[ddlcomm]

c prevedere che gli avvocati che svolgono le funzioni di giudice di pace non possono esercitare la professione forense presso l'ufficio giudiziario al quale appartengono e non possono rappresentare, assistere o difendere le parti di procedimenti svolti davanti al medesimo ufficio, nei successivi gradi di giudizio; prevedere che il divieto si applica anche agli associati di studio, ai membri dell'associazione professionale e ai soci della società tra professionisti, al coniuge, al convivente, ai parenti entro il secondo grado e agli affini entro il primo grado; d prevedere che il giudice di pace non può assumere l'incarico di commissario giudiziale, curatore, consulente, perito e professionista delegato alle operazioni di vendita, nei procedimenti che si svolgono davanti agli uffici giudiziari compresi nel circondario presso il quale esercita le funzioni giudiziarie; e disciplinare la causa di incompatibilità di sede per rapporti di parentela o affinità con magistrati o ufficiali o agenti di polizia giudiziaria della stessa sede, secondo i princìpi di cui all'articolo 19 dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12. 6 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera f) , fermo restando quanto previsto al comma 1 del presente articolo, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a coadiuvare il giudice professionale e, quindi, compiere tutti gli atti preparatori, necessari o utili per l'esercizio della funzione giurisdizionale da parte di quest'ultimo; b svolgere le attività e adottare i provvedimenti che al giudice onorario di pace possono essere delegati dal giudice professionale tra quelli individuati in attuazione della delega di cui alla presente legge, in considerazione della natura degli interessi coinvolti e della semplicità delle questioni che normalmente devono essere risolte; c prevedere che i provvedimenti che definiscono i procedimenti non possono essere delegati dal giudice professionale, salvo quelli specificamente individuati in attuazione della delega di cui alla presente legge in considerazione della loro semplicità; d prevedere i casi tassativi in cui è consentito al presidente del tribunale applicare il giudice onorario di pace quale componente del collegio giudicante civile e penale; prevedere inoltre i casi tassativi in cui il giudice onorario di pace può essere applicato per la trattazione di singoli procedimenti civili e penali di competenza del tribunale ordinario. 7 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera h) , il Governo si attiene al principio e criterio direttivo di estendere i casi di decisione secondo equità e di attribuire alla competenza del giudice di pace, quale giudice di prossimità per la risoluzione delle controversie di facile definizione e di quelle di seguito specificate, tenuto conto del principio previsto dal comma 4, lettera b) : a le cause e i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di condominio degli edifici; b i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia successoria e di comunione, connotati da maggiore semplicità; c le cause in materia di diritti reali e di comunione connotate da maggiore semplicità; d le cause relative a beni mobili di valore non superiore ad euro 30.000; e le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti di valore non superiore ad euro 50.000; f altri procedimenti di volontaria giurisdizione connotati da maggiore semplicità; g i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose del debitore che sono in possesso di terzi; h le cause di risarcimento del danno della persona offesa nei procedimenti definiti con esclusione della punibilità secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera m) , della legge 28 aprile 2014, n. 67; i i giudizi per l'applicazione della sanzione pecuniaria civile secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, della legge 28 aprile 2014, n. 67. 8 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera u) , il Governo disciplina il coordinamento dei giudici di pace onorari sulla base dei princìpi e criteri direttivi indicati dall'articolo 6. 9 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera g) , fermo restando quanto previsto al comma 2 del presente articolo, il Governo si attiene al principio e criterio direttivo di prevedere che i vice procuratori onorari possono coadiuvare i magistrati designati alla trattazione dei procedimenti per reati di competenza del giudice di pace e di competenza del tribunale per cui si procede con citazione diretta a giudizio secondo quanto previsto dall'articolo 550 del codice di procedura penale, in fase di indagini preliminari, compiendo tutti gli atti preparatori, in quanto siano di facile trattazione. 10 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera i) , il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere che le funzioni del pubblico ministero sono svolte, per delega nominativa del procuratore della Repubblica presso il tribunale ordinario: 1) nell'udienza dibattimentale in relazione ai procedimenti relativi ai reati per cui si procede con citazione diretta a giudizio secondo quanto previsto dall'articolo 550 del codice di procedura penale; 2) nei procedimenti in camera di consiglio di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale, salvo quanto previsto dalla lettera b) del presente comma; nei procedimenti di esecuzione ai fini dell'intervento di cui all'articolo 655, comma 2, del medesimo codice; nei procedimenti di opposizione al decreto del pubblico ministero di liquidazione del compenso ai periti, consulenti tecnici e traduttori ai sensi dell'articolo 170 del testo unico delle disposizioni in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115; 3) nei procedimenti civili per l'amministrazione di sostegno; 4) nei procedimenti davanti al giudice di pace onorario; b prevedere che, per l'esercizio delle funzioni di cui alla lettera a) , la delega è conferita in relazione ad una determinata udienza o a un singolo procedimento; nella materia penale essa è revocabile nei soli casi in cui il codice di procedura penale prevede la sostituzione del pubblico ministero. 11 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera p) , il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a disciplinare il compenso dei nuovi magistrati onorari conformemente all'articolo 7- ter dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, estendendo ai giudici di pace onorari l'indennità riconosciuta ai vice procuratori onorari per lo svolgimento dell'attività delegabile, individuando l'attività delegabile in quella prevista dal comma 6, lettere a) , b) e c) , e dal comma 9 del presente articolo;