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in data 18 dicembre 1999 l'Italia ha firmato il trattato, approvato con legge di ratifica dalle Camere l'11 luglio 2002, n. 149, con la regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare di Cina, sul trasferimento delle persone condannate; in data 30 giugno 2020 il comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, organo legislativo della Repubblica popolare cinese, ha approvato una nuova legge sulla sicurezza nazionale, che fornisce l'autorità legale alle entità di sicurezza Cina continentale ad operare all'interno della giurisdizione di Hong Kong; tale legge è imposta all'interno dell'allegato III della "legge fondamentale" (" basic law ") di Hong Kong, una sorta di costituzione locale che consente alla regione autonoma di mantenere il proprio potere esecutivo, legislativo e giudiziario, il proprio sistema socio-economico e lo statuto di porto franco; conseguentemente, la promulgazione di tale legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong passerà senza supervisione degli organi legislativi locali; tale legge prevede l'apertura di uffici delle agenzie di sicurezza nazionale cinese a Hong Kong (art. 48), che possono esercitare giuridicamente in sostituzione, in determinate circostanze, degli attuali apparati locali, oltre a limitare fortemente i diritti di associazionismo e manifestazione in dissenso con le politiche del Partito comunista cinese (articolo 20 e 24); con la volontà di difendere la sicurezza nazionale da pulsioni "secessioniste eversive, terroristiche e da interferenze straniere", la nuova legge sulla sicurezza inasprirà fortemente le pene per chi manifesterà in dissenso con il Governo centrale, e mira ad impedire ondate di manifestazioni, come quelle dello scorso anno ad Hong Kong; a causa dell'ambiguità giuridica della legge, si rilevano diversi rischi causati da una sua interpretazione estensiva, come nel caso dell'articolo 38, che ne sancisce l'applicabilità anche a reati commessi al di fuori di Hong Kong, da parte di non residenti; come denunciano diversi attivisti, politici democratici della provincia autonoma, e importanti esponenti dell'amministrazione statunitense, la promulgazione di una tale legge nei fatti annullerebbe il principio "un Paese, due sistemi"; come dichiarato da esponenti politici filo-democratici del Parlamento di Hong Kong, non è ancora chiaro come la Cina intenderà applicare questa legge, quali uffici saranno aperti a Hong Kong e che tipo di funzionari saranno inviati per esercitare i loro poteri, se ai tribunali di Hong Kong sarà permesso di giudicare sui cittadini che hanno protestato, oppure se saranno giudicati in Cina; valutato che, per tali ragioni, diversi Paesi come Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti hanno sospeso o sono in procinto di sospendere i vari trattati bilaterali che riguardano i processi di estradizione e di trasferimento delle persone condannate che avevano precedentemente ratificato con Hong Kong, impegna il Governo a sospendere, alla luce del cambiamento di condizioni esplicitato, il trattato bilaterale sul trasferimento delle persone condannate con la regione amministrativa speciale di Hong Kong. Atto n. 1-00283 LANNUTTI PESCO PERILLI DI NICOLA BOTTICI TONINELLI MORRA ROMANO GIANNUZZI GAUDIANO CASTIELLO AIROLA MARILOTTI LOMUTI LANZI RICCIARDI PIRRO ORTIS MAIORINO DELL'OLIO LEONE MOLLAME LICHERI PIARULLI FENU LEZZI ACCOTO DI MICCO CORRADO GALLICCHIO RUSSO VANIN SANTANGELO DESSI' MININNO MARINELLO MAUTONE ANGRISANI TRENTACOSTE ABATE AGOSTINELLI DRAGO PACIFICO FEDE COLTORTI DI GIROLAMO MANTOVANI CIOFFI LOREFICE CAMPAGNA DE LUCIA GRANATO LA MURA CASTELLONE FERRARA CROATTI AUDDINO GARRUTI GUIDOLIN SANTILLO PISANI Giuseppe BOTTO VACCARO ANASTASI PELLEGRINI Marco - Il Senato, premesso che: l'Oxfam (Oxford committee for famine relief) ha criticato aspramente le politiche fiscali di Irlanda, Lussemburgo, Cipro, Malta e Olanda; i 5 Paesi dell'Unione europea utilizzano il cosiddetto sistema "check to box", che consente alle società straniere di scegliere se registrare le loro operazioni locali come sussidiarie (ovvero partecipazioni in una società esterna che viene tassata a parte) o filiali (parti integranti della casa madre). Avviando in uno di questi 5 Paesi una società a responsabilità limitata, soggetta al fisco di un altro Paese, un'azienda straniera riesce così a rendere invisibili le operazioni svolte tramite tali società attribuendole a filiali o a sussidiarie olandesi, irlandesi, cipriote, maltesi o lussemburghesi se occorreva nasconderle al fisco del proprio Paese; dalle notizie pubblicate, si è appreso che in Olanda, in particolare, nel maggio 2003 un ex dirigente della banca Abn Amro, Joop Wijn, diventato sottosegretario agli affari economici avviò una fitta rete di contatti con legali, contabili e manager di grandi aziende per studiare una nuova normativa che consentisse alle compagnie straniere di ricominciare a utilizzare l'Olanda come sponda per evadere le tasse; il passo successivo di Wijn fu di abolire la norma che impediva l'evasione sui bond ibridi, obbligazioni a metà tra il debito puro e l'azione i cui redditi possono essere quindi considerati, a seconda del sistema fiscale, interessi o dividendi. Nell'ipotesi di una compagnia con sede in Olanda che avesse sottoscritto un bond ibrido di una società straniera, ciò significava che quest'ultima poteva dedurre il pagamento dell'interesse mentre la società olandese poteva dichiararlo come utile da capitale, non tassabile secondo la legge di Amsterdam. In tal modo nessuna tassa veniva pagata sui bond ibridi, che diventarono presto un comodo espediente per spostare flussi di denaro senza intaccarli; la presenza nell'Unione europea di più Stati con un sistema fiscale più lasco lascia spazio a pratiche di ottimizzazione ancora più ardite, basate sullo spostamento di flussi di denaro da una nazione all'altra (e ritorno). Il più celebre era, fino a pochi anni fa, il "panino olandese con doppio irlandese", una triangolazione che consentiva di spostare gli utili alle Bermuda o alle Cayman utilizzando come perno una società registrata come irlandese (e quindi considerata straniera dal fisco) ma di fatto gestita e controllata da qualche paradiso fiscale insulare (e quindi straniera anche dal punto di vista di Dublino). Il meccanismo si basava sull'esenzione fiscale che in quasi tutta la UE godono i pagamenti di royalty tra una nazione e l'altra. Un flusso di denaro fatto apparire come tale passava così dall'Irlanda a una società olandese che a sua volta glielo rigirava depositandolo offshore grazie a una norma della legge tributaria olandese, ideata dal solito Wijn, che esentava dalle tasse anche i pagamenti delle royalty diretti verso i citati paradisi fiscali, per i quali l'Olanda ha funto come una vera e propria backdoor aperta nel cuore dell'Europa. Pratica che su pressione di Bruxelles non è più in vigore dal 1° gennaio 2020;