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Vi è infatti la necessità che il Governo continui a mantenere alta l'attenzione affinché quell'offerta che oggi Alitalia dà a varie parti del Paese possa essere sempre più allargata, offrendo opportunità di collegamenti anche ad altri scali o potenziando quelli attuali, così da aumentare sempre più la connessione con il mondo. Anche qui va cercato un equilibrio. Quel rilancio del quale parliamo e quell'impegno che da parte del Governo ci deve essere anche per il futuro servono non solo per fare in modo che l'Italia sia sempre connessa con il mondo, ma anche per salvaguardare e - perché no - sviluppare i livelli occupazionali, sui quali tutti, con un ordine del giorno, abbiamo attirato l'attenzione perché non vi sia la dispersione di quelle capacità, conoscenze e professionalità che l'Italia ha maturato in tanti anni. L'impegno del Governo futuro non solo va in quella direzione, ma deve anche favorire la connessione via terra per certi aspetti. Com'è noto, alcuni degli aeroporti italiani - purtroppo la maggioranza - difettano, mancano di quel collegamento intermodale al proprio interno, per far sì che il passeggero o le merci possano essere dirottate sul territorio nazionale in ogni dove. Quindi, in futuro, dopo il decreto-legge e la collocazione di Alitalia, bisogna che ci interroghiamo sulle intermodalità che si possono determinare tra l'aria e le vie rotabili. L'intermodalità sarà dunque un'altra delle occasioni che consentiranno lo sviluppo del trasporto aereo connettendo le grandi realtà internazionali con il nostro Paese. Mi avvio a concludere facendo riferimento a un altro percorso che ci darà l'occasione per affrontare i temi del trasporto aereo. In Commissione avvieremo a breve il percorso di riflessione e di confronto sulla legge delega al Governo affinché sia riordinato il trasporto aereo. Quello strumento sarà l'occasione per il Parlamento per stimolare il Governo e partecipare alla riflessione, per fare sì che, dopo la risoluzione del problema di Alitalia, che tutti noi auspichiamo e speriamo, ci possa essere il concentramento di tutte le idealità a cui ho fatto riferimento perché quella soluzione non sia soltanto una vendita, ma sia anche l'opportunità di rilancio per il sistema del trasporto aereo nazionale e internazionale. Per queste ragioni, il voto del Gruppo Partito Democratico sarà convintamente favorevole. (Applausi dai Gruppi PD e M5S). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo in tribuna i rappresentanti del Centro italiano di studi superiori per la formazione e l'aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1665 BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, devo dire che alcuni colleghi sono partiti da lontano, qualcuno dal 2008 e qualcuno anche prima. Io vorrei partire ancora prima e citare quello che avveniva qualche secolo fa qui a Roma, quando giovani di buona famiglia spendevano più di quanto potevano permettersi e chiedevano prestiti a babbo morto. Ebbene, quello che sta facendo oggi il Governo Conte qui in Parlamento è la stessa cosa: viene a chiedere un prestito ponte e non ci mette neanche la faccia. Non so se sia in collegamento via WhatsApp con i sottosegretari Buffagni e Malpezzi, ma sicuramente non è qui in Aula né il presidente Conte né il ministro De Micheli né il ministro Patuanelli e - mi sia permesso - non è in Aula neanche il ministro Speranza. Forse il ministro Speranza si degnerà di venire domani - sentiremo quello che ha deciso la Capigruppo - visto che i sindacati di Alitalia chiedono lumi su come si dovrebbero comportare (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) di fronte a una crisi recente. Pensate che British Airways blocca i voli da e per la Cina, lo stesso pensano di fare gli Stati Uniti, e noi agli addetti diamo una mascherina del supermercato. Questi sono la situazione e il rispetto che si ha in uno Stato civile del personale che lavora nei nostri aeroporti. Bene, di fronte a tutto questo, lo scandalo non è venire a chiedere un prestito ponte; vista la situazione, ci mancherebbe altro. Tutti sappiamo che dal 2017 ad oggi siamo già a 1,3 miliardi. Voglio dire la cifra anche in lire perché fa un altro effetto: 26.000 miliardi di lire investiti - io spero - in Alitalia. Il problema è che non si sa dove porti questo ponte, perché si limita ad allungare il tempo visto che non siete stati in grado di dare una soluzione. Nessuno si aspettava un piano industriale dal Governo, ma uno straccio di strategia, sì. Tutti ci ricordiamo i proclami di Di Maio e dell'allora ministro Toninelli mentre erano dentro l' Air Force Renzi e dicevano che mai più avremmo assistito a un'assenza di strategia sui trasporti; mai più avremmo assistito a scelte di quel tipo. Purtroppo mai più abbiamo avuto occasione di sentir loro parlare al Governo di trasporti; mentre anche se assente, perché il banco è oggi vuoto, sicuramente la presenza di Renzi pesa come un macigno su questa maggioranza e anche su Alitalia per le responsabilità che quel Governo ha avuto. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,31) ( Segue BRIZIARELLI). Ebbene, di fronte a tutto questo, nulla è stato dato sapere: non è stata detta una parola non solo in Assemblea, ma nemmeno in Commissione. In 10 a Commissione al collega Ripamonti che chiedeva l'audizione di Alitalia, nemmeno gli hanno dato ascolto e Alitalia in tale Commissione ancora non è stata vista. Per contro, ho avuto occasione di seguire tutte le audizioni in Commissione trasporti, ho rivisto oggi i video e ho qui con me la relazione. Collega Vono: audizioni tante, risposte poche, per non dire nessuna. E allora potete chiederci di astenerci dal voto sul decreto-legge, ma non di astenerci dal dire come stiano veramente le cose. Alcune cose sui tempi le ha dette, in un momento di onestà intellettuale, persino il relatore. Tutti sappiamo che i sei mesi previsti dal decreto-legge per la completa restituzione sono irrealistici. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dobbiamo dircelo. Cito il relatore: egli ha detto che si rende conto della contraddizione del provvedimento di cui stiamo discutendo, che ha come scadenza il prossimo mese di maggio. Tuttavia, vogliamo veramente lavorare e sappiamo che il tempo è limitato e ne occorre di più. Il resto l'ha detto anche il commissario. Non prendiamoci in giro. Ci si può chiedere di avere coraggio, ma noi dobbiamo avere coraggio; voi - dicevo alla collega Cirinnà - non avete coraggio. Siete senza vergogna nel negare l'evidenza delle cose. Abbiamo parlato quindi dei tempi. Non abbiamo avuto poi risposta sulla dicotomia presente nel Governo.