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2 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto del ruolo e dell'autonomia della contrattazione tra le parti sociali e al fine di favorire la sottoscrizione di un avviso comune tra le suddette, istituisce un tavolo di confronto con le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali dei lavoratori volto a definire un percorso per la riconduzione dell'attuale sistema di contratti collettivi nazionali di lavoro in quattro grandi aree contrattuali così determinate: artigianato e commercio, industria, pubblico impiego, servizi. 3 Sulla base delle risultanze dei lavori del tavolo di confronto di cui al comma 2, il Governo, sentite le parti sociali e le Commissioni parlamentari competenti, assume le iniziative opportune per promuovere nelle sedi istituzionali dell'Unione europea la definizione di livelli minimi in materia di retribuzione e di orario di lavoro nonché di diritti dei lavoratori, in vista della definizione di un contratto europeo di lavoro articolato nelle quattro grandi aree contrattuali di cui al citato comma 2. 4 I commi da 37 a 68 dell'articolo 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono abrogati. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni da essi modificate riacquistano efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n. 92 del 2012. 11 (Istituzione dei comitati di sorveglianza aziendali, per favorire la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese) 1 In attuazione dell'articolo 46 della Costituzione, il presente articolo disciplina i modi e i limiti del diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle medie e grandi imprese, al fine di favorire relazioni stabili e concorrere all'aumento della produttività, all'investimento in ricerca, allo sviluppo tecnologico e alla innovazione di prodotto e di processo. 2 Nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali o, in mancanza, da quelli aziendali, circa le procedure di informazione e di consultazione dei lavoratori attraverso le loro rappresentanze sindacali, e ferma restando la normativa vigente in materia di comitati aziendali europei, nelle imprese di cui al comma 1 sono istituiti i comitati di sorveglianza aziendali con la partecipazione di rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori. 3 I comitati di sorveglianza aziendali di cui al comma 1 hanno funzione di proposta, indirizzo e controllo: a sulla situazione economico-produttiva dell'impresa; b sui programmi di sviluppo e sulla prevedibile evoluzione dei flussi occupazionali; c sui cambiamenti dell'organizzazione del lavoro nonché del funzionamento delle unità e dei reparti produttivi; d sulla verifica dei risultati delle decisioni adottate nell'ambito di piani industriali e processi di riposizionamento produttivo condivisi; e sulla cessazione o sul trasferimento di aziende, sulle fusioni e sui nuovi insediamenti produttivi, con le relative conseguenze sull'occupazione; f sulle materie di bilancio. 13 (Delega al Governo per la separazione contabile dei trattamenti di previdenza e delle erogazioni di natura assistenziale) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per disciplinare la separazione contabile dei trattamenti di previdenza e delle erogazioni di natura assistenziale a carico dell'INPS, nel quadro della riorganizzazione e della ridefinizione della struttura di direzione del medesimo Istituto, nel rispetto del principio e criterio direttivo di distinguere le erogazioni riconducibili a funzioni di natura assistenziale, da porre a carico della fiscalità generale, da quelle di natura previdenziale, finanziate dai contributi versati dai datori di lavoro e dai lavoratori. 2 Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Successivamente, lo schema di decreto legislativo è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si esprimono entro quaranta giorni dall’assegnazione; decorso tale termine il decreto legislativo può comunque essere adottato.