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La senatrice ABATE ( Misto ) fa presente che, nel momento in cui il rappresentante del Governo ha affermato di volersi rimettere alla decisione della Commissione, si è riconosciuto alla Commissione stessa il diritto/dovere di esprimere la propria posizione sull'argomento in esame. Ritiene pertanto necessario procedere alla votazione nella seduta odierna, trattandosi di un argomento di estrema urgenza. Il presidente VALLARDI , dopo aver ricordato che nelle precedenti sedute si era convenuto di procedere rapidamente alla conclusione dell'esame dell'affare assegnato, mette in votazione la proposta di risoluzione. Verificata la presenza del prescritto numero di senatori la proposta di risoluzione viene quindi approvata. Il senatore TARICCO ( PD ) chiede che il documento approvato dalla Commissione sia trasmesso al Governo. Il presidente VALLARDI fa presente che, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 50, comma 3, del Regolamento, il prescritto numero di senatori ha richiesto che la risoluzione testé approvata sia trasmessa alla Presidenza del Senato, per essere sottoposta all'esame dell'Assemblea. SCONVOCAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI PARLAMENTARI Il presidente VALLARDI avverte che l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, convocato al termine della seduta odierna per la programmazione dei lavori, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 17,15. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 148 ( Doc. XXIV, n. 45) La Commissione, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare sulle problematiche del settore agrumicolo in Italia, premesso che: il comparto agrumicolo in Italia, pur godendo dei grandi vantaggi competitivi dati dalla posizione geografica e dal brand Made in Italy , attraversa crisi sempre più frequenti, dovute sia al continuo susseguirsi di eventi meteo estremi  causati dal " climate change " in corso  sia alla fragilità di un comparto che continua a mostrarsi fortemente frammentato al momento della commercializzazione (solo il 20 per cento dei produttori risulta associato in organizzazioni). Attraverso i lavori della Commissione in riferimento all'affare assegnato in esame n. 148 e nel corso delle audizioni conoscitive in cui sono intervenuti, Enti pubblici economici, Organizzazioni professionali con esperti del settore ed Enti di ricerca universitari, si è cercato di raccogliere contributi al problema ed individuare delle possibili soluzioni; considerato quanto segue: 1. Le principali caratteristiche della filiera Il mercato agrumicolo italiano è composto da arance, clementine, limoni, mandarini, pompelmi e altri agrumi tra cui bergamotto, cedro e chinotto, suddiviso in numerose varietà legate ai territori di Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania. Si va dalle arance rosse (come il Tarocco, Moro e Sanguinello della piana di Catania), a quelle a polpa bionda come l'ovale d'Anapo del siracusano o le arance ombelicate di Ribera, dai mandarini Ciaculli della provincia di Palermo alle clementine della Piana di Sibari e quelle di Taranto, fino alle coltivazioni di bergamotto e cedro della costa tirrenica e ionica della Calabria, e alle arance del Gargano e ai limoni di Amalfi; secondo Ismea l'offerta agrumicola italiana è localizzata nelle regioni meridionali dell'Italia dove Sicilia e Calabria arrivano a oltre l'80 per cento del totale. Le arance rappresentano più del 60 per cento dell'offerta totale, seguite da clementine (17 per cento), limoni (16 per cento), mandarini (5 per cento), pompelmi e altri agrumi per la parte residuale; il calendario di commercializzazione si concentra nel periodo che va dal mese di ottobre ad aprile. I calendari differiscono a seconda delle specie ma a grandi linee: - le clementine sono commercializzate da ottobre a metà febbraio; - le arance da ottobre ad aprile; - mandarini da metà novembre a fine marzo; - limoni sono una specie che fiorisce più volte nell'arco dell'anno; la maggior parte dell'offerta è destinata al consumo fresco, ma una parte cospicua della produzione è conferita alle industrie di estrazione del succo; la struttura e l'organizzazione della filiera agrumicola sono complesse poiché nella stessa area vi sono numerose forme di organizzazione della filiera stessa. Una situazione che deriva dalla contaminazione delle antiche forme commerciali locali con la moderna organizzazione delle filiere ortofrutticole incentrata sulle Organizzazione di Produttori (OP) che rappresenta il presupposto per l'adesione alle azioni e agli interventi previste dall'OCM (l'Organizzazione Comune di Mercato nell'ambito della Politica Agricola Comunitaria); l'eterogeneità si vede anche dal fatto che mentre il 59 per cento del valore della produzione ortofrutticola si deve alle regioni meridionali e il 54 per cento delle OP risiede negli stessi territori, soltanto il 32 per cento del valore commercializzato dal sistema organizzato a livello nazionale deriva dalle OP del Mezzogiorno. Una situazione che si spiega perché tante aziende agricole del Sud sono associate a OP del Centro-Nord; i dati (MIPAAF elaborati da Ismea) riferiti a Sicilia e Calabria (le principali regioni per produzione di agrumi), mostrano le difficoltà delle OP in questi territori. Gran parte delle 30 OP agrumicole ha un fatturato inferiore a 10 milioni di euro il che non permette loro di incidere sull'aggregazione dell'offerta e sulla valorizzazione della produzione; è indice della frammentazione del mercato anche il fatto che nelle più importanti aree dove si producono agrumi, una gran parte della produzione arriva il mercato attraverso soggetti che operano fuori dalle OP. In questi casi le funzioni proprie dell'OP, quali aggregazione dell'offerta, stoccaggio, cernita, calibrazione, confezionamento, sono svolte da una o più figure, che determinano uno "stiramento" della filiera con una perdita di efficienza della stessa e uno squilibrio nella distribuzione del valore aggiunto tra gli attori della filiera. È il caso di quelle filiere che vedono la presenza di attori come raccoglitori, mediatori e grossisti. Per tutti questi motivi, in una stessa area di produzione e per uno stesso prodotto coesistono differenti tipi di organizzazione della filiera che coinvolgono un numero assai variabile di operatori. 1.1 I numeri della filiera Nella campagna 2018/19 la produzione agrumicola ha superato di poco 2,6 milioni di tonnellate ed è composta prevalentemente da arance (61 per cento), seguite da mandarini e clementine (22 per cento) e limoni (16 per cento). Il restante 1 per cento della produzione agrumicola nazionale è costituito da 30.000 tonnellate di bergamotto, 5.000 tonnellate di pompelmi, 800 tonnellate di cedro e 50 tonnellate di chinotto; le importazioni ammontano a circa 430.000 tonnellate, di cui il 44 per cento di arance, il 29 per cento di limoni e il 18 per cento di clementine e mandarini.