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In questo modo si darà visibilità anche a ciò che le regioni italiane fanno bene, con l'intento di salvaguardare e rafforzare queste risorse e aiutare altre regioni ad replicarle. Questo è un momento opportuno per affrontare in maniera sistematica le esigenze del sistema socio-sanitario italiano ai vari livelli della struttura regionale, tramite il coordinamento del Ministero della Salute e l'attivo coinvolgimento delle regioni italiane. Un crescente corpo di conoscenze dell'impatto sullo sviluppo economico inerente efficaci programmi di promozione delle salute e prevenzione delle malattie dimostra come è possibile contenere le spese sanitarie, ma solo se si affrontano anche le iniquità in salute e si sostengono i gruppi più vulnerabili. Per trarre giovamento da questi benefici è necessario che il sistema socio-sanitario disponga di risorse umane adeguate, dotate di specifiche abilità e capaci di lavorare intersettorialmente. Ciò implica la creazione nuove modalità lavorative, che incoraggino nuove forme di collaborazione tra professionisti della tutela della salute, dei servizi sociali e dello sviluppo locale e regionale. Questo programma biennale potrebbe diventare un passo importante e concreto per dare un seguito a livello nazionale e regionale al training richiesto all'Ufficio di Venezia da parte del Ministero della Salute nell'ambito della conferenza nazionale "Guadagnare Salute" (Venezia, 21-22 giugno 2012). Mentre il training della conferenza "Guadagnare Salute" è aperto solo a due rappresentanti per ciascuna regione italiana, questo programma biennale sarebbe accessibile a un numero di risorse umane molto più esteso. Per ottenere dei progressi in questo settore è necessario formare una massa critica di risorse umane adeguatamente preparate e inserite nella struttura decentralizzata del sistema socio-sanitario italiano. Pertanto, tramite il coordinamento del Ministero della Salute, si propone di formare una massa critica di circa 200 professionisti (12 provenienti da ciascuna delle regioni italiane più densamente popolate e 6 da ciascuna di quelle minori), in modo da poter garantire interventi sostenibili in quest'area di lavoro molto richiesta. Il periodo biennale consentirà lo sviluppo del programma in fasi ben definite. Ciascuna fase sarà caratterizzata da tematiche tecniche, a volte interconnesse, che saranno destinate a un insieme distinto di regioni, raggruppate a seconda di esigenze comuni. Ogni fase prevede circa 50 ore di formazione, i cui dettagli verranno sviluppati in un momento successivo da uno speciale gruppo di lavoro (Task Force), creato dal Ministero della Salute e dall'Ufficio di Venezia, per progettare, implementare e monitorare il programma. 2.3 Ulteriori benefici per l'Italia derivanti dall'ospitare l'Ufficio di Venezia Ospitare l'Ufficio di Venezia apporterà ulteriori benefici all'Italia, derivanti dalla maggiore accessibilità all'esperienza tecnica fornita dall'Ufficio nel miglioramento di politiche socio-sanitarie locali e nazionali. Alcuni esempi sono: • Organizzazione di seminari tecnici. L'Ufficio di Venezia può organizzare regolarmente dei seminari su tematiche prioritarie per l'Italia e le sue regioni. A seconda della tematica, i destinatari possono provenire dal settore socio-sanitario a livello nazionale o regionale, essere formato da politici o dirigenti sanitari. • Consulenza lampo su richiesta delle autorità italiane. L'Ufficio di Venezia può fornire un riscontro su buone pratiche ed evidenze scientifiche che siano di supporto a riforme e programmi di sviluppo a tutela della salute. Ciò comprende anche consulenze sul principio di equità in salute. • Assistenza tecnica e scientifica a conferenze nazionali e regionali. L'Ufficio di Venezia è disponibile a fornire input di carattere scientifico a eventi di sanità pubblica a livello nazionale e subnazionale. Questo lavoro può essere maggiormente formalizzato come parte del contributo dell'Ufficio OMS all'Italia, in coordinamento con il Ministero della Salute e le istituzioni italiane. • Consulenza e guida su come affrontare le iniquità di natura sociale. Ciò può includere supporto nella preparazione di rapporti e analisi delle iniquità sociali a livello regionale e locale. • Contributo scientifico a master patrocinati da istituzioni nazionali e regionali. Questo tipo di assistenza è già stato fornito in passato a due master patrocinati dalla Regione del Veneto. Ciò può essere esteso ad altre istituzioni nazionali e regionali che patrocinino master, o altri percorsi di specializzazione di rilevanza nazionale e internazionale, inerenti le aree di lavoro dell'Ufficio di Venezia. • Maggiori opportunità di partenariato internazionale per le istituzioni italiane. L'Ufficio di Venezia può rivestire il ruolo di intermediario nell'istituzione di rapporti con enti internazionali nel campo della ricerca, della medicina o della salute pubblica, che siano di interesse per l'Italia nel raggiungimento dei valori e degli obiettivi della strategia Salute 2020. Questo rafforzerebbe ulteriormente la capacità delle istituzioni italiane e il loro potenziale nella mobilitazione delle risorse a medio termine. • Rafforzamento delle risorse umane. Formazione di giovani professionisti italiani tramite periodi di stage o di distacco a breve e medio termine presso l'Ufficio di Venezia. Ciò può essere ulteriormente rafforzato tramite l'intermediazione dell'Ufficio di Venezia per scambi formativi con altre istituzioni europee e internazionali. • Visibilità al lavoro dell'Italia. Durante fora europei e internazionali l'Ufficio di Venezia può accrescere la visibilità dell'Italia promuovendo in tali sedi le pratiche promettenti svolte nel paese. --------------- 1 Priorità delle suddette Presidenze UE in ambito sanitario: a) Regno Unito 2005, Riduzione delle iniquità di salute; b) Slovenia 2008. Politiche intersettoriali per incrementare una sana alimentazione e l'attività fisica; c) Spagna 2010. Verso l'equità in salute: monitorare i determinanti sociali della salute e la riduzione delle iniquità di salute; d) Polonia 2011. Ridurre il divario tra lo stato di salute all'interno dell'Unione Europea. 2 Harrison D, Ziglio E, Bums H, Brown C (in fase di elaborazione). Report of the Task Group on Governance and Delivery Mechanisms. Copenhagen, WHO Regional Office for Europe. 3 http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241563970eng.pdf 4 Stuckler D, Basu S, McKee M. Budget crises, health, and social welfare programs. BMJ 2010; 340:c3311 5 - CSDH. Closing the gap in a generation: health equity through action on the social determinants of health. Final Report of the Commission on Social Determinants of Health. Geneva, World Health Organization, 2008. - Living well across communities: prioritizing well-being to reduce inequalities. NHS North West. Manchester, NHS NW, 2010.