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Il senatore MOLLAME ( M5S ) conferma il proprio sostegno al disegno di legge, sottoscritto da lui e da altri colleghi del Movimento 5 Stelle. La proposta vuole aiutare i piccoli produttori agricoli, che sono una categoria ormai in grande difficoltà essendo spesso anche vessati da controlli inutilmente gravosi e burocratici. Le autorità non devono essere "nemiche" degli operatori, ma devono incoraggiarne l'attività nel rispetto delle regole, per sostenere lo sviluppo dei territori rurali, anche attraverso sinergie tra produzione agroalimentare e turismo. Il senatore BERUTTI ( FI-BP ) condivide le finalità del disegno di legge in esame, sottolineando anch'egli l'esigenza di verificare le eventuali sovrapposizioni con analoghe norme di livello nazionale e locale già applicate. Occorre certamente sostenere i piccoli produttori locali, snellendo i controlli e gli adempimenti burocratici, senza però rinunciare alle necessarie garanzie, anche per prevenire abusi e falsificazioni. Chiede quindi di definire con chiarezza i parametri per l'individuazione delle "piccole" produzioni e di regolare i rapporti tra il nuovo marchio PPL e i vari marchi già esistenti a livello locale per i prodotti agroalimentari. Infine, sottolinea che se si vuole realmente promuovere un marchio PPL, occorre definire una seria campagna di marketing a livello nazionale, con adeguati fondi dell'Unione europea o dello Stato. Il senatore SERAFINI ( FI-BP ) si associa alle considerazioni del senatore Berutti. Occorre tenere conto che in molte Regioni già esistono norme che consentono la vendita di prodotti locali. Reputa pertanto opportuno acquisire informazioni su queste esperienze e verificare la strada migliore per implementarle a livello nazionale. Il senatore DE BONIS ( M5S ) giudica positivamente la proposta normativa in esame. Le semplificazioni introdotte sono quanto mai opportune: le leggi vigenti, infatti, consentono già ora ai produttori agricoli di vendere direttamente piccoli quantitativi dei loro prodotti; c'è però il problema dei controlli, che sono eccessivamente vessatori e impongono spesso il possesso di strutture e impianti molto onerosi e sproporzionati rispetto alle piccole realtà agricole, laddove altri Stati dell'Unione europea non hanno vincoli così severi. Si dichiara invece perplesso sulla proposta di cui all'articolo 4 per l'introduzione del marchio PPL, che rischia di sovrapporsi inutilmente a marchi locali già esistenti come i DECO (denominazioni comunali). Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) osserva come gli interventi dei colleghi confermino il grande interesse per il disegno di legge in esame. Cita la positiva esperienza della regione Liguria, che ha varato anch'essa misure per favorire il commercio delle produzioni locali. Occorre quindi sostenere i piccoli produttori agricoli e questo richiede uno sforzo adeguato da parte delle Regioni, i cui servizi amministrativi purtroppo non sono sempre efficienti. Auspica anch'egli che, nelle audizioni che saranno fatte, si sentano i rappresentanti delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno già sperimentato norme analoghe, per poter mutuare le pratiche migliori. La senatrice ABATE ( M5S ), in replica al senatore Taricco, ritiene che l'impostazione del disegno di legge sia tale da scongiurare il rischio da lui paventato circa la vendita fraudolenta di prodotti di altri territori. Se è giusto poi tutelare gli aspetti igienico-sanitari, occorre però evitare inutili appesantimenti burocratici. Concorda infine sull'esigenza di fissare limiti quantitativi e qualitativi per identificare le produzioni che possano rientrare in questo ambito. Il relatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che il disegno di legge in esame non intende sostituire le normative esistenti, né in materia di controlli igienico-sanitari né dei requisiti attualmente previsti per lo svolgimento di determinate attività di impresa, che restano pienamente operanti. Si vuole però offrire ai piccoli operatori agricoli un percorso più semplice per la vendita dei loro prodotti, che sono quelli delle tradizioni locali italiane. Il senatore TARICCO ( PD ) precisa che il suo intervento aveva uno scopo costruttivo, teso non a contrastare ma a migliorare il testo, di cui condivide le finalità. Chiede però, anche con il supporto degli uffici, un approfondimento dei rapporti con la normativa di settore già esistente. Rileva in particolare l'esigenza di un coordinamento con il contenuto dell'atto Camera n. 183 in discussione presso la Commissione agricoltura dell'altro ramo del Parlamento, che detta norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero o utile e di qualità. La senatrice BOTTO ( M5S ), in relazione all'articolo 7 del disegno di legge in titolo, che fissa i requisiti per i locali destinati alle attività, rileva l'opportunità di valutare l'introduzione dei locali multifunzionali che possano garantire i necessari livelli di igiene, specie per le lavorazioni delle carni animali e l'eliminazione dei relativi rifiuti. La senatrice BITI ( PD ) concorda con il senatore Taricco sull'esigenza di verificare il quadro normativo vigente, per evitare possibili sovrapposizioni e duplicazioni con il testo in esame. Con riferimento alle audizioni, suggerisce di ascoltare anche i responsabili dei servizi veterinari nazionali, che hanno una particolare qualificazione per la tutela degli aspetti igienico-sanitari. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) osserva che il disegno di legge in esame dovrebbe semplificare gli adempimenti per l'attività di vendita richiesti ai piccoli agricoltori dalle norme vigenti. Laddove invece si ribadisce che queste continueranno ad applicarsi, si rischia di imporre agli operatori di adeguare le loro aziende a una serie di requisiti costosi e sproporzionati. Il presidente VALLARDI ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce che il disegno di legge non vuole obbligare i piccoli produttori a fare ulteriori investimenti per adeguare le loro attrezzature o strutture aziendali. Queste restano le stesse già previste dalle norme esistenti, ma si consente un iter semplificato per la vendita dei prodotti, limitatamente a piccoli quantitativi. Cede quindi la parola al sottosegretario Manzato, segnalando che il Ministero ha seguito e condiviso fin dall'inizio l'impostazione del provvedimento in esame. Incidentalmente, ricorda che il sottosegretario Manzato, nella sua precedente veste di assessore all'agricoltura della regione Veneto, aveva a suo tempo varato la legge regionale sulle PPL, attualmente in vigore. Il sottosegretario MANZATO precisa che il disegno di legge in discussione si limiti ad offrire uno strumento semplificato ai piccoli imprenditori agricoli o ittici per integrare il loro reddito attraverso la vendita diretta dei loro prodotti agroalimentari. Trattandosi di piccoli quantitativi, non si richiede agli operatori di dotarsi di nuove attrezzature o strutture, perché restano valide quelle esistenti.