[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 188 VERDUCCI La seduta inizia alle ore 13. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il presidente VERDUCCI riferisce sugli esiti della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari della scorsa settimana; in quella sede si è convenuto di integrare l'ordine del giorno della Commissione con l'esame in sede redigente del disegno di legge n. 1635 , recante "Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione emozionale nelle scuole d'infanzia, primaria e secondaria". Si è inoltre convenuto di svolgere un breve ciclo di audizioni informali in merito all'affare assegnato sulla restituzione di beni culturali illecitamente esportati (n. 566). Prende atto la Commissione. IN SEDE CONSULTIVA Proposta di 'Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc 572 Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Esame e rinvio) Il presidente VERDUCCI avverte che il senatore Cangini, designato dal presidente Nencini come co-relatore insieme a lui, ha comunicato di rinunciare a tale incarico. Poiché il presidente Nencini oggi non è presente, comunica che svolgerà egli stesso la relazione introduttiva in sua sostituzione. Prende atto la Commissione. Il presidente VERDUCCI ( PD ) illustra, in sostituzione del relatore, presidente Nencini, l'atto in titolo, ricordando come, per rispondere alla crisi pandemica provocata dal COVID-19, i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell'Unione europea (UE) abbiano chiesto alla Commissione europea di presentare, a fine maggio, un ampio pacchetto di proposte che associ il futuro Quadro finanziario pluriennale (QFP) con uno specifico impegno per la ripresa nell'ambito dello strumento denominato Next Generation EU (NGEU). Nell'ambito del Next Generation EU, il più importante strumento previsto è senza dubbio il dispositivo per la ripresa e la resilienza. In particolare, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza, è attualmente in corso di completamento sulla base delle indicazioni contenute nell'accordo politico raggiunto al citato Consiglio europeo. Il dispositivo mette a disposizione degli Stati membri, per programmi di investimento e riforme, 672,5 miliardi di euro, di cui 312,5 miliardi di euro in sussidi e 360 miliardi di euro in prestiti. Secondo le prime stime elaborate dal Governo, le risorse complessive che confluirebbero in Italia ammonterebbero a 208,6 miliardi di euro, di cui 127,6 miliardi di euro a titolo di prestiti e 81 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni. Gli Stati membri dovranno predisporre dei Piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) per definire il programma nazionale di riforme e investimenti per gli anni 2021-2023; ricorda quindi le procedure per la definizione dei Piani che la Commissione europea valuterà entro due mesi dalla presentazione, in base a una serie di criteri, tra cui segnalala coerenza con le raccomandazioni specifiche per Paese, il rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza sociale ed economica dello Stato membro e il contributo effettivo alla transizione verde e a quella digitale. I Piani saranno poi approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, entro 4 settimane dalla proposta della Commissione. Il 15 settembre 2020 il Governo ha trasmesso alle Camere le "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" assegnato alle Commissioni 5a e 14a e, per il parere, a tutte le altre Commissioni. Secondo l'Esecutivo, le Linee guida sono coerenti con il Piano di Rilancio presentato a giugno scorso; in quel contesto, si evidenziava, tra l'altro, la necessità di rafforzare la tutela dell'immenso patrimonio artistico, culturale e naturale e, nello stesso tempo, di promuoverne la fruizione, consolidandone le potenzialità e la capacità di attrazione di flussi turistici. Inoltre, nell'ottica dell'inclusione sociale, il Governo mira a garantire un livello più uniforme di accesso all'istruzione e alla cultura, con particolare riferimento alla conoscenza degli strumenti digitali. Nelle Linee guida si afferma l'intenzione, tra l'altro, di raddoppiare il tasso medio di crescita dell'economia italiana, portandolo quantomeno in linea con la media UE; di aumentare gli investimenti pubblici per portarli almeno al 3% del PIL; di portare la spesa per ricerca e sviluppo (R&S) al di sopra della media UE (2,1% rispetto all'attuale 1,3% italiano, secondo i dati del Governo); di conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare all'attuale media UE; di elevare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale; di ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici; di abbattere l'incidenza dell'abbandono scolastico e dell'inattività dei giovani: a tale riguardo segnala che secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2019 il tasso di abbandono scolastico in Italia è stato del 13,5%, a fronte del 10,2% nell'Unione europea; di migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati. Secondo quanto riportato nelle Linee guida, il PNRR italiano dovrà affrontare quattro sfide strategiche: 1) migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell'Italia; 2) ridurre l'impatto sociale ed economico della crisi pandemica; 3) sostenere la transizione verde e digitale; 4) innalzare il potenziale di crescita dell'economia e la creazione di occupazione sarà costruito secondo la seguente sequenza logica. Per affrontarle, il PNRR si articolerà in sei missioni, che rappresentano le aree tematiche strutturali di intervento, a loro volta suddivise in cluster (insiemi) di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Infine, ai vari cluster saranno collegate una o più politiche di supporto e di riforma (sostegno agli investimenti pubblici e alla ricerca e sviluppo e riforme della PA, del fisco, della giustizia e del lavoro). Dopo aver elencato le sei missioni, sottolinea che per quanto concerne la missione n. 1, "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", l'Esecutivo punta, tra l'altro, alla digitalizzazione dell'istruzione e alla promozione dell'industria culturale. Per quanto concerne la missione n. 4, "Istruzione, formazione, ricerca e cultura", il PNRR punterà a migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione in termini di ampliamento dei servizi per innalzare i risultati educativi, anche attraverso interventi per allineare ai parametri comunitari il rapporto numerico docenti/discenti per classe. Saranno anche adottate iniziative per la riqualificazione, formazione e selezione del personale.