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« a) con la reclusione fino a tre anni chi, attraverso la diffusione e la distribuzione di scritti, immagini o altro materiale anche mediante la rete internet , i social network o altre piattaforme telematiche, propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, ovvero fondati sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali»; b al primo comma, lettera b) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero fondati sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali»; c al secondo comma, dopo le parole: «o religiosi» sono inserite le seguenti: «, ovvero fondati sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali». 2 All'articolo 604- ter , primo comma, del codice penale, dopo le parole: «o religioso» sono inserite le seguenti: «, ovvero fondati sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali». 3 (Contrasto dell’ hate speech nei mezzi di comunicazione e informazione) 1 Ai fini della presente legge, chiunque venga a conoscenza o rilevi contenuti mirati a diffondere, propagandare o fomentare l'odio, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, o fondati sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali, con qualsiasi mezzo di comunicazione e informazione, anche mediante la rete internet , i social network o altre piattaforme telematiche, può segnalarli all'autorità giudiziaria competente, all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, ai centri territoriali antidiscriminazione, alle associazioni e agli enti attivi nel contrasto alle discriminazioni. 2 Fatte salve le disposizioni previste dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché le procedure previste da eventuali codici di condotta, i gestori di siti internet , social network , o altre piattaforme telematiche, qualora nell'esercizio della propria attività rilevino la presenza di contenuti illeciti, di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge, sono tenuti a farne immediata segnalazione all'autorità giudiziaria competente fornendo tutte le informazioni in loro possesso. 3 La Polizia postale e delle comunicazioni raccoglie le segnalazioni inoltrate da soggetti pubblici o privati, dalle altre Forze di polizia, nonché dalle Forze di polizia straniere, concernenti la diffusione, attraverso la rete internet o le altre piattaforme telematiche, di qualsiasi materiale il cui contenuto propagandi l'odio razziale o etnico, o istighi a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, o fondati sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali. 4 Accertata la presenza on line di contenuti illeciti di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge, la Polizia postale e delle comunicazioni ne dispone l'oscuramento, la rimozione o il blocco da parte dei gestori dei siti e dei fornitori di connettività alla rete internet , i quali attivano tempestivamente ogni misura idonea a rendere efficace tale disposizione. 5 La violazione degli obblighi di cui ai commi 2 e 4 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000. 6 Le risorse economiche derivanti dall'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 5 sono versate al Fondo di cui all'articolo 12 della legge 18 marzo 2008, n. 48, e destinate a finanziare iniziative e progetti per il contrasto del fenomeno dell’ hate speech previsti dalla presente legge. 4 (Modifiche all'articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215 ) 1 All'articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, dopo le parole: «qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla razza o sull'origine etnica,» sono inserite le seguenti: «sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere, sulla disabilità o sulle condizioni personali e sociali,»; b al comma 2, lettera c) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, all'orientamento sessuale, all'identità di genere, alla disabilità o alle condizioni personali e sociali»; c al comma 2, lettera e) , dopo le parole: «per razza e origine etnica» sono inserite le seguenti: «, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità o condizioni personali e sociali»; d al comma 2, dopo la lettera g) è aggiunta la seguente: « g-bis) coordinare a livello nazionale e territoriale le azioni di intervento per la prevenzione e il contrasto dell’ hate speech ». 5 (Tavolo tecnico e Piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto dell’ hate speech ) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto dell’ hate speech , di seguito denominato «Tavolo». 2 Del Tavolo fanno parte i rappresentanti del Ministero dell'interno, del Ministero della giustizia, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, nonché i rappresentanti dei principali operatori che forniscono servizi di social networking e degli altri operatori della rete internet e delle associazioni più rappresentative a livello nazionale, operanti nel contrasto delle discriminazioni. Ai soggetti che partecipano ai lavori del Tavolo non è corrisposto alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o emolumento comunque denominato. 3 Il Tavolo, coordinato dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, elabora un Piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto dell’ hate speech , anche nel rispetto dei princìpi contenuti nelle raccomandazioni del Comitato dei Ministri e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e nelle linee di indirizzo della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), in particolare mirato a: a definire i criteri per circoscrivere il fenomeno dell ’hate speech , salvaguardando la libera manifestazione del pensiero; b monitorare la diffusione del fenomeno dell’ hate speech , in particolare fra le nuove generazioni; c svolgere studi e ricerche sugli aspetti sociali e culturali dell’ hate speech , sulle attività di prevenzione e repressione e sulle strategie di contrasto realizzate in altri Paesi; d promuovere lo scambio di buone prassi per la prevenzione e il contrasto dell’ hate speech a livello nazionale ed europeo; e coordinare programmi di assistenza, protezione e tutela legale alle vittime di ogni forma di discriminazione;