[resaula]

per tutti gli imprenditori del settore florovivaistico e le loro famiglie, il mercato rappresenta un luogo di riferimento assolutamente necessario per lo sviluppo delle loro attività in quanto capace di garantire tutti i servizi difficilmente fruibili se non in un'economia di scala; con la paventata chiusura del mercato si verificherebbe, invece, una frammentazione delle attività, con un gravame difficilmente prevedibile per un comprensorio già colpito da problematiche economiche e riduzione del lavoro, si chiede di sapere: come si intenda dare priorità alla realizzazione dei lavori di messa in sicurezza per un'opera pubblica di indiscusso interesse strategico locale e regionale, eventualmente con la previsione di utilizzare fondi ad hoc assegnati all'Italia nell'ambito del progetto Next generation EU; se sia nella volontà politica di trovare una soluzione immediata che tuteli anche nel breve termine il lavoro e l'indotto di migliaia di famiglie, con il reperimento dei fondi necessari ai lavori e, soprattutto, con un accordo che permetta di proseguire l'attività mercatale durante l'esecuzione dei lavori. Atto n. 4-06762 BARBARO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il Terzo settore appare essere l'unico segmento del vivere civile non interessato da un'opera di sburocratizzazione, e ciò appare particolarmente riprovevole in un contesto in cui, a partire dal Presidente del Consiglio dei ministri, non vi è voce istituzionale che non affermi la necessità, per poter attuare il PNRR ed avviare una ripresa economica di lunga durata, di interventi di snellimento dei gravami amministrativi: il Governo stesso ha annunciato, per maggio 2022, l'avvio di un grande piano di semplificazione, di cui il Terzo settore necessita urgentemente, unitamente ad un intervento volto a velocizzare i tempi per l'erogazione delle misure; all'uopo, a giudizio dell'interrogante, valgano da esempio evidente i ritardi e gli appesantimenti, i rinvii ed i gravami in merito alla emissione dei bandi promossi da strutture governative per aiutare le organizzazioni del Terzo settore a fronteggiare l'emergenza COVID; con il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, il Governo ha stanziato 20 milioni di euro per i ristori per l'emergenza destinati alle organizzazioni del Terzo settore; orbene il Ministero del lavoro ha emanato il corrispondente avviso di bando solo il 26 novembre 2021, consentendo la presentazione delle istanze a partire dalle ore 8.00 del 29 novembre 2021 e fino alle ore 23.59.59 dell'11 dicembre 2021, prorogando poi la scadenza alle ore 18:00 del 13 dicembre 2021. Fino ad oggi non si hanno notizie, né della graduatoria, né dei tempi di somministrazione delle misure; ritardi simili si registrano anche per l'Avviso pubblico per l'erogazione di finanziamenti ad organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale impegnate nell'emergenza COVID-19 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Lombardia e Veneto; ancora, l'art. 246 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, chiamato "decreto ristori" aveva stanziato 100 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa. L'avviso dell'Agenzia della coesione è datato 20 dicembre 2021, quindi circa un anno e mezzo dopo la conversione in legge del "decreto ristori". Il bando (uscito il 20 dicembre 2021) indicava l'apertura per la presentazione delle istanze il giorno 22 dicembre 2021 (solo due giorni dopo) e la chiusura al 4 febbraio 2022. Quindi un solo mese, comprese le feste di Natale e capodanno. Naturalmente dati i tempi ristretti e la particolare difficoltà nella procedura richiesta le domande sono state solo 3.180 a fronte di una platea amplissima. Da allora, 4 febbraio 2021, non sono pubblicate notizie ufficiali sugli esiti dell'avviso; oltre a questi casi, si registrano anche i ritardi e le difficoltà con cui viene gestito il RUNTS (Registro unico nazionale del Terzo settore), che ha visto la luce lo scorso anno dopo anni e anni di rinvii, ma che risulta a tutt'oggi di difficile utilizzo. Basti pensare che le reti associative, che dovrebbero inserire in questo registro centinaia di associazioni del Terzo settore, possono accedere al RUNTS soltanto attraverso lo SPID e la firma digitale del legale rappresentante. In questa situazione appare impossibile popolare velocemente il RUNTS di tutte le associazioni che vorrebbero farne parte, si chiede di sapere: quali azioni si intenda promuovere per liberare il Terzo settore da questo insostenibile peso burocratico e per snellirne tutte le procedure; quando saranno erogati i contributi alle associazioni del Terzo settore previsti per l'emergenza COVID. Atto n. 4-06763 BERUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'interno, della difesa e per la pubblica amministrazione Premesso che: da giorni emerge da gran parte degli organi di stampa la problematica inerente all'opportunità dell'utilizzo di software antivirus "Kaspersky", un'azienda russa con sede a Mosca, specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, fondata nel 1997 da Evgenij Kasperskij ex-agente del KGB, dove sembrerebbe abbia acquisito le sue competenze informatiche; Kaspersky in Italia vanta circa 2.700 partnership con il settore pubblico (Ministeri, Comuni, alcuni settori delle forze dell'ordine) e circa 10.000 clienti attivi nel mondo business . A fine gennaio 2022 il colosso russo avrebbe ricevuto anche la certificazione del Ministero dello sviluppo economico, necessaria a rendere il software Kaspersky formalmente idoneo ad essere eseguito in ambiti classificati; se quanto riportato da testate giornalistiche ed enti fosse vero, il nostro Paese avrebbe affidato la sua sicurezza informatica, soprattutto nel caso delle agenzie di sicurezza italiane, ad un software prodotto in Russia che quotidianamente si collega a server di Mosca per tutto quello che attiene ad archiviazione e scambio di dati, nonché ad aggiornamenti; qualche giorno fa Franco Gabrielli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla Sicurezza nazionale, ha dichiarato ad una delle maggiori testate giornalistiche italiane: «Dobbiamo liberarci da una dipendenza dalla tecnologia russa. Per esempio quella dei sistemi antivirus prodotti dai russi e utilizzati dalle nostre pubbliche amministrazioni, per evitare che da strumento di protezione possano diventare strumento di attacco»; tutto quanto esposto porta ad immaginare un possibile rischio per la cybersicurezza dei nostri sistemi, vista la ragionevole possibilità di sottrarre dati o perpetrare azioni distruttive di sabotaggio informatico, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga opportuno fornire elementi, nel dettaglio, sul software "Kaspersky" installato nelle pubbliche amministrazioni italiane, con particolare riguardo alle agenzie di sicurezza;