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Da parte nostra, ci sono fatti e non parole in favore del personale della scuola (precari, dirigenti scolastici e personale ATA). Abbiamo sostenuto molti emendamenti dell' Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e dell'Unione Province d'Italia (UPI). Ne è stato approvato uno che riguarda l'adeguamento dell'accantonamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Tali proposte emendative erano finalizzate a dare respiro finanziario ed economico agli enti locali, che - lo dico da sindaco - sono le istituzioni di prossimità ai cittadini e che sono in prima linea nel combattere l'emergenza Covid. Avevamo segnalato per primi che i Comuni non riuscivano ad approvare i bilanci entro il 30 marzo e con un emendamento avevamo già proposto di prorogare il termine al 31 marzo. Signor Presidente, cito quello che forse ha messo più in crisi la maggioranza, ossia all'articolo 4, che definiamo una mezza rottamazione, che non è né carne, né pesce e che serve a poco, se non alle esigenze dell'amministrazione per abbassare il magazzino fiscale. Ai cittadini e alle imprese serve davvero poco, perché è limitato a un importo di 5.000 euro e a coloro che hanno un reddito entro i 30.000 euro lordi l'anno. Si tratta di una misura inutile e ingiusta, perché si rivolge a una fetta di popolazione estremamente limitata e che potrebbe giovare ai cattivi pagatori che lo sono per negligenza e non per errore. Avevamo proposto la sospensione delle cartelle e una maggiore rateizzazione, dando così risposte non solo a qualcuno. Signor Presidente, c'è poi il tema molto importante delle rendicontazioni delle spese regionali. È un emendamento di Fratelli d'Italia. In un momento di difficoltà le esigenze sanitarie connesse all'emergenza Covid non possono essere perimetrate in gabbie normative, come effettuato dai vecchi decreti. Ci vuole flessibilità. Bisogna concedere alle Regioni che le rendicontazioni vengano considerate come un unico finanziamento e le varie risorse assegnate dai quattro decreti, prescindendo dai limiti finanziari che i vari commi dei singoli articoli prevedono per ciascuna linea di attività. Un'emergenza si affronta con strumenti emergenziali, non con quelli ordinari. Per concludere, signor Presidente, il sunto è quello di un provvedimento insufficiente ed inefficace che, nella piena tradizione del Governo Conte II, rimanda a un successivo provvedimento: tutto cambia, perché nulla cambi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi senatori e senatrici, il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi è solamente un piccolo tassello all'interno di un più ampio quadro di aiuti e sostegni che, da un anno a questa parte, Parlamento e Governo stanno mettendo in atto per provare a fornire un supporto concreto a fronte della crisi che sta attraversando il Paese ormai da troppo tempo. Tutti abbiamo la consapevolezza che non si tratta di soluzioni definitive né risolutive, soprattutto per i tanti operatori economici che hanno dovuto ridurre, in maniera talvolta drastica, la loro attività e che, proprio a causa di questa crisi, sono stati costretti a scelte molto difficili e, addirittura, anche alla chiusura delle loro attività. C'è ancora molto da fare ed è per questo che il Governo è al lavoro già da settimane per varare il prossimo decreto sostegni, che sarà approvato a giorni e su cui tutti lavoreremo, per migliorarlo. Oggi, tuttavia, siamo chiamati a discutere e a votare un provvedimento che costituisce un passo importante. Il lavoro fatto dal Parlamento è stato assai significativo ed è andato anche nella direzione giusta. Tanti sono stati gli emendamenti approvati in Commissione e di questo, ovviamente, dobbiamo rendere grazie ai suoi membri che hanno lavorato molto bene e che hanno cercato di raccogliere le istanze di tutte le categorie, o quasi perché qualcuna è sicuramente rimasta fuori. A questo riguardo, non posso non pensare all'incremento del fondo da destinare alle imprese di trasporto passeggeri operanti nel settore del trasporto pubblico non di linea, che erano state escluse dai precedenti provvedimenti; o, ancora, all'esenzione della prima rata IMU per i soggetti che svolgono attività di impresa, di cui ha parlato il relatore poco fa; oppure, penso alle imprese che producono reddito agrario. Ancora, vi è un importante contributo all'Ospedale pediatrico Bambin Gesù al fine di riconoscere i maggiori costi operativi sostenuti per la gestione dell'emergenza Covid-19, nonché da quelli derivanti dall'incremento delle prestazioni ad alta complessità proprio in conseguenza della pandemia. Alcuni emendamenti insistono sull'esigenza che probabilmente in questo momento è quella maggiormente sentita, cioè quella di accelerare i vaccini. Noi di Italia Viva, da questo punto di vista, siamo stati i primi a sostenere la necessità di un'accelerazione della campagna vaccinale e, in questo senso, non possiamo che ringraziare il presidente Draghi, che si è impegnato e continua a impegnarsi in maniera assolutamente fattiva su questo tema. Consentitemi anche un ringraziamento al generale Figliuolo che, fino ad oggi, ha rispettato in maniera assolutamente precisa tutti gli impegni che aveva preso e anche i programmi che si era dato e che sta continuando a darsi. Siamo certi che i risultati non tarderanno a vedersi. In quest'ottica, l'emendamento voluto da Italia Viva introduce la possibilità anche per le strutture alberghiere, che hanno patito moltissimo la crisi, di diventare hub vaccinali a disposizione del sistema sanitario italiano, per accelerare il più possibile i tempi e facilitare l'accesso di tutti coloro che ancora si devono sottoporre alla vaccinazione. Grazie all'impegno di Italia Viva è stato approvato anche un importante emendamento, che fornisce un aiuto concreto per contrastare la crisi in atto nel comparto del trasporto marittimo e, in particolare, nel settore della movimentazione dei container e nell'attività di trasbordo merci. L'emendamento porta anche la mia firma: l'ho fortemente voluto, anche perché sollecitato da miei corregionali e da colleghi parlamentari alla Camera dei deputati, convinto che sia necessario e non più procrastinabile intervenire, dando un ausilio reale ed effettivo agli operatori portuali fortemente colpiti dall'emergenza epidemiologica. Debbo dire che è stato un lavoro di squadra. C'erano l'emendamento del senatore Emilio Floris e quello del senatore Emiliano Fenu, analoghi. È stato dunque un lavoro fatto in sinergia e il risultato è arrivato. L'emendamento in discorso riconosce un'indennità ai lavoratori in esubero dei porti per cui si è realizzata una sensibile diminuzione del traffico rotabile e passeggeri e al contempo permangono stati di crisi aziendale o cessazioni delle attività terminalistiche delle imprese portuali. La nostra volontà è dunque quella di sostenere fortemente l'occupazione al contempo di evitare gravi pregiudizi all'operatività e all'efficienza portuali. Dobbiamo tener presente che il settore del trasporto marittimo è assolutamente vitale per molte Regioni e in primo luogo per la mia di appartenenza, la Sardegna.