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Chi invece ha frequentato questi corsi, che continuavano a essere riconosciuti dalle Regioni, dopo il 1999 è rimasto fuori dall'albo e rischia adesso di non poter più lavorare. Con un emendamento inserito nel disegno di legge di bilancio, chi attualmente sta esercitando una professione sanitaria senza avere un titolo idoneo potrà continuare a farlo purché abbia svolto l'attività professionale per un determinato periodo negli ultimi dieci anni. Questo gli permetterà, infatti, di iscriversi in elenchi speciali ad esaurimento legati agli albi professionali. Naturalmente, non ci sarà un'equipollenza di titoli che consentano l'iscrizione agli albi, ma chi lavora potrà continuare a farlo: una notizia che aspettavano in molti e che oggi sono felice di poter dare. Non solo. Per gli enti territoriali - un altro capitolo che mi sta molto a cuore - istituiamo un fondo da 3 miliardi per il 2019, 3,4 per il 2020 e altri 2 per il 2021, che cresceranno fino a 3,2 miliardi annui nel periodo 2028-2033. Dal 2034 il fondo ripartirà con 1,5 miliardi annui. Andiamo ad aiutare Comuni, Province e Regioni su settori vitali come l'edilizia pubblica, la manutenzione e la sicurezza del territorio, la manutenzione della rete viaria, la prevenzione del rischio sismico e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Questi maggiori investimenti locali si vanno ad aggiungere a un miliardo di maggiori fondi derivante dallo sblocco degli avanzi di amministrazione per i Comuni virtuosi. Diamo ossigeno agli enti territoriali massacrati fino ad oggi dal Patto di stabilità interno e dal principio del pareggio di bilancio. In questo discorso, non possiamo certamente dimenticare il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti nell'anticipazione ai Comuni in temporanea crisi di liquidità di risorse che potranno essere utilizzate per pagare i debiti nei confronti delle aziende. Finalmente da quest'Assemblea stanno uscendo provvedimenti che guardano ai reali bisogni dei cittadini, di tutti i cittadini. Finalmente si ricomincia a guardare alla politica e a chi occupa questi scranni con fiducia perché arrivano le risposte giuste. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, mai nella storia repubblicana si è assistito a un atteggiamento così sprezzante nei confronti del Parlamento. Mi complimento con il sottosegretario di Stato alla Presidenza de Consiglio dei ministri, senatore Santangelo, che meriterebbe quasi una medaglia, essendo l'unico presente. (Applausi dal Gruppo M5S) . Non vedo invece i vari rappresentanti del Governo che dovrebbero essere qui e invece stanno chissà dove per approntare gli ultimi dettagli, dei quali non sapremo niente fino a domani. Eppure, vi è arrivato ieri il monito saggio del Capo dello Stato, che vi ha invitato a dialogare con il Parlamento, ad ascoltare le ragioni di chi, democraticamente, la pensa diversamente da voi. Capisco che siete in difficoltà. Partiti spavaldi contro l'Europa, minacciosamente spavaldi, ne avete dovuto accettare le indicazioni e le imposizioni; con arroganza infantile vi siete affacciati al balcone di Palazzo Chigi, annunciando al Paese la vostra rivoluzione economica, la vostra decrescita infelice. Ora da quale pulpito andrete a spiegare la vostra sconfitta e l'umiliazione cui avete portato l'Italia? Lo vedremo nei prossimi giorni. Il PIL con voi arretra, il debito pubblico aumenta e la crescita resterà ai blocchi di partenza. Insomma, approvate una legge di bilancio che renderà vulnerabile la nostra economia, che, faticosamente, iniziava a riprendersi. Poiché questo è e poiché questo hanno constatato e scritto i maggiori organi di stampa, avete iniziato a praticare un attacco vile alla libertà di stampa, nel tentativo di punire i giornali e i mezzi di informazione, che hanno raccontato i problemi del Governo e i suoi affanni strategici in economia. Vi siete chiesti come mai le categorie economiche e sociali del Paese sono in rivolta rispetto ai vostri provvedimenti? Le impazienze sociali si manifestano con intensità e con una piazza che, da Torino a Roma, si è messa le mani in tasca per non applaudirvi. La luna di miele col Paese sta comunque finendo. Il re è sempre più nudo e la gente ha capito che le promesse elettorali resteranno tali. La flat tax è evaporata. (Applausi del senatore Dal Mas) . Il reddito di cittadinanza, che tanti voti vi ha dato, allo stato è una misura senza capo né coda, che porterà solo alla pigra ricerca di un posto di lavoro. La riforma Fornero, che era il totem da abbattere, rimane quasi inalterata, mentre la quota 100 avrà un periodo molto limitato per la sua applicazione. Avete solo innalzato un singolare, quanto ideologico, cartello dei no. No alla TAV, no alla TAP, no al buon senso, no agli investimenti seri per il Sud, che, con voi, ritorna ad un divario ineguagliabile con il Nord. In questo sciagurato disegno di legge di bilancio, per il Sud non c'è alcun elemento economico che possa dare ai giovani la speranza di restare dalle nostre parti. Volete che il Sud diventi una sorta di riserva indiana per anziani, senza agevolare attività economiche che possano rendere di qualità i servizi da fornire. Vogliamo investimenti seri, che questa manovra non contiene. Vogliamo investimenti infrastrutturali per il Sud, come, ad esempio, i 20 milioni di euro da me richiesti con un emendamento - che non concederete - per il depuratore della città di Benevento. Ricordo anche l'emendamento presentato per la città di Avellino e le tantissime altre misure che ho richiesto con i 100 emendamenti che ho presentato e che provenivano, evidentemente, dal popolo. La vostra manovra, per me, ha un solo e fondamentale, elemento positivo: manda in ridicolo il vostro sovranismo alle vongole. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Avete dovuto cambiare linea. L'Europa brutta e cattiva - così dicevate con linguaggio sprezzante - vi è venuta incontro, ne avete dovuto riconoscere il primato e Conte lo ha capito. Intanto avete bruciato la nostra credibilità. Smettetela di giocare con finte riforme e pensate a come aiutare le imprese, pensate a come evitare di far fuggire gli investitori, pensate a ricostruire un tessuto di relazioni europee, dove l'Italia possa essere protagonista. Insomma, pensate. Oggi il vostro unico ossessivo pensiero è la lotta al passato. Ricordate che anche voi iniziate ad esserlo e l'incendio alle vostre bandiere sta lì a testimoniarlo. È una bugia dire che il Governo non sia arretrato. Il signor Presidente del Consiglio ha fatto una marcia indietro clamorosa, perché la sua manovra iniziale non reggeva alla prova dei fatti. Si preparano mesi difficili e purtroppo c'è il rischio della recessione. Il decreto dignità la sta anticipando sul fronte della disoccupazione. Fermatevi, per il bene del Paese, accettate il confronto.