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lo stesso organismo di gestione è del tutto impossibilitato a perseguire le finalità istituzionali, con grave rischio di irreversibile compromissione del delicato ecosistema, al punto che il presidente ha appena rassegnato le dimissioni; tenuto conto dell'estremo interesse naturalistico dell'intero sistema delle piccole isole tirreniche di cui l'arcipelago campano con Vivara costituisce parte integrante, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno, in via prioritaria, procedere all'acquisizione al patrimonio dello Stato dell'isola di Vivara quale punto di partenza essenziale per un'effettiva valorizzazione del patrimonio ambientale che essa rappresenta, attesa altresì la modesta superficie pari a soli 32 ettari; se intenda dotare il soggetto deputato alla gestione della riserva naturale statale dell'isola delle necessarie risorse umane e materiali per perseguire le finalità istituzionali di tutela e valorizzazione. Atto n. 4-06880 GRANATO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per le disabilità Premesso che a partire dal 1° gennaio 2022 è stato previsto un aumento delle pensioni di invalidità civile, a seguito della sentenza n. 152 del 2020 della Corte costituzionale, che aveva stabilito che si dovessero incrementare gli importi dei trattamenti pensionistici ad un livello minimo (da 285 euro a 651 euro); valutato che: da quanto appreso dall'interrogante, rientrando tali pensioni nel calcolo del reddito familiare complessivo, l'aumento delle pensioni di invalidità civile ha determinato una significativa decurtazione, a volte fino alla decadenza, degli importi del reddito di cittadinanza, uno strumento fondamentale di sostegno alle famiglie più bisognose; ciò, dunque, ha causato estremi disagi nelle fasce delle popolazione più deboli e bisognose, in palese contrasto, peraltro, con le finalità di giustizia sociale delineate dal giudice costituzionale nella sentenza n. 152 del 2020; difatti la determinazione della rata mensile del reddito di cittadinanza viene calcolata in riferimento al reddito familiare complessivo, che ha compreso, secondo la più recente interpretazione fornita dall'INPS, anche i redditi derivanti dalle pensioni di invalidità civile; l'aumento degli importi di tali pensioni, dunque, ha determinato tagli, a volte drastici, agli importi legati alla corresponsione del reddito di cittadinanza, determinando un evidente corto circuito logico-giuridico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la loro opinione al riguardo; se non intendano intervenire urgentemente, con atti di propria competenza, al fine di porre rimedio alla situazione, che ha già causato numerose difficoltà a famiglie in condizione di disagio economico e con uno o più componenti invalidi. Atto n. 4-06881 BALBONI ZAFFINI Al Ministro dell'interno Premesso che: risulta agli interroganti, come riportato da un comunicato stampa dal Sindacato autonomi di Polizia, che il 28 marzo il dirigente del compartimento della Polizia stradale per la Lombardia avrebbe diramato una nota, indirizzata a tutte le sezioni della regione, che ha generato un sentito scoramento fra gli operatori della specialità; sarebbe fortemente consigliato che le pattuglie, in caso di inseguimento di veicoli che non rispettino l'intimazione all'alt, si limitino ad annotare il numero di targa, modello del veicolo e direzione di marcia, allo scopo di diramare ad altre pattuglie le ricerche tese a rintracciare i fuggitivi; tale raccomandazione sarebbe stata elargita con un'esaustiva elencazione delle numerose conseguenze, penali, amministrative, disciplinari, erariali nonché etico-morali, nelle quali si incorre nel caso in cui il tentativo di bloccare la marcia dei malintenzionati dovesse generare danni collaterali; a parere degli interroganti la decisione rischia di avere conseguenze potenzialmente dirompenti sulla tenuta della funzione di presidio della sicurezza dei territori nonché in termini di tenuta del principio di legalità, creando delle inaccettabili "zone grigie" che possono dar spazio al proliferare di comportamenti e fattispecie delittuose nella consapevolezza della capacità di intervento limitata da parte delle forze dell'ordine, si chiede di sapere se quanto descritto corrisponda al vero e se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare adeguati provvedimenti per rivalutare tale inopportuna circolare. Atto n. 4-06882 CASTIELLO Al Ministro della salute Premesso che: l'elevato coefficiente di contagiosità della variante "omicron" del COVID-19 sta provocando un'ulteriore preoccupante ripresa della diffusione della pandemia, favorita anche dall'allentamento dei vincoli che ne hanno sinora arginato la propagazione; i vaccini si sono dimostrati incapaci di impedire il contagio ancorché si siano rivelati di indubbia efficacia nel contenere la gravità della malattia e il numero dei decessi. Negli USA ed in vari altri Paesi l'impiego di farmaci antivirali costituisce usuale fattore complementare nella strategia complessiva contro la pandemia; in Italia è sempre più avvertita l'esigenza di semplificare e rendere sollecito e tempestivo l'utilizzo dei farmaci antivirali, tra cui Paxlovid e Lagevrio, di ormai sperimentata efficacia, purché somministrati entro 5 giorni dall'insorgenza dei primi sintomi dell'infezione; tra la fine del 2021 ed il febbraio 2022 le terapie con i farmaci antivirali sono state 108.000 soltanto a fronte di nuovi casi di contagi arrivati, nello stesso periodo, a ben 8,2 milioni. Un così scarso utilizzo è dovuto alle disposizioni vincolistiche vigenti, a giudizio dell'interrogante assurde, che impediscono la prescrizione di questi farmaci da parte dei medici di famiglia e la loro vendita nelle farmacie. La complicata procedura vigente prevede, infatti, che i medici di famiglia segnalano i pazienti da trattare con gli antivirali agli specialisti ospedalieri, infettivologi e pneumologi, cui spetta di prescriverli, dopodiché vengono distribuiti soltanto dalle farmacie ospedaliere. Senonché, mentre si perfezionano i vari passaggi procedurali, spira il termine di 5 giorni dall'insorgenza dell'infezione e i farmaci stessi non sono più efficaci; la farraginosa procedura è stata criticata da Guido Rasi, già direttore esecutivo di EMA, l'Agenzia del farmaco europea, il quale auspica un più largo uso degli antivirali censurando la sproporzione tra il numero, in forte espansione, dei nuovi contagi e il numero, esiguo, delle prescrizioni degli antivirali;