[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito della nota del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato del 5 dicembre 2012, n. 26757 e del decreto del Direttore generale delle finanze e del Ragioniere generale dello Stato del 5 dicembre 2012 (Modalità di individuazione del maggior gettito di competenza delle autonomie speciali da riservare all'Erario, ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122), promosso dalla Regione siciliana con ricorso notificato il 4 febbraio 2013, depositato in cancelleria il 12 febbraio 2013 ed iscritto al n. 2 del registro conflitti tra enti 2013. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica dell'8 marzo 2016 il Giudice relatore Aldo Carosi; udito l'avvocato dello Stato Francesco Sclafani per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso notificato il 4 febbraio 2013 e depositato il 12 febbraio 2013, la Regione siciliana ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione alla nota del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 5 dicembre 2012, n. 26757 ed al decreto del Direttore generale delle finanze e del Ragioniere generale dello Stato del 5 dicembre 2012 (Modalità di individuazione del maggior gettito di competenza delle autonomie speciali da riservare all'Erario, ai sensi dall'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, serie generale, n. 289 del 12 dicembre 2012. Ad avviso della ricorrente, la nota ed il decreto menzionati violerebbero le competenze ad essa attribuite dagli artt. 36, primo comma, del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), e 2, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia finanziaria), nonché il principio di leale collaborazione. 1.1.- La Regione siciliana premette che il decreto impugnato sarebbe attuativo dell'art. 2, comma 4, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 1° agosto 2012, n. 122. La disposizione affida ad un decreto ministeriale il compito di stabilire le modalità di individuazione del maggior gettito di competenza delle autonomie speciali relativo alle risorse derivanti dall'aumento di due centesimi al litro, fino al 31 dicembre 2012, dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante, gettito attribuito all'Erario dal precedente comma 3 per alimentare il Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. La ricorrente riferisce che lo schema del decreto in questione le era stato preventivamente sottoposto e che detto Ministero, con la nota impugnata, nel dare riscontro - senza condividerle - alle osservazioni formulate, aveva trasmesso la versione definitiva dello stesso, successivamente adottato. Tanto premesso, la ricorrente lamenta che la nota ed il decreto pretendano di includere tra le risorse riservate allo Stato anche il gettito dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) calcolata sull'incremento delle accise applicate sui carburanti, gettito riscosso nel territorio siciliano ed ammontante - da giugno a dicembre 2012 - ad euro 1.169.273,25. Ciò integrerebbe una violazione degli artt. 36, primo comma, dello statuto e 2, primo comma, del d.P.R. n. 1074 del 1965, atteso che tale entrata, diversamente da quella costituita dalle accise, sarebbe di sua integrale spettanza e non sussisterebbero gli estremi per la riserva erariale. In particolare, quest'ultima richiederebbe una previsione legislativa che nella fattispecie difetterebbe, limitandosi l'art. 2, comma 3, del d.l. n. 74 del 2012 a contemplare la sola accisa sui carburanti. Dunque, tanto la nota quanto il decreto avrebbero ecceduto dal disposto normativo. Tali atti contrasterebbero anche con il principio di leale collaborazione, in quanto, malgrado l'attivazione del meccanismo funzionale al raggiungimento dell'intesa, il Ministero non avrebbe provveduto solo previa reiterazione delle trattative volte a superare le divergenze insorte con la Regione. In via subordinata, la ricorrente sollecita questa Corte a sollevare d'ufficio questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, commi 3 e 4, del d.l. n. 74 del 2012, ove ritenesse che gli atti censurati ne abbiano fatto corretta applicazione. 2.- Con atto depositato il 14 marzo 2013, si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il conflitto sia dichiarato inammissibile o, comunque, infondato. 2.1.- Il resistente eccepisce, anzitutto, il difetto di tono costituzionale del conflitto, atteso che la controversia non verterebbe sull'appartenenza del potere, ma sul suo esercizio, che sarebbe avvenuto in violazione della legge, ossia dell'art. 2 del d.l. n. 74 del 2012, il quale, nell'impostazione della ricorrente, non includerebbe anche il gettito dell'IVA tra le entrate riservate all'Erario. Ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, il ricorso sarebbe comunque infondato nel merito in ragione dell'erroneità della tesi interpretativa propugnata dalla Regione. Devolvendo al Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma «le risorse derivanti dall'aumento, fino al 31 dicembre 2012, dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante», la norma avrebbe riguardato sia le maggiori entrate a titolo di accisa che quelle, conseguenti, a titolo di IVA, da calcolarsi sull'ammontare inclusivo dell'accisa. D'altra parte, la stessa ratio dell'intervento legislativo - integrata dalla finalità di reperire risorse per la ricostruzione delle zone terremotate e non certo di incrementare le entrate a beneficio della Regione siciliana - avallerebbe detta interpretazione.