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alla verifica effettuata dall'organismo abilitato dei risultati delle prove di autocontrollo, di quelle esterne, delle rielaborazioni statistiche; alle procedure da seguire nel prelievo dei campioni per le prove esterne; alle procedure da seguire nel caso di accertamento di non conformità nei controlli interni ed esterni e alle azioni conseguenti (segnalazioni, richiami, sospensione dell'attestato di conformità); ai provvedimenti di concessione e di revoca dell'attestato di conformità da parte dell'organismo abilitato; all'applicazione della legge 26 maggio 1965, n. 595, recante le caratteristiche e i requisiti dei cementi, e dei successivi decreti attuativi. Qualora la produzione di un prodotto dotato di attestato di conformità è interrotta, il produttore ne dà comunicazione all'organismo abilitato entro quindici giorni dalla data di interruzione. L'organismo abilitato concede in tal caso una sospensiva dell'attestato di conformità per un periodo massimo di dodici mesi. Alla ripresa produttiva l'attestato è ripristinato solo se le prove sul primo prelievo esterno di campioni danno esito positivo. Qualora si tratti di prodotto stagionale (venduto per un periodo di tempo, nell'anno compreso tra quattro e sei mesi consecutivi), l'attestato di conformità è rilasciato per la prima volta secondo quanto previsto dal regolamento. L'organismo abilitato ed il produttore concordano l'opportuna frequenza di autocontrollo. Nel periodo di produzione l'organismo abilitato effettua almeno tre prelievi di campioni. Per gli anni successivi al primo l'attestato è rilasciato solo se le prove sul primo campione del prelievo esterno danno esito positivo. Il produttore informa l'organismo abilitato della presumibile durata della produzione stagionale e notifica per iscritto l'inizio delle spedizioni almeno trenta giorni prima dell'inizio delle spedizioni stesse nonché il termine di cessazione di queste entro quindici giorni dalla cessazione stessa. L'organismo abilitato aggiorna l'elenco degli attestati rilasciati, elenco che è annualmente inviato al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato - Ispettorato tecnico ed al Ministero dei lavori pubblici. 11.4. Attestazione di produzioni particolari. Nell'ambito di un determinato tipo o classe di resistenza già in produzione presso una stessa fabbrica e per il quale il produttore ha ottenuto un attestato di conformità, un cemento particolare avente composizione, proprietà fisiche o chimiche o resistenze a compressione intenzionalmente differenti è, su richiesta del produttore, valutato, certificato ed identificato come cemento diverso. L'attestato di conformità è, in questo caso, rilasciato sulla base delle prove di autocontrollo ed il primo campione per le prove di controllo dell'organismo abilitato è analizzato dal laboratorio di prova. 11.5. Cessazione della produzione. Il produttore che cessa definitivamente la produzione di un particolare tipo di cemento o classe di resistenza di cemento, informa l'organismo abilitato che cancella il relativo attestato di conformità. 11.6. Marchio di conformità. L'attestato di conformità autorizza il produttore ad apporre il marchio di conformità sull'imballaggio e sulla documentazione di accompagnamento relativa al cemento certificato. Il marchio di conformità è costituito dal simbolo dell'organismo abilitato seguito da: a) nome del produttore e della fabbrica ed eventualmente del loro marchio o dei marchi di identificazione; b) ultime due cifre dell'anno nel quale è stato apposto il marchio di conformità; c) numero dell'attestato di conformità; d) descrizione del cemento; e) estremi del decreto. Ogni altra dicitura è preventivamente sottoposta all'approvazione dell'organismo abilitato. 11.7. Diritto d'uso del marchio di conformità. L'intermediario che gestisce un centro di distribuzione e che soddisfa agli obblighi di cui ai punti precedenti, utilizza il marchio di conformità sui prodotti distribuiti previa autorizzazione del corrispondente produttore e dell'organismo abilitato che ha concesso l'attestato di conformità ai corrispondenti prodotti. 12. Procedure in caso di non conformità. 12.1. Responsabilità del produttore. Le azioni correttive da adottare in presenza di una non conformità ricadono sotto la piena responsabilità del produttore il quale documenta le attività, da svolgere in maniera dettagliata, da sottoporre all'organismo abilitato. 13. Azioni dell'organismo abilitato nei confronti del produttore. 13.1. Controllo della produzione ed autocontrollo. L'organismo abilitato intraprende eventuali azioni nei confronti del produttore a seguito della valutazione, approvazione e sorveglianza del sistema di qualità della produzione e della valutazione dei risultati delle prove di autocontrollo sulla base della valutazione, caso per caso, dei relativi rapporti nell'eventualità che i risultati delle prove di autocontrollo del produttore indicano che i criteri di conformità del decreto ministeriale del 13 settembre 1993 non sono stati soddisfatti, le azioni da intraprendere da parte dall'organismo abilitato sono quelle indicate nel prospetto 8 dell'allegato 3. 13.2. Controllo esterno. 1. Se i controlli effettuati mostrano delle differenze dovute ad errori di campionamento o di prova, occorre identificarne le ragioni. L'organismo abilitato stabilisce se sono state intraprese le opportune azioni per correggere queste differenze ed indica eventuali ulteriori azioni ivi compresa, se necessario, la correzione di tutti i relativi risultati. 2. Se i risultati delle prove di controllo ispettivo esterno comprendono un risultato di prova al di fuori del valore caratteristico, l'organismo abilitato valuta i risultati delle prove di autocontrollo del produttore per un periodo adeguato e non minore di dodici mesi e notifica quanto rilevato all'organismo di certificazione. Se le prove di autocontrollo risultano soddisfacenti non occorrono altre azioni. Se le prove di autocontrollo mostrano una non conformità statistica, l'organismo abilitato intraprende le azioni previste dal prospetto 8. 3. Se i risultati delle prove di controllo ispettivo esterno non soddisfano i requisiti previsti per i valori limite (prospetto 3), l'organismo abilitato intraprende le azioni previste dal prospetto 8. 4. I risultati delle prove sopra menzionate ai punti 2 e 3 sono quelli ottenuti dopo la realizzazione degli eventuali interventi correttivi di cui al punto 1. 13.3. Responsabilità dell'intermediario. Le azioni correttive da adottare in presenza di una non conformità rilevata presso un centro di distribuzione ricadono sotto la piena responsabilità dell'intermediario il quale documenta le attività da svolgere m maniera dettagliata in apposita procedura da sottoporre all'accettazione dell'organismo abilitato. 13.4. Azioni dell'organismo abilitato nei confronti dell'intermediario. Valgono anche per i centri di distribuzione le condizioni di cui ai punti 13.1 e 13.2 relativi alla fabbrica, salvo per quanto riguarda le azioni da intraprendere da parte dell'organismo abilitato che in questo caso non vengono riferite nel prospetto 8, ma prevedono un esame in sito da parte dell'organismo stesso al fine di stabilire le cause della non conformità. L'organismo abilitato revoca il diritto all'uso del marchio da parte dell'intermediario qualora vengono riscontrate condizioni operative che non garantiscono il mantenimento delle caratteristiche originali del prodotto o constatate azioni dolose.