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Le disposizioni adottate con il decreto-legge n. 77 del 2021 hanno inoltre previsto, all'articolo 39- bis , la proroga, dal 30 settembre al 31 ottobre, del termine per il deposito delle firme e dei certificati elettorali per le richieste di referendum abrogativo annunciate in Gazzetta Ufficiale entro il 15 giugno 2021. Conseguentemente, è slittato di un mese, dal 15 dicembre al 15 gennaio, il termine per la pronuncia delle ordinanze definitive da parte dell'Ufficio centrale per il referendum . Con il decreto-legge 30 settembre 2021, n. 132, in corso di conversione, la proroga prevista dal citato articolo 39- bis del decreto-legge n. 77 del 2021, è stata estesa alle richieste di referendum annunciate in Gazzetta Ufficiale dopo il 15 giugno ed entro il 30 settembre 2021. Nel periodo interessato dai descritti interventi normativi sono stati annunciati in Gazzetta Ufficiale tredici referendum . È pertanto imminente il deposito di un considerevole numero di firme (e relativi certificati elettorali) raccolte per quesiti referendari che, come risulta dai mezzi di informazione e dal primo deposito effettuato presso l'Ufficio centrale per il referendum , hanno riscosso moltissime adesioni, anche a causa della forma agevolata di raccolta delle sottoscrizioni. Quindi l'Ufficio centrale per il referendum dovrà fronteggiare non solo numeri eccezionalmente elevati di firme da verificare, ma anche procedere con operazioni di controllo rese più complesse, rispetto al sistema previgente, dalle norme che hanno consentito, per ciascun quesito referendario presentato nel periodo sopra indicato, di raccogliere e depositare firme e certificati con modalità miste, cartacee e digitali. È quindi prevedibile l'aggravio delle attività a tal fine necessarie, oltre che il netto aumento dei dati che dovranno essere manualmente inseriti negli appositi tabulati in formato digitale, nel rispetto del termine di sessanta giorni, scadente il 15 gennaio 2022, previsto per l'adozione delle ordinanze definitive da parte dell'Ufficio centrale per il referendum . Si ritiene quindi necessario e urgente un intervento normativo che consenta di dotare, in tempi ristretti, l'Ufficio centrale per il referendum di adeguate risorse di personale per il completo e tempestivo espletamento della procedura. L'articolo 6 della legge 22 maggio 1978, n. 199, conferisce al primo presidente della Corte di cassazione « in vista delle operazioni di verifica delle sottoscrizioni presentate a corredo delle richieste di referendum » specifici poteri organizzativi che gli consentono di aggregare a tale Ufficio altri magistrati della Corte, oltre che disporre modalità di utilizzazione del centro elettronico e dell'altro personale della Corte ritenuto necessario. L'articolo 2 del decreto-legge 9 marzo 1995, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 maggio 1995, n. 159, consente però di aggregare, per le operazioni di verifica, esclusivamente personale della segreteria di cui al citato articolo 6 della legge n. 199 del 1978 che abbia una qualifica funzionale non inferiore alla settima. Considerata la necessità di disporre di un numero adeguato di persone addette a tale funzione e la necessità per la Corte di cassazione di continuare, nello stesso periodo, a svolgere l'ordinaria attività giurisdizionale, è altamente probabile che si presentino serie difficoltà di reperimento di personale sufficiente. Tali considerazioni fanno ritenere necessario intervenire d'urgenza e con una norma temporanea (la cui applicazione è prevista per un periodo non superiore a sessanta giorni) per consentire in via eccezionale il potenziamento dell'Ufficio centrale per il referendum al fine di prevedere, con apposita deroga al citato articolo 2 del decreto-legge n. 67 del 1995, l'aggregazione a tale Ufficio di personale appartenente alla seconda area con qualifica di cancelliere esperto e di assistente giudiziario e, per la medesima finalità, di consentire che all'Ufficio centrale per il referendum sia temporaneamente aggregato anche personale di altre amministrazioni con profili professionali equiparati, ivi compreso il personale militare e delle Forze di polizia di Stato di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001, purché dotato di determinati requisiti di professionalità, mediante apposita procedura di mobilità temporanea. Considerato il numero di quesiti referendari, del rilevante numero di firme che dovranno essere verificate (superiore a 7 milioni) e della ristretta tempistica prevista dalla legge per lo svolgimento di tali operazioni, si è stimato di dover autorizzare l'aggregazione di un numero massimo di 360 unità, di cui non più di 80 per personale addetto alle operazioni di verifica e non più di 280 per il personale addetto alle altre operazioni. In ragione della necessità di consentire all'Ufficio centrale per il referendum di essere operativo in tempi brevi, si è prevista una procedura semplificata per l'adozione del provvedimento di comando da parte delle amministrazioni cui appartengono i dipendenti che manifestano la disponibilità ed è stato previsto uno specifico trattamento economico, con l'estensione al personale così aggregato dell'onorario giornaliero previsto dall'articolo 3, comma 1, della legge 13 marzo 1980, n. 70, ridotto di un quinto. Si è inoltre specificato, per il personale comandato, che non è dovuta l'indennità giudiziaria. Per l'attuazione di tali disposizioni, urgenti e temporanee in quanto applicabili per un periodo non superiore a sessanta giorni, è prevista una spesa di € 990.731 per l'anno 2021. Art. 6. – (Misure urgenti in materia di svolgimento della sessione 2021 dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19) L'articolo in esame, in considerazione del protrarsi dello stato di emergenza e della necessità di garantire lo svolgimento in sicurezza delle prove dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato proroga anche alla sessione 2021 le disposizioni eccezionali stabilite con il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 31, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2021, n. 50, per lo svolgimento dell'esame di abilitazione relativo alla sessione 2020. Si prevede altresì che con il decreto del Ministro della giustizia che indice la sessione d'esame per il 2021 vengano fornite le indicazioni relative alla data di inizio delle prove, alle modalità di sorteggio per l'espletamento delle prove orali, alla pubblicità delle sedute di esame, all'accesso e alla permanenza nelle sedi di esame, alle prescrizioni imposte ai fini della prevenzione e protezione dal rischio del contagio da COVID-19, nonché alle modalità di comunicazione delle materie scelte dal candidato per la prima e la seconda prova orale. Inoltre, venendo incontro alle istanze dei candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA) si prevede che il medesimo decreto, analogamente a quanto previsto per i concorsi pubblici, disciplini le modalità di utilizzo di strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo, nonché di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per lo svolgimento delle prove, da parte dei predetti candidati.