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secondo un'analisi dei versamenti IMU 2012, diffusa dal Dipartimento delle finanze, «l'IMU sui terreni registra un gettito di 628 milioni di euro» mentre il «gettito IMU sui fabbricati rurali è stato pari a 64 milioni di euro». Questi dati, con riferimento ai versamenti al 19 dicembre 2012, sono stati precisati in 621.500.000 euro per l'IMU terreni e 62.656.000 euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale. Si è determinato, pertanto, evidentemente, un extra gettito che, peraltro, non ha indotto il Governo a rivedere le aliquote dell'IMU agricola conformemente al dettato dell'articolo 13, comma 8, ultimo periodo, del decreto-legge n. 2011 del 2011 come introdotto dal decreto-legge n. 16 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2012, e sopra riportato. Il Governo e per esso il Dipartimento delle Finanze, attraverso il confronto tra stime iniziali e nuove stime basate sui versamenti effettivi, ha cercato di sminuire l'ammontare dell'extra-gettito senza, peraltro, poterlo negare. Le organizzazioni degli agricoltori hanno evidenziato il grave impatto generato dall'IMU sul settore agricolo, denunciando incrementi della pressione fiscale non sopportabili per il sistema delle imprese agricole italiane. Gli imprenditori agricoli hanno evidenziato come l'imposta municipale propria, nel suo complesso, incida fortemente sul settore primario, mettendo a rischio il futuro del sistema agroalimentare italiano, quale entità economica di fondamentale importanza e soggetto a forte vocazione sociale nella tutela e salvaguardia del territorio italiano. L'agricoltura professionale, inoltre, risulta maggiormente colpita in quanto il meccanismo impositivo IMU sui terreni agricoli incide maggiormente sulla base imponibile rispetto a quanto previsto dalla previgente disciplina ICI per effetto dell'innalzamento dei moltiplicatori da applicare al reddito dominicale aggiornato. Gli agricoltori hanno inoltre evidenziato il particolare e pesantissimo impatto dell'IMU sui fabbricati rurali, sia abitativi che strumentali, con maggior danno a carico degli allevatori, degli ortoflorovivaisti e delle imprese multifunzionali. Con il presente disegno di legge si intende, pertanto, ripensare il meccanismo IMU tenendo conto in modo oggettivo della situazione del settore agricolo e del reale impatto derivante da questa nuova imposta patrimoniale. Si interviene, pertanto, sulla situazione più opprimente e pericolosa per il settore agricolo e, più in generale, per l'economia nel suo complesso: la sottoposizione ad IMU dei fabbricati strumentali allo svolgimento dell'attività agricola di cui all'articolo 2135 del codice civile, così come sopra individuati. I fabbricati strumentali agricoli risultano esenti dall'imposta solamente se ubicati in comuni montani o parzialmente montani: si rende, pertanto, necessario estendere l'esenzione anche alle zone di pianura, che risultano essere quelle a maggiore vocazione agricola e dove si concentrano gli agricoltori più professionalizzati e in cui sussistono i maggiori investimenti del settore. Si risponde, così, alle aspettative degli imprenditori agricoli accogliendo la richiesta più qualificante e di maggiore prospettiva. Per quanto concerne il reperimento delle risorse finanziarie, conformemente al citato disposto dell'ultimo periodo del comma 8 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, si intende utilizzare l'extra-gettito determinato dall'imposizione IMU su terreni agricoli e fabbricati rurali rispetto agli ammontari previsti dal Ministero dell'economia e delle finanze.. Art. 1. (Esenzione dall'imposta municipale propria dei fabbricati rurali ad uso strumentale) 1. All'articolo 9, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, il terzo e il quarto periodo sono sostituiti dal seguente: «Sono altresì esenti i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 9, comma 3- bis , del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133». 2. All'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il comma 8 è abrogato. Art. 2. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'articolo 1, pari a 63 milioni di euro per l'anno 2013, si provvede mediante utilizzo del maggiore gettito, rispetto agli ammontari complessivamente previsti, per l'anno 2012, dal Ministero dell'economia e delle finanze, derivante dal versamento dell'imposta municipale propria per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni agricoli.