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Questo emendamento, tra l'altro, allinea il PNRR alle gravissime emergenze della siccità e della guerra in Ucraina, che stanno mettendo in ginocchio il nostro comparto agroalimentare. Si tratta di adottare, entro centoventi giorni dall'approvazione di questo provvedimento, un decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con cui individuare i casi e le condizioni tecniche di dettaglio per l'utilizzo dell'energia sostenibile e delle tecniche di agricoltura di precisione intelligenti, che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla decarbonizzazione e all'impiego sostenibile delle risorse naturali, oltreché a un migliore uso delle matrici ambientali. È la prima volta che l'agricoltura di precisione viene normata in Italia. È normata in tutto il mondo e in Italia ci adegueremo normando questa straordinaria tecnica. L'emendamento mira a incentivare la diffusione dell'innovazione e del trasferimento tecnologico nel settore agricolo, alimentare e forestale. Ciò è quanto mai attuale e necessario in tempi di siccità, destinata ad aumentare a causa del sollevamento della fascia climatica tropicale, a sua volta dovuta al cambiamento climatico, a causa del surriscaldamento globale che ha cause antropiche (i gas serra). È necessario, da un lato, adattarsi al cambiamento climatico e, dall'altro, contrastarlo. L'agricoltura di precisione è una grandiosa e intelligente strategia per ambedue queste necessità. Essa è il connubio perfetto tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. In tema di innovazione, l'agricoltura di precisione ricerca e sviluppa tecnologie abilitanti dell'industria 4.0 che sono in grado di effettuare preventive caratterizzazioni del suolo da coltivare, per stabilire l'ottimale fabbisogno di acqua, di nutrienti e di trattamenti. Sostanzialmente, l'agricoltura di precisione vuol dire intervenire al momento giusto, nel punto giusto, con mezzi tecnici giusti e con la dose giusta; il tutto sulla base di una preventiva conoscenza fisica, chimica e biologica dei suoli, con metodi di analisi geostatistici calibrati e validati. (Applausi dal Gruppo M5S) . In tema di sostenibilità, la smart precision farming garantisce la cura e la tutela della risorsa suolo, in quanto si può risparmiare il 30 per cento, ma anche oltre, di input agronomici (acqua, concimi, fitofarmaci, diserbanti), migliorando nel contempo quantità e qualità della produzione. La riduzione dei prodotti chimici è benefica per l'ambiente, dato che per produrli si immettono gas serra nell'atmosfera e nell'utilizzo si inquinano tutte le matrici ambientali. Inoltre, l'ottimizzazione dell'impiego delle pratiche agronomiche, grazie all'uso integrato di tecnologie avanzate, produce un risparmio di costi con conseguente maggiore redditività e competitività delle imprese agricole e una maggiore sostenibilità ambientale. Le tecniche di agricoltura di precisione possono essere convenientemente adoperate per tutti i tipi di agricoltura (convenzionale, integrata, biologica) e potrebbero trarne vantaggio anche i piccoli produttori. Le tecniche di precisione sono quello che occorre perché l'agricoltura torni ad essere un settore trainante dell'economia, senza che si pregiudichi la sostenibilità ambientale dei processi produttivi, anzi preservando la biodiversità e la risorsa terra, fatta di fertilità del suolo e qualità delle riserve idriche. Di certo occorrerà formare nuove figure professionali, avviando specifici corsi di studio (universitari, dottorati di ricerca, percorsi professionalizzanti). Concludo. Sostenere l'agricoltura di precisione per la green economy dev'essere un obiettivo strategico per la transizione verde e digitale del PNRR, perché, oltre che permettere uno sviluppo ecosostenibile del comparto agricolo, lo renderà resiliente ai prevedibili eventi meteoclimatici avversi e alle nefaste conseguenze della geopolitica delle risorse agroalimentari. PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Rojc. ROJC, relatrice . Signor Presidente, mi permetta di tirare una linea su queste ore di discussione davvero assai preziose. Credo che la scritta alle sue spalle indichi bene ciò che si deve seguire; ogni cosa ci ricorda i nostri doveri a certezza del progresso civile di un Paese che, pur unico e magnifico, ha bisogno di essere riformato e sostenuto nelle sue necessità, che garantiranno un futuro degno di questo nome. Un passo importante, com'è stato ribadito, è il fatto che la salute e la transizione ecologica, quindi l'ambiente, finalmente trovino un'interazione regolata. Ringrazio i colleghi intervenuti per aver esplicato le mancanze, le criticità e le necessità in questo senso. Mi dispiace dover sottolineare invece l'intervento della collega Granato, a causa di accuse a volte davvero inopportune e offensive nei confronti di chi ha subito lutti e privazioni. Ci stiamo adoperando tutti per riformare questo Paese e adeguarlo agli standard più alti e competitivi, non certo per portarlo all'autodistruzione. Il senatore Malan ha citato la resilienza, che è la capacità di affrontare e superare qualcosa di drammatico e difficoltoso, perciò l'articolato provvedimento ha avuto necessità di essere, appunto, una risposta reale ad alcune esigenze reali del Paese. È stato fatto bene, si poteva certamente fare meglio (questo sempre e comunque). Mi hanno fatto molto piacere gli interventi su università e ricerca. Abbiamo bisogno di confrontarci con le capacità dei giovani, affinché possano avere sbocchi concreti nel nostro Paese: non possiamo prevedere un futuro di sviluppo senza un adeguato sistema di formazione, e conseguentemente, di accesso alle carriere e di valorizzazione del lavoro scientifico di chi fa parte o si accinge a far parte del mondo accademico e quindi bisogna dare dignità a chi rappresenta il nostro futuro nell'ampio contesto europeo, cosa che è stata sottolineata anche dalla senatrice Pirro. Ha ragione, è stato rilevato come il mosaico della scuola formi i cittadini di domani e di questo siamo responsabili tutti hic et nunc . Si è parlato della piattaforma unica di reclutamento della pubblica amministrazione, estremamente importante per incrociare domanda e risposta, e delle necessità di chi è meno fortunato ed è stata citata l'importanza di ampliare e valorizzare le competenze. Concordo che il PNRR rappresenti davvero un cambio di passo per rendere competitivo e contemporaneo il sistema Italia. È stata ricordata l'importanza della condivisione della riflessione in Aula. Le critiche sul fatto che non si discute abbastanza o che le decisioni vengono imposte ci devono far riflettere. Penso che le Commissioni abbiano avuto un confronto aperto e costruttivo anche con il Governo, come dev'essere quando ci si confronta con provvedimenti di grande rilevanza politica. Il momento che stiamo vivendo - è stato rilevato - con la guerra, la pandemia e la crisi energetica, definisce e determina scelte politiche ed economiche che devono tener conto, però, anche delle esigenze del Paese. In questo senso, credo che il decreto sia strategico, in quanto coniuga le esigenze dei cittadini, la governance del Paese e le raccomandazioni che ci arrivano dall'Europa.