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– della direttiva 2008/98/CE, relativa ai rifiuti, con la quale si stabiliscono misure volte a proteggere l'ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, e per una riduzione globale dell'uso delle risorse e migliorandone l'efficienza di utilizzo; – della direttiva 2009/125/CE, che stabilisce un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia; – e della direttiva 2012/19/EU, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Si segnala la citazione sull'obsolescenza contenuta nel libro verde della Commissione europea Una strategia europea per i rifiuti di plastica nell'ambiente , ove si legge: « Al fine di garantire una produzione e un consumo sostenibili dei prodotti di plastica e di evitare la dispersione di risorse naturali non rinnovabili, i prodotti di plastica dovrebbero essere progettati in maniera da garantire la massima durabilità. Diversi motivi ostacolano il raggiungimento di questo obiettivo, ad esempio l'obsolescenza pianificata o tecnica oppure una progettazione che rende antieconomica o addirittura impossibile la riparazione di prodotti di plastica ». E ancora: « L'obsolescenza pianificata è una strategia commerciale in cui l'obsolescenza (il processo che rende il prodotto obsoleto, ossia non più di moda o non più utilizzabile) di un prodotto è pianificata e prevista fin dal suo concepimento ». Va ricordato che alcuni Stati europei hanno portato oltre i due anni la durata della garanzia dei loro beni di consumo. In Italia non esistono norme che si pongano come obiettivo il contrasto del fenomeno dell'obsolescenza pianificata. Non sono neanche diffusi studi pubblici sull'obsolescenza programmata. La già citata direttiva europea 1999/44/CE, che regolamenta la garanzia dei beni di consumo, è stata recepita dall'Italia con il decreto legislativo n. 24 del 2002, successivamente modificato dal codice del consumo, di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, nonché dal decreto legislativo n. 221 del 2007, recante disposizioni correttive e integrative del medesimo codice del consumo. L'Italia applica la direttiva 1999/44/CE sulla garanzia in modo restrittivo. A dire degli esperti del settore, il nostro Paese non ha infatti recepito nella propria legislazione nazionale, in modo adeguato, i princìpi ispiratori comunitari della garanzia per i beni di consumo. Ad esempio, è previsto che già dopo sei mesi dalla data di acquisto l'onere della prova si inverta, a svantaggio del consumatore. Ciò significa che in caso di vizi occulti che si manifestino dopo sei mesi dall'acquisto, è il consumatore a dover provare che il vizio esisteva già al momento dell'acquisto. Scopo del presente disegno di legge è, dunque, quello di contrastare la pratica dell'obsolescenza programmata dei beni di consumo al fine di: 1) tutelare il consumatore da una pratica particolarmente odiosa qual è appunto l'obsolescenza programmata; 2) permettere una reale e leale concorrenza di mercato; 3) attivare conseguentemente la creazione di posti di lavoro legati alle pratiche di manutenzione e riparazione dei beni di consumo.. 1 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a « obsolescenza programmata »: 1 l'insieme delle tecniche di cui il produttore, come definito dall'articolo 103, comma 1, lettera d) , del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, si avvale per ridurre la durata o l'uso potenziale di un prodotto immesso sul mercato, così da sostituirlo nell'arco di un breve periodo; 2 la strategia di pianificazione industriale adottata dal produttore per indurre la sostituzione di un prodotto con un nuovo modello, dotato di migliorie o di apparati o funzioni complementari ulteriori, immesso sul mercato in un momento successivo; 3 l'insieme delle tecniche di cui il produttore si avvale, nelle fasi di progettazione e di realizzazione del prodotto, per rendere di fatto impossibile la riparazione, la sostituzione o la ricarica delle sue parti componenti; b « bene di consumo »: qualsiasi bene mobile, come definito dall'articolo 128, comma 2, lettera a) , del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, alimentato esclusivamente da energia elettrica, comunque prodotta; c « ricambio »: un oggetto idoneo a sostituire una parte componente, elemento o pezzo, comunque separabile dal bene di cui alla lettera b) . 2 Il bene di consumo è considerato « a obsolescenza programmata »: a quando esiste un sistema di calcolo che ne arresta il funzionamento dopo un determinato periodo di utilizzo; b quando, nel periodo di garanzia oppure nel corso dei due anni immediatamente successivi, risulta comunque difettoso e soggetto a guasti ricorrenti; c quando è impedita la riparazione, la sostituzione delle parti componenti o la ricarica del bene stesso o della fonte di energia che ne consente il funzionamento. 2 (Durata della garanzia dei prodotti) 1 Salvo quanto previsto dall'articolo 132, comma 1, del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il venditore di un bene di consumo è responsabile, a norma dell'articolo 130 del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di dieci anni dalla consegna del bene, se si tratta di bene di consumo per il quale sia ragionevole presumere una durata particolarmente lunga, ovvero entro il termine di cinque anni in tutti gli altri casi. 2 Entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento emanato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per gli affari europei e con il Ministro della giustizia, sentito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente articolo. Entro il medesimo termine, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, è determinato l'elenco dei beni di consumo per i quali sia ragionevole presumere una durata particolarmente lunga, ai sensi del comma 1 del presente articolo. L'elenco di cui al secondo periodo è aggiornato almeno ogni due anni con decreto del Ministro dello sviluppo economico. Le disposizioni previste dal presente articolo assicurano che l'applicazione delle disposizioni della presente legge, per i prodotti provenienti da Stati membri dell'Unione europea, sia compatibile con i princìpi dell'ordinamento dell'Unione europea. 3 (Onere della prova per i difetti di conformità) 1 Il comma 3 dell'articolo 132 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è sostituito dal seguente: « 3 . Salva prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano nel periodo di garanzia del bene esistessero già alla data della consegna, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità ». 4 (Disposizioni in merito alle parti di ricambio) 1