[resaula]

fondo per il "Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare" di 853,81 milioni di euro, riservato alle Regioni, le Città Metropolitane, i Comuni capoluogo di Provincia, la città di Aosta e i Comuni con più di 60.000 abitanti. Le modalità di accesso al fondo sono state disciplinate dal decreto ministeriale 16 settembre 2020, nel rispetto dell'intera platea di beneficiari, così come prevista dal legislatore nella legge n. 160 del 2019; fondo per la "Rigenerazione urbana", di 8,5 miliardi di euro, per investimenti in progetti per la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, destinato a tutti i 7.904 comuni italiani; in Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, con Atto di intesa n. 595 del 6 agosto 2020, ANCI ha concordato con il Ministero dell'interno di limitare la possibilità di fare istanza dei fondi ai soli comuni dai 15.000 abitanti; il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021, recependo l'Atto di intesa Stato-Città, ha limitato quindi i beneficiari del contributo, destinandolo a favore dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, in considerazione della prioritaria necessità di interventi di rigenerazione urbana; i Comuni esclusi dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono 7.206 sui 7.904 presenti nel territorio nazionale, con una percentuale quindi al di sopra del 90 per cento; ANCI, in relazione alle proposte per il "Recovery Plan", ha presentato alle commissioni riunite 5ª (Programmazione economica, bilancio) e 14ª (Politiche dell'Unione europea) del Senato il piano "Città Italia" che esclude, ancora una volta, i piccoli Comuni sotto i 15.000 abitanti, si chiede di sapere se il Governo non ritenga necessario intervenire per estendere anche ai Comuni sotto i 15.000 abitanti, che avrebbero dovuto avere un trattamento, se non di favore, quantomeno di parità, la possibilità di accedere ai fondi per finanziare gli interventi di rigenerazione urbana, considerando che già sono stati esclusi dai fondi destinati al "Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare". Atto n. 4-05543 DE BONIS Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Regione Basilicata, con la legge regionale n. 9 del 13 maggio 2016, ha istituito l'Agenzia regionale per il lavoro e le transizioni nella vita attiva LAB (Lavoro e Apprendimento in Basilicata) affidando alla stessa i seguenti compiti nel rispetto della programmazione regionale e dei limiti e delle indicazioni definiti dalla Regione: attuazione delle politiche di orientamento della formazione, dell'istruzione e del lavoro rientranti nel titolo II della legge regionale n. 30 del 2015; erogazione dei servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze; attuazione delle attività di ispezione e controllo di regolare esecuzione delle operazioni rientranti nel sistema regionale integrate, di cui alla legge regionale n. 30 del 2015; realizzazione delle azioni di analisi e monitoraggio delle politiche regionali dell'orientamento, dell'istruzione, della formazione e del lavoro; gestione di servizio per l'impiego e delle politiche attive del lavoro nel quadro delle specifiche disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 150 del 2015 e della legge regionale n. 30 del 2015 Titolo II (art. 10) per quanto concerne i servizi di politica attiva rivolti all'accesso all'occupazione, alla creazione ed alla mobilità professionale; considerato che: la Basilicata è una regione ricchissima, che fornisce l'80 per cento del fabbisogno nazionale di idrocarburi e ha uno stabilimento automotive tra i più efficienti al mondo, una ricchezza d'acqua tale da rispondere alle esigenze delle regioni confinanti e un patrimonio paesaggistico-naturale da fare invidia a molti. Eppure ha inceppato il meccanismo di domanda e offerta del lavoro, qui dove i suoi giovani rientrano tra i numeri preoccupanti delle statistiche di emigrazione dal Sud al Nord; ci sono poi i dati della disoccupazione giovanile a preoccupare e, soprattutto, quelli dei NEET, persone di giovane età, che non hanno, né cercano un impiego e non frequentano una scuola, né un corso di formazione o di aggiornamento professionale. Il Sud è così ed è per questi indicatori che l'Italia ha ricevuto, purtroppo o per fortuna, maggiori risorse dal "Recovery Plan"; certo non aiuta sapere che la citata Agenzia regionale per il lavoro in Basilicata è in una situazione di stallo ormai da due anni, e che questa condizione congela ben 15 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati per le politiche attive del lavoro e per il rilancio dei centri per l'impiego; in questo modo la Basilicata risulta essere, addirittura, l'ultima regione in Italia e l'unica a non aver avviato il processo di riforma dei suddetti centri. Come spesso si è detto, però, è l'ambiente che determina maggiori o minori investimenti da parte dell'industria e i problemi delle infrastrutture fisiche e digitali sono ancora lontani dall'essere risolti; tenuto conto che: la frase del discorso del Presidente del Consiglio dei ministri Draghi che ha maggiormente colpito, pronunciata alla presenza di Papa Francesco agli Stati generali della natalità, è stata: "Tornare a credere nel futuro è questione non solo economica (...) Un'Italia senza figli non ha domani, dobbiamo aiutare i giovani a credere nel futuro" e ancora: "Il problema è nazionale, il calo demografico si radica, ormai da anni, nel "panico" da futuro delle giovani coppie. Ma nelle aree interne come la Basilicata la decrescita infelice della popolazione è un problema molto serio che attiene alla sopravvivenza stessa della regione e alla garanzia dei servizi essenziali per chi vi resta. Se ne parla spesso, soprattutto in coincidenza dei periodici report statistici che suonano il campanello d'allarme sul rischio della devitalizzazione della comunità senza ricambio generazionale"; sicuramente il sostegno alle famiglie ha la sua importanza, ma non è tutto. L'interrogante ritiene che le ragioni della inarrestabile denatalità siano da ricercare nella mancanza di lavoro e, soprattutto, nella mancanza di fiducia nel futuro. Va fermata la cosiddetta "fuga di cervelli" dei giovani dal Mezzogiorno verso il Nord o, addirittura, verso l'estero. Il Sud è pieno di risorse ed ha enormi potenzialità di crescita, ma occorre, tra le altre cose, che le varie agenzie, centri, enti e quant'altro vengano istituiti a livello locale, con il preciso scopo di concorrere allo sviluppo del territorio, funzioni realmente e adempia per davvero agli scopi prestabiliti, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo voglia assumere nei confronti dell'Agenzia ARLAB della Regione Basilicata, che versa in una situazione di stallo ormai da due anni, la cui condizione congela ben 15 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati per le politiche attive del lavoro e per il rilancio dei centri per l'impiego. Vi è sempre più bisogno di tali strutture, che spesso mancano, ma dove esistono occorre farle funzionare, soprattutto adesso che stanno arrivando ulteriori risorse dal "Recovery Fund".