[resaula]

Infatti, l'interpretazione dottrinale è un mero esercizio logico, mentre quella autentica non necessita di interpretazione perché è il legislatore stesso a dire esplicitamente che cosa significano norme precedentemente adottate. Quello che conta ora è introdurre un elemento che consenta a un eventuale giudice chiamato a pronunciarsi su questo di capire che l'intento di quest'assise non è estrapolare un singolo elemento di una norma (ossia la tutela), su cui siamo tutti d'accordo, ma evidenziare il fatto che questa tutela deve concretizzarsi in una simbiosi di sviluppo dell'uomo e dell'ambiente in funzione delle generazioni future. È evidente, quindi, che questo mio intervento auspica che nella valutazione che eventualmente dovesse esserci in futuro si tenga conto che il nostro intento è far crescere il Paese e non fermare tutti i procedimenti in essere perché, evidentemente, ciò sarebbe contro gli interessi attuali e anche quelli futuri della nostra generazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, membri del Governo, negli ultimi decenni il nostro pianeta ha continuato a subire un processo di degradazione ambientale dovuto alle nostre attività, ossia le attività umane, antropiche. Si tratta di un processo sempre più difficile da governare. Sicuramente sono necessarie delle azioni estremamente urgenti e politiche ambientali di ampio respiro, ma è altrettanto necessario sviluppare una coscienza biosferica. L'emergere della consapevolezza delle conseguenze che il modello economico attuale (quello tradizionale) ha prodotto sui sistemi ecologici e sul loro equilibrio ha sviluppato nel tempo una rete di politiche organiche volte alla salvaguardia dell'ambiente. Già dagli anni Novanta la comunità internazionale si è resa conto della necessità sempre più urgente di avviare una strategia globale per rivedere modelli economici e sociali in chiave sistemica, sostenibile, equa e inclusiva. Dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 ad oggi abbiamo imparato che la dimensione etica e quelle scientifica, tecnica, economica, sociale e culturale sono interconnesse e in relazione fra loro e caratterizzano il concetto complesso e sistemico di ambiente, implicando necessariamente l'individuazione di soluzioni e scelte di livello costituzionale. Infatti, i problemi complessi che dobbiamo affrontare (tutela della biodiversità, cambiamento climatico, pandemia e povertà - temi tutti collegati fra loro - e la cura di ogni essere vivente su questo pianeta) si risolvono con l'individuazione di principi che devono guidare il metodo e le Costituzioni sono la sede in cui tali principi possono essere recepiti e definiti. Il diritto all'ambiente è ormai da anni al centro di un vivace dibattito a livello globale ed è tutelato in modo esplicito già all'interno di numerose direttive comunitarie, come la nuova Carta costituzionale europea e anche la maggior parte delle Costituzioni degli Stati aderenti all'Unione europea e anche di altri Stati nel mondo. Ad oggi abbiamo 193 Costituzioni e 149 contemplano norme che definiscono i principi e i valori per la tutela dell'ambiente. La nostra Costituzione non definisce il concetto di bene ambientale, né contiene alcun riferimento diretto a situazioni legate alla necessità dell'individuo e della collettività di vivere in un ambiente integro e salubre. Probabilmente perché all'epoca, quando è stata elaborata, la cultura o, possiamo dire, la consapevolezza delle problematiche complesse relative allo sfruttamento del capitale naturale dei servizi ecosistemici relativi all'inquinamento delle matrici ambientali, non c'era ancora. (Brusio) . Un bel vocìo di fondo... PRESIDENTE. Colleghi, la giornata è a buon punto. Non deve essere difficile consentire alla collega di svolgere il suo intervento. L'ABBATE (M5S) . Nell'ambito della giurisprudenza italiana una prima definizione di ambiente è rintracciabile nella sentenza della Corte costituzionale n. 210 del 22 ottobre 1987, nel quale questo è configurato come un diritto fondamentale della persona ed interesse fondamentale della collettività che comprende unitariamente la conservazione, la razionale gestione e il miglioramento delle condizioni naturali, quindi dell'aria, dell'acqua, del suolo e di tutte le altre componenti, l'esistenza e la preservazione dei patrimoni genetici, terrestri e marini, e di tutte le specie animali e vegetali che in esso vivono allo stato naturale. La giurisprudenza ha colmato quindi la lacuna normativa a livello costituzionale. L'assenza quindi di un esplicito riconoscimento del diritto all'ambiente, quale principio fondamentale del nostro ordinamento, ha spinto anche noi del MoVimento 5 Stelle ad accogliere con grande entusiasmo e a partecipare in prima persona alla modifica della nostra Costituzione. Tutelare l'ambiente e gli animali è un valore in sé: promuovere un sistema sociale ed economico capace di fare finalmente i conti con la natura, osservare le sue leggi da tempo dimenticate per poter salvaguardare la rete della vita e l'unico pianeta che abbiamo. Ambiente in Costituzione è condizione e presupposto affinché la tutela sia concreta ed equa per le attuali e le future generazioni e impone non solo diritti, ma doveri. Nel Movimento 5 Stelle continueremo la nostra missione. Transizione ecologica? Sì, ma quella reale, quella di Nicholas Georgescu-Roegen quando ci parlava, già nel 1969, di flussi di materia e di energia e ci diceva che la materia era importante e non bisognava bruciarla. Quella di Barry Commoner con le sue leggi dell'ecologia, quando ci diceva che nulla è gratuito, tutto sarà pagato prima o poi. Dobbiamo fare veramente i conti con la natura. La vera transizione ecologica è solo l'inizio e il primo passo, ma poi si dovrà lavorare insieme come un'unica comunità con quello che viene definito il patto verde, il green new deal , che non è altro che questo. Ringrazio i colleghi Gianluca Perilli, Alessandra Maiorino e tutti coloro che hanno contribuito ad ottenere questo risultato oggi. Noi ci siamo. Noi del MoVimento 5 Stelle ci siamo e ci saremo sempre perché le 5 stelle brillano e hanno sempre brillato per la salvaguardia e la tutela del nostro ambiente. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. MAIORINO, relatrice . Signor Presidente, vorrei ringraziare tutte le colleghe e i colleghi che sono intervenuti oggi e tutti quelli con cui abbiamo lavorato intensamente per mesi in Commissione e nel comitato ristretto per raggiungere questo risultato. Oggi è un giorno in cui la politica può essere orgogliosa, perché ha dato il meglio di sé, mettendo da parte divisioni e steccati e cercando senza sosta una strada che consentisse di mettere al centro il bene comune, e così abbiamo fatto. Oggi è un giorno solenne che corona questa determinata volontà, ma soprattutto è un giorno solenne perché ci apprestiamo a modificare per la prima volta quella parte della nostra Carta fondamentale in cui sono fissati i principi fondativi stessi della nostra Repubblica e del nostro essere collettività. Lo facciamo venendo da percorsi diversi, che tuttavia hanno condotto tutti allo stesso esito: la necessità di riconoscere l'ambiente quale diritto irrinunciabile della persona e il dovere pertanto della Repubblica di tutelarlo, anche nell'interesse di chi abiterà questo pianeta dopo di noi, le future generazioni.