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Disposizioni in materia di libretto dell'infrastruttura. Onorevoli Senatori. – I recenti crolli di ponti e viadotti lungo le strade e autostrade italiane, ben sei dal 2013 ad oggi (14 agosto 2018: Ponte Morandi a Genova; 9 marzo 2017: ponte sulla A14 ad Ancona; 28 ottobre 2016: ponte sulla SP49 Molteno-Oggiono in provincia di Lecco; 22 ottobre 2013: ponte a Carasco–Genova; 7 luglio 2014: viadotto Lauricella lungo la SS626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento; 18 novembre 2013: ponte sulla strada provinciale Oliena-Dorgali in Sardegna), hanno posto la drammatica e urgente necessità di un rigoroso piano di manutenzione delle infrastrutture viarie del Paese. Vista la carenza di risorse finanziarie è fondamentale organizzare al meglio gli interventi di manutenzione al fine di evitare sprechi e migliorare l'efficienza. Se da una lato tale obiettivo impone al progettista, al direttore dei lavori e al collaudatore un maggiore sforzo e maggiori impegni, obbligandoli ad eseguire verifiche ripetitive ed accurate sia nella fase di collaudo che in quella di esercizio dell'opera, dall'altro, aumenta il livello di sicurezza e razionalizza le spese di manutenzione. Le infrastrutture interessate sono sia strutture costruite nei secoli scorsi, con la previsione di non dover certo sopportare il volume di traffico di questi ultimi decenni, sia manufatti costruiti nei primi anni del novecento che, invece, risentono dell'uso di materiale e tecnologie scadenti e della mancanza di una normativa specifica e consolidata. Infine, il disegno di legge riguarda sia le costruzioni realizzate negli anni ’60 e ’70, periodo del boom edilizio, che risentono di un momento storico caratterizzato dalla speculazione, quindi dall'utilizzo di materiali di scarsa qualità e dalla carenza di princìpi di sicurezza, sia quelle strutture messe in opera in tempi più recenti che, pur sottostando a norme sulla sicurezza e a collaudi più rigorosi, in taluni casi, a causa di difetti di progettazione o peggio di malafede da parte delle imprese costruttrici, risultano a rischio crollo. Ecco perché è fondamentale un piano di manutenzione di tutte le infrastrutture viarie del Paese. Per rendere più efficienti e trasparenti questi interventi è necessario dotare ogni manufatto di un vero e proprio «libretto dell'infrastruttura» allegato al progetto esecutivo dell'opera. Tale documento diventa indispensabile soprattutto per le opere realizzate prima dell'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, recante il regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 3 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, regolamento che, con l'articolo 40, ha introdotto nel nostro ordinamento il «Piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti», quale documento complementare del progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma l'attività di manutenzione dell'intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l'efficienza e il valore economico. Inoltre, il «libretto dell'infrastruttura» si presenta importantissimo anche per le opere realizzate successivamente, ad integrazione del «Piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti» e in coordinamento con lo stesso Piano, come modificato dall'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, recante «Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163», e come verrà successivamente modificato in attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante «Codice dei contratti pubblici», nonché in coordinamento con il «Piano di manutenzione della parte strutturale dell'opera», previsto dal paragrafo 10.1 dell'«Aggiornamento delle “Norme tecniche per le costruzioni”», di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 gennaio 2018, in previsione della relativa circolare esplicativa. Un simile documento consentirebbe di programmare in modo più chiaro e trasparente gli interventi di manutenzione e soprattutto consentirebbe di risparmiare tempo e risorse ogni qualvolta a una ditta ne subentrasse un'altra nell'appalto per le manutenzioni.. 1 (Libretto dell'infrastruttura) 1 Per ciascuna infrastruttura viaria che comprenda ponti, viadotti o gallerie, è istituito il «libretto dell'infrastruttura». Tale libretto è redatto, aggiornato con cadenza non superiore a cinque anni e tenuto a cura dell'ente gestore della struttura viaria. Sul libretto sono annotate le informazioni relative al manufatto, di tipo identificativo, progettuale, strutturale, impiantistico e ambientale, con l'obiettivo di pervenire ad un idoneo quadro conoscitivo, a partire, ove possibile, dalle fasi di costruzione dello stesso, sono altresì registrate le modifiche apportate rispetto alla configurazione originaria, con particolare riferimento alle componenti statiche, funzionali e impiantistiche, e sono programmati gli interventi di corretta manutenzione. 2 La produzione del libretto dell'infrastruttura, debitamente aggiornato, è presupposto del rilascio di autorizzazioni o certificazioni di competenza dell'ente gestore relative all'intera infrastruttura o a singole parti della stessa. Al momento della stipula di un contratto d'appalto di manutenzione ordinaria o straordinaria è resa, da parte dell'ente gestore, apposita dichiarazione circa l'avvenuto adempimento degli obblighi previsti dalla presente legge. 3 Alla compilazione del libretto dell'infrastruttura provvede un tecnico abilitato secondo quanto stabilito ai sensi dell'articolo 5, architetto o ingegnere, sulla base della documentazione tecnico-amministrativa fornita dall'ente gestore o, qualora necessario, previa acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi, di indagini e rilievi. 2 (Messa in sicurezza delle infrastrutture viarie) 1 Gli enti locali, l'Anas, le concessionarie delle tratte autostradali e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti individuano, ognuno per la propria competenza, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le aree al cui interno sono comprese le infrastrutture da assoggettare prioritariamente al programma di messa in sicurezza, attraverso la puntuale ricognizione del singolo manufatto e del relativo stato di conservazione, e individuano le misure tese a favorirne la manutenzione programmata. 2 L'individuazione delle aree di cui al comma 1 è effettuata sulla base dei seguenti criteri: a particolari caratteristiche del sottosuolo; b rischio sismico della zona; c volume di traffico, in particolare di quello pesante. 3 In relazione a particolari situazioni territoriali, gli enti gestori, al fine della individuazione delle aree di cui al comma 1, possono indicare criteri aggiuntivi rispetto a quelli elencati alle lettere a) , b) e c) del comma 2.