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oltre a Proietti, ex direttore generale del Ministero e a lungo presidente di ALES (la società in house che surroga il dicastero nell'espletamento di pratiche amministrative e bisogni operativi), un altro campione di estrazione ministeriale di una esclusività del rapporto di Tivoli con il FAI, che passa anch'essa per quella che gli interroganti ritengono una violazione, in questo caso già avvenuta, dell'art. 112 del Codice, è il dottor Andrea Bruciati, direttore, da maggio 2017, dell'Istituto autonomo di villa Adriana e villa d'Este, uno dei 32 luoghi della cultura dotati di autonomia speciale, ex decreto ministeriale n. 44 del 23 gennaio 2016; le due ville sono iscritte nella lista del patrimonio UNESCO (mentre parco villa Gregoriana è in predicato di entrarvi) e proprio il direttore Bruciati, oltre a decretare l'esclusione dai due siti dei privati "storicamente" presenti all'interno, compresa l'associazione "Fannius" (affidataria di spazi che essa stessa ha ristrutturato e adibito a scopi didattico-culturali), la scorsa primavera ha imposto che tra i firmatari del "Protocollo d'Intesa per la redazione e l'attuazione dei piani di gestione dei Siti UNESCO di Tivoli", all'art. 1, oltre allo Stato e agli enti territoriali, fosse ricompreso il FAI, benché "trascelto in via preferenziale e in base a principi discrezionali", come stigmatizzato nella nota del 28 maggio 2019 dalla dottoressa Gemma Guerrini, delegata alla firma dal sindaco di Roma; alle rimostranze verbali e scritte della Guerrini e del sindaco di Guidonia, Bruciati aveva risposto (con nota del 14 maggio 2019) minacciando di escludere dal protocollo i soggetti non disposti ad allinearsi e asserendo che: "Questo istituto ritiene non corretto porsi in una posizione di contrasto rispetto ad un'associazione a cui il proprio Ministero di appartenenza attribuisce funzioni determinanti nell'ambito della valorizzazione del patrimonio culturale"; quanto detto potrebbe suggerire un unico disegno strategico, che miri a scongiurare ogni ipotesi di gestione pubblica dello straordinario patrimonio culturale del neonato distretto turistico, che fa capo ai comuni di Tivoli, Palestrina e Subiaco, di cui la rocca Pia sarà centro direzionale, benché il contributo decisivo dato alla sua conservazione legittimi e in certo modo obblighi lo Stato a gestirlo e trarne profitto, soprattutto in termini di crescita culturale della comunità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione al riguardo; se non reputi opportuno intervenire con atti di propria competenza, al fine di chiarire la paventata gestione esclusiva dei siti UNESCO di Tivoli da parte di soggetti privati. Atto n. 3-01216 PERGREFFI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la tramvia Bergamo-Albino, lungo la valle Seriana, è ormai attiva da 10 anni riscontrando un notevole successo tra pendolari e studenti; il servizio è gestito dalla società a capitale pubblico Tramvie elettriche bergamasche (TEB); la tratta attraversa sei comuni in un'area con più di 220.000 abitanti, conta 16 fermate, 12,5 chilometri di binari e 14 tram elettrici e nel 2018 è stata utilizzata da circa 3.750.000 passeggeri (oltre 33,5 milioni dal 2009); nel 2018 sono stati percorsi 534.328 chilometri (5,4 milioni chilometri dal 2009) con una media standard di circa 340.000 passeggeri al mese durante il periodo scolastico, pari a 13.500 passeggeri al giorno nei feriali (8.500 nel periodo estivo) e 4.500 passeggeri nei festivi; nel periodo scolastico la tabella oraria feriale prevede un tram ogni 15 minuti, con intensificazioni fino a 6 minuti nelle ore di punta e corse serali ogni 18 minuti, per un totale di 128 corse intere al giorno (circa 64 per direzione); considerato che: il servizio trova gradimento tra gli utenti, salvo, però, per il problema del sovraffollamento che obbliga i pendolari, esasperati per questo calvario quotidiano, a rimanere stipati nei vagoni o addirittura ad essere impossibilitati a salirvi; il problema del sovraffollamento potrebbe essere in parte risolto con l'aumento delle corse; tale logica soluzione non è oggi percorribile, a causa dell'impraticabilità del terzo binario al capolinea della stazione di Bergamo per l'indisponibilità di un tratto di soli 1,5 metri di banchina di proprietà di Ferrovie dello Stato; da tempo la direzione di TEB ha richiesto a Ferrovie dello Stato la cessione di questo ridottissimo tratto di banchina; la piena funzionalità, con tanto di banchina, del terzo binario nelle ore di punta permetterebbe un incremento delle corse, passando da una frequenza degli attuali 6-7 minuti a 5 minuti, in modo da avere una capacità di trasporto significativamente maggiore; considerato, altresì, che: sul tavolo del Ministro in indirizzo è alla firma il finanziamento del progetto di TEB per la linea T2 Bergamo-Villa d'Almé, in direzione valle Brembana, che ha avuto nei mesi scorsi l'avallo tecnico da parte del Ministero; con l'entrata in funzione della T2 il terzo binario diventerebbe fondamentale e la frequenza a pieno regime nella tratta urbana a doppia linea potrebbe ridursi a un tram ogni 2 minuti e mezzo, si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro in indirizzo per sollecitare Ferrovie dello Stato a trasferire al più presto la proprietà del tratto di 1,5 metri di banchina presso il capolinea di Bergamo del tram delle Valli, al fine di rendere fruibile il terzo binario, il che permetterebbe di aumentare le corse della linea T1. Atto n. 3-01217 BERNINI MALAN TIRABOSCHI GALLONE BERUTTI MESSINA Alfredo PAPATHEU Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da autorevoli fonti di stampa si apprende che circa il 12 per cento dei rifiuti italiani non trova destinazione; questa situazione comporta conseguenze importanti, in quanto molti rifiuti, non trovando collocazione, si accumulano senza indirizzarsi né verso il riciclo, né verso lo smaltimento, in quanto non ci sono sufficienti impianti; in Italia, leader in Europa nel riciclo, a differenza degli altri Paesi che preferiscono bruciare o avviare rifiuti in discarica, non ci sono sufficienti impianti di selezione, di rigenerazione, di trattamento e di recupero energetico necessario, sia per raggiungere il 65 per cento del riciclo che richiede l'Unione europea, sia per scendere sotto il 10 per cento di smaltimento in discarica; per conseguire gli obiettivi indicati dall'Unione europea, sarebbero necessari: nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti organici per almeno 2,3 milioni di tonnellate all'anno e nuovi impianti di incenerimento per smaltire circa 1,7 milioni di tonnellate in più all'anno;