[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 47, commi 1 e 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza locale), promossi con ordinanze emesse il 25 settembre 1999 dalla Commissione tributaria provinciale di Cagliari e il 28 marzo 2000 (n. 2 ordinanze) dalla Commissione tributaria provinciale di Brescia, rispettivamente iscritte ai nn. 54, 397 e 398 del registro ordinanze 2000 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica 1ª serie speciale, nn. 9 e 28 dell'anno 2000. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nella camera di consiglio del 29 novembre 2000 il giudice relatore Massimo Vari.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ordinanza del 25 settembre 1999 (r.o. n. 54 del 2000), emessa nel corso del giudizio promosso dall'ENEL S.p. A. per l'annullamento dell'accertamento d'ufficio notificato in data 14 giugno 1996 dall'IPE S.r.l. , concessionaria del servizio riscossioni tributi del comune di Sant'Antioco, con il quale veniva determinata, per l'anno 1995, la tassa per l'occupazione degli spazi ed aree pubbliche (c.d. TOSAP) del predetto comune, la Commissione tributaria provinciale di Cagliari ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 47, commi 1 e 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza locale), per violazione dell'"art. 76, primo comma, della Costituzione", in riferimento all'art. 4, comma 4, lettera b), numero 1, della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale). La questione era stata già proposta, nel medesimo giudizio a quo, con ordinanza del 9 novembre 1996 (r.o. n. 167 del 1997) e decisa dalla Corte, previa riunione con altri giudizi aventi il medesimo oggetto, con ordinanza n. 120 del 1999, con la quale veniva disposta la restituzione degli atti ai giudici rimettenti, affinché valutassero la persistente rilevanza della questione stessa, alla luce dello jus superveniens costituito dall'art. 31, comma 27, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e, segnatamente, della norma che prevede modalità di definizione agevolata dei rapporti non conclusi in materia di TOSAP. 2. - Il giudice a quo, premesso che il comune di Sant'Antioco "non ha adottato alcuna norma agevolativa" ai sensi del menzionato art. 31, comma 27, della legge n. 448 del 1998, afferma che "persiste ... la rilevanza della questione in quanto la facoltà concessa al comune è rimasta lettera morta", riportandosi, quanto alla non manifesta infondatezza, "integralmente alla precedente ordinanza", trascritta in parte qua nell'attuale atto di promovimento dell'incidente di costituzionalità. 3. - Dal precisato contesto risulta che, secondo il rimettente, il "legislatore delegato, al fine di rideterminare le tariffe della c.d. TOSAP, doveva nella specie operare secondo le linee direttive fissate dall'art. 4, comma 4, (rectius: lettera b, numero 1), della legge delega n. 421 del 1992" e, segnatamente, in base ai primi due dei quattro punti in cui si articola detta disposizione, cioè: "1) rideterminazione delle tariffe al fine di una più adeguata rispondenza al beneficio economico ritraibile nonché in relazione alla ripartizione dei comuni in non più di cinque classi. Le variazioni in aumento, per le occupazioni permanenti, non potranno superare il 50 delle misure massime di tassazione vigente ...; 2) introduzione di forme di determinazione forfetaria della tassa per le occupazioni di spazi sovrastanti e sottostanti il suolo con linee elettriche, cavi, condutture e simili, tenendo conto di parametri significativi". Ciò posto, si lamenta che il legislatore delegato si sia conformato ai predetti criteri solo per la determinazione delle tariffe concernenti le occupazioni di spazi ed aree pubbliche permanenti o temporanee; ritenendo, invece, per le occupazioni permanenti del soprassuolo e del sottosuolo con cavi e condutture, "di essere completamente libero nella determinazione della tassa", sì da omettere, negli artt. 46 e 47 del decreto legislativo n. 507 del 1993, "di dividere i comuni in classi, di tenere conto del beneficio economico ritraibile e di rispettare il limite massimo della variazione in aumento del 50 rispetto alla tassazione precedentemente in vigore". 4. - Nel ribadire tali censure, il rimettente aggiunge che "la legge di delega è di assoluta chiarezza nel senso che la introduzione di forme di determinazione forfetaria della tassa in base a parametri significativi per le linee elettriche e simili costituisce un criterio aggiuntivo o integrativo". Diversamente opinando, "si giungerebbe alla conseguenza di ritenere che per le reti elettriche, telefoniche, ecc. si sia trattato non già di una revisione della disciplina della tassa, secondo l'intento del legislatore, bensì di un vero e proprio sconvolgimento di essa, con attribuzione al legislatore delegato del potere di regolarsi con assoluta discrezionalità". Il che comporterebbe "la incostituzionalità della legge di delega" e "del conseguente decreto legislativo" n. 507 del 1993, "per contrasto con il combinato disposto degli artt. 76, 23 e 53 della Costituzione, considerata la palese indeterminatezza della misura della tassa da applicare in materia coperta da riserva di legge", risultando, infatti, "estremamente generico ed indeterminato il criterio di commisurazione della tassa a "parametri significativi ", oltretutto non rispettoso neppure della finalità ispiratrice della legge delega, "che era quella di ottenere la revisione e la armonizzazione dei tributi locali vigenti". Siffatta conseguenza imporrebbe, perciò, secondo l'ordinanza, "una interpretazione della legge delega tale da ricondurla nell'ambito dei principi costituzionali", quale interpretazione da privilegiare fra quelle astrattamente possibili. 5. - Con due ordinanze di identico contenuto (iscritte al r.o. nn. 397 e 398 del 2000), emesse entrambe il 28 marzo 2000, nel corso di distinti giudizi promossi dall'ENEL S.p.