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La disposizione di cui al comma 2 è volta a permettere agli enti e alle stazioni appaltanti di accedere alle risorse residue disponibili del Fondo per l'avvio di opere indifferibili, superando alcuni impedimenti che non hanno permesso a tali soggetti di presentare domanda nei termini previsti dalle norme di attuazione di cui all'articolo 26, commi 7 e successivi, del decreto-legge n. 50 del 2022. In particolare, si fa riferimento a interventi i cui codici unici di progetto (CUP) sono a titolarità di soggetti diversi dagli enti locali attuatori, che hanno erroneamente ritenuto di avere diritto a partecipare alla cosiddetta « procedura semplificata » e non hanno presentato domanda sulla piattaforma informatica prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 luglio 2022. Specificatamente si prevede che sono ammissibili gli interventi per i quali la stazione appaltante ha proceduto ad avviare le procedure di affidamento dei lavori entro il 31 dicembre 2022, utilizzando risorse diverse da quelle individuate dal comma 6 dell'articolo 26 del decreto-legge n. 50 del 2022. Per procedure di affidamento dei lavori si intendono quelle previste dall'articolo 1, comma 1, lettera f) , del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 luglio 2022, vale a dire la pubblicazione dei bandi o dell'avviso per l'indizione della procedura di gara, ovvero l'invio delle lettere di invito che siano finalizzate all'affidamento di lavori nonché l'affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei relativi lavori, anche sulla base di progetti di fattibilità tecnica ed economica ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. All'attuazione della disposizione si provvede con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della norma. Il comma 3 inserisce un articolo nel decreto-legge « Governance » n. 77 del 2021 al fine di prevedere un procedimento speciale e acceleratorio per le procedure di approvazione di alcuni progetti relativi ad interventi stradali e autostradali di preminente interesse per il Paese, nominativamente individuati ed esplicitati nell'allegato IV- bis al medesimo decreto. Si tratta di interventi che risultano attualmente in avanzata fase di progettazione (definitiva o esecutiva) e, in quanto tali, non soggetti all'espressione del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici ai sensi dell'articolo 215 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016. In particolare, il comma 1 della nuova disposizione prevede che, in relazione a tali interventi, la stazione appaltante o il concedente, prima di procedere all'approvazione dei progetti ai sensi dell'articolo 27 del codice dei contratti pubblici, deve trasmettere copia del progetto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Al comma 2 si prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ricevuto il progetto secondo quanto previsto dal comma 1, entro i successivi quindici giorni da tale data, stipuli apposito protocollo d'intesa con gli enti territoriali interessati dall'opera, al fine di giungere ad una favorevole condivisione della realizzazione dell'intervento, tenuto conto della localizzazione della stessa e delle caratteristiche peculiari dell'opera e dei tempi stimati d'esecuzione. Tale protocollo indica, altresì, gli eventuali obblighi a carico delle amministrazioni coinvolte per garantire l'esecuzione dell'intervento senza soluzione di continuità nonché ogni ulteriore elemento valutativo rilevante. Il Ministero procede, successivamente alla stipula, a trasmettere tempestivamente copia del protocollo al Comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che ne tiene conto ai fini delle valutazioni di cui al comma 3. Il comma 3, tenuto conto dell'esigenza di acquisire comunque una valutazione del Comitato speciale del Consiglio superiore, prevede che il medesimo Comitato proceda ad una valutazione ricognitiva sulla coerenza generale delle scelte progettuali operate in sede di definizione del progetto preliminare. Il comma 4 prevede che agli interventi valutati ai sensi del comma 3 si applicano le disposizioni dell'articolo 44, comma 4, del decreto-legge n. 44 del 2021 ai sensi delle quali, decorsi quindici giorni dalla trasmissione al Consiglio superiore dei lavori pubblici del progetto di fattibilità tecnica ed economica, ove non sia stato restituito, la stazione appaltante convoca una conferenza di servizi per l'approvazione del progetto, che è svolta in forma semplificata e nel corso della quale sono acquisite e valutate le eventuali prescrizioni e direttive adottate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, nonché gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte della verifica preventiva dell'interesse archeologico e della valutazione di impatto ambientale. La determinazione conclusiva della conferenza approva il progetto e tiene luogo dei pareri, nulla osta e autorizzazioni necessari ai fini della localizzazione dell'opera, della conformità urbanistica e paesaggistica dell'intervento, della risoluzione delle interferenze e delle relative opere mitigatrici e compensative. Articolo 11. (Disposizioni concernenti la Commissione tecnica PNRR-PNIEC) Il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di diversificazione del mix energetico ha, come noto, un impatto significativo sull'incremento del grado di indipendenza energetica da Paesi terzi. In luogo delle fonti tradizionali, le fonti rinnovabili consentono, infatti, un elevato grado di autonomia nella produzione energetica nazionale. Nel contesto contingente, connotato dalla crisi dei prezzi delle commodity energetiche e dall'avverarsi del conflitto russo ucraino, l'accelerazione del processo di decarbonizzazione del sistema energetico nazionale, già delineato dal PNIEC e dal PNRR, diviene ancor più urgente e indifferibile. Nell'ottica del più celere raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e, quindi, di sicurezza energetica nazionale, la proposta mira a rafforzare la capacità operativa della Commissione tecnica PNRR PNIEC, istituita ad opera del decreto-legge n. 77 del 2021 allo scopo precipuo di offrire un supporto qualificato (tecnico e scientifico) all'autorità competente (il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica) nell'ambito delle procedure di valutazione ambientale dei progetti rilevanti ai fini del PNRR e del PNIEC (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima) di competenza statale, tra cui impianti di produzione, trasporto e stoccaggio di energia. In particolare, la proposta in commento, apportando modificazioni all'articolo 8, comma 2- bis , del decreto legislativo n. 152 del 2006, mira a prevedere che tra i sei componenti della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS che possono operare anche quali componenti della Commissione tecnica PNRR PNIEC, siano ammessi i commissari che fanno parte della prima in quanto personale dipendente da società in house dello Stato.