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gli interventi, inseriti nel PNRR e quelli di dettaglio richiesti dall'Autorità di sistema portuale dello stretto di Messina, da ANAS e da FSI, si muovono in linea opposta, ritardando la realizzazione del polmone (ANAS, cui era stato affidato dal Comune l'incarico di progettazione e realizzazione fin dal marzo 2019, quindi oltre due anni senza alcun risultato), boicottando la realizzazione degli approdi a sud (Autorità di sistema portuale, che propende per la ristrutturazione dell'attuale porto con accesso sempre dal centro cittadino) ed impedendo lo sviluppo turistico della città (FSI che non rimuove i binari dismessi ed in disuso della ferrovia, non progetta lo spostamento a monte della ferrovia, impedendo l'accesso al mare per svariati chilometri di costa e comunque "allontanando" la città dal mare), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano predisporre ed attuare in tempi brevi gli interventi necessari a liberare la città di Villa San Giovanni dall'inquinamento ed a consentirne lo sviluppo della vocazione turistica, ed in particolare attraverso, nell'immediato, l'introduzione della tassa ambientale o ecologica legata al flusso veicolare da e per la Sicilia, la progettazione e realizzazione del polmone di stoccaggio dei mezzi pesanti, nel medio periodo, la progettazione e la realizzazione dei nuovi approdi a sud e nel medio-lungo periodo la progettazione e la realizzazione del ponte sullo stretto. Atto n. 3-02837 D'ARIENZO Al Ministro della salute Premesso che: presso l'ospedale di Borgo Trento (Verona) nel reparto di radioterapia oncologica, non sono ancora presenti gli ascensori, nonostante i lavori di ristrutturazione in corso di esecuzione da almeno 5 anni, il completamento di un piano con accettazione, sette ambulatori e il day hospital perfettamente arredati e funzionanti; ciò ne rende impossibile l'utilizzo per le ovvie difficoltà legate al trasporto dei pazienti; la realizzazione degli ascensori è prevista entro la fine del 2022, e ciò rende, di fatto, poco utilizzabili spazi di elevata qualità; premesso inoltre che: l'acquisto di un acceleratore ibrido (una risonanza magnetica accoppiata ad un acceleratore lineare), approvato dalla Regione nel mese di agosto 2020 con finanziamento dedicato di oltre 10 milioni euro, è stato sospeso, perché i luoghi dove era previsto che fosse installato sono stati destinati ad altro scopo; il mancato acquisto di questa apparecchiatura all'avanguardia da parte dell'ospedale di Verona (presente al momento solo presso gli ospedali "Gemelli" e "Negrar") renderà impossibile procedere a quelle cure altrimenti realizzabili fin dall'inizio del 2021; l'acceleratore è fondamentale per il trattamento delle neoplasie del pancreas, per il quale Verona rappresenta un'eccellenza a livello nazionale; premesso altresì che: a conoscenza dell'interrogante, risulta che la TC di simulazione (apparecchiatura fondamentale per la radioterapia), la cui gara è stata conclusa nel mese di ottobre 2020, non sia stata ancora installata e che non siano neanche iniziati i lavori di ristrutturazione degli ambienti nei quali sarà ospitata; attualmente, presso il reparto di radioterapia sono in funzione 4 acceleratori lineari di cui 2 molto datati (con età superiore ai 15 anni), ma, nonostante la loro sostituzione sia necessaria, non risulta alcuna richiesta presentata a tal fine alla Regione e, considerati i tempi necessari per fare la richiesta, per acquisto e per l'installazione, ciò rende certi almeno altri 3 o 4 anni di attesa prima di poter utilizzare un nuovo acceleratore, quando i "vecchi" acceleratori saranno ulteriormente datati; considerato che si registra una grave carenza di personale medico in grado di completare l'organico e garantire l'efficienza e la piena funzionalità di un reparto così importante, si chiede di sapere quali iniziative, nell'ambito delle sue competenze, il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire il funzionamento ottimale dell'ospedale di Borgo Trento. Atto n. 3-02838 LOREFICE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che da molti anni la gestione dei rifiuti in Sicilia vive nell'emergenza e la stessa Regione ha tra le più basse percentuali di raccolta differenziata in Italia. Per ovviare a questa situazione, il Governo regionale ha recentemente approvato il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani in Sicilia, approvato con decreto presidenziale 12 marzo 2021, n. 8, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, supplemento ordinario del 9 aprile 2021. Esso prescrive che "la realizzazione di nuovi impianti non deve determinare impatti tali da provocare effetti negativi per la salute e per le componenti ambientali fondamentali, quali acqua, aria, suolo flora e fauna, tutelando il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, i territori agricoli, i sistemi idrici e le aree fragili"; considerato che: in contrada Timpazzo, all'interno del sito "Natura 2000" del territorio gelese, da circa 20 anni opera una discarica, nel tempo trasformata in piattaforma polifunzionale per il deposito e il trattamento dei rifiuti che, nel corso degli anni, ha subito numerosi interventi di ampliamento, ultimo dei quali autorizzato nel 2013 e sottoposto a diversi vincoli a seguito dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) regionale che lo ha autorizzato; recentemente la Regione, in palese violazione della normativa europea, pur accertando il mancato rispetto delle prescrizioni dell'AIA vigente da parte del gestore pubblico e ignorando il parere contrario del direttore della riserva naturale orientata "Biviere di Gela", quale soggetto pubblico deputato al rilascio dei pareri di legge per i progetti ricadenti nell'area, ha autorizzato una modifica sostanziale della discarica, consistente in un nuovo ampliamento dei volumi della stessa (più 700.000 metri cubi vasca E), con grave impatto sugli ecosistemi tutelati presenti nel sito e un altrettanto grave impatto sui cittadini dei comuni del comprensorio; nel medesimo parere l'ente gestore della riserva denunciava anche la violazione dell'articolo 5, comma 1, lett. k) , del decreto 17 ottobre 2007 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che prevede che nelle zone di protezione speciale (ZPS) è vietata la realizzazione di nuove discariche o nuovi impianti di trattamento e smaltimento di fanghi e rifiuti, nonché ampliamento di quelli esistenti in termini di superficie; tenuto conto che: la realizzazione originaria della discarica di Timpazzo e tutti i successivi ampliamenti con nuove installazioni impiantistiche risultano in contrasto con gli indirizzi strategici del piano di risanamento ambientale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1995 (all. 1); detti ampliamenti e installazioni di impianti nel sito di Timpazzo risultano anche in contrasto con un altro strumento di pianificazione territoriale sovraordinato, in quanto previsto dalle direttive UE, ovvero il piano di gestione della rete Natura 2000 "Biviere Macconi di Gela", approvato dalla stessa Regione con decreto del direttore generale n. 465 del 31 maggio 2016; considerato che: