[massime]

Caccia - Legge della Regione Lombardia - Previsione della possibilità di detenzione di richiami vivi privi di anello di riconoscimento - Deroga alla norma statale che vieta l'uso di richiami non identificabili mediante anello inamovibile - Violazione di uno standard di tutela uniforme della fauna valido per l'intero territorio nazionale - Invasione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente - Illegittimità costituzionale - Assorbimento degli ulteriori profili di censura.. E' costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s) , Cost. ed assorbito ogni ulteriore profilo di censura, l'art. 26, comma 5, della legge della Regione Lombardia 16 agosto 1993, n. 26, sostituito dall'art. 2 della legge regionale 7 agosto 2002, n. 19. La norma, prevedendo la possibilità per i cacciatori di detenere richiami vivi privi di anello di riconoscimento, si pone in contrasto con l'art. 5 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, che, vietando l'uso di richiami non identificabili mediante anello inamovibile, fissa standard minimi e uniformi di tutela della fauna, la cui determinazione appartiene in via esclusiva alla competenza del legislatore statale ex art. 117, secondo comma, lettera s) , Cost.. - Sulla competenza esclusiva dello Stato in materia di determinazione degli standard minimi di tutela della fauna v., citata, sentenza n. 313/2006. - Sulla legge n. 157 del 2002, v., citate, sentenze n. 311/2003 e n. 536/2002.