[massime]

Ambiente - Norme della Regione Abruzzo - Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo (REASTA) - Gestione e organizzazione nelle aree naturali protette (nella specie: parchi nazionali, riserve naturali e aree protette regionali) - Conformità al regolamento e al piano dell'area, nonché alle misure di salvaguardia eventualmente dettate dal provvedimento istitutivo - Omessa previsione - Violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema - Illegittimità costituzionale in parte qua.. È dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art.117, secondo comma, lett. s ), Cost., l'art. 5, commi 1 e 2, lett. b ), d ), e ) ed i ), della legge reg. Abruzzo n. 42 del 2016, nella parte in cui non prevede che le funzioni di gestione e organizzazione della Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo (REASTA) devono essere esercitate, all'interno delle aree naturali protette, in conformità al loro regolamento e al rispettivo piano, nonché alle misure di salvaguardia eventualmente dettate dal provvedimento istitutivo. Le norme impugnate dal Governo, non prevedendo che le funzioni di organizzazione e gestione disciplinate dalle lettere indicate debbano essere esercitate, nei casi in cui interessino aree rientranti in parchi nazionali, riserve naturali e aree protette regionali, in conformità al loro piano e regolamento, nonché alle misure di salvaguardia eventualmente dettate dal provvedimento istitutivo, si pongono in contrasto con gli artt. 6, 11 e 12 della legge quadro n. 394 del 1991, che dettano lo standard minimo uniforme di tutela nazionale attraverso la previsione di strumenti regolatori delle attività esercitabili all'interno delle aree protette. ( Precedenti citati: sentenze n. 121 del 2018 e n. 74 del 2017, n. 171 del 2012, n. 263 del 2011 e n. 44 del 2011 ).