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In deroga a quanto previsto dal comma 1, in relazione al diverso impatto igienico-sanitario, il consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la costruzione di nuovi cimiteri, l'ampliamento di quelli già esistenti o la costruzione di crematori a una distanza inferiore a 200 metri dal centro abitato, purché non oltre il limite di 50 metri dall'abitato e non vi ostino ragioni igienico-sanitarie. 5 . Restano salve le situazioni di fatto delle perimetrazioni cimiteriali, delle costruzioni cimiteriali e delle installazioni crematorie, esistenti alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, dovute a distanze cimiteriali inferiori ai limiti minimi stabiliti dal comma 4. 6 . In deroga a quanto previsto dal comma 1, il consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto cimiteriale, autorizzando l'ampliamento di edifici preesistenti o la costruzione di nuovi edifici per dare esecuzione ad un'opera pubblica o all'attuazione di un intervento urbanistico, purché la zona di rispetto, determinata ai sensi del medesimo comma l, non venga a ridursi al di sotto dei 50 metri e non vi ostino ragioni igienico-sanitarie o di future espansioni previste dal piano cimiteriale. 7 . All'interno della zona di rispetto, per gli edifici esistenti sono consentiti interventi di recupero ovvero interventi funzionali alloro utilizzo, escluso l'ampliamento. Non sono consentiti cambi di destinazione d'uso che comportano riflessi in termini di notevole aumento della presenza di persone o aumento di rumore oltre i limiti stabiliti dall'apposito piano comunale. 8 . La cappella privata familiare costruita fuori dal cimitero può essere destinata solo alla sepoltura di cadaveri, resti mortali, esiti di fenomeni cadaverici trasformativi e conservativi, ceneri e ossa di persone della famiglia che ne è proprietaria, degli aventi diritto, dei conviventi more uxorio , di persone che abbiano acquisito particolari benemerenze per la famiglia proprietaria, che si evidenzi da regolare atto pubblico. 9 . I progetti di costruzione, ampliamento o modifica delle cappelle private familiari sono approvati dal comune, in conformità alle previsioni dello strumento urbanistico, con oneri interamente a carico del richiedente, sentita l'unità sanitaria locale competente. I progetti riportano, oltre alle caratteristiche della cappella, anche l'intera zona di rispetto con la relativa descrizione geomorfologica e, se prevista l'inumazione di feretri, l'indagine idrogeologica dei suoli. Le sepolture presenti nelle cappelle private familiari devono rispondere ai requisiti prescritti per le sepolture private nei cimiteri. Le cappelle, di norma, non sono aperte al pubblico. Per i sepolcri di particolare interesse storico-architettonico, è ammessa l'apertura al pubblico, previa autorizzazione di almeno uno dei concessionari. 10 . La costruzione, la modifica, l’ampliamento e l’uso delle cappelle private familiari sono consentiti solo quando esse siano circondate da una zona di rispetto con un raggio minimo di 25 metri dal perimetro della cappella, e sono altresì dotate eventualmente di ossario e cinerario. La zona di rispetto è gravata dal vincolo di inedificabilità e inalienabilità fintanto che le cappelle mantengono la destinazione d'uso per la quale sono costruite o se contengono cadaveri, resti mortali, ossa o ceneri. Venendo meno anche una sola di tali condizioni si determina la scadenza della concessione. È possibile la compravendita dell'area e degli edifici interessati, dopo che sia avvenuta la traslazione dei cadaveri, dei resti mortali, delle ossa o delle ceneri, in altro luogo tra quelli consentiti dalla legge e, conseguente, definitiva cessazione della funzione sepolcrale. 11 . In deroga a quanto previsto ai commi 1 e 4, il consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la costruzione di nuovi edifici o il cambio di destinazione d'uso di edifici preesistenti situati all'interno dei centri abitati da destinare alla collocazione di urne cinerarie o di cassette di resti ossei. 12 . È riservata alle regioni e ai comuni, nell'ambito delle rispettive competenze, la facoltà di fissare limiti o distanze superiori rispetto a quelli indicati dal presente articolo. 13 . Al fine dell'acquisizione dei pareri della competente azienda sanitaria locale, previsti dal presente articolo, decorsi inutilmente due mesi dalla data della richiesta, i pareri si ritengono espressi favorevolmente». 5 (Sostituzione dell'articolo 339 del testo unico delle leggi sanitarie) 1 L'articolo 339 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, è sostituito dal seguente: «Art. 339. -- 1 . Costituisce trasporto di salma il suo trasferimento, eseguito in modo da non impedire eventuali manifestazioni di vita, dal luogo di decesso ai locali di osservazione, quali: il servizio mortuario sanitario, il deposito di osservazione comunale, l'obitorio, la struttura per il commiato, l'abitazione del defunto fino ad una distanza non superiore a 600 chilometri sul territorio nazionale, ed entro 48 ore dalla morte, indipendentemente dalla circostanza che sia o meno intervenuto l'accertamento di morte. Costituisce trasporto di cadavere il trasferimento del feretro dal luogo ove è avvenuta l'osservazione al luogo di destinazione, sia esso un cimitero, un crematorio o un luogo di onoranze. Il trasporto funebre, intendendosi tale il trasporto di salma o di cadavere previamente identificato a cura dell'incaricato del trasporto, è riservato ai soggetti titolati alla sua esecuzione, da effettuare con mezzo funebre e con il personale necessario, secondo le normative vigenti in materia d'igiene e sanità pubblica, e con i relativi servizi funebri, di tutela della salute, nonché della sicurezza dei lavoratori. L'addetto al trasporto di un cadavere riveste le funzioni di incaricato di pubblico servizio. Non costituisce trasporto di salma e di cadavere il trasferimento interno al luogo di decesso quando questo è in una struttura sanitaria. Tale trasferimento è svolto unicamente da personale incaricato dalla direzione sanitaria. che a nessun titolo può essere collegato ad un esercente l'attività di pompe funebri o trasporto funebre. La gestione dei servizi mortuario e obitoriale, svolta in contrasto con quanto disposto dal presente articolo, cessa alla scadenza di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. 2 . Nella definizione di trasporto di cadavere sono altresì compresi la sua raccolta e la decorosa composizione nel feretro, il prelievo di quest'ultimo con il relativo trasferimento, compresa l'eventuale sosta per cerimonie religiose e civili, e la consegna al personale incaricato della sepoltura o della cremazione. I comuni devono controllare che nello svolgimento dei trasporti funebri, come pure nelle operazioni cimiteriali, sia presente un numero di addetti pari a quanto individuato nei documenti di valutazione dei rischi. 3 .