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Dal 2017 ad oggi il MiBACT (Direzione generale Biblioteche e SAB Lazio) si è costantemente interessato della vicenda, curando, tra il 7 giugno 2017 e il 17 febbraio 2019, l'invio e la ricezione di oltre 25 atti formali e numerosi contatti telefonici nell'ambito del procedimento relativo. In merito all'avvenuto perfezionamento del contratto di donazione di Palma Bucarelli all'Accademia nazionale di San Luca, precisa che, su richiesta della SAB Lazio, nel giugno 2019 l'Accademia ha esibito una corrispondenza tra Palma Bucarelli e l'Accademia stessa, in cui la prima manifesta la volontà di donare e la seconda di accettare la donazione, nonché la notizia di un successivo trasferimento del bene in locali dell'Accademia. Sono tuttora in corso ricerche volte ad accertare lo stato del bene. In merito alle altre richieste, puntualizza che, per dar corso all'attività di tutela perseguita dal MiBACT fin dal 2017, è indispensabile che l'intera raccolta sia, quanto meno, sommariamente descritta: come segnalato nella relazione del primo sopralluogo effettuato dal MiBACT nel 2017, la parte di materiale in deposito è "senza un elenco né una inventariazione sommaria, elementi di base per la tutela di qualsivoglia materiale bibliografico". Poiché i locali del deposito di Via Filippo Bernardini non presentano condizioni ambientali di accessibilità prolungata, in occasione delle ispezioni periodiche la SAB Lazio ha prescritto il trasferimento del materiale librario presso la sede di Palazzo Carpegna, con obbligo per l'Accademia di redigere un elenco sommario delle opere, contestualmente alle operazioni di inscatolamento funzionali al trasferimento stesso. La SAB Lazio ha effettuato l'ultima ispezione presso la sede di Palazzo Carpegna il 28 ottobre 2019 per valutare lo stato di conservazione della porzione della raccolta Bucarelli ivi custodita e la sua catalogazione, e la possibilità di procedere rapidamente al trasferimento del restante materiale. Il 17 febbraio scorso, a ridosso dell'emergenza sanitaria che ha costretto l'Istituto alla chiusura, il Presidente dell'Accademia - nella già menzionata interlocuzione telefonica - ha comunicato che, entro i 15 giorni successivi, sarebbero state predisposte le scaffalature necessarie al rientro in Accademia della parte del Fondo depositata in Via Filippo Bernardini. Successivamente, dal 10 marzo, l'emergenza sanitaria ha comportato la chiusura dell'Accademia e la sospensione delle attività in presenza. In conclusione, assicura che non appena i due nuclei librari e documentari saranno ricongiunti nella sede dell'Accademia di Palazzo Carpegna, sarà avviata l'istruttoria per il procedimento di dichiarazione di eccezionale interesse culturale della raccolta libraria ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera c) del Codice dei beni culturali e del paesaggio. La senatrice CORRADO ( M5S ), manifestata soddisfazione per la disponibilità del Ministero per i beni e le attività parlamentari e per il turismo a iniziare a rispondere alle numerose interrogazioni da lei stessa presentate, si dichiara soddisfatta della risposta. Pur apprezzando l'intensa attività svolta dal Ministero a partire dal 2017, ricorda tuttavia che il Fondo Palma Bucarelli era soggetto a vigilanza sin dal 1998 e che a suo tempo non si è proceduto alla compilazione di un elenco dei singoli beni e a una loro valutazione; parte di questo patrimonio di inestimabile valore è ora disperso in quanto gravemente danneggiato o finito sul mercato, come stanno appurando indagini in corso. Resta, a suo giudizio, non chiarita la natura pubblica o privata del fondo, con le conseguenti ripercussioni circa la possibile contestazione del reato di peculato, nel primo caso, o di "semplice" appropriazione indebita nel secondo. Si rallegra infine dell'intenzione di procedere alla dichiarazione di eccezionale interesse culturale della raccolta libraria. Il sottosegretario Anna Laura ORRICO risponde quindi all'interrogazione n. 3-01359 della senatrice Corrado ed altri sulla direzione del museo archeologico di Reggio Calabria. La competente Direzione generale Musei ha puntualmente riferito al riguardo, specificando che il nuovo Museo Archeologico Nazionale è stato inaugurato dopo sette lunghi anni di lavori e continui rinvii. La politica culturale dinamica e decisamente inclusiva condotta dal Direttore ha prodotto progressivi aumenti in numero e gradimento dei visitatori, trasformando completamente il Museo. Alla ricerca scientifica, alla conservazione e all'esposizione delle collezioni, tutte attività proprie dell'istituzione museale, si è affiancata la concreta collaborazione con istituzioni, enti e associazioni volta a promuovere e valorizzare la straordinaria ricchezza del territorio. In pochi anni il Museo è divenuto spazio rappresentativo delle espressioni culturali più vivaci, non solo della città, ma di tutta l'area dello Stretto. Concerti, convegni, conferenze, mostre e degustazioni di prodotti identitari del territorio rendono oggi il Museo un luogo vissuto dalla comunità, ma anche uno spazio nel quale i turisti italiani e stranieri possano scoprire e apprezzare la complessità e la ricchezza della cultura calabrese. La nuova connotazione inclusiva ha portato a un aumento degli impegni istituzionali, sia all'interno che all'esterno del Museo, mentre progressivamente è diminuito il personale in servizio, ormai dimezzato rispetto all'organico previsto. La nomina di un collaboratore che potesse rappresentare la Direzione in momenti istituzionali ai quali il Direttore era impossibilitato a partecipare e per eventi previsti in orari in cui personale idoneo del Museo non era in servizio, è stata ritenuta dal Direttore una possibile soluzione funzionale al completamento dell'attività del Museo. La stessa Direzione generale Musei ha tuttavia richiesto al Direttore del Museo l'annullamento, in via di autotutela, dell'incarico attribuito; incarico che è stato in effetti revocato già a dicembre dello scorso anno, compensando le casse del Museo di quanto dovuto per il lavoro svolto nelle poche settimane di attività. Circostanza, questa, che esclude ogni ipotesi di danno erariale. Per quanto riferito all'inventariazione del patrimonio, autorizzata dalla Direzione generale Musei il 1° agosto dello scorso anno, è stato chiarito che il ritardo è dovuto all'assenza di un elenco completo dei beni conservati presso il Museo, così come dichiarato dal Funzionario Archeologo della Soprintendenza di Reggio Calabria responsabile del passaggio di consegna delle collezioni. Tale attività, che ha permesso l'istituzione del primo inventario digitale del Museo, affianca il riordino dei depositi e la valutazione del loro stato conservativo nel quadro della programmazione delle attività espositive e di restauro. Per quanto riguarda l'archivio fotografico, esso è stato acquisito al Museo ai sensi dell'articolo 1 del decreto ministeriale n. 43 del 2016 ed è in fase di riordino e di digitalizzazione. Per la prima volta è stata effettuata una ricognizione completa del patrimonio fotografico, con un computo analitico in vista del grande progetto di digitalizzazione promosso dall'Istituto centrale catalogo e documentazione (ICCD).