[massime]

Circolazione stradale - Sanzioni accessorie per violazioni del codice della strada - Prevista confisca obbligatoria del ciclomotore o motoveicolo adoperato per commettere una delle violazioni amministrative di cui agli artt. 169, commi 2 e 7, 170 e 171 cod. strada (in specie, confisca per inosservanza del divieto di trasportare passeggeri e dell'obbligo di indossare il casco protettivo) - Denunciata violazione del «diritto fondamentale di eguaglianza» - Lamentata incidenza sulla proprietà del bene pur se appartenente a terzo non trasgressore - Censure prive di autonomo rilievo, scrutinabili unitamente alla dedotta violazione dell'art. 3 della Costituzione.. Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 2- sexies (comma introdotto dall'art. 5- bis , comma 1, lettera c) , numero 2, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, nel testo originario risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), censurato, in riferimento agli artt. 2, 3 e 42 della Costituzione, nella parte in cui prevedeva la confisca di ciclomotori e motoveicoli quale sanzione accessoria anche per le infrazioni amministrative di cui agli artt. 169, commi 2 e 7, 170 e 171 del medesimo decreto legislativo, le censure formulate con riguardo agli artt. 2 e 42 della Costituzione non hanno un autonomo rilievo rispetto a quelle proposte ai sensi dell'art. 3 Cost., con le quali vanno pertanto esaminate, in quanto l'art. 2 è evocato per dedurre la violazione del «diritto fondamentale all'eguaglianza», mentre, attraverso l'art. 42, evocato con riferimento all'enorme sacrificio del diritto di proprietà sul veicolo, si censura la norma impugnata per avere questa previsto una misura non conforme ai principi di ragionevolezza e proporzionalità della sanzione.