[pronunce]

che, inoltre, ad avviso della commissione tributaria, la disposizione oggetto di censura si porrebbe in contrasto con l'art. 24 Cost., perché l'obbligo di indicazione del responsabile del procedimento è imposto dal legislatore «in funzione della piena attuazione del diritto di difesa del contribuente a fronte dei comportamenti dell'amministrazione finanziaria»; che, infine, il collegio rimettente ritiene sia altresì leso l'art. 97 Cost., dal momento che l'indicazione del responsabile del procedimento ha anche lo scopo di garantire l'imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale venga dichiarata inammissibile o, in subordine, non fondata; che si è costituita nel giudizio costituzionale la società Equitalia Polis S.p.a. , appellante nel giudizio principale, insistendo affinché la questione di legittimità costituzionale sia dichiarata inammissibile o, in via gradata, manifestamente infondata; che la Commissione tributaria regionale di Venezia-Mestre, con ordinanza pronunciata il 12 maggio del 2008 e depositata il 25 novembre del 2008 (r.o. n. 141 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, del decreto-legge n. 248 del 2007 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008, per violazione degli articoli 3, 53, 97 e 111 della Costituzione; che il collegio rimettente riferisce che l'appellante nel giudizio principale ha proposto gravame avverso la sentenza con la quale la Commissione tributaria provinciale di Treviso ha respinto il ricorso con il quale egli aveva impugnato una cartella di pagamento, relativa alla dichiarazione IVA per l'anno di imposta 2000, deducendo numerosi vizi di legittimità, fra cui la mancata indicazione del responsabile del procedimento; che, ciò premesso, la Commissione rimettente ritiene di dover sollevare la questione di legittimità costituzionale della disposizione oggetto di censura, considerandola rilevante e non manifestamente infondata; che, quanto alla rilevanza, il giudice a quo osserva che la norma oggetto di censura, «esplicando il proprio effetto in relazione alle cartelle emesse precedentemente la propria entrata in vigore, coinvolge anche quella impugnata con il ricorso de quo», in particolare impedendo di ritenere fondato il motivo di nullità della cartella relativo alla mancata indicazione del responsabile e di «disporre la totale riforma dell'impugnata decisione, esonerando dall'esame delle altre eccezioni sollevate dall'appellante»; che, quanto alla non manifesta infondatezza, secondo la Commissione tributaria rimettente, la norma censurata, da un lato «penalizzando colui che abbia ricevuto la cartella esattoriale [...] in un momento anteriore al 1° giugno 2008» e, dall'altro lato, «creando una disparità di trattamento fra cittadini contribuenti», violerebbe, rispettivamente, il «principio di uguaglianza dei cittadini di cui ai richiamati artt. 3 e 53 della Costituzione» e l'art. 97 Cost.; che, inoltre, secondo la Commissione tributaria rimettente, la norma impugnata confliggerebbe anche con il principio del giusto processo di cui all'art. 111 della Costituzione, dal momento che essa garantisce unicamente gli interessi della pubblica amministrazione; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale venga dichiarata non fondata; che la Commissione tributaria regionale di Venezia-Mestre, con ordinanza pronunciata il 25 settembre 2008 e depositata il 27 novembre del 2008 (r.o. n. 142 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, della legge 28 febbraio 2008, n. 31 [recte, del decreto-legge n. 248 del 2007 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008], per violazione degli articoli 3, primo comma, 24, primo comma, e 97, primo comma, della Costituzione; che il collegio rimettente è chiamato a decidere su un appello proposto avverso sentenza di primo grado emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Vicenza in ordine all'impugnazione di una cartella di pagamento relativa a un ruolo notificato anteriormente alla data del 1° giugno 2008 e priva dell'indicazione del responsabile del procedimento; che il giudice a quo rileva che egli dovrebbe dare applicazione alla norma censurata, nella parte in cui stabilisce che l'atto non è nullo; che, tuttavia, la Commissione rimettente ritiene di dover sollevare la questione di legittimità costituzionale di tale disposizione, dal momento che essa violerebbe, innanzitutto, l'art. 3 Cost., apparendo «irrazionale – e perciò lesivo del principio di uguaglianza – che, una volta ravvisata per le cartelle notificate a partire da una certa data l'obbligo, sancito a pena di nullità, di indicare il responsabile del procedimento, tale regola non debba valere [...] anche con riferimento agli atti notificati anteriormente a tale data», realizzandosi così una «disparità di trattamento dipendente da un dato assolutamente casuale»; che, inoltre, ad avviso della commissione tributaria, la disposizione oggetto di censura si porrebbe in contrasto con l'art. 24 Cost., perché l'obbligo di indicazione del responsabile del procedimento è imposto dal legislatore «in funzione della piena attuazione del diritto di difesa del contribuente a fronte dei comportamenti dell'amministrazione finanziaria»; che, infine, il collegio rimettente ritiene sia altresì leso l'art. 97 Cost., dal momento che l'indicazione del responsabile del procedimento ha anche lo scopo di garantire l'imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale venga dichiarata inammissibile o, in subordine, non fondata; che la Commissione tributaria regionale di Venezia-Mestre, con ordinanza pronunciata il 27 novembre 2008 e depositata il 18 dicembre del 2008 (r.o. n. 143 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, della legge 28 febbraio 2008, n. 31 [recte, del decreto-legge n. 248 del 2007 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008], per violazione degli articoli 3, primo comma, 24, primo comma, e 97, primo comma, della Costituzione;