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L'articolo 3 disciplina, inoltre, il reclutamento del personale nelle pubbliche amministrazioni. L'articolo 4 interviene – istituendo e promuovendo criteri di maggiore equità, pubblicità e trasparenza – sulle norme per la formazione delle Commissioni giudicatrici finalizzate al reclutamento di ricercatori nonché per la chiamata di professori di prima e seconda fascia. L'articolo 5 introduce – ai fini del reclutamento – una nuova disciplina per la trasformazione di contratti per ricercatore o tecnologo a tempo determinato attivati dagli enti pubblici di ricerca in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. A partire dal terzo anno di titolarità del contratto, e per ciascuno degli anni successivi, l'ente valuta il ricercatore o tecnologo a tempo determinato, ai fini dell'inquadramento a tempo indeterminato con la qualifica di primo ricercatore o primo tecnologo. La valutazione deve svolgersi in conformità agli standard qualitativi internazionali individuati con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, sentiti la Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca e l'ANVUR. Inoltre, si introduce un meccanismo di mobilità, in base al quale gli enti pubblici di ricerca, nell'ambito del piano di fabbisogno e in coerenza con le esigenze derivanti dal piano triennale di attività, possono assumere mediante chiamata diretta, con la qualifica di primo ricercatore, previa valutazione (che deve svolgersi secondo quanto indicato al comma 1 del nuovo articolo 12- ter , introdotto dal citato articolo 5), i ricercatori universitari a tempo determinato, purché in servizio con tale qualifica presso le università da almeno 3 anni (nuovo articolo 12- ter , comma 2). Le università possono assumere mediante chiamata diretta, ai fini dell'inquadramento nel ruolo di professore associato i ricercatori a tempo determinato assunti con le procedure ora introdotte, in servizio da almeno 3 anni presso gli enti pubblici di ricerca, che siano in possesso dell'ASN (nuovo art. 12- ter , comma 3). L'articolo 6 prevede, innanzitutto, che alle università e gli enti pubblici di ricerca sia fatto obbligo di pubblicare nel portale unico dei concorsi dell'università e della ricerca (a pena di invalidità della procedura, nel rispetto dei principi di trasparenza e celerità, ed entro un ragionevole termine, comunque non inferiore al ventesimo giorno antecedente la scadenza dei termini di presentazione delle domande) le procedure di selezione relative alle borse di ricerca di cui all'articolo 2, ai dottorati di ricerca, agli assegni di ricerca, ai contratti per ricercatore a tempo determinato, e ai ruoli di professore di prima o seconda fascia (comma 1, primo periodo). Sempre a pena di invalidità della procedura, le università e gli enti pubblici di ricerca devono pubblicare nel portale anche le informazioni e le comunicazioni relative alle procedure di valutazione in corso o scadute, ai fini dell'osservanza dei principi di pubblicità e trasparenza e nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. La tipologia e le modalità di pubblicazione dei dati sono stabilite con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge (comma 4). Il portale è accessibile dal sito internet del Ministero dell'università e della ricerca ed è indicizzato in base alla procedura di selezione, al settore scientifico di riferimento e all'istituzione di appartenenza. Nell'ambito del portale è prevista una sezione nella quale è possibile sorteggiare i componenti delle commissioni giudicatrici per il conferimento di contratti di ricercatore universitario a tempo determinato (di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) ). Infine, si prevede che le modalità di adeguamento delle funzionalità del portale unico dei concorsi dell'università e della ricerca siano determinate con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge (articolo 6, comma 4). L'articolo 7 reca le norme transitorie e finali, prevedendo che, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, le università e gli enti pubblici di ricerca adeguino alle nuove disposizioni i propri regolamenti relativi alle borse post lauream per la formazione e la collaborazione alle attività di ricerca.. Art. 1. (Oggetto e ambito di applicazione) 1. La presente legge reca disposizioni in materia di borse di ricerca post lauream, di dottorato di ricerca, di personale accademico, di reclutamento dei ricercatori presso le università e gli enti pubblici di ricerca, nonché di pubblicità delle procedure di selezione. 2. Ai fini della presente legge: a) per « università » si intendono le università statali e le università non statali legalmente riconosciute, comprese le università telematiche e gli istituti di istruzione universitaria, anche ad ordinamento speciale; b) per « enti pubblici di ricerca » si intendono gli enti di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218. 3. Le disposizioni di cui alla presente legge, ove compatibili, si applicano anche agli istituti che rilasciano diplomi di perfezionamento scientifico riconosciuti equipollenti al titolo di dottore di ricerca ai sensi dell'articolo 74, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Art. 2. (Borse di ricerca) 1. Le università e gli enti pubblici di ricerca possono conferire borse post lauream per la formazione e la collaborazione alle attività di ricerca, di seguito denominate « borse di ricerca ». 2. Alle borse di ricerca di cui al comma 1 del presente articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 1, 5, 6, 6- bis e 7, della legge 30 novembre 1989, n. 398. 3. Possono concorrere alle borse di ricerca esclusivamente coloro che sono in possesso di laurea magistrale, di laurea specialistica ovvero di diploma di laurea conseguito ai sensi dell'ordinamento previgente a quello previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, o di titolo equipollente conseguito in Italia o all'estero, in discipline coerenti con l'attività per cui è bandita la borsa di ricerca, con esclusione del personale di ruolo delle università e degli enti pubblici di ricerca, dei ricercatori a tempo determinato e di chi è già in possesso del titolo di dottore di ricerca. 4. Le procedure per il conferimento delle borse di ricerca sono disciplinate con regolamento dell'università ovvero dell'ente pubblico di ricerca, che preveda una procedura di valutazione comparativa secondo princìpi di pubblicità e di trasparenza, resa pubblica nel portale unico di cui all'articolo 6, e la costituzione di una commissione giudicatrice composta dal responsabile del progetto di ricerca di cui al comma 5 del presente articolo, e da altri due membri designati dall'università o dall'ente pubblico di ricerca. Al termine della procedura di valutazione comparativa la commissione giudicatrice forma una graduatoria generale di merito in base al punteggio conseguito da ciascun candidato. Agli adempimenti previsti dal presente comma si provvede nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.