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Ricordo ai colleghi che il precariato, come evidenziano i dati, è aumentato in percentuale importante, troppo importante, in Italia e che forse siamo uno dei Paesi in cui c'è stato e c'è più precariato, laddove vi sono Paesi, come la Germania, che utilizzano il contratto a termine nella misura dell'11 per cento. (Applausi dal Gruppo M5S) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 3.0.4, presentato dal collega Nannicini, e per cercare di fare una riflessione brevissima, che però, a mio modo di vedere, tenta di dare un senso ai voti che stiamo per esprimere. Parto da una riflessione fatta dal professor Massimo D'Antona in un suo saggio, secondo il quale la questione centrale per il futuro del diritto del lavoro è quella di equilibrare le protezioni del lavoro oltre la subordinazione, senza rinunciare alla tutela specifica di quest'ultima. L'urgenza di apprestare un nuovo principio regolatore attiene alla dimensione politica della partita. Appunto, la dimensione politica della partita: questo mi sarei aspettato da un Governo del cambiamento e non questa specie di ossessione luddista di distruggere tutto quanto fatto dai Governi Renzi e Gentiloni Silveri. Senatore Paragone, fa paura non la parola dignità, ma la vostra mancanza di cultura del lavoro. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . Ma si sa, ad impossibilia nemo tenetur e l'obbligazione che lei, ministro Di Maio, ha contratto con il Paese si è trasformata in una prestazione impossibile e, con questo provvedimento, diventa tutto più chiaro, soprattutto per i lavoratori. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.4, presentato dal senatore Nannicini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 3.0.3 mi mette nelle condizioni di fare una breve analisi dal punto di vista del merito e della forma, sapendo che in politica la forma è sostanza. Nel merito, con l'emendamento in oggetto proponiamo delle decontribuzioni a carico del lavoratore pari a un punto percentuale per l'anno 2019, a due punti percentuali per l'anno 2020, a tre punti percentuali per l'anno 2021 e a quattro punti percentuali per l'anno 2022. Da questo emendamento, con tutte le proposte inanellate dal collega Nannicini, emerge in modo chiaro, univoco e non equivoco la proposta politica del Partito Democratico, che è legittima - mi rifaccio all'intervento del ministro Di Maio di ieri, che è stato molto corretto e garbato - così come la vostra proposta è altrettanto legittima, diametralmente opposta alla nostra. Sappiamo e siamo consapevoli che ogni Governo che si è insediato, nella storia della Repubblica, ha avuto l'obiettivo principale del bene comune e, tra gli altri, quello di combattere la precarietà e dare un lavoro dignitoso agli italiani. Nel merito, però, il tema è quale terapia si va a somministrare: il paziente si rivolge a un medico, che gli somministra una terapia; un altro medico gli somministra un altro tipo di terapia; a distanza di tempo si capirà - a volte, non sempre - se c'è una terapia sbagliata. Noi siamo convinti, legittimamente, a differenza vostra, che la terapia contenuta nel decreto dignità sia tossica, sia nociva, sia letale per la dignità del lavoro e per gli italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . Tuttavia, ne riconosciamo la legittimità. Quanto alla forma, che in politica è sostanza, ci sono due forze politiche che hanno fatto - e si sono contraddistinte, per la loro relativa cifra - delle battaglie politiche negli ultimi anni e nella campagna elettorale e si sono materializzate nel contratto gialloverde. Ecco, secondo noi, non c'è una coerenza ed invito gli italiani a leggere anche una sola pagina del contratto gialloverde: sul tema del lavoro, secondo noi, ci sono delle incongruenze o, comunque, niente o poco o solo un alito è stato fatto, che trova scarsa forma e concretezza nel decreto-legge dignità. Anzi, ci sono delle sostanziali contraddizioni. E qual è l'altra contraddizione? Che fate un decreto di urgenza e nel momento in cui un Governo propone un'urgenza su alcuni temi, mi viene spontaneo pensare che per prima cosa si prenda almeno spunto dal preambolo di quella pagina dedicata al lavoro. Ebbene, non devo farla io la lettura e non dovete farla voi, la devono fare gli italiani. Ministro Di Maio, sa quando si scoprirà chi ha ragione o torto, al di là della danza di natura dialettica all'interno di quest'Aula? Tra sei mesi. Tra sei mesi ci sarà una sentenza inoppugnabile: ci saranno i dati e quei dati sul lavoro e sull'occupazione dovranno essere comparati con i dati dell'occupazione e della qualità dell'occupazione al 4 marzo. In quel momento, con il monitoraggio, gli italiani vedranno chi ha ragione e chi ha torto. Oggi, noi siamo all'opposizione e voi avete il potere. Però, sfortunatamente per gli italiani e con preoccupazione per noi, quella sarà la sentenza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.3, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.6. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, sostengo questo emendamento che è teso a contrastare le false cooperative e ci serve, in fondo, colleghi, per ragionare su quello che stiamo facendo. Lei, Vice Presidente, ha già dichiarato più volte che occorre intervenire contro le false cooperative per la concorrenza sleale, per i diritti dei lavoratori che vengono stracciati e per problemi con la criminalità organizzata. Ora, perché votate no a questo emendamento? Per una ragione molto semplice: per una ragione di propaganda, una propaganda che si tradurrà in un boomerang per voi. Voi non avete posto la fiducia su questo provvedimento, ma avete proceduto peggio che se aveste posto la fiducia, perché nelle Commissioni non avete consentito che ci fosse una discussione reale. Abbiamo fatto una finzione: nelle Commissioni non si è discusso nemmeno dei pareri dell'Ufficio tecnico del bilancio, che ha sollevato questioni cui il Governo non ha risposto: non una risposta. Alla faccia del rispetto del Parlamento! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la rappresentante del Governo, sottosegretario Castelli.