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la seconda rimanda, in termini ancora generici, all'assenza di autorizzazione amministrativa, così ammettendo che possano essere previsti luoghi in cui la somministrazione controllata è comunque consentita. Si è provveduto a differenziare il trattamento sanzionatorio a seconda della sostanza somministrata ritenendo, ancora una volta, che la qualità della stessa incida sulla natura complessiva della condotta sanzionata. Sul versante delle circostanze aggravanti le modifiche proposte dall'articolo 6 mirano a determinare una complessiva riduzione del carico sanzionatorio, talvolta particolarmente pesante. All'articolo 7, in conseguenza dell'affermazione della liceità del consumo, si interviene sulle condotte di induzione previste dall'articolo 82 del testo unico, sanzionando le sole condotte realizzate nei confronti del minore di anni diciotto ovvero nei confronti di persona palesemente incapace o affidata al colpevole per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia. È stata poi prevista una aggravante nel caso in cui i fatti siano commessi nei confronti di una persona minore degli anni quattordici. L'articolo 8 interviene sull'articolo 83 relativo alle prescrizioni abusive, precisando che l'uso è considerato terapeutico anche quando è volto ad intervenire sulla tossicodipendenza. L'articolo 9, per quanto attiene alla custodia cautelare in carcere nei confronti di una persona tossicodipendente o alcooldipendente che ha in corso un programma terapeutico di recupero presso i servizi pubblici per l'assistenza ai tossicodipendenti, ovvero nell'ambito di una struttura privata autorizzata ai sensi dell'articolo 116, ribadisce, con maggiore nettezza rispetto alla previsione di cui all'attuale articolo 89 del testo unico, che, se «l'interruzione del programma può pregiudicare la salute dell'imputato», il divieto di applicazione della misura può essere superato soltanto quando «sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza». Molto importante è la previsione di cui al nuovo comma 2 -bis , concernente l'istituzione, presso ogni tribunale di servizi pubblici per le dipendenze, attraverso un nucleo di operatori distaccati presso strutture giudiziarie, che occuperanno dei locali messi a disposizione dei tribunali. Tali servizi dovranno segnalare al giudice procedente l'esistenza di un programma terapeutico in corso e soprattutto dovranno predisporre in via di urgenza, su richiesta degli interessati o d'ufficio, un programma che dovrà poi essere trasmesso all'organo giudiziario procedente per l'udienza stabilita o per altra a tal fine fissata. Viene, infine, mantenuto un regime speciale per gli imputati di uno dei delitti previsti dall'articolo 4 -bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, nei cui confronti il giudice, ove ritenga di applicare gli arresti domiciliari, dispone che la misura sia eseguita o proseguita in una struttura residenziale in vista della sottoposizione o alla prosecuzione di un programma terapeutico, salvo che lo ritenga non necessario in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto. Al fine di implementare l'offerta di opzioni alternative non solo al carcere ma anche al processo viene contemplata all'articolo 10 del presente disegno di legge una ulteriore ipotesi di sospensione con messa alla prova per i tossicodipendenti che abbiano in corso o intendano intraprendere un programma di recupero. Rispetto all'ipotesi generale di cui all'articolo 168 -bis del codice penale, sono previsti un più elevato limite massimo edittale di pena e la necessaria connessione tra il reato e la condizione di tossicodipendenza. La sospensione non può essere concessa più di due volte. L'articolo 11 porta all'eliminazione della sanzione di inammissibilità prevista per le domande di affidamento terapeutico nel caso di mancata allegazione della prescritta documentazione, finalizzata ad evitare pronunce che definiscono la procedura per ragioni formali, in genere correlate alle difficoltà della difesa di reperire in tempi brevi il programma di recupero, anche a causa della situazione di difficoltà organizzativa in cui versano molti servizi. All'articolo 12 è previsto che, modificando l'articolo 94 del testo unico, i detenuti stranieri, apolidi o senza fissa dimora possano fruire dell'assistenza relativa alla condizione di tossicodipendenza a carico del Servizio sanitario nazionale nel cui territorio hanno dimora ovvero nel quale comunque si trovano o, infine, nel territorio in cui ha sede l'istituto penitenziario di assegnazione. Venendo alle modifiche in materia di esecuzione penale, l'articolo 13 stabilisce un nuovo regime per le misure prescrittive, ridefinendo i limiti di pena per l'affidamento terapeutico, riportato per tutti a quattro anni di detenzione e introducendo un nuovo istituto quello del «Programma di reintegrazione sociale nell'ambito del programma terapeutico e riabilitativo», previsto dal nuovo articolo 94.1. Quest'ultima misura è costruita secondo un rapporto di complementarietà rispetto alla prima, nel senso che il limite di pena detentiva per essa previsto, fino a otto anni, è destinato a consentirne l'applicazione fuori dai casi di operatività dell'affidamento terapeutico. Alla particolare ampiezza del suo ambito applicativo corrisponde, peraltro, la maggiore consistenza dell'intervento riabilitativo, atteso che al programma terapeutico si affianca il cosiddetto «programma di reintegrazione sociale per lo svolgimento di attività socialmente utili». L'articolo 14 prevede l’abrogazione dei commi 6, 6 -bis , 6- ter dell'articolo 96 del testo unico. Gli articoli dal 15 al 18 contengono le modifiche al titolo X del testo unico. L'articolo 15 definisce le funzioni in materia di prevenzione, trattamento e riduzione del danno, che restano in carico alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano nelle loro competenze legislative, programmatorie e gestionali. Vengono incluse le ludopatie come terreno di intervento. L'articolo 16 prevede che, di concerto con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, i Ministeri competenti sostengono la sperimentazione di programmi e interventi innovativi circa il consumo di sostanze stupefacenti o psicotrope, da parte dei servizi sia pubblici che privati accreditati. Si tratta di allinearsi con i Paesi europei ed extraeuropei e di sperimentare sui territori l'efficacia di misure come le stanze del consumo controllato e il pill testing , tra le altre. L'articolo 17 prevede il riconoscimento e l'accreditamento dei soggetti afferenti alle reti territoriali per le prevenzioni, i trattamenti e le riduzioni del danno che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sostengono e che sono successivamente normate nella cornice generale delle convenzioni. Una particolare attenzione, infine, viene posta dall'articolo 18 alla definizione dei programmi di trattamento e riabilitazione, prevedendo una forte soggettività dei soggetti consumatori ed un intervento degli enti accreditati. Gli articoli 19, 20 e 21 modificano il titolo XI del testo unico del 1990 relativo agli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione.