[sommcomm]

Ricorda altresì come l'Italia sia anche impegnata da anni in attività di sostegno alle istituzioni transitorie del Paese del Corno d'Africa, e non solo nell'ambito della lotta al terrorismo ed alla pirateria. Sul piano multilaterale, in particolare, il nostro Paese contribuisce in maniera significativa alle tre diverse missioni dell'Unione europea, EUNAVFOR Operazione Atalanta, per l'azione di contrasto alla pirateria al largo delle acque territoriali somale, EUTM missione di addestramento per lo sviluppo delle capacità dell'esercito somalo ed infine EUCAP Somalia, missione civile per il rafforzamento delle capacità di sicurezza marittima del Paese. Sottolinea altresì come le iniziative pluriennali finanziate dalla Cooperazione Italiana in Somalia in corso siano 24. I fondi stanziati a favore della Somalia sono cresciuti di oltre il 100 per cento tra il 2014 (9 milioni di euro) e il 2017 (18,5 milioni di euro). Gli interventi sono sempre stati concepiti tenendo conto delle Linee Guida della Cooperazione Italiana, rispondendo in particolare agli obiettivi strategici inerenti alla riduzione della povertà, la creazione di nuove opportunità lavorative, la rimozione delle diseguaglianze, la promozione del Terzo settore privato e dell'imprenditoria femminile, il miglioramento della sicurezza alimentare, il contributo alla salute globale e all'educazione di base universale, la stabilizzazione post  conflitto e l'assistenza umanitaria. Evidenzia da ultimo come la cessione di mezzi e materiali prevista dal provvedimento appaia dunque in linea con gli sforzi profusi dal nostro Paese per offrire un contributo alla stabilizzazione della Somalia e per la sua uscita dalla lunga fase di transizione avviata. La presidente PINOTTI , ricorda che la Commissione difesa, prima di esprimersi nel merito dell'Atto in esame, deve attendere i pareri delle Commissioni affari esteri, emigrazione e bilancio che hanno tempo fino al prossimo 6 ottobre per potersi pronunciare. Nel merito del provvedimento, rimarca il costante sostegno assicurato dall'Italia alle autorità di Mogadiscio nel corso degli anni, con missioni sia bilaterali che in ambito Unione europea, tra cui EUTM, in cui la presenza italiana è decisiva. Ricorda, in particolare, che la sottoscrizione nel 2013 dell'Accordo bilaterale di cooperazione nel settore della difesa deriva dalla necessità di assicurare il massimo sostegno possibile per l'addestramento delle Forze somale impegnate a garantire condizioni accettabili di sicurezza e stabilità al Paese. Interviene in sede di discussione generale, il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) per sottolineare l'importanza del provvedimento in esame, che si configura quale contributo addizionale alle iniziative a favore di un Paese e di un popolo che vantano con l'Italia legami storici. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (Atto. n. 572) proposta di 'Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc 572 Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5ª e 14ª riunite. Esame. Parere favorevole) Il relatore DI MICCO ( M5S ) ricorda come la Commissione sia chiamata a rendere un parere alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell'Unione europea sulle "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza", cioè sul programma con il quale l'Italia intende partecipare al Recovery Plan dell'Unione europea. Evidenzia come il documento sia stato approvato lo scorso 9 settembre dal Comitato interministeriale per gli affari europei, in coordinamento con tutti i Ministeri e le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali. Il testo definisce in via preliminare e sintetica gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolerà il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che il nostro Paese sarà chiamato a presentare ufficialmente alla Commissione europea nei prossimi mesi, una volta completato l'iter di approvazione dei regolamenti attuativi del Recovery Plan . L'iniziativa proposta dalla Commissione Europea e approvata dal Consiglio Europeo il 21 luglio 2020, intitolata Next Generation EU che, al pari del Bilancio 2021-2027 dell'Unione Europea, è attualmente al vaglio del Parlamento Europeo per l'approvazione definitiva. Con le "Linee guida" il Governo italiano ha scelto di avviare da subito un dialogo informale con la Commissione europea, anche sulla base delle valutazioni di indirizzo che il Parlamento vorrà formulare. Ricorda come i regolamenti attuativi di Next generation EU non entreranno comunque in vigore prima dell'inizio del prossimo anno e solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente il nostro Piano Nazionale, previa approvazione definitiva da parte del Parlamento. Sottolinea come le linee guida innanzitutto offrano una disamina del contesto economico e sociale del nostro Paese negli ultimi anni. Viene evidenziata la spiccata vocazione manifatturiera della nostra economica, l'alto livello delle esportazioni, ma anche il dato relativo all'insufficiente crescita economica derivante, oltre che dal basso incremento della produttività determinato da una serie di gap tecnologici ed educativi. Vengono altresì menzionati il calo degli investimenti fissi lordi, i bassi tassi di partecipazione al lavoro e di occupazione e le dinamiche demografiche negative. Peraltro, l'alto debito pubblico dell'Italia - il secondo più elevato dell'Unione europea in rapporto al PIL dopo la Grecia -, secondo le previsioni a fine 2020 subirà un incremento di oltre 20 punti percentuali, a causa della pandemia e delle ingenti misure di sostegno all'economia e ai redditi. Ricorda come il documento sottolinei come solo una robusta e stabile crescita del PIL possa assicurare la sostenibilità del debito e la tenuta della situazione sociale del Paese, da cui deriva l'esigenza di aumentare gli investimenti pubblici e assicurare una maggiore competitività di sistema nazionale. Nel documento si precisa che le Linee guida sono coerenti con il Piano di Rilancio del Governo - che, presentato lo scorso giugno, è costruito intorno alle linee strategiche della modernizzazione del Paese, della transizione ecologica e dell'inclusione sociale, territoriale e della parità di genere - e contribuiscono a perseguire gli obiettivi economici e sociali concordati in sede europea e a rispondere alle Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese dalla Commissione europea e dal Consiglio Europeo. Il testo individua inoltre gli obiettivi e le missioni del Programma di ripresa e resilienza. Gli obiettivi di lungo termine puntano a raddoppiare il tasso medio di crescita dell'economia italiana (dallo 0,8 per cento quantomeno all'1,6, in linea con la media UE), ad aumentare gli investimenti pubblici (per portarli almeno al 3 per cento del PIL), ad aumentare la spesa per ricerca e sviluppo, ad aumentare il tasso di occupazione, a ridurre i divari territoriali, a promuovere una crescita demografica e a garantire sostenibilità e resilienza della finanza pubblica. Evidenzia come le missioni del Piano nazionale siano: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità;