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Si è certamente fatto un passo in avanti anche sulla questione degli enti locali, che abbiamo votato poc'anzi, anche in questo caso per riparare ai guai fatti durante la legge di bilancio. Tuttavia vi erano una serie di nostri emendamenti, che ci stavano molto a cuore e che entravano nel merito di vicende legate ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al caos che continua a sussistere nella scuola, ai concorsi (per cui paradossalmente vi sono molti posti vacanti e molti abilitati che non si riescono a incontrare) e a tanti altri problemi. Noi abbiamo offerto la nostra collaborazione. Vorrei segnalare che non vi è stata alcuna convergenza, praticamente su nessun emendamento, se non quelli assorbiti nell'ambito dell'intervento sull'Ires. Il grande dispiacere, su cui mi soffermerò ancora, deriva da una serie di operazioni che proseguono nello stile della propaganda, ossia che vengono presentate in un modo ma sono esattamente il contrario. Faccio riferimento alla questione delle trivelle su cui siamo intervenuti poco fa. Lo ripeto, le mediazioni sono normali, ma c'è un punto su cui ci dobbiamo mettere d'accordo. Il piano delle aree serve davvero per avviare la transizione energetica o è solo una sospensione di diciotto mesi? Infatti, dopo aver fatto tanti comunicati, propaganda, interruzioni dei lavori di Commissione, minacce di dimissioni del Ministro dell'ambiente, alla fine la mediazione è stata, come sempre, molto al ribasso. Quella, infatti, non è una moratoria, ma è un time out , una sospensione che si applica solo e unicamente alle istanze per la ricerca e per la prospezione. Non vi rileggo l'elenco sterminato, ma si prorogano, ad esempio, tutte le concessioni in atto in Basilicata. Non venite a dire che questo è un grande risultato, perché sapete perfettamente che non lo è: è una sospensione. Vedremo in questi diciotto mesi. Non si inizia a realizzare il piano delle aree, avendo già dovuto accantonare la questione fondamentale, ossia cominciare a mettere un freno, a lavorare davvero per una moratoria, almeno sulla vicenda dell' air gun , la tecnica che abbiamo combattuto e che sta creando molti problemi nei nostri fondali; oppure, almeno per la sospensione nell'Alto Adriatico, di fronte a Venezia. Non dico tutto, ma c'erano tanti altri passi in avanti che si potevano fare. Non eravate in grado, per i rapporti con la Lega, di abrogare l'articolo 38 del decreto-legge n. 133 del 2014? Potevate almeno intervenire sulla concessione unica. Se tanto mi dà tanto, anche sulla TAV... Potrei fare un elenco. Vogliamo parlare della Puglia? Vogliamo partire dal TAP? Su questo punto non so cosa avete scritto in questo benedetto contratto di Governo; sulle questioni ambientali forse avete fatto finta di scrivere qualcosa, ma sta accadendo esattamente l'inverso. Soprattutto - e questo è anche il motivo del voto contrario su quell'emendamento - colpisce il fatto che non si vuole costruire un percorso ma si sta solo chiusi all'interno del rapporto con la Lega ed il lavoro delle Commissioni e in Aula è soltanto conseguente a tale realtà: tutto è legato ai rapporti di forza, per cui se una componente della maggioranza presenta un emendamento, l'altra deve presentarne un altro e in quei rapporti di forza ancora una volta, come in questa vicenda, sta vincendo la Lega. Non volete ammettere che ci sono concezioni e idee diverse sulla transizione energetica, rispetto al futuro e allo sviluppo del Paese e anche sulle grandi opere; un tema, questo, che non volete affrontare. Vi nascondete con la retorica del Governo del cambiamento, ma ogni volta sono solo compromessi al ribasso che non danno a questo Paese nessuna possibilità di fare passi in avanti. Torno infatti a ripetere che le mediazioni e i compromessi sono parte della politica, ma per fare un passo in avanti, non per sacrificare continuamente i propri punti di vista. Forse ci eravamo sbagliati noi illudendoci che la battaglia per uscire dal fossile fosse strategica per voi, che la questione di investire sulla cura del territorio, sulle piccole e medie opere, su quella concezione dello sviluppo fosse strategica, ma state dimostrando che non è così su questo e su molte altre questioni che sono state poste in questa sede. Pensate al tema dell'idroelettrico: quella è una pubblicizzazione? È semplicemente un emendamento che favorisce ancora una volta la Lombardia (poi discuteremo su cosa accadrà con l'autonomia) e poi le Regioni sono libere di fare ciò che vogliono. Quella è la gestione delle risorse pubbliche, dell'acqua? Non ci siamo davvero. In questa sede potrei parlare anche di tante altre norme inserite all'interno di questo provvedimento, ma ancora una volta non ha prevalso la possibilità di dare un contributo per far fare un passo avanti al Paese, bensì solo la mediazione tra di voi. Questo atteggiamento continuerà fino al compimento di questa eterna campagna elettorale (che prima o poi finirà) per le elezioni europee, ma tutto ciò va soltanto a detrimento degli interessi di tutti i cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo Misto) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, la semplificazione è un obiettivo primario per Fratelli d'Italia; la semplificazione arma le nostre azioni, investe il nostro impegno politico, è quello che ci viene chiesto dalla nostra gente, dalle nostre piccole medie aziende, dai nostri imprenditori, da chiunque voglia investire in questo Paese, dalla signora anziana che nei nostri paesi ci chiede aiuto perché nel 2019 il mostro è ancora la burocrazia. L'unica cosa che riconosciamo a questo Governo è il fatto di aver chiamato il provvedimento in esame decreto semplificazione, ma in realtà, come hanno detto gli altri colleghi, di semplificazione purtroppo c'è ben poco. Si tratta di un decreto omnibus, una summa ideologica, un maxi provvedimento che ha la pesantezza di una finanziaria, una jungla normativa senza un minimo comun denominatore. In Commissione abbiamo dato la nostra massima disponibilità, ben presto tradita dalla vostra stella polare, che è così diversa dalla nostra. Voi avete dimostrato di avere come stella polare le elezioni europee, qualche comunicato roboante, qualche marchetta elettorale da lanciare sui social. Invece la nostra stella polare è l'interesse nazionale, è qualcosa di completamente diverso. Noi sappiamo quanto sia vitale semplificare e rendere più facile la vita dei cittadini e delle nostre imprese per poterle salvare dalle prescrizioni burocratiche e amministrative. Per questo abbiamo tentato di emendare, abbiamo tentato di dare una mano, abbiamo chiesto l'abolizione della fattura elettronica - vengo al sodo -, abbiamo chiesto l'abolizione del tetto del contante, che in Germania non esiste e in Italia continuiamo ad avere; abbiamo chiesto l'abolizione dello spesometro e del redditometro; abbiamo chiesto il reinserimento dei voucher per l'agricoltura e per il turismo; abbiamo chiesto la compensazione per chi ha crediti nei confronti della pubblica amministrazione, le tante aziende schiacciate, strozzate dai crediti che lo Stato non gli riconosce;