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«Ragusa: branco di minorenni picchia ventenne in strada: urlavano "Sei un frocio"». «Roma: giovane lesbica rifiutata al colloquio di lavoro. "A noi servono donne, non maschi mancati"». «Cagliari: bulli aggrediscono diciassettenne omosessuale e la sua amica; il video choc su Facebook». «Gay picchiato dal branco a Tiburtina. "Ecco come trattiamo quelli come te a Roma"». Potrei andare avanti. Questi sono casi di cronaca, Presidente, del 2019, quando io depositai il mio disegno di legge in materia di contrasto al fenomeno dell'omotransfobia. Allora non se ne parlava, oggi per fortuna se ne parla, ma questi casi sono sempre successi e purtroppo continueranno a succedere, a meno che non si decida di fare qualcosa. I Paesi europei in cui esiste già da anni una legge di contrasto all'omolesbobitransfobia sono praticamente tutti. Li cito in ordine alfabetico assieme alla data di approvazione della legge in questione: Austria 2004, Belgio 2003, Cipro 2004, Danimarca 1987, Finlandia 1995, Francia 2004, Germania 1992, Grecia 2005, Irlanda 1993, Islanda, Lussemburgo e Norvegia 1981, Olanda 1991, Romania 2002, Spagna 2003, Svizzera 1999. In Svezia il reato di incitamento all'odio contro le persone LGBT è stato inserito in Costituzione nel 2002 e non è cascato il mondo e la Svezia esiste ancora. Infine, nel Regno Unito esiste una legge di contrasto all'omolesbobitransfobia dal 2005. Questa legge in Italia ha avuto una gestazione lunghissima: tredici anni fa è stato fatto il primo tentativo di approvazione; poi c'è stato il grande lavoro di concertazione bicamerale messo su da Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico. Oggi Lega e Forza Italia annunciano improvvisamente che presenteranno un loro disegno di legge alternativo a quello già approvato a larga maggioranza alla Camera, dimostrando scarsa sensibilità democratica e scarso rispetto delle istituzioni, perché vogliono bypassare un testo di legge già approvato alla Camera, spericolata volontà di improvvisazione e strumentalità. Si tratta di tecniche dilatorie. Se questo tema gli fosse veramente interessato, avrebbero avuto tre anni per legiferare in materia e non c'è alcun disegno di legge di queste forze politiche. Sono ventisette anni che l'Italia aspetta questo disegno di legge. Ora basta prese in giro. (Applausi) . Se si intende continuare così, il MoVimento 5 Stelle ha già raggiunto più del numero sufficiente ad attivare l'articolo 77 e a chiedere la calendarizzazione direttamente in Aula. Fissiamo un termine per l'Aula e dimostriamo che la nostra volontà di approvare la legge Zan contro omofobia, misoginia e abilismo è reale. (Applausi) . GRANATO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, è difficile accettare che anche lo Stato, che avrebbe dovuto essere uno dei pochi presidi di legalità in una Calabria abbandonata da tutti, invece nel caso delle scuole si sottragga in modo vile al proprio ruolo e alla propria funzione. Al degrado economico e produttivo del territorio si è aggiunto il fatto che la scuola facilmente sia diventata la passerella più a buon mercato per politici spregiudicati che hanno abusato e abusano del proprio ruolo istituzionale. Dal presidente facente funzioni Spirlì, che ha inaugurato la stagione delle chiusure delle scuole di ogni ordine e grado anche in zona giallo-arancione, al sindaco Alecci, arrivato a far chiudere per un giorno la classe della scuola dell'infanzia frequentata dal bambino autistico di Soverato cui la dirigente scolastica aveva rifiutato l'affiancamento in classe da parte del terapista Abba pagato dalla famiglia, ormai è diventata una prassi per gli amministratori calabresi fare prove di forza con la scuola, nella totale inerzia del Ministero. La situazione esplosiva dipende anche dagli uffici periferici del Ministero. Dopo il caso dell'arresto del dirigente dell'ufficio territoriale di Catanzaro, la sospensione della direttrice dell'ufficio scolastico regionale, si va a ripescare, per collocarlo nell'ufficio scolastico di Catanzaro, un dirigente plurisanzionato proveniente dall'ambito provinciale di Cosenza, il dottor Luciano Greco, mentre l'ambito territoriale di Cosenza rimane ancora una volta sprovvisto di dirigente. Questa situazione è indicativa del trattamento riservato alla Calabria dal Ministero: siamo considerati meno di zero. Ma non finisce qui. Ho presentato ormai da oltre un anno un'interrogazione rimasta rigorosamente senza risposta sull'operato di una dirigente scolastica di un istituto professionale di Lamezia Terme, la quale dal 2018 ad oggi avrebbe compiuto diversi atti illeciti: ha certamente cambiato il docente di diritto a ben otto classi nel mese di maggio 2018; avrebbe dirottato l'iscrizione al terzo anno degli studenti dall'indirizzo commerciale a quello alberghiero senza previa acquisizione del loro consenso; avrebbe lasciato che il proprio collaboratore operasse con diverse sovrapposizioni di più classi nelle stesse ore, abbinandolo illecitamente per un complessivo settimanale inferiore alle diciotto dovute. Tutto ciò è stato segnalato invano: gli uffici del Ministero rimangono totalmente inerti; nessuno risponde alle interrogazioni su questi fatti che mettono a nudo un sistema palesemente insostenibile. A cosa servono i dirigenti e i funzionari del Ministero se si limitano a mettere pezze o la polvere sotto al tappeto rispetto ad una gestione che è diventata un colabrodo? Personale ispettivo non pervenuto; si attendono invano i concorsi da oltre tre anni ormai. A un contesto così totalmente deregolamentato fanno da ridicolo contraltare le parole rassicuranti del Ministro. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questa volta possiamo sperare in un intervento concreto a favore delle infrastrutture necessarie per rivitalizzare la Sardegna centrale? Avremo il coraggio di invertire una tendenza che diversamente porterà le zone interne ad un irreversibile declino? È recente la presentazione al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili delle schede recovery fund per la Regione Sardegna, ad opera dell'Assessorato ai trasporti che - come tutti noi - spera in un attento e risolutivo intervento. Il primo riguarda la rete ferroviaria Nuoro-Macomer, che ha tutti i requisiti previsti: la tempistica di quattro anni e mezzo, gli oneri finanziari di 114 milioni di euro e l'impegno della Regione Sardegna a cedere la linea ferroviaria alla Rete ferroviaria italiana. Nuoro è l'unico capoluogo di provincia nazionale a non essere attraversato da un sistema ferroviario nazionale. A oggi l'accessibilità al capoluogo è garantita da soli mezzi su strada. Dalla linea nazionale vengono completamente esclusi tutta l'area vasta del centro Sardegna e l'intero versante della Sardegna orientale, ambiti che nei decenni scorsi hanno sofferto tantissimo per queste limitazioni.