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Al ministro Costa fa eco il ministro Gualtieri, sempre intorno alle ore 10,35, con le cartelle esattoriali. È stato detto che stava scadendo il termine, ma il Ministro ha rassicurato che non c'è problema: dopo aver parlato con l'Agenzia delle entrate, le cartelle saranno notificate gradualmente e questa è una notizia che rassicura, essendo lui fiducioso. Il ministro Gualtieri è fiducioso anche sul recovery fund che - a suo avviso - potrà essere operativo all'inizio del 2021, e aggiunge: «Sono fiducioso che l'Italia sarà pronta col suo piano». Il Ministro dell'economia dovrebbe cercare però di collegare queste affermazioni con quanto ha dichiarato invece il premier Conte, secondo il quale, se non si sarà pronti col piano, si andrà a casa. Il ministro Gualtieri è fiducioso; meno fiducioso e un po' più realista è Conte, perché sarebbe veramente difficile. C'è comunque un'altra piccola notizia secondo la quale, se non sarà proprio nel 2021, ci sposteremo un po' in là e arriviamo al 2022. A più riprese abbiamo ascoltato gli interventi di esponenti di partiti diversi - non erano lamentele - che hanno elencato puntualmente le cose che non vanno bene. D'altronde, basta vederci: siamo qui oggi con l'ennesima fiducia; se fosse quello in esame un provvedimento così sostanzioso, forse l'Aula sarebbe piena e tutti farebbero degli interventi. Forse c'è anche un sentimento che non è stato richiamato, che è la vergogna, perché un conto è andare di fretta, spicciarsi, muovere, semplificare e sburocratizzare; un conto invece è arrivare di corsa e dover ricorrere alla fiducia con un provvedimento che, analizzato bene, ha poco a che fare con l'emergenza. Ci sono infatti dei piccoli interventi che vanno a tamponare certe situazioni che tra tre mesi si ripresenteranno. Quando però andrete a chiedere i soldi, vi chiederanno le riforme e le riforme non possono sostanziarsi in dieci righe, con schemi prestampati. Le riforme hanno bisogno di contenuti e i contenuti devono avere un valore talmente pesante da giustificare l'uscita di oltre 100 miliardi, che si aggiungono alle somme per le quali siamo già indebitati e agli ulteriori 200 miliardi che dovrebbero servire a rimettere in piedi il Paese. Prova ne è che si parla di Piano nazionale di ripresa e resilienza, e soprattutto di resilienza, visto che agli italiani chiediamo proprio di resistere: «Resistete, perché intanto noi qui, in qualche maniera fiduciosi e ottimisti, cercheremo di mettere a posto qualche cosa». Semplificazione significa anche avere coraggio e non paura. Semplificare significa non essere superficiali, ma mettere le imprese e tutti i segmenti commerciali, gli artigiani - tutti i settori, che non sto qui ad indicare, dalla sanità al commercio, all'industria, ai trasporti - nelle condizioni di avere veramente delle norme che possono essere applicate subito; vi ricordo che poi, una volta che abbiamo finito, si dovrà fare un corso per cercare di capire quali norme tra quelle presenti all'interno dei plichi al nostro esame si dovranno applicare, perché è tutto un copia e incolla. Se fosse però così preoccupante, se abbiamo così paura che magari tra le pieghe di questo snellimento possa annidarsi la malavita, rivolgo la seguente domanda al Presidente e a tutti voi. Chiedo se corrisponde a verità - abbiamo così paura di semplificare, partendo dal codice degli appalti, che è una materia che mi sta molto cuore - che qua dentro, in una procedura semplificata, veloce, senza lacci e lacciuoli, si siano affidati a una ditta di Cerignola, la Cerichem Biopharm, che ha anche dei problemi con il fisco, con l'Agenzia delle entrate, tre diversi contratti: uno il 5 marzo per 270 taniche da cinque litri di gel disinfettante, 50 flaconi da 500 millilitri con dosatore; un secondo accordo un mese dopo per 12.000 euro, per 25.000 litri di gel disinfettante; un terzo accordo per 21.000 euro, per 5.000 confezioni di salviettine, 50 spray disinfettanti, 170 visiere protettive. La Guardia di finanza, però, ha poi sequestrato 4.000 confezioni dall'azienda, perché non erano in possesso dell'autorizzazione della Comunità europea, né di quella del ministro Speranza e, quindi, non potevano essere messe in commercio. Allora sono stati applicati due pesi e due misure. Le chiedo se è vero, ma penso lo sia perché, se una notizia riportata in modo così preciso non dovesse corrispondere a verità, sarebbe veramente disastroso per chi l'ha riportata. Mi domando perché si applicano due pesi e due misure: si comprano le cose senza guardare, lasciando andare, per di più qui, all'interno, direttamente con l'Esecutivo, e poi, quando è ora di semplificare una norma che dà la possibilità a quelli che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, ci si rifà alla paura che i cittadini possano delinquere. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, il decreto agosto si inserisce in perfetta continuità con il decreto cura Italia e con il decreto rilancio e - non a caso - il provvedimento che stiamo trattando oggi è anche chiamato il decreto rilancio 2, sebbene introduca numerosi elementi di novità. Lo spirito del provvedimento, come i due precedenti citati, è continuare a estendere e rafforzare la rete di protezione attorno ai nostri imprenditori, al nostro tessuto economico-produttivo, messo a dura prova dalla pandemia da Covid-19, e a porre le condizioni per rilanciare la nostra economia combinando misure di aiuto temporaneo e misure di prospettiva, che guardano al futuro e allo sviluppo economico. Alla base del decreto-legge c'è il terzo scostamento di bilancio, che già abbiamo approvato in entrambi i rami del Parlamento, per 25 miliardi di euro; e quindi, dopo i 20 miliardi del decreto cura Italia e i 55 del decreto rilancio, il decreto agosto fa arrivare a 100 miliardi di euro la mole di risorse messe in campo per far fronte alla emergenza Covid. Tante sono le misure di aiuto a sostegno confermate e prorogate: su tutte cito la proroga della cassa integrazione in deroga e il rifinanziamento per gli anni a venire del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese con più di 7 miliardi di euro. Numerose sono le nuove misure di sostegno ai lavoratori e operatori economici, come - ad esempio - l'indennità di 600 euro per i lavoratori marittimi, l'indennità di 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo; il sussidio di 600 euro per i lavoratori del settore dello sport; l'introduzione di un fondo per la filiera della ristorazione, con 600 milioni di euro per il 2020, per garantire contributi a fondo perduto per l'acquisto di prodotti agricoli e alimentari, con l'obiettivo di valorizzare le produzioni locali. E ancora, cito l'introduzione di contributi a fondo perduto per i negozi dei centri storici, che sono stati penalizzati dal calo dei flussi turistici sempre in conseguenza della pandemia;