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se il Ministro in indirizzo abbia avviato un monitoraggio costante sulla ripresa delle attività dei tribunali italiani dopo la data del 12 maggio, se sia in grado di dare notizia dell'attuale stato della situazione, nonché di quale sia ad oggi l'avanzamento di protocolli e linee guida nei diversi distretti di corte di appello e di quale sia la loro omogeneità tra distretti diversi; se, alla luce dei tanti ritardi e disfunzioni che sono registrati nei tribunali durante questa fase, non ritenga necessario e urgente intraprendere le opportune iniziative al fine di esercitare in maniera più efficace una funzione di coordinamento e orientamento, anche indicando principi e linee guida uniformi a livello nazionale, in modo da garantire omogeneità sulle modalità di svolgimento dei processi, sui processi da celebrare, sui tempi dei rinvii e sull'impiego delle cancellerie. Atto n. 3-01654 CASTIELLO CASTELLONE ANGRISANI GAUDIANO RICCIARDI MAUTONE PRESUTTO VACCARO CIOFFI DE LUCIA DI MICCO PUGLIA GIANNUZZI LA MURA MORONESE SANTILLO LANNUTTI MATRISCIANO ROMANO PAVANELLI CORRADO LANZI MOLLAME ANASTASI LEONE NATURALE NOCERINO D'ANGELO ACCOTO MONTEVECCHI MARILOTTI SANTANGELO TRENTACOSTE DONNO VANIN GARRUTI Al Ministro dell'interno Premesso che: nel mese di giugno 2019 la Procura di Napoli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 126 persone, accertando che nell'ospedale "San Giovanni Bosco" di Napoli, facente capo alla ASL Napoli 1, definito nell'ordinanza stessa la "sede sociale" della "Alleanza di Secondigliano" (costituita dai clan Contini, Mallardo e Licciardi), quest'ultima svolgeva, tra l'altro, funzioni di ufficio di smistamento degli ammalati e di prenotazione delle visite e delle analisi di laboratorio, cui era possibile accedere senza dover passare per l'ufficio ticket e per le liste di attesa; il 24 luglio 2019 il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, su delega del Ministro dell'interno, ha nominato la commissione di accesso presso la ASL Napoli 1 per verificare l'eventuale sussistenza di tentativi di infiltrazione o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell'amministrazione della stessa ASL, nella cui gestione è ricompreso l'ospedale S. Giovanni Bosco, interessato dalla recente vicenda giudiziaria; la commissione di accesso, a quanto si apprende da organi di stampa, ha terminato l'istruttoria ed ha successivamente trasmesso gli atti al Ministro; considerato che: il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, all'art. 107, comma 10, ha previsto che per fenomeni di infiltrazione di tipo mafioso, il termine di cui all'articolo 143, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali), per lo scioglimento anche degli organi collegiali delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, previsto dall'art. 146, è fissato in 120 giorni; considerato inoltre che, a parere degli interroganti: sarebbe necessario e urgente intervenire con tempestività per rimuovere le preoccupanti infiltrazioni malavitose, emerse dall'indagine della Procura di Napoli; rimandare di diversi mesi la decisione di commissariare la più grande ASL d'Europa, con un bacino di utenza di circa un milione di persone, metterebbe a rischio il diritto alla salute dei cittadini campani, nel mezzo della più grande emergenza sanitaria degli ultimi tempi, gettando ombre poco rassicuranti sulla gestione della sanità e sull'utilizzo trasparente dei fondi destinati all'emergenza, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo ritenga di dover adottare al fine di accelerare, alla luce dei gravi eventi riscontrati dalla Procura di Napoli nonché da parte della commissione di accesso, l' iter del commissariamento della ASL Napoli 1, considerato che la tutela dell'ordine pubblico e la tutela del diritto alla salute costituiscono valori primari garantiti dalla Costituzione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03581 BATTISTONI MALLEGNI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il sistema contributivo per i lavoratori marittimi è oggetto di una pesante controversia relativa all'interpretazione dei riferimenti legislativi: da un lato, la legge n. 250 del 1958 per i pescherecci di peso inferiore a 10 tonnellate, dall'altra la legge n. 413 del 1984, che si applica alle imbarcazioni superiori a 10 tonnellate o comunque alle imbarcazioni con motore superiore ai 25 cavalli; l'INPS, in maniera unilaterale, ha inteso applicare in forma retroattiva la legge n. 413 del 1984 a tutti quei piccoli imprenditori del settore della pesca, che hanno sempre pagato i contributi ai sensi di quanto stabilito dalla legge n. 250 del 1958 e secondo le indicazioni dei propri consulenti fiscali; tale azione ha comportato l'invio di cartelle esattoriali, di importi che vanno da poche migliaia di euro a cifre oltre i 100.000 euro; tale iniziativa rischia di far fallire l'intero comparto delle piccole imbarcazioni da pesca del mare, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica e quali iniziative intenda adottare per evitare che le piccole aziende di pesca marittime falliscano durante questa emergenza sanitaria globale. Atto n. 4-03582 DE PETRIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che: la sera del 28 aprile 2020, nelle montagne del gruppo delle Giudicarie, del Trentino occidentale, agenti del locale Corpo forestale hanno catturato, tramite una trappola tubo, il giovane orso M49, letteralmente "ricercato" da circa 10 mesi nella provincia autonoma di Trento e Bolzano; M49 è stato classificato come orso "pericoloso", nonostante non si sia mai reso responsabile di aggressioni alle persone, ma sia sempre rifuggito dal contatto con l'uomo, tanto da essere definito nei report scientifici ufficiali come "elusivo"; le sue predazioni hanno riguardato animali di allevamento lasciati incustoditi, a volte per giorni, e ciò non esula dai normali comportamenti della specie; il suo nome è divenuto familiare all'opinione pubblica del nostro Paese per le ordinanze di cattura, che prevedevano addirittura l'eventuale abbattimento, e che hanno suscitato fortissime opposizioni e polemiche; in particolare, aveva avuto grande risonanza nel luglio 2019 la sua fuga, giustamente definita rocambolesca, dalla struttura del centro faunistico del Casteller, a Trento, in cui era stato da poche ore rinchiuso, avvenuta nonostante le fortificazioni e l'alto voltaggio della corrente; per molti mesi si era tenuto nascosto e lontano dall'uomo, vagando in luoghi a lui completamente sconosciuti. Solo in seguito si è compreso che stava ritornando a casa, nella zona in cui era nato, percorrendo territori ignoti, spinto da quelle emozioni che oggi gli etologi riconoscono anche negli animali;