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se, in caso di assenza dei titolari e qualora ci fosse la necessità della sostituzione del personale docente ed ausiliario, la sostituzione avverrà con altrettanto personale che abbia piena conoscenza della lingua slovena, come previsto dalle normative vigenti. Atto n. 3-00386 PARRINI BELLANOVA FERRARI Ai Ministri dello sviluppo economico e per gli affari europei Premesso che: ad oggi, l'Unione europea non dispone di strumenti efficaci in grado di contrastare la mancanza di reciprocità nel campo degli investimenti e degli appalti e, in particolare, la potenziale svendita delle competenze strategiche europee; negli ultimi anni, investitori non europei hanno rilevato un numero sempre maggiore di società europee con competenze tecnologiche chiave. Diversamente gli investitori europei non hanno avuto la medesima agibilità nei casi in cui hanno tentato operazioni di acquisizione nei mercati extraeuropei; Italia, Francia e Germania nel mese di febbraio 2017 hanno inviato una lettera al commissario europeo per il commercio Cecilia Malmstrom, che evidenziava come sul fronte degli investimenti diretti esteri vi fosse la necessità di creare i presupposti per far rispettare il criterio della reciprocità e, quindi, per garantire il rispetto delle regole condivise in campo internazionale; tale richiesta si è resa necessaria a seguito della crescita delle operazioni di fusione e acquisizione cinesi, in tal senso appare opportuno segnalare l'acquisizione da parte della cinese Midea dell'azienda tedesca di robotica Kuka per un ammontare 4,5 miliardi di euro, nonché più in generale dallo squilibrio tra gli investimenti diretti in uscita ed in entrata cinesi; a seguito dell'iniziativa promossa da Italia, Francia e Germania, la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione europea (COM (2017)487); essa riconosce alla Commissione europea la facoltà di controllare gli investimenti diretti esteri (IED) che potrebbero incidere su progetti o programmi di interesse per l'Unione per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. In particolare, la Commissione europea può emettere un parere destinato agli Stati membri in cui l'investimento è in programma o è stato realizzato; in data 13 giugno 2018, il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la propria posizione in merito alla proposta, chiedendo alla presidenza di avviare quanto prima i negoziati con il Parlamento europeo e arrivare ad una conclusione dell' iter legislativo di codecisione; rilevato che: in data 20 agosto 2018 il Ministero dello sviluppo economico ha annunciato la creazione di una " task force Cina", ovvero "un meccanismo operativo di lavoro, cooperazione e dialogo" fra Governo, associazioni di categoria e società civile, volto all'elaborazione di una nuova strategia nazionale di sistema, destinata a rafforzare le relazioni economiche e commerciali con la Cina; la task force Cina è coordinata dal sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Michele Geraci, il quale, come si legge sul sito del dicastero, afferma che: " Il cambiamento che vuole realizzare questo Governo (...) in uno spirito armonico e di concertazione con tutte le parti interessate, passa anche attraverso la costituzione di questo innovativo strumento di riflessione, analisi e intervento di cui ci vogliamo dotare per fornire una risposta concertata e ben informata nel dialogo con la Cina. Questa Cina, che ha lanciato il suo ambizioso programma di avanzamento tecnologico Made in China 2025 e che ha un immenso mercato interno sempre più desideroso di beni di qualità, presenta per l'Italia sia dei rischi (...), ma anche delle imperdibili opportunità, sia sul piano dell'incremento del nostro export sia per quanto riguarda l'attrazione degli investimenti"; in data 9 novembre 2018, in occasione del Consiglio affari esteri, riunitosi a Bruxelles nel formato commercio, il sottosegretario Geraci in merito al controllo degli investimenti esteri, come riportato da diverse agenzie di stampa, avrebbe dichiarato che: "l'Italia ritiene che la decisione finale sul via libera o meno agli investimenti di Paesi terzi resti nelle mani degli stati membri e che lo scambio d'informazioni con Bruxelles sia volontario e non obbligatorio", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno chiarire se la posizione espressa dal sottosegretario Geraci durante il Consiglio affari esteri del 9 novembre non sia da ritenersi contraria alle posizioni portate avanti fino ad oggi dall'Italia, nonché in contrasto con la difesa degli interessi strategici del nostro Paese; se non ritengano opportuno chiarire se la posizione del Governo in materia di investimenti di Paesi terzi sia volta a favorire potenziali acquisizioni di imprese europee da parte di imprese di Stato o aziende private strettamente collegate al Governo cinese, con pesanti ripercussioni sulla competitività, sulla sicurezza e sull'ordine pubblico dell'Italia e dell'Unione europea. Atto n. 3-00387 URSO Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nell'ultimo anno la politica espansiva della Cina attraverso importanti acquisizioni di aziende nella UE è arrivato al record di 35 miliardi di euro, l'Italia è al terzo posto con investimenti particolarmente rilevanti in settori strategici; manca una procedura univoca tra gli Stati membri per la difesa degli asset strategici nazionali (solo 13 Paesi ne sono dotati); pochi giorni fa le autorità americane hanno bloccato la vendita dell'azienda italiana Permasteelisa, leader nel mondo per la realizzazione di pannelli di vetro e acciaio, ad una holding cinese, la Grandland, verosimilmente perché il rischio potenziale derivante da tale acquisizione potrebbe essere quello di attuare uno spionaggio industriale su scala globale, attraverso, ad esempio, la collocazione di microchip nei vetri dei pannelli realizzati nei grattacieli di mezzo mondo; sulla vicenda non è seguito alcun intervento, dichiarazione o spiegazione da parte delle autorità italiane; il nostro Governo, appena due anni fa, ha sollecitato l'Unione europea, affinché si attivasse una difesa più stringente, efficace e coordinata dagli investimenti cinesi nei settori strategici; il Consiglio europeo, a giugno 2017, ha chiesto alla Commissione di analizzare gli investimenti di Paesi terzi in settori strategici, nel rispetto delle competenze nazionali; la necessità di un regolamento sullo screening degli investimenti esteri in UE era stata sollevata anche dal libro bianco della Commissione e, più in particolare, nel documento di riflessione sulla globalizzazione, che il collegio dei commissari ha adottato il 10 maggio 2017, dove si dichiara che "mentre per l'Ue l'apertura agli investimenti resta un principio chiave, preoccupazioni sono state sollevate di recente riguardo investitori stranieri, in particolare imprese di governo, che hanno acquistato compagnie europee con tecnologie chiave, per ragioni strategiche"; il giorno prima di partire per la Cina, il Ministro dello sviluppo economico aveva assicurato, in sede parlamentare, che la posizione del Governo italiano non era mutata in merito al provvedimento europeo sullo screening degli investimenti cinesi in Europa;