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Colpisce prevalentemente donne giovani, spesso con mutazioni nel gene BRCA1 e per cui è alta la possibilità di recidive e metastasi; l'agenzia statunitense Food and drug administration ha concesso un'approvazione accelerata al farmaco Sacituzumab per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma mammario triplo negativo che si è diffuso ad altre parti del corpo, che abbiano ricevuto in precedenza almeno due terapie; l'EMA ha autorizzato l'immissione in commercio di Sacituzumab per il cancro alla mammella. Si tratta di un coniugato anticorpo-farmaco, capostipite della sua classe, diretto contro l'antigene di superficie anti-trofoblasto 2 (Trop-2). È indicato come trattamento di pazienti adulte con cancro della mammella triplo negativo (TNBC) non operabile o metastatico che hanno ricevuto due o più precedenti terapie sistemiche, di cui almeno una per malattia in stadio avanzato; i risultati di efficacia di questa molecola, confrontato con le diverse chemioterapie oggi disponibili, hanno dimostrato un raddoppio delle probabilità di sopravvivenza e un tasso di risposta 7 volte superiore; si tratterebbe pertanto di un farmaco di nuova concezione che, tramite un anticorpo che riconosce una proteina espressa specificamente dal tumore, porta con sé un potente chemioterapico in grado di eliminare le cellule tumorali, riducendo l'esposizione dei tessuti sani, tuttavia, per motivi burocratici ha ancora scarsa circolazione tra gli ospedali oncologici; inoltre, risulta che Sacituzumab è stato recentemente incluso nelle linee guida ESMO, Società europea oncologia medica per la pratica clinica, aggiornate come opzione di trattamento preferita per il cancro della mammella triplo negativo metastatico dopo i taxani; il via libera della Commissione europea si è basato sui risultati dello studio di fase III "Ascent" in cui Sacituzumab ha ridotto il rischio di morte del 49 per cento e ha prolungato la sopravvivenza globale mediana a 11,8 mesi, rispetto ai 6,9 mesi con la chemioterapia scelta dal medico; sia medici oncologi del IRCCS "Regina Elena" di Roma, che dello IEO, Istituto europeo oncologico di Milano, che del policlinico universitario Campus biomedico sono concordi nell'eseguire il trattamento con tale farmaco, nella situazione di malattia al seno di tipo "triplo negativo"; tuttavia gli stessi medici degli istituti indicati di eccellenza italiana nella cura oncologica rappresentano le enormi difficoltà nell'approvvigionamento; in particolare medici oncologici dell'IFO asseriscono che da circa tre mesi hanno presentato domanda alla casa produttrice, ma senza riscontri ; sanitari dello IEO di Milano hanno chiarito che vi è uno shortage e una priorità data ai Paesi dove il farmaco è approvato, mentre sanitari del Campus biomedico, ove interpellati da pazienti candidati all'utilizzo del farmaco, hanno chiarito che esso sarebbe disponibile nella struttura per uso compassionevole, ma al momento l'accesso al farmaco è limitato da una lunga lista d'attesa; ad ulteriore conferma delle difficoltà, emerge dalla recente corrispondenza tra medici del IRCCS istituto nazionale tumori "Regina Elena" e l'ente che gestisce le liste di attesa che Sacituzumab, essendo approvato solo in alcuni Paesi, è attualmente disponibile solo in un numero limitato di posti per far accedere i pazienti tramite il programma di uso compassionevole o accesso anticipato. Il programma sarebbe stato istituito per venire incontro alle immense necessità delle donne con TNBC metastatico in tutto il mondo, che non sono in condizione di partecipare a studi clinici. Ogni singola richiesta verrebbe valutata in base all'ordine in cui viene ricevuta. Tuttavia si verificano plurimi casi in cui sfortunatamente viene negato l'accesso ai pazienti richiedenti al programma, perché tutti i posti disponibili in Italia sono occupati; a parere degli interroganti questa opzione terapeutica dovrebbe essere rapidamente valutata dall'AIFA e in caso resa effettivamente fruibile in concerto con il sistema delle Regioni nei tempi più brevi possibili anche dalle pazienti italiane: si tratta di effettuare una corsa contro il tempo, poiché tale farmaco potrebbe salvare o migliorare la vita di tante donne; è di tutta evidenza la necessità di superare l'attuale situazione di impasse burocratico e di assicurare al più presto la disponibilità del farmaco nel territorio nazionale, alla pari di quanto già avviene da diverso tempo in altri Paesi, al fine di tutelare pienamente il diritto alla salute, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda procedere al fine di garantire, nel più breve tempo possibile, la disponibilità del farmaco Sacituzumab sul territorio nazionale a carico del servizio sanitario nazionale; se non ritenga di intervenire verso l'Agenzia italiana del farmaco mettendo a disposizione, ove necessario, maggiori risorse e più opportuni strumenti, al fine di rendere più veloce la procedura di verifica del farmaco. Atto n. 3-03297 ANGRISANI Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 16 -ter , comma 5, del decreto-legge n. 162 del 2019 ha stabilito che, al fine di sopperire con urgenza alla carenza di segretari comunali e provinciali, il Ministero dell'interno organizzasse, in riferimento alla procedura per l'ammissione di 291 borsisti al sesto corso concorso selettivo di formazione ("Coa6") per il conseguimento dell'abilitazione richiesta ai fini dell'iscrizione di 224 segretari comunali nella fascia iniziale dell'albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, una sessione aggiuntiva del corso concorso previsto dall'articolo 13, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 465 del 1997, destinata a 223 borsisti (ai fini dell'iscrizione di ulteriori 172 segretari comunali nella fascia iniziale dell'albo); il successivo comma 8 ha stabilito che l'iscrizione dei vincitori della sessione aggiuntiva fosse comunque subordinata al conseguimento della relativa autorizzazione all'assunzione; per tale ragione, sulla base delle graduatorie allegate al decreto del vice capo dipartimento vicario, direttore centrale per le autonomie, del 26 luglio ottobre 2021, i candidati partecipanti al sesto corso concorso "Coa6", all'esito dello svolgimento delle prove orali, sono stati ammessi alla partecipazione di due sessioni distinte (SO, sessione ordinaria, e SA, sessione aggiuntiva); valutato che: con decreto del vice capo dipartimento vicario del 18 ottobre 2021, sono stati ammessi alla partecipazione del corso di formazione della sessione aggiuntiva del "Coa6" 223 borsisti; la sessione aggiuntiva, avviata nel mese di novembre 2021, si concluderà il 15 luglio 2022, con il deposito di un elaborato finale da parte dei candidati, a conclusione di un percorso di formazione articolato in 6 mesi di didattica e 2 mesi di tirocinio pratico, cui seguirà una verifica finale;