[resaula]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 249 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,07). Si dia lettura del processo verbale. TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Sergio Zavoli PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Signori senatori, martedì sera è scomparso il senatore Sergio Zavoli. Giornalista e scrittore d'incredibile talento e brillante intelligenza, è stato tra i più vivaci e importanti narratori della nostra storia. Entrato in RAI giovanissimo, fu ideatore e conduttore di molte trasmissioni d'inchiesta e approfondimento. Il suo volto e la sua voce divennero per milioni di italiani la garanzia di un giornalismo di qualità, fatto di passione, ricerca instancabile della verità e rispetto. Aveva iniziato la sua esperienza in RAI dal giornalismo sportivo: indimenticabile il suo «Processo alla tappa» del Giro d'Italia, nel pieno degli anni '60, in cui riuscì a fondere sport e cultura, coinvolgendo nella sua trasmissione intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia. Seppe innovare, mostrando il lato umano della competizione, fatto di fatica, sacrificio, lavoro e lavoro di squadra. Il suo grande talento e l'amore per il giornalismo d'inchiesta lo portarono a occuparsi di temi politici complessi, dall'ascesa del fascismo agli anni bui del terrorismo, che ancora oggi rappresentano un patrimonio di conoscenza d'incredibile attualità. Oltre alla voce inconfondibile, seppe coniugare nella ricostruzione storica rigore e potenza narrativa. Da presidente della RAI, dal 1980 al 1986, affrontò la sfida del superamento del monopolio della TV di Stato nella convinzione che il pluralismo e la concorrenza fossero un mezzo di promozione della crescita culturale e civile della società. Innumerevoli le sue pubblicazioni letterarie in cui il suo avvincente stile espressivo non usciva mai dal perimetro della fedele ricostruzione storica e biografica delle vite dei tanti personaggi che ci ha raccontato e dei fatti che ci ha spiegato. Far conoscere i fatti nella loro realtà, illustrarne ogni dinamica, ogni circostanza, ogni interesse e ogni finalità era per lui il modo migliore per toccare e risvegliare le coscienze, per portare tanto il lettore quanto il telespettatore a riflettere, a farsi domande, a non accettare mai passivamente le notizie. Eletto per la prima volta al Senato nel 2001 e poi per altre tre legislature, in ogni suo intervento seppe distinguersi per autorevolezza, competenza, serietà e grande rispetto per l'istituzione parlamentare. È stato motivo di grande dispiacere personale, di tutti i senatori e di tutta l'amministrazione non aver potuto allestire, a causa delle severe misure di sicurezza sanitaria tutt'oggi vigenti, la camera ardente qui in Senato per tributargli un ultimo saluto. Nel rinnovare, pertanto, la vicinanza mia e di tutto il Senato ai familiari, ai parenti e agli amici del senatore Sergio Zavoli, invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Prolungati applausi). Ha chiesto di intervenire il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, onorevole Franceschini. Ne ha facoltà. FRANCESCHINI, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, il Governo si associa alle sue parole nel manifestare il dolore di tutto il Paese per la scomparsa di Sergio Zavoli. Nella propria vita capita di incontrare qualche gigante; lo si capisce dopo molto tempo, quando si hanno gli anni per guardarsi alle spalle e si riconoscono tra le tante persone che si sono frequentate nel proprio percorso quelle che emergono con la grandezza dei giganti. Sergio Zavoli è stato un gigante in tutte le cose che ha fatto dal punto di vista umano, professionale e anche politico. Come è stato ricordato dal Presidente, è stato un maestro del giornalismo e un pioniere, da quando Vittorio Veltroni identificò il suo talento di giovane ragazzo che faceva le radiocronache a Rimini per chiamarlo in RAI. È stato un pioniere che ha indicato la strada e formato intere generazioni. È stato un uomo di cultura e di cinema, uno scrittore e un parlamentare molto orgoglioso di essere stato eletto nella sua Rimini. È stato un poeta, e sapete quanto stride l'idea che un uomo che si occupa d'altro, che fa il politico e il giornalista, scriva poesie: nessuno se lo aspetta; e si aspetta razionalità, semmai aridità, freddezza, mentre le poesie aprono uno squarcio nell'intimità delle persone. Eppure Sergio Zavoli era un poeta vero: ha scritto poesie meravigliose, che resteranno nel tempo. In tutto quello che ha fatto era un grande, riconosciuto tale dalle persone che lo hanno frequentato perché era autentico; quell'autenticità che non si può mascherare ma che emerge con forza nei contatti personali. Era così diverso dal tempo di oggi non soltanto per l'età, ma per caratteristiche. Siamo in un tempo in cui tutto è veloce, tutto è necessariamente superficiale perché la superficialità è figlia dell'accelerazione e della velocità. Il nostro è un tempo di grida, di aggressività. E invece Sergio Zavoli era l'opposto: era la forza della quiete, nel suo modo di parlare, nella pause di riflessione, nelle analisi; mai ostilità nei confronti degli avversari, mai aggressività nelle interviste straordinarie che faceva, interviste in cui la sua personalità era così forte da emergere in quella voce fuori campo che ha introdotto nella comunicazione italiana. Non c'era bisogno di farsi vedere: