[pronunce]

Nel merito, la Regione Siciliana ha dedotto la non fondatezza della questione relativa all'art. 25, comma 2, sottolineando che, in via generale, il CEFPAS, fin dalla sua istituzione e successivamente con tutte le ulteriori fonti normative di riferimento, è stato sempre configurato e disciplinato quale ente del SSR, e la relativa attività, sin dal primo piano di rientro regionale del 2007, è sempre stata correlata al raggiungimento dei LEA ed agli obiettivi dei piani di rientro successivamente intervenuti, sicché la disposizione impugnata non ha carattere innovativo ma è una sorta di norma di interpretazione autentica, ricognitiva di una situazione preesistente e condivisa anche dal Governo. In particolare, la Regione ha osservato che, sul piano normativo, oltre alla legge istitutiva del Centro, la stretta correlazione tra lo stesso e il SSR è confermata: dalla legge della Regione Siciliana 18 gennaio 1997, n. 1 (Istituzione del Servizio ispettivo regionale di sanità. Integrazione della Consulta regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze. Proroga borse di studio dell'Osservatorio epidemiologico. Istituzione dell'Ufficio del Registro di patologia territoriale - Siracusa), che istituisce il «Servizio ispettivo regionale di sanità» , prevedendo che il medesimo operi allo stesso modo sia nei confronti delle aziende sanitarie che del CEFPAS; dalla legge della Regione Siciliana 26 marzo 2002, n. 2 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002), la quale, nell'estendere la vigilanza regionale sui bilanci preventivi e consuntivi alle aziende del SSR, all'art. 20, comma 8, prevede la stessa anche per il Centro; dalla legge della Regione Siciliana 22 dicembre 2005, n. 19 (Misure finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2005. Disposizioni varie), che ha confermato la centralità della formazione e dell'aggiornamento del personale sanitario, il cui sostegno finanziario è determinato in percentuale fissa rispetto al monte salari del personale del SSR; dalla legge della Regione Siciliana 8 febbraio 2007, n. 2 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007), che, in base alla legislazione nazionale sui piani di rientro regionale introdotta dall'art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato&#160;(legge finanziaria 2005)», pone comunque il finanziamento del CEFPAS a carico del fondo sanitario regionale. La difesa regionale osserva ulteriormente che il Centro, nello svolgimento delle attività di formazione ad esso demandate, contribuisce al perseguimento dei LEA e, in particolare, in forza dell'art. 2 del d.P.C.m. 12 gennaio 2017 (Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502), esplica attività di prevenzione collettiva e sanità pubblica (ad esempio, sorvegliando, prevenendo e controllando le malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali) e, in virtù degli artt. 3 e 4 del medesimo decreto, concorre all'espletamento in ambito distrettuale dell'attività sanitaria di base (ad esempio, contribuendo allo sviluppo e alla diffusione della cultura sanitaria e alla sensibilizzazione sulle tematiche attinenti l'adozione di comportamenti e stili di vita positivi per la salute). Sotto un distinto profilo, la Regione Siciliana ha osservato che sin dall'accordo attuativo del piano di rientro sanitario del 31 luglio 2007 sono state assegnate al CEFPAS specifiche funzioni e che anche la legislazione successiva al 2007 (cosiddetta di seconda generazione) ha confermato la natura del Centro quale ente del SSR. In particolare, ha richiamato: l'art. 1, comma 10, della legge della Regione Siciliana 29 dicembre 2008, n. 25 (Interventi finanziari urgenti per l'occupazione e lo sviluppo), che, nel prevedere il divieto di nuove assunzioni per le amministrazioni regionali, ha escluso dallo stesso, oltre che le aziende unità sanitarie locali e le aziende ospedaliere, il CEFPAS, quale ente del settore; l'art. 23 della legge della Regione Siciliana 15 maggio 2013, n. 9 (Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale), il quale ha disposto la riduzione dell'indennità di dirigenza nel settore sanitario, riferendosi espressamente tanto alle aziende sanitarie provinciali quanto al CEFPAS. Soprattutto, la difesa regionale ha sottolineato, che l'art. 6, comma 1, lettera g), della legge reg. Siciliana n. 5 del 2009, successiva alla sottoscrizione del piano di rientro del 2007, destina le risorse annualmente disponibili per il finanziamento del SSR al «fabbisogno del Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del Servizio sanitario». Di qui la stessa difesa ha ribadito, richiamando in dettaglio le relative previsioni, che tutti i successivi programmi operativi dei piani di rientro regionale fanno espresso riferimento al CEFPAS ed alle relative funzioni, strumentali al raggiungimento dei LEA. Per altro verso, ha sottolineato che la circostanza che il CEFPAS non rientri nell'ambito degli enti indicati dall'art. 19 del d.lgs. n. 118 del 2011 non incide sulla possibilità di considerarlo quale ente del settore sanitario, poiché la relativa elencazione non ha carattere tassativo, come dimostrato dalla mancata inclusione tra gli stessi di enti del settore sanitario, come l'Istituto superiore di sanità e l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), che svolgono anche fondamentali compiti di supporto in favore del Ministero della salute, sia di enti regionali soggetti, al pari del CEFPAS, ai poteri di nomina ed indirizzo e vigilanza delle regioni (sono richiamati, in particolare: per l'Abruzzo, l'Agenzia sanitaria regionale; per la Liguria, l'Agenzia regionale sanitaria, poi trasformata in Agenzia ligure sanitaria-ALISA; per la Campania, l'Agenzia regionale sanitaria-ARSAN, le cui funzioni, dopo la soppressione, sono state in parte attribuite alla So. Re. Sa. spa (Società regionale per la sanità); per la Toscana, l'Agenzia regionale di sanità; per l'Emilia-Romagna, l'Agenzia sanitaria e sociale regionale; per il Veneto, con l'Azienda per il governo della sanità, detta "Azienda Zero"). D'altra parte, ha aggiunto la difesa regionale, che alcun aggravio alla spesa sanitaria complessiva può derivare dal CEFPAS, che è nella Regione Siciliana assoggettato alla gestione sanitaria accentrata di cui all'art. 22, comma 1, del d.lgs. n. 118 del 2011, ossia il centro organizzativo nevralgico dei rapporti patrimoniali e finanziari tra Stato, regione, aziende sanitarie e altri enti pubblici del settore sanitario.1.- Con il ricorso indicato in epigrafe (reg. ric. n. 13 del 2024) ,