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Contestualmente all'annuncio di "Report" del contenuto del servizio, il 3 maggio cominciava a circolare un dossier contro la trasmissione di Rai 3. Nella puntata del 10 maggio 2021 "Report" è tornata sulla vicenda e sul dossier "avvelenato", ritenuto spazzatura anche da tre redazioni che l'avevano ricevuto. Durante la puntata, "Report" intervista il padre della professoressa, che viene definita "bionica" dagli esponenti dello stesso partito per via della sua capacità di catturare le immagini dell'incontro. L'anziano signore è stato costretto a dare informazioni "sensibili" sul proprio stato di salute, esclusivamente per giustificare la presenza della figlia insegnante nel parcheggio dell'autogrill di Fiano Romano, durante i circa 40 minuti del colloquio predetto; durante la puntata "Report" ricostruisce anche l'origine del dossier che gira da tre mesi. Nel fascicolo "avvelenato" si parla di una fattura da 45.000 euro che la RAI avrebbe pagato a una società, la Tarantula Luxembourg, in relazione a un imprecisato aiuto che un ex manager di Finmeccanica, Francesco Maria Tuccillo, avrebbe dato a "Report" per il servizio di novembre 2020 su Alitalia e Piaggio Aerospace, che coinvolgeva Renzi. Il fascicolo è anche la fonte utilizzata per un'interrogazione parlamentare di un deputato di Italia Viva, Luciano Nobili, contro la trasmissione di Ranucci, annunciata dallo stesso Renzi. In trasmissione Ranucci ricorda che Tuccillo «è stato tra i manager di Piaggio Aerospace che più si sono opposti al nuovo management filoarabo, sponsorizzato dal governo Renzi. Fu proprio l'allora Presidente del Consiglio che aprì le porte di un'azienda strategica per la sicurezza del Paese come Piaggio Aerospace, che produce tecnologia militare, agli Emirati Arabi». Inoltre, ricorda sempre il conduttore Rai, Tuccillo aveva contribuito a catturare Roberto Vito Palazzolo, in arte Roberto Von Palace, «il boss su cui aveva indagato Falcone e che da latitante in Sudafrica riciclava i soldi di Cosa nostra e avrebbe aiutato Finmeccanica a vendere gli elicotteri». Anche Tuccillo nega. E la stessa società lussemburghese dice di non conoscerlo. In altre parole, sarebbe stata presentata un'interrogazione parlamentare basata su un falso dossier , senza aver visto la fattura citata, trasformando un atto del sindacato ispettivo in un «atto di intimidazione», come viene definito dal giornalista autore dell'intervista a Nobili; considerato inoltre che: risulta agli interroganti che il predetto leader politico si sarebbe rivolto alla magistratura per chiedere che l'insegnante venga perquisita in quanto ritiene di essere stato "intercettato". È bene ricordare che le fonti giornalistiche sono protette dalla legge sul segreto professionale. Ci si allarma se sono oggetto di perquisizioni e intercettazioni e, a maggior ragione, dovremmo allarmarci quando finiscono nel mirino di un partito che per giunta utilizza falsi dossier per controbattere a giornalisti sgraditi; il tema del diritto alla libertà di espressione, con particolare riguardo alla libertà di stampa, è stata oggetto di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo - sentenza Sedletska contro Ucraina (ricorso n. 42634/18) - depositata il primo aprile 2021, con la quale Strasburgo ha blindato le fonti giornalistiche da ingerenze delle autorità nazionali, compiendo un ulteriore rafforzamento della libertà di stampa essenziale, non solo per permettere al giornalista l'esercizio della libertà di espressione, ma anche per consentire alla collettività di ottenere informazioni di interesse generale, fondamentali per la democrazia nel suo insieme. La protezione delle fonti, osservano i giudici internazionali, è la chiave di volta della libertà di stampa perché, senza un'adeguata ed effettiva tutela, la stampa potrebbe astenersi dal divulgare notizie di interesse generale, compromettendo il ruolo di "cane da guardia" della società che è proprio dei giornalisti liberi; l'incontro citato in premessa non è uno scandalo in sé, ma è sicuramente una notizia, in quanto la crisi del Governo Conte 2 si è consumata anche sul tema della delega ai Servizi tenuta per sé dall'ex Presidente del Consiglio, e oggetto di scontro feroce proprio con il leader politico predetto. Ed è una notizia se quell'incontro è avvenuto con un dirigente dell' intelligence , passato indenne per vicende oscure anche grazie al segreto di Stato, con un'ampia rete di relazioni e in conflitto con altri settori degli apparati, che aspirava a una vicedirezione e non l'ha avuta. Infatti, il Comitato parlamentare di controllo sui Servizi ha deciso di sentire su questa vicenda Gennaro Vecchione, capo del DIS e di Mancini. Mentre è più scandaloso, ad avviso degli interroganti, che un leader di un partito, tramite esponenti dello stesso partito, reagisca, con l'evidente intento di intimidire, con un'interrogazione parlamentare basata su un dossier falso, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; se ritenga consona la reazione di esponenti politici nei confronti di una trasmissione televisiva, esponenti che arrivano a utilizzare falsi dossier per colpire giornalisti non graditi; se, più in generare, il Governo ritenga di dover intervenire per garantire la libertà di stampa, blindando le fonti giornalistiche da ingerenze politiche, permettendo così un ulteriore rafforzamento della libertà di stampa essenziale, non solo per consentire al giornalista l'esercizio della libertà di espressione, ma anche per permettere alla collettività di ottenere informazioni di interesse generale, fondamentali per la democrazia nel suo insieme, così come anche indicato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Atto n. 4-05463 VANIN MAUTONE LANZI PAVANELLI TRENTACOSTE Al Ministro della salute Premesso che: presso il reparto di ortopedia e traumatologia dell'ospedale civile "SS. Giovanni e Paolo" di Venezia opera un' équipe di medici altamente specializzati, che si avvalgono di tecniche all'avanguardia soprattutto nel campo della chirurgia protesica dell'anca, del ginocchio e della spalla, con l'esecuzione di circa 250 interventi all'anno, molti dei quali su pazienti ad alto rischio perioperatorio; in particolare, al reparto ortopedico veneziano si rivolgono numerosi pazienti, anche provenienti da diverse regioni italiane, per sottoporsi a intervento di artroprotesi bilaterale dell'anca, che viene eseguito con la tecnica minimamente invasiva denominata AMIS (anterior minimally invasive surgery). Come spiega il direttore dell'unità operativa complessa, dottor Alberto Ricciardi, l'utilizzo di questa tecnica provoca un minore trauma chirurgico rispetto ad altre modalità di intervento: non c'è alcuna incisione dei tessuti muscolari, che vengono solo spostati mentre il chirurgo raggiunge l'articolazione e posiziona la protesi, consentendo la conservazione dei muscoli e dei nervi che si trovano lungo il percorso di accesso all'articolazione dell'anca. Questo comporta una minore perdita di sangue, riduce il rischio di zoppia e permette di accelerare la riabilitazione riducendo così i tempi della degenza ospedaliera;