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con riferimento all'articolo 3, comma l, lettera a) , si rappresenta che la nuova formulazione dell'articolo 17 del codice dell'ordinamento militare non reca innovazioni rispetto alle attività già espletate, a legislazione vigente, dai cappellani militari, potendo quindi trovare attuazione con le risorse umane e finanziarie già stanziate; relativamente all'articolo 3, comma 1, lettera c) , che inserisce nel codice dell'ordinamento militare il nuovo articolo 1533- bis , si rassicura circa l'invarianza di oneri per 1a finanza pubblica derivanti dalle modalità di esercizio in concreto dell'assistenza spirituale alle forze armate e si rappresenta che, già a legislazione vigente, l'attività di cura parrocchiale presuppone 1a disponibilità di alloggi di servizio; con riguardo all'articolo 3, comma 1, lettera e) , viene assicurata l'assenza di oneri connessi all'istituzione della figura dei cappellani coordinatori, trattandosi di un mero incarico di funzione, che non comporta alcuna modifica del trattamento economico; con riferimento all'articolo 3, comma 1, lettere ss) , vv) e zz) , viene fatto presente che le nuove forme di avanzamento di cui agli articoli 1608, 1611 e 1612 del codice dell'ordinamento militare sono funzionali alla riduzione degli oneri, attraverso la riduzione di alcune figure di vertice, l'allungamento dei tempi di accesso ai gradi più elevati e la revisione del trattamento economico; in merito al riassetto dell'organico, viene confermata la riduzione, a regime, a 162 unità, agendo sulle immissioni di personale della categoria iniziale (cappellani addetti) che potranno essere effettuate solo se le consistenze effettive lo permetteranno. Viene, altresì, ricordato che, secondo la relazione tecnica, a garanzia dell'invarianza finanziaria, il nuovo articolo 1577 del codice dell'ordinamento militare, come modificato dall'articolo 3), comma 1, lettera dd) , prevede tra le cause di cessazione dal servizio permanente dei cappellani militari, la facoltà di revoca della designazione da parte dell'autorità ecclesiastica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1169 Presidente, onorevoli colleghi senatori, una criminalità sempre più transnazionale ci pone di fronte alla necessità di prevedere una legislazione internazionale adeguata. E la condivisione di conoscenze ed esperienze reciproche è la base per migliorare strumenti e prassi nella lotta contro il crimine. Con il testo che ci apprestiamo a ratificare, e per il quale esprimo il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi, si aggiungee uno strumento giuridico organico per organizzare la cooperazione in materia di sicurezza. L'obiettivo naturale è promuovere, sviluppare e rafforzare la collaborazione di polizia per prevenire e contrastare la criminalità nelle sue varie forme e il terrorismo. Ne condividiamo l'approccio tecnico-operativo, perché mira a realizzare una cooperazione bilaterale di polizia efficiente ed efficace, in linea con i rispettivi ordinamenti giuridici ed obblighi internazionali. E lo fa mettendo in collaborazione per la parte italiana il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno e, per la parte argentina, il Ministero della sicurezza. E riteniamo utile che l'intesa insista sulla cooperazione di polizia in alcuni settori che riteniamo fondamentali. In particolare ci riferiamo: alla tratta di persone; al traffico illecito di armi, alla criminalità informatica e pedopornografia on line , ai reati finanziari come il riciclaggio e, naturalmente, al traffico illecito di stupefacenti. Condividiamo anche l'approccio organizzativo - con la collaborazione non solo tramite scambio di informazioni, ma anche di esperti e con la programmazione di corsi e attività addestrative per le forze di polizia. Tutte attività che potranno essere utili in maniera molto concreta Ad esempio per la ricerca di latitanti e di gruppi terroristici, per la localizzazione e il tracciamento di patrimoni di provenienza illecita. Ma anche per reprimere e perfino prevenire le infiltrazioni criminali nelle società che partecipano a procedure di appalto per lavori pubblici, individuando prima quelle sigle che possano risultare sospette. Risultati concreti del rafforzamento della cooperazione bilaterale in materia giudiziaria e di lotta ai reati tra Italia ed Argentina sono già stati possibili grazie al dialogo sempre più fitto tra i nostri due Paesi. Io stessa ho avuto modo di intervenire al primo seminario antimafia italo-argentino organizzato a Buenos Aires dal Parlamento argentino nel marzo del 2019. Un evento che ha posto le basi per una serie di altre iniziative e collaborazioni istituzionali. Penso ad esempio sempre nello stesso anno alla visita a Roma del ministro della Giustizia argentino, German Garavano, e la presenza a Buenos Aires nel mese di settembre anche dell'allora presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone che ha dato l'avvio alla stesura di un memorandum di intesa tra i nostri due Paesi. L'Argentina ha quindi un'importanza straordinaria sullo scenario internazionale nel contrasto sia alle mafie che al narcotraffico. Ancor di più con il nostro Paese in virtù dei forti, stretti legami sociali, economici e commerciali. Oltre il 50 per cento della popolazione argentina è di discendenza italiana. Lo stesso ex-presidente Macri era di origine calabrese. Ecco che è fondamentale prevedere gli adeguati strumenti normativi. Per quanto riguarda il narcotraffico, oltre all'accordo siglato nel 2007 tra l'Agenzia delle Dogane italiane e il corrispondente organismo argentino (per tua info AFIP, Amministrazione degli Ingressi Pubblici), è ancora vigente un memorandum d'intesa nella lotta alla criminalità organizzata, ai traffici illeciti e al terrorismo, firmato a Buenos Aires nel 1999 tra il Ministero dell'Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza e la Segreteria di Sicurezza del Ministero dell'Interno argentino. Che per la parte della cooperazione di polizia viene aggiornato e superato proprio dall'accordo che ratifichiamo oggi. La via decisiva per combattere la criminalità organizzata presuppone una collaborazione internazionale energica ed efficace. È positivo, quindi, che con questo accordo si regolamenti la cooperazione di polizia sia sotto il profilo strategico che operativo, consentendo di intensificare i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti all'ordine e alla sicurezza pubblica. Ma proprio a questo proposito, in chiusura di intervento, non posso che accompagnare al nostro voto favorevole, un invito alle istituzioni argentine. È l'invito ad una maggiore trasparenza, ad esempio nella comunicazione dei dati sulla criminalità e quello a una sempre crescente collaborazione tra istituzioni nello scambio di informazioni e nella promozione di iniziative e progetti utili. Insistere sulla sicurezza è la strada giusta. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1220 Presidente, onorevoli colleghi senatori, migliaia di giovani in tutto il mondo hanno infiammato le piazze negli scorsi mesi per i Fridays for Future . Abbiamo guardato ammirati - forse anche con un pizzico di nostalgia - la passione e la convinzione con la quale queste ragazze e questi ragazzi sono convinti di poter cambiare il mondo. Il mondo proprio nel senso letterale del termine, ossia il pianeta Terra.