[ddlpres]

Disposizioni in materia di elezione indiretta del presidente della provincia, dei consiglieri provinciali e dei sindaci metropolitani. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge contiene una serie di norme immediatamente precettive che intervengono sulla disciplina attualmente vigente (segnatamente, sulla legge concernente la disciplina delle province e degli enti di area vasta), allo scopo di armonizzarla e aggiornarla, tenendo conto anche dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale. Vengono altresì disposte le abrogazioni delle disposizioni incompatibili con le innovazioni normative, nonché alcune norme transitorie finalizzate a regolamentare il momento di passaggio tra la vecchia e la nuova disciplina. Il disegno di legge, dunque, interviene sulla disciplina dell'articolo unico della legge 7 aprile 2014, n. 56, adeguandone alcuni profili, con disposizioni immediatamente efficaci, alla luce degli esiti del referendum costituzionale del 2016, nonché in relazione alla prassi applicativa, che ha fatto emergere l'esigenza di un adeguamento dell'assetto ordinamentale. L'articolo 1 modifica varie disposizioni della citata legge, concernenti: la durata del mandato del presidente della provincia e del consiglio provinciale, per ciascuno dei quali è prevista una durata di cinque anni (ad oggi la durata del presidente è di quattro anni e quella del consiglio è di due anni), adeguandone anche il sistema di elezione, con la previsione che ciascuna candidatura alla carica di presidente debba essere collegata ad una sola lista di candidati alla carica di consigliere; l'introduzione del sistema di doppia preferenza di genere nell'elezione dei consigli metropolitani e provinciali; il voto dei sindaci nell'assemblea dei sindaci nelle province, che può essere espresso anche per delega o a distanza attraverso appositi strumenti telematici; i poteri e le funzioni degli organi, con particolare riferimento alle competenze del consiglio metropolitano e provinciale ai fini dell'approvazione del bilancio; la riscrittura delle funzioni fondamentali delle province nonché l'istituzione della giunta metropolitana e la reintroduzione della giunta provinciale. L'articolo 2 contiene una serie di disposizioni transitorie e finali volte a consentire e agevolare l'attuazione del nuovo quadro normativo introdotto.. 1 (Modifiche alla legge 7 aprile 2014, n. 56) 1 All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 . Sono organi della città metropolitana: a) il sindaco metropolitano; b) la giunta metropolitana; c) il consiglio metropolitano; d) la conferenza metropolitana. »; b al comma 8, il terzo, il quarto e il quinto periodo sono sostituiti dai seguenti: « Su proposta del sindaco metropolitano, il consiglio approva i bilanci dell'ente. La conferenza metropolitana ha poteri deliberativi, propositivi e consultivi, secondo quanto disposto dallo statuto, nonché i poteri di cui al comma 9. Il voto dei sindaci nella conferenza metropolitana può essere espresso anche per delega o a distanza attraverso appositi strumenti telematici. Ai fini delle deliberazioni della conferenza metropolitana, la mancata espressione del voto del sindaco equivale a voto favorevole »; c dopo il comma 8 sono inseriti i seguenti: « 8-bis . La giunta metropolitana è composta dal sindaco metropolitano, che le presiede, e da assessori nominati dal sindaco metropolitano nel numero, stabilito dallo statuto, non superiore a quattro per le città metropolitane con popolazione superiore ad un milione di abitanti e non superiore a tre per le città metropolitane con popolazione inferiore ad un milione di abitanti. Gli assessori sono nominati, nel rispetto del principio di pari opportunità tra uomo e donna, garantendo la presenza di entrambi i sessi. Il sindaco metropolitano nomina, tra i componenti della giunta, un vicesindaco, stabilendo le eventuali funzioni a lui delegate. Il vicesindaco esercita le funzioni del sindaco metropolitano in ogni caso in cui questi ne sia impedito. Qualora il sindaco metropolitano cessi dalla carica per cessazione dalla titolarità dell'incarico di sindaco del proprio comune, il vicesindaco rimane in carica fino all'insediamento del nuovo sindaco metropolitano. 8-ter. Il consigliere metropolitano che assuma la carica di assessore della giunta metropolitana cessa dalla carica di consigliere metropolitano all'atto della relativa nomina e al suo posto subentra il primo tra i consiglieri non eletti. 8-quater . La giunta metropolitana collabora con il sindaco metropolitano nel governo dell'ente, opera attraverso deliberazioni collegiali e compie tutti gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio metropolitano o alla conferenza metropolitana »; d il comma 35 è sostituito dal seguente: « 35 . Ciascun elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, il cui valore è ponderato ai sensi del comma 34, scrivendo il cognome, o in caso di omonimia, nome e cognome, di uno o due candidati compresi nella lista votata. Qualora siano espresse due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza »; e il comma 41 è abrogato; f al comma 50, le parole: « in materia di comuni » sono sostituite dalle seguenti: « in materia di province »; g il comma 51 è sostituito dal seguente: « 51 . Le province sono disciplinate dalla presente legge, dall'articolo 4 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e dalle disposizioni del testo unico, in quanto compatibili. Nelle ipotesi di cui all'articolo 141, comma 1, lettere a) e c), del testo unico, si procede allo scioglimento del consiglio provinciale con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno. In tale ipotesi decadono gli altri organi della provincia »; h il comma 54 è sostituito dal seguente: « 54. Sono organi delle province: a) il presidente della provincia; b) la giunta provinciale; c) il consiglio provinciale; d) l'assemblea dei sindaci »; i dopo il comma 54 sono inseriti i seguenti: « 54-bis. La giunta provinciale è composta dal presidente della provincia, che la presiede e da assessori, tra i quali il vicepresidente, nominati dal presidente nel numero, stabilito dallo statuto, non superiore a tre per le province con popolazione superiore ad un milione di abitanti e non superiore a due per le province con popolazione inferiore ad un milione di abitanti. Gli assessori sono nominati nel rispetto del principio di pari opportunità tra uomo e donna. In caso di revoca, dimissioni, impedimento o decadenza di un assessore, il presidente della provincia può nominare in sua sostituzione un altro assessore. 54-ter. Il consigliere provinciale che assuma la carica di assessore della giunta provinciale cessa dalla carica di consigliere provinciale all'atto della relativa nomina e al suo posto subentra il primo tra i consiglieri non eletti. 54-quater . La giunta provinciale collabora con il presidente della provincia nel governo dell'ente, opera attraverso deliberazioni collegiali e compie tutti gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio provinciale o all'assemblea dei sindaci »; l al comma 55: 1 al primo periodo, le parole: