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Dico questo perché Gentiloni Silveri e Alfano parlavano di stabilizzare e di creare, per esempio, una Tripoli stabile politicamente mentre contemporaneamente Stoltenberg ci parlava di una Tripoli in cui c'erano 87 fazioni in combattimento, cioè una dietro ogni angolo. Quindi, credo che nel corso della scorsa legislatura sia stato troppo piccolo lo sforzo di essere veramente realisti su un tema che è diventato davvero drammatico. A questo proposito mi riallaccio alle parole del presidente Casini: il pericolo non è che questi temi possano degenerare in una prossima campagna elettorale. Questi temi hanno segnato la campagna elettorale passata, quella che voi avete perso. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quindi cerchiamo di avere anche una giusta dose di realismo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,03) ( Segue LUCIDI). Il nostro ministro Moavero Milanesi ha detto che alcuni di quei Trattati, che sono sostanzialmente congelati, vanno riaperti per un giusto dialogo con un Paese che è vicino a noi, che è sostanzialmente confinante perché è il primo Paese che troviamo al di sotto del nostro mare. Ma c'è un altro punto importante che ci spinge a votare a favore di questo provvedimento. Nel corso della discussione e anche nei contenuti della relazione, sono emerse delle criticità. Proprio ad avvalorare il fatto che non c'è continuità con il passato, lo stesso Governo, nella persona del sottosegretario Molteni, che ringrazio per il suo lavoro, ha prontamente chiarito nelle sedute di Commissione, tutti quei punti che erano stati segnalati come criticità. Allora, io ho una brevissima esperienza parlamentare. Ho svolto già un mandato e sono orgogliosamente al mio secondo mandato e a me non era mai capitato di vedere un rappresentante del Governo che a domanda rispondesse. Il Governo del cambiamento l'ha fatto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Questo è un ulteriore segnale di discontinuità con il passato ed è sicuramente una nota nuova, una nota unica. ( Commenti della senatrice Bellanova) . Allora, cara senatrice Bellanova, da dove viene il problema della Libia? PRESIDENTE. Senatore Lucidi, io sono qua. Si rivolga a me. LUCIDI (M5S) . Uno dei problemi di quelle aree è che sono state per molti anni governate da entità anche dittatoriali. Addirittura molti anni fa c'era il faraone. Fortunatamente il faraone ora non c'è più. Ce n'è qualcuno ancora in giro e purtroppo ce lo teniamo. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Ma cosa stai dicendo? Rivolgiti alla Presidenza! BELLANOVA (PD) . Ma cosa dici? PRESIDENTE. Senatrice Bellanova, lasci intervenire il senatore Lucidi. LUCIDI (M5S) . Credo sia giusto che si divertano perché hanno pagato per stare qua. (Applausi dal Gruppo M5S. Proteste dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatore Lucidi, siamo in fase di dichiarazione di voto finale. Non facciamo polemiche. LUCIDI (M5S) . Ha ragione, Presidente, mi scuso, però è la verità. MALPEZZI (PD) . Sei un gran maleducato. Ricordatelo! Presidente, non può rivolgersi ad altri! LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, tra qualche istante noi proveremo la soddisfazione e assaporeremo il gusto di approvare un decreto-legge senza la fiducia, a testimonianza del fatto che si può fare e che si poteva fare anche prima. (Applausi dal Gruppo M5S) . MALPEZZI (PD) . Non dirlo troppo presto! LUCIDI (M5S) . Prima di questo momento, però, dichiaro il voto favorevole del Gruppo del MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni. Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE . Senatrice Malpezzi, lei però non ha il diritto di replica su ogni intervento che viene fatto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84, recante disposizioni urgenti per la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dal Gruppo M5S) . Discussione del disegno di legge: DDL 675 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2018, n. 73, recante misure urgenti e indifferibili per assicurare il regolare e ordinato svolgimento dei procedimenti e dei processi penali nel periodo necessario a consentire interventi di edilizia giudiziaria per il Tribunale di Bari e la Procura della Repubblica presso il medesimo tribunale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 675, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Pillon, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PILLON, relatore . Signor Presidente, il Senato oggi è chiamato ad esaminare il disegno di legge - già approvato dall'altro ramo del Parlamento - di conversione in legge del decreto-legge 22 giugno 2018, n. 73, recante disposizioni straordinarie e urgenti volte a garantire il corretto esercizio della giurisdizione del tribunale penale e della procura della Repubblica di Bari, a seguito della dichiarata inagibilità da parte del comune di Bari degli immobili adibiti a tali uffici giudiziari. Il testo all'esame non è stato oggetto di modifica da parte della Commissione giustizia. Nessuno degli emendamenti presentati, infatti, è stato approvato. Nel corso della discussione non sono mancati rilievi critici sul provvedimento, il cui contenuto tenterò di riassumere nella illustrazione che mi appresto a svolgere. Nel merito il decreto-legge in conversione consta di tre articoli. L'articolo 1, comma 1, stabilisce fino al 30 settembre 2018, la sospensione dei processi penali pendenti, in qualunque fase e grado, davanti al tribunale di Bari e del corso della prescrizione. Per i procedimenti penali pendenti (il provvedimento non chiarisce espressamente a quale data tali procedimenti debbano risultare pendenti, ma per questa ragione sarà presentato un ordine del giorno ad hoc che mi riservo di illustrare meglio nel prosieguo) il decreto-legge sospende i termini di durata delle indagini preliminari; i termini previsti dal codice processuale penale, a pena di inammissibilità e di decadenza; i termini per la presentazione di reclami e impugnazioni. Si tratta di sospensioni che, a differenza di quanto denunciato da alcuni colleghi dell'opposizione, non minano affatto il diritto alla difesa; anzi, per larga parte ne sono a garanzia. Parliamo peraltro di una sospensione che non opera per tutti i procedimenti.