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Mi preme sottolineare che tutt'oggi non si pone fine all'annoso problema tutto italiano del riconoscimento della figura del collaboratore parlamentare, anche all'interno del testo del Regolamento del Senato. In tal modo, non solo non diamo dignità a persone, professionisti che giornalmente ci coadiuvano nell'esercizio delle funzioni istituzionali, ma lediamo il diritto implicito di ognuno di noi di potersi avvalere di figure di collaborazione all'interno di regole certe e univoche, che garantiscono la loro posizione lavorativa, scevra da ricatti o contrattazioni prive di diritti, coerentemente col ruolo che siamo chiamati a svolgere, vale a dire assicurare il diritto al lavoro per ogni cittadino. Gli emendamenti da me presentati e che ho dovuto ritirare intendevano inserire questa figura, quantomeno nel Regolamento, per addivenire in seguito a una delibera del Consiglio di Presidenza che la inquadrasse all'interno di regole chiare e trasparenti, come è nostro dovere. Per tale motivo auspico che questa triste storia possa terminare quanto prima, presumibilmente già dalla prossima legislatura, chiedendo a tutte le componenti politiche presenti oggi di poter assumere un impegno di questo tipo per la prossima legislatura. Noi dobbiamo poterci avvalere di personale fiduciario, competente e qualificato quale strumento indispensabile a un esercizio pieno ed effettivo delle nostre prerogative, regolamentando la figura del collaboratore parlamentare che inspiegabilmente è lasciata a diverse interpretazioni. Signor Presidente, pur rammaricato per questo ennesimo nulla di fatto su una riforma necessaria, in considerazione di quanto precedentemente espresso e nell'esclusivo interesse del Paese e dell'istituzione del Senato, il Gruppo parlamentare Insieme per il futuro-Centro Democraticoha votato favorevolmente agli articoli precedenti e voterà a favore anche di quest'ultimo. FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, noi abbiamo partecipato alla redazione e immaginato alcune proposte di modifica del Regolamento che le hanno rese sicuramente meritorie. In teoria il Regolamento doveva essere modificato soltanto per le parti riguardanti la riduzione del numero dei parlamentari, quindi ci saremmo soltanto dovuti adeguare anche per le Commissioni e i Gruppi parlamentari a quella disposizione che abbiamo approvato qualche tempo fa. Dopodiché, però, abbiamo correttamente deciso di introdurre alcune innovazioni che per noi sono importanti, anche se altre le abbiamo condivise meno. Ad esempio, non abbiamo condiviso la norma con cui di fatto abbiamo introdotto nel Regolamento la figura dei senatori apolidi, con l'idea che chi esce da un Gruppo può benissimo diventare un'entità astratta anche con funzioni diverse rispetto a quelle assegnate ai singoli senatori, quindi differenziando i ruoli. Allo stesso modo non abbiamo condiviso fino in fondo la scelta di differenziare i numeri relativi alla composizione dei Gruppi, per cui un Gruppo che nasce all'inizio della legislatura può essere costituito da sei senatori, mentre uno che si costituisce in corso di legislatura sarà rappresentato da nove senatori. Anche questa è una differenziazione che non abbiamo condiviso. Abbiamo cercato di addivenire a un ridimensionamento rispetto alla composizione dei Gruppi, cercando di riportare il tutto soltanto all'aritmetica e abbiamo trovato una mediazione; comunque era il principio che non ci convinceva. Tuttavia, accanto a questo, signor Presidente, siamo riusciti, grazie ad emendamenti presentati dai parlamentari di Italia Viva-P.S.I., ad introdurre elementi molto positivi. Mi riferisco alla data certa e all'idea che si possa trovare uno strumento diverso rispetto alla decretazione d'urgenza per approvare in Senato rapidamente i provvedimenti, con la scelta, affidata ai senatori, insieme con il Governo, di quali testi meritino la procedura d'urgenza. Quindi, uno strumento straordinario, affidato al Senato e non soltanto al Governo, è per noi un elemento molto qualificante che abbiamo introdotto e del quale siamo molto orgogliosi. Lo stesso vale per il Comitato per la legislazione, che esiste alla Camera da tanto tempo e che da noi non è esistito per troppi anni. Noi avevamo proposto una composizione e anche dei poteri diversi da quelli che sono passati. Si è deciso di riprendere esattamente, quasi per intero, il Comitato per la legislazione della Camera. Per noi vale il principio, cioè l'introduzione di questo organismo e delle funzioni che eserciterà. Pertanto è andata bene anche la mediazione da noi proposta, perché questo organismo è necessario e fondamentale per la qualità delle nostre leggi. Così come abbiamo finalmente introdotto, signor Presidente, dopo che la legge costituzionale n. 3 del 2001 l'aveva immaginata, senza mai essere introdotta nel Regolamento del Senato, la Commissione bicamerale per gli affari regionali. Anche in quel caso la nostra era una proposta più coraggiosa, con un ruolo più da protagonista per le Regioni e per gli enti locali. È passata una formulazione ridimensionata, ma va bene anche questa, perché l'idea che alcuni componenti delle Regioni possano partecipare all'attività legislativa del Senato, per noi, che siamo autonomisti e federalisti, è un fatto importante. Altre questioni riguardano l'istituto del sindacato ispettivo, con l'introduzione dell'obbligo, per il Governo che non rispetta i tempi di risposta del sindacato ispettivo, di rispondere in Aula nella seduta successiva a quella di scadenza e di non rispetto dell'obbligo di risposta. È un'altra innovazione, che abbiamo voluto come Gruppo Italia Viva-P.S.I., e che è stata introdotta. Rispetto all'altra importantissima innovazione, signor Presidente, mi rivolgo a tutti i senatori che hanno visto respinti emendamenti nelle Commissioni per mancanza della relazione tecnica del Governo. Noi abbiamo chiesto e ottenuto che il Regolamento preveda che, d'ora in avanti, il Governo sia obbligato a trasmettere la relazione tecnica sui singoli emendamenti; e se il Governo non manda la relazione tecnica, questo non può essere motivo di decadenza dell'emendamento presentato al Senato. Questa è una innovazione importantissima, perché purtroppo in questi anni molti senatori hanno visto bocciati emendamenti per mancanza di relazione tecnica. Dalla prossima legislatura non sarà possibile che questo accada. Pertanto, signor Presidente, noi siamo soddisfatti del nuovo Regolamento e delle modifiche regolamentari approvate. Si sarebbe potuto fare meglio rispetto agli aspetti che ho sottolineato col mio intervento, ma è già un passo avanti. Se vogliamo fare anche un confronto con il Regolamento della Camera, noi siamo molto più avanti rispetto alla Camera, con riguardo alla necessità di conciliare rapidità e qualità dell'azione legislativa. Abbiamo visto già in questa legislatura che il nostro Regolamento funziona meglio. Credo che con queste innovazioni funzionerà ancora meglio, anche per la prossima legislatura, e spero che il prossimo Senato possa introdurre quelle modifiche più coraggiose, che noi avremmo voluto inserire e che, purtroppo, non sono state approvate. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) .