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in piena emergenza sanitaria il Comune di Roma ha di recente notificato all'Istituto storico italiano per il Medioevo un'ingiunzione di sfratto che prevede lo sgombero entro 90 giorni dalla storica sede di piazza dell'Orologio 4, dove l'Istituto è collocato da ormai quasi 100 anni; l'Istituto storico italiano, fondato nel 1883 per dare "unità e sistema alla pubblicazione de' Fonti di storia nazionale", assunse la denominazione attuale nel 1934. All'Istituto vennero riconfermati tutti i compiti scientifici già assegnatigli e gli venne inoltre affidata la direzione scientifica della ristampa nazionale dei "Rerum italicarum scriptores" del Muratori, edita a spese della casa Zanichelli di Bologna dalla quale, nel corso del 1995, l'Istituto ha ottenuto la cessione del marchio; con regio decreto 31 dicembre 1923, n. 3011, fu istituita presso l'Istituto la scuola nazionale di studi medievali per la ricerca e lo studio delle fonti per la storia d'Italia e la loro pubblicazione; l'Istituto storico italiano per il Medioevo è iscritto all'anagrafe nazionale delle ricerche; inutile richiamare la serietà incontrovertibile degli studi, delle ricerche e delle pubblicazioni promosse e curate, per non parlare del valore inestimabile della sua biblioteca specializzata che conta ormai più di 100.000 volumi e più di 760 testate di riviste italiane e straniere, aperta al pubblico; considerato che: l'Istituto ha sede nel palazzo Borromini ed è vigilato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; risulta del tutto evidente l'importanza e il valore di una delle più prestigiose istituzioni culturali e scientifiche del Paese e il ruolo fondamentale che essa ha svolto e tuttora svolge nella preservazione e nell'approfondimento della memoria storica della nazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta e quali iniziative intenda assumere, per quanto di sua competenza, affinché si tuteli un istituto che da oltre 100 anni conserva con cura una parte consistente della memoria storica della nazione. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02125 del senatore Cucca, sulla sospensione dei provvedimenti di rilascio degli immobili a causa dell'emergenza COVID-19; 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-02122 del senatore Urso, sulla crisi in atto nella regione del Tigray, in Etiopia; 3-02124 della senatrice Garavini, sulla digitalizzazione dei servizi consolari per gli italiani residenti all'estero; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02136 della senatrice Conzatti, sui beneficiari dell'agevolazione di cui all'articolo 26 del decreto rilancio; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02137 della senatrice Testor ed altri, sulla chiusura degli impianti sciistici; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-02128 della senatrice Pucciarelli, sulla riduzione dei servizi allo sportello negli uffici postali; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02118 del senatore Bergesio ed altri, sull'adozione di un piano nazionale per contrastare la diffusione della peste suina; 3-02126 del senatore Bergesio ed altri, sui ritardi nell'erogazione dei contributi a favore delle imprese del settore primario; 3-02138 del senatore De Bonis, su un'intesa tra Coldiretti e AGEA contro la perdita di fondi comunitari all'agricoltura; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02117 della senatrice Stabile, sulla situazione delle strutture ospedaliere a Trieste per la cura di malati COVID e non COVID.