[resaula]

Per chi non l'ha mai vissuta sono tre giorni in cui centinaia di migliaia di uomini ubriachi, maneschi e sessisti se ne vanno per le strade della città che subisce la loro calata"; da anni presso la facoltà di Sociologia di Trento vi è la consuetudine di tollerare l'occupazione di un'aula posta in essere da parte di movimenti collegati al locale centro sociale "Bruno" ed al mondo anarchico; tale spazio, sottratto all'attività di studio, funge anche da sede logistica per l'organizzazione di manifestazioni non autorizzate ed altre forme di propaganda ideologica che non di rado assumono una dimensione violenta come l'aggressione alle postazioni gazebo di movimenti politici, atti intimidatori ed affissioni abusive; tali comportamenti risultano altamente lesivi dell'immagine degli Alpini, il più antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo, uno tra i più amati dagli italiani, che hanno sempre difeso la patria con valore e sacrifici, dentro e fuori i confini; resta, comunque, ad avviso degli interroganti inammissibile il livello di tolleranza delle istituzioni negli ultimi anni in ordine all'occupazione abusiva di spazi universitari e agli atti vandalismo che hanno avuto come teatro Trento e come attori esponenti del mondo anarchico e dei centri sociali, tali da indurre il questore, nel dicembre 2015, a dichiarare che: "Sono personaggi nati, cresciuti e tollerati in questa realtà. Molti sono anche figli della 'Trento bene', con una presunzione d'impunità", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se considerino tollerabile la situazione così come emerge dai fatti; in particolare, se il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sia a conoscenza che presso la facoltà di Sociologia, in via Verdi a Trento, un'aula viene occupata con una certa ripetitività da movimenti anarchici e dei centri sociali contravvenendo al regolamento dell'ateneo che esclude espressamente "la concessione delle aule per manifestazioni aventi finalità politiche e sindacali", e quali iniziative urgenti voglia intraprendere per porre fine a simili condotte irrispettose di un'equa e legittima distribuzione ed utilizzo degli spazi universitari e per ripristinare la legalità all'interno dell'ateneo; quali misure il Ministri dell'interno e della difesa intendano prendere per tutelare il glorioso Corpo degli Alpini e la loro storia centenaria fatta di valori come la solidarietà, l'identità, l'attenzione al territorio, che tengono ancora insieme l'identità del nostro popolo. Atto n. 4-00117 BORGONZONI Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il giorno 2 maggio 2018 la stazione ferroviaria di Bologna sarebbe stata teatro di gravi episodi di molestie sessuali ai danni di 5 donne, 2 delle quali minorenni, da parte di un cittadino afghano di 23 anni, arrestato poco dopo dalla Polizia ferroviaria con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Il giovane avrebbe avuto già precedenti per reati a sfondo sessuale, oltre che per furto, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale; la frequenza con cui si registrano episodi di violenza nella stazione di Bologna è a dir poco preoccupante: non è a parere dell'interrogante tollerabile che un cittadino debba sentire minacciata la propria sicurezza recandosi a prendere un treno in una stazione o addirittura che corra il rischio di subire atti di violenza e delinquenza, mentre utilizza un servizio essenziale come il trasporto ferroviario; notizie di stampa di giugno 2017 riportano l'annuncio dell'amministratore delegato di Fs italiane, Renato Mazzoncini, di voler introdurre i tornelli nelle 620 stazioni principali italiane per consentire l'accesso ai binari e ai treni solo ai possessori di biglietto, per "garantire la sicurezza e creare un ambiente confortevole per i viaggiatori"; a luglio 2017 è stato convocato un vertice dal prefetto Matteo Piantedosi per cercare una risposta alla questione della sicurezza all'interno del grande snodo ferroviario bolognese per il transito passeggeri, considerando le specifiche problematiche di una stazione caratterizzata da diversi accessi; la soluzione studiata già da tempo da Rfi e adottata da alcune stazioni ferroviarie nazionali, ma inspiegabilmente non ancora attuata a Bologna, prevede un adeguamento strutturale della stazione per filtrare gli accessi: come nelle stazioni di Roma e Milano, si dovrebbe prevedere l'installazione di varchi presidiati che consentano l'accesso ai binari solo ai possessori di un titolo di viaggio; i cittadini necessitano di maggiori tutele per la propria sicurezza e devono ottenere risposte chiare e decise per contrastare i fenomeni criminosi commessi per mano di delinquenti che hanno trasformato le stazioni in luoghi pericolosi, dove prolifera lo spaccio di droga e dove si consumano reati di ogni genere, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della crescita esponenziale degli episodi di violenza registrati nella stazione ferroviaria di Bologna, ultimi quelli descritti e, alla luce dei problemi legati alla sicurezza che perseverano ormai da anni, soprattutto nell'area "vecchia" con accesso da piazzale Medaglie d'Oro, quali azioni intendano mettere in atto al fine di garantire la tranquillità di quanti transitano nella stazione, anche facendosi promotori di un controllo coordinato ed un presidio pianificato per rispondere al meglio alle esigenze di sicurezza della collettività; se non reputino opportuno intervenire con provvedimenti mirati per potenziare i sistemi di sicurezza interni alla stazione, anche chiarendo la tempistica prevista per l'installazione di varchi presidiati che consentano l'accesso ai binari solo ai possessori di un titolo di viaggio, così come annunciato dai vertici di Fs, e i relativi costi preventivati. Atto n. 4-00118 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: 500.000 famiglie vittime dei crac di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Chieti, Cassa di rispario di Ferrara, Veneto banca, Banca popolare di Vicenza, Monte dei Paschi di Siena, oltre ad aver subito l'esproprio del risparmio col bail-in , hanno dovuto subire nel 2016 le offese del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, che ha ad avviso dell'interrogante offeso i risparmiatori italiani, accusandoli di essere "analfabeti funzionali" perché non sufficientemente esperti di prodotti finanziari truffaldini, proponendo l'educazione finanziaria come rimedio, alla stessa stregua di uno scippato vittima dello strappo o di un rapinato a mano armata, accusato di non avere la guardia del corpo, la licenza di porto d'armi o di non aver frequentato un corso di arti marziali;