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Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla questione pregiudiziale presentata si svolgerà una discussione nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, tra le tante cose incomprensibili di questa emergenza pandemica e dei momenti legislativi che l'hanno accompagnata e che abbiamo vissuto nelle Aule parlamentari, e in particolare in Senato, si iscrive questa pregiudiziale, che interviene nel dibattito in un momento in cui l'Assemblea è quantomeno disattenta, o probabilmente prevenuta, o semplicemente frettolosa. Colleghi, in realtà, la pregiudiziale al nostro esame è scritta molto bene, è ampiamente argomentata e circostanziata. Può essere condivisa o no. Noi in gran parte la condividiamo, ma non può essere sicuramente derubricata a un atto di ostruzionismo parlamentare perché gli elementi contenuti in questa pregiudiziale sono tutti ampiamente circostanziati. (Brusio). Presidente, è difficile parlare. Chiedo scusa se cambio mascherina. È difficile parlare per via del brusio e per la mascherina e il pericolo è che si continui ad aumentare il volume, andando in debito d'ossigeno. Chiedo scusa per l'interruzione. In realtà, questa pregiudiziale fa riferimento a due principali questioni. In primo luogo i colleghi senatori non sono stati messi nella condizione di conoscere approfonditamente i contenuti dell'atto e dunque di poter liberamente e in modo informato esprimere un giudizio, posto che l' iter di Commissione e di Assemblea di questo atto - come purtroppo sovente accade per queste categorie di atti, ma anche per tutti gli altri atti che abbiamo visto transitare per il Senato della Repubblica - è un dato di fatto assolutamente circostanziato. Peraltro, la questione pregiudiziale fa riferimento ad una considerazione giuridica assolutamente incontrovertibile: il rinvio ad una norma non più in vigore, come il DPCM scaduto il 6 aprile scorso, impedisce di produrre alcun effetto. Questa è una considerazione assolutamente incontrovertibile. L'elemento che più ha catturato la nostra attenzione è che, in realtà, posto che un obbligo vaccinale non è prescrivibile e non è quindi normabile, anche in virtù di tutto un impianto legislativo e costituzionale interno e di tutto l'apparato di democrazia discendente, che viene dai trattati europei che l'Italia ha sostenuto e sottoscritto, il provvedimento che definisce la necessità di affidare ad altra mansione ovvero, qualora questo sia impossibile, di affidare il soggetto, quindi l'operatore sanitario, allo stato di sospensione dell'attività lavorativa e, quindi, all'aspettativa senza totale retribuzione, tradisce, in modo assolutamente opinabile, anche alla luce di futuri interminabili percorsi di ricorso amministrativo e giudiziario, una volontà punitiva nei confronti del sanitario. Al contrario, l'unico motivo per sospendere l'operatore dalle mansioni a contatto con i pazienti Covid-19 dovrebbe essere, appunto, il fatto di proteggerlo, cioè di proteggere lui e tutto il mondo che lo circonda - i colleghi, i familiari, l'ospedale e la struttura sanitaria - dalla possibilità che, non essendosi egli vaccinato e entrando a contatto con pazienti Covid-19, a lui, al sanitario, venga trasmessa l'infezione e dunque, a sua volta, egli diventi soggetto in grado di trasmetterla. Il fatto di procedere ad una punizione stipendiale tradisce la circostanza che, in realtà, questa non è una misura di protezione sanitaria, ma è una misura di costrizione all'obbligo vaccinale. Evidentemente, da parte di Fratelli dell'Italia questo non è condivisibile, tanto che, colleghi, in Commissione ci siamo adoperati e abbiamo anche argomentato affinché venisse approvato l'emendamento dei colleghi del Gruppo della Lega. Noi abbiamo votato a favore di quell'emendamento, argomentando perfettamente su questa circostanza. La maggioranza, evidentemente, nella fretta di procedere senza capire, espone questo provvedimento legislativo e lo Stato a tutta una serie di ricorsi: ne riparleremo, colleghi, ma saranno assolutamente certi. Quindi, in virtù di tutto quello che ho esposto, non condividendo, però, alcune parti della questione pregiudiziale e prevedendo peraltro l'esiguo e modesto risultato che otterrà, ma complimentandomi con l'estensore per l'oculatezza delle argomentazioni esposte, dichiaro il voto di astensione da parte del mio Gruppo. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, io voterò a favore della questione pregiudiziale al nostro esame. Voterò a favore perché sono contrario a qualunque tipo di obbligo vaccinale, anche surrettizio, e in particolare a questo. Trovo ingiusto che i sanitari che non vogliono vaccinarsi siano sottoposti alla sospensione dall'attività. A mio avviso, si dovrebbero trovare loro altri mansioni e, comunque, non è possibile sospendere completamente la retribuzione. Sono anche convinto, più in generale, che la democrazia in Italia sia troppo affievolita in questo periodo. Ad esempio, ritengo che l'aver modificato i parametri di valutazione dell'emergenza sia sintomo del fatto che questo stato di emergenza fa purtroppo comodo a molti. In particolare, riportare la soglia critica di occupazione delle terapie intensive dal 30 al 20 per cento in un momento in cui l'occupazione dei posti letto in quei reparti si sta attenuando (oggi siamo al 22 per cento, il che significa che i posti letto liberi in terapia intensiva sono pari al 78 per cento) sta a significare la volontà di mantenere una soglia di vigilanza troppo alta. In gioco vi sono infatti i diritti civili delle persone e la possibilità di uscire dopo le ore 22. È incomprensibile perché si continui a posticipare l'eliminazione di questo limite, visto che la situazione è molto diversa rispetto ai mesi scorsi e non poteva non esserlo. Infatti, l'esperienza dello scorso anno ci ha insegnato che in primavera e in estate questo virus, come tutti quelli che producono infezioni respiratorie, si affievolisce con la bella stagione e il caldo. Ciò era quindi ipotizzabile, eppure siamo in ritardo sia nello spostare il coprifuoco oltre le ore 22, sia nel riavvio di tante attività economiche, che peraltro fanno bene alla salute, come gli sport al chiuso (penso a piscine e palestre che dovevano essere riaperte già nel mese di maggio e la cui apertura continua invece a essere posticipata). A mio avviso, occorre che in questa situazione ciascun parlamentare non dia nulla per scontato e faccia attenzione ai dati che ci vengono proposti, valutandoli con la propria testa Al contrario, vedo che molti di voi si rimettono a ciò che dice il Governo senza alcuno spirito critico, anche quando in gioco ci sono le libertà personali dei cittadini. Ciò non va assolutamente bene ed è veramente molto preoccupante. Invito tutti a riflettere, leggere e non dare nulla per scontato. La proposta pregiudiziale in esame è scritta molto bene; voi la state snobbando e fate molto male. Le conseguenze nel Paese cominciano a vedersi: