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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 128 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,45. AFFARI ASSEGNATI N. 38 - Sentenza della Corte costituzionale n. 40 del 23 gennaio 2019 Doc Doc. VII, n. 38 Sentenza della Corte costituzionale n. 40 del 23 gennaio 2019, depositata l'8 marzo 2019, con la quale la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 73, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), nella parte in cui prevede la pena minima edittale della reclusione nella misura di otto anni anziché di sei anni (Esame e rinvio) Il presidente OSTELLARI riferisce sulla sentenzan. 40 del 2019, concernente la disciplina in materia di sostanza stupefacenti. In particolare con questa decisione la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 73, comma 1, del testo unico sugli stupefacenti, che incrimina i fatti di non lieve entità aventi a oggetto le cosiddette droghe pesanti, nella parte in cui prevedeva la pena minima edittale della reclusione nella misura di otto anni, anziché di sei anni. Secondo i giudici di palazzo della Consulta, la differenza di ben quattro anni tra il minimo edittale di pena previsto per la fattispecie ordinaria che punisce le condotte aventi a oggetto le cosiddette droghe pesanti (otto anni di reclusione) e il massimo di pena stabilito per quella di lieve entità (quattro anni) costituisce uno iato sanzionatorio in contrasto sia con i principi di eguaglianza, proporzionalità e ragionevolezza (articolo 3 della Costituzione), sia con il principio della funzione di rieducazione della pena (articolo 27 della Costituzione). La Corte, dopo aver affermato la possibilità del proprio sindacato sul quantum di pena stabilito dal legislatore, è entrata nel merito della questione, rilevando - testualmente - come "l'ampiezza del divario sanzionatorio - su ricordato - condiziona inevitabilmente la valutazione complessiva che il giudice di merito deve compiere al fine di accertare la lieve entità del fatto, con il rischio di dar luogo a sperequazioni punitive, in eccesso o in difetto, oltre che a irragionevoli difformità applicative in un numero rilevante di condotte". Dichiarata l'illegittimità del minimo edittale previsto, la Corte fa un ulteriore passo, individuando un diverso minimo edittale di pena, applicabile ai fatti incriminati dal primo comma dell'articolo 73 idoneo a rappresentare una misura sanzionatoria adeguata per i fatti "di confine". Tale limite viene individuato, alla luce del quadro normativo complessivo, in sei anni. La decisione della Corte lascia comunque aperta al legislatore la possibilità di riconsiderare il complessivo quadro normativo in materia di stupefacenti, "purché nel rispetto del principio di proporzionalità". Rileva infine che la conclusione del Considerato in diritto della sentenzan. 40 del 2019 (" è appena il caso di osservare che la misura sanzionatoria indicata, non costituendo una opzione costituzionalmente obbligata, resta soggetta a un diverso apprezzamento da parte del legislatore sempre nel rispetto del principio di proporzionalità ") sollecita una valutazione del Legislatore, che può meglio essere assunta dopo un'apposita procedura informativa. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Proposta di indagine conoscitiva sui procedimenti per reati in materia di sostanze stupefacenti e loro definizione, inerente all'affare assegnato con Doc. VII, n. 38 Il presidente OSTELLARI propone di richiedere alla Presidenza del Senato di svolgere un'indagine conoscitiva sui procedimenti per reati in materia di sostanze stupefacenti e loro definizione, allo scopo di operare un approfondimento, con gli strumenti offerti dall'articolo 48 del Regolamento, sul settore del contrasto al traffico di droga. L'esigenza di approfondimento è stata ribadita dall'esame dell'affare assegnato con il deferimento del Doc . VII, n. 38 (Sentenza Corte costituzionale n. 40 del 23 gennaio 2019 ), in cui si lamenta che sussiste una "stratificazione di interventi legislativi e giurisprudenziali", dalla quale è dipesa "la lamentata profonda frattura che separa il trattamento sanzionatorio del fatto di non lieve entità da quello del fatto lieve, senza che il legislatore abbia provveduto a colmarla nonostante i gravi inconvenienti applicativi che essa può determinare, come questa Corte ha rilevato nelle sue precedenti pronunce in materia". Per mantenere entro questo alveo le attività conoscitive della richiesta indagine, essa dovrebbe aver luogo mediante l'audizione di soggetti appartenenti all'Amministrazione della Giustizia ma anche esterni ad essa, quali gli ordini forensi ovvero le associazioni di docenti di diritto e procedura penale; per mezzo di un numero limitato di sopralluoghi, sarebbe possibile poi confrontarsi con le magistrature dei tribunali e delle Procure dei territori più esposti sul fenomeno. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) evidenzia come la sentenza n. 40 del 2019 abbia posto rimedio ad un effetto non voluto di una precedente declaratoria di incostituzionalità del 2014, che aveva ingenerato una discrasia tra le previsioni sanzionatorie dei commi 1 e 5 dell'articolo 73 del testo unico n. 309 del 1990. Non sarebbe estraneo alla problematica di stretta competenza della Commissione anche valutare l'incidenza della tossicodipendenza sulla condizione detentiva, per la quale il carcere di San Vittore offre una soluzione di estremo interesse con la variante trattamentale offerta dal reparto detto "la nave". Non è comunque il sopralluogo lo strumento conoscitivo più immediato da attivare, nell'ambito dell'indagine: ai fini dell'imminente inaugurazione dell'anno giudiziario, la Procura generale della Corte di cassazione già sta raccogliendo presso tutti gli uffici giudiziari statistiche e cifre assolute sui reati di violazione del testo unico, per cui si potrebbe utilmente partire acquisendo questi elementi, differenziati tra violazioni del comma 1 e del comma 5 del citato articolo 73. Dopo che la senatrice MODENA ( FI-BP ) ha chiesto ed ottenuto lumi dalla Presidenza sull'esito delle procedure informative ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, sulla proposta di indagine conoscitiva conviene unanime la Commissione. AFFARI ASSEGNATI Doc. VII, nn. 13, 18, 21, 24, 49, 55 e 59 Doc Doc.