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secondo gli ultimi dati Eurostat diffusi a luglio 2018, la disoccupazione giovanile in Italia, al 32,6 per cento, raffrontata sul piano europeo, risulta migliore solamente al dato della Spagna; tenuto conto che: come previsto dal decreto legislativo n. 40 del 2017, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sono definiti i criteri per il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite dagli operatori volontari durante lo svolgimento del servizio civile universale, in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo; lo Stato, le Regioni e le Province autonome, nei limiti delle rispettive competenze, possono stipulare convenzioni con associazioni di imprese private, con associazioni di rappresentanza delle cooperative e con altri enti senza finalità di lucro, al fine di favorire il collocamento nel mercato del lavoro dei giovani che hanno svolto il servizio civile universale; ferme restando le riserve di posti previste dalla normativa vigente, ai fini della compilazione delle graduatorie di merito dei concorsi pubblici relativi all'accesso nelle carriere iniziali, le pubbliche amministrazioni possono prevedere nei relativi bandi, come titoli di preferenza, anche lo svolgimento del servizio civile universale completato senza demerito; dai dati forniti dal ministro Bonisoli l'11 luglio 2018 nel corso del question time alla Camera dei deputati, risulta una carenza attuale, rispetto alla dotazione organica prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 febbraio 2014 di organizzazione del Ministero di circa 3.000 unità, considerato inoltre che le cessazioni sono pari a circa 1.000 unità di personale per ciascun anno nel triennio 2018-2020, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, intendano intraprendere al fine di non disperdere la pluralità di conoscenze e di competenze acquisite nel corso dei progetti di servizio civile nazionale svolti all'interno delle strutture del Ministero dei beni e delle attività culturali. Atto n. 3-00155 UNTERBERGER STEGER Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: stando ai dati Eurostat, l'Italia si riconferma agli ultimi posti in Europa nella classifica dei Paesi per tasso di occupazione delle donne, attestandosi al penultimo posto per il " gender gap ", con una differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile che sfiora il 20 per cento; i primi tre Paesi a livello europeo, cioè Svezia, Olanda e Danimarca, vantano ormai da anni, seppur per motivi differenti, un tasso molto elevato di partecipazione delle donne al lavoro, caratterizzato da una forte presenza femminile anche in ruoli di prestigio, mentre nei Paesi dell'Europa mediterranea, tra cui anche l'Italia, il tasso di occupazione femminile è rimasto, nel corso degli anni, sempre molto basso ed è tuttora pari a poco più del 50 per cento, ben distante anche dalla Germania, oltre che dalla Svezia e dalla Danimarca, tutte oltre il 70 per cento; la drammaticità della situazione italiana, il cui apice si riscontra al Sud, dove la maggior parte delle donne è fuori dal mercato del lavoro, è ulteriormente peggiorata dal fatto che, mentre negli altri Paesi europei alcune forme di flessibilità del lavoro, quali ad esempio il part-time , sono molto gettonate per il genere femminile e contribuiscono ad evitare un incremento del tasso di disoccupazione, in Italia invece l'accesso al part-time è molto limitato, non essendovi alcuna garanzia a livello normativo che favorisca le donne con figli piccoli, con conseguente scelta obbligata di licenziamento; l'Italia continua a stentare, altresì, sul numero di donne laureate, con una percentuale del 19 per cento rispetto al 34 per cento della Francia e al 42 per cento della Svezia, e sul tasso di fertilità, con 1,34 figli per donna, rispetto all'1,92 della Francia e all'1,85 della Svezia; per le donne risulta sempre più difficile riuscire a conciliare lavoro e maternità, con conseguente naturale diminuzione del tasso di natalità, e sarebbe, pertanto, necessario porre in essere delle misure volte a rimuovere tutti gli ostacoli che disincentivano le donne dal cercare un lavoro, distribuendo in maniera più equa l'impegno familiare tra uomo e donna; purtroppo, nel contratto di governo M5S-Lega, le donne sono menzionate come gli unici soggetti responsabili dell'oggetto di conciliazione dei tempi da dedicare alla famiglia e al lavoro; molte delle misure introdotte dai precedenti Governi a sostegno delle madri che lavorano sono in scadenza: se non rinnovato con un intervento legislativo e un rifinanziamento ad hoc , scomparirà il " voucher baby sitter ", per le donne che decidono di rientrare a lavoro, rinunciando al congedo parentale, nonché il congedo di paternità obbligatorio, anch'esso in scadenza a fine 2018, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia consapevole della problematicità dei dati relativi all'occupazione femminile in Italia e al " gender gap " e quali provvedimenti intenda adottare, al fine di ridurre il divario esistente con gli altri Paesi europei, valorizzando il talento femminile, favorendone l'alta formazione e introducendo nuove e apposite misure a sostegno delle madri che lavorano o, quantomeno, se intenda garantire il rifinanziamento di quelle già introdotte dai precedenti Governi. Atto n. 3-00156 LUPO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la vicenda dell'aereo di Stato Airbus A340-500 è tornata al centro dell'attualità politica, anche rispetto alla genesi del contratto perfezionato durante il Governo Renzi; risulta che Alitalia sia una parte chiamata in causa, e appare inquietante che una compagnia aerea privata sia stata utilizzata dallo Stato per la stipula di tale contratto; sarebbe risultato a suo tempo impossibile procedere alla risoluzione del vincolo contrattuale, si chiede di sapere: quale iter procedurale abbia seguito l'attuale Governo per la cessazione degli effetti del rapporto contrattuale; se risultino clausole negoziali che prevedono un'opzione di acquisto del velivolo, e a quale prezzo, e se lo stesso velivolo risulti aver operato tratte solo raramente; se risulti chi abbia voluto e individuato il velivolo e se vi siano state deleghe da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri pro tempore ; chi abbia sottoscritto il suddetto contratto; quale sia il valore del velivolo e il costo complessivo in termini di oneri diretti e indiretti connessi alla stipula contrattuale. Atto n. 3-00157 MALAN FLORIS TOFFANIN CARBONE DE POLI MALLEGNI PICHETTO FRATIN FANTETTI DAMIANI SACCONE FERRO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro Luigi Di Maio, intervistato nei giorni scorsi nel corso della trasmissione "Omnibus", ha preannunciato l'avvio del reddito cittadinanza con la prossima legge di bilancio e che il Governo presenterà le proprie istanze all'Europa spiegando che "vogliamo le stesse possibilità degli altri paesi europei", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa confermare quanto anticipato nei giorni scorsi;