[ddlpres]

In caso di mancata esecuzione del lodo da parte della Parte convenuta, l'adozione di misure compensative temporanee della Parte attrice – rispetto alle quali la Parte convenuta può comunque chiedere al collegio arbitrale di pronunciarsi – è disciplinata all'articolo 3.15 mentre il successivo articolo 3.16 disciplina le procedure per il riesame delle misure adottate per dare esecuzione al lodo successivamente all'adozione delle misure correttive temporanee ai sensi dell'articolo 3.15. Le successive disposizioni definiscono: la procedura per la sostituzione degli arbitri nel corso dei procedimenti arbitrali (articolo 3.17); la possibile sospensione e chiusura del procedimento arbitrale (articolo 3.18); la possibilità per le Parti di concordare in qualsiasi momento la composizione della controversia (articolo 3.19); la possibilità del collegio arbitrale di richiedere informazioni e consulenza tecnica (articolo 3.20); le norme di interpretazione di riferimento (articolo. 3.21); le modalità di adozione delle decisioni da parte del collegio arbitrale, contenuti e pubblicità di relazioni e lodi (articolo 3.22). Sottosezione IV – Disposizioni Generali (articoli 3.23 –3.26) La sezione si chiude con una parte dedicata alle disposizioni generali, in cui vengono regolate la composizione dell'elenco degli arbitri, le relative qualifiche e gli obblighi, con rinvio al codice di condotta di cui all'Allegato 8 – Codice di condotta per gli arbitri e i mediatori (articolo 3.23); le modalità per la scelta del foro in cui presentare ricorso contro una determinata misura (articolo 3.24); le modalità di calcolo e modifica dei termini temporali fissati nella sezione (articolo 3.25). È infine previsto dall'articolo 3.26 che gli allegati all'Accordo n.7 (Regolamento di procedura), 8 (Codice di condotta per arbitri e mediatori) e 9 (Meccanismo di mediazione) possano essere oggetto di riesame e modifica da parte del Comitato previsto all'art. 4.1. Sezione B – Risoluzione delle controversie tra gli investitori e le Parti (articoli 3.27-3.59) Sottosezione I – Ambito di applicazione e definizioni (articoli.3.27-3.28) L'articolo 3.27 fissa l'ambito di applicazione della sezione alle controversie tra un ricorrente di una Parte e l'altra Parte in caso di asserita violazione del capo 2, mentre l'articolo 3.28 chiarisce alcune definizioni contenute nella sezione. Sottosezione II – Risoluzione alternativa delle controversie e consultazioni (articoli. 3.29-3.31) L'articolo 3.29, richiama le Parti all'esigenza di risolvere qualsiasi controversia, per quanto possibile, amichevolmente mediante negoziati o mediazione, anche dopo l'avvio del procedimento di risoluzione della controversia previsto negli articoli seguenti. L'articolo 3.30 disciplina la fase delle consultazioni tra le due parti qualora il tentativo di soluzione amichevole non abbia avuto esito positivo definendone gli elementi salienti (quali contenuti, termini temporali, modalità). In qualsiasi momento nell'ambito della controversia, le parti possono concordare di fare ricorso alla mediazione, prevista e disciplinata dall'articolo 3.31, con rinvio all'Allegato 10 (Meccanismo di mediazione per le controversie tra gli investitori e le Parti). Sottosezione III – Presentazione di una domanda e condizioni preliminari (articoli 3.32-3.37) Qualora la controversia non possa essere risolta entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta di consultazioni, l'articolo 3.32 fissa le procedure che dovranno essere seguite dal ricorrente per notificare l'intenzione di presentare domanda di risoluzione della controversia. Decorsi almeno sei mesi dalla presentazione di richiesta di consultazioni e tre mesi dalla notifica ai sensi dell'articolo 3.32, l'articolo 3.33 prevede che il ricorrente possa presentare la domanda al tribunale in applicazione di uno dei meccanismi di risoluzione delle controversie seguenti: a) la convenzione ICSID; b) il regolamento del meccanismo supplementare per l'amministrazione dei procedimenti da parte del Segretariato del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti (« regolamento del meccanismo supplementare ICSID »), qualora non trovino applicazione le condizioni per i procedimenti a norma della lettera a) ; c) il regolamento arbitrale UNCITRAL; oppure d) qualsiasi altro quadro normativo, con l'accordo delle Parti della controversia. L'articolo 3.34 esclude la possibilità per il ricorrente di presentare una domanda al tribunale qualora a) abbia già domande pendenti dinanzi ad altri organi giurisdizionali sulla stessa controversia o b) qualora una persona che detiene, direttamente o indirettamente, una partecipazione al capitale del ricorrente oppure è controllata – direttamente o indirettamente – dal ricorrente, abbia una domanda pendente dinanzi al tribunale o a qualsiasi altro organo giurisdizionale interno o internazionale in relazione alla stessa misura contestata e riguardante la stessa perdita o lo stesso danno. L'articolo 3.35 stabilisce le condizioni per la presentazione della domanda al tribunale, mentre l'articolo 3.36 prevede che convenuto e ricorrente comunichino il proprio consenso alla presentazione della domanda, astenendosi in tal modo dal dare esecuzione alla sentenza prima che diventi definitiva, e dall'impugnare in appello, chiedere il riesame, l'annullamento o la revisione della sentenza o avviare qualsiasi altro procedimento analogo dinanzi ad organi giurisdizionali interni o internazionali. Ai sensi dell'articolo 3.37, la parte della controversia che si avvalga di un finanziamento di terzi notifica all'altra parte della controversia e al tribunale l'esistenza e la natura dell'accordo, il nome e l'indirizzo del terzo finanziatore. Sottosezione IV – Sistema giurisdizionale per gli investimenti (articoli. 3.38 – 3.41) L'articolo 3.38 stabilisce i criteri per l'istituzione del tribunale, con specifico riferimento alla designazione dei membri, al suo funzionamento, alla durata del mandato e alla retribuzione dei giudici, alla definizione delle procedure di lavoro. È prevista la nomina da parte del Comitato (articolo 4.1) di 9 membri, tre cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, 3 del Vietnam e 3 di paesi terzi (tra questi ultimi saranno designati il Presidente e il Vice Presidente del tribunale). Nomine supplementari possono essere concordate dal Comitato a multipli di 3. Il tribunale esamina le cause in divisioni composte da 3 membri, fatta salva la possibilità delle parti di una controversia di convenire che la causa sia esaminata da un solo membro, cittadino di un Paese terzo. Analoghe modalità sono statuite per l'istituzione del tribunale d'appello permanente, per il suo funzionamento, per la durata del mandato e la retribuzione dei giudici, per la definizione delle procedure di lavoro, con rinvio all'Allegato 13 – Procedure di lavoro del tribunale d'appello (articolo 3.10). È prevista una composizione di 6 membri, nominati secondo gli stessi criteri previsti per il tribunale di primo grado e parimenti incrementabile a multipli di tre.