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se risponda al vero che Jaime Hernán Pedraza, il medico incaricato dall'ONU di presenziare alla prima autopsia sul corpo di Mario Paciolla, abbia indotto la famiglia del ragazzo a credere che fosse delegato dall'Ambasciata italiana, circostanza verificatasi non vera, e in che modo il medico citato si sarebbe relazionato e coordinato con l'Ambasciata italiana; visti la gravità dei fatti e lo sconcerto nell'opinione pubblica italiana, quali siano gli intendimenti del Ministro nei confronti del Governo colombiano, e quali le iniziative che intenda adottare affinché si giunga finalmente a risposte convincenti sulla morte del nostro connazionale Mario Carmine Paciolla. Atto n. 4-05194 LANNUTTI ANGRISANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che a quanto risulta agli interroganti: M. C. M. ha lavorato in banca trentacinque anni, fino a diventare direttrice dell'agenzia 7 di Unicredit, a via Gattalupa 2, a Reggio Emilia; nel 2009 164 clienti della filiale hanno lamentato perdite «non conosciute» sui loro conti correnti per un totale di ottantotto milioni di euro. In seguito a ciò, Unicredit ha dovuto versare una somma equivalente ai clienti truffati come risarcimento; per questo colossale ammanco M. C. M. è accusata di furto, truffa, appropriazione indebita, falso ideologico e falso in scrittura privata. Secondo Unicredit sarebbe stata la direttrice dell'agenzia a far sparire il denaro. M. è stata accusata di aver movimentato soldi per operazioni non richieste dai clienti. Quasi un migliaio le operazioni ricostruite nel processo. Principale accusatore l'industriale reggiano E. S., già a capo anche di un importante gruppo di tv e giornali. Secondo quanto è emerso dall'indagine interna di Unicredit, S. si sarebbe trovato sul suo conto a sua insaputa alcuni milioni di euro, spendendoli per investimenti e acquisti di titoli in Borsa. Cinque di questi milioni sono serviti all'industriale reggiano perfino per finanziare l'aumento di capitale di una società editoriale; il Tribunale di appello di Bologna ha condannato M. a due anni e otto mesi, dopo che in primo grado era stata condannata a due anni e nove mesi; considerato che: le movimentazioni contestate a M., come emerso nel corso del processo, sono avvenute su autorizzazioni dei titolari dei conti, disposizioni date in gran parte per telefono (erano e sono ancora una pratica corrente specialmente nelle compravendite dei titoli di Borsa). Movimentazioni destinate per lo più a investimenti, su conti di appoggio ai dossier titoli. M. ha sostenuto di non aver fatto altro che ricevere le disposizioni e investire per conto del cliente; M. ha dichiarato: «Le gestioni riferite alla famiglia S. e quindi da E. e figli, erano assolutamente delle gestioni privilegiate, quindi per questo motivo avevano un importo diverso da quello che era effettivamente, diciamo, registrato al terminale, perché in più c'era il privilegio, quindi la documentazione poteva presentare un dato e in più il privilegio veniva aggiunto, sono assolutamente cose che in banca succedono comunemente, soprattutto per certe posizioni grosse. Era assolutamente normale fare dei giroconti, sempre però nell'ambito della famiglia». Dichiarazione confermata da F. S., che ha confermato il disconoscimento di ordini anche importanti privi della sua firma materiale, come, ad esempio, il trasferimento di 495.000 euro al padre E. del 17 giugno 2009; S., che è il principale cliente della banca, ha anche confermato che aveva sempre nutrito la massima fiducia nella M.; inoltre, a quanto risulta agli interroganti: il processo si è basato sulle indagini interne compiute da Unicredit, che è controparte nel procedimento. E la Guardia di Finanza è arrivata solo un mese dopo, quando Unicredit aveva già passato al setaccio la filiale di via Gattalupa; dal 2009 a oggi la Procura di Reggio Emilia ha cercato gli ottantotto milioni ovunque, sia sui conti della M. che su quelli dei suoi parenti, senza mai trovare nulla. Tant'è che il Tribunale durante le indagini aveva disposto il dissequestro dei beni della ex direttrice; dei centosessantaquattro clienti truffati le posizioni analizzate nono state solo cinquantacinque. Senza motivazione apparente nulla è stato fatto riguardo ai restanti centonove. E dei cinquantacinque, nessuno di loro è stato in grado di dire se le movimentazioni contestate fossero riconducibili alla M.; i sospetti emersi durante l'inchiesta e il processo portano a pensare che gli ottantotto milioni non siano che perdite sugli investimenti e sui prodotti finanziari ( bond , fondi eccetera) venduti da Unicredit, e che M. M. altro non sia che il capro espiatorio designato per coprire le gestioni in perdita dei prodotti venduti dalla banca ai propri clienti. Anche perché durante il processo è mancata (immotivatamente) una consulenza tecnica adeguata; sospetti che sono diventati più concreti dopo che si è saputo che Unicredit non ha mai reclamato i soldi da S., spesi a sua insaputa; infine sulla vicenda l'interrogante insieme ad altri senatori ha già sollevato la questione in un'interrogazione (4-01039, pubblicato il 19 dicembre 2018, nella seduta n. 74) senza ricevere nessuna risposta da parte del Ministro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa; se intenda attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, affinché si verifichi se M. abbia effettivamente commesso i fatti contestati oppure se si sia trattato di gravi errori della banca e di alcuni dei suoi clienti reggiani più facoltosi. Atto n. 4-05195 LANNUTTI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: domenica 28 marzo 2021 la trasmissione su RAI Tre "Che tempo che fa" ha ospitato la conduttrice televisiva Alessia Marcuzzi; sia la Marcuzzi che i conduttori della trasmissione Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno lo stesso agente: Giuseppe Caschetto; recentemente la Marcuzzi ha lanciato una sua nuova linea di prodotti per il corpo: "Luce"; considerato che: nel corso della puntata la Littizzetto ha chiesto alla Marcuzzi di spiegarle come si fa a migliorare la cura del proprio volto. Una richiesta già prevista dal copione, visto che la Marcuzzi si era presentata in trasmissione con una borsetta contenente un kit di creme di bellezza della sua linea. Da lì è partita una spiegazione dimostrativa su come ci si spalma la crema sul viso, come si fa durante le telepromozioni. In particolare, l'ex conduttrice de "L'Isola dei famosi" e la comica torinese iniziano a picchiettarsi le guance e ad accarezzarsi il collo per spianare le rughe. Performance esaltata con soddisfazione dai due conduttori; considerato, inoltre, che: l'articolo 5 del decreto legislativo del 2 agosto 2007, n. 145 recita: «La pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale. La pubblicità a mezzo di stampa deve essere distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalità grafiche di evidente percezione»; l'articolo 22 del Codice del Consumo recita: