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Signor Presidente, il provvedimento avente ad oggetto le piccole produzioni agroalimentari locali, di cui oggi ci occupiamo, peraltro in un clima di grande condivisione, come ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto, ha come tratti distintivi, previsti all'articolo 1, la territorialità, la vendita diretta, il consumo immediato e le ridotte quantità distributive. Com'è noto, l'agricoltura italiana è caratterizzata da una grandissima varietà di prodotti, di ambienti e di tradizioni culturali; ma il grande valore aggiunto dell'agroalimentare italiano è rappresentato dal carattere artigianale e dall'elevato ricorso alla tradizione. Per consentire agli operatori di utilizzare al meglio il valore dei loro prodotti, da tempo esistono a livello comunitario specifiche certificazioni con il sistema delle indicazioni geografiche (DOP e IGP), con il sistema delle specialità tradizionali garantite (STG) e con l'adozione del regolamento dell'Unione europea n. 848 del 2018 sul biologico e la relativa etichettatura. Dopo un lungo periodo, caratterizzato dal prevalere del modello di produzione e di consumo di massa, il diffondersi di nuove sensibilità ha rafforzato e amplificato l'interesse per i generi agroalimentari tradizionali e tipici. Anche per questo motivo aumenta il numero di generi e operatori coinvolti nella produzione, commercializzazione, tutela, valorizzazione e controllo. Aumenta anche il volume di affari e dunque le prospettive - o almeno le speranze - riposte nelle piccole produzioni agroalimentari locali, che solo fino a pochi anni fa sembravano destinate ad essere dimenticate in quanto sinonimo di arretratezza e che ora, invece, vengono spesso indicate come soluzione dei problemi di un mondo agricolo sempre più in difficoltà e incentivo per molti giovani imprenditori. La necessità di un impegno per la valorizzazione del settore agroalimentare locale e tipico trova le sue ragioni nella profonda convinzione che tale settore rappresenti uno degli elementi strategici di rilancio del mondo rurale e di conseguenti opportunità di sviluppo economico. Le imprese agricole e agroalimentari, soprattutto quelle di minori dimensioni ubicate in aree svantaggiate e marginali, come quelle montane, vedono nel prodotto tipico locale non solo la possibilità di ritagliarsi uno spazio sul mercato sempre più esposto a una concorrenza spietata, ma anche l'occasione di recuperare parte del valore aggiunto sottratto nel tempo dall'ascesa dell'industria e della grande distribuzione organizzata. All'origine di ciò vi è lo stretto e profondo rapporto che il prodotto tipico e la sua creazione hanno con il territorio; un rapporto che coinvolge il capitale naturale, culturale, umano e sociale. In tale ottica, la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari locali assume un significato, e quindi una valenza, che va oltre la semplice commercializzazione, configurandosi come un processo in grado di creare un valore più ampio, comprensivo anche di elementi extraeconomici. Occorre però considerare alcuni aspetti, ovvero il legame della tipicità con il territorio e l'importanza delle risorse territoriali specifiche del processo produttivo (come richiamato dall'articolo 5 del disegno di legge che stiamo trattando) il carattere collettivo derivante dal coinvolgimento di una pluralità di attori e il legame con la comunità locale che conferisce al prodotto tipico una valenza che va al di là delle imprese che lo commercializzano e che interessa in generale la società e la popolazione del luogo. Il prodotto agroalimentare locale, quindi, intrattiene con il suo territorio di origine un legame privilegiato che si traduce nell'impiego di risorse specifiche del luogo da cui spesso deriva un miglioramento della sua qualità. L'articolo 8 del disegno di legge istituisce un'apposita sezione nel sito del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, finalizzata alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali. Ciò costituisce una strategia efficace per il conseguimento di molteplici obiettivi sia di carattere economico, come la rivitalizzazione delle colture tipiche, la diversificazione delle produzioni e l'acquisizione di nuovi sbocchi di mercato, sia di carattere socio-culturale, come il recupero delle tradizioni e della cultura locale, ma anche il rafforzamento dell'identità del territorio. Favorire le piccole produzioni agroalimentari rappresenta quindi un elemento decisivo per lo sviluppo endogeno dei sistemi territoriali. La valorizzazione delle tipicità, infatti, integra la funzione meramente produttiva delle attività agricole, apistiche e ittiche con nuove e diverse funzioni, tra cui la tutela dell'ambiente e del territorio - anche a contrasto del dissesto idrogeologico - e la conservazione della cultura e delle tradizioni rurali, favorendo l'occupazione locale e innescando nuove dinamiche di tipo economico e sociale. Inoltre, la costituzione di una rete di mercati caratterizzati dalla presenza di produzioni di qualità legati al luogo d'origine e, come previsto agli articoli 3 e 4 del provvedimento, identificati attraverso l'etichettatura con il marchio PPL cui fa seguito il nome del Comune e della Provincia di riferimento, rappresenta un volano per l'economia dell'intero Paese. Siamo convinti, infatti, che con un'efficace azione di promozione del territorio, svolta attraverso una comunicazione capace di valorizzare le potenzialità e di incentivare l'imprenditoria locale, i nostri prodotti agroalimentari continueranno ad essere un'inestimabile risorsa, generando sempre maggiore ricchezza. Alla base della reputazione del prodotto tipico vi è una specificità, rispetto a quello della medesima categoria merceologica, strettamente collegata alle caratteristiche del luogo d'origine e determinata da fattori che condizionano imprese e consumatori dell'area di produzione a livello di coltivazione, trasformazione e consumo. Una volta che il prodotto tipico ha acquisito una propria identità specifica legata al territorio, la sua notorietà si diffonde attraverso meccanismi diversificati e talvolta casuali e il suo nome, spesso coincidente con quello dell'area, condensa un insieme di informazioni sulle sue caratteristiche e specificità. La diffusione della conoscenza e l'apprezzamento dell'agroalimentare locale ha avuto importanti riflessi sia sulla struttura distributiva, con la creazione di negozi specializzati e siti internet dedicati, sia sulle politiche di offerta della stessa. Colleghi, è un cammino che va compiuto con impegno e serietà sul versante della produzione e con attenzione costante al mercato e all'informazione del consumatore. I produttori devono infatti dimostrare, anche con il rispetto degli adempimenti previsti dai disciplinari, di essere capaci di ottenere gusti seducenti, inconfondibili e assolutamente genuini. Il consumatore, di conseguenza, sarà sempre più disponibile a pagare la qualità e a premiare chi tale qualità persegue con coraggio e coerenza, anche quando sarebbe possibile ottenere beni simili ma a costi inferiori, innalzando le rese, abbreviando i tempi di stagionatura, riducendo il procedimento di lavorazione. L'attenzione verso l'agroalimentare locale è stata trainata e sostenuta altresì dalla crescente attenzione dei cittadini per la qualità dei prodotti alimentari, oltre che dalla volontà di valorizzare e tramandare le tradizioni locali e da una crescente adesione ad uno stile di vita più semplice e naturale.