[resaula]

Questo è un elemento che credo, al di là del merito del provvedimento in oggetto, dovremmo, anche all'interno della Commissione affari costituzionali, forse approfondire un pochino di più. Ma veniamo al merito di alcuni rilievi di costituzionalità con riferimento al decreto-legge in esame e in particolare a quello avanzato anche dalla questione pregiudiziale QP2 a prima firma del senatore Pagano che ha posto l'attenzione sul turismo e sullo spostamento delle funzioni esercitate in materia dal Ministero dei beni e delle attività culturali al Ministero delle politiche agricole. Signor Presidente, una volta per tutte noi dovremmo affrontare con serietà la questione del turismo. Per quanto ci riguarda, forse si poteva fare un ragionamento, che sarebbe stato magari anche più opportuno per capire se potessero esserci le condizioni per il ripristino del Ministero del turismo, dopo l'abrogazione della legge del 1993 che lo aveva istituito. Anche qui, infatti, le competenze, come lei sa, sono praticamente quasi tutte in capo alle Regioni e questo, per certi versi, ancor prima anche della riforma del Titolo V della Costituzione. È evidente, però, che una questione si pone e qui sta la delicatezza, che poi dopo affronteremo anche nel merito del decreto-legge stesso. Vi è, però, una delicatezza anche dal punto di vista costituzionale. Certo è che una riflessione è d'obbligo. Noi trattiamo, a quanto pare senza distinzione di Governi, il turismo come una sorta di Cenerentola. Quasi ad ogni cambio di Governo le competenze in materia di turismo sono state trasferite, fino a quest'ultimo spostamento dai beni culturali all'agricoltura. E questo, francamente, è un po' incredibile in un Paese come il nostro, dove il turismo dovrebbe essere una delle missioni fondamentali su cui investire. Invece, ancora una volta, il turismo viene trattato, a mio avviso, come una sorta di Cenerentola. Certamente vi è anche un profilo non trascurabile di riflessione relativo a come sono distribuite le competenze all'interno delle Regioni e a come, invece, dovrebbero essere esercitate, nello spostamento al Ministero delle politiche agricole, le funzioni in materia. Sugli altri profili posti dalle pregiudiziali di costituzionalità abbiamo opinioni un po' articolate. Ho detto, anche in premessa, che è certamente molto delicata la questione riguardante i presupposti di cui all'articolo 77. Quanto alle altre questioni, come ad esempio il problema della soppressione delle strutture di missione presso la Presidenza del Consiglio, come quella di ItaliaSicura sul dissesto idrogeologico, noi siamo assolutamente convinti che il passaggio al Ministero dell'ambiente sia giusto. È infatti fondamentale che, dal punto di vista strutturale, tale missione possa essere ricollocata là dove deve stare, cioè all'interno del Ministero dell'ambiente, che deve assicurare, a nostro avviso, anche il coordinamento e il piano. Certo, si pone una questione. La struttura di missione ha accumulato anche una serie di esperienze. In sede di conversione del decreto-legge e di discussione in quest'Aula, presenteremo una nostra proposta emendativa per far sì che possa transitare al Ministero dell'ambiente anche tutta la struttura, proprio perché essa ha acquisito un know how e perché il Ministero dell'ambiente - ahimè - ha ormai un atavico problema di personale tecnico (e prima o poi andrà affrontata la questione della pianta organica). Altra è la questione molto delicata dell'attribuzione di una serie di competenze e funzioni che sono state spostate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali al nuovo Ministero della famiglia. Torno a ripetere che qui c'è un profilo molto serio di costituzionalità per quanto riguarda una questione che rischia di mettere in capo a questo Ministero e di produrre non un'integrazione, ma addirittura una sorta di ghettizzazione tra la disabilità e la famiglia, una sorta di perpetuarsi di discriminazioni. Pertanto, come è chiaro, noi abbiamo articolato una riflessione che non è uguale per tutti i profili presenti nel provvedimento. Un'altra questione su cui siamo d'accordo - e lo diciamo con chiarezza - riguarda la soppressione della cosiddetta struttura di missione Casa Italia, lasciandone, in qualche modo, il coordinamento alla Presidenza del Consiglio. Casa Italia è stata una specie di meteora, è stata annunciata, propagandata e poi nessuno di noi è riuscito a comprendere quale fosse la funzione e quali fossero effettivamente i progetti avviati, se non una generica questione di prevenzione assolutamente fondamentale, che era in capo anche alla struttura di missione Italiasicura e quindi alla lotta al dissesto idrogeologico e alla sicurezza del nostro territorio. Su alcune questioni siamo assolutamente in linea con le motivazioni poste nella questione pregiudiziale presentata dal senatore Marcucci; non ne condividiamo però altri profili emersi nell'illustrazione della pregiudiziale stessa. Per tutti questi motivi, proprio perché il nostro giudizio sulle varie questioni di riordino delle competenze è molto articolato, preannuncio il voto di astensione dei senatori del mio Gruppo sul provvedimento. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . NASTRI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, siamo al quinto decreto-legge, provvedimento d'urgenza, in neanche due mesi di vita di questo cosiddetto Governo del cambiamento, che di innovazione, come stiamo assistendo, ha ben poco o nulla. Se è vero come è vero, che l'avvio di questa legislatura è contraddistinto con la presentazione alle Camere di un uso così inappropriato della decretazione d'urgenza, allora, colleghi e soprattutto signori del Governo, abbiamo la dimostrazione che questo Governo segue lo stesso filo conduttore dei precedenti Governi di centro sinistra. Alla faccia per chi, come il MoVimento 5 Stelle, per anni ha protestato a gran voce contro lo svuotamento delle funzioni parlamentari e l'abuso dei decreti-legge e oggi inaugura la sua attività di governo appunto con l'emanazione di decreti-legge a raffica. Il mio intervento non potrà quindi avere la caratteristica della novità rispetto agli interventi che, in occasioni analoghe, sono stati svolti da colleghi dell'opposizione anche nel corso della scorsa legislatura, ma questo non dipende da noi, bensì da un Governo che segue questo percorso legislativo - a nostro avviso sbagliato - attraverso un modus operandi che limita il Parlamento. Nello specifico il decreto-legge in esame contiene una complessità d'interventi normativi di così ampia portata, su settori fondamentali per l'economia nazionale, che avrebbe meritato un approfondimento delle materie trattate in maniera più razionale e logica, attraverso la presentazione di un disegno di legge. Non ci convincono del tutto le disposizioni sul trasferimento delle funzioni, attualmente esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell'ambiente, per gli interventi di coordinamento e monitoraggio di emergenza ambientale, volti a garantire la sicurezza agroalimentare nei territori della Regione Campania, anche di tipo sanitario, ovvero la vasta area tristemente nota come terra dei fuochi. Tali argomenti sociali e ambientali, avrebbero per l'appunto, meritato un'analisi delle norme, meno sbrigativa rispetto ai tempi imposti dai provvedimenti d'urgenza.