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Disposizioni in materia di gestione ecosostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate ai fini della tutela dell'ecosistema marino e costiero. Onorevoli Senatori . – I cambiamenti climatici e la recente emergenza epidemiologica da COVID-19 evidenziano l'ineludibile necessità di attuare una profonda rivoluzione culturale che porti al superamento del modello economico basato sull'egoistico sfruttamento delle risorse, al fine di assicurare la conservazione della vita sul nostro pianeta. Lo sviluppo sostenibile rappresenta lo strumento attraverso il quale conseguire tale obiettivo e presuppone, da un lato, la piena consapevolezza del valore degli ecosistemi naturali, e dall'altro, la loro protezione a fronte di attività antropiche che possono pregiudicarne le preziose funzioni. In tale contesto si inserisce il presente disegno di legge che reca disposizioni per la gestione eco-sostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina ai fini della tutela dell'ecosistema marino e costiero. In particolare, esso attiene alla salvaguardia degli habitat delle fanerogame marine, tra cui la Posidonia oceanica, specie endemica del Mediterraneo, e dell'ecosistema spiaggia, e alla loro gestione eco-sostenibile in quanto spazi naturali di elevato pregio in cui la componente ecologica deve convivere con le attività antropiche; ed è, pertanto, volto a comporre eventuali situazioni di conflitto tra attività antropiche e la presenza sugli arenili delle banquette di Posidonia oceanica e delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina, privilegiando soluzioni eco-sostenibili, conformi al ciclo naturale delle biomasse per contrastare l'erosione costiera, secondo il modello di gestione eco-sostenibile della spiaggia naturale e seminaturale. Il disegno di legge in oggetto opera una distinzione di fondo tra la banquette di Posidonia oceanica, che è una struttura naturale tutelata ai sensi Protocollo relativo alle Aree Specialmente Protette e alla Biodiversità nel Mediterraneo, sottoscritto nell'ambito della Convenzione di Barcellona, e i cumuli temporanei costituiti da biomasse vegetali spiaggiate frammiste ai rifiuti abbandonati in mare, depositati sulla spiaggia per effetto del moto ondoso. Infatti, esso prevede la conservazione in loco della banquette, quale modalità gestionale avente carattere prioritario, tenuto conto della sua funzione di protezione dell'arenile, e la re-immissione in mare delle biomasse vegetali spiaggiate derivanti dalla sua rimozione, in presenza di condizioni espressamente indicate, così da assicurare la conclusione del ciclo biologico delle stesse, con rinvio ad un decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare al fine di definire i criteri per l'espletamento di talune attività strumentali alla conservazione in loco e per la re-immissione in mare. Quanto a quest'ultima operazione, il disegno di legge consente, nelle more dell'adozione del citato decreto, l'affondamento in via sperimentale nei due anni successivi alla sua entrata in vigore. Invece, con riferimento ai predetti cumuli temporanei, si prevede lo spostamento temporaneo nella medesima spiaggia con successivo riposizionamento nel luogo di deposito naturale, e si rinvia al riferito decreto per la definizione dei criteri per la gestione eco-sostenibile di tale operazione. Inoltre, si consente la re-immissione in mare delle biomasse vegetali spiaggiate contenute nei cumuli, previa separazione dai rifiuti. Il presente disegno di legge, nel dettare la disciplina per la gestione eco-sostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina e dei cumuli temporanei, tiene conto delle norme sovranazionali a tutela delle praterie e delle banquette di Posidonia oceanica, che svolgono una pluralità di funzioni ecosistemiche. Le praterie, infatti, oltre ad ospitare comunità ricchissime di specie e, quindi ad elevata biodiversità, producono rilevanti servizi ecosistemici, come ad esempio l'assorbimento di anidride carbonica e la sua fissazione come carbonio organico nei tessuti (70-150 g/m2/anno), la produzione di ossigeno (1500-4500 l/m2/anno), la stabilizzazione dei fondali attraverso l'intrappolamento dei sedimenti con le radici ed i fusti striscianti (« rizomi »), lo smorzamento dell'energia cinetica delle onde durante le mareggiate con il denso strato fogliare, il tutto a protezione dei litorali e a contrasto dell'erosione costiera (Boudouresque et al. , 2016). Esse, inoltre, con i tanti organismi che le popolano, offrono anche alimento e rifugio dai predatori alle forme giovanili di numerose specie oggetto di pesca, consentendo il rapido ripristino degli stock ittici sfruttati commercialmente. Anche le banquette di Posidonia oceanica, come sopra anticipato, sono tutelate dal Protocollo relativo alle Aree Specialmente protette e alla Biodiversità del Mediterraneo, sottoscritto nell'ambito della Convenzione di Barcellona, in quanto esse assolvono ad una funzione diretta e indiretta di protezione dei litorali. Il disegno di legge si compone di 7 articoli. L'articolo 1 individua l'oggetto e le finalità del disegno di legge. In particolare, esso prevede che il disegno di legge si occupa delle biomasse vegetali, derivanti da piante marine, come la posidonia oceanica, e alghe depositate naturalmente sul lido e sull'arenile al fine di definirne le modalità di gestione eco-sostenibile. L'articolo 2 introduce alcune definizioni. Tra queste assumono rilievo fondamentale per le ragioni sopra esposte le definizioni di: « banquette di Posidonia oceanica » come abbancamenti naturali costituiti prevalentemente dalle foglie di posidonia spiaggiata, la cui forma a nastro e le modalità di accumulo conferiscono all'ammasso una struttura lamellare compatta ed elastica, avente la funzione di protezione della spiaggia dall'erosione; di « biomasse vegetali spiaggiate di origine marina », intese come biomasse vegetali derivanti da piante marine, tra cui la Posidonia oceanica, e alghe depositate naturalmente sul lido del mare e sull'arenile; di « cumuli temporanei », ovvero di cumuli non permanenti, formati da biomasse vegetali di origine marina, frammiste a rifiuti abbandonati in mare e, per effetto del moto ondoso, depositati sulla spiaggia. L'articolo 3 stabilisce che, nel quadro delle competenze definite dalla Costituzione, lo Stato, le regioni e gli enti locali adottano misure per assicurare in via prioritaria la conservazione in loco della banquette di Posidonia oceanica, consentendone la rimozione solo in presenza delle condizioni di cui al comma 3, con re-immissione in mare delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina derivanti da tale rimozione, nel rispetto della disciplina contenuta nel presente disegno di legge e nel decreto ministeriale di cui al comma 2 del medesimo articolo 3. Il comma 2 individua una serie di attività strumentali alla conservazione in loco della banquette di posidonia oceanica e demanda ad un decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottarsi, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con il supporto di ISPRA, e sentito il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, la definizione dei relativi criteri.