[ddlpres]

d) qualunque fatto costituente reato idoneo a ledere l'immagine del magistrato, anche se il reato è estinto per qualsiasi causa o l'azione penale non può essere iniziata o proseguita. 7. Il magistrato che viola i suoi doveri è soggetto alle seguenti sanzioni disciplinari: a) l'ammonimento; b) la censura; c) la sospensione dalle funzioni da tre a dodici mesi; d) la revoca. 8. Quando per il concorso di più illeciti disciplinari si debbono irrogare più sanzioni di diversa gravità, si applica la sanzione prevista per l'infrazione più grave; quando più illeciti disciplinari, commessi in concorso tra loro, sono puniti con la medesima sanzione, può essere applicata la sanzione immediatamente più grave. In entrambi i casi può essere applicata anche la sanzione meno grave se compatibile. 9. L'ammonimento è un richiamo, espresso nel dispositivo della decisione disciplinare, all'osservanza, da parte del magistrato, dei suoi doveri, in rapporto all'illecito commesso. 10. La censura è una dichiarazione formale di biasimo contenuta nel dispositivo della decisione disciplinare. 11. La sospensione dalle funzioni consiste nell'allontanamento dalle funzioni con la sospensione delle indennità. Al magistrato onorario sospeso può essere corrisposto un assegno alimentare pari a un quarto dell'indennità fissa, avuto riguardo alle specifiche condizioni patrimoniali, reddituali e familiari. 12. La revoca determina la cessazione del rapporto di servizio. 13. Si applica una sanzione non inferiore alla censura per: a) i comportamenti che, violando i doveri di cui al comma 1 arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti; b) la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge; c) il tenere comportamenti che, a causa dei rapporti comunque esistenti con i soggetti coinvolti nel procedimento ovvero a causa di avvenute interferenze, costituiscano violazione del dovere di imparzialità; d) i comportamenti previsti al comma 2, lettere d) , e) ed f) ; e) il perseguimento di fini diversi da quelli di giustizia; f) il reiterato o grave ritardo nel compimento degli atti relativi all'esercizio delle funzioni; g) la scarsa laboriosità, se abituale; h) la grave o abituale violazione del dovere di riservatezza; i) l'uso della qualità di magistrato al fine di conseguire vantaggi ingiusti; l) lo svolgimento di incarichi extragiudiziari non consentiti qualora per l'entità e la natura dell'incarico il fatto non si appalesi di particolare gravità. 14. Si applica una sanzione non inferiore alla sospensione dalle funzioni nei seguenti casi: a) svolgimento di incarichi e uffici vietati dalla legge ovvero di incarichi per i quali non è stata richiesta o ottenuta la prescritta autorizzazione o la sospensione preventiva, qualora per l'entità e la natura dell'incarico il fatto si appalesi di particolare gravità; b) assunzione di comportamenti che, violando i doveri di cui al comma 1, arrecano grave e ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti; c) uso, se abituale e grave, della qualità di magistrato onorario al fine di conseguire vantaggi ingiusti; d) assunzione di comportamenti previsti dal comma 4, lettera b) . 15. Si applica la sanzione della revoca al magistrato onorario che sia stato condannato che incorre nella interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici in seguito a condanna penale o che incorre in una condanna a pena detentiva per delitto non colposo non inferiore a un anno la cui esecuzione non sia stata sospesa, ai sensi degli articoli 163 e 164 del codice penale, o per la quale sia intervenuto provvedimento di revoca della sospensione ai sensi dell'articolo 168 dello stesso codice. 16. Nell'infliggere una sanzione diversa dall'ammonimento e dalla rimozione, può essere disposto il trasferimento del magistrato ad altra sede o ad altro ufficio quando, per la condotta tenuta, la permanenza nella stessa sede o nello stesso ufficio appare in contrasto con il buon andamento dell'amministrazione della giustizia. » ; m) all'articolo 32: 1) al comma 1, il secondo periodo è sostituito dal seguente: « Le disposizioni dei capi da I a IX si applicano ai magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione per quanto non previsto dalle disposizioni del capo XI. »; 2) al comma 1, il terzo e il quarto periodo sono soppressi; 3) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « La disposizione di cui all'articolo 18, comma 2, non si applica ai magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione e successivamente cessati dall'incarico per assumere una diversa funzione giudiziaria onoraria disciplinata dal presente decreto. »; 4) al comma 9, primo periodo, dopo le parole: « possono essere destinati » sono inserite le seguenti: « , qualora vi consentano, »; 5) dopo il comma 12 sono aggiunti i seguenti: « 12-bis . I magistrati onorari divenuti incompatibili con la sede di appartenenza per effetto di disposizioni introdotte dal presente decreto in materia di incompatibilità, hanno la precedenza nei trasferimenti presso sedi ove non sussistano cause di incompatibilità e permangono, a domanda, nella sede di appartenenza qualora non vi siano sedi disponibili nei circondari confinanti con quello di appartenenza. Salvo quanto previsto al primo periodo, i trasferimenti di sede hanno la precedenza sulle nuove nomine e sulle domande di trasferimento proposte da magistrati onorari in servizio da minore tempo. 12-ter . Sino al 31 dicembre 2022, l'indennità di risultato prevista al comma 2 dell'articolo 31 a favore dei magistrati onorari di cui al capo XI non è corrisposta e quella fissa è aumentata del quindici per cento ». 2 (Disposizioni finanziarie) 1 Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della giustizia.