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tra i professionisti del settore vi è molta incertezza circa la possibilità o meno che il Superbonus sia applicabile anche nel caso di interventi di adeguamento di edifici preesistenti, realizzati a norma del decreto ministeriale citato, come, ad esempio, la sostituzione di un ascensore preesistente con un altro che rispetti i criteri dettati dal decreto, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali misure intendano adottare per fare chiarezza circa l'ambito di applicazione delle agevolazioni fiscali di cui al Superbonus 110 per cento e, in particolare, se tra queste rientrino anche gli interventi di adeguamento di edifici preesistenti volti al superamento delle barriere architettoniche, a norma del decreto ministeriale n. 236 del 1989. Atto n. 4-05657 BARBONI BERNINI AIMI Al Ministro della salute Premesso che: con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021 sono vietati gli spostamenti per Stati e territori di cui all'elenco E dell'allegato 20, salvo che ricorrano esigenze lavorative, di salute, di studio, di assoluta urgenza o per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; nell'elenco E rientrano tutti gli Stati non compresi negli altri elenchi e per i quali vigono regole speciali; ai cittadini degli Stati inclusi nell'elenco E, tra cui la Federazione russa, non è consentito l'ingresso in Italia per motivi turistici fino al 31 luglio 2021; dal 1° luglio 2021 entrerà in vigore il regolamento che istituisce il certificato COVID digitale europeo, il "green pass". Il certificato sarà un diritto per tutti i cittadini europei che hanno effettuato il vaccino, con uno o più sieri approvati dall'EMA (Autorità europea del farmaco) o dagli Stati membri dell'Unione europea, lasciando però ai singoli Paesi la facoltà di accettare o meno altri vaccini; il regime generale del regolamento è quello dell'approvazione generale dell'EMA, ma è prevista anche una clausola straordinaria per estendere il riconoscimento di vaccini a quelli che vengono riconosciuti nella lista di emergenza dell'OMS, e questa comprende anche il vaccino "Sputnik"; anche se i vaccini approvati dall'EMA finora sono Pfizer/Biontech, Astrazeneca, Moderna e Janssen, del gruppo J&J, unico vaccino monodose, sarà possibile per gli Stati scegliere di riconoscere e rilasciare il certificato anche con vaccini non approvati dall'agenzia europea, come Sputnik, utilizzato per esempio in Ungheria, nella Repubblica di San Marino e in Russia; con più di 5 milioni di presenze registrate dall'ISTAT nel 2019, nella classifica delle nazionalità che visitano il nostro Paese, i russi si posizionano tra i primi 10 Stati; nel 2019 solo l'aeroporto "Fellini" di Rimini ha registrato la presenza di oltre 210.000 passeggeri russi, circa il 56 per cento dei passeggeri transitati durante l'anno; la Grecia, dal 14 maggio, ha assicurato ai cittadini russi vaccinati che non dovranno effettuare il periodo di isolamento al loro arrivo, ma sarà sufficiente presentare un certificato di vaccinazione o un risultato negativo del test COVID-19 effettuato entro 72 ore prima del volo; il vettore Pobeda (gruppo Aeroflot) ha comunicato che riattiverà i voli per Rimini dalla prima settimana di luglio, con almeno due collegamenti settimanali da Mosca, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare la possibilità di favorire lo sblocco delle procedure per consentire ai cittadini russi vaccinati non solo di raggiungere il nostro Paese per motivi turistici, ma soprattutto la programmazione delle vacanze estive, azione necessaria e urgente alla luce della grave crisi economica che ha colpito il nostro Paese dallo scoppio della pandemia. Atto n. 4-05658 PAVANELLI TRENTACOSTE MONTEVECCHI DONNO CROATTI FERRARA VANIN Al Ministro della cultura Premesso che: il teatro comunale "Giuseppe Verdi" di Terni, progettato dall'architetto pontificio Luigi Poletti e inaugurato nel 1849, era un classico teatro all'italiana con quattro ordini di palchi e un loggione e aveva una capienza di posti complessiva pari a 1.214. Si trattava della prima esperienza di "progetto teatrale" del famosissimo architetto che, successivamente, verrà replicata con le progettazioni di due altri importanti teatri nazionali come quello di Fano e di Rimini; durante l'ultimo periodo bellico il teatro ternano era stato bersaglio di un bombardamento che aveva distrutto il palcoscenico e parte del proscenio, mentre la sala spettatori risultava praticamente indenne; l'amministrazione comunale aveva dato poi in concessione a un imprenditore privato, insieme al diritto di usufrutto per circa 50 anni, il restauro della sala spettatori e la ricostruzione del palcoscenico senza però porre alcuna tutela o vincoli particolari per la salvaguardia della struttura storica; in seguito si procedeva pertanto alla completa demolizione della sala spettatori del teatro all'italiana e alla sua trasformazione, secondo le esigenze del tempo, in un cinema-teatro che non soltanto riduceva i volumi e la lunghezza del palcoscenico ma addirittura portava alla costruzione di una galleria rendendo la struttura stessa assai poco adatta a un vero e proprio teatro bensì assai consona alle necessità di un cinematografo. L'inaugurazione del nuovo cinema-teatro avvenne nel 1949; nel 2015 invece la Soprintendenza regionale, su esplicita sollecitazione da parte dell'amministrazione comunale ternana, emanava un decreto di vincolo la cui relazione storico-artistica sanciva, in modo netto e dettagliato, i suggelli ai quali il bene veniva sottoposto, descrivendo sia la parte ottocentesca ancora esistente che la parte del cinema-teatro del 1949, come risultava dagli allegati grafici; la città di Terni, pur vantando importanti fasti teatrali, documentabili sin dal secolo XVII, sembra condannata a non riappropriarsi più del suo glorioso teatro storico; nel 2020 l'amministrazione comunale (in dissesto finanziario), con l'esigua somma di denaro ipoteticamente disponibile e in gran parte derivante da fondi regionali, ha deciso di indire un concorso internazionale per il progetto di un teatro con volumi ancor più esigui, con la realizzazione di un "ridotto" di 200 posti e con l'assoluta impellenza di dare inizio a un primo stralcio di lavori (ridotto interrato e copertura della struttura teatrale) come conditio sine qua non per l'ottenimento della sovvenzione; il progetto risultato vincitore non ha rispettato il decreto di vincolo della Soprintendenza, proponendo la realizzazione di un teatro, definito all'italiana, che in realtà è costituito da un emiciclo ibrido, composto da una platea, due gallerie e da un "ridotto" interrato di 200 posti, giudicato assolutamente inutile da molti esperti del settore; un'attenta analisi del progetto mette in evidenza altre carenze strutturali e funzionali, tra cui una parziale visione dalle gallerie, un'acustica imperfetta e un golfo mistico che non consentirebbe il numero necessario di orchestrali per importanti rappresentazioni;