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Modifiche al codice penale e al decreto legislativo 6 novembre 2013, n. 131, recanti disposizioni volte a limitare la sofferenza animale durante l'abbattimento. Onorevoli Senatori. – La materia della macellazione rituale è attualmente disciplinata dal regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento, che ha sostituito la direttiva 93/119/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1993. Di quest'ultima sono rimaste in vigore alcune parti degli allegati A e C. Il regolamento del 2009 ha introdotto diverse novità, ma mantiene la deroga all'obbligo di stordimento degli animali prima dell'abbattimento, limitandola al caso di uccisioni rituali effettuate nei macelli. Nello specifico, in base a tale deroga, lo stordimento non si applica agli animali sottoposti a particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi, a condizione che la macellazione abbia luogo in un mattatoio. L'animale sottoposto a macellazione rituale deve essere integro e ciò esclude il ricorso a tecniche che comportino qualsiasi lesione. Per questo motivo, le tecniche di stordimento sono respinte da diverse comunità religiose in quanto giudicate lesive dell'integrità dell'animale. Il disposto dell'articolo 26 del regolamento ha assicurato un certo livello di sussidiarietà agli Stati membri, i quali hanno la possibilità di adottare disposizioni nazionali tese a garantire quanto possibile un minore strazio degli animali durante l'abbattimento, e tale maggiore garanzia – alla lettera c) del paragrafo 2 – si può esercitare nel settore della macellazione di animali e operazioni correlate. Inoltre, ai sensi dell'articolo 23 dello stesso regolamento, agli Stati membri è demandata la determinazione della disciplina sanzionatoria applicabile in caso di violazione del regolamento, nonché l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per assicurarne l'applicazione. Il presente disegno di legge ha lo scopo di modificare il decreto legislativo 6 novembre 2013, n. 131, recante « Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1099/2009 relativo alle cautele da adottare durante la macellazione o l'abbattimento degli animali », con cui l'Italia ha ottemperato alle disposizioni di cui al citato articolo 23. Con riferimento alla macellazione rituale, l'articolo 4 del suddetto decreto legislativo, al comma 1, stabilisce che: « Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore che viola le disposizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento della somma da 2.000 euro a 6.000 euro. La sanzione non si applica nel caso di utilizzo di particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi, a condizione che la macellazione abbia luogo in un macello ». Intendendo abrogare dunque la deroga esplicita all'obbligo di stordimento in caso di macellazione rituale nel già menzionato decreto legislativo n. 131 del 2013, con il presente disegno di legge si prevede che sul territorio nazionale gli animali siano abbattuti esclusivamente previo stordimento, al fine di garantire, durante l'abbattimento e le operazioni correlate, l'assenza per gli animali di dolori, ansia e sofferenze, anche in considerazione di quanto disposto dall'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento europeo. Quindi, qualsiasi tipo di macellazione, compresa quella rituale, deve essere preceduta da un preventivo stordimento dell'animale, tenuto conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti così come stabilito nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Fermo restando il diritto inviolabile alla libertà religiosa riconosciuto dalla Costituzione all'articolo 19, che il presente disegno di legge non intende mettere in discussione, appare opportuno ricordare che la macellazione rituale è vietata in diversi Paesi dell'Unione europea e persino in Malesia, Paese a maggioranza islamica. Sul punto, inoltre, vale la pena citare una recente pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo avente ad oggetto il divieto di macellazione rituale di animali senza previo stordimento nelle regioni fiamminga e vallona del Belgio. La Corte, al riguardo, ha ritenuto che le autorità nazionali – applicando la disciplina di riferimento avente l'effetto di vietare la macellazione degli animali senza previo stordimento nelle menzionate regioni, pur consentendo lo stordimento reversibile per la macellazione rituale – non avevano ecceduto il loro potere discrezionale (cosiddetto « margine di apprezzamento »). Un segnale giurisprudenziale, quest'ultimo, che è stato accolto positivamente anche da numerose organizzazioni ed associazioni animaliste. Il presente disegno di legge si compone di quattro articoli. L'articolo 1, al comma 1, introduce l'obbligo di abbattimento degli animali, in tutto il territorio nazionale, esclusivamente previo stordimento, richiamando esplicitamente il citato articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1099/2009. Al successivo comma 2, l'articolo stabilisce che tale principio deve essere applicato anche a particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi. La norma, dunque, non introduce un divieto della macellazione rituale, ma estende a quest'ultima l'obbligo di stordimento. In questo modo è possibile conformare compiutamente il nostro ordinamento al disposto dell'articolo 13 del TFUE, ai sensi del quale, nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione nei settori dell'agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione e gli Stati membri devono tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Il principio sancito dall'articolo 1 del presente disegno di legge appare necessario anche alla luce del combinato disposto degli articoli 3, 4 e 5 del regolamento, che pone in diretta correlazione l'assenza di dolore o sofferenze per gli animali con le pratiche di stordimento, nella misura in cui, come precedentemente esposto, molti metodi utilizzati per abbattere gli animali sono dolorosi e lo stordimento è ritenuto imprescindibile per indurre uno stato di insensibilità prima o nel momento stesso in cui l'animale viene abbattuto. L'articolo 2 dispone delle modifiche al codice penale. Al comma 1, lettera a) , è stabilito che la stessa pena prevista ai sensi dell'articolo 544- ter del codice penale, in tema di maltrattamento di animali, sia applicata a chiunque nel territorio nazionale abbatta gli animali destinati alla macellazione, anche nei casi di applicazione di metodi di macellazione prescritti da riti religiosi, senza praticare il previo stordimento. Alla lettera b) è previsto che nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per il delitto previsto dal nuovo secondo comma dell'articolo 544- ter è sempre ordinata la confisca degli animali ancora eventualmente vivi presenti nel luogo di macellazione ovvero dove è avvenuta la vendita degli animali.