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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Singapore, dall'altra, fatto a Bruxelles il 19 ottobre 2018. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto alla ratifica dell'Accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Singapore, dall'altra, fatto a Bruxelles il 19 ottobre 2018, come di seguito si illustra. 1. Contesto dell'accordo La firma dell'Accordo quadro di partenariato e cooperazione (APC), dell'Accordo di libero scambio (ALS) e dell'Accordo di protezione degli investimenti (API) – avvenuta in occasione del Vertice ASEM (Asia- Europe Meeting ) del 19 ottobre 2018 – sancisce un processo di crescente approfondimento strategico delle relazioni bilaterali tra Unione europea e Singapore sotto il profilo commerciale, politico e di sicurezza. Le tre intese hanno definito un quadro giuridico organico e rafforzato del partenariato bilaterale, con l'obiettivo di proiettarlo su nuovi ambiziosi traguardi. Al contempo, hanno posto le basi per un significativo consolidamento dell'influenza europea nel quadrante delle Nazioni del Sud Est asiatico (ASEAN), al fine di cogliere le potenzialità offerte dal processo di integrazione regionale in atto e dalla vibrante crescita dell'area, con oltre 600 milioni di consumatori e una classe media in rapida espansione. Singapore è il partner principale ASEAN dell'Unione europea, con scambi bilaterali di merci per un valore complessivo di oltre 53 miliardi di euro e di servizi per 51 miliardi di euro . Principale destinazione degli investimenti europei in Asia (oltre 10.000 imprese dell'Unione europea si sono stabilite a Singapore e utilizzano questo presidio per servire l'intera area del Pacifico), la città stato è il terzo investitore asiatico nell'Unione europea (dopo Giappone e Hong Kong) . L'Accordo di partenariato e cooperazione intende offrire la piattaforma di rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione bilaterale, estendendola a diversi settori quali fiscalità e dogane, occupazione e affari sociali, tutela dell'ambiente e contrasto al cambiamento climatico, trasporti ed energia, politica industriale – con particolare attenzione alle PMI – scienza e tecnologia, istruzione e cultura, emigrazione, lotta al crimine organizzato, al narcotraffico e al riciclaggio. L'Accordo di libero scambio tra Unione europea e Singapore è un'intesa su materie di competenza esclusiva della Unione europea, con significative previsioni di liberalizzazione dei servizi (in particolare telecomunicazioni, servizi ambientali ed ingegneristica), rimozione quasi totale dei dazi, uniformità o mutuo riconoscimento di standard e di regolamentazioni tecniche, accesso al mercato degli appalti, tutela dei diritti di proprietà intellettuale e di quasi 200 indicazioni geografiche. In virtù dello status di « cosiddetta seconda generazione » dell'intesa, il perimetro dell'Accordo di libero scambio si estende, tuttavia, ben oltre le previsioni di liberalizzazione commerciale, prevedendo un forte impegno delle Parti per la promozione dei diritti umani dei lavoratori e la tutela dell'ambiente ed un capitolo dedicato al rapporto tra commercio e sviluppo sostenibile. L'Accordo sulla protezione degli investimenti (che include materie di competenza concorrente degli Stati membri – cosiddetto accordo misto), completa il quadro delle intese e mira ad assicurare un elevato livello di tutela per gli investimenti dei privati, prevedendo al contempo garanzie sotto il profilo della tutela del diritto delle Parti a perseguire obiettivi di interesse nazionale quali la sicurezza, la protezione della salute pubblica e dell'ambiente. 2. Iter procedurale di firma dell'accordo Il 23 aprile 2007 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati per un Accordo di libero scambio (ALS) interregionale con gli Stati membri dell'ASEAN, prevedendo comunque la possibilità di avviare negoziati bilaterali qualora il negoziato collettivo con un gruppo di Stati membri dell'ASEAN si fosse rivelato non percorribile. In ragione delle difficoltà effettivamente riscontrate, il 22 dicembre 2009 il Consiglio ha convenuto di avviare negoziati bilaterali con singoli Stati membri dell'ASEAN, pur mantenendo in prospettiva l'obiettivo strategico di un accordo interregionale. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la Commissione ad avviare negoziati bilaterali per un accordo di libero scambio con Singapore, quale primo tassello di analoghi negoziati con altri Stati membri dell'ASEAN interessati. I negoziati bilaterali con Singapore sono cominciati nel marzo 2010. Il 12 settembre 2011 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad estendere i negoziati in corso con Singapore anche al tema della protezione degli investimenti, sulla base di una nuova competenza riconosciuta all'Unione nel trattato di Lisbona. Originariamente, i negoziati tra Unione europea e Singapore prevedevano la conclusione di un unico accordo su commercio e investimenti. Tuttavia, nel parere n. 2/15 del 16 maggio 2017, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha confermato la competenza esclusiva dell'Unione in relazione a tutte le materie oggetto dell'accordo negoziato con Singapore con l'eccezione degli investimenti non diretti (di portafoglio) e la risoluzione delle controversie investitore-Stato in cui gli Stati membri figurano in qualità di convenuti, oggetto di una competenza concorrente dell'Unione e degli Stati membri. Pertanto, il testo originariamente negoziato è stato rivisto al fine di creare due accordi separati: un Accordo di libero scambio (ALS) sulle materie di competenza esclusiva dell'Unione (ai sensi dell'articolo 207 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - TFUE) e un Accordo sulla protezione degli investimenti (API) che include materie di competenza concorrente degli Stati Membri (cosiddetto accordo misto). A seguito della firma in occasione del citato Vertice ASEM, gli Accordi di protezione degli investimenti e di libero scambio e l'Accordo quadro di partenariato e cooperazione sono stati approvati dal Parlamento europeo il 13 febbraio 2019. L'ALS, di competenza esclusiva dell'Unione europea è entrato in vigore il 21 novembre 2019, a seguito dell'adozione della decisione di conclusione da parte del Consiglio, a norma dell'articolo 218, paragrafo 6, del TFUE. Quanto all'API, trattandosi di un accordo misto, esso deve essere concluso dalla stessa Unione in forza di una decisione del Consiglio – a norma dell'articolo 218, paragrafo 6, del TFUE – previa approvazione del Parlamento europeo e ratifica degli Stati membri in conformità con le rispettive procedure interne. In seno all'Unione europea l'Accordo è stato ratificato, al momento, dalla Repubblica Ceca, dalla Danimarca, dall'Estonia, dalla Grecia, dalla Lettonia, dalla Lituania, dal Lussemburgo, dal Portogallo, dalla Svezia e dall'Ungheria. 3. Finalità dell'accordo L'Accordo di protezione degli investimenti mira ad assicurare un elevato livello di tutela per i nostri investimenti e al contempo, specifiche garanzie sotto il profilo di tutela della sovranità nazionale.