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Inoltre si fa anche un lavoro di informazione presso le aziende agricole, proprio per stimolare le assicurazioni. Concludo dicendo che nel disegno di legge che abbiamo approvato pochi minuti fa è previsto il finanziamento in base al decreto legislativo n. 102 per 105 milioni di euro, un importo oggettivamente importante, uno dei più grandi importi che siano mai stati incardinati in un provvedimento in un'unica tranche . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Taricco, per due minuti. TARICCO (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la risposta e soprattutto per l'informazione del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale. Con l'interrogazione intendevamo porre la questione nella sua compiutezza, proprio alla luce della considerazione da cui è partito il Ministro; non possiamo immaginare un'agricoltura che ogni due o tre anni perde di fatto un raccolto; soprattutto nelle realtà dove il tasso di assicurati sul totale degli agricoltori è molto basso, ciò rischia di essere devastante per l'agricoltura. Tra i tanti punti che abbiamo posto nell'interrogazione, mi permetto di riprenderne uno: credo sia arrivato il momento di aprire una seria riflessione (farlo tramite assicurazioni al posto dei fondi mutualistici sarebbe meglio) e di proporre il tema di una certa percentuale di copertura assicurativa o mutualistica obbligatoria. Non è pensabile infatti che noi abbiamo intere Regioni che, in presenza di una gelata, un ritorno tardivo del freddo o una forte grandinata, di fatto, come succede adesso anche due o tre volte in un decennio, perdono completamente un raccolto. Non è sostenibile in questa stagione. Quindi, piuttosto che mettere ogni due o tre anni 100 o 200 milioni sul Fondo di solidarietà nazionale, ove riuscissimo ad ottenere la possibilità di attingere dal primo pilastro una maggior mole di risorse e a metterle a copertura di una parte di assicurazione o di un fondo mutualistico generalizzato, lasciando poi a chi vuole di aggiungere la differenza, credo varrebbe la pena aprire una riflessione in termini di modifica del decreto legislativo n. 102 del 2004; penso, infatti, che sia in gioco il futuro della nostra agricoltura. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore La Russa ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02528 sulle attuali criticità della rete autostradale della Liguria, per tre minuti. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, sono passati tre anni dal crollo del ponte Morandi e, dopo il miracolo compiuto dalla Regione Liguria e dai genovesi - saluto il sindaco di Genova che ha avuto un incidente in questi giorni e gli auguro pronta e immediata guarigione - di ricostruire in fretta quel ponte, la situazione autostradale e stradale, non solo non è migliorata, ma, se possibile, è peggiorata. Da ultimo, giusto per non andare lontano nel tempo, il viadotto di Valle Ragone sull'autostrada A12 tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante, da poco rimesso in funzione, improvvisamente è stato chiuso, creando un disastro incredibile, con tir da tutte le direzioni. La cosa ancora più grave è che nel complesso le strade e le autostrade sono piene di inversioni di marcia, di canali a senso unico, con incidenti a ripetizione, di cui ben quattro mortali negli ultimi mesi. È incredibile! Ciò avviene perché non vi è nessuna vera capacità di preordinare i lavori, quando necessari per la sicurezza, secondo le priorità e con l'accordo dei Comuni. La situazione è veramente drammatica perché, ai disagi del Covid, si sta aggiungendo questo dramma per il turismo, un dramma che ormai c'è da diversi anni. Da Milano normalmente per arrivare a Genova ci vuole un'ora; ora i tempi si sono moltiplicati a dismisura. Arrivare nel Tigullio è come attraversare il deserto. Cosa intende fare il Governo per stabilire una vera priorità delle cose necessarie, un accordo con i Comuni per limitare gli incidenti, le difficoltà, i disagi dei cittadini, delle aziende turistiche, dei turisti, dei genovesi e dei liguri? La Liguria è terzo mondo in fatto di viabilità in questo momento. Ripetutamente, con un atto di sindacato ispettivo del 7 luglio e con varie manifestazioni - l'ultima a Chiavari di pochi giorni fa del nostro Gruppo consiliare, con i consiglieri del Comune di Genova, con Campanella in testa - abbiamo chiesto risposte, ma non abbiamo ancora ottenuto risposta neanche alla prima interrogazione di più di un anno fa. Chiediamo sia considerata prioritaria la situazione della viabilità in Liguria e che il Governo ci metta la testa e dia risposte, non solo a parole. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, professor Giovannini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti. Questo Governo ha già avviato, attraverso le strutture ministeriali competenti, un monitoraggio molto attento dello stato dei ponti e dei viadotti, non solo in Liguria, ma anche in altre parti del Paese, definendo le linee di azione e programmando interventi manutentivi. In particolare, sono state impartite specifiche indicazioni ai gestori stradali e autostradali, finalizzate a innalzare gli standard di sicurezza delle infrastrutture e a rafforzare la qualità e la quantità dei controlli. Al contempo, al fine di rafforzare i controlli in materia di sicurezza, sono in corso nuove iniziative, anche di natura legislativa, per definire in modo compiuto le attività e le funzioni dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), alla cui direzione proprio oggi, dopo la decisione del Consiglio dei ministri, è stato preposto l'ingegnere Domenico De Bartolomeo. Relativamente alle ispezioni e agli interventi di riqualificazione e adeguamento in corso lungo la rete autostradale della Liguria, che certamente anche per noi è una priorità importante nella discussione con la competente Commissione, anche in vista di futuri commissariamenti, evidenzio che si tratta di attività necessarie per la cui effettuazione il Ministero intrattiene costanti interlocuzioni con il concessionario per individuare, d'intesa con la Regione e gli enti locali, le modalità più idonee a garantire la massima riduzione dei disagi per l'utenza. Proprio a seguito della situazione del viadotto Valle Ragone è stato creato un luogo di coordinamento con gli enti territoriali e le principali associazioni di categoria, nell'ambito del quale periodicamente si condividono i programmi di intervento e le misure di ottimizzazione del traffico. Con specifico riguardo proprio al viadotto citato, evidenzio che il 12 maggio scorso, a seguito di una verifica straordinaria eseguita sull'autostrada A12, il concessionario ha disposto in via prudenziale il divieto di circolazione in entrambi i sensi di marcia dei mezzi superiori alle 3,5 tonnellate. Detta limitazione è stata eliminata in data 15 maggio, a seguito dell'effettuazione di interventi di ripristino. Quindi vorrei confermare che il Governo sta seguendo con molta attenzione questa tematica, in particolare per ciò che riguarda la Regione Liguria. PRESIDENTE.