[ddlpres]

Il disegno di legge avrebbe mantenuto le proprie validità e conformità anche nel quadro di competenze che si sarebbe profilato qualora fosse entrata in vigore la riforma costituzionale all'esame del Parlamento nella scorsa legislatura, poiché andrebbe a integrare le disposizioni generali e comuni in materia di politiche sociali richieste al legislatore nazionale dal novellato articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Sono individuate le prestazioni la cui erogazione implica la realizzazione di ACS, ovvero interventi di natura assistenziale finalizzati a rimuovere e a superare condizioni di bisogno e difficoltà della persona; ammortizzatori sociali ordinari e in deroga; indennità di mobilità e disoccupazione; ogni altra prestazione connessa alla cessazione del rapporto di lavoro ovvero alla sospensione o alla riduzione dell'attività lavorativa di cui alla normativa vigente; interventi di politica attiva del lavoro, realizzati a livello nazionale o regionale; interventi di protezione. Soggetti del welfare generativo (articolo 5) Si prevede l'apporto di soggetti pubblici e privati e, in particolare, dello Stato, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, dei comuni, di enti del terzo settore, di enti religiosi e di associazioni di cittadini. Il coinvolgimento degli enti del terzo settore e degli enti religiosi, sia nella fase progettuale che in quella attuativa delle ACS, consente di progettare percorsi radicati nel territorio, ispirati a una logica di solidarietà e di effettiva risposta ai bisogni delle persone. Accanto ai soggetti già definiti e strutturati, il disegno di legge intende coinvolgere anche i «cittadini attivi», ovvero coloro che, prescindendo da vincoli di carattere associativo stabile, intendono mettersi insieme per la cura dei beni comuni e per lo svolgimento di attività di utilità sociale, in attuazione diretta del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118, quarto comma, della Costituzione. In tal modo, alle persone destinatarie di interventi e prestazioni sociali verrebbe offerta l'opportunità di esprimere la propria «autonoma iniziativa per lo svolgimento di attività di interesse generale», favorendo anche la loro creatività e le loro competenze per metterle a servizio di tutti. Si prevede inoltre la possibilità di un coinvolgimento attivo da parte di altri enti, pubblici e privati, che – accettando le finalità della proposta – possano essere coinvolti nelle procedure di realizzazione. Gli attori di ACS, cioè i soggetti beneficiari degli interventi sono inclusi a pieno titolo tra i soggetti del sistema, in quanto corresponsabili della sua concreta attuazione. Procedure per la realizzazione di ACS (articolo 6) L'articolo 6 contiene alcune scelte di fondo che certamente condizionano tutto l'impianto della legge. La natura volontaria della prestazione di ACS è descritta al comma 1: la scelta di qualificare come volontaria la realizzazione delle ACS costituisce un elemento di forte discontinuità con le tendenze attuali che vedono nell'attivazione dei beneficiari una condizione obbligatoria e vincolante per l'erogazione delle prestazioni. Il senso della legge è di collegare l'ACS alla prestazione sociale che viene erogata in una prospettiva diversa, quella della volontarietà, così da non costringere la persona che riceve una prestazione come garanzia di un proprio diritto a svolgere un'attività, ma valorizzandone il senso di responsabilità e autodeterminazione. I soggetti che intendono presentare proposte di ACS si iscrivono in un registro comunale. Gli enti responsabili dell'erogazione della prestazione per la quale è richiesto il corrispettivo sottopongono ai destinatari di dette prestazioni le ACS iscritte nei registri comunali. Chi intende aderire sottoscrive un apposito accordo con l'ente erogatore della prestazione e con l'ente che ha proposto l'ACS, al fine di definire le modalità di realizzazione dell'ACS. Siglato l'accordo, l'attore di ACS può iniziare la propria attività. Sono infine previste alcune garanzie per la corretta realizzazione delle ACS. Misurazione del valore rigenerato e del rendimento delle risorse (articolo 7) Un obiettivo specifico del disegno di legge è misurare il valore sociale generato dalle ACS quale rendimento delle risorse investite. Si intende infatti superare la visione della spesa sociale come una spesa «a perdere», a favore di una effettiva trasformazione della spesa di welfare in termini di investimento sociale. Si stabilisce che è compito degli enti che promuovono le ACS misurare il valore sociale prodotto, tenendo conto del valore economico generato, degli esiti individuali e degli impatti sociali conseguiti e di darne adeguata pubblicità. Reinvestimento delle risorse (articolo 8) Si prevede che i soggetti attuatori reinvestano le risorse derivanti dal valore rigenerato nei propri territori di riferimento, amplificando gli effetti virtuosi del welfare generativo. Per garantire la massima trasparenza del processo è fatto obbligo agli enti attuatori di dare evidenza di quanto hanno fatto e di come hanno reinvestito le risorse mediante gli strumenti conosciuti di rendicontazione sociale. I comuni dovranno tenere conto di quanto le risorse generate sono state reinvestite dai singoli enti attuatori al fine di ammettere nuove proposte di ACS. Monitoraggio e valutazione delle ACS e rendicontazione a livello locale (articoli 9 e 10) Il disegno di legge attribuisce al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con le regioni e in collaborazione con le altre amministrazioni statali interessate il monitoraggio complessivo della realizzazione delle ACS, al fine di valutare il valore sociale prodotto e di definire indirizzi per il miglioramento del sistema. Contestualmente, a livello locale, ogni comune o insieme di comuni presso cui è istituito un registro delle ACS realizza una rendicontazione pubblica del valore sociale prodotto nei rispettivi territori mediante ACS, evidenziando gli indici di rendimento e rigenerazione determinati. Estensione delle ACS in ambito penale e penitenziario (articolo 11) Si prevede la realizzazione di ACS anche in ambito penale e penitenziario. Clausola di invarianza finanziaria (articolo 12) Il disegno di legge non reca oneri finanziari.. 1 (Finalità) 1 La presente legge reca disposizioni in materia di welfare generativo, definito ai sensi dell'articolo 2, al fine di: a perseguire il bene comune mediante l'incremento della coesione e della solidarietà sociali; b favorire il pieno sviluppo della persona e l'espressione delle sue capacità valorizzando l'apporto che può offrire al perseguimento del bene comune; c realizzare il principio di solidarietà inteso come apporto responsabile di tutti alla costruzione del bene comune; d promuovere lo sviluppo di soluzioni che valorizzino e incrementino le risorse disponibili per un nuovo sistema di welfare . 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, per « welfare generativo» si intende l'insieme delle modalità di rigenerazione e di rendimento delle risorse a disposizione del sistema di welfare , mediante la responsabilizzazione dei soggetti destinatari di interventi di sostegno che realizzano le azioni a corrispettivo sociale, di cui al comma 2, a vantaggio della collettività.