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individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 27 luglio 1998, n. 316; 8) igienista dentale, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 15 marzo 1999, n. 137; 9) dietista, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 744; d) professioni tecniche della prevenzione: 1) tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 58; 2) assistente sanitario, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 69. 3. Al fine di compensare le carenze di personale e di garantire una continuità del sistema salute, è abolito il vincolo di esclusività per gli operatori delle professioni sanitarie, appartenenti al personale del comparto sanità, di cui all'articolo 1 della legge 1° febbraio 2006, n. 43. 4. Per garantire il mantenimento di uno standard elevato delle prestazioni erogate dalle professioni sanitarie, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in collaborazione con il Ministero della salute e il Ministero dell'università e della ricerca, erogano percorsi di formazione post -base accreditati per le professioni sanitarie, finalizzati a sviluppare nuove competenze specifiche. Contestualmente, è istituito un protocollo di certificazione di tali competenze avanzate al fine di consentire ai professionisti sanitari di esercitare l'attività in autonomia. 5. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le linee guida nazionali per l'attuazione delle disposizioni del presente articolo al fine di valorizzare l'autonomia delle professioni sanitarie nell'ottica di un'evoluzione e maggiore responsabilizzazione delle stesse garantendo lo sviluppo della carriera delle professioni. 6. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione delle disposizioni del presente articolo con le risorse umane e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Capo III MISURE PER IL POTENZIAMENTO DELLA MEDICINA TERRITORIALE INTEGRATA TRA OSPEDALE E TERRITORIO NONCHÉ PER SOPPERIRE ALLA CARENZA DI MEDICI DI ASSISTENZA TERRITORIALE E DI INFERMIERI Art. 13. (Rete di medicina territoriale « Salute Globale » (One Health) di promozione della salute, prevenzione e continuità di assistenza e cura) 1. È istituita la Rete di medicina territoriale « Salute Globale » ( One Health ), di seguito denominata « Rete », composta dai medici del ruolo unico di assistenza primaria, operanti nelle forme di cui al comma 3. Ciascun medico del ruolo unico di assistenza primaria, in forma singola, associata o aggregata, è garante della continuità di cura dell'assistito secondo princìpi di prevenzione e di promozione della salute individuale e di cura appropriata. 2. La Rete è integrata con la partecipazione dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali interni e delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale nonché con il Dipartimento di prevenzione per gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, correlati ai cambiamenti climatici e all'inquinamento atmosferico, e con il Dipartimento di salute mentale per i programmi di screening nell'età evolutiva, inclusi la diagnosi precoce delle difficoltà cognitive del bambino e della depressione maggiore tra i ragazzi nella fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni, a sostegno delle famiglie e delle scuole, le azioni specifiche e gli interventi di prossimità rispetto ai nuovi bisogni e alle fragilità emergenti a supporto e tutela delle persone maggiormente a rischio. La Rete aggiorna i modelli e gli standard di assistenza distrettuale indicati dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77, e secondo quanto previsto dal presente capo. Si assume quale rapporto ottimale di distribuzione sul territorio quello di un medico del ruolo unico di assistenza primaria ogni 1.000 assistiti e, come dotazione standard per aggregazione funzionale territoriale di cui al comma 3, di un numero di 20 medici del ruolo unico di assistenza primaria ogni 20.000 assistiti. 3. La Rete è organizzata a livello distrettuale tramite forme organizzative monoprofessionali, denominate « aggregazioni funzionali territoriali » (AFT), che condividono, in forma strutturata, obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, linee guida e procedure di verifica, anche tramite le Case della comunità, che erogano prestazioni assistenziali infradistrettuali tramite la figura dell'infermiere di famiglia e comunità, che garantisce il coordinamento e l'integrazione dei professionisti delle cure primarie e del sociale a rilevanza sanitaria, quali medici del ruolo unico di assistenza primaria, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali, tenuto conto della peculiarità dei territori afferenti al distretto sanitario quali aree metropolitane, aree disagiate o a bassa densità di popolazione e isole minori. La Rete garantisce l'attività assistenziale per l'intero arco della giornata, per tutti i giorni della settimana e per tutti gli assistiti dei medici, singoli, associati o aggregati. A tal fine, l'apertura degli studi dei medici del ruolo unico di assistenza primaria e dei pediatri di libera scelta deve essere articolata in modo da garantire, all'interno della AFT di riferimento, l'attività assistenziale dalle ore 8 alle ore 20, dal lunedì al venerdì, per tutti gli assistiti dei medici e pediatri di libera scelta, singoli o associati. La disponibilità dalle ore 20 alle ore 24 è garantita dal medico del ruolo unico ad attività oraria e dal pediatra di libera scelta presso la Casa della comunità, sede di riferimento dell'AFT, o presso altra sede messa a disposizione dell'azienda sanitaria. Il suddetto modello organizzativo, sulla base di puntuale monitoraggio di garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA) della medicina generale e dell'effettività della continuità assistenziale per tutti i cittadini e da personale medico e infermieristico del distretto sanitario, rappresenta lo standard minimo di appropriatezza erogativa delle prestazioni assistenziali per quanto riguarda l'accessibilità e la continuità, sia nella prevenzione che nella cura. 4. Le funzioni e le attività del medico del ruolo unico di assistenza primaria dalle ore 8 alle ore 20 comprendono: a) la gestione delle patologie croniche con attività di telemedicina e di teleconsulto mediante l'utilizzo di idonee piattaforme informatiche interfacciate sia con sistemi di monitoraggio che di rilevazione dei parametri clinici da remoto, secondo le linee guida ministeriali vigenti in materia con prestazioni di supporto specialistico, clinico e diagnostico erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e a contratto con il Servizio sanitario regionale di appartenenza; b) l'esecuzione di prestazioni diagnostiche di primo inquadramento; c) nell'ambito dell'AFT di appartenenza, la copertura dell'attività assistenziale diurna per dodici ore dal lunedì al venerdì, tramite apertura coordinata degli studi;