[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Toscana 2 settembre 1992, n. 44 (Assunzione nei ruoli regionali dei divulgatori agricoli formati ai sensi del regolamento CEE n. 270/79), promosso con ordinanza del 4 dicembre 2001 dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana, sul ricorso proposto da Crescenzi Angela ed altri contro Regione Toscana, iscritta al n. 123 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 13, prima serie speciale, dell'anno 2002. Visti gli atti di costituzione di Crescenzi Angela ed altri e della Regione Toscana; udito nell'udienza pubblica del 22 ottobre 2002 il Giudice relatore Fernanda Contri; uditi l'avvocato Domenico Iaria per Crescenzi Angela ed altri e l'avvocato Mario Loria per la Regione Toscana. Ritenuto che, nel corso di un giudizio amministrativo promosso da alcuni divulgatori agricoli dipendenti della Regione Toscana, il Tribunale amministrativo regionale della Toscana, con ordinanza emessa il 4 dicembre 2001, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 36, 97 e 117 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Toscana 2 settembre 1992, n. 44 (Assunzione nei ruoli regionali dei divulgatori agricoli formati ai sensi del regolamento CEE n. 270/79), nella parte in cui prevede l'inquadramento dei divulgatori agricoli nella settima anziché nell'ottava qualifica funzionale; che la questione viene riproposta a seguito della restituzione atti disposta da questa Corte con l'ordinanza n. 14 del 2001 per consentire al rimettente di riesaminarne la rilevanza alla luce della intervenuta legge della Regione Toscana 29 febbraio 2000, n. 19 (Semplificazione del sistema normativo regionale. Abrogazione di disposizioni normative), che, al comma 1 dell'articolo unico di cui si compone, ha disposto l'abrogazione espressa della legge impugnata dal TAR della Toscana, qualificando “non più operanti” le norme - tra le quali la legge regionale n. 44 del 1992 - inserite nell'Allegato A e precisando, al comma 3, che le disposizioni abrogate continuano ad applicarsi nei rapporti sorti in base alle disposizioni medesime, nel periodo della loro vigenza, “al fine della completa esecuzione dei procedimenti di entrata e di spesa”; che il TAR della Toscana osserva anzitutto che la disposta abrogazione della legge impugnata produce efficacia soltanto ex nunc e che comunque essa non ha comportato il reinquadramento dei ricorrenti nel profilo professionale corrispondente alla ottava qualifica funzionale; che pertanto la previsione per cui la legge regionale n. 44 del 1992 continua ad applicarsi ai rapporti precedentemente sorti nel periodo della relativa vigenza “al fine della completa esecuzione dei procedimenti di entrata e di spesa” determina la permanente rilevanza della questione per la definizione del giudizio a quo; che, secondo quanto osserva il TAR rimettente, la sopravvenuta privatizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici (d. lgs. 31 marzo 1998, n. 80) non potrebbe indurre a conclusioni diverse, essendo previsto l'inquadramento automatico dei dipendenti medesimi in ragione della qualifica funzionale precedentemente posseduta (art. 57 del d.lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 e Acc. 31 marzo 1999 - C.C.N.L. relativo alla revisione del sistema di classificazione del personale del comparto delle “Regioni - Autonomie locali”), con la conseguenza che i divulgatori sono collocati nella categoria D, profilo professionale D1, anziché nel superiore profilo professionale D3 che sarebbe loro automaticamente spettato se fossero stati precedentemente inquadrati nella ottava qualifica funzionale; che il collegio rimettente argomenta la non manifesta infondatezza della questione invocando, tra l'altro, l'art. 117 della Costituzione, in relazione ai princìpi fondamentali contenuti nella legge 29 marzo 1983, n. 93 (Legge-quadro sul pubblico impiego); nel d.P.R. 5 marzo 1986, n. 68 (Determinazione e composizione dei comparti di contrattazione collettiva, di cui all'art. 5 della legge-quadro sul pubblico impiego 29 marzo 1983, n. 93); nel decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421); che, ad avviso del TAR della Toscana, la figura del divulgatore agricolo richiede l'inquadramento nell'ottava qualifica funzionale giacché le funzioni ad esso affidate, di promozione e assistenza alle imprese agricole, anche al fine di rendere queste ultime idonee “al soddisfacimento degli obiettivi comunitari”, comportano “compiti di analisi, programmazione, gestione, controllo ed elaborazione di linee previsionali” che, anche a norma dell'art. 12 della legge della Regione Toscana 21 agosto 1989, n. 51 (Testo unico delle leggi sul personale), ritenuto sostanzialmente ricognitivo di princìpi fondamentali della legislazione statale, giustificano l'inquadramento nell'ottava qualifica funzionale, analogamente a quanto disposto da leggi di altre regioni, in relazione alle quali si lamenta una ingiustificata disparità di trattamento; che il giudice amministrativo rimettente esclude che ogni regione possa del tutto liberamente rapportare la posizione dei divulgatori alle proprie specifiche esigenze organizzative, giacché la figura professionale di cui si tratta “è concepita per il perseguimento di identiche finalità, ritenute di interesse comunitario, e si inserisce in un unico contesto programmatorio, elaborato a livello nazionale”; che, a giudizio del TAR rimettente, la disciplina impugnata si porrebbe in contrasto con i parametri evocati, ed in particolare con l'art. 97 della Costituzione, anche in considerazione della circostanza che “per il trattamento dei pubblici dipendenti debbono essere salvaguardati i principi della omogeneizzazione delle posizioni giuridiche, della perequazione e della trasparenza retributiva, quali fattori influenti anche sull'efficienza dei servizi resi”; che, nel giudizio davanti a questa Corte, si sono costituiti i ricorrenti nel giudizio amministrativo a quo, per chiedere l'accoglimento della questione di legittimità costituzionale sollevata dal TAR della Toscana con l'ordinanza in epigrafe, svolgendo deduzioni sostanzialmente analoghe alle argomentazioni in quella contenute e censurando sotto un profilo ulteriore la disciplina impugnata, la quale, come da lavori preparatori, avrebbe previsto l'inquadramento dei divulgatori agricoli in una categoria funzionale non corrispondente al loro profilo professionale esclusivamente per ragioni di contenimento della spesa; che nel presente giudizio si è costituita anche la Regione Toscana, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile o infondata;