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Le misure messe in campo dal Governo in questi mesi di emergenza riguardo al settore del turismo sono state numerosissime, ma se non vengono adeguatamente accompagnate dalla piena operatività delle infrastrutture di trasporto serventi il turismo in quelle aree del Paese a maggiore vocazione, rischiamo di non essere in grado di far riprendere a questo comparto la strada dello sviluppo. Ritengo pertanto che la riattivazione delle tratte aeree sia prioritaria. Posto tutto ciò a premessa, signora Ministro, le chiedo di sapere se intenda procedere affinché venga ripristinato il maggior numero di tratte operanti prima della frase di lockdown, con particolare attenzione e sensibilità nei confronti dei territori dell'Italia meridionale ed insulare, che servono bacini di utenza altrimenti totalmente sforniti, e se non ritenga anche necessario, in vista del nuovo piano industriale che interessa Alitalia, adoperarsi d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico affinché vengano previste e assicurate tratte aeree fuori dalle scelte di mercato, che siano in qualche modo insindacabili, perché va garantito l'effettivo diritto alla mobilità in tutte le aree del nostro Paese. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, lo sforzo compiuto nel periodo del lockdown dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dagli operatori e dai lavoratori di tutto il settore per assicurare la mobilità delle persone e il trasferimento di tutte le merci è noto. In considerazione, peraltro, del ruolo strategico del comparto merci, trasporti e logistica, fin dall'inizio dell'emergenza Covid sono state adottate una serie di misure, d'intesa col Ministro della salute, per prevenire e contenere la diffusione del virus, pianificando e organizzando la mobilità per la sicurezza dell'utenza e garantendo la salubrità degli ambienti di lavoro e quindi la sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici. Dal 3 giugno sono cessate le limitazioni della circolazione delle persone all'interno del territorio nazionale. Con decreto ministeriale del 14 giugno, sulla base delle richieste pervenute dai gestori aeroportuali, della collocazione geografica degli aeroporti in grado di servire bacini di utenza in modo uniforme sul territorio e della capacità infrastrutturale degli stessi, si è provveduto a ripristinare la piena operatività dei servizi in alcuni aeroporti, tra cui anche quello di Brindisi. In considerazione dell'allentamento delle misure sul territorio nazionale e delle nuove linee guida sul trasporto aereo che consentono un maggiore riempimento dei velivoli, una volta che verrà assicurata la libera circolazione a livello internazionale ci attendiamo una vera ripresa della domanda di trasporto con conseguente incremento dell'offerta, fino a raggiungere i livelli prepandemia. Quanto alle iniziative governative per favorire tale ripresa e alle misure già conosciute e contenute nel decreto-legge rilancio, che è in fase di conversione alla Camera, si aggiungeranno le iniziative necessarie per procedere ad un rapido aggiornamento del vigente Piano nazionale aeroporti e nel prevedere un rafforzamento delle strutture aeroportuali, rendendo così più agevoli ed attrattivi i collegamenti tra le diverse parti del Paese, anche quelle attualmente meno servite, senza necessità in molti casi di dover ricorrere all'imposizione di oneri di servizio pubblico, che, come sa, onorevole senatore, soggiacciono a regole europee. Quanto ad Alitalia, la newco si doterà di un piano industriale che, in assoluta discontinuità con i precedenti modelli, consentirà all'Italia, nel rispetto dei principi di concorrenzialità e di libera iniziativa economica, di disporre di una compagnia aerea in grado di contribuire alla ripresa economica del Paese e di competere sul mercato internazionale. Ad ogni modo, evidenzio che ho incontrato l'amministratore straordinario di Alitalia, che mi ha rappresentato la disponibilità a negoziare con le società aeroportuali nuove tratte nazionali, fatte le dovute verifiche sulla domanda, la quale, come dicevo prima, è già in crescita. Rimane ovvio che Alitalia non è e non sarà l'unico operatore nazionale che potrà rispondere alla domanda sulle tratte di cui abbiamo parlato. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Stefano, per due minuti. STEFANO (PD) . Signor Ministro, la ringrazio e sono certo, conoscendo il suo impegno e la sua determinazione, che raccoglierà questo mio invito. Certamente, da quello che lei ci riferisce in Aula, mi ritengo parzialmente soddisfatto. Io ritengo che i vettori Alitalia debbano servire il territorio nazionale, visto lo sforzo che noi, come Governo, facciamo per sostenere tale compagnia; e non mi risulta che ci sia mai stato un problema di domanda nel Salento per collegamenti con Roma e con Brindisi. Credo che ci siano delle tratte insindacabili, perché noi abbiamo il dovere di collegare la Puglia, come la Sardegna e la Sicilia, perché è un fatto di civiltà, tanto più in quei territori in cui non è possibile arrivare con treni ad alta velocità. Da questo punto di vista, le chiedo un impegno ancora maggiore, perché abbiamo bisogno di dare una possibilità di mobilità a quei territori, ma anche un'opportunità agli operatori economici. Non saprei come venire, altrimenti, da Lecce a Milano o da Lecce a Roma, se non sobbarcandomi dieci ore di viaggio in macchina, e un operatore economico questo non se lo può permettere. PRESIDENTE . Il senatore De Poli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01694 sui diversi interventi necessari alla viabilità della provincia di Padova, per tre minuti. DE POLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, una società come quella attuale, che non è più una società 4.0 - lo vediamo in questi giorni -, ma diventa 5.0, dove i servizi devono andare verso le persone e non viceversa, si rivolge a tutti gli ambiti della nostra vita. I fattori di innovazione delle società cosiddette 5.0 possono dare spunti molto interessanti per contribuire al miglioramento della logistica, del trasporto pubblico e privato e delle infrastrutture. Purtroppo, il patrimonio infrastrutturale italiano negli ultimi anni ha subito un costante degrado. Tutto ciò mette in gioco la sicurezza dei nostri cittadini e senza dubbio peggiora la qualità di vita delle persone. Secondo un dossier pubblicato dalla Commissione europea, gli italiani restano in coda trentotto ore all'anno rispetto alla Germania o ad altri Stati europei. L'Italia purtroppo su questo aspetto sconta un gap del 24 per cento per conto della qualità delle strade. L'Unione delle Province italiane ha fatto una verifica: quasi 6.000 viadotti, ponti e gallerie hanno bisogno di interventi urgenti e altre 14.000 opere necessitano di indagini per scongiurare il rischio crollo. Caro Ministro, l'Italia ha bisogno non solo di grandi opere, che sono comunque necessarie, ma anche e soprattutto di piccole opere nei territori, per garantire la sicurezza nelle strade e, in parallelo, soprattutto nel contesto dell'emergenza Covid, per far ripartire le aziende e il tessuto socio-economico e produttivo della nostra Italia.