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In tal senso, tutti i Gruppi parlamentari si sono mostrati sensibili e, sebbene da un chiaro confronto con il Governo sia venuto alla luce che non era esattamente questo il provvedimento adatto a intervenire per un coordinamento tra questi testi, tutte le forze politiche dell'arco parlamentare, opposizione inclusa, si sono unite nella formulazione di un ordine del giorno, promosso dal MoVimento 5 Stelle e accolto dal Governo, che invita, in sede di adozione dei decreti legislativi, a garantire il coordinamento tra il codice dell'ambiente, il codice dei beni culturali e del paesaggio, il codice dei contratti pubblici e tutte le altre eventuali discipline interessate. (Applausi) . Avviandomi alla conclusione, ritengo che il lavoro svolto in Commissione e che ora ci apprestiamo a votare in quest'Aula sia stato svolto in maniera corale e coinvolgente. Nel ringraziare soprattutto entrambi i relatori per il prezioso e paziente lavoro di mediazione svolto, mi auguro sinceramente che questa modalità possa essere adottata anche per il prosieguo dei lavori. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Cioffi. CIOFFI, relatore . Signor Presidente, intervengo perché la discussione ha evidenziato alcuni passaggi. Ad esempio, sia il senatore Astorre, sia la senatrice Di Girolamo parlavano della rendicontazione degli obiettivi ambientali e questo è uno scopo interessante che si era proposto la Commissione, come avevamo già detto, in ossequio alla modifica costituzionale, che è uno dei risultati raggiunti in maniera corale da tutte le forze parlamentari. Il senatore Astorre parlava della riduzione delle stazioni appaltanti: anche questo è un grande tema. Sappiamo che all'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA) sono iscritte 37.000 stazioni appaltanti, un numero sicuramente incredibile, quindi la riduzione è un tema assolutamente sentito e fondato. Ovviamente nella riduzione alcune delle forze politiche hanno proposto il criterio di individuare aree omogenee, quindi di seguire lo stesso procedimento che ci ricorda la legge n. 36 del 1994, cosiddetta legge Galli, nella quale si parlava degli ambiti territoriali omogenei. Era un tema importante, quindi è stato inserito in un ordine del giorno. Tuttavia, la riduzione delle stazioni appaltanti è assolutamente necessaria e spero che il Governo ci lavori con attenzione, ovviamente in accordo con la Conferenza Stato-Regioni, per trovare un equilibrio. Il senatore Berutti ha parlato della continua modifica delle norme del decreto legislativo n. 50 del 2016. È vero che è stato sottoposto a continue modifiche e ciò produce sicuramente incertezza negli operatori. Il Governo, nell'attuazione della delega, dovrà stare particolarmente attento a non intervenire con continue modifiche che determinano quell'incertezza normativa che produce un vero problema nell'attuazione dei lavori. Tra le tante, nel decreto legislativo n. 50 del 2016 fu scelta la strada delle linee guida dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), ma mi permetto di dire che fortunatamente, anche se i Gruppi parlamentari hanno proposto di suddividere tra lavori, servizi e forniture, tornando nell'alveo del regolamento, abbiamo dato delega al Governo di scriverli in modo coerente per l'attuazione e per l'efficace azione che dobbiamo a tutti gli operatori. In ultimo, molti rappresentanti di tutte le forze politiche hanno fatto riferimento al Consiglio di Stato (il senatore Paroli, la senatrice Lupo, il senatore Corti, la senatrice Vono, il senatore De Bertoldi, il senatore Perosino e la senatrice Di Girolamo). Gran parte delle forze politiche hanno parlato di questo tema. Il nostro scopo era - se me lo permette - quello di salvare il Governo, il che significa rinforzarlo con l'eliminazione di quel passaggio sul Consiglio di Stato, perché, com'è stato detto da tutti i Gruppi, lo indebolisce. Il nostro scopo era fare in modo che il Governo esercitasse a pieno la sua forza e per farlo la posizione espressa da gran parte dei Gruppi (per non dire da tutti) era quella dell'eliminazione di quel passaggio, che però afferma: «Ove il Governo, nell'attuazione della delega di cui al presente articolo, intenda esercitare la facoltà». Il nostro auspicio, quindi, è quello che si è sentito dal dibattito, cioè quello che non venga esercitata quella facoltà. Se volessi fare una battuta, potremmo dire scherzosamente che il Governo dei migliori ha scelto qualcuno migliore di loro per farsi migliorare. Questa rimane una battuta, ma il problema, a volte, è che alcune componenti giuridiche e alcuni funzionari giuridici si sentono, come gli x-men, in grado di salvare il mondo. Noi pensiamo invece che la politica debba essere al centro, come ripetiamo sempre in queste Aule parlamentari. Dobbiamo fare in modo che la separazione delle funzioni sia viva, forte ed efficace, perché, se il Consiglio di Stato scrive il decreto legislativo e qualcuno fa ricorso al Consiglio di Stato, immagino che sia difficile che il Consiglio di Stato stesso possa accettarlo, ma questa è la procedura. Comunque, poiché nella delega è scritto «ove intenda avvalersi», il nostro auspicio è che il Governo non intenda avvalersene; questo in ossequio a tutto quello che è stato detto dalle forze parlamentari, su cui c'è una grande convergenza. Il lavoro comunque è stato utile, non perfetto, come sempre succede nei lavori, ma molto efficace. Ci auguriamo che l'attuazione della delega sia ben fatta e scritta da persone che sappiano cos'è un cantiere e da qualcuno che abbia fatto nella sua vita il responsabile unico del procedimento (RUP), ossia colui che deve gestire la gara; insomma, che sia scritta con la grande partecipazione dei veri attori delle opere pubbliche (professionisti, RUP e imprese) e un poco meno, magari, dagli avvocati. (Applausi) . PRESIDENTE. La relatrice Pergreffi non intende intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BELLANOVA, vice ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . Signor Presidente, intervengo brevemente per ringraziare i relatori, i Gruppi di maggioranza e di opposizione, gli Uffici della Commissione e quelli dell'Assemblea, non solo per la collaborazione, ma soprattutto per la professionalità, l'impegno e, in alcuni passaggi, direi anche la passione che ci hanno messo per approvare in Commissione un testo importante e impegnativo. Sappiamo tutti, infatti, che arriva in Aula un disegno di legge di delega migliorato e arricchito dal lavoro fatto con concretezza e, direi, con puntigliosità. Arriva in Aula un testo che manderemo alla Camera, dove credo continueremo a lavorare sempre con questo approccio, sapendo che la presente delega ha una parola chiave: semplificazione; una parola tante volte evocata nel corso degli anni, ma anche tante volte assolutamente ignorata. La semplificazione sulla quale stiamo lavorando, contenuta nel testo da trasmettere alla Camera, che tutti - credo - approveremo a breve, si coniuga con la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.