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Il tribunale, entro novanta giorni a decorrere dall'applicazione del controllo giudiziario, accerta che il soggetto nei cui confronti è stato disposto il controllo medesimo appartiene ad una delle categorie di cui all'articolo 4 e, se ritiene che occorra svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche, nomina il perito ai sensi degli articoli 220 e seguenti del codice di procedura penale. Gli accertamenti peritali si svolgono nel rispetto della normativa fiscale e tributaria. 9 . Se il soggetto nei cui confronti è stato disposto il controllo giudiziario non appartiene ad una delle categorie di cui all'articolo 4, il tribunale dispone la revoca del controllo medesimo senza disporre gli accertamenti peritali »; e all'articolo 20: 1 al comma 1, il primo periodo è sostituito dai seguenti: « Quando è accertata la violazione di una o più delle disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 19- bis , il tribunale dispone senza indugio il sequestro dei beni sottoposti a controllo giudiziario. Quando, sulla base di indizi precisi e concordanti, si ha motivo di ritenere che i beni oggetto del controllo giudiziario siano il frutto di attività delittuose o ne costituiscano il reimpiego, il tribunale ne dispone il sequestro. Si applica l'articolo 7 »; 2 dopo il comma 5 è aggiunto, infine, il seguente: « 5-bis . Si applicano i commi 8 e 9 dell'articolo 19- bis »; f l'articolo 24 è sostituito dal seguente: « Art. 24. – (Confisca) – 1 . Il tribunale dispone la confisca dei beni oggetto del controllo giudiziario o sequestrati, beni di cui la persona nei confronti della quale è instaurato il procedimento risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo, anche per interposta persona fisica o giuridica, in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica, e che risultino essere frutto di attività delittuose o ne costituiscano il reimpiego, sulla base di elementi certi, precisi e concordanti. 2 . Il tribunale, quando dispone la confisca di partecipazioni sociali totalitarie, ordina la confisca anche dei relativi beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile. Nel decreto di confisca avente ad oggetto partecipazioni sociali il tribunale indica in modo specifico i conti correnti e i beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile ai quali si estende la confisca. 3 . Il provvedimento che dispone il controllo giudiziario o il sequestro perde efficacia se il tribunale non deposita il decreto che pronuncia la confisca entro il termine perentorio, non prorogabile, di un anno e sei mesi dalla data di immissione in possesso dei beni da parte dell'amministratore giudiziario. Ai fini del computo del termine suddetto, si tiene conto delle cause di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare, previste dal codice di procedura penale, in quanto compatibili. Il termine resta altresì sospeso per il tempo necessario per la decisione definitiva sull'istanza di ricusazione presentata dal difensore. 4 . Con il provvedimento di revoca o di annullamento definitivi del decreto di confisca è ordinata la cancellazione di tutte le trascrizioni e le annotazioni. 5 . Qualora la confisca del bene, limitatamente alle ipotesi in cui esso è destinato ai bisogni abitativi o ad altri bisogni primari del proposto e della sua famiglia, rappresenti per l'interessato una privazione eccessiva e idonea a determinare una situazione critica di sussistenza, il tribunale, sulla base delle circostanze del singolo caso, nell'ordinare la confisca fa salvo il diritto di usufrutto del titolare »; g all'articolo 26, dopo il comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente: « 2-bis. Al di fuori dei casi di cui al comma 2, la natura fittizia delle intestazioni è provata ai sensi dell'articolo 192 del codice di procedura penale »; h al libro I, titolo II, capo II, all'articolo 27 è premesso il seguente: « Art. 26- bis . – (Riesame) – 1 . Contro il decreto di sequestro emesso dal tribunale ai sensi dell'articolo 20 o il decreto di confisca di cui all'articolo 24 l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, ai sensi dell'articolo 324 del codice di procedura penale »; i all'articolo 28, comma 1: 1 alla lettera a) , dopo la parola: « sopravvenute » sono inserite le seguenti: « , ovvero acquisite ma non valutate, »; 2 alla lettera b) le parole: « in modo assoluto » sono soppresse; 3 dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: « c-bis) quando, successivamente al decreto di confisca, intervenga sentenza penale di proscioglimento perché il fatto non sussiste o la persona non lo ha commesso o decreto penale di archiviazione, quando gli elementi di fatto valutato ai fini dell'applicazione della misura di prevenzione sono correlati all'imputazione nel processo penale »; 4 dopo l'articolo 28 è inserito il seguente: « Art. 28- bis . – (Risarcimento del danno) – 1 . Nei casi di revocazione o annullamento definitivo a seguito di gravame dei provvedimenti di prevenzione di cui al presente titolo, al proposto è dovuto il risarcimento del danno subito. 2 . Si applicano, per quanto compatibili le disposizioni di cui all'articolo 643 del codice di procedura penale »; l all'articolo 29, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis . Il giudice che applica la misura di prevenzione, quando abbia avuto inizio o sia pendente procedimento penale per i delitti di cui al comma 1 dell'articolo 4, sospende il procedimento di prevenzione fino alla definizione di quello penale. La sentenza di proscioglimento o di assoluzione o il decreto di archiviazione hanno autorità di cosa giudicata nel procedimento di prevenzione per quanto attiene l'accertamento dei fatti materiali che furono oggetto di giudizio penale »; m l'articolo 34- bis è abrogato; n all'articolo 35- bis, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . L'amministratore giudiziario, il coadiutore nominato ai sensi dell'articolo 35, comma 4, e l'amministratore nominato ai sensi dell'articolo 41, comma 6, sono civilmente responsabili per il danno ingiusto cagionato per dolo o colpa nell'attività di gestione compiuta nel periodo di efficacia del provvedimento di sequestro ». 2 (Disposizioni transitorie) 1 Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge.