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Si è, infatti, continuato a dire che questo non è un condono e che qui stiamo soltanto definendo - qualcuno ha letto l'articolo - le procedure per dare la possibilità ai Comuni di definire le istanze. Si sono dette anche altre cose su cui poi avremo modo di intervenire. Peccato che l'articolo 25 è stato concepito in modo che - lo vedremo quando arriveremo all'emendamento approvato ieri sera in Commissione - le definizioni di queste procedure intervengono soprattutto su condoni che non possono essere risolti e lo sapete perfettamente. Non possono essere accordati! Questo è il cuore. Voi dite: cominciamo a definire le procedure e a dare risposta alle istanze. Però, non a caso, all'interno dell'articolo 25, avevate inserito il grimaldello, che è il famoso emendamento approvato ieri sera in Commissione per sopprimere questa parte. È il grimaldello per fare in modo che si possa dare risposta e si possano condonare immobili che non potrebbero essere condonati, alla luce anche dei condoni del 1994 e, soprattutto, del 2003. Avete inserito quindi il riferimento al primo condono del 1985. Non provate a dire che il richiamo ai capi IV e V fa riferimento già al rispetto dei vincoli, perché la maggior parte dei vincoli (soprattutto il vincolo paesaggistico del 1999 per l'isola di Ischia) fa sì che, di fatto, molte di quelle domande non possano essere accolte e che, quindi, gli immobili non possano essere sanati, anche perché la maggior parte dei vincoli sono stati apposti successivamente. Penso, in particolare, non solo ai vincoli paesaggistici specifici per Ischia, ma al decreto Galasso, ai decreti cosiddetti «Galassini» e a tutti i vincoli idrogeologici. Quello è il tentativo che avete fatto e lo vedremo quando arriveremo alla discussione dell'emendamento approvato dalla Commissione. Lo scopo del mio intervento - che sottopongo al Governo e ai relatori - è di ripensarci perché siete ancora in tempo per fare in modo che il cosiddetto decreto Genova non passi alla storia - sarebbe un grave torto per tutti coloro che stanno soffrendo e hanno sofferto per quanto accaduto in quella città - come il quarto condono di questo Paese, dove l'unica legge che vale - altro che rispetto della legalità - è quella che dice di non pagare le tasse e di non preoccuparsi perché, prima o poi, arriverà un condono, che puntualmente arriva. È come dire: continuate a fare abusi? Benissimo, state tranquilli perché, anche dove sembra impossibile sanare e condonare, prima o poi arriverà un condono. Questo è quanto state facendo alla faccia della legalità e dell'onestà. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . DE SIANO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo brevemente per illustrare l'emendamento 25.30 da me presentato. Con l'emendamento chiedo di aggiungere al comma 3 l'avverbio «non», prima delle parole «oggetto del condono». Mi spiego meglio. Il comma 3 recita: «Il contributo comunque non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono». Noi chiediamo l'inserimento dell'avverbio «non» prima della parola «oggetto», in quanto riteniamo che le costruzioni sulle quali pende istanza di sanatoria edilizia, una volta esaminata e accordata la concessione in sanatoria, sono di fatto e a tutti gli effetti legittimate e quindi case legittime. Essendo legittime, per esse spetta il contributo, se sono state demolite dagli eventi del sisma del 21 agosto 2017. Chiedo l'attenzione innanzitutto del mio Capogruppo e degli amici e colleghi del mio Gruppo rispetto all'emendamento 25.12, che ieri è stato approvato, tranne che dal sottoscritto, in Commissione dai componenti appartenenti al mio Gruppo. L'emendamento in oggetto tende a ripristinare la differenza di regime tra le leggi sul condono edilizio, cioè tra la legge n. 47 del 1985, il condono del 1994 e il condono del 2003. Anche se è condivisibile sul piano teorico e motivato dall'esigenza di condurre a una coerenza il sistema normativo, non viene considerata però la specificità dell'ambito in cui la norma emendata è destinata a produrre i propri affetti e ciò non solo e non tanto per la natura emergenziale della previsione dell'articolo 25 del decreto-legge in esame, che nasce con lo scopo di favorire la ricostruzione nei Comuni danneggiati dal terremoto nell'isola d'Ischia, quanto piuttosto per consentire l'effettivo smaltimento delle giacenze delle domande di condono esaminabili solo mediante l'impiego, sia pure in via sussidiaria, dei criteri di valutazione stabilite dalla legge n. 47 del 1985. Infatti, solo in questo modo potranno essere esaminate le domande relative al condono del 1994 e a quello del 2003, altrimenti non esaminabili, in quanto ancora manca il livello di pianificazione paesaggistica di competenza dell'amministrazione dei beni ambientali. Voglio ricordare a me stesso e a questo Parlamento che la Regione Campania è ancora l'unica Regione in Italia sprovvista di un piano paesaggistico, cioè di una legge che regoli, attraverso le proprie norme, lo sviluppo del territorio e la tutela del paesaggio. Questo non è ancora consentito a noi cittadini campani e di questo dobbiamo ringraziare i governi regionali della sinistra degli ultimi vent'anni. Questo non significa, peraltro, che non venga garantito, attraverso il riferimento alla legge n. 47 del 1985, con l'utilizzo del criterio sussidiario del primo condono, un adeguato grado di protezione ambientale. Infatti, l'articolo 33 della legge n. 47 del 1985 indica in maniera chiara i casi di incondonabilità assoluta e l'articolo 32 quello di condonabilità relativa, nel senso che la pratica è ammessa a sanatoria solo dopo il parere favorevole della soprintendenza. Occorre dunque ripristinare la formulazione originale del primo comma dell'articolo 25 del decreto-legge, che l'emendamento votato ieri in Commissione ha modificato e quindi modificandolo produrrebbe, se questa Assemblea conferma il voto di ieri in Commissione, la possibilità che la ricostruzione nei Comuni colpiti dal terremoto dell'isola d'Ischia non avvenga. Per questo chiedo, innanzitutto al mio Gruppo e al mio Capogruppo, un'attenta riflessione su questo tema, estremamente importante, che Forza Italia da quindici anni sta portando avanti in Campania, perché avverte l'esigenza di risolvere una situazione che ha prodotto tanta sofferenza a molti cittadini campani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. PATUANELLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G25.100 e G25.102 e parere contrario sull'ordine del giorno G25.101. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti nonché sull'emendamento aggiuntivo 25.0.1. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo esprime parere contrario per quanto riguarda gli emendamenti e parere conforme al relatore sugli ordini del giorno. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE.