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-- Dopo l'avvenuta formazione dell'atto di nascita, ogni contestazione del contenuto di esso può essere compiuta da chi risulti in esso genitore o, in contraddizione con l'atto, affermi di essere genitore, con domanda proposta dinanzi al tribunale ordinario. Il figlio può agire dal momento in cui raggiunge la maggiore età e, prima di tale data, tramite un curatore speciale nominato dal giudice tutelare. La legittimazione attiva spetta anche ai figli di chi risulti, dall'atto di nascita, genitore. Il tribunale decide sulla base del principio di verità, compiendo accertamenti di carattere biologico, e detta i provvedimenti conseguenti. L'azione non può essere proposta decorsi due anni dalla conoscenza, da parte dell'agente, dei fatti su cui la contestazione dell'atto di nascita si basa. Per i minorenni il termine decorre dal momento del raggiungimento della maggiore età. Art. 218. - (Figlio premorto) . -- Lo stato di filiazione di figlio premorto può essere dichiarato con sentenza dal tribunale, a seguito di domanda del genitore. I genitori risultanti dall'atto e coloro i quali, all'esito del giudizio, possono assumere lo stato di parenti entro il terzo grado del premorto sono litisconsorti necessari del giudizio. Art. 219. - (Clausole limitatrici) . -- È nulla ogni clausola diretta a limitare gli effetti del riconoscimento. Art. 220. - (Conseguenze della dichiarazione di stato) . Lo stato di filiazione definito ai sensi degli articoli 214 e 215 o modificato ai sensi dell'articolo 217 ha valore e produce effetti, ad ogni fine di legge, nei confronti dei genitori e di tutti i loro parenti, costituendo prova del rapporto di parentela ai sensi dell'articolo 77. Art. 221. - (Cognome del figlio) . -- Al figlio di genitori coniugati o in regime di libera unione sono attribuiti i cognomi di entrambi i genitori, in ordine alfabetico. Se uno o entrambi i genitori hanno, per effetto di precedenti applicazioni di quanto previsto dal primo comma, cognome doppio, compete al genitore indicare quale cognome intende trasmettere. La scelta può essere esercitata dal genitore al momento della dichiarazione di nascita o, nei termini previsti per essa, con dichiarazione compiuta dinanzi all'ufficiale di stato civile territorialmente competente. In caso di mancato esercizio di tale facoltà di indicazione, l'ufficiale di stato civile procede a sorteggio per attribuire al figlio uno dei due cognomi del genitore. L'atto può essere rettificato, entro il termine di decadenza di un anno, ove il genitore dimostri di essersi trovato nell'impossibilità assoluta di effettuare la scelta nei tempi previsti. Tutti i figli nati dagli stessi genitori devono avere lo stesso doppio cognome. Art. 222. - (Figli nati al di fuori di matrimonio) . -- Al figlio riconosciuto da entrambi i genitori si applicano le disposizioni previste dall'articolo 221. Al figlio riconosciuto da uno solo dei genitori viene attribuito il doppio cognome dello stesso. Nel caso in cui il genitore abbia un solo cognome, al figlio viene attribuito anche il cognome di uno dei nonni, a scelta del genitore stesso. In caso di contestazioni nel periodo dei primi sei mesi di vita del minore, la competenza per la decisione spetta al giudice tutelare. Art. 223. - (Modifica dello stato di filiazione) . -- In caso di modifica, ai sensi dell'articolo 217, dello stato di filiazione, il tribunale detta disposizioni in ordine al cognome e può disporre, ove particolari ragioni lo consiglino, la conservazione del cognome precedente anche in caso di modifica dello stato. Capo II Disciplina della fecondazione assistita Art. 224. - (Finalità) . -- La normativa sulla fecondazione assistita disciplina il modo in cui la scienza può prestare il suo aiuto per la realizzazione del diritto alla salute ed alla genitorialità, conciliando e rendendo compatibili gli stessi con i diritti del concepito, nel rispetto della dignità dell'essere umano. Art. 225. - (Definizione delle tecniche) . -- Per tecniche di fecondazione medicalmente assistita si intendono tutti quei procedimenti che comportano il trattamento di gameti umani o embrioni nell'ambito di un progetto finalizzato a realizzare una gravidanza. Art. 226. - (Tutela dell'embrione) . -- Per embrione si intende il prodotto del concepimento dal 14º giorno del suo sviluppo in poi. Nel computo non devono essere considerati i tempi della crioconservazione. Art. 227. - (Presupposti oggettivi) . -- Il ricorso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita può attuarsi nel caso in cui sussistano problemi di sterilità o infertilità non adeguatamente risolvibili con altri interventi terapeutici, nonché per la prevenzione delle malattie e delle patologie geneticamente e sessualmente trasmissibili. È altresì possibile ricorrere a tali tecniche in seguito a valutazioni di opportunità, liberamente concordate nel rapporto tra medico e paziente, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento. Art. 228. - (Requisiti soggettivi) . -- Possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita i soggetti maggiorenni ed i minori emancipati, in età potenzialmente fertile. Art. 229. - (Consenso informato) . -- Il medico deve informare in modo dettagliato i soggetti richiedenti in ordine ai metodi, ai problemi, agli effetti collaterali, alle possibilità di successo ed alle conseguenze giuridiche derivanti dall'applicazione delle tecniche, nonché sui costi economici della procedura. Nell'esercizio dell'attività di cui al primo comma il medico può essere coadiuvato da un consulente psicologo e da un consulente legale, al fine di garantire agli utenti la più completa ed esauriente informazione, nonché la presa di coscienza reale delle problematiche esistenti. La volontà di accedere alle tecniche di procreazione assistita deve essere espressa in modo chiaro e univoco e per iscritto, congiuntamente al medico responsabile della struttura, in atto da cui risulti, per autocertificazione dei richiedenti, il rispetto di quanto indicato negli articoli 227 e 228, nonché risulti l'adempimento di quanto indicato nel primo comma del presente articolo. Tra la manifestazione della volontà e l'applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei richiedenti fino al momento dell'impianto in utero dell'embrione. Art. 230. - (Diagnosi preimpianto) . -- Prima di procedere all'impianto, su richiesta dei soggetti cui sono applicate le tecniche, deve essere effettuata, con la metodologia che, senza danneggiare in alcun modo il prodotto del concepimento, fornisca le maggiori garanzie di accuratezza e completezza di indagine, una diagnosi in ordine allo stato di salute dello stesso ed all'esistenza di patologie rilevanti. I richiedenti devono essere informati del risultato dell'indagine. Art. 231. - (Fecondazione eterologa) . -- I soggetti aventi titolo per accedere alle tecniche di procreazione assistita possono presentare domanda per fecondazione eterologa al giudice tutelare, indicando le motivazioni della scelta.