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Si affrontavano altre questioni importanti come quelle dei lavoratori socialmente utili (LSU). Ovviamente penso che il Parlamento è sovrano e, forse, dovremmo aprire una discussione seria perché magari qualcuno, se proprio vuole decidere al posto nostro, si può anche candidare alle elezioni (penso a qualche funzionario potente). Ma questo farà parte di un'altra discussione che faremo a parte. Quindi, ci sono delle cose importanti, sul punto abbiamo raggiunto un'intesa e dobbiamo guardare avanti adesso per fare in modo che funzioni bene, che il percorso sia stabilizzato. Abbiamo ottenuto nel decreto-legge rilancio - e questo è importante - 16.000 assunzioni in più, che sono un risultato anche di quello scontro e di quella discussione che ci hanno permesso di fare anche questo passo in avanti. Abbiamo approvato emendamenti rilevanti: penso al fatto della valutazione non più numerica ma con giudizio, che è una cosa importante, perché un bambino non si può "marchiare" con un numero. A qualcuno sembra una cosa stupida, ma è molto importante. È stato anche un bene affrontare la questione di mettere a disposizione tutti gli strumenti. Abbiamo fatto la didattica a distanza, ma ricordiamo che questo ha fatto emergere - lo ricordava bene anche il sottosegretario De Cristofaro questa mattina - tante disuguaglianze che già c'erano - non è che le abbiamo scoperte - su cui dobbiamo intervenire. Ci siamo detti all'inizio di questa tragedia che nessuno doveva essere lasciato indietro e dobbiamo fare questo sforzo, tanto più nella scuola. Ci sono ragazzi che vivono nelle periferie ai quali solo la scuola può dare lo strumento, non solo dell'ascensore sociale ma la possibilità di poter riaffermare pienamente anche la sua dignità di cittadino. Questa è la cosa bella della nostra scuola, della scuola della Costituzione. Ma la scuola non è solo didattica a distanza. Qualcuno non pensi che adesso abbiamo scoperto la didattica a distanza; aiuterà e metteremo in campo strumenti, ma la scuola è convivere, stare insieme, crescere insieme, avere un rapporto con gli insegnanti e tra gli studenti. Questa è la scuola che noi vogliamo per far crescere cittadini all'altezza di una democrazia all'altezza. Per questo si poteva fare meglio, come ho già detto. Avremmo potuto avere molte cose di più in questo decreto-legge; avremmo potuto forse ottenere più risultati, ma questo è già un passo in avanti. Per questo voteremo convintamente la fiducia. (Applausi). RAMPI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per essere in quest'Aula. Il decreto-legge che stiamo per approvare iniziava in maniera molto semplice: era un decreto che tentava di garantire la corretta conclusione dell'anno scolastico. Poteva essere approvato da quest'Aula del Parlamento in pochi giorni, perché era un provvedimento molto semplice, ma molto necessario. La scelta del Senato della Repubblica è stata quella di cogliere questa occasione per aprire un dibattito pubblico sulla scuola, ed io credo che sia stata una scelta saggia. In Commissione si sono ascoltate moltissime voci, ad esse si è voluto dare attenzione, ed è per questo che siamo arrivati, con tutte le complessità e i problemi che stiamo affrontando, alla giornata di oggi: abbiamo deciso di non scegliere la strada più facile. Quando si discute di scuole e si apre una discussione sulla scuola, si fa sempre qualcosa di positivo. Il mio amico e maestro Luigi Berlinguer in questi giorni lo ha ricordato: che il Paese dibatta di scuola è un fatto positivo ed importante. Certo, dovremmo tutti riflettere su come dibattiamo di scuola, perché il tasso di violenza, quando appunto si discute di scuola, è troppo alto. E ogni volta e più alto e più vergognoso quando - e non sono poche le occasioni - il Ministro della pubblica istruzione di questo Paese è una donna: la Falcucci, la Iervolino, la Gelmini, la Giannini, la Fedeli e oggi il ministro Azzolina. Ogni volta che c'è una donna in quel Ministero (e c'è spesso una donna in quel Ministero), il tasso di violenza è inaccettabile e sessista. (Applausi). Contro questo è bene che oggi tutti i Gruppi si siano espressi, ma è necessario che noi, nelle parole che scegliamo di utilizzare in quest'Aula, sui nostri social network , nelle nostre dichiarazioni, non diventiamo mandanti morali di quella violenza. (Applausi). Altrimenti è troppo facile esprimere la solidarietà dopo, quando si ha generato culturalmente quel tipo di violenza prima. Questo tema è strettamente connesso al provvedimento di oggi, perché se noi ci impegniamo, perché vogliamo tutti insieme e anche da punti di vista diversi, una scuola di maggior qualità è perché noi pensiamo che solo con l'istruzione, con l'educazione e con la qualità della cultura diffusa noi cambieremo il tasso di violenza di questo Paese. Se i nostri bambini e le nostre bambine, se i nostri ragazzi e le nostre ragazze frequenteranno delle scuole diverse e migliori rispetto a quelle di oggi allora ci saranno dei cittadini migliori domani. È questo il motivo dell'impegno, il motivo della fatica e anche dello scontro; perché, certo, ci può anche essere scontro, che non è inutile. La mediazione che abbiamo raggiunto non è un accordo tra parti politiche: la mediazione che abbiamo raggiunto fa sì che oggi nel decreto rilancio - che non è quello di cui oggi stiamo discutendo in Aula, ma che non ci sarebbe stato se non avessimo fatto la discussione su questo provvedimento in quel modo - ci siano 16.000 posti in più, che non ci sarebbero stati. Ci sono le risorse per iniziare a settembre il nuovo anno scolastico con la sicurezza e con il distanziamento dei ragazzi; ci sono le risorse per avere le persone, per la sanificazione e così via. Naturalmente dovremmo organizzare tutto questo ed è una fatica per tutti: per il Ministero, ma anche per i Comuni e per le Regioni, e chi viene in quest'Aula a insegnare come fare - e magari governa alcune delle Regioni nelle quali ancora non si è capito come procedere - prima di venire ad insegnare dovrebbe provare a risolvere qualche problema nel ruolo in cui è chiamato a farlo (Applausi) , perché il Paese va avanti se ognuno fa la propria parte. Stiamo per votare la fiducia a questo decreto-legge e lo facciamo con grande convinzione, perché crediamo che nel decreto-legge ci siano le condizioni per chiudere l'anno e per iniziare quello nuovo, oltre a dei significativi e importanti passi in avanti. Mi riferisco, ad esempio, al tema del reclutamento e del concorso straordinario, sul quale si è concentrata l'attenzione: è una parte importante, ma non è né il cuore, né il centro del provvedimento. Secondo me il livello di attenzione che questo tema ha richiamato su di sé oggettivamente è eccessivo rispetto all'entità del provvedimento, eppure si sono fatti dei passi avanti. Per quanto riguarda il mio Gruppo parlamentare, avevamo chiesto che ci fossero più persone in quel concorso straordinario; avevamo ritenuto legittimamente, nel rispetto di opinioni diverse, che non ci fossero le condizioni per svolgere il concorso durante l'estate e che il metodo che avevamo concordato insieme, in un momento in cui pensavamo di procedere velocemente, a questo punto non fosse più necessario. Abbiamo trovato un punto di vista condiviso.