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(Finalità) 1. I comuni, nel rispetto del principio di precauzione di cui all'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nell'osservanza dei princìpi di cui all'articolo 1 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, nonché delle disposizioni di cui al codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e fatte salve le competenze dello Stato e delle regioni, adottano regolamenti volti a perseguire in via prioritaria la prevenzione e la tutela sanitaria della popolazione dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, nonché la salvaguardia dell'ambiente e la tutela del paesaggio, coordinandole con quelle relative alla pianificazione territoriale ed urbanistica locale. Art. 2. (Obiettivi di qualità) 1. I comuni, nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla presente legge, nonché di quelle relative alla pianificazione territoriale ed urbanistica, perseguono obiettivi di qualità al fine di minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. 2. I comuni, ai fini di una più adeguata e consapevole prevenzione sanitaria, possono disporre l'effettuazione di indagini epidemiologiche sulla popolazione o su gruppi di cittadini del territorio di competenza. 3. In sede di pianificazione delle nuove installazioni e di riassetto degli impianti di trasmissione radiotelevisiva e di telefonia mobile esistenti, i comuni indicano gli standard di qualità perseguiti. A tal fine hanno priorità le soluzioni che prevedono l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per minimizzare l'intensità e gli effetti dei campi elettromagnetici sulla popolazione, anche in riferimento a persone particolarmente sensibili, e per assicurare la tutela dell'ambiente, del paesaggio e dei beni culturali. Art. 3. (Campo di applicazione) 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano agli impianti, ai sistemi ed alle apparecchiature che possono comportare l'esposizione dei lavoratori e della popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz. 2. Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano né alle apparecchiature di uso domestico ed individuale, né ai casi di esposizione intenzionale per scopi diagnostici terapeutici. 3. Nei riguardi delle Forze di polizia, delle Forze armate, della Protezione civile e dei servizi di emergenza sanitaria le disposizioni della presente legge si applicano tenendo conto delle particolari esigenze del servizio espletato. 4. Gli apparati dei radioamatori di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto 1966, n. 1214, sono disciplinati con apposito regolamento regionale nel rispetto delle disposizioni previste dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 10 settembre 1998, n. 381. Art. 4. (Aree sensibili e aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi) 1. Ai fini della presente legge si intendono: a) per «aree sensibili» le aree definite tali dai comuni, in base alla presenza di edifici scolastici, sanitari o a prevalente destinazione residenziale, di parchi urbani o parchi giochi, di vincoli paesaggistici o di edifici classificati di interesse storico, architettonico e monumentale, di pregio storico, culturale e testimoniale, o in base alla loro destinazione, ad accogliere attrezzature sanitarie, assistenziali, scolastiche e sportive, o in base alla loro destinazione a divenire parchi o a riserve naturali; b) per «aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi» le aree in cui, a causa del concorso e delle sinergie di due o più agenti fisici, chimici o biologici, esiste la possibilità dell'aggravamento del rischio per i residenti. Art. 5. (Divieti) 1. È vietata l'installazione di impianti di trasmissione radiotelevisiva e di telefonia mobile, nonché di elettrodotti, nelle aree sensibili ed in quelle a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi, e nelle loro pertinenze. 2. La distanza degli impianti di cui al comma 1, rispetto alle aree sensibili ed alle aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi, è commisurata all'esigenza primaria di tutela della salute delle persone e deve tenere conto del valore di attenzione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c) , della legge 22 febbraio 2001, n. 36. 3. Gli impianti di cui al comma 1 situati ad una distanza inferiore a 200 metri rispetto alle aree sensibili ed alle aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi sono oggetto di monitoraggio costante, a spese dei gestori degli stessi impianti. Art. 6. (Trasparenza e partecipazione) 1. Tutti hanno diritto di accesso immediato ai documenti amministrativi relativi alle pratiche per la concessione di impianti di trasmissione radiotelevisiva e di telefonia mobile, con facoltà di prenderne visione diretta e di ottenerne copia. 2. I comuni danno pubblicità alle richieste di concessione per gli impianti di cui al comma 1, con le modalità previste dagli statuti e dai regolamenti comunali, inviando altresì, entro dieci giorni dal deposito, copia delle richieste e dei relativi allegati ai consigli circoscrizionali o di quartiere territorialmente competenti, nonché ai proprietari degli immobili interessati. 3. I soggetti interessati, compresi i portatori di interessi diffusi costituiti in comitati o in associazioni e le associazioni ambientaliste riconosciute, possono formulare proprie osservazioni, depositare memorie, documenti e richieste, con le modalità e le facoltà previste dagli articoli 9 e 10 della legge 7 agosto 1990, n. 241, oltre che dalla normativa comunale, entro il termine fissato dal comune territorialmente competente. In caso di ispezioni, accessi, sopralluoghi, verifiche e accertamenti tecnici, ognuno dei soggetti interessati può chiedere di parteciparvi con propri tecnici. Art. 7. (Piani comunali di localizzazione dell'emittenza radio e televisiva) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni adottano piani comunali di localizzazione dell'emittenza radiotelevisiva, in coerenza con il piano nazionale di assegnazione di frequenze di diffusione radiotelevisiva e nel rispetto dei limiti e valori stabiliti in materia dalla normativa statale e regionale, tenuto conto dei divieti relativi alle aree di cui agli articoli 4 e 5. 2. Nel caso di inottemperanza da parte dei comuni entro il termine di cui al comma l, la regione diffida l'amministrazione comunale a redigere il piano di cui allo stesso comma 1 entro due mesi. In caso di ulteriore inottemperanza, la regione nomina, entro un mese dalla scadenza del termine della diffida di cui al primo periodo, un commissario ad acta , col compito di redigere il piano comunale di localizzazione entro il termine stabilito nel provvedimento di nomina. Art. 8. (Competenze e funzioni dei comuni) 1. I comuni adeguano la pianificazione urbanistica comunale ai piani comunali di localizzazione di cui all'articolo 7, nel rispetto delle disposizioni in materia di aree sensibili e di aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi di cui all’articolo 4. 2.