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"Se l'area occorrente per la realizzazione degli alloggi e delle relative opere di urbanizzazione non e stata già acquisita dal comune, ovvero, pur essendo nella sua disponibilità, ha una destinazione urbanistica diversa da quella edificatoria, ovvero non è inclusa nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, alla delibera comunale, con la quale viene adottato il programma costruttivo e che equivale, comunque, a variante degli strumenti urbanistici, si applica l'articolo 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni. Con deliberazione del CIPE, sentito il Comitato per l'edilizia residenziale, sono stabiliti i comuni nei quali deve essere realizzato il programma, le ulteriori condizioni per la erogazione dei mutui, le modalità di affidamento dei lavori, i criteri per la individuazione dei beneficiari, anche in deroga alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035, nonché la tipologia delle costruzioni. Nell'individuazione dei beneficiari una quota non superiore al trenta per cento può essere riservata ai soggetti per i quali ricorrono le condizioni previste dallo articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035, e successive modificazioni e integrazioni, nei cui confronti si applica il canone di locazione ai sensi dell'articolo 22 della legge 8 agosto 1977, n. 513". All'articolo 9, al primo comma, dopo le parole "per l'acquisto", sono aggiunte le seguenti: "o la costruzione"; al secondo comma, le parole: "si trova l'alloggio da acquistare" sono sostituite dalle seguenti: "ha luogo la costruzione o si trova l'alloggio da acquistare"; al terzo comma, le parole: "ovvero di altra abitazione non occupata, già costruita o da costruire" sono sostituite dalle seguenti: "ovvero per l'acquisto o la costruzione di altra abitazione, non occupata"; dopo il terzo comma, è aggiunto il seguente: "La cessione o la locazione dell'alloggio entro dieci anni dalla data dell'acquisto o della costruzione dello alloggio medesimo comporta la decadenza dal beneficio del contributo statale sugli interessi"; il quinto comma è sostituito dal seguente: "I mutui non possono essere utilizzati per l'acquisto o la costruzione di abitazioni che abbiano caratteristiche di lusso ovvero siano accatastate nelle categorie A1, A8 e A9"; al sesto comma, dopo le parole "da acquistare", sono aggiunte le seguenti: "o da costruire"; all'ottavo comma, dopo le parole "del prezzo di acquisto", sono aggiunte le seguenti: "o di costruzione"; l'undicesimo comma è sostituito dal seguente: "Alle regioni competono l'accertamento dei requisiti dei beneficiari, la concessione dei contributi e la verifica del rispetto delle priorità indicate dal Comitato per la edilizia residenziale"; al dodicesimo comma, le parole: "dall'entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto". All'articolo 10, al primo comma, sono soppresse le parole: "in modo da consentire la copertura della spesa sostenuta"; il secondo comma è sostituito dai seguenti: "I mutui integrativi di cui al comma precedente usufruiscono della garanzia dello Stato, al pari del mutuo agevolato, alle condizioni e nei modi previsti dall'articolo 17 della legge 5 agosto 1978, n. 457, con decorrenza dalla data di notifica del contratto di mutuo al Ministero del tesoro. Il limite dell'importo dei mutui di credito fondiario di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1976, n. 7, è elevato al 75 per cento del valore cauzionale dell'immobile, quando il mutuo sia finalizzato all'acquisto della prima abitazione nel comune di residenza". L'articolo 13 e sostituito dal seguente: "La revisione della misura dei tassi e dell'ammontare massimo dei mutui, prevista dall'articolo 3, lettera o), della legge 5 agosto 1978, n. 457, nonché la revisione dei limiti di reddito di cui agli articoli 20 e 22 della stessa legge possono anche avere periodicità annuale. In sede di prima applicazione del presente decreto, l'ammontare massimo del mutuo agevolato e fissato per le nuove costruzioni in lire 30 milioni e, per gli interventi di recupero, in lire 20 milioni; i limiti di reddito di cui all'articolo 20 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e relativi tassi d'interesse sono rispettivamente determinati in: a) lire 7,2 milioni con mutui al tasso: 1) del 3 per cento per gli enti pubblici e le cooperative a proprietà indivisa; 2) del 4,5 per cento per la proprietà individuale; b) lire 9,6 milioni con mutui al tasso del 6,5 per cento; c) lire 12 milioni con mutui al tasso del 9 per cento". Dopo l'articolo 13 sono aggiunti i seguenti: "Art. 13-bis. - Nell'articolo 22 della legge 5 agosto 1978, n. 457, le parole: "è fissato in L. 4.500.000° sono sostituite dalle parole: "è fissato in L. 5.500.000". Art. 13-ter. - Le regioni che non abbiano provveduto all'emanazione della normativa di cui all'articolo 25 della legge 5 agosto 1978, n. 457, debbono comunque attenersi, per l'individuazione dei soggetti incaricati della realizzazione dei programmi di edilizia agevolata, ai criteri in detto articolo indicati. Art. 13-quater. - Nel quarto e nel quinto comma dello articolo 41 della legge 5 agosto 1978, n. 457, le parole: "entro dieci mesi" sono sostituite dalle seguenti: "entro quattordici mesi"". L'articolo 14 è sostituito dal seguente: "I contributi corrisposti agli enti mutuanti ai sensi dell'articolo 16, secondo comma, della legge 27 maggio 1975, n. 166, e non utilizzati nel periodo di preammortamento dei mutui ai sensi dell'articolo 2, primo comma, della legge 8 agosto 1977, n. 513, qualora non conguagliati in favore dei beneficiari, sono temporaneamente depositati presso la sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti, che provvede a riaccreditarli agli enti predetti, secondo modalità da stabilire con decreto del Ministro dei lavori pubblici, a partire dalla prima semestralità di ammortamento successiva all'ultima rata di contributo statale". L'articolo 15 è sostituito dal seguente: "Le disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1976, n. 7, e all'articolo 15 della legge 5 agosto 1978, n. 457, per quanto riguarda l'iscrizione e gli effetti dell'ipoteca a garanzia di mutui fondiari ed edilizi, si applicano anche al sistema dei libri fondiari regolati dal regio decreto 28 marzo 1929, n. 499.