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Modifiche all'articolo 11 della Costituzione in materia di totale esclusione delle armi di distruzione di massa dal territorio della Repubblica italiana e di controllo del commercio delle armi in generale. Onorevoli Senatori. -- Oggi più che mai è indispensabile promuovere rapporti amichevoli tra le Nazioni. Invece non si fa altro che assistere ad una sempre maggiore corsa agli armamenti nucleari: congegni ogni giorno più sofisticati e distruttivi dovuti ad un incessante sviluppo tecnologico. Alla luce di questa premessa appare comprensibile e legittima la preoccupazione di tutti quei cittadini che, al contrario, vorrebbero liberarsi dalla minaccia che gli armamenti atomici rappresentano, in un momento storico fatto di meccanismi incontrollati di supremazia e controllo. Tanto più che l'Italia, come ben sappiamo, ripudia la guerra come metodo di risoluzione delle controversie, così come disposto dall'articolo 11 della Costituzione. Per questo ed altri motivi, ho sentito il dovere morale e politico di assumere tale iniziativa. Una legittima reazione di rigetto che è andata, apparentemente, concretizzandosi anche in significative convenzioni internazionali. Mi preme sottolineare, soprattutto, il Trattato di non proliferazione nucleare del 1968. Un Trattato a prima vista garantista della sicurezza che prefigura sì un mondo senza armi atomiche, ma che limita solo a taluni Stati la facoltà di possedere armi nucleari. Eppure tra quegli stessi Stati non figura il nome di coloro che hanno fatto della guerra, mascherata sotto molteplici aspetti, il loro più grande cavallo di battaglia: in primis gli Stati Uniti d'America. Due pesi e due misure. La tendenza all'eliminazione delle armi di distruzione di massa trova riscontro anche all'interno della legislazione italiana con la legge n. 185 del 9 luglio 1990 che all'articolo 1, comma 7, afferma che sono vietate la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione ed il transito di armi biologiche, chimiche e nucleari, nonché la ricerca preordinata alla loro produzione o la cessione della relativa tecnologia. Il divieto si estende anche a quegli strumenti e alle tecnologie specificatamente progettate per la costruzione delle suddette armi, nonché a quelle idonee alla manipolazione dell'uomo e della biosfera a fini militari. Detto questo, le armi nucleari americane sono stanziate in cinque Paesi della NATO. In Italia gli USA mantengono novanta bombe nucleari. Si tratta di bombe tattiche B-61 in tre versioni, la cui potenza va da 45 a 170 kiloton (potenza tredici volte maggiore di quella della bomba di Hiroshima). Tali bombe sono tenute in speciali hangar insieme ai cacciatorpediniere pronti per l'attacco nucleare. Sappiamo della loro presenza da anni ma solo negli ultimi tempi è diventato sempre più certo il progetto di ammodernarle, trasformarle in bombe con un sistema autonomo di guida direzionale: una modifica necessaria affinché possano essere caricate sui nuovi caccia F-35 Joint Strike Fighter , invisibili ai radar e, quindi, palesemente utilizzabili per attacchi a sorpresa. Hanno trasformato l'Italia in un gigantesco arsenale inconsapevole per missioni militari offensive, invasive e nel nome di una neutralità soltanto dichiarata e mai praticata. Tutto ciò impone una immediata e definitiva rinuncia alle armi atomiche. Una rinuncia che dovrebbe riguardare l'intero Pianeta in rappresentanza del senso di civiltà e umanità verso cui si dovrebbe sempre tendere. Rimetto questo disegno di legge costituzionale alla coscienza e volontà del Parlamento, che potrà ignorarlo, criticarlo, emendarlo, ma senza poter negare l'intento superiore di proiettare l'Italia verso un nuovo contesto di pace e di crescita del genere umano.. 1 (Modifiche all'articolo 11 della Costituzione in materia di armamenti nucleari, biologici e chimici) 1 All'articolo 11 della Costituzione, dopo il primo comma sono aggiunti i seguenti: «Al fine di conseguire la messa al bando di quelle armi di distruzione di massa che a qualunque titolo si trovino o transitino attraverso il territorio della Repubblica, che siano italiane o di Paesi terzi, compresi i materiali d'armamento e di equipaggiamento per i bisogni dei Paesi alleati, sono vietati, sotto qualsiasi forma e in ogni circostanza, l’importazione, il transito, l'immagazzinamento, la fabbricazione e la sperimentazione di armenti nucleari, biologici e chimici sul territorio nazionale, incluse le acque territoriali. Sono altresì vietati lo stazionamento e il transito, nelle acque territoriali, di navi, sottomarini o altre imbarcazioni a propulsione nucleare. È altresì vietata l'esportazione e la vendita, sotto qualsiasi forma e in ogni circostanza, di armi, di qualunque tipo, verso i Paesi che violino diritti umani o in aree di conflitto. La legge disciplina le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente articolo». 2 (Disposizioni transitorie) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Governo presenta alle Camere una relazione inerente alla verifica della conformità degli obblighi internazionali assunti dalla Repubblica italiana con le disposizioni di cui alla presente legge costituzionale, nonché sulle iniziative poste in essere per la revisione, la rinegoziazione ovvero la denuncia degli Accordi internazionali eventualmente in contrasto con le disposizioni stesse, con particolare riferimento: a agli Accordi internazionali relativi al programma per la costruzione dei cacciabombardieri di ultima generazione Joint Strike Fighter (F-35); b al Trattato del Nord-Atlantico (NATO), ratificato ai sensi della legge 1° agosto 1949, n. 465, ai Protocolli annessi e ai relativi Accordi conclusi nell'ambito dell'Alleanza atlantica; c ai Protocolli addizionali alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, adottati a Ginevra l’8 giugno 1977, ratificati ai sensi della legge 11 dicembre 1985, n. 762, sul diritto umanitario bellico e alle correlate riserve relative alle armi nucleari apposte al momento della firma dei Protocolli stessi. 2 I risparmi di spesa derivanti dalla revisione, dalla rinegoziazione ovvero dalla denuncia degli Accordi internazionali di cui al comma 1 sono destinati alle politiche per l'occupazione, alla cura del patrimonio ambientale e al sostegno della spesa sanitaria. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .