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L'articolo 4 prevede un Piano di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica, approvato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per gli affari regionali, d'intesa con la Conferenza unificata, che beneficia dello stanziamento di 500 milioni di euro finanziato con le risorse rinvenienti dalle revoche di cui all'articolo 1, comma 79, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che modifica l'articolo 32, commi 2 e 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, (relativo ai finanziamenti assegnati dal CIPE per la realizzazione delle opere ricomprese nel Programma delle infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443) e con le risorse individuate al comma 5. Si prevede, inoltre, che di tali risorse beneficino anche gli interventi di cui all'articolo 10. I commi 4 e 5 dell’articolo 4 destinano parte degli alloggi di proprietà degli ex Istituti autonomi per le case popolari recuperati che, per le loro condizioni degradate sono privi di soggetti assegnatari, ai conduttori appartenenti alle categorie meno abbienti, individuati dall'articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2007, n. 9, che beneficiano della sospensione degli sfratti (ultimamente prorogati dall'articolo 4, comma 8, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15); per recuperare questi alloggi si prevede l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un Fondo, denominato «Fondo per gli interventi di manutenzione e di recupero di alloggi abitativi privi di soggetti assegnatari» nel quale confluiscono ulteriori 67,9 milioni di euro (5 milioni di euro per l'anno 2014, 20 milioni per l'anno 2015, 20 milioni per l'anno 2016 e di 22,9 milioni per il 2017) derivanti dalle risorse non utilizzate relative alle seguenti autorizzazioni di spesa riguardanti programmi di edilizia residenziale: a) articolo 36 della legge 5 agosto 1978, n. 457, relativamente all'articolo 2, primo comma, lettera f) , e all'articolo 3, primo comma, lettera q) , della medesima legge n. 457 del 1978; b) articolo 3, comma 7- bis , del decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n. 118; c) articolo 22, comma 3, della legge 11 marzo 1988, n. 67. Si prevede, infine, che in merito a queste ultime risorse siano definiti i criteri di ripartizione tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che dovranno provvedere entro quattro mesi all'assegnazione ai comuni e agli ex IACP, con il citato decreto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per gli affari regionali, d'intesa con la Conferenza unificata. L'articolo 5 dispone che chiunque occupi abusivamente un immobile non possa chiedere la residenza né l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo prevedendo anche la nullità ex lege degli effetti degli atti emessi in violazione di tale divieto. L'attuale quadro normativo consente a coloro i quali abbiano occupato abusivamente un edificio di ottenervi la residenza pur in pendenza di un procedimento penale. La norma in esame mira al ripristino delle situazioni di legalità compromesse dalla sussistenza di fatti penalmente rilevanti. L'articolo 6 prevede, al comma 1, che fino all'eventuale riscatto dell'unità immobiliare da parte del conduttore e, comunque, per un periodo non superiore a dieci anni dalla data di ultimazione dei lavori di nuova costruzione o di realizzazione mediante interventi di manutenzione straordinaria o di recupero su un fabbricato preesistente di un alloggio sociale, i redditi derivanti dalla locazione dei medesimi alloggi sociali non concorrano alla formazione del reddito d'impresa ai fini delle imposte sui redditi e al valore della produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, nella misura del 40 per cento. Al comma 2 è prevista la cosiddetta clausola di standstill secondo cui l'efficacia della misura è subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria volta a dichiarare compatibile l'agevolazione con la disciplina degli aiuti di Stato. L'articolo 7, al comma 1, prevede che per gli anni dal 2014 al 2016 ai soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti a propria abitazione principale spetta una detrazione complessivamente pari a: a) 900 euro, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71; b) 450 euro, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41. Le detrazioni sono disciplinate al di fuori del TUIR stante la loro natura transitoria. Con il successivo comma 2 si introduce, altresì, una disposizione di coordinamento a tenore della quale alle predette detrazioni è applicabile il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 11 febbraio 2008, recante modalità di attribuzione, ai sensi dell'articolo 16, comma 1- sexies , del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, della detrazione di cui al citato articolo 16 eccedente l'imposta lorda diminuita delle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del medesimo TUIR. La disposizione dell’articolo 8, al fine di agevolare l'accesso alla proprietà e di ridurre gli oneri fiscali connessi all'acquisto della casa, attribuisce al conduttore la possibilità di imputare, in tutto o in parte, fino alla data del riscatto, i canoni di locazione in conto del prezzo di futuro acquisto dell'alloggio sociale. L'obiettivo dell'articolo è ridurre gli oneri dell'eventuale acquisto per il conduttore favorendo nel contempo l'erogazione del fabbisogno residuo al momento dell'atto di acquisto da parte degli intermediari finanziari. Atteso che la norma vincola soltanto il proprietario e non il conduttore dell'alloggio, il quale ha semplicemente la facoltà di riscattare il bene, l'operazione è soggetta al trattamento fiscale previsto per le locazioni, con la conseguenza che possono applicarsi le disposizioni agevolative dell'articolo 6. Fermo restando quanto sopra, il comma 3 dell’articolo 8, in linea con gli orientamenti della Agenzia delle entrate in materia di rent to buy , stabilisce che i corrispettivi delle cessioni degli alloggi si considerano conseguiti alla data dell'eventuale esercizio del diritto di riscatto dell'unità immobiliare da parte del conduttore.