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5 Il richiedente è trattenuto nei centri di identificazione ed espulsione, individuati ai sensi dell’articolo 14 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, quando: a si trova nelle condizioni previste dall'articolo 1, sezione F), della Convenzione di Ginevra; b è stato condannato in Italia per uno dei delitti indicati dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale; c è destinatario di un provvedimento di espulsione o di respingimento. 6 Il provvedimento di trattenimento è adottato dal questore con le modalità stabilite dall'articolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. Quando è già in corso il trattenimento, il questore, valutate le circostanze e sentita la commissione territoriale per il diritto d’asilo competente circa lo stato della domanda, può chiedere al tribunale competente, in composizione monocratica, la proroga del periodo di trattenimento per il tempo strettamente necessario all'espletamento dell'istruttoria e dell'eventuale impugnazione. 7 È garantito l'accesso ai centri di identificazione ed espulsione ai rappresentanti dell'ACNUR, agli avvocati e agli organismi di tutela dei rifugiati con esperienza consolidata nel settore autorizzati dal Ministero dell'interno. 8 Il trattenimento è escluso per le persone vulnerabili richiedenti asilo. 14 (Garanzie per i minori non accompagnati) 1 Il minore non accompagnato richiedente asilo non può essere espulso dal territorio nazionale, se non per fondati e gravi motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, con provvedimento adottato dal Ministro dell'interno, il quale ne dà preventiva comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. La Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali può, tuttavia, procedere a un rimpatrio assistito finalizzato a garantire l'unità familiare. 2 In ottemperanza con quanto previsto dall'articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, la Direzione generale dell'immigrazione di cui al comma 1, adotta le opportune disposizioni per l'identificazione di familiari o parenti già presenti nel territorio italiano o di altri Paesi dell'Unione europea al fine di favorirne il ricongiungimento. 3 Lo Stato italiano riconosce ai minori non accompagnati il diritto di ottenere un permesso di soggiorno per minore età ai sensi dell'articolo 28, comma 1, lettera a) , del regolamento in cui al del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394. 15 (Obblighi del richiedente) 1 Il richiedente asilo è tenuto a rispettare la Costituzione e le leggi italiane. 2 Il richiedente coopera con le autorità preposte alle singole fasi della procedura, al fine di fornire tutti i documenti e le informazioni di cui dispone, utili ad agevolare l'esame della domanda. 3 Il richiedente informa l'autorità competente in ordine ad ogni suo mutamento di residenza o domicilio. 4 In caso di mancata osservanza dell'obbligo di cui al comma 2, eventuali comunicazioni concernenti il procedimento si intendono validamente effettuate presso l'ultimo domicilio del richiedente. 16 (Colloquio personale) 1 La commissione territoriale per il diritto d’asilo dispone l'audizione del richiedente, tramite comunicazione effettuata dalla questura competente e, su richiesta motivata del richiedente, può decidere di svolgere il colloquio alla presenza di uno solo dei propri componenti. L'audizione deve essere svolta in una lingua comprensibile al richiedente. 2 La commissione territoriale per il diritto d’asilo può omettere l'audizione del richiedente quando ritiene di avere sufficienti motivi per accogliere la domanda di asilo in relazione agli elementi forniti dal richiedente ai sensi dell'articolo 19, e in tutti i casi in cui risulta certificata dalla struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale l'incapacità o l'impossibilità di sostenere un colloquio personale. 3 Il colloquio può essere rinviato qualora le condizioni di salute del richiedente certificate ai sensi del comma 2, non lo rendono possibile, ovvero qualora l'interessato richiede e ottiene il rinvio per gravi motivi. 4 Se il richiedente, benché regolarmente convocato, non si presenta al colloquio senza aver chiesto il rinvio, la commissione territoriale per il diritto d’asilo decide sulla base della documentazione disponibile. 5 Qualora la convocazione non sia stata portata a conoscenza del richiedente non ospitato nei centri di accoglienza o di trattenimento di cui all’articolo 13, e non sia già stata emessa nei suoi confronti decisione di accoglimento della domanda, la commissione territoriale o la Commissione nazionale per il diritto d’asilo dispone, per una sola volta ed entro dieci giorni dalla cessazione della causa che non ha consentito lo svolgimento del colloquio, una nuova convocazione, secondo le modalità di cui al comma 1, al fine della riattivazione della procedura. 6 Il colloquio si svolge in seduta non pubblica, in ambienti idonei, senza la presenza dei familiari, a meno che la commissione territoriale o la Commissione nazionale per il diritto d’asilo non lo ritenga opportuno. 7 Il colloquio del minore deve avvenire alla presenza del genitore che esercita la potestà. In caso di minori non accompagnati, il colloquio si svolge alla presenza del tutore nominato dalle competenti autorità giudiziarie. 8 Nel caso il richiedente sia persona vulnerabile, al colloquio può essere ammesso personale di sostegno per prestare la necessaria assistenza. 9 Se il richiedente è assistito da un avvocato ai sensi dell'articolo 24, questi è ammesso ad assistere al colloquio. 17 (Applicazione delle norme in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti) 1 Ai procedimenti per l'esame delle domande di asilo si applicano le disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti amministrativi di cui ai capi I, ad esclusione dell'articolo 2, comma 2, II, III, articoli 7, 8 e 10, IV- bis e V, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. 2 Il procedimento per l'esame delle domande di asilo deve concludersi entro il termine di sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda. 3 Qualora le circostanze dell'istruttoria richiedano un termine più ampio di quello di cui al comma 2, la commissione territoriale per il diritto d’asilo comunica per iscritto al richiedente i motivi del prolungamento e il nuovo termine, che in ogni caso non può essere superiore, complessivamente, a centoventi giorni. III Procedure di primo grado 18 (Istruttoria della domanda di riconoscimento del diritto di asilo) 1 La domanda di asilo è presentata all'ufficio di polizia di frontiera ovvero alla questura competente per il luogo di dimora. Nel caso di presentazione della domanda all'ufficio di frontiera è disposto l'immediato invio del richiedente presso la questura competente per territorio, per l'adozione dei provvedimenti di cui al comma 2.