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Gara questa trasmessa non solo dalla piattaforma digitale "Eleven Sports", ma anche da "Sky"; per consentire alla Casertana di non perdere la gara a tavolino, in campo risultavano presenti i 3 calciatori che alle 16.30 si erano sottoposti a tampone molecolare; il 21 dicembre 2020, l'ASL di Caserta comunicava che dei 3 tamponi effettuati il giorno precedente al Pinto, 2 risultavano essere positivi; la Lega Pro, preso atto dell'elevato numero di positivi nel gruppo squadra, rinviava a data da destinarsi la successiva gara Juve Stabia - Casertana originariamente in programma per il 23 dicembre 2020; considerato che: ad oggi, diversi soggetti in causa hanno espresso più volte le seguenti posizioni: la Lega Pro, attraverso il presidente Ghirelli, ha più volte ribadito che, in mancanza della certificazione dell'ASL, che dichiarasse un cluster nel gruppo squadra, la Casertana non avrebbe potuto chiedere il rinvio della gara (come riportato dall'agenzia "ANSA" del 20 dicembre 2020), e che alla luce del protocollo sottoscritto dalle società di Lega Pro, la Casertana aveva i numeri tecnici per giocare (almeno 13 tesserati non positivi) ("Corriere dello Sport" del 20 dicembre 2020); la Società Viterbese calcio, attraverso il suo presidente Romano, in questi giorni ha ribadito che alla luce del protocollo sottoscritto dalle società di Lega Pro, la Casertana aveva i numeri tecnici per giocare (almeno 13 tesserati non positivi), nonostante la stessa società laziale sia stata vittima di un cluster COVID dopo una trasferta a Vibo Valentia (dal sito "SportFace" del 21 dicembre 2020), e che la Casertana, a tutela della salute dei suoi tesserati avrebbe potuto scegliere anche di non giocare subendo il 3-0 a tavolino, senza sanzione accessoria (multa e punto di penalizzazione) ("Il Messaggero", 22 dicembre 2020); la Società Casertana calcio, attraverso il suo presidente D'Agostino, in questi giorni ha ribadito il diniego della Viterbese calcio ad accordare il rinvio della gara (comunicato ufficiale della Casertana F.C. del 20 dicembre 2020), e la mancanza della certificazione che doveva rilasciare l'ASL, che non ha dichiarato il cluster nel gruppo squadra (comunicato stampa Casertana F.C. del 22 dicembre 2020); la responsabilità dell'ASL che ha consentito a 3 calciatori, con sintomi influenzali, di scendere in campo senza aspettare l'esito dei tamponi ("Il Mattino" 24 dicembre 2020), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se intendano adottare iniziative e misure affinché sia garantita la salute dei calciatori e dei dipendenti anche di tutte le società di calcio del Campionato di Lega Pro; quali iniziative intendano eventualmente adottare al fine di garantire la validità del campionato di calcio stesso di Lega Pro; se intendano adottare iniziative volte a verificare eventuali comportamenti che abbiano pregiudicato il principio della sportività nel corso dell'evento calcistico di Lega Pro Casertana - Viterbese. Atto n. 4-04691 LANNUTTI VACCARO ANGRISANI BOTTO LANZI VANIN TRENTACOSTE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: lo scorso 17 dicembre, dopo che il consiglio d'amministrazione del Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha approvato il Piano strategico al 2025, l'istituto non ha proceduto alla pubblicazione del medesimo piano, ma si è limitato a dare solo alcune indicazioni sul fabbisogno di capitale, sul ritorno all'utile, sul target di CET1 e sul numero degli esuberi, fornendo dunque unicamente informazioni generiche sugli indirizzi strategici; il piano in questione modifica e sostituisce le informazioni contenute nel precedente Piano industriale 2017-2021 comunicato al mercato il 5 luglio 2017, negli esercizi in cui risulta ad esso sovrapposto senza che siano stati indicati (nemmeno per gli anni successivi) i nuovi target approvati dalla Banca; per la mancata pubblicazione, Giuseppe Bivona, consulente degli azionisti che hanno fatto causa a Monte dei Paschi di Siena e fondatore della società di consulenza attivista "Bluebell Partners", il 18 dicembre 2020 ha chiesto l'intervento della CONSOB sull'istituto senese e ha inviato alla Procura generale di Roma, a quella di Siena, alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e alla Commissione finanze di Camera e Senato un esposto su quanto accaduto. Inoltre, il fondo Bluebell Partners ha inviato anche una denuncia al collegio sindacale di MPS e per conoscenza al consiglio di amministrazione dello stesso istituto; considerato, inoltre, che: come emerge dalla denuncia firmata da Giuseppe Bivona, i vertici di MPS avrebbero violato la parità informativa (art. 92 TUF) nei confronti dei soci per aver trasmesso il Piano strategico 2021-2025 unicamente al socio di controllo, ovvero il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), il quale non esercita funzione di direzione e coordinamento e tanto meno funzione di holding . Una circostanza del tutto anomala e inspiegabile, se si considera che il 27 giugno del 2012, come denunciato dallo stesso Bivona, MPS «non si sottrasse all'obbligo di comunicare il piano» al mercato nonostante due giorni prima avesse fatto richiesta di aiuti di Stato e che il piano venne modificato su indicazione della DG COMP della Commissione Europea nell'ottobre del 2013, modifica di cui fu data pronta comunicazione. E considerato che analoga procedura fu seguita nel 2017: «In concomitanza con il terzo salvataggio di Stato oggetto di approvazione della DG Comp, la Banca il 5 luglio 2017 comunicò l'approvazione da parte del Consiglio d'Amministrazione del Piano 2017-2021 trasmettendolo lo stesso giorno ai soci ed al mercato»; sempre secondo quanto denunciato da Bivona, i vertici di MPS avrebbero messo a disposizione unicamente del socio di controllo e dei suoi consulenti legali e finanziari l'accesso ad una data room contenente informazioni riservate della Banca, circostanza non smentita dalla Banca per come risulta dall'articolo a firma di Nicola Borzi pubblicato su "il Fatto Quotidiano" lo scorso 20 dicembre 2020; considerato, infine, che: il socio di controllo (MEF) ha assunto l'obbligo nei confronti della Commissione europea di uscire dal capitale della banca con l'approvazione del bilancio 2021, un vincolo che pone il socio MEF in una posizione di conflitto d'interesse con la società, posto che il Ministero stesso (che non esercita direzione di coordinamento e nemmeno funzione di holding ) potrebbe avere l'interesse pressante a massimizzare il valore della propria partecipazione entro il richiamato orizzonte temporale, potendo per questo avere interesse di condizionare le scelte strategiche della banca nel proprio esclusivo tornaconto (integrazione con UniCredit vs. piano stand-alone , che per questo potrebbe essere stato taciuto al mercato a meno di sommarie ed insufficienti informazioni); i fatti riportati rendono più che evidente la grave e allarmante anomalia del governo societario di MPS.