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Viene poi specificato che in caso di reiterazione specifica delle violazioni di cui al presente comma, accertata con provvedimento esecutivo nei tre mesi successivi alla diffida, non sia più applicabile il medesimo istituto della diffida. Il comma 4 prevede inoltre un'ulteriore modalità di estinzione dell'obbligazione che si sostanzia nell'adempimento volontario entro un brevissimo termine (cinque giorni) dalla contestazione o dalla notifica della stessa con il vantaggio per il responsabile di ottenere un ulteriore riduzione dell'importo da pagare rispetto alla somma risultante dal computo del pagamento in misura ridotta. Art. 2. - (Disposizioni urgenti per il rilancio del settore vitivinicolo) Al comma 1 si prevedono alcune modifiche alla legge 20 febbraio 2006, n. 82, recante disposizioni di attuazione della normativa comunitaria concernente l'Organizzazione comune di mercato. In particolare si interviene su: a) articolo 3 (produzione di mosto cotto), eliminando, per i casi ivi previsti, la necessità di ottenere una preventiva autorizzazione alla produzione di mosto cotto e riducendo l'onere a carico dell'impresa a una mera comunicazione da trasmettersi almeno cinque giorni prima dell'inizio delle lavorazioni al competente Ufficio territoriale dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi (ICQRF); b) articolo 5 (comunicazione preventiva di lavorazione), estendendo il regime già previsto per l'utilizzo di saccarosio, alcol etilico, coloranti, edulcoranti e aromi consentiti nella preparazione delle bevande aromatizzate (regolamento (CEE) n. 1601/91 ora regolamento (UE) n. 251/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014), anche all'utilizzo di tali sostanze nella preparazione di bevande spiritose per le cantine dalle quali si producono mosti e vini, purché ciò avvenga in stabilimenti ove non siano poste in essere operazioni di distillazione, macerazione o trattamenti simili; c) articolo 6 (sostanze vietate), aggiungendo il comma 3- bis , si consente di contemperare alcune esigenze logistiche e operative delle imprese agricole. Si propone infatti di consentire la detenzione, oggi vietata, nei locali di un'impresa agricola intercomunicanti con quelli in cui si estraggono mosti o vini ottenuti dalla medesima impresa, di acquavite, alcole e altre bevande spiritose; d) con la modifica all'articolo 14, si sottrae alla disciplina dell'autorizzazione l'istituzione da parte delle distillerie dei centri di raccolta temporanei fuori fabbrica dei sottoprodotti della vinificazione. Una mera comunicazione preventiva al competente Ufficio dell'ICQRF diventa sufficiente per l'apertura del deposito. La comunicazione preventiva del successivo comma 4 del medesimo articolo è stata affrancata dal limite dei cinque giorni; e) le modifiche proposte all'articolo 25 hanno il fine di depurare la norma da disposizioni anacronistiche e ridondanti che, oltre a non avere ancora trovato debita attuazione, richiedono un'ulteriore autorizzazione alla produzione delle sostanze impiegate in enologia già considerate ammissibili dal legislatore europeo. La conseguente modifica del comma 11 dell'articolo 35 è volta ad adeguare la disciplina sanzionatoria; f) l'abrogazione dell'articolo 26 rimuove il divieto di detenere nella cantina sostanze utilizzate per l'igiene dei locali e, al contempo, elimina le disposizioni specifiche dettate per i prodotti per la pulizia dei locali, dei recipienti e degli attrezzi della cantina, ritenute ormai superflue per l'esistenza di disposizioni di carattere trasversale di natura igienico-sanitaria valide per ogni tipologia di stabilimento di produzione. La successiva abrogazione del comma 12 dell'articolo 35 elimina la relativa previsione sanzionatoria; g) le modifiche all'articolo 28 (registri per i produttori, gli importatori ed i grossisti di saccarosio, glucosio e isoglucosio) sono conseguenti alla dematerializzazione dei registri prevista con l'articolo 2, comma 4; h) le modifiche all'articolo 35 (Altre sanzioni relative alla produzione, detenzione e commercializzazione di mosti e di vini) hanno natura di coordinamento con le modifiche precedentemente introdotte; i) l'abrogazione dell'articolo 43 si rende necessaria a seguito dell'introduzione della nuova disciplina della diffida di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto. Art. 3. - (Interventi per il sostegno del Made in Italy ) Il comma 1 specifica i termini del credito d'imposta da applicarsi alle spese relative alla realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico che è riconosciuto alle imprese produttrici di prodotti alimentari di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e alle piccole e medie imprese. Il credito è riconosciuto alle imprese, anche costituite in forma cooperativa o in consorzi, nella misura del 40 per cento delle spese sostenute e fino 50.000 euro, nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi. Ai sensi del comma 2 il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per il quale è concesso; esso è utilizzabile solamente in compensazione. Il comma 3 specifica i termini del credito d'imposta da applicarsi alle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera che è riconosciuto alle imprese produttrici di prodotti alimentari di cui all'Allegato I del TFUE e alle piccole e medie imprese. Il credito è riconosciuto alle imprese, anche costituite in forma cooperativa o in consorzi, nella misura del 40 per cento delle spese sostenute e fino 400.000 euro, nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi. Ai sensi del comma 4 il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per il quale è concesso; esso è utilizzabile solamente in compensazione. Il comma 5 fissa la copertura finanziaria, precisando che il credito di imposta verrà erogato nei limiti di 500.000 euro per l'anno 2014 e di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, e nei limiti di 4,5 milioni di euro per l'anno 2014 e di 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 3. Il comma 6 specifica che il riconoscimento del credito d'imposta è subordinato all'approvazione della Commissione europea previsto dall'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, disponendo la sospensione dell'efficacia della disposizione in attesa della richiamata autorizzazione e reca una clausola di invarianza finanziaria con riferimento all'applicazione del presente articolo. Il comma 7 reca disposizioni volte a sbloccare l'attuazione della legge sull'etichettatura e a prevedere una procedura di consultazione finalizzata a dare piena attuazione alle norme previste dal regolamento (UE) n. 1169/2011 che entreranno in vigore il 13 dicembre 2014. Il comma 8 prevede un termine per la procedura di consultazione di cui al comma 7.