[pronunce]

che la questione è stata sollevata nel corso del giudizio di appello, promosso soltanto dall'INPDAP, dopo che il giudice di primo grado, pronunciando sulla domanda del Lanza, titolare di più pensioni, diretta ad accertare la legittimità della percezione da parte sua dell'indennità integrativa speciale relativamente ad entrambe le prestazioni previdenziali e quindi il suo diritto a trattenere le somme a tali titoli erogategli nel periodo 1° marzo 1995 - 28 febbraio 1998, aveva dichiarato il diritto del pensionato ricorrente all'adeguamento al minimo INPS, dal 1° marzo 1995, del trattamento di pensione acquisito per ultimo, oltre al diritto a trattenere la somma di lire 38.711.095 in quanto riscossa in buona fede; che tale decisione si fonda sull'accertamento della legittimità del divieto di cumulo delle indennità integrative speciali, accertamento che, non avendo il pensionato prodotto impugnazione, è divenuto definitivo e non costituisce quindi oggetto del giudizio di appello a quo; che l'affermazione del remittente sulla rilevanza della questione non è sorretta, quindi, da una plausibile motivazione in fatto, ma è smentita dalle circostanze processuali, come sono state esposte nella stessa ordinanza di remissione; che, pertanto, la presente questione di legittimità costituzionale deve ritenersi manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 99, secondo comma, del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale d'appello per la Regione siciliana, con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta , il 19 maggio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 maggio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA