[ddlpres]

Per il futuro infatti, con norma non di interpretazione autentica ma innovativa, questa dovrà stabilire in modo stringente il metodo di calcolo che la Banca d'Italia dovrà osservare per calcolare i tassi medi ai fini della legge n. 108 del 1996, ed in particolare facendo la media non aritmetica ma ponderata dei tassi e senza escludere alcun finanziamento seppur concesso a tasso agevolato. Infine si richiede che il metodo di calcolo del tasso soglia, modificato con il decreto-legge n. 70 del 2011, sia quello originariamente previsto dalla legge n. 108 del 1996, ossia mediante l'aumento del 50 per cento del tasso medio rilevato, essendo provato dai dati statistici della Banca d'Italia che a seguito della modifica dei tassi medi applicati dal sistema bancario sono aumentati di 2 punti percentuali, senza che siano aumentati i finanziamenti concessi alle imprese, che anzi hanno avuto una consistente diminuzione. Essendo il decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011 stato emanato proprio con la prospettiva di aumentare la platea dei soggetti finanziabili, ed essendo accaduto il contrario, si propone di tornare alla originaria formulazione della legge n. 108 del 1996, che porterà con ogni probabilità ad una consistente diminuzione dei tassi effettivamente applicati, in ragione della diminuzione dei tassi soglia vigenti. Le modifiche proposte, che prevedono il calcolo dei tassi medi in modo conforme alla legge n. 108 del 1996, porterà ugualmente ad una diminuzione degli stessi, con positivi risvolti per le piccole imprese, gli artigiani, i professionisti, che sono la stragrande maggioranza dei soggetti affidati, pur ricevendo solo il 15 per cento in totale delle somme erogate dalle banche italiane. Quest'ultime, per ottenere la stessa redditività, dovranno aumentare, anche di poco, i tassi applicati a tutti i rapporti agevolati, con enormi benefici per l'economia italiana che, come è noto, è fatta di piccole imprese. Le modifiche proposte sono anche costituzionalmente orientate, in quanto l'articolo 47 della Costituzione prevede che « La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito » e l'articolo 3 prevede che « È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ». La piena applicazione della legge n. 108 del 1996, interpretata e secondo le modifiche come sopra esposte, porterà alla riduzione delle diseguaglianze nell'accesso al credito, essendo vincolate le banche ad applicare un tasso al massimo di 1,50 volte superiore a quello applicato mediamente, in tal modo non creando gap concorrenziali a carico delle piccole imprese, degli artigiani e dei professionisti, a scapito delle imprese medie e grandi, che è una delle ragioni della crisi economica in atto, nella quale i « piccoli » soccombono dovendo sopportare un costo eccessivo per il credito. Pertanto, l'articolo 1 del presente disegno di legge intende rimediare, con norma di interpretazione autentica (e dunque retroattiva), alle storture prodotte da una recente sentenza della Cassazione civile (Cassazione civile, sezioni uniti, sentenza n. 16303 del 20 giugno 2018). Quest'ultima, pur riconoscendo la soggezione della commissione di massimo scoperto alla normativa di repressione dell'usura, ha stabilito di tenerla separata dagli altri oneri economici, così dimezzandone il « peso usurario ». Nel concreto, la sentenza accoglie i desiderata manifestati dall'Associazione bancaria italiana fin dal 2005. Il periodo di rilevanza sostanziale della norma, che si intende introdurre, va dall'entrata in vigore della legge sull'usura alla fine del 2008. Dagli inizi del 2009, infatti, la commissione di massimo scoperto (e le sue derivazioni « nominali » dall'operatività bancaria) è stata assoggettata al regime ordinario (con la legge n. 2 del 2009). La norma proposta intende, in definitiva, rimediare a un’« ingiustizia del passato » (con effetti, peraltro, tuttora avvertiti da un grande numero di clienti bancari). L'articolo 2 del presente disegno di legge si occupa del futuro e possiede una vocazione assai più vasta della prima, volgendosi alla (ri)regolamentazione di taluni dei princìpi generali della materia. Infatti, il comma 1 dell'articolo 2 si occupa dei criteri di costruzione effettiva del « tasso medio », sino a oggi lasciati in modo eccessivo alla discrezionalità della Banca d'Italia (che, nelle sue Istruzioni relative all'usura, la ha costantemente impiegata in funzione conservativa del potere delle banche). Nel regolare in modo stringente la materia, la normativa proposta intende aprire il più possibile il raggio delle operazioni da tenere in considerazione per la rilevazione del « tasso medio » e confermare, altresì, la rilevanza di tutti i costi economici che gravano i finanziamenti (da ciò, l'espresso riferimento al TAEG, di cui alla normativa del testo unico). Nella direzione di dare rilevanza a un « tasso medio » più aderente alla reale conformazione del mercato, la norma intende dichiaratamente proteggere la domanda di credito. Il comma 4 dell'articolo 2 riporta la soglia di rilevanza dell'usura (il cosiddetto tasso soglia, come formato dal tasso medio + uno spread in aumento, per l'appunto prefissato dalla legge) al suo segno naturale, come pure sistematicamente coerente con la regolamentazione civilistica dell'equilibrio contrattuale in generale. Lo spread dell’« ultra dimidium », infatti, era già stato fissato dalla normativa originaria dell'usura del 1996, per essere poi sostituito (nel 2011) da altro (e complesso) criterio, sostanzialmente protettivo dell'offerta di credito.. 1 (Interpretazione autentica in materia di determinazione del tasso usurario) 1 Le commissioni di massimo scoperto, comunque denominate, si intendono ricomprese nell'ambito delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese concorrenti a determinare, ai sensi del quarto comma dell'articolo 644 del codice penale, la misura del tasso usurario. Per il calcolo delle predette commissioni si applica la formula: « (interessi + oneri) × 365/numeri computistici ». 2 (Modifiche all'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108) 1 All'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dai soggetti operanti nel settore finanziario, di cui al titolo V del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per le operazioni della stessa natura.