[massime]

Giuoco e scommesse - Accettazione e raccolta di scommesse nel territorio dello stato da parte di impresa estera comunitaria autorizzata nel paese di appartenenza - Condotta penalmente sanzionata - Assunta discriminazione tra operatori stranieri e nazionali in contrasto con il principio comunitario di libertà di stabilimento di impresa e di libertà di prestazione dei servizi transfrontalieri - Contemporanea proposizione di questione pregiudiziale interpretativa avanti alla corte di giustizia - Contraddittorietà dell’ordinanza di rimessione - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come novellato dall'art. 37, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 10, secondo comma, 11 e 41 della Costituzione, nella parte in cui sanziona penalmente la condotta di chi favorisce nel territorio dello Stato l'accettazione e la raccolta di scommesse da parte di una impresa comunitaria autorizzata nel paese di appartenenza. Infatti il rimettente, contestualmente alla proposizione davanti alla Corte costituzionale della questione di legittimità costituzionale per i profili di diritto interno, sottopone alla Corte di giustizia questione pregiudiziale comunitaria per verificare la compatibilità della stessa norma censurata con disposizioni di diritto comunitario, e ciò in palese contraddizione con quello che è il presupposto della rimessione della questione di costituzionalità, ovverossia la applicabilità nel giudizio 'a quo' della norma censurata.