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Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il contrasto al consumo di suolo. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge affronta un tema di grande rilevanza, già oggetto di esame e di discussione nella scorsa legislatura. I principali obiettivi dai quali nasce l'intento del testo sono i seguenti: 1) realizzare una legge di princìpi, che possa essere agevolmente attuata dalle regioni, con un regime transitorio flessibile e al contempo efficace; 2) fermo l'obiettivo del saldo netto pari a zero nel 2050, avviare una riduzione progressiva del consumo di suolo declinata attraverso la progressiva perdita di capacità edificatoria dei suoli edificabili, se non edificati entro termini prestabiliti; 3) creare le condizioni per ipotizzare l'immediata inibizione della possibilità di incrementare previsioni che consentano consumo di suolo ulteriore rispetto a quello già programmato, consentendo così una gestione razionale della fase transitoria; 4) con la nuova normativa a regime, porre un limite temporale massimo per la destinazione edificatoria delle aree, attraverso progressive riduzioni della capacità edificatoria con il decorso del tempo; 5) realizzare misure di semplificazione procedurale e di incentivazione economica per il riuso e la rigenerazione urbana e al contempo incrementare il contributo per il permesso di costruire in caso di nuovo consumo di suolo. Non sono inoltre previsti meccanismi di rinvio a atti regolamentari né di delega governativa, al fine di rendere più semplice e immediatamente applicabile la disciplina, lasciando invece spazio a interventi legislativi delle regioni e prevedendo, al contempo, una disciplina immediatamente applicabile nelle more dell'intervento delle leggi regionali. Il testo proposto consta complessivamente di cinque articoli: princìpi (articolo 1) ; definizioni (articolo 2); limiti al consumo di suolo e disciplina transitoria (articolo 3); incentivi e procedure per riuso e rigenerazione urbana (articolo 4); disposizioni finali (articolo 5).. 1 (Finalità e ambito della legge) 1 La presente legge, in coerenza con gli articoli 9, 42, 44 e 117 della Costituzione, con la Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000, ratificata ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 14, e con gli articoli 11 e 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, detta princìpi fondamentali per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole, naturali e seminaturali, ai fini di promuovere e tutelare il paesaggio, l'ambiente e l'attività agricola, nonché di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi ecosistemici, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici, nonché della riduzione dei fenomeni che causano erosione, perdita di materia organica e di biodiversità. 2 Il riuso e la rigenerazione urbana, oltre alla limitazione del consumo di suolo, costituiscono princìpi fondamentali della materia del governo del territorio, nonché strategie di trasformazione che devono essere considerate prioritarie e preordinate. Fatte salve le previsioni di maggiore tutela delle aree inedificate introdotte dalla legislazione statale e regionale, il consumo di suolo è consentito esclusivamente nei casi in cui non esistono alternative consistenti nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse. Nell'ambito delle procedure di valutazione d'impatto ambientale, di valutazione ambientale strategica e di verifica di assoggettabilità delle opere pubbliche e di pubblica utilità diverse dalle infrastrutture e dagli insediamenti prioritari di cui alla parte V del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, l'obbligo della priorità del riuso e della rigenerazione urbana comporta la necessità di una valutazione delle alternative di localizzazione che non determinino consumo di suolo. Per le opere pubbliche non soggette alle procedure di valutazione d'impatto ambientale, di valutazione ambientale strategica e di verifica di assoggettabilità, la medesima valutazione delle alternative deve risultare dall'atto di approvazione della progettazione definitiva degli interventi. 3 Al fine della verifica dell'insussistenza di alternative consistenti nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse di cui al comma 2, le regioni e le province autonome orientano l'iniziativa dei comuni, disciplinando le modalità attraverso le quali gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale specificano e motivano puntualmente l'eventuale necessità di consumo di suolo. 4 La pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica si adegua alle norme di cui alla presente legge, privilegiando il riuso e la rigenerazione urbana nonché l'utilizzo agroforestale dei suoli agricoli abbandonati e la conservazione delle condizioni di naturalità o seminaturalità dei suoli, ai fini del contenimento del consumo di suolo, fatte salve le previsioni di maggiore tutela in essa contenute. 5 Le politiche di sviluppo territoriale nazionali e regionali favoriscono la destinazione agricola e l'esercizio di pratiche agricole e perseguono la tutela e la valorizzazione dell'attività agricola attraverso la riduzione del consumo di suolo. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, si intende: a per « consumo di suolo »: l'incremento della copertura artificiale del suolo con la distinzione fra il consumo di suolo permanente, relativo in particolare a fabbricati e a sedi di infrastrutture viarie asfaltate e ferrate, e il consumo di suolo reversibile, relativo in particolare a cantieri o ad aree estrattive non rinaturalizzate e in genere a ogni tipo di copertura artificiale del suolo la cui rimozione permetta di ripristinare le condizioni iniziali del suolo; b per « impermeabilizzazione » o « copertura artificiale del suolo »: il cambiamento della natura del suolo mediante interventi di copertura del terreno con materiale artificiale tali da eliminarne o ridurne la permeabilità, cosiddetto consumo di suolo permanente, o per effetto della compattazione dovuta alla presenza di infrastrutture, manufatti e depositi permanenti di materiale, delle altre trasformazioni i cui effetti sono più facilmente reversibili, come nel caso di impianti fotovoltaici a terra, aree estrattive non rinaturalizzate o aree di cantiere, e delle trasformazioni in cui la sola rimozione della copertura ripristina le condizioni iniziali del suolo, cosiddetto consumo di suolo reversibile; c per « rigenerazione urbana »: un insieme coordinato di azioni volte alla salvaguardia e alla gestione dei paesaggi urbani e periurbani così come definite all'articolo 1, lettere d) ed e) , della Convenzione europea sul paesaggio, alla creazione di nuovi paesaggi per incrementare le risorse a disposizione delle generazioni future, nonché alla trasformazione sostenibile dei paesaggi esistenti, siano essi eccezionali, degradati o della vita quotidiana, sulla base di obiettivi di qualità paesaggistica condivisi.