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è emersa una grave sottodotazione dei servizi di emergenza nell'area urbana di Napoli, che provoca un insostenibile sovraffollamento dell'ospedale "Cardarelli", come pure di altri nosocomi cittadini; il piano di riorganizzazione e potenziamento delle attività in regime di ricovero in terapia intensiva ed in aree di assistenza ad alta intensità di cura della Regione Campania (delibera della Giunta regionale n. 378 del 23 luglio 2020 e ordinanza n. 1 del 14 ottobre 2020) ha disposto ingenti risorse per l'azienda ospedaliera universitaria "Federico II"; considerato che: il policlinico universitario Federico II dispone di un'intera cittadella universitaria, occupante una vasta area della collina dei Camaldoli, dove sono immediatamente reperibili o correttamente allocabili professionalità, esperienza, spazi adeguati, specializzandi e studenti delle professioni sanitarie in formazione; i numerosi padiglioni distanziati da ampi viali, con percorsi di viabilità interna, consentono l'accesso e la presa in carico con accesso differenziato dei pazienti; il policlinico universitario, nonostante l'ampiezza dell'offerta, non dispone di un servizio di pronto soccorso e dunque non vi è possibilità di accesso diretto per gli ammalati (fatta eccezione per il solo pronto soccorso ostetrico e per gli accessi disciplinati dalla centrale operativa cardiologica per il laboratorio di emodinamica); è questa un'eccezione unica in Italia in quanto anche l'azienda ospedaliera universitaria "L. Vanvitelli" sta attrezzando il pronto soccorso. La circostanza è ancor più incomprensibile alla luce del fatto che la pandemia ha evidenziato che i professionisti sanitari necessitano di una formazione pratica all'emergenza; inoltre, il consiglio della scuola di medicina e chirurgia della Federico II ha deliberato la necessità dell'attivazione presso il policlinico del pronto soccorso al fine di recepire le esigenze di formazione indispensabili per la sostenibilità dei corsi di laurea di area sanitaria e di specializzazione nonché al fine di integrare l'offerta di prestazioni sanitarie della struttura e rispondere alla domanda di emergenza della cittadinanza, approvando la realizzazione di un progetto dal costo complessivo di circa 6 milioni di euro (delibera 22 marzo 2021), finanziabile con le risorse assegnate all'azienda dalla citata delibera di Giunta n. 378 del 2020 (circa 9 milioni di euro con gara già vinta e progetto già depositato); ritenuto che: la pandemia ha evidenziato come le strutture di ricovero dovranno saper rispondere all'emergenza o all'altissima specialità, ma soprattutto come la formazione dei futuri professionisti della sanità non può non tener conto di un'importante fetta di attività pratica emergenziale; non è oggi più concepibile avere un policlinico universitario senza pronto soccorso; la normativa vigente richiede la presenza del pronto soccorso per la sostenibilità dei corsi di laurea e delle scuole di specializzazione (20 scuole di specializzazione rischiano la chiusura, senza il pronto soccorso nella struttura di sede); è chiara la volontà del consiglio della scuola di medicina dell'università Federico II di dotarsi di una struttura di pronto soccorso, si chiede di sapere: se non si ritenga indispensabile ed urgente disporre l'attivazione di un servizio di pronto soccorso presso la cittadella universitaria del policlinico "Federico II" di Napoli; quali siano i motivi per cui il progetto non trovi accoglimento da parte dei vertici aziendali dell'azienda ospedaliera universitaria Federico II e non si forniscano risposte alle ripetute richieste avanzate dal presidente della scuola di medicina e chirurgia; perché la Federico II, a differenza delle altre aziende sanitarie campane, non proceda né al reclutamento né alla stabilizzazione dei precari del personale sanitario, vista la carenza di risorse umane necessarie a rispondere al crescente bisogno di salute della popolazione, e visti gli ingenti stanziamenti di risorse destinati a tal fine per far fronte all'emergenza pandemica; quali siano le ragioni per cui il piano delle assunzioni non sia stato presentato alla Regione nel 2019, con grave nocumento al reclutamento stabile, e perché in piena pandemia si siano effettuati lavori non necessari di abbellimento della direzione generale, quando manca personale e presidi per l'assistenza, utilizzando fondi destinati alla manutenzione degli impianti; come mai i vertici dell'azienda non abbiano rispettato il protocollo di intesa, in quanto non hanno messo in essere la giusta interazione con la scuola di medicina per la gestione dell'assistenza necessaria per la didattica e la ricerca; se non si ritenga estremamente grave aver trascurato i requisiti necessari al funzionamento del corso di laurea in medicina e chirurgia, nonché di numerosi corsi di laurea delle scuole di specializzazione dell'università Federico II, una delle università statali più antiche d'Italia con una lunga storia in ambito medico e scientifico, che in pochi anni ha visto ridursi i corsi di specializzazione accreditati perdendo interi settori disciplinari che fino a pochi anni fa erano vere e proprie eccellenze; se non si ritenga indispensabile un avvicendamento ad horas dei vertici aziendali dell'azienda sanitaria Federico II, preceduto, nelle more della sua attuazione, da idoneo commissariamento al fine di evitare ulteriore nocumento al complesso delle attività integrate di assistenza, didattica e ricerca. Atto n. 3-02388 MAGORNO Ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze, per le pari opportunità e la famiglia e dell'istruzione Premesso che: l'articolo 1, comma 59, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, stanzia risorse pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034 per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati ad asili nido e scuole dell'infanzia; le risorse sono, in particolare, destinate a progetti di costruzione, ristrutturazione, messa in sicurezza e riqualificazione di asili nido, scuole dell'infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali esistenti, e a progetti volti alla riconversione di spazi delle scuole dell'infanzia attualmente inutilizzati, con la finalità del riequilibrio territoriale; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'interno, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia e con il Ministro dell'istruzione 30 dicembre 2020, sono state individuate le risorse relative al quinquennio 2021-2025, pari a 700 milioni di euro, i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse nonché le modalità e le procedure di trasmissione dei progetti da parte dei Comuni; considerato che: sullo stanziamento complessivo di 700 milioni di euro, solo 336 milioni (pari al 48 per cento) saranno destinati alle aree svantaggiate del Paese e a strutture localizzate nelle periferie urbane;