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Pertanto, per meglio garantire il rispetto di questo criterio di ripartizione delle risorse e per sancirne il ruolo prioritario nella selezione degli interventi, appare opportuno un suo esplicito richiamo in una disposizione di carattere legislativo, che fornisca -- in aderenza a quanto richiesto anche dalla Corte dei conti -- un chiaro indirizzo applicativo in sede di attribuzione dei contributi. Il disegno di legge, prevede, inoltre, che le risorse finalizzate a interventi straordinari per calamità naturali o alla conservazione di beni culturali siano attribuite esclusivamente a richieste presentate dagli enti locali o territoriali. Si tratta di un criterio di selezione degli interventi già indicato come prioritario -- con riferimento ai contributi finalizzati alla conservazione di beni culturali -- nel citato parere espresso il 27 ottobre 2009 dalla Commissione bilancio della Camera dei deputati sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo alla ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF per l'anno 2009. Il decreto successivamente adottato ha tuttavia indicato, nelle premesse, che «non è utilizzabile, quale criterio autonomo di scelta degli interventi da finanziare, la mera appartenenza dei beni oggetto dell'intervento a enti territoriali, non rinvenendo alcuna indicazione in tal senso nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio), nel decreto del Presidente della Repubblica n. 76 del 1998, nonché nella direttiva del Presidente del Consiglio del 20 luglio 2000». Si rende, pertanto, necessario un intervento normativo volto a esplicitare questo criterio di selezione degli interventi in un atto di carattere legislativo, in modo da attribuire alle regioni e agli enti locali risorse adeguate, anche alla luce dei limiti loro imposti dal rispetto dal patto di stabilità interno, e da garantire la realizzazione di opere la cui necessità sia fortemente avvertita a livello territoriale. Viene, infine, previsto un più incisivo ruolo delle Commissioni bilancio della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica nell'individuazione degli interventi da finanziare: il disegno di legge prevede, infatti, che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF devoluta alla diretta gestione statale sia adottato previo conforme parere delle citate Commissioni bilancio. Tale procedura, che riconosce al Parlamento un ruolo di codecisione nell'individuazione degli interventi da finanziare, rafforzando la trasparenza e la pubblicità delle decisioni assunte, riprende sostanzialmente quella prevista dal comma 250 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010) per la ripartizione delle risorse dell'ultima voce dell'Elenco 1 allegato alla medesima legge, che sono infatti ripartite con un unico decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo conforme parere delle Commissioni parlamentari delle due Camere, competenti per i profili finanziari. Quanto, invece, al secondo profilo di criticità evidenziatosi nell'esperienza applicativa della legge n. 222 del 1985, che attiene allo storno di risorse, spesso ingenti, dalle finalità previste dalla medesima legge, l'articolo 48 della legge n. 222 del 1985, come modificata dall'articolo 1 del disegno di legge, reca una disposizione volta a impedire tali utilizzi in difformità rispetto alla volontà espressa dai contribuenti. In particolare, si prevede che le risorse dell'otto per mille dell'IRPEF devolute alla diretta gestione statale possano essere ridotte o destinate a finalità diverse solo nella misura massima del 50 per cento di quanto devoluto dai contribuenti e, comunque, solo per fare fronte a esigenze impreviste assolutamente straordinarie. Si tratta, ovviamente, di una disposizione di principio, in quanto una legge ordinaria non ha la forza di escludere successivi interventi, derogatori o soppressivi, da parte di successivi atti normativi con forza di legge, ma si ritiene, comunque, importante indicare in modo espresso un indirizzo in ordine all'utilizzo delle risorse della quota dell'otto per mille dell'IRPEF attribuita allo Stato, fermo restando che spetterà al Parlamento verificare che nei diversi provvedimenti che saranno esaminati sia comunque garantito il rispetto delle scelte espresse, in sede di dichiarazione dei redditi, dai contribuenti. L'articolo 2 del disegno di legge reca, invece, una disposizione volta a coordinare la normativa di rango secondario vigente con le innovazioni introdotte, disponendo che con regolamento, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, le disposizioni regolamentari vigenti siano opportunamente modificate per tenere conto delle novità procedimentali introdotte dalle disposizioni di cui all'articolo 1. Lo schema di regolamento è trasmesso alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni, che si esprimono entro trenta giorni dalla trasmissione.. Art. 1. (Modifiche all'articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222) 1. All'articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «Nella ripartizione della quota delle risorse di cui all'articolo 47, secondo comma, devoluta alla diretta gestione statale è garantito il rispetto dei seguenti criteri: a) equilibrata ripartizione degli interventi tra le diverse aree del territorio nazionale; b) destinazione delle risorse finalizzate a interventi straordinari per calamità naturali e per conservazione di beni culturali esclusivamente a richieste presentate da enti locali o territoriali. Le risorse di cui al secondo comma possono essere ridotte o destinate a finalità diverse da quelle di cui al primo comma nella misura massima del 50 per cento e solo per far fronte a esigenze impreviste assolutamente straordinarie. Alla ripartizione della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche devoluta alla diretta gestione statale si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato entro il 30 novembre di ogni anno, previo conforme parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale . Entro il 30 settembre di ogni anno lo schema del decreto di cui al quarto comma è trasmesso, con la documentazione relativa all'istruttoria svolta, alle Camere, ai fini dell'espressione del parere, da rendere entro quarantacinque giorni dalla trasmissione della richiesta». Art. 2. (Revisione delle disposizioni regolamentari in materia di utilizzazione della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche devoluta alla diretta gestione statale) 1. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono introdotte le modifiche necessarie ad adeguare le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, a quanto previsto dall'articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, come modificato dall'articolo 1 della presente legge. 2. Lo schema del regolamento di cui al comma 1 è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per l'acquisizione del parere delle Commissioni competenti, che si esprimono entro trenta giorni dalla trasmissione.