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ALLEGATO A CRITERI DI SICUREZZA DELL'AZIONAMENTO DI GRU, ARGANI E PARANCHI OTTENUTO PER MEZZO DI RADIOCOMANDI. 1. SCOPO. 1.1. Scopo della presente normativa è quello di fornire i requisiti di sicurezza per l'azionamento di gru, argani e paranchi ottenuto per mezzo di radiocomandi, successivamente chiamati RC. 1.2. La presente normativa fornisce i criteri di valutazione delle caratteristiche di sicurezza degli apparati RC e dà le istruzioni per la esecuzione delle prove. 2. CAMPO DI APPLICAZIONE. 2.1. La presente norma si applica ai sistemi di comando degli apparecchi di sollevamento e trasporto che usano apparati RC ovunque operino a meno di disposizioni particolari che ne facciano divieto e che ne obblighino la coesistenza con altri sistemi di comando. Sono escluse dalla presente norma le caratteristiche radioelettriche degli apparati RC in quanto disciplinate da norme specifiche relative alle radio emissioni. 2.2. È escluso dalla presente norma l'interruttore generale della linea di alimentazione dell'apparecchio di sollevamento e trasporto, il cui azionamento non deve avvenire tramite un apparato RC. 3. DEFINIZIONI. 3.1. Sistema RC: sistema costituito da una unità di comando e da un ricevitore che utilizza radiofrequenze per il comando degli apparecchi di sollevamento e trasporto. 3.2. Unità di comando: unità, portatile o fissa che consente l'azionamento dell'apparecchio di sollevamento e trasporto. 3.3. Trasmettitore: unità che trasmette i comandi codificati in radiofrequenza; normalmente è assemblata nella unità di comando. 3.4. Ricevitore: unità che riceve i segnali in radiofrequenza, li decodifica e li invia al meccanismo attuatore dell'ordine. I relè attuatori, anche se sistemati in un quadro separato, devono essere comunque considerati come parte del ricevitore ai fini della presente specifica. 3.5. Interruttore di comando principale: interruttore a chiave posizionato sulla unità di comando attraverso il quale viene abilitato il funzionamento della unità stessa ed effettuata la predisposizione o l'inserzione del contattore generale dell'apparecchio di sollevamento e trasporto. 3.6. Attuatore: parte del meccanismo dell'unità di comando sulla quale è applicata la forza esterna di manovra (leva, pulsante, maniglia, ecc.). 3.7. Attuatore ad uomo presente: attuatore di sicurezza che determina l'arresto dei movimenti interessati non appena l'operatore cessa di agire sull'attuatore stesso. 3.8. Pulsante di emergenza: attuatore con conformazione a fungo, di colore rosso, posizionato sulla unità di comando, facilmente riconoscibile ed azionabile, stabile nella posizione di azionato. 3.9. Pulsante di comando principale: attuatore che inserisce il contattore generale dell'apparecchio di sollevamento e trasporto attivando il comando a distanza dello stesso. 3.10. Pulsantiera di comando: organo che raggruppa i singoli attuatori necessari alla manovra dell'apparecchio di sollevamento e trasporto. 3.11. Equipaggiamento elettronico: parte dell'equipaggiamento elettrico contenente circuiti nei quali la conduzione di elettroni avviene nel vuoto, nel gas o attraverso un semiconduttore. 3.12. Involucro: elemento destinato ad impedire contatti accidentali delle persone con parti in tensione o in movimento contenute al suo interno ed a proteggere gli equipaggiamenti da agenti ambientali esterni specificati. 3.13. Circuito di segnalazione: circuito utilizzato per il comando funzionale dei dispositivi di segnalazione come lampeggiatori, sirene, ecc. 3.14. Telegramma: informazione a radiofrequenza inviata dal trasmettitore al ricevitore per il comando dell'apparecchio di sollevamento e trasporto. Formalmente il telegramma consta di un indirizzo e di un codice di comando per i movimenti dell'apparecchio. 3.15. Indirizzo: parte del telegramma inviato dal trasmettitore e contenente gli elementi di identificazione per l'accoppiamento del trasmettitore con il suo proprio ricevitore. 3.16. Emergenza attiva: comando che oltre ad interrompere i comandi dei movimenti dell'apparecchio di sollevamento e trasporto deve provocare la caduta del contattore generale dello stesso, arrivando all'uscita del ricevitore in un tempo non superiore a 500 ms. 3.17. Emergenza passiva: dispositivo automatico che blocca tutti i movimenti dell'apparecchio di sollevamento e trasporto in caso di interruzione del collegamento radio o per la presenza di interferenze radio che inibiscono la corretta decifrazione del telegramma per oltre 2 s dal termine dell'ultima ricezione dei dati. 3.18. Dispositivo contro l'azionamento accidentale: dispositivo atto ad impedire l'azionamento non voluto degli organi di comando dell'apparecchio di sollevamento e trasporto. 4. NORME DI RIFERIMENTO. 4.1. Le norme generali di riferimento sono: 4.1.1. D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547. 4.1.2. Norma CEI 70.1 "Grado di protezione degli involucri; 4.1.3. Norme CEI 50.2/50.3.4.5.6.7.8.9. "Prove climatiche e meccaniche fondamentali"; 4.1.4. Norma CEI 44.5 "Equipaggiamenti delle macchine industriali"; 4.1.5. Legge n. 209 del 22 maggio 1980; 4.1.6. D.M. 17 novembre 1981 del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni; e relativi aggiornamenti e varianti. 4.2 Devono comunque essere rispettate le seguenti prescrizioni: 4.2.1. Ogni sistema RC deve utilizzare una propria frequenza portante modulata preferibilmente scelta nelle bande VHF e UHF: in mancanza della disponibilità di un numero sufficiente di frequenze si potrà ricorrere ad altri idonei sistemi (calibratura delle pause di trasmissione, gestione ciclica della trasmissione dei dati, ecc.). 4.2.2. Il telegramma inviato di lunghezza costante deve essere composto di un indirizzo specifico e da un codice relativo alla funzione da realizzare. La trasmissione digitale degli indirizzi deve avvenire con codice avente distanza di Hamming non inferiore a 3. La probabilità di mancata rivelazione di errori di trasmissione non deve superare 10fB012+8 per qualsiasi rapporto segnale rumore sul canale radio. Il calcolo delle prestazioni deve essere condotto con le approssimazioni normalmente usate nel campo delle telecomunicazioni; 4.2.3. Assicurare che all'insorgere di un errore di hardware o di software nella unità di comando non possa essere trasmesso alcun falso indirizzo, per esempio il telegramma prima della trasmissione deve essere controllato tramite un segnale di retroazione o sistema di pari efficacia che ne verifichi la concordanza con quello corrispondente al comando impostato. 4.2.4. Il sistema di attuazione del segnale ricevuto deve essere controllato e protetto con auto-test continuo prima di dare luogo al comando ricevuto. 4.2.5. All'insorgere di uno solo dei guasti elencati, nel radiocomando deve esistere ancora la possibilità di arrestare l'apparecchio di sollevamento e trasporto attivando se necessario l'emergenza passiva: corto circuito o rottura di un componente; corto circuito o interruzione dei circuiti di comando; mancata caduta della armatura mobile di un contattore o di un relè;