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Per questo si ringrazia il ministro Speranza e tutto lo staff e la task force della sanità che si sta occupando anche di dare informazioni. I provvedimenti varati dal Governo sono stati ad oggi molto numerosi, e lo saranno ancora perché è tutto in continuo divenire; l'emergenza richiederà impegno e duro lavoro ed è effettivamente in evoluzione. Abbiamo sentito, infatti, che ci sarà un altro decreto-legge del Presidente del Consiglio dei ministri dal punto di vista sanitario, con ulteriori restrizioni. Noi, è ovvio, paghiamo uno scotto altissimo per il nostro Paese che oggi è visto dall'estero, come abbiamo visto anche in alcuni spot , come "l'untore". In verità, però, noi siamo stati i primi, quelli più attivi rispetto agli altri, nelle attività di screening perché il nostro sistema sanitario ce lo ha potuto permettere. Quindi in questa fase occorre azzerare, come bene è stato fatto, le polemiche politiche, evitare strumentalizzazioni becere e assumere un grande senso di responsabilità, senza banalizzare le preoccupazioni e le paure dei cittadini, ma al contempo evitare di fare terrorismo psicologico e creare panico ed allarmismi. Si è fatto riferimento prima anche all'Europa. Il presidente della Commissione Von der Leyen ha chiesto di fare una task force sul tema sanitario; ben venga. Ovviamente avremo bisogno anche di una flessibilità dal punto di vista economico. Mi auguro che anche questa voce venga ascoltata dal nostro Paese. In questo momento è più che mai necessario dare una giusta dimensione ad un'emergenza che è grave, che giustamente mette angoscia e paura, ma non è sicuramente impossibile da governare. Il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire in legge oggi, seppure è già superato dagli eventi, ci permette però di definire una cornice giuridica, unitaria e condivisa, che consenta di rendere sistemiche in questi giorni le misure urgenti e straordinarie per fronteggiare l'evolversi della situazione epidemiologica. Una cornice giuridica condivisa in una strategia che vede una filiera istituzionale, (Governo, il Ministero della salute, l'Istituto superiore di sanità, le Regioni e i Comuni) che definisce puntualmente le misure di contenimento dell'epidemia e, contestualmente, l'ambito di applicazione, favorendo un'azione corale e coordinata. È questo ciò di cui abbiamo bisogno, al fine di evitare, come abbiamo visto purtroppo in alcuni casi, iniziative dei singoli o fughe in avanti. Siamo davvero davanti a una sfida complessa per il nostro Paese, ma siamo altrettanto consapevoli di essere un grande Paese. Ce l'abbiamo fatta in tante altre cose; ricordiamo ciò che è successo tanto tempo fa - penso sempre ai terremoti che abbiamo dovuto affrontare - con un sistema sanitario pubblico e universalistico di qualità, con una popolazione in grado di resistere e affrontare difficoltà anche quelle più dure. La grande scommessa che abbiamo da vincere è proprio quella di garantire la prevenzione di massa e di circoscrivere il contagio senza creare allarme sociale, di assicurare interventi tempestivi di protezione, di curare tutti senza determinare ansie e frenesie, di informare e soprattutto informare bene - lo ripeto - con chiarezza e con puntualità. Questa emergenza, nella sua drammaticità, ha reso evidente quanto sia fondamentale affidarsi alla scienza e alla comunità scientifica, lo ha detto bene prima anche la nostra senatrice Elena Cattaneo, per assicurarsi sui giusti comportamenti da assumere nei casi di contagio. Ora è il momento di stringerci attorno alle popolazioni colpite, ma non solo, per fare in modo che il nostro Paese torni presto alla normalità. Ora è il momento di muoversi seguendo le indicazioni che ci vengono date dagli esperti; ciascuno di noi porta con sé un pezzo di responsabilità per superare le prossime settimane e per contenere il più possibile il contagio. Mi auguro che questa Assemblea esprima un senso di unitarietà e arrivi ai nostri cittadini un messaggio unitario, come quello che abbiamo espresso ieri nella nostra Commissione sanità, in modo tale che ci sia davvero una risposta concreta che ci veda uniti anche dal punto di vista politico. È questo ciò di cui la gente ha bisogno; vederci uniti in una situazione così grave. Per questi motivi, sono dell'idea che riusciremo tutti insieme a superare questo grande problema e annuncio il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi PD e Misto) . CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo detto e confermiamo che in sede di conversione in legge del decreto-legge n. 6 del 23 febbraio noi andremo a supportare lealmente l'Esecutivo, in una logica di unità e di responsabilità istituzionale, confidando che abbiate delle evidenze scientifiche incontrovertibili, che ne abbiano giustificato l'adozione, al pari delle disposizioni prescrittive contenute nei vari DPCM attuativi e nelle ordinanze correlate e conseguenti sia concertate con il Ministro della salute che di esclusiva adozione regionale. Vero è che, vista dalla nostra angolazione, parrebbe che la decisione sottostante abbia come motivazione quella di trasferire alle Regioni le eventuali responsabilità. In materia di emergenza sanitaria nazionale a rilevanza pandemica, infatti, è stato disatteso quello che un Governo degno di questo nome - anzi, per giunta di uno Stato fondatore dell'Unione europea - avrebbe potuto e dovuto far valere con tempestività in aderenza all'articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Quando il problema era in fieri e non conclamato, avrebbe dovuto chiedere con forza e autorevolezza che l'Unione europea adottasse misure di prevenzione e procedure comuni di contenimento dell'infezione, implementando un cordone sanitario europeo, l'unico che avrebbe potuto essere veramente efficace. Consideriamo, infatti, che questo cordone sanitario europeo avrebbe potuto essere tale da affrontare la problematica nella sua globalità, assunto che non fosse già troppo tardi, fatto salvo che non c'è controprova e posto che siamo in una situazione storicamente unica. Per questo bisognava chiedere risorse e non già sospensioni, autorizzazioni e sforamenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Si sarebbe dovuto prevedere quindi di stanziare risorse destinate agli eventuali focolai che comportamenti omissivi o negligenti di Cina e Organizzazione mondiale della sanità avrebbero potuto determinare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Si sarebbe dato prova così di una responsabilità solidale in chiave europea, mediante una regolazione compensativa che tenesse conto delle leve a disposizione. Ma l'Europa ha dimostrato ancora una volta di non esercitare il ruolo per cui è stata costituita, vale a dire darci quella forza indispensabile a livello planetario che le singole Nazioni non possono e non riescono ad avere. Anche in tema di prevenzione di possibili epidemie, infatti, ogni decisione di contenimento dell'infezione è efficace solo se condivisa e applicata a livello europeo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Qualunque provvedimento nazionale è parziale e la disciplina dell'articolo 168 ben lo prevede. Ancora una volta, l'Europa è assolutamente pervasiva nel sindacare lo sforamento dello zero virgola dei bilanci.