[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 219, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), promosso dal Tribunale ordinario di Alessandria nel procedimento vertente tra l'Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Alessandria e l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ed altra con ordinanza dell'8 marzo 2011, iscritta al n. 174 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 36, prima serie speciale, dell'anno 2011. Visto l'atto di costituzione dell'INAIL nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 27 febbraio 2013 il Giudice relatore Paolo Maria Napolitano; uditi l'avvocato Lorella Frasconà per l'INAIL e l'avvocato dello Stato Diana Ranucci per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che, con ordinanza dell'8 marzo 2011, il Tribunale ordinario di Alessandria, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato questione incidentale di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 219, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), nella parte in cui prevede l'esonero dal pagamento delle somme aggiuntive, delle maggiorazioni e degli interessi legali, previsti dal comma 217 del medesimo articolo 1 della legge n. 662 del 1996, nel caso di omesso versamento di contributi previdenziali, esclusivamente in favore delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, e degli enti locali e non anche in favore delle Aziende sanitarie locali (di seguito ASL); che il rimettente riferisce di essere chiamato a giudicare sulla opposizione proposta dalla ASL di Alessandria avverso due cartelle esattoriali, aventi ad oggetto il pagamento di sanzioni civili ed interessi, emesse a seguito di un accertamento, eseguito dall'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (di seguito INAIL) nel giugno 2001, nel corso del quale era emerso che la predetta ASL aveva commesso delle irregolarità nelle dichiarazioni relative alle attività svolte dai propri dipendenti con conseguente omissione di versamenti previdenziali; che, nell'opporsi a tali atti la ASL - oltre a contestare la sussistenza dell'omesso versamento, riconoscendo esclusivamente l'esistenza di irregolarità formali irrilevanti quanto all'ammontare dei versamenti dovuti, ed a formulare altre eccezioni di carattere preliminare - contestava la legittimità costituzionale del comma 219 dell'art. 1 della legge n. 662 del 1996, in quanto non applicabile ad essa ASL, assumendo che la detta disposizione fosse lesiva del principio di uguaglianza, di cui all'art. 3 Cost., e di quello di buon andamento della pubblica Amministrazione, di cui all'art. 97 Cost., poiché comportava lo sviamento dai fini istituzionali delle somme necessarie per il pagamento delle intimate sanzioni pecuniarie ed interessi; che, prosegue il rimettente, nel costituirsi nel giudizio a quo l'INAIL, oltre a contestare la fondatezza delle eccezioni formulate dalla parte ricorrente, negava l'applicabilità alla fattispecie dell'art. 1, comma 219, della legge n. 662 del 1996 in quanto la ASL ricorrente non era né un'amministrazione dello Stato né un ente locale; che il rimettente, ritenuta negativa la prognosi sulla fondatezza delle residue eccezioni formulate dalla ASL, si concentra su quella relativa alla possibile illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 219, della legge n. 662 del 1996; che, riguardo alla non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale di detta norma, il Tribunale di Alessandria osserva che non vi è dubbio che la ASL non sia né un'amministrazione dello Stato né un ente locale, nell'accezione, presupposta dalla disposizione in questione, di ente locale territoriale; che, pertanto, ad avviso del rimettente, la disposizione in questione, esonerando dal pagamento di sanzioni civili ed interessi gli enti locali e non le ASL, ha l'effetto di determinare un deteriore trattamento normativo di queste ultime; che nella giurisprudenza della Corte costituzionale, con riferimento al regime di pignorabilità dei rispettivi beni, sulla base dell'affermata omogeneità fra enti locali e unità sanitarie locali prima e aziende sanitarie locali poi, è stata dichiarata la illegittimità costituzionale delle diverse discipline applicabili agli uni e alle altre; che, ribadita tale omogeneità fra enti locali e ASL, il rimettente ritiene non manifestamente infondato il dubbio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 219, della legge n. 662 del 1996, nella parte in cui non prevede, come per gli enti locali, anche per le ASL l'esonero dal pagamento di somme aggiuntive, maggiorazioni ed interessi; che, ad avviso del rimettente, essendo le aziende sanitarie locali preposte alla cura di interessi pubblici, la destinazione di risorse finanziarie al pagamento delle predette somme aggiuntive e degli interessi, comportando il mancato utilizzo di quelle per l'espletamento dei fini istituzionali, «giustifica anche il dubbio di violazione dell'art. 97 Cost. quale principio di buon andamento della Pubblica amministrazione sotto il profilo della allocazione delle risorse per gli scopi istituzionali del soggetto pubblico»; che, riguardo alla rilevanza della questione, il rimettente osserva che solo ove fosse dichiarata la illegittimità costituzionale della norma censurata, con l'estensione del regime di esonero anche a favore della ASL, il ricorso dalla stessa presentato sarebbe accolto; che, ancora con riferimento alla rilevanza nel giudizio a quo della presente questione, il rimettente ritiene privo di rilievo il fatto che, secondo l'opinione prevalente, a seguito della entrata in vigore dell'art. 116, comma 11, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria per il 2001), il regime esonerativo sia venuto meno anche per amministrazioni statali ed enti locali; che infatti, chiarisce il giudice a quo, l'assoggettamento alle sanzioni civili ed agli interessi per lo Stato e gli enti locali si verifica per le omissioni contributive intervenute a partire dal 1° gennaio 2001, data di entrata in vigore della citata legge n. 388 del 2000, mentre i crediti portati dalle cartelle di pagamento sono precedenti a tale data; che, da ultimo, il rimettente osserva che non vi è spazio per un'interpretazione costituzionalmente orientata della norma che estenda la portata dell'art. 1, comma 219, anche alle aziende sanitarie locali, in quanto, trattandosi di norma eccezionale, essa non è suscettibile di interpretazione estensiva; che si è costituita in giudizio l'INAIL, concludendo per la inammissibilità ovvero per l'infondatezza della questione;