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quali azioni intenda promuovere per accelerare l' iter di espulsione degli stranieri irregolari che si macchiano di gravi reati sul nostro territorio e se intenda promuovere interventi normativi volti a far sì che questi delinquenti scontino la pena nel loro Paese di origine. Atto n. 4-06713 LANNUTTI ANGRISANI LEZZI GIANNUZZI ABATE MORRA ORTIS DI MICCO MANTERO Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che: Angelo Di Natale è un giornalista professionista, assunto dalla RAI con la qualifica di redattore ordinario il 20 luglio 1997, dal 2004 a tempo determinato, cui, in seguito a una sentenza della Corte d'appello, è stata riconosciuta la qualifica di inviato speciale; il reporter ha più volte denunciato pratiche di malaffare nella gestione della redazione e nelle scelte sulla qualità del prodotto del telegiornale regionale per la Sicilia, a suo avviso inquinato da un massiccio fenomeno di pubblicità occulta e dal costante inserimento di servizi rispondenti agli interessi privati dell'allora caporedattore Vincenzo Morgante, palesemente in contrasto con i doveri del servizio pubblico; in particolare, Di Natale ha più volte denunciato la stretta relazione tra Morgante e Antonello Montante, condannato in primo grado a 14 anni per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico, oltre a essere stato accusato di essere contiguo alla mafia; considerato inoltre che: la polizia giudiziaria di Caltanissetta ha scritto un rapporto ad hoc entrato poi nel processo sfociato nella condanna di Antonello Montante e di altri imputati nel quale delineava i contorni del "sistema Montante", un'associazione per delinquere con a capo l'ex numero uno di Confindustria Sicilia, il quale avrebbe usato diversi giornalisti come una "clava" nei confronti dei suoi oppositori e remunerato quelli "amici del sistema". Il rapporto mise nei guai, sul piano dell'immagine e su quello deontologico, non su quello penale, un bel pezzo della stampa siciliana e italiana; in quel rapporto finì anche l'ex capo redattore di TGR Sicilia Morgante, il quale, nel frattempo, dopo avere chiesto un supporto proprio a Montante, era stato nominato direttore dell'intero TGR nazionale, struttura editoriale con 700 giornalisti e 22 sedi territoriali, che risulta essere la più grande testata d'Europa; in particolare, agli atti del processo Montante presso il Tribunale di Caltanissetta risultano, per quanto consta agli interroganti, una richiesta di sostegno avanzata nel 2012 da Morgante a Montante per una sua promozione in RAI e un'intensa frequentazione tra i due, dal 2008 e, in numerose occasioni documentate, anche dopo febbraio 2015, quando è divenuto pubblico che l'imprenditore fosse indagato per associazione mafiosa. Fatti per i quali Morgante è stato sottoposto a procedimento disciplinare da parte dell'ordine dei giornalisti che lo ha sanzionato; in effetti, Morgante ha fatto carriera in RAI, divenendo direttore del TGR. Ma da ottobre 2018, dopo il suo coinvolgimento nello scandalo Montante, non è più dipendente, né collaboratore RAI; gli atti dell'inchiesta Montante, nella parte riguardante le frequentazioni con Morgante, rivelerebbero inoltre singolari coincidenze e indizi sui rapporti intrattenuti dai due con magistrati e con altre figure che possono essere state coinvolte, ad avviso degli interroganti, nei pronunciamenti giudiziali riguardanti Di Natale; considerando che: a causa delle segnalazioni ai vertici della televisione di Stato su quelle discutibili condotte, Di Natale è stato licenziato e denunciato per calunnia, dopo 16 anni di rapporto di lavoro con la RAI. In particolare, Di Natale è stato licenziato non perché aveva denunciato quell'andazzo che riteneva incompatibile col servizio pubblico, ma con provvedimento disciplinare per presunta violazione del dovere di esclusiva in relazione ad alcune partecipazioni a trasmissioni di una piccola emittente locale. Mentre si trattava in realtà di partecipazioni gratuite, come anche la RAI ha giudizialmente ammesso, che non avrebbero dovuto essere configurate come collaborazione professionale in quanto in esse, del tutto occasionali, egli era ospite intervistato; sia il Tribunale che la Corte d'appello hanno confermato la legittimità del licenziamento, sia pure convertendo la giusta causa in giusto motivo soggettivo; passati 10 anni, 6 di dibattimento, la vicenda penale si è invece conclusa con "una piena assoluzione in primo grado" dopo che il giornalista "per dimostrare appieno" la sua innocenza aveva addirittura "rinunciato alla prescrizione"; considerato infine che: nel processo per calunnia contro Di Natale, Morgante ha depositato un atto di annullamento di quella sanzione disciplinare disposto dal consiglio di disciplina dell'ordine nazionale, che ha annullato la sanzione a suo carico con rinvio al consiglio di disciplina dell'ordine regionale del Veneto. Il consiglio del Veneto ha però, giustamente, dichiarato la propria incompetenza e, nel frattempo, il procedimento si è estinto per prescrizione. Dopo questa vicenda, Di Natale ha inoltrato una formale richiesta di accesso agli atti per capire come e perché il consiglio nazionale di disciplina dell'ordine avesse annullato quella sanzione, con rinvio. L'accesso agli atti è stato negato, con la motivazione che Morgante non fosse d'accordo su tale accesso; l'ordine nazionale è un ente di diritto pubblico e, se ciò non bastasse, Di Natale è l'autore, peraltro processato per calunnia, dell'esposto dal quale è scaturito il procedimento disciplinare contro Morgante: sarebbe stato pertanto corretto riconoscere un legittimo interesse a conoscere gli atti che chiarivano se il giornalista avesse violato i doveri della professione e, per questo, dovesse essere punito; presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti è stato da novembre 2017 a novembre 2021 Carlo Verna, peraltro già segretario nazionale USIGRAI dal 2006 fino al 2012. Verna è dipendente RAI, TGR Campania, e a dicembre 2013 ebbe una tripla promozione, da semplice inviato a vice direttore TGR, grazie al primo piano editoriale presentato da Morgante, appena nominato direttore a ottobre 2013. Seppur non si possa parlare di nesso di causalità, sta di fatto che Verna è rimasto nella redazione di Napoli per motivi di famiglia, quando a decidere le sorti dei redattori era proprio Morgante, un provvedimento che fu giudicato senza precedenti e ad personam , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa vicenda; se non intendano intervenire per accertare eventuali negligenze o abusi di potere, considerando che il giornalista Di Natale è stato assolto dall'accusa di calunnia, dimostrando che i fatti denunciati corrispondono al vero, e considerando che la RAI ha fornito un auditing , ad avviso degli interroganti non rispondente al vero, sul quale è iniziato a sua volta un processo per calunnia che non avrebbe dovuto neanche avviarsi ove si convenga con l'incongruenza, contraddittorietà, a volte falsità delle conclusioni aziendali.