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Disposizioni per contrastare il gioco d'azzardo. Onorevoli Senatori. -- Benché la crescita esponenziale del gioco d'azzardo implichi un'azione di prudente contenimento, assistiamo a un costante rilancio delle diverse iniziative che promuovono quella che è diventata una vera e propria piaga sociale. La crisi economica che ha investito il Paese dal 2008 è una delle principali ragioni cui è addebitato l'acuirsi della cosiddetta ludopatia, l'attitudine al gioco d'azzardo. La difficile contingenza che vivono milioni di italiani ha aumentato il ricorso al gioco come fonte di guadagno facile, anche da parte di inoccupati o disoccupati. Un «gratta e vinci» si trova dappertutto, nei supermercati come alle poste, è di facile accesso per tutti e promette guadagni facili e veloci. Gli effetti sociali derivanti dal gioco d'azzardo sono facilmente immaginabili. Dal momento che le possibilità di vittoria sono, in genere, minime, le conseguenze sono l'impoverimento ulteriore, l'indebitamento, la solitudine, la frantumazione delle relazioni familiari, fino alla collusione con la microcriminalità o la criminalità organizzata. Sono dieci anni che il gioco d'azzardo è diventato in Italia un «affare di Stato», gestito legalmente dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del Ministero dell'economia e delle finanze. Da questo momento si è assistito ad un incremento esponenziale delle offerte di gioco: dall'aumento delle estrazioni al lotto, ai nuovi giochi come il superenalotto o alle differenti modalità di gioco come i «gratta e vinci», il Win for life o il «10 e lotto». Di conseguenza c'è stato un aumento dei soldi spesi dagli italiani per giocare, passati in soli 10 anni dai 17,32 miliardi di euro agli attuali quasi 100 miliardi di euro, conferendo all'Italia il triste primato di secondo paese al mondo per rischio conseguente al gioco d'azzardo. Nei confronti del gioco d'azzardo lo Stato oscilla tra un atteggiamento imprenditoriale che punta a fare cassa, aumentare gli introiti che a vario titolo ne derivano, rinnovare le proposte dilatando l'offerta e investendo in pubblicità e moltiplicando i punti di diffusione e un atteggiamento di tipo educativo, che punta sulla prevenzione come fattore deterrente. Secondo le disposizioni del decreto Balduzzi (decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189), il Ministero della salute ha riconosciuto per la prima volta che di azzardo ci si può ammalare e che, quindi, dei giocatori patologici dovrebbe farsi carico il Sistema sanitario nazionale. Detto questo, lo stesso Ministero ha, però, rinunciato a reperire finanziamenti finalizzati all'avvio sistematico di iniziative per la cura e la prevenzione dei ludopatici. La conseguenza è che non vi è ancora certezza sulle effettive risorse che saranno destinate per assistere tali soggetti e sui percorsi terapeutici che potranno essere previsti. Se i giocatori patologici potranno essere curati, dipenderà dai criteri di priorità che ogni regione, in modo autonomo, individuerà per ripartire le quote assegnate del Fondo sanitario nazionale. La guarigione da questa «malattia» richiede tempi lunghi. I programmi di recupero vengono personalizzati e svolti in équipe di psichiatri, psicologi, avvocati, esperti di finanza ed economia. Durante il percorso si aiuta il soggetto ad affrontare il problema, uscendo dal penoso stato di dipendenza in cui si trova. Il giocatore compulsivo viene coinvolto in incontri individuali e di gruppo che hanno l'obiettivo di ricucire i rapporti familiari deteriorati e quelli professionali interrotti. Qualsiasi gioco può creare dipendenza, quindi occorre non sottovalutarne la portata. È importante informare ed educare le persone sul rapporto da instaurare con il denaro e il gioco e il primo mezzo cui ricorrere è l'uso intelligente della pubblicità. Quest'ultima parlando alla parte meno razionale dell'uomo, mette in azione un pensiero che insinua in modo subdolo messaggi ingannevoli sulle reali possibilità di vincere, per cui in assenza di un pensiero critico diventa facile credere, o sperare, di vincere. E più si vince più si gioca ... E più non si vince più si gioca nella speranza di vincere ... Questo loop è ben conosciuto dai grandi gestori del gioco d'azzardo che, avendo interesse a continuare a guadagnare, conoscono questi meccanismi mentali e li utilizzano per incentivare, con messaggi e campagne pubblicitarie, un consumo di gioco da cui trarre profitti. Il gioco d'azzardo patologico è stato per lungo tempo sottovalutato in ambito scientifico e clinico, facendo rientrare questa patologia nell'ambito del «vizio». Tale sottovalutazione si è ripercossa anche sull'assunzione di responsabilità, per cui solo alcune regioni hanno cercato di venire incontro alla domanda di aiuto delle persone che presentano comportamenti compulsivi nel gioco d'azzardo. Si è posta anche una scarsa attenzione sull'entità dei costi sociali che questa patologia comporta. Le sue specifiche caratteristiche causano infatti pesanti conseguenze che gravano non solo sul giocatore, ma anche sui suoi familiari, sia per gli aspetti psico-patologici che per quelli economici e relazionali. Nella pratica sono i comuni a dover gestire, nella quotidianità, i problemi legati al proliferare incontrollato di sale gioco e slot machine senza avere alcun potere regolativo, ispettivo e autorizzativo su di esse. Attualmente sono oltre 400.000 gli apparecchi automatici diffusi nel territorio e 14.000 le agenzie di raccolta delle scommesse, senza tener conto delle macchinette da gioco nei bar, ristoranti, alberghi e uffici postali. Tutto questo è controllato e autorizzato dalla Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), che però sostiene di non avere personale sufficiente per fare le riforme. Il risultato è che le amministrazioni comunali, provinciali e le ASL si trovano costrette a fare i conti con le ricadute sociali, economiche e urbanistiche del gioco d'azzardo patologico senza avere gli strumenti per affrontarle. Il presente disegno di legge consta di venti articoli e presenta novità importanti rispetto al testo unificato atto Camera n. 101 («Istituzione di un Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d'azzardo e disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico»). In particolar modo introduce modifiche all'ordinamento penitenziario e al codice penale e obbliga le banche a informare il consumatore sui rischi da sovraindebitamento legati al gioco. Nell'articolo 1 si definiscono l'oggetto e le finalità della legge: la tutela, la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico e dei loro familiari, nonché la protezione dei minori e dei soggetti vulnerabili. Nell'articolo 2 si definiscono i soggetti affetti da ludopatia, in conformità a quanto stabilito dell'Associazione psichiatrica americana (APA). Il giocatore patologico non controlla più il proprio comportamento ed è portato a ripetere tale atteggiamento compulsivo nel tempo.