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Al comma 5 si provvede a rimodulare le somme previste dall'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, riguardanti la quota delle maggiori entrate da riassegnare al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, pari a euro 7.309.900 annui a decorrere dall'anno 2021, relativa all'incremento delle tariffe applicabili per le operazioni in materia di motorizzazione di cui all'articolo 18 della legge 1° dicembre 1986, n. 870, che, per effetto della novella, passa a 7.309.900 euro per l'anno 2021 e a 10.883.900 euro a decorrere dall'anno 2022. Il comma 6 stabilisce che agli oneri derivanti dal comma 5 si provvede mediante utilizzo delle risorse rinvenienti dall'abrogazione del citato l'articolo 5- quinquies del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, disposta dal comma 4. Il comma 7 modifica l'articolo 12, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Al riguardo, si premette che le disposizioni contenute nel citato articolo 12 del decreto-legge n. 98 del 2011, prevedono un modello di gestione accentrata, in capo all'Agenzia del demanio, degli interventi manutentivi effettuati sugli immobili in uso per finalità istituzionali alle amministrazioni dello Stato di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 20 marzo 2001, n. 165, nonché sugli interventi manutentivi posti a carico del conduttore sui beni immobili di proprietà di terzi utilizzati a qualsiasi titolo dalle suddette amministrazioni. La modifica apportata dalla disposizione in esame prevede che l'esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria ovvero di manutenzione straordinaria, di cui al comma 2, lettere a) e b) , del medesimo articolo 12, qualora l'importo dei lavori risulti inferiore a 100.000 euro, possa essere curata direttamente dalle amministrazioni utilizzatrici degli immobili. Nei casi in cui le amministrazioni utilizzatrici degli immobili rinuncino espressamente alla possibilità di eseguirli direttamente, gli interventi saranno realizzati seguendo il sistema previsto per quelli di importo superiore ai 100.000 euro. La disposizione risponde all'esigenza di dare concreto impulso all'attività di manutenzione degli immobili demaniali in uso alle amministrazioni dello Stato, nonché di accelerare e semplificare le procedure di programmazione e di affidamento degli stessi, attivate al di fuori degli accordi quadro sottoscritti dall'Agenzia del demanio, ai sensi dell'articolo 12, comma 5, del citato decreto-legge n. 98 del 2011. La soglia individuata per gli interventi tiene conto anche delle previsioni di cui al decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108 (cosiddetto « decreto semplificazioni »), che consente gli affidamenti diretti nei limiti di tale valore. Al riguardo, si rappresenta, inoltre, che per effettuare i lavori entro tale importo non è necessario il preventivo inserimento degli interventi nella programmazione triennale (articolo 21, comma 3, del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50). Il comma 8 modifica l'articolo 121 (Esame di idoneità) del codice della strada. In particolare, la modifica di cui alla lettera a) è finalizzata a prevedere che gli esami per la patente di guida, per le abilitazioni professionali e del certificato di idoneità professionale di cui, rispettivamente, all'articolo 116 e all'articolo 118, del medesimo codice, sono effettuati, sempre a seguito della frequenza di corso di qualificazione iniziale, da dipendenti del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, e non più esclusivamente dai dipendenti dell'ex Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. Alla lettera b) viene aggiornato il riferimento al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Infine, alla lettera c) , si dispone che la Direzione generale del personale del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili provveda a un controllo di qualità del personale abilitato a svolgere gli esami di idoneità alla patente e ad una loro formazione periodica, secondo modalità e programmi indicati dal Dipartimento per la mobilità sostenibile del medesimo Ministero. Il comma 9 reca misure di semplificazione in tema di nautica da diporto, la cui disciplina è contenuta nel decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante « Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172 ». In merito, si evidenzia che il Sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE), istituito dall'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 2018, n. 152, ai sensi dell'articolo 1, comma 217, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, include: – l'Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), contenente le informazioni di carattere tecnico e giuridico delle unità da diporto; – l'Ufficio di conservatoria centrale delle unità da diporto (UCON); – lo Sportello telematico del diportista (STED), presso il quale sono espletate, mediante collegamento telematico con la sezione dati SISTE dell'ATCN, le procedure istruttorie finalizzate all'iscrizione delle unità e navi da diporto nell'ATCN e alle relative trascrizioni e annotazioni a seguito di convalida dell'UCON. A decorrere dal 1° gennaio 2021, il SISTE è entrato nella piena operatività a seguito di un breve periodo di sperimentazione. Attualmente risultano in corso le seguenti attività: – inserimento nell'ATCN dei dati relativi alle caratteristiche tipologiche e funzionali delle unità da diporto provenienti dai precedenti registri cartacei detenuti presso le Capitanerie di porto (circa 90.000 unità); – trascrizione nell'ATCN delle annotazioni di conservatoria relative alle iscrizioni o variazioni delle unità da diporto proposte dagli interessati per il tramite degli STED, a seguito di convalida dell'UCON. All'atto della presentazione dell'istanza di iscrizione o variazione di atti costitutivi, traslativi o estintivi della proprietà o di altri diritti reali su unità da diporto soggette a iscrizione ovvero all'atto del rinnovo della licenza di navigazione, lo STED rilascia all'interessato una apposita ricevuta che gli consente di utilizzare l'unità da diporto nelle more della conclusione del procedimento che, ai sensi dell'articolo 58, comma 1, del citato decreto legislativo n. 171 del 2005, deve concludersi nel termine massimo di venti giorni.