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In particolare, propone di osservare che, nella misura in cui gli effetti del Coronavirus non riguardano solo la salute, ma impatteranno in maniera significativa sul comparto del turismo e dei servizi, determinando un rallentamento dell'economia italiana, si ritiene necessario richiedere alle competenti sedi europee l'attivazione dei meccanismi di aiuto ai territori colpiti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, attraverso l'intervento del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, attivabile in caso di "catastrofe naturale grave", con danni stimati in oltre 0,6 percento del reddito nazionale lordo di un Paese dell'Unione o dell'1,5 per cento del PIL di una singola regione. Analoga richiesta ritiene che dovrà essere inoltrata al fine di tenere conto delle conseguenze in termini di minore crescita economica prodotte dall'emergenza da COVID-19, nell'ambito della valutazione sul rispetto dell'obiettivo di medio termine relativo al Patto di stabilità e crescita, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97, che prevede il caso di «evento inconsueto al di fuori del controllo dello Stato membro interessato che abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale di detto Stato o in caso di grave recessione economica della zona euro o dell'intera dell'Unione». Il sottosegretario ringrazia il relatore per il lavoro svolto, apprezzando in particolare i due suggerimenti relativi alla richiesta che l'UE tenga conto degli eventi epidemici nell'ambito della valutazione dei conti pubblici ai sensi del Patto di stabilità e all'utilizzo del Fondo di solidarietà europeo. In merito al primo aspetto, comunica che il Governo si è già attivato per ottenere una flessibilità pari allo 0,2 per cento del PIL (circa 3,5 miliardi di euro) e in merito al secondo conferma l'azionabilità del Fondo di solidarietà per circa un miliardo di euro. Per quanto riguarda la mitigazione degli effetti negativi sull'economia, aggiunge che sarebbe opportuna la sospensione delle regole europee relative ai crediti deteriorati (NPL) per evitare che le banche vadano in sofferenza per la mancanza di liquidità derivante dalla sospensione nel pagamento delle rate dei mutui. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia il foto favorevole del suo Gruppo, ma rileva che la flessibilità dello 0,2 per cento del PIL costituisce un aiuto minimale rispetto ai danni al sistema produttivo italiano che deriveranno dal fenomeno epidemico del Covid-19. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ), nel preannunciare il suo voto favorevole, sottolinea che, sebbene l'UE non abbia competenza diretta in materia di salute, ha tuttavia competenza concorrente per i problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica e avrebbe dovuto svolgere un importante coordinamento sin dalle primissime fasi dell'epidemia. Per quanto riguarda il suggerimento avanzato dal Sottosegretario, sottolinea la necessità che sia proprio il Governo, in un prossimo provvedimento, a prevedere la sospensione del pagamento dei mutui, anche per la ristrutturazione di immobili adibiti al turismo. La senatrice TESTOR ( FIBP-UDC ) preannuncia il voto favorevole del Gruppo Forza Italia, ritenendo di primaria importanza la tutela della salute, ma ritenendo anche essenziale sostenere il settore economico e in particolare le PMI, prevedendo una sospensione del pagamento delle tasse. Ritiene, inoltre, necessario adoperarsi perché migliorata l'immagine dell'Italia. La senatrice FEDELI ( PD ) preannuncia il voto favorevole del Gruppo del Partito democratico e apprezza l'operato tempestivo del Governo a fronte di un'emergenza non prevedibile. Sottolinea l'importanza della trasparenza nell'informazione e ritiene estremamente importante che il Governo promuova un approccio inclusivo nei confronti di tutte le parti interessate, in una sorta di sistema-Paese, senza distinzioni territoriali o settoriali, per svolgere un lavoro corale e complessivo, a tutela della sanità pubblica e dell'economia del Paese. Il senatore LOREFICE ( M5S ) condivide i suggerimenti del relatore, dei senatori intervenuti e del sottosegretario, e propone che la Commissione si attivi per tradurre gli auspici in azioni concrete. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ), in merito all'entità della flessibilità ottenibile dalla Commissione europea, ritiene opportuno attendere gli sviluppi della situazione epidemiologica prima di presentare ulteriori e più consistenti richieste di aiuto all'Europa. Il PRESIDENTE , quindi, previa verifica della presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 (Esame del disegno di legge n. 1721, congiunzione con il seguito dell'esame del D oc . LXXXVI, n. 3, e rinvio) Il senatore PITTELLA ( PD ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge di delegazione europea 2019, presentato al Senato il 14 febbraio 2020, in base all'articolo 29 della legge n. 234 del 2012. Rileva, anzitutto, che il titolo del provvedimento fa riferimento all'anno 2019, al fine di dare continuità rispetto all'ultima legge di delegazione relativa al 2018. Tuttavia, poiché il provvedimento abbraccerà anche l'intero anno 2020, potrebbe essere opportuno modificare il titolo per estenderlo anche all'anno in corso, proprio per mantenere il predetto criterio di continuità, derivato dalla norma della legge n. 234. Il disegno di legge, come previsto, è accompagnato dalla relazione di cui al comma 7 del predetto articolo 29 della legge n. 234, nella quale il Governo deve riferire, tra l'altro, sullo stato di conformità dell'ordinamento interno al diritto dell'Unione, con riferimento anche alle procedure di infrazione e di pre-infrazione, nonché sull'attuazione delle direttive in via amministrativa e sui provvedimenti con i quali le regioni hanno provveduto a recepire le direttive dell'Unione europea nelle materie di loro competenza. I dati riportati nella relazione, secondo la legge n. 234, devono essere riferiti al 31 dicembre dell'anno precedente, ma il Governo, opportunamente, ha presentato una relazione aggiornata fino al 3 ottobre 2019. Per quanto riguarda il contenuto proprio delle annuali leggi di delegazione, l'articolo 30 della legge n. 234 del 2012 stabilisce che sono ammesse solo le disposizioni strettamente necessarie a dare adempimento ad obblighi ancora inevasi, e che lo stesso principio rileva anche in fase di valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti. Il disegno di legge in esame è un provvedimento importante e lo è per due ordini di motivi.