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Norme per il mercato e la concorrenza nonché deleghe in materia di liberalizzazioni nei settori dell’energia e delle attività bancarie. Onorevoli Senatori. -- La crisi economica impone interventi per rilanciare e promuovere un adeguato sviluppo del Paese. Nei prossimi anni la crescita rischia di essere ancora frenata dall'alto livello del debito pubblico e dalla bassa produttività, parametri che si sono aggravati rispetto a dieci anni fa e per i quali non è prevedibile un'inversione di tendenza a breve. Occorre per questo continuare la politica di liberalizzazioni intrapresa dal Governo Monti per contrastare la crisi, tutelare i consumatori, sostenere la nascita di nuove imprese e ridurre i costi dei servizi. Le proposte che qui vengono avanzate sono ricavate da due fonti principali: in primo luogo le segnalazioni e i pareri espressi dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, i quali, ai sensi dell'articolo 47 della legge 23 luglio 2009, n. 99, costituiscono gli elementi sulla cui base il Governo dovrebbe elaborare il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza da sottoporre al Parlamento; adempimento che, fino ad oggi, non si è mai realizzato. La seconda fonte è rappresentata dalla relazione finale della Commissione dei saggi insediata dal Presidente Napolitano all'inizio di questa legislatura. Nella relazione del gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea il tema delle liberalizzazioni viene affrontato al paragrafo 4.5, dal titolo «Aprire alla concorrenza, tutelare meglio i consumatori». Come si afferma in tale documento, in Europa e in Italia sussistono barriere che bloccano alcuni settori e rendono difficile, anche nei mercati aperti e liberalizzati, l'effettiva partecipazione di nuovi attori economici. Di qui la necessità, al di là di interventi di sistema, di un'opera di modifica di tanti aspetti particolari della legislazione vigente che ostacolano le dinamiche concorrenziali, cui il documento del gruppo di lavoro fa cenno e che la presente proposta riprende. Si tratta dunque di proposte frutto di attenta valutazione, anche tecnica, la cui introduzione dipende solo dalla volontà politica di imprimere una spinta alla competitività dell'economia italiana, all'efficienza delle imprese, alla economicità dei servizi di interesse pubblico, alla attrattività degli investimenti. Tali interventi devono essere accompagnati da un piano di privatizzazioni delle aziende di proprietà dello Stato e degli enti locali; operazioni che devono essere realizzate in contesti liberalizzati onde evitare il trasferimento a privati delle rendite monopolistiche. Questi interventi dovranno essere azioni chiave per il rilancio della crescita. All'articolo 1 si dettano alcune disposizioni riprese dalla segnalazione dell'Autorità per l'energia e elettrica e il gas sullo stato dei mercati dell'energia elettrica e del gas naturale. In primo luogo, al fine di facilitare la fase concertativa tra i vari soggetti coinvolti nella realizzazione di un'infrastruttura energetica, precedente alla presentazione della domanda per il rilascio dell'autorizzazione, appare necessario, anche in anticipo rispetto alle proposte di regolamentazione comunitaria attualmente in discussione (proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee che abroga la decisione n. 1364/2006 CE, 2011/0300(COD)), approvare una normativa che regoli in dettaglio i rapporti tra Governo centrale, amministrazioni locali, cittadini e loro associazioni in modo da garantire trasparenza e accessibilità alle informazioni relative all'opera; dunque, una piena e consapevole partecipazione dei soggetti interessati alla fase di consultazione preliminare. In particolare, si dovrebbe prevedere una regolamentazione delle forme e dei tempi per l'espressione di critiche ed osservazioni al progetto presentato. Al fine di ridurre gli oneri amministravi ingiustificati a carico delle imprese, si modifica l'articolo 3 del decreto legislativo n. 130 del 2010, limitando l'obbligo di attestazione della quota di mercato all'ingrosso solo a quei soggetti con dimensione di un certo rilievo (superiore al 15 per cento). Al fine di rafforzare la consapevolezza dei consumatori retail di energia elettrica e gas, si modifica l'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo n. 93 del 2011, prevedendo che tra le misure di qualità del servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica e del gas siano introdotti standard minimi di prestazione. L'articolo 2 contiene norme in materia di distribuzione dei carburanti. Al fine di rimuovere ogni vincolo residuo frapposto da normative regionali all'apertura di nuovi impianti di distribuzione carburanti, all'articolo 83- bis , comma 17, del decreto-legge n. 112 del 2008, viene introdotto il divieto di prevedere qualsiasi altro obbligo asimmetrico (dotazione di impianti fotovoltaici, di videosorveglianza, eccetera), nonché eliminata l'ultima parte del comma 17 («se tale ultimo obbligo comporta ostacoli tecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali alle finalità dell'obbligo»). Al fine di liberalizzare pienamente l'attività di impianti completamente automatizzati, all'articolo 28 del decreto-legge n. 98 del 2011 viene eliminato il vincolo alla localizzazione («posti al di fuori dei centri abitati»). Al fine di liberalizzare l'attività di vendita di tabacchi presso gli impianti di distribuzione carburanti, viene abrogato il comma 22- bis dell'articolo 8 del decreto-legge n. 16 del 2012, così come modificato dalla legge di conversione. L'articolo 3 si occupa del settore delle comunicazioni. Al fine di rimuovere ingiustificati ostacoli di carattere amministrativo alla realizzazione delle reti da parte degli operatori del settore e, in particolare, dei nuovi entranti e di ridurre possibili fonti di contenzioso si propone di: a) applicare la procedura semplificata di cui all'articolo 87- bis del decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, anche ai casi di interventi privi di rilevanza edilizia; b) modificare l'articolo 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001, n. 36 (legge-quadro sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici), nel senso di stabilire che il regolamento del Comune è finalizzato ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, sopprimendo le parole «e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici». L'articolo 4 si occupa del settore dell'editoria. Al fine di eliminare restrizioni ingiustificate alla libera iniziativa economica delle imprese dell'editoria, vengono abrogate le disposizioni che prevedono tetti agli sconti massimi applicabili al prezzo dei libri nella vendita ai consumatori finali, anche on line, contenute nell'articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n. 128. L'articolo 5 detta disposizioni per la liberalizzazione del settore postale. I servizi postali, formalmente liberalizzati dal 2011, si caratterizzano tuttora per la presenza largamente dominante in ogni segmento del mercato dell' ex monopolista. Il percorso opportunamente inaugurato, sulla scorta dei provvedimenti comunitari, dovrà pertanto trovare un coronamento con una serie di misure che incidano sui nodi ancora irrisolti.