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si assiste ancora una volta ad uno spreco, ad una mancanza di controlli proprio nello stesso periodo in cui la situazione negli ospedali del Sud Italia è in netto peggioramento, i posti letto iniziano a scarseggiare, così come i ventilatori e altri strumenti utili a salvare vite umane; considerato che: dalla situazione emergono due " gap " difficili da colmare: il primo causato dalla grave carenza di personale medico ed infermieristico specializzato; il secondo sulla scelta della città. Infatti, Potenza a causa della sua altitudine è soggetta a continue raffiche di vento e neve, ciò comporta un problema di natura strutturale non indifferente per le tende da campo, per le quali dovranno essere stanziati ulteriori fondi per effettuare intervenire di rafforzamento; in questo modo, data l'emergenza in corso viene meno la possibilità di garantire il diritto costituzionale alla salute, sancito dall'articolo 32, che recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti"; sembrerebbe questa una sconfitta per lo Stato e cioè di non poter garantire ai propri cittadini la protezione dell'integrità psico-fisica attraverso la possibilità di assicurare trattamenti sanitari adeguati in condizioni salubri; è invece dovere dello Stato assumersi questo compito mettendo in atto le condizioni affinché tutto ciò si realizzi nel concreto, si chiede di sapere: come mai, a distanza di mesi, non siano state fatte le dovute verifiche di fattibilità ed effettiva operatività delle strutture per cui il Governo ha stanziato soldi. Infatti, gli ospedali da campo dovevano essere pronti per la seconda ondata prevista di pandemia, per decongestionare le strutture ospedaliere non solo della Basilicata ma anche delle regioni limitrofe; come mai il Ministro in indirizzo abbia valutato come localizzazione strategica per il Sud Italia la Basilicata. Atto n. 4-04507 PELLEGRINI Emanuele RUFA ZULIANI CAMPARI PIANASSO PUCCIARELLI BAGNAI PERGREFFI TESTOR NISINI LUCIDI FREGOLENT DORIA LUNESU RICCARDI AUGUSSORI FERRERO BRIZIARELLI VALLARDI DE VECCHIS ALESSANDRINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: in data 7 luglio 2020, con l'interrogazione 4-03768, veniva chiesto al Presidente del Consiglio dei ministri da parte di alcuni senatori del Gruppo Lega Salvini premier, già ipotizzando una seconda ondata epidemica con l'arrivo della stagione autunnale e di quella invernale, circa la disponibilità di un articolato e tempestivo piano nazionale di sorveglianza epidemiologica, idoneo a prevenire e contrastare eventuali nuove emergenze sanitarie; veniva evidenziata, qualora lo scenario peggiore si fosse concretizzato, la necessità che i diversi livelli di governo, nazionale, regionale, locale potessero operare all'unisono sulla base di una strategia chiara e condivisa, e soprattutto concordata ed attuata nel pieno rispetto del principio della leale collaborazione tra enti; si chiedeva altresì una campagna informativa seria, tempestiva ed efficace, rivolta a tutti i cittadini, in grado di fornire indicazioni sulle modalità di approccio da seguire nell'eventualità di nuove ondate epidemiche; all'interrogazione non è seguita alcuna risposta e, ora che il Paese si trova nel pieno della paventata quando prevista seconda ondata, nessun piano è mai stato presentato alle Camere; l'unico documento assimilabile ad un piano di intervento è rinvenibile nella pubblicazione dal titolo "Prevenzione e risposta a COVID, Evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale" predisposto dal Ministero della salute e Istituto superiore di sanità e pubblicato in via definitiva sul sito dell'ISS in data 12 ottobre 2020; il testo risulterebbe essere un "approfondimento complementare ai documenti generali già resi pubblici su preparedness , pianificazione e contesti specifici" ed analizza le fasi della pandemia e i possibili scenari epidemici nel periodo autunno invernale, nonché individuerebbe le misure di prevenzione e di contenimento; considerato che appare ictu oculi come lo strumento di cui si faceva richiesta nell'interrogazione citata non sia mai stato definito e che un contributo similare sia stato predisposto con grande ritardo rispetto a tale richiesta, e senza previa presentazione alle Camere, ponendosi in grave pregiudizio della salute pubblica in ragione della seconda ondata pandemica attualmente in corso e ampiamente prevedibile, come da indicazioni di esperti del settore, si chiede di sapere per quali ragioni il documento e i citati strumenti non siano stati preventivamente condivisi nelle rispettive Commissioni permanenti di Camera e Senato e per quali ragioni siano stati adottati con così grande ritardo da non consentire al Paese di affrontare la seconda ondata epidemica con maggiore quanto necessaria preparazione. Atto n. 4-04508 PELLEGRINI Emanuele BOSSI Simone CAMPARI PIANASSO OSTELLARI PUCCIARELLI ZULIANI BAGNAI CANDURA PERGREFFI TOSATO RUFA SAPONARA STEFANI LUCIDI FREGOLENT DORIA LUNESU RICCARDI AUGUSSORI FERRERO BRIZIARELLI VALLARDI DE VECCHIS ALESSANDRINI Al Ministro per gli affari europei Premesso che: il 5 novembre 2020 i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio con la presidenza del Consiglio europeo sull'istituzione di un meccanismo che consentirebbe la sospensione dei pagamenti dal bilancio dell'Unione europea in caso di violazione dello "Stato di diritto"; tale bozza di accordo, che impone una nuova clausola di condizionalità sui fondi del recovery fund, non si applica solamente quando i fondi UE sono utilizzati in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode; tale condizione si potrà applicare in maniera estensiva con un generico riferimento al rispetto dello "Stato di diritto", e dei valori fondamentali dell'Unione come "la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze"; i negoziatori del Parlamento hanno inoltre insistito affinché l'evasione fiscale rientrasse in tale nel meccanismo; il meccanismo si articola nel seguente modo: la Commissione europea, dopo aver accertato la presunta esistenza di una violazione, propone di attivare il meccanismo di condizionalità contro un Governo di uno Stato membro. A questo punto il Consiglio ha un mese di tempo per adottare le misure, a maggioranza qualificata; considerato che: i negoziatori di Ungheria e Polonia hanno posto il veto rispetto all'inserimento di tale condizionalità, in quanto non prevista dalle conclusioni del Consiglio europeo di luglio, che ha posto le basi per l'approvazione del piano "Next generation EU"; l'idea di sospendere l'erogazione di fondi comunitari in base a un'interpretazione generica dello Stato di diritto, uno dei principali elementi che contribuiscono alla composizione della sovranità di uno Stato, rischia di compromettere irrimediabilmente le trattative; valutato infine che: esiste già una procedura, stabilita dall'articolo 7 del Trattato di funzionamento dell'Unione europea, che prevede il rispetto dei valori fondanti UE (articolo 2);