[pronunce]

Le funzioni conferite con le norme impugnate, inoltre, devono essere esercitate d'intesa con la Regione, ciò che varrebbe ad escludere che possa determinarsi una lesione delle competenze regionali in materia. Con specifico riguardo all'articolo 52, comma 10, relativo al versamento delle quote-latte, esso atterrebbe a materia disciplinata dalla legge 27 aprile 1999, n. 118 (Conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 1° marzo 1999, n. 43, recante disposizioni urgenti per il settore lattiero-caseario), che sarebbe norma statale emanata in diretta applicazione di obblighi comunitari. Il primo e secondo comma dell'articolo 64 costituirebbero invece manifestazione dell'attività sanzionatoria in tema di illeciti amministrativi, che sarebbe di esclusiva spettanza statale. 7. - In prossimità dell'udienza pubblica del 17 giugno 2003 tutte le ricorrenti hanno depositato memorie, argomentando ulteriormente a sostegno delle proprie ragioni. In merito all'art. 52, comma 10, la difesa della Regione Marche sostiene che in tema di quote-latte i principî fondamentali sarebbero direttamente ricavabili dalla disciplina comunitaria e quindi, in una materia di potestà residuale della Regione, la normativa statale non potrebbe dettare principî inderogabili. Rammenta ancora la ricorrente come l'art. 1, primo comma, della legge 30 maggio 2003, n. 119 (Conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 28 marzo 2003, n. 49, recante riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari) abbia riconosciuto la competenza delle Regioni nel settore. In replica all'Avvocatura dello Stato, la quale sostiene che gli artt. 52, commi 10 e 39, si collocherebbero «nell'ambito dei rapporti senza intermediazione dello Stato con l'Unione europea», con la conseguenza di radicare una competenza esclusiva statale, la Regione Umbria osserva che non vi sono indicate dalla difesa erariale le norme di cui le disposizioni impugnate sarebbero attuative e comunque rileva che le Regioni sono competenti a dare diretta attuazione alle norme comunitarie, mentre lo Stato conserverebbe solo la possibilità di intervenire in via sostitutiva per evitare inadempimenti. La difesa della Regione Marche soggiunge, in riferimento all'art. 52, comma 39, che la previsione di un finanziamento per la promozione dell'ippoterapia, in materia di competenza regionale, non costituirebbe una disposizione di principio, né una disciplina suppletiva derogabile dal legislatore regionale e tanto meno potrebbe essere espressione della competenza esclusiva statale in tema di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art. 117, secondo comma, lettera m). Quanto all'impugnazione dell'art. 64, la Regione Marche deduce che la legge statale che pone un regime sanzionatorio per l'impianto abusivo di vigneti atterrebbe alla materia dell'agricoltura, affidata alla competenza legislativa residuale della Regione e ricorda come diverse Regioni, ormai da tempo, abbiano disciplinato la materia. 7.1. - Ulteriori memorie ha depositato pure l'Avvocatura generale dello Stato, la quale premette che la legge finanziaria oggetto di impugnazione «rappresenta lo strumento di decisione unitaria per il coordinamento della finanza pubblica anche - e oggi soprattutto - in relazione alla necessità di rispettare i vincoli concordati a livello europeo con il patto di stabilità». Nel merito, la difesa erariale rileva, in riferimento all'art. 52, comma 10, che l'intervento legislativo si sarebbe reso necessario per evitare una procedura di infrazione preannunciata dal parere motivato complementare della Commissione europea del 20 dicembre 2001, che aveva chiaramente negato che il pagamento in forma rateale, ai sensi della legge n. 118 del 1999, fosse giustificabile per campagne successive a quella 1998-1999. L'Avvocatura aggiunge che la disposizione impugnata non sarebbe idonea a recare alcuna lesione attuale e concreta al potere legislativo regionale, limitandosi a prevedere una possibilità di intervento, peraltro rigorosamente circoscritta a ipotesi di carattere eccezionale, e prosegue rilevando come la stessa risulterebbe posta nell'esercizio della competenza legislativa esclusiva statale in materia di rapporti dello Stato con l'Unione europea (art. 117, secondo comma, lettera a). Un'applicazione non omogenea sul territorio della facoltà di rateizzazione, secondo la difesa erariale, darebbe luogo inoltre a disparità di trattamento, con lesione dell'art. 3 della Costituzione. Quanto all'art. 64, che ad avviso dell'Avvocatura sarebbe espressione della potestà legislativa concorrente in materia di «rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni», esso non lederebbe le attribuzioni regionali, in quanto porrebbe solo alcuni "principi fondamentali" della materia. Infine, con riguardo all'impugnazione dell'art. 66, l'Avvocatura ritiene che la disposizione intervenga in materia di legislazione esclusiva statale e, precisamente, di "profilassi internazionale" (art. 117, secondo comma, lettera q) e di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (117, secondo comma, lettera s). Le iniziative previste per il contenimento della influenza catarrale dei ruminanti riguardano infatti gli allevamenti situati in territori che comprendono l'intera Comunità europea. In ordine alla censura relativa alla violazione dell'art. 118 Cost., si sostiene poi che l'attribuzione a livello centrale di funzioni amministrative, quali la predisposizione di interventi per la protezione dalla influenza catarrale e la gestione di un apposito "fondo per l'emergenza blue tongue", troverebbe giustificazione in esigenze di carattere unitario. Il coordinamento degli interventi economici e sanitari sarebbe infatti necessario tenendo conto della diffusività della malattia, che travalica i confini territoriali delle singole Regioni.1. - Le Regioni Marche, Toscana, Campania e Umbria hanno proposto questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione, nonché al principio di leale collaborazione, di numerose disposizioni della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002). Le impugnazioni relative agli artt. 52, commi 10 e 39, 64 e 66 vengono qui trattate separatamente rispetto alle altre questioni proposte negli stessi ricorsi e, per omogeneità di materia, possono essere decise con la medesima sentenza. 2.