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Il senatore PATRIARCA ( PD ) lamenta la natura politica e non tecnica del parere espresso dalla Commissione bilancio, osservando che l'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria consentirebbe il superamento della contrarietà. L'emendamento, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto. Viene altresì respinto l'emendamento 6.9, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO Si procede all'esame dell'emendamento 6.10, che viene sottoscritto dalla senatrice PARENTE ( PD ). Dopo un intervento a sostegno del senatore PATRIARCA ( PD ), l'emendamento, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) ritira l'emendamento 6.11. L'emendamento 6.13, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto. Si procede all'esame dell'emendamento 6.14. Il senatore BERTACCO ( FdI ) esprime perplessità sul parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione formulato dalla Commissione bilancio. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) pur condividendo il fondamento dell'emendamento nella sostanza, ritiene che sussista un problema di sostenibilità finanziaria, che giustifica il parere contrario della Commissione bilancio. L'emendamento, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è quindi respinto. Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore PATRIARCA ( PD ), l'emendamento 6.15, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto. Si procede con l'esame dell'emendamento 6.16. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) ritiene che l'attuale configurazione del testo normativo lascerebbe eccessiva discrezionalità al Ministero del lavoro circa la scelta dell'operatore cui affidare il servizio in questione. Sollecita pertanto l'approvazione dell'emendamento. Il senatore CIRIANI ( FdI ) fa presente che il provvedimento risulta complessivamente improntato ad una ratio centralistica e burocratica, che finisce col mortificare il ruolo svolto dalle realtà locali. In particolare, ricorda l'importanza del lavoro svolto nei piccoli e medi Comuni dagli operatori locali, in grado di cogliere effettivamente i bisogni di soggetti che si trovino in stato di povertà. Lamenta che l'esperienza positiva maturata in tali Comuni verrà cancellata dall'impostazione centralizzata del provvedimento. L'emendamento 6.16, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, viene quindi respinto. All'esito di distinte e successive votazioni, con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, sono altresì respinti gli emendamenti 6.17 e 6.19, cui ha aggiunto la firma la senatrice MODENA ( FI-BP ). La senatrice GALLONE ( FI-BP ), intervenendo per dichiarazione di voto, raccomanda l'approvazione dell'emendamento 6.0.1, che, posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, è respinto. Il senatore PATRIARCA ( PD ) interviene per dichiarazione di voto: raccomanda l'approvazione dell'emendamento 6.0.2, manifestando preoccupazione per l'impatto che il provvedimento in esame avrà sull'attività e sui servizi dei Comuni. L'emendamento 6.0.2, con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, è posto ai voti e respinto. Il senatore BERTACCO ( FdI ), intervenendo per dichiarazione di voto, caldeggia l'approvazione dell'emendamento 6.0.3, volto a consentire ai Comuni - in particolare a quelli del Mezzogiorno - di affrontare gli aumentati carichi di lavoro derivanti dal decreto-legge in esame. Si associa a tali considerazioni la senatrice TOFFANIN ( FI-BP ). In senso analogo interviene anche il senatore LAUS ( PD ), che sottolinea l'aggravio di oneri a carico dei Comuni e ricorda ironicamente il dibattito svolto durante l'esame in Senato del disegno di legge per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni (già A.S. n. 920). Il sottosegretario COMINARDI, pur comprendendo le ragioni degli interventi, ricorda peraltro gli ingenti stanziamenti aggiuntivi disposti con la legge di bilancio per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Interviene nuovamente in via incidentale il senatore BERTACCO ( FdI ) precisando che, al di là della disponibilità di risorse finanziarie, occorre consentire ai Comuni le necessarie assunzioni di personale. Previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è respinto l'emendamento 6.0.3. Sono altresì respinti gli emendamenti 6.0.4 e 6.0.5. Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 7. La senatrice MATRISCIANO ( M5S ) ritira gli emendamenti 7.44 (testo 2) e 7.0.1. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 7.14, che viene fatto proprio dal senatore BERTACCO ( FdI ) e dalle senatrici TOFFANIN ( FI-BP ), GALLONE ( FI-BP ) e MODENA ( FI-BP ), nonché dal senatore CARBONE ( FI-BP ). Ai fini di un approfondimento si conviene di accantonare gli emendamenti 7.13, 7.15 e 7.34. La presidente CATALFO ( M5S ), relatrice, esprimere parere favorevole sugli emendamenti 7.11, 7.20, 7.22 (testo 2) e 7.37, e parere contrario sui restanti emendamenti. Il rappresentante del GOVERNO si esprime in modo conforme; dichiara inoltre parere favorevole sull'emendamento delle relatrici 7.31. Interviene in dichiarazione di voto il senatore NANNICINI ( PD ), sostenendo l'emendamento 7.1, che, insieme ad altre successive proposte emendative, intende correggere il regime sanzionatorio delineato dall'articolo 7, del tutto sproporzionato rispetto alla gravità delle condotte individuate, alla luce delle sanzioni previste dall'ordinamento per fattispecie ben più gravi. Per dichiarazione di voto interviene anche la senatrice TOFFANIN ( FI-BP ), che ritiene eccessive le sanzioni previste dall'articolo 7 e che ricorda che l'articolo 316- ter del codice penale prevede idonee sanzioni per le condotte in questione. Posto ai voti l'emendamento 7.1 è respinto. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ), unendosi alle considerazioni svolte negli interventi che lo hanno preceduto, interviene in dichiarazione di voto raccomandando l'approvazione dell'emendamento 7.2. L'emendamento 7.2, posto ai voti, è respinto.