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Tale bilanciamento si traduce di fatto in un'inversione dell'ordine dei criteri di attribuzione dei seggi previsti dall'articolo 84, sicché per l'elezione del Senato il criterio previsto dal comma 4 di tale articolo trova applicazione soltanto in ultima battuta, quando in base ai criteri di cui ai commi precedenti, richiamati dall'articolo 17- bis , non sia stato possibile assegnare tutti i seggi all'interno della circoscrizione, mentre restano esclusi in ogni caso i criteri di cui ai commi 6 e 7. In conclusione, il nodo della questione non attiene all'attribuzione del seggio ad una lista, dato che questa operazione ha già comportato il riconoscimento del seggio alla lista della Lega, bensì l'individuazione del candidato della medesima lista che subentra al senatore Saviane. Pertanto, in applicazione dell'articolo 19, comma 2, del testo unico per l'elezione del Senato, riguardante nello specifico - ripeto - i subentri in corso di legislatura, il quale rinvia tout court all'articolo 86 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, che rinvia a sua volta, espressamente e specificamente ai commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 84 e in considerazione del fatto che il Senato, già approvando nella seduta del 31 luglio 2019 la relazione della Giunta sulla proclamazione di un candidato in Umbria, dato che in Sicilia il MoVimento 5 Stelle aveva esaurito i candidati non eletti, ha ritenuto applicabili anche in Senato le norme della legislazione elettorale comportanti lo slittamento tra Regioni delle proclamazioni in caso di necessità e quindi ha implicitamente reputato non ostativo, a tal fine, il dettato dell'articolo 57 della Costituzione circa l'elezione su base regionale del Senato. È necessario che si proceda quindi alla sostituzione del compianto senatore Paolo Saviane mediante l'individuazione della circoscrizione in cui la lista della Lega ha ottenuto il più alto quoziente che non ha dato luogo ad attribuzione di seggi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di intervenire la relatrice. MODENA, relatrice . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza l'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori, che è in distribuzione e che invito i presentatori ad illustrare. BALBONI (FdI) . Signor Presidente (Brusio. Richiami del Presidente) , siamo stanchi e quindi capisco che l'Assemblea possa non avere più tanto desiderio di proseguire nei suoi lavori . Eppure vorrei sottolineare che, come nel corso di tutta la discussione abbiamo avuto come punto di riferimento esclusivo la legge e il diritto, anche in questo caso credo che l'Assemblea debba prendere atto del fatto che la proposta della relatrice è manifestamente infondata. Si arriva infatti a formulare la proposta che un seggio del Veneto debba andare alla Calabria, dopo che il senatore Grassi proprio poco tempo fa, su un altro documento all'ordine del giorno, ha affermato che la rappresentatività del territorio è un valore imprescindibile. Oggi si propone invece che con i voti del Veneto si elegga un senatore della Calabria. Scusate, colleghi, ma mi sembra leggermente contraddittorio. Si invoca il precedente della Sicilia, ma tale precedente non c'entra niente, perché in tal caso - ricordiamolo bene - l'Assemblea ha deciso di attribuire il seggio all'Umbria perché eravamo in presenza di un vuoto normativo. Il MoVimento 5 Stelle aveva esaurito tutti i suoi candidati nelle liste plurinominali e anche nei collegi uninominali. L'alternativa era tra il non assegnare il seggio oppure trovare una soluzione. La soluzione è stata trovata con una decisione straordinaria ed eccezionale che ha disatteso l'articolo 57 della Costituzione. Cari colleghi, però, occorre fare attenzione, perché nella relazione del senatore Urraro, votata da quest'Assemblea, è testualmente scritto: dobbiamo andare fuori dalla Regione Sicilia perché il MoVimento 5 Stelle non ha liste collegate. Perché se avesse avuto liste collegate, la soluzione più orientata e corretta dal punto di vista costituzionale sarebbe stata quella di attribuire il seggio vacante alla lista collegata con il maggior quoziente non utilizzato. Cari colleghi, abbiamo purtroppo oggi la prova di quello che, citando Giolitti, diceva il senatore Andreotti, che era seduto proprio qui a pochi passi da me: la legge per gli amici si interpreta e per tutti gli altri si applica. Siccome siamo qui di fronte a un amico, la interpretiamo. Dal momento che Fratelli d'Italia è l'unica forza di opposizione in quest'Aula, la applicate come pare a voi, cari colleghi. Per sostenere la tesi della relatrice e della Lega (in Giunta ci sono sei componenti appartenenti alla Lega, che quindi, vista la maggioranza, ha votato ciò che ha voluto) voi dovete fare riferimento all'articolo 19, che richiama l'articolo 84 della legge elettorale sulla Camera, che a sua volta richiama l'articolo 86 della legge sulla Camera. Nessuno mi ha spiegato qual è la ratio che deve distinguere il caso in cui un seggio viene attribuito dal caso in cui ci deve essere un subentro. Cara Presidente, mi hanno insegnato che la legge va interpretata - sì - secondo il significato letterale di ogni parola, ma soprattutto per dare una ragione razionale alla sua lettera. Nessuno in quest'Aula è in grado di spiegarmi qual è la ragione razionale per cui, quando si attribuisce un seggio, si deve operare in un modo e quando c'è invece il subentro in un altro seggio, per effetto di una norma che ne richiama un'altra, che ne richiama un'altra ancora allora si devono applicare una ratio e una disciplina completamente diverse. Non c'è alcuna spiegazione logica. D'altronde, sarebbe sufficiente non dico leggere l'articolo 57 della Costituzione, ma l'articolo 1 della legge elettorale del Senato che al, Titolo primo, reca le disposizioni generali. Mi risulta che le disposizioni generali prevalgano sempre sull'eccezione dell'eccezione alla terza potenza della terza norma richiamata. L'articolo 1 stabilisce che il Senato della Repubblica è eletto su base regionale. Salvo i seggi assegnati alla circoscrizione estero, i seggi sono ripartiti tra le Regioni a norma dell'articolo 57 della Costituzione, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento. Qualcuno, ancora, mi dovrebbe spiegare come è possibile disattendere non soltanto l'articolo 57 della Costituzione (e sarebbe già abbastanza grave), ma soprattutto le disposizioni generali della legge che noi stessi oggi stiamo applicando. Per queste ragioni, cari colleghi, abbiamo presentato questo ordine del giorno e, come abbiamo chiesto fino ad oggi, in tutte le discussioni che ci sono state finora, di attenerci alla legge, anche in questo caso chiediamo all'Assemblea di attenersi alla legge. A lei, Presidente, mi perdoni, devo rivolgere la richiesta di procedere anche in questo caso con il voto segreto, perché è evidente che non stiamo discutendo soltanto di una questione generale e astratta. Presidente, mi ascolti, per cortesia: