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Di qui la necessità di agire celermente e sostenere adeguatamente questo strategico e vitale settore, come lei ha indicato, con misure già assunte e altre da adottare, perché adesso - e concludo, Presidente - o si fa qualcosa o vedremo scomparire attività, professionalità e presenze che contribuiscono a costruire questa nostra identità. Non può scomparire la creatività, non può scomparire il talento, non può scomparire la cultura. Se scomparisse tutto questo, scomparirebbe il nostro essere attenti ai diritti, il nostro essere comunità, il nostro sentimento popolare, il nostro sapere, che è presente in ogni gesto delle nostre vite. Se scomparisse la cultura, scomparirebbe l'Italia. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S e PD). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, gli argomenti esposti dimostrano i buoni frutti portati dalla perseverante propensione all'aiuto mostrata da Fratelli d'Italia, che deve essere d'esempio a larga parte della maggioranza che vede un immobile agitarsi, senza che sia riuscita a creare un fronte comune avverso il Covid-19, il nostro nemico. Prendo atto, Ministro, che ha ritenuto di ascoltare la mia recente interrogazione sulla proroga delle concessioni balneari, nella quale ho chiesto un immediato e risolutivo intervento da parte del Governo. La notizia della sua proposta di prorogare le concessioni balneari fino al 2033 restituisce prospettiva a un settore strategico come il turismo balneare, già in crisi da molto tempo. Sul tema va comunque chiesto e fatto di più, poiché adesso siamo in fase 2. Ora è necessario avere una visione sia di breve che di lungo periodo, pianificare investimenti, stimolare l'avvio di una governance italiana più decisa; un imponente dispiegamento di risorse e la creazione di sistemi capaci di far abbandonare il perdurante senso di oppressione dello stato di emergenza. Uno stato dichiarato, e per certi versi fortemente avversato, che ha compresso molti diritti individuali, con seri dubbi di costituzionalità espressi da ampia parte della dottrina giuridica, e da ultimo anche dal Presidente della Corte costituzionale. Ne consegue che l'occasione da non perdere è quella di esaltare questi diritti individuali, anche attraverso una digitalizzazione che nella "Netflix della cultura" da lei proposta trovi un giusto bilanciamento tra fruizione tradizionale e un medium , un ecosistema digitale servente un principio di precauzione. Dobbiamo quindi immaginare la cultura e gli ambienti museali, artistici e turistici come spazi da riformulare, nei quali inserire un percorso di crescita che contempli anche quella parte di didattica che oggi fatica a esprimersi negli spazi scolastici tradizionali. In parallelo, va avviato anche un necessario percorso che, mediante la cultura, restituisca consapevolezza piena su cosa sia essere cittadino. Essere civis comporta dei doveri; essere fratelli italiani significa essere reggitori con fierezza di doveri civici, portarli e non sopportarli, e compito del Ministero dei beni e delle attività culturali è quello di far percepire questo onere come liberamente espresso, esercitato e non subito, anche per mezzo della fruizione di un bene culturale. È certo il caso di prevedere un ampliamento della ricettività dei musei in spazi attualmente non utilizzati, anche per consentire meglio un efficace distanziamento sociale. Ne ho fatto oggetto di un'interrogazione nell'agosto scorso, alla quale ancora attendo risposta, sulla promozione dei musei di storia patria italiana, prendendo spunto dalla Reggia di Caserta, a me così cara e vicina. La proposta si inserisce nell'alveo dell'accordo quadro per la valorizzazione e la promozione turistica del patrimonio museale e militare italiano, sottoscritto nel luglio 2016 dall'allora ministro della difesa Pinotti e dal ministro dei beni e delle attività culturali Franceschini. La proposta può assolvere a parecchie finalità: il rispetto del corretto distanziamento sociale nella fruizione dei musei, senza rinunciare all'offerta museale, ma anzi ampliandola; la promozione di un percorso di rieducazione civica ai doveri collettivi, anche attraverso la riscoperta della memoria della storia patria; la valorizzazione del turismo culturale dei piccoli borghi che possono esprimere un sentimento di storia patria, collegando percorsi e itinerari tematici al fine di direzionare i flussi turistici altrove, decongestionando l'afflusso verso le spiagge; l'utilizzo di strumenti di partnership pubblico-privata per riattivare, per mezzo della compartecipazione pubblica e garanzie sul rischio d'impresa, risorse private che gravitano naturalmente intorno ai musei; creare un percorso di ricordi che unisce le famiglie e, in particolare, le generazioni; messa in rete e integrazione anche digitale di tali servizi e attività. Oggi guardiamo al futuro, ma con i piedi ben saldi nel presente. Come è tristemente noto, il decreto-legge n. 19 del 2020 ha previsto per il settore della cultura la sospensione di manifestazioni, iniziative, eventi e riunioni in un luogo pubblico o privato (anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso) la chiusura di cinema, teatri, sale da concerto, sale da ballo, la limitazione, la sospensione e la chiusura dei musei, la sospensione della formazione superiore artistica musicale e coreutica. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile ha prorogato tali misure fino al 17 maggio. Parallelamente, però, i provvedimenti assunti nei menzionati comparti per fronteggiare le conseguenze della chiusura e della sospensione di tutte le attività appaiono ampiamente insufficienti. La nostra presidente Giorgia Meloni, fin dal primo momento della stagione Covid-19, ha dimostrato un atteggiamento di leale collaborazione istituzionale; pur nella diversità di vedute e di approcci non vogliamo certo restare sordi alla voce di un Paese che chiede di più. È per questo che devo essere sempre più specifica nelle mie domande al Ministro sul «sé», «in che modo» e «quando» ritenga di porre in essere una serie di provvedimenti. Penso anzitutto ad opportune misure economiche a salvaguardia delle imprese balneari; ad esempio, misure di esenzione o sospensione del pagamento delle concessioni, ma anche della tassazione dovuta ai Comuni ove queste sono ubicate e, durante la stagione estiva, opportune misure di distanziamento sociale, sia degli stabilimenti che delle spiagge libere, comunque tutelanti il legittimo affidamento dei concessionari. Riguardo alle numerose imprese private, operanti nei servizi aggiuntivi, quali politiche di sostegno il Ministero intende poi adottare nei loro confronti, così altamente dipendenti dalle politiche assunte dalle direzione ministeriali? Tenuto conto del fatto che il Ministero ha destinato 5 milioni di euro alla società in house ALES, per l'attività di tutela, valorizzazione e fruizione dei luoghi di cultura, quale utilizzazione è prevista per tali somme così destinate? Nella scia della proroga delle concessioni balneari, non sarà il caso di inserire al più presto anche la proroga in emergenza, rispetto all' iter previsto dal codice degli appalti, degli affidamenti e delle concessioni dei servizi aggiuntivi già esistenti, anche con compiti di supervisione relativi al corretto distanziamento sociale nei musei?