[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 1, lettera i), 3, comma 1, lettera l), 11, commi 13 e 14, e 12, commi 7 e 8, della legge della Regione Piemonte 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 30 dicembre 2002, depositato in cancelleria il 9 gennaio 2003 ed iscritto al n. 1 del registro ricorsi 2003. Visto l'atto di costituzione della Regione Piemonte; udito nell'udienza pubblica dell'11 novembre 2003 il Giudice relatore Gustavo Zagrebelsky; uditi l'avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Anita Ciavarra per la Regione Piemonte.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 30 dicembre 2002 e depositato il successivo 9 gennaio, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli articoli 2, comma 1, lettera i), 3, comma 1, lettera l), 11, commi 13 e 14, e 12, commi 7 e 8, della legge della Regione Piemonte 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti), in riferimento all'art. 120 della Costituzione. 2. - Le suddette disposizioni legislative regionali, anche con richiamo a preesistenti discipline, affidano (a) alla Regione l'esercizio di poteri sostitutivi, in caso di inadempienza nello svolgimento delle funzioni attribuite dalla stessa legge alle Province in materia di gestione dei rifiuti, e (b) alle Province analoghi poteri sostitutivi nei confronti dei Comuni, dei consorzi di Comuni, delle Comunità montane e dei consorzi di bacino, prevedendo la nomina di commissari ad acta. Nel denunciare queste previsioni, l'Avvocatura Generale dello Stato, in rappresentanza del ricorrente, rileva che la disposizione costituzionale citata demanderebbe a legge statale la disciplina dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali, stante la carenza di potestà legislativa della Regione in materia di controlli sostitutivi. A suffragio della sussistenza di questa «riserva», a beneficio del legislatore statale, di attuazione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione, secondo i principi di sussidiarietà e di leale collaborazione, si porrebbero (a) la «continuità testuale» dei due periodi dell'unitario secondo comma dell'art. 120 della Costituzione, che concerne il potere sostitutivo del Governo e i relativi casi di esercizio, (b) le «solenni disposizioni» contenute nell'art. 114, commi primo e secondo, della Costituzione (con la garanzia dell'autonomia degli enti territoriali), (c) l'assegnazione alla competenza legislativa esclusiva dello Stato della materia relativa agli «organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane» [art. 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione], (d) la «cogente esigenza» di una disciplina unitaria - o perlomeno fortemente coordinata - delle modalità di esercizio dei poteri sostitutivi, a iniziare dall'individuazione dell'organo chiamato a disporre l'intervento sostitutivo. 3. - Nel giudizio così promosso si è costituita la Regione Piemonte. La resistente osserva che la legge regionale n. 24 del 2002 disciplina la gestione e la riduzione dei rifiuti, in conformità alle norme comunitarie in materia, alle disposizioni legislative statali che alle prime danno attuazione (decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22) e altresì al complessivo quadro normativo, statale (legge 15 marzo 1997, n. 59; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) e regionale (legge regionale 20 novembre 1998, n. 34; legge regionale 26 aprile 2000, n. 44). La legge regionale, in sintesi, definisce competenze di programmazione e di gestione, che vengono mantenute al livello regionale ovvero che sono attribuite al livello provinciale e comunale, con previsione di raccordi e forme di coordinamento (articoli 2-7); delinea il «sistema integrato» di gestione dei rifiuti urbani, articolato in ambiti territoriali ottimali (di dimensione provinciale), nei quali gli enti locali - territoriali e non - e i relativi consorzi assicurano lo svolgimento dei servizi previsti nella legge. In questo contesto, le specifiche disposizioni oggetto di impugnazione riguardano (a) l'esercizio da parte della Regione del potere sostitutivo, già previsto da precedente norma regionale (art. 14 della legge regionale n. 34 del 1998), nei confronti delle Province, e (b) l'esercizio di analogo potere da parte della Province nei confronti dei Comuni e degli altri enti menzionati, in caso di inerzia e in vista della messa in opera degli strumenti (costituzione dei consorzi di bacino, programmazione degli interventi e investimenti, approvazione delle convenzioni di cooperazione costitutive delle «associazioni di ambito» previste dalla legge) che la medesima normativa individua per la migliore gestione dei rifiuti. Questa disciplina, ad avviso della resistente, sarebbe del tutto estranea sia alla previsione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione, sia all'ambito della legge statale attuativa, la quale non avrebbe ragione di regolare ogni ipotesi di potere sostitutivo diversa da quella attribuita al Governo dalla disposizione costituzionale. La previsione di poteri sostitutivi - prosegue la difesa regionale - sarebbe presente in numerose disposizioni e in svariati ambiti, sia generali (come nella legge n. 59 del 1997 e nel conseguente decreto legislativo n. 112 del 1998) che particolari: a seguire la prospettazione del ricorrente, anche siffatte previsioni dovrebbero essere «travolte» dal nuovo testo dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione, salvo poi essere reintrodotte per effetto della - futura - legge statale attuativa del testo costituzionale. A sostenere le ragioni del ricorso non condurrebbero, d'altro canto, neppure gli articoli 114 e 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione. La potestà legislativa affidata alle Regioni in determinate materie - sia in via esclusiva che in via concorrente - implicherebbe necessariamente la disciplina delle funzioni degli enti territoriali diversi dalla Regione nelle medesime materie e dunque anche la possibilità di stabilire forme di intervento sostitutivo, là dove ritenuto necessario in vista della garanzia dello svolgimento di funzioni e compiti nei singoli settori. Inoltre, l'art. 118, secondo comma, della Costituzione prevede funzioni amministrative di Comuni, Province e Città metropolitane sia «proprie» sia «conferite con legge statale o regionale secondo le rispettive competenze», il che confermerebbe la possibilità di prevedere poteri sostitutivi inerenti all'esercizio delle funzioni, appunto, conferite.