[ddlpres]

E ciò anche in considerazione dell'omogeneità dell'interesse da tutelare, sussistente tanto in relazione a situazioni giuridiche venute ad esistenza dopo l'entrata in vigore del suddetto articolo 19- quaterdecies , comma 1, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, quanto in relazione a quelle precedenti. Tale conclusione, del resto, corrisponde anche ad un'interpretazione « costituzionalmente orientata » e conforme anche alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, canoni interpretativi ormai immanenti al nostro ordinamento ed ai quali ogni Giudice è tenuto ad uniformarsi. Il comma 487 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), ha modificato alcuni aspetti della disciplina sull'equo compenso prevedendo: un più stretto rapporto del compenso con i parametri tariffari previsti da un decreto del Ministro della giustizia; la presunzione assoluta di vessatorietà di una serie specifica di clausole, che mantengono tale natura anche quando siano state oggetto di specifica trattativa e approvazione; l'eliminazione della disposizione che prevede che l'azione di nullità possa essere esercitata entro ventiquattro mesi dalla sottoscrizione del contratto che viola la disciplina sull'equo compenso (conseguentemente l'azione di nullità diviene imprescrittibile). Il presente disegno di legge, composto da un solo articolo, ha come obiettivo la parità di trattamento tra il professionista che abbia subito « abusi » per effetto di convenzioni perfezionate antecedentemente al 1° gennaio 2018 e quello che tali convenzioni ha stipulato successivamente.. 1 1 L'articolo 13- bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, come modificato dall'articolo 1, comma 487, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, si applica ai giudizi tra i professionisti e le imprese indicate al comma 1 del medesimo articolo 13- bis , pendenti in ogni stato e grado del processo alla data di entrata in vigore della legge 27 dicembre 2017, n. 205. 2 Con riguardo ai giudizi pendenti di cui al comma 1, la non equità dei compensi, la vessatorietà delle clausole e le nullità previste dall'articolo 13- bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, come modificato dall'articolo 1, comma 487, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono rilevabili in ogni stato e grado del processo.