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Sappiamo, per averne notizia diretta, che Banca del Sud aveva ricevuto offerte vincolanti che consentivano di rafforzarne il capitale in termini molto significativi - e ben oltre quanto richiesto dalle norme di settore - potenzialmente idonee ad assicurare un futuro di sviluppo in vantaggio dei territori di riferimento. Un commissariamento che singolarmente cade all'indomani della convocazione dell'Assemblea dei soci per la valutazione dell'offerta di rafforzamento e che impedisce così alla Banca di procedere con gli strumenti naturali del mercato. Si è così sovrapposto agli ordinati mezzi dell'autonomia privata il potere forte dell'autorità, proprio quando si era sul punto di ricreare favorevolissime condizioni di operatività per la Banca del Sud. Una scelta che spinge purtroppo a sconfortanti interrogativi. Una storia che ricorda, mutatis mutandis, la devastazione del Banco di Napoli e del suo immenso patrimonio; una storia che porta ad osservare come gli Istituti che raccolgono ricchezza nel meridione finiscano troppo di frequente con il soddisfare i bilanci di banche, talora più importanti, ma sempre lontane e dunque sorde alle esigenze delle realtà territoriali. La Fondazione Banco di Napoli s'è sempre opposta a queste pratiche che conducono al depauperamento di un Sud, già molto svantaggiato in termini di divario infrastrutturale e nei servizi. La Fondazione ha di recente agito in giudizio per la questione che riguardò a suo tempo il Banco di Napoli; non mancherà di fare, anche oggi, tutto ciò che occorra, avversando in tutte le competenti sedi il commissariamento disposto per Banca del Sud, così da dar voce a quanti in questo piccolo istituto hanno creduto ed hanno investito, nella prospettiva di sostegno dell'economia locale"; gli interroganti si chiedono se 40 giorni siano sufficienti a valutare l'operato del nuovo consiglio di amministrazione e se, conseguentemente, si debba concludere che in altri 40 giorni si possano ripristinare le condizioni di sana e prudente gestione amministrativa; ritengono inoltre che vadano prese in considerazione le valutazioni della fondazione Banco di Napoli, quando sostiene che, in presenza di offerte vincolanti ricevute dalla Banca del Sud e tali da rafforzare il capitale in termini molto significativi, il commissariamento possa creare un pregiudizio nel mercato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali siano le sue opinioni in merito; se sia a conoscenza di quanto esposto dalla fondazione Banco di Napoli e se condivida le preoccupazioni da essa espresse. Atto n. 3-02663 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: negli uffici del Tribunale di Brindisi, in parte della Procura, degli uffici del giudice per le indagini preliminari e del Tribunale civile si registrano gravi condizioni di assoluto disagio, a causa del malfunzionamento, negli ultimi quattro anni, dell'impianto di climatizzazione, che porta la temperatura a raggiungere i 40 gradi; in data 30 giugno 2021 la stampa locale riporta la notizia che tutto il personale ed i dipendenti del palazzo di giustizia si è ritrovato nell'atrio, rifiutandosi di entrare, dal momento che l'impianto interno funziona a singhiozzo; in giornate di caldo insostenibile, come quelle che si registrano dalla scorsa settimana, lavorare in queste condizioni diventa proibitivo e si arreca disagio anche al pubblico che accede al Tribunale e frequenta le aule di udienza; il problema riguarderebbe anche il periodo invernale: fonti interne testimoniano che i dipendenti lavorano con i cappotti a causa del freddo e che nelle aule e nelle cancellerie la temperatura scende fino a 5 gradi; le segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti e hanno chiesto urgenti iniziative per il ripristino dell'impianto di climatizzazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali urgenti iniziative intenda adottare per porre subito rimedio e per avviare immediate proposte per il ripristino dell'impianto di climatizzazione presso i suddetti uffici. Atto n. 3-02666 MAGORNO Ai Ministri della salute, dell'interno e della transizione ecologica Premesso che: da giorni ormai i 155 comuni che compongono la provincia di Cosenza si trovano nel pieno di una gravissima emergenza sanitaria, dovuta alla carente raccolta dei rifiuti a causa della saturazione degli impianti di conferimento provinciali, inevitabile conseguenza derivante dalla mancata individuazione di un sito presso cui realizzare l'ecodistretto provinciale; gli effetti negativi che ne derivano per la salute pubblica, l'inefficienza dei servizi e, non ultimo, il decoro urbano sono quanto mai preoccupanti; a tali criticità si aggiunge il danno di immagine per le comunità coinvolte, le quali si trovano ad accogliere il più importante flusso turistico dell'anno nel pieno di questa emergenza, che peraltro viene ulteriormente aggravata proprio dall'aumento delle presenze sul territorio; ad oggi, le autorità regionali non hanno ancora dato una risposta istituzionale, sebbene il loro intervento sia stato sollecitato da numerosi amministratori locali e siano state messe a conoscenza della situazione per tempo, in particolare, tramite una lettera inviata in data 29 giugno 2021 dal presidente del consorzio Valle Crati, nella quale veniva denunciato l'imminente esaurimento dei siti di conferimento; la proposta di soluzioni da parte della Regione è indispensabile e perentoria poiché, in tale contesto, i sindaci non hanno strumenti da attivare, sebbene, ai sensi della legge regionale n. 14 del 2014, il settore della raccolta dei rifiuti sia demandato agli ambiti territoriali ottimali, ovvero ai Comuni che li compongono; considerata la saturazione degli impianti esistenti e l'assenza di un ecodistretto provinciale, è probabile che si opterà per il conferimento dei rifiuti fuori regione, con un conseguente e significativo aumento dei costi per i Comuni, che si troveranno a pagare 300-400 euro per lo smaltimento di ciascuna tonnellata di rifiuti, a fronte dei 160-170 euro normalmente erogati per lo svolgimento di tale operazione all'interno del territorio provinciale; nei giorni scorsi, infatti, tale soluzione è stata annunciata dal presidente della Regione Calabria Spirlì per quanto riguarda la parallela emergenza della raccolta differenziata che in questo periodo sta colpendo la provincia di Reggio Calabria, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali tempestive azioni abbiano intenzione di porre in essere al fine di sopperire all'inazione della Regione Calabria e trovare una rapida ed efficace soluzione alla grave emergenza dei rifiuti affrontata dai comuni della provincia di Cosenza, scongiurando così i gravi danni che potrebbero derivarne, in particolare, per la salute dei cittadini; se non ritengano altresì opportuno organizzare, in tempi brevi, un tavolo che coinvolga le autorità regionali e gli amministratori locali, finalizzato all'individuazione di una condivisa e definitiva soluzione agli annosi problemi che caratterizzano la gestione dei rifiuti nella provincia di Cosenza e nel resto della regione.