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la previsione legislativa rappresenta, pertanto, una formidabile opportunità di sviluppo economico e sociale per le popolazioni locali, in un'area interna che, più di altre, oggi soffre della crisi economica e dell'assenza di prospettive; a tutt'oggi, nonostante siano state effettuate le previste procedure partecipative, con ampio coinvolgimento delle Regioni e delle istituzioni locali, sulla base delle ipotesi di perimetrazione e zonazione formulate dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), che ha svolto il compito di raccordo tra i diversi soggetti interessati e in uno specifico tavolo istituzionale, non sono ancora intervenuti i provvedimenti attuativi previsti dalla legge quadro sulle aree protette (legge n. 394 del 1991): "I parchi nazionali (...) sono istituiti e delimitati in via definitiva con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'ambiente, sentita la regione"; la perimetrazione proposta nel 2018 dall'ISPRA per conto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, comprende numerosi siti Natura 2000, SIC, ZSC, ZPS e aree protette EUAP, tra cui: parco regionale del Matese; oasi naturale di Guardiaregia-Campochiaro; RNR monte Patalecchia-torrenti Lorda e Longaniello; riserva naturale torrente Callora; tale proposta, unitamente a uno schema di disciplina di tutela per le diverse zone, è stata condivisa con le Regioni per le opportune osservazioni; a causa dei ritardi nella procedura attuativa del parco, e in assenza delle misure provvisorie di salvaguardia previste dalla legge quadro per le aree protette nel territorio del Matese, incluso nella proposta di parco, trovano spazio attività che procurano un drammatico incremento del consumo di suolo in alcuni comuni, come documentato dallo stesso rapporto sul consumo di suolo in Italia, ISPRA 2020, nonché interventi a forte impatto ambientale e paesaggistico e preoccupanti progetti al limitare di siti di importanza comunitaria inseriti nella rete Natura 2000 e in zone di delicata struttura e funzione idrogeologica (sorgenti e corsi d'acqua del Matese costituiscono il bacino idrografico più vasto del Mezzogiorno, che alimenta il fiume Volturno e numerosi acquedotti che riforniscono popolazioni locali e costiere fino all'area metropolitana di Napoli); si fa presente che in tutta l'area sono individuate più di 150 produzioni agricole e zootecniche di qualità, cultivar locali, razze in via d'estinzione, prodotti con marchi di qualità suscettibili di essere praticati in uno con la tutela della biodiversità, ma nelle stesse zone limitrofe alle aree interessate dal parco si continua con l'installazione selvaggia di torri eoliche, che comprometterebbero la stessa mission dell'istituzione dell'area protetta; considerato che la "consulta del Matese", organismo che raccoglie numerose personalità rappresentative di ambienti associativi, istituzionali, religiosi, turistici, culturali, artistici e professionali, ha promosso un appello popolare sulla piattaforma web "change", dove ha già superato le 5.000 firme, affinché venga completata la realizzazione del "parco nazionale del Matese", rivolto al Presidente della Repubblica e ai vertici delle istituzioni coinvolte nella procedura e sarà consegnato simbolicamente il 2 giugno al Quirinale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta e quale sia lo stato dell'istruttoria per la completa operatività del parco nazionale del Matese; se voglia dare conto dei motivi di ritardi e lungaggini che rimandano sempre più l'effettiva operatività del nascente parco del Matese; se intenda, nel frattempo, intervenire per la salvaguardia, la tutela e l'integrità dell'area; quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare per pervenire, in tempi certi, al pieno funzionamento del parco nazionale del Matese. Atto n. 4-05442 DE POLI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge n. 34 del 2020, all'art. 195, ha stanziato 50 milioni di euro per l'istituzione del "fondo emergenze emittenti locali" per l'erogazione di un contributo straordinario in favore delle emittenti radiotelevisive locali, che si impegnano a trasmettere messaggi di comunicazione istituzionale relativi all'emergenza sanitaria all'interno dei propri spazi informativi; i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del fondo sono stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017 che prevede, tra i tanti requisiti, che le imprese editoriali televisive abbiano un numero minimo di dipendenti, di cui una parte giornalisti, effettivamente applicati all'attività di fornitore di servizi media audiovisivi, così calcolato: almeno 14 dipendenti, con almeno 4 giornalisti, su un territorio avente più di 5 milioni di abitanti; almeno 11 dipendenti, con almeno 3 giornalisti, su un territorio avente tra 1,5 milioni e 5 milioni di abitanti; almeno 8 dipendenti, con almeno 2 giornalisti, su un territorio avente fino a 1,5 milioni di abitanti; tale requisito esclude, di fatto, l'accesso al fondo delle emittenti radiotelevisive locali, con pochi dipendenti, come "Telecittà" con sede a Padova, nonostante abbiano svolto e svolgano, in costanza di emergenza sanitaria, il ruolo di pubblica assistenza informativa e divulgativa per la popolazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non reputino necessario prevedere un contributo straordinario per le emittenti radiotelevisive locali di piccole dimensioni che, pur non rispettando i requisiti numerici di dipendenti assunti, stanno tuttora svolgendo un ruolo di evidente utilità sociale, indispensabile in questo periodo di emergenza sanitaria, nonostante abbiano visto diminuita una delle entrate principali, la pubblicità, prima voce di spesa che gli esercizi commerciali e le attività produttive, artigianali ed industriali hanno tagliato. Atto n. 4-05443 DE FALCO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: negli ultimi anni gli interventi della Guardia costiera sono fortemente aumentati, con compiti che riguardano la polizia ambientale e demaniale, la polizia marittima, la sicurezza della navigazione, il controllo della filiera del pescato, le operazioni di SAR; nonostante questi compiti sempre più ampi e complessi, si prevede che nei prossimi anni verrà consentito solo un piccolo aumento per quel che riguarda il personale di truppa, ma non per quello di grado superiore. Si tenga presente, ad esempio, che viene consentito l'arruolamento di soli 6 marescialli all'anno; questi impegni e la concreta scarsità di personale stanno causando gravi problemi di policy dell'impiego con uno stress da parte dei militari coinvolti sempre più forte e che non può non pesare anche sulla qualità del servizio reso, nonostante la meritoria volontà dei singoli membri del Corpo;