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il 12 luglio 2021, a fronte dell'ennesima istanza del difensore della madre per l'immediato rientro dei minori ormai ultradodicenni, come da loro richiesto più volte in tutte le sedi, non ravvisando, nemmeno dalla lettura della consulenza tecnica d'ufficio, alcun ostacolo a che il mancato rientro dei minori fosse giustificabile, il Tribunale ha emesso un provvedimento, poi impugnato avanti alla Corte d'appello, solo formalmente "provvisorio ed urgente"; in particolare, pur dando delle indicazioni relative ad una maggiore frequentazione tra madre e minori, ha lasciato ogni cosa all'arbitrio del servizio sociale, a dispetto della volontà dei minori, in particolare delle due sorelline I. e M.S., che hanno manifestato disagio e sofferenza a rimanere presso la famiglia affidataria dove a tutt'oggi non si sono ambientate; la madre dei minori ad oggi convive con un compagno, valutato positivamente dalla stessa consulenza tecnica, ha una casa di proprietà, un lavoro ed un'altra figlia piccola nata da un precedente matrimonio; tutte le relazioni psicodiagnostiche depositate attestano che la madre si trova in una situazione psicologica di assoluta normalità e buon compenso; tuttavia, anche secondo la Corte d'appello che ha recentemente rigettato il reclamo depositato dalla madre, si afferma che la pervicacia e l'ostinazione dimostrata dalla stessa per riavere i figli con sé è stata valutata dall'autorità giudiziaria come una fantomatica proiezione della propria infanzia ed una volontà di riscattare sé stessa dandosi una seconda chance e non per un'autentica sintonizzazione sui bisogni dei propri figli; gli interroganti ritengono che sia stato violato l'art. 1 della legge n. 184 del 1983 e successive modifiche, che stabilisce il diritto del minore a vivere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia e il dovere dello Stato e di tutti i soggetti istituzionali ed associativi di prevenire l'abbandono; ritengono che sia stato violato l'articolo 4 della stessa legge, che pone il limite di 24 mesi per l'affido, prorogabile solo per prevenire un pregiudizio per il minore; ancora, ritengono che sia stato violato l'articolo 403 del codice civile che, in un'interpretazione costituzionalmente orientata, riserva alla pubblica autorità e quindi al servizio sociale un potere di allontanamento, ma solo nei casi in cui sussiste un'urgenza, mentre il servizio sociale nel caso di specie aveva già programmato l'inserimento dei minori in famiglie individuate prima di operare l'allontanamento; ritengono che siano state violate le linee guida nazionali del consiglio dell'ordine degli assistenti sociali che prevendono l'affido eterofamiliare quale extrema ratio e obbligano i servizi ad effettuare dei progetti volti al reinserimento del minore nel più breve tempo possibile nella famiglia biologica; infine, ritengono che siano stati violati gli artt. 29 e 30 della Costituzione e l'art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, oltre all'art. 9 della Convenzione di New York per i diritti del fanciullo e l'art. 337- ter del codice civile, tutte norme volte a garantire la continuità affettiva tra il figlio ed i genitori biologici ed il suo mantenimento in seno alla propria famiglia e la non ingerenza dello Stato nella vita familiare; gli interroganti si chiedono anche quanti siano i reclami avverso i decreti del Tribunale per i minorenni accolti dalla Corte d'appello bolognese, si chiede di sapere se il Ministro intenda esercitare il suo potere di ispezione o prendere iniziative sulla vicenda. Atto n. 4-06861 MALAN Al Ministro della salute Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 febbraio 2022 ha previsto che le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 venissero emesse esclusivamente in formato digitale, in modo analogo a quanto previsto per le certificazioni verdi COVID-19 (" green pass "); ha altresì previsto l'obbligo di digitalizzare le certificazioni di esenzione cartacee precedentemente emesse entro il 27 febbraio 2022, che in mancanza non sarebbero state più valide; la certificazione di esenzione con il "QR code" è rilasciata, a titolo gratuito, su richiesta dell'assistito, dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta, da medici vaccinatori delle strutture sanitarie accreditate, pubbliche e private, e dai medici USMAF o medici SASN operativi nella campagna di vaccinazione; secondo quanto risulta all'interrogante, diversi medici di base non sono stati messi in condizione di digitalizzare le esenzioni cartacee come previsto dal decreto; alcuni hanno addirittura avuto accesso alla piattaforma a termini scaduti; pazienti in possesso di certificazioni di esonero cartacee rilasciate dal proprio medico di medicina generale coadiuvati da specialisti sulle loro patologie sono stati costretti a prendere contatto con i centri vaccinali abilitati presso i quali digitalizzare il loro certificato; non sempre hanno trovato la competenza specialistica necessaria per valutare adeguatamente le diverse situazioni di esenzione e spesso, in presenza di pareri discordanti del personale medico ai centri vaccinali sul rilascio delle esenzioni, sono state negate le proroghe delle certificazioni; è ben noto che il rilascio delle esenzioni è molto difficile, anche per pressioni sui medici, come è evidente dal parere contrario espresso dal Governo il 2 marzo 2022 in Commissione Affari Costituzionali all'ordine del giorno G/2542/9/1 e 12 che proponeva di "impegnare il Governo" a impedire ogni tentativo di influenzare le decisioni in scienza e coscienza da parte dei medici per quanto riguarda il rilascio di esenzioni dalla vaccinazione; il corretto funzionamento della piattaforma che consente di produrre certificazioni di esenzione elettroniche è indispensabile per garantire diritti fondamentali per i cittadini, a cominciare da quello alla salute, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo consideri il fatto che alcuni medici di base non hanno avuto accesso alla piattaforma che consente di emettere certificazioni elettroniche in tempo utile per gli adempimenti relativi; se siano noti i responsabili dei malfunzionamenti che non consentono la digitalizzazione dei certificati cartacei; se, alla luce dei fatti segnalati, non ritenga di prorogare la validità dei certificati cartacei esistenti e il termine entro cui digitalizzarli. Atto n. 4-06862 BALBONI Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, in data 17 agosto 2021, la Direzione centrale dell'immigrazione e della Polizia delle frontiere del Ministero dell'interno, con propria circolare, rendeva noto che, a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 5 febbraio 2020, è stato previsto che l'apposizione del timbro in uscita sui documenti di viaggio dei marittimi a bordo di navi ormeggiate da lungo tempo debba essere effettuata non al momento dell'imbarco del marittimo, ma quando il comandante della nave informa il competente ufficio di Polizia di frontiera a livello locale dell'imminente partenza della nave;