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Ricordiamoci che si lavora, sì, per sostenere la famiglia, ma dev'essere anche riconosciuto quello che è stato fatto nel corso della vita, quindi con una giusta ed equa pensione ai nostri cittadini. Grazie alla Lega è stata prorogata di un ulteriore anno opzione donna; le donne potranno accedervi ancora per quest'anno grazie alla Lega. Quanto al superbonus, la battaglia che è stata fatta nella notte di ieri in Commissione bilancio mirava all'eliminazione del tetto ISEE di 25.000 euro e alla sua estensione anche alle villette unifamiliari: anche questo possiamo dire che è stato previsto grazie alla Lega. Sono state prorogate per altri centottanta giorni le cartelle esattoriali e questa è un'altra battaglia che la Lega continuerà a fare, perché in questo momento di emergenza bisogna fare in modo che le persone possano trattenere liquidità, perché non ne hanno ed è per questo che hanno difficoltà a pagare le cartelle. Ulteriori tre mesi di esenzione da TOSAP e COSAP: è evidente che nel periodo pandemico bisogna cercare di dare la possibilità agli esercenti e ai conduttori di pubblici esercizi di lavorare anche all'esterno. È importante anche il fondo turismo, con 150 milioni, per poter dare sostegno a coloro che sono stati più colpiti quest'anno. Sicuramente sono stati fatti i vaccini, chiediamo i tamponi per le persone che vengono dall'estero, ma mi raccomando: non possiamo più permetterci di chiudere, abbiamo una stagione invernale davanti e dobbiamo fare in modo che i nostri operatori possano continuare a lavorare. La montagna ha già pagato un caro prezzo l'anno scorso, abbiamo la necessità di lavorare e di continuare a far vedere i nostri bellissimi territori anche ai Paesi esteri. (Applausi) . Vorrei aggiungere un ulteriore tema per il territorio, visto che ho parlato di turismo: è stato approvato un emendamento che crea un fondo per sostenere i nostri boschi colpiti dal bostrico. Questo può sembrare anche un problema limitato, una cosa piccola, ma ricordiamoci che i boschi e le nostre foreste, oltre ad essere i polmoni dell'Europa, sono anche una bella cartolina e una cornice per i territori e sono importanti barriere naturali. Quindi, non sottovalutiamo questo aspetto. Oggi sentivo qualcuno chiedere che cosa facessero i parlamentari in Senato: portiamo avanti le istanze del territorio, perché siamo qui per rappresentare i nostri cittadini e mettere in luce, ognuno di noi, le peculiarità del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella in esame verrà ricordata come la legge di bilancio del tempo sospeso, perché, se ci volgiamo alle nostre spalle e al passato recente, troviamo una condizione complicata e difficile, ma, anche se guardiamo avanti, il tempo rimane sospeso, perché il futuro, pur migliore rispetto all'inizio della pandemia, si rivelerà un tempo avvolto nella nebbia. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 14,46) ( Segue NENCINI). Il disegno di legge di bilancio prevede ottime e buone cose, dalle delocalizzazioni all'inizio della riforma fiscale, dall'intervento per calmierare l'aumento delle bollette all'accelerazione che vi è stata - ed è un merito di questo Governo e del suo Capo - nel contenimento della pandemia. Vorrei ricordare il Presidente del Consiglio e il generale Figliuolo per le attività che hanno messo a disposizione di questa straordinaria Italia. Eppure, c'è bisogno oggi di un'accelerazione che riguardi la vaccinazione dei più piccoli. Non sono più ammessi ritardi e temo che presto debba essere presa in considerazione anche l'obbligatorietà del vaccino, per evitare che l'emergenza parziale nella quale viviamo possa diventare strutturale. Si indicano due pilastri che vengono rafforzati e il disegno di legge di bilancio, da questo punto di vista, fa il paio con il recovery plan : i due pilastri sono la salute e la scuola, direi più la salute che la scuola. Anche sulla scuola, però, gli investimenti vanno migliorati e su ciò che è considerato primario (se la scuola lo è) vanno decisamente valorizzati. Quello che invece manca e dovrebbe essere valorizzato ancora di più è ogni forma di intervento contro la povertà, che è destinata ad allargarsi e fa il paio con l'emergenza, che non è ancora scomparsa. Dobbiamo avere a cuore le sorti dei più deboli e di chi è rimasto indietro, per molte ragioni, e, non da ultimo, per una decisiva: se le istituzioni perdono la capacità perequativa e di redistribuire, quel che resta della democrazia parlamentare va in crisi e prevalgono forme pericolose di sovranismo nazionalista. Lo sappiamo già: la sfiducia genera paura e dalla paura germina l'antipolitica. Non possiamo permettercelo, in una fase così delicata. Vorrei ricordare, rivolgendomi al Governo, proprio perché domani discuteremo e voteremo il Piano nazionale di ripresa e resilienza, una cifra: confidiamo moltissimo nel recovery plan ; ricordo che si tratta di circa 235 miliardi distribuibili nell'arco temporale di sei anni e che tra il marzo 2020 e l'aprile 2021, per fronteggiare a vario titolo e in vario modo l'emergenza pandemica, il Governo ha impegnato una cifra che è pari a circa 179 miliardi di euro in tredici mesi. Lo dico per mettere nella giusta considerazione e nella giusta cornice la cifra del superamento di una fase delicata, quella pandemica, dell'emergenza piena del 2020 e in parte del 2021, con le tante speranze che affidiamo al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di due cifre non equivalenti, ma con molti puntini di sospensione. Temo, signora Presidente e Governo, che ci sia necessità di associare a una fase emergenziale una visione decisamente più ampia. Dovremmo tornare allo spirito che fu delle nostre nonne e dei nostri padri e che risale alla ricostruzione che seguì la Seconda guerra mondiale, la ricostruzione postbellica. Allora lo si fece confidando in una Italia cristiana e legata alla terra, che lavorava dall'alba al tramonto e che oggi non c'è più. È un'Italia che va riscoperta perlomeno però per i valori di base, che sono, da una parte, quelli della solidarietà umanitaria e, dall'altra, la creazione di un fronte repubblicano che si ponga l'obiettivo di creare rete fra le Istituzioni, a cominciare dal Parlamento. Invece il Parlamento, signora Presidente, è assente in maniera preoccupante. Vorrei dire peggio che assente, quando stiamo discutendo di una legge di bilancio per la quale chi ha una qualche esperienza parlamentare - e io sono fra questi - non può citare alcun tipo di precedente. Nessuno. Ricordo soltanto un numero: la legislatura del 2013 ha avuto l'83,6 per cento di provvedimenti esaminati da una sola Camera e ratificati dall'altra. Nella legislatura del 2018 tale dato sale dall'83,6 al 91 per cento;