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Alla ASL Roma 3 si riscontra una grave carenza di neuropsichiatri infantili, psicologi dell'età evolutiva, assistenti sociali e logopedisti, con ripercussioni gravissime non solo sulle famiglie ma anche sui docenti. Queste figure sono infatti essenziali anche per realizzare l'inclusione scolastica. Risulta invece che l'attuale organico della ASL Roma 3 sia notevolmente sottodimensionato e non riesca in nessun modo, se non limitatamente, a garantire il servizio di tutela di salute mentale e riabilitazione dell'età evolutiva. A seguito, quindi, delle sollecitazioni del comitato, che ringrazio, promotore del servizio di neuropsichiatria infantile della ASL Roma 3 e dei Gruppi del MoVimento 5 Stelle del X, XI e XII municipio e del Comune di Fiumicino, da poco la ASL Roma 3 ha rappresentato di aver iniziato un processo di ricerca di personale. Noi, a livello nazionale, è noto che, con il decreto sostegni- bis abbiamo stanziato circa 20 milioni per il potenziamento dei servizi territoriali e ospedalieri di neuropsichiatria infantile e di adolescenza, provvedendo anche alla deroga ai limiti assunzionali. Io ora mi faccio promotrice, insieme ai miei colleghi romani, per chiedere aiuto alla Regione Lazio, affinché supporti questa ASL, che, per errore magari, è in ritardo. Questo è molto importante, per aiutare non una famiglia, non due, ma centinaia di famiglie e i loro bambini. (Applausi) . LANNUTTI (Misto-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signor Presidente, porto all'attenzione dell'Assemblea uno dei tanti casi di abuso di potere di un magistrato. La dottoressa Antonia Giammaria, pubblico ministero di Roma, già vice capo gabinetto dell'ex ministro Calenda, che avrebbe avuto il dovere di comportarsi con imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo ed equilibrio nello svolgimento del suo ruolo, al contrario, come si può leggere anche nel ricorso al TAR del Lazio del Codacons e contestuale richiesta di equa riparazione alla procura della Corte d'Appello, sembra abbia svolto il suo ruolo in maniera arbitraria. Per aver presentato un'interrogazione, il 17 luglio 2018, sulla nomina del dottor Capecchi a direttore Agcom, ricevevo un avviso di garanzia, per reato di cui all'articolo 595 del codice penale, firmato l'11 settembre 2018 dalla dottoressa Giammaria. Convocato il 25 settembre 2018 da un solerte ufficiale della Guardia di finanza, che lavorava alla stessa Agcom di cui il dottor Capecchi era direttore generale, alla presenza del mio avvocato, Francesco Strigari, ribadivo che l'atto di sindacato ispettivo rientrava nelle prerogative di cui all'articolo 68 della Costituzione. Il procedimento penale doveva, quindi, essere archiviato in tempi ragionevoli. Ciononostante, il pubblico ministero Giammaria chiedeva proroga delle indagini. Il 20 luglio 2021, a quasi due anni dalla scadenza del termine della proroga, l'avvocato Strigari presentava istanza di sollecito, chiedendo alla Giammaria di promuovere al gip la richiesta di archiviazione per insussistenza di reato e per l'insindacabilità delle opinioni espresse ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione. Diritto di critica e dubbi si evincevano dal curriculum , scritto di pugno dal Capecchi stesso e pubblicato in rete. Interesse pubblico dei cittadini italiani e continenza: le forme da me utilizzate in quella interrogazione erano pacate e limpide, i toni mai offensivi né scurrili. Il 30 luglio 2021 reiterava seconda istanza di sollecito; il 26 ottobre la terza istanza. Solo il 17 ottobre la pubblico ministero Giammaria chiede finalmente che il gip voglia disporre l'archiviazione del procedimento, dopo aver osservato che, dall'esame degli atti, non sono emersi elementi che permettano di configurare le ipotesi di reato ascritte e che non sono stati indicati altri elementi di sufficiente spunto investigativo. Ne consegue che, per le esposte considerazioni, si deve avere richiesta di archiviazione. Il giorno dopo, il 18 ottobre, dunque a 3 anni e un mese dall'avviso di garanzia, il giudice per le indagini preliminari, Patrone, letta la richiesta di archiviazione depositata dal pubblico ministero, ritenuto che la motivazione della richiesta è pienamente condivisibile, alla luce degli atti presentati dispone l'archiviazione. Signor Presidente, io ho sempre avuto grande rispetto per la magistratura, ma abusi come quelli descritti, da parte di un pubblico ministero, che ritiene di poter tenere un cittadino, benché senatore, appeso per 37 mesi sotto la spada di Damocle di un reato inesistente, merita di essere duramente sanzionato da un CSM, il cui grave scandalo disonora l'intero ordinamento giudiziario, minando irrimediabilmente la residua fiducia nella giustizia. Io mi auguro che d'ora in avanti i pubblici ministeri, quando si invoca l'articolo 68 della Costituzione, non tengano per tre anni i senatori e i deputati appesi sotto quella spada di Damocle. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 9 marzo 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 9 marzo, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,41) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE DISCUSSO AI SENSI DELL'ARTICOLO 44, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore (2542) PROPOSTA DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE, NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI, SUL QUALE IL GOVERNO HA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA Art. 1. 1. Il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 2. Il decreto-legge 4 febbraio 2022, n. 5, è abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge 4 febbraio 2022, n. 5. 3.