[pronunce]

che l'eccezione di inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del richiamato comma 5-sexies, spiegata dall'Avvocatura generale dello Stato sull'assunto dell'assoluta carenza di motivazione al riguardo, non è fondata, emergendo dall'ordinanza di rimessione, in maniera sintetica, ma chiara, che il provvedimento oggetto del giudizio a quo costituirebbe attuazione anche di tale disposizione, pertanto rilevante ai fini della decisione, e che la stessa presenterebbe un carattere di dettaglio identico a quello dei commi 5-quater e 5-quinquies, a essa strettamente connessi, perciò lesivo dell'art. 117, terzo comma, Cost.; che, con la sentenza n. 223 del 2023, depositata il 22 dicembre 2023 e, quindi, sopravvenuta all'ordinanza di rimessione in scrutinio, questa Corte ha già deciso questioni del tutto analoghe a quella ora in esame, promosse dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Puglia con ricorsi aventi a oggetto l'art. 1, comma 557, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025), disposizione che ha inserito i commi 5-quater, 5-quinquies e 5-sexies nell'art. 19 del d.l. n. 98 del 2011, come convertito; che, nell'identificare l'ambito materiale cui ricondurre le previsioni impugnate, tale sentenza ha riconosciuto che esse «interferiscono con la competenza regionale concorrente in materia di istruzione, sotto il profilo del dimensionamento scolastico, costantemente inquadrato in tale ambito materiale dalla giurisprudenza di questa Corte»; che, infatti, in base alla disciplina in esame è definito il contingente organico dei dirigenti scolastici e del personale direttivo e, nei limiti di questo, le regioni provvedono a organizzare la propria rete scolastica; che la stessa sentenza ha ritenuto, peraltro, che, nonostante tale interferenza, «le disposizioni in esame si fondano però, in via prevalente, su diversi titoli della competenza esclusiva statale»; che, in particolare, esse afferiscono in primo luogo alla materia «ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato», di cui alla lettera g) del secondo comma dell'art. 117 Cost., in quanto, sia sotto il profilo della determinazione del contingente, sia sotto quello della scelta del superamento dell'istituto giuridico della reggenza, «sono relative a personale inserito nel pubblico impiego statale»; in secondo luogo, le stesse rientrano nella potestà legislativa esclusiva statale nella materia «norme generali sull'istruzione», di cui all'art. 117, secondo comma, lettera n), Cost., avendo l'obiettivo di realizzare una revisione di criteri e parametri per la determinazione complessiva degli organici e perché mirano «a ridefinire un aspetto di fondo dell'autonomia funzionale [...] che caratterizza le istituzioni scolastiche, essendo rivolte a istituire un necessario binomio tra l'autonomia e la titolarità effettiva di un dirigente, sicché non si dà più la prima in assenza di tale figura»; che, pertanto, questa Corte ha dichiarato non fondate le questioni promosse in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., rilevando che «[u]na volta riconosciuto che le norme impugnate sono state adottate nell'esercizio dei ricordati titoli di competenza legislativa esclusiva statale, non può lamentarsene il carattere di dettaglio»; che, rispetto alla citata sentenza n. 223 del 2023, l'ordinanza di rimessione in scrutinio non apporta argomenti nuovi, o tali da indurre a una diversa conclusione; che, di conseguenza, la questione deve essere dichiarata manifestamente infondata (ex plurimis, ordinanze n. 97 e n. 78 del 2024, n. 214 del 2023 e n. 220 del 2022). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 11, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, commi 5-quater, 5-quinquies e 5-sexies, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n. 111, sollevata, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione quarta, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 ottobre 2024. F.to: Augusto Antonio BARBERA, Presidente Luca ANTONINI, Redattore Roberto MILANA, Direttore della Cancelleria Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2024 Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA