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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 50 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,35). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 18 ottobre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'economia e delle finanze: «Conversione in legge del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria» (886). Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sull'omicidio di Jamal Khashoggi URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, colleghi, intervengo per un fatto di coscienza in merito a un episodio raccapricciante che sta sollevando l'indignazione del mondo, con dichiarazioni, atteggiamenti e decisioni che, l'uno dopo l'altro, stanno coinvolgendo tutti i partner mondiali: gli altri Governi europei e persino gli Stati Uniti e la Russia. Parlo dell'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, dissidente saudita sequestrato e ucciso; secondo notizie di cronaca confermate anche qui questa mattina, sequestrato, ucciso e fatto a pezzi - anzi, secondo alcune rilevazioni, fatto a pezzi ancora vivo - dopodiché il suo corpo è stato disperso, e alcuni pezzi sono stati oggi trovati - sembra - nel pozzo del consolato. Intervengo perché questo episodio certamente non è l'unico, ma è quello che sta sollevando l'indignazione del mondo verso un regime e le sue pratiche di assassinio. Peraltro, nel giustificare la morte del giornalista, dopo averla negata ripetutamente, il regime ha detto che esiste un piano per sequestrare all'estero tutti i cittadini dissidenti e riportarli comunque in patria, dove, ove giungessero vivi (e Khashoggi non è giunto vivo), verrebbero condannati a morte. Questa è la versione ufficiale. Ebbene, a fronte di questo, mentre oggi si apre la cosiddetta Davos nel deserto, che tutti gli oratori internazionali (imprenditori, economisti ed esponenti delle istituzioni) hanno disertato per manifestare l'indignazione e la condanna del mondo per quanto accaduto, non mi risulta che le nostre istituzioni, il nostro Ministero degli affari esteri e il nostro Governo abbiano speso sino ad oggi - e sono passati ventidue giorni di indignazione mondiale - una parola ufficiale convincente. Anzi, mi risulta solo che ieri il Presidente del Consiglio, avvocato dei cittadini (evidentemente solo italiani), in un intervento sulla stampa estera, abbia risposto, di fronte a una domanda precisa, in maniera evasiva. Cito testualmente: «È un caso molto grave (…) vorremmo aver contezza del fatto in sé prima di confrontarci con i partner europei e con Trump». Peccato che i partner europei e lo stesso Trump, evidentemente con molta più contezza, siano già intervenuti e ripetutamente in maniera decisa e determinata, con note ufficiali di condanna; uno dei partner europei (che a me non è simpatico, ma è il più importante partner europeo), la Germania, ha sospeso la vendita di armi all'Arabia Saudita e chiede una direttiva europea in tal senso. (Richiami del Presidente) . Presidente, mi scusi, ma credo che non sia un fatto di secondaria importanza in quella che è la Patria delle civiltà. PRESIDENTE . Sicuramente non lo è ed è il motivo per il quale le ho già concesso sei minuti. La invito a sintetizzare. URSO (FdI) . Mi auguro che almeno questo Parlamento, se il nostro Governo non riterrà di farlo, dedichi un minimo di riflessione a questo martire delle libertà e dell'informazione, perché si trattava anche - e non a caso - di un giornalista che scriveva su «The Washington Post»: sequestrato, torturato, fatto a pezzi e poi ucciso nel consolato del suo Paese. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Urso. Sono certo che il suo appello non resterà senza risposta. ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, anche noi come Partito Democratico vogliamo stigmatizzare con forza l'assenza di una presa di posizione da parte del Governo italiano. Lo dico con la consapevolezza che sono passati parecchi giorni e questa è una delle vicende più inquietanti che sia accaduta negli ultimi anni dentro una sede consolare, a discapito di un giornalista dissidente di opposizione, come ce ne sono tanti purtroppo in questi regimi. Colpisce l'assenza della voce italiana a fronte, invece, di un intervento deciso da parte degli Stati Uniti. Ricordo che gli Stati Uniti sono il Paese che ha il rapporto più stretto con l'Arabia Saudita, che è il loro principale partner nel teatro della penisola arabica. Gli Stati Uniti hanno lì le principali basi militari e con l'Arabia Saudita hanno costruito il fronte anti-Iran. Anche nella strategia - controversa e in cui l'Italia si è trovata in mezzo - di questi giorni, volta a far saltare di fatto l'accordo sul nucleare, l'Arabia Saudita è stato il principale partner . Nonostante tutto questo, Trump ha preso una posizione durissima, chiedendo ai suoi Ministri - in particolare al Ministro del tesoro - di non partecipare al summit che ha ricordato prima il senatore Urso, così come fatto anche dai principali esponenti dei Governi europei e non solo (si potrebbero citare anche le parole di un leader che di certo non manca di Realpolitik , come Vladimir Putin). Che cosa è successo invece in Italia? Non vi è stata alcuna presa di posizione da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il presidente Conte in pratica si è limitato a dire: «Verificheremo con i nostri alleati». Forse si è perso le agenzie.