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Ciò che vorrei fare oggi, invece, è aprire altre finestre, ovvero guardare al futuro da altre prospettive, perché il provvedimento oggi al nostro esame rappresenta un punto non di arrivo, bensì di partenza, per mettere la nostra scuola in condizioni sempre migliori, affinché possa svolgere con agio la sua fondamentale funzione sociale e di presidio di uguaglianza e democrazia. Lo affermo mossa dall'urgenza che le nuove sfide che si sono affacciate e che si stanno affacciando impongono. Sì, ci impongono di ragionare e di capire, come legislatori, quali nuovi strumenti mettere in campo per sostenere la scuola e accompagnarla in un improcrastinabile percorso di adeguamento a una realtà che cambia e cambia molto velocemente. E lo voglio fare soffermandomi su alcuni punti. Parto dalle materie STEM, ovvero quelle del campo delle scienze, delle tecnologie, dell'ingegneria e della matematica. Noi abbiamo il dovere di sviluppare l'attitudine alla matematica e a queste scienze già nel momento della scuola dell'obbligo, per promuovere nei nostri studenti quell'amore e quell'attitudine alle materie scientifiche che farà sì che essi scelgano percorsi universitari in questo campo in cui oggi abbiamo una forte carenza di iscritti. E lo dimostra l'ultimo rapporto OCSE-Pisa, che rileva che, alla fine della scuola media di primo grado, solo un bambino su quattro e una bambina su otto si vedono proiettati in un campo lavorativo attinente alle materie scientifiche, tecnologiche, matematiche e ingegneristiche. E lo dico da umanista, che riconosce che la formazione e la didattica delle materie matematiche devono essere implementate. Noi dobbiamo aiutare i nostri insegnanti ad aggiornarsi. Lo dico perché è in queste materie che si sviluppa la capacità della ricerca di una soluzione per tentativi, per applicazioni, e si impara che il fallimento è non una sconfitta, ma una crescita, perché si impara ad accettare l'errore e a vederlo non come un ostacolo sulla strada del raggiungimento di un obiettivo, ma come una opportunità di crescita. (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo sviluppo di queste attitudini, che sono fondamentali in un mondo che ci vorrebbe tutti competitivi e proiettati verso la vittoria senza ostacoli, fallimenti e sconfitte, deve essere accompagnato da un percorso di promozione e implementazione delle arti e dello studio della storia delle nostre arti all'interno dei nostri percorsi scolastici. Infatti, le storie dell'arte, della musica, della danza, del teatro e del cinema costituiscono nuovi approcci pedagogici per studiare in modo più divertente, proficuo e creativo anche altre materie. Ci sono già dei percorsi innovativi e sperimentali in questo senso. Penso - per esempio - al teatro applicato allo studio della matematica. Inoltre, occorre ritrovare con sempre più convinzione e coltivare quella sensibilità nei confronti del nostro patrimonio culturale e, con essa, la coscienza critica, necessaria per pretendere tutela e conservazione adeguate ed esigere una piena fruizione del nostro patrimonio, nel perimetro di una valorizzazione che non ceda a logiche neoliberiste di un mercato predatorio anche nel nostro mondo dei beni culturali. (Applausi dal Gruppo M5S) . La cultura, infatti, è una risorsa, ma non è petrolio; essa va non sfruttata, ma rinnovata e sempre generata. E tutto questo deve essere propedeutico alla valorizzazione delle professioni nel mondo dei beni culturali, perché solo così noi metteremo mani sapienti laddove ve ne è bisogno e promuoveremo il volontariato laddove si può e si deve promuoverlo per una partecipazione della cittadinanza. Infine, vorrei richiamare l'attenzione anche sull'importanza di implementare i nostri percorsi di legislatori nel campo dell'informazione, della conoscenza e delle nuove tecnologie, nuovi sistemi ed ecosistemi digitali in cui noi tutti oggi viviamo, per una nuova alfabetizzazione e per l'acquisizione di tutti quegli strumenti che devono essere antidoto all'estrema semplificazione - e qui parlo anche a noi stessi - che porta alla generazione di narrative e propagande anche di odio, razzismo e intolleranza che dobbiamo sconfiggere, riportando questo Parlamento e la società ad avere il valore della complessità, dell'approfondimento e dell'articolazione. (Applausi dai Gruppi M5S e PD e della senatrice De Petris) . Devono essere un antidoto alle fake news e quindi a un sapere che non è più tale; è una costruzione di un pensiero critico, di un'opinione che non sappiamo più su cosa si basi. Ma si tratta anche di fake news che minano la ricerca, la memoria e la trasmissione stesse del nostro sapere e della conoscenza. Infine, devono anche essere antidoto al deep fake : la nuova minaccia che, in ultima analisi, è necessario sconfiggere anche per garantire a tutti i cittadini la libertà di voto e a tutte le istituzioni democratiche una buona salute. Tutti noi, da oggi al nostro futuro, dobbiamo interrogarci su questo e, come legislatori, dobbiamo lavorare insieme per affrontare queste sfide che sono belle e avvincenti e ci stanno aspettando. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto-LeU) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. GRANATO, relatrice . Signor Presidente, intervengo solo per dire che il decreto-legge in esame ha inteso porre rimedio a una serie di situazioni che si sono stratificate nel tempo e che - ne siamo convinti - meritano un approfondimento nel prossimo imminente futuro. Intanto siamo intervenuti su quelle che ritenevamo le criticità più urgenti da risolvere al fine di poter tutelare in modo migliore famiglie e studenti rispetto alla qualità dell'istituzione scolastica e al merito. Ulteriori questioni che purtroppo non è stato possibile affrontare nella maniera in cui avremmo voluto saranno poi demandate a ulteriori provvedimenti che seguiranno di qui ai prossimi mesi. (Applausi dai Gruppi M5S e PD e della senatrice De Petris) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. DE CRISTOFARO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, ringrazio le senatrici e i senatori che hanno voluto anche stamattina con i loro interventi ragionare con il Governo su un tema che ritengo di grande importanza e centralità nel dibattito politico del Paese. Dai loro interventi, anche da quelli critici in verità, e non solo da quelli più favorevoli al provvedimento del Governo, si avverte un'attenzione legittima, giusta e importante - mi verrebbe da dire finanche straordinaria - per quella che ancora oggi, nonostante tutto, nonostante le tante criticità e le tante difficoltà che l'attraversano, è ancora - penso che dobbiamo dirlo a voce alta in quest'Aula - la più grande infrastruttura civile e democratica del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e PD e della senatrice De Petris) . E un grande pilastro democratico. Nonostante tutto, nonostante la sofferenza, nonostante quello che è successo per tanti anni, la nostra scuola, la scuola italiana è ancora là;