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L'articolo 11 prevede che le leggi che disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale su ricorso motivato, presentato da almeno un terzo dei componenti di una Camera, recante l'indicazione degli specifici profili di incostituzionalità. In tal caso la nuova previsione costituzionale stabilisce altresì che «la Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata.» L'articolo in esame interviene inoltre, con il secondo comma, sull'articolo 134 della Costituzione aggiungendo allo stesso un nuovo secondo comma ai sensi del quale per esigenze di coordinamento con la modifica all'articolo 73 – sopra ricordata – si prevede che la Corte costituzionale giudica altresì della legittimità costituzionale delle leggi che disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, deferite ai sensi del secondo comma del citato articolo 73. La previsione risponde ad una esigenza avvertita nel panorama dei sistemi bicamerali europei, laddove il principio maggioritario nella procedura legislativa trova un diffuso e ormai sperimentato contemperamento nell'attribuzione ad una minoranza parlamentare – spesso, nei sistemi bicamerali, appartenente indifferentemente all'uno o all'altro ramo del Parlamento – del potere di ricorrere direttamente alla Corte costituzionale per verificare la legittimità costituzionale delle leggi. Un simile meccanismo è infatti presente nelle Costituzioni della Francia, della Germania, della Spagna, dell'Austria, della Polonia, della Repubblica ceca, della Romania, e della Russia (oltre che di Paesi con sistema monocamerale, quali il Portogallo e l'Ungheria). La legittimazione dei parlamentari al ricorso si configura principalmente, in tali casi, come strumento volto a rendere possibile, su iniziativa di una minoranza qualificata, una tutela diretta e tempestiva di fronte all'eventuale abuso di potere da parte della maggioranza, che potrebbe concretizzarsi nell'approvazione di leggi incostituzionali. Infine è introdotta una norma transitoria, con cui viene disposto che la prima elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale e diretto si svolge entro settanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale. Entro dieci giorni da tale data il Presidente della Camera dei deputati procede alla convocazione dei comizi elettorali. Il Parlamento in carica alla data di entrata in vigore della legge costituzionale è comunque sciolto di diritto il giorno dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Qualora sia già sciolto, la procedura elettorale è interrotta. Le successive elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica sono indette dal Presidente della Repubblica entro cinque giorni dal suo giuramento e devono aver luogo entro settanta giorni.. 1 (Modifica all'articolo 64 della Costituzione) 1 All'articolo 64 della Costituzione sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «Il candidato alla Presidenza della Repubblica risultato non eletto che ha ottenuto il maggior numero di voti o che ha partecipato al ballottaggio è membro di diritto della Camera dei deputati per tutta la durata della legislatura in corso al momento dell'elezione. I regolamenti delle Camere definiscono lo statuto dell'opposizione con particolare riferimento all'esercizio delle funzioni di controllo e di garanzia». 2 (Modifica dell'articolo 83 della Costituzione) 1 L'articolo 83 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 83. – Il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto a maggioranza assoluta dei votanti. Qualora nessun candidato abbia conseguito la maggioranza, il quattordicesimo giorno successivo a quello delle votazioni si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti». 3 (Modifica all'articolo 84 della Costituzione) 1 Al primo comma dell'articolo 84 della Costituzione, le parole: «cinquanta anni» sono sostituite dalle seguenti: «trentacinque anni». 4 (Modifica dell'articolo 85 della Costituzione) 1 L'articolo 85 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 85. Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni. Può essere rieletto una sola volta. Novanta giorni prima che scada il mandato del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indìce l'elezione, che deve aver luogo tra il quarantesimo e li ventesimo giorno precedente la scadenza. Qualora gli ultimi tre mesi del mandato presidenziale coincidano, in tutto o in parte, con gli ultimi tre mesi della legislatura, i poteri del Parlamento sono prorogati e il Presidente della Camera dei deputati indìce, nei cinque giorni successivi a quello del giuramento, le nuove elezioni, che devono aver luogo tra il sessantesimo e il settantesimo giorno successivo. Le candidature sono presentate da un decimo dei parlamentari, da trecentomila elettori, da un decimo dei consiglieri regionali di almeno un sesto delle Regioni o da un numero di sindaci o di Presidenti di Giunte regionali o delle Province autonome di Trento e di Bolzano che corrisponde almeno a un quindicesimo della popolazione secondo le modalità stabilite dalla legge. La legge disciplina la procedura per la sostituzione e per l'eventuale rinvio della data dell'elezione in caso di morte o di impedimento permanente di uno dei candidati. Il Presidente della Repubblica eletto assume le funzioni l'ultimo giorno del mandato del Presidente uscente o il giorno successivo alla proclamazione in caso di morte, dimissioni o impedimento permanente del Presidente in carica. Il procedimento elettorale, la disciplina concernente i finanziamenti e le spese per la campagna elettorale nonché la partecipazione alle trasmissioni radiotelevisive al fine di assicurare la parità di condizioni tra i candidati e le altre modalità di applicazione del presente articolo sono regolati dalla legge. La legge prevede, altresì, disposizioni idonee a evitare conflitti tra gli interessi privati del Presidente della Repubblica e gli interessi pubblici». 5 (Modifica all'articolo 86 della Costituzione) 1 Il secondo comma dell'articolo 86 della Costituzione è sostituito dal seguente: «In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indìce l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro tre giorni. L'elezione deve aver luogo tra il sessantesimo e l'ottantesimo giorno successivo al verificarsi dell'evento o della dichiarazione di impedimento deliberata dalla Corte costituzionale». 6 (Modifiche all'articolo 87 della Costituzione) 1 All'articolo 87 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Vigila sul funzionamento regolare dei pubblici poteri e assicura che l'indirizzo politico della Repubblica si svolga in conformità con la sovranità popolare, nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione. A tale scopo rivolge, nel mese di gennaio di ogni anno, un discorso al Parlamento riunito in seduta comune sullo stato della Repubblica»; b il decimo comma è abrogato.