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Per quanto illustrato, gli intermediari commerciali che si avvalgono, in via continuativa, dell’opera di dipendenti o terzi, sono tenuti ad inviare annualmente, tramite raccomandata A.R., una dichiarazione al proprio committente al fine di fruire delle ritenute ridotte sulle provvigioni percepite. La disposizione introdotta con l’articolo 23, comma 3 stabilisce la stabilizzazione temporale della dichiarazione annuale, prevedendo che la stessa sia ripresentata solo se siano venute meno le condizioni richieste per fruire delle ritenute d’acconto ridotte. In caso di dichiarazione non veritiera o in caso di omessa dichiarazione della variazione delle condizioni richieste, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni. Le disposizioni contenute nell’articolo 24 – di modifica dell’articolo 4- bis della legge 29 ottobre 1961, n. 1216 – sono finalizzate ad allineare i termini di presentazione della denuncia dei premi incassati dagli operatori esteri (imprese aventi sede nei paesi UE e nello Spazio economico europeo; rappresentanti fiscali di tali imprese) operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi con quelli previsti per le imprese stabilite in Italia. La finalità dell’intervento normativo è quella di semplificare e razionalizzare gli adempimenti dichiarativi. L’articolo 25, comma 1, prevede l’estensione alle società del Gruppo Equitalia del termine dilatorio imposto, dall’articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, a favore delle Amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici non economici, per cui l’esecuzione non può essere iniziata se non dopo il decorso di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo. In tal modo si persegue la finalità di eliminare la palese ed ingiustificata disparità di trattamento tra gli agenti della riscossione, che agiscono per conto degli enti creditori pubblici e gli stessi enti titolari del credito, che beneficiano di un termine di 120 giorni prima della proposizione dell’azione esecutiva o della notifica dell’atto di precetto, in luogo del più ristretto termine di 10 giorni entro il quale l’agente deve adempiere. In un’ottica di semplificazione e di riduzione del contenzioso dovuto in particolare alle difficoltà oggettive di distinguere le prestazioni di pubblicità da quelle di sponsorizzazione, la disposizione che si introduce con l’articolo 26 uniforma la percentuale di detrazione forfetaria prevista dal sesto comma dell’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 per le due fattispecie. In particolare la disposizione interviene al terzo periodo del sesto comma dell’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 uniformando la percentuale di detrazione forfetaria prevista dal regime IVA in materia di sponsorizzazioni e la percentuale di detrazione forfetaria prevista dal regime IVA generale, valido, quindi, anche per le spese di pubblicità stabilita dal secondo periodo dello stesso sesto comma dell’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. L’articolo 27, comma 1, sopprime il comma 2 dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 che prevede per le società o enti che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato, l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi l’indirizzo dell’eventuale stabile organizzazione nel territorio stesso e in ogni caso le generalità e l’indirizzo in Italia di un rappresentante per i rapporti tributari. Tale modifica introduce ulteriori misure di semplificazione eliminando, per i contribuenti richiamati nel comma 2, l’obbligo di comunicare nella dichiarazione dei redditi dati di cui l’amministrazione finanziaria risulta già in possesso. Le comunicazioni dei dati anagrafici all’Agenzia delle entrate devono avvenire attraverso i canali e i modelli istituzionali che non sono più quelli dichiarativi. La possibilità che il contribuente invii nuove e diverse informazioni anagrafiche tramite canali (quale la dichiarazione dei redditi) dai quali le informazioni anagrafiche non vengono registrate, crea incertezza e possibili conseguenze negative in fase di notifica degli atti. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 sono finalizzate a permettere l’utilizzo dei vecchi modelli dichiarativi come già avviene per le società di capitali nelle ipotesi di operazioni straordinarie che interessano le società di persone ed enti equiparati. Inoltre, vengono rivisti i termini di versamento per le società di persone al fine di evitare di dover versare le imposte in largo anticipo rispetto alla presentazione della dichiarazione. L’articolo 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, consente la costituzione di società di persone e di capitali per l’esercizio delle attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, ma non disciplina il relativo regime fiscale. Il medesimo articolo 10 della legge n. 183 del 2011 afferma il principio della distinzione tra esercizio della professione ed esecuzione della prestazione professionale: il primo può essere svolto in forma individuale, ma anche in forma associata e comune; la seconda può essere svolta esclusivamente dalla persona fisica professionista abilitato. Quindi, l’esercizio in forma societaria dell’attività professionale regolamentata non può fa venir meno i caratteri di personalità della prestazione resa dal singolo socio professionista. A fronte delle incertezze derivanti sul piano fiscale da questo assetto normativo, il comma 4 attribuisce alle società tra professionisti regolamentate nel sistema ordinistico il medesimo trattamento fiscale delle associazioni tra professionisti esistenti, in termini di natura del reddito di lavoro autonomo prodotto e di attribuzione per trasparenza ai soci. Le disposizioni dell’articolo 28 intendono favorire la trasparenza e la semplificazione delle operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta nell’attività di assistenza fiscale. Attualmente, infatti, i sostituti d’imposta eseguono i conguagli risultanti dai prospetti di liquidazione operando maggiori ritenute in caso di debito d’imposta e minori ritenute in caso di credito. Inoltre, con riferimento ai compensi spettanti ai sostituti d’imposta per l’assistenza fiscale prestata ai sensi del decreto legislativo n. 241 del 1997, percepiscono un compenso che viene erogato a fronte di minori ritenute d’acconto. Infine, utilizzando la previsione di cui all’articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 445, i sostituti d’imposta effettuano la compensazione interna delle ritenute versate in eccedenza rispetto al dovuto. Con le modifiche normative si prevede che le suddette operazioni siano effettuate mediante l’utilizzo della delega di versamento F24. Tali somme non concorrono al limite previsto per le compensazioni dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Nell’ottica degli interventi di semplificazione, l’articolo 29 specifica che le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono.