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Disposizioni per la valorizzazione del patrimonio culturale dell'Occidente ed europeo delle abbazie, degli insediamenti benedettini medioevali, dei cammini e dei territori delle province sui quali insistono. Onorevoli Senatori. – Nel corso delle scorse legislature, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati hanno proposto ed esaminato provvedimenti legislativi volti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale italiano rinvenibile a cielo aperto o custodito in chiese, musei, palazzi pubblici o privati nella quasi totalità dei comuni. La vastità di questo patrimonio articolato di beni rende complessa la sua tutela e la sua valorizzazione, basti pensare al numero impressionante di opere non esposte per mancanza di uno spazio adeguato che vengono conservate nei magazzini dei musei. Naturalmente, se non in tutti i comuni sono presenti opere di grandi autori universalmente noti e in grande numero, sono comunque visibili opere artistiche di pregio che caratterizzano quel territorio e quella comunità in riferimento a un determinato periodo storico. La loro tutela e la loro valorizzazione, che richiedono risorse economiche non sempre nella disponibilità del bilancio del comune e dello Stato che non è in grado di provvedere a tutte, ha spronato numerosi enti locali a instaurare forme di partenariato con i privati, i quali, ricordiamo, possono beneficiare del credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, cosiddetto « art bonus » di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Certamente un sistema di rete culturale, che coinvolga più comuni e che offra al turista o al visitatore un percorso in più luoghi del territorio, facilita la loro conservazione e la loro valorizzazione e offre un incentivo a riscoprire e visitare luoghi poco noti, se non addirittura dimenticati dal turismo. Nel tenere conto delle disposizioni legislative vigenti in materia di cammini d'Italia e di cammini religiosi, si è ritenuto opportuno proporre uno specifico disegno di legge per valorizzare, innanzitutto, gli insediamenti benedettini medioevali che rappresentano l'importante testimonianza storica del loro monachesimo e del ruolo e dell'impatto che Benedetto da Norcia (proclamato patrono d'Europa il 24 ottobre 1964 da Papa Paolo VI) e la sua « Regola » dell' Ora et labora ebbero nello sviluppo intellettuale e culturale europeo e della sua civiltà. Il fenomeno monastico benedettino ci ha, infatti, trasmesso importanti testimonianze monumentali e ciò che esse contengono (opere d'arte, scritti di musica e libri). Sono luoghi del nostro Paese che sebbene attrattivi, come nel caso delle celeberrime Abbazie di Montecassino, di Santa Maria di Farfa e di Subiaco nel Lazio o il Monastero di San Nicolò l'Arena di Catania, rimangono taluni immeritatamente poco noti, visitati da un pubblico di nicchia appassionato d'arte e di fedeli quando, al contrario, meriterebbero di essere adeguatamente promossi e conosciuti dalla generalità delle persone, dagli studenti e dai flussi turistici. Questi ultimi potrebbero certamente svilupparsi dall'Irpinia e dalla Basilicata nord-occidentale–oggi corrispondenti grosso modo a una parte del territorio delle province di Avellino e Potenza – e dare vita a uno specifico, pregevole, organizzato e crescente – in termini di apprezzamento – circuito culturale relativo al monachesimo benedettino nelle regioni del meridione, da aggiungere ai vari e già avviati percorsi dei « cammini d'Italia ». Far conoscere il patrimonio culturale delle abbazie, degli insediamenti benedettini medioevali e dei territori delle province in cui sorgono assume anche una funzione didattica per le generazioni in quanto significa guardare nell'intimo dell'Unione europea, riscoprirla nel suo inizio, nella storia degli Stati europei che, attraverso i secoli, hanno dato vita a ciò che si definisce civiltà occidentale. San Benedetto, consapevole come monaco di essere conoscitore e custode della cultura classica e di quella araba, e che il monachesimo del tempo si inseriva senza soluzione di continuità nella tradizione monastica orientale e occidentale, propose un rinnovamento etico e spirituale quale via per non farla smarrire e per costruirla in una modalità di ascolto verso il mondo che abbracciasse la spiritualità orientale e l'operosità occidentale, in forza della quale popoli divisi sul piano politico, linguistico, etnico e culturale potessero costituire un unico popolo sulla base di un valore comune, la fede cristiana, fondata sulla Bibbia e sui Vangeli. Malgrado la diffusione di un pensiero volto a relegare nel passato il pensiero occidentale, così come si è espresso e si è costruito nei secoli, per sostituirlo con un presente fluido nei valori che crea un futuro incerto, non è venuta meno nella maggioranza dei popoli europei l'ideale di una Unione europea con una sua identità che poggia su un pensiero e su valori che provengono da un tempo lontano, arricchiti dall'attitudine benedettina all'ascolto e a imparare da quanto si ascolta. I monaci, e tra essi in maniera importante i benedettini, hanno avuto un ruolo di primo piano nella storia del nostro Paese, specialmente al Sud, che non si limita all'educazione spirituale: hanno partecipato attivamente alla crescita economica e sociale dei territori, migliorando enormemente la coltivazione dei campi, gestendo i pastori, costruendo mulini, incanalando acque, prosciugando paludi, dando uno stabile assetto alle acque superficiali, creando tonnare, ampliando porti, incentivando attività di traffici e di commerci, edificando luoghi di difesa, case, nuovi paesi, nonché promuovendo un'attitudine mentale indirizzata al rispetto dell'essere umano e della sua dignità cristiana. Tra i luoghi benedettini che hanno contribuito a plasmare in modo importante il territorio, un esempio è rappresentato dal complesso monastico di Santa Maria di Montevergine, nel comune di Mercogliano, in provincia di Avellino, che sorge in prossimità della vetta del monte Partenio, a 1200 metri di altitudine. L'abbazia di Montevergine fu riconosciuta complesso monastico di « monumentale importanza » nel 1882 e oggetto di tutela speciale da parte dello Stato italiano; durante il secondo conflitto mondiale si adoperò per l'assistenza alla popolazione e fu scelto per custodire la « Sindone » di Torino. Riteniamo importante riscoprire questo mondo e individuare, su impulso del Ministro del turismo e del Ministro della cultura, quei luoghi benedettini – abbazie, chiese, monasteri – presenti nelle regioni del Mezzogiorno che possono costituire una rete turistica attrattiva con ricadute positive economiche per il territorio in cui sorgono e per essi stessi in termini di conservazione e di promozione del loro patrimonio culturale. Ma non solo: i monaci benedettini sono stati in un certo senso i precursori dell'uomo moderno che si dedica allo studio, alla cultura e al sapere, si specializza nelle arti pratiche e mette a disposizione degli altri consigli e conoscenze da professionista ed esperto della materia. L'uomo moderno che ha cura di sé stesso, della propria spiritualità e che è immerso quotidianamente nel lavoro, manuale o intellettuale.