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Disposizioni in materia di tutela della salute mentale. Onorevoli Senatori . – In Italia lo scenario della salute mentale negli ultimi anni è profondamente cambiato, così come sono profondamente cambiati i luoghi della vita sociale e relazionale, e il loro impatto sulla salute mentale. Assistiamo all'emergere di nuove forme della sofferenza psichica, quali i disturbi del neurosviluppo (quali l'autismo e il disturbo di attenzione/iperattività), la comorbilità con l'uso di sostanze stupefacenti, i disturbi psichiatrici emersi durante pandemia da Covid-19, quali la disregolazione emotivo-affettiva negli adolescenti (autolesionismo, anoressia, poli-abuso di alcol e di sostanze psicotrope o stupefacenti, violenza digitale, ma anche depressione, ansia e ritiro sociale), il long Covid , che è una grave forma di depressione dell'umore ad espressione prevalentemente somatica, nonché nuove forme di disagio sociale, legate, ad esempio, all'uso dei social network e al fenomeno delle migrazioni. Cresce, parimenti, la difficoltà dei servizi pubblici per la salute mentale di modificare l'organizzazione, di acquisire nuove risorse per rispondere ai nuovi bisogni e di tutelare la sicurezza degli operatori sanitari, che quotidianamente è messa gravemente a rischio in tutti i presidi, come purtroppo recenti fatti di cronaca hanno dimostrato. A fronte di questo scenario in evoluzione, nonostante sia ormai riconosciuto dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che gli investimenti in salute mentale conducano ad un aumento del PIL nazionale, il finanziamento dei servizi per la salute mentale appare fortemente disomogeneo nelle diverse regioni: la media italiana si colloca al 3 per cento del Fondo sanitario nazionale, con molte grandi regioni al di sotto di questa soglia. Ciò si discosta dall'impegno, unanimemente approvato dalla Conferenza dei presidenti delle regioni nel lontano 2001, a « destinare almeno il 5% dei fondi sanitari regionali per le attività di promozione e tutela della salute mentale ». Per le richiamate ragioni, nel nostro Paese si registra da tempo preoccupazione per lo stato della rete dei servizi di salute mentale, che ad oggi appare frammentata, e certamente inidonea a soddisfare i bisogni della popolazione. Tale inadeguatezza viene denunciata dalle famiglie delle persone che vivono un disturbo mentale, che spesso si trovano da sole a dover affrontare il peso della gestione di queste problematiche. Il presente disegno di legge, predisposto in esito al confronto con numerosi professionisti del settore, mira a risistematizzare l'offerta dei servizi di salute mentale, puntando sulla valorizzazione dell'attività di prevenzione al fine di evitare che il disturbo mentale assuma il carattere della cronicità, nonché di assicurare alle persone affette da disagio e disturbo mentale l'accesso a una assistenza sanitaria e sociosanitaria che tenga conto delle loro specifiche esigenze, garantendo la tutela della loro sicurezza e incolumità, nonché quella dei loro familiari e di tutti i professionisti che operano nei servizi per la salute mentale. Per questi ultimi, il presente disegno di legge si propone di ridurre al minimo, se non eliminare, gli episodi di violenza di cui troppo spesso sono stati vittime, anche attraverso l'intervento tempestivo da parte delle autorità. L'Organizzazione mondiale della sanità definisce la salute come « uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale » e non semplicemente « assenza di malattie o infermità »; allo scopo di promuovere un livello di benessere che consenta alla persona di realizzarsi in pienezza nella sua vita personale e di inserirsi in modo compiuto nella vita sociale, gli interventi per la promozione della salute mentale e una adeguata transizione verso l'età adulta devono tenere conto dell'importanza del neurosviluppo e della necessità di garantire un intervento tempestivo. Pertanto, è necessario che il Servizio sanitario nazionale promuova l'individuazione del disturbo mentale sin dalla pre-adolescenza e prima età adulta, al fine di prevenirne o minimizzarne le conseguenze, sia in termini di impatto sintomatologico e comportamentale prospettico, sia di conservazione della qualità di vita della persona, delle reti interpersonali e delle opportunità di sviluppo e realizzazione individuali. Tali obiettivi sono perseguiti avviando percorsi individuali, familiari e sociali che, mediante il supporto educativo, psico-sociale, psicoterapeutico e riabilitativo, migliorino la prognosi e prevengano gli esiti in termini di disabilità e cronicizzazione. Il disegno di legge si compone di undici articoli. L'articolo 1 esplicita le finalità del disegno di legge, che sono, come sopra rappresentato, la valorizzazione dell'attività di prevenzione, cura e riabilitazione nell'ambito della tutela della salute mentale, l'accesso a una assistenza sanitaria e sociosanitaria che tenga conto delle specifiche esigenze delle persone affette da disagio e disturbo mentale, nonché la garanzia della sicurezza, incolumità e aggiornamento dei professionisti operanti presso i servizi per la salute mentale. L'articolo 2 si concentra sulle attività di prevenzione del disagio e del disturbo mentale, effettuata mediante la collaborazione tra i servizi operanti sul territorio. Per garantire l'intervento precoce negli stati mentali a rischio dell'infanzia e dell'adolescenza, è affidata al Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, l'adozione di un decreto che definisca gli interventi di screening , di approfondimento diagnostico-clinico e di intervento terapeutico. L'articolo 3, dedicato all'attività di cura, enuclea i servizi e le strutture che si fanno carico della tutela della salute mentale e della domanda relativa alla cura ed alla assistenza. L'articolo 4 specifica le figure professionali che operano nell'ambito dei servizi per la salute mentale. Il comma 2 di tale articolo demanda ad un decreto interministeriale, adottato dal Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il Ministro della salute, l'individuazione delle misure di sicurezza pubblica necessarie al contenimento degli episodi di violenza contro il citato personale. Il comma 3 definisce e delimita i casi in cui gli operatori della salute mentale attuano misure e trattamenti coattivi fisici, farmacologici e ambientali. Tali misure rappresentano un evento straordinario, motivato da un effettivo stato di necessità; non possono e non devono rappresentare una metodica abituale di accudimento, bensì sono adottate nei soli casi connessi a documentate necessità cliniche e, per la loro durata, al solo scopo di evitare fenomeni auto ed eterolesivi e nel rispetto della dignità e della sicurezza della persona. L'articolo 5 interviene sulle situazioni di emergenza, definendo le precise modalità e le garanzie di tutela dei diritti con le quali deve essere attuato ogni genere di trattamento sanitario obbligatorio. L'articolo 6 si concentra sulla definizione dei percorsi sanitari delle persone che si trovino in istituti penitenziari o in Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS). A tali soggetti deve essere garantita un sostegno adeguato, a partire dalla presa in carico e per tutto il periodo di permanenza in tali strutture.