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Le casse integrazioni sono arrivate con estremo ritardo e la maggior parte degli imprenditori ha dovuto anticipare di tasca propria o si è trovata costretta anche a sostenere le spese delle liquidazioni di coloro che hanno preferito cercare un'opportunità lavorativa altrove. Ciò non solo perché i vari decreti ristori, come nel caso, appunto, del settore ricettivo, hanno la loro base in fondamenta errate o quantomeno sottostimate, cioè la differenza tra il fatturato di aprile 2019 e quello di aprile 2020: è possibile che dietro questa scelta ci sia una logica scellerata, legata al fatto che aprile è uno dei mesi meno indicativi e anche con minor fatturato. La volontà del Governo, quindi, è chiaramente di pagare meno. Tutti sanno che in aprile le località montane si trovano nell'intervallo tra la stagione invernale e quella estiva, mentre le strutture stagionali hanno aperto da poco. In tal modo, i ristori ottenuti (quando arrivati) bastano appena a coprire una piccola parte fissa delle imposte. E per vivere? Sarebbe piuttosto stato opportuno, volendo ragionare in un'ottica di ristoro, valutare i contributi a fondo perduto sulle differenze di fatturato tra il periodo compreso tra aprile e dicembre 2019 e il corrispondente intervallo del 2020, magari utilizzando i soldi non spesi del bonus vacanze, che oggettivamente è stato un mezzo fallimento. Ad ogni modo, quello ricettivo non è che uno dei tanti settori che lamentano l'inadeguatezza di questo provvedimento, in quanto ce ne sono molti altri che denunciano il completo abbandono da parte del Governo. Ad esempio, cosa è stato fatto per il settore turistico? Oggi non prevedete alcun ristoro o misure di sostegno adeguate. Inoltre, avete completamente dimenticato le agenzie di viaggio, una categoria completamente messa in un angolo con un codice Ateco quasi sempre dimenticato nei vari DPCM e che oggi non ha ricevuto il contributo a fondo perduto per il periodo compreso tra febbraio e il 31 luglio, con fondi che erano già stati stanziati. Come si pensa che queste attività possano andare avanti, se in dieci mesi nulla è stato ancora fatto e nulla hanno ancora ricevuto? Le agenzie di viaggio sono oltre 10.000 in tutta Italia e occupano migliaia di persone, con un risultato molto impattante sul nostro PIL. Occorre inoltre considerare che la paura, che continua a farla da padrone, difficilmente consentirà di tornare subito a viaggiare come prima. La stessa domanda potremmo farla per il settore degli eventi, visto che sono stati cancellati più del 90 per cento degli eventi culturali e religiosi. Nel 2020 matrimoni, comunioni, concerti, sfilate di moda e spettacoli sono stati completamente annullati. Si tratta di un mondo intero che da quasi un anno è fermo e di centinaia di migliaia di professionisti impegnati in questa attività o nel loro indotto che hanno percepito poco o quasi nulla. Non parliamo poi dei soggetti impegnati nella ristorazione, come bar e ristoranti. Qui il Governo ha fatto ancora peggio, obbligandoli a investire risorse in presidi igienico-sanitari e a ridurre i posti a sedere, sacrificando anche dipendenti (tanti sono stati licenziati) e imponendo l'acquisto di ulteriori dehor . Poi che avete fatto? Li avete di fatto chiusi o ridotti in maniera drammatica nella loro offerta di servizi, imponendo loro anche una chiusura alle ore 18, senza considerare che si erano organizzati, riuscendo a garantire il servizio in condizioni di sicurezza. Non avete fatto alcuna distinzione: per voi sono diventati tutti luoghi di assembramento. Piuttosto, non sarebbe stato meglio, soltanto per i bar, consentire che continuassero la loro attività nel rispetto del distanziamento sociale, unitamente alle norme di igiene, che sono diventate patrimonio del nostro comportamento quotidiano? Inspiegabile, poi, che alcune attività legate al settore dell'artigianato siano state dimenticate, così come avvenuto per i servizi alle persone. Che dire degli ambulanti, cui avete imposto il divieto di lavorare nei giorni festivi e prefestivi, persino a dicembre, sottraendo loro così circa il 50 per cento dell'indotto annuale? Sarebbe stato meglio lasciare alle autorità locali il compito di normare e regolare questo settore, vista anche la conoscenza della realtà locale. Cito l'esempio della città in cui vivo, dove c'è stata la chiusura del mercato coperto. Si è trattato di una scelta illogica e assurda. È un mercato che conosco benissimo e vi assicuro che non vi è la possibilità di assembramento; ciononostante, lo avete chiuso, con la conseguenza che lentamente le attività che lavorano al suo interno andranno a morire. Si tratta quindi di un'agonia lenta. Un altro tema sul quale il decreto-legge avrebbe dovuto prevedere un intervento è quello dei finanziamenti, anche garantiti, per le imprese ricettive. Oggi queste attività sono considerate a rischio, quindi non vengono erogati finanziamenti, nemmeno quelli garantiti al 90 per cento dallo Stato; per questo motivo, sarebbe necessario prevedere un allungamento almeno a vent'anni dei prestiti garantiti al 100 per cento dallo Stato e l'incremento anche a importi ben superiori degli odierni 30.000 euro, senza che le imprese vengano sottoposte a revisione del merito creditizio. Inoltre, sarebbe opportuno estendere il super ecobonus al 110 per cento anche alle strutture ricettive, il che permetterebbe una loro riqualificazione e un migliore posizionamento sul mercato. Nel provvedimento in esame Fratelli d'Italia ha confermato quella serietà e quella concretezza che sono state l'elemento determinante della nostra crescita di consenso tra gli elettori. Infatti, è stato approvato un nostro emendamento volto a potenziare il trasporto pubblico locale; sicuramente è importante, ma da questo momento Regioni e Comuni potranno anche stipulare convenzioni con aziende private di bus, titolari di licenze per l'esercizio di taxi e per i noleggi con conducente (NCC). Da tempo Fratelli d'Italia ripete che la soluzione non è vietare e chiudere, quanto piuttosto adeguare la nostra offerta di servizi alla nuova situazione. È noto che i trasporti rappresentano la vera falla del sistema, alla quale il Governo e la maggioranza non sono stati capaci di opporre valide soluzioni. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, dicendo che il limite della capienza rappresenta sicuramente un numero senza senso, perché mancano i controlli; occorre piuttosto un potenziamento dell'offerta di servizio, come diciamo dall'inizio della pandemia, per ridurre l'afflusso. Sarebbero opportuni più ascolto e meno arroganza, più condivisione e meno dirette streaming. Di questo hanno bisogno gli italiani, in questo difficile momento. (Applausi) . PRESIDENTE . Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, voglio la libertà che mi avete sottratto. Queste sono le parole del signor Carlo Gilardi, novantenne di Airuno, un piccolo paese di della provincia di Lecco, la cui storia ci viene raccontata in questi giorni dalla nota trasmissione televisiva «Le iene».