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4. La riferibilità dell'unità di intervallo di tempo della scala UTC(IEN) è assicurata attraverso confronti con la scala UTC mediante la ricezione dei segnali emessi dal sistema di satelliti GPS e dei segnali emessi dal sistema di navigazione Loran-C della Catena del Mare Mediterraneo. I risultati dei confronti tra gli orologi dell'IEN e tra questi ed i suddetti segnali sono messi mensilmente a disposizione del BIPM e di altri utenti su una apposita banca dati. Il BIPM comunica periodicamente, a posteriori, all'IEN gli scarti della scala di tempo UTC(IEN) rispetto alla scala UTC. 5. Nel 1985 l'IEN ha firmato con il NIST (USA) un accordo nel quale i due istituti riconoscono l'equivalenza dei campioni nazionali di tempo da loro realizzati. Campione nazionale di frequenza Dal campione nazionale di tempo è derivato il campione nazionale di frequenza (unità hertz, simbolo Hz); esso è conservato mediante gli stessi apparati usati per conservare il campione nazionale di tempo, con un'incertezza relativa di +/- 3 x 10(elevato a - 13) per frequenza da 1 MHz a 10 MHz. 4. Campione nazionale di intensità di corrente elettrica 1. Il campione nazionale di intensità di corrente elettrica è conservato mediante un gruppo di resistori con valori decadici da 0,1 (Omega) a 10 k(Omega), i quali, unitamente a generatori di corrente elettrica, un generatore di tensione elettrica di riferimento, divisori resistivi e comparatori di corrente, consentono di produrre e misurare intensità di corrente elettrica in regime continuo da 100 (Micron A a 1 A. Il riferimento all'unità SI è stabilito dal complesso di esperimenti attuati dai principali laboratori metrologici per determinare le costanti di Josephson e di von Klitzing e riconducibili alla definizione dell'ampere attraverso le relazioni della teoria elettromagnetica classica. 2. L'incertezza relativa con la quale è conservato e reso disponibile il campione nazionale è pari a +/- 1,5 x 10(elevato a - 5) ed è ottenuta sommando in quadratura le componenti d'incertezza di tipo A e di tipo B. La componente di tipo A dipende dal valore di intensità di corrente ed è contenuta entro +/- 1,3 x 10(elevato a - 6). La componente di tipo B è stimata pari a +/- 0,7 x 10(elevato a - 6). Essa comprende le incertezze indicate dal CIPM per i valori in unità SI delle costanti K (j-90) e R (x-90) e le incertezze di tipo B introdotte dalle procedure di taratura dei resistori e degli altri strumenti impiegati. 3. Per il campione nazionale di intensità di corrente elettrica i confronti internazionali riguardano separatamente i campioni nazionali di tensione elettrica e di resistenza elettrica, come riportato nei paragrafi che li riguardano. 4. Il corretto comportamento del campione nazionale è verificato mediante la taratura periodica del gruppo di resistori che lo compongono e l'esame dell'andamento temporale del valore di ogni singolo resistore rispetto alla media dei valori del gruppo. 5. Per forti intensità di corrente elettrica in regime continuo l'IEN realizza e conserva un campione costituito da una apparecchiatura per misure di intensità di corrente mediante misure di tensione ai capi di derivatori con valore da 100 (Micron (Omega) a 0,1 (Omega), con un'incertezza relativa di +/- 5 x 10(elevato a - 5) per intensità di corrente elettrica fino a 1 kA. 6. Dal campione nazionale di intensità di corrente elettrica deriva il campione nazionale di intensità di corrente in regime alternato sinusoidale, realizzato e conservato mediante un gruppo di convertitori termoelettrici, con un'incertezza relativa di +/- 5 x 10(elevato a - 6) per intensità di corrente elettrica da 2 mA a 10 mA e frequenza da 40 Hz a 20 kHz. Un secondo gruppo di convertitori termoelettrici, muniti di derivatori di corrente, è conservato per l'estensione a intensità di corrente elettrica da 10 mA a 1 A, con un'incertezza relativa di +/- 2 x 10(elevato a - 5) per frequenza da 20 Hz a 100 kHz. I convertitori per il trasferimento di intensità di corrente alternata al regime continuo hanno partecipato nel 1982 a un confronto internazionale. I risultati ottenuti hanno confermato i livelli di incertezza specificati per il campione. 7. Per forti intensità di corrente elettrica in regime alternato sinusoidale, l'IEN realizza e conserva un campione costituito da un gruppo di trasformatori di corrente a due stadi, con compensazione elettronica degli errori di rapporto e di fase, con un'incertezza di +/- 1,5 x 10(elevato a - 5) per il rapporto e di +/- 15 (Micron rad per la differenza di fase di intensità di corrente elettrica da 1 A a 5 kA e per frequenza da 50 Hz a 60 Hz. Questo campione ha partecipato nel 1985 ad un confronto internazionale, promosso dal BCR. I risultati ottenuti hanno confermato i livelli di incertezza specificati per il campione. 5. Campione nazionale di temperatura termodinamica È convenuto a livello internazionale che la Scala di Temperatura Internazionale (STI) sia la rappresentazione della temperatura termodinamica. 1. I punti fissi utilizzati presso l'IMGC, per realizzare la STI-90 tra 24,6 K e 2500 K, sono i punti tripli dell'idrogeno in equilibrio (13,803 3 K), del neo (24,556 1 K), dell'ossigeno (54,358 4 K), dell'argo (83,805 8 K), del mercurio (234,315 6 K) e dell'acqua (273,16 K), il punto di fusione del gallio (302,914 6 K), ed i punti di solidificazione dello stagno (505,078 K), dello zinco (692,677 K), dell'alluminio (933,473 K) e dell'argento (1234,93 K). Per la realizzazione dei punti fissi si ricorre prevalentemente alla tecnica delle celle sigillate, come mezzo più idoneo per garantire la stabilità nel tempo dei punti fissi. Nell'intervallo tra 24,6 K e 1235 K vengono usati termometri a resistenza di platino di tre tipi: termometri a capsula da 25 (Omega) a 273,16 K utilizzati tra 24,6 K e 302,9 K; termometri a stelo lungo da 25 (Omega) a 273,16 K utilizzati tra 83,8 K e 933 K; termometri a stelo lungo per alta temperatura da 2,5 (Omega) o 0,25 (Omega) a 273,16 K utilizzati tra 273,16 K e 1235 K. La purezza del platino e le condizioni di rinvenimento dei termometri sono tali da soddisfare le condizioni imposte dalla STI-90 alla funzione W(T 90 ) = R (T 90 ) / R(273,16 K), in cui R è la resistenza del termometro e T 90 è la temperatura assegnata a determinati punti fissi. Ricerche sulla stabilità dei termometri a resistenza di platino per alta temperatura svolte presso l'IMGC hanno messo in luce i meccanismi di contaminazione del platino da parte di impurezze metalliche e suggerito le opportune procedure per evitarla.