[sommcomm]

- lo svolgimento delle prove di esame in presenza, fatta salva la possibilità per i candidati che siano in grado di documentare l'impossibilità di lasciare il loro domicilio di svolgere il colloquio in videoconferenza; - il ripristino delle prove scritte, articolate in una prima prova di italiano, predisposta su base nazionale, e in una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta a livello di singolo istituto; - lo svolgimento di un colloquio, che ha la finalità di accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale degli studenti; rilevato che con riferimento alla valutazione finale: - rispetto alla disciplina ordinaria viene operata una rimodulazione del punteggio attribuendo al credito formativo un punteggio aggiuntivo (fino a cinquanta punti, rispetto ai quaranta previsti a legislazione vigente) compensato da una pari riduzione del punteggio riservato alle due prove scritte (alle quali sono attribuiti fino a quindici punti ciascuna, e non fino a venti); - è confermata la facoltà della sottocommissione di attribuire un punteggio integrativo fino a un massimo di cinque punti attivabile ove il candidato "abbia conseguito un credito scolastico di almeno trenta punti e un risultato complessivo nelle prove d'esame pari almeno a cinquanta punti"; - tale previsione parrebbe non tener conto della richiamata rimodulazione del punteggio; preso altresì atto che, nel complesso, l'atto in titolo ripropone i contenuti della normativa vigente, fra l'altro con riguardo alle modalità di svolgimento degli esami di Stato da parte degli studenti con disabilità o disturbi specifici di apprendimento, nonché dei candidati esterni; rilevato che i profili di deroga, oltre quanto già richiamato, investono i seguenti aspetti: - la partecipazione alle prove nazionali Invalsi e lo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento non costituiscono requisito di accesso alle prove; - nell'ambito dei percorsi ad opzione internazionale, la verifica della lingua e della cultura straniere avviene solo oralmente; - nelle Province autonome, in luogo della prova scritta in lingua tedesca, si prevede la sola prova orale; in Valle d'Aosta è invece confermata la terza prova scritta nella lingua francese; infine, nelle scuole con lingua di insegnamento slovena e con insegnamento bilingue sloveno-italiano del Friuli-Venezia Giulia, "la terza prova scritta è sostituita da una prova orale"; rilevato che con riguardo alle scuole bilingue sloveno-italiano non si chiarisce quale sia la lingua prevista nella terza prova scritta, che dovrà svolgersi oralmente; considerato il parere reso dal Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI), nel quale, fra l'altro: a) si concorda con la scelta di ripristinare la prima prova scritta di italiano, rispetto alla quale si invita a tener conto delle criticità registrate nello svolgimento delle attività didattiche durante la pandemia e, pertanto, a far sì che le tracce della medesima prova abbiano riguardo a "tematiche che meglio possano interpretare le attività svolte in questi ultimi tre anni"; b) si suggerisce di individuare strumenti alternativi all'effettuazione della seconda prova scritta; c) si sollecitano correttivi al fine di garantire la collegialità nella formulazione della seconda prova scritta almeno a livello di istituto; d) si chiedono puntuali interventi di carattere tecnico; espresso apprezzamento per la scelta del Governo di accogliere le richieste del CSPI di cui alle lettere c) e d); condivisa la richiesta di cui alla lettera a); preso atto delle motivazioni espresse dal Ministero dell'istruzione a conferma dello svolgimento della seconda prova scritta e, in particolare, della precisazione che l'eventuale difformità di tale prova a livello nazionale non costituisce un limite, bensì dipende dalla volontà che la stessa sia "aderente alle attività didattiche effettivamente svolte" e dunque tenga conto delle diverse condizioni di partenza, causate dalla pandemia, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1) valuti il Governo l'opportunità di dare seguito all'indicazione del CSPI relativa alla prima prova scritta di italiano, affinché nell'individuazione delle tracce della medesima si tenga conto che la situazione pandemica non ha reso possibile un percorso formativo uniforme a livello nazionale; 2) il Governo valuti altresì l'opportunità di riequilibrare il peso della seconda prova fornendo alle Commissioni indirizzi che rendano chiari obiettivi, struttura della prova e contenuti essenziali delle discipline oggetto di esame, nonché idonee indicazioni volte a indirizzare l'attività valutativa degli docenti; 3) si segnala l'esigenza di valorizzare ulteriormente il colloquio, affinché sia approfondito e articolato, anche alla luce del disagio emerso fra gli studenti nel percorso scolastico degli ultimi due anni; 4) si valuti l'opportunità, valorizzando altra sollecitazione del CSPI, di attivare una verifica del quadro di riferimento definito dalle "Indicazioni nazionali per i Licei" e dalle "Linee Guida per i Tecnici e i Professionisti" al fine di superare, in vista dell'anno scolastico 2023/2023, le criticità, già presenti nella situazione pre-pandemica, con particolare riguardo alla confrontabilità degli esiti e dei risultati degli esami di Stato; 5) con riferimento alla facoltà rimessa alla sottocommissione di integrare il punteggio complessivo risultante dal credito formativo e dalle prove di esame, si valuti l'opportunità di modificare la disciplina del punteggio integrativo al fine di tener conto della rimodulazione dei punteggi effettuata dallo schema di ordinanza in esame, atteso che altrimenti tale facoltà potrebbe essere attivata solo in favore degli studenti che ottengano il punteggio massimo nelle prove di esame; 6) si segnala inoltre l'esigenza di stimolare la massima partecipazione alle prove INVALSI, considerato che esse consentono agli studenti di mettere alla prova la propria preparazione e che i loro risultati costituiscono una base importante e omogenea per valutare il livello di apprendimento degli studenti stessi; 7) con riguardo alle scuole bilingue sloveno-italiano, si valuti l'opportunità di chiarire quale sia la lingua prevista nella terza prova scritta che, ai sensi dell'atto in esame, debba essere destinata a svolgersi oralmente. Allegato