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Sappiamo bene che l'obbligo vaccinale è ingiustificabile nel caso di farmaci che non immunizzano alla luce della Costituzione, articolo 32, terzo comma, della Carta di Nizza, della Convenzione di Oviedo, del Codice di Norimberga. Non ci potete più raccontare la favoletta che questi farmaci non sarebbero sperimentali solo perché sono stati somministrati a 5 miliardi di persone nel mondo, perché non è il numero di somministrazioni durante una campagna di massa che completa un ciclo di sperimentazione, ma lo è il metodo randomizzato a doppio check utilizzato su un campione congruo e per un tempo congruo, che per questa tipologia di farmaci è di non meno di dieci anni. Vi inchioda ormai, rispetto alla vostra propagandistica narrazione ripetuta fino allo sfinimento, che ci descrive farmaci efficaci e sicuri, il rapporto annuale reso il 30 marzo scorso dalla BioNTech all'ente preposto alla sicurezza dei mercati statunitense, il quale riporta proprio l'avvertimento che tali prodotti potrebbero non avere i requisiti in termini di sicurezza ed efficacia per ottenere l'approvazione definitiva degli enti regolatori europei britannici e statunitensi. Ma è curioso come, mentre agli investitori vengono annualmente rese queste informazioni, ai legali dell'associazione «Istanza Diritti Umani» AIFA ha negato l'accesso in merito, perché questi rapporti non rivestirebbero pubblica utilità e sarebbero coperti addirittura da segreto militare. Con questo decreto si ratifica il principio che possono esistere categorie di persone sacrificabili a cui sia lecito estorcere un consenso alla somministrazione di farmaci sperimentali sotto il ricatto di sospensione, di demansionamento, di segregazione, senza informazioni perché coperte da segreto militare. Come si può concepire che delle informazioni che sono rese ai mercati vengano negate proprio ai destinatari del trattamento, col pretesto che queste non rivestono interesse pubblico e sarebbero coperte addirittura da segreto militare? Stiamo parlando di farmaci o di altro? A queste situazioni sconcertanti si aggiunge quella del recente allungamento di tre mesi della data di scadenza di 13 milioni di dosi di Pfizer, risultante da un'inchiesta mandate in onda dalla trasmissione «Fuori dal coro» e sappiamo che non è la prima volta che ciò accade. L'enorme numero di eventi avversi a questi farmaci, secondo EudraVigilance, si aggira sui 4 milioni nei Paesi dell'Unione europea, con oltre 40.000 morti e un aumento cospicuo di mortalità per altre cause durante l'ultimo anno nella fascia di età compresa tra i quindici e i quarantaquattro anni, certificato da Euromomo. Siccome ogni atto legislativo della manovra speculativa di malasanità, applicato alla distribuzione di questi farmaci, non può non implicare delle responsabilità - e non bastano gli scudi penali ai medici vaccinatori - ci sono ormai gli ordini dei medici in fermento e i presidenti chiedono al Governo coperture in cambio dell'obbedienza dimostrata, in spregio all'etica professionale, per aver sanzionato colleghi rei di aver adottato il principio di precauzione nella somministrazione di questi farmaci. Ecco che arriva in soccorso un'altra subdola manovra dall'ultimo Consiglio d'Europa del 25-26 marzo scorso, della quale il presidente Draghi si è guardato bene dal dare informativa alle Camere. Essa affiderebbe all'OMS la gestione comune delle pandemie per gli Stati che vi aderiscono. Ovviamente tutti sappiamo bene che il primo finanziatore privato dell'OMS è un noto sedicente filantropo che manifesta doti divinatorie per le pandemie, essendo in grado di anticiparne l'avvento con dichiarazioni rese mesi, se non anni prima, e che investe in campagne vaccinali di massa soldi che ottiene da vari Paesi, tra cui l'Italia. Il modello che gli Stati europei intenderebbero adottare per favorire la speculazione delle farmaceutiche sarebbe lo stesso che si applica ai servizi pubblici: esternalizzare le decisioni e, quindi, le responsabilità di una governance sanitaria pandemica globale a un ente sovranazionale, l'OMS appunto, organizzazione finanziata in primis da privati in conflitto di interessi nella farmaceutica. Si tratta dell'ultima trovata geniale dei vari Governi europei, sotto il controllo delle oligarchie finanziarie internazionali, per poter svincolare la classe politica e i tecnici da decisioni scomode, lasciate però in mano a burocrati sovranazionali. Si tratterebbe dell'ennesimo processo decisionale espropriato al controllo degli organi giurisdizionali nazionali, presentato come un atto salvifico necessario a scongiurare paventate future crisi sanitarie, che invece potrebbero essere pianificate impunemente in quelle sedi per conto dei portatori di interesse nella più completa impunità. Se non fosse che quest'ultima pandemia, vista con gli occhi di oggi, si possa configurare piuttosto come il prodotto di una malasanità programmata che non come un evento eccezionale e casuale, potremmo anche essere indotti a crederci. Ma le dichiarazioni che dopo questa pandemia ne annunciano altre, a partire dal prossimo autunno, a opera delle Cassandre e dei Laocoonti di turno, almeno per quanto mi riguarda levano ogni residuo dubbio di buona fede. Una volta si può ingannare un popolo, prendendolo alla sprovvista; la seconda volta si può ingannare solo chi vuole essere ingannato. Il nostro compito è quello di aprire gli occhi agli italiani e di dichiarare il nostro "no" a questo e a futuri provvedimenti che impongano restrizioni alla libertà e ai diritti costituzionali dei cittadini, con pretesti sanitari affini, diffidando il Governo dall'aderire a qualsiasi gestione sovranazionale delle future pandemie, il cui controllo deve rigorosamente rimanere nel nostro Paese e deve essere gestito in totale trasparenza, con responsabilità certe e individuabili dalla giurisdizione nazionale. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, Governo, il futuro è sempre nelle mani di chi lo sa anticipare, prevedendolo e prevenendolo. Passare dagli obblighi dei DPCM e dei decreti alle raccomandazioni e alle condivisioni con le cittadine e i cittadini è il vero cambio di passo per arrivare alla reale possibilità di endemizzare il virus SARS-CoV-2, che c'è e non è stato inventato da nessuno. Se termina l'emergenza, non solo scompare però la presenza e la potenzialità del virus, con una grande differenza: all'inizio ha comandato lui, mentre ora abbiamo la reale possibilità di controllarlo. E ciò è tanto vero che il decreto-legge in conversione supera lo stato di emergenza, ma, nel ritornare alla normalità, prende delle decisioni strutturali. Cito gli articoli 1 e 2, in cui si continua a prevedere la possibilità di emettere delle ordinanze, fino a dicembre. Nell'articolo 2, superate le funzioni del commissario straordinario, il generale Figliuolo, che non ci stanchiamo mai di ringraziare per la sua campagna vaccinale, si istituisce una nuova struttura, e queste funzioni saranno assunte dal Ministero della salute.