[resaula]

a giudizio dell'interrogante occorre al più presto ristabilire il buon andamento e l'imparzialità nell'azione amministrativa del conservatorio, anche in virtù del fatto che tale modalità di gestione espone l'erario ad azioni risarcitorie che potrebbero danneggiare il patrimonio pubblico, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda promuovere immediatamente un'ispezione presso il conservatorio Santa Cecilia di Roma, onde verificare i presupposti per la rimozione del direttore e il commissariamento del conservatorio. Atto n. 4-00162 CASTALDI SANTANGELO PUGLIA LANZI GIROTTO PESCO Al Ministro per lo sport Premesso che: il CONI è la confederazione delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate (come da articolo 2 del decreto legislativo n. 242 del 1999), cui è affidata l'organizzazione delle attività sportive sul territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 2, comma 4- bis , dello statuto (adottato dal consiglio nazionale l'11 giugno 2014); l'art. 16, "Statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate", comma 1, del decreto legislativo n. 242, come modificato dal decreto legislativo n. 15 del 2004, così dispone: "Le federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate sono rette da norme statutarie e regolamentari sulla base del principio di democrazia interna, del principio di partecipazione all'attività sportiva da parte di chiunque in condizioni di parità e in armonia con l'ordinamento sportivo nazionale ed internazionale"; al comma 5 è previsto che: "Negli organi direttivi nazionali deve essere garantita la presenza, in misura non inferiore al trenta per cento del totale dei loro componenti, di atleti e tecnici sportivi, dilettanti e professionisti, in attività o che siano stati tesserati per almeno due anni nell'ultimo decennio alla federazione o disciplina sportiva interessata ed in possesso dei requisiti stabiliti dagli statuti delle singole federazioni e discipline associate. A tal fine lo statuto assicura forme di equa rappresentanza di atlete e atleti. Lo statuto può prevedere, altresì, la presenza degli ufficiali di gara negli organi direttivi"; rilevato che: l'art. 20 dello statuto del CONI al comma 3 dispone: "Le Federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari in armonia con l'ordinamento sportivo nazionale ed internazionale e sono ispirate al principio democratico", così come lo statuto della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) prevede all'art. 1, comma 3, che "l'ordinamento della FIGC si ispira al principio di democrazia interna" al fine garantire "la partecipazione degli atletici, dei tecnici all'attività sportiva e federale"; lo statuto FIGC, che è approvato dal CONI, all'art. 1, comma 2, recita che: "è l'associazione delle società e delle associazioni sportive (le "società") che perseguono il fine di praticare il giuoco del calcio in Italia e degli altri organismi a essa affiliati che svolgono attività strumentali al perseguimento di tale fine"; dal 2004, l'ordinamento della FIGC prevede, con la formale approvazione del CONI e degli organismi internazionali, la partecipazione degli ufficiali di gara nell'assemblea generale (con la quota del 2 per cento) e di conseguenza del consiglio federale, attraverso il presidente dell'Associazione italiana arbitri (AIA) quale membro di diritto con potere di voto (come ribadito il 23 ottobre 2012 dal commissario ad acta , nominato dal CONI, in sede di approvazione del nuovo statuto federale, atteso il combinato disposto dei principi fondamentali degli statuti federali, dell'art. 4, comma 2, del regolamento sugli arbitri della FIFA, federazione mondiale del calcio, e del principio democratico su cui si basa l'elezione del presidente AIA; in forza della facoltà concessa dall'art. 33, comma 2, dello statuto del CONI ("Le Federazioni sportive nazionali (...) possono riconoscere gruppi o associazioni di ufficiali di gara"), la FIGC ha riconosciuto l'AIA all'art. 32 del suo statuto quale associazione in cui sono organizzati "con autonomia operativa e amministrativa" gli ufficiali di gara, che hanno il compito di assicurare "la regolarità tecnica e sportiva delle gare"; determinando, senza ombra di dubbio, il fatto che l'AIA, svolgendo tale "attività strumentale" per la pratica del giuoco del calcio in Italia, sia componente, a tutti gli effetti, della FIGC; l'art. 33, comma 1, dello Statuto CONI demanda a ciascuna "competente Federazione sportiva nazionale" l'attribuzione della "qualifica" agli ufficiali di gara e la FIGC ha assolto tale onere inquadrando gli ufficiali di gara tra i soggetti, quali tesserati, dell'ordinamento federale ("I regolamenti federali disciplinano il tesseramento degli atleti, dei tecnici, degli ufficiali di gara, dei dirigenti e degli altri soggetti dell'ordinamento federale"); evidenziato che: nella riunione della giunta nazionale del CONI del 9 aprile 2018 sono stati approvati i nuovi principi fondamentali degli statuti delle federazioni sportive e, stando alle affermazioni del presidente CONI nonché, ad oggi, commissario straordinario della lega nazionale professionisti di serie A, la partecipazione degli ufficiali di gara negli organi direttivi federali (e, cioè, nell'assemblea federale) sarebbe stata subordinata ad un requisito non previsto nella vigente legge statale, vale a dire la previsione di una tale presenza negli organismi sportivi internazionali di riferimento; secondo quanto risulta agli interroganti, in maniera specifica nell'articolo 5, "Principio di democrazia interna a base personale", che riguarda, in sostanza, l'attribuzione del diritto di voto ad atleti, e tecnici per l'elezione dei propri rappresentanti negli organi direttivi nazionali, solo per l'elezione facoltativa dei rappresentanti degli ufficiali di gara nei consigli federali, sarebbe presente una sostanziale modifica, in senso peggiorativo, di quanto previsto dai precedenti principi; tale differenza si sostanzia, principalmente ma non esclusivamente, nel passare da una statuizione che prevede che gli "ufficiali di gara maggiorenni eleggeranno i rispettivi rappresentanti nel Consiglio federale, ove previsto negli statuti federali, secondo le modalità stabilite negli statuti stessi" al fatto che gli statuti possono prevedere la presenza dei rappresentanti degli ufficiali di gara nei consigli federali, ove tale presenza sia prevista dai regolamenti delle relative federazioni internazionali di appartenenza; gli stessi statuti possono prevedere la presenza con diritto di voto dei rappresentanti degli ufficiali di gara nei consigli federali, ove tale presenza sia prevista dai regolamenti delle relative federazioni internazionali di appartenenza; ulteriormente rilevato che: solo per un gruppo di tesserati federali (e solo loro, gli arbitri) si determinerebbe l'esclusione dalla partecipazione agli organismi direttivi collegiali della federazione di cui fa parte a pieno titolo, anche con diritto di voto, creando dei soggetti dell'ordinamento federale vincolati ai doveri derivanti dall'appartenenza ad esso, ma senza diritti di rappresentanza;