[sommcomm]

L'articolo 4 definisce i compiti per gli intermediari i quali devono, entro novanta giorni dalla pubblicazione dell'elenco delle società operanti nei settori individuati dall'articolo 1, comma 1, escludere dai prodotti offerti ogni componente che costituisca supporto finanziario alle società incluse nell'elenco medesimo. L'articolo 5 disciplina le verifiche dei divieti posti dalle norme in esame; in particolare, la Banca d'Italia può richiedere dati, notizie, atti e documenti agli intermediari abilitati e, se necessario, può effettuare verifiche presso la sede degli stessi. Il comma 2 dispone che gli organismi di vigilanza provvedano, nell'ambito delle ispezioni e dei controlli a carico dei soggetti vigilati, anche a controlli specifici di valutazione dell'attività connessa alla funzione di compliance in relazione ai divieti di cui al provvedimento in esame. L'articolo 6 disciplina le sanzioni comminate agli intermediari abilitati che non osservano il divieto di finanziamento delle società operanti nel settore delle mine e delle munizioni. In particolare, ai sensi del comma 1, gli intermediari abilitati che violano il divieto di finanziamento sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150.000 a 1.500.000 euro, ove ne ricorrano le condizioni secondo quanto previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Per quanto riguarda le persone fisiche che svolgono funzioni di amministrazione e di direzione degli intermediari abilitati o che, per loro conto, svolgono funzioni di controllo, la sanzione amministrativa pecuniaria conseguente alla violazione dei divieti di cui all'articolo 1 va da 50.000 a 250.000 euro. Inoltre, il comma 3 dispone la perdita temporanea, per una durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni, dei requisiti di onorabilità per i rappresentanti legali dei soggetti abilitati, delle società di gestione del mercato, nonché per i revisori e i promotori finanziari e, per i rappresentanti legali di società quotate, l'incapacità temporanea ad assumere incarichi di amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di società quotate e di società appartenenti al medesimo gruppo di società quotate. L'articolo 7 dispone che il provvedimento in esame entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il relatore prosegue notando che il testo del disegno di legge in esame è analogo a quello approvato nella scorsa Legislatura dalla 6ª Commissione in sede deliberante, quindi dalla Camera dei deputati e successivamente rinviato al Parlamento dal Presidente della Repubblica. I rilievi contenuti nel messaggio con il quale il Capo dello Stato ha motivato il rinvio riguardano l'articolo 6, recante la previsione di una sanzione amministrativa pecuniaria per le persone fisiche. A tale proposito il Presidente della Repubblica ha richiamato la disciplina recata dalle leggi n. 374 del 1997 e n. 95 del 2011. Quest'ultima, di ratifica ed esecuzione della Convenzione di Oslo, prevede all'articolo 7 la reclusione da tre a dodici anni e la multa da 258.228 a 516.456 euro per i soggetti che forniscono assistenza finanziaria a favore di chi impiega, sviluppa, produce, acquisisce in qualsiasi modo, stocca, conserva o trasferisce munizioni a grappolo o loro parti. L'articolo 7 della legge n. 374 del 1997 prevede le medesime pene per i casi di utilizzo, vendita, cessione a qualunque titolo, esportazione, importazione e detenzione di mine antipersona o parti delle stesse, oppure di utilizzo o cessione di diritti di brevetto o tecnologie per la fabbricazione. Tale disciplina è fatta salva dall'articolo 9 della legge n. 106 del 1999, relativa alla ratifica e all'esecuzione della Convenzione di Ottawa del 3 dicembre 1997. Il finanziamento concesso per le attività vietate dall'articolo 7 integra uno dei comportamenti di cui all'articolo 1, comma 1, della Convenzione di Ottawa. Le due previsioni incriminatrici richiamate derivano quindi dall'attuazione di obblighi internazionali recati da accordi internazionali ratificati dall'Italia, che richiedono esplicitamente l'imposizione di sanzioni penali volte a reprimere e prevenire ogni attività vietata dagli stessi. La modifica della disciplina descritta contrasta pertanto con l'articolo 117 della Costituzione, che vincola l'esercizio della potestà legislativa al rispetto degli obblighi internazionali. Le leggi di esecuzione dei trattati summenzionati risultano contraddistinte da una forza tale da escludere che le attività di assistenza finanziaria alle attività proibite possano rimanere prive di sanzione penale. La previsione recata dall'articolo 6, comma 2, del disegno di legge in esame non contempla la clausola di salvaguardia penale; pertanto, in ragione del principio di specialità dell'illecito amministrativo posto dall'articolo 9 della legge n. 689 del 1981, priverebbe di rilievo penale le condotte dolose di finanziamento di soggetti qualificati, punite con sanzione amministrativa pecuniaria. Quelle avvenute prima dell'entrata in vigore della legge nel testo in esame non potrebbero peraltro essere punite neanche con sanzione amministrativa a causa della mancanza di una disciplina transitoria. Inoltre, i soggetti che prestino assistenza finanziaria senza appartenere all'ambito degli intermediari abilitati continuerebbero a essere soggetti alle sanzioni penali già richiamate. Risulterebbe dubbia la compatibilità di tale profilo con l'articolo 3 della Costituzione. Al fine di superare i rilievi esposti è necessaria la presentazione di un emendamento volto a premettere la clausola di salvaguardia penale al testo del comma 2 dell'articolo 6. Il presidente BAGNAI dichiara aperta la discussione generale. Il senatore BUCCARELLA ( Misto ) sollecita un approfondimento circa la liceità, in base alla Convenzione di Oslo, della produzione di bombe a grappolo contenenti meno di dieci submunizioni esplosive. Il senatore SCIASCIA ( FI-BP ) si esprime favorevolmente rispetto al disegno di legge in titolo, pur ritenendo poco rilevante la sua portata pratica, in considerazione del fatto che le convenzioni menzionate dal relatore non sono state sottoscritte dagli Stati che producono i maggiori quantitativi di ordigni. Il sottosegretario VILLAROSA fa presente che il parere del Governo sul disegno di legge è favorevole, subordinatamente all'integrazione dell'articolo 6, comma 2, con la clausola di salvaguardia penale già citata dal relatore. Si riserva inoltre un approfondimento in merito alla questione posta dal senatore Buccarella. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) preannuncia l'orientamento volto all'astensione del proprio Gruppo, rilevando il rischio di un eccesso di produzione normativa, con scarsa o nulla utilità effettiva. Il presidente BAGNAI osserva la difficoltà di un equilibrio tra l'eccesso di produzione legislativa e la carenza dei livelli di attività parlamentare frequentemente percepiti dall'opinione pubblica.