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Ancora di recente con il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, al fine di rafforzare la governance di sistema, è stata istituita all'articolo 40 una apposita cabina di regia interministeriale, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Sottosegretario di Stato delegato, con il compito di (lettera b ), « verificare lo stato di attuazione degli interventi connessi a fattori di rischio per il territorio, quali dissesto idrogeologico, vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, situazioni di particolare degrado ambientale necessitanti attività di bonifica e prospettare possibili rimedi », alla quale la Presidenza del Consiglio dei ministri, per il tramite del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, assicura l'attività di supporto tecnico, istruttorio e organizzativo. Questo complesso quadro normativo pone la necessità di un riordino finalizzato, da un lato, a sistematizzare le innovazioni normative introdotte nel tempo e, dall'altro, a potenziare l'azione dei commissari di governo, semplificando le procedure, velocizzando i tempi e i modi dei finanziamenti e rafforzando le strutture di supporto. Nello specifico, l'articolo 1 del disegno di legge riorganizza il metodo di programmazione degli interventi attribuendo ai presidenti di regioni, quali commissari straordinari delegati contro il dissesto idrogeologico ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, le funzioni di coordinamento e realizzazione degli interventi funzionali a garantire la salvaguardia del territorio e la mitigazione del rischio idrogeologico previsti nell'ambito di specifici Programmi d'azione triennale. Tali programmi, realizzati in coerenza con i piani di bacino distrettuali, sono articolati per piani annuali, così da presentarsi come strumenti flessibili volti ad individuare gli interventi puntuali da porre in essere, secondo una precisa cadenza temporale, nonché le relative risorse. L'articolo contiene, inoltre, al comma 3 un elenco dettagliato volto a specificare quali attività costituiscono interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e di salvaguardia del territorio e possono, quindi, essere ricomprese nell'ambito del programma d'azione triennale. Nell'ambito degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, al comma 4 si prevede che anche le attività di progettazione costituiscono inoltre lavori ammissibili al finanziamento. L'articolo 2 definisce la procedura per l'adozione del programma d'azione triennale, dei relativi piani annuali e degli eventuali accordi volti a definire le modalità di gestione degli interventi. Il programma, approvato, anche per stralci, con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, è contestualmente trasmesso dallo stesso Ministero alla Cabina di regia di cui all'articolo 40 del decreto-legge n. 109 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 130 del 2018. La norma contempla tre differenti ipotesi al fine di garantire che l'azione contro il dissesto idrogeologico possa procedere in modo spedito e, al contempo, flessibile, in base alle diverse esigenze che si presentano sul territorio. In primo luogo, come previsto al comma 2, a regime spetta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare individuare, con uno o più decreti, i criteri in base ai quali devono essere definiti gli interventi prioritari di mitigazione del rischio idrogeologico da ammettere a finanziamento e le relative risorse sulla base dei contenuti dei programmi trasmessi dai commissari. In secondo luogo, secondo quanto riportato al comma 3, qualora si presenti una specifica richiesta da parte dei commissari, motivata sulla base di documentate necessità, una quota dei finanziamenti non superiori al 20 per cento, può essere destinata a interventi che sono indicati dalle regioni, a prescindere dalle graduatorie di priorità definite con i decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Questa possibilità consente ai commissari di realizzare anche tipologie di interventi che, per la loro natura, ad esempio in quanto confinati a territori meno estesi o rivolti a un minor numero di persone, non potrebbero soddisfare i parametri necessariamente più generalisti definiti con i decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ma ciò nonostante non meno bisognosi di soluzioni e risorse. Soprattutto, questo inciso consente di attribuire ai commissari, anche in quanto presidenti delle regioni e quindi istituzioni poste a presidio di uno specifico territorio, la facoltà di segnalare emergenze o contingenze che non potrebbero essere parimenti individuate a livello nazionale. Infine, al comma 4, è specificato che i decreti con cui il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare individua gli interventi prioritari di mitigazione del rischio idrogeologico da ammettere a finanziamento con le relative risorse, nonché ogni altro elemento necessario ad articolare la procedura di adozione e attuazione del Programma, sono adottati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le Autorità di bacino e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 3 riordina e amplia i poteri dei commissari contro il dissesto in modo da semplificare e velocizzare la fase di realizzazione delle opere. L'articolo prevede, al comma 1, che spetti ai commissari individuare uno o più soggetti attuatori, anche nell'ambito dell'amministrazione regionale competente tra il personale dipendente, al fine di supportarli nell'espletamento delle loro funzioni. La disposizione al comma 2 individua in capo al soggetto attuatore la nomina del responsabile unico del procedimento, l'approvazione dei contratti di appalto per lavori, servizi e forniture, il pagamento dei relativi corrispettivi, la gestione dei procedimenti di approvazione e autorizzazione dei progetti. Al comma 3 sono altresì attribuite al commissario una serie di facoltà in deroga all'ordinamento vigente che costituiscono l'essenza dei poteri speciali e gli consentono un margine di intervento più incisivo in ragione delle finalità che deve raggiungere. In particolare, il commissario può: rilasciare autorizzazioni che sostituiscono tutti i visti, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta e ogni altro provvedimento abilitativo necessario per l'esecuzione dell'intervento, comportano dichiarazione di pubblica utilità e costituiscono, ove occorra, variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, eccetto quelli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (a meno che, ritenendolo necessario, non decida di convocare la conferenza dei servizi di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, con termini per i pareri ridotti a quarantacinque giorni);