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L'articolo 32 sancisce che la Convenzione non può essere oggetto di riserve. L'articolo 33 definisce le modalità per una Parte di recedere dalla Convenzione. L'articolo 34 individua nel Segretario generale delle Nazioni Unite il depositario della Convenzione. L'articolo 35 definisce come paritariamente autentici i testi della Convenzione nelle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite conservati presso il depositario. Di seguito si elencano gli allegati che formano parte integrante della Convenzione di Minamata: L'allegato A (Prodotti che contengono mercurio) indica quali prodotti non sono soggetti a limitazioni, ad esempio quelli essenziali per usi della protezione civile o militari, o quelli destinati alla ricerca. Nella prima parte dell'allegato viene fissato al 2020 il termine oltre il quale non potranno essere fabbricati, importati o esportati prodotti come batterie, dispositivi elettronici, lampade, cosmetici, pesticidi, strumenti di misura, e così via contenenti mercurio al di sopra di un determinato valore. Nella seconda parte viene indicata una lista di nove misure riguardanti l'amalgama dentale contenente mercurio, due delle quali dovranno essere adottate obbligatoriamente da ciascuna Parte. L'allegato B (Processi produttivi in cui si utilizza mercurio o i suoi composti), nella prima parte, fissa le date entro le quali dovranno essere eliminate le tecnologie che prevedono l'uso di mercurio per la produzione di cloro-alcali (2025) e di acetaldeide (2018). Nella seconda parte, sono indicati i limiti per i processi produttivi del monocloruro di vinile, dell'etilato e del metilato di sodio e di potassio, nonché del poliuretano, ove siano adottate tecnologie che prevedono l'utilizzo di mercurio. L'allegato C (Attività estrattiva dell'oro a livello artigianale e su piccola scala) fornisce prescrizioni per le Parti sul cui territorio viene svolta attività significativa di estrazione dell'oro a livello artigianale e su piccola scala, al fine di ridurre e progressivamente eliminare l'uso di mercurio nel processo di estrazione. L'allegato D (Lista delle fonti puntuali di emissioni di mercurio e di composti del mercurio in atmosfera) elenca le cinque categorie di impianti individuate quali principali responsabili delle emissioni di mercurio in atmosfera (centrali elettriche alimentate a carbone, caldaie industriali a carbone, processi di fusione e arrostimento per la produzione di metalli non ferrosi, impianti per l'incenerimento dei rifiuti, impianti per la produzione di clinker da cemento) per le quali saranno fissati limiti di emissione. L'allegato E (Arbitrato e procedure di conciliazione) definisce la procedura di arbitrato e quella di conciliazione in caso di controversie tra le Parti.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione di Minamata sul mercurio, con Allegati, fatta a Kumamoto il 10 ottobre 2013. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla sua entrata in vigore, in conformità con quanto disposto dall'articolo 31 della Convenzione medesima. 3 (Designazione dell'autorità nazionale competente e del punto di contatto nazionale) 1 Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è designato quale autorità nazionale competente per l'attuazione delle disposizioni stabilite dalla Convenzione di cui all'articolo 1, nonché quale punto di contatto nazionale per lo scambio delle informazioni, ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 4, della Convenzione medesima. 2 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità per assicurare il coordinamento delle attività di raccolta dei dati di monitoraggio, ai fini della piena ed efficace attuazione della Convenzione di cui all'articolo 1. 4 (Disposizioni finanziarie) 1 Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari a euro 482.660 per l'anno 2019, a euro 440.000 ad anni alterni a decorrere dall'anno 2020 e a euro 452.660 ad anni alterni a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3 Le eventuali risorse a beneficio dei Paesi in via di sviluppo ai sensi e per l'attuazione dell'articolo 14, paragrafo 3, della Convenzione di cui all'articolo 1, sono destinate nei limiti di quanto disponibile a legislazione vigente sul pertinente capitolo di spesa del bilancio del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale finalizzato ad iniziative di cooperazione allo sviluppo. 4 Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .