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Quindi, noi siamo favorevoli agli aiuti che il decreto-legge in esame offre alla Libia, in esecuzione, tra l'altro, di accordi già presi anche da precedenti Governi. Certo, la situazione è molto complicata e la crisi è molto complessa, per cui riteniamo che l'unica vera soluzione sia quella del blocco navale. Per impedire le morti nel Mediterraneo, bisogna impedire ai barconi della morte di partire. Questo è, secondo noi, l'unico modo per porre fine, finalmente, a questa tragedia. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP) . Come del resto fece il Governo Prodi nel 1997 e nel 1998 nei confronti dell'Albania. Questo, però, cari colleghi, non deve significare sguarnire la Guardia costiera italiana di mezzi importanti e fondamentali per i compiti che le nostre Capitanerie di porto stanno assolvendo già con difficoltà di strumenti e risorse. Per questo motivo, abbiamo presentato due emendamenti, a firma del senatore Urso, affinché sia chiaro l'impegno del Governo a sostituire quanto prima i mezzi che sono stati sottratti alla nostra Guardia costiera. Si tratta di mezzi importanti e fondamentali perché - lo voglio ricordare, colleghi - tre motovedette vengono sottratte alla Puglia e due alla Sicilia e queste motovedette, così come le altre, svolgono un ruolo fondamentale nella salvaguardia dei nostri confini. Allo stesso modo, voglio ricordare a tutti i colleghi che nella Provincia da cui provengo c'è Goro, che è la più grande marineria dell'Adriatico per numero di imbarcazioni immatricolate (circa 1.300), dove l'unica motovedetta disponibile è stata sottratta per essere mandata in Libia. Al riguardo, tre settimane fa, appena la notizia si è diffusa, ho presentato un'interrogazione a risposta scritta, ma non ho ancora avuto il piacere di leggere la risposta del Governo. Ho letto la risposta di alcuni esponenti della Lega sulla stampa locale, i quali hanno affermato che, quanto all'unica motovedetta che è stata sottratta alla nostra Guardia costiera, alla Capitaneria di Goro, che era fondamentale per il contrasto alle attività illegali, alla pesca illegale e per l'operazione mare sicuro (non vedo come si possa soccorrere un'imbarcazione in difficoltà nell'alto Adriatico con l'unico gommone rimasto alla Capitaneria di Goro), non mi dovevo preoccupare, perché il Governo aveva già deciso di fornire di modernissime motovedette le Capitanerie alle quali venivano sottratte queste dieci (più due) imbarcazioni. Ebbene, la realtà purtroppo è un'altra, perché il Governo ha respinto l'emendamento di Adolfo Urso, in base al quale questo impegno sarebbe stato scritto nero su bianco: oggi abbiamo soltanto delle promesse, ma le promesse non ci bastano. La realtà è ben diversa. La realtà è che la Capitaneria di Goro, come altre Capitanerie, ad oggi sono già più di trenta giorni che non ha alcun mezzo navale per effettuare il soccorso in mare e per contrastare le attività illecite che deve contrastare. Buon senso vorrebbe che prima di sostituire e di mandare via un mezzo - definito obsoleto mentre in realtà non è così, perché il mezzo era efficientissimo ed è stato mandato in cantiere solo per cancellare le scritte e i numeri identificativi della Guardia costiera - prima e non dopo, si desse l'alternativa per garantire l'efficienza e la funzionalità della nostra Guardia costiera. Quindi noi siamo d'accordo in linea di principio, ma non siamo d'accordo nel metodo, perché, ripeto, non si può sguarnire in questo modo i già precari strumenti a disposizione della nostra Guardia costiera e delle nostre Capitanerie. Invito quindi, a nome di Fratelli d'Italia, il relatore e il Governo a riflettere sull'emendamento che abbiamo proposto ed esprimere parere favorevole alla sua approvazione. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iwobi. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghi senatrici e senatori, il decreto-legge oggi in esame, già trattato in Commissione esteri, è una misura necessaria per dare seguito all'operato del Governo e del Ministro dell'interno in materia di gestione dei flussi migratori, oggetto degli accordi bilaterali sottoscritti in passato con manchevole risultato. La cessione gratuita di motovedette alla Libia si propone l'obiettivo di rafforzare la cooperazione con il Governo libico al fine di contrastare i canali illegali di immigrazione e il traffico degli esseri umani. Grazie a questo decreto-legge anche la Libia potrà contribuire ad un soccorso in mare che sia più efficace e che sia volto a prevenire possibili naufragi nel Mar Mediterraneo. La salvaguardia di vite umane deve sempre essere al primo posto di qualsiasi azione politica. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Siamo infatti consapevoli che la politica non si fonda su sensazioni o prime impressioni, ma sul realismo e cioè quella capacità di leggere e interpretare le situazioni reali per arrivare ad una soluzione di qualità, quella soluzione, realismo e capacità che sta dimostrando oggi l'attuale Governo e la sua maggioranza, grazie agli interventi mirati decisi dal ministro dell'interno, Matteo Salvini. Non solo: la cooperazione con il Governo libico porterà anche a disincentivare i viaggi nel Mar Mediterraneo e, di conseguenza, anche la tratta degli esseri umani nel Nord Africa e quindi i viaggi dei migranti che partono dell'Africa subsahariana e dal Corno d'Africa, restituendo e rispettando infine la dignità umana. Voglio inoltre sottolineare come questo decreto-legge vada nella direzione di responsabilizzare anche la Libia. È un aiuto che è al tempo stesso un atto dovuto per un obiettivo comune: i canali illegali che favoriscono la tratta degli esseri umani devono essere chiusi definitivamente. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Non possiamo assolutamente accettare che questi rischiosi viaggi della morte siano consentiti. È inaccettabile che un rifugiato politico, già perseguitato nel proprio Paese d'origine, debba rischiare la vita per ottenere una protezione che è un suo diritto, come abbiamo sempre sostenuto. (Applausi dal Gruppo L-SP e del senatore Romagnoli) . A tal fine sarà necessario consentire ai veri rifugiati la possibilità di usufruire di un canale legale che tuteli la loro sicurezza e che consenta un'analisi anticipata o almeno un primo filtro della domanda d'asilo, già prima dell'utilizzo di quel canale della morte. Per i migranti economici, invece, è giusto e doveroso sensibilizzare i Paesi d'origine al fine di evitare che finiscano vittime della tratta di esseri umani e che si trovino a rischiare la vita per finire spesso in situazioni di instabilità sociale ed economica: esistono i canali legali che rispondono alle esigenze del mercato del lavoro proprio per scongiurare la precarietà. Inoltre, il provvedimento fornisce ulteriori strumenti per contenere la pressione migratoria, anche in un'ottica di tutela delle frontiere esterne e di prevenzione di potenziali rischi di infiltrazioni da parte di soggetti contigui alle organizzazioni terroristiche, alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina.