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Disposizioni per il rilancio economico, occupazionale, sociale, ambientale, infrastrutturale e culturale dell'area di Piombino e riduzione del prezzo dei costi dell'energia per gli utenti domestici e imprese del territorio. Onorevoli Senatori. – La città di Piombino ha vissuto negli anni una profonda trasformazione a seguito della crisi industriale che ha colpito il settore siderurgico. Storicamente tale settore, che era il secondo polo d'Italia, è infatti il più importante e rappresentativo dell'economica dell'area in termini di fatturato, lavoratori diretti e indiretti. In tale contesto, la crisi della principale azienda del settore, la Lucchini spa, ha quindi compromesso l'equilibrio dell'intero sistema economico e sociale dell'area, tanto che il sistema locale del lavoro di Piombino (comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto) è riconosciuto dal 2013 « area di crisi industriale complessa ». Negli ultimi anni, per affrontare la crisi, sono stati sottoscritti impegni ed accordi di programma tra le istituzioni interessate. In particolare tali accordi, che prevedono stanziamenti nazionali, regionali e di fondi europei, interessano le infrastrutture portuali e le bonifiche, oltre ai richiamati interventi per la riconversione e riqualificazione del polo. Nonostante il lavoro compiuto dalle istituzioni locali e regionali, rimangono però ancora da portare a compimento, da parte del Governo, molti degli impegni siglati negli accordi. Infatti sulla città pesa ancora una grande incertezza legata alla crisi dello storico impianto siderurgico e ai timori per il futuro. L'impennata della crisi energetica provocata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha comportato l'adozione di scelte strategiche a livello nazionale che consentano di arrivare il più rapidamente possibile ad una diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas naturale attualmente in uso, anche a fronte delle criticità derivanti dal dato per cui il 36 per cento di energia totale del nostro Paese deriva dal gas importato, di cui il 40 per cento proviene da un unico fornitore, ovvero la Federazione Russa. L'Italia e l'Europa intera sono, infatti, impegnate nella ricerca di fonti di approvvigionamento energetico che consentano loro di rendersi indipendenti dalle forniture di gas russo, sempre meno affidabili nell'attuale scenario geopolitico, con la finalità di garantirsi non solo la sicurezza dell'approvvigionamento ma anche la sostenibilità dei relativi costi. Preso atto che accanto a misure emergenziali per affrontare la crisi contingente occorre, strategicamente, continuare a puntare sul phase out dalle fonti fossili attraverso un'accelerazione ancora più decisa dello sviluppo delle fonti rinnovabili che sia in grado di ridurre la domanda complessiva di gas, nell'immediato, con le misure contenute nel decreto-legge n. 50 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 91 del 2022, il Governo ha deciso di aumentare l'azione dei rigassificatori esistenti che riconvertirebbero il gas liquefatto in gas e di installarne di nuovi, scegliendo, tra gli altri, il porto di Piombino quale sede per un rigassificatore. Il progetto relativo alla collocazione del rigassificatore ha fatto emergere nella comunità locale comprensibili interrogativi sulla sua compatibilità con lo sviluppo territoriale dell'area portuale e della città di Piombino mentre non sarebbero a oggi definite nel dettaglio le opere compensative previste dal citato decreto-legge n. 50 del 2022 a partire dalle bonifiche e dalla ripresa del settore siderurgico in crisi sul quale si attende da anni una strategia efficace di rilancio. Perplessità hanno inoltre riguardato, la pubblica sicurezza, la tutela dell'ecosistema marino, la tenuta complessiva del tessuto produttivo e sociale, le eventuali ripercussioni negative su settori vitali per l'economia di un territorio a forte vocazione turistica, tra cui la piena funzionalità del porto di Piombino (che conta circa 3 milioni di passeggeri all'anno per l'isola d'Elba). È quindi necessario che la presenza di tale impianto venga accompagnata da una serie strutturata di misure di compensazione, concretamente efficaci e realmente concertate con gli enti locali e la comunità territoriali, includendo tra questi anche i vicini comuni di Follonica e Scarlino. Questo è l'obiettivo prioritario del presente disegno di legge che si compone di sei articoli. L'articolo 1 prevede nello specifico lo stanziamento di 800 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di misure mitigatrici e compensative che dovranno essere formalizzate da appositi accordi di programma da stipulare tra i Ministeri competenti, la regione Toscana, le province di Livorno e Grosseto, l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale ed i comuni compresi nell'area di crisi industriale complessa di Piombino oltre ai comuni di Follonica e Scarlino. L'articolo 2 disciplina le finalità di tali accordi di programma che dovranno riguardare: a) lo sviluppo dell'infrastruttura portuale, secondo modalità che tengano conto della presenza dell'unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione; b) la messa in sicurezza della falda nel sito di interesse nazionale (SIN) di Piombino nonché ulteriori opere di bonifica dei siti inquinati presenti nelle ex aree industriali del territorio, anche mediante la rimozione dei cumuli attualmente esistenti; c) lo sviluppo di impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia, anche da realizzare su aree demaniali, ove disponibili; d) nuove infrastrutture stradali o completamento di infrastrutture già esistenti o in corso di realizzazione, in particolare per il collegamento del porto di Piombino alla strada statale 398; e) la valorizzazione e la gestione delle aree archeologiche, dei parchi e del sistema dei beni culturali siti nel territorio della Val di Cornia; f) la realizzazione di un gasdotto per la metanizzazione dell'Isola d'Elba, al fine di garantire la sicurezza energetica dell'isola, mitigare i costi energetici ed apportare benefici in termini di diversificazione delle fonti energetiche e di riduzione degli effetti negativi da emissioni di CO 2 e altre emissioni inquinanti. Viene, poi, specificato che l'attuazione delle opere e delle infrastrutture relative agli accordi di programma è affidata al Commissario straordinario per la realizzazione del rigassificatore secondo le modalità attuative semplificate e velocizzate stabilite dall'articolo 5, comma 5, del citato decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50. È inoltre previsto che gli accordi di programma debbano tenere conto degli accordi di programma già definiti e stipulati ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, (relativi al rilancio dell'area industriale di Piombino). Tale norma ha la finalità di aggiornare i contenuti di tali accordi con la realizzazione del rigassificatore da realizzare nell'area di Piombino e con le misure mitigatrici e compensative territoriali previste. L'articolo 3, al fine di promuovere la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali, istituisce la Zona logistica semplificata (ZLS) della Toscana e la zona franca doganale nell'area di crisi industriale complessa di Piombino.