[ddlpres]

Disposizioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e per la corretta utilizzazione della rete internet a tutela dei minori. Onorevoli Senatori. -- Il termine «bullismo», dall'inglese bullying , definisce una serie di comportamenti con i quali qualcuno compie ripetutamente azioni o fa determinate affermazioni al fine di esercitare potere su un'altra persona e dominarla. Il bullismo è un fenomeno sociale fortemente diffuso, sinonimo di un disagio relazionale che si manifesta soprattutto tra adolescenti e giovani, ma sicuramente non circoscritto a nessuna categoria, né sociale né tanto meno anagrafica. Evolve con l'età, cambia forma e in età adulta lo ritroveremo in tante, troppe prevaricazioni sociali, lavorative e familiari. Tale fenomeno è strettamente collegato a quello del «cyberbullismo», termine con il quale si identificano le azioni aggressive ed intenzionali eseguite attraverso un utilizzo distorto delle nuove tecnologie da una persona singola o da un gruppo, che mirano deliberatamente a far male o a danneggiare un coetaneo incapace di difendersi facilmente. Tali azioni si ripetono nel tempo, protraendosi per settimane, mesi o talvolta anni, amplificando i meccanismi propri del bullismo, in quanto la vittima non può direttamente controllare in rete gli attacchi che subisce, né esistono limiti di tempo o di spazio relativi agli episodi di violenza. Nel corso delle audizioni di rappresentanti dell'associazione Save the Children e del garante per l'infanzia Vincenzo Spatafora, svoltesi rispettivamente il 24 luglio e il 29 ottobre 2013 presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, al Senato, sul tema del cyberbullismo è emerso quanto segue. Dalla recente ricerca «I ragazzi e il cyberbullismo», realizzata da Ipsos per Save the Children , risulta che 2 ragazzi su 5 sono vittime di episodi di cyberbullismo e che il 72 per cento degli intervistati avverte fortemente tale minaccia. Il 61 per cento degli intervistati mette in evidenza come i social network costituiscano la modalità d'attacco preferita dal cyberbullo, che di solito --- per il 59 per cento degli intervistati --- colpisce la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie ovvero --- per il 57 per cento degli intervistati --- tramite la creazione di gruppi «contro». 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo on-line verso coetanei. Tali atti vengono spiegati dagli intervistati da una condizione di diversità che origina per il 67 per cento dall'aspetto fisico, per il 56 per cento dall'orientamento sessuale, per il 43 per cento dall'essere stranieri. Gli interventi necessari per combattere il fenomeno sono innanzitutto legati a un uso positivo della rete, strumento importante per la crescita dei bambini, da utilizzare al meglio agendo sulla sfera tecnica, attraverso un corretto utilizzo e una maggiore consapevolezza degli strumenti di tutela --- peraltro previsti dalla rete stessa. Occorre inoltre intervenire sulla sfera emotivo-relazionale dei bambini cercando di capire quali emozioni e quali bisogni essi provano nel rivolgersi alla rete, e sulla sfera dei valori, definendo i princìpi alla base del loro comportamento. Bisogna in particolare puntare a un rafforzamento delle capacità di risposta dei ragazzi. Per quanto riguarda il tema del cyberbullismo, è in corso il progetto «Generazioni connesse», coordinato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in collaborazione con Save the Children , la Polizia postale e delle comunicazioni, Telefono Azzurro, la cooperativa Edi e il Movimento difesa del cittadino. Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea, nell'ambito del programma Safer Internet , promuove interventi di sensibilizzazione e formazione in oltre 200 scuole (tra primarie e secondarie di primo grado) in tutto il territorio nazionale, insieme ad attività con gli studenti, seminari interattivi con insegnanti e genitori, e raggiunge circa 70.000 persone tra docenti e alunni. (Resoconti Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, 24 luglio e 29 ottobre 2013 --- XVII legislatura Senato della Repubblica). Nel corso dell'audizione svoltasi l'11 dicembre 2013 presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, al Senato, il sottosegretario per l'istruzione Rossi Doria ha illustrato le attività del Ministero e le proposte per iniziative future per combattere i fenomeni del bullismo, cyberbullismo, gli atteggiamenti omofobici, la violenza di genere e ogni altra forma di discriminazione, evidenziando come, «per riconoscere i segnali precursori di comportamenti a rischio e fronteggiare atteggiamenti che sfociano in forme di discriminazione e di violenza, sia necessario attivare strategie di intervento volte ad evitare conseguenze gravi non solo sul piano psicologico, ma anche sul piano penale ...». Con riferimento a tale aspetto è stata evidenziata l'attenzione al fenomeno e soprattutto il fatto che ci sono risorse significative da destinare a interventi come la formazione del personale scolastico, attraverso l'offerta di strumenti e di metodologie diretti a creare una rete sociale di tutela e di ripristino dei diritti lesi. Lo stesso, ha ricordato che il MIUR dal 2007 ha avviato iniziative di prevenzione e di contrasto al fenomeno: il decreto ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007 recante le «Linee di indirizzo generali e azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo», prevede la creazione di osservatori regionali permanenti sul bullismo, attivi presso gli uffici scolastici regionali, che rappresentano un importante riferimento nei territori. Oltre ad analizzare il fenomeno del bullismo e a verificare le attività svolte dalle scuole, gli osservatori hanno il compito di promuovere percorsi di educazione alla legalità, all'interno delle scuole, tramite attività curricolari ed extracurricolari. A tale proposito, la professoressa Morano, illustrando i dati relativi all'attività degli Osservatori regionali, ha segnalato che «dal 2008 non sono stati più erogati i finanziamenti necessari per consentire il regolare funzionamento degli Osservatori regionali sul bullismo». Ciò nonostante, nelle singole aree territoriali le azioni sono proseguite su impulso delle singole scuole o delle reti di scuole, nell'ambito di iniziative relative all'educazione alla cittadinanza, alla promozione del benessere psicofisico e sociale, al potenziamento delle attività motorie e sportive e al contrasto alla dispersione scolastica. A livello centrale, sono stati attivati il sito internet www.smontailbullo.it , che fornisce utili strumenti e suggerimenti per fronteggiare il fenomeno da un punto di vista psico-sociologico e culturale, il numero verde riservato a genitori e studenti, per la segnalazione di offese verbali, prepotenze fisiche e problemi di esclusione e di isolamento, e l'indirizzo mail bullismo@istruzione.it che offre consulenza alle segnalazioni di casi specifici.