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Allora, se non lo fate per ridare dignità alla politica, se non lo fate per dare agibilità alla vostra parte politica, se non lo fate per difendere i diritti che dite di voler difendere, fatelo per voi stessi. C'è solo una cosa da fare per salvare tutto questo: innestare la retromarcia (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, da diversi mesi il tema del disegno di legge Zan tiene banco nei dibattiti televisivi, nelle piazze, nelle nostre caselle di posta elettronica. Siamo stati bombardati incessantemente da propaganda che pone in evidenza una sola versione dei fatti e una sola visione. I giornali e le televisioni si sono alternati nel dipingere tutti coloro che non sono a favore di questo disegno di legge come retrogradi, omofobi, razzisti (e chi più ne ha più ne metta), come se improvvisamente i diritti civili non facessero già parte della nostra società. È doveroso mettere ordine davanti a tanta demagogia, perché oggi ci troviamo a discutere un testo totalmente ideologizzato, voluto da chi pensa che debba prevalere tutto ciò che è minoritario, a discapito della maggioranza silenziosa. Iniziamo con il dire che il nostro sistema sanziona i delitti contro la vita (articolo 575 del codice penale) e contro l'incolumità della persona (articolo 581 del codice penale), l'onore in caso di diffamazione, contro la libertà personale, in caso di violenza sessuale, di minaccia o di atti persecutori. Per questo parlo di elettorato disinformato. Alla Camera si è di fatto ritenuto che i principi della nostra Costituzione non andassero più bene e si è voluto approvare una legge che introduce la tutela di un concetto ideologico, quello del gender, distinto e sovrapposto a quello del sesso biologico. È un disegno di legge che vorrebbe introdurre sanzioni penali e persino pene accessorie, vale a dire rieducative, da scontare in istituzioni e associazioni che si occupano delle tematiche relative al disegno di legge per chiunque osi o sembri affermare che la natura è quella di maschio e femmina. Un disegno di legge che introduce una Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, in occasione della quale le scuole provvedono alle attività, anch'esse di promozione ed educative. Avete stanziato a favore delle associazioni LGBT quattro milioni di euro. Basterebbe informare correttamente gli italiani di queste vostre intenzioni per sollevare uno scontro ideologico senza precedenti ed è forse quello a cui state puntando. Attenzione, perché state dando vita ad un clima di scontro ideologico, che ha un inizio ma non ha una fine, e di questo siete responsabili. Se volessi essere provocatoria o ironica vorrei sapere cosa pensereste se vi fosse proposto di istituire anche una giornata contro l'eterofobia o per l'orgoglio etero. Chissà dove andremo a finire. Andiamo, per favore, a valutare le questioni serie e pratiche che interessano gli italiani e vi chiedo: il disegno di legge Zan potrà impedire o limitare molestie, insulti o violenze? Non necessariamente, perché il nostro codice penale già punisce insulti, molestie o violenze, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione o opinione politica. Vi voglio ricordare che la Lega ha già proposto di inasprire le pene che già ci sono, ma avete detto di no: anche questo dovete dire agli italiani. Il vostro disegno di legge servirà a dare diritti fondamentali alle persone omosessuali, trans, eccetera? No, perché oggi sono già riconosciute le unioni civili dalla legge Cirinnà, senza distinzioni e con gli stessi diritti del matrimonio. Diciamo agli italiani, compresi i vari influencer che tanto amano creare scontri ideologici, quali sono le conseguenze di questo disegno di legge così come scritto e proposto: impedire la libertà di parola, perché ogni posizione diversa potrebbe essere considerata un probabile incitamento alla discriminazione; cancellare i termini «padre» e «madre», sostituendoli con «genitore 1» e «genitore 2»; imporre l'ideologia gender nelle scuole. Sarà obbligatorio - lo ripeto: obbligatorio - per tutti i bambini apprendere che non ci sono solo maschi e femmine, ma decine di altre possibilità, che sposare un uomo o una donna è perfettamente uguale e che i bimbi nascono anche da due padri o da due madri. Si chiede da anni di insegnare l'intelligenza emotiva nelle scuole e noi rispondiamo istituendo un obbligo allucinante come questo. È chiaro che questo disegno di legge è l'anteprima della vostra vera intenzione: arrivare a promuovere l'utero in affitto. (Applausi) . Diversamente, avreste accettato la mediazione proposta, che mirava a punire veramente le discriminazioni, modificando, come proposto, gli articoli 1, 4 e 7. Le vostre vere intenzioni sono altre. Oggi ci sono molti esempi di celebri coppie omosessuali che fanno figli attraverso l'utero in affitto; una volta approvata la legge, sarà facile accusare di discriminazione chi è contrario a tale pratica, che di fatto incoraggia la mercificazione di madri che portano avanti la gravidanza a uso e consumo della coppia di turno. Per molti anni della mia vita ho pensato che non avrei avuto dei figli. Ma, quando poi capita questa fortuna, comprendi che non stai soddisfacendo una tua necessità o un tuo egoismo; realizzi che si tratta di un dono della natura. E non ho mai pensato di soddisfare un mio bisogno di maternità, non ho mai pensato di andare in una clinica in America, di farmi dare un catalogo e di scegliere se il padre di mio figlio doveva essere alto, basso, biondo o moro o quale dovesse essere il suo QI. Non ho mai pensato di contattare una donna, magari casualmente in un momento di difficoltà economica, e di farle affittare il suo utero per impiantare il mio ovulo, mio figlio. Ognuno può vivere la propria sessualità e i propri sentimenti come meglio crede; ma, quando parliamo di azioni che ricadono sulla vita di altri, di scelte che ricadono inevitabilmente sul futuro di neonati e bambini che non possono opporsi, non è accettabile. Noi abbiamo l'obbligo morale di tutelarli anche per il futuro. È immorale approfittare delle difficoltà di una madre per affittare il suo utero per generare un figlio altrui; è una cosa che non sarebbe accettabile nemmeno nel regno animale. E, quando quel bambino chiederà di sua mamma, cosa gli verrà risposto? Tu sei un bimbo speciale: non hai una mamma, ma due papà. Oppure hai due mamme. (Applausi) . Anzi, scusate, bisognerà rispondere, per essere coerenti: hai un genitore 1 e un genitore 2. Meno male che la natura poi si regola e l'adolescenza presenta il conto di queste aberrazioni, che sarà salatissimo sia per i malcapitati figli che per la coppia che li ha voluti. Lo Stato non può prendersi la responsabilità di tutto questo. Io voglio un mondo dove i bambini possano ancora dire mamma e papà, senza sollevare un polverone, e voglio continuare a dire che la natura ha disposto per la specie umana un padre e una madre e che esiste solo questa possibilità biologica.