[resaula]

Questo è ingiusto ed è questo il tema: le sofferenze non posso venire prima delle persone, altrimenti accade che, oltre alle oltre alle sofferenze e ai sofferenti, si genera una insofferenza che diventa insofferenza sociale, ed è quella che scatena una battaglia tra l'ultimo e il penultimo. Dentro quelle sofferenze e dentro quei sofferenti c'è un pezzo di classe media del Paese che sta scivolando sempre più nella povertà. Ma io non posso scaraventare fuori di casa e sloggiare le persone quando ancora l'immobile non è venduto, altrimenti dobbiamo fare i conti con delle storie tragiche di gente che è costretta addirittura a dormire in macchina. Qual è allora la dignità? Qual è la crisi che può permettersi di cancellare la dignità delle persone? Noi non lo possiamo accettare! (Applausi dal Gruppo M5S) . Il racconto di questi mesi e di questi anni ci ha consegnato fondi locusta, fondi avvoltoi. Il bestiario finanziario è un bestiario che ammalora, che aggrava ancora di più la sofferenza di persone che, come nel caso di Sergio, si sono ritrovate a dover fallire per colpa di uno Stato che non pagava. Oggi per fortuna, grazie a questo Governo e a questa maggioranza, finalmente i debiti della pubblica amministrazione verranno pagati (Applausi dal Gruppo M5S) , perché i soldi sono messi a disposizione di questi imprenditori, ma ci sono anche famiglie che, per colpa della crisi, non sono riuscite a fare fronte ad un impegno con le banche. Vi ringrazio ancora per l'attenzione e ringrazio anche Sergio Bramini per il contributo che sta dando a questa maggioranza e a questo Governo. Se qualcuno e qualche potere pensa di baloccarsi delle sofferenze di queste persone, a queste persone e a questi poteri dico: «Baloccatevi altrove, perché non c'è più posto». In questa maggioranza noi siamo, con questo Governo, l'ABS sociale. (Applausi dal Gruppo M5S . Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge «semplificazione», come i decreti-legge «dignità», «sicurezza», «spazzacorrotti» o «concretezza», ha nel titolo una buona comunicazione: genera aspettative che diventano illusioni, ma nel frattempo queste illusioni lasciano l'Italia più sola e le persone più fragili; lasciano le famiglie e le imprese meno sicure nell'affrontare il loro futuro. Quando la comunicazione verrà finalmente sostituita dalla rendicontazione, cadranno utopie e illusioni che nel frattempo avete generato. La realtà mostrerà, purtroppo per l'Italia, il suo volto. Onorevoli senatori, come già è evidente, aumentano le domande di disoccupazione. Veniamo via via spinti verso una nuova recessione e il decreto semplificazione si trasformerà in nuove complicazioni per famiglie ed imprese, anche perché è stato riempito in maniera assurda, a volte anche abnorme e in contrapposizione con l'entità stessa del provvedimento, da innumerevoli iniziative legislative. Ne parleremo più approfonditamente nella discussione in merito agli emendamenti. Abbiamo apprezzato la proposta del presidente Patuanelli di eliminare dal decreto semplificazione la questione riguardante la modifica del codice degli appalti. Tuttavia, riteniamo che siano tante le materie che sono state introdotte, a cominciare da quelle più delicate e pertinenti per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese: mi riferisco alle grandi questioni energetiche che avete deciso di affrontare nel provvedimento. Insomma, l'Italia richiede una politica energetica nazionale ed è proprio nella riconversione in chiave ecologica dell'economia che si genererà nuova occupazione e nuovo sviluppo. Questo avrebbe richiesto una misura organica e non misure, come quelle contenute nel decreto semplificazione, finalizzate ad aprire conflitti più che a risolvere problemi: conflitti tra lo Stato e il mercato o tra il pubblico e il privato, tendenti tutti, sia per quello che riguarda la grande questione delle trivelle che per la grande questione dell'idroelettrico, a produrre recessione e disoccupazione, non a promuovere le fonti rinnovabili e costruire nuova occupazione e nuovo futuro. Tante sarebbero state le misure che avrebbero richiesto provvedimenti organici e che questa la maggioranza ha deciso di introdurre impropriamente all'interno del decreto. Penso sia importante una semplificazione degli emendamenti per ripristinare, anche costituzionalmente, la coerenza necessaria tra un decreto-legge approvato molti mesi fa e l'atto parlamentare che si sta discutendo in fase di conversione. Serve un riallineamento che mi auguro troverete nelle prossime ore. Non posso non sottolineare, all'interno del decreto, quelle che a mio avviso sono giuste correzioni introdotte alla vostra legge di bilancio, approvata un mese fa, anche in relazione a tanti emendamenti che in quella sede e in quella fase non furono accolti; con superficialità e continuando da parte della maggioranza un'opposizione al passato non sono stati recepiti fin dalla legge di bilancio. Mi riferisco a due questioni fondamentali: IRES ed enti locali. Nel caso dell'IRES emerge, a mio avviso, un dato oggettivo: abbiamo sostenuto da sempre che la povertà non si sconfigge per decreto; che la solitudine e le fragilità richiedono un lavoro, non i sussidi; che le povertà hanno come denominatore comune una questione culturale e dunque necessitano di formazione. Serve la presa a carico delle persone sole e fragili e dunque serve una dimensione territoriale della presa a carico. Non bastano i centri per l'impiego e le riforme, pur necessarie, che dovranno interessarli; serve un'alleanza tra il pubblico, il volontariato, il no profit . Voi, con la legge di bilancio, volevate raddoppiare le tasse alle associazioni che nei nostri territori contribuiscono ad alleviare la solitudine, a contrastarla e a generare accoglienza e presa in carico. Noi, con il nostro emendamento, che oggi avete sostenuto e condiviso, ripristiniamo, a mio avviso con correttezza, una giusta alleanza tra lo Stato, le istituzioni, la società e la comunità. Quella era una tassa ingiusta, che in questa sede deve essere cancellata e che l'iniziativa del Partito Democratico ha contribuito a cancellare. (Applausi dal Gruppo PD) . Sugli enti locali, fin dalla discussione sulla legge di bilancio, abbiamo avanzato proposte che oggi sono state recepite all'interno di questo provvedimento. Mi riferisco alla scelta di allora, a mio avviso sbagliata, di non dimensionare correttamente il ristoro del fondo IMU-TASI. Non è vero che c'era una responsabilità dei precedenti Governi: è stata la legge di bilancio ad introdurre una diminuzione di quel fondo; oggi, grazie a una proposta emendativa accolta all'interno di questo provvedimento, ripristinate correttamente una detrazione per gli enti territoriali. Le due questioni che ho affrontato (IRES ed enti territoriali) mostrano una necessità: non c'è una scorciatoia per generare accoglienza e contrastare solitudine e indifferenza; occorre ripartire dal territorio e farlo insieme, in un'alleanza tra Stato, associazioni ed enti locali.