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In caso di necessità e urgenza il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica e le regioni, secondo le rispettive competenze, possono individuare aree da proteggere ai sensi della presente legge e adottare su di esse misure di salvaguardia. Per quanto concerne le aree marine protette e i parchi nazionali marini detti poteri sono esercitati dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica di concerto con il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, sentito l'ISPRA. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di individuazione di zone di importanza naturalistica nazionale e internazionale, nonché dall'articolo 7 della legge 3 marzo 1987, n. 59 »; b) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Dall'istituzione della singola area protetta sino all'approvazione del relativo regolamento operano i divieti e le procedure per eventuali deroghe di cui all'articolo 11, che non si applicano per le porzioni di territorio delle aree protette rientranti nella rete Natura 2000 non incluse nei parchi e nelle riserve naturali, nazionali e regionali ». Art. 8. (Modifica dell'articolo 7 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 7 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: « Art. 7. – (Misure di incentivazione) – 1. Le regioni destinano prioritariamente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nel quadro della programmazione dei fondi per lo sviluppo a esse attribuiti dall'Unione europea, una quota delle risorse dei piani operativi regionali (POR) ai territori compresi nelle aree naturali protette nazionali o regionali, previa intesa con i rispettivi enti di gestione, per la realizzazione degli interventi di cui al comma 2. 2. Ai comuni e alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un'area naturale protetta, nazionale o regionale, è, nell'ordine, attribuita priorità nella concessione di finanziamenti dell'Unione europea, statali e regionali, volti alla realizzazione dei seguenti interventi, impianti e opere previsti nel piano per il parco di cui all'articolo 12: a) restauro conservativo dei centri storici e di edifici di particolare valore storico e culturale; b) recupero e valorizzazione dei nuclei abitati rurali; c) opere igieniche e idropotabili e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo; d) opere di conservazione e di riqualificazione ambientale del territorio, ivi comprese le attività di allevamento, agricole e forestali; e) attività culturali legate alla tutela ambientale e alla valorizzazione dell'area protetta; f) agriturismo; g) attività sportive compatibili; h) mantenimento dei livelli essenziali nell'erogazione dei servizi pubblici, in particolare i servizi scolastici della scuola primaria; i) copertura della rete di telefonia mobile e ADSL, con interventi rispettosi dell'ambiente e del paesaggio; l) sostegno alla pianificazione territoriale dei comuni; m) restauro e riqualificazione del paesaggio, urbano e rurale, volto al recupero dei connotati identitari del territorio; n) realizzazione di impianti da fonti di energie rinnovabili su edifici pubblici e privati e sulle loro pertinenze; o) sostegno alle attività agro-silvo-pastorali; p) riduzione dei costi dei combustibili da riscaldamento per i territori montani. 3. Il medesimo ordine di priorità di cui al comma 1 è attribuito ai privati, singoli o associati, che intendano realizzare, nel rispetto delle previsioni e dei vincoli stabiliti dal piano e dal regolamento del parco, iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive dell'area naturale protetta. Una quota parte di tali attività deve consistere in interventi diretti a favorire l'occupazione giovanile nonché l'accessibilità e la fruizione del parco ». Art. 9. (Modifica dell'articolo 8 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 8 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. I parchi nazionali individuati e classificati secondo le modalità di cui alla presente legge sono istituiti e delimitati in via definitiva con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica »; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Le riserve naturali statali, individuate secondo le modalità di cui alla presente legge, sono istituite con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica ». Art. 10. (Modifica dell'articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 9 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: « Art. 9. – (Ente parco nazionale) – 1. L'Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. 2. Sono organi dell'Ente parco nazionale: a) il presidente; b) Il Consiglio direttivo; c) il revisore unico dei conti; d) la Comunità del parco. 3. Il presidente, individuato tra soggetti con comprovata esperienza e scelto in considerazione dell'alto livello culturale e della specifica competenza in campo ambientale e nella tutela della biodiversità, è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, d'intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco e con la Consulta del parco di cui all'articolo 10, comma 4- bis , sentita la Comunità del parco, nell'ambito di una terna proposta dal medesimo Ministro. Entro quindici giorni dalla ricezione della proposta, i presidenti delle regioni e delle province autonome interessate e la Consulta del parco esprimono al Ministro parere favorevole su uno o più nomi ricompresi nella terna, ovvero il proprio dissenso, esplicitando le ragioni che motivano il diniego dell'intesa con specifico riferimento a ciascuno dei nomi ricompresi nella terna. Decorso il suddetto termine senza che sia stata raggiunta l'intesa con i presidenti delle regioni e delle province autonome interessate o senza che sia stato espresso il dissenso motivato, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, provvede, motivandola, alla nomina del presidente, scegliendo tra i nomi compresi nella terna ovvero, qualora accolga le motivazioni del dissenso espresso dalle regioni, provvede a proporre una nuova terna. L'avvio della procedura di nomina è reso noto nel sito internet istituzionale del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica nonché dell'Ente parco interessato, sessanta giorni prima della scadenza del presidente in carica. 4. Non può essere nominato presidente di un Ente parco chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Per la nomina del presidente si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.