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Misure che, da ultimo, con il decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, sono state prorogate al 31 dicembre 2022, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, mediante proprie iniziative, consentire ai detenuti in regime di semilibertà, che nel corso degli ultimi due anni hanno goduto delle licenze premio di cui all'articolo 52 della legge 26 luglio 1975, n. 354, con durata superiore ai 45 giorni e che abbiano tenuto una condotta rispettosa di tutti gli obblighi imposti loro e abbiano altresì dimostrato un comportamento tale da far ritenere raggiunto un loro pieno recupero, di continuare a godere di tali licenze anche oltre la data del 31 dicembre 2022; se non ritenga opportuno, inoltre, disporre, mediante atti di propria competenza, l'introduzione di misure volte ad innalzare la detrazione di pena di cui all'articolo 54 in materia di liberazione anticipata, per i detenuti che negli ultimi due anni abbiano dato prova di piena partecipazione all'opera di rieducazione, allo scopo di favorire da un lato il loro reinserimento nella società e dall'altro l'adozione di misure deflattive relativamente alla popolazione carceraria richieste al nostro Paese in diverse occasioni dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; se, alla luce dell'adozione di nuove forme di comunicazioni telematiche tra i detenuti e i familiari, non ritenga opportuno mantenere tali forme di comunicazioni e incentivarne l'utilizzo anche in occasione di interventi per la formazione dei detenuti medesimi, garantendo tuttavia l'utilizzo di piattaforme che garantiscano elevati standard di sicurezza; se non ritenga opportuno provvedere ad un significativo investimento per le attività di formazione in carcere, attività fondamentali ai fini dell'attuazione della finalità rieducativa della pena ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione. Atto n. 3-03248 BALBONI CIRIANI Al Ministro della giustizia Premesso che: lo scorso 9 marzo 2022 il Consiglio superiore della magistratura ha approvato, a maggioranza, la delibera con la quale si disponeva il collocamento fuori ruolo del dottor Carlo Renoldi, magistrato ordinario che ha conseguito la V valutazione di professionalità, al momento in servizio presso la Corte di cassazione in qualità di consigliere, atto finalizzato alla sua nomina a capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia; in data 17 marzo 2022, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro in indirizzo, ha deliberato la nomina a capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; tale nomina ha suscitato non poche perplessità e reazioni, manifestate sin da subito da alcuni componenti dello stesso Consiglio superiore della magistratura (a margine dell'approvazione della citata delibera del 9 marzo) che al riguardo hanno evidenziato prese di posizione del dottor Renoldi in tema di carcere duro per i mafiosi nonché di ergastolo ostativo, posizioni discutibili tali da rendere tale scelta molto "divisiva"; analoghi dubbi sono stati manifestati nelle scorse settimane non solo da parte di diversi sindacati di Polizia penitenziaria, tra cui il SAPPE, che, come si apprende dalla stampa, ha inviato sia al Ministro che al massimo vertice del CSM, la richiesta di riconsiderare la nomina, esprimendo perplessità sulle dichiarazioni rese dal dottor Renoldi in ordine ad un'attenuazione o demolizione del "regime del 41-bis", ma anche da diverse forze politiche, in primis "Fratelli d'Italia", che in diverse sedi e in più occasioni, anche in Senato, ne ha già messo in discussione l'opportunità politica; considerato che: lo scorso 15 marzo presso la 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato, in sede di audizione sullo stato di attuazione del PNRR, il Ministro in indirizzo, a fronte di specifica domanda, ha invitato a giudicare l'operato del capo del DAP sul campo, con ciò rinviando ad una sorta di giudizio ex post sul profilo del nuovo capo del DAP che, al contrario, avrebbe dovuto essere fatto ex ante ; questa scelta ha determinato l'emersione di un dibattito che tuttora non è placato, ponendo importanti e non trascurabili questioni di carattere etico oltre che giuridico, rispetto alla strategia che il Governo intende perseguire nell'amministrazione della politica carceraria, delineando un indebolimento degli strumenti dispositivi e operativi in un comparto così delicato; tutto ciò avviene, peraltro, in un contesto oramai perdurante di carenze strutturali, di adeguate garanzie e di risorse di supporto operativo alle forze di Polizia penitenziaria, contesto che rischia di venire ulteriormente deteriorato, si chiede di sapere: quali siano state le caratteristiche professionali specifiche che hanno determinato la scelta del dottor Renoldi come capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e, con riferimento al rinvio della valutazione sull'opportunità della scelta al suo operato, auspicato dallo stesso Ministro quali strumenti e procedure di verifica siano previste nel corso del suo mandato e quali provvedimenti potrebbero essere adottati ove le riserve illustrate trovassero conferma; se il Ministro in indirizzo non ritenga che sarebbe preferibile individuare la figura da destinare al vertice del DAP all'interno del corpo della Polizia penitenziaria, espressione certa di professionalità e competenza nel delicato e complesso comparto carcerario. Atto n. 3-03249 TARICCO FEDELI STEFANO PORTA LAUS ROJC BOLDRINI IORI D'ALFONSO BITI CIRINNA' PINOTTI VALENTE ASTORRE PITTELLA ROSSOMANDO D'ARIENZO MANCA GIACOBBE VERDUCCI MARCUCCI FERRAZZI MISIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che secondo un recente rapporto ISMEA, realizzato nell'ambito delle attività di supporto al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nell'ambito del PSRN 2014-2020, misura 17, sulle grandi aziende agricole assicurate, la polizza assicurativa resta uno strumento cardine delle politiche aziendali di gestione del rischio ed al contempo esiste una diffusa consapevolezza tra gli operatori del settore agricolo dell'importanza di adottare strumenti e strategie di prevenzione dei rischi, sia climatici sia economico-finanziari, con assoluta centralità riconosciuta allo strumento della polizza assicurativa agevolata a copertura delle perdite di produzione causate per esempio da eventi atmosferici avversi;