[resaula]

casi di mobbing e provvedimenti viziati da illegittimità giudizialmente accertata in relazione all'assegnazione dei docenti alle classi o di formulazione dell'orario; in particolare, per quanto concerne la gestione dell'istituto, veniva esposto, tra le numerose segnalazioni inviate, come l'orario di alcuni docenti con funzioni di collaboratori della dirigente verrebbe sistematicamente decurtato (con assegnazione di 12 o 13 ore di lezione in taluni casi, a fronte delle ordinarie 18), a volte per tutto l'anno scolastico, comportando danni di natura erariale non indifferenti; nell'arco temporale del mandato dirigenziale si constatava come si fosse verificata una grande perdita di iscritti (da circa 930 a poco più di 600), con contestuale scomparsa dell'intero indirizzo di studi dei servizi commerciali (ragion per cui agli studenti già iscritti presso tale indirizzo nell'anno scolastico 2018/2019 veniva richiesto di iscriversi o all'istituto tecnico commerciale o, in alternativa, all'indirizzo enogastronomico) e di ben 17 cattedre in appena tre anni; valutato che i fatti denunciati appaiono agli interroganti di estrema gravità e, laddove confermati, in violazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento, nonché del diritto allo studio degli studenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione in merito; se non reputi opportuno attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di sollecitare l'invio di verifiche specifiche volte ad accertare l'operato della dirigente in relazione alle segnalazioni inviate all'ufficio scolastico regionale calabrese, anche in ragione dell'accertamento su eventuali profili di responsabilità amministrativa, contabile e dirigenziale. Atto n. 4-03970 BOLDRINI IORI Al Ministro della salute Premesso che: con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 2020 sono state prorogate al 31 luglio 2020 le misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020, recante "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19"; in particolare, il decreto 11 giugno 2020, nel consentire la ripresa, pur con limitazioni, di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto, all'articolo 1, comma 1, lettera v) , ha previsto la sospensione dei congressi, delle riunioni, dei meeting e degli eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; inoltre, nel sospendere gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni previste, nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi, ha previsto la possibilità per le Regioni e le Province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, di stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi; le Regioni, ritenendo tali attività non pericolose per la salute pubblica grazie all'applicazione dei protocolli previsti dalla Conferenza Stato-Regioni, hanno quasi tutte consentito lo svolgimento di eventi sin dallo stesso mese di giugno, fornendo un importante segnale ai settori interessati; nel prorogare il divieto di cui alla lettera v) non è stata indicata alcuna data futura in cui tale attività possa riprendere; tale divieto rappresenta una grossa limitazione per il settore medico-scientifico, in quanto: restringe la possibilità di un completo aggiornamento professionale degli operatori sanitari in un momento in cui la formazione è elemento fondamentale per fronteggiare l'emergenza sanitaria e rallenta l'attività di divulgazione della ricerca scientifica, che trova in ambito congressuale il suo sbocco naturale e tradizionale; appare in contraddizione con l'autorizzazione allo svolgimento di eventi e manifestazioni di altro genere e di portata anche più ampia, considerando che il settore medico-scientifico è contraddistinto da standard organizzativi di qualità assoluta nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria; le varie forme di aggiornamento a distanza non possono essere in alcun modo sostitutive ma solo integrative della formazione in presenza; gran parte degli operatori sanitari è favorevole alla ripresa immediata degli eventi in presenza; preso atto della proroga sino al 15 ottobre 2020 dello stato di emergenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente autorizzare quanto prima la ripresa delle attività formative in presenza per il personale sanitario, stante anche la presenza di protocolli di sicurezza ormai consolidati. Atto n. 4-03971 MARIN Ai Ministri per le pari opportunità e la famiglia e dello sviluppo economico Premesso che: nel corso di un'audizione svolta nei giorni scorsi presso la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, la professoressa Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, ha espresso il proprio sconcerto per il tenore di alcune immagini trasmesse sui canali "Sky"; in particolare, destano seria preoccupazione i contenuti della serie televisiva dal titolo "Gangs of London"; si tratta di una serie, trasmessa in replica nel primissimo pomeriggio sul canale "Sky Atlantic", nella quale sono rappresentate scene di estrema violenza, con barbare decapitazioni, orge esplicite e festini a base di droghe; ad opinione della nota psicoterapeuta, la proiezione di tali programmi in una fascia pomeridiana, nella quale molti bambini e adolescenti sono potenzialmente davanti allo schermo, rischia di amplificare e di alimentare un contesto di violenza nocivo soprattutto per i minori; l'eccesso di contenuti virtuali, particolarmente amplificato negli ultimi mesi a causa dell'emergenza epidemiologica, può avere ripercussioni sullo sviluppo psichico dei soggetti in età evolutiva; sottoporre i minori a contenuti virtuali violenti non fa che aumentare tale rischio; sempre negli ultimi giorni, gli organi di stampa hanno diffuso la notizia di un'operazione in corso di svolgimento da parte dei Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, con il coordinamento della Procura dei minori di Firenze, che finora ha registrato 25 indagati (19 minorenni e 6 maggiorenni), residenti in 13 province italiane, accusati di diffusione e detenzione di materiale pedo-pornografico ed istigazione a delinquere;