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ed allora, supponendo che per prossimi anni il flusso delle sopravvenienze sia stabile (la media negli ultimi cinque anni, 2016 - 2020, è stata di 1.965 procedimenti), si può ipotizzare che con una produttività costante e massima, potremmo dire ipotetica, perché mai raggiunta, di 1.000 sentenze l'anno (200 per ognuno dei 5 magistrati teoricamente sempre presenti) si troverebbe tra quattro un aumento di altri 4.000 procedimenti, ossia 12.584. L'innesto reale di altri quattro magistrati, invece, farebbe migliorare nettamente le previsioni; è dunque assolutamente necessario che il CSM ed il Ministero garantiscano a preferenza assoluta la copertura dei posti attualmente scoperti presso il Tribunale di Vallo, con la destinazione specifica a quella sede dei magistrati che saranno assegnati alla magistratura distrettuale della Corte di Appello di Salerno, a meno di non voler certificare ora e per sempre per quella popolazione l'esistenza di una situazione di denegata giustizia; allo stesso modo è necessario che si modifichi, anche ad iniziativa del Governo, la normativa sulla copertura delle cosiddette sedi disagiate che consente di assegnarvi, a loro domanda, anche magistrati che per la loro intera vita professionale hanno svolto attività in un altro settore e che hanno bisogno di riconvertirsi, con ovvia caduta di produttività, il che costituisce un lusso che sedi come quella di Vallo e soprattutto chi attende da anni una sentenza, non possono concedersi; infine, si segnala l'assoluta mancanza di interventi sulla pianta organica del personale amministrativo, che non solo non è aumentato rispetto all'aumento delle pendenze, ma è addirittura ridotto rispetto all'organico teorico, perché invece di 38 dipendenti ne sono presenti solo 27, con una scopertura del 31 per cento; non va trascurato poi il dato dell'età anagrafica dei dipendenti: solo il 23 per cento degli amministrativi in servizio ha un'età inferiore ai 40 anni, mentre supera i 50 anni di età il 77 per cento dei dipendenti. Tre unità risultano prossime alla pensione; il rapporto tra giudici presenti e dipendenti utilizzabili (16, compresi i GOT, rispetto a 23) evidenzia che ogni giudicante può al massimo contare sull'apporto collaborativo di una sola unità amministrativa e quest'ultima, se si tiene conto del numero complessivo degli affari pendenti, ha in carico all'incirca 1.000 procedimenti, oltre a dover assicurare l'assistenza alle udienze, il compimento di atti di competenza esclusiva dei cancellieri, le attività di cosiddetto sportello; un raffronto poi con altre sedi giudiziarie parificabili per equivalenza dei procedimenti sopravvenuti, di quelli definiti, delle sentenze emesse e del numero di magistrati, compresi quelli onorari, ossia con le sedi di Verbania, Biella, Vercelli, Lagonegro, La Spezia, Spoleto, ha fatto emergere una ingiustificata disparità di trattamento per la sede vallese, perché l'organico del personale amministrativo dei tribunali indicati varia da un minimo di 38 ad un massimo di 80 unità, quindi anche il doppio delle unità amministrative assegnate a Vallo; le dotazioni del ruolo di assistente giudiziario di uffici come Vercelli, Lagonegro, Spoleto, Imperia e La Spezia, ancorché già di tutto rispetto per come previste dal decreto ministeriale 19 maggio 2015, sono state ulteriormente incrementate dai successivi decreti 14 febbraio 2018 e 20 luglio 2020, rispettivamente di una unità a Vercelli, una a Lagonegro, sei a Spoleto, due a Imperia, tre a La Spezia e nessuna al Tribunale di Vallo della Lucania, dove un posto di assistente giudiziario è ancora coperto da una unità in comando da altra amministrazione; vi è, infine, anche un posto di funzionario la cui titolare è da tre anni distaccata a Salerno, dove però non viene trasferita, con il risultato che il posto di Vallo risulta coperto anche se di fatto non lo è; certo è che, complessivamente urge una decisa e veloce inversione di tendenza, altrimenti nel circondario di Vallo della Lucania si potrà parlare sì di giustizia, ma solo di giustizia negata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della critica situazione nella quale versa il Tribunale di Vallo della Lucania e quali provvedimenti intenda assumere, nell'ambito delle competenze istituzionali, per porvi rimedio. Atto n. 4-05170 CANDURA FREGOLENT VALLARDI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: tra il 4 e il 9 dicembre 2020 un'eccezionale ondata di maltempo si è abbattuta sul Veneto, con precipitazioni molto intense sulle zone montane e pedemontane; particolare violenza si è registrata nel Bellunese con trombe d'aria, violenti temporali, fortissime grandinate e neve molto abbondanti, specie oltre i 1.500-1.600 metri di quota, che hanno colpito le province di Verona, Vicenza, Padova e Belluno, causando enormi disagi e danni ingentissimi, con allagamenti, smottamenti e devastazioni di strade, abitazioni, attività produttive, terreni agricoli, edifici e opere pubbliche; gran parte del territorio regionale è stato interessato da gravissimi fenomeni franosi prevalentemente nella provincia di Belluno e nelle province di Treviso e Vicenza ; interventi significativi sono avvenuti a Vicenza in zona Settecà e Torri di Quartesolo, dove i Vigili del fuoco hanno operato per l'esondazione della roggia Caveggiara, portando in salvo oltre 20 persone a causa dell'innalzamento del livello dell'acqua, che ha raggiunto oltre un metro di altezza, allagando i piani bassi delle abitazioni; situazioni di estrema gravità, quali nubifragi, frane e allagamenti, si sono registrate anche in provincia di Treviso, principalmente nell'Alta Marca trevigiana, provocando molteplici danni in diverse aree, in particolare nelle zone di Cordignano, Vittorio Veneto e Fregona e nell'area del Fadalto; in particolare, il territorio di Cordignano è stato letteralmente sommerso dall'acqua, a causa dell'esondazione del fiume Meschio, che ha fatto registrare i livelli più alti degli ultimi 30 anni, e il cedimento di un tratto di argine, che ha creato enormi disagi e agli abitanti e provocato danni per centinaia di migliaia di euro; a seguito di tali eventi, e in risposta alle richieste pervenute dalle amministrazioni comunali interessate dai fenomeni intensi, il Presidente della Giunta regionale ha attivato l'Unità di crisi e ha dichiarato tempestivamente lo "stato di crisi";