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Nel documento, approvato all'unanimità il 12 maggio 2021 dalle Commissioni riunite Lavoro e Agricoltura della Camera dei deputati, alla fine di tre anni di inchiesta sul caporalato in agricoltura, si sottolinea che i numeri non si riferiscono a semplici « lavoratori irregolari ». Sono uomini e donne sottoposti a regimi di semi schiavitù: costretti a sopportare vessazioni di ogni genere da parte dei datori di lavoro, guadagnano dai 25 ai 30 euro al giorno, per giornate che possono arrivare anche a dodici ore di lavoro consecutive, se si considera il trasporto. Il che significa, per alcuni, appena 2 euro all'ora. Ma il settore agroalimentare non è il solo a essere interessato da questo fenomeno. In Italia, oltre al settore agricolo e quello della trasformazione alimentare, l'edilizia, la ristorazione e il lavoro domestico, sono tra i settori economici maggiormente esposti ai rischi del lavoro irregolare. Unico comune denominatore del fenomeno sono la condizione di vulnerabilità giuridica dei cittadini migranti, la segregazione abitativa dei lavoratori costretti nei ghetti delle campagne o nelle estreme periferie cittadine, e l'organizzazione del lavoro attraverso nuove forme dì caporalato. Vivendo in condizioni di grande vulnerabilità e non avendo opportunità di integrazione alternativa a livello locale, i migranti cadono facilmente nella trappola di datori di lavoro e intermediari senza scrupoli che li costringono a forme di lavoro informale e di sfruttamento. Ulteriori evidenze della rilevanza del fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti li si desume dai dati relativi agli infortuni sul lavoro. Nel 2020, il 17,5 per cento degli infortuni sul lavoro hanno coinvolto stranieri (11° Rapporto annuale sugli stranieri nel mercato del lavoro italiano): un dato più che proporzionale alla loro incidenza dell'occupazione, certificandone la maggiore esposizione al rischio a causa delle condizioni di lavoro cui sono sottoposti. In questo quadro, è assolutamente necessario introdurre un momento di riflessione anche riguardo agli effetti della comunicazione politica e mediatica, con particolare riferimento alle tematiche dell'immigrazione e dello sfruttamento del lavoro. Nella stessa ottica sarà prezioso il contributo sul tema che arriverà dai lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, istituita in Senato nel maggio 2021. È necessario che le istituzioni prendano posizione apertamente contro la demonizzazione dell'« uomo nero » che contribuisce a favorire l' humus nel quale si sviluppa il fenomeno dello sfruttamento del lavoro degli immigrati, nell'indifferenza generalizzata. È per questi motivi che si chiede di far diventare questa data – il 18 settembre – patrimonio di memoria collettiva, come la Giornata nazionale per ricordare tutte le vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro, uccise in Italia solo per il colore della pelle, cadute per l'inumano sfruttamento della loro condizione di invisibili, determinata anche da leggi discriminatorie approvate nelle scorse legislature. Il disegno di legge in oggetto consta di 5 articoli. L'articolo 1 istituisce la Giornata nazionale in memoria degli immigrati vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro, fissandone la data al 18 settembre di ogni anno; in tale Giornata sono previste celebrazioni ed eventi organizzati da istituzioni statali ed enti locali, volti a commemorare la memoria degli immigrati vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro, favorendo in particolare le attività e le iniziative rivolte alle giovani generazioni (articolo 2) e, durante la stessa Giornata o nel primo giorno utile dopo la riapertura dell'anno scolastico, le scuole di ogni ordine e grado potranno promuovere iniziative culturali su tali temi (articolo 3). Ai sensi dell'articolo 4, il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale potrà assicurare adeguati spazi ai temi connessi alla citata Giornata nazionale nell'ambito della programmazione televisiva nazionale e regionale. L'articolo 5 reca la clausola di invarianza finanziaria.. 1 (Istituzione della Giornata nazionale in memoria degli immigrati vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro) 1 La Repubblica riconosce il giorno 18 settembre di ciascun anno quale Giornata nazionale in memoria degli immigrati vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro, di seguito denominata « Giornata nazionale », al fine di conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone immigrate nel nostro Paese e rimaste vittime delle condizioni di inumano sfruttamento sul lavoro. 2 In occasione della Giornata nazionale, in tutti i luoghi pubblici e privati è osservato un minuto di silenzio dedicato agli immigrati vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro. 3 La Giornata nazionale non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. 2 (Iniziative per la celebrazione della Giornata nazionale) 1 Al fine di celebrare la Giornata nazionale, lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni possono promuovere, nell'ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, anche in coordinamento con le associazioni interessate, iniziative specifiche, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti comuni di ricordo, volti a commemorare gli immigrati vittime dell'odio razziale e dello sfruttamento sul lavoro, favorendo in particolare le attività e le iniziative rivolte alle giovani generazioni. 3 (Celebrazione della Giornata nazionale negli istituti scolastici di ogni ordine e grado) 1 Nella Giornata nazionale, o nel primo giorno utile dopo l'inizio dell'anno scolastico, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell'ambito della loro autonomia, possono promuovere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi dedicati alla comprensione e all'apprendimento dei temi riguardanti la tutela dei diritti umani, il contrasto all'odio razziale e allo sfruttamento del lavoro degli immigrati. 4 (Informazione radiofonica, televisiva e multimediale nella Giornata nazionale) 1 La società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, secondo le disposizioni previste dal contratto di servizio, assicura adeguati spazi ai temi connessi alla Giornata nazionale nell'ambito della programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale. 5 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 All'attuazione delle disposizioni previste dalla presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.