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con nota del 29 marzo 2017, il Ministero della salute informava che dal 31 marzo 2017 sarebbe stato disponibile il farmaco veterinario Soliphen, farmaco a base di fenobarbital, e solo sino a quella data il veterinario, sotto la propria responsabilità, avrebbe potuto prescrivere medicinali autorizzati per l'uso umano ( ex art. 10 del decreto legislativo n. 193 del 2006); pertanto la descritta facoltà è cessata al momento dell'effettiva commercializzazione di Soliphen, farmaco molto più costoso di quelli menzionati, con il divieto al veterinario di prescrivere medicinali autorizzati per l'uso umano a base di fenobarbital (quali Gardenale e Luminale). L'unica eccezione riconosciuta dalla suddetta nota ministeriale deriva dalla controindicazione riportata dal foglietto illustrativo del medicinale: "non usare in cani con peso corporeo inferiore a 6 kg"; di conseguenza, non essendo disponibili in commercio medicinali veterinari specifici per animali di peso inferiore ai 6 chilogrammi, rimane lecito avvalersi, per la loro terapia, dell'uso in deroga previsto dal citato articolo 10; inoltre il Soliphen è farmaco cosiddetto "delicato" e soggetto ad essere annotato in specifico registro e a particolari procedure, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare in relazione alla descritta questione; se e quali iniziative intenda assumere affinché tutti i cani affetti da epilessia possano essere curati con farmaci ad uso umano, come già avvenuto in passato, dal costo accessibile e sostenibile. Atto n. 4-00655 CAUSIN Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze Premesso che: il Ministero della giustizia, con comunicato del 15 giugno 2018, ha reso noto l'elenco degli aventi diritto all'attribuzione delle borse di studio relative all'attività di stage 2017, per lo svolgimento di tirocini formativi presso gli uffici giudiziari, ai sensi del decreto interministeriale (giustizia-economia e finanze) del 22 dicembre 2017, come previsto dall'articolo 73 del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013; ciascun tirocinante che sarà ammesso in graduatoria potrà beneficiare dell'erogazione di una borsa di studio pari a 400 euro mensili, calcolata in base al periodo di svolgimento del tirocinio; per quanto risulta all'interrogante, la questione al momento sembra "bloccata" nei meandri del Ministero, i cui funzionari continuano a parlare di "massima celerità" leggendo e copiando sempre lo stesso comunicato a chiunque li contatti, ma a qualsiasi domanda più approfondita sembrano non avere la più pallida idea di che cosa stia succedendo; a quanto risulta, l'anno scorso, nello stesso periodo dell'anno, le ragionerie avevano già iniziato a liquidare; ad oggi, invece, risulta che a moltissimi tirocinanti non sia stato ancora richiesto l'Iban per procedere all'erogazione delle borse di studio; si pone quindi il concreto pericolo che il Ministero non riesca a versare i soldi entro il 2018, determinando come conseguenza un ritorno dei fondi al patrimonio del Ministero medesimo, con ulteriori ritardi nell'erogazione; l'affiancamento a magistrati con compiti di studio, ricerca e redazione di bozze è risultato particolarmente prezioso, considerate le carenze di organico della giustizia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano, ciascuno per la propria competenza, di fornire chiarimenti in merito ai motivi che stanno generando il ritardo nell'erogazione delle borse di studio. Atto n. 4-00656 LANNUTTI PATUANELLI MORRA CORRADO LEONE DI NICOLA ANGRISANI GUIDOLIN FENU TRENTACOSTE PRESUTTO COLTORTI ROMAGNOLI CORBETTA VONO SILERI VANIN LOMUTI VACCARO PARAGONE ROMANO DRAGO DI PIAZZA AIROLA MAIORINO FEDE CASTALDI DI MARZIO MATRISCIANO AUDDINO CRUCIOLI PUGLIA DONNO PESCO Marco PELLEGRINI LANZI ACCOTO BOTTO DELL'OLIO PIRRO LUPO RICCIARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta agli interroganti: Anas SpA, gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe provveduto, tra il 2015 e il 2018, ad un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione e in particolare a 13 assunzioni di dirigenti, avvenute, a giudizio degli interroganti, in contrasto con la determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015 recante «Linee Guida per l'attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A. e degli enti pubblici economici» e con le norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, sancite dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175; tra i dirigenti assunti all'interno del Gruppo Anas, nel contesto del cambio di governance , figurano: Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Marco Bonamico, Claudio Arcovito, Enrico Giglioli, Adriana Palmigiano, Stefania Lombardi, Sergio Papagni, Edoardo Eminyan e Alessandro Rusciano; l'Anas diretta da Gianni Armani, avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale proprio a far data dal 1° giugno 2018, cioè in corrispondenza con l'insediamento del Governo Conte; un'inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all'interno di Anas era presente una vera e propria «cellula criminale», «che gestiva un giro di mazzette». Figura apicale attorno al quale, per l'accusa, «ruotavano le tangenti» era Antonella Accroglianò, la cosiddetta "Dama Nera" o "Zarina", potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas. La Accroglianò avrebbe confessato solo il minimo necessario per non coinvolgere le altre figure apicali del sistema, facendolo smantellare; Gianni Armani grazie alla presentazione di Papello Giovan Battista (nominato, anni prima, insieme a Pozzi Vincenzo e Brandani Alberto amministratore di ANAS proprio dal padre dell'attuale capo dell'azienda pubblica stradale, Pietro Armani), non appena nominato dopo l'uscita di Ciucci, affermava di non poteva fidarsi di nessuno e di voler "ripulire dalle sacche di malaffare" l'ANAS; si sarebbe invece adoperato per ricompensare coloro che lo avevano aiutato ad ottenere il prestigioso incarico, creandosi intorno un "cerchio magico" di fedelissimi (Palmigiano, Eminyan e Saponaro) supportato da un faccendiere libanese che risponde al nome di MIKHAEL RAYMOND;