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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 177 LICHERI, Simone BOSSI La seduta inizia alle ore 11,05. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE informa che, nel corso dell'audizione sull'Atto n. 426 (L'utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei. Capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi), svolto in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi in data 30 giugno 2020, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali Doc n. 178 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56 (Osservazioni alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli) Prosegue l'esame sospeso il 24 giugno. Il presidente LICHERI ( M5S ), in assenza della relatrice senatrice Ginetti, presenta uno schema di parere favorevole, sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM), in materia di poteri speciali su settori strategici. Ricorda, in particolare, che il decreto è stato predisposto in base al comma 1- ter , dell'articolo 2 del decreto-legge n. 21 del 2012, inserito dal decreto-legge n. 148 del 2017 e modificato dal decreto-legge n. 105 del 2019, che prevede l'emanazione di uno o più DPCM al fine di individuare i beni e i rapporti di rilevanza strategica per l'interesse nazionale, ulteriori rispetto a quelli già individuati con gli altri decreti adottati in base al medesimo decreto-legge, nei settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/452, ovvero in infrastrutture e tecnologie critiche, approvvigionamenti critici, informazioni sensibili e libertà nell'informazione, in funzione della verifica della sussistenza di un pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, tra cui il possibile pregiudizio alla sicurezza delle reti. Con riferimento ai contenuti dello schema di decreto, composto di 15 articoli, ritiene che esso non presenti profili di criticità per quanto riguarda la compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e propone, quindi, di formulare osservazioni favorevoli. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di Senatori, pone in votazione lo schema di osservazioni, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Disposizioni in materia di tartufi DDL 810 Disposizioni per la ricerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo DDL 933 Disposizioni in materia di cerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo DDL 918 Norme in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo (Parere alla 9 a Commissione su testo unificato ed emendamenti. Esame e rinvio) Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, illustra i contenuti del testo unificato, adottato dalla Commissione di merito l'8 gennaio 2020, per i disegni di legge nn. 810, 918 e 933, recanti disposizioni in materia di tartufi, finalizzato al rinnovo del quadro normativo in materia di raccolta, ricerca, coltivazione e commercializzazione del tartufo, uno dei prodotti più pregiati della nostra agricoltura. Ad oggi, la materia è disciplinata dalla legge n. 752 del 1985, che appare inadeguata per affrontare la domanda internazionale di tartufo, oltre ad essere inefficiente ai fini della tutela del patrimonio tartufigeno nazionale. La predisposizione di una nuova normativa che sostituisca la legge n. 752 del 1985 è quindi necessaria al fine di apportare semplificazioni strutturali, tenuto conto delle correnti problematiche del settore, nonché della necessità di una condivisione degli iter autorizzativi della raccolta e coltivazione del tartufo, che permetteranno alle istituzioni dedicate ai controlli una maggiore efficienza. Il disegno di legge consta di sei capi e ventisei articoli, tra cui i seguenti. L'articolo 3 è dedicato al Piano nazionale della filiera del tartufo, finalizzato ad armonizzare le posizioni degli attori economici e istituzionali della filiera del tartufo al fine di delineare i principi condivisi della presente legge, e a individuare gli interventi prioritari volti a migliorare le condizioni di sostenibilità della cerca, raccolta e coltivazione del tartufo, a incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, nonché a realizzare un coordinamento della ricerca scientifica nel settore. L'articolo 5 riguarda la tutela e gestione degli habitat di produzione naturale del tartufo. In particolare, le regioni redigono i Piani regionali del tartufo, sulla base delle indicazioni del Piano nazionale. L'articolo 6 definisce l'elenco delle specie e forme che possono essere raccolte e destinate al consumo umano nel territorio nazionale, mentre altre specie (comma 4) non presenti nell'elenco possono essere commercializzate esclusivamente con le modalità di cui all'articolo 16, comma 2. Il comma 5 prevede l'accertamento delle specie da parte di un operatore munito di tesserino e, in caso di dubbio o contestazione, l'identificazione delle specie deve essere condotta da una delle strutture individuate con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e del Ministero dello sviluppo economico, in conformità alle normative dell'Unione europea sull'accreditamento e il controllo ufficiale dei prodotti. L'articolo 7 stabilisce i diritti di proprietà sui tartufi ovvero il proprietario del fondo o il conduttore, colui che gode di diritti reali, può riservarsi il diritto di raccolta, ma comunque deve obbligatoriamente manifestare il proprio interesse apponendo delle tabelle lungo il bordo dell'area in cui la raccolta è riservata. L'articolo 8 definisce il riconoscimento delle tartufaie naturali controllate da parte di apposite Commissioni di verifica e l'articolo 9 definisce il riconoscimento delle tartufaie coltivate di durata quindicennale e consente al conduttore, qualora lo ritenga necessario, di apporre le tabelle di raccolta riservata e la possibilità di recintare il fondo, mentre l'articolo 10 sancisce la possibilità di costituire consorzi e forme aggregative della proprietà. L'articolo 11 disciplina la cerca e la raccolta del tartufo nei boschi, nei terreni non coltivati e nei demani. L'articolo 12 definisce le norme generali di cerca e raccolta mentre l'articolo 13 prevede l'abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi per la quale il soggetto che vuole praticare tale raccolta deve frequentare un corso e sottoporsi ad un esame per l'accertamento della sua idoneità, predisposti periodicamente dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano.