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Signor Presidente, la ringrazio per l'opportunità. Ci riprovo. Dicevo che, sul fronte della sicurezza energetica e dell'affrancamento dal gas russo, il Governo e il ministro Cingolani stanno facendo tanto, ma sul fronte del caro energia, stanti le vicende geopolitiche, l'instabilità dei mercati, e la difficoltà di approvvigionamento del gas (in questi giorni abbiamo anche lo stop di fornitura del gas russo attraverso il Nord Stream), e l'abnormità e l'imprevedibilità dei livelli del prezzo del gas, la situazione è preoccupante e temo che per l'autunno si farà drammatica. L'industria non ce la fa più a reggere e soprattutto non ha certezze. Ormai le incognite sugli approvvigionamenti si moltiplicano. Da qualche giorno, alcuni venditori hanno già comunicato alla propria clientela che, stanti i livelli di prezzo dell'elettricità, dal 1° gennaio 2023 rescinderanno i contratti di fornitura. A questo si aggiunge la crescente difficoltà delle grandi aziende nel definire i contratti di fornitura di gas per il prossimo anno termico, dato che i principali operatori, avendo difficoltà a reperirlo sui mercati all'ingrosso, non si impegnano a garantire contrattualmente la consegna del gas. Sulla scorta di questo, alcune associazioni d'impresa - penso ad Assocarta - hanno lanciato l'allarme per l'imminente chiusura degli impianti produttivi: un dramma per l'economia e per l'occupazione. Concludo dicendo per dire che per il caro energia serve molto di più. Il premier Draghi annunciato per la fine del mese un nuovo intervento con diversi miliardi. Bene: la Lega chiede che sia poderoso (Applausi) , finanziato anche attraverso uno scostamento di bilancio, anche perché dovrà contrastare i livelli di prezzo del gas e dell'elettricità in continuo aumento (in questi giorni sono nove volte quelli degli anni pre-Covid). Oggi il prezzo unico nazionale dell'elettricità (PUN) è a 446 euro per megawattora e a 180 quello del gas. Siamo praticamente a livelli doppi rispetto ai prezzi medi del primo semestre 2022; il quadruplo rispetto alla media del 2021. Dunque, se non si interviene in modo deciso, avremo costi insostenibili a carico di famiglie e imprese, anche nel comparto tutelato, pregiudicando la tenuta del sistema. La Lega, come indicato nella mozione che sarà discussa giovedì prossimo, chiede che vengano prorogate e rafforzate per tutto il terzo trimestre anche le seguenti misure: i crediti d'imposta per gli acquisti di energia da parte delle imprese, ovviamente senza il regime de minimis (Applausi) ; il taglio delle accise sui carburanti (ricordo che termina il 2 agosto); l'azzeramento delle accise e il taglio dell'IVA del gas per autotrazione, che ha prezzi allarmanti, che mettono a rischio l'esistenza di una filiera; il credito d'imposta per l'acquisto di gasolio e benzina per pesca, agricoltura e autotrasporto; chiediamo inoltre che siano previsti nuovi contributi per i Comuni che sono in affanno e che finalmente sia prevista l'IVA al 5 per cento per il gas indiretto. Il premier Draghi fa bene a insistere in Europa per il tetto al prezzo del gas; tuttavia, se mai riuscirà a ottenerlo dall'Europa, passeranno ancora mesi e nel frattempo aumentiamo senza indugio la produzione nazionale di gas per ridurre la nostra dipendenza energetica, anche modificando il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai). (Applausi) . Infine, è vero che il superbonus è costoso. Era inevitabile che finisse così: troppo ambizioso e non sostenibile, ma oggi ci sono imprese, tecnici e famiglie che hanno iniziato i lavori e sono in stallo. (Applausi) . Hanno fatto debiti, hanno ipotecato le proprietà e stanno fallendo. Mi rivolgo al premier Draghi e al ministro Franco: per dare la certezza del diritto, occorre dare una via d'uscita anche a loro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, avrei voluto parlare del decreto-legge aiuti, arrivato all'esame della 11 a Commissione martedì e licenziato in cinque minuti, ma non ci è stata data la possibilità di discuterlo né di analizzare gli emendamenti. Avrei voluto parlare degli esodati del commercio, abbandonati da questo Governo, dei lavoratori del mondo agricolo, dei precari che debbono elemosinare un contratto, dei pescatori (che saluto) che in questo momento stanno manifestando contro il caro gasolio, che voi mitigate, ma non abbattete. Avrei voluto parlare dei tassisti, degli albergatori e dei ristoratori, che in questo momento sono in piazza a manifestare per i loro diritti, per mantenere le loro famiglie, da voi dimenticate. (Applausi) . Avrei voluto parlare della crisi in Ucraina, perché parlate di pace, ma nessuno si applica per la diplomazia, per trovare una soluzione diplomatica: inviamo le armi e soldi per le armi, mentre la gente muore e gli italiani subiscono la crisi economica a causa di questa guerra. Avrei voluto parlare di queste cose, ma debbo parlare di una delle virtù dei senatori: il coraggio. Tutti state facendo finta di non capire quello che sta avvenendo: una forza politica che è al Governo da quattro anni oggi ci parla di salario minimo, ma il provvedimento sul salario minimo è stato incardinato in 11 a Commissione proprio quattro anni fa, quindi siete voi che non lo approvarlo! Anche il disegno di legge sui caregiver siete stati voi a non approvarlo! Oggi però leggiamo sui giornali che i senatori di quella forza politica non partecipano al voto. I senatori devono essere coraggiosi e partecipare al voto: sì o no alla fiducia al Governo Draghi, sì o no. Altrimenti è fuggire e sono i vili a farlo. Noi stiamo offendendo la memoria dei senatori di Roma antica, sempre rimasti al loro posto. Visto che c'è il Regolamento del Senato, cambiamo anche nome, perché non siete degni dei senatori di Roma antica, che state offendendo con questo teatrino, come state offendendo il popolo italiano: sì o no, dentro o fuori; invece, vediamo e non vediamo, oggi sì e domani no, vediamo quello che accadrà. Il popolo italiano non può aspettare, perché sta soffrendo. Ieri con il senatore Paragone abbiamo parlato con i tassisti, che piangevano, perché vedono il loro futuro incerto, non sicuro per le loro famiglie, mentre vogliono semplicemente lavorare. Voi state giocando sui lavoratori, sulle persone che veramente soffrono, sui disabili, su tutte quelle realtà che a voce volete difendere, ma che in realtà non state difendendo. Parlate del fatto che i cittadini non votano e dell'astensionismo: forse accade perché non si sentono più rappresentati. Avete inventato quell' escamotage per permettere ad alcuni partiti di raccogliere le firme, mentre altri le dovranno raccogliere. A noi interessa poco: le raccoglieremo, perché saremo presenti nelle piazze per raccontare quello che è accaduto. Il provvedimento sul salario minimo è all'esame della 11 a Commissione da quattro anni; il disegno di legge sui caregiver è all'esame della Commissione. Dite la verità: