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La presente proposta, dunque, cerca di favorire un sostanziale rilancio al settore termale, operando in un contesto economico-finanziario pienamente sostenibile. Di seguito si illustrano gli articoli del disegno di legge e le conseguenti modifiche rispetto al precedente testo. L'articolo 1, comma 1, modifica la legge n. 323 del 2000: la lettera a), numero 1), precisa meglio, rispetto al testo vigente, gli ambiti di riferimento della legge, introducendo un esplicito riferimento all'esercizio delle aziende termali; al numero 2) introduce, tra gli obiettivi di promozione e di valorizzazione della legge, anche quello della crescita economica e sociale dei territori termali; al numero 3) sostituisce il comma 3 dell'articolo 1 introducendovi richiami normativi più puntuali; il numero 4) modifica il termine entro il quale il Governo, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, è delegato ad emanare un decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di attività idrotermali; la lettera b) , numero 1), modifica l'articolo 2, comma 1, lettera c) , introducendovi, con il richiamo esplicito all'accordo di cui all'articolo 4, comma 4, un riferimento legislativo più puntuale; il numero 2) interviene nella disciplina della tutela dei termini «termali», sottolineandone l'utilizzabilità solo ed esclusivamente per le aziende termali e per le prestazioni dalle stesse erogate; la lettera c) , numero 1), elenca i trattamenti che possono essere erogati dagli stabilimenti termali in virtù dell'autorizzazione regionale; il numero 2) prevede la facoltà, per le aziende termali, di aprire direttamente dispensari farmaceutici e stabilisce che le funzioni di responsabile tecnico per le attività di cui alla lettera c) , numero 1), sono svolte dal direttore sanitario dell'azienda termale. Inoltre, mira a favorire l'integrazione degli stabilimenti termali con le altre strutture sanitarie del territorio e prevede la facoltà, per le aziende termali, di erogare servizi di «primo livello» (intendendosi per tali le attività di promozione della salute e di prevenzione delle malattie) partecipando, in tal modo, alla realizzazione di programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale. Viene introdotto, in tale caso, l'obbligo, per le aziende termali, di adottare una scheda informatizzata finalizzata alla sistematica rilevazione di dati clinici e sociali relativi ai soggetti in cura termale, da cui sia possibile ricavare, su basi statisticamente significative, elementi epidemiologicamente utili per gli enti del Servizio sanitario nazionale, sia ai fini della valutazione degli effetti della terapia termale effettuata, sia a fini di carattere sanitario generale, in ordine alla prevenzione e alla cura delle malattie, nonché alla riabilitazione; la lettera d) sostituisce l'articolo 4 e ribadisce l'unitarietà del sistema termale nazionale, elemento assolutamente fondamentale in rapporto alla specificità e alla particolarità del settore e delle relative prestazioni, con specifico riferimento alle tariffe riconosciute dai servizi sanitari regionali, ai requisiti autorizzativi ed ai requisiti per l'accreditamento; la lettera e), numero 1), ribadisce che i medici in servizio presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale e l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro possono prescrivere, con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale, le cure termali cui gli assistiti dei suddetti istituti hanno diritto, comprese quelle accessorie, come definite negli accordi di cui all'articolo 4, comma 4; il numero 2) chiarisce che la norma di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante l'attuazione della direttiva 2006/123/CE, si interpreta nel senso di escludere dall'ambito di applicazione della suddetta direttiva le attività termali e quelle di imbottigliamento delle acque minerali e termali, compresi il rilascio e il rinnovo delle relative concessioni; la lettera f) mira a favorire l'attuazione di politiche virtuose di privatizzazione, finalizzate al definitivo rilancio degli stabilimenti termali ancora gestiti dagli enti territoriali; le lettere g) , h) e i) introducono modifiche agli articoli 6, 7 e 8 finalizzate al rilancio delle scuole di specializzazione in medicina termale e a dare nuovo impulso alla ricerca scientifica in ambito termale; la lettera l) si occupa della figura dell'operatore termale e dei corsi formativi necessari per conseguire il suddetto titolo professionale; la lettera m) riguarda la Commissione di studio per la definizione medico-scientifica del ruolo delle cure termali nell'ambito delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, che ha il compito di definire i fondamenti scientifici e gli aspetti giuridico-economici delle prestazioni erogate dagli stabilimenti talassoterapici e fitobalneoterapici ai fini dell'eventuale inserimento delle stesse tra le prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale; la lettera n) istituisce un credito d'imposta agevolato, finalizzato a sostenere la riqualificazione delle aziende termali; la lettera o) favorisce l'attuazione di politiche di promozione del termalismo e del turismo nei territori termali, stabilendo l'inserimento, nei programmi di promozione dell'Agenzia nazionale italiana del turismo, di iniziative per il settore termale; le lettere p) e q) , numeri 1), 2) e 3), introducono una serie di aggiornamenti agli articoli 13 e 14 resi necessari dal cambio di denominazione dei Ministeri citati nei suddetti articoli e dal passaggio all'euro, prevedendo, inoltre, una particolare destinazione vincolata delle somme derivanti dalle multe a favore delle tesorerie dei comuni nei quali la violazione è stata rilevata. L'articolo 2 prevede l'istituzione della Giornata nazionale delle terme d'Italia, rimandando a una commissione, nominata dalle organizzazioni delle aziende termali più rappresentative a livello nazionale, gli aspetti relativi all'organizzazione, alla promozione e al coordinamento delle iniziative della Giornata stessa. L'articolo 3 prevede le risorse necessarie per la copertura finanziaria del provvedimento.. 1 (Riordino del settore termale) 1 Alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1: 1 al comma 1, dopo le parole: «La presente legge disciplina» sono inserite le seguenti: «l'esercizio delle aziende termali e»; 2 al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e della loro crescita economica e sociale»; 3 il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Lo Stato e le regioni, nell'ambito delle rispettive competenze, promuovono, nei limiti delle risorse del Fondo di cui al presente comma, con idonei provvedimenti di incentivazione e di sostegno, la qualificazione degli stabilimenti termali di cui all'articolo 3 e quella delle strutture ricettive che insistono nei territori termali di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f) , nonché la valorizzazione delle risorse naturali e storico-artistiche dei territori termali. A tali fini, è istituito il Fondo per la riqualificazione termale, avente una dotazione annua di 20 milioni di euro per il triennio 2017-2019.