[pronunce]

che questa Corte, con la sentenza n. 394 del 2000 e con la successiva ordinanza n. 79 del 2001, ha dichiarato infondate questioni di legittimità costituzionale identiche a quelle qui sollevate dalle ordinanze del Tribunale di Lanciano, emesse entrambe prima delle pronunce citate, ma pervenute alla Corte in data successiva; che l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Brescia, successiva alla sentenza ed all'ordinanza sopra ricordate, non aggiunge elementi nuovi atti a modificare le ragioni in forza delle quali questa Corte ha stabilito che la disciplina prevista dall'art. 9 della legge 30 luglio 1990, n. 217, non viola né l'art. 3 né l'art. 24 Cost.; che, in particolare, deve ribadirsi che la limitazione alla nomina del difensore tra quelli iscritti agli albi del distretto di corte di appello in cui ha sede il giudice davanti al quale pende il procedimento non viola gli artt. 3 e 24 Cost., rappresentando uno dei possibili modi di contemperamento del principio di difesa - purché tale principio sia sufficientemente garantito, come è nella norma in esame - con altre esigenze meritevoli di considerazione, tra le quali certamente vi è quello di contenere l'onere per l'erario; che le questioni sollevate sono quindi manifestamente infondate sotto ogni profilo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge 30 luglio 1990, n. 217 (Patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti), nella parte in cui limita la possibilità di nomina del difensore di fiducia da parte del soggetto ammesso al patrocinio a spese dell'erario ai professionisti iscritti ad uno degli albi degli avvocati del distretto di corte d'appello nel quale ha sede il giudice davanti al quale pende il procedimento, sollevate in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo e terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Lanciano e dal Tribunale di sorveglianza di Brescia con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 aprile 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Contri Il cancelliere: Di Paola Depositata in Cancelleria il 24 aprile 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola