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al contempo, se non intenda riorganizzare la parte a "mercato" per darle una connotazione fortemente strategica in raccordo con le risorse del Programma nazionale di riforma e resilienza e permettere una maggiore partecipazione del risparmio privato, emanando a tal fine con la massima sollecitudine il decreto attuativo del comma 18 -ter dell'articolo 27 del decreto-legge n. 34 del 2020 ("decreto Rilancio"), nella considerazione che detta disposizione costituisce la base normativa di riferimento per l'evoluzione del Patrimonio Destinato in un vero e proprio Fondo Sovrano, o Fondo di Fondi, pubblico-privato italiano, finalizzato a sostenere la crescita economica del Paese, anche guardando a esperienze virtuose come il Fondo Italiano d'Investimento SGR promosso nel 2010 dal Ministero dell'economia e delle finanze, in conformità agli atti di indirizzo approvati dal Parlamento sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del "Recovery Fund", relativamente al potenziamento di nuove forme di incentivazione fiscale del risparmio, in analogia con quanto già previsto per i piani individuali di risparmio. Atto n. 4-05177 CANGINI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: i sistemi viari e ferroviari, i porti e gli aeroporti, sono indispensabili per lo sviluppo economico di un territorio e concorrono alla qualità di vita delle popolazioni che vi risiedono in quanto assicurano collegamenti efficienti e rapidi con il luogo di lavoro, di studio, dei servizi essenziali come gli ospedali, e con le altre regioni. Evitano lo spopolamento dei comuni, specialmente quelli di piccole dimensioni, e una loro decadenza economica in quanto scarsità di servizi e difficoltà nei collegamenti incidono sulla scelta di dove risiedere da parte di famiglie e di imprese; le analisi delle infrastrutture presenti nelle Marche fanno emergere dati non molto positivi. Già in uno studio del 2018 si è potuto evincere che la regione Marche risultava avere un indice di dotazione infrastrutturale pari all'85,4 per cento inferiore a livello italiano. Per le Marche in generale, e per il Piceno in particolare, le infrastrutture sono insufficienti e devono essere incrementate, quelle esistenti devono essere migliorate; tra le maggiori criticità dell'area del piceno vi è l'arretramento del progetto della "ferrovia dei due mari", la cui prima stesura risale al 1871. La ferrovia è considerata dagli amministratori locali un'opportunità importante e hanno chiesto di inserirla nel recovery plan quale progetto strategico per il rilancio complessivo del territorio e di una vasta area del Centro Italia che sconta decenni di ritardi economici e occupazionali dovuti all'isolamento infrastrutturale, aggravati dal sisma del 2016. La realizzazione della "ferrovia dei due mari" darebbe nuovo impulso a borghi e territori della costa e dell'entroterra, garantirebbe un rilancio turistico ed economico di attività ed esercizi commerciali. Inoltre, permetterebbe di concorrere alla realizzazione di un sistema di trasporto interno ed esterno alla regione più verde e resiliente: un minore utilizzo di veicoli per gli spostamenti, la riscoperta di luoghi lungo il suo percorso, con la possibilità di predisporre e potenziare percorsi ciclabili, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di affrontare questa grave situazione di isolamento dell'intero territorio marchigiano, in particolare accogliendo l'invito degli amministratori locali a rilanciare rapidamente la realizzazione nella sua interezza del progetto della "ferrovia dei due mari". Atto n. 4-05178 ORTIS ANGRISANI LANNUTTI GIANNUZZI Al Ministro della salute Premesso che: la lunga crisi della sanità molisana, seppur giunta alle orecchie dell'opinione pubblica nazionale solo in tempi recenti, ha radici profonde, le cui cause sono da rintracciarsi in primo luogo, in Molise come in tutta Italia, nello sventurato ridimensionamento del servizio sanitario pubblico avvenuto nello scorso decennio. L'esplosione dell'emergenza pandemica ha poi definitivamente fatto collassare la già traballante sanità regionale, facendo emergere, e acuendo, tutte le sue debolezze strutturali: in Molise non sono più infatti garantiti i livelli essenziali di assistenza, cosa che ha portato al ricorso forzoso alla procedura operativa "Cross" del Dipartimento della Protezione civile; sul fronte COVID, la lista delle storture e delle inefficienze sarebbe lunga: per citarne alcune, nessun piano di riorganizzazione e potenziamento della rete ospedaliera molisana in ottica anti coronavirus è stato ancora realizzato; tale ritardo vale anche per il centro COVID presso l'ex hospice di Tappino all'ospedale "Cardarelli" di Campobasso. I posti aggiuntivi di terapia intensiva previsti nel "decreto rilancio" non sono ancora stati attivati, così come non sono stati ultimati i bandi di reclutamento del personale sanitario; non meno rilevante è, in questo stato di emergenza perpetuo, il ruolo di quello che si potrebbe chiamare il fattore umano: la disorganizzazione generale e la mancanza di coordinazione tra le autorità preposte al contenimento della pandemia ha portato liti e rimpalli di competenze senza fine tra il Presidente Toma, i vertici dell'ASREM e la struttura commissariale; a riguardo, l'ex commissario ad acta Giustini, nella sua lettera di dimissioni dall'incarico, ha ricordato, dopo aver evidenziato le difficoltà riscontrate nell'esercizio del suo mandato, come avesse richiesto al Governo l'estensione al Molise delle norme contenute nel decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150: il cosiddetto "Calabria- bis ". Tra le prerogative che tale decreto riconosce alla struttura commissariale calabrese si annovera l'autorizzazione ad attuare un piano straordinario di assunzioni di personale medico, sanitario e socio-sanitario, anche per la medicina d'urgenza, attraverso l'utilizzo delle graduatorie degli idonei; maggiori poteri nei confronti di tutti gli enti sanitari regionali e provinciali; la definizione del Piano triennale di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, ospedaliera e territoriale; la possibilità di far affidamento su un contributo di solidarietà per il triennio 2021-2023; alle ripetute segnalazioni sulla questione, più volte fatte al Ministro in indirizzo dal primo firmatario, sono seguite ampie rassicurazioni in merito a un imminente intervento governativo: purtroppo, queste parole non sono state poi, a loro volta, seguite da alcun fatto concreto, che desse il via a un'opera di ristrutturazione della sanità regionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative volte all'adozione, nel più breve tempo possibile, di un cosiddetto "decreto Molise", redatto sulla falsariga di quello calabrese, al fine di risolvere le criticità dell'emergenza sanitaria molisana che, da troppi mesi, aspettano di essere prese in considerazione dal Consiglio dei ministri. Atto n. 4-05179 RICHETTI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: