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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 15 GIROTTO La seduta inizia alle ore 11,35. IN SEDE CONSULTIVA Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Poiché non vi sono ulteriori interventi in discussione generale, il presidente GIROTTO dichiara conclusa tale fase procedurale. Dopo che il rappresentante del Governo e il presidente GIROTTO (M5S), relatore, hanno rinunciato alla replica, questi illustra la proposta di parere favorevole pubblicata in allegato. La senatrice BELLANOVA (PD) deposita, a nome del suo Gruppo, lo schema di parere alternativo pubblicato in allegato. Si procede quindi alle dichiarazioni di voto. Il senatore CASTALDI (M5S), dopo aver espresso apprezzamento per le previsioni che indicano una crescita del PIL e un rilancio degli investimenti pubblici, nonché per la volontà di ridurre la pressione fiscale sulle piccole e medie imprese, incentivare l'efficienza energetica e stabilizzare l'"ecobonus" e il "sisma bonus", dichiara il voto favorevole del suo Gruppo. Il senatore MARTI (L-SP-PSd'Az) dichiara il voto favorevole a nome del proprio Gruppo. La senatrice GARNERO SANTANCHE' (FdI) e il senatore MANGIALAVORI (FI-BP) dichiarano il voto contrario a nome dei rispettivi Gruppi. La senatrice BELLANOVA (PD) dichiara il voto contrario del suo Gruppo, ritenendo la Nota in esame gravemente inadeguata quanto alle misure in materia di investimenti, politiche di crescita per il Mezzogiorno e rilancio dell'occupazione. Verificata la presenza del numero legale, il PRESIDENTE pone ai voti la proposta di parere favorevole del relatore, che risulta approvata, restando pertanto preclusa la votazione della proposta alternativa presentata dal Gruppo del Partito Democratico. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane DDL 169 Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane (Discussione e rinvio) Il relatore VACCARO (M5S) illustra il disegno di legge, che si compone di 16 articoli e ripropone il testo dell'Atto Camera n. 3265, già approvato nella scorsa legislatura dall'altro ramo del Parlamento. Secondo quanto enunciato nella relazione illustrativa, i proponenti si pongono l'obiettivo di portare a compimento un progetto fondamentale per la promozione delle produzioni tipiche e dell'agroalimentare italiano, perseguendo la duplice finalità di garantire il diritto all'informazione dei consumatori e valorizzare le produzioni artigianali, evidenziandone la specificità e la tipicità. Si tratta di un patrimonio inestimabile. Il pane fresco infatti è il risultato di competenze e conoscenze, pratiche e tradizioni che costituiscono un patrimonio culturale nazionale e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare con norme specifiche, necessarie sia ad informare il consumatore sull'origine e sul processo produttivo impiegato sia a consentire ai produttori artigianali di valorizzare il frutto del proprio lavoro. Passando all'esame del testo, l'articolo 1 indica le finalità del provvedimento, ossia garantire il diritto all'informazione dei consumatori e valorizzare il pane fresco, che è considerato patrimonio culturale nazionale. L'articolo 2, da una parte, fornisce la definizione dei pani e delle sue principali caratterizzazioni ("pane", "pane fresco", "pane di pasta madre" e "pane con pasta madre"), dall'altra, pone una serie di divieti connessi alla definizione di "pane fresco", pane di giornata", "pane appena sfornato" e "pane caldo", nonché di qualsiasi altra denominazione che possa indurre in inganno il consumatore e stabilisce i casi in cui è vietato utilizzare in commercio la denominazione di "pane fresco". Stabilisce poi le indicazioni da riportare in etichetta in caso di prodotto surgelato, di prodotto ottenuto da cottura parziale e di prodotto ottenuto dalla cottura di impasti preparati con farine alimentari. Individua infine le sanzioni conseguenti al mancato rispetto dei divieti indicati. L'articolo 3 riguarda il prodotto intermedio di panificazione, definendo l'impasto, preformato o no, lievitato o no, destinato alla conservazione prolungata e alla successiva cottura per l'ottenimento di pane, ricomprendendo in tale categoria anche l'impasto sottoposto a congelamento, surgelazione o ad altri metodi di conservazione, che mantengano inalterate le caratteristiche del prodotto intermedio per prolungati periodi di tempo, determinando un'effettiva interruzione del ciclo produttivo. L'articolo 4 concerne il pane conservato o a durabilità prolungata: ai sensi dell'articolo in questione ricade in tale categoria il pane sottoposto a trattamenti che ne aumentino la durabilità. Sono inoltre enunciate alcune indicazioni di massima circa l'etichettatura e le modalità di commercializzazione. All'articolo 5 vengono definiti i prodotti utilizzabili per la lievitazione nella panificazione, statuendo la definizione di lievito e dei concetti ad esso correlati. L'articolo 6 stabilisce l'utilizzo delle paste acide, distinguendo tra versione essiccata, versione liquida e in pasta. L'articolo 7 stabilisce la definizione di "panificio" e attribuisce al titolare la facoltà di vendere allo stato sfuso i prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda. Interviene anche in materia di procedure amministrative per l'avvio di un nuovo panificio e il trasferimento o la trasformazione di panifici esistenti, subordinandoli alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). All'articolo 8 viene introdotta la definizione di "Forno di qualità" riservata in via esclusiva al panificio che produce e commercializza pane fresco e che può essere usata nella denominazione della ditta, dell'insegna o del marchio. L'articolo 9 individua il responsabile dell'attività produttiva, che può essere il titolare dell'impresa; il collaboratore familiare del titolare; un socio o lavoratore dipendente dell'impresa di panificazione designato dal legale rappresentante dell'impresa stessa all'atto della presentazione della SCIA. Vengono inoltre individuati i compiti del responsabile: assicurare l'utilizzo di materie prime in conformità alle norme vigenti e garantire l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e la qualità del prodotto finito. Infine, in capo al responsabile dell'attività produttiva è posto l'obbligo di frequentare un corso di formazione professionale, salvo alcuni casi di esonero ove sia in possesso determinati requisiti. Facendo salve le disposizioni del regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, l'articolo 10 stabilisce che le disposizioni della proposta di legge non si applicano ai prodotti fabbricati o commercializzati negli altri Stati membri dell'Unione europea, in Turchia o in uno Stato membro dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), parte contraente dell'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE). L'articolo 11 introduce il concetto di: