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In caso di inosservanza della diffida di cui al comma 1 o quando, sulla base di ragionevoli elementi, la Commissione ritenga di dover avviare a carico di un partito una procedura per l'accertamento di irregolarità di bilancio o di violazione degli obblighi di legge, i fatti soggetti a contestazione vengono notificati al legale rappresentante del partito o al segretario amministrativo per il tramite del Corpo della guardia di finanza. 3. Il legale rappresentante del partito o il segretario amministrativo fornisce entro trenta giorni ogni elemento ritenuto necessario in dipendenza dei fatti contestati e può richiedere di essere sentito dalla Commissione, anche con l'assistenza di difensori e di consulenti tecnici. 4. Ogni atto istruttorio contenente acquisizione di documenti deve essere notificato al legale rappresentante del partito o al segretario amministrativo o al difensore, se nominato, che può controdedurre e presentare altri documenti e memorie difensive entro trenta giorni. 5. Entro centoventi giorni dalla prima notifica al legale rappresentante o al segretario amministrativo, la Commissione decide con provvedimento motivato. Avverso il provvedimento è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale con sede in Roma. 6. La Commissione, qualora riscontri fatti penalmente rilevanti, trasmette gli atti alla procura della Repubblica competente. Art. 53. (Controllo dei rendiconti dei candidati) 1. In caso di mancato deposito, da parte di un candidato risultato eletto, del rendiconto di cui al comma 4 dell'articolo 44 entro il termine ivi previsto, la Commissione, previa diffida ad adempiere entro i successivi quindici giorni, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.825 euro a 103.300 euro. 2. In caso di inosservanza della diffida di cui al comma 1 o qualora a seguito dell'esame del rendiconto ritenga di dover avviare a carico di un candidato una procedura per l'accertamento di violazione degli obblighi stabiliti dalla presente legge, la Commissione notifica al candidato i fatti oggetto della contestazione, tramite il Corpo della guardia di finanza. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 52, commi 3, 4 e 5. 3. Qualora i soggetti di cui all'articolo 44, commi 5, 6 e 7, non abbiano provveduto ai relativi adempimenti entro il termine di novanta giorni ivi previsto, la segreteria dell'organo competente trasmette gli atti alla Commissione, per l'avvio della procedura di cui al presente articolo. 4. La Commissione, qualora riscontri fatti penalmente rilevanti, trasmette gli atti alla procura della Repubblica competente. Art. 54. (Sanzioni per le contribuzioni illecite) 1. Chiunque eroga contributi ai partiti politici in violazione degli articoli 32 e 33 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da tre a nove volte l'ammontare del contributo erogato e con l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo di tre anni. 2. Il soggetto che riceve contributi in violazione degli articoli 32 e 33 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da tre a nove volte l'ammontare del contributo ricevuto e con la perdita dell'elettorato passivo in qualsiasi consultazione elettorale per un periodo di tre anni. Il medesimo soggetto, se eletto, decade dalla carica ricoperta. 3. In caso di violazione degli obblighi previsti dall'articolo 34, ovvero di dichiarazione di somme o valori non veritiera, la Commissione applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da due a sei volte l'ammontare non dichiarato. Art. 55. (Sanzioni per le violazioni degli obblighi dei partiti) 1. Qualora accerti il mancato adempimento da parte di un partito politico degli obblighi di cui alla presente legge, relativamente alla presentazione di un bilancio manifestamente inattendibile o contenente informazioni false o fuorvianti tese ad alterare in modo significativo i risultati esposti, alla violazione delle disposizioni contenute negli articoli 32 e 33, alla violazione dei limiti di spesa di cui all'articolo 41, nonché alla violazione delle procedure di cui all'articolo 42, la Commissione dispone la perdita del diritto ai rimborsi elettorali da corrispondere ai sensi dell'articolo 35 nonché la soppressione dei benefici previsti dagli articoli 36, 37, 39 e 49, per il partito politico e i suoi candidati, per un periodo da uno a cinque anni. 2. In caso di accertamento delle violazioni di cui al comma 1 da parte di un partito politico, la Commissione ne dà notizia alle Presidenze delle Camere, che decidono sulla sospensione dei contributi previsti per i gruppi parlamentari. 3. In caso di irregolarità formale del bilancio del partito, la Commissione sospende l'erogazione dei rimborsi elettorali di cui all'articolo 35, fino ad avvenuta regolarizzazione. Art. 56. (Sanzioni per le violazioni degli obblighi dei candidati) 1. In caso di violazione dei limiti di spesa stabiliti dall'articolo 43, delle procedure di cui all'articolo 44 o dei divieti di cui all'articolo 48, la Commissione applica al candidato la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 150.000 euro. 2. Il mancato deposito del rendiconto di cui all'articolo 44, comma 4, entro il termine indicato nella diffida della Commissione ai sensi dell'articolo 53, comma 1, o l'accertata grave violazione delle norme che disciplinano la campagna elettorale, in forza della quale la Commissione ha erogato il massimo della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 del presente articolo, costituiscono causa di ineleggibilità del candidato e comportano la decadenza dalla carica del candidato eletto. 3. Nel caso previsto dal comma 2, la Commissione, qualora si tratti di membri del Parlamento, ne dà comunicazione al Presidente della Camera di appartenenza del parlamentare, la quale pronuncia la decadenza in base alle disposizioni del proprio regolamento. Qualora si tratti di presidenti di regione, di consiglieri regionali, di presidenti di provincia o di sindaci di comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti o capoluogo di provincia, la Commissione ne dà comunicazione all'organo che ha provveduto alla proclamazione o alla convalida dell'elezione, per il conseguente provvedimento di revoca. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 44, commi 5, 6 e 7, nel caso in cui la Commissione accerti che abbiano compiuto una delle violazioni di cui al presente articolo. Art. 57. (Sanzioni per le violazioni dei divieti di propaganda) 1. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 47 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma pari al triplo del valore commerciale del bene prodotto. 2. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 50 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50 a 500 euro. Art. 58. (Sanzioni in materia di affissioni) 1. Il terzo comma dell'articolo 8 della legge 4 aprile 1956, n. 212, è sostituito dal seguente: