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Dobbiamo ragionare anche perché questa pandemia ci pone problemi profondamente nuovi: rapporto politica-scienza; rapporto decisione, tempi e funzionamento delle istituzioni. È un tema su cui dobbiamo lavorare e nessuno può scagliare la prima pietra. Mi auguro che si costruisca un percorso per riuscire a dare risposte innovative. Anche l'opposizione ha collaborato alla Camera. In questo disegno di legge di bilancio voglio citare solo tre elementi. Ci sono alcune scelte strategiche: la riforma fiscale, per esempio, con un fondo per il 2021 e 2022 per realizzare la riforma fondamentale per introdurre equità e giustizia. Una riforma che non possiamo più rinviare e che può rappresentare una vera e propria svolta. Ancora, la proroga del superbonus, ma anche le azioni sul lavoro. Ancora parliamo di assistenzialismo quando cerchiamo una strada per tutelare il lavoro? Non c'è solo la cassa integrazione. Per la prima volta è stata introdotta una forma di cassa integrazione per gli autonomi, e peraltro lo abbiamo fatto insieme, maggioranza e opposizione. Perché ignorare i passi in avanti? C'è un sostegno alla liquidità della piccola e media impresa, e con il decreto-legge ristori quinques - lo abbiamo già detto - affronteremo strategicamente il rapporto tra ristori, contributi alle imprese e riduzione del carico fiscale, per dare una risposta strategica e uscire dalla morsa totalmente inadeguata degli Ateco. Ci sono scelte importanti sulla cultura e sulla scuola. C'è il fondo per il programma Next generation EU, i miliardi del fondo di rotazione. Approfitto della presenza del Ministro dell'economia, che ringrazio, per dire che si tratta di un fondo importantissimo, ma questo Paese deve avere il coraggio di fare delle scelte, prima di tutto sulla politica industriale. Vanno benissimo Industria 4.0 e le ulteriori risorse per Industria 4.0, ma vogliamo decidere qual è la politica industriale e la strategia? (Applausi) . Vogliamo investire sulle scienze della vita, sulle biotecnologie, sulle nanotecnologie oppure facciamo una politica a ombrello? Non è statalismo questo, non è statalismo darsi degli obiettivi strategici per fare un salto di qualità nel nostro sistema economico e produttivo in filiere e in modo integrato. È un tema fondamentale per affrontare la trasformazione. Il nostro problema sull'utilizzo delle risorse per me è prima di tutto questo: dobbiamo assolutamente essere in grado di cambiare l'assetto del sistema economico-produttivo del Paese e tutte le risorse che investiamo vanno destinate alla trasformazione ecologica e al cambiamento del modello di sviluppo. Questa è la nostra sfida; non abbiamo bisogno di centinaia di progetti. Abbiamo bisogno di concentrare le risorse su questioni strategiche e decisive, che provo a indicare. C'è sicuramente la questione del Mezzogiorno, non già in chiave assistenzialistica, ma, volendo parlare di turismo, per investire strategicamente su una nuova filiera produttiva ed economica qual è il turismo in un territorio che ha risorse naturali straordinarie. Ma allora bisogna pensare a una piattaforma per il turismo affinché l' incoming non lo facciano le piattaforme straniere. Non abbiamo bisogno di investire 200 milioni di euro per fare piccoli interventi a livello di incoming . Tutti, una volta usciti dalla pandemia, vogliono venire in Italia, basta guardare i dati. Il problema, signor Ministro, è che non abbiamo una struttura ricettiva adeguata: non abbiamo camere e alberghi di qualità, né abbiamo reti capaci di aggredire il mercato internazionale. È su questo che dobbiamo investire, non su piccole cose. Quanto alla polemica sulla cabina di regia, vado assolutamente controcorrente, del resto dall'inizio della legislatura in occasione di tutti i bilanci ho indicato sempre un obiettivo. Lo dico con chiarezza: fatte le scelte giuste e strategiche, che è la politica a dover compiere e non i tecnici, non riusciremo mai a spendere le risorse, se non attrezzeremo in forme straordinarie la pubblica amministrazione. (Applausi) . Questo vale per il centro e vale per i Comuni e per le Regioni. Non abbiamo più persone in grado di fare i piani strutturali per l'urbanistica, è questo il problema; non abbiamo persone che sappiano fare le gare o la direzione dei lavori. Si tratta di un impegno straordinario. Chiamatela come volete, in qualunque modo ma, stabilito che le scelte politiche le fa la politica, è molto importante la struttura tecnica, che non decide, ma si assume la responsabilità dei progetti e della realizzazione degli stessi. Non stiamo parlando dei fondi strutturali quando parliamo di Next generation EU e quindi non è possibile fare i progetti sponda. Dunque, o facciamo queste scelte oggi, o domani piangeremo lacrime di coccodrillo. Concludendo, è vero che bisogna fare un salto di qualità. Voglio però dire al collega Renzi che una coalizione non è una somma di partiti e non si misura sulle limature tra la mia proposta, la tua proposta e un'altra proposta. Ci vuole l'anima, è vero, ma per darsela bisogna avere un'identità della coalizione, un'idea di Paese e una visione strategica. Occorrono allora delle scelte fondamentali, come un nuovo welfare e la riforma della sanità. Siamo intervenuti sui farmaci, per ridurre e cambiare il rapporto tra farmaci territoriali e farmaci ospedalieri e ora, signor Ministro, bisogna rivedere il prontuario farmaceutico. Non possiamo più pagare i farmaci equivalenti dieci volte il loro valore. Dobbiamo togliere i vincoli alle assunzioni di personale, dobbiamo fare una riforma, dobbiamo cambiare. Questa coalizione ha senso se fa le riforme e non mi interessa chi lo propone. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Errani. ERRANI (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. Lo propone Renzi? A me interessa che questo cambiamento si realizzi e, per questo, voteremo convintamente a favore della legge di bilancio. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, innanzitutto, in rappresentanza del Gruppo Partito Democratico, desidero ribadire il nostro voto favorevole, il nostro sostegno e la nostra fiducia nei confronti del Governo. Il nostro è un sì convinto nei confronti di una legge di bilancio indispensabile per la tenuta sociale del nostro Paese, necessaria per sostenere misure utili alle famiglie e alle imprese per attraversare questa crisi pandemica. Si tratta di una legge di bilancio che a nostro avviso ha una sua identità, volta a gestire la fase emergenziale, predisponendo anche misure strutturali utili a rimuovere limiti importanti, che hanno una rilevante storicità nel nostro Paese. La legge di bilancio ha quindi un'identità e ha l'impostazione politica e culturale di una coalizione che - non lo dobbiamo dimenticare - si assume la responsabilità di portare l'Italia fuori dalla crisi.