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Al Governo dico che non è soltanto e unicamente una questione di rivendicazione di poteri, ma vi è la necessità assoluta, per un Paese che vive e sta vivendo ancora un momento di difficoltà, di riuscire a mettere in campo tutte le risorse, le possibilità d'incontro e le discussioni per migliorare ed affrontare i problemi che abbiamo di fronte. Questa manovra finanziaria si colloca in un momento particolare, perché è vero - e certamente è arrivata molto in ritardo all'esame del Senato - che ha degli elementi espansivi. Si colloca certamente in una fase positiva perché abbiamo dei segnali molto importanti (pensiamo alla crescita oltre il 6 per cento), ma sappiamo anche che è un momento di passaggio, perché siamo in una fase ancora delicata. Purtroppo abbiamo una ripresa della pandemia, non possiamo ignorarlo, quindi non possiamo dire che siamo già in sicurezza. Non abbiamo ancora portato il Paese in sicurezza, quindi dobbiamo avere la capacità di consolidare gli importanti e fondamentali elementi di crescita che si sono registrati, anche oltre le previsioni, e di intervenire di nuovo fortemente con altre misure. Forse bisognerà accelerare ancor di più sulla vaccinazione, ma queste sono le necessità che sono oggi di fronte a noi. Non siamo fuori. Non dobbiamo sederci, perché non siamo assolutamente fuori dal momento critico. Contemporaneamente questa manovra di bilancio presenta molti elementi e vorrei dirlo a dimostrazione del fatto che il lavoro parlamentare è fondamentale, perché noi non stiamo qui soltanto per schiacciare i bottoni, ma per fare proposte, per articolarle, per mettere in campo le esperienze e il lavoro anche dei territori e di tutti coloro che possono dare il loro contributo. Il lavoro parlamentare ha certamente prodotto tantissime modifiche e miglioramenti sostanziali, su cui poi tornerò, ma contemporaneamente sappiamo che questa manovra deve accompagnare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. È questa la scommessa che abbiamo fatto e ci abbiamo creduto molto prima che nascessero questo Governo e questa maggioranza così larga: abbiamo infatti creduto che la strada per uscire da una situazione così difficile, come quella della crisi pandemica, fosse buttare il cuore oltre l'ostacolo - l'Europa su questo ha dato pienamente ragione al lavoro che abbiamo fatto e alle richieste che abbiamo avanzato - e di puntare alla transizione ecologica e digitale, mettendo insieme transizione ecologica e coesione. Occorre infatti lavorare su questi due assi, per far uscire insieme tutta l'Europa da una situazione difficile, affrontando la crisi pandemica e dando risposta anche all'altra grande crisi e all'altra grande emergenza di cui spesso ci riempiamo la bocca, salvo poi dimenticarcene, che sono la crisi ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici. Questo ci spinge in avanti, nel pensare quale deve essere il progetto per il Paese e per il futuro. La manovra al nostro esame accompagna il Piano nazionale di ripresa e resilienza e lo deve affiancare su questi due assi fondamentali. Lo abbiamo definito ed è questo il percorso che vogliamo intraprendere, spingendo il Paese lungo un percorso che sia verde e giusto e che affronti il tema profondo delle disuguaglianze nel nostro Paese, che sono cresciute con la pandemia. Abbiamo tamponato, abbiamo messo in campo delle misure, ma c'è ancora molto da fare. Questa situazione di sofferenza spesso non emerge, ma non dobbiamo pensare che sia sopita, perché la pandemia ha lasciato molti problemi. Contemporaneamente la dobbiamo affrontare facendo un grande lavoro per la trasformazione del Paese. Non bastano solo le riforme che annunciamo, ma abbiamo la necessità di pensare questo futuro e di costruirlo. Qui ci sono ancora degli equivoci e dei nodi, che prima o poi dovremo in qualche modo sciogliere, in un Paese - penso ad esempio alla transizione ecologica - che sono trent'anni che non fa più politiche industriali e che non ha più un'idea di politiche industriali. Quindi spingere sulla transizione ecologica significa avere la capacità di mettere in campo, di dare le linee, di costruire, di dare incentivi e contemporaneamente di farsi carico di quelli che potrebbero essere i costi, da questo punto di vista. Con la manovra al nostro esame lavoriamo molto bene sulla scuola, ma ancora c'è molto da fare. Abbiamo dato delle risposte in questa manovra sul fronte ambientale e sul fronte sociale. Penso al lavoro che abbiamo fatto sull'Ape sociale e sui tirocini. Parlando di giovani, abbiamo fatto una cosa importante, per impedire l'uso distorto dei tirocini. I nostri giovani hanno valore, hanno studiato e meritano di non essere sfruttati, ma di fare un salto in avanti, perché sono il nostro futuro. L'importante è capire che non ci sono mezze misure: oggi abbiamo la necessità e il dovere di farlo, perché per far uscire il Paese dalla crisi, dobbiamo indirizzarlo con chiarezza e con fermezza verso una transizione ecologica e verde, che però sia giusta. Occorre quindi fare in modo che tale transizione possa mettere in campo tutti gli elementi di coesione sociale che il Paese merita. Il nostro è un grande Paese, ha grandi potenzialità e su questo dobbiamo costruire insieme il progetto per il futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente Alberti Casellati, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, come un anno fa ci ritroviamo in quest'Aula ad approvare una legge di bilancio in piena ondata pandemica, che in questi giorni e in queste settimane tiene sotto pressione il nostro sistema sanitario ed economico. Rispetto allo scorso anno c'è però una differenza sostanziale molto importante: questa volta abbiamo alzato un muro di difesa, che ci sta proteggendo dalle conseguenze più gravi di questa ondata, di questa nuova variante del virus. In questo anno e in questa occasione abbiamo l'80 per cento degli italiani immunizzato con la doppia dose. È grazie a questo grande senso di responsabilità degli italiani - che noi dobbiamo ringraziare - che oggi riusciamo ad affrontare con relativa tranquillità questa nuova variante. La nostra campagna vaccinale è riconosciuta oggi come modello a livello europeo e a livello mondiale. La vita umana e l'economia si salvano con la vaccinazione di massa: dobbiamo ricordarlo sempre. Noi di Forza Italia non abbiamo assolutamente tentennato, non abbiamo mai avuto alcun dubbio, fin dal primo momento, sostenendo questi provvedimenti, che perseguono l'obiettivo principale, l'obiettivo più nobile, che è quello della salute pubblica degli italiani. È dall'insediamento di questo Governo, dopo la nomina del generale Figliuolo, che è avvenuto quel cambio di passo rispetto a una campagna vaccinale che stentava a partire. Gli italiani hanno compreso che senza solidarietà e senza un percorso comune non c'era la possibilità di contrastare il virus. Anche i dati economici sono molto importanti in questo momento. Continua la rincorsa dell'economia dei dati pre-Covid-19. Quindi, continua il salto dell'economia verso i livelli precedenti all'emergenza economica. I dati del PIL li conosciamo tutti: con una crescita di oltre il 6 per cento, siamo in una fase espansiva. Questa fase espansiva si ripercuote in maniera positiva anche sui dati occupazionali. Se, infatti, vediamo i dati dell'ultimo trimestre, abbiamo finalmente un più 0,4 per cento.