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e lo sia per tutti noi, per tutte le brave persone che popolano la scuola (Applausi). Non mi soffermerò sul contenuto del provvedimento al nostro esame, perché altri colleghi ne parleranno profusamente. Voglio invece cogliere l'occasione per iniziare a guardare al futuro prossimo e al futuro remoto. Del resto, in questo periodo di emergenza epidemiologica in vari ambiti della nostra vita di comunità nazionale e globale, si sta manifestando l'esigenza di approfondire le riflessioni sui cambiamenti che questo momento drammatico ci ha imposto, ha imposto alle nostre vite individuali, ma anche alle nostre vite di cittadini appartenenti alla comunità nazionale e globale. E voglio iniziare dalla didattica a distanza, perché in un decreto già approvato sono state messe a disposizione molte risorse per potenziare e, quindi, garantire un'adeguata strumentazione agli studenti e ai docenti e per consentire anche a questi ultimi un adeguato aggiornamento della propria formazione. Si sono stanziate risorse per potenziare sempre di più la rete infrastrutturale perché - è vero - oggi purtroppo non siamo ancora in grado di coprire tutto il territorio nazionale, ma stiamo stanziando somme importanti per arrivare a raggiungere l'importante obiettivo di dare a tutti la possibilità di connettersi e, dunque, di non essere esclusi dalla nuova comunità che, gioco forza, ha dovuto trovare nuovi modi anche per insegnare e per partecipare ai percorsi di apprendimento. È chiaro che dobbiamo fare di più. È chiaro che occorrerà potenziare e continuare il monitoraggio ed è chiaro anche che bisognerà migliorare e potenziare tre aspetti importanti: la comunicazione, l'interazione e l'inclusione nelle nuove classi virtuali, con particolare attenzione a tutti i bambini e le bambine, a tutti gli studenti e le studentesse che hanno bisogni speciali, sia temporanei, sia permanenti. È importante infatti che non ci sia più uno studente - come è successo in una bella maratona dedicata ai bambini e alle bambine, che si è svolta lunedì pomeriggio, mentre noi eravamo in Commissione a votare il decreto scuola - a dire che la didattica a distanza non deve essere telelavoro. E allora noi dobbiamo adoperarci per migliorare e potenziare sempre di più questi tre aspetti fondamentali. Dobbiamo altresì continuare a lavorare per recuperare la dimensione laboratoriale sospesa in questo periodo. E, dunque, dobbiamo continuare a lavorare alacremente e credendoci per garantire sempre di più il sostegno a tutti gli studenti che ne hanno bisogno e, quindi, per garantire a tutti il diritto all'istruzione e alla cura e lavorare sempre di più affinché si costruisca quella scuola diffusa, quella scuola che esce dalla scuola e trova nuovi spazi. E ciò non solo perché c'è bisogno di garantire il distanziamento tra le persone per le necessità sanitarie - non mi piace l'espressione distanziamento sociale, è un distanziamento fisico imposto - ma anche finalmente per costruire quella scuola che esce dalla scuola, che diventa sempre più esperenziale, che insegna sempre di più a conoscere la vita e ad acquisire competenze attraverso l'esperire direttamente questi luoghi e ciò che in essi avviene: musei, atelier , ma - perché no - anche gli orti. Infine, una cosa che mi preme particolarmente è che dobbiamo sempre più potenziare l'insegnamento delle materie umanistiche, ma in particolar modo dell'arte, della musica, del teatro e della danza, perché, ora più che mai, noi abbiamo bisogno, attraverso queste discipline, non solo di potenziare e di diffondere la conoscenza del nostro prezioso patrimonio culturale, ma anche di fornire palestre di pensiero in cui si impara a ragionare elevando il proprio spirito e anche nuove forme di conoscenza della storia e di acquisizione della cultura generale. Ernesto Galli della Loggia lunedì scorso, riprendendo un articolo di Ferruccio De Bortoli che è già stato citato in quest'Aula dalla collega Tiraboschi, a proposito di classi dirigenti e di che cosa ha bisogno una comunità per formare delle buone classi dirigenti di alto livello - e affiancherei al ragionamento di Galli della Loggia anche un ragionamento su che cosa c'è bisogno per sviluppare un necessario e imprescindibile pensiero critico - ha detto che c'è bisogno di consolidare la propria cultura generale. E questo avviene grazie alla conoscenza della storia, ma anche al potenziamento, appunto attraverso lo studio delle materie umanistiche, della propria cultura generale. Galli della Loggia scrive a un certo punto - cito testualmente - che «bisogna sapere molte cose per avere il senso di ciò che è essenziale. Solo una vasta cultura generale (...) dà la duttilità, la capacità di orientamento, l'ampiezza di orizzonti, che servono a compiere quelle scelte di portata generale e di natura complessa che sono le scelte tipiche che competono a una classe dirigente» e - aggiungo io - che sono gli strumenti e le capacità di cui hanno bisogno tutti i cittadini per essere parte attiva e costruttiva di una società civile e democratica, ma anche per non essere bevitori inconsapevoli di fake news e per sapersi orientare nel mare magnum di un'informazione che tende sempre più a volerci manipolare e a sottrarre spazi di libertà democratica. (Applausi) . Sono sfide ambiziose, ma noi siamo una compagine di Governo coraggiosa. Lo dimostriamo tutti i giorni, combattendo e trovando il modo per stare insieme, pur nelle profonde diversità. (Applausi) . Dunque, questa nostra capacità mi riempie di forza e alimenta me - e credo anche tutti noi - di grande passione per andare avanti e raggiungere questi obiettivi ambiziosi per la nostra comunità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, la capacità di un Governo si misura sulla qualità dei servizi che è in grado di garantire ai cittadini e la scuola è senza dubbio tra questi. Se già noi dovessimo fermarci e dare un giudizio a questo Governo, dovremmo dire che esso è sonoramente bocciato. L'inadeguatezza di questo Esecutivo si rispecchia nella sufficienza e anche nella superficialità con cui il tema della scuola è stato affrontato negli ultimi mesi. Chi di voi in quest'Aula non si ricorda il vergognoso balletto di dichiarazioni e smentite che accompagnò la notizia della chiusura della scuola a marzo, proprio all'inizio di questa drammatica pandemia. Prima fonti di Governo annunciarono la chiusura, poi dichiarazioni del Ministro smentivano e infine l'ennesima conferenza stampa, chiaramente in tarda serata, che annunciava la chiusura degli istituti scolastici, lasciando così migliaia di famiglie, dal mattino alla sera, sole a fronteggiare la chiusura delle scuole e quindi anche la gestione dei propri figli: un grandissimo disagio. Scuola e famiglia sono due capitoli importanti che sono stati completamente dimenticati da questo Governo; proprio quelle famiglie che, attraverso lo smart working e la didattica a distanza, hanno tenuto insieme questo Paese sul difficile fronte del lavoro e soprattutto, visto che ne stiamo parlando, della scuola. E tutto questo avveniva mentre il Governo non faceva altro che sommare annunci ad annunci, promesse a promesse.