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Entrambi i contraenti sono tenuti ad adottare ogni cautela per impedire che notizie relative al contratto siano conosciute da parte di terzi non autorizzati. 2 La donazione è volontaria e può essere effettuata da ogni persona di età non inferiore a 18 anni e di età non superiore, per la donna, a 35 anni, e per l'uomo, a 40 anni. Il donatore di gameti deve essere nel pieno possesso delle capacità di agire, di intendere e di volere. 3 I dati relativi al donatore sono riservati, salvo quanto disposto dall'articolo 20. 4 Qualora il donatore, per infertilità sopravvenuta, abbia bisogno dei gameti a fini procreativi e gli stessi non siano stati utilizzati dalla struttura autorizzata, può revocare la donazione dei gameti. 5 Non è consentito l'utilizzo dei gameti di uno stesso donatore per più di due gravidanze positivamente portate a termine. 6 Tra il nato e il donatore non si costituisce alcun rapporto giuridico. 11 (Conservazione, trattamento e cessione degli embrioni) 1 I gameti possono essere crioconservati solo dalle strutture autorizzate di cui all'articolo 8, per un periodo massimo di cinque anni. 2 Gli embrioni non impiantati devono essere crioconservati nelle strutture autorizzate di cui all'articolo 8, per un periodo minimo di due anni. 3 É consentita la ricerca scientifica sugli embrioni non oltre il quattordicesimo giorno di sviluppo, nei limiti fissati dai protocolli di ricerca previamente approvati dal Ministero della salute. 4 La creazione, il trattamento, l'impianto in utero, la conservazione e la cessione di embrioni possono essere praticati solo dalle strutture autorizzate di cui all'articolo 8. 5 Le strutture autorizzate di cui all'articolo 8 possono cedere gli embrioni a laboratori di ricerca scientifica pubblici e privati che ne fanno richiesta motivata, a condizione che i donatori degli embrioni abbiano sottoscritto un esplicito consenso alla donazione a fini di ricerca scientifica, oppure non sia più possibile richiedere il consenso dei genitori biologici, oppure gli embrioni non siano idonei per una gravidanza, e che la richiesta dei laboratori sia stata autorizzata dal Ministero della salute. 6 Gli interventi di terapia genica sugli embrioni sono consentiti al fine esclusivo di evitare la trasmissione di patologie genetiche. 7 Gli interventi di cui al comma 6 possono essere effettuati solo previo consenso informato dei soggetti che hanno richiesto di sottoporsi alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita. 8 Può essere effettuata la selezione di embrioni prodotti in vitro a scopo riproduttivo al fine di aumentare le possibilità di successo delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, nonché di prevenire la trasmissione di malattie geneticamente trasmissibili. 9 Restano fermi i divieti previsti da atti internazionali ratificati dall'Italia. 12 (Diagnosi preimpianto) 1 La diagnosi preimpianto degli embrioni e la loro eventuale selezione a fini di prevenzione e terapeutici sono consentite. 2 Il consenso alla diagnosi preimpianto è espresso per iscritto dai soggetti di cui all'articolo 3. 3 I soggetti richiedenti devono essere informati del risultato della diagnosi effettuata ai sensi del comma 1. Ove risultino rischi di gravi malformazioni o di importanti patologie a carico dell'embrione, la donna può revocare il proprio consenso all'impianto. 13 (Procreazione medicalmente assistita di natura eterologa) 1 I soggetti aventi titolo per accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, ai sensi dell’articolo 3, possono presentare domanda per l'effettuazione della fecondazione medicalmente assistita di natura eterologa al giudice tutelare, indicando le motivazioni di tale scelta. Il giudice tutelare svolge ogni necessario accertamento, avvalendosi, ove occorra, dell'ausilio dei servizi sanitari, sociali e socio-psico-pedagogici dei comuni e delle aziende sanitarie locali, al fine di valutare la ricorrenza dei presupposti di cui agli articoli 3 e 4, e la capacità dei soggetti richiedenti di fornire al nascituro un ambiente idoneo ad assicurare allo stesso una ottimale accoglienza affettiva, una crescita armoniosa e il superamento dei problemi psicologici ipotizzabili in caso di fecondazione medicalmente assistita di natura eterologa. Entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, il giudice tutelare decide in ordine all'ammissibilità dell'effettuazione della fecondazione medicalmente assistita di natura eterologa con decreto, reclamabile ai sensi dell'articolo 739 del codice di procedura civile. 2 Esaurita la procedura di cui al comma 1, è fatto obbligo alla struttura scelta per l'attuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita di natura eterologa di informare i soggetti richiedenti al fine di acquisire il loro consenso secondo quanto disposto dall'articolo 6. 3 La struttura di cui al comma 2 è tenuta a procedere alla diagnosi preimpianto, effettuata ai sensi dell'articolo 12, secondo le migliori e più aggiornate tecniche disponibili. 4 La struttura di cui al comma 2 è tenuta a garantire l'anonimato del donatore e a conservare il nominativo del donatore dei gameti, potendo rivelare tale informazione solo a seguito di ordine del giudice tutelare competente, per comprovate ragioni di carattere sanitario. 5 I figli nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita di natura eterologa, o i loro legali rappresentanti, possono richiedere, alla struttura di cui al comma 2, informazioni sul donatore dei gameti, purché si tratti di informazioni diverse da quelle relative alla sua identità. La struttura è comunque tenuta a fornire tali informazioni quando esse non comportano la violazione dell'obbligo di anonimato di cui al comma 4; nei casi dubbi la struttura richiede l'autorizzazione al giudice tutelare. 6 Il donatore dei gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può fare valere nei suoi confronti alcun diritto o essere titolare di alcun obbligo. 14 (Divieto di maternità surrogata) 1 É vietata l'applicazione di tecniche idonee a determinare maternità surrogata, nonché di prestito o di affitto del corpo della donna a scopo di gravidanza. 15 (Divieto di clonazione umana a fini riproduttivi) 1 I processi di clonazione umana a fini riproduttivi sono vietati. 2 Chiunque realizzi tali processi è punito con la reclusione da cinque a dodici anni, con la radiazione dall'albo professionale, con la interdizione perpetua dall'esercizio della professione e con la multa da 50.000 euro a 200.000 euro. 16 (Divieti ulteriori) 1 Sono vietati: a il prelievo di gameti e di embrioni preimpianto per destinarli all'attuazione di tecniche di fecondazione medicalmente assistita senza il consenso esplicito dei soggetti di cui all'articolo 3; b ogni forma di remunerazione diretta od indiretta, immediata o differita, in denaro od in qualsiasi altra forma, per le cessioni di gameti o di embrioni; c ogni forma di intermediazione commerciale finalizzata alla cessione di gameti o di embrioni preimpianto; d qualunque forma di promozione commerciale delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita; e l'importazione o l'esportazione di gameti e di embrioni; f la miscelazione di liquido seminale proveniente da soggetti diversi;