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Sono, però, termini che afferiscono a materie completamente diverse. Ma - tant'è - ormai è un appuntamento consolidato. Sottolineare che forse questo non è il modo migliore di procedere nello svolgimento dell'attività legislativa - mi rendo conto - è esercizio ozioso. Il provvedimento in esame, tra l'altro, tanto per aggravare la valutazione negativa che in generale sul piano sistematico, non politico, ora e adesso, si può formulare, non è stato da noi quasi neanche letto; è arrivato come una meteora e come una meteora attraverserà quest'Assemblea. Noi lo voteremo sicuramente (facciamo parte della maggioranza). Noi tutti, però, dovremmo prestare più attenzione a questo problema, a questo nodo istituzionale: un sistema bicamerale dove in alcuni casi le due Camere funzionano come dovrebbero, perché una Camera serve a correggere gli errori dell'altra ed è un bene che ciò accada, ma in altri casi un ramo del Parlamento non serve a nulla perché si trova a dover ratificare alla cieca ciò che l'altra Camera si spera abbia fatto al meglio. Comunque, nel decreto-legge in esame qualcosa di buono c'è e mi onoro di rivendicare i meriti non di noi senatori della Lega, ma dei colleghi deputati leghisti della Camera. Particolare attenzione è stata riservata agli enti locali, che sono la parte delle istituzioni più vicina ai cittadini. È noto che la qualità della vita migliore si rinviene nei centri più piccoli e la Lega è attenta a questo profilo. Per esempio, partendo dalle Regioni, è stato approvato un emendamento, appoggiato da tutti i colleghi della Lega, volto al sostegno delle Regioni e delle Province autonome, mettendo a disposizione l'utilizzo della quota libera dell'avanzo di amministrazione, ovviamente dopo l'approvazione del rendiconto e prima - sia chiaro - del giudizio di parifica. È una misura concreta, che si inserisce all'interno di un'azione politica già iniziata con la legge di bilancio. Come Gruppo Lega abbiamo anche presentato alla Camera un ordine del giorno in cui si chiedeva che lo stesso avvenisse per gli altri enti territoriali, quindi i Comuni, ossia la possibilità di mettere a disposizione l'avanzo libero, il cosiddetto fondone, e le risorse residue del 2020 e 2021 per renderle disponibili nel 2022. Questa richiesta è venuta con forza dagli enti locali. Inoltre, abbiamo prorogato al 31 marzo il termine per l'approvazione dei bilanci di previsione da parte degli enti locali. Questo emendamento dimostra una grande attenzione della Lega per l'attuazione del PNRR. Apro una parentesi per dire che è un brutto acronimo, così difficile da pronunciare, direi quasi cacofonico; potevamo trovare qualcosa di meglio, il nostro italiano lo avrebbe consentito. È una misura importante perché permette di dare anche ai Comuni la possibilità di predisporre un piano operativo per la messa a terra delle opere necessarie per i bandi del PNRR. Per la scuola, è previsto sostegno al personale dei servizi scolastici: grazie ad un emendamento abbiamo dato la possibilità a tutti gli istituti di fare assunzioni a tempo determinato che permettano di avere una continuità di servizio sia da parte del personale docente sia da parte del personale ausiliario. Sulla disabilità è stato ottenuto un notevole risultato da parte della nostra ottima Erika Stefani: è stato raddoppiato il fondo a favore degli assistenti degli alunni con disabilità. Tale emendamento ha portato al raddoppio da 100 a 200 milioni di questo fondo molto importante, che fornisce un servizio agli alunni che hanno le maggiori difficoltà e richiedono quindi un maggiore sostegno. Dico questo per sottolineare l'attenzione al principio costituzionale di solidarietà, uno dei principali argomenti politici della Lega. Chiedo la pazienza di ascoltarmi ancora qualche minuto perché non credo sia il caso di andare avanti con un elenco di provvedimenti eterogenei, visto ciò che ho detto all'inizio del mio intervento. Mi preme approfittare di questa occasione per segnalare che, a margine dell'approvazione alla Camera della legge di conversione del presente decreto-legge, la Lega ha ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno, politicamente molto importante, che impegna il Governo ad accorpare le date dei futuri referendum alle date delle elezioni amministrative. Richiamo l'attenzione di tutti su questo aspetto, perché l'argomento che ho orecchiato, secondo cui è prassi tenere separati la votazione sui referendum da altri appuntamenti elettorali, non è un argomento valido, perché una prassi, solo perché è tale, non vuol dire che sia una buona prassi. Separare le date significa far calare l'attenzione dei cittadini sul tema referendario. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, voluto dai Padri costituenti ed è nostro dovere sollecitare, aiutare e accompagnare i cittadini a esercitare un loro diritto. Separare le date significa mandare un pessimo segnale, un segnale diseducativo. Noi siamo qui anche per indicare dei percorsi di crescita per il popolo italiano ed è un buon argomento quello di unire le date: significa dire agli italiani che i referendum sono importanti, che vi devono partecipare perché è un loro diritto ma anche un loro dovere, perché l'esercizio dell'attività referendaria fa parte delle garanzie costituzionali a presidio della sovranità popolare. Mi auguro quindi che questo ordine del giorno sia tenuto nella più alta considerazione da parte del Governo. E faccio un rapido cenno solo al tema del risparmio, perché accorpare le date vuol dire far risparmiare allo Stato molti milioni di euro - mi sembra circa 200 - che potremmo utilizzare per le persone svantaggiate, per i disabili, per tutti coloro che non dobbiamo lasciare indietro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio e dichiaro dunque il voto favorevole a questo provvedimento per conto del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . GARRUTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, stiamo per approvare oggi un provvedimento che tradizionalmente serve a varare interventi diversi tra loro, ma urgenti e necessari. Era doveroso farne buon uso e cogliere l'occasione per lavorare al servizio dei cittadini e delle imprese, del diritto alla salute e del lavoro. Compatibilmente con lo spazio riservato al Parlamento per l'attività emendativa, ancora troppo compresso - e mi rivolgo al rappresentante del Governo - il Gruppo MoVimento 5 Stelle ha lavorato con i colleghi della Camera per migliorare il testo dell'Esecutivo e raccogliere istanze dei territori come quelle riguardanti l'Ilva di Taranto: la tutela dell'ambiente e della salute sono diritti prioritari e irrinunciabili e da qualche settimana principio fondamentale della Costituzione italiana. Le bonifiche, pianificate e finanziate da tempo, sono diventate per noi improcrastinabili. Per questo abbiamo presentato l'emendamento soppressivo all'articolo 21, poi approvato, per prevedere lo spostamento di ingenti risorse dalle opere di bonifica alle attività produttive.