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Senza voler offendere nessuno, credo che sarebbe stato più dignitoso dimettersi dal Ministero che allora si ricopriva, se non si condivideva lo scudo penale sull'Ilva, piuttosto che rimanere in carica, condividendo quella scelta, per poi, una volta persa la carica, diventare improvvisamente e nuovamente rivoluzionari, costringendo la maggioranza ad abolire lo scudo penale perché si è perso un Ministero. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,35) ( Segue URSO). Dico questo per ricordare la storia e dire che assistiamo al fatto che per soddisfare i due capi delegazione di partito, Franceschini e Di Maio che, non potendo ricoprire la carica di Vice Primi Ministri come era accaduto ai due precedenti capi delegazione, Salvini e Di Maio, e non potendo ottenere questa stelletta Di Maio e non potendola ottenere nemmeno Franceschini (che anzi rinunciando alla sua stelletta ha costretto Di Maio a rinunciare alla sua) si arriva ad accorpare due Ministeri ai Ministeri loro assegnati perché così la loro dignità viene mantenuta, calpestando quella dello Stato. La loro dignità viene mantenuta calpestando la dignità dello Stato e ci ritroviamo che il ministro Di Maio, che nel precedente Governo era a capo di due Ministeri importanti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero per lo sviluppo economico, che nel precedente Governo si era opposto ferocemente allo scorporo del commercio con l'estero per andare al Ministero per gli affari esteri e la cooperazione, improvvisamente diventa favorevole all'accorpamento perché cambia Ministero. Dove è la coerenza e la dignità politica di chi esprime queste cose quando ha a che fare non con una piazza, ma con l'architrave, la struttura dello Stato, che viene calpestata per interessi non solo politici, ma personali, al punto tale che cambia opinione e accorpa i due Ministeri? Mi rivolgo al premier Conte perché qui siamo in presenza di un fatto paradossale. Gli scorpori e gli accorpamenti avvengono ad inizio legislatura per necessità e urgenza. Invece noi abbiamo il Governo Conte I, che poi lascia la mano al Conte II. Lo stesso premier , sostanzialmente con lo stesso partito guida. Cambia nel senso che nel Governo Conte I c'era un bipartitismo o una colazione bipartitica, in cui l'asse era rappresentata dal MoVimento 5 Stelle che esprimeva il premier Conte, e ora abbiamo invece una coalizione quadri partitica, in cui l'asse resta sempre il MoVimento 5 Stelle che esprime il Conte II. Non siamo Andreotti I, Andreotti II e Andreotti III. Nel fare il paragone, non voglio fare offesa alcuna al senatore Giulio Andreotti perché lui, sì, era un uomo di Stato; noi l'abbiamo combattuto, ma lui era un uomo di Stato. Siamo al Conte I, Conte II, con il MoVimento 5 Stelle architrave del Governo, che rimescolano le carte dei Ministeri per soddisfare i nuovi capi delegazione. Il turismo va allora al Ministro per i beni e le attività culturali per soddisfare Franceschini e il commercio con l'estero va al Ministro per gli affari esteri per soddisfare Di Maio che non essendosi mai occupato né di lavoro, né di Ministero per lo sviluppo economico, né di politica estera, accorpa le competenze al Ministero per gli affari esteri ed, anzi, annulla le competenze. Come ho detto prima infatti, il dramma è che si poteva fare ciò che voleva fare Berlusconi quando era ministro degli esteri della Farnesina, il polo del made in Italy nel mondo, lo strumento di ambasciatori che viaggiavano per il mondo a sostegno dell'impresa, ma bisognava dare un indirizzo politico netto, come quello che Berlusconi voleva dare in quel frangente. Qui accade esattamente il contrario: si annullano le competenze, le specificità, le professionalità del commercio con l'estero, pur sapendo che noi siamo il Paese che vive - tanto più lo sapete voi in questo momento di crisi economica interna - solo sulla crescita delle esportazioni, che tra parentesi crescono ovunque, verso gli Stati Uniti e in altri Paesi, ma che invece diminuiscono verso la Cina. Avevo letto qualche mese fa che si firmava l'accordo storico della via della seta perché bisognava rilanciare l' export italiano in Cina. Ebbene, l' export italiano è cresciuto sino a marzo di quest'anno nei confronti della Cina, e quando si firma l'accordo l' export comincia a piombare in basso, mentre aumentano le esportazioni cinesi in Italia. Qualcosa non funziona nella narrazione, nello Stato e nel Governo. Ebbene, oggi accade esattamente il contrario di quello che Berlusconi - e il centrodestra - auspicava da imprenditore che guidava il Governo, cioè di dare forza alle imprese attraverso la struttura della Farnesina. Accade invece che la Farnesina si appropria delle risorse relative alla promozione, che erano destinate alle imprese, per promuovere la diplomazia, e non certamente le imprese, perché rinuncia espressamente a creare all'interno del Ministero quella specificità con la sua direzione generale che sarebbe stata assolutamente necessaria. Il mio tempo è trascorso e concludo. Per tali ragioni, più che un riordino dei Ministeri, questo è un mercimonio dei Ministeri, che contraddistingue questa legislatura dominata dai 5 Stelle; un mercimonio dei Ministeri che offende lo Stato, che priva le imprese, che oggi ne avrebbero molto bisogno, del loro strumento e che per questo noi riteniamo sia l'emblema di questa legislatura e di questo Governo. Signor Presidente, dati i venti di crisi che si sentono, probabilmente avremo presto un Conte III o chissà cosa, e questo riordino dei Ministeri non entrerà mai in vigore. Almeno, questo è il mio auspicio. PRESIDENTE. Senatore Urso, era terminato il tempo del suo intervento, non il suo tempo . (Ilarità) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, il Gruppo Partito Democratico esprimerà con convinzione un voto favorevole a questo provvedimento, che riteniamo sia da appoggiare senza riserve perché ci persuade l'approccio sistemico ed integrato delle scelte che abbiamo preso rispetto a una questione complessa. Credo che, di fronte a fatti di questa rilevanza come quelli che hanno a che fare con l'efficienza complessiva della organizzazione dei nostri Ministeri, dovremmo resistere alla tentazione delle polemiche di basso livello; dovremmo cercare di fare un dibattito di merito; dovremmo sforzarci di non ridurre tutto a propaganda a volte meschina. Devo dire che quella che abbiamo fatto oggi è stata, dal mio punto di vista, una discussione che ha avuto anche delle cadute di stile - che poi mi permetterò di sottolineare - ma che sostanzialmente nella sua globalità ci ha permesso di mettere a fuoco i bisogni principali che oggi dobbiamo soddisfare, se davvero ci preoccupiamo di aumentare il livello di efficacia delle politiche nell'ambito del turismo. Signor Presidente, quando l'allora ministro Centinaio ha determinato il distacco delle politiche turistiche dal Ministero dei beni culturali per portarle verso il Ministero delle politiche agricole, non ho pensato che il senatore Centinaio facesse questo per un disegno di potere o per una esigenza di visibilità. Ho pensato che l'ex ministro Centinaio facesse una cosa nella quale credeva, una cosa che a me pareva profondamente sbagliata per le ragioni che dirò.