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mentre la vera sfida globale è rappresentata dalla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, per contenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, la multinazionale degli idrocarburi Eni, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, continua a puntare su esplorazioni e trivellazioni di fonti fossili in 67 Paesi del mondo, investendo, secondo l'ultimo rapporto di Legambiente "Enemy of the planet", appena l'1,88 per cento del proprio fatturato in progetti di sviluppo per le energie rinnovabili; Eni è responsabile di immani disastri ambientali (come quello compiuto a Gela in Sicilia), dello sfruttamento dei Paesi poveri, di gravi fatti di corruzione internazionale e di greenwashing . Da decenni Eni utilizza messaggi pubblicitari ingannevoli, come lo spot che spacciava il diesel " green " per sostenibile, nonostante fosse, come sottolineato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, altamente inquinante, e iniziative di responsabilità sociale per coprire i devastanti impatti ambientali delle proprie attività; considerato infine che a parere degli interroganti appare quantomeno incoerente, se non paradossale, la scelta del coinvolgimento di un'azienda accusata di gravissimi disastri ambientali nei progetti formativi che si propongono di rilanciare la scuola come modello di organizzazione che si basa sull'applicazione di un nuovo paradigma ecologico. Diverse associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, Greenpeace, WWF, Kyoto Club, Italian climate network e Teachers for future Italia si dichiarano molto preoccupate dell'iniziativa che vede proprio Eni svolgere un ruolo chiave in questo percorso formativo e invitano i docenti a boicottare l'iniziativa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quale sia la sua valutazione in merito; se non ritenga opportuno intervenire, affinché tale percorso formativo venga svolto da soggetti terzi rappresentanti degli interessi collettivi, come le numerose associazioni e organizzazioni non governative che portano avanti da anni programmi di educazione ambientale, e non da un'azienda privata che fa enormi profitti sfruttando i combustibili fossili. Atto n. 4-02896 LA PIETRA CALANDRINI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: è pervenuta agli interroganti, da parte di ditte operanti nel comparto del ritiro, trasporto e recupero dei rifiuti plastici, la segnalazione in ordine a numerose criticità, emerse specie in riferimento ai rifiuti derivanti dal settore agricolo, con particolare riguardo alle operazioni di recupero delle plastiche; le problematiche sarebbero da ricondurre, in particolare, ai seguenti fattori: la lamentata chiusura di sbocchi esteri importanti per il riutilizzo delle materie plastiche, l'aumento esponenziale delle quantità di plastica disponibili recuperate grazie al contributo della raccolta differenziata, che non trovano attualmente reimpiego immediato nel settore produttivo, la riduzione o eliminazione di prodotti di plastica (quali buste, contenitori, imballaggi, eccetera) in commercio; tale contrazione avrebbe determinato una riduzione della richiesta di materie plastiche recuperate e una conseguente riduzione del prezzo di vendita di tale prodotto; le ditte operanti nel settore, secondo quanto segnalato agli interroganti, traevano utili nella vendita di prodotti recuperati: una gestione virtuosa che ha consentito alle aziende agricole servite di usufruire di un sistema di raccolta efficiente; la sopravvenuta crisi del comparto è aggravata dal fatto che, da circa 3 anni, si registra una carenza negli sbocchi finali per lo smaltimento degli scarti di lavorazione derivanti dalle operazioni di recupero della plastica, a causa di una mancata pianificazione da parte degli enti preposti: una situazione che avrebbe portato ad un aumento incontrollato dei costi di smaltimento, passando da circa 50 euro annui per tonnellata a 180-200 euro annui per tonnellata; in tale arco temporale sono stati riscontrati diversi casi di gestione illecita dei rifiuti (ad esempio, il recente caso dello smaltimento illeciti di rifiuti presso una cava ad Aprilia) e diversi incendi anomali di impianti pieni di rifiuti, la cui causa è da attribuire molto verosimilmente alla mancanza di sbocchi legali sul territorio; a seguito di tali criticità le ditte operanti nel settore si sono viste costrette ad applicare agli agricoltori un prezzo di conferimento dei rifiuti plastici ed a ridurre le quantità conferite presso i propri impianti, al fine di evitare stoccaggio di plastica che poi non si può vendere; gli interroganti condividono le preoccupazioni espresse e rappresentate da aziende operanti nel settore agricolo, settore che già versa in un contesto di generale sofferenza a causa della crisi complessiva che investe e interessa il comparto: un settore che ad oggi lamenta di non essere nella condizione di sostenere i costi per lo smaltimento dei propri rifiuti, determinando l'emergenza del rischio; risultano conseguentemente fondate e legittime le richieste del settore, ed in particolare le sollecitazioni rivolte al Governo in ordine alla necessità di avviare un tavolo tecnico, al fine di trovare una soluzione alle criticità di sistema, con particolare riguardo alle necessarie azioni di incentivazione della realizzazione di impianti di pirolisi sul territorio per la produzione di carburanti e della ricerca di tecnologie sul recupero della plastica con un riutilizzo dei prodotti compatibile con l'ambiente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia consapevole delle diverse criticità che investono il settore del ritiro, del trasporto e del recupero dei rifiuti plastici nel comparto agricolo ed in che misura intenda intervenire al fine di addivenire ad una soluzione atta a favorire una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti plastici; se ed entro quale termine ritenga di accogliere le richieste manifestate dagli operatori del settore in ordine alla necessità di convocare un tavolo tecnico, volto ad addivenire ad una soluzione condivisa e alla definizione di una strategia integrata. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01386 del senatore Bergesio ed altri, sull'eventuale tassazione della carne per compensare l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi.