[pronunce]

che il Giudice di pace di Genzano di Roma impugna l'art. 1 del d.l. n. 18 del 2003, convertito con modificazioni nella legge 7 aprile 2003, n. 63; che i dubbi di legittimità costituzionale vengono prospettati con argomentazioni largamente coincidenti, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 77, 101, 102 e 104 Cost.; che i giudizi, per l'identità delle questioni, vanno riuniti e decisi con un'unica pronuncia; che l'art. 1-bis del citato decreto-legge n. 18 del 2003, introdotto dalla legge di conversione n. 63 del 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10 aprile 2003, ha stabilito che le disposizioni di cui all'art. 1 dello stesso decreto si applicano ai giudizi instaurati con citazioni notificate dal 10 febbraio 2003; che le ordinanze emesse dai Giudici di pace di Lecce, San Severino Marche e Bari (r.o. n. 589 del 2003) sono precedenti rispetto alla legge di conversione; che riguardo ad esse, quindi, occorre disporre la restituzione degli atti ai giudici remittenti, affinché alla luce della citata legge di conversione provvedano ad un nuovo esame della rilevanza; che l'ordinanza del Giudice di pace di Putignano precisa che l'atto di citazione del giudizio principale è stato notificato in data 7 febbraio 2003, il che comporta – in base alla norma del citato art. 1-bis, peraltro trascurato dal giudice a quo – che l'art. 1 impugnato non debba essere applicato in quel giudizio, donde la manifesta inammissibilità della relativa questione; che le ordinanze emesse dai Giudici di pace di Palestrina, Bari (r.o. n. 659 del 2003), Milazzo e Genzano di Roma sono tutte successive alla legge di conversione n. 63 del 2003, alla quale fa espresso riferimento soltanto il Giudice di pace di Genzano di Roma; che, peraltro, nessuna di tali ultime ordinanze precisa quale sia la data di notifica dell'atto di citazione, sicché non viene consentito a questa Corte di svolgere il necessario controllo preliminare sulla rilevanza; che pertanto anche le questioni sollevate in questo gruppo di ordinanze vanno dichiarate manifestamente inammissibili.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti ai Giudici di pace di Lecce (r.o. n. 374 del 2003), San Severino Marche (r.o. n. 555 del 2003) e Bari (r.o. n. 589 del 2003); dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), convertito, con modificazioni, nella legge 7 aprile 2003, n. 63, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 77, 101, 102 e 104 della Costituzione, dai Giudici di pace di Palestrina (r.o. n. 793 del 2003), Bari (r.o. n. 659 del 2003), Putignano (r.o. n. 842 del 2003), Milazzo (r.o. n. 1122 del 2003) e Genzano di Roma (r.o. n. 171 e n. 172 del 2004) con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 settembre 2004. F.to: Carlo MEZZANOTTE, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 settembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA