[resaula]

Quest'ultima si esplica attraverso i comportamenti che poi mettiamo in campo e con la coerenza verso di essi. Spesso, infatti, parliamo della dignità del lavoro, di come (tanto più nella fase che stiamo vivendo) dobbiamo aggredire il tema della precarietà del lavoro e di chi questa precarietà la vive quotidianamente. Pertanto, coerenza vorrebbe che nel caso specifico questo ragionamento venisse legato, per chi collabora con noi tutti i giorni, sia nei Gruppi sia come collaboratore singolo, a un impegno diretto all'inquadramento professionale. Ci sono modelli che non dobbiamo inventarci. Penso al modello europeo, inteso innanzitutto come quello cui fa riferimento il Parlamento europeo, che si può implementare con grande semplicità nel segno della trasparenza, del rispetto e della dignità di chi lavora con noi. Penso sia un modo per riscattarci da questa immagine, da questa divisa che spesso ci fanno indossare e da questo stigma che portiamo come casta, che ha interesse a opacizzare qualsiasi ragionamento. Penso anche alla possibilità di inquadrare il personale dei Gruppi tramite contratti standard stabiliti dal Consiglio di Presidenza sulla base delle mansioni prestate. Questo significa trasparenza e rispetto per il lavoro. Dobbiamo dare un contributo ulteriore proprio adesso che si chiude una lunga pagina della storia repubblicana, verso un Parlamento che vedrà ridotto il numero dei suoi componenti. Bisogna uscire da questa ombra opaca proprio facendo un'operazione positiva per i dipendenti dei Gruppi, ma anche per noi, nel senso di rendere la nostra attività ancora più efficace, più funzionale e soprattutto più disponibile a costruire un legame tra quello che facciamo e la vita reale delle persone. Detto questo, vorrei ringraziare, per il lavoro svolto fino ad oggi e tutto quello fatto in questi anni, la nostra Presidente, gli ottimi Vice Presidenti, il Collegio dei senatori Questori e il Consiglio di Presidenza, a cui mi onoro di aver partecipato nei primi anni della mia presenza qui in Senato. Desidero ringraziare il Segretario generale, dottoressa Serafin, per la grande professionalità, la stima e l'affetto a me sempre rivolti fin dal primo giorno del nostro insediamento. (Segni di commozione. Applausi) . Ringrazio tutti i collaboratori della segreteria, i funzionari e tutte le donne e gli uomini dell'apparato organizzativo e amministrativo del Senato, a cominciare da chi ci accoglie in portineria e chi ci aiuta nell'Aula e nel resto dei palazzi del Senato. (Applausi) . Essi abitano, frequentano e vivono i palazzi tutti i giorni e devo riconoscere che con la loro preparazione, discrezione e disponibilità ci hanno fatto sentire a casa nostra fin dal primo giorno. Grazie a tutti quanti voi. (Applausi) . Rivolgo altresì un ringraziamento non retorico, ma sentito a chi, come il dottor Marini, ha avuto e ha tutt'ora la responsabilità di guidare il presidio sanitario di questa istituzione in un momento così difficile e complicato, tramite misure di prevenzione con l'obiettivo di mettere in sicurezza i parlamentari e i loro collaboratori. (Applausi) . Signor Presidente, mi consenta altri trenta secondi di tempo, visto che è l'ultima occasione in cui potremo intervenire. Voglio anche ringraziare tutti i colleghi senatori e specialmente coloro con cui ho intessuto rapporti di amicizia e stima. Desidero ringraziare tutti i senatori del Gruppo Italia Viva-PSI e il nostro presidente Matteo Renzi per l'affetto con cui mi hanno da subito accolto e la fiducia concessami fin dal primo giorno. (Applausi) . In particolare, fatemi ringraziare anche il nostro capogruppo, senatore Faraone, per la stima e l'amicizia che mi ha saputo regalare, ma soprattutto per la sua grande umanità. (Applausi) . Ringrazio poi i ragazzi (li chiamo così, ma sono professionisti serissimi) dell'ufficio legislativo e organizzativo del mio Gruppo, che mi hanno risposto sempre - anche di notte - e dimostrato disponibilità in tutte le occasioni. Oggi posso dire a gran voce di sedere non soltanto tra un gruppo di colleghi, ma anche tra un gruppo di amici. Grazie per quello che mi avete dato, amici. (Applausi) . Desidero anche ringraziare il Presidente, i colleghi e gli amministrativi della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati e il Presidente e i colleghi della Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, di cui faccio parte. In particolare, fatemi ringraziare la dottoressa Gloria Abagnale e tutti i suoi collaboratori per la grande professionalità e lavoro. Per ultimo, ma non per importanza, vorrei ringraziare il mio collaboratore, Riccardo Monaco, che oltre a essere un ottimo professionista, mi ha anche regalato la sua amicizia. Questo per me è stato importante. (Segni di commozione. Applausi). Voglio ringraziare tutti quanti voi, perché insieme a voi ho avuto l'onore di servire il mio Paese. (Applausi dal Gruppo IV-PSI. Congratulazioni) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, ringrazio anzitutto il Collegio dei questori nelle persone dei senatori Laura Bottici, Antonio De Poli e Paolo Arrigoni, che ci hanno presentato il bilancio in esame e hanno attraversato un periodo particolarmente difficile, come tutto il personale del Senato. Vorrei sottolineare alcuni aspetti di quanto ha detto il questore anziano Antonio De Poli sulla riduzione della spesa del Senato in questi anni. Citerò solo due dati, che voglio mettere in evidenza. Negli ultimi dieci anni la spesa del Senato è passata da 475 a 445 milioni di euro, nonostante un'inflazione pari al 13 per cento. Nello stesso periodo la spesa dello Stato è passata da 794 a 985 milioni di euro. È evidente che le esigenze sono diverse e lo Stato ha punti di partenza diversi rispetto al Senato. Tuttavia, è certo che, se per ipotesi inverosimile lo Stato avesse osservato lo stesso andamento, adesso avremmo problemi a collocare l'avanzo primario e secondario del bilancio dello Stato, anziché a cercare di ridurre e tamponare l'aumento del debito pubblico. La riduzione è stata particolarmente accentuata nella parte che riguarda proprio il trattamento economico dei senatori, oltre che naturalmente in tutti gli altri settori. Ricordo che qualche anno fa si voleva far credere - e lo si scriveva anche sui giornali - che il Parlamento italiano fosse il più costoso del mondo. Anche a questo proposito, cito solo un dato fra i molti, ovvero che il Senato degli Stati Uniti, che pure è composto di soli 100 senatori, spende per i collaboratori diretti dei senatori 150 milioni di dollari all'anno e quella stessa voce su questo bilancio è di meno di 16 milioni. Quando si dice che il Parlamento italiano è il più costoso del mondo, quindi, evidentemente non si dice la verità, ma non insisto sul punto.