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nel 2017 lo Stato italiano ha accreditato alla famiglia Moscato 85.000 euro, il Ministero dell'interno, Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, Direzione centrale diritti civili, Ufficio vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Soldi che sono stai restituiti perché nel frattempo lo Stato francese aveva avvisato la famiglia che gli avrebbe dato molti più soldi, oltre che pagato una persona che avrebbe assistito Moscato, perché invalido. Se avessero accettato i soldi dall'Italia la Francia non avrebbe più contribuito a nulla; infatti nel 2019 la Francia ha stabilito che Nuccio Moscato era guarito e nel 2020 è arrivata la proposta di 444.669,87 euro; considerato, infine, che: quando i soldi sono finalmente arrivati, è arrivata anche la sorpresa: erano stati accreditati solo 55.447,95 euro, 390.000 in meno. 55.000 euro è esattamente la cifra che presto Moscato dovrà esborsare per farsi fare una protesi più efficiente; da quella cifra lo Stato francese ha detratto: i tre mesi di ospedalizzazione, il trasporto fino all'Italia, il soggiorno a Bologna per curarsi (per rifare la protesi), lo psicologo (20 sedute), le spese del bagno di casa che la famiglia Moscato ha dovuto rifare per permettere la sua deambulazione, del seggiolino elettrico montascale per farlo salire al primo piano dove c'è la camera da letto, la fisioterapia, il vitalizio di 600 euro al mese (anche delle mensilità che verranno erogate in futuro). Inoltre, la persona che avrebbe dovuto assistere Moscato per conto della Francia non è mai arrivata; la famiglia Moscato si è quindi rivolta al Ministero dell'interno per chiedere aiuto, offrendo la rinuncia ai 55.000 euro francesi per avere dall'Italia l'equivalente di quanto lo Stato ha versato alle altre vittime della strage: 200.000 euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se ritenga consona per una persona vittima di un attentato terroristico ricevere un compenso di soli 55.000 euro, se tanto il nostro Paese valuta la vita di un essere umano; se non ritenga la copertura delle spese sanitarie come spese necessarie che uno Stato civile debba coprire per i cittadini, gratuitamente. E quindi se non trovi moralmente riprovevole il fatto che la Francia l'abbia addebitata a una vittima di un atto terroristico; se non ritenga che una vittima di terrorismo non debba essere anche risarcita del danno morale; se possa accertarsi che il suo Ministero risponda alla richiesta avanzata da parte di Nuccio Moscato, a giudizio degli interroganti legittima; se possa accertarsi se esistano altri casi come quello di Moscato e di risolvere anche quelli. Atto n. 4-05867 LANNUTTI CORRADO CROATTI ANGRISANI Ai Ministri della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'Italia ha mantenuto un contingente militare in Afghanistan per 20 anni, a partire dalla sua invasione l'8 ottobre 2001; durante la presenza militare straniera i Governi italiani che si sono succeduti hanno speso mediamente oltre 200 milioni di euro all'anno (8 miliardi e mezzo di euro complessivamente) per finanziare progetti di ammodernamento del Paese e di ricostruzione della democrazia afghana; le truppe italiane agivano nella provincia di Herat, nella parte occidentale del Paese, al confine con l'Iran. Nel corso della loro permanenza hanno permesso la costruzione di strade, moderne fattorie, ponti e altre infrastrutture; le molte organizzazioni non governative che hanno lavorato in Afghanistan, così come le nostre truppe, si sono avvalse di migliaia di collaboratori e interpreti assunti in loco , di nazionalità afghana; considerato che: in seguito a una decisione del nostro Governo, l'8 giugno 2021 il contingente militare italiano ha abbandonato definitivamente l'Afghanistan, lasciando alla mercé delle truppe afghane ostili il territorio di Herat e tutti i suoi abitanti; la decisione è stata presa di concerto con gli altri Paesi della Nato e in seguito alla decisione della Casa Bianca di ritirarsi definitivamente dall'Afghanistan in occasione dell'11 settembre, di cui quest'anno si celebrerà il ventennale. considerato, inoltre, che: Jaqilani Rahgozar ha lavorato per almeno 10 di anni nella cooperazione internazionale, in particolare con il coordinamento dell'AICS, agenzia governativa italiana, in Afghanistan. È stato un punto di riferimento a Herat. Rahgozar ha lanciato un appello al Governo attraverso le pagine de "il Fatto Quotidiano": "I Talebani sono a 9 chilometri dall'ingresso della città. Senza il supporto dei contingenti militari stranieri l'esercito e la polizia afghani non possono nulla contro la marcia inarrestabile degli Studenti Coranici. È solo questione di tempo. La mia lunga collaborazione con la cooperazione italiana mette a rischio la mia vita e quella della mia famiglia. Vi prego Italia, aiutateci, non dimenticateci dopo quanto fatto insieme"; secondo Rahzogar "Lasciare Herat e tentare l'ingresso in Iran è praticamente impossibile. Fossi da solo correrei il rischio di un blitz oltre frontiera, ma con la famiglia, moglie e due figli piccoli, è un'opzione impossibile. L'unica soluzione per uscire dal Paese è con un visto valido per l'espatrio che ci consenta di salire su un aereo e andarcene. Questo però dipende soltanto dall'Italia"; quella di Rahzogar è solo una di migliaia di altre storie, di persone disperate, la cui morte è quasi certa se il Governo italiano non interverrà. È l'esempio dell'interprete dell'ex Ministro della difesa Elisabetta Trenta: "La situazione della sicurezza in Afghanistan, soprattutto a Herat, è davvero pessima. E so che se i talebani occuperanno completamente Herat, sarò in cima alla lista delle persone che verranno uccise da loro. Dato che ho servito per le forze italiane per undici anni", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se abbiano predisposto un piano per evacuare gli afghani (con le loro famiglie) che hanno collaborato con gli italiani nel corso della permanenza nel Paese; se in alternativa abbiano predisposto una forma di protezione a tutte quelle famiglie, magari trattando con le truppe afghane ostili, come del resto hanno fatto in tutti questi anni. Atto n. 4-05868 TONINELLI PRESUTTO PELLEGRINI Marco LUPO MATRISCIANO MONTEVECCHI D'ANGELO MAIORINO BOTTO GUIDOLIN CROATTI NOCERINO LEONE CASTELLONE GALLICCHIO DI GIROLAMO DE LUCIA CAMPAGNA ROMANO CORBETTA VANIN DONNO RUSSO LANZI BOTTICI MARINELLO DELL'OLIO SANTILLO FENU TAVERNA PISANI Giuseppe PESCO MAUTONE PIRRO ROMAGNOLI FEDE L'ABBATE CASTALDI PAVANELLI ANASTASI GARRUTI NATURALE VACCARO QUARTO CIOFFI GIROTTO PERILLI RICCIARDI DI PIAZZA CRIMI CATALFO DI NICOLA TURCO TRENTACOSTE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: