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in un colpo solo è riuscita a deludere 8 milioni di alunni, docenti di ruolo, precari, supplenti, personale ATA, genitori e pure i sindacati. (Applausi). Insomma, complimenti, perché nessun Ministro dell'istruzione finora c'era riuscito. Riepilogando quindi la sua pagella - signor Ministro, non solo i maturandi, ma anche lei è sotto esame - veniamo ai giudizi. Didattica a distanza: insufficiente. Esami di maturità: gravemente insufficiente. Rientro a scuola: non classificabile, perché ancora non lo sappiamo. Scuole paritarie e asili nido: zero. Concorso per docenti precari: insufficiente. E veniamo, come in ogni pagella che si rispetti, al voto in condotta o, nel suo caso, in grammatica istituzionale. In questi anni ci avete abituati un po' a tutto, ma mai in questo Parlamento avevamo conosciuto l'umiliazione di apprendere decisioni così importanti come quelle che riguardano la scuola con dodici ore di preavviso o comunicate e smentite in televisione piuttosto che in questa sede. Anche su ciò, purtroppo, il nostro giudizio è gravemente insufficiente. (Applausi). Mi spiace che sorrida, onorevole Ascani, perché abbiamo finito con la pubblicazione addirittura dei decreti su Facebook. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice, e a rivolgersi alla Presidenza. RONZULLI (FIBP-UDC) . Arrivo alla conclusione. Abbiamo aspettato dodici ore: possiamo aspettare un minuto. (Applausi). PRESIDENTE. Stiamo aspettando ugualmente, come per i suoi colleghi e, quindi, la invito a concludere. RONZULLI (FIBP-UDC) . Abbiamo visto addirittura il decreto pubblicato su Facebook ancora prima del voto: una grave mancanza di rispetto per tutta questa Assemblea e per tutte le istituzioni. In conclusione, dichiaro il convinto voto contrario di Forza Italia a questo decreto, su cui ancora una volta avete messo la fiducia, assumendovi così tutta la responsabilità delle vostre scelte. Il nostro è un no nel merito del provvedimento; un no per il metodo utilizzato da una maggioranza che ha confermato di essere sorda alle buone proposte; un no politico a un decreto che parla di scuola purtroppo solo nel titolo. Noi di Forza Italia combattiamo le idee sbagliate, signor Ministro, mai le persone e, quindi, a nome di tutto il Gruppo Forza Italia anche noi le esprimiamo la nostra solidarietà per le minacce ricevute. (Applausi). Tuttavia, ci dispiace, ma come Ministro purtroppo, vista la sua pagella, lei è bocciata da noi, dagli studenti e dagli insegnanti. E questa è la sua pagella. (Mostra un cartello dalla foggia di una pagella con su scritto "Lucia Azzolina, pagella scolastica, bocciata". Applausi). PRESIDENTE. No! Senatrice, lo sa: metta giù il cartello. GRANATO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (M5S) . Signor Presidente, non commento tutte le inesattezze che sono state dette in questo contesto dai rappresentanti dell'opposizione. (Proteste). PRESIDENTE. Senatrice, un momento. Presidente Gasparri, proprio lei! GRANATO (M5S) . Questi gesti plateali si fanno soltanto quando si sa di essere al centro dei riflettori. Ieri, durante la discussione generale, tutti i banchi erano vuoti. (Applausi. Proteste). Questo sofferto decreto-legge, nato per disciplinare la chiusura dell'anno scolastico, gli esami di fine primo e secondo ciclo di istruzione e la riapertura delle attività didattiche a settembre ha avuto per lo meno un pregio. (Proteste). PRESIDENTE . Colleghi, cerchiamo di essere chiari: sono stati fatti interventi molto veementi, giustamente, e si è lasciato che venissero portati a termine. Quindi, finché non si trascende nel linguaggio e nelle modalità, questa Presidenza farà proseguire gli interventi, chiunque stia parlando. Prego, senatrice. GRANATO (M5S) . La ringrazio, Presidente. Stavo dicendo che questo sofferto decreto-legge, nato per disciplinare la chiusura dell'anno scolastico, gli esami di fine primo e secondo ciclo d'istruzione e la riapertura delle attività didattiche a settembre, ha avuto per lo meno il pregio di aver riportato la scuola italiana al centro del dibattito pubblico. Sono anni che la qualità della nostra scuola è stata svilita da varie riforme che l'hanno minata nel suo ruolo costituzionale. Ci voleva un decreto per il Covid, nato per tutt'altro, per mettere un po' di ordine dove la legislazione scolastica dell'ultimo ventennio aveva creato il caos. La visione della scuola del MoVimento 5 Stelle è la stessa dei Padri costituenti: laica, statale, ascensore sociale per gli ultimi, gratuita, libera, democratica, inclusiva e meritocratica. (Applausi). Grazie a noi oggi il reclutamento a tempo determinato del personale docente, lasciato alla discrezionalità dei dirigenti scolastici, torna ad essere trasparente, con l'apertura di graduatorie di seconda e terza fascia aggiornate, redatte dagli uffici periferici del Ministero dell'istruzione. Slitta in autunno la procedura concorsuale straordinaria che prevede l'assunzione di ben 32.000 docenti su base meritocratica. Per questi risultati dobbiamo dire grazie al ministro Azzolina e le esprimiamo il sostegno da parte di tutto il Gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle. (Applausi). Il nostro Ministro ha avuto il coraggio di affrontare, al contrario dei suoi predecessori, il tema spinoso dei concorsi. Erano anni che ormai non si facevano concorsi degni di questo nome per i docenti. La fantasia dei legislatori si è sbizzarrita alla ricerca della procedura ope legis che legittimasse nel modo più indolore possibile un dannoso automatismo tra anzianità di servizio e reclutamento scolastico che fosse alla portata del più modesto impegno di chiunque avesse un titolo di accesso valido per l'insegnamento. Dobbiamo dire grazie a chi ha fatto questi interventi scellerati se la scuola statale e la professione docente hanno nel tempo sempre più perso credito nell'immaginario collettivo, con conseguenze sotto gli occhi di tutti. Le aggressioni ai docenti da parte di genitori e studenti, ormai all'ordine del giorno in qualsiasi contesto e per qualsiasi pretesto, e la loro posizione economica tra le più basse d'Europa ne sono un indicatore ben preciso. Mettere a regime concorsi pubblici direttamente abilitanti per il personale docente con cadenza biennale, senza ulteriori spese per i concorrenti, è oggi un obiettivo alla portata di qualsiasi Governo; avere il coraggio e la volontà di perseguirlo fino in fondo sono un'altra storia. Ci vogliono coraggio, determinazione e lealtà al proprio ruolo istituzionale, perché si parla per lo più a una platea di destinatari a cui quei precedenti scellerati hanno indotto aspettative diverse.