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Inoltre, al fine di assicurare la tutela dei diritti delle persone di minore età, abbiamo rafforzato in modo strutturale l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza quale autorità terza e indipendente, con un organico massimo di 23 unità, di cui due con qualifica di dirigente di seconda fascia e uno con qualifica di dirigente di fascia prima. All'articolo 16 abbiamo proposto con esito positivo la riorganizzazione e il rafforzamento dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nei settori dei prodotti energetici, del traffico di merci e dei generi sottoposti al regime di monopolio, con l'aumento di sette unità di dotazione organica di dirigenti di livello generale. Sempre all'articolo 16 è stato accolto un nostro emendamento che rafforza la capacità amministrativa del Ministero della difesa. Grazie alla nostra iniziativa emendativa, all'articolo 17 si è proceduto a stabilizzare 1.200 unità negli uffici giudiziari, come si è già detto. All'articolo 18, laddove si prevedeva l'obbligo - posto in capo a esercenti e professionisti - di accettazione di pagamenti elettronici con una sola carta di debito o di credito, si sono inserite le carte prepagate. Abbiamo poi inserito la possibilità - nelle Regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia - di fruire di contributi in conto capitale per progetti di investimento da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali, di enti di promozione sportiva, di enti pubblici che gestiscono o sono proprietari di piscine o infrastrutture sportive. Ancora, abbiamo previsto la possibilità di utilizzare lo Spid come strumento di identificazione elettronica per l'accesso ai servizi anche in contesti online , e così abbiamo fatto in altri interventi agli articoli 32, 37 e 43. Riprendendo il ringraziamento ai relatori e ai due Presidenti, vorrei soprattutto dire che, una volta tanto, il Parlamento ha dimostrato di essere autorevole nell'esercizio delle sue funzioni, quando si è dovuto trattare di tutto il comparto della scuola, lì dove sembrava essere stato trasmesso un messaggio secondo il quale il Governo era proteso a rispettare il Parlamento e quest'ultimo, invece, fatto di dissennati, era composto da persone che volevano ostacolarlo. Tutto questo non è e non è stato; infatti, alla fine l'autorevolezza e l'impegno dei relatori, e soprattutto dei Presidenti, ha consentito di far retrocedere non i Ministri, non il Governo, ma la burocrazia, che è il vero problema. Se c'è un ritardo nel PNRR, non è colpa del Parlamento, è colpa della burocrazia e anzi il Parlamento va ringraziato per aver assecondato con dei provvedimenti i ritardi per mettere il Governo in condizione di rispettare gli impegni presi con l'Europa. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Saponara. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, vorrei dire preliminarmente che è un piacere parlare finalmente senza mascherina. Vorrei iniziare il mio intervento ringraziando innanzitutto i relatori, la senatrice Tatjana Rojc e senatore Andrea Cangini, i Presidenti delle due Commissioni referenti 1 a e 7 a , rispettivamente il senatore Dario Parrini e il senatore Riccardo Nencini, oltre naturalmente a tutti i funzionari degli uffici legislativi sia dei Gruppi parlamentari che delle Commissioni coinvolte. Signor Presidente, ho voluto fare questo ringraziamento, in cui sono inclusi tutti i colleghi senatori delle Commissioni 1 a e 7 a , per arrivare a dire che il lavoro sul decreto-legge in esame è stato ampiamente e responsabilmente seguito da tutte le forze politiche della maggioranza parlamentare con l'unico comune obiettivo di concluderlo entro i tempi necessari, per evitarne la decadenza, nonostante avessimo tempi strettissimi (quindi c'era questo pericolo), con il rischio di non rispettare la scadenza del 30 giugno legata al PNRR per l'erogazione di una tranche di fondi assegnati al nostro Paese nell'ambito del Next generation EU, pari a 24 miliardi. Oltre a questa premessa, va ricordato e fissato nella mente di ognuno che nell'ambito del PNRR all'Italia sono stati assegnati circa 190 miliardi di euro tra prestiti e sovvenzioni che non vengono erogati in un'unica soluzione, ma in rate successive e subordinate al rispetto di una rigida tabella di marcia, che prevede, per ogni intervento contenuto nel PNRR, il rispetto di alcune scadenze che si traducono, in sintesi, in una serie di nuove normative e riforme che ci chiede l'Europa. Se lo vogliamo dire in altri termini, più semplicemente l'Europa ci presta i soldi, ma dobbiamo fare come l'Europa ci dice e secondo i suoi indirizzi. Detto questo, appare chiaro l'oggetto del decreto-legge, che contiene misure urgenti per l'attuazione del PNRR. Sono in tutto 50 articoli relativi a tutti i settori, con una consistente parte relativa alla riforma della scuola che, di comune accordo tra tutte le forze di maggioranza, si è deciso di esaminare in modo inusuale mettendo da parte le appartenenze politiche, ponendosi degli obiettivi condivisi da raggiungere per ovviare alle storture che, già nelle riunioni informali antecedenti all'approvazione del provvedimento in Consiglio dei ministri, come 7 a Commissione avevamo ampiamente messo in evidenza, reclamando peraltro che la materia fosse trattata in un decreto-legge a parte. Inascoltati, abbiamo così preso in mano alla situazione, convinti innanzitutto che la riforma della scuola contenuta negli articoli 44, 45, 46 e 47 del decreto-legge in esame non potesse basarsi sulla denatalità, prevedendo il taglio di 10.000 docenti, ma dovesse anzi basarsi sulle parole pronunciate dal Presidente del consiglio in occasione del suo insediamento, nel momento in cui ha affermato che è necessario investire nella formazione del personale docente, per allineare l'offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. Noi aggiungiamo che ciò vale per tutte le categorie di docenti, mettendo risorse fresche e non, come previsto dal decreto-legge, andando a reperire le risorse per il pagamento dei tutor del tirocinio e della formazione in ingresso, sottraendole alla carta docente, ma con appositi finanziamenti del bilancio dello Stato. Non si può tantomeno pensare a coprire gli oneri necessari al finanziamento del fondo per l'incentivo alla formazione attraverso la razionalizzazione, che vuol dire riduzione dell'organico di diritto, a partire dall'anno scolastico nel 2026-2027, con particolare riguardo al contingente annuale dei posti dell'organico di potenziamento, basandosi sul fatto che se c'è denatalità ci sarà bisogno di un numero minore di insegnanti. Un modo distorto, a nostro avviso, di intendere una riforma che, anzi, dovrebbe dare a tutti i docenti che operano da anni nella scuola le stesse possibilità di formarsi e abilitarsi, senza peraltro vedersi privati proprio dello strumento che permette la loro formazione, cioè la card docente.