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Art. 11. Per la validità delle riunioni del Consiglio di amministrazione è necessaria la presenza di tanti consiglieri che rappresentino almeno la metà del capitale e le deliberazioni relativo sono prese a maggioranza di voti, salvo quanto stabilito al successivo art. 12. Per qualsiasi deliberazione i voti sono computati nel modo che segue: a) ogni consigliere dispone di un voto per ogni quota di partecipazione al capitale versato dalla rispettiva Cassa; i due consiglieri rappresentanti delle Casse di Padova e Rovigo e di Verona, Vicenza e Belluno dispongono dei voti spettanti alla rispettiva Cassa nella misura che per ciascuno di essi verrà preventivamente deliberata all'inizio di ogni anno dal rispettivo Consiglio di amministrazione. In caso di assenza di uno dei due rappresentanti della Cassa, l'altro disporrà anche dei voti attribuiti all'assente; b) il presidente dell'Istituto dispone di quaranta voti se scelto fra persone non componenti il Consiglio; se scelto fra queste dispone dei soli voti della Cassa che rappresenta; c) in caso di parità di voti nelle votazioni palesi prevale la metà, che comprende i voti del presidente, mentre nelle votazioni segrete la proposta si intende respinta.