[pronunce]

che, viceversa, come è stato affermato da questa Corte nella sentenza n. 116 del 2003 (e ribadito nelle ordinanze n. 153, n. 188, n. 189, n. 214, n. 217, n. 238, n. 247, n. 254, n. 277, n. 280, n. 358 del 2003 e n. 40 del 2004), le finalità e particolarità dell'oggetto del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato fanno emergere, nel quadro della disciplina della legge 11 marzo 1953, n. 87, «l'esigenza costituzionale che il giudizio, una volta instaurato, sia concluso in termini certi non rimessi alle parti confliggenti», ragion per cui non è consentito mantenere indefinitamente in sede processuale una situazione di conflittualità tra poteri, procrastinando così ad libitum il ristabilimento della «certezza e definitività» dei rapporti; che, pertanto, l'attuale ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato deve essere dichiarato inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Tribunale di Cosenza, sezione G.i.p. – G.u.p. , nei confronti della Camera dei deputati con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 marzo 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 aprile 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA