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Misure a favore della famiglia. Onorevoli Senatori . – La Carta costituzionale garantisce le formazioni sociali nel cui ambito la personalità individuale può trovare piena esplicazione. Tali formazioni sociali costituiscono un importante raccordo tra lo Stato e il singolo cittadino e rappresentano una presenza imprescindibile per un ordinamento autenticamente democratico. La principale formazione sociale intermedia è senza dubbio la famiglia. I diritti della famiglia, come quelli dell'uomo, sono dunque inviolabili e intangibili e di essi la Costituzione tratta negli articoli 29-31, dal cui esame si possono evincere diversi princìpi tra i quali il riconoscimento della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ossia come formazione sociale dotata di ampia autonomia di scelta in ordine alla propria organizzazione interna, nei limiti dei princìpi costituzionali e della conseguente disciplina attuativa, e la libertà di scelta del proprio coniuge, in considerazione del carattere assolutamente volontario dell'atto costitutivo della comunità familiare. La quasi totalità degli italiani vive in un contesto di convivenza di tipo familiare, la cui situazione ne influenza fortemente le concrete condizioni di vita. Le politiche sociali per la famiglia, pertanto, dovrebbero avere un duplice obiettivo: ridurre le diseguaglianze tra i cittadini determinate dalle rispettive situazioni familiari e riconoscere la funzione sociale della famiglia attivando misure di promozione e sostegno delle responsabilità familiari. La famiglia è la base della società civile, soggetto primario di cittadinanza e come tale va presa in considerazione; le politiche per la famiglia, dunque, devono uscire dalla pura logica assistenzialista e guardare alle famiglie e alle forme associative da esse create, come a vere protagoniste della società, attraverso l'adozione di un corretto e positivo principio di sussidiarietà. Il riferimento alla famiglia non è dovuto ad una scelta di tipo ideologico, ma semplicemente discende dal dato di fatto che oltre il 90 per cento dei cittadini italiani vive in un contesto di convivenza di tipo familiare. Pertanto, le concrete condizioni di vita della generalità delle persone sono influenzate in modo determinante dalle risorse e dalle opportunità di cui il nucleo familiare complessivamente dispone. Altro tema collegato risulta essere sicuramente quello della natalità, diventato di notevole attualità in quanto il nostro Paese registra un tasso tra i più bassi di Europa. Del resto il problema del crollo delle nascite è ormai evidente poiché da diversi anni riceviamo aggiornamenti sconfortanti sull'andamento demografico nel nostro Paese: secondo l'Istat (Istituto nazionale di statistica) sono 458.151 i nati nel 2017, oltre 15.000 in meno rispetto al 2016 e quasi 120.000 in meno rispetto al 2008. Nonostante i proclami dell'attuale Governo, sono state rimandate – ad un futuro indefinito – iniziative strutturali in grado di offrire un reale sostegno a quei cittadini che, continuando di fatto a contare solo sulle proprie forze, mettono al mondo dei figli, compiendo sul fronte personale un gesto tanto naturale quanto coraggioso e – nella sfera sociale – di grande responsabilità civile. Con pochissimo sostengo da parte delle Istituzioni. L'alto apprezzamento che la Costituzione riserva alla famiglia, per le ragioni e nei limiti appena visti, si esprime nell'articolo 31, in cui si prevede che « la Repubblica agevola con misura economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo ». È da questi princìpi ispiratori che scaturisce l'esigenza del presente disegno di legge. L'attuale legislazione fiscale e le normative tariffarie di molti enti locali in Italia, a tutt'oggi, tendono in molti casi a disincentivare la formazione e lo sviluppo di una famiglia per i maggiori costi non deducibili derivanti dall'eventuale presenza di figli posti a carico dei suoi soli componenti percettori di reddito. Se in questi settori fossero introdotte agevolazioni e reali incentivi fiscali si tornerebbe a ragionare di « famiglia » in un'ottica di investimento sul futuro, generando un nuovo processo virtuoso per la natalità e la crescita economico-sociale del Paese. Il presente disegno di legge si compone di nove articoli e propone un pacchetto di misure volte sia ad agevolare le giovani coppie che vogliono formare una famiglia, sia a consentire, a chi già ne fa parte, di affrontare il futuro in modo più sereno e fiducioso. In particolare l'articolo 1 reca misure per il sostegno al reddito familiare intervenendo sul testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, (TUIR). Al comma 1, lettera a) , numero 1), si prevede l'aumento della quota di detrazione per figli a carico da 950 euro attuali a 1.150, l'aumento da 1.220 a 1.400 euro della quota di detrazione per ciascuno dei figli al di sotto dei tre anni e l'aumento da 400 a 500 euro della quota di detrazione per ogni figlio portatore di handicap . Al comma 1, lettera a) , numero 2), si stabilisce che a decorrere dal periodo d'imposta in corso dal 1° gennaio 2020, l'importo di 4.000 euro previsto dal comma 2 dell'articolo 12 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è incrementato fino a 6.500 euro. Al comma 1, lettera b) , si stabilisce che per usufruire del « bonus 80 euro » il limite massimo di reddito entro il quale è consentito di usufruirne è aumentato del 10 per cento per ogni figlio a carico. Al comma 2, infine, viene prevista la possibilità di dedurre l'80 per cento delle spese sanitarie sostenute dal genitore per il proprio figlio fino al compimento del primo anno di vita. L'articolo 2 reca agevolazioni fiscali per le giovani coppie. In particolare, al comma 1 viene rifinanziato con 100 milioni di euro il Fondo di garanzia per la prima casa, di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c) , della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Al comma 2 del citato articolo viene prorogata la possibilità di detrarre dall'imposta lorda sul reddito il costo sostenuto per l'acquisto dei mobili per le giovani coppie in cui almeno uno dei due componenti non abbia compiuto il trentacinquesimo anno di età. Al comma 3 vengono raddoppiate le detrazioni per contratti di locazione stipulati nei confronti di giovani coppie di età compresa tra i venti e i trentacinque anni. Al comma 4 viene previsto che il fondo di solidarietà sui mutui per l'acquisto della prima casa è rifinanziato per un importo pari a 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. L'articolo 3, al comma 1, per favorire la promozione della conciliazione tra vita professionale e vita privata, rifinanzia il fondo ad essa destinato per un importo pari a 50 milioni di euro a decorrere dal 2020. Il comma 2 estende le disposizioni del congedo parentale aumentando il congedo obbligatorio da tre a cinque giorni.