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"Considerato che la somministrazione di alimenti e bevande ai fini IVA è qualificata come 'prestazione di servizi' ex art. 3 co. 2 n. 4 del DPR 633/72, deve ritenersi esclusa l'aliquota agevolata del 10% per la cessione di piatti 'da asporto' (cfr. R.M. 20.9.98 n. 107), ivi applicandosi l'aliquota prevista per i singoli prodotti che compongono il piatto. Detta esclusione riguarda anche i servizi di 'food delivery', intesi come la consegna a domicilio di piatti già preparati, il cui acquisto è avvenuto via internet (cfr. interpello DRE Lombardia 904-46/2016)"; in altre parole l'Agenzia ha ribadito che, in base alla normativa italiana ed alla prassi, la vendita di alimenti e bevande tramite asporto e consegna a domicilio, mancando del requisito del consumo in loco , non può essere considerata somministrazione. Motivo per cui i ristoratori non potrebbero legittimamente beneficiare dell'aliquota unica agevolata del 10 per cento; il parere dell'Agenzia delle entrate sulla questione non è trascurabile, sia perché contenuto in un documento ufficiale, a differenza di quello espresso dal Ministero, sia perché le verifiche fiscali e il contenzioso tributario hanno questa come parte contrapposta al contribuente, si chiede di sapere: quale sia l'orientamento del Ministro in indirizzo rispetto alla questione; se non reputi necessario adottare, nel primo provvedimento utile, una norma di interpretazione autentica volta a confermare la possibilità di applicare l'aliquota IVA del 10 per cento anche all'asporto e alla consegna a domicilio, come sostenuto verbalmente dal Ministero dell'economia in ottemperanza ad una possibilità concessa dalla direttiva 2006/112/CE. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04655 LEONE VANIN TRENTACOSTE MAUTONE DONNO ABATE ROMANO L'ABBATE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il "Giornale di Sicilia", con sede a Palermo, è un quotidiano a diffusione nazionale fondato nel 1860 da Girolamo Ardizzone; nel 2017, il gruppo editoriale SES, Società editoriale Sud ne assume il controllo acquisendo il 51 per cento della proprietà; la SES, il cui presidente, amministratore delegato e direttore editoriale è il manager messinese Lino Morgante, detiene una vastissima parte dell'informazione del Mezzogiorno: testate giornalistiche, programmi televisivi e radiofonici, giornali on line ; ormai da due anni le attività poligrafiche di stampa del "Giornale di Sicilia" sono state in buona parte dirottate a Messina presso lo stesso stabilimento in cui stampano altre realtà editrici tra le quali "La Gazzetta del Sud" (di proprietà della stessa SES) "Tuttosport", "Il Mattino", "Il Messaggero" e, di recente, anche il quotidiano catanese "La Sicilia"; considerato che: tale scelta ha portato ad una conseguente riduzione di incarichi e commesse di lavoro per i dipendenti poligrafici del "Giornale di Sicilia", inevitabile conseguenza della chiara volontà di potenziare lo stabilimento di Messina a discapito di quello sito nel capoluogo siciliano; la SES, che ha dichiarato in prima istanza un esubero di 34 lavoratori poligrafici del "Giornale di Sicilia" su 43 totali, numero poi ridotto a 31 unità lavorative, ha presentato il 6 luglio 2019 la vertenza di lavoro pratica n. 06/CIGS/2019 Regione Siciliana, con cui richiedeva la messa in cassa integrazione a zero ore per i lavoratori, ovvero una situazione di totale inattività lavorativa; secondo lo stesso documento, la SES avrebbe dovuto inoltre attivare delle misure per la gestione degli esuberi, tra cui la ricerca di possibili ricollocamenti presso altre società, e si impegnava a realizzare iniziative di formazione. Azioni, ad oggi, mai poste in essere; considerato inoltre che: la legge 27 dicembre 2019, n. 160, all'art. 1, comma 500, concede il trattamento di pensione anticipata ai lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani a diffusione nazionale, le quali abbiano presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in data compresa tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023, piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi; se da un lato tale piano è stato presentato dalla SES in favore dei lavoratori della "Gazzetta del Sud", versando questa in una situazione di crisi similare, lo stesso non si può dire per ciò che riguarda i poligrafici del "Giornale di Sicilia". Tale inerzia ha portato ad una situazione che danneggia e discrimina più di 100 unità familiari che ad oggi non percepiscono stipendio né cassa integrazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra; se ravvisi una disparità e una discriminazione immotivata ai danni dei poligrafici del quotidiano "Giornale di Sicilia"; quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di individuare soluzioni idonee a salvaguardare i lavoratori poligrafici del "Giornale di Sicilia", scongiurando ripercussioni economiche a danno di numerose famiglie coinvolte, già provate dalla crisi causata dall'emergenza epidemiologica. Atto n. 4-04656 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: gli enti locali sono beneficiari di fondi ai fini del ristoro della perdita di gettito degli enti locali connessa all'emergenza epidemiologica da COVID-19, al netto delle minori spese e delle risorse assegnate dallo Stato a compensazione delle minori entrate e delle maggiori spese (art. 106 del decreto-legge n. 34 del 2020 integrato con l'art. 39 del decreto-legge n. 104 del 2020); per la certificazione che gli enti locali dovranno presentare entro il 31 maggio 2021, agli effetti della determinazione del fondo da riconoscere ai Comuni, vengono considerate alcune voci relative ad entrate straordinarie che non dipendono dall'emergenza COVID-19 o che sono dovute a scelte autonome di politiche di bilancio dell'ente, come, in particolare, i dividendi incassati dagli enti locali negli anni 2019 e 2020 che non hanno nulla a che fare con l'emergenza sanitaria in quanto riferiti rispettivamente agli anni 2018 e 2019 ( ante emergenza); tale impostazione potrà essere correttamente adottata dal 2022 prendendo a riferimento gli anni 2020 e 2021 (incassi relativi agli esercizi 2019 e 2020); qualora fosse confermata l'attuale impostazione che ricomprende l'entrata per dividendi (che sono entrate straordinarie) tra le entrate che influiscono nella determinazione dell'importo da ristorare già dalla certificazione per l'anno 2020 (dividendi 2019 ante emergenza), molti Enti potrebbero risultare gravemente penalizzati tanto da minare la gestione economico-finanziaria dell'intero esercizio. A conferma dell'erronea impostazione del modello di certificazione la Ragioneria generale dello Stato, in risposta ad un chiarimento chiesto da un sindaco veneto, ha comunicato che sta vagliando "l'opportunità di inserire delle modifiche a tale modello in modo tale da permettere la neutralizzazione di entrate/uscite non connesse all'emergenza sanitaria e/o straordinarie";