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Allo stesso modo, le esperienze drammatiche vissute nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) ci dicono che i luoghi dove andranno a stare gli anziani o le persone che hanno debolezze devono assolutamente avere personale formato e non possono essere luoghi in cui non c'è lo sguardo e il controllo di quello che è, complessivamente, il sistema anche formativo del personale, oltre all'adeguatezza dei numeri. Adesso si è deciso già di implementare le risorse della sanità per più di 3 miliardi di euro. Credo che sceglieremo di investire molte risorse in sanità e diventa fondamentale, in questo momento, spendere bene. Diventa fondamentale, allora, se vogliamo che non si disperdano in rivoli, ma che queste risorse vadano davvero ad incidere, rafforzare ad esempio le strutture di progettazione e le centrali di committenza. Anche all'interno del Ministero della salute abbiamo bisogno che la capacità di progettazione e di controllo a livello centrale sia tale, che possa poi incidere ed essere effettivamente una guida per i livelli territoriali. Questo è ciò che volevo dire a proposito della sanità. Tutti noi poi abbiamo riflettuto sul fatto che bisogna rivedere il Titolo V della Costituzione, forse definendo anche con specifiche leggi ordinarie le materie di competenza esclusiva e concorrente. Il Partito Democratico ha presentato un progetto di legge costituzionale per reinserire la clausola di supremazia, sostanzialmente inserendo due punti. Intanto normando la Conferenza Stato-Regioni, che in questa fase è stata molto importante, ma che di fatto non è normata e invece va normata, perché questa sua importanza venga regolata, rispetto agli atti che poi assume, e poi definendo una clausola di supremazia. Laddove c'è l'interesse nazionale, che deve essere reinserito, deve esserci per lo Stato la possibilità di intervenire. Alcuni ritengono che già ora, a Costituzione vigente, questo sia possibile, tuttavia in questa esperienza abbiamo visto che troppe cose in alcuni momenti non hanno funzionato come avrebbero dovuto nel rapporto fra Stato e Regioni. Penso quindi che su questo ci sia bisogno di un intervento del Parlamento. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Emanuele. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, inizio il mio intervento con un numero: 607.863, all'attenzione del senatore Coltorti. La Regione Lombardia è la Regione che ha effettuato più tamponi in tutta Italia. (Applausi). Io non accetto che, in una discussione relativa a un decreto-legge che tratta tutt'altro rispetto alla Lombardia, si dicano delle falsità - perché queste sono falsità - e si muova un attacco a una istituzione, ma soprattutto a una popolazione, che ha subito una tragedia. Lo dico al senatore Coltorti, di cui io, fino a oggi, avevo grande stima: io ho perso degli amici giovani, ho perso delle persone che mi erano care e non accetto che si attacchi strumentalmente una situazione di questo tipo. (Applausi) . Da settimane siamo di fronte ad attacchi totalmente strumentali, biecamente politici, che non hanno nulla a che vedere con l'analisi di quella situazione, davvero tragica, che abbiamo dovuto affrontare. Voglio vedere voi, chiusi in casa, con un bambino di sette anni, come ho fatto io, ad ascoltare nella strada ambulanze su ambulanze, persone che morivano e non certo per le carenze del servizio lombardo. (Commenti) . PRESIDENTE. Vi pregherei, su questi temi, di lasciare parlare l'oratore. Ciascuno può apprezzare o meno, ma non credo che siano argomenti su cui possiamo fare polemica o disturbare. (Applausi). Prego, senatore. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Mi rivolgo al MoVimento 5 Stelle, al senatore Coltorti. Oggi siamo qui a discutere della conversione di un decreto-legge che è stato presentato dal presidente Conte, dal ministro Speranza, dal ministro Bonafede e dal ministro Gualtieri. Dove sono? Dove sono oggi a discutere di questa cosa, di quella che, di fatto, è una maxisanatoria amministrativa? Ecco che cos'è. (Applausi). Abbiamo semplicemente assistito: un decreto-legge che è passato alla Camera, che è stato varato il 25 marzo e approvato alla Camera il 14 maggio. Oggi che giorno è? Questa è la centralità del Parlamento? Questo è il rispetto per i rappresentanti del popolo? (Applausi). È più facile attaccare la Lombardia. Ma andiamo a vedere le altre Regioni che cosa hanno fatto, i numeri che hanno dovuto subire; vediamoli, cerchiamo di capire qual è il problema. Io apprezzo - anche se non sono d'accordo - l'intervento della senatrice Pinotti: vogliamo fare una riflessione? Facciamola, ma la facciamo pacatamente, senza utilizzare i media , senza utilizzarli biecamente per cercare di attaccare una parte politica. (Applausi). Perché è così che si fa politica. Da quando sono piccolo ascolto i discorsi in queste Aule e mi hanno sempre insegnato che qui dentro si deve fare politica, non si deve portare il proprio rancore personale. E scusate se oggi lo sto portando, perché io oggi sono lombardo, sono brianzolo e sono orgoglioso di esserlo! (Applausi). Non accetto quando si infanga l'onore della mia terra. In questo provvedimento si doveva parlare di equilibrio, di rispetto della Costituzione. Dov'è il rispetto della Costituzione? Andiamo a sanare atti amministrativi a posteriori , come hanno già detto altri miei colleghi. Ma di cosa stiamo parlando? (Applausi). Il decreto-legge, come dicevo, è una maxisanatoria. La discussione è stata totalmente inesistente, perché si è svolta solo alla Camera dei deputati: si sa, noi del Senato non contiamo nulla. Gli emendamenti sono stati respinti in blocco. Io personalmente ho predisposto emendamenti che riportavano al centro questa Assemblea, ma non perché vogliamo avere noi l'ultima parola, ma perché, anche in fase emergenziale, un uomo solo al comando, quale è il presidente Conte, anche lui, può sbagliare. Noi riteniamo che abbia sbagliato tanto, ma in generale chiunque può sbagliare. Dobbiamo ricordare al presidente Conte e a tutto il Governo di ascoltare, che è una dote rara oggi. (Applausi). Ascoltare è la prima dote. Se non ascoltiamo, prima o poi sbagliamo. (Applausi). Dov'è il presidente Conte? Questo è un decreto per lui perché questo, come dicevo prima, serve a colmare i vuoti di costituzionalità che forse ci siamo dimenticati. Noi qui siamo a dire: presidente Conte, quanto ha fatto prima va bene; le diamo la possibilità di decidere delle nostre vite. Io non lo accetto e non do in mano al presidente Conte la mia vita, io la do in mano al Parlamento, perché è qui che dobbiamo decidere le regole. Nel presidente Conte vedo colui che ha attaccato di più la Regione Lombardia. Ricordiamocelo! Ma quando si dice che ci deve essere rispetto istituzionale tra Regioni e Stato centrale, la cosa deve essere reciproca. Io ho visto quando il Presidente del Consiglio non ha dato minimamente ascolto agli appelli che sono arrivati dalle Regioni. Non ha mai dato ascolto perché doveva andare dalla D'Urso. (Applausi).