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il decreto del Ministero della salute del 9 agosto 2016 ha disposto, a decorrere dal 22 agosto 2016, la revoca delle autorizzazioni all'immissione in commercio e modifica delle condizioni d'impiego di alcuni prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosato, sospettato di essere cancerogeno, mentre in precedenza era possibile utilizzare il glifosato nelle coltivazioni in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura, si chiede di sapere se e quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di tutelare la salute dei consumatori. Atto n. 4-00582 PRESUTTO ORTOLANI PUGLIA URRARO GRASSI PESCO ANGRISANI GIANNUZZI LANNUTTI LANZI ANASTASI PARAGONE GALLICCHIO CASTIELLO ACCOTO FEDE DESSI' COLTORTI SANTILLO RICCIARDI NATURALE PIRRO Marco PELLEGRINI TURCO GAUDIANO L'ABBATE QUARTO VACCARO CROATTI MORONESE MARINELLO SILERI MAUTONE ROMAGNOLI ENDRIZZI CASTELLONE Giuseppe PISANI ROMANO MATRISCIANO ORTIS MAIORINO LOMUTI TRENTACOSTE GARRUTI DI MICCO DE FALCO DE LUCIA CORRADO DE BONIS MOLLAME LEONE DRAGO MANTOVANI DELL'OLIO FERRERO Al Ministro dell'interno Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: la crescita esponenziale di fenomeni di criminalità nei territori di Napoli est e, segnatamente, nei quartieri di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, interessati da quotidiani episodi di delinquenza e da recenti cruente aggressioni alle Forze dell'ordine, riaccende paura e preoccupazione nell'intera comunità dei cittadini; il fenomeno della microcriminalità e quello delle cosiddette "stese" rappresentano, ormai, non più episodi rari e isolati, ma costituiscono piuttosto espressione di pericoli costanti e continui, che ricadono in maniera negativa sulla città e sulla sicurezza dei cittadini che vivono nella paura, invocando aiuti seri e concreti da parte delle Istituzioni; l'opera e l'impegno delle Forze dell'ordine presenti sul territorio non sono, purtroppo, sufficienti ad arginare fenomeni delinquenziali, che aumentano sempre più e avvengono a tutte le ore del giorno sotto gli occhi della cittadinanza inerme, con gravi ripercussioni sull'ordine e sulla sicurezza pubblica; è lamentata da tutti i cittadini l'esigua presenza della Polizia municipale nella città di Napoli; considerato che: l'art.1 del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante "Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza", stabilisce che "L'autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità" e che "Le attribuzioni dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza sono esercitate dal prefetto e dal questore"; l'ordine pubblico e la sicurezza sono materie di rilievo costituzionale; il Titolo V del Libro II del Codice penale punisce la categoria dei delitti contro l'ordine pubblico al fine di assicurare una convivenza pacifica, priva di violenza e di disordini, che mettono in serio pericolo la sicurezza dell'intera collettività e la pubblica incolumità; l'art. 17, comma 1, della legge 26 marzo 2001, n. 128, recante "Interventi legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini", prevede che: "Il Ministro dell'interno impartisce e aggiorna annualmente le direttive per la realizzazione, a livello provinciale e nei maggiori centri urbani, di piani coordinati di controllo del territorio da attuare a cura dei competenti uffici della Polizia di Stato e comandi dell'Arma dei carabinieri e, per i servizi pertinenti alle attività d'istituto, del Corpo della Guardia di finanza, con la partecipazione di contingenti dei corpi o servizi di polizia municipale, previa richiesta al sindaco, o nell'ambito di specifiche intese con la predetta autorità, prevedendo anche l'istituzione di presidi mobili di quartiere nei maggiori centri urbani, nonché il potenziamento e il coordinamento, anche mediante idonee tecnologie, dei servizi di soccorso pubblico e pronto intervento per la sicurezza dei cittadini"; la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza sono materie in cui si è avvertita la necessità di un coordinamento tra le istituzioni centrali e quelle locali; l'art. 7 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, stabilisce che: " I piani coordinati di controllo del territorio di cui al comma 1 dell'articolo 17 della legge 26 marzo 2001, n. 128, che possono realizzarsi anche per specifiche esigenze dei comuni diversi da quelli dei maggiori centri urbani, determinano i rapporti di reciproca collaborazione fra i contingenti di personale della polizia municipale e provinciale e gli organi di Polizia dello Stato. Con decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro della difesa, determina le procedure da osservare per assicurare, nel corso dello svolgimento di tali piani coordinati di controllo del territorio, le modalità di raccordo operativo tra la polizia municipale, la polizia provinciale e gli organi di Polizia dello Stato"; a parere degli interroganti sussiste la necessità di adottare misure adeguate ad assicurare un pieno controllo del territorio da parte delle Autorità competenti e da parte delle Istituzioni, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare, al fine di prevenire e reprimere fenomeni delinquenziali che minacciano costantemente la sicurezza sul territorio della città di Napoli e, in modo rilevante, nelle periferie; quali iniziative intenda assumere al fine di favorire un adeguato coordinamento tra le forze di Polizia presenti sui diversi livelli territoriali. Atto n. 4-00583 BARBARO Al Ministro della salute Premesso che: la situazione della sanità pubblica in Calabria rischia il collasso, nonostante oltre 10 anni di commissariamento: secondo un rapporto del tribunale del malato sulla base dei dati provvisori del monitoraggio sui Lea (livelli essenziali di assistenza) 2016 del Ministero della salute, il comparto sanità in Calabria ha toccato un punteggio di 144 punti, perdendo 3 punti rispetto all'anno precedente, mentre il punteggio di 160 punti è quello necessario per considerare una Regione ''adempiente'' nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza; i reiterati ''tagli'' operati alla rete ospedaliera, in particolare nella zona della Sibaritide, in provincia di Cosenza, hanno ridotto al lumicino i servizi e le funzioni dell'ospedale Spoke Corigliano-Rossano che dovrebbe ''servire'' un'utenza di circa 250.000 persone;