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infatti, come risulta dalla tavola di zonizzazione del piano e dalla relativa normativa di attuazione, l'edificio del conservatorio si estende su una superficie di 1.780 metri quadrati, che contribuisce a coprire il fabbisogno di edilizia scolastica ai sensi del decreto ministeriale n. 1444/1968 e dell'art. 11 del piano urbanistico territoriale; infine, la delibera con la quale il consiglio di amministrazione del conservatorio ha statuito la stipula del contratto è stata approvata in assenza di uno dei suoi componenti, in violazione dell'art. 11, lett. b) , dell'atto modificativo dello statuto dell'ente, che richiede, ai fini della conclusione di contratti di locazione, la presenza obbligatoria di tutti i componenti del consiglio di amministrazione e il voto favorevole di almeno tre di loro, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali misure di competenza abbiano adottato o intendano adottare al fine di tutelare l'interesse della collettività alla conservazione di beni di carattere storico-culturale e di assicurare il regolare svolgimento dell'attività scolastica nel conservatorio di S. Maria delle Grazie di Sorrento. Atto n. 4-00843 RAMPI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: Hilux Technology è un'azienda di Usmate Velate (Monza e Brianza) che produce da anni CD e DVD e che ultimamente ha avviato anche la produzione di dischi in vinile; secondo quanto appreso dalla stampa locale, i lavoratori dell'azienda non riceverebbero lo stipendio da settembre; come riferito dal segretario della Fiom Cgil Brianza, Elena Dorin, "in questi anni la proprietà della Hilux Technology non ha mai presentato un serio progetto industriale ed è da tempo che ci siamo accorti delle difficoltà dell'azienda di stare su un mercato che oggettivamente presenta forti criticità"; considerato che i sindacati e i lavoratori della Hilux di Usmate si trovano attualmente in assemblea permanente all'interno della fabbrica di via Modigliani, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e i profili industriali della Hilux Technology. Atto n. 4-00844 PAPATHEU Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: fonti di stampa hanno reso noto che in prossimità di Catenanuova (Enna), nelle contrade Cubba - Muglia, a ridosso di un'area di interesse archeologico, è in programma la realizzazione di maxi-impianto per il trattamento dei rifiuti, specialmente quelli indifferenziati, su un sito della dimensione di diversi ettari, che la famiglia Proto vorrebbe realizzare in parte su terreni propri, in parte su terreni da acquistare dalla società Sud Agrotur Srl, per i quali la Oikos ha firmato a luglio un contratto preliminare di acquisto. Si tratta di una superficie pari a 300 ettari che, ad avviso della cittadinanza residente e degli amministratori locali appare essere assolutamente sproporzionata per eccesso di dimensioni rispetto alle effettive esigenze della comunità; l'impianto avrebbe una capacità talmente elevata da poter trattare sino a 1.000 tonnellate di rifiuti al giorno e 300 metri cubi di percolato tossico, ovvero rifiuti indifferenziati, il cui stoccaggio in discarica contrasta con le norme dell'Unione europea vigenti in materia, creando pericoli per la salute, l'ambiente, ed enormi difficoltà all'economia della zona, che vanta una eccellente produzione agricola; in particolare si teme che, in conseguenza dell'accumulo in discarica di rifiuti indifferenziati inquinanti, la salute della popolazione residente possa essere minacciata dall'insorgere di malattie all'apparato respiratorio, fatto ancor più grave, da tumori. La discarica metterebbe a rischio anche la salute degli animali allevati nella zona; il sito è in grado, per l'enormità delle sue proporzioni, di raccogliere un quarto della spazzatura prodotta nell'isola, generando una presa di posizione contraria alla sua realizzazione da parte del sindaco, mentre due esponenti politici locali di Forza Italia hanno inviato una richiesta alle istituzioni, perché intervengano al fine di scongiurare la realizzazione dell'opera che andrebbe effettuata, eventualmente, solo dopo aver fatto gli opportuni e necessari approfondimenti da parte di esperti; per la gestione del sito la società avrebbe in programma di realizzare royalties intorno al milione e mezzo di euro annui, si chiede di sapere: se i fatti narrati in premessa corrispondano al vero e, nell'eventualità positiva, quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano assumere per evitare che la discarica possa ospitare rifiuti indifferenziati, il cui stoccaggio è contrario alla normativa europea; se il Ministro della salute intenda, per quanto di competenza, avvalersi dei propri poteri ispettivi per approfondire i rischi potenziali per la salute derivanti dalla costruzione dell'impianto, con particolare riferimento al rischio di insorgenza di casi di cancro e delle malattie del sistema respiratorio, verificando anche i danni potenziali che potrebbero subire le matrici ambientali come aria, suolo, sedimenti e acque; se il Ministro dell'ambiente intenda, per quanto di competenza, promuovere, anche per il tramite del comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente, una verifica all'interno del perimetro che dovrebbe ospitare la discarica per appurare se i danni derivanti dalla realizzazione dell'opera, descritti in premessa, siano effettivi o potenziali. Atto n. 4-00845 DE POLI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: da fonti di stampa si apprende che la storica fabbrica "Berto E. G. Industria Tessile" di Bovolenta (Padova), fondata nel 1887 e diventata espressione di una profonda cultura di prodotto, con una flessibilità produttiva tale da garantire prodotti unici, altamente personalizzati, per far fronte alla concorrenza spietata del mercato straniero del tessile, ha messo a punto un piano di rilancio e riorganizzazione che prevede, però, la chiusura di alcuni reparti e la conseguente procedura di mobilità per 50 dei 138 lavoratori rimasti nei quattro stabilimenti; dopo un incontro preliminare tra rappresentanti della fabbrica e dei sindacati l'azienda, confermando l'esistenza di problemi economici da attribuire principalmente agli alti costi aziendali non in linea con quelli del mercato internazionale, ha ribadito la volontà di trovare una soluzione; i rappresentanti sindacali non nascondono la preoccupazione per le conseguenze sul piano sociale e occupazionale, soprattutto sulle donne, e chiedono una riduzione degli esuberi, con la riqualificazione dei lavoratori, anche attraverso gli ammortizzatori sociali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga utile e urgente istituire un tavolo istituzionale per promuovere ogni adeguata iniziativa volta ad assicurare il mantenimento della capacità produttiva della fabbrica "Berto E. G. Industriale Tessile" di Bovolenta, con l'obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali, il know how e un prestigioso simbolo del made in Italy .