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dalla tutela dei borghi, dei centri storici, dei beni culturali, alla promozione di iniziative culturali nei territori; da interventi per l'interconnessione infrastrutturale dei cammini a quelli per il recupero di immobili pubblici dismessi da destinare all'erogazione di servizi di accoglienza e assistenza, nonché alla realizzazione di punti di sosta e di ristoro, e così via. La cabina di regia presenta al Ministro della cultura una relazione annuale sull'attività svolta. Come anticipato, l'articolo 4 disciplina il comitato scientifico, composto da esperti, che opera presso la cabina di regia. Il successivo articolo 5 prevede l'istituzione, presso il Ministero della cultura, di di un tavolo permanente, che costituisce una sede stabile di consultazione, di cui fanno parte i componenti della cabina di regia, rappresentanti degli operatori del settore culturale e di quello turistico, rappresentanti delle associazioni, degli enti del Terzo settore e di altri organismi attivi nel settore, rappresentanti delle istituzioni religiose, rappresentanti di associazioni a tutela dei disabili, nonché esperti, al fine di consentire un approccio comune e integrato in materia di cammini. Ai lavori del tavolo possono essere chiamati a partecipare i rappresentanti di amministrazioni pubbliche aventi competenza nelle materie oggetto dei provvedimenti e delle tematiche poste all'ordine del giorno e altri soggetti esperti sui medesimi provvedimenti e tematiche. Il tavolo permanente favorisce il confronto e il monitoraggio di problematiche, esigenze e profili di evoluzione dei cammini, lo scambio di esperienze e di buone pratiche, nonché l'elaborazione di proposte anche normative e amministrative. La cabina di regia acquisisce il parere del tavolo permanente sulla generalità delle proprie proposte. Il tavolo presenta al Ministro della cultura una relazione annuale sull'attività svolta. L'articolo 6 prevede la costituzione di un « osservatorio nazionale per i cammini » presso l'Osservatorio nazionale del turismo istituito presso l'ENIT - Agenzia nazionale del turismo, cui è demandato il compito di raccogliere e analizzare i dati concernenti i cammini, con particolare riferimenti ai flussi delle presenze e alla rilevazione delle criticità. Si intende inoltre favorire la creazione di una rete di osservatori regionali dei cammini, anche al fine di consentire l'implementazione dei dati e delle informazioni dell'osservatorio nazionale, favorendo la costituzione di un'apposita banca dati, nonché l'interoperabilità tra osservatori. L'articolo 7 prevede la promozione di studi e ricerche, anche in collaborazione con università, istituzioni culturali e di ricerca. Il comma 2 dell'articolo prevede che il Ministro della cultura presenti alle Camere una relazione annuale sui cammini, nella quale si dà conto anche di quelle della cabina di regia e del tavolo permanente. L'articolo 8 estende l'ambito di applicazione della legge n. 717 del 1949, in materia di arte negli edifici pubblici, ai cammini: in tal modo una percentuale delle risorse utilizzate per i cammini sarà destinata al loro abbellimento con opere d'arte. L'articolo 8 si riferisce « all'esecuzione di interventi realizzati per le finalità di cui alla presente legge », e dunque sia agli interventi per la realizzazione e manutenzione dei cammini, sia ad altri interventi previsti dal presente disegno di legge, come quelli di cui all'articolo 3, comma 2, lettera h). Lo scopo di abbellire i cammini e i territori interessati intende consentire la collocazione di opere d'arte, anche di arte contemporanea e di giovani artisti, sia lungo i cammini, sia in luoghi aperti, per esempio nelle piazze nei centri storici dei borghi attraversati e limitrofi, e così via, un'opportunità che la legge n. 717 del 1949 non prevede espressamente, facendo riferimento ai soli edifici pubblici. L'articolo 9 prevede la realizzazione di campagne di promozione dei cammini come itinerari culturali, a livello nazionale e internazionale, allo scopo di incentivare lo sviluppo di un turismo lento sostenibile e diffuso sul territorio. Sono previste anche campagne informative volte a promuovere i cammini e la connessa attività motoria per il positivo impatto sul benessere psiocofisico e sulla salute, come espressione di corretti stili di vita e per la capacità inclusiva delle attività culturali, turistiche ed esperienziali specificamente calibrate per persone diversamente abili o con mobilità ridotta, nonché la promozione, presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, di percorsi mirati alla conoscenza dei cammini e del relativo patrimonio culturale. L'articolo 10 conferisce delega al Governo, da esercitare entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge: con uno o più decreti legislativi si prevede l'adozione di decreti di semplificazione normativa e amministrativa, di semplificazione delle procedure di finanziamento degli interventi destinati ai cammini stessi e di modifica della legislazione vigente per la realizzazione e la valorizzazione dei cammini. Tra i principi e criteri di delega si segnalano quelli volti a semplificare e riordinare la normativa e le procedure amministrative concernenti l'istituzione, la realizzazione e la manutenzione dei cammini, nonché la realizzazione degli interventi previsti dal disegno di legge; a semplificare le procedure di finanziamento, prevedendo criteri di riparto delle risorse tra gli enti territoriali interessati connessi alla natura degli interventi medesimi, al loro rilievo e al loro carattere prioritario; a promuovere la riqualificazione culturale delle comunità locali favorendone anche lo sviluppo socio-economico; a sostenere la creazione di strutture ricettive lungo i cammini o ad essi limitrofe e la riqualificazione, anche digitale, di quelle esistenti, prevedendo la semplificazione della disciplina applicabile alle strutture ricettive e dell'accoglienza e individuando forme di flessibilità per l'ospitalità connessa ai cammini. Ulteriori principi e criteri riguardano il sostegno alla creazione di microimpresa diffusa finalizzata ai servizi di assistenza e accoglienza funzionali ai cammini, favorendo la nuova imprenditoria femminile e giovanile; la semplificazione delle procedure di acquisizione di immobili del patrimonio pubblico situati lungo i cammini o ad essi limitrofi, al fine di riqualificarli e consentirne il riuso quali spazi destinati all'erogazione di servizi di accoglienza e assistenza, a punti di sosta e di ristoro, all'attività di formazione, di studio e di divulgazione connessa ai cammini; la semplificazione delle procedure necessarie per la realizzazione di una pianificazione territoriale comune e integrata dei cammini; modifiche al codice della strada e al codice dei beni culturali e del paesaggio funzionali ai cammini; la previsione di una fiscalità di vantaggio a favore delle imprese la cui sede di lavoro sia situata nei comuni attraversati dai cammini inseriti nella Mappa e la cui attività sia connessa ai cammini stessi. L'articolo 11 reca la copertura finanziaria e il successivo articolo 12 regola l'entrata in vigore.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La Repubblica promuove i cammini come itinerari culturali, al fine di assicurare la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale diffuso su tutto il territorio nazionale attraverso percorsi connotati da valori culturali d'insieme.