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registi del traffico sono soprattutto esponenti della 'ndrangheta (in particolare le famiglie della piana di Gioia Tauro) o loro diretti affiliati che, da Salerno, controllano l'intera filiera illegale, assicurando il buon esito dell'operazione; non ci sono solo 'ndranghetisti: anche la mafia in passato ha usato lo scalo di Salerno per l'arrivo di partite di cocaina; nel marzo del 2017, nell'ambito del blitz "Narcos", fu eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Catania a carico di tre soggetti, due dei quali contigui alla famiglia palermitana di Brancaccio: in una nave cargo proveniente dall'Ecuador erano stati stipati 110 chili di cocaina; la cocaina proveniente dai principali Paesi produttori (Colombia, Perù e Bolivia) arriva sul mercato italiano attraverso consolidate direttrici marittime e aeree, in particolare attraverso l'oceano Atlantico, principalmente a bordo di navi mercantili porta container o di imbarcazioni da diporto, giunge in Italia direttamente o dopo aver fatto scalo in porti intermedi in Africa occidentale e in Europa (Olanda, Belgio, Spagna); queste rotte sono anche percorse da imbarcazioni oceaniche private, utilizzando equipaggi ad hoc o skipper esperti; il traffico con l'utilizzo di container prevede tre principali modalità: inserimento della sostanza all'interno di carichi legali di copertura (soprattutto prodotti ortofrutticoli, scatolame), che impone all'organizzazione trafficante di accedere alle operazioni di carico e scarico di tali merci; occultamento della cocaina nella struttura metallica del container o sotto il pavimento dello stesso, che richiede all'organizzazione fornitrice la disponibilità di strutture appositamente modificate o predisposte; molti carichi di cocaina finiscono poi nel porto di Salerno attraverso il servizio di feederaggio, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda realizzare nel contrasto alla criminalità che organizza i traffici di stupefacenti, con particolare riguardo a quelli che vedono come meta il porto di Salerno. Atto n. 4-01154 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da circa un anno nei comuni di Ercolano e Portici, in provincia di Napoli, si è registrato un aumento esponenziale dei furti in appartamento, con una media di 2-3 casi alla settimana; tale escalation di reati sta generando un'autentica psicosi nella popolazione che avverte sempre più il bisogno di una presenza forte dello Stato; la paura di veder violate le mura domestiche ha fatto nascere un malcontento tra i cittadini, alcuni dei quali hanno provveduto ad inviare una accorata richiesta di aiuto a questore e prefetto di Napoli; il commissariato di pubblica sicurezza competente territorialmente ha a disposizione soltanto 60 operatori, rispetto agli oltre 100 di un decennio fa, un numero esiguo per il controllo costante di un territorio di oltre 100.000 abitanti; l'età media degli operatori del commissariato è di 45-55 anni, e scarseggiano agenti giovani più adatti al servizio di pattuglia notturno; questa carenza di organico comporta che, quasi sempre, soltanto ad una volante può essere affidato il servizio di controllo del territorio nelle ore notturne; anche la vicina tenenza dei Carabinieri di Ercolano soffre allo stesso modo della mancanza di personale, e per questo motivo, in alcuni giorni, non riesce ad inviare nemmeno un'auto per il controllo notturno del territorio; la tensione nella popolazione cresce sempre di più e si rischiano pericolosi episodi di giustizia sommaria, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa pesante situazione e intenda valutare iniziative d'urgenza per assegnare dei rinforzi alle forze dell'ordine che operano nei comuni di Ercolano e Portici. Atto n. 4-01155 LUCIDI CORRADO CROATTI DE LUCIA DONNO GALLICCHIO GRANATO L'ABBATE MOLLAME MORONESE PIARULLI RICCARDI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: insiste in provincia di Terni un impianto di produzione elettrica da derivazione idrica, denominato polo idroelettrico di Galleto, in concessione ai sensi del decreto legislativo n. 79 del 1999; questo decreto legislativo, meglio noto come "decreto Bersani", stabiliva al 2029 la proroga delle sole concessioni ENEL, mentre per tutte le altre concessioni la scadenza rimaneva fissata al 2010; nel caso dell'impianto, al momento dell'entrata in vigore del decreto, la proprietà era in capo alla società Elettrogen e non più a ENEL; risulta agli interroganti che: già nel 2008 la concessione del polo idroelettrico di Galleto (di cui allora era titolare la società E.On.) fu prorogata al 2029, fatto che, laddove confermato, favorirebbe di fatto e in generale le corporation dell'energia, danneggiando gli interessi più generali del territorio e dell'Italia; in data 21 ottobre 2008 il giornalista Federico Zacaglioni, in un articolo pubblicato sul "Corriere dell'Umbria", riportava la notizia di un parere legale qualificato, redatto da uno dei maggiori esperti internazionali di norme sulla concorrenza, i servizi a rete e l'energia. Il parere redatto dall'avvocato Tommaso Salonico, socio dello studio Freshfields Bruckhaus Deringer, per sei anni esperto legale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, riporta che: "Relativamente alle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche di competenza della Provincia di Terni, risulta (...) che tutte le concessioni scadranno il 31 dicembre 2010. Alla scadenza delle concessioni in essere o in caso di affidamento di nuove, le stesse potranno essere assegnate per una durata di trenta anni solo tramite procedure di gara ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza e non discriminazione tra i partecipanti"; dall'articolo si evince che l' iter seguito per la proroga di concessione da parte della Provincia di Terni abbia seguito un percorso non conforme, tale da richiedere degli approfondimenti, quali un supplemento di istruttoria da parte della Regione Umbria; nello stesso articolo all'allora sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, viene attribuita la seguente frase: "Mi auguro che la Regione prenda in mano la partita e che verifichi la congruità del parere, con un'approfondita istruttoria"; verificato che ad oggi la concessione è in capo alla multinazionale ERG, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare la legittimità dell' iter seguito per la proroga della concessione, anche in termini di soggetti istituzionali coinvolti, in un possibile quadro di eventuali conflitto di interessi specifico; come intenda operare per garantire che i ritorni economici ed energetici, in particolare da fonti rinnovabili primarie, restino in capo alle amministrazioni e ai territori interessati.