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Ringrazio le Regioni, le Province autonome e gli enti locali per l'impegno profuso e per la collaborazione dimostrata dall'inizio dell'epidemia e ancora adesso, in questo passaggio molto importante, perché l'allentamento delle misure è avvenuto con un disegno condiviso, con un coordinamento anche con le previsioni regionali. Il provvedimento contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico, nonché con il contributo dell'INAIL, che qui desidero ringraziare per la professionalità e l'impegno fin qui dimostrati. Riassumo le principali disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che, da lunedì 18 maggio, disciplinano, insieme alle ordinanze delle Regioni, l'andamento della fase 2, articolato secondo una scansione temporale ben definita. Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio e le attività di ristorazione, com'è noto, ne abbiamo fissato la riapertura per il 18 maggio, in virtù dei rigorosi protocolli di sicurezza adottati, nella consapevolezza anche della grave sofferenza economica accumulata da questi settori. Allo stesso modo e nel rispetto dei relativi protocolli, sono state riaperte, sempre a partire dal 18 maggio, le attività inerenti ai servizi di cura alla persona e gli stabilimenti balneari. Dal 25 maggio riapriranno le palestre e le piscine. Dal 3 giugno sarà possibile per i cittadini dell'Unione europea fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena. Dal 15 giugno riapriranno cinema, teatri, centri estivi per l'infanzia. Questo complesso di norme di rango primario e di rango secondario garantisce la possibilità di ritornare, progressivamente, in sicurezza, al pieno svolgimento della vita economica e sociale. D'altra parte, nell'avviare la fase 2 non confidiamo soltanto nell'autodisciplina dei singoli: abbiamo definito in queste settimane un articolato sistema di interventi e controlli degli andamenti epidemiologici affidato alla formula, che ormai ricorre molto spesso, del testare, tracciare e trattare. Sul fronte dei test , stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari, quelli sierologici, utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all'interno del Paese. In Italia sono stati fatti sin qui - lo ricordo - 3.171.719 tamponi: è un numero notevole, che colloca il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi per abitanti. Per chi ama le classifiche faccio anche un'ulteriore precisazione: parliamo di 5.134 tamponi per 100.000 abitanti. Ma, soprattutto, in questa fase è importante incrementare l'utilizzo dei test molecolari e per questo, lo scorso 11 maggio, la struttura del commissario ha avviato una richiesta di offerta per kit e reagenti, per permettere la somministrazione di ulteriori 5 milioni di test . Hanno risposto 59 aziende nazionali e internazionali con offerte per 95 tipologie di prodotti, che saranno verificati in tempi rapidissimi. Per quanto riguarda i test sierologici, lunedì 25 maggio partiranno test gratuiti su un campione di 150.000 cittadini per esclusive finalità di ricerca scientifica. Dietro c'è uno sforzo anche organizzativo davvero notevole: verranno impegnati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento. Ancora, per quanto riguarda il secondo pilastro della strategia di controllo, il contact tracing , il Governo, con il decreto-legge n. 28 del 30 aprile, ha introdotto una disciplina - come è a voi noto - per realizzare l' app cosiddetta Immuni, in modo da garantire il pieno rispetto della privacy , della sicurezza dei cittadini e tutelare l'interesse nazionale. Per le necessarie attività di verifica e ulteriore sviluppo del codice sorgente e di quelle finalizzate alla distribuzione, all'installazione e alla gestione dell' app , sono state interessate e coinvolte società pubbliche interamente partecipate dallo Stato - PagoPA e Sogei - con le quali sono state stipulate apposite convenzioni a titolo gratuito. Ricordo che il codice sorgente aperto potrà essere conosciuto nei prossimi giorni da chiunque. I dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e verranno cancellati non appena terminerà l'emergenza. Il decreto-legge n. 28 che ho citato è attualmente all'esame della Commissione giustizia del Senato e, durante l' iter parlamentare, potrà certamente arricchirsi del contributo delle Camere. Il terzo pilastro, quello relativo al trattamento dei pazienti, si fonda su un costante incremento della capacità ricettiva del nostro sistema sanitario. I posti letto in terapia intensiva sono adesso pari a 7.864: abbiamo registrato un incremento del 52 per cento rispetto all'inizio dell'emergenza. I posti letto nei reparti di malattie infettive e pneumologia sono pari a 28.299: qui l'incremento percentuale è considerevole: 334 per cento in più. In prospettiva, grazie al decreto-legge rilancio, appena pubblicato in Gazzetta ufficiale, e quindi allo stanziamento in esso contemplato, pari a 3.200 miliardi di euro per la sanità, potremo rendere stabile l'incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva disposto per far fronte all'emergenza e riqualificare 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure, il 50 per cento dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letto di terapia intensiva. Siamo consapevoli, tuttavia, che la riapertura delle attività non è sufficiente a riattivare il motore della nostra economia, provata da due mesi di restrizioni e - non dobbiamo mai trascurarlo - dal crollo generalizzato della domanda globale. Di fronte a uno shock di tale portata, è necessaria un'azione costante, efficace, prolungata di accompagnamento delle attività produttive e commerciali da parte dei pubblici poteri. Con il decreto-legge n. 34 cosiddetto rilancio, il Governo ha proseguito l'azione di sostegno all'economia già avviata dai decreti cura Italia e liquidità, ma ha anche compiuto - se mi permettete - un passo in più, ponendo le basi per una ripartenza economica del Paese. Il provvedimento stanzia 55 miliardi di euro, se ragioniamo in termini di indebitamento netto; vale, però, 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, considerando anche il finanziamento delle politiche per la liquidità. Lo offriamo adesso, ovviamente, alla vostra valutazione, alla valutazione del Parlamento e - sono sicuro - anche al contributo migliorativo che ne deriverà. È un testo certamente complesso, che ha richiesto molto impegno, grande fatica, un lungo iter di elaborazione; supera l'entità di una tradizionale manovra economica, tanto per la portata della sua dotazione finanziaria quanto per l'ampio spettro di interventi che in esso ritroverete. Sostegno è un obiettivo che non deve essere incompatibile con il concetto del rilancio. Tutelare le reti di protezione sanitarie, sociali ed economiche che proteggono i diritti costituzionalmente garantiti e che assicurano il benessere dei nostri cittadini è fondamentale per la crescita.