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Tale progetto nasce nel luglio del 2013, quando il MoVimento 5 Stelle, in quel momento forza di opposizione, presentava la proposta di legge, Atto Camera 1335, a prima firma dell'attuale Ministro della giustizia, onorevole Alfonso Bonafede, testo che, dopo un lavoro condiviso da tutte le forze politiche, veniva votato all'unanimità dall'Aula della Camera dei deputati senza però poi proseguire al Senato il suo naturale iter di approvazione. Con la nuova legislatura, abbiamo inteso, quindi, completare quel cammino e dare quelle risposte che i cittadini ci chiedono. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 11,09) ( Segue RICCARDI). Il provvedimento, che ricalca il testo presentato nel 2013 dal MoVimento 5 Stelle, ha subìto sostanziali modifiche che hanno reso l'azione di classe più incisiva grazie all'introduzione di disposizioni volte all'ampliamento sia delle situazioni giuridiche tutelate che degli strumenti di tutela a disposizione. Nello specifico, è estremamente rilevante rimarcare l'importanza del trasferimento dell'azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile, modifica che, di fatto, l'ha trasformata in uno strumento di portata generale ed universale. La riforma dell'istituto dell'azione di classe è volta, da un lato, a rendere un'effettiva tutela a diritti lesi dei cittadini e, dall'altro, alla correttezza dell'operato delle imprese sui mercati. A tal proposito, è doveroso sottolineare che il MoVimento 5 Stelle, nel suo percorso di politica e di Governo, ha sempre posto al centro del suo progetto la difesa dell'imprenditore virtuoso ed onesto, ed anche questo provvedimento va inquadrato completamente nell'ambito della tutela di un mercato che ha estrema necessità, nel breve periodo, di tornare ad intercettare anche la fiducia degli imprenditori e degli investitori esteri. Uno dei profili di maggior rilievo del disegno di legge in esame, riguarda l'estensione dell'ambito oggettivo dell'azione di classe, che non vede più distinzioni tra la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale e, di conseguenza, elimina ogni incertezza applicativa che in questi anni ha escluso o disincentivato la proponibilità dell'azione di classe in importanti settori. L'ampliamento dell'ambito oggettivo di applicazione dell'azione di classe risulta assolutamente coerente con l'impianto complessivo del disegno di legge, che estende a tutti i cittadini, e non solo ai consumatori, la possibilità di esperire un'azione collettiva risarcitoria. Di fatto, mentre la normativa prevista all'articolo 140- bis interveniva a protezione del consumatore da condotte volte: «alla violazione di diritti contrattuali o di diritti omogenei comunque spettanti al consumatore finale del prodotto o servizio, ovvero di diritti omogenei violati da comportamenti anticoncorrenziali, o da pratiche commerciali scorrette», il disegno di legge in esame, estende l'oggetto dell'azione alla tutela delle situazioni soggettive maturate a fronte di condotte lesive, all'accertamento della responsabilità e alla condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni, in rapporto alla lesione di «diritti individuali omogenei». L'omogeneità è da ricondurre alla causa petendi , per cui vanno ritenuti omogenei i diritti che nascono dal medesimo fatto plurioffensivo. Il petitum sarà più o meno diverso a seconda del soggetto ma l'azione, essendo diretta a tutelare interamente la classe, e quindi l'insieme dei diritti lesi, sarà comunque esperibile. Da ciò deriva, quindi, anche un'estensione dal punto di vista soggettivo della normativa in esame, realizzata attraverso la previsione di una legittimazione attiva generalizzata e non più limitata alla sola categoria di consumatori ed utenti. Infatti, l'introduzione nel codice di procedura civile di un nuovo Titolo VIII- bis , rubricato "Dei provvedimenti collettivi", e, di conseguenza, l'abrogazione delle disposizioni contenute nel codice del consumo, ha reso sempre esperibile a tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie, in relazione alla lesione di diritti individuali omogenei, l'instaurazione di una azione di classe. Altra novità rispetto alla normativa previgente è costituita dal fatto che la domanda deve essere proposta alla sezione specializzata in materia di impresa del tribunale del luogo ove ha sede la parte resistente e che il procedimento di ammissibilità viene regolato dal rito sommario di cognizione. Con il nuovo disegno di legge, la competenza passa quindi di fatto al tribunale delle imprese, che emette la sentenza di accoglimento dell'azione di classe e che, oltre all'accertamento delle responsabilità delle parti, provvede alla nomina di un giudice delegato per la procedura di adesione e del rappresentante comune degli aderenti. Il procedimento si compone di due fasi, con la possibilità di un'eventuale terza fase. L'adesione dei cittadini si potrà avere in due momenti distinti: in una fase iniziale che segue l'ordinanza che ammette l'azione, nella quale il tribunale fissa il termine per aderire e definisce i caratteri dei diritti individuali omogenei che consentono l'inserimento nella classe, e in una fase successiva, che introduce la possibilità per i cittadini di aderire dopo la sentenza che accoglie l'azione. Grande rilievo ricoprono anche le modifiche apportate all'azione inibitoria collettiva, in particolare in riferimento all'estensione massima della legittimazione ad agire. Nel disegno di legge in discussione, infatti, tale azione si qualificherà guardando alla caratteristica della plurioffensività della condotta commissiva od omissiva e potrà essere esperita da chiunque riterrà di avere interesse alla pronuncia di un'inibitoria di comportamenti posti in essere in pregiudizio di una pluralità di individui o enti. Tutte le novità introdotte nell'azione di classe, come si è detto, sono volte a rendere questa azione giudiziaria uno strumento effettivo di tutela degli interessi giuridici dei singoli. Infatti, da studi effettuati dalla Commissione europea, risulta che, ai fini dell'instaurazione di un giudizio, il valore della controversia è il parametro principale al quale il cittadino guarda al fine di decidere se agire o meno in giudizio; come conseguenza di ciò, troppo spesso, illeciti di contenuta rilevanza individuale, ma con significativo impatto collettivo, restano impuniti. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,13) ( Segue RICCARDI). L'applicazione della normativa prevista dall'articolo 140- bis del codice del consumo ha purtroppo confermato questa tendenza: le azioni proposte sono state molto poche, la maggior parte delle quali non sono riuscite a superare il filtro di ammissibilità e sono rimaste intrappolate nelle maglie di una disciplina congegnata per rendere inapplicabile la tutela collettiva risarcitoria. È con presupposti certamente positivi, quindi, che ci accingiamo a introdurre uno strumento che rende l'Italia un Paese in linea con le direttive e con l'indirizzo dell'Unione europea; uno strumento che premia l'onestà e che tutela indistintamente i diritti di tutti i cittadini. Uno strumento che ci permette di muovere un ulteriore piccolo, ma significativo passo verso chi ha riposto in noi la fiducia e che da noi ora attende risposte come questa. È per questo motivo che, con soddisfazione, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.