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l'iniziativa, ben lungi dal poter essere derubricata a mero episodio di goliardia, appare gravemente inopportuna sotto molteplici profili, stante la gravità delle vicende che stanno interessando la Russia e l'Ucraina e la tragedia umanitaria e geopolitica che esse rappresentano; osservato che sul caso è intervenuta la Procura di Verona attraverso il procuratore reggente Bruno Francesco Bruni, il quale si è detto pronto ad aprire un'indagine ipotizzando il reato di "istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale. Si è trattato - sono le parole del magistrato - di una sorta di incitazione, di istigazione a colpire la città partenopea, un atto inqualificabile a maggior ragione per la guerra in corso in Ucraina. Siamo davanti a un gesto che non ha nulla di goliardico o provocatorio, così si getta discredito su tutta la tifoseria e sull'intera città di Verona per colpa dell'irresponsabilità di un singolo o comunque di un manipolo ristrettissimo di persone"; rilevato che nel corso della gara numerosi tifosi della squadra ospitante assiepati nel settore della curva sud si sono resi protagonisti di comportamenti indegni e incivili ai danni dei calciatori del Napoli Koulibaly, Osimhen, Anguissa, destinatari di cori di insulto a sfondo razzista; constatato che il giudice sportivo è intervenuto decretando la sanzione del divieto di ingresso a Verona in curva sud, motivata tra l'altro nel provvedimento con il fatto che "la quasi totalità dei tifosi assiepati nel settore interessato (nel numero di oltre 4.000)" ha intonato "vari cori insultanti di matrice territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, percepiti chiaramente in tutto l'impianto durante l'intero svolgersi della gara". Circostanza alla quale va aggiunto che "una percentuale comunque significativa dei tifosi del medesimo settore e comunque in numero tale (oltre 1.600) da essere percepiti in tutto l'impianto" ha rivolto cori "di discriminazione razziale" all'indirizzo di Koulibaly al 34° minuto del primo tempo e di Osimhen al 9° minuto della ripresa dopo che l'attaccante si era fermato per un infortunio; ritenuto che: a parere degli interroganti, la vicenda dei gravi accadimenti non può essere inglobata solo nella formula della discriminazione territoriale, ma è più complessa e attiene, come sottolineato dal procuratore di Verona, a fattispecie di incitamento all'odio e istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale; la frangia estremista della curva sud del tifo scaligero si è ripetutamente contraddistinta per episodi poco commendevoli, tanto da essere più volte oggetto di polemiche e inchieste giornalistiche; le manifestazioni sportive non possono e non devono essere la vetrina per veicolare idee razziste e per l'uso di linguaggi e comportamenti violenti, degradanti e denigratori: al contrario il mondo sportivo, alla luce dei valori che lo animano, dovrebbe essere il luogo deputato a favorire l'inclusione sociale e contrastare le forme di intolleranza e discriminazione, si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda adottare il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, in relazione ai fatti riportati, nonché per impedire il ripetersi in futuro di fatti analoghi e se intenda adottare, anche tramite l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, misure in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive al fine di ridurre i fenomeni di intolleranza e istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale. Atto n. 4-06748 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: l'impennata dei costi dei combustibili aggiunta all'aumento vertiginoso delle materie prime e al crollo del potere d'acquisto sta causando un forte rallentamento nell'economia del nostro Paese, costringendo molte attività, soprattutto della ristorazione, a chiudere, almeno temporaneamente; secondo l'associazione APPE, il 40 per cento dei locali nel territorio padovano apre la propria attività solo nei fine settimana; considerato che: è soprattutto dal periodo primaverile fino alla fine dell'estate che queste attività (bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, locali di intrattenimento e sale gioco) hanno i maggiori profitti, avvantaggiati dal fatto che si può sostare all'aperto, cosa di non secondaria importanza in periodo di COVID; la legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021) proroga al 31 marzo 2022 l'esenzione dal pagamento del canone unico patrimoniale per le occupazioni di suolo pubblico da parte di imprese di pubblico esercizio e per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. Per le stesse attività, inoltre, la posa in opera temporanea di strutture amovibili (quali dehors , elementi di arredo urbano, pedane, tavolini), purché funzionali all'attività, non è subordinata ad autorizzazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non reputino necessario un nuovo differimento della TOSAP per sostenere concretamente il settore della ristorazione e dell'intrattenimento e contribuire realmente al superamento di questo difficilissimo periodo che il nostro Paese sta vivendo. Atto n. 4-06749 AUGUSSORI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, l'articolo 26, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ha previsto che per i cosiddetti lavoratori fragili (lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, nonché lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità) il periodo di assenza dal servizio sia equiparato al ricovero ospedaliero, con la conseguenza che tali giorni di assenza non vengono computati ai fini del periodo di comporto; il comma 2- bis ha previsto altresì che i lavoratori fragili debbano svolgere di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o mediante lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto; le due disposizioni sono state oggetto di varie proroghe e, da ultimo, l'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, convertito con modificazioni dalla legge 18 febbraio 2022, n. 11, ne ha prorogato gli effetti sino al 31 marzo 2022; considerato che: con messaggio n. 1126 dell'11 marzo 2022, l'INPS ha illustrato le tutele previdenziali previste dall'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, così come prorogate ai sensi dell'articolo 17, comma 1, del citato decreto-legge n. 221 del 2021; i contenuti del messaggio appaiono però difformi alle disposizioni normative;