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Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, annuncio fin da subito che il Gruppo Per le Autonomie esprimerà un voto favorevole, anche se ha qualche perplessità, non tanto sulle misure del provvedimento, quanto sul modo con cui il Governo si sta approcciando al tema della riconversione ambientale. La disponibilità del ministro Gualtieri a superare le criticità della legge di bilancio è positiva, anche perché si rischiano di colpire proprio le imprese che stanno investendo sulla sostenibilità e il riciclo dei materiali. Circa un terzo delle aziende italiane si è già attivato per ridurre il proprio impatto ambientale; questo per dire che l'impresa è il principale alleato, visto che in tanti casi si è posto il problema del "prima" della politica. La transizione ecologica deve essere socialmente sostenibile, ossia non deve intaccare i livelli occupazionali, né aumentare la pressione fiscale a carico delle imprese e dei cittadini. La Germania sta investendo 100 miliardi in dieci anni, sulla base di accordi e strategie pensati assieme al mondo industriale e dove la riconversione ecologica vede impegnati tutti i Ministeri e non solo quello dell'ambiente. In questo provvedimento i benefici invece ricadono principalmente sui consumatori e non sulle imprese o sui centri di ricerca, che invece devono essere protagonisti del cambiamento. I nostri emendamenti, a prima firma del senatore Durnwalder, puntavano a costruire un maggiore equilibrio, nonché un forte protagonismo dei soggetti che presidiano il territorio e possono contribuire per la sicurezza e la manutenzione del suolo. Ne cito alcuni: quello per prorogare il bonus verde e per consolidare il piano per le energie da fonti rinnovabili attraverso la detrazione fiscale per gli impianti fotovoltaici; quello per le imprese alberghiere che aderiscono ai programmi di sostituzione dei contenitori di plastica monouso; nonché quello per agevolare fiscalmente l'acquisto di pneumatici ricostruiti, evitando così l'immissione di rifiuti di diverse tonnellate di pneumatici fuori uso. Sono tutte proposte di buon senso, che speriamo possano essere recuperate più avanti. Salutiamo invece positivamente la clausola di salvaguardia, così come il rafforzamento delle misure per contrastare il dissesto idrogeologico. Positivo è anche il fatto che molte misure del provvedimento sono legate a una valutazione nel medio termine per misurare l'efficacia. Tuttavia, il punto principale è che non si vede ancora una strategia complessiva multilivello pensata nel corso degli anni. In sua assenza, il rischio è che anche misure dettate dal buon senso non avranno l'effetto sperato. Con la leva fiscale, si deve intervenire solo alla fine; deve essere l'approdo di un percorso nel quale prima si sono accompagnate le imprese nella riconversione e si sono offerte ai cittadini soluzioni alternative a quelle non sostenibili dal punto di vista ambientale. È con questo invito che ribadisco il voto favorevole del nostro Gruppo al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e del senatore Crucioli) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo cercato, nel passaggio della conversione in legge del decreto in esame, di dare ovviamente il nostro contributo e mi permetto qui di ringraziare anche la Commissione, la Presidente e la relatrice per il lavoro svolto, che ci ha permesso di migliorare notevolmente il testo, perché gli emendamenti che sono stati approvati hanno certamente dato un contributo di miglioramento dell'impostazione del decreto stesso. Il valore del decreto-legge, su cui fin da subito anche noi annunciamo il nostro voto favorevole, è innanzitutto - lo ribadisco - di aver posto come prima questione fondamentale quello che noi riteniamo il passaggio cruciale, e cioè l'approvazione di un piano strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici. Nel provvedimento, a questo piano strategico si unisce, oltre a una serie di misure su cui interverrò, la questione del miglioramento della qualità dell'aria e, soprattutto, la sistemazione di una serie di procedure di infrazione e, quindi, misure che fanno sì che questo capitolo in qualche modo si porti a compimento. Ed è questa certamente una cosa da non sottovalutare. Fra le altre norme, segnalo il programma sperimentale per la mobilità sostenibile e sottolineo in modo particolare l'articolo 4, che è stato fortemente migliorato attraverso l'approvazione di una serie di emendamenti, come - ad esempio - quello sull'intervento nelle aree interne, che sono quelle più delicate del nostro Paese; quindi il programma sperimentale riguarda le città e anche le aree interne del nostro territorio. C'è poi il tema dei commissari unici per quanto riguarda una questione secondo noi mai affrontata fino in fondo, ovvero la realizzazione degli interventi sulle discariche abusive, sulle acque reflue, su una serie di situazioni per le quali il nostro Paese è stato oggetto anche di procedure di infrazione non indifferenti. Il decreto-legge è certamente un primo passo, ma assolutamente non sufficiente - e il Ministro ne è assolutamente cosciente. Torno però a ripetere che il suo valore è affermare un principio che possiamo definire di approccio sistemico, che, attraverso l'approvazione di un emendamento, introduce il tavolo permanente interministeriale per gli interventi sull'emergenza climatica, coordinato dal Ministero dell'ambiente. A mio parere, dovrebbe esserci una cabina di regia anche presso la Presidenza del Consiglio nell'ottica di coordinare tutte le politiche pubbliche, riorientandole sulla strategia del contrasto ai cambiamenti climatici. Questa è la vera questione che può essere affrontata - lo sappiamo perfettamente - attraverso l'utilizzo di una serie di strumenti. E la legge di bilancio, che abbiamo iniziato ad affrontare, assume, allora, un'altra missione, in stretto coordinamento con questo decreto clima, che è il green new deal , che è la missione - ricordiamolo - di questa maggioranza, ossia di cominciare ad agire con serietà, con tutti gli strumenti a disposizione, assumendosi tutte le responsabilità, che delle volte non sono banali, perché la transizione non è un pranzo di gala, ma è una cosa complicata e complessa. Ma questa è la missione della maggioranza: dare finalmente un segno forte, una svolta per accelerare la transizione. Non credo che possiamo più aspettare. Qui ogni volta che si fa una proposta, ci sono polemiche. Ribadisco: la transizione deve coinvolgere tutte le categorie. E dico qui con chiarezza che la vicenda dei sussidi ambientalmente dannosi si deve affrontare con un tavolo e - sono perfettamente d'accordo - con una concertazione. Ma non possiamo continuare a rimandare la questione di togliere i sussidi ai fossili e a tutte le attività ambientalmente dannose. La transizione si deve affrontare con un approccio di coinvolgimento, perché - lo sappiamo perfettamente - la transizione sia energetica che ecologica deve vedere il coinvolgimento di tutti gli attori sociali ed economici, perché può essere un'opportunità per tutti, per dare uno slancio all'economia e riorientarla genericamente verso la sostenibilità, nonché per riconvertire pesantemente la produzione e i consumi in senso ecologico.