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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 35 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE (ddl 388) Priorità di esercizio dell'azione penale DDL 388 Disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale (Esame e rinvio) Il relatore PAGANO ( FI-BP ) illustra il disegno di legge costituzionale n. 388 , d'iniziativa del senatore Vitali, recante disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale. In sintesi, esso prevede che, fermo restando l'obbligo del pubblico ministero di esercitare l'azione penale ai sensi dell'articolo 112 della Costituzione, ciascun procuratore generale di corte d'appello, sentiti i procuratori del rispettivo distretto, formuli proposte motivate di priorità nell'esercizio dell'azione penale che tengano specificatamente conto dei fenomeni criminali del distretto. I procuratori generali inviano le loro proposte motivate al procuratore generale presso la Corte di cassazione, il quale le trasmette al Ministro della giustizia, con riferimento sia alle priorità sia ai mezzi di indagine. Anche il Ministro dell'interno e il Ministro dell'economia e delle finanze inviano al Ministro della giustizia le loro proposte, con riferimento sia alle priorità sia ai mezzi di indagine. Il Ministro della giustizia, a sua volta, sulla base delle informazioni ricevute, sottopone all'approvazione del Parlamento una proposta sulle priorità da seguire nell'esercizio dell'azione penale. Si dispone, inoltre, che i soggetti che partecipano alla definizione di tali priorità provvedano al monitoraggio sull'efficacia operativa delle stesse e sulle eventuali carenze riscontrate e ne comunichino annualmente i risultati al Ministro della giustizia. Nell'ambito di tale attività, i procuratori generali di corte d'appello verificano anche l'efficacia dell'azione penale promossa dai singoli sostituti del rispettivo distretto e di quella promossa da gruppi di sostituti che si occupano congiuntamente di singoli casi, anche con riferimento all'analisi degli esiti giudiziari di tali iniziative. Il Ministro della giustizia riferisce annualmente al Parlamento sullo stato della giustizia, ivi incluse le risultanze del monitoraggio relativo all'esercizio dell'azione penale e alle sue risultanze giudiziarie, all'uso dei mezzi di indagine e all'uso delle misure restrittive della libertà personale. Infine, i procuratori della Repubblica e i procuratori generali di corte d'appello, nell'ambito delle loro competenze, assicurano che nelle attività di indagine i sostituti si attengano alle indicazioni concernenti le priorità e i mezzi di indagine, al fine di ristabilire il principio dell'unità dell'azione penale e della struttura unitaria degli uffici del pubblico ministero, nonché di rendere maggiormente efficace l'azione repressiva ed eliminare le disfunzioni che si connettono al fenomeno della personalizzazione delle funzioni del pubblico ministero. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea l'esigenza di individuare tipologie di reati da perseguire prioritariamente, fermo restando l'obbligo del pubblico ministero di esercitare l'azione penale ai sensi dell'articolo 112 della Costituzione, al fine di evitare la prescrizione dei reati che destano particolare allarme sociale. Infatti, anche a causa dell'elevato numero di procedimenti penali dichiarati prescritti ogni anno, la discrezionalità del pubblico ministero potrebbe avere un peso eccessivo, in quanto si determinano difformità nell'esercizio dell'azione penale tra i diversi distretti di corte d'appello e, quindi, condizioni di disparità tra i cittadini. Il disegno di legge costituzionale a sua firma, pertanto, prevede che il Ministero della giustizia, sulla base delle proposte avanzate da ciascun procuratore generale di corte d'appello - sentiti i procuratori del rispettivo distretto - e trasmesse al procuratore generale della Cassazione, nonché dal Ministro dell'interno e dell'economia, formuli una motivata proposta sulle priorità da seguire nell'esercizio dell'azione penale e la sottoponga alle Camere. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (822 - Doc. LXXXVI, n.1, Doc. LXXXVII, n. 1) Legge europea 2018 DDL 822 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 Doc Doc. LXXXVI, n. 1 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2018 Doc Doc. LXXXVII, n. 1 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 (Relazione alla 14ª Commissione sul disegno di legge n. 822. Parere alla 14ª Commissione sul Doc. LXXXVI, n. 1. Parere alla 14ª Commissione sul Doc. LXXXVII, n. 1. Esame congiunto e rinvio) Il relatore GRASSI ( M5S ) illustra il disegno di legge di legge europea 2018, recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea. Il provvedimento, in base alle disposizioni di cui alla legge 24 dicembre 2012, n. 234, reca norme di diretta attuazione volte a garantire l'adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento europeo, al fine portare a termine il percorso - avviato negli anni precedenti - per la chiusura dei casi di pre-contenzioso e contenzioso ancora aperti con la Commissione europea. In particolare, il provvedimento è volto a consentire la definizione di tre procedure di infrazione e di tre casi di pre-contenzioso nell'ambito del cosiddetto sistema EU Pilot, a dare attuazione a due direttive, a garantire la piena attuazione di due regolamenti, nonché a dare concreta esecuzione a un accordo internazionale concluso nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea e a dare attuazione alle linee guida della Commissione europea relative alla direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali. Il testo si compone di 13 articoli, suddivisi in otto capi riguardanti i seguenti settori: libera circolazione di persone, servizi e merci; giustizia e sicurezza; fiscalità e dogane; mercati di strumenti finanziari ; diritto d'autore; tutela della salute umana e dell'ambiente. Segnala, in conclusione, che non risultano disposizioni di specifico interesse della Commissione. Illustra, quindi, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2017, presentata dal Governo Gentiloni lo scorso 19 marzo in adempimento degli obblighi fissati dalla legge n. 234 del 2012. Sottolinea che la Relazione rappresenta il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea. Il documento è articolato in quattro parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea, con riferimento ai principali temi istituzionali e al coordinamento delle politiche economiche.