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È un triplo attacco, dal mio punto di vista, al fronte infrastrutture, ovvero la riduzione delle opere, la cancellazione di opportunità e il ridimensionamento del controllo. Concludo, Presidente, con una considerazione sul ruolo che avremo. Noi non saremo a guardare, ma parteciperemo responsabilmente a questo processo. Sul futuro dell'Italia e quindi sulla necessità di incrementarne la competitività noi ci saremo. Non faremo sconti, perché l'Italia deve sapere se le vostre azioni la faranno crescere o la faranno tornare indietro. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Ringrazio il senatore D'Arienzo per essere stato perfettamente nei tempi. È iscritto a parlare il senatore Siclari. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevole Ministro, onorevoli colleghi, la risoluzione presentata dal mio Gruppo parlamentare, Forza Italia-Berlusconi Presidente, sollecita una linea politica indirizzata alla crescita attraverso una visione complessiva del sistema Paese e punta ad abbattere il debito pubblico attraverso politiche che mirino alla crescita del Paese e, quindi, all'aumento del PIL. Pertanto, la nostra attenzione va in particolar modo alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie, al Sud del Paese e ai non occupati. Per quanto riguarda le imprese, vogliamo abbattere la burocrazia che produce circa 60 miliardi di costi per inefficienza e rappresenta un cancro per il tessuto produttivo e imprenditoriale; allunga i tempi di avviamento di un'impresa esponendola alla crisi economica e allontana gli imprenditori stranieri. È fondamentale ricordare che proprio nella burocrazia annida e si fa spazio la corruzione. Occorre abbattere le tasse ed è vitale introdurre la flat tax - per Forza Italia rappresenta il punto centrale del programma del centrodestra più votato dai cittadini italiani - e ridurre il cuneo fiscale per le aziende che assumono a tempo indeterminato. È necessario bloccare l'aumento dell'IVA per non gravare sull'economia delle famiglie e delle aziende. È necessario attrarre investimenti stranieri e incentivare quelli nazionali, favorendo quelle condizioni che consentano di creare centri produttivi nelle aree depresse del Paese, in primo luogo al Sud, soprattutto per quanto riguarda il settore turistico, attraverso la defiscalizzazione, la deburocratizzazione e incentivi alle imprese. Signori Ministri, la Germania è diventata il motore produttivo dell'Europa proprio perché è riuscita ad agganciare al treno dello sviluppo l'ex Germania dell'Est, e non perché l'ha abbandonata al suo destino di arretratezza e di degrado. Non esiste altra ricetta per l'Italia: o cresce il Sud oppure declina l'intero Paese. Nel Documento di economia e finanza, purtroppo, prendiamo atto del fatto che viene ulteriormente e nuovamente sacrificato e mortificato il Sud del nostro Paese. Si nota l'assenza di una strategia complessiva di rilancio del Sud Italia, in particolare della Calabria. A proposito del referendum che è stato proposto ieri sulla TAV, mi permetto di dire che, se è necessario fare il referendum per le grandi opere in Italia, che si faccia nello stesso giorno, da Nord a Sud, per le grandi opere del Nord, del Centro e del Sud altrimenti; rischia di diventare una discriminazione territoriale e sociale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dare priorità al Sud significa dare priorità all'intero Paese, e noi puntiamo al Paese, non al singolo territorio. Nel Meridione noi vogliamo quello che hanno le altre parti del Paese: l'alta velocità, lo sviluppo degli aeroporti, i porti commerciali, i porti turistici. Non chiediamo miracoli, ma chiediamo il rispetto dell'articolo 3 della Costituzione, che prevede l'uguaglianza dei cittadini e che anche in questo DEF non è tutelata. Ne sono dimostrazione la spesa corrente e la spesa per investimenti pro capite , che è inferiore al Sud rispetto alla media nazionale. Poi, per quanto riguarda la sanità e la sostenibilità del Servizio sanitario, prendo atto che sembra un tabù: non c'è nulla che faccia riferimento alla necessità di garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, che rischia il crollo. Ad oggi, nel DEF, si prevede una spesa per il Servizio sanitario pari al 6,5 per cento rispetto al PIL, che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, corrisponde alla soglia critica oltre la quale si rischia il crollo. Basterebbe digitalizzare la sanità - come prevede una proposta che abbiamo presentato come Gruppo parlamentare di Forza Italia - per risparmiare circa 20 miliardi degli sprechi riconosciuti e certificati dalla Corte dei conti. Concludo, dicendo che le famiglie sono abbandonate dallo Stato: lo dimostra la diminuzione drastica della natalità. Ci sono più cittadini che muoiono che bambini che nascono. Abbiamo bisogno di una politica per la natalità, per le famiglie e il welfare . Le famiglie non riescono a mantenere i loro figli. Spendono 15 miliardi di euro per l'istruzione dei figli: studiare è diventato un vero e proprio lusso. Pensate che l'Italia si trova al penultimo posto in Europa nel 2017, davanti solo alla Romania, per numero di laureati sulla popolazione in età di lavoro. Signori colleghi, per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, noi non lo condividiamo per come è strutturato. Noi di Forza Italia vogliamo mettere al centro dell'attenzione della nostra attività politica non soltanto la produttività del nostro Paese e quindi l'occupazione, per dare dignità ai nostri cittadini, ma soprattutto le famiglie, incentivando chi svolge una funzione sociale insostituibile: le madri. A loro vogliamo non solo riconoscere la pensione di mamme e casalinghe - come abbiamo previsto nel nostro programma in campagna elettorale - ma soprattutto crediamo che debbano essere riconosciuti un reddito per tutte le madri disoccupate e un'integrazione al salario per tutte le madri occupate, fino al compimento del sesto anno di vita del proprio figlio. In questo modo avremo più famiglie serene, più figli educati dalle loro mamme e più dignità come Paese. Abbiamo il dovere di pensare in grande. Un predicatore e teologo statunitense disse che un politico guarda alle prossime elezioni, mentre uno statista guarda alla prossima generazione; un politico pensa al successo del suo partito, mentre uno statista pensa a quello del suo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stancanelli. Ne ha facoltà. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, signori membri del Governo, onorevoli colleghi, la legge 4 agosto 2016 ha previsto all'articolo 10 che, in allegato al Documento di economia e finanza, il Ministro dell'economia e delle finanze sia tenuto sia a riportare all'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile nel triennio precedente, sia a prevedere l'evoluzione degli stessi nel triennio successivo. E devo dire che il DEF 2018, per la prima volta, contiene una grande novità: sono presenti i 12 indicatori di benessere equo e sostenibile, selezionati dall'apposita Commissione per fotografare, in maniera più ampia rispetto ai tradizionali indicatori economici, il benessere dei cittadini.