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Il Governo, inoltre, non ha correttamente operato per garantire i presupposti di un'efficace politica migratoria, che esige una forte integrazione a livello internazionale per poter incidere nei consessi appropriati. Ci si è infatti mossi in direzione opposta, peraltro con risultati inferiori alle aspettative, come attestato dal mancato sfondamento delle forze politiche di ispirazione populista alle ultime elezioni europee. Anche la diminuzione degli sbarchi, propagandata dal Ministro dell'interno come risultato tangibile del proprio operato risulta, a un più attento e ponderato esame, frutto di misure poste in essere dai precedenti governi. E ciò senza che si rifletta adeguatamente su tutto lo spettro delle modalità in cui si estrinsecano i flussi migratori (solo l'8 per cento dei migranti giunge nel Paese attraverso imbarcazioni di grandi dimensioni), nonché sulle modalità di rimpatrio delle oltre 630 mila persone già presenti sul territorio nazionale. L'impianto del decreto-legge, prosegue l'oratore, appare pertanto funzionale solo ad esigenze di propaganda elettorale, oltre che in contrasto con gli articoli 10 e 117 della Costituzione e con i più elementari principi di diritto umanitario, come, ad esempio, quello di non respingimento di cui all'articolo 33 della Convenzione di Ginevra. Conclude domandando se vi sia disponibilità, da parte del Governo, a un esame di merito degli emendamenti e a eventuali modifiche del testo approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,30.