[resaula]

Apprezziamo che sia stato approvato l'ordine del giorno a prima firma del nostro presidente Bernini, che impegna il Governo a porre attenzione a queste situazioni, ma l'ordine il giorno, che secondo il detto non si nega a nessuno, non è un provvedimento efficace. Quindi ritengo che non dobbiamo nemmeno cadere nel ragionamento di colpire, sparando nel mucchio, basandoci sugli 871 miliardi di euro del carico di credito storico che abbiamo. In questo caso ci sono evasione e difficoltà: distinguiamo le due fattispecie. Rischiamo anche di premiare la pura evasione e di non aiutare chi è in difficoltà. Addirittura arriviamo a prevedere di far pagare una modica cifra per gli errori formali, ma gli errori formali li hanno fatti coloro che hanno presentato la dichiarazione e non certo coloro che non l'hanno presentata: dobbiamo ricordarlo. Signor Presidente, si tratta quindi di un meccanismo legislativo che riteniamo sbagliato, con delle norme che sarebbero potute essere molto migliori e che, naturalmente, avrebbero potuto avere la flat tax come riferimento. Il provvedimento si chiama "fiscale", ma di fiscale sono rimasti nove articoli e per il resto c'è di tutto. Rimarco l'intervento sulla banda larga, che avrebbe dovuto prevedere una discussione e spero che ci sia ancora discussione nella Commissione di merito. Concludendo, Signor Presidente, con il provvedimento in esame per il prossimo triennio sono preventivate maggiori entrate per 445 milioni di euro nel 2019, 2,5 miliardi di euro per il 2020 e 3,5 miliardi di euro per il 2021. Vorrei ricordare - visto che viene sempre ricordato anche nei dibattiti televisivi, anche dal presidente Conte, che ci sono 17 miliardi di euro investimenti - che ci sono sì 16,5 miliardi di euro di investimenti, ma ci sono 39,5 miliardi di euro in più di spesa corrente e 74 miliardi di euro di debito aggiuntivo. Questo è il risultato complessivo dell'azione, ovvero siamo in presenza di nient'altro che la classica manovra dei Governi della Prima Repubblica, che però avevano la possibilità di stampare denaro e di alimentare inflazione: noi non abbiamo questa possibilità. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per questi motivi il voto del nostro Gruppo sarà contrario. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto d'istruzione superiore «Vincenzo Cardarelli» di Tarquinia, in provincia di Viterbo, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 886 PARAGONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARAGONE (M5S) . Signor Presidente, ripartire dalle persone, ripartire dalla società, ridare una possibilità alle persone perbene, che sono inciampate: è questa la sfida affascinante che il Governo ci lancia e che la maggioranza raccoglie. Ripartire dalle persone perbene. Del resto, a cosa serve la politica quando si deve curare soltanto della stabilità finanziaria, che è importante, ma che non può mettere in secondo piano la stabilità sociale, che poi è ciò che dà significato, bellezza e densità alla politica? Anche con il decreto fiscale in esame ripartiamo dalle persone, dai cittadini e magari da quei piccoli contribuenti, da quelle piccole imprese che loro malgrado non sono riuscite a pagare il dovuto al fisco. Per questo motivo il decreto-legge si inserisce perfettamente sulla scia di altri provvedimenti che il Governo ha sottoposto alla nostra attenzione: tutti provvedimenti in cui - lo ripeto - la stella polare resta sempre il cittadino. In manovra abbiamo messo il reddito di cittadinanza, per dare un segnale concreto a 5 milioni di poveri, una platea che - ahimè - è raddoppiata rispetto a dieci anni fa, abbiamo messo il superamento della legge Fornero, che potrebbe consentire a centinaia di migliaia di persone di recuperare un po' di tempo e di dedicarlo alla famiglia o anche di dedicarlo a loro stessi, e abbiamo messo il fondo per i risparmiatori truffati dalle banche, che abbiamo finanziato con un miliardo e mezzo, una cifra che è 15 volte superiore rispetto allo stanziamento del precedente Governo. Insomma, stiamo scommettendo sulle persone. E' qui che nasce il concetto di pace fiscale. È vero, c'è una guerra che tanti poveri cristi stanno combattendo tutti i giorni. Per questo si deve chiamare pace fiscale, perché questa è un'altra possibilità che si dà alle persone che sono inciampate. Non c'è un condono, l'ho cercato bene; non c'è un condono. I condoni li avevamo conosciuti, varati da altri Governi, come nel 2001, quando con lo scudo fiscale si pagava solo il 2,5 per cento sull'importo dichiarato per regolarizzare i capitali, con tanto di anonimato garantito; operazione poi replicata nel 2002 e nel 2009. Abbiamo poi avuto la voluntary disclosure nel 2015, dove è stata data la possibilità di far riemergere i capitali dall'estero. Bene, con questo decreto-legge non c'è spazio per sconti a evasori e furbetti vari. È una pace fiscale, perché - ripeto - ci sono state tante guerre combattute da poveri cristi. Allora noi a questi poveri cristi diamo la possibilità di ripartire, anche per esempio con la cancellazione delle cartelle esattoriali sotto i 1.000 euro risalenti al periodo tra il 2000 e il 2010; così diamo respiro ai piccoli contribuenti e soprattutto evitiamo di perdere del tempo per andare a riscuotere dei crediti vecchi, potendo così dedicare quel tempo alla vera lotta all'evasione fiscale. Quello sì che è un grande impegno che questo Governo deve assolutamente centrare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Poi abbiamo la rottamazione- ter , che estende da due a cinque gli anni entro i quali i contribuenti possono regolare la loro posizione. Abbiamo la definizione delle liti pendenti, con cui si va incontro ai contribuenti che hanno ottenuto una vittoria nei confronti dell'Agenzia delle entrate in primo o in secondo grado, permettendo un alleggerimento dei carichi sulle commissioni tributarie; anche qui diamo quindi la possibilità di dedicare tempo alla lotta ai grandi evasori. Con la definizione agevolata del processo verbale di constatazione degli accertamenti, abbiamo dedicato un pensiero e un incontro materiale ai contribuenti, che potranno quindi vedersi scontati sanzioni e interessi, fermo restando il pagamento dell'imposta. Ci dicevate che abbiamo cancellato il bonus bebè e invece non è vero che è stato cancellato. Anzi, correggendo alcuni piccoli errori, abbiamo la possibilità di incrementare quel bonus bebè. E soprattutto, attraverso un apposito fondo, diamo la possibilità di finanziare interventi di manutenzione e sviluppo di opere pubbliche nelle zone colpite dalla recente alluvione; anche questa è stata causa di disperazione per molti piccoli imprenditori. Il lavoro è un tema che ci sta talmente a cuore che abbiamo istituito un tavolo dedicato alla lotta al caporalato, per combattere i fenomeni ancora troppo diffusi di sfruttamento dei lavoratori. (Applausi dal Gruppo M5S) .