[pronunce]

Al di sotto di tale ultima soglia, la pena originariamente scelta dal legislatore della novella era esclusivamente la multa prevista dal secondo comma dell'articolo in oggetto; la fattispecie, tuttavia, risulta oggi depenalizzata in virtù di quanto dettato dall'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8 (Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell'art. 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67), così come confermato, da ultimo, anche dalla giurisprudenza di legittimità (Corte di cassazione, sezione terza penale, sentenza 6 aprile 2018, n. 15436). 5.4.- Nell'ottica del maggior rigore sanzionatorio perseguito dalla riforma, va rimarcato che la legge n. 92 del 2001 ha inciso sulla pena detentiva da comminare, aggravata sia nel minimo (portata da uno a due anni), sia nel massimo (aumentata da quattro a cinque anni) rispetto a quanto previsto dalla disposizione previgente. Quanto alla pena pecuniaria, la stessa risulta autonomamente disciplinata e non più regolata attraverso l'esplicito richiamo, in origine contenuto nell'abrogato art. 2 della legge n. 50 del 1994, al trattamento dettato dal TULD per le altre violazioni doganali, proporzionato al valore dell'imposta evasa. La disposizione censurata, introdotta dalla novella del 2001, prevede, invece, una pena pecuniaria proporzionale correlata alla quantità della merce oggetto del contrabbando, a sua volta commutata in termini monetari sulla base di un valore predeterminato dal legislatore (cinque euro per ogni grammo convenzionale di t.l.e. illegalmente introdotto nel territorio nazionale). 6.- Il trattamento sanzionatorio riservato dal legislatore al fenomeno criminale del contrabbando di t.l.e. appare dunque caratterizzato da un evidente maggiore rigore rispetto a quanto previsto per le altre violazioni doganali considerate dal TULD. Oltre alla già rimarcata differenza afferente al criterio di determinazione della multa, va infatti evidenziato che, per le altre violazioni doganali, la pena detentiva, congiunta alla pena pecuniaria, viene riferita alle ipotesi aggravate previste dall'art. 295, secondo comma, del relativo TULD o al caso, previsto dal terzo comma dello stesso articolo, in cui l'ammontare dei diritti evasi superi l'importo di euro 49.993,03. Sotto questo versante, va inoltre sottolineato che il massimo edittale relativo alla pena detentiva, prevista per le ipotesi aggravate in questione (cinque anni), coincide con quello dettato per l'ipotesi semplice di contrabbando relativo ai t.l.e. , di cui all'art. 291-bis, primo comma, del medesimo TULD; fattispecie, quest'ultima, soggetta, peraltro, ad un apparato circostanziale autonomo, quello dettato dal successivo art. 291-ter del TULD, con la previsione di un massimo di pena in coerenza ancora più elevato, pur a fronte di condotte materiali sostanzialmente analoghe. 7.- Una siffatta differenziazione di regime trova motivazione nel diverso disvalore criminale che va ascritto ai detti fenomeni delittuosi. 7.1.- Il bene giuridico tutelato dalle violazioni doganali, compreso il contrabbando sanzionato dalla norma indubbiata, è la potestà dello Stato (e dell'Unione europea) alla puntuale percezione dei tributi. L'essenza comune degli illeciti in esame è data, infatti, dall'inosservanza dei "diritti di confine" da riscuotere in relazione alle operazioni doganali; diritti che, così come descritti dall'art. 34 del TULD, ricomprendono, oltre ai dazi (risorsa propria dell'Unione), anche le accise sui consumi, tra le quali ultime va annoverata quella legata alla commercializzazione del tabacco lavorato in Italia, disciplinata dal decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative). Di qui la coerente collocazione sistematica del contrabbando di t.l.e. all'interno del TULD, realizzata dalla legge n. 92 del 2001 anche in considerazione dei profili di armonizzazione all'epoca perseguiti, in tema di frode agli interessi finanziari di matrice comunitaria, dalla Convenzione sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, fatta a Bruxelles il 26 luglio 1995, ratificata e resa esecutiva con la legge 29 settembre 2000, n. 300. 7.2.- Malgrado tali momenti di contatto, l'ipotesi delittuosa legata al contrabbando di t.l.e. , sin dalla sua originaria previsione, ha sempre mantenuto un profilo di autonomia rispetto alle altre violazioni doganali penalmente sanzionate, come confermato sia dallo specifico tenore della disciplina di riferimento, sia dal diverso peso afflittivo che, con riguardo alla pena detentiva in particolare, sin dalla legge n. 50 del 1994, caratterizza il relativo trattamento sanzionatorio. 7.2.1.- Per quanto di primario rilievo, la tutela delle entrate finanziarie non assorbe in modo esaustivo l'area di interesse coperta dalle previsioni sanzionatorie correlate alle violazioni doganali. Se per le ipotesi di contrabbando che hanno ad oggetto merce diversa dai t.l.e. in genere l'ulteriore valore tutelato è offerto dal leale dispiegarsi delle dinamiche concorrenziali (in ragione del complessivo tenore dell'art. 32 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea), per la fattispecie in disamina viene invece in considerazione il diverso e certamente maggiore allarme sociale che tale forma di contrabbando suscita. 7.2.2.- Il contrabbando di t.l.e. è, infatti, fenomeno criminale che - come del resto testualmente si ricavava in considerazione del tenore letterale dell'art. 1, comma 1, della legge n. 50 del 1994 - interseca gli interessi della criminalità organizzata, allettata dagli ingenti profitti che tale iniziativa illecita garantisce immediatamente. Profitti, questi, che risultano acquisiti secondo percorsi analoghi a quelli propri di altri traffici transnazionali (inerenti agli stupefacenti, alle armi, all'immigrazione clandestina), notoriamente dominati dalle organizzazioni criminali; e che costituiscono, a loro volta, l'utile provvista da reimpiegare in altre iniziative, non necessariamente illecite, secondo tecniche sempre più sofisticate. 7.2.3.- Le condotte che la fattispecie in esame mira a sanzionare, dunque, in quanto destinate a ledere l'ordine e la sicurezza pubblica, ben più di quanto possa ritenersi per le altre violazioni doganali, sono causa di significativi danni nei confronti dello Stato, non esclusivamente limitati al profilo finanziario delle entrate non percepite. Si impongono per il legislatore, quindi, risposte, sul piano della repressione, diverse e più pregnanti rispetto a quelle previste per le altre ipotesi di contrabbando. 7.3.- Il peculiare disvalore criminale del contrabbando di t.l.e. porta inoltre a differenziare la relativa disciplina da quella dettata per l'illecita commercializzazione dei tabacchi lavorati nazionali.