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Per quello che riguarda la funivia, la grande notizia è che all'interno del decreto-legge, che ha un respiro nazionale, c'è una piccola parte che riguarda solo un territorio, ma questa, come ho ricordato più di una volta, è un'infrastruttura importantissima, che ha subito un gravissimo danno qualche anno fa a causa di una frana che ha investito i piloni che la sostengono. Oggi ci siamo messi nella condizione di avere tutto quello che era necessario affinché questa importante infrastruttura, che - non bisogna dimenticarlo - dà da vivere a sessanta famiglie e che oggi è diventata moderna dal punto di vista ecologico perché elimina tutto il trasporto su gomma dalla città, possa essere costruita. Noi avevamo presentato un emendamento che era figlio di una grande concertazione territoriale e la grande notizia è che il territorio, quando trova un minimo di sintesi, riesce a fare le cose bene e a generare proposte, anche quando le persone che si confrontano hanno estrazioni diverse e anche politicamente distanti. In questo caso, enti locali, sindacati, parti datoriali e anche coloro che hanno interesse ad avere un domani la concessione si sono messi insieme e hanno prodotto questo emendamento. L'emendamento non ha visto la luce nella sua interezza, ma io la ringrazio, signor Vice Ministro, perché questo piccolo passo che abbiamo fatto con la riformulazione, di fatto sancisce ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, l'importanza strategica di questa infrastruttura. È solo un piccolo passo, ma mi auguro - e lo dico in pre campagna elettorale - che il prossimo Governo, che spero sia di centrodestra, non perda l'occasione di portare a compimento un'infrastruttura che, dal punto di vista della progettualità e degli investimenti, è assolutamente necessaria. Concludo ringraziando davvero tutti, compresa tutta la 8 a Commissione, la mia Capogruppo, senatrice Simona Pergreffi, e i senatori Maurizio Campari, Gianfranco Rufa e Stefano Corti, che non hanno mai smesso di dare sostegno a una piccola parte del nostro territorio, per me molto importante. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, spero di dire cose intelligenti, visto che abbiamo concluso i lavori in Commissione stamattina quasi alle 3,30. Il decreto che stiamo esaminando sulla questione infrastrutture contiene principi importanti, in particolare sulla celerità delle opere pubbliche. Vi è un ruolo centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici e sono stati molti gli interventi ad hoc in questo provvedimento finalizzati a valorizzare Savona, come ricordava prima il senatore Ripamonti, ma anche Catania e la provincia di Lucca. Interventi importanti, che sicuramente caratterizzeranno i lavori pubblici per i prossimi anni, anche nei piccoli centri; importanti perché uno dei principi di questo provvedimento è proprio mettere in comunicazione e collegare le diverse viabilità, mettere in relazione la ferrovia alla viabilità principale della via Aurelia e in ogni caso alle autostrade. Abbiamo cercato di lavorare con senso di responsabilità e abbiamo presentato molti emendamenti. Purtroppo, c'è questo vezzo, ormai consolidato in questi anni, da parte di tutti i Ministeri, che cercano di portare avanti la propria posizione iniziale e spesso trascurano le esigenze dei territori che provengono dal Parlamento. Uno dei punti sui quali mi permetto di intervenire, perché vorrei che restasse agli atti e fosse anche utilizzato in futuro, per capire se quanto è stato fatto oggi è stato fatto bene, riguarda la vicenda delle concessioni autostradali. In questi anni abbiamo assistito a grandi proclami, con i grillini che volevano cancellare Benetton dai concessionari autostradali dopo la caduta del ponte Morandi. Poi, proprio quel Governo ha squadernato quasi 10 miliardi alla famiglia Benetton, tutti contenti ed entusiasti di questo grande risultato, contraddicendo tutto quanto era stato detto e fatto negli anni precedenti, in una sorta di ripensamento alla logica delle concessioni. A un certo punto, però, probabilmente folgorati lungo la via di Damasco, è accaduto che sull'altra autostrada, la Strada dei Parchi, ci fosse un accanimento persecutorio nei confronti di quel concessionario e di quei oltre mille dipendenti che lavorano per le varie società del gruppo, impegnati su quella autostrada. Ripercorro brevemente la vicenda. Il decreto-legge è arrivato in Consiglio dei ministri alla chetichella; scritto, pensato, ragionato - come al solito - da quei figuri che stanno intorno al Presidente del Consiglio (che spero almeno lo abbia letto), i quali lo hanno elaborato in modo talmente forte, talmente violento da far sì che, appena approvato il provvedimento, addirittura la Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (DIGOS) si presentasse nella notte presso gli uffici del concessionario per farsi dare tutto il materiale; se questo non fosse accaduto, sarebbe già stato pronto il commissario, che era già stato previsto nel decreto-legge. Inoltre il decreto-legge prevede, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, che non vi sia il parere preventivo della Corte dei conti. Cioè noi andiamo lì, prendiamo una società, la mettiamo in braccio all'ANAS, costi quel che costi (a chi interessa?), tanto l'importante è portarla via (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Apro una parentesi: vorrei vedere a chi finirà quest'autostrada. Ricordiamoci questo ragionamento, vediamo cosa succederà. Un aspetto ancora più curioso è che ANAS aveva la gestione, incassava i pedaggi, ma gli stipendi continuava a pagarli il concessionario; poi il concessionario ha fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR) per la sospensiva di questo provvedimento e dopo qualche giorno il TAR l'ha concessa. Questo, però, non bastava; il Governo ha quindi pensato di cambiare la norma giurisprudenziale sulla giustizia amministrativa, e quindi di modificare quello che vale oggi, prevedendo che ci si possa opporre (diversamente da quanto avviene adesso) al giudice monocratico su una cautelare, così da cambiarla e consentire che si possa fare opposizione. Ovviamente c'è stato un coro di proteste, sono state fatte le necessarie pressioni, istanze di prelievo - chiamatele come volete - per fare in modo che la decisione fosse anticipata da settembre a stamani o a oggi e ne vedremo delle belle. Si è trattato, in sostanza, di un'aggressione allucinante e io spero, signor Presidente che, come si dice, oltre al fumo ci sia anche l'arrosto. Dico questo perché se c'è la sostanza, si è trattato di un'operazione antimafia, come gli scioglimenti anticipati, eccetera; in quel caso, per l'amor di Dio. Tuttavia, se non è così, lo Stato si troverà a pagare - spero - miliardi e li dovranno pagare i funzionari che hanno firmato quel provvedimento. Mi dia solo un minuto, signor Presidente. PRESIDENTE. Siamo a otto minuti. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Non li pagherà certo l'Avvocatura dello Stato, che ha espresso parere contrario su quel provvedimento, che è andato avanti come un missile. Noi vorremmo quindi sapere di chi sono gli interessi. Vogliamo nomi e cognomi di chi ha interessi per questo esproprio proletario ai danni di un concessionario.