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4 Nel caso di interruzione del rapporto di lavoro prima dell'accesso alla pensione, le ore accantonate sono liquidate secondo il criterio di cui al comma 2, primo periodo. 5 (Disposizioni in materia di dimissioni volontarie del lavoratore) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge all’articolo 39, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, la lettera l) è abrogata. A decorrere dalla medesima data riacquistano efficacia le disposizioni della legge 17 ottobre 2007, n. 188, in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d'opera e della prestatrice d'opera. 6 (Tutela della maternità e riconoscimento del lavoro di cura a fini pensionistici) 1 È istituita un'indennità di maternità universale, corrisposta per cinque mesi a tutte le donne a decorrere dal mese nel quale si verifica il parto. L'importo mensile dell'indennità è stabilito in misura pari al 150 per cento dell'assegno sociale. Il periodo di fruizione dell'indennità è utile ai fini pensionistici. 2 L'indennità di cui al comma 1 è erogata a carico del bilancio dello Stato. 3 La contribuzione figurativa relativa al periodo di fruizione dell'indennità è posta a carico dell'INPS ed è calcolata, prima dell'accesso alla pensione, sulla base della media delle retribuzioni percepite nell'ultimo quinquennio dell'attività lavorativa. 4 È istituito un sistema di crediti per lavori di cura a fini pensionistici, consistenti in: a) contributi figurativi legati al numero dei figli e ad altre fattispecie di lavori di cura, stabiliti in ventiquattro mesi per il primo figlio e in dodici mesi per ogni figlio successivo, con un meccanismo a scalare rispetto alla contribuzione già riconosciuta a titolo di indennità di maternità e di congedi parentali; b) integrazioni contributive per i periodi di lavoro a tempo parziale motivati da esigenze di cura particolari e certificate; c) possibilità di anticipare l'accesso al trattamento pensionistico, nell'ambito di un sistema di pensionamento flessibile, con utilizzazione della contribuzione figurativa di cui alle lettere a) e b) , in caso di comprovate esigenze di un anziano non autosufficiente convivente già percettore dell'indennità di accompagnamento. 5 I benefìci di cui al comma 4, lettere b) e c) , non sono tra loro cumulabili. 6 Il calcolo dei contributi figurativi di cui al comma 4, lettere a) e b) , è effettuato, prima dell'accesso alla pensione, sulla base della media delle retribuzioni percepite nell'ultimo quinquennio dell'attività lavorativa. 7 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce un tavolo di confronto con le parti sociali al fine di predisporre una disciplina, coerente con quella vigente in altri Stati dell'Unione europea, volta a informare al principio della condivisione la legislazione vigente in materia di congedi parentali e di lavori di cura, nell'ambito della quale sono attuati gli istituti previsti dai commi 1 e 3. 8 Per il finanziamento delle misure di cui al presente articolo, per gli anni dal 2016 al 2019, è istituito presso l'INPS un Fondo nel quale confluiscono i risparmi derivanti dall'innalzamento dell'età pensionabile della generalità delle lavoratrici e dei lavoratori, pubblici e privati, stimati in 4 miliardi di euro. 9 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le parti sociali e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono stabilite le disposizioni per l'attuazione del presente articolo nonché i criteri e le modalità per l'impiego del Fondo di cui al comma 8. 7 (Misure per la flessibilità dell'età pensionabile) 1 A decorrere dal 1° gennaio 2016, le lavoratrici e i lavoratori ai quali si applicano le disposizioni in materia di accesso ai trattamenti pensionistici previste dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, possono fruire di forme graduali di uscita dal lavoro secondo le disposizioni del presente articolo. 2 Possono fruire delle forme graduali di uscita dal lavoro di cui al comma 1 i lavoratori di età compresa tra 60 e 70 anni, per i quali risultino versamenti contributivi per almeno trentacinque anni, a condizione che l'importo del trattamento pensionistico, calcolato secondo l'ordinamento previdenziale di appartenenza, sia pari almeno a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale. 3 Ai fini della determinazione dell'importo del trattamento pensionistico è calcolato per ciascun lavoratore l'importo massimo conseguibile a requisiti pieni secondo l'ordinamento previdenziale di appartenenza. Alla quota calcolata con il sistema retributivo si applica la riduzione o la maggiorazione di cui alla tabella A allegata alla presente legge, in relazione all'età di pensionamento effettivo e agli anni di contributi versati, al fine di conseguire l'invarianza dei costi tra i due sistemi. 4 Sono fatte salve, se più favorevoli, le disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, di cui al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, nonché le disposizioni in materia di esclusione dai limiti anagrafici per i lavoratori che hanno maturato almeno quaranta anni di anzianità contributiva. 5 Sono abrogati il comma 2 dell'articolo 22- ter del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e i commi 12- bis , 12- ter , 12- quater e 12- quinquies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, concernenti l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita. 8 (Rivalutazione automatica degli assegni pensionistici) 1 A decorrere dal 1° gennaio 2016, per i trattamenti pensionistici complessivi pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS è ripristinato il meccanismo di rivalutazione automatica annuale nella misura del 100 per cento. 9 (Fondo per le non autosufficienze) 1 La dotazione del Fondo per le non autosufficienze, istituito dall'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è rifinanziata nella misura di 800 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016. 10 (Norme in materia di contrattazione collettiva) 1 I commi 1, 2 e 2- bis dell'articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono abrogati.