[ddlpres]

3 La durata del contratto stipulato con gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale sociale è pari a quattro anni con rinnovo a seguire, per periodi di uguale durata, subordinato al solo possesso del requisito del reddito calcolato con le modalità indicate al comma 2. Nei casi in cui l'alloggio sia posto in vendita, trascorso il periodo della locazione fissato nella convenzione stipulata tra comune ed operatore, l'assegnatario può esercitare il diritto di prelazione all'acquisto e comunque il rilascio dell'alloggio avviene solo al termine del quadriennio in corso. 10 (Operatori e soggetti gestori) 1 L'edilizia residenziale sociale può essere realizzata da istituti ex IACP o comunque denominati, imprese e cooperative anche a proprietà indivisa, di seguito denominati « operatori ». Qualora l'immobile su cui realizzare gli interventi sia di proprietà comunale, la destinazione alla locazione deve avere carattere permanente e l'area di riferimento è ceduta in diritto di superficie per un periodo di novantanove anni rinnovabile. In tutti i casi, gli interventi di edilizia residenziale sociale sono preliminarmente oggetto di convenzione tra comune e operatore in cui risulti, quale allegato facente parte integrante dell'atto, il piano finanziario con evidenziati, da parte dell'operatore stesso e con esplicito riconoscimento del comune: i costi di intervento, comprese le sistemazioni esterne; le agevolazioni ricevute, finanziarie o di altro tipo; i canoni di locazione praticati e le modalità di aggiornamento nel tempo; la durata della permanenza dell'alloggio nel mercato delle locazioni; il prezzo di vendita nel caso sia prevista tale possibilità. 2 Gli operatori interessati a realizzare edilizia residenziale sociale presentano specifica richiesta al comune segnalando la propria disponibilità e le condizioni generali che intendono garantire per l'attuazione degli interventi. Dette richieste, unitamente alle relative documentazioni, sono raccolte in un apposito elenco consultabile da chiunque abbia interesse. Ultimati i lavori, gli alloggi possono essere gestiti direttamente dall'operatore o conferiti, previo assenso del comune entro sessanta giorni dalla richiesta, trascorsi i quali il parere si intende reso favorevole, a un soggetto gestore che si obbliga al rispetto delle condizioni e degli oneri stabiliti in convenzione. 11 (Caratteristiche tecniche degli edifici e delle abitazioni) 1 A meno di motivate ragioni, maggiormente giustificabili per gli interventi di recupero, la superficie utile degli alloggi di edilizia residenziale sociale deve risultare compresa tra 45 e 75 metri quadrati, escluse le pertinenze, con possibili deroghe per gli edifici esistenti. La progettazione degli edifici e degli alloggi deve utilizzare materiali e tecniche costruttive tali da assicurare il risparmio energetico, l'efficienza ambientale e i requisiti di qualità. Gli interventi devono essere realizzati nel rispetto di quanto previsto dalla normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia. Analoghe caratteristiche devono essere previste per le sistemazioni esterne. IV MISURE DI SOSTEGNO ALL'AFFITTO E DISPOSIZIONI FINANZIARIE 12 (Fondo sostegno agli affitti) 1 Al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito dall'articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, è assegnata una dotazione di 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023. 2 La legge di bilancio definisce, annualmente, le eventuali maggiori risorse da destinare al Fondo di cui al comma 1. 13 (Agevolazioni fiscali per il sostegno al mercato delle locazioni) 1 Le agevolazioni di cui all'articolo 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e all'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, si applicano ai contratti di locazione stipulati per gli immobili ubicati in tutti i comuni del territorio nazionale. 14 (Detrazione per i canoni di locazione) 1 All'articolo 16 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i commi 01, 1 e 1 -bis sono sostituiti dai seguenti: « 01. Ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e a coloro che sono residenti in alloggi a proprietà indivisa spetta una detrazione complessivamente pari a: a) euro 600, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71; b) euro 300, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41. 1. Ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi, stipulati o rinnovati a norma degli articoli 2, comma 3, e 4, commi 2 e 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, spetta una detrazione complessivamente pari a: a) euro 900, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71; b) euro 450, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41. 1-bis . Ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione e che siano titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione, spetta una detrazione, per i primi tre anni complessivamente pari a: a) euro 1.136,20, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71; b) euro 650,73, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41 ». 15 (Copertura finanziaria) 1 Ai maggiori oneri di cui alla presente legge, pari a 600 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede a valere sulle maggiori risorse derivanti da interventi di razionalizzazione e revisione della spesa pubblica. A tal fine, entro il 30 marzo 2023, sono adottati provvedimenti regolamentari e amministrativi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica tali da assicurare minori spese per 600 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023. 2 Qualora le misure di cui al comma 1 non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli ivi previsti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro 28 febbraio 2023, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzione della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti, tali da assicurare maggiori entrate pari agli importi di cui al comma 1, ferma restando la necessaria tutela, prevista dalla Costituzione, dei contribuenti più deboli, della famiglia e della salute, identificando un limite di reddito sotto il quale non si applica la riduzione delle spese fiscali.