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Come terzo motivo vorrei segnalare che contemporaneamente a tutto questo - un progetto che aveva vinto per legge, assegnato per legge a un gruppo o a un ente - mentre si privilegiava tutto questo, a tanti straordinari ricercatori italiani fu impedito di gareggiare per immaginare il miglior contenuto della nuova casa della scienza. Pensate che Human Technopole si occupa di genomica e dalla sua progettazione sono stati esclusi i colleghi che stanno in Sardegna, al CNR di Cagliari e all'Università di Sassari, come Francesco Cucca, che da anni sono ai vertici della ricerca mondiale proprio sui temi di cui Human Technopole si vuole occupare. Sarebbe bastato un bando pubblico che avrebbe alimentato nuove passioni; avrebbero potuto nascere nuove collaborazioni fra studiosi e fra enti per immaginare il progetto migliore per il nostro Paese, il progetto vincente da sviluppare lì dentro. Fece così l'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, quando pochi anni fa decise che, a Manhattan, si doveva costruire una nuova casa della scienza: presa la decisione, stanziato il budget , aprì un bando e fecero richiesta 17 cordate di enti non solo americani, ma di tutto il mondo insieme e, tra i 17, vinse la cordata composta dalla Cornell University e dal Technion israeliano. Ma questo è il passato da non dimenticare a cui la legge di bilancio cerca di porre rimedio. Il nostro Human Technopole resta infatti un'operazione importante, ma deve esserlo per l'intero Paese: è una nuova casa della scienza. Il punto era come agire ora per eliminare l'idea presente nella comunità degli studiosi, non accettata, di un ente che ha vinto senza merito e senza fatica. L'obiettivo era come radicarlo nel Paese, come alimentare con esso quella eccellenza diffusa, con progetti e idee sparse in tutte le nostre università, ospedali ed enti pubblici, che veramente caratterizza la nostra ricerca. Ebbene, la legge che votiamo oggi, senza sottrarre risorse alla fondazione, né gravare ulteriormente neanche per un euro sul bilancio dello Stato, conferisce a Human Technopole una missione nazionale che credo sia veramente importante: lo apre al Paese sistematicamente, stabilendo che dovrà dotarsi, con la quota maggioritaria di quell'ingente finanziamento annuale, di laboratori di super tecnologie, quelle che le università e gli enti di ricerca di tutto il Paese non riusciranno mai ad acquisire e che forse sarebbe anche assurdo acquisire, visti i loro costi e la loro rapida obsolescenza. Potranno essere laboratori di super tecnologia sulla proteomica, sulla genomica, sulla metabolomica, saranno decisi dopo consultazione pubblica; l'intero Paese sarà chiamato a stabilire quali saranno detti laboratori, che conterranno strumenti, personale dedicato, competenze, protocolli per realizzare esperimenti complessi. Molti modelli all'estero replicano con successo esattamente questa esperienza che centralizza le tecnologie. Soprattutto, con la norma in legge di bilancio, con cadenza annuale le porte di questi laboratori di super tecnologie si apriranno ai ricercatori di tutto il Paese - Bari, Pavia, Genova, Urbino - e da ogni ente di ricerca potranno accedere a quelle strumentazioni ed esperienze, ma su base competitiva e, quindi, solo se il loro progetto sarà giudicato migliore di altri da un comitato indipendente. Si introduce così in Human Technopole il principio della concorrenza, il principio dell'accesso competitivo presso la fonte delle risorse pubbliche. Se vincenti, potranno svolgere lì la parte tecnologica del loro lavoro, e poi tornare al centro di ricerca della loro Regione con il risultato e l'esperienza acquisita, che potrà ulteriormente diramarsi localmente. Human Technopole beneficerà nel diventare un riconosciuto epicentro della ricerca nazionale con movimenti virtuosi di studiosi da tutta la Penisola verso la Lombardia e poi di ritorno alle proprie Regioni. Ma nulla di questo sarebbe stato possibile senza l'attiva collaborazione dei tanti colleghi presenti dentro e fuori la Commissione bilancio, di ogni Gruppo e orientamento politico che, con i loro interventi, hanno dato forza alla necessità di rivedere e dettagliare come quelle ingenti risorse dovessero essere dispiegate, affinché anche chi sta fuori da Human Technopole ne potesse giustamente beneficiare. A quel voto unanime in Commissione bilancio sulla proposta di emendamento credo debba andare davvero la gratitudine degli studiosi del Paese. Ringrazio quindi davvero tutti, maggioranza e opposizione, i Ministeri dell'istruzione, della salute e dell'economia. Vorrei citare i nomi dei cinquanta colleghi senatori che hanno sottoscritto l'emendamento e i funzionari. Visto però che non posso citarli tutti, mi limiterò a ringraziare il presidente Pesco, i relatori di maggioranza e di minoranza e il sottosegretario Misiani per il MEF che, con il prezioso ruolo di raccordo dei lavori, ha consentito che questo testo oggi fosse in Aula. Ci sarà da fare nei prossimi dodici mesi e il loro lavoro continuerà, perché si dovrà dettagliare il testo della convenzione tra la Fondazione e i Ministeri fondatori, affinché si dia solida e concreta attuazione ai principi della legge. Vorrei concludere con la seconda importante novità introdotta con una norma in legge di bilancio. Per la prima volta si parla di Agenzia per la ricerca nel nostro Paese. Era attesa ed è un segnale davvero importante, una grossa opportunità, ma va migliorata molto e accresciuta con un lavoro collettivo che non può prescindere dal coinvolgimento dell'intero mondo scientifico. Molti hanno evidenziato i limiti della sua attuale configurazione. Soprattutto - a mio avviso - bisognerà insistere sulla vera funzione di questa Agenzia che, ovunque nel mondo, è soprattutto il luogo che istituisce e regolamenta con terzietà, indipendenza e competenza, i bandi che erogano i soldi alla ricerca, per garantire la valutazione dei progetti tra pari, senza discriminare nessuno, con bandi aperti in tempi certi e noti su tutta la disciplina. È la politica che decide gli ambiti su cui investire, ma è il metodo della valutazione tra pari che deve stabilire come raggiungere quegli obiettivi. Infine, l'ultima citazione riguarda un altro aspetto importantissimo: l'aumento di 31 milioni per il finanziamento delle borse per il diritto dello studio universitario per il 2020. È un aumento importante e spero davvero che sia volto a completare l'eliminazione della figura dello studente idoneo ma senza borsa, e rendere effettivo il diritto per i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzo, di raggiungere i gradi più alti degli studi, come stabilisce la nostra Costituzione. C'è dunque tanto da fare, ma penso davvero che oggi si pongano le premesse per una stagione importante per la ricerca pubblica italiana. (Applausi dai Gruppi Misto, M5S, PD e IV-PSI. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, tra i molti meriti della manovra in esame ce n'è uno che mi piace molto ricordare, ed è quello di esserci resi conto e di aver affermato chiaramente che l'Italia non è ancora un Paese per donne.