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Appare quindi evidente la necessità di un intervento del legislatore che possa coniugare la difesa del lupo con il contrasto alla diffusione dei canidi, la tutela della biodiversità con la salvaguardia delle attività zootecniche e agricole. Il presente disegno di legge si pone questo obiettivo, prevedendo sia un piano straordinario finalizzato alla sterilizzazione degli ibridi lupo-cane, sia due fondi statali relativi al risarcimento dei danni alle imprese e alla prevenzione degli attacchi dei predatori. Il provvedimento si compone quindi di tre articoli. Il primo articolo è dedicato alle disposizioni concernenti il contrasto dell'ibridazione lupo-cane. A tal fine viene istituito un apposito fondo (articolo 1, comma 1) presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica con una dotazione di 5 milioni di euro all'anno per il triennio 2024-2026, con la finalità di contrastare e prevenire con efficacia, e attraverso appositi provvedimenti di sterilizzazione, la diffusione di canidi derivanti dai processi di ibridazione del lupo, anche per contribuire a prevenire eventuali danni sanitari, economici ed ecologici. Il comma 2 dispone che tali indirizzi debbano essere concretizzati nel rispetto degli indirizzi internazionali ed europei relativi alle specie animali selvatiche. Il comma 3 sancisce il divieto di allevamento, detenzione, trasporto, commercio e vendita di ibridi lupo-cane domestico. Il comma 4 dispone che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, con decreto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentiti il Ministero della salute, il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, siano disciplinate le modalità attuative dei provvedimenti di cui al comma 1. Il comma 5 definisce la copertura finanziaria. L'articolo 2 introduce un Fondo per gli indennizzi dei danni diretti ed indiretti causati da lupi, ibridi, cani randagi o inselvatichiti. Nel dettaglio il comma 1, al fine di assicurare indennizzi rapidi ed adeguati alle produzioni zootecniche a seguito dei danni causati da lupi, ibridi, cani randagi o inselvatichiti, istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il Fondo per gli indennizzi dei danni diretti ed indiretti causati da lupi, ibridi, cani randagi o inselvatichiti da destinare alle regioni, con una dotazione di 15 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024. I danni indiretti si riferiscono ai mancati ricavi per stress da riduzione o interruzione di produzione di latte per un determinato periodo o aborti successivi all'aggressione. Per indennizzi rapidi la norma intende che le procedure amministrative per la corresponsione degli indennizzi devono concludersi, inderogabilmente, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda da parte dell'azienda richiedente. Il comma 2 dispone che i criteri e le modalità di ripartizione di tale Fondo siano stabiliti con apposito decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il comma 3 riporta infine la copertura finanziaria. L'articolo 3, al comma 1, dispone la creazione di un ulteriore Fondo per gli interventi di prevenzione dei danni arrecati da lupi e canidi nello stato di previsione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e con una dotazione annuale di 15 milioni di euro. Il comma 2 sancisce che con apposito decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, siano definite le tipologie di intervento, i criteri e le modalità di ripartizione di tale Fondo. Il comma 3 specifica le misure di prevenzione precisando che rientrano anche quelle relative alle attività di custodia, guardiania, e di buona gestione delle greggi finalizzate ad evitare le predazioni nei territori dove sono particolarmente presenti i predatori. Il comma 4 riporta la copertura finanziaria.. Art. 1. (Disposizioni concernenti il contrasto dell'ibridazione lupo-cane) 1. Al fine di contrastare e controllare con efficacia la proliferazione di canidi derivanti dai processi di ibridazione del lupo, nonché per contribuire a prevenire eventuali danni sanitari, economici ed ecologici, nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, è istituito un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro annui per gli anni 2024, 2025 e 2026, volto all'adozione di provvedimenti per il contenimento di tale fenomeno. 2. Nel rispetto degli indirizzi internazionali ed europei relativi alle specie animali selvatiche, i provvedimenti di cui al comma 1 devono definire: a) la realizzazione delle analisi molecolari da parte di laboratori qualificati e certificati che utilizzino pannelli di marcatori comparabili a quelli utilizzati dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e protocolli da esso validati; b) l'istituzione di squadre, con operatori specificamente formati all'attivazione delle misure di gestione dei casi di problematicità dovuti a individui ibridi o confidenti e urbani, comprese la cattura, la sterilizzazione e la liberazione degli ibridi lupo-cane domestico, la gestione degli animali confidenti ed urbani e le relative procedure per interventi in emergenza; nell'ambito di questa azione è elaborato dall'ISPRA, con il supporto del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT), il protocollo di monitoraggio del comportamento dei lupi confidenti e urbani, e di intervento per la prevenzione dell'insorgenza e la gestione dei casi di problematicità dovuti ad eccessiva confidenza; c) le campagne di sensibilizzazione dei cittadini per il corretto controllo dei cani nelle aree di presenza del lupo. 3. L'allevamento, la detenzione, il trasporto, il commercio e la vendita di ibridi lupo-cane domestico sono vietati. Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica può autorizzare gli enti di ricerca per progetti che necessitino la temporanea cattura e detenzione di ibridi lupo-cane domestico. Per il mancato rispetto dei divieti imposti dal presente comma si applicano le disposizioni previste dall'articolo 544- ter del codice penale. 4.