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Ritengo doveroso sottolineare che, se questa legge di delegazione europea è meno dannosa di quelle votate in passato, è grazie alla vigilanza della Lega, che è stata votata dagli italiani per fare gli interessi del Paese. Nonostante tutti gli attacchi strumentali che spesso e volentieri subiamo, continuiamo a farlo perché, al di là del teatro della politica, c'è un popolo che non crede più in questa Europa matrigna. Eppure, continua a credere e a sperare che un'altra Europa sia possibile, l'Europa dei popoli per cui noi lavoriamo. (Commenti dal Gruppo PD) . Oggi gli euroscettici sono i soli europeisti; tutti gli altri sono i servi sciocchi delle potenze straniere. (Commenti dal Gruppo PD) . Ripeto: i cittadini italiani lo sanno bene. Vi ringrazio per l'esempio di democrazia che dimostrate sistematicamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Non capisco perché si possano contestare delle opinioni, che certamente non appartengono a una parte dell'Assemblea, ma che sono espresse in maniera normale... BELLANOVA (PD) . «Servi sciocchi» è diventato un complimento? PRESIDENTE. ...c ollega, stia zitta un attimo. Aspetti che finisca di parlare e provi a stare zitta quando non è il suo turno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. BELLANOVA (PD) . Servi e basta! PRESIDENTE. Ancora! MODENA (FI-BP) Signor Presidente, colleghi, mi dispiace interrompere questo momento di franchezza tra Gruppi, ma ho chiesto di poter dire due parole con riferimento a un atto che aspettavo forse da un punto di vista più politico che tecnico. Questo atto è arrivato - come ben sapete - con la firma dell'allora ministro Savona. (Commenti della senatrice Bellanova) . PRESIDENTE . Senatrice Bellanova, in via eccezionale, facciamo finta che voglia intervenire sull'ordine dei lavori, così sappiamo tutti cosa ha da dire. Prego, ce lo dica, così magari la pianterà di parlare mentre intervengono i colleghi. Se ha qualcosa da dire, chieda di intervenire e le darò la parola. Altrimenti si astenga dal disturbare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Riprenda, senatrice Modena. MODENA (FI-BP) . Mi interessa, da un punto di vista politico, non tanto il disegno di legge delega, che è stato visto, analizzato e illustrato anche dai miei colleghi di Gruppo, quanto la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, che è stata presentata nel dicembre 2018, a firma dell'allora ministro Savona. Intanto mi interessa capire come il ministro Savona avesse predisposto la relazione programmatica. Tutti ricordiamo infatti la vicenda del ministro Savona, ma mi piacerebbe richiamarla nuovamente in questa sede. Come ricorderete, il 27 maggio 2018 - sembra un'altra epoca, tanto che sembra di parlare di una legislatura passata ‑ la proposta di nomina del ministro Savona è stata oggetto di perplessità da parte del Presidente della Repubblica, per via delle posizioni sull'euro dello stesso Savona. Non so se ricordate che il presidente Conte rimise addirittura il mandato per la questione relativa a Savona e ne venne fuori un guaio, tanto che da parte dei colleghi del MoVimento 5 Stelle ci fu la famosa proposta di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, che fu ritirata con una certa velocità. La TAV impallidisce in confronto alla questione relativa al presidente Mattarella. Successivamente la situazione si rimise più o meno a posto; venne fatta una sorta di cabina di regia e poi il Ministro, dopo aver presentato la relazione programmatica in esame - come tutti sappiamo - è "planato" alla Presidenza della Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob). La relazione però è rimasta con i contenuti che a me fa piacere discutere in questa sede. Il punto fondamentale, ripreso anche dalla relatrice, senatrice Giannuzzi, è la parte introduttiva proprio a firma dell'allora ministro Savona, in cui si dice che il problema di fondo è che, a fronte di un'Europa che ha una struttura normativa tale da poter essere equiparata a uno Stato vero e proprio, non esistono le strutture che facciano dell'Europa uno Stato o una federazione di Stati. Allora - parliamo non del disegno di legge delega, ma della relazione programmatica, che ritengo anche più importante, perché contiene ciò che il Governo vuole fare nei confronti dell'Europa e, quindi, si tratta della cosa più rilevante in termini di sguardo che deve essere dato - a questo punto il cuore del programma dovrebbe essere questo. Naturalmente non se ne parla oggi, magari perché, a parte chi ha deciso di analizzare le sue questioni di Commissione, abbiamo il dibattito post europeo alle spalle. Colleghi, tra quello che viene detto con riferimento al rapporto con l'Europa e quanto poi è scritto non solo e non tanto nella legge delega - è ormai una sorta di provvedimento omnibus - ma soprattutto nella parte della relazione programmatica, c'è un abisso, che potete verificare se andate a vedere anche in modo superficiale. Giustamente qualcuno ha fatto notare che alcune parti della relazione programmatica sono state copiate, o comunque sono abbastanza simili a quelle redatte dal Governo precedente. Ci siamo trovati di fronte a un impatto di parole molto netto, sempre con la questione dell'Europa, a partire dall'immigrazione, mentre - poi - nei fatti non c'è uno sforzo programmatico vero e mi riferisco non tanto a noi contro l'Europa, quanto piuttosto a ciò che noi vogliamo delineare come impostazione programmatica nei confronti dell'Europa. Credo sia questo il problema che emerge dalla discussione di oggi e dagli atti che esaminiamo, perché l'oggetto non viene colto nelle questioni più rilevanti che sicuramente ci dovrebbero caratterizzare. Da qui - ad esempio - nella parte della politica estera emergono quello che ha detto prima il collega Pellegrini e quanto invece è scritto nella relazione programmatica, che, seguendo le logiche, ci vede più concentrati nei confronti dell'Africa, abbastanza incerti sul Venezuela - è scritto nero su bianco - e attenti - per carità - alla parte relativa alle Nazioni Unite, ma sempre in modo estremamente sfumato. Non si mettono invece in evidenza - e questo mi colpisce, perché è una cosa che le forze di maggioranza avrebbero forse dovuto approfondire - alcuni temi rilevanti come la protezione civile europea. Giustamente il collega Balboni ha sottolineato alcune carenze sostanziali del concetto della procura europea, che ha natura finanziaria, ma, a mio avviso, è un'occasione persa la parte, di cui si parla, ma senza essere sviluppata, della protezione civile, che a noi sicuramente interessa. In sintesi - vado a concludere - a mio avviso occorre mettere in collegamento quello che si dichiara con ciò che si scrive, perché quello che si scrive negli atti rimane, mentre quanto si dichiara può essere sempre smentito. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice La Mura. Ne ha facoltà. LA MURA (M5S) .