500.000 euro), oltre che al finanziamento del Centro Internazionale di Ginevra sullo sminamento (per 221.000 euro) e della Campagna Italiana contro le mine (CICM) (per 150.000 euro). La Relazione sull'attività svolta nel secondo semestre 2019 offre, infine, un breve resoconto dei progetti finanziati con i fondi dell'esercizio finanziario 2018 le cui attività siano proseguite anche nel corso del 2019. Fra di essi si annoverano un progetto pilota in Bosnia-Erzegovina e in Giordania del Centro Internazionale di Ginevra sullo sminamento umanitario e realizzato in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) per l'integrazione delle politiche nazionali di sminamento nei piani nazionali di sviluppo (con un contributo di 125.000 euro), attività di sminamento dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Azione contro le Mine (UNMAS) rispettivamente in Palestina (per 331.000 euro), in Iraq (per 585.000 euro), in Sudan e Colombia (per 300.000 euro per ciascun Paese) e un progetto del Comitato Internazionale della Croce Rossa per il sostegno ai centri di fornitura di servizi riabilitativi, di protesi, di sostegno psicologico e di reinserimento sociale in Somalia (per 250.000). Il presidente PETROCELLI , quindi, ringrazia la relatrice per l'esposizione testé svolta e dichiara aperta la discussione generale. Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. IN SEDE REFERENTE A.S. 1764 Ratifica ed esecuzione del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto a Strasburgo il 28 gennaio 2003, e modifica all'articolo 604-bis del codice penale DDL 1764 Ratifica ed esecuzione del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto a Strasburgo il 28 gennaio 2003, e modifica all'articolo 604-bis del codice penale (Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, introduce il disegno di legge, d'iniziativa governativa, recante ratifica del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto nel gennaio 2003. Ricorda che un disegno di legge di analogo contenuto, l'Atto Camera n. 3084, di iniziativa governativa, venne discusso e approvato dalla Camera dei deputati nel corso della XVII legislatura, ma non poté vedere completato il proprio iter di esame al Senato (Atto Senato 2471) a causa della conclusione della legislatura. Ricorda altresì che nel corso di questa legislatura un disegno di legge di iniziativa parlamentare, recante la proposta di ratifica del medesimo Protocollo addizionale (Atto Senato 1524), presentato lo scorso settembre ed assegnato alle Commissioni riunite 2ª (Giustizia) e 3ª (Affari esteri, emigrazione) in sede referente l'8 gennaio scorso, non ha finora visto avviare il suo iter di esame. La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, ad oggi ratificata da 65 Paesi, costituisce il primo trattato internazionale sulle infrazioni penali commesse via internet e su altre reti informatiche, relativo in particolare alle violazioni dei diritti d'autore, alla frode informatica, alla pornografia infantile e alle violazioni della sicurezza della rete. Suo obiettivo principale è quello perseguire una politica penale comune per la protezione della società dalla cyber -criminalità mediante l'adozione di legislazioni appropriate e la promozione di forme strutturate di cooperazione internazionale. Il Protocollo addizionale oggetto della presente ratifica è stato finora sottoscritto da 45 Paesi - fra cui alcuni non membri del Consiglio d'Europa quali il Sudafrica e il Canada - e ratificato da 32, fra cui Germania, Francia, Paesi Bassi e Spagna, ricevendo peraltro l'adesione anche di ulteriori Stati extra-europei come il Marocco, il Paraguay e il Senegal.