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I giudici, all'inizio della straordinaria esperienza della magistratura addirittura si facevano riconoscere nella loro imparzialità: avevano la parrucca non per una questione di estetica ma per spersonalizzarsi; avevano la toga che assomigliava alla talare per essere imparziali. Non possiamo immaginare che si affidi una materia delicata qual è il chi realizza la rappresentatività parlamentare ad un organo collegiale di giustizia domestica che poi fa interessi di parte, fa la matematica degli interessi di parte, cioè fa il conteggio del cosa fa più uno da una parte e meno uno dall'altra, esattamente il contrario della giurisdizione. «Giurisdizione» viene da «giusdizione», che genera la giuscrittura, che poi è la giusprudenza, che non c'entra nulla con la "giusfollia" e qui noi siamo davanti ad una pagina di giusfollia! Attenzione, colleghi, attenzione! Noi sappiamo che quando si evoca l'ordinanza delle sezioni unite della Cassazione, che in termini magistrali Cassese ha commentato dicendo che è un punto di certezza, non è una scappatoia per la complessità delle questioni di giustezza da affrontare negli organi costituzionali. Noi dobbiamo dare luogo al rispetto del principio dialogico di contraddizione, di difesa, ed è accaduto che Edoardo Patriarca non abbia potuto ascoltare la difesa del suo avvocato che aveva titolo a realizzare difesa. Di cosa parliamo, allora? Io ho passione per la storia. L'altro giorno sono stato nella libreria del Senato e ho comprato - con lo sconto legittimo - il testo degli scritti e degli interventi del professor Miglio, il quale ci ha spiegato che, prima della democrazia, il ruolo, il posto, il sito della rappresentanza parlamentare equivaleva al sito del potere che si conquistava con la spada. Stiamo perdendo un pezzo di rappresentatività parlamentare con la spada, non con la giustizia. È un colpo di coltello quello che sta patendo il PD, Modena, quel territorio ed Edoardo Patriarca. Ecco perché alla relazione della Giunta diciamo di no. Non è un no argomentativo, dialettico; non è una dicitura: è un no che vuole avere la densità della coltellata che avete organizzato. Si può immaginare che possa fare giurisprudenza questa delibera della Giunta? Si potrà citare domani e dopodomani quando un bene irripetibile verrà leso? Infatti, non è ripetibile la condizione giuridica dell'espressività della rappresentanza parlamentare se si genera questa coltellata. Ecco perché mi permetto di dirvi: diamo senso e ruolo a questi interventi, allo spazio del dibattito: «Parlamento» non viene da parla-mentire; viene da confrontarsi parlando, entrando nel merito. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi votiamo allora no, ma continuiamo a pensare che andava data una chance di ulteriore lettura, di ulteriore scrutinio, di discernimento. Se una "botta" di discernimento ha dato luogo a questo esito, va data, bilanciatamente, allo stesso modo, altra opportunità perché non è senza valore la conseguenza della deliberazione. Per queste ragioni voto no; come dice Errani - e non solo lui - voto convintamente no, e vi vorrei convincere. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. I senatori del Gruppo Partito Democratico che si erano iscritti a parlare hanno rinunciato a intervenire. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, a noi sinceramente dispiace, soprattutto per il senatore Patriarca, non lo mettiamo in dubbio: non è una situazione facile, capiamo lo stato d'animo, dopo tutto quello che è accaduto. E però il risultato del Comitato è stato chiaro: sarà pur vero che prima c'era un vantaggio di oltre 40 schede e adesso il vantaggio è cambiato a favore del candidato Stefano Corti (oltre 50), però - ve lo dico con molta chiarezza - chiedere un controllo a campione effettivamente pone un problema. Il controllo a campione può essere assolutamente discutibile in qualsiasi situazione. Anzitutto, un controllo a campione fatto su quali seggi? Il candidato potrebbe dire che sono state esaminate a campione determinate schede ma magari proprio il seggio o la parte di collegio dove lo stesso era risultato più forte non sono stati assolutamente presi in considerazione. Quindi, fare delle verifiche ci può stare; il senso del vostro discorso ci sta tutto; tuttavia, dall'altra parte è necessario valutare che per avere un risultato chiaro bisogna rimettersi a contare tutte le schede; il che voleva dire sostanzialmente far passare anni. Quindi, il controllo a campione non è assolutamente funzionale. Comprendiamo la situazione, però se il ricorso è stato fatto sulle schede nulle e su quelle bianche il risultato del Comitato è stato assolutamente chiaro. Quindi non possiamo pensare di non dare giustizia a un risultato elettorale, perché se il discorso è mettersi a contare tutte le schede, potete immaginare anche voi che è facile dire che impiegheremo poco tempo, poche settimane; sapete bene anche voi che poi i comitati si devono trovare e devono essere presenti tutti i rispettivi membri (se c'è qualcuno che ha qualche problema alla fine non viene): i tempi rischiano di allungarsi e sembra effettivamente non corretto non dare giustizia a un candidato che avrebbe meritato di sedere su questi banchi del Senato. Il risultato quindi è questo. Comprendiamo tutto, e ci dispiace anche perché comunque c'è un rapporto positivo tra colleghi. MALPEZZI (PD) . Bastava ricontare. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . D'altra parte, però, se il risultato è quello, giustizia dev'essere fatta; la Giunta ha fatto tutti gli esami e le valutazioni possibili, pertanto a questo punto la scelta di votare l'annullamento dell'elezione del senatore Patriarca e l'ingresso del senatore Corti diventa assolutamente legittima e giustificata. Questo è quanto tenevamo a sottolineare ed era giusto ribadirlo in quest'Aula, pur comprendendo tutte le situazioni (e ne abbiamo una analoga, a nostra volta, perché il caso di una nostra senatrice verrà valutato subito a seguire). Dispiace quindi per i colleghi che alla fine devono lasciare questo seggio, ma si deve fare quello che è giusto: le leggi e le regole sono quelle; la Giunta è lì apposta per fare questo mestiere e i comitati hanno fatto il loro lavoro: è tutto chiaro, quindi non possiamo fare altro che procedere in tale direzione. Non c'è davvero nulla di personale, ci mancherebbe, ma si tratta semplicemente del rispetto delle regole. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, Fratelli d'Italia voterà a favore della proposta del relatore e della Giunta, senza nulla togliere alle qualità e alla professionalità del collega Patriarca, al quale riconosciamo di essere un esponente importante di questo Senato e di aver contribuito alla dialettica politica in quest'Aula sempre con grandi equilibrio e competenza. Pur con grande rispetto per la persona e per il collega, riteniamo tuttavia che non ci siano gli estremi per contestare le conclusioni della Giunta.