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Per ragioni analoghe si prevede che le attività di condivisione, nel campo delle attività intellettuali, possano concernere esclusivamente quelle il cui esercizio non sia subordinato, per legge, all'iscrizione in appositi albi o elenchi. L'articolo 7, infine, introduce norme in materia fiscale, prevedendo che i proventi derivanti dalla condivisione concorrano alla formazione del reddito del condividente soltanto se superiori nell'anno solare alla somma di 10.000 euro. Ove inferiori si prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari al 15 per cento. Tuttavia, qualora il condividente ponga in essere plurime attività di condivisione, queste devono intendersi cumulate tra loro. In ultimo, ai fini di un controllo sulla presente disposizione, nonché per un principio di trasparenza, si prevede che i pagamenti effettuati a favore del condividente debbano essere eseguiti con mezzi che ne garantiscano la tracciabilità. Al gestore del portale di condivisione, inoltre, viene assegnato il ruolo di sostituto d'imposta.. 1 (Finalità ed ambito di applicazione) 1 Al fine di realizzare obiettivi di innovazione sociale e di conseguire un risparmio di spesa, la presente legge detta disposizioni per la regolamentazione del fenomeno della sharing economy . 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a « sharing economy »: attività economica nella quale un condividente ed uno o più fruitori, attraverso portali di condivisione, condividono tra loro l'utilizzazione di beni o l'erogazione di servizi, ottimizzandone l’uso; b «condividente»: il soggetto, persona fisica o giuridica, che condivide: 1 l'utilizzazione di uno o più beni di cui è esclusivo proprietario ovvero titolare di altro diritto reale o personale gravante sugli stessi, compatibile con l'uso condiviso dei medesimi; 2 l'erogazione di uno o più servizi prestati dal medesimo; c «fruitore»: il soggetto, persona fisica o giuridica, che utilizza il bene o fruisce del servizio messo a disposizione dal condividente; d «condivisione»: qualsiasi utilizzazione o fruizione in forma condivisa, non necessariamente contestuale, di un bene o servizio, da parte di due o più soggetti; e «portale di condivisione»: spazio virtuale gestito da un soggetto, persona fisica o giuridica, finalizzato ad agevolare o promuovere la condivisione di beni o la fruizione di servizi; f «gestore di portale di condivisione»: soggetto, persona fisica o giuridica, che esercita professionalmente il servizio di gestione di portali di condivisione ai sensi di quanto previsto dalla presente legge. 2 Qualora una persona giuridica ponga in condivisione beni o servizi, questi ultimi non devono afferire all'oggetto sociale della stessa. 3 La condivisione del bene o del servizio non deve essere svolta professionalmente o consistere in un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. 4 Tra condividente e gestore del portale di condivisione non deve sussistere alcun rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato. 5 La regolamentazione della condivisione dei singoli beni e servizi di cui alla presente legge è rinviata alle specifiche discipline di settore. 3 (Portali di condivisione) 1 I portali di condivisione prevedono che le eventuali transazioni di denaro avvengano esclusivamente attraverso sistemi di pagamento elettronico e modalità di registrazione univoche per tutti gli utenti, atte ad evitare la creazione di profili falsi o non riconducibili all'effettivo titolare, prevedendo l'indicazione delle generalità quali dati anagrafici, residenza, codice fiscale, estremi di un documento d'identità. 2 I gestori di portali di condivisione si dotano di un meccanismo di controllo dei servizi offerti, anche con riferimento alla tutela del fruitore ai sensi di quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 5, nonché di un'assicurazione per la responsabilità civile per i danni causati agli utilizzatori della piattaforma durante l'utilizzo della stessa e l'attività di condivisione, i cui termini e condizioni devono essere esplicitamente accettati dai fruitori. 3 I gestori di portali di condivisione assicurano la riservatezza dei dati personali, nel rispetto della normativa vigente, e delle informazioni relative ai condividenti e agli utilizzatori acquisite in ragione della propria attività. 4 I gestori di portali di condivisione comunicano all'Autorità garante della concorrenza e del mercato le condizioni generali di contratto utilizzate. Sono nulle, ove inserite nelle condizioni generali di contratto, le clausole che impongano, anche indirettamente: a al condividente, ogni forma di esclusiva a favore del gestore del portale di condivisione; b al condividente, la fissazione di tariffe predeterminate; c al condividente, l'obbligo di promozione di altri servizi offerti dal gestore del portale di condivisione; d al fruitore, il divieto di commento critico relativo al servizio ricevuto; e al fruitore, il divieto di condivisione con altri fruitori di informazioni, giudizi ed analisi sul servizio ricevuto. 4 (Attività di vigilanza) 1 L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, di seguito denominata «Autorità», vigila sull’attività dei portali di condivisione. 2 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso il Ministero dello sviluppo economico è istituito il Registro nazionale on line dei portali di condivisione e dei condividenti a cui i gestori di portali di condivisione sono tenuti a iscriversi. La consultazione del Registro è pubblica e gratuita. 3 L'Autorità, nell'ambito della propria relazione annuale predisposta ai sensi dell'articolo 23 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, comunica al Parlamento la propria attività in materia di vigilanza sulla sharing economy , segnalando l'esistenza di ostacoli alla sua diffusione e proponendo interventi correttivi. 4 Nell'esercizio delle sue funzioni di controllo e sanzionatorie, l'Autorità dispone dei poteri di indagine di cui all'articolo 12 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e si avvale delle procedure previste dall'articolo 14 della medesima legge, ove compatibili. 5 L'Autorità, ove riscontri il mancato rispetto di uno degli obblighi o divieti di cui alla presente legge, diffida il trasgressore, invitandolo a conformarsi alle disposizioni ivi previste entro un congruo termine, comunque non inferiore a trenta giorni e non superiore a novanta giorni. Il gestore che non si conformi entro il termine stabilito alle prescrizioni dell'Autorità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria dall'1 al 15 per cento del fatturato realizzato dal portale di condivisione nell'ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della diffida. In ogni caso, l'esercizio dell'attività rimane sospeso sino ad adempimento. 6 Ai maggiori oneri per l'Autorità derivanti dall'esercizio delle competenze di cui al presente articolo, si provvede mediante un contributo di importo pari allo 0,8 per mille del fatturato risultante dall'ultimo bilancio approvato dei gestori di portali di condivisione iscritti nel Registro di cui al comma 2. 5 (Tutela del fruitore)