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In questo ambito, al fine di tutelare il diritto all'istruzione obbligatoria, vengono meglio individuati e definiti i provvedimenti di urgenza che il sindaco può adottare quale autorità sanitaria locale in caso di emergenza sanitaria legata a malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni; 3) i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale dell'istruzione obbligatoria e i responsabili delle scuole non statali, sentiti i servizi vaccinali competenti, debbano in ogni caso adottare opportune misure anche organizzative finalizzate alla tutela degli alunni non vaccinabili per controindicazioni cliniche, temporanee o permanenti. L'articolo 7 prevede che, al fine di favorire e implementare una sana cultura sull'efficacia e sulla sicurezza dei vaccini nonché promuovere una maggiore e più informata consapevolezza pubblica, il Ministero della salute, di concerto, per quanto di competenza, con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, organizzi apposite campagne di informazione, promozione, comunicazione, formazione ed educazione in materia di prevenzione attiva delle malattie infettive prevenibili con vaccinazioni, finalizzate, in particolare, a illustrare le strategie vaccinali in atto nonché i benefici attesi a fronte dei potenziali rischi di eventi avversi. Viene a tal fine autorizzata la spesa di 200.000 euro per l'anno 2017 e 300.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018. L'articolo 8 -- anche in ottemperanza alla consolidata giurisprudenza costituzionale -- estende l'applicazione della normativa vigente in materia di indennizzi a causa di vaccinazioni a tutti i soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa delle vaccinazioni comprese nel CVUN. L'articolo 9 -- nell'ottica di ribadire il principio che la prevenzione vaccinale si fonda sull'offerta «attiva» e «gratuita» -- prevede che le apposite risorse finanziarie indicate nella legge di stabilità 2017 siano altresì utilizzate per il completamento dei cicli vaccinali avviati antecedentemente al 2017. L'articolo 10 reca una clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano.. 1 (Piano nazionale della prevenzione vaccinale) 1 Il Piano nazionale della prevenzione vaccinale (PNPV), quale parte costitutiva del Piano nazionale della prevenzione (PNP), è adottato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. 2 Il PNPV, al fine di assicurare una strategia vaccinale efficace, coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale, individua e aggiorna periodicamente gli obiettivi da raggiungere in materia di prevenzione attiva delle malattie infettive prevenibili con vaccinazione, anche attraverso campagne di promozione e informazione per un'adesione consapevole e per il consolidamento delle coperture vaccinali. 3 Le attività, le prestazioni e i servizi previsti nel PNPV, ricompresi nei livelli essenziali di assistenza (LEA) di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, sono offerti attivamente e gratuitamente alle coorti di nascita e ai gruppi a rischio individuati nel Piano stesso. 2 (Calendario vaccinale unico nazionale) 1 Il PNPV contiene il Calendario vaccinale unico nazionale per i soggetti di età compresa tra 0 e 6 anni (CVUN). 2 Il CVUN, sulla base delle migliori evidenze scientifiche provenienti da fonti autorevoli e indipendenti e nel rispetto degli obiettivi assunti in ambito europeo e internazionale in materia di contrasto ed eradicazione delle malattie infettive prevenibili con vaccinazioni, indica: a le vaccinazioni obbligatorie riferite a specifiche malattie infettive, necessarie per la tutela della salute individuale e collettiva, proporzionate ai rischi sanitari che l'eventuale infezione comporta, efficaci nel determinare l'immunizzazione individuale, e quindi di comunità, e sicure sulla base della frequenza e delle caratteristiche degli eventi avversi ad esse correlate; b la calendarizzazione delle somministrazioni delle vaccinazioni e i tassi di copertura vaccinale da conseguire e mantenere nel tempo per ciascuna delle malattie infettive. 3 La deroga, totale o parziale, agli adempimenti previsti nel CVUN è consentita esclusivamente per comprovati motivi di ordine sanitario certificati e documentati dal pediatra di libera scelta o dal medico di medicina generale e riferiti alla sussistenza di: a controindicazioni cliniche, temporanee o permanenti, alla somministrazione dei vaccini; b condizioni di acquisita immunizzazione a seguito di malattia naturalmente contratta. 4 I vaccini indicati nel CVUN sono sottoposti alla negoziazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) previa istruzione del Comitato prezzi e rimborso (CPR) ai sensi della normativa vigente, prevedendo altresì la disponibilità delle formulazioni monocomponenti. 5 Ai sensi e per gli effetti della presente legge, entro trenta giorni dalla data della sua entrata in vigore, il CVUN è adottato, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. L'eventuale integrazione o modificazione del CVUN da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano devono essere autorizzate dal Ministero della salute. 6 Nelle more della definizione dell'intesa di cui al comma 5, al fine di garantire il regolare svolgimento delle procedure di iscrizione ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia, nonché alle istituzioni del sistema nazionale dell'istruzione obbligatoria e alle scuole non statali, il Ministero della salute, in coerenza con le priorità individuate nel nuovo piano nazionale vaccini 2017-2019, su proposta dell'Istituto superiore di sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità, emana un decreto che individua le vaccinazioni obbligatorie nella fascia di età compresa tra 0 e 6 anni ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 5. 3 (Adempimenti in materia di CVUN a carico delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel perseguire la realizzazione dell'insieme articolato di interventi finalizzati al conseguimento degli obiettivi condivisi e previsti nel PNPV e al rispetto del CVUN, assicurano, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente: a l'esercizio delle azioni e delle funzioni efficaci e idonee a promuovere e conseguire un'adesione consapevole da parte dei soggetti coinvolti nella prevenzione attiva delle malattie infettive prevenibili con vaccinazioni; b la valorizzazione del ruolo e delle funzioni dei servizi vaccinali nonché il rafforzamento della loro operatività su tutto il territorio regionale, da conseguire anche mediante la definizione di standard professionali, organizzativi e strutturali; c le attività di sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive trasmissibili;