[resaula]

partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la verbalizzazione; esprime il parere di regolarità, in relazione alle sue competenze, su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta ed al Consiglio, nel caso in cui l'ente non abbia responsabili dei servizi; può rogare tutti i contratti nei quali l'ente è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'ente; esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal sindaco o dal presidente della Provincia; è garante della legalità generale dell'azione amministrativa nell'ambito del Comune e della Provincia; nei comuni con oltre 100.000 abitanti e nelle province il sindaco o il presidente della Provincia possono conferire al segretario le funzioni di direttore generale; considerato che: con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 aprile 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 2018, il Ministero dell'interno è stato autorizzato ad avviare le procedure concorsuali e le relative assunzioni di 224 segretari comunali e provinciali; ad oggi non è stato ancora pubblicato il bando per i nuovi segretari utili alla copertura dei posti disponibili; da molti esponenti dei Comuni giunge l'allarme relativo all'impossibilità di coprire le sedi vacanti dei segretari comunali. In particolare, in Lombardia, le sedi che rimangono ancora vacanti sono ben 317; tenuto conto che il segretario comunale è una figura fondamentale a supporto dei sindaci per la quotidiana attività amministrativa, soprattutto alla luce delle continue interpretazioni normative che impongono scelte e responsabilità gravose, con implicazioni importanti non solo per il bene comune dei cittadini ma anche per la tutela e la salvaguardia del ruolo del sindaco stesso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno assumere tutte le iniziative necessarie affinché vengano accelerati i tempi di pubblicazione del bando di concorso da indire per i nuovi segretari comunali e provinciali; se non ritenga opportuno, in attesa del concorso, assumere le iniziative necessarie per coprire i posti vacanti. Atto n. 4-00279 FEDELI BINI Al Ministro dell'interno Premesso che nel corso della visita del Ministro in indirizzo a Pisa nella giornata di venerdì 22 giugno 2018 si sarebbe svolta una rissa in un'area vicina alla zona interessata dal passaggio del Ministro, in una città che ha assistito per la sua presenza ad un eccezionale e fortissimo presidio delle forze dell'ordine; a giudizio delle interroganti ma misteriosamente di tale rissa si è venuto a sapere solo nel pomeriggio di sabato, con immediata e sospetta copertura mediatica e politica, si chiede di sapere se, in quanto garante del regolare svolgimento delle elezioni, il Ministro in indirizzo non ritenga ciò un'elusione del silenzio elettorale allo scopo di alterare il genuino risultato del voto e se intenda attivarsi prontamente per accertarne le responsabilità. Atto n. 4-00280 URSO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il nuovo premier etiope, Abiy Ahmed, ha annunciato, nel mese di aprile 2018, sin nell'atto di insediamento, una vera svolta politica, interna e internazionale, a cui va dato il massimo supporto, per le conseguenze positive che può comportare nell' intera regione, assolutamente strategica per l'Italia e l'Europa, Ahmed ha sottolineato, tra l'altro, l'importanza e l'urgenza di un'unità etnica e nazionale per far fronte allo stato di emergenza in cui versa il Paese, uno dei più importanti dell'Africa e sede di tutte le organizzazioni africane, e si è impegnato in un programma di riforme politiche ed economiche, ha liberato migliaia di prigionieri politici, chiuso il carcere di Maekelawi, simbolo di anni di repressione, sbloccato 264 siti internet e blog riconducibili all'opposizione; Ahmed ha inoltre manifestato, da subito, l'intenzione di attivare una fase diversa con l'Eritrea, chiamata "nazione sorella", e successivamente ha annunciato l'intenzione di rispettare la decisione della commissione internazionale che, dopo il conflitto 1998-2000, aveva riconosciuto la sovranità eritrea sulla località frontaliera di Badme, peraltro sui confini disegnati dagli italiani, ma rivendicata anche dagli etiopi; se così fosse, verrebbero rimosse le cause della guerra tra i due Paesi che è finora costata la vita ad oltre 80.000 persone, carestie ed emigrazione in tutta la regione; in occasione delle celebrazioni per la giornata dei martiri ad Asmara, il presidente dell'Eritrea, Isaias Afewerki, ha mostrato apprezzamento per i "segnali positivi" lanciati da parte dell'Etiopia accogliendo l'invito ad un'apertura al dialogo fra le due nazioni; il 20 giugno, Afewerki ha annunciato che invierà una delegazione in Etiopia per colloqui di pace con il Paese confinante: un'iniziativa eccezionale se si considera che si tratta della prima delegazione del genere dal 1998, anno in cui scoppiò la guerra per il riconoscimento dei confini tra i due Paesi relativo appunto al "corridoio di Badme"; l'ambasciatore di Eritrea in Kenya, Byene Russom, ha definito questa iniziativa un "nuovo capitolo di pace e riconciliazione tra i popoli di Eritrea ed Etiopia"; si tratta, infatti, di un'opportunità di eccezionale importanza se si pensa che per anni ogni tentativo di riappacificazione è risultato vano, i sacrifici umani e le onerosissime spese militari del conflitto hanno messo a dura prova i due Paesi, soprattutto l'Eritrea, che ha dovuto difendersi da un esercito ben più numeroso e agguerrito, bloccato lo sviluppo dell'intera aerea, resa instabile l'intera regione; i nemici della pacificazione sono tanti, interni ed esterni: sabato 23 giugno, il primo ministro Abiy Ahmed è sfuggito ad un grave attentato ad Adis Abeba, nel corso di una manifestazione pubblica, alla quale partecipavano decine di migliaia di persone, che ha provocato due morti e oltre 150 feriti; il processo di pace tra Etiopia ed Eritrea è di grande rilievo anche per il nostro Paese, sia perché si tratta del Corno d'Africa, regione in cui l'Italia ha sempre svolto un ruolo importante, storico, culturale, politico ed economico, sia perché una parte significativa di immigrati parte proprio da quella terra e pacificare e sviluppare quel territorio potrebbe servire anche a frenare i flussi di immigrazione; il processo di pace tra Eritrea ed Etiopia potrebbe avere conseguenze positive anche per la stabilizzazione dell'intera area, in particolare in Somalia, dove gli organismi statuali non riescono a fronteggiare gli attacchi delle organizzazioni terroristiche islamiche ma anche nel confinante Sud Sudan, ancora dilaniato dai conflitti etnici, e nel vicino Yemen dove si sta realizzando una catastrofe umanitaria nel silenzio preoccupante dell'Occidente; deve essere prioritario per l'Italia e per l'Unione europea favorire con ogni mezzo questo processo di pace in un'area geografica che attende una costruttiva presenza e azione della comunità internazionale;