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I PRINCIPI GENERALI, FINALITÀ E DEFINIZIONI 1 (Princìpi generali) 1 La presente legge, in conformità agli articoli 9, 41, 42, 44 e 117 della Costituzione e alla Convenzione europea del paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000 e ratificata ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 14, e agli articoli 11 e 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, detta i princìpi generali per la tutela del suolo e delle sue funzioni ecosistemiche, con particolare riguardo alle superfici agricole, naturali e seminaturali, al fine di tutelare l'ambiente, il paesaggio e l'attività agricola, impedendo ulteriore consumo di suolo, prevenendone il degrado e riportando, ove tecnicamente possibile, i suoli compromessi ad un livello di funzionalità corrispondente alla loro naturale potenzialità. 2 Il suolo costituisce bene comune, parte del territorio, bene strategico nazionale, risorsa non rinnovabile e non sostituibile, come definito ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a) ; svolge un ruolo fondamentale per la sopravvivenza degli esseri viventi e dell'intero pianeta; fornisce una pluralità di servizi e benefìci che rendono non più differibili azioni volte a preservarlo integralmente da ulteriori trasformazioni che ne compromettano la capacità di sostenere le produzioni alimentari e di fornire gli altri servizi ecosistemici, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli effetti dell'inquinamento, degli eventi di dissesto idrogeologico, delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici, della riduzione dei fenomeni che causano erosione, perdita di materia organica e di biodiversità. 3 La conformazione geomorfologica del territorio nazionale, la cementificazione di alcune aree del Paese, l'inquinamento e la desertificazione, anche causata da una cattiva gestione agricola, impongono una rigorosa tutela delle aree libere per salvaguardare gli spazi vitali connessi al benessere dei cittadini, delle comunità e dell'ecosistema, per garantire gli usi agricoli, il miglioramento della sovranità agro-alimentare, la conservazione della biodiversità e la fertilità del suolo. Le terre idonee a fini agricoli rappresentano una parte della superficie complessiva e necessitano di interventi di tutela e di salvaguardia. 4 Le istituzioni pubbliche sono responsabili, ciascuna per le rispettive competenze, della tutela e della salvaguardia del suolo, come previsto ai sensi della presente legge. Ciascun cittadino ha il diritto e il dovere di contribuire all'effettiva realizzazione delle politiche a ciò indirizzate nell'interesse delle generazioni presenti e future. 5 Al fine di evitare ulteriore consumo di suolo, il riuso e la rigenerazione urbana sono princìpi fondamentali nel governo del territorio. 6 Gli organi competenti adeguano alle disposizioni della presente legge tutti gli strumenti di monitoraggio e di governo del territorio, compresi quelli di pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica, a tutti i livelli amministrativi, nonché i sistemi informativi territoriali, individuando l'arresto del consumo di suolo, il riuso e la rigenerazione urbana quali azioni prioritarie. 7 I comuni, singoli o associati, nell'esercizio delle proprie funzioni, hanno potestà di intervenire affinché sia ripristinata la funzione sociale o salvaguardata la tutela dell'interesse generale della proprietà, ove necessario anche attraverso l'esercizio di poteri autoritativi volti all'attribuzione di destinazioni d'uso pubbliche dei beni abbandonati o inutilizzati, nonché alla conseguente acquisizione del bene stesso al patrimonio comunale, come bene comune, al fine di destinarlo, secondo modalità partecipate, a un uso conforme alle necessità sociali o all'interesse generale, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 25 della presente legge. 8 Le politiche di sviluppo nazionali e regionali e gli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica favoriscono: a la destinazione agricola del suolo privilegiando le tecniche di produzione alimentare sostenibili e le pratiche agricole biologiche, al fine di mantenere gli ecosistemi e di migliorare la qualità dell'uso del suolo; b la tutela di aree naturali e libere anche negli spazi liberi delle aree urbanizzate, fatta salva la garanzia del rispetto dei parametri e dei limiti urbanistici previsti dalla legge; c la tutela e la valorizzazione dell'attività agricola attraverso disposizioni per l'arresto immediato del consumo di suolo agricolo; d la trasformazione di suoli impermeabilizzati o comunque urbanizzati e di suoli degradati e inquinati in suoli liberi permeabili, assicurando che la realizzazione delle opere di adeguamento ai parametri urbanistici non comporti impermeabilizzazione dei suoli interessati e perdita dei servizi ecosistemici; e il recupero funzionale dei suoli e dei terreni degradati e inquinati, compresi quelli colpiti da desertificazione, perdita di biodiversità, erosione; f la multifuzionalità e l'offerta dei servizi ecosistemici; g la tutela della valenza socio-culturale e storica del paesaggio, così come definito dalla Convenzione europea del paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000 e ratificata ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 14; h il riuso e la rigenerazione urbana come strumenti di trasformazione e sviluppo nel governo del territorio senza consumo di suolo. 9 Le regioni, le provincie autonome di Trento e di Bolzano e gli enti territoriali uniformano la rispettiva normativa urbanistica alla presente legge entro il termine perentorio di un anno dalla data della sua entrata in vigore. Decorso il termine di cui al periodo precedente, le norme di cui al medesimo periodo in contrasto con la presente legge si intendono abrogate e cessano comunque di essere applicate. 10 I boschi e le foreste, così come definiti dal testo unico in materia di foreste e filiere forestali, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, sono considerati risorsa strategica nazionale, ai fini della salvaguardia naturalistica e paesaggistica, della difesa dei suoli e della tutela idrogeologica. 11 I terreni coperti da boschi e da foreste e il suolo agricolo non possono essere oggetto di mutamento di destinazione d'uso. In sede di pianificazione paesaggistica e urbanistica essi sono tutelati dalle norme di salvaguardia e di conservazione e devono essere interessate da specifiche previsioni di interventi di rinaturalizzazione in caso di degrado. 12 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano uniformano la rispettiva normativa in materia di boschi e foreste entro il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Decorso il termine di cui al periodo precedente le norme di cui al medesimo periodo in contrasto con la presente legge si intendono abrogate e cessano comunque di essere applicate. 2 (Finalità) 1 Le disposizioni della presente legge hanno come finalità la costruzione di un sistema coerente di conoscenze dei servizi ecosistemici attualmente forniti e delle diverse forme di degrado e uso dei suoli, affidando all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ai sensi della presente legge, la funzione di supporto agli enti territoriali preposti alla gestione e al governo del territorio, al fine di garantire: a l'arresto del consumo del suolo;