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Si prevede che una quota pari a 150 milioni pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033 delle risorse del Fondo di cui al comma 1 è destinata al cofinanziamento, fino al massimo dello stesso ammontare di capitale apportato da privati, degli investimenti diretti all'acquisizione di quote o di partecipazioni in fondi promossi da fondi per il venture capital (FVC), italiani ed esteri; una quota pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033, finalizzati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle PMI, è destinata alla concessione di finanziamenti a fondo perduto per progetti di investimento effettuati da soggetti non residenti che intendono costituire una start-up innovativa nel territorio dello Stato italiano, per un ammontare non superiore a 250.000 euro per ogni progetto; una quota pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033, è destinata alla concessione di contributi a fondo perduto, in forma di voucher , per l'acquisizione di prestazioni di consulenza. L'articolo 22 prevede una modifica all'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, secondo la quale non concorre alla formazione del reddito il 50 per cento della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative, come pure, è innalzata al 50 per cento, la detrazione per le start-up a vocazione sociale che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. Della stessa misura è elevata la detrazione dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche relativamente alle somme investite dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative. Inoltre, l'articolo introduce due ulteriori commi al suddetto articolo 29, il primo dei quali stabilisce che a decorrere dal 2024, l'85 per cento della somma investita nel capitale sociale di una start-up o PMI innovativa, in fondi di venture capital , fondi promossi da incubatori certificati, da reti di professionisti o da società di investimento, direttamente o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società, che effettuano almeno il 30 per cento dei propri investimenti in start-up non concorre alla formazione del reddito dei soggetti passivi delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle società. Il secondo dei quali stabilisce il tetto massimo di deducibilità per ciascun periodo di imposta pari ad 1,5 milioni di euro per le persone fisiche e 5 milioni di euro per le società. L'articolo 23 prevede una revisione dei registri per le start-up e PMI innovative al fine di attualizzare le definizioni, i requisiti di accesso e la permanenza delle agevolazioni previste nei suddetti registri, elevando il limite massimo dei ricavi annui a 50 milioni di euro e superando il limite di cinque anni dall'iscrizione trasformandolo in cinque anni a decorrere dall'anno in cui la start-up consegue i primi ricavi. L'articolo 24, al fine di garantire un concreto sviluppo delle start-up e delle PMI innovative, introduce alcune agevolazioni nei confronti di soggetti esterni che prestano, in favore delle start-up innovative e degli incubatori certificati, opere o servizi. Le norme vigenti sul cosiddetto « work for equity » consentono ai predetti soggetti di beneficiare di un vantaggio fiscale mediante l'assegnazione di azioni, quote o strumenti finanziari partecipativi, emessi a fronte dell'apporto di opere e servizi ovvero di crediti maturati a seguito della prestazione di opere e servizi. A questi si propone di aggiungere che le plusvalenze generate su atti di cessione a titolo oneroso di azioni, quote o strumenti finanziari non siano assoggettate a tassazione in capo al soggetto alienante al momento della cessione, e che le prestazioni rese nei confronti della start-up innovativa di cui all'articolo 25, comma 2, e degli incubatori certificati di cui all'articolo 25, comma 5, siano esenti dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto sulla relativa prestazione, fermo restando l'emissione di regolare fattura. L'articolo 25 prevede la non applicazione delle disposizioni in materia di Golden power di cui al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, al fine di non ostacolare gli investimenti nelle imprese italiane da parte di operatori, sia esteri che nazionali. È opportuno, al fine di rendere maggiormente attrattive le nostre imprese, distinguere tra investitori industriali, che esercitano un controllo sulle scelte e sulle strategie delle imprese acquisite, e gli investitori finanziari, che seguono essenzialmente l'attuazione dei piani industriali. L'articolo 26 istituisce il Portale unico informativo per le start-up e PMI innovative, contenente tutte le informazioni relative agli aggiornamenti normativi, ai requisiti amministrativi, alle opportunità di finanziamento, al fine di agevolare al fine di agevolare e facilitare la costituzione di nuove imprese innovative. L'articolo 27 istituisce il Fondo per lo sviluppo del quantum computing al fine di promuovere gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle imprese che operano nel settore e utilizzano le tecnologie legate al calcolo quantistico, cosiddetto quantum computing . Il Fondo, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, ha una dotazione di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2033. L'articolo 28 prevede un credito di imposta riconosciuto esclusivamente per le spese relative a servizi di consulenza, formazione e adeguamento tecnico e strutturale in cybersicurezza, cosiddetta cybersecurity , e continuità aziendale, cosiddetta business continuity , finalizzate a sostenere le imprese nell'attività di prevenzione e contrasto alla criminalità informatica, con l'obiettivo di potenziare le misure legate alla cybersicurezza e proteggere i sistemi e le informazioni da attacchi informatici. Il credito d'imposta, destinato ai professionisti e alle PMI, come definite ai sensi della raccomandazione 20037361/CE della Commissione europea, del 6 maggio 2003, è riconosciuto nella misura del 30 per cento delle spese sostenute per investimenti e attività di sviluppo fino all'importo massimo complessivo di 12.500 euro nei medesimi periodi d'imposta, e comunque fino all'esaurimento dell'importo massimo. L'articolo 29 istituisce il Fondo per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale nello stato di previsione del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, con una dotazione pari a 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2028. Le risorse del Fondo sono destinate a sostenere la competitività tecnologica nel settore dell'intelligenza artificiale a livello europeo e internazionale al fine di promuovere l'ulteriore sviluppo degli investimenti nella ricerca, nelle tecnologie e nelle soluzioni di intelligenza artificiale. Inoltre, è prevista, ai fini dell'immediata operatività del Fondo, la stipula di una Convenzione tra i Ministeri dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico e dell'economia e delle finanze e cassa depositi e prestiti.