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sebbene apprezzabile la fase di sperimentazione avviata dall'amministrazione, tuttavia è urgente procedere diffusamente all'emissione del documento elettronico, poiché le autorità locali di numerosi Paesi non riconoscono più la carta d'identità in formato cartaceo e non l'accettano quale documento identificativo; ad oggi, infatti, come evidenziato da numerosi connazionali all'estero e associazioni di cittadini, attualmente risulta impossibile ottenere il rilascio della carta di identità elettronica, sia all'estero che in Italia, con conseguenti disagi con le autorità locali; in data 18 aprile 2019, nel corso dell'audizione svoltasi innanzi il Comitato permanente sugli italiani nel mondo presso la Camera dei deputati, il direttore generale per gli italiani all'estero alla Farnesina, Luigi Vignali, ha rassicurato sulle tempistiche di realizzazione, indicando il 2020 come scadenza entro la quale il Ministero degli affari esteri dovrebbe riuscire a fornire tutta la rete europea della carta d'identità elettronica, si chiede di sapere: quali azioni i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di provvedere in tempi rapidi all'erogazione della carta di identità elettronica, anche in deroga alla fase sperimentale, nei Paesi in cui le autorità locali non considerano più ammissibile il documento cartaceo; se non ritengano opportuno estendere rapidamente a tutti gli Stati esteri un piano operativo che consenta di realizzare tale obiettivo in tempi certi, a partire dai Paesi nei quali la presenza dei cittadini italiani è più consistente; se il Ministro degli affari esteri non ritenga altresì opportuno disporre il potenziamento delle dotazioni delle sedi consolari, attraverso la fornitura di postazioni di lavoro a supporto dello svolgimento dei processi di emissione del documento di carta d'identità elettronica. Atto n. 3-00992 TARICCO PINOTTI MAGORNO CUCCA STEFANO FEDELI FERRAZZI ROSSOMANDO MARINO LAUS IORI ROJC BOLDRINI PITTELLA BITI BELLANOVA PARENTE GIACOBBE ASTORRE PATRIARCA MARGIOTTA VALENTE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'abitato di Demonte (Cuneo) è attraversato attualmente dalla strada statale 21 "della Maddalena", che costituisce un'importante direttrice di collegamento transalpino (Italia-Francia) garantendo l'accessibilità al territorio francese tramite il valico del colle della Maddalena, e da questa subisce un grandissimo condizionamento sul traffico che ne compromette pesantemente la vivibilità e la stessa tenuta statica del patrimonio immobiliare urbano; da decenni ormai è evidente necessità di una soluzione: relativamente alla strada statale 21, che si configura come strada di collegamento internazionale, e che oltre ad essere interessata anche dal normale traffico di valle è anche caratterizzata da un'elevata presenza di veicoli pesanti legati alla presenza di impianti industriali e turistici in alta valle Stura, nel tempo è stata prevista, con numerose ipotesi progettuali, una variante stradale che andrebbe a sollevare l'attuale traffico pesante transitante in valle Stura dall'attraversamento del centro urbano di Demonte, ed in prospettiva di Aisone e Vinadio, ove la presenza di curve, strettoie ed attuali carreggiate stradali ristrette determinano notevoli criticità anche sulla sicurezza e sulla fluidità del traffico commerciale ed economico verso la Francia; considerato che: solo a partire dal 2002, sono state sviluppate varie ipotesi e proposte progettuali per la variante di Demonte, sia dalla Provincia di Cuneo, sia dalla stessa Anas, con il coinvolgimento dei vari enti: anno 2002, progetto preliminare: Provincia di Cuneo e SI.TRA.CI; anno 2004, studio di fattibilità dell'adeguamento della strada provinciale 337; anno 2005, altro progetto preliminare; nel 2008 il consiglio di amministrazione Anas approvava un progetto preliminare per una variante alla strada statale 21 che prevedeva, tra l'altro, 4 gallerie, 4 viadotti e 4 rotatorie, con una previsione di spesa complessiva di circa 252 milioni di euro da realizzarsi in tre lotti, di cui il primo (variante di Demonte) era inserito già nel contratto di programma Anas 2007-2011, con previsione d'appaltabilità nel 2009; nel 2010 il progetto veniva rivisto per l'eccessiva onerosità e Anas si assumeva il compito di riprogettare l'opera individuando una soluzione che consentisse un risparmio di molte decine di milioni di euro per la sola circonvallazione di Demonte: la nuova variante prevedeva una sola galleria, invece delle due originarie, e un viadotto di circa 350 metri, un'ipotesi progettuale che, estesa anche ad Aisone, avrebbe consentito di dimezzare i costi complessivi dell'opera; nel corso del 2017, a seguito del reperimento delle risorse finanziarie inserite nel contratto di programma 2016-2020, si è potuto dare concreto avvio allo sviluppo della fase di progettazione definitiva del primo lotto variante di Demonte, sottoponendo il progetto ad una fase di valutazione di compatibilità ambientale; con avviso pubblico del 30 maggio 2018, Anas SpA ha comunicato di aver presentato alle amministrazioni ed enti competenti istanza per l'avvio del procedimento di valutazione d'impatto ambientale, integrata con la procedura di valutazione d'incidenza, nonché per la localizzazione dell'opera e contestuale apposizione del vincolo preordinato all'esproprio del progetto sulla strada statale 21, variante di Demonte; il tracciato di progetto, di lunghezza complessiva pari a 2,72 chilometri, inizia in corrispondenza dell'attuale sede della strada statale 21 poco prima di Demonte e prevede un primo tratto sul viadotto Perdioni (lungo 324 metri) ed un secondo (viadotto Cant, lungo 135 metri), per poi proseguire con l'imbocco della galleria Demonte (647 metri) per l'attraversamento del rilievo del Podio, nel pieno rispetto dei criteri della normativa stradale (decreto ministeriale 5 novembre 2001 e decreto ministeriale 19 aprile 2006) con categoria stradale di sezione C1 "extraurbana secondaria"; risulterebbe dagli organi di stampa che il 5 novembre 2018 Anas abbia comunicato che "il progetto definitivo relativo all'intervento (...) inserito nel Contratto di Programma 2016-2020, è stato sottoposto, ai sensi dell'art. 215, commi 3 e 5 del 9.1,1p, 50/2016, all'esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che si è espresso - parere n. 39 del 21.6.2018 - favorevole con osservazioni, propedeutico alle successive fasi della procedura approvativa"; rilevato che: per la variante di Demonte e Vinadio (Aisone) sono stati stanziati, nel tempo, 55,94 milioni di euro inseriti nel contratto di programma 2016-2020, di cui 0,35 milioni per la progettazione, 49,76 milioni dal Fondo unico Anas e con proposta di finanziamento 5,83 milioni di euro a valere sul Fondo infrastrutture; la gara d'appalto era prevista entro il 2019;