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All'inizio della riunione, il presidente Kosachev ha espresso particolare apprezzamento per il "documento di sintesi" italiano, in particolare nei punti dove viene evocata l'ipotesi di una possibile neutralità dell'Ucraina e dove si auspica la ripresa, al più presto, di un dialogo strategico tra l'Unione europea e la Russia. Al contempo, si è detto sicuro che la sottoscrizione del Protocollo di cooperazione tra le due Commissioni sarà foriera di un ulteriore approfondimento ed allargamento dei campi di collaborazione a livello parlamentare. Il presidente Petrocelli ha, in proposito, replicato che le due Commissioni esteri hanno lavorato intensamente ed in stretta concordanza, sottolineando come l'organismo senatoriale da lui presieduto si accinga ad approvare una proposta di risoluzione, rivolta al Governo italiano, in cui sono enucleate le linee guida di un proficuo rapporto politico e commerciale con la realtà russa. Ha, quindi, sottolineato, condividendo l'opinione del presidente Kosachev, che il Protocollo bilaterale di cooperazione - il primo, peraltro, ad essere sottoposto preventivamente all'esame e al vaglio della 3 a Commissione nella corrente legislatura - fungerà da apripista nell'incrementare ulteriormente le relazioni interparlamentari tra i due Paesi, consentendo alle due entità, di discutere su tutte le principali tematiche dello scenario internazionale. Valutando, in particolare, il documento predisposto dagli amici russi, il presidente Petrocelli ha condiviso, in modo precipuo, il contenuto del punto sette, dove si preconizza la formazione di un unico spazio economico ed umanitario da Lisbona a Vladivostok, nonché l'approccio, più generale, volto a ridare impulso alle relazioni bilaterali mediante il metodo dei "piccoli passi", ossia cercando di risolvere un problema alla volta, rimuovendo i diversi ostacoli step by step . Quanto alla enucleazione, nel testo predisposto dalla Commissione esteri del Senato, di una Ucraina indipendente e neutrale, si tratta di un'ipotesi di lavoro, avanzata nella consapevolezza che essa costituisce un'affermazione non condivisa dall'intera compagine politica dell'attuale Governo in carica in Italia. Concludendo il primo giro di interventi, il presidente Petrocelli ha anche ribadito l'importanza del lavoro svolto dai rispettivi gruppi di amicizia (quello italiano guidato dall'onorevole Lollobrigida), che deve integrarsi proficuamente con le altre attività che si ripromettono di interconnettere l'azione comune di Italia e Russia, sia sul piano parlamentare che governativo. Il presidente Kosachev ha messo in risalto, con riferimento al citato punto 7 del documento russo, che la propria parte non intende rinunciare al progetto di costruire una vasta area di mutua cooperazione da Lisbona a Vladivostok. A riguardo, va considerata assai anacronistica la politica dei visti verso la Russia tuttora mantenuta dai Paesi europei: dal suo punto di vista, il proprio Paese è in tutto e per tutto "europeo" e non, come riferiscono in molti, una entità estranea all'Europa. Sotto tale profilo, sono da valutare in maniera fortemente critica e come un fatale errore le recenti "sortite" espansionistiche della Nato e dell'Unione europea, che tendono a debordare oltre i propri confini statutari. E', quindi, intervenuto il senatore Ferrara per evidenziare come l'Italia sia propensa, soprattutto nella presente congiuntura politica, a porsi come soggetto equidistante tra gli Stati Uniti e la Russia, auspicando che, in tal contesto, un'Europa dei popoli possa dare un importante contributo. A suo avviso, infatti, nell'attuale mondo multipolare, l'Europa dovrebbe svolgere un ruolo di mediatore tra Washington e Mosca, cercando di agire ed operare a favore di un continente europeo pacificato. Sotto tale profilo, occorrerebbe arrestare il processo di allargamento indiscriminato della Nato, ridurre anche le varie provocazioni in atto nel contestato territorio del Donbass, e porre un freno all'applicazione delle sanzioni europee nei confronti della Federazione Russa che, tra l'altro, si stanno ritorcendo contro le stesse economie europee. Il senatore Aimi ha richiamato l'attenzione sul fatto che, in Italia, al di là delle fisiologiche divaricazioni tra maggioranza e opposizione, non esistono divergenze sostanziali per quanto riguarda i rapporti con la Russia. Ne è dimostrazione, in proposito, l'atteggiamento di grande attenzione nei confronti di Mosca da parte dei governi Berlusconi che si sono succeduti negli ultimi anni, improntati allo stabilimento di un'atmosfera di cooperazione che è stata poi denominata "lo spirito di Pratica di mare". A suo avviso, occorre lavorare intensamente per superare l'attuale fase di tensione tra Occidente e Russia per arrivare alla realizzazione di una "comunanza valoriale" tra le due entità, dal momento che, incontestabilmente, la Russia appartiene all'Europa. Peraltro, tale affinità di valori è riscontrabile, senza tema di smentita, in varie parti del mondo, e, in particolare, a titolo di esempio, in Siria, dove occorre plaudire all'azione della Russia in difesa delle comunità cristiane ivi residenti. Va accolta positivamente, pertanto, la proposta di intraprendere la strada dell'unificazione da Lisbona a Vladivostok, procedendo a piccoli passi e, segnatamente, insistendo sull'unità culturale del continente. Dal versante russo, sono, quindi, intervenuti l'onorevole Aleksandr Michailovic Babakov, il quale si è complimentato per l'impegno profuso dai colleghi italiani nella predisposizione del documento in esame, l'onorevole Olga Leonidovna Timofeeva e l'onorevole Farit Mubarakshevic Mukhmetshin, il quale si è augurato che possano essere migliorati gli scambi tra i giovani, nel presupposto che le nuove generazioni debbano meglio conoscersi per affrontare un futuro di pace. Il presidente Petrocelli, nel rimarcare come la nuova compagine governativa italiana abbia dato indubbiamente segni di discontinuità, rispetto ai precedenti Governi, nella conduzione della politica estera, ha sottolineato l'esigenza - affinché la Russia non si trovi più a patire quella che è stata definita, a torto o a ragione, la "sindrome di accerchiamento" - che i decision-makers dell'Unione europea e della Nato inviino segnali tangibili e concludenti di apertura e di disponibilità al dialogo. Sotto tale profilo, ha ricordato quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Conte, secondo il quale l'Italia sarà sempre attenta affinché le sanzioni - che devono costituire eventualmente uno strumento e mai un fine in sé - non colpiscano la società civile russa. In sede di replica, il presidente Kosachev ha voluto precisare che, diversamente da quanto sostenuto da certi ambienti occidentali, la Russia non ha alcuna intenzione di ricostituire un impero e, quindi, non esiste alcuna necessità oggettiva di "contenerla". Per stabilire un nuovo e credibile clima di cooperazione, è indispensabile sgombrare il campo da queste fobie. Non è più possibile percepire la Federazione Russa come fosse l'Unione Sovietica di una volta, che aveva "inglobato", ad esempio, la Polonia ed i paesi baltici.