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Atto n. 3-00052 MALPEZZI LAUS MARINO ROSSOMANDO TARICCO ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI CIRINNA' COLLINA COMINCINI CUCCA D'ARIENZO FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI MAGORNO MARGIOTTA MISIANI PARRINI SBROLLINI STEFANO SUDANO VALENTE VATTUONE VERDUCCI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica" del 27 giugno 2018 e da altri quotidiani, il sindaco di centrodestra di Domodossola, Lucio Pizzi, in una lettera indirizzata al direttore generale dell'azienda sanitaria locale della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Angelo Penna, avrebbe chiesto che "i bambini non vengano vaccinati nella stessa stanza dei richiedenti asilo" per protestare contro "l'uso promiscuo degli ambulatori per la somministrazione dei vaccini"; secondo il sindaco "nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti protezione internazionale e bambini in tenerissima età. I bambini piccoli non hanno completato il ciclo di vaccinazioni e sono quindi esposti, mentre i migranti non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività, anzi sono spesso portatori di malattie contagiose"; secondo quanto riportato dal quotidiano, il direttore generale della Asl ha risposto alla lettera affermando che "i bambini e gli adulti partecipano a sedute vaccinali diverse" e che se "è vero che i locali sono gli stessi, prima e dopo ogni sessione vengono sanificati e questo avviene per ragioni sanitarie indipendentemente dalla presenza di immigrati"; nella lettera del sindaco, secondo quanto riportato dal quotidiano, si parla di un rischio di "promiscuità" e di "contagio". A queste affermazioni il direttore generale della Asl ha risposto che coloro che siedono nelle sale d'aspetto in attesa del vaccino non hanno certo malattie infettive e che i migranti rappresentano solo un ventesimo delle 25.000 persone che ogni anno sono vaccinate presso la Asl (senza contare le vaccinazioni per l'influenza); premesso inoltre che: l'assessore regionale per le pari opportunità, Monica Cerutti, ha contestato in modo duro le affermazioni del sindaco ritenendo "assurda" la sua posizione, con la quale "forse sogna di ricreare in Italia situazioni da apartheid . Il sindaco forse per far parlare di sé, propone di creare spazi per i neri e per i bianchi. Vuole separare gli stranieri migranti dagli italiani. In un altro momento storico non avremmo dato peso alle sue parole deliranti, ma visto il clima che si respira nel Paese crediamo importante ricordare che anche un italiano potrebbe essere potenzialmente portatore di malattie contagiose: potrebbe magari averne contratta una durante un viaggio all'estero. Ritenere minacciata la salute dei bambini da parte dei migranti è semplicemente ridicolo"; l'assessore regionale per la sanità, Antonio Saitta, si augura che le affermazioni del sindaco non corrispondano al vero e siano "frutto del clima (politico e non solo) surriscaldato di queste settimane", ribadendo che il diritto alla salute va garantito a tutti senza discriminazioni, che sono "ancora più odiose trattandosi di minori"; considerato che il sindaco Pizzi era già stato autore in passato di altre iniziative volte a diminuire il numero di richiedenti asilo in città, come quella di chiedere al prefetto, senza però ottenerlo, un "coprifuoco" per imporre ai migranti di rientrare nei loro alloggi alle ore 20.00, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro dell'interno sui fatti gravissimi e gravemente discriminatori descritti e quali iniziative urgenti intenda adottare per richiamare ai suoi doveri, senza alcuna riserva, l'autore di tali fatti tristi e vergognosi, assolutamente non degni di chi ha il compito di rappresentare e governare una comunità; quali iniziative urgenti il Ministro della salute intenda altresì adottare al fine di garantire che la tutela della salute sia assicurata a tutti, senza discriminazioni, a prescindere dalla nazionalità di provenienza, in attuazione di quanto sancito dall'articolo 32 della Costituzione e nel rispetto, imprescindibile per un Paese civile, della dignità delle persone nella loro qualità di esseri umani. Atto n. 3-00055 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: il 23 giugno 2018 sul quotidiano "Il Tempo" è stato pubblicato un articolo intitolato "Minore disabile stuprata: i due indagati a spasso", in cui la madre della vittima denuncia la perdurante inerzia delle istituzioni riguardo ad un fatto estremamente increscioso che ha coinvolto la figlia minorenne, ospite di una struttura di cura e assistenza per ragazzi disagiati; la ragazza, affetta da disturbo bipolare ed epilessia, era stata presa in carico dal servizio territoriale TSMREE della Asl Roma 5 dal mese di ottobre 2010; successivamente, per il persistere di criticità cliniche rilevanti, i genitori avevano concordato sull'opportunità del suo inserimento in una struttura qualificata e specializzata in grado di garantirle le cure e l'assistenza necessarie; nel mese di dicembre 2016, dunque, la ragazza era stata ricoverata presso la comunità terapeutica "Casetta rossa" dell'associazione di promozione sociale "Il Fiore del deserto"; la sera del 14 settembre 2017 la ragazza è stata violentata da due ragazzi minorenni (uno affetto da disturbi psichici e l'altro presumibilmente sottoposto a procedimenti penali e affidato alla struttura dallo stesso Tribunale per i minorenni di Roma) che si erano introdotti nella sua stanza; la famiglia ha sporto denuncia-querela alla compagnia dei Carabinieri di Tivoli il 3 ottobre 2017; sono stati eseguiti gli accertamenti tecnici e irripetibili autorizzati dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma e, ad oggi, i due ragazzi sono liberi e in attesa di giudizio; ciò che è accaduto è estremamente grave, tanto più se si considera che è avvenuto in un luogo dove la ragazza avrebbe dovuto essere protetta e assistita, con la garanzia, per la famiglia, della massima affidabilità e professionalità; considerato che: la struttura, avvalendosi di partenariati con soggetti pubblici e del terzo settore, si occupa prevalentemente di tutela, cura, sostegno e inclusione sociale degli adolescenti in condizioni di svantaggio, attraverso l'interazione tra servizi socio-sanitari, servizi socio-assistenziali e servizi della giustizia minorile; all'interrogante risulta che tale centro operi in stretta collaborazione e d'intesa con il Tribunale per i minorenni di Roma, il Comune di Roma e la Asl RmA, con l'obiettivo di realizzare e rendere operativa una rete di servizi territoriali, semiresidenziali e residenziali, per l'emergenza psichiatrica e psicosociale in adolescenza; l'episodio di violenza, al di là degli aspetti penali che saranno accertati e sanzionati in sede giudiziaria, denota inaccettabili condotte omissive da parte dei responsabili e di tutto il personale della struttura, oltre all'inadeguatezza delle misure organizzative adottate: