[ddlpres]

elettrodomestici; confezioni con tessuti di articoli per abbigliamento ed accessori; confezioni di calzature in qualsiasi materiale, anche limitatamente a singole fasi del ciclo produttivo. Il disegno di legge, altresì, nell'individuare i lavoratori che possono accedere ai benefici riprende i contenuti della legge delega, ma non è ad essa perfettamente conforme. Si fa riferimento ad alcune voci di tariffe INAIL, si fa riferimento a lavoratori a cui si applicano i criteri per l'organizzazione del lavoro previsti dall'articolo 2010 del codice civile; si tratta delle ipotesi di cottimo obbligatorio, relative ai casi in cui, in conseguenza dell'organizzazione del lavoro, il lavoratore stesso è vincolato all'osservanza di un determinato ritmo produttivo, o quando la valutazione della sua prestazione è fatta in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione; si esclude dal novero delle mansioni che hanno diritto al beneficio quelle di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione. La disposizione inoltre per le attività di trasporto pubblico limita l'ambito di applicazione ai conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti al servizio pubblico di trasporto collettivo. Restano, pertanto, escluse attività lavorative diverse che, seppur faticose, non rientrano nella definizione di legge. Gli autisti di mezzi rotabili di superficie che, seppur previsti nell'allegato A del decreto legislativo n. 374 del 1993, non sono contemplati dall'articolo 2 del citato decreto 19 maggio 1999 (Decreto Salvi) richiamato dalla legge che ha delegato al Governo l'adozione del provvedimento in esame. Questo determina una assurda disparità di trattamento tra lavoratori che sostanzialmente trasportano persone e quelli che trasportano merci. Sostengono tutti e due lo stesso impegno, ma forse uno più gravoso in funzione delle necessità e dell'urgenza. Fare il camionista è un lavoro faticoso e non adeguatamente tutelato. La legge vigente prevede regole ferree su turni, ore di guida, pause e riposo. Ma nella quotidianità la legge viene spesso disattesa. Chi guida un camion può farlo per nove ore di seguito con pausa obbligatoria di quarantacinque minuti ogni quattro ore e mezza e un riposo di undici ore dopo le ore di guida. Questo nella pratica non è possibile, non solo per la legge di mercato e la natura dei beni trasportati che non consentono pause o perdita di tempo. Ogni ritardo si ripercuote su aziende, reputazione e paga del lavoratore, che si trova a combattere anche con la concorrenza sleale dei paesi dell'Est che da tempo stanno mettendo in crisi il tessuto produttivo del nostro Paese. Il riconoscimento della qualifica di lavoro particolarmente usurante per i conducenti di veicoli industriali aventi una massa complessiva a pieno carico non inferiore alle 6 t non è più rinviabile e necessita di una sollecita approvazione.. 1 1 Il lavoro di conducente di veicoli industriali aventi una massa complessiva a pieno carico non inferiore a 6 t e, fatti salvi i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente, svolto per un periodo di tempo pari o superiore a venticinque anni, è equiparato alle attività particolarmente usuranti ai sensi del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374. 2 All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, dopo la lettera d) , è aggiunta, in fine, la seguente: « d-bis) conducenti di veicoli industriali aventi una massa complessiva a pieno carico non inferiore a 6 t che, fatti salvi i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente, abbiano operato per un periodo di tempo pari o superiore a venticinque anni». 2 1 Ai maggiori oneri di cui alla presente legge, si provvede a valere sul fondo istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 3, lettera f) , della legge 24 dicembre 2007, n. 247.