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VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, saluto anche il ministro Costa, che abbiamo il piacere di avere in Aula quest'oggi, e non potrebbe che essere così. Stiamo finalmente parlando di clima; parliamo di cambiamenti climatici, ovvero un argomento sul quale penso tutti quanti i senatori in quest'Aula si sentano coinvolti anche emotivamente. Parliamo di clima da diverso tempo; molto di più in questo ultimo periodo. Siamo partiti da Greta Thunberg, la quale, con la sua faccia triste, ci ha evidenziato il problema, e cioè che qualcosa effettivamente sta cambiando nei nostri territori. Taluni eventi climatici si susseguono in maniera sempre più vorticosa, anche ultimamente, e la mente va inevitabilmente a Venezia, simbolo di tutto quello che è successo nel nostro Paese, dove effettivamente abbiamo avuto più di qualche danno. Tuttavia - a mio avviso - non dobbiamo farci prendere dalla irrazionalità nei comportamenti dal punto di vista legislativo; un'irrazionalità che invece rilevo nel provvedimento in esame, ed entrerò nel merito. Non dobbiamo farci prendere dall'enfasi della irrazionalità perché si finisce per varare provvedimenti che spesso e volentieri vanno a vuoto. Ebbene, ritengo che in questo decreto-legge non ci sia molto di ciò di cui il nostro Paese ha bisogno per fronteggiare i cambiamenti. Diversi aspetti sono stati esaminati e discussi, anche sul fronte dell'agricoltura, dal quale provengo in qualità di Presidente della Commissione agricoltura. Stiamo parlando di cambiamenti climatici; guardo anche il senatore Taricco con il quale abbiamo condiviso un percorso, insieme a tutti i colleghi, in maniera trasversale. In Commissione abbiamo un affare assegnato sui cambiamenti climatici e, però - mi rivolgo a lei, ministro Costa - in questo testo non scorgo alcun elemento di sostanza. Ed entro nel merito del provvedimento. L'unico elemento positivo, in riferimento alla piantumazione di alcuni alberi nei Comuni, è rappresentato dagli incentivi a favore della piantumazione di aree verdi: va benissimo aver stanziato risorse, ma tante misure suonano esclusivamente come palliativi. Mi riferisco all'articolo 3 del decreto-legge, dove si dice che compriamo scuolabus per quei Comuni dove sono stati sforati i limiti consentiti di polveri sottili. Compriamo autobus ecologici solo nei Comuni dove c'è stato lo sforamento dei valori delle polveri sottili e per tutti gli altri Comuni che sono affianco non facciamo assolutamente niente? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Gallone) . Sappiamo benissimo che basta un soffio di vento per spostare l'aria di qualche chilometro. In realtà, quello che mi preoccupa è l'assoluta nullità degli interventi contenuti nel provvedimento: oltre a non fare assolutamente niente, sono previste misure decisamente preoccupanti. Mi riferisco soprattutto all'emendamento 1.0.8, a firma dei senatori Comincini e Nugnes, dove si parla di istituzione del programma per l'eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi. Ebbene, non vorrei - mi rivolgo a lei, ministro Costa, ma tiro in ballo anche il ministro Bellanova - che si facesse un qualche riferimento al fatto che si vogliono togliere gli incentivi sul gasolio agricolo. Da Presidente della Commissione agricoltura sono terrorizzato da questo provvedimento, e le spiego perché, Ministro. Lei dice di no, ma siamo preoccupati anche perché il sottosegretario all'agricoltura L'Abbate, in una intervista audiovisiva, ha detto che è meglio togliere l'incentivo. Vi dico, allora: toglietelo fin da subito perché l'agricoltura ha bisogno di investimenti e non di eliminare incentivi sul gasolio agricolo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Papatheu) . Le spiego anche tecnicamente perché, Ministro. Se volete togliere il gasolio agricolo perché forse può inquinare, ci sono alternative: c'è il biometano che l'agricoltura può prodursi all'interno dell'azienda, con l'economia circolare. L'agricoltore, da solo o associato, può farsi un biodigestore da cui estrarre il biometano che può mettere nel proprio trattore agricolo. Quindi, abbiamo l'economia circolare a 360 gradi e si inquina molto meno anche dei veicoli elettrici. È infatti dimostrato, dal punto di vista tecnologico, che il biometano come tecnologia, alla fine del ciclo della vita di un mezzo, inquina in misura inferiore rispetto a un mezzo elettrico. Tuttavia - mi rivolgo a lei, signor Ministro - non vediamo assolutamente degli incentivi a favore di ciò, perché, se si vuole fare un biodigestore o si vuole investire sul biometano, abbiamo una burocrazia da affrontare: il Governo parla da diversi mesi di sburocratizzare, ma fino ad oggi non abbiamo visto assolutamente nulla. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sul provvedimento in esame voglio fare una riflessione politica, perché non possiamo far finta di niente. Il senatore Eugenio Comincini, che ha sottoscritto l'emendamento 1.0.8, fa parte di Italia Viva, il cui capo politico è la ministra Bellanova, di cui però non capisco il comportamento. La ministra Bellanova è forse una specie di dottor Jekyll e mister Hyde? È il dottor Jekyll quando parla nei comizi, nei convegni o quando viene a parlare alla Commissioni congiunte di Camera e Senato e dice che bisogna dare incentivi e sussidi all'agricoltura, per far sì che la nostra agricoltura evolva: sicuramente tutto questo è bello e positivo. Poi però il ministro Bellanova si trasforma in mister Hyde quando arriva all'interno del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e fa presentare al suo dirigente politico, il senatore Eugenio Comincini, un emendamento che toglie gli incentivi sul gasolio agricolo e quando, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, inizia a parlare della sugar tax , che metterà in ginocchio tutto il settore agricolo (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) o della plastic tax , che per il settore dell'agricoltura, con tutti i contenitori per la conservazione dei generi alimentari, sarà sicuramente una mazzata tremenda. Secondo me il Governo dovrebbe fare le cose in maniera sensata e soprattutto dovrebbe riordinare le idee, perché prima di pensare a mettere tasse assurde per risolvere il problema ambientale, occorre mettere in atto tutte quelle tecnologie che sono presenti, dal punto di vista tecnologico, nel nostro Paese. Serve solo finanziarle e non serve bloccare l'attività degli agricoltori, con l'ipotesi di togliere l'incentivo sul gasolio agricolo, perché in un momento in cui la nostra agricoltura è fortemente in difficoltà, anche solo pensando ad iniziative come queste sicuramente si affossa il made in Italy e un settore che costituisce uno dei pilastri dell'economia del Paese. Quindi invito il Governo a riordinare le idee, perché le esperienze positive ci sono e anche solo copiando tali esperienze positive potrete fare qualcosa di vincente per il Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Papatheu.