[pronunce]

che, quanto alla sospettata violazione dell'art. 3 Cost., il giudice a quo è incorso in errore nell'interpretare la norma denunciata, la quale non consente affatto «la rinascita postuma di un eventuale diritto soggettivo travolto da una decadenza sostanziale», ma conferma sia il riparto di giurisdizione attuato dall'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998 sia la decadenza comminata dalla stessa norma; che l'Avvocatura generale dello Stato, per il Presidente del Consiglio dei ministri, a sua volta, nel prendere atto dell'orientamento interpretativo della giurisprudenza di legittimità riguardo all'art. 69, comma 17, del d.lgs. n. 165 del 2001, afferma che esso non conduce a conclusioni diverse da quelle formulate nell'atto di intervento, dal momento che esso, da un lato, esclude in radice qualsivoglia dubbio di illegittimità costituzionale della norma per eccesso di delega, così come, dall'altro, esclude ogni violazione dell'art. 3 Cost., sotto il profilo della ingiustificata differenziazione delle forme di tutela; che, nel corso di un distinto giudizio di appello, promosso da alcuni dipendenti dell'Azienda sanitaria locale (ASL) n. 1 di Paola nei confronti dell'amministrazione datrice di lavoro, avverso le sentenze del Tribunale ordinario di Paola, in funzione di giudice del lavoro (n. 16 e n. 17 del 19 gennaio 2000), con le quali il giudice adito aveva dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, la stessa Corte di appello di Catanzaro, con ordinanza in data 21 novembre 2002 (R.O. 22/2003), ha sollevato identica questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 76, 77 e 3 Cost., dell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, precisando, in punto di fatto, che gli appellanti, con ricorsi depositati nell'anno 1997, avevano chiesto e ottenuto dal Pretore di Paola decreti ingiuntivi, con i quali la ASL datrice di lavoro era stata condannata a pagare somme loro dovute per lavoro straordinario prestato fino al 1994 e che, a seguito dell'opposizione proposta dall'ingiunta, il Tribunale aveva emesso le impugnate sentenze declinatorie della giurisdizione; aggiunge la Corte rimettente che, poiché la controversia attiene a pretese retributive maturate in epoca anteriore al 30 giugno 1998, ai sensi dell'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998 (vigente al tempo di presentazione dei ricorsi) il giudice del lavoro di Paola difettava di giurisdizione al momento della instaurazione della lite, e i ricorrenti avrebbero dovuto adire il competente Tribunale amministrativo regionale, nel termine di decadenza del 15 settembre 2000; che, essendo stato emanato nel corso del giudizio il citato d.lgs. n. 165 del 2001 e, in particolare, l'art. 69, comma 7, la Corte rimettente afferma che, in base alla sopra riferita interpretazione di tale norma, sarebbe impossibile confermare le impugnate sentenze, che avevano correttamente (in riferimento all'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998, previgente) dichiarato il difetto di giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria, «senza violare il principio della perpetuatio iurisdictionis e di economia processuale»; che il giudice a quo, pertanto, sulla base di argomentazioni in tutto analoghe a quelle contenute nell'ordinanza sopra riferita, ritiene rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001; che è intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, il quale ha chiesto che la questione sia dichiarata infondata per le medesime ragioni addotte con riguardo alla identica questione di costituzionalità di cui sopra; che nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, promosso dalla Regione Campania nei confronti di un suo dipendente, il Tribunale ordinario di Napoli, in funzione di giudice del lavoro, con ordinanza del 24 gennaio 2003 (R.O. 591/2003), ha sollevato: a) questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 76 e 111 Cost., del combinato disposto degli artt. 69, comma 7, e 72, comma 1, lettera bb), del d.lgs. n. 165 del 2001, nella parte in cui, innovando la precedente disciplina transitoria dettata dall'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998, devolve al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, le controversie riguardanti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore al 30 giugno 1998, che non siano state proposte davanti al giudice amministrativo nel termine del 15 settembre 2000; b) subordinatamente all'accoglimento della questione sub a), questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 76, 3 e 24 Cost., dell'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998, nella parte in cui, riguardo alle controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore al 30 giugno 1998, impone il termine di decadenza del 15 settembre 2000 per la tutela giurisdizionale; c) «subordinatamente al rigetto o alla inammissibilità delle questioni sub b)», questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 76, 3 e 24 Cost., dell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, nella parte in cui, riguardo alle controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore al 30 giugno 1998, impone il termine di decadenza del 15 settembre 2000 per la tutela giurisdizionale; che, in punto di fatto, il giudice rimettente riferisce che la controversia, portata al suo esame, attiene a crediti retributivi di un pubblico dipendente maturati nel periodo 1988-1995, spettante, a norma dell'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998, alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; controversia che avrebbe dovuto essere proposta, a pena di decadenza, entro il 15 settembre 2000; che la decorrenza di tale termine comportava una decadenza non meramente processuale, ma di natura sostanziale, in quanto le situazioni giuridiche soggettive dei pubblici dipendenti, non tempestivamente azionate davanti al giudice amministrativo, rimanevano sfornite di qualunque tutela giurisdizionale; che, con l'entrata in vigore del d.lgs. n. 165 del 2001 - emanato su delega conferita con la legge n. 340 del 2000 - la disciplina transitoria dettata dal d.lgs.