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Senza il lavoro di questo Esecutivo, il rischio sarebbe stato di spendere solo il 48 per cento delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Fornisco qualche numero in modo da essere più chiara. La burocrazia costa alle imprese italiane 57 miliardi di euro l'anno e questo è un vero e proprio limite alla piena espressione del nostro potenziale economico. A causa della troppa burocrazia, dalla quale derivano inefficienze e scarsa qualità, l'Italia perde ogni anno 70 miliardi di euro di PIL. È quindi evidente che un intervento volto a limitare questi sprechi sia ora più che mai essenziale, alla luce dello sforzo economico che si richiederà alle future generazioni. Il decreto-legge in esame, rendendo possibile l'anticipo di 25 miliardi di euro dei fondi europei in arrivo, è la garanzia che l'Italia dovrà procedere in velocità, senza pregiudicare le legittime tutele per le imprese. Il cambio di passo è evidente: dimezzati i tempi delle valutazioni ambientali, semplificate le procedure autorizzative che riguardano anche la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridotte le attese per le autorizzazioni per la banda ultralarga. Si accelerano gli appalti e le realizzazioni di importanti opere strategiche per l'intero Paese, semplificando, tra l'altro, le procedure per le opere di impatto rilevante (penso, ad esempio, all'alta velocità sulla tratta Salerno-Reggio Calabria). Infine, il Governo ha mantenuto la promessa di sbloccare il superbonus del 110 per cento, che è un importante incentivo per l'efficientamento energetico e gli interventi antisismici sugli edifici. Riguardo agli interventi antisismici, in particolare relativi agli edifici pubblici, faccio una richiesta all'Esecutivo. Qualche mese fa si è concluso il quadriennio del finanziamento per gli interventi di adeguamento antisismico degli edifici scolastici e diverse sono le amministrazioni che, a causa degli evidenti rallentamenti degli iter burocratici causati anche dalla situazione emergenziale ancora in atto, sono decaduti dal finanziamento. Chiedo quindi ai rappresentanti del Governo qui presenti uno sforzo al fine di superare questa difficoltà burocratica e consentire di utilizzare il denaro stanziato fino all'ultimo centesimo. Così facendo, consentiremo ai nostri figli, a partire dal prossimo anno accademico, di studiare in luoghi più sicuri. Naturalmente è tutto da considerarsi come un primo importante passo in direzione della complessa semplificazione della macchina burocratica che attendiamo ormai da troppo tempo. A questo - ne sono certa - seguiranno altri concreti e incisivi provvedimenti per far ripartire il nostro Paese in una carreggiata senza deviazioni o inversioni di marcia. La corsa dell'Italia non dovrà più arrestarsi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Arrigoni. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero iniziare il mio intervento esprimendo solidarietà alle popolazioni colpite dai gravi eventi meteo e non solo, al popolo sardo che da giorni sta lottando contro incendi distruttivi, alle comunità flagellate da piogge torrenziali e tempeste che hanno determinato esondazioni, frane e crolli, con pesanti danni. (Applausi) . È successo in diversi Comuni, anche nelle ultime ore, nel Comasco, nel Lecchese e nella provincia di Sondrio. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,15) ( Segue ARRIGONI). Vengo al decreto-legge. Il Senato, dopo il decreto sostegni- bis , a distanza di una manciata di giorni, è costretto a ratificare in una manciata di ore il nuovo decreto semplificazioni, peraltro senza aprire i termini neanche per gli ordini del giorno in Commissione, unici residuali spazi di manovra che erano rimasti a noi senatori. Purtroppo il ruolo di ratificatori di Palazzo Madama proseguirà la prossima settimana con il decreto che istituisce l'Agenzia sulla cybersicurezza. Comunque sia, il decreto semplificazioni dell'era Draghi è un provvedimento corposo e significativo, che dimostrerà molta più efficacia del decreto semplificazioni dello scorso anno, varato dall'Esecutivo Conte- bis che, annunciato in pompa magna, ha poi deluso le aspettative. Il decreto contiene molte norme importanti che introducono la Commissione VIA per i progetti PNRR-PNIEC, con il fast track dei procedimenti prioritari, nuove semplificazioni per il super bonus, nuove semplificazioni per gli impianti rinnovabili, nuove semplificazioni per l'economia circolare, per l'economia montana e forestale, per interventi di manutenzione e sistemazione idraulica in aree montane ad alto rischio idrogeologico. Importante anche la norma riguardante lo sviluppo del sistema energetico della Sardegna (Applausi) , con la previsione dell'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. A parte qualcuno, molti sono consapevoli che per il phase out del carbone sull'isola e per avere garanzie per lo sviluppo industriale del Sulcis e non solo, il gas naturale dovrà giocare un ruolo importante. Il decreto semplificazioni è funzionale a mettere a terra gli obiettivi del PNRR, in particolare quelli della missione 2, «Rivoluzione verde e transizione ecologica», che con 70 miliardi è tra le sei missioni quella più significativa. Il decreto è funzionale anche per attuare il Piano nazionale integrato energia e clima, che è in corso di revisione per effetto dei nuovi target europei, il taglio a meno 55 per cento di CO 2 al 2030. Gli obiettivi di efficientamento energetico e rinnovabili, già sfidanti, saranno rivisti - e di molto - al rialzo. Da notare, però, che mentre si semplifica la Regione Lazio amministrata dal MoVimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, partiti che più di altri spingono sulle rinnovabili, decide in questi giorni una moratoria di un anno per autorizzare impianti fotovoltaici. (Applausi) . Evidentemente, siamo già ai primi cortocircuiti. Le parole d'ordine di questi tempi sono ormai sostenibilità, transizione ecologica, decarbonizzazione per contrastare i cambiamenti climatici. Sono parole risuonate nello scorso week-end anche al G20 di Napoli, le cui conclusioni però hanno evidenziato l'esistenza di profondi distinguo, anzi divergenze con le posizioni assunte e confermate da Cina, India e Russia. Partendo da qui, occorre seriamente riflettere se puntare ciecamente agli obiettivi di decarbonizzazione che Bruxelles si è data, senza considerare quello che fanno gli altri player globali. In questa fase caratterizzata dall'emergenza sanitaria, che ha determinato una profonda crisi economica, occorrono crescita e occupazione. Con la svolta green , occorre evitare bagni di sangue, con l'affossamento di nostre filiere. Occorre dunque, per una transizione sana ed ecologica, adottare pragmatismo, bandendo l'ideologia ambientalista, spesso anti-impresa. (Applausi) . Occorre pensare a policy che coniugano sostenibilità ambientale, economica e sociale; applicare il principio della neutralità tecnologica e soprattutto, nel portare avanti la transizione ecologica, occorre fare attenzione ad un lato oscuro e ai più sconosciuto della stessa: il monopolio cinese.