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– quando la richiesta di assistenza è contraria alla legislazione dello Stato richiesto o non è conforme alle previsioni del Trattato; – quando si procede per un reato politico, o per un reato connesso ad un reato politico, ovvero per un reato di natura esclusivamente militare in base alla normativa dello Stato richiedente; – quando il reato per cui si procede è punito dallo Stato richiedente con un tipo di pena proibita dalla legge dello Stato richiesto; – quando si hanno fondati motivi per ritenere che la richiesta di assistenza possa essere strumentalmente volta a perseguire, in qualsiasi modo, una persona per motivi di razza, sesso, religione, nazionalità od opinioni politiche ovvero che la posizione di detta persona possa essere pregiudicata per i detti motivi. La richiesta di assistenza potrà, altresì, essere respinta anche allorquando il suo accoglimento possa compromettere la sovranità, la sicurezza e l'ordine pubblico o altri interessi essenziali dello Stato richiesto, ovvero determinare conseguenze contrastanti con i princìpi fondamentali della sua legislazione nazionale. Essendosi recepito il cosiddetto principio del ne bis in idem , costituisce motivo di rifiuto dell'assistenza la circostanza che la persona nei cui confronti si procede sia già stata indagata o giudicata per il medesimo fatto nello Stato richiesto (articolo 3). Il Trattato individua, poi, le Autorità centrali legittimate alla trasmissione ed alla ricezione – tramite i canali diplomatici – delle richieste di assistenza giudiziaria (articolo 4), disciplinando nel dettaglio i requisiti di forma e di contenuto di queste ultime e prevedendo, in ogni caso, la facoltà dello Stato richiesto di sollecitare le eventuali ulteriori informazioni che si rendessero necessarie ai fini delle valutazioni di sua competenza; di significativa utilità, sul piano operativo, risulta la possibilità di anticipare con « mezzi di comunicazione rapida » (quali telex, fax e posta elettronica) le richieste di assistenza, da inoltrarsi comunque per le vie ordinarie – a pena di decadenza – nei successivi trenta giorni (articolo 5). Costituiscono oggetto di dettagliata disciplina le modalità di esecuzione della richiesta di assistenza (articolo 6). Le Parti si impegnano a collaborare tempestivamente in conformità alla legislazione dello Stato richiesto, ma è anche prevista la possibilità di eseguire la domanda di assistenza secondo modalità particolari indicate dallo Stato richiedente, purché ciò non contrasti con la legislazione del primo. Sempre nel rispetto di quest'ultima, lo Stato richiesto può autorizzare a presenziare all'esecuzione della richiesta le persone in essa specificamente individuate, cui è altresì riconosciuta la facoltà – da esercitarsi, peraltro, tramite le Autorità competenti dello Stato richiesto – di rivolgere domande in relazione alle attività di assistenza, di acquisire direttamente documentazione attinente alla prova da raccogliere o, ancora, di chiedere l'esecuzione di ulteriori atti istruttori comunque collegati a dette attività. Nell'ipotesi in cui la persona interessata dalla richiesta di assistenza giudiziaria invochi immunità, prerogative, diritti o incapacità, le relative questioni sono decise dalle competenti Autorità della Parte dal cui ordinamento interno le suddette posizioni o condizioni soggettive si assumano riconosciute. III. Previsioni specifiche Una disciplina di dettaglio è prevista per talune attività di assistenza giudiziaria, quali le citazioni e le notifiche delle stesse o di documenti trasmessi dallo Stato richiedente (articolo 8), nonché l'assunzione probatoria nel territorio della Parte richiesta (articolo 9) ovvero della Parte richiedente (articolo 10). In relazione a quest'ultima attività, a garanzia della persona escussa, è espressamente riconosciuto il cosiddetto « principio di specialità » (articolo 11). Ampia ed articolata disciplina è, inoltre, dettata in riferimento alla possibilità di comparizione mediante videoconferenza (articolo 14). Solo laddove quest'ultima non risulti tecnicamente praticabile, è contemplata la possibilità di un trasferimento temporaneo di persone detenute al fine di consentirne la testimonianza, l'interrogatorio o, comunque, la partecipazione ad altri atti processuali dinanzi alle Autorità competenti della Parte richiedente. Tale attività, oltre a non dover intralciare indagini o procedimenti penali in corso nello Stato richiedente, presuppone inoltre necessariamente: il consenso del diretto interessato (a favore del quale operano, in ogni caso, le garanzie previste dal citato articolo 11); il previo raggiungimento di un accordo scritto tra le Parti riguardo al trasferimento ed alle sue condizioni; il mantenimento dello status detentionis da parte dello Stato richiedente (articolo 12). Le Parti contraenti si sono impegnate a garantire, con le misure approntate dai rispettivi ordinamenti nazionali, la protezione delle vittime, dei testimoni e degli altri partecipanti al procedimento penale con riferimento ai reati ed alle attività di assistenza richieste (articolo 13). Costituiscono, altresì, oggetto di specifica disciplina le attività di produzione di documenti, atti e cose (articoli 15 e 16), nonché le perquisizioni, i sequestri e la confisca dei proventi e delle cose pertinenti al reato (articolo 17). L'attività di assistenza giudiziaria potrà anche avere ad oggetto l'espletamento di accertamenti bancari presso istituti di credito presenti nel territorio della Patte richiesta. A tal proposito, è stata espressamente esclusa la possibilità di rifiutare l'esecuzione della richiesta « per motivi di segreto bancario » (articolo 18). Altra forma di collaborazione prevista è quella relativa allo scambio di informazioni sui procedimenti penali e sulle condanne inflitte nel proprio paese nei confronti dei cittadini dell'altra Parte (articolo 20), nonché la trasmissione di sentenze e certificati penali (articolo 22). Nell'ottica di facilitare l'applicazione del Trattato, è stato anche previsto lo scambio di informazioni circa le leggi e le procedure vigenti nei due Paesi (articolo 21). In ogni caso, le Parti contraenti hanno inteso non limitare le ipotesi di collaborazione ai soli strumenti previsti nel presente Trattato, avendo espressamente contemplato la possibilità « di prestare altre forme di assistenza o cooperazione giudiziaria in virtù di specifici accordi, di intese o di pratiche condivise, se conformi ai rispettivi ordinamenti giuridici », ivi inclusa « la costituzione di squadre investigative comuni per operare nei territori di ciascuno Stato al fine di agevolare le indagini o i procedimenti penali relativi a reati che coinvolgono entrambi gli Stati ». Anche per tali ulteriori attività vengono fissate nel Trattato taluni basilari principi e regole procedimentali (articolo 19). IV. Previsioni conclusive È stato assunto l'impegno a rispettare il carattere di segretezza dei documenti e delle informazioni fornite o ricevute dall'altra Parte (articolo 24). Sono presenti specifiche previsioni in ordine alla ripartizione delle spese sostenute per l'esecuzione dell'attività di assistenza giudiziaria (articolo 25). Eventuali controversie concernenti l'interpretazione e l'applicazione del Trattato verranno risolte direttamente mediante consultazione diplomatica (articolo 26). L'ultima clausola dell'accordo disciplina le diverse vicende giuridiche (entrata in vigore, modifica e cessazione) che riguardano o potrebbero riguardare il Trattato (articolo 27).