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5 Le regioni stabiliscono ulteriori modalità e procedure per la perequazione, nonché criteri di perequazione territoriale a carattere anche intercomunale, e forme di coordinamento delle regole perequative dei piani di comuni interessati a promuovere la realizzazione di dotazioni territoriali, di interesse sovracomunale, di carattere ambientale, infrastrutturale e per le attrezzature e i servizi. 11 (Compensazione) 1 La legge regionale di cui all'articolo 7, comma 4, disciplina i casi nei quali i comuni, in alternativa all'attuazione del piano operativo per mezzo della perequazione, possono prevedere che l'acquisizione di beni immobili assoggettati a vincoli preordinati all'esproprio dal piano operativo o comunque funzionali all'attuazione del piano ovvero alla realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità, abbia luogo attraverso l'attribuzione al proprietario del bene di diritti edificatori da trasferire su un'altra area nella disponibilità del proprietario stesso o di terzi ovvero attraverso la permuta di beni immobili di proprietà pubblica o la concessione di esenzioni, sgravi o detrazioni rispetto alla quota parte dell'imposta sul reddito delle persone fisiche afferente gli immobili e le imposte locali sugli immobili e sui servizi indivisibili connessi, per un valore corrispondente. 2 Nelle more dell'entrata in vigore della pianificazione urbanistica locale, in presenza di vincoli preordinati all'esproprio ancorché decaduti e da reiterare con la corresponsione dell'eventuale indennità, ovvero nei casi di acquisizione di beni immobili funzionali all'attuazione di piani urbanistici o alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, di esecuzione di interventi di demolizione e di rilocalizzazione di immobili in sede impropria con il mantenimento o la modifica delle destinazioni d'uso di questi ultimi, nonché di realizzazione di dotazioni territoriali di carattere ambientale di interesse comunale o sovracomunale, l'amministrazione può sottoscrivere, con i proprietari degli stessi beni, un accordo urbanistico, ai sensi dell'articolo 14, avente come oggetto, da una parte, la cessione volontaria del bene, e dall'altra l'attribuzione di diritti edificatori da trasferire su un'altra area nella disponibilità del proprietario o di terzi ovvero attraverso la permuta di beni immobili di proprietà pubblica o la concessione di esenzioni, sgravi o detrazioni rispetto alla quota parte dell'imposta sul reddito delle persone fisiche afferente gli immobili e le imposte locali sugli immobili e sui servizi indivisi bili connessi, per un valore corrispondente, nonché l'autorizzazione alla realizzazione di interventi di interesse generale previa stipula di una convenzione con l'amministrazione per la gestione dei servizi. Nelle more dell'entrata in vigore della pianificazione urbanistica locale, di cui all'articolo 7, è altresì ammessa la possibilità di sottoscrivere accordi urbanistici tra l'amministrazione comunale e i proprietari dei beni di cui all'articolo 8, comma 3, aventi come oggetto la regolazione e lo svolgimento delle prestazioni e funzioni elencate nel medesimo articolo e il riconoscimento di un'adeguata remunerazione ovvero di un bilanciato ristoro rispetto allo svolgimento di tali prestazioni e funzioni. 12 (Trasferibilità e commercializzazione dei diritti edificatori) 1 I diritti edificatori sono trasferibili e utilizzabili, nelle forme consentite dal piano urbanistico, tra aree di proprietà pubblica e privata, nonché tra aree private e sono liberamente commerciabili. Possono essere utilizzati fino al raggiungimento del valore di edificabilità massimo stabilito ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera b) . Nelle aree già edificate alla data di entrata in vigore della presente legge, fatte salve deroghe motivate, il valore di edificabilità massimo non può essere inferiore al volume esistente aumentato del 20 per cento. 2 Possono essere previsti coefficienti di conversione per i trasferimenti dei diritti edificatori tra diversi ambiti urbani individuati dal piano urbanistico allo scopo di assicurare l'equità di trattamento della proprietà e la sostenibilità e la qualità delle trasformazioni urbane. 3 I comuni istituiscono il registro dei diritti edificatori allo scopo di verificare l'utilizzo di questi ultimi nella fase di attuazione dei piani urbanistici. 4 Ove i diritti edificatori o il valore della contropartita economica che il comune si è obbligato a riconoscere, con la sottoscrizione dell'accordo urbanistico di cui all'articolo 11, comma 2, siano ridotti o annullati a seguito di varianti del piano urbanistico ovvero di un altro provvedimento di competenza dell'amministrazione non obbligatorio per legge, il comune indennizza i relativi proprietari sulla base del criterio del valore di mercato. 13 (Premialità) 1 La premialità è finalizzata a promuovere interventi di riqualificazione edilizia, urbana e ambientale e prevede l'attribuzione di diritti edificatori a fronte del perseguimento di specifiche finalità pubbliche. 2 La premialità trova impiego nella riqualificazione urbanistica, ambientale ed edilizia delle parti degradate della città, negli interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica, nello sviluppo dei servizi e delle dotazioni urbanistiche e ambientali di carattere comunale e sovracomunale e nella messa a disposizione di immobili per l'edilizia residenziale sociale in tutte le sue forme. 3 La premialità trova applicazione anche nel caso di richiesta da parte del comune di oneri aggiuntivi rispetto al contributo di costruzione per la realizzazione di opere pubbliche, previa adesione volontaria da parte del soggetto che attua la trasformazione urbanistica. 14 (Accordi urbanistici) 1 Sono definiti accordi urbanistici gli accordi tra parti pubbliche e privati, i cui contenuti incidono sulla pianificazione territoriale, ambientale e urbanistica, anche per il perseguimento di finalità di riqualificazione del tessuto urbano e di miglioramento delle attrezzature pubbliche e dei servizi di interesse pubblico collettivo e generale. Le amministrazioni pubbliche possono concludere accordi urbanistici sia nella fase di definizione che di attuazione degli strumenti di pianificazione. Gli accordi si attivano anche su istanza dei privati. 2 Gli accordi urbanistici rispondono ai princìpi di proporzionalità, parità di trattamento, adeguata trasparenza delle condizioni dell'accordo e dei benefici pubblici e privati connessi, nonché specifica motivazione in ordine all'interesse pubblico che li giustifica, anche in relazione alle finalità di cui al comma 1. 3 Le leggi regionali disciplinano gli accordi urbanistici, il procedimento di adozione, i criteri di selezione dei privati qualora vi siano, anche potenzialmente, più soggetti interessati, secondo criteri di trasparenza e di tutela della concorrenza e nel rispetto dei princìpi di cui al presente articolo. Gli atti di proposta e di adozione degli accordi urbanistici sono comunque soggetti alle medesime forme di pubblicità degli strumenti urbanistici che integrano o attuano. 15 (Giurisdizione e strumenti di tutela) 1 Le controversie relative a provvedimenti di adozione, approvazione e attuazione degli strumenti e degli accordi urbanistici, comunque denominati, compresi quelli che comportano la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.