[sommcomm]

- le infrastrutture necessitano di interventi urgenti e significativi, di carattere sia ordinario che straordinario, anche per assicurare adeguamento delle condizioni di sicurezza e per la continuità delle produzioni; - il personale, a causa di un turn over pesantemente negativo, rischia la perdita di competenze tecniche ad alta specializzazione, con inevitabili ricadute sulla capacità produttiva e manutentiva delle strutture; - le procedure di assunzioni avviate negli ultimi anni rappresentano una positiva inversione di tendenza, che appare però del tutto insufficiente a colmare la gravi lacune del personale; - neppure il trasferimento di personale militare non più idoneo al servizio rappresenta un adeguato sostegno alle necessità degli enti in parola, in quanto tale personale spesso non è in grado di contribuire fattivamente alle attività svolte, e provoca altresì situazioni disparità di trattamento economico, non sempre facili da gestire; impegna il Governo: a) a considerare gli investimenti per il rilancio dell'area industriale della Difesa come possibile importante volano per la ripresa economica del Paese dopo la grave contrazione determinata dall'emergenza Covid-19; b) a proseguire, anche con un piano straordinario, gli interventi avviati per l'assunzione di nuovo personale qualificato, con profili tecnici e amministrativi, considerando anche la possibilità di utilizzare modalità innovative di assunzioni fondate su percorsi formativi specifici, in collegamento diretto con le realtà istituzionali, industriali, universitarie e scolastiche dei territori; c) a valutare una rimodulazione della tempistica di applicazione della legge n. 244 del 2012 (che è in fase di rivalutazione complessiva), esercitando la previsione già contenuta nella stessa legge (all'articolo 5); così da evitare di disperdere ulteriormente l'alto e qualificato patrimonio professionale fin qui maturato da quelle persone ormai prossime all'uscita, con riferimento ad un'età media del personale che è ormai giunta alle soglie dei 59 anni; d) a valutare la possibilità di un graduale inserimento negli enti della difesa dei lavoratori precari, gran parte dei quali dipendenti di società cooperative, addetti ai servizi di manovalanza e facchinaggio; e) a garantire un generale rinnovo infrastrutturale delle strutture, in particolare dei poli di mantenimento e degli arsenali, superando le attuali, gravi, criticità, derivanti dalla vetustà degli immobili e dall'obsolescenza degli impianti, non sempre adeguati agli interventi sui mezzi di nuova introduzione, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e continuità delle produzioni, con interventi di adeguamento tecnologico e rinnovamento, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico,compresi interventi di efficientamento energetico; f) a svolgere una ricognizione complessiva del patrimonio immobiliare attualmente in uso agli enti industriali della difesa, individuando le porzioni eventualmente non più funzionali allo svolgimento delle loro attività, valutando tutti gli strumenti per la loro valorizzazione, anche attraverso l'utilizzo di fondi della programmazione dell'Ue, oltre che le ipotesi di dismissione a favore di altre amministrazioni dello Stato o di enti locali, in sinergia con l'azione delle strutture deputate alla gestione del patrimonio immobiliare della difesa, a partire dalla Task force per la valorizzazione degli immobili della Difesa, da Difesa servizi spa e dall'Agenzia industrie difesa; g) in riferimento alla specifica realtà degli arsenali, a valutare la possibilità di re-internalizzare le attività a medio contenuto tecnologico (con possibili significativi contenimenti di spesa) e proseguire il trasferimento delle attività a basso contenuto tecnologico all'industria privata (con un positivo rapporto costo-efficacia e un potenziale volano economico per le piccole e medie imprese); h) valutare di prorogare la durata del piano pluriennale di interventi già previsto per adeguamento e ammodernamento degli stabilimenti della Marina (c.d. "piano Brin"), istituendo altresì analoghi strumenti per gli altri enti. Allegato