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"pane tradizionale di qualità", stabilendo che possono ottenere tale qualifica tutti i tipi di pane tradizionali tipici locali identificati dalle Regioni, che dovranno essere riportati negli elenchi regionali e inseriti nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari. All'articolo 12 viene disposto che la vigilanza sull'attuazione della legge sia esercitata dalle aziende sanitarie locali e dai Comuni competenti per territorio, cui spettano i proventi derivanti dall'applicazione di eventuali sanzioni amministrative stabilite dalle Regioni. L'articolo 13 prevede l'adeguamento della normativa regionale e la clausola di salvaguardia per le Regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 14 prevede invece l'adeguamento alle nuove disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n. 502. L'articolo 15 stabilisce una serie di abrogazioni normative esplicite. L'articolo 16 reca infine l'entrata in vigore e le disposizioni transitorie. In conclusione informa che sulla stessa materia il 2 agosto 2018 è stato depositato l'Atto Senato n. 739, a prima firma Mollame (M5S) e altri, recante: "Norme in materia di produzione e vendita del pane". Il seguito della discussione è quindi rinviato. Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale DDL 594 Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale DDL 622 Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale (Discussione congiunta e rinvio) Il relatore ANASTASI (M5S) illustra dapprima l'atto Senato n. 594, a prima firma del senatore Girotto, che reca disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale. Il provvedimento, che si compone di 17 articoli, ripropone, con alcune modifiche, il testo dell'atto Camera n. 72, a prima firma dell'onorevole Realacci (PD), già approvato nella scorsa Legislatura dall'altro ramo del Parlamento in un testo risultante dall'unificazione degli atti Camera nn. 75, 241, 811 e 2726. Passando all'esame del testo, l'articolo 1 disciplina l'oggetto e la finalità della legge che, riconoscendo al commercio equo e solidale una funzione rilevante nella crescita economica e sociale nelle aree economicamente marginali del pianeta, si propone di stimolare un più ampio e trasparente accesso al mercato nazionale delle merci prodotte, trasformate e distribuite attraverso le filiere del commercio equo e solidale, favorendo la concorrenza leale e l'adeguata protezione dei consumatori. L'articolo 2 contiene definizioni di carattere generale tra cui quella di commercio equo e solidale e filiera integrale, introducendo, inoltre, il concetto di prezzo equo, idoneo cioè a generare un reddito da destinare a investimenti e a consentire al produttore di remunerare i lavoratori in misura adeguata ai propri bisogni e a quelli della propria famiglia. L'articolo 3 delinea le organizzazioni del commercio equo e solidale quali soggetti, costituiti potenzialmente in diverse forme giuridiche, senza scopo di lucro e con un ordinamento interno a base democratica, che svolgono alcune specifiche attività. Sono esclusi dalla possibilità di essere considerati organizzazioni del commercio equo e solidale enti pubblici, partiti, movimenti politici, organizzazioni sindacali ed enti da essi istituiti o diretti. L'articolo 4 disciplina gli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale. Si tratta di soggetti, costituiti su base associativa con un'adeguata rappresentanza territoriale e un'ampia base associativa, senza scopo di lucro e con un ordinamento interno a base democratica, i cui statuti prevedano la promozione e il sostegno del commercio equo e solidale. L'articolo 5 regola l'attività degli enti di promozione del commercio equo e solidale. Gli articoli 6 e 7 istituiscono, rispettivamente, l'Elenco nazionale del commercio equo e solidale e la Commissione per il commercio equo e solidale presso il Ministero dello sviluppo economico, disciplinandone la composizione e i compiti. In sede di prima attuazione i membri della Commissione da nominare sulla base delle proposte formulate dagli enti rappresentativi delle organizzazioni di commercio equo e solidale e dagli enti di promozione delle filiere e dei prodotti del commercio equo e solidale sono nominati dal Ministro dello sviluppo economico (articolo 17). Essa cura la tenuta dell'Elenco nazionale e esercita poteri di vigilanza sugli enti rappresentativi delle organizzazioni e sugli enti di promozione delle filiere per il mantenimento dei requisiti da parte degli iscritti. L'articolo 8 fissa il principio di mutuo riconoscimento stabilendo che le tutele e i benefici previsti dalla presente legge sono estesi alle imprese e alle merci riconosciute o certificate in altri Stati membri dell'Unione europea tramite procedure equivalenti a quelle previste dalla medesima legge. L'articolo 9 stabilisce che i prodotti del commercio equo e solidale, importati o distribuiti da un'organizzazione del commercio equo e solidale, nell'ambito del sistema di filiera integrale, sono presentati, etichettati e pubblicizzati con una serie di denominazioni, anche in lingue straniere. L'articolo 10 prevede che lo Stato, le Regioni e le Province autonome possano svolgere attività di sostegno alla diffusione della conoscenza e delle attività degli operatori del commercio equo e solidale. Per questa previsione opera una clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 11 attribuisce allo Stato il compito di promuovere l'utilizzo dei prodotti e dei servizi del commercio equo e solidale nei propri acquisti e, in particolare, per le mense e per i servizi di ristorazione delle amministrazioni pubbliche. L'articolo 12 istituisce la Giornata nazionale del commercio equo e solidale. L'articolo 13 stabilisce i contenuti del regolamento di attuazione da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 14 individua i principi cui devono attenersi le Regioni e le Province autonome, previa invarianza finanziaria, nell'attuare la legge. L'articolo 15 istituisce nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico il Fondo per il commercio equo e solidale con una dotazione di 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2018, mentre l'articolo 16 prevede la relativa copertura finanziaria. Infine, l'articolo 17 contiene le disposizioni transitorie e finali oltre a fissare il principio per il quale i benefici e le tutele riconosciuti dalla legge e, in particolare, le disposizioni in materia di marchi e di etichettatura applicabili alle imprese e ai prodotti del commercio equo e solidale, non devono comportare ostacoli agli scambi nell'ambito dell'Unione europea. Connesso all'esame del disegno di legge n. 594 è quello del disegno di legge n. 622, a prima firma del senatore Patriarca (PD), composto da 14 articoli. I due testi sono sostanzialmente identici proprio per 14 articoli.