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A fronte di tutto questo, viene adottato il solito provvedimento che parla di tutto affinché non si possa approfondire niente e che si tramuta poi, fatalmente, nelle Commissioni - perdonatemi il neologismo, spero che non venga censurato dalla Presidenza -, in un marchettificio su cui poi si abbatte la mannaia della Ragioneria generale dello Stato, espungendo o comunque censurando perfino emendamenti che lo stesso Ministero dell'economia e delle finanze aveva proposto. Ciò, tra l'altro, pone un interessante tema istituzionale, ovvero se la Ragioneria generale dello Stato sia un'autorità indipendente dal Governo e non un'articolazione del Ministero perché, posto che non si parlino, all'interno del Palazzo, bisognerebbe comunque decidere chi comanda. E questo è un tema che lascio alla riflessione di tutti noi. Queste sono le brevi osservazioni che volevo fare, oltre alle solite riguardanti l'ennesima sfiducia e il Governo che non ci ascolta, anche se ciò non è vero, perché il sottosegretario Castaldi mi ascolta e gliene sono grato. I problemi di metodo rimangono e sono questi. Ad ogni modo, l'epitaffio ve l'ho offerto e gli elettori presto lo apporranno sul vostro estremo riposo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, con il provvedimento in esame si superano i 100 miliardi di euro di interventi dallo scoppio della pandemia, ma la novità è che si fa un passo in avanti rispetto ai cosiddetti decreti cura Italia e rilancio. Se quei provvedimenti avevano come obiettivo ultimo l'immediata emissione di liquidità nel tessuto produttivo e per le famiglie in difficoltà, qui c'è una maggiore attenzione alla ripartenza economica, anche se devo dire non risolutiva. Penso soprattutto alla norma che esonera dal versamento dei contributi previdenziali quelle imprese che rinunciano alla cassa integrazione, ma vanno in questa direzione anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini, il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, la moratoria su prestiti e mutui, il Fondo di sostegno alle realtà che partecipano ai progetti di interesse europeo. Con il provvedimento in esame si è cercato un punto di equilibrio tra rilancio e assistenza, che comunque non deve mancare perché ci sono settori e categorie ancora in grandissima difficoltà. Bene, quindi, la riprogrammazione delle scadenze fiscali, così come gli aiuti a quelle categorie che non ne avevano beneficiato, come gli stagionali del settore turistico e termale. Sempre con riferimento al turismo, è importante la norma sui crediti di imposta per gli affitti, anche se il timore è che tutto questo non sarà sufficiente. Senza essere catastrofisti, l'aumento dei casi di contagio getta una pesante ombra sulla stagione invernale, per non parlare delle città d'arte che, senza il turismo straniero, sono praticamente al collasso. L'avvio della stagione invernale, ma anche di quella primaverile rappresentano una preoccupazione che noi tutti dovremmo avere. Già da ora dovremmo immaginare come aiutare e venire incontro a quelle aziende e agli occupati in quei settori se veramente questa pandemia non ci lascerà liberi. Signor Presidente, su un provvedimento che pesa 25 miliardi di euro, la quota destinata al lavoro parlamentare è stata di appena 250 milioni di euro. Ancora una volta devo e voglio esprimere il mio rammarico per il fatto che alle Commissioni venga lasciato così poco margine di manovra. Eppure, precedenti provvedimenti hanno dimostrato che il Parlamento è riuscito a rendere migliori le misure e non di rado in uno spirito di collaborazione tra maggioranza e opposizioni, com'è accaduto anche in questa circostanza. In Commissione ci siamo fatti carico delle situazioni di fragilità, come quelle dei lavoratori immunodepressi, dei malati oncologici, dei territori colpiti dal sisma, del turismo e del settore termale, degli ambulanti. Per quel che riguarda i territori che rappresentiamo, purtroppo non si riesce ancora a scrivere una parola fine sul rinnovo della concessione della A22. L'Autobrennero è un'arteria di strategica importanza per tutto il Paese, perché connette l'economia italiana con quella dell'Europa centrale. La presenza nella governance delle Regioni e delle Province autonome non è un vezzo, ma è l'unica garanzia che si facciano gli interessi dei cittadini di questi territori, che naturalmente godono di un'infrastruttura così importante, ma pagano anche gli effetti negativi in termini di traffico, inquinamento e sicurezza. Va dato atto al Ministro e a tutto il Ministero competente in materia del grande impegno che ci sta mettendo e speriamo davvero che con la legge di bilancio si riesca a chiudere finalmente questo dossier . Per concludere, Presidente, oggi licenziamo il provvedimento al nostro esame sapendo che dai prossimi giorni ci attenderà il lavoro sulla legge di bilancio e quello sul recovery fund . Senza voler apparire retorici, nei prossimi mesi si deciderà il futuro del Paese. Occorre uscire dalla bulimia delle troppe proposte per mettere in campo un percorso che coinvolga attivamente anche le autonomie territoriali, un grande progetto per la competitività basato sulla digitalizzazione, sul 5G, sull'idrogeno, sulla conversione ecologica, sulla formazione e sull'istruzione. Serve una radicale riforma del fisco, perché - come ha detto con grande onestà intellettuale il direttore dell'Agenzia delle entrate in Italia - nessuno ha ben chiari i confini del sistema fiscale e questo è il limite più grande per i cittadini, le imprese e chi vuole investire. Qui non è tanto importante che si opti per il modello tedesco o per quello della riduzione delle aliquote, quanto il fatto che tutti i cittadini possano finalmente sapere cosa pagano, quando pagano e perché pagano. E serve un grande investimento sulla sanità. Questa pandemia ci ha ricordato l'importanza di un servizio sanitario all'altezza e oggi col MES l'Italia può davvero dare vita alla più grande riforma che abbia mai conosciuto dai tempi dell'introduzione del Servizio sanitario nazionale. Altrettanto importante sarà poi la legge di bilancio. Bisogna continuare a ridurre il costo del lavoro per dare impulso alla ripresa ed evitare che il rapporto debito-PIL raggiunga livelli insostenibili una volta che finirà la copertura della Banca centrale europea sui mercati, perché quel giorno prima o poi arriverà. Solo con la crescita si riduce il debito di un Paese; solo con la crescita si creano posti di lavoro, come purtroppo ci insegna anche il fallimento del reddito di cittadinanza come politica attiva per il lavoro: una crescita nuova comunque, una crescita indirizzata tutta sulla sostenibilità; una crescita che garantirà anche le future generazioni e per arrivarci ci vuole tutto il protagonismo del sistema produttivo. È su questo che dobbiamo continuare a lavorare ed è per questo che annuncio il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) .