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Pertanto, sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,04, è ripresa alle ore 11,24) . Informo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha comunicato che, occorrendo provvedere, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, all'attribuzione del seggio a seguito dell'approvazione della relazione sull'elezione contestata della senatrice Anna Carmela Minuto, ha riscontrato nella seduta odierna che il candidato cui attribuire il seggio è Michele Boccardi. Do atto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di questa sua comunicazione e proclamo senatore Michele Boccardi. Avverto che da oggi decorre nei confronti del nuovo proclamato il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali reclami. Discussione del documento: Doc Doc. III, n. 5 Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla elezione contestata nella Circoscrizione estero - Ripartizione America meridionale Approvazione dell'ordine del giorno n. 2 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento III, n. 5. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato di proporre all'Assemblea la convalida dell'elezione del senatore Adriano Cario nella Circoscrizione estero - Ripartizione America meridionale. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo alla relatrice, senatrice D'Angelo, se intende intervenire per integrare la relazione scritta. D'ANGELO, relatrice . Signor Presidente, colleghi, Governo, la Giunta è stata anche in questo caso impegnata per un lungo lasso di tempo e in maniera costante. Ne è venuta fuori una relazione abbastanza corposa, alla quale mi riporto integralmente. PRESIDENTE . Ricordo ai colleghi che, ai sensi dell'articolo 135- ter , comma 2, del Regolamento, fino alla chiusura della discussione, almeno venti senatori possono formulare proposte in difformità dalle conclusioni della Giunta mediante la presentazione di ordini del giorno motivati. In mancanza di tali proposte l'Assemblea non procederà a votazione, intendendosi senz'altro approvate le conclusioni della Giunta. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, colgo l'occasione di questo intervento per accendere i riflettori, al di là della vicenda specifica, sulla più generale gestione del voto degli italiani all'estero, che ormai da anni segnala forti criticità, sicuramente non più accettabili, per il giusto riconoscimento della libera espressione di voto di tantissimi connazionali che, per vari motivi, risiedono in Nazioni diverse, ma che mantengono un forte legame con la madrepatria. Patria che purtroppo però spesso, troppo spesso, si presenta più matrigna che madre. Molte sono le difficoltà di chi vive all'estero. Penso alle procedure per il riconoscimento della cittadinanza in quanto figli o nipoti di italiani, elemento fondamentale sia per ufficializzare un forte legame con l'Italia, sia molto spesso per una doverosa tutela dei propri diritti oltre confine, tutela della quale tutti noi possiamo godere in quanto cittadini italiani. Penso anche ai consolati, spesso poco attenti alle esigenze dei nostri connazionali residenti nei rispettivi distretti consolari, ma certamente forse più attenti a mantenere i rapporti con rappresentanze estere che ben altro e migliore trattamento riservano ai loro connazionali in termini di qualità di servizio e personale dedicato. Colleghi, i tanti Governi che si sono succeduti hanno approvato, ormai da svariati anni, politiche che hanno visto sempre di più diminuire la presenza dello Stato in alcuni contesti. Penso alla comunicazione, settore nel quale si è deciso di tagliare risorse fondamentali per la sopravvivenza dei giornali italiani pubblicati all'estero. È vero che certe situazioni dovevano essere riviste, monitorate e controllate, ma questo non può giustificare l'azzeramento lineare dei contributi all'editoria italiana oltreconfine. Penso alla sempre minore presenza, se non addirittura all'abbandono dello Stato nelle azioni di mantenimento, gestione e controllo delle scuole italiane all'estero, strutture di fondamentale importanza per il legame culturale con la patria ed elemento imprescindibile per la conoscenza e il mantenimento della nostra lingua da parte di decine di migliaia di giovani italiani. (Applausi) . Oltre a tutto ciò, manca soprattutto una visione, una linea politica estera chiara per i nostri connazionali. Mancano regole e procedure precise, che non possono essere uniformi, ma devono essere invece adattate alle esigenze di ogni singola realtà territoriale. Sintetizzando al massimo il concetto, voglio dire che procedure e regole che valgono molto probabilmente per l'Europa o per il Nord America, ad esempio, non possono essere applicate con la stessa facilità per altre Nazioni o continenti nei quali si vive in condizioni sociali e contesti politici difficili, spesso anche pericolosi, così come accade in alcuni Paesi del Sud America, dove la presenza dei nostri connazionali è fortemente radicata: penso al Venezuela o alla stessa Argentina, dove brogli e situazioni non chiare sono all'ordine del giorno. Ricordo a noi tutti, colleghi, in questi giorni e in queste ore in oltre cento distretti consolari si stanno svolgendo le elezioni dei Comites (Comitati per gli italiani all'estero), gli organismi di rappresentanza dei cittadini italiani all'estero e anche in questa circostanza ci sono arrivate segnalazioni puntuali relative a criticità al limite della legalità: plichi spediti tramite corriere, consegnati in maniera massiva senza nessuna certezza del destinatario; importanti quantità di buste consegnate a singoli soggetti e non direttamente al destinatario; buste aperte non sigillate; assoluta arbitrarietà da parte di alcuni consolati nella gestione della raccolta firme per l'approvazione delle liste. Non parlo di interpretazioni della legge elettorale vigente o di questioni procedurali migliorabili; parlo invece di fatti gravi che tutto fanno meno che garantire la certezza che i prossimi risultati elettorali non siano stati alterati attraverso condotte illecite o fortemente censurabili. Oggi parliamo dei Comites, ieri di elezioni politiche, ma sono le solite problematiche che abbiamo sempre segnalato e che causano la sfiducia dei nostri connazionali sul valore del loro voto, una sfiducia testimoniata purtroppo anche dalla bassa affluenza ed espressione del voto per via postale. Questa situazione ci ha convinti a presentare un disegno di legge - lo voglio evidenziare in Aula, perché poco parliamo di questi temi - per cambiare le modalità di voto per gli italiani all'estero. Si tratta di una proposta presentata per l'istituzione del voto elettronico per gli italiani all'estero; una normativa di soli tre articoli, che prevede questa modalità di voto esclusivamente per i 6 milioni di italiani residenti all'estero. Si tratta di un provvedimento che non è un atto isolato, ma è frutto di un lavoro e di una sensibilità e di attenzione di Fratelli d'Italia alle nostre comunità che vivono oltre confine, fatta di interrogazioni e anche di emendamenti, tra cui - ne voglio ricordare uno per tutti - quello che ha consentito ai medici venezuelani di origine italiana, ai quali non si voleva riconoscere la professionalità acquisita negli anni passati all'estero, di venire ad esercitare la loro preziosa professione in Italia durante il lockdown imposto dalla pandemia. Permettetemi di ringraziare questi volontari. (Applausi) .