[normattiva_dump]

Ai fini del comma 1, gli Uffici competenti adottano per ogni anno solare due piani semestrali per l'istituzione delle rivendite ordinarie, avendo riguardo, alla luce dei punti di vendita già esistenti nonché delle istanze di trasferimento nel frattempo pervenute, della necessità che la rete di vendita dei tabacchi lavorati risulti: a) adeguata all'interesse del servizio; b) organizzata in modo tale da garantire l'efficienza e l'efficacia dei controlli da parte dell'amministrazione, a tutela dei minori, dell'ordine e della sicurezza pubblica, della salute pubblica, nonché del gettito. (Omissis).». - Il testo dell'art. 4, commi 1 e 2 del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 4 (Criteri per l'istituzione di rivendite speciali). - 1. Le rivendite speciali possono essere istituite per soddisfare le concrete e particolari esigenze di cui all'art. 22 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, da valutare in ragione: a) dell'ubicazione degli altri punti vendita già esistenti nella medesima zona di riferimento; b) della possibile sovrapposizione della rivendita da istituire rispetto agli altri punti vendita già esistenti nella medesima zona di riferimento; c) abrogata. 2. Le rivendite speciali possono essere istituite nei seguenti luoghi, previsti dall'art. 53 del decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1958, n. 1074, purché abbiano esclusivo accesso dalla struttura ospitante e non siano dotate di ingressi diretti ed autonomi sulla pubblica via: a) stazioni ferroviarie; b) stazioni automobilistiche e tranviarie; c) stazioni marittime; d) aeroporti; e) caserme; f) case di pena; g) altri luoghi, diversi da quelli di cui alle lettere da a) a f), nonché da quelli di cui all'art. 6, nel rispetto dei parametri di cui all'art. 2, comma 3, e a condizione che la rivendita più vicina sia localizzata ad una distanza superiore a metri 350, nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti, a metri 300, nei comuni con popolazione da 30.001 a 100.000 abitanti e a metri 250, nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, sempre che l'ufficio competente dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli riscontri un'esigenza di servizio alla quale non può sopperirsi mediante rivendita ordinaria o patentino, ivi inclusi, in particolare: 1) sale Bingo; 2) bar di strutture alberghiere di significativa dimensione ed importanza; 3) strutture pubbliche ovvero private alle quali sia possibile accedere soltanto previa esibizione di tessere o biglietti di ingresso; 4) stazioni metropolitane; 5) ipermercati, intesi quali strutture facenti capo ad unico soggetto, anche organizzate in più locali o reparti in relazione alle diverse tipologie merceologiche, qualora siano presenti esercizi autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande; 6) centri commerciali, qualora dall'istruttoria esperita non risulti concretamente possibile l'istituzione di una rivendita ordinaria e semprechè sussistano le particolari esigenze di servizio, in relazione al numero degli esercizi attivi e funzionanti e al consistente afflusso del pubblico presso il centro commerciale. 2-bis. Il parametro di cui all'art. 2, comma 3, non trova applicazione in riferimento alla lettera g) del comma 2, qualora la rivendita più vicina ai luoghi ivi indicati sia localizzata ad una distanza superiore a metri 1.500, nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti, a metri 2.000, nei comuni con popolazione da 30.001 a 100.000 abitanti e, a metri 2.500, nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. (Omissis).». - Il testo dell'art. 5, comma 3, del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 5 (Istituzione di rivendite speciali). - (Omissis). 3. La dichiarazione sostitutiva di atto notorio indica: a) la natura dell'attività commerciale ovvero di servizio prestata; b) la sussistenza di eventuali violazioni fiscali e situazioni di morosità verso l'Erario o verso l'Agente della riscossione di importo superiore a quello previsto dall'art. 80, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016, definitivamente accertate o risultanti da sentenze non più impugnabili; c) per gli ipermercati, la presenza di esercizi autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande; d) per i centri commerciali, il numero degli esercizi attivi ed operanti. (Omissis).». - Il testo dell'art. 6, commi 1, 2-bis e 6, del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 6 (Impianti di distribuzione carburanti). - 1. All'interno degli impianti di distribuzione di carburanti possono essere istituiti esclusivamente rivendite speciali o patentini. 2-bis. I criteri previsti dall'art. 2, considerata la particolarità dell'ubicazione e dell'utenza di riferimento, non trovano applicazione per gli impianti localizzati nelle aree di servizio autostradali, salvo che nelle aree medesime sia già istituita una rivendita speciale o un patentino. (Omissis). 6. La dichiarazione sostitutiva di atto notorio indica: a) la natura dell'eventuale attività commerciale diversa dalla vendita di tabacchi lavorati; b) la sussistenza di eventuali violazioni fiscali e situazioni di morosità verso l'Erario o verso l'Agente della riscossione di importo superiore a quello previsto dall'art. 80, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016, definitivamente accertate o risultanti da sentenze non più impugnabili. (Omissis).». - Il testo dell'art. 7, commi da 2 a 4 del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 7 (Criteri per il rilascio di patentini). - (Omissis). 2. I patentini possono essere istituiti presso pubblici esercizi dotati di licenza per la somministrazione di cibi e bevande, nonché presso i seguenti esercizi: a) alberghi; b) stabilimenti balneari; c) sale "Bingo"; d) agenzie di scommesse e punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblico;