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In particolare, il decreto del Presidente della Repubblica n. 358 del 2000 ha stabilito che lo sportello, presente presso gli Uffici della motorizzazione civile, gli Uffici provinciali dell'Automobile Club d'Italia (ACI) che gestiscono il PRA, le delegazioni dell'ACI e le imprese di consulenza automobilistica, ed attivato mediante un unico collegamento con il centro di elaborazione dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o con il sistema informativo dell'ACI, provveda al rilascio contestuale sia dei documenti di circolazione (targhe, carte di circolazione e relativi tagliandi di aggiornamento) che del certificato di proprietà. Con il decreto legislativo n. 98 del 2017, adottato in attuazione della delega di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d) , della legge n. 124 del 2015, è stato poi istituito il documento unico di circolazione e proprietà. Tale documento unico, costituito dalla carta di circolazione sulla quale devono essere annotati anche i dati relativi alla situazione giuridico-patrimoniale del veicolo, può essere richiesto e rilasciato presso qualsiasi sportello telematico, in tutte le ipotesi previste dal regolamento n. 358 del 2000 (immatricolazioni, reimmatricolazioni e passaggi di proprietà). È stato inoltre stabilito che, fermo restando quanto previsto da tale regolamento, gli adempimenti amministrativi siano gestiti in via telematica dagli uffici del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, quale centro unico di servizio, attraverso il sistema informativo del Dipartimento stesso. La procedura per il rilascio del documento unico per i veicoli assoggettati al regime dei beni mobili registrati, analiticamente indicata nel decreto legislativo n. 98, continua quindi ad essere gestita attraverso gli sportelli telematici, ma con modalità nuove rispetto alla legislazione vigente, tenuto conto proprio dell'individuazione del Dipartimento per i trasporti quale centro unico di servizio. Di qui l'esigenza di procedere, con lo schema in esame, ad un coordinamento della disciplina sullo sportello telematico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 358 con le novità introdotte dal decreto legislativo n. 98. Lo schema si compone di tre articoli. L'articolo 1 contiene le novelle al regolamento n. 358. In particolare, il comma 1, lettera a) , aggiorna le definizioni utilizzate nel regolamento. Il comma 1, lettera b) , riscrive talune disposizioni relative all'istituzione e all'attivazione dello sportello telematico, al fine di chiarire che esso è competente al rilascio del documento unico di circolazione e di proprietà ed è attivato mediante un unico collegamento con il centro elaborazione dati della Direzione generale per la motorizzazione. Rispetto alla norma vigente, è quindi abolita la possibilità di un collegamento telematico anche attraverso il sistema informativo dell'ACI. Le modifiche introdotte dal comma 1, lettera c) , attribuiscono esclusivamente agli Uffici della motorizzazione civile la competenza ad accertare il corretto funzionamento degli sportelli telematici e l'osservanza delle disposizioni per la sicurezza della conservazione e gestione del materiale da parte delle imprese di consulenza automobilistica e delle delegazioni dell'ACI. Viene inoltre soppresso il riferimento all'ACI quale amministrazione competente a indicare le modalità di custodia del materiale in carico agli sportelli telematici, in ragione del ruolo di centro unico di servizio affidato al Dipartimento. Con il comma 1, lettera d) , viene ridefinito il procedimento per il rilascio del documento unico, che, come già evidenziato, è gestito interamente in via telematica. In particolare, lo sportello telematico, dopo aver ricevuto la domanda di emissione del documento unico ed aver accertato l'identità del richiedente, il pagamento degli importi dovuti e la completezza della documentazione presentata, provvede alla formazione del "fascicolo digitale" e lo trasmette al CED del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il CED, verificata la congruenza dei dati ricevuti con quelli presenti nell'archivio nazionale dei veicoli e nel PRA, consente infine allo sportello telematico di procedere con la stampa del documento richiesto. Il comma 1, lettera e) , introduce nel regolamento n. 358 un nuovo articolo 4- bis volto a disciplinare il contenuto del "fascicolo digitale", che, in base alle novelle contenute nel comma 1, lettera f) , gli sportelli telematici devono trasmettere, secondo le scadenze indicate, in via esclusivamente telematica al CED del Ministero. Con il comma 1, lettera g) , viene introdotto nel regolamento n. 358 un nuovo articolo 5- bis , che riguarda il trattamento dei dati personali, in accoglimento della sollecitazione formulata dal Garante per la protezione dei dati personali nel parere allegato allo schema in esame. Il nuovo articolo stabilisce che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'ACI, mediante appositi accordi, adeguano le attività e le procedure relative agli sportelli telematici alle disposizioni vigenti in materia di privacy e assumono il ruolo di contitolari del trattamento dei dati personali di terzi, mentre le imprese di consulenza automobilistica e le delegazioni dell'ACI, in quanto sportelli telematici, assumono il ruolo di titolari autonomi del trattamento dei dati stessi. Il comma 1, lettera h), disciplina gli effetti di taluni casi di rilascio irregolare del documento unico. Con il comma 1, lettera i) , si procede ad abrogare gli articoli del regolamento n. 358 superati dalla nuova disciplina. Le modifiche introdotte dal comma 1, lettera l) , sono volte a chiarire che i collegamenti telematici necessari per il funzionamento degli sportelli telematici sono attivati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Esse sopprimono inoltre la previsione in virtù della quale i collegamenti telematici dovevano essere attivati in modo da evitare turbative di mercato e da assicurare l'apertura di un numero di sportelli adeguato alle esigenze del territorio. Ciò in accoglimento di un'osservazione contenuta nel parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, allegato allo schema di decreto in esame, per la quale l'accesso al mercato delle imprese che offrono servizi non può essere subordinato a restrizioni quantitative o a valutazioni legate al fabbisogno. L'articolo 2 dello schema reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 3, dedicato alle disposizioni finali, prevede infine che il provvedimento entri in vigore alla data indicata dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 98 del 2017 per l'entrata in vigore del documento unico, vale a dire dal 1° gennaio 2020.