[resaula]

(Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.100 e contrario sui restanti. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 3.2, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.100, presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «non superiore a». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.5, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «non superiore a». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.8, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.9, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente,dopo la prima lettura del disegno di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, in cui il nuovo articolo 57 della Costituzione ha riconosciuto alle Province autonome un numero minimo di tre senatori per ciascuna di esse, parificandole di fatto e di diritto alle 19 Regioni esistenti in Italia, il presente disegno di legge conferma i tre collegi uninominali per ciascuna Provincia, così come previsti dalla legge n. 422 del 1991, di attuazione della misura 111 del cosiddetto pacchetto, punto essenziale della dichiarazione di chiusura della vertenza internazionale con l'Austria dell'anno 1992. Il riferimento a tale norma, che nel testo iniziale del provvedimento era stato soppresso, è stato poi reinserito con un emendamento del relatore, che ringrazio, con l'aggiunta di un meccanismo flessibile di adeguamento dei collegi uninominali in caso di un numero minimo superiore a tre senatori spettanti a ciascuna Provincia. È per noi chiaro e condizione imprescindibile che anche in tale caso, improbabile che sia, visto il numero della popolazione di ciascuna Provincia in base all'ultimo censimento, venga cercato il consenso con i rappresentanti dei gruppi linguistici coinvolti nella delimitazione dei collegi uninominali. Auspichiamo anche per la Camera dei deputati una disciplina analoga a quella prevista per il Senato, con tre collegi uninominali per ciascuna Provincia autonoma, in quanto proprio tale numero garantisce, nell'ambito della Provincia autonoma di Bolzano, la corretta rappresentanza dei gruppi linguistici. In tale prospettiva, il Gruppo Per le Autonomie esprimerà un voto favorevole al presente provvedimento. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, noi voteremo contro questo disegno di legge, perché lo riteniamo un atto non soltanto pasticciato ma, per la verità, anche molto grave - lo dico con molta franchezza - per i motivi che ho esposto nei miei vari interventi. Prima questione: le motivazioni che avete addotto per giustificare questo approccio così precipitoso non reggono né dal punto di vista dei tempi, né dal punto di vista dell'architettura con cui andare avanti. La questione legata alla necessità di evitare che possa presentarsi un problema di legge elettorale non applicabile non ha alcun presupposto dal punto di vista temporale, perché abbiamo appena concluso la prima lettura del disegno di legge costituzionale relativo alla riduzione del numero dei parlamentari e ne servono quattro; poi, come sapete perfettamente, ci sarà il referendum , che non avrà luogo sulla piattaforma Rousseau, ma si svolgerà normalmente. Il tempo è veloce, tutto in politica si consuma in fretta. Anche quando iniziò la prima lettura della riforma costituzionale Renzi-Boschi, non si trovava nessuno disposto a scommettere su una sconfitta nel referendum , nessun opinionista, nessun sondaggista: era difficile. Andatevi a leggere i giornali di allora e guardate cosa dicevano tutti gli esperti: non ce n'era uno che scommettesse sul fatto che quella riforma costituzionale avrebbe potuto essere fermata e bocciata dagli elettori. Poi le cose, come sapete, sono andate diversamente. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 10,50) ( Segue DE PETRIS) . Perché faccio questo ragionamento? Per dire che c'è tempo e che il tempo, anche prendendo per buone le motivazioni che avete addotto sull'efficienza del sistema con la riduzione del numero dei parlamentari, ci dà tutta la possibilità di ragionare seriamente su come trovare una legge elettorale adeguata a quella riduzione, frutto non soltanto dei vostri accordi di maggioranza, ma di una discussione più ampia del Parlamento e quindi con il coinvolgimento di tutte le forze in campo. Perché vi siete precipitati? Vedo che gli esponenti dell'SVP, contenti, adesso distraggono il relatore. Dicevo: perché vi siete precipitati a fare questo obbrobrio di legge? Un po' perché, evidentemente, avete sempre il problema di riuscire a compattarvi e, poiché la Lega è molto esperta in sistemi elettorali, nella persona del senatore Calderoli, ci ha messo del suo in questa operazione. Ma anche perché tutti gli atti che state producendo hanno in realtà una finalità politica abbastanza chiara, che è quella di non affrontare seriamente la questione della crisi della democrazia rappresentativa, ma semplicemente di indebolirla alla radice. Questo è il punto. Magari potreste pure presentare un emendamento per far adottare da tutti la piattaforma Rousseau.