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Infatti, ricordiamoci che, purtroppo, le vere vittime sono i figli, in quanto le donne muoiono per il silenzio che hanno voluto mantenere, mentre i mariti vengono messi in carcere (alcuni, purtroppo, vengono addirittura liberati, mentre altri - per fortuna - marciscono nelle galere, così come deve essere). Desidero ringraziare il presidente Valente e le colleghe della Commissione, perché siamo tutti stati bravissimi. Da donna non posso naturalmente dimenticare di ringraziare il presidente Alberti Casellati e il ministro Bonetti, che mi fa piacere sia oggi presente in Aula, la quale non si è mai fatta desiderare e ci è sempre stata sempre vicina, accettando ogni invito ricevuto dal Presidente. Il presidente Alberti Casellati ha inoltre aperto le porte di questo Palazzo a due delle cooperative del Sud (Lazzarelle ed Eva) che danno dignità alle donne. Infatti, le donne hanno bisogno di lavorare per uscire dallo stato di difficoltà in cui si trovano. Che altro posso dire? Tutto quello su cui abbiamo lavorato è stato fatto nell'ottica di migliorare l'attuale legislazione. Il lockdown ci ha consegnato dei dati che sono migliori, ma solo apparentemente, perché nella realtà indicano l'esatto contrario visto che le donne, essendo costrette a rimanere a casa, non hanno potuto segnalare gli episodi di violenza. Per questo motivo, invito il Governo e i colleghi a promuovere maggiormente gli strumenti che già esistono e che sono tanti. Lo strumento secondo me più importante, al di là della repressione, delle misure penali e dell'inasprimento delle pene, è quello della prevenzione, su cui dobbiamo lavorare perché è quello grazie al quale ci salveremo. Oggi i dati che sono stati consegnati alla Commissione di inchiesta sono veramente desolanti, perché le associazioni sono tantissime e stanno crescendo e questo è un bene, ma significa che stanno aumentando le domande e le denunce e questo ovviamente ci impone una riflessione. Invito a rivedere, in occasione dell'avvio dell'insegnamento dell'educazione civica, l'emendamento che avevo presentato come prima firmataria, ma naturalmente a nome del mio Gruppo politico, per l'introduzione, fra i valori insegnati, del diritto al rispetto, perché grazie all'insegnamento dell'educazione civica che è stato ripristinato possiamo lavorare sui ragazzi fin dall'età infantile. Infine, vorrei dire che è stato fatto un altro passo avanti con il telefono rosa, che ha ricevuto un'enormità di telefonate, addirittura 1.104, che poi si sono ridotte, con il lockdown , a 496, a dimostrazione di questo fenomeno. Invitiamo ad una maggiore promozione degli strumenti del numero 1522 e invitiamo il Governo a darne maggiore diffusione, attraverso la possibilità di pubblicizzare questo numero in locali come le farmacie, i supermercati e i luoghi dove, durante il lockdown , le donne erano legittimate ad andare. C'è anche un altro strumento, che purtroppo non ha avuto una grande promozione, che è stato introdotto dalla Polizia di Stato: l' app YouPol. Essa è stata introdotta in effetti più per dare ai ragazzi la possibilità di fare delle denunce relative a spacci o ad abusi che subiscono, ma in effetti è stata estesa anche alle donne e quindi sarebbe bello promuovere ancora una volta questo strumento, perché di strumenti ne abbiamo dati tanti e ne abbiamo ogni giorno perfezionati e migliorati altri. È il momento, però, di lavorare anche sulla cultura, per permettere agli uomini di crescere con una diversa visione della donna e accanto a questo bisogna aumentare la sensibilità della società civile tutta. L'allerta della polizia di vicinato potrebbe essere determinante per poter supportare le donne nella decisione, spesso difficile, di denunciare il padre dei propri figli. È questo il vero motivo per cui spesso si arriva purtroppo ad acquisire il dato quando la donna non c'è più, quando viene ammazzata. Dobbiamo essere consapevoli di doverci prendere cura di chi ci ha dato la fiducia, non solo come rappresentanti politici, ma anche come donne, è il femminile che si prende cura di voi e, a parte le mie battute iniziali, ricordatevi che è la donna che è l'origine di tutto, che si prende cura di voi, della casa, dei vostri figli, degli uomini e quindi spetta a voi uomini essere da esempio e da monito per tutti gli altri affinché non ci sia questa aberrazione che è il femminicidio. Concludo invitando i colleghi ad ascoltare stasera un grande artista, il maestro Battiato, che nella canzone «La cura» afferma che la donna è un essere speciale e che avrà cura di lei: «Io sì, avrò cura di te». È questo l'appello e la preghiera che rivolgo a tutti gli uomini: abbiate cura di noi donne perché siamo un dono da amare e proteggere. Le donne dovete conquistarle con i fatti, non solo con le belle parole, e i fiori - vi prego - lasciateli nei campi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, ringrazio il ministro Bonetti per la sua presenza e le colleghe della Commissione di inchiesta sul fenomeno del femminicidio. Questa relazione sulla governance dei servizi antiviolenza e sul sistema di finanziamento dei centri ci dà l'occasione oggi per fare una riflessione più ampia sulla rete di protezione che c'è oggi in Italia e sul perché sia ancora oggi necessaria una rete di protezione in Italia. Vale sempre la pena ricordarlo, perché sono numeri enormi: otto milioni di donne - sono i numeri certificati dall'Istat - su 32 milioni di donne in Italia hanno subito una qualche forma di violenza nel corso della loro vita, dalle intimidazioni alla violenza economica, alle minacce, alle percosse, fino ovviamente ad essere uccise. Ogni due giorni e mezzo viene uccisa una donna in Italia e nell'86 per cento dei casi ciò avviene per mano dell'uomo con cui ha o ha avuto una relazione, un uomo che considera la donna un proprio possesso e per questo si permette di toglierle la vita, un uomo che assume di avere una posizione preordinata e per questo si permette di picchiarla, di intimidirla, di vietarle di uscire. Sono uomini maltrattanti, molto spesso dipinti - forse per scaricare la responsabilità - come dei mostri o come delle persone dipendenti da qualche tipo di sostanza o di ossessione per il gioco. Invece non è così: nella maggior parte dei casi sono uomini che "funzionano" in altri aspetti della loro vita, ma nelle relazioni affettive e intime adottano questo metodo di prevaricazione, ritenendo la donna un essere subordinato e questo ha molto a che fare con il sistema culturale del nostro Paese. Parliamo di un'aberrazione atavica, tanto che il nostro stesso ordinamento giuridico fino al 1959 permetteva e contemplava lo ius corrigendi , cioè la potestà del marito di giudicare e di correggere la moglie in maniera unilaterale rispetto a comportamenti liberi e legittimi. È davvero un'aberrazione e ci abbiamo messo moltissimo tempo, con anni di battaglie in piazza - penso al diritto di famiglia, alla legge sull'aborto - per arrivare finalmente, nel 1995, ad aderire alla Dichiarazione di Pechino e ad affermare ufficialmente che l'Italia era per la parità di genere e per la valorizzazione dei talenti femminili. È solo nel 1997 che il Governo italiano ha emanato la prima direttiva contro la violenza sulle donne: parliamo di tempi recentissimi.