[pronunce]

«a) compilazione degli elenchi delle bellezze naturali ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 31 ottobre 1994, n. 63; b) competenze in materia di funzionamento della commissione provinciale per apposizione e revisione vincoli paesaggistici». Il successivo art. 63, la cui rubrica reca Funzioni dei comuni, al comma 1, lettera a), prevede che «Sono subdelegate ai comuni, secondo le disposizioni vigenti, le seguenti funzioni: a) rilascio delle autorizzazioni e adozione di provvedimenti cautelari e sanzionatori nelle fattispecie diverse da quelle previste dall'articolo 61, comma 1, lettera b), comprese quelle relative alle linee telefoniche interrate, agli impianti per l'allacciamento delle singole utenze ed ai punti telefonici pubblici con esclusione delle funzioni previste da specifiche leggi regionali». In detto contesto normativo si inserisce la disposizione della legge regionale n. 26 del 2003 della cui legittimità costituzionale il ricorrente dubita. 5. — Così ricostruita la disciplina sulla quale va ad incidere la norma impugnata, si può passare all'esame della prima censura avanzata dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. 6.— La questione non è fondata nei termini di seguito indicati. La difesa dello Stato – nel sostenere che la disposizione impugnata eccede l'ambito delle competenze regionali, in quanto incide sulle competenze attribuite all'Ente parco dall'art. 13 della legge n. 394 del 1991, nella materia “tutela dell'ambiente”, riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato dall'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione – muove da un erroneo presupposto interpretativo. Il citato comma 4-bis opera, in prospettiva, un ampliamento delle competenze degli Enti parco, attribuendo loro, come si è già precisato: – funzioni in origine delegate alla Regione, ai sensi dell'art. 82 del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), vale a dire quelle previste dall'art. 61, comma 1, lettera b), numero 2, della legge regionale n. 11 del 2001, concernente il rilascio di autorizzazioni, le funzioni di vigilanza e l'adozione di provvedimenti cautelari e sanzionatori per opere e lavori di competenza di enti o aziende concessionari pubblici o dipendenti dallo Stato o dalla Regione; – funzioni anch'esse delegate alle Regioni e già subdelegate ai Comuni, vale a dire previste dall'art. 63, comma 1, lettera a), della stessa legge regionale n. 11 del 2001. Tale ampliamento, peraltro, è subordinato alla stipulazione della convenzione o dell'accordo interistituzionale sopra richiamato. Non è, quindi, fondata la tesi prospettata dal ricorrente, secondo la quale la disposizione contenuta nell'art. 1, comma 2, della legge n. 26 del 2003 inciderebbe su competenze dell'Ente parco, previste e disciplinate dalla legislazione statale, ed in particolare dall'art. 13 della legge n. 394 del 1991. L'art. 13 della citata legge n. 394 del 1991, la cui rubrica è Nulla osta, dispone, al comma 1, che «Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere all'interno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dell'Ente parco. Il nulla osta verifica la conformità tra le disposizioni del piano e del regolamento e l'intervento ed è reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine il nulla osta si intende rilasciato. […]». Orbene, il nulla osta in questione è atto diverso dall'autorizzazione paesaggistica relativa all'intervento, agli impianti ed alle opere da realizzare all'interno del parco. Esso è un atto endoprocedimentale, prodromico rispetto al rilascio dell'autorizzazione. Né appare possibile interpretare il suddetto comma 4-bis nel senso che l'accordo o la convenzione ivi previsti possano, in qualche modo, incidere sul rilascio del nulla osta dell'Ente parco, in quanto si tratterebbe di un'interpretazione contrastante sia con la lettera che con la ratio dell'innovazione disposta dalla legge regionale n. 26 del 2003. Il nulla osta dell'Ente parco, pertanto, non costituisce oggetto di alcuna interferenza ad opera della norma censurata e continua ad essere disciplinato esclusivamente dall'art. 13 della legge statale n. 394 del 1991 come competenza propria dell'Ente medesimo. D'altronde, in tal senso ha concluso la stessa difesa della Regione. Deve quindi escludersi la illegittimità costituzionale della disposizione in esame, sotto l'aspetto denunciato, in quanto la stessa non incide sulle attribuzioni dell'Ente parco previste dall'art. 13 della legge n. 394 del 1991, e non interferisce, dunque, sulla competenza esclusiva di quest'ultimo al rilascio del nulla osta, con la precisazione che l'accordo interistituzionale o la convenzione previsti dall'art. 4-bis in nessun caso possono avere ad oggetto i contenuti e la portata del nulla osta sopra citato. Non vi è, pertanto, alcuna lesione dell'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. 7.— Deve essere, ora, esaminata l'ulteriore questione di legittimità costituzionale proposta dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 114 della Costituzione. Il ricorrente deduce che la norma impugnata, in violazione dell'indicato parametro costituzionale, imporrebbe allo Stato, in modo non consentito, l'esercizio di una attività amministrativa consistente nella «stipula di una convenzione o di un accordo interistituzionale» per la determinazione delle modalità di esercizio delle prerogative dell'Ente parco. Al riguardo la Regione ha eccepito l'inammissibilità della questione sotto il profilo della mancanza di capacità lesiva della norma impugnata. 8.— L'eccezione è fondata. È pur vero che, come questa Corte ha avuto modo di affermare (sentenza n. 134 del 2004), forme di collaborazione e di coordinamento che coinvolgano compiti e attribuzioni di organi dello Stato non possono essere disciplinate unilateralmente e autoritativamente dalle Regioni, nemmeno nell'esercizio della loro potestà legislativa. Ciò in quanto esse debbono trovare il loro fondamento o il loro presupposto in leggi statali che le prevedano o le consentano, o in accordi tra gli enti interessati. Tuttavia, proprio il tenore della norma censurata esclude che la stessa imponga allo Stato il compimento di determinate attività. Ed in effetti senza consenso dello Stato e dell'Ente parco il meccanismo previsto dall'art. 4-bis è destinato a non funzionare, sicché il riparto delle competenze tra Regione, Province e Comuni e lo stesso Ente parco, senza la stipulazione della convenzione o dell'accordo in questione, resta regolato dalle originarie disposizioni contenute negli artt. 61, 62, 63 e 64 della legge regionale n. 11 del 2001 e secondo il riparto di competenze precedentemente previsto.