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Vorrei sapere se per voi è un Paese giusto quello che vede il 5 per cento della popolazione possedere la ricchezza di quasi il restante 95 per cento. Lo ripeto: vorrei sapere se per voi è un Paese giusto quello che vede il 5 per cento della popolazione possedere la ricchezza di quasi il restante 95 per cento. Vorrei sapere chi ha il coraggio di essere contento di una situazione così allarmante. Spero per questo che si torni tutti a ragionare sul significato delle politiche pubbliche, politiche che devono necessariamente tendere al benessere della più larga parte di popolazione possibile. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, è già stato detto da chi mi ha preceduto che, come molti altri, il decreto-legge in esame ha un soprannome altisonante: decreto-legge «semplificazione»; in realtà, però, è diventato una norma complicata in cui sono stati introdotti compromessi e utili correzioni a errori commessi con la legge di bilancio, in cui si è cercato di strizzare l'occhio all'uno o all'altro secondo le convenienze delle forze della maggioranza. C'è però un tema su cui davvero il decreto-legge in esame semplifica il lavoro: semplifica il lavoro delle mafie. Lo voglio dire con grande chiarezza e non facendo una battuta, e cercherò di dimostrarlo. Dopo aver alzato a 150.000 euro il limite al di sotto del quale non c'è più bisogno di fare gare ma si possono assegnare appalti di opere e servizi con l'affidamento diretto, ci avevano spiegato che, con il decreto in esame, avrebbero corretto tale previsione e avrebbero specificato che si trattava di una norma a tempo e che essa sarebbe stata in vigore solo per i finanziamenti dell'ultima legge di bilancio diretti ai piccoli e medi Comuni per consentire loro di velocizzare quegli appalti; nulla di tutto questo è stato fatto. Si è fatto dunque un regalo, non c'è traccia delle cose che avevate detto sarebbero state introdotte, e viene confermato che al di sotto dei 150.000 euro gli appalti di opere e servizi saranno dati con affidamento diretto. Lo voglio dire perché si parla del 90 per cento degli appalti che vengono affidati dalla pubblica amministrazione e dai Comuni. Avete approvato il disegno di legge spazzacorrotti, ma oggi create le condizioni per aumentare la discrezionalità e diminuire la trasparenza nell'affidamento degli appalti. Si torna dunque al passato, quando gli affidamenti diretti consentivano tanta corruttela e alle mafie di mettere le mani su tanti appalti. Avete voluto mettere mano alla legge sul voto di scambio, oltre ad aver approvato lo spazzacorrotti, spiegando che tale normativa andava assolutamente modificata. Secondo noi non è così, perché si tratta di una legge chiara, che punisce il voto di scambio, ovvero voti in cambio di favori. Avete voluto dimostrare che su questo bisogna fare "il più uno" e ora consentite, con la norma citata, di sgombrare la strada a chi, in cambio di voti, potrà ottenere appalti. Gran parte degli scioglimenti dei Consigli comunali sono avvenuti per questo, perché, con gli affidamenti diretti, i sindaci, in cambio di voti, consentivano alle mafie e ai corrotti di avere quello che volevano. Ebbene, questo è il punto, ma non c'è solo questo. Anche l'abolizione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), senza che sia previsto un altro strumento di tracciabilità per i rifiuti, costituisce un errore grave. So bene che si tratta di un sistema che non funziona o che funziona male e so bene che esso crea oneri burocratici eccessivi. Nel momento però in cui tutte le procure e la stessa cronaca - basta vedere il numero degli incendi - ci spiegano che quella del traffico illegale e clandestino dei rifiuti è una delle questioni fondamentali su cui si la mafia si sta impegnando (Applausi dal Gruppo PD) , togliere l'unico strumento di tracciabilità dei percorsi, della filiera e del traffico dei rifiuti, senza sostituirlo con un altro, è un errore grave. Anche questa è certamente una semplificazione. Si interviene su una misura che certo non funziona bene, ma toglierla senza prevedere altre misure di tracciabilità è gravissimo e lo voglio ripetere. Alcuni colleghi presenti in quest'Aula hanno festeggiato in piazza l'approvazione del "mitico" provvedimento spazzacorrotti, celebrando un provvedimento per noi inutile, che però era diventato simbolico. Con questi due provvedimenti, oggi, concretamente, nel merito, festeggiano le mafie. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, io parlerei dell'articolo 9, quello che tratta i temi della sanità, sempre che non rientri nei 40 emendamenti che voi vi accingete a cassare, nel qual caso avremo fatto un minimo di esercizio dialettico. Parliamo però di argomenti che comunque stanno in campo in modo pressante. È stimata una deadline al 2025, dove autorevoli fonti parlano della mancanza di circa 15.000 medici per effetto di una sorta di tempesta perfetta che mette insieme numerose cause, tutte comunque che contribuiscono a creare un potenziale gigantesco pericolo per il nostro Servizio sanitario nazionale, che proprio quest'anno celebra i suoi quarant'anni, tra pregi e difetti. L'articolo 9 del decreto semplificazioni tratta questa materia altamente complessa in modo tale - per rimanere in termini medico-sanitari - da curare sintomi ma non la causa, il malessere di fondo. Viene aperta all'esercizio della professione medica una sorta di deregulation che risponde certamente, a modo suo, a l'esigenza reale di garantire i numeri al Servizio sanitario nazionale, ma che crea dei problemi enormi in termini di competenze e di tranquillità dell'utente del Servizio stesso. Provate, colleghi, a immaginare un vostro accesso al pronto soccorso di un ospedale - può accadere ogni giorno a tutti noi - e di trovarvi di fronte un medico non specializzato. L'accesso al pronto soccorso è uno dei momenti maggiormente critici nella vita di ognuno di noi, perché si denuncia un malessere e molto spesso non si ha una diagnosi precisa. Provate a pensare alla necessità di diagnosticare nei tempi utili, e cioè azzerando la latenza, un infarto: è evidente il bisogno di avere più medici dell'emergenza-urgenza e certamente aprire questa professione a medici non specializzati nell'emergenza è una vicenda che crea non poche perplessità, anzi desta una sincera preoccupazione. Oltretutto, tutta questa partita è gravata da una malinterpretazione: il problema della disponibilità di specializzati fa riferimento alla necessità di ampliare i numeri delle scuole di specializzazione. Aprire una materia così delicata a persone non specializzate dovrebbe, quantomeno, imporre l'obbligo che esse ottengano una specializzazione.