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per effetto del "decreto dignità" (decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018), che punterebbe a limitare l'utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato, i rinnovi contrattuali di 134 lavoratori di Anpal servizi con contratti a termine, in scadenza entro settembre 2020, sono bloccati, a cui si aggiungono i 520 con contratti di collaborazione, che saranno portati a scadenza, senza la previsione di un piano di stabilizzazione; nei 12 mesi dall'insediamento del Governo, la comunità professionale di Anpal servizi e il coordinamento dei precari hanno animato un'articolata mobilitazione, con scioperi e presidi sotto il Ministero e le sedi aziendali, senza però riuscire ad ottenere risultati concreti; le sigle sindacali Fisac e Nidil Cgil, First e Felsa Cisl, Uilca Uil e Uiltemp hanno denunciato "una totale assenza di relazioni industriali in azienda, un contratto scaduto da più di 10 anni, un accordo sul welfare siglato tra le OOSS e l'azienda che giace nei cassetti senza nessuna attuazione, l'assenza di un piano industriale di medio lungo periodo con degli obiettivi chiari e condivisi, la totale mancanza di strategie aziendali rispetto alla nuova programmazione comunitaria"; le stesse sigle sindacali hanno inoltre evidenziato che "sono mesi che inviamo richieste di incontro al Ministero del Lavoro per individuare soluzioni condivise per tutte le problematiche aperte e soprattutto per il personale precario con contratto a tempo determinato e con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. L'esito dei pochi incontri è stato assolutamente insoddisfacente: mai è stata avviata una discussione nel merito dei problemi, mai è stato intrapreso un negoziato, ma si è solo procrastinata sine die l'individuazione di possibili soluzioni"; tenuto conto che gli interroganti il 19 marzo hanno presentato un'interrogazione (3-00704), con la quale si chiedeva al Ministro del lavoro e delle politiche sociali quali iniziative urgenti intendesse adottare per stabilizzare il personale precario di Anpal servizi, senza però ricevere, al momento, alcuna risposta, si chiede di sapere: se, a fronte dell'ingresso in Anpal servizi SpA di 3.000 navigator , le cui selezioni sono previste per la prossima settimana, il Ministero del lavoro possa permettere la progressiva fuoriuscita e dismissione di quasi 700 lavoratori competenti, e se tale fuoriuscita non avvii di fatto un processo di depauperamento delle competenze professionali presenti in Anpal servizi e quindi nella rete nazionale per le politiche attive del lavoro, tra l'altro lasciando senza occupazione lavoratori che hanno supportato le azioni di sistema per l'attuazione delle politiche attive nazionali e regionali; se il Ministro in indirizzo intenda convocare urgentemente un tavolo di crisi presso il Ministero per la definizione di un piano industriale, coerente con il ruolo e la mission di Anpal servizi, al fine di affrontare e risolvere il problema delle scadenze contrattuali e della stabilizzazione dei precari. Atto n. 3-00914 BOLDRINI PITTELLA D'ARIENZO PATRIARCA STEFANO BELLANOVA CIRINNA' BITI CUCCA ASTORRE LAUS ROJC MAGORNO VALENTE SBROLLINI FERRAZZI MESSINA Assuntela IORI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: da recenti notizie di stampa si apprende che l'Istituto statale per sordi di Roma, la prima scuola pubblica per persone sorde in Italia (aperto nel 1786), versa in una situazione di grande difficoltà per ragioni di carattere burocratico e finanziario; l'istituto è un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale ed è l'ultimo ancora attivo nel nostro Paese dopo la chiusura di quelli di Milano e di Palermo; si tratta di un centro specializzato di grande professionalità e prestigio in cui si insegna la Lis, la lingua italiana dei segni, e che ha una delle biblioteche più fornite d'Europa; da anni è in una specie di limbo, in attesa di una soluzione che non arriva: l'istituto, infatti, attende da 20 anni l'emanazione del "regolamento di riordino" previsto dalla "legge Bassanini" (legge n. 127 del 1997) che lo trasformerebbe in ente nazionale di supporto all'integrazione delle persone sorde, dotato di personalità giuridica e di autonomia amministrativa, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con la possibilità di una sua articolazione in centri regionali, interregionali o territoriali; mancando tale regolamento, l'Issr permane in una situazione di gestione commissariale e, poiché è considerato privato pur essendo sotto il controllo del Ministero dell'istruzione, i fondi dello Stato non arrivano. Detti fondi potrebbero dare sollievo alla struttura per pagare gli stipendi di quanti ci lavorano: 21 operatori, 10 dei quali sordi; da tempo sono state reiterate istanze al Ministero al fine di risolvere la questione della trasformazione dell'Issr in ente nazionale, in modo da ricevere adeguati finanziamenti ordinari per la sopravvivenza e le attività dell'istituto stesso, si chiede di sapere di quali elementi disponga il Ministro in indirizzo in merito alla situazione e se non ritenga opportuno intervenire urgentemente per scongiurare la chiusura dell'Istituto statale per sordi di Roma. Atto n. 3-00915 PATRIARCA COMINCINI GINETTI BOLDRINI BELLANOVA ALFIERI GARAVINI BITI MALPEZZI SBROLLINI STEFANO IORI MAGORNO FEDELI ASTORRE CUCCA CIRINNA' SUDANO PITTELLA FERRAZZI MESSINA Assuntela ROJC Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che : il consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato il 18 aprile 2019, in via definitiva, le linee guida riguardanti l'attuazione dell'articolo 9 del "decreto dignità" (decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018), che prevede il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni del gioco d'azzardo; nonostante nelle linee guida venga ribadita l'attenzione al contrasto del fenomeno della ludopatia, il rischio è che le modalità attuative del divieto di pubblicità, sponsorizzazioni e tutte le altre forme di comunicazioni a contenuto promozionale relative a giochi o scommesse con vincita in denaro, contenute nella delibera, possano rendere inefficacie tale divieto; considerato che: il "contratto per il Governo del cambiamento", siglato un anno fa da Lega-Salvini premier e Movimento5 Stelle, in tema di gioco d'azzardo impegnava le due forze politiche a prevedere "una serie di misure per contrastare il fenomeno della dipendenza che crea forti danni sia socio sanitari che all'economia, reale e produttiva, tra le quali: divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni; trasparenza finanziaria per le società dell'azzardo; strategia d'uscita dal machines gambling (slotmachines, videolottery) e forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute; obbligo all'utilizzo di una tessera personale per prevenire l'azzardo minorile;