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Dico ciò non con compiacimento, ma con amarezza perché mi sembra quanto mai inopportuno offrire alla magistratura una simile occasione di esercitare una supplenza nella funzione di indirizzo politico, emanando decreti palesemente lesivi di diritti costituzionalmente garantiti. Vi ho citato gli articoli 1 e 36 e altri ne potrei citare, ma l'ho fatto un'altra volta e non mi ripeto. Il problema di un riequilibrio fra i poteri (per essere più espliciti, il problema di una certa esondazione della magistratura) già esiste. Tuttavia, se siamo noi a rompere l'argine della Costituzione, questo problema lo provochiamo noi e, quindi, perdiamo il diritto di lamentarcene e la credibilità per intervenire. Con grande umiltà, ma con altrettanta determinazione, esorto tutti i colleghi a riflettere su questo punto. Sono sicuro che, se manteniamo il ritmo di una fiducia ogni nove giorni, non ci mancheranno occasioni per rettificare questa traiettoria. Impegniamoci insieme a non perdere queste occasioni, nel reciproco rispetto e per l'interesse del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Angrisani. Ne ha facoltà. ANGRISANI (CAL-A-PC-IdV) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, come accade sempre più spesso, ci troviamo oggi a discutere della conversione in legge di un decreto-legge che contiene norme i cui effetti in parte sono già esauriti. Tutto ciò chiaramente è svilente, non solo per il Senato della Repubblica, chiamato a pronunciarsi su qualcosa non più in vigore, ma per la funzione parlamentare complessivamente intesa. Il decreto-legge è approdato questa mattina nelle Commissioni in sede referente e nessuno dei componenti della 1 a e 12 a Commissione ha avuto modo di incidere in alcun modo sui contenuti. Se questo è vero - purtroppo lo è, senza dubbi - spiegatemi come si riesca a sostenere la tesi per cui il decreto-legge sia stato esaminato in Commissione, ai sensi dell'articolo 72 della Costituzione, se non in una forma del tutto anomala e assolutamente formale. Si sta tradendo in questo modo lo spirito della Costituzione: l'importante è esserne consci, perché ognuno è responsabile delle proprie azioni. L'odierna deriva governista ormai non lascia spazio alcuno alle modifiche legislative di natura parlamentare, né al dibattito, soprattutto se qualcuno la pensa in modo differente. È con questo spirito, dunque, che mi accingo a pronunciare queste brevi considerazioni. Nel Senato della Repubblica, all'epoca del Governo Draghi, c'è una sola opposizione, viva e battagliera, ed è il nuovo Gruppo di cui faccio parte, che rivendica l'idea che possa esserci un futuro diverso nel nostro Paese. (Applausi) . Un futuro lontano dalle logiche consociative di caste e lobbistiche. Abbiamo già sperimentato, nel lungo periodo dell'emergenza sanitaria, i cambi di orientamento di un Governo sempre più forte con i deboli e debole con i forti. C'è una parte del Parlamento, però, che intende difendere a tutti i costi quella parte debole della società che non ha voce e che ritiene che alcuni diritti fondamentali della persona umana siano stati violati. Nelle nostre scuole, ad esempio, ne sono accadute di tutti i colori: docenti sospesi dall'esercizio della professione e poi demansionati, nonostante fossero sani, solo perché non vaccinati; quarantene differenziate per gli studenti senza un minimo di rigore logico; obbligo vaccinale imposto fino al 15 giugno 2022 per tutto il personale scolastico, senza alcun senso. Il Governo è intervenuto senza un minimo bilanciamento tra i diritti costituzionalmente garantiti: da una parte sono stati messi i buoni, quelli vaccinati, a prescindere dall'età; dall'altra parte i cattivi, docenti ed alunni non vaccinati, da dover escludere ed estromettere ad ogni costo. Ciò ha creato una frattura che temo sia insanabile all'interno del nostro sistema scolastico, dividendo docenti, personale ATA e famiglie, in un momento storico in cui l'emergenza sanitaria si è trasformata in emergenza sociale ed economica e richiedeva uno sforzo unitario, a partire dai luoghi della formazione e della crescita dell'essere umano. Gli effetti nefasti, come sempre, si sono riversati in primis sulle fasce deboli e meno tutelate della popolazione: bambini e ragazzi non vaccinati, nell'incertezza del rapporto rischi-benefici delle iniezioni in varie fasce d'età, si sono visti dapprima emarginati dai loro compagni e poi addirittura dalle istituzioni scolastiche, per non parlare delle competizioni sportive. La normativa sulle quarantene differenziate contenute nel decreto-legge n. 5 del 2022, assolutamente discriminatoria, poteva rappresentare però un precedente da tener presente, in considerazione delle norme successive, contenute in quest'altro decreto-legge, perché quando si fa un errore si può tornare indietro. Questa era l'occasione giusta, per esempio, per risolvere la questione dell'obbligo vaccinale per il personale docente, come per altre categorie di professionisti, come medici, infermieri, personale delle Forze armate, rispetto a cui l'introduzione di un termine dilazionato per adempiere, dal 15 giugno al 31 dicembre 2022, non ha alcun senso pratico, logico o giuridico. Era l'occasione per fare un passo indietro e cercare una prima riappacificazione, perché c'era e ci poteva essere l' iter parlamentare di questo decreto-legge. Il Governo però ha deciso come sempre a testa bassa, senza ascoltare la voce critica non tanto dei parlamentari di minoranza, ma dei componenti della società civile. Andate a chiedere fuori da quest'Aula cosa si pensa del prolungamento degli obblighi vaccinali oppure della proroga ad libitum dello stato di emergenza. Le abrogazioni di oggi non cancellano l'onta di ieri. Ecco perché sarebbe stato più opportuno chiamare questo testo decreto delle occasioni perse piuttosto che decreto riaperture. Gli emendamenti non sono stati proprio trattati nelle Aule e invece ci troviamo di fronte ad un pacchetto che è un prendere o lasciare. Chiaramente noi diremo no a questo insieme di misure che continuano ad essere vessatorie per i cittadini, come l'articolo 8 in materia di obbligo vaccinale e l'articolo 3 sui poteri eccezionali attribuiti ancora una volta all'onnipotente Ministro della salute. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, il decreto-legge in discussione ci arriva con una procedura che, benché oramai consueta, non la rende meno inaccettabile. La Costituzione prevede l'esame da parte di entrambe le Camere, ma ora si è scoperto che è impossibile, mentre fino a un paio di anni fa era possibile. Lo si faceva sempre: durante la prima repubblica e durante la seconda repubblica, la stragrande maggioranza dei decreti-legge veniva esaminata realmente da entrambe le Camere, quasi sempre senza fiducia. Ora invece è chiaro che una seconda reale lettura è impossibile perché la Camera ha tenuto questo decreto-legge per cinquanta dei sessanta giorni entro i quali va convertito in legge, per cui si arriva qui e non si può più dire nulla.