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A questo proposito lancio un appello al Governo, per rivedere l'orario di chiusura dei ristoranti e dei bar, per lo meno fino alle 23, tanto per dare tempo agli avventori di consumare una cena in tranquillità e di dare serenità al lavoro di cuochi, camerieri e baristi. Spero presto si possa consumare pasti anche all'interno delle sale, rispettando distanze e misure di prevenzione. Questo chiedono gli addetti ai lavori della ristorazione. Allo stesso modo, spero che si possano rivedere le misure per dare possibilità a tutto il settore wedding di ripartire; è un comparto importante, con esso ripartono i fiorai, le aziende che si occupano degli abiti da ricevimento, i fotografi e tutte le aziende del renting. Accanto ai provvedimenti approvati, rilevo con molta soddisfazione l'approvazione di due emendamenti che incrementano il fondo previsto dal decreto-legge rilancio per sostenere il comparto della ceramica artistica e tradizionale, rendendo disponibile una cospicua cifra, pari a 4 milioni di euro, che potrà essere utilizzata dal settore. Mi sento di ringraziare, oltre chiaramente al senatore Manca e alla senatrice Toffanin per il lavoro svolto in Commissione e all'intera Commissione, i senatori Lanza e Collina, che sono i primi firmatari di due emendamenti importanti, uno dei quali porta anche la mia firma, e tutti i componenti dell'intergruppo parlamentare per le città della ceramica artistica e tradizionale, di cui sono lieta di essere membro. La nascita dell'intergruppo, infatti, è stata particolarmente importante; continueremo a lavorare in sinergia e sono certa che riusciremo a portare avanti significativi progetti per supportare il mondo della ceramica e sostenere un comparto fondamentale per tante Regioni italiane, compresa la mia Campania, e per la città d'arte di Cerreto Sannita nella provincia di Benevento. Le botteghe di ceramica sono rimaste completamente chiuse durante il lockdown , non hanno potuto lavorare; necessitavano, quindi, di avere attenzione. Spero solo che questi fondi saranno di supporto all'attività primaria dei ceramisti e che non saranno soltanto ristoro, ma offerta di lavoro con delle committenze reali che diano dignità ad un comparto che è vanto del made in Italy . Mi auguro altresì che non si farà soltanto promozione, perché in questo modo non sarebbero evidentemente protagonisti gli artigiani, ma si possa fare anche formazione; gli allievi potrebbero andare per esempio nelle botteghe, come attività extracurriculare per imparare quest'arte meravigliosa direttamente ai torni, manipolando argilla. In questo modo si raggiungerebbero due obiettivi: guadagno per i ceramisti e formazione per gli studenti. Ci sono imprese e lavoratori che sono rimasti fuori dal decreto-legge, che pure meritavano di essere sostenuti. Voglio richiamare i fuochisti, gli installatori delle luminarie, i giostrai, le bande musicali, i circhi e i luna park. Queste categorie di imprese e lavoratori sono state completamente abbandonate e per esse è necessario prevedere delle forme di sostegno in quanto l'inizio del lavoro per loro vede tempi lunghi a causa del divieto di assembramento. Presidente, anni di investimenti e sacrifici su professionalità ed attrezzature non possono essere liquidati, anche perché consentono di rinnovare le tradizioni popolari e religiose in tante comunità italiane. Al Governo chiedo di sostenere questi settori messi in ginocchio dalla pandemia, inserendoli nel prossimo decreto sostegni- bis . Così come sarebbe cosa buona e giusta prestare attenzione alle scuole paritarie, con il sostegno alla libertà di scelta educativa; ho presentato sul punto degli emendamenti che non sono stati accolti. In conclusione ci sembra che il Governo e il Parlamento stiano prendendo coscienza dei problemi del Paese e che la legge che ci accingiamo a varare dia segnali concreti alle partite IVA. Per queste ragioni esprimo il mio favorevole, anche se rimane sicuramente ancora tanto da fare. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signora Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, il decreto-legge al nostro esame prevede uno scostamento di bilancio di 32 miliardi, che porta a 156 miliardi lo scostamento per l'anno 2020, votato dal Parlamento. Nel provvedimento vi sono misure a sostegno delle imprese e del lavoro, di contrasto alla povertà, a favore della salute e della sicurezza, di sostegno ad enti territoriali. Si poteva fare di meglio? Si poteva fare sicuramente di meglio. Si poteva fare di più? È un po' difficile dire se si poteva fare di più. Teniamo conto, onorevoli colleghi, che il nostro debito pubblico ha sfondato i 2.650 miliardi. Noi stiamo impegnando il futuro non più dei nostri figli, ma anche dei nostri nipoti. Stiamo giocando tutto sulla buona spendita del recovery fund , sull'inventiva degli italiani e sulla campagna di vaccinazione affinché essa possa far riprendere il percorso e possa permettere la rinascita del nostro Paese e della nostra economia. Sono stati presentati molti emendamenti. Devo dire che il lavoro dei relatori è stato imponente e coadiuvato dalla capacità, dall'impegno e dalla costanza degli uffici. Credo che il Governo abbia dimostrato sensibilità su questi problemi e ritengo non vi sia differenza tra destra, sinistra e centro; quando si parla dei bisogni vivi, della gente che lavora o che non lavora più e che vuole lavorare, dobbiamo essere, siamo stati e saremo sempre tutti insieme. C'è stato l'impegno da parte del Governo di accogliere degli ordini del giorno che rappresenteranno la struttura portante del prossimo decreto-legge sostegni. Stiamo licenziando il primo e già stiamo pensando al secondo. Ciò dà l'idea di quanto sia pressante la richiesta di intervento. Stiamo pensando, nel prossimo provvedimento, a misure per il credito di imposta sui contratti commerciali, alle risorse per gli enti locali, che sono la frontiera del bisogno dei cittadini, al sostegno ai cosiddetti lavoratori invisibili, ai precari, ai lavoratori dello spettacolo, della cultura, ai lavoratori stagionali. C'è ancora molto da lavorare. Consentitemi però di utilizzare il tempo a mia disposizione per porre al Parlamento e ai rappresentanti del Governo un problema, che va affrontato e risolto. Il problema è il seguente: quale deve essere il rapporto tra la politica, intesa come Parlamento ed Esecutivo, e la burocrazia ministeriale, cioè con quegli uffici di diretta competenza del Ministero che io chiamerò burocrazia anche se tale denominazione comprende anche figure di magistrati. Quale deve essere il compito della burocrazia ministeriale e quello della politica? Credo che il compito della burocrazia debba essere valutare tecnicamente la sostenibilità di un provvedimento, soprattutto quando si parla di provvedimenti che non sono di competenza di un certo Ministro, ma sul quale quel Ministro deve esprimere un parere. Ma finisce lì, il compito della burocrazia: la scelta deve essere effettuata dalla politica, dal Parlamento, dall'Esecutivo, non ci può essere un'invasione di campo. Il burocrate può spingersi fino a dire tecnicamente che una norma è sostenibile, mai discutibile dal punto di vista politico, rimettendo alla politica l'onere di decidere.