[pronunce]

Prosegue la ricorrente ricordando che, «venendo incontro» allo Stato, essa ha provveduto a scorporare la preesistente Cassa di risparmio di Bolzano, creando due soggetti: la Cassa di risparmio di Bolzano S.p. A. e la Fondazione Cassa di risparmio di Bolzano, senza però che ciò abbia comportato il venir meno delle sue attribuzioni in materia. Secondo la ricorrente, l'atto impugnato violerebbe, altresì, l'art. 11 dello statuto di autonomia, il quale assegna alla Provincia autonoma la competenza esclusiva in tema di apertura e trasferimento di sportelli di aziende di credito a carattere locale e di nomina del presidente e del vicepresidente della Cassa di risparmio. Tale disposizione è anche richiamata dallo statuto della Fondazione là dove, all'art. 42, prevede che il presidente e il vicepresidente della Fondazione siano nominati dall'organo di indirizzo «salvo quanto previsto dall'art. 11 dello statuto di autonomia». Ad avviso della ricorrente, pertanto, la competenza a nominare il presidente e il vicepresidente sia della Fondazione che della Cassa di risparmio di Bolzano spetterebbe alla Provincia autonoma, a prescindere dalla qualificazione della Fondazione come “ente creditizio” e come “ente di diritto privato”. Poiché l'art. 9 dello statuto della Fondazione, come modificato, elevando il numero dei soci della Fondazione stessa va ad incidere sull'art. 42, il quale disciplina la nomina del presidente e del vicepresidente dell'organo di indirizzo della Fondazione, ne deriverebbe, per la ricorrente, la sua competenza alla approvazione di tale modifica. La Provincia autonoma afferma che l'atto impugnato violerebbe anche l'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). Ciò in quanto su siffatto aspetto non possono avere inciso le disposizioni contenute nella riforma al titolo V della parte seconda della Costituzione, segnatamente quelle attributive della competenza statale in tema di ordinamento civile, atteso che l'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001 prevede che le disposizioni costituzionali riformate si applichino «solo per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite» e quindi non possono aver scalfito le competenze regionali e provinciali in tema di ordinamento creditizio, le quali implicavano anche il potere di ordinamento e vigilanza sulla Fondazione Cassa di risparmio. La ricorrente lamenta, nell'adozione dell'atto impugnato, anche la violazione del principio di leale collaborazione. Lo dimostrerebbe il fatto che la Provincia autonoma è venuta a conoscenza dell'atto solo indirettamente, in quanto il Ministero dell'economia e delle finanze lo aveva indirizzato alla sola Fondazione, “scavalcando” in tal modo la Provincia medesima, organo costituzionalmente competente a provvedere alla approvazione, sebbene quest'ultima avesse rivolto al detto Ministero l'invito ad esprimere il suo parere. Si è costituito in giudizio, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri, che ha concluso per il rigetto del ricorso. La difesa erariale osserva, in primo luogo, che la competenza legislativa attribuita alla Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di Casse di risparmio è soggetta non solo al rispetto dei principi stabiliti con legge dello Stato, ma anche all'osservanza delle norme fondamentali di riforma economico-sociale. In tale prospettiva, essendo indubbio che le previsioni normative contenute nel decreto legislativo n. 153 del 1999 siano qualificabili come «norme fondamentali di riforma economico-sociale», la Regione – secondo la resistente – è tenuta al loro rispetto. D'altra parte la stessa Regione ha riconosciuto tale vincolo, provvedendo a scorporare dalla preesistente Cassa di risparmio di Bolzano, la Cassa di risparmio di Bolzano s.p.a. e la Fondazione. Essendo espressamente inibito alle fondazioni bancarie, secondo la previsione del decreto legislativo n. 153 del 1999, svolgere funzioni di tipo creditizio, le competenze vantate dalla ricorrente in materia di ordinamento delle aziende di credito, compresa quella in tema di approvazione delle modifiche statutarie, non riguardano la Fondazione, ma potranno concernere la sola Cassa di risparmio di Bolzano s.p.a. Così intese le attribuzioni della Regione (rectius: della Provincia autonoma di Bolzano), nessuna lesione delle competenze statutarie è ravvisabile nella adozione dell'atto impugnato. Ciò neppure riguardo alla asserita violazione dell'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001, derivando la competenza statale non dalla modifica dell'assetto costituzionale ma dalla corretta interpretazione delle norme contenute nello statuto di autonomia, né, infine, con riferimento al principio di leale collaborazione. In prossimità della udienza pubblica, originariamente fissata per il 20 febbraio 2007, sia la Provincia autonoma di Bolzano che il Presidente del Consiglio dei ministri hanno depositato memorie illustrative. Parte resistente ribadisce che, a seguito della riforma del settore creditizio, attuata a partire dalla legge n. 218 del 1990, le competenze statutarie vantate dalla Provincia autonoma devono ritenersi rivolte esclusivamente nei confronti degli enti deputati a svolgere le funzioni creditizie, e non anche nei confronti delle Fondazioni bancarie, che tale attività più non svolgono. Prosegue la resistente osservando che, mentre nel periodo transitorio previsto dall'art. 25 del d.lgs. n. 153 del 1999, la qualificazione delle fondazioni bancarie era influenzata dalla permanenza del vincolo “genetico-funzionale” fra queste e le neo istituite aziende di credito (permanenza cui fanno riferimento le sentenze della Corte costituzionale n. 341 e n. 342 del 2001), il più recente indirizzo della Corte, espresso con la sentenza n. 300 del 2003, sottolinea che, superata la precedente fase, ciò che conta è la qualificazione normativa «fondazioni-persone giuridiche private, data dall'art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 153 del 1999» attribuita a tali enti. Applicato il principio alla fattispecie concreta, deve – secondo lo Stato – dedursi che mentre la Cassa di Risparmio s.p.a. è assoggettata al controllo provinciale, lo stesso non può dirsi per la Fondazione, sottoposta, invece, alla disciplina di cui al d.lgs. n. 153 del 1999, e ciò anche per quanto concerne i poteri di nomina del presidente e del vicepresidente. Riguardo all'asserita violazione dell'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, la Avvocatura ribadisce quanto già osservato in sede di comparsa di costituzione. La ricorrente Provincia, a sua volta, insiste per l'accoglimento del ricorso, riportandosi alle argomentazioni già svolte nell'atto introduttivo e richiamando le precedenti decisioni della Corte costituzionale in tema di competenza provinciale sulle modifiche statutarie degli enti creditizi a carattere regionale.