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Per garantire che questo percorso venga fatto in maniera corretta, devo fare un plauso anche a proposito dell'istituzione del Garante nazionale delle disabilità, che è un passaggio fondamentale per garantire i diritti delle persone; lo ribadisco ancora: i diritti non dei disabili, ma delle persone. Ci sono molti altri contenuti che - lo ripeto - sono estremamente tecnici e molti di essi sono stati già esaminati. A me preme sottolineare anche il dato politico a cui si arriva oggi, che è probabilmente il punto più alto di un passaggio politico più generale che andiamo ad analizzare. I tempi sono stati ristretti, le tappe sono state forzate e il passaggio di fatto è avvenuto in una sola Camera, ma noi che abbiamo seguito comunque i lavori che sono stati fatti anche alla Camera, dobbiamo dare atto che il Ministro e tutti coloro che hanno lavorato insieme si sono seduti attorno a un tavolo. È un insegnamento che un po' tutti noi dovremmo acquisire e probabilmente applicare anche in altri ambiti, a cominciare magari dalla legge di bilancio, guardandoci in faccia e ascoltandoci di più, al fine di trovare soluzioni più concrete per i nostri datori di lavoro, cioè i cittadini italiani. Il dato politico fondamentale è che alla Camera il disegno di legge è stato votato all'unanimità, il lavoro di Commissione è stato bipartisan e di questo bisogna dare atto a tutti gli attori che hanno preso parte al percorso politico. Da rappresentante oggi del Gruppo Lega, non posso però che ricordare un percorso iniziato molto tempo fa, quando nel Governo Conte I, l'allora ministro Lorenzo Fontana, aveva già portato in Consiglio dei ministri il codice delle disabilità. Era quindi già iniziato un percorso fondamentale, e la Lega ha sempre creduto che il mondo della disabilità sia un mondo che deve essere ascoltato, capito e sostenuto. (Applausi) . Il Governo Conte II purtroppo ha messo un po' in un angolo questo passaggio, ma oggi, con il nuovo Governo e con il ministro Erika Stefani, abbiamo portato a termine un percorso iniziato già nel 2018. Nell'annunciare il voto favorevole da parte del Gruppo della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, sono orgoglioso di ringraziare tutti coloro, a prescindere dal colore politico, che hanno permesso di arrivare a questo risultato politico. Se infatti avete letto, come abbiamo fatto noi, tutte le dichiarazioni di voto che sono state svolte alla Camera, avrete visto che c'è un dato comune: si sono messe da parte la volontà e la bandierina del partito e si sono messe davanti le persone che dobbiamo aiutare, a cui dobbiamo fornire degli strumenti per far sì che la loro vita sia vera vita, insieme a noi, all'interno della società, e che non ci siano discriminazioni e persone di serie A o di serie B. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 14,42) DI PIAZZA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI PIAZZA (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, gentili senatrici, colleghi senatori, il fatto che il 9 dicembre alla Camera dei deputati sia stato dato il primo via libera, all'unanimità, alla legge delega sulla disabilità, sottolinea quanto l'Italia fosse in emergenza rispetto a un tema così sensibile, che riguarda l'intera comunità. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo fortemente voluto che il tema della disabilità fosse un'azione imprescindibile da realizzare nell'ambito delle missioni del PNRR. L'obiettivo è quello di inaugurare l'epoca della piena, effettiva e significativa partecipazione e inclusione. Nel nostro Paese nel 2019 le persone con disabilità erano 3.150.000, il 5,2 per cento della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti, quasi un milione e mezzo di ultrasettantacinquenni. La capacità di spostarsi liberamente è molto limitata tra le persone con disabilità; i dati sulla mobilità relativi al 2019 mostrano che solo il 14,4 per cento delle persone con disabilità si sposta con mezzi pubblici urbani, contro il 25,5 del resto della popolazione. Il ventaglio di aiuti assicurato dalla rete comprende assistenza alla persona, accompagnamento e ospitalità, attività domestiche, espletamento di pratiche burocratiche e prestazioni sanitarie. Il welfare e il sistema di trasferimenti sociali finalizzati a compensare le minori capacità di reddito delle persone con disabilità svolgono un ruolo fondamentale, spesso costituendo una quota significativa del reddito familiare disponibile. Grazie ai trasferimenti sociali legati alla disabilità infatti, l'incidenza del rischio di povertà tra le famiglie con disabilità non supera quello osservato a livello nazionale. Tuttavia, i trasferimenti non sono sufficienti a garantire a queste famiglie condizioni di vita analoghe al resto della popolazione. Ciò a causa dei costi aggiuntivi, di natura medica e sanitaria, indotti proprio dalla disabilità. Il disegno di legge delega che rientra tra le azioni chiave del PNRR, da compiersi entro il 31 dicembre 2021, nasce dunque dall'esigenza di poter rappresentare un importante traguardo al fine di garantire condizioni di uguaglianza e pari opportunità alle persone che versano in una situazione di oggettiva e incolpevole difficoltà e che sovente sono vittime di discriminazioni. In particolare, la missione 5, Inclusione e Coesione, alla componente 2, Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore, del Piano nazionale, prevede una riforma costituita dalla realizzazione di una legge quadro della disabilità, che semplificherà l'accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità che semplificherà l'accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e potenzierà gli strumenti finalizzati alla definizione del progetto di intervento individualizzato. Da una prima lettura dei vari punti previsti dal disegno di legge, appare evidente una visione innovativa del compito di welfare di uno Stato, che ha il dovere di perseguire inclusione e giustizia sociale. In questi anni, si invoca un principio da assumere come assoluto: la centralità della persona. Per troppo tempo il sistema giuridico ha trascurato le falle assolutamente discriminatorie in tema di disabilità. Si sono, al massimo, medicalizzate le patologie a più evidenza scientifica, senza ricondurle ad azioni di sostanziale benessere. Va detto, con responsabilità, che la disabilità è spesso una condizione estremamente difficile da portare addosso, rappresentandone le necessità. Ci può essere un visibile connotato della disabilità stessa e uno invisibile, ancor più doloroso e complesso da superare: patologie complesse nella fase di accertamento, soggetti con difficoltà a verbalizzare il proprio disagio, nuove fragilità causate da emarginazione, vulnerabilità e nuove povertà. In questo margine di sofferenza si sono valorosamente adoperate forze sane e virtuose. Sono quelle delle famiglie, del terzo settore e del volontariato in genere. Adesso servono nuovi processi, che mettano in condizione ciascuna persona di essere protagonista della propria vita, in relazione positiva a contenitori e comunità. Il dibattito che ha portato all'elaborazione di questo disegno di legge è pieno di considerazioni e valutazioni metodologicamente ed eticamente innovative.