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Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 dicembre 2013; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Vicepresidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze; emana il seguente decreto-legge: Articolo 1. Articolo 1. (Modifiche al codice di procedura penale) (Modifiche al codice di procedura penale) 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447, di approvazione del codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: Identico a) all'articolo 275- bis, comma 1, primo periodo, le parole «se lo ritiene necessario» sono sostituite dalle seguenti parole: «salvo che le ritenga non necessarie». b) all'articolo 678, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Salvo quanto stabilito dal successivo comma 1- bis , il tribunale di sorveglianza nelle materie di sua competenza, e il magistrato di sorveglianza, nelle materie attinenti ai ricoveri previsti dall'articolo 148 del codice penale, alle misure di sicurezza e alla dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato o di tendenza a delinquere procedono, a richiesta del pubblico ministero, dell'interessato, del difensore o di ufficio, a norma dell'articolo 666. Tuttavia, quando vi è motivo di dubitare dell'identità fisica di una persona, procedono a norma dell'articolo 667 comma 4.»; c) all'articolo 678, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: « 1-bis . Il magistrato di sorveglianza, nelle materie attinenti alla rateizzazione e alla conversione delle pene pecuniarie, alla remissione del debito e alla esecuzione della semidetenzione e della libertà controllata, ed il tribunale di sorveglianza, nelle materie relative alle richieste di riabilitazione ed alla valutazione sull'esito dell'affidamento in prova al servizio sociale, anche in casi particolari, procedono a norma dell'articolo 667 comma 4.». 2. L'efficacia della disposizione di cui al comma 1, lettera a) , è differita al giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della legge di conversione del presente decreto. Articolo 2. Articolo 2. (Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Delitto di condotte illecite in tema di sostanze stupefacenti o psicotrope di lieve entità) (Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Delitto di condotte illecite in tema di sostanze stupefacenti o psicotrope di lieve entità) 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 sono apportate le seguenti modificazioni: 1. Identico. a) all'articolo 73, il comma 5 è sostituito dal seguente comma: « 5. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo che, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell'azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità, è punito con le pene della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000. » ; b) all'articolo 94, il comma 5 è abrogato. 1- bis . All'articolo 380, comma 2, lettera h) , del codice di procedura penale, le parole: «salvo che ricorra la circostanza prevista dal comma 5 del medesimo articolo» sono sostituite dalle seguenti: «salvo che per il caso dei delitti di cui al comma 5 del medesimo articolo». 1- ter . All'articolo 19, comma 5, delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, salvo che per i delitti di cui all'articolo 73, comma 5, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni». Articolo 3. Articolo 3. (Modifiche all'ordinamento penitenziario) (Modifiche all'ordinamento penitenziario) 1. Alla legge 26 luglio 1975, n. 354 sono apportate le seguenti modificazioni: 1. Identico. a) l'articolo 35 è così sostituito: a) identico: «Art. 35. (Diritto di reclamo) . -- I detenuti e gli internati possono rivolgere istanze o reclami orali o scritti, anche in busta chiusa: «Art. 35. (Diritto di reclamo) . -- Identico : 1) al direttore dell'istituto, al provveditore regionale, al direttore dell'ufficio ispettivo, al capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e al Ministro della giustizia; 1) al direttore dell'istituto, al provveditore regionale, al capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e al Ministro della giustizia; 2) alle autorità giudiziarie e sanitarie in visita all'istituto; 2) identico ; 3) al garante nazionale e ai garanti regionali o locali dei diritti dei detenuti; 3) identico ; 4) al presidente della giunta regionale; 4) identico ; 5) al magistrato di sorveglianza; 5) identico ; 6) al Capo dello Stato»; 6) identico ; b) dopo l'articolo 35 è aggiunto il seguente: b) identico : «35- bis (Reclamo giurisdizionale). -- 1. Il procedimento relativo al reclamo di cui all'articolo 69, comma 6, si svolge ai sensi degli articoli 666 e 678 del codice di procedura penale. Salvi i casi di manifesta inammissibilità della richiesta a norma dell'articolo 666, comma 2, del codice di procedura penale, il magistrato di sorveglianza fissa la data dell'udienza e ne fa dare avviso anche all'amministrazione interessata, che ha diritto di comparire ovvero di trasmettere osservazioni e richieste. «35- bis (Reclamo giurisdizionale). -- 1. Identico . 2. Il reclamo di cui all'articolo 69, comma 6, lettera a) è proposto nel termine di dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento. 2. Identico 3. In caso di accoglimento, il magistrato di sorveglianza, nelle ipotesi di cui all'articolo 69, comma 6, lettera a) , dispone l'annullamento del provvedimento di irrogazione della sanzione disciplinare. Nelle ipotesi di cui all'articolo 69, comma 6, lettera b) , accertate la sussistenza e l'attualità del pregiudizio, ordina all'amministrazione di porre rimedio. 3. In caso di accoglimento, il magistrato di sorveglianza, nelle ipotesi di cui all'articolo 69, comma 6, lettera a) , dispone l'annullamento del provvedimento di irrogazione della sanzione disciplinare.