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come si apprende dagli organi di informazione ("La Nuova Venezia", 10 marzo 2021), il direttore generale dell'azienda ULSS 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, pochi giorni prima della scadenza del proprio mandato ha sottoscritto un protocollo d'intesa con la struttura sanitaria privata convenzionata "Istituti Ospedalieri Bergamaschi Srl", facente parte del gruppo ospedaliero San Donato; tale protocollo d'intesa ha per oggetto la regolamentazione dell'assegnazione temporanea, ex art. 23- bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di personale medico facente parte dell' équipe dell'unità operativa complessa di ortopedia dell'ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia, dipendente dell'azienda a tempo pieno e indeterminato, per la fornitura di prestazioni chirurgiche nel campo ortopedico a favore di pazienti ricoverati presso il policlinico "San Pietro" (Ponte San Pietro, Bergamo) in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale, ad esclusione di quelli residenti in Veneto; a motivazione della stesura, nel protocollo si dichiara essere specifico interesse dell'azienda ULSS 3 agevolare gli interventi presso l'istituto lombardo "al fine di offrire i propri servizi a nuovi potenziali bacini di utenza a favore di questa Azienda con conseguenti significative ricadute anche in termini di aggiornamento professionale e di efficienza operativa del proprio personale nonché permettere un prezioso scambio di esperienze, che possono determinare l'apprendimento di tecniche mini-invasive e d'avanguardia"; come risulta dal protocollo, le prestazioni chirurgiche sono garantite dall' équipe dell'unità operativa complessa di ortopedia dell'ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia nell'ambito del proprio ordinario orario di lavoro; considerato che: il sindacato CGIL ha espresso forti perplessità sull'operazione, sia per l'opportunità di "prestare" professionalità ad aziende private in un periodo di straordinaria pressione per la sanità pubblica del Veneto, sia per la specificazione, poco chiara, che le prestazioni presso la struttura privata andrebbero effettuate dai medici "nell'orario ordinario di lavoro". Lo stesso sindacato ha manifestato inoltre il timore che ciò possa ridurre l'operatività di un importante servizio sanitario, penalizzando gli utenti del territorio veneto e veneziano ("La Nuova Venezia", 11 marzo); risulta che i tempi di attesa per le prestazioni chirurgiche ortopediche programmate sono di circa 2 mesi presso l'ospedale di Venezia e di 5-6 mesi presso quello di Mestre e Dolo-Mirano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere per dare corso alle necessarie verifiche. Atto n. 4-05464 AUGUSSORI Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 11 maggio 2021, Severino Serafini, Primo cittadino del Comune di Massalengo, in provincia di Lodi, è stato aggredito in Via Premoli davanti all'Ufficio postale, da un noto imprenditore di una famiglia siciliana, già segnalato nei registri penali per precedenti; a causare l'episodio sembrerebbe essere stato, nella fattispecie, un post di denuncia del sindaco sulla sua bacheca di "Facebook", in merito ad un'auto in evidente stato di degrado, di proprietà della figlia dell'aggressore, abbandonata per la strada e mai rimossa, nonostante i ripetuti solleciti del Comune; il fatto si pone in continuità rispetto alla situazione di degrado e di abusi, che si protrae da oltre un decennio, senza, però, che si sfociasse mai nella violenza, come nell'episodio riferito; l'aggressione non sembra aver cagionato lesioni gravi al Sindaco, il quale riferisce che l'episodio appare essere stato più un avvertimento che una vera e propria intenzione di arrecare danno. Infatti, il predetto non ha avuto necessità di cure mediche e si è presentato nella vicina stazione dei Carabinieri del Comune di Borghetto Lodigiano per denunciare il fatto; tuttavia, l'episodio si configura come un atto di estrema gravità che sposta ancora una volta l'attenzione sul delicato ruolo degli amministratori pubblici e delle istituzioni in generale, troppo spesso vituperate; è inaccettabile, che ancora oggi, possano esistere persone che preferiscono l'intimidazione fisica in luogo del dialogo e del confronto civile. L'accaduto segna, indiscutibilmente, una pagina davvero buia per il territorio del Lodigiano, e per tutta la Lombardia, una terra, che non è più disposta ad accettare simili offensive, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative urgenti intenda adottare nel contrasto e nella repressione di simili ed inaccettabili situazioni di abuso e violenza, in special modo, nei confronti di coloro che con spirito di servizio amministrano la cosa pubblica, perché sia ripristinata con evidente efficacia la legalità ed il senso civico. Atto n. 4-05465 DE VECCHIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la foce del Tevere è un ambiente cardine per gli equilibri naturali e quindi particolarmente fragile; i fenomeni di piena, le correnti del fiume Tevere e i movimenti del mare contribuiscono a trasportare presso la foce una quantità impressionante di rifiuti, che il fiume raccoglie durante tutto il suo lungo percorso e che deposita direttamente sulle sponde, le spiagge e le scogliere limitrofe; la situazione ambientale della foce del Tevere desta da anni profonde preoccupazioni per il disastroso stato in cui versa e trasforma un paesaggio unico e suggestivo in un ambiente di degrado e pericoli, che impone costosi e periodici interventi di pulizia a carico delle amministrazioni territorialmente competenti, con risultati limitati nel tempo; in caso di eventi naturali quali piene, alluvioni e mareggiate, i rifiuti depositati presso la foce possono venire trasportati a largo delle coste di Fiumicino e oltre le sponde del fiume stesso, mettendo in pericolo i delicati equilibri naturali del litorale romano e minandone le attività turistiche; alla problematica è stata data forte evidenza anche da un servizio della trasmissione televisiva "Striscia la Notizia" del 10 maggio 2021, che ha documentato le "condizioni devastanti e indecenti" in cui versa la foce del Tevere, invasa da rifiuti di ogni genere, quali serbatoi, elettrodomestici, pneumatici e plastica di ogni tipo e dimensione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti di cui in premessa e come intenda intervenire per tutelare nel breve e nel lungo termine l'ambiente naturale della foce del Tevere e delle limitrofe spiagge del litorale romano dal deposito di rifiuti raccolti e trasportati dal fiume, quale patrimonio naturale di biodiversità ed elemento cardine delle attività turistiche di un territorio strategico come quello del Comune di Fiumicino e di tutto il litorale romano. Atto n. 4-05466 SBROLLINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: