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art. 13 della legge n. 118 del 1971, affinché i cittadini aventi un'invalidità civile parziale possano vedersi riconosciuto lo stato di disoccupazione anche quando svolgono un'attività lavorativa dalla quale deriva un reddito minimo personale escluso da imposizione, e possano quindi continuare a perseguire la loro autonomia ed indipendenza economica attraverso la dignità del proprio lavoro. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06178 PAVANELLI Al Ministro della salute Premesso che: nel mese di marzo 2020, all'inizio della pandemia di COVID-19, era stata lanciata una campagna di donazione in favore dell'ospedale "Media valle del Tevere" in località Pantalla nel comune di Todi (Perugia) per l'acquisto di respiratori polmonari per la rianimazione. La campagna era promossa dal Comune di Todi che prevedeva di versare l'eventuale donazione sul conto corrente della "Rosa dell'Umbria odv"; a quanto risulta all'interrogante, nel mese di aprile 2020, sul sito internet istituzionale del Comune di Todi veniva pubblicata una notizia, oggi rimossa, in cui si comunicava che la somma delle donazioni raccolte organizzata dal Comune stesso "ha superato i 150.000 Euro" e che "dopo l'apparecchio Ecodoppler portatile, acquistato e consegnato al nosocomio il 5 aprile, per una spesa di 17.080 Euro, ora è stato definito l'acquisto di 4 ventilatori polmonari, che comportano un investimento di 95.160 Euro, e che saranno consegnati nei prossimi giorni"; alla luce di quanto esposto, nei mesi successivi alla donazione e al comunicato del Comune, è stata presentata un'interrogazione dal Gruppo consiliare del Partito democratico del Comune al fine di chiedere trasparenza e chiarezza sulla raccolta fondi. Difatti, in occasione della consegna dell'ecodoppler portatile il 5 aprile 2020, venne annunciato dai promotori la pubblicità del dettaglio puntuale di ogni euro impiegato per l'acquisto delle apparecchiature mediche che però, ad oggi, ancora non è stato prodotto; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: a più di un anno e mezzo dalla raccolta fondi e dall'acquisto dei dispositivi si conosce l'esistenza della corrispondenza tra la Rosa dell'Umbria e il direttore della USL Umbria 1, dove la prima propone le donazioni degli strumenti suddetti e la direzione delibera l'accettazione, del collaudo dell'ecodoppler e di tre ventilatori polmonari ma non si conosce con certezza la somma raccolta né il dettaglio dell'impiego dei fondi raccolti; è presente una differenza tra la somma che sarebbe stata raccolta e quella effettivamente spesa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali azioni di competenza intenda adottare affinché venga chiarito l'accaduto e verificata la corretta gestione delle donazioni dei dispositivi all'ospedale di Pantalla. Atto n. 4-06179 BOTTO LEZZI ORTIS GRANATO ANGRISANI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per le disabilità Premesso che: secondo quanto risulta da una lettera inviata il 21 ottobre 2021 al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la disabilità dall'Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale (Unasam), la circolare dell'INPS del 14 ottobre 2021 ha disposto, senza alcun avviso, l'interruzione dell'erogazione dell'assegno di invalidità civile di cui all'articolo 13 del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, in presenza di attività lavorativa, a prescindere dalla misura del reddito ricevuto; l'Unasam evidenzia come la conseguenza derivante da tale decisione coinvolge tante persone con disabilità (in particolare soggetti con problemi di salute mentale), le quali attraverso varie forme (borse lavoro, contratti parziali di breve durata, lavori occasionali) portano avanti processi di integrazione sociale, anche attraverso un piccolo impegno lavorativo, a cui dovrebbero rinunciare totalmente, pena la perdita dell'erogazione dell'assegno mensile di invalidità già di per sé irrisorio; l'Unasam conclude sostenendo che l'espressione sul requisito d'inattività lavorativa, necessario per l'ottenimento dell'assegno mensile d'invalidità da parte dell'INPS, rappresenti una mortificazione, oltre che un'ingiustizia sociale, in considerazione che tale decisione colpisce le persone più deboli esposte alle fragilità sociali e all'emarginazione; tali osservazioni, a parere degli interroganti condivisibili e al contempo preoccupanti, rappresentano un'evidente penalizzazione nei confronti di migliaia di soggetti che versano in situazioni socioeconomiche già estremamente gravi, in cui le restrizioni legate alla pensione d'invalidità determinano di fatto l'impossibilità di vivere con pochissime centinaia di euro; gli interroganti evidenziano altresì come non siano possibili giustificazioni derivanti dalla giurisprudenza o dalle indicazioni normative, da parte delle istituzioni preposte, nel prevedere decisioni come quella esposta, di ritirare l'assegno di invalidità per quei cittadini disabili con redditi sotto i 5.000 euro, che rappresenta evidentemente un grave passo indietro per il welfare nel nostro Paese; la necessità di prevedere misure urgenti e necessarie volte a garantire la piena tutela e inclusione delle persone invalide, ripristinando il riconoscimento dell'assegno di assistenza mensile, rappresenta pertanto una decisione inderogabile, a giudizio degli interroganti, al fine di incrementare ulteriormente la possibilità di integrazione sociale ed autosufficienza economica di tali persone, che spesso affrontano spese aggiuntive legate alla propria condizione sociale, si chiede di sapere quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se non ritengano opportuno intervenire nei riguardi dell'INPS, al fine di modificare il messaggio interpretativo del 14 ottobre n. 3495/2021, che ha escluso dal beneficio dell'assegno mensile gli invalidi civili che svolgono attività lavorativa precaria o parziale ma comunque produttiva di reddito; quali iniziative urgenti e necessarie intendano conseguentemente intraprendere, al fine di correggere una disposizione normativa che rappresenta indubbiamente un'ingiustizia sociale ed economica, nei confronti di coloro che hanno già pagato duramente le conseguenze dell'emergenza sanitaria. Atto n. 4-06180 LEONE FERRARA TRENTACOSTE PRESUTTO CROATTI Al Ministro della giustizia Premesso che: la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo si è recata presso il carcere dell'Ucciardone di Palermo per un sopralluogo, nel corso del quale ha potuto notare le svariate criticità strutturali, e non solo, dell'istituto, tra cui il mancato avvio dei lavori di ristrutturazione del padiglione 9 (riservato ai "protetti") che versa in pessimo stato, sia per vetustà della struttura sia per le condizioni delle celle: anguste, sprovviste di docce e riscaldamento e con gli intonaci in condizioni disastrose; inoltre, in quell'occasione, ha avuto modo di constatare, tra le altre, alcune irregolarità che contraddistinguono la vita quotidiana dei carcerati presenti all'interno dell'istituto e che, conseguentemente, rappresentano un limite alla salubrità degli ambienti carcerari;