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Apro una piccola parentesi su due temi in particolare, che ci hanno visto particolarmente attenti: balneari e idroelettrico. Per quanto riguarda il tema dei balneari, un lavoro di cui ringrazio in particolare i colleghi Gasparri e Mallegni, una cosa è certa: Forza Italia non si è mai alzata dal tavolo delle trattative ( Applausi ) e abbiamo sempre preferito trovare una soluzione per ogni problema, piuttosto che problemi per ogni soluzione, riuscendo a stabilire equi criteri di indennizzo - come hanno già ricordato i colleghi prima di me - che verranno definiti da tavoli tecnici da costruirsi ad hoc e limitazione delle licenze a tutela. Anche sul tema dell'idroelettrico, una fonte energetica che riteniamo primaria e sinonimo di sicurezza, non abbiamo certo dimenticato il nostro spirito liberale, mettendo in campo ogni azione per non regalare i nostri gioielli a fondi stranieri. Il mondo è cambiato, la situazione geopolitica è difficile e complessa, abbiamo da governare la quarta fase di una globalizzazione mutante, che sta facendo cambiare gli scenari a una velocità impressionante e noi dobbiamo farci trovare pronti, dobbiamo già esserlo, non possiamo sbagliare. Partiamo dal presente disegno di legge, che non sarà il migliore possibile, perché quello in carica è un Governo di unità e la mediazione è necessaria, però rappresenta una riforma importante per dimostrare che la politica è all'altezza della bravura delle nostre imprese. La politica in questo senso, citando la bravissima collega Tiraboschi, nostra Capogruppo in 10 a Commissione, deve cercare di unire pragmatismo e visione, visto che i cambiamenti saranno sempre più distruttivi e sempre meno prevedibili, quindi dobbiamo fare uno sforzo per provare ad anticiparli e questo sarà possibile solo se sapremo coniugare visione con pragmatismo. È bene che l'Italia, dopo aver fatto questo sforzo, sia più autorevole in Europa attraverso il Governo Draghi, che rappresenta il nostro Paese autorevolmente non solo a livello europeo ma anche mondiale, e provi a definire una politica industriale europea per poter contare molto di più, per poter contare quanto meritiamo. Pertanto Forza Italia, con la volontà, il pragmatismo, la competenza e l'entusiasmo di poter dare il proprio contributo alla nuova costruzione e alla nuova visione del Paese, esprime il voto favorevole sul disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, annunciando il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sul provvedimento in esame, teniamo a sottolineare due aspetti importanti, perché il disegno di legge sulla concorrenza non riguarda solo ciò che i giornali hanno messo in evidenza nell'ultimo periodo, cioè il tema dei balneari, ma tanti altri, come i trasporti, l'ambito sanitario, l'idroelettrico, insomma tanti settori importanti e strategici per i nostri territori, oltre alla vicenda dei balneari, resa nota dai media. Noi ci soffermiamo su un punto che reputiamo fondamentale e su cui la Lega aveva già dato prova di sé in quest'Aula con la legge n. 135 del 2018, che finalmente dava la possibilità di andare verso il rinnovo delle concessioni scadute delle grandi derivazioni idroelettriche, dando un segnale molto importante ai territori. Nel provvedimento in discussione c'è la conferma che si andrà all'espletamento di queste procedure di rinnovo, con grande sostegno ai territori, soprattutto quelli montani; inoltre, si è pensato anche all'idroelettrico, che, soprattutto alla luce del fatto che si parla tanto di fonti rinnovabili, è forse la fonte energetica più pulita che c'è e non ha bisogno di avere grandi invasi. Inoltre, è un'energia che si può programmare nel tempo e non è come l'eolico, che dipende dalla presenza di vento, o come il fotovoltaico, che dipende dalla presenza del sole; è costante e si può programmare e questo è fondamentale. Non parliamo solo delle questioni che generano polemica; bisogna anche mettere l'accento su risultati importanti che vanno incontro al territorio: canoni più adeguati, compensazioni ambientali e tutte cose che vanno a vantaggio dei nostri territori, che è ciò che la Lega ha sempre detto e per cui si è sempre battuta. (Applausi) . Questa è una tematica che tenevamo a sottolineare. Per non dilungarmi troppo, vorrei passare all'altro tema, che è stato oggetto di polemica, ossia quello dei balneari. Qualcuno sostiene che non ci sia coerenza nell'azione che il Governo e che alcune forze politiche hanno portato avanti. Noi, come Lega, la coerenza su questo tema l'abbiamo messa in campo, quando abbiamo fatto la legge n. 145 del 2018, con l'allora ministro Gian Marco Centinaio. Io ero firmatario di un emendamento, insieme al collega Ripamonti, che dava un tempo ampio per arrivare poi alle evidenze pubbliche; avevamo fissato una scadenza al 2033, con tutta una serie di percorsi da fare, come la mappatura e la verifica se la risorsa era scarsa oppure no. C'erano tutta una serie di principi, che avevano retto l'urto delle osservazioni della Commissione europea; l'allora ministro Centinaio aveva fatto questo. Cosa succede poi? Passa il tempo e - non dimentichiamocelo e non nascondiamocelo - arriva una sentenza del Consiglio di Stato, che cancella questa legge. Questa è la domanda ci dobbiamo porre: perché i magistrati arrivano a dire che una legge va bene o non va bene? Dovrebbero semplicemente applicarla, non interpretarla. Invece è arrivata questa interpretazione, con una scadenza ravvicinatissima, il 2023. Quindi non è mica colpa della Lega se arriva la sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce che entro la fine del 2023 ci devono essere le nuove assegnazioni e si devono fare le evidenze pubbliche. Alla luce di questa sentenza, il Governo ne ha dovuto prendere atto e ha avanzato delle proposte. Sentendo le associazioni, erano tre le questioni principali sulle quali bisognava battagliare; le associazioni e gli stabilimenti balneari chiedevano tre cose, preso atto che non si poteva fare a meno di applicare questa sentenza del Consiglio di Stato. Certo, poi c'è tutta un'altra giurisprudenza, perché adesso c'è il TAR di Lecce che si è rimesso alla Corte europea; ma queste sono tutte questioni che valuteremo poi, sempre pronti a intervenire, alla luce di nuove sentenze e di nuovi aspetti a livello giurisdizionale. Abbiamo preso atto del fatto che al momento era importante intervenire per tutelare le aziende, perché, se non avessimo fatto nulla, c'era solo la sentenza del Consiglio di Stato e nessuno avrebbe tutelato nessuno. Dicevo che i principi sono tre. Il primo principio sono le premialità: tutelare le micro, piccole e medie imprese, soprattutto per tutelare coloro che hanno una fonte di reddito prevalente che deriva dal fatto di avere questa concessione. Poi c'era la questione del periodo transitorio, perché ricordiamo a tutti che le gare le fanno i Comuni, i quali devono essere messi nelle condizioni di intervenire anche a livello organizzativo.