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Per evitare tutto questo abbiamo il dovere, Presidente, di utilizzare quelle risorse al meglio, perché bisogna uscire celermente da questa condizione di difficoltà anche rispetto agli altri Paesi europei che sono più forti. Quindi è decisivo capire non solo come spendere le risorse, ma soprattutto come investirle. Abbiamo il dovere di sostenere i progetti più importanti e di accompagnarli oltre che con risorse economiche anche con riforme strutturali. Si è fatto riferimento alla riforma della giustizia e alla sburocratizzazione, tutte riforme necessarie affinché quelle risorse si spendano e si spendano bene. Altre risorse devono essere destinate alle politiche attive per il lavoro. Per una fase abbiamo sostenuto esclusivamente quelle passive come la cassa integrazione, abbiamo impedito la disoccupazione e la possibilità di licenziare, giustamente. Il problema è che ora la fase è cambiata. Quando scopriremo il vaccino, non migliorerà la situazione economica. Quando avremo scoperto il vaccino, non potremo dire che il Paese sarà uscito dall'emergenza economica, anzi, sarà una fase ancora più complicata e delicata, dunque bisogna intervenire in questa direzione per creare lavoro. Bisogna sostenere le imprese sulla formazione e sull'innovazione perché la nostra economia cambierà. Bisogna accompagnare le imprese ad una conversione occupazionale e di mission , così come bisognerà intervenire sulle infrastrutture, il Ponte o qualunque collegamento che resti, che ritengo siano indispensabili per creare ricchezza. Dobbiamo pensare che investiamo 54 miliardi di euro in tre anni per reddito cittadinanza e quota 100, mentre il Ponte costa 4 miliardi, ma crea ricchezza che resta perché dà al nostro Paese una centralità che costruisce ulteriore economia. Ci rendiamo conto, quindi, di quale è la spesa produttiva e di quale rischia di essere una spesa di assistenza che non genera ricchezza futura. Concludo dicendo che bisognerà sostenere, come penso il Governo farà, i più fragili e i più penalizzati da questa pandemia, che sono le persone con disabilità, gli anziani e anche gli studenti che hanno avuto difficoltà nella formazione e dico, infine, che dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti che vengono messi a disposizione. L'idea che l'Italia si rassegni a prendere 5 miliardi di euro, che sono le risorse che perderemmo in dieci anni non utilizzando il MES, non riesco a tollerarla. Con 5 miliardi di euro in questo Paese si potrebbe fare tanto: eliminare le file per i tamponi, eliminare il fatto che ci siano medici di base che dicono che hanno disponibili 30 vaccini con 300 richieste; potremmo intervenire sulle specializzazioni mediche. Perché questi 5 miliardi di risparmio che potremmo avere... ( Il microfono si disattiva automaticamente ). PRESIDENTE. La pregherei di concludere perché ha sforato abbondantemente il tempo a sua disposizione e per non sollecitare la sensibilità oraria del senatore Marcucci. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, concludo dicendo che Italia Viva voterà a favore perché crede nelle politiche espansive messe in atto dall'Unione europea e perché sappiamo che questo Paese sarà nelle condizioni di utilizzare al meglio queste risorse, soprattutto per dare una mano alle nuove generazioni, che sono quelle che ce le stanno prestando. ( Applausi ). CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, affrontiamo questo tema legato alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza descrivendo la situazione certamente difficile che stanno attraversando il nostro Paese e la nostra economia ed evidenziando chiaramente come le misure messe in campo dal Governo, potenza di fuoco secondo il nostro Presidente del Consiglio, si siano rivelate insufficienti. Il Governo e la maggioranza, infatti, hanno scelto di seguire la strada più semplice - io la definirei una scorciatoia - degli aiuti a pioggia, con un impatto limitato nel tempo e senza nessuna visione politica di medio e lungo periodo per quanto riguarda lo sviluppo del Paese. È evidente che questa volta con questa Nota abbiamo un vantaggio rispetto agli anni precedenti: grazie alla pandemia abbiamo eliminato tutte le clausole di salvaguardia che hanno sempre condizionato pesantemente, come un macigno, l'approvazione di questo Documento e del bilancio dello Stato. Rispetto a questo tema, ci può essere una maggiore serenità per quanto riguarda l'approccio alla legge di bilancio, che è in itinere e di cui, tra qualche giorno, si inizierà a parlare, ma noi mettiamo sempre al centro del nostro volere politico ciò che abbiamo sempre detto e, cioè, che è stato giusto tutelare e risarcire i redditi e l'occupazione perché in questa fase serviva anche questo, ma con i 100 miliardi che il Governo e la maggioranza hanno avuto a disposizione era necessario e doveroso impostare anche una strategia di rilancio dell'economia italiana. Signor Presidente, ieri ho apprezzato alcuni interventi anche di colleghi di maggioranza. Il senatore Pittella ha fatto riferimento al ritorno del Patto di stabilità e, quindi, era in qualche modo molto preoccupato. Senatore, condividiamo questa sua preoccupazione. A tale riguardo, infatti, diciamo che sarà necessario un ritorno graduale a questo sistema: bisogna ritardarlo, perché addirittura l'Europa già pensa che con la prossima primavera o con la prossima estate si possa tornare alla rigidità che c'è sempre stata. Questo, però, non sarà possibile evidentemente, perché in un contesto di incertezza, con una ripresa così disomogenea, come ci hanno detto anche i rappresentanti del Governo che si sono succeduti in questa discussione, non si possono minare tutti gli sforzi che in questi mesi sono stati fatti. Una domanda del resto sorge spontanea: come riuscirà l'Italia a far fronte al debito pubblico che è schizzato ulteriormente, raggiungendo percentuali ormai vicine al 160 per cento? Tornando alla Nota di aggiornamento del DEF è una sorta di libro dei sogni, visto che all'interno sono inseriti ben 22 disegni di legge collegati, che tra l'altro erano presenti in gran parte anche nella Nota di aggiornamento del DEF dello scorso anno e addirittura in quella dell'anno precedente riferita al 2018. Annunciate quindi cose da fare in mezzo a tante altre che avete già annunciato, come dimostrano le decine, addirittura le centinaia di decreti attuativi che ancora aspettano di vedere la luce dopo l'approvazione dei decreti riferiti al post-Covid. Ci sono poi cose anche abbastanza bizzarre in questa Nota di aggiornamento. Voglio ricordare l'introduzione del salario minimo, fine certamente nobile, ma, prima di chiederlo ai datori di lavoro privati, che stanno in qualche modo soffrendo rispetto all'emergenza sanitaria ed economica che c'è stata, iniziate ad adeguare gli stipendi dei dipendenti pubblici, in particolare delle Forze dell'ordine e degli insegnanti, che percepiscono paghe ridicole dallo Stato che, in questo caso, è il loro datore di lavoro. Non voglio parlare poi della delega alla riforma fiscale. Lo scorso anno annunciavate la riduzione del cuneo fiscale; quest'anno ci provate, anzi, rilanciate su questo tema. Leggiamo poi numeri che sinceramente disorientano anche un po'.