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Con questo disegno di legge quindi si intendono creare strutture capaci di considerare, insieme alla sicurezza, anche le necessità dei bambini, così da garantire a questi ultimi, per quanto possibile, un corretto e sano sviluppo psicofisico. Si inserisce pertanto nel codice di rito (articolo 2) e nell'ordinamento penitenziario (articolo 5) un nuovo modo di regolare la carcerazione preventiva o la detenzione nei confronti della donna madre con prole di età non superiore a dieci anni che, seppur considerata sempre come extrema ratio , possa essere più «umana». È inoltre previsto che il giudice possa, ove ragionevoli motivi a tutela dello sviluppo psico-fisico del minore lo rendano raccomandabile, estendere l'applicazione della detenzione presso le case-famiglia protette anche alle madri di prole con età superiore ai dieci anni. Peraltro questa particolare forma di detenzione sarà applicabile anche al padre detenuto, in caso di morte della madre o di impossibilità della stessa ad assistere il figlio, e quindi quando non vi sia appunto altri che il padre cui affidare il minore. Nell'ottica di permettere un largo ricorso a questa particolare forma di detenzione in favore delle detenute madri l'articolo 47- septies , comma 4, come introdotto dall’articolo 5, comma 1, del presente disegno di legge, stabilisce che la permanenza all'interno delle case-famiglia protette sospende l'eventuale pena accessoria della decadenza o sospensione dell'esercizio della potestà dei genitori. Se però la decadenza dalla potestà di genitore deriva da una delle condotte illecite contemplate nell'articolo 330 del codice civile, la detenzione all'interno di queste speciali strutture non potrà applicarsi e, ove applicata, andrà revocata. Sempre l'articolo 5, al comma 2, introduce l'articolo 67- ter nella legge n. 354 del 1975, con il quale si prevede che le case-famiglia protette siano realizzate fuori dagli istituti penitenziari e organizzate con caratteristiche che tengano conto in modo adeguato delle esigenze psico-fisiche dei minori, di tal che il personale di servizio impiegato in esse dovrà essere composto per almeno il 65 per cento da persone con formazione di educatore esperto in pedagogia o psicologia. Inoltre, la sicurezza all'interno delle predette strutture dovrà essere garantita dalle prefetture, in coordinamento con la magistratura di sorveglianza e con il direttore, e si avvarrà degli strumenti che saranno ritenuti più idonei in considerazione della presenza di soggetti minori, ivi incluse apparecchiature di video e telesorveglianza. Infine, per garantire l'unità familiare, principio riconosciuto nella Costituzione e in vari trattati internazionali (articoli 8 e 12 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848; articolo 23 del patto internazionale sui diritti civili e politici, adottato a New York il 19 dicembre 1966, reso esecutivo dalla legge 25 ottobre 1977, n. 881; articoli 9 e 10 della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva dalla legge 27 maggio 1991, n. 176, il presente disegno di legge, per ricongiungere e assicurare continuità nella formazione del bambino, prevede un permesso di soggiorno per i figli stranieri di detenute in Italia.. Art. 1. (Rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena) 1. All'articolo 147 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, il numero 3) è sostituito dal seguente: «3) se una pena restrittiva della libertà personale deve essere eseguita nei confronti di madre di prole di età non superiore a dieci anni»; b) al quarto comma, dopo le parole: «Il provvedimento di cui al primo comma» sono inserite le seguenti: «, ad esclusione del caso previsto dal numero 3) del medesimo comma,». Art. 2. (Misure cautelari) 1. Al comma 4 dell’articolo 275 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: « a) le parole: «sei anni» sono sostituite dalle parole «dieci anni»; b) al primo periodo, dopo le parole: «di eccezionale rilevanza» sono aggiunte le seguenti: «; può, altresì, essere disposta la custodia cautelare presso case-famiglia protette; il giudice può, ove ragionevoli motivi attinenti alla tutela dello sviluppo psico-fisico del minore lo rendano raccomandabile, estendere l’applicazione del presente comma anche alla madre di prole di età superiore a dieci anni»: 2. L’articolo 285- bis del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: «Art. 285- bis. -- (Custodia cautelare in casa-famiglia protetta). -- 1. Se la persona da sottoporre a custodia cautelare è una madre con prole di età non superiore a dieci anni con lei convivente, ovvero un padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, il giudice, in luogo della custodia cautelare presso gli istituti penitenziari, dispone la custodia presso le case-famiglia protette; il giudice può, ove ragionevoli motivi attinenti alla tutela dello sviluppo psico-fisico del minore lo rendano raccomandabile, estendere l'applicazione del presente articolo anche alla madre di prole di età superiore a dieci anni». Art. 3. (Ricovero del minore) 1. Dopo l'articolo 30- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è inserito il seguente: «Art. 30- quinquies. - (Ricovero ospedaliero del minore). -- 1. In caso di invio al pronto soccorso o di ricovero in una struttura ospedaliera di minore affidato alla madre detenuta, quest'ultima deve essere autorizzata, con provvedimento da adottare con urgenza, ad accompagnare il figlio nonché a soggiornare presso la struttura ospedaliera per tutto il periodo del ricovero. 2. In ipotesi di necessità e urgenza, il provvedimento di cui al comma 1 può essere disposto dall'autorità locale di pubblica sicurezza competente per il controllo della detenzione ovvero dalla direzione della casa-famiglia protetta, che ne informa la prefettura-ufficio territoriale del Governo e il tribunale di sorveglianza e dispone le opportune verifiche; successivamente il provvedimento è sottoposto alla convalida del magistrato competente». Art. 4. (Detenzione domiciliare) 1. All'articolo 47- ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1- bis , le parole: «e sempre che tale misura sia idonea ad evitare il pericolo che il condannato commetta altri reati» sono soppresse; b) dopo il comma 1- quater è inserito il seguente: «1- quinquies .