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Vi è un altro elemento introdotto per riportare trasparenza, chiarezza e ridare forza al momento delle elezioni democratiche. Essere intervenuti con l'articolo 2 per fare in modo che anche nelle comunità sotto i 1.000 abitanti si possano presentare liste con un numero ridotto di firme, ma di sottoscrittori residenti, credo sia un elemento fondamentale per ridare forza e vigore all'elemento democratico delle elezioni. Nel nostro Paese le elezioni comunali sono forse le più importanti. Noi pensiamo sempre che siano altre, ma quelle comunali sono le elezioni in cui una comunità decide come esprimere non soltanto le proprie esigenze, ma anche il governo del territorio. Ritengo che i due interventi proposti aiutino a sviluppare l'elemento di chiarezza, di democraticità e di trasparenza delle elezioni e credo, quindi, che il lavoro sia stato efficace. Per tutti questi motivi, annunciamo il voto favorevole del Gruppo Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, non voglio soffermarmi sul merito di questo provvedimento. Ho partecipato al comitato ristretto, i colleghi l'hanno illustrato, la relatrice è stata puntuale e i colleghi che mi hanno preceduto hanno ripetuto tutti i passaggi che ci hanno portato a licenziare questo testo. A me piace, in questa sede, parlare del metodo, perché sul merito, come dicevo, sono intervenuti gli altri colleghi e io lo condivido. Il Gruppo Forza Italia voterà a favore, ma io voglio evidenziare il metodo. Da qualche tempo a questa parte in Commissione affari costituzionali stiamo facendo un ottimo lavoro. Credo di essere stato il primo o, comunque, tra i primi a proporre al Presidente della Commissione l'istituzione di comitati ristretti, che rappresentano un elemento importante. Al loro interno, infatti, con i rappresentanti di tutti i Gruppi, che approfondiscono una singola materia, si arriva a posizioni condivise. Alla fine, infatti, chi fa politica, chi fa le liste, chi presenta le candidature sa quali sono i problemi e i modi di affrontarli non possono essere diversi tra un Gruppo e l'altro, se c'è buon senso. Questo mi lascia veramente sperare che sia possibile un'altra politica, una politica migliore, che metta da parte le contrapposizioni e le diversità e si faccia corpo unico nei confronti degli interessi reali del Paese, in questo caso dei piccoli Comuni e degli amministratori, che chiedevano da tempo che si intervenisse su questa materia. Ci siamo dati una scaletta. In Commissione affari costituzionali abbiamo licenziato anche disegni di legge costituzionali e l'abbiamo fatto a seguito di comitati ristretti. Voglio ringraziare la relatrice, ma anche il rappresentante del Governo, che - cosa quasi anomala - ha partecipato ai comitati ristretti, portando il conforto della voce del Governo e consentendoci di fare un lavoro complessivo e completo. Ci siamo ripromessi di affrontare altre tematiche. È la politica dei piccoli passi, di quelli che servono. Oggi abbiamo incardinato il disegno di legge Lanzi, che vuole stabilizzare una norma che era stata già approvata per le elezioni immediate a seguito del Covid-19. Forza Italia ha chiesto di calendarizzare anche un'altra iniziativa, che consente ai partiti che rispondono amministrativamente della mancata pubblicazione dei certificati penali dei candidati di poterli anche richiedere, cosa che adesso non possono fare. Abbiamo perciò presentato un disegno di legge, che abbiamo anche condiviso con i vari Gruppi, per consentire ai partiti, solo per le elezioni amministrative, di acquisire i certificati penali. Questo è il modo di fare politica: lasciamo da parte i grandi temi che ci possono separare. Questa è una maggioranza di salute pubblica, nell'interesse del Paese; facciamo allora realmente l'interesse del Paese, che non consiste soltanto nel tirarlo fuori dal tunnel della crisi economica e sanitaria, ma anche nell'affrontare i problemi quotidiani che si presentano ai cittadini, agli amministratori e ai sindaci. Mi sembra questo un modo corretto di operare, che ci fa ritenere la nostra missione realizzata in pieno. Quando torniamo nei nostri territori, guardandoci allo specchio, possiamo dire: abbiamo dato un contributo a migliorare una certa situazione. In questa circostanza l'abbiamo fatto; la Commissione affari costituzionali lo ha fatto in precedenza, con altri provvedimenti, e si appresta a farlo per altri ancora. Se questa è la filosofia che tutto il Parlamento assumerà come punto di riferimento, credo che alla fine di questa legislatura - qualunque sarà il momento della sua cessazione - avremo fatto, con il metodo delle formichine, un grande lavoro nell'interesse del Paese. (Applausi) . ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, in questo momento chi vi parla non è un senatore, ma un sindaco. Con questo semplice, ma significativo disegno di legge n. 1196, di iniziativa del senatore Augussori, appartenente alla Lega, ci apprestiamo a votare una misura di semplificazione e tutela delle comunità locali. Con le misure contenute nei due articoli, già illustrati dalla relatrice Pirovano, eviteremo il commissariamento soprattutto nei piccoli Comuni. In Italia ci sono Comuni che vengono sciolti per infiltrazioni mafiose, ma anche altri che vengono commissariati da un commissario prefettizio a causa di problematiche connesse alla raccolta delle firme per le presentazioni delle liste o alla partecipazione al voto. Il commissario, che non è certamente una cattiva persona, va ad amministrare una comunità, soprattutto se piccola, occupandosi di atti semplicemente formali e di routine. Non si fa nulla di nuovo e non si avanza alcuna nuova proposta. Per una comunità avere un commissario prefettizio è una disdetta, non - ripeto - per la sua incapacità, ma perché non vi è nulla di nuovo. Talvolta, quando nei Comuni si presenta una sola lista, i vecchi oppositori in Consiglio comunale che non riscuotono più consenso fanno la guerra al candidato sindaco e alla lista unica scoraggiando le persone ad andare a votare. Ciò è uno sbaglio enorme. Chiunque sia il candidato, di qualunque corrente politica (da destra a sinistra), se c'è una sola lista è giusto che quel candidato e quell'amministrazione vengano votati. Chi scoraggia la gente ad andare a votare si macchia di un errore madornale. Sono sindaco di un piccolo Comune di quasi 1.080 abitanti e così ce ne sono tanti in Italia, da Nord a Sud. Ora ho avuto la fortuna e l'onore di essere stato eletto parlamentare, ma nel quotidiano - in questo contesto se ne parla - ci sono dei sindaci eroi. Mi riferisco a quei sindaci che magari sono anche responsabili d'area dell'ufficio tecnico e hanno delle enorme responsabilità, non paragonabili a quelle che attualmente ho da parlamentare. (Applausi) .