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Conversione in legge del decreto-legge 5 dicembre 2022, n. 187, recante misure urgenti a tutela dell'interesse nazionale nei settori produttivi strategici. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto alla conversione in legge del decreto-legge 5 dicembre 2022, n. 187, recante misure urgenti a tutela dell'interesse nazionale nei settori produttivi strategici, come di seguito si illustra. L'articolo 1 contiene una disposizione resa urgente dal carattere emergenziale assunto dalla crisi energetica. Il comma 1 declina, in capo alle imprese che gestiscono a qualunque titolo impianti e infrastrutture di rilevanza strategica per l'interesse nazionale nel settore della raffinazione di idrocarburi, l'obbligo di garantire, con ogni mezzo, la sicurezza degli approvvigionamenti, nonché il mantenimento, la sicurezza e l'operatività delle reti e degli impianti, imponendo al contempo alle medesime imprese di astenersi da comportamenti che possano mettere a rischio la continuità produttiva e recare pregiudizio all'interesse nazionale. Il comma 2 individua un ulteriore obbligo in capo alle imprese che operano nei settori sopraddetti. In particolare quando vengano in rilievo rischi di continuità produttiva che possono recare pregiudizio all'interesse nazionale, conseguenti a sanzioni imposte nell'ambito dei rapporti internazionali tra Stati, l'impresa ne deve dare tempestiva comunicazione al Ministero delle imprese e del made in Italy , al fine dell'urgente attivazione delle misure a sostegno e tutela previste dalla legge, nel quadro degli aiuti di Stato compatibili con il diritto europeo. Il comma 3 è dedicato a misure di carattere emergenziale. È previsto che, se il rischio è imminente, l'impresa possa chiedere al Ministro delle imprese e del made in Italy di essere ammessa a procedura di amministrazione temporanea. A tal fine, il successivo comma 4 prevede che l'amministrazione temporanea sia disposta per un periodo massimo di dodici mesi, prorogabile una sola volta fino a ulteriori dodici mesi. Si specifica che la predetta amministrazione comporta la sostituzione degli organi di amministrazione e controllo, senza applicazione dell'articolo 2383, terzo comma, del codice civile, e la nomina di un commissario che subentra nella gestione, e che la stessa è condotta secondo le ordinarie disposizioni dell'ordinamento, al fine di evitare pericoli di pregiudizio all'interesse nazionale alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, nell'interesse dell'impresa e senza pregiudizio per la stessa, per i soci, per i lavoratori, per i titolari di rapporti giuridici attivi o passivi. È previsto che gli eventuali utili maturati durante l'esercizio non possono essere distribuiti se non al termine dell'amministrazione temporanea. Il comma 5 stabilisce che l'amministrazione temporanea è disposta con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , con il quale è nominato il commissario, che può avvalersi anche di società a controllo o a partecipazione pubblica operante nei medesimi settori e senza pregiudizio della disciplina in tema di concorrenza. Con il medesimo decreto sono altresì stabiliti termini e modalità della procedura. L'ammissione alla procedura di amministrazione temporanea può essere disposta, secondo quanto previsto dal comma 6, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica anche indipendentemente dalla istanza di cui al comma 3, nel caso in cui ricorra un grave ed imminente pericolo di pregiudizio all'interesse nazionale alla sicurezza nell'approvvigionamento energetico. Le disposizioni si applicano sino al 30 giugno 2023, come previsto dal comma 2. L'articolo 2 introduce interventi di sostegno economico alle imprese destinatarie di misure esercitate nell'ambito dei poteri di cui al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, che disciplina la materia dei poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché in alcuni ambiti ritenuti di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni. L'articolo in esame interviene in questa cornice e prevede, al comma 1, che successivamente all'esercizio dei predetti poteri, il Ministero delle imprese e del made in Italy valuti, su istanza dell'impresa notificante, la sussistenza di specifici presupposti ai fini dell'accesso con priorità al Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività di impresa. Il comma 2 del predetto articolo prevede che il Ministero delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, su richiesta dell'impresa, possa chiedere alla società Cassa depositi e prestiti Spa, di valutare con priorità la sussistenza dei presupposti per accedere al patrimonio destinato di cui all'articolo 27 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. Il comma 3 stabilisce che, nei due anni successivi all'esercizio dei poteri speciali, l'impresa è ammessa a formulare istanza per l'accesso prioritario agli strumenti dei contratti di sviluppo e degli accordi per l'innovazione. Infine, il comma 4 prevede che i criteri generali per l'effettuazione delle valutazioni di cui ai precedenti commi, nonché i termini e le modalità procedimentali per l'accesso alle misure di sostegno, siano definiti con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Dal 2012 al 31 dicembre 2021, su circa 1.300 operazioni sottoposte al vaglio del golden power , il potere di veto è stato esercitato in cinque casi. La necessità di rendere competitivo il Paese, anche grazie all'attrazione di investimenti esteri, orientando a questi scopi le politiche pubbliche, richiede opportuni strumenti di valutazione, sulla base delle diffuse tendenze mondiali. Infatti, mentre nel 2009 meno di due terzi dei Paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) disponeva di meccanismi di revisione degli investimenti per proteggere i loro interessi essenziali in materia di sicurezza, la quota è attualmente dell'87 per cento e continua a crescere. Pertanto, al contrario, proprio il rafforzamento dei profili di sicurezza e di tutela dei presidi nazionali strategici, accompagnato da un clima regolatorio favorevole agli investimenti, può considerarsi un efficace strumento di attrattività per gli investitori stranieri. L'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 5 dicembre 2022, n. 187, recante misure urgenti a tutela dell'interesse nazionale nei settori produttivi strategici. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Misure a tutela dell'interesse nazionale nel settore degli idrocarburi)