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Tengo a ricordare che, per quel che riguarda la zootecnia da latte, moltissimi sono i lavoratori nelle aziende di tutto il Paese, ma soprattutto nella Pianura padana e le raccolte del comparto orticolo, del comparto delle fragole, dei piccoli frutti, delle drupacee vedono una presenza fondamentale di questi lavoratori. Nei primi mesi di quest'anno il ministro Salvini aveva sostanzialmente garantito che questo decreto avrebbe visto le stesse quote previste per il 2018 e tutto il comparto agricolo è in fortissima attesa, anche perché quest'anno, causa le condizioni climatiche, le campagne di raccolta stanno anticipando e l'intero comparto agricolo è in forte apprensione perché manca il decreto per cui, di fatto, ad oggi non si sa come saranno affrontate le prossime campagne di raccolta. Con il suo tramite, signor Presidente, credo sia fondamentale sollecitare il Governo perché il comparto agricolo aspetta con grande ansia l'emanazione di questo decreto. (Applausi dal Gruppo PD) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, io richiedo un intervento della Presidenza nei confronti del Governo a proposito della perdurante mancata pubblicazione della relazione sulle concessioni autostradali da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Si tratta di una pubblicazione che veniva emessa, un tempo, dall'ente specifico che riguardava le gestioni delle concessioni autostradali, poi, con la sua abolizione del 2011, è passata in capo direttamente a un ufficio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tale relazione non era mai stata pubblicata oltre il settembre dell'anno successivo: ad esempio, la relazione riguardante il 2016 è stata pubblicata nel settembre 2017. Ebbene, siamo ancora in attesa di vedere la relazione del 2017: non è stata pubblicata nel settembre 2018 (che sarebbe stato un periodo di tempo pari a quello impiegato dal Governo precedente), né nei successivi mesi del 2018, né è stata pubblicata a tutt'oggi. Pertanto, ad oggi, su questo enorme patrimonio pubblico - perché le autostrade sono proprietà dello Stato e dunque dei cittadini italiani - non abbiamo i dati, se non ormai antichi, risalenti al 2016. Prendiamo ad esempio Autostrade per l'Italia, che è una società contro la quale il ministro Toninelli si è scagliato promettendo sfracelli, chiedendo trasparenza e quant'altro. Mi sembrerebbe il minimo, la trasparenza; quanto agli sfracelli, sono del parere che le aziende italiane vadano messe in competizione e non sfracellare questa o quell'altra, invece, per adesso, non abbiamo competizione e addirittura abbiamo cancellato la trasparenza. Ebbene, dalle carte della società Autostrade per l'Italia, solo per quanto riguarda i pedaggi, risulta un aumento di 800 milioni di euro rispetto agli ultimi dati pubblicati dal Governo: un dato che solo per quanto riguarda un concessionario, sia pure il primo in Italia, sia discordante di 800 milioni è assolutamente inaccettabile. Sembra che tra poco arriverà, infilato in qualche decreto dal nome attraente (crescita, sviluppo, sblocca questo o sblocca quell'altro), qualcosa che riguarda le autostrade: è assolutamente inaccettabile che il Parlamento sia chiamato a decidere senza avere i dati, perché questa è una ostruzione a quello che il Governo ha sempre fatto. La pubblicazione l'hanno fatta tutti i Governi, di centrodestra, di centrosinistra, di coalizione, i Governi tecnici. Arriva il Governo che prometteva trasparenza e ancora dobbiamo accontentarci di dati totalmente inattendibili. Spero che la Presidenza del Senato faccia un intervento. Non avrebbe senso un'interrogazione perché, verosimilmente, il Governo non risponderebbe visto che a ordini del giorno che chiedevano al Governo di impegnarsi o quanto meno di segnalare una data certa per la pubblicazione di questa relazione, il Governo ha espresso parere contrario e dunque sono stati liquidati malamente. Chiedo quindi che la Presidenza si attivi. Non è niente di straordinario: si tratta di mettere insieme i dati di varie società. Forse si vogliono nascondere i nuovi regali che anche questo Governo vuole fare ai concessionari autostradali: se non è così, che la relazione si pubblichi. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, come già comunicato in via informale ai Gruppi, la seduta di domani avrà inizio alle ore 10. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 4 aprile 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 4 aprile, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,45) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 844 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed ì relativi emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, in relazione al testo, parere non ostativo. In merito agli emendamenti, il parere è contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.4, 1.28 e 1.36. Su tutti i restanti emendamenti il parere è non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 844: sulla votazione finale, la senatrice Leone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Berardi, Bertacco, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Botto, Calderoli, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Cirinna', Crimi, D'Angelo, De Poli, Fantetti, Ginetti, Merlo, Monti, Napolitano, Ronzulli, Santangelo, Sbrollini, Sciascia, Siclari, Siri, Solinas e Zanda. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Endrizzi, Garavini, Mirabelli, Morra e Vitali, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.