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L'articolo 2 è definisce il termine vegano, che indica l'esclusione dalla scelta alimentare di qualsiasi cibo di origine animale. L'articolo 3 individua i luoghi che devono sempre assicurare l'offerta di almeno un'opzione vegana, strutturata in modo tale da assicurare un apporto bilanciato di tutti i nutrienti, in alternativa alle pietanze contenenti prodotti o ingredienti animali previste nel menù convenzionale. L'articolo 4 prevede l'insegnamento di nozioni di nutrizione, gastronomia e ristorazione vegana nei programmi didattici destinati agli istituti professionali alberghieri e agli istituti professionali per i servizi alberghieri e ristorativi. Si riconosce inoltre il diritto agli studenti che si oppongono alla violenza sugli esseri viventi, di dichiarare la propria obiezione di coscienza a seguire le lezioni didattiche pratiche riguardanti alimenti di origine animale. L'articolo 5 destina una quota, non inferiore al 30 per cento, del piano di destinazione dei fondi del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) – istituito nel 2015 dall'unione del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), cui furono attribuiti, ai sensi del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le funzioni e i compiti del soppresso Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, e dell'Istituto nazionale di economia agraria (INEA) – al finanziamento di progetti di ricerca nell'ambito della nutrizione vegetariana e vegana. L'articolo 6 prevede la promozione di campagne informative sui benefici dell'alimentazione a base 100 per cento vegetale e a favore del consumo di prodotti vegetali, da parte del Ministero della salute. L'articolo 7 delinea le norme transitorie. L'articolo 8, infine, individua le sanzioni in caso di violazione delle disposizioni di cui al presente disegno di legge.. 1 (Finalità) 1 La presente legge tutela la scelta alimentare vegana e il diritto dei cittadini e delle cittadine che la adottano a perseguire ed ottenere un'alimentazione in linea con i loro princìpi etici, nonché garantisce loro la tutela della salute e afferma e valorizza gli aspetti etici, scientifici e nutrizionali di tale scelta. 2 (Definizioni) 1 Ai sensi e per gli effetti della presente legge si intende per: a «vegana»: l'alimentazione che esclude carne, pesce e altri alimenti derivati dall'uccisione di animali, latte e suoi derivati, uova, miele e qualsiasi altro alimento di origine animale; b «luogo di ristorazione»: qualsiasi mensa o refettorio pubblico o aperto al pubblico, ivi comprese mense scolastiche, ospedaliere, militari, penitenziarie, aziendali; c «menù»: primo, secondo piatto e contorno, oppure piatto unico equivalente a primo, secondo e contorno, di equilibrato e sufficiente valore nutrizionale. 3 (Mense) 1 Nelle mense pubbliche, convenzionate e private, o che svolgono in qualsiasi modo servizio pubblico, nelle mense che svolgono servizio per le scuole di qualsiasi ordine e grado, compresi gli asili nido, nelle mense universitarie, negli ospedali, negli istituti penitenziari e nei luoghi in cui i lavoratori siano costretti a nutrirsi per l'impossibilità di fare rientro per il pasto al proprio domicilio, quali bar e ristoranti convenzionati con i luoghi di lavoro, deve essere sempre offerto e pubblicizzato almeno un menù vegano in alternativa alle pietanze contenenti prodotti o ingredienti di origine animale previste nel menù convenzionale. 2 Nelle mense scolastiche di asili nido, scuole per l'infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo e di secondo grado, l'erogazione del pasto vegano deve essere effettuata ad ogni famiglia richiedente, senza alcuna certificazione o attestazione medica; il menù vegano offerto deve essere strutturato in modo da assicurare sempre un apporto bilanciato di tutti i nutrienti, così come indicato dalla scienza ufficiale in materia di nutrizione e considerando i progressi scientifici in tale campo. Lo stesso deve risultare appetibile e variato, in modo da non creare discriminazioni qualitative tra gli utenti del servizio di ristorazione. 3 Le pietanze vegane non devono contenere, oltre al latte animale e a tutti suoi derivati, alle uova e a tutti i suoi derivati e al miele, gli ingredienti di origine animale utilizzati per la preparazione e non identificabili organoletticamente, elencati nell'Allegato 1. 4 Al fine di assicurare un servizio adeguato agli utenti, il personale preposto alla somministrazione deve essere adeguatamente informato e formato sugli obblighi previsti dalla presente legge. 4 (Educazione e formazione scolastica) 1 A decorrere dall'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca inserisce l'insegnamento di nozioni di nutrizione, gastronomia e ristorazione vegana nei programmi didattici destinati agli istituti professionali alberghieri e agli istituti professionali per i servizi alberghieri e ristorativi. 2 Gli studenti che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato a New York il 19 dicembre 1966, ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 25 ottobre 1977, n. 881, si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza a frequentare le lezioni didattiche pratiche riguardanti alimenti di origine animale. 3 Gli istituti di cui al comma 1 rendono noto a tutti gli studenti il loro diritto ad esercitare l'obiezione di coscienza di cui al comma 2. Nessuno può subire conseguenze sfavorevoli in seguito all'esercizio del diritto di cui al comma 2. 4 Agli studenti obiettori è offerta una proposta didattica alternativa per integrare il monte ore previsto dai programmi ministeriali. 5 (Compiti del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) 1 A decorrere dall'anno in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, e per ciascun anno seguente, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) stabilisce una quota non inferiore al 30 per cento del proprio piano di destinazione fondi per il finanziamento di progetti di ricerca nell'ambito della nutrizione vegana. Il CREA adotta e divulga almeno una volta ogni anno programmi informativi sull'alimentazione vegana rivolti ai cittadini, in quanto scelta di piatti alternativi o sostitutivi, salutari e nutrienti.