[pronunce]

c) a tal fine preordinano una quota di un apposito fondo finalizzato, appunto, a «nuovi investimenti individuati come prioritari nel territorio servito» o al «finanziamento di agevolazioni tariffarie a carattere sociale»; d) al primo caso raccordano la componente tariffaria UI2, che riguarda «la promozione della qualità dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione» e, dal 1° gennaio 2018, «prevalentemente (la) promozione della qualità tecnica»; e) al secondo caso raccordano, dal 1° gennaio 2018, la componente tariffaria UI3 «per la perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus sociale idrico». 2.3.2.2.&#8210; Venendo, quindi, alla disposizione impugnata, la «componente tariffaria aggiuntiva», che questa prevede - «per la promozione della qualità dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione», destinata ad alimentare il rispettivo fondo, per il finanziamento di «investimenti nel settore idrico integrato volti a migliorare la qualità dei servizi resi» -, esibisce una evidente corrispondenza alla componente tariffaria statale U12, concernente, appunto, «la promozione della qualità dei servizi». A sua volta, la componente tariffaria regionale «perequativa», volta ad alimentare il fondo «per l'erogazione agli utenti del bonus sociale idrico», corrisponde alla componente tariffaria statale U13 «per la perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus sociale idrico». 2.3.2.3.&#8210; Le componenti tariffarie previste dalla norma regionale impugnata, al di là della loro denominazione, effettivamente sono, pertanto, rispondenti alle componenti statali U12 e U13, non essendo necessario &#8210; come dedotto dalla difesa regionale &#8210; che si debba replicare, da parte della Regione, «l'esatta corrispondenza "tassonomica" delle voci enucleate in sede regionale a quelle di provenienza statale». Deve, dunque, escludersi che la resistente &#8210; nell'esercizio della competenza legislativa primaria, che in materia lo statuto le assegna e in cui è compresa l'individuazione dei "criteri" per la determinazione nelle componenti di costo delle tariffe del servizio idrico integrato &#8210; si sia, con la norma impugnata, posta in contrasto con le "direttrici" della normativa tariffaria statale. 2.3.3.&#8210; I successivi commi 5, 6 e 7 dell'impugnato art. 5 &#8210; che, come da prospettazione dello stesso ricorrente, recano disposizioni di dettaglio relative all'applicazione delle componenti tariffarie di cui al comma 4 &#8210; risultano di conseguenza anch'esse interne ad un perimetro di conformità alle "direttrici" della metodologia tariffaria statale. 2.3.4.&#8210; A sua volta, l'intervento della Giunta, volto ad integrare il metodo tariffario regionale del servizio idrico integrato, quale previsto dal comma 9, non può scindersi dalla sua dichiarata finalità di "adeguamento" alle componenti tariffarie della normativa statale. 2.3.5.&#8210; Da ciò, appunto, la non fondatezza di ogni censura rivolta all'art. 5 sin qui esaminato. 3.&#8210; L'impugnativa dello Stato è poi rivolta al successivo art. 12 della legge reg. n. 5 del 2019 che, sub lettera b) del suo comma 2, modifica l'art. 9 della legge reg. 18 luglio 2012, n. 20 (Disposizioni in materia di riordino fondiario), aggiungendovi il comma 2-bis che così testualmente dispone: «Ai fini della redazione del piano di riordino fondiario, qualora nell'area interessata risultino beni intestati a soggetti irreperibili, sconosciuti o deceduti senza eredi, il Consorzio convoca l'assemblea dei consorziati affinché i soggetti interessati possano dichiarare, alla presenza di un notaio, le ragioni per vantare l'eventuale titolarità dei predetti beni. L'assemblea si pronuncia su tali dichiarazioni, approvandole ai fini della predisposizione del piano di assegnazione dei terreni di cui al comma 2, lettera b), con la maggioranza di cui all'articolo 5, comma 3. A tali fini, il notaio verbalizza le generalità dei dichiaranti e, per ognuno di loro, le particelle catastali e le quote di proprietà di cui essi vantano la titolarità, dando atto, nello stesso verbale, che nessuno dei presenti abbia dichiarato di vantare, sui predetti beni, altri diritti di godimento. Resta ferma, in caso di esito negativo della procedura, la possibilità, per il Consorzio, di dare atto che i predetti beni sono ricompresi nel piano di riordino subordinatamente all'avvio, ove consentito dalla normativa vigente e previa dichiarazione di pubblica utilità ai sensi dell'articolo 11, comma 2, del procedimento espropriativo di cui alla legge regionale 2 luglio 2004, n. 11 (Disciplina dell'espropriazione per pubblica utilità in Valle d'Aosta. Modificazioni delle leggi regionali 11 novembre 1974, n. 44, e 6 aprile 1998, n. 11)». 3.1.&#8210; La suddetta disposizione regionale è denunciata dal ricorrente per contrasto «con i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica», e in particolare per l'inerenza a materie pertinenti all'«ordinamento civile», di cui all'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. di competenza esclusiva dello Stato. 3.2.&#8210; Di tale questione la Regione resistente ha eccepito preliminarmente l'inammissibilità per genericità della motivazione, per poi comunque contestarne la fondatezza. La procedura in questione - ascrivibile alla competenza legislativa primaria della Regione in tema di «piccole bonifiche e opere di miglioramento agrario e fondiario» e di «usi civici, consorterie, promiscuità per condomini agrari e forestali, ordinamento delle minime proprietà colturali», radicata, rispettivamente, nelle lettere e) ed o) dell'art. 2, primo comma, dello statuto - risponderebbe alla finalità di consentire, in vista del riassetto catastale del territorio, la ricognizione delle pretese fondate sull'eventuale titolarità dei beni ivi elencati, la quale non potrebbe che essere affermata «sulla scorta della pertinente disciplina civilistica dettata a livello statale». 3.3.&#8210; L'eccezione preliminare di inammissibilità della questione relativa all'art. 12 della legge regionale impugnata è superabile. Il ricorso, nella sua pur sintetica formulazione, consente, infatti, anche in relazione a detta ultima disposizione, di individuare, con sufficiente chiarezza, il parametro asseritamente violato (correlato alla competenza statale esclusiva nella materia «ordinamento civile», non contemplata dallo statuto di autonomia della resistente), la normativa interposta e la ratio del prospettato contrasto della disposizione denunciata con il parametro stesso, per interferenza della introdotta procedura regionale per la redazione del piano di riordino fondiario con la disciplina civilistica in materia di successione. 3.4.&#8210; Nel merito, la questione è fondata per violazione, appunto, della competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile (assorbita restando ogni altra censura).