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Signor Presidente, a tre anni dalla loro creazione, gli Istituti autonomi del Ministero della cultura dotati di autonomia speciale sono l'equivalente di Stati sovrani, che pensano al patrimonio pubblico, ricevuto in consegna per gestirlo secondo i principi dell'articolo 9 della Costituzione, come proprietà privata - anzi, come proprietà privata del superdirettore o della superdirettrice di turno - della quale il direttore generale cura direttamente persino il look e cercano di piazzare quel patrimonio sul mercato dell'arte con ogni mezzo lecito e illecito, cedendolo neppure al miglior offerente, ma al più amico degli amici, vuoi per una raffica di mostre all'estero, prive di qualsiasi valore scientifico, vuoi per iniziative che arrivano fino alla violazione del diritto d'autore e al danno erariale, vittima sempre e solo la comunità dei cittadini. Con la nascita della direzione generale musei, il pressapochismo è arrivato al potere e lo gestisce con tale discrezionalità che persino a Pompei, scintillante vetrina delle riforme Franceschini, di cui fino al 2020 è stato direttore Massimo Osanna, il comitato tecnico di supporto alla direzione - cito alla lettera - durante le sue sedute ha effettuato le proprie valutazioni verbalmente. Lo scorso anno al Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN) si è progettato un restauro lampo del mosaico di Alessandro, funzionale, in teoria, ad inviare l'opera in Giappone, benché inserita nell'elenco dei beni inamovibili, salvo poi prendersi un anno di riflessione senza dare spiegazioni, generando il sospetto inevitabile che il manufatto fosse stato danneggiato. Oggi a Palazzo Reale si sfratta la Biblioteca nazionale per i balli di corte del Ministro. A Caserta, intanto, si spacciava per perduta e poi ritrovata nei depositi della Reggia, nonostante rechi su di sé traccia di ben quattro inventariazioni, una scultura che si pretende sia l'effige dell'infante Carlo Tito di Borbone e sia opera di Giuseppe Sammartino, l'autore del celebre Cristo velato, mentre, salvo il capo, essa rivela un'imperizia esecutiva tale da rendere incredibile quell'attribuzione. A Firenze, culla di civiltà, ma anche di tutti i mali del Paese in tema di gestione dei beni culturali, Eike Schmidt, brigando come un qualsiasi faccendiere, ma tedesco, faceva da apripista a contratti con la Cinello Srl, che creduti dagli ingenui superdirettori accordi di concessione - però la commissione per l'intermediario era del 50 per cento, il che doveva indurre sospetto - dopo la scadenza producono gli effetti di una vera e propria cessione dei diritti sulle immagini dei 40 capolavori oggetto dell'accordo, compreso il tondo Doni di Michelangelo. Infatti, a contratto scaduto il 31 dicembre scorso e non rinnovato, Cinello oggi continua a vendere i multipli digitali di quelle opere. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si devono dimettere tutte queste menti geniali, coltivate al Collegio romano, e devono pagare i danni allo Stato, a cominciare dal più geniale di tutti, il ministro Franceschini, seguito a ruota - è il caso di dirlo - da tutti i giocolieri, i mangiafuoco, le donne barbute e i freak del suo ignobile carrozzone. (Applausi) . BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo brevemente facendo riferimento alla trasmissione televisiva «Sapiens - Un solo pianeta», andata in onda lo scorso sabato, 11 giugno, su Rai 3. In quell'occasione, il conduttore ha usato il palcoscenico televisivo pubblico per mettere in evidenza argomentazioni non vere, tra l'altro senza un contraddittorio, per screditare e offendere una parte significativa dei suoi ascoltatori, che pagano regolarmente il canone televisivo. Sto parlando di una categoria, anzi di due: quella degli agricoltori e quella dei cacciatori. È stato detto - e qui la grande vergogna - che in questo Stato il popolo dei cacciatori abbatte mediamente ogni anno 464 milioni di animali, pari a 773 animali per cacciatore. Se in prima serata, su Rai 3, dici queste bugie, meriti non soltanto di essere denunciato in quest'Aula, ma anche di essere citato, almeno civilmente, con richiesta di risarcimento danni in tanti tribunali italiani. (Applausi) . Nel nostro Paese è stimata la presenza di 2 milioni di cinghiali e questo signore dice che vengono abbattuti 464 milioni di animali. Gli agricoltori risponderanno: magari! Così si riuscirà a fare un po' di giustizia. Ancora più grave - e lo lamento - è che subito dopo, sui social, il conduttore ha detto che quella degli agricoltori e dei cacciatori è una minoranza poco importante in questo Paese. Noi siamo per la libertà anche delle minoranze, fermo restando che cacciatori e agricoltori non sono una minoranza in questo Paese. Siamo per la libertà e ognuno faccia quello che vuole. Se qualcuno, a iniziare dal conduttore di «Sapiens - Un solo pianeta», ritiene di essere vegano, lo faccia pure, perché noi siamo per la libertà. Noi aiutiamo anche il conduttore a fare il vegano. Facciano pure i liberi vegani, ma non rompano i coglioni agli altri. PRESIDENTE. Senatore Bruzzone, la invito a misurare le parole. La metto dietro la lavagna. DRAGO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, vorrei chiedere di sollecitare il Governo affinché risponda con tempestività a un'interrogazione, di cui ho chiesto il deposito proprio stasera, indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della difesa e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, riguardante la vicenda accorsa nella notte tra il 2 e il 3 giugno scorso, relativa all'aggressione ai pescherecci siciliani Salvatore Mercurio e Luigi Primo. Il peggio è stato scongiurato, grazie all'intervento della Marina Militare con la fregata Grecale. Si tratta dell'ennesima interrogazione depositata da Fratelli d'Italia sul tema (ne abbiamo una del senatore Urso e un'altra della senatrice Rauti), con cui chiediamo un intervento immediato, in primis del Presidente del Consiglio dei ministri, per definire bene i rapporti tra l'Italia e la Libia, in particolare in merito alla delimitazione della zona di navigazione internazionale. Il Governo di Tripoli del 2009, con atto unilaterale, aggiunse 62 miglia alle 12 già riconosciute con il Trattato, con un riconoscimento della zona economica esclusiva. Nell'attesa che il Governo risponda alla terza interrogazione depositata da Fratelli d'Italia nel corso degli ultimi anni, chiediamo un intervento immediato per il potenziamento della vigilanza pesca nelle acque internazionali. GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) .