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A suo modo di vedere, è possibile che sia stato commesso qualche errore nella trattativa intercorsa, a livello diplomatico, tra Roma e Asmara. Sotto tale profilo, si augura che il nuovo ambasciatore italiano designato sia in grado di intavolare un diverso approccio negoziale con gli interlocutori eritrei, sempre considerando la circostanza che l'Istituto scolastico in questione rappresenta un vero e proprio caposaldo a presidio della diffusione della cultura e della lingua italiana nella popolazione eritrea. Per ultimo, l'oratore invita, quindi, il Governo ad esercitare il massimo sforzo affinché si pervenga alla riapertura della scuola, che opera - non bisogna mai dimenticarlo - in un contesto geopolitico delicato come quello del Corno d'Africa, che, notoriamente, inciderà sempre di più negli equilibri globali. Il senatore MARILOTTI ( M5S ) pur dichiarandosi parzialmente soddisfatto per la risposta del Rappresentante del Governo, non può esimersi, tuttavia, dal segnalare l'impostazione in qualche modo superficiale con la quale, a suo modo di vedere, l'Italia ha trattato l'intera questione, non tenendo conto, probabilmente, della ben conosciuta sensibilità degli eritrei, i quali, in realtà, hanno anch'essi interesse ad una riapertura dell'Istituto scolastico. Dal suo punto di vista - ma ritiene anche dal punto di vista del complesso della Commissione esteri del Senato, che da tempo segue con particolare attenzione questa incresciosa vicenda - sarebbe opportuno che il Governo si adoperi ulteriormente e con sollecitudine per incrementare le occasioni di cooperazione con il Governo eritreo al fine di pervenire alla riapertura della suddetta sede scolastica. Segue un breve intervento del presidente PETROCELLI , il quale, concordando con quanto testé affermato dal senatore Marilotti, ricorda come, effettivamente, la Commissione, già in passato, attraverso una interrogazione della senatrice Garavini, si sia occupata della questione. Dichiara, quindi, concluse le procedure informative all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE A.S. 1926 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica tunisina sullo sviluppo di una infrastruttura per la trasmissione elettrica finalizzata a massimizzare gli scambi di energia tra l'Europa ed il Nord Africa, fatto a Tunisi il 30 aprile 2019 DDL 1926 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica tunisina sullo sviluppo di una infrastruttura per la trasmissione elettrica finalizzata a massimizzare gli scambi di energia tra l'Europa ed il Nord Africa, fatto a Tunisi il 30 aprile 2019 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), in qualità di relatore, illustra il disegno di legge di ratifica dell'Accordo, sottoscritto nell'aprile 2019 dall'Italia e dalla Tunisia, sullo sviluppo di una infrastruttura per la trasmissione elettrica finalizzata a massimizzare gli scambi di energia tra l'Europa ed il Nord Africa. L'intesa bilaterale disciplina la costruzione di una interconnessione fra Italia e Tunisia che consentirà di scambiare elettricità, permettendo in un primo periodo al Paese nordafricano di importare energia prodotta in Italia e, in seguito, di esportare elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Gli obiettivi sottesi all'Accordo sono quelli di migliorare l'integrazione dei mercati, di ridurre i problemi di bilanciamento elettrico, di integrare nuova capacità da fonti rinnovabili, di migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti e la sostenibilità, nell'ambito di un sistema euromediterraneo interconnesso. Più in dettaglio, l'Accordo prevede la realizzazione di un cavo di circa 230 chilometri, prevalentemente in ambiente sottomarino, sviluppato dagli operatori dei sistemi di trasmissione (TSO) della rete elettrica italiana e tunisina, ovvero da Rete elettrica nazionale S.p. A  TERNA  e dalla Société tunisienne de l'eléctricité et du gaz (STEG), in qualità di co-promotori del progetto. Il progetto di interconnessione, ritenuto prioritario nella nuova Strategia energetica nazionale (SEN) adottata con decreto ministeriale il 10 novembre 2017, è stato inserito anche nella proposta di Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) della Commissione europea per il periodo 2021-2030, adottato nel dicembre 2019. Il Piano, in particolare, sottolinea come lo sviluppo della capacità di interconnessione con il Nord Africa abbia rilevanza strategica in un'ottica di crescente integrazione dei Paesi mediterranei con il mercato europeo. Il costo del progetto di interconnessione, da realizzarsi in 4 anni, è stimato in 600 milioni di euro circa, con un finanziamento del 50 per cento da parte della Commissione europea. Gli operatori promotori del progetto devono presentare richiesta formale ai bandi europei per i fondi erogati dal Connecting Europe Facility (CEF). Poiché il finanziamento ottenibile per ogni bando non può superare metà del costo del progetto, i restanti 300 milioni saranno impegnati equamente dai due operatori, come indicato nella relazione tecnica. I fondi del finanziamento andranno richiesti con la partecipazione al bando comunitario del 2021 e la ratifica dell'Accordo intergovernativo rafforzerà sicuramente la richiesta delle due società. In data 22 ottobre 2019 TERNA e STEG hanno siglato un ulteriore memorandum che prevede, secondo una nota diffusa dalla società italiana, "la condivisione delle reciproche esperienze tecniche e professionali e lo scambio di know how per la formazione di personale altamente specializzato per attività di pianificazione, realizzazione, collaudo e manutenzione di linee elettriche e cavi sottomarini in alta tensione, nonché lo sviluppo di soluzioni smart grid e di integrazione delle energie rinnovabili". Si tratta, quindi, prosegue il Presidente relatore, di un progetto di utilità e convenienza reciproca per Italia e Tunisia, un Paese chiave per gli interessi strategici nazionali nell'area, e un tassello della rinnovata politica estera mediterranea del nostro Paese. Composto da 6 articoli, l'Accordo definisce le attività e le responsabilità dei co-promotori, STEG e TERNA, nell'implementazione dell'opera (articolo 1). Il testo, poi, nel confermare l'impegno dei due Governi a garantire l'inserimento continuativo del progetto nella lista di quelli di interesse comune - condizione propedeutica per avere accesso ai fondi del programma Connecting Europe Facility (CEF) dell'Unione europea - sancisce il sostegno dei due Governi ai co-promotori nei processi di autorizzazione, sviluppo, realizzazione e operatività dell'interconnessione, nonché i compiti dei co-promotori e la suddivisone dei costi e della capacità di trasmissione (articolo 2). In materia di finanziamento, l'Accordo riconosce il nuovo progetto come linea pubblica, la cui realizzazione da parte dei co-promotori è soggetta all'ottenimento di un finanziamento da parte della Commissione europea (articolo 3). Viene altresì prevista la creazione di un Comitato di monitoraggio, composto da sei membri e coadiuvato da un segretariato di una società mista dei co-promotori, preposto alla promozione delle misure necessarie per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo (articolo 4).