[pronunce]

in particolare, nell'argomentare la propria tesi secondo la quale le disposizioni contenute nella legge n. 662 del 1996 avrebbero determinato l'implicita abrogazione dell'art. 54 del d. P. R. n. 180 del 1950, non ha spiegato come una simile interpretazione sia compatibile con una norma (l'art. 1, comma 137, della legge n. 311 del 2004) che, successivamente all'entrata in vigore della legge n. 662 del 1996, ha espressamente modificato il medesimo art. 54; né ha dato conto delle ragioni per le quali lo scrutinio di una disposizione ormai abrogata (l'art. 47 del d. P. R. n. 1032 del 1973) manterrebbe rilevanza nel giudizio a quo; che, pertanto, secondo la giurisprudenza di questa Corte, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 47 del d. P. R. 29 dicembre 1973, n. 1032 (Approvazione del testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato) e dell'art. 1, commi 243, 244 e 245, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 41 della Costituzione, dal Consiglio di Stato con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 gennaio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'8 febbraio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA