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Le armi cui si applica il presente Articolo dovranno essere rigorosamente conformi alle norme ed ai limiti enunciati nell'Allegato Tecnico per ciascuna particolare categoria. 5. È vietato utilizzare mine, trappole o altri ordigni dotati di un sistema o di un dispositivo specificamente progettati per far detonare la munizione in presenza di comuni rivelatori di mine, per effetto del loro influsso magnetico o di altri influssi diversi dal contatto, durante l'uso normale nelle operazioni di rilevamento. 6. È vietato utilizzare mine che si disattivano autonomamente, munite di dispositivo anti-manipolazione progettato per rimanere funzionante dopo che le mine hanno cessato di funzionare. 7. È vietato in qualsiasi circostanza puntare le armi di cui nel presente Articolo contro la popolazione civile in generale o contro singoli, oppure contro obiettivi civili, a prescindere dal fatto che ciò avvenga a titolo offensivo, difensivo o di rappresaglia. 8. È vietato l'impiego indiscriminato delle armi cui si applica il presente Articolo. Per impiego indiscriminato, s'intende la posa di tali armi: a) su o puntate verso un obiettivo non militare. Qualora si dubiti se un obiettivo solitamente adibito a scopi civili, come per esempio un luogo di culto, una casa o altro alloggio o una scuola, sia utilizzato per fornire un contributo effettivo ad un'azione militare, si presume che non venga utilizzato a tal fine; b) con un metodo o un mezzo di trasporto che non possano essere puntati contro uno specifico obiettivo militare; oppure c) che potrebbe provocare incidentalmente vittime nella popolazione civile, ferite a civili, danni a beni civili o una combinazione di essi, eccessivi rispetto al concreto e diretto vantaggio militare previsto. 9. Nel caso di più obiettivi militari nettamente separati e distinti situati in una città, una località, un villaggio o altra zona in cui esiste una concentrazione analoga di popolazioni civili o di obiettivi civili, tali obiettivi non devono essere considerati come un unico obiettivo militare. 10. Saranno prese tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili dagli effetti delle armi cui si applica il presente Articolo. Per precauzioni possibili, s'intendono le precauzioni possibili, o che siano possibili in considerazione di tutte le circostanze della situazione contingente, ivi comprese le considerazioni di ordine umanitario e militare. Tali circostanze comprendono, ma non esclusivamente: a) l'effetto a breve e lungo termine delle mine sulla popolazione civile locale per tutta la durata del campo di mine; b) le eventuali misure per la protezione dei civili (per esempio: installazione di recinzioni, segnali, avvertimenti e sorveglianza); c) la disponibilità e la realizzabilità di altre alternative; d) i requisiti militari a breve e lungo termine previsti per un campo di mine. 11. Deve essere dato un preavviso effettivo, per ogni posa di mine, trappole o altri ordigni che potrebbero danneggiare la popolazione civile, a meno che le circostanze non lo consentano. Articolo 4 Restrizioni all'impiego di mine antiuomo È vietato impiegare mine antiuomo che non sono rilevabili, come specificato al paragrafo 2 dell'Allegato Tecnico. Articolo 5 Restrizioni all'impiego delle mine antiuomo diverse dalle mine seminate a distanza 1. Il presente Articolo si applica alle mine antiuomo diverse dalle mine posate a distanza. 2. È vietato utilizzare armi cui il presente Articolo è applicabile e che non sono conformi alle norme dell'Allegato Tecnico relative all'auto-distruzione ed alla disattivazione, a meno che: a) tali armi non siano disposte in un perimetro marcato, sorvegliato da personale militare e protetto da una recinzione o da altri mezzi atti ad impedire concretamente ai civili di penetrarvi. La marcatura deve essere riconoscibile e duratura e deve almeno poter essere vista da chiunque si accinga ad entrare nel perimetro marcato, e b) tali armi non siano rimosse prima dell'evacuazione della zona, tranne nel caso in cui essa non venga ceduta alle forze di un altro Stato che accetta di farsi carico della manutenzione dei mezzi di protezione previsti dal presente Articolo e, successivamente, della rimozione di queste armi. 3. Una parte ad un conflitto è esentata dall'obbligo di rispettare le norme dei capoversi a) e b) del paragrafo 2 del presente Articolo solo se impossibilitata ad adempiere a tale obbligo per la perdita forzata del controllo della zona a seguito di un'azione militare del nemico, o se impedita da un'azione militare diretta del nemico. Se la parte riassumerà il controllo della zona, sarà nuovamente tenuta a rispettare tali disposizioni. 4. Se le forze di una parte al conflitto assumono il controllo di una zona in cui sono state posate le armi oggetto del presente Articolo, esse devono per quanto possibile provvedere alla manutenzione e, se del caso, fornire i mezzi di protezione previsti dal presente Articolo fino a quando gli ordigni non siano stati rimossi. 5. Dovranno essere prese tutte le misure possibili per impedire la rimozione non autorizzata, l'alterazione, la distruzione o la dissimulazione di qualsiasi dispositivo, sistema o materiale utilizzato per marcare il perimetro di una zona. 6. Le armi cui si applica il presente Articolo, che proiettano schegge in un arco orizzontale inferiore a 90 (gradi) e siano poste sul suolo o sopra di esso possono essere utilizzate, senza prendere le misure previste al paragrafo 2, capoverso a) del presente Articolo, al massimo per 72 ore se: a) si trovano nelle immediate vicinanze dell'unità militare che le ha seminate e b) la zona è sorvegliata da personale militare che impedisca concretamente ai civili di penetrarvi. Articolo 6 Restrizioni all'uso di mine seminate a distanza 1. È vietato usare mine seminate a distanza a meno che siano registrate secondo le disposizioni del paragrafo 1 (b) dell'Allegato Tecnico. 2. È vietato usare mine antiuomo seminate a distanze che non siano conformi alle disposizioni dell'Allegato Tecnico relative all'autodistruzione ed all'autodisattivazione. 3. È vietato usare mine seminate a distanze diverse dalle mine antiuomo, a meno che non siano dotate, per quanto possibile, di un efficace meccanismo di autodistruzione o di autoneutralizzazione e di un dispositivo complementare di auto-disattivazione progettato in modo tale che la mina cessi di funzionare quando non serve più agli scopi militari per i quali era stata posata. 4. Dovrà essere dato un preavviso effettivo per ogni lancio o sganciamento di mine a distanza suscettibile di danneggiare la popolazione civile, tranne nel caso in cui le circostanze non lo consentano. Articolo 7 Divieti sull'uso di trappole e di altri ordigni 1. Fatte salve le norme di diritto internazionale applicabili ai conflitti armati ed attinenti a tradimenti e perfidia, è vietato in qualunque circostanza utilizzare trappole ed altri ordigni che siano in qualche modo attaccati o associati: a) ad emblemi, cartelli o segnali di protezione riconosciuti a livello internazionale; b) a malati, feriti o morti; c) a luoghi di sepoltura o di cremazione o tombe;