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Anche la previsione di norme per la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate al fine della loro reimmissione nell'ambiente naturale, così come l'introduzione del finanziamento di un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi, favoriscono l'innesco di un circolo virtuoso. Il disegno di legge, dunque, per noi è importante: mira alla sensibilizzazione e alla diffusione di modelli virtuosi per la prevenzione dell'abbandono dei rifiuti negli ecosistemi e per la corretta gestione di quelli che oggi invadono le nostre coste, il nostro mare, i nostri fiumi. Non è sufficiente una legge per raggiungere questi obiettivi, ma essa rappresenta un primo passo e, come dicevo, è essenziale che essa possa essere approvata in via definitiva in tempi rapidi. Anche per questo, e con questo auspicio, esprimiamo il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il disegno di legge al nostro esame, che finalmente arriva in Aula per la sua approvazione, è una tappa molto importante alla cui missione sarà necessario dare seguito anche con altri provvedimenti. Non a caso il disegno di legge è stato definito "salva mare". Esso affronta di petto una delle questioni cruciali relative alla salvaguardia dei nostri mari e in particolare del nostro mare Mediterraneo, che è anche un mare chiuso, quindi un mare particolare che subisce pressioni antropiche molto più forti rispetto ad altri. Il provvedimento affronta anche la questione della presenza dei rifiuti in ambiente marino, che sono costituiti all'85 per cento, come altri colleghi hanno già rilevato nei loro interventi, da materie plastiche. Questo è il punto fondamentale. Il disegno di legge cerca in qualche modo non solo di intervenire, giustamente modificando e inserendo una serie di norme, ma cerca di spingere e di aiutare in particolare i pescatori ma in generale i responsabili di tutti i natanti, a conferire correttamente i rifiuti. In tal modo si risolve un problema, anche se molti pensano sia una cosa da poco. Si è dovuto intervenire, infatti, attraverso la normativa prevista nell'articolo 2 della direttiva europea, che equipara i rifiuti accidentalmente pescati ai rifiuti delle navi. Per il mancato recepimento di tale direttiva, tra l'altro, avevamo già in corso una procedura di infrazione, per cui il disegno di legge al nostro esame è un aiuto anche in questo senso. Fino ad oggi, infatti, accadeva una cosa incredibile: anche gli operatori più virtuosi che volevano dare una mano, non avevano la possibilità conferire i rifiuti ad un'isola ecologica e quindi di non essere accusati di abbandono dei rifiuti stessi. Quindi la normativa risolve un problema e incentiva un comportamento corretto. Il disegno di legge, infatti, prevede una serie di norme assolutamente fondamentali: le campagne di informazione, le campagne di sensibilizzazione, la spinta per l'economia circolare, stabilendo altresì un termine entro il quale il Ministero della transizione ecologica dovrà assolutamente indicare le modalità di recupero dei materiali. Tra l'altro, come sappiamo, può anche aiutare ad incentivare altre attività. Pensate a quante reti vengono abbandonate in mare, creando notevoli problemi e che in questo modo possono essere non solo recuperate ma riciclate e i materiali possono essere riutilizzati. Ora, noi stiamo parlando di un problema che non è piccolo. Il provvedimento lo affronta e mette le basi per iniziare un percorso che è tutto all'interno degli impegni che noi continuamente prendiamo: l'Agenda europea 2030, gli impegni del G20, che qualcuno ha ricordato, e io vorrei aggiungere anche quelli, che speriamo portino a qualche risultato, della COP26. Si tratta di impegni volti a salvaguardare i nostri ecosistemi e la biodiversità. Stiamo parlando del 71 per cento della superficie terrestre. Il 95 per cento delle acque di tutto il pianeta sono costituite dal mare, dunque capite quanto sia cruciale intervenire, salvaguardare, riuscire a fare operazioni che salvino un elemento vitale per la sopravvivenza sul pianeta. Il mare certo ha tanti problemi, non solo legati ai rifiuti. Pensiamo a cosa significa, rispetto ai cambiamenti climatici, il processo di acidificazione che purtroppo sta producendo una serie di danni quali la cancellazione di particolari ecosistemi. Penso, per esempio, al nostro Mediterraneo, anche al largo della Campania, a tutto il sistema dei coralli. Noi abbiamo una serie di problemi rispetto ai quali è ancor più necessario mettere in campo interventi e impegni precisi. Ringrazio la 13 a Commissione, la sua Presidente e la relatrice, che non hanno soltanto preso atto del disegno di legge approvato dalla Camera, ma hanno apportato una serie di modifiche veramente importanti e cruciali. Penso, per esempio, alla questione delle microfibre: noi non ci rendiamo conto di cosa significa non solo l'etichettatura, ma la campagna di informazione, perché cittadini non si rendono conto. Noi dobbiamo mettere in campo operazioni che dipendono certamente dai legislatori e dai decisori politici, che devono assumere dei provvedimenti, ma dobbiamo legare questi al coinvolgimento dei cittadini, alle campagne di informazione. L'articolo introdotto è quindi assolutamente cruciale perché, soprattutto con la questione dell'etichettatura, fa capire cosa ci mettiamo addosso e cosa significa l'utilizzo in un modo o in un altro. Sembrano piccole cose, ma sono importanti. La maggior parte dei problemi relativi al mare - entro così nell'altro problema, che riguarda l'impatto sulla salute delle persone - riguarda le microfibre, che finiscono nella catena alimentare dei pesci e quindi in quella delle persone. Noi non ci rendiamo conto dell'impatto di questi rifiuti, delle microplastiche, di questi frammenti. Pensate, per esempio, all'operazione che abbiamo fatto su tutta la parte cosmetica: nessuno si rendeva conto che per farci belle producevamo un danno al mare. Il disegno di legge in esame ha quindi il merito di fare qualcosa di concreto, perché con l'articolo 2 si fa una cosa concreta e si offre un'opportunità: si equiparano i rifiuti accidentalmente pescati a quelli delle navi, si dà la possibilità di conferire correttamente nelle isole ecologiche, si interviene sull'economia circolare, perché si indica anche l'obiettivo di riciclare e di recuperare; si incentivano altresì i pescatori, non solo perché ovviamente il costo è messo a carico della collettività, della fiscalità generale, ma si fa anche un'altra operazione dicendo che se si recupera, se si utilizza materiale a basso impatto ambientale, si è riconosciuti, si ha un elemento ulteriore di riconoscimento. Non è un caso. Tutti voi avete ricevuto un appello - un piccolo filmato - sul presente disegno di legge, che ha visto protagonisti non solo le associazioni ambientaliste, ma tutti gli operatori del mare. Questo per far capire che, con un lavoro corretto dal punto di vista istituzionale e legislativo, ma sul campo, è possibile realizzare operazioni virtuose. In questo senso, il tavolo previsto dal disegno di legge è assolutamente cruciale. Sappiamo tutti che non è sufficiente, ma è un passo molto importante e significativo.