[resaula]

l'applicazione pratica di quelli che all'interrogante appaiono come "fumosi" diktat comporta che anche le società di persone debbano sostenere nuovi costi di gestione, non essendo state tenute in considerazione le richieste di settore, Confartigianato in primis , che chiedevano, con emendamenti proposti: l'esclusione delle misure per tessuto aziendale dei più "piccoli"; di evitare che il calcolo del superamento si basasse su bilanci i cui esercizi sono ormai chiusi; che i revisori, soggetti pienamente indipendenti dalla società, avessero nuovi e precisi obblighi di monitoraggio infra annuale dell'attività e obblighi di segnalazione (anche ad organismi esterni tenuti presso le Camere di commercio) di eventuali situazioni degne di allerta, osservando che, visto che tali compiti incidono sulla loro diretta responsabilità, le posizioni espresse potessero facilmente sconfinare in eccesso di allarme e scrupolo" rispetto alle scelte connesse alla proprietà; ritenuto che: secondo le stime dell'ufficio studi di Confartigianato del Veneto, le novità legate alla nomina dell'organo di controllo, solo considerando il limite del numero di dipendenti medio all'anno (10), potrebbero riguardare circa 600 società a responsabilità limitata artigiane, con un costo annuale complessivo che potrebbe quindi aggirarsi intorno ai 3 milioni di euro; sono infatti almeno 3.000 le società a responsabilità limitata artigiane venete (seconda regione più penalizzata dopo la Lombardia, con il 16,3 per cento del totale imprese coinvolte), due terzi delle quali manifatturiere, che saranno obbligate a dotarsi di un collegio sindacale o del revisore ed a burocratiche modifiche statutarie che costeranno, si stima, non meno di 18 milioni di euro all'anno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo se non ritenga necessario intervenire sul piano applicativo ed attuativo del decreto, inserendo opportuni aggiustamenti procedurali e temporali selettivi rispetto ai nuovi obblighi, volti a differenziare gli oneri di spesa di gestione a carico di micro settori come quello dell'artigianato, in espansione proprio grazie a forme di gestionali agili e semplificate che tutelano in primis il lavoro dei dipendenti, circostanza che si verifica ancor più quando trasformazioni così rilevanti avvengono a costo zero per le aziende; se non ritenga che siano da considerare anche altri indicatori di crisi aziendale più significativi del numero di dipendenti, quali il contesto territoriale in cui opera l'azienda, il tipo di professionalità e attività svolta, la presenza o meno di un indotto economico vitale ed altri ancora; se non ritenga utile, per la risoluzione positiva di una crisi aziendale, desumere lo stato di salute di un'azienda da attività di ricerca e studio fatte con indagini mirate e metodi avanzati svolte dagli uffici preposti, quali quelli del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero delle finanze e le agenzie fiscali. Atto n. 4-01261 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: la dilagante criminalità a Modena ha portato ad un forte allarme sociale tra cittadini, imprenditori e commercianti; nell'ultima classifica redatta da "Il Sole-24 ore", Modena è al 18° posto per reati denunciati e al 3° posto per furti in appartamento, oltre a registrare una significativa impennata di scippi. È inoltre prossima l'apertura di un CPR (centro di permanenza per rimpatri) a servizio dell'intera regione e che impegnerà numerose forze di polizia; lo stesso Ministero dell'interno ha recentemente autorizzato un finanziamento di circa 500.000 euro per installare un sistema di videosorveglianza territoriale nella "bassa modenese", rilevando che la predetta "area nord" è considerata zona ad "elevata incidenza di criminalità"; i cittadini stranieri regolarmente residenti sono circa 91.250 (74.577 extracomunitari) pari al 13 per cento della popolazione, contro una media nazionale dell'8,5 per cento come da statistica ISTAT; la casa circondariale di Modena ospita attualmente 490 detenuti, a fronte dei 369 previsti, dei quali ben 317 stranieri, pari a circa il 65 per cento della popolazione carceraria modenese, rispetto ad una media nazionale del 33 per cento, e gli uffici "anticrimine" ed "immigrazione" della Questura sono incaricati dell'esecuzione degli atti giudiziari ed amministrativi conseguenti alla massiccia presenza dei cittadini stranieri; nella provincia di Modena erano impegnate, nel 2017, 1.297 unità di forze dell'ordine (515 della Polizia, 526 dei Carabinieri e 256 della Guardia di finanza) a fronte di una previsione tabellare di 1.457, con una carenza di 160 agenti, ovvero oltre il 10 per cento delle forze previste nella pianta organica del 1989; nella Questura di Modena è previsto, entro il 2019, l'arrivo di 16 nuovi poliziotti sui 174 previsti in Emilia-Romagna; è stato istituito a Modena un coordinamento di associazioni e di rappresentanti di cittadini, ideato e proposto dal Siulp e dalla Cisl, al quale hanno aderito i comitati di quartiere e le associazioni di categoria Lapam, Federimpresa, CNA, Confcommercio e Confesercenti, con l'obiettivo di chiedere l'elevazione della Questura di Modena ad un'adeguata fascia superiore, si chiede di sapere: se nell'ambito del "progetto di revisione delle dotazioni organiche delle questure e di definizione di un nuovo modello organizzativo delle Questure e dei Commissariati", attualmente in lavorazione presso il Ministero dell'interno e che presumibilmente diverrà operativo nel corso del 2019, il Ministro in indirizzo non ritenga di assumere iniziative volte a rimodulare l'organigramma della Questura di Modena, elevandolo ad un'adeguata fascia superiore ("B" o successive) nel contesto della nuova classificazione; se non ritenga di intervenire, entro il 2019, destinando gli agenti di Polizia mancanti, al fine del pieno raggiungimento dell'organigramma previsto. Atto n. 4-01262 GASPARRI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a seguito di numerose segnalazioni, pervenute da pendolari e residenti nei quartieri romani ricompresi tra l'aeroporto dell'Urbe e la frazione romana di Settebagni, l'interrogante è venuto a conoscenza che nel tratto di strada statale 4 (via Salaria), tra il civico 1250 ed il chilometro 16, sia sempre più frequente nelle ore serali e notturne la mancata illuminazione del manto stradale, a seguito dello spegnimento dei lampioni posti al centro della carreggiata; tale situazione, oltre a comportare situazioni di degrado al margine della strada, dovute all'assidua frequentazione di prostitute e malviventi, comporta un reale rischio di incidente per tutti gli automobilisti ed in particolare per i motociclisti, sia in entrata che in uscita dalla periferia romana; a complicare maggiormente la situazione è sicuramente la presenza di enormi buche, molto spesso non riparate o riparate parzialmente, che sono assolutamente non visibili da coloro i quali percorrono questa strada anche rispettando scrupolosamente il limite di velocità imposto in quel tratto, che risulta essere di 70 chilometri orari;