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Non è ammissibile, però, che oggi, nel momento in cui tutti noi diciamo a gran voce che questa drammatica situazione può trasformarsi in una grande occasione di rinnovamento, di cambiamento e di riforme per il nostro Paese, venga negata non l'opportunità, ma la necessità di un confronto con il Paese nella sua interezza. Sbaglia chi si sottrae a questo confronto, chi rinuncia a dare, in una fase come questa, il proprio contributo, anche in dissonanza con le linee della maggioranza e del Governo stesso. Io, ad esempio, sono tra quelli che in fondo hanno apprezzato le posizioni anche rigide di un Presidente di una categoria importante, quella degli industriali italiani, che però viene e presenta le proprie idee, sulle quali noi legittimamente possiamo non essere d'accordo, ma è giusto ascoltarle, capire i contributi di ognuno. Questo avrebbero dovuto fare le forze di opposizione, che sappiamo hanno sensibilità diverse, ma ci dispiace che prevalgano quelle che mirano a fare clamore, a fare notizia e rinunciano a dare un contributo fattivo per il futuro del nostro Paese, signor Presidente. (Applausi) . Dopodiché, noi vogliamo un Governo forte, che vada a testa alta, com'è stato in questi mesi, nei consessi in cui si decide il futuro del nostro continente. Come dicevo, abbiamo ottenuto molto. Dalle autorità europee tutte, così contestate - quelle che qualcuno voleva abolire e non considerava come partner per il futuro - abbiamo avuto segnali chiarissimi. Pensiamo a quanto sta facendo la BCE e al supporto che ci sta dando. Dove saremmo oggi, se la BCE non avesse preso certe decisioni per aiutare i nostri tassi, per acquistare i nostri titoli? Dove saremmo oggi? Quanto pagheremmo di più ogni anno in interessi per emettere i nostri titoli? Dove sarebbe il nostro debito pubblico? Quali sarebbero le prospettive rispetto ai nostri lavoratori, alle difficoltà, ai cassaintegrati? Penso al progetto SURE e a tanti altri progetti sui quali stiamo costruendo il futuro. Signor Presidente del Consiglio, voglio fare però un appello a lei, sul fronte interno e su quello internazionale. Sul fronte interno, le chiediamo di fare un grandissimo sforzo per allinearsi nei linguaggi e nei modi con i nostri Comuni, con le nostre Regioni, con le nostre imprese, con i nostri sindacati, presentando proposte semplici, complete, chiare, che si possano immediatamente mettere in campo in tempi rapidissimi e che parlino lo stesso linguaggio dell'Europa. Le chiediamo poi di fare in Europa la stessa cosa: creare meccanismi di semplificazione, per cui la nostra progettualità, quella che noi tutti stiamo mettendo in campo insieme a lei, possa essere immediatamente effettiva nell'interesse del nostro Paese. Signor Presidente, autorevoli rappresentati del Governo, il Partito Democratico farà la sua parte, all'interno del Governo, nelle aule parlamentari e nel Paese. Un ultimo appello per tutte le forze politiche è a un maggiore senso di responsabilità, di attaccamento al nostro Paese. Infine, un ultimo appello è a lei, signor Presidente del Consiglio: tenete alto l'interesse dell'Italia, lo sta facendo bene. Oggi c'è la scommessa più grande per il nostro futuro e per le future generazioni. (Applausi) . PRESIDENTE.È iscritta a parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente del Consiglio, signori rappresentanti del Governo, colleghi, noi non ci siamo mai sottratti a un appello ben fatto. Ricordo però al collega Capogruppo del Partito Democratico che, come dicono gli americani, bisogna essere in due per ballare il tango. (Applausi) . Ma, quando una mano viene tesa e purtroppo non viene raccolta dall'altra parte, è molto difficile stabilire un principio di collaborazione. A proposito di principi, signor Presidente del Consiglio, siamo molto lieti di vederla qui in Parlamento, un Parlamento con il quale lei ha un rapporto un po' transumante, ci passa attraverso, un po' come in una stazione di posta, come si faceva una volta con le carrozze che cambiavano i cavalli. (Applausi) . Ha presente? Viene qui, ascolta, non ascolta, non decide, non ci fa decidere, non ci fa votare. (Applausi) . Bisogna avere il coraggio di far esprimere il Parlamento, signor Presidente del Consiglio e la prego - sta molto bene anche senza mascherina - non creda che noi non si abbia uso di Europa e che possiamo veramente farle passare la bufala che esiste un Consiglio dell'Unione europea informale. (Applausi) . Non esistono i Consigli dell'Unione europea informali, signor Presidente del Consiglio. Esistono i Consigli dell'Unione europea interlocutori, multistep , fasici, per il raggiungimento di un risultato attraverso diversi percorsi procedurali. Ma la formalità o l'informalità di un Consiglio dell'Unione europea è il velo di Maya dietro cui lei si nasconde, perché ha paura del voto del Parlamento. (Applausi). Diciamocelo molto chiaramente, perché sono troppi i dossier che dividerebbero la sua maggioranza: il MES (noi non abbiamo paura di pronunciare questo acronimo), Autostrade, Alitalia, l'ex Ilva, il fisco, la giustizia, il codice degli appalti, le infrastrutture. Questi sono tutti strumenti, barriere di galleggiamento che il Governo non riesce a superare. Ma sono anche la palude in cui sta affondando l'Italia. (Applausi). Signor Presidente del Consiglio, abbiamo bisogno di una guida autorevole (Applausi) , che sappia accettare e affrontare la sfida di questi momenti drammatici, che sia in grado di venire qui, senza paura, con coraggio, senza nascondersi dietro veli che vengono sempre squarciati in quest'Assemblea dal principio di realtà e di verità. (Applausi). Abbiamo bisogno che lei chieda a questo Parlamento un mandato alto, chiaro, forte, di popolo e di Paese, per andare veramente carico, pieno di energia democratica, a negoziare per l'Italia in Europa. Invece lei, signor Presidente del Consiglio, non riesce a uscire dal suo format . Noi abbiamo visto comitati, task force , conferenze stampa. La prego, mi guardi, signor Presidente del Consiglio, io sto parlando con lei. (Applausi. Commenti) . Lei ascolta anche senza guardare, come fanno gli studenti quando gli insegnanti li riprendono? Stava ascoltando anche se non guardava? Va bene. (Applausi) . Noi capiamo che lei, per prendere tempo, abbia bisogno di chiamare gli Stati generali delle chiacchiere, aggirandosi per i blindatissimi giardini all'italiana del Casino del Bel Respiro di Villa Doria Pamphilj, invitando passerelle di VIP, di sigle, siglette e siglone, mentre il mondo reale fuori soffre (Applausi), mentre le categorie produttive le lanciano dei richiami disperati; ma non quelli che vengono da lei. Le saracinesche che si chiudono per non risollevarsi più sono dei pezzi delle nostre città e della nostra economia che muoiono per sempre. Lei si ricorda?