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non si tratta solo di un'assenza di pianificazione e di fondi per la gestione ordinaria, ma di carenza di personale, prospettata sospensione delle attività di archeologia preventiva, come denunciano alcuni professionisti in un articolo de «il Fatto Quotidiano» del 19 maggio (quindi è recentissimo), perenne esternalizzazione dei servizi e assenza di un'attività di mappatura completa. Sa bene che lo stringente cronoprogramma del Governo per mettere in campo gli appalti green rischia di mettere in difficoltà gli organismi che già si trovano sotto organico e sono colpiti da una riforma della loro organizzazione (quella del 2014) che ha fortemente penalizzato la loro efficienza e la loro efficacia. Non si tratta quindi di fare barricate, tuttavia, signor Ministro, le chiedo quali iniziative intenda assumere in merito al prossimo decreto-legge semplificazioni, tenuto conto del principio costituzionale della tutela del patrimonio, e quali iniziative intenda intraprendere al fine di risolvere queste annose criticità e i gravi problemi riferiti all'organizzazione e alla carenza di organico, soprattutto all'interno delle sovrintendenze. PRESIDENTE. Il ministro della cultura, onorevole Franceschini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. FRANCESCHINI, ministro della cultura . Signor Presidente, ringrazio la senatrice Montevecchi perché ha posto i temi veri del personale senza bisogno di aggressioni di o di insulti e questo credo sia già un fatto positivo. È evidente che, in riferimento all'esigenza che il PNRR comporta di rispettare i tempi per non perdere i finanziamenti, in questi giorni stiamo discutendo di procedure di velocizzazione e semplificazione che saranno oggetto di un provvedimento che il Consiglio dei ministri approverà in un tempo sufficientemente breve. In quella discussione ho ben chiaro - e ringrazio la senatrice Montevecchi per averlo ricordato in questa sede - che i principi della tutela sono scritti e stabiliti all'articolo 9 della Costituzione: siamo l'unico Paese ad avere tra i principi fondamentali la tutela del patrimonio storico e artistico e del paesaggio della Nazione. Pensiamo alla lungimiranza dei Padri costituenti, che scrissero più di settant'anni fa il principio della tutela del paesaggio. In nome di quel principio e in forza anche di una legislazione italiana molto forte che risale agli Stati preunitari, poi a quella del 1939 e poi appunto alla Costituzione, dal punto di vista sia delle norme sia della presenza capillare sul territorio attraverso le soprintendenze, si è fatta un'operazione importante di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. È chiaro che poi il Parlamento potrà discutere, perché ovviamente il decreto-legge verrà sottoposto alla discussione parlamentare. Sono assolutamente disponibile e sto collaborando perché ci sono procedure che velocizzano, rendono più agevole e tolgono gli intoppi per rispettare i tempi, ma in generale, perché bisogna dare risposte alle istanze del mondo produttivo e dei cittadini, senza però indebolire i principi di tutela. Su questo credo che all'interno del Governo stiamo raggiungendo un equilibrio che il Parlamento potrà valutare. Stiamo ragionando anche di misure straordinarie, come ad esempio l'ipotesi che per le opere del PNRR ci sia una soprintendenza unica nazionale che vale per le opere che attraversano le competenze territoriali di più soprintendenze, come capita per una grande infrastruttura o per quelle che superano un determinato valore, sempre nell'idea di rendere più veloce senza indebolire i principi di tutela. Esiste naturalmente il problema del personale. So che su questo abbiamo opinioni diverse, ma credo che la riforma delle sovrintendenze ne abbia agevolato il lavoro, perché prima ne esistevano tre (per i beni archeologici, per i beni architettonici e per i beni artistici) che intervenivano sullo stesso bene, spesso con sedi in città diverse e con pareri diversi, mentre a seguito della riforma c'è un'unica sovrintendenza che dà un'unica risposta al cittadino e alle imprese che fanno domanda, avendo al proprio interno le competenze in tutti questi settori. C'è poi un problema di personale: ha parlato del concorso per 500 funzionari, il Dipartimento della funzione pubblica bandirà a breve una selezione per 250 funzionari di area terza per questo Ministero e soprattutto è stato introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento il principio del corso-concorso per i dirigenti tecnici del Ministero, che è già stato bandito dalla Scuola nazionale dell'amministrazione e dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Esistono quindi un tema di personale e uno di regole: li affronteremo tutti, cercando di difendere il principio costituzionale di tutela cui tutti siamo tenuti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Montevecchi, per due minuti. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatta. Sono lieta che il Ministro stia dichiarando pubblicamente di avere a cuore i temi della tutela e che farà tutto il possibile per trovare una sintesi tra questa esigenza, garantita dalla nostra Carta costituzionale, e quella di un cambio di paradigma e di una transizione ecologica. Non sono soddisfatta, signor Ministro, perché non sono assolutamente convinta che la riforma delle sovrintendenze abbia portato aspetti positivi, ma non sono io a dirlo, bensì gli operatori stessi che operano ogni giorno in tutti i cantieri all'interno delle sovrintendenze. Le chiedo quindi di fare un ulteriore sforzo e di leggere con attenzione l'articolo che richiamavo de «il Fatto Quotidiano», ma anche quanto scrive oggi Andrea Carandini, presidente del FAI, in un intervento in cui le pone in modo molto chiaro, sintetico, ma incisivo, alcune questioni, tra cui anche quella della sovrintendenza nazionale. Più ci si allontana dal territorio, più a mio avviso si perdono i poteri di controllo su di esso. Non c'è bisogno di barricate, ma di trovare con animo sereno, pensando al bene di questo Paese e del suo patrimonio artistico e paesaggistico, una quadra tra le esigenze di un cambio di paradigma in una direzione di ecologia e di decarbonizzazione e la tutela della nostra bellezza, perché anche quello è un diritto. PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, nel ringraziarla per essere intervenuta prontamente, tuttavia vorrei rinforzare le motivazioni che l'hanno indotta ad intervenire durante l'esposizione della senatrice Corrado, perché voglio che sia lasciato agli atti che non è possibile utilizzare in quest'Aula le espressioni che la senatrice ha usato, che vanno assolutamente al di fuori del contenuto dell'interrogazione formulata al ministro Franceschini, ma soprattutto sono accuse infamanti, a mio avviso gravi, che voglio stigmatizzare. È stato detto, infatti, che il ministro Franceschini avrebbe costruito tutta la sua carriera politica su uno scambio di favori, in relazione a scambi di interessi personali. Penso che questa cosa sia grave: non è una giustificazione il fatto che questo avvenga quando le telecamere possono dare più risalto;