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Il testo (articolo 1) esplicita l'impegno delle Parti a prestarsi la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale - ed espressamente anche in relazione a reati tributari e fiscali -, prevedendo, fra l'altro, la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti ed elementi di prova e di informazioni relative a conti presso istituti bancari e finanziari, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'effettuazione di attività di indagine, l'esecuzione di perquisizioni e sequestri, il sequestro, il pignoramento e la confisca dei proventi del reato e delle cose ad esso pertinenti. Il Trattato, che prevede anche lo scambio d'informazioni su procedimenti penali e condanne di cittadini (articolo 2), nonché la possibilità di dar luogo a qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione dello Stato richiesto (articolo 4), disciplina quindi le modalità per la formulazione delle domande di assistenza (articoli 6 e 7), nonché i casi per l'opposizione di un rifiuto a tali richieste (articolo 8). Di particolare rilievo, a tal proposito, la previsione secondo cui l'assistenza non possa essere rifiutata esclusivamente in ragione del segreto imposto da banche e simili istituzioni finanziarie ovvero in ragione del fatto che il reato si consideri anche di natura fiscale. Ulteriori articoli definiscono - tra gli altri - le modalità per l'esecuzione della domanda (articolo 9), per la notifica degli atti (articolo 12), per l'assunzione di testimonianze o dichiarazioni (articolo 13), per il transito di persone in stato di detenzione (articolo 17), per l'effettuazione di perquisizioni e sequestri relativi ad una procedura penale (articolo 20). Il relatore conclude informando che il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2), alla copertura finanziaria (articolo 3) ed all'entrata in vigore (articolo 4). Gli oneri economici per l'Italia derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati in 40.000 euro annui, a decorrere dal 2018. I due Trattati in esame, infine, non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente esposizione testé svolta ed apre la discussione generale. Il sottosegretario PICCHI interviene preliminarmente per sottolineare l'importanza e la delicatezza dei due Trattati in esame, i quali andrebbero ratificati nel più breve tempo possibile considerando che sono pendenti numerosi procedimenti di estradizione a carico di cittadini italiani residenti negli Emirati Arabi Uniti. Il senatore ALFIERI ( PD ) condivide l'opportunità di procedere celermente al processo di ratifica dei mentovati accordi, la cui adozione era già stata impostata ed implementata dai precedenti Governi. Anche secondo il senatore AIROLA ( M5S ) risulta evidente la rilevanza degli accordi in argomento. In proposito, chiede delucidazioni relativamente all'articolo 3 del trattato di estradizione dei due Paesi, che riguarda i motivi obbligatori di rifiuto dell'estradizione, nonché relativamente al numero di cittadini italiani detenuti negli Emirati e in Arabia Saudita. Il senatore AIMI ( FI-BP ), sempre avuto riguardo al citato articolo 3, invita a riflettere sulla corretta interpretazione dell'esimente riguardante il "trattamento crudele, inumano, degradante", dal momento che, come noto, l'Italia è stata sanzionata al riguardo dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Il sottosegretario PICCHI interviene ulteriormente per riservarsi di rispondere ai quesiti di natura più tecnica in occasione della prossima seduta. Il PRESIDENTE , quindi, rinvia il seguito dell'esame. La seduta termina alle ore 15,20.