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Purtroppo, però, siamo chiamati a farlo, perché siamo tutti moralmente responsabili della brutale violenza sessuale e dell'uccisione di una ragazza di soli sedici anni, alla quale la morte violenta ha negato la possibilità di riscatto da una vita iniqua. L'opinione pubblica è scossa e anche parlarne in quest'Aula non è facile, ma è doveroso, perché evidentemente nella nostra società c'è un allarme sicurezza e c'è l'esigenza di dare risposte concrete alle problematiche derivanti dal fenomeno dell'immigrazione irregolare, con interventi chiari, fermi ed efficaci. Sappiamo, per quanto le indagini siano ancora in corso, che sono stati arrestati quattro immigrati sprovvisti di documenti in regola, tra i quali il destinatario di un provvedimento di espulsione e un altro con un permesso di soggiorno per motivi umanitari scaduto nel 2014. Si legge nell'ordinanza del GIP, che essi sono «tutti irregolari sul territorio nazionale rispetto al quale non presentano alcun tipo di legame familiare e lavorativo», ma sono dediti all'attività di spaccio. Ecco che allora, di fronte a questo delitto efferato e agli altri ugualmente raccapriccianti che lo hanno preceduto e che hanno visto donne stuprate da immigranti clandestini persino nei centri di accoglienza, accogliamo con favore la previsione del decreto-legge n. 113 del 2018, che con una nuova logica, finalizzata alla razionalizzazione del sistema immigrazione, elimina il riferimento ai motivi umanitari, tipizza i casi speciali nei quali viene concesso un permesso di soggiorno temporaneo di durata annuale, che tuttavia consente l'iscrizione nell'elenco anagrafico previsto per il collocamento dei lavoratori, l'accesso ai servizi assistenziali, allo studio, allo svolgimento di lavoro subordinato e autonomo, con possibilità, alla scadenza, della conversione in permesso di soggiorno per motivi di lavoro o in permesso di soggiorno per motivi di studio. Dunque non so bene quale decreto-legge abbia letto il senatore Mirabelli. In particolare, sono state tipizzate le seguenti tipologie di casi speciali di permesso di soggiorno per esigenze di carattere umanitario: una condizione di salute di eccezionale gravità; essere vittime di violenza o di grave sfruttamento; essere vittime di violenza domestica; una situazione di contingente ed eccezionale calamità naturale nel Paese di origine; aver compiuto atti di particolare valore civile. Ricordiamo un dato molto importante: un quarto delle domande di asilo si sono concluse, negli ultimi anni, con il rilascio del permesso per motivi umanitari. Sono dirimenti anche le norme che ampliano il numero di reati la cui commissione determina, in caso di condanna definitiva, il diniego o la revoca della protezione internazionale, presenti nell'articolo 7 del provvedimento in esame. Si tratta di fattispecie delittuose di particolare allarme sociale, quali la violenza sessuale, la produzione, il traffico e la detenzione ad uso non personale di stupefacenti - chissà, se queste norme fossero state già approvate, se quella giovane vita sarebbe stata risparmiata - la rapina e l'estorsione: sono tutti reati già considerati rilevanti, che oggi consentono la revoca dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria anche nelle fattispecie non aggravate. Cito ancora i reati di violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale, le lesioni personali gravi e gravissime a un pubblico ufficiale in occasione di manifestazioni sportive, il reato di mutilazione degli organi genitali femminili, nonché i reati di furto e furto in abitazione aggravati dal porto d'armi o da narcotici. Importante anche la norma che introduce un meccanismo di lista-elenco dei Paesi di origine sicuri, che dovrà essere predisposto periodicamente con decreto dei Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia e dell'interno, per il rilascio del permesso di protezione internazionale, con una procedura accelerata. C'è poi l'articolo 10, che disciplina l'ipotesi in cui il richiedente il riconoscimento della protezione internazionale sia sottoposto a procedimento penale per uno di quei reati per i quali è consentita una più ampia durata delle indagini preliminari o sia stato condannato per gli stessi reati anche con sentenza non definitiva. In questi casi, la commissione territoriale competente dovrà provvedere immediatamente all'audizione dell'interessato e immediatamente dovrà adottare una decisione e solo in ipotesi di rigetto della domanda e anche in pendenza di ricorso avverso la decisione della commissione, il richiedente ha l'obbligo di lasciare immediatamente il territorio nazionale. Rimpatri per i quali, senatore Mirabelli, sono previste le giuste coperture. Tuttavia, viene fatta salva l'ipotesi in cui la Commissione territoriale ravvisi la sussistenza di gravi motivi di carattere umanitario, caso in cui il questore potrà rilasciare il permesso di soggiorno. Tutto ciò è in linea con la più recente giurisprudenza comunitaria, che costantemente richiama l'articolo 17 della direttiva 2011/95/UE, che consente di escludere una persona dallo status di protezione sussidiaria qualora sussistano «fondati motivi» di ritenere che abbia commesso un reato grave. Nessuno smantellamento degli SPRAR, che vengono solo razionalizzati. Inoltre, le cooperative sociali verranno maggiormente controllate. Concludo ricordando all'Assemblea che il sistema di gestione dei flussi migratori portato avanti dal precedente Governo ha clamorosamente fallito, fatto per il quale i loro esponenti politici hanno perso ogni credibilità nei confronti dei cittadini. Le opposizioni sono brave a enunciare i princìpi democratici e costituzionali, ma molto meno brave nell'attuare azioni concrete a favore dei cittadini ed è per questo motivo che hanno perso le elezioni. Per tali motivi, i senatori del MoVimento 5 Stelle esprimeranno il voto favorevole al provvedimento in esame, spero tutti compatti e senza individualismi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Il provvedimento è infatti assolutamente in grado di contemperare l'esigenza di salvaguardia dei diritti individuali con l'esigenza di sicurezza dell'ordine pubblico. Ringrazio l'Assemblea tutta. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in premessa vorrei ricordare a qualche custode abusivo della nostra Costituzione - e allo stesso tempo rassicurarlo - che il provvedimento arriva in Aula con la firma del Presidente della Repubblica, quindi dopo aver superato positivamente il cosiddetto vaglio costituzionale. Pertanto, chiederei a costoro di entrare nel merito del decreto‑legge e risparmiarci pantomime su eventuali strappi con i princìpi fondamentali della nostra Carta fondamentale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A nostro parere, l'Italia aveva e ha molto, molto bisogno di questo provvedimento, perché mette ordine nel Paese, fa chiarezza sulle regole e offre strumenti alle Istituzioni per garantire sicurezza agli italiani, nell'interesse di tutti quanti i cittadini.