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A., ma secondo quanto riportato nell'inchiesta di "Domani" questa holding avrebbe poco delle tipiche caratteristiche del blind trust . Nel consiglio di amministrazione, ad esempio, siedono manager delle società di Brugnaro e sarebbero loro a presiedere le assemblee con l'avvocato newyorchese che ha in mano il totale del capitale del trust . Così come soci del trust sarebbero stati nominati dal sindaco amministratori di società partecipate del Comune; se venissero confermate le notizie riportate, a parere dell'interrogante, si sarebbe di fronte ad un potenziale conflitto di interessi che porterebbe l'intera area, la cui proprietà è riconducibile al sindaco di Venezia, ad un'enorme rivalutazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali opportune verifiche intenda attuare, secondo i principi di trasparenza, correttezza e buon andamento dell'attività amministrativa, al fine di accertare la presenza di eventuali profili di illegittimità e di irregolarità stante il presunto conflitto di interessi che coinvolgerebbe il sindaco di Venezia, in relazione alla costruzione di opere all'interno del piano per la mobilità sostenibile Venezia 2030 su terreni, la cui proprietà sarebbe riconducibile allo stesso sindaco, e finanziati con parte degli 1,39 miliardi di euro assegnati a Venezia a fine 2019, all'interno del fondo progettazione opere prioritarie del Ministero. Atto n. 4-06008 DE CARLO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), all'articolo 1, comma 143, statuisce che, al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo da ripartire, con dotazione pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021. A decorrere dall'anno 2020, il fondo può essere alimentato con le eventuali somme, da accertarsi con decreto del Ministro dell'economia, che si rendono disponibili a seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale 2019-2021, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per l'attuazione di quanto previsto, le somme iscritte nel conto dei residui sul fondo da ripartire per l'attuazione dei contratti del personale dello stato di previsione del Ministero dell'economia sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al fondo. Le risorse del fondo sono destinate, nella misura del 90 per cento, alla graduale armonizzazione delle indennità di amministrazione del personale appartenente alle aree professionali dei Ministeri al fine di ridurne il differenziale e, per la restante parte, all'armonizzazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato delle medesime amministrazioni; la disposizione prevede, altresì, che con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministro dell'economia, si provvede alla ripartizione delle risorse del fondo tra le amministrazioni di cui al primo periodo del comma per il finanziamento del trattamento accessorio di ciascuna, tenendo conto anche del differenziale dei trattamenti di cui al precedente periodo e, in deroga all'articolo 45 del decreto legislativo n. 165, alla conseguente rideterminazione delle relative indennità di amministrazione, si chiede di sapere se l' iter tecnico ed amministrativo per l'emanazione del decreto di ripartizione delle risorse del previsto fondo sia stato avviato e con quali tempistiche il Ministro in indirizzo ritenga di definire l'assegnazione delle relative risorse per la conseguente rideterminazione delle indennità di amministrazione delle amministrazioni interessate. Atto n. 4-06009 BARBARO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: come in molte città, anche in territorio urbano di Avellino l'amministrazione comunale ha disposto l'installazione di pannelli luminosi a messaggio variabile (PMV) al fine di incrementare la segnaletica stradale e dare agli utenti notizie della viabilità. In particolare, nei varchi di accesso alle aree a traffico limitato del centro civico, i pannelli indicano l'operatività della ZTL in quanto è presente un sistema di videocontrollo automatizzato degli ingressi ai varchi che sanziona chi transita con mezzi privati senza autorizzazione. In queste circostanze, il PMV è obbligatorio e la sua installazione deve rispondere a precise e tipizzate prescrizioni, al fine di meglio informare l'utenza della strada; all'uopo la Direzione generale per la sicurezza stradale del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha infatti emanato delle linee guida per introdurre una standardizzazione finalizzata ad evitare contenziosi e disciplinare la materia a livello centrale; come si può leggere nella premessa delle linee guida, infatti, esse "intendono fornire indicazioni e procedure operative al fine di assicurare l'adozione, da parte dei diversi uffici comunali, di provvedimenti rispondenti alle norme contenute nell'art. 7 del Codice della Strada e nel relativo Regolamento di esecuzione ed attuazione, decreto del Presidente della Repubblica n.495/92, e volti a garantire un più agevole rispetto delle regole e dei divieti introdotti con la disciplina della ZTL, attraverso l'installazione di sistemi segnaletici corretti, chiari, inequivocabili ed il più possibile standardizzati"; a tal proposito l'avvocato Massimo Passaro, in rappresentanza di un movimento civico, ha più volte inviato al Ministero una serie di quesiti sui PMV installati dal Comune di Avellino, in particolare attraverso note inoltrate a mezzo PEC in date 30 ottobre 2020, 1° gennaio 2021, 22 marzo, 17 aprile, 28 aprile e 4 giugno 2021; in tali comunicazioni, fra l'altro, il professionista ipotizzava la probabilità che, ad Avellino, tali dispositivi non fossero stati installati secondo le modalità ed i criteri di legge ed in conformità con le prescrizioni ministeriali, ed infatti il Ministero ha, in un primo momento, confermato i dubbi del legale e ritenuto che il Comune di Avellino fosse tenuto ad un'opera di adeguamento. Successivamente però, lo stesso Ministero ha cambiato orientamento, ed ha risposto alle sollecitazioni dell'avvocato Passaro con tenore del tutto diverso, assumendo che "a norme vigenti e per zone a traffico limitato esistenti non modificate e/o adeguate (...) il Comune di Avellino non è tenuto ad adeguarne la posizione [del PMV]" (nota prot. U.0000236, contraddittoria rispetto alle precedenti del 2 settembre e 3 novembre 2020 e del 13 gennaio 2021 e firmata in calce dall'ingegner Pasquale D'Anzi); l'interrogante, pur nel rispetto delle autonomie riconosciute agli enti locali, ritiene comprensibile l'uniformità richiesta dalla Direzione generale per la sicurezza stradale in tale ambito, specialmente al fine di evitare l'incremento di contenziosi di impugnazione delle sanzioni;