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Lo spirito dell'originaria dedica a questa importante funzione, che ha fatto sì che l'impresa potesse avere una via e possa quindi nascere, è nato proprio con questa idealità. Sappiamo che in Italia ci sono 3.600.000 dipendenti e qualcosa come 10.000 soggetti della pubblica amministrazione (il decreto legislativo n. 29 del 1993, all'articolo 1, con la precisione di Sabino Cassese, ci racconta come si conteggiano i soggetti della pubblica amministrazione). Siamo con 100 miliardi di euro in pancia dei diversi soggetti della pubblica amministrazione che possono diventare interventi di miglioramento del territorio, di facilitazione della vita delle imprese e delle famiglie. Però, c'è un problema: la lentezza con la quale i procedimenti fanno verificare gli accadimenti e determinano nei fatti ciò che poi migliora la vita delle imprese, delle persone e anche delle famiglie. C'è bisogno allora di riconcepire il procedimento amministrativo; fare in modo che il responsabile unico del procedimento (RUP) abbia nodi definiti e tempi garantiti; abbia una contrattualizzazione idonea rispetto alle sue responsabilità, una formazione dedicata e una tecnologia funzionale. C'è bisogno di far fronte all'emergenza formativa. Per fare sì che tutto ciò accada, dobbiamo anche prendere atto che ci troviamo in una fase nella quale la normazione è più avanti del patrimonio conoscitivo dei dipendenti e anche la tecnologia. Tutto ciò non può essere lasciato al caso. Facciamo in modo che nasca un grande piano di riaggiornamento e di riformazione per fare sì addirittura che si possa parlare di una stagione nella quale arrivi l'immediatezza della decisione pubblica. Io penso che il Dipartimento del suo Ministero si debba chiamare non solo della «funzione pubblica», ma della «decisione pubblica per lo sviluppo». Con queste premesse le chiedo: come si sta preparando per fare sì che i funzionari della pubblica amministrazione italiana risultino all'altezza della sfida e per fare sì che davvero la crescita ci riguardi? (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Il ministro per la pubblica amministrazione, onorevole Dadone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DADONE, ministro per la pubblica amministrazione . Signor Presidente, la semplificazione, come il senatore d'Alfonso ben sa, rappresenta un volano indispensabile per la crescita del Paese. Penso seriamente che il raggiungimento di qualsiasi piano sia ancora oggi messo a rischio da tempi di conclusione delle procedure amministrative che non sono certi e che sia indispensabile un grande lavoro di squadra da parte di tutti i Ministri, sotto la guida del Presidente del Consiglio, per riuscire a garantire dei tempi rapidi di conclusione delle procedure amministrative. È essenziale la ridefinizione dei procedimenti, che oggi sono ancora basati su un modello tradizionalmente cartaceo e analogico. Bisogna riuscire a semplificare queste procedure e a trasformarle sul fronte digitale per riuscire a ridurre i tempi e rendere la pubblica amministrazione al passo con le necessità reali del Paese, delle imprese e dei cittadini. Proprio sul fronte della semplificazione ho voluto aprire il mio mandato con l'avvio di una consultazione sulla piattaforma del Dipartimento della funzione pubblica per chiedere ai cittadini quali fossero le prime esigenze sul fronte della semplificazione e quali fossero le loro esperienze in termini di problematiche della burocrazia. Le risposte sono state tante. Ne avvierò anche un'altra per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni rispetto alla cattiva prassi di richiedere più volte documentazione di cui sono già in possesso. Questo è il famoso principio del once-only : se la pubblica amministrazione ha già un documento non dovrebbe chiederlo ripetutamente ad amministrazioni e cittadini. Sbloccare i tempi delle procedure quindi è indubbiamente una priorità: nel passato sono state però adottate anche molte misure (penso ai poteri sostitutivi, al collegamento con la valutazione dei dirigenti e agli indennizzi da ritardo), però i risultati sono stati sempre modesti. Penso invece che in questa fase sia importante un'azione coordinata e mirata. Così, ho pensato a interventi prioritari e rapidi sul fronte dell'organizzazione. Occorre quindi indubbiamente identificare alcune procedure da accelerare e sulle quali intervenire; creare task force multidisciplinari, anche con i fondi strutturali, per supportare le amministrazioni; rimuovere gli ostacoli per gli sportelli unici. Sul fronte della formazione c'è molto da fare: abbiamo attivato un protocollo, d'intesa con il Dipartimento per la trasformazione digitale, per riuscire a potenziare le competenze digitali dei lavoratori; abbiamo eliminato il tetto alla spesa per la formazione dei dirigenti; abbiamo istituito il sostegno e l'assistenza anche ai piccoli Comuni in difficoltà, che non hanno dipendenti o i cui dipendenti siano in difficoltà sotto il profilo della formazione; abbiamo diretto il personale e parte delle risorse del nucleo concretezza per riuscire a individuare nuove procedure di selezione del personale per riuscire a ridurre i tempi di svolgimento delle prove concorsuali e ad avere personale formato; occorre creare bandi-tipo. In ultimo, abbiamo lanciato l'ottavo corso-concorso alla Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA) per i dirigenti di seconda fascia. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore D'Alfonso, per due minuti. D'ALFONSO (PD) . Signor Ministro, ci sentiamo soddisfatti, avendo avuto un riscontro rispetto all'impegno che le abbiamo chiesto, e anche coinvolti dalla sua agenda. Va benissimo il tema dei corsi-concorso, non solo a livello centrale, ma anche nei territori. Tenga conto che oggi quest'Assemblea ha concluso un procedimento di cento anni, così come ci sono procedimenti che durano anni per la ricostruzione delle consistenze contributive con finalità pensionistica. Se si compra un edificio dall'Inail con funzione e destinazione urbanistica di ufficio e lo si rende poi ristorante, c'è bisogno di una delibera del Consiglio comunale per la modifica della destinazione urbanistica. A Bari ci vogliono tre anni e un'inchiesta, probabilmente; a Roma quattro anni e un'inchiesta, per l'imprecisione della pubblica amministrazione, quando le grandi categorie urbanistiche si potrebbero anche semplificare, perché il carico antropico tra una destinazione a ufficio e una a ristorante non modifica, come dicono i Vigili del fuoco; c'è bisogno allora di rivedere i carichi di lavoro e i tempi per definire un procedimento. Il ministro emerito della funzione pubblica Cassese nel 1993, quello del codice della qualità della pubblica amministrazione, si impegnò a dire che ogni procedimento deve avere un tempo massimo: cento anni, francamente, sono troppi. Ci fidiamo del suo lavoro e vogliamo aiutarlo. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.