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con comunicazione del 26 luglio 2016, il vice direttore Cristina Brambilla comunicava a G.M. che la banca, facendo appello al fondo di riacquisto di azioni e grazie alle sottoscrizioni dei propri soci, stava man mano liquidando le richieste di recesso e che, in tempi ragionevoli, avrebbero comunicato l'accettazione della sua richiesta; in data 14 marzo 2019 la banca di credito cooperativo dell'Oglio e del Serio ribadiva quanto già comunicato in precedenza, ovvero che non era consentito recedere dallo statuto sottoscritto; questa incresciosa situazione persiste ormai da alcuni anni e i correntisti, a tutt'oggi, non hanno ricevuto alcun tipo di riscontro da parte della banca, se non l'impossibilità di restituzione delle somme che ad oggi rimangono interamente bloccate; sono circa 1,3 milioni gli italiani, soci cooperatori della BCC, che stanno per essere espropriati per legge e senza indennizzo del capitale che hanno investito nella loro banca; la Banca d'Italia ha legittimato l'operato delle banche di credito cooperativo, le quali, legittimamente, hanno modificato il proprio statuto, prevedendo limitazioni estremamente rilevanti al diritto di recesso; lo statuto della banca Oglio e Serio, in linea con le indicazioni dettate della Banca d'Italia, si attribuisce la facoltà di limitare o rinviare, in tutto o in parte e senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni e degli strumenti di capitale del socio uscente per recesso. Questo costituisce non solo una limitazione del diritto di recesso (inconsistente) e un esproprio del diritto di proprietà del socio, ma anche un pesante ostacolo al risparmio ed all'investimento azionario, si chiede di sapere quali iniziative e quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per porre chiarezza e fine a questa grave situazione che i correntisti si trovano a dover fronteggiare con la banca da oramai diversi anni. Atto n. 4-02661 PARENTE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, è stato istituito il reddito di cittadinanza il cui iter applicativo è costellato da ritardi, incertezze e ambiguità interpretative della legge. Il Cnel, nell'ultimo rapporto sul mercato del lavoro, ha rilevato che "i dati sulla prima fase della misura non sono incoraggianti e indicano uno squilibrio fra le misure già attivate di sostegno economico ai beneficiari e la debolezza degli strumenti di attivazione degli stessi"; l'Inps ha reso noto i dati dell'Osservatorio questa settimana: "1.066.110 le domande di reddito di cittadinanza/pensione di cittadinanza accolte fino a novembre, le domande già decadute sono 51.681, mentre quelle in lavorazione sono 112.396 e quelle respinte 444.494. Il 60,4 per cento delle domande accolte vengono da Sud e Isole, con Campania (204.772) e Sicilia (184.522) largamente in testa. Il 24,4 per cento delle domande accolte viene dal Nord e il 15,2 per cento dal Centro. L'importo medio mensile è pari a 484,4 euro per nucleo familiare e il numero di persone coinvolte è di 2.451.9532". I primi dati certificati sull'avviamento al lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza dovevano essere annunciati in una conferenza stampa, convocata a Roma per il 17 dicembre, poi disdetta, dal presidente dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), Domenico Parisi; a sette mesi dall'erogazione dei primi assegni del reddito di cittadinanza risulta che soprattutto nelle regioni meridionali non sarebbero stati ancora terminati i colloqui con i beneficiari della misura per la sottoscrizione dei patti per il lavoro, né si conoscono i dati su quanti percettori abbiano trovato effettivamente un lavoro tramite i centri per l'impiego con il supporto dei 3.000 navigator assunti da Anpal nell'estate 2019; la spesa ha superato i 3 miliardi di euro per le erogazioni del reddito, ma nulla è dato di conoscere su come e quanto stia funzionando la ricerca di lavoro, e nulla si sa sulla realizzazione della piattaforma di incrocio tra domanda e offerta per rendere subito operativi i navigator ; per contro, se l'Anpal non provvede a stabilizzare le proprie lavoratrici e i propri lavoratori, rappresenterebbe attualmente la società di proprietà pubblica con il maggior numero di precari in Europa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle numerose inefficienze applicative del reddito di cittadinanza; se condivida le criticità richiamate e quali siano le sue valutazioni; se non intenda sollecitare la pubblicazione dei dati reali all'attuazione della legge 28 marzo 2019, n. 26.