[resaula]

Vorrei pertanto cogliere l'occasione per ribadire che l'Italia non ha mai votato a favore delle sanzioni contro Cuba, come già chiarito dal ministro Di Maio durante l'audizione tenutasi lo scorso 31 marzo sulle linee programmatiche del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. L'annuale progetto di risoluzione per richiedere la fine dell'embargo statunitense verrà presentato da Cuba in Assemblea generale delle Nazioni Unite per la ventinovesima occasione consecutiva il prossimo 23 giugno. In quella sede l'Italia, in stretto coordinamento con i partner europei, si impegnerà a considerare favorevolmente il progetto di risoluzione per confermare il tradizionale appoggio accordato all'istanza cubana. PRESIDENTE . Vorrei quindi sentire il Gruppo Fratelli d'Italia sulla proposta avanzata di modifica dell'ordine del giorno G2. URSO (FdI) . Signor Presidente, voglio ringraziare il Governo perché le proposte di modifica che ci ha chiesto di realizzare migliorano la comprensione del nostro testo. Sono elementi aggiuntivi e anche significativi, che vanno nella stessa direzione. Per questo motivo, le accogliamo in pieno. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo molto brevemente. L'illustrazione del vice ministro Sereni è stata estremamente chiara ed esaustiva, per cui c'è poco da aggiungere. C'è da sottolineare una cosa in particolare: il testo, che ha raggiunto una larghissima convergenza parlamentare, sottolinea in modo particolare un aspetto, riprendendo quelle che sono state le dichiarazioni del Pontefice e del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, rimarcando una questione fondamentale. Anche in presenza di sanzioni, mai e poi mai queste possono in qualche modo riguardare la fornitura di generi di prima necessità e di strumentazioni mediche. È chiaro che la posizione del Governo italiano è quella appena illustrata. Speriamo che nella ventinovesima occasione che Cuba presenta alla prossima Assemblea delle Nazioni Unite ci sia, questa volta, la volontà e la capacità di approvarla. Così come è importante continuare nell'opera, da sempre sostenuta dal Governo italiano, di superare definitivamente l'embargo. Per questo, il nostro sarà un voto convintamente favorevole. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, vice ministro Sereni, onorevoli colleghi, Cuba sta cambiando. Impegnata da sempre nel sociale, Cuba è un Paese in cui si hanno ancora tanti problemi. Continua ad essere una realtà controversa, oggetto di molte critiche, cui bisogna guardare, però, in modo differenziato, riconoscendo lo sviluppo in atto. Anche Papa Francesco vi si è recato alcuni anni fa. La sua stretta di mano a Fidel Castro interpreta bene l'immagine del cambiamento in corso. Nonostante i tanti limiti, si iniziano a vedere i primi segnali di apertura. Il Paese - ad esempio - ha fatto passi avanti importanti in campo sanitario, nel campo della ricerca, della scuola, dell'emancipazione femminile. Ecco perché crediamo che sia il caso di dare un'opportunità a questo Paese. In piena pandemia, nei mesi scorsi Cuba si è distinta attraverso un bel gesto umanitario nei nostri confronti. Sulla bacheca dell'ospedale covid hospital di Torino ci sono ancora tanti messaggi lasciati da ex pazienti: «Mi avete donato una seconda vita»; «Avete lasciato le vostre famiglie e siete venuti qui per mesi in mezzo all'inferno della pandemia»; «Siete stati i miei angeli custodi»; messaggi che riportano, in modo semplice ma diretto, i tanti gracias di chi è guarito dal Covid-19 dopo settimane di sofferenza; messaggi che trasmettono la profonda gratitudine verso quei medici cubani che hanno supportato le nostre strutture ospedaliere. Non era scontato decidere di aiutarci. Cuba viveva, a sua volta, una situazione molto seria, perché i problemi strutturali, già causati dall'embargo sotto cui Cuba vive da anni, erano ulteriormente aggravati dal Covid-19. Negli stessi giorni in cui si apprestava ad aiutarci, Cuba era costretta, a sua volta, a chiudere le frontiere per settimane nel tentativo di arginare i contagi. Questo voleva dire, in pratica, mandare a rotoli la principale fonte di reddito: il turismo; un duro colpo all'economia locale, dunque, in un periodo già fortemente provato dalle politiche messe in atto dall'allora Presidenza Trump che, con il divieto imposto alle navi da crociera, aveva già provocato un calo del 15 per cento delle entrate del settore turistico, poi ulteriormente calato in modo drastico. In questo quadro generale di certo non facile, Cuba, sin dall'inizio della pandemia, ha scelto lo stesso di mobilitare un esercito di camici bianchi o medici, non bombe, a sostegno di diversi Paesi amici, tra cui anche l'Italia, messi in ginocchio dal coronavirus. Attraverso l'invio di personale sanitario, Cuba ha dimostrato la sua grande generosità. Nell'isola da decenni scarseggiano generi di prima necessità, medicinali compresi (nelle farmacie de L'Avana, per esempio, non ci sono antibiotici) e ciò è il frutto dell'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba da oltre sessant'anni, quando si trattava di contrastare i conflitti scaturiti dalla rivoluzione castrista. Ciò vuol dire che, ancora oggi, Cuba sta subendo le conseguenze di un embargo determinato da condizioni storiche, politiche e sociali totalmente diverse da quelle odierne, tant'è che il presidente Obama, nel corso del suo mandato, aveva provato a rimuovere l'embargo senza però riuscirvi, a causa dell'opposizione messa in atto dai repubblicani che detenevano la maggioranza al Senato. Il presidente Trump, invece, ha ulteriormente inasprito il blocco con l'aggiunta di nuove sanzioni e ha stoppato di fatto l'arrivo di una serie di prodotti, tra cui petrolio, generi di prima necessità e materiali sanitari. L'attuale presidente Biden, invece, durante la campagna elettorale ha annunciato la sua intenzione di modificare le politiche degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, lasciando intravedere un possibile allentamento delle sanzioni. Ci auguriamo che questi intenti espressi durante la campagna elettorale possano trovare realizzazione. Anche noi di Italia Viva siamo convinti che i tempi siano maturi affinché si arrivi a un superamento di questo embargo che riteniamo essere esaurito nella sua ragion d'essere. Ci auguriamo che il Governo recepirà l'ordine del giorno promosso dalla collega Nugnes e anche quello del collega Ciriani, laddove il Gruppo accetterà le proposte di riformulazioni avanzate. Il nostro voto sugli ordini del giorno sarà favorevole, al fine di impegnare il Governo a sensibilizzare gli Stati Uniti a mettere fine all'embargo nei confronti di Cuba.