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È infatti ancora bloccato il riciclo dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione, di pneumatici fuori uso, dei rifiuti da spazzamento stradale, dei RAEE, degli olii, dei grassi animali e vegetali, del tetrapak e di molto altro. Come vedete, stiamo parlando di temi centrali: giustizia, ambiente, industria, salute, economia, agricoltura, pesca. Milioni di italiani dovrebbero fare necessariamente i conti con queste nuove disposizioni. Tale è l'impatto di queste norme che si rende quanto mai indispensabile la celere individuazione di modelli che rendano possibile anticipare ex ante l'impatto di tale legislazione sul tessuto socioeconomico che lo subisce. È auspicabile, inoltre, che vi sia una decisa semplificazione nell' iter di formulazione delle direttive, perché la contemporaneità richiede risposte serie, in tempi brevi, alle sfide che il mondo ci impone. Forza Italia - lo sapete - è intimamente europeista e, quindi, è per noi impensabile votare in contrasto a direttive europee. È tuttavia giunto il tempo che cessi il ruolo di mero recepitore di decisioni altrui. Dobbiamo e possiamo essere più incisivi nella fase di elaborazione delle direttive, prevedendo un maggior coinvolgimento di associazioni di categoria, di parti sociali e, più in generale, di tutti gli attori interessati. È per questo che noi chiedevamo non soltanto il coinvolgimento dello Stato e delle Regioni, ma anche la partecipazione dei Comuni alle riunioni. Dobbiamo fare ciò per avere una negoziazione in sede comunitaria realistica, finalizzata a uno scopo, che deve essere quello del bene comune della nostra Nazione. È da questo tipo di meccanismi che l'Unione europea dovrebbe ripartire; da quello spirito iniziale che poneva il focus sui benefici da portare ai propri cittadini e non dall'essere un super Stato, che tende a regolare ogni aspetto della produzione e della vita. L'Italia, Paese fondatore, deve recuperare il ruolo centrale che le è stato assegnato dalla storia e anche dalla geografia, e non soltanto nei casi negativi dovuti alla sua collocazione al centro del Mediterraneo. Per noi questo percorso virtuoso dovrebbe iniziare smettendola di accusare l'Europa di tutte le nefandezze possibili. Lo abbiamo detto più volte: questa Europa non è perfetta, ma certamente rappresenta l'unica possibilità che abbiamo per contare qualcosa in un mondo dominato da giganti, quali gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. Dobbiamo e possiamo incidere di più, ma per farlo è indispensabile regolarizzare i nostri rapporti con i partner comunitari, distendendo le relazioni, che oggi sono troppo tese con tutti. Si deve stravolgere il paradigma attualmente in voga e riprendere una normale dialettica politica, che deve necessariamente lasciare spazio a una più ampia condivisione di tutto ciò che riguarda l'Italia. Si deve rendere tale negoziazione in Europa pienamente legittimata e interamente funzionale, affinché le direttive vengano preventivamente costruite insieme e condivise e soprattutto adattate alle caratteristiche economiche e sociali di ogni Paese, per diventare indirizzi migliorativi e non penalizzanti; un protagonismo fertile, caratterizzato non da pericolosi atteggiamenti muscolari, ma da una seria e strutturata proposta politica, manifestata con una dialettica adeguata, per rendere la negoziazione in Europa pienamente legittimata, più forte, e far valere l'importanza delle differenze e valorizzare le nostre specificità. Per quanto espresso in questo mio intervento, con il rinnovato auspicio che le direttive europee derivino sempre più dal dialogo e dalla condivisione, nella precisa consapevolezza che l'Europa è formata da Stati con proprie caratteristiche peculiari, che devono essere rispettate, e con l'auspicio che l'Italia torni a essere protagonista, dichiaro il voto di astensione del Gruppo Forza Italia sulla votazione sul disegno di legge di delegazione europea e il voto contrario sulla relazione consuntiva e su quella programmatica. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LOREFICE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, oggi siamo qui per votare la legge di delegazione europea che - come sappiamo - è uno dei due strumenti attraverso i quali l'ordinamento italiano si conforma alla normativa europea. Ma quella odierna è anche una giornata per noi simbolica: è la prima legge di delegazione di questo Governo, la prima dalle elezioni del 26 maggio scorso, che verrà approvata prima dell'insediamento della nuova Commissione europea. Auspico pertanto che quella di oggi possa essere una giornata simbolo del nuovo corso che l'Europa si accinge a varare, lontano dal passato di austerità che ha fatto molto male a questo Continente e ancor più male all'Italia, e rivolto invece verso un'Europa sociale, della crescita, del salario minimo europeo, dell'ambiente e dell'innovazione. Queste infatti dovranno essere le stelle polari che guideranno il lavoro della nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen, che ha ricevuto il voto favorevole dei nostri colleghi portavoce a Strasburgo per le parole pronunciate lo scorso 17 luglio e gli impegni che la stessa ha preso davanti ai cittadini europei. Come sapete, in gioco c'è anche la questione del commissario italiano, per il quale si prospetta - e così auspichiamo - un portafoglio economico di peso. Siamo sicuri che il presidente Conte indicherà una figura di sicuro valore che saprà fare gli interessi dell'Italia all'interno dell'Europa e, pertanto, anche dell'Europa stessa. Il MoVimento 5 Stelle ha salutato con favore le parole di Ursula von der Leyen, in particolare quelle relative al green deal per l'Europa entro i primi cento giorni del suo mandato, da sostanziarsi in un piano di investimenti per un'Europa sostenibile, e alla trasformazione della Banca europea per gli investimenti in una banca cosiddetta climatica. Ma penso anche alla prospettata strategia per l'innovazione rivolta alle piccole e medie imprese o alla flessibilità promessa, al rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo e allo sviluppo del pilastro sociale dell'Unione. In questo senso vorrei sottolineare l'annunciata proposta dell'istituzione di un salario minimo europeo e di uno strumento di assicurazione contro la disoccupazione: due battaglie fondamentali del MoVimento 5 Stelle, che finalmente trovano una sponda anche in Europa, contrariamente a quanto si è verificato con la Commissione presieduta da Juncker. Proprio quest'ultimo, qualche settimana fa, con una battuta ha detto che sarà difficile trovare il suo sostituto. Vorrei rispondere a Juncker con un'altra battuta: possiamo rassicurare il presidente eletto von der Leyen dicendo che sarà più difficile fare peggio del suo predecessore. Onorevoli colleghi, a solo un anno dall'insediamento di questo Governo, sembra evidente che in Europa si stanno già raccogliendo i frutti del suo lavoro. A sentire le parole del presidente von der Leyen, sembrano lontani i tempi dell'austerità che ha strangolato cittadini ed economie europee. E noi del MoVimento 5 Stelle in Parlamento e al Governo vigileremo affinché tali parole si trasformino in fatti; non parole, ma fatti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vigileremo con grande attenzione.