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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo quadro tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Stati Uniti d'America per la cooperazione nell'esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico per scopi pacifici, fatto a Washington il 19 marzo 2013. Onorevoli Senatori. -- 1.1 Contesto dell'Accordo Con il presente Accordo Italia e Stati Uniti d'America definiscono il quadro giuridico della cooperazione nel campo dell'esplorazione e dell'utilizzazione pacifica dello spazio extra atmosferico, che sarà attuata attraverso successivi accordi tra le rispettive Agenzie attuative. La firma dell'Accordo coincide con le celebrazioni dei primi 50 anni di cooperazione in campo spaziale tra i due Paesi. Le Agenzie Attuative designate nell'articolo 2 dell'Accordo sono le rispettive agenzie spaziali (l'ASI e la NASA); gli Stati Uniti hanno inserito nell'Accordo anche la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la US Geological Survey (USGS) responsabili di attività nel settore dell'Osservazione della Terra. 1.2 Iter procedurale Il 19 marzo 2013 il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'America hanno firmato a Washington l'Accordo quadro per la cooperazione nell'esplorazione ed uso dello spazio per scopi pacifici. L'Accordo entrerà in vigore dalla data dell'ultima Nota diplomatica con cui le Parti si notificano per iscritto, attraverso i canali diplomatici, l'avvenuto espletamento delle rispettive procedure interne. L'Accordo rimarrà in vigore per dieci anni, salvo risoluzione dello stesso e potrà essere rinnovato previo accordo per iscritto tra le Parti. 1.3 Finalità dell'Accordo La cooperazione nell'ambito dell'Accordo in oggetto fornisce ai Paesi l'opportunità di proseguire la lunga e consolidata partnership in campo spaziale e di dotarsi di un ulteriore strumento, anche al fine di offrire nuove opportunità alle industrie nazionali. L'Accordo va in questo modo a consolidare il rilevante scambio scientifico e tecnologico tra i due Paesi. Da un punto di vista formale, l'esigenza di addivenire alla firma dell'Accordo è principalmente italiana in quanto, mentre la NASA in base al proprio Statuto può assumere taluni impegni in nome e per conto del Governo statunitense, nel caso dell'ASI, l'assunzione di detti impegni (tra cui in particolare, alcune clausole relative alla responsabilità internazionale per danni causati da un oggetto spaziale, richiesta negli standard dei Memorandum of Understanding -- Protocolli di Intesa -- predisposti dalla NASA) può essere perfezionata solo nell'ambito di un accordo intergovernativo. Per questo motivo, l'entrata in vigore dei protocolli d'intesa tra le due Agenzie è subordinata alla conclusione di uno scambio di note verbali che lo consenta. Tale procedimento ha tradizionalmente comportato una serie di complessità procedurali. Al fine di semplificare questo iter , pertanto, è stato concepito l'Accordo quadro come ambito normativo generale nella cui cornice inserire i successivi accordi attuativi tra agenzie; gli accordi attuativi disciplinano gli specifici progetti in cooperazione, rientranti nell'ambito delle aree di interesse indicate nell'articolo 3 dell'Accordo (ad esempio esplorazione umana e operazioni spaziali, scienze spaziali e terrestri, osservazione della Terra, e così via). Ricordiamo che simili accordi quadro sono già stati stipulati dagli Stati Uniti con molti partner internazionali anche europei, come ad esempio la Francia. 1.4 Esame delle disposizioni In merito all'articolato dell'Accordo in oggetto, si presenta di seguito il contenuto dei singoli articoli: 1. Scopo L'articolo 1 definisce la finalità dell'Accordo che è, in particolare, quella di definire gli obblighi, i termini e le condizioni per la collaborazione delle Parti nell'esplorazione e uso dello spazio extra-atmosferico. 2. Definizioni L'articolo 2 elenca una serie di definizioni di cui quelle riportate al punto 1) riguardano e designano le « Implementing Agencies », Agenzie attuative, ovvero i soggetti attuatori delle attività in cooperazione. Entrambi i Governi potranno designare per iscritto anche altre Agenzie attuative rispetto a quelle attualmente indicate nell'articolo 2. Le altre definizioni sono relative a termini utilizzati nell'articolo 6 (« Liability, risk of loss -- cross waiver », responsabilità, rischio perdite, rinuncia reciproca). 3. Ambito delle attività L'articolo 3 indica le aree di cooperazione e di interesse (esplorazione umana dello spazio; osservazione dell'universo; osservazione della Terra) e le modalità mediante le quali si possono realizzare le cooperazioni (ad esempio attraverso lo sviluppo di satelliti o di strumenti scientifici, realizzando missioni a bordo piattaforme satellitari ed aeree, sviluppando applicazioni, utilizzando apparecchiature di comunicazioni spaziali, e così via). Le elencazioni delle aree di interesse e delle forme di cooperazione non sono comunque esaustive, in quanto le Parti ne possono concordare altre. L'Accordo può essere applicato anche ad attività di cooperazione di utilizzazione della Stazione spaziale internazionale, coerentemente all'articolo 9 dell'Accordo intergovernativo (IGA) stipulato nel 1998. 4. Accordi attuativi L'Articolo 4 contiene l'elemento centrale dell'Accordo quadro. Esso sancisce la capacità delle Implementing Agencies (Agenzie Attuative) prima identificate, di procedere alla stipula degli Implementing Agreements (accordi attuativi) per realizzare i singoli progetti in cooperazione in cui si definiscono in dettaglio le attività, i precipui ruoli e le responsabilità delle Agenzie; gli accordi attuativi sono giuridicamente subordinati all'Accordo quadro. 5. Disposizioni finanziarie Ciascuna Parte sosterrà i costi relativi all'adempimento delle proprie responsabilità discendenti dall'Accordo. Al paragrafo 2, l'articolo 5 precisa che in caso di difficoltà di stanziamenti la Parte o l'Agenzia attuativa interessata, deve consultare rapidamente l'altra Parte o l'altra Agenzia attuativa. Si ricorda che gli oneri relativi alle specifiche attività in cooperazione saranno messi a disposizione delle Agenzie attuative. 6. Responsabilità e rischio di perdita -- rinuncia reciproca L'articolo 6 è relativo alla disciplina della responsabilità civile delle Parti in caso di danni e associate richieste di risarcimento. In base a questa clausola, le Parti si impegnano a non presentarsi reciprocamente richieste di risarcimento relative a danni subiti nell'ambito delle «Attività Spaziali Protette», definite nell'articolo 2, paragrafo 5, che ricomprendono tutte le attività dei programmi realizzati in cooperazione. Tale clausola segue una formulazione standard statunitense, già utilizzata nei numerosi Memorandum of Understanding tra l'ASI e la NASA, i cui termini sono stati confermati negli scambi di Note diplomatiche tra i due rispettivi Governi. Questa disposizione è volta a ridurre le ipotesi di controversie nell'ambito delle attività di cooperazione nel settore spaziale e dunque alla protezione e promozione dei programmi di cooperazione internazionale. La rinuncia reciproca ad azioni per responsabilità si applica tra le Parti, le rispettive agenzie Attuative e tutti gli enti che con esse collaborano (definiti nell'Accordo «enti correlati»). Si richiede infatti che ciascuna Parte garantisca che la sua Agenzia attuativa estenderà mediante appositi meccanismi la reciproca rinuncia ai suoi enti correlati.