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A voi non interessa la vita reale e quotidiana. Voi vivete sui social , negli studi televisivi. La vostra è una continua finzione. Sono passati tre mesi da quella pantomima inquietante del balcone di Palazzo Chigi, quando, offendendo ed umiliando milioni di persone che ogni giorno lottano onestamente tra mille difficoltà, il vice presidente Di Maio, ridendo, annunciava la fine della povertà. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. Commenti dal Gruppo M5S) . Ma voi, signori del Governo, non ve ne rendete conto! Il vostro cinismo fa paura. Dovreste chiedere scusa! Quella patetica scena è costata agli italiani uno spread fuori controllo. E non è teoria, ma pratica concretissima. Significa oltre un miliardo e mezzo, che stiamo già pagando, in aumento dei mutui per le famiglie, dei prestiti per le imprese, in aumento delle bollette di luce, acqua e gas . È vita reale, signori del Governo. Ma a voi non interessa. In questi mesi di bullismo, di sbruffonerie è crollata la fiducia, sono scappati gli investitori, sono diminuiti i consumi, sono calate le nostre esportazioni, le quote di mercato del nostro made in Italy . Il nostro Paese è più debole e più difficile è la prospettiva per milioni di lavoratori, di artigiani, di imprenditori e per la prima volta dal 2014, dopo quattordici trimestri consecutivi positivi il nostro prodotto interno lordo scende. Voi ci state precipitando nella recessione! E a pagarla non saranno i forti, quelli con le spalle coperte. Voi la farete pagare ai più deboli. Lo sappiamo. Lo avete scritto voi questa notte, perché i dieci miliardi di tagli che costa la vostra ridicola ritirata dall'Europa li trovate aumentando l'IVA, cioè la tassa che tutti gli italiani pagano quando fanno la spesa per mangiare; li trovate tagliando le pensioni di 1.500 euro lordi, signori del Governo, colpendo il ceto medio e lasciando indisturbati i forti e gli speculatori. Tagliate risorse agli enti locali, ai Comuni, alle città, alle periferie. La vostra è una manovra tutta imperniata su un assistenzialismo farlocco, ingannevole, che non salva, che non protegge, che non emancipa, ma che invece ghettizza, esclude. Il vostro, infatti, non è un reddito di cittadinanza, ma una mancia di povertà, che certifica la povertà, che fa rimanere poveri, esclusi, marginali. Infatti, c'è un solo modo per sconfiggere la povertà e le diseguaglianze ed è investire nel lavoro stabile, da difendere e da creare: ma qui non c'è nulla; è investire nell'istruzione: ma qui non c'è nulla. Non c'è nessuna idea di futuro in questa manovra, che imponete con l'ennesimo voto di fiducia, strozzando le regole e impedendoci anche di parlare, mortificando questo Parlamento. Diritto allo studio, ricerca, università, che sono il nostro futuro e che determineranno il posto dell'Italia nel mondo: voi, da questa legge di bilancio, che è la carta d'identità del Paese, li fate scomparire. Il vostro piano di reclutamento dei ricercatori è di molto inferiore a quello fatto negli ultimi tre anni dai Governi del Partito Democratico. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 19,59) ( Segue VERDUCCI). Sul fondo per le borse di studio mettete 10 milioni, che sono briciole offensive. Il vostro è l'incremento più basso dal 2012. Voi stoppate una crescita continua che, negli ultimi anni, ha portato quasi a raddoppiare il fondo per le borse di studio e per il diritto allo studio. Voi cancellate le Cattedre Natta, il cui fondo è pari a 70 milioni l'anno. Togliete quei soldi dall'università e, a partire dal 2020, per la prima volta dai tempi di Tremonti (siete gli epigoni di Tremonti!), voi per la prima volta causerete una diminuzione dei finanziamenti al sistema dell'università e del diritto allo studio. Togliete di colpo - lo avete fatto questa notte - 100 milioni alla ricerca; togliete 300 milioni al credito d'imposta per la ricerca e l'innovazione; togliete l'indicizzazione del 3 per cento a quel fabbisogno universitario che voi, invece, volete legare alle stime del PIL. Ma lo sapete che sono molto più basse, molto inferiori e questo causerà un definanziamento strutturale per i decenni a venire! Questa è una norma devastante anche sul piano simbolico, perché significa retrocedere l'università dalle priorità del Paese. Signori del Governo, oggi per tantissimi - non so se lo sapete - è una giornata drammatica perché uno degli emendamenti vergogna che avete presentato questa notte blocca le assunzioni nelle università. (Applausi dal Gruppo PD) . È uno schiaffo in faccia, un colpo alla schiena a tantissimi giovani, che spezza vite, carriere e umilia anni e anni di lavoro e rigetta nel precariato. Impedisce anche di maturare trattamenti previdenziali; vanifica quello sblocco del turnover conquistato faticosamente in questi anni. Dico: fermatevi; non mortificate una generazione di studiosi. Voi avete bocciato tutti i nostri emendamenti che servivano a dare a tutti gli idonei una borsa di studio per allargare la no tax area , per raddoppiare il reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti di ricerca. Si trattava di proposte realistiche assolutamente fattibili per affrontare i grandi mali della nostra università, che sono il precariato nella ricerca, la scarsità… PRESIDENTE. Senatore Verducci, la ringrazio. Vorrei che rispettassimo i tempi visto che finiamo a mezzanotte. Le ho dato un minuto in più. VERDUCCI (PD) . Ho dieci minuti. Almeno questo. PRESIDENTE . Ne ha cinque. Almeno questo cosa vuol dire? Mica dipende da me. Mi faccia controllare. Se ne ha dieci, io l'ho interrotta a metà del suo intervento. Sono segnati cinque minuti. È un errore; ha ragione il collega e chiedo scusa perché non dipendeva da me. Ha altri cinque minuti. (Applausi dal Gruppo PD) . VERDUCCI (PD) . Sono accalorato per questi mali: la precarietà nella ricerca, la scarsità di immatricolati e laureati, le disparità territoriali che non sono stati abbastanza contrastati in questi anni, ma che risalgono agli anni di Tremonti e Gelmini. Del resto, voi, signori del Governo, i protagonisti di quella stagione buia, come Valditara, li avete messi oggi di nuovo a comandare l'università italiana. Allora di che parliamo? Il vostro è un passo indietro oltraggioso; avete tradito aspettative, fatto carta straccia di promesse. Di questo dovreste vergognarvi; anzi, di questo già vi vergognate, visto che il vice ministro Fioramonti pochi giorni fa alla Sapienza ha detto testuale: «Non votate più MoVimento 5 Stelle». MONTEVECCHI (M5S) . Non è vero; che cosa dice? VERDUCCI (PD) . Signori del Governo, parlamentari della maggioranza, per voi vale quanto hanno scritto le ragazze e i ragazzi del liceo Tasso di Roma in quello che è un vero atto di accusa contro il vostro Governo. In questi giorni di mobilitazione nelle scuole e nelle università hanno detto: non vogliamo condoni che significano criminalità; non vogliamo sussistenza che svilisce la nostra dignità; vogliamo solidarietà;