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In caso di CIR cointestato, il diritto alla deduzione di cui al comma 2 è ripartito in parti uguali tra i soggetti titolari ovvero in ragione delle somme versate da ognuno di essi su opzione da esercitarsi da parte dei titolari all'atto di costituzione del CIR cointestato ovvero di ingresso di un nuovo cointestatario. 4 In caso di mancanza dell'opzione di cui al comma 3 il diritto alla deduzione di cui al comma 2 è ripartito in parti uguali tra i soggetti titolari. 5 L'importo deducibile è comunicato, entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di maturazione, dall'intermediario di cui al comma 1 dell'articolo 1 ai titolari del CIR e all'Agenzia delle entrate, con modalità definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. 6 In caso di incapienza del reddito, l'ammontare non utilizzato in deduzione può essere computato in diminuzione del reddito dei periodi d'imposta successivi per l'intero importo che trova capienza . 7 La cessione dei titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1 prima della data della loro scadenza comporta la decadenza dai benefici fiscali stabiliti dai commi 1 e 2 del presente articolo, nei limiti dei titoli di Stato e similari ceduti, e l'obbligo di ripetere, entro sessanta giorni, le imposte non corrisposte unitamente agli interessi di cui all'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, senza applicazione di sanzioni. Gli intermediari di cui al comma 1 dell'articolo 1 della presente legge trattengono le suddette somme da quelle ricavate dalla vendita dei titoli di Stato e similari ovvero, se incapienti, da quelle presenti sul CIR, e le versano all'erario secondo le modalità stabilite con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze , da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il titolare del CIR comunica all'intermediario, con dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà sottoscritta ai sensi dell'articolo 47 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, l'ammontare portato in deduzione e l'aliquota marginale applicata. In assenza di tale comunicazione, l'intermediario trattiene dalle somme ricavate dalla vendita dei titoli di Stato e similari una somma pari a quella risultante dall'applicazione all'importo deducibile dell'aliquota marginale massima prevista nell'anno di acquisto dei titoli. In caso di incapienza, la provvista per il versamento è fornita all'intermediario dai titolari del CIR interessato, i quali rispondono in solido del totale delle maggiori somme dovute in caso di CIR cointestato. 8 Sono fiscalmente irrilevanti le plusvalenze e le minusvalenze su titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1 detenuti fino alla data della loro scadenza naturale. 4 (Trasferimenti per donazione e per causa di morte) 1 Le somme di denaro depositate nei CIR da soggetti diversi dai titolari, o dai titolari in caso di CIR cointestati, sono escluse dall'imposta sulle successioni e sulle donazioni di cui al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, ove si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni: a tali somme siano utilizzate per acquistare titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1 della presente legge; b il valore delle somme di denaro presenti sul CIR e di quelle investite in titoli di Stato e similari non risulti, per alcun giorno dei diciotto mesi successivi alla data del deposito delle somme di denaro da parte di terzi o degli altri cointestatari, inferiore al valore delle somme di denaro e di quelle investite in titoli di Stato e similari presenti alla data di deposito delle somme di denaro da parte di terzi o di cointestatari. 2 Il trasferimento a causa di morte dei titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1 e delle somme di denaro detenuti in CIR è escluso dall'imposta di cui al comma 1 del presente articolo a condizione che il valore delle somme di denaro presenti sul CIR e di quelle investite in titoli di Stato e similari non risulti per alcun giorno dei diciotto mesi successivi alla data della successione inferiore al valore delle somme di denaro investite in titoli di Stato e similari presente alla data della successione. 3 Nel caso di assenza ovvero del venir meno della condizione di cui ai commi 1 o 2, l'intermediario ne dà comunicazione all'Agenzia delle entrate nei termini e delle modalità definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. 4 In caso di pluralità di eredi la quota del CIR caduta in successione è intestata in comunione agli stessi, i quali potranno godere, in proporzione delle loro quote ereditarie, del diritto alla deduzione di cui al comma 2 dell'articolo 3. 5 (CIR a favore di minore) 1 Nel caso di CIR intestato a un minore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, commi 1, 2, 5, 6, 7 e 8, e 4, salvo quanto previsto dal presente articolo. 2 Prima del raggiungimento della maggiore età, dal CIR si cui al comma 1 possono essere prelevate esclusivamente le somme costituenti i redditi derivanti dai titoli di Stato e similari. 3 Le somme di denaro investite nel CIR di cui al comma 1, anche derivanti dalla liquidazione anticipata di titoli di Stato o similari, possono essere prelevate in caso di grave e comprovato bisogno del minore, senza perdita dei benefici fiscali. 4 Il diritto alla deduzione di cui al comma 2 dell'articolo 3 spetta al donante fino all'anno precedente a quello di raggiungimento della maggiore età del minore. 6 (CIR per i lavoratori dipendenti) 1 Un lavoratore dipendente può costituire un CIR destinato esclusivamente al deposito di somme a titolo di premio o di erogazioni liberali corrisposte dal datore di lavoro con versamento diretto in relazione al rapporto di lavoro, previo consenso scritto del lavoratore medesimo. In tal caso si applicano le disposizioni degli articoli 1, 3, commi 1, 2, 5, 6, 7 e 8, e 4, commi 2, 3 e 4. 2 Le somme depositate nel CIR dal datore di lavoro non rilevano ai fini della determinazione dei limiti dei fringe benefit e sono soggette dal datore di lavoro a ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota del 10 per cento ove si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni: a tali somme sono utilizzate per acquistare titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1; b il valore delle somme di denaro presenti sul CIR e di quelle investite in titoli di Stato e similari non risulta, per alcun giorno dei diciotto mesi successivi al deposito delle somme di denaro da parte del datore di lavoro, inferiore al valore delle somme di denaro e di quelle investite in titoli di Stato e similari presenti alla data di deposito delle somme di denaro da parte del datore di lavoro.