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Con il via libera all'assunzione nei centri per l'impiego - operazione assurda, perché i centri andrebbero riformati - è chiaramente indicato che si vuole arrivare ad avere molti clienti per il reddito di cittadinanza. Noi, invece, vogliamo il lavoro: questa è la vera dignità. Il lavoro non si fa con vincoli e vincoletti, ma incentivando lo sviluppo nelle imprese. Noi rabbrividiamo pensando alle parole pronunciate dalla senatrice Matrisciano in Commissione, quando ha detto che questo provvedimento è solo il primo passo. Penso, però, che rabbrividiscano di più tanti lavoratori, tanti imprenditori e intere famiglie italiane. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Endrizzi. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti del Governo, abbiamo migliaia e migliaia di persone in cura per l'azzardo, ma per ognuna di queste molte altre rinunciano perché sono disperate, rischiano di perdere la casa e allora ricorrono agli usurai e continuano. E molte più persone ancora non si rendono nemmeno conto di avere un problema: lo vedono i loro figli. Siamo il primo mercato d'azzardo in Europa e non abbiamo i redditi più alti d'Europa, per non parlare della disoccupazione. Anzi, si azzarda di più proprio nei territori più poveri, compreso il Nord. A Rovigo - ad esempio - che è l'unica provincia veneta ad avere un reddito inferiore alla media nazionale, si azzarda il doppio che nelle altre. Quanto ai ragazzi va detto che una recente ricerca dell'università di Padova ha messo in chiaro un punto gravissimo: i più poveri hanno una probabilità sette volte maggiore di diventare giocatori d'azzardo patologici. Tra i quindici e i diciotto anni un ragazzo su due ha già iniziato ad azzardare - è una ricerca Nomisma - e uno su 25 ha già impatti negativi sul profitto scolastico. La pubblicità è il principale veicolo di attrazione per i giovanissimi. È quanto mette in evidenza una recentissima ricerca della Caritas condotta su 1.600 ragazzi di età compresa tra i tredici e i diciassette anni: «Lo so che è vietato, lo so». La pubblicità continua e martellante è anche una corona di spine sul calvario di chi cerca di smettere, di recuperare la sua vita e la sua famiglia: è come una beffarda spugna d'aceto, che lo incita ad azzardare ancora, quando avrebbe invece il diritto di essere aiutato a curarsi e a recuperare la propria famiglia. È la dignità di queste persone, dei malati, dei ragazzi, degli imprenditori e delle famiglie che dobbiamo tutelare e non c'è tempo da perdere, non si può rimandare: dunque, divieto totale con un anno di tempo per i contratti in essere, non di più. Non temiamo i ricorsi, perché la salute viene prima e lo riconosce anche l'Unione europea: l'azzardo non rientra nella direttiva servizi. Durante la discussione sul testo, in materia di divieto della pubblicità del gioco d'azzardo abbiamo avuto molti spunti, anche dalle opposizioni: tutti concetti che avevamo inserito nella scorsa legislatura in una proposta di legge condivisa con i cittadini sulla nostra piattaforma Rousseau. È un bene che vi sia oggi questa ampia convergenza. Ad esempio, vengono inserite avvertenze sui Gratta e Vinci, le cosiddette lotterie istantanee e dunque rapide e ripetitive, che più facilmente possono portare a compulsività. Non so se ne siete a conoscenza, ma è stata inventata e messa in commercio una macchinetta che addirittura gratta blocchetti interi di Gratta e Vinci. Ebbene, proprio le lotterie istantanee sono le prime forme di azzardo praticate dai minorenni: tre su quattro di loro riferiscono di non aver avuto alcuna ostacolo ad azzardare. Questi tagliandi devono riportare dunque in modo chiaro che sono nocivi alla salute e le stesse scritte vanno apposte anche sui monitor delle slot machine gambling , che è l'unica cosa che una persona davanti alla macchina vede in quel momento. Poi sapete che, per legge, oggi i "Gratta e Vinci" devono dichiarare le probabilità di vincita. Bene, un tagliando che costa 5 euro e mi fa vincere 5 euro viene conteggiato tra le vincite. Ma, se ho giocato 5 e vinto 5, non è una vincita e non è neanche un rimborso, perché nel 95 per cento dei casi quelle persone ripuntano immediatamente e vanno in bocca alla probabilità di perdere. Questo è becchime per persone trattate da polli e siffatta vergogna oggi finisce. Poi, per azzardare sulle slot machine e sulle videolottery sarà necessario inserire la tessera fiscale. È una misura che l'industria è già pronta a recepire. Bene, in futuro sarà possibile prevedere un tesserino dedicato, con limiti di orario e di spesa, in rapporto al reddito, ed estendere controlli analoghi a tutte le forme di azzardo. Sparisce il termine "ludopatia". Perché piace all'industria dell'azzardo il termine "ludopatia"? È come dire che ti ammali per un gioco: il problema sei tu, la colpa è tua, hai sbagliato qualche cosa, hai esagerato. No, oggi sappiamo che è una dipendenza e come tale la definiamo; è una dipendenza che deriva anche dall'ambiente in cui le persone vivono e dalle caratteristiche delle forme di azzardo aggressive che vengono proposte. Avremo altre possibilità in futuro, che oggi non sono entrate nel decreto-legge in esame: estendere anche alle famiglie l'accesso al fondo antiusura; escludere i luoghi d'azzardo vicini a chiese, scuole e luoghi sensibili; preservare dall'azzardo gli orari del pranzo e della cena in famiglia. E questo dovremo e potremo farlo garantendo in tutte le Regioni d'Italia una tutela minima per i cittadini, fatta salva la potestà legislativa delle Regioni e regolativa dei Comuni di determinare forme di protezione anche maggiori. Potremmo ridurre il volume complessivo dell'azzardo (le 70 milioni di giornate lavorative che già nel 2012 la consulta antiusura stimava dedicate all'azzardo) e riportare il nostro Paese a una dimensione più ragionevole. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 18,03) ( Segue ENDRIZZI). A realizzare questo programma ci aiuterà la ripresa economica, che lo spostamento dei consumi verso forme a più alto moltiplicatore consentirà. Vinceremo anche questa, oggi è solo il primo passo (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, con il referendum del dicembre 2016 gli italiani hanno ribadito la volontà di mantenere due Camere uguali, che hanno lo stesso diritto e lo stesso dovere nel lavorare. Il Parlamento è in carica da marzo e il Governo da due mesi: eppure, siamo privati della possibilità di intervenire sul primo vero provvedimento. Ne è riprova quanto accaduto in Commissione bilancio: l'articolo 81 è stato adoperato come una tagliola sul merito delle questioni. Non mi sembra un inizio positivo. A ogni modo, il mio Gruppo vuole valutare i provvedimenti e quello in esame nel merito e nei suoi contenuti. Ed è di questo che voglio parlare.