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Per questo motivo bisogna sempre adoperarsi premiando le aziende che garantiscono prodotti freschi e salubri, rispettando il giusto costo del lavoro, lo sforzo e l'impegno di ogni giorno a protezione dell'ambiente, della salute alimentare e della trasparenza. Fatta questa premessa, voglio concentrarmi sugli aspetti importanti che l'Atto Senato 988 sul metodo biologico contiene. Si tratta di un provvedimento che si compone di venti articoli, ma vorrei concentrarmi su alcuni di essi in modo particolare, a partire dall'articolo 7, in cui si fa riferimento al fatto che il Ministro presenta alle Camere una relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano e sulle modalità di ripartizione del Fondo di cui all'articolo 9. Proprio l'articolo prevede l'istituzione del Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, con una dotazione parametrata a una quota parte delle entrate derivanti dal contributo annuale dovuto dalle imprese titolari delle autorizzazioni all'immissione in commercio di determinati prodotti fitosanitari considerati nocivi per l'ambiente. Tra questi prodotti sono inclusi quelli di cui il codice indica un pericolo di inquinamento per l'ambiente acquatico. Innovativa risulta altresì l'introduzione di sanzioni in caso di mancato pagamento del contributo. Le risorse finanziarie del fondo sono destinate alla copertura delle spese derivanti dal finanziamento del Piano d'azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici e del Piano nazionale delle sementi biologiche, per l'istituzione del marchio italiano, per il finanziamento dei progetti di ricerca, inclusi quelli in materia di sicurezza e salubrità degli alimenti, per i percorsi formativi e per l'aggiornamento di docenti, previsto già all'articolo 11, in cui si prevede, di operare con un sostegno alla ricerca tecnologica applicata nel settore. È altresì interessante l'articolo 12, volto proprio alla formazione professionale del settore, dettando nuove ed innovative disposizioni in materia di organizzazione della produzione e del mercato, fornendo una definizione di distretto biologico, di organizzazioni interprofessionali, di accordi quadro, di intese di filiera e organizzazioni di produttori biologici. L'articolo 18 prevede che gli agricoltori che producono varietà di sementi biologiche iscritte nel registro nazionale delle varietà da conservazione hanno diritto alla vendita in ambito locale e possono procedere al libero scambio delle stesse. Ritengo si debba ribadire che il numero di regole approvate in sede europea per il settore non risulta in linea anche con i livelli e gli standard di qualità applicati in Italia. Avviandomi alle conclusioni, ribadisco l'importanza della manutenzione dei territori, come valida salvaguardia per la prevenzione dei dissesti idrogeologici e per la prevenzione degli incendi, che solo il mantenimento di un'agricoltura ecosostenibile può garantire. Se ci si ferma solo alla produttività in agricoltura, certamente non si tratta di un'attività redditizia, ma se solo allarghiamo lo zoom e ne valutiamo gli effetti nell'ampio raggio e nel corso del tempo, l'agricoltura biologica è un saggio investimento. Dobbiamo imparare a considerare le cose in modo sistemico e, come mi piace ripetere da qualche tempo, olistico, giacché tutto è economia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lunesu. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Daniela Ducato, l'imprenditrice sarda di Guspini che utilizza gli scarti organici per realizzare materiali edili ad alta prestazione tecnologica, è una bioimprenditrice, cavaliere della Repubblica e campionessa mondiale di innovazione. Il suo filo conduttore è la lana delle pecore sarde, trasformata in risorsa speciale per l'edilizia e l'agricoltura sostenibili. È sua l'invenzione di un prodotto, costituito da lana di pecora, olio d'oliva e ingredienti di scarto di lavorazioni vinicole, residui di pulizia delle arnie, propoli e miele, riutilizzati a vantaggio dell'ambiente, in sostituzione di diserbanti chimici, che alterano il pH del terreno. Nessun additivo chimico, glifosato o veleni sono contenuti nei diserbanti della Ducato. La funzione erbicida è svolta sfruttando il vapore e il calore. Così proteggiamo gli orti, i vigneti, i frutteti e anche il verde urbano. Così garantiamo la sicurezza ai consumatori e agli agricoltori, assicurando il rispetto del suolo e non ne alteriamo il pH, così introduciamo il biologico. Pensiamo ai piccoli appezzamenti di terreno che si ereditano da padre in figlio, coltivati a vigneto e oliveto, e lavorati da mani sapienti, da chi con passione e sacrificio semina, pota, raccoglie e protegge dagli incendi, diventando custode di quel territorio. La produzione biologica è diventata un'attività con funzione sociale e ambientale, i cui prodotti devono essere accessibili a tutti, perché tutelano la nostra salute e quella degli animali, preservandone l'ambiente. Per questo il disegno di legge in esame individuerà le strategie per favorire le aziende agricole, che si potranno facilmente convertire al metodo biologico, delineando indirizzi e priorità e migliorerà il sistema di controllo e di certificazione per garantire la qualità dei prodotti biologici, attraverso la semplificazione della normativa. Come previsto dalla normativa europea, la certificazione biologica garantisce tutti i livelli della filiera produttiva. Il consumatore si sentirà tutelato, se chi produce e chi vende sarà sottoposto a controllo, con ispezioni serie in loco . È da notare come, per la prima volta, una regolamentazione europea consideri la produzione biologica, accostandola alla promozione della qualità alimentare. Punto sostanziale: deve essere osservato ciò che entra nel cibo, dalla coltivazione alla produzione e alla trasformazione, fino ai mangimi destinati agli animali d'allevamento che producono la carne e il latte. Il cibo biologico di qualità per noi sarà sempre quello italiano, di nostra produzione, perché amiamo la cultura e il rispetto delle nostre tradizioni. Noi consumatori italiani vogliamo probabilmente nutrirci soltanto con cibo italiano di qualità, che arrivi sulle nostre tavole dalle nostre coltivazioni e dai nostri allevamenti. Non ci interessano gli alimenti sintetici, modificati, stravaganti; mi riferisco all'Unione europea, che considera le tarme della farina un nuovo alimento da consumarsi essiccato. Anche se non dovesse rappresentare un rischio per la salute e si lasciasse libera scelta al consumatore, credo che il consumo dei cibi legati alla qualità, alla tradizione e al nostro territorio ci garantirà prima di tutto la salute e la longevità. (Applausi) . Il disegno di legge prevede l'istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle politiche agricole, che coinvolgerà esperti, ricercatori e rappresentanti della produzione bio, per individuare le criticità e offrire delle nuove soluzioni. L'obiettivo della legge sarà anche quello di rafforzare la filiera del biologico incentivando le organizzazioni interprofessionali e le aggregazioni fra i produttori; ma soprattutto si chiede al Governo di rivedere e riordinare le norme sui controlli e sulle frodi alimentari. Infatti sono le frodi e i pochi controlli che mettono a rischio un mercato in grande crescita. L'Italia è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico;