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un esproprio vero e proprio anche dei diritti, perché la legge imporrebbe che non si possa tenere sospeso un esproprio per oltre sette anni. Ma la società Concessioni autostradali lombarde (CAL) ha prorogato di oltre due anni il termine, e poi, con l'arrivo del Covid, di altri due anni: un atto di gravità assoluta, perché a pagare le conseguenze di questa gestione piratesca sono i cittadini lombardi. Lo sviluppo del partenariato pubblico-privato e dunque del project financing , è legato soprattutto ai grandi progetti infrastrutturali, in particolare a quelli di trasporto. Ma tirando le somme, in Italia fino ad oggi questo strumento non ha funzionato o ha funzionato molto poco. Lo strumento, nato per agevolare la costruzione di opere pubbliche affidando l'investimento a privati e remunerandoli attraverso concessioni e riscossioni di canone, non ha raggiunto gli obiettivi previsti. Lo Stato, infatti, è sempre stato costretto ad aumentare i propri impegni finanziari, mentre i privati sono spesso rimasti bloccati dalle lungaggini burocratiche, e il contenzioso, che puntualmente si origina, allunga ulteriormente i tempi. Occorre applicare la formula della finanza di progetto agli interventi infrastrutturali pubblici che risultano essere realmente fattibili, che rivestono un elevato interesse pubblico e che possono garantire un'adeguata redditività del progetto. Nelle prassi operative si riscontrano spesso contratti nei quali l'intervento pubblico è elevato, superando anche la metà del valore dell'opera. Si tratta di un uso improprio del contratto, anche in relazione ai parametri stabiliti in sede comunitaria. La Corte dei conti ha rilevato che quando l'apporto pubblico è superiore alla metà del valore i contratti posti in essere non possono più considerarsi riconducibili alla specie tipicizzata dal legislatore, finendo per avere il solo nome del project financing, ma natura giuridica del tutto diversa, finendo similmente nel caso in cui l'ente locale si renda garante presso il soggetto finanziatore, normalmente un istituto bancario, rispetto al concesso credito al promotore. In tal modo, infatti, si svilisce la funzione del project financing , la quale non può ridursi esclusivamente a una tecnica di finanziamento delle opere pubbliche, ma deve anche consentire il trasferimento in capo ai privati, quantomeno in parte, dei rischi relativi al buon esito del progetto. (Applausi) . Si raccomanda dunque al Ministero di valutare oculatamente i percorsi realizzativi di questa, come di tante altre opere nel Paese. Il MoVimento 5 Stelle seguirà con attenzione questi procedimenti per cercare di evitare opere incompiute e soprattutto spreco di denari pubblici. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. In attesa dei pareri della Commissione bilancio, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione igiene e sanità è stato approvato in sede deliberante, all'unanimità, il disegno di legge n. 2255, recante disposizioni per la cura delle malattie rare e il sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani. Il testo unificato è il risultato di un lavoro lungo, articolato e sinergico della Commissione e del Governo. Ringrazio la relatrice, senatrice Binetti, per il proficuo lavoro svolto e tutti i commissari appartenenti alle diverse forze politiche per il contributo dato per il raggiungimento di un obiettivo atteso da tanto tempo. Le malattie rare, raggruppate tutti insieme, riguardano solo in Italia circa 2 milioni di pazienti. Il concetto di rarità è quindi relativo. Voglio ricordare che le malattie rare rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie complesse nel riconoscimento diagnostico, multiformi nelle manifestazioni cliniche e difficili nell'approccio terapeutico. La problematica rappresenta una priorità politica e una necessità da affrontare per il nostro Servizio sanitario nazionale. Occorre fornire finalmente delle risposte concrete alle persone affette da malattie rare e un adeguato sostegno alle loro famiglie. Il testo approvato, frutto di un importante lavoro e di uno sforzo di sintesi, pone un tassello importante per contribuire più e meglio alla cura delle malattie rare e a sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani, recependo i suggerimenti e gli input delle associazioni e delle società scientifiche. Esso prevede l'ampliamento degli screening diagnostici neonatali, piani regionali organizzativi collegati al Piano nazionale delle malattie rare e una più omogenea e migliore organizzazione su tutto il nostro territorio nazionale. È chiaro che ogni cosa può essere migliorata. La legge approvata oggi rappresenta solo l'inizio di un percorso, sì, difficile, ma capace di creare uniformità assistenziale e risposte concrete ai cittadini fragili e alle loro famiglie. (Applausi) . BOTTO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina abbiamo appreso la notizia sconcertante del sequestro del ponte Morandi di Catanzaro nell'ambito dell'operazione denominata «Brooklyn» della procura antimafia guidata dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, cui vanno i miei ringraziamenti per l'impegno eccezionale al servizio del nostro Paese. L'indagine ha portato all'arresto di quattro persone, più al sequestro con la facoltà d'uso del viadotto Bisantis e della galleria Sansinato. Il sequestro sul ponte già interdetto al traffico pesante è stato necessario per eseguire degli accertamenti indispensabili a garantirne la sicurezza in seguito a quanto emerso dalle intercettazioni. Da queste, infatti, emergono frasi scioccanti e gravi che denunciano l'utilizzo di materiali scadenti come malta al posto di calcestruzzo, oltre a lagnanze per i ridotti margini di guadagno e per i controlli antimafia cui la ditta appaltante e i suoi titolari erano stati sottoposti. I vari soggetti, indagati a vario titolo, secondo le intercettazioni, avrebbe utilizzato un materiale così di pessima qualità da far crollare tutto e questo vale a proposito anche del decreto-legge che stiamo ora trattando in Senato. Gli arresti e il sequestro del ponte Morandi si inseriscono in un quadro più ampio e preoccupante, legato a controlli e monitoraggi e alle verifiche che le società concessionarie dovrebbero costantemente prevedere su tutto il territorio nazionale. Emerge uno stato gestionale davvero allarmante della cosa pubblica ed è sotto gli occhi di tutti come le condizioni attuali della maggior parte della rete nazionale autostradale ogni giorno che passa diventino sempre più preoccupanti in termini di sicurezza, di servizio e di viabilità. In particolar modo, mi riferisco alla rete ligure, protagonista di cantieri infiniti, spesso fermi, interruzioni stradali che danneggiano sia gli operatori economici che la vita dei cittadini che quelle autostrade devono percorrere comunque ogni giorno in mezzo a disagi di ogni genere e impossibilità di programmare gli spostamenti quotidiani che dovrebbero essere un elemento scontato nella vita di tutti noi.