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Con questo decreto-legge prevediamo infatti risorse ambiziose, oltre 1,5 miliardi di euro sia per sostegni diretti ai comparti maggiormente penalizzati sia per finanziamenti contro i rincari delle bollette che stanno rovinosamente compromettendo la ripresa economica, perché anche in questi giorni drammatici, legati alla guerra in Ucraina, non va dimenticato che le pesanti conseguenze economiche della pandemia non sono ancora per niente superate. Anzi. Ecco che il nostro voto va oggi a supportare quelle attività economiche che più hanno sofferto durante gli ultimi mesi di Coronavirus. In questo duro periodo è nostro dovere supportare l'economia. Fino a venti giorni fa ci trovavamo in una fase di ripresa così buona che venivamo invidiati da tutta Europa. Adesso, invece, l'imperversare della guerra mette di nuovo a dura prova le nostre aziende. Ecco perché dobbiamo fare l'impossibile per fare sì che quello slancio di solo tre settimane fa non vada perduto. Questo è il nostro compito; questa è la sfida che dobbiamo sapere affrontare. Siamo contenti che, grazie all'approvazione di una serie di nostri emendamenti, aiutiamo concretamente le attività di commercio al dettaglio, per esempio, proprio quei piccoli esercizi commerciali che durante il lockdown tanto hanno sofferto a causa della crescente tendenza a ordinare tutto online , ma prevediamo anche aiuti concreti per tutta una serie di settori: per esempio, per il settore del turismo, della cultura, dello sport, per le discoteche. Diversi sono gli aiuti, ma il tempo non mi consente di illustrarli tutti, ragion per cui le chiedo, Presidente, di poter depositare il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. GARAVINI (IV-PSI) . C'è un altro emendamento approvato in questo provvedimento di cui andiamo particolarmente fieri, un risultato che rappresenta un passo concreto verso una sanità del futuro: grazie ad una proposta proprio di Italia Viva, portata avanti dalla nostra collega, la presidente Parente, si inizierà a costruire finalmente in maniera concreta il fascicolo sanitario elettronico, uno strumento utile alla migliore prevenzione e strategico per la diagnosi e cura di ogni malattia. Insomma, una vera rivoluzione per la nostra sanità. Particolare soddisfazione esprimo anche per l'approvazione di un ulteriore emendamento, con il quale puntiamo a contrastare le tante truffe verificatesi con le recenti ristrutturazioni edilizie, anche questo è un modo per dire con chiarezza che le risorse pubbliche devono andare a sostegno soltanto delle società che operano legalmente e non devono invece far lucrare chi vuole fare affari in maniera truffaldina. Oggi però non decidiamo solo sulle misure atte a contrastare le conseguenze del Covid, ma adottiamo anche interventi importanti contro i rincari delle bollette, tutto senza prevedere un ulteriore scostamento di bilancio. Ecco che è importante aver recuperato risorse da investire per un duplice obiettivo: sgravare le imprese dagli oneri di sistema solitamente addebitati in bolletta e compensare almeno parzialmente i maggiori oneri delle aziende energivore attraverso un credito di imposta del 20 per cento, attraverso una linea di intervento, signora Presidente, che è in totale sintonia con l'azione europea. Infatti, anche grazie alle proposte avanzate dall'Italia, l'Europa sta lavorando a soluzioni che mirano a renderci meno dipendenti dalle importazioni esterne e che ci permettano di raggiungere un'autonomia energetica attraverso la quale sottrarci alle turbolenze dei prezzi delle materie prime. Ecco perché è importante dare subito attuazione anche a quanto discusso nel Consiglio informale di Versailles dello scorso fine settimana, perché come sistema Paese siamo sì fortemente impegnati ad arginare il fenomeno del caro prezzi, ma possiamo puntare a risultati ambiziosi solo nella misura in cui si adottino interventi coordinati a livello europeo, che una volta adottati con celerità possano far sì che quella morsa a tenaglia a cui fa riferimento la nostra imprenditrice non comprometta la tenuta delle imprese italiane. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, mi unisco ai relatori di maggioranza nei ringraziamenti per il lavoro svolto in Commissione, che certamente è stato condotto in modo ordinato, seppur molto compresso rispetto ai tempi, per i continui incontri di maggioranza per cercare di trovare in qualche modo un equilibrio complessivo rispetto al maxiemendamento che oggi arriva in Aula. Come dicevo già ieri, quando sono intervenuto come relatore di minoranza, denunciamo però e continuiamo a denunciare pesantemente questa sorta di cambio di passo che c'è stato in questa legislatura e che non ha precedenti ovvero il monocameralismo alternato che di fatto ha modificato la Costituzione, per cui siamo passati da un bicameralismo perfetto ad un bicameralismo imperfetto. Su questo non faremo sconti, perché non è possibile continuare in questa direzione, con questo protagonismo del Governo che è senza precedenti nel Paese. È una situazione effettivamente molto imbarazzante per una democrazia avanzata qual è quella del nostro Paese. Per venire al tema all'ordine del giorno, vorrei dire anche ai relatori che questo decreto è superato, sì, ma non a causa degli eventi legati al conflitto bellico che in qualche modo è alle porte della nostra Europa, perché il problema è anche precedente, in quanto già il 27 gennaio, quando è stato approvato dal Consiglio dei ministri, questo decreto era del tutto insufficiente. Ne ho parlato ieri, sciorinando una serie di numeri riferiti a tutti i settori interessati, che già in quel momento non avevano alcun tipo di risorse aggiuntive per affrontare la situazione drammatica che stavano vivendo a causa della pandemia. Come dicevo, siamo in presenza di un decreto-legge che, invece che sostenere il mondo delle imprese, sta uccidendo molti settori, in particolare quello edilizio, inserendo l'ennesimo correttivo antifrode che penalizza anche le persone oneste, che in quest'ultimo anno hanno operato con onestà rispetto a questa misura. Voglio fare l'esempio di un altro emendamento semplice, senza alcun problema di copertura, che prevedeva lo spostamento almeno di tre mesi della scadenza per le case unifamiliari, dal 30 giugno al 30 settembre, per consentire lo stato avanzamento lavori. Considerando le quattordici modifiche fatte a questo superbonus era il minimo che ci si potesse aspettare. Ebbene, nemmeno su questo emendamento c'è stato il coraggio, da parte del Governo e della maggioranza, di dare una risposta. Su questo non siamo assolutamente disponibili e non siamo ottimisti rispetto ai temi in esame, visto che sul superbonus tutti siamo d'accordo nel dover frenare le truffe, ma non come si voleva fare con questo decreto-legge, perché anche l'Agenzia delle entrate ci ha confermato che le truffe, per questa misura, incidevano solo per il 3 per cento. Questo accanimento, che ha portato a circa quattordici modifiche, appare del tutto inadeguato e ha basi piuttosto fragili.