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Tale iniziativa si è concretizzata il 12 aprile 1987 come naturale estensione della "passeggiata" su Zaro per dar vita al relativo parco e per sollecitare l'istituzione del museo di villa Arbusto per il recupero alla fruibilità pubblica dei reperti archeologici degli scavi di Pithaecusa da tempo custoditi in case private; in data 1° luglio 1988, con delibera di Giunta municipale n. 180, l'amministrazione comunale di Lacco Ameno, presieduta dal sindaco Tommaso Patalano, ha approvato il progetto esecutivo di recupero e valorizzazione dell'ex teleposto dell'Aeronautica militare con destinazione ad osservatorio ecologico, con la richiesta alla Cassa depositi e prestiti del relativo finanziamento di un primo lotto del valore di 100 milioni di lire; considerato che: da quanto risulta all'interrogante, la direzione territoriale della Regione Campania dell'Agenzia del demanio già da diversi anni avrebbe assunto iniziative per assicurare nuovi percorsi di gestione, razionalizzazione e valorizzazione dell'ex teleposto; a parere dell'interrogante, è importante conservare a patrimonio pubblico il sito e le strutture murarie dell'ex teleposto senza alcun ulteriore consumo di suolo e, previa ristrutturazione e riqualificazione, renderlo utile al Comune ed all'isola quale punto di eccellenza nel campo della ricerca ambientale e in quello sociale, scongiurando ipotesi di vendita del bene a privati; secondo le informazioni di cui è a conoscenza l'interrogante, l'iniziativa per il recupero alla fruizione pubblica del bene demaniale è sostenuta da tempo da diverse associazioni ambientaliste e da espressioni del mondo sociale in sinergia con la cittadinanza del territorio isolano, come documentato anche dalla stampa locale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato e se non ritengano opportuno, per quanto di loro competenza, assumere iniziative per assicurare un recupero e un utilizzo pubblico per l'ex teleposto dell'Aeronautica militare di monte Vico perché il bene sia patrimonio della collettività, a tutela dell'ambiente e del territorio. Atto n. 4-02804 CALDEROLI DE VECCHIS Al Ministro della salute Premesso che: è ormai a tutti noto che in Cina è in atto una pandemia causata dal coronavirus; il "coronavirus 2019 n-CoV" può avere un'incubazione fino a 14 giorni e che, a differenza del virus della "Sars", può essere trasmesso anche durante il periodo di incubazione e persino da soggetti portatori sani (come emerso dallo studio pubblicato da "The Lancet"), con un rischio altissimo di pandemia, come dichiarato anche dalla virologa Ilaria Capua; da notizie di stampa si è appreso che i passeggeri di un volo della compagnia China southern airlines, atterrati all'aeroporto di Fiumicino giovedì 23 gennaio 2020, sono stati controllati e schedati; non si ha notizia di quali precauzioni siano state prese o meno per tutti i passeggeri dei voli precedenti provenienti dalla Cina; ci si chiede come mai i passeggeri provenienti da Wuhan e atterrati all'aeroporto di Fiumicino non siano stati messi in quarantena, come opportunamente ha fatto la Cina con gli oltre 56 milioni di cittadini cinesi e stranieri delle aree intorno a Wuhan; durante la trasmissione "Che tempo che fa" andata in onda su "Rai 2" il 26 gennaio, il virologo Roberto Burioni ha proposto di prevedere la quarantena per le persone che rientrano in Italia dopo un viaggio in qualsiasi parte della Cina, si chiede di sapere: quali misure concrete il Ministro in indirizzo intenda predisporre a scopo preventivo e precauzionale per evitare i rischi del diffondersi in Italia del coronavirus proveniente dalla Cina; quali misure siano state adottate in relazione ai passeggeri sbarcati dai voli da Wuhan a Fiumicino nelle ultime due settimane; se non ritenga opportuno sottoporre tutti i passeggeri provenienti da Wuhan alla quarantena, come ha fatto la Cina con gli oltre 56 milioni di cittadini cinesi e stranieri delle aree intorno a Wuhan, o perlomeno dare precise indicazioni precauzionali ai passeggeri circa un eventuale periodo di quarantena prima di entrare in contatto con altre persone, indicando loro la necessità di contattare immediatamente le autorità sanitarie in caso di sintomi sospetti. Atto n. 4-02805 CIRIANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: risulta all'interrogante che Poste italiane SpA starebbe svolgendo in tutto il Friuli-Venezia Giulia la sua attività caratteristica di servizio universale di recapito della corrispondenza con crescenti disguidi ed inefficienze; non è raro che gli utenti si vedano recapitare avvisi e bollette ben dopo la data di scadenza, o che abbonati a riviste e quotidiani non possano fruire del servizio per il quale pagano, in quanto le consegne vengono effettuate dopo molto tempo, tale da rendere già obsoleti gli stampati al momento in cui sono recapitati; la sensazione è che tale tipo di disguidi, che avvengono "a macchia di leopardo" e con apparente casualità, si stiano tuttavia moltiplicando, visto l'aumento delle proteste e segnalazioni che gli utenti fanno pervenire ai sindaci; tra i vari disservizi, vi è anche chi riferisce di recapiti degli avvisi di raccomandate senza tuttavia che le stesse siano immediatamente disponibili, come spiegato nell'avviso stesso, presso il relativo ufficio postale: la conseguenza è la reiterata attesa, che va a cumularsi giorno dopo giorno, arrivando a 5 giorni nei casi più gravi, anche con tempo perso in coda per sentirsi poi dire che la raccomandata non è ancora disponibile; appare utile ricordare, inoltre, che due anni fa, in occasione dello svolgimento dell'iniziativa "Sindaci d'Italia", che ha visto a Roma la partecipazione di sindaci ed amministratori di tutta Italia, sono stati assunti importanti e precisi impegni nei confronti dei piccoli comuni, vale a dire i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti; come risulta dalle evidenze contabili, il gruppo Poste italiane SpA ha chiuso il 2018 con un utile di 1.399 milioni di euro, mentre nei primi 9 mesi del 2019 avrebbe aumentato l'utile rispetto all'anno precedente: dati che evidenziano la disponibilità di risorse a bilancio che potrebbero essere utilizzate al fine di risolvere le criticità evidenziate realizzando il miglioramento del servizio; risulta all'interrogante che nei giorni scorsi è stata inviata a Poste italiane SpA a mezzo posta elettronica una comunicazione, firmata da ben 61 sindaci del Friuli-Venezia Giulia, in cui si lamentano ed evidenziano i disservizi, con richiesta di un incontro urgente con i rappresentanti della società per illustrare le proprie ragioni, spiegare i motivi della protesta e portare avanti le proprie legittime istanze; le richieste dei sindaci firmatari consistono in queste quattro: 1) che sia garantito il servizio universale in modo omogeneo a tutti i comuni; 2) che in tutti gli uffici postali sia installato uno sportello ATM bancomat; 3) che siano eliminate entro il 2020 tutte le barriere architettoniche che limitano l'accesso agli uffici postali; 4) che sia garantito il servizio di tesoreria a titolo gratuito e non a titolo oneroso, come oggi invece accade;