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Sempre per spiegare brevemente perché le relatrici si sono indotte a proporre all'Assemblea la ratifica semplice e il conseguente stralcio momentaneo di parte delle norme previste nel disegno di legge governativo, ricordo, in primo luogo, l'ambiguità del testo normativo approdato all'esame del Senato. Infatti, da un lato, si tenta di introdurre una normativa differenziata rispetto agli istituti interni dell'affidamento e dell'adozione nell'apparente rispetto delle caratteristiche dell'istituto islamico e non si sceglie la via semplice di prevedere l'affidamento internazionale per i minorenni non in stato di abbandono o l'adozione internazionale per quelli in stato di abbandono. Ma, dall'altro canto - e di qui l'ambiguità del testo - non si articola la disciplina in modo tal da renderla effettivamente conforme alle caratteristiche della kafala attribuendo, ad esempio, ai kefalin , cioè la famiglia o la persona singola che si prende cura del minore nel caso di stato di abbandono, una responsabilità genitoriale piena e propria, ad esempio dei tutori, e, quindi, comprensiva anche del potere di rappresentanza che invece resta in capo all'autorità consolare del Paese di origine del minorenne. Serve, dunque, un ulteriore esame di questa parte e la riformulazione del disegno di legge al fine di evitare che queste innovazioni, che vi sono previste e che hanno lo scopo di assicurare al minore la tutela del suo superiore interesse quando vengano a trovarsi in situazioni familiari e personali di particolare disagio e sofferenza, possano determinare disarmonie con la normativa interna italiana e, in particolare, con i principi vigenti in materia di adozione e affidamento aprendo di fatto la strada ad un sistema che aggira la nostra normativa, quella che era stata introdotta grazie alla Convenzione dell'Aja del 1993 sulle adozioni internazionali. Per concludere, il disegno di legge di ratifica, a seguito delle modifiche introdotte nella seduta richiamata delle due Commissioni, detta le norme per l'autorizzazione alla ratifica (articolo 1) e per l'ordine di esecuzione (articolo 2). Sono state poi introdotte modifiche all'articolo 3 individuando unicamente l'autorità centrale italiana nel Ministero della giustizia - Dipartimento per la giustizia minorile, che per lo svolgimento dei suoi compiti si avvale, ove necessario, della rappresentanza e assistenza dell'Avvocatura dello Stato, nonché dei servizi minorili dell'amministrazione della giustizia e può chiedere l'assistenza degli organi della pubblica amministrazione e di tutti gli enti i cui scopi corrispondono alle funzioni che derivano dalla Convenzione internazionale. Ricordo che questa definizione è mutuata dalla legge n. 64 del 1994 di ratifica della Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell'affidamento, aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio, nonché la Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori. Questa definizione è quindi ripetuta costantemente nei nostri atti. Si è previsto, inoltre, lo stralcio degli articoli da 4 a 12 e del 14, per le ragioni che ho appena esposto e che aveva ricordato anche la senatrice Fattorini. Si evidenzia come sia stato comunque mantenuto l'articolo 13, che reca una clausola di invarianza finanziaria per l'attuazione delle disposizioni. Per le ragioni dette poc'anzi dalla collega, si sollecita la rapida approvazione del disegno di legge così come proposto, ovvero della ratifica semplice, rinviando ad un secondo momento le ulteriori ma necessarie norme di adeguamento. (Applausi della senatrice Mattesini) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Consiglio. Ne ha facoltà. CONSIGLIO (LN-Aut) . Signor Presidente, l'argomento al nostro esame è sicuramente spinoso e molto delicato. Cercherò di non soffermarmi, visto anche il poco tempo a disposizione, sulla situazione di questi ultimi vent'anni, in cui il nostro Paese ha dormito sonni tranquilli su questa Convenzione, risalente al 1996, che ha sottoscritto nel 2003 ma non ha mai poi di fatto ratificato. Ricordiamo, signor Presidente, per chi ci ascolta, che con la sottoscrizione di una Convenzione un Paese dichiara di condividere i principi in essa contenuti, ma è soltanto con la ratifica che si impegna a farli rispettare sul proprio territorio al pari di una legge nazionale. Improvvisamente quindi questa ratifica oggi in esame diventa urgente e lo diventa perché c'è una procedura d'infrazione che sta per essere aperta, l'ennesima nei confronti del nostro Paese, sulla tutela dei minori e del loro equilibrato sviluppo, che sembrerebbe qualcosa di molto umiliante per l'Italia. Si imprime allora un'accelerazione e si cerca di risolvere oggi questa seccante situazione, dopo quanto accaduto in sede di votazione finale del provvedimento alla Camera, dove i voti favorevoli sono stati 422, i voti contrari 22 (della Lega Nord) e gli astenuti 4, che probabilmente si sono ravveduti. È stata anche svolta una dichiarazione di voto da parte di un deputato della Lega su questa ratifica che direi che non ha avuto molto successo: il nostro collega onorevole Rondini si è stracciato le vesti per far capire che la questione della kafala probabilmente era stata affrontata in modo non positivo e senza i dovuti accorgimenti. Si parlava proprio di kafala , un termine che solo in epoca contemporanea ha acquisito un senso traslato in riferimento alle misure di tutela dei minori. Come diceva bene chi mi ha preceduto, questo istituto si può paragonare a un affido, una sorta di tutela sociale fino alla maggiore età, nella quale i rapporti tra il minore e la famiglia d'origine non vengono mai meno come succede invece nel nostro ordinamento. C'è stata una battaglia, che noi abbiamo sostenuto alla Camera, e probabilmente non ci ha ascoltati nessuno, ma vediamo che poi nelle Commissioni riunite di merito riunite qui in Senato c'è stata un'inversione di atteggiamento. Gli articoli 1, 2, 15 e parte dell'articolo 3 vengono confermati, mentre per gli altri è stato proposto lo stralcio. Come diceva correttamente la senatrice Filippin, ci sarà bisogno di meditare su questa tematica e di prendere in esame con una certa puntualità la questione della kafala , semmai si dovesse riprenderla e riportarla in quest'Aula. Vedremo poi cosa accadrà dopo l'approvazione del disegno di legge al nostro esame. Certamente dovrà seguire una dettagliata regolamentazione e dovranno essere emanati opportuni provvedimenti che regolino i rapporti tra gli istituti di protezione dell'infanzia dei Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione, ma anche per i rapporti con altri Paesi. Inoltre il nostro movimento ha sempre, diciamo così, tenuto d'occhio i rapporti con l'Islam perché riteniamo si debba mantenere una grande attenzione su questo aspetto. Abbiamo presentato anche un ordine del giorno, che verrà puntualmente spiegato dalla mia collega Stefani, che impegna il Governo a riprendere alcuni provvedimenti che nel corso delle sedute di Commissione non sono stati previsti. Dicono che sono solamente gli asini che non cambiano idea.