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- L'art. 53 del testo unico delle leggi sui consigli provinciali dell'economia corporativa e sugli uffici provinciali dell'economia corporativa, approvato con R.D. n. 2011/1934 prevede, fra l'altro, che l'istituzione dei diritti e delle imposte spettanti ai consigli dell'economia corporativa [ora camere di commercio], indicati nell'art. 52, debbano avvenire con decreto reale (ora con decreto del Presidente della Repubblica). Il testo degli articoli 32 e 80 dello stesso testo unico è il seguente: "Art. 32. - Oltre ad avere le attribuzioni indicate negli articoli precedenti, i consigli: 1° adempiono le attribuzioni già demandate ai comitati forestali, alle commissioni provinciali di agricoltura, alle commissioni e ai comitati zootecnici ed alle amministrazioni provinciali in dipendenza delle leggi 5 luglio 1908, n. 392, e 21 giugno 1925, n. 1162; 2° approvano i piani di massima della destinazione e utilizzazione dei demani comunali e dei domini collettivi, in conformità delle leggi vigenti in materia, salvo il disposto dell'art. 1 della legge 16 marzo 1931, n. 377, contenente norme per la coordinazione delle leggi sugli usi civici con quelle della bonifica integrale; 3° compilano, in base a norme regolamentari approvate dal Ministro per le corporazioni, d'intesa col Ministro per la grazia e giustizia, i ruoli degli stimatori e pesatori pubblici, i ruoli in genere dei periti e degli esperti e formano altresì, a norma di legge, il ruolo dei mediatori; tuttavia in nessun caso i consigli possono formare ruoli per attività professionali per le quali sussistano albi regolati da apposite disposizioni; 4° amministrano le Borse di commercio, percependone le entrate e sostenendone le spese, comprese quelle inerenti alla vigilanza governativa, e possono altresì, con l'autorizzazione del Ministro per le corporazioni, sentiti i Ministri interessati, fondare e esercire aziende, gestioni o servizi speciali nell'interesse dell'agricoltura, dell'industria o del commercio, o partecipare ad aziende, gestioni o servizi speciali semprechè siano fondati e gestiti da altri enti pubblici, fissando in quest'ultimo caso i poteri di vigilanza che i consigli stessi si riservano; 5° esercitano il controllo sugli uffici di collocamento esistenti nella provincia, provvedono alla loro coordinazione e adempiono alle altre funzioni indicate dall'art. 6 del regio decreto 29 marzo 1928, n. 1003, e dal regolamento approvato con regio decreto 6 dicembre 1928, n. 3222, ferme restando le disposizioni speciali sul collocamento della gente di mare e dei lavoratori dei porti, a norma dell'art. 1, ultimo comma, del predetto regio decreto 29 marzo 1928, n. 1003; 6° provvedono alle designazioni per la formazione e la revisione degli albi dei cittadini destinati a funzionare come consiglieri esperti della Magistratura del lavoro o come assistenti presso le Sezioni del lavoro delle preture o dei tribunali, ai termini degli articoli 61 del regio decreto 1 luglio 1926, n. 1130, e 29 e seguenti del regio decreto 21 maggio 1934, n. 1073. Ai consigli stessi spetta l'accertamento degli usi e delle consuetudini commerciali ed agrari della provincia e dei comuni, le cui raccolte sono da essi compilate e rivedute periodicamente con le norme di cui agli articoli 34 e seguenti. Ai consigli sono inoltre demandate le attribuzioni assegnate da leggi e regolamenti speciali alle cessate camere di commercio e industria e ai consigli agrari provinciali. Ai consigli sono altresì deferite le attribuzioni delle amministrazioni provinciali e dei tesorieri della provincia nei riguardi dei servizi di contabilità e di cassa dei consorzi di rimboschimento, con le norme stabilite dal regolamento approvato con regio decreto 16 maggio 1926, n. 1126, nonché quelle demandate ai prefetti e alle tesorerie delle province per i depositi riguardanti le opere di miglioramento del patrimonio rustico dei comuni e di altri enti, ai termini dell'art. 134 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267". "Art. 80. - Sino a quando non saranno emanate le speciali disposizioni e norme di cui al precedente art. 79 o il regolamento generale, restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento generale delle camere di commercio e industria, approvato con regio decreto 4 gennaio 1925, n. 29; del regio decreto 26 febbraio 1928, n. 1626, sul funzionamento degli uffici provinciali dell'economia; del regio decreto 20 maggio 1928, n. 1293, sui contributi degli istituti di assicurazioni sociali dovuti ai consigli; del regio decreto 26 maggio 1928, n. 1104, contenente norme sul funzionamento dei consigli; del regio decreto 31 maggio 1928, n. 1627, sull'applicazione della sovrimposta terreni e fabbricati spettante ai consigli, modificato dall'art. 254 del testo unico approvato con regio decreto 14 settembre 1931, n. 1175; e del regio decreto 17 aprile 1931, n. 585, contenente disposizioni varie riguardanti il personale". - Il testo dell'art. 6 del D.L.L. n. 315/1944 (Soppressione dei consigli e degli uffici provinciali dell'economia e istituzione delle camere di commercio, industria e agricoltura, nonché degli uffici provinciali del commercio e dell'industria), è il seguente: "Art. 6. - Le camere di commercio, industria e agricoltura torneranno a percepire con le stesse forme e privilegi i diritti e i tributi già attribuiti ai soppressi consigli dell'economia".