[pronunce]

L'ambito applicativo della disposizione censurata va, dunque, delimitato alle sole risorse non impegnate, delle quali viene disposta una nuova programmazione per il conseguimento degli obiettivi di rilevanza nazionale; obiettivi che, nel caso in esame, sono costituiti da esigenze di contenimento della spesa pubblica. Tale interpretazione della disposizione censurata appare coerente con l'affermazione della stessa difesa statale laddove, a sostegno dell'infondatezza del ricorso, ha evidenziato che la riduzione riguarderebbe risorse destinate a copertura degli oneri relativi a mutui che le Regioni possono contrarre, con esclusione, quindi, di quelli relativi a mutui già contratti. 3.3.- In ogni caso, l'esclusione degli impegni finanziari già assunti dall'ambito applicativo della misura in contestazione ha ricevuto positivo riconoscimento nella successiva legge 28 dicembre 2015, n. 209 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018), della quale forma parte integrante lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno 2016 (Tabella n. 10). Dall'esame di esso emerge, infatti, che per l'anno finanziario 2016 l'importo iscritto al capitolo n. 7141 (Concessione di contributi per capitale ed interessi, derivanti dall'ammortamento dei mutui garantiti dallo Stato che le ferrovie in regime di concessione ed in gestione commissariale governativa possono contrarre per la realizzazione degli investimenti), sostitutivo del precedente capitolo 7304, è identico a quello del 2015. D'altra parte, anche per quanto riguarda l'anno finanziario 2015 la mancata applicazione della contestata riduzione risulta provata - oltre che dalle concordi dichiarazioni di entrambe le parti - dall'invarianza dell'importo iscritto al medesimo capitolo n. 7141 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno 2015, allegato, in Tabella n. 10, alla legge 23 dicembre 2014, n. 191 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017). Tale invarianza dell'appostazione contabile conferma l'efficacia non retroattiva della disposizione impugnata e, quindi, la mancata applicazione della riduzione da questa prevista agli impegni finanziari già assunti.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto con il ricorso indicato in epigrafe; 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 359, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015), promossa, in riferimento all'art. 97 della Costituzione, dalla Regione Veneto, con il ricorso indicato in epigrafe; 2) dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 359, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2015), promossa, in riferimento agli artt. 3, 117, terzo e quarto comma, 118 e 119 Cost. nonché al principio di leale collaborazione di cui all'art. 120 Cost., dalla Regione Veneto, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 2016. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 maggio 2016. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA