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Comma 5. La disposizione stabilisce che, in deroga a quanto previsto dall'articolo 44, comma 13, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, e dall'articolo 6 del decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 novembre 2021, n. 165, la società Sport e Salute S.p. A., al fine di sostenere l'attività sportiva di base e l'associazionismo sportivo a seguito dell'incremento dei costi di approvvigionamento energetico, è autorizzata a trattenere le somme ad essa trasferite ai sensi del citato articolo 44, per il pagamento delle indennità per i collaboratori sportivi connesse all'emergenza da COVID-19, non utilizzate e risultate eccedenti rispetto allo stanziamento originario. Articolo 17 (Proroga di termini in materia di editoria) Il comma 1 proroga al 31 dicembre 2023 il termine legislativo del 31 dicembre 2022 relativo alla scadenza dei contratti in essere stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con le Agenzie di stampa per l'acquisto di servizi giornalistici e informativi. Ai sensi dell'art. 2 della Legge n° 237 del 1954, nell'interpretazione autentica recata dall'articolo 55, comma 24, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, la Presidenza del Consiglio dei ministri svolge il ruolo di « centrale di committenza » acquisendo servizi di informazione primaria a beneficio delle amministrazioni statali, nel rispetto del pluralismo informativo, secondo modalità che si sono evolute nel tempo. I contratti oggi in essere con le Agenzie di stampa sono stati stipulati in esito alle procedure di gara esperite nel 2017; la durata dei contratti fissata dai disciplinari era di 6 mesi, rinnovabili per ulteriori 30 mesi, fino al mese di settembre 2020. Successivamente a tale data, la durata dei contratti è stata prorogata con interventi normativi, introdotti nella prospettiva di una riforma del comparto. Nell'approssimarsi della scadenza contrattuale inizialmente prevista dai disciplinari di gara, è infatti emersa l'esigenza di ridefinire la disciplina del comparto: è stata pertanto introdotta una prima proroga al 31 dicembre 2020 dal sopra citato comma 2 ter dell'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, nelle more della revisione organica della normativa a tutela del pluralismo dell'informazione; successivamente, il termine legislativo è stato prorogato al 31 dicembre 2021 dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in considerazione dell'emergenza sanitaria e al 30 giugno 2022 dal decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, contestualmente all'istituzione di un'apposita « Commissione per l'individuazione delle modalità idonee a garantire la pluralità delle fonti nell'acquisizione dei servizi di informazione primaria per le pubbliche Amministrazioni dello Stato » ed infine al 31 dicembre 2022 dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15 022 di conversione del citato decreto-legge n. 228 del 2021. Con l'introduzione della proroga oggetto della presente Relazione illustrativa, la Presidenza del Consiglio dei ministri è pertanto autorizzata, nelle more della revisione organica della normativa a tutela del pluralismo dell'informazione e nei limiti delle disponibilità di bilancio, a prorogare fino al 31 dicembre 2023 la durata dei contratti in essere per l'acquisto di servizi giornalistici e informativi stipulati con le Agenzie di stampa. La necessità della proroga si colloca in sostanziale continuità con le disposizioni contenute nell'articolo 14 del citato decreto-legge n. 228 del 2021 ed è indotta dal sopravvenuto avvicendamento fra la XVIII e la XIX legislatura. Al fine di individuare le modalità più idonee a garantire la pluralità delle fonti nell'acquisizione dei servizi di informazione primaria per le pubbliche amministrazioni dello Stato, il comma 1 di tale articolo ha infatti istituito la Commissione sopra citata, chiamata a concludere le proprie attività entro il 30 giugno 2022. Nella prospettiva di un intervento normativo da adottare in esito ai lavori della Commissione, il comma 2 del medesimo articolo aveva prorogato la durata dei contratti in essere con le Agenzie di stampa al 31 dicembre 2022. La Commissione è stata effettivamente costituita con decreto del presidente del Consiglio dei ministri 17 febbraio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 19 marzo 2022, ed ha concluso i suoi lavori il 27 giugno 2022, in prossimità del termine della precedente legislatura, inviando alle autorità politiche la propria « Relazione conclusiva », nella quale si riportano gli esiti dell'istruttoria e delle audizioni svolte e si delineano alcune proposte normative. Il 21 luglio 2022 sono state sciolte le Camere e il nuovo Esecutivo, formatosi in esito alle elezioni politiche del 25 settembre, si è insediato il 22 ottobre 2022; il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e all'editoria è stato nominato il 31 ottobre 2022. Di conseguenza, la proroga disposta con l'articolo in oggetto si è resa necessaria al fine di consentire al nuovo esecutivo la dovuta consapevolezza per assumere decisioni complesse su un tema di rilevanza costituzionale, in riferimento al quale sono emersi orientamenti non unanimi nell'individuazione di un punto di equilibrio fra i diversi aspetti rilevanti. L'articolo di proroga in oggetto intende quindi garantire la continuità nell'offerta di servizi informativi alle amministrazioni statali nelle more della revisione organica della normativa a tutela del pluralismo dell'informazione, da ridefinire anche in esito ai lavori della Commissione ex articolo 14 del decreto-legge n. 228 del 2021, nonché alla luce dei successivi approfondimenti e del programma di Governo. Alla luce di quanto sopra, l'« opzione zero » non appare praticabile, in quanto, in assenza della norma in oggetto, il 31 dicembre 2022 i contratti in essere con le Agenzie verrebbero a scadenza senza che l'esecutivo abbia avuto il tempo necessario per ridefinire la nuova disciplina, o in alternativa bandire nuove gare, con la conseguenza che si interromperebbe la fornitura dei servizi informativi a tutte le amministrazioni statali e che le stesse Agenzie subirebbero un'imprevista e significativa contrazione di fatturato, danneggiando l'offerta di un bene essenziale per la democrazia quale l'informazione primaria. Per quanto riguarda infine la copertura finanziaria dell'intervento normativo oggetto della presente Relazione, la copertura degli oneri generati dalla proroga semestrale non implica nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.