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Nei casi b) e c), opportuni provvedimenti devono essere adottati per evitare la rotazione del motore per effetto del magnetismo residuo del generatore (per esempio: circuito suicida). 6) È buona regola che, nelle condizioni qui sopra esposte, la velocità dell'ascensore non sia minore di oltre l'8% della velocità nominale. 12.7.2.2. Eccitazione del generatore alimentato e controllato con elementi statici Deve essere usato uno dei metodi seguenti: a) quelli indicati in 12.7.2.1. b) un sistema comprendente: 1) un contattore che interrompa l'eccitazione del generatore o l'anello motore-generatore. Il contattore deve venire aperto almeno prima di ogni inversione del senso di marcia. Se il contattore non apre, una nuova partenza dell'ascensore deve essere impedita; 2) un dispositivo di controllo che blocchi il flusso di energia negli elementi statici; 3) un dispositivo di sorveglianza che verifichi il blocco del flusso di energia durante ogni arresto dell'ascensore. Se, durante un arresto normale, il blocco tramite gli elementi statici non è avvenuto, il dispositivo di sorveglianza deve aprire il contattore ed una nuova partenza dell'ascensore deve essere impedita. Opportuni provvedimenti devono essere presi per evitare la rotazione del motore per effetto del magnetismo residuo del generatore (per esempio: circuito suicida). 12.7.3. Motori in corrente alternativa o continua, alimentati e controllati da elementi statici Deve essere utilizzato uno dei metodi seguenti: a) due contattori indipendenti che interrompano l'alimentazione del motore. Se, durante l'arresto dell'ascensore, uno dei contattori non ha aperto i contatti principali, una nuova partenza deve essere impedita, al più tardi alla successiva inversione del senso di marcia; b) un sistema comprendente: 1) un contattore che interrompa l'alimentazione del motore su tutte le fasi. La bobina del contattore deve essere diseccitata almeno prima di ogni inversione del senso di marcia. Se il contattore non ricade, una nuova partenza dell'ascensore deve essere impedita; 2) un dispositivo di controllo che blocchi il flusso di energia negli elementi statici; 3) un dispositivo di sorveglianza che verifichi il blocco del flusso di energia durante ogni arresto dell'ascensore. Se, durante un arresto normale, il blocco tramite gli elementi statici non è avvenuto, il dispositivo di sorveglianza deve fare cadere il contattore e deve essere impedita una successiva partenza dell'ascensore. 12.8. Controllo del rallentamento della macchina, in caso di ammortizzatori con corsa ridotta secondo 10.4.3.2 12.8.1. Opportuni dispositivi devono verificare che il rallentamento è effettivamente in atto prima dell'arrivo ai piani esterni. 12.8.2. Se il rallentamento non è avvenuto, questi dispositivi devono provocare la riduzione della velocità per la quale gli ammortizzatori sono stati calcolati. 12.8.3. Se il controllo del rallentamento non è indipendente dal senso di marcia, un dispositivo deve controllare che il movimento della cabina corrisponda effettivamente al senso di marcia richiesto. 12.8.4. Se questi dispositivi, o parte di essi, sono disposti nel locale macchinario: a) essi devono essere azionati da un dispositivo collegato meccanicamente alla cabina; b) la conoscenza della posizione della cabina non deve dipendere da dispositivi mossi per aderenza, frizione o da dispositivi a sincronismo; c) se per la trasmissione della posizione della cabina nel locale macchinario è utilizzato un collegamento a nastro, catena o fune, la rottura o l'allentamento dell'organo di collegamento deve provocare l'arresto del macchinario per mezzo di un dispositivo elettrico di sicurezza conforme al 14.1.2. 12.8.5. Il comando e il funzionamento di questi dispositivi devono essere progettati in modo tale che dall'insieme, che essi costituiscono con gli elementi di funzionamento normale dell'ascensore, risulti un sistema di controllo del rallentamento che risponda alle prescrizioni indicate in 14.1.2. 12.9. Protezione dei macchinari Efficaci protezioni devono essere previste per le parti rotanti accessibili che possono essere pericolose e, in particolare: a) chiavette e bulloni negli alberi; b) nastri, catene, cinghie; c) ingranaggi, pignoni; d) alberi di moroti a sbalzo; e) limitatori di velocità tipo Watt. Fanno eccezione le pulegge di frizione, i volantini di manovra, le pulegge del freno e tutte le parti analoghe e rotonde e lisce. Queste parti devono essere verniciate in giallo, almeno parzialmente. 13. Installazione e apparecchiature elettriche 13.1. Disposizioni generali 13.1.1. Limiti di applicazione 13.1.1.1. Le prescrizioni della presente norma, relative all'installazione ed agli elementi costitutivi dell'apparecchiatura elettrica, si applicano: a) all'interruttore generale del circuito forza motrice e a quando è a valle di esso; b) all'interruttore del circuito di illuminazione della cabina a quanto è a valle di esso. L'ascensore deve essere considerato come un tutto unico, alla stesso modo di una macchina che fa l'apparecchiatura incorporata. 13.1.1.2. I regolamenti nazionali concernenti i circuiti elettrici di alimentazione di applicano fino ai morsetti di entrata degli interruttori di cui in 13.1.1.1. Essi si applicano a tutto il circuito di illuminazione dei locali del macchinario e delle pulegge, del vano di corsa e della fossa. 13.1.1.3. Le prescrizioni della presente norma, per quanto è a valle degli interruttori indicati in 13.1.1.1. , sono basate, per quanto possibile tenendo conto delle esigenze proprie degli ascensori, su norme esistenti: - a livello internazionale: IEC; - a livello europeo: CENELEC. Tutte le volte che si fa rinvio ad una di queste norme, sono forniti riferimenti precisi, assieme ai limiti entro i quali ci si richiama. Per quello che non è stato precisato, i materiali elettrici impiegati devono rispondere ai criteri della buona tecnica in materia di sicurezza. 13.1.1.4. L'impianto elettrico degli ascensori deve: a) soddisfare alle indicazioni contenute nei documenti armonizzati del Comitato europeo di normalizzazione elettrica (CENELEC) approvata dal Comitato elettronico italiano. b) in mancanza dei documenti armonizzati di cui al punto a) concernenti l'installazione di apparecchiature elettriche, soddisfare alle indicazioni contenute nelle norme del Comitato elettronico italiano (CEI). 13.1.2. "Nei locali delle macchine e delle pulegge è necessario una protezione dai contatti diretti per mezzo di involucri che abbiano un grado di protezione IP2X". 13.1.3. La resistenza di isolamento tra conduttori e tra conduttori e terra deve essere maggiore di 1 000 (immagine) con un numero di 7): a) 500 000 (immagine), per i circuiti di forza motrice e i circuiti dei dispositivi elettrici di sicurezza; b) 250 000 (immagine), per gli altri circuiti (comando, illuminazione, segnali, ecc). 13.1.4.