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La disposizione di cui alla lettera b) tiene invece conto della circostanza per la quale non esiste nel codice della navigazione e nel regolamento per la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435) una specifica disposizione che indichi che i giornali debbano essere scritti in italiano. Infatti, stante la trasformazione avvenuta nel tempo nella composizione della nazionalità degli equipaggi e che ha fatto sì che su molte navi solo il comandante fosse italiano e gli ufficiali stranieri, molte compagnie di navigazione hanno segnalato i problemi che incontrano gli ufficiali stranieri a scrivere i giornali nautici in italiano. Quindi, a causa della presenza di equipaggi multilingue, risulta necessario che i libri di bordo possano essere scritti in inglese. Di tale esigenza si fa pertanto carico il disegno di legge apportando una modifica all'articolo 363 del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima). La lettera c) reca modifiche all'articolo 365 dello stesso regolamento che, allo stato attuale, prevede che quando i libri di bordo sono esauriti o resi inservibili, l'autorità del luogo – previo rilascio dei nuovi libri con le modalità di cui all'articolo 362 – li ritiri e li trasmetta in custodia all'ufficio di iscrizione della nave. Tuttavia, nella realtà le cose si svolgono in maniera diversa: infatti i giornali esauriti non sono ritirati ma rimangono a bordo, accumulandosi. Questo comporta che, nel caso di cancellazione della nave dal registro di iscrizione, la consegna dei libri di bordo diventi ancora più complicata. Questo si verifica perché, considerando la grande quantità di giornali nautici, i consolati o le autorità marittime si rifiutano di accettarli e le compagnie di navigazione devono farsi carico del loro trasferimento all'ufficio di iscrizione della nave, sostenendo costi molto elevati. Per ridurre le spese sia per lo Stato che per le compagnie di navigazione, si propone che il comandante consegni al proprio armatore i giornali nautici esauriti, inviando un verbale di consegna all'ufficio di iscrizione della nave. L'armatore avrà a sua volta l'incarico di custodire i giornali nautici esauriti presso le proprie strutture per un periodo di cinque anni. Trascorso tale termine, i giornali nautici saranno distrutti e ne sarà data comunicazione all'ufficio di iscrizione della nave. All'articolo 13 ( Formato digitale delle carte, dei libri e dei documenti di bordo ) viene prevista l'implementazione, successivamente all'articolo 169 del codice della navigazione, degli articoli 169 -bis , 169 -ter , 169 -quater e 169 -quinquies , con l'obiettivo di perfezionare il processo di digitalizzazione della documentazione di bordo e delle relative procedure amministrative. L'articolo 169 -bis introduce la possibilità di usufruire di carte, libri e documenti di bordo in formato digitale e di consentirne la relativa conservazione mediante l'utilizzo di supporti informatici. L'articolo 169 -ter stabilisce le modalità di individuazione dei requisiti e delle specifiche del formato digitale della documentazione di bordo; l'articolo 169 -quater chiarisce le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali legati alle carte, ai libri ed ai documenti di bordo in formato digitale. L'articolo 169 -quinquies individua la possibilità di pagamento dell'imposta di bollo e dei diversi tributi previsti anche mediante l'utilizzo di metodi di pagamento digitali. Il comma 2 dell'articolo qui illustrato, infine, armonizza tali disposizioni sopprimendo i punti 83 e 84 dell'allegato A al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2013, rispettivamente giornali e documenti di bordo e registri di carico degli idrocarburi. CAPO III – REGIME AMMINISTRATIVO DELLA NAVE All'articolo 14 ( Dismissione della bandiera e sospensione temporanea dell'abilitazione alla navigazione ), la lettera a) norma il caso in cui il proprietario di una nave italiana, che vuole venderla all'estero con conseguente cancellazione dal registro italiano, deve farne dichiarazione all'ufficio di iscrizione per attivare la procedura prevista, con l'affissione nell'ufficio del porto e la pubblicazione nel foglio degli annunci legali. I creditori e ogni altro interessato possono fare valere i loro diritti entro sessanta giorni. L'attuale normativa consente, tuttavia, al proprietario di ottenere detta cancellazione senza attendere la scadenza dei termini pubblicitari, depositando una fideiussione bancaria di importo pari al valore della nave come determinato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tale fideiussione non è però valida a copertura di eventuali crediti di natura previdenziale per il personale imbarcato. Pertanto, la cosiddetta procedura di urgenza soggiace comunque all'invio da parte della Capitaneria di porto di riferimento, di una richiesta di nullaosta ad INAIL, INPS e Agenzia delle entrate e alla risposta di tali enti che assicurino l'assenza di pendenze della società armatoriale nei loro confronti. Le risposte di questi enti possono pervenire in un lasso di tempo molto ampio, rendendo totalmente inefficace la suddetta procedura di urgenza che non assicura la possibilità all'imprenditore di poter vendere la nave in tempi ragionevoli. Pertanto, la modifica proposta permetterebbe in tali casi il rilascio di un'unica fideiussione o altra garanzia assicurativa, anche a garanzia di eventuali diritti di natura previdenziale, evitando di dover attendere i nullaosta degli enti pubblici interpellati dalla Capitaneria di porto di riferimento. La lettera b) intende garantire, in ogni caso, tempi certi in merito all'accertamento da parte degli enti previdenziali dell'avvenuto pagamento di tutti i crediti contributivi relativi agli equipaggi della nave interessata dalle procedure anzidette. Ai sensi dell'articolo 67 -bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, la procedura si deve concludere entro trenta giorni dalla data della richiesta da parte della Capitaneria di porto competente. Infatti, mentre alcune Capitanerie di porto in caso di mancata risposta da parte degli enti entro il suddetto termine intendono l'accertamento acquisito in conformità all'articolo 17 -bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, altre attendono comunque la risposta degli enti previdenziali. Le lettere c) e d) propongono di uniformare la procedura di tutela dei creditori ipotecari e di altri diritti reali di garanzia non trascritti e prevista nel caso di dismissione temporanea della bandiera italiana per iscrizione in altro registro dell'Unione europea, a quella applicata alla dismissione definitiva per iscrizione in tali registri europei. Infatti oggi, paradossalmente, nei casi di dismissione temporanea dai registri nazionali per iscrizione temporanea in un altro registro di Stato membro dell'Unione europea, viene applicata la normativa più rigida prevista per i casi di iscrizione definitiva in altro registro extracomunitario. L'articolo 15 ( Iscrizione provvisoria ) introduce anche nel nostro ordinamento il regime dell'iscrizione provvisoria in caso di acquisto/vendita della nave.