[resaula]

Sempre il Sappe ha dichiarato che ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella, mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini della Polizia penitenziaria, si chiede di sapere: per quali motivi non si perseguano gli obiettivi della normativa già vigente rispetto al diritto alle cure dei detenuti, troppo spesso negato dalle drammatiche condizioni delle carceri, rafforzando e riqualificando i programmi di tutela della salute mentale in carcere da parte delle Asl; per quale motivo non si istituiscano le sezioni di osservazione psichiatrica e le previste articolazioni psichiatriche, con adeguati spazi per le attività di cura e riabilitazione; per quali motivi non si rafforzino le misure alternative alla detenzione, tanto più per i reati minori, rispetto a persone con problemi di salute mentale, attraverso il potenziamento dei servizi di salute mentale e del welfare territoriale; quali interventi i Ministri in indirizzo intendano mettere in campo per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri; se non ritengano opportuno valutare l'eventuale revoca della sospensione dal servizio del personale interessato, in attesa di ulteriori indagini. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00571 NENCINI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: sin dagli albori, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, istituito con la legge n. 349 del 1986, ha sempre sofferto per i vuoti nella pianta organica e per la carenza di personale specializzato nelle tematiche ambientali di competenza. Conseguentemente, a partire dai primi anni di attività, il Ministero, al fine di dotarsi del supporto di specifiche professionalità tecnico-amministrative, è ricorso a convenzioni a titolo oneroso con società a partecipazione pubblica e private, enti di ricerca e consorzi interuniversitari; in ragione del progressivo aumento delle competenze, l'organizzazione del dicastero nel corso degli anni è stata oggetto di modifiche, relative sia alla propria organizzazione che alla pianta organica. Nel 2003 il regolamento di organizzazione prevedeva una dotazione organica complessiva pari a 928 unità; a causa delle crescenti difficoltà di bilancio e della necessità di contenere la spesa pubblica, in applicazione delle norme che prevedevano tagli delle dotazioni organiche effettivamente non coperte, venne emanato il decreto del Presidente della Repubblica n. 140 del 2009, che riduceva la pianta organica a 770 dipendenti; nel corso di pochi anni la pianta organica del Ministero è stata dimezzata, ad oggi il totale del contingente dei ruoli è pari a 559 unità, dei quali sono coperti ad oggi circa 480; il Ministero ha provveduto, a partire dal 2015, tramite la stipula della convenzione quadro triennale con la Sogesid SpA, alla contrattualizzazione del personale, assicurando che avvenisse attraverso selezioni concorsuali pubbliche. La Sogesid è una società per azioni il cui capitale sociale è interamente detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze. Ai sensi del vigente statuto, i settori di attività di Sogesid sono strumentali alle esigenze, finalità, competenze ad attribuzioni istituzionali del Ministero, configurandosi come società in house providing al dicastero, il quale esercita sulla Sogesid un controllo analogo a quello che il esercita sui propri servizi; il personale Sogesid con contratto a tempo indeterminato a tutela crescente, attualmente in servizio presso le Direzioni generali del Ministero, ammonta complessivamente a oltre 400 unità; organi di stampa hanno recentemente riportato la notizia secondo la quale il Ministro dell'ambiente ha manifestato la volontà di cessare la convenzione con la Sogesid, negando la stabilizzazione dei lavoratori da lui stesso promessa appena insediato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario intervenire urgentemente a favore dei lavoratori della Sogesid, dando loro la possibilità, dopo molti anni di lavoro precario, di essere finalmente stabilizzati. Atto n. 4-00572 GASPARRI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'articolo 4 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, recante "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", che modifica l'articolo 37 della legge 23 luglio 2009, n. 99, ha definito l'attuale assetto e gli scopi istituzionali dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), ponendo fine alla fase del commissariamento dell'ente; il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con decreto 23 marzo 2016 ha sancito di diritto la piena operatività giuridica e gestionale all'Agenzia, e sono stati nominati i nuovi vertici, confermando la figura del commissario Federico Testa nell'attuale presidente; l'Agenzia, vigilata dal Ministero dello sviluppo economico, è chiamata a svolgere attività di ricerca ed innovazione tecnologica, nonché di prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente e dello sviluppo economico sostenibile; per diversi e precisi motivi e decisioni, la gestione dell'ENEA negli ultimi anni è stata interessata da fasi di stallo economico, di ricerca e organizzativo, che di fatto hanno segnato un andamento negativo delle performance con grave deterioramento delle strutture, dello sviluppo del personale ed in particolare dei ricercatori; il sistema di funzionamento del modello amministrativo-gestionale applicato alla struttura esistente presenta alcuni elementi di frizione tra le diverse responsabilità, sovrapposizioni di ruolo e talvolta in assenza di responsabilità, con perdita di efficienza nel funzionamento e scarsa fluidità dell' iter autorizzativo ed istruttorio degli atti. Ne consegue la necessità di un'opportuna rivisitazione dell'organizzazione del sistema amministrativo; dal piano della performance 2016-2018, redatto ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, emerge il fallimento del modello di gestione che ha di fatto comportato il rallentamento del programma di attività di ricerca ed innovazione tecnologica e di attrazione dei fondi europei della ricerca da sempre portato avanti nei diversi centri dell'Agenzia; il doppio incarico a tempo pieno, mai cessato o limitato durante le fasi di commissariamento e presidenza, in atto, unito alle anomalie amministrative, le inefficienze organizzative e le scarse competenze normative e scientifiche dei vertici dell'Agenzia hanno condotto l'ENEA ad una situazione finanziaria e gestionale critica, come risulta dalla determinazione ispettiva del 20 giugno 2017, n. 66, della Corte dei conti e dei revisori dei conti;