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Nel dettaglio, l'articolato prevede modifiche a: 1) codice di procedura penale: a) modifiche sulla disciplina delle misure cautelari volte a rafforzarne i presupposti per l'applicazione e a sottrarre la valutazione dei presupposti alla discrezionalità del magistrato. Con l'aggiunta di un ulteriore comma all'articolo 274 si prevede, infine, l'applicazione delle misure cautelari nell'ulteriore caso di flagranza o di quasi flagranza di reato di cui all'articolo 380 per evitare che chi delinque, nonostante l'evidenza della prova, sia scarcerato dopo la commissione di gravi reati; b) inserimento dei reati di travisamento in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico (legge 22 maggio 1975, n. 152) e di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato (immigrazione clandestina) – trasformato da contravvenzione in delitto – tra le ipotesi contemplate nell'articolo 380 con arresto obbligatorio in flagranza di reato. Contestualmente la fattispecie di travisamento in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è stata elevata al rango di delitto con la previsione di una speciale aggravante nelle ipotesi in cui il soggetto sia trovato in possesso di una cosiddetta arma impropria, adeguandola così alla sua effettiva pericolosità sociale. È inoltre prevista una circostanza aggravante speciale del reato di danneggiamento se il fatto è commesso durante manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico e l'autore porta indosso qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento; c) previsione, in caso di patteggiamento, della consultazione delle persone offese e della corresponsione in loro favore di un'adeguata provvisionale, al cui pagamento è condizionata la stessa applicazione della pena su richiesta; d) eliminazione del meccanismo dell'esecuzione anticipata del beneficio della liberazione anticipata di cui ai commi 4- bis , 4- ter e 4- quater dell'articolo 656; e) riduzione da tre anni a un anno del limite di pena per la sospensione della pena (al fine di renderla compatibile con la corrispondente modifica apportata all'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale); f) ripristino del divieto di sospensione dell'esecuzione della pena detentiva non superiore a tre anni, anche se costituente residuo di maggiore pena, per i soggetti condannati plurirecidivi; 2) codice penale: a) introduzione dei nuovi articoli 187- bis , 187- ter e 187- quater in materia di risarcimento delle vittime dei reati da parte dello Stato, affinché non siano i cittadini a pagare il fallimento del sistema rieducativo e sia assicurata maggiore dignità alla vittima del reato stabilendo un principio generale di tutela e impegnando le autorità dello Stato a garantire assistenza e sostegno alle persone offese; b) scorporo del reato di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale di cui all'articolo 336 in due fattispecie autonome e innalzamento delle relative pene edittali; c) innalzamento delle pene edittali per gli odiosi reati di violenza sessuale e di violenza sessuale di gruppo; d) innalzamento della pena edittale per il reato di rapina in abitazione; e) innalzamento delle pene edittali per il reato di estorsione, con conseguente esclusione della fattispecie dall'applicazione del patteggiamento; f) innalzamento delle pene edittali per il reato di truffa aggravata, con conseguente esclusione della fattispecie dal nuovo istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, che esclude la punibilità per i reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale (legge n. 67 del 2014); g) innalzamento della pena edittale nel minimo per il reato di usura; 3) legge 26 luglio 1975, n. 354, sull'ordinamento penitenziario: a) innalzamento da dieci a venti anni del periodo di pena che il condannato alla pena dell'ergastolo deve avere già espiato per poter accedere ai permessi premio; b) riduzione da tre a un anno della pena detentiva inflitta per accedere all'affidamento al servizio sociale, in modo che potranno essere ammessi all'affidamento solo i condannati per reati lievi; c) soppressione della disposizione che prevede che, ai fini dell'affidamento ai servizi sociali, si possa prescindere del tutto dall'osservazione della personalità ove il condannato, dopo la commissione del reato, abbia tenuto un comportamento tale da permettere una prognosi favorevole sull'idoneità della misura a contribuire alla sua rieducazione; d) riduzione da quattro a due anni della pena detentiva inflitta per accedere alla detenzione domiciliare; e) riduzione da due anni a un anno del limite di pena massimo previsto per la concessione della detenzione domiciliare qualora non ricorrano i presupposti per l'applicazione dell'affidamento in prova e la misura alternativa in esame si ritenga adeguata a escludere il pericolo di recidiva; f) attribuzione all'ufficio di esecuzione penale esterna del compito di monitorare la misura della detenzione domiciliare, imponendo anche l'obbligo di relazionare periodicamente al magistrato di sorveglianza sull'andamento della stessa; g) previsione che la semilibertà sia concedibile qualora il condannato abbia scontato almeno due terzi della pena (attualmente essa è concedibile dopo aver scontato metà della pena) e nei casi più gravi, qualora il condannato abbia scontato almeno tre quarti della pena, anziché fino a due terzi come attualmente previsto; 4) decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, in materia di riduzione controllata della popolazione carceraria: eliminazione della liberazione anticipata speciale (cosiddetta extralarge) che prevede la possibilità (fino al 22 febbraio 2016) di detrarre 75 giorni di pena per semestre, anziché 45 giorni; 5) testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309: