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Parliamo poi del documento unico per la circolazione e, anche in questo caso, della necessità di una proroga dei tempi, affinché possa essere completato il passaggio delle procedure telematiche per il suo rilascio. Si tratta di uno strumento di semplificazione, che accorpa le procedure di immatricolazione e di trasferimento di proprietà. Il MoVimento 5 Stelle accoglie con favore le procedure telematiche di semplificazione. Ma ciò che vorrei raccomandare in quest'Aula, oggi, al Governo, è la necessità di una più assidua e leale interlocuzione con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese che esercitano attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Si tratta dei principali attori di questo processo telematico, che hanno rappresentato a noi parlamentari, in Commissione, la necessità di maggiore coinvolgimento sugli aspetti operativi, che poi vengono essenzialmente rimessi a loro e alla loro intermediazione. Questa è una raccomandazione accurata che il Gruppo MoVimento 5 Stelle oggi vuole rimarcare. Infine, parliamo della laguna di Venezia e della necessità di preservare e tutelare quel fantastico ecosistema nella sua interezza. Il decreto-legge sancisce finalmente l'avvio di un processo, che venne definito, nel 2012, attraverso un decreto ministeriale, il cosiddetto decreto Clini-Passera, e che sancì l'estromissione del passaggio delle grandi navi dal canale di San Marco. Permettetemi di dire che il decreto-legge in discussione oggi fa molto di più e, infatti, prevede l'individuazione di punti di attracco al di fuori dalle acque della laguna, per le navi di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate, quindi le grandi navi. Ciò significa che si va oltre le 78 paratoie del Mose e si va lontano da Marghera. Da oggi ha inizio un processo di eliminazione delle grandi navi dalla laguna e questo ci rende fiduciosi che il percorso andrà a buon fine. Signor Presidente, la laguna deve essere messa nelle condizioni di poter mantenere quell'equilibrio, molto delicato e sensibile, che la caratterizza e, dunque, l'uomo e la politica hanno il preciso dovere di tutelare questo equilibrio lagunare, per tutelare la laguna stessa. Gli stessi scavi e le operazioni di dragaggio dei canali devono avere come priorità il ripristino della morfologia originaria della laguna, che già risente negativamente degli effetti delle acque del mare, che entrano attraverso le bocche di porto, nel canale dei petroli. Colleghi, il contesto di emergenza climatica che viviamo, con l'innalzamento delle acque marine, con il fenomeno dell'erosione costiera e con tutti gli effetti catastrofici ad essa legati, non può e non deve lasciarci indifferenti. Così come non possiamo e non dobbiamo restare impassibili dinanzi alle criticità di ordine ambientale e paesaggistico, relative ad un patrimonio unico al mondo, come quello gelosamente custodito a Venezia. Alcuni colleghi di altre forze politiche hanno argomentato il tema, evidenziando l'essenzialità dell'aspetto economico derivante dall'indotto turistico crocieristico su Venezia. Questo è verissimo, ma mi chiedo fino a che punto l'aspetto della tutela ambientale possa cedere il passo a quello della tutela economica; fino a che punto possa continuare ad esistere un'economia là dove la natura subisce abusi. Quello che ci aspettiamo è il raggiungimento di un giusto equilibrio tra questi due aspetti; diversamente, cari colleghi, dove perisce la natura l'indotto economico muore. Il MoVimento 5 Stelle voterà quindi a favore del provvedimento in esame (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sospendo la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 11,22, è ripresa alle ore 15,01) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Invito gli oratori a un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. La senatrice Pinotti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02467 sulla garanzia dei diritti umani in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe internazionali, per tre minuti. PINOTTI (PD) . Signor Ministro, il ritiro dei contingenti NATO e degli Stati Uniti dell'Afghanistan è ormai imminente. È una missione alla quale l'Italia ha contribuito dall'inizio, e quindi dal 2001. Dopo l'attentato alle Torri gemelle per la prima volta è stato utilizzato l'articolo 5 del Trattato NATO, secondo il quale, quando viene colpito un Paese dell'Alleanza, anche gli altri Paesi sono chiamati a intervenire. L'obiettivo era contrastare il terrorismo di al Qaeda. Abbiamo partecipato con ruoli rilevanti nella catena di comando della missione e abbiamo avuto da subito, appena si è un po' stabilizzato il Paese, la responsabilità del PRT di Herat, cioè della regione ovest. È stata una missione molto impegnativa, durata vent'anni, in un contesto complicatissimo e pericoloso. Cinquantacinque italiani, di cui cinquantatré militari, sono morti lì, sul suolo afghano: un sacrificio e un prezzo altissimo che non dobbiamo dimenticare. Il Ministro della difesa ha avuto modo di dichiarare che il nostro obiettivo è conservare i risultati fin qui conseguiti; obiettivo sul quale sono certa che anche lei concorda. Tra i risultati conseguiti c'è indubbiamente stato un miglioramento della condizione di vita delle donne. Nel regime dei talebani le bambine non andavano a scuola e neanche molti bambini; solo 900.000 ragazzini afghani andavano a scuola. Ora sono 9 milioni, di cui 3,5 milioni di ragazze. Circa il 40 per cento delle donne e delle ragazze nella zona di Herat si sono iscritte all'università; questa zona è stata sotto la nostra responsabilità ed è quella nella quale la scolarizzazione delle ragazze è più alta. La legge elettorale afghana ha previsto da subito che un 25 per cento di donne dovesse essere eletto nel nuovo Parlamento e, con tutte le difficoltà della situazione, in un territorio complicatissimo, le donne hanno acquisito via via ruolo nella vita sociale, economica, politica, dei media . Dei passi in avanti sono stati fatti, in una situazione che - ripeto - rimane ancora complicatissima, con le spose bambine e con le lapidazioni. Ho incontrato alcune volte le rappresentanti delle donne afghane, donne davvero lucide e coraggiose, la cui preoccupazione, nel momento in cui il contingente internazionale andrà via, è che tutto torni come prima.