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Sul punto, è evidenziato che l'intervento era inizialmente posto a completamento del progetto di primo stralcio, di cui alla deliberazione Cipe n. 133/2002. Sotto il profilo dei costi, l'importo del progetto, "originariamente previsto pari a 23,24 milioni, è lievitato prima a 30,273 milioni, come sancito con deliberazione Cipe n. 78/2004 e, successivamente, a 40,643 milioni, come ratificato con deliberazione Cipe n. 154/2012"; nello specifico, con la deliberazione Cipe n. 154/2012, veniva disposto che, con riferimento al progetto "Derivazione dal fiume Belice dx e affluente nel serbatoio di Garcia - 1° lotto", il cui costo aggiornato è pari a 40.642.639,75 euro, la copertura veniva così posta a carico: per 30.273.000 euro, dell'assegnazione a favore del citato primo lotto di cui alla delibera Cipe n. 78/2004; per 9.732.000 euro, delle disponibilità derivanti dal de-finanziamento del progetto "Allacciante dal Belice destro al serbatoio di Garcia - II stralcio" destinatario dell'assegnazione di cui alla delibera n. 74/2005; per 637.639,75 euro, delle economie realizzate su precedenti programmi irrigui finanziati dal Cipe; come confermato dalla relazione della Corte dei conti, "per coprire l'aumento di spesa sono state utilizzate (...) le risorse previste per il secondo stralcio, che non verrà più realizzato. La gara d'appalto per il primo stralcio non è mai stata bandita e il consorzio concessionario ha comunicato che, a seguito di un ulteriore aggiornamento del progetto, l'importo necessario ammonterebbe a 47.749.000 euro"; al proposito, sempre secondo quanto riportato nella relazione, veniva richiesta "dal Ministero al consorzio la documentazione tecnica e amministrativa attestante la cantierabilità dell'intervento (progetto esecutivo, autorizzazioni, verifica e validazione), che al momento dell'istruttoria non risultava ancora pervenuta". Al riguardo, venivano espresse "forti perplessità sulla effettiva possibilità di realizzare l'opera"; in luogo delle originarie opere, il consorzio ha optato per un'alternativa che prevede un già esistente progetto definitivo che ha per oggetto: "Ammodernamento reti di distribuzione comprensorio Jato primo lotto sollevato", che contempla opere per un importo complessivo di 15.964.639,54 euro, risalente al febbraio 2016, quindi, non aggiornato ai prezzi correnti; sono trascorsi otto anni dalla deliberazione Cipe n. 154/2012, con cui veniva aggiornata la copertura finanziaria del progetto "Derivazione dal fiume Belice dx e affluente nel serbatoio di Garcia - 1° lotto" attraverso la definizione di un costo pari a 40.642.639,75 euro; la rete di distribuzione, di cui al progetto di ammodernamento, utilizza le acque del bacino Poma costruito a servizio dell'agricoltura della piana di Partinico negli anni '60, grazie alle lotte per i contadini sostenute da Danilo Dolci; l'agricoltura, unica e peculiare risorsa del territorio, patisce, proprio per la cronica siccità che supera spesso sei mesi all'anno, una crisi drammatica; nel corso degli anni, la risorsa idrica riservata all'agricoltura è stata, ed è tuttora, destinata in massima parte all'uso idropotabile per la città di Palermo; rientrano nell'ambito delle prerogative del Ministro in indirizzo il sostegno, l'incentivazione e lo sviluppo della produzione agricola, soprattutto in quelle aree ove, per fattori connessi a ritardi, emergenze strutturali e crisi del mercato, l'agricoltura resta una risorsa unica. Allo stesso tempo, rientra nell'ambito delle prerogative del Ministro promuovere il superamento anche delle crisi locali per far crescere il PIL, specie a seguito di una prolungata assenza della risorsa idrica che ha portato, nel tempo, all'abbandono dei terreni da parte di giovani e anziani, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se e quali iniziative siano state adottate o intenda adottare al fine di finalizzare le risorse destinate alla realizzazione dell'opera (prima che le somme destinate vadano in prescrizione), ciò al fine di soddisfare esigenze di efficienza nelle procedure e negli investimenti, conformemente agli obiettivi programmati dalla delibera Cipe di riferimento; se sia stata fornita dal consorzio interessato la documentazione tecnica e amministrativa attestante la cantierabilità dell'intervento di ammodernamento della rete irrigua, in un'ottica di vigilanza, monitoraggio e controllo per il raggiungimento degli scopi prefissati, con particolare riferimento al recupero, all'ottimizzazione e alla gestione sostenibile delle risorse idriche in Sicilia e nel Mezzogiorno; se sia prevista una rimodulazione o una diversa destinazione delle risorse finanziarie per la realizzazione dell'opera originariamente prevista e, in caso contrario, quali conseguenze derivino dall'ingente accumulo dei residui derivanti dal mancato compimento delle opere irrigue programmate; se ritenga opportuno, stante la frammentazione delle competenze riguardanti gli interventi di adeguamento e di ripristino delle strutture irrigue di rilevanza nazionale, fare chiarezza circa l'operato delle singole amministrazioni coinvolte nella realizzazione del citato intervento; se abbia ricevuto una proposta di riprogrammazione o di rimodulazione degli interventi previsti da parte del "Consorzio di bonifica 2 - Palermo" e se quest'ultimo abbia predisposto atti dispositivi tali da scongiurare gravi dispersioni economiche per quanto concerne l'importo di competenza, di cui alla già citata deliberazione Cipe n. 154/2012; se non reputi utile valutare la possibilità, mediante appositi interventi normativi, di istituire, presso il Ministero, un fondo finalizzato a finanziare la progettazione delle opere per il completamento degli interventi previsti nell'ambito del Piano irriguo nazionale, di cui alle delibere del Cipe n. 41/2002, n. 74/2005 e n. 117/2006, e successive integrazioni, nonché, conseguentemente, a prevedere i requisiti, i criteri e le modalità relativi all'accesso al fondo. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01030 PUGLIA PRESUTTO DE LUCIA GRASSI LOMUTI ANGRISANI VACCARO MORONESE GIANNUZZI ORTOLANI DI MICCO CASTALDI DONNO Al Ministro dell'interno Premesso che: alcuni asili nido presenti nel territorio campano sono stati aperti grazie ai fondi del Piano di azione e coesione (PAC) del Ministero dell'interno; annualmente vengono riassegnati, con riparti coordinati dal Ministero, nuovi fondi che servono, anche e soprattutto, alla continuità dell'attività degli asili esistenti, istituiti a mezzo dei fondi PAC; elemento fondamentale per l'ottenimento delle somme necessarie per l'espletamento delle funzioni, anche per gli anni successivi all'apertura dell'asilo nido, è la redazione di una rendicontazione accurata, che certifichi la necessità dei fondi per l'esposta causa, unitamente alla richiesta di proroga effettuata dal municipio di competenza; considerato che: