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Ai fini dell'iscrizione degli alunni al primo anno di corso delle istituzioni scolastiche statali secondarie di primo grado, le medesime istituzioni sono tenute ad acquisire l'attestazione di ammissione al successivo grado di istruzione obbligatoria dalla piattaforma di cui al primo periodo. Ai fini dell'iscrizione degli studenti al primo anno di corso delle istituzioni scolastiche statali secondarie di secondo grado, le medesime istituzioni sono tenute ad acquisire l'attestazione di superamento dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, comprensivo del voto finale, dalla piattaforma di cui al primo periodo. L'attestazione di cui all'ottavo periodo è valida ai fini dell'ammissione all'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d'istruzione ». 2. All'articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le parole: « e i contenuti dei moduli formativi relativi ai due anni successivi alla conferma in ruolo » sono soppresse. 3. All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, il primo periodo è sostituito dal seguente: « Il “Piano delle arti” è adottato con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministro della cultura e con il Ministro dell'università e della ricerca, nel limite delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente ». 4. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, parte I, titolo I, il capo II è abrogato. 5. Al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2, dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4 - bis . I servizi educativi per l'infanzia sono caratterizzati da un progetto educativo in continuità con la scuola dell'infanzia e spazi, tempi e organizzazione coerenti con tale progetto. Nei servizi educativi per l'infanzia opera personale educativo qualificato in possesso del titolo di accesso di cui all'articolo 14, comma 3, del presente decreto. Non rientrano tra i servizi educativi per l'infanzia i servizi ludico-ricreativi o di mero accudimento »; b) all'articolo 5, comma 1, dopo la lettera f) è aggiunta, in fine, la seguente: « f-bis) attiva azioni di monitoraggio, che coinvolgono le regioni e gli enti locali, in merito all'impiego delle risorse del Fondo nazionale di cui all'articolo 12, delle risorse regionali della programmazione dei servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia di cui all'articolo 12, comma 4, e delle risorse stanziate dagli enti locali per gli interventi previsti dal Piano di azione nazionale pluriennale di cui articolo 8 »; c) all'articolo 6, comma 1, lettera e) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e lettera f-bis) . A tal fine, verificati i dati comunicati dagli enti locali in merito all'impiego delle risorse e alla coerenza degli stessi con la programmazione regionale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano li convalidano e li trasmettono al Ministero dell'istruzione e del merito »; d) all'articolo 7, comma 1, lettera c) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e trasmettono annualmente i dati relativi al monitoraggio statale e regionale in merito all'impiego delle risorse del Fondo di cui all'articolo 12. A tal fine, rendicontano l'utilizzo delle risorse statali, regionali e comunali per l'attuazione degli interventi previsti dal Piano di azione nazionale pluriennale di cui all'articolo 8 del presente decreto »; e) all'articolo 8, il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Alla scadenza del Piano di azione nazionale pluriennale vigente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro dell'istruzione e del merito, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adotta i successivi Piani di azione nazionale di durata quinquennale »; f) all'articolo 10, comma 5, il secondo periodo è soppresso; g) all'articolo 12, comma 2, lettera b) , dopo le parole: « dei servizi educativi per l'infanzia » sono inserite le seguenti: « pubblici e privati accreditati » e dopo le parole: « e della loro qualificazione » sono aggiunte le seguenti: « , anche al fine di ridurre la partecipazione economica delle famiglie »; h) all'articolo 14, comma 3, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: « Continuano ad avere validità per l'accesso ai posti di educatore dei servizi educativi per l'infanzia la laurea triennale L-19 e la laurea quinquennale LM-85bis, purché conseguite entro l'anno accademico 2018/2019. Continuano altresì ad avere validità per l'accesso ai posti di educatore dei servizi educativi per l'infanzia i titoli previsti dalle previgenti normative regionali, purché conseguiti entro gli specifici termini previsti dalle stesse e, comunque, non oltre l'anno scolastico o accademico 2018/2019 ». TITOLO III ULTERIORI MISURE DI SEMPLIFICAZIONE Capo I MISURE DI SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA DI UNIVERSITÀ Art. 18. (Semplificazione della procedura di conferimento del titolo di professore emerito delle università) 1. L'articolo 111 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, è sostituito dal seguente: « Art. 111. – 1 . Ai professori ordinari, entro due anni dalla data di collocamento a riposo o di accettazione delle dimissioni, può essere conferito il titolo di professore emerito qualora abbiano prestato servizio nel ruolo di professore di prima fascia per almeno venti anni, e il titolo di professore onorario qualora tale servizio abbia avuto la durata di almeno quindici anni. 2 . Il titolo è conferito con decreto del rettore, previa deliberazione della Facoltà o Scuola cui l'interessato apparteneva all'atto della cessazione dal servizio, tenuto conto della qualità e della continuità della produzione scientifica del professore. 3 . Ai professori emeriti non compete alcuna prerogativa accademica. L'elenco dei professori emeriti è pubblicato sul sito internet istituzionale dell'ateneo. 4 . Il titolo di professore emerito non può essere conferito a coloro che hanno subito provvedimenti disciplinari più gravi della censura o hanno riportato condanne penali passate in giudicato per delitti dolosi commessi nell'esercizio delle funzioni accademiche nonché a quanti hanno, in ogni caso, causato discredito all'ateneo. 5 . Con successivo decreto del Ministro dell'università e della ricerca possono essere definiti ulteriori requisiti ai fini del conferimento del titolo ». Art. 19. (Semplificazione della procedura di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle università) 1. All'articolo 6 della legge 9 maggio 1989, n. 168, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 9, le parole: