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la limitata consapevolezza dei rischi si possono correre sul lavoro e dei possibili effetti che le azioni di un lavoratore possono determinare sui suoi colleghi, seguire sul lavoro regole non codificate, mentre queste ultime dovrebbero essere standardizzate e se necessario continuamente migliorate. Al fine di migliorare il livello di sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro e l'impegno da parte delle aziende di attivare tutto ciò che è dovuto e necessario per garantirla, il presente disegno di legge, costituito da dodici articoli, istituisce la « certificazione etica », finalizzata a diminuire i rischi sul lavoro, individuati in una specifica relazione tecnica per i lavoratori. La certificazione è rilasciata dalle « società di certificazione etica ». Ai fini del rilascio della certificazione etica i soggetti interessati possono avvalersi della consulenza tecnica del « formatore etica », il quale deve essere in possesso di uno specifico diploma rilasciato da una università, da un istituto universitario o da enti e istituti che svolgono attività di certificazione e di formazione etica, accreditati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione iniziale di euro 4 miliardi di euro, il « Fondo Formatori etica » per la formazione dei formatori medesimi. I soggetti in possesso di certificazione etica, hanno priorità nella assegnazione di risorse pubbliche. Considerata l'importanza del tema trattato, si auspica che la certificazione etica possa diventare una modalità efficace di organizzazione del lavoro, funzionale a una valutazione corretta dei rischi e all'attuazione di misure di prevenzione più appropriate per la diminuzione dei rischi medesimi.. Art. 1. (Ambito di applicazione) 1. La presente legge si applica agli enti pubblici, alle imprese quotate e non quotate in borsa, alle società di persone che impiegano almeno cinque dipendenti, alle imprese artigiane finanziate attraverso l'emissione di titoli di partecipazione o di titoli di debito da offrire al pubblico direttamente o attraverso intermediari finanziari, nonché alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e no-profit , che svolgono un'attività pubblica di raccolta di fondi senza finalità di lucro e che esercitano la loro attività in base alla certificazione di eccellenza tecnica nei comportamenti aziendali, di seguito denominata « certificazione etica », rilasciata dalle società di certificazione etica, di cui all'articolo 3. Art. 2. (Certificazione etica) 1. Ai fini della presente legge, con la certificazione etica il datore di lavoro si impegna nei confronti dei propri interlocutori socio-economici, a diminuire, nell'ambito di accordi liberamente e direttamente sottoscritti con gli stessi, i rischi per i lavoratori, individuati in una specifica relazione tecnica. 2. I soggetti di cui all'articolo 1 che intendono richiedere la certificazione etica devono essere in possesso dei seguenti requisiti: a) avere competenze tecniche e professionali nel settore della normativa in materia di tutela della salute e di sicurezza sul lavoro da applicare all'interno dei propri luoghi di lavoro; b) produrre annualmente un bilancio di sostenibilità e impegnarsi attivamente nella salvaguardia dell'ambiente, secondo i criteri ambientale, sociale e di governo societario (ESG); c) avere le competenze tecniche sugli effetti che l'intelligenza artificiale esercita sulla propria attività, anche lavorativa, e sulle proprie risorse umane nei termini della sostenibilità economica, sociale e ambientale, al fine di garantire una crescita economica duratura, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti; d) disporre di un codice etico; e) garantire la trasparenza dei propri atti e delle proprie procedure; f) non intrattenere rapporti professionali o economici con soggetti condannati per reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. 3. La certificazione etica prevede cinque livelli di accreditamento, denominati, in scala crescente, A, B, C, D ed E. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti necessari per il mantenimento o la perdita del livello di accreditamento ottenuto, nonché per il passaggio a quello successivo. 4. I soggetti di cui all'articolo 1 in possesso di certificazione etica sono iscritti in un elenco pubblico condiviso gestito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministro delle imprese e del made in Italy , e, ove costituito, dal Ministero per la pubblica amministrazione, ed è consultabile sui siti telematici dei medesimi. Art. 3. (Società di certificazione etica) 1. Ai fini della presente legge, per « società di certificazione etica » si intende un'organizzazione stabile, indipendente, costituita in forma di società di capitali, che ha come oggetto lo svolgimento di attività di formazione, di promozione e di consulenza nelle materie rilevanti per il rilascio della certificazione etica, e che sia in possesso dei seguenti requisiti: a) organi societari in cui siano presenti: 1) rappresentanti di organismi o di associazioni che promuovono la certificazione etica, che non prevedano la partecipazione di società commerciali e che non abbiano ricevuto, negli ultimi cinque anni dalla data della richiesta, sponsorizzazioni da parte di imprese che abbiano subito condanne passate in giudicato per reati fiscali o commessi nei confronti dei dipendenti, dell'ambiente, dei consumatori o della pubblica amministrazione; 2) rappresentanti di università che abbiano istituito facoltà di scienze sociali con indirizzo etico e che prevedano, da almeno cinque anni dalla data della richiesta, insegnamenti di etica sociale, di etica pubblica e di etica economica; b) competenza specifica nella valutazione e nel rilascio della certificazione etica da almeno dieci anni dalla data della richiesta; c) essere iscritta nel registro nazionale delle società di certificazione etica, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previo accertamento da parte del Ministero medesimo del possesso dei requisiti richiesti. 2. Con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali stabilisce le eventuali motivazioni, oltre alla perdita dei requisiti di cui al comma 1, che determinano la cancellazione dal registro di cui alla lettera c) del medesimo comma. Art. 4. (Consulenza del « formatore in materia di certificazione etica ») 1. I soggetti di cui all'articolo 1 che intendono richiedere la certificazione etica possono avvalersi della consulenza del « formatore in materia di certificazione etica », quale esperto in materia di possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, comma 2. 2. Il formatore in materia di certificazione etica deve essere in possesso di uno specifico diploma rilasciato da una università, da un istituto universitario o da enti e istituti che svolgono attività di formazione e di certificazione etica, accreditati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 3. Il formatore in materia di certificazione etica è iscritto, su sua richiesta, in apposito registro istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, visibile e consultabile sul sito internet del Ministero medesimo. Art. 5. (Studi di progettazione) 1.