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Disposizioni per l'attuazione del regolamento (UE) 2018/1727 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) e che sostituisce e abroga la decisione 2002/187/GAI del Consiglio. Onorevoli Senatori . – A seguito dell'entrata in vigore, lo scorso 12 dicembre 2019, del regolamento 2018/1727 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) e che sostituisce e abroga la precedente decisione 2002/187/GAI del Consiglio, si rende necessario il presente intervento legislativo a modifica della legge 14 marzo 2005, n. 41. Eurojust è l'organismo di cooperazione giudiziaria nato nel 2002 per migliorare le capacità dell'Unione europea nell'azione di contrasto alle diverse e più gravi forme di criminalità organizzata. La sua istituzione ha storicamente rappresentato un passo decisivo di concretizzazione dell'idea del coordinamento giudiziario sovranazionale, già espressa nella conclusione n. 46 del Consiglio europeo di Tampere (1999), secondo cui, per rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata, sarebbe stato necessario istituire un'unità composta da pubblici ministeri, magistrati o funzionari di polizia di pari competenza, distaccati da uno Stato membro in conformità del proprio sistema giuridico. Negli ultimi anni i gruppi di criminalità organizzata sono diventati sempre più globali. Il narcotraffico e altri crimini spesso correlati, quali il riciclaggio e il traffico di esseri umani, rappresentano allo stato attuale la principale e più pericolosa attività delle organizzazioni criminali italiane e straniere, che si dimostrano sempre più propense a processi di internazionalizzazione e di cooperazione con altre organizzazioni operanti in altri Paesi, europei e non. L'Unione europea è, ovviamente, fortemente impegnata nella lotta contro questo tipo di criminalità, secondo i principi di giustizia e stato di diritto che caratterizzano i nostri sistemi democratici. Le autorità giudiziarie e di polizia dell'Unione europea tuttavia operano prevalentemente nell'ambito dei sistemi giuridici nazionali che disciplinano la risposta alle forme di criminalità organizzata. E si trovano quotidianamente a doversi confrontare con numerose questioni non necessariamente armonizzate tra i diversi Stati membri: dall'individuazione di quali atti siano considerati reati a quali sanzioni applicare, fino alle modalità con cui vengono condotte le indagini e i processi. Per individuare, indagare e perseguire efficacemente i reati transfrontalieri, le autorità giudiziarie e di polizia di diversi Paesi devono pertanto essere in grado di collaborare strettamente. Dalla necessità di una cooperazione internazionale è nata Eurojust, che ha come obiettivo principale la lotta al crimine organizzato e ha come funzioni principali quelle di assistenza alle autorità nazionali e di facilitazione della cooperazione giudiziaria, nonché di coordinamento delle indagini penali transnazionali. Il coordinamento è ormai un concetto chiave della cooperazione giudiziaria e, acquisito il dato dell'insufficienza della cooperazione giudiziaria intesa in senso classico e orizzontale, si è quindi creata una capacità di cooperazione giudiziaria in senso verticale e sovranazionale. Dalla sua istituzione nel 2002, Eurojust è cresciuta sensibilmente, così come i suoi compiti operativi e la sua partecipazione alla cooperazione giudiziaria europea, riuscendo a creare un effettivo coordinamento dell'azione dei Paesi membri, migliorandone conoscenza e risposta ai fenomeni criminali sopra indicati e coinvolgendo anche le autorità giudiziarie di Stati terzi (non appartenenti all'UE), con una netta prevalenza per la partecipazione delle autorità della Confederazione Elvetica e degli Stati Uniti d'America. In ragione dell'evidente successo della sua attività, l'Agenzia ha visto estendere progressivamente i suoi campi d'azione e i suoi strumenti, ad esempio attraverso la moltiplicazione dei centri di coordinamento, lo scambio di informazioni e la creazione di squadre investigative comuni, utilizzate in particolare nel contrasto ai traffici di esseri umani dal Nord Africa e dalla regione del Sahel, anche tramite accordi con le distinte agenzie di Frontex ed Europol. Da ultimo, si segnala che Eurojust ha istituito il registro europeo antiterrorismo, operativo sin dal mese di ottobre del 2019. Eurojust è quindi oggi in grado di fornire sostegno pratico a investigatori, procuratori e giudici di diversi Paesi impegnati contro le forme di criminalità definite prioritarie ( priority crimes ), distinguendosi per l'ampio spettro della sua attività, a differenza, ad esempio, della neoistituita Procura europea, che ha il ruolo specifico di indagare e perseguire frodi contro il bilancio dell'UE e altri reati contro gli interessi finanziari dell'UE. In ragione di tale evoluzione, si è resa indispensabile una revisione delle norme, e nel luglio 2013 la Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di nuovo regolamento su Eurojust per fornire un « quadro giuridico unico e rinnovato per una nuova Agenzia per la cooperazione nel settore della giustizia penale (Eurojust) ». In relazione al mutamento del quadro legale di Eurojust, a seguito dell'applicabilità, dal mese di dicembre 2019, del nuovo regolamento (UE) 2018/1727, si rende necessario il presente disegno di legge – nonostante, a norma dell'articolo 288 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il regolamento sia obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati – anche a causa della mancata attuazione della precedente decisione del 2009 del Consiglio (Decisione 2009/426/GAI) che ha rafforzato le prerogative di Eurojust e dei suoi membri nazionali. Alla luce del citato regolamento (UE) 2018/1727, si ritiene opportuno intervenire con norme primarie nazionali per regolare i seguenti aspetti: a) le norme sullo status del membro nazionale e dei suoi collaboratori (articolo 7 del regolamento), inclusa la sua procedura di nomina – con particolare riguardo all'eventuale diversa incidenza dell'intervento del Consiglio superiore della magistratura rispetto ai poteri di scelta ministeriali previsti dalla normativa attuale, legge 14 marzo 2005, n. 41 – come conseguenza del suo mutato status , che trova un riflesso anche alle prerogative giudiziarie riconosciutegli ed esercitabili. Tali norme potranno essere modellate sullo schema già adottato per la designazione della terna dei magistrati per la scelta del procuratore europeo nazionale; b) le norme sui poteri del membro nazionale (articolo 8 del regolamento); c) le norme che disciplinano l'accesso ai registri nazionali (articolo 9 del regolamento), relativamente alla possibilità di consentire e regolamentare forme di accesso telematico diretto; d) il regime transitorio. Si ritiene che per la descritta attività sia necessario un atto normativo di fonte primaria, tenuto conto dell'impatto delle previsioni contenute nel regolamento rispetto alle norme preesistenti e della natura della fonte sovranazionale in questione.. 1 (Finalità ed oggetto) 1