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Sono stati loro a garantirci frutta e verdura fresche durante i giorni più cupi della pandemia, non dimentichiamolo. Perciò è doveroso dare loro il giusto merito e un minimo di considerazione. Nella nostra Costituzione il primo articolo dice a chiare lettere che la nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ora, è possibile che oggi nel nostro territorio nazionale si possano verificare processi disumanizzanti che sviliscono la dignità di migliaia di uomini che, per il solo fatto di essere migranti, vengono declassati a categorie di subumani? Secondo me no. La nostra cultura cristiana e democratica non può tollerare ciò. Dobbiamo iniziare ad entrare nell'ottica che il lavoro tiene insieme il nesso tra stato di salute della democrazia e condizioni dignitose dei lavoratori. Questo tipo di discriminazione non è disgiunto da quello della disparità di genere; a mio avviso viaggiano sullo stesso binario. A questo punto non posso non ricordare l'eccelsa figura di Agitu Gudeta, imprenditrice di origine etiope e attivista, mal tollerata nel suo Paese di origine. Questa donna ha rivitalizzato un intero settore economico: le è venuta l'idea di salvare una razza autoctona di ovini in provincia di Trento, la razza mochena, e allo stesso tempo ha recuperato al pascolo zone a rischio di abbandono. Ha avviato un'economia virtuosa che il paese trentino sta continuando a portare avanti. Gli stranieri presenti in Italia sono dunque una preziosa risorsa, sia in termini economici che in termini culturali. Impariamo per una buona volta a riconoscere le opportunità della storia. (Applausi) . PRESIDENTE. Grazie per questo suo intervento, senatrice Leone. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Presidente, questa sera vorrei ricordare, qui in Assemblea, Nadia De Munari, una missionaria laica, una persona straordinaria, uccisa violentemente in Perù, nella giornata di mercoledì. Originaria della provincia di Vicenza, di Schio, un luogo in cui il volontariato appartiene al DNA di ogni cittadino, era una donna straordinaria, che ha dedicato tutta la propria vita agli altri. Era una maestra di asilo e nel 1990 era partita per l'Ecuador. Si era poi trasferita in Perù, nel 1995, per aiutare i bambini più poveri, che vivevano nelle montagne ed era l'unica che frequentava quei luoghi, spesso delle baraccopoli, dove si faceva fatica anche ad entrare. In questi luoghi, con altre volontarie dell'operazione Mato Grosso, gestiva ben sei asili e una scuola elementare. Sappiamo che questo movimento missionario, fondato nel 1967 dal salesiano don Ugo De Censi, ha aiutato, in moltissime zone del mondo, soprattutto in Sud America, moltissimi bambini, famiglie e persone in difficoltà. Questa donna credeva, in maniera convinta, che per cambiare il tessuto sociale di quei luoghi abbandonati, poveri e disagiati, servisse soprattutto offrire amore, educazione e formazione e che si dovesse iniziare dai più piccoli, perché diceva che questo è l'unico modo per migliorare il mondo. Anche oggi voglio ricordare questa donna semplice, solare e schietta, che giustamente qualcuno ha definito una martire, come tanti e tante volontarie italiane, che nel mondo ci onorano con il lavoro e l'impegno che, ogni giorno, mettono al servizio degli altri. Voglio dare, da quest'Aula, un grande abbraccio alla sua famiglia, a tutta la comunità e alle persone che le hanno voluto bene. Signora Presidente, mi auguro che questa donna straordinaria, di soli cinquant'anni, venga ricordata insieme alle tante persone che non ci sono più e che hanno sempre profuso un impegno in difesa dei diritti umani. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Sbrollini, la Presidenza e l'Assemblea si uniscono naturalmente al cordoglio della famiglia e anche alla sua sottolineatura di natura pubblica. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 29 aprile 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 29 aprile, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,54) . Testo integrale dell'intervento del senatore Floris nella discussione generale del disegno di legge n. 2168 Intervengo su questo decreto-legge che prevede un articolo sui collegamenti via nave con le isole, tra cui la Sardegna. La difficoltà di assegnare un servizio pubblico attraverso un bando di gara dimostra quanto il problema della continuità territoriale sia reale e concreta. La proroga della convenzione è proprio un atto volto a garantire che il collegamento sia assicurato laddove il mercato non ha nemmeno interesse a farlo in quanto non remunerativa, ma certamente essenziale. A conferma di quanto detto l'ultima gara sulla tratta Civitavecchia-Arbatax-Cagliari è andata deserta. La stessa continuità territoriale è difficile garantirla attraverso i collegamenti aerei. Vorrei ricordare il caso Air Italy, coi suoi oltre mille dipendenti, quindi un problema che non può essere considerato solo un fatto regionale, ma un tema nazionale a tutti gli effetti. Tradirei il mio essere sardo se non esprimessi, collegandomi al tema trattato in questo decreto-legge, anche quello dei collegamenti interni della Sardegna. La lunga maratona del Senato di ieri sul Piano nazionale di ripresa e resilienza ha mostrato come il Piano ponga la giusta attenzione al Sud, ma non approfondisca, come sarebbe necessario, le tematiche proprie delle isole e della insularità. Una volta arrivati in Sardegna via nave, traghetto o aereo, sull'isola ci si trova di fronte a un sistema infrastrutturale che definire vetusto e inadeguato è un eufemismo. É un caso, un caso unico in Italia, sull'isola non ci sono autostrade. Un tratto autostradale, tra Sassari e Olbia, è ancora un cantiere ormai da anni. Il problema è però che non ci sono nemmeno le strade statali (o regionali) ad alta velocità. Per percorrere il tragitto dal Nord, Sassari, al Sud, Cagliari, lungo di circa 220 chilometri, ci vogliono tre ore, considerati i limiti di velocità e i tratti pericolosi per le continue manutenzioni. Altra cinque strade statali collegano il territorio isolano in una rete di concessione vecchia e mai rinnovata in profondità. Anche i 427 chilometri della rete ferroviaria sono tra i più carenti in Europa. In Sardegna alcune linee hanno un solo binario e diverse di loro non sono elettrificate. Si utilizzano ancora carburanti gas-climalteranti! Ovviamente la TAV non esiste. Il treno veloce ATR 365, il cosiddetto pendolino raggiunge, nel tratto tra Cagliari e Oristano, la velocità massima di 150 chilometri all'ora, ma in media si viaggia a 100 chilometri all'ora, percorrendo i 250 chilometri sino a Sassari in 2 ore e mezzo.