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"Art. 90. (Disciplina transitoria). - 1. I giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge sono definiti dal giudice competente secondo la legge anteriore. Tuttavia, i giudizi pendenti dinanzi al pretore sono da quest'ultimo decisi qualora rientrino nella sua competenza ai sensi della nuova formulazione dell'art. 8 del codice di procedura civile ancorché il pretore fosse incompetente a deciderli ai sensi della legge anteriore. 2. L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall'art. 28 del codice di procedura civile sono rilevate d'ufficio non oltre la prima udienza successiva alla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Se nessuna delle parti compare alla prima udienza successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, né propone, non oltre tale udienza, istanza per la prosecuzione del giudizio, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo. 4. Se almeno una delle parti è comparsa ovvero se è stata presentata l'istanza di cui al comma 3, il giudice istruttore o il pretore, nella prima udienza successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, assegna alle parti un termine perentorio non superiore a quaranta giorni per provvedere, ferme restando le decadenze già verificatesi, agli adempimenti di cui agli articoli 163, 167, 183, quarto comma, e 184 del codice di procedura civile, nonché un ulteriore termine non superiore a venti giorni per provvedere agli adempimenti resisi necessari a seguito delle integrazioni formulate entro il primo termine. 5. Il tribunale giudica con il numero invariabile di tre votanti nei procedimenti che alla data di entrata in vigore della presente legge gli sono stati rimessi ai sensi dell'art. 189 del codice di procedura civile. 6. Ai giudizi pendenti in grado d'appello non si applica il nuovo testo dell'art. 345 del codice di procedura civile. Ai giudizi in grado d'appello iniziati dopo la data di entrata in vigore della presente legge non si applica il nuovo testo dell'art. 345 del codice di procedura civile, ove il giudizio di primo grado si sia svolto sotto la disciplina della legge anteriore. 7. L'art. 447- bis del codice di procedura civile si applica ai giudizi pendenti previa ordinanza di mutamento di rito ai sensi dell'art. 426 dello stesso codice. 8. Per quanto non disposto dai commi da 1 a 7, le disposizioni della presente legge si applicano ai giudizi in corso alla data della sua entrata in vigore". - Il testo dell'art. 91 della legge n. 353/1990, sostituito dal comma 4, era il seguente: "Art. 91. (Organizzazione degli uffici nella fase transitoria). - 1. Nel primo biennio di applicazione della presente legge il numero dei magistrati addetti esclusivamente alla trattazione delle controversie pendenti alla data di entrata in vigore della legge stessa non può essere inferiore alla metà né superiore ai due terzi di quello di tutti i magistrati incaricati della trattazione delle controversie e degli affari civili. 2. Per gli anni successivi al biennio di cui al comma 1 tale numero sarà stabilito ogni due anni, con decreto del Presidente della Repubblica in conformità delle deliberazioni del Consiglio superiore della magistratura, assunte sulle proposte avanzate dai presidenti delle Corti di appello sentiti i consigli giudiziari. 3. Qualora l'organico degli uffici giudiziari, per la sua esiguità, sia tale da escludere l'applicazione del comma 1, il capo dell'ufficio adotta gli idonei provvedimenti per consentire una equilibrata trattazione delle controversie in relazione al carico delle pendenze esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge nonché al numero delle cause sopravvenute". - Si riporta il testo dell'art. 92 della legge n. 353/1990, sostituito dal comma 5, nella stesura precedente: "Art. 92 (Entrata in vigore). - 1. La presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1992, fatta eccezione per la disposizione di cui all'art. 1". L'art. 1 della legge n. 353/1990, entrato in vigore il 16 dicembre 1990, sostituisce l'art. 1284 del codice civile con il seguente: "Art. 1284 (Saggio degli interessi). - Il saggio degli interessi legali è del dieci per cento in ragione di anno. Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura. Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale".