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quale sia il numero ufficiale dei tavoli di crisi aziendale aperti presso il Ministero dello sviluppo economico e il numero complessivo dei lavoratori coinvolti, ivi compresi quelli dell'indotto, e se corrispondano al vero le affermazioni del Ministro dell'interno rilasciate a seguito dell'incontro con le parti sociali dello scorso 15 luglio 2019, secondo cui i tavoli di crisi attualmente aperti sarebbero 180; quante siano le istanze pervenute al Ministro in indirizzo nel corso dell'ultimo anno con richiesta di apertura di tavoli di crisi; se intenda fornire i risultati dei tavoli gestiti dalla "Divisione VI, Crisi d'impresa" del Ministero, esplicitando il numero di crisi aziendali risolte positivamente nel corso dell'ultimo anno, nonché il numero di crisi aziendali concluse in maniera negativa; quali siano, in ragione di una maggiore trasparenza, le modalità con le quali vengono istituiti i tavoli di crisi e le modalità di convocazione delle parti interessate e, considerato quanto premesso, se ritenga possibile, in ragione della lentezza denunciata da numerosi soggetti coinvolti nella gestione dei dossier aperti, che nei prossimi mesi i tavoli di crisi aziendale possano essere gestiti su impulso e iniziativa del Ministro dell'interno. Atto n. 3-01032 BAGNAI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, convertito dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, prevede, all'articolo 20- ter , disposizioni in materia di vigilanza cooperativa. Nello specifico, al comma 1, lettera b) , si stabilisce che "L'autorità governativa assoggetta anche le società capogruppo dei gruppi bancari cooperativi di cui all'articolo 37- bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, a controlli finalizzati a verificare che l'esercizio del ruolo e delle funzioni di capogruppo risulti coerente con le finalità mutualistiche delle banche di credito cooperativo aderenti al gruppo. In caso di difformità, la Banca d'Italia, su segnalazione dell'autorità governativa, può assumere adeguati provvedimenti di vigilanza. Con decreto da adottare entro il 31 marzo 2019, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, adotta disposizioni per l'attuazione del presente comma definendo modalità, soggetti abilitati e modelli di verbale"; la norma interviene sull'articolo 18 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, concernente la vigilanza sulle banche di credito cooperativo, disposizione ai sensi della quale l'autorità governativa assoggetta a controlli anche le società capogruppo dei gruppi bancari cooperativi, di cui all'articolo 37- bis del citato decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385; tenuto conto che: i controlli previsti sono finalizzati a verificare che l'esercizio del ruolo e delle funzioni di capogruppo risulti coerente con le finalità mutualistiche delle banche di credito cooperativo aderenti al gruppo, anche allo scopo di assicurare che il particolare regime fiscale di cui questi gruppi beneficiano rispetto alle altre tipologie di gruppi bancari non si configuri come indebito vantaggio competitivo; l'articolo 20 -ter , ultimo periodo, rinvia ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, al fine di definire modalità, soggetti abilitati e modelli di verbale; il termine entro cui il provvedimento si sarebbe dovuto adottare era 31 marzo 2019, data ultima per provvedere all'emanazione delle disposizioni attuative dell'articolo così come novellato in sede di conversione, si chiede di sapere con quali tempistiche il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione a quanto stabilito dall'articolo 20- ter , comma 1, lettera b) , della legge n. 136 del 2018, emanando i decreti ministeriali previsti all'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo n. 220 del 2002, al fine di completare con una norma qualificante la cornice regolamentare disciplinante l'attività dei gruppi bancari cooperativi, che questa maggioranza a giudizio dell'interrogante ha contribuito nel 2018 a migliorare, rendendola più consona al ruolo che il credito mutualistico dovrà continuare a svolgere nel finanziamento delle economie locali. Atto n. 3-01033 BERNINI MALAN SICLARI BINETTI RIZZOTTI STABILE GALLONE GALLIANI GIAMMANCO LONARDO MANGIALAVORI MOLES RONZULLI PICHETTO FRATIN VITALI Al Ministro della salute Premesso che: i recenti fatti di Reggio Emilia, emersi a seguito dell'indagine "Angeli e demoni", tuttora in corso, hanno portato alla luce un terrificante sistema nel quale sarebbero coinvolti psicologi, psicoterapeuti, operatori sociosanitari e amministratori pubblici, attraverso il quale sarebbero stati sottratti, illegittimamente, minori alle famiglie d'origine per essere collocati in strutture ampiamente retribuite, e oggetto di costose consulenze e terapie, affido retribuito; tutto ciò si basa non solo sulla ricerca di lucro illegittimo da parte di qualcuno, ma anche su un approccio ideologico esplicitamente contrari ai principi contenuti nella Costituzione e nella Carta dei diritti dell'uomo, in base ai quali spetta ai genitori il diritto e dovere di educare i figli; sulla base di tale ideologia, lo Stato esercita, attraverso le sue strutture, un arbitrio totale, ritenendosi sempre migliore dei genitori; la sottrazione dei minori alle proprie famiglie deve avvenire solo ove non ci siano altre soluzioni ragionevolmente praticabili, e in ogni caso ad esso deve seguire una condizione in cui il minore stesso cresca in un ambiente sano, che soddisfi le sue esigenze educative e affettive, rispetti i suoi bisogni, in riferimento alle caratteristiche personali e familiari e alla sua specifica situazione di difficoltà; per tale ragione, occorre la massima attenzione nell'applicare queste procedure e mettere in atto ogni iniziativa volta a prevenire condotte contrarie alla legge e disumane, anche a tutela di coloro che invece svolgono il proprio lavoro; le indagini in corso relative ai casi recenti, hanno messo in luce l'impiego di metodi inaccettabili, utilizzati sui minori durante le sedute di psicoterapia, attraverso l'uso di impulsi elettrici per alterare lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari; troppo spesso ai minori e alle loro famiglie vengono negate le tutele che giustamente vengono garantite agli autori o agli accusati dei più efferati delitti; gli studi scientifici riportati su diverse riviste scientifiche internazionali e nazionali, ad esempio "Pediatria preventiva e sociale", dimostrano che i bambini allontanati da uno o da entrambi i genitori riportano spesso danni psico-fisici, a cominciare da uno scarso sviluppo psico-motorio, nel breve e nel lungo termine;