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Sicuramente serve più politica e l'Unione europea non può e non deve più rappresentare semplicemente una mera unione monetaria ed economica. Bisogna andare oltre vincoli troppo rigidi e paletti, regolamenti e direttive che spesso e volentieri dimostrano di essere sterili e incapaci di dare delle risposte ai cittadini. Le nuove sfide che l'Europa si approssima ad affrontare sicuramente sono dirimenti per la sua stessa sopravvivenza e non possono quindi essere trascurate. Penso - ad esempio - alla globalizzazione, all'innovazione digitale, alla rivoluzione industriale che stiamo vivendo, all'immigrazione, al terrorismo, ai cambiamenti climatici, alla tutela dell'ambiente. Mai come in questo momento storico è davvero difficile non dire che l'Unione europea ha bisogno di un restyling profondo; ha bisogno di un cambio di passo sostanziale e sicuramente di ridare fiducia ai suoi cittadini e nuovo slancio alle sue stesse istituzioni, che dovrebbero essere caratterizzate da una maggiore democrazia, a scapito di un'Europa di pochi ed elitaria, con un Presidente della Commissione europea - ad esempio - eletto direttamente dal popolo e con un Parlamento europeo con la facoltà di esercitare l'iniziativa legislativa in quanto unico Parlamento che non la possiede. Per cambiare l'Europa, Forza Italia considera necessario però essere in Europa, senza arroganza e con ragionevolezza - lo dico al Governo - senza insolenza ma con buonsenso, con lungimiranza e con la capacità di vedere oltre. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il rapporto con l'Europa - lo stiamo vedendo anche nell'attuale trattativa per la legge di bilancio - va preservato e soprattutto va coltivato giorno dopo giorno, summit dopo summit , con la giusta dose di diplomazia, con la giusta dose di fermezza, con la credibilità e con l'indispensabile esperienza politica che serve in siffatti contesti. Consentitemi di dire, colleghi, che ciò che invece abbiamo visto in questi mesi da parte del Governo, nel rapporto con l'Europa, è stata solo tanta approssimazione, tanta superbia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Forza Italia è fermamente convinta che compito dell'Europa sia rinnovarsi e garantire il benessere dei suoi cittadini, ma con i toni usati e con il modo di fare adottato non andremo sicuramente lontano e sarà molto difficile ottenere risultati concreti. Le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo saranno storiche, perché ci offriranno la possibilità di restituire l'Europa ai cittadini e di migliorare le loro condizioni di vita. Il Governo, quindi, non può non sfruttare questa enorme occasione. Per questo oggi chiediamo al Governo di attivarsi per sostenere da subito un vero cambio di passo in Europa. Il collante dell'Unione europea non possono più essere solo il bilancio comune o la burocrazia: l'Unione europea deve snellire e semplificare le regole dello stare insieme; deve alleggerire il peso della sua burocrazia ed essere vicina ai cittadini, soprattutto ai più giovani, perché - lo voglio ricordare - il problema comune dei giovani, non solo italiani, ma di tutti i Paesi dell'Unione europea, è sicuramente la disoccupazione. Con la nostra risoluzione, impegniamo quindi il Governo a proporre in ogni sede europea di rivedere le politiche di austerità e i vincoli di bilancio qualora il nostro Paese presenti piani di investimento finalizzati alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, piani di investimento che purtroppo ancora non vediamo. Sono tante le nostre critiche alla legge di bilancio, perché manca di un piano che davvero guardi al futuro del nostro Paese e rilanci seriamente il suo sistema infrastrutturale, rendendolo più vicino al resto d'Europa. Il Governo deve inoltre sollecitare politiche a favore della famiglia: in un Paese come il nostro, dove nascono sempre meno bambini, è necessario sostenere la natalità e la famiglia anche con politiche comunitarie. L'Europa deve rendere anche più competitivo il proprio mercato e favorire la crescita delle imprese; deve limitare la regolamentazione eccessiva e semplificare la sua sterminata normativa, che spesso - come ho già detto - si dimostra sterile, nella realtà dei fatti. Il Governo deve inoltre proporre una revisione di quei trattati che si sono dimostrati inefficaci, anzi penalizzanti nei confronti del nostro Paese: in primis mi riferisco, tra tutti, al Trattato di Dublino. Dobbiamo chiederne con forza la revisione; non dobbiamo arrenderci e stare fermi, ma dobbiamo rivendicare con forza la revisione di questo Trattato, penalizzante per il nostro Paese. Il Governo ha il dovere di lavorare in sede europea affinché si tutelino gli interessi italiani, in primis il nostro made in Italy , e deve lavorare affinché si possa rivedere il bilancio 2021-2027, eliminando i tagli fatti all'agricoltura e ai fondi di coesione. Vedete, colleghi, questi tagli non faranno altro che colpire la filiera della produzione agroalimentare e l'industria della trasformazione e naturalmente penalizzerebbero le Regioni che sono rimaste più indietro, come quelle del Mezzogiorno, che ancora devono colmare l'enorme gap che le divide dal resto d'Italia e, quindi, non possono e non devono essere lasciate sole. Per concludere, signor Presidente, Forza Italia chiede al Governo di lavorare in Europa in modo serio e concreto, senza tanti annunci. Servono meno passerelle e più sostanza, meno propaganda e più soluzioni ai problemi quotidiani della gente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Al Governo chiediamo questo: chiediamo di contribuire a far sì che l'Europa diventi davvero l'Europa dei popoli, l'Europa del benessere e dello sviluppo, l'Europa dell'occupazione e, soprattutto, l'Europa della solidarietà. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili senatrici e senatori, membri del Governo, innanzitutto desidero associarmi al ringraziamento fatto dal relatore all'indirizzo dell'intera 14ª Commissione. A mio e a nostro parere, infatti, quello dimostrato è l'approccio che deve esserci e che deve far parte del nostro comune sentimento di adesione all'Unione europea, non dimenticando mai che tale adesione deve tendere al miglioramento della vita dei cittadini italiani ed europei e non al suo peggioramento. Ci stiamo occupando della legge europea 2018, e cioè di quello strumento che si utilizza, ai sensi della legge n. 234 del 2012, per adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea e, quindi, per adempiere agli obblighi derivanti dall'appartenenza ad essa. In questo caso specifico - come ci ha ben illustrato il relatore - il Governo pone riparo a due procedure di infrazione e a tre casi di pre-contenzioso.