[pronunce]

che il giudice rimettente, nel sollevarla, indica quali soggetti passivi dell'ICI ora gli IACP (affermando che essi «non possono applicare l'aliquota ridotta»), proprietari degli alloggi assegnati in locazione, ora gli stessi assegnatari (definendoli come «soggetti con minore capacità contributiva», che non «usufruiscono» dell'«aliquota ridotta» per gli alloggi di cui sono locatari); che tale incertezza nell'individuazione dei soggetti passivi d'imposta si traduce, nell'ordinanza di rimessione, nell'incertezza nell'individuazione dei termini di comparazione del trattamento tributario dell'ICI; che infatti il rimettente, rispetto al tertium comparationis - da lui indicato nel trattamento tributario agevolato delle persone fisiche soggetti passivi dell'ICI che adibiscono direttamente le unità immobiliari ad abitazione principale -, pone confusamente e cumulativamente a raffronto, con riferimento agli alloggi di proprietà degli IACP (o ATER) adibiti ad abitazione principale degli assegnatari, il trattamento fiscale non agevolato sia delle persone fisiche assegnatarie degli alloggi medesimi, sia degli IACP (o ATER) che tali alloggi hanno assegnato; che, pertanto, nel denunciare una ingiustificata disparità di trattamento fiscale, il rimettente pone a raffronto le persone fisiche soggetti passivi dell'ICI, ora con gli «assegnatari di alloggi degli istituti autonomi per le case popolari [...] che utilizzano l'unità immobiliare loro assegnata come abitazione principale», i quali sono persone fisiche, ma non sono soggetti passivi dell'imposta, ora con gli IACP (o ATER), i quali, invece, sono soggetti passivi dell'ICI, in quanto proprietari delle suddette unità immobiliari assegnate in locazione, ma non sono persone fisiche; che, dunque, il giudice a quo non chiarisce se intenda denunciare la disciplina concernente gli assegnatari degli alloggi oppure quella concernente gli IACP, e, pertanto, sotto tale profilo, non precisa neppure il contenuto della pronuncia richiesta; che dette carenze, perplessità ed oscurità dell'ordinanza di rimessione ne determinano la manifesta inammissibilità; che l'evidenziata inammissibilità impedisce a questa Corte di rilevare che, ove le censure del rimettente si fossero indirizzate in modo univoco alla disciplina dell'ICI concernente gli IACP (o ATER), la questione sarebbe stata manifestamente infondata, perché la posizione di tali enti (in quanto persone giuridiche soggetti passivi dell'ICI) è del tutto eterogenea rispetto a quella non solo degli assegnatari degli alloggi (i quali, come visto, sono persone fisiche non soggetti passivi dell'imposta), ma anche delle persone fisiche soggetti passivi dell'ICI, titolari di diritti reali su unità immobiliari da loro direttamente adibite al soddisfacimento del bisogno primario abitativo proprio e della propria famiglia; con la conseguenza che una disciplina differenziata di tali ipotesi non è irragionevole e che l'equiparazione del trattamento fiscale tra IACP e persone fisiche soggetti passivi d'imposta auspicata dal rimettente potrebbe derivare esclusivamente da una scelta discrezionale del legislatore (il quale, infatti, a decorrere dall'anno 2008, con il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie», convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, ha concesso l'esenzione dall'ICI sia alle persone fisiche soggetti d'imposta per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale sia agli IACP). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, commi 1 e 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione ed ai princípi di ragionevolezza, razionalità e non contraddizione, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 luglio 2011. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Franco GALLO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 luglio 2011. Il Direttore della Cancelleria F.to: MELATTI