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Così, grazie alla collaborazione tra l'assessorato al welfare del Comune di Bari, il Policlinico del capoluogo pugliese, l'Associazione nazionale magistrati, la cooperativa sociale C.R.I.S.I. e altre associazioni importanti, si è riusciti finalmente a dare un luogo definito e concreto a tutte quelle donne vittime di violenza sessuale e psicologica. Il Binario rosa dà supporto e assistenza a quelle donne, tramite l'apertura di un canale preferenziale nella refertazione e nella visita e garantisce cura e attenzione, grazie al coinvolgimento e alla concertazione di tante figure professionali: magistrati, assistenti sociali, medici, psicologi e psichiatri, specifici reparti delle Forze dell'ordine, preparati ad affrontare e gestire casi di violenza in maniera organizzata e coordinata, in virtù di un protocollo operativo comune che permette loro di intervenire tempestivamente. Il prossimo settembre la "Stanza Rosa", quale spazio centrale di percorso, sarà intitolata proprio ad Anna Costanzo, alla memoria di una donna che vedeva la vita a colori perché voleva viverla a colori. La bellissima iniziativa, mossa dai suoi cari e sostenuta anche dall'associazione Giraffa Onlus, sarà utile a mantenere vivo il ricordo e a rimarcare anche il dramma di una violenza sempre attuale. Necessita da parte nostra una costante responsabilità, da realizzare in precise e specifiche scelte politiche. Non sono solo luoghi simbolici: sono luoghi che hanno un valore se c'è un quotidiano lavoro, prima, durante e sempre. In seno alla Commissione straordinaria per i diritti umani e alla Commissione d'inchiesta sul femminicidio, il tema è centrale e ovviamente la nostra maggiore responsabilità sarà quella di sensibilizzare le nostre comunità e le nuove generazioni, affinché le donne possano... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Senatrice, vi devo chiedere di rispettare i tempi, altrimenti poi mi trovo costretta a dover permettere ad ognuno di concludere l'intervento sforando ulteriormente. Non è una scortesia. Vorrei che passasse il messaggio che non vuole essere una scortesia. Ogni argomento è importante e, quindi, le chiedo di terminare per lasciare la parola al collega che sta aspettando. Prego, senatrice Messina. MESSINA Assuntela (PD) . Concludo dicendo che manterremo sempre vigile e alto lo sguardo e salda la forza di segnali e di gesti in questa direzione. (Applausi dal Gruppo PD) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire in questa fase conclusiva dei lavori per sollecitare la risposta ad alcune mie interrogazioni, tra l'altro presentate da più di qualche mese. La prima è la 4-01548, presentata lo scorso 4 aprile e recante misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni italiani. La seconda è la 4-01614 del 29 aprile, relativa alla riqualificazione del carcere di Santo Stefano, ricadente nel Comune di Ventotene. Infine, l'ultima interrogazione è la 4-01711, presentata il 29 maggio, inerente al rischio di chiusura dei punti di primo intervento, così come disposto dal decreto Balduzzi n. 70 dell'anno 2015. TURCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TURCO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per denunciare l'ennesimo incidente mortale avvenuto nello stabilimento ILVA di Taranto. Un ragazzo di trentuno anni, Cosimo Massaro, mentre stava lavorando su una gru al quarto sporgente del porto, è caduto in mare e risulta disperso. Inoltre, nella stessa zona del porto, nel novembre 2012, è morto un altro operaio, Francesco Zaccaria. Poco più di un anno fa, nel maggio 2018, sullo stesso sporgente in concessione a ArcelorMittal si è verificato un altro incidente mortale. A perdere la vita, in quell'occasione, fu Angelo Fuggiano. Martedì 9 luglio sono arrivati, da parte della procura di Taranto, il sequestro e l'ordine di spegnimento dell'altoforno 2, dove nel giugno 2015 c'è stato un altro incidente mortale. Sull'altoforno 2 avrebbero dovuto essere effettuati dei lavori di adeguamento da parte degli ex commissari ILVA e dei gestori attuali, che non sono mai stati portati a termine. Da qui è scaturita la decisione del giudice di ordinare il suo spegnimento. Vorrei ricordare che era il 2012 quando il gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, contestando il reato di disastro ambientale, ha sequestrato l'intera area industriale. Da allora, è stata fatta una serie di decreti salva ILVA per consentire la continuità produttiva. In queste ore il Parlamento ha finalmente eliminato l'assurdo privilegio dell'immunità penale, della cui opportunità si continua a discutere. ArcelorMittal, a seguito di tale provvedimento, ha minacciato di lasciare la gestione dello stabilimento. L'auspicio è che il Governo e il Parlamento respingano con forza questa forma di ricatto e che, nella revisione in corso del piano ambientale, sia introdotta la prevenzione del danno sanitario. Ciò diventa ancora più necessario in virtù dei dati sconcertanti prodotti dagli inquinanti industriali sulla salute dei cittadini. L'ultimo rapporto di SENTIERI, recentemente presentato, ha attestato, tra l'altro, che nell'area di Taranto sono 600 i bambini nati con malformazione. Questi sono dati che un Paese civile non può accettare. La politica tutta, le parti sindacali e le istituzioni locali hanno una grande responsabilità su quanto sta accadendo a una comunità che soffre e piange i tanti morti da troppo tempo. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Minuto) . DRAGO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, come certamente è a tutti noto, la cronaca degli ultimi giorni ha dato ampio risalto, complici anche le sfavorevoli condizioni climatiche, al tema della gestione dei rifiuti in alcune delle maggiori città del nostro Paese. Desidero in particolare sottolineare la grave situazione in cui versa il Comune di Catania. Da molti mesi, ormai, la cittadinanza lamenta evidenti carenze nel servizio di spazzamento delle strade, il preoccupante aumento della quantità di rifiuti accatastati e non smaltiti e la mancata osservanza, da parte dell'impresa appaltatrice, degli impegni derivanti dal contratto sottoscritto con il Comune. In questo contesto un'ulteriore aggravante è rappresentata dal fatto che il Comune smaltisce, in regime di differenziata, poco più del 7 per cento dei propri rifiuti, un risultato ben al di sotto degli standard attuali, specie se si considera che l'utenza paga tariffe elevatissime. Alle lamentele della cittadinanza ha fatto seguito l'accorato appello di alcuni consiglieri comunali che, nelle sedi istituzionali, hanno rivolto ai competenti rappresentanti della Giunta comunale un fermo invito a intervenire, allo scopo di assicurare il regolare svolgimento del servizio di raccolta e smaltimento, a presidio non solo del decoro della città, ma anche, e soprattutto, per la tutela della salute pubblica.