[resaula]

Ritengo che una lettura minimalista sarebbe sbagliata, perché non abbiamo scelto di occuparci soltanto della modifica dei requisiti numerici e dei quorum , che nel Regolamento sono ovviamente molto presenti e andavano cambiati. Abbiamo deciso fin dall'inizio di fare un lavoro diverso e più ampio; abbiamo circoscritto l'oggetto di questo lavoro più ampio e deciso di occuparci dell'efficientamento dei lavori del Senato e anche di un problema politico serio, come quello del transfughismo parlamentare, che in questa ultima legislatura ha raggiunto livelli assolutamente anomali. Per quanto riguarda l'efficientamento del lavoro parlamentare, ci sono quattro cose che vorrei ricordare come particolarmente importanti e delle quali penso dobbiamo essere fieri, come organo collegiale, in maniera molto netta. La prima è la decisione, che abbiamo preso, di far sì che le Commissioni 1 a e 5 a , che sono le Commissioni filtro del Senato, caratterizzate da un carico di lavoro importantissimo, si pronuncino, quando devono dare pareri su provvedimenti che nel merito sono di altre Commissioni, soltanto sugli emendamenti approvati e non su tutti gli emendamenti. È un cambiamento significativo, che ci permette di attribuire più efficienza e trasparenza al lavoro di tali Commissioni; così come penso ci permetta di dare più trasparenza al lavoro dell'Assemblea il fatto che arriverà al suo esame non più tutto l'insieme degli emendamenti già votati nelle Commissioni, ma il testo del provvedimento come modificato dagli emendamenti votati nelle Commissioni. È uno dei pochi punti in cui ci adeguiamo al Regolamento della Camera dei deputati e mi sembra importante. Allo stesso modo mi sembra importante anche l'introduzione della regola per cui si possa prevedere un termine certo per l'approvazione dei provvedimenti. Credo sia qualcosa che vada nel senso di garantire le prerogative del Parlamento e non certo di soffocarle. Mi sembra significativo anche quello che abbiamo deciso di fare per ciò che riguarda il Comitato per la legislazione. Esisteva alla Camera dei deputati, ma non al Senato, e lo introduciamo per aiutarci ad avere una migliore qualità nella formulazione delle leggi. Soprattutto, al Senato diamo al Comitato per la legislazione un compito che ritengo estremamente rilevante e importante, e cioè quello di offrire una valutazione di impatto sugli atti normativi che vengono via via assunti. Non è poca cosa e, come tutte le opportunità, andrà sfruttata bene, ma mi sembra significativa. Concludo dicendo che le norme di carattere più politico, che ci hanno messo nelle condizioni di perseguire un obiettivo di carattere generale, quelle volte a contenere e frenare il transfughismo, sono importanti. Non le elenco in dettaglio, ritenendo importante che la Giunta nel suo complesso si sia posta questo obiettivo e l'abbia raggiunto in maniera adeguata. Io dico che essersi posti il problema di frenare il transfughismo, dopo le dimensioni che tale fenomeno ha raggiunto in questa legislatura, non rappresenta affatto - come qualcuno ha voluto dire - un attacco alla dignità del Parlamento e alle prerogative dei singoli parlamentari, un cedimento all'antipolitica e qualcosa di non legittimo. Credo che, quando si esce dalla fisiologia e si va nella patologia, occorre intervenire e penso che queste norme aiuteranno a difendere la centralità del Parlamento, la sua dignità, il suo lavoro anche ad avere un rapporto più trasparente tra eletti ed elettori, un aspetto di non poco conto, che rappresenta quella riserva di credibilità e di fiducia su cui si regge il prestigio dell'istituzione parlamentare. Vorrei fare una raccomandazione, richiamando anche uno degli interventi svolti questa mattina: non tiriamo impropriamente in ballo l'articolo 67 della Costituzione, il vincolo di mandato o mandato imperativo, che ovviamente nel nostro ordinamento, come in tutti gli ordinamenti democratici europei, è vietato. Le parole hanno un senso. Vincolo di mandato è un'espressione che ha un significato ben preciso. Storicamente e in dottrina vi è vincolo di mandato quando una persona perde la carica di parlamentare in ragione delle opinioni che ha espresso e può essere fatta decadere dalla sua carica. Non a caso il vincolo di mandato è un tratto tipico degli ordinamenti dittatoriali e non trova spazio nelle democrazie. Niente di simile al vincolo di mandato si introduce con queste iniziative; si introducono, anzi, delle norme che sono una spinta ad esercitare più correttamente il proprio mandato, cosa ben diversa dal vincolo di mandato. Ringrazio in conclusione i relatori e soprattutto lei, Presidente, che ci ha condotto in questi lavori, che soprattutto nella fase finale hanno coinciso con convulsioni parlamentari che potevano anche - diciamoci la verità - mandare a mare tutto. Non è nemmeno consueto che si riesca a votare la riforma del Regolamento a Camere sciolte e in regime di prorogatio . Mi sembra che questo vada al merito di chi ha permesso questo lavoro. (Applausi) . SCHIFANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCHIFANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, nel merito delle riforme in esame ho poco da aggiungere, perché molto hanno detto i miei colleghi. Il giudizio nel complesso è indubbiamente favorevole, perché si sono inserite delle norme a tutela del Parlamento nei confronti della invasività del Governo; norme atte anche a fluidificare - come già detto - la trasparenza dell'attività legislativa. Signor Presidente, mi preoccupa un aspetto: la mancanza del parallelismo di questa riforma con la Camera dei deputati. Mi preoccupa che l'altro ramo del Parlamento, senza alcuna polemica da parte del sottoscritto, possa darsi i tempi che ci siamo dati o possa approvare un Regolamento non sinergico e non complementare a quelle che sono le nostre riforme inserite nel nuovo Regolamento. Non sappiamo cosa farà. È questo un aspetto che - a mio avviso - andrebbe affrontato al più presto nella logica delle intese che si realizzano sempre tra i Presidenti dei due rami del Parlamento. Mi consenta, Presidente, di aggiungere una considerazione politica. Noi abbiamo fatto la nostra parte, il Parlamento ha fatto la propria parte e mi auguro fortemente che nella prossima legislatura si torni al vero bicameralismo voluto dai Padri costituenti. Diciamo pure che questa legislatura ha visto un continuo e graduale affievolimento di quello che è il bilanciamento dei poteri tra Governo e Parlamento: ricorsi a voti di fiducia sin dai primi anni di questa legislatura hanno compresso l'attività e dato luogo - ricordo a me stesso - a ricorsi di singoli parlamentari delle opposizioni davanti alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione. In quella occasione la Corte costituzionale rigettò il ricorso per carenza di legittimazione, sostenendo che il singolo parlamentare non era legittimato a poter impugnare quel provvedimento o a ricorrere per il conflitto, pur condividendo parzialmente il merito della protesta. Come lei ricorderà, era l'occasione in cui la manovra finanziaria del primo Governo Conte era arrivata in Senato intorno al 14-15 dicembre. Poi è intervenuta l'emergenza sanitaria ed economica e, quindi, la decretazione d'urgenza ha visto un monocameralismo di fatto, alternato: