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Nel provvedimento in esame ci sono norme importanti sui sistemi informativi funzionali all'alimentazione del piano strategico dei vaccini e all'anagrafe vaccinale, e le Regioni devono collaborare per fornire questi dati. Credo che in Italia ci sia una sorta di maledizione delle banche dati. Mettere in comune i dati è un bene pubblico ed è il più alto indice di misurazione del grado di democrazia di un Paese. Occorre dare una forte accelerata e raddrizzata al piano vaccinale e per questo esprimiamo viva soddisfazione per la nomina del dottor Fabrizio Curcio a capo della Protezione civile e del generale Paolo Figliuolo quale nuovo commissario per l'emergenza Covid, ai quali auguriamo buon lavoro. Pensare di poter impiegare le risorse umane e strumentali della Protezione civile e l'organizzazione logistica dell'Esercito tranquillizza. La Commissione igiene e sanità che mi onoro di presiedere ha deciso ieri di procedere a un affare assegnato sui vaccini per arrivare a un atto di indirizzo, affrontando soprattutto le implicazioni etiche, di ricerca, di scelta delle dosi e disponibilità della produzione in rapporto alle scelte europee. Intanto, una lettera di iniziativa dell'intergruppo parlamentare sulle malattie rare indirizzata al ministro Speranza, a prima firma della senatrice Binetti e dell'onorevole Noja, ha ricordato ancora una volta di prevedere la precedenza per tutte le malattie rare e le patologie gravi e per le persone con disabilità e i loro caregiver . Non si possono più tollerare differenze così profonde tra Regioni; il diritto alla cura, soprattutto dei più fragili, è un diritto costituzionalmente garantito. Dobbiamo essere trasparenti tra di noi in questa fase e con i cittadini. Siamo in un momento delicato dell'epidemia, con le varianti che incombono, i vaccini a rilento, un virus nemmeno tramortito (ma solo per qualche settimana stordito tanto da essere in grado di acquisire difese e variazioni), senza vaccinazioni estese, tamponi diffusi, aggiornamenti epidemiologici statistici quotidiani, pochissima assistenza domiciliare, per la quale occorrerebbe (ma non si è fatto finora) un organismo che ne protocolli le cure. Rischiamo così di dover subire il virus prima di controllarne la convivenza; ma bisogna allontanarsi velocemente dal guado per evitare di combattere con un braccio legato dietro la schiena, come avvenuto in Vietnam dove, per mancanza di mezzi e di una strategia, il conflitto fu caratterizzato da una continua guerriglia e dalla visione alla TV dei marine feriti. Tralasciando i valori etici di moralità delle guerre, il paragone calza a pennello, a mio avviso; per questo è necessaria una chiamata alle armi del sentimento di un popolo, ripartendo con le energie migliori della Protezione civile, delle Forze armate, del personale socio-sanitario, di professionalità diverse, dei luoghi di lavoro, in un contesto di ordine e semplificazione nel legiferare, di sostegno alle attività economiche e all'occupazione e di un rinnovato rapporto di collaborazione tra Stato e Regioni, ma con una fortissima guida centrale. Come ricorda la recente sentenza della Corte costituzionale, spetta allo Stato determinare le misure contro una pandemia diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato a titolo di profilassi internazionale. Con questo quadro, a mio avviso, ce la faremo, Presidente, onorevoli colleghi; l'Italia è stato il primo Paese in Europa a precipitare nell'epidemia, impieghiamo tutte le nostre forze per essere il Paese modello per l'uscita da essa. Ora abbiamo tutte le carte in regola. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, è sicuramente un momento estremamente drammatico; dobbiamo renderci conto che siamo in guerra contro un nemico invisibile. Per poterlo battere dobbiamo mettere in campo ogni strumento che l'Italia e l'Europa hanno a disposizione in questa fase. Plaudo al piglio del Governo, in particolare del presidente Draghi, per quanto ha fatto recentemente, vale a dire la nomina del generale di Corpo d'armata Figliuolo a nuovo commissario straordinario per l'emergenza Covid-19: finalmente possiamo intraprendere una strada che sarà fatta di organizzazione, tempestività negli interventi, disciplina nelle azioni. Vedete, colleghi, quando si presenta un problema la prima cosa da realizzare è capire cosa avviene, decidere e agire. L'esempio che abbiamo avuto, un esempio di grande visione, è quello del presidente israeliano Netanyahu, che in pochissime ore ha dato avvio a un programma intensivo di vaccinazione. Come ha fatto? Appena si è reso conto della situazione drammatica in cui versava, non solo Israele, ma l'intero orbe terracqueo, si è trovato di fronte alla necessità di interpellare l'amministratore delegato della Pfizer. Lo ha contattato alle due di notte, con una telefonata, e gli ha chiesto: quanti vaccini mi puoi consegnare? Abbiamo bisogno di 20 milioni di vaccini. Siamo disposti anche a pagarli di più. Quanto costano? Costano 15 o 20 euro? Noi li paghiamo 30 euro. Nella stessa giornata, la sera, il presidente Netanyahu ha fatto un bonifico, attingendo ai fondi dell'esercito israeliano, e ha pagato immediatamente i vaccini, senza rateizzare. La mattina successiva, alcuni C-130 Hercules, aerei militari da trasporto, sono andati nei magazzini della Pfizer e hanno trasportato in Israele i vaccini stessi, iniziando quest'opera di vaccinazione, senza guardare dove la si faceva. La vaccinazione è stata fatta ovunque: negli ambulatori, nelle palestre, nelle scuole, presso quelli che dovremmo chiamare medici di base. Pertanto, se vogliamo risolvere il problema, dobbiamo farlo guardando in faccia la realtà, perché la politica è questo. Guardando in faccia la realtà, dobbiamo dire che il momento è drammatico. Guardiamoci intorno. Voglio fare tre osservazioni, rapidamente. La prima: è possibile che dobbiamo indirizzarci solamente nei confronti di un solo vaccino? C'è il vaccino della Johnson & Johnson, c'è il Sinovac. In particolare, c'è lo Sputnik, che è un vaccino a vettore virale e non mRNA messaggero e questo è molto importante. Hanno iniziato ad effettuare le vaccinazioni a San Marino, dove si registrano buoni risultati. Sembra sia un vaccino che dà risultati al 90 per cento di esiti positivi. Costa addirittura meno: 9,5 dollari; perlomeno, questo è il prezzo pagato da San Marino. Vogliamo andare in quella direzione? Il Governo cominci a trattare immediatamente con EMA e si guardi in faccia alla realtà delle cose. Il presidente Draghi ha parlato di autonomia strategica dell'Europa. È un elemento essenziale che ci consentirebbe, anche come Europa, di guardarci intorno e di poter fare questi approvvigionamenti. Voglio ricordare che il 28 gennaio dell'anno scorso fui io a presentare per primo una interrogazione dove evidenziavo cosa sarebbe accaduto in conseguenza della pandemia. Ora dico questo: c'è un altro farmaco, sul quale ho presentato tre interrogazioni, che si chiama Parvulan, è un amplificatore delle difese immunitarie dell'organismo e può essere una buona terapia a bersaglio molecolare, perché porta all'immunità innata. È un risultato importante;