[pronunce]

– Sono, inoltre, censurati gli artt. 4-quinquiesdecies e 4-sexiesdecies per violazione dell'art. 119 Cost. In particolare, la Regione Umbria ritiene che le norme in questione, consentendo l'esercizio, da parte di strutture private, delle attività di prevenzione, cura, recupero e riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti, incidano fortemente sulla spesa sanitaria delle Regioni. 6.5. – La ricorrente reputa illegittimi anche gli artt. 4-octies e 4-undecies, «limitatamente alla previsione della attribuzione della potestà certificatoria anche in capo alle strutture private accreditate», per violazione dell'art. 97 Cost. Il parametro costituzionale evocato sarebbe violato in quanto le norme impugnate conferirebbero «una funzione tipicamente amministrativa ad un soggetto privato senza idonee garanzie circa l'efficienza, efficacia e trasparenza dell'attività e, soprattutto, senza la sottoposizione a strumenti di controllo sia della legittimità che del buon andamento». Ad avviso della difesa regionale, trattandosi della materia sanitaria, «la disciplina della funzione in questione e l'eventuale esternalizzazione della stessa non potrebbe che spettare alla Regione quale soggetto responsabile dell'organizzazione e della gestione dei servizi sanitari». 6.6. – Le norme di cui agli artt. 4-quaterdecies, 4-quinquiesdecies, 4-sexiesdecies, 4-vicies ter, commi 27, 29 e 30, sono oggetto delle censure regionali anche per violazione del principio di leale collaborazione. Con specifico riferimento alla norma di cui all'art. 4-quinquiesdecies, la ricorrente ricorda che la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni è regolata da una precisa procedura – prevista dall'art. 6, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 16 novembre 2001, n. 405 – secondo la quale siffatta determinazione deve avvenire con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni. La stessa ricorrente ricorda, altresì, che i livelli essenziali stabiliti con il d.P.C.m. 29 novembre 2001 sono stati, successivamente, «confermati» dall'art. 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2003). Da quanto detto discenderebbe che i livelli essenziali di cui al censurato art. 4-quinquiesdecies sono stati adottati «al di fuori delle procedure previste specificamente per il settore sanitario, all'evidente fine di aggirare la procedura della previa intesa con le Regioni e le province autonome». Peraltro, osserva la difesa regionale, il legislatore statale avrebbe dovuto tenere conto dell'«inevitabile intreccio di discipline e di materie (assistenza sociale, tutela della salute, determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali)», al fine di ritenere necessaria la preventiva intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni. Analoghe considerazioni valgono, a detta della ricorrente, anche per le altre norme impugnate, per le quali sarebbe stato necessario acquisire il parere della citata Conferenza in virtù di quanto prescritto dall'art. 2, comma 3, del d.lgs. n. 281 del 1997. 6.7. – La Regione Umbria chiede infine che, in caso di accoglimento del ricorso nei termini sopraesposti, la Corte dichiari l'illegittimità costituzionale in via consequenziale degli artt. 4, 4-bis, 4-ter, 4-sexies, 4-septies e 4-vicies bis del decreto-legge n. 272 del 2005, «limitatamente alla parte in cui si prevedono uniformi condizioni di parità tra i servizi pubblici per l'assistenza ai tossicodipendenti e le strutture private autorizzate dal servizio sanitario nazionale». 7. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, si è costituito in tutti i giudizi, svolgendo considerazioni sostanzialmente coincidenti. 7.1. – In merito alla presunta violazione del principio di leale collaborazione, la difesa erariale contesta l'esistenza di un fondamento costituzionale dell'obbligo di procedure legislative ispirate alla leale collaborazione tra Stato e Regioni, richiamando le sentenze della Corte costituzionale n. 196 del 2004, n. 272 del 2005 e n. 181 del 2006. 7.2. – Quanto alle censure relative all'art. 4-quinquiesdecies, l'Avvocatura dello Stato sostiene che, nella competenza statale ex art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., rientra la potestà di riconoscere il diritto a fruire, presso una struttura privata autorizzata, di prestazioni sanitarie analoghe a quelle erogate dalla struttura pubblica. Ad avviso del resistente, la richiamata competenza esclusiva statale concorre, nella fattispecie, con la potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute; di conseguenza, «anche sotto detto ultimo profilo la competenza del legislatore statale appare innegabile, attesa la natura di principio fondamentale» della prevista parificazione delle strutture pubbliche con quelle private. Inoltre, la mera previsione dei requisiti minimi per il rilascio dell'autorizzazione, secondo la difesa erariale, non esulerebbe dalla competenza concorrente statale e quindi dalla potestà legislativa di principio. 7.3. – Sulla base di analoghe considerazioni dovrebbero ritenersi infondate anche le censure riguardanti gli artt. 4-quaterdecies, 4-sexiesdecies e 4-vicies ter, commi 27, 28, 29 e 30. 7.4. – La resistente chiede il rigetto anche delle questioni relative agli artt. 4-octies e 4-undecies. In particolare, l'Avvocatura ritiene inammissibile la censura, mossa dalle Regioni Toscana e Umbria, in riferimento all'art. 97 Cost., sul rilievo che detta censura non implicherebbe di per sé la violazione di una competenza direttamente attribuita dalla Costituzione alle Regioni. In ogni caso, le questioni in oggetto dovrebbero considerarsi infondate, in quanto le norme impugnate sarebbero riconducibili alla materia «ordinamento penale», di competenza legislativa esclusiva statale ex art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. Inoltre, ad avviso della resistente, la norma di cui all'art. 4-undecies troverebbe fondamento anche nell'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost. 8. – In prossimità dell'udienza, le Regioni Toscana (reg. ric. 58 del 2006), Emilia-Romagna (reg. ric. 60 del 2006), Liguria (reg. ric. 61 del 2006) ed Umbria (reg. ric. 63 del 2006) hanno depositato memorie integrative, con le quali insistono nelle conclusioni già formulate nei ricorsi.1.