[ddlpres]

È possibile associarsi a uno solo di questi enti, pena la cancellazione d'ufficio da tutti quelli cui il soggetto risulta iscritto e, in ogni caso, la decadenza dal diritto di associarsi per i cinque anni successivi alla data di accertamento della violazione. È stabilito che non possono far parte degli organi direttivi coloro che siano stati condannati, in maniera definitiva, per alcuni reati di maggiore pericolosità sociale (associazione di tipo mafioso, commercio illecito di precursori di droghe e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope). Per quanto concerne i termini di avvio della condotta (coltivazione e conseguente detenzione), essa può essere effettuata, per la coltivazione individuale, dal giorno successivo all'invio della comunicazione ala prefettura-ufficio territoriale del Governo competente; per la coltivazione in forma associata, invece, decorsi tre mesi dalla data di invio della comunicazione, senza che il competente ufficio della prefettura si sia pronunciato in senso negativo sulla sussistenza dei requisiti soggettivi prescritti. Restano comunque sanzionabili le condotte, anche se aventi ad oggetto quantitativi di sostanza inferiori ai limiti indicati, che integrano le previsioni dell'articolo 73 del testo unico. Questa disposizione, unitamente a quelle di cui all'articolo 30- bis (detenzione personale) – introdotto dall'articolo 2 – e all'articolo 73, comma 3- bis (cessione gratuita), dello stesso testo unico — introdotto dall'articolo 3 –, definisce indirettamente specifici princìpi volti a disciplinare l'uso personale e le condotte ad esso prodromiche, stabilendo i « confini quantitativi » della coltivazione e della detenzione consentite e di pratiche di gruppo (tipicamente, il « passaggio » dello spinello) non punibili. Viene inoltre abrogato, all'articolo 14, comma 1, lettera a) , il numero 6). In questo modo dalla tabella I del medesimo articolo che contiene l'elenco delle cosiddette droghe pesanti, vengono tolte espressamente le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico al tetraidrocannabinolo. Parimenti è altresì modificato il numero 1) della lettera b) del comma 1 dell'articolo 14, includendo nella tabella II relativa alle cosiddette droghe leggere la cannabis , compresi i prodotti da essa ottenuti, i loro analoghi e le sostanze ottenute per sintesi o per semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmacologico con contenuto di THC superiore o uguale all'1 per cento. Al comma 2 del medesimo articolo, al fine di garantire la riservatezza dei dati personali, per poter effettuare la coltivazione di cannabis , disciplinata dal comma 1, essi sono trattati come i dati personali di cui all'articolo 9 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016. L'articolo 2 recante detenzione personale di cannabis inserisce la disciplina della detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa derivati nel titolo III del testo unico, concernente alcune tipologie di condotte lecite. In sostanza si capovolge l'impostazione vigente per consentire alle persone maggiorenni la detenzione di una piccola quantità di cannabis (5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio), non subordinata ad alcun regime autorizzatorio. Restano, comunque, sanzionabili le condotte, anche se aventi ad oggetto la cannabis in quantità inferiori ai limiti stabiliti, per le fattispecie previste dall'articolo 73 (ad esempio, il piccolo spaccio). In sostanza, come già detto, si introducono specifici princìpi volti a disciplinare l'uso personale, sancendone la piena legalizzazione. Si disciplina, inoltre, la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti per finalità terapeutiche (non di prodotti medicinali contenenti derivati naturali o sintetici della cannabis , su cui già esiste una specifica disciplina), anche in deroga ai limiti previsti al comma 1 dell'articolo 30- bis , introdotto dall'articolo 2 in esame, previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima. Si stabilisce, infine, un principio generale di esclusione dell'assunzione (fumo) di prodotti derivati dalla cannabis in luoghi pubblici, aperti al pubblico e in ambienti di lavoro, pubblici e privati. L'articolo 3 recante condotte non punibili e fatti di lieve entità, modificando l'articolo 73 del testo unico, al comma 1: la lettera a) sancisce la non punibilità della cessione gratuita di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti a determinate condizioni ed entro specifici limiti. In sostanza si depenalizza la cessione gratuita a una persona maggiorenne (e comunque la cessione che avvenga tra soggetti minori) di una modica quantità di cannabis inferiore ad un grammo e dei prodotti da essa derivati destinati al consumo personale e comunque nel limite massimo previsto per la detenzione personale consentita, purché la stessa risulti coltivata in forma personale e associata nel rispetto di quanto stabilito dal precedente articolo 1, in quanto tale quantità si ritiene presuntivamente preordinata al consumo personale. Tale previsione, unitamente a quella di cui all'articolo 30- bis (detenzione personale), introduce un limite quantitativo entro il quale le condotte si considerano di per sé rientranti, salvo prova contraria, nell'ambito del consumo individuale o collettivo; la lettera b) riformula la disciplina dei reati di lieve entità, adeguandola alla ripristinata distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, a seguito della pronuncia della Corte costituzionale (sentenza n. 32 del 2014), al fine di ovviare all'irrazionale equiparazione del trattamento sanzionatorio per fatti illeciti di lieve entità, a prescindere dalla tipologia di sostanza. L'articolo 4 recante illeciti amministrativi, modificando l'articolo 75 del testo unico, al comma 1: la lettera a) esclude la sanzionabilità amministrativa ai sensi del comma 1 dello stesso articolo 75 (ad esempio sospensione della patente di guida, della licenza di porto d'armi, del passaporto) delle condotte ivi indicate, finalizzate all'uso personale dei derivati della cannabis ovvero riguardanti, altresì, le sostanze inserite nella tabella IV del testo unico. La lettera b) sancisce che alle condotte di cui al comma 1 del medesimo articolo 75 (compresa, in questo caso, la coltivazione), aventi ad oggetto la cannabis e i prodotti da essa derivati, si attribuisce una rilevanza di illecito amministrativo e si prevede l'applicazione di una sanzione pecuniaria solo nel caso in cui avvengano in violazione dei limiti e delle modalità prescritti in tema di detenzione e coltivazione consentite, da parte di una persona maggiorenne (pagamento di una somma da 100 a 1.000 euro, in proporzione alla gravità della violazione commessa). Le sanzioni sono accresciute sensibilmente (quintuplicate) nel caso di violazione delle norme in materia di coltivazione in forma associata.