[resaula]

Abbiamo tutti il dovere di non vanificare gli effetti positivi ottenuti grazie ai sacrifici enormi che i cittadini italiani hanno compiuto, con un senso di responsabilità che ha in parte stupito il mondo ma che ci viene oggi riconosciuto. Contenere e contrastare l'emergenza rimangono azioni imperative per preservare la salute dei cittadini, pure alla luce del graduale e giusto allentamento delle misure più restrittive che abbiamo conosciuto nei mesi scorsi. La pandemia è un processo in continua evoluzione, tale da richiedere la massima prudenza possibile. La situazione del resto del mondo è ancora drammatica e presenta anche in Europa un quadro epidemiologico particolarmente deteriorato. La centralità del Parlamento nel definire le linee di indirizzo nella gestione della fase emergenziale è indiscussa. Nel rapporto tra Governo e Camere occorre ricordare che, fermo restando quanto previsto all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020. Secondo tale disposizione, il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro da lui delegato devono illustrare preventivamente il contenuto dei provvedimenti da adottare, al fine di tener conto, così come è stato fatto, di eventuali indirizzi dalle stesse formulati e, ove non sia possibile per ragioni di urgenza connesse alla natura delle misure adottate, comunque il Governo riferisce successivamente. Superata quindi l' impasse creatasi nel primo periodo, dovuta non certo alla malafede ma alla concitazione e alla gravità del momento, mi appello a tutti affinché si possa agire con la massima fiducia e collaborazione. Ho sentito polemiche sterili anche in relazione ai rapporti tra Presidente del Consiglio e servizi segreti (le abbiamo ascoltate poc'anzi); l'audizione di ieri, durata oltre due ore, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte presso il Copasir va nella medesima direzione di trasparenza istituzionale a cui il Governo si è sempre attenuto; qualora dovessero emergere criticità, così come affermato dallo stesso Copasir in un comunicato a margine dell'audizione, l'obiettivo sarà quello di intervenire sulle norme della legge n. 124 del 2007 in materia di nomina dei direttori delle agenzie di informazione e sicurezza, in uno spirito di collaborazione che non può e non deve mancare. Oltre a questo, è comunque emersa l'esigenza, superando le logiche emergenziali e contingenti, di avviare quanto prima un'organica azione di aggiornamento della legge stessa, al fine di adeguarla all'evoluzione del quadro istituzionale e alle nuove minacce per la sicurezza. Quindi, colleghi, basta con illazioni infondate, che non fanno bene al nostro Paese, che ora ha ben altre priorità. È sotto gli occhi di tutti la trasparenza con cui questo Governo sta agendo e continuerà a farlo, così come è ben chiara la vostra costante volontà di delegittimare il lavoro svolto dal presidente Conte e da questa maggioranza. Il nostro Governo ha sempre agito nell'esclusivo interesse della salute di tutti noi. Oggi siamo chiamati a garantire continuità alla condotta dell'Esecutivo che, guidato da principi di adeguatezza e proporzionalità, ha permesso di adottare azioni fondamentali di assistenza ai cittadini, così come interverrà nella tutela dei lavoratori fragili, che rappresenta una priorità di questo Parlamento e di tutto il Governo. Il provvedimento che stiamo votando, dunque, è questo, abbiamo tutti il dovere di ribadirlo: non significa andare verso un nuovo lockdown , ma esattamente il contrario. Stiamo lavorando per impedire in maniera preventiva che ciò possa avvenire. Mi avvio alla conclusione, Presidente. I numeri in Italia e nel mondo e l'assenza di un vaccino o di un'efficace terapia farmacologica ci dicono che non possiamo abbandonare il senso di responsabilità che ci ha guidati finora. La proroga dello stato di emergenza è una scelta dettata dal bisogno di sicurezza che si impone in un Paese che si vuole avviare gradualmente alla normalità; è un passaggio determinante che incide su questioni cruciali per la comunità. Per questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi). PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1928, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Indìco pertanto tale votazione. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Berutti). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Berutti. LAFORGIA, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente TAVERNA - ore 17 -). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Carbone, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Micco, Di Piazza, Donno, Drago, Durnwalder Endrizzi, Errani, Evangelista Faraone, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lonardo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Marino, Matrisciano, Mautone, Merlo, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale, Nocerino Ortis Parente, Parrini, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pirro, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Rampi, Ricciardi, Rojc, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santillo, Sileri, Stefano, Sudano Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste, Turco Unterberger Vaccaro, Valente, Vanin, Vattuone, Verducci, Vono. Rispondono no i senatori: