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L'altra strada per ottenere il riconoscimento o l'accertamento dello status di apolide è quella giudiziale, ma benché questa procedura sia frequentemente utilizzata -- poiché più accessibile sotto il profilo dei requisiti richiesti -- di fatto esclude coloro che sono privi di adeguate risorse economico-finanziarie per far fronte alle spese del giudizio ordinario di cognizione diretto ad accertare lo status di apolide. Peraltro neanche per il procedimento giudiziale vi è una regolamentazione organica. In Italia, nonostante i recenti impegni assunti in materia di apolidia, c'è ancora molto da fare: oltre alle 15.000 persone apolidi o a rischio di apolidia stimate, vi sono persone a rischio di apolidia tra i migranti e i richiedenti asilo che stanno giungendo in questi anni in Italia, soprattutto i loro figli i quali, per varie ragioni, potrebbero non avere la possibilità di acquisire la cittadinanza dei genitori o quella del loro Paese di provenienza. La presente proposta normativa, una volta divenuta legge dello Stato, costituirebbe un indispensabile strumento diretto a prevenire nonché a eliminare quelle potenziali situazioni di apolidia che potrebbero in futuro coinvolgere intere comunità di persone. Il disegno di legge si compone di quindici articoli. L'articolo 1 definisce unicamente i termini presenti nel testo. L'articolo 2 stabilisce che l'accesso alla procedura per il riconoscimento dello status di apolide può avvenire in qualsiasi momento e per chiunque sia già presente sul territorio nazionale indipendentemente dalla sua condizione giuridica relativa al soggiorno e ciò trattandosi di una richiesta di status garantita da una Convenzione internazionale. L'articolo 3 pone in capo alla prefettura competente per territorio l'obbligo di accettare l’istanza mentre l'autorità responsabile a decidere è il Ministero dell'interno -- Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. L'articolo 4 al comma 1 consente alla questura di rilasciare un permesso di soggiorno «per attesa apolidia» solo nei casi in cui il cittadino straniero non disponga di altro titolo di soggiorno. Con gli altri commi viene definita, in modo dettagliato, l'istruttoria a carico, nella prima fase della prefettura e successivamente del citato Dipartimento del Ministero dell'interno. L'articolo 5 stabilisce il raccordo tra una richiesta di status di apolide ed una precedente o contestuale richiesta di protezione internazionale anche al fine di estendere al richiedente le garanzie di sicurezza e di riservatezza. L'articolo 6 richiama le fasi relative all'esame dell’istanza stessa e chiarisce la documentazione che dovrà essere portata a sostegno. Più in particolare il comma 5 consente all'autorità responsabile di assumere comunque una decisione in merito attraverso una valutazione sulla veridicità ed attendibilità degli elementi portati a supporto della richiesta. L'articolo 7 chiarisce gli ambiti dei diritti e dei doveri del richiedente nonché stabilisce i criteri per le varie comunicazioni all'interessato. Gli articoli 8 e 9 dispongono in materia di minori o di persone prive di autonomia psicofisica che dovessero chiedere il riconoscimento dello status di apolide richiamando le relative norme in materia di codice civile. L'articolo 11 chiarisce i contenuti dello status di apolidia ove l'istanza venga accolta in ricorrenza dei presupposti di cui al precedente articolo 10. Più in particolare vengono definiti il rilascio di un permesso di soggiorno per apolidia, le analogie con i diritti garantiti ai titolari dello status di rifugiato e le modalità per la richiesta di eventuali ricongiungimenti familiari. Gli articoli 12 e 13 stabiliscono il procedimento e le motivazioni alla base di un provvedimento di revoca da parte del Ministero dell'interno, nonché le modalità di eventuali impugnazioni sia nel caso di rigetto dell'istanza che di revoca. L'articolo 14 definisce eventuali esigenze di formazione del personale e degli operatori coinvolti in una richiesta di riconoscimento di apolidia. Con l'articolo 15 si dispone l'emanazione di un regolamento di attuazione.. 1 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a «apolide»: una persona che nessuno Stato considera come proprio cittadino in applicazione della sua legislazione, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, della Convenzione relativa allo status degli apolidi, adottata a New York il 28 settembre 1954, di cui alla legge 1° febbraio 1962; b «Convenzione del 1954»: la Convenzione relativa allo status degli apolidi, adottata a New York il 28 settembre 1954, di cui alla legge 1° febbraio 1962, n. 306; c «minore non accompagnato»: il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell'Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 dicembre 1999, n. 535; d «UNHCR»: l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. 2 (Accesso alla procedura) 1 Chiunque sia presente sul territorio italiano ha accesso alla procedura per il riconoscimento dello status di apolide indipendentemente dalla condizione di soggiorno al momento della presentazione dell’istanza. 3 (Autorità competente) 1 Il richiedente presenta l'istanza per il riconoscimento dello status di apolide, corredata di memoria scritta, alla prefettura -- ufficio territoriale del Governo competente per territorio, in qualunque momento. 2 L'autorità responsabile a decidere sul merito è il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell'interno. 4 (Presentazione dell’istanza e svolgimento della procedura) 1 Qualora il richiedente non sia in possesso di altro titolo di soggiorno, una volta acquisita l’istanza questi si rivolge alla questura per il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa del riconoscimento dello status di apolide, valido per sei mesi e rinnovabile. 2 La prefettura-ufficio territoriale del Governo svolge l'istruttoria, convocando il richiedente per uno o più colloqui, volti a integrare la memoria anche con la seguente documentazione laddove disponibile: a atto di nascita, ove il richiedente ne disponga; b documentazione relativa alla permanenza in Italia del richiedente; c copia del titolo di soggiorno, anche scaduto, ove il richiedente ne sia in possesso; d ogni documento idoneo a dimostrare lo stato di apolidia. 3 Con riferimento alla documentazione di cui alla lettera d) del comma 2, si considera valida ogni documentazione idonea ad attestare la presenza del richiedente sul territorio dello Stato, ivi inclusi certificazioni scolastiche o mediche, certificazioni rilasciate da autorità religiose, documenti relativi al lavoro, titoli di proprietà, contratti d'affitto, registri scolastici.