[pronunce]

Le misure disposte dall'art. 8 dell'accordo e nell'allegato A delle ordinanze costituiscono, dunque, interventi di carattere transitorio destinati, dichiaratamente, a operare «nelle more dell'emanazione di un'organica disciplina in materia», al fine di fronteggiare le perduranti criticità per la sicurezza degli animali, ma, al contempo, dei fantini e degli spettatori, che si verificano nel corso di tali manifestazioni; misure che presentano altresì una forte correlazione con esigenze di tutela della pubblica incolumità. Tuttavia, nonostante il lungo tempo decorso, una tale organica disciplina legislativa statale non è stata emanata, né le misure previste dall'accordo e dall'ordinanza hanno comunque trovato trasposizione in una fonte normativa primaria. 4.2.- Nella perdurante assenza di un intervento normativo statale, la Regione Molise ha adottato la legge n. 5 del 2015, che contiene una compiuta disciplina delle manifestazioni storico-culturali e tutela del benessere animale, di cui di seguito si richiamano i tratti salienti, in quanto utili alla definizione delle odierne questioni di legittimità. L'art. 1 della predetta legge regionale prevede l'istituzione di un elenco regionale delle manifestazioni popolari a carattere storico-culturale, che si svolgono nel territorio molisano, nelle quali è previsto l'impiego di animali, e stabilisce che «[a] tale elenco la Giunta regionale iscrive di diritto tutte le manifestazioni in corso da almeno dieci anni e che rientrano nella nozione di patrimonio immateriale, ai sensi della Convenzione UNESCO». Il comma 6 dell'art. 1 della legge reg. Molise n. 5 del 2015 prevede, poi, che l'iscrizione nell'elenco di cui al comma 1 costituisce autorizzazione regionale agli effetti dell'art. 19-ter, secondo periodo, delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale, come integrate dall'art. 3, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 189 (Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate). Tale articolo stabilisce che le disposizioni del Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, recante «Dei delitti contro il sentimento per gli animali», come novellate dalla stessa legge n. 189 del 2004, non trovano applicazione «alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente». Il successivo art. 2, rubricato «Manifestazioni storico-culturali», costituisce il cuore del provvedimento, dettando specifiche disposizioni per lo svolgimento delle manifestazioni iscritte nel predetto elenco, in cui sia previsto l'impiego di equidi o di altri ungulati. In particolare i commi 3 e 4 replicano sostanzialmente le ricordate misure tecniche previste dall'accordo del 2003 e dall'allegato A delle ricordate ordinanze contingibili e urgenti. Va, altresì, menzionato l'art. 3 della legge regionale in esame, in quanto prevede l'istituzione di un Osservatorio regionale per il benessere animale con il compito di «monitorare ed incentivare le buone pratiche nella cura degli animali coinvolti in: a) attività cerimoniali e festive; b) nei contesti agonistico-sportivi a livello regionale, nelle attività di equidi e agrituristiche». 4.3.- In tale contesto interviene la legge reg. Molise n. 1 del 2019 oggetto del ricorso, apportando la ricordata integrazione alla legge regionale n. 5 del 2015. La censurata previsione dettata dal comma 4-bis dell'art. 2 della legge reg. Molise n. 5 del 2015, introdotto dall'art. 1 della legge regionale impugnata, ha la chiara funzione di adeguare le misure di protezione, previste dal menzionato comma 4 dell'art. 2 della medesima legge regionale n. 5 del 2015, alle specifiche caratteristiche, per lunghezza e tipologia di fondi, del percorso di talune manifestazioni popolari di antica origine e tradizione. Tra queste, in particolare, quelle tipiche del basso Molise denominate "Carresi", che consistono in corse di carri trainati da buoi, accompagnati da cavalli montati da fantini, che hanno luogo nei Comuni di San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone, e che si svolgono su lunghi e articolati percorsi. A sua volta la disposizione regionale impugnata va letta congiuntamente alle disposizioni dell'art. 4 del regolamento di attuazione della legge reg. Molise n. 5 del 2015, adottato dalla Giunta regionale ai sensi dell'art. 2-bis della stessa legge regionale con deliberazione assunta il 19 aprile 2019, in quanto ne costituiscono completamento ed esplicitazione in chiave tecnica e operativa. L'art. 4 del regolamento, difatti, stabilisce che «1.[q]ualora si verifichi l'ipotesi di cui al comma 4-bis, dell'art. 2, della legge regionale n. 5/2015, il benessere animale degli equidi o altri ungulati impiegati nella manifestazione dovrà essere assicurato con modalità di ferratura (alluminio tenero, poliuretano, mista) atta ad attutire l'impatto degli zoccoli ed evitare il rischio di scivolamenti o cadute o altri tipi di sollecitazioni o danni a carico degli animali stessi. Tra le possibili modalità di ferratura si annoverano in maniera esemplificativa, ma non esaustiva: quelle in lega di alluminio e materiali plastici (poliuretano), anima in alluminio e poliuretano, anima in acciaio e rivestimento in gomma (caucciù), alluminio fresato e inserti ammortizzanti in poliuretano (gomma in punta e sui talloni), ferrature interamente in materiale plastico (poliuretano), ferri "Footall" in poliuretano, o ogni altro accorgimento tecnologico adatto alle finalità di cui al presente articolo. 2. Nella medesima ipotesi contemplata al comma precedente, per limitare lo sforzo degli animali, si potrà prevedere altresì il cambio e la sostituzione degli equidi o degli altri ungulati impiegati nella manifestazione anche al fine di non causare un eccessivo stress agonistico agli animali medesimi. 3. Per assicurare il benessere degli animali il percorso della manifestazione potrà subire modificazioni secondo le procedure stabilite negli statuti comunali o nelle altre fonti che ne hanno previsto l'individuazione». Il rilievo che le "Carresi" assumono nel contesto normativo in esame è poi evidenziato dalle disposizioni dell'art. 5 dello stesso regolamento, secondo cui alle manifestazioni popolari denominate "Carresi" o "Corse dei carri" che si svolgono ogni anno nei tre sopra citati Comuni «a garanzia del benessere e della salute degli animali impiegati, si applicano i Disciplinari della "Corsa dei carri" approvati dai rispettivi Consigli Comunali». 4.4.- Il ricostruito quadro normativo conduce a ritenere persuasivi gli argomenti proposti dalla Regione resistente per contestare le deduzioni del ricorrente in ordine ai profili di legittimità costituzionale riferiti alla violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., concernente la competenza statale in materia di «tutela della salute» e degli artt. 117 e 118 Cost., con riguardo alla dedotta violazione del principio di leale collaborazione.