[sommcomm]

Viene introdotto un nuovo articolo, il 32- bis , dedicato alla tutela dei diritti fondamentali, che estende la disciplina attualmente contenuta nell'articolo 32, comma 5, specificando che i servizi di media audiovisivi prestati dai fornitori di servizi di media soggetti alla giurisdizione italiana non devono contenere alcuna istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di un gruppo sulla base di uno dei motivi di cui all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea o in violazione dell'articolo 604- bis del codice penale. Essi non devono inoltre contenere alcuna pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo. I fornitori di servizi di media audiovisivi devono attenersi ai criteri fissati dall'AGCOM con apposito regolamento. In caso di inosservanza, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 39, anche se il fatto costituisce reato a prescindere dall'azione penale. È inoltre potenziata la disciplina volta a promuovere l'accessibilità dei servizi di media, alla quale viene dedicato il nuovo articolo 32- ter , che elabora quanto attualmente previsto dal comma 6 dell'articolo 32. Tra l'altro, i fornitori dei servizi di media dovranno sviluppare piani d'azione finalizzati a rendere costantemente e progressivamente più accessibili i loro servizi alle persone con disabilità. I piani devono essere comunicati all'AGCOM con periodicità triennale a decorrere dal 30 settembre 2022. Viene inoltre istituito presso l'AGCOM un Punto di contatto unico online facilmente accessibile, anche per le persone con disabilità, e disponibile al pubblico, allo scopo di fornire informazioni e raccogliere reclami sulle questioni relative all'accessibilità. Il nuovo articolo 32- quater demanda all'AGCOM la definizione con proprio regolamento di nuove procedure trasparenti, non discriminatorie e facilmente accessibili per la risoluzione delle controversie tra utenti e fornitori di servizi di media audiovisivi che si rivolgono al pubblico italiano. Gli articoli 41 e 42 recano la disciplina applicabile ai servizi di piattaforma per la condivisione di video, individuando i fornitori di servizi di piattaforma per la condivisione di video soggetti alla giurisdizione italiana e le misure di tutela dei minori e del grande pubblico. Nel Capo relativo alla pubblicità  oltre ad alcune interventi puntuali in materia di sigarette elettroniche, integratori e gioco d'azzardo  viene integralmente riscritta la normativa sui limiti di affollamento (articolo 45). I nuovi limiti - che per tutti i soggetti sono riferiti ad ogni singolo canale - risultano così strutturati: per la RAI, la trasmissione di messaggi pubblicitari non può eccedere il 7 per cento e, dal 1° gennaio 2023, il 6 per cento, nella fascia oraria compresa tra le 06:00 e le 18:00 e in quella compresa fra le 18:00 e le 24:00, ed il 12 per cento di ogni ora; per gli altri fornitori di servizi di media audiovisivi in chiaro, la trasmissione di spot pubblicitari televisivi, di telepromozione e di televendita non può eccedere il 20 per cento nella fascia oraria compresa tra le 06:00 e le 18:00 e in quella compresa fra le 18:00 e le 24:00; per i fornitori di servizi di media audiovisivi a pagamento, la trasmissione di spot pubblicitari televisivi, di telepromozione e di televendita non può eccedere il 15 per cento nella fascia oraria compresa tra le 06:00 e le 18:00 e in quella compresa fra le 18:00 e le 24:00; per le emittenti radiofoniche diverse dalla RAI, la trasmissione di messaggi pubblicitari radiofonici non può eccedere, nella fascia oraria compresa tra le 06:00 e le 18:00 e in quella compresa fra le 18:00 e le 24:00, rispettivamente, il 20 per cento per la radiodiffusione sonora in ambito nazionale, il 25 per cento per la radiodiffusione sonora in ambito locale e il 10 per cento per la radiodiffusione sonora nazionale o locale da parte di emittente radiofonica analogica a carattere comunitario; per le emittenti, anche analogiche, operanti in ambito locale, la trasmissione di messaggi pubblicitari non può eccedere il 25 per cento. La conclusione dei contratti di diffusione pubblicitaria da parte della RAI deve avvenire sulla base dei princìpi di concorrenza, trasparenza e non discriminazione, per come dettagliati nel contratto di servizio pubblico, al fine di garantire un corretto assetto del mercato. L'AGCOM verifica il rispetto dei suddetti princìpi anche sulla base dei dati forniti dalla RAI relativi ai prezzi di vendita degli spazi pubblicitari effettivamente praticati al netto degli sconti rispetto ai listini. Qualora l'AGCOM riscontri una possibile deviazione dai princìpi in questione, apre un'istruttoria nel rispetto del principio del contraddittorio, al termine della quale, ove accerti una violazione, ne inibisce la prosecuzione e provvede alla rimozione degli effetti. Per quanto riguarda l'inserimento di prodotti (articolo 48), viene fatta una distinzione tra programmi prodotti fino al 19 dicembre 2009 e programmi prodotti dopo tale data. Nei programmi prodotti fino al 19 dicembre 2009, l'inserimento di prodotti è consentito nelle opere cinematografiche, in film e serie prodotti per i servizi di media audiovisivi, in programmi sportivi e in programmi di intrattenimento leggero, con esclusione dei programmi per bambini. L'inserimento può avvenire sia dietro corrispettivo monetario ovvero dietro fornitura gratuita di determinati beni e servizi, quali aiuti alla produzione e premi, in vista della loro inclusione all'interno di un programma. Nei programmi prodotti dopo il 19 dicembre 2009, l'inserimento di prodotti è consentito in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi e i programmi per bambini. Il Titolo V, relativo all'uso efficiente dello spettro elettromagnetico e alla pianificazione delle frequenze, viene riformulato prevedendo, tra l'altro, disposizioni specifiche per la pianificazione delle frequenze nella banda 470-694 MHz e nella banda 174-230 MHz (articolo 50). Lo schema riscrive integralmente la disciplina delle posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo nel sistema integrato delle comunicazioni, contenuta ora nell'articolo 51. La relazione illustrativa ricorda che, con la sentenza pronunciata il 3 settembre 2020 nella causa C-719/18 Vivendi SA contro AGCOM e nei confronti di Mediaset S.p.a., la Corte di giustizia dell'Unione europea ha ritenuto contrario al diritto dell'Unione l'articolo 43, comma 11, del vigente decreto legislativo n. 177 del 2005 - che vieta alle imprese i cui ricavi nel settore delle comunicazioni elettroniche sono superiori al 40 per cento dei ricavi complessivi in quel settore di conseguire nel sistema integrato delle comunicazioni ricavi superiori al 10 per cento del sistema medesimo - in quanto esso comporta una restrizione della libertà di stabilimento contraria al principio di proporzionalità.