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Disposizioni in materia di utilizzo degli idrofluorocarburi. Onorevoli Senatori. -- Fin dagli anni ‘70 del ventesimo secolo, in letteratura scientifica, apparve per la prima volta la locuzione «effetto serra antropogenico». Con tale locuzione si intende indicare il riscaldamento planetario, causato dalle attività umane, indotto dall'alterazione della composizione atmosferica mediante immissione di gas «ad effetto serra», aventi cioè la capacità di intercettare e reindirizzare verso la superficie del pianeta una parte della radiazione infrarossa emessa da terra. Il principale gas ad effetto serra indicato era ed è il biossido di carbonio (CO 2 ), affiancato in seguito da altri composti, immessi in quantità minore, ma a loro volta capaci di «effetto serra». Esistono in letteratura, e sono state assunte come base per la stesura del protocollo di contenimento delle emissioni, tabelle che associano ad ogni gas il corrispondente effetto serra rispetto al gas serra di base, la CO 2 , al quale si associa il valore UNO. Il mondo scientifico ha accumulato una collezione impressionante di dati che confermano una correlazione tra l'aumento della quantità di gas serra in atmosfera e l'aumento globale delle temperature. Risulta altresì evidenziato che, nonostante una diminuzione dell'attività solare nell'attuale ciclo 24 (che si preannuncia come uno dei più deboli da almeno un secolo a questa parte) e tenuto conto dell'inevitabile inerzia termica del pianeta, le temperature planetarie continuano a mantenersi al di sopra delle medie di riferimento 1979-2000. Tutto ciò è confermato dagli organismi internazionali di rilevamento (ad esempio il National Oceanic and Atmospheric Administration - NOAA). Per il solo CO 2 , la concentrazione in atmosfera ha raggiunto il massimo degli ultimi 600.000 anni, superando non solo la soglia considerata «di reversibilità» delle 350 parti per milione, ma addirittura quella delle 400 parti per milione. Tali dati coinvolgono il solo CO 2 e non computano il CO 2 equivalente ottenuto considerando gli altri gas serra. Vi è da aggiungere il contributo veramente imponente del vapore acqueo, a sua volta gas ad effetto serra, la cui concentrazione è in aumento a causa dell'aumento di temperatura (maggior temperatura=maggior evaporazione). Da più parti si indica come economicamente non conveniente abbattere totalmente le emissioni di CO 2 , considerato che stime del 2012 parlano di un costo di 20-25 dollari per tonnellata. L'ufficio della Casa Bianca che si occupa di gestione e bilancio ( The White House Office of Management and Budget ) ha per altro ricalcolato il costo sociale del CO 2 -- che corrisponde alla stima economica dei danni causati dalle emissioni -- da 22 a 36 dollari per tonnellata, rendendo in questo modo insostenibili le affermazioni di chi dichiara non conveniente l'eliminazione delle emissioni serra. Altri organismi governativi come il NAO ( National Audit Office , la Corte dei conti del Regno Unito) stimano nella forchetta 30-120 dollari per tonnellata il costo sociale della CO 2 emessa. Tra i gas a maggior potere serra vi sono i sostituti attuali dei CFC (clorofluorocarburi), utilizzati nei frigoriferi o negli impianti di condizionamento dell'aria, già banditi con l'attuazione del protocollo di Montreal (1976), denominati idrofluorocarburi (HFC). In questo quadro, si inseriscono i timidi tentativi della comunità internazionale volti a limitare (in maniera assolutamente insufficiente) le emissioni di gas ad effetto serra. Il 7 dicembre 1997 è stato sottoscritto, da oltre 160 paesi partecipanti alla terza sessione della Conferenza delle parti per la Convenzione sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il Protocollo di Kyoto. Oggetto del Protocollo è uno degli aspetti del cambiamento climatico: la riduzione, attraverso un'azione concordata a livello internazionale, delle emissioni di gas serra. Obiettivo del Protocollo è la riduzione delle emissioni globali di sei gas, ritenuti responsabili di una delle cause del riscaldamento del pianeta, primo tra tutti l'anidride carbonica (CO 2 ). Gli altri gas interessati sono il metano (CH 4 ), l'ossido di azoto (N 2 O), l'esafluoruro di zolfo (SF6), gli idrofluorocarburi (HFCs) e i perfluorocarburi (PFCs). Il Protocollo di Kyoto ha impegnato i Paesi industrializzati ed i Paesi con economia in transizione a ridurre del 5,2 per cento, rispetto ai livelli del 1990, le emissioni di gas in grado di alterare l'effetto serra del Pianeta entro il 2012. Successivamente, nel corso della 18º Conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP 18) e dell'8º Conferenza delle parti che funge da riunione delle Parti del Protocollo di Kyoto (COP/MOP 8), tenutasi a Doha (Qatar) dal 26 novembre all'8 dicembre 2012, l'impegno per la prosecuzione oltre il 2012 delle misure previste dal Protocollo è stato assunto solamente da un gruppo di Paesi (tra i quali Unione europea, Australia, Svizzera e Norvegia), che rappresentano appena il 15 per cento circa delle emissioni globali di gas-serra. I 200 paesi partecipanti hanno invece lanciato, a partire dal 1º gennaio 2013, un percorso finalizzato al raggiungimento, entro il 2015, di un nuovo accordo che dovrà entrare in vigore nel 2020. La ratifica del Protocollo di Kyoto da parte dell'Italia è avvenuta con la legge 1° giugno 2002, la quale reca anche una serie di disposizioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. In sede di redazione degli impegni da assumere, sono stati individuati, come già anticipato, i maggiori gas ad effetto serra che, in ragione della loro differente capacità di intercettare le radiazioni infrarosse emesse dalla Terra, sono stati associati ad un moltiplicatore (GWP) indicante la loro efficacia come «gas serra» in rapporto al gas serra di base, cioè il biossido di carbonio (cui è stato assegnato il valore UNO). Per alcuni dei gas oggetto del presente disegno di legge si ha: 1) CHF 3 : GWP = 14800 2) CF 3 -CH2F: GWP = 1800 Anche per i gas ad effetto serra appena considerati, vi è un costo sociale che si ottiene dai costi del CO 2 moltiplicati almeno per il potere serra equivalente, da cui si deduce che l'eliminazione degli idrofluorocarburi rappresenti un enorme risparmio per la collettività, data la maggior facilità del loro tracciamento e la loro minor produzione in termini di fonti di emissione. Per il solo CHF 3 si parla di un costo sociale tra 444.000 e 1.776.000 dollari per tonnellata. Oltre ai «costi impliciti» appena citati, occorre considerare le sanzioni previste per il mancato raggiungimento degli impegni presi a livello internazionale. Relativamente al Protocollo di Kyoto, si prevede infatti: 1. la maggiorazione del 30 del cento sulla quantità di emissioni che mancano al raggiungimento dell'obiettivo, addebitata in aggiunta agli obblighi che verranno stabiliti nel secondo periodo d'impegno; 2. l'obbligo di adozione di un piano d'azione per il rispetto dei propri obiettivi; 3. la sospensione dalla partecipazione all' emissions trading .