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Viene, altresì, prevista la preclusione a concorrere per le società che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti, e, quindi, evasori fiscali accertati. Inoltre, ai fini delle certificazioni e degli accertamenti in materia di antimafia, viene espressamente previsto per le società fiduciarie, per i fondi di investimento e per i trust che detengano, anche indirettamente, partecipazioni al capitale o al patrimonio di società concessionarie di giochi pubblici, l'obbligo di dichiarare l'identità del soggetto mandante. L'inosservanza di tale obbligo comporta il divieto di partecipazione a procedure di evidenza pubblica per l'ottenimento delle concessioni. Le società per le quali, al momento dell'entrata in vigore della legge, sia ancora in corso l'ottenimento di concessioni in materia di giochi pubblici devono fornire, su richiesta dell'AAMS, l'elenco dei soci che detengono partecipazioni fiduciarie, trust o fondi. Per coloro che detengono una quota superiore al 5 per cento del relativo patrimonio la dichiarazione concernente l'identità del mandante è obbligatoria. Tale previsione assume un'estrema importanza, anche in ragione di una rilevata insufficiente attività di vigilanza da parte dell'AAMS in materia di rilasci delle concessioni di giochi, con particolare riferimento alla necessità di accertamento della reale identità dei soggetti mandanti, esercenti attività in materia di giochi pubblici. Solo dal 2011 è stata inserita una norma nella legge di stabilità per il 2011 in riferimento ai requisiti di trasparenza, onorabilità e solidità economica per tali soggetti. Ora si tratta di rendere ancora più stringenti tali previsioni normative per permettere di conoscere con esattezza chi sono i proprietari delle concessionarie che manipolano ingenti quantità di denaro e che gestiscono intricate strutture societarie, con sede nei paradisi fiscali, dai Caraibi al Lussemburgo. Il rilascio di concessioni nel comparto dei giochi è materia delicatissima; quella con il maggior rischio di infiltrazioni mafiose. Le norme per una maggiore trasparenza della movimentazione dei flussi di denaro e dell'effettiva identità delle società concessionarie per l'esercizio dei giochi costituisce la principale architrave di un disegno riformatore in materia. L'articolo 12 introduce sanzioni penali per omessa dichiarazione ed evasione tributaria anche per gli operatori esercenti attività di gioco. Tale disposizione è volta a colpire l'evasione tributaria anche in materia di giochi, mediante l'estensione applicativa anche a tali ipotesi delle conseguenze sanzionatorie derivanti dall'ipotesi di «omessa dichiarazione», ai sensi della nuova disciplina dei reati tributari (decreto legislativo 10 marzo 2000, n.74), punita anche con la reclusione da uno a tre anni e non solo con la sanzione pecuniaria. In tal modo coloro che non hanno adempiuto a tale obbligo incorrono alle medesime sanzioni previste per altre tipologie di evasori, contemplate dall'articolo 5 del medesimo decreto legislativo n. 74 del 2000, concernente i delitti in materia tributaria. Da rilevare che l'estensione delle previsioni relative ai reati tributari anche alle attività di giochi pubblici trova il suo fondamento nell'articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, che stabilisce il collegamento obbligatorio in rete per la gestione telematica degli apparecchi da gioco, ai fini della trasmissione dei dati all'AAMS e del relativo prelievo erariale unico. L'articolo 13 prevede sanzioni e ammende per il gioco d'azzardo e per il gioco illegale e irregolare, in considerazione della necessità di rafforzare il vigente impianto sanzionatorio e dei controlli per i casi di esercizio abusivo nello svolgimento di attività di giochi e scommesse. A tale fine viene integralmente riformulato l'articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, concernente interventi nel settore del gioco e delle scommesse clandestine e tutela della correttezza nello svolgimento delle manifestazioni sportive, allo scopo di elevare le sanzioni penali e le ammende per tutte le ipotesi di esercizio abusivo, attualmente molto basse: autorizzazioni o licenze inefficaci, difetto di licenze, mancanza totale di autorizzazioni o licenze e di concessioni, violazione delle prescrizioni di legge per chiunque organizzi, eserciti, raccolga anche a distanza, o favorisca attività di gioco e scommesse, rilevando, ai fini della punibilità, anche la violazione di prescrizioni di legge nell'ambito della produzione, importazione, distribuzione e installazione di apparecchi e congegni da intrattenimento. Viene, altresì, riformulato in modo più definito e circoscritto l'esercizio abusivo in tale settore, essendo qui il concetto agganciato alla mancanza di prescritta autorizzazione o licenza ai sensi dell'articolo 88 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni (TULPS), parificandone gli effetti anche alle ipotesi di autorizzazione o licenza inefficace. Viene, inoltre, ampliata la platea dei soggetti esercenti, rilevando, ai fini dell'applicazione della pena, anche la posizione di intermediario di terzi e di coloro che favoriscono la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettati in Italia e all'estero. Viene introdotta, nei casi di condanna per i reati più gravi (ossia per mancanza di autorizzazione o licenza, o in difetto di entrambe, o in mancanza di concessione) anche la previsione della confisca delle attrezzature da parte degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria. Infine, viene modificato il comma 9 dell'articolo 110, del TULPS, riguardante i giochi d'azzardo a mezzo di apparecchi vietati, innovando sia per quanto attiene alla trasformazione di alcune sanzioni amministrative in delitti, sia con l'introduzione di ulteriori pene concomitanti di tipo interdittive (chiusura dell'esercizio), sia con l'introduzione di tipologie di giochi non attualmente ricompresi, sia con l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie; rilevano nell'ambito di tale modifica, anche le nuove previsioni volte a sanzionare le violazioni delle disposizioni previste dal citato articolo 110, mediante la sospensione dall'elenco dei concessionari, gestori ed esercenti nel settore dei giochi, per un periodo da sei mesi a un anno e, laddove ne ricorrano gli estremi più gravi, ossia per le ipotesi di più violazioni commesse nell'arco di un triennio per le medesime trasgressioni, mediante cancellazione dallo stesso elenco con carattere di definitività e revoca della concessione. L'articolo 13, oltre a modificare le sanzioni già previste, intende inasprire le sanzioni interdittive, applicabili a danno dei titolari di pubblici esercizi e locali commerciali responsabili delle violazioni in materia di gioco, la cui applicazione non lascia spazi a valutazioni discrezionali, né in via cautelativa né in via di irrogazione definitiva, in modo da poter esplicare con la massima efficacia la funzione di deterrenza che gli è propria.