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Tutto il senso del provvedimento è ben riassunto nel comma 2 dell'articolo 1, dove testualmente si legge che con la dizione PPL (piccole produzioni locali) «si definiscono i prodotti agricoli di origine animale o vegetale primari o trasformati, destinati all'alimentazione umana, ottenuti presso un'azienda agricola o ittica, destinati, in piccole quantità in termini assoluti, alla somministrazione e alla vendita diretta al consumatore finale nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione e delle province contermini». Questa è quindi la ratio della legge. I successivi articoli poi declinano alcuni aspetti d'attuazione, l'ambito d'applicazione, la modalità di etichettatura, la costituzione del marchio PPL, le regole per consentire un consumo immediato e la vendita diretta, i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature, compresi quelli strutturali dei locali destinati alle attività. Importante per la promozione, inoltre, è l'istituzione di una sezione dedicata sul sito istituzionale del Ministero. Vorrei soffermarmi su due aspetti fondamentali per la buona riuscita degli scopi che la legge si prefigge: la formazione e il controllo. Importanti saranno l'applicazione e la realizzazione di quanto previsto all'articolo 9, relativo ai corsi di formazione. La ratio della legge viene ben esplicata al comma 3 del medesimo articolo: «I corsi di formazione hanno lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle buone prassi di igiene nella lavorazione, trasformazione e vendita delle PPL (...)». Mi consentirete un semplice esempio: ciò significa che se un imprenditore agricolo ha alcuni alberi da frutto e vuole produrre piccole quantità di marmellata lo può fare usando normali pentole di cottura in una normale cucina, senza investire migliaia di euro in attrezzature specifiche, purché usi le buone prassi di igiene che tutelano la salute del consumatore. Si tratta insomma di usare il buon senso della madre e del padre di famiglia abbinati alla tradizione culinaria rurale per attuare le buone prassi: perdonatemi la semplificazione dell'esempio, ma era necessaria per spiegare con immediatezza il concetto. Conseguentemente all'applicazione puntuale dell'articolo 9 sui corsi di formazione, vorrei anche soffermarmi sul 10, in cui si definisce l'attività di controllo. Premesso che è indispensabile tutelare la sicurezza alimentare dei consumatori, occorrerà sensibilizzare gli organi di controllo, nel senso che occorre ben spiegare agli operatori di questi organismi la ratio della legge. Mi riferisco a una ratio che vuole introdurre una metodologia di produzione basata sulle buone pratiche della cucina rurale (perdonatemi anche in questo caso la semplificazione): è come controllare prodotti fatti dalla nonna o dal nonno, e questo rappresenta uno scoglio abbastanza ostico da superare, in quanto chi dovrà controllare le piccole produzioni locali dovrà cambiare l'approccio con cui ha agito fino a oggi. Su questo punto sarà indispensabile avvalersi dell'esperienza che le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia hanno acquisito già da alcuni anni grazie ad una legge regionale che va proprio in questa direzione. Pertanto, ricapitolando, il testo si incentra su formazione finalizzata all'uso di buone pratiche e contestualmente definizione di un nuovo approccio per chi deve attuare i controlli. Se le due cose non convergeranno, rischiamo di vanificare lo scopo di questa legge. Ciò detto, non volendomi dilungare oltre sulla spiegazione dettagliata del provvedimento, peraltro ben esplicitato dal relatore, per quanto detto e per il lavoro svolto in Commissione in questi dodici mesi, che - lo ripeto - hanno visto il contributo e la condivisione complessiva di tutti i commissari, annuncio il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az) . TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, il Gruppo PD condivide il provvedimento in esame e la decisione di permettere a tante piccole imprese di gestire determinate produzioni locali in modo semplificato (in un contesto di grande garanzia sulla qualità, offerto dalla collaborazione con il mondo della sanità locale) e con un marchio che le caratterizzi, nonché di offrire a tanti piccoli agricoltori e produttori la possibilità di valorizzare al meglio le loro produzioni. Crediamo che questo sia un dato positivo, come già detto in altri interventi, soprattutto tenendo conto del contesto territoriale nel quale siamo inseriti, fatto di tante aree interne, montane, collinari e pedemontane, che con il testo in discussione possono veramente esprimere delle produzioni piccole ma assolutamente significative per i consumatori e per la tenuta economica di queste aziende e di questi territori. Esprimeremo quindi un voto favorevole sul provvedimento in discussione anche per il clima di grande collaborazione vissuto in Commissione nei lavori relativi a questo provvedimento, che per inciso ha fatto sì che dei trenta emendamenti da noi presentati tutti sono stati o approvati o assorbiti in altri emendamenti. Crediamo sia un dato significativo di come bisognerebbe sempre lavorare su provvedimenti che reputiamo utili per il territorio. Come detto, il testo in esame dà alle aziende la possibilità di confezionare particolari produzioni, con deroghe sul piano amministrativo e della semplificazione sotto il controllo delle ASL. È prevista un'etichettatura e la promozione di questi prodotti attraverso un paniere che sarà poi garantito da un marchio che sarà portato avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Tutto questo in un ambito di assoluta compatibilità con la protezione delle denominazioni d'origine, con le indicazioni geografiche protette, con le specialità tradizionali garantite e con i regolamenti comunitari che sovrintendono la materia, come il regolamento n. 852 del 2004 e tutti gli altri. Sono garantiti da apposite linee guida che verranno varate da un decreto i requisiti strutturali, le garanzie di sicurezza del prodotto e le attività di prevenzione e di formazione; è previsto un sistema di controllo e di sanzioni molto puntuale e preciso. Come si diceva prima, stiamo parlando di piccole produzioni locali che saranno commercializzate nella provincia di produzione e in quelle contermini. Anche alla luce delle esperienze delle Regioni che lo hanno già sperimentato, riteniamo che questo meccanismo possa dare risposte interessanti per tutta una serie di reti d'imprese che potranno veramente valorizzare al meglio le loro produzioni. Crediamo possa essere un provvedimento molto utile. Ci sarà ancora da lavorare perché è previsto un decreto che vada a definire, insieme alle linee guida, le quantità, le modalità e le prescrizioni previste per garantire queste produzioni. È, quindi, previsto un lavoro che coinvolgerà ancora le Commissioni per definire in modo puntuale tutte le regole del gioco, ma vogliamo scommettere sul provvedimento proprio per creare condizioni migliori che permettano di valorizzare al meglio tante nostre produzioni. Proprio per questo motivo, il voto del Partito Democratico sarà favorevole e vogliamo scommettere con fiducia sulle opportunità che daremo a queste imprese. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Bergesio) . VALLARDI (L-SP-PSd'Az) .