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Nell'illustrare i contenuti di tale programma, si sofferma sulle parti di competenza della Commissione affari costituzionali. Con riferimento alla pubblica amministrazione, il Governo evidenzia come il decreto-legge "semplificazioni" abbia introdotto significative innovazioni con particolare riguardo alle semplificazioni procedimentali e responsabilità dei funzionari pubblici e alle misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale. Nella Nota si ricordano altresì le maggiori risorse stanziate nel 2020 per il personale appartenente ai comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico (circa 0,2 miliardi nel 2020), in considerazione del contributo dato dalle Forze armate, dalle Forze di polizia e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco nelle azioni di contrasto della diffusione del Covid-19. Segnala, infine, che la Nota annuncia, tra i collegati alla decisione di bilancio, i seguenti provvedimenti: - il disegno di legge di riordino della disciplina in materia di prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni; - il disegno di legge recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma della Costituzione; - il disegno di legge in materia di implementazione delle forme di raccordo tra amministrazioni centrali e regionali, anche al fine della riduzione del contenzioso costituzionale; - il disegno di legge di revisione del Testo unico dell'ordinamento degli enti locali. Alla Nota di aggiornamento è annessa la Relazione ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012 (autorizzazione allo scostamento di bilancio). Vi si precisa che, per consentire di avviare la realizzazione dei programmi di investimento e di utilizzare appieno le risorse del Programma europeo, saranno anticipati alle Amministrazioni gli stanziamenti necessari, a tal fine appositamente iscritti in bilancio, anche tenuto conto delle procedure e della tempistica previste in ambito europeo per l'assunzione degli impegni e il pagamento delle risorse. Per effetto di tali interventi, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 196 miliardi di euro nel 2021, 157 miliardi nel 2022 e 138,5 miliardi nel 2023. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 279 miliardi di euro nel 2021, 208,5 miliardi nel 2022 e 198 miliardi nel 2023. Propone, quindi, uno schema di parere favorevole, pubblicato in allegato. Si apre la discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di verificare se effettivamente il parere deve essere reso alla Commissione bilancio entro la giornata odierna. Diversamente, considerato che lo schema di parere è stato appena comunicato dal relatore, si potrebbero prevedere tempi più ampi per la discussione, eventualmente rinviando la votazione a domani mattina. Il PRESIDENTE sottolinea che la discussione può intanto essere svolta nella seduta in corso e in quella già convocata per le ore 14 di oggi, ferma restando la propria disponibilità a interpellare la Presidenza della Commissione bilancio al fine di conoscerne l'organizzazione dei lavori sul documento in titolo. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) preannuncia, a nome del Gruppo, un avviso fortemente contrario sullo schema di parere predisposto dal relatore. Infatti, si autorizza uno scostamento di bilancio in deficit , che produrrà ricadute negative di cui dovranno farsi carico le generazioni future, considerata anche l'assenza di prospettive di rilancio sistematiche. Se da un lato, infatti, sono previste risorse per il personale appartenente ai comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico, dall'altro, non è previsto alcun intervento volto a ridurre la pressione fiscale, giunta ormai al 48 per cento. Ciò determina un effetto depressivo su imprese, commercianti e lavoratori autonomi e quindi pregiudica le capacità di ripresa economica del Paese. A suo avviso, il Governo dovrebbe precisare meglio i progetti di riforma che intende avviare, di cui nella Nota, invece, compare un mero annuncio. Inoltre, il tasso di disoccupazione indicato non tiene conto della fine del divieto di licenziamento, prevista per il 31 dicembre di quest'anno. Il PRESIDENTE assicura che farà le verifiche richieste dal senatore Augussori. Qualora fosse possibile prevedere tempi più ampi per la discussione, sarà convocata una ulteriore seduta plenaria per domani, mercoledì 14 ottobre. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE 1970 (d-l 125/2020 - proroga misure di contrasto Covid-19) DDL 1970 Conversione in legge del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020 (Esame e rinvio) La relatrice VALENTE ( PD ) riferisce sul decreto-legge n. 125 del 2020, che introduce misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 - deliberata dal Consiglio dei ministri nella seduta del 7 ottobre 2020 - e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, nonché l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020. L'articolo 1 reca modifiche all'articolo 1 del decreto-legge n. 19 del 2020. In particolare, proroga al 31 gennaio 2021 le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il Governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus Sars-Cov-2. In relazione all'andamento epidemiologico e secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente, tali misure potranno essere stabilite per specifiche parti o per tutto il territorio nazionale e per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, comunque reiterabili e modificabili. Inoltre, in considerazione della recrudescenza dell'epidemia, alle misure che possono essere adottate si aggiunge l'obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie e si ampliano le circostanze che prevedono l'obbligo di indossarli. Tali dispositivi, infatti, dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all'aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all'aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono comunque fatti salvi i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Da tali obblighi restano esclusi: