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le stesse organizzazioni sindacali hanno poi rilanciato l'appello del comitato provinciale dell'INPS di Udine che chiede all'Istituto di "intervenire urgentemente al fine di assicurare la regolare funzionalità di tutte le sedi del territorio, con particolare attenzione a che l'assegnazione di nuove risorse umane, espletate le procedure concorsuali bandite dall'Inps per i profili amministrativi, sanitari, legali, tecnici ed informatici, avvenga in modo consono e adeguato alle esigenze", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale situazione e come intenda eventualmente farvi fronte al fine di gestire, in modo efficace e puntuale, tutte le prestazioni di maggiore impatto per gli utenti, anche perché ove non si provvedesse "con tempestività ai necessari interventi", come sostengono le organizzazioni sindacali, "saremmo di fronte al rischio concreto di una impasse finanche nella gestione dell'ordinaria amministrazione". Atto n. 4-07162 GASPARRI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: a Roma si è sviluppato un incendio nella discarica di Malagrotta in data 15 giugno 2022; in seguito a questo incendio si è creata una situazione di pericolo per i cittadini, per cui sono stati messi al bando gli alimenti prodotti nella zona circostante ed è stata imposta la chiusura delle finestre; questa crisi segue altri incendi negli impianti del trattamento di rifiuti negli ultimi anni; a Roma l'emergenza rifiuti ha raggiunto livelli allarmanti; collegate all'emergenza rifiuti nella città si registrano l'emergenza cinghiali e l'emergenza gabbiani; questa emergenza si è aggravata anche per l'incapacità della Regione Lazio di predisporre per tempo impianti di termovalorizzazione; allo stato attuale la Regione spende molto denaro per "vendere" i propri rifiuti a Paesi esteri, che li usano come materia prima nei loro termovalorizzatori con un danno quindi evidente per i cittadini del Lazio che pagano tasse in più e che vedono i propri rifiuti trasformati in materia prima invece da altri Paesi, si chiede di sapere quali misure urgenti intenda assumere il Ministro in indirizzo per porre fine a questa emergenza nella capitale. Atto n. 4-07163 NUGNES Paola Ai Ministri della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 10 giugno 2022, presso il tribunale di Cagliari, è iniziato il processo per disastro ambientale, in cui sono imputati alcuni generali delle forze armate italiane, che riguarda il poligono NATO di capo Teulada, causato in particolare dall'uso massiccio del missile portatile anticarro "Milan"; è noto che le prime due versioni di quest'arma contengono torio altamente radioattivo nel sistema di puntamento e lo rilasciano nell'ambiente circostante ad ogni utilizzo, infatti risulta ugualmente contaminata anche l'area del poligono sperimentale di Salto di Quirra; da dichiarazioni pubbliche del presidente francese Emmanuel Macron, riportate anche da alcune fonti stampa, si apprende che tale missile sia stato compreso nel pacchetto di materiale bellico inviato dalla Francia in Ucraina e sembrerebbe, come notizia trapelata recentemente, nonostante il segreto di Stato, che anche l'Italia abbia inviato in Ucraina un numero imprecisato di questi missili, si chiede di sapere: se si sia raccolto l'invito rivolto ai governi dal segretario generale dell'Interpol Jurgen Stock affinché si coordino per tracciare l'invio di armi, alla luce del traffico criminale e mafioso delle stesse che si sta generando in Ucraina; se effettivamente siano stati inviati i predetti missili in Ucraina e se non sia il caso di ritirarli, alla luce della loro pericolosità a lungo termine per ambiente e salute e conseguentemente eliminare definitivamente tutte le scorte di quest'arma eventualmente ancora presenti nei depositi d'artiglieria italiani; se non si ritenga opportuno farsi promotori di un'iniziativa presso l'ONU per la messa al bando di ogni arma e sistema d'arma che impieghi metalli pesanti quali torio e uranio impoverito e altresì farsi promotori di un'iniziativa umanitaria diretta alle parti in conflitto per chiedere la sospensione o il non utilizzo di queste armi; se, infine, non si ritenga che la gravità di una simile scelta non debba generare una riflessione sull'opportunità di apporre il segreto di Stato. Atto n. 4-07164 MARTELLI DE VECCHIS GIARRUSSO PARAGONE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il 15 giugno 2022 il centro di trattamento rifiuti situato in zona Malagrotta è stato colpito da un incendio di estese dimensioni; esso opera, in linea teorica, a partire da rifiuti indifferenziati (e per una quantità stimata in circa 8.000 tonnellate settimanali); sfrutta gli spazi ricompresi nel perimetro della discarica di Malagrotta, ormai chiusa al conferimento di rifiuto indifferenziato; considerato che: nell'area ricompresa in un sito di discarica la principale attività ammessa dovrebbe essere quella usualmente denominata di "gestione post mortem ", consistente in un regime di sorveglianza della massa stoccata, controllo dei pozzi piezometrici perimetrali al fine di rilevare eventuali rilasci di percolato e captazione del biogas di fermentazione; nell'area ricompresa era tuttora in funzione un impianto di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (TMB); il biostabilizzato derivante dal processo di trattamento a freddo è ammesso come materiale per copertura finale delle discariche colmate; un altro importante prodotto in uscita dal TMB è il cosiddetto CDR (combustibile derivato dai rifiuti), una miscela di carta, plastiche e materiale legnoso; ogni TMB necessita di idonee aree di stoccaggio dei sottoprodotti; considerato inoltre che: i fumi sprigionati dall'incendio hanno interessato ampie zone ricomprese nel territorio dei comuni di Roma e Fiumicino; le comunicazioni ufficiali da parte delle amministrazioni comunali sono pervenute tardivamente e con palese approssimazione, si chiede di sapere: se i livelli di sostanze tossiche presenti nel territorio siano stati monitorati, al momento dell'incendio, e quali siano le eventuali risultanze; se gli enti regionali e comunali in qualità di responsabili della salute pubblica abbiano preso parte alle riunioni indette dagli organi preposti alla gestione dell'accaduto; se sia stato previsto, nella zona di ricaduta stimata delle particelle emesse, un piano di monitoraggio e di analisi dei campioni del suolo in modo da stabilire se servano interventi di bonifica superficiale e tempi di non utilizzo al fine di salvaguardia della salute; se il gestore del sito fosse in regola con le autorizzazioni per lo stoccaggio di rifiuti combustibili; se il sito di stoccaggio avesse le necessarie misure di sicurezza previste per il deposito di rifiuti combustibili: se siano stati rispettati i limiti di stoccaggio, vale a dire se in effetti l'area si potesse configurare effettivamente come "sito temporaneo di stoccaggio"; se sia in corso la captazione del biogas dalla massa di rifiuti stoccata, precisando l'utilizzo dello stesso biogas o il sito di un suo eventuale stoccaggio;