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Atto n. 3-03349 MONTEVECCHI Michela DE LUCIA Danila VANIN Orietta CROATTI PAVANELLI Emma TRENTACOSTE Al Ministro della cultura Premesso che, come si apprende da notizie di stampa, tra cui "la Repubblica" del 25 maggio 2022 "Tesori svenduti, il Mibac frena sugli Nft dell'arte", il Ministero della cultura allarmato per l'aumento esponenziale e incontrollato delle opere d'arte in formato digitale nelle forme del non fungible token (NFT) avrebbe bloccato la sottoscrizione di nuovi contratti e sospeso quelli in essere con la società milanese Cinello s.r.l. che deterrebbe il monopolio di fatto su questo mercato; considerato che: gli NFT sono token digitali unici e impossibili da duplicare nella loro interezza. Funzionano secondo lo stesso principio delle criptovalute, ovvero basate su una blockchain , una tecnologia sia per l'archiviazione che per la trasmissione di dati che intende essere trasparente, ma anche sicura e funzionante senza la necessità di un organismo di controllo generale. Le NFT sono quindi opere d'arte digitali memorizzate su questi canali che possono essere acquistate per somme rilevanti; il mercato legato alle opere digitali ha una portata economica cospicua. Infatti, come riporta lo stesso articolo di stampa, recentemente l'opera "Everydays: the first 5000 Days", un'opera di Beeple, è stata venduta per 69,4 milioni. Ma questo mercato, oltre a riguardare le opere nuove, coinvolge anche il patrimonio esistente per cui ciascuna opera d'arte può avere una sua copia digitale che può essere immessa sul mercato; dalle informazioni disponibili, risulta che a farsi promotrice dell'iniziativa presso i musei italiani sia stata la società Cinello che ha un brevetto in materia di NFT. In pratica, la società realizza una copia digitale perfetta dell'opera su monitor ad altissima definizione. La riproduzione viene incorniciata e messa sul mercato cui partecipano i collezionisti; il primo istituto culturale che ha aderito è il museo degli Uffizi, che già nel 2017 aveva stipulato un accordo con la stessa società per 40 opere. Secondo quanto riportano le notizie di stampa, nell'accordo verrebbero stabiliti prezzi e numero di copie massime da mettere sul mercato (alcune potranno essere acquistate, altre solo noleggiate) e il ricavato è ripartito al 50 per cento tra la società e il museo; considerato inoltre che: avendo ottenuto una diffusione veloce e di portata notevole, risulta infatti agli interroganti che oltre agli Uffizi, abbiano sottoscritto un contratto o negoziato con la Cinello anche altri musei, in Italia l'operazione ha destato alcune perplessità; oltre ai dubbi sulla titolarità dei diritti legati all'opera digitale, sono state oggetto di attenzioni le contrattualizzazioni in favore della Cinello che in primo luogo sembrerebbe aver ricevuto gli incarichi senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, non corrisponderebbe alcun canone in favore dell'ente culturale e guadagnerebbe la metà degli introiti; in tale preoccupante scenario è intervenuto il Ministero che, sospendendo o interrompendo la sottoscrizione di alcuni contratti con la Cinello, avrebbe sollevato alcune criticità sui rapporti con la società e avrebbe nominato una commissione affinché venga regolarizzata questa tipologia di mercato. Tra le criticità sollevate, il Ministero avrebbe rilevato proprio l'incertezza sul futuro della titolarità delle opere, il rischio di una limitazione delle prerogative degli istituti culturali pubblici e la dubbia legittimità degli introiti nelle suddette modalità in capo ad una società privata, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché si approfondiscano le modalità con cui sono stati sottoscritti o negoziati i contratti sospesi con la società Cinello e, in caso in cui vengano rilevate irregolarità, quali siano le azioni che intenda avviare per accertare le relative responsabilità; quali siano gli orientamenti che intende adottare, anche al fine di colmare i vuoti normativi esistenti. Atto n. 3-03350 CORRADO Margherita GRANATO Bianca Laura LANNUTTI ANGRISANI Luisa Al Ministro della cultura Premesso che: il 25 maggio 2022 si è appreso dai mass media (articoli di stampa a seguito del servizio trasmesso da "Le Iene" la sera precedente) che il contratto sottoscritto da Gallerie degli Uffizi di Firenze, istituto del Ministero della cultura diretto da Eike Schmidt, per la cessione di diritti sulle immagini di 40 opere d'arte delle più straordinarie a beneficio di Cinello S.r.l. , non è stato frutto di una procedura di evidenza pubblica, ma di un affidamento diretto e che in virtù dello stesso contratto si generano significativi vantaggi economici, diretti e indiretti, in favore della predetta impresa commerciale con sede nel capoluogo toscano (e uffici anche a Milano e Copenhagen) (si veda "Esplode il caso Nft nei musei, il MiC studia regole" su "ansa.it", "Uffizi vende opere in digitale. E il Ministero interviene per bloccare tutto" su "artribune.com", "Caso NFT e Uffizi: il MIC interviene per frenare la riproduzione e la vendita di opere d'arte in formato digitale" su "insideart.eu", "La beffa virtuale che inguaia Franceschini" su "IlGiornale.it"); la cessione di diritti, ovvero, il "trasferimento a Cinello titolarità a titolo definitivo su serigrafie digitali compreso diritto di proprietà intellettuale/o sfruttamento economico affinché Cinello ne disponga per commercializzazione e vendita a terzi" è oggetto di analoghi contratti stipulati, con le stesse discutibili modalità, anche da altri istituti dotati di autonomia speciale (musei Reali di Torino, gallerie dell'Accademia di Venezia, Pinacoteca di Brera, complesso monumentale della Pilotta, galleria nazionale delle Marche, museo di Capodimonte) e direzioni regionali Musei, moltiplicandosi così l'evidente vantaggio economico di cui, di fatto, beneficia la Cinello S.r.l. ; dell'adesione acritica e a tratti entusiasta dei super-direttori del Ministero coinvolti nell'operazione, che applica ai capolavori d'arte una tecnologia avanzatissima, fa fede il commento di James Bradburne (Pinacoteca di Brera, con contratto in corso), che Cinello riporta, addirittura, sul suo portale, per spiegare cos'è un "Daw": "È una riproduzione, una copia oppure un nuovo originale? Non vedo le cose in contrasto. Piuttosto vedo l'iniziativa di Cinello in uno spettro in cui sono situate le opere che ci portano verso un approfondimento del nostro rapporto con la cultura"; considerato che: il contratto stipulato tra Gallerie degli Uffizi e Cinello S.r.l. ha iniziato a produrre effetti a far data dal 1° gennaio 2017 ed è scaduto il 31 dicembre 2021, senza essere rinnovato; Cinello continua, altresì, a proporre la vendita dei multipli digitali ad altissima definizione, autenticati e crittografati, prodotti in serie limitata (Daw), delle 40 opere di proprietà delle Gallerie degli Uffizi oggetto dell'accordo, nonostante il contratto sia scaduto già da 5 mesi; valutato che con atto prot.