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Continuo sul tema, dicendo che i tempi parlamentari messi a nostra disposizione, nelle Commissioni e in Assemblea, confermano una volta di più che il ruolo del Parlamento, di noi senatori, di noi parlamentari viene svilito dalla maggioranza e dal Governo. Ieri abbiamo avuto poche ore per lavorare in Commissione sulla NADEF e oggi siamo qui a fare qualche considerazione, per darci magari la facoltà di esprimere il nostro protagonismo e farci il piacere di poter parlare tra di noi e con il nostro popolo. Poi votiamo e avanti! Le regole della democrazia sono continuamente infrante, tanto è vero che non certo un pericoloso reazionario di destra, ma una persona stimata da tutti come Piepoli, un grande sondaggista e analista, ha parlato in termini davvero drammatici di un clima nel quale vi è il rischio di totalitarismo. Tutte le regole della Costituzione sono state violate negli ultimi mesi e vengono vieppiù violate. Lo spiegherò tra pochissimo anche a proposito di uno gli aspetti cardine della NADEF, ossia la riforma fiscale. Voglio prima dire una cosa rivolgendomi ai colleghi, soprattutto del Partito Democratico, che sappiamo essere il motore di questo Governo e di questa maggioranza. Mi rivolgo ai pochi colleghi che sono presenti in Aula, ma tutti di valore e da me apprezzati, chiedendo perché, visto che nel 2020 e 2021 avevamo libertà di sforare il rapporto tra deficit e PIL e quello tra debito e PIL, non si sia fatto ciò ancora più fortemente. Perché i miglioramenti determinati dalla crescita del PIL superiore a quella attesa non sono stati utilizzati per nuovi investimenti? Avremmo potuto tranquillamente mantenere il rapporto tra deficit e PIL all'11,8 per cento, come era previsto nel DEF, e utilizzare i margini disponibili per fare nuovi investimenti nell'economia reale, creando le condizioni per una maggiore crescita del nostro PIL. Perché ciò non è stato fatto in questi anni in cui era possibile? Sarebbe stato un atto di responsabilità verso la crescita del nostro Paese, che non ha colore politico, ma richiede solo una visione economica volta a dare prospettive vere all'Italia e all'economia nazionale. Questa è una domanda che Fratelli d'Italia vuole porre al Governo e in modo chiaro al ministro dell'economia e delle finanze Franco. Il tempo a disposizione non è tanto e vengo quindi alla riforma fiscale, considerata da tutti la madre di tutte le riforme e parte fondamentale del PNRR, della NADEF e del dialogo - o, meglio, del conflitto - che sta avvenendo in questo momento nella maggioranza. Mi pare che i colleghi Ministri della Lega non abbiano partecipato, con un sussulto di orgoglio (benvenuto da parte nostra), alla riunione del Consiglio dei ministri di ieri perché il presidente Salvini ha detto di aver ricevuto le carte mezz'ora prima dell'inizio. Sappiamo tutti benissimo che i Ministri, i Sottosegretari e i Vice ministri vengono per la gran parte informati dell'opera del Governo esattamente quando lo siamo noi parlamentari. Tutto si sta decidendo nelle segrete stanze di uno o due Ministeri. Questa è la violazione della democrazia, cari colleghi. Di che riforma vogliamo allora parlare? Di una riforma di buone intenzioni? Di una legge delega che non è generalista, ma è volutamente vaga? Con la legge delega in oggetto si vuole dare al Governo la possibilità di adottare dei decreti legislativi che la renderanno attuale, di fatto senza passare dal Parlamento, che potrà esprimere solo un parere. Stiamo parlando di una riforma fiscale, che è il cardine del sistema di un Paese, che non ha fondi (sono previsti solo 2 miliardi di euro di fondi di copertura e - mi consenta di dirlo, signor Presidente - è ridicolo parlare di riforma fiscale con queste cifre) e che viene promossa con una legge delega assolutamente vaga, che lascia le mani libere al Governo o - meglio - al Ministro dell'economia e delle finanze e al Presidente del Consiglio, che, nella loro assoluta autonomia e individualità, saranno responsabili della riforma fiscale. Ciò non è accettabile. Devo purtroppo concludere e la ringrazio dei secondi che mi ha dato in più. Avrei tante cose da dire sulla riforma fiscale e lo faremo. Fratelli d'Italia - mi permetta - chiede a ciascuno di noi e a ciascuno di voi, al di là del colore politico (lo ribadisco), un sussulto di orgoglio. Il Parlamento non può essere ostaggio di nessuno; non siamo mai stati a favore dei regimi autoritari e siamo i primi che sostengono la democrazia e la libertà. Vogliamo tutti insieme che non si arrivi non al partito unico, ma addirittura al leader unico, a colui o a coloro che nelle segrete stanze decidono le sorti di questo Paese. Non è accettabile. Viva la libertà, viva Fratelli d'Italia e il nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, la Nota di aggiornamento al DEF del 2021 prospetta uno scenario di crescita dell'economia italiana e di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico. Si parte quindi dai numeri del Documento di aprile 2021, che vediamo migliorati nelle nuove previsioni. Nel 2021 la crescita del PIL programmatico passerà dal 4,5 al 6 per cento e nel 2022 crescerà del 4,7 per cento, per poi crescere del 2,8 per cento nel 2023 e dell'1,9 per cento nel 2024. Il rapporto deficit -PIL nel 2021 è stimato al 9,4 per cento invece dell'11,8; è migliorato rispetto alle precedenti proiezioni, ma resta sempre alto, considerate le diverse misure di sostegno all'economia messe in atto. Questo poi scenderà nel 2022 al 5,6 per cento, nel 2023 al 3,9 per cento e nel 2024 al 3,3 per cento; a partire dal 2025, il rapporto tornerà sotto il 3 per cento. Il rapporto debito-PIL è stimato nel 2021 al 153,5 per cento, ancora in costante diminuzione fino al 2024, con il 146 per cento, allontanandosi da quel 160 per cento ipotizzato fino a qualche mese fa. La crescita del PIL, superiore alle previsioni di aprile, fa incrementare tutti gli altri indicatori di finanza pubblica; almeno per un po' si tratta ancora di un rimbalzo tecnico rispetto alla caduta dell'8,9 per cento del PIL nel 2020. A partire dal 2024 vediamo che la crescita economica si assesta all'1,9 per cento: un buon livello e comunque superiore a prima della crisi. È evidente che le previsioni di questa NADEF puntano sul buon utilizzo degli investimenti e sul raggiungimento degli obiettivi di riforma, nonché sulla volontà e la necessità di continuare con una manovra espansiva per i prossimi anni. La ripresa prevista negli anni 2022-2024 è sostenuta inoltre da un forte aumento degli investimenti, sostenuto anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il miglioramento degli indicatori previsti nel DEF e aggiornati nella Nota è sicuramente dovuto alla ripresa delle attività economiche, anche se nei vari confronti con le parti economiche e sociali emergono criticità che il Governo deve affrontare, per evitare un rallentamento dell'offerta sulla domanda.