[pronunce]

2016. Espone il giudice a quo che i ricorrenti hanno chiesto l'accertamento del loro diritto alla supervalutazione, ai sensi dell'art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 1997, sia ai fini previdenziali, sia, con relativo riscatto, per la liquidazione dell'indennità di buonuscita, con riferimento al periodo di servizio svolto per conto dell'ONU, essendo stati impiegati in zone operative, per periodi pari o superiori a tre mesi. I medesimi, pertanto, chiedono l'applicazione, nei loro confronti, dell'articolo unico della legge n. 1746 del 1962, che estende al personale militare, in servizio per conto dell'ONU in località operative, i benefici combattentistici previsti dall'art. 18 del d.P.R. n. 1092 del 1973, dall'art. 3 della legge n. 360 del 1990, dall'art. 5 del d.lgs. n.165 del 1997, dall'art. 1, comma 99, della legge n. 662 del 1996, dagli artt. 15 e 24 del d.P.R. n. 1032 del 1973. Nondimeno, prosegue il TAR rimettente, tali benefici non sarebbero applicabili ai ricorrenti, in quanto la legge n. 1746 del 1962 riguarderebbe solamente coloro che hanno partecipato alle «campagne di guerra» nel periodo 11 giugno 1940 - 08 maggio 1945. Il TAR abruzzese espone che la questione non potrebbe essere accolta stante la puntuale previsione del beneficio, per le sole «campagne di guerra», cui il legislatore non avrebbe mai equiparato le missioni per conto dell'ONU, che non avrebbero carattere bellico ed operano in tempo di pace. Difetterebbe in proposito lo «stato di guerra» che, si prosegue, è una dichiarazione rientrante nelle prerogative del Capo dello Stato (a mente dell'art. 87, comma nono, Cost.) e non dello Stato Maggiore della difesa. Inoltre, evidenzia il rimettente, la legge n. 824 del 1971 esclude espressamente (art. 5, comma 2) il personale di cui alla legge n. 1746 del 1962 e parimenti anche il d.P.R. n. 1092 del 1973 richiama gli artt. 19, 20, 21 e 22, ma non l'art.18, riferito alla «campagna di guerra», che non sarebbe quindi applicabile alle operazioni in tempo di pace, così come dicasi per l'art. 1858 del cod. ord. mil., che richiama tale disposizione. Al riguardo, evidenzia il giudice a quo che sul punto vi sarebbe un costante orientamento giurisprudenziale (confermato anche di recente dal Consiglio di Stato, sezione quarta, con la decisione n. 5172 del 2014), che peraltro darebbe rilevanza alla sollevata questione di costituzionalità: ne deriverebbe in sostanza una unilaterale esclusione dai benefici combattentistici per il personale militare che ha operato nelle cosiddette zone d'intervento ONU; peraltro, osserva il rimettente che si tratterebbe di un beneficio economico che, per essere riscattato ai fini della buonuscita, dovrebbe essere usufruito in costanza del servizio, circostanza che darebbe fondatezza all'eccezione d'incostituzionalità per violazione dell'art. 3 Cost. Conclusivamente, il TAR abruzzese ritiene di sollevare la questione di costituzionalità dell'articolo unico della legge n. 1746 del 1962, «in base all'illustrata discriminazione, posta nell'ambito del settore militare, tra le diverse qualifiche del personale, con violazione dell'art. 3 Costituzione». 7.- Ha svolto atto di intervento in questo giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri. Il patrocinio erariale, premessa un'articolata descrizione dell'ambito normativo di rilievo, ha eccepito l'inammissibilità della questione sollevata dal TAR per l'Abruzzo per incompleta ricostruzione del quadro normativo, incompleta descrizione della fattispecie e comunque per mancato esperimento di una soluzione costituzionalmente orientata. Nel merito, il Presidente del Consiglio ha chiesto che la questione sia dichiarata infondata stante l'erroneo accostamento di situazioni differenti, ossia le missioni di pace svolte per conto dell'ONU e le campagne di guerra del periodo 1940-1945. 8.- E' altresì intervenuto nel presente giudizio l'INPS. L'Istituto previdenziale ha dedotto l'inammissibilità della questione sollevata in quanto non verrebbero «adeguatamente esplicitate le motivazioni per cui si invoca l'esclusione unilaterale dai benefici, nonché la necessità di aver fruito del beneficio in costanza di servizio». Nel merito ritiene che la questione sia infondata stante l'esistenza di differenze sostanziali tra l'intervento in guerra da parte dell'Italia nel secondo conflitto mondiale rispetto alle missioni di pace svolte per conto dell'ONU.1.- Il Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia, con nove ordinanze di analogo contenuto, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 11 dicembre 1962, n. 1746 (Estensione al personale militare, in servizio per conto dell'O.N.U. in zone d'intervento, dei benefici combattentistici), in riferimento all'art. 3 Cost. Il giudice a quo riferisce di essere stato adito da numerosi dipendenti del Ministero della difesa, tutti ufficiali, sottufficiali, graduati e militari, i quali hanno agito contro il Ministero della difesa chiedendo il riconoscimento dei cosiddetti benefici combattentistici previsti dall'articolo unico della legge n. 1746 del 1962, dall'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), dall'art. 3 della legge 24 aprile 1950, n. 390 (Computo delle campagne della guerra 1940-45), dall'art. 5 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165 (Attuazione delle deleghe conferite dall'articolo 2, comma 23, della L. 8 agosto 1995, n. 335, e dell'articolo 1, commi 97, lettera g), e 99 della L. 23 dicembre 1996, n. 662 in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché del personale non contrattualizzato del pubblico impiego. I ricorrenti, in qualità di militari impiegati in missioni di pace svolte per conto dell'ONU, aspirerebbero innanzi tutto ad ottenere il beneficio previsto dall'art. 18 del d.P.R. n. 1092 del 1973, comportante la cosiddetta supervalutazione dei periodi di svolgimento di servizio in missioni per conto dell'ONU, mediante la quale si otterrebbe il riconoscimento di periodi di anzianità figurativa, utili sia ai fini del conseguimento anticipato della pensione che dell'incremento del trattamento di buonuscita.