[resaula]

Non avete neppure accennato alla necessità di riconquistare una cultura di progettazione condivisa a livello locale, uno strumento prezioso per contrastare la povertà, per ridurre la frammentazione della comunità; sono parole care a noi tutti, a coloro che hanno a cuore il welfare , la povertà e le fragilità; come anche coprogettazione, reti, comunità, presa in carico, collaborazioni, sinergie persino con le imprese (chiamate invece in un gioco strano e artefatto). Avete dimenticato persino la sussidiarietà verticale, scavalcando le Regioni e i Comuni, recuperati malamente in "zona Cesarini". Non pensiamo sia un caso; non credo che tutto questo sia un caso e che il decreto sia dovuto a qualche distrazione. I vostri provvedimenti si nutrono del pregiudizio e del sospetto sul quale avete costruito un'impalcatura antropologica - vedi i vari decreti concretezza eccetera - fondata sulla diffidenza, sul cittadino da solo, una monade, disperso, senza comunità e senza reti. (Applausi dal Gruppo PD) . Un cittadino da solo che guarda il suo leader in attesa della soluzione finale. Nondimeno avete introdotto una normativa punitiva verso i poveri che lascia sconcertati. Avete persino introdotto il controllo sui consumi. Sapete bene che i cosiddetti furbetti si contrastano con i controlli che - ahimè - non saranno incrementati con la soluzione di una piccola pattuglia, generosa e coraggiosa, di carabinieri e finanzieri. I controlli si incrementano assumendo assistenti sociali, cosa che avete rifiutato, e potenziando l'ispettorato del lavoro. Un tradimento, quindi, soprattutto verso le famiglie numerose e con persone disabili; un tradimento verso i bambini e le bambine che si attendono risposte coraggiose e durature nel tempo. Un tradimento verso i lavoratori precoci (parliamo di quota 100), verso le donne lavoratrici, verso i lavoratori con attività gravose e usuranti. Perché non avete indirizzato la vostra azione riformatrice verso quelle categorie maggiormente colpite dalla legge Fornero? Perché non farsi attenti verso coloro che nella propria vita non hanno potuto, per ragioni indipendenti dalla propria volontà, avere una continuità contributiva? Le donne, per esempio, su cui spesso grava la cura nelle famiglie o le persone che hanno avuto prolungati problemi di salute. Avreste potuto fare tutto questo senza minare la tenuta finanziaria del nostro sistema contributivo, senza ipotecare il futuro delle migliaia di giovani che hanno il diritto di accedere a un trattamento pensionistico dignitoso. Mettete in campo una misura che non è strutturale; bisogna dircelo, occorrerebbe ricordarlo parlando con sincerità al Paese. Questa non è una riforma strutturale: si rivolge a una platea ristretta di poveri, seppur importante (non sono i 5 milioni che enunciate, ce lo dicono i dati INPS e Istat), e a una platea ristretta di pensionati, perlopiù non persone fragili. In sostanza, tra tre anni - questo è il risultato finale - e dopo aver speso più di 20 miliardi di euro, tutti i problemi strutturali legati alla Fornero resteranno irrisolti, come pure quelli del welfare italiano. Avete introdotto a tempo un mero contributo e poco altro, perché alla fine questo provvedimento che a breve approveremo - che voi dite importantissimo, ci mancherebbe altro - si ridurrà a un mero trasferimento economico, molto piccolo, molto breve. La povertà non si sconfigge soltanto con trasferimenti economici - questa è una politica di destra; è stata sempre questa la politica di destra - ma si sconfigge nelle relazioni, nella presa in carico, non soltanto nel lavoro, in un piccolo sussidio economico, peraltro a tempo determinato. Le future generazioni saranno gravate da un debito pesantissimo: risorse sottratte al Paese che avrebbero potuto essere investite nella crescita e nel benessere di tutti i cittadini italiani. In conclusione, la vita - quella vera - vi verrà incontro; vi aspettiamo tra qualche mese con la presentazione del Documento di economia e finanze, e poi con la prossima manovra. Ci spiegherete come questo provvedimento si sosterrà nei prossimi anni. Ahimè ci accorgeremo - spero di no soprattutto per le famiglie povere e per i pensionati più fragili e in difficoltà - che questo sarà stato un grande bluff , una grande promessa, un gioco falso e bugiardo. (Applausi dal Gruppo PD) . Per queste ragioni voteremo convintamente contro questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD) . TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, il provvedimento ormai prossimo all'approvazione è un decreto-legge molto importante per questa legislatura e per la realizzazione del programma di questo Governo. Finalmente verrà approvata quota 100 in via definitiva da parte del Parlamento alla sua seconda lettura: un punto fondamentale del programma della Lega; e verrà approvato il reddito di cittadinanza, punto fondamentale del programma del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del contratto di Governo che ha portato alla formazione di questo Esecutivo. La prima questione che ritengo doveroso affrontare sono le critiche che sono state avanzate dalle opposizioni nei confronti di questo provvedimento: critiche mosse a quota 100 perché si doveva fare di più e si doveva fare meglio. Critiche prevedibili, ma - permettetemi - la domanda di fondo è un'altra: chi ha reso necessario un intervento legislativo per approvare questa riforma? Per essere più chiari, chi ha votato la legge Fornero? Non Certamente noi, non certamente la Lega. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Proprio coloro che oggi criticano e giudicano il nostro operato, insegnano e danno lezioni. Permettetemi e perdonateci: lezioni da voi non ne possiamo accettare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . I responsabili di quanto sta avvenendo in questa sede sono proprio le forze d'opposizione che oggi si oppongono nuovamente alla correzione e al superamento della legge Fornero. Avete avuto a disposizione cinque anni di Governo per rimediare agli errori commessi e alle ingiustizie che proprio voi avete approvato. Avete perso l'occasione e siete stati giustamente puniti dagli elettori. Nei vari dibattiti in quest'Aula e in quella della Camera avete criticato aspramente il reddito di cittadinanza affermando che è una misura sbagliata. La domanda però è sempre la stessa: dov'è la coerenza? Chi ha approvato poco più di un anno fa il reddito di inclusione e chi ha promesso in campagna elettorale l'approvazione di un reddito di dignità di 1.000 euro al mese, garantito per tutti? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Le stesse forze politiche che oggi criticano un provvedimento che, anche grazie al contributo della Lega, non ha il solo obiettivo di aiutare le famiglie in grave stato di povertà, ma soprattutto l'obiettivo di far accedere al mondo del lavoro coloro che un lavoro lo hanno perso o non lo riescono ad ottenere. Il reddito di inclusione e di dignità delle opposizioni erano, quelli sì, puri provvedimenti assistenziali.