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L'attività dell'apicoltore è, infatti, ai fini sanitari (regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004), attività primaria, compreso il confezionamento del prodotto, e quindi dovrebbero essere estese anche all'apicoltore tutte le semplificazioni anche con riferimento ai locali per la smielatura, la lavorazione e fino alla commercializzazione, e, almeno per le piccole produzioni, la possibilità di esercitare tale attività in locali di uso temporaneo senza che sia necessario il cambio di destinazione d'uso dei locali stessi; c) l'inserimento tra le attività agricole connesse oltre al miele anche la lavorazione e il confezionamento di tutti gli altri prodotti dell'alveare anche chiarendone l'interpretazione, all'articolo 32, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dell'articolo 2135, terzo comma, del codice civile, ricomprendendo, oltre alla lavorazione e al confezionamento del miele anche quelli degli altri prodotti dell'apicoltura, come elencati nella legge n. 313 del 2004 (disciplina dell'apicoltura) all'articolo 2, comma 2, la cera d'api, la pappa reale o gelatina reale, il polline, il propoli, il veleno d'api, le api e le api regine, l'idromele e l'aceto di miele; d) abolizione del registro carico e scarico degli animali allevati per gli allevatori apistici, che si avvalgono della determinazione del reddito imponibile riferendosi al reddito agrario disponibile, dall'obbligo di tenuta del registro cronologico di carico e scarico degli animali allevati di cui all'articolo 18- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , essendo questo dato già presente nella banca dati apistica nazionale e quindi nella piena disponibilità della pubblica amministrazione; e) definire i necessari chiarimenti interpretativi sul sistema sanzionatorio previsto dalla legge 28 luglio 2016, n. 154, per la parte relativa all'anagrafe apistica nazionale, come definito dalla legge medesima con il comma 2 dell'articolo 34 (Disposizioni in materia di apicoltura e di prodotti apistici) in merito alle comunicazioni di detenzione degli alveari, anche in riferimento alla proporzionalità delle sanzioni f) estendere agli apicoltori produttori di idromele le agevolazioni previste dall'articolo 37 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, ai cosiddetti "piccoli produttori di vino", cioè i produttori di vino che producono in media meno di 1.000 ettolitri di vino all'anno con riferimento agli obblighi burocratici puramente formali legati alla gestione delle accise (deposito fiscale, comunicazioni all'Agenzia delle dogane) e relative sanzioni penali e amministrative; 8) a promuovere, al fine di consentire una corretta diagnosi del fenomeno della mortalità delle api: un'indagine epidemiologica sulla presenza di malattie infettive parassitarie delle api, effettuata anche in collaborazione con i veterinari aziendali libero professionali e in collaborazione con i veterinari pubblici dipendenti e con la rete del sistema sanitario nazione, servizio profilassi; un'indagine, anche in collaborazione con gli istituti zooprofilattici regionali, relativa all'impatto sugli impollinatori dell'uso di prodotti chimici in agricoltura. Atto n. 1-00495 URSO CIRIANI RAUTI Isabella BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO Tiziana Carmela Rosaria FAZZOLARI GARNERO SANTANCHÈ Daniela IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MALAN NASTRI PETRENGA Giovanna RUSPANDINI TOTARO ZAFFINI - Il Senato, premesso che: i dati sull'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo sono allarmanti, ove si pensi che l'Europol ha stimato che circa l'1 per cento del prodotto interno lordo annuale della UE è coinvolto in attività finanziarie sospette; le attività di riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo minacciano seriamente l'integrità dell'economia e del sistema finanziario della UE e la sicurezza dei cittadini che devono essere protetti dal terrorismo e dalla criminalità organizzata; si è, dunque, ritenuto adottare misure volte ad adeguare il quadro normativo UE alle nuove sfide legate all'innovazione tecnologica, come le valute virtuali, la maggiore integrazione dei flussi finanziari nel mercato unico e la natura globale delle organizzazioni terroristiche; a tal fine nel luglio 2021, la Commissione europea, nell'ambito di un'estesa riforma delle norme in materia di materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo, ha formulato proposte normative volte al rafforzamento dei poteri e della cooperazione tra le autorità nazionali e all'armonizzazione degli obblighi antiriciclaggio degli operatori con l'obiettivo di uniformare l'operato delle financial intelligence unit (UIF) mediante norme più stringenti; tra le proposte è stata prevista anche la creazione di un'Autorità europea antiriciclaggio, Anti money laundering authority (AMLA), con compiti di supervisione, di supporto e coordinamento tra le UIF nazionali con l'obiettivo di migliorare l'individuazione di transazioni e attività sospette, sventando le scappatoie utilizzate dai criminali per riciclare proventi illeciti o finanziare attività terroristiche attraverso il sistema finanziario; l'Autorità, la cui istituzione è prevista dal 1° gennaio 2023, avrà poteri di vigilanza e di indagine (con il potere di imporre sanzioni amministrative e penali pecuniarie) nei confronti dei soggetti obbligati "selezionati", vale a dire enti creditizi e finanziari o i gruppi di enti creditizi o finanziari; più specificatamente i compiti dell'AMLA saranno: a) sostenere le UIF nazionali nel loro lavoro per migliorarne la capacità analitica dei flussi illeciti e fare dell' intelligence finanziaria una fonte di informazioni fondamentale per i servizi di contrasto; b) vigilare direttamente su alcuni degli enti finanziari più rischiosi che operano in un gran numero di Stati membri o richiedono un'azione immediata per far fronte a rischi imminenti; c) monitorare e coordinare gli organismi di vigilanza nazionali responsabili di altri soggetti finanziari e coordinare gli organismi di vigilanza dei soggetti non finanziari; d) sostenere la cooperazione tra le UIF e facilitare il coordinamento e le analisi congiunte tra di loro, al fine di individuare meglio i flussi finanziari illeciti di natura transfrontaliera; la diffusione e l'evoluzione delle nuove tecnologie, quali le criptovalute, che hanno come obiettivo quello di introdurre dei sistemi di pagamento svincolati dai sistemi bancari tradizionali, hanno progressivamente destato una sempre maggiore preoccupazione, soprattutto in forza della capacità di tali strumenti, grazie a meccanismi di "pseudonimato", di prestarsi ad attività criminose, come è stato evidenziato nel rapporto Europol del 2021 "Cryptocurrencies.