[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 17 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), - nel testo anteriore alla modifica operata dall'art. 6 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 -, promosso con ordinanza del 20 marzo 2002 dalla Commissione tributaria provinciale di Ragusa sul ricorso proposto da Delibera Bartola Teresa contro il Centro di servizio per le imposte dirette di Palermo ed altri, iscritta al n. 374 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 35, prima serie speciale, dell'anno 2002. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 4 dicembre 2002 il Giudice relatore Romano Vaccarella. Ritenuto che, nel corso di un processo tributario intrapreso dalla contribuente Delibera Bartola Teresa avverso una cartella esattoriale notificatale dalla concessionaria del servizio per la riscossione dei tributi di Ragusa e relativa all'anno di imposta 1994 per somme dovute a titolo di IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) e CSSN (contributo per il servizio sanitario nazionale), la Commissione tributaria provinciale di Ragusa, con ordinanza del 20 marzo 2002, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 17 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), - nel testo anteriore alla modifica operata dall'art. 6 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 -, per asserito contrasto con gli articoli 3 e 24 della Costituzione; che, in punto di fatto, il giudice rimettente riferisce che la ricorrente ha eccepito l'invalidità della cartella impugnata, notificata il 15 maggio 2001: a) per scadenza del termine di iscrizione a ruolo, fissato dall'art. 36-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione, termine non modificato dall'art. 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), che lo ha qualificato ordinatorio con norma di interpretazione autentica, né dall'art. 9 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), che ha prorogato i termini per i controlli formali delle dichiarazioni di cui all'art. 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973, laddove l'art. 36-bis citato si riferirebbe, invece, alla liquidazione delle imposte in base alle dichiarazioni; b) perché la cartella esattoriale era stata notificata oltre il termine quinquennale (scadente il 31 dicembre 2000) previsto, mediante rinvio all'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973, dall'art. 17, primo comma, del d.P.R. n. 602 del 1973; c) per l'omesso preventivo invio di un avviso bonario contenente l'invito alla contribuente a pagare gli importi indicati, in tal modo impedendole di poter beneficiare della riduzione a metà della sanzione in caso di pagamento entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello della comunicazione; d) per la mancata notifica della cartella esattoriale entro l'ultimo giorno del quarto mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo era stato consegnato al concessionario, con violazione dell'art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, che quel termine imporrebbe quale perentorio; che - riferisce, inoltre, il giudice a quo - non «si è costituito in giudizio l'ufficio, il quale asserisce che non risulta pervenuto allo stesso alcun ricorso inerente la cartella esattoriale in questione»; che, costituitasi la concessionaria del servizio per la riscossione dei tributi, questa ha preliminarmente eccepito la propria carenza di legittimazione passiva, in quanto il concessionario ha legittimazione solo per le liti afferenti la regolarità o la validità degli atti esecutivi, osservando, nel merito, che il termine per la notifica della cartella, in assenza di ogni comminatoria legislativa di nullità, è da considerarsi ordinatorio e che il mancato avviso bonario non avrebbe pregiudicato il diritto della ricorrente, la quale avrebbe potuto beneficiare comunque della riduzione del 50% delle sanzioni ove avesse effettuato il pagamento dovuto entro il mese successivo alla notifica della cartella; che, con riguardo alla rilevanza della questione, il giudice rimettente osserva che la decisione del ricorso deve essere preceduta dalla soluzione della questione di legittimità costituzionale attinente alla conformità dell'art. 17 del d.P.R. n. 602 del 1973 agli artt. 3 e 24 della Costituzione; che, in punto di non manifesta infondatezza, la Commissione rimettente dichiara di non volersi discostare dall'orientamento della Corte di cassazione (sentenze 19 luglio 1999, n. 7662, e 8 marzo 2001, n. 3413), secondo cui l'art. 17 citato - nel testo vigente prima della modifica operata dall'art. 6 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ratione temporis applicabile al caso di specie - dispone - senza lasciare altra possibilità ermeneutica al giudice - che entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione i ruoli devono essere trasmessi alla intendenza di finanza (ora direzione regionale delle entrate) e non anche notificati al contribuente o consegnati all'esattore; che deve, dunque, essere considerata tempestiva, ai sensi dell'art. 17 citato, l'iscrizione, nell'ipotesi in cui il ruolo sia stato consegnato alla intendenza di finanza entro il 31 dicembre del quinto anno, o in quello eventualmente più lungo previsto dalle leggi di proroga (come nella specie dall'art. 9 della legge n. 448 del 1998); che, tuttavia, in tal modo appaiono violati, a parere del rimettente, gli artt. 3 e 24 Cost., in quanto per la cartella emessa ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 - nel testo anteriore alla modifica apportata dall'art. 13 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modifica che opera per le dichiarazioni presentate a decorrere dal 1° gennaio 1999) - l'art. 17 del d.P.R. n. 602 del 1973 dispone che i ruoli siano formati e consegnati a pena di decadenza «entro il termine di cui al primo comma dell'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973», e non anche notificati al contribuente;