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Pur in assenza di tali strumenti, si evidenzia come la ratifica dell'accordo non dovrebbe in ogni caso presentare profili d'incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea e con gli altri obblighi internazionali assunti dall'Italia, risultando il testo in esame strettamente correlato agli altri strumenti giuridici internazionali in materia penale già sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea e ne approfitto per ringraziare il collega Alberto Airola per aver reso possibile quest'importante ratifica, che ci fa fare un passo avanti rispetto alle barbarie a cui troppo spesso abbiamo dovuto assistere. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, sono diversi i Paesi finiti all'attenzione della Corte penale internazionale dell'Aja a seguito di drammatiche vicende avvenute all'interno dei loro confini. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,15) ( Segue GARAVINI). Alcuni esempi sono quello dell'Uganda, con il processo e l'accusa per crimini contro l'umanità a Dominic Ongwen, il comandante, ex bambino soldato, che ha ucciso decine di migliaia di innocenti in quel Paese e in quelli limitrofi e ha trasformato bambini in soldati o schiavi di guerra; un altro è quello del Mali, in cui - grazie alla Corte penale internazionale - si è proceduto al processo e alla condanna dello jihadista Ahmad al-Faqi al-Mahdi, per aver distrutto parte del patrimonio culturale di quello Stato; vi è poi il Sudan, del cui Presidente la Corte chiese l'arresto per genocidio e crimini di guerra relativamente alla crisi del Darfur. Sono soltanto esempi volti a dare atto di quanto peso, rilievo e importanza abbia l'istituto della Corte penale internazionale. All'epoca, nel 1998, con la firma dello Statuto di Roma, se ne definì l'istituzione, ma non si completò il processo di definizione delle sue coordinate: questo è il motivo per il quale, con la ratifica del provvedimento in esame, si approvano gli emendamenti allo Statuto adottati a Kampala nel giugno del 2010. Si tratta di modifiche opportune, che forniranno alla Corte penale strumenti importanti proprio per rilevare quanto sia importante che, anche a livello internazionale, si intervenga laddove si commettono gravi crimini contro l'umanità. L'attualità di queste ore e di questi giorni rendono ancora più importante questa ratifica. Signor Presidente, nel chiedere di potere allegare al Resoconto della seduta odierna il testo integrale del mio intervento, dichiaro il voto favorevole di Italia Viva-PSI. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, ventuno anni fa, nel luglio del 1998 veniva firmato, proprio a Roma, lo Statuto che istituiva la Corte penale internazionale e noi fummo tra i primi a firmarlo e ratificarlo l'anno dopo. Così non è stato invece per gli emendamenti di modifica allo Statuto che sono stati approvati - come ricordava il relatore - nel 2010, ma ancora non ratificati. Si è provato a farlo nella scorsa legislatura e non in questa. Perché è importante e rappresenta un passo in avanti, al di là delle difficoltà che possono esserci nell'attivarlo? Nella stesura iniziale si parlava infatti di «genocidio», di «crimini contro l'umanità» e di «crimini contro la pace», ma non veniva definito il crimine di «aggressione», cioè quando i crimini contro l'umanità vengono perpetrati in una guerra Stato contro Stato. Gli emendamenti permettono a questo punto di individuare il tipo di crimini che vengono perpetrati e le modalità con cui attivare l'indagine. Non è facile, anzi è abbastanza complicato, perché ci vogliono i due terzi dei componenti per adire la Corte, cioè coloro che hanno firmato (e sono ormai tanti, perché sono molto più di cento), così come serve che l'indagine abbia avuto un via libera da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Perché è importante, nonostante queste difficoltà? Perché rappresenta un rafforzamento delle istituzioni internazionali, che riescono a volte a mettere a disposizione strumenti che i singoli Stati non sono in grado di mettere in campo proprio per perseguire crimini contro l'umanità, genocidio o altri tipi di crimini particolarmente efferati. Permette in qualche modo di portare a giudizio, presso la Corte penale internazionale, i vertici dello Stato e i vertici militari. Quindi, nonostante le difficoltà, simbolicamente si rafforza la strumentazione del diritto internazionale e dà più forza alla Corte penale internazionale. Quindi penso che sia importante, nonostante il ritardo di nove anni, arrivare a ratificare gli emendamenti allo Statuto firmati a Kampala. Per questo il voto del Partito Democratico non può che essere favorevole. (Applausi dal Gruppo PD) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho ascoltato la relazione introduttiva e le seppur brevi dichiarazioni di voto su questo disegno di legge, che - com'è stato giustamente ricordato dal relatore - è di iniziativa parlamentare. La prima domanda che mi pongo è come mai si sia data priorità a un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quando vi sono tantissime ratifiche di iniziativa governativa, anche più "anziane" dal punto di vista della data di sottoscrizione, che però giacciono in Commissione. Il nostro Gruppo non aderisce alla ratifica su questi emendamenti e ribadisco «su questi emendamenti», perché il Gruppo Lega è invece assolutamente d'accordo sullo spirito della Corte penale internazionale, ove questa vada a punire crimini di guerra particolarmente importanti. Dalla discussione che è stata svolta in Commissione e anche oggi, desumo che forse non ci stiamo rendendo conto di che cosa ci stiamo accingendo a votare. In particolare all'articolo 8- bis , che è uno di quelli oggetto di questi emendamenti, si introduce qualcosa di drammaticamente vicino al concetto di responsabilità oggettiva che esiste nel nostro ordinamento: