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Ciò serve a dire che ci sono tutte le condizioni per un forte rilancio e per pensare a una fase due. Il Governo in questo senso è fortemente impegnato perché mi pare siano stati dati impulsi per incrementare ancora di più la campagna di vaccinazione con l'apertura ai quarantenni e cinquantenni, che ha auspicato e sulla quale sta lavorando il commissario Figliuolo. Ed è stata poi posta l'attenzione anche dal Presidente del Consiglio nei giorni passati sulla necessità di aprire il nostro Paese soprattutto ai turisti e alle persone provenienti dall'estero. Il green pass è un tema di cui sentiremo parlare nei prossimi giorni ed è fondamentale perché dobbiamo dare l'immagine di un Paese che riparte e si rilancia. Non significa chiudere gli occhi di fronte ai problemi che ancora il virus determina nel nostro Paese; non è passata la pericolosità del Covid-19, ma sicuramente quella attuale è una fase nuova: rispetto a un anno fa il ciclo di vaccinazioni va avanti; abbiamo più immunizzati sia perché hanno concluso il ciclo di vaccinazioni, sia perché nei mesi passati hanno contratto il virus; e abbiamo dei segnali di risveglio dell'economia. Su questo piano Italia Viva darà il suo contributo, come l'ha dato nell'elaborazione e nel miglioramento del decreto-legge in esame. Siamo convinti che il Governo farà la sua parte nelle prossime settimane e per questo votiamo con convinzione la conversione in legge del decreto n. 44 e combatteremo le battaglie future per rilanciare il nostro Paese. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, la ringrazio per aver condotto l'Assemblea in una situazione sinceramente non invidiabile. È una modalità strana quella che vede l'Assemblea e i colleghi impegnati in provvedimenti che attengono a un'emergenza che credo non abbia eguali dal dopoguerra a oggi in un'atmosfera di apparente disinteresse o, comunque, di non adeguato coinvolgimento della loro attenzione. È non una rampogna, ma una constatazione amara che viene immediatamente ricondotta alla circostanza, più volte denunciata da tutti e da noi per primi, che questi provvedimenti non ci rendono protagonisti, consapevoli e, nella maggior parte dei casi, edotti di ciò che stiamo approvando. Lo facciamo faticosamente in Commissione; sostanzialmente non lo facciamo affatto in Aula. Esprimo, quindi, tutta la mia comprensione anche nei confronti della Presidenza che deve gestire provvedimenti del genere. Altra comprensione morale è per i colleghi di maggioranza, che si vedono costretti a votare convintamente ed entusiasticamente. Tutte queste aggettivazioni francamente non si capiscono e, soprattutto, non collimano con le numerose dichiarazioni e gli interventi che, invece, contravvengono a una presunta convinzione. Il provvedimento in esame si muove sulla falsariga di tutti i provvedimenti della maledetta emergenza che ci ha visti impegnati negli ultimi quindici mesi. È un provvedimento che arriva dal Governo in modo praticamente inemendabile. È solo il Governo stesso che agisce, a volte, con provvedimenti propri e questo è un tema assolutamente censurabile. Vi sono poi palesi errori che saranno impugnati e impugnabili relativi al provvedimento per i ricorsi che indubbiamente arriveranno e che troveranno facile appiglio nelle enormi e gigantesche modalità di lavoro e di compilazione dei testi. Stamattina ne abbiamo affrontato alcuni nella questione pregiudiziale. Si rinvia ad un DPCM scaduto il 6 aprile scorso che, in quanto tale, non produce alcun effetto. Si agisce, nel provvedimento, su temi giganteschi che impegnano il dibattito della comunità scientifica e della società civile da anni, come quello dell'obbligo vaccinale. Pensate a tutta la battaglia dei cosiddetti no vax. E qualcuno c'era anche qui dentro, ma poi, per effetto di quello che sta accadendo, è sparito come neve al sole. Sono temi che sono stati sostanzialmente affrontati e hanno riempito le pagine dei giornali e anche le cronache. Ricorderete anche manifestazioni violente, che asserivano il diritto sacrosanto di scegliere se vaccinarsi o meno. Oggi noi, probabilmente all'insaputa, in qualche caso, anche di noi stessi - qualche volta agiamo anche in dissenso da noi stessi - abbiamo deciso che esiste l'obbligo vaccinale quantomeno per il personale sanitario. Colleghi, voi oggi avete deciso ciò, e dico voi perché noi non votiamo questo provvedimento. Anzi, signor Presidente, colleghi, approfitto di questo passaggio per annunciare il voto contrario di Fratelli d'Italia al testo in esame. Voi oggi sancito, stabilito, votando questo provvedimento, che in Italia, a dispetto di tutto il suo ordinamento giuridico e giudiziario e dei trattati europei sottoscritti, esiste un obbligo vaccinale per il personale sanitario, pena essere spediti a casa senza stipendio. E questa è una misura che verrà impugnata dal primo banale giudice del lavoro. E il provvedimento verrà bruciato nel rogo dell'ignoranza, nel rogo della superficialità con cui certi testi vengono proposti dal Governo e licenziati dall'Aula. Abbiamo, però, messo mano, colleghi, anche se probabilmente non ce ne siamo accorti, a un altro tema che ha impegnato la società civile e la comunità scientifica, specialmente quella sanitaria, che è la responsabilità medica. Noi creiamo un precedente e, in questo caso, lo facciamo con un emendamento del Governo. Pur contenendo parecchi punti oscuri - riguardo ai quali ringrazio il collega Balboni, come sempre, per le sue dotte considerazioni - tale emendamento ci ha visti molto in dubbio se votarlo o meno. Complessivamente, però, il tema andava affrontato e andavano anche scudati gli operatori sanitari, i quali, qualora esso non fosse esistito, si sarebbero trovati in preda a numerosi inciampi giudiziari. Voi sapete che esiste già la cosiddetta medicina difensiva, che rappresenta un danno grave rispetto alla libertà di cura e giudizio dei nostri operatori sanitari. Evidentemente si aspettava un provvedimento più organico, un provvedimento più serio, e soprattutto un dibattito più serio, che sarebbe stato quantomeno opportuno avvenisse in questa occasione, avendone il tempo necessario. Dopodiché, suonano male anche le giuste obiezioni di forze che stanno al Governo o partecipano a questa maggioranza, quando in Aula ammettono, confessano o addirittura denunciano che non ci sono stati tempi sufficienti per non commettere errori anche nella compilazione dei testi. Tutto questo sa un po' di lacrime di coccodrillo. A mio avviso, a maggior ragione in presenza e al cospetto di quanto sta accadendo nel Paese, ognuno di noi, al di là della ragione politica o di appartenenza ad una maggioranza incomprensibile, dovrebbe porsi il dubbio che, laddove esiste una epidemia che miete vittime ancora oggi, sia assolutamente irrilevante il fatto di non poter obiettare qualcosa che non si condivide.