[pronunce]

che, inoltre, il rimettente non ha adeguatamente chiarito se la pronuncia di questa Corte risulti pregiudiziale rispetto alla decisione sulla messa alla prova di entrambi o solo di uno degli imputati che ne hanno avanzato richiesta, considerando ad esempio che il riferimento alla «loro incensuratezza» risulta contraddittorio rispetto alla contestazione ad uno di essi della circostanza aggravante della recidiva specifica infraquinquennale; che, infine, in contrasto con il principio di autosufficienza dell'atto di rimessione (ordinanza n. 237 del 2016), risulta omesso un adeguato riscontro nel caso concreto di tutti i presupposti legali di applicazione dell'istituto, tra cui quello, ricavabile dall'art. 168-bis, quarto comma, cod. pen. , della mancata fruizione del medesimo istituto in passato da parte degli imputati; che le questioni risultano, pertanto, manifestamente inammissibili. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 luglio 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Francesco VIGANÒ, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 ottobre 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA