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L'articolo 2 reca disposizioni sull'applicazione della legge, circoscrivendone l'ambito e descrivendo i casi di esclusione. L'articolo 3 definisce i termini utilizzati nella legge e, in particolare, individua la figura del gestore del sottoprodotto umido quale responsabile della gestione dei sottoprodotti organici e dell'utilizzo del compostaggio risultante. L'articolo 4 stabilisce gli obiettivi e le fasi di gestione dei sottoprodotti organici e, in particolare, prevede che essi siano gestiti in ambito comunale o al massimo in aggregazioni di piccoli comuni, per evitare inutili gigantismi e stimolare lo scambio e la concorrenza. L'articolo 5 individua le politiche di prevenzione dei rifiuti organici, da attuare per favorire il riutilizzo dei sottoprodotti. L'articolo 6 fissa i princìpi generali per il compostaggio dei sottoprodotti organici provenienti dalle utenze domestiche, con particolare riguardo per la separazione delle varie frazioni, ad esempio scarti animali, scarti di cibo pre cottura e avanzi post cottura, nonché raccolta separata dell'olio. L'articolo 7 stabilisce i compiti e le responsabilità del gestore del sottoprodotto umido durante le varie fasi del compostaggio. L'articolo 8 disciplina la gestione di sfalci, foglie e potature e permette al gestore del sottoprodotto umido di organizzare un servizio di triturazione, anche a domicilio. L'articolo 9 reca disposizioni sull'utilizzo del compostaggio e del calore derivante dal processo di compostaggio. L'articolo 10 specifica quali sono le pratiche vietate dalla legge al fine di preservare il mantenimento della sostanza organica nei suoli e di prevenirne l'inquinamento. L'articolo 11 stabilisce la modalità dei controlli da effettuare e individua i soggetti competenti ad effettuarli, nonché le autorizzazioni che il gestore del sottoprodotto umido deve ottenere per l'esercizio delle sue funzioni. L'articolo 12 specifica le modalità di finanziamento del compostaggio. L'articolo 13 disciplina la gestione dei rifiuti derivanti dalle attività di compostaggio. L'articolo 14 regolamenta i casi in cui nei sottoprodotti siano presenti rifiuti che ne possano ridurre o inficiare del tutto le possibilità di utilizzo come fertilizzante. L'articolo 15 stabilisce le sanzioni da comminare in caso di omesso controllo da parte dei comuni, in caso di errata gestione da parte del gestore del sottoprodotto umido e in caso di conferimenti impropri da parte dell'utente. L'articolo 16 prevede i tempi del passaggio dalla disciplina vigente alla nuova e impone ai comuni di aggiornare i propri regolamenti in materia di compostaggio o di adottarli qualora non esistano.. 1 (Finalità e princìpi) 1 La presente legge disciplina la gestione dei sottoprodotti di natura organica prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche al fine di separare i materiali organici prima che essi possano mischiarsi con rifiuti riciclabili rendendo difficoltoso o maggiormente oneroso il recupero di questi ultimi. 2 I sottoprodotti di cui al comma 1 del presente articolo, ai sensi dell'articolo 184- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non sono considerati rifiuti nella misura in cui soddisfano tutti i requisiti di cui al comma 2 del citato articolo 184- bis . 3 I sottoprodotti di cui al comma 1 sono considerati rifiuti solo al termine del processo di gestione di cui agli articoli 4, 6, 7 e 8. 2 (Ambito di applicazione) 1 La presente legge si applica alla materia organica prodotta da utenze domestiche e non domestiche prima della sua trasformazione in rifiuto, ai sensi dell'articolo 184- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e derivante da: a preparazione domestica o non domestica di cibi e di bevande, sia prima che dopo la cottura; b sfalci, foglie, ramaglie e potature provenienti da ambito domestico, artigianale, da pertinenze di istituti scolastici, da aree verdi di pertinenza comunale, dalla manutenzione di argini, aiuole, giardini o parchi, ovvero dalle aree condominiali; c deiezioni di animali domestici a condizione che non siano state miscelate con sostanze non compatibili, come lettiere non compostabili; d altri oggetti in legno divenuti inservibili per il loro uso primario, a condizione che non siano trattati con colle, impregnanti, cere, vernici o altre sostanze pericolose o non compostabili; e preparazione di cibi e di bevande presso mense aziendali e scolastiche. 2 La presente legge non si applica ai rifiuti organici, i quali sono regolamentati dalla parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 3 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intendono per: a gestore del sottoprodotto umido (GSU): il soggetto pubblico o privato che gestisce i sottoprodotti organici ai fini e con le modalità stabiliti dalla presente legge; b scarti alimentari: sottoprodotti della produzione, della lavorazione e della preparazione di prodotti alimentari; c compostaggio: fermentazione della materia organica ottenuta con l'utilizzo di ossigeno e dei microrganismi naturalmente presenti nella stessa o dei microrganismi naturalmente presenti o selezionati durante lo svolgimento del processo stesso; d luoghi di ristorazione: le mense pubbliche, convenzionate o private ovvero che svolgono in qualsiasi modo servizio pubblico di ristorazione collettiva, comprese le mense aziendali e interaziendali, le mense che svolgono servizi di ristorazione prescolastica, scolastica o universitaria, ospedaliera, militare o penitenziaria e di altri luoghi di permanenza, di ricovero, di cura o di assistenza, e pubblici esercizi che svolgono servizio di somministrazione di alimenti e di bevande in forma sostitutiva, quali bar e ristoranti convenzionati con i luoghi di lavoro; e rifiuto organico: i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, i rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, servizi di ristorazione e punti di vendita al dettaglio e i rifiuti simili prodotti dall'industria alimentare raccolti in modo differenziato; f autocompostaggio: il compostaggio dei propri scarti organici, effettuato da utenze domestiche o non domestiche o da luoghi di ristorazione, ai fini dell'utilizzo in sito del materiale prodotto; g sottoprodotto: qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa le condizioni di cui all'articolo 184- bis , comma 1, o che rispetta i criteri stabiliti in base al medesimo articolo 184- bis , comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; h rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi; i rifiuto urbano e assimilato: i rifiuti di cui all'articolo 184, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; l gestione: tutte le operazioni effettuate dal GSU o da personale da egli autorizzato e finalizzate alla produzione e all'utilizzo del compostaggio nonché le operazioni finalizzate al conferimento al gestore dei rifiuti urbani, nel rispetto delle disposizioni vigenti, dei suoi eventuali residui; m compostaggio di qualità: