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Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.8 (testo2)/101. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento è ancora più chiaro del precedente, perché - lo dico ai colleghi dell'Aula - restringe la possibilità di erogare il reddito di cittadinanza ai soli cittadini dell'Unione europea. Quindi, invito a votare questo emendamento. Non ve lo chiede l'Europa, ma ve lo chiede il Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8 (testo 2)/101, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.705. Gli emendamenti 2.10 e 2.9 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 2.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.11, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «n. 286». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.12 e 2.13. Passiamo all'emendamento 2.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.15, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «della domanda». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.16 e 2.17. Passiamo all'emendamento 2.115, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.115, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.116, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.116, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «due anni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.117. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.18. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, con questo emendamento abbiamo provato a inserire criteri più restrittivi per la concessione del reddito di cittadinanza, in linea con l'impostazione di Forza Italia, che vuole privilegiare tale accesso agli italiani. Abbiamo proposto, infatti, di portare a vent'anni il tempo di permanenza dei cittadini stranieri per provare a contenere anche i danni economici apportati da una norma come quella in esame, che apre le maglie a una spesa pubblica che, prima o poi, diventerà insostenibile. La ragione per la quale noi sosteniamo questo emendamento è che già abbiamo 241.000 nuclei familiari stranieri che percepiranno il reddito, il che significa che 241.000 nuclei familiari di cittadini italiani non lo percepiranno e sono persone che vivono in condizioni di povertà. Questa è la ragione per la quale noi chiediamo all'Assemblea che tale emendamento venga valutato con grande attenzione, affinché quanto stiamo sostenendo rimanga comunque agli atti, per vedere chi vota da una parte e anche per capire, soprattutto, chi vota dall'altra. (Applausi della senatrice Rizzotti). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.18, presentato dal senatore Aimi, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.118 e 2.119. Passiamo all'emendamento 2.120, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GARAVINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . Signor Presidente, nella narrazione che ne dà il Governo il provvedimento in esame sembrerebbe voler abolire la povertà. Noi del Partito Democratico diciamo: magari fosse vero. Come, infatti, hanno illustrato i miei colleghi, in realtà questo provvedimento è ingiusto e discriminatorio nei confronti di tutta una serie di poveri veri, a partire da minori, famiglie numerose e senzatetto. Il provvedimento esclude una miriade di aventi diritto dalla possibilità di ricorrere al reddito di cittadinanza. Penso non solo a stranieri. Presidente, tra l'altro, chiedo l'autorizzazione a depositare anche una nota tecnica a integrazione del mio intervento, che cita una serie di provvedimenti a livello europeo e di sentenze della Corte di giustizia europea che attestano come questo provvedimento esponga di fatto il nostro Paese a una miriade di ricorsi da parte di una serie di cittadini tra i quali anche tantissimi italiani. Parliamo, quindi, non soltanto di stranieri degli altri Paesi dell'Unione europea o di rifugiati aventi diritto, ma anche di cittadini italiani che magari sono andati all'estero per sfuggire a situazioni di povertà e si vedranno sbattere, nel momento in cui decideranno di rientrare perché magari vogliono fare del nostro Paese l'epicentro del loro progetto di vita, la porta in faccia, perché totalmente impossibilitati a ottenere il reddito di cittadinanza alla luce di quel requisito previsto dell'obbligo di residenza di almeno dieci anni con gli ultimi due in maniera continuativa. Presidente, questa non è l'abolizione della povertà. Questa purtroppo - a noi rincresce - è una gigantesca marchetta elettorale in vista delle prossime elezioni europee. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.120, presentato dalla senatrice Garavini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.121, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.