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Spero che nei prossimi provvedimenti, ma soprattutto nell'attuazione dei progetti del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, questi due temi possano entrare nell'agenda e nei programmi di investimento. Le camere di commercio italiane nel mondo sono connesse a rete, in un sistema di promozione radicato sui territori che costituisce un punto di riferimento per le comunità di affari locali e un supporto di servizio alle piccole e medie imprese italiane. Le camere di commercio rappresentano un network istituzionale in grado di offrire informazioni di prima mano e servizi di accompagnamento nei diversi mercati e hanno svolto e continuano a svolgere un grande lavoro per l' export italiano e per attrarre investimenti in Italia. Il loro ruolo diventa ancora più importante oggi, per contribuire alla ripresa post pandemia. Hanno bisogno di rilanciare le proprie attività con rinnovato entusiasmo ed energia, ma la pandemia ha purtroppo prodotto danni significativi. In molti casi riescono a sopravvivere solo grazie al lavoro volontario degli associati e la speranza è che le cose possano cambiare nel futuro. Sarebbe non solo opportuno, ma necessario un impegno affinché vengano stanziate più risorse da investire nelle camere di commercio italiane nel mondo, nell'ambito dei progetti di internazionalizzazione, quindi da parte delle strutture governative che si occupano di internazionalizzazione e investimenti. Il turismo delle radici interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e gli 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo. Oltre il 15 per cento del turismo internazionale in Italia è costituito da persone di origine o discendenza italiana e costituisce il cosiddetto turismo di ritorno. Oltre a visitare le grandi città italiane, spesso si recano nei borghi dove sono nati loro o i propri genitori o nonni. È un segmento del turismo che dobbiamo valorizzare. Sarebbe auspicabile un impegno a maggiori investimenti, in particolare costruendo infrastrutture ricettive nei borghi e promuovendo iniziative a favore delle comunità italiane nel mondo che facciano conoscere le bellezze ambientali e storiche, la ricchezza delle tradizioni, la bontà della gastronomia e lo stile di vita salutare dei piccoli centri italiani. Tutto il Partito Democratico è impegnato su questi temi, in quanto si tratta di investimenti per il bene dell'Italia. Insieme ai colleghi eletti nel Partito Democratico alla Camera e al coordinamento del Dipartimento per gli italiani del mondo del PD, siamo sempre stati impegnati e continueremo a lavorare per il riconoscimento e la valorizzazione delle comunità degli italiani nel mondo. Signor Presidente, prima di concludere mi permetta di ringraziare i senatori del Gruppo Partito Democratico, che hanno convintamente sostenuto l'ottenimento di questi risultati. Sono grato alla Presidente del Gruppo, senatrice Malpezzi, ai componenti delle Commissioni bilancio, affari esteri e altre per l'instancabile e convinto impegno. Gli investimenti dell'Italia di cui abbiamo parlato oggi sono il risultato di un lavoro di squadra che ha portato i suoi frutti e che dà un segnale positivo alle nostre comunità; è un ulteriore passo volto a valorizzare le nostre comunità nel mondo. Infine, signor Presidente, mi permetta di augurare a lei e a tutte le senatrici e tutti i senatori e alle loro famiglie buon Natale e felice anno nuovo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lezzi. Ne ha facoltà. LEZZI (Misto) . Signor Presidente, ricordo quando il presidente Draghi è venuto in quest'Aula a chiedere la fiducia per il nuovo Governo, con la promessa che avrebbe fatto una grande rivoluzione fiscale. Sarebbe stata la riforma delle riforme, perché avrebbe dovuto concorrere finalmente alla crescita di questo Paese sulla spinta del PNRR. Da lì è partito il balletto di tutti i partiti, che in Commissione hanno presentato di tutto e di più, illudendo gli italiani che finalmente ci sarebbe stata una vera grande rivoluzione fiscale. Ci siamo trovati poi in Parlamento con una manciata di miliardi, non molto differente da quelli che ci sono sempre stati negli ultimi anni, anche in questa stessa legislatura. Sto parlando di 8 miliardi. Poiché stiamo uscendo da una pandemia che ha piegato le ginocchia, che preoccupa ancora per una povertà che continua a mordere le famiglie, si doveva partire ridistribuendo dal basso, perché ciò significava essere davvero coraggiosi, e prevedere anche un'imposta negativa per chi ha meno. Voi invece siete andati al ceto medio, per il quale ho grandissimo rispetto, ma quando le risorse sono poche si pensa agli ultimi, che adesso si ritrovano anche a barcamenarsi con l'aumento delle bollette. È curioso l'intervento della collega della Lega, che chiede di più in merito alle bollette. Eppure ho sentito diverse volte Salvini annunciare che con i soldi dei furbetti del reddito di cittadinanza avrebbe pagato le bollette, ingannando ancora gli italiani. Infatti, se per i truffatori del reddito di cittadinanza non si arriva a 200 milioni, gli aumenti delle bollette possono arrivare fino a 14 miliardi. Avete stanziato su questo meno di un terzo e state qui a compiacervi e a compiacere il Premier, che poi vi lascia le briciole su cui scannarvi in piena notte per i rifacimenti del parcheggio della chiesa vicina alla casa del senatore o di una stradina comunale, in modo da poter ostentare un potere che non avete, perché siete ridotti a marionette (Applausi). Però è furbo e spietato Draghi: vi ha incartato per la prossima legislatura, perché forse nessuno di voi ha avuto il coraggio di leggere come poi si andrà a intervenire nella riduzione del debito. Quando sventolate la bandierina per la quale si potranno avere più mesi per pagare le cartelle esattoriali, vorrei vedere anche una levata di scudi, perché il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Garofoli per la lotta all'evasione, anziché prevedere un intervento serio sulla grande evasione, ha previsto la solita grande compliance. Voi sapete cosa significa. Le partite IVA e i piccoli professionisti sanno cosa significa andare a recuperare ulteriori 12 miliardi. Poi cosa farete, chiederete un condono, di spalmare di nuovo le rate, quando invece state andando di nuovo a soffocare proprio i piccoli? Questo sta scritto nero su bianco negli allegati alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NADEF). Voi però state tutti zitti, sempre lì a sventolare bandierine. Avete utilizzato tutta l'arroganza di cui siete capaci anche contro i lavoratori, dicendo che la norma sulle delocalizzazioni sarebbe stata una soluzione parziale. In realtà è una soluzione per i grandi, che ancora lascia a terra gli operai, stabilendo un bel percorso e prevedendo una sanzione che è addirittura conveniente per le multinazionali che potranno non far niente in quei tre mesi. Per darvi qualcosa vi stanno trattando da miserabili, questa è la verità, ma chi paga sono i poveri operai e le loro famiglie che si ritroveranno a piedi, ma con le vostre belle parole, le vostre belle banderuole. Non dico che il Parlamento è diventato sostanzialmente inutile, ma subisce una sorta di umiliazione collettiva della rappresentanza. Oggi ho sentito il presidente Draghi dire che c'è stata la discussione. Fa una pessima figura il presidente Draghi.