[resaula]

In questo caso tutte le forze politiche hanno deciso di... (Il microfono funziona in maniera intermittente) ...gli emendamenti perché vi era da parte di alcune proposte emendative l'ambizione di mettere paletti rispetto alla soluzione finale o di sponsorizzare l'uno o l'altro progetto già esistenti. Io credo che il Parlamento non avesse e non ha questo compito, visto che il Governo lo ha demandato a questa commissione da istituire da parte dell'Autorità portuale. Allora, anche noi del PD abbiamo ritirato due emendamenti molto giusti e ragionevoli a firma del senatore Ferrazzi ma di fronte al rischio che già la Commissione o quest'Assemblea espletasse il concorso di idee perché eravamo quasi lì, abbiamo deciso di ritirare tutto e lasciare il testo dell'articolo 3, così come è stato proposto. Presidente, avrei voluto che un emendamento importante e interessante - non perché fosse a mia firma, ma perché sostenuto dal Governo e dall'intera Commissione - relativo alle smart road potesse essere approvato domani in Aula, come è stato approvato dalla Commissione. Mi giunge voce che anche questo sarà ritenuto estraneo agli argomenti di questo decreto. Devo dire che è un po' risibile che un decreto-legge che reca come titolo misure urgenti in materia di trasporti non evidenzi e non si voglia occupare di una questione urgente, peraltro straordinariamente rivolta all'innovazione digitale della quale ieri ha parlato... (Il microfono funziona in maniera intermittente) . .. emendamento che servirebbe a guardare al futuro, ad avere la guida automatica, a ottenere con fiducia, con speranza e con la stima che abbiamo dell'industria italiana e della intelligenza degli italiani, e che rappresenterebbe un messaggio veramente rivolto al futuro e alla speranza di costruire un mondo migliore. Ahimè, anche in questo caso dovremo riprovarci un'altra volta, ma sono sicuro che il Governo e la sottosegretaria Bellanova ci daranno una mano in futuro. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Margiotta, la ringrazio per la sua resistenza al malfunzionamento del microfono. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà ed invito anche lui alla medesima resistenza, qualora ci fossero dei problemi, perché in questo momento non riusciamo a risolvere ancora il problema tecnico. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, di quei problemi inerenti l'emendamento 3.1, di cui comunque parlerò, e della richiesta di oltre 15 colleghi di rivotare in Aula il parere reso sfavorevolmente dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81, parleremo forse domani, in sede di votazione. Qui mi preme far rilevare che, come espresso da più parti, in particolare dal collega Paroli, qui c'è stata una vera e propria falcidia tra inammissibilità, improponibilità, pareri contrari ai sensi dell'articolo 81 e ritiri. Attenzione: ci sono, infatti, anche i ritiri, cui ha fatto cenno adesso il collega che mi ha preceduto. Ritiri che, evidentemente, scontano delle motivazioni: motivi, sinceramente, però, per me imperscrutabile. Mi spiace, ma è così. Mi spiego. L'articolo 81 è stato contestato, per esempio, all'emendamento 3.1, a mia prima firma. Questo emendamento era così fatto: semplicemente, prevedeva una abbreviazione dell' iter procedurale, il quale, sostanzialmente, dice: si va ad un concorso di idee. Io dico che, dal 2012 a oggi, sono stati fatti parecchi progetti, concorsi di idee e comparazioni. Allora, che senso amministrativo ha e qual è la buona amministrazione, se dopo nove anni dobbiamo ricominciare tutto da capo? Alcuni progetti, infatti, sono in fase molto avanzata. Ad alcuni è stata attribuita anche la valutazione di impatto ambientale con esito favorevole e so che altri hanno avuto una valutazione di scoping , cioè una valutazione preliminare di compatibilità ambientale. Poi ci sono forse anche altri progetti. Perché, allora, non procedere all'esame comparativo anche di questi progetti e poi, eventualmente, se nessuno di essi fosse ritenuto idoneo, soltanto dopo, in caso eventuale, si dovrebbe andare al nuovo concorso di idee, cioè ad una riedizione del 2012 e al ritorno al passato. Attenzione, perché tutto questo che cosa comporta? Nell'attuale testo, si consideri l'articolo 3. Come è stato detto benissimo da alcuni colleghi: il primo articolo è una proroga, il secondo è una proroga e il terzo è un rinvio. Quindi, alla fine, questo decreto non serve a niente, così com'è, se non a legittimare la continuazione del passaggio, per quanto riguarda l'articolo 3, nel canale della Giudecca e dinanzi al bacino di San Marco. Dal 2012 a oggi, però, le dimensioni delle navi da passeggeri soprattutto sono ancora aumentate. La loro sofisticazione tecnica è ancora aumentata. Hanno una superficie velica di circa 350.000 metri quadri. Quando c'è del vento quelle navi non le tengono nemmeno tre o quattro rimorchiatori. Quelle navi non devono entrare a Venezia e così aveva fatto credere il ministro Franceschini il 1° aprile quando, rilasciando un'intervista, aveva detto che le navi sarebbero uscite dalla Laguna. Bene, con questo decreto le navi rimangono nella Laguna, a cominciare dal prossimo 2 giugno: MSC Crociere ha previsto il primo ingresso, poi la settimana successiva e così via. Allora il 2019 è stato funestato da due incidenti per fortuna - solo per fortuna - non tragici. Il 2020, invece, ha avuto sostanzialmente la protezione del Covid, cioè Venezia nel 2020 è stata protetta dal Covid, non da noi. La 5 a Commissione ha espresso parere contrario su quell'emendamento, che è un emendamento procedurale. Io dico che si dovrebbe invece ragionare in questi termini, perché l'articolo 40 del Regolamento del Senato pone in capo proprio alla 5 a Commissione il dovere di indicare quali sono gli oneri e su quali esercizi finanziari quegli oneri si riverberano. Non è compito o dovere del singolo parlamentare fare una relazione finanziaria sul proprio emendamento, perché in questo modo, in sostanza, si priva immotivatamente il parlamentare del diritto-dovere, soprattutto, di cercare di migliorare la norma. Invece, stando al parere della 5 a Commissione il parlamentare nel proporre l'emendamento dovrebbe anche stilare in via preventiva una relazione tecnica per dare egli stesso prova negativa che la norma non provochi maggiori oneri per la finanza pubblica, con un'inversione dell'onere della prova che è priva di fondamento testuale e che svuota il diritto di emendare del parlamentare. Inoltre, l'emendamento a mia firma, come ho detto, prevede un'abbreviazione dell' iter e quindi un risparmio, se non altro in termini di tempo, il che significa anche dare avvio al più presto alla soluzione, al ritrovamento di quelle vie di navigazione che da sole possono consentire di applicare il divieto previsto nel cosiddetto decreto Clini-Passera del 2012: siamo nel 2021. Proseguo velocemente, perché altrimenti non ci siamo con i tempi. Il decreto-legge che stiamo esaminando prevede quindi un concorso di idee nuovo, come se nulla fosse stato fatto fino ad adesso.