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Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 944 (Legge di delegazione europea 2018) e dei connessi Doc . LXXXVI, n. 2, e Doc . LXXXVII, n. 2 (Relazioni programmatica e consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 1 h. Governo 30' Votazioni 30' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1 h. 11' FI-BP 50' L-SP-PSd'Az 49' PD 46' FdI 30' Misto 28' Aut (SVP-PATT, UV) 25' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1372 (Deleghe al Governo in materia di ordinamento sportivo) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 1 h. Governo 30' Votazioni 30' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1 h. 11' FI-BP 50' L-SP-PSd'Az 49' PD 46' FdI 30' Misto 28' Aut (SVP-PATT, UV) 25' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 53, Disposizioni in materia di ordine e sicurezza pubblica) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 1 h. Governo 30' Votazioni 30' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1 h. 11' FI-BP 50' L-SP-PSd'Az 49' PD 46' FdI 30' Misto 28' Aut (SVP-PATT, UV) 25' Dissenzienti 5' PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, intervengo molto rapidamente soltanto per comunicare che, non volendo interferire comunque con i lavori dell'Assemblea e con la discussione, abbiamo la necessità di una riunione di Gruppo e quindi non saremo presenti e ci allontaneremo dall'Aula. Non è una mancanza di rispetto, né per il tema, né per chi rimane: lo comunico anche per evitare speculazioni, che forse ieri sono state fatte, sul nostro comportamento. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Pirovano) . Ripresa della discussione del documento Doc Doc. XVI, n. 2 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Giacobbe. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, come è stato rilevato in precedenza, le premesse in questo caso sono chiare, anche se vale la pena ricordare che, alle elezioni del 4 marzo 2018, il MoVimento 5 Stelle... (brusio) , i cui senatori sono abbastanza rumorosi in questo momento... PRESIDENTE. Anche se i colleghi si stanno allontanando dall'Aula con motivazioni valide, li prego di farlo in silenzio. GIACOBBE (PD) . Grazie, Signor Presidente. Dicevo che in Sicilia, la mia Regione, il MoVimento 5 Stelle ha conquistato circa i due terzi dei seggi in palio tra Camera dei deputati e Senato, ma le pluricandidature hanno determinato la vacanza di un seggio. Alla Camera dei deputati hanno potuto risolvere il problema riassegnando i seggi in soprannumero sul livello nazionale, non essendoci il vincolo, vigente al Senato, della base regionale, di cui all'articolo 57, primo comma, della Costituzione. La Giunta oggi propone a maggioranza di assegnare il seggio vacante a un candidato non eletto del MoVimento 5 Stelle nella circoscrizione regionale dell'Umbria, in cui ha ottenuto la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata. Signor Presidente, mi permetto di notare che ciò risulta inaccettabile, perché l'elettore siciliano oggi verrebbe ad essere rappresentato da un senatore che per primo aveva espresso la sua disponibilità a candidarsi in una Regione diversa da quella in cui verrebbe "catapultato" oggi. Ne segue che lo stesso senatore era fin dall'inizio intenzionato ad agire politicamente nell'interesse della propria Regione e non per una diversa. Anche in questo caso credo ci sia una concezione nuova della politica attuata dal MoVimento 5 Stelle - sebbene possiamo dire che lo stesso Movimento cambia idea su tutto e tutti - in merito al principio della rappresentatività territoriale, come vediamo nel caso in esame. A parte questa quotidiana constatazione del camaleontismo del MoVimento 5 Stelle, penso ci siano delle questioni importantissime su cui riflettere, quali in primo luogo il ruolo della rappresentanza parlamentare, poi la mancanza di un senatore alla regione Sicilia e infine il rispetto e l'applicazione dell'articolo 57 della Costituzione. Occorre infine fare una considerazione sulle candidature plurime. Ritengo che il problema fondamentale per la definizione di tale tema risieda nella definizione del ruolo della rappresentanza parlamentare e, in questo caso, nella mancanza di una relazione diretta tra gli eletti e i propri elettori. Spesso eleggiamo a rappresentare in Senato in una Regione persone che in quella Regione non hanno mai vissuto: si veda il caso del ministro Salvini in Calabria. Come fa una persona a rappresentare un territorio in cui non ha mai vissuto? Anche questa è una delle cause della mancanza di fiducia nella politica. Gli elettori non hanno un punto di riferimento preciso con cui confrontarsi e relazionarsi. Questo contatto invece è delegato ai partiti, che molto spesso vengono visti però come interlocutori lontani, forse anche aleatori. Se invece la politica, quella con la «P» maiuscola, incoraggiasse il rapporto diretto con gli elettori, allora oggi non saremmo qui a porci la domanda su come risolvere il problema della mancata elezione di un senatore in Sicilia. Il rapporto con gli elettori significa vivere sul luogo, partecipare in maniera attiva alla vita della società in cui si è eletti, mettersi al servizio non solo del Paese, in Parlamento, ma anche e soprattutto dei residenti nel territorio dove si è eletti. Questo, signor Presidente, mi porta al secondo punto che ho indicato prima. Se il rappresentante in Parlamento fosse tenuto a mantenere il contatto diretto con i propri elettori non avrebbe alcun senso oggi dover decidere su un senatore candidato in Umbria, che magari non ha mai messo piede in Sicilia, e che in ogni caso, non vivendo in quel territorio, non ha alcuna idea delle tematiche, dei problemi e delle esigenze degli elettori siciliani. Ma su questo ragionamento di buonsenso, per fortuna, prevale l'articolo 57 della Costituzione: mi sembra estremamente chiaro. L'articolo 57 afferma che il Senato deve essere eletto a base regionale. La Regione in questo caso è la Sicilia e, mi permetta di notare, signor Presidente, che l'Umbria è una bellissima Regione, forse quella dove andrei ad abitare se ritornassi a vivere in Italia, ma, fino a prova contraria, non fa parte della Sicilia; non è una Provincia siciliana. Anche a livello personale, signor Presidente, la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari mi lascia tanto amaro in bocca.