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Vorrei anzitutto osservare che noi con forza, come Gruppo Forza Italia, con il nostro presidente, onorevole Bernini, abbiamo più volte chiesto al Governo un provvedimento specifico per il terremoto di Ischia, che per noi rappresenta una vera e propria emergenza alla quale bisogna dare risposte. Il Gruppo Forza Italia è stato chiaro sul punto fin dall'inizio; lo abbiamo sempre sostenuto e prendiamo atto che all'interno del decreto-legge il Governo ha dedicato uno spazio importante alla trattazione dei problemi che riguardano l'isola di Ischia. Un'altra osservazione che devo fare in quest'Assemblea riguarda il comportamento dei massimi esponenti del Partito Democratico che hanno avuto sulla vicenda un atteggiamento specifico, a mio modo di vedere, grave e scandaloso, descrivendo, a volte anche con affermazioni ingiuriose, una realtà che è completamente al di fuori della verità. Hanno detto addirittura che gli estensori del provvedimento avrebbero dovuto vergognarsi. Consentitemi di dire che, pur non facendo parte della maggioranza, sono un attento osservatore di determinati temi. Devo così dire che rispetto al tema in esame chi dovrebbe vergognarsi sono gli esponenti del Partito Democratico ai massimi livelli, fino ai rappresentanti locali, che non hanno avvertito un senso di dignità e si sono messi in una posizione diversa rispetto ai loro vertici nazionali, lasciando che sul territorio si dicesse una cosa e ai vertici nazionali un'altra. Passiamo allora alla trattazione dell'articolo 25 del decreto-legge che tratta del terremoto di Ischia. C'è stata una rappresentazione di Ischia come dell'isola dei furbi, di coloro che non rispettano le norme, come dell'isola che non è all'interno del territorio nazionale. L'isola di Ischia ha subìto un massacro mediatico in questa vicenda, ma essa è una parte del territorio del nostro Paese uguale a tutte le altre, dalla Sicilia alle Alpi: vive forse qualche problema di natura diversa ma non si differenzia dalle altre. Ci sono sull'isola d'Ischia, come in molti territori della Regione Campania, cittadini che, non per colpa loro ma per colpa della mancanza di risposte della politica negli ultimi trent'anni, vivono un momento di grossa difficoltà. Si è parlato di migliaia e migliaia di costruzioni abusive che con il decreto-legge verrebbero sanate a Ischia. Si tratta, come ha detto il senatore Arrigoni, di bugie. Cosa dice allora il provvedimento nel suo contenuto? Si «definiscono le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017». Questo è il testo originale dell'articolo 25. I Comuni danneggiati dell'isola d'Ischia sono il Comune di Casamicciola Terme, il Comune di Lacco Ameno e il Comune di Forio. Questi tre Comuni, per effetto dei condoni stabiliti dalla legge n. 47 del 1985, dalla legge n. 724 del 1994 e dalla legge n. 326 del 2003, hanno un totale di pratiche inevase pari a 530. Questi sono numeri precisi e veri dei Comuni di Lacco Ameno e di Casamicciola, perché il comune di Forio ha poche abitazioni danneggiate. Questi sono i numeri veri cui fa riferimento questo decreto. Di queste circa 600 abitazioni, si va a intervenire nella fascia della zona rossa solamente per circa un 10 per cento. Quindi, di quante abitazioni stiamo parlando? Questo è il tema vero. Il decreto-legge al nostro esame presenta certamente delle risposte importanti e ha dei contenuti positivi. Si dà la possibilità di accelerare l'esame delle pratiche di condono e si fa riferimento alla legge n. 47 del 1985, la legge del primo condono, che agli articoli 32 e 33 fissa bene i limiti che non possono essere superati per quanto riguarda i vincoli assolutamente inderogabili. Non si può costruire sul ciglio della strada e, quindi, non si può rilasciare concessione in sanatoria: se c'è una costruzione abusiva sul ciglio della strada, va abbattuta. Non si può costruire e sanare vicino a un bene di pregio dal punto di vista archeologico: non è possibile; lo stabilisce la norma. Se c'è il vincolo idrogeologico, non c'è la possibilità della sanatoria: l'immobile va abbattuto. Perché speculare in maniera demagogica rispetto a un tema serio che rappresenta la sofferenza di tante famiglie? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il decreto è stato estremamente rigido, a mio modo di pensare di vedere. (Richiami del Presidente) . Il decreto prevede, ad esempio, una costruzione edificata venti anni fa, e per la quale si attende una risposta da parte dello Stato, possa essere soggetta ad un esame della concessione in sanatoria. Nel momento in cui venga poi rilasciata una concessione in sanatoria credo che la costruzione sia legittima a tutti gli effetti e abbia tutti i requisiti. Perché, quindi, non può essere finanziata? (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE Le avevo già concesso un minuto in più, ma le consento di terminare l'intervento; lei deve però prestare attenzione allo scampanellio. DE SIANO (FI-BP) . Presidente, volevo articolare il mio intervento ma vado alla conclusione perché me l'ha chiesto e io sono rispettoso della Presidenza. Il Gruppo Forza Italia prende atto di un fatto molto importante: in questo Parlamento finalmente si è sdoganata la parola «condono». Tanti paesi hanno necessità di alcune risposte. Prendiamo atto con soddisfazione che in questo Parlamento si inizia a parlare finalmente, in maniera costruttiva, di un tema che coinvolge tante comunità e prendiamo atto che sulle posizioni di Forza Italia, finalmente, dopo quindici anni, è arrivata anche la Lega e, dopo cinque anni, il MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, trovo simbolico che oggi, 14 novembre, arrivi in Aula, per la sua conversione, il decreto-legge che tenterà di porre rimedio ai danni del crollo del 14 agosto. Trovo anche doveroso iniziare questo mio intervento con un ricordo delle 43 vittime che hanno perso la vita il 14 agosto. (Applausi). Mi spiace che gli amici del PD non siano in questo momento presenti in Aula e, appunto, mi rammarico del fatto che, come avvenuto in Commissione, appena finiti i loro interventi abbiano lasciato le loro posizioni. Ma comunque andrò avanti. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dei senatori Bellanova, Ferrari e Verducci). FERRAZZI (PD) . Non è vero! MARGIOTTA (PD) . Non è vero! CRUCIOLI (M5S) . Collega Bellanova, capisco che quando le parlano la voce si alza. PRESIDENTE. Senatore Crucioli, non tocca a lei segnalare le presenze o le assenze dall'Aula. Alcuni colleghi sono presenti. Svolga il suo intervento. CRUCIOLI (M5S) . Il crollo del Morandi, con i suoi 43 morti, i feriti, gli sfollati, gli immani danni e disagi che quotidianamente stiamo subendo noi genovesi, non è un caso isolato: è solo l'ultimo ed il più grave episodio di una serie impressionante di cedimenti delle nostre infrastrutture.