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Esse affluiscono ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato, alla voce «Ministero della giustizia», per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero della giustizia. Art. 40. (Consultazioni con la Corte per l'esecuzione di pene pecuniarie e di misure patrimoniali) 1. Se, a seguito di richiesta di sequestro o di confisca di beni da parte della Corte, insorgono difficoltà nell'esecuzione, il procuratore generale presso la corte di appello di Roma ne informa preventivamente il Ministro della giustizia per l'avvio delle procedure di consultazione anche ai fini della conservazione dei mezzi di prova. Capo VI DELITTI CONTRO LA CORTE Art. 41. (Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri della Corte) 1. Le disposizioni degli articoli 314, 316, da 317 a 321 e 322, terzo e quarto comma, del codice penale si applicano anche ai giudici, al procuratore, ai procuratori aggiunti, ai funzionari e agli agenti della Corte e della Procura presso la Corte medesima, alle persone comandate dagli Stati parte del Trattato istitutivo della Corte le quali esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti della Corte stessa, ai membri ed agli addetti a enti costituiti sulla base del Trattato istitutivo della Corte. Art. 42. (Oltraggio a un magistrato della Corte) 1. Le disposizioni degli articoli 336, 337, 338, 339, 340, 342 e 343 del codice penale si applicano anche quando il reato è commesso nei confronti della Corte, dei giudici, del procuratore, dei procuratori aggiunti, dei funzionari e degli agenti della Corte e della Procura presso la Corte medesima, delle persone comandate dagli Stati parte del Trattato istitutivo della Corte le quali esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti della Corte stessa, ai membri ed agli addetti a enti costituiti sulla base del Trattato istitutivo della Corte. Art. 43. (Atti di ritorsione) 1. Chiunque commette atti di ritorsione nei confronti di una persona che esercita le funzioni presso la Corte o per conto di questa ed in conseguenza delle funzioni esercitate dalla Corte medesima o da altri, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Art. 44. (Calunnia) 1. Chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta alla Corte, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni. Art. 45. (False informazioni al Procuratore generale della Corte) 1. Chiunque, nel corso di un procedimento penale per reati per cui procede la Corte, richiesto dal Procuratore generale della Corte medesima di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, è punito con la reclusione fino a quattro anni. 2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 371- bis , commi secondo e terzo, del codice penale. Art. 46. (Falsa testimonianza) 1. Chiunque, deponendo come testimone innanzi alla Corte, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni. Art. 47. (Frode processuale) 1. Chiunque, nel corso di un procedimento penale per reati per cui procede la Corte, al fine di trarre in inganno il giudice in un atto di ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero il perito nella esecuzione di una perizia, muta artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone, è punito, qualora il fatto non sia previsto come reato da una particolare disposizione di legge, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Art. 48. (False dichiarazioni o attestazioni in atti destinati alla Corte) 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a cinque anni chiunque dichiara o attesta falsamente in certificati o atti destinati ad essere prodotti alla Corte condizioni, qualità personali, trattamenti terapeutici, rapporti di lavoro in essere o da instaurare, relativi all'imputato o al condannato. 2. Si applica, in quanto compatibile, l'aggravante di cui al secondo comma dell'articolo 374- bis del codice penale. Art. 49. (Intralcio alla giustizia) 1. Chiunque offre o promette denaro o altra utilità alla persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti alla Corte, ovvero alla persona richiesta di rilasciare dichiarazioni al Procuratore generale presso la Corte o al difensore nel corso dell'attività investigativa, ovvero alla persona chiamata a svolgere attività di perito, consulente tecnico o interprete, per indurlo a commettere i reati previsti dagli articoli 41 e 42 della presente legge, soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alle pene stabilite negli articoli medesimi, ridotte della metà. 2. La stessa disposizione di cui al comma 1 si applica qualora l'offerta o la promessa sia accettata, ma la falsità non sia commessa. 3. La condanna importa la interdizione dai pubblici uffici. Art. 50. (Favoreggiamento personale) 1. Chiunque, dopo che fu commesso un reato di competenza della Corte e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno ad eludere le investigazioni degli organi della Corte o a sottrarsi alle ricerche di questa è punito con la reclusione da due a quattro anni. 2. Si applica la disposizione di cui al quarto comma dell'articolo 378 del codice penale. Art. 51. (Patrocinio o consulenza infedele) 1. Il patrocinatore o il consulente tecnico che, rendendosi infedele ai suoi doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte da lui difesa, assistita o rappresentata dinanzi alla Corte è punito con la reclusione da uno a tre anni. 2. La pena è aumentata: a) se il colpevole ha commesso il fatto colludendo con la parte avversaria; b) se il fatto è stato commesso a danno di un imputato. Capo VII DISPOSIZIONI FINALI Art. 52. (Clausola di invarianza) 1. Dalle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. All'attuazione delle medesime si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla legislazione vigente. Art. 53. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . TITOLO I PRINCÌPI GENERALI Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. (Obiettivi) 1.