[resaula]

Richiede, inoltre, l'autorizzazione al ricorso all'indebitamento per i maggiori oneri derivanti dal servizio del debito fino a 200 milioni annui nel biennio 2022-2023; di 300 milioni di euro annui nel biennio 2024-2025; di 400 milioni di euro annui nel 2026-2027; di 500 milioni di euro annui nel 2028-2029; di 600 milioni di euro nel 2030 e di 700 milioni di euro a decorrere dal 2031. Tale scostamento ridetermina, quindi, sia il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, in termini di competenza e di cassa, di cui all'allegato 1 della legge di bilancio 2021, sia l'importo massimo di emissione di titoli pubblici in Italia e all'estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, unitamente ai prestiti dell'Unione europea, di cui all'articolo 3, comma 2, della medesima legge. A differenza di quanto riportato nella precedente relazione al Parlamento, quella in esame non indica espressamente i nuovi valori comprensivi del ricorso al maggiore indebitamento richiesto, dell'indebitamento netto della PA per il 2021, né in termini assoluti né in percentuale di PIL, e del debito pubblico rispetto al PIL. Considerando i valori indicati nella NADEF 2020, nella relazione tecnica al disegno di legge di bilancio 2021-2023 e, da ultimo, della nota tecnico illustrativa al disegno di legge di bilancio 2021-2023, per effetto dell'autorizzazione richiesta, l'indebitamento netto della PA aumenterebbe in valore assoluto a circa 105,6 miliardi di euro, con una incidenza rispetto al PIL pari a circa l'8,8 per cento. Al riguardo, ricordo all'Aula che il Ministro, in audizione, ha confermato questi dati. La relazione evidenzia inoltre che, considerata la natura temporanea degli interventi, resta sostanzialmente confermato che dal 2022 il percorso di rientro verso l'obiettivo di medio termine, già indicato nella NADEF 2020, è risultante dalla applicazione della legge di bilancio 2021-2023. Da ciò sembrerebbe discendere il carattere sostanzialmente neutrale dello spostamento richiesto in termini di saldo di bilancio strutturale. Per quanto attiene al debito, in valore assoluto, l'incremento dovrebbe risultare dell'ordine di 35 miliardi di euro per l'anno 2021, corrispondente all'aumento richiesto dal fabbisogno. Per eventuali approfondimenti, si rimanda alle note del Servizio studi e bilancio della Camera e del Senato. (Applausi) . PRESIDENTE . Ricordo che, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge n. 243 del 2012, la deliberazione con la quale ciascuna Camera autorizza lo scostamento di bilancio e autorizza il piano di rientro all'indebitamento è adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. Le proposte di risoluzione riferite alla relazione dovranno essere presentate entro la fine della discussione. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, non farò un'analisi tecnica del provvedimento, anzitutto perché i minuti a mia disposizione sono molto pochi e poi perché ci sono colleghi che sicuramente, in quanto membri delle singole Commissioni competenti, sapranno fare un'analisi migliore della mia. Mi limito, però, a fare due riflessioni. La prima. Qualche giorno fa, il senatore Monti, in un post , ha affrontato - in termini forse non tanto politichesi, molto duri e diretti - un tema sul quale credo quest'Assemblea debba assolutamente riflettere, posto che tutti sappiamo che oggi siamo favorevoli allo scostamento di bilancio. Sostanzialmente il senatore Monti dice che diviene importante porsi con urgenza il problema di quanto abbia senso continuare a ristorare con debito le perdite di molte attività per le quali sarebbe meglio che lo Stato favorisse la ristrutturazione o la chiusura. Ripeto, probabilmente io personalmente non l'avrei detto così, però, colleghi, credo sia arrivato il momento di riflettere, su che cosa? Sul fatto che l'economia italiana necessita di una profonda ristrutturazione. Se poi pensiamo a dove finiranno questi ristori, che non sono assolutamente sufficienti - e tutta l'Assemblea è d'accordo, destra e sinistra, sull'affrontare questo ulteriore scostamento di bilancio - e quindi mi riferisco soprattutto al mondo del commercio e dei pubblici esercizi, credo che si debba necessariamente riflettere (lo dico da liberista, cioè, da persona che crede nel libero mercato) sul fatto che forse questa concorrenza senza regole - mi riferisco in modo particolare a quella famosa liberalizzazione delle licenze voluta da Bersani - qualche problema lo sta dando. Mi spiego meglio. Ci sono una serie di attività che proprio non ce la fanno più. La concorrenza che ha portato verso il basso la qualità dei servizi e dei beni, cercando di abbassare sempre di più i prezzi per guadagnare quote di mercato, non ha assolutamente fatto bene agli imprenditori. Quindi, dico semplicemente che una riflessione in tal senso va decisamente portata avanti, in maniera molto laica. La seconda riflessione. Sappiamo che una parte dei ristori va a sostenere la cassa integrazione. Ebbene, vorrei dirvi cosa è successo a ottobre, riportando un dato che è stato diffuso dal dipartimento del welfare di Zurigo. Si tratta di una notizia molto interessante: a ottobre 2020, ben 26 assistenti di volo della compagnia Swiss International Air Lines lavoravano per il tracciamento dei contatti del Covid. Cosa voglio dire con questo? Che l'Italia è estremamente indietro, che bisogna fare un'operazione culturale fortissima perché ci saranno tutta una serie di mestieri che scompariranno e noi continuiamo, invece, a finanziare la cassa integrazione (Applausi) piuttosto che prestare attenzione a che cosa? L'ho chiesto più volte: a quella riqualificazione del capitale umano che in certi casi è assolutamente possibile. La testimonianza di questi 26, due dei quali conoscevo.... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi). PRESIDENTE . Senatrice Tiraboschi, le ricordo che, eventualmente, può consegnare il testo del suo intervento, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entrerò nel merito dei dati tecnici, perché li ha spiegati meglio di me il relatore e li spiegheranno anche altri autorevoli esponenti. Mi soffermo invece su due piccole considerazioni, che però ritengo importanti. Torno indietro a circa dodici mesi fa. All'inizio della pandemia non eravamo preparati, ma già alla fine di marzo il senatore Salvini disse che sarebbe stato molto importante fare uno scatto sotto il profilo economico. Egli disse anzi, testualmente, che bisognava mettere in campo qualcosa come 100 miliardi di euro e fu ridicolizzato, gli fu detto che non era il caso, che era troppo, che era una cifra astronomica. Ancora nella discussione di ieri, un collega della maggioranza ha detto che il senatore Salvini giocava al rilancio.