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Nell'ambito dei progetti di riqualificazione ambientale è previsto dai comuni, in fase di attuazione, un aumento della cubatura dell’unità immobiliare interessata, al massimo per il 20 per cento per i progetti di ristrutturazione, estensibile al 30 per cento per i progetti di demolizione e ricostruzione che possono comunque interessare i fabbricati costruiti dopo il 1946 e quelli costruiti in data anteriore, che si trovino in stato di precaria sicurezza, indicati negli appositi piani comunali. 2. I comuni possono redigere con analoghe incentivazioni progetti di delocalizzazione di fabbricati e quartieri di edilizia popolare ai fini della riqualificazione delle aree sulle quali essi insistono. 3. Nel caso di utilizzo degli incentivi che modifichino la consistenza delle unità immobiliari la denuncia di inizio attività (DIA) dovrà essere corredata da apposito progetto sottoposto alla procedura di approvazione da parte dell'amministrazione comunale con il meccanismo del silenzio assenso. 4. I comuni e le amministrazioni competenti possono inoltre prevedere: a) la possibilità di incremento di cubatura con esonero dai relativi oneri di urbanizzazione o comunque mediante procedure semplificate; b) l'esonero dagli oneri relativi a variazioni di destinazione urbanistica anche con riferimento a politiche di settore finalizzate allo sviluppo turistico previsti nei progetti di adeguamento; c) l'esonero dagli oneri relativi a variazioni di destinazione urbanistica per la delocalizzazione di edifici e di quartieri da riqualificare e riconvertire con incremento della cubatura degli immobili; d) specifici piani per la riqualificazione dei centri storici con una nuova normativa semplificata in materia di autorizzazioni per l'adeguamento interno dei fabbricati e per le soluzioni innovative di efficienza energetica. 5. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri per i beni e le attività culturali, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, entro tre mesi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le tipologie di intervento per finalità di recupero energetico sugli immobili di pregio storico situati in borghi antichi alle quali si applica la disciplina della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Art. 6. (Programma di riqualificazione ambientale e di qualità architettonica nel caso di edifici in parziale difformità dai regolamenti urbanistici vigenti) 1. I comuni, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono all'individuazione di zone e di singoli edifici in regime di parziale difformità dalle norme e dai regolamenti urbanistici vigenti, idonei, sulla base dei princìpi generali di cui alla presente legge, ad ottenere uno specifico regime autorizzativo. A tal fine i comuni, nell'ambito di direttive stabilite in sede di Conferenza permaente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, individuano il tipo di intervento di eventuale messa in sicurezza e comunque migliorativo dell'efficienza energetica e della qualità architettonica di cui l'edificio debba essere oggetto, prevedendo altresì l'importo minimo di investimento cui condizionare il rilascio della definitiva autorizzazione. 2. Entro i successivi sei mesi il proprietario, anche al fine di sospendere procedure sanzionatore pendenti, dovrà dichiarare, supportata da adeguata progettualità, la volontà di accedere al programma di riqualificazione ambientale e di qualità architettonica dei suddetti fabbricati, assumendo altresì l'obbligo di investire, in un arco massimo di ventiquattro mesi, la cifra minima indicata dalle amministrazioni, e di produrre la relativa documentazione contabile finale, alla congruità della quale rimane condizionato il rilascio della definitiva autorizzazione.