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Bisogna spiegare alla gente che, con le motivazioni futili e abiette, si può punire più severamente chiunque; che ci sono norme del codice penale poste a presidio della sicurezza dei cittadini con punizioni severissime e che, per quanto nessuno debba sottovalutare nemmeno un singolo episodio di violenza, i dati statistici diffusi dall'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori dimostrano che nell'arco di quasi un decennio gli episodi - io non li voglio sottovalutare - si contano nell'ordine di alcune decine. Non c'è un'emergenza gigantesca che giustifica un decreto e, comunque, anche un solo atto di violenza giustificherebbe l'aggravamento delle norme. Volete l'aggravamento delle norme? Lo abbiamo proposto con il testo di legge presentato da alcuni esponenti del centrodestra. Qualcuno ci deve pure spiegare cosa c'entra con la sanzione aggravata e rafforzata di chi compie per motivi di pregiudizio sessuale degli atti di violenza o di discriminazione tutto il resto della legge. L'articolo 1 del disegno di legge Zan tenta di introdurre una rivoluzione antropologica nel Paese con una norma che è più rilevante di un articolo della Costituzione. Vergognatevi del fatto di avere portato in Aula questo provvedimento senza discuterlo in Commissione. Vergognatevi del tentativo di mettere il bavaglio. Ci potete mettere la mascherina, che dobbiamo indossare per ragioni sanitarie, ma non ci faremo chiudere la bocca perché l'articolo 1 è gravissimo. Muta, infatti, la vita del Paese. La Costituzione non contiene in tutte le sue parti articoli così importanti. Ce ne sono di fondamentali; ci sono altre norme programmatiche della Costituzione, che tutti condividiamo, ma che sono degli auspici. Chi vuole negare il diritto al lavoro? La Costituzione, però, non lo risolve. Lo afferma. L'articolo 1 parla di identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver compiuto un percorso di transizione. Ci sono persone che cambiano sesso e queste cose vanno riconosciute e accompagnate. Ma, quando non c'è alcuna trasformazione o alcun cambiamento, l'articolo 1 di questa legge introduce una rivoluzione antropologica pazzesca, che non è accettabile, è incostituzionale e la Presidenza della Repubblica mai potrebbe firmare con un avallo una legge che il Parlamento dovesse approvare. Non c'entra nulla, infatti, con la punizione aggravata l'introduzione di questa rivoluzione antropologica con un articolo che è più importante di una norma della Costituzione che la sinistra, le sue dépendance e aggregazioni di altra natura vorrebbero approvare senza nemmeno fare una discussione vera e approfondita. In Commissione non c'è stata e la facciamo in Aula. L'articolo 1 è aberrante, inaccettabile e discriminatorio nei confronti dei cittadini di questa Repubblica. È incostituzionale e non c'entra niente con la lotta sacrosanta alla violenza. Va spiegato al Paese. Se si approvasse questa legge così come è, ognuno può dichiarare in qualsiasi momento un'appartenenza di genere e di sesso cambiando anche più volte, perché non lo si può impedire a una persona. Si sono fatte molti esempi sugli atleti e sulle quote rosa. Non voglio dilungarmi su questo, ma dico che non si può ammettere una volontà indiscriminata di cambiare appartenenza di genere al di là di qualsiasi apparenza. L'articolo 4 sul pluralismo delle idee e della libertà delle scelte contiene formule giuridiche che illustri giuristi di ogni orientamento hanno criticato. Si dice all'articolo 4: «Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni» - il disegno di legge dice che sono fatte salve: insomma, potresti parlottare un po', però... - «nonché le condotte legittime riconducibili al purismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti», con ciò affidando al giudice una selezione delle opinioni. Abbiamo visto, dal caso Palamara e dalla vergogna del CSM, chi sono i magistrati in questo Paese. Sarà una minoranza, per la maggior parte sono bravi, ma io questa maggioranza di magistrati bravi e onesti, caro senatore Caliendo, la vedo silente nel Paese. Ho visto invece gli effetti della minoranza faziosa e condizionata da una ideologia di sinistra, e sinistra come aggettivo. Io non voglio mettere in mano alla magistratura le opinioni. Le aggressioni le puniamo più severamente, le discriminazioni le mettiamo al bando, ma io credo che l'articolo 4, così com'è, metterebbe le opinioni in mano ai fruitori del "palamarismo", ai procuratori nominati nelle maniere ignobili che abbiamo visto. Mi chiedo come mai si indaghi su Palamara e non su Pignatone, che era il procuratore della Repubblica che, secondo il libro di Sallusti, prendeva i cornetti in casa di Palamara parlando col presidente di sezione del Consiglio di Stato, che doveva decidere sul ricorso per la nomina del procuratore della Repubblica di Palermo. A quando un'indagine su Pignatone per traffico di influenze? Io non voglio che le mie opinioni vadano in mano ai Pignatone di tutta Italia, che hanno violato la legge. Lo dico in Parlamento perché almeno qui lo posso dire e perché è la verità. (Applausi) . Ci sono tante altre cose che non vanno. L'articolo 7 sulla scuola, con l'istituzione della giornata del gender : bambini di sei o sette anni dovrebbero sentire le lezioncine dell'associazione X o Y che va a spiegare cose che quegli stessi bambini non hanno strumenti critici per valutare. Non si fa l'educazione sessuale, ma si fa l'educazione transessuale nelle scuole. Si passa all'educazione transessuale, senza passare per tappe intermedie. (Applausi) . Si può discutere sull'educazione sessuale nelle scuole, su come introdurla, sugli strumenti critici. La formazione è affidata anche alle famiglie, che in ultima istanza, di fronte a bambini così piccoli, mantengono una sovranità educativa che non può essere cancellata. A che serve l'articolo 7? Facciamo la giornata contro la violenza; facciamo giustamente delle lezioni nelle scuole contro le discriminazioni, ma una cosa di questa natura, introdotta dall'articolo 7, non va assolutamente bene. La disabilità viene citata in qualche parte, come feticcio, ma viene ignorata da altre parti. Questo disegno di legge - Zan, vergognati! - strumentalizza la disabilità, perché se ne frega nel 90 per cento degli articoli e la cita solo in alcune parti. (Applausi) . Zan e chi vota per questa legge stanno compiendo un atto discriminatorio nei confronti dei disabili, citati in alcuni casi, ignorati in molte altre previsioni del testo. A chi vota a favore di questo disegno di legge della tutela delle persone diversamente abili non importa niente. Questa è la verità. Abbiamo quindi mille ragioni per contrastare questo provvedimento. Signor Presidente, in conclusione - e la ringrazio per la sua cortesia - credo che si debba discutere delle aggravanti, se servono, ma già ce ne sono, perché non c'è il vuoto legislativo.