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Poste italiane ha indetto nel dicembre 2020 una gara per la "la fornitura di buste per l'imbustamento automatico della corrispondenza massiva" a cui sono state invitate 5 imprese italiane e quattro imprese UE, tra cui la Blasetti e la Pigna Envelopes già esecutrici della precedente fornitura affidata a seguito di un confronto competitivo del 2018, fino a giugno 2021; agli interroganti risulta che la mancanza di determinati requisiti, la presenza di requisiti capestro e l'eccessivo ribasso dell'appalto stesso non abbiano messo le principali aziende del territorio nazionale, tra cui la Pigna e la Blasetti, nelle condizioni di partecipare al bando, a vantaggio di aziende straniere caratterizzate da costi del lavoro decisamente inferiori e pertanto in grado di offrire prodotti a prezzi più bassi; Poste ha infatti proceduto per l'offerta economicamente più vantaggiosa (0,001 centesimi in meno a busta) a scapito della qualità, della celerità del servizio offerto e senza considerare le mancate entrate fiscali dello Stato dovute all'esclusione delle aziende nazionali, dei fornitori e di tutta la filiera; Pigna e Blasetti sono aziende storiche nella cartotecnica nazionale, che rischiano gravissime ripercussioni economiche dovute alla perdita di una commessa così importante, con la conseguente compromissione di migliaia di posti di lavoro tra tutte le aziende coinvolte, a vario titolo, nella filiera; le conseguenze economiche della pandemia da COVID hanno gravemente condizionato l'economia italiana e sono quanto mai necessarie misure intese a consentire la ripartenza delle aziende e la ripresa dei territori, e di conseguenza la tenuta del sistema socio-demografico dell'intero Paese; altri Paesi europei hanno individuato misure intese a prorogare alcuni bandi e a garantire maggiore attenzione ai produttori nazionali, al fine di consentire un sostegno all'economia dopo l'emergenza pandemica, si chiede di sapere se e quali iniziative, anche di natura normativa, i Ministri in indirizzo intendano mettere in atto al fine di garantire, anche nell'ambito dell'affidamento degli appalti, la competitività delle aziende nazionali e quindi la tutela di migliaia di posti di lavoro, anche considerando che le imprese italiane, rispetto a molti competitor stranieri, sono sottoposte a maggiori costi derivanti dal rispetto delle stringenti normative fiscali e delle leggi di tutela dei lavoratori e dell'ambiente. Atto n. 4-05580 AIMI Al Ministro della salute Premesso che: il 2 giugno 2021 l'AUSL di Bologna ha programmato un " open day " per dare la possibilità ai cittadini di vaccinarsi volontariamente con il vaccino Johnson&Johnson; fin dalle prime ore del mattino è risultata evidente la disorganizzazione che caratterizzava l'iniziativa, svoltasi in zona fiere a Bologna, in cui molteplici sono stati i momenti di tensione, dovuti a persone che scavalcavano la fila, il tutto testimoniato anche da numerosi video circolati sui social network ; un grave errore di valutazione, dunque, ha creato malcontento e disagio, nonché assembramenti che, invece, andavano assolutamente evitati; nonostante l'assessore regionale per la sanità, Raffaele Donini, abbia deciso di correre ai ripari scusandosi e annunciando un radicale cambio di organizzazione per i prossimi " open day ", resta evidente che tali giustificazioni siano tardive, soprattutto in considerazione del fatto che fosse facilmente prevedibile il fallimento di un modello che non prevedeva nessun tipo di prenotazione; a giudizio dell'interrogante, il sistema organizzativo bolognese stride fortemente con le indicazioni del commissario Figliuolo, che ha basato la sua azione sull'efficienza, sulla razionalità e sulla funzionalità, apparendo ancor più inaccettabile, peraltro, il ritardo con cui la Regione Emilia-Romagna ha pianificato le vaccinazioni per gli under 50, a differenza di altre Regioni; quello bolognese è stato un esempio di organizzazione, secondo l'interrogante, fallimentare e totalmente negativo, e va assolutamente evitato il ripetersi di simili disagi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda acquisire elementi conoscitivi sull' open day vaccinale svoltosi a Bologna il 2 giugno 2021 e se si intenda avviare controlli e verifiche di competenza al fine di individuare eventuali responsabili dei disagi riscontrati; quali iniziative di competenza si intenda adottare e quali indicazioni si intenda fornire alle Regioni per evitare che simili episodi si ripetano. Atto n. 4-05581 DESSI' Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: dal lontano 1975 la famiglia Olivieri vive una condizione di ingiustizia e sofferenza, a causa della lunga battaglia sostenuta per rientrare nella disponibilità di beni immobili di sua proprietà, siti nella Repubblica di Capo Verde; la legittima disponibilità di detti beni di proprietà dalla famiglia dell'ingegner Ugo Olivieri, scomparso nel 2011, leale servitore dello Stato italiano, è stata arbitrariamente sottratta fin dal 1974, quando, a causa della politica persecutoria attuata dal Governo rivoluzionario capoverdiano dell'epoca, l'ingegner Ugo Olivieri, console onorario ad interim d'Italia, fu tratto in fermo di polizia ed espulso in Portogallo; una situazione di illegalità ed incertezza, che ha per oggetto le giuste rivendicazioni della famiglia Olivieri riguardo a un patrimonio immobiliare di importante valore commerciale, che perdura fino ad oggi, nonostante le rivendicazioni che, nel corso degli anni, sono state formulate nei confronti dello Stato di Capo Verde, interessando sia istituzioni capoverdiane che italiane, tra le quali anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'ambasciata italiana a Dakar; finalmente, dopo anni di silenzi e rinvii, lo Stato di Capo Verde, nelle ultime settimane, ha accettato di aprire una negoziazione con la famiglia Olivieri; l'interrogante ritiene opportuno il sostegno del Governo italiano al tavolo delle trattative che la famiglia Olivieri instaurerà con la Repubblica di Capo Verde, al fine di sgombrare definitivamente il campo dal clima di minacce palesatesi in passato nei confronti del signor Ugo Carlo Olivieri, della sua famiglia e di coloro che negli anni hanno osato schierarsi al loro fianco, tanto che è stato praticamente impossibile per la famiglia trovare un avvocato capoverdiano che tutelasse i loro interessi in loco . La situazione è peggiorata dopo il noto assassinio di un cittadino italiano a Capo Verde, che ha, se possibile, aumentato il clima di timori e minacce che la famiglia Olivieri è stata costretta a subire in questi anni in cui rivendicava i propri legittimi diritti;