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L'Istat stima che il numero medio di figli per donna risulta pari a 1,29, mentre l'età media al momento della nascita del primo figlio supera i trentuno anni. In un simile contesto risulta ancora più sconfortante il quadro che emerge analizzando i dati relativi al tasso di occupazione femminile, che, rapportato a quello maschile, la dice lunga su un Paese nel quale all'aumentare del numero di figli si allarga il divario occupazionale tra i generi, a scapito purtroppo delle donne, che sono di fatto costrette a scegliere tra carriera e famiglia e la cui partecipazione al mercato del lavoro resta ancora oggi marginale e in fondo alla classifica dei Paesi dell'Unione europea. È per tutte queste ragioni che il MoVimento 5 Stelle continua a lavorare con costanza e serietà per far approvare norme che portino questo Paese in una situazione sempre più adeguata a garantire alle donne pieni diritti. (Applausi) . Quello che oggi il Parlamento approva in via definitiva è un provvedimento di assoluto rilievo, che indica la via per realizzare un aiuto concreto a milioni di mamme e papà. Parliamo di una riforma attesa da molto tempo, che, come dicevo, vuole anche semplificare e razionalizzare le misure già esistenti e che può contare su massicci investimenti e misure a sostegno della genitorialità e delle donne lavoratrici. Una riforma - ribadiamolo - fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, è figlia dell'impulso e dell'azione politica della nostra ex ministra del lavoro Nunzia Catalfo (Applausi) , che, in collaborazione con la ministra Bonetti, l'ha resa possibile, a partire dal Governo Conte II. (Applausi) . Il family act - come dicevo - segna un punto di svolta, non solo perché contribuirà a sostenere le famiglie con figli e a favorire la crescita dei bambini e dei giovani, ma soprattutto perché agevolerà le mamme e i papà, aiutandoli a conciliare meglio i tempi di vita e di lavoro. C'è anche il merito - come ha anticipato la relatrice Susy Matrisciano - di aver anticipato il recepimento della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del giugno 2019 sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare. La delega inoltre prevede alcune importantissime novità, come la fruizione obbligatoria di un periodo di almeno dieci giorni di congedo di paternità nei primi mesi di nascita di ciascun figlio, un permesso retribuito di almeno cinque ore nell'arco di un anno scolastico per i colloqui con gli insegnanti dei figli, modalità flessibili nella gestione dei congedi e un periodo minimo di congedo parentale della durata di due mesi non cedibile all'altro genitore. Accanto alle novità introdotte dai congedi parentali, che rappresentano un deciso passo in avanti, dobbiamo dire però che c'è ancora strada da fare. Infatti, dobbiamo pensare al riconoscimento di almeno il 50 per cento della retribuzione ai lavoratori in congedo parentale e per quanti si prendano cura di familiari non autosufficienti, a partire dal riconoscimento giuridico del caregiver familiare, che ancora oggi non ha cittadinanza nel nostro ordinamento. Il MoVimento 5 Stelle lo chiede da tempo, dalla scorsa legislatura, e ha formulato una proposta di legge, ora all'esame della Commissione lavoro del Senato, che auspichiamo venga approvata entro la legislatura. Tornando al provvedimento in esame, ritengo doveroso soffermarmi su un dato: per la prima volta la legislazione italiana riconosce pari dignità ai genitori indipendentemente dallo status e dal lavoro svolto, sia esso autonomo o dipendente, inclusi i soggetti incapienti. Il family act assicura eguali diritti e pari tutele a quanti esercitano una libera professione o un'attività di lavoro autonomo o parasubordinato; tutte categorie, colleghi, che per decenni sono rimaste prive di forme di sostegno alla genitorialità, previste invece per i lavoratori dipendenti. Insieme all'assegno unico dunque il family act attribuisce un aiuto concreto a milioni di famiglie, un aiuto del quale beneficeranno non solo i lavoratori, come detto, ma anche gli incapienti e i percettori di reddito di cittadinanza. Dunque è un altro pezzo di un fondamentale grande progetto di riforma del welfare familiare, per il quale il MoVimento 5 Stelle si è battuto e continua a battersi e si batterà per realizzarlo fino alla fine. (Applausi) . Un altro aspetto rilevante della riforma riguarda poi il riconoscimento del valore sociale della famiglia, in relazione alle attività educative e di apprendimento per i figli, attraverso benefici economici, la semplificazione dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione e dal terzo settore, tenendo conto dell'eventuale condizione di disabilità presente all'interno del nucleo familiare. Signor Presidente, mi permetta solo un ultimo passaggio sulla questione della disabilità, perché per i nuclei familiari in cui sono presenti bambini e ragazzi diversamente abili il provvedimento interviene prevedendo un sostegno, includendo i disturbi del comportamento alimentare a quelli specifici dell'apprendimento o i bisogni educativi speciali, per le spese sostenute, comprese quelle di cura e di riabilitazione e per attività terapeutiche e ricreative, fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. C'è poi molto altro nel provvedimento in esame, anche rispetto all'imprenditorialità femminile, alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e al sostegno all'occupazione femminile. Signor Presidente, non mi dilungherò per non abusare della sua gentilezza e mi avvio alla conclusione, dichiarando che il MoVimento 5 Stelle voterà orgogliosamente a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,30) CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, è indubbio che le famiglie italiane, oggi più che mai, necessiterebbero di sostegno, ma credere che il Governo abbia la volontà e la capacità di adottare le misure che sarebbero necessarie è semplicemente follia. Questo Governo ha l'obiettivo di avvantaggiare i grandi gruppi finanziari internazionali e fomentare la guerra, contro gli interessi delle imprese e delle famiglie italiane. Questo Governo se ne frega delle famiglie italiane e affidargli la delega per sostenerle e valorizzarle è come affidare le pecore al lupo. Per questo voteremo no al disegno di legge delega oggi in esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2450 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Sud Africa sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 28 marzo 2017 e a Pretoria il 18 luglio 2017 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2450, già approvato dalla Camera dei deputati.