[sommcomm]

i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. Sempre l'articolo 1, per mezzo di modifiche al decreto-legge n. 33 del 2020, interviene sulla facoltà delle Regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Si prevede infatti che le Regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dallo stesso decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai DPCM, anche ampliative, introducendo in tale ultimo caso la previsione della necessaria intesa con il Ministro della salute. Dispone altresì la proroga al 31 gennaio 2021 del termine di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 33 del 2020, entro il quale è possibile adottare le misure di cui al medesimo decreto-legge. Con una modifica all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 83 del 2020, è prorogata al 31 dicembre 2020 l'operatività delle disposizioni, in scadenza al 15 ottobre 2020, di cui all'allegato 1 al medesimo decreto. Si interviene poi sullo stesso allegato 1, al fine di prorogare i termini di applicazione di ulteriori disposizioni. L'articolo 2 del decreto-legge in esame modifica l'articolo 6 del decreto-legge n. 28 del 2020 che ha disposto l'introduzione del sistema di allerta Covid-19. In particolare, previa valutazione dell'impatto ai sensi delle norme europee sulla privacy , si prevede l'interoperabilità dell'applicazione "Immuni" con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell'Unione europea, come peraltro indicato dalla raccomandazione della Commissione europea C(2020)2296, relativa a un pacchetto di strumenti comuni dell'Unione per l'uso della tecnologia e dei dati al fine di contrastare la crisi da Covid-19, adottata lo scorso aprile. Un'ulteriore modifica prevede che il sistema di allerta operi sino alla cessazione delle esigenze di protezione e prevenzione della sanità pubblica, legate alla diffusione del virus anche a carattere transfrontaliero, individuate con DPCM, e comunque fino al 31 dicembre 2021. L'articolo 3 differisce al 31 ottobre 2020 i termini per l'invio delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria collegati all'emergenza Covid-19. L'articolo 4 è volto a dare attuazione alla direttiva (UE) 2020/739 della Commissione, del 3 giugno 2020, che modifica l'allegato III della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'inserimento del Sars-Cov-2 nell'elenco degli agenti biologici di cui è noto che possono causare malattie infettive nell'uomo e che modifica la direttiva (UE) 2019/1833 della Commissione, il cui termine di recepimento scade il 24 novembre 2020. L'articolo 5 proroga la vigenza del DPCM del 7 settembre 2020, nelle more dell'adozione del primo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri successivo all'introduzione delle nuove norme e comunque non oltre il 15 ottobre 2020. Prevede, altresì, l'applicabilità immediata di ulteriori misure circa l'obbligo di uso delle mascherine, introdotte dal presente decreto, nei casi e con le esclusioni indicate all'articolo 1, comma 1. Infine, gli articoli 6 e 7 dispongono in merito alla copertura finanziaria e all'entrata in vigore del provvedimento. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) chiede delucidazioni sui tempi a disposizione per l'esame del provvedimento in titolo. Il PRESIDENTE ricorda che il provvedimento scade il 6 dicembre. Vi sono quindi i tempi per esaminare compiutamente il testo nel rispetto dei termini regolamentari e in modo tale da consentire una lettura piena anche da parte della Camera, invertendo la tendenza all'esame di fatto monocamerale cui si sta assistendo per la conversione dei decreti-legge. Si può eventualmente prevedere anche un ciclo di audizioni informali, purché il numero degli auditi sia ragionevole, considerato anche che finora il Parlamento ha esaminato più provvedimenti volti al contrasto dell'emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), pur concordando sulla opportunità di contenere il numero di audizioni, osserva che il provvedimento in esame contiene in effetti alcune novità, per esempio in relazione all'utilizzo dell'applicazione Immuni, che sarebbe opportuno approfondire. Considerati i tempi a disposizione, sarà possibile, a suo avviso, concludere l'esame in tempo ragionevole per consentirne una discussione approfondita anche nell'altro ramo del Parlamento. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) sottolinea che Forza Italia intende garantire la propria leale collaborazione alla definizione del testo, con l'auspicio che la maggioranza e il Governo questa volta siano effettivamente disponibili ad accogliere eventuali proposte di modifica migliorative. Sarebbe grave invece se, come già accaduto in passato su provvedimenti dello stesso tenore, l' iter si concludesse con il voto di fiducia. Il PRESIDENTE assicura che i lavori saranno organizzati in modo da consentire che entrambe le Camere esercitino le proprie prerogative. In ogni caso, trattandosi di un provvedimento particolarmente urgente e considerata la situazione di crisi legata alla emergenza sanitaria, sarebbe opportuno licenziarlo quanto prima. Propone quindi di fissare il termine per indicare i soggetti da audire per le ore 12 di giovedì 15 ottobre. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), in merito alla Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza", esaminata in sede consultiva la scorsa settimana, esprime il proprio disappunto in quanto i rilievi proposti dal suo Gruppo e recepiti nello schema di parere dal relatore, approvato dalla Commissione affari costituzionali, non sono poi stati inseriti, a differenza delle altre osservazioni, nella relazione per l'Assemblea approvata dalle Commissioni riunite 5 a e 14 a . Chiede, quindi, che il Presidente, anche in qualità di relatore sull'Atto n. 572 , si faccia carico di appurare i motivi per cui sia stato ignorato il risultato del proficuo lavoro svolto dalla Commissione. Il PRESIDENTE precisa di aver accolto, nello schema di parere sull'Atto n. 572 , in qualità di relatore, le osservazioni formulate dal Gruppo della Lega poiché le riteneva condivisibili. Nel concordare, quindi, con le considerazioni del senatore Augussori, assicura che interloquirà con le Commissioni bilancio e politiche dell'Unione europea, per comprendere se si sia verificato un recepimento parziale anche del parere espresso dalle altre Commissioni e, in ogni caso, se l'espunzione sia dovuta a ragioni meramente tecniche di sintesi oppure discenda da motivazioni di carattere politico.