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se non ritenga di dovere riferire in Parlamento in merito ad una vicenda così grave e preoccupante; se non ritenga di dover dare assicurazioni certe alle mogli ed ai familiari dei pescatori, che attendono da 37 giorni di sentire almeno la voce dei loro cari. Atto n. 4-04192 ARRIGONI CAMPARI BOSSI Simone BERGESIO RICCARDI PUCCIARELLI CANDURA BRUZZONE PIANASSO BRIZIARELLI VALLARDI PERGREFFI CASOLATI MARIN ALESSANDRINI ZULIANI TESTOR PISANI Pietro Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la Sogin SpA, partecipata al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e che trae le proprie risorse finanziarie dalla componente A2RIM delle bollette elettriche, è responsabile dello smantellamento ( decommissioning ) degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, e ha il compito di localizzare, progettare, realizzare e gestire il deposito nazionale unico per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi; per la localizzazione dell'area su cui dovrà sorgere il deposito nazionale, Sogin deve procedere con le modalità e la tempistica prescritta dal decreto legislativo n. 31 del 2010, il quale prevede, dopo l'approvazione della CNAPI (carta nazionale delle aree potenzialmente idonee), un percorso di informazione e comunicazione, nonché di confronto con gli enti e le istituzioni locali e con le associazioni di cittadini delle stesse aree individuate; per l'organizzazione della comunicazione e degli eventi, presumibilmente finalizzata alla presentazione istituzionale della società, risulta che la Sogin abbia speso: nel 2014, 195.827 euro per "pubblicità, mostre e fiere", inclusa la comunicazione sul deposito nazionale, oltre a quasi 1,5 milioni di euro per "trasferte dipendenti" (non si comprende se siano stati spesi, quindi, anche per l'organizzazione degli eventi di comunicazione sul deposito nazionale); nel 2015, 3.234.327 euro, per "campagna comunicazione, mostre e fiere per il deposito nazionale", oltre a 1.849.837 euro per "trasferte dipendenti"; nel 2017, nella sezione dedicata al conto economico per il deposito nazionale, si fa riferimento a cifre spese per attività connesse alla comunicazione sul deposito; poiché i bilanci della Sogin devono essere approvati da ARERA, risulta che, contrariamente al passato, l'attuale collegio ARERA non abbia formalmente voluto riconoscere alla società quanto speso dalla direzione comunicazione relativamente al deposito nazionale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e quali iniziative intendano intraprendere, al fine di accertare la correttezza e l'opportunità delle spese sostenute, per verificare se vi sia stato un danno erariale; nel caso in cui il danno erariale sia stato accertato, se sia mai stato avviato un approfondimento da parte dei vertici di Sogin per individuare eventuali responsabilità per quello che appare sempre più come un danno erariale, e che cosa sia emerso; se risultino fondate le indiscrezioni giornalistiche secondo le quali il " recovery plan " che il Governo sta elaborando per accedere al recovery fund europeo preveda anche di mettere a disposizione della Sogin ben 350 milioni di euro da spendere fin dal 2021 per "tutte le fasi di sviluppo, progettazione, analisi e campagne di comunicazione per la realizzazione del deposito nazionale unico", prima ancora che venga deliberata la pubblicazione della CNAPI e si dia inizio al processo di identificazione dell'area di collocazione del deposito; se vi sia l'intenzione di sostenere l'opzione della semplificazione dell' iter prescritto per la localizzazione del sito dove dovrà sorgere il deposito nazionale, proponendo una drastica modifica delle modalità e della tempistica prevista dal decreto legislativo n. 31 del 2010, localizzandosi su candidature spontanee e proponendo di saltare il confronto con tutte le potenziali aree idonee, e con la popolazione residente, rischiando di conseguenza le proteste delle popolazioni e delle amministrazioni locali. Atto n. 4-04193 LANNUTTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri (fondazione ENPAM) è sottoposto a vigilanza ministeriale ai sensi del decreto legislativo n. 509 del 1994; l'autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni, e annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme dello statuto; in base all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 169 del 2005 si esclude che i consiglieri di fondazioni possano essere eletti più di due volte consecutive. Il divieto del terzo mandato consecutivo nelle cariche elettive degli ordini professionali ha come finalità quella "di valorizzare le condizioni di eguaglianza che l'articolo 51 della Costituzione pone alla base dell'accesso alle cariche elettive", e per evitare "la cristallizzazione di gruppi di potere"; lo statuto ENPAM, approvato con decreto interministeriale 17 aprile 2015, all'art. 20, comma 4, stabilisce che "I vice presidenti rimangono in carica fino a quando dura l'assemblea nazionale che li ha eletti e non sono eleggibili più di due volte consecutivamente"; considerato che: l'atto di sindacato ispettivo 3-01530 del 30 aprile 2020 indirizzato al Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha informato il Ministero delle "dimissioni volontarie del vicepresidente vicario della fondazione ENPAM con espressa e dichiarata finalità di potersi ricandidare, tra due mesi, alla medesima carica". Fatto che sarebbe proibito dallo statuto; dopo le sue dimissioni, l'allora vice presidente ENPAM, Giampiero Malagnino, si è ricandidato ed è stato rieletto alla stessa carica dall'assemblea nazionale ENPAM del 27 giugno 2020. Carica da lui occupata fin dal 2000, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti; se non ritengano che l'elezione di Giampiero Malagnino a vice presidente dell'ENPAM non debba essere annullata; di conseguenza, se non ritengano doveroso indire nuove elezioni. Atto n. 4-04194 ANGRISANI PUGLIA LA MURA GIANNUZZI MAUTONE GAUDIANO VACCARO PRESUTTO DI MICCO DE LUCIA RICCIARDI SANTILLO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 27 settembre 2020 fortissimi temporali hanno colpito la Campania; in particolare, in seguito alle piogge torrenziali abbattutesi sul territorio sarnese, le strade cittadine di Sarno (Salerno) sono state invase da detriti, massi e colata fangosa, creando pericoli e disagi di rilevantissima entità alla popolazione residente; le cause di quanto accaduto sono da individuare negli smottamenti provenienti dalla collina del monte Saretto e dal monte pizzo d'Alvano, alture che sovrastano la cittadina; considerato che: