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Di membri della maggioranza ce ne sono pochi in Aula, ma speriamo che abbiano letto i nostri ordini del giorno o li leggano velocemente perché, se poi verranno portati avanti e approvati, la responsabilità sarà solamente del Governo e della maggioranza. (Applausi). Invito il Governo e la maggioranza a stare vicini all'immenso popolo dei lavoratori autonomi, perché sono 5 milioni ed è da loro che arrivano le idee, veramente semplici e per il bene comune, che noi spesso proponiamo. Vi invito nelle prossime settimane - lo chiedo come piccolo compito alla maggioranza e ai membri del Governo - di farvi amico e adottare un lavoratore autonomo, un imprenditore, un piccolo artigiano. Passando del tempo con queste persone che ogni giorno lavorano e sono la vera spina dorsale della nostra economia - devono risolvere i problemi che la nostra burocrazia crea - abbiamo constatato che trovano soluzioni di buon senso. Ebbene, adottate e fatevi amico un lavoratore autonomo, una piccola partita IVA, un piccolo imprenditore e vedrete che, nei prossimi decreti-legge e nelle prossime proposte legislative, ci saranno molte cose di buon senso a costo zero o addirittura con un income economico di benefit per lo Stato. (Applausi). PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, a nome del mio Gruppo, chiedo alla Presidenza, avendo prima consultato anche gli altri Capigruppo, una sospensione dei lavori per una nostra riunione politica di Gruppo almeno fino alle ore 16. PRESIDENTE . Va bene, senatore Perilli, ma ho l'esigenza di andare avanti almeno con qualche altro intervento, perché alcuni senatori potrebbero avere difficoltà a intervenire nel pomeriggio e, quindi, mi sembra doveroso dare loro la parola adesso. Se c'è l'accordo di tutti i Gruppi, per me va bene. È iscritta a parlare la senatrice Biti. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, intervengo su un procedimento importante che ha visto impegnati tanti senatori, gli Uffici e tutto il Senato negli ultimi dieci giorni, con un lavoro davvero incessante e - a nostro avviso - produttivo. È vero che niente è perfetto e che tutto e perfettibile. Ho sentito tanti interventi dei colleghi, soprattutto dell'opposizione, tornare su quanto sia negativo e non produttivo il decreto-legge che viene convertito questa settimana. Tuttavia, ripeto anche a loro che niente è perfetto e tutto è perfettibile. Il ruolo che noi abbiamo, come senatori della Repubblica italiana, ci impone, appunto, di presidiare continuamente i provvedimenti che presentiamo - come abbiamo fatto in questi giorni nelle Commissioni - e di continuare a presidiarli in seguito, per intervenire, qualora ve ne sia necessità, per migliorarli ancora. Questo è il nostro ruolo. Io devo ringraziare i relatori, ovviamente, nonché il Governo, sempre presente. Ringrazio anche gli Uffici, che hanno accompagnato tutti noi nella stesura e nella riformulazione degli emendamenti, la Presidenza e, quindi, il Senato. Soprattutto, però, ringrazio i Presidenti delle Commissioni e i commissari tutti. Ho potuto assistere ai lavori delle Commissioni riunite non da membro di Commissione. Chi era presente mi ha visto sempre, perché ho seguito alcuni emendamenti che avevo presentato e avevamo presentato come Gruppo. Anche da esterna, quindi, dico a tutti noi che abbiamo lavorato tanto e bene. Forse dovremmo ricordarlo anche quando, a volte, con superficialità, spariamo sul ruolo dei parlamentari, dicendo che non fanno ciò che devono fare. Abbiamo dimostrato, negli ultimi dieci giorni, che si riesce a lavorare, ognuno mantenendo le proprie posizioni, certo, ma non ritengo si faccia un buon servizio a nessuno dicendo che la politica non lavora e non funziona. Stiamo attenti, soprattutto in periodi come quello attuale. Entro ora nello specifico del provvedimento, sottolineando che il decreto-legge in esame è importante perché cerca di semplificare. È un termine forse abusato - è vero - ma questo abbiamo cercato di fare, tramite interventi procedurali, così da dare respiro al nostro Paese e da permettere sblocchi di investimenti sui nostri territori. Quanto abbiamo cercato di realizzare, come Gruppo e anch'io personalmente, è stato di partire dai Comuni, dai nostri amministratori locali, per ascoltarne le esigenze, per riportare i problemi con i quali ogni giorno, sul territorio, i nostri amministratori si misurano e con i quali devono spesso fare a pugni per cercare di portare avanti investimenti e migliorie alle strutture territoriali, che sono quanto mai necessarie per i nostri cittadini. Ringrazio qui i sindaci per l'impegno che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno profuso sui territori e che non dobbiamo mai dimenticare, soprattutto in quest'Aula. Sappiamo tutti che i sindaci, i consiglieri comunali e gli amministratori, anche dei territori più piccoli, sono i primi a contatto con le esigenze di ogni cittadino. A loro, dunque, va il ringraziamento per come hanno saputo tenere i territori e dare risposte, in mesi così difficili. Attrarre investimenti sui territori è stato un faro che ci ha guidato, nella stesura di questo decreto-legge, al fine di rilanciare l'economia: dai territori più disagiati fino ad arrivare alle grandi città, che tanto hanno risentito della crisi. Parlo da senatrice di una città che, ovviamente, in questo momento ha sofferto, al pari delle città più importanti (Milano, Napoli, Venezia, Roma stessa, Palermo e Catania: sono tantissime). Vi era una necessità e - a mio giudizio - sono state date le risposte migliori, in questo momento, per permettere investimenti seri, più veloci e più semplici nei nostri territori. È vero: sono stati presentati tanti emendamenti, anche dalla maggioranza, ma - come dicevo all'inizio - niente è perfetto e tutto è perfettibile. L'impegno di ciascuno di noi è stato proficuo in questo senso. Ringrazio un'altra volta anche per gli emendamenti che non sono stati accolti e che ci daranno modo di lavorare ancora. Non tutti sono andati a buon fine, infatti, anche per me. Termino parlando di due questioni sulle quali avevo presentato emendamenti che sono finiti in fondo. Allo stadio arrivo dopo. C'è anche quel tema, ma non c'è solo quello, per fortuna. Lo dice chi ha presentato l'emendamento: non è solo quello il decreto semplificazioni. Non è soltanto lo svincolo per gli stadi vincolati. Avevo presentato un emendamento, che è stato trasformato in ordine il giorno. A tal proposito, ringrazio il senatore Mirabelli che, come Capogruppo in Commissione, lo ha seguito e non ha perso di vista niente. È un piccolo emendamento - come già detto - ma è stato richiesto dai Comuni più piccoli e riguarda il casellario giudiziale. I Comuni hanno bisogno di richiedere i dati del casellario giudiziale quando stendono gare e quando queste vanno avanti. Per i piccoli Comuni è sempre difficile ottenere quello che richiedono perché, parlando con amministrazioni più grandi di loro, spesso vengono tenuti in sospeso. Così passano i mesi e sapete già che per i Comuni piccoli è difficile fare bandi di gara ed è ancora più difficile se poi ci sono dei blocchi.