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allo stato attuale, sono numerosi gli indicatori che certificano la presenza di una disuguaglianza sociale che colpisce i giovani studenti universitari, i quali, come si evince anche dagli ultimi dati pubblicati da "AlmaLaurea", incontrano ingenti difficoltà a far fronte ai costi di sostentamento durante il proprio percorso di studio universitario. A titolo esemplificativo, basta ricordare quanto occorso recentemente ad alcuni studenti dell'università di Bologna, i quali, dopo aver perso la borsa di studio, si sono trovati costretti a rivolgersi al servizio Caritas locale ed a pernottare presso la stazione locale; in particolare, risulta problematica la questione relativa alla tempistica con la quale vengono pubblicati i bandi relativi all'attribuzione per concorso delle borse di studio, che risulta disomogenea a livello nazionale; così come risulta aleatoria la tempistica di erogazione delle borse di studio, la quale assume sempre più la funzione di "rimborso", poiché gli studenti, proprio a causa delle lungaggini dei tempi di erogazione, si trovano costretti ad anticipare la maggior parte delle spese da sostenere; in tema di assegnazione dei posti letto gratuiti messi a disposizione delle Regioni per i vincitori di borsa di studio, la situazione cambia radicalmente a livello territoriale, creando una forte disuguaglianza tra diverse regioni; ed invero si stima che nelle zone del Sud ci sono sensibilmente meno possibilità per le persone svantaggiate provenienti da zone lontane dall'università di risiedere in una casa dello studente; di cruciale importanza riveste la questione legata agli affitti per gli studenti fuori sede, soprattutto nelle città più grandi ove i costi per una locazione risultano proibitivi e non coperti dall'importo erogato con la borsa di studio, con evidenti ripercussioni anche sui nuclei familiari che provvedono al sostentamento dei figli; considerato che: gli strumenti di sostegno ad oggi previsti risultano insufficienti a provvedere alle esigenze dei singoli studenti i quali si trovano costretti a fare i conti con il proprio status sociale, e ad essere sempre più vincolati al reddito e alla situazione patrimoniale del contesto familiare d'origine; si rende necessario, quindi, un intervento normativo finalizzato a rendere i giovani studenti universitari indipendenti, con lo scopo di garantire un eguale percorso formativo a prescindere dal loro status sociale; d'altro canto, è evidente come le ingenti difficoltà economiche di affrontare un percorso di studio universitario siano da considerare come una delle maggiori cause che influenzano in modo negativo la percentuale dei laureati in Italia, che, secondo i dati più recenti, si classifica al penultimo posto tra i Paesi europei, seguita dalla sola Romania: in particolare il dato è preoccupante, se si considera che solo il 27,6 per cento della fascia d'età che va dai 30-34 anni ha conseguito il titolo di laurea; valutato che, nel nostro Paese, tra gli investimenti del futuro, ed in particolare nell'ambito della missione 4 del PNRR, si auspica una riforma che miri a favorire un modello competitivo nell'ambito della ricerca e dell'istruzione, anche e soprattutto con la previsione di forme di sussidio a vantaggio degli studenti universitari. Sul punto, infatti, guardando al contesto europeo, in cui ad oggi l'Italia assume un ruolo sempre più nevralgico e strategico, è sufficiente porre l'attenzione al modello adottato in Germania attraverso la legge federale sul diritto allo studio denominata "BAfoG", la quale prevede delle forme di sostegno economico maggiormente incisive, che non si limitano alla sola erogazione della borsa di studio. Per tali ragioni, si rende necessario prevedere una forma di tutela più efficace del diritto allo studio ex art. 34 della Costituzione, inteso quale diritto all'accesso nel percorso formativo di ognuno, a prescindere dalle condizioni socio-economiche di partenza, si chiede di sapere se, allo scopo di garantire un eguale percorso formativo e maggiori opportunità per far fronte alle esigenze connesse al percorso universitario, il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, per introdurre delle concrete forme di sussidio a vantaggio degli studenti universitari, mediante la previsione di un "reddito di studio". Atto n. 4-07345 LANNUTTI SBRANA Rosellina Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: continua la querelle giudiziaria sulla gestione delle autostrade A24 Roma-L'Aquila-Teramo e A25 Torano-Pescara, la cosiddetta strada dei parchi. Dopo soli 4 giorni di gestione ANAS, la gestione delle autostrade laziali ed abruzzesi A24 e A25 era tornata nelle mani della concessionaria SDP S.p. A., del gruppo industriale abruzzese che fa capo all'imprenditore Carlo Toto. Poi, a distanza di altri 4 giorni dalla sentenza del TAR del Lazio, quarta sezione, del 28 luglio 2022, la gestione è tornata il 1° agosto 2022 nelle mani di ANAS, come aveva stabilito un decreto-legge il 7 luglio scorso; il Consiglio di Stato, che parla di "gravi inadempienze", ha riformato l'ordinanza del TAR Lazio che aveva concesso per due volte la sospensiva della decisione del Consiglio dei ministri, accogliendo il ricorso della concessionaria. Il Consiglio di Stato, con un apposito decreto del presidente della quinta sezione, ha quindi accolto l'istanza dell'avvocatura di Stato sospendendo l'ordinanza del TAR del 28 luglio e fissando l'udienza di merito il prossimo 25 agosto; considerando che: il 28 luglio 2022, il TAR del Lazio, quarta sezione, in linea con la prima ordinanza del 12 luglio 2022, si è pronunciato sul ricorso presentato da SDP S.p. A. nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'economia e delle finanze e di quello delle infrastrutture e della mobilità sostenibili confermando la sospensione dell'efficacia del decreto con cui il Governo aveva affidato ad ANAS (gruppo FS) la gestione delle due autostrade, confermando dunque la sospensiva della revoca in danno, cioè per inadempienze contrattuali, della concessione per le autostrade laziali e abruzzesi in capo alla società del gruppo Toto; in particolare, SDP S.p. A. ha contestato, come si legge nell'ordinanza del TAR, "il decreto della Direzione generale per le strade e le autostrade, l'alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili n. 29 del 14 giugno 2022, approvato con il - parimenti impugnato - decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili adottato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in data 7 luglio 2022, a tutt'oggi non notificati né altrimenti comunicati alla Società ricorrente e da questa conosciuti solo in quanto menzionati nell'art. 2 del decreto legge n. 85 del 2022"; la revoca della concessione era stata decisa dal Consiglio dei ministri nella riunione del 7 luglio 2022 sulla base di un provvedimento del Ministero delle infrastrutture, nel quale veniva elencata una serie di inadempienze a carico del concessionario.