[resaula]

Vorremmo dare la solidarietà al ministro Salvini quando si schiera da quella parte, ma anche sulla TAV ci sarà un altro Ministro che si concentrerà e dirà no, dobbiamo ancora decidere. Allora, signor Presidente del Senato, stiamo vivendo una fase strana, nella quale certe scelte incidono e incideranno sul futuro delle nostre storie e delle nostre vite. Penso che questa maggioranza abbia tutto il diritto di scegliere le persone che ritiene nei luoghi per i quali la legge prevede che si possano scegliere i responsabili, ad esempio, nelle unità di missione la maggioranza avrebbe avuto la possibilità di indicare nuove professionalità, non è la presidenza della RAI, dove per legge occorre avere una maggioranza più alta di quella che sostiene il Governo e se si indica alla presidenza della RAI uno che ha come caratteristiche personali quella di parlare male del Presidente della Repubblica, di essere contro l'Europa, di mettere in discussione i vaccini, poi non ci si può stupire che, a norma di legge, noi diciamo di fare senza di noi. Non ci si può stupire di questo. (Applausi dal Gruppo PD). In questo caso, però, sarebbe bastato scegliere un nome autorevole e il Governo avrebbe potuto indicare un nuovo responsabile per l'unità di missione. Non è accaduto, signor Presidente, e oggi quella che è stata la nostra prima scelta, con il sottosegretario Delrio, fare due unità di missioni, una per la scuola e una per il rischio idrogeologico, diventa la prima cosa che voi avete cancellato. Mi auguro dal profondo del cuore, con grande rispetto per i colleghi della maggioranza e con ancora maggiore rispetto per i nostri figli, che non sia nei prossimi mesi il vostro primo rimpianto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP) . Signor Presidente, colleghi senatori, Governo, signor Ministro, prima di intervenire sull'argomento della riforma dei Ministeri vorrei dire due parole al collega, senatore Renzi, semplicemente facendo presente che io ho fatto il sindaco per vent'anni, ininterrottamente, in diversi Comuni dal 1995 e ho smesso l'anno scorso e devo dire che tutti questi effetti roboanti, scenografici e scintillanti che lei dice non li ho visti, assolutamente. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Ho sicuramente visto invece - ma questo al di là dell'appartenenza politica - i notevoli tagli che hanno toccato tutti i sindaci, non solo quelli della Lega, di tutti i colori politici: i tagli ai trasferimenti agli enti locali, quelli sì. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). COLLINA (PD) . Presidente, ma si può fare così? Deve rispondere direttamente? PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, per favore. Può anche indirettamente parlare con altre persone, ma attraverso la Presidenza, non è un colloquio privato. VALLARDI (L-SP) . Sì signor Presidente, lei ha perfettamente ragione, sarà che ho un po' di torcicollo ma vedrò di rimediare. Ritornando sull'argomento, discutiamo oggi sull'opportunità di mettere insieme l'agricoltura e il turismo, che, tecnicamente, se vogliamo entrare nell'argomento, passa dai beni culturali al Ministero dell'agricoltura. Dal dibattito in Commissione è emerso evidentemente che non tutti siamo d'accordo, abbiamo appena sentito l'intervento del senatore Battistoni del Gruppo Forza Italia, che anche lui, con i suoi distinguo, non è d'accordo e il senatore Renzi, secondo il quale abbiamo capito che effettivamente questa riforma non va. Credo però che bisogna guardare avanti, perché con questo provvedimento nasce invece un grande Ministero, un grande Ministero dell'agricoltura, un grande Ministero del turismo, che ci può dare grandissime opportunità. Di fatto, non solo l'agricoltura, ma la stessa enogastronomia già da anni convivono felicemente con la cultura. Stiamo parlando, in questo contesto, di un pacchetto di circa 200 milioni di turisti che ogni anno arrivano nel nostro Paese, non solo per guardare le bellezze naturali - le pinacoteche, i musei, gli scavi - ma spesso anche per approfittare della nostra capacità nel settore culinario e agroalimentare. In tutto il nostro Paese sono distribuite e troviamo delle eccellenze: dalle Dolomiti - che, come sappiamo tutti quanti, sono Patrimonio mondiale dell'Unesco - alla Valle dei Templi in Sicilia, c'è tutto un territorio da visitare, da ammirare, da apprezzare e da valorizzare. La gente viene volentieri in Italia, lo sappiamo, perché il nostro è effettivamente il Belpaese. A tutta questa gente, a tutti questi turisti bisognerà pur dare ospitalità; a tutte queste persone bisognerà pur dare da mangiare e far apprezzare la nostra capacità enogastronomica. La nostra è una realtà consolidata: è una realtà consolidata il fatto che molti turisti scelgono molto spesso solo ed esclusivamente dei percorsi enogastronomici. È risaputo che, tra le altre cose, il nostro Paese è famoso in tutto il mondo per l'eccellente capacità nel saper fare da mangiare e saperlo fare bene, soprattutto. Non a caso, dal 2010 la dieta mediterranea è stata riconosciuta come Patrimonio immateriale dell'umanità, il che è sicuramente un orgoglio per il nostro Paese, che riesce ad offrire ai propri visitatori ben 809 tra DOP, IGP, STG, tra cui è compresa chiaramente anche la grande varietà di vini. A questo proposito - anche se non serve che lo dica io, perché è chiaramente a conoscenza di tutti - ricordo che i vini sono una parte importantissima della nostra capacità di fare agricoltura. Se poi vogliamo entrare nel dettaglio, abbiamo 4.700 tipicità regionali e questo ci fa capire la forza che la nostra agricoltura e i nostri agricoltori sono da sempre capaci di mettere in campo. È solo attraverso la valorizzazione e l'offerta capillare di tutta questa enorme biodiversità di prodotti che riusciremo a vincere la sfida della ricettività turistica: rispetto agli altri Paesi, la nostra agricoltura è un punto di forza per il settore enogastronomico. In questa direzione, valorizzando le piccole, ma buone produzioni dei nostri agricoltori, la Lega ha presentato un disegno di legge recante: «Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni locali». Lo abbiamo presentato proprio in questi giorni, in maniera tale da permettere agli agricoltori di vendere direttamente i loro prodotti, liberandosi così finalmente dalla morsa dei commercianti, che spesso e volentieri speculano sul prodotto e sul lavoro dei nostri agricoltori. Con questo provvedimento riusciremo sicuramente ad aggirare i vincoli della comunità europea, che ancora oggi, purtroppo, non ci permettono di fare una vera legge sull'etichettatura, che consenta al consumatore di conoscere con certezza la provenienza di un certo genere alimentare, chi lo ha prodotto e come e quando è stato fornito. Il turismo enogastronomico e la ricettività collegata hanno potenzialità enormi. Pensiamo solo all'indotto dei souvenir alimentari: parlo dei prosciutti, dei salumi e dei formaggi. Queste sono le cose che i turisti vogliono portarsi a casa;