[ddlpres]

Allo stesso tempo la scelta di riconvertire con nuovi compiti e attività il Centro interforze studi per le applicazioni militari (CISAM) di San Piero a Grado (frazione di Pisa) - erede del CAMEN (Centro per le applicazioni militari dell'energia nucleare) insediato nel 1956 - è stata operata tenuto conto dei fattori logistici, delle ricadute in termini occupazionali (tra le quali il possibile rientro di ricercatori italiani costretti a stabilirsi all'estero per mancanza di opportunità lavorative in Italia) nonché delle conseguenti potenzialità formative di cui beneficerebbero l'industria e specifiche articolazioni del comparto Difesa. Il Centro infatti è situato in posizione strategica: a breve distanza dall'aeroporto Galileo Galilei di Pisa, dall'autostrada A12 Genova-Roma e dalla stessa città di Pisa, sede di rinomate istituzioni accademiche nei settori della scienza e della tecnologia (quali la Scuola normale e la Scuola superiore Sant'Anna). L'istituzione del Centro interforze per l'innovazione e le tecnologie strategiche (CINTES) ha l'obiettivo di creare le condizioni indispensabili per l'attivazione di un network con le università, i centri di ricerca, le tech-startup , la grande industria (ad esempio Leonardo), le PMI, il CNR, l'Istituto italiano di tecnologia e in generale le strutture di eccellenza nazionali. Fine ultimo è quello di stimolare un sistema di innovazione che abbia un impatto anche in ambito civile, prescindendo dall'immediato contenuto di interesse militare delle tecnologie nello stesso sviluppate. Come stabilito dall'articolo 2, comma 1, lettera c), del presente disegno di legge, il Centro interforze studi per le applicazioni militari (CISAM), sito in San Piero a Grado, sarà ridenominato « Centro Interforze per l'Innovazione e le Tecnologie Strategiche » (CINTES). Il Centro provvederà agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto lo sviluppo di tecnologie innovative di interesse della difesa; provvederà alla verifica in fase esecutiva di contratti, anche con soggetti esterni alla Difesa, aventi per oggetto la realizzazione di progetti ad elevato e innovativo contenuto tecnologico, per applicazioni di specifico interesse militare delle Forze armate e concorrenti allo sviluppo di sistemi di potenziale impiego in ambito civile, nell'ottica dello sviluppo prioritario di tecnologie a doppio uso, civile e militare, nel pieno rispetto della legge 9 luglio 1990 n. 185. Il Centro è autorizzato ad effettuare la sperimentazione ed il collaudo delle tecnologie in esso sviluppate. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d) , del disegno di legge, il Centro continuerà a gestire il reattore termico sperimentale « Galileo Galilei » e la sua dismissione, nonché il condizionamento e la conservazione in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dal medesimo e dalle strutture della Difesa, in conformità alla normativa vigente. Conformemente a quanto statuito dall'articolo 2, comma 1, lettera e ) , il Centro contribuirà alla preparazione tecnico-professionale del personale civile e militare dell'Amministrazione della difesa e, sulla base di specifici protocolli di intesa, del personale di altre amministrazioni dello Stato nei settori inerenti i progetti in esso sviluppati. Resta, in ogni caso, di competenza del Centro: la preparazione tecnico-professionale del personale dell'Amministrazione della difesa e della pubblica amministrazione nei settori radiologici, elettroottici e della compatibilità elettromagnetica; le attività e la supervisione, nel settore della Difesa, in materia di protezione dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti; e l'aggiornamento della normativa nel campo della compatibilità elettromagnetica e dell'optoelettronica. Come sancito dall'articolo 2, comma 1, lettera f) , il Centro, con il presente disegno di legge, verrà posto a livello gerarchico alle dipendenze del Capo di stato maggiore della difesa e a livello funzionale alle dipendenze del Segretario generale della difesa e Direttore nazionale degli armamenti. Il nuovo Centro sarà dotato di autonomia gestionale e di spesa, nell'ambito delle risorse a esso assegnate e delle direttive di pianificazione delle attività definite dal Segretario generale della difesa e Direttore nazionale degli armamenti, sentito il Ministro della difesa, previo parere del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il Capo di stato maggiore della difesa è titolare del potere disciplinare nei confronti del personale del Centro. All'articolo 2, comma 1, lettere g) , h) e i) , vengono disciplinati i requisiti necessari per detenere la direzione del Centro ed aspetti correlati al mandato del direttore medesimo. Più nello specifico, il Centro sarà retto da un ufficiale dello stato maggiore della difesa, di grado non inferiore a brigadier generale o di grado corrispondente, avente la qualifica di direttore. Quest'ultimo è responsabile dell'organizzazione del Centro e della gestione delle risorse umane, finanziarie nonché dei beni strumentali. La nomina di direttore è conferita con decreto del Ministro della difesa per una durata quadriennale, rinnovabile, compatibilmente con le esigenze di impiego della Forza armata di appartenenza. Il medesimo deve essere in possesso di laurea ed autore di pubblicazioni in almeno un settore scientifico di comprovato interesse per le attività del Centro, nonché, a titolo preferenziale, vantare un'esperienza lavorativa in un Paese estero. Il direttore è coadiuvato nell'espletamento dei propri compiti da un vicedirettore. Come previsto dall'articolo 2, comma 1, lettera l), il presente disegno di legge intende coinvolgere nelle attività tecnico-scientifiche del Centro il Ministero della difesa ed altri dicasteri, quali il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero dell'economia e delle finanze. Il direttore infatti, per l'espletamento dei compiti istituzionali relativi ai progetti, si avvarrà di un consiglio scientifico, composto da otto membri, compreso il medesimo direttore che lo presiede. Quattro membri del consiglio sono designati rispettivamente dal Ministro della difesa, nell'ambito del Segretariato generale della difesa e Direzione nazionale degli armamenti, dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministro dell'economia e delle finanze. Tre membri del consiglio, rappresentativi dei settori dell'industria, del mondo accademico e della ricerca, sono nominati dal direttore tramite avviso di selezione pubblica, previo accertamento dei requisiti di sicurezza. Ai membri del consiglio è riconosciuto esclusivamente il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione alle sedute del consiglio medesimo. La nomina dei membri del consiglio, in sede di prima applicazione, avviene entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei decreti attuativi della legge. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera m) , il consiglio adotta con la maggioranza assoluta dei membri un proprio regolamento. Tale regolamento prevede che il consiglio può deliberare a maggioranza semplice, a condizione che sia presente durante la seduta un numero pari ad almeno la metà dei membri.