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In questi mesi, non solo i parlamentari che si occupano di giustizia ma tanti altri, e anche in quest'Aula hanno raccolto le molteplici sollecitazioni fatte in questi mesi da singole associazioni che ci hanno chiesto di poter affrontare l'esame e di poterlo fare bene, di fare un esame davvero abilitante. In questo senso, per quello che era possibile fare, in tempi così stretti, con l'emergenza in corso e le conseguenti necessità, ci siamo impegnati a cercare soluzioni per migliorare ulteriormente il provvedimento. In primo luogo, era necessario che ci fosse maggiore chiarezza su come rendere rigoroso il sistema di definizione e scelta dei quesiti che saranno alla base delle prime prove orali. Ebbene, mi pare che, con l'approvazione dell'ordine del giorno a prima firma Cucca, si sia trovata una buona modalità. L'indicazione al Governo della strada che metta le sottocommissioni in grado di definire ogni giorno, per ognuna delle tre materie, tanti quesiti quanti sono gli esaminandi del giorno, per poi scegliere tra gli stessi quesiti, mi pare una buona soluzione. Forse si poteva fare di meglio, ma questa mi pare una buona soluzione che garantisce trasparenza e serietà. È un ordine del giorno: ci aspettiamo che venga recepito nel decreto ministeriale, ma sicuramente un passo avanti. In secondo luogo, abbiamo insistito perché si potesse quantomeno consentire al candidato la facoltà - a garanzia di tutti - di videoregistrare il proprio esame, essendo un esame che viene fatto da remoto ed essendo i sistemi operativi predisposti per le registrazioni. Anche in questo caso guardiamo con favore all'approvazione dell'ordine del giorno che abbiamo presentato al riguardo e ci auguriamo che eventuali problemi tecnici possano essere superati. Penso infatti che il tema della videoregistrazione, che peraltro ci è stato posto da tanti candidati e associazioni, possa essere colto come un'occasione per garantire maggiore trasparenza. In terzo luogo, abbiamo accolto positivamente l'emendamento del relatore che consente di non escludere dalla seconda prova orale la materia che è stata scelta dal candidato nella prima prova. Si tratta di un elemento importante e serio, atto a garantire che i candidati abbiano conoscenza e competenza nell'ambito del diritto civile e penale, ma che non esclude dalle materie aggiuntive della seconda prova quella scelta in occasione della prima prova. Credo che questo sia un passaggio importante e l'emendamento del relatore raccoglie le sollecitazioni venute da diversi di noi. Ci dispiace - lo dico sinceramente - che non si sia colta - ma spero, anche qui, in un ripensamento in sede di adozione del decreto ministeriale - la necessità di garantire chi è trattenuto all'estero. Per effetto degli emendamenti accolti, le persone in quarantena o che non stanno bene avranno la possibilità di fare l'esame da remoto e vi è uguale necessità di riconoscere siffatta possibilità a chi, anche per ragioni legate alla pandemia, è trattenuto all'estero. Avevamo proposto di far svolgere le prove presso i consolati, trattandosi, appunto, di un esame da remoto. Credo sia sbagliato discriminare questi candidati, anche fossero pochi. Ripeto che, in sede di approfondimento e redazione del decreto ministeriale, il Governo dovrà tener conto di questo problema. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,02) ( Segue MIRABELLI). Per queste ragioni e per il lavoro fatto in tempi brevissimi, voteremo a favore di un provvedimento utile, nella convinzione che serva. Tuttavia, signor Sottosegretario, mi faccia dire in conclusione che siamo parimenti convinti che le riflessioni che questa vicenda ha prodotto sul valore e sul senso dell'esame di Stato non debbano essere disperse e che il rendere questo esame sempre più un'opportunità per i giovani (e non un passaggio a livello che ne blocca alcuni) sia un tema fondamentale da riprendere nei prossimi mesi. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Mirabelli, ho assistito alla discussione e allo scambio rispetto all'ordine del giorno, ascoltando le sue ragioni e quelle del Governo. Do come suggerimento a entrambi, per il futuro, di ricorrere in queste casi a una bella raccomandazione, che può dare il segnale per il recepimento di una necessità e l'impegno a risolverla in un momento diverso rispetto a quello attuale. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la pandemia ha ridefinito molti aspetti della nostra vita sociale e, per evidenti ragioni legate all'elevata probabilità di diffusione del virus in luoghi molto affollati, ha avuto effetti anche sullo svolgimento dei concorsi pubblici, tra cui quello di abilitazione alla professione forense. Si tratta di un esame molto atteso ogni anno da migliaia di aspiranti avvocati e che quest'anno, per la precisione, ha coinvolto circa 26.000 persone. Per la prima volta dal Dopoguerra, infatti, la pandemia ha impedito lo svolgimento delle prove scritte dell'esame di avvocato. Com'è emerso anche dalla relazione tecnica, il Ministero della giustizia ha richiesto un parere sulla possibilità di svolgimento delle prove al Comitato tecnico-scientifico, il quale ha ritenuto che, allo stato attuale, non sia possibile l'esecuzione in sicurezza delle prove scritte in considerazione, appunto, dell'andamento epidemiologico. Le prove scritte dell'esame 2020, che si dovevano svolgere ad aprile 2021, avrebbero inoltre imposto un ulteriore differimento, con l'impossibilità di portare a termine la correzione degli scritti ed effettuare quindi gli orali in tempo utile per lo svolgimento della sessione 2021 dell'esame di abilitazione. La forma del decreto-legge è stata necessaria, non solo perché sorretta dai motivi di urgenza legati alla pandemia, ma anche perché imposta dalla natura primaria delle norme cui occorre derogare, che tuttora disciplinano l'esame da avvocato. Com'è noto, l'esame da avvocato tradizionalmente consta di tre prove scritte e di una prova orale, tutte prove che hanno la medesima finalità, quella di testare la capacità del candidato di saper argomentare un caso giuridico. Le nuove prove, invece, consistono in due esami orali. A garanzia dell'imparzialità e della trasparenza dei commissari che effettueranno gli esami, viene stabilito che la prima prova orale, che ha natura preselettiva, consiste nell'esame di un caso pratico, la cui soluzione viene esposta dinanzi a una commissione diversa da quella insediata presso una sede di appartenenza - che a sua volta è diversa da quella del candidato - e individuata mediante sorteggio. Per rendere meno difficoltosa tale prova, assolutamente nuova e per la quale i candidati potrebbero non essere preparati, il Governo si è impegnato a fornire a chiarimento delle esemplificazioni. Inoltre, attraverso un emendamento del relatore approvato all'unanimità dalla Commissione, si consentirà al candidato di poter estendere la seconda prova orale anche alla materia già scelta per la prima prova.