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il sottodimensionamento degli agenti di Polizia penitenziaria, adibiti alla sicurezza e alla vigilanza, e, infine, la difficoltà nel rendere esecutivi progetti di lavoro interni per la manutenzione e la ristrutturazione della struttura del penitenziario, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto, dato che tale accadimento rischia di vanificare la ratio del carcere duro, previsto dall'art. 41- bis dell'ordinamento penitenziario; se, in considerazione del fatto descritto, non ritenga opportuno avviare un'indagine ministeriale volta a verificare: se le procedure detentive nel carcere di Parma siano state adottate in maniera corretta; se siano provate irregolarità e in tal caso accertate le responsabilità; se siano in corso controlli per accertare quali contatti abbia avuto il detenuto Gallo con l'esterno del carcere, attraverso i cellulari illegalmente posseduti, nonché se altri detenuti abbiano usufruito di tali mezzi di comunicazione; quali iniziative intenda adottare per risolvere le criticità segnalate nel carcere di Parma, che rischiano di avere pesanti conseguenze sul piano della sicurezza dei cittadini del territorio dell'Emilia-Romagna. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02562 FAZZOLARI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: è di queste ore la divulgazione a mezzo stampa degli ultimi sviluppi dell'inchiesta giornalistica della trasmissione televisiva "Le Iene" relativa agli incarichi del Presidente del Consiglio dei ministri, avvocato Giuseppe Conte, presso l'Autorità garante per la protezione dei dati personali. L'inchiesta, avviata già diversi mesi or sono, ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica l'emersione di profili di presunti conflitti d'interesse o incompatibilità che interesserebbero il Presidente del Consiglio dei ministri, profili che lo stesso Presidente avrebbe categoricamente smentito; al di là degli aspetti già oggetto dell'inchiesta giornalistica, che sta già suscitando le doverose richieste di chiarimento da parte dei diversi esponenti delle varie forze politiche parlamentari, l'interrogante desidera segnalare ulteriori elementi relativi ai medesimi incarichi sui quali sarebbero rilevate ulteriori anomalie; in particolare, alla data del 7 maggio 2019, sul sito web dell'autorità amministrativa indipendente Garante per la protezione dei dati personali, sezione "autorità trasparente", voce "consulenti e collaboratori - tutela in giudizio", sarebbe stato pubblicato un file , relativo all'anno 2018-2019, comprensivo dell'elenco dei nominativi dei consulenti e collaboratori sul quale sarebbero state presenti alcune carenze informative; in particolare, mentre cliccando sul nominativo di ciascuno dei numerosi collaboratori in elenco (tra i quali, oltre al professor avvocato Giuseppe Conte sarebbe stato citato anche il professor Guido Alpa), sarebbe stato possibile scaricare il corrispondente curriculum vitae , tale opzione non sarebbe stata invece consentita per il curriculum vitae del professor avvocato Giuseppe Conte, il cui nominativo sarebbe stato menzionato in ben 5 incarichi professionali, dei quali sarebbe stata puntualmente indicata la data di inizio e la data di fine; tra i 5 incarichi, in particolare, due sarebbero risultati effettivamente conclusi alla data del 25 luglio 2018, mentre i rimanenti tre incarichi, e segnatamente, quelli aventi quale data di inizio il 1° febbraio 2010, il 19 marzo 2014 e il 10 novembre 2016 (contrassegnati ciascuno da numero di protocollo corrispondente), avrebbero riportato, nella casella riservata all'indicazione della data di "fine" dell'incarico, la dicitura "in corso"; dicitura corredata a sua volta da nota a piè di pagina con la seguente precisazione: "la locuzione si riferisce a incarichi in espletamento oppure a prestazioni non ancora fatturate o pagate"; alla luce delle anomalie evidenziate, e segnatamente della circostanza per cui, tra tanti nominativi, esclusivamente per quello dell'avvocato Giuseppe Conte sarebbe stato "occultato" o "non pubblicato" né reso disponibile il relativo curriculum vitae , e dell'insolita circostanza per cui non sarebbe stato possibile evincere, dalla configurazione della tabella, se la collaborazione fosse effettivamente ancora in corso, oppure se non fosse stata fatturata o pagata, è stata avanzata, su iniziativa di una cittadina, una formale richiesta di accesso civico indirizzata all'Autorità; a fronte di tale richiesta, l'Autorità avrebbe affermato di aver provveduto, in rettifica del documento precedentemente pubblicato, a caricare il curriculum vitae del professor avvocato Giuseppe Conte nell'elenco dei collaboratori rendendolo disponibile e scaricabile come in ogni altro caso; nella medesima risposta, l'Autorità avrebbe affermato contestualmente che "la puntuale indicazione delle ragioni connesse ai pagamenti non ancora effettuati per i motivi più vari e riassunte nella dizione "in corso" per tenere conto delle ipotesi generalmente ricorrenti, non si considera dovuta in base al d. lgs. n. 33/2013"; successivamente, l'elenco dei collaboratori oggetto della contestazione, pubblicato nella medesima sezione del sito web dell'Autorità, sarebbe stato sostituito con nuovo file aggiornato al 12 novembre 2019, nel quale però sono presenti ulteriori anomalie e difformità rispetto alla precedente versione: segnatamente, mentre nella prima versione sarebbero stati elencati numerosi altri collaboratori, l'elenco si limiterebbe ad illustrare esclusivamente le collaborazioni di cui sono titolari il professor avvocato Guido Alpa e il professor avvocato Giuseppe Conte e pochi altri, comunque in numero inferiore al precedente; inoltre, mentre nella prima e precedente versione sarebbe stata indicata precisamente la data di fine incarico, ove non contrassegnata come "in corso", nella versione successiva aggiornata, nella casella corrispondente alla data di fine della durata dell'incarico, sarebbe invece riportata semplicemente la dizione "giudizio definito", senza che ciò consenta di verificare in modo chiaro, oggettivo, trasparente e concreto quando effettivamente la collaborazione si sia conclusa; in ragione dei principi di trasparenza evocati costantemente dal Presidente del Consiglio dei ministri come cardine del suo mandato, e avendo riscontrato un'apparente reticenza da parte dell'Autorità (come indurrebbero a pensare la mancata pubblicazione in prima istanza del curriculum vitae e la dichiarazione per la quale il chiarimento relativo alle ragioni connesse ai pagamenti non ancora effettuati non si sarebbe ritenuto "dovuto"), nel fornire ai cittadini legittimamente interessati informazioni di essenziale importanza ai fini della valutazione sia dell'attività dell'Autorità che della stessa trasparenza, coerenza e chiarezza del Presidente del Consiglio dei ministri in carica, si chiede di sapere se non si ritenga necessario e urgente chiarire le numerose incongruenze che a giudizio dell'interrogante interesserebbero la sua persona e l'esercizio di incarichi professionali svolti presso un'autorità indipendente, per i quali emergerebbero e permarrebbero forti e legittimi dubbi relativamente ai profili di incompatibilità con il proprio incarico istituzionale. Atto n. 4-02563 STEFANI Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: