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se stiano valutando di inserire, affinché le risorse vadano direttamente alle PMI e non a precedenti investitori, l'obbligo anche di effettuare una percentuale di investimenti direttamente nelle PMI, sia attraverso la sottoscrizione di IPO (agevolando pertanto il processo di quotazione), sia attraverso aumenti di capitale di società operanti nel mercato AIM; se stiano valutando altri strumenti agevolativi oltre ai PIR per sostenere gli investimenti da parte delle persone fisiche anche in strumenti, quali gli ELTIF. Atto n. 4-01483 NENCINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la stazione di interscambio "porta Canavese-Monferrato-Valle d'Aosta" è il progetto di un hub a Chivasso (Torino) nel punto di confluenza fra linea alta capacità-alta velocità Torino-Milano, ferrovie regionali e nodi autostradali, che intende integrare e mettere in rete i diversi mezzi di trasporto e i diversi livelli di mobilità: locale, regionale, interregionale e nazionale, in un punto geograficamente strategico per Canavese, Monferrato, Valle d'Aosta vercellese; lo scopo è quello di permettere l'interscambio diretto ed efficace fra mezzi di trasporto diversi, provenienti dal chivassese, dal Canavese, dalla Valle d'Aosta, dal Monferrato, dall'area metropolitana torinese e dal vercellese, in modo da permettere di spostarsi sia in modo trasversale da uno all'altro di questi territori sia verso i grandi centri metropolitani di Torino e di Milano sia per destinazioni oltre Milano, verso Verona-Venezia o verso Bologna-Firenze-Roma-Napoli; la velocizzazione dei collegamenti permetterebbe a questi territori di avere un'opportunità di sviluppo economico ed occupazionale, con particolare riguardo al settore turistico, che contrasterebbe la grave crisi economico-occupazionale che li colpisce; considerato che: nell'aprile 2018, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, era stata convocata una riunione a cui parteciparono una rappresentanza dei 100 sindaci (che avevano sottoscritto un documento per chiedere l'opera), l'assessore regionale del Piemonte per i trasporti, Francesco Balocco, il vice sindaco della Città metropolitana di Torino, Marco Marocco, alcuni parlamentari piemontesi ed il direttore commerciale RFI Christian Colaneri. Data la disponibilità di RFI, l'assessore regionale Balocco assunse l'impegno di costituire un tavolo tecnico, impegno assolto in maniera elusiva senza dare risposte chiare alle esigenze dei cittadini che vantano un diritto alla mobilità; il 28 giugno 2018 Confindustria Canavese e l'Agenzia di sviluppo del Canavese hanno dichiarato la stazione di interscambio come strategica per il territorio; il 20 dicembre 2018 il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che sottolinea come la realizzazione di questa stazione consentirebbe ai viaggiatori della Valle d'Aosta e del Canavese di utilizzare i treni che percorrono la linea ad alta velocità, riducendo drasticamente i tempi per raggiungere con la ferrovia il capoluogo lombardo e le altre località italiane ed europee; il 31 gennaio scorso il Consiglio della Città metropolitana di Torino ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che impegna il sindaco ed i consiglieri delegati a mettere in atto ogni iniziativa presso la Regione Piemonte, il Ministero e RFI perché venga adeguatamente considerato il valore strategico del progetto "porta Canavese-Monferrato-Valle d'Aosta" non solo dal punto di vista dei trasporti ma anche socio-economico, e perché si proceda con sollecitudine ad uno studio di fattibilità, propedeutico alle successive elaborazioni progettuali e alle procedure di individuazione delle risorse finanziarie fino ad arrivare all'assegnazione dei lavori, per la realizzazione della stazione di interscambio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi concretamente al fine realizzare la stazione di interscambio "porta Canavese-Monferrato-Valle d'Aosta", risolvendo così la questione dell'inefficienza dei collegamenti di questi territori. Atto n. 4-01484 NASTRI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: secondo quanto risulta dal rapporto sulla competitività dei settori produttivi, presentato dall'Istat e pubblicato dal quotidiano "Il Sole-24 ore" il 26 marzo 2019, la produttività del lavoro si conferma essere il "tallone d'Achille" per l'Italia, in considerazione del divario di crescita con l'eurozona che è tornato ad ampliarsi nel 2018; il nostro Paese nel 2018 è andato incontro ad un rallentamento: con un calo allo 0,9 per cento dall'1,6 per cento del 2017, contro una crescita europea dell'1,8 per cento e a frenare è stato anche il fatturato manufatturiero, cresciuto del 3,2 per cento, ma in decelerazione rispetto al 5 per cento in più segnato l'anno prima; quanto all' export italiano, il rallentamento (in valore) è stato più marcato per gli scambi extra UE(1,7 per cento in più da 8,2 per cento in più del 2017), sui quali hanno influito fattori di domanda e un andamento dei cambi sfavorevole, così come anche nei servizi di mercato il 2018 (in particolare nel secondo semestre) è stato caratterizzato da un ridimensionamento dei segnali di consolidamento ravvisati nel 2017; il rallentamento ha riguardato tutti i settori, in misura differenziata e nel commercio pesa la decelerazione degli autoveicoli, (1,9 per cento in positivo, contro il 5,2 per cento in più dell'anno prima) mentre nel trasposto e nel magazzinaggio, alla crescita del trasposto terrestre e aereo è corrisposta una contrazione di quello marittimo; l'assenza di connettività nei settori meno centrali, negli scambi internazionali, secondo quanto riporta l'articolo, riduce inoltre la possibilità per l'Italia di beneficiare di shock positivi provenienti dagli Stati Uniti e dalla Cina; all'interno di tale quadro economico e produttivo, prevale un'incertezza crescente, come evidenziano le indagini qualitative: il 32,4 per cento delle imprese, lo scorso anno, ha registrato una situazione di "ripiegamento" e ha subito perdite sia sul mercato internazionale che su quello interno, mentre le imprese "vincenti" rappresentano soltanto il 24,3 per cento del totale a differenza del 2017, che toccavano quota del 34,3 per cento; a giudizio dell'interrogante, tali osservazioni destano preoccupazione e allarme in relazione al quadro macroeconomico complessivo attuale del Paese, e in particolare alle prossime decisioni di politica economica, che il Governo dovrà necessariamente prendere in vista della presentazione del Documento di economia e finanza; gli effetti derivanti dalle misure introdotte dalla legge di bilancio per il 2019, a cui si sommano i recenti interventi in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, non determineranno, a parere dell'interrogante, nessun effetto positivo in termini di ripresa dell'economia, della domanda interna e di nuova occupazione;