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Peraltro, tutte le Regioni stanno normando commissioni di inchiesta sul Covid-19; in quelle governate dal centrodestra lo propone la sinistra, in quelle governate dal centrosinistra (le poche rimaste) lo propone il centrodestra. Il Parlamento, invece, fa come gli strimpellatori del Titanic: la nave affonda e noi, colleghi, ci giriamo dall'altra parte. Anche su questo Fratelli d'Italia è assolutamente lineare e coerente: c'era un testo precedente al Covid-19 già depositato in Commissione sanità ed era stato incardinato; era poi stato elaborato un testo unificato a partire da tutte le proposte depositate, ma questa iniziativa si è persa nel nulla, nelle nebbie, nei meandri di un'attività parlamentare che si ferma a ratificare, che si occupa delle pagliuzze e non si occupa delle travi negli occhi dei parlamentari, dei senatori, di quelli che stanno semplicemente nel mondo, girano per i territori e raccolgono le istanze dei nostri cittadini. Colleghi, questa vicenda ci deve vedere seriamente impegnati a rimettere mano all'andamento della gestione della pandemia e alle enormi sfide che ogni giorno affronta il nostro Servizio sanitario. Noi abbiamo depositato nuovamente una proposta di legge a questo riguardo, che tiene conto anche dell'emergenza Covid-19; aspettiamo di capire se voi tutti vi renderete disponibili a ottemperare a un dovere assolutamente incomprimibile di questo Senato della Repubblica e del Parlamento nazionale. (Applausi) . FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il provvedimento in esame è in continuità con quanto è stato fatto negli ultimi dodici mesi: affronta, cioè, importanti aspetti dell'emergenza in corso e si pone nella prospettiva di una gestione efficace delle ripercussioni dirette e indirette della pandemia. Se da un lato è, infatti, necessario mantenere alta l'attenzione sull'andamento dei contagi, dall'altro è però indispensabile anticipare, per quanto possibile, le difficoltà che si presenteranno domani. In particolare, una volta cessata l'emergenza sanitaria - e ci auguriamo che si arrivi presto all'immunità di gregge - ci sarà un'emergenza sociale, economica e psicologica da affrontare. Secondo i dati Istat di marzo 2021, si sono registrati 900.000 occupati in meno, a prevalenza donne, rispetto allo stesso mese del 2020. I redditi da lavoro per le famiglie sono diminuiti di 90 miliardi di euro e le buste paga scese del 6,9 per cento. La nostra economia è in condizioni di grande sofferenza e la politica deve saper dare risposte rapide, risolutive e con capacità di visione e fiducia nel futuro per tutti. La popolazione è stanca e sempre più provata da oltre un anno di sacrifici. Lo scostamento di bilancio già votato potrà senza dubbio contribuire a sostenere ancora le attività con giusti aiuti economici, anche molto più consistenti rispetto ai precedenti (ne discuteremo a partire da questo pomeriggio); ma allo stesso tempo è urgente affrontare tutte le criticità strutturali emerse in questi mesi e sciogliere quei nodi, superare quei gap strutturali che caratterizzano la nostra economia e la nostra società. Il punto centrale è il lavoro. Bisogna ripartire dal lavoro, dagli investimenti che creano lavoro (Applausi) - questo è il punto politico di visione e di necessità del Paese - per affrontare davvero e darci tutti insieme la prospettiva della piena e buona occupazione, cominciando a sciogliere una per una le questioni decisive che da tempo attendono una svolta. Occorre investire sull'aumento dell'occupazione femminile e giovanile, occorre superare la storica disparità di tutele tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, rivedere in modo serio e organico gli strumenti di protezione sociale dei lavoratori e delle lavoratrici, anche dando seguito e migliorando la sperimentazione delle misure in favore di professionisti autonomi che abbiamo di recente introdotto. Occorre portare a compimento una riforma organica del fisco - lo sottolineo, rivolgendomi in particolare al Governo - a partire dall'assegno unico universale (Applausi) per costruire un sistema che favorisca la semplicità del rapporto tra lo Stato, le imprese e le famiglie e che incoraggi la libera iniziativa, la lealtà e la trasparenza fiscale. Occorre poi guardare con spirito costruttivo alle tante novità che si sono affermate durante l'emergenza, a cominciare dalle modalità di lavoro agile, cercando di sfruttarne al meglio le opportunità e di limitare al massimo il rischio di abusi, di riduzione delle tutele e, soprattutto, evitando di scambiare quella che è una diversa modalità di organizzazione del lavoro, delle imprese e delle città con uno strumento di conciliazione dedicato solo ed esclusivamente alle donne (Applausi) . Bisogna trovare soluzioni strutturali. Il tema della disoccupazione femminile è un problema serio per il nostro Paese e quindi dobbiamo fare attenzione che sul lavoro agile non si carichi ulteriormente di lavoro non retribuito il lavoro delle donne. Dobbiamo condividere la genitorialità e dobbiamo affrontare, per tutto questo, tutti gli strumenti che rendono effettiva la parità tra i generi per l'accesso al lavoro e nel posto di lavoro. Per tali ragioni riteniamo che l'emergenza sanitaria e sociale che stiamo vivendo rischia - se non stiamo attenti a tali aspetti - di esasperare le insopportabili diseguaglianze che colpiscono le donne e farci fare pericolosi passi indietro. Una delle risposte che è necessario dare velocemente è relativa al divario retributivo che ancora sfavorisce le lavoratrici del nostro Paese. Arrivo quindi ai contenuti del provvedimento oggi in esame. Seppure limitati a fronteggiare circostanze contingenti, vanno esattamente nella direzione sperata, quella di offrire maggiori tutele ai lavoratori con figli minori o con disabilità, a prescindere dalla tipologia di lavoro, siano essi dipendenti o autonomi. Ricordo l'introduzione, fino al 30 giugno del 2021, di una serie di misure in favore dei lavoratori con figli per fronteggiare l'evenienza, che con la riapertura delle scuole potrebbe ancora verificarsi, della sospensione delle attività didattiche ed educative in seguito a un contagio o alle misure preventive di quarantena. Per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti pubblici e privati con figli minori di sedici anni viene innanzitutto riabilitata la possibilità di ricorrere allo smart working fino a tutto il periodo di sospensione delle attività scolastiche e in caso di infezione da Covid o di quarantena. Questa possibilità è prevista per ambedue i genitori di figli di qualsiasi età con disabilità accertata o con disturbi specifici di apprendimento o anche di alunni con bisogni speciali educativi. Per i lavoratori dipendenti con figli minori di quattordici anni è riconosciuta, sempre nel caso di contagio o quarantena, la possibilità di fruire di un congedo straordinario, per tutto o parte del periodo di sospensione delle attività del figlio, con il riconoscimento di un'indennità del 50 per cento della retribuzione e il versamento della contribuzione figurativa relativo all'intera retribuzione.