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L'articolo 6, invece, enumera i diritti spettanti alle associazioni sindacali rappresentative, specificando che essi sono esercitati a mezzo di rappresentanti designati entro limiti numerici determinati dalla contrattazione collettiva. L'articolo 7 afferma la competenza della magistratura del lavoro per le controversie relative all'applicazione della legge. L'articolo 8 definisce il concetto di rappresentatività sindacale a livello nazionale, regionale, provinciale e aziendale. I commi 2 e 3 dispongono in via transitoria fino alle elezioni delle nuove rappresentanze sindacali, mentre con l'entrata a regime della nuova normativa saranno considerati rappresentativi, ai vari livelli di contrattazione, i sindacati che nel corrispondente ambito rappresentino almeno il 5 per cento dei lavoratori nel caso in cui hanno concorso alle elezioni singolarmente e al 3 per cento nel caso in cui abbiano partecipato in coalizione con altri sindacati, sulla base dei voti per candidato ottenuti nelle liste a ciascun livello. Il comma 6 precisa che il dato elettorale utile ai fini della rappresentatività è espresso anche dal risultato delle elezioni per la quota delle rappresentanze sindacali nei consigli di indirizzo e vigilanza (CIV) degli enti previdenziali, qualora tali elezioni avvengano con la partecipazione diretta degli iscritti. I commi 7 e 8 dettano norme speciali, rispettivamente, per le organizzazioni sindacali delle minoranze linguistiche e per le confederazioni sindacali. La raccolta dei dati sulle adesioni ai sindacati è affidata dal comma 9 al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il comma 10 istituisce i comitati paritetici provinciali e, presso il CNEL, il comitato paritetico nazionale. I comitati garantiscono modalità di rilevazione certe ed obiettive e certificano i dati sulle adesioni alle organizzazioni sindacali, provvedendo altresì alla risoluzione delle eventuali controversie. Il comma 11 attribuisce ai comitati paritetici la verifica dei dati relativi ai voti e alle deleghe. Il comma 12 stabilisce le procedure attraverso le quali i comitati paritetici deliberano in merito alle contestazioni relative alla rilevazione dei voti e delle adesioni, mentre il comma 13 pone a carico dei comitati un obbligo di informazione nei confronti delle organizzazioni sindacali. L'articolo 9 regolamenta le modalità di adesione alle organizzazioni sindacali, individuando come strumento ordinario per il versamento dei relativi contributi la cessione dei crediti per salari e stipendi futuri. La cessione ha validità quadriennale, ma in caso di revoca la sua efficacia viene meno dopo sessanta giorni. Il comma 3 disciplina la comunicazione, da parte del datore di lavoro, delle iscrizioni alle organizzazioni sindacali ai fini della verifica del dato associativo, mentre i commi 4 e 5 fanno comunque salva ogni forma di adesione che utilizzi strumenti diversi dalla cessione del credito: in tal caso la verifica della rappresentatività della singola organizzazione sindacale è subordinata al fatto che la raccolta dei dati sulle adesioni ad essa avvenga con modalità certificabili e i relativi contributi siano versati in un apposito fondo. Infine, l'individuazione dei criteri per la certificazione dei dati associativi è rimessa, dal comma 6, a un decreto ministeriale. L'articolo 10 contiene norme sull'efficacia dei contratti collettivi di lavoro. In particolare, ai sensi del comma 1, i contratti producono effetti nei confronti di tutti i lavoratori, qualora ricorrano entrambe le seguenti condizioni: a) siano sottoscritti da organizzazioni sindacali dei lavoratori che rappresentino almeno il 51 per cento dei lavoratori; b) siano approvati a seguito di apposito referendum con voto segreto dalle lavoratrici e dai lavoratori destinatari, a maggioranza assoluta dei votanti. Il comma 2 specifica che affinché l'esito del referendum sia valido deve aver partecipato al voto almeno il 50 per cento più uno degli aventi diritto. Il comma 3 rende applicabili ai contratti collettivi appena descritti le disposizioni dell'articolo 2077 del codice civile, in materia di efficacia del contratto collettivo rispetto ai contratti individuali, mentre il comma 4 precisa che i contratti collettivi sono immediatamente produttivi di effetti. Il comma 5 affida alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, che abbiano i requisiti di rappresentatività stabiliti dall'articolo 8, la disciplina delle modalità di consultazione dei lavoratori sulla base di alcuni puntuali criteri stabiliti dalla legge, volti a garantire la più ampia partecipazione dei lavoratori e la democraticità del procedimento. In caso di inerzia delle organizzazioni sindacali, la disciplina della consultazione dei lavoratori è stabilita con decreto ministeriale. L'articolo 11 reca disposizioni relative alla contrattazione collettiva a livello aziendale, stabilendo che: a) è esercitata nelle materie delegate, in tutte o in parte, dal contratto collettivo di lavoro nazionale di categoria o dalla legge (comma 1); b) è validamente stipulata quando ricorrono le condizioni previste (comma 2); c) può essere sottoposta al voto dei lavoratori dell'azienda entro dieci giorni dalla sua conclusione (comma 3); d) sono esclusi dalla contrattazione aziendale le materie e i diritti indisponibili dei lavoratori, come precedentemente individuate dalle varie fonti del diritto (comma 4). L'articolo 12 detta i criteri in base ai quali si determina la rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro: a tal fine occorre fare riferimento al numero di imprese associate, al numero di addetti e alla diffusione territoriale delle stesse. L'articolo 13 contiene disposizioni relative alla pubblicità dei bilanci delle organizzazioni sindacali. L'articolo 14 dispone che una percentuale non inferiore al 2 per cento del numero degli iscritti all'associazione sindacale può chiedere di prendere visione dei documenti giustificativi delle varie voci del bilancio. L'articolo 15 contiene le disposizioni transitorie e finali. L'articolo 16 contiene la clausola di invarianza finanziaria.. Art. 1. (Costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie) 1. In ogni unità produttiva avente i requisiti di cui all'articolo 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, e nelle unità amministrative individuate dai contratti collettivi di lavoro stipulati ai sensi del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i lavoratori hanno diritto di costituire, secondo le modalità stabilite dagli articoli 2 e 3 della presente legge, una rappresentanza sindacale unitaria. 2. Nelle unità che occupano fino a quindici dipendenti possono essere costituite rappresentanze sindacali unitarie aziendali o interaziendali, con modalità definite dalla contrattazione collettiva di livello nazionale o da accordi interconfederali di medesimo livello. Se in sede contrattuale non si perviene a un'intesa entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali convoca le parti allo scopo di sollecitare l'adozione di una disciplina consensuale della materia di cui al presente comma. Se l'intesa non viene raggiunta entro i successivi tre mesi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali stabilisce le modalità di costituzione delle rappresentanze di cui al presente comma con proprio decreto, le cui disposizioni si applicano fino alla definizione di una diversa disciplina da parte della contrattazione collettiva di livello nazionale o di accordi interconfederali di medesimo livello. 3.