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il regolamento UE ed il codice della privacy , il 22 maggio 2018 il Garante per la protezione dei dati personali - che è peraltro l'ente individuato come autorità di riferimento per l'applicazione del Regolamento, nonché soggetto direttamente interessato ad alcune modifiche organizzative recate dal testo in esame - ha espresso un articolato parere nel quale sono sollevate criticità di cui si deve necessariamente dar conto anche nella sede consultiva parlamentare; - il 23 maggio 2018, dati i tempi entro cui si è dovuto svolgere il lavoro parlamentare in seguito al ritardo del Governo nella predisposizione e trasmissione dello schema rispetto alla scadenza della delega, la Commissione Speciale si è trovata a recuperare, in sede consultiva, alcuni profili di istruttoria, procedendo all'audizione di esperti, soggetti della società civile, operatori dei settori coinvolti e destinatari, oltre che professionisti, delle disposizioni in tema di privacy ; il 31 maggio 2018 sono stati auditi innanzi alla Commissione speciale i seguenti soggetti: ABI - Associazione Bancaria Italiana; ASSTEL - Assotelecomunicazioni; CGIL - Confederazione generale italiana del lavoro; CNA - Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa; CONFARTIGIANATO; CONFCOMMERCIO; CONFESERCENTI; CONFINDUSTRIA; CONFINDUSTRIA Radio Televisioni; CONFPROFESSIONI; Consiglio Nazionale Forense; Movimento Forense; UGL - Unione generale del lavoro; il 7 giugno 2018 sono stati auditi innanzi alla Commissione speciale i seguenti soggetti: ANP - Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola; Associazione Italiana Internet Provider; Istituto Italiano Privacy; Osservatorio 679; Telefono Azzurro Onlus; il Garante europeo della protezione dei dati, Giovanni Buttarelli; il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro; alcuni esperti in materia; tra l'11 e il 12 giugno 2018 sono stati acquisiti dalla Commissione i pareri di AIGA - Associazione Italiana Giovani Avvocati; ASSOFIN - Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare; ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili; CASARTIGIANI; CNF - Consiglio Nazionale Forense; altri esperti in materia, considerato che: - il provvedimento si compone di 28 articoli, raggruppati in sei Capi, che abrogano o modificano in maniera rilevante gran parte degli articoli del codice della privacy di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003; - in generale lo schema di decreto prevede la sostituzione generalizzata delle sanzioni penali con sanzioni amministrative e mantiene la rilevanza penale dell'articolo 167 del codice sul trattamento illecito dei dati. Si aggiungono anche due fattispecie autonome: la comunicazione e diffusione illecita di dati personali riferibili a un rilevante numero di persone, di cui all'articolo 167- bis, e l'acquisizione fraudolenta di dati personali, di cui all'articolo 167- ter . Inoltre, si rinviene una stabilizzazione dell'aumento dell'organico del Garante a 162 unità, come già gradualmente previsto da norme recenti, e si opera una parificazione delle relative retribuzioni a quelle dell'Autorità per le comunicazioni. Si prevede, altresì, la possibilità di uso dei social network per i minori di 16 anni con il consenso prestato da chi esercita la potestà genitoriale; - lo schema di decreto legislativo, per garantire la continuità delle situazioni giuridiche, fa salvi, per un periodo transitorio, i provvedimenti del Garante e le autorizzazioni, che saranno oggetto di un successivo riordino da parte del Garante stesso, nonché i codici deontologici vigenti. Per le piccole e medie imprese, si è previsto che il Garante promuova modalità semplificate di adempimento degli obblighi del titolare del trattamento dei dati personali. Non sono state modificate, infine, le disposizioni concernenti le comunicazioni elettroniche, in attesa che venga emanato il regolamento europeo in materia; - lo schema di decreto in esame deve essere valutato alla luce di due parametri: a) il rispetto della delega conferita con l'articolo 13, comma 3, legge di delegazione europea, dei principi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, nonché della previsione dell'assenza di oneri per la finanza pubblica come previsto dalla legge n. 163 del 2017; b) la rispondenza al Regolamento (UE) n. 679 del 2016, che è direttamente applicabile, dal 25 maggio 2018, nell'ordinamento interno e le cui disposizioni hanno efficacia diretta; - il testo, trasmesso alle Camere praticamente allo scadere del termine per l'esercizio della delega e nell'imminenza della diretta applicazione del Regolamento UE nel nostro ordinamento, avrebbe richiesto una istruttoria approfondita e condivisa, parzialmente recuperata con le audizioni di soggetti qualificati e di esperti del settore, le cui risultanze costituiscono il cuore dell'istruttoria e pertanto sono prese inevitabilmente in larga considerazione ai fini del seguente parere; - per non determinare un eventuale eccesso di delega (in particolare con riferimento all'articolo 13, comma 3, lettera b) , il precedente Governo ha accolto la tesi dell'impraticabilità dell'ipotesi di procedere ad una abrogazione del codice della privacy o alla sua intera sostituzione; - uno degli elementi da tenere in considerazione è il coordinamento non sempre agile con il Regolamento e l'ordinamento interno, laddove la delega presenta tale profilo quale criterio direttivo, al fine di dare ai cittadini, alle imprese e alle amministrazioni coinvolte a vario titolo un quadro di certezza normativa rispetto a diritti, doveri, adempimenti, responsabilità, procedure e sanzioni. In alcuni punti si ravvisa un difficile coordinamento con il quasi contemporaneo decreto legislativo n. 51 del 2018, recante attuazione della direttiva (UE) n. 680 del 2016 relativa alla protezione delle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI. Questa situazione espone l'operazione legislativa a successivi interventi in sede di decreti correttivi o integrativi, sempre ai sensi della legge n. 163 del 2017; - altro elemento, sollevato nel corso della indagine conoscitiva sulla formulazione del testo, attiene ad alcuni profili di compatibilità costituzionale ed ordinamentale, rispetto al quadro sanzionatorio recato dallo schema di decreto. Ciò vale in primo luogo - ma non esclusivamente - per la retroattività della sanzione amministrativa che sostituisce la sanzione penale, ai sensi dell'articolo 24 dello schema.