[pronunce]

rinvio tuttavia accompagnato dalla statuizione di specifiche norme, contenute nei commi successivi dello stesso art. 27, nonché negli articoli 28, 29, 30 e 31 della stessa legge, che incidono in modo significativo sulla determinazione finale dell'entità dei canoni dovuti dagli assegnatari degli alloggi; che, in particolare, ai fini della determinazione di tali ultimi canoni, non si applicano alcuni dei criteri e dei coefficienti previsti, per il calcolo della superficie convenzionale, dall'art. 13 della legge n. 392 del 1978 (art. 27, secondo comma, della legge regionale); possono essere stabiliti particolari criteri di applicazione dei coefficienti di cui agli artt. 17 e 18 della legge n. 392 del 1978 (art. 27, quarto comma, della stessa legge); l'importo del costo base di produzione degli alloggi di nuova costruzione è abbattuto in misura variamente prestabilita per gli immobili ultimati o ristrutturati, rispettivamente, dopo il 31 dicembre 1975 e dopo il 31 dicembre 1983 (art. 27, sesto e decimo comma, della stessa legge); il canone, calcolato secondo i criteri conformati - ma solo in parte - a quelli stabiliti dalla legge n. 392 del 1978, è applicato nella misura del 100 per cento soltanto agli assegnatari con reddito annuo complessivo del nucleo familiare superiore a determinati limiti fissati dalla legge regionale, mentre agli assegnatari con redditi inferiori si applica solo in misura percentuale variabile fra il 15 e l'80 per cento (art. 28, primo comma, rispettivamente numero 5 e numeri 1, 2, 3, 4, della stessa legge regionale); che, infine, l'art. 31 della medesima legge regionale prevede un apposito Fondo sociale da utilizzare per la corresponsione di contributi agli assegnatari che non siano in grado di sostenere l'onere per il pagamento del canone di locazione; che, pertanto, da un lato, la specifica disciplina in tema di costo di costruzione degli immobili ristrutturati, recata dalla legge statale n. 392 del 1978 - anche a prescindere dalla circostanza che essa, per quanto riguarda le locazioni di immobili ad uso di abitazione, è stata abrogata dall'art. 14 della legge n. 431 del 1998 - è male invocata quale tertium comparationis ai fini della valutazione di legittimità della disposizione regionale impugnata, che si inscrive in un autonomo e ben diverso contesto normativo; che, dall'altro lato, il giudice remittente, omettendo qualsiasi precisazione in ordine alle fattispecie a lui sottoposte, quanto ad entità dei canoni dovuti e a redditi degli assegnatari, non offre alcuna dimostrazione della circostanza, più presupposta che affermata, che i canoni calcolati secondo i criteri stabiliti dalla legge regionale siano tali da risultare in concreto superiori a limiti espressivi di “livelli essenziali” di “prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” (art. 117, secondo comma, lettera m, della Costituzione, come sostituito dalla legge costituzionale n. 3 del 2001), livelli dei quali non viene nemmeno indicata una valida fonte di determinazione, posto che gli invocati artt. 14, 20 e 22 della legge n. 392 del 1978 sono oggi abrogati per quanto si riferisce alle locazioni abitative; che le esposte considerazioni conducono a concludere per la manifesta inammissibilità della questione proposta. Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 27 della legge regionale della Lombardia 5 dicembre 1983, n. 91 (Disciplina dell'assegnazione e della gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3 e 117, secondo comma, lettera m, della Costituzione, dal Tribunale di Milano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Valerio ONIDA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 9 dicembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA