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- I buoni vengono stampati a cura del Ministero del tesoro (Provveditorato generale dello Stato) e sono raccolti in fascicoli di venti buoni per i tagli da L. 1000, da L. 5000, da L. 10.000, da L. 20.000, da lire 50.000 e da L. 100.000; di dieci buoni per i tagli da L. 500.000 e da L. 1.000.000. I fascicoli dei buoni devono essere custoditi dagli uffici con le cautele prescritte per le carte valori. Il titolare di ciascun ufficio ed il controllore, ove esista, sono responsabili dei fascicoli dei buoni ricevuti in dotazione. La forma e le caratteristiche dei buoni sono determinate con decreto ministeriale. Art. 216. - Ogni buono è composto di due parti: buono propriamente detto e cedola di controllo. Il buono propriamente detto reca il bollo a secco del Ministero del tesoro e le firme del direttore generale delle poste e delle telecomunicazioni e del direttore generale della Cassa depositi e prestiti. Su ciascuna delle due parti sono stampati il nome dell'ufficio postale di emissione, il nome della provincia cui l'ufficio appartiene, il numero frazionario assegnato all'ufficio in rapporto al servizio dei risparmi ed il numero progressivo di emissione del buono a partire dall'uno, preceduto da una lettera dell'alfabeto indicante la serie. Art. 219. - L'ufficio postale, richiesto dell'emissione di un buono, scrittura, firma e bolla le due pari di cui si compone il primo buono in bianco disponibile del taglio desiderato, separa il buono propriamente detto dalla cedola di controllo e lo consegna al richiedente, dopo aver indicato sull'apposito schedario, ripartito per tagli, il domicilio dell'intestatario e, quando ne sia il caso, quello del rappresentante. L'ufficio postale, dopo aver descritto sullo schedario di cui al precedente comma il numero, l'intestazione e la data di emissione del buono, deve, mediante lo invio della cedola di controllo, partecipare l'emissione stessa all'amministrazione centrale, la quale provvede ad analoga descrizione sul proprio schedario. Art. 220. - Il rimborso dei buoni presso l'ufficio di emissione non può aver luogo, se non dopo il confronto dei titoli con le corrispondenti partite dello schedario. Dopo aver eseguito il rimborso ed averlo registrato sulla corrispondente partita dello schedario, l'ufficio deve, mediante l'invio del buono quietanzato, partecipare il rimborso medesimo all'amministrazione centrale, la quale registra anche essa l'operazione sul proprio schedario. Il rimborso dei buoni presso uffici diversi da quello di emissione può essere ottenuto con un preavviso di sei giorni e previa conferma da parte dell'amministrazione centrale. L'importo della tassa da versare per ottenere presso un ufficio diverso da quello di emissione il rimborso di un buono, prima che sia trascorso un mese dalla data di emissione di esso, è convertito dall'ufficio in francobolli, da applicare sulla relativa domanda e da obliterare con il bollo a data. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 2 giugno 1969 SARAGAT RUMOR - MAZZA - COLOMBO Visto, il Guardasigilli: GAVA Registrato alla Corte dei conti, addì 16 settembre 1969 Atti del Governo, registro n. 229, foglio n. 32. - GRECO