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Eppure, questo era il clima di quegli anni, instaurato da molti che adesso blaterano anche attraverso qualche giornale o la televisione e che vediamo pontificare sul fatto che non si debba discriminare nessuno e si debba essere tolleranti. In quegli anni non erano tolleranti, non lo erano con noi. Dirò di più: provengo da una territorio dove l'85 per cento degli abitanti votava Partito Comunista Italiano. Ho vissuto nelle scuole la discriminazione di essere un ragazzo di destra e di avere amici che avevano tendenze sessuali diverse: anche loro venivano discriminati in quel mondo, perché in quegli anni succedeva questo, e non stiamo parlando di ottant'anni fa, ma di quaranta. Erano anni in cui la sinistra diceva determinate cose, si comportava in un certo modo e aveva padri politici che nelle Nazioni del socialismo reale discriminavano gli omosessuali e li mettevano nei campi di concentramento. Questa è la verità, quindi da voi non prendiamo alcuna lezione su questi temi. (Applausi) . Mettetevelo bene in testa e lo faccia anche il vostro segretario Letta, ma non solo. Abbiamo anche visto - sempre in ordine a questo tema - che ultimamente il segretario Letta chiede al nostro leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni di prendere le distanze da Orbán, che, secondo lui, ha fatto determinate affermazioni. Se andate a leggere cosa ha scritto Orbán - al di là del gergo, che probabilmente non ci trova concordi - si tratta semplicemente di un'opposizione alla teoria gender nelle scuole ungheresi, che è un po' quello che pensiamo anche noi e che sottintende il vostro disegno di legge. Eppure, stranamente, non ci risulta che Letta, così come tutta la sinistra - avete diversi leader che con determinati ambienti hanno probabilmente rapporti di vario genere, anche economici - rispetto a Paesi come, ad esempio, il Qatar o l'Arabia Saudita, dove gli omosessuali vengono condannati a morte, abbia preso una posizione o abbia detto qualche cosa. Ci dica qualche cosa, non di sinistra, ma su quei regimi nei quali gli omosessuali vengono condannati a morte. Niente, silenzio assoluto e totale, poi chiede alla nostra leader di prendere le distanze da Orbán. Non prendiamoci in giro. I colleghi del Partito Democratico si rendono conto che il loro leader dice cose assurde e non è conseguente a quello che dice? E l'onorevole Letta stesso se ne rende conto? Siamo consapevoli che dietro questo disegno di legge c'è ben altro: un percorso di carattere culturale che viene proposto alle giovani generazioni; la teoria gender da propagandare all'interno delle scuole; il principio che debba essere respinta la sessualità biologica, per cui non devono più esserci un uomo e una donna, ma semmai si deve passare all'identità sessuale percepita, con tutte le problematiche che questo comporterebbe in tanti ambienti. Ci sono tantissime situazioni di questo tipo nei Paesi in cui sapete che sono state approvate leggi simili a quella che volete approvare in Italia, e sono gravissime, tali per cui chi non la pensa così viene discriminato. C'è veramente la tentazione, da parte di certa sinistra, di ritornare a un furore giacobino, dei ghigliottinamenti, per cui se qualcuno la pensa diversamente non ha diritto di parola, né di esprimersi. Ve lo dico con tutta tranquillità: promettete di approvare tutte le leggi che volete in questo Parlamento, nelle quali stabilite che non si può dire che una famiglia - quella tradizionale - dev'essere composta da un uomo e da una donna e che si può essere per questo perseguiti da qualche magistrato zelante (semmai, dopo tanti anni, si può essere assolti, ma intanto si deve subire un processo). Secondo voi, qualora fossero approvate queste leggi, noi, con la nostra storia politica, ci spaventeremmo? Pensate che smettiamo di pensare e di dire queste cose? Metteteci pure tutti in galera: continueremo a dirle, non avremo paura delle vostre leggi, che ci fanno ridere; avete capito o no? (Applausi) . State calmi e tranquilli, ve lo diciamo con tutta onestà: probabilmente non riuscirete ad approvare questa legge, perché non avete nemmeno i numeri, quando andremo al voto segreto; sicuramente però, anche se la approverete, dopo faremo un'opposizione intransigente nelle piazze, anche attraverso un referendum , per fare in modo che questa legge liberticida non passi e non sia una legge dello Stato italiano. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE. Chi è che grida? Non gli è piaciuto l'intervento del senatore Totaro? È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, questo episodio spiega plasticamente quali sono l'intendimento e il luogo comune che si vogliono creare. Se un cittadino italiano o un parlamentare della Repubblica dice di essere per la famiglia tradizionale, immediatamente viene bollato come omofobo e si sentono voci che vogliono dipingere questa opinione come fascismo. Ciò spiega plasticamente qual è l'intento di questa legge, che non aggiunge diritti, ma è incostituzionale, come abbiamo sostenuto con la questione pregiudiziale che abbiamo presentato, e vuole introdurre un reato d'opinione e l'insegnamento gender in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Non si tratta, come hanno detto il senatore che mi ha preceduto e tutti i colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia, di punire coloro che si permettono di assumere atteggiamenti che il nostro codice già colpisce. Nessuno in Italia, che è un Paese civile, può permettersi di aggredire o discriminare senza motivo qualcuno. Fratelli d'Italia ha detto chiaramente che c'è piena disponibilità, come sempre, ad affrontare con inasprimento di pene ogni fenomenologia che si dovesse accentuare nella nostra società, perché viviamo in uno Stato di diritto. Cosa diversa, invece, è quello che la sinistra vuole portare avanti per esclusivi interessi di manifesto elettorale e per una crisi di identità e di consenso che evidentemente vive nella nostra Nazione proprio per un distaccamento totale dal mondo reale. Saremo in quest'Aula per settimane a parlare di ciò, mentre la nostra Nazione vive una crisi profondissima, a causa della quale i cittadini italiani sono presi da angosce improvvise, nella difficoltà di una crisi economica che era già evidente prima della pandemia e che l'emergenza sanitaria ha reso estrema, con infinita incertezza per il futuro. Dobbiamo parlare invece della legge Zan: è questa la priorità delle priorità, che dimostra plasticamente, anche su questo, che non è possibile costruire maggioranze che non abbiano fondamento in una visione omogenea della società. Noi non accettiamo nessuna possibilità di compromesso. Nonostante ciò, come siamo stati abituati dal nostro leader Giorgia Meloni, cerchiamo di fare un lavoro serio per il rispetto che abbiamo degli italiani e dell'alta istituzione che rappresentiamo. Fratelli d'Italia ha presentato 127 emendamenti e sei ordini del giorno, che sono le nostre proposte per smantellare questo provvedimento ideologico sbagliato e per noi pernicioso per la società, senza mediazione, perché, al cospetto della furia ideologica che viene messa in campo, non si può avere altro atteggiamento.