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Norme per il contenimento del consumo del suolo e la rigenerazione urbana, la tutela e la valorizzazione dell'agricoltura e modifica all'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico. Onorevoli Senatori. – L'edizione 2018 del Rapporto sul consumo di suolo in Italia, pubblicato lo scorso mese di luglio, ha fornito un quadro aggiornato dei processi di trasformazione del nostro territorio, grazie alla cartografia aggiornata del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA). Il Rapporto, frutto del monitoraggio svolto dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dalle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, ha analizzato l'evoluzione del consumo di suolo all'interno di un più ampio quadro delle trasformazioni territoriali ai diversi livelli, attraverso indicatori utili a valutare le caratteristiche e le tendenze del consumo e al riguardo, ha fornito, nuove valutazioni sull'impatto della crescita della copertura artificiale, con particolare attenzione alla mappatura e alla valutazione dei servizi ecosistemici del suolo. A tal fine, i dati sul 2017 hanno mostrato ancora forti criticità del consumo di suolo nelle zone periurbane e urbane a bassa densità, in cui si rileva un continuo e significativo incremento delle superfici artificiali, con un aumento della densità del costruito a scapito delle aree agricole e naturali, unitamente alla criticità delle aree nell'intorno del sistema infrastrutturale, più frammentate. I dati evidenziati dal Rapporto hanno pertanto confermato l'avanzare di fenomeni quali la diffusione, la dispersione, la decentralizzazione urbana da un lato e la densificazione di aree urbane dall'altro. Tali processi riguardano soprattutto le aree costiere mediterranee e le aree di pianura, mentre al contempo, soprattutto in aree marginali, si assiste all'abbandono delle terre e alla frammentazione delle aree naturali. Dalle considerazioni finali rilevate dal suesposto documento, si evidenzia pertanto un quadro complessivo nel nostro Paese, in cui il consumo di suolo continua a crescere, confermato anche dalle nuove coperture artificiali che nel 2017 hanno riguardato altri 54 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 15 ettari al giorno. Una velocità di trasformazione di poco meno di 2 metri quadrati di suolo che, nell'ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo. I dati della nuova cartografia SNPA hanno mostrato come, a livello nazionale, la copertura artificiale del suolo sia passata dal 2,7 per cento stimato per gli anni Cinquanta al 7,65 per cento (7,75 per cento al netto della superficie dei corpi idrici permanenti) del 2017, con un incremento di 4,95 punti percentuali e una crescita percentuale di più del 180 per cento (e con un ulteriore 0,23 per cento di incremento nel 2017). In termini assoluti, il consumo di suolo ha intaccato ormai 23.063 chilometri quadrati del nostro territorio con una crescita netta di 5.211 ettari (52 km 2 ) nell'ultimo anno dovuta alla differenza fra nuovo consumo (5.409 ettari, 54 km 2 ) e suolo ripristinato. Le aree più colpite risultano essere le pianure del Settentrione, dell'asse toscano tra Firenze e Pisa, del Lazio, della Campania e del Salento, le principali aree metropolitane, le fasce costiere, in particolare quelle adriatica, ligure, campana e siciliana. L'Italia, superando la media in Europa stimata al 4,2 per cento, si colloca pertanto al sesto posto dopo la Germania (7,4 per cento) e altri Paesi con limitata estensione territoriale come Lussemburgo (9,8 per cento), Belgio (11,4 per cento), Paesi Bassi (12,1 per cento) e Malta (23,7 per cento). In tale ambito, il presente disegno di legge, interviene, al fine di fornire un quadro normativo tuttora assente nel nostro ordinamento, in grado di contenere il consumo del suolo, di valorizzare il suolo non edificato, di promuovere al tempo stesso l'attività agricola che sullo stesso si svolge o potrebbe svolgersi e gli obiettivi del prioritario riuso del suolo edificato, nonché della rigenerazione urbana rispetto all'ulteriore consumo del suolo inedificato, al fine complessivo di impedire che lo stesso venga eccessivamente «eroso» e «consumato» dall'urbanizzazione. In particolare, s'intende, al contempo, sostenere il settore dell'edilizia (che da anni versa in una situazione di grave difficoltà) e la sostenibilità ambientale, nella convinzione di giungere ad una ragione di forte convergenza obiettivi di grandi potenzialità di sviluppo del riuso e della rigenerazione urbana a fini energetici ed ambientali. Al contempo, la presente iniziativa legislativa, all'interno del quadro legislativo di riferimento, intende altresì sostenere gli enti locali, prevedendo una deroga del patto di stabilità interno, a condizione che attuino adeguati piani per la messa in sicurezza del proprio territorio, contro i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico, nonché per l'attuazione di ulteriori interventi, finalizzati a dare priorità agli insediamenti abitati e dei nuclei abitati rurali. Completano il quadro dell'impianto normativo, le misure di tutela e di rilancio del compatto agricolo, attraverso il contenimento del consumo di suolo. Occorre infatti evidenziare come gli effetti delle piogge che stanno distruggendo le colture italiane più redditizie che reggono le sorti del made in Italy alimentare rappresentano il risultato di una politica indifferente e sbagliata che ha eroso migliaia di ettari di terre fertili, trasformando i fiumi in discariche. La progressiva cementificazione delle strade, delle abitazioni e delle strutture industriali ha ridotto al tempo stesso le capacità di drenare l'acqua in eccesso, in particolare nei periodi di maltempo. Sostenere i terreni coltivati che, invece, svolgono una funzione strategica di assorbimento dell'acqua, inteso come un « airbag naturale» in grado di limitare i danni, consentirà una migliore valorizzazione degli spazi dedicati all'attività agricola a livello nazionale. In Italia, da anni oramai, si sono moltiplicate le iniziative promosse da organismi, sia pubblici che privati, per misurare e contribuire ad arginare i fenomeni legati al consumo del suolo. Pertanto l'articolato del presente disegno di legge, prevede: con l'articolo 1 l'oggetto e le finalità. L'articolo 2 reca misure in deroga ai vincoli imposti dal patto di stabilità interno, in favore degli enti locali che attuano adeguati piani per la messa in sicurezza del proprio territorio contro i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico, nonché misure per la valorizzazione e la tutela dei terreni agricoli. L'articolo 3, comma 1, prevede la possibilità che gli enti locali possano individuare, attraverso i propri strumenti urbanistici, degli ambiti di rigenerazione urbana da assoggettare ad interventi coordinati di riqualificazione con la possibilità di utilizzare procedure urbanistiche ed incentivi fiscali che favoriscano l'attuazione degli obiettivi previsti.