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Voi così continuate ad alimentare la belva dell'antipolitica, la nutrite a bistecche grondanti sangue del ceto politico e la belva fatalmente sbranerà anche voi. In un Paese che ogni anno spende più di 800 miliardi è ridicolo e anche un po' pericoloso andare a cercare di fare economia di spesa a partire dalle istituzioni e a partire da quegli organismi costituzionalmente garantiti dai quali dipende la funzionalità della nostra democrazia. Ma forse non è un caso, anzi sicuramente non lo è, perché il ministro Fraccaro, che vedo intento a scrivere al computer , sicuramente lo ha detto con una chiarezza intellettuale ammirevole: i due provvedimenti vanno di pari passo, cioè la riduzione del numero dei parlamentari si accompagna al provvedimento che vuole introdurre il referendum propositivo in questo Paese. La conseguenza del referendum propositivo, per come è stato pensato, ovviamente, sarà quella di annichilire completamente il Parlamento, di destrutturare completamente lo Stato, di marginalizzare completamente la politica. Per voi 500.000 firme, o per meglio dire 500.000 click su una piattaforma digitale, varranno più del voto di milioni di elettori. È evidente che così si distrugge la democrazia e si delega a pochi, spinti dagli interessi di pochissimi, il potere legislativo, perché è chiaro che questo sistema, qualora fosse davvero introdotto nel nostro ordinamento, sarebbe uno splendido servizio alle lobby , ai gruppi di interesse. Cosa fareste voi se produceste armi nella Val Trompia? Io personalmente aspetterei il primo fatto di cronaca nera (fatti di cronaca nera, purtroppo, ne sono sempre esistiti e continuano ad esisterne, nel nostro Paese). C'è una rapina con strage in una villetta del Triveneto? Benissimo, il giorno dopo investirei poche decine di migliaia di euro in una campagna social , raccoglierei con estrema facilità 500.000 firme e la liberalizzazione della vendita delle armi da fuoco sarebbe legge in questo Paese. Così per gli interessi della lobby del tabacco, per gli interessi della lobby del gioco d'azzardo, per gli interessi, evidentemente ben rappresentati in quest'Aula, come nell'Aula della Camera, dei giganti del web. E allora, voi davvero volete mettere a disposizione delle lobby e dei piccoli ma potenti gruppi di interesse il potere legislativo? Ripensateci, se non lo fate per senso delle istituzioni, per rispetto dello Stato, fatelo almeno per istinto di sopravvivenza. È evidente che, se questo strumento fosse già nella disponibilità del Parlamento e della classe politica, noi di Forza Italia impiegheremmo un attimo a raccogliere 500.000 firme su una legge per introdurre immediatamente la TAV, o per varare immediatamente la flat tax , che la Lega ha evidentemente dimenticato e che è scomparsa dall'orizzonte di questo Governo. E che fine farebbe il vostro Governo, se questi referendum avessero successo, come naturalmente accadrebbe? Diviso com'è su questi due punti, cadrebbe fatalmente. Non è, quindi, un modo di procedere rispettoso del Parlamento, della politica e delle istituzioni, ma è un modo di procedere che prescinde dalla politica, prescinde dal Parlamento, prescinde dalle istituzioni. In quest'Aula la scorsa settimana - mi pare che fosse mercoledì - è stato fatto un discorso importante. Il Capogruppo della Lega, il senatore Romeo, seguito a ruota dal Capogruppo del MoVimento 5 Stelle, il senatore Patuanelli, ha parlato di primato della politica. È un concetto ampio, profondo, che raramente viene utilizzato, soprattutto nelle Aule parlamentari. A quel concetto io fui avviato molti anni orsono da un signore che di mestiere faceva il politico, anche se riteneva che la politica non fosse una professione, ma un'arte, da un signore che quando scriveva la parola «politica» su un foglio bianco la scriveva con la "P" maiuscola. Quel signore si chiamava Francesco Cossiga. Io mi chiedo cosa direbbe Francesco Cossiga di fronte alla vostra proposta di ridurre il numero dei parlamentari e di fronte alla vostra proposta di introdurre il referendum propositivo, cosa direbbe della vostra retorica sul primato della politica, sul «prima gli italiani», sul «prima lo Stato», quando tutto quello che fate e che proponete con atti formali di Governo va evidentemente nella direzione opposta, cioè distruggere la politica, distruggere le istituzioni e di conseguenza, visto che la forza della politica è la forza degli Stati, distruggere la credibilità, l'autorevolezza e la forza dello Stato italiano. Se non volete fermarvi, allora, accompagnate questa riforma con una visione - che già sarebbe qualcosa - ma possibilmente con una visione più ampia. Vogliamo ridurre il numero dei parlamentari? Facciamolo, ma al tempo stesso poniamoci il problema del vuoto di rappresentanza che questa riduzione porrebbe: meno parlamentari, meno contatti tra i territori e il palazzo. E allora eleggiamo direttamente il Presidente della Repubblica o il Capo del Governo (preferisco la prima, ma si può discutere anche della seconda). Volete ridurre il numero di parlamentari? Bene, ma fatelo in ragione di una visione, di un principio che abbia a che vedere con l'interesse generale; non fatelo denigrando la politica e per dare un colpo palese alla casta politica. Non solo perché della casta ormai siete voi i principali rappresentanti, ma perché così segate il ramo su cui siete seduti, su cui siamo seduti tutti e su cui è seduto l'intero Paese. Se farete tutto questo, se renderete alla politica quell'onore che pochi politici e molti aspiranti tali gli hanno con evidenza negato, il mio voto sarà assicurato. Se non lo farete, sarà chiaro a tutti che questo è l'ennesimo provvedimento pensato unicamente per ottenere qualche vantaggio elettorale a scapito della democrazia, delle istituzioni e della politica, e questo io personalmente non lo potrò accettare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Faraone. Ne ha facoltà. FARAONE (PD) . Signor Presidente, a me una cosa colpisce di questo dibattito e cioè il fatto che sia totalmente assente dalla discussione su questo provvedimento una forza politica di Governo, una delle due forze politiche di Governo, e cioè la Lega. Non è intervenuto il relatore Calderoli, né c'è stato un intervento da parte di un solo esponente di questo partito. Io credo che questo sia figlio di una impostazione che è proprio insita nella formazione di questo Governo, di questa compagine e anche nella modalità di governare. Ognuno ha un suo provvedimento, per cui non c'è un Governo che presenta delle proposte organiche su tutti i temi che interessano il Paese, compresa la riforma costituzionale. Qui c'è un Governo, in cui ci sono sponsor , Ministri o parlamentari, a seconda dei provvedimenti che vengono discussi. (Applausi dal Gruppo PD) . In questo momento tocca al MoVimento 5 Stelle. Quindi non si sta immaginando una riforma organica costituzionale che tiene dentro le questioni che hanno a che fare con la riduzione del numero di parlamentari, con la differenziazione delle funzioni delle Camere, con le funzioni delle Regioni. Non si sta parlando di questo, ma di un provvedimento che deve servire esclusivamente per consentire uno spot al populismo, che in questo momento tocca al MoVimento 5 Stelle.