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I Trattati oggetto della presente ratifica si inseriscono nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione e alla regolamentazione puntuale e dettagliata dei rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità. Nello specifico i due accordi in materia di cooperazione giudiziaria con l'Uruguay hanno l'obiettivo di migliorare la cooperazione internazionale in tale settore e consentire il trasferimento delle persone condannate, contribuendo altresì ad uno sviluppo significativo dei rapporti tra i due Stati, e disciplinando ambiti finora privo di strumenti giuridici adeguati. Il primo dei due Trattati bilaterali oggetto di ratifica - quello di cooperazione giudiziaria in materia penale - si compone di 30 articoli ed è finalizzato all'instaurazione di una stretta collaborazione in tale ambito fra i due Paesi. In particolare, Italia e Uruguay si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, definiti in dettaglio dall'articolo 2, fra cui quelli della ricerca e dell'identificazione di persone, della notificazione di atti e documenti, della citazione dei soggetti coinvolti nei procedimenti penali, dell'acquisizione e trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, dello svolgimento e trasmissione di perizie, dell'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni di testimoni, vittime o periti, del trasferimento di persone detenute per rendere testimonianza, dell'espletamento di ispezioni giudiziarie, del sequestro e confisca dei beni, della confisca dei proventi del reato, delle informazioni bancarie e finanziarie. Il paragrafo 2 del medesimo articolo precisa che il Trattato non si applica all'esecuzione di ordini di arresto o di restrizioni della libertà personale, all'esecuzione di sentenze penali emesse dallo Stato richiedente, al trasferimento di persone condannate o al trasferimento di procedimenti penali. Il Trattato circoscrive poi l'ambito di operatività del cosiddetto principio della doppia incriminazione ai soli casi in cui la richiesta di assistenza giudiziaria abbia ad oggetto l'esecuzione di sequestri e confische o di altri atti che, per loro natura, incidano su diritti fondamentali delle persone. Al di fuori di tali ipotesi, l'assistenza potrà essere prestata anche quando il fatto per cui procede lo Stato richiedente non sia previsto come reato nello Stato richiesto (articolo 3). L'Accordo disciplina quindi i casi in cui l'assistenza giudiziaria possa essere rifiutata dallo Stato, a partire dai casi in cui si proceda per un reato politico o per un reato di natura esclusivamente militare in base alla normativa dello Stato richiedente (articolo 4). Il testo bilaterale individua, quindi, le autorità competenti per le richieste di cooperazione (articolo 5) e le Autorità centrali legittimate alla trasmissione e alla ricezione delle richieste - il Ministero della giustizia per l'Italia e il Ministerio de educación y cultura per l'Uruguay (articolo 6) - e disciplina i requisiti di forma e di contenuto della richiesta di assistenza (articolo 7) e le modalità per l'esecuzione della richiesta (articolo 8). Ulteriori disposizioni riguardano, fra le altre, la ricerca di persone (articolo 9), le assunzioni probatorie (articoli 11 e 12), il trasferimento temporaneo di persone detenute (articolo 14), la protezione di vittime, testimoni e altri partecipanti al procedimento penale (articolo 15), la disciplina della comparizione in videoconferenza (articolo 16), la produzione di documenti ufficiali e di atti e beni (articoli 17 e 18) e le attività finalizzate a perquisizione, sequestro e confisca (articolo 19). Di rilievo è anche l'articolo 20 che stabilisce l'impossibilità per lo Stato richiesto di invocare il segreto bancario per rifiutare la cooperazione in materia giudiziaria. Si segnalano inoltre gli articoli 23, 24 e 25 che disciplinano lo scambio di informazioni tra gli Stati, prevedendo la trasmissione di informazioni sui procedimenti penali, sui precedenti penali e sulle condanne inflitte nei confronti delle persone per cui si chiedono informazioni, lo scambio di informazioni sulle rispettive legislazioni e la trasmissione di sentenze e di certificati penali. Infine ulteriori disposizioni riguardano l'impegno alla riservatezza delle Parti (articolo 27), i meccanismi di suddivisione delle spese (articolo 28), la soluzione di eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 29), e i termini per l'entrata in vigore, la modifica e la denuncia dell'Accordo (articolo 30). Il secondo Trattato oggetto della presente ratifica - quello sul trasferimento delle persone condannate - composto da 22 articoli, è finalizzato a consentire il trasferimento nel proprio Stato dei cittadini detenuti nel territorio dell'altro Stato contraente, al fine di permettere loro di scontare la pena residua nel proprio Paese di origine, facilitandone il reinserimento sociale. Dopo aver offerto una panoramica sui termini utilizzati nel testo (articolo 1) e informato sui principi generali (articolo 2), l'Accordo individua le Autorità centrali, competenti a ricevere e inoltrare le richieste di trasferimento, nel Ministero della giustizia per l'Italia e nel Ministerio de Educación y Cultura per l'Uruguay (articolo 3). L'intesa bilaterale disciplina quindi le condizioni per il trasferimento (articolo 4), gli obblighi informativi da fornire alla persona condannata (articolo 5), le modalità per formulare la richiesta di trasferimento (articolo 6) e i relativi documenti e informazioni richiesti (articolo 7). Ulteriori disposizioni riguardano il consenso al trasferimento da parte della persona condannata (articolo 9), i fattori da considerare per assumere la decisione di trasferirla (articolo 10), le modalità di consegna (articolo 11) e per l'esecuzione della condanna (articolo 12), il diritto a decidere su un'eventuale domanda di revisione della sentenza (articolo 13) e la possibilità di accordare la grazia, l'amnistia e altri provvedimenti di riduzione della pena (articolo 14). Il Trattato prevede inoltre che lo Stato di esecuzione fornisca a quello di condanna le informazioni relative al termine dell'esecuzione della condanna (articolo 15), e disciplina le condizioni relative al transito della persona condannata (articolo 17), la suddivisione delle spese fra i due Paesi (articolo 18), le modalità di risoluzione di eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 21) e i termini per l'entrata in vigore, la modifica e la sua denuncia (articolo 22). Il disegno di legge di ratifica dei Trattati in esame si compone di 5 articoli. Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati dall'articolo 3 in 141.155 euro annui a decorrere dal 2021. La relatrice conclude la sua esposizione osservando che i Trattati oggetto della presente ratifica non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2494