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Il trattamento sanitario è subordinato all'esplicito ed espresso consenso dell'interessato, prestato in modo libero e consapevole. 2. L'espressione del consenso è preceduta da accurate informazioni rese in maniera completa e comprensibile sulla diagnosi, sulla prognosi, sullo scopo e sulla natura del trattamento sanitario proposto, sui benefici e sui rischi prospettabili, sugli eventuali effetti collaterali, nonché sulle possibili alternative e sulle conseguenze del rifiuto del trattamento. 3. È fatto salvo il diritto del soggetto interessato, che presti o che non presti il consenso al trattamento, di rifiutare in tutto o in parte le informazioni che gli competono ai sensi del comma 2; il rifiuto può intervenire in qualunque momento. 4. Il consenso al trattamento può essere sempre revocato, anche parzialmente. Art. 3. (Decisioni sostitutive) 1. Nel caso in cui la persona da sottoporre al trattamento sanitario versi nello stato di incapacità di accordare o rifiutare il proprio consenso, si ha riguardo alla volontà espressa nella dichiarazione anticipata di trattamento e in subordine a quella manifestata dal fiduciario nominato ai sensi dell'articolo 13 o, in mancanza di questo, dalle persone indicate nel comma 2. 2. Qualora non ricorrano le circostanze di cui al comma 1, il consenso o il dissenso al trattamento sanitario è espresso, ove siano stati nominati, dall'amministratore di sostegno o dal tutore, e, in mancanza, nell'ordine: dal coniuge non separato legalmente o di fatto, dai figli, dal convivente stabile ai sensi della legge 28 marzo 2001, n. 149, dai genitori, dai parenti entro il quarto grado. 3. In caso di impossibilità di decidere ai sensi dei commi 1 e 2, è ammesso il ricorso al giudice tutelare. Art. 4. (Migliore interesse) 1. Colui che presta o rifiuta il consenso ai trattamenti sanitari di cui all'articolo 1 per conto di altri che versi in stato di incapacità è tenuto ad agire nell'esclusivo e migliore interesse dell'incapace, tenendo conto della volontà espressa da quest'ultimo in precedenza, nonché dei valori e delle convinzioni notoriamente proprie della persona in stato di incapacità. Art. 5. (Idratazione e alimentazione parenterale) 1. L'idratazione e l'alimentazione parenterale non sono assimilate all'accanimento terapeutico. Art. 6. (Situazione d'urgenza) 1. Non è richiesto il consenso al trattamento sanitario quando la vita della persona incapace sia in pericolo e il suo consenso o dissenso non possa essere ottenuto e la sua integrità fisica sia minacciata. 2. Il consenso al trattamento sanitario del minorenne non è richiesto quando il minorenne stesso versi in pericolo di vita o sia minacciata la sua integrità fisica. Art. 7. (Soggetti minori) 1. Il consenso al trattamento medico del minorenne è accordato o rifiutato dagli esercenti la potestà parentale, la tutela o l'amministrazione di sostegno; la decisione di tali soggetti è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute psico-fisica del minorenne. 2. Il minorenne che ha compiuto i quattordici anni presta personalmente il consenso al trattamento medico. 3. Ove il trattamento, cui il minorenne che ha compiuto i quattordici anni deve essere sottoposto, comporti serio rischio per la salute o conseguenze gravi o permanenti, la decisione del minorenne è confermata dagli esercenti la potestà genitoriale, la tutela o l'amministrazione di sostegno ai sensi del comma 1. 4. In caso di contrasto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 9. Art. 8. (Interdetti) 1. Il consenso al trattamento medico del soggetto maggiore di età, interdetto o inabilitato, legalmente rappresentato o assistito, ai sensi di quanto disposto dal codice civile, è espresso dallo stesso interessato unitamente al tutore o curatore. Art. 9. (Contrasti) 1. In caso di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario, la decisione è assunta, su istanza del pubblico ministero, dal giudice tutelare o in caso di urgenza da quest'ultimo sentito il medico curante. 2. L'autorizzazione giudiziaria è necessaria in caso di inadempimento o di rifiuto ingiustificato di prestazione del consenso o del dissenso ad un trattamento sanitario da parte di soggetti legittimati ad esprimerlo nei confronti di incapaci. 3. Nei casi di cui al comma 2, il medico è tenuto a fare immediata segnalazione al pubblico ministero. Art. 10. (Del mandato in previsione dell'incapacità) 1. Il mandato in previsione dell'incapacità è il contratto con cui si prevede la sostituzione di una o più persone per il caso in cui il mandante non possa o non voglia portare a compimento l'incarico. 2. Il mandato in previsione dell'incapacità è conferito con atto pubblico, con o senza procura; il mandato è accettato contestualmente ed è contenuto nello stesso atto oppure successivamente in un atto redatto nella medesima forma. 3. Il mandato in previsione dell'incapacità è gratuito. 4. Il notaio che riceve un mandato in previsione dell'incapacità ne invia copia, nel più breve tempo possibile, al registro di cui all'articolo 16. 5. Per quanto non previsto nella presente legge trovano applicazione, ove compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 1703 e seguenti del codice civile. Art. 11. (Rendiconto e controllo) 1. La correttezza e la diligenza dell'operato del mandatario sono sottoposte al controllo del giudice tutelare. 2. L'attività di controllo del giudice tutelare sulle modalità di adempimento del mandato è sollecitata anche attraverso istanza dei soggetti interessati. 3. Con decreto motivato, il giudice tutelare dichiara la cessazione e l'efficacia del mandato e provvede alla nomina di un amministratore di sostegno. 4. Il mandante può prevedere che sia predisposto inventario indicandone le modalità. Art. 12. (Estinzione del mandato) 1. Il mandato si estingue: a) per morte, rinuncia o sopravvenuta incapacità del mandatario; b) per revoca; c) per dichiarazione di inefficacia pronunciata dal tribunale. 2. Gli effetti del mandato sono sospesi durante il periodo in cui il rappresentato riacquista la capacità di intendere e volere. Art. 13. (Della dichiarazione anticipata di trattamento) 1. La dichiarazione anticipata di trattamento è l'atto di volontà redatto per atto pubblico notarile, alla formazione del quale può intervenire un medico che assista il disponente. 2. Il notaio che riceve una dichiarazione anticipata di trattamento ne invia copia nel più breve tempo possibile al registro di cui all'articolo 16. 3. Nella dichiarazione anticipata di trattamento è contenuta la nomina di un fiduciario cui sono affidate le decisioni di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) . 4. Il fiduciario nell'esecuzione delle disposizioni attua la volontà del disponente quale risultante dalla lettera della dichiarazione anticipata di trattamento e dall'attività rivolta ad indagare e ricostruire il significato da attribuire alle dichiarazioni; in mancanza di istruzioni opera nel migliore interesse dell'incapace ai sensi dell'articolo 4. 5. Trovano applicazione, ove compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 587 e seguenti del codice civile.