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Al fine di tutelare immediatamente i bambini e le bambine, l'articolo 7 prevede che, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, il Ministro dell'interno adotti con proprio decreto le formule e i modelli necessari a consentire l'applicazione delle nuove norme nelle more dell'adozione dei decreti legislativi di cui all'articolo 6. Il medesimo articolo prevede anche l'applicazione delle norme sul « riconoscimento alla nascita » anche a bambini e a bambine già adottate con la procedura di adozione del figlio dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge, coiddetta « stepchild adoption »; viene prevista infine l'« abolizione » delle unioni civili e l'ultrattività, ma con modifiche, di quelle già costituite. Viene disciplinata l'eventuale celebrazione matrimoniale per persone già unite civilmente. L'articolo 8 prevede l'abrogazione delle disposizioni sullo scioglimento del matrimonio per il caso in cui intervenga sentenza di affermazione di genere di un coniuge o di una coniuge e introduce modifiche alla cosiddetta « clausola di equivalenza » della legge n. 76 del 2016, così da consentire anche alle parti che si sono unite civilmente l'applicazione delle nuove norme sul riconoscimento dei figli e delle figlie, nonché quelle in tema di adozione. Viene eliminata la « conversione automatica » in unione civile del matrimonio oggi prevista per il caso di affermazione di genere di un coniuge o una coniuge, così come viene eliminato il declassamento, cosiddetto downgrading , in unione civile del matrimonio contratto all'estero. L'articolo 9 infine reca la clausola di invarianza finanziaria.. Art. 1. (Finalità) 1. In attuazione degli articoli 2, 3, 29, 30, 31 e 32 della Costituzione, nonché degli articoli 8 e 12 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, la presente legge disciplina il diritto alla vita familiare delle coppie formate da persone dello stesso sesso e lo stato giuridico dei figli nati a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita, nonché l'accesso all'adozione e alla procreazione medicalmente assistita per le persone di stato libero. 2. La presente legge riconosce ai figli con genitori dello stesso sesso il medesimo stato giuridico e il godimento dei medesimi diritti dei figli di genitori di sesso diverso. Art. 2. (Modifiche al codice civile in materia di matrimonio) 1. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 84: 1) al primo comma è premesso il seguente: « Possono contrarre matrimonio due persone di sesso diverso o dello stesso sesso »; 2) al sesto comma, le parole: « quarto comma » sono sostituite dalle seguenti: « quinto comma »; 3) la rubrica è sostituita dalla seguente: « Soggetti ed età »; b) all'articolo 107, primo comma, dopo le parole: « rispettivamente in marito e in moglie » sono inserite le seguenti: « oppure, nel caso di due persone dello stesso sesso, reciprocamente come coniugi »; c) all'articolo 108, primo comma, le parole: « rispettivamente in marito e in moglie » sono inserite le seguenti: « oppure, nel caso di due persone dello stesso sesso, reciprocamente come coniugi »; d) all'articolo 143, primo comma, le parole: « il marito e la moglie » sono sostituite dalle seguenti: « i coniugi »; e) all'articolo 294, secondo comma, dopo le parole: « marito e moglie » sono aggiunte le seguenti: « o coniugi ». 2. Le disposizioni riferite al « coniuge », ai « coniugi », al « marito » o alla « moglie », anche se individuati con termini equivalenti, ovunque ricorrano nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ai coniugi uniti nel matrimonio tra persone dello stesso sesso. Art. 3. (Modifiche alla legge 19 febbraio 2004, n. 40) 1. Alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 2 - bis . Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito altresì quando la condizione di sterilità o di infertilità di coppia derivi dalla coincidenza di sesso nella coppia formata da due donne o quando sia manifestata la volontà della donna di stato libero di accedere individualmente alla procreazione medicalmente assistita »; b) all'articolo 4, comma 1, le parole: « Il ricorso » sono sostituite dalle seguenti: « Al di fuori dei casi previsti dall'articolo 1, comma 2- bis , il ricorso »; c) all'articolo 5, comma 1, le parole: « coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi » sono sostituite dalle seguenti: « le coppie formate da persone di sesso diverso ovvero da due donne, in età potenzialmente fertile, entrambe maggiorenni e viventi, nonché la donna di stato libero maggiorenne e in età potenzialmente fertile »; d) all'articolo 6: 1) al comma 1, le parole: « Alla coppia » sono sostituite dalle seguenti: « Ai soggetti di cui all'articolo 5 »; 2) al comma 2, le parole: « Alla coppia » sono sostituite dalle seguenti: « Ai soggetti di cui all'articolo 5 »; 3) al comma 3, il primo periodo è sostituito dal seguente: « La volontà di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto, congiuntamente nel caso di accesso da parte di una coppia, al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 » e, al terzo periodo, le parole: « dal presente comma » sono sostituite dalle seguenti: « dall'articolo 5 »; 4) al comma 4, le parole: « alla coppia » sono soppresse; e) all'articolo 8, comma 1, le parole: « della coppia che ha » sono sostituite dalle seguenti: « dei soggetti che hanno »; f) all'articolo 9: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Qualora una coppia di donne o di persone di sesso diverso ricorra, in Italia o all'estero, a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, il coniuge, la parte unita civilmente o il convivente, il cui consenso sia stato espresso ai sensi dell'articolo 6 ovvero sia ricavabile da atti concludenti, non può esercitare l'azione di cui all'articolo 243- bis né l'impugnazione di cui all'articolo 263 del codice civile, che restano in questo caso precluse anche al figlio e agli altri soggetti che ne avrebbero legittimazione secondo il codice civile »; 2) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 .