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III quater , R.G. 8382/2017), Coldiretti ha impugnato i dinieghi opposti dal Ministero, unitamente al rigetto opposto dal responsabile della trasparenza del Ministero, chiedendo ai giudici amministrativi di accertare il diritto di Coldiretti di accedere alla documentazione richiesta con conseguente condanna dell'amministrazione resistente ad esibire la documentazione richiesta; Coldiretti, in data 11 ottobre 2017, presentava una nuova istanza di accesso civico, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del suddetto decreto legislativo alle due stesse direzioni generali del Ministero alle quali era stata rivolta la precedente istanza di accesso, ricevendo un'ulteriore risposta negativa; il TAR, con la sentenza del 16 marzo 2018, n. 2994, ha rigettato il ricorso di Coldiretti, motivando che «se l'interesse della ricorrente è quello della tutela del consumatore, tale preoccupazione è smentita dalla indicazione nella etichetta della composizione del prodotto, degli ingredienti a base di latte o di altri componenti lattiero-caseari e della loro provenienza sia come Paese comunitario sia come Paese extracomunitario e sia riferito al momento della mungitura sia riferito al momento della lavorazione seppure parziale»; la sentenza del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019, n. 1546, ha completamente riformato la sentenza del TAR, accogliendo il ricorso di Coldiretti, motivando la propria decisione tenendo conto della diffusa e pregiudizievole presenza sul mercato di prodotti realizzati e confezionati in Italia sulla base di altri ingredienti caseari importati (ad esempio, le cagliate) e del cui impiego non viene fornita alcuna informazione al consumatore; il Consiglio di Stato, al contrario di quanto motivato dal TAR, ha imposto al Ministero della salute di provvedere alla messa a disposizione dei dati sui flussi commerciali ritenendo, tra l'altro, che l'accesso non avrebbe potuto pregiudicare gli interessi commerciali delle imprese coinvolte nelle importazioni, ed individuando nell'istituto dell'accesso civico un valido strumento per garantire l'attuazione dei principi di trasparenza e di partecipazione che devono caratterizzare l'attività amministrativa. Inoltre si precisa che con l'accesso si realizza un controllo diffuso sull'operato degli enti pubblici allo scopo di evitare fenomeni di corruzione e promuovere la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche; nonostante il pronunciamento del Consiglio di Stato, tuttavia, il Ministero, anziché fornire i dati richiesti, ha avviato una parallela procedura presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, diretta a verificare la legittimazione di Coldiretti a chiedere i dati richiesti sull'importazione di latte e dei prodotti lattiero-caseari e ad accertare i possibili effetti sulla concorrenza; la richiesta di parere all'AGCM ha ulteriormente dilatato i tempi dell'accesso, con la conseguente necessità per Coldiretti di avviare un ulteriore contenzioso in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato, al fine di rendere effettivo l'obbligo imposto dai giudici al Ministero della salute, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se abbia informazioni in merito alle motivazioni per le quali non si stia dando seguito alla richiesta di accesso ai dati sui flussi commerciali sull'importazione di latte e dei prodotti lattiero-caseari provenienti dall'estero, nonostante sussista una sentenza del Consiglio di Stato; quali siano, inoltre, le ragioni per le quali si sia voluto ricorrere all'AGCM, sottovalutando il fatto che detta richiesta potrebbe incorrere in un'eventuale violazione dei principi costituzionali di leale collaborazione e di buona andamento delle pubbliche amministrazioni. Atto n. 4-01925 PRESUTTO GAUDIANO ANGRISANI ORTOLANI GIANNUZZI ACCOTO PIRRO GARRUTI DELL'OLIO MATRISCIANO LANNUTTI ROMANO NATURALE LANZI DONNO GIARRUSSO ABATE GALLICCHIO PELLEGRINI Marco CORRADO LA MURA FEDE MININNO ORTIS CASTIELLO DI GIROLAMO PISANI Giuseppe LOREFICE MAUTONE ROMAGNOLI MARINELLO CASTELLONE LOMUTI DE LUCIA GRANATO FERRARA AIROLA COLTORTI CROATTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'art. 15 della legge n. 241 del 1990 consente alle pubbliche amministrazioni di concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in cooperazione di attività che di interesse comune. L'art. 5 del decreto legislativo n. 50 del 2016 prevede i principi comuni in materia di esclusione (dall'ambito di applicazione del codice degli appalti) per concessioni, appalti pubblici e accordi tra enti e amministrazioni aggiudicatrici nell'ambito del settore pubblico; l'accordo tra pubbliche amministrazioni rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 5, comma 6, del decreto legislativo n. 50 del 2016 (affidamento, tramite accordo fra pubbliche amministrazioni, di servizi di ricerca), nel caso in cui regoli la realizzazione di interessi pubblici comuni alle parti, con una reale divisione di compiti e responsabilità, in assenza di remunerazione, ad eccezione di movimenti finanziari configurabili solo come ristoro "forfettario a copertura delle spese vive sostenute" (Consiglio di Stato, II sez. , parere del 22 aprile 2015, n. 1178) e senza interferire con gli interessi salvaguardati dalla disciplina dettata in tema di contratti pubblici; la conclusione di tali accordi deve avvenire nel rispetto delle finalità perseguite dalle direttive europee in tema di contratti pubblici, vale a dire la libera circolazione dei servizi e la libera concorrenza e, pertanto, essi devono avere ad oggetto attività non deducibili in contratti d'appalto (Consiglio di Stato n. 3849/2013); le università sono organismi di diritto pubblico cui, in linea di principio, è consentito partecipare a un procedimento di aggiudicazione di un appalto pubblico di servizi, purché ciò non comprometta la loro funzione didattica e la disciplina in materia di contratti di ricerca, di consulenza e convenzioni di ricerca per conto terzi. Inoltre, le università rientrano tra quegli enti cui, secondo l'art. 15 della legge n. 241 del 1990, è consentita la stipula di accordi di collaborazione per lo svolgimento di attività di comune interesse; considerato che, a quanto risulta agli interroganti, l'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale, in data 28 dicembre 2018, con delibera n. 419 ha affidato, tramite convenzione, al Consorzio interuniversitario per la previsione e prevenzione dei grandi rischi (C.U.G.Ri. ) l'incarico di monitoraggio delle deformazioni gravitative profonde di versante (DGPV) e delle opere d'arte autostradali interessate dalla realizzazione dell'intervento "Salerno porta ovest" lotto 2, per una somma fino ad 800.000 euro.