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PETROCELLI, relatore . Signor Presidente, se lei me lo consente, consegno il testo della mia relazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. PETROCELLI, relatore . Mi permetta però un appunto, signor Presidente. Sono consapevole che i lavori di ratifica che arrivano in Assemblea e che vengono sovrapposti uno all'altro generano un minimo di confusione. Devo però ringraziare anzitutto gli esponenti del Governo che hanno assunto lo stesso atteggiamento che ha avuto il vice ministro Del Re, ascoltando con grande attenzione e pazienza quattro ratifiche svolte velocemente. Ringrazio tutti i colleghi per la loro collaborazione. Faccio solo un appunto. A nome di tutta la Commissione, quale Presidente della Commissione affari esteri, devo sottolineare che è veramente poco piacevole nel momento in cui chi deve fare dichiarazioni di voto o svolgere la relazione di introduzione a un provvedimento, con la dignità di qualsiasi altro componente di Commissione, si prende il tempo necessario, ascoltare mormorii quando i tempi sulla discussione delle ratifiche vanno oltre quello che qualcuno in Assemblea considera necessario. (Applausi dai Gruppi M5S e Misto) . Lo dico con grande franchezza, ringrazio tutti i colleghi e spero che non accada più. Mi assumo tutta la responsabilità di questa dichiarazione perché la Commissione affari esteri, anche se svolge velocemente i propri lavori, ha dignità uguale a quella di qualsiasi altra Commissione. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Non ne dubitiamo e concordiamo, anche se credo lei possa poi tener conto del fatto che l'Assemblea ha dato ampio riconoscimento, praticamente senza voti contrari, al lavoro ben svolto dalla vostra Commissione. Si può tener conto anche di questo. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, cercherò di rimanere nei tempi, avendo preparato solo dei brevi appunti. L'Istituto universitario europeo ha sede tra Fiesole e Firenze e siamo grati a chi ci ha preceduto per aver permesso, nella storia del nostro territorio, di accogliere con grande entusiasmo la proposta che fecero sei Paesi europei, già nel 1972, per creare tale Istituto universitario, con il fine di promuovere la ricerca e il perfezionamento nell'ambito delle scienze sociali, come effettivamente è avvenuto. Oggi l'Istituto universitario europeo è sostenuto da 22 Paesi europei; 600 studenti fruiscono di questa scuola di altissima formazione, che costituisce un unicum mondiale a questo livello; sono più di 70 i docenti e, all'interno del percorso di formazione, si avvicenda un numero ancora superiore di personaggi che, con seminari ed eventi particolari, crea davvero dei percorsi e un modello di formazione di altissimo livello. Signor Presidente, colleghi, il Protocollo aggiuntivo all'Accordo tra il Governo e l'Istituto universitario europeo, ora al nostro esame, propone di istituire un'altra scuola e un altro percorso formativo importantissimo, ovvero la Scuola delle politiche pubbliche transnazionali, che ha come obiettivo l'attivazione di percorsi di ricerca e di formazione su temi importanti della governance globale, quali la democrazia, i diritti, la finanza, il commercio, i cambiamenti climatici e la diplomazia; tutti temi che sono o almeno dovrebbero essere veramente cari all'Assemblea e tutti noi dovremmo forse guardare a questa istituzione con un senso di apertura e di interesse maggiore, anche per il ruolo che svolgiamo in questa sede. A proposito del Protocollo all'Accordo fra il Governo e l'Istituto universitario europeo, mi permetto di sottolineare anche un altro fatto, che andrà a ricadere in maniera pratica sul territorio fiorentino e non soltanto con riferimento alla formazione dei tanti studenti che frequentano la scuola e provengono da più di 60 Paesi. Andremo a recuperare un importante e bellissimo contenitore, che adesso è vuoto, situato nel centro di Firenze, vicino all'Università, che finalmente potrà vivere una vita nuova e sarò mantenuto grazie al Protocollo in esame. Come abbiamo sempre detto, l'obiettivo fondamentale per il territorio di Firenze, che abbiamo perseguito fin dalle ultime legislature e dagli ultimi mandati amministrativi, è di trasformare, riformare, ristrutturare e far vivere i contenitori vuoti del centro città. Questo è sicuramente un punto del Protocollo che mi premeva di sottolineare. Signor Presidente, colleghi, concludo il mio intervento facendo riferimento a quello che ho detto poco fa, ovvero al fatto che tutti noi dovremmo guardare con interesse all'Istituto universitario europeo. Siete dunque invitati, colleghi, a venire a Firenze nei primi giorni di maggio per seguire l'iniziativa intitolata «The State of the Union», che ormai da anni a Palazzo Vecchio promuove la conoscenza, attraverso l'Istituto europeo, degli organismi europei e sappiamo quanto siano importanti per noi. Sono contenta che un provvedimento che vede l'Europa e la formazione europea di altissimo livello come centrali e prioritarie possa essere approvato con voto unanime dall'Assemblea del Senato, come spero. Per risolvere problemi globali non bastano e non sono adatte risposte nazionali, ma servono risposte di ampio respiro e sicuramente per noi l'Europa è il respiro che serve. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Monti) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Svolgimento di interrogazioni PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni. Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-00475 e 3-00610 , sul «Progetto di ricerca sul bullismo omofobico» promosso dall'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, rispondo alle interrogazioni evidenziando che, differentemente da quanto sembrerebbe emergere in uno dei due atti di sindacato ispettivo in parola, questo Ministero, unitamente agli altri soggetti istituzionali, ha sempre operato nel pieno rispetto delle regole, cercando di garantire tutte le varie realtà e differenti sensibilità, nell'interesse esclusivo di studenti, famiglie e di tutte le componenti del mondo della scuola. Terzietà, imparzialità ed equità sono i princìpi che hanno, infatti, sempre improntato le scelte e le azioni poste in essere da questo Ministero.