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per loro sono previsti infatti mutui a tasso zero fino a 300.000 euro per le aziende agricole condotte da imprenditrici, la durata massima del mutuo sarà pari a 15 anni, una misura che sarà operativa entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio 2020, visto che è in programma l'emanazione di un apposito decreto ministeriale attuativo. Accanto a questo, a tutela delle lavoratrici nell'agricoltura, possiamo associare anche il fondo che servirà ad istituire nuovi asilo nido, appunto per favorire alle donne lavoratrici una situazione anche famigliare che venga loro incontro. Anche per il 2020, poi, i redditi agricoli non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell'IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche, dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola. Dal 2021, invece, l'esenzione scende al 50 per cento. Il disegno di legge di bilancio 2020 prevede anche un sostegno alle imprese colpite dalla cimice asiatica, piaga che ha messo in ginocchio il settore ortofrutticolo con una perdita del raccolto pari al 90 per cento. Ottanta milioni di euro nel triennio 2020-2022 sono stati destinati al Fondo di solidarietà nazionale - interventi indennizzatori. Sono stati stanziati anche 15 milioni di euro per il 2020 e 14,5 milioni per il 2021 per la competitività delle imprese agricole e con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo e gli investimenti nelle filiere, misure anche in linea con il programma green new deal , per il potenziamento cioè del settore della sostenibilità ambientale e del piano made in Italy. Altre norme agevolative per l'agricoltura sono contenute nel decreto fiscale contenuto nella manovra 2020 in discussione alla Camera e riguardano la garanzia del fondo piccola e media impresa gratuita fino a 20.000 euro per lo sviluppo di tecnologie innovative, agricoltura di precisione, tracciabilità dei prodotti con tecnologie blockchain . Infine, parliamo di due misure confluite in questa legge di bilancio molto importanti. Con una norma stanziamo, dal 2020, 200.000 euro per il funzionamento delle CUN, le commissioni uniche nazionali che hanno il compito di vigilare e regolamentare il mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari ed ittici. Il corretto funzionamento delle CUN è necessario per monitorare l'andamento dei mercati e gli eventuali nodi critici. Per dare un'accelerata al made in Italy dobbiamo tutelare prima i nostri prodotti, mentre per quanto riguarda la pesca, con un'altra norma andiamo a garantire un sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca, compresi i soci lavoratori delle cooperative, nel periodo di sospensione dell'attività lavorativa, stanziando ben 11 milioni di euro. Uno dei grandi motori per lo sviluppo dell'Italia è rappresentato dall'agricoltura - lo stiamo sostenendo con forza in questa legislatura - e dall'agroalimentare e questa manovra è un esempio di come si debba investire per favorire lo sviluppo del Paese e per rilanciarlo anche sul piano nazionale ed internazionale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bonis. Ne ha facoltà. DE BONIS (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci accingiamo a votare la legge posta a fondamento della vita economica e sociale del Paese, una legge che vede spesso contrapposte le varie forze politiche, ognuna interessata a tutelare i diritti dei propri rappresentati e del proprio territorio. In via generale, anche in questa manovra non si specificano i criteri di ripartizione delle risorse tra le varie aree del Paese, tra Nord e Sud, non si entra dettagliatamente nel piano di riparto, né i dossier del Senato, che pure abbiamo sollecitato, offrono un'analisi economica specifica della distribuzione delle risorse nelle varie aree del Paese. Sì, è vero, ci sono misure per il Mezzogiorno: il rafforzamento delle ZES, lasciando invariato il limite massimo previsto per ciascun progetto di investimento di 50 milioni di euro, gli incentivi "Resto al Sud", il fondo "Cresci al Sud"; l'articolo 34 assegna ad alcuni Comuni del Mezzogiorno un contributo pari a 75 milioni di euro annui, da destinare a investimenti per infrastrutture sociali; l'articolo 35 assegna allo sviluppo delle aree interne 60 milioni per il 2021 e 70 milioni per gli anni 2022-2023; l'articolo 37 proroga il credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno; l'estensione della misura per gli investimenti effettuati nel 2020 comporta un credito d'imposta di 674 milioni di euro; l'articolo 26 assegna nuove risorse alla legge Sabatini. Altra misura apprezzabile è sicuramente il sostegno della crescita del Mezzogiorno attraverso una serie di interventi che vanno in questa direzione, con il rafforzamento della clausola che prevede la destinazione ai territori meridionali di una quota non inferiore al 34 per cento del totale degli investimenti pubblici. Ma si poteva e si doveva fare di più: 1,5 miliardi di euro al Sud corrispondono più o meno alla stessa somma che viene stanziata per le sole Olimpiadi Invernali, che ne avevano chiesti 3 di miliardi. Se l'Italia è in stagnazione, il Sud è in recessione. Mancano più di 60 miliardi di euro all'anno di investimenti. Da diciotto anni parliamo di livelli essenziali delle prestazioni (LEP), di autonomia differenziata: mi avrebbe fatto piacere leggere che per città come Napoli, Bari, Palermo sarebbero state destinate più risorse. Per Regioni come la Basilicata mi sarebbe piaciuto vedere più risorse per le infrastrutture, invece dovremo accontentarci di qualche cittadella per la tecnologia 5G, a Matera, che fa male alla salute. Anche quest'anno, quindi, nulla di tutto ciò. Nel settore dei trasporti si prevede un finanziamento della linea metropolitana di Torino, ma per percorrere la tratta Catania-Trapani o Bari-Reggio Calabria ci vogliono tantissime ore. A Matera si attende ancora la ferrovia e tutto questo non mi sembra che sia molto equo e lo dico a tutti i colleghi in Aula. Per quanto riguarda l'ambiente, si continua a parlare di green new deal , che il Governo dice di voler perseguire con convinzione, ma per il 2020 in fondo istituito è appena di 470 milioni di euro e sarà incrementato solo dopo il 2021. Siamo lontani, come Stato, dal raggiungimento degli obiettivi fissati a livello mondiale per la riduzione drastica delle immissioni. Forse ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi. In materia agricola abbiamo istituito nello stato di previsione del MIPAAF il fondo per la competitività, ma questi finanziamenti dovrebbero più propriamente essere indirizzati alla voce "Industria" e non a quella "Agricoltura", perché le filiere sono delle gabbie preparate a regola d'arte dalle industrie, nelle quali far entrare gli agricoltori per monopolizzare il mercato, imbrigliarlo, imporre prezzi e condizioni spesso improponibili e indecenti.