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iii) Redigere ed approvare gli annessi al protocollo relativo alle zone specialmente protette ed alla diversità biologica nel Mediterraneo iv) Promuovere, la conservazione e la gestione razionale delle zone umide mediterranee. v) Incentivare la creazione di meccanismi nazionali di consulenza e di strumenti di politica fondiaria atti a consentire la protezione delle zone costiere da salvaguardare. , che tengano. conto delle condizioni specifiche di ciascun paese. vi) Applicare, in cooperazione con le altre organizzazioni interessate, piani d'azione per la foca monaca, le tartarughe marine ed i mammiferi marini. ANNESSO 1. EMENDAMENTI ALLA CONVENZIONE PER LA PROTEZIONE DEL MAR MEDITERRANEO CONTRO L'INQUINAMENTO A. TITOLO Il titolo della Convenzione 6 in. tal modo modificato: CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE MARINO E DEL LITORALE DEL MEDITERRANEO B. PREAMBOLO Il secondo capoverso del Preambolo della Convenzione è così modificato: Pienamente consapevoli della loro responsabilità di preservare e sviluppare durevolmente questo patrimonio comune nell'interesse delle generazioni presenti e future, Sono aggiunti al Preambolo i seguenti capoversi: Pienamente consapevoli che il Piano d'azione per il mediterraneo, sin dalla sua adozione nel 1975 e per tutta la sua evoluzione, ha contribuito al processo di. sviluppo durevole nella regione mediterranea ed ha rappresentato uno strumento essenziale e dinamico per 1 attuazione, da. parte delle Parti contraenti, delle attività correlate alla Convenzione e relativi Protocolli, In considerazione dei risultati della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro dal 4 al 14 giugno 1992, In considerazione inoltre della Dichiarazione di Genova del 1985, della Carta di Nicosia del 1990, della Dichiarazione del Cairo del 1992 sulla cooperazione euromediterranea in materia d'ambiente nel bacino mediterraneo, delle Raccomandazioni della Conferenza di Casablanca del 1993 e della Dichiarazione di Tunisi del 1994 sullo sviluppo durevole del Mediterraneo, Tenendo presente le disposizioni pertinenti della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1992 e firmata da numerose Parti contraenti: C. ARTICOLO PRIMO: PORTATA GEOGRAFICA Il paragrafo 2 dell'articolo primo è così modificato: 2. L'applicazione della Convenzione può essere estesa al litorale come definito da ciascuna Parte CONTAENTE per quel che la riguarda. Il seguente paragrafo è aggiunto all'articolo primo in quanto nuovo paragrafo 3: 3. Ogni Protocollo alla presente Convenzione può estendere la portata geografica del Protocollo in oggetto. D. ARTICOLO 2: DEFINIZIONI Il paragrafo a) dell'articolo 2 è così modificato: a) Per "inquinamento" s'intende l'introduzione diretta o indiretta, da parte dell'uomo, di sostanze o di energia nell'ambiente marino compresi gli estuari, qualora siano suscettibili di avere effetti nocivi come danni per le risorse biologiche, - la fauna e la flora marine, rischi per. la salute dell'uomo, ostacoli alle -attività marittime, compresa la pesca e gli altri usi legittimi del mare, alterazione della qualità dell'acqua di mare ai fini della sua utilizzazione e degrado dei valori d'attrattiva. E. ARTICOLO 3: DISPOSIZIONI GENERALI I paragrafi 1 e 2 dell'articolo 3 sono così modificati: l.(rinumerato 2) Le Parti contraenti possono stipulare accordi bilaterali o multilaterali, compresi accordi regionali o subregionali per la promozione dello sviluppo durevole, la protezione dell'ambiente, la preservazione e la salvaguardia delle- risorse naturali nella zona del mar Mediterraneo, con riserva che tali accordi siano compatibili con la presente Convenzione ed i Protocolli e siano conformi al diritto internazionale. La copia di questi accordi sarà trasmessa all'organizzazione. Se del caso, le Parti contraenti devono fare appello alle organizzazioni, accordi o intese esistenti. nella zona del mar Mediterraneo. 2. (rinumerato 3) Nessuna disposizione della presente Convenzione e dei suoi Protocolli pregiudica i diritti e le posizioni di ogni Stato per quel che riguarda la Convenzione delle Nazioni Unìte sul diritto del mare del 1982. I seguenti nuovi paragrafi sono aggiunti all'articolo 3: 0.(rinumerato 1) Le Parti contraenti, applicando la presente Convenzione ed i relativi Protocolli, agiscono in conformità con il diritto internazionale. 3. (rinumerato 4) Le Parti contraenti, adottano congiuntamente o individualmente, per il tramite delle organizzazioni internazionali qualificate, iniziative conformi al diritto internazionale, per incoraggiare l'applicazione delle disposizioni della presente Convenzione e dei suoi Protocolli da tutti gli Stati non Parti. 3 bis. (rinumerato 5) Nulla nella presente Convenzione e nel suoi Protocolli pregiudica l'immunità sovrana delle navi da guerra o di altre navi appartenenti ad uno Stato, o da esso gestite, quando sono abilitate ad un servizio pubblico non commerciale. Tuttavia, ciascuna Parte contraente deve accertarsi che le sue navi ed aeronavi che godono dell'immunìtà sovrana secondo il diritto internazionale agiscono in maniera compatibile con il presente Protocollo. P. ARTICOLO 4: OBBLIGHI GENERALI L'articolo 4 è così modificato: l. Le Parti contraenti adottano e individualmente o congiuntamente. tutte le misure appropriate conformi alle. norme della presente Convenzione e dei Protocolli in vigore di cui sono parti, per prevenire, ridurre, combattere e per quanto possibile, eliminare l'inquinamento nella zona del mar Mediterraneo e per proteggere e migliorare l'ambiente marino *in questa -zona per contribuire al suo sviluppo sostenibile. 2. Le Parti contraenti s'impegnano a prendere misure adeguate per attuare il Piano d'azione del Mediterraneo, ed. inoltre, si sforzano di proteggere l'ambiente marino e le risorse naturali della zona del mar Mediterraneo in quanto parte integrante del processo di sviluppo, facendo fronte in maniera equa al fabbisogni delle generazioni presenti e future. Ai fini dei conseguimento degli obiettivi, le Parti contraenti tengono pienamente conto delle raccomandazioni della Commissione mediterranea per lo sviluppo durevole, creata nell'ambito del Piano d'azione per il Mediterraneo. 3. Per proteggere l'ambiente e contribuire allo sviluppo durevole della zona del mar Mediterraneo, le Parti contraenti: a) applicano, in funzione delle loro capacità, il principio precauzionale secondo il quale, quando esistano minacce di danni gravi o irreversibili, la mancanza. di certezza scientifica assoluta non dovrebbe essere invocata per rinviare indefinitamente le misure di prevenzione del degrado dell'ambiente aventi un buon rendimento rispetto ai costi. b) applicano il principio "chi inquina-paga" secondo il quale i costì delle misure per prevenire, combattere e ridurre l'inquinamento devono essere a carico di colui che inquina, in debita considerazione dell'interesse generale.