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Venendo ai numeri di sintesi, le entrate ammontano a quasi 800 miliardi di euro, mentre le uscite arrivano a 839, di cui 774 di spese correnti: un 45 per cento del PIL del nostro Paese. Già questi due dati danno la stura ad alcune considerazioni generali. È vero, l'indebitamente netto del nostro Paese diminuisce nel quadriennio 2014-2017, passando dal 3 per cento al 2,3 per cento del PIL. L'ultimo dato importante è la drastica riduzione degli oneri sul debito, scesi a 65 miliardi e mezzo (erano 74 nel 2014): sono i minori interessi passivi che paghiamo per effetto della politica monetaria della Banca centrale europea. Questi sono i dati di sintesi. Come Gruppo Forza Italia rileviamo, però, alcune criticità, sia in relazione al rendiconto, sia in relazione all'assestamento. Questo Governo, che è stato definito «del cambiamento», non ha, a oggi, adottato alcun provvedimento che aiuti realmente l'economia italiana a rialzarsi. Gli scenari macroeconomici sono in rapido peggioramento: chi sta male, sta sempre peggio, chi sta bene sta sempre meglio. Pertanto servono interventi urgenti, di programmazione economica precisa, con una chiara e netta inversione di tendenza che a oggi non notiamo. Serve che il Governo annunci una strategia credibile per ridare fiducia agli investitori, per lo più stranieri, e speranza agli italiani. Ad oggi solo annunci roboanti, più per i titoli dei giornali e per i social network , con risultati sempre peggiori: lo testimonia il dato dello spread . Qualche piccolo segnale positivo c'è, peraltro, in questi due documenti che siamo oggi chiamati ad analizzare e approvare: c'è un miglioramento rispetto alle previsioni iniziali e al livello di debito che caratterizza la situazione economica del nostro Paese. Abbiamo però l'esigenza fondamentale di ricondurre il debito su un sentiero di sostenibilità sicura e certa e recuperare la crescita in termini di PIL. Qualcosa non ha funzionato: gli investimenti pubblici non hanno funzionato come ci si aspettava e il loro impatto non è per niente significativo. I tagli alla spesa pubblica devono attenzionarci, perché il rischio è quello di uno scadimento sempre maggiore nei servizi. Mi riferisco ai servizi che sono a più diretto contatto dei cittadini, quelli che i cittadini vivono sulla loro pelle: la sanità, le scuole, i trasporti pubblici, la cultura e la ricerca. Serve, in poche parole, un efficientamento della gestione delle risorse, reso ancora più urgente e necessario dalla paventata compressione delle spese. È una compressione che comporta un sempre maggiore scadimento nella politica dei servizi, specialmente nei Comuni e piccoli Comuni, che oggigiorno rappresentano l'asse portante del nostro Stato. Parlate anche voi (qui non è questione di destra, sinistra, bianchi, rossi o verdi) delle difficoltà che hanno gli amministratori locali ad andare avanti, gli oltre 8.000 sindaci presenti sul territorio. Serve una chiara e netta inversione di tendenza. Un dato che nessuno dei colleghi che mi ha preceduto ha citato lo rileva la Corte dei conti, che rappresenta per il bilancio dello Stato quello che una società di revisione o il collegio sindacale rappresentano nelle società per azioni. Rileva la Corte dei conti: attenzione, c'è un invecchiamento della pubblica amministrazione che mal si allinea con l'esigenza di innovazione e cambiamento che la pubblica amministrazione in quanto tale deve avere. Notiamo questo specialmente nel mondo della scuola, dove c'è disaffezione. Li sentirete anche voi quei dipendenti pubblici che tra di loro non parlano di problemi attinenti il loro lavoro, ma non fanno che ripetere: «Fornero sì», «Fornero no»; «pensione sì», «pensione no». Non c'è un attaccamento, ma una disaffezione (specialmente nella scuola) molto pericolosa, per cui si impone una qualità nella riduzione della spesa. Questa fase di votazione sul bilancio e sull'assestamento apre la fase importante della sessione di bilancio vera e propria. Aspettiamo domani le indicazioni del ministro Tria, il quale rappresenta per noi un'ancora di salvezza, una persona equilibrata e saggia che ci permette di interloquire alla pari a livello europeo. Spero che manderemo sempre lui in giro per l'Europa e non qualcun altro, altrimenti rischiamo di creare situazioni molto pericolose. Questo dato sul rendiconto non è un aspetto - come diceva il relatore sull'assestamento - puramente formale; è un atto che ha un significato anche di tipo politico, perché da qui partono le considerazioni da adottare nell'ambito della politica di bilancio che dobbiamo approvare. Nella relazione della Corte dei conti al rendiconto 2017 viene indicato che c'è la necessità di effettuare scelte molto caute e interventi di politica economica di tipo selettivo. Termino, Presidente, chiedendo al Governo uno sforzo: passare dai proclami a dati economici oggettivi, che permettano alle nostre imprese e ai nostri settori industriali di competere in un momento assai delicato. Ce lo chiede il Paese, ce lo chiede l'opinione pubblica e ce lo chiedono i nostri cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, come il relatore ha indicato, il rendiconto per il 2017 e l'assestamento per il 2018, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, rappresentano gli strumenti attraverso i quali il Governo rende conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria al 31 dicembre 2017 del bilancio 2018. La connessione dei due provvedimenti evidenzia con nettezza che con la riforma del bilancio dello Stato, che il Partito Democratico nella precedente legislatura ha accompagnato e, più in generale, della contabilità pubblica iniziata nel 2009 si sono prodotti importanti passi in avanti. Oggi siamo in presenza di una maggiore flessibilità nella allocazione delle risorse pubbliche e siamo in presenza di una maggiore trasparenza nella rendicontazione delle stesse. Incrementare la flessibilità per ricollocare risorse, scegliere tra risorse e programmi, collocare risorse tra azioni diverse, tra spesa corrente e conto capitale ci ha messo nelle condizioni, nella passata legislatura, di salvaguardare un'iniziativa utile per la crescita e, contemporaneamente, di rafforzare la credibilità e la solidità della finanza pubblica. Una maggiore trasparenza, necessaria per corrispondere le azioni alle norme, rafforza la democrazia. Più in generale, quando si eliminano zone d'ombra nella gestione delle risorse pubbliche, il rafforzamento della democrazia può aiutarci anche a un'ulteriore relazione con i cittadini. Insomma, sulla riforma del bilancio dello Stato, della quale attendiamo l'ultimo provvedimento, credo si possa dire di poter operare per un costante rafforzamento degli elementi di flessibilità e di trasparenza necessari per rafforzare la credibilità delle istituzioni. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,32) ( Segue MANCA). Il rendiconto 2017 certifica la solidità dei risultati raggiunti;