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Penso, in particolare, al tema della siccità, che poteva essere affrontato in questa sede. Tuttavia, spero che l'appello contenuto nell'ordine del giorno su cui il Governo si è impegnato venga accolto nel prossimo decreto aiuti. Torniamo alla responsabilità del Parlamento nel convertire il decreto che - non dimentichiamoci - contiene misure sicuramente insufficienti, ma necessarie. Voglio ricordare che con questo provvedimento è stato prorogato al 20 settembre lo sconto di 30 centesimi sulle accise sui carburanti. Sarà poco, ma chi quest'estate è stato in Paesi come Spagna e Francia si è stupito positivamente del fatto che lì i carburanti costavano (e costano) proprio 30 centesimi in più rispetto all'Italia. Inoltre, è stato prorogato al quarto trimestre l'annullamento degli oneri di sistema sulle bollette delle famiglie. Anche in questo caso, può trattarsi di una misura da poco (nel senso che sappiamo benissimo che le bollette delle famiglie sono aumentate in maniera smisurata), ma se non si converte questo decreto decade anche questa misura che va comunque ad aiutare le famiglie. È stato altresì rafforzato il bonus sociale energia elettrica e gas, anche se poi si è appreso quanto sappiamo. Per questo motivo, il mio appello al Parlamento è sempre di essere concreto, andando a vedere l'efficienza e l'efficacia delle normative che si approvano in questa sede. Nel mondo reale questo provvedimento incontra grandi difficoltà, perché le famiglie hanno problemi ad ottenerlo a causa del meccanismo di comunicazione dell'ISEE: paradossalmente, infatti, è automatico soltanto per i percettori di reddito di cittadinanza, mentre le famiglie hanno grandi difficoltà a ottenere questo bonus. È stata inoltre innalzata la possibilità per le imprese di erogare benefit aziendali fino a 600 euro. Questo va bene perché salari e stipendi stanno perdendo potere d'acquisto molto velocemente. La nostra idea, che ho manifestato anche in un emendamento da me proposto, è quella di poter contrastare l'inflazione, agendo anche di conseguenza sul cuneo fiscale, dando la possibilità al datore di lavoro di erogare aumenti esenti da tasse. Intendo dire che quando un'azienda spende 100 euro per un aumento, è impossibile che il lavoratore percepisca nella busta paga circa 40 euro. Bisogna quindi pensare a detassare quello che si vuol dare in più al lavoratore. Sono tutte misure migliorabili, ma di cui non possiamo fare a meno. Con un altro emendamento avevamo chiesto di dare ancora una possibilità di remissione del pagamento dilazionato della maxirata di fine luglio della rottamazione- ter. Abbiamo proposto di eliminare anche la scadenza del 30 settembre per quanto riguarda il superbonus 110 per cento sulle villette. Sono tutte misure che il prossimo provvedimento, cosiddetto aiuti- ter, dovrebbe prendere in considerazione. Vorrei concludere il mio intervento soltanto dicendo che ci vuole molto senso della realtà in questo momento, nel rispetto delle famiglie e delle imprese che davvero vedono un'inflazione dilagante. Il Governo deve quindi trovare delle soluzioni a questa situazione che oserei definire drammatica. In conclusione di questo mio ultimo intervento ringrazio tutti, i colleghi, gli uffici, le Commissioni 5 a e 6 a e i rispettivi Presidenti per il grande lavoro svolto in questi anni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, oggi avrei voluto passare un po' di tempo con la mia mamma Rina che compie 87 anni, perché, come sapete, a quell'età ogni momento è prezioso, ma il dovere mi chiama ancora una volta in quest'Aula per uno degli ultimi interventi di questa legislatura. Questa è stata una legislatura che ci ha visto discutere e approvare tante misure epocali volute dal MoVimento 5 Stelle in favore dei cittadini, ma non si può certamente definire allo stesso modo il decreto-legge oggi in discussione. Si tratta del secondo decreto-legge aiuti che non aiuta nessuno, o almeno non aiuta abbastanza, come avrebbe dovuto fare. Uno dei tanti mantra ricorrenti che ci avrete senz'altro sentito pronunciare da almeno un anno a questa parte è quello secondo cui una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo richiede misure straordinarie. Ebbene, il decreto-legge in esame non ha proprio nulla di straordinario, eppure la crisi attuale era tutto fuorché imprevedibile. È molto strano che il Governo dei migliori non sia stato così avveduto. (Applausi) . Peraltro, colleghi, è passato quasi un anno da quando chiedevamo misure contro il caro energia, ulteriormente acuitosi a causa del conflitto russo-ucraino, ma già presente a seguito delle riaperture post pandemia. A marzo scorso addirittura le nostre proposte venivano messe nero su bianco all'interno di una mozione a firma dei colleghi Pesco e Cioffi, ma sottoscritta da gran parte del Gruppo MoVimento 5 Stelle. Quelli della scorsa primavera sono stati mesi complessi, li ricordiamo bene. Ricordiamo soprattutto quali erano le priorità degli altri partiti: qualcuno era intento a preparare la norma sull'inceneritore di Roma, che sarebbe stata poi surrettiziamente inserita all'interno del decreto-legge aiuti. C'era anche chi lavorava per aumentare le spese militari, portandole fino al 2 per cento del PIL (Applausi) , tema quest'ultimo sul quale state tornando anche oggi nel silenzio generale di fine legislatura. Dite ai cittadini come intendete spendere i loro denari. Ecco quali erano e quali sono le priorità dei partiti, mentre il nostro Paese continua a vivere una devastante crisi economica ed energetica. Nessuno si occupa realmente dei bisogni dei cittadini, nessuno tranne noi, che li abbiamo sempre avuti come stella polare della nostra azione politica. Abbiamo provato a convincervi della bontà delle nostre proposte in tutte le sedi possibili, in Consiglio dei ministri, in Commissione, qui in Assemblea: lo abbiamo fatto perfino per mezzo della famosa lettera che il nostro presidente Giuseppe Conte ha inviato a luglio scorso al premier Draghi. Le nostre parole sono sempre cadute nel vuoto, fin quando il Presidente del Consiglio non ha deciso di gettare la maschera e di attaccarci frontalmente. (Applausi) . Lo ricordate? È successo solo poche settimane fa in quest'Aula: un attacco indegno, intellettualmente disonesto e persino istituzionalmente scomposto, che verteva proprio su una delle nostre misure più importanti, il superbonus. È una vergogna che lo Stato non onori un contratto legittimo. (Applausi) . Proprio su questo solo pochi giorni fa siamo stati accusati di essere degli irresponsabili perché chiedevamo di portare in votazione gli emendamenti che avrebbero sbloccato il meccanismo della circolazione dei crediti d'imposta e salvato migliaia di imprese sull'orlo del baratro. Adesso, come d'incanto, è cambiato tutto e chi ci lanciava quelle calunniose accuse, oggi di fatto ci dà ragione: la campagna elettorale fa miracoli. (Applausi) . Eppure dalle agenzie sembra che questo risultato sia merito dei partiti che fino a ieri hanno completamente ignorato i problemi dei settori dell'edilizia, gli stessi partiti che, insieme al Governo, hanno affossato il superbonus, avallandone modifiche peggiorative e schizofreniche.