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Solitamente, però, riesco a collegare il cervello alla lingua e mi risulta abbastanza storta l'immagine di persona che vuole, in qualche maniera, offuscare oppure dare un'immagine diversa rispetto a quanto oggi stiamo trattando. Questa è la mia premessa, che non è una giustificazione né una excusatio . È un sentire, perché mi sento istituzionalmente chiamata a rispondere della situazione in questione. Vorrei richiamare il chiarimento dato prima di me dal collega Ugo Grassi, che ringrazio per la piccola lezione di vita che ci ha offerto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ha esordito dicendo di essere un uomo del Meridione con una fierezza che mi ha veramente illuminato, perché lui stesso ha detto di aver visto passare fiumi di soldi che hanno inondato le terre del Meridione e hanno lasciato uno tsunami , ma non hanno fatto crescere nulla. In quello che ha detto c'è tutto. Il provvedimento in esame è importante e avrà sicuramente anche il nostro di voto favorevole, però in questa sede non possiamo nasconderci il fatto che andava suddiviso in due parti: un conto è la creazione di una banca di investimenti per il rilancio del Mezzogiorno, un conto è inserire nel provvedimento anche le modalità di salvataggio di una banca che registra una passività spaventosa e che lascia praticamente a nudo tante persone, tanti azionisti che non hanno più nulla. Tra l'altro, leggendo le dichiarazioni del ministro Gualtieri c'è da considerare che per questi risparmiatori, per gli azionisti di questa banca non esistono i presupposti per ricorrere al Fondo indennizzo risparmiatori attivato per i precedenti dissesti finanziari; si potrà intervenire con incentivi e strumenti di composizione delle controversie per i casi di vendita irregolare. Pertanto, già questa è un'altra notizia, anche se parte del provvedimento in esame rivolge tutta la sua attenzione al tentativo di ricapitalizzare o di venire in soccorso a una banca in gravi difficoltà. Personalmente avrei preferito un provvedimento, anche d'urgenza, che potesse suddividersi in due parti: una dedicata al Mezzogiorno, con quanto già detto dagli altri colleghi, e una parte invece dedicata al salvataggio della banca. Mi ha lasciata perplessa anche l'atteggiamento dei colleghi di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, i quali hanno convenuto con quanto sto dicendo, anche se lo hanno evidenziato in modo differente, secondo il loro sentire. Anche loro hanno evidenziato che il decreto-legge in esame presenta qualche criticità e hanno suggerito un'attenzione sicuramente forte verso le terre del Mezzogiorno, ponendo un accento, non dico di timore ma di perplessità, sulla situazione della Banca popolare di Bari che si trascina da anni. Colleghi, abbiamo presentato una pregiudiziale, potevate votarla; non solo non vi siete astenuti, avete votato contro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io non chiedevo che venisse approvata (siamo in minoranza), ma se convenite con me circa la bontà del provvedimento in esame ma avete qualche perplessità, avreste dovuto appoggiare in maniera palese una questione pregiudiziale che non aveva alcuna intenzione di riempimento, se non quella di proporre a questo onorevole consesso di fermarci, di portare avanti il nostro Mezzogiorno, una parte importante dell'Italia che può essere veramente volano per un'Italia che abbia un valore nella sua globalità, e di trattare la parte sulle banche in un'altra sezione. Mi si dice che è arrivata in ritardo; va bene, ma io stavo parlando e, se devo essere onesta, devo rilevare che eravate tutti voltati dall'altra parte; pertanto magari, anche se la questione pregiudiziale era arrivata in ritardo, la si poteva appoggiare per dare un segnale forte agli italiani. Con la pregiudiziale, o comunque fermando questo provvedimento, non si vuole certo fermare ciò che va fatto per il Mezzogiorno; si vorrebbe solo lavorare in maniera più trasparente, chiamando le cose con il loro vero nome. Ad ogni cosa corrisponde un nome: è necessaria la creazione di una banca per il Mezzogiorno che sia volano degli investimenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In secondo luogo è necessario trovare il meccanismo da porre in essere per la banca popolare di Bari, per i suoi azionisti e per coloro che hanno perso i soldi. Non si dovrebbero mischiare le cose, dandogli un titolo diverso. Non va bene, non è giusto, e questo è stato osservato anche in Commissione bilancio, dove è stata chiesta gentilmente una settimana di tempo per poter fare le necessarie valutazioni, e tale richiesta non aveva alcun significato polemico ma solo l'intento di realizzare un approfondimento, un accrescimento, di fornire un contributo. La minoranza è questa. Mi sono adattata, mi ci adatto - per l'amor di Dio, ci mancherebbe altro - però bisogna essere consapevoli che anche la minoranza può dare un contributo - magari specificatamente tecnico e non nel merito - che avrebbe potuto sicuramente chiarire un certo tipo di posizioni. Infatti, dopo il voto, il provvedimento dovrà essere declinato sul territorio, bisognerà spiegare, bisognerà far passare un messaggio corretto. Novecento milioni sono tanti, ma i debiti che la banca ha lasciato ammontano a due miliardi e novecento milioni, trecento dei quali dovrebbero andare alla Banca Popolare di Bari, che in seguito all'attuale situazione non so come diventerà. Effettivamente sono una goccia nel mare. Non mi riempio certo io la bocca, ma forse il provvedimento è un po' troppo gonfiato e privo di veri contenuti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, nel provvedimento al nostro esame si intrecciano due temi: la crisi della Banca popolare di Bari e il programma di Governo, perché era indicato proprio nel programma di Governo dell'attuale maggioranza un rafforzamento della banca di investimenti per il Sud tramite il Mediocredito centrale. Ne consegue una doppia valutazione. Credo infatti che la nostra valutazione debba considerare anche il quadro generale del sistema bancario perché la situazione della Banca popolare di Bari non è nient'altro che la più recente di una lunga sequenza di situazioni analoghe richiamate anche da interventi precedenti. La relatrice, senatrice Bottici, ha fornito un quadro esauriente della situazione di tale Banca e della sua dimensione, quindi della ricaduta negativa di un eventuale default della Banca popolare di Bari. Basti pensare ai seicentomila clienti o alle centomila imprese e al significato che hanno per una vasta area del Sud. Credo che sicuramente i commissari dovranno svolgere una valutazione sulla nemesi di questa situazione e di questo default oltre che sulle conseguenti azioni di risanamento del sistema. Certamente la crisi si è verificata, almeno secondo le informazioni che abbiamo, a causa di prestiti non coperti da idonee garanzie. Sicuramente la magistratura farà anche tutte le opportune valutazioni su ipotesi di malversazioni e quindi di responsabilità penali e civili.