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In merito al principio di proporzionalità, le modifiche proposte non vanno al di là di quanto è necessario per il raggiungimento dello scopo prefissato, ovvero quello di compensare gli svantaggi che incombono sulle produzioni economiche di tali regioni, assicurando comunque il corretto ed efficace funzionamento del mercato interno. La Relatrice, quindi, dà anche conto della relazione predisposta dal Governo ai sensi della legge n. 234 del 2012, ritenendo, infine, che la proposta rispetti i principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. Modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione 'Capitali europee della cultura' per gli anni dal 2020 al 2033 Doc COM(2020) 384 definitivo Proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033 (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ), relatrice, illustra i contenuti della proposta di decisione in titolo, come modifica la decisione n. 445/2014/UE sull'azione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033. Ricorda, quindi, che la decisione del 2014 include nel suo allegato un elenco cronologico indicante, per ciascun anno, due Stati membri e, ogni tre anni, anche un Paese candidato (o potenziale candidato) che partecipa al programma Europa creativa, possono ospitare l'azione. Il concorso per l'attribuzione del titolo di Capitale europea della cultura inizia sei anni prima dell'anno del titolo, con la pubblicazione, da parte dell'autorità competente, dell'invito a presentare candidature. In tale contesto, il conseguimento degli obiettivi culturali dell'azione, strettamente connesso alla mobilità, ai viaggi, all'organizzazione di eventi e alla partecipazione del pubblico, è stato gravemente compromesso dalla pandemia di COVID-19, che ha avuto pesanti ripercussioni sulla realizzazione e la preparazione delle Capitali europee della cultura attuali e future. A fronte della situazione straordinaria creatasi, la proposta in esame intende modificare la decisione n. 445/2014/UE al fine di offrire alle due Capitali europee della cultura più penalizzate dalla pandemia, e cioè quelle designate da Croazia (Fiume) e Irlanda (Galway) per il 2020, la possibilità di attuare i loro programmi fino al 30 aprile 2021 senza modificare l'anno di designazione. Per fare questo, la Commissione propone altresì di rinviare una delle tre capitali del 2021 (quella designata da un Paese candidato/potenziale candidato) al 2022 e le altre due (designate da Romania e Grecia, ovvero Timișoara ed Eleusi) al 2023, anno in cui, per via della Brexit, era prevista invece una sola Capitale europea della cultura. Tale approccio consentirebbe così di avere, in via eccezionale, tre Capitali europee della cultura nel 2022 (Lituania con Kaunas, Lussemburgo con Esch-sur-Alzette, e Serbia con Novi Sad) e tre nel 2023 (Ungheria con Veszprém, e come detto, Romania con Timișoara e Grecia con Eleusi), ottimizzando nel contempo la visibilità dell'azione. La Relatrice ricorda che l'Italia ha avuto quali Capitali europee per la cultura: Firenze nel 1986, Bologna nel 2000, Genova nel 2004 e da ultimo Matera nel 2019. L'ordine di successione degli Stati prevede ora che l'Italia designi nuovamente una Capitale europea per la cultura nel 2033. Una iniziativa analoga a quella europea è stata assunta anche autonomamente dall'Italia che, dal 2015, ha attivato il titolo di Capitale italiana della cultura. Tra le varie città scelte, si possono ricordare Cagliari e Lecce nel 2015, e Palermo nel 2018. Per quanto concerne la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, va rilevato che la proposta si fonda sulla stessa base giuridica della decisione n. 445/2014/UE istitutiva dell'azione, ovvero l'articolo 167, paragrafo 5, del TFUE, che attribuisce all'Unione il compito di contribuire «al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune» . Poiché la decisione n. 445/2014/UE è un atto giuridico dell'Unione, essa può essere modificata soltanto da un analogo strumento dell'Unione. L'obiettivo di far fronte alla situazione straordinaria creatasi per gli anni 2020 e 2021, non può quindi essere raggiunto singolarmente dagli Stati membri. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, le modifiche proposte sono idonee a far fronte al predetto scopo, in quanto predispongono condizioni più favorevoli per lo svolgimento dell'azione culturale europea negli anni 2020 e 2021, da parte dei Paesi interessati, per realizzare i rispettivi programmi e attività culturali in maniera tale da garantire il conseguimento degli obiettivi dell'azione. Le modifiche proposte, quindi, non vanno al di là di quanto è necessario per conseguire l'obiettivo della proposta e sono limitate agli anni 2020 e 2021 in cui è previsto l'impatto massimo della pandemia. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) informa di una lettera sottoscritta dai senatori della 14 a Commissione appartenenti al Gruppo Lega, indirizzata ai Presidenti delle Commissioni 5 a e 14 a del Senato, in cui si esprime sorpresa e rammarico circa le modalità di carente coordinamento, tra le Commissioni della Camera e quelle del Senato in merito ai necessari lavori di approfondimento parlamentare su un tema europeo di tale rilevanza quale quello del Recovery Fund . Al riguardo, il PRESIDENTE ricorda come si sia attivato per tempo al fine di approfondire i temi del Recovery Fund con il massimo coinvolgimento degli organi parlamentari competenti, tra cui ovviamente le Commissioni Bilancio e Affari europei dei due rami del Parlamento. Propone quindi di prendere contatti con il Presidente della Commissione Bilancio al fine di valutare le modalità procedurali più idonee per procedere all'esame parlamentare. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 15,15. Allegato