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Signor Presidente, più che una replica la mia vuole essere una reazione rispetto agli interventi visto che mi piace socializzare con i colleghi in Assemblea. Tutti gli interventi sono stati finalizzati a puntualizzare. Interpreto le puntualizzazioni dei colleghi come sostegno e come binari che ci accompagnano per la realizzazione dei decreti attuativi. Si tratta quindi di preoccupazioni legittime. Per il resto, c'è poco da aggiungere. Esprimo grande soddisfazione e ringraziamento alle colleghe, ai colleghi, alla Commissione e al Governo. È stato fatto un lavoro veramente certosino. Ringrazio la Ministra per la pazienza con la quale ha saputo accompagnare il confronto costruttivo in Commissione. La mia è quindi una replica di ringraziamento. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, svolgerò un breve intervento per ringraziare tutte le senatrici e i senatori dei Gruppi intervenuti nel dibattito. Un ringraziamento speciale rivolgo per il lavoro svolto in Commissione ovviamente al relatore, alla Presidente, ai Gruppi parlamentari e a tutte le forze politiche che hanno contribuito, sia con il dibattito che con la proposta di emendamenti e ordini del giorno, ad arricchire il testo e a dare un indirizzo all'attuazione conseguente al decreto-legge che siamo chiamati a convertire e ai decreti legislativi previsti dalla legge delega approvata dal Senato in seconda lettura lo scorso 31 marzo. Il lavoro svolto ha visto nuovamente la trasversalità di tutte le forze politiche e credo che nuovamente si debba dare un riconoscimento estremamente positivo alla ricomposizione della politica che sui temi che riguardano l'educazione, le nuove generazioni, le famiglie e l'investimento in umanità sta mostrando l'immagine di un Paese coeso che sa finalmente operare scelte coraggiose e concrete. Solo alcune parole esprimo sulle sollecitazioni che sono state poste nel dibattito. Voglio confermare che il decreto-legge segue un impegno da parte del Governo, che io stessa avevo assunto, per dare piena e pronta concretezza alla legge delega approvata dal Senato il 31 marzo e, dopo tre mesi, la possibilità di erogare già un assegno, seppure in una forma ponte, consegue esattamente a tale impegno. L'aver dovuto provvedere a una misura ponte corrisponde al fatto che l'annullamento delle detrazioni fiscali e degli assegni al nucleo familiare a metà anno avrebbe creato forti disagi alle famiglie. Abbiamo operato, anche in accordo con la Commissione, in piena coerenza con i principi della stessa legge delega. In realtà è un provvedimento di investimento nelle famiglie italiane. Le risorse dei 3 miliardi si aggiungono a tutte le altre risorse che già sono in essere. A nessuna famiglia italiana sarà tolto un euro: sono aggiunti 3 miliardi di euro e ciò significa un aumento del 40 per cento delle risorse destinate alle famiglie italiane (Applausi) , (un'annualità di 6 miliardi è pari a circa il 40 per cento degli attuali 14 miliardi utilizzati per gli investimenti per le nostre famiglie). È un investimento e non un assistenzialismo. Sono d'accordo e condivido molto questa sollecitazione perché fa parte di una riforma. La misura al nostro esame è il primo pezzo di concretizzazione di un processo di riforma sistemica che si materializza con l'assegno unico universale e che vede nel provvedimento del family act - tra l'altro proprio in questi giorni in discussione alla Camera - la piena realizzazione. Si tratta di un'integrazione di misure che riguardano l'educazione, il lavoro femminile, la condivisione dei carichi di cura e l'investimento sui giovani. Il tema della dimensione economica è certo importante. Rispetto ad alcune sollecitazioni avanzate rispetto anche alla quantificazione, purtroppo nel nostro Paese non siamo in una situazione di stato economico dei minori particolarmente vantaggioso. Secondo una recentissima simulazione dell'Istat, il 50 per cento dei minori del nostro Paese vive in nuclei familiari con meno di 10.000 euro di ISEE; ciò significa che al 50 per cento dei minori del nostro Paese arriverà un assegno compreso tra i 167 e i 130 euro al mese, aumentati del 30 per cento per i nuclei con più di tre figli. Un restante 30 percento riceverà un assegno tra i 130 e i 70 euro al mese. Per quanto riguarda i minori esclusi, rilevo che i nuclei con più di 50.000 di ISEE sono circa il 3 per cento. Stiamo parlando di una misura universalistica proprio perché mantiene anche le detrazioni e perché ha una distribuzione anche di incidenza economica. Chiudo dicendo che i principi richiamati sono pienamente condivisi dal Governo - abbiamo cercato di tradurli con i colleghi Franco e Orlando, insieme al presidente Draghi - e rispondono alla scelta di dare finalmente concretezza alle politiche di investimento per favorire la natalità, la genitorialità e l'educazione. Credo che ciò significhi dare al nostro Paese la piena attuazione delle pari opportunità per tutte e per tutti. Concludo con le parole del presidente Draghi, che ha citato gli stati generali della natalità, proprio parlando di questo strumento: è venuto il tempo per restituire alle nuove generazioni del nostro Paese la possibilità di avere speranza e fiducia nel loro futuro. Per far sì che le nuove generazioni scelgano di avere fiducia nel loro futuro, il nostro compito è investire il nostro oggi nel futuro. E questo assegno è il primo passo di tale investimento. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza e sono in distribuzione i pareri espressi dalla 1 a Commissione permanente e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibile, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge l'emendamento 6.0.1. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, ho presentato l'emendamento 1.3 per promuovere lo stesso trattamento che in molti Paesi europei hanno gli stranieri extraeuropei con figli minori a carico, ai quali non viene riconosciuto alcun assegno se privi dello status di rifugiato politico oppure di protezione internazionale. Lo sottopongo a voi tutti affinché vogliate eventualmente approvarlo perché è di fondamentale importanza. In caso contrario, con il provvedimento in esame quasi tutti gli stranieri presenti in Italia o, comunque, la stragrande maggioranza hanno diritto all'assegno unico. (Applausi) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. LAUS, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.1 (testo 2), contrario sull'emendamento 1.2 e favorevole sull'emendamento 1.100.