[pronunce]

La difesa dello Stato aggiunge che la misura dell'indicata aliquota speciale è stata determinata stabilmente, nella misura dell'1,9 per cento, per l'anno d'imposta in corso al 1° gennaio 2008 e per tutti i periodi d'imposta successivi, soltanto ad opera del comma 1 dell'art. 2 della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2009), in vigore dal 1° gennaio 2009, che ha posto fine al precedente periodo transitorio, nel quale il legislatore statale era intervenuto di volta in volta, in relazione ai singoli periodi d'imposta, per fissare la speciale aliquota temporaneamente applicabile ai destinatari della norma. Ad avviso del ricorrente, solo la transitorietà delle precedenti misure dell'aliquota speciale ha temporaneamente legittimato i legislatori regionali e provinciali dell'epoca a variare l'entità di detta aliquota, nel limite di un punto percentuale, ai sensi dei citati commi 1 e 3 dell'art. 16 del d.lgs. n. 446 del 1997. Tale temporanea legittimazione spiegherebbe - sempre secondo la difesa dello Stato - perché lo Stato non ha, all'epoca, impugnato quelle leggi regionali provinciali che, per gli anni d'imposta anteriori a quello in corso al 1° gennaio 2009, hanno fatto uso del potere di variare la misura della suddetta aliquota speciale. Il ricorrente osserva, altresí, che la disposizione censurata - prorogando ad un periodo d'imposta successivo alla indicata "stabilizzazione" dell'aliquota speciale la riduzione di un punto percentuale della misura di quest'ultima (riduzione già disposta con precedenti leggi della medesima Provincia autonoma di Trento) - incide sull'IRAP, cioè su un tributo che, in quanto istituito e disciplinato dalla legge dello Stato e non da leggi regionali (o provinciali), non può considerarsi, nonostante la destinazione regionale del suo gettito, «proprio» della Regione o della Provincia autonoma e la cui disciplina è riservata pertanto, come piú volte sottolineato dalla giurisprudenza costituzionale, alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, fatte salve le sole determinazioni che la legge statale espressamente attribuisce alle Regioni (la difesa dello Stato richiama, al riguardo, le sentenze n. 451 e n. 193 del 2007; n. 413, n. 412 e n. 155 del 2006; n. 455 del 2005; n. 431, n. 381, n. 241, n. 37 e n. 29 del 2004; n. 297 e n. 296 del 2003). Per l'Avvocatura generale dello Stato, la correttezza di tali osservazioni non trova smentita nel disposto del comma 43 dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), secondo cui «l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) assume la natura di tributo proprio della regione e, a decorrere dal 1° gennaio 2009, è istituita con legge regionale» ; termine, questo, poi differito al 1° gennaio 2010 dal sopra menzionato comma 7 dell'art. 42 del decreto-legge n. 207 del 2008. Infatti, argomenta la difesa dello Stato, non solo il suddetto comma 43 dell'art. 1 della legge n. 244 del 2007 ha efficacia esclusivamente dal 1° gennaio 2010, ma esso dispone espressamente che le Regioni «possono modificare l'aliquota» soltanto «nei limiti stabiliti dalle leggi statali»; con la conseguenza che, in mancanza - come nella specie - di una legge-cornice statale che fissi tali limiti, resta precluso per le Regioni e per le Province autonome stabilire una proroga, come quella prevista con la disposizione censurata, della riduzione dell'aliquota speciale. Il ricorrente conclude, pertanto, nel senso che il denunciato comma 2 dell'art. 3 della legge della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 2009 «eccede la competenza statutaria provinciale di cui agli articoli 8 e 9 dello Statuto di autonomia e si pone in contrasto con l'art. 16 d.lgs. n. 446/97 e conseguentemente víola l'art. 117, comma 2, lett. e), della Costituzione in materia di sistema tributario». 1.2. - Il censurato comma 1 dell'art. 56 della medesima legge provinciale n. 2 del 2009 stabilisce che «La Giunta provinciale determina con propria deliberazione i criteri e le modalità per dare attuazione alle finalità dell'art. 8-sexies del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208 (Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, disciplinando anche le modalità di rimborso ai comuni delle somme corrisposte agli utenti. Allo stesso modo la Provincia può procedere per i casi analoghi». Secondo il ricorrente, la denunciata disposizione di legge attribuisce alla Giunta provinciale il cómpito di determinare sia la quota di tariffa del servizio idrico integrato relativa agli oneri connessi agli impianti di depurazione, sia i criteri per la restituzione agli utenti della quota tariffaria corrispondente al servizio di depurazione, ove questo non sia stato istituito (quota che, in forza della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, non è dovuta). Tuttavia, soggiunge il ricorrente, la normativa statale non attribuisce alla Giunta provinciale le suddette competenze, le quali sono invece espressamente riservate, rispettivamente: a) all'Autorità d'àmbito, la quale - al fine della predisposizione del piano finanziario facente parte del piano d'àmbito - determina la tariffa di base del servizio idrico integrato (art. 154, comma 4, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale») nell'osservanza sia delle disposizioni di cui al decreto ministeriale che (ai sensi dell'art. 154, comma 2, dello stesso decreto legislativo) definisce le varie componenti di costo (ivi comprese quelle indicate nel comma 1 del sopra citato art. 8-sexies del decreto-legge n. 208 del 2008, attinenti agli «oneri relativi alle attività di progettazione e di realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonché quelli connessi ai relativi investimenti, come espressamente individuati e programmati dai piani d'ambito»), sia del metodo tariffario e delle modalità di revisione periodica deliberati dal Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche (COVIRI) ed adottati con decreto ministeriale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (art. 161, comma 4, lettera a, del citato d.lgs. n. 152 del 2006);