[resaula]

E credo che il Governo - parliamo spesso degli emendamenti, ma poi c'è un testo base che misura se abbiamo raccolto le indicazioni e le esigenze - sia andato proprio in questa direzione: opere, digitale, ambiente e sociale. Faccio un'ultima considerazione generale, per poi chiudere con una più specifica. Chiaramente ci siamo accorti di una cosa: le stesse indicazioni di semplificazione in un quadro normativo generale si scontrano con la sedimentazione normativa che, a livello regionale, sulle materie di legislazione concorrente si è stratificata nei vari territori. Modificare un quadro normativo nazionale determina quindi delle conseguenze diverse a seconda dei territori nei quali tali modificazioni vanno a intervenire, perché c'è una legislazione regionale, ci sono norme che si sono sviluppate, c'è per così dire una traiettoria che da tempo si è definita e che bisogna vedere come incrocia e raccoglie le modifiche del quadro normativo nazionale che andiamo a inserire. L'aspetto sul quale voglio concludere riguarda un tema che ho seguito anche in Commissione sanità, quello cioè delle infrastrutture sociali e sanitarie, vale a dire di come riusciremo in tempi brevi a mettere in campo le risorse che arriveranno e a determinare una risposta infrastrutturale sul piano sanitario e sociale. Una delle questioni che abbiamo raccolto e che abbiamo fatto oggetto di un emendamento, condiviso peraltro anche dalle altre forze politiche, riguarda proprio l'individuazione di una semplificazione, di un percorso più rapido che consenta di intervenire sul patrimonio edilizio esistente, oltre che su quelle zone nelle quali, dal punto di vista urbanistico, sono state individuate delle potenzialità nel raccogliere esigenze di ristrutturazione (può trattarsi anche di zone dismesse), ma anche di ricucitura del tessuto urbanistico, al fine di insediarvi infrastrutture sociali, dalle RSA agli ospedali, agli ostelli per l'università, all'edilizia sociale, alle infrastrutture sportive, che hanno comunque una valenza sociale per la comunità. Da questo punto di vista c'è tanto patrimonio pubblico e c'è anche tanto patrimonio pubblico-privato, perché nel nostro Paese ci sono società partecipate: spesso, a livello locale, la valorizzazione del patrimonio edilizio è avvenuta attraverso società che coinvolgono anche i privati. Ebbene, queste potenzialità vanno messe in circolo, vanno attivate, e lo possiamo fare in modo utile e significativo attraverso l'intervento che è stato inserito nel decreto semplificazioni. Concludo davvero dicendo che - a mio avviso - dobbiamo tenere ben presenti gli elementi generali di cui ho detto all'inizio. Noi oggi abbiamo questo compito: il nostro obiettivo principale è mettere a terra le risorse che ci vengono dall'Europa sui temi dell'ambiente, del sociale e del digitale e il decreto semplificazioni va in questa direzione. Il lavoro fatto dal Governo è positivo e credo che il contributo del Parlamento abbia rappresentato un arricchimento favorevole. Sta ora a noi la responsabilità di fare in modo che nei prossimi mesi si vedano i risultati concreti di questo lavoro di impostazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, mi allaccio immediatamente all'intervento del senatore Collina, che molto opportunamente ha inserito il suo discorso in un quadro di sistema, perché è del tutto evidente che questo decreto-legge si inserisce proprio in un quadro di questo tipo. Non nasce dal nulla per arrivare al nulla, ma, appunto, si incardina all'interno di un sistema di decreti che il Governo, in maniera velocissima e anche molto efficace, è riuscito a mettere a sistema nel corso di quattro mesi complessivamente. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,30) ( Segue FERRAZZI). L'insieme dei decreti di cui stiamo parlando si è mosso fondamentalmente su due binari: quello delle risorse economiche da portare a terra e quello delle riforme, a volte anche strutturali, di cui il Paese ha bisogno come l'aria. Ebbene, il decreto-legge al nostro esame cerca di far fare un passo in avanti al nostro Paese, ad esempio su tutto il sistema delle infrastrutture. Quando parlo di infrastrutture, parlo non semplicemente delle infrastrutture fisiche, classicamente intese, ma di tutti gli asset , materiali e immateriali, che creano la ricchezza di una Nazione e che sono il presupposto per il suo sviluppo, dal punto di vista sostanziale e organico. Mi riferisco allo sviluppo, inteso non solo come crescita del PIL, ma anche come qualità della vita e come possibilità, da parte di tutti, a prescindere dal censo e dalla famiglia di origine, di emergere e di esprimere i propri talenti. Dunque, il provvedimento in esame interviene a partire dalle infrastrutture fisiche e quindi tutte le infrastrutture del trasporto, dei porti e in parte degli aeroporti. Esso parla poi dei procedimenti e quindi delle valutazioni che vengono approvate - ad esempio - in campo ambientale, come la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e la valutazione ambientale strategica (VAS), cercando di fare sistema e di accelerare i processi nelle decisioni utili per lo sviluppo del nostro Paese. Il provvedimento affronta poi anche l'altro tipo di infrastrutture, ovvero le infrastrutture immateriali, che non sono meno importanti di quelle materiali, come sa benissimo il sottosegretario Margiotta che ha seguito in maniera molto diligente e opportuna il provvedimento in rappresentanza del Governo. Il digitale, il 5G, la banda larga e la fibra ottica sono tutti elementi senza i quali è del tutto evidente che non solo non c'è crescita economica per il Paese, ma non c'è nemmeno eguaglianza sociale. È evidente che il digital divide è un problema serio, a 360 gradi, che va assolutamente oltrepassato, perché ormai ne va del diritto di ciascuno: è un diritto di base avere infatti la possibilità di accedere, a costo zero, a sistemi di questo tipo, perché altrimenti non si riesce a rispondere nemmeno ai bisogni di base delle persone. C'è poi il grande tema dell'energia, che è l'altra grande infrastruttura di cui il Paese ha bisogno. Da questo punto di vista, il nostro Paese ha bisogno di una grande scossa: dobbiamo oltrepassare il carbone e l'utilizzo energivoro e assolutamente inquinante del petrolio e dovremmo andare, con grandissima velocità, verso le forme alternative di energia pulita, che possono essere ampliate nel nostro Paese a 360 gradi, nelle diverse modalità che la tecnologia già permette. La quarta grande infrastruttura è quella della conoscenza, degli investimenti nella conoscenza e nella ricerca, perché in loro assenza non c'è alcuna possibilità di sviluppo. L'altra infrastruttura sulla quale il provvedimento cerca di fare un passettino in avanti, anche se occorrerà farne molti altri in futuro, è quella dello smaltimento dei rifiuti, che nel nostro Paese deve fare un enorme salto di qualità. Sappiamo quanto essa sia a macchia di leopardo; quanto ci siano sistemi che non funzionano per nulla; quanto sia differenziata non solo e non tanto la raccolta differenziata all'interno delle aree urbane, a seconda delle Regioni del nostro Paese, ma soprattutto quanto sia differenziato il sistema dell'utilizzo e del riciclo, nella logica dell'economia circolare.