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Sarebbe anche possibile fare ciò a costo zero, visto che quelle persone, comunque, sarebbero pagate dal Servizio sanitario nazionale e dovrebbero essere obbligatoriamente inserite, magari in soprannumero, nei corsi di specializzazione specifica, ma questo passaggio non è previsto. Questa non è, colleghi, una questione di lana caprina tecnica: stiamo parlando di vita concreta e di pericolo concreto per la vita dei nostri concittadini. È una materia enorme, gigantesca, che viene trattata per spunti. Io spero che questo sia solo un primo passo, nel senso che si cura con l'aspirina una grave malattia in attesa di individuare, magari, la terapia antibiotica giusta - uso sempre termini utili allo scopo - ma questo non c'è nel testo. Non c'è una promessa di provvedere con un provvedimento di sistema a colmare le lacune dei medici, a spazzare via la follia del numero chiuso, aprendo magari a un rapporto virtuoso col privato, rispondendo alla necessità di aumentare i posti delle scuole di specializzazione. Non vi è niente di tutto questo. Il provvedimento in esame è un insieme di norme che sono - ripeto - opinabili e non anticipa niente di concreto. Credo e spero che il Parlamento riesca a intervenire - faccio appello ai colleghi, anche a quelli della Commissione sanità - nella sua autonomia nei prossimi giorni, andando a colmare un problema che di per sé, da solo, è in grado di far saltare il Sistema sanitario nazionale. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, innanzi tutto, dopo le legittime rimostranze che le opposizioni hanno mosso in quest'Aula in occasione dell'approvazione della legge di bilancio, all'inizio del mio intervento vorrei dare atto che nell'esame del provvedimento in discorso tutti i passaggi parlamentari sono stati ampiamente rispettati, come le prerogative di tutti i senatori, prima in Commissione e ora anche in Aula. È giusto quindi che se ne dia atto, anche alla luce dell'immane e difficoltoso lavoro che le Commissioni hanno svolto, per il quale voglio ringraziare i due presidenti Coltorti e Borghesi e anche la relatrice Pirovano, che hanno consentito di accogliere le istanze di tutti i senatori, esaminandole e dandovi apposita risposta. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e del senatore Lanzi). Allo stesso tempo, per quell'onestà intellettuale che non manca a nessuno dei presenti, è giusto anche dire che, se questo decreto-legge diventerà un omnibus - o ha rischiato di farlo - è per volontà di tutti noi, della maggioranza, ma anche dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lanzi). Quest'ultima infatti non ha esitato - legittimamente - a presentare una serie di innumerevoli emendamenti, che, nella gran parte dei casi, non avevano nulla a che vedere con il nucleo originario del decreto-legge in esame. Quando si discute di una questione pregiudiziale - giustamente è stata bocciata - che guarda non soltanto alla fondatezza della decretazione d'urgenza, ma anche alla coerenza nello sviluppo del lavoro parlamentare rispetto al decreto-legge partorito dal Governo, invito le opposizioni a fare chiarezza al loro interno. Infatti, se prima presentano un numero consistente di emendamenti, poi non possono proporre una questione pregiudiziale, anche perché il decreto-legge si sta snaturando rispetto alla previsione originaria. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Vi è un'altra questione ancora sulla quale vorrei riflettere un attimo: le discussioni - e non le liti - che hanno avuto luogo all'interno della maggioranza sono state incentrate su questioni importanti per il Paese, che riguardano lo sviluppo e la tutela della salute, dell'ambiente e anche dei livelli occupazionali. Si è trattato di discussioni di merito e, se non le affronta la politica, non vedo chi debba farlo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lanzi). Mi rendo conto che in passato le discussioni in politica erano incentrate sulle poltrone, sui presidenti dei consigli di amministrazione o sugli amministratori delegati. Quando si parla di trivelle, però - per esemplificare - è vero che si sono confrontati punti di vista diversi - non scopriamo l'acqua calda - ma è altresì vero che, partendo da una prospettiva condivisa, ossia la transizione energetica, abbiamo parlato anche della possibilità di utilizzare e sfruttare un'occasione che madre natura può darci in Italia e non possiamo assolutamente sciupare. Diciamo sì a questa fase di transizione, ma in maniera razionale, con buonsenso e senza mettere in difficoltà tanto i nostri industriali quanto i nostri lavoratori. Mi perdonerete se su questo non accettiamo lezioni - non possiamo farlo - da parte di chi ha fatto trivellare il nostro Paese in mare e in terraferma calpestando tanto la salute dei cittadini quanto l'ambiente dei nostri territori. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Si tratta di un equilibrio che è stato raggiunto tra due forze di maggioranza, due forze politiche che hanno messo al centro buon senso, senso di responsabilità, ma anche coerenza. Un altro aspetto che sfugge in questo dibattito, infatti, è che il decreto semplificazioni è coerente rispetto a quanto fin qui il Governo e la maggioranza hanno fatto: si cerca di ridurre la burocrazia e le spese e si cerca di sostenere soprattutto i più piccoli o, meglio, chi è in sofferenza e in difficoltà. Non voglio elencare una serie di provvedimenti che sono stati varati con la finanziaria. Ma, quando con il decreto semplificazioni si tende una mano alle piccole e medie imprese vittima dell'inefficienza della pubblica amministrazione, le quali per andare avanti e pagare gli stipendi hanno dovuto contrarre un mutuo, questo è un punto di buon senso; è un punto di coerenza rispetto ai provvedimenti che fin qui abbiamo adottato, che richiede sicuramente la decretazione d'urgenza. Quando si mette mano al mercato del lavoro e si toglie un altro pezzo del Jobs Act, che tanta sfortuna ha dato all'Italia e ai lavoratori italiani; quando si elimina il libro unico del lavoro, perché inutile e costoso, questo è un passaggio di buon senso; ed è un passaggio di buon senso anche coerente, perché va nella direzione del decreto dignità. Solo chi è in malafede non può vedere i numeri che il Veneto ha registrato, dimostrando che sono aumentati di gran lunga i posti di lavoro a tempo indeterminato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Così come è in malafede chi non vede la consequenzialità - per esempio - tra la quota 100 e le 127 stabilizzazioni che farà la Piaggio prossimamente a Pontedera. Le visioni quali sono? Da una parte ci sono lo snellimento e la stabilità; dall'altra parte ci sono la burocrazia e la precarietà. Spesso per tanto tempo, per troppo tempo, la burocrazia, e quindi l'appesantimento dei vari gangli del potere, e la precarietà sono state fonti di consenso elettorale.