[pronunce]

per il recupero di quanto già corrisposto. Vero è, infine, secondo il deducente, che l'esperimento da parte del vettore dell'azione sussidiaria di arricchimento senza causa, anche ove fosse possibile superare i limiti di ammissibilità riscontrabili nell'interpretazione della giurisprudenza di legittimità, non determinerebbe l'applicazione diretta della disciplina tariffaria, così come la nullità del contratto, in caso di avaria o perdita delle merci, escluderebbe l'azione risarcitoria contrattuale (in uno all'intera normativa in tema di responsabilità ex recepto) in favore di quella aquiliana. Dubita la parte privata della razionalità della norma, così autenticamente interpretata, sotto altro profilo, in quanto la previsione di nullità non sarebbe più a presidio di un interesse pubblico riconoscibile, stante il mancato carattere imperativo della disposizione in conseguenza della sua inapplicabilità a tutti indistintamente i soggetti interessati. D'altra parte, opina il deducente, la disposizione denunciata, per la stridente contraddizione con la originaria finalità di repressione del trasporto abusivo, rivelerebbe la precisa volontà legislativa di incidere sui tanti processi in corso, intrapresi dai vettori per ottenere il pagamento delle differenze di tariffe di trasporto rispetto ai compensi percepiti, altrimenti destinati a chiudersi con la declaratoria di nullità del contratto. La Spinelli s.r.l. prospetta, inoltre, la violazione di ulteriori parametri costituzionali tra i quali l'art. 41 Cost., quale ricaduta, sul piano economico dei rapporti tra le parti, della violazione dell'art. 3 Cost., sostanzialmente favorendo quelle imprese le quali deliberatamente optino per la conclusione di contratti nulli per difetto di forma allo scopo di non osservare la disciplina tariffaria. Tutto ciò con evidenti ricadute anche sull'equilibrio del sistema di concorrenza, nella prassi inquinato dai subvettori che eludono, al ribasso, le tariffe obbligatorie con lo scopo immediato di accaparrare clientela e con la riserva mentale di chiedere le differenze tariffarie al termine del rapporto contrattuale. Richiama, infine, la parte privata anche la violazione dell'art. 104 (oltre i già richiamati artt. 101 e 102 Cost.) in quanto il legislatore con la norma denunziata avrebbe inteso ledere la funzione giurisdizionale imponendo al giudice l'interpretazione dal giudice stesso sistematicamente respinta. Non ritiene invece rilevante, nel processo da cui promana la questione di legittimità costituzionale, la violazione dell'art. 24, secondo comma, Cost. «perché al mittente, che in questo caso è un vettore che ha concluso un contratto di subtrasporto, non è stata contestata la violazione del penultimo comma dell'art. 26 della legge 298/74, che prevede la sanzione amministrativa del pagamento della somma da tre milioni di lire e 18 milioni, il sequestro e la possibile confisca della merce trasportata, a carico di chi affidi l'esecuzione del trasporto ad un vettore abusivo». 2.4.- La Spinelli s.r.l. ha depositato, rispettivamente in data 19 settembre e 18 ottobre 2002, memorie nelle quali ha svolto rilievi critici riguardo alla sentenza n. 8256/02 della Cassazione, in particolare laddove questa esclude che la norma interpretata imponesse la forma scritta ad substantiam ed esclude che la norma interpretativa presti il fianco a dubbi di costituzionalità. La Spinelli richiama inoltre altri precedenti specifici della Corte costituzionale in tema di norme interpretative (sentenza n. 525 del 2000), sottolineando ancora una volta l'irrazionalità della norma denunciata per contrasto con la finalità di repressione del trasporto abusivo e con quella di evitare la mancata applicazione delle c.d. tariffe a forcella in conseguenza della dichiarazione di nullità del contratto. La disposizione oggi impugnata si è infatti risolta in danno dei trasportatori contro i quali sono state avviate azioni ex art. 2033 cod. civ. ad evitare le quali sarebbe invece bastata la previsione di una norma che avesse imposto, anche per i contratti nulli, l'applicazione delle menzionate tariffe. Richiama, quindi, le motivazioni di precedenti ordinanze di rimessione sulla stessa questione ovvero su quella avente ad oggetto la legge n. 298 del 1974 (decise con ordinanza n. 409 del 2002 e ordinanza n. 386 del 1996). La Spinelli, infine, richiama l'ulteriore ordinanza di rimessione pronunziata dal Tribunale di Prato il 25 settembre 2002, ed evidenzia le analogie esistenti tra la questione odierna e quella relativa all'art. 40 della legge n. 47 del 1985.1.- La questione di legittimità costituzionale, sollevata dal Tribunale di Vallo della Lucania con ordinanza 25 gennaio 2002 e dal Tribunale di Genova con ordinanza 9 aprile 2002, concerne l'art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001 n. 256 (Interventi urgenti nel settore dei trasporti), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001 n. 334, secondo il quale l'ultimo comma dell'art. 26 della legge 6 giugno 1974 n. 298 (Istituzione dell'albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada) - come modificato dall'art. 1 del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82 (Misure urgenti per il settore dell'autotrasporto di cose per conto di terzi), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1993 n. 162 - «si interpreta nel senso che la prevista annotazione sulla copia del contratto di trasporto dei dati relativi agli estremi dell'iscrizione all'albo e dell'autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi possedute dal vettore, nonché la conseguente nullità del contratto privo di tali annotazioni, non comportano l'obbligatorietà della forma scritta del contratto di trasporto previsto dall'art. 1678 del codice civile, ma rilevano soltanto nel caso in cui per la stipula di tale contratto le parti abbiano scelto la forma scritta». Il Tribunale di Vallo della Lucania dubita della legittimità costituzionale della norma denunciata con riferimento agli artt. 3, 24, 102 e 104 Cost., laddove il Tribunale di Genova - facendo proprie talune indicazioni dell'attrice Spinelli s.r.l. - individua implicitamente negli artt. 3, 101 e 102 Cost. le norme costituzionali la cui violazione ritiene non manifestamente infondata. La sostanziale identità delle questioni sollevate dalle due ordinanze impone la riunione dei relativi giudizi. 2.- Sia il Tribunale di Vallo della Lucania che il Tribunale di Genova muovono dalla premessa che la norma interpretata (art. 26, ultimo comma, della legge n. 298 del 1974, come modificato dall'art. 1 del decreto-legge n. 82 del 1993) fosse assolutamente univoca nel suo significato, e fosse, inoltre, assolutamente univoca la giurisprudenza nel ritenere - sulla base della sua lettera e ratio - che il contratto di autotrasporto di cose per conto di terzi esigesse, a pena di nullità, la forma scritta ad substantiam.