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Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Fenu. FENU, relatore . Signor Presidente, la mia sarà, in realtà, una replica brevissima, in quanto abbiamo affrontato tutti gli argomenti trattati in questo decreto-legge in sede di relazione iniziale. Evidenzio solo alcuni temi. Uno degli elementi di novità introdotti nel decreto-legge riguarda l'obbligo di certificazione SOA per le imprese edili che effettuano i lavori da superbonus. Volevo spiegare questo punto, perché dall'esterno stanno chiedendo a tutti i parlamentari cosa sia successo e c'è preoccupazione tra le imprese più piccole, che non hanno mai avuto necessità di questo tipo di certificazione. Si è trovato un punto di caduta tra due necessità che erano ragionevoli: da una parte c'era la necessità di affidare i lavori più ingenti a imprese che fossero un minimo strutturate e tale strutturazione si può rappresentare anche con il possesso di questa certificazione; dall'altra, però, si è inteso trovare un punto di caduta rispetto all'emendamento proposto anche da Forza Italia e riformulato dal Governo aumentando la soglia inizialmente prevista. In breve, la riformulazione iniziale prevedeva che le imprese, per poter effettuare lavori per un importo maggiore di 258.000 euro, avrebbero dovuto aver chiesto - in una fase transitoria, già dal 1° luglio 2022 (quindi da subito) - almeno la certificazione SOA e poi, dal 1° gennaio 2023, possedere la certificazione vera e propria. Oggettivamente la soglia era bassa, perché rischiava di escludere le imprese più piccole, e il termine era effettivamente troppo vicino, quindi molte imprese non avrebbero fatto in tempo a ottenere la certificazione. Si è perciò aumentata la soglia a 516.000 euro e si è spostato il termine al 1° gennaio. Riceviamo qualche elemento di protesta da parte di qualche piccola impresa. Io mi auguro che si possano trovare in futuro elementi di ulteriore miglioramento di questa disposizione, che comunque nasce da due contrapposte esigenze, entrambe ragionevoli. Rispondo ora in breve al collega Daniele Pesco, che aveva presentato un emendamento per introdurre la possibilità di stabilire il prezzo del gas in base al prezzo medio di acquisto da parte degli acquirenti grossisti. Il collega ha lamentato che il suo emendamento fosse stato ignorato; in realtà è stato esaminato con molta attenzione ed è davvero importante. Tutti siamo d'accordo sulla necessità di agire in qualche modo sul calmieramento del prezzo nell'acquisto all'ingrosso. Tuttavia ci sono state difficoltà ad esprimere un parere su un emendamento di questo tipo, soprattutto perché alla Camera recentemente è stato approvato un emendamento analogo che ha come riferimento il costo reale del gas e il soggetto che deve fare riferimento a questo costo reale, per poter intervenire sul prezzo finale al consumatore, è ARERA. Mi auguro quindi che l'emendamento recentemente approvato alla Camera al decreto-legge energia possa essere attuato nel più breve tempo possibile, perché non basta colpire gli extraprofitti. La soluzione migliore sarebbe agire all'origine. Quindi, in qualche modo, controllare il prezzo del gas all'origine, che non corrisponde al costo reale originario. Questa considerazione era rivolta a rispondere al collega Pesco. Io condividevo assolutamente il suo emendamento, ma, in questa fase, era ancora presto per poterlo esaminare e portare avanti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Tiraboschi. TIRABOSCHI, relatrice . Signor Presidente, sottosegretari Guerra e Freni, colleghi, ha già detto il collega Fenu sul punto della SOA e anche sulla questione dei prezzi del gas, che devono essere sganciati da quelli dell'energia elettrica. Se posso, faccio ancora due considerazioni, ringraziando peraltro tutti i colleghi di questo Senato, che hanno offerto ottimi spunti di riflessione. Sulla SOA, fondamentalmente abbiamo cercato di raggiungere un punto di sintesi tra due portatori di interessi contrapposti. Tutti noi siamo stati contattati dalle associazioni di categoria coinvolte, che avevano degli interessi contrapposti, e abbiamo cercato una mediazione. Ho capito che in politica la mediazione non sempre accontenta tutti e che, talvolta, può scontentare tutti. L'obiettivo di questo emendamento, che poi abbiamo approvato, era sostanzialmente di certificare la qualità dell'offerta della prestazione edilizia sia nell'interesse del committente (qualsiasi individuo, cittadino che chiede l'esecuzione di lavori edilizi sul proprio appartamento o sul proprio immobile) sia nell'interesse dei lavoratori, ai quali va garantita la sicurezza sul posto di lavoro. È ovvio che la certificazione non deve assolutamente essere intesa come un ulteriore adempimento amministrativo e burocratico che allunga i tempi per l'impresa. Essa va intesa come un percorso, che non è assolutamente complicato da fare se l'impresa, anche se di piccole dimensioni, è organizzata per esibire i certificati di esecuzione dei lavori, i certificati edilizi, chiaramente richiesti da chi è preposto a rilasciare questa certificazione. Sul tema del prezzo del gas scollegato dal prezzo dell'energia per evitare le speculazioni, sottolineo che questo è certamente un passaggio che può aiutare, ma le speculazioni sono ascrivibili proprio al cosiddetto mercato finanziario. Nel momento in cui ci sono tensioni geopolitiche, come quelle che stiamo osservando e che leggiamo sui giornali, è evidente che ci sia qualche speculazione di carattere finanziario. Per esempio, in America vi sono fondi di investimento che stanno dietro alle compagnie che fanno l'estrazione del gas naturale liquido con la cosiddetta tecnica del fracking , una tecnica costosissima, sulla quale hanno investito moltissimi soldi senza alcun ritorno. Oggi, che vi sarebbe grande necessità di produrre questo gas, tali compagnie non lo producono e non si capisce perché non attivino le trivellazioni. Il motivo è che i fondi di investimento preferiscono garantire i dividendi ed il buy back piuttosto che investire ulteriormente sulle trivellazioni. Questo giusto per spiegare quali sono le dinamiche finanziarie sottese a certi settori produttivi. Per quanto concerne la moratoria sui mutui, ne hanno parlato un po' tutti. Vorrei solo precisare che con questo provvedimento non abbiamo portato a casa la moratoria sui mutui; abbiamo fatto un grande lavoro, insieme con il Governo, ottenendo l'allungamento di sei mesi sul preammortamento, che passa quindi dai ventiquattro ai trenta mesi per le aziende che hanno ottenuto finanziamenti garantiti dallo Stato superiori a 30.000 euro. Per portare a casa il provvedimento, molto più importante, relativa alla moratoria sui mutui dobbiamo assolutamente attendere il temporary framework , sul quale sono state fatte diverse revisioni. L'ultima di queste dovrebbe scadere il 30 giugno ed è evidente che il tema degli aiuti di Stato, in una fase in cui l'economia e il tessuto produttivo non si sono ancora ripresi come avrebbero dovuto se non ci fossero state la crisi energetica e la guerra, andrà trattato con l'Unione europea.