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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 58 VALLARDI La seduta inizia alle ore 15,25. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente VALLARDI comunica che il senatore Taricco, a nome del proprio Gruppo, ha fatto richiesta di pubblicità dei lavori della seduta odierna. Tale richiesta è stata trasmessa alla Presidenza del Senato, che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, ha comunque già preventivamente espresso il proprio assenso. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. AFFARI ASSEGNATI Affare sulle problematiche riguardanti aspetti di mercato e tossicologici della filiera del grano duro Doc n. 215 Problematiche riguardanti aspetti di mercato e tossicologici della filiera del grano duro (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Il relatore MOLLAME ( M5S ) illustra l'affare in titolo, ricordando che il grano duro (nome scientifico: Triticum durum ) è la principale varietà di cereale utilizzata per la produzione della pasta italiana, a sua volta uno dei simboli per eccellenza del Made in Italy e una delle più importanti voci delle esportazioni agroalimentari italiane all'estero. Evidenzia come, da alcuni anni, il mercato di questo cereale stia conoscendo un andamento anomalo: nonostante la domanda del prodotto finito, la pasta, si mantenga sempre elevata sia sul mercato interno che su quello internazionale, la domanda interna della materia prima, ossia il grano duro nelle sue diverse varietà, è in forte calo, il che incide negativamente anche sui prezzi, che sono scesi a livelli ormai non più remunerativi per gli agricoltori, determinando una notevole crisi del comparto. Nel contempo sembra aumentare l'importazione di grano duro dall'estero, spesso di qualità inferiore a quello nazionale e con vari problemi di natura tossicologica, dato il più ampio impiego di pesticidi che molti Paesi esportatori consentono, rispetto alle norme molto più restrittive adottate dall'Italia. Evidenzia che le ultime rilevazioni dell'ISMEA (pur tenendo conto che i dati per alcuni mercati sono ancora incompleti) mostrano che i prezzi del grano duro fino nazionale al Sud (dove si trovano le principali piazze di scambio) sono estremamente variabili tra loro e, a parte la tendenza comune alla stabilità, non sembrano rispondere ad una logica precisa: ad esempio nella seduta del 25 giugno 2019 per i prezzi all'origine si va dai 195,00-200,00 euro a tonnellata di Palermo e Catania, ai 255,00-258,00 euro a tonnellata di Napoli. A ciò si aggiungono le quotazioni della borsa merci di Foggia (ISMEA non effettua rilevazioni ufficiali su tale piazza dal 20 marzo 2019), che il 26 giugno 2019 hanno registrato all'ingrosso 235,00-240,00 euro per tonnellata, un aumento di ben 10 euro a tonnellata rispetto alla seduta del 19 giugno (e un andamento analogo si rileva per il prodotto biologico), mentre le prime stime dei prezzi all'origine nelle campagne della stessa provincia di Foggia indicano il 25 giugno una diminuzione dei valori pagati agli agricoltori di circa 20 euro rispetto alla settimana precedente. La necessità di rivedere i meccanismi di governance del settore è emersa anche nella recente riunione, tenutasi lo scorso 28 giugno presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, del Tavolo grano-pasta. Nell'incontro, al quale hanno preso parte anche i rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, delle principali organizzazioni di categoria e della grande distribuzione-distribuzione organizzata, il MIPAAFT ha illustrato le misure che intende mettere in campo per il settore attraverso un Piano strategico di filiera italiana grano-pasta. In primo luogo si è garantito lo stanziamento 10 milioni di euro da parte del Ministero per il finanziamento dell'aiuto ai produttori di grano per la campagna di raccolto 2019. Si è poi stabilito di avviare un progetto di ammodernamento strutturale dei siti di stoccaggio (da sempre uno dei problemi principali del settore), in relazione ai contratti di filiera. Per quanto riguarda i prezzi, è previsto l'avvio di una Commissione sperimentale nazionale per il prezzo trasparente del grano duro, sul modello delle CUN (Commissioni uniche nazionali) già attivate in altri settori. Infine, si intende rilanciare la promozione della pasta italiana sul mercato interno e internazionale, attraverso uno stanziamento ad hoc di 1 milione di euro. Al fine di definire i vari interventi, saranno presto insediati quattro gruppi tecnici operativi. Alla luce degli sviluppi in corso, ritiene quindi opportuno che la Commissione agricoltura approfondisca tali questioni, attraverso l'interlocuzione con i principali attori della filiera, anche al fine di adottare un eventuale atto di indirizzo al Governo, per indicare possibili soluzioni e accompagnare in tal modo, per quanto di sua competenza, le iniziative concrete che si stanno già avviando per il settore. Si apre il dibattito. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) chiede al sottosegretario Manzato ulteriori notizie sul lavoro del Tavolo grano-pasta richiamato dal relatore. Il sottosegretario MANZATO precisa che il Tavolo si è appena insediato e che la sua attività deve ancora entrare a regime. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di affrontare un problema di carattere generale che riguarda non solo il grano e gli altri seminativi, ma tutti i prodotti agricoli italiani qualificabili come commodities , che spuntano prezzi troppo bassi sul mercato interno e internazionale. Per questi prodotti, però, l'Italia non può competere con gli altri Paesi sul fronte della quantità, ma deve necessariamente puntare sulla qualità, che è molto alta, ma va valorizzata. Per fare questo, come già preannunciato in un'altra occasione, il Governo intende contribuire a ridisegnare tutte le filiere produttive, in modo da trasformare tutti i prodotti da commodities in specialties . Ciò comporta anzitutto rivedere i meccanismi di funzionamento delle filiere, non solo attraverso aiuti ad hoc di tipo statale o regionale (ad esempio attraverso le risorse dei PSR), ma anche mediante una contrattualistica che leghi tutti gli attori della filiera dalla produzione alla distribuzione e consenta a ciascuno di ottenere prezzi univoci e finalmente remunerativi. Si tratta di un modello sperimentato con successo già da altri Paesi dell'Unione europea: tutto il sistema agroalimentare italiano deve andare in tale direzione, investendo sempre di più sui prodotti di qualità, che non devono essere solo i marchi di eccellenza come le produzioni IGP, DOP, DOC e così via, ma anche i prodotti di base. In tal modo sarà possibile assicurare prezzi remunerativi anche ai piccoli produttori e soddisfare la domanda del mercato per i prodotti di qualità, che è molto alta, in Italia e all'estero. Si dichiara infine disponibile a riferire più ampiamente sul tema alla Commissione in altra occasione, auspicando una collaborazione costante tra Parlamento e Governo.