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il monitoraggio e gli effetti collaterali dei trattamenti alternativi ad Omalizumab (corticosteroidi orali, ciclosporina A, eccetera), unitamente alla persistenza di una forma severa di orticaria cronica spontanea, comportano un costo per il SSN in termini di indagini ematologiche, visite mediche, accessi al pronto soccorso e ricoveri ospedalieri di gran lunga superiore al costo del prolungamento della terapia con Omalizumab; il 13 febbraio 2019, i pazienti di CSU riuniti nell'associazione nazionale ARCO hanno incontrato rappresentanti dell'AIFA e hanno presentato i dati aggiornati in merito alla patologia, le linee guida internazionali e l'urgenza di riattivare il piano terapeutico rendendolo ripetibile come accade per tutte le patologie croniche; l'AIFA, a seguito dell'incontro, ha richiesto all'azienda farmaceutica Novartis di consegnare entro il 28 febbraio un dossier aggiornato relativo alla patologia e agli effetti positivi dell'Omalizumab oltre le 11 infusioni; i pazienti segnalano anche la consueta disparità legata all'utilizzo del farmaco nelle Regioni italiane: in Lombardia, Liguria e in Abruzzo l'uso del farmaco oltre le 11 infusioni è stato bloccato, come peraltro previsto dal decreto, mentre nelle restanti 17 Regioni il farmaco viene prescritto a discrezione dello specialista ben oltre le 11 infusioni, si chiede di sapere se e in che modo il Ministro in indirizzo intenda assicurare ai pazienti, sotto stretta prescrizione medica, le infusioni di Omalizumab anche oltre le 11 somministrazioni previste dal decreto AIFA, qualora le condizioni del paziente lo rendano necessario. Atto n. 3-00688 BELLANOVA IORI MARGIOTTA RICHETTI BOLDRINI ROSSOMANDO FERRAZZI MAGORNO CUCCA TARICCO GINETTI MISIANI PATRIARCA COMINCINI PARRINI STEFANO MESSINA Assuntela VALENTE GARAVINI SUDANO PARENTE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: le norme attualmente vigenti nel nostro ordinamento prevedono specifiche funzioni in capo ai vertici dell'INPS ed in particolare del presidente e del consiglio di amministrazione; l'articolo 25, comma 2, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recita testualmente: "nelle more del perfezionamento della procedura di nomina del nuovo Presidente e del Consiglio di amministrazione, per consentire il corretto dispiegarsi dell'azione amministrativa degli Istituti, con apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, possono essere attribuiti i poteri, rispettivamente, del Presidente e del Consiglio di amministrazione, come individuati nelle disposizioni del presente decreto"; rilevato che: la perdurante mancata adozione del provvedimento di cui al citato comma 2 (a circa un mese dalla cessazione del presidente pro tempore dell'INPS, Tito Boeri) determina l'impossibilità per l'Istituto di procedere alla definizione degli atti, che richiedono la pienezza della rappresentanza legale; ciò, in particolare, in relazione alle attività gestionali, quali ad esempio la convenzione con i CAF, ovvero ulteriori protocolli o convenzioni tra diverse amministrazioni per lo svolgimento delle attività concernenti misure, quali il reddito di cittadinanza; implementazione dei sistemi informativi e loro coordinamento con gli altri soggetti istituzionalmente preposti alle procedure concernenti il reddito di cittadinanza, necessarie alla piena attuazione delle disposizioni contenute nella legge di bilancio per il 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) e nel decreto-legge del 28 gennaio 2019, n. 4; l'INPS è l'ente di gran lunga più importante per il welfare italiano, gravato di nuovi e onerosissimi compiti, pur essendo contemporaneamente esposto agli esodi determinati dalle contestuali disposizioni in materia previdenziale emanate dal Governo (cosiddetta Quota 100); considerato che in tali condizioni l'INPS non è in grado di operare pienamente anche riguardo alle necessarie determinazioni concernenti il suo bilancio, la sua organizzazione e lo sviluppo del proprio personale, si chiede di sapere quali siano le ragioni che ostacolano l'urgente nomina dei soggetti citati in modo tale da garantire senza ritardi la piena operatività amministrativa dell'INPS, senza che si arrechino seri pregiudizi a cittadini, utenti e al medesimo Istituto. Atto n. 3-00689 GARNERO SANTANCHE' Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: il Teatro alla Scala di Milano ha tre fondatori di diritto: lo Stato italiano, il Comune di Milano e la Regione Lombardia, due fondatori pubblici permanenti: la città metropolitana di Milano e la Camera di commercio di Milano e 12 fondatori privati permanenti (fondazione Cariplo, Pirelli, Eni, Fininvest, Generali, Enel, fondazione Banca del Monte di Lombardia, Mapei, Banca Popolare di Milano, Telefonica, Tod's e Allianz) ai quali si aggiungono nove sostenitori privati (Sea, Intesa SanPaolo, A2A, Dolce e Gabbana, Kuehne Nagel, Bmw, Luxottica, Ubi Banca e Bracco); si è appreso dalla stampa che l'Arabia Saudita è pronta a donare 15 milioni di euro ed entrare nel consiglio di amministrazione del teatro e più precisamente 3 milioni di euro ogni anno, per cinque anni, più 100.000 euro per finanziare l'accademia della Scala, che forma i nuovi musicisti. Diventare soci fondatori del Teatro alla Scala significa fare mecenatismo ma anche diffondere tramite l'arte i valori della cultura occidentale; in tema di valori e diritti, soprattutto relativamente ai diritti delle donne, l'Arabia Saudita, secondo il "Global gender gap report del World economic forum", è classificata 141 esima su 144 Paesi rispetto alla difesa della parità di genere, si chiede di sapere: quali siano gli orientamenti del Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, circa l'allargamento del consiglio di amministrazione del Teatro alla Scala a uno Stato straniero, peraltro distante dai valori che il teatro rappresenta nel mondo; quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, per impedire che tale eventualità si realizzi. Atto n. 3-00693 BINI Al Ministro della salute Premesso che: la psicodiagnostica è quella branca della psicologia clinica impegnata nella valutazione quantitativamente e qualitativamente accurata di condizioni momentanee o durevoli, normali o patologiche, del funzionamento psichico, oltre che nella rilevazione di tratti della personalità predittivi di comportamenti, nonché sintomi futuri. Essa si serve di una serie di test , necessari ai fini di una diagnostica esaustiva delle condizioni di disabilità, divenuti oramai strumenti indispensabili ed insostituibili in molti ambiti quali: ospedali, aziende sanitarie, prigioni, scuole, tribunali, istituzioni di custodia, uffici pubblici; i test forniscono, infatti, a psichiatri, neuropsicologi, neuropsichiatri infantili e psicoterapeuti dei dati fondamentali per formulare diagnosi, individuare il trattamento migliore per il paziente, stabilire l'indicazione o viceversa la controindicazione al trattamento, nonché per valutare l'andamento di un trattamento o un suo esito.