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Su questa dinamica condivido la richiesta e la proposta fatta questa mattina dal Presidente della Commissione sanità di arrivare anche a costruire un indirizzo del Parlamento in merito al come affrontare la fase nuova della ripartenza anche per le dinamiche economiche più complesse, perché il commercio e il turismo sono filiere nazionali ma hanno purtroppo nella dimensione territoriale il loro ambito di vita. Abbiamo quindi bisogno di costruire un ambito di indirizzo del Parlamento. Non è incompatibile per il Parlamento assumersi una responsabilità insieme alla comunità scientifica per ripartire insieme, dopo il monitoraggio della curva epidemiologica, senza bisogno di soffiare sui conflitti. Questa mi sembra una proposta e una misura utile. Attenzione perché anche nel DEF si fa un'operazione di economia importante: si sterilizzano le clausole di salvaguardia, liberandoci da un tema che dal 2011 ad oggi paralizza la costruzione dei bilanci. La legge di bilancio è sempre stata paralizzata, purtroppo, dalla necessità di sterilizzare queste clausole. È una scelta strutturale che il Governo compie e che il Parlamento si appresta ad approvare. Come si fa a votare contro dinamiche strutturali che aiuteranno nei prossimi mesi il Paese a ripartire? Finisco sul tema investimenti, velocità e legalità. È vero che c'è bisogno di garantire velocità, dobbiamo però costruire un sistema veloce nella legalità: dobbiamo fare incontrare velocità con legalità. I dati sui reati di usura presentati in questi giorni sono drammatici e richiedono un investimento veloce anche sulla prevenzione e sul controllo della velocità perché, solo se faremo emergere il sommerso e solo se porteremo il controllo dell'evasione e dell'elusione, come abbiamo fatto nel 2019, a dei livelli avanzati, solo... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...potremo costruire le condizioni migliori per il futuro di questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ancora una volta ci viene richiesto di votare un documento in cui si prevede di sforare per una cifra rilevantissima senza che ci vengano dati i dettagli di come e dove impiegare tali risorse. Mi riferisco a quanto succede e potrebbe succedere in sanità. Faccio qualche esempio perché voglio che sia decisamente molto chiaro ciò che intendo dire. Siamo d'accordissimo sul fatto che bisogna investire in sanità, ma come ho avuto occasione di dire e di ricordare più volte anche in quest'Aula bisognerebbe che prima si chiedesse conto di come le risorse sinora disponibili siano state effettivamente impiegate. Scusate se, ancora una volta, insisto sulla dispersione delle risorse a causa di inappropriatezze, che chi si occupa di sanità sa essere numerose e spesso di diretto nocumento per la salute delle persone, oltre che un danno economico per il sistema. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E anche se oggi la priorità non è l'efficienza ma l'efficacia delle cure, la programmazione della cosiddetta fase 2 non può non essere accompagnata da un progetto di lungo periodo sostenibile nel tempo, con prospettive ed opportunità secondo merito, in una visione d'insieme che tenda a minimizzare le storture che si sono verificate negli anni e non solo in questa fase d'emergenza. Se così fosse, saremmo pronti a correre per sostenere l'iniziativa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Se però, a fronte di importanti disponibilità per le quali ci vedremo impegnati per decenni nel ripiano del disavanzo - non ci sono solo i maggiori costi ma ci saranno anche i mancati introiti fiscali - non solo non si affrontano i nodi critici dell'emergenza ma neppure le carenze strutturali cristallizzate del nostro sistema sanitario, non so se sia più grave tacerne la finalizzazione o sottovalutare la gravità della distorsione possibile nel caso di impiego incontrollato, come peraltro in molti casi fin qui avvenuto. L'allargamento le maglie delle maggiorazioni tariffarie e delle funzioni non tariffabili disposte nel decreto-legge n. 18 del 2020 è un esempio quale aggravante invece che normare meccanismi di remunerazione di messa a contratto con clausole generali atte a escludere che vi sia assistenza e cura senza certezza di assolvimento delle fondamentali misure di igiene e prevenzione, sia in ospedale che negli altri ambiti assistenziali (RSA in primis ), quale politica stringente di contrasto alle infezioni correlate all'assistenza. Un altro esempio: le morti per infezioni negli ospedali in Italia - che non sono morti di serie B - ammontano a 50.000 all'anno, quindi circa il doppio delle pur sin qui tantissime morti da coronavirus, senza volerle sminuire. Una strage silenziosa cui si potrebbe porre rimedio con regole negoziali sussunte nei livelli essenziali di assistenza, di prevenzione e di contrasto delle malattie trasmissibili, che ci saremmo aspettati di trovare come direttrice programmatica. Altro esempio: incentivare la sostituzione dell'illuminazione delle strutture assistenziali con lampade LED a basso consumo e UV antigermiche e l'utilizzo di purificatori molecolari; avere una visione, insomma. Ebbene, di tutto questo non abbiamo visto alcuna traccia. L'Italia ha il triste primato di mortalità per antimicrobico-resistenza: oltre 10.000 all'anno per infezioni causate da batteri diventati progressivamente insensibili agli antibiotici a causa dell'abuso di questi farmaci nell'uomo e negli animali. Non vi pare sia giusto porvi qualche rimedio mettendo mano anche alla filiera alimentare? Il documento sottostante alle risoluzioni che andremo a votare ha nell'indeterminatezza sostanziale il suo punto apicale quando sostiene che sono stati allocati 2,8 miliardi di euro per la sanità (quelli del decreto-legge n. 18 del 2020, per intenderci) ed entra nei dettagli sull'assegnazione delle risorse alla Protezione civile, fino a prevedere l'acquisto di sostanze germicide, senza fare alcun riferimento alla necessità di una sua riprogettazione per superare le falle emerse, quale vero hub centrale per le emergenze che nel momento del bisogno sappia intervenire in modo universalistico e con strumenti innovativi. Penso, ad esempio, alla creazione di un albo dinamico di riservisti della Protezione civile fra i vari professionisti in pensione reclutabili, su base volontaria, non oltre tre anni dalla quiescenza e a cui attingere in caso di necessità. In questo caso si tratta di riservisti in sanità (non meno di 5.000 medici e almeno 10.000 infermieri), ma questo dovrebbe avvenire anche per gli ingegneri, in caso di terremoti, o per i pompieri, in caso di alluvioni, proiettando la Protezione civile nell'efficienza dell'emergenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Anche per quanto riguarda la medicina territoriale non abbiamo visto nulla, salvo una mera dichiarazione di intenti sul suo rafforzamento (come dire «voglio bene alla mamma»). Ma dovremmo andare ben oltre, anche oltre quella che è la dotazione diagnostica di primo livello. Oggi, con le moderne tecnologie è possibile fare in modo che un medico dell'ultimo paese della "Val d'Ultimo" sia messo in tempo reale in connessione con un second opinion center che possa supportarlo nell'inquadramento diagnostico e terapeutico del paziente.