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la signora Silvia Gioffrè da Scafa (Pescara) e numerose altre cittadine chiedono modifiche all'articolo 32 dell'Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta ai sensi dell'articolo 8 del Decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni ed integrazioni, in materia di rapporto ottimale tra numero di pazienti e medici (Petizione n. 803, assegnata alla 12 a Commissione permanente); i signori Maria Pia Spalla e Alessandro Manfridi da Bari e numerosi altri cittadini chiedono che sia consentita la ripresa immediata del "percorso di accoglienza per risanamento e cura" per i minori bielorussi, interrotto a causa dell'emergenza sanitaria legata al virus COVID-19 (Petizione n. 804, assegnata alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza); il signor Massimo Cordeschi da Santa Marinella (Roma) chiede modifiche all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché altre disposizioni in materia di accesso anticipato al trattamento pensionistico (Petizione n. 805, assegnata alla 11 a Commissione permanente); il signor Stefano Salvatore Casabianca da Catania chiede l'installazione obbligatoria di cabine e tunnel di sanificazione presso le strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale (Petizione n. 806, assegnata alla 12 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme Il senatore Coltorti ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00131 del senatore Puglia ed altri. Mozioni, nuovo testo La mozione 1-00160, della senatrice Mantovani ed altri, pubblicata il 1° agosto 2019, deve intendersi riformulata come segue: MANTOVANI, DE LUCIA, RAMPI, DE PETRIS, SAPONARA, SBROLLINI, CANGINI, GRANATO, LICHERI, MALPEZZI, ROMEO, D'ANGELO, QUARTO, MAUTONE, EVANGELISTA, FEDE, MARINELLO, ROMAGNOLI, RUSSO, DI GIROLAMO, PISANI Giuseppe, PIRRO, CASTELLONE, PAVANELLI, CROATTI, CORBETTA, L'ABBATE, PELLEGRINI, RICCIARDI, DI PIAZZA, PRESUTTO, ANASTASI, CASTIELLO, MONTEVECCHI, BINETTI, SANTILLO, FERRARA, LANZI, SANTANGELO, PERILLI, VACCARO, AIROLA, GARRUTI, ANGRISANI, DI MICCO, MININNO, DESSI', QUAGLIARIELLO, ALESSANDRINI, GUIDOLIN, DELL'OLIO, RIVOLTA, FERRERO, GAUDIANO, NATURALE, PITTONI, PELLEGRINI Emanuele, TURCO, COLTORTI, TAVERNA, LOMUTI, PESCO, TONINELLI, CIOFFI, ORTIS, ROMANO, MAIORINO, TRENTACOSTE, LOREFICE, FENU Il Senato, premesso che: in Italia si registra un grave ritardo nel campo della formazione matematica, tecnico-scientifica e digitale, che ostacola la crescita economica e lo sviluppo sociale del Paese; nel mese di giugno 2019 è stato pubblicato il rapporto "Digital economy and society index" (DESI - Indice dell'economia e della società digitali) 2019, un indice sviluppato dalla Commissione europea che ogni anno misura il grado di diffusione e il progresso verso un'economia e una società digitali dei Paesi dell'Unione europea. L'indice si basa su una serie di indicatori considerati rilevanti per valutare l'attuale policy europea e nazionale in materia di digitalizzazione, quali connettività, capitale umano, utilizzo di internet , integrazione della tecnologia digitale nei sistemi produttivi e servizi pubblici digitali; nella classifica dei Paesi redatta sulla base del rapporto, l'Italia risulta al 24° posto su 28 Stati membri. Tale deludente risultato risulta, purtroppo, il migliore finora conseguito dal 2013 ad oggi; in particolare, nell'indicatore "capitale umano", ossia chi ha competenze nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), l'Italia si posiziona al 26° posto su 28, con un punteggio pari a 32,6 e quindi ben al di sotto della media europea (la cui soglia è fissata al 48,0); l'indicatore è composto da due fattori che mostrano diversi punti di vista e insiemi disgiunti di destinatari: il primo analizza le abilità tipiche dell'utente di internet , mentre il secondo studia le abilità avanzate e da sviluppatore. La prima componente è calcolata secondo il numero e la complessità delle operazioni che coinvolgono l'uso quotidiano degli strumenti digitali e internet nel lavoro e nella vita di tutti i giorni; la seconda componente si riferisce ai dati sull'impiego dei diplomati e laureati TIC; secondo il rapporto, il livello delle competenze digitali degli italiani, sia quelle di base, sia avanzate, è al di sotto della media UE. Solo il 44 per cento degli individui tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, contro il 57 per cento nella UE. La percentuale degli specialisti TIC sull'occupazione totale ha una minore incidenza in Italia rispetto all'Unione europea (2,6 per cento in Italia rispetto al 3,7 per cento). Per quanto riguarda le persone in possesso di una laurea in TIC, l'Italia si posiziona ben al di sotto della media UE con solo l'1 per cento sul totale dei laureati contro il 3,5 per cento nella UE. Tra le donne che lavorano, solo l'1 per cento in Italia è specializzato in TIC; sulla base dell'analisi e dei rilievi avanzati dalla Commissione europea, il piano nazionale per la scuola digitale, avviato nel 2015, al termine di 4 anni ha prodotto risultati piuttosto modesti. Ad esempio, solo il 20 per cento degli insegnanti ha effettuato corsi formativi in materia di alfabetizzazione digitale e nel 24 per cento delle scuole mancano ancora di corsi di programmazione; considerato che: anche lo "Skills outlook scoreboard" dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) 2019 ha segnalato i gravi ritardi che condizionano il nostro Paese. In particolare tale studio valuta in che misura i Paesi siano in grado di sfruttare la digitalizzazione sulla base di 3 principali parametri: competenze per la digitalizzazione, esposizione digitale e politiche relative alle competenze; esso mostra che la popolazione italiana non possiede le competenze di base necessarie per prosperare in un mondo digitale, sia in società sia sul posto di lavoro. Solo il 36 per cento degli individui in Italia, il livello più basso tra i Paesi OCSE, è in grado di utilizzare internet in maniera complessa e diversificata; in particolare, solo il 30 per cento degli adulti ha ricevuto formazione negli ultimi 12 mesi, contro una media OCSE del 42 per cento. Solo il 21 per cento degli individui in età compresa tra i 16 e i 65 anni possiede un buon livello di alfabetizzazione e capacità di calcolo (cioè ottengono almeno un punteggio di livello tre nei test di comprensione di un testo scritto, risoluzione di un problema di tipo matematico, esecuzione di un compito mediante l'utilizzo di tecnologie digitali). Si tratta del terzo peggior risultato tra i Paesi esaminati;