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f ai servizi di monitoraggio e di valutazione della qualità e dell'efficacia delle azioni intraprese, allo scopo di assicurare unitarietà di indirizzo, ampia visibilità delle ricadute, rispetto delle specificità di intervento in ragione della nazionalità degli utenti, del carattere regionale degli interventi e della ottimizzazione delle risorse locali attivate; g alle azioni di accrescimento e sviluppo delle competenze linguistiche, metodologiche, formative, gestionali e organizzative del personale impegnato nell'attuazione degli interventi di cui al presente comma, attuate anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie avanzate di formazione a distanza; h ai servizi di certificazione di crediti formativi e di competenze linguistiche, culturali o professionali congruenti con i paralleli sistemi locali di valutazione, certificazione e accreditamento delle competenze; g alle sperimentazioni finalizzate al rilascio di titoli, riconosciuti dallo Stato italiano, come esito di corsi di lingua e cultura italiana applicata agli ambiti di eccellenza del nostro Paese, di cui alla lettera b) . 4 (Regolamento di attuazione) 1 Con regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Sottosegretario di Stato Capo del Dipartimento, sono adottate le disposizioni di attuazione della presente legge. 5 (Piano di sviluppo degli interventi) 1 Il Dipartimento elabora ogni tre anni, sentito il CGIE, il piano di sviluppo degli interventi per le finalità di cui all'articolo 1, secondo princìpi di ottimizzazione delle risorse disponibili, di incremento degli indici di efficacia delle azioni programmate e di valorizzazione degli obiettivi fissati dalla presente legge. 2 Nell’ambito dei piani triennali di sviluppo, di cui al comma 1, il Dipartimento, in relazione alle caratteristiche storiche, sociali e politiche della presenza e della vocazione delle diverse comunità italiane all'estero, adotta gli interventi previsti secondo criteri di priorità, sulla base di appositi piani predisposti in relazione alle specifiche caratteristiche del Paese interessato, denominati «piani Paese», elaborati presso le sedi diplomatiche tramite consultazione con i Comitati degli italiani residenti all'estero (Comites) e i rappresentanti locali del CGIE, nonché in collaborazione con gli enti gestori di cui all’articolo 6 e, ove possibile, con le autorità locali e tenuto conto dei risultati di apposite analisi di efficacia e valutazioni d'impatto periodiche. 6 (Enti gestori dei corsi e delle scuole e certificazione delle attività e degli interventi di formazione) 1 Allo scopo di qualificare e valorizzare la cooperazione tra soggetti pubblici e soggetti privati, il Dipartimento adotta provvedimenti tesi ad assicurare la gestione delle iniziative, delle attività e dei servizi di cui alla presente legge in conformità alle disposizioni dei commi 2 e 3. 2 La gestione delle attività, delle iniziative e dei servizi di cui alla presente legge è effettuata in forma di cooperazione con enti e associazioni di diritto privato locale, di seguito denominati «Enti gestori», che presentino garanzie consolidate di struttura, di organizzazione e di amministrazione, con preferenza per quelli che possono stipulare accordi con le strutture educative locali, e documentino, entro il primo triennio di applicazione della presente legge, il possesso dell'avvenuta certificazione di qualità secondo quanto stabilito dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 4. 3 Gli Enti gestori devono essere istituiti nel rispetto delle norme vigenti nei Paesi in cui operano e sono soggetti ai controlli amministrativi e contabili da parte dei competenti organi di controllo locali. Il Dipartimento fornisce consulenza e assistenza agli Enti gestori in relazione alle procedure di miglioramento qualitativo necessarie, anche promuovendo, ove possibile, forme di aggregazione fra Enti. 4 Agli Enti gestori sono riconosciute parità giuridica con altri enti statali che si occupano di diffusione della cultura italiana all'estero, nonché la piena autonomia organizzativa e didattica. Con il regolamento di cui all’articolo 4 sono definiti i requisiti essenziali per la richiesta della parità ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62, e le modalità per i relativi controlli periodici. 7 (Finanziamento) 1 Il Dipartimento eroga finanziamenti agli Enti gestori, sulla base di progetti di attività che si inquadrano nelle priorità e nelle strategie definite dal piano Paese. Tali finanziamenti sono diretti anche al supporto delle iniziative di formazione dei docenti e non sono erogati per le attività che non risultino sottoposte alle procedure di accreditamento e di certificazione definite con il regolamento di cui all'articolo 4. Il Dipartimento concede i finanziamenti anche tenendo conto della compartecipazione finanziaria degli Enti gestori alla realizzazione delle diverse attività. 2 Il Dipartimento stipula convenzioni triennali con gli Enti gestori solo in presenza di garanzie sufficienti presentate dal contraente, secondo quanto stabilito dal regolamento di cui all’articolo 4. 8 (Contributi degli utenti alle attività) 1 La contribuzione degli utenti alle attività di cui alla presente legge avviene nel rispetto della normativa locale in materia di diritto allo studio e in base all’oggetto e alla durata dei corsi e delle scuole. 9 (Uffici scolastici nazionali e circoscrizionali) 1 Al fine di monitorare efficacemente gli interventi ed eventuali esigenze emerse nel corso della loro attuazione, nonché di rispondere sollecitamente ai problemi del personale, sono istituiti gli Uffici scolastici circoscrizionali (USC), in coordinamento con la locale autorità consolare. Alla direzione dell’USC è preposto un dirigente scolastico, che si avvale della collaborazione di un direttore dei servizi generali e amministrativi e di un docente. Il personale suddetto è nominato dal Dipartimento tra il personale di pari grado, di cui all'articolo 18, comma 1, già presente nella rispettiva circoscrizione consolare. Le funzioni espletate dal personale degli USC rientrano nelle funzioni aggiuntive di cui all'articolo 25. 2 Gli USC costituiscono le articolazioni territoriali degli Uffici scolastici nazionali, di cui al comma 4, e svolgono i compiti attribuiti dalla legge agli Uffici scolastici provinciali nel territorio italiano, in stretta dipendenza dall'Ufficio scolastico nazionale. 3 Nel caso di USC che si trovino ad operare in contesti territoriali di ridotta dimensione, il Dipartimento dispone l'accorpamento di diverse circoscrizioni consolari in un unico USC. 4 È istituito in ogni Paese estero l’Ufficio scolastico nazionale (USN), con funzioni di coordinamento dell’attività degli USC. Gli USN operano in coordinamento con la locale autorità diplomatica, dipendono direttamente dal Dipartimento e svolgono i compiti attribuiti dalla legge agli Uffici scolastici regionali nel territorio italiano. 5 Alla direzione dell’USN è preposto un dirigente tecnico-ispettivo di seconda fascia del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nominato dal dipartimento, che si avvale della collaborazione di un direttore dei servizi generali e amministrativi e di un docente, individuati dal Dipartimento tra il personale degli USC del medesimo Paese. Le funzioni espletate dal personale degli USN rientrano nelle funzioni aggiuntive di cui all'articolo 25.