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Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghi, a gennaio 2020 vi è il provvedimento che dichiara lo stato di emergenza per sei mesi; a ottobre vi è un ulteriore provvedimento del Governo che proroga a gennaio 2021 lo stato di emergenza, situazione che era già nota a gennaio (ma di questo tratteremo in seguito). Il provvedimento in esame è poco più che amministrativo. Tratta della necessità di utilizzare le mascherine; a questo punto non si capisce quando sono obbligatorie e quando non lo sono (pensiamo ai posti di lavoro e alle distanze interpersonali all'interno delle famiglie) e si crea un po' di confusione. Vi è il divieto delle Regioni di prevedere norme meno restrittive di quelle stabilite dal Governo. Sono poi previste le seguenti misure: un maggiore ricorso al lavoro agile; una modalità di regolamentazione delle attività giudiziarie; il rafforzamento del progetto «Strade sicure», con 753 unità; la proroga dei termini per l'organizzazione dei Ministeri; la proroga dei componenti degli organi societari; la proroga di alcune scadenze di pagamento di tasse; la continuità operativa dei sistemi di allerta Covid-19 e la proroga dei termini in materia di trattamento di nuove domande di cassa integrazione ordinaria, di assegno ordinario e di cassa integrazione straordinaria. Dobbiamo prendere anche atto in maniera favorevole (perché quello che non ci manca, credo di poterlo dire, è l'onestà intellettuale) che, a differenza di quanto avvenuto per gli altri provvedimenti, abbiamo percepito, anche concretamente, una diversa disponibilità da parte del Governo e della maggioranza di accogliere suggerimenti di buon senso nell'interesse del Paese. Non discutiamo infatti della salvezza di un Governo o di una maggioranza ma del futuro del Paese, dei nostri figli, delle nostre famiglie, quindi credo che per senso di responsabilità ognuno sia portato a dare il proprio contributo. Ci siamo visti approvare norme di modifica del Sistema statistico nazionale, la proroga dei termini per favorire la graduale ripresa delle attività economiche e l'anticipazione dell'entrata in vigore di alcune norme del codice sulla crisi delle imprese. Abbiamo anche valutato con estremo favore l'emendamento della relatrice a proposito della sterilizzazione temporanea di quella sentenza della Corte europea che ha creato un vulnus nel nostro ordinamento e che ha messo a rischio patrimoni importanti per il nostro Paese. In Commissione affari costituzionali vi è stata un'approfondita e analitica discussione sul punto da parte del collega Gasparri, che probabilmente tutti avrebbero dovuto ascoltare, perché non si tratta di un emendamento arrivato nottetempo ma di un'allerta che è stata segnalata addirittura dal Copasir. (Applausi) . I nostri servizi segreti hanno evidenziato il rischio concreto che capitali stranieri ostili potessero scalare proprietà nazionali, e che si chiami oggi Mediaset e domani Telecom - l'ha detto anche il senatore Salvini - poco importa se tutti riteniamo che questi patrimoni, questi asset siano essenziali in un momento di fragilità economica. Non devo ricordare quello che è successo qualche anno fa in Grecia, colpita dalla troika : c'è stata la Germania che ha fatto incetta di porti e di aeroporti di quel Paese. Se qualcuno pensava che il nostro Paese fosse in vendita, evidentemente si sbagliava. Voglio anche dire una cosa, non per spezzare una lancia a favore della relatrice, ma per stabilire un momento di verità su come si è arrivati a questo emendamento. Si trattava, come detto più volte dalla relatrice, di un emendamento tecnico che era al vaglio della Agcom. Ecco perché, in una riunione dell'Ufficio di Presidenza, si è convenuto che in qualunque momento fosse arrivato questo emendamento, proprio perché non era un emendamento politico ma tecnico, non sarebbero stati previsti termini per i subemendamenti. Purtroppo, in quel momento il solerte e sempre presente senatore Augussori era assente per giustificati motivi istituzionali e quindi è sembrato che si fosse fatto un accordo alle spalle di un Gruppo e di un partito, ma così non era. Questo emendamento, quindi, lo abbiamo accolto favorevolmente, proprio perché siamo sulla strada giusta. Qui finiscono le cose positive di questo provvedimento, come è giusto che sia anche nel rispetto delle parti che sono in causa. Questa situazione era nota da gennaio 2020. Io l'ho detto in altri interventi e nessuno l'ha smentito e non poteva farlo: c'è una relazione di un istituto internazionale che parlava di una pandemia che sarebbe durata almeno un anno, con decine di migliaia di morti, il Governo ne era perfettamente a conoscenza e non ha diramato queste notizie per non creare allarmismo. Sarebbe allora troppo facile, in un momento come questo, in maniera strumentale, attaccare il Governo per quello che sta succedendo. È chiaro che è una situazione grave, allarmante, che probabilmente può essere paragonata ad uno stato di guerra, tuttavia non possiamo non evidenziare come questa situazione sia stata affrontata con approssimazione e superficialità, a partire dalla proclamato lockdown 9 marzo-18 maggio 2020, un lockdown che ha colpito in maniera generalizzata tutto il Paese, quando sarebbe stato sufficiente isolare il Nord perché il Sud non era stato ancora contaminato e invece si è lasciato che ci fossero i flussi dal Nord al Sud, per cui questo problema, che era un problema generale ma localizzato in una parte ben determinata del Paese, è diventato una pandemia che ha colpito tutto il Paese. E dopo due mesi di lockdown non si è avuto il coraggio di dire in maniera chiara che la situazione di emergenza non era assolutamente finita. Siamo andati tutti in vacanza credendo che il peggio fosse alle spalle e durante quel periodo non soltanto non si sono fatti i controlli necessari e doverosi, che dopo l'estate hanno visto impegnate Regioni che fino a quel momento erano state indenni dal problema della pandemia, almeno nella forma così grave come si è manifestata dopo, ma anche i cittadini pensavano di essersi lasciati alle spalle i problemi negativi. A tutto ciò, si aggiunga l'uso reiterato di decreti-legge - siamo a quota 18 - che fanno il paio con altri 18 decreti del Presidente del Consiglio, che richiamano norme su norme e diventano difficilmente interpretabili, perché sono poco chiari e rimandano a decreti attuativi che non siete stati in grado di realizzare; è inutile fare decreti-legge quando poi non siete in grado di emanare i decreti attuativi. (Applausi) . Ne sono stati fatti 72 su 252; non è questo il modo di governare. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che vi sono indagini della magistratura sulle modalità di gestione della crisi sanitaria, evidentemente quello che andiamo dicendo da mesi non è un'invenzione delle opposizioni ma è un dato oggettivo di mancanza di responsabilità e di capacità di affrontare le problematiche. Come dicevo prima, non è in discussione la sorte del Governo né quella della maggioranza, ma il futuro del nostro Paese. Da tutte le forze di opposizione è arrivato un invito pressante e costante, una disponibilità a dare il proprio contributo; abbiamo avuto soltanto spallucce, abbiamo avuto il vantaggio di avere la notifica del provvedimento due ore prima che fosse emanato. Non è questo il modo di andare avanti.