[pronunce]

che la medesima disposizione contrasterebbe, infine, con i principi di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione di cui agli artt. 3 e 97 Cost., attribuendo ad un gruppo di medici individuato in modo del tutto arbitrario ed ingiustificato nonché oltre i limiti derogatori previsti dalla predetta norma statale di principio, un trattamento di maggior favore rispetto ad altri colleghi che prestano servizio in condizioni analoghe, e concedendo, attraverso l'inquadramento in questione, l'accesso al ruolo sanitario in assenza di concorso pubblico; che l'art. 9, comma 3, lettera a), e l'Allegato A, lettere g), h), i), j), k) e l), della legge regionale in oggetto sono impugnati per asserita violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., nonché dell'art. 3, lettera l), dello statuto speciale; che per il ricorrente l'impugnata disciplina, individuando, nell'ambito del personale tecnico specializzato che opera nell'attività di soccorso e di trasporto degli infermi, la figura dell'«autista soccorritore» e le connesse «attività di autista di ambulanza ed automedica e di soccorritore», eccederebbe la competenza legislativa concorrente in materia di «igiene, sanità, assistenza ospedaliera e profilattica» riconosciuta alla Regione dall'art. 3, lettera l), dello statuto speciale e dalle relative norme di attuazione, nonché in materia di «professioni» e di «tutela della salute» che devono ritenersi attribuite a detta Regione dall'art. 117, terzo comma, Cost., ai sensi dell'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001; che – sostiene il ricorrente – l'Allegato A, nell'elencare le attività dell'autista soccorritore, per un verso utilizza formule ampie e generiche che possono tradursi, in concreto, nella possibilità di svolgere attività riservate a professionisti sanitari e, per altro verso, nel prevedere la possibilità che l'autista soccorritore si occupi di specifiche problematiche di medicina d'urgenza, «di fatto» autorizza detto operatore a porre in essere attività a carattere sanitario che esulano dai compiti attribuiti alla figura professionale dell'autista-soccorritore e rientrano in maniera inequivocabile nelle competenze delle professioni sanitarie degli infermieri; che, così disponendo, le impugnate disposizioni individuerebbero «di fatto» una nuova professione sanitaria, ponendosi in contrasto con il principio più volte affermato da questa Corte e recepito nel decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 (Ricognizione dei princìpi fondamentali in materia di professioni, ai sensi dell'articolo 1 della legge 5 giugno 2003, n. 131), in particolare negli artt. 1, comma 3, e 4, comma 2, secondo cui l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e i titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, allo Stato, rientrando nella competenza delle Regioni la disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale; che, con atto depositato l'11 luglio 2008, si è costituita in giudizio la Regione autonoma Valle d'Aosta la quale, riservandosi ogni più ampia difesa, ha chiesto a questa Corte di dichiarare l'inammissibilità e, comunque, l'infondatezza del presente ricorso. Considerato che, successivamente alla proposizione del ricorso, la Regione Valle d'Aosta, con la legge regionale 6 aprile 2009, n. 6 (Modificazioni alla legge regionale 13 marzo 2008, n. 4), pubblicata nel Bollettino Ufficiale regionale 14 aprile 2009, n. 15, è intervenuta a modificare la disciplina oggetto delle censure; che, proprio in considerazione delle modifiche apportate alle disposizioni impugnate, il ricorrente, con atto notificato alla Regione Valle d'Aosta nella persona del Presidente in carica il 13 maggio 2009 e depositato presso la cancelleria di questa Corte il successivo 25 maggio, ha rinunciato al ricorso, affermando che tali modifiche hanno sostanzialmente recepito le censure proposte; che tale rinuncia è stata formalmente accettata dalla Regione Valle d'Aosta, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte in data 28 maggio 2009; che, ai sensi dell'art. 25 delle norme integrative per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita dall'accettazione della controparte, comporta l'estinzione del processo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 giugno 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 giugno 2009. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA