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in seguito a tale circolare, la maggioranza degli uffici di Polizia di frontiera presenti nei porti nazionali avrebbe modificato le procedure relative agli imbarchi e agli sbarchi di marittimi regolarmente imbarcati; tale interpretazione avrebbe generato una serie di problematiche per le imprese di navigazione: se, da un lato, fino all'emanazione della circolare, infatti, i marittimi extra europei in arrivo (che avevano ricevuto il timbro di ingresso presso il primo aeroporto dell'area Schengen) ricevevano il timbro in uscita al momento dell'imbarco, mentre quelli ( extra UE) in partenza (con l'uscita già timbrata sul passaporto) ricevevano il timbro di ingresso al momento dello sbarco, dall'altro lato, i marittimi in arrivo oggi ricevono il timbro in ingresso nel primo aeroporto dell'area Schengen (nonostante presentino il libretto di navigazione e una lettera di garanzia dell'agenzia di riferimento), ma al momento dell'imbarco, per contro, non ricevono alcun timbro in uscita; ciò ad eccezione del caso in cui la nave non stia lasciando le acque territoriali dell'area Schengen; inoltre, i marittimi extra UE in partenza che, come da prassi in altri porti unionali, sono a bordo con il passaporto timbrato in uscita, non ricevono il timbro in ingresso, a meno che l'unità non stia arrivando da uno scalo extra europeo; tra le problematiche connesse a tale interpretazione, secondo quanto riferito dagli operatori del settore, si segnala in primo luogo che i marittimi che non necessitano di visto rischierebbero di superare i 90 giorni di soggiorno a loro disposizione; inoltre, i marittimi con visto di transito supererebbero i pochi giorni a disposizione risultando così presenti "illegalmente" all'interno dell'area Schengen; ancora, i marittimi che dovranno successivamente richiedere gli appositi visti nelle varie ambasciate italiane del mondo potrebbero riscontrare seri problemi ad ottenerli, dato che risulterebbe senz'altro superato il numero massimo consentito di giorni di permanenza; un'ulteriore criticità sarebbe riscontrabile nel fatto che i marittimi che sbarcano e hanno diritto di rimanere nel territorio dell'Unione europea per motivi di vacanza, non riceverebbero alcun timbro di ingresso. In ogni caso, ad avviso dell'interrogante, la problematica di maggior rilievo è senz'altro rappresentata dalla differente interpretazione applicativa della norma da parte dei diversi uffici di Polizia di frontiera situati nei porti dell'area Schengen; ad oggi, infatti, nella maggior parte dei casi, gli uffici continuerebbero a "timbrare" i passaporti dei marittimi che imbarcano e sbarcano comportando, di conseguenza, molteplici incomprensioni e disagi a livello locale nell'interfaccia tra nave e terra; quanto rappresentato ingenera un'enorme confusione, precisando inoltre che altri Stati membri (quali Spagna, Francia, Grecia) continuano a seguire la prassi utilizzata prima dell'agosto 2021; oltre a creare "clandestini legali", si è evidenziata una resistenza di molti armatori a far attraccare navi e yacht nel nostro Paese: secondo le stime rappresentate all'interrogante, nel solo lasso di tempo intercorso da agosto ad oggi sarebbero andati in fumo circa 40 milioni di euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che, conseguentemente all'applicazione della circolare interpretativa, molti yacht di lusso si stanno spostando in Paesi diversi dall'Italia per l'espletamento dei lavori di manutenzione, con conseguente grave danno per la nostra cantieristica e per il turismo di lusso; se non ritenga opportuno adottare un intervento chiarificatore che consenta di favorire un'applicazione uniforme della sentenza della CGUE richiamata tra tutti i Paesi membri della UE interessati, evitando che da un'applicazione non uniforme di tale dispositivo derivino effetti penalizzanti per le imprese italiane. Atto n. 4-06863 PEPE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: è dei giorni scorsi l'ennesimo post pubblicato su "Facebook" da parte di Giuseppe Priore, presidente in carica dell'ente parco Appennino lucano val d'Agri-lagonegrese, con il quale, prendendo spunto dall'attuale grave conflitto armato in Ucraina, commentava, con un chiaro doppio senso sessista, una foto di due ragazze ritratte in pose provocanti all'interno di un'autovettura, con le testuali parole: "Attenzione! Queste ragazze si spacciano per Ukraine per farsi ospitare non aprite la porta!"; vien da sé che il gesto, già irresponsabile di suo, diventa ancor più grave se si considera che il suo autore è uomo delle istituzioni; difatti, lo si annota per completezza informativa, Priore, come si accennava, è presidente dell'ente parco Appennino lucano val d'Agri-lagonegrese, nominato "a futura memoria" dall'allora Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Costa (la delega a seguire le questioni di parchi e territori, ad oggi, risulta essere in capo ad Ilaria Fontana, Sottosegretario per la transizione ecologica); queste boutade sui social network hanno destato e destano tuttora profonda indignazione, in quanto si pongono in evidente atteggiamento di derisione e spregio alla memoria di tante donne rimaste uccise nel conflitto militare in corso ovvero vittime di violenze, nonché alla sofferenza quel popolo sta attraversando; dall'analfabetismo digitale a quello funzionale il passo sembra corto se si considera che già la scorsa estate Priore era stato travolto dalle polemiche, con annesse richieste di rimozione dall'allora incarico di commissario dello stesso ente parco, per via di un altro post , riguardante una caricatura sul leader della Lega Matteo Salvini, oggetto di una precedente interrogazione parlamentare pubblicata il 14 settembre 2021 (4-05993, rimasta priva di risposta); a quanto pare Priore non ha mostrato alcun cenno di ravvedimento in merito ai suoi comportamenti che assume nel mondo dei social network , né, ad oggi, risulta che siano state mosse censure o adottati provvedimenti di qualsivoglia tenore nei suoi riguardi, si chiede di sapere se non si ritenga doveroso avviare gli accertamenti del caso in ordine a quanto emerso, al fine di adottare gli opportuni provvedimenti disciplinari nei confronti di Priore, perché sia finalmente ripristinato un corretto esercizio delle funzioni pubbliche. Atto n. 4-06864 BOTTO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, reca un complesso di misure per il contrasto della diffusione della peste suina africana (PSA), prevedendo l'adozione di piani regionali (o delle Province autonome) relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della PSA nei suini da allevamento e nei cinghiali, definendo al contempo, le procedure e le competenze per l'attuazione dei medesimi piani (ivi comprese le attività relative agli animali abbattuti) attraverso un decreto ministeriale che stabilirà i parametri tecnici di biosicurezza per gli allevamenti suinicoli;