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i mercati regolamentati italiani (Eurotlx e HIMTF) si sono allineati alle direttive di diritto Usa riguardanti il Venezuela, procedendo con la chiusura di qualsiasi negoziazione dei bond anche ai cittadini italiani, ad avviso degli interroganti in violazione del diritto italiano; considerato che: risulta che in questi ultimi tre anni nessuna istituzione finanziaria (ABI, Consob o Banca d'Italia) abbia attivato un gruppo di lavoro a sostegno dei risparmiatori italiani, al fine di tutelarne il risparmio in palese spregio della Carta costituzionale (art. 47); i detentori di TDS non ricevono la cedola da quasi tre anni; alcune emissioni prevedono la prescrizione degli interessi maturati dopo 3 anni e quella del capitale dopo 10 anni; considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti: le banche non si sarebbero attivate per tutelare gli interessi della propria clientela, come fatto in precedenza per i "tango bond" ed altre emissioni in valuta estera. Nessuno ha pensato a contattare i clienti per dare indicazioni su come preservare gli interessi maturati sul capitale e lo stesso capitale che rischia di andare in fumo. Anzi, molti clienti, pur detenendo titoli divenuti nei fatti infruttiferi, continuato a pagare l'imposta di bollo dello 0,2 per cento sull'ultimo valore di mercato, non si contesta affatto l'alea di rischio degli investimenti dei risparmiatori e la loro libera scelta di un doppio rischio sovrano (sia in valuta che nel rischio Paese) commisurata ai maggiori tassi di interesse corrisposti (rendimenti effettivi esponenziali rispetto ad analoghi tassi medi dell'epoca sui bond sovrani in euro), ma l'impossibilità di esercitare i loro diritti per evitare la decadenza degli interessi pregressi per i bond emessi, data la clausola di prescrizione dopo 3 anni dal default dei titoli esteri venezuelani, avvenuto dal novembre 2017, per il relativo pagamento delle cedole arretrate, salvo l'invio di una lettera che interrompa la prescrizione, che non si sa bene a chi far recapitare per titoli in dollari emessi sotto la giurisdizione Usa, che ha sottoposto ad embargo il Venezuela; una comunicazione diffusa da "Il Sole-24 ore" per conto dell'Unione fiduciaria (la società controllata dalle banche popolari) invita i clienti ad inviare una lettera alla propria banca depositaria per invitarla ad attivarsi affinché gli eventuali interessi maturati sui bond venezuelani o il rimborso del capitale siano regolarmente riconosciuti e accreditati, senza incorrere in potenziali decadenze indicate nei prospetti delle singole emissioni, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano informati sulla vicenda di "investitori non sufficientemente tutelati ed assistiti", se intendano attivarsi, anche in collegamento con ABI, con le opportune iniziative per ristabilire il diritto dei cittadini italiani a tutelare i propri risparmi sottoposti alla giurisdizione statunitense. Atto n. 4-03007 LONARDO BERARDI BERUTTI CALIENDO CALIGIURI DE SIANO GALLONE MOLES PAGANO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'istruzione Premesso che: sono 4.000 i lavoratori e le lavoratrici ex socialmente utili del mondo della scuola che si trovano oggi senza lavoro dopo la rottura del tavolo negoziale tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell'istruzione e sindacati; da qualche giorno, attraverso un processo di "internalizzazione", hanno preso servizio i nuovi dipendenti delle scuole, assunti come personale Ata (collaboratori scolastici): poco più di 11.000, 4.000 in meno rispetto ai lavoratori che si occupavano delle pulizie attraverso gli appalti concessi alle società esterne; da settimane Anip-Confindustria, Confcooperative e Legacoop insieme ai sindacati di settore chiedono una soluzione per i lavoratori rimasti fuori dalle assunzioni; si sono uniti alla protesta anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil che hanno lanciato un appello al Governo perché vengano individuate risposte e garanzie per tutti; oltre ai 4.000 operatori delle pulizie scolastiche, 7.000 lavoratori, sugli 11.000 che saranno assunti, subiranno una drastica riduzione dell'orario di lavoro e un taglio del 50 per cento degli stipendi. Lavoratori a casa, imprese in difficoltà e scuole con meno servizi di sanificazione proprio mentre l'emergenza coronavirus richiede servizi supplementari professionali e maggiore personale, mettendo a rischio la salute degli studenti; il Governo, in prima istanza, aveva voluto salvarli dal licenziamento, assumendoli nella pubblica amministrazione. Il problema è che tra i requisiti per l'assunzione è richiesta, oltre al possesso del diploma di scuola superiore, anche la fedina penale pulita. Purtroppo è risaputo che molti lavoratori ex socialmente utili hanno frequentato soltanto le scuole elementari o medie e che altrettanti di loro sono ex carcerati, reintrodotti nel mondo del lavoro dopo aver pagato il debito con la giustizia, ma ancora segnalati come tali; si era a conoscenza dei requisiti posseduti dagli ex lavoratori socialmente utili e che, con il processo di internalizzazione dei servizi, gli stessi sarebbero stati esclusi nonostante molti di loro hanno un'anzianità lavorativa di oltre 20 anni; questi lavoratori sono dislocati in tutta Italia, anche se la concentrazione maggiore è circoscritta proprio alla Campania. Le frizioni sociali, con pericoli per l'ordine pubblico, saranno inevitabili, specie a Napoli, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della grave situazione precaria degli ex lavoratori socialmente utili campani; quali iniziative intendano intraprendere al fine di salvaguardare l'attività occupazionale dei 4.000 lavoratori; se non sia opportuno, al fine di evitare il processo di internalizzazione, che possano essere assunti nelle aziende private. Atto n. 4-03008 MALLEGNI Al Ministro dell'istruzione Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il decreto dipartimentale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 2200 del 6 dicembre 2019, all'articolo 4, reca disposizioni relative ai requisiti di ammissione e articolazione della procedura selettiva "Internalizzazione dei servizi di pulizia"; il comma 1 dispone che "in deroga al requisito culturale previsto dalla Tabella A allegata CCNL - Comparto scuola - del 29 novembre 2007 per l'accesso al profilo di collaboratore scolastico, e in ragione della specialità delle procedure selettive disciplinate dal decreto, sono ammessi a partecipare alle procedure selettive coloro che sono in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla procedura selettiva, e hanno svolto, per almeno 10 anni, anche non continuativi, nei quali devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019, sevizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, e a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento ditali servizi";