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Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, in materia di soppressione delle regioni e delle province e di costituzione di trentasei nuove regioni. Onorevoli Senatori. – L'affollamento istituzionale, generato da una distorta e «generosa» interpretazione del principio del pluralismo istituzionale affermato dall'articolo 5 della Costituzione, ha determinato una costante frantumazione delle articolazioni funzionali (comunità montane e collinari, centri per l'impiego, distretti industriali, aree di sviluppo industriale, ambiti territoriali ottimali e altri) e amministrative (circondari, circoscrizioni comunali), senza che siano state ricondotte a omogeneità da un coerente disegno unitario del sistema autonomistico. Ad accentuare ancora di più tale tendenza hanno significativamente contribuito la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione e la legislazione ordinaria conseguente, che hanno valorizzato quale unico aggregante territoriale la dimensione demografica, trascurando totalmente nel processo di riammagliamento funzionale e amministrativo gli aspetti storici, economici, sociali e di morfologia fisica territoriale (montagne, bacini idrografici e altro). Con la riforma costituzionale del 2001 inoltre lo Stato ha conservato competenza legislativa su un numero limitato e tassativo di materie riguardanti gli enti territoriali (legislazione elettorale, organi e funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle città metropolitane), spettando per il resto alla competenza legislativa regionale: a) attribuire ai comuni ulteriori funzioni amministrative; b) disciplinare gli ambiti territoriali minimi cui condizionare l'attribuzione di funzioni; c) disciplinare le forme associative e di cooperazione (comunità montane, unioni di comuni, convenzioni, consorzi, uffici comuni, delega di funzioni a comuni più grandi e altro); d) promuovere politiche di fusione tra municipalità di dimensione modesta. Ma il cosiddetto «regionalismo differenziato» ha generato una proliferazione di enti territoriali intermedi a «geometria variabile», appesantendo ulteriormente l'iperterritorializzazione della maglia amministrativa, con frequenti sovrapposizioni di competenze territoriali e con moltiplicazione delle disfunzioni della pubblica amministrazione, tali da rendere difficoltosa la garanzia di standard adeguati e finanche minimi dei servizi. In definitiva, nonostante una riscrittura complessiva del sistema delle autonomie (e forse proprio a causa di tale riforma di rango costituzionale, risalente al 2001 e i cui esiti di segno negativo appaiono ormai in tutta la loro evidenza), emerge con drammaticità la mancanza di un disegno sistemico su cui fondare una progettualità territoriale (e amministrativa) capace di esprimere una visione coerente per il futuro, efficacemente capace di cogliere i bisogni del corpo sociale. Il presente disegno di legge pertanto mira a creare – secondo le indicazioni fornite dalla Società geografica italiana – una riarticolazione territoriale politico-amministrativa che preveda, in sostituzione delle attuali province e degli attuali confini regionali, trentasei nuove regioni, nell'ottica di farle divenire – secondo canoni di adeguatezza e di proporzionalità – i centri propulsori della gestione amministrativa della cosa pubblica. Si elencano le regioni, partendo da nord-ovest e finendo con le isole: 1) Del Tanaro (polarità urbane: Alessandria; comunità territoriali: Alessandria, Casale, Asti, Alba, Fossano, Saluzzo, Cuneo, Mondovì); 2) Torino (area metropolitana: Torino; comunità territoriali: Pinerolese, Ivrea); 3) Valle D'Aosta (Aosta, Saint Vincent, Courmayeur); 4) Valsesia (polarità urbane: Novara; comunità territoriali: Novara, Vercelli, Biella, Borgosesia, Borgomanero, Verbania, Domodossola, Crescentino); 5) Milano (area metropolitana: Milano; comunità territoriali: Pavia, Vigevano, Tortona, Novi Ligure, Busto Arsizio); 6) Insubria (polarità urbane: Bergamo; comunità territoriali: Bergamo, Sesto Calende, Como, Lecco, Chiavenna, Varese, Sondrio, Bormio, Edolo); 7) Liguria (area metropolitana: Genova; comunità territoriali: Ventimiglia, Sanremo, Savona, Imperia, Albenga, Finale, Cairo Montenotte, Chiavari); 8) Padania occidentale (polarità urbane: Piacenza, Parma; comunità territoriali: Piacenza, Parma, Cremona, Lodi, Crema, Fiorenzuola-Fidenza); 9) Del Garda (polarità urbane: Brescia, Verona; comunità territoriali: Brescia, Verona, Mantova, Legnago); 10) Padania orientale (polarità urbane: Ferrara; comunità territoriali: Ferrara, Rovigo, Adria, Comacchio, Argenta); 11) Trentino (polarità urbane: Trento; comunità territoriali: Trento, Rovereto, Cles, Tione, Cavalese, Arco, Feltre, Agordo, Belluno, Cortina); 12) Alto Adige (polarità urbane: Bolzano; comunità territoriali: Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico); 13) Veneto (area metropolitana: Venezia; polarità urbane: Padova, Vicenza; comunità territoriali: Padova, Vicenza, Treviso, Belluno, Schio, Bassano del Grappa, Castelfranco, Montebelluna, Conegliano, Feltre, Agordo, Cortina, Portogruaro); 14) Friuli (area metropolitana: Trieste; polarità urbane: Udine; comunità territoriali: Udine, Pordenone, Gorizia, Tolmezzo); 15) Emilia (area metropolitana: Bologna; polarità urbane: Modena, Reggio Emilia; comunità territoriali: Modena, Reggio Emilia, Carpi, Sassuolo, Castelnuovo Monti, Pavullo, Mirandola); 16) Romagna (polarità urbane: Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena; comunità territoriali: Imola, Faenza, Lugo, Forlì, Cesena e Rimini); 17) Tirrenia (polarità urbane: Livorno, La Spezia; comunità territoriali: La Spezia, Massa-Carrara, Aulla, Barga, Viareggio, Pisa, Lucca, Volterra, Cecina, Piombino, Porto Ferraio); 18) Firenze (area metropolitana: Firenze; polarità urbane: Prato, Arezzo; comunità territoriali: Empoli, Montecatini, Pistoia, Prato, Arezzo, Bibbiena, Borgo San Sepolcro); 19) Etruria (comunità territoriali: Siena, Grosseto, Viterbo, Poggibonsi, Follonica, Orbetello, Manciano, Pitigliano, San Quirico, Montepulciano, Castel del Piano, Civitavecchia); 20) Umbria (polarità urbane: Perugia, Terni; comunità territoriali: Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio, Assisi, Gualdo Tadino, Foligno, Norcia, Spoleto, Orvieto, Todi, Rieti); 21) Marche (polarità urbane: Ancona, Pesaro; comunità territoriali: Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia, Jesi, Fabriano, Urbino, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, San Severino, Recanati, Camerino, Civitanova, San Benedetto); 22) Roma Capitale (area metropolitana: Roma); 23) Ciociaria (polarità urbane: