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Se pezzi delle istituzioni, i magistrati, immaginano di fare un processo non sui soldi e sui finanziamenti, ma sul fatto che uno faccia politica e sulle modalità con le quali fa politica, si sta facendo venire meno l'idea stessa dell'impegno collettivo. E allora, a viso aperto, se c'è da denunciare un pubblico ministero che non rispetta la legge, io lo denuncio. Se c'è da lottare contro corrente, io lotto. Se c'è da dire che la politica è una cosa seria, io lo faccio, lo faccio a viso aperto, perché penso che, prima del consenso personale, venga la Costituzione, e lo faccio perché so che è una battaglia che vale soprattutto per i ragazzi più giovani. In questi ultimi trent'anni forse, in alcuni momenti, abbiamo perso l'attimo, abbiamo perso l'occasione, è mancato chi si alzasse in questa Aula (ci sono stati dei casi, ma non sufficienti) e dicesse: "difendo la politica". Signora Presidente, io otto anni fa ho giurato come Premier . Oggi dico, qui: continuo a difendere l'idea che la politica non faccia schifo, l'idea che la politica sia un valore, l'idea che la politica sia una cosa diversa dal populismo. (Applausi) . Lo faccio contro i populisti politici, ma lo faccio anche e soprattutto contro coloro i quali violano le regole della Costituzione, perché pensano di fare paura a chi invece paura non ha e gioca la carta del coraggio, in nome e per conto della dignità della politica. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Passiamo quindi alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, per Fratelli d'Italia la Costituzione è sacra. Noi siamo un partito patriottico e non si può amare la Patria se non si ama la legge fondamentale che il popolo italiano si è dato per regolare i propri rapporti sociali, politici, economici e su cui si fonda la convivenza civile alta e nobile del popolo italiano. E la Costituzione la si rispetta tutta quanta intera, compreso l'articolo 68. Oggi quest'Aula è chiamata a giudicare se i pubblici ministeri di Firenze abbiano rispettato l'articolo 68 oppure non lo abbiano rispettato. Noi condividiamo le conclusioni della relatrice e riteniamo fuori discussione che la procura di Firenze abbia violato platealmente l'articolo 68 della Costituzione italiana. (Applausi) . La norma è chiarissima (sia l'articolo 68, sia la legge di attuazione): non si può sequestrare la corrispondenza di un parlamentare senza l'autorizzazione dell'Aula a cui appartiene. Questo è un dato inconfutabile. E per corrispondenza non si può ritenere ovviamente soltanto una lettera cartacea, ma si devono ritenere anche tutte le altre forme di comunicazione scritta che la tecnologia ha messo a nostra disposizione, si tratti di messaggi WhatsApp, si tratti di lettere e-mail , si tratti addirittura dell'estratto conto che la banca invia al proprio cliente. Sono forme di corrispondenza che non potevano essere acquisite nemmeno nei confronti di terze persone, non soltanto di un parlamentare, come invece ha fatto la procura di Firenze. Tuttavia, se ci fosse bisogno di un ulteriore riscontro, basta andare a guardare che cosa ha fatto la procura di Milano - quindi un'altra procura della Repubblica italiana - nei confronti di un senatore pure appartenente a quest'Assemblea: quando la procura di Milano, nel caso Siri, si è trovata di fronte a corrispondenza tra un terzo e il senatore, ha immediatamente sospeso le sue operazioni e ha chiesto l'autorizzazione al Senato per procedere, rispettando quindi la legge e la Costituzione. Così non ha fatto la procura di Firenze che, anche di fronte agli inviti degli avvocati del senatore Renzi, ha ugualmente preteso di andare avanti, pur essendo consapevole che stava violando la Costituzione. (Applausi) . Non c'è dubbio allora che su questo la politica, il Parlamento, per la dignità del Senato, delle istituzioni e della democrazia - perché quest'Assemblea rappresenta il popolo italiano - abbia, non solo il diritto, ma, come giustamente sottolineava il senatore Renzi, il dovere di intervenire. Per questo noi voteremo a favore della proposta della relatrice Modena, auspicando che l'Aula intera abbia il coraggio di affermare che le regole vanno rispettate, anche e soprattutto dalla magistratura, anche e soprattutto dalla procura di Firenze come da qualsiasi altro magistrato che, esercitando la giustizia in nome del popolo italiano, deve quindi prima e più di chiunque altro rispettare la legge fondamentale che il popolo italiano si è dato. È ovvio, come ha detto il collega Renzi, che la questione non riguarda la sua vicenda personale, non riguarda il processo cui è sottoposto e la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della sua persona, anche se cinque sentenze della Corte di cassazione sull'illegittimità dell'operato della procura di Firenze qualche dubbio devono farcelo venire e qualche domanda, colleghi, devono farcela porre. Ad esempio, ci dovremmo interrogare tutti, se abbia ancora senso mantenere oggi un privilegio di natura feudale come la non responsabilità dei magistrati. (Applausi) . Certo, la Corte costituzionale non ha ammesso il referendum , ma questo dovrebbe essere un incentivo al Parlamento a intervenire sulla responsabilità dei giudici per il loro operato. (Applausi) . Non è possibile mantenere questo privilegio di ordine feudale - ripeto - per cui tutti noi rispondiamo dei danni che provochiamo con il nostro operato, ma i magistrati no, sono immuni, sono sopra e al di fuori della legge. Questo è un vulnus al principio democratico al quale come Parlamento italiano dovremmo avere finalmente il coraggio di mettere mano. (Applausi) . Un altro tema sul quale la vicenda ci interroga - e anche su questo concordo con il senatore Renzi - è quello dei rapporti tra politica e informazione, tra democrazia e informazione, perché l'informazione deve essere sempre e comunque limitata a ciò che è di interesse pubblico. Guardare dal buco della serratura per leggere cosa si scrivono padre e figlio non è informazione e non è neanche populismo: è vergognosa demagogia (Applausi) , nei confronti della quale non c'è destra e non c'è sinistra, ma c'è soltanto chi difende la libertà, la dignità e il diritto di riservatezza, perché anche il politico, al di fuori della sfera pubblica, ha diritto alla propria riservatezza nei confronti suoi personali e della sua famiglia, esattamente come chiunque altro. La vergogna di chi guarda dal buco della serratura per vendere qualche copia in più o per fare uno scoop in più è un altro tema su cui ci dobbiamo interrogare, senatore Renzi; non dobbiamo farlo soltanto quando pubblicano in modo vergognoso lettere private che la riguardano, ma anche quando, ad esempio, un giornalista si permette di chiedere a una madre se ha o se non ha vaccinato la sua bambina (Applausi) . Lo scandalo è, signora Presidente, che nessuno si indigna per quella domanda che ferisce profondamente la dignità di quella madre o di quel padre.