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soprattutto in orari pomeridiani, notturni e festivi, all'interno delle sezioni detentive esiste una sola unità di Polizia penitenziaria che provvede a vigilare più piani con la presenza di centinaia di detenuti ristretti, di cui la maggioranza non è costituita da detenuti comuni ma da detenuti di un certo spessore criminale in quanto appartenenti ai vari clan esistenti nelle varie zone della regione, oppure che deve coprire più posti di servizio, come sempre più spesso si legge sui modelli 14/A giornalieri, dove appunto si riportano doppi incarichi da ricoprire, quali, ad esempio: "addetto alla vigilanza 1° e 2° piano", oppure "cancello sezione + piano terra" e così via, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi di necessario: disporre l'accertamento delle situazioni decsritte per l'eliminazione delle gravi difformità e per migliorare le condizioni operative e ambientali in cui sono chiamati ad operare quotidianamente le donne e gli uomini del Corpo di Polizia penitenziaria; aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per gestire le prossime aperture dei nuovi padiglioni di Taranto, Trani e Lecce, con 200 posti letto, arredati e ormai terminati e consegnati e in parte anche attivati considerate le ridottissime risorse di uomini; fornire una pianta organica adeguata per lo svolgimento dei compiti di traduzioni e piantonamenti; addivenire ad un'organizzazione del lavoro nei tre nuclei interprovinciale di Lecce e provinciale di Bari e Foggia e di ciascun nucleo locale traduzioni e piantonamenti, al fine di assicurare un'omogenea distribuzione delle risorse umane. Atto n. 4-03838 MARTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: Ferrotramviaria SpA, società attiva nel settore del trasporto pubblico ferroviario regionale (linee FR1 e FR2) e metropolitano (linee FM1 e FM2) è imputata nel processo per il disastro avvenuto il 12 luglio 2016 nelle campagne tra la stazione di Andria e la stazione di Corato, al chilometro 51 della ferrovia Bari-Barletta; l'incidente, si ricorda, avvenne in prossimità di una curva circondata da alberi d'ulivo e nessuno dei macchinisti ebbe la possibilità di vedere l'altro treno arrivare e di azionare i freni di emergenza, provocando la morte immediata nell'impatto di entrambi i macchinisti dei due treni, di un capotreno e di oltre una ventina di passeggeri, mentre tutte le altre 57 persone a bordo riportarono ferite più o meno gravi; i soccorsi furono resi particolarmente complicati dall'assenza di una strada che portasse al luogo dell'incidente; nonostante si sia sempre parlato di un "errore umano" aggravato dal "blocco telefonico" (il processo per accertare definitivamente le cause dell'incidente e le responsabilità è iniziato nel mese di aprile 2019 ed è ancora in corso), per ben 146 volte prima di tale disastro ferroviario è accaduto il pasticcio dei convogli "bis", causa di confusione sui convogli effettivamente partiti e arrivati, cioè l'aver aggiunto al numero del convoglio la parola "bis" pur essendo partiti in anticipo rispetto al treno regolamentare dal quale avevano preso il numero e che avrebbe dovuto precederli; nel corso delle udienze il collegio ha deciso che la Regione Puglia debba essere citata come responsabile civile, con conseguente revoca di tutte le costituzioni di parte civile, già ammesse, nei confronti di Ferrotramviaria SpA, a conferma della gravità dei fatti; senza alcuna volontà di interferire nelle indagini è di tutta evidenza, secondo gli interroganti, un problema di sicurezza sui binari ferroviari ed incolumità dei passeggeri e poco trasparente risulta ai medesimi il rinnovo, tramite affidamento diretto e senza gara d'appalto, a Ferrotramviaria nel settembre 2017 dei servizi ferroviari, atteso che le responsabilità in capo a Ferrotramviaria riguardo al disastro del 2016 sono ancora tutte da accertare; si ricorda, peraltro, che ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 2015 e decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 5 agosto 2016, sono individuate le reti ferroviarie per le quali sono attribuite alle Regioni le funzioni ed i compiti di programmazione e amministrazione, permanendo a livello nazionale, per il tramite dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, competenze autorizzative e di controllo, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare con riguardo alle criticità esposte riguardo alla sicurezza della tratta Bari-nord; se ed in che termini l'ANSF si sia adoperata dall'incidente ad oggi; se, per quanto di competenza, possa approfondire le ragioni che hanno indotto la Regione Puglia al rinnovo dei servizi in aggiudicazione diretta a Ferrotramviaria, nonostante il disastro ferroviario ancora tutto da accertare, nell'ottica, doverosa per i parenti delle vittime, di trasparenza e di conoscenza. Atto n. 4-03839 VALENTE FEDELI GIACOBBE ROJC STEFANO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il sisma sull'isola di Ischia del 21 agosto 2017 causò nei comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio, oltre a perdite umane e numerosi feriti, ingenti danni a molti edifici che, risultando distrutti o inagibili, provocarono la perdita dell'abitazione per oltre 4.000 persone; per rispondere all'esigenza abitativa durante gli interventi tuttora in corso di ricostruzione e riparazione degli immobili danneggiati o distrutti, l'art. 18, comma 1, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, ha previsto misure di assistenza alla popolazione, o tramite sistemazione alberghiera o tramite erogazione del contributo di autonoma sistemazione; in seguito, con integrazione inserita dall'art. 9- quaterdecies del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123 convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 156, è stata prevista da un lato la cessazione al 30 aprile 2020 per ogni forma di assistenza alberghiera e la concomitante erogazione del contributo di autonoma sistemazione per i proprietari di immobili aventi diritto fino al rientro nelle abitazioni inagibili e dall'altro la riduzione del 50 per cento dei contributi (peraltro rinnovabili fino al 31 dicembre 2020) già concessi in favore dei soggetti che, al momento del sisma, dimoravano in abitazioni non di proprietà dichiarate inagibili; considerato che: un'interpretazione esclusivamente letterale di questa disposizione pregiudicherebbe quelle persone, legate da un rapporto di parentela in linea diretta o collaterale con il proprietario dell'immobile inagibile, che vi dimoravano gratuitamente al momento del sisma e che, diversamente dal caso dei semplici conduttori, hanno subito un danno qualificabile come proprio in ragione del rapporto intimo dal punto di vista umano ed economico con il proprietario;