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Tuttavia per il Partito Democratico, colleghi e colleghe, ancora una volta viene prima la lealtà al patto che è stato fatto con i cittadini, perché la loro sicurezza e il loro interesse deve essere sempre messo prima di qualsiasi bandierina elettorale, di qualsiasi strumentalizzazione. In questo senso, in questi due anni il Partito Democratico ha sostenuto convintamente i Governi che si sono succeduti. Non faccio finta che non ce ne sia stato prima un altro, che abbiamo sostenuto convintamente in un periodo molto difficile. Altrettanto convintamente, con grandissima lealtà, sosteniamo il Governo Draghi e tutto il suo Esecutivo, che - è inutile dirlo - ha messo in sicurezza questo Paese. Tuttavia, colleghi e colleghe, vedendo i dati aumentare non possiamo far finta che il provvedimento in esame, per il quale noi votiamo a favore con estrema sicurezza, sia definitivo. Continueremo ad usare la stessa responsabilità, la stessa coerenza e soprattutto la stessa conseguenzialità, perché credo che dobbiamo imparare anche ad essere conseguenti a quello che diciamo, tenendo una linea ferma, non strizzando l'occhio a chi cambia idea ogni giorno. C'è infatti chi vorrebbe un giorno aprire, un giorno chiudere, un giorno aprire a metà o chiudere a metà, a seconda di quello che torna meglio. Per noi la linea è chiara: il Paese che è sicuro dal punto di vista sanitario è un Paese che può recuperare anche dal punto di vista economico. Questo lo dimostrano i dati della sicurezza sanitaria che stiamo raggiungendo, che dicono che possiamo riaprire i cinema, i teatri e gli stadi. Torna la vita sociale di ciascuno di noi, i ragazzi possono stare a scuola e non devono più stare a casa, con gli enormi problemi che, anche dal punto di vista psicologico e di salute mentale, gli ultimi due anni hanno comportato. Siamo sulla strada giusta, come sempre sta a noi, colleghe e colleghi, la scelta se essere all'altezza di questo momento o non esserlo. Credo che votando contro il Governo, com'è accaduto stamani, probabilmente non lo saremo, ma non lo dirà la prossima tornata elettorale. A noi lo dirà qualcosa di ben più importante di un voto nei prossimi mesi o nel prossimo anno e mezzo, o quando sarà: se siamo stati all'altezza del dare un Paese sicuro da tutti i punti di vista alle prossime generazioni, ai nostri figli e ai nostri nipoti, lo diranno soltanto i fatti; non saranno le elezioni a dirci che abbiamo fatto bene, ma lo sapremo soltanto se i nostri figli e i nostri nipoti saranno sicuri prima di tutto dal punto di vista della salute e, poi, dal punto di vista economico; anzi, insieme dal punto di vista economico. Questa è una sfida. Il Partito Democratico sa dove stare, lo ha dimostrato in questi due anni e continuerà a dimostrarlo. Se ci venite dietro farete un piacere a tutto il Paese. (Applausi) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gentile sottosegretario Sileri, cari colleghi senatori, intervengo ancora una volta in dichiarazione di voto - ne sento tutta la responsabilità - su un decreto che va convertito e che è passato sotto la definizione di decreto capienze. È una definizione che a me piace molto, perché è la dimostrazione di quanto la strategia di contrasto alla pandemia da Covid-19, messa in atto dal Governo Draghi, ha avuto successo. Infatti, se parliamo di decreto capienze, se parliamo di riapertura di sale teatrali, di sale da concerto, di locali di intrattenimento musicale ed altro ancora, in zona bianca addirittura al 100 per cento, lo si deve ad una campagna di vaccinazione che ha avuto successo. Il Governo ha inteso accogliere le richieste delle Regioni italiane e della Conferenza delle Regioni perché evidentemente il CTS, che supporta scientificamente il Governo Draghi, ha ritenuto che tali richieste oggi, o meglio quando è stato approvato il decreto capienze, potessero avere accoglienza e potessero essere approvate nel Governo Draghi e poi evidentemente consegnate al Parlamento, perché il decreto-legge venisse convertito nei termini previsti dalla nostra Costituzione. Ritengo, quindi, che questo sia un giorno particolare, al di là delle polemiche che sono nate nel corso della discussione per l'approvazione degli emendamenti, sui quali si è discusso e votato anche in 1 a Commissione. Questo è un giorno positivo, perché è la dimostrazione che, così come ha correttamente e abilmente narrato nel suo intervento il collega Luigi Vitali, il Governo italiano si è saputo distinguere in efficacia e in efficienza rispetto al contrasto alla pandemia da Covid-19, facendo meglio di altri Paesi occidentali e di altri Paesi dell'Unione europea, che invece hanno agito con sciatteria, che spesso in passato veniva attribuita al modus operandi degli italiani. Invece noi abbiamo dato dimostrazione di essere un Paese serio, che si affida a persone qualificate e competenti. Non dimentichiamoci - e lo voglio ricordare ancora una volta - che l'affidamento della responsabilità della campagna di vaccinazioni al generale Figliuolo è stato un grande successo ed è giusto ricordarlo, perché questa è stata la prima delle importanti scelte che hanno adottato Mario Draghi e il Governo che egli presiede. Analogo discorso vale, ovviamente, per la Protezione civile, che ha affiancato il generale Figliuolo in questa campagna, e per le Regioni che gli sono state dietro: bisogna fare un plauso alle Regioni per quanto hanno saputo fare e alle città, che hanno seguito un percorso virtuoso, che ha portato - lo leggo sui giornali di oggi - ad arrivare, caro sottosegretario Sileri, ad una prima somministrazione del vaccino anti-Covid all'86 per cento della platea (sono i dati di ieri). Quindi noi parliamo solo del 14 per cento degli italiani, purtroppo ancora circa sette milioni, che non ha inteso vaccinarsi. Poi vedremo se non l'hanno fatto per paura del vaccino o perché ideologicamente no vax e quindi collocati in quell'alveo di persone che pensano che, a prescindere da tutto, i vaccini facciano male sempre e non solo quello contro il Covid-19. Penso che il decreto-legge in esame, al quale sono stati collegati altri provvedimenti, primo fra tutti quello (che noi riteniamo utile) relativo alla gestione dei dati personali e all'aumento di personale e di appannaggi per l'Autorità garante della privacy , abbia rappresentato una buona occasione per il Governo di ottenere, in questa circostanza, il voto favorevole di una maggioranza parlamentare molto ampia, che evidentemente ha saputo apprezzare i successi di quanto accaduto in Italia in questi mesi, che, come giustamente sottolineava il senatore Vitali, marcano una differenza con altri Paesi, che pure storicamente vengono considerati di grande civiltà e di grande rigore, come la Germania, l'Austria e l'Olanda, che invece oggi, purtroppo, proprio a causa di una bassa percentuale di vaccinati, devono contrastare la pandemia con provvedimenti di restrizione della libertà personale molto severi. Ciò evidentemente contrasta con un modo di fare solitamente molto più serio, che in questo momento pone invece l'Italia ai vertici, come Paese guida, come Paese da prendere ad esempio, caro Sileri, per il senso di responsabilità degli italiani e di tutta l'organizzazione sanitaria.