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Quindi, caro collega Renzi, da voi non accettiamo lezioni! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Poi ci sono i numerosi interventi a favore degli enti locali. Sono già stati citati e non voglio citarli nuovamente, ma voglio riaffermare un punto in questa sede, a nome del Gruppo della Lega, che è fatto soprattutto di cittadini che hanno avuto la responsabilità di amministrare i propri Comuni, da sindaci, da assessori e da consiglieri comunali, che conoscono la realtà quotidiana dei nostri amministrati. L'attenzione alle esigenze dei Comuni per noi significa tutelare le necessità delle comunità, dei cittadini che hanno diritto a servizi adeguati ed efficienti. Significa, inoltre, lavoro con appalti veloci, subito cantierabili e circolazione di denaro che crea lavoro ed è una spinta ai consumi. I Governi del Partito Democratico hanno massacrato gli enti locali, li hanno umiliati. Noi, invece, con orgoglio rivendichiamo tutti i provvedimenti a favore delle nostre amministrazioni locali e non accettiamo lezioni da nessuno. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Quindi, misure per la crescita, semplificazioni fiscali, rilancio degli investimenti: questa è la direzione giusta, cui deve seguire, naturalmente, una profonda rivoluzione fiscale, che passi da meno tasse, più competitività e, quindi, più lavoro. La Commissione europea ci chiede di diminuire il debito, troppo elevato. Ma non si può chiedere all'Italia di aumentare il prelievo fiscale. Non si può chiedere all'Italia di adottare ancora improponibili tagli lineari della spesa pubblica. Abbiamo già dato. Questo è il percorso dei Governi del recente passato; un percorso di Governi che hanno fallito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Il debito ha continuato ad aumentare e la nostra economia è diventata sempre meno competitiva, bruciando migliaia di aziende e di posti di lavoro. Rassegnatevi. Noi non saremo mai complici di chi vuole imporci tasse, disoccupazione, disperazione e povertà. Questo Governo ha ancora la fiducia del Parlamento. Ha la fiducia dei cittadini che, anche recentemente, in occasione delle elezioni europee del 26 maggio, hanno premiato la Lega di Matteo Salvini, che, con il suo coraggio e la sua determinazione, ha ridato speranza a molti cittadini italiani. Fate la voce grossa qui. Ne avete il diritto. È l'esercizio della democrazia, ma il consenso fuori da questo Palazzo voi l'avete perso e non l'avete ancora riconquistato. Questo decreto-legge è utile al Paese, ai cittadini e alla nostra economia. Il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore del decreto crescita e della fiducia al Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e M5S . Molte congratulazioni) . BIASOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, sono dispiaciuto nel notare l'assenza pressoché totale del Governo durante la discussione di un decreto-legge ritenuto così importante, efficace ed efficiente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sono convinto che l'unica cosa che crescerà con questo decreto-legge è la difficoltà economica delle nostre imprese e, allora, si verificherà ciò che aveva auspicato il MoVimento 5 Stelle: questa decrescita - che ritengo infelice - porterà ancora danni alla nostra economia. Signor Presidente, ho fatto e faccio l'imprenditore da oltre quaranta anni in diversi settori e non vorrei dare consigli perché il Governo non c'è e non li ascolterebbe nemmeno, ma faccio delle osservazioni. Le imprese per crescere hanno bisogno di fiducia e di rispetto, e non di quanto fa una parte importante del Governo che le avversa e considera gli imprenditori dei disonesti, dei truffatori e degli evasori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le imprese per crescere hanno bisogno di finanziamenti dalle banche, che nei loro depositi hanno 3.000 miliardi di risparmi dei cittadini e che, invece di darli alle imprese, soprattutto alle medie e piccole, li usano per finanza speculativa o li danno solo a qualche particolare amico. Le imprese per crescere hanno bisogno di un fisco equo e collaborativo e che, in caso di verifica, non faccia accessi come nel far west (mi è accaduto personalmente). Occorre inoltre che l'onere della prova, in caso di contenzioso, spetti al fisco e non - come adesso - al contribuente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, le imprese per crescere hanno bisogno di una giustizia civile efficace ed efficiente che nel massimo di sei mesi decida il contenzioso e non, come è accaduto a me con un cliente importante che non ha pagato una grossa cifra, su cui avevo già pagato le imposte anni fa, di un rinvio della causa (nel mio caso al 20 aprile del 2020). Questo è inaccettabile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le imprese per crescere hanno bisogno di un sindacato collaborativo, prima con le imprese e poi con i lavoratori. Le imprese per crescere, se hanno un dipendente disonesto o fannullone e dispongono di prove inoppugnabili, possono e debbono licenziarlo e non devono riassumerlo dopo due o tre anni perché i magistrati al 99,9 per cento danno lavoro a questo disonesto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le imprese per crescere devono poter incassare con soldi veri i crediti dello Stato e non con i soldi del Monopoli (abbiamo fatto ridere i polli!). (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, le imprese per crescere hanno bisogno di una tassazione globale di non oltre il 25 per cento. Faccio un esempio che credo che anche il MoVimento 5 Stelle potrà capire: se un'azienda guadagna 100.000 euro a fine anno, ne ha già pagati 70.000 per accise sui carburanti, oneri sull'energia, tassa sui rifiuti, contributi, spese non fiscalmente deducibili (c'è un elenco sterminato) e concessioni IMU. Su 100.000 euro di reddito paga il 43 per cento di imposte. Se vuole distribuirli ai soci, paga un ulteriore 27 per cento. Abbiamo, pertanto, una tassazione effettiva di oltre il 70 per cento. Non lo dico io, ma la CGIA di Mestre e tutte le associazioni. La Banca mondiale ha certificato che noi paghiamo oltre il 65 per cento contro una media europea del 43 per cento. AIROLA (M5S) . Non ho capito. BIASOTTI (FI-BP) . Lo so che non hai capito. Questo è il problema dell'Italia. Vedo il ministro Toninelli, il re delle incomprensioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Si rivolga al Presidente. BIASOTTI (FI-BP) . Il ministro Toninelli potrebbe andare a sedersi tra i banchi del Governo, invece di fare il pasdaran . PRESIDENTE. Ha facoltà di sedersi dove ritiene più opportuno. Collega, prosegua.