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Testi unici delle leggi elettorali politiche della Repubblica italiana. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge tende ad introdurre un sistema elettorale binominale, con secondo voto di genere, opzionale e disgiunto. In ogni collegio si assegnano due seggi, ai primi due candidati più votati. Sono stati già definiti e sono immediatamente utilizzabili, per la totalità dei seggi di entrambe le Camere (tolti quelli delle circoscrizioni estere), tutti i collegi binominali, la cui corrispondenza all'ultimo censimento il Governo è delegato semplicemente a verificare. In ognuno di questi collegi binominali, la forza politica (o coalizione) presenta una coppia di candidati (un uomo/una donna). Ogni lista binominale (salve le norme per le minoranze linguistiche) può essere riconducibile ad altre liste binominali presentate, ciascuna, in tutti gli altri collegi binominali del territorio nazionale (ovvero, per il Senato, in tutti gli altri collegi della regione), semplicemente per l'adozione dello stesso contrassegno (per il sistema di conteggio dei voti ed assegnazione dei seggi entro il collegio, si reputa trascurabile il rischio della eventuale presenza di liste civetta). Ciascun elettore dispone di due voti. Una preliminare precisazione è necessaria: solo a fini descrittivi si parlerà di primo ed eventuale secondo voto, ma resta bene inteso che -- quando apposti correttamente -- non vi sono ragioni, né si prevedono modalità, per distinguere i due voti, che seguono la stessa sorte e valgono allo stesso modo ai fini dello scrutinio. Il primo voto può essere dato liberamente ad uno dei due candidati di una coppia, ed a prescindere dal genere. Stante il fatto che obiettivo precipuo del complessivo disegno di legge è l'introduzione del secondo voto di genere, esso deve prevalere su un secondo voto dato seguendo l'appartenenza partitica, altrimenti si annacquerebbe in questa ultima, in altre parole si avrebbe un finto voto di genere. Pertanto il secondo voto, se l'elettore decide di esprimerlo, deve essere dato -- a pena di inefficacia dello stesso -- per un candidato dell'altro genere e di una coppia di candidati diversa da quella entro la quale è stato espresso il primo voto. Per attenuare però la vincolatività del secondo voto disgiunto, si prevede che se l'elettore decide di votare la donna e l'uomo della stessa coppia partitica, questi due voti, invece di valere ciascuno per l'intero sono entrambi dimezzati, valgono quindi mezzo voto per ciascuno ai fini dello scrutinio. Se, invece, l'elettore sceglie di attribuire un voto per una donna, ed un voto per un uomo, di coppie partitiche diverse, questi due voti valgono per l'intero, giacché l'elettore ha voluto evidentemente valorizzare il voto di genere, ed intuitu personae per via del collegio sostanzialmente uninominale (ancorché raddoppiato), piuttosto che l'affiliazione partitica. L'elettore può anche usare un solo voto per un uomo o per una donna di una coppia, che anche in questo caso vale per l'intero. Il primo e l'eventuale secondo voto di ciascuna scheda vengono scrutinati assieme e vengono assegnati simultaneamente, hanno cioè lo stesso valore (salvo il loro dimezzamento, nel caso i due voti siano espressi per la stessa coppia partitica). Oltre all'indubbio ed assoluto pregio di tendere alla rappresentanza paritaria tra donne e uomini in ciascuna Camera (articolo 51, primo comma, della Costituzione), questo sistema di scrutinio ha le seguenti caratteristiche. 1. Riavvicina/responsabilizza l'eletto per via del collegio sostanzialmente uninominale (infatti, salvi i collegi binominali dove un soggetto politico ha consensi molto alti, ciascuna forza/coalizione punta realisticamente alla conquista di un solo seggio). 2. Azzera il maggior difetto del collegio uninominale, quello cioè di cancellare chi arrivi secondo anche solo per pochi voti, appunto perché, nei casi assai più frequenti, vi sarà un eletto per ciascuna delle forze/coalizioni che arrivino prima e seconda. 3. Consente un mite e spontaneo (quindi rispettoso dell'articolo 48, secondo comma, della Costituzione) effetto di sovrarappresentazione di una o due forze, senza le brutali esclusioni del secondo turno di ballottaggio, e senza la abnorme distorsione dei premi di maggioranza. Si consideri sempre che stiamo parlando di flussi elettorali in entrata ed uscita in ciascun ben delimitato collegio binominale, con solo due seggi in palio. In ciascun collegio, e la situazione può tendenzialmente ripetersi, salvo che in aree del Paese con forte radicamento di alcune forze politiche, da una situazione iniziale rappresentata proporzionalmente, in cui due forze si contendono i primi due posti, potrebbe avvenire che i flussi trasversali tra bacini elettorali facciano vincere in maniera più diffusa la forza che comunque avrebbe vinto più collegi per la sua sola forza elettorale (con una sovrarappresentazione perfettamente costituzionale, perché conquistata collegio per collegio, prendendo più secondi posti e più primi posti di quanti avrebbe preso senza secondo voto). Si è detto che si evita la brutalità del ballottaggio, potrebbe però anche dirsi che si introduce un sistema elettorale con un doppio turno anticipato, conseguendosi solo gli effetti positivi del secondo turno, cioè quelli di un secondo vaglio, di una scelta più meditata . Il consentire all'elettore -- nel turno unico -- un secondo voto di genere, da esprimersi però per una forza/coalizione diversa da quella preferita per prima, costituisce proprio l'opzione per una seconda scelta, la meno lontana dalla prima, ovvero la più distante dalla forza/coalizione giudicata peggiore (funzionerebbe cioè sia una attrazione verso il meno lontano, sia una repulsione dal più avverso). Sostanzialmente, se tutti gli elettori decidessero di usare il secondo voto disgiunto, il sistema funzionerebbe come se il 50 per cento di ciascuna Assemblea venisse eletto con il primo voto-turno, la restante metà con il secondo voto-turno. 4. Consente di assommare anche gli effetti del voto alternativo (proprio dei collegi uninominali delle Camere federali australiane), che tanto piaceva al compianto amico Valerio Zanone, e del voto trasferibile (proprio delle circoscrizioni plurinominali proporzionali del Senato irlandese), cioè -- rispettivamente -- punire/premiare un candidato della coppia entro la quale si esprime il primo voto, e valorizzare ulteriormente la propria scheda dando un secondo voto ad una persona di un'altra coppia, egualmente ritenuta degna di essere investita della propria fiducia. Tale sistema elettorale è proposto perché si reputa aiuti la razionalizzazione dell'offerta politica elettorale, e, a cascata, della rappresentanza politica in Parlamento, facendo perno -- questa un'altra indiscutibile novità -- sulla genuina volontà del corpo elettorale. Un elettore che non avesse una persona di sua fiducia da votare con il secondo voto, non sarebbe «penalizzato» rispetto a chi usa il secondo voto dentro la stessa lista binominale, perché il suo unico voto si conta interamente (come la somma dei due mezzi voti dati entro la stessa lista).