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Concludo chiedendo all'intero Parlamento di impegnarsi trasversalmente, pur nelle differenti posizioni, per far sì che andiamo tutti in Europa, magari con idee e posizioni diverse, ma con l'orgoglio di essere italiani, quindi italiani protagonisti in Europa e non passivamente eterodiretti dall'Europa o, meglio, dai franco-tedeschi. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto pluricomprensivo di Brunico, in provincia di Bolzano, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 822-B PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, durante la prima lettura del provvedimento che stiamo discutendo oggi in Aula abbiamo ricordato quanto la legge europea rappresenti un passaggio politico importante e non possa essere considerata come mero adempimento formale di attuazione della normativa europea ma debba essere valutata in quanto strumento che mette in relazione diretta il nostro Paese rispetto alla responsabilità dell'appartenenza all'Unione europea: essa specifica il modo in cui noi vogliamo starci e partecipare al processo di integrazione e di armonizzazione (importante soprattutto ora, alle porte dell'appuntamento del 26 maggio con il rinnovo del Parlamento europeo e, successivamente, con la formazione degli altri organi decisionali, a partire dalla Commissione europea). Con questo ultimo passaggio in Aula della legge europea abbiamo di certo avuto una conferma sul metodo, ovvero l'incapacità della maggioranza di Governo di dialogare in Commissione sui diversi temi con le opposizioni e nell'interesse del Paese: non un emendamento, anche riformulato, avete voluto prendere in considerazione (salvo poi adottarlo nell'altro ramo del Parlamento), né avete voluto trattare materie importanti, come ad esempio i tirocini per la libera circolazione delle professioni nel mercato interno, la materia ambientale con la definizione di rifiuto, e le disposizioni sugli ex lettori di lingua straniera. Il vostro atteggiamento si riassume in un esercizio muscolare di potere e di posizione. Avete anche perso un'occasione, quella di valorizzare i lavori di quest'Assemblea e la sua stessa funzione, compresa la possibilità per i vostri senatori, i senatori del MoVimento 5 Stelle e della Lega, di poter dare un loro contributo: appaiono troppo spesso muti e subordinati. Ormai, dunque, il vostro è un metodo quasi di disprezzo della funzione delle istituzioni democratiche. (Applausi dal Gruppo PD) . Una legge europea che assume ancor più oggi un valore politico dalla firma dei Trattati di Roma, in un contesto del tutto particolare, in un'Unione che si trova oggi tra due fuochi contrapposti: da un lato la Brexit, il primo processo di disgregazione e di uscita dall'Unione con tutte le sue incertezze, dall'altra parte la proposta di accelerare verso un'Unione più stretta dell'Eurozona in un'ipotesi di Europa a due velocità. Un futuro politico, dunque, quello che si apre con le elezioni del Parlamento europeo, che non potete ridurre ad un mero scontro tra sovranisti ed europeisti, come è stato ribadito oggi in quest'Aula. Non ci stiamo a ridurre il dibattito tra due opposte tifoserie, perche anche per noi è prioritario l'interesse nazionale e può essere tutelato e garantito meglio stando nell'Unione e non contro l'Unione: lo abbiamo visto con il fenomeno delle migrazioni e con la necessità di progredire verso un controllo unico della frontiera esterna e un'unica politica di cooperazione e aiuto allo sviluppo in Africa e verso un'unica politica estera e di difesa comune, ora più che mai con il riesplodere della guerra in Libia. Voi invocate più Europa e agite contro: contro la revisione del Trattato di Dublino, contro il Migration compact, contro Frontex e contro il controllo europeo del Mediterraneo. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma quali confini nazionali potranno mai difenderci da fenomeni e pressioni di tale portata? Di fronte alla debolezza dell'azione degli organismi internazionali, solo un'Europa più forte e credibile può rendersi protagonista nello scacchiere mobile della geopolitica internazionale. Ed è proprio nell'interesse del nostro Paese Italia, per la sua collocazione geografica e le sue debolezze, pretendere che i metodi di alleanze bilaterali vengano superati e che il metodo intergovernativo venga definitivamente consegnato alla storia. L'Europa che noi immaginiamo è l'Europa che garantisce la legislazione più avanzata al mondo nel campo della concorrenza, della protezione dei consumatori, per la ricerca e lo sviluppo, per la tutela dell'ambiente e della salute. Un racconto dell'Europa è necessario, dei sessanta anni di pace, di diritti e di progresso: un enorme patrimonio valoriale e di vantaggi che i nostri ragazzi danno quasi per scontato, ma che oggi è minacciato. È l'Europa che Antonio Megalizzi e i suoi giovani colleghi di Europhonica volevano raccontare per dare coscienza di un progetto concreto per la gioventù europea che ci unisce, militanti europeisti da Lisbona a Helsinki e a Palermo. (Applausi dal Gruppo PD) . Un sistema che offre opportunità, ma certamente mostra anche storture; un sistema che senz'altro è da aggiornare in relazione alle nuove sfide, di fronte a una crescente domanda di protezione, verso un'Europa più forte e più equa. Con le vostre proposte economiche e finanziarie, al contrario, ci allontanate da tale prospettiva e oggi rischiate di farci cadere nel vortice irreversibile d'infrazione e di crisi, fuori dalla possibilità di attingere a risorse per investimenti e per riforme. Lo scivolamento è certificato nel Documento di economia e finanza che avete presentato: più disoccupazione, più crisi e più debito. Voi rischiate di far scivolare l'Italia in fondo, verso quello stato di sorveglianza e subordinazione all'euroburocrazia che dicevate di volere combattere, e a condannarci saranno proprio i vostri alleati, quelli del gruppo di Visegrád che ci considerano l'anello debole e instabile della catena. Siamo convinti che proprio nei momenti di difficoltà, l'Europa non sia parte del problema, ma parte della soluzione alle grandi sfide del nostro tempo. Certo è una strana Europa questa Europa: nel corto circuito che lega Inghilterra e Grecia, tra una Gran Bretagna che preme per uscire dall'Unione e una Grecia che quasi si svende pur di rimanervi. Che si aprano dunque le porte con le prossime elezioni europee a un nuovo inizio, per una fase costituente, e si recuperi il progetto valoriale originario, per un'Europa dal volto umano e intelligente in quanto efficace rispetto ai problemi concreti da affrontare. Un'Europa più credibile e unita nelle relazioni esterne, più forte e maggiormente legittimata al suo interno. È l'Europa dei popoli l'Europa che vogliamo. L'Europa che si stringe e si commuove davanti a Notre-Dame in fiamme. Forti della nostra storia, nella consapevolezza che sapremo ricostruire la cattedrale e la sua bellezza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pucciarelli. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) .