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Gli interventi in questione rientrano nell'ambito dell'investimento 2.4 – Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo edifici di culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d'arte ( Recovery Act ) – del PNRR, a titolarità del Ministero della cultura, e riguarda la messa in sicurezza antisismica dei luoghi di culto, delle torri e dei campanili. Per tali interventi sono state ultimate le ricognizioni per l'individuazione dei luoghi di culto e del patrimonio culturale da sottoporre a interventi di adeguamento sismico (Direzione generale sicurezza del Ministero della cultura). Comma 2 La norma in esame mira a estendere l'esercizio delle funzioni di tutela dei beni culturali e paesaggistici esercitate dalla Soprintendenza speciale per il PNRR, di cui all'articolo 29 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, ai casi in cui tali beni siano interessati dagli interventi previsti dal Piano di investimenti strategici su siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali, nell'ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) al PNRR di cui all'articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, anche per il caso in cui gli stessi non siano sottoposti a valutazione di impatto ambientale (VIA) di competenza statale. La finalità della disposizione è assicurare la più efficace e tempestiva attuazione con riferimento agli interventi previsti dal Piano di investimenti strategici su siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali, nell'ambito del PNC, non sottoposti a VIA statale. Da qui, la modifica dell'articolo 14 del decreto-legge n. 77 del 2021 oggetto della norma in esame. Art. 37. – (Disposizioni in materia di ZES e ZLS) Il presente articolo si occupa di quattro temi: 1) la revisione delle aree ZES (zone economiche speciali); 2) le agevolazioni fiscali applicabili e la disciplina di contratti di sviluppo specificatamente destinati agli investimenti nelle aree ZES; 3) la revisione della normativa applicabile alle ZLS (zone logistiche semplificate). Quanto alla prima disposizione, l'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, ha, a suo tempo, previsto che le disposizioni attuative della ZES e, in particolare, la sua durata, i criteri generali per l'identificazione e la delimitazione dell'area, i criteri che ne disciplinano l'accesso e le condizioni speciali di cui all'articolo 5, nonché il coordinamento generale degli obiettivi di sviluppo fossero definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata. La disposizione ha trovato attuazione con il regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2018, n. 12, che ha anche fissato il limite massimo dell'estensione territoriale delle ZES per ciascuna regione. Le ZES sono così nate sulla base di un Piano strategico focalizzato su un'area preventivamente definita e perimetrata. È tuttavia sorta l'esigenza, anche a seguito delle prime attività ricognitive svolte dai commissari, di piccole revisioni territoriali che non trovano però disciplina procedimentale né nella legge, né conseguentemente nel citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il comma 1 della disposizione in commento colma la lacuna profilando un procedimento semplificato di revisione in cui il commissario della ZES ha un ruolo d'impulso. È prevista, quale condizione di procedibilità del potere di revisione, che la superficie massima fissata per regione sia, comunque, rispettata. La seconda disposizione (comma 2) riguarda il credito d'imposta per le ZES previsto dall'articolo 5, comma 2, del citato decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91. Scopo della norma è quello di chiarire i dubbi che sono emersi in fase applicativa in ordine agli investimenti aventi a oggetto gli « immobili ». È stato, pertanto, incluso anche l'acquisto di « terreni » e si è precisato che nel concetto di acquisto di immobili sono ricompresi « l'acquisizione, l'ampliamento e la realizzazione degli immobili strumentali agli investimenti » eseguiti anche non cumulativamente. La disposizione, dunque, concerne modifiche al credito d'imposta per le ZES – previsto dall'articolo 5, comma 2, del decreto legge 20 giugno 2017, n. 91. Inoltre, la seconda parte prevede di rafforzare la struttura produttiva delle aree ZES mediante lo strumento agevolativo « Contratti di sviluppo » di cui all'articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. A tal fine è stanziata – con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) – in favore del Ministero dello sviluppo economico la somma complessiva di 250 milioni di euro, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027 (di cui 50 milioni per il 2022 e 100 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024). È previsto che la valutazione delle singole iniziative imprenditoriali da finanziare segue criteri di massima semplificazione e riduzione dei tempi, secondo quanto già indicato dai decreti ministeriali attuativi dell'articolo 43 del citato decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. Inoltre si stabilisce che il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per il Sud e la coesione territoriale, definisce con apposite direttive le aree tematiche e gli indirizzi operativi per la gestione degli interventi, nonché le modalità di vigilanza e monitoraggio sull'attuazione degli interventi finanziati e sui risultati conseguiti. Con riferimento, infine, alla terza disposizione, si introduce una integrazione all'articolo 1, comma 65, della legge n. 205 del 2017 che prevede – così come disposto per le ZES dall'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 – un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale é dettata la disciplina delle procedure di istituzione, le modalità di funzionamento e la governance delle ZLS, nonché sono definite le condizioni per l'applicazione delle misure di semplificazione previste dalla legge. Tale fonte concorrerà a chiarire il quadro normativo relativo alle ZLS, il quale ad oggi risulta, invero, confuso in ragione del generico rinvio « in quanto compatibili » alle procedure istitutive delle ZES.