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Penso ai crediti di imposta per le imprese energivore e gasivore: sono strumenti importanti, ma vanno prorogati fino a fine 2022, per dare un orizzonte temporale certo alle imprese che devono fronteggiare il caro energia. Penso al tema dell'autotrasporto, su cui interviene il citato decreto-legge n. 17. Servono però misure ulteriori e occorre intervenire sull'adeguamento automatico dei corrispettivi rispetto al caro energia. Servono altresì un credito di imposta per le spese del carburante e - ne hanno parlato i colleghi Boccardi e Saccone anche in questa discussione - misure per la liquidità e il patrimonio delle imprese. La comunicazione della Commissione prefigura un nuovo temporary framework , ossia un nuovo quadro temporaneo di regole per gli aiuti di Stato, che speriamo arrivi il prima possibile. Credo che quelle regole ci permetteranno - lo speriamo - di fare le cose che volevamo fare anche in questo decreto-legge (penso alla proroga della moratoria dei prestiti per le imprese o ad altre misure per garantire liquidità e rafforzamento patrimoniale), senza però riuscirvi, perché il quadro regolatorio europeo a oggi non lo permette. Come finanziare queste misure? Indico due strade, di cui abbiamo discusso lungamente. Abbiamo affrontato il tema degli extraprofitti con l'articolo 15- bis del provvedimento in esame per i produttori da rinnovabili, ma dobbiamo farlo anche per gli altri produttori di energia elettrica. Infatti, non è pensabile che si chieda un contributo, come più volte indicato dal presidente Draghi, solo ai produttori da eolico e fotovoltaico, i quali peraltro, come hanno indicato tanti colleghi anche in quest'Aula, rappresentano quel tipo di produzione di elettricità che rappresenta la vera strada maestra per affrancarsi dai fossili e ridurre e azzerare le emissioni di CO 2 . Quindi, dobbiamo chiedere a tutti un contributo. La Commissione europea ha aperto la strada con RePower EU. È tempo che anche l'Italia adotti un contributo di solidarietà da chiedere ai produttori di energia elettrica, che stanno realizzando rendite molto superiori per effetto dell'andamento del mercato di questi mesi. Bisogna inoltre continuare a utilizzare, per ristorare famiglie, imprese, enti locali e terzo settore, i proventi delle aste ETS, che sono enormemente cresciute in questi mesi per effetto dell'aumento delle quotazioni. Domani è previsto un importante Consiglio dei ministri. Tra fine mese e inizio aprile discuteremo il Documento di economia e finanza, che potrebbe presentare margini di finanza pubblica rispetto ai numeri riportati nella Nota di aggiornamento al DEF. Credo che, tra domani e l'emanazione del DEF, il Governo debba costruire risposte ulteriori all'altezza della gravità dell'emergenza che stiamo affrontando e per andare incontro alle famiglie, alle imprese, al terzo settore e alle amministrazioni pubbliche, che stanno scontando l'enorme aumento dei costi dell'energia e in alcuni casi stanno addirittura fermando la produzione: questo è quello che sta accadendo in settori energivori, come ad esempio l'industria della carta, del vetro, le fonderie e quant'altro. Abbiamo il dovere di intervenire con l'efficacia necessaria per stare al fianco delle famiglie italiane, delle imprese del nostro Paese e di tutti gli italiani che stanno stringendo i denti, ma meritano un pieno sostegno da parte delle politiche pubbliche del nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Calandrini. CALANDRINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SARTORE, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, onorevoli senatori, non ripeto ciò che è stato detto in replica dai relatori, con i quali devo dire che il lavoro è stato veramente proficuo durante tutto questo periodo, ma voglio ricordare, come hanno evidenziato i relatori Damiani e Conzatti, che il provvedimento è stato adottato il 27 gennaio, in un contesto molto diverso da quello in cui ci troviamo ora, ed era sostanzialmente diretto a sostenere i settori dell'economia in relazione alla situazione contingente di emergenza Covid, guardando quindi alle attività chiuse e indicando misure di aiuto alle imprese con la previsione di contributi a fondo perduto e crediti di imposta. È evidente che il provvedimento si iscrive in quella logica. In questo quadro, però, si inseriscono anche le misure a favore delle Regioni per le spese sanitarie, nonché quelle per gli enti territoriali. A tale proposito, voglio richiamare brevemente l'intervento del senatore Zaffini. In realtà, non si tratta soltanto di 400 milioni: in questo provvedimento sì, ma ve ne sono altri 400 nel provvedimento attualmente all'attenzione della Camera, il decreto-legge n. 17 di quest'anno. Si tratta quindi complessivamente di 800 milioni, che non completeranno l'intervento, ma sicuramente stanno aumentando quello che già nella legge di bilancio era stato trasferito alle Regioni sempre in relazione alle spese sanitarie per il Covid. Voglio ripetere quello che hanno detto i relatori Misiani e Damiani: in questa materia è stato approvato un emendamento importantissimo, che riguarda i profili contabili. A volte pensiamo che servano solo le risorse, ma abbiamo dimostrato che non servono solo quelle per migliorare e completare un provvedimento del Governo. Si può infatti intervenire con provvedimenti di natura ordinamentale, che migliorano i settori e che sono proficuamente utili ai soggetti che li devono porre in essere. A volte, anche un'interpretazione autentica serve per mandare avanti soprattutto l'amministrazione degli enti territoriali (non penso solo all'amministrazione centrale). In quell'emendamento è prevista una proroga per le aziende sanitarie relativa al bilancio d'esercizio, che si sposta di un mese, da aprile a maggio. È prevista la proroga dei consolidati del Gestore servizi energetici (GSE) e la proroga di tutta la partita sul sistema sanitario. In tal modo si dà un po' più di fiato alle Regioni. Ieri è andato nella Conferenza delle Regioni il riparto dei famosi 800 milioni. Nell'emendamento citato è prevista finalmente anche la possibilità di iscrivere - scusate se lo dico in termini tecnici, che però chi si trova in questa sede conosce - il payback versato dalle imprese farmaceutiche. Tale misura va a coprire ancora una parte degli sfasamenti che le Regioni oggi hanno rispetto al fatto che purtroppo avevano accantonato risorse, nei casi in cui le imprese farmaceutiche non avessero versato o comunque fossero in contestazione, che non hanno potuto utilizzare a copertura dei propri bilanci di esercizio. Penso che questa norma ordinamentale sia molto più importante di 20, 30 o 50 milioni in più di risorse. Sono altresì molto importanti le norme che contengono l'utilizzo degli avanzi per gli enti territoriali. Dobbiamo sempre ricordare che siamo in un provvedimento che sta in mezzo alla legge di bilancio e al decreto-legge energia. Molte questioni sulle quali potevamo intervenire qui sono state già oggetto di intervento del Governo nel decreto citato e sono una specie di continuazione. Abbiamo avuto a volte anche un terreno limitato sul quale intervenire.