[resaula]

Sita al 4° piano, sopra la Chiesa Grande (1706) e accanto alla più famosa "Sala dello Stenditoio" (allestita per ospitare iniziative aperte al pubblico) (si veda "La fabbrica del San Michele a Ripa" su "made-in-rome.com"), la "Sala degli Arazzi" è stata completamente ristrutturata allo scopo di ricavarvi gli spazi poi destinati alla "Direzione generale Sicurezza del Patrimonio Culturale", istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 2 dicembre 2019; considerato che: secondo le contestazioni tali lavori, eseguiti a cavallo tra il 2020 e il 2021 e costati circa 500.000 euro, non sarebbero stati messi a bando in regime di trasparenza amministrativa, né avrebbero rispettato gli obblighi di pubblicazione secondo le norme contro la corruzione e la cattiva amministrazione. L'ordine di esecuzione sarebbe stato impartito al Segretariato regionale del Lazio direttamente dal Segretariato generale, e anche il pagamento sarebbe arrivato dalle casse del vertice amministrativo del dicastero, scoraggiando qualsiasi contestazione; di fatto, ed è paradossale data la mission della Direzione generale destinataria dei nuovi "spazi" e del dicastero tutto, sembra che tali interventi edilizi non abbiano rispettato né le norme che tutelano qualsiasi complesso immobiliare storico assoggettato a vincolo tutorio, né la disciplina del benessere e della sicurezza sui luoghi di lavoro: in quel sottotetto privo d'isolamento termico il personale è rimasto senza riscaldamento in inverno (il guasto dell'impianto è stato risolto installandone uno nuovo solo a marzo 2022) ed esposto all'effetto serra delle vetrate in estate; in aggiunta, le finestre di un lato del lungo e stretto corridoio su cui si affacciano le mini-stanze (disegnate posizionando pareti in vetro), non si aprono, e tutte sono parzialmente schermate a causa delle controsoffittature, mentre in ciascuno dei mini-vani trovano posto, a fatica, 4 postazioni di lavoro, il che rende arduo al personale rispettare la distanza di sicurezza necessaria ad evitare/ridurre i contagi; la chiusura, poi, con i lavori di maggio 2022, peraltro eseguiti mentre erano in corso quelli della "Direzione generale ABAP" nelle scala "C", dell'unica fonte di ventilazione del corridoio, ovvero i due vani lasciati inizialmente aperti che danno sul Cortile dei Vecchi, ha reso la situazione ancora più critica, sottraendo altra luce e aria agli ambienti, anche se per adesso appare scongiurato uno scenario ancora più intollerabile: quello derivante dal fatto che i decisori pare avessero messo gli occhi, inizialmente, anche sulla "Sala dello Stenditoio"; valutato che: la circostanza, contestata dai rappresentanti dei lavoratori ai dirigenti coinvolti, che la consegna dei locali ricavati dalla ristrutturazione della "Sala degli Arazzi" alla "Direzione generale Sicurezza del Patrimonio Culturale", ad ottobre 2021, non sia stata accompagnata da quella dei certificati di collaudo, della dichiarazione di conformità degli impianti, dell'agibilità, dell'antincendio, e ciò nonostante, dal 26 novembre 2021, il personale ministeriale in forza alla suddetta Direzione à stato trasferito nei nuovi "uffici", se reale, sarebbe di inaudita gravità, così come la mancata funzionalità dell'impianto antincendio e l'assenza di elaborati progettuali a monte dei lavori di ulteriore trasformazione eseguiti in tarda primavera, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e opportuno disporre immediatamente un'accurata verifica della conformità alle previsioni di legge degli uffici assegnati alla "Direzione generale Sicurezza del Patrimonio Culturale" in seguito ad una opinabile rifunzionalizzazione della "Sala degli Arazzi" del complesso monumentale di San Michele a Ripa e un'altrettanto puntuale analisi dell' iter amministrativo seguito per la progettazione e l'esecuzione dei lavori. Atto n. 4-07391 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura Al Ministro della salute Premesso che: il Presidio sanitario Medica Group S.r.l. con sede in Roma è una struttura privata convenzionata con la Regione Lazio che si occupa dell'erogazione di servizi assistenziali al paziente, segnatamente di attività di ricovero, diagnosi e cura in forma integrata con il Sistema sanitario regionale. Dal sito internet di Medica Group si evince che l'azienda, costituita nel 2015 e operante da diversi anni oltre che nei propri tre reparti (Hospice, Lungodegenza, Subintensiva R1) anche nel sistema delle Assistenze domiciliari integrate, ha ottenuto in tempi relativamente recenti l'accreditamento con il SSR citato; negli ultimi mesi, a seguito di alcune variazioni nell'organigramma disposte dalla proprietà con conseguente assunzione di ruoli apicali da parte di nuovi soggetti, si sono verificate situazioni che, a detta dei lavoratori, hanno portato verso un progressivo declino del benessere aziendale, oltre che della qualità assistenziale fornita. A quanto risulta alle interroganti, infatti: i cambiamenti di cui sopra hanno comportato in primis un significativo peggioramento delle condizioni dei dipendenti, con particolare riferimento al personale medico-sanitario, sia dal punto di vista del trattamento economico che delle condizioni lavorative. Il management , in controtendenza rispetto a quanto avviene nell'attuale periodo storico in ambito sanitario, ha operato una spending review capillare che ha portato non soltanto al taglio o demansionamento delle posizioni lavorative non ritenute più imprescindibili, ma anche alla soppressione di benefit ai dipendenti come i buoni pasto, alla riduzione o al mancato riconoscimento del lavoro straordinario, a tentativi di variazione unilaterale dei contratti di lavoro, fino al cambiamento dei fornitori aziendali con soluzioni al ribasso, che hanno comportato in alcuni casi problematiche nell'approvvigionamento dei materiali necessari alle attività dei reparti; alle misure poste in essere, accolte malvolentieri dalla maggioranza del personale, si è accompagnato fin da subito un atteggiamento insofferente e sprezzante della Direzione, che ha determinato l'adesione in massa dei lavoratori alle organizzazioni sindacali, fino ad allora rimaste al di fuori dell'azienda. Tale circostanza ha comportato, da ultimo, un ulteriore inasprimento del clima aziendale, per cui le legittime istanze dei lavoratori sono state ripetutamente disattese, anche a fronte del deficit rappresentativo delle sigle in una realtà di modeste dimensioni. I lavoratori di alcune strutture numericamente sottodimensionate si sono ritrovati, per garantire i livelli assistenziali minimi, a compiere veri e propri tour de force , a fronte della pervicace volontà dell'azienda di sfruttare al massimo le risorse, disponendone di volta in volta in favore dei servizi maggiormente remunerativi in termini economici. L'ufficio del personale si è mostrato reticente e scarsamente collaborativo di fronte alle richieste dei dipendenti, come di recente nel caso delle proteste per la mancata liquidazione delle ore di lavoro straordinario prestato, anche a fronte di una lamentata sperequazione e difformità di trattamento a seconda dell'unità aziendale di appartenenza.