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È su questo che la scuola interviene nel diventare quel nido di protezione in cui insegnare e a quei poveri ragazzi che la loro diversità è un valore e non va nascosta. Bloccando quel questionario avete fatto in modo che, forse, l'unico raggio di luce che poteva entrare in alcune scuole, consentendo a quei ragazzi almeno la possibilità di segnalare la loro diversità o dire come la pensano, è stato immediatamente oscurato. Signor Sottosegretario, vado molte volte in Umbria e lavoro con l'associazione Omphalos, che è una delle più importanti ed è riuscita a ottenere in quella Regione la legge contro l'omofobia. Il punto vero è proprio questo. Mettiamo l'omofobia sullo stesso piano di tutte le altre violenze, come il femminicidio e tutti i reati contro la persona, e con lo stesso stigma etico e morale con cui va colpita ogni manifestazione di odio. Leggo con estremo dolore che il suo Ministero parteciperà a quel festival dell'odio che si aprirà tra pochi giorni a Verona - e forse non dovrebbe farlo - contro il quale abbiamo fatto una pacata dimostrazione, chiedendo che almeno il logo della Presidenza del Consiglio - visto che il suo è un Ministero senza portafoglio, non può farlo in proprio - non sia presente sul volantino. In quella grande manifestazione delle famiglie del mondo sono presenti persone che, nel loro Paese, ritengono che vada data la pena di morte - o chissà cos'altro - agli omosessuali e alle donne che interrompono la gravidanza o sono contro il divorzio. Attenzione: è la scuola che forma i nuovi cittadini ed educa anche dove la famiglia ti abbandona e il tuo quartiere ti respinge. La scuola può essere un nido, se è rispettosa di tutti i valori e le diversità, come la nostra Costituzione ci insegna e come è scritto negli articoli 2 e 3. Nelle sue parole non trovo nulla che possa proteggere e quei ragazzini vittime di bullismo omofobico. Ma voglio riferirmi non solo al bullismo omofobico, bensì al bullismo in generale, di tutti coloro che puniscono una diversità, invece di valorizzarla. Vorrei vedere nei prossimi programmi del Ministero parole chiare su questo, nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Masini) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colgo l'occasione per ringraziare le associazioni dei genitori che hanno denunciato l'abuso che si stava perpetrando nelle scuole umbre, segnalando tempestivamente al Ministero quello che veniva somministrato - o che si rischiava di somministrare - ai loro figli. Signor Sottosegretario, con la sua decisione - per la quale la ringrazio - il Ministero ha voluto garantire un nesso di fiducia tra la scuola e la famiglia, che non può essere tradito in alcun modo. Ricordo al Partito Democratico che, oltre all'articolo 33 della Costituzione, è in vigore anche l'articolo 30, che sancisce la priorità educativa dei genitori con riguardo alle scelte e al tipo di educazione che devono essere somministrate ai loro figli. Ricordo anche che la Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce, all'articolo 26, che i genitori hanno diritto di priorità nelle scelte sul genere di istruzione da impartire ai loro figli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, che è stata ratificata dal nostro Paese, stabilisce che lo Stato, nell'attività che svolge nel campo dell'educazione e dell'insegnamento, rispetterà il diritto dei genitori di assicurare l'educazione e l'insegnamento secondo le proprie convinzioni religiose e filosofiche. Quest'alleanza educativa tra la famiglia e la scuola è - a nostro modo di vedere - indispensabile e prioritaria ed episodi come quello che si stava verificando in Umbria si ripetono continuamente. È notizia di questi giorni ciò che è accaduto a Bari con i questionari sull'educazione sessuale, in cui si spiegava ai ragazzini, con termini espliciti che mi vergogno di ripetere in quest'Aula, come utilizzare i propri organi genitali. Allora se, secondo il Partito Democratico, questa è lotta al bullismo, noi siamo convinti che questo sia l'esatto contrario: questo è bullismo sui minori (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , bullismo di pochi invasati che con i nostri figli vogliono fare i loro esperimenti sociali del tutto inaccettabili. I fatti sono duri da smentire e, quindi, andiamo a prendere il questionario che si stava somministrando ai nostri figli e leggiamo che cosa c'era scritto. Costringere una ragazzina di dieci anni a scegliere se definirsi «esclusivamente eterosessuale», oppure «prevalentemente eterosessuale», oppure «bisessuale», oppure «prevalentemente omosessuale», oppure «esclusivamente omosessuale» oppure «asessuale», è qualche cosa di vomitevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È una vergogna che qualcuno pensi di poter indottrinare i nostri figli in questo modo inaccettabile. Come del resto è una vergogna che quei minori siano costretti, nella mente di qualche ricercatore, ad associare tale domanda ad altre due contigue legate al proprio sentimento religioso: «quanto consideri importante la religione nella tua vita»; e al proprio orientamento politico: «ti definisci di estrema sinistra, di sinistra, di centrosinistra, di centro, di centrodestra, di destra o di estrema destra»? Questo su un bambino di dieci anni è qualche cosa di scandaloso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Altro che educazione contro l'omofobia! Questo è indottrinamento politico-ideologico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Lo dico con estrema chiarezza ai senatori del Partito Democratico: finché ci saremo noi, queste porcherie non saranno date ai nostri figli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Croatti) . La lotta al bullismo si fa coinvolgendo le famiglie e non contro le famiglie; si fa educando i figli al rispetto del corpo e non sessualizzandoli precocemente; si fa usando il buonsenso e non sciocche ricerche infarcite di ideologia vomitevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per fare tutto questo c'è uno strumento che la legge prevede e che il Ministero ha recentemente ribadito in modo autorevole. (Commenti della senatrice Bellanova). PRESIDENTE. Senatrice, non disturbi. Il senatore Pillon sta solo svolgendo il suo intervento, senza offendere nessuno. Prego, senatore, prosegua. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Dicevo, per fare queste cose c'è uno strumento che è quello del consenso informato, che permette alle famiglie di essere informate preventivamente dei contenuti che si vogliono somministrare ai figli e di decidere legittimamente se quei contenuti sono ritenuti o meno adeguati per i propri minori. Ma se il consenso informato è la roba che è stata somministrata ai genitori umbri, nella quale si legge: