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Sempre a Bologna, il 16 maggio le Sardine si divertono in un flash mob a difesa della cultura, dimenticando che Moro è stato ucciso dalle brigate rosse e non dalla mafia (ad ogni modo, non vedo il nesso fra cultura e Sardine, in verità). Arriviamo a noi: 16 maggio, a Roma, a Piazza del Popolo, alcuni ragazzi con delle mascherine tricolore vengono fermati, identificati e sanzionati. Ancora a maggio, manifestazione dei parrucchieri sotto Montecitorio: fermati, identificati e sanzionati. Siamo all'8 maggio, quando un barista viene fermato perché porta due caffè a dei poliziotti: sanzionato. Mi domando, allora: il Viminale è ancora gestito da un Ministro della Repubblica italiana o dai centri sociali comunisti? (Applausi). Lo chiedo perché in pratica ho capito che chi ha la tessera di sinistra non viene sanzionato; chi magari ha simpatie di destra viene sanzionato. O tutti o nessuno. Chiedo quindi un'unica grande sanatoria per i parrucchieri multati: cancelliamo questa multa vergognosa, fatta a chi non ha potuto lavorare. È sciacallaggio politico! Dovremmo chiedere le dimissioni del Ministro dell'interno, che usa il manganello con chi non ha la tessera di sinistra e le caramelle dolci per i figli di papà dei centri sociali. Vergogna, Ministro, vergogna! Se questa è la vostra democrazia, vi dico che state sbagliando. Conte, Arcuri, voi non concedete nulla; non siete nessuno per concedere ai cittadini la libertà. Ci sono le leggi e la Costituzione. Quindi, signori miei, ve lo dico proprio con forza: rischiamo veramente il golpe di una dittatura rossa e bianca. Non ci arrenderemo a queste intimidazioni; il 2 giugno saremo in piazza per riportare i cittadini a manifestare liberamente e a lanciare un grido di libertà. Viva la libertà, che la Lega difende tutti i giorni sui territori. Quello che è avvenuto è veramente vergognoso. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nisini. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la cornice offerta dal provvedimento di cui si chiede la conversione in legge è così ampia da ritenersi quasi eterea, tale infatti da aver consentito la presa di posizione di molti insigni costituzionalisti che non hanno tardato nel denunciare una prassi tanto illegittima quanto inusitatamente reiterata. Vede, Presidente, è stato scritto da Alfred de Vigny che il Governo meno cattivo è quello che si mostra meno, che si sente meno, che si paga meno caro. E allora questo è forse il peggiore di sempre, nel momento più sbagliato di sempre, perché governare significa reggere le sorti di uno Stato, tutte però. (Applausi) . Ma Bruto è un uomo d'onore, io non vengo qui a smentire Bruto ma a riferirvi quello che so. E sapete cosa so? So che il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza il 31 gennaio e da allora sono trascorsi ben centootto giorni in cui sono state fatte tante chiacchiere, pochi fatti ed un'infinità di proclami. So che i provvedimenti adottati entro i confini del decreto in conversione hanno sospeso tutti i principali diritti fondamentali riconosciuti dalla Carta costituzionale. So anche che in tutto ciò il Parlamento non è stato autore ma semplice soggetto ratificatore. Un Governo incapace che ha messo le sorti del nostro meraviglioso Paese in mano ad esperti talvolta addirittura ricusati da quegli organismi internazionali dei quali si professavano esponenti. Il risultato è stato che la «potenza di fuoco» annunciata dal premier Conte in una delle sue tante dirette televisive si è rivelata un misero petardo e saranno gli italiani, purtroppo, a pagarne le conseguenze. (Applausi) . So anche che il ministro Bellanova, anziché pensare a soluzioni per salvare il mondo agricolo, ha pensato bene di portare avanti una sanatoria per regolarizzare gli irregolari che per il mondo agricolo sono inutili. Lei ha pianto, Ministro - e mi spiace che non sia in Aula - e per lei è finita lì. Ma con questa sanatoria verranno regolarizzati tutti gli irregolari e tra questi ci sono anche gli spacciatori che vendono morte ai nostri ragazzi. (Applausi) . E allora tante saranno le famiglie - padri e madri - che piangeranno i figli morti per overdose e voi sarete responsabili di questo perché non ci avete pensato! Però non vi ho visto piangere per i nostri medici, infermieri e operatori sanitari. Vi abbiamo sentito tutti chiamarli «eroi» per poi, con una pacca sulla spalla che sa di beffa, dimenticarvi di loro e togliere i mille euro promessi. Vi dovete vergognare di questo. Un Governo che si è limitato a delegare le scelte ora a questo ora a quell'altro comitato, e per chi osava protestare, o anche solo avanzare una prospettiva alternativa, la risposta era la stessa: avrebbe potuto far meglio quando e se gliene fosse stata data l'opportunità. È mancata la capacità di analisi dei bisogni e l'attività imprescindibile di bilanciamento, di condivisione e di dialogo. Si è assistito ad una sempre maggiore privazione della libertà. Abbiamo ascoltato il grido delle famiglie con ragazze e ragazzi disabili, l'urlo dei più anziani resi ancor più fragili da un isolamento a volte difficile da comprendere, il pianto delle famiglie in difficoltà, l'accorato appello d'aiuto da parte degli amministratori locali (e mi ci metto anch'io in questo): prefetti che si sono assunti responsabilità enormi, Presidenti di Regione e sindaci che hanno avuto dovuto farsi carico di iniziative coraggiose sia nella fase dei divieti che nella fase della ripartenza, e sempre con un grande assente, il Governo, troppo impegnato a puntare il dito, a fare minacce e dirette Facebook e a simulare una leadership, anche in campo europeo, nei fatti del tutto inesistente. Presidente, un pericoloso fascio-leghista come Antonio Gramsci sosteneva che se un uomo politico sbaglia la sua ipotesi è la vita degli uomini che corre pericolo, è la fame, è la rivolta, è la rivoluzione per non morire di fame. Parole che servono da monito, o meglio che sarebbero servite da monito per chiunque abbia responsabilità di governo in momenti di emergenza. I contenuti del decreto-legge che si sottopongono a quest'Assemblea sono stati da noi condannati più volte; sono inadeguati, ma soprattutto sorpassati. L'unica motivazione, ormai sotto gli occhi di tutti, è quella di regolarizzare tutti i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) usati fino ad ora impropriamente. A dire ciò non sono io, ma il presidente Pesco, che ieri in Commissione bilancio, dove ero presente, ha dichiarato che il provvedimento in esame serve per regolarizzare i DPCM di Conte. (Applausi). Aggiungo che con il decreto-legge in esame si dà mandato al premier Conte di continuare ad emanare indisturbato DPCM, esautorando di fatto il Parlamento delle sue funzioni. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, ho concluso. Oggi è in ballo la democrazia del nostro Paese e mi stupisco che i colleghi di maggioranza - mi rivolgo in particolare ai colleghi del PD - possano accettare tutto ciò. Un parlamentare viene eletto dal popolo;