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In caso di accertato totale o parziale inadempimento degli obblighi di dichiarazione di cui all'articolo 3, nonché in caso di presentazione di dichiarazioni risultate in tutto o in parte incomplete ovvero non veritiere, il Giudice delegato, applicando le norme contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, applica, per gli inadempimenti relativi a ciascuna dichiarazione, l'articolo 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 2. Di ogni caso di violazione, in qualsiasi forma, degli obblighi di dichiarazione di cui all'articolo 3, il Giudice delegato informa il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei ministri e i Presidenti delle Camere. Art. 9. (Sanzioni per le violazioni dell'obbligo di astensione) 1. Se, in violazione dell'obbligo di astensione di cui agli articoli 5, comma 3, e 6, commi 1 e 4, il titolare di una delle cariche di cui all'articolo 2 prende una decisione, adotta un atto, partecipa a una deliberazione od omette di adottare un atto dovuto, conseguendo per sé o per uno dei soggetti di cui all'articolo 3, comma 5, un vantaggio economicamente rilevante e differenziato rispetto a quello conseguito dalla generalità dei destinatari, ovvero un vantaggio economicamente rilevante e incidente su una categoria ristretta di destinatari della quale il medesimo fa parte, il Giudice delegato, applicando le norme contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, delibera una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore al doppio e non superiore al quadruplo del vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dai soggetti interessati. 2. Le impugnazioni contro la delibera di cui al comma 1, ovvero contro la sua mancata adozione previa messa in mora, sono regolate dal rito sommario di cognizione di cui al decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. Art. 10. (Sanzioni per inottemperanza alla diffida) 1. In caso di inottemperanza, entro il termine assegnato, alla diffida di cui all'articolo 7, il Giudice delegato, applicando le norme contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, delibera nei confronti dell'impresa una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore al doppio e non superiore al quadruplo del vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dall'impresa stessa. 2. Le impugnazioni contro la delibera di cui al comma 1, ovvero contro la sua mancata adozione previa messa in mora, sono regolate dal rito sommario di cognizione di cui al decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. Art. 11. (Abrogazioni) 1. Sono abrogati: a) la legge 20 luglio 2004, n. 215, ad esclusione degli articoli 7 e 9, limitatamente alla disciplina del contingente di personale attribuito al Giudice delegato, ivi compreso il personale comandato, al cui onere finanziario si provvede sulla base delle risorse acquisite ai sensi dell'articolo 10, comma 7- bis, della legge 10 ottobre 1990, n. 287; b) la legge 5 luglio 1982, n. 441. Art. 12. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .