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infine, il previsto trasferimento di competenza tra la sezione circondariale e quella distrettuale e viceversa, nelle ipotesi di modifica dei provvedimenti che volta per volta richiamino le diverse funzioni, fa venir meno l'unicità della disciplina del tribunale unico, si chiede di sapere: quali provvedimenti migliorativi possano essere assunti per il superamento dei limiti esposti, e se non si debba reintrodurre il principio di collegialità dell'organo giudiziario e quello di interdisciplinarietà, vista l'inderogabile urgenza di garantire un'effettiva uniforme ed organica disciplina per tutti i procedimenti relativi alle persone, ai minorenni ed alle famiglie, in particolare al fine di assicurare attraverso l'organo giudiziario unico la massima tutela del superiore interesse del minore; se il Ministro in indirizzo non giudichi necessario, per il raggiungimento di tale scopo, prevedere delle risorse aggiuntive con le quali garantire l'effettività della tutela dei diritti dei minori e delle famiglie attraverso un più idoneo sistema processuale loro dedicato. Atto n. 3-02932 LOMUTI CROATTI MARINELLO PISANI Giuseppe LOREFICE AUDDINO Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nel 2014, i Comuni lucani della val d'Agri Viggiano e Grumento Nova hanno commissionato uno studio epidemiologico, denominato "Valutazione d'impatto sanitario", per verificare e approfondire il rapporto tra le estrazioni di petrolio e gas effettuate da ENI e la salute dei residenti dell'area, nella quale si evidenzia l'ubicazione del centro oli della val d'Agri (COVA); lo studio è stato affidato al gruppo scientifico costituito da IFC-CNR, ISAC-CNR, ISE-CNR, dipartimento di biologia dell'università di Bari e dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario della Regione Lazio, coordinato dal professor Fabrizio Bianchi dell'Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa; a settembre 2017, sono state pubblicate le conclusioni dei lavori del gruppo scientifico, prima vera indagine epidemiologica effettuata nei dintorni del COVA di Viggiano, impianto in esercizio dal 2001 nella zona industriale di Viggiano (Potenza) (circa 180.000 metri quadri di superficie) che si occupa del trattamento degli idrocarburi prodotti dal giacimento lucano attraverso la separazione tra oli, gas e acque di strato; i dati pubblicati dal gruppo di lavoro hanno certificato l'esistenza di un'associazione di rischio sanitario statisticamente rilevante tra i fumi dell'impianto COVA e i picchi di mortalità e ricoveri per patologie cardiovascolari e respiratorie registrati dal 2000 al 2013 a Viggiano e del vicino comune di Grumento Nova, con conseguente forte preoccupazione dei cittadini lucani, in particolare modo quelli della val d'Agri; nel marzo 2018, l'Istituto superiore di sanità, nel rispondere alla richiesta di parere da parte della Regione Basilicata, ha inviato a quest'ultima una relazione attraverso la quale rilevava diverse incongruenze nell'articolazione dello studio epidemiologico e in generale sottolineava i limiti che condizionano in modo determinante la validità complessiva del documento; successivamente sono state rilanciate critiche da ENI che ha evidenziato l'assenza di prove di una correlazione tra il COVA e un aumentato rischio per la salute della popolazione; nel mese di settembre 2018, per restituire certezza ai cittadini disorientati dalle tesi contrapposte, la Giunta regionale, presieduta all'epoca dei fatti dal Marcello Pittella, ha deciso di sottoscrivere un accordo di durata triennale con l'Istituto superiore di sanità, che per missione svolge proprio studi di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione per tutto ciò che è inerente alla salute pubblica; per realizzare gli ulteriori approfondimenti al lavoro svolto dal gruppo di studio condotto dal professor Bianchi, viene pattuito il corrispettivo di 980.000 euro da destinare in favore dell'ISS a carico della Regione Basilicata, che avrebbe provveduto a prelevare tale somma dal fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 (delibera di Giunta n. 543/2018); considerato che: il 4 settembre 2021 sono scaduti i 3 anni previsti dall'accordo Regione-ISS per portare a termine il progetto di ricerca intitolato "Valutazione dell'incidenza dei fattori ambientali sullo stato di salute della popolazione residente con particolare riferimento alle attività estrattive petrolifere"; con deliberazione n. 202100873, nella seduta del 29 ottobre 2021, la Giunta regionale della Basilicata, guidata dal nuovo presidente Vito Bardi, ha deciso di revocare all'ISS, quale soggetto attuatore, le risorse del FSC 2014-2020 pari a 980.000 euro, annullando ogni altro impegno assunto; al punto 3 della suddetta delibera, approvata con voto unanime della Giunta, si prendeva atto del mancato espletamento delle attività di cui al progetto di ricerca "Valutazione dell'incidenza dei fattori ambientali sullo stato di salute della popolazione residente con particolare riferimento alle attività estrattive petrolifere" nel territorio della val d'Agri, affidato all'ISS con delibera di Giunta regionale n. 543/2018, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente della situazione; quali iniziative, alla luce dei fatti descritti, intenda assumere; se intenda convocare un tavolo di confronto con la Regione Basilicata per trovare tempestivamente una valida e rassicurante soluzione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06258 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: per beneficiare dell'esenzione dall'IMU è indispensabile che il soggetto che concede il terreno in affitto o in comodato a un coltivatore diretto (CD) o imprenditore agricolo professionale (IAP), iscritto nella previdenza agricola, abbia egli stesso la qualifica di CD o IAP, iscritto nella previdenza agricola; il Dipartimento delle finanze, con circolare prot. n. 2162 del 3 febbraio 2015, ha precisato che, in base ai nuovi criteri, l'esenzione si applica a tutti terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani, di cui all'elenco predisposto dall'ISTAT, nonché a quelli non coltivati, purché posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo stesso elenco ISTAT;