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in quella che gli interroganti ritengono una violazione di quanto disposto dall'art. 78 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali), il sindaco Brugnaro fu presente e intervenne: durante la predetta discussione del Consiglio comunale del 5 febbraio 2018; all'approvazione della successiva delibera di Giunta comunale del 13 febbraio 2018 (avente ad oggetto la votazione per reindirizzamento della previsione di spesa per la "riqualificazione urbanistica ed edilizia della stazione di Mestre" verso la realizzazione di un ponte ciclopedonale che collegasse il parco San Giuliano con l'area dei Pili); all'approvazione della delibera di Giunta comunale del 4 novembre 2019 (per l'approvazione del piano urbano della mobilità sostenibile); un'inchiesta de "La Nuova Venezia", pubblicata nell'ottobre 2020, ha portato alla luce uno scambio di e-mail del 2017 tra Derek Donadini, ex funzionario della società Porta di Venezia, e in seguito vice capo di gabinetto del sindaco Brugnaro, e una ditta costruttrice legata all'imprenditore Ching Chiat Kwong, dalle quali traspare come tra le due parti ci fossero espliciti riferimenti alla cessione dell'area dei Pili alla società del magnate di Singapore per la cifra di 100 milioni di euro, solo subordinatamente all'approvazione della modifica urbanistica ("La Nuova Venezia", articoli a firma di Enrico Tantucci del 13-14-15 ottobre 2020; "Corriere di Verona", 15 ottobre 2020); peraltro, anche sul quotidiano "Domani" del 6 settembre 2021 è apparso un articolo in cui si parla del nuovo piano di mobilità sostenibile per Venezia 2020 che sembrerebbe, secondo l'inchiesta, dirottare gli arrivi turistici che entrano in città anche sui terreni riconducibili alle proprietà del sindaco; considerato che: più recentemente la stampa locale ha segnalato l'ulteriore preoccupazione destata dall'approvazione da parte della Giunta comunale del PUMS (piano urbano della mobilità sostenibile), che prevede nella località dei Pili e di San Giuliano un nuovo doppio terminal di accesso via acqua alla città lagunare, con lo scavo di un nuovo canale lagunare per il collegamento con il canale Vittorio Emanuele III; tale progetto vedrebbe ancora una volta l'area dei Pili al centro di potenziali speculazioni. L'area verrebbe infatti attrezzata a terminal e area di scambio a servizio dei bus turistici, con nuovi parcheggi e fermate di autobus, tram, treno e vaporetti, e con la necessaria presenza di aree di ristoro e attività commerciali. L'impiego di risorse e finanziamenti pubblici porterebbe in tal modo a un ingente aumento di valore di un'area privata ("La Nuova Venezia", 25 aprile 2021; "Nuova Venezia", 29 e 30 agosto 2021); peraltro, le notizie di stampa sembrano suggerire o insinuare, inoltre, come l'individuazione del canale nord, sponda nord come approdo temporaneo per la crocieristica (una scelta questa fortemente sostenuta da Comune e Regione nonostante la mole dei lavori necessari, i costi spropositati richiesti e comunque sproporzionati per una destinazione che dovrebbe essere di carattere temporaneo) insistendo su un luogo immediatamente contiguo al terreno dei Pili potrebbe comportare un ulteriore potenziale rischio di conflitto di interessi legato alla necessità della realizzazione dei servizi connessi al terminal ("Nuova Venezia", 7 agosto 2021), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se, in particolare, siano a conoscenza della situazione di conflitto di interessi descritta che coinvolge il sindaco di Venezia e che si protrae da tempo, situazione ad avviso degli interroganti alla quale ad oggi non è stata data alcuna soluzione e rispetto alla quale si chiede quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze e prerogative, intendano intraprendere; quali iniziative, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano assumere per dare corso alle opportune verifiche secondo i principi di trasparenza, correttezza e buon andamento dell'attività amministrativa. Atto n. 4-05976 LANNUTTI VANIN LEZZI CASTALDI ANGRISANI Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: sul quotidiano "Domani" del 6 settembre 2021 è apparso un articolo dal titolo "Il comune è tutto un affare, Brugnaro prende Venezia", in cui si parla del nuovo piano per la mobilità sostenibile Venezia 2030 che secondo l'inchiesta giornalistica dirotterebbe i flussi dei turisti che entrano in città sui terreni la cui proprietà è riconducibile al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. "Un affare milionario preparato per oltre dieci anni", che secondo il quotidiano sarebbe "solo il più clamoroso dei conflitti di interesse che hanno accompagnato l'ascesa e il potere di questo Berlusconi veneto"; nell'articolo si fa presente che il 31 marzo 2021 è stato redatto un documento che ridisegna l'accesso alle isole lagunari, un progetto che prevede anche il delicato scavo di un canale. A giugno scorso a questo documento è seguito un bando del Comune di Venezia per realizzare lo studio di fattibilità del nuovo " terminal intermodale" terra-mare di San Giuliano, il cui scopo sarebbe quello di decongestionare la porta di accesso a Venezia, rappresentata attualmente da piazzale Roma, e ridurre quindi i flussi sul ponte della Libertà, unica via di accesso per le automobili. La mappa allegata al progetto indica come terminal San Giuliano due aree collegate tra loro, una delle quali nota come Pili, a sud del ponte della Libertà, un terreno non bonificato, che secondo il progetto dovrà intercettare l'utenza turistica con servizi di navigazione e con collegamenti ferroviari, e pertanto sono previste anche una nuova fermata del treno ad hoc e una nuova fermata del tram, con un transito giornaliero medio di 9.600 turisti al giorno. Per la realizzazione del nuovo terminal verrebbe utilizzata parte dei 1,39 miliardi di euro assegnati a Venezia a fine 2019 dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; considerato che: nella seduta del 5 febbraio 2018 il Consiglio comunale di Venezia ha approvato a maggioranza un ordine del giorno in cui è stato espresso parere favorevole a un poderoso sviluppo urbanistico dell'area dei Pili che, per essere attuato, necessitava dell'approvazione di varianti alla strumentazione urbanistica comunale; l'area dei Pili è un'area privata di proprietà della società Porta di Venezia S.p. A., che risulterebbe far capo al sindaco Brugnaro. L'area, acquistata nel 2005 per circa 5 milioni di euro, assumerebbe oggi un valore dai 100 ai 150 milioni di euro grazie alla variante urbanistica. Al fine di evitare di incorrere in conflitti di interessi, il sindaco avrebbe affidato le sue società allo studio Withers dell'avvocato statunitense Ivan A. Sacks, secondo l'istituto del cosiddetto blind trust , un istituto in uso nel mondo anglosassone per la gestione delle sole proprietà mobiliari, quindi non efficace per i beni immobili.