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Fermo restando quanto previsto dall’articolo 5- ter , acquista la cittadinanza italiana, su propria istanza, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno: a) lo straniero titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni; b) il cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea che risiede legalmente da almeno tre anni nel territorio della Repubblica; c) lo straniero regolarmente soggiornante in Italia da almeno tre anni a cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiato». Art. 5. (Verifica dell’integrazione linguistica e sociale dello straniero) 1. Dopo l’articolo 5- bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dall’articolo 4 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 5- ter. -- 1. L’acquisizione della cittadinanza italiana nell’ipotesi di cui all’articolo 5- bis , comma 1, lettera a) , è condizionata alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio della Repubblica, riscontrabile dal possesso di: a) una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente al livello A2, di cui al Quadro comune europeo di riferimento delle lingue, approvato dal Consiglio d’Europa; b) una conoscenza sufficiente della vita civile dell’Italia; c) una conoscenza dei princìpi fondamentali di storia e cultura italiana, di educazione civica e della Costituzione. 2. Il Governo individua e riconosce, anche in collaborazione con le regioni e gli enti locali, le iniziative e le attività finalizzate a sostenere il processo di integrazione linguistica e sociale dello straniero, secondo le modalità stabilite con il regolamento di cui all’articolo 17, comma 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 3. Secondo le modalità stabilite ai sensi del regolamento di cui all’articolo 17, comma 1, sono altresì determinati i titoli idonei ad attestare il possesso del livello della conoscenza della lingua italiana di cui al comma 1, lettera a) , nonché le attività il cui svolgimento costituisce titolo equipollente. Con le medesime modalità sono determinati la documentazione da allegare all’istanza, ai fini dell’attestazione dei requisiti di cui al comma l, le modalità del colloquio diretto ad accertare la sussistenza dei requisiti medesimi, nonché i casi straordinari di giustificata esenzione dal loro possesso. 4. L’acquisizione della cittadinanza italiana impegna il nuovo cittadino al rispetto, all’adesione e alla promozione dei valori di libertà, di eguaglianza. e di democrazia posti a fondamento della Repubblica italiana». Art. 6. (Motivi preclusivi dell’attribuzione della cittadinanza) 1. L’articolo 6 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente: «Art. 6. -- 1. Precludono l’attribuzione della cittadinanza ai sensi degli articoli 4, comma 2- bis , 5 e 5- bis : a) la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III del codice penale; b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione; c) la condanna per un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di una autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italia; d) la condanna per uno dei crimini o violazioni previsti dallo Statuto del Tribunale per l’ex Jugoslavia, adottato a New York il 25 maggio 1993, o dallo Statuto del Tribunale penale internazionale del Ruanda, adottato a New York l’8 novembre 1994, o dallo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato a Roma il 17 luglio 1998, ratificato e reso esecutivo con la legge 12 luglio 1999, n. 232. 2. L’attribuzione della cittadinanza non è preclusa quando l’istanza riguarda un minore condannato ad una pena della reclusione non superiore ai tre anni. 3. Il riconoscimento della sentenza straniera, anche ai soli fini ed effetti di cui al comma 1, lettere c) e d) , è richiesto dal procuratore generale del distretto dove ha sede l’ufficio dello stato civile in cui è iscritto o trascritto il matrimonio nei casi di cui all’articolo 5, ovvero dal procuratore generale del distretto nel quale è compreso il comune di residenza dell’interessato nei casi di cui agli articoli 4, comma 2- bis . e 5- bis . 4. La riabilitazione o l’estinzione del reato fanno cessare gli effetti preclusivi della condanna. 5. L’ordinanza che dispone una misura cautelare personale, l’esercizio dell’azione penale per uno dei reati indicati nelle lettere a) e b) del comma 1, ovvero l’apertura del procedimento di riconoscimento della sentenza straniera indicata nella lettera c) del comma 1, ovvero i provvedimenti che dispongono l’arresto o la cattura o il trasferimento o il rinvio a giudizio oppure la sentenza di condanna, anche non definitiva, pronunciati ai sensi dei rispettivi statuti dai tribunali di cui al comma 1, lettera d), determinano la sospensione del procedimento per l’attribuzione della cittadinanza. Il procedimento è sospeso fino alla comunicazione della sentenza definitiva o del decreto di archiviazione ovvero del provvedimento di revoca della misura cautelare perché illegittimamente disposta. Del provvedimento di sospensione è data comunicazione all’interessato». Art. 7. (Decreto di attribuzione della cittadinanza) 1. Il comma 1 dell’articolo 7 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dai seguenti: «1. Ai sensi dell’articolo 5, la cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell’interno, su istanza dell’interessato. 1- bis . Le istanze proposte ai sensi degli articoli 4, comma 2- bis , 5, 5- bis e 9 si presentano al prefetto competente per territorio in relazione alla residenza dell’istante o alla competente autorità consolare». Art. 8. (Procedura di relazione delle istanze) 1. L’articolo 8 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente: «Art. 8. -- 1. Con decreto motivato, il Ministro dell’interno respinge l’istanza presentata ai sensi dell’articolo 4, comma 2- bis , dell’articolo 5- bis , comma 1, e dell’articolo 7, comma 1, ove sussistano i motivi preclusivi indicati all’articolo 6». Art. 9. (Reiezione per motivi di sicurezza della Repubblica) 1. Dopo l’articolo 8 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come sostituito dall’articolo 8 della presente legge, è inserito il seguente; «Art. 8- bis. -- 1. Qualora sussistano motivi tali da far ritenere il richiedente pericoloso per la sicurezza della Repubblica, il Ministro dell’interno, su parere conforme, respinge, con decreto motivato, l’istanza presentata ai sensi dell’articolo 7, comma 1- bis , dandone comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri. 2.