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Risulta altresì in diminuzione la spesa in conto capitale: tra il 2019 e il 2021 è passata da circa 2,66 milioni a circa 1,722 milioni di euro. Va evidenziato che la riqualificazione di tale voce di spesa ha consentito l'effettuazione di investimenti significativi. A fronte di una così marcata riduzione delle spese come quella registrata a partire dal 2012, la sfida naturalmente è stata ed è tuttora quella di rendere compatibili i risultati finanziari conseguiti, che testimoniano la partecipazione del Senato allo sforzo di stabilizzazione della finanza pubblica compiuto negli ultimi anni, con il mantenimento di un elevato standard qualitativo dei servizi erogati, tanto più in un contesto che, almeno fino alla fine del 2021, ha visto una costante riduzione del personale di ruolo dell'amministrazione. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà. DE POLI, senatore Questore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche a nome del collegio dei senatori Questori, quindi del senatore Arrigoni e della senatrice Bottici qui presente, sottopongo all'esame dell'Assemblea il Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2021 e il Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2022. Si tratta dell'ultimo bilancio di questa legislatura, ma vorrei far presente le cifre, che attestano l'impegno quotidiano e costante degli organi di direzione politica e amministrativa di questo ramo del Parlamento nella gestione rigorosa e attenta delle risorse pubbliche. Gestione attenta, rigore e qualità dei servizi: questi sono stati i principi ai quali ci siamo ispirati. Vorrei dire che queste sono anche le tre parole chiave di questo bilancio e del nostro operato, nonostante in questa legislatura abbiamo visto scoppiare, purtroppo, la pandemia da Covid-19, dal 2020 fino a quest'anno; il Senato ha però continuato a lavorare anche durante il lockdown , garantendo una continuità legislativa importante per i nostri cittadini, per le nostre aziende e per la nostra Italia. Credo che questo sia stato un contesto veramente straordinario. Dall'altra parte, nel corso del 2022, abbiamo visto la crisi internazionale e il fenomeno inflattivo che ne è scaturito, ma neanche questo ha comportato alcun incremento dei saldi nel nostro bilancio. Anzi, tutto ciò è stato compensato da un'opera di razionalizzazione della spesa del bilancio interno del Senato stesso. Il risultato che il bilancio di previsione evidenzia è quindi la conseguenza della costante opera di riordino dell'attività amministrativa. Passo all'illustrazione del Rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2021. La spesa complessiva del Senato, al netto degli accantonamenti del 2021, ammonta a 445.729.870,94 euro, in diminuzione di 3.215.425,74 euro rispetto al consuntivo del 2020. Il trend è decrescente ed è ancora più marcato se mettiamo a confronto i dati del 2021 rispetto a quelli del 2012. In questo periodo, infatti, la spesa nominale del Senato si è ridotta del 6,35 per cento, senza chiaramente tener conto degli effetti inflazionistici. Il rapporto tra la spesa effettiva del Senato e la spesa statale è pari a 0,042 per cento: in quindici anni si è praticamente dimezzato. Credo che questo dimostri l'attenzione che abbiamo dato in questo ramo del Parlamento ai bisogni dei nostri cittadini in un momento di grande difficoltà. Ancora una volta, il Senato si dimostra attento alle realtà del nostro territorio, della nostra Italia. Per quanto riguarda il bilancio dell'Assistenza sanitaria integrativa dei senatori (quello che tutti i mesi noi versiamo), un'attenta valutazione ha consentito un avanzo di gestione di 2,5 milioni di euro. Ricordo ai colleghi che, oggi più che mai, considerata la riduzione costituzionale dei parlamentari, forse sarebbe opportuno procedere a un raccordo con la stessa Assistenza sanitaria integrativa del personale. L'aggregato della spesa corrente obbligatoria rappresenta oggi al Senato il 91,56 per cento di tutte le spese del Senato. La spesa obbligatoria - che, come sapete, nel nostro bilancio, oltre agli stipendi del personale e dei senatori e alle varie spese, comprende anche tutta la parte previdenziale - rappresenta quindi più del 90 per cento del nostro bilancio; e questo registra, dall'inizio della legislatura, una diminuzione pari all'8,1 per cento. Passo al bilancio di previsione 2022. Anche in questo caso, la costante opera di attenzione e di razionalizzazione dell'attività amministrativa ha portato a una serie di risultati importanti, facendo sì che, oltre a una riduzione di spesa, si potesse procedere a investimenti in innovazione, per prospettare nel futuro un Senato più green , più 4.0, attento, anche rispetto alla programmazione del PNRR, alle nuove risorse che ci spettano, per dare una risposta concreta a tutto questo. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto, dal 2013 al 2022, di 344,1 milioni di euro. È una cifra importantissima, che è data, da una parte, da una minor dotazione - di 21,6 milioni di euro - che nel contesto di tutti questi anni, dal 2013 al 2022, porta a un minore impatto sulla finanza pubblica di 216 milioni di euro, e, dall'altra parte, dagli ulteriori risparmi diretti che abbiamo fatto in Senato, che dal 2013 al 2022 arrivano a 128,1 milioni di euro. Questo è un aspetto fondamentale e importante, che mostra l'ulteriore attenzione che abbiamo dato rispetto alla spesa pubblica. Chiaramente le riduzioni sono dovute anche alle integrazioni funzionali tra l'amministrazione del Senato e l'amministrazione della Camera, ad esempio attraverso il polo della documentazione parlamentare, il polo informatico, il polo bibliotecario e la stretta collaborazione con gli archivi storici. I due rami del Parlamento si sono uniti per dare una migliore risposta e chiaramente migliori servizi con una minore spesa. Lo stesso discorso riguarda le procedure di gara di rilevanza comunitaria, alcune promosse dalla Camera, altre fatte direttamente da noi, sempre nel rispetto delle previsioni dettate dal codice degli appalti pubblici e dal codice dell'amministrazione digitale. Credo che questo sia uno degli aspetti di trasparenza che abbiamo voluto dare a questo ramo del Parlamento. Passo ora al fronte delle retribuzioni del personale dipendente, che registra una riduzione della massa stipendiale dal 2011 al 2022 pari al 24,45 per cento, al netto delle nuove assunzioni, che chiaramente, vista la riduzione del personale, si stanno facendo. Sul fronte delle indennità parlamentari (competenze, accessori, eccetera), dall'inizio della scorsa legislatura ad oggi la stima delle economie di spesa si attesta su un importo pari a 86 milioni di euro. Rispettando la curva dei dati degli anni precedenti, la percentuale della spesa per l'indennità dei senatori rispetto al bilancio totale del Senato si è più che dimezzata dal 2011 al 2022, passando dal 19 al 9 per cento. Un altro aspetto fondamentale circa il lavoro concreto della nostra istituzione riguarda le risorse dei Gruppi parlamentari.