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Piuttosto, ha suggerito, si provveda alla digitalizzazione e si permetta ai giudici la possibilità "di operare come monocratico", perché "la giustizia non può non essere esercitata attraverso un numero di giudici non sufficiente", e senza risorse; molto critico anche il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, per il quale dopo la riforma Cartabia vi saranno conseguenze molto pregiudizievoli: "Diminuzione del livello di sicurezza", "annullamento totale della qualità del lavoro", "aumento smisurato di appelli e ricorsi in Cassazione" per fare "ingolfare di più la macchina della giustizia e giungere alla improcedibilità", "azzeramento di anni di lavoro di pm, polizia e giudici di primo grado". In uno " slogan ": "Ancor di più converrà delinquere". "Il 50% dei processi e i maxi processi che celebriamo saranno dichiarati improcedibili in Appello", è stata infine la previsione di Gratteri; persino il presidente dell'Unione delle camere penali, Giandomenico Caiazza, che ascoltato dalla II Commissione permanente (Giustizia) alla Camera dei deputati ha invitato a non fare "terrorismo mediatico su prescrizione", ha comunque sottolineato che gli emendamenti del Governo "introducono un istituto nuovo [la prescrizione processuale] che può presentare problematicità"; la riforma è stata criticata duramente anche dalle associazioni dei consumatori (Codici, Adusbef, Asso-Consum, Assoutenti, Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi, Casa del consumatore, Confconsumatori, Ctcu Bolzano, Movimento consumatori e Movimento difesa del cittadino) che hanno deciso di firmare un comunicato congiunto. Le accuse si concentrano in particolare sul testo dell'articolo 1 -bis che, secondo le associazioni, contiene alcune disposizioni in netto contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione e dall'Unione europea, in quanto vi sarebbero errate interpretazioni della direttiva europea 2012/29/UE, anche in netta contrapposizione con la più recente legislazione che ha riconosciuto il valore e la funzione sociale degli enti no profit . In particolare, viene sottolineato che con la riforma si impedirebbe alle associazioni "di costituirsi parte civile nei procedimenti penali" per difendere gli interessi collettivi lesi da reato. Per questo motivo le associazioni non sarebbero più libere di sostenere determinate tematiche sociali, nella fattispecie "le attività di contrasto dell'usura o di tutela dell'ambiente", si chiede di sapere se, alla luce delle rilevanti critiche rivolte da parte dell'ANM, del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo De Raho, delle associazioni dei consumatori che l'hanno bollata come "a uso e consumo dei potenti", il Governo non ritenga abbia il dovere di ritirare la proposta di riforma Cartabia e di aprire un tavolo di lavoro, sia con i magistrati che con gli avvocati, e quindi apportare le modifiche necessarie al processo penale. Atto n. 4-05843 LUCIDI Al Ministro della cultura Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il Tribunale di Cagliari, con ordinanze del 19 gennaio 2021 e del 24 marzo 2021, ha impedito alla fondazione "Stazione dell'arte", tra i cui fondatori figura l'artista Maria Lai, di riprodurre delle opere donate dalla stessa Lai alla fondazione; secondo l'articolo 109 della legge sul diritto d'autore (legge n. 633 del 1941), infatti, la cessione di un'opera non comporta automaticamente anche la cessione dei diritti di utilizzo; il "Giornale dell'Arte" - edizione maggio 2021 - riporta alcuni casi di studio in materia, quali, la sentenza della Cass. Civ. 11 agosto 2009 n. 18218, che riconosce al proprietario il diritto di sfruttamento economico dell'opera. La Corte d'Appello di Venezia aveva stabilito il 25 marzo 1955 che all'autore (De Chirico) non spettava un diritto di esposizione sopravvivente all'alienazione dell'opera; lo stesso giornale denuncia come la normativa in materia sia obsoleta e anacronistica; risulta all'interrogante che, anche il museo "Palazzo Collicola" di Spoleto sia proprietario delle opere residenti, ma non goda dei diritti di riproduzione; paradossalmente viene inibita anche la diffusione da parte della RAI di documentari con riprese fatte sulle opere di proprietà del museo Collicola; considerato che la pandemia da COVID-19 ha messo in evidenza come le nuove tecnologie e la digitalizzazione possono essere uno strumento imprescindibile per la divulgazione del nostro patrimonio culturale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda provvedere ad un aggiornamento delle norme e dei regolamenti in materia di riproduzione delle opere, in modo da attualizzare e rendere disponibile il nostro patrimonio artistico e culturale. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02736 del senatore Magorno, sul provvedimento di rientro in Inghilterra di una minore figlia di madre italiana; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02739 della senatrice Montevecchi ed altri, sulla costruzione del gasdotto SNAM di Sulmona; 3-02741 della senatrice Angrisani ed altri, sull'inserimento della figura dell'educatore socio-pedagogico e del pedagogista all'interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni; 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-02735 dei senatori Maffoni e La Pietra, sulle procedure di licenziamento collettivo attivate da due multinazionali con stabilimenti in Italia.