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Atto n. 4-02940 PRESUTTO GRANATO TRENTACOSTE PAVANELLI ANGRISANI DONNO LANNUTTI GIANNUZZI DI MICCO PIRRO RICCIARDI DE LUCIA MANTOVANI ACCOTO GARRUTI GALLICCHIO DELL'OLIO SANTILLO CORRADO LANZI LOREFICE GAUDIANO FERRARA CASTALDI PELLEGRINI Marco FEDE Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 23 febbraio 2020 si terranno a Napoli, nel collegio uninominale 7 della Regione Campania, le elezioni suppletive del Senato della Repubblica per eleggere un senatore in sostituzione di Franco Ortolani, deceduto nei mesi scorsi; i candidati nel suddetto collegio sono cinque: Salvatore Guangi (centrodestra), Luigi Napolitano (M5S), Riccardo Guarino (Rinascimento partenopeo), Giuseppe Aragno (Potere al popolo) e Sandro Ruotolo (lista civica vicina al centrosinistra); nei giorni scorsi è stato pubblicato sul quotidiano "Il Mattino" di Napoli un articolo che evidenziava, proprio attraverso la voce dei primi 4 candidati, come Sandro Ruotolo, già noto giornalista, abbia da un lato più volte declinato il confronto democratico con gli altri e abbia dall'altro ricevuto dai media un'attenzione e uno spazio maggiore rispetto agli antagonisti ("ilmattino", del 14 febbraio 2020); il 13 febbraio scorso Ruotolo ha tenuto un vero e proprio comizio elettorale presso la sede istituzionale del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) di via Pietro Castellino a Napoli. Una mattinata intera per parlare con i numerosi ricercatori e studiosi e raccontare loro il suo programma elettorale, senza alcun confronto né contraddittorio; considerato che, a parere degli interroganti: quanto accaduto appare particolarmente grave, dal momento che il CNR, polo di eccellenza nazionale, è un ente pubblico e non dovrebbe né potrebbe fare campagna elettorale ad un solo candidato; risulta inopportuno ed anche giuridicamente non corretto quanto verificatosi al CNR, dal momento che l'art. 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante "Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica" espressamente afferma: "Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziativa intenda assumere per porre rimedio alla vicenda che ha visto coinvolto un prestigioso ente pubblico, nel pieno di una campagna elettorale, agendo in contrasto con la normativa vigente. Atto n. 4-02941 ROJC Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in soli tre anni la sede Inps di Trieste è passata da 133 a 70 dipendenti; al pesante impoverimento degli organici si aggiunge la scelta, alquanto discutibile, di non far arrivare presso la sede giuliana nessuno dei 20 nuovi assunti per il Friuli Venezia Giulia mediante il concorso pubblico del 2019; inoltre, la sede di Trieste ha visto nel tempo ridurre drasticamente le proprie funzioni di rapporto con le utenze, in particolare con i pensionati, che non ricevono più adeguata assistenza su atti o adempimenti; il comitato provinciale Inps ha espresso in proposito un'attenta valutazione mediante l'approvazione di un ordine del giorno, a cui non è seguito al momento alcun riscontro, si chiede di sapere quali interventi il Ministro in indirizzo intenda adottare, anche nei confronti della presidenza nazionale dell'Istituto di previdenza, al fine di garantire alla sede Inps di Trieste di svolgere il compito assegnato, impedendo così un ulteriore declassamento e decadimento della sede del capoluogo regionale. Atto n. 4-02942 STEFANI Al Ministro della giustizia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la segreteria Provinciale dell'Uspp (Unione sindacati Polizia penitenziaria) di Vicenza, ancora una volta ed a pochi giorni di distanza dal precedente, è costretta a segnalare un nuovo caso di aggressione ai danni di un agente di Polizia penitenziaria; nella mattina del 19 febbraio, un detenuto nord africano, dopo aver oltraggiato e minacciato un agente penitenziario, durante il suo trasferimento dalla custodia aperta a quella chiusa, colpiva il malcapitato con pugni e calci, cagionandogli la frattura della mano; il sistema penitenziario del regime aperto applicato nella casa circondariale di Vicenza non funziona e a pagarne le spese è il corpo della Polizia penitenziaria, quotidianamente abbandonato al proprio destino e sottoposto a turni intollerabili , vista anche la cronica mancanza di personale ; considerato che il corpo della Polizia penitenziaria non è dotato di alcuno strumento atto alla difesa, il che sottopone gli agenti in servizio a non avere mezzi idonei alla propria come alla altrui difesa in caso di aggressioni all'interno delle case circondariali, si chiede di sapere: quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di salvaguardare il personale della Polizia penitenziaria della casa circondariale di Vicenza; se non ritenga di valutare l'opportunità di limitare la custodia aperta ai soli detenuti meritevoli; se ritenga opportuno dotare il personale della Polizia penitenziaria dei taser , anche solo ed esclusivamente nei casi in cui gli stessi si trovino costretti ad affrontare aggressioni e al fine di salvaguardare la propria incolumità. Atto n. 4-02943 FLORIS ZANDA LUNESU MARILOTTI CUCCA EVANGELISTA Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze Premesso che: la continuità territoriale da e per la Sardegna non è solo un'esigenza vitale di tutti i sardi, ma è anche un diritto primario dei tanti italiani e stranieri che in tutte le stagioni dell'anno intendono raggiungere l'isola; il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha già messo in campo iniziative di sua competenza volte ad affrontare la crisi di Air Italy, tra cui un decreto valido per tutto il 2020 per garantire la continuità territoriale con la Sardegna, che riguarda gli scali di Alghero, Cagliari e Olbia; le famiglie di 1.450 lavoratori della compagnia aerea, dislocati tra Olbia e Malpensa, vivono momenti di grande apprensione; è necessario garantire un adeguato regime di continuità territoriale permanente da e per la Sardegna per sostenere gli utenti, posto che la discontinuità territoriale rischia di segnare la vita, il lavoro e la produzione dell'isola, quasi fosse un marchio di inferiorità economica e sociale; per la soluzione dei problemi occupazionali non può essere decisiva la soluzione del concordato, quale alternativa a quella della liquidazione in bonis adottata dai soci di Air Italy, Meridiana e Qatar Airways, al solo fine di poter attivare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori: