[pronunce]

che dette eccezioni non possono essere accolte, in quanto l'ordinanza di rimessione della questione fornisce una motivazione plausibile circa la rilevanza della questione sulla base di considerazioni sulla avvenuta reiterazione di un vincolo preordinato alla espropriazione (servizi per attrezzature collettive) e comportante la assoluta inedificabilità (verde pubblico), senza che vi sia previsione di indennizzo, con conseguente asserita influenza sulla legittimità degli atti impugnati e sulla pretesa di misura riparatoria (indennizzo per la reiterazione del vincolo); che non è possibile, in questa sede, ridiscutere ai fini della rilevanza le considerazioni da cui risulta una motivazione plausibile della stessa rilevanza, come valutata dal giudice a quo; che, nel merito, è sufficiente osservare, ai fini del giudizio di manifesta infondatezza della questione sollevata, che è erroneo il presupposto interpretativo secondo il quale le disposizioni denunciate consentirebbero una indiscriminata reiterazione dei vincoli anzidetti e comporterebbero una esclusione di indennizzo, nel caso che il vincolo sia reiterato; che in realtà neppure si rinvengono altre disposizioni che contengano una disciplina dello specifico settore dell'indennizzabilità o meno dei vincoli urbanistici reiterati, dettata dal legislatore regionale (Friuli-Venezia Giulia), in ogni caso tenuto ad osservare i principi costituzionali desumibili dall'art. 42, terzo comma, della Costituzione ed indicati dalla sentenza della Corte n. 179 del 1999; che, di conseguenza, in base all'art. 64 dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia approvato con legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, si sarebbe dovuta applicare la disciplina relativa alla indennizzabilità degli anzidetti vincoli dopo il primo periodo di durata temporanea (periodo di franchigia da ogni indennizzo) contenuta nelle leggi statali, quale risultante dall'intervenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale (sentenza n. 179 del 1999) del combinato disposto degli artt. 7, numeri 2, 3 e 4, e 40 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e 2, primo comma, della legge 19 novembre 1968, n. 1187, nella parte in cui consente all'Amministrazione di reiterare i vincoli urbanistici scaduti, preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità, senza previsione di indennizzo; che il giudice rimettente avrebbe dovuto applicare i principi già esistenti nell'ordinamento e fare riferimento all'anzidetto quadro normativo statale, quale risultante a seguito della citata sentenza della Corte n. 179 del 1999, anche indipendentemente dalla esistenza o dall'entrata in vigore di uno specifico intervento legislativo sulla quantificazione e sulle modalità di liquidazione dell'indennizzo e, quindi, anche prima della entrata in vigore del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilita), già prorogata dall'art. 5 del decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411 (Proroghe e differimenti di termini), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 31 dicembre 2001, n. 463, e ulteriormente differita, a norma dell'art. 3 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122 (Disposizioni concernenti proroghe in materia di sfratti, di edilizia e di espropriazione); che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 36, comma 1, 37, 38 e 39 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 19 novembre 1991, n. 52 (Norme regionali in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica), sollevata, in riferimento all'art. 42, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Friuli-Venezia Giulia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Fruscella Depositata in Cancelleria il 25 luglio 2002. Il cancelliere: Fruscella