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Art. 6 1. Il comma 2 dell'art. 117 del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1› giugno 1989, n. 256, è sostituito dai seguenti: " 2. Il rimborso degli assegni scaduti di validità può avvenire: a) mediante esibizione dei titoli, entro il quarto mese successivo a quello di vidimazione, presso qualsiasi ufficio postale che provvede, in tal caso, al rimborso stesso; b) mediante nuovi assegni tratti su appositi conti di servizio a favore degli aventi diritto; c) mediante postagiro tratti sugli stessi conti di cui alla lettera b) a favore di quelli intestati agli aventi diritto. 2-bis. Per ogni assegno rimborsato deve essere corrisposto il diritto fisso previsto dall'art. 134 del codice postale e delle telecomunicazioni, salvo quanto stabilito dai successivi commi del presente articolo.". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 31 gennaio 1992 COSSIGA ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei Ministri VIZZINI, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni DE MICHELIS, Ministro degli affari esteri ROGNONI, Ministro della difesa FORMICA, Ministro delle finanze MARTELLI, Ministro di grazia e giustizia SCOTTI, Ministro dell'interno CARLI, Ministro del tesoro Visto, il Guardasigilli: MARTELLI Registrato alla Corte dei conti il 24 marzo 1992 Atti di Governo, registro n. 85, foglio n. 16 Nota all'art. 6: - Si trascrive il testo dell'art. 117 del regolamento approvato con D.P.R. 1› giugno 1989, n. 256, come modificato dall'art. 6 del presente decreto, nonché dell'art. 134 del codice postale e delle telecomunicazioni, approvato con D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156: "Art. 117 D.P.R. n. 256/1989 (Rimborso degli assegni scaduti). - 1. Gli assegni trasferibili e non trasferibili, presentati all'incasso dopo il periodo di validità e non ancora caduti in prescrizione, sono rimborsabili all'avente diritto, dietro domanda da redigersi su apposito modulo fornito dall'amministrazione. 2. Il rimborso degli assegni scaduti di validità può avvenire: a) mediante esibizione dei titoli, entro il quarto mese successivo a quello di vidimazione, presso qualsiasi ufficio postale che provvede, in tal caso, al rimborso stesso; b) mediante nuovi assegni tratti su appositi conti di servizio a favore degli aventi diritto; c) mediante postagiro tratti sugli stessi conti di cui alla lettera b) a favore di quelli intestati agli aventi diritto. 2- bis Per ogni assegno rimborsato deve essere corrisposto il diritto fisso previsto dall'art. 134 del codice postale e delle telecomunicazioni, salvo quanto stabilito dai successivi commi del presente articolo. 3. Sono esenti dal pagamento del diritto fisso i rimborsi degli assegni non giunti a destinazione, di quelli recapitati dopo il periodo di validità, di quelli emessi in esenzione di tassa per causa di servizio, di quelli tratti a favore di militari della Marina imbarcati sulle navi e di quelli di cui al comma 6 dell'art. 128. 4. Se l'assegno è di importo inferiore al diritto fisso, questo deve essere pagato dal richiedente e convertito in francobolli, che sono applicati dall'ufficio accettante sulla domanda di cui al comma 1 ed annullati. 5. La rinnovazione degli assegni diretti ai militari può essere eseguita a favore degli uffici pagatori delle Forze armate dello Stato che abbiano pagato i titoli durante il periodo di validità ai sensi dell'art. 9 ma che non abbiano ottenuto il relativo rimborso dall'amministrazione prima della scadenza del periodo di validità. 6. Le operazioni di rinnovazione di cui al comma precedente sono esenti dal pagamento del diritto fisso nel caso in cui la mancata presentazione degli assegni durante il periodo di validità, al fine di ottenere il rimborso dall'amministrazione, non sia imputabile agli uffici pagatori delle Forze armate". "Art. 134 D.P.R. n. 156/1973 (Validità degli assegni postali Prelevamenti urgenti). - Gli assegni sono validi per due mesi oltre quello in cui è avvenuta l'apposizione del visto, e sono pagabili, entro tale termine, in un determinato ufficio della località indicata dal traente, o in tutti gli uffici postali, secondo che eccedano o meno i limiti di importo fissati con decreto del Ministro per le poste e le telecomunicazioni. Trascorso il termine sopra indicato, il loro importo è rimborsato agli aventi diritto che ne facciano richiesta entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'assegno è stato vistato, con le modalità stabilite dal regolamento e con l'addebito del diritto fisso determinato ai sensi dell'art. 7. Presso gli uffici, abilitati al pagamento degli assegni fiduciari, possono essere ammessi a pagamento anche gli assegni tratti dal correntista a proprio favore, e non preventivamente vistati dall'ufficio dei conti correnti, nei limiti e con le modalità stabilite con decreto del Ministro per le poste e le telecomunicazioni, sentito il consiglio di amministrazione".