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Forse per prudenza io non l'avrei riconfermato, perché potrebbe accadere quello che è accaduto per l'amministratore delegato della Leonardo SpA, ex Finmeccanica, condannato per avere truccato i bilanci del Monte dei Paschi di Siena e che oggi si ritrova ancora a capo della Leonardo. Quando si fanno degli strani interventi questi perdono la loro fibra nel momento in cui si fanno impropriamente figli e figliastri tra i cosiddetti cattivi. Voglio ricordare che il MoVimento 5 Stelle e questo Governo hanno riconfermato a capo dell'ENI e della Leonardo due persone; nel caso della seconda si è già arrivati a sentenza e l'imputato è stato dichiarato colpevole, mentre nell'altro caso ancora non lo sappiamo, ma sappiamo che è imputato nel più grave processo per corruzione internazionale che riguarda l'ENI. Quindi state attenti quando fate le classifiche dei cattivi. (Applausi) . MORRA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Commenti) Fate parlare il senatore Morra, per cortesia. Prego, senatore Morra. MORRA (M5S) . Signor Presidente, credo che anche in quest'Aula ci siano diversi malati oncologici, anche a distanza di pochissimi metri dal sottoscritto. E credo che chi mi conosce (e non solo) capisca che tutti quanti noi italiani, tutti, proprio perché ognuno potrebbe aver sperimentato su di sé l'esperienza amara del dolore vissuto da chi ti sta accanto, portiamo rispetto nei confronti di chi combatte la malattia, qualunque essa sia. (Commenti) . PRESIDENTE. Fate parlare. MORRA (M5S) . Esiste una questione che si chiama rispetto. Io ho ascoltato tutti. (Applausi. Commenti) . Ricordo a me stesso che la defunta Jole Santelli, in un'intervista rilasciata ad un quotidiano cosentino (non ricordo se «La Gazzetta del Sud» o «Il Quotidiano del Sud»: vi prego di verificare), nella passata legislatura, alla precisa domanda su chi apprezzasse di più fra i suoi colleghi calabresi, rispose: il senatore Morra. Vi invito a verificare. Ora, io devo chiedere scusa a tutte quelle persone che, avendo sperimentato sulla loro carne la sofferenza di una malattia imponderabile, di una malattia lancinante, che non ti dà la possibilità di costruire futuro, hanno avvertito in quelle parole un'offesa alla loro condizione. A quelle persone io devo chiedere scusa, perché, comunque, avendo pronunciato una frase sincopata, cioè senza aver completato il pensiero, ho prestato il fianco a tutte le interpretazioni possibili. (Applausi) . Un poco, però, ci conosciamo, signor Presidente, e, se una cosa contraddistingue la mia azione politica, è quella di guardar sempre a chi sta dietro di me, a chi è più debole, più fragile, più sofferente. Io sono un senatore eletto in Calabria e mi vergogno per le condizioni in cui versa la sanità calabrese. (Applausi) . Signor Presidente, se lei ricorda quell'intervista radiofonica - invito tutti ad ascoltarla nel podcast , e non nella trascrizione, da alcuni fatta sapientemente, con l'abilità del sarto: prendo qualcosa di qua, prendo qualcosa di là e poi costruisco qualcosa di assolutamente diverso rispetto all'originale - forse rileverà anche la rabbia che prova un eletto, nonché un cittadino, nonché un congiunto di persone che hanno dovuto fare i conti con la sanità pubblica calabrese, dovendo scappare e dovendo anche andare fuori Regione perché, altrimenti, non c'erano problemi nel senso che tutto si risolveva male. Io stesso ho prodotto, nella passata legislatura ma anche in questa legislatura, interrogazioni parlamentari, alle quali non ho avuto risposta, per casi di malasanità, cui è seguita, probabilmente, anche malagiustizia, perché in Calabria si muore anche di questo. Se io allora ho di fronte un quesito, che recita: secondo lei, senatore Morra, la Calabria è irrecuperabile? E la mia risposta è: la Calabria è irrecuperabile nella misura in cui il Governo centrale decide di non investire in formazione, istruzione e cultura; perché questa è stata la mia risposta, io non sto affatto asserendo che la Calabria sia condannata ad un destino tragico, come parecchi vorrebbero. (Applausi) . Io sto semplicemente mandando un grido disperato di aiuto alle istituzioni, anche al mio Governo, perché lo supporto anche io, che ancora oggi ha difficoltà ad indicare un Commissario ad acta per la sanità calabrese. Vedete, adesso sto portando un argomento che potrebbe tirare la volata alle cosiddette opposizioni, perché io ho un solo padrone: si chiama verità. Ed è questa la verità, che parecchi non vogliono sentire. Allo stesso modo, signor Presidente, è altrettanto vero che c'è un'altra verità, cioè che in Calabria, se si indaga sui rapporti perversi fra sanità pubblica e sanità convenzionata, molto spesso si scopre l'indicibile, come appunto è stato dimostrato... (il microfono si disattiva automaticamente) ...operazione "Farmabusiness" , condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro la volta passata. È altrettanto vero, signor Presidente, che io ho l'obbligo morale - di fronte al quale non mi sono sottratto - di chiedere scusa a tutte quelle persone che autenticamente e sinceramente si sono sentite offese da quelle parole, perché potevano essere interpretate anche in quel modo. (Applausi) . È vero anche che forse qualcuno - ma forse - sta strumentalizzando la questione. (Applausi). Forse indagare su un business come quello della sanità in Calabria - adesso cito anch'io il dottor Gratteri - che produce probabilmente più profitti della cocaina... (Il microfono si disattiva automaticamente). Vi chiedo scusa, ma probabilmente anch'io come il senatore Endrizzi ho problemi tecnici con il microfono. Come dicevo, forse indagare su tali questioni può diventare problematico per chi appunto ha rapporti perversi e intrecci loschi con la sanità. Sa, il dottor Gratteri - altra citazione - parla volutamente di disorganizzazione organizzata della sanità calabrese: mi sembra infatti un caso unico in tutta Italia che vi siano aziende sanitarie con la contabilità orale. Questa è la Calabria e adesso chiedo a lei, signor Presidente, e all'Assemblea chi è che ha governato la sanità in Calabria. (Commenti) . Chi è che ha delle responsabilità su quanto avvenuto? Ricordo poi a tutti che, durante la campagna elettorale per le ultime regionali, la stessa Jole Santelli, con un coraggio e con una determinazione che le vanno comunque riconosciuti, in più interviste, anche ad Antonello Caporale su «Il Fatto Quotidiano», ebbe a prendere in considerazione il tema della malattia, avendo il coraggio di portarlo al centro del dibattito pubblico, cosa che con grande ipocrisia e tanto perbenismo italico, ipocrita e dai sepolcri imbiancati, non è concesso. Se allora lei ben ricorda, signor Presidente, in occasione della commemorazione di Jole Santelli, fu il sottoscritto a intervenire in Aula, pregando tutte le forze politiche di lavorare . (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Morra, purtroppo ha abbondantemente superato il tempo a sua disposizione.