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In caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo, il donatore o la donatrice di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto né essere titolare di obblighi. La disposizione di cui al primo periodo non si applica nel caso di ricorso a gamete proveniente da una delle parti della coppia »; 3) la rubrica è sostituita dalla seguente: « Divieto di disconoscimento e dell'anonimato della madre »; g) all'articolo 12, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita in violazione dell'articolo 4, comma 1, o dell'articolo 5 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 euro a 400.000 euro ». 2. Con decreto del Ministro della giustizia e del Ministro della salute, da adottare, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, come modificato dal comma 1, lettera d) , del presente articolo, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate al regolamento di cui al decreto dei Ministri della giustizia e della salute 28 dicembre 2016, n. 265, le modifiche necessarie ad adeguarne il contenuto alle disposizioni della presente legge. 3. Con decreto del Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate al decreto del Ministro della salute 4 agosto 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 26 agosto 2004, le modifiche necessarie ad adeguarne il contenuto alle disposizioni della presente legge. Art. 4. (Modifiche alla legge 31 maggio 1995, n. 218) 1. Alla legge 31 maggio 1995, n. 218, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 64, comma 1, le parole: « La sentenza » sono sostituite dalle seguenti: « Fermo quanto previsto dall'articolo 67- bis , la sentenza »; b) all'articolo 65, comma 1, la parola: « Hanno » è sostituita dalle seguenti: « Fermo quanto previsto dall'articolo 67- bis , hanno »; c) dopo l'articolo 67 è inserito il seguente: « Art. 67- bis . – (Atti, sentenze e provvedimenti stranieri formati a seguito di ricorso a surrogazione di maternità) – 1 . La sentenza, l'atto o il provvedimento straniero formato a seguito di ricorso a surrogazione di maternità realizzata in conformità alla legge del luogo, che riconosce il rapporto di filiazione con il genitore di intenzione, è trascritto dall'ufficiale dello stato civile. L'atto è trasmesso senza indugio al pubblico ministero. 2 . L'autorità giudiziaria accerta con ogni mezzo la non contrarietà del riconoscimento all'interesse del minore, considerate le concrete circostanze del caso ». Art. 5. (Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184) 1. Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 6, comma 1, il primo periodo è sostituito dal seguente: « L'adozione è consentita individualmente a persone di stato libero, nonché ai conviventi purché la convivenza duri da almeno tre anni, ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni e alle parti dell'unione civile costituita da almeno tre anni »; b) all'articolo 46, dopo il primo comma è inserito il seguente: « L'assenso del genitore non può essere rifiutato se l'adozione risponde all'interesse del minore, anche considerato il legame instauratosi tra questi e l'adottante. Si applica, in quanto compatibile, l'articolo 250, quarto comma, del codice civile ». Art. 6. (Delega al Governo per l'adeguamento delle disposizioni vigenti) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento alle disposizioni di cui alla presente legge delle norme del codice civile, della legge 4 maggio 1983, n. 184, nonché del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) aggiungere, ove necessario, il riferimento all'eventuale identità di sesso dei coniugi nelle disposizioni che si riferiscono al marito e alla moglie; b) aggiungere, ove necessario, il riferimento all'eventuale identità di sesso dei genitori nelle disposizioni che si riferiscono al padre o alla madre ovvero a entrambi congiuntamente; c) assicurare, in ogni caso, ai nati in una coppia di genitori dello stesso sesso lo stato giuridico e i medesimi diritti e doveri riconosciuti ai figli di genitori di sesso diverso; d) prevedere che il Ministro dell'interno adotti, con proprio decreto, entro un mese dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al presente comma, le formule e i modelli necessari a consentire la formazione degli atti dello stato civile in applicazione delle disposizioni di cui alla presente legge e dei decreti legislativi adottati in attuazione del presente articolo e che, in caso di mancata o tardiva adozione del predetto decreto, gli ufficiali dello stato civile possano comunque procedere alla formazione di tali atti; e) prevedere che, per tutto quanto non espressamente previsto, le disposizioni in materia di matrimonio e filiazione, ovunque contenute nell'ordinamento, si applichino indipendentemente dal sesso dei coniugi o dei genitori. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno. 3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che devono essere resi entro due mesi dalla data di trasmissione dei medesimi. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scada nei trenta giorni antecedenti alla scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega di cui al comma 1 o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di tre mesi. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati. 4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi della presente legge, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 1 e con la procedura prevista dai commi 2 e 3. Art. 7. (Disposizioni transitorie e finali) 1.