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Il rimpallo indecente dello scudo sì, scudo no, è l'esempio plastico della mancanza di una strategia nella gestione di una fase altamente critica della politica industriale del Paese, a dimostrazione che oggi il Governo o il Movimento e il Ministero, con l'indirizzo politico che è emerso in tutti questi mesi, assolutamente non ha idea di dove si stia andando. Nel documento, che tutti quanti abbiamo richiamato anche in quest'Aula, di retrocessione ad Ilva delle aziende e dei 10.777 dipendenti si legge che il recesso dal contratto deriva proprio dall'eliminazione della protezione legale, che quindi era un presupposto di partecipazione delle aziende alla stessa gara. Sia tratta dunque di una disfatta nota, annunciata da tempo, e nonostante questo siete stati capaci di approvare la settimana scorsa il provvedimento che ha tolto la protezione legale: sapendolo, perché era già scritto nelle carte! (Applausi dal Gruppo FI-BP) .Voi lo avete fatto. Avete avuto la grande capacità di farlo. È chiaro che ci teniamo tutti e per quanto riguarda Taranto, la questione ambientale è una priorità inderogabile, ma strumentalizzarla, come avete fatto in tutti questi anni e come il MoVimento 5 Stelle ha fatto soprattutto in Puglia, facendo becera campagna elettorale, è vergognoso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non avete la minima idea di come affrontarla, perché non si tratta soltanto di fare degli spot sull'ambiente o pensare e lanciare l'idea assolutamente sorridente di un parco giochi a Taranto: dovete assolutamente trovare gli strumenti per risolvere i problemi ambientali e comunicare ai cittadini quali siano. Nel 2019 è possibile perché lo si può fare, e è doveroso coniugare sviluppo, diritto al lavoro e tutela alla salute. È molto importante e ci possiamo sicuramente riuscire, ma come possiamo farlo? Ci possiamo riuscire soltanto togliendo dalla vostra testa la narrazione semplicistica del mostro che inquina e che manda a mare 20.000 famiglie e 20.000 lavoratori, che è soltanto una narrazione falsa e distorta. Caro Ministro, se vuole ragionare con le opposizioni e con Forza Italia si deve togliere dalla testa questa narrazione perché, come dicevo, oggi coniugare il diritto alla salute, che è prioritario, con il diritto al lavoro e lo sviluppo si può fare, ma ci dobbiamo togliere queste idee dalla testa. L'acciaio è oggi il materiale più utilizzato e più importante per l'edilizia, per l'ingegneria meccanica e per la mobilità. Pertanto, perdere questa azienda strategica per il nostro Paese è soltanto una follia, potrebbe essere veramente l'ennesimo disastro di un Governo che, come già detto in precedenza, non ha una visione del Paese. Finora, l'unica idea del Paese che ha avuto e che ha attuato - basta vedere i provvedimenti approvati - sono solo le cambiali elettorali, che avevate sottoscritto in campagna elettorale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La verità viene sempre al pettine! Il reddito di cittadinanza, come tanti altri provvedimenti, sono soldi buttati al vento, che oggi possono essere utilizzati per il risanamento ambientale di Taranto! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ricordate queste cose. Invece no, state soltanto pagando le cambiali elettorali delle promesse false che avete fatto a quei territori. Fa male, ma purtroppo questa è la verità e bisogna assolutamente dirlo, perché si è speculato elettoralmente sulla questione: avete disegnato dei mondi possibili e creato il dilemma tra lavoro e salute, per cui la salute non è il lavoro. Invece no, le due cose possono andare a braccetto. Si tratta certamente di una situazione complessa, non immediata, che si può però affrontare mettendosi tutti intorno ad un tavolo, con la buona volontà anche da parte nostra. In questi anni invece la questione dell'Ilva è stata vittima dell'eccesso di demagogia che c'è stata intorno a quello che è il diritto prioritario, che è quello alla salute. Una visione distorta che va rifiutata se veramente ne vogliamo venire a capo, perché - è inutile ricordarlo a lei, Ministro, lo sa benissimo - ci sono in gioco non soltanto i posti di lavoro, ma anche l'1,5 per cento del PIL, che in un momento di recessione conclamata, come i dati Svimez di ieri hanno dichiarato per l'Italia e per il Mezzogiorno, non ci possiamo assolutamente permettere di perdere. L'Ilva è il sistema Paese ed è per questo che oggi va tutelata, va salvata e dobbiamo andare in quella direzione. È tempo di smetterla con la contrapposizione puerile tra lavoro e salute. Bisogna chiedere a tutti gli attori della vicenda un surplus di responsabilità e di maturità, per guardare a quella che deve essere una visione che vada oltre l'orizzonte che vi siete dati voi in questo anno e mezzo di Governo, cioè esclusivamente l'orizzonte dei sondaggi elettorali. Noi dobbiamo andare oltre e dobbiamo guardare assolutamente al futuro del Paese. Noi di Forza Italia continueremo tutti i giorni la nostra battaglia nelle Aule parlamentari: lo abbiamo fatto ieri, lo abbiamo fatto oggi e lo faremo domani e dopodomani; su ogni provvedimento noi porteremo gli emendamenti per quanto riguarda il ripristino dello scudo penale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Faremo - la stiamo già mettendo in atto - un'azione politica forte. Per ultimo, abbiamo depositato proprio in questi minuti una mozione per consentire all'Ilva di continuare non soltanto a produrre, quindi salvaguardando anche i posti di lavoro, ma anche per consentire gli investimenti pubblici importanti sul piano di risanamento ambientale, che si possono assolutamente affiancare. Ecco i tarantini cosa vogliono: la presenza dello Stato, e lo vogliono in questa forma, ossia con investimenti concreti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E questo lo si può fare con la manovra finanziaria. Quindi la nostra mozione prevede anche questo e soprattutto che il polo strategico industriale di Taranto e di tutta la nostra Nazione sia e continui ad essere il più importante d'Europa. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paragone. Ne ha facoltà. PARAGONE (M5S) . Signor Presidente, colleghi, vi chiedo una mano, perché devo essermi perso la parte in cui è scritto che la legge è uguale per tutti tranne per le multinazionali, che possono avere un po' meno di responsabilità penale in caso di reati ambientali. Così come devo essermi perso anche la parte in cui si dice che la legge è uguale per tutti tranne per le multinazionali, che possono ricattare i Governi minacciando di far scoppiare una bomba occupazionale. Chi pensa che qui sia in ballo soltanto una eccezione alla regola, cioè la previsione di uno scudo penale, si sbaglia; chi pensa che si tratti solo di una querelle tra ArcelorMittal e il Governo non ha capito la questione politica di fondo. Concedere a una multinazionale, che ricatta con la leva del lavoro o della produzione, una eccezione alla regola significa smontare un altro pezzo del diritto che regge una comunità. È la continua sfida che ci impone il neoliberismo: da una parte, l'anomia della globalizzazione e, dall'altra, l'armonia della Costituzione.