[pronunce]

con la duplice conseguenza che «certamente la Regione siciliana avrebbe potuto fruire delle procedure dei sistemi informativi automatizzati dell'Amministrazione centrale e dei protocolli di trasmissione con essi compatibili», ma non esiste alcun «obbligo per l'Amministrazione centrale di predisporre protocolli per consentire l'accesso ai sistemi operativi del proprio CED di un diverso sistema (che peraltro si avvale del portale di un ente privato) predisposto dalla Regione». Con riferimento alla tesi della ricorrente, secondo la quale i proventi dei diritti di motorizzazione le dovrebbero essere destinati in quanto funzionali all'espletamento di una serie di attività che gli uffici della Regione esercitano in maniera prodromica alla concessione e, successivamente, in sede di vigilanza amministrativa sui soggetti concessionari, l'Avvocatura dello Stato svolge le seguenti considerazioni: a) tale affermazione contraddice la tesi della stessa Regione, secondo cui i diritti di cui trattasi costituiscono una "tassa"; b) «gli importi da corrispondersi sul c/c 9001 "diritti di motorizzazione" [...] costituiscono evidentemente il rimborso del costo dell'operazione informatizzata di verifica delle operazioni di revisione e rilascio dei tagliandi di aggiornamento nonché contributo alla gestione e alla tenuta dell'Archivio Nazionale dei Veicoli»; c) tali importi sono definiti dalla tabella 3, punto 2, della legge n. 870 del 1986, «la quale ricomprende anche i diritti di motorizzazione per l'ipotesi di duplicati di patente o di carta di circolazione per smarrimento o furto: tutte procedure gestite, con modalità informatizzate, a livello centrale, per le quali mai è stata messa in discussione la spettanza dei diritti in parola allo Stato, proprio perché questi costituivano la determinazione amministrativa del costo del servizio reso attraverso tali procedure»; d) la procedura afferente alla revisione tecnica delle patenti è attività amministrativa della Regione siciliana, perché è gestita esclusivamente dagli uffici provinciali della Regione stessa, senza che l'amministrazione statale debba fare nulla; al contrario, l'attività di rinnovo di validità della patente richiede la stampa in sede centralizzata del tagliando di convalida, e pertanto pacificamente richiede la corresponsione dei diritti di motorizzazione all'Amministrazione centrale. In conclusione, per la difesa dello Stato, risulta evidente che, a fronte di un'operazione di revisione periodica di veicolo, devono essere corrisposti, a titolo di tariffa: i diritti di motorizzazione, quale rimborso forfetario del servizio reso dal CED del Ministero, nonché «l'importo di 45 euro, quale remunerazione - di importo determinato in via amministrativa - del servizio reso dall'officina». Costituisce, invece, vera e propria tassa il versamento dell'imposta di bollo. 6. - Con unica memoria depositata in prossimità dell'udienza in relazione sia al conflitto n. 1 del 2009 sia al conflitto n. 7 del 2009, la Regione siciliana ha ribadito quanto già richiesto e ha svolto alcune considerazioni in punto di fatto. La ricorrente evidenzia, in particolare, che «prima dell'attivazione del portale dell'Automobilista, il data base era tenuto dal Ministero ed aperto all'immissione dei dati da parte dei concessionari regionali senza che la corresponsione dei diritti alla Regione fosse stata mai contestata. Il mero trasferimento da parte del Ministero del data base ad un soggetto convenzionato attiene al momento finale delle operazione di revisione e non giustifica la pretesa, comunque sproporzionata, di una innovazione delle modalità di erogazione del servizio che giustifichi anche la spettanza allo Stato dei diritti connessi. Questi, infatti, spettano ancora all'Amministrazione regionale che eroga materialmente il servizio attraverso propri concessionari e svolge tutte le attività che stanno a monte della registrazione del dato finale». Evidenzia, inoltre, la stessa ricorrente che la semplice variazione delle modalità di gestione dell'archivio telematico non può esonerare il Ministero dall'obbligo di assicurare alla Regione, e per essa ai soggetti privati concessionari, l'accesso al suo data base. 7. - Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha ribadito quanto già sostenuto nell'atto di costituzione. Con separata istanza, ha richiesto la trattazione congiunta dei giudizi per conflitto fra enti n. 1, n. 7, n. 13 e n. 14 del 2009. 8. - Con ricorso notificato il 23 novembre 2009 e depositato il 27 novembre successivo (r. confl. enti n. 13 del 2009), il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato ha sollevato - in riferimento agli artt. 114, 120 e 117, primo comma, Cost. (quest'ultimo per il tramite della Direttiva CE del Consiglio 29 aprile 1999, n. 1999/37/CE, relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli), al principio di leale collaborazione, nonché all'art. 36 dello statuto speciale e agli artt. 1, commi 2 e 4, e 2-ter del d.P.R. n. 1113 del 1953 - conflitto di attribuzione nei confronti della Regione siciliana, in relazione ai seguenti atti: a) il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni e del ragioniere generale della Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 21 agosto 2009, parte I, n. 39, con il quale viene dato «incarico all'Istituto Cassiere di provvedere a partire dal 17 agosto 2009 oltre che al rilascio della ricevuta dell'avvenuto pagamento anche al rilascio del tagliando di revisione secondo le vigenti specifiche, integrato con l'intestazione "Regione siciliana - Dipartimento comunicazioni e trasporti"»; b) la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 28 agosto 2009, parte I, n. 40, con cui si da attuazione al suddetto decreto, definendo, tra l'altro, le caratteristiche dei tagliandi di revisione emessi e illustrando le modalità di accesso al servizio di verifica dell'autenticità dei tagliandi di revisione emessi dalle imprese di autoriparazione aventi sede in Sicilia, dandone comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia; c) la nota del dirigente generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 25 agosto 2009, protocollo n. 471, con cui viene comunicato al Ministero dei trasporti il contenuto dei suddetti provvedimenti e si richiede al Ministero stesso un incontro al fine di stabilire le modalità operative concernenti la «necessaria integrazione» dei dati relativi alle revisioni effettuate in Sicilia dalle imprese di autoriparazione «con quelli contenuti nel data base nazionale». Il ricorrente - dopo avere svolto preliminarmente argomentazioni analoghe a quelle già svolte nei suoi atti difensivi nei giudizi per conflitto di attribuzione n. 1 e n. 7 del 2009 - lamenta che gli atti censurati ledono le attribuzioni che gli derivano dagli evocati parametri.