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La società non si è costruita ieri e non è che sono arrivati i teorici del gender a scoprire che il maschile e il femminile sono la causa di tutti i disastri, di tutte le ingiustizie del mondo e che quindi vanno "spianati" per un mondo globalizzato, in cui sia possibile vendere smalto per unghie per maschi e per femmine. No, ci sono delle differenze e, come diceva Churchill, fortuna che ci sono quelle meravigliose differenze, benedette quelle differenze. Noi, come legislatori, non dobbiamo darci come limite quello di una legge a tutti i costi. Penso che abbiamo una possibilità concreta, che è quella di affrontare il fenomeno, se c'è. Io ho dei dati, non li ho citati fino ad oggi ma oggi li cito. Ho fatto una richiesta ufficiale all'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori-OSCAD, che è l'ufficio interforze dedicato alla lotta alle discriminazioni, e mi hanno risposto. Sapete quante segnalazioni (che non vuol dire denunce e neanche condanne) ci sono ogni anno per discriminazioni sulla base del genere? Sono 66 casi in due anni, 33 casi ogni anno. C'è un dato ufficiale e se volete potete chiederlo all'OSCAD. C'è un fenomeno? Sì, grazie al cielo è molto ridotto. Mi direte che anche un caso è grave. Sono d'accordo con voi: anche un caso è grave. Però non è quell'emergenza, non è quel dramma che si è voluto raccontare. Ci sono casi limitati; a questi casi dobbiamo dare risposte. Come ho già detto, dal mio personale punto di vista (non impegno il mio Gruppo, ma parlo per me), le leggi in vigore sono sufficienti. Trovatemi un caso che sia oggi esente da pena. Chiunque aggredisce, chiunque diffama, chiunque minaccia, chiunque provoca lesioni personali, chiunque attenta alla vita di qualcun altro, chiunque ingiustamente licenzia, chiunque ingiustamente esclude: tutte condotte che hanno sanzioni, in quasi tutti i casi sanzioni penali. Ci sono condotte che devono essere integrate? Cerchiamole insieme. Ci sono sanzioni che a vostro o a nostro avviso devono essere aggravate? Cerchiamole insieme. Su questo vi garantisco - e lo dice Pillon - che non c'è una preclusione. L'Assemblea non è divisa in due, da una parte gli omofobi e dall'altra le brave persone; non funziona così. Qui c'è un'Assemblea che è divisa perché si è voluta inserire una ideologia inaccettabile in un disegno di legge che aveva un altro scopo. (Applausi) . Tutti noi abbiamo esultato per l'Italia che ha vinto la finale degli Europei. È stato interessante vedere qual è stata la prima reazione dei nostri beniamini, dei giocatori. Non hanno telefonato al genitore 1 o al genitore 2. Hanno chiamato la mamma! (Applausi) . Hanno chiamato la mamma e le hanno detto: ciao mamma, guarda quanto sono stato bravo. Ho vinto. Noi italiani abbiamo degli anticorpi preziosi contro queste ideologie che ci vengono da una visione dell'uomo maturata nei college universitari del Nord America. Perché queste ideologie hanno un nome e un cognome: si chiamano Judith Butler, si chiamano Donna Haraway, si chiamano col nome di filosofi e antropologi convinti che solo dal superamento del binarismo sessuale maschile e femminile avremo una società più giusta. Non è così! Andate, vi prego, a vedere la società svedese e le società del Nord Europa, dove tutto questo è già realtà. Ve lo ripeto. L'ho già detto e lo dico ancora una volta. Abbiamo questa possibilità. Siamo un passo indietro e ancora non siamo caduti nel burrone. Forse ce la facciamo. Forse riusciamo a fare ancora un passo indietro. Per fare questo, però, è necessario che tutti insieme realizziamo il superamento di ogni schema ideologico. Ce la faremo? Francamente, non lo so. Francamente, non sono convinto. La possibilità, però, ce la siamo data. La discussione continuerà ancora per giorni. Ho messo sul tavolo libri. Ho messo sul tavolo pubblicazioni. Sono a disposizione di tutti i colleghi che vogliano documentarsi anche meglio su questo. Vi prego, non votate questa proposta di legge come la voterebbe un quisque de populo . Approfondite ogni singola norma, anche chi è già convinto, in un senso o nell'altro, vada bene ad approfondire e a valutare ogni singola parola, perché stiamo decidendo di quello che sarà il futuro del nostro Paese. Marilena Grassadonia, dal palco del Pride, lo ha detto con chiarezza. Ha avuto un pregio, quello della verità, quando ha detto: il disegno di legge Zan è solo l'inizio. Poi vorremo il matrimonio egualitario. Poi vorremo l'utero in affitto. Poi vorremo l'adozione gay e poi vorremo l'insegnamento gender nelle scuole. Tutte cose che sono state dichiarate da un palco, davanti a parlamentari appartenenti a due schieramenti qui presenti che applaudivano. Ditecelo chiaramente, allora. Il progetto che avete in mente è questo? Se questo è il progetto che avete in mente, non vi seguiremo mai e faremo la guerra, qui dentro e là fuori, con tutte le armi che la democrazia ci mette in mano. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,18) ( Segue PILLON). Perché una società senza famiglia è una società senza futuro; perché una società in cui togliamo i figli ai loro genitori è una società senza futuro e una società morta. Una società in cui non si può più dire che un uomo è maschio e una donna è femmina è una società che non ha più nulla da dire. Questo è quello che dobbiamo dire ai nostri giovani, questo è quello che dobbiamo dire ai nostri figli! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Maiorino. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, io sono indignata. Mi verrebbe da dire che sono addirittura annichilita, perché è ormai da mesi, non soltanto adesso e non solo ora in quest'Aula, che abbiamo ascoltato per l'ennesima volta una fila di fuoco di fake news che, nel tempo, martellando continuamente, attraverso giornali, televisione e dichiarazioni, anche nelle Aule delle più alte istituzioni hanno alzato una cortina di fumo tossica. Una cortina di fumo tossica, attraverso cui non si riesce più a vedere la verità. Non si vede più, innanzitutto, il testo di legge in discussione, ma soprattutto tale cortina di fumo ha fatto sparire le persone: le persone di cui questa legge si occupa; le persone che sono nostri concittadini e concittadine che chiedono, che sanno, che da venticinque anni hanno bisogno di tutele. Ed hanno bisogno di tutele perché all'improvviso siamo diventati tutti non omofobi in questo Paese. Siamo diventati il Paese dove i gay , le lesbiche i transgender possono vivere nella realtà più meravigliosa del mondo e dell'Europa. Nessuno ha un problema con l'omosessualità, né qui dentro né fuori. È incredibile come non ce ne fossimo accorti prima e si ha anche la sfacciataggine di riportare solo i casi dell'OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), 30 all'anno, con lo stesso gioco che si è fatto per decenni sulla violenza domestica e sulla violenza contro le donne: "quelle denunciate sono talmente poche. Il problema non esiste". È la stessa cosa. Le persone non denunciano perché non hanno gli strumenti per poter essere tutelate;