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Sono, come dichiarava ANAS, quelle "case costruite nel 1830, caratterizzate da quel colore rosso pompeiano che le ha rese celebri e riconoscibili nel tempo, diventeranno alberghi, ristoranti, bar e punti di informazione, restando un punto di riferimento importante a sostegno degli automobilisti" e "Le nuove attività imprenditoriali saranno lo strumento per far conoscere e apprezzare gli aspetti naturalistici, storici, culturali ed enogastronomici del territorio in cui si trova la casa cantoniera"; il progetto di riqualificazione degli immobili è stato il frutto della collaborazione tra ANAS, Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Agenzia del demanio, che nel dicembre 2015 avevano sottoscritto un protocollo d'intesa per la valorizzazione delle case cantoniere. A tale scopo un tavolo tecnico aveva lavorato per definire le modalità per rendere operativo il progetto e lo standard di servizi che ciascuna casa cantoniera avrebbe dovuto offrire al cliente stradale, assicurando così la massima uniformità alla rete e conservando al tempo stesso un forte elemento identitario; la ristrutturazione dell'immobile era stata prevista a carico di ANAS, mentre il concessionario aveva il compito di sviluppare le attività imprenditoriali in coerenza con le linee guida del bando, garantendo i servizi di base definiti: pernottamento, bar e ristoro, free Wi - Fi , postazioni di ricarica per i veicoli elettrici e info point di informazione turistica; sono numerose le case cantoniere che risultano non ancora utilizzate, ad esempio quelle che sorgono lungo il lago di Garda, nel tratto tra Salò e Riva del Garda, si chiede di conoscere: a quanto ammontino le spese per gli interventi conservativi delle case cantoniere e con quale periodicità vengano effettuati; quale sia stato il risultato economico derivante dalla concessione delle 30 case cantoniere; quale sia l'attuale utilizzo di ciascuna casa cantoniera ubicata nelle Regioni Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto; se vi siano delle criticità, anche di natura legislativa, che limitano la possibilità di utilizzare pienamente ed efficacemente le case cantoniere da parte di privati o dei Comuni; se le case cantoniere siano a tutti gli effetti beni architettonici sottoposti alle relative disposizioni di legge, in quanto beni culturali ai sensi dell'art. 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio). Atto n. 4-00896 BARBARO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), nel marzo 2018, ha approvato il progetto Anas che prevede un investimento complessivo di 1,3 miliardi di euro, per un tracciato di 19 chilometri (Sibari-Roseto), anello mancante per il raggiungimento di un sistema integrato tra il corridoio adriatico-ionico-tirrenico; il tracciato si configura come uno degli elementi cardine nel progetto di trasformazione del corridoio jonico in un'arteria stradale di grande comunicazione, con funzione di collegamento dei litorali jonici della Calabria, della Basilicata e della Puglia; l'ammodernamento a 4 corsie della strada statale 106 è, peraltro, coerente con l'imminente varo della zona economica speciale (ZES), che richiede il collegamento al corridoio adriatico e permette di attrarre investimenti e favorire le imprese, in particolare quelle che operano nel settore agroalimentare, dando un grande impulso all'economia della Sibaritide; considerato che il ritardo sul programmato avvio dei lavori dell'ammodernamento della strada statale 106, nel tratto che va da Sibari a Roseto Capo Spulico, rischia di aggravare i disagi delle popolazioni e di far perdurare l'isolamento di una vasta e produttiva zona della Calabria rispetto al resto del territorio e dalle regioni confinanti, in particolare Basilicata e Puglia, si chiede di sapere se siano note le ragioni del ritardo e se si ritenga, nell'ambito degli interventi che il Ministero intende realizzare al Sud, di programmare l'ammodernamento a quattro corsie della strada statale 106 da Sibari a Crotone e Simeri Crichi, da Soverato a Roccella Jonica e poi da Locri e Reggio Calabria, riprendendo il tracciato che sin dagli anni '80 era previsto per un'autostrada dello Ionio calabrese. Atto n. 4-00897 IANNONE Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: martedì 20 novembre 2018 sono stati vissuti momenti di tensione sul treno regionale 2429, partito da Salerno alle 13.14 e diretto a Battipaglia; uno straniero è stato trovato senza biglietto dal capotreno e lo ha aggredito; l'uomo, che viaggiava assieme a due amici, ha reagito con violenza alla richiesta del controllore di scendere dal treno; lo straniero non ha esitato a spintonare e offendere il controllore, che ha immediatamente allertato la Polizia ferroviaria, prontamente intervenuta all'arrivo del convoglio nella stazione di Pontecagnano, si chiede di sapere se sia intenzione dei Ministri in indirizzo dotare di maggiori uomini e mezzi la Polizia ferroviaria di Salerno per fronteggiare casi come quello descritto, ormai all'ordine del giorno. Atto n. 4-00898 TURCO LANNUTTI LEONE VANIN Giuseppe PISANI L'ABBATE Ai Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 26 luglio 2012 la Procura della Repubblica di Taranto ha posto sotto sequestro, senza facoltà d'uso, l'intera area a caldo dell'Ilva SpA nell'ambito di un'inchiesta per disastro ambientale denominata "Ambiente svenduto"; l'art. 1, comma 4, lett. b) , nn. 1) e 2) del decreto- legge 9 giugno 2016, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2016, n. 151, ha modificato l'art. 2, comma 6, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante "Disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto", convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20; in particolare la suddetta lettera b ) dell'art. 1, comma 4, interviene sul comma 6 dell'articolo 2 del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, prevedendo, in particolare, che siano estese anche all'affittuario o all'acquirente, nonché ai soggetti da questi delegati, l'esclusione dalla responsabilità penale o amministrativa a fronte di condotte poste in essere in attuazione del piano ambientale; tale esclusione era prevista dal decreto-legge del 2015 solo in relazione al commissario straordinario ed ai suoi delegati.