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8) attivare modalità di coordinamento fra regioni, provveditorati regionali dell'Amministrazione penitenziaria e centri della giustizia minorile, che garantiscano la concertazione e la verifica dei programmi di intervento, con particolare attenzione alle sinergie necessarie tra l'Area sanitaria (di competenza del Servizio sanitario nazionale) e le Aree del trattamento e della sicurezza (di competenza delle Amministrazioni penitenziarie). Le azioni programmatiche e gli interventi prioritari. Organizzare le conoscenze epidemiologiche. Le regioni attivano una rilevazione sistematica sullo stato di salute in tutti gli istituti di pena del territorio regionale di riferimento e forniscono dati sulla prevalenza e l'incidenza degli stati patologici, descrivendo, altresì, condizioni e fattori di rischio che ne favoriscono l'insorgenza o ne ostacolano la cura. Onde disporre di una elaborazione nazionale dei dati rilevati dalle regioni, viene istituito il Sistema informativo nazionale sulla salute dei detenuti e dei minori sottoposti a provvedimento penale, nell'ambito del Nuovo sistema informativo sanitario del Ministero della salute. Le funzioni principali del sistema informativo nazionale possono sintetizzarsi nelle seguenti: monitoraggio dell'attività dei servizi sanitari, analisi del volume di prestazioni e dei pattern di trattamento e valutazioni epidemiologiche sulle caratteristiche dell'utenza; supporto alle attività gestionali dei servizi sanitari, per valutare il grado di efficienza e di utilizzo delle risorse; supporto alla costruzione di indicatori di struttura, processo ed esito sia a livello regionale che nazionale; supporto alla ricerca e al Miglioramento continuo di qualità. Promozione della salute. Anche sulla base delle conoscenze epidemiologiche e delle condizioni di rischio, occorre attivare interventi «educativi» e di responsabilizzazione dei detenuti, degli internati e dei minori sottoposti a procedimento penale nei confronti della propria salute, mirati a contrastare: la sedentarietà; l'alimentazione scorretta; l'uso inadeguato di alcol; l'abitudine al fumo. L'efficacia di tali interventi è fortemente influenzata dal coinvolgimento diretto e dalla responsabilizzazione dei detenuti, tramite l'attivazione di gruppi di discussione e gruppi di auto mutuo aiuto. Garantire la salubrità degli ambienti di vita e l'igiene degli alimenti. I Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, attraverso visite ispettive periodiche, procedono, per ciascuno Istituto penale di competenza territoriale, ad una verifica, tramite sistemi standardizzati di rilevazione, dei: requisiti igienico sanitari di tutti gli ambienti, ivi compresi gli alloggi della Polizia penitenziaria; stato delle strutture edilizie, in rapporto alle tipologie edilizie ed agli standard abitativi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 230/2000 (Regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario) e dalle normative regionali vigenti in materia di strutture residenziali per adolescenti; requisiti di igienicità degli alimenti. È responsabile dell'Amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile provvedere, con appropriata programmazione, al mantenimento degli standard igienico sanitari previsti dalla normativa vigente. Organizzare gli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e recupero sociale. Le aziende sanitarie nel cui ambito territoriale sono ubicati uno o più istituti di pena: assicurano il soddisfacimento dei bisogni di salute e della domanda di cura dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale, privilegiando prioritariamente interventi mirati a prevenire l'insorgenza o il peggioramento degli stati patologici, con particolare riferimento a quelli maggiormente diffusi nelle comunità cosiddette confinate (quali ad es. i disturbi dell'alimentazione e le malattie infettive); organizzano percorsi terapeutici che garantiscano la tempestività degli interventi, la continuità assistenziale, l'appropriatezza e la qualità delle prestazioni, la verifica dei risultati, anche attraverso apposite linee guida. Particolare attenzione programmatica va rivolta agli interventi nelle seguenti aree: 1) la medicina generale e la valutazione dello stato di salute dei nuovi ingressi; 2) le prestazioni specialistiche; 3) le risposte alle urgenze; 4) le patologie infettive; 5) prevenzione, cura e riabilitazione per le dipendenze patologiche; 6) prevenzione, cura e riabilitazione nel campo della salute mentale; 7) la tutela della salute delle detenute e delle minorenni sottoposte a misure penali e della loro prole; 8) la tutela della salute delle persone immigrate. La medicina generale e la valutazione dello stato di salute dei nuovi ingressi. I presidi sanitari, presenti in ogni istituto penale, garantiscono l'erogazione delle prestazioni sanitarie di medicina generale individuate dai Livelli essenziali di assistenza (LEA), assicurando l'erogazione delle prestazioni farmaceutiche necessarie, compresi i farmaci di fascia C, in presenza di specifica indicazione terapeutica; in particolare, attuano i seguenti interventi: valutazione medica e psicologica di tutti i nuovi ingressi, da effettuarsi, se del caso, in più momenti temporali e per congrui periodi di osservazione; i dati rilevati sono raccolti nella cartella clinica; tale valutazione è fatta dal medico di medicina generale del presidio, in collaborazione con lo psicologo e con il supporto degli accertamenti specialistici del caso; adozione di procedure di accoglienza che consentano di attenuare gli effetti potenzialmente traumatici della privazione della libertà, ed esecuzione degli interventi necessari a prevenire atti di autolesionismo; messa a punto di risposte appropriate per i quadri clinici riscontrati, con valutazione periodica in ordine all'efficacia degli interventi, sempre in collaborazione con gli specialisti coinvolti; visite a richiesta dei detenuti e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale, il più tempestivamente possibile, compatibilmente con le misure di sicurezza dell'Amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile ; attuazione di programmi di diagnosi precoce delle principali malattie a carattere cronico degenerativo, sui quali deve essere promosso il coinvolgimento della Direzione degli istituti penali e dei servizi della giustizia minorile, nonché la partecipazione dei detenuti e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale; accertamento della situazione vaccinale, specie riguardo ai soggetti immigrati, con riferimento al quadro delle vaccinazioni obbligatorie nel nostro Paese, ed esecuzione, se del caso, delle vaccinazioni, ritenute necessarie; promozione e sviluppo della cultura della prevenzione sanitaria, anche in collaborazione con i Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie; raccolta di tutte le informazioni sanitarie relative a ciascun soggetto, onde assicurare una appropriata presa in carico in altri istituti o al ritorno in libertà; adesione a programmi finalizzati a garantire l'appropriatezza delle prestazioni. I presidi devono, inoltre, garantire le prestazioni di certificazione in uso nel Servizio sanitario nazionale e le certificazioni specifiche in ambito penitenziario. Le succitate prestazioni devono essere garantite nei presidi penitenziari ed anche in tutte le strutture del circuito della giustizia minorile. Le prestazioni specialistiche. L'azienda sanitaria garantisce le prestazioni specialistiche su richiesta del medico responsabile o di altro specialista, da erogarsi all'interno dell'istituto di pena ovvero, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, presso gli ambulatori territoriali o ospedalieri.