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a) riconoscere incentivi e agevolazioni per interventi finalizzati a tutela e conservazione dei beni paesaggistici, storici, archeologici, culturali e artistici; b) promuovere la sostenibilità ambientale delle attività produttive nel rispetto del principio della libera concorrenza e della disciplina dell'Unione europea in tema di aiuti di Stato a favore dell'ambiente; c) sostenere l'accessibilità e la viabilità nei territori insulari o morfologicamente svantaggiati, anche in relazione alla sostenibilità economica delle tariffe dei trasporti; d) prevedere per definite tipologie di attività economiche ovvero per specifiche condizioni di esercizio delle attività stesse il riconoscimento di condizioni agevolate per l'accesso ai servizi, ivi inclusi quelli di raccolta e smaltimento rifiuti anche speciali e tossico-nocivi, in relazione all'eventuale sussistenza di maggiori costi e oneri tariffari; e) prevedere misure per il contenimento di costi di trasporto delle merci per le imprese; f) prevedere forme di contribuzione per permettere l'attuazione di programmi di riconversione degli impianti tradizionali e l'acquisto di impianti a ciclo chiuso, per favorire lo sviluppo di attività economiche a basso impatto ambientale e la riconversione tecnologica di attività economiche tradizionali; g) prevedere misure per il contenimento di costi di utilizzo dell'energia elettrica per le imprese, nonché di acquisto e trasporto di gas metano; h) prevedere che i contributi siano attribuiti anche in ragione del rispetto e della valorizzazione dei prodotti e delle lavorazioni tradizionali certificate dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Venezia; i) costituire presso l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, un Osservatorio per il monitoraggio dei parametri economici delle imprese ubicate nelle aree ammesse ai benefici di cui al presente articolo, con il compito di quantificare i maggiori costi gravanti sulle imprese che operano nel territorio lagunare. 14. L'efficacia delle misure previste dai decreti di cui al comma 11 è subordinata all'autorizzazione e ai vincoli della Commissione europea, a norma degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Non possono beneficiare degli interventi di cui alla presente legge coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti che lo Stato è tenuto a recuperare in esecuzione di una decisione di recupero di cui all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999. 15. I comuni del bacino idrografico della laguna di Venezia promuovono la costituzione di società a capitale misto per la gestione associata dei servizi pubblici locali. Art. 8. (Manutenzione urbana e sviluppo dell'innovazione nel comune di Venezia) 1. Al fine di promuovere la rivitalizzazione e lo sviluppo delle comunità lagunari, la manutenzione urbana del comune di Venezia è rivolta: a) all'attuazione dello scavo dei rii cittadini, ricomprendenti la tutela e la conservazione del patrimonio edilizio prospiciente i rii, secondo il programma che il comune di Venezia predispone ai sensi della presente legge; b) al restauro e alla ristrutturazione di ponti e fondamenta, fatte salve quelle costituenti interventi per insulae , già avviate dal Magistrato alle acque, e comunque ricomprese nelle attività del Magistrato alle acque; c) al restauro e al risanamento, anche statico-strutturale, degli edifici di proprietà comunale; d) al restauro e al risanamento, anche statico-strutturale, degli edifici monumentali di pubblico interesse artistico, storico, culturale, di proprietà pubblica o privata; e) alla realizzazione del consolidamento delle fondamenta degli immobili privati. 2. Gli interventi di competenza del comune di Venezia finalizzati allo scavo dei rii cittadini, alla tutela e conservazione del patrimonio edilizio prospiciente i rii, conseguite anche attraverso l'erogazione di contributi ai privati, nonché gli interventi di competenza della regione Veneto volti alla realizzazione di opere igienico-sanitarie nel centro storico di Venezia, sono eseguiti in forma unitaria allo scopo di garantire l'omogeneità tecnico-progettuale, il coordinamento nella fase realizzativa e la necessaria integrazione delle risorse finanziarie. 3. Al fine di cui al comma 2 la regione Veneto e il comune di Venezia, nonché le amministrazioni statali competenti all'esecuzione degli interventi per insulae , provvedono a perfezionare un apposito accordo di programma ai sensi e per gli effetti dell'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 4. All'atto dell'esecuzione dell'escavo dei rii, l'autorità comunale verifica lo stato di consistenza e di manutenzione delle fondazioni degli immobili prospicienti i rii individuando gli eventuali lavori da realizzare. Il sindaco, una volta identificate le opere da eseguire, invita i proprietari degli immobili a intraprenderne la realizzazione entro un termine non superiore ai tre mesi, indicando il limite del contributo concesso e assegnando altresì il termine entro cui i lavori debbono essere ultimati. Scaduto il termine di tre mesi senza che i proprietari abbiano intrapreso le opere, il comune è autorizzato a eseguire i lavori di manutenzione delle fondazioni, addebitando ai privati il costo dei lavori stessi, detratto il contributo a essi spettante. Di tali facoltà il sindaco dà notizia ai privati nell'atto con il quale rivolge agli stessi l'invito di cui al secondo periodo del presente comma. 5. Al fine di favorire l'afflusso di capitale di rischio verso le piccole e medie imprese (PMI) innovative localizzate nel comune di Venezia e nell'area lagunare, il comune di Venezia può sottoscrivere e alienare quote di uno o più fondi comuni di investimento, in misura non superiore al 50 per cento del patrimonio, promossi e gestiti da una o più società di gestione del risparmio (SGR) previste dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Le SGR sono individuate con procedure competitive anche in deroga alle vigenti norme sulla contabilità generale dello Stato, nel rispetto delle norme dell'Unione europea vigenti in materia. Art. 9. (Disposizioni in favore di Porto Marghera e per la bonifica del suolo e delle acque di falda contaminate) 1. La regione Veneto promuove uno o più accordi di programma con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico, il comune di Venezia, il comune di Mira, la provincia di Venezia, l'autorità portuale di Venezia, il Magistrato alle acque, l'autorità di bacino del distretto idrografico della laguna di Venezia e l'Ente zona industriale di Porto Marghera, nonché con altre imprese e società presenti nell'area di Porto Marghera, al fine di realizzare, in concomitanza con i tempi di realizzazione e funzionamento della struttura portuale d'altura di cui all'articolo 2, comma 5, lettera a) :