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Con i provvedimenti in questione s'intende quindi delineare le basi per un partenariato rafforzato ad ampio spettro, spaziando dal regolare dialogo politico alle relazioni commerciali, agli investimenti e alla promozione della cooperazione. Lo scopo principale è sviluppare e stabilire soluzioni comuni alle sfide globali. In particolare, con il testo che oggi chiediamo di ratificare si consolidano tre pilastri della collaborazione con l'Australia, ossia la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza di interesse comune, anche nell'ambito di armi di distruzione di massa, leggere e di piccolo calibro, lotta al terrorismo, promozione della pace e della sicurezza internazionale; la cooperazione economica e commerciale, volta a facilitare gli scambi e i flussi di investimenti bilaterali, la soluzione di questioni economiche e commerciali settoriali, la riduzione degli ostacoli tecnici al commercio ed all'accesso agli appalti pubblici; la cooperazione settoriale, relativa a ricerca e innovazione, istruzione e cultura, migrazione, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata e informatica, cooperazione giudiziaria e tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Si tratta di questioni centrali tanto per le politiche del nostro Paese, quanto per quelle globali. È a mio avviso importante che venga stabilito di cooperare contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa. È un obiettivo concreto, che si intende perseguire mediante l'adozione delle misure necessarie per firmare, ratificare, attuare integralmente e promuovere tutti gli strumenti internazionali pertinenti, l'estensione dei controlli nazionali abitualmente imposti all'esportazione anche al transito dei beni collegati alle armi di distruzione di massa, verificando l'impiego finale delle tecnologie e prevedendo sanzioni in caso di violazione dei controlli, la promozione dell'attuazione di tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la cooperazione nei consessi multilaterali e nei regimi di controllo delle esportazioni per promuovere - finalmente, viene da dire - la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, la collaborazione e il coordinamento di attività di sensibilizzazione in materia di sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare, sicurezza, non proliferazione e sanzioni, la condivisione di informazioni pertinenti, altro aspetto importante, perché sappiamo quanto conta la condivisione delle informazioni per il contrasto all'illecito. Importante e preziosa è senza dubbio anche l'attenzione riservata al contrasto criminale globale. Al Titolo V dell'Accordo, le parti assicurano la cooperazione tra le rispettive autorità, agenzie e servizi di contrasto alla criminalità transnazionale, attraverso forme di assistenza alle indagini investigative, corsi di formazione e addestramento di operatori. Si tratta di un passo in avanti decisivo per la lotta al crimine organizzato, che, come appare sempre più evidente anche dalle relazioni della Commissione antimafia, diventa ogni giorno più internazionale e senza confini. L'Accordo contempla inoltre l'istituzione di un Comitato misto per agevolare lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra le Parti. Questa ratifica consente di operare al meglio sul piano sia commerciale sia delle libertà e del contrasto al crimine. Per questo, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Giacobbe sul disegno di legge n. 1136 L'Accordo è volto a delineare le basi per un partenariato rafforzato per facilitare e promuovere la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza internazionale e quella economica e commerciale e in specifici ambiti settoriali, al fine di sviluppare soluzioni per rispondere alle sfide mondiali e regionali. Il testo, nello specifico, amplia la portata del partenariato quadro attualmente vigente, sottoscritto dalle parti nel 2008, a forme di cooperazione anche in settori strategici quali l'ambiente, l'energia, la salute, l'istruzione, la cultura, il lavoro, la gestione delle catastrofi, la pesca, i trasporti, la cooperazione giuridica, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e il contrasto al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla corruzione. Una parte dell'Accordo è dedicata al dialogo politico e alla cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza. Viene stabilito l'impegno a rafforzare un dialogo politico regolare quale strumento per promuovere lo sviluppo delle relazioni bilaterali ed è previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto. Ulteriori disposizioni riguardano la partecipazione dell'Australia alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, l'impegno contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro e il terrorismo, nonché la cooperazione bilaterale per promuovere la Corte penale internazionale e quella nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali, oltre che per la sicurezza internazionale e del ciberspazio. L'Accordo esplicita altresì l'impegno delle parti a favorire lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e a collaborare anche nell'ambito degli aiuti umanitari, adoperandosi per offrire risposte coordinate alle emergenze. Con riferimento alla cooperazione in materia economica e commerciale, si sancisce l'impegno delle parti a stabilire le condizioni necessarie per incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti, nonché a collaborare con l'organizzazione mondiale del commercio per la promozione di una maggiore liberalizzazione degli scambi. Viene inoltre prevista la promozione di un contesto stabile e favorevole agli investimenti bilaterali e viene stabilito un impegno reciproco per favorire procedure di appalto aperte e trasparenti. Ulteriori norme riguardano la collaborazione reciproca per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi, la materia delle dogane, la cooperazione sulle questioni sanitarie e fitosanitarie, i diritti e gli obblighi inerenti alla proprietà intellettuale, alla condivisione delle informazioni sulle rispettive politiche in materia concorrenza, allo scambio di servizi, al buon governo nel settore della fiscalità, alla trasparenza in ambito commerciale, alla promozione del commercio e dello sviluppo sostenibile, alla cooperazione tra imprese e al dialogo nell'ambito della società civile. Ulteriori titoli riguardano giustizia, libertà e sicurezza e, rispettivamente, la cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'informazione e nel settore dell'istruzione e della cultura. Vorrei sottolineare in particolare la cooperazione nel settore della ricerca e la facilitazione dell'interscambio economico fra Italia ed Australia. In Australia vive oltre un milione di persone di origine italiana (fra cui me stesso) e siamo oltre il 4 per cento della popolazione totale. L'Australia è destinataria di un grande flusso di beni e servizi made in Italy e moltissime sono le aziende italiane che vi hanno investito in progetti di infrastruttura ed altre attività economiche. Abbiamo bisogno di maggiore cooperazione fra i due Paesi. Il potenziale è enorme e sono certo produrrà nuovi, importanti progetti collaborativi di ricerca e l'avvio di nuove attività, anche sotto forma di partenariato e joint venture , una strada agevolata per accedere ai mercati con cui l'Australia ha rapporti privilegiati, nella zona del Pacifico e del Sud Est Asiatico.