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Intervengo in questa discussione anche nella veste di senatore di montagna, per ribadire che trasporti, turismo e imprenditoria sono tre materie di importanza cruciale, che vanno di pari passo o almeno così dovrebbero. Senza efficienti trasporti, senza buona viabilità e senza nuove opere non ci può essere alcuna speranza di rilanciare il turismo e l'imprenditoria nelle aree interne. Il collegio Modena e Montagna, che ho l'onore di rappresentare, ne è la dimostrazione. Senza l'autostrada cispadana come farà il settore biomedicale a essere all'avanguardia? Senza l'autostrada Campogalliano-Sassuolo come potrà il più importante distretto ceramico del mondo essere competitivo? Senza il ripristino del ponte della Veggia come faranno due strategiche Province, quelle di Modena e di Reggio Emilia, a essere unite in sicurezza? Senza gli assi di penetrazione in montagna, come la Cerredolo-Ponte Dolo, la Strettara-Pratolino e altre numerose arterie, come farà il nostro turismo e il nostro artigianato di montagna sopravvivere? Se non avremo una visione a trent'anni su trasporti e vie di comunicazione, come possiamo aspettarci che il nostro turismo di prossimità, sciistico e culturale, possa ripartire di slancio dopo questa devastante crisi pandemica, che ha infierito oltremodo sulle nostre già disagiate montagne? Per la penisola intera il turismo, la ristorazione e le eccellenze enogastronomiche sono essenziali. Per questo la Lega si sta convintamente adoperando per una rapida riduzione del coprifuoco e per l'apertura di ristoranti con sale chiuse in sicurezza. Certo che pessimi trasporti e carenze di vie di comunicazione non aiuteranno mai il nostro comparto turistico a competere nel mondo. Riguardo alle opere a cui ho accennato prima, pensate che si tratta perlopiù di opere in gran parte già finanziate e progettate. Serve però una visione a lungo termine, per scongiurare la desertificazione delle aree interne e questo vale per tutta la penisola. Da parlamentare di Montefiorino, da senatore della Val Dragone, invito il Governo ad investire sin da subito in opere rapide, semplici, essenziali e intelligenti. Gli abitanti delle aree interne non chiedono alla politica opere faraoniche e dispendiose. I montanari modenesi, ad esempio, dicono: dateci 100 solidi e larghi ponti Bailey, che fra l'altro sono stati ideati da un ingegnere napoletano, di nome Cottrau, nel 1867, e li valorizzeremo come 100 Golden gate bridge di San Francisco, oppure: dateci 100 piccole rotatorie e le valorizzeremo come altrettante place de l'Étoile di Parigi. Ovviamente tutto ciò nel rispetto dell'ambiente, in cui i montanari vivono e di cui conoscono bene l'ecosistema e le criticità idrogeologiche. La pratica gente di montagna e delle aree interne in generale, sa che per lavorare e risollevarsi economicamente è meglio avere un nuovo solido ponte, anche se un po' grezzo, efficiente anche se spartano, piuttosto che morire di fame ed essere obbligati ad emigrare definitivamente verso le città intasate, lasciando in pasto ai lupi le nostre belle vallate. Volere è potere e la politica deve offrire una lungimirante visione a trenta anni, per dare una speranza di futuro lavorativo ai cittadini non solo delle aree periferiche, ma anche delle città d'arte e dei distretti produttivi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore il senatore Paroli. Ne ha facoltà. PAROLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro atteggiamento di disponibilità e di favore durante i lavori della Commissione e dell'Assemblea non deve essere scambiato con una condiscendenza complessiva e remissiva, perché le tante perplessità sul provvedimento in esame rimangono. Lo dico, non tanto perché nel testo ci sia qualcosa di particolarmente fuori posto o di sbagliato, ma perché purtroppo esso non contiene ciò che invece era utile ci fosse: si tratta insomma della classica occasione mancata. Il provvedimento consta di tre articoli, con due proroghe nei primi due, mentre nel terzo si prevede un concorso di idee per le grandi navi a Venezia, che testualmente fa riferimento a: «proposte» e «progetti di fattibilità tecnica ed economica relativi alla realizzazione (...) di punti di attracco (...) utilizzabili dalle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate e dalle navi portacontenitori adibite a trasporti transoceanici». Abbiamo cercato di correggere e di migliorare il testo, inserendo nei primi due articoli una serie di norme che, al pari delle proroghe contenute, potessero dare risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, ma non è stato possibile. Si tratta di risposte magari piccole, che possono sembrare marginali o di poco conto, ma che non lo sono, perché sono le classiche risposte che possono cambiare in meglio la vita e il lavoro di tutti noi. Si apre dunque una riflessione in merito. Mi unisco ai ringraziamenti del relatore al sottosegretario Bellanova per la positività e la collaborazione nei lavori svolti in Commissione sul provvedimento in esame. Si tratta però di una riflessione che non si pone solo all'interno della Commissione e che credo anche altri colleghi ormai condividano e non solo sul provvedimento in esame. Ci sono infatti inammissibilità troppe volte arbitrarie, mentre è chiaro che gli emendamenti devono essere valutati adeguatamente. C'è poi l'applicazione dell'articolo 81 della Costituzione da parte della 5 a Commissione permanente su emendamenti che, con evidenza, non comportano spese: anche questa cosa deve cessare. Non possiamo continuare a lasciare che, per diminuire il numero degli emendamenti, si intervenga in modo massivo, senza che ci sia davvero una valutazione effettiva sul fatto che siano presenti o meno oneri di spesa. Dopodiché, i pochi che sopravvivono si trovano anche di fronte alla tagliola della contrarietà, talvolta su proposte sensate, non solo a parere del sottoscritto, e condivise dall'intera Commissione e credo anche dall'intera Assemblea del Senato. Certo, così è difficile per i parlamentari espletare correttamente le proprie funzioni e credo che una riflessione complessiva su questo tema vada fatta. Contiamo tutti su un futuro migliore, però oggi assistiamo a una serie di piccoli paradossi, che abbiamo anche affrontato in Commissione e su cui viene da sorridere dovendoli affrontare nel concreto. Anche la riproposizione del codice della strada, che mi risulta essere fermo alla Camera, va affrontato perché, continuando a intervenire per spizzichi e bocconi, ci troviamo con queste contraddizioni totali, di cui faccio un esempio davvero banale. L'Italia è un Paese che si augura di poter ospitare tanti turisti stranieri che magari vengono dal Nord Europa con la propria auto con targhe straniere. Costoro si ritroverebbero e si ritroveranno, se non interveniamo, con l'impossibilità di rivolgersi a un'officina meccanica perché un meccanico italiano non può guidare un'auto con la targa straniera. La soluzione fino a poco tempo fa era che utilizzasse la targa prova. Oggi la targa prova diventa inutilizzabile perché viene riservata solo a veicoli non ancora immatricolati.