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È dunque necessario un intervento sul piano dei princìpi costituzionali, volto a regolare la nuova complessa realtà del sistema dell'informazione, tenendo conto di elementi valutativi che, nella stagione dell'Assemblea costituente, non erano certamente nella disponibilità dei Padri della patria. Il presente disegno di legge costituzionale, pertanto, afferma in modo esplicito il diritto all'informazione e sancisce la necessità di garantire il pluralismo delle fonti e il divieto di posizioni dominanti, prevedendo inoltre rigorosi meccanismi di incompatibilità tra chi esercita una rilevante influenza nella proprietà dei mezzi di informazione dominanti e le alte cariche dello Stato.. 1 (Modifiche all'articolo 21 della Costituzione) 1 All'articolo 21 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il primo comma è inserito il seguente: « La Repubblica riconosce il diritto all'informazione imparziale, promuovendo il pluralismo delle fonti »; b dopo il quinto comma è inserito il seguente: « La legge stabilisce i limiti alla concentrazione delle imprese di informazione, vietando le posizioni dominanti ». 2 (Casi di incompatibilità, ineleggibilità e incandidabilità) 1 Con legge dello Stato sono stabiliti i casi di incompatibilità, ineleggibilità ed incandidabilità a cariche pubbliche, anche di natura non elettiva, per coloro che esercitano una rilevante influenza nella proprietà o nella gestione dei mezzi di informazione. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla sua promulgazione.