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Per ciascuna classe, tra i docenti cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica è individuato un docente coordinatore che ha, tra l'altro, il compito di formulare la proposta di voto acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti a cui è affidato il medesimo insegnamento. L'articolo 3 affida ad un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca la definizione di linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica su alcuni temi di riferimento quali: Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali, storia della bandiera e dell'inno nazionale, agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, educazione alla cittadinanza digitale, elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro, educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, della identità delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari, educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni, formazione di base in materia di protezione civile. Si prevede, inoltre, che, nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica, siano promosse l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. L'articolo 4 pone la conoscenza della Costituzione italiana alla base dell'insegnamento dell'educazione civica, sia nella scuola dell'infanzia e del primo ciclo sia in quella del secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà. L'articolo 5 include l'educazione alla cittadinanza digitale nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica e indica quali sono le abilità e le conoscenze digitali essenziali da sviluppare con gradualità in base all'età degli alunni e degli studenti. In questo quadro, si prevede l'istituzione presso il MIUR della consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell'adolescente digitale, convocata almeno ogni due anni dal Ministro stesso. Quanto alla composizione, non è previsto il numero fisso di componenti, ma si stabilisce che sia assicurata la presenza degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e degli esperti del settore e che un componente è designato dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. La Consulta opera in coordinamento con il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, istituito ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 71 del 2017. L'articolo 6 destina alla formazione dei docenti sulle tematiche dell'educazione civica una quota parte, pari a 4 milioni di euro annui dal 2020, delle risorse già stanziate per l'attuazione del piano nazionale di formazione per la realizzazione delle attività formative. L'articolo 7 stabilisce che la scuola rafforza la collaborazione con le famiglie, anche integrando il patto educativo di corresponsabilità, estendendolo alla scuola primaria al fine di valorizzare l'insegnamento trasversale dell'educazione civica e di sensibilizzare gli studenti alla cittadinanza responsabile. Il medesimo articolo 7 abroga le norme relative alle sanzioni disciplinari sugli alunni della scuola primaria. L'articolo 8 prevede la possibilità di integrare l'insegnamento trasversale dell'educazione civica con esperienze extrascolastiche e con il mondo del volontariato e del terzo settore, nonché con le amministrazioni locali e loro organi, mentre l'articolo 9 affida al MIUR la costituzione senza nuovi oneri dell'albo delle buone pratiche di educazione civica. L'articolo 10 prevede l'indizione annuale, con decreto del Ministro, di un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale per ogni ordine e grado di istruzione. Infine, l'articolo 11 incarica il Ministro di presentare alle Camere ogni due anni una relazione sull'attuazione della legge. L'articolo 12 introduce la clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano. L'articolo 13 regola la clausola di invarianza finanziaria. Al disegno di legge sono stati abbinati ulteriori testi, sottoscritti dalle diverse forze politiche, di cui si propone l'assorbimento. Si tratta del disegno di legge n. 233, presentato dai senatori Nadia Ginetti e altri; del disegno di legge n. 303, di iniziativa delle senatrici Boldrini e Messina; del disegno di legge n. 610, di iniziativa dei senatori Barbara Floridia ed altri; del disegno di legge n. 796, di iniziativa dei senatori Romeo e altri; del disegno di legge n. 863, di iniziativa dei senatori Simona Malpezzi e altri; nonché del disegno di legge n. 1031, di iniziativa della senatrice Ronzulli. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, arriva oggi in Aula un disegno di legge sull'educazione civica blindato. Ci arriva dalla Camera senza alcuna possibilità di modifica, annullando in questo modo il lavoro portato avanti in Commissione e annullando anche la possibilità dell'opposizione di offrire una visione diversa dell'insegnamento dell'educazione civica a scuola. Di fatto, ancora una volta, si supera il bicameralismo paritario, perché tutto viene definito in un solo ramo del Parlamento. Pertanto, ho deciso di intervenire per rappresentare una proposta di legge che ho presentato, sin dalla scorsa legislatura, quale contributo volto a definire un insegnamento che solo a tratti ha trovato specifica attuazione nei programmi scolastici. Va infatti sottolineato con forza che questa maggioranza, ancora una volta, pretende di propagandare un'innovazione e di appropriarsi dell'introduzione della materia dell'educazione civica nelle scuole, quando sin dal 1958 è prevista come materia di insegnamento. Riteniamo però che andassero definiti con maggior chiarezza il confine, le competenze e le modalità, adattandoli anche all'evoluzione civica e culturale della società civile, per colmare pericolosi vuoti e involuzioni. Numerosi infatti sono stati i tentativi di rafforzare l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole dopo il 1958, quasi una bulimia legislativa: dopo il decreto del Presidente della Repubblica n. 140 del 1985, nel 1998 segue quello per la formazione alla cittadinanza (DPR n. 249); nel 2003 viene emanata la legge n. 53 per l'educazione alla convivenza civile, anche qui con la previsione che l'educazione civica includesse anche l'educazione stradale, alla salute, all'educazione alimentare e all'affettività; ancora, di seguito, il decreto Gelmini (n. 137 del 2008) in riferimento a «cittadinanza e Costituzione», insegnamento poi inserito nell'area disciplinare storico-geografica con la legge n. 107 del 2015.