[pronunce]

Non gioverebbe, in senso contrario, fare appello alle previsioni dell'art. 114 Cost., il quale, se pure riconosce che le Regioni - al pari dello Stato, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni - sono componenti costitutive della Repubblica (primo comma), precisa però che i poteri e le funzioni degli enti autonomi diversi dallo Stato sono stabiliti e si svolgono «secondo i principi fissati dalla Costituzione» (secondo comma) e, dunque, quanto alle Regioni, secondo le regole enunciate dall'art. 117 Cost. Ancora meno, poi, potrebbe giovare alla tesi della Regione Veneto il richiamo al principio di leale collaborazione. Quest'ultima si realizza, infatti - secondo le costanti indicazioni della giurisprudenza costituzionale - tramite accordi e intese, e non certo mediante l'imposizione unilaterale di obblighi, presidiati addirittura da sanzioni in caso di inosservanza. L'affermazione della resistente, per cui la legge regionale impugnata si sarebbe limitata ad integrare la disciplina stabilita dalla legge n. 22 del 1998, fraintenderebbe i termini del problema, posto che, in base alla citata legge statale, la potestà attuativa e integrativa delle Regioni risulta circoscritta alle sedi degli organi consiliari regionali, provinciali e comunali. Sarebbe errato, d'altronde, affermare che la legge regionale in discussione non ha inciso sulla disciplina dei casi e dei modi di esposizione della bandiera italiana e di quella dell'Unione europea, posto che tale disciplina è stata, al contrario, sicuramente incisa - quantomeno in via indiretta - dalla previsione di un obbligo di esposizione aggiuntiva della bandiera regionale. 4.- Anche la Regione Veneto ha depositato una memoria, insistendo per il rigetto delle questioni. La resistente rileva che la legge n. 22 del 1998 ha previsto l'esposizione delle bandiere italiana ed europea all'esterno di edifici di organismi pubblici che fanno capo, non soltanto allo Stato, ma anche alle Regioni e agli enti locali enumerati dall'art. 114 Cost. (art. 2, comma 1, della legge n. 22 del 1998). Con la legge impugnata, la Regione Veneto avrebbe inteso, a sua volta, valorizzare - a prescindere dal mero dato della titolarità dell'edificio - gli elementi del territorio e della popolazione: elementi che rafforzerebbero, anziché svalutare, proprio l'unità e indivisibilità della Repubblica, attraverso l'affermazione del principio pluralistico. Si sarebbe voluto, in altri termini, «coprire un vuoto», prevedendo che la bandiera della Regione - che rappresenta tutti gli elementi costitutivi dell'ente (territorio, popolazione e autorità democraticamente eletta) - sia esposta, congiuntamente a quella della Repubblica italiana e dell'Unione europea, anche nelle sedi di organismi statuali situati nell'ambito del territorio della Regione. La Regione non avrebbe, dunque, affatto preteso di «conformare l'organizzazione amministrativa dello Stato», ma soltanto attribuire il giusto risalto alle comunità che, ai sensi dell'art. 114 Cost., costituiscono l'ordinamento della Repubblica, in quella che è stata felicemente definita come «alleanza delle autonomie». In conclusione, quindi, la legge reg. Veneto n. 28 del 2017 non violerebbe l'art. 5 Cost., ma anzi lo attuerebbe, senza interferire con la riserva di competenza di cui all'art. 1, comma 2, della legge n. 22 del 1998, la quale concerne la bandiera italiana e quella europea, e non la bandiera regionale.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso, in riferimento agli artt. 3, 5 e 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, e 8, comma 1, della legge della Regione Veneto 5 settembre 2017, n. 28 (Nuove disposizioni in materia di uso dei simboli ufficiali della Regione del Veneto modifiche e integrazioni alla legge regionale 20 maggio 1975, n. 56 "Gonfalone e stemma della Regione"). La prima delle due disposizioni è impugnata dal ricorrente nella parte in cui, aggiungendo l'art. 7-bis, comma 2, lettere a), d), f) ed n), alla legge della Regione Veneto 20 maggio 1975, n. 56 (Bandiera, gonfalone, fascia e stemma della Regione), prevede l'obbligo di esposizione della bandiera della Regione Veneto all'esterno degli edifici sedi delle prefetture, degli uffici periferici delle amministrazioni dello Stato e degli altri organismi pubblici, anche statali o nazionali (lettera a), all'esterno degli enti pubblici - comprensivi anche degli enti pubblici statali e nazionali - che ricevono in via ordinaria finanziamenti o contributi a carico del bilancio regionale (lettera d), sulle imbarcazioni di proprietà di organismi pubblici, e quindi anche sui natanti di proprietà di organismi statali e nazionali (lettera n), nonché ogni qualvolta sia esposta la bandiera italiana o europea (lettera f). Ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, la norma impugnata violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost., che attribuisce alla competenza legislativa esclusiva statale la materia dell'«ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali», introducendo obblighi - per di più sanzionati - a carico dei soggetti preposti a organi e uffici statali e ad organismi ed enti a carattere nazionale, in contrasto con l'assetto delle competenze delineato dalla legge 5 febbraio 1998, n. 22 (Disposizioni generali sull'uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea) e dal d.P.R. 7 aprile 2000, n. 121 (Regolamento recante disciplina dell'uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell'Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici). La disposizione regionale censurata violerebbe, altresì, l'art. 3 Cost., omologando il trattamento di situazioni palesemente diverse, tanto sul piano del titolo dominicale o di godimento, quanto sotto il profilo funzionale (gli edifici sedi di uffici statali, o comunque sia non regionali, e gli edifici sedi di uffici regionali), nonché l'art. 5 Cost., perché, imponendo agli edifici sedi di uffici statali o di enti pubblici nazionali il simbolo ufficiale della Regione, attenterebbe al principio di unità e indivisibilità della Repubblica. Per le medesime ragioni sarebbe costituzionalmente illegittimo anche l'art. 8, comma 1, della legge reg. Veneto n. 28 del 2017, nella parte in cui, aggiungendo l'art. 7-septies, comma 1, alla legge reg. Veneto n. 56 del 1975, stabilisce la sanzione amministrativa applicabile ai trasgressori nel caso di violazione delle disposizioni in tema di obblighi di esposizione della bandiera veneta di cui al nuovo art. 7-bis, comma 2, di tale ultima legge, e dunque anche nei confronti dei soggetti preposti a organi e uffici statali e ad organismi ed enti a carattere statale o nazionale. 2.- Giova far precedere lo scrutinio delle questioni da una ricognizione del quadro normativo di riferimento.