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Per quanto riguarda poi la questione dei fanghi di depurazione oggetto delle previsioni di cui all'articolo 41, il senatore Ferrazzi fa presente che il suo Gruppo chiede la soppressione di queste previsioni in quanto, pur riconoscendo che le vicende legislative e giurisprudenziali in materia hanno evidenziato una lacuna normativa, a questa è necessario porre rimedio mediante un provvedimento organico e non in modo estemporaneo e parziale, come avviene con il provvedimento di urgenza in conversione. Il senatore richiama infine l'attenzione sulle proposte emendative del suo Gruppo volte a ridefinire in modo più soddisfacente la disciplina del Fondo per le emergenze nazionali e a ripristinare le strutture di missione "Casa Italia" e "Italia sicura", risultando a quest'ultimo riguardo del tutto insoddisfacenti sul piano delle esigenze del coordinamento le misure previste dall'articolo 40 del decreto-legge in conversione. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ), intervenendo in sede di illustrazione degli emendamenti a sua firma, si sofferma in primo luogo sulle disposizioni dell'articolo 1 del decreto-legge in conversione relative alla demolizione, alla rimozione, allo smaltimento e al conferimento in discarica dei materiali di risulta nella città di Genova, in relazione alla vicenda del crollo del ponte Morandi, sottolineando come dal punto di vista normativo su questo versante sembra che il Governo attualmente in carica sia riuscito addirittura a fare un passo indietro rispetto alle disposizioni del decreto-legge n. 189 del 2016. Con riferimento poi agli obblighi di pagamento che il comma 6 dell'articolo 1 pone a carico del concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento, la senatrice segnala in particolare il suo emendamento 1.20, volto a preveder in caso di omesso versamento nel termine stabilito la revoca della concessione. Passando alle questioni oggetto dell'articolo 25, ritiene che le previsioni relative alle procedure di condono pendenti nei comuni dell'isola di Ischia interessati dal sisma del 21 agosto 2017 siano inaccettabili laddove prevedono la generalizzata applicazione delle disposizioni più favorevoli di cui ai Capi IV e V della legge n. 47 del 1985. Si può infatti comprendere l'esigenza di chiudere queste procedure, alcune delle quali certo sono state tenute in sospeso per tempi del tutto ingiustificati, ma ciò non può in nessun caso legittimare la scelta di applicare le regole più favorevoli del cosiddetto "primo condono" del 1985, che consentirebbero l'accoglimento di istanze altrimenti non accoglibili sulla base delle normative previste per le istanze presentate sulla base della legge n. 724 del 1994 e del decreto-legge n. 269 del 2003. Ciò che appare al tempo stesso preoccupante e pericoloso non è soltanto l'irragionevole disparità di trattamento limitata alle istanze presentate nei comuni considerati, ma ancor di più il precedente che una simile scelta creerebbe e l'ulteriore invito che essa rappresenterebbe a non rispettare la legge. La sua parte politica propone quindi la soppressione dell'articolo 25 e, in subordine, l'eliminazione delle disposizioni derogatorie delle normative contenute nelle leggi sulla base delle quali sono state presentate le diverse istanze di condono. Un giudizio fortemente negativo va infine espresso anche sull'articolo 39- ter del decreto-legge in conversione che, ampliando l'ambito di operatività dell'articolo 1- sexies del decreto-legge n. 55 del 2018, ha pregiudicato il punto di equilibrio che era stato individuato con la soluzione adottata nel testo vigente del citato articolo 1- sexies , con il rischio ancora una volta di costituire un altro pericoloso precedente suscettibile di pregiudicare le esigenze tutelate dalla normativa in materia edilizia. Interviene brevemente il senatore PATUANELLI ( M5S ), relatore per la 13ª Commissione, e, nel rifarsi alle considerazioni già svolte in ordine all'articolo 25, sottolinea altresì come la procedura prevista da tale articolo sia volta anche ad evitare, in particolare sotto il profilo dell'accesso ai contributi, il rischio di ingiustificate disparità di trattamento fra soggetti che hanno presentato istanze di condono, a seconda del fatto che le stesse risultino ad oggi pendenti o già definite. Per quanto riguarda invece le previsioni introdotte con l'articolo 39- ter del decreto-legge, il relatore Patuanelli sottolinea come la finalità di queste sia essenzialmente quella di semplificazione procedurale. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) interviene in sede di illustrazione degli emendamenti a sua firma, soffermandosi in particolare sull'emendamento 1.3 - volto ad estendere le competenze del Commissario straordinario anche agli interventi di rigenerazione urbana delle aree sottostanti il ponte Morandi - sull'emendamento 5.6 - con cui si prevede lo stanziamento fino a 5 milioni di euro a favore del comune di Genova per consentire il rinnovo del parco mezzi e il ripristino delle aree di stoccaggio dei rifiuti e degli impianti di lavorazione, così da favorire il ripristino del regolare svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti e di igiene urbana - nonché sull'emendamento 7.1, relativo alla disciplina della zona economica speciale prevista per il porto e il retroporto di Genova. Il senatore D'ARIENZO ( PD ), intervenendo in sede di illustrazione degli emendamenti a sua firma, richiama in primo luogo l'attenzione su come le stesse modalità con le quali si è svolto l'esame del decreto-legge in conversione abbiano reso evidente la mancanza di una preparazione minimamente adeguata della parte del decreto-legge relativa agli interventi a favore del comune di Genova. Di ciò sono testimonianza sia le critiche e le perplessità del presidente della regione e del sindaco della città subito dopo l'emanazione del decreto-legge, sia soprattutto il fatto che questa parte del decreto-legge è stata riscritta e integrata in modo significativo nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, tra l'altro recependo molte delle critiche e delle obiezioni che erano state sollevate rispetto al testo originale. Con più specifico riferimento alla vicenda dei rapporti fra lo Stato e il concessionario del tratto autostradale interessato dall'evento del crollo del ponte Morandi, il senatore non può non stigmatizzare ancora una volta l'ingiustificabile condotta dell'Esecutivo che non ha esitato, senza attendere alcuna verifica, a preannunciare la revoca della concessione al concessionario medesimo, revoca della quale non vi è però traccia nel provvedimento di urgenza in titolo. È a tutti noto che questo comportamento incoerente ha causato anche significativi danni economici ai proprietari di azioni del concessionario, un esito questo palesemente ingiustificabile alla luce delle determinazioni successivamente assunte dal Governo. Sempre con riferimento alla situazione di Genova, appare davvero inverosimile l'affermazione del Governo secondo la quale non sarebbe stato possibile effettuare interventi relativi all'attuazione della cosiddetta "Gronda" e del cosiddetto "terzo valico" per problemi di estraneità della materia. È invece assai più probabile che il motivo di tale inspiegabile carenza, che omette di affrontare una delle questioni centrali se si intende risolvere il problema della viabilità di Genova, dipenda dal fatto che una parte della maggioranza non è affatto d'accordo sulla realizzazione di queste opere.