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la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) ha prorogato i principali benefici fiscali per lavori finalizzati all'efficienza energetica degli edifici e alle ristrutturazioni, tra i quali in particolare "l'ecobonus"; la detrazione fiscale per interventi volti al risparmio energetico della propria abitazione e del condominio è rivolta a tutti i contribuenti, che risultino possessori di un immobile in favore del quale vengono posti in essere interventi di riqualificazione energetica; le aliquote di detrazione variano tra il 50 e il 75 per cento della spesa sostenuta, in relazione alla tipologia di lavoro effettuato, per un massimo detraibile di 100.000 euro; per quanto riguarda la riqualificazione energetica, la normativa in vigore stabilisce che i soggetti che nell'anno precedente a quello di sostenimento delle spese siano possessori di redditi esclusi dalla imposizione ai fini dell'IRPEF (e cioè quelli che rientrano nella no tax area o sono incapienti, e che per questi motivi non subiscono un'imposizione fiscale, o il cui reddito è già stato abbattuto da altre detrazioni fiscali) possono cedere il credito, e girare quindi le detrazioni fiscali, a privati o ditte esecutrici dei lavori, rivenditori dei materiali, intermediari finanziari, istituti di credito "a titolo di totale o parziale pagamento delle prestazioni fruite o in forma di abbattimento totale o parziale di mutui e finanziamenti"; sono migliaia i cittadini italiani residenti all'estero e proprietari di immobili in Italia, i quali producono reddito in Italia, ma sono esentasse, o in virtù di convenzione contro le doppie imposizioni fiscali o per motivi diversi, e che potrebbero potenzialmente beneficiare delle detrazioni fiscali per eventuali lavori di riqualificazione energetica effettuati nelle loro unità immobiliari ed edifici residenziali grazie al meccanismo della cessione del credito; considerato che le diverse istituzioni fiscali italiane non hanno finora fornito informazioni sull'applicabilità del sistema della cessione del credito anche ai cittadini italiani residenti all'estero, i quali, per le più svariate ragioni, non sono tenuti a pagare l'Irpef in Italia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga che anche i cittadini italiani residenti all'estero, i quali vogliono effettuare interventi di riqualificazione energetica sugli immobili di loro proprietà in Italia, possano avvalersi della cessione del credito alle stesse condizioni e con le stesse modalità dei cittadini italiani residenti in Italia. Atto n. 4-01637 BOTTO CASTALDI CORRADO DONNO DRAGO LANNUTTI LEONE NOCERINO SANTILLO TRENTACOSTE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la strada sopraelevata "Aldo Moro" a Genova, con i suoi oltre 6 chilometri di carreggiate, costituisce un elemento fondamentale della viabilità cittadina. In particolare, secondo verifiche del 2010, il traffico su questo asse è stimato in 80.000 veicoli giornalieri ("Capitolato tecnico di gara, Realizzazione sistema di controllo della velocità media sulla strada sopraelevata A. Moro nel Comune di Genova"); dopo il crollo del "ponte Morandi" la sopraelevata è frequentemente percorsa da camion e tir. Purtroppo i divieti di transito noti, quali limiti di altezza massimo 3,90 metri, e l'accesso ai veicoli con peso superiore alle 2,5 tonnellate, vengono infranti, con una certa costanza, da parte di pullman , camion, tir e altri mezzi pensanti con capacita? anche fino a 4 tonnellate; la strada Aldo Moro ha i suoi accessi principali, utilizzati dai tir, presso l'uscita autostradale "Genova ovest" e l'ingresso da levante, sito presso la rotonda di fronte all'ingresso della fiera nel municipio VIII Medio Levante; le azioni sanzionatorie in atto parrebbero non arginare il fenomeno con grave pericolo per la circolazione stradale e, di conseguenza, per la tenuta statica dell'infrastruttura. "La centrale operativa della Municipale (...) comunica di aver sanzionato negli ultimi otto mesi 195 mezzi pesanti. Il che significa che, in media, un camion al giorno prende la Sopraelevata", come si legge su "genovatoday" il 21 agosto 2018; gli interventi manutentivi sulla strada risultano insufficienti e accanto a volontarie infrazioni del codice stradale sembrano convivere disattenzioni e sbagli nell'imboccare la strada da parte di mezzi dalla stazza non autorizzata; la Polizia municipale ha chiesto all'autoreparto, titolare della sorveglianza sulla sopraelevata, di "fare il possibile (...) benché anche loro siano totalmente coinvolti nei servizi per la viabilità della zona colpita dal disastro, per assicurare una pattuglia sulla sopraelevata per impedire l'accesso o almeno sanzionare i tir che si immettono sulla strada"; in data 27 gennaio 2019, dopo soli 17 giorni dal montaggio, sono stati rimossi i limitatori di sagoma che impedivano l'accesso alla sopraelevata ai tir come si apprende da "primocanale" lo stesso giorno; in data 11 aprile 2019, nonostante le diverse indicazioni, presso la sopraelevata ancora circolavano tir; sembrerebbe che il Comune di Genova, sebbene la gestione della viabilità della strada sia di propria competenza, non intenda svolgere un puntuale lavoro di controllo per impedire l'attraversamento da parte di camion e tir ponendo, quindi, in pericolo i cittadini genovesi e tutti coloro i quali ne usufruiscono, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative intenda adottare affinché sia garantita la sicurezza e l'incolumità dei cittadini anche rassicurando a corretta viabilità della sopraelevata Aldo Moro evitando la possibilità di danni ed eventuali cedimenti della struttura. Atto n. 4-01638 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il 9 aprile 2019, secondo quanto risulta da fonti di stampa, tra cui l'agenzia di settore "Agimeg" attraverso l'articolo intitolato: "Gara scommesse, Consiglio di Stato blocca il bando. Mancata considerazione problemi di distanze e assenza di criterio distributivo dei nuovi negozi", l'invio del parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato al Ministero dell'economia e delle finanze sul testo del bando di gara per l'assegnazione di 15.000 "diritti scommesse", ha rilevato che: "la tendenza degli enti locali a introdurre per via amministrativa limiti di concentrazione e limiti distanziali da aree sensibili, non sembra siano state prese in adeguata considerazione nei documenti di gara"; il Consiglio di Stato ha rilevato che: "Non si comprende come i 10.000 "diritti" (negozi) e i 4.000 "diritti" (punti gioco) previsti nella procedura di gara debbano "atterrare" sul territorio: come, in sostanza, la rete o le reti territoriali di questi punti di vendita debbano obbedire a un qualche criterio distributivo" per evitare "eccessive concentrazioni in alcune aree e condizioni di assenza di servizio in altre";