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la nave battente bandiera portoghese bulk carrier "Sumatra", IMO 9753260, con a bordo un carico di 33.000 tonnellate di grano partiva dal Canada il 5 marzo 2021, dopo circa 45 giorni di navigazione è arrivata presso il porto algerino di Annaba e lì si è fermata sino al 24 maggio 2021 in attesa di controlli e verifiche sulla qualità del carico da parte delle autorità algerine; all'esito dei controlli, la nave avrebbe subito un respingimento del carico presso lo stesso porto algerino per motivi sanitari, poiché al suo interno sarebbero stati rilevati numerosi insetti, un odore sgradevole, infiltrazioni d'acqua e muffe; il 30 giugno, trascorso circa un mese, la nave ha ripreso a navigare e dopo un breve rifornimento presso il sito di Sarroch in Sardegna, si è diretta con il suo carico trasportato per conto dell'agente Spedra-Ravenna presso il porto di Ravenna, in cui è arrivata il 7 luglio; considerato che: da quanto si è appreso da notizia stampa diffusa dell'agenzia "Reuters" il 16 giugno 2021, sarebbero state respinte due navi dalle autorità algerine: la "Sumatra", contenente 33.000 tonnellate di frumento canadese, e un'altra nave contenente 27.000 tonnellate di frumento tenero francese, respinta perché conteneva due animali morti; in data 30 luglio, su richiesta della società Casillo Commodities Italia S.p. A., il posto di controllo frontaliero (PCF) di Ravenna (del Ministero della salute) ha autorizzato lo sbarco della merce dalla Sumatra. La merce sbarcata è stata temporaneamente custodita presso i magazzini della Eurodocks Srl. In data 16 agosto 2021 la Capitaneria di porto di Ravenna ha disposto il sequestro conservativo della motonave, che è stata successivamente dissequestrata con provvedimento della Capitaneria di porto in data 19 agosto; il 6 settembre la società Casillo Commodities Italia ha avanzato istanza in autotutela avverso il provvedimento adottato dal PCF di Ravenna, richiedendo in particolare il rilascio della certificazione sanitaria. A supporto della richiesta si argomentava di aver proceduto all'adozione di un "trattamento speciale" consistente nella separazione fisica della parte di merce, ritenuta contaminata da acqua marina, dal resto del carico, che sarebbe stato stoccato presso altro silos. In subordine l'importatore richiedeva l'acquisizione dei rapporti di ispezione ed analisi condotti privatamente sulla partita dalla Inspectorate Italia S.r.l. o, alternativamente, l'effettuazione di un campionamento del lotto al fine di individuare il trattamento speciale più idoneo per consentire il consumo umano della merce; il 9 settembre parte della merce, originariamente in temporanea custodia (A3), era dichiarata in deposito doganale (IM7) sempre all'interno dei magazzini Eurodocks Srl. Viceversa permanevano in temporanea custodia 112.100 chili di merce, che sarebbero corrispondenti alla parte di carico in stato avariato, si chiede di sapere: se il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, attraverso l'Ispettorato centrale repressione frodi, abbia predisposto tutti i controlli sanitari previsti di propria competenza e quale sia l'esito degli stessi; quali siano le misure attivate dai Ministeri competenti al fine di verificare che il grano introdotto in Italia non presenti rischi per la salute dei consumatori; se siano stati disposti ulteriori approfondimenti al fine appurare come mai il PCF di Ravenna, dopo avere negato l'ammissione all'importazione, abbia autorizzato lo sbarco della merce della motonave "Sumatra" su richiesta della società Casillo Commodities Italia, nonché sulle ragioni per cui gli uffici sanitari abbiano autorizzato il passaggio di oltre 200.000 quintali al deposito doganale. Atto n. 4-06346 CALANDRINI Al Ministro della salute Premesso che: Aprilia, città di 74.000 abitanti in provincia di Latina, soffre una gravissima carenza di medici di medicina generale: difatti, secondo i dati rilevati dal Tribunale dei diritti del malato, a fronte dei 48 medici necessari, ve ne sono solamente 40, cui consegue la necessità per circa 2.000 cittadini di spostarsi a Cisterna di Latina, costretti ad accettare di iscriversi presso un medico di medicina generale fuori comune, a circa 25 chilometri da Aprilia; la crisi di Aprilia è stata ulteriormente acuita dalla sospensione di medici "no vax"; l'emergenza è stringente altresì per i pediatri, ne necessitano 13 e attivi ve ne sono solamente 11; tale situazione non è nuova nella provincia di Latina: nei mesi scorsi si è vissuta un'emergenza analoga e tuttora non risolta nei comuni più piccoli ma non meno importanti di Cori e Rocca Massima, alle prese con la carenza di medici di medicina generale a causa di un pensionamento e di un decesso di dottori che prestavano servizio in quei territori, con i pazienti costretti anche in questo caso a spostarsi a Cisterna; a parere dell'interrogante, l'emergenza che si attraversa nella provincia di Latina ha radici profonde quali la mancata programmazione in merito al ricambio dei medici per raggiunta età pensionabile, trasferimenti eccetera; per normative, regolamenti e concorsi, che, ove fossero stati validi per il passato quando c'era una grande disponibilità di medici non lo sono più allo stato attuale; a causa del numero di accesso chiuso e insufficiente per le facoltà di medicina e chirurgia; rileva, a tal uopo, istituire un piano di reclutamento innovativo finalizzato alla gestione di emergenze quali quella presente, oltre alla necessità, per le istituzioni competenti, di approfondire le motivazioni che sottendono alla scarsa capacità attrattiva del territorio di Latina per i nuovi, già di per sé scarsi, medici di medicina generale in graduatoria, che prediligono altre sedi; risulta che, nella situazione descritta, undici dottori di medicina generale di Aprilia abbiano dato disponibilità ad accogliere 300 pazienti in più per sopperire al pensionamento di colleghi che hanno lasciato gli utenti sprovvisti di medico di famiglia; al momento non è dato sapere quando e se tale estensione sarà ufficializzata. Ai medici resisi disponibili sarebbe stato comunicato che tale aumento del massimale avrebbe una durata massima di 6 mesi e comunque sino all'inserimento di un congruo numero di medici negli elenchi di medici di assistenza primaria con studio principale nel comune di Aprilia; a parere dell'interrogante, il costante indebolimento dell'offerta sanitaria risulta ancora più grave nell'attuale contesto storico, in cui, al contrario, sarebbe necessario potenziare il numero dei medici e delle strutture sanitarie presenti sul territorio; l'urgenza di invertire il progressivo impoverimento dell'offerta sanitaria pubblica nella provincia che determina ormai da troppo tempo condizioni di rischio per l'utente, nonostante il costante impegno profuso dagli operatori sanitari a fronte di mezzi, personale e strutture assolutamente insufficienti, appare ancora più necessaria nel contesto territoriale, tanto da meritare attenzione non solo degli organismi regionali competenti, ma anche di quelli nazionali; non va infine sottaciuto quanto riportato in data 19 novembre 2021 dal quotidiano "La Stampa": in tutta Italia nei prossimi 7 anni usciranno dal lavoro oltre 27.000 medici, a fronte di solo 8.600 medici in entrata.