[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a séguito della deliberazione della Camera dei deputati del 12 settembre 2007, relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dall'onorevole Vittorio Sgarbi nei confronti dei magistrati Elvira Castelluzzo e Angelica Di Giovanni, promosso dal Tribunale di Monza, sezione distaccata di Desio, con ricorso notificato il 17 novembre 2008, depositato in cancelleria con plico spedito il 18 dicembre 2008 ed iscritto al n. 11 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2008, fase di merito. Visto l'atto di costituzione della Camera dei deputati; udito nella camera di consiglio del 20 maggio 2009 il Giudice relatore Franco Gallo. Ritenuto che, con ricorso del 25 febbraio 2008, la sezione distaccata di Desio del Tribunale di Monza, in composizione monocratica, ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Camera dei deputati, in riferimento alla deliberazione dell'Assemblea del 12 settembre 2007 (doc. IV-ter, n. 5-A), secondo la quale talune affermazioni rese dal deputato Vittorio Sgarbi nei confronti dei magistrati Elvira Castelluzzo e Angelica Di Giovanni concernono opinioni espresse dal medesimo deputato nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare e sono, pertanto, insindacabili ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione; che il giudice ricorrente premette, in punto di fatto, che il deputato Sgarbi era stato tratto a giudizio davanti al Tribunale, per rispondere del delitto di diffamazione continuata ed aggravata (art. 595 del codice penale), per aver offeso, in alcuni articoli di stampa pubblicati il 26 novembre ed il 4 dicembre 2002 e contenenti le suddette affermazioni, l'onore e la reputazione dei sopra indicati magistrati, quali componenti del Collegio che aveva disposto l'arresto del senatore Lino Jannuzzi; che per il medesimo ricorrente, in base alla giurisprudenza della Corte costituzionale sui limiti della garanzia prevista per i membri del Parlamento dall'art. 68 Cost., le espressioni utilizzate dal deputato Sgarbi «non attengono alla sua funzione di membro della Camera e, soprattutto, non sussiste alcun nesso funzionale tra l'attività parlamentare esercitata in concreto […] e tale manifestazione del pensiero extra moenia»; che il ricorrente, ritenendo insussistenti i presupposti per l'applicazione dell'art. 68 Cost., chiede l'annullamento della citata delibera di insindacabilità; che il conflitto è stato dichiarato ammissibile con ordinanza n. 360 del 2008, con la quale è stata disposta la notifica, a cura del ricorrente, del ricorso introduttivo del giudizio, unitamente alla medesima ordinanza, alla Camera dei deputati, in persona del suo Presidente, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione, con ulteriore termine di venti giorni dalla data dell'ultima notificazione per il deposito del ricorso e dell'ordinanza che ha ammesso il conflitto, con la prova dell'avvenuta notificazione; che, ricevuta in data 4 novembre 2008 la comunicazione dell'ordinanza di ammissibilità del conflitto, il Tribunale di Monza ha notificato copia di tale provvedimento, unitamente al ricorso introduttivo del giudizio, alla Camera dei deputati, in persona del suo Presidente, a mani proprie, in data 17 novembre 2008; che l'Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti (UNEP) della Corte di appello di Roma ha restituito al suddetto Tribunale la relata di notificazione mediante atto spedito l'11 dicembre 2008 e pervenuto - come da timbro apposto su di esso - alla cancelleria del Tribunale il 17 dicembre successivo; che il ricorrente ha depositato il ricorso e l'ordinanza, con la prova dell'avvenuta notificazione, mediante plico postale spedito il 18 dicembre 2008 alla cancelleria della Corte costituzionale, ove è pervenuto in data 22 dicembre 2008; che si è costituita in giudizio la Camera dei deputati, eccependo preliminarmente l'inammissibilità del conflitto, stante la mancata specificazione, nel ricorso, del provvedimento giudiziario cui si riferiscono le dichiarazioni ritenute lesive, vale a dire del provvedimento concernente l'arresto del senatore Jannuzzi, cosí da rendere impossibile l'esatta identificazione dell'oggetto delle dichiarazioni medesime; che, nel merito, la Camera chiede che il ricorso sia dichiarato infondato, perché: 1) le opinioni in contestazione, riconducibili ad una forma di critica all'operato della magistratura nei rapporti con i titolari di cariche rappresentative e nell'uso dei poteri coercitivi, hanno «a fondamento una valutazione eminentemente politica»; 2) tale «fondamento politico, sebbene non possa bastare, di per sé, ad imporre l'applicazione dell'art. 68 Cost.», rende «probabile […] la sussistenza di un nesso funzionale tra le dichiarazioni rese extra moenia e gli atti tipici di funzione»; 3) sussiste una connessione specifica tra le dichiarazioni incriminate e l'attività parlamentare del deputato, consistente in una serie di atti parlamentari, precedenti alla vicenda giudiziaria e relativi, per un verso, alle «ritenute inefficienze, inadeguatezze e carenze di una parte della magistratura» e, per altro verso, «all'uso, ritenuto errato e pregiudizievole, dei poteri coercitivi ad essa riconosciuti»; 4) dunque, le opinioni manifestate dal deputato Sgarbi hanno palesato «all'esterno i contenuti di opinioni già manifestate nel recinto parlamentare, in pieno collegamento con [la] sfera della politica parlamentare»; che, con successiva memoria depositata in prossimità della camera di consiglio, la Camera dei deputati ha altresí eccepito l'improcedibilità del conflitto per inosservanza del termine per il deposito del ricorso, insistendo, comunque, nelle conclusioni già rassegnate. Considerato che il Tribunale di Monza, sezione distaccata di Desio, ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Camera dei deputati in riferimento alla deliberazione dell'Assemblea del 12 settembre 2007, secondo la quale le affermazioni rese dal deputato Vittorio Sgarbi nei confronti dei magistrati Elvira Castelluzzo e Angelica Di Giovanni, e contenute in alcuni articoli di stampa pubblicati il 26 novembre ed il 4 dicembre 2002, concernono opinioni espresse dal medesimo deputato nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare; che la Camera dei deputati ha eccepito l'improcedibilità del conflitto per l'inosservanza, da parte del giudice ricorrente, del termine perentorio di venti giorni dall'ultima notificazione fissato, dall'ordinanza n. 360 del 2008 che ha ammesso il conflitto, per il deposito – presso la cancelleria della Corte costituzionale – del ricorso e dell'ordinanza, con la prova della loro notificazione; che l'eccezione è fondata;