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Prevede inoltre disposizioni per la tutela dei depositanti e degli investitori, stabilendo che le banche del Regno Unito che alla data di recesso svolgono in Italia attività ammesse al mutuo riconoscimento si considerano di diritto aderenti ai sistemi di garanzia dei depositanti italiani. All'interno del provvedimento vengono previste, inoltre, disposizioni per la tutela dei cittadini italiani. Viene disposta l'equiparazione dei cittadini del Regno Unito ai cittadini dell'Unione europea ai fini della concessione della cittadinanza, in caso risiedano da almeno quattro anni in Italia. Vengono previsti, inoltre, diversi stanziamenti per il potenziamento dei servizi consolari nel Regno Unito, nonché ulteriori disposizioni per la tutela dei cittadini italiani ivi residenti. Nella terza parte il provvedimento mira a perseguire gli obiettivi del Governo sul tema della tutela e della protezione del sistema bancario, disciplinando l'estensione della garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze. Nell'avviarmi alla conclusione, vorrei effettuare un passaggio politico sulla vicenda Brexit. Il 23 giugno del 2016, tramite un referendum consultivo, i cittadini del Regno Unito hanno votato in maggioranza per l'uscita dall'Unione europea. Abbiamo assistito sin da subito a schiere di intellettuali che, insieme al sistema mediatico internazionale, hanno gridato allo scandalo, al popolo ignorante e privo dei mezzi necessari per comprendere dinamiche politiche così complicate, e hanno criticato la legittimità del voto. Nelle ultime settimane, si legge sempre più spesso, che queste future elezioni europee, alle quali parteciperà anche il Regno Unito, saranno un vero e proprio secondo referendum . In caso di sconfitta dei conservatori sarebbe chiaro e lampante il cambio di idea del popolo del Regno Unito sulla questione Brexit. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A riprova di queste tesi che vogliono screditare il risultato del referendum , viene citato il mancato accordo tra i membri del Parlamento del Regno Unito sulle modalità di uscita dall'Unione. Lo voglio dire forte e chiaro: non è possibile dare adito a tali assurdità. Va chiarito, senza timore di smentita, l'incapacità manifesta della politica di tradurre in atti concreti le voci e i desideri dei cittadini, legittimamente espressi tramite un referendum . Non può diventare una scusa o un alibi per chi vuole a tutti i costi ribaltare il voto del giugno del 2016. La democrazia e la volontà popolare sono concetti sacri. Sono concetti che devono essere difesi sempre, non solo quando fanno comodo a qualcuno in particolare. Sono la base su cui si fondano le nostre democrazie ed è nostro dovere rispettarli. Con questo provvedimento noi dimostriamo di rispettare il popolo inglese e il processo della Brexit e adeguiamo il nostro ordinamento per tutelare e garantire la sicurezza economica dei nostri cittadini e delle nostre imprese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, forse si è notato poco, ma questo decreto-legge è davvero un capolavoro di originalità. È kafkiano tanto da essere quasi autolesionista: è scritto per un'ipotesi che non si realizzerà e riesce invece a realizzare benissimo alcune cose, cioè smascherare e rendere inefficaci alcuni presupposti politici sui quali si basava l'azione politica di questa maggioranza; parlo del fastidio enorme verso l'Unione europea, del fastidio verso i tecnici competenti e del fastidio verso il mondo della finanza. Questa maggioranza, molto infastidita dall'Unione europea, in questo caso cosa fa? Prende una comanda dall'Unione europea e scrive un decreto-legge in tre atti: nella prima parte, come hanno elencato benissimo le colleghe Tiraboschi e Modena che mi hanno preceduto, recepisce gli aggiustamenti previsti dall'Unione europea sulle Gacs, cioè sulle garanzie e sulla cartolarizzazione dei crediti; nella seconda parte mette un cappio al collo sul mercato libero del 5G, creando addirittura questo gruppo di coordinamento che rallenterà moltissimo i rapporti commerciali e tutto quello che dovrebbe essere fluido, negando anche la possibilità del Parlamento di essere informato (quindi, davvero un capolavoro); infine scrive, facendosi aiutare dai tecnici, un provvedimento che non si realizzerà mai, perché sappiamo che il decreto Brexit si applicherà solo nel caso di no deal . Adesso c'è stata una proroga fino ad ottobre, e un deal in qualche maniera ci sarà sicuramente. La seconda questione politica è che questa maggioranza, talmente incattivita con i tecnici, si è fatta proprio scrivere tutti gli articoli del decreto Brexit dai tecnici. Noi li abbiamo auditi in Commissione finanze: abbiamo audito il MEF, la Banca d'Italia, la Consob, l'Ivass, la Consap. La maggioranza, interrogata da una minoranza incalzante che voleva essere sicura che dal punto di vista economico-finanziario ci fosse tutto quello che dovesse esserci per scongiurare ogni tipo di buco normativo, ha detto: «sì, sì, certamente: se n'è occupato il tavolo tecnico del MEF». Fantastico, questa è una notizia politica: ora noi tutti sappiamo che la maggioranza ha stima e si fida dei tecnici. Noi che, da meritocratici, dei tecnici competenti ci siamo sempre fidati e abbiamo sempre collaborato in maniera proficua, ai tecnici però chiediamo una cosa, visto che gli interlocutori di questo decreto-legge sono loro: come mai non hanno modificato gli articoli 3 e 4 del decreto-legge? Faccio riferimento in questo caso ai servizi di investimento, perché forse si sono un po' confusi ed è rimasta una lacuna nella norma. Qui è previsto solo che i servizi di investimento vengano svolti dalle banche. In realtà non sono svolti solo dalle banche, ma anche dagli intermediari finanziari, dalle SGR, dagli OICR, dai gestori dei mercati regolamentati. Se quindi, nel frattempo che scrivono gli ultimi emendamenti, correggono e recepiscono anche questo utile suggerimento, magari dal punto di vista tecnico il decreto-legge risulterà perfetto, come naturalmente i tecnici l'hanno scritto. Ma la cosa veramente incredibile è che questa maggioranza, che ha fatto una campagna elettorale per i precedenti cinque anni contro le banche e contro il mercato della finanza, ha scritto, approvato ed è solidamente soddisfatta di un decreto-legge che tutela gli interessi di base - giustamente dal nostro punto di vista - di banche, mercati, borsa. Ma, come diceva prima bene il collega Fantetti, si è completamente dimenticata di regolare tutta la parte di servizi, di libertà fondamentali, di libera circolazione, di welfare , di assistenza sanitaria, di mobilità aerea, di riconoscimento di titoli e qualifiche, che invece hanno una ricaduta reale sui popoli, sulla vivibilità di questa Unione europea. Si tratta di una lacuna talmente grave che si è meritata un richiamo scritto e formale, che abbiamo letto in 6 a Commissione questa mattina, da parte della Presidente del Senato, che giustamente ha fatto notare che il decreto-legge, dal punto di vista della normativa dei casi, avrebbe dovuto essere complessivo ed esaustivo rispetto alle fattispecie che potevano verificarsi.