[pronunce]

Secondo la resistente, il conflitto sarebbe altresì inammissibile, in quanto l'ordinanza non conterebbe nessuna esplicitazione diretta a dimostrare l'esistenza di un interesse a ricorrere. 4.1. - Nel merito, la Camera dei deputati deduce che, secondo la giurisprudenza costituzionale, il nesso tra le opinioni e l'esercizio della funzione parlamentare sussisterebbe anche allorché sia identificabile un "complessivo contesto parlamentare" nel quale le opinioni sono state espresse. A suo avviso, la delibera in oggetto, nel fare riferimento alla questione dell'identità tra gli elenchi diffusi dal deputato Gaspare Nuccio e quelli acquisiti dalla Commissione parlamentare antimafia, non conterrebbe affatto valutazioni di merito della vicenda processuale, ma avrebbe esplicitato un elemento indispensabile allo scopo di verificare se egli avesse o meno espresso opinioni riguardanti fatti in discussione alle Camere. D'altronde, poiché l'attività parlamentare del deputato Gaspare Nuccio sarebbe stata caratterizzata da una costante e particolare attenzione alla questione dell'iscrizione alle logge massoniche - dimostrata dalla presentazione di interrogazioni parlamentari in data 25 gennaio 1994, 4 agosto 1993 e 16 dicembre 1993 - risulterebbe dimostrata l'inerenza dei fatti all'esercizio della funzione, anche all'esito di un controllo sulla corrispondenza sostanziale tra detti fatti e gli atti parlamentari tipici. 5. - All'udienza pubblica il difensore della Camera dei deputati ha insistito per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nelle difese scritte.1. - Il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato è stato sollevato dal Tribunale di Pesaro nei confronti della Camera dei deputati in relazione alla deliberazione assunta nella seduta del 5 marzo 1997 (documento IV-quater n. 3), con la quale si è stabilito che i fatti contestati al deputato Gaspare Nuccio nel procedimento penale in corso innanzi al predetto Tribunale rientrano nella previsione normativa dell'art. 68, primo comma, della Costituzione e sono pertanto da considerare insindacabili. 2. - Il ricorso per conflitto di attribuzione è inammissibile. La fase preliminare di delibazione, in camera di consiglio, di questo giudizio si è conclusa con una pronuncia di ammissibilità (ordinanza n. 61 del 2000), restando peraltro "impregiudicata ogni ulteriore decisione, anche in punto di ammissibilità", ora la Corte costituzionale è chiamata a pronunciarsi definitivamente, con cognizione piena e nel contraddittorio delle parti, su tutti i profili del conflitto. Ciò premesso, appare del tutto prioritario il rilievo che, nella specie, il ricorrente non ha assolto compiutamente all'onere, ai fini di una valida instaurazione del giudizio, di precisare, nell'atto di promovimento del conflitto, l'oggetto della pretesa che intende fare valere (cfr. sentenze n. 363 e n. 364 del 2001). È infatti carente l'indicazione del petitum, giacché il Tribunale di Pesaro si è limitato a "solleva(re) conflitto di attribuzione avverso la deliberazione della Camera dei deputati assunta in data 5 marzo 1997 nei confronti del parlamentare Nuccio Gaspare", senza prospettare alcuna specifica forma di rivendicazione o di menomazione dell'attribuzione costituzionale in contestazione e senza richiedere il conseguente annullamento dell'atto asseritamente lesivo. Si è pertanto verificata una situazione del tutto analoga a quella esaminata, in particolare, nella recente sentenza n. 15 del 2002, nella quale proprio la mancata formulazione di qualsiasi richiesta ha comportato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in quanto carente di uno dei suoi requisiti essenziali.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Tribunale di Pesaro nei confronti della Camera dei deputati con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 febbraio 2002. Il Presidente: Vari Il redattore: Capotosti Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il il 26 febbraio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola