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Sapete cosa significa, per un Comune - visto che abbiamo presentato un emendamento anche per sbloccare le assunzioni nel settore tecnico - lavorare in piena emergenza senza tecnici comunali né polizia locale? Chi faceva i controlli per il Covid? Chi oggi fa i controlli anti Covid per gli assembramenti, se non c'è la polizia locale? Continuate a regalare soldi ai Comuni. (Applausi) . Li date per l'emergenza, senza dire come si possono spendere o se ce li chiederete indietro l'anno prossimo. Cosa faremo? Alzeremo le tasse? Taglieremo i servizi? Date i soldi per le opere. Anche la Regione Lombardia ci ha dato un mare di soldi per le opere, per far ripartire l'economia, ma chi fa i progetti se non abbiamo i tecnici nei Comuni? (Applausi) . Mi riferisco agli stessi tecnici che non hanno fatto un giorno di ferie, insieme ai sindaci, per poter riaprire le scuole e garantire ai nostri studenti di poter ripartire. Siamo riusciti per miracolo a fare tutto. Nel mio piccolo comune di 3.000 abitanti non abbiamo neanche un problema sulle scuole, perché ci abbiamo pensato noi con la scuola: i genitori volontari, i docenti e la preside hanno tinteggiato le aule, senza aiuto da parte di nessuno. Avete pensato alla riforma digitale. Abbiamo chiesto una proroga almeno per i piccoli Comuni fino a 5.000 abitanti, e vi ringraziamo per averla accordata. In un periodo, però, di smart working , in cui facciamo fatica in provincia di Bergamo a portare avanti i lavori e abbiamo arretrati di mesi dovuti al Covid, naturalmente il digitale va bene - nessuno è contrario - ma forse oggi sono altre le priorità e bisogna cominciare a discutere di questo. A me questo posto sembra diventato la torre di Babele: si fanno i monologhi e nessuno discute di niente; non si entra nel cuore delle questioni; non si fanno progettazione né programmazione; non si hanno sogni. Che cosa vogliamo che diventi questo Paese? Non è possibile che, dopo una pandemia del genere e tutti i morti - in bergamasca abbiamo avuto il doppio delle vittime dell'attentato alle Torri Gemelle - qui non si sia ancora capito niente, perché niente si è capito! (Applausi) . Io non sono in Aula per fare un comunicato stampa, perché mi hanno approvato un emendamento. Io sono qua per cambiare le cose, e non mi importa se in maggioranza o all'opposizione. Siamo persone, possiamo dialogare, invece di buttarci addosso critiche e insulti da qualsiasi parte, nonostante in questo Paese siano morte quasi 40.000 persone. (Commenti) . Io mi chiamo Daisy Pirovano, chiaro? (Repliche) . PRESIDENTE. Senatrice Pirovano, lasci perdere le diatribe interne e continui con il suo discorso. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Mi auguro che prima o poi qualcuno capisca quello che è successo, perché il mio popolo vuole non vendetta, ma giustizia, e il modo migliore per darla è riconoscere la dignità del popolo e dei sindaci bergamaschi, perché qualcuno di loro ha dato la vita in periodo di Covid, per non abbandonare la propria comunità. Qualcuno si è ammalato e ha continuato a lavorare. Con questo telefono potrei scrivere un'enciclopedia su quanto è successo in quelle settimane, nel corso delle quali i sindaci sono stati abbandonati; ci siamo arrangiati senza burocrazia, grazie all'amicizia, alla collaborazione e all'amore che abbiamo per la nostra gente. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghi, vorrei chiedere se sia semplificazione in senso lato aprire le scuole il 14 settembre e poi chiuderle per il referendum il 19, 20, 21 e forse il 22 settembre. La prima Repubblica, tanto vituperata, mai avrebbe commesso un errore di questo tipo. In Italia, tutti quelli che hanno parlato di semplificare ci hanno provato, ma in realtà hanno complicato, creando nuovi organismi. Vi darò atto, in questo mio breve intervento, delle cose che mi piacciono e che possono essere condivise e delle innovazioni che invece - secondo me - vanno purtroppo nella categoria delle ulteriori complicazioni. La legislazione di attuazione e quella regionale, i decreti, i regolamenti, le delibere e le determine, gli organismi che devono dare dei pareri, che sono stati costituiti ad hoc e di cui neanche conosciamo o ricordiamo l'esistenza, faranno la loro parte e faranno veramente resistenza. È su questo che bisogna intervenire. Se tutto funziona - a mio avviso - per certi versi già la legislazione attuale consente di proseguire e realizzare le opere pubbliche, materia di cui, ad esempio, si parla nel decreto. Improvvisamente, tutto ciò che era vietato - ho sentito interventi precedenti in materia urbanistica ed edilizia, sull'affidamento dei lavori pubblici, per i quali abbiamo fatto discussioni e campagne di stampa infinite anche con scioperi - diventa possibile, seppur temporaneamente. Ho già domandato questa mattina a una collega in Commissione finanze se siete stati colpiti sulla via di Damasco. È un buon segnale, se proseguirà e consentirà alle opposizioni di fare un lavoro costruttivo con emendamenti e con una discussione nelle Commissioni senza porre la fiducia, che è un atto eccezionale, ma che qui sembra diventato abituale. Non va bene fare offerte di collaborazione e poi porre la questione di fiducia perché, se ricordiamo il recente passato, porla su tutti i provvedimenti meriterebbe l'occupazione dell'Aula e anche sommosse di piazza. Infine, avete consultato per questo decreto-legge le associazioni di categoria di ogni estrazione e tipo o soltanto la task force di 450 esperti - pagati forse anche poco - senza avere ascoltato i 315 senatori (da ridurre ora a 200)? Ci sono delle grosse questioni riguardo ai lavori pubblici, che mi permetto di sottoporre per conoscenza personale. Il RUP (Responsabile unico del procedimento), che è una figura centrale, ha una responsabilità enorme. C'è paura della firma; c'è una responsabilità da far tremare i polsi: probabilmente andava sollevata da un organo politico. Quanto alla Giunta degli enti, è stata prevista all'articolo 6 la costituzione del collegio consultivo tecnico per appalti sopra soglia, per sveltire, sorvegliare e monitorare. Ritengo che questo sia tecnicamente un duplicato. Gli articoli 1 e 2, che prevedono l'affidamento sopra e sotto soglia, invece vanno bene al 99 per cento. Quanto alla nomina del commissario, che avviene sentiti i Ministri (articolo 9) e le Commissioni parlamentari per opere di particolare entità e complessità, penso che andrebbe aggiunta la frase: «oppure quando lo decide la stazione appaltante». Peraltro, il commissario può servire in certi casi anche per opere di importo minore, quando ci sono troppi pareri come quelli - ad esempio - delle soprintendenze, delle commissioni per il paesaggio e di altri enti di questo tipo. Per quanto riguarda le norme, ho controllato, all'articolo 10, se riguardassero anche il passato e procedimenti oggi bagatellari, come li definite nella relazione tecnica.