[resaula]

in tale quadro, evidenzia ancora il medesimo articolo, si poteva iniziare ad uscire dalle criticità evidenziate, già agli inizi del mese di novembre, attraverso il cosiddetto "capacity market" , approvato dall'Unione europea, dopo un travaglio di sei anni, che consiste in un sistema per incentivare i produttori intenzionati a realizzare in aree sensibili nuove centrali elettriche più efficienti e meno inquinanti, anche attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili; un meccanismo di aste pubbliche avrebbe assicurato un costo più basso, mentre i parametri da rispettare per il controllo delle emissioni, avrebbe garantito, in due o tre anni, i primi risultati positivi, a differenza di quanto invece a metà settembre è accaduto da parte del Governo, che ha sostanzialmente bloccato il mercato della capacità, per concedersi maggior tempo e approfondire le proprie posizioni, che appaiono sempre più incerte anche in tema di politica ambientale, considerato come per le materie legate ai trasporti o all'industria dalla Tav, all'Ilva, i risultati al riguardo, appaiono deludenti e incerti; a giudizio dell'interrogante, le criticità evidenziano il rischio che i continui ripensamenti, le altalenanti decisioni in tema di politica industriale e ambientale, oltre che causare gravi effetti economici e produttivi, possano favorire i soliti grandi gruppi del mercato dell'energia nazionale, a differenza dell'urgente necessità avvertita dal Paese di introdurre nuove e più efficienti disposizioni di carattere ambientale più ambiziose; l'interrogante rileva come, mentre si attende, senza sapere per quanto, l'introduzione di una legislazione più moderna e meno inquinante, risulta evidente, come si prosegua con la diffusione nel Paese di centrali a carbone e a gasolio, i cui effetti negativi e penalizzanti per il sistema ambientale sono noti da tempo e senza soluzioni di intervento da parte dell'attuale Esecutivo, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento a quanto esposto in premessa; se, al riguardo, condividano le criticità in precedenza richiamate e, in caso affermativo, quali iniziative di competenza intendano assumere, al fine di introdurre adeguate politiche innovative in tema ambientale e ridurre di conseguenza il numero di emissioni di sostanze inquinanti ancora in quantità elevata, favorendo la realizzazione di nuove centrali elettriche più efficienti e meno inquinanti attraverso il sistema del cosiddetto " capacity market" , approvato dall'Unione europea. Atto n. 4-00878 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto riportato da "il Fatto quotidiano" risulterebbe che il Ministro in indirizzo possiede un certo numero, sia pure limitato, di azioni ordinarie, della società A2A, la multi utility dell'energia risultante dalla fusione di due partecipate dei comuni di Milano e Brescia, la quale gestisce l'unico impianto di termocombustione dei rifiuti attivo sul territorio campano, quello di Acerra (Napoli); tale società ha dichiarato in passato di voler realizzare un nuovo termovalorizzatore a Napoli; il Ministro in indirizzo in questi ultimi giorni, nel denunciare il pericolo di una nuova emergenza rifiuti in Campania, ha proposto la realizzazione di un impianto di termocombustione dei rifiuti per ogni provincia della regione, suscitando polemiche anche in seno alla stessa compagine governativa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga, onde evitare anche il minimo sospetto di conflitto di interesse, al di là delle opinioni sul merito della questione, di doversi astenere da dichiarazioni sulla gestione dei rifiuti in Campania, nonché dal partecipare a decisioni in merito, oppure, in alternativa, ad alienare le azioni della società A2A in suo possesso. Atto n. 4-00879 AGOSTINELLI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'interno Premesso che: si apprende da fonti stampa che il 20 ottobre 2018 un ragazzo di 20 anni è morto nel Reatino, ucciso per sbaglio durante una battuta di caccia al cinghiale; la tragedia è accaduta nella zona di Santa Rufina-Cupaello, una frazione del comune di Cittaducale. La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di omicidio colposo a carico del compagno di caccia; l'Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa) ha commentato la vicenda sottolineando che "la responsabilità politica e morale di questa nuova morte di caccia, l'ennesima, ricade su chi non ha raccolto l'appello alla chiusura della stagione venatoria", lanciato dopo la morte di un 19enne ucciso nell'Imperiese giusto qualche settimana prima; anche l'associazione WWF, in una lettera al Ministro dell'interno, ha sottolineato l'incompatibilità della caccia con altri tipi di godimento degli spazi naturali. Secondo i dati divulgati dalla "Associazione vittime della caccia", dal 1° al 30 settembre 2018 i morti da armi da caccia sono stati 4 e i feriti 13 (di cui 2 morti e 5 feriti non cacciatori, tra cui un minore). Il dato complessivo della scorsa stagione è stato un vero e proprio bollettino di guerra: 114 vittime, tra cacciatori (80-20 morti e 60 feriti) e non cacciatori (34-10 morti, 24 feriti); si tratta di incidenti spesso determinati dalla violazione della legge quadro nazionale (legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dalle leggi regionali di settore; i comportamenti che aumentano il rischio di incidenti sono: il mancato rispetto delle distanze minime da strade e centri abitati; la cattiva abitudine di sparare senza inquadrare il bersaglio; la cattiva abitudine di accompagnare le battute di caccia con "colazioni" comprensive di alcolici; l'elevata età media dei possessori di licenza di caccia. A tutto ciò si aggiunge che i titolari di licenza possono detenere un numero illimitato di fucili, 3 armi comuni da sparo (quindi anche pistole), 6 armi per uso sportivo, fino a 1.000 cartucce. Si tratta di un vero e proprio arsenale, eppure non vi è nessuna garanzia sull'accuratezza delle verifiche psicologiche cui vengono sottoposti i cacciatori; si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano, nei limiti delle proprie attribuzioni, adoperarsi per rendere più severi gli esami per la licenza di caccia e, più in generale, per effettuare maggiori controlli sulle licenze stesse, nonché limitare l'uso di armi a canna rigata, in grado di sparare a 4 chilometri di distanza; quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di vietare l'assunzione e la detenzione di sostanze alcoliche durante le battute di caccia e introdurre il divieto di caccia nei giorni festivi nelle aree altamente frequentate da sportivi ed escursionisti; se non intendano, nell'ambito delle rispettive competenze, facilitare la nomina di nuove guardie volontarie delle associazioni di protezione ambientale, alleggerendone l'attività sul piano burocratico.