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Neanche Ionesco e Beckett sarebbero riusciti a sceneggiare un'opera così surreale. (Applausi) . Il primo si dice ignaro e poi drogato, mentre l'altro, il nuovo, evoca scene di lunghi baci alla francese per potersi contagiare, rivelando un negazionismo inaccettabile. Dice Conte che ha chiesto scusa. Sì, sì, diciamolo alle famiglie dei vecchietti, dei poveri vecchini delle RSA, come si sarebbero contagiati secondo Zuccatelli, proviamo a dirglielo! (Applausi) . Il colpo di scena finale potremmo averlo qualora dovesse apparire, come deus ex machina , nientepopodimeno che Gino Strada, pronto a intervenire su una Regione italiana, la Calabria (definita dal ministro Boccia «terra straordinaria»), come se fosse un territorio del terzo mondo. Invece sarebbe bastato ancora una volta ascoltare la compianta governatrice Jole Santelli (Applausi) , che a settembre aveva già lanciato l'allarme, scrivendo una lunga lettera al premier Conte in cui denunciava il fatto di essere stata completamente esautorata nell'azione per la sua Regione. Ma forse un governatore di centrodestra non può avere voce; forse questo è quanto. In sostanza, ciò che oggi è meno evidente è quello che pagheremo domani. I nostri giovani non avranno formazione, il nostro personale non avrà gli aggiornamenti adeguati per essere competitivo, bloccare la scuola e la formazione vorrà dire abbassare il livello di preparazione in ogni luogo. Vabbè, questo è l'oggi. Pensiamo al domani (e chiudo veramente): per l'ennesima volta chiediamo al Governo di abbassare la testa e di mettersi a lavorare con occhi e orecchie aperti, di smettere di parlare e andare in televisione, ma di guardare cosa succede, ascoltare la voce del Parlamento, che è quella della gente, e agire, avendo il coraggio a volte anche di allontanare chi si è dimostrato palesemente inadeguato e non all'altezza del compito affidatogli, a partire da certi Ministri. Non si può più scherzare; le battute sugli errori del Governo e dei Ministri non fanno più ridere. Noi siamo ancora qui e vi metteremo alla prova con il decreto ristori, perché, se il peso della responsabilità di distruggere il nostro bellissimo Paese ricadesse su tutti voi, non sarebbe per noi una gioia. In conclusione, noi siamo qua, siamo ancora qua e nonostante tutto continueremo ad anteporre il bene del Paese, perché ogni rimedio, se c'è ancora tempo, va predisposto subito. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la domanda che mi sono posto principalmente in questo periodo, fin dall'inizio del mandato, ma ancora di più da marzo a oggi, è come possiamo renderci utili a questo Paese, come posso io rendermi utile al Paese. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,29) ( Segue VESCOVI). Da lì mi sono messo ad ascoltare soprattutto una parte del mio territorio: i ristoratori, i baristi, i commercianti, il mondo economico, ma anche il mondo sanitario. Sono andato a vedere le diverse situazioni del nostro mondo sanitario. La domanda che mi sono posto è come vi siete resi utili al Paese. Mi ricordo quando in quest'Aula avete criticato a livello sanitario l'ottima scelta di aprire l'ospedale presso la Fiera di Milano: lo avete criticato tutti da quei banchi, mentre oggi è utile. Al posto vostro allora io mi vergognerei per quanto è stato detto, quando avete attaccato l'apertura dell'ospedale alla Fiera di Milano. Forse, se anche il governatore della Campania, invece di andare in televisione a urlare e urlare, avesse aperto un ospedale in Campania, oggi la situazione sarebbe migliore. (Applausi) . La domanda, ripeto, è come vi rendete utili al Paese. Forse si dovrebbero difendere di più i nostri confini, anche da un punto di vista sanitario, non facendo entrare tutti, e mi riferisco sia ai confini territoriali interni dell'Italia che a quelli con gli altri Paesi. L'aspetto sanitario è fondamentale e ad esso si subordina l'aspetto economico, ma anche da un punto di vista economico vorrei capire come vi siete resi utili, visto che fate solo proroghe: è tutta una proroga. Proroghiamo, ad esempio, le scadenze per il pagamento delle cartelle esattoriali, ma oggi non è di questo che c'è bisogno: c'è bisogno della pace fiscale perché, dopo un anno che gli imprenditori non lavorano, come faranno l'anno prossimo a pagare le cartelle esattoriali e le tasse? Forse su questo una domanda dobbiamo porcela e vengo al dunque. Ho presentato una proposta di legge - e l'ho scritto anche in un emendamento - per il pagamento del 50 per cento degli affitti commerciali. Quando mi è capitato di andare in televisione insieme a dei colleghi della maggioranza, da alcuni mi è stato detto che era una bella idea, salvo poi qui in Aula doverci limitare a discutere del solo credito d'imposta sugli affitti. Non serve questo, però; è necessaria una misura urgente come la riduzione degli affitti commerciali al 50 per cento. Infatti, anche se oggi voi prorogate il divieto di licenziamento e la cassa integrazione - misure entrambe giustissime, s'intende - dovete capire che col vostro sistema di gestire il Paese le aziende italiane stanno chiudendo. Mi rendo conto che forse principalmente non avete una visione del futuro del Paese. La cosa che mi preoccupa di più è che il Governo non ha una visione, non sa dove portarci. Lo vedo nella giustizia, ad esempio, dal momento che, invece di pensare magari ad una riforma, l'unica cosa che avete fatto è stato liberare i boss mafiosi. Penso poi al sistema dell'istruzione. Vi abbiamo detto: «Non fate il concorso, perché ci sono problemi», ma voi lo avete fatto e adesso lo avete sospeso e ci sarà tutta una serie di questioni. Ascoltateci di più, allora, rendetevi utili. Manca una visione totale. Mi piacerebbe vivere assistendo magari ad una riforma importante. Abbiamo un Presidente del Consiglio che è passato dalla cattedra dell'università di Firenze a governare un Paese senza mai essere eletto e, attraverso DPCM, sta gestendo la libertà economica e delle persone. (Applausi) . Ma com'è possibile? Rivediamo tutto questo. Forse per rendervi veramente utili all'Italia - e poi mi taccio - ci sarebbe un passo importante da fare: dimettetevi, andate a casa, liberate il Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, la relatrice ha detto che bisogna cercare di avere toni tranquilli, calmi e certamente ha ragione, nel senso che il momento è estremamente difficile. Credo però - e quando dico questo mi rivolgo a tutta la politica, quindi alla maggioranza e alle opposizioni - che si debba necessariamente essere realisti e pragmatici. Visto che ho solo cinque minuti, mi concentrerò solo su un punto: il caos istituzionale.