[ddlpres]

La designazione dei soggetti partecipanti ai Comitati dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri presso il Consiglio dell'Unione europea, di cui al capo 3 del titolo I della parte sesta del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), nonché agli organi preparatori del Consiglio dell'Unione europea, di cui all'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento interno del Consiglio medesimo, allegato alla decisione 2009/937/UE del Consiglio, del 1° dicembre 2009, spetta ai Ministeri competenti per settore, i quali, sotto la propria responsabilità e il proprio controllo, possono farsi assistere o sostituire da organi tecnici. 4 Le pubbliche amministrazioni sono tenute a fornire all'Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione necessaria per l'adempimento delle sue funzioni. 5 (Disposizioni in materia di procedimenti e atti dell’Autorità) 1 I regolamenti e gli atti a contenuto generale adottati dall’Autorità sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino dell'Autorità di regolazione e concorrenza, per la protezione dei consumatori e dei dati personali, nonché, con funzione meramente informativa, sul sito internet dell’Autorità medesima. L’Autorità redige annualmente una raccolta degli atti di cui al presente comma, nonché delle norme legislative e regolamentari dello Stato oggetto di attuazione da parte della stessa Autorità; di tale raccolta, che ha valenza meramente informativa, deve essere garantita adeguata pubblicità, anche mediante il sito internet dell'Autorità. 2 Per l'emanazione di atti regolamentari e generali a contenuto normativo, esclusi quelli attinenti all'organizzazione interna, l’Autorità si dota, nei modi previsti dai rispettivi ordinamenti, di strumenti di analisi dell'impatto della regolamentazione. 3 I provvedimenti di cui al comma 1 devono essere motivati con riferimento alle scelte di regolazione e di vigilanza del settore ovvero della materia su cui vertono e sono accompagnati da una relazione che ne illustra le conseguenze sulla regolamentazione, sull'attività delle imprese e degli operatori e sugli interessi degli investitori, dei risparmiatori, dei consumatori e degli utenti. 4 Nella definizione del contenuto dei provvedimenti di cui al comma 1, l’Autorità tiene conto in ogni caso del principio di proporzionalità, inteso come criterio di esercizio del potere adeguato al raggiungimento del fine, con il minore sacrificio degli interessi dei destinatari. A questo fine, essa consulta gli organismi rappresentativi dei soggetti vigilati, dei prestatori di servizi finanziari, dei consumatori e degli utenti. 5 L’Autorità consulta i soggetti interessati e i loro organismi rappresentativi e si avvale di forme di consultazione pubblica, basate sulla diffusione di schemi e versioni preliminari dell'atto da adottare, al fine di acquisire, entro un congruo termine, osservazioni scritte. L’Autorità può altresì consentire agli interessati di presentare le loro osservazioni anche oralmente, in audizioni individuali o collettive, delle quali viene redatto verbale. L’Autorità rende pubblici mediante il proprio sito internet i risultati delle consultazioni svolte, salva la tutela di eventuali informazioni riservate. La pubblicazione dei singoli contributi è consentita previo consenso del soggetto che ha partecipato alla consultazione. 6 L’Autorità sottopone a revisione periodica, almeno ogni tre anni, il contenuto degli atti di regolazione da essa adottati, per adeguarli all'evoluzione delle condizioni di mercato e dei bisogni dei consumatori e degli utenti, nel rispetto del principio di proporzionalità. 7 L’Autorità disciplina con propri regolamenti l'applicazione dei princìpi di cui al presente articolo, indicando i termini massimi per la conclusione dei procedimenti e altresì i casi di necessità e di urgenza o le ragioni di riservatezza per cui è ammesso derogarvi con decisione motivata. 8 L’Autorità può promuovere la redazione di codici deontologici e l'adozione di norme di autoregolamentazione da parte di soggetti regolati o vigilati. 9 I procedimenti di controllo a carattere contenzioso e i procedimenti sanzionatori sono svolti nel rispetto dei princìpi della piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione, nonché della distinzione tra funzioni istruttorie degli uffici e funzioni decisorie del collegio. Restano salve le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n. 262. 10 Per l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie da parte dell’Autorità si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui al capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Non è in ogni caso ammesso il pagamento in misura ridotta di cui all'articolo 16 della citata legge n. 689 del 1981. 6 (Abrogazioni) 1 Salvo quanto previsto dall’articolo 3, comma 9, con effetto dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione previsti dal medesimo articolo 3, commi 9, 10 e 11, sono abrogate le seguenti norme: a legge 14 novembre 1995, n. 481, limitatamente alle disposizioni modificate con la presente legge; b legge 31 luglio 1997, n. 249, limitatamente alle disposizioni modificate con la presente legge; c l'articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.