[ddlpres]

2 Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo valutati in 1.000 milioni di euro per l'anno 2019, 1.600 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022 e 2023, 1.000 milioni di euro per l'anno 2024, 600 milioni di euro per l'anno 2025 e 150 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede con le maggiori entrate rivenienti dalla riduzione complessiva dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle spese fiscali di cui articolo 21, comma 11- bis , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per un importo pari a 1.000 milioni di euro per l'anno 2019 e 2.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. Con uno o più regolamenti adottati con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati. 3 Il Ministro dell'economia e del bilancio è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 10 (Incremento delle risorse per gli investimenti in nuovi macchinari, ivi compresi gli investimenti relativi al piano Impresa 4.0 e alla Nuova Sabatini) 1 Per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione dei contributi previsti dall'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nonché dall'articolo 1, comma 56, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le risorse previste dal comma 40 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono integrate di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. 2 Al comma 41 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: «30 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «50 per cento». 3 Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione per il medesimo anno, del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 4 Il Ministro dell'economia e del bilancio è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 11 (Attribuzione del credito d'imposta per gli interventi di riqualificazione e riuso di immobili e aree industriali dismesse) 1 Ai soggetti titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, che, ai fini del rimpatrio di una delle attività ai sensi dell'articolo 1, effettuano investimenti di riconversione, riqualificazione e riuso su strutture produttive dismesse ubicate nel territorio dello Stato è attribuito, nel limite di spesa complessivo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, un credito d'imposta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute per gli interventi di cui presente al comma a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 L'agevolazione è concessa a ciascuna impresa nei limiti e alle condizioni del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti « de minimis ». 3 Il credito d'imposta spetta a condizione che la spesa complessiva sostenuta in relazione a ciascun progetto di riconversione e riqualificazione sia almeno pari a 50.000 euro. 4 L'ammontare totale dei costi eleggibili è, in ogni caso, limitato all'importo di 500.000 euro per ciascuna impresa. 5 Le spese si considerano sostenute secondo quanto previsto dall'articolo 109 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 6 L'effettività del sostenimento delle spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto all'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, o all'albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale. 7 Il credito d'imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa nazionale, regionale o europea. 8 Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 9 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le procedura di accesso e di riconoscimento dell'agevolazione di cui al presente articolo, nonché le ulteriori disposizioni applicative. 12 (Esclusione delle spese per investimenti di riqualificazione di aree industriali dismesse dal patto di stabilità) 1 All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, il comma 485 è sostituito dal seguente: « 485. Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per l'anno 2017, sono assegnati agli enti locali spazi finanziari nell'ambito dei patti nazionali, di cui all'articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, nel limite complessivo di 700 milioni di euro, di cui 300 milioni di euro destinati a interventi di edilizia scolastica. Sono assegnati agli enti locali spazi finanziari nell'ambito dei medesimi patti nazionali, nel limite complessivo di 900 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019, di cui 400 milioni di euro annui destinati ad interventi di edilizia scolastica, 400 milioni per la riqualificazione di aree industriali dismesse e 100 milioni di euro annui destinati a interventi di impiantistica sportiva, e nel limite complessivo di 700 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023, di cui 400 milioni per la riqualificazione di aree industriali dismesse». 13 (Istituzione del Fondo straordinario per il supporto al rimpatrio delle imprese italiane) 1 È istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico il Fondo straordinario per il supporto al rimpatrio delle imprese italiane, di seguito denominato «Fondo».