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La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999 (1172) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 29 della Convenzione medesima. Art. 3. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 667 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1172 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 667 Presidente, onorevoli colleghi, sono diversi i Paesi finiti all'attenzione della Corte penale internazionale dell'Aja, a seguito di drammatiche vicende avvenute all'interno dei loro confini. L'Uganda, ad esempio, con il processo e l'accusa per crimini contro l'umanità a Dominic Ongwen, il comandante che ha ucciso decine di migliaia d'innocenti in Uganda e nei Paesi limitrofi e che contemporaneamente - attraverso l'uso della violenza - ha trasformato bambini in soldati o in schiavi di guerra. Oppure il Mali, il Paese che ha visto la condanna dello jihadista Ahmad Al Faqi Al Mahdi per avere distrutto parti del patrimonio culturale del Mali. O il Sudan, per il quale la Corte chiese l'arresto del suo presidente, Omar Hassan al Bashir, per genocidio e crimini di guerra relativamente alla crisi del Darfur, di cui lui fu spietato artefice. Sono solo alcuni dei Paesi le cui tragiche vicissitudini sono state sottoposte al giudizio della Corte penale internazionale. Uno strumento fondamentale per la tutela e la salvaguardia dei diritti umani, anche in casi di conflitto. Una battaglia che ha visto l'Italia sempre in prima fila, tanto che abbiamo avuto il merito di contribuire all'istituzione della Corte. Grazie alla firma dello Statuto di Roma nel 1998. Oggi, a maggior ragione, è importante che contribuiamo al necessario aggiornamento di quella convenzione, stilata ormai oltre venti anni fa. Dal 1998, è chiaro, il contesto geopolitico si è trasformato. E di molto. E di pari passo deve andare l'ammodernamento delle competenze della Corte penale internazionale. Per questo, come gruppo di Italia Viva, siamo a favore dell'approvazione degli emendamenti apportati allo Statuto di Roma a Kampala nel giugno del 2010. Emendamenti con i quali si modificano gli articoli vigenti e se ne aggiungono di nuovi. Definendo in particolare quelli che sono da considerarsi atti di aggressione fra Stati. Per atto di aggressione viene adottata la definizione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Vale a dire: «è da considerarsi atto di aggressione l'uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di un altro Stato, o in un altro modo incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite». Per il crimine di aggressione potranno essere processati solo i vertici politici e militari di uno Stato. La Corte rappresenta un organismo super partes che non si sostituisce, bensì si va a sommare agli organismi nazionali. La Corte infatti ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solo se e quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali. Questo perché la competenza del tribunale è limitata solo ai crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, cioè il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra. Proprio in queste ore, in cui a livello internazionale stiamo assistendo ad un' escalation di violenza ed i processi di pace sembrano essere sempre più a rischio in vari teatri del mondo, credo che sia importante adottare una ratifica che ribadisce l'importanza della tutela dei diritti umani e la punizione di quei crimini che minano la pacifica convivenza tra i popoli. Una ratifica che rende più agevole intervenire per punire crimini contro l'umanità, crimini di guerra, crimini contro la pace e di genocidio. Solo in questo modo si favorisce l'applicazione del diritto internazionale e l'avvio di indagini su crimini che presentino collegamenti con più Paesi. Di fatto, questi emendamenti vanno a completare un lavoro iniziato ma non concluso nel momento in cui si è votato lo Statuto di Roma. E dunque sono quanto mai opportuni. Ecco perché annuncio il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 667: sull'articolo 1, i senatori Dessì e Iori avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Auddino, Balboni, Barachini, Barboni, Bertacco, Bogo Deledda, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Briziarelli, Campagna, Campari, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Cirinna', Crimi, De Poli, Di Piazza, Donno, Fedeli, Girotto, L'Abbate, Laus, Licheri, Lupo, Magorno, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Moles, Monti, Napolitano, Nocerino, Ortis, Pacifico, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Renzi, Riccardi, Rojc, Ronzulli, Salvini, Saponara, Segre, Sileri, Sudano, Turco e Zanda. È assente per incarico avuto dal Senato il senatore Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione Con lettera in data 3 gennaio 2020, il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ha comunicato che il senatore Paragone cessa di far parte del Gruppo medesimo. Il predetto senatore entra a far parte del Gruppo Misto, in quanto non ha fatto pervenire alla Presidenza del Senato dichiarazione di adesione ad altro Gruppo.