[ddlpres]

Misure per la tutela dell'ecosistema marino e della gestione integrata e sostenibile delle zone costiere. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge reca misure per tutelare la biodiversità marina e promuovere il risanamento degli ecosistemi marini attraverso un approccio ecosistemico rispettoso dei cicli biologici naturali. Promuove l'attuazione di un approccio di gestione integrata e sostenibile delle zone costiere quale processo dinamico per la gestione e l'uso sostenibile delle zone costiere, che tiene conto nel contempo della fragilità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, della diversità delle attività e degli utilizzi, delle loro interazioni, della vocazione marittima di alcuni di essi e del loro impatto sulle componenti marine e terrestri. Tra gli obiettivi specifici del disegno di legge, inoltre, vi sono misure per sensibilizzare l'opinione pubblica e gli operatori della pesca e del turismo balneare sulla salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi marini. Per affrontare la complessità della tematica, il disegno di legge interviene su molteplici aspetti critici che insistono sull'ecosistema marino-costiero. L'articolo 3 affronta l'annoso problema della gestione delle biomasse vegetali e degli accumuli di posidonia spiaggiata. Nello specifico, vengono indicate le modalità di gestione maggiormente rispettose degli equilibri ecosistemici e dei cicli biologici naturali in linea con gli studi più avanzati in materia. Il comma 4 dell'articolo in esame sottrae dall'ambito di applicazione della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernente la disciplina dei rifiuti, la biomassa vegetale e la posidonia spiaggiate. L'articolo 4 reca disposizioni in merito alla corretta gestione degli habitat dunali costieri, demandando ad un apposito decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'emanazione di linee guida per la razionalizzazione dell'utilizzo degli accessi al mare limitandone l'utilizzo indiscriminato e dannoso per l'ecosistema; per la chiusura dei varchi lungo le dune; per la piantumazione di specie vegetazionali tipiche della macchia mediterranea che caratterizzano il retroduna; per l'individuazione di aree parcheggio non insistenti nell’ habitat dunale; per il corretto posizionamento dei cantieri temporanei per l'espletamento dei lavori di riqualificazione naturalistica e paesaggistica e la limitazione dell'utilizzo di mezzi meccanici; per la sistemazione di staccionate in legno a protezione del cordone dunale oggetto di una forte pressione balneare estiva; per la sistemazione di passaggi obbligati attraverso il cordone dunale e all'interno dei boschi di macchia mediterranea; per l'installazione di passerelle in legno sopraelevate e di palizzate in legno nei tratti di costa in cui la duna risulta fortemente compromessa dalle mareggiate e dal ridotto apporto di materiale dal mare. All'articolo 5, vengono disposte misure di incentivazione all'acquisto di motori ibridi per imbarcazioni da pesca e ibridi o elettrici per le imbarcazioni da diporto e per l'esercizio delle attività di diving e di pescaturismo. Vengono inserite, inoltre, misure specifiche per limitare l'utilizzo di motori endotermici in zone di particolare pregio naturalistico e per favorire l'utilizzo di campi di ormeggio compatibili con l’ habitat della prateria di posidonia oceanica. Il comma 5 dell'articolo 5 prevede che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare adotta un apposito decreto per la diffusione di sistemi di elettrificazione delle banchine portuali alimentati preferibilmente da fonti rinnovabili. Con l'articolo 6 si individuano misure di sostegno a percorsi di educazione ambientale nelle scuole per la conoscenza dell'ecosistema marino e si istituisce la giornata di studio Blu Day . Si dispongono, inoltre, ai fini di una corretta fruizione dell'ecosistema marino e costiero, indicazioni ai comuni e alle autorità competenti per l'individuazione di modalità di comunicazione e di informazione al pubblico per una fruizione sostenibile dell’ habitat costiero. Si istituisce, inoltre, nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un fondo finalizzato alla realizzazione delle misure di cui al comma 3, con una dotazione pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. L'articolo 7 individua le coperture finanziarie per l'attuazione del provvedimento.. 1 ( Finalità ) 1 La presente legge persegue le seguenti finalità: a conservare la biodiversità marina e promuovere il risanamento degli ecosistemi marini attraverso un approccio ecosistemico rispettoso dei cicli biologici naturali; b promuovere l'attuazione di un approccio di gestione integrata delle zone costiere quale processo dinamico per la gestione e l'uso sostenibile delle zone costiere, che tiene conto della fragilità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, della diversità delle attività e degli utilizzi, delle loro interazioni, della vocazione marittima di alcuni di essi e del loro impatto sulle componenti marine e terrestri; c diffondere le buone pratiche di gestione delle biomasse vegetali spiaggiate; d sensibilizzare l'opinione pubblica e gli operatori della pesca e del turismo balneare sulla salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi marini. 2 ( Definizioni ) 1 Si intendono per: a biomasse vegetali spiaggiate: depositi strutturati e non di legname, cannicciate, residui di piante marine ed alghe; b banquettes di posidonia oceanica: depositi strutturati di detriti costituiti prevalentemente dalle foglie di posidonia spiaggiata la cui forma a nastro e le modalità di accumulo, conferiscono all'ammasso una struttura lamellare compatta ed elastica; c fondi di macerazione: punti individuati dall'autorità territorialmente competente, con il supporto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), per la reimmissione in mare delle biomasse spiaggiate. 3 ( Modalità di gestione delle biomasse vegetali e degli accumuli di posidonia spiaggiata ) 1 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e con il supporto tecnico dell'ISPRA, definisce con uno o più decreti la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate e delle banquettes di posidonia considerando le seguenti modalità: a mantenimento in loco delle banquettes : tale soluzione va attuata laddove non entri in conflitto con le esigenze di balneazione e fruizione delle spiagge o in siti costieri dove il fenomeno erosivo sia particolarmente accentuato; b reimmissione in mare delle biomasse spiaggiate: a livello ecosistemico, tale tipo di soluzione è preferibile in quanto mira a ripristinare il ciclo naturale delle biomasse vegetali laddove viene interrotto dalle attività antropiche; c utilizzo dei cumuli di posidonia spiaggiata per interventi di restauro dunale e ripascimento delle spiagge previa vagliatura e caratterizzazione. 2 Le modalità di cui alle lettere b) e c) del comma 1 possono essere attuate previo idoneo processo di vagliatura, atto a separare la frazione organica dal materiale sabbioso da altri materiali eventualmente contenuti negli accumuli.