[pronunce]

b) «L'accisa è esigibile all'atto della immissione in consumo del prodotto nel territorio dello Stato [...]» (comma 2). In forza della normativa comunitaria e del citato decreto legislativo, dunque, non ha rilevanza nella struttura dell'accisa la distinzione - pure astrattamente prevista dalla legge - tra imposte indirette sulla produzione ed imposte indirette sul consumo, perché in tale struttura vengono in considerazione, per ambedue i tipi di imposta, esclusivamente il «fatto generatore» del tributo (come si esprime la rubrica dell'art. 2 del d.lgs. n. 504 del 1995 e dell'art. 2 del decreto-legge n. 331 del 1993), costituito dalla «fabbricazione» (id est, dalla produzione), e la «condizione [sospensiva] di esigibilità» del tributo stesso, costituita dalla «immissione in consumo». Proprio con riferimento a tale distinzione tra fatto generatore e condizione di esigibilità del tributo, l'art. 1, comma 2, lettera f), del citato decreto legislativo - al pari del corrispondente art. 1, comma 2, lettera d), del decreto-legge n. 331 del 1993 - definisce «regime sospensivo» il regime fiscale applicabile all'accisa sul bene fabbricato (o prodotto) fino al momento dell'esigibilità dell'accisa medesima. Tali norme, perciò, hanno l'esplicito obiettivo di creare una nozione unitaria di accisa quale imposta relativa a specifici settori di produzione, in cui il consumo rileva esclusivamente come destinazione del bene prodotto (o importato) ed ai fini dell'esigibilità di un'obbligazione tributaria già sorta sin dal momento della fabbricazione (o importazione); e ciò ancorché, in base al sistema voluto dal legislatore, il soggetto che immette in consumo - e, perciò, tenuto al pagamento del tributo - possa essere diverso dal soggetto fabbricante (o produttore). Né la relativa disciplina si risolve in una irrilevante autoqualificazione legislativa. Anche a voler ricostruire in modo diverso la struttura del tributo (come ha fatto parte della dottrina, ad esempio individuando il presupposto d'imposta nella sola condizione di esigibilità oppure in una fattispecie a formazione progressiva comprensiva sia della fabbricazione che della suddetta condizione di esigibilità, ovvero dando alla previsione della rivalsa una rilevanza ai fini della individuazione della natura dell'accisa), resta infatti fermo in ogni caso che, secondo la disciplina legislativa sopra richiamata, alcuni effetti giuridici, come la soggezione a vigilanza fiscale, sorgono - per tutte le accise disciplinate dal d.lgs. n. 504 del 1995 - sin dal momento della fabbricazione o importazione e che vi è una particolare regolamentazione di eventi, come quelli riguardanti le perdite o distruzioni di prodotti, che si verificano in regime sospensivo d'imposta e, quindi, prima dell'avveramento della «condizione di esigibilità». Ne consegue che dette accise - anche quando, in un qualche significato, siano definibili «sul consumo» -, da un lato, presentano le indicate caratteristiche proprie delle «imposte di produzione» riservate allo Stato dal secondo comma dell'art. 36 dello statuto regionale e dal secondo comma dell'art. 2 delle correlative norme di attuazione e, dall'altro, non rientrano comunque (per quanto detto ai punti 3.2.1. e 3.2.2.) nell'elenco delle «imposte sul consumo» di cui alla tabella D) annessa alla normativa di attuazione statutaria. 3.2.4. - Questa conclusione vale anche per le accise sui prodotti energetici disciplinate dal d.lgs. n. 26 del 2007, attuativo della direttiva n. 2003/96/CE, il cui gettito è rivendicato dalla Regione Siciliana, con riferimento al gas naturale, al carbone, alla lignite ed al coke. Tale decreto legislativo infatti, nel modificare il d.lgs. n. 504 del 1995 al fine di dare attuazione alla direttiva comunitaria n. 96/2003/CE del 27 ottobre 2003 (la quale aveva abrogato le citate direttive n. 92/81/CEE e n. 92/82/CEE, sostituendole ed ampliando il campo applicativo della parimenti citata direttiva n. 92/12/CEE), si è limitato, in coerenza con l'indicata direttiva e con riguardo ai prodotti energetici, a mutare la definizione ed il nomen dei beni tassati, ad introdurre la menzionata piú ampia categoria generale dei «prodotti energetici», a ricomprendere nella denominazione di «gas naturale» il bene «gas metano» ed a spostare - per i particolari prodotti energetici menzionati dalla ricorrente - il momento dell'esigibilità delle citate imposte indirette dall'atto della loro «immissione in consumo» a quello della «fornitura» (art. 21, comma 6, del d.lgs. n. 504 del 1995, nel testo vigente, per il carbone, la lignite ed il coke) o della «fornitura al consumatore finale» (art. 26, commi 1, 7 e 9, del medesimo decreto legislativo, sempre nel testo vigente, per il gas naturale). Anche in base alla nuova formulazione, pertanto, le imposte indirette sui sopraindicati prodotti energetici, analogamente alla previgente disciplina: a) riguardano specifici settori di produzione; b) in forza del citato art. 2 del d.lgs. n. 504 del 1995 (inserito, come si è visto, tra le «Disposizioni generali» e, quindi, applicabile ad ogni tipo di accisa), si articolano in un «fatto generatore» dell'obbligazione tributaria, costituito dalla «fabbricazione» (o dall'estrazione o dall'importazione) del bene, e in una condizione sospensiva denominata - come si è visto - «condizione di esigibilità» dell'imposta stessa (condizione che non consiste piú nell'«immissione in consumo», ma nella «fornitura» o «fornitura al consumatore finale»). Va poi considerato che tutte le menzionate accise sui prodotti energetici hanno la loro genesi storica nelle previgenti accise sugli oli minerali e sul gas metano, il cui gettito, in quanto imposte di fabbricazione, spettava indubbiamente allo Stato, in forza dello stesso statuto regionale (circostanza, questa, non contestata dalla ricorrente). È ragionevole ritenere, pertanto, che la nuova disciplina delle imposte, riproducendo la struttura e la funzione dei precedenti prelievi e modificando, in applicazione della sopravvenuta direttiva comunitaria, solo il momento della loro esigibilità, non abbia alterato la natura di imposte di produzione propria delle previgenti accise. È, comunque, appena il caso di accennare al riguardo che l'eventuale incidenza delle accise sul consumatore finale, in quanto può verificarsi economicamente sia per quelle sulla produzione che per quelle sul consumo, è circostanza inidonea ad infirmare le precedenti considerazioni sulla natura, propria delle accise in questione, di imposte sulla produzione. 3.2.5. - Questo quadro normativo è stato confermato, da ultimo, dalla direttiva del Consiglio n. 2008/118/CE del 16 dicembre 2008 (Direttiva del Consiglio relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE), in vigore dal 15 gennaio 2009.