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c) designare i rappresentanti dell’ordine presso commissioni, enti ed organizzazioni di carattere locale; d) promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli iscritti; e) interporsi, se richiesto, nelle controversie fra sanitari, o fra sanitario e persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la propria opera professionale, per ragioni di spese, di onorari e per altre questioni inerenti all’esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in caso di non riuscito accordo, dando il suo parere sulle controversie stesse; f) provvedere all’amministrazione dei beni spettanti all’ordine e proporre all’approvazione dell’assemblea il bilancio preventivo ed il conto consuntivo; g) proporre all’approvazione dell’assemblea degli iscritti la tassa annuale -- anche diversificata -- necessaria a coprire le spese di gestione, nonché la tassa per il rilascio di atti amministrativi e per il rilascio dei pareri per la liquidazione degli onorari. 2. Alle commissioni di albo, ove costituite, spettano le seguenti attribuzioni: a) proporre al consiglio direttivo l’iscrizione all’albo della professione; b) assumere, nel rispetto dell’integrità funzionale dell’ordine, la rappresentanza esponenziale della professione; c) dare esecuzione ai provvedimenti disciplinari emersi dagli uffici istruttori di albo operanti nei confronti di tutti gli iscritti negli albi e a tutte le altre disposizioni di ordine disciplinare e sanzionatorio contenute nelle leggi e nei regolamenti in vigore; d) esercitare le funzioni gestionali comprese nell’ambito delle competenze proprie, come individuate da specifico regolamento; e) dare il proprio concorso alle autorità locali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possono interessare la professione. 3. Contro i provvedimenti per le materie indicate nel comma 1, lettera a) e comma 2, lettere a) e c) del presene articolo è ammesso ricorso alla commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. Art. 4. -- 1. I consigli direttivi possono essere sciolti quando non siano in grado di funzionare regolarmente. 2. Lo scioglimento è disposto con decreto del Ministro della salute, sentite le rispettive federazioni nazionali. Con lo stesso decreto è nominata una commissione straordinaria di tre componenti iscritti al medesimo albo con l’obiettivo di attivare e concludere il procedimento elettorale. Alla commissione straordinaria competono le attribuzioni necessarie alla gestione ordinaria dell’ordine nel periodo di transizione, che non deve superare il trimestre. Capo II DEGLI ALBI PROFESSIONALI Art. 5. -- 1. Ciascun ordine ha uno o più albi permanenti, in cui sono iscritti i sanitari della rispettiva professione, ed elenchi per categorie di professionisti laddove previste da specifiche norme. 2. Per l’esercizio di ciascuna delle professioni sanitarie è obbligatoria l’iscrizione al rispettivo albo. 3. Per l’iscrizione all’albo è necessario: a) avere il pieno godimento dei diritti civili; b) essere di buona condotta; c) essere in possesso del prescritto titolo accademico ed essere abilitati all’esercizio professionale in Italia; d) avere la residenza o il domicilio o esercitare la professione nell’ambito territoriale dell’ordine. 4. Sono iscritti all’albo gli stranieri in possesso dei requisiti di cui al comma 3, che siano in regola con le norme in materia di ingresso e soggiorno in Italia. 5. Gli iscritti che si stabiliscono in un Paese estero possono a domanda conservare l’iscrizione all’ordine professionale italiano di appartenenza. Art. 6. -- 1. La cancellazione dall’albo è deliberata dal consiglio direttivo, d’ufficio o su richiesta del Ministro della salute o del Procuratore della Repubblica, nei casi: a) di perdita del godimento dei diritti civili; b) di accertata carenza dei requisiti professionali di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c) ; c) di rinunzia all’iscrizione; d) di morosità nel pagamento dei contributi previsti dal presente decreto; e) di trasferimento all’estero, salvo quanto previsto dall’articolo 5, comma 5. 2. La cancellazione, tranne nei casi di cui al comma 1, lettera c) , non può essere pronunziata se non dopo sentito l’interessato. Capo III DELLE FEDERAZIONI NAZIONALI Art. 7. -- 1. Gli ordini territoriali sono riuniti in federazioni nazionali con sede in Roma. Le federazioni rappresentano le rispettive professioni presso enti ed istituzioni nazionali. 2. Con specifico regolamento, approvato dal Ministro della salute, può essere costituito il coordinamento degli ordini presenti in una regione. 3. Alle federazioni nazionali sono attribuiti compiti di indirizzo, coordinamento, verifica e supporto amministrativo agli ordini e ai coordinamenti regionali, ove costituiti, nell’espletamento dei compiti e delle funzioni istituzionali. 4. Le federazioni nazionali esercitano nei confronti del coordinamento degli ordini presenti in una regione gli stessi compiti di cui al comma 3. 5. Le federazioni nazionali definiscono e aggiornano le norme deontologiche in un codice nazionale unico per tutti gli iscritti agli ordini. Art. 8. -- 1. Sono organi delle federazioni nazionali: a) il presidente; b) il consiglio nazionale; c) il comitato centrale; d) la commissione di albo, ove prevista da norme precedenti o specificatamente individuata con decreto del Ministro della salute; e) il collegio dei revisori. 2. Le federazioni sono dirette dal comitato centrale costituito da sette componenti, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6 della legge 24 luglio 1985, n. 409, a valersi anche per la composizione della commissione d’albo. 3. Il Ministro della salute, con proprio decreto, determina la composizione delle commissioni di albo dell’ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. 4. È istituito l’ufficio istruttorio nazionale di albo, costituito da cinque componenti sorteggiati tra quelli facenti parte dei corrispettivi uffici istruttori regionali e un rappresentante estraneo alla professione nominato dal Ministro della salute con l’obiettivo di mantenere separata la funzione disciplinare rivolta ai componenti dei consigli direttivi degli ordini delle città metropolitane o delle province o degli ambiti territoriali definiti con specifica e successivo decreto del Ministro della salute. 5. Ogni comitato centrale elegge a maggioranza relativa il presidente, il vicepresidente, il tesoriere ed il segretario. 6. Il presidente ha la rappresentanza della federazione, di cui convoca e presiede il comitato centrale ed il consiglio nazionale, composto dai presidenti degli ordini territoriali. 7. I comitati centrali sono eletti dai presidenti dei rispettivi ordini, nel primo trimestre dell’anno successivo all’elezione dei presidenti e consigli degli ordini professionali, tra gli iscritti agli albi a maggioranza relativa ed a scrutinio segreto. 8. Ciascun presidente dispone di un voto per ogni cinquecento iscritti, e frazione di almeno duecentocinquanta iscritti, al rispettivo albo provinciale.