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ai tempi del decreto cura Italia le proposte di rilancio presentate dalla minoranza venivano bocciate, con la promessa di inserirle nel cosiddetto decreto aprile, poi diventato decreto maggio e, infine, decreto rilancio. Durante la discussione del decreto rilancio ci siamo sentiti rinviare alcune proposte al decreto agosto. Oggi il ritornello cambia ancora una volta e ci sentiamo dire che gli interventi strutturali saranno fatti con i fondi europei del recovery plan. Ci auguriamo che qualcosa possa accadere, perché questa situazione non è più sostenibile anche alla luce di ciò sta accadendo nelle ultime settimane, e che sia veramente la volta buona per il nostro Paese, perché la Nazione è stanca e non saranno certo i decreti adottati in questi mesi a salvare il nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, vorrei iniziare con un mix di note, alcune belle, alcune comiche, alcune serie, anzi serissime. È chiaro che siamo all'abuso della fiducia. Auspico delle inchieste giornalistiche e che dei giornali, sedicenti indipendenti, facciano delle verifiche sul passato, semmai nella storia della Repubblica ci sia stato un periodo in cui ogni disegno di legge di conversione di decreto-legge è arrivato in Assemblea con la fiducia. E su tutto quanto è stato fatto prima è inutile fare i complimenti dicendo che «abbiamo lavorato», perché a me sa di teatro. Penso che ci sarebbero gli estremi per l'"okkupazione" del Parlamento da parte delle opposizioni (in questo caso, «occupazione» si scrive con due k). Ho letto di un emendamento che stanzia 900.000 euro a favore della Casa internazionale delle donne, un consorzio femminista che non ha pagato l'affitto al Comune di Roma. Non so se ridere o piangere (ho parlato di note anche comiche). Siccome però mi piace Cetto La Qualunque, rilancio e propongo il doppio: 1,8 milioni di euro. Vice Ministro, li trovi! (Applausi) . Il Mose funziona. Ripeto, nonostante anni di contestazione, il Mose funziona e questa è una bella notizia. L'altra bella notizia è che Trump sta meglio e se vincerà, come io spero, andrà a fondo su certe questioni che riguardano anche l'Italia. L'ultima nota serissima riguarda l'alluvione in Piemonte. Signor Vice Ministro, servono soldi e tanti. Si tratta di un evento naturale e abnorme, con enormi danni infrastrutturali e ai privati. Penso che non si possa tergiversare e che il Piemonte, in particolare nelle province di Cuneo, di Biella e di Vercelli, richieda investimenti pronti e senza tante complicazioni burocratiche. Esamino ora alcuni articoli a mio giudizio interessanti. L'articolo 35 sull'operazione «Strada sicura» conferma il contingente delle Forze armate che presta servizio nei punti nevralgici fino al 15 ottobre 2020. Penso che il maxiemendamento in preparazione debba correggere la data di scadenza e apporre il «15 ottobre 2021»; è un suggerimento al Governo e alla maggioranza per non perdere tempo con altri decreti. L'articolo 39 prevede la rendicontazione dei contributi ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane, a ristoro delle mancate entrate e delle maggiori spese per il Covid. Sfido chiunque e vorrei chiedere a qualche collega della maggioranza se è riuscito a capire il comma 2 di tale articolo. Io non l'ho capito e chiederei un'interpretazione autentica. Avevo proposto con un emendamento di abolire i commi 2 e 3: una volta che il Governo ha dato il ristoro degli importi non incassati e delle maggiori spese, finisce lì; la rendicontazione al 15 aprile in assenza di dati certi è una complicazione unica e difficilissima. Nell'articolo 40 sono previsti 300 milioni a ristoro parziale dell'imposta di soggiorno, con un decreto ministeriale per la ripartizione. Chiedo che il decreto sia emanato entro fine novembre, affinché le relative somme si possano inserire nel bilancio degli enti locali che non le hanno incassate entro quest'anno. L'articolo 49 prevede lo stanziamento di 200 milioni, per ciascuno degli anni del triennio 2021-2023, per i ponti. Di ponti avevo già parlato in altri interventi e le alluvioni dimostrano che sono un discorso quanto mai attuale e delicato. Se calcoliamo 6 o 7 milioni di euro per ponte (cifra che credo sia verosimile), si tratterebbe di trenta ponti all'anno. Ma in Italia i ponti sono migliaia, per cui fate voi. L'articolo 64 - e qui potete trovare qualche fondo da destinare ai ponti - riguarda la partecipazione diretta e indiretta al capitale delle imprese. Chi decide discrezionalmente in quale impresa (come mi pare sia già stato fatto in pochi casi, da contare sulle dita) partecipare al capitale? Lo Stato ha impiegato decenni ad uscire dalle imprese e ne è uscito male: in epoca Prodi lo Stato ha svenduto quello che aveva. L'articolo 65, che prevede la proroga della moratoria per le PMI al 31 gennaio 2021, è un buon articolo. L'articolo 66 è sempre la stessa storia: aumenti di capitale per le società controllate: siamo da capo, secondo me sono soldi buttati nel pozzo. L'articolo 73 contiene misure premiali di cui all'articolo 1, comma 290, della legge di bilancio di quest'anno: sarebbe la lotteria degli scontrini e un rimborso di 3.000 euro per chi usa le carte credito. Penso che tali misure siano diseducative del popolo italiano, che troppo sovente spreca i soldi nelle scommesse. Con l'articolo 87 siamo all'apoteosi: costituzione di una nuova compagnia aerea a totale partecipazione pubblica; si affitta la compagnia che sta per fallire, ma non si farà fallire: con un piano industriale, che è pubblico, sono stati stanziati altri 3 miliardi di euro, assieme alle centinaia di milioni dei precedenti decreti. Credo che questo sia veramente uno sbaglio storico che pagheremo caro con figuracce internazionali, con disservizi e risultati nulli. L'articolo 110 riguarda la rivalutazione dei beni d'impresa. Credo che possa andare bene in certi casi, ma suggerisco al Governo - che mi sta ascoltando e per questo lo ringrazio - di ascoltare i suggerimenti di alcuni studiosi e giornalisti super partes - o quasi - che chiedono di fare una norma che renda facoltativi gli ammortamenti nei bilanci della società per il 2020. Credo sia possibile per un anno non fare gli ammortamenti in un bilancio e presentare un bilancio attivo, o vicino all'attivo, in un momento di difficoltà. A mio avviso, e concludo, non c'è una strategia di insieme: c'è un po' di tutto, buttato lì. Vediamo cosa succede, ma i sussidi a pioggia non portano vantaggi e sviluppo.