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Tra queste, si segnala la previsione di cui al comma 1, lettera a), dove si prevede la facoltà per le Autorità di sistema portuale e l'Autorità portuale di Gioia Tauro di accordare delle riduzioni dei canoni concessori sia per le concessioni dei beni demaniali di cui all'articolo 36 del codice della navigazione, sia per le concessioni per i servizi portuali di cui agli articoli 16, 17 e 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sia infine per i canoni relativi alle concessioni per la gestione di stazioni marittime e servizi di supporto a passeggeri. Inoltre, al comma 3, lettera b), dello stesso articolo 202, si estende di un anno la durata di tutte le concessioni di aree in ambito portuale, sia per il settore passeggeri e merci (il cui flusso ha subito una drastica riduzione soprattutto nell'ambito crocieristico), sia per il settore della cantieristica navale (settore anch'esso in sofferenza per contrazione del mercato), nonché per quelle turistico ricreative, anche per mantenere o ristabilire un equilibrio con i piani economico-finanziari delle concessioni in essere. La Relatrice ritiene, quindi, che il testo in esame non presenti profili di contrasto con i principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AS 1800 Conversione in legge del decreto-legge 10 maggio 2020, n. 30, recante misure urgenti in materia di studi epidemiologici e statistiche sul SARS-COV-2 DDL 1800 Conversione in legge del decreto-legge 10 maggio 2020, n. 30, recante misure urgenti in materia di studi epidemiologici e statistiche sul SARS-COV-2 (Parere alla 12 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La senatrice FEDELI ( PD ), relatrice, illustra il decreto-legge in conversione, che risponde alla necessità di raccogliere dati per disporre di studi epidemiologici e di statistiche affidabili e complete sullo stato immunitario della popolazione italiana, indispensabili per delineare le caratteristiche epidemiologiche e sierologiche fondamentali, tuttora poco conosciute, del virus SARS-COV-2. A tal fine, il provvedimento reca una disciplina relativa ai profili attinenti alla tutela dei dati personali, all'organizzazione di una piattaforma tecnologica presso il Ministero della salute, alla definizione dei campioni di individui da sottoporre ad analisi sierologica, alla conservazione e studio dei campioni raccolti, nonché alle esigenze pratiche relative all'acquisizione di beni e servizi (anche informatici), al conferimento di incarichi di lavoro autonomo da parte dell'ISTAT e alle norme di copertura finanziaria. Sulla base di questa specifica disciplina, potrà essere svolta un'indagine di sieroprevalenza, gestita dal Ministero della salute e dall'ISTAT, volta a stabilire la percentuale di individui, rispetto all'intera popolazione italiana, che presentano, nel siero ematico, gli anticorpi al virus SARS-COV-2. In tal modo, sarà possibile disporre di un quadro sull'effettivo "stato immunitario" della popolazione, superando le difficoltà di valutazione basate sulla rilevazione dei soggetti che abbiano contratto l'infezione, che spesso non comprendono i casi asintomatici o con sintomi lievi, e sarà possibile delineare le caratteristiche epidemiologiche, cliniche e sierologiche del virus, ivi compreso il suo tasso di letalità. Tutto ciò renderà possibile adeguare le misure di profilassi e di contenimento e le decisioni strategiche nel settore sanitario e socio-sanitario. Per quanto riguarda gli aspetti di maggiore attinenza all'ordinamento dell'Unione europea, richiama, in particolare, il comma 1 dell'articolo 1, che autorizza il trattamento dei dati personali, anche genetici e relativi alla salute, per fini statistici e di studi scientifici, nell'ambito di un'indagine di sieroprevalenza, richiamando a tal fine le eccezioni al divieto di trattamento dei dati personali di natura genetica, biometrica o relativi alla salute, previste agli articoli 9 e 89 del regolamento europeo sulla privacy (regolamento (UE) 2016/679). In particolare, l'articolo 9 del regolamento europeo prevede tali eccezioni, per motivi di interesse pubblico (lettera g ) e per motivi di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica, o a fini statistici (lettera j). In entrambe le categorie di eccezioni, il trattamento deve comunque rispettare il principio di proporzionalità rispetto alla finalità perseguita, lo spirito del diritto alla protezione dei dati e deve prevedere misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti fondamentali e gli interessi degli interessati. Inoltre, l'articolo 89, paragrafo 1, del regolamento precisa che, per quanto riguarda il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici, devono essere predisposte misure tecniche e organizzative al fine di garantire il rispetto del principio della minimizzazione dei dati. Tali misure includono preferibilmente il totale anonimato dei dati, o almeno la loro pseudonimizzazione. Per quanto riguarda l'individuazione del responsabile del trattamento, il comma 8 dell'articolo 1 del decreto-legge stabilisce che il Ministero della salute e l'ISTAT si avvalgono, ai sensi dell'articolo 28 del regolamento (UE) 2016/679, della Croce Rossa Italiana, delle regioni, delle province autonome, dei laboratori individuati, nonché dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Il citato articolo 28 del regolamento dispone, infatti, che il titolare del trattamento, possa ricorrere unicamente a responsabili del trattamento che presentino garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate in modo tale che il trattamento soddisfi i requisiti del regolamento stesso e garantisca la tutela dei diritti dell'interessato. Il comma 10 ribadisce che i dati personali siano conservati per il tempo strettamente necessario allo svolgimento delle finalità del decreto e che questi sono comunque cancellati dal Ministero della salute e dall'ISTAT trascorsi quaranta anni dalla raccolta. Parimenti, il comma 11 ribadisce che i dati personali raccolti devono essere trattati nel rispetto dei principi di cui all'articolo 5 del regolamento (UE) 2016/679 (liceità, correttezza, trasparenza, limitazione della finalità, minimizzazione dei dati, esattezza, limitazione della conservazione, integrità, riservatezza, responsabilizzazione), e che questi possano essere utilizzati esclusivamente per il perseguimento delle finalità individuate dal decreto e nei limiti necessari allo svolgimento delle funzioni affidate a ciascuno dei soggetti coinvolti. Infine, il comma 13 prevede che, in ragione dell'urgenza, i soggetti deputati possano provvedere all'acquisizione di beni e servizi (anche informatici) strettamente connessi alle attività di cui al decreto, mediante ricorso alle forme di procedura negoziata prive di pubblicazione di un bando di gara, con la selezione, ove possibile, di almeno cinque operatori economici da consultare. Al riguardo, ricorda che, nella disciplina degli appalti pubblici, tale procedura è ammessa in alcune fattispecie, tra cui i casi di estrema urgenza derivanti da eventi imprevedibili, per i quali i termini per le procedure aperte, le procedure ristrette o le procedure competitive con negoziazione non possano essere rispettati.