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Si passa quindi all'esame dell'emendamento al disegno di legge di conversione X1.1, sul quale i RELATORI esprimono parere favorevole, volto a fare salvi gli effetti del decreto-legge n. 38 abrogato. Posto ai voti, è approvato. Vengono poi separatamente poste ai voti le proposte Coord. 1 e Coord. 2, volte ad effettuare meri interventi di correzione formale, pubblicate in allegato, sulle quali il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA esprime parere favorevole. Sono accolte. Si passa all'esame degli emendamenti precedentemente accantonati, a partire dalla proposta 10.3. Il senatore DI PIAZZA ( M5S ), nell'illustrare le finalità dell'emendamento, contesta la scelta di destinare parte delle risorse finalizzate alle bonifiche collegate all'attività del siderurgico di Taranto a favore all'attività produttiva di Acciaierie d'Italia, quando peraltro il Governo avrebbe potuto individuare altre fonti di finanziamento a favore dell'azienda. Tale scelta, infatti, è del tutto incomprensibile a fronte delle sofferenze patite dal territorio colpito dall'inquinamento. Ricorda, in proposito, le recenti sentenze di condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) per violazione del diritto alla salute dei cittadini di Taranto. Infine, ne chiede la votazione. La relatrice per la 10a Commissione, senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ), esprime parere contrario. Il relatore per la 6a Commissione, senatore FENU ( M5S ), si rimette alle Commissioni riunite. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA esprime parere contrario. Il PRESIDENTE chiede ai proponenti se, alla luce dei pareri espressi, intendano insistere sulla votazione. Il senatore DI PIAZZA ( M5S ) conferma la richiesta di voto. Il senatore COLLINA ( PD ) sottolinea la rilevanza del tema interessato dall'emendamento, evidenziando politicamente la contraddittorietà del comportamento del Movimento 5 Stelle, che chiede la votazione su un emendamento sul quale vi è la contrarietà del Governo facendo pesare l'onere di garantire la maggioranza sugli altri partiti che ne fanno parte. Chiede quindi senso di responsabilità e di rinviare ad altra sede la discussione sul tema, senza procedere al voto. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) considera ingiustificato che il Governo possa essere battuto in ambito parlamentare su una proposta di parte su cui non c'è convergenza politica delle forze di maggioranza. Nel caso in cui tuttavia, questo dovesse accadere, allora si porrebbe l'esigenza di una valutazione politica complessiva. Invita quindi al ritiro dell'emendamento e propone di affrontare il tema in un altro provvedimento. Il senatore DI PIAZZA ( M5S ), a supporto della richiesta avanzata, chiarisce che il Parlamento ha il diritto di svolgere liberamente la propria funzione legislativa. Nello specifico il Movimento sostiene con ragioni politiche la proposta di sopprimere il comma 2 dell'articolo 10 perché la fonte di finanziamento dell'attività produttiva del siderurgico è sbagliata e va individuata altrove. La senatrice BERNINI ( FIBP-UDC ) condivide le argomentazioni del senatore Di Piazza sulla funzione legislativa del Parlamento, tuttavia rileva la particolarità della situazione politica corrente, che probabilmente non si verificherà nella prossima legislatura, con un Governo sostenuto da una maggioranza molto eterogenea, che è sempre in bilico su alcune questioni importanti e non condivise. Non contesta dunque il contenuto dell'emendamento, ma ne chiede il ritiro in assenza di una attività di coordinamento tra le forze politiche che compongono la maggioranza, al termine di una seduta nella quale ogni sforzo è stato indirizzato a comporre le diverse esigenze dei Gruppi. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU-Eco ) esprime un giudizio negativo sulla scelta del Governo su un tema così complesso e delicato, che coinvolge direttamente la popolazione di Taranto. A suo parere, il dibattito non è terminato e occorre rispondere al diritto alla salute dei cittadini, portando avanti il lavoro delle bonifiche ambientali: l'articolo 10 contiene una disposizione fortemente contestata e che ha un presupposto errato. Già in passato alla Camera era emersa una posizione contraria. È possibile esprimerla anche in Senato sul decreto in esame, senza alcuna posizione ideologica. Il voto può anche rappresentare una indicazione al Governo affinché individui le risorse altrove, non toccando quelle destinate alle bonifiche, che non sono mai sufficienti. Il presidente GIROTTO ricorda il voto espresso alla Camera e sostiene la fondatezza delle ragioni a supporto della richiesta del proprio Gruppo. Il senatore LANNUTTI ( CAL-Pc-Idv ) interviene a difesa delle prerogative del Parlamento e dei singoli senatori in materia legislativa. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) non trova anomala la richiesta di voto avanzata, che potrebbe anche essere un modo per riappropriarsi delle funzioni parlamentari, legislative, di indirizzo e di controllo, che lentamente sono state fortemente limitate, con risultati negativi. Il tema quindi non tocca solo l'acciaieria di Taranto, ma indirettamente anche il rapporto tra Governo e Parlamento, sbilanciato ormai a favore del primo. Anticipa infine che chiederà la votazione anche dell'emendamento 23.0.31. Il PRESIDENTE avverte quindi che si passerà alla votazione dell'emendamento 10.3. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) chiede una breve sospensione. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) richiama l'attenzione sulla procedura di voto indetta dal Presidente. Il PRESIDENTE invita i senatori Segretari a prepararsi per il conteggio dei voti espressi. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) insiste nella richiesta di sospensione. Il PRESIDENTE sospende la seduta. La seduta, sospesa alle ore 2,10, riprende alle ore 2,20. Il PRESIDENTE pone in votazione l'emendamento 10.3, che risulta respinto, dopo conteggio da parte dei senatori Segretari. Il PRESIDENTE registra la parità dei voti espressi. Il senatore DI PIAZZA ( M5S ) aggiunge la firma all'emendamento 10.5 e, dopo intervento della senatrice BERNINI ( FIBP-UDC ), lo ritira. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) contesta il parere contrario del Ministero della giustizia sull'emendamento 23.0.31, che riguarda procedure di appalti tra privati, probabilmente perché non è stato condotto il necessario approfondimento. Ne chiede quindi la votazione. Il PRESIDENTE condivide la portata della proposta del senatore Marino e sollecita il Governo a esprimersi. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA evidenzia che alcuni rilievi avevano natura puramente formale. Comunque, chiede di affrontare il tema con un ordine del giorno, sul quale anticipa l'orientamento favorevole del Governo. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) ritira dunque l'emendamento 23.0.31 e lo trasforma nell'ordine del giorno n. G/2564/43/6 e 10. I senatori RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) e STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) evidenziano la portata, rispettivamente, degli emendamenti 12.0.11 e 12.0.16, tra loro identici.