[ddlpres]

b i siti da bonificare secondo le prescrizioni della normativa vigente; c i siti di interesse nazionale. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono all'attuazione di quanto disposto al comma 2 tramite le agenzie regionali per la protezione ambientale. 4 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'ISPRA trasmette al CENPSU i dati spaziali raccolti della banca dati di cui al comma 2. 5 Il CENPSU elabora i dati di cui al comma 2 e quelli della banca dati pedologica nazionale per valutare, tramite opportuni modelli e cartografie, la perdita di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base al grado di contaminazione e alle diverse tipologie di suolo, i cui criteri sono individuati dalle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 6 Il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico delle agenzie regionali per la protezione ambientale, definisce i programmi d'azione obbligatori di ripristino, ove tecnicamente possibile, delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli già bonificati ai sensi del titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 7 Entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione, i programmi d'azione obbligatori di ripristino, di cui al comma 6, sono attuati, senza possibilità di deroga. 8 Ove non sia tecnicamente possibile il ripristino delle funzioni e dei servizi ecosistemici sui suoli già bonificati, o in corso di bonifica o, in ogni caso, sui suoli in cui è prevista la bonifica ai sensi del titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, l'intervento è finalizzato a mitigare il danno sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli attigui e sulle falde idriche nel rispetto dei princìpi ambientali di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e, in particolare, del principio « chi inquina paga ». 13 (Frane e alluvioni) 1 I metodi e i criteri, anche tecnici, per l'attività conoscitiva e per le attività di pianificazione, programmazione e attuazione, rispettivamente previste dagli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in relazione agli aspetti riguardanti il suolo, sono definiti secondo le modalità previste dall'articolo 57 del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006, mediante apposito atto di indirizzo e coordinamento inerente all'accertamento e allo studio degli effetti delle condizioni generali dei suoli sulle minacce da frane e alluvioni, da adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della transizione ecologica e il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri trasmettono al CENPSU i dati raccolti sulle frane e sulle alluvioni. 3 Il CENPSU elabora i dati di cui al comma 2 e li confronta con quelli della banca dati pedologica nazionale per valutare, tramite opportuni modelli e cartografie, la perdita di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base al livello di degrado causato da frane e alluvioni e alle diverse tipologie di suolo, i cui criteri sono individuati dalle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 4 Il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico delle agenzie regionali per la protezione ambientale e con le autorità di bacino, definisce i programmi d'azione obbligatori per ripristinare, ove tecnicamente possibile, le funzioni e i servizi ecosistemici dei suoli soggetti a degrado causato da frane e alluvioni. 5 Entro l'anno successivo alla loro predisposizione, le regioni attuano i programmi di azione di cui al comma 4 senza possibilità di deroga. 6 Nel caso in cui non sia possibile il ripristino delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli, l'intervento è finalizzato a riportarli, quanto più possibile, allo stato precedente l'evento dannoso. 14 (Impermeabilizzazione) 1 Il CENPSU individua le aree a diverso grado di impermeabilizzazione e i relativi criteri di valutazione sulla quantità e sulla qualità del consumo di suolo e sull'integrità del tessuto rurale, inserendole in un apposito elenco, sulla base del monitoraggio del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, e secondo le linee guida di cui all'articolo 5, comma 2, della presente legge. 2 Annualmente il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree di cui al comma 1. 3 I dati sulle aree impermeabilizzate e i criteri di valutazione del consumo di suolo, nonché i dati sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli da sottoporre ad impermeabilizzazione di cui al comma 1, sono tenuti in considerazione sia per ogni trasformazione delle coperture e degli usi dei suoli previsti nei piani urbanistici e di settore, a qualsiasi scala, sia per la valutazione ambientale strategica connessa ai predetti piani. 4 Lo Stato, le regioni, le province e i comuni, nella progettazione delle opere infrastrutturali, nella redazione dei nuovi strumenti di pianificazione urbanistica e nelle modifiche o aggiornamenti degli stessi, tengono conto dei dati sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli e sull'impermeabilizzazione degli stessi, ai sensi del comma 3, in un'area più estesa rispetto al sito direttamente coinvolto. 5 Entro il 31 dicembre di ogni anno, i dati rilevati ai sensi del comma 3 sono pubblicati nelle relazioni sullo stato dell'ambiente prodotte dalle agenzie regionali per la protezione ambientale e sono trasmessi al CENPSU. 6 Gli strumenti di pianificazione urbanistica, nel definire le destinazioni d'uso del territorio, sono predisposti, dopo aver effettuato verifiche preventive e preferendo sempre le soluzioni volte a non aumentare il grado di impermeabilizzazione del suolo, nonché a garantire un utilizzo sostenibile dello stesso. 7 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti sono adeguati ai sensi del comma 6. 8 Il ripristino dei suoli impermeabilizzati è effettuato con riuso dei suoli escavati di cui all'articolo 16. 9 Nell'utilizzo dei suoli nei piani urbanistici, in conformità alla Strategia dell'Unione europea per il suolo per il 2030, di cui alla comunicazione della Commissione europea COM(2021) 699 definitivo, del 17 novembre 2021, si applica la gerarchia di azioni di contrasto al consumo di suolo di cui all'articolo 16 della presente legge. 10 Nei casi in cui non vi siano alternative all'uso di suolo libero, i comuni trasmettono tempestivamente al CENPSU una comunicazione motivata in un apposito documento. 15 (Valutazione globale delle aree minacciate dal degrado e dalla desertificazione del suolo)