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- Il gruppo tecnico di cui all'art. 1 è costituito da componenti nominati in base alle designazioni già configurate per il comitato tecnico, previsto dal decreto del 18 dicembre 1997 citato in premessa, acquisite per la parte regionale dalla conferenza dei presidenti delle regioni, di cui all'art. 4 del decreto legislativo 16 dicembre 1989, n. 418. Tale organismo, presieduto da un rappresentante del Ministero per le politiche agricole nominato con decreto, è integrato, di volta, in volta, da un rappresentante designato da ciascuna delle regioni e delle province autonome sulle cui aree geografiche ricadono le produzioni in esame. Il gruppo tecnico, che si avvale delle strutture del Ministero per le politiche agricole anche per i relativi compiti di segreteria, può acquisire il parere di esperti per ciascuna categoria di prodotto. Il gruppo tecnico in prima seduta approva il regolamento di funzionamento. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana". - Si trascrive il testo dell'art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'affività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1, ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". Note all'art. 1: - La norma europea EN45011 concerne criteri generali per gli organismi di certificazione dei prodotti adottati dal CEN/CENELEC (organizzazione comune europea di normazione). - Si trascrive il testo dell'allegato A del decreto ministeriale 29 maggio 1999 (Individuazione delle procedure concernenti le autorizzazioni degli organismi di controllo privati in materia di indicazioni geografiche protette e delle denominazioni di origine protette): "PROCEDURE PER L'AUTORIZZAZIONE AI SENSI DELL'ART. 10 DEL REGOLAMENTO (CEE) N. 2081/92 (ORGANISMI PRIVATI) 1) La richiesta di autorizzazione presentata dai soggetti individuati a norma della legge n. 128/1998 deve essere corredata: dalla esplicita indicazione della ragione sociale e sede legale dell'organismo privato per il quale è richiesta l'autorizzazione; dall'atto costitutivo e dallo statuto dell'organismo privato preposto per l'autorizzazione e, inoltre, in relazione allo stesso; da un certificato di iscrizione e vigenza rilasciato dalla competente CCIAA, in corso di validità; da uno schema che illustri l'articolazione e la composizione dei diversi organi sociali previsti dallo statuto; da un organigramma della struttura organizzativa, integrato dall'organico aggiornato alla data della richiesta; da uno schema che illustri le diverse responsabilità nell'ambito dell'organigramma, con riferimento alle diverse funzioni previste; da una descrizione dei mezzi di cui l'organismo dispone per il proprio sostegno finanziario; dalla documentazione relativa alla conformità rispetto a tutti i requisiti specifici di seguito previsti dal presente regolamento; dal disciplinare della DOP/IGP nel dispositivo vigente ai fini della registrazione della stessa ai sensi del regolamento n. 2081/1992, adattato in guisa che da esso derivino con separata chiarezza quantomeno i seguenti presupposti attuativi: a) l'insieme dei requisiti di conformità relativi all'origine, ai processi produttivi e di trasformazione e del prodotto, ivi compresi i requisiti organoletticoqualitativi; b) l'insieme degli adempimenti conseguentemente posti a carico dei produttori e dei trasformatori e, comunque, di tutti i soggetti che concorrono alla formazione dei requisiti di conformità; c) l'insieme delle misure di controllo e di prova già esplicitamente previste dal disciplinare e che si ritengano necessarie a titolo integrativo; d) l'insieme dei certificati, contrassegni e marchi attestanti la conformità, unitamente alle corrispondenti attribuzioni operative ed alla relativa titolarità. 2) L'organismo deve altresì documentare il possesso dei seguenti requisiti in relazione alle previsioni di cui all'art. 53 della legge n. 128/1998: abbia forma giuridica certa e documentata; disponga di un consiglio direttivo costituito in modo da salvaguardare l'imparzialità decisionale autonoma rispetto alla attività di controllo, prova, ispezione e verifica e rilascio delle attestazioni di conformità previste dal disciplinare; in proposito, il consiglio direttivo: a) deve essere costituito con la partecipazione di tutte le parti professionali interessate al contenuto ed al fuzionamento del sistema di controllo e di accertamento della conformità nell'ambito della stessa filiera produttiva; il predominio di singoli interessi deve essere quindi evitato in un'ottica sistemica, possibilmente con rappresentatività di tipo paritetico o, se diversamente impostate, motivate esplicitamente nell'atto costitutivo o nello statuto dell'organismo. Le eventuali rappresentanze, nell'ambito del consiglio direttivo, di enti pubblici o di altri organismi comunque non professionali (università, istituti di ricerca, ecc.) non possono essere rappresentative di alcuna categoria professionale. Alle autorità preposte alla vigilanza sui controlli vengono comunicati data e luogo dei consigli direttivi cui possono partecipare senza diritto di voto; b) deve documentare il requisito della rappresentatività interprofessionale mediante un sistema verificabile attraverso l'equilibrata presenza delle parti interessate; c) deve esercitare poteri esplicitamente elencati nello statuto e che si limitino, in relazione all'esercizio della attività di controllo, di prova e di verifica, alla ratifica dei relativi esiti e di quelli di un eventuale ricorso assicurando, per questi ultimi, le procedure di valutazione di eventuali osservazioni finalizzate alla relativa revisione; disponga di personale idoneo specificatamente addetto ai controlli, sotto supervisione di un dirigente responsabile di tutte le operazioni all'attività di controllo e di accertamento della conformità esclusivamente nei confronti del consiglio direttivo; in proposito, il personale: a) non deve svolgere attività di consulenza tecnico- produttiva e commerciale a tal fine retribuita direttamente presso nessuno dei soggetti interessati al funzionamento del sistema di controllo e di accertamento della conformità; per soggetti si intendono le singole imprese devono essere corredati da specifici curricula; b) deve essere competente per le funzioni assegnategli: i curricula di cui sopra devono in proposito esplicitare adeguata esperienza professionale; c) deve operare in base ad un preciso mansionario, esplicitato in relazione agli schemi depositati; d) deve agire in autonomia sulla base delle istruzioni ricevute e formalizzate con procedura documentata;