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Gli ambiti prioritari della collaborazione scientifica e tecnologica sono individuati nei settori delle scienze di base, dell'agricoltura, della tecnologia dell'informazione, dell'energia ed ambiente, delle scienze della salute, della biomedicina e delle biotecnologie, delle tecnologie per la conservazione dei beni culturali ed in altri settori che le Parti concorderanno (articolo 3). Il testo prevede altresì che le attività di cooperazione scientifica e tecnologica si realizzino attraverso lo scambio di scienziati e tecnici, l'organizzazione di convegni, seminari e di altri eventi, nonché mediante la realizzazione di progetti di ricerca congiunta, di attività di addestramento e aggiornamento professionale (articolo 4). L'Accordo punta, inoltre, a promuovere la collaborazione nei campi archeologico ed antropologico per la salvaguardia del patrimonio archeologico e culturale (articolo 5), nonché la cooperazione nel campo dell'istruzione secondaria, professionale e post -secondaria e fra le rispettive istituzioni accademiche (articolo 6), oltre a prevedere l'impegno, nei limiti della disponibilità dei fondi, per la erogazione di borse di studio per studenti e laureati per studi e ricerche a livello universitario, post -universitario o presso altre istituzioni accademiche nel campo delle belle arti, dell'archeologia e della linguistica (articolo 7). Il testo prevede poi, su base di reciprocità, la facilitazione e la promozione di attività delle istituzioni culturali dei due Paesi (articolo 8), nonché l'incoraggiamento alla cooperazione nel settore dello sport e degli scambi giovanili (articolo 9). Per valutare l'efficacia degli interventi di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica viene prevista l'istituzione di una apposita commissione mista, destinata a riunirsi alternativamente nelle due capitali (articolo 10) e preposta anche a stabilire le condizioni tecniche e finanziarie relative alle attività previste dall'Accordo (articolo 11). Da ultimi gli articoli 12 e 13 stabiliscono le modalità dell'entrata in vigore dell'Accordo ed esprimono la volontà delle Parti sulla sua durata illimitata. Il provvedimento in esame ripropone, sia pure parzialmente e limitatamente al solo Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica con il Laos, il testo di ratifica proposto dal Governo nel corso della XVII legislatura (Atto Senato 2813) che, presentato il 4 maggio 2017, fu esaminato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato in data 28 giugno 2017, ma non vide completato il proprio iter di esame, nonostante la Commissione si sia prodigata, all'epoca, nell'approvazione di decine di accordi di cooperazione militare con Stati spesso in guerra o ai confini di grossi conflitti, tuttora in corso e su cui il relatore ritiene necessario verificarne la compatibilità con la legge n. 185 del 1990. Il disegno di legge di ratifica consta di quattro articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alle disposizioni finanziarie, all'entrata in vigore. Gli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati complessivamente in 220.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e in 249.190 euro a decorrere dall'anno 2020. Il relatore, quindi, augurandosi che il Governo possa a sua volta presentare un proprio disegno di legge di ratifica dell'Accordo in esame, auspica che, nella corrente legislatura, si dia priorità alla politica di accordi internazionali volti allo sviluppo economico e culturale, alla tutela dell'ambiente e alla promozione delle piccole e medie imprese italiane. A suo avviso, infatti, è giunto il momento che l'Italia dia finalmente corso ad una nuova forma di relazione che superi i limiti del neo colonialismo, soprattutto con quei Paesi che hanno vissuto la tragedia della dominazione e della guerra. Ricorda, in proposito, che il Laos è un Paese del Sud-est asiatico di oltre 6 milioni di abitanti, privo di sbocco al mare e che si sviluppa lungo il corso del fiume Mekong, in un'area geografica della penisola indocinese stretta fra il Vietnam, la Cambogia, la Thailandia, il Myanmar e la Cina. Protettorato francese dal 1893, indipendente dal 1954, il Laos ha subito pesantemente le conseguenze della guerra degli Stati Uniti in Vietnam. Tra il 1964 al 1973, in effetti, vennero sganciate, sul Paese, due milioni di tonnellate di ordigni esplosivi e ancora oggi ci sono circa 80 milioni di bombe da disinnescare, che continuano a mietere vittime tra persone e animali, tant'è che, ogni anno, più di 300 persone restano vittime di queste esplosioni, di cui metà muoiono, con una maggioranza di bambini. Dal dicembre 1975 il Laos diventa una Repubblica Democratica Popolare, con un regime di tipo socialista, e, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, rimane per alcuni anni isolato sia fisicamente che politicamente, fino al 1997, anno in cui ha optato per l'adesione all'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN), avviandosi sulla strada della piena integrazione regionale e internazionale. Dal 2013 è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del Commercio, con un'economia prevalentemente rurale che vanta una grande disponibilità di corsi d'acqua, condizioni che potrebbero favorire la cooperazione agricola con l'Italia e dare ulteriori sbocchi economici per le nostre imprese agricole che vivono una fortissima crisi economica. Altri settori su cui potrebbero nascere proficue collaborazioni sono quelli idroelettrico e minerario (oro, stagno, rame, calcare e gesso), veri volani dell'economia nazionale, anche grazie agli investimenti diretti esteri provenienti in particolare dalla Cina e dall'Australia. Secondo il relatore, la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale, la crescita culturale e la formazione, nonché il miglioramento delle capacità agricole, rappresentano opzioni alternative di implementazione delle relazioni internazionali. Peraltro, conclude il relatore, la forte crisi di isolazionismo internazionale che sta vivendo il Laos, oltre a privilegiare altri partner dell'area, ignora del tutto le nuove opportunità che il multilateralismo ha creato, soprattutto in Asia. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente esposizione svolta e, acquisito il consenso della Commissione, rinvia il seguito dell'esame. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA n. COM(2018)460 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale Doc n. COM (2018) 460 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio)