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Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono definite le modalità con le quali si procede alle assunzioni congiunte di cui al comma 3- bis . 3 -quater. I datori di lavoro rispondono in solido delle obbligazioni contrattuali, previdenziali e di legge che scaturiscono dal rapporto di lavoro instaurato con le modalità disciplinate dai commi 3- bis e 3- ter ». 2. Il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui al comma 3- ter dell’articolo 31 del decreto legislativo n. 276 del 2003, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 3. (Comunicazione di assunzione plurima) 1. All’articolo 9- bis del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, al comma 2- bis sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per i lavoratori extracomunitari i dati da trasmettere devono essere integrati con gli estremi del permesso di soggiorno ed, ove occorra, con la dichiarazione relativa alla sistemazione alloggiativa nonché con l’impegno del datore di lavoro al pagamento delle spese per il rimpatrio. La predetta procedura non si applica per le comunicazioni di variazione, proroga e trasformazione dei rapporti di lavoro, per le assunzioni a tempo determinato part-time , e per i rapporti che, ancorché a tempo determinato, prevedano agevolazioni previdenziali a favore del lavoratore. A ciascun lavoratore è consegnata copia della comunicazione di assunzione, secondo la normativa vigente». Art. 4. (Nulla osta al lavoro per extracomunitari) 1. All’articolo 38 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . L’autorizzazione al lavoro stagionale può essere concessa, nel rispetto dei limiti temporali, minimi e massimi, di cui all’articolo 24, comma 3, del testo unico, anche a più datori di lavoro oltre il primo che impieghino lo stesso lavoratore straniero per periodi di lavoro successivi, ed è rilasciata a ciascuno di essi, ancorché il lavoratore a partire dal secondo rapporto di lavoro si trovi legittimamente presente nel territorio nazionale in ragione dell’avvenuta instaurazione del primo rapporto di lavoro. In tale ipotesi, il lavoratore è esonerato dall’obbligo di rientro nello Stato di provenienza per il rilascio di ulteriore visto da parte dell’autorità consolare e la validità del permesso di soggiorno per lavoro stagionale si intende prorogata, nel rispetto dei limiti temporali, minimi e massimi, di cui all’articolo 24, comma 3, del testo unico, fino alla scadenza del nuovo rapporto instaurato». Art. 5. (Sicurezza sul lavoro per gli operai agricoli a tempo determinato) 1. All’articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 13 -bis. Per i datori di lavoro agricolo che assumono lavoratori a tempo determinato: a) gli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria si intendono assolti con l’effettuazione, da parte dei lavoratori a tempo determinato, di visita medica biennale presso i Servizi di medicina del lavoro dell’azienda sanitaria locale di appartenenza, i quali rilasciano apposita certificazione attestante l’effettuazione della visita medica, con giudizio sull’idoneità generica e specifica relativa all’attività lavorativa agricola; b) gli obblighi relativi all’informazione si intendono espletati attraverso l’informazione sui rischi specifici cui il lavoratore è esposto in relazione all’attività svolta in azienda; c) gli obblighi relativi alla formazione si intendono espletati attraverso una formazione effettuata con cadenza triennale secondo le procedure individuate nella contrattazione collettiva. La formazione comprende anche le procedure di primo soccorso e antincendio. 13 -ter. Per i datori di lavoro agricoli che assumono esclusivamente lavoratori a tempo determinato la valutazione dei rischi è limitata alle sole lavorazioni per le quali i lavoratori medesimi sono stati assunti». Art. 6. (Prevenzione incendi nelle aziende agricole e agroindustriali) 1. All’articolo 46 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo il comma 4, è inserito il seguente: « 4- bis. Il Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, individua misure di buona tecnica e buona prassi per gli aspetti inerenti il rischio di incendio nelle aziende agricole e agroindustriali e le relative misure di prevenzione, protezione e gestione delle emergenze, per le attività agricole e per le attività agroindustriali classificate a rischio medio e basso ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998». Capo III AMBIENTE Art. 7. (Autorizzazione integrata ambientale) 1. All’articolo 29- nonies , comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: «sessanta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni». Art. 8. (Emissioni in atmosfera di allevamenti) 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 272, comma 1, e successive modificazioni, il nono periodo è soppresso; b) all’articolo 279, comma 3, e successive modificazioni, le parole: «o ai sensi dell’articolo 272, comma 1,» sono soppresse; c) all’allegato IV alla parte quinta, nella parte I, numero 1, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) alla lettera m) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonché silos per i cereali»; 2) dopo la lettera z) è inserita la seguente: « z- bis) Allevamenti effettuati in ambienti confinati in cui il numero di capi potenzialmente presenti è compreso nell’intervallo indicato, per le diverse categorie di animali, nella seguente tabella, e che dispongono di terreni sui quali è effettuata l’utilizzazione agronomica degli effluenti in base a quanto previsto dall’articolo 112, comma 2, e alle relative norme regionali di attuazione, ove adottate. Per allevamento effettuato in ambiente confinato si intende l’allevamento il cui ciclo produttivo prevede il sistematico utilizzo di una struttura coperta per la stabulazione degli animali. Categoria animale e tipologia di stabulazione N. capi Vacche specializzate per la produzione di latte (peso vivo medio: 600 kg/capo) Da 200 a 400 Altre vacche (nutrici e duplice attitudine) Da 300 a 600 Rimonta vacche da latte (peso vivo medio: 300 kg/capo) Da 300 a 600 Bovini all'ingrasso (peso vivo medio: 400 kg/capo) Da 300 a 600 Vitelli a carne bianca (peso vivo medio: 130 kg/capo) Da 1000 a 2500 Suini: scrofe con suinetti destinati allo svezzamento Da 400 a 750 Suini: accrescimento/ingrasso Da 1000 a 2000 Ovicaprini (peso vivo medio: