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diminuzione secca delle tasse; meno burocrazia, ma davvero; investimenti ; buoni del tesoro poliennali (BTP) a quindici anni a tasso inferiore a 1. Voi che fate? Il cashback per tre miliardi. Alleviamo tutti fighetti che pagano tre euro con la carta, ma non distinguono una mucca da un toro. (Applausi) . Stornate questi soldi e metteteli ai ristori. Quei fighetti, poi, prendono il reddito di cittadinanza e aspettano la pensione. Il sistema Italia è così piazzato. Noi abbiamo 3.500 miliardi di debito (2.600 pubblico certificato); due finanziarie in fase di digestione (da 40 miliardi più 40); debiti commerciali per 50 miliardi di euro; scostamenti - con oggi - per 160; crediti fiscali dei contribuenti quantificati in 50 miliardi; acquisto di titoli di Stato dalla Banca centrale europea per 350-400 miliardi. Quella è stampa di moneta: nel momento in cui cessasse, bisognerebbe pagarla. Il recovery fund è di 209 miliardi di euro e deve essere usato solo in conto capitale, non in sostituzione, da restituire direttamente o indirettamente, da realizzare a step . L'Italia in questa situazione - e voi lo sapete - non è neanche in grado di progettare le opere. Ci sono poi altri debiti, secondo me nascosti, ma sto indagando e la prossima volta riferirò. Ci sono i prestiti bancari, mutui e fidi, per 2.300 miliardi, che sono aumentati a seguito delle garanzie dello Stato e anche per le giuste proroghe del rimborso delle rate. Abbiamo in attivo 1.900 miliardi di depositi; qualcuno pensa di espropriarli, ma sostengono i prestiti. Le azioni e obbligazioni ammontano a 2.300-2.500 miliardi (sono cifre variabili). Gli immobili oggi sono in crisi nera - la verità è questa - escluse certe situazioni. Ho letto negli ultimi giorni che c'è una scuola di pensiero, di economisti che vengono dai dem statunitensi, dalla socialdemocrazia tedesca e dall'OCSE, che dicono che chi è sovrano della moneta non fallisce: ne può stampare quanta ne vuole. L'Italia non può, perché è nell'euro. Non dico di uscire, perché non è possibile, ma la ricetta, non potendo stampare, è una sola, quella che ho indicato in partenza: produrre ricchezza. Non c'è altra scelta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, gentili colleghi, senatori e senatrici, stiamo vivendo giorni molto particolari per il nostro Paese: incertezza, paura e rabbia sono i sentimenti che prevalgono nei cittadini dopo un anno di dolore e di sacrifici causati da questa terribile pandemia. A questi si aggiunge chi ha spregiudicatamente deciso di far nascere una crisi di Governo in un momento così delicato. Oggi non è tempo di demolire ma di costruire. È il momento di dimostrare dignità, responsabilità, rispetto dei principi morali e personali. Obbligo morale è avere come unico, imprescindibile obiettivo quello di lavorare a testa bassa per le priorità del popolo italiano, mettendosi al loro servizio. (Applausi) . Serve impegnarsi notte e giorno per continuare a trovare soluzioni ai problemi del Paese. All'Italia non serve chi non vuole risolverli e preferisce in questo momento crearne altri; non serve a questo Paese chi, in questo tragico frangente, ha scelto gli interessi propri e di partito e di giocare con il futuro della vita degli italiani. Come già indicato da tutti gli esperti, la curva dei contagi non è rassicurante. Saremo ancora costretti sulla strada delle misure restrittive, dolorose ma inevitabili. Grazie all'arrivo dei vaccini, speriamo di poter allentare presto le eccezionali misure di contenimento della pandemia. La diffusione dell'epidemia preoccupa per la tenuta del Sistema sanitario nazionale e ha richiesto l'adozione di provvedimenti difficili da parte del presidente del Consiglio Conte e del suo Esecutivo, che noi sosteniamo convintamente. (Applausi) . Gli italiani sono chiamati a lottare, a resistere, ad affrontare importanti sacrifici. Nei loro confronti, per onorare il ruolo che ricopriamo con le mani libere attraverso le nostre scelte, dobbiamo dimostrare grande senso di responsabilità, umiltà e rispetto; scelte che inevitabilmente hanno ripercussioni su attività produttive e operatori economici, su lavoratrici e lavoratori, su intere famiglie, verso cui abbiamo l'obbligo morale di dare sostegno immediato. (Applausi) . Dobbiamo dare risposte a chi chiede supporto. Per sostenere il paese sono stati stanziati oltre 100 miliardi: 25 miliardi per il decreto-legge cura Italia, 55 per il decreto-legge rilancio, 25 per il decreto-legge agosto e otto miliardi ad ottobre; una cifra ingente di risorse messe in campo in un solo anno per evitare una grave depressione economica e favorire la ripresa celere. Non ci sono crisi di Governo, personalismi e scelte irresponsabili che debbano rallentare le azioni a sostegno della Nazione. Le priorità fin dall'inizio della pandemia sono la tutela dei cittadini e il sostegno alle attività produttive e ai lavoratori. In uno scenario economico e sociale che non ha precedenti nella nostra storia, nel momento più difficile della storia della Repubblica, bisogna avere il coraggio di fare delle scelte, senza alcun indugio. Continuiamo con gratitudine e orgogliosi a sostenere il presidente Conte e la linea di Governo assunta. Lo facciamo anche votando a favore dello scostamento di bilancio e del conseguente decreto-legge ristori. Vanno cercati non onori e ringraziamenti nel fare la cosa giusta, ma solo la dignità, che si può indossare e che è l'unico vero premio a cui si deve tendere nel fare il proprio dovere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, sono state giornate convulse quelle che abbiamo vissuto in questa settimana, in un momento così delicato e particolare per il Paese. Da un anno il futuro del nostro Paese, per la crisi sanitaria ed economica, è incerto. Ieri abbiamo assistito in quest'Aula all'ennesimo voto di fiducia; possiamo dire forse all'ennesimo voto al fotofinish - è finita infatti in questo senso - ottenendo il Governo una semplice maggioranza aritmetica. È chiaro che tutto è legittimo costituzionalmente e che in questo momento l'aritmetica è dalla parte del Governo, ma non lo è sicuramente la politica. Quella attuale è una maggioranza solo apparente che si mantiene in vita per accanimento terapeutico, direi. Per ironia della sorte, proprio in quest'Aula a poche ore dal voto di ieri, si affronta un provvedimento molto importante, quello dello scostamento di bilancio, per il quale la maggioranza e il Governo non hanno i numeri sufficienti a favore. Quindi la realtà, dopo poche ore, oggi bussa già alla porta del Governo. Oggi parliamo del sesto scostamento di bilancio in un anno: 32 miliardi, che si sommano ai 159 e fanno 191 miliardi; soldi - come tutti sappiamo - a debito sulle future generazioni.