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Signor Presidente, l'emendamento 3.10 si ricollega in larga parte a quanto già detto dalla collega Boldrini perché mira alla soppressione delle parole «anche in quiescenza». I motivi sono gli stessi anzidetti. È evidente che noi chiediamo che ci siano criteri oggettivi e di merito per cui non si possa derogare a questo albo e non si prendano persone che, pur avendo questi requisiti, siano collocate a riposo. Secondo noi, le parole «anche in quiescenza» non hanno senso da questo punto di vista perché allargano troppo la cornice e permettono una discrezionalità di scelta che non si fonda su criteri di merito e standard , come invece in questi campi è bene ci siano. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 3.3 interviene sulla norma che prevede che dal giorno della pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale , in pratica dallo scorso 3 maggio, sono decaduti tutti i commissari delle aziende sanitarie ospedaliere calabresi. Con l'emendamento si dispone che la prevista decadenza automatica dei commissari regionali abbia luogo solo nel presupposto che vi sia una valutazione negativa scaturente dal non raggiungimento degli obiettivi ed entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Vengo ora all'emendamento 3.12. Al comma 3 si pone una disposizione transitoria prevedendo che, fino alla nomina del commissario straordinario, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario. Viene poi specificamente previsto che, in mancanza del direttore amministrativo e del direttore sanitario, l'ordinaria amministrazione è garantita dal dirigente amministrativo più anziano per età preposto a unità operativa complessa. Con l'emendamento 3.12, che è molto ragionevole, chiediamo invece che, in mancanza del direttore amministrativo e del direttore sanitario, l'ordinaria amministrazione debba essere garantita dal dirigente amministrativo più anziano nella direzione di unità operativa complessa. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sugli emendamenti 3.3 e 3.9. Sono assolutamente d'accordo con la collega Boldrini. Il senatore Auddino ha detto ieri con forza che la politica non avrebbe più utilizzato i metodi del passato, ma avrebbe guardato al merito. In realtà, il contenuto dell'articolo 3 testimonia, come già emerso in maniera chiara nella discussione alla Camera dei deputati, come il MoVimento 5 Stelle stia utilizzando i vecchi metodi della politica per raggiungere i suoi scopi, se è vero - e lo è - che nell'altro ramo del Parlamento la relatrice si è dovuta dimettere dall'incarico, in quanto è emerso un chiaro conflitto di interessi. (Applausi della senatrice Rizzotti). Chiedo pertanto al signor Sottosegretario se ci vuole chiarire se quel nominativo arrivato al tavolo del ministro Grillo è stato espunto o no dall'elenco. Nel provvedimento in esame si cerca di derogare a una legge nazionale, che vale per tutti e non fa altro che salvaguardare il merito e le competenze. Esiste un elenco nazionale, a cui si iscrive chi ha i titoli, nell'ambito del quale sono individuati i soggetti chiamati a ricoprire la carica di direttore generale. Ora, guarda caso, al cosiddetto decreto-legge Calabria è stato presentato un emendamento in forza del quale possono essere chiamati anche soggetti non facenti parte dell'elenco nazionale e - guarda caso - anche se in quiescenza. Guarda caso, nell'elenco arrivato al ministro Grillo vi è il nominativo di una persona che non è iscritta nell'elenco nazionale dei direttori generali, guarda caso è in quiescenza, guarda caso l'onorevole Nesci ha ammesso alla Camera dei deputati che è un suo collaboratore non retribuito e, guarda caso, tale soggetto dovrebbe essere nominato nell'ASL di appartenenza della deputata Nesci. Signor Sottosegretario, vorrei sapere - tutti i calabresi lo vogliono sapere - che criteri utilizzate: se quelli della vecchia politica, tanto disprezzata da voi, oppure il criterio Nesci - chiamiamolo così - che, con norme fatte ad hoc , indica chi deve essere a ricoprire l'incarico di direttore generale nella sua ASL. Per questi motivi, chiediamo che vengano approvati gli emendamenti 3.3 e 3.9 e chiedo a lei, Sottosegretario, di sapere se quel nominativo è stato espunto oppure no. Infatti, se non fosse stato espunto sarebbe una cosa molto grave, perché c'è un conflitto di interessi palese. Altro che legge ad personam , signor Sottosegretario! Mi auguro che lei voglia rispondere a questa mia domanda. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 3.15. È presente in Aula il Sottosegretario che ha seguito i lavori in Commissione ed è stato molto disponibile al confronto, ancorché limitato, vista la vostra volontà politica di annullare i lavori dell'Assemblea perché avete deciso di decretare d'urgenza e, quindi, impedire al Senato di dare valore al decreto Calabria, che non può essere modificato (in quanto dovrebbe tornare alla Camera dei deputati e i tempi non ci sono). Il Senato è stato nuovamente annullato e l'intero Parlamento e il Governo dovranno scusarsi con gli italiani, perché si stanno annullando di fatto le competenze del Parlamento. Mi collego a quanto detto dal collega Mangialavori sul caso Nesci, che riguarda certamente il cosiddetto decreto-legge Calabria. Vorrei capire chi è quel santo che, in base all'articolo 3 del provvedimento, grazie ai vostri poteri magici, tornerà sulla terra e riuscirà a risolvere contemporaneamente i problemi di due ASP che, guarda caso, non riesce a risolvere un commissario lavorando in una sola ASP. Nel provvedimento è infatti previsto che il commissario possa occuparsi dell'ordinaria amministrazione di due ASP che al momento non riescono nemmeno a consegnare i bilanci. Voglio dire una cosa: c'è il tavolo tecnico, che molti di voi non conoscono, all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che deve vigilare sui bilanci. Come è possibile che in sei anni nessuno si sia accorto che mancavano i bilanci nelle ASP e ora devono pagare i cittadini calabresi? Adesso proponete non solo il dissesto, ma anche la nomina di un commissario che possa seguire due ASP, che non sono state in grado di essere seguite da due commissari distinti, iscritti persino all'albo nazionale dei direttori. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti del senatore Airola) . Che stai dicendo? Siediti. PRESIDENTE . Senatore Siclari, si rivolga alla Presidenza. Senatore Airola, se intende intervenire, deve chiedere la parola sugli emendamenti: la prego di non interloquire direttamente con il senatore Siclari. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. CASTELLONE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 3. (Commenti del senatore Faraone). PRESIDENTE.Senatore Faraone, non c'è bisogno del suo apporto in questo momento. CASTELLONE, relatrice .