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Voteremo a favore di questa legge di delegazione europea nel suo complesso, ma non ci esimiamo dal fare presente che questi risultati devono esserci e devono arrivare. Solo così potremo dire seriamente che l'Italia abbraccia quello spirito che in altri contesti e in altri Paesi europei è all'ordine del giorno, ma che da noi appare invece straordinario. Che cos'è questa legge lo abbiamo capito. La legge europea e la legge di delegazione europea sono essenzialmente i due punti di contatto tra la nostra normativa, il nostro modo di costruire il rapporto tra i cittadini e lo Stato e gli altri Stati europei: nella sintesi, si tratta di una standardizzazione e di un equilibrio normativo a livello europeo. Tuttavia, viene da chiedersi - perché anche in questa occasione abbiamo avuto tali confronti - se lo standard europeo sia una media tra le virtù di tutti i 27 Paesi che compongono l'Unione europea o se non sia piuttosto l'imposizione sugli altri dello standard di un singolo Paese. È indubbio che, al livello di Bruxelles, alcuni Paesi europei abbiano più capacità di essere influenti, di dare gli indirizzi e di imporre la propria visione. Pensiamo anche a quanto accaduto ultimamente, con l'azione che ha cercato di fare il Governo del presidente Draghi per imporre il prezzo del gas. Noi contiamo che l'Italia non sia subalterna, ma che sia in grado di far giungere le normative europee a una media che non ci sia sempre sfavorevole, anche se, spesso e volentieri, abbiamo visto una condiscendenza a priori , ideologica, ad attuare direttive europee a prescindere da quello che verrebbe chiamato normalmente l'interesse nazionale. Vi è, nella normativa che regola tutto questo, anche un obbligo, da parte del Governo, di riferire al Parlamento in merito al soddisfacimento dell'interesse nazionale se, nell'attuazione di una direttiva europea, questo ne ricava giovamento o ne viene gravato. Ci troviamo costantemente a confrontarci con questi temi, non avendo sempre la certezza che l'interesse italiano sia contemperato e sia equilibrato rispetto all'attuazione delle direttive europee. Quella che è stata fatta con questa legge è un'operazione di equilibrio, che tuttavia non ci soddisfa per alcune parti. Dispiace, e se ne faccia una ragione il collega Marcucci, ma quello che è accaduto ieri qui in Aula non è stato un colpo di coda per cercare di mettere in difficoltà il Governo; tutt'altro: è stato un tentativo di far comprendere al Governo - o meglio, ad una sua parte, essenzialmente al Partito Democratico - che, se bisogna rivedere alcune situazioni, come quella delle concessioni balneari o di quelle date ai tassisti, lo si deve fare con equilibrio. Non si possono fare azioni col manganello in un momento in cui l'economia del nostro Paese è per di più in una fase di prerecessione. (Applausi) . Attenzione a non perdere di vista gli aspetti sostanziali rispetto a quelli formali, altrimenti, per l'ennesima volta, dovremo dire agli italiani di essere adeguati alla normativa europea, evitando così infrazioni, ma lasciando poi sul campo centinaia di migliaia di disoccupati. (Applausi) . Questo non possiamo permettercelo, perché andrebbe a detrimento della stessa credibilità del valore di partecipare all'Unione europea, che non può essere quello di lasciare disoccupati sul campo. Sappiamo di avere sensibilità differenti, perché facciamo parte del Governo in ragione non di un programma politico da attuare condiviso alle elezioni, ma di un appello che abbiamo raccolto per dare soluzione al problema economico e, prima ancora, a quello pandemico. Sarebbe dunque meglio che fossero evitate, da parte del Partito Democratico e di qualcuno dei suoi alleati, le provocazioni che abbiamo visto anche in queste ore, che non aiutano a mantenere equilibrio e che soprattutto non aiutano i nostri concittadini ad avere fiducia nella politica. Se ci si deve impegnare, lo si deve fare a fondo, per risolvere i problemi dell'economia e le difficoltà finanziarie in cui presto ci troveremo per l'aumento dei tassi d'interesse. Tutto il resto è perdita di tempo ed è fatto semplicemente per creare instabilità. (Applausi) . Niente a che fare con politiche che vorrebbero la cannabis o vorrebbero rivedere le modalità con cui si acquisisce la cittadinanza italiana. (Applausi) . Se in queste ore tali azioni sono state portate avanti, sono state portate avanti dal Partito Democratico, non dalla Lega; e se queste azioni vengono fatte è per togliere stabilità al Governo e mettere in difficoltà il presidente Draghi. Il punto è essere consapevoli della situazione che sta vivendo il Paese. Noi lo siamo fino in fondo e garantiamo il sostegno, se vi sono azioni che risolvono i problemi degli italiani, non se ci sono azioni che mirano a dilazionare i problemi al fine di trovare una giustificazione all'esistenza propria o di questo Governo. Vi sono aspetti che, anche se non direttamente connessi con questa legge europea, non possono sfuggire all'attenzione di questo dibattito e anche di questo voto. Signor Presidente, alla base di questa legge europea c'è uno spirito europeo di condivisione e di mutualità. Ci è dispiaciuto molto vedere in queste ore tradito tale spirito con la scelta fatta dalla magistratura francese di rifiutare l'estradizione in Italia di criminali che si sono macchiati del peggiore odio negli anni di piombo. (Applausi) . Noi siamo convinti che, ogni volta che abbiamo dato il nostro benestare all'approvazione di normative europee che cercassero di mettere in collaborazione i sistemi, che fossero economici, finanziari o giudiziari, tra un Paese e l'altro, lo abbiamo fatto pensando alla mutua reciprocità, peraltro consolidata anche dal Trattato del Quirinale che nei prossimi giorni ci troveremo a votare qui in Aula. Lo abbiamo fatto, quindi, con la consapevolezza che queste condizioni, che non giovano alla credibilità dell'Unione europea né a quella dei singoli Stati, non potessero più presentarsi. Quanto è accaduto in queste ore è una pagina certamente non lodevole, ma che possiamo definire solo come sgradevole e su cui siamo sicuri che il Governo francese si appellerà, dando proprio concreta attuazione allo spirito che sottende alla stessa Unione europea. Signor Presidente, mi affido al buon senso dell'Assemblea per le prossime votazioni in merito, quando arriveremo ad esaminare la ratifica del Trattato del Quirinale, e avviandomi alla conclusione, faccio una considerazione finale. Spiace verificare che in questa legislatura il sottosegretario Amendola sia sostanzialmente incardinato al Ministero degli affari esteri, perché dà l'idea di chi ancora oggi non ha compreso che parlare di politica europea è differente dal parlare di politica estera. Questo è un passaggio non indifferente, che spiega anche molto di quello che viene poi fatto o meno all'interno delle norme europee e della legge di delegazione europea. Lo spirito con cui noi partecipiamo a questo Governo è quello di dare soluzioni; se invece qualcuno lo fa per creare contrapposizione, quello spirito non ci appartiene e certamente respingiamo al mittente le provocazioni ricevute anche in queste ore. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Congratulazioni ) . LOREFICE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) .