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a) in forma diretta, nel caso in cui il beneficiario remunera il fornitore per accedere e usufruire direttamente del SEA; b) in forma indiretta, nel caso in cui il beneficiario remunera il fornitore esclusivamente per il suo ruolo di gestore del SEA, a cui accedono e usufruiscono i fruitori. 4. Sono sempre oggetto di sistemi di PSEA: a) la fissazione del carbonio dalle foreste, dell'arboricoltura da legno e dei suoli agricoli; b) la regimazione delle acque; c) la salvaguardia della biodiversità con specifico riguardo alla funzione di conservazione delle specie e degli habitat , alla funzione di salvaguardia delle prestazioni ecosistemiche e alla funzione di tutela della qualità paesaggistica; d) la produzione energetica derivanti dai SEA di approvvigionamento, fermi restando il mantenimento e la non compromissione del CN nel tempo. 5. Il fornitore si dota di un sistema di contabilità economico-ambientale organizzato ai sensi dell'articolo 12. 6. Nel caso di sistemi di PSEA in forma indiretta di cui al comma 3, lettera b) , il fruitore accede al SEA sulla base di un rapporto contrattuale con il fornitore previa definizione, ove necessario, di un protocollo a garanzia della funzionalità dell'ecosistema interessato. Il fornitore vigila sul rispetto di tale protocollo da parte del fruitore. Art. 9. (Catalogo dei SEA) 1. Le regioni, nonché, per quanto di competenza, le Autorità di bacino distrettuale e i soggetti gestori delle aree protette redigono un catalogo dei SEA, anche sulla base di dati già esistenti concernenti la mappatura degli ecosistemi. 2. Il catalogo dei SEA contiene almeno: a) la quantificazione da un punto di vista biofisico, secondo scale temporali e spaziali, dei SEA di regolazione; b) la valutazione ecologico-economica dello stato del CN presente nel territorio di riferimento e dei relativi SEA; c) l'individuazione dei SEA potenzialmente oggetto di remunerazione; d) l'individuazione dei possibili fornitori, beneficiari e fruitori dei SEA; e) l'individuazione dei sistemi di PSEA già presenti nel territorio di riferimento; f) l'individuazione delle pertinenti azioni di monitoraggio ambientale e socio-economico. 3. I soggetti di cui al comma 1 promuovono forme di consultazione del pubblico e dei soggetti potenzialmente interessati al fine di redigere il catalogo dei SEA. 4. Il catalogo dei SEA è trasmesso al Comitato per il CN, anche ai fini della redazione del rapporto sullo stato del CN del Paese di cui al comma 2 dell'articolo 67 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, secondo le modalità stabilite dal decreto di cui all'articolo 4, comma 2, della presente legge. 5. Il catalogo dei SEA è aggiornato almeno ogni tre anni. Art. 10. (Procedure per la definizione dei sistemi di PSEA) 1. I sistemi di PSEA sono definiti sulla base del rapporto di cui al comma 2. 2. Il rapporto sulla valutazione ecologico-economica dello stato del CN e dei SEA è predisposto dal fornitore anche sulla base, ove presente, del catalogo dei SEA. Il rapporto riguarda l'UEF di riferimento ed è caratterizzato almeno dai seguenti contenuti: a) il quadro conoscitivo precedente del CN e dei relativi SEA, in particolare di regolazione, nonché dei SEA potenzialmente oggetto di remunerazione individuati anche mediante la comparazione delle migliori, ovvero efficaci ed efficienti, alternative possibili per la funzionalità dell'ecosistema; b) l'identificazione delle causali determinanti, delle pressioni e degli impatti, ai fini ecosistemici, presenti in precedenza, nonché di quelli generabili dai sistemi di PSEA al di là della soglia di mantenimento e di eventuale miglioramento del CN e dei SEA oggetto di remunerazione, oltre che delle principali azioni poste in essere dai diversi soggetti interessati; c) un'analisi economica, comprensiva dei costi di transazione per i soggetti coinvolti, che permetta di dimostrare l'effettiva realizzabilità del SEA da parte del fornitore attraverso un'analisi della sostenibilità economico-finanziaria, nonché l'effettiva disponibilità a pagare dei potenziali beneficiari e dei possibili fruitori, e che indichi, tra l'altro, le quote di SEA oggetto di remunerazione, la relazione tra CN e soglie di utilizzo di ogni SEA oggetto di remunerazione e le forme di pagamento di ogni SEA oggetto di remunerazione, la quota del PSEA riferita al reinvestimento per il mantenimento, il miglioramento o il ripristino del SEA; d) un'analisi di fattibilità normativa e amministrativa del sistema di PSEA considerato; e) il programma di monitoraggio dei SEA oggetto di remunerazione. Art. 11. (Criteri e modalità per la valorizzazione dei SEA) 1. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Comitato per il CN , sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è adottato un regolamento che stabilisce i criteri e le modalità per la definizione del valore dei SEA oggetto di remunerazione, considerando il loro valore d'uso indiretto e diretto, il loro valore di opzione nonché il loro valore di esistenza. 2. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, un fondo per il finanziamento delle attività di cui all'articolo 7, comma 1, con priorità alla realizzazione e all'aggiornamento della Piattaforma nazionale dei SEA e del sistema degli PSEA, alle altre attività di sensibilizzazione e divulgazione sui temi del CN, dei SEA e dei sistemi di PSEA, nonché delle attività di ricerca e di formazione. Il fondo è alimentato da una quota pari all'1 per cento dei proventi derivanti dai sistemi di PSEA. Art. 12. (Contabilità economico-ambientale dei sistemi di PSEA) 1. Ai fini dell'attuazione della presente legge, i soggetti pubblici e privati, fornitori e beneficiari di SEA, adottano un'idonea contabilità separata volta a evidenziare le grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie relative ai SEA, quali: a) la dotazione di CN espressa in unità fisiche e monetarie (patrimonio), riferite a scale spaziali ecologiche non inferiori all'UEF; b) i flussi di SEA espressi in unità fisiche e monetarie coerenti con le UEF; c) la quota e il valore del SEA oggetto del sistema di PSEA; d) la destinazione degli introiti finanziari derivanti dal PSEA alla manutenzione del CN e alla remunerazione delle attività di gestione del CN, prevedendo l'istituzione di specifici capitoli di bilancio; e) in caso di soggetti pubblici che rivestono il ruolo di beneficiari, la dimostrazione che il pagamento è maggiore o uguale ai costi sostenuti per pagare il SEA, rispondendo all'interesse collettivo; f) l'evidenziazione del sistema di PSEA mediante un apposito capitolo di bilancio. 2. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, adottato ai sensi dell'articolo 11, comma 1, sono stabiliti ulteriori criteri di contabilità e modalità di rendicontazione, al fine di renderli omogenei nel territorio nazionale e di riferirli alle UEF, nel rispetto delle disposizioni del comma 1 del presente articolo. 3.