[pronunce]

dell'art. 2, comma 108, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010), nonché dei principi di ragionevolezza e di leale collaborazione. 5.1.- La Provincia autonoma di Bolzano censura l'art. 28, comma 3, del d.l. n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 214 del 2011, in riferimento all'art. 79 dello statuto speciale. Ad avviso della ricorrente, infatti, la disposizione impugnata, prevedendo un ulteriore concorso alla riduzione della spesa pubblica, solo a carico delle autonomie speciali - dopo le misure già assunte in precedenti decreti-legge adottati nel 2010 e nel 2011 - si porrebbe in contrasto con l'art. 79 dello statuto speciale, che già disciplina il concorso della Provincia autonoma al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà, all'assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dall'ordinamento comunitario, dal patto di stabilità interno e dalle altre misure di coordinamento della finanza pubblica disposte dalla normativa statale. La Provincia autonoma di Bolzano dubita poi della legittimità costituzionale dell'art. 48 del d.l. n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 214 del 2011, in riferimento agli artt. 75 e 79 dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione di cui al decreto legislativo n. 268 del 1992, oltre che con l'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009. Dopo aver ricordato il contenuto dei commi 1 e 1-bis dell'impugnato art. 48, sottolineando che esso è diretto a riservare al bilancio dello Stato il maggior gettito derivante dalle maggiori entrate tributarie previste dal decreto-legge, introducendo apposite modalità di contabilizzazione delle stesse, la ricorrente sintetizza la disciplina contenuta nei parametri invocati, che, all'art. 75 dello statuto speciale riconosce alle Province autonome quote di compartecipazione al gettito delle entrate tributarie dello Stato percette nei relativi territori; nella normativa di attuazione, individua tassativamente le ipotesi di riserva allo Stato delle entrate tributarie erariali; all'art. 79 dello statuto speciale definisce in modo completo ed esaustivo i termini e le modalità del concorso delle Province autonome al conseguimento degli obiettivi stabiliti dalla normativa statale. Quest'ultima disposizione stabilisce altresì che tali misure possono essere modificate esclusivamente con la procedura prevista dall'art. 104 dello statuto speciale, in ossequio della quale è stato in effetti approvato l'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009. 5.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha depositato, in data 4 aprile 2012, una propria memoria, argomentando per l'infondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto. In particolare, si sostiene che le norme impugnate non si porrebbero in contrasto con i parametri statutari invocati, perché si richiamerebbero alle procedure di cui all'art. 27 della legge n. 42 del 2009 e perché sarebbero giustificate dalla necessità di fronteggiare temporaneamente la difficile situazione economica in cui versa il Paese, allo scopo di raggiungere nei tempi concordati in sede comunitaria gli obiettivi di finanza pubblica imposti a livello europeo. 5.3.- In prossimità dell'udienza pubblica originariamente fissata per il 6 novembre 2012, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ed intervenuto in giudizio , ha depositato, in data 16 ottobre 2012, una propria memoria. Riguardo all'art. 28, comma 3, la difesa statale rileva che la disposizione non entrerebbe nel merito delle modalità di reperimento delle risorse attraverso cui la Provincia autonoma è chiamata a concorrere al risanamento dei conti pubblici e, pertanto, non potrebbe ritenersi lesiva delle prerogative provinciali in materia di destinazione delle risorse finanziarie provenienti dal territorio: verrebbe predeterminata solo l'entità della somma da versare, lasciandosi all'accordo tra la Provincia autonoma e il Ministro dell'economia i criteri del riparto interno. Sottolinea poi che l'ordinamento finanziario delle autonomie speciali, per come disciplinato dagli statuti speciali e dalle relative norme di attuazione, prevedrebbe la possibilità di riservare allo Stato l'incremento di gettito delle imposte riscosse nel territorio delle Regioni, disposto dalla legge statale per far fronte a specifiche esigenze, in particolare, per le autonomie speciali, attraverso le procedure previste dall'art. 27 della legge n. 42 del 2009. Spetterebbe alla ricorrente, perciò, provare l'invocata lesione all'equilibrio finanziario regionale, dimostrando che l'intervento normativo in questione abbia dato luogo a una complessiva insufficienza dei mezzi finanziari a disposizione della Provincia autonoma per l'adempimento dei propri compiti (sentenze n. 145 del 2008 e n. 431 del 2004). Relativamente all'art. 48, la difesa statale reputa adeguatamente giustificate le ragioni della destinazione, temporanea, del maggior gettito esclusivamente allo Stato, consistenti nelle esigenze prioritarie del «pareggio di bilancio» e nella riduzione del debito in un periodo di eccezionale gravità della situazione economica interna. E si richiama all'art. 48, comma 1-bis, del decreto-legge impugnato, che porrebbe una precisa clausola di salvaguardia delle Regioni ad autonomia speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, che a suo avviso sarebbe applicabile anche all'art. 48, comma 1. 5.4.- In data 15 ottobre 2012 la Provincia autonoma di Bolzano ha depositato una propria memoria nella quale insiste per l'illegittimità costituzionale delle disposizioni impugnate. Oltre a ribadire le ragioni del ricorso, la Provincia autonoma evidenzia che il rinvio, contenuto nell'art. 28 del d.l. n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 214 del 2011, alla procedura di cui all'art. 27 della legge n. 42 del 2009 non sarebbe idoneo a superare il profilo di incostituzionalità, in quanto tale rinvio risulterebbe svuotato dalla immediata previsione di una nuova misura di compartecipazione al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica - unilaterale, puntuale e stabile, e dunque non rientrante nella competenza concorrente in materia di finanza pubblica - posta a carico della Provincia autonoma, con conseguente immediata alterazione dell'assetto delineato dall'art. 79 dello statuto speciale.