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2 La disponibilità e l'accesso all'acqua potabile, nonché all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato. 3 Il servizio idrico integrato è gestito attraverso forme e modalità compatibili con i principi della presente legge, in conformità con la vigente normativa europea, nazionale e regionale, e con criteri di efficacia, trasparenza, equità sociale, solidarietà e nel rispetto del diritto all'acqua potabile e sicura e ai servizi igienici come un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani, sancito dalle risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 28 marzo 2008, del 1° ottobre 2009 e del 24 settembre 2010. 2 (Princìpi relativi alla gestione del servizio idrico) 1 In considerazione dell'esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, con situazione di monopolio di preminente interesse generale definita ai sensi dell'articolo 43 della Costituzione, il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. 2 La gestione del servizio idrico integrato è sottratta al principio della libera concorrenza, è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata attraverso meccanismi di fiscalità generale e specifica nonché mediante meccanismi tariffari. 3 Le disposizioni del presente articolo costituiscono impegni dello Stato italiano ai fini della sottoscrizione e della ratifica di qualsiasi trattato o accordo internazionale in materia. 3 (Governo pubblico del ciclo integrato dell'acqua) 1 Al fine di salvaguardare l'unitarietà e la qualità del servizio, la gestione delle acque avviene mediante il servizio idrico integrato, come definito ai sensi dalla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. 2 Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederlo. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi dell'articolo 822 del codice civile e ad essi si applica la disposizione dell'articolo 824 del medesimo codice. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico. 3 La gestione e l'erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti di diritto pubblico. 4 (Ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato. Decadenza delle forme di gestione. Fase transitoria) 1 Dalla data di entrata in vigore della presente legge non sono possibili acquisizioni di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato. 2 Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate in concessione a terzi in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, decadono alla medesima data. 3 Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale misto pubblico-privato in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, sono tenute ad avviare il processo di trasformazione in società a capitale interamente pubblico previo recesso del settore acqua e scorporo del ramo d'azienda relativo, in caso di gestione di una pluralità di servizi. Tale processo deve essere completato entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Le società risultanti dal processo di trasformazione di cui al comma 3 possono operare alle seguenti condizioni vincolanti: a divieto di cessione di quote di capitale a qualsiasi titolo; b esercizio della propria attività in via esclusiva nel servizio affidato; c obbligo di sottostare a controllo da parte degli enti affidanti analogo a quello dagli stessi esercitato sui servizi a gestione diretta; d obbligo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro tre anni dalla data di costituzione. 5 Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale interamente pubblico in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, sono tenute a completare il processo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 6 Per le forme di gestione del servizio idrico di cui al comma 5, che rispettano le condizioni vincolanti di cui al comma 4, lettere a), b), e c) , il termine di cui al medesimo comma 5 è prorogabile fino a un massimo di sette anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 7 In caso di mancata osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo, lo Stato esercita i poteri sostitutivi stabiliti dalla legge. 8 Con decreto dei Ministri competenti da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono definiti i criteri e le modalità ai quali le regioni e gli enti locali devono attenersi per garantire la continuità del servizio idrico e la qualità dello stesso durante la fase transitoria di cui al presente articolo, assicurando la trasparenza e la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini ai relativi controlli. 5 (Costituzione di un'azienda pubblica regionale in Puglia per la gestione del Servizio idrico integrato) 1 La regione Puglia difendendo e garantendo l'approvvigionamento dell'acqua e tutelando il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero, quale condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto fondamentale all'acqua potabile in funzione del diritto alla vita, con legge propria può provvedere ad istituire un'azienda pubblica regionale, di seguito denominata «azienda», con personalità giuridica di diritto pubblico ed autonomia patrimoniale, contabile e finanziaria, senza finalità di lucro, nei limiti stabiliti dalla presente legge, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. A questi fini le infrastrutture demaniali concesse in uso per la gestione del servizio idrico integrato pugliese, così come identificate ed annoverate dall'articolo 143 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono dichiarate strategiche di rilevanza regionale. 2 Il servizio idrico integrato della Puglia è affidato all'azienda, che realizza la parte prevalente della propria attività con l'ente pubblico che la controlla, anche per beneficiare delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell'espletamento del servizio e con l'obbligo del reinvestimento nel servizio di almeno l'80 per cento degli avanzi netti di gestione. 3 L'azienda può gestire attività diverse dal servizio idrico integrato, ma da esso rivenienti, attraverso la costituzione di società anche miste, nel rispetto della normativa comunitaria e statale in regime di pubblicità delle procedure e concorrenza, destinando gli utili propri a investimenti diretti esclusivamente al miglioramento del servizio idrico integrato. 4