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Atto n. 3-02908 CALANDRINI Al Ministro della salute Atto n. 3-02909 TURCO RICCIARDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il Consiglio dei ministri del 27 ottobre 2021 ha approvato il decreto-legge che reca "Disposizioni urgenti per l'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose" che prevede, tra le altre misure un "pacchetto Turismo" che ammonterebbe complessivamente a 2,4 miliardi di euro, di cui 500 milioni di euro per il credito d'imposta per le imprese turistiche; in particolare, l'articolo 1 della bozza di decreto prevede che, al fine di migliorare la qualità dell'offerta ricettiva in coerenza con gli obiettivi perseguiti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), fino alla chiusura del periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2024, venga riconosciuto in favore delle imprese turistiche un credito di imposta pari all'80 per cento delle spese sostenute su determinati investimenti; assume particolare rilievo la previsione di cui al comma 8 del medesimo articolo che riconosce espressamente la possibilità della cedibilità del credito di imposta in favore delle imprese turistiche: "il credito di imposta è cedibile, in tutto o in parte, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese le banche e gli altri intermediari finanziari"; considerato che: nel corso dell'esame in 5ª Commissione (Programmazione economica, bilancio) al Senato del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, con particolare riferimento alla cedibilità del credito di imposta Industria 4.0 (emendamento 1.0.60, testo 2, a prima firma dell'interrogante e altri) relativa all'ampliamento della cedibilità dei crediti d'imposta alle agevolazioni per il piano transizione 4.0, la Ragioneria dello Stato ha manifestato perplessità sull'estensione della cedibilità ad altre tipologie di crediti, "alla luce delle incertezze sull'impianto metodologico a parità di modalità di fruizione", sostenendo altresì che la facoltà di cessione del credito comporterebbe di fatto il superamento della capienza fiscale dei beneficiari, e pertanto renderebbe il credito "pagabile"; in tale occasione, pertanto, non era stata ammessa la possibilità di riconoscere la cessione del credito fiscale sollevando perplessità sulla natura pagabile del credito; valutato che: l'articolo 1, comma 1051, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, specifica in modo chiaro che il credito d'imposta del piano transizione 4.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione, quindi non è "rimborsabile" o "pagabile"; alla luce delle disposizioni del regolamento (UE) n. 549/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2013, sembrerebbe desumersi che la cessione dei crediti fiscali non comporti affatto il superamento della capacità fiscale dei beneficiari, restando ferma la necessità dell'adeguata capienza fiscale del fruitore, in quanto il credito d'imposta rimane "utilizzabile esclusivamente in compensazione"; ritenuto che: all'interno del PNRR è contenuto il piano nazionale transizione 4.0, che riconosce crediti d'imposta alle imprese per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, in ricerca e sviluppo, in innovazione tecnologica, digitalizzazione e in formazione e pertanto lo stesso va agevolato così come il comparto turistico; l'estensione al piano nazionale transizione 4.0 della cessione dei crediti d'imposta, oltre che al "superbonus" immobili, elettrodomestici e aree verdi, assicurerebbe liquidità immediata alle imprese, oltre che ai cittadini, e garantirebbe la realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento della produttività del sistema, realizzando un vero cambio di paradigma, consentendo alle imprese di scegliere tra "compensare" l'agevolazione fiscale con i futuri impegni verso l'erario oppure "monetizzare" il credito d'imposta al momento dell'investimento; la dottrina maggioritaria è concorde nel ritenere che i crediti d'imposta del piano transizione 4.0, "superbonus" immobili, elettrodomestici e aree verdi, ancorché cedibili non rientrano nel calcolo del debito pubblico, in quanto rientrano tra le partite "non pagabili", non sono mai una spesa, perché non sono né prestiti (AF.4) e né titoli di debito (AF.3), da restituire ad una certa data e per una determinata somma futura; secondo quanto previsto dal citato regolamento europeo n. 549/2013, i crediti d'imposta, inoltre, non sono titoli di credito "pagabili", perché non sono "strumenti finanziari negoziabili che comprovano l'esistenza di un debito" (artt. 5.89 e 5.90); non comprovano l'esistenza di un debito da rimborsare alla scadenza, ma rappresentano solo una riduzione di debito d'imposta futuro, in quanto il loro valore è limitato all'ammontare del debito fiscale e l'eventuale eccedenza di credito fiscale non può essere chiesta a rimborso (art. 20.127); valutato altresì che il provvedimento da ultimo approvato dal Consiglio dei ministri sembra dunque mostrare un'apertura sul tema della cedibilità dei crediti fiscali riconoscendo espressamente la possibilità di cedere il credito di imposta per le spese sostenute per le imprese turistiche, si chiede di sapere: se sia intenzione del Governo, alla luce di quanto esposto, far luce sulla possibilità di estendere l'istituto della cessione del credito anche alle agevolazioni per il piano transizione 4.0, vista la recente apertura sulla possibilità di cedere il credito di imposta per le imprese turistiche, al fine di prevedere, con apposito provvedimento normativo, che i soggetti beneficiari di crediti d'imposta per l'acquisto di beni strumentali tanto semplici quanto "4.0", nonché di quelli finalizzati alla ricerca, allo sviluppo, all'innovazione e alla formazione 4.0, possano optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione anche parziale di detti crediti ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni; analogamente, se si intenda estendere l'opzione della cessione dei crediti anche ad altri crediti d'imposta già disciplinati, tra cui in particolare il credito d'imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno (art. 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), nonché nelle zone economiche speciali (art. 5, comma 2, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91), anche mediante la costituzione di una piattaforma elettronica per la certificazione e per la circolazione dei crediti d'imposta per cui è consentita l'opzione della cessione in modo tale che detti crediti possano circolare, nella certezza del loro riconoscimento e del diritto. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06200 MIRABELLI Ai Ministri dell'interno e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: