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Art. 21 (Attestazione dei requisiti professionali conseguiti all'estero) 1. Per i cittadini italiani che hanno svolto all'estero le attività disciplinate dalla legge e dal presente decreto il possesso dei requisiti di cui agli artt. 5, primo comma, n. 2, e 6, n. 2, della legge è attestato dalle autorità consolari italiane. 2. Se essi hanno seguito all'estero con esito positivo corsi professionali, la validità degli stessi ai fini del possesso del requisito di cui agli artt. 5, primo comma, n. 3, e n. 6, n. 3, della legge è accertata secondo le norme in vigore. 3. Per i cittadini non italiani il possesso dei requisiti di cui agli artt. 5, primo comma, nn. 2 e 3, e 6, nn. 2 e 3, della legge è attestato in conformità alle norme in vigore. In base alle stesse norme è accertata la validità dei corsi professionali ai fini del possesso del requisito di cui agli artt. 5, primo comma, n. 3, e n. 6, n. 3, della legge, quando essi siano stati seguiti all'estero. 4. Per i cittadini degli altri Stadi membri della Comunità economica europea il possesso dei requisiti predetti è attestato dalle autorità ed organismi designati dai rispettivi stati in conformità alle direttive comunitarie. La validità dei corsi è accertato dalle amministrazioni competenti in conformità alle direttive comunitarie. ((10)) --------------- AGGIORNAMENTO (10) Il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 ha disposto (con l'art. 26, comma 6) l'abrogazione del presente provvedimento "a esclusione del comma 9 dell'articolo 56 e dell'allegato 9 e delle disposizioni concernenti il registro esercenti il commercio relativamente alla attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287, e alla attività ricettiva di cui alla legge 17 marzo 1983, n. 217".