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Infine, in chiusura del nuovo titolo del codice di procedura civile dedicato all'azione di classe, l'articolo 840- sexiesdecies disciplina l'azione inibitoria collettiva, con la quale «chiunque abbia interesse» può chiedere al giudice di ordinare a imprese o enti gestori di servizi di pubblica utilità, la cessazione di un comportamento lesivo di un interesse giuridicamente rilevante imputabile a una pluralità di individui o enti. La disposizione, che supera l'azione inibitoria attualmente prevista dal codice del consumo (i cui articoli 139 e 140 vengono conseguentemente abrogati dall'articolo 6 del presente disegno di legge) incardina la competenza presso le sezioni specializzate per l'impresa. Il procedimento civile seguirà poi le forme ordinarie. Il giudice può ordinare alla parte soccombente la cessazione della condotta ovvero l'adozione delle misure più opportune per eliminare gli effetti della stessa. Inoltre, previa istanza di parte, il giudice può altresì ordinare il pagamento di una penale in caso di ritardo nell'adempimento della sentenza (in base all'articolo 614- bis del codice di procedura civile). L'articolo 2 del disegno di legge introduce il titolo V- bis nelle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, costituito dal solo articolo 196- bis dedicato all'azione di classe. La disposizione disciplina le comunicazioni effettuate a cura della cancelleria della sezione specializzata e gli avvisi in materia di azione di classe, nonché le attività che devono essere svolte dal portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia. In particolare, il portale dei servizi telematici gestiti dal Ministero della giustizia deve inviare all'indirizzo di posta elettronica, ordinaria o certificata, di ogni interessato – che ne ha fatto richiesta e si è registrato mediante apposita procedura – un avviso contenente le informazioni relative agli atti per i quali le disposizioni dell'articolo 1 prevedono le pubblicazioni. La richiesta può essere limitata alle azioni di classe relative a specifiche imprese o gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, anche prima della loro proposizione. L'articolo 3 modifica il testo unico in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, per applicare le norme penali ivi previste anche alle attestazioni false rese nell'ambito della procedura di adesione all'azione di classe. In particolare, la novella dell'articolo 76 del citato testo unico prevede che sarà sanzionato anche chi, nel presentare la domanda di adesione all'azione di classe, rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso. L'esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso. Le dichiarazioni sostitutive (rese ai sensi degli articoli 46 e 47 del predetto testo unico) e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell'articolo 4, comma 2, del testo unico medesimo, sono considerate come rese a pubblico ufficiale. L'articolo 4 contiene una norma di invarianza finanziaria, prevedendo che all'attuazione della legge le amministrazioni interessate provvedano nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 5 del disegno di legge prevede che la legge entri in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire al Ministero della giustizia di adeguare i sistemi informativi al compimento delle attività processuali richieste dal presente testo. Il comma 2 dell'articolo 5 contiene una norma transitoria per i procedimenti già in corso, ai quali continueranno ad applicarsi le disposizioni di cui agli articoli 139, 140 e 140- bis del codice del consumo, abrogati, invece, dal successivo articolo 6.. 1 (Introduzione del titolo VIII- bis del libro quarto del codice di procedura civile, in materia di azione di classe) 1 Dopo il titolo VIII del libro quarto del codice di procedura civile è aggiunto il seguente: «TITOLO VIII- bis . DELL' AZIONE DI CLASSE Art. 840- bis. (Ambito di applicazione) I diritti individuali omogenei sono tutelabili anche attraverso l'azione dì classe, secondo le disposizioni del presente titolo. A tale fine, un'associazione o un comitato che hanno come scopo la tutela dei predetti diritti o ciascun componente della classe possono agire nei confronti dell'autore delle condotte lesive per l'accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni. L'azione di classe può essere esperita nei confronti di imprese ovvero nei confronti di enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, relativamente a fatti cagionati nello svolgimento delle loro rispettive attività. Sono fatte salve le disposizioni in materia di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. In ogni caso, resta fermo il diritto all'azione individuale, salvo quanto previsto all'articolo 840- undecies, ottavo comma. Non è ammesso l'intervento dei terzi ai sensi dell'articolo 105. Nel caso in cui, a seguito di accordi transattivi o conciliativi intercorsi tra le parti, vengano a mancare in tutto le parti attrici, il tribunale assegna agli aderenti un termine, non inferiore a quarantacinque giorni e non superiore a novanta giorni, per la prosecuzione della causa, che deve avvenire con la costituzione in giudizio di almeno uno degli aderenti mediante il ministero di un difensore. Nel caso in cui, decorso inutilmente il termine di cui al primo periodo, non avvenga la prosecuzione del procedimento, il tribunale ne dichiara l'estinzione. A seguito dell'estinzione, resta comunque salvo il diritto all'azione individuale dei soggetti aderenti oppure l'avvio di una nuova azione di classe. Art. 840- ter. (Forma e ammissibilità della domanda) La domanda per l'azione di classe si propone con atto di citazione davanti alla sezione specializzata in materia di impresa. L'atto di citazione è notificato anche all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale adito, il quale può intervenire limitatamente al giudizio di ammissibilità. L'atto di citazione è pubblicato, a cura della cancelleria ed entro quindici giorni dall'iscrizione a ruolo della causa, nell'area pubblica del portale dei servizi telematici gestito dal Ministero della giustizia, in modo da assicurare l'agevole reperibilità delle informazioni in esso contenute. Entro il termine di trenta giorni dalla prima udienza il tribunale decide con ordinanza sull'ammissibilità della domanda. La domanda è dichiarata inammissibile: a) quando è manifestamente infondata; b) quando il tribunale non ravvisa omogeneità dei diritti individuali tutelabili ai sensi dell'articolo 840- bis ; c) quando l'attore versa in stato di conflitto di interessi nei confronti del convenuto; d) quando l'associazione o il comitato non sono adeguatamente rappresentativi degli interessi fatti valere in giudizio. L'ordinanza che decide sull'ammissibilità è pubblicata, a cura della cancelleria, nell'area pubblica del portale telematico di cui al secondo comma, entro quindici giorni dalla pronuncia.