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si evidenzia in giurisprudenza un'applicazione eccessivamente dilatata delle norme del testo unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro decreto legislativo n. 81 del 2008, che individuano nel sindaco o nell'organo politico di vertice, la figura del datore di lavoro con conseguenti dubbi interpretativi relativi alla cosiddetta delega di funzioni, anche fuori dagli ambiti di stretta connessione teleologica; preso atto altresì della protesta di sindaci e amministratori pubblici di questi giorni su questi temi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non voglia valutare, nell'ambito della riforma del processo penale, un intervento volto a introdurre una soluzione che tenda ad alleggerire l'eccesso di indagini "a strascico" cui sono sottoposti gli amministratori locali per fatti che il più delle volte fuoriescono dalla loro sfera di dominabilità e controllo, trasmodando in forme occulte di responsabilità oggettiva, vietate dall'articolo 27 della Costituzione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05600 BALBONI Al Ministro della giustizia Premesso che: con decreto ministeriale 16 novembre 2018 è stato bandito il concorso per 300 posti di notaio; su 1.585 candidati da esaminare, circa il 70 per cento di quelli dichiarati inidonei è stato bocciato alla lettura del solo primo elaborato, quello " inter vivos-civile " (nella specie: 912 candidati bocciati alla lettura del solo primo elaborato, 318 alla lettura della seconda prova), in spregio alla ratio della normativa propria di questo concorso, secondo la quale la lettura integrale degli elaborati di un candidato può essere esclusa solo al ricorrere di eccezionali ipotesi, quali la presenza di nullità o gravi insufficienze (art. 11, comma 7, del decreto legislativo n. 166 del 2006); le inidoneità sono state disposte sulla base di criteri generali di correzione (adottati dalla commissione esaminatrice ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo n. 166 del 2006) talmente ampi, generici e omnicomprensivi da contemplare tutti i possibili errori in cui potesse incorrere un candidato e tali da pretermettere le disposizioni legislative in materia, che impongono all'organo giudicante, come regola generale, la lettura integrale di tutti gli elaborati prima di formulare un giudizio finale. Ciò ha impedito, quindi, che i candidati concorrenti alla procedura concorsuale ricevessero una valutazione complessiva (alla luce del "principio di compensazione") delle loro capacità tecnico-giuridiche; moltissime delle riunioni aventi ad oggetto la correzione degli elaborati medesimi non sarebbero state tenute alla presenza del quorum richiesto dalla normativa (e cioè quella di 5 membri giudicanti: due magistrati, due notai e un professore universitario) ma con la presenza di un ulteriore membro (magistrato) che, di fatto, ha alterato il quorum , in patente violazione della previsione eccezionale dell'articolo 10, comma 7, del decreto legislativo n. 166 del 2006 secondo cui "il presidente ha facoltà di convocare riunioni plenarie o sedute allargate (...) altri commissari" (non certo appartenenti sempre alla stessa "categoria" professionale). Ciò appare decisamente irrituale anche alla luce del fatto che la maggioranza dei magistrati membri della commissione esaminatrice avrebbe ottenuto dal Consiglio superiore della magistratura l'esenzione dal lavoro giudiziario che si è protratta fino a conclusione delle prove orali (e, quindi, valevole anche nel periodo in cui la commissione esaminatrice per oltre tre mesi, causa COVID, non ha svolto alcuna attività, con ciò determinandosi un evidente danno erariale e un rallentamento nello smaltimento del carico presso gli uffici giudiziari); a quanto risulta all'interrogante la composizione della terza sottocommissione esaminatrice durante tutto l' iter concorsuale non avrebbe rispettato la normativa del concorso (art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 166 del 2006), in quanto non c'è uno specifico atto amministrativo di nomina del presidente; proprio per la mancanza dell'atto di nomina del presidente della terza sottocommissione, in violazione della normativa citata, tale ruolo non sarebbe mai stato ricoperto sempre dalla stessa persona e ciò in assoluto spregio del principio di certezza, uniformità delle operazioni di correzione e "buon andamento" che deve sussistere a base di ogni atto della pubblica amministrazione; i verbali delle correzioni dei compiti concorsuali avvenute, causa COVID, in collegamento audio video risultano in spregio all'articolo 27, comma 3, del regio decreto n. 1953 del 1926, in materia di "Disposizioni sul conferimento dei posti di notaro" ai sensi del quale "Di tutte le operazioni del concorso viene redatto quotidianamente processo verbale, che viene sottoscritto dal presidente, dai membri della commissione e dal segretario", in quanto sottoscritti dal solo presidente della seduta di correzione e dal segretario, senza che gli altri membri abbiano apposto la propria sottoscrizione nemmeno in digitale; nell'operato del presidente della commissione esaminatrice si evincono, a giudizio dell'interrogante, evidenti violazioni di legge; ai sensi dell'art. 28 del regio decreto n. 1953 "Il ministro per la giustizia esercita l'alta sorveglianza sulle operazioni del concorso. Egli può intervenire alle sedute della commissione ogniqualvolta lo ritenga opportuno, ed ha facoltà di annullare i concorsi nei quali siano avvenute irregolarità", si chiede di sapere: di quali informazioni disponga il Ministro in indirizzo in merito agli atti riportati e quali iniziative intenda intraprendere per garantire trasparenza nell'adozione delle decisioni amministrative; quali interventi intenda mettere in atto in relazione alle richieste e alle segnalazioni che tanti candidati hanno avanzato all'amministrazione. Atto n. 4-05601 PAPATHEU Al Ministro della giustizia Premesso che: l'articolo 252 del decreto-legge n. 34 del 2020 prevede il reclutamento, su base distrettuale, di 2.700 unità di personale amministrativo di area II/F3 (già ripartite numericamente nei singoli distretti di Corte d'appello) e la conseguente procedura esenzionale, bandita l'11 dicembre 2020; l'articolo 7 dell'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali il 15 luglio 2020 reca disposizioni di interpello di assestamento in caso di assunzioni conseguenti all'espletamento di un concorso; per il distretto della Corte d'appello di Caltanissetta presso l'ufficio del giudice di pace di Nicosia erano previsti 2 unità di cancellieri ed i posti messi a disposizione della Corte d'appello di Caltanissetta sono 31;