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Ringrazio il collega Roberto Pella, presentatore di questo disegno di legge, per il suo attivismo e la sua sensibilità verso il tema dei municipi e dei sindaci (so che verrà qui in Senato nel corso del pomeriggio); egli si è fatto cura di occuparsi del tema dei piccoli Comuni non solo all'interno dell'ANCI, di cui è vicepresidente, ma anche e soprattutto in Parlamento, perché è un tema che andava affrontato. I piccoli Comuni e i loro sindaci - diciamocelo francamente - sono di fatto l'essenza dei simboli del nostro Paese. L'Italia è composta soprattutto da Comuni, da tanti Comuni. Ci sono Regioni come la mia, l'Abruzzo, il Piemonte o tante altre. So che interverrà in dichiarazione di voto il collega Perosino; eccolo qua, si è spostato, è sceso dagli scranni per intervenire in dichiarazione di voto. Egli è stato sindaco di un piccolo Comune nel cuneese, di uno dei tanti piccoli Comuni. È tutt'ora sindaco, chiedo scusa, mi correggo. Come si fa a sbagliare così? Chiedo ammenda al sindaco Roberto Perosino. Il discorso è che loro rappresentano davvero i nostri simboli. (Applausi) . La fascia tricolore che indossano ha un valore straordinario anche rispetto alla proiezione che questo Paese deve avere e deve dare nei confronti di quei tanti cittadini che non credono più nelle istituzioni, che pensano invece che combattere la politica significhi combattere anche chi la rappresenta, chi la politica la fa, chi si sporca le mani e lo fa, tra l'altro, sul fronte, come accade per i sindaci, perché sono loro, in effetti, i primi rappresentanti delle istituzioni e quindi anche della politica rispetto ai cittadini. (Applausi) . Sono dei veri e propri eroi, come mi suggerisce da sempre l'amico Aimi, che ringrazio anche per l'attività che ha svolto per questo processo e ringrazio ovviamente il relatore di questo disegno di legge qui in Senato, il senatore Vitali, che più di tanti altri si è fatto carico del tema e dell'importanza fondamentale che i sindaci rivestono. Spostare l'attenzione sul tema dei sindaci è una questione rispetto alla quale devo dire che in questa legislatura, caro presidente Calderoli, si è fatto un passo in avanti. Solo qualche mese fa, ad esempio, anche per merito del collega Parrini, Presidente della 1 a Commissione, che ringrazio per la sua grande sensibilità, essendo stato anch'egli sindaco del suo meraviglioso Comune, Vinci, abbiamo affrontato il tema fondamentale dell'aumento delle indennità dei sindaci. Oggi occorre dare la possibilità nei piccoli Comuni - fino a 5.000 abitanti - almeno di candidarsi per un terzo mandato. Credetemi, dare loro la possibilità di essere eletti e di essere primo cittadino per quindici anni significa chiedere loro un sacrificio, perché si tratta di un vero e proprio, autentico servizio nei confronti dei cittadini. (Applausi) . Li stiamo caricando, quindi, di un ulteriore peso, di un'ulteriore responsabilità, perché a me personalmente risulta - così avviene nella mia Regione, ma credo che avvenga anche altrove - che stia cominciando a diventare difficile anche trovare persone disponibili a farsi carico di questa responsabilità nei piccoli Comuni. (Applausi) . Grazie, quindi, al senatore Perosino, che è simbolo di questa categoria di cittadini che hanno questa possibilità. Auspico quindi che questo disegno di legge parlamentare, che arriva - ringraziando il Signore - a conclusione e sarà approvato in tempo utile per consentire anche ai sindaci al secondo mandato di potersi ricandidare per il terzo già nella prossima tornata amministrativa, sia il viatico verso una riforma del testo unico sugli enti locali che mi risulta arriverà a breve anche all'attenzione della 1 a Commissione della Camera e del Senato, un lavoro che ha visto naturalmente il coinvolgimento del Ministro dell'interno, che ha collaborato in questa stesura anche con rappresentanti del Parlamento e quindi di tutti i Gruppi presenti in Parlamento. Auspico che questa sia un'occasione per dare sempre maggiori responsabilità, ma soprattutto sempre maggiore importanza a chi si occupa di questo. Io sono stato eletto addirittura sette volte consigliere comunale della mia città, Pescara, e per me quello è stato un periodo meraviglioso: per vent'anni sono stato amministratore, non ho fatto il sindaco ma ho fatto il consigliere comunale, l'assessore comunale, insomma mi sono occupato di amministrazione locale e credo che sia una cosa bellissima da un lato, ma che sia dall'altro anche un peso non indifferente, perché la vera proiezione del cittadino è innanzitutto il sindaco, che si occupa dei problemi che il cittadino vive sotto casa, dalla nettezza urbana alla pulizia della città, ai buoni servizi, alla pubblica illuminazione, alla tenuta delle strade, tutte cose di cui si occupano i primi cittadini e le loro squadre che sono i loro assessori, le Giunte comunali. Questo disegno di legge fa poco, perché si riferisce solo ai Comuni fino a 5.000 abitanti, dando la possibilità ai sindaci di poter essere eletti anche per un terzo mandato, cosa che prima non era consentita, o meglio lo era per i Comuni fino a 3.000 abitanti, ma credo che questo sia un primo passo. Penso, come immagino molti di voi, che si possa e si debba fare qualcosa in più, non dico per tutti i Comuni, anche i più importanti, ma che sia un'occasione per puntare i riflettori sul tema delle amministrazioni locali, dando loro, qui, dal Parlamento, sempre maggiore importanza e maggiore sostegno. Ringrazio quindi l'onorevole Pella, il senatore Vitali e tutti coloro i quali hanno contribuito a questo lavoro nel mio Gruppo. Forza Italia non può che aderire votando favorevolmente (anche se la dichiarazione di voto spetterà poi al senatore Petrosino), perché chiaramente, essendo primo firmatario del disegno di legge un parlamentare di Forza Italia per noi questa è anche un'occasione di vanto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prendere parola su un tema come quello su cui ci accingiamo a votare, inerente le amministrazioni locali e i sindaci, è per me fonte di grande soddisfazione, tenuto conto sia dell'esperienza fatta, sia del rispetto che negli anni ciascuno di noi, conoscendoli, ha imparato a portare nei confronti di coloro che si sono impegnati in maniera tanto intensa come i nostri sindaci sul territorio. Signor Presidente, come ho sempre detto e confermo, io inserirei in Costituzione che, per accedere alle cariche elettive superiori, sarebbe buona cosa che prima un cittadino facesse esperienza in un Comune. È lì, infatti, che si apprendono i rapporti con le persone e si scopre veramente che cosa vuol dire mettersi al servizio e quali sono le virtù civiche che poi debbono informare e caratterizzare l'attività politica più elevata.