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Prende la parola per dichiarare il voto contrario del Gruppo di Forza Italia il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ), pur considerando il decreto-legge di proroga di termini legislativi come necessario all'attività di Governo, anche se spesso caratterizzato da norme poco omogenee rispetto alla natura del provvedimento. A suo parere, sarebbe opportuno che anche in Senato le forze politiche di maggioranza e di opposizione si confrontassero sui temi ritenuti più rilevanti per i cittadini, ma esprime il rammarico che una eventuale apposizione della questione di fiducia, anche in considerazione della imminente scadenza del decreto-legge, possa impedire un adeguato dibattito. Si sofferma quindi su alcuni degli emendamenti presentati dal Gruppo di Forza Italia in materia di concessioni autostradali, di giustizia, di Patto di stabilità per i Comuni, di appalti e di tasse sulla nettezza urbana. Infine, esprime l'auspicio che in futuro si possa individuare e rendere stabile un metodo di collaborazione tra tutte le forze politiche nella stesura di norme di carattere così tecnico. Il presidente BAGNAI rileva in premessa che, se alcune misure erano davvero attese da tempo, come sottolineato dal senatore D'Alfonso, evidentemente in passato le forze politiche e di Governo non hanno brillato in tempestività. Chiarisce poi che la contrarietà del proprio Gruppo nei confronti del provvedimento non è certo legata al merito, anche perché diverse disposizioni richiamate, così come altre non di stretta competenza della Commissione, sono certamente condivisibili; viceversa, giudica il metodo adottato inaccettabile, in quanto la natura tecnica delle misure riduce sostanzialmente, fino ad annullarla, la valutazione parlamentare espropria i cittadini della loro rappresentanza. Ricorda infatti che la legge di bilancio è stata definita nel suo contenuto solo presso uno dei due rami del Parlamento, mentre il decreto in esame - che ne corregge alcune disposizioni - lo è stato presso l'altro ramo, quasi fosse una sorta di tacito risarcimento nei confronti della Camera. Paradossalmente il provvedimento, che è stato modificato con il contributo di tutte le forze parlamentari, che hanno legittimamente rappresentato anche le esigenze dei territori, si può paragonare ad una seconda legge di bilancio, anche se in Senato esaminata in sede referente dalla 1 a e non dalla 5 a Commissione permanente. Le norme in esame, tuttavia, modificando o prorogando disposizioni produttive di gettito, non fanno che emergere il potere interdittivo degli organi tecnici, come la Ragioneria generale dello Stato. Tale considerazione si riflette, a suo parere, anche sulla efficacia della stessa riforma dell'articolo 81 della Costituzione, che, come è ormai evidente, non impedisce sforamenti del deficit o aumento del debito pubblico. Ribadisce quindi che il voto contrario del Gruppo della Lega non riguarda i temi oggetto del provvedimento, ma il metodo utilizzato, in quanto lesivo della dignità del Parlamento. Infine evidenzia che, diversamente da quanto accaduto nella prima parte della legislatura, l'attuale maggioranza non sembra volersi impegnare per una inversione di tendenza in proposito, rispetto alla centralità del Parlamento. Nessun altro chiedendo la parola, previo accertamento della presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di parere favorevole del relatore è posta ai voti e approvata. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO ag 142 Doc n. 142 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, recante recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE, nonché adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 31, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e degli articoli 11e 12 della legge 12 agosto 2016, n. 170. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 18 febbraio. Il relatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ) , dopo aver richiamato i principali contenuti della sua relazione, propone di esprimersi in senso non ostativo sul provvedimento. Nessun chiedendo la parola in dichiarazione di voto, previo accertamento della presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di parere non ostativo del relatore è posta ai voti e approvata. A.G. n. 150 - I.V.A. su vendite a distanza Doc n. 150 Schema di decreto legislativo recante attuazione dell'articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 4 ottobre 2019, n. 117. Esame e rinvio) La relatrice DRAGO ( M5S ) introduce lo schema di decreto legislativo, che reca attuazione dell'articolo 1 della direttiva 2017/2455/UE del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2006/112/UE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni (recante la disciplina generale dell'IVA). Dopo aver ricordato che il provvedimento è stato predisposto in attuazione dell'articolo 1 e dell'allegato A, n. 12, della legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019), secondo i principi e i criteri direttivi di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, si sofferma sulle finalità delle norme europee in materia, che intendono ridurre gli oneri connessi alla fornitura intra-UE dei servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e di quelli forniti per via elettronica, resi nei confronti di committenti non soggetti passivi d'imposta, anche ampliando il novero dei prestatori di tali servizi che possono accedere al regime speciale del "mini sportello unico" (MOSS, acronimo di mini one stop shop ). La relatrice passa quindi all'esame del testo, che si compone di quattro articoli. In particolare, l'articolo 1 modifica in più punti la disciplina sulla territorialità dell'IVA per i servizi sopra citati, allo scopo di introdurre regole specifiche nel caso in cui il prestatore di tali servizi sia un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro UE. Il successivo articolo 2 prevede semplificazioni alla disciplina del MOSS, il cui portale elettronico in Italia è gestito dall'Agenzia delle entrate. Infine, l'articolo 3 reca la copertura finanziaria, mentre l'articolo 4 dispone in materia di entrata in vigore.