[pronunce]

– l'art. 50 del d.P.R. 22 febbraio 1982, n. 182 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Valle d'Aosta per la estensione alla Regione delle disposizioni del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 e della normativa relativa agli enti soppressi con l'art. 1-bis del d.l. 18 agosto 1978, n. 481, convertito nella legge 21 ottobre 1978, n. 641), il quale stabilisce che «le funzioni amministrative nella materia relativa alla urbanistica ed ai piani regolatori per zone di particolare importanza turistica concernono la disciplina dell'uso del territorio comprensiva di tutti gli aspetti conoscitivi, normativi e gestionali riguardanti le operazioni di salvaguardia e di trasformazione del suolo nonché la protezione dell'ambiente e l'approvazione di piani regolatori per zone di particolare importanza turistica»; – il successivo art. 51 del medesimo d.P.R. n. 182 del 1982, il quale così dispone nei primi due commi: «sono di competenza dello Stato le funzioni amministrative concernenti: a) l'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale, con particolare riferimento all'articolazione territoriale degli interventi di interesse statale ed alla tutela ambientale ed ecologica del territorio nonché alla difesa del suolo; b) la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle costruzioni sismiche e l'emanazione delle relative norme tecniche per le costruzioni nelle stesse. Per le opere da eseguirsi da amministrazioni statali o comunque insistenti su aree del demanio statale l'accertamento della conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi, salvo che per le opere destinate alla difesa militare, è fatto dallo Stato, di intesa con la Regione»; – l'art. 67 del d.P.R. n. 182 del 1982, che trasferisce alla Regione, salvo talune eccezioni, le funzioni amministrative esercitate dagli organi centrali e periferici dello Stato in ordine all'igiene del suolo e all'inquinamento atmosferico, idrico, termico ed acustico, compresi gli aspetti igienico-sanitari delle industrie insalubri; – il successivo art. 68 del medesimo d.P.R. n. 182 del 1982 che circoscrive le competenze conservate allo Stato attraverso una elencazione tassativa, dalla quale, a dire della ricorrente, non risulterebbe alcun titolo giustificativo delle disposizioni legislative dettate dal d.lgs. n. 152 del 2006 ed oggetto di impugnazione. Tale generale competenza in materia di tutela dell'ambiente, secondo la difesa regionale, non potrebbe subire limitazioni in ragione delle estese competenze legislative statali in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, di cui all'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., stante il disposto dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). Mentre «per quanto riguarda le materie di competenza legislativa di cui all'art. 117, terzo e quarto comma, Cost., non si può certo escludere che le medesime vadano riconosciute anche alla ricorrente, per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle ad essa attribuite dallo statuto speciale e dalle norme di attuazione, ciò che, con riferimento alla ricorrente, potrebbe affermarsi con riguardo ad alcune materie, – tra le quali l'industria, la gestione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico, la tutela della salute, la protezione civile, il governo del territorio – per la parte eventualmente eccedente la materia urbanistica ed edilizia, assegnata alla competenza primaria della Regione Valle d'Aosta». 12.2. - Ciò premesso la Regione Valle d'Aosta censura, anzitutto, l'intero d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento al principio di leale collaborazione ed all'art. 76 Cost. Secondo la difesa regionale l'iter procedimentale (sopra ricordato sub 2) che ha portato alla emanazione del decreto legislativo non avrebbe rispettato i contenuti minimi della garanzia di partecipazione della Conferenza unificata, imposti dal principio di leale collaborazione e dalla stessa legge delega (art. 1, comma 4, della legge n. 308 del 2004). Inoltre il testo sottoposto alla Conferenza unificata sarebbe diverso da quello poi emanato, essendo questo stato modificato dal Governo a seguito di taluni rilievi del Presidente della Repubblica e non presentato nuovamente alla Conferenza ed alle Commissioni parlamentari. Da tali violazioni procedurali, per la ricorrente, sarebbe derivata una lesione delle attribuzioni costituzionali delle Regioni e degli enti locali. 12.3. - La Regione Valle d'Aosta censura, poi, l'art. 6 del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale prevede l'istituzione presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio – con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio – di una Commissione tecnico-consultiva per le valutazioni ambientali ed affida a tale organo la funzione di provvedere all'istruttoria e di esprimersi sui rapporti ambientali e sugli studi di impatto ambientale relativi a piani e programmi oppure a progetti rispettivamente sottoposti a valutazione ambientale strategica e a valutazione di impatto ambientale di competenza statale. La ricorrente Regione Valle d'Aosta lamenta la violazione delle proprie competenze «in materia ambientale ed in materie connesse», degli artt. 11, 76 e 117, primo comma, Cost., nonché del principio di leale collaborazione, dacché la partecipazione di un rappresentante regionale alla Commissione statale indicata sarebbe meramente eventuale, debole e non garantita e non assicurerebbe così, nell'unico passaggio procedimentale possibile, un adeguato coinvolgimento delle Regioni, come invece richiesto dalla stessa giurisprudenza di questa Corte (viene citata la sentenza n. 303 del 2003). Non prevedendo, pertanto, una partecipazione necessaria e garantita delle Regioni, le disposizioni in questione si porrebbero in contrasto con la direttiva 2001/42/CE (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente), che prevederebbe la partecipazione ai procedimenti di VAS dei soggetti istituzionali competenti in materia ambientale e territoriale, e, per questa via, in contrasto con l'art. 11 e 117, primo comma, Cost. 12.4. - Al contempo, la «disciplina concernente la Commissione tecnico-consultiva per le valutazioni ambientali e l'indifferenza per le esigenze di adeguato ed effettivo coinvolgimento delle Regioni nei procedimenti suscettibili di investire aspetti di pertinenza degli enti territoriali, che essa sottintende, rende carente anche la connessa disciplina di cui al capo II del titolo II della parte II del d.lgs.