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La valorizzazione dei beni culturali presuppone prima di tutto la loro tutela che sta proprio nel loro riconoscimento, conservazione, protezione e restauro. Preservare fisicamente i beni culturali è certamente il primo passo, ma non deve mancare di certo la possibilità della fruizione di questi beni artistici. Promuovere la cultura vuol dire anche diffondere la conoscenza del nostro stesso patrimonio culturale, in linea con ciò che recita l'articolo 9 della nostra Costituzione. Oggi l'osservatore che per la prima volta viene a Benevento e si imbatte nell'Arco di Traiano, simbolo dell'avventura dell'omonimo imperatore, non può evitare di immergersi in un'atmosfera magica nella quale la sfida con l'eternità trova la sua concretizzazione. L'Arco di Traiano è davvero ben conservato, soprattutto se si considera che l'omonimo arco posto all'ingresso del Foro di Traiano a Roma è scomparso totalmente e ne conosciamo l'esistenza solo grazie a testimonianze letterarie e monetali. Il disegno elaborato e superbo celebra Traiano in una sequenza di quadri su lastre di marmo provenienti dall'isola di Paros, in Grecia. L'imperatore che passò alla storia come optimus princeps nacque in Spagna, ad Italica, e fu il primo imperatore di Roma nato fuori dall'Italia. Nel corso della sua storia, l'Arco di Traiano ha avuto diversi restauri, soprattutto dopo dissesti, terremoti e guerre. Eppure, l'Arco di Traiano a Benevento risulta essere tra gli archi trionfali meglio conservati in Italia, motivo per cui moltissimi turisti decidono di venire di persona a Benevento per constatare la sua inestimabile bellezza. La ricca decorazione scultorea si mostra su diverse facciate: quella interna, che guarda la città e i cittadini, ha come tema la pace e la provvidenza, mentre quella esterna verso le Province raffigura la guerra e le provvidenze dell'imperatore; le altre scene sono rivolte alle allegorie, alle imprese svolte durante il governo di Traiano. Nei lati interni del fornice sono presenti due grandi pannelli scolpiti che raffigurano scene delle attività eseguite in città; a sinistra troviamo il sacrificio per l'inaugurazione di via Traiana, mentre a destra è scolpita l'« Istitutio alimentaria ». La volta decorata a cassettoni raffigura l'imperatore incoronato da una vittoria. I frammenti e i resti dell'Arco che, nel corso del tempo, si sono staccati - come ad esempio un grosso blocco di cornice inferiore - sono esposti oggi nel meraviglioso museo del Sannio, ricchissimo di reperti. Inoltre, è possibile ammirare un allestimento video dell'Arco all'interno della chiesa di Sant'Ilario, un altro monumento meraviglioso della città di Benevento, dove un sistema di proiettori riporta sulle pareti interne un filmato di circa mezz'ora, mostrando i racconti dell'Arco, un insieme di clip fondamentali per comprendere l'interpretazione delle illustrazioni in esso contenute. L'Arco, negli ultimi quindici anni, è stato oggetto di particolari attenzioni conservative e di sperimentazione tecnologica che lo rendono un caso interessante, soprattutto per un confronto sull'evoluzione dei processi di analisi, documentazione e intervento. I restauri del 2003 hanno cercato di risolvere i degradi dovuti all'aggressività dell'ambiente urbano e l'applicazione di tecnologie e di indagini successive hanno avviato un primo monitoraggio, cercando soprattutto di innescare un processo di valorizzazione museale, ma i successivi e progredienti segnali di degrado hanno condotto a nuovi scenari di indagine e di intervento. Nel 2014 il problema delle infiltrazioni d'acqua piovana che continuavano a danneggiare la struttura si è fatto più evidente e la Sovrintendenza archeologica ha deciso di proteggere il monumento con una copertura temporanea, il cosiddetto ombrello, che si è reso necessario per permettere la valutazione dell'entità del danno e per iniziare nuove operazioni di restauro e messa in sicurezza, anche se la comunità di Benevento non ha accettato di buon grado l'impatto visivo della copertura che avvolge il monumento simbolo. I lavori sono terminati nel 2015, riportando l'Arco di Traiano alla normalità estetica, in tempo per festeggiare i suoi millenovecento anni, proprio nel 2014. Le celebrazioni hanno costituito anche un'opportunità per aprire un confronto critico sui nuovi percorsi di mappatura digitale, per individuare i livelli di rischio e modalità di intervento. L'Arco di Traiano nel 2011 è stato anche insignito del bollino di meraviglia italiana da parte del forum nazionale dei giovani. Questo riconoscimento di monumento nazionale lo inserisce di diritto tra le strutture storiche più importanti del nostro Paese, che vale la pena valorizzare, e gli conferisce lo status di opera protetta, orgoglio e vanto italiano. L'Arco di Traiano è senza mezzi termini una straordinaria risorsa su cui il nostro Paese può contare e puntare e la città di Benevento sta investendo molto sui beni culturali, come testimoniano anche il riconoscimento UNESCO e l'inserimento nella relativa World Heritage List della chiesa di Santa Sofia e dell'annesso e Chiostro nel 2011. L'Arco di Traiano è il simbolo della città di Benevento e in un certo modo ne rappresenta l'identità. Ha resistito negli anni al degrado ambientale, alle intemperie, ai bombardamenti, ai movimenti tellurici, alle alluvioni, all'indomito spirito battagliero del popolo sannita, guidato da Gaio Ponzio che tenne testa ai romani, battendoli nella celebre battaglia delle Forche Caudine. È proprio rivalutando orgogliosamente la nostra identità e provvedendo coscientemente e fieramente a mantenerla legata ai nostri più autentici valori che possiamo ripartire oggi, in un periodo di profonda crisi, attingendo dalle nostre bellezze d'inestimabile prestigio storico per risollevare l'economia e guardare al futuro con più ottimismo. Debbo dire, però, che questo ottimismo scema con clamorosa intensità quando si scopre che nella città di Benevento (ma in quasi tutto il Sud) si assiste alla beffa dei progetti del PNRR, che sostituiscono integralmente o in parte i fondi già stanziati in precedenza e che quindi non aggiungono proprio niente. Assistiamo, quindi, al fenomeno del "reimpacchettamento" che il Parlamento europeo ha invitato a limitare, perché in contrasto con la finalità di sviluppo che giustifica il Next generation EU. L'Arco di Traiano, quindi, da solo non può bastare per la ripresa, ma è sicuramente una cosa molto importante; c'è invece l'imbarazzo, che speriamo che il Governo chiarisca, nel distinguere tra finanziamenti aggiuntivi e sostitutivi. Se i progetti sono progetti sponda, il Sud si avvia a una stagione di ulteriore infelicità quanto a sviluppo e crescita e sarà sicuramente un problema. Bisogna puntare di più sulla promozione e sulla valorizzazione dei suoi beni culturali, perché sono l'unica risorsa che non si esaurisce mai. Per questi motivi, signor Presidente, senatrice De Lucia, colleghi, Governo, annuncio il voto favorevole della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali e del Gruppo Misto nel suo complesso. (Applausi) . DE SIANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE SIANO (FIBP-UDC) .