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Per quanto riguarda l'articolo 3, in tema di concorso dello Stato al finanziamento dei livelli essenziali e delle funzioni fondamentali nelle fasi avverse del ciclo o al verificarsi di eventi eccezionali, il comma 1, lettera a) , nel modificare il comma 1 dell'articolo 11 della legge n. 243 del 2012, stabilisce che lo Stato, in ragione dell'andamento del ciclo economico o al verificarsi di eventi eccezionali, concorre al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e delle funzioni fondamentali inerenti ai diritti civili e sociali, secondo modalità definite con leggi dello Stato, nel rispetto dei princìpi stabiliti dalla presente legge. Si ricorda che per eventi eccezionali si intendono i periodi di grave recessione economica relativi anche all'area dell'euro o all'intera Unione europea e gli eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi incluse le gravi crisi finanziarie nonché le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del Paese. Rispetto al testo vigente, inoltre, viene soppressa l'istituzione nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze del Fondo straordinario per il concorso dello Stato, alimentato da quota parte delle risorse derivanti dal ricorso all’indebitamento da parte dello Stato consentito dalla correzione per gli effetti del ciclo economico del saldo del conto consolidato. La dotazione del Fondo doveva essere determinata nei documenti di programmazione finanziaria e di bilancio, sulla base della stima degli effetti dell’andamento del ciclo economico e tenendo conto della quota di entrate proprie degli enti territoriali, influenzata dall’andamento del ciclo economico. Con la successiva lettera b) , si abrogano i commi 2 e 3 dell'articolo 11 della legge n. 243 del 2012. In particolare, il comma 2 vigente specifica che qualora le Camere autorizzino scostamenti temporanei del saldo strutturale rispetto all’obiettivo programmatico, l’ammontare del Fondo viene determinato anche tenendo conto delle conseguenze degli eventi eccezionali sulla finanza degli enti territoriali, mentre il comma 3 vigente prevede che il riparto del Fondo tra gli enti territoriali che fanno ricorso all’indebitamento è demandato ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare sentita la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica e previo parere parlamentare, tenendo conto della quota di entrate proprie di ciascun ente influenzata dal ciclo economico e degli effetti degli eventi di cui al comma 2 sulla finanza dei singoli enti. Restano da verificare tempi e modi di applicazione della norma in relazione al concorso dello Stato al finanziamento dei LEP, in quanto in un’audizione in Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, il 20 aprile scorso, la società SOSE – Soluzioni per il sistema economico Spa, che ha il compito di effettuare una ricognizione dei LEP, ha illustrato i dati solo su asili nido e istruzione pubblica oltre ad alcune linee sui servizi sociali. In tema di concorso delle regioni e degli enti locali alla sostenibilità del debito pubblico, l'articolo 4, al comma 1, lettera a) , reca una modifica formale al comma 1 dell'articolo 12 della legge n. 243 del 2012, che nella versione vigente demanda alla legge dello Stato, nel rispetto dei princìpi stabiliti dalla legge n. 243 medesima, le modalità del concorso delle regioni, dei comuni, delle province, delle città metropolitane e delle province autonome di Trento e di Bolzano alla sostenibilità del debito del complesso delle amministrazioni pubbliche. Con la modifica introdotta si elimina la precisazione che il concorso suddetto avviene ai sensi del presente articolo, in quanto la disciplina è rinviata a legge dello Stato. Con la successiva lettera b) , si modifica il comma 2 dell'articolo 12 della legge n. 243 del 2012, prevedendo che con legge dello Stato sia disciplinato il concorso degli enti territoriali alla riduzione del debito del complesso delle amministrazioni pubbliche attraverso versamenti al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, tenuto conto dell'andamento del ciclo economico. Resta ferma, in ogni caso, la possibilità per la legge statale di determinare ulteriori obblighi al fine di assicurare il rispetto dei vincoli derivanti dall'Unione europea. Il testo vigente prevede che, nelle fasi favorevoli del ciclo economico, i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio, tenendo conto della quota di entrate proprie degli enti di cui al comma 1 influenzata dall'andamento del ciclo economico, determinano la misura del contributo del complesso dei medesimi enti al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Quindi, rispetto al testo vigente non vi è più la precisazione che si tiene conto della quota di entrate proprie degli enti territoriali influenzata dall'andamento del ciclo economico e, inoltre, il concorso degli enti territoriali non è più legato alle fasi favorevoli del ciclo economico, di cui si tiene comunque conto ma con un più generico riferimento al suo andamento. Conseguentemente, con la successiva lettera c) , si propone l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 12 della legge 243 del 2012, che dispone che il contributo al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato sia ripartito tra gli enti territoriali tenendo conto della quota di entrate proprie di ciascun ente influenzata dall'andamento del ciclo economico. Tale modifica è giustificata, inoltre, dalla sentenza n. 88 del 2014 della Corte costituzionale, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma in esame, nella parte in cui prevede che il contributo al Fondo sia ripartito tra gli enti territoriali con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, anziché «d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni». La stessa sentenza ha evidenziato come l’esigenza di garantire il rigore finanziario non possa essere disgiunta da quella di tutelare i livelli essenziali delle prestazioni e l’esercizio delle funzioni fondamentali inerenti ai diritti civili e sociali e che entrambe le previsioni, nella loro complementarità, trovano, dunque, la ragion d’essere in quel complesso di princìpi costituzionali già richiamati, ed in particolare in quelli di solidarietà e di eguaglianza, alla cui stregua tutte le autonomie territoriali, e in definitiva tutti i cittadini, devono, anche nell'ottica di equità intergenerazionale, essere coinvolti nei sacrifici necessari per garantire la sostenibilità del debito pubblico. Infine, il Governo ha accolto in sede di esame del provvedimento presso la Commissione bilancio un ordine del giorno che lo impegna ad introdurre, nel primo provvedimento utile, una norma che consenta ai comuni di utilizzare l'avanzo di amministrazione per raggiungere il pareggio di bilancio, evitando il passivo e il dissesto finanziario. Zanoni , relatrice. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE D'iniziativa del Governo Testo proposto dalla Commissione Art. 1. Art. 1.