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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 166 LICHERI La seduta inizia alle ore 15,05. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE informa che nel corso delle audizioni sul disegno di legge n. 1721 (Legge di delegazione europea 2019), svolte in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, in data 12 maggio 2020, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sulla sentenza del Tribunale costituzionale federale tedesco del 5 maggio 2020 Il PRESIDENTE ricorda che il Tribunale costituzionale federale tedesco ( Bundesverfassungsgericht ), il 5 maggio 2020, ha accolto tre ricorsi diretti contro il Public Sector Purchase Programme (PSPP), noto anche come " quantitative easing ", lanciato nel 2015 dalla Banca centrale europea (BCE) per sostenere l'inflazione nella zona euro. Il Tribunale costituzionale ha riscontrato che il governo federale e il Bundestag hanno violato i diritti dei ricorrenti non avendo intrapreso iniziative per mettere alla prova che le decisioni della BCE sull'adozione e attuazione del PSPP soddisfino il principio di proporzionalità. Con la sentenza, il Tribunale costituzionale tedesco ha anche affermato che la valutazione della Corte di giustizia dell'Unione (CGUE), pronunciatasi l'11 dicembre 2018, in merito al fatto che le decisioni della BCE sul PSPP soddisfino il principio di proporzionalità non è comprensibile. In tal senso, il giudizio è stato quindi reso al di là dei propri poteri ( ultra vires ). Per quanto riguarda la contestazione dei ricorrenti che il PSPP elude il divieto di finanziamento monetario dei bilanci degli Stati membri, previsto dall'articolo 123 del Trattato FUE, la Corte tedesca non ne ha riscontrato una violazione. La decisione, precisa infine la sentenza, non riguarda le misure di assistenza finanziaria adottate dall'Unione europea o dalla BCE nel contesto dell'attuale crisi del coronavirus, e quindi non riguarda il piano di acquisti della BCE deliberato il 18 marzo 2020 (PEPP). Nella già citata sentenza dell'11 dicembre 2018, la CGUE aveva invece adottato una posizione diversa, proprio in risposta alla domanda di pronuncia pregiudiziale del Tribunale costituzionale federale tedesco. In tale sentenza, la CGUE aveva deciso che il PSPP rientra nell'ambito della politica monetaria dell'Unione, non viola il principio di proporzionalità ed è compatibile con l'articolo 123 del Trattato FUE, che vieta solo l'acquisto diretto di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali, e non quello sui mercati secondari. A seguito della sentenza tedesca, la BCE, la CGUE e la Commissione europea hanno ritenuto di dover emettere dei comunicati ufficiali. La BCE, con un comunicato del 5 maggio, ha preso atto della sentenza del Tribunale tedesco relativa al PSPP. Il Consiglio direttivo, si afferma, rimane pienamente impegnato a fare tutto il necessario, nell'ambito del proprio mandato, per assicurare che l'inflazione cresca ai livelli coerenti con l'obiettivo di medio termine e che l'azione di politica monetaria adottata per il perseguimento dell'obiettivo di stabilità dei prezzi sia trasmessa a tutte le parti dell'economia e a tutte le giurisdizioni dell'area euro. La BCE conclude ricordando che la CGUE ha deciso nel 2018 che la BCE sta agendo nel rispetto del proprio mandato di preservare la stabilità dei prezzi. La direzione Comunicazione della CGUE, l'8 maggio 2020, ha emesso un comunicato con cui ricorda che i servizi dell'istituzione non commentano mai una sentenza di un organo giurisdizionale nazionale. Ricorda anche in linea generale che, in base a una giurisprudenza consolidata della CGUE, una sentenza pronunciata in via pregiudiziale dalla Corte vincola il giudice nazionale per la soluzione della controversia dinanzi ad esso pendente. Per garantire un'applicazione uniforme del diritto dell'Unione, solo la CGUE, istituita a tal fine dagli Stati membri, è competente a constatare che un atto di un'istituzione dell'Unione è contrario al diritto dell'Unione. Eventuali divergenze tra i giudici degli Stati membri in merito alla validità di atti del genere potrebbero compromettere infatti l'unità dell'ordinamento giuridico dell'Unione e pregiudicare la certezza del diritto. Al pari di altre autorità degli Stati membri, i giudici nazionali sono obbligati a garantire la piena efficacia del diritto dell'Unione. Solo in questo modo può essere garantita l'uguaglianza degli Stati membri nell'Unione da essi creata. Il comunicato conclude affermando che l'istituzione si asterrà da qualsiasi altra comunicazione a questo proposito. Anche la Presidente della Commissione europea ha fatto una dichiarazione, il 10 maggio, in cui rileva che la recente sentenza della Corte costituzionale tedesca ha messo in luce due questioni relative all'Unione europea: il sistema euro e il sistema giuridico europeo. Prende atto della chiara Dichiarazione della Corte di giustizia europea dell'8 maggio. Allo stesso modo, la Commissione europea sostiene tre principi fondamentali: che la politica monetaria dell'Unione è una materia di competenza esclusiva; che il diritto dell'UE ha il primato sul diritto nazionale e che le sentenze della Corte di giustizia europea sono vincolanti per tutti i tribunali nazionali. L'ultima parola sul diritto dell'UE è sempre pronunciata a Lussemburgo. Da nessun'altra parte. Compito della Commissione europea è salvaguardare il corretto funzionamento del sistema euro e del sistema giuridico dell'Unione. La dichiarazione afferma come la Commissione europea stia analizzando nel dettaglio la sentenza della Corte costituzionale tedesca. E saranno esaminati i possibili passi successivi, che potrebbero includere l'opzione di procedure di infrazione. La dichiarazione si conclude ricordando che l'Unione europea è una comunità di valori e di diritto, che deve essere sostenuta e difesa in ogni occasione. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) sostiene che la Corte tedesca, con la citata sentenza del 5 maggio scorso, ha di fatto riaffermato la supremazia degli interessi nazionali tedeschi rispetto all'operato di un'istituzione dell'Unione europea. D'altra parte, a tale posizione, la Corte di giustizia UE ha risposto ribadendo la propria supremazia rispetto alle giurisdizioni nazionali, in merito alla legittimità degli atti delle istituzioni europee, e la Commissione europea ha anche ipotizzato l'apertura di una procedura di infrazione. A suo avviso, risulta pertanto chiaro che siamo di fronte a una grave contrapposizione istituzionale, su una questione di fondamentale importanza che è quella del rapporto tra ordinamento europeo e ordinamenti nazionali.