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Nuove disposizioni in materia di reati agroalimentari. Onorevoli Senatori. – L'agroalimentare rappresenta un terreno privilegiato di investimento della malavita, come purtroppo dimostrano le indagini più recenti. Secondo il rapporto Coldiretti/Eurispes del 2017, il business dell'agromafia, in controtendenza rispetto alla fase di recessione dell'economia italiana, è in forte crescita, con un aumento del volume di affari che raggiunge i 21,8 miliardi di euro nel 2016, un balzo in avanti del 30 per cento nell'ultimo anno. Produzione, distribuzione e vendita sono sempre più penetrate e condizionate dal potere criminale, esercitato ormai in forme raffinate attraverso la finanza, gli incroci e gli intrecci societari, la conquista di marchi prestigiosi, il condizionamento del mercato. Vengono rilevati, attraverso prestanome e intermediari compiacenti, imprese, alberghi, pubblici esercizi, attività commerciali soprattutto nel settore della distribuzione della filiera agroalimentare, creando, di fatto, un circuito vizioso che si autoalimenta. Gli interessi criminali sono rivolti anche alle forme di investimento nelle catene commerciali della grande distribuzione, nella ristorazione e nelle aree agrituristiche, nella gestione dei circuiti illegali delle importazioni ed esportazioni di prodotti agroalimentari sottratti alle indicazioni sull'origine e sulla tracciabilità, della macellazione e della panificazione clandestine, non curandosi delle gravi conseguenze per la catena agroalimentare, per l'ambiente e per la salute di tutti noi. Questo preoccupante salto di qualità delle organizzazioni criminali ha determinato un parallelo incremento delle attività di sofisticazione e contraffazione alimentare, come dimostrano le molteplici indagini giudiziarie, già concluse o in corso, e gli stessi atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, che ha operato alla Camera dei deputati nel corso della XVII legislatura, mentre il quadro legislativo rivolto a prevenire e reprimere il fenomeno risulta tuttora frammentario ed inadeguato. La gravità della situazione che si evince dalle cronache giornalistiche e giudiziarie non consente di procrastinare oltre un intervento di adeguamento della legislazione in materia. Per iniziativa del Ministro della giustizia era stata istituita nel corso della XVII legislatura una Commissione ministeriale di studio per l'elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare, presieduta dall'ex procuratore Gian Carlo Caselli, che ha consegnato al Ministro stesso un testo di riforma della disciplina di settore nell'ottobre del 2015, peraltro mai pervenuto all'esame del Parlamento. Il presente disegno di legge riprende pressoché integralmente i contenuti del lavoro predisposto dalla Commissione di studio sopra citata, nella convinzione che si tratti di una base di partenza imprescindibile per promuovere una riforma complessiva della disciplina sanzionatoria afferente al comparto agroalimentare. Da un lato si propone infatti la delimitazione della categoria dei reati di pericolo contro la salute, in modo da riformare la tutela di beni giuridici di riferimento, che richiedono l'anticipazione delle correlate incriminazioni già alla soglia del rischio e, comunque, in funzione anticipata e preventiva; dall'altro lato, la rielaborazione del sistema sanzionatorio contro le frodi alimentari, con particolare riferimento alle organizzazioni complesse ed alla responsabilità delle persone giuridiche che sono divenute ormai, nella dimensione allargata degli scambi commerciali, il principale referente criminologico, così da aprire la strada a risposte effettive e differenziate in ragione dell'effettivo grado di pericolosità. Il disegno di legge proposto si compone di 44 articoli. La prima parte (articoli 1-9) è dedicata alle modifiche del titolo VI del libro secondo del codice penale concernente i reati di pericolo contro la pubblica incolumità, cui segue una seconda parte (articoli 10-21) concernente la riforma dell'apparato sanzionatorio relativo alle frodi in commercio dei prodotti alimentari e le relative disposizioni di coordinamento. La terza parte del disegno di legge è riservata alle modifiche ritenute necessarie al codice di procedura penale (articoli 22-27), mentre gli articoli da 28 a 41 sono dedicati ad alcune modifiche di alcune leggi di rilievo che già regolamentano il settore, fra le quali, in particolare, la legge 30 aprile 1962, n. 283, la legge 24 novembre 1981, n. 689, la legge 16 marzo 2006, n. 146, e il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 190. Concludono il testo legislativo proposto tre articoli contenenti le abrogazioni di norme attualmente vigenti.. 1 (Modifica delle rubriche del titolo VI del libro secondo del codice penale) 1 La rubrica del titolo VI del libro secondo del codice penale è sostituita dalla seguente: «Dei delitti contro l'incolumità e la salute pubblica». 2 La rubrica del capo I del titolo VI del libro secondo del codice penale è sostituita dalla seguente: «Dei delitti di comune pericolo contro l'incolumità pubblica». 3 La rubrica del capo II del titolo VI del libro secondo è sostituita dalla seguente: «Dei delitti di comune pericolo contro la salute pubblica e la sicurezza degli alimenti e dei medicinali». 2 (Modifica dell'articolo 439 del codice penale) 1 L'articolo 439 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 439. – (Avvelenamento di acque o di alimenti) . – Chiunque avvelena acque o alimenti destinati al consumo pubblico o di una collettività è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica la pena della reclusione non inferiore a trenta anni». 3 (Introduzione dell'articolo 439- bis del codice penale) 1 Dopo l'articolo 439 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 439- bis. – (Contaminazione o corruzione di acque o di alimenti) . – Chiunque contamina o corrompe acque o alimenti destinati al consumo pubblico o di una collettività, rendendoli concretamente pericolosi per la salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni». 4 (Modifiche all'articolo 440 del codice penale) 1 All'articolo 440 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a il primo comma è sostituito dal seguente: «Chiunque produce, importa, esporta, spedisce in transito, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, trasporta, detiene per il commercio, commercializza, somministra, vende o distribuisce alimenti non sicuri, pregiudizievoli per la salute o inadatti al consumo umano, ovvero contraffatti o adulterati, ponendo concretamente in pericolo la salute pubblica nella consumazione del prodotto, è punito con la reclusione da due a otto anni»; b il secondo comma è abrogato; c la rubrica è sostituita dalla seguente: «Produzione, importazione, esportazione, commercio, trasporto, vendita o distribuzione di alimenti pericolosi o contraffatti». 5 (Modifica dell'articolo 442 del codice penale) 1 L'articolo 442 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 442. – (Omesso ritiro di alimenti pericolosi) .