[pronunce]

Considerato che la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Puglia, dubita della legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 776, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2007) «nella parte in cui non prevede che anche per i titolari di trattamenti pensionistici diretti liquidati sino alla data del 31 dicembre 1994 l'indennità integrativa speciale sia parte integrante del trattamento pensionistico»; che la norma censurata violerebbe l'art. 3 Cost., per la irragionevole disparità di trattamento tra i titolari di due o più trattamenti pensionistici liquidati fino al 31 dicembre 1994, per i quali sarebbe operante il divieto di cumulo della indennità integrativa speciale in misura intera, e i titolari di due o più trattamenti pensionistici, dei quali almeno uno successivo al 1° gennaio 1995, per i quali l'indennità integrativa speciale, quale componente della retribuzione, sarebbe presa in considerazione su entrambi i trattamenti pensionistici; nonché l'art. 38 Cost., in quanto la indennità integrativa speciale sarebbe parte integrante del trattamento pensionistico; che il citato comma 776 recita: «è abrogato l'art. 15, comma 5, della legge 23 dicembre 1994, n. 724»; che l'art. 15, comma 5, della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) disponeva che «le disposizioni relative alla corresponsione della indennità integrativa speciale sui trattamenti di pensione previste dall'articolo 2 della legge 27 maggio 1959, n. 324, e successive modificazioni ed integrazioni, sono applicabili limitatamente alle pensioni dirette liquidate fino al 31 dicembre 1994 e alle pensioni di reversibilità ad esse riferite»; che nella norma censurata non è rinvenibile alcuna disposizione concernente il divieto di cumulo di più indennità integrative speciali nel caso di titolarità di plurimi trattamenti pensionistici liquidati fino al 31 dicembre 1994, divieto emergente, invece, dall'art. 99, secondo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), come affermato (tra le altre) dalla sentenza delle Sezioni riunite della Corte dei conti, richiamata nell'ordinanza di rimessione, e come desumibile dalla sentenza di questa Corte n. 197 del 2010; che l'ordinanza di questa Corte n. 119 del 2008 si è limitata a disporre la restituzione degli atti ai giudici remittenti, per una nuova valutazione della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni da loro sollevate, rispetto alle quali, dunque, non ha contenuto decisorio; che l'assunto secondo cui, «alla abrogazione disposta con il citato comma 776 deve attribuirsi, invero, efficacia ex tunc, in considerazione delle "esigenze di ordine sistematico" alle quali si fa riferimento nella sentenza n. 74 del 2008», non è sorretto da alcuna adeguata motivazione; che, pertanto, con la proposta questione il giudice a quo sottopone a scrutinio una norma inconferente rispetto all'oggetto delle sue censure; che l'inesatta indicazione della norma oggetto di censura (aberratio ictus) comporta, per costante giurisprudenza di questa Corte, la manifesta inammissibilità della questione (ex plurimis ordinanze nn. 335 e 248 del 2010 e n. 92 del 2009). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale;. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 776, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2007), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Puglia, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 aprile 2011. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 aprile 2011. Il Direttore della Cancelleria F.to: MELATTI