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Ricorda come recenti vicende di cronaca abbiano messo in evidenza la centralità di un'efficiente gestione del territorio e che pertanto, in tale prospettiva, risulti essere del tutto fuori luogo affrontare in questa sede il tema del condono dell'abusivismo edilizio. Ritiene al riguardo che sia stato un errore il recente intervento effettuato su "Italia sicura" e "Casa Italia", due progetti di cui sono state recentemente cancellate le unità di crisi. Per quanto concerne la tematica dei fanghi di depurazione critica l'intervento effettuato ricorrendo ad un decreto-legge, uno strumento risultato contraddittorio e opaco, mentre sarebbe stato sufficiente utilizzare un decreto attuativo peraltro già previsto dalla normativa vigente. In conclusione, ritiene che sarebbe opportuno stralciare dal provvedimento tutte quelle parti da considerare ultronee rispetto all'emergenza di Genova, in particolare tutti gli articoli concernenti i condoni, le sanatorie e i fanghi di depurazione, al fine di dare avvio alla soluzione dei problemi effettivamente urgenti. Il senatore BIASOTTI ( FI-BP ) ricorda che alla Camera il proprio gruppo ha espresso un voto di astensione, ciò che non lo esime dall'esprimere critiche sull'operato di alcuni membri del Governo a seguito del crollo del ponte Morandi. Si riferisce in particolare agli annunci di revoca delle concessioni autostradali, con le note conseguenze sui mercati finanziari e risparmiatori, che poi si è concretizzata soltanto nella revoca di un piccolo tratto. Richiama anche le promesse di approvazione immediata di un decreto-legge, con tanto di fogli mostrati in pubblico, quando invece il testo, approvato peraltro con ritardo, non conteneva nessuna delle misure promesse. Fortunatamente alla Camera è stata affrontata e risolta la questione degli sfollati; tuttavia non è stata colta l'opportunità di prevedere l'obbligatorietà della realizzazione di grandi infrastrutture al servizio della città, in particolare la Gronda e il Terzo valico. Ricorda anche che il ponte crollato era a due corsie per senso di marcia e dovrà essere ricostruito - a suo avviso sarebbe stato opportuno far effettuare i lavori direttamente ad Autostrade per l'Italia - con quelle stesse caratteristiche, senza considerare che le attuali norme europee prevedono per le nuove autostrade almeno tre corsie per senso di marcia oltre alla corsia di emergenza. Sebene sia legittimo interrogarsi sul perché tali decisioni non siano state assunte negli scorsi anni dalla Giunta regionale e comunale di centro sinistra (quando l'oratore rivestiva la carica di presidente della Regione, aveva invece dato il proprio assenso alla Gronda), invita a cogliere l'occasione per giungere a una soluzione. Si augura che sul provvedimento non sia apposta la fiducia e che perciò possano intervenire miglioramenti nel corso dell'esame in Senato. Nota anche come nel testo manchino risorse per le imprese: oggi Genova soffre perché la loro produttività è messa seriamente in discussione e secondo la Camera di Commercio vi sono ben quattordicimila aziende in difficoltà, alcune migliaia delle quali potrebbero presto chiudere. Anche il porto di Genova, che genera per lo Stato introiti annui per sei miliardi di euro, non è stato adeguatamente considerato: il decreto offriva invece l'occasione per consentire la realizzazione della nuova diga, che lo avrebbe messo al passo con i più grandi porti europei. Conclude auspicando che in Senato si possa intervenire su queste questioni. Il senatore QUARTO ( M5S ) ritiene che il giudizio negativo sul complesso del provvedimento di urgenza in titolo, che emerge dagli interventi dei senatori di opposizione, sia del tutto incomprensibile. Se si considerano le disposizioni relative agli interventi per il comune di Genova, con riferimento sia a quelle originali sia a quelle introdotte nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, non vede infatti come non si possa non esprimere un giudizio positivo su previsioni come quelle all'articolo 1- bis - che reca misure per la tutela al diritto all'abitazione, tra l'altro determinando l'indennità per i proprietari degli immobili danneggiati in una misura che appare senz'altro adeguata - dell'articolo 1- ter - che reca interventi per la messa in sicurezza e la gestione delle tratte autostradali - degli articoli 3, 4 e 4- bis - che recano misure di sostegno agli operatori economici, delle quali si può anche auspicare un incremento ma non negare l'effettività - dell'articolo 4- ter - recante misure per il sostegno al reddito dei lavoratori - nonché degli articoli 7 ed 8 relativi rispettivamente all'istituzione di una zona logistica semplificata e di una zona franca urbana per il sostegno alle imprese colpite dall'evento. Passando al Capo II del decreto-legge il senatore si sofferma sul rilievo delle previsioni di tale parte del provvedimento, sia sotto il profilo delle misure adottate sotto il versante organizzativo, sia più in particolare con riferimento all'istituzione dell'Archivio nazionale delle opere pubbliche. Passando poi alle disposizioni del Capo III, è evidente l'infondatezza delle affermazioni di coloro che parlano di un nuovo condono. La lettera della disposizione è esplicita nel senso che essa si applica alle istanze di condono pendenti alla data di entrata in vigore del disegno di legge nei comuni interessati e presentate sulla base della legge n. 47 del 1985, della legge n. 724 del 1994 e del decreto-legge n. 269 del 2003. Come è stato evidenziato si tratta di pratiche il cui esame avrebbe dovuto essere concluso giù da tempo e il fatto di prevedere una procedura accelerata per la definizione delle stesse, subordinando alla conclusione positiva di tale proceduta l'erogazione dei contributi, è un modo corretto di gestire queste problematiche amministrative, rispetto al quale le critiche finora formulate appaiono davvero inspiegabili. Quanto alla possibilità che i provvedimenti di condono possano implicare rischi sul versante del dissesto idrogeologico deve essere chiaro che ciò non è possibile in quanto la normativa vigente subordina il condono, tra l'altro, al rispetto dei vincoli imposti dalle leggi statali e regionali, nonché dagli strumenti urbanistici, a tutela degli interessi paesistici, ambientali ed idrogeologici, nonché al rispetto dei vincoli imposti a difesa delle coste marine, lacuali e fluviali tutte le volte in cui questi vincoli comportino l'inedificabilità e siano posti prima dell'esecuzione delle opere interessate. La PRESIDENTE invita i senatori del Gruppo del Partito Democratico a lasciare proseguire l'oratore. Quanto alle problematiche sollevate in ordine all'articolo 41, il senatore QUARTO ( M5S ) sottolinea l'assoluta condivisibilità dei rilievi svolti nella seduta di ieri da parte del senatore Patuanelli. Il limite di 50 mg/kg previsto dal codice dell'ambiente con riferimento agli idrocarburi richiamati dal citato articolo 41 (C10-C40) è infatti previsto non rispetto ai fanghi ma rispetto al "sistema terra" nel suo complesso.