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Ringrazio anche il collega Manca, perché in Commissione ha presentato un emendamento, che abbiamo approvato, che dà la possibilità agli enti pubblici comunali di fare i concorsi in forma aggregata, diminuendo i costi. Quindi, vedete che ci sono anche colleghi che propongono cose giuste e occorre riconoscerle se vanno nell'interesse in questo caso delle amministrazioni comunali. Un altro punto su cui ci siamo battuti fino all'ultimo con le unghie e con i denti è il problema annoso dei segretari comunali. (Applausi) . Siamo riusciti ad ottenere almeno un piccolo risultato (è giusto dirlo, ma vi assicuro che non è stato facile, e ringrazio anche qui per la collaborazione di vari Ministeri): il turnover al 100 per cento rispetto alla cessazione dei segretari comunali dell'anno scorso. Non abbiamo risolto tutto, perché ci sono ancora dei tempi troppo lunghi (circa tre anni da quando uno inizia a fare il concorso e poi passa al corso-concorso), che devono essere accorciati. Sono state avanzate diverse ipotesi dalle rappresentanze sindacali dei segretari comunali, su cui abbiamo lavorato, ma non siamo riusciti ad ottenere tutto quello che abbiamo chiesto, ma almeno un segnale di attenzione, perché i segretari comunali sono parte integrante della pubblica amministrazione e se un segretario non c'è, un Comune difficilmente potrà pensare al PNRR, se non riesce neanche a fare i Consigli e le Giunte comunali. (Applausi) . Vi è anche la possibilità di prorogare, da dodici a ventiquattro mesi, il tempo in servizio del vice segretario, visto che ci sono tantissimi Comuni in questo Paese, parlo in particolare della mia Lombardia, dove non c'è proprio un segretario. Quindi si prende tempo e si dà la possibilità di allungare questo periodo di sostituzione. Questo provvedimento, già nel suo testo base, è molto importante in quanto incarna l'auspicio di tanti giovani, che sono avvantaggiati come categoria per l'immissione nella pubblica amministrazione, di entrare a "svecchiare" i dipendenti pubblici, dando nuova linfa e freschezza anche al lavoro delle amministrazioni. Vi ricordo però che è giusto aiutare i giovani ad entrare nelle amministrazioni, ma in certe amministrazioni, in particolar modo negli enti locali, i giovani devono anche avere voglia di andarvi a lavorare. Qui, secondo me, sta il fulcro della problematica che bisognerà prima o poi risolvere: noi stiamo costruendo con questo decreto-legge e questo PNRR un bellissimo grattacielo di cinquanta piani, solidissimo, su delle fondamenta che scricchiolano; in questo caso parliamo degli enti territorialmente più vicini alla popolazione, che sono i Comuni. Stiamo mettendo risorse in termini economici e di personale nelle amministrazioni pubbliche e negli enti locali, ma mancano quelle necessarie all'ordinaria amministrazione. Io ho notato anche delle differenze di sensibilità tra i colleghi, che non rappresentano ovviamente la linea politica del loro partito, ma visioni personali, però sono stata molto amareggiata nel sentire alcuni colleghi che fuori onda o durante la Commissione hanno avuto espressioni infelici come "se un Comune piccolo non ha i soldi per aumentare lo stipendio ai propri dipendenti, può anche chiudere" o "i Comuni sono troppi". (Applausi) . Ora, innanzitutto ci vuole rispetto quando si parla dei Comuni e dei nostri sindaci, categoria della quale io faccio orgogliosamente parte, soprattutto in questo periodo, dopo che, da oltre un anno, gestiscono la pandemia e stanno continuando farlo. In questi giorni, permettetemi di dare un grande abbraccio ai miei colleghi sindaci, alle loro popolazioni e a tutti i volontari che in tutta la penisola, esposti all'acqua, al vento e al fuoco, si stanno adoperando per aiutare le loro popolazioni. (Applausi) . Ritengo, infatti, che nessuno qui abbia l'abitudine, nel tempo libero, di andare a spalare il fango, cosa che i sindaci normalmente fanno. Quindi, ci sono delle sensibilità diverse. Io ho chiesto, in un ordine del giorno che è stato approvato (certo, con la formula «a valutare l'opportunità di», ma è stato approvato), per l'ennesima volta, in un'altra forma, di ridare ai Comuni quello che è stato loro tolto negli ultimi dieci anni. I Comuni necessitano di soldi per le spese correnti, perché con i fondi del PNRR non si paga la corrente, non si paga il gas, non si paga l'acqua, non si pagano i dipendenti e non si pagano i servizi basilari ai cittadini. Ridiamo dignità ai Comuni, per favore - so di diventare noiosa, ma ve lo ripeterò fino allo sfinimento - e più rispetto, perché il senso di comunità di questo Paese è quello dei Comuni. Penso, infatti, che a nessuno di voi farebbe piacere svegliarsi un giorno e sentirsi dire da qualcuno: non sei più di Milano, ma sei di Cinisello Balsamo. Quindi, rispetto. Il fatto di essere grandi non significa essere prepotenti nei confronti dei piccoli: e io ne so qualcosa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Toninelli. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, di questo decreto voglio affrontare due temi in particolare. Il primo riguarda l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione; il secondo, invece, riguarda la giustizia. Questo decreto viene mosso dall'esigenza di farsi trovare pronti alla sfida del recovery plan : un sacco di soldi che potremo avere se sapremo migliorare la nostra pubblica amministrazione e la nostra giustizia. Fin qui, ovviamente, siamo tutti d'accordo. Lo siamo meno, invece, su come farlo. Partiamo dalla questione Anac e dal fatto che uno Stato che deve spendere ingenti quantità di denaro deve anche essere in grado di controllare al meglio come viene impiegato questo denaro. Quindi, più soldi, più controlli. Da questo decreto, che mira a rafforzare la macchina pubblica, ci saremmo, pertanto, aspettati un rafforzamento dell'Autorità nazionale anticorruzione, con l'assunzione di nuovo personale, come infatti questo decreto prevede, giustamente, per tutte le altre pubbliche amministrazioni impegnate nell'attuazione del Piano nazionale. Purtroppo, questo non solo non è avvenuto, ma, al contrario, nel testo del decreto licenziato dal Consiglio dei ministri, l'Anac veniva di fatto indebolita. Nel tentativo, certamente giusto, di semplificare le procedure interne alle amministrazioni, il testo, tuttavia, rendeva incerta la funzione dell'Autorità anticorruzione nella lotta e nella prevenzione, appunto, della corruzione. Una problematica gigantesca, che, con non poca fatica, siamo riusciti a sanare. Vado a illustrare come. Nel testo originario il Dipartimento per la funzione pubblica (quindi, un pezzo del Governo) si sostituiva alle funzioni dell'Anac nei rapporti con le amministrazioni maggiori, quelle con più di 50 dipendenti. Come avveniva questo? Il soggetto funzione pubblica diventando il soggetto preposto a redigere un piano tipo, che avrebbe contenuto anche le linee guida inviate all'amministrazione, proprio nell'ambito della trasparenza e dell'anticorruzione.