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se ritenga che ricorrano le condizioni perché i suddetti programmi di mobilità studentesca per il prossimo anno scolastico, le cui partenze sono previste per l'estate 2020, siano realizzabili e sicuri, tanto sotto il profilo dell'esperienza formativa quanto sotto quello della tutela sanitaria. Atto n. 3-01623 CORRADO DE LUCIA ANGRISANI GRANATO MONTEVECCHI VANIN Al Ministro dell'istruzione Premesso che: a seguito dell'emergenza sanitaria e dopo la chiusura dei plessi delle istituzioni scolastiche è stato indispensabile disciplinare con strumenti emergenziali le operazioni relative alla chiusura dell'anno scolastico 2019/2020 e l'avvio ordinato dell'anno scolastico 2020/2021; per tale ragione con il decreto-legge n. 22 del 2020, attualmente in corso di esame parlamentare per la conversione in legge, sono state adottate misure ad hoc volte a regolamentare tale materia; in via generale, il decreto-legge ha rimesso ad ordinanze ministeriali la disciplina di dettaglio relativa alla valutazione degli alunni e allo svolgimento degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione; per questi ultimi è stata disposta ex lege , in ogni caso, la modifica dei requisiti di ammissione di cui al decreto legislativo n. 62 del 2017, con riferimento sia al primo ciclo sia al secondo ciclo di istruzione, per i candidati interni e per i candidati privatisti; nel contesto delineato il decreto-legge n. 22 del 2020 prevedeva due opzioni, relative all'eventuale ripresa dell'attività didattica in presenza entro il termine del 18 maggio 2020: nello scenario "più grave", quello che si è poi concretizzato, tale atto ha stabilito distinte misure per l'esame di Stato conclusivo di entrambi i cicli di istruzione, sia con riferimento alle prove (per il primo ciclo di istruzione, la sostituzione delle modalità di svolgimento ordinarie con una valutazione finale da parte del consiglio di classe, integrata dalla stesura di un elaborato da parte dello studente; per il secondo ciclo di istruzione, la sostituzione delle modalità di svolgimento ordinarie con la previsione di un solo colloquio orale) sia con riferimento alla composizione delle commissioni giudicatici (per il secondo ciclo di istruzione, la presenza di soli commissari interni all'istituzione scolastica con presidente esterno alla medesima); in data 16 maggio 2020 sono state pubblicate le predette ordinanze ministeriali, dopo il parere ottenuto dal Consiglio superiore della pubblica istruzione; valutato che, durante la sospensione delle attività in presenza, la continuazione delle attività didattiche ai fini della conclusione dell'anno scolastico in corso è avvenuta attraverso la modalità della didattica a distanza; in tale contesto, in cui il ricorso a tale modalità è apparso come l'unica alternativa perseguibile durante l'emergenza epidemiologica, il Governo è intervenuto ai fini del potenziamento di tale nuova forma di apprendimento, stanziando ingenti risorse al fine di assicurare sia ai docenti sia agli studenti, con particolare riferimento a quelli meno abbienti, di poter usufruire degli strumenti digitali individuali necessari per svolgere o seguire le lezioni on line , si chiede di sapere quali misure di competenza abbia assunto il Ministro in indirizzo nelle ordinanze citate al fine di permettere lo svolgimento in presenza degli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione, in riferimento sia al personale scolastico sia agli studenti, con particolare attenzione alle misure di sicurezza ivi individuate. Atto n. 3-01624 SAPONARA PITTONI ALESSANDRINI BARBARO BORGONZONI FREGOLENT PILLON PIROVANO RIVOLTA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: presso il Ministero dell'istruzione opera una task force che, nata nel 2016 per fronteggiare le particolari situazioni nelle aree terremotate, ha visto, nel 2018, ampliata la propria sfera di competenza; il 21 aprile 2020, il Ministro in indirizzo ha istituito, sempre presso il Ministero, un comitato di esperti, coordinato dal professor Patrizio Bianchi, che avrà il compito di formulare e presentare idee e proposte per la scuola con riferimento all'emergenza sanitaria in atto, a seguito del diffondersi dalla pandemia da COVID-19, ma anche guardando al miglioramento del sistema complessivo di istruzione nazionale; considerato inoltre che: malgrado il cospicuo numero di esperti e consulenti del Ministero, ad oggi, al di là delle spesso contraddittorie dichiarazioni del Ministro, non esiste nessun atto ufficiale che sancisca la tempistica e le modalità del rientro a scuola, se avverrà in presenza, a distanza o con sistema misto, se la didattica in presenza si attuerà da subito per i più piccoli, che stanno soffrendo in particolar modo la mancanza di socializzazione di questi ultimi mesi, e tutte le numerose problematiche legate all'interruzione del servizio scolastico; nel resto d'Europa, invece, le scuole stanno gradualmente riaprendo, anche se con molte limitazioni di sicurezza sanitaria, come il distanziamento fisico, la riduzione del numero di alunni per aula, le frequenti sanificazioni alle strutture; alcuni Paesi richiedono agli studenti di indossare la mascherina, altri suddividono le classi in due e ne alternano la didattica, a distanza e in presenza. Come l'Italia, soltanto la Spagna ha previsto un rientro a settembre, aprendo le aule unicamente agli studenti dell'ultimo anno che devono dare l'esame di Stato; l'esperimento della DAD (didattica a distanza) in questi mesi ha messo in luce i limiti legati alla copertura e alla potenza del segnale internet sulla totalità del territorio nazionale, ma soprattutto le difficoltà legate al possesso di dispositivi digitali da parte di tutti gli studenti; la necessità che di certo si avrà, nel caso di ripartenza in presenza, è quella legata al distanziamento sociale. Per poterlo garantire c'è bisogno di moltiplicare le classi, ampliare gli spazi, aumentare gli addetti per la sanificazione costante delle aule e per la gestione delle mense, ma soprattutto aumentare gli insegnanti, compresi quelli di sostegno. Riguardo ai docenti, il Governo in più di un mese e mezzo non è stato in grado, ad oggi, nell'imminente scadenza del "decreto scuola" (di cui al decreto-legge n. 22 del 2020), di trovare una soluzione per assicurare un organico di docenti adeguato alle necessità che l'emergenza imporrà; molti Comuni hanno enormi difficoltà ad ottemperare all'organizzazione scolastica che l'emergenza richiede: non esistono gli spazi per creare nuove scuole o nuove classi, non ci sono le risorse economiche per affrontare i costi che la sanificazione degli spazi impone; la situazione di lockdown totale ha bloccato l'edilizia scolastica e sono ancora troppo pochi i cantieri che sono stati riaperti: questo fatto genera molta incertezza data la situazione in cui versano gli immobili scolastici e l'impatto che la nuova situazione imposta di distanziamento genererà in termini di gestione ed utilizzo degli spazi; le scuole paritarie stanno soffrendo una situazione di profonda crisi in quanto molte famiglie, spaventate dalla diminuzione o scomparsa del reddito, non pagano più le rette.