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Sarebbe stato - e da noi continua a esserlo attraverso la presentazione di un ordine del giorno - un impegno da parte del Governo per tornare all'elezione diretta, per dare dignità a quel livello istituzionale; un impegno che deve essere immediato, quello sì emergenziale, per dare risposte, in termini di intervento, a migliaia di chilometri di strade provinciali e a scuole medie superiori abbandonate a se stesse. Da anni non ci sono interventi di manutenzione né ordinaria né straordinaria. Non è accettabile che esista un livello istituzionale con funzioni ben precise che, al di là della capacità politica amministrativa dei suoi rappresentanti, non sia nella condizione di operare. Noi abbiamo la responsabilità della sicurezza dei cittadini; abbiamo la responsabilità della sicurezza di migliaia di alunni. E ricordo che da poco è iniziato l'anno scolastico con problemi ovunque sul territorio nazionale. Se non vogliamo essere compartecipi di un errore e di tragedie che non ci auguriamo, dobbiamo avere piena cognizione che deve essere messa mano immediatamente a questo problema. Facciamolo insieme. Sono convinto che vi sia una sensibilità trasversale alle parti politiche, perché ogni giorno tutti noi riceviamo il grido d'allarme dei nostri amministratori locali. E lo stesso grido d'allarme ci viene sulla questione dei fondi per le periferie, una questione assolutamente esiziale per la riqualificazione urbana e per fare in modo che, all'interno della stessa realtà comunale, non ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Inoltre, finalizzare queste ingenti risorse significa dare una risposta in termini di riapertura dei cantieri, di rilancio dello sviluppo e di occupazione. Il nostro auspicio è che ci sia ancora spazio per inserire questo confronto. Se la maggioranza lo ritiene, io credo che sia possibile. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Stabile. Ne ha facoltà. STABILE (FI-BP) . Signor Presidente, da medico vorrei richiamare ancora una volta l'attenzione di quest'Aula sulla grave responsabilità di chi in questo momento sceglie di non assicurare con certezza un'adeguata copertura vaccinale ai nostri bambini. Su questo tema negli ultimi anni vi è stata un'ondata di irrazionalità, per cui pochi casi (veri o presunti) di problemi gravi legati a vaccini sono stati amplificati, creando dubbi e paure. Sono rimbalzate sui social network fake news su questo argomento ed è il momento, ora, di recuperare un atteggiamento e un comportamento razionale. I vaccini sono sicuri, e lo sappiamo perché ce lo dice la scienza. Sono sicuri non nel senso che complicanze rare, ma anche gravi, non siano mai possibili. Le complicanze sono possibili, ma la sicurezza deriva dal fatto che le complicanze gravi sono molto rare, a fronte dei grandi benefici dimostrati in termini di riduzione della mortalità e di prevenzione di malattie gravi, invalidanti e potenzialmente mortali. Sicurezza: cosa significa sicurezza? Non significa l'impossibilità di effetti negativi, che corrisponderebbe a un altro pensiero irrazionale, perché tutte o quasi tutte le azioni umane comportano un certo rischio. Saliamo in macchina senza farci problemi, ma gli incidenti ci sono. Anche se camminiamo, prima o poi qualcuno di noi inciamperà. Mangiando, può sempre essere che a qualcuno vada un boccone di traverso. Quindi, è un atteggiamento irrazionale pretendere che sia garantita la sicurezza in termini assoluti. È necessario che la politica recuperi la razionalità e fondi le proprie decisioni sulle evidenze scientifiche migliori che abbiamo disponibili in questo momento; ed esse, a favore delle vaccinazioni, sono solidissime. Vorrei ricordare ancora una volta in quest'Aula alcuni dati, per far nuovamente presente la portata e la rilevanza dell'argomento. Parliamo del morbillo: un caso su mille di morbillo si complica in encefalite, patologia grave, frequentemente mortale o causa di esiti invalidanti. Si parla invece dell'ordine di grandezza di un caso su un milione per effetti importanti gravi legati alla vaccinazione. La stessa cosa si può dire per quanto riguarda la pertosse. La pertosse nei bambini molto piccoli ha una mortalità che si aggira su qualche unità per cento casi di pertosse; la vaccinazione arriva invece a causare qualche problema importante in pochi casi su un milione di vaccinati. I vaccini sono farmaci, ovviamente, e come farmaci possono avere effetti collaterali, che però sono di gran lunga inferiori ai farmaci che noi comunemente assumiamo; sono di gran lunga inferiori ad alcuni alimenti: le arachidi - che nessuno si è mai sognato di scoraggiare - causano con una certa frequenza reazioni allergiche anche molto gravi e potenzialmente mortali. Quindi è necessario un recupero di razionalità. Oltre alla protezione individuale, sui vaccini è importante l'immunità di gregge, cioè l'immunità diffusa nella popolazione, garantita da una copertura vaccinale molto elevata, che non serve solo a proteggere chi non può vaccinarsi (si è tanto parlato dei bambini immunodepressi), ma serve a proteggere tutta la popolazione, perché, in caso di epidemia, un numero considerevole di casi si verifica nei vaccinati. Pochi hanno presente questo aspetto, perché i vaccini generalmente non danno una copertura del cento per cento. Pertanto, questa misura, che per noi è una misura di civiltà ed è a protezione dell'intera popolazione e in particolare dei ragazzi e dei bambini, che non possono decidere, è interesse dell'intera popolazione. Anche per noi sarebbe auspicabile lavorare sulla informazione completa e adeguata, lavorare sulla condivisione, lavorare sulla consapevolezza delle persone. Però quanto è avvenuto, con l'amplificazione di notizie false, il dibattito che c'è stato negli ultimi mesi, il fatto stesso che ci siano dei rinvii dell'obbligo vaccinale, il fatto che questo obbligo diventi «forse» un obbligo e addirittura si senta parlare di obbligo cosiddetto flessibile, genera confusione e disorientamento nelle famiglie, tanto che accade frequentemente che genitori, che in precedenza non avrebbero avuto alcun dubbio o problema a vaccinare i propri bambini, adesso si pongono dei dubbi, sono perplessi e non sanno cosa fare. Tutto questo va contro gli obiettivi che si dichiara invece di voler perseguire riguardo a condivisione e consapevolezza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paroli. Ne ha facoltà. PAROLI (FI-BP) . Signor Presidente, non voglio rinunciare ad intervenire, nonostante sappiamo tutti che il tema che riguarda le Province contenuto nel milleproroghe non darà soddisfazione alla richiesta di tanti amministratori e di tanti sindaci che chiedono di essere tutelati, di avere dignità, di avere un percorso attuabile per le loro istanze. Questo milleproroghe, purtroppo, si conferma una norma che non ha né capo né coda. Che poi sia proroga o anticipo non si capisce bene perché, purtroppo, così come vengono trattate le Province in questo provvedimento (lo dico agli amici della Lega, coi quali abbiamo combattuto molte battaglie e insieme ai quali abbiamo fatto molte proposte), ciò che sembrava impossibile si avvera. Infatti, questo provvedimento riesce ad umiliare ancora di più le Province di quanto abbia fatto fino ad oggi la cosiddetta legge Delrio.