[resaula]

Oggi è giusto ricordare tutte le persone che hanno combattuto per la libertà e per la caduta di quel Muro, in modo particolare le oltre 150 persone che hanno perso la vita e tutti coloro che sono stati oppressi da questa folle ideologia totalitaria. Oggi dobbiamo ricordare soprattutto che vivere in un'Europa libera, democratica e dove si può circolare liberamente, anche dal punto di vista economico, non è scontato. È un ricordo vivido e bello. Abbiamo soprattutto la consapevolezza che oggi, grazie a quel gesto simbolico della caduta del muro, possiamo vivere in un'Europa libera, pacifica e sicura. (Applausi dai Gruppi FI e L-SP-PSd'Az . Congratulazioni) . GRANATO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, il 9 novembre si celebra il trentennale del Giorno della libertà, per ricordare l'abbattimento del muro di Berlino. Il Parlamento italiano, infatti, nel 2005 ha istituito la commemorazione annuale di quello che è considerato il simbolo di un passaggio epocale nella storia dell'Occidente contemporaneo. Fu la fine di un'epoca, di un mondo in cui due visioni diverse della società avevano materializzato la loro contrapposizione ideologica attraverso una barriera fisica, che rappresentava la Guerra fredda, che aveva separato materialmente cittadini della stessa nazione, uniti da valori, cultura, parentela, lingua, usi, costumi e tradizioni. Questo retaggio dell'odio, che generava sofferenza e rancore, è durato per ventotto anni e alla fine si è estinto sotto la spinta della coesione culturale e valoriale della cittadina berlinese, che aveva ormai da anni lasciato alle spalle le colpe del Terzo Reich. Non è la sconfitta di un'idea, è il passaggio epocale ad una nuova visione del mondo, che tende ad uniformarsi, è l'inizio della fine delle ideologie, che segna una fase di riformismo per tutti i partiti politici italiani, decretandone sostanzialmente l'estinzione progressiva. Da questa fase storica è uscito un solo vincitore: il pensiero unico di un mondo sostanzialmente globalizzato. Si tratta di corsi e ricorsi storici, vissuti nel mondo greco attraverso il passaggio dall'epoca di Sparta e Atene al periodo alessandrino, prima forma di globalizzazione del mondo occidentale e, nel mondo romano, nel passaggio dalle divisioni tra optimates e populares della tarda Repubblica all'Impero, che abbracciava dal Mar Nero al Marocco, dalla Britannia al Nord Africa, dalla Spagna all'area del Reno e del Danubio. Oggi, nel trentennale dell'inizio dell'abbattimento del muro di Berlino, la presenza consistente tra i banchi del Parlamento e del Governo italiano del MoVimento 5 Stelle, che costituisce il superamento dei partiti tradizionali e delle barriere ideologiche e che, volere o volare, sta segnando il passo del cambiamento anche negli altri schieramenti politici è emblematico di un bisogno, di un'esigenza avvertita dai cittadini di trovare nei valori di diritto, onestà, trasparenza, rispetto dell'ambiente e giustizia sociale quei punti di riferimento, che lentamente, in questi trent'anni in cui si è demolito un mondo, sono stati spazzati via dal berlusconismo prima e dal neoliberismo poi. È nata una nuova epoca, dalle ceneri dell'odio e dalle contrapposizioni di facciata dei partiti tradizionali odierni, che si limitano solo ad interpretare, con sensibilità diverse, il pensiero unico scandito dalle leggi del mercato. Si è avviato un nuovo rinascimento, che pone finalmente l'uomo al centro della politica e gli restituisce quei punti di riferimento, che erano spariti nel vuoto cosmico lasciato dalla progressiva scomparsa di più visioni della società, che soprattutto, dopo il passaggio alla moneta unica, avevano assunto ormai le connotazioni di stereotipi senza alcuna credibilità. Oggi i partiti tradizionali rappresentano, grazie a strumenti retorici sempre di più basso livello, la banalità dell'odio per l'inerme, ovvero l'ipocrisia delle cosiddette anime belle, come esecutori diversi di uno stesso spartito. Negli abbracci increduli e felici, nelle immagini di trent'anni fa al Checkpoint Charlie leggiamo il sollievo di un'umanità, che si ritrova nei suoi valori universali di solidarietà, di fratellanza e di giustizia. Le birre offerte gratuitamente dal proprietario del bar della frontiera ai cittadini della Germania tornata unita descrivono, con sollievo, il recupero del sentimento e della ragione persi al tavolo di Yalta, perché non esiste muro che mano umana possa erigere contro l'unità dei valori e della cultura di un popolo, che prima o poi non venga abbattuto e rimosso. A perenne ricordo della follia umana che lo ha eretto, oggi rimangono le croci dei cittadini, che hanno perso la vita nel tentativo di sorpassarlo, assassinati dalle guardie della frontiera, il Memoriale del Muro di Berlino e qualche tratto risparmiato alla demolizione, per non dimenticare. A noi che sediamo in quest'Aula i libri di geografia, disciplina che oggi ha perso autonomia e dignità nei curricoli scolastici, rappresentavano un mondo diverso, spaccato in due, come il calviniano Visconte dimezzato, Medardo di Terralba, per metà buono e desiderabile, per metà oscuro e temibile. Oggi che le nebbie della cortina di ferro si sono dissolte nell'abbraccio fraterno del popolo tedesco riunito, dopo trent'anni abbiamo una Germania che è risorta dalle sue ceneri per la seconda volta, nonostante due guerre mondiali perse e sanzioni pesanti pagate. Questa capacità di ripresa è frutto dell'operosità del suo popolo e di una consapevolezza e di una dignità civica che oggi le conferiscono un ruolo trainante in Europa. Celebrare la ricorrenza e la caduta del muro di Berlino è oggi festeggiare la nascita di una nuova cittadinanza, quella europea, con una sua identità culturale, che non è più quella che porta l' imprinting della cultura d'oltreoceano, né dei singoli Stati membri, ma è un insieme di valori e di culture, che convivono pacificamente, arricchendosi reciprocamente delle proprie diversità. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Colleghi, prima di sospendere la seduta, poiché mi sono arrivate alcune richieste di intervento su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, fermo restando che alla fine della seduta nel pomeriggio ovviamente saranno consentiti ulteriori interventi di fine seduta, se non vi sono obiezioni da parte dei Gruppi, procederei concedendo la facoltà di intervenire a coloro che lo hanno richiesto. Non facendosi osservazioni, così rimane stabilito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, la ragione del mio intervento credo che sarà compresa dai colleghi. Ho appreso poco fa della scomparsa della signora Maria Pia Fanfani.