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Va detto che è stato introdotto anche un reddito di emergenza da destinare alle famiglie più colpite dalla mancanza di redditi da lavoro. Un reddito che ha finito per stridere con quello di cittadinanza che assorbe più di 7 miliardi di euro. Ed è parso ancor più iniquo quell'assegno dato a chi dovrebbe cercare un posto di lavoro, rispetto a quello dato a chi il lavoro lo aveva, ma non poteva percepire un salario - pur volendo lavorare - a causa della chiusura delle attività. E comunque questo breve periodo di chiusura forzata - che ci auguriamo finisca in tempi brevi - ha dimostrato che non si può vivere di sussidi. Quindi, il sussidio deve essere temporaneo. Innanzitutto perché non è sostenibile economicamente mantenere milioni di sussidi per un lungo periodo. Poi, che servono strumenti per un rapido reinserimento nel mondo del lavoro, che il decreto che ha istituito il reddito di cittadinanza non ha previsto. Trascuriamo poi la cronaca e le storie del Presidente di ANPAL. Ma soffermiamoci sulla inutilità, per i fini che si era proposta, di una misura che non è servita a creare posti di lavoro, se non quelli dei cosiddetti navigator . Purtroppo prevalse una visione ideologica che non analizzava la difficoltà di fare incontrare offerta e domanda di lavoro attraverso una Agenzia pubblica e i Centri per l'impiego. Così come fu un errore un decreto-legge che in nome della dignità consegnasse un sussidio a decine di migliaia di lavoratori che potevano vedere prorogato il proprio contratto di lavoro. Allo stesso modo sarebbe un errore imperdonabile, sulla scia di un patto di Governo ormai sempre più debole, se si pensasse di inserire norme sul salario minimo che segnerebbero un ulteriore rallentamento sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Posti di lavoro che invece mancano in molti settori, e sono difficili da reperire, come ci dimostrano i continui bollettini delle camere di commercio, secondo i quali risulta la carenza di 262.000 posti di lavoro a luglio 2020 e di 622.000 fino a settembre di quest'anno. Al ministro Catalfo e al Governo direi di occuparsi delle politiche di formazione, che lo Stato deve indirizzare ascoltando le scuole, le università, e le imprese, che, lo ripetiamo, sono quelle che conoscono le esigenze del mondo produttivo e delle professionalità richieste. Manca una visione organica del mondo del lavoro e degli strumenti per facilitare la creazione di posti di lavoro. Il Ministro del lavoro non può diventare il ministro dei sussidi, ma deve fare di tutto affinché la dignità delle persone sia tutelata dall'avere un ruolo nella società. Questo decreto, che indirizza soldi in mille rivoli, non risolve i problemi della carenza di figure professionali. Così come la regolarizzazione dei migranti, inserita con improntitudine in questo decreto, ha dimostrato la sua completa inefficacia. Una norma voluta per regolarizzare i braccianti agricoli stranieri, sta avendo scarsissimo successo, posto che rappresentano circa il 10 per cento delle richieste di regolarizzazione pervenute. Invece è stata utilizzata quasi esclusivamente per regolarizzare le badanti - vedremo nei prossimi mesi se in modo permanente - ma ha lasciato le aziende agricole prive di manodopera, costringendole a lasciare sui campi una larga parte dei raccolti della stagione estiva. Come ultimo argomento vorrei affrontare il tema del lavoro pubblico, posto che si è consentito, con una norma inserita in questo decreto, a circa la metà dei lavoratori della Pubblica amministrazione di confrontarsi con lo smart working per altri sei mesi. La deduzione che se ne trae è che forse, sarebbe opportuno verificarne in modo serio il lavoro svolto. Dopodiché porre mano ai fabbisogni di personale nel settore pubblico, riducendo gradualmente le piante organiche della pubblica amministrazione alle effettive esigenze. Inoltre, se il lavoratore pubblico può lavorare da casa, a maggiore ragione è necessario introdurre una sena semplificazione di tutte le procedure con cui i cittadini e le imprese si confrontano ogni giorno con la pubblica amministrazione. Siamo convinti che la semplificazione debba portare a una riduzione delle pratiche, delle autorizzazioni e certificazioni richieste. E che si possa ripartire da un nuovo fabbisogno complessivo di personale pubblico. Per concludere, una breve osservazione sull'INPS, le cui performance sui pagamenti dei vari assegni e buoni abbiamo visto e valutato tutti, posto che se non ci fossero stati gli imprenditori ad anticipare la cassa integrazione molti assegni non sarebbero arrivati per tempo ai destinatari. Tutti abbiamo presente che il sistema del welfare è ormai sovraccarico di compiti e di oneri. Il bilanciamento tra i contributi riscossi e le pensioni pagate è ormai fortemente a rischio. E tra i compiti dell'istituto di previdenza si sono inseriti troppi incarichi che esulano da quelli di istituto, con un aggravio per la fiscalità generale che supera largamente i 100 miliardi di euro annui. Insomma, l'emergenza deve essere un'occasione non per continuare a buttare via i soldi - prendendoli in prestito e lasciando gli oneri alle nuove generazioni, cioè i nostri figli - ma per individuare i meccanismi per tornare a fare correre l'Italia, che, se toglie il freno a mano, può ripartire con quello slancio e quella creatività tipica dei nostri imprenditori. Ma anche agevolare la fiducia degli investitori esteri in una Italia che deve tornare ad essere attrattiva. Aspettando il nuovo titolo ad effetto del prossimo decreto - dopo Cura Italia, liquidità e rilancio - ci auguriamo che si giunga a una visione organica degli interventi e delle risorse - anche europee - da utilizzare veramente per fare ripartire la nostra economia. Ma appunto, il rilancio non può passare attraverso una nuova centralizzazione o peggio statalizzazione, ma vuole che diventino protagoniste le tante intelligenze italiane, che devono poter tornare a mettere il loro talento al servizio dell'Italia. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 luglio 2020 : sulla proposta di risoluzione n. 1, la senatrice Catalfo avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla proposta di risoluzione n. 4, il senatore Cangini avrebbe voluto esprimere un voto di astensione. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Crimi, De Poli, Di Marzio, Di Piazza, Giacobbe, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Pacifico, Papatheu, Ronzulli, Sciascia, Segre, Sileri, Turco e Vaccaro. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo Lega-Salvini Premier-Psd'Az ha fatto pervenire la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti ai fini del rinnovo di cui all'articolo 21, comma 7, del Regolamento: 9 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore De Vecchis; 11 a Commissione permanente: