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Norme in materia di riconoscimento della personalità giuridica e di finanziamento dei partiti politici, nonché delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle leggi concernenti i partiti politici. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge intende dare concreta applicazione all'articolo 49 della Costituzione, a norma del quale «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». A distanza di oltre sessanta anni, nel corso dei quali nessuna iniziativa legislativa è stata adottata per dare attuazione a tale previsione, si rende necessario un intervento per determinare un quadro organico di norme che disciplinino i partiti politici, a cominciare dal riconoscimento degli stessi. Ad oggi, infatti, i partiti svolgono la propria attività nell'ambito delle associazioni non riconosciute e ciò rasenta l'assurdo, considerata l'importanza che essi hanno nel governo della cosa pubblica; mentre sono, de jure, semplici associazioni tra privati cittadini, nella sostanza svolgono un'insostituibile attività istituzionale e di interesse pubblico, come anche pubblici sono i contributi e rimborsi elettorali che ricevono. Contrariamente alle previsioni del citato articolo 49 della Costituzione, che li vuole come strumento attraverso il quale i cittadini possono concorrere alla vita democratica della nazione, i partiti sono ormai visti dagli stessi cittadini come un limite alla propria fattiva partecipazione politica. Tale diffuso sentimento di sfiducia può provocare effetti dirompenti sulla tenuta del sistema democratico e rappresentativo. Occorre al più presto mettere in atto tutte le misure necessarie a ricostruire il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni che è il presupposto stesso dello Stato di diritto. Gli accadimenti degli ultimi anni hanno progressivamente allontanato i cittadini dalla politica e questo anche a causa delle numerose zone d'ombra che si sono create intorno ai partiti e alla loro gestione. Con il presente disegno di legge si vuole intervenire su uno degli elementi che riteniamo un punto cardinale di questo sforzo di ricostruzione: garantire ai cittadini, agli elettori, agli iscritti e ai militanti dei partiti, che le istituzioni tutelino il loro diritto a partecipare alle scelte, al processo decisionale, alla selezione della classe dirigente, alla vigilanza sul corretto e trasparente utilizzo dei fondi pubblici. I partiti sono strumenti essenziali per la funzionalità del sistema democratico, a patto che siano collocati all'interno di un sistema di regole che definisca in toto l'attività degli stessi. I partiti non possono più caratterizzarsi per essere centri di pura gestione del potere, come ormai è nell'immaginario collettivo, ma devono al più presto ritrovare la propria missione originaria e tutto ciò può avvenire a patto che rispondano a regole certe, garantendo al contempo a chiunque la partecipazione alle proprie attività. In sintesi, è ormai tempo che i partiti vengano riconosciuti come associazioni dotate di personalità giuridica, regolate da statuti che rispondano ai più elementari principi di democrazia, che prevedano regole precise per eleggere gli organi nazionali e periferici, per il loro funzionamento, per garantire le pari opportunità e i giovani, che tutelino il diritto delle minoranze interne al rispetto delle loro prerogative. Tali presupposti sono indispensabili affinché si cominci a parlare di democrazia compiuta. Essi risultano essere altrettanto indispensabili per far sì che singoli partiti possano godere del finanziamento pubblico. Viene pertanto previsto un sistema di sanzioni che colpisce innanzitutto sul versante economico chi si sottrae o contravviene alle norme che disciplinano il finanziamento pubblico ai partiti. Le cronache dei mesi passati hanno ulteriormente aggravato il quadro e fatto emergere drammaticamente la necessità che i partiti offrano una risposta credibile. E forse una delle ultime occasioni che viene data alla classe politica di dimostrarsi all'altezza della situazione. Per questo auspichiamo una veloce discussione e approvazione del testo presentato. Il disegno di legge è composto da sette articoli. L'articolo 1 delinea e definisce l'ambito di applicazione della legge. L'articolo 2 disciplina l'acquisizione della personalità giuridica, con l'obbligo per ciascun partito di dotarsi di uno statuto (articolo 4) che sancisca un ordinamento interno a base democratica, la cui approvazione è subordinata al parere vincolante dell'istituenda Commissione di garanzia degli statuti e dei finanziamenti dei partiti politici (articolo 3). Tale Commissione è composta da tre membri nominati dalle prime tre cariche dello Stato, opera in piene autonomia e indipendenza e dura in carica cinque anni. Tra i compiti della Commissione, oltre a quello di visionare e garantire il rispetto degli statuti dei singoli partiti, vi è quello di irrogare le sanzioni per le violazioni statutarie, consistenti in riduzioni dei rimborsi e delle altre agevolazioni economiche di cui godono i partiti. L'articolo 4 (contenuto dello statuto) stabilisce il contenuto minimo dello statuto, in una cornice che garantisca comunque la massima autonomia ai partiti. Tra le previsioni di maggior interesse troviamo il rispetto delle minoranze, garantendo alle stesse la necessaria rappresentanza, la previsione di metodi democratici e rappresentativi per la designazione delle candidature in occasione di consultazioni elettorali, l'equa rappresentanza dei due sessi, la formazione dei giovani, la trasparenza dei bilanci e la destinazione di parte delle risorse agli organi territoriali e periferici. L'articolo 5 (effetti della registrazione dello statuto) sancisce la necessità della registrazione come elemento indispensabile per l'accesso ai rimborsi elettorali e ad ogni altra agevolazione economica prevista in favore dei partiti, nonché la possibilità di non dover presentare sottoscrizioni in occasione delle competizioni elettorali; inoltre è previsto che i partiti possano accedere alla distribuzione del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche in base alle dichiarazioni dei contribuenti (articolo 6). L'articolo 7 prevede, infine, una delega al Governo per la redazione di un testo unico che riunisca le disposizioni in materia di disciplina e finanziamento dei partiti, di finanziamenti ai candidati e ai partiti, di rimborso per le spese per le consultazioni elettorali e referendarie, di agevolazioni e provvidenze pubbliche in favore dei partiti, inclusi i contributi concessi alle imprese editrici di quotidiani e di periodici, anche telematici, o a imprese radiofoniche che risultano essere organi di partito.. I NATURA GIURIDICA E ORDINAMENTO INTERNO DEI PARTITI POLITICI 1 (Finalità e ambito di applicazione) 1 La presente legge reca disposizioni per l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione al fine di consentire ai partiti politici di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. 2 La presente legge si applica ai partiti e movimenti politici organizzati, di seguito denominati «partiti politici», che presentano candidature in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia; del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; del presidente della giunta regionale e del consiglio regionale; del presidente della giunta provinciale e del consiglio provinciale;