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Ci sono molti temi su cui questo atteggiamento positivo è importante: il primo è lo spazio di collaborazione sulle migrazioni, sulla lotta al terrorismo e sull'unione doganale. A questo proposito ho esaminato ieri con il presidente Erdogan l'importanza di evitare iniziative divisive e l'esigenza, però, di rispettare i diritti umani. L'abbandono turco della Convenzione di Istanbul rappresenta un grave passo indietro. (Applausi). La protezione delle donne dalla violenza, ma in generale la difesa dei diritti umani in tutti i Paesi sono un valore europeo fondamentale. (Applausi) . Io direi anche di più: solo un valore identitario per l'Unione europea. (Applausi). Dobbiamo ribadire l'impegno come Governi e Parlamenti nazionali a costruire un'Europa che accolga i giovani e li formi come figli, non come riserva di lavoro, spesso sottopagato. Un futuro migliore per l'Europa unita passa attraverso un'azione concreta sull'occupazione, soprattutto giovanile, sulle parità, sulle pari opportunità, sui diritti sociali. Vogliamo occuparci di questi temi in un vertice sociale che sarà organizzato il 7 e l'8 maggio della Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell'Unione europea. Ed è il tema che dobbiamo mettere al centro della conferenza sul futuro dell'Europa, che prenderà il via il 9 maggio: i giovani, l'occupazione giovanile; questo è il centro del futuro dell'Europa. Per questo appuntamento sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei Parlamenti nazionali. L'uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i Governi europei, ma non è l'unica, e noi abbiamo ora l'atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo, come ho detto nel discorso. Sono certo che, grazie al vostro sostegno, potremo meglio indirizzare e sicuramente rendere molto più forte la voce dell'Italia in Europa e negli altri contesti internazionali. (Applausi). PRESIDENTE . Avverto che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione del dibattito. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la tirannia del tempo mi obbliga a fare delle riflessioni che sono evidentemente sintetiche. L' incipit del Presidente del Consiglio, che ha iniziato il suo discorso citando Biden, mi ha fatto ricordare quando andavamo ai corsi di formazione sulla politica italiana negli anni della nostra gioventù. C'era e c'è stata in questo Paese sempre - nella prima, nella seconda, non so se nella terza Repubblica - una continuità su tre punti fondamentali: l'Europa, la scelta atlantica, il multilateralismo. Presidente, i suoi meriti sono stati illustrati ampiamente in questi giorni, non voglio aggiungermi al coro essendone stato sostanzialmente un cantore in tempi non sospetti, però credo che alla politica, a un Governo o a un Presidente del Consiglio non basti la capacità. Serve anche cogliere il momento che è determinato tante volte da situazioni che non sono riconducibili alla persona. Pensi che in quest'Aula un anno fa parlavamo di Europa, declinando la tentazione dei sovranismi nazionali. Il multilateralismo era gravemente leso, perché il primo a non crederci più era il principale azionista del multilateralismo, cioè il Presidente americano. L'Alleanza atlantica era minata, perché evidentemente le priorità di Trump erano altre. I risultati di tutto questo sono stati devastanti ed è stato necessario il Covid-19 per capire ed aprire gli occhi a tutti gli europei, dimostrando che l'unico sovranismo che serve è quello europeo e che semmai il punto che noi abbiamo davanti è che questa Europa non funziona per come i Governi nazionali l'hanno minata negli anni passati. La prova sul Covid - parliamoci chiaro, perché questo è il primo punto che si affronterà al Consiglio europeo - non è stata brillante da parte della Commissione europea. Non c'è stata brillantezza nell'affrontare, ad esempio, il tema del vaccino AstraZeneca, consentendo ai singoli Governi nazionali, come quello tedesco, di assumere provvedimenti che hanno obbligato gli altri, come quello italiano e francese, a seguirlo. Infatti, è ovvio - parliamoci chiaro - che chiunque fosse stato al posto del Governo italiano, nel momento in cui la Germania ha ritirato e bloccato il vaccino AstraZeneca, avrebbe fatto la stessa cosa, se non altro in termini precauzionali rispetto ai propri cittadini, ma è stato un danno e una scelta sbagliatissima. Lo dice chi è forse - come tutti voi sapete, parlando sempre in questi dibattiti di politica estera ed europea - il più filotedesco che ci sia. Ma l'errore è stato grande ed è mancato il coordinamento della Commissione europea. Dunque, Presidente, lei ha fatto bene a parlare di certificato vaccinale, ma il certificato vaccinale o è rigorosamente europeo, o è del tutto inutile e, anzi, forse dannoso. Sul tema della trasformazione digitale delle tasse c'è un accordo amplissimo da parte di tutti noi, dunque serve solo la volontà e la forza dell'Europa. Vorrei terminare parlando del Mediterraneo, che forse non sarà al centro del dibattito odierno, ma sarà al centro dei vostri colloqui. Presidente, ho colto - ma già la conoscevo - la sua attenzione storica verso la Germania, giustissima e sacrosanta, e anche verso la Francia. Ha ragione: Francia e Germania vanno avanti assieme e il ruolo tradizionale dell'Italia è stare in questa partnership , non contrastarla con iniziative velleitarie. Noi siamo lì; il ruolo delle scelte migliori di politica estera europea, da Ciampi a Napolitano, è stato essere a fianco di Germania e di Francia. Presidente, lei deve allora richiamare i nostri amici francesi al risultato della politica, ad esempio, che hanno condotto nel Mediterraneo e in Libia. La loro politica in Libia è stata l'alibi... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Senatore Casini, purtroppo ormai c'è la nuova regola: scaduto il tempo, si blocca il microfono e deve valere per tutti, mi dispiace. Potrà consegnare il testo scritto del suo intervento: non posso fare deroghe di sorta per nessuno. (Commenti del senatore Casini. Applausi) . È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, signor presidente Draghi, dedicherò i pochi minuti del mio intervento ad un'Europa di cui si parla poco e che invece è molto importante: l'Europa della democrazia e dei diritti, nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale e dalla sconfitta del nazismo e del fascismo. Voglio parlarvi dell'Europa dei diritti, per due ragioni: la prima perché democrazia e diritti - diritti civili e diritti sociali insieme - contraddistinguono l'identità dell'Europa «unita nelle diversità», come recita il motto dell'Unione e come lei, signor Presidente, poco fa ha enunciato. Sono diritti fondativi per l'Europa, che si differenzia, per storia e cultura, da altri spazi politici. È qualcosa di cui essere orgogliosi, in questo tempo così difficile.