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Non vorrei che si sia parlato del cornoletame per non parlare di questo e non vorrei che si sia parlato del cornoletame e del biodinamico per sparare sulla Croce Rossa, come si suol dire, e, indirettamente, attaccare il biologico. Il fatto che oggi invece siamo qui per approvare la legge sul biologico è un dato molto importante, perché il biologico è per il nostro Paese una ricchezza straordinaria. Cito solo due dati: in Italia ci sono 2 milioni di ettari oggi coltivati a biologico, con oltre 80.000 operatori del settore in crescita, con il 16 per cento dell'agricoltura, 4,6 miliardi di consumo interno, in crescita rispetto all'anno scorso del 5 per cento, e con una spesa per le famiglie che, a parità di produzione, è cresciuta del 133 per cento nell'ultimo anno. Gli ultimi sondaggi dicono che nove famiglie su dieci hanno fiducia nel biologico e che una su due, quando può ed il prezzo è accessibile, compra biologico. L' export è cresciuto nell'ultimo anno dell'11 per cento e, negli ultimi dieci anni, del 156 per cento e oggi vale quasi 3 miliardi di euro. Vi è un mercato interno che vale 4,6 miliardi e l'Unione europea, nella sua strategia di sostenibilità ambientale, ci indica l'obiettivo di portarlo al 25 per cento di tutta l'agricoltura. Questi numeri e questa fotografia devono essere di grande soddisfazione per tutti noi. Abbiamo reso un servizio importante all'agricoltura e al nostro Paese. Voglio essere molto chiaro. Credo che abbiamo all'orizzonte - e l'impegno della Commissione agricoltura a questo è sempre stato dedicato - l'obiettivo di affrontare e risolvere tutti i problemi di tutte le forme di agricoltura, valorizzando tutte le potenzialità che ci sono. Al riguardo non c'è alcuna discussione. Credo però che, proprio perché abbiamo tale obiettivo, questo segmento, destinato a diventare un quarto dell'agricoltura del nostro Paese e dell'Europa, debba essere valorizzato. Ritengo che con il passo di oggi diamo un sostegno importante nella giusta direzione. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, oggi, dopo tanto tempo, come rilevato giustamente dal senatore Taricco, arriviamo finalmente alla conclusione dell'approvazione del provvedimento al nostro esame, assolutamente fondamentale. Il disegno di legge ha seguito un lungo iter parlamentare, avviato agli inizi del 2018, anche se, a dir la verità, avevamo cercato di affrontare il tema anche nelle precedenti legislature. Il tema dell'agricoltura biologica è oggi, ancora più di ieri, assolutamente centrale e fondamentale per il nostro Paese. Dobbiamo chiarirci una volta per tutte. Si tratta di un tema centrale per il processo di riconversione. Va meno di moda, ma la transizione ecologica non riguarda soltanto l'energia, bensì anche in modo rilevante il suolo e le attività dell'agricoltura. In tutti i programmi europei, come abbiamo evidenziato anche recentemente, sono presenti il riferimento al tema e l'idea forte dell'incremento di tutte le superfici coltivate a biologico e soprattutto alla strategia Farm to fork e alla biodiversità. Proprio la strategia Farm to fork rileva espressamente l'obiettivo che dobbiamo raggiungere in Europa: arrivare ad una superficie di agricoltura biologica certificata del 25 per cento. L'Italia da questo punto di vista è il Paese che ha investito di più, che ha fatto di più e che è stato in qualche modo la linea guida in Europa. È uno dei settori in forte espansione; non ripeto i dati che sono stati già citati, che ritengo estremamente significativi e che sono relativi all'incremento non solo della superficie coltivata, ma anche della vendita dei prodotti e del gradimento da parte dei consumatori. Capite bene che noi, che siamo quasi al 16 per cento, non dobbiamo perdere il vantaggio che abbiamo, ma mettere in campo la strumentazione, le leggi e tutto quello che possiamo fare per far sì che questo vantaggio, anche competitivo, sia mantenuto e accresciuto. Lo dico con molta chiarezza: tutti quelli che hanno ostacolato, usando pretesti vari, l'approvazione di questa legge, fanno un danno al nostro Paese, ai produttori e, in generale, al made in Italy . L'agricoltura biologica è stata infatti il primo settore a riscoprire la territorialità, lo stare anche nei territori interni, quelli che presentavano maggiori difficoltà, spiegando che la nostra agricoltura non è unica, ma che ci sono tante agricolture legate al territorio. Questo è il nostro vantaggio, su cui in questi anni abbiamo lavorato per far sì che sempre di più ci fosse una fortissima valorizzazione dei nostri territori e dell'agricoltura. Vorrei tanto che queste crociate a cui abbiamo assistito venissero fatte anche per combattere - e spero che prima o poi si faccia proprio dal punto di vista scientifico - l'abuso di sostanze chimiche e pesticidi e l'impoverimento dei suoli. Quello, sì, è a favore della scienza, della verità, della salute dei cittadini e del vantaggio economico che ne possiamo trarre. Colleghi, non pensate che la lotta ai cambiamenti climatici - di cui l'agricoltura è uno degli elementi centrali - si faccia solo e unicamente con la transizione energetica. Si fa anche, per esempio, non impoverendo più i nostri suoli, mettendo in campo un'agricoltura tale per cui il suolo mantenga la sua funzione principale, quindi anche di assorbire la CO 2 , e che quindi aiuta gli ecosistemi a rigenerarsi (questo è un elemento assolutamente fondamentale), diminuendo, tra l'altro, l'impatto della chimica e l'uso dei pesticidi che oggi ancor di più, nella situazione difficile in cui ci troviamo - e non solo a causa della guerra, perché gli aumenti c'erano già stati - è un ulteriore vantaggio. Vorrei dire anche un'altra cosa: la dobbiamo piantare una volta per tutte di pensare che l'agricoltura biologica sia quella dei figli dei fiori o dell'improvvisazione, perché è basata su metodi assolutamente scientifici e sulla conoscenza approfondita del ciclo della natura, dell'interazione e della complessità, che spesso non è semplice da comprendere, ma è questo. Soprattutto l'aver lavorato molto su questo credo ci possa aiutare ancor di più oggi a migliorare nel modificare - ed è fondamentale farlo - le nostre tecniche di coltivazione. Colleghi, non sono un'integralista, però penso che proprio dall'agricoltura biologica arrivino tanti insegnamenti e abbiamo bisogno di più scienza nell'agricoltura biologica, perché - lo ripeto - si basa su presupposti scientifici. Rispetto a tutta la polemica che si è fatta sul biodinamico, ora non dobbiamo discutere adesso sulle pratiche o meno, perché la legge era chiarissima sul fatto di attenersi ai protocolli e al disciplinare del biologico e di potenziare il sistema dei controlli, a garanzia di tutti i produttori e dei consumatori. Questo ce lo dobbiamo dire una volta per tutte. Ebbene, si è fatta la modifica, ma - torno a ripeterlo - non dobbiamo perdere di vista l'obiettivo. Oggi finalmente approveremo questo disegno di legge.