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Tra poco i senatori del Partito Democratico voteranno a favore dell'approvazione della legge di bilancio, e per tutti noi vale il dovere di lealtà nazionale, nel senso che non si possono mandare all'aria i conti dello Stato per un groviglio di carattere formale. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, pregherei un po' di attenzione anche perché credo che l'intervento lo meriti proprio. ZANDA (PD) . Nel lento declino del nostro ordinamento dobbiamo, però, impedire che quanto legato a un'emergenza grave e di lunga durata venga utilizzato come precedente. La Costituzione vuole che le due Camere partecipino a pari diritto non solo all'approvazione finale degli atti legislativi, ma anche alla loro elaborazione in Commissione e in Aula, e violare questo principio è un vulnus che non si può ripetere. Egualmente non possono valere come precedente le eccezionali modalità con le quali è stato approvato il decreto-legge sui cosiddetti ristori. In quel provvedimento, oltre alle note criticità di tutti i maxiemendamenti, sono stati inseriti i contenuti di quattro decreti-legge attraverso la loro trasformazione in emendamenti al testo finale. Non sappiamo come la dottrina e la giurisprudenza classificheranno questa innovazione, ma ogni decreto-legge è un provvedimento a sé stante, che poggia su propri specifici requisiti di necessità e urgenza. Metterli insieme in un'unica legge di conversione è una forzatura ardita, certamente rischiosa per il precedente che può determinare. Le grandi crisi non solo possono provocare l'obiettiva necessità di misure eccezionali, ma, se affrontate con responsabilità, possono stimolare riforme profonde, grandi cambiamenti e nuovi impulsi alla crescita e allo sviluppo. Giorni fa è stato ricordato che il debito pubblico può essere buono, se indirizzato verso spese produttive, ma può essere cattivo, se sprecato alla ricerca del consenso. Uguale sorte può toccare alle riforme modernizzatrici di cui abbiamo un grande bisogno, ma che, come il debito, possono essere riforme buone o meno buone: sono buone le riforme approvate dal Parlamento secondo le regole della Costituzione; sono fragili e rischiose le riforme adottate in via di fatto per prassi, emergenza dopo emergenza, in un piano inclinato di cui è difficile vedere l'esito finale. Per gli italiani questi sono tempi difficili, di grande incertezza e grande preoccupazione per il futuro. Siamo sospesi tra il timore per il virus e l'assenza di informazioni sicure sul lavoro e sull'economia e abbiamo tutti, soprattutto noi parlamentari, ciascuno per la sua parte, il dovere di aiutare l'Italia a capire dove stiamo andando e dove ci sta conducendo l'insieme dei provvedimenti che il Governo e il Parlamento stanno adottando. L'uscita dalla crisi non sarà rapida e il grande lavoro di rilancio non si concluderà nel poco tempo che ci resta in questa legislatura. In prospettiva, i tempi lunghi della crisi sanitaria e delle sue conseguenze economiche e sociali ci impongono di garantire, al di là del succedersi dei Governi e delle legislature, continuità alle linee di fondo dell'azione dello Stato. Per un Paese in difficoltà, come è oggi l'Italia, una delle parole chiave è continuità, continuità delle grandi scelte dello Stato. Un'uscita positiva dalla crisi è quindi nell'interesse, sia della maggioranza che oggi governa, che dell'opposizione che potrebbe governare domani. Insieme dovremo fare tutto quel che possiamo per non sprecare i talenti che ci offre una difficile congiuntura che, oltre al grande dolore per i tanti morti che abbiamo avuto, ci porta anche un'occasione di ripresa e di cambiamento. Sappiamo che all'Italia servono un debito buono e buone riforme. Su questi due obiettivi non dividiamoci e riserviamo la lotta politica ad altro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, cari colleghe e colleghi, se rimanessimo fedeli al politicamente corretto dovremmo dire - come hanno fatto sinora molti colleghi - che oggi discutiamo la legge di bilancio. Oggi non stiamo discutendo un bel nulla: siamo chiamati a ratificare decisioni prese altrove, a mettere un sigillo sopra un pacco che non abbiamo nemmeno potuto aprire. (Applausi) . Al centrodestra, la prima forza politica del Paese, in questo ramo del Parlamento oggi viene impedito di dare un contributo attraverso i suoi rappresentanti. È una violazione palese dell'articolo 72 della Costituzione, come ha ricordato poco fa il senatore Zanda, che ringrazio. (Applausi . Brusio). PRESIDENTE. Vi prego, colleghi. Senatore Renzi, per cortesia. RONZULLI (FIBP-UDC) . È sempre lui, è sempre Renzi. Come stavo dicendo, volevo ringraziare il senatore Zanda per l'onestà intellettuale che ha dimostrato, ma a questo punto ne traggano le conseguenze. (Applausi) . Non ci sono alibi. Sono mesi che il Governo lavora a questa manovra, presentata - lo ricordiamo - con trentacinque giorni di ritardo. Il Partito Democratico all'opposizione addirittura denunciò alla Corte costituzionale la compressione dei tempi due anni fa in quest'Aula. La doppia lettura serve non a tutelare le opposizioni, ma a migliorare la qualità della legislazione, anche correggendo eventuali errori. E qui di errori ne sono stati fatti tanti, come dimostra il fatto - non ha precedenti - che oggi voi votate una legge di bilancio con il buco: d'altronde, non tutte le ciambelle riescono col buco, anche se il buco non è di qualche decina di migliaia di euro, ma è di 1,5 miliardi. Vi siete dimenticati migliaia di lavoratori dipendenti che guadagnano tra i 28.000 e i 40.000 euro, ai quali avete promesso un bonus senza avere prima trovato i soldi. Votate una legge piena di errori, che vi costringe a intervenire nelle ultime ore dell'anno con un nuovo decreto, un decreto tampone: una velocità e un'organizzazione che, purtroppo, non abbiamo visto con i tamponi che servivano nei mesi scorsi per tracciare i contagi. (Applausi) . Non siete stati neanche in grado di fare i conti e quindi vi regaleremo un pallottoliere. Più che un percorso legislativo lineare, costruite una matrioska , con una legge dentro l'altra ma, quando si arriva all'ultima bambolina, c'è il nulla. Siamo alla trentasettesima fiducia, praticamente ormai ne votiamo una per ogni provvedimento. È però probabilmente questa la strategia del Governo: esautorare il Parlamento dei suoi poteri, svuotarlo delle sue prerogative e umiliare le Camere. (Applausi) . Questa legge avrebbe dovuto gettare le basi per la ripresa della nostra economia, ma continuate con la politica dei bonus . Votate una legge simbolo di una maggioranza politica, che non esiste più. Le vostre divisioni, la vostra ricerca di poltrone, le vostre partite a scacchi, le vostre guerre di potere, le vostre battaglie per la leadership tengono in ostaggio gli italiani, già in ginocchio per la pandemia (Applausi) . E avete addirittura riportato nel dizionario della seconda Repubblica la parola rimpasto. Non si può essere contemporaneamente di lotta e di Governo, o meglio: