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tra questi il Comune di Fabriano, nelle Marche, con il punto nascita dell'ospedale "Engles Profili", che conta circa 300 parti l'anno, inferiori dunque alla soglia numerica prevista, nonostante risultino rispettati i parametri di sicurezza. A tal proposito, sembra tuttavia utile ricordare la tendenza demografica al calo delle nascite presente nel nostro Paese; il Comune di Fabriano ha una estesa superficie caratterizzata dalla presenza di numerose frazioni ubicate in luoghi collinari di non facile accesso. A questo si aggiunge il prolungato arresto dei lavori della variante alla strada statale 76 (cosiddetto Quadrilatero), che comporta una ulteriore difficoltà di mobilità; la chiusura del punto nascita sta creando e creerà condizioni di vivo disagio, di timore e di angoscia per le future mamme, spesso alla loro prima gravidanza, soprattutto in situazioni di emergenza. Va considerato, infatti, che Fabriano si trova in una zona montana dal clima decisamente avverso, che non consente lunghi viaggi durante la cattiva stagione a causa della neve e delle gelate, mettendo a serio rischio l'incolumità delle partorienti; Fabriano è afflitta da una gravissima crisi economico-sociale, resa più acuta dai recentissimi terremoti, che accentua la diminuzione del numero dei residenti con conseguente soppressione o svuotamento, per ragioni di economicità, di una serie di strutture pubbliche; successivamente ad una riunione del comitato Lea del 13 dicembre 2018, il 31 gennaio 2019 il Ministero ha richiesto al Servizio sanitario regionale di trasmettere "l'atto formale di chiusura del Punto Nascita"; sul rischio di chiusura era già intervenuta la Regione nel 2017, con la richiesta di una deroga al Ministero al fine di scongiurare tale ipotesi. La Regione sostiene, inoltre, di aver inviato le relative schede al comitato LEA nel mese di maggio 2018, segnalando di essere in attesa della risposta sulla deroga e di aver ricevuto solo il 6 luglio 2018 una risposta negativa in tal senso; dopo la richiesta dell'ASUR è stata definita una strategia riorganizzativa con un protocollo firmato dalla Direzione medica, unitamente alla Direzione del Dipartimento materno infantile e dell'unità operativa semplice dipartimentale di ginecologia, che prevede la chiusura, entro il 15 febbraio 2019, dell'attività di accettazione e di ricovero per i parti e patologie correlate ed entro il 20 febbraio la dimissione delle pazienti ricoverate per patologia ostetrica, con la cessazione dell'attività del punto nascita; nelle ultime settimane le associazioni territoriali hanno svolto manifestazioni per chiedere una sospensiva del provvedimento di chiusura. A queste si sono aggiunte: una diffida all'ASUR da parte del Comune, nella quale il direttore viene indicato come personalmente responsabile di ogni danno ed evenienza conseguenti alla decisione comunicata; la presentazione di un ricorso al Tar Marche da parte sempre del Comune con la richiesta di sospensiva del provvedimento; si sottolinea, tra l'altro, come nel valutare i livelli essenziali di assistenza del 2017 il parere del comitato LEA abbia rilevato una inadempienza per il punto nascita attribuibile soltanto all'annualità 2018: un profilo che avrebbe consentito di impugnare il verbale e le conclusioni del comitato stesso; il Comune ha inviato inoltre due lettere alla Regione e al Ministero della salute in cui si cita l'articolo 17- bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 (convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45), rubricato "Sospensione di termini in materia di Sanità". La norma prevede infatti che, in merito alla definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera "non si applicano, per i successivi quarantotto mesi a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, a condizione che intervenga sui singoli provvedimenti di riorganizzazione della rete ospedaliera il parere favorevole del Tavolo di monitoraggio di attuazione del citato Decreto Ministeriale n. 70 del 2015, di cui al Decreto del Ministro della salute 29 luglio 2015"; lo stesso ministro Grillo ha dichiarato di voler assumere entro il 31 marzo 2019 l'impegno di rivedere in sede di Conferenza Stato-Regioni i parametri riguardanti il mantenimento dei punti nascita, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda procedere, nell'immediato, ad una moratoria, ovvero ad una sospensiva del provvedimento di chiusura del punto nascita di Fabriano, procedendo a una progressiva riorganizzazione dello stesso, che consenta di mantenere ed incrementare le attività di un presidio di tale importanza per il territorio, al fine di assicurare una piena tutela della salute delle donne in stato di gravidanza. Atto n. 3-00638 LAFORGIA Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: alcuni organi di informazione locale di Piacenza hanno riportato la notizia secondo cui Matteo Salvini, nella giornata di sabato 23 febbraio, si sarebbe recato a Piacenza e, nell'esercizio delle funzioni di Ministro dell'interno, avrebbe varcato le porte del carcere delle Novate per fare visita all'imprenditore piacentino Angelo Peveri, in cella da pochi giorni dopo la condanna per il tentato omicidio di uno dei ladri sorpresi a rubare nella sua azienda; stando a quanto riportato dagli organi di informazione, la visita del Ministro in carcere è stata finalizzata all'incontro di due persone: Angelo Peveri e Gheorge Botezatu, il dipendente finito anche lui in cella per quell'episodio; il gesto di solidarietà si è aggiunto alla telefonata che Salvini aveva già fatto a Peveri prima della visita in cercare, subito dopo la notizia della condanna a 4 anni e 6 mesi confermata dalla Corte di cassazione; in data 19 febbraio, il Ministro dell'interno dichiarò al quotidiano "la Repubblica", edizione di Bologna: "Per la sua azienda era il terzo furto nel giro di poco tempo - commenta il ministro degli Interni Matteo Salvini -. Così, questo imprenditore di Piacenza è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio. I due rumeni hanno patteggiato 10 mesi e 20 giorni per tentato furto. Dopo quella sera maledetta, il signor Angelo ha subito altri tredici furti di gasolio. Tredici. È un'altra vicenda che ci spinge ad approvare una legge seria sulla legittima difesa"; appare del tutto evidente come il Ministro dell'interno utilizzi questa vicenda per promuovere una proposta, la legittima difesa, da sempre perorata dal partito politico di cui è leader ; considerato che: in un'intervista al quotidiano locale "Libertà", il procuratore capo di Piacenza Salvatore Cappelleri avrebbe dichiarato: "La legittima difesa non c'entra proprio nulla in questa storia"; dal procuratore è partito anche un invito a una maggiore prudenza nei giudizi da parte di chi ricopre cariche istituzionali; la sentenza di appello ricostruisce così i fatti: