[massime]

Elezioni - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Sistema elettivo, di secondo grado, degli organi della Provincia - Disciplina transitoria in attesa della conclusione del procedimento di modificazione dello statuto, finalizzato alla soppressione delle province - Questioni carenti di chiarezza nel petitum - Difetto di motivazione sulla rilevanza e sulla non manifesta infondatezza - Manifesta inammissibilità.. Sono manifestamente inammissibili - per mancanza di chiarezza del petitum e per difetto di motivazione, sia sulla rilevanza, sia sulla non manifesta infondatezza - le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 5, 12, 16, 33 e 35 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 14 febbraio 2014, n. 2, che disciplinano il sistema elettivo, di secondo grado, degli organi della provincia, impugnati con riferimento agli artt. 1, 3, 5, 48, quarto comma, 114, 117, 118 e 119 Cost., ed agli artt. 4, comma 1- bis , 5 e 59, primo comma, della legge cost. 31 gennaio 1963, n. 1. Il rimettente, infatti, pur dando espressamente atto che la legge denunciata costituisce espressione della potestà normativa esclusiva, in materia di ordinamento degli enti locali, riconosciuta alla Regione Friuli-Venezia Giulia dallo Statuto di autonomia, ne censura poi genericamente, e in blocco, plurimi contenuti. Siffatta prospettazione impugnatoria, per un verso, ostacola l'individuazione dell'effettivo oggetto delle questioni proposte; per altro verso, trascura di spiegare quale sia l'incidenza, in concreto, delle disposizioni censurate rispetto alla decisione da adottare nel giudizio a quo , agli effetti della tutela del diritto di elettorato passivo, invocata, in astratto, dal ricorrente.