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; istigazione a commettere alcuno dei delitti contro la personalità dello Stato previsti dai capi primo e secondo del titolo I, libro II del codice penale (articolo 302 del codice penale); offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone (articolo 403 del codice penale); istigazione a delinquere (articolo 414 del codice penale) ; istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (articolo 414- bis del codice penale) ; associazione per delinquere (articolo 416 del codice penale) ; associazioni di tipo mafioso anche straniere (articolo 416- bis del codice penale) ; pubblica intimidazione (articolo 421 del codice penale); falsificazione di documenti informatici pubblici (articolo 491- bis del codice penale); falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche (articolo 617- ter del codice penale); falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche (articolo 617- sexies del codice penale); frode informatica (articolo 640- ter del codice penale); apologia del fascismo (articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645); propaganda all'odio e istigazione alla violenza razziale (articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654). L'articolo 2 disciplina le procedure di gestione dei reclami concernenti i contenuti illegali. In particolare, si stabilisce che il fornitore di servizi di social network si doti di una procedura efficace, trasparente e permanente per la ricezione e la trattazione delle relative denunce, offrendo agli utenti un dispositivo facilmente riconoscibile e direttamente accessibile per l'invio dei reclami. La procedura deve consentire l'immediata presa in carico della denuncia, la verifica dell'illegalità del contenuto denunciato e la rimozione o il blocco del relativo accesso al contenuto manifestamente illecito entro ventiquattr’ore dalla ricezione della denuncia, salvo i casi in cui il social network abbia concordato con le competenti autorità giudiziarie un termine più lungo per la rimozione o il blocco del contenuto pubblicato. Per tutti gli altri reclami concernenti contenuti non manifestamente illeciti, la rimozione o il blocco dell'accesso deve avvenire, una volta accertata l'illeceità del contenuto, entro sette giorni dalla denuncia. Tale termine è superabile solo in due diverse ipotesi: nei casi in cui la decisione sull'illiceità del contenuto dipenda da false affermazioni o dalla necessaria verifica di altre circostanze fattuali, consentendo all'utente di rispondere al reclamo prima della pronuncia della decisione, oppure nei casi in cui, entro sette giorni dalla ricezione del reclamo, il social network decida di delegare la decisione in materia a un'istituzione di autoregolamentazione riconosciuta ai sensi dell'articolo 3, accettandone le determinazioni. Nel caso la rimozione o il blocco dell'accesso ai contenuti illegali non avvenga nei termini prescritti, il social network incorre in una sanzione da 500.000 a 5 milioni di euro. Il fornitore di servizi di social network è tenuto a notificare al denunciante e all'utente ogni decisione presa con le relative motivazioni. In caso di rimozione di contenuti illegali, il fornitore del servizio è, altresì, tenuto alla conservazione del contenuto rimosso quale materiale probatorio per un periodo di dieci settimane. Sulla questione della conservazione dei contenuti rimossi il comma 3 dell'articolo 2 contiene un esplicito rinvio alla direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, sul commercio elettronico, nonché alla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa ai servizi di media audiovisivi. Si stabilisce, infine, al comma 4, che il management del social network assicuri il monitoraggio sulla gestione dei reclami attraverso controlli mensili; la risoluzione tempestiva di eventuali carenze organizzative in materia di reclami in entrata; la somministrazione -- con cadenza almeno semestrale -- di regolari corsi di formazione e aggiornamento professionale al personale preposto alla procedura di gestione dei reclami. L'articolo 3 disciplina la costituzione e l'accreditamento di specifici organismi di autoregolamentazione ai quali i fornitori di servizi di social network possono affidare le procedure di gestione dei reclami disciplinate dall'articolo 2. Si tratta di enti associativi costituiti da più fornitori di servizi di social network ai quali può essere affidata la gestione delle procedure di reclamo, e quelle di cancellazione e blocco di contenuti illeciti. Per essere riconosciuti quali organismi di autoregolamentazione, ai sensi del presente disegno di legge, tali enti devono assicurare determinati requisiti tra i quali l'indipendenza e l'esperienza dei suoi componenti, la dotazione di adeguate strutture e procedure idonee a garantire decisioni nei termini stabiliti dall'articolo 2, la strutturazione di un servizio reclami, l'adeguatezza dei servizi, nonché la possibilità di adesione di ulteriori fornitori di servizi di reti sociali. Gli organismi di autoregolamentazione sono riconosciuti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Il Ministro dello sviluppo economico verifica annualmente il permanere dei requisiti e può revocare, anche parzialmente, gli incarichi affidati all'organismo di autoregolamentazione dai fornitori di servizi di social network . Nei casi più gravi nei quali, venuti meno i requisiti richiesti dal comma 2 dell’articolo 3, questi non sono ripristinati in un ragionevole lasso di tempo, il riconoscimento può essere revocato. L'articolo 4 disciplina gli obblighi di comunicazione dei fornitori di reti sociali. Quelli che ricevano oltre 100 reclami annui in ordine a contenuti illegali pubblicati sulle proprie piattaforme devono produrre un dettagliato rapporto semestrale sulla gestione dei reclami pervenuti, da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale e sul proprio sito web, entro il mese successivo alla scadenza del semestre di riferimento. I rapporti pubblicati nella home page devono essere facilmente riconoscibili, direttamente accessibili e permanentemente disponibili. Essi devono contenere: a) un'illustrazione di carattere generale sugli sforzi compiuti dal fornitore di servizi di social network per eliminare dalla piattaforma l'attività penalmente punibile; b) la descrizione dei meccanismi di presentazione dei reclami riguardanti i contenuti illegali, nonché i criteri applicati per decidere se eliminarli o bloccarli; c) il numero dei reclami pervenuti nel periodo di riferimento, distinti a seconda della tipologia del denunciante e il motivo della denuncia; d) informazioni sull'organizzazione, le risorse, la specializzazione e le competenze linguistiche del personale impiegato nelle unità responsabili del trattamento dei reclami, nonché sulla formazione e il supporto dei responsabili; e) indicazioni circa l'appartenenza alle associazioni di settore e all'eventuale presenza di servizi di reclamo; f) il numero di reclami per i quali è stato consultato un organismo esterno ai fini dell'assunzione della relativa decisione; g) il numero di reclami nel periodo di riferimento che hanno determinato la cancellazione o il blocco del contenuto in questione, suddivisi in base alla tipologia del denunciante, alla ragione della denuncia e ad altri specifici parametri;