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Ora il blocco del sistema, al quale non è stato possibile accedere da parte degli operatori, mette a serio rischio la presentazione delle domande nei tempi previsti; ovviamente a subirne le conseguenze sono solo gli agricoltori. Infatti per quanto riguarda la domanda unica è possibile procedere in ritardo fino al 10 luglio senza alcuna penalità, mentre per il PSR occorre il nulla osta da parte delle Regioni, altrimenti ogni giorno di ritardo costa all'agricoltore l'1 per cento sul pagamento di premio; considerato che: gli operatori hanno scritto ad AGEA, ma pare che finora non abbia dato cenni di risposta alle legittime domande dei CAA; eppure, il direttore dell'AGEA, più volte intervenuto in Senato, in audizioni varie presso la 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), non ha fatto altro che ribadire che l'Agenzia esprime la sua competenza istituzionale e la sua professionalità soprattutto nell'erogazione dei contributi comunitari e nazionali alle imprese agricole, ma poi, nei fatti, risulta impossibile produrre le relative domande per accedere agli stessi contributi, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo nei riguardi di AGEA, perché riprenda al più presto la normale funzionalità dei suoi uffici e si dia modo, così, ai Centri di assistenza agricola di portare a compimento le domande nei tempi previsti; in mancanza del raggiungimento degli obiettivi per i quali è preposta l'Agenzia, se non ritenga utile provvedere ad un suo commissariamento e, nel contempo, adoperarsi per trovare una nuova figura con compiti direzionali più proficua e attenta alle improrogabili esigenze degli agricoltori. Atto n. 4-03509 LANNUTTI PRESUTTO ANGRISANI VANIN TRENTACOSTE GAUDIANO Ai Ministri dell'interno, della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che a quanto risulta agli interroganti: la signora L. B. ha avuto una relazione con tale A. S. S. H., nato a Fayum (Egitto) il 9 luglio 1988 e dalla cui relazione è nato il minore M. B. (Palermo, 27 gennaio 2016). La relazione è stata caratterizzata da parecchi episodi di violenza fisica e psicologica da parte di A. S. S. nei confronti della compagna e per tali episodi è pendente un procedimento penale presso l'ufficio del giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Agrigento a seguito dell'esercizio dell'azione penale da parte della Procura della Repubblica, nel corso del quale è stata anche emessa la misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti dell'imputato, sostituita in seguito con altra per decorrenza dei termini; pendente, tra le parti, anche un procedimento presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, aperto di ufficio a tutela del minore e della madre. Nel corso delle proprie denunce la signora B. ha infatti segnalato più volte che A. S. S. avrebbe minacciato di portar via il bambino se la madre non si fosse piegata alle sue violenze e minacce. La madre, dal canto suo, ha ritenuto molto preoccupanti tali minacce, non soltanto per la personalità dell'ex compagno, gravato da un precedente per rapina aggravata dall'uso dell'arma, poi derubricato in lesioni personali dolose e dal disprezzo mostrato dallo stesso in relazione alle regole, ma soprattutto perché, durante la convivenza, L. B. ha potuto osservare la dimestichezza con il quale l'ex compagno ha falsificato un passaporto e, spesso, cambiato alias e identità. Inoltre, secondo il racconto della dottoressa B., A. S. S. sarebbe stato, in passato, considerato un disertore nel Paese di origine, per non aver svolto il servizio di leva obbligatorio; A. S. S. sarebbe fuggito dall'Egitto nel 2007 e avrebbe raggiunto l'Italia con un barcone partito dalla Libia. In alcune interviste, rilasciate in qualità di mediatore per le ONG con le quali ha lavorato, A. S. S. ha invece raccontato di aver raggiunto Lampedusa su un barcone nel 2001. In alcune di queste interviste ha dichiarato anche di essersi laureato in Giurisprudenza, mentre risulta che A. S. S. si sia diplomato presso l'Istituto Tecnico di Cammarata e abbia poi completato un corso di formazione per mediatori culturali gestito dall'Associazione culturale "Acuarinto" di Agrigento. Di certo, dal 2007 A. S. S. ha utilizzato diversi alias , con date e luoghi di nascita diversi. Persino nella sentenza di condanna per il reato di lesioni volontarie aggravate dall'uso dell'arma inflittagli il 9 maggio 2016, A. S. S. è stato condannato con una data e un nome diversi da quelli accertati successivamente. Tra i tanti alias , il soggetto ha dimostrato di essere particolarmente legato al nome "El Sharawi", presente in due dei sei alias segnalati; A. S. S. ha dimostrato di avere una grande "dimestichezza" anche con i documenti di identità "falsi". Emblematico è l'episodio raccontato in una delle denunce dalla signora B.. Il 18 luglio 2017 A. S. S. si sarebbe recato all'Ambasciata egiziana a Roma per rinnovare il passaporto, ma poiché non ha assolto all'obbligo di leva, gli è stato rifiutato. Il 23 luglio, A. S. S. è tornato quindi ad Agrigento, ma il suo passaporto riporta un rinnovo effettuato a Roma in data 28 luglio, con scadenza 28 dicembre 2018. A riprova del rinnovo c'è anche una scansione del passaporto fatta il 29 luglio 2017 e inviata via email alla ONG "Save the Children International" per consentire ad A. S. S. l'imbarco come soccorritore sulla nave "Vos Hestia", incarico assegnatogli dopo essersi recato ad Amsterdam, sempre utilizzando lo stesso passaporto. A riprova del mancato rinnovo del passaporto, il 4 maggio 2018 la Questura di Agrigento non rinnova a A. S. S. il permesso di soggiorno proprio perché sprovvisto di un documento valido. Se ne deduce, quindi, che A. S. S. sia stato ingaggiato da Save The Children sulla base di un documento falso e che questo documento sia stato utilizzato da A. S. S. anche per viaggiare all'estero; inoltre, a quanto risulta agli interroganti: A. S. S. ha lavorato su diverse navi delle ONG che solcano il Mare Mediterraneo. Per un determinato periodo, A. S. S. ha anche partecipato al progetto "Frontex Triton". Nell'ottobre 2014 A. S. S. è stato infatti assunto dall'ONLUS C.I.E.S. (Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo), la quale forniva all'epoca i mediatori culturali alle questure del territorio italiano e per l'appunto anche sulle navi delle operazioni "Mare Nostrum". Ad ottobre 2014, dunque, A. S. S. viene imbarcato su una nave e poi spostato a Pozzallo per le operazioni di frontiera al momento dello sbarco dei migranti. Tutto ciò fino a marzo 2015, quando bruscamente viene licenziato dal C.I.E.S. su segnalazione del Ministero dell'interno.