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Detto rilievo indica che il Comune di Palermo non ha rispettato i limiti di spesa dei contratti di lavoro flessibile fissati dall'articolo 9, comma 28, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, con gli effetti di cui all'articolo 4 del citato decreto-legge n. 101 del 2013; in considerazione del fatto che questi dipendenti a tempo determinato attendono il completamento del percorso di stabilizzazione in forza anche delle leggi speciali menzionate, e che sono stati già oggetto di proroga ai sensi dell'articolo 1, comma 214, della legge n. 147 del 2013 in deroga anche alle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010 e che espletano servizi essenziali e indispensabili alla città di Palermo, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere con il Comune di Palermo per il superamento dei suddetti rilievi, evitando così le conseguenze disastrose sia in termini sociali che di servizi resi alla cittadinanza derivanti dalla mancata stabilizzazione o proroga dei suddetti contratti. Atto n. 4-00724 GARAVINI GIACOBBE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: nel corso di un'audizione tenutasi il 2 agosto 2017 presso il Comitato per le questioni degli italiani all'estero del Senato della Repubblica, il Presidente dell'INPS Tito Boeri rimarcava come a partire dal 2015, superato il blocco delle ratifiche delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale che si era protratto per quasi trent'anni, era iniziata una nuova fase, che aveva visto l'Istituto notevolmente impegnato a supporto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sia nella fase negoziale, che in quella attuativa degli accordi portati a ratifica. In particolare, il Presidente dell'INPS ricordava gli accordi bilaterali, già approvati dal Parlamento con legge di ratifica, con Turchia, Israele, Canada e Giappone; Boeri evidenziava, inoltre, che il Ministero aveva rappresentato l'intenzione di rinegoziare gli accordi bilaterali con Brasile, Australia e Stati Uniti, e di proseguire l' iter di ratifica di quelli con Cile, Nuova Zelanda e Macedonia; il Ministero aveva, altresì, comunicato l'avvio dei negoziati con Serbia, Bosnia Erzegovina e Montenegro, al fine di sostituire, come per la Macedonia, l'attuale convenzione con la ex Jugoslavia risalente al 1957, nonché l'intenzione di verificare la fattibilità di una convenzione con l'Albania; giova inoltre ricordare che sono oramai obsolete nello spirito, nei contenuti e nella forma, e che senza aggiornamenti non possono più tutelare adeguatamente diritti e interessi o doveri dei futuri pensionati, le convenzioni di sicurezza sociale con l'Argentina, con l'Uruguay, con il Venezuela e che probabilmente nel prossimo futuro si renderà necessaria, in vista della "Brexit", la stipula di una convenzione bilaterale di sicurezza sociale anche con la Gran Bretagna; a tutela di lavoratrici e lavoratori sarebbe necessario procedere in tempi quanto più stretti possibili al rinnovo o alla stipula delle convenzioni citate; considerato che le convenzioni di sicurezza sociale hanno garantito e garantiscono la parità di trattamento dei lavoratori che si spostavano da un Paese all'altro, l'esportabilità delle prestazioni previdenziali e soprattutto la totalizzazione dei contributi ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi minimi previsti dalle varie legislazioni per la maturazione di un diritto a prestazione, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo abbia già intrapreso o intenda intraprendere per verificare, anche a fronte dell'aumentata mobilità internazionale di lavoratori e lavoratrici, sia in uscita, che in ingresso in Italia, la necessità di stipulare nuovi accordi bilaterali di sicurezza sociale, completando il quadro giuridico di salvaguardia dei diritti sociali, e aggiornare quelli in vigore, a garanzia di una più adeguata ed efficace tutela previdenziale. Atto n. 4-00725 LAFORGIA GRASSO DE PETRIS ERRANI Al Ministro dell'interno Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: nella parrocchia di Vicofaro, in provincia di Pistoia, ha sede un centro di accoglienza per profughi gestito da Don Massimo Biancalani, il quale, alle 14 di sabato 20 ottobre 2018 aveva dato appuntamento per un momento conviviale attraverso il suo profilo "Facebook": "Stasera a Vicofaro. "Pizzeria dal Rifugiato" dalle ore 20. Non mancare. Buon cibo, musiche e danze tradizionali"; alle ore 20:30, come riportato da svariati quotidiani locali, circa cinquanta persone fra agenti di Polizia, Carabinieri, Vigili urbani, Guardia di finanza, Vigili del fuoco e tecnici dell'Asl hanno svolto controlli sulla regolarità dei documenti dei 60 migranti presenti ed una nuova verifica alla struttura; nella parrocchia a quell'ora c'erano complessivamente un centinaio di persone fra italiani e stranieri, che stavano consumando il cibo portato da casa o acquistato in una vicina pizzeria ed un tale dispiegamento di forze dell'ordine ha spaventato gli ospiti della serata; il mese scorso è stato presentato un esposto da parte di alcuni cittadini, che lamentavano problemi di convivenza creati dall'attività di don Massimo Biancalani e chiedevano verifiche sulla regolarità delle strutture e sulla presenza di un così alto numero di migranti; il sito "la nazione", edizione di Pistoia, riporta la notizia che al momento non vi sia nessun verbale e nessun sequestro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza di quanto riportato; se non ritenga opportuno intervenire con urgenza affinché le strutture destinate all'accoglienza possano lavorare sul territorio, senza dover subire controlli a tappeto nei momenti organizzati per favorire l'integrazione e l'ingresso nelle comunità locali dei profughi. Atto n. 4-00726 FARAONE Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il Comune di Castellana Sicula, in provincia di Palermo, risulta, negli elenchi del SIM (Sistema informativo della montagna) quale "Comune totalmente montano"; in tali elenchi i comuni sono classificati ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 991, elaborati sulla base della segnalazione dell'UNCEM (Unione nazionale dei comuni e delle comunità montane) che, con il Ministero delle politiche agricole, le Comunità montane, gli enti parco nazionali, i comuni montani, il Ministero dell'ambiente, i Carabinieri - Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare e la collaborazione di AGEA, ISTAT e università ed istituti di ricerca, collaborano al SIM; il Comune di Castellana Sicula, d'altronde, risulta negli elenchi allegati alla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, quale comune i cui terreni agricoli ricadono interamente in area montana; negli elenchi Istat che riportano la classificazione di comune montano o parzialmente montano, il Comune di Castellana Sicula viene erroneamente individuato quale "parzialmente montano";