[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, secondo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), e dell'art. 7, comma 12, del decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, in materia di rifiuti, di rifiuti pericolosi, di imballaggi e di rifiuti di imballaggio), promosso con ordinanza emessa l'11 aprile 2001 dal Tribunale di Milano nel procedimento civile vertente tra Francesco Galati e la Provincia di Milano, iscritta al n. 473 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica 1a serie speciale, n. 25, dell'anno 2001. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nella camera di consiglio del 16 gennaio 2002 il giudice relatore Gustavo Zagrebelsky. Ritenuto che con ordinanza dell'11 aprile 2001 il Tribunale di Milano, nel corso di un giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione, ha sollevato, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questione di costituzionalità (a) dell'art. 1, secondo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), "ovvero" (b) dell'art. 7, comma 12, del decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, in materia di rifiuti, di rifiuti pericolosi, di imballaggi e di rifiuti di imballaggio), "entrambi nella parte in cui non prevedono che, se la legge in vigore al momento in cui fu commessa la violazione e quella posteriore stabiliscono sanzioni amministrative [pecuniarie] diverse, si applichi la legge più favorevole al responsabile, salva la definitività del provvedimento di irrogazione o l'intervenuto pagamento"; che il giudizio di opposizione ha ad oggetto un'ordinanza con la quale all'opponente, rappresentante di un'impresa di autotrasporti, è stato ingiunto il pagamento della somma di lire 5.025.000 a titolo di sanzione amministrativa per avere inviato il modello unico di dichiarazione (MUD) - previsto e disciplinato dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70 (Norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, nonché per l'attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale), e dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio) -, relativo alla quantità e alle caratteristiche dei rifiuti speciali prodotti e smaltiti dall'impresa nell'anno 1996, con un ritardo di quarantotto giorni rispetto al termine stabilito; che, successivamente al tempo della commessa violazione, l'impugnato art. 7, comma 12, del decreto legislativo n. 389 del 1997, integrando la norma sanzionatoria dell'inosservanza dell'obbligo (art. 52, comma 1, del citato decreto legislativo n. 22 del 1997), ha stabilito per l'ipotesi di ritardo nella comunicazione, purché effettuata entro sessanta giorni dal termine prescritto, una sanzione amministrativa (da lire cinquecentomila a lire trecentomila) sensibilmente inferiore rispetto a quella originaria (da lire cinque milioni a lire trenta milioni); che tuttavia, prosegue il giudice a quo, benché la legge posteriore stabilisca una sanzione di entità diversa e più vantaggiosa per il responsabile rispetto a quella prevista dalla legge in vigore al momento della violazione, tale modifica legislativa non potrebbe incidere in senso favorevole al ricorrente, a ciò ostando, in materia di illeciti amministrativi, i principi di legalità, di irretroattività e di divieto dell'analogia, quali espressi, secondo costante giurisprudenza di legittimità, dall'art. 1 della legge n. 689 del 1981, con conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore più favorevole; che, a fondamento delle questioni di legittimità costituzionale, il giudice a quo muove da recenti interventi del legislatore con i quali è stata estesa a particolari tipologie di illeciti amministrativi la previsione propria della materia penale (art. 2, terzo comma, cod. pen.) dell'applicazione della legge più favorevole al responsabile della violazione; che, in particolare, il rimettente osserva che una tale regola è stata introdotta sia nel settore delle sanzioni amministrative tributarie, a opera dell'art. 3, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell'articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662), il quale dispone che "Se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo"; sia - con norma di identica formulazione - nel settore delle sanzioni amministrative valutarie, a opera dell'art. 23-bis comma 3, del d.P.R. 31 marzo 1988, n. 148 (Approvazione del testo unico delle norme in materia valutaria), come modificato dalla legge 7 novembre 2000, n. 326 (Modifiche al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, in materia di sanzioni per le violazioni valutarie); che tali scelte, prosegue il giudice rimettente, sarebbero espressive di un "fenomeno che pare ormai porsi in termini di evoluzione ordinamentale" e che troverebbe conferma, tra l'altro, nell'intervenuta abrogazione dell'art. 20 della legge 7 gennaio 1929, n. 4 (Norme generali per la repressione delle violazioni delle leggi finanziarie) - che prevedeva l'"ultrattività" delle norme penali finanziarie - a opera dell'art. 24 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205), oltre che in iniziative legislative, non portate a compimento per la fine della legislatura, volte a introdurre, proprio nella disciplina del decreto legislativo n. 22 del 1997, la regola dell'applicazione della legge più favorevole al responsabile;