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la professione di un'opinione, un pensiero o una convinzione su una questione inerente ai potenziali soggetti persecutori e alle loro politiche o metodi; v «parenti»: soggetti uniti da un vincolo di sangue con il richiedente, quali la zia, lo zio, il nonno e la nonna; z «persona vulnerabile»: i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime della tratta di esseri umani, le persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali, le persone che hanno subito torture, stupri o altre gravi forme di violenza psicologica, fisica o sessuale, come le mutilazioni genitali; aa «protezione internazionale»: il complesso delle misure di protezione, di cui al titolo III, applicabili allo straniero o all'apolide ai quali sia stato riconosciuto lo status di rifugiato o il diritto alla protezione sussidiaria; bb «protezione sussidiaria»: le misure di protezione, previste dal titolo III, riconosciute allo straniero o all'apolide che non possiede i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato, ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di temere, se tornasse nello Stato di origine, un rischio effettivo di un danno grave e che non possono o, a causa di tale rischio, non intendono avvalersi della protezione di tale Stato; cc «protezione temporanea»: la procedura di carattere eccezionale che garantisce, nei casi di afflusso massiccio o di imminente afflusso massiccio di sfollati una tutela immediata e temporanea alle persone sfollate; dd «rifugiato»: lo straniero che, per il fondato timore di subire atti di persecuzione per motivi di razza, etnia, religione, nazionalità, genere, orientamento sessuale, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori dallo Stato di cui ha la cittadinanza e non può, o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Stato, ovvero l'apolide che, per lo stesso timore, si trova fuori dallo Stato nel quale aveva precedentemente la dimora abituale e non può o non vuole avvalersi della protezione di tale Stato; ee «sfollati»: i cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea o apolidi che hanno forzatamente abbandonato il loro Stato di origine o che sono stati evacuati, il cui rimpatrio in condizioni sicure e stabili risulta momentaneamente impossibile a causa delle condizioni presenti nello stesso Stato, anche nell'ambito d'applicazione dell'articolo 1, sezione A), della Convenzione di Ginevra, ivi comprese le persone fuggite da zone di conflitto armato o di violenza endemica ovvero le persone che siano soggette a rischio grave di violazioni sistematiche o generalizzate dei diritti umani o siano state vittime di siffatte violazioni, nonché quelle fuggite in seguito al verificarsi di grandi sconvolgimenti ambientali, naturali o indotti dall'uomo; ff «straniero»: il cittadino di uno Stato non appartenente all'Unione europea; gg «Stato di origine»: lo Stato o gli Stati di cui il soggetto è cittadino o, per un apolide, in cui aveva precedentemente la dimora abituale; hh «titolo di soggiorno»: qualsiasi permesso o autorizzazione rilasciati dalle autorità competenti, che permetta a uno straniero o a un apolide richiedenti o beneficiari di uno degli status previsti dalla presente legge di soggiornare sul territorio nazionale; ii «trattenimento»: il confinamento del richiedente asilo, protezione internazionale, o altra forma di protezione prevista dalla presente legge in un luogo determinato, che lo priva della libertà di circolazione per il periodo di tempo previsto dalla presente legge. II DIRITTO DI ASILO I CONDIZIONI E TITOLARITÀ 4 (Condizioni per il riconoscimento del diritto di asilo) 1 In attuazione dell'articolo 10, terzo comma, della Costituzione, nel rispetto delle convenzioni e degli accordi internazionali di cui l'Italia è parte, è riconosciuto il diritto d'asilo sul territorio della Repubblica ai soggetti che, avendone la titolarità, abbiano manifestato in qualsiasi forma la propria volontà di chiedere protezione a causa dell'impedimento, nello Stato di origine, dell'effettivo esercizio o godimento di uno o più diritti di libertà democratica garantiti dalla Costituzione. 2 Ai fini della presente legge, per impedimento dell'effettivo esercizio o godimento di una o più libertà democratiche, determinato nello Stato di origine dello straniero o dell'apolide, si intende una condizione oggettiva, non temporanea o eccezionale, di limitazione di diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Tale condizione si intende sussistente anche quando tali libertà democratiche siano solo formalmente riconosciute dallo Stato di appartenenza. 3 L'impedimento dell'effettivo esercizio o godimento di uno o più diritti di libertà democratiche può essere posto in essere: a dallo Stato di origine dello straniero o dell'apolide nel quale ha dimora abituale; b da partiti politici, forze militari o paramilitari, o da organizzazioni, anche internazionali, che controllano lo Stato di origine dello straniero o dell'apolide o una parte del territorio di questi Stati; c da soggetti non statali, se può essere dimostrato che i responsabili di cui alle lettere a) e b) non possono o non vogliono contrastare o fornire protezione contro l'impedimento dell'effettivo esercizio o godimento dei diritti di libertà democratiche. 4 L'impedimento di cui ai commi 2 e 3 è inteso quale causa determinante dell'allontanamento dello straniero o dell'apolide dallo Stato di origine. 5 Il riconoscimento del diritto d'asilo è subordinato all'espletamento delle procedure da parte delle autorità competenti, in conformità ai criteri e alle modalità disciplinati dalla presente legge. 6 Il diritto di asilo non si applica nelle sedi diplomatiche, consolari, a bordo di navi da guerra o adibite all'esercizio di pubblici poteri, e in tutte le sedi regolate da specifiche norme di diritto internazionale. 5 (Riconoscimento del diritto di asilo) 1 Il diritto di asilo è riconosciuto: a ai soggetti appartenenti alla famiglia dello straniero o dell'apolide, purché essa sia già costituita nello Stato di origine o nello Stato nel quale l'apolide ha dimora abituale, che si trovano sul territorio della Repubblica; b ai minori non accompagnati; c a uno dei parenti dello straniero o dell'apolide minori non accompagnati, che si trovano sul territorio della Repubblica. 6 (Cessazione, esclusione e revoca) 1 La cessazione del diritto d'asilo è dichiarata su base individuale quando le circostanze che hanno indotto al riconoscimento di cui all'articolo 4, sono venute meno o sono mutate in misura tale da rendere la protezione non più necessaria. 2 Il diritto d'asilo è escluso quando sussistono fondati motivi per ritenere che il richiedente costituisca un pericolo per la sicurezza dello Stato, per la salute e l'ordine pubblico. 3 Il diritto d'asilo è escluso altresì quando vi siano motivi per ritenere che il richiedente: a ha commesso, nel territorio nazionale o all'estero, un reato grave. La gravità del reato è valutata anche tenendo conto della pena, non inferiore nel minimo a quattro anni o nel massimo a dieci anni, prevista dalla legge italiana per il reato;