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9.2 procedere allo studio dei problemi d'insegnamento e di formazione professionale che interessano i paesi nuovi ed in via di sviluppo; 9.3 adottare i provvedimenti necessari in vista di studiare e di divulgare le esperienze ed i progressi effettuati da alcuni paesi nel settore della tecnica, dello sviluppo, dell'economia e della formazione professionale che interessano i servizi postali; 9.4 esaminare la situazione attuale ed i fabbisogni dei servizi postali nei paesi nuovi ed in via di sviluppo ed elaborare raccomandazioni adeguate sulle modalità ed i mezzi per migliorare i servizi postali in questi paesi; 9.5 prendere, previa intesa con il Consiglio esecutivo, adeguati provvedimenti nel campo della cooperazione tecnica con tutti i Paesi membri dell'Unione, in particolare con i paesi nuovi ed in via di sviluppo; 9.6 esaminare ogni altra questione che gli è sottoposta da un membro del Consiglio consultivo, dal consiglio esecutivo o da ogni Amministrazione di un Paese membro; 9.7 elaborare e presentare sotto forma di raccomandazione alle Amministrazioni postali norme in materia tecnica, di sviluppo e negli altri settori di sua competenza in cui è indispensabile una prassi uniforme. Allo stesso modo effettua, se del caso, le modifiche di norme già stabilite. 10. I membri del Consiglio consultivo partecipano effettivamente alle sue attività. I Paesi membri che non appartengono al Consiglio consultivo possono, se lo richiedono, collaborare agli studi intrapresi. 11. Il Consiglio consultivo formula se del caso proposte all'intenzione del Congresso, direttamente derivanti dalle sue attività definite dal presente articolo. Queste proposte sono presentate dal Consiglio consultivo stesso, previa intesa con il Consiglio esecutivo quando si tratta di questioni che dipendono dalla competenza di quest'ultimo. 12. Il Consiglio consultivo predispone nella sessione precedente il Congresso, il progetto di programma di lavoro di base del prossimo Consiglio da sottoporre al Congresso, in considerazione delle richieste dei Paesi membri dell'Unione nonché del Consiglio esecutivo e dell'Ufficio internazionale. Questo programma di base che comprende un numero limitato di studi su progetti di attualità e d'interesse comune può essere riveduto ogni anno in funzione delle nuove realtà e priorità. 13. Al fine di assicurare un efficace collegamento tra i lavori dei due organi, il Presidente, i Vice-Presidenti ed i Presidenti delle Commissioni del Consiglio esecutivo possono, qualora ne esprimano il desiderio, assistere alle riunioni del Consiglio consultivo in qualità di osservatori. 14. Il Consiglio consultivo può invitare alle sue riunioni senza diritto di voto: a) ogni organismo internazionale o ogni persona qualificata che desidera associare ai suoi lavori; b) Amministrazioni postali dei Paesi membri che non appartengono al Consiglio consultivo. Articolo 105 Documentazione sulle attività del Consiglio consultivo degli studi postali 1. Dopo ciascuna sessione, il consiglio consultivo degli studi postali indirizza alle Amministrazioni delle Poste dei Paesi membri ed alle Unioni ristrette, per loro informazione: a) un resoconto analitico; b) i "Documenti del Consiglio consultivo degli studi postali" contenenti i rapporti, le deliberazioni ed il resoconto analitico. 2. Il Consiglio consultivo prepara, per il Consiglio esecutivo, un rapporto annuale sulle proprie attività. 3. Il Consiglio consultivo prepara, per il Congresso, un rapporto sull'insieme della sua attività e la trasmette alle Amministrazioni postali dei Paesi membri almeno due mesi prima dell'apertura del Congresso. Articolo 106 Regolamento interno dei Congressi 1. Per quanto riguarda l'organizzazione dei suoi lavori e lo svolgimento delle sue deliberazioni il Congresso applica il Regolamento interno dei Congressi, allegato al presente Regolamento generale. 2. Ogni Congresso può modificare questo regolamento secondo le condizioni stabilite nel Regolamento interno stesso. Articolo 107 Lingue utilizzate per la documentazione, le deliberazioni e la corrispondenza di servizio 1. Per la documentazione dell'Unione, sono utilizzate le lingue araba, francese, inglese e spagnola. Sono altresì utilizzate le lingue cinese, portoghese, russa e tedesca, a condizione che la produzione in queste ultime lingue sia limitata alla documentazione di base più importante. Altre lingue sono anche utilizzate a condizione che non ne derivi un incremento delle spese che l'Unione deve sostenere in base al paragrafo 6. 2. Il o i Paesi membri che hanno richiesto una lingua diversa dalla lingua ufficiale costituiscono un gruppo linguistico. Si presume che i Paesi membri che non formulano una richiesta espressa abbiano richiesto la lingua ufficiale. 3. La documentazione è pubblicata dall'Ufficio internazionale nella lingua ufficiale e nelle lingue dei gruppi linguistici costituiti sia direttamente, sia tramite gli uffici regionali di questi gruppi, in conformità con le modalità convenute con l'Ufficio internazionale. La pubblicazione nelle varie lingue avviene secondo lo stesso modello. 4. La documentazione pubblicata direttamente dall'ufficio internazionale è in linea di massima distribuita simultaneamente nelle varie lingue richieste. 5. Le corrispondenze tra le Amministrazioni postali e l'Ufficio internazionale e tra quest'ultimo e terzi possono essere scambiate in qualsiasi lingua per la quale l'Ufficio internazionale dispone di un servizio di traduzione. 6. Le spese di traduzione verso una lingua diversa dalla lingua ufficiale, comprese quelle derivanti dall'applicazione del paragrafo 5, sono sostenute dal gruppo linguistico che ha richiesto questa lingua. Sono a carico dell'Unione le spese di traduzione nella lingua ufficiale dei documenti e delle corrispondenze ricevute in lingua araba, inglese e spagnola, nonché di tutte le altre spese inerenti alla fornitura dei documenti. Il massimale di spesa a carico dell'Unione per la produzione di documenti in cinese, russo, portoghese e tedesco è fissato da una Risoluzione del Congresso. 7. Le spese a carico di un gruppo linguistico sono ripartite tra i membri di questo gruppo proporzionalmente al loro contributo alle spese dell'Unione. Queste spese possono essere ripartite tra i membri del gruppo linguistico in base ad un altra chiave di ripartizione alla condizione che gli interessati si accordino al riguardo e notifichino la loro decisione all'Ufficio internazionale tramite il portavoce del gruppo. 8. L'Ufficio internazionale provvede, non oltre un termine di due anni, riguardo ad ogni cambiamento di scelta di lingua richiesto da un Paese membro. 9. Sono ammesse, per le deliberazioni delle riunioni degli organi dell'Unione, le lingue francese, inglese, russa e spagnola, per mezzo di un sistema di interpretazione - con o senza attrezzature elettroniche -, la cui scelta è lasciata alla valutazione degli organizzatori della riunione, previa consultazione del Direttore generale dell'Ufficio internazionale e dei Paesi membri interessati. 10. Sono anche autorizzate altre lingue per le deliberazioni e le riunioni indicate al paragrafo 9. 11. Le delegazioni che utilizzano altre lingue provvedono all'interpretazione simultanea in una delle lingue di cui al paragrafo 9, sia con il sistema indicato nello stesso paragrafo, qualora possano esservi apportati i necessari adattamenti a carattere tecnico, sia con interpreti particolari. 12.