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La regione disciplina l'attività e la composizione del collegio di direzione, prevedendo la partecipazione del direttore sanitario e del direttore amministrativo, dei direttori di distretto, dei direttori di dipartimento e di presidio, compreso il responsabile del servizio infermieristico, di un rappresentante dei medici di medicina generale e di un rappresentante dei pediatri di libera scelta e degli specialisti convenzionati, nonché prevedendo le modalità di individuazione, la durata in carica e le attribuzioni del presidente del collegio. La partecipazione al collegio di direzione non comporta compensi, né rimborsi spese e dalla stessa non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Nelle aziende ospedaliero-universitarie di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, nel collegio di direzione è assicurata la proporzione paritaria tra la componente medica ospedaliera e la componente medica universitaria. Al fine di garantire la trasparenza e la partecipazione al governo aziendale, le regioni possono disciplinare modalità di consultazione e coinvolgimento nell'attività della direzione aziendale dei dirigenti di struttura complessa titolari di budget »; c la rubrica è sostituita dalla seguente: «Organizzazione delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere». 2 (Responsabilità per danni occorsi in strutture sanitarie) 1 La responsabilità civile per danni a persone causate dal personale sanitario medico e non medico, occorsi in un'azienda ospedaliera, azienda ospedaliera universitaria, policlinico universitario a gestione diretta e istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico, ospedali classificati e case di cura autorizzate e accreditate, o in ambiti sovraziendali, al cui interno operino uno o più ospedali, di seguito complessivamente denominati «strutture sanitarie», è sempre a carico della struttura stessa. 2 La responsabilità riguarda le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie, ivi incluse le attività ambulatoriali, diagnostiche e le attività intramurarie. 3 La struttura sanitaria può avviare azione disciplinare contro i dipendenti responsabili del danno qualora il fatto sia stato commesso con dolo o colpa grave. Solo in caso di dolo può essere avviata azione di rivalsa nei confronti dei sanitari responsabili. 4 In caso di colpa grave accertata con sentenza passata in giudicato, il direttore generale, sentito il collegio di direzione, può disporre nei confronti del dipendente il parziale recupero del risarcimento del danno riconosciuto; l'ammontare, fissato in modo equitativo, è recuperato attraverso trattenute sullo stipendio, nella misura massima del quinto, per un periodo comunque non superiore a cinque anni. 3 (Assicurazione obbligatoria delle strutture sanitarie) 1 Le strutture sanitarie ospedaliere pubbliche e private non possono esercitare l'attività se non sono coperte, ai sensi della presente legge, dall'assicurazione per la responsabilità civile nei confronti degli assistiti. 2 Per l'adempimento dell'obbligo di cui al comma 1, il contratto è stipulato con qualsiasi impresa autorizzata all'esercizio dell'assicurazione della responsabilità civile con massimali adeguati a garantire la copertura assicurativa della responsabilità civile di tutti gli operatori sanitari. 3 Il Ministro della salute, con proprio decreto, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, stabilisce i criteri per la determinazione dei limiti dei massimali di cui al comma 2, con riferimento alla tipologia della struttura sanitaria e con riferimento ai cosiddetti danni maggiori e danni minori di cui individua le caratteristiche per la definizione. 4 In deroga a quanto stabilito dal decreto del Ministro della salute di cui al comma 3, le singole strutture sanitarie possono stabilire l'ammontare del risarcimento per i danni minori, come definiti dal decreto di cui al comma 3 e, comunque, entro i limiti dei massimali fissati dal suddetto decreto. 5 Le strutture sanitarie pubbliche e private per garantire maggiore tutela ai reparti a elevato rischio di responsabilità civile, possono stipulare contratti assicurativi integrativi. 4 (Fondo di garanzia) 1 Le regioni possono istituire un apposito fondo di garanzia per la responsabilità civile del personale delle strutture sanitarie pubbliche ubicate sul territorio regionale, sostitutivo delle polizze assicurative, attribuendo al fondo direttamente le risorse finanziarie necessarie. Le polizze assicurative in vigore cessano alla scadenza e comunque non oltre due anni dalla data di istituzione del fondo di garanzia. 5 (Azione per il risarcimento del danno) 1 Il danneggiato a seguito di prestazioni sanitarie ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell'assicuratore, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l'assicurazione. 2 La domanda di risarcimento, inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento, è corredata da idonea documentazione medica. 3 L'assicuratore, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della domanda di risarcimento di cui al comma 2, comunica al danneggiato la misura della somma offerta, ovvero indica i motivi per i quali non ritiene di fare alcuna offerta; nello stesso periodo di tempo il danneggiato è tenuto ad acconsentire agli accertamenti, ai controlli e alle verifiche che si rendano necessari, previo rimborso da parte dell'assicurazione delle giornate lavorative perse e delle spese sostenute. 4 In caso di postumi non ancora consolidati, la richiesta e l'offerta possono avere carattere provvisorio. L'offerta definitiva è comunicata entro sessanta giorni dalla data in cui il danneggiato informa l'assicuratore riguardo al consolidamento dei postumi. 5 Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offertagli, l'assicuratore provvede al pagamento entro venti giorni dalla data di ricevimento per iscritto dell'accettazione. 6 L'accettazione della somma offerta preclude l'ulteriore richiesta di risarcimento, impedisce di proporre querela per il reato di lesione e implica la remissione della querela eventualmente proposta. Impedisce, altresì, di effettuare l'ulteriore richiesta di risarcimento in sede giudiziaria. 6 (Albi dei consulenti tecnici d'ufficio per vertenze sulla responsabilità professionale del personale sanitario) 1 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano costituiscono albi dei consulenti tecnici d'ufficio per le vertenze riguardanti la responsabilità professionale del personale sanitario, stabilendo le modalità per la costituzione e l'aggiornamento dello stesso al fine di garantire un'idonea e qualificata rappresentanza di esperti di tutte le specializzazioni mediche, anche con il coinvolgimento delle relative società scientifiche. 7 (Nomina dei consulenti tecnici d'ufficio) 1 In tutte le cause di responsabilità professionale dei sanitari, la nomina dei consulenti tecnici d'ufficio, ai sensi dell'articolo 61 del codice di procedura civile e dell'articolo 359 del codice di procedura penale, è effettuata tra persone iscritte agli albi di cui all'articolo 6. 2 È possibile il conferimento dell'incarico a un consulente iscritto all'albo di un'altra regione.