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Una società che fa tutto questo, un sistema scolastico che fa tutto questo, sforna adulti in grado di dominare i loro istinti peggiori, in grado di coabitare serenamente all'interno di gruppi sociali e lavorativi, in grado di sviluppare comportamenti collettivi virtuosi, perfino più produttivi per la crescita economica ». Infine, c'è un ultimo aspetto di tipo culturale da prendere in considerazione ed è la competenza lessicale, vale a dire la capacità di acquisire e padroneggiare il linguaggio per comunicare e trasmettere agli altri le nostre emozioni. Tradurre le emozioni in parole, scoprire e ampliare il vocabolario emotivo, oltre a permetterci di scegliere la migliore linea d'azione di fronte alle difficoltà, serve a comunicare meglio con gli altri, a ottenere il loro aiuto quando ne abbiamo bisogno, a rapportarci in modo positivo e a sviluppare sentimenti di empatia nei confronti di altre persone. Un'ultima considerazione deve infine esser fatta in relazione a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi della scuola, luogo di formazione della persona, sia attraverso l'acquisizione del sapere sia delle competenze umane e dei valori morali. Moduli didattici mirati ai diversi gradi scolastici, a partire dalle scuole secondarie inferiori e fino alle superiori – ma senza escludere a priori la formazione pre-scolastica e la formazione primaria – appaiono sempre più indispensabili ai fini di una prevenzione culturale che si ponga come argine non solo informativo e formativo, ma soprattutto etico: nel senso della condotta di ciascuno nei propri ambienti di frequentazione, a partire dalla famiglia, spesso unico e triste teatro della violenza domestica. Parallelamente ai moduli didattici, e con tempi di avvio indubbiamente più rapidi, il mondo scolastico potrebbe essere incoraggiato, con mirate linee di finanziamento a sostegno degli organi scolastici, a progettare specifici programmi di offerta formativa aggiuntiva e integrativa sulla violenza di genere e sulla prevenzione e sul contrasto culturale, utilizzando reti associative e istituzionali già esistenti, calibrandoli sapientemente sui territori ove insistono le attività didattiche e di dopo-scuola. L'educazione emozionale deve divenire una componente basilare e insostituibile per realizzare un tale obiettivo. Sempre più anche sul posto di lavoro è richiesta la cosiddetta « intelligenza emotiva », la capacità, cioè, di saper interagire con l'ambiente che ci circonda, provare empatia con gli altri e saper, di conseguenza, lavorare in gruppo. Nello specifico del testo del presente disegno di legge: l'articolo 1 esprime finalità e definizioni circa l'educazione emozionale, laddove tale insegnamento, nell'ambito specifico delle scienze comportamentali, debba intendersi come processo formativo volto a favorire e ottimizzare consapevole conoscenza e controllo di sé stessi e delle proprie emozioni in età evolutiva e nell'infanzia; sviluppare l'« intelligenza emotiva » quale capacità di riconoscere le proprie emozioni in relazione a quelle di chi ci circonda, gestendo le proprie e imparando a interagire in modo costruttivo con gli altri e, infine, prevenire comportamenti sociali a rischio, lesivi della dignità della persona, nella sfera privata, etica, religiosa, razziale e con particolare riferimento alla parità di genere. L'articolo 2 stabilisce che, con uno o più regolamenti da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede alla definizione delle disposizioni relative all'insegnamento dell'educazione emozionale, determinando in particolare il monte ore mensile per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria da elargire nelle ore di compresenza una volta a settimana per un'ora; il monte ore mensile indipendente e autonomo, per la scuola secondaria di primo grado e per il biennio della scuola secondaria di secondo grado, nell'ambito dell'insegnamento delle discipline obbligatorie d'indirizzo; l'individuazione del personale docente, adeguatamente formato, anche usufruendo dell'organico di potenziamento già presente nelle istituzioni scolastiche; e infine la definizione dei contenuti da trattare nei diversi cicli di studio. Ai commi 2 e 3 del medesimo articolo è previsto che le istituzioni scolastiche provvedano a rimodulare il Piano dell'offerta formativa al fine di includere l'insegnamento dell'« educazione emozionale », nonché a programmare, con particolare riferimento alla scuola primaria e dell'infanzia, occasioni d'incontro extracurricolari in cui coinvolgere anche le famiglie. L'articolo 3 stabilisce che, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e anche promuovendo accordi di rete, viene emanata la disciplina per lo svolgimento delle attività di aggiornamento del personale docente della scuola dell'infanzia e della scuola primaria e del personale docente individuato nella scuola secondaria di primo e di secondo grado per l'insegnamento dell'« educazione emozionale ». L'articolo 4 e l'articolo 5 recano, rispettivamente, la copertura finanziaria e le norme transitorie e finali.. 1 (Finalità e definizioni) 1 Al fine di prevenire e fronteggiare ogni forma di disagio dell'infanzia e dell'adolescenza in ambito scolastico, familiare e sociale, nonché comportamenti a rischio quali bullismo, cyberbullismo o forme di prevaricazione, qualificare l'offerta educativa nell'ottica della valorizzazione della progettualità scolastica, potenziare l'integrazione e ridurre i tempi di accesso a interventi specialistici e di ascolto, nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, è introdotto, per la scuola dell'infanzia e nell'ambito delle discipline curricolari obbligatorie previste per le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado, l'insegnamento dell'« educazione emozionale ». 2 Nell'ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione, nonché ai fini della presente legge, l'insegnamento di cui al comma 1 è considerato, entro lo specifico delle scienze comportamentali, come processo formativo volto a: a favorire e ottimizzare la consapevole conoscenza e il controllo di sé stessi e delle proprie emozioni in età evolutiva e nell'infanzia; b sviluppare l'intelligenza emotiva quale capacità di riconoscere le proprie emozioni in relazione a quelle di chi ci circonda, gestendo le proprie e imparando a interagire in modo costruttivo con gli altri; c prevenire comportamenti sociali a rischio, lesivi della dignità della persona, nella sfera privata, etica, religiosa, razziale e con particolare riferimento alla parità di genere. 2 (Introduzione dell'insegnamento dell'educazione emozionale)