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e il titolare dell'esercizio o del punto di raccolta comunica i propri dati anagrafici e l'esistenza dell'attività di raccolta di gioco con vincita in denaro al questore territorialmente competente entro sette giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e, successivamente, entro sette giorni dalla data di avvio dell'attività. Il proprietario dell'immobile in cui ha sede l'esercizio o il punto di raccolta comunica i predetti dati ed informazioni sull'attività di raccolta di gioco all'Agenzia entro gli stessi termini di cui al periodo precedente. Chiunque esercita un punto di raccolta di scommesse, ai sensi del presente comma, deve essere in possesso dei requisiti soggettivi corrispondenti a quelli richiesti per il rilascio del titolo abilitativo di cui all'articolo 88 del Tulps ovvero, successivamente all'entrata in vigore della presente legge, all'articolo 14. Ove ne accerti l'insussistenza, il questore dispone la chiusura immediata dell'esercizio o del punto di raccolta. Gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza dispongono delle facoltà previste dall'articolo 16 del Tulps; f continua ad applicarsi il divieto di installazione di apparecchi di cui all'articolo 7, comma 1, lettere a) e b) . In ogni caso l'Agenzia non iscrive il titolare dell'esercizio o del punto di raccolta nell'elenco già previsto dall'articolo 1, comma 533, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, ed in quello istituito in attuazione dell'articolo 77, ovvero ne effettua la cancellazione, ove già iscritto; g l'imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, fino alla data di entrata in vigore del presente codice e, successivamente, il prelievo di cui all'articolo 35, sono dovuti dal titolare di ciascun esercizio operante sul territorio nazionale in cui si offre gioco con vincite in denaro ovvero di altro suo punto di raccolta in Italia collegatovi telematicamente. L'imposta si applica su di un imponibile forfetario coincidente con il triplo della media della raccolta effettuata nella provincia ove è ubicato l'esercizio o il punto di raccolta, desunta dai dati registrati nel totalizzatore nazionale per il periodo d'imposta antecedente a quello di riferimento, nonché con l'aliquota massima stabilita dall'articolo 4, comma 1, lettera b) , numero 3.1), del citato decreto legislativo n. 504 del 1998. Per i periodi di imposta in corso nell’anno 2015 e per quelli successivi non si applica conseguentemente la disposizione di cui all'articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; h la violazione delle disposizioni di cui alle lettere da b) a f) è punita: 1 quanto alla lettera b) , con la sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 50.000; 2 quanto alla lettera c) , con la sanzione amministrativa da euro 50.000 a euro 100.000; 3 quanto alla lettera d) , relativamente alla violazione degli obblighi di cui all'articolo 34, con la sanzione amministrativa prevista dall'articolo 50 nonché con la chiusura dell'esercizio ovvero del punto di vendita; 4 quanto alla lettera d) , relativamente alla violazione degli obblighi di cui all'articolo 47, comma 1, con le sanzioni previste dal medesimo articolo 47, comma 2; 5 quanto alla lettera e) , con la sanzione amministrativa di euro 5.000. Tale sanzione è raddoppiata qualora il titolare dell'esercizio o del punto di raccolta, nonché il proprietario dell'immobile in cui opera l'esercizio o il punto di raccolta, non provvedano alla comunicazione di cui alla lettera e) nel termine di sette giorni dalla contestazione. Nel caso in cui sia il titolare dell'esercizio o del punto di raccolta ad omettere la dichiarazione è altresì disposta la chiusura dell'esercizio; 6 quanto alla lettera f) , con la sanzione amministrativa di euro 1.500 per ciascun apparecchio installato. 3 Relativamente alle attività disciplinate nei commi 1 e 2 si applicano le disposizioni di cui all'articolo 15- ter del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. 39 (Giochi senza vincita in denaro) 1 Ai giochi senza vincita in denaro di cui all'articolo 7, comma 2, si applica una imposta sugli intrattenimenti nella misura massima dell'8 per cento applicata ad una base imponibile forfetaria massima di euro 1.800 per gli apparecchi di cui all'articolo 75, comma 1, lettere a) e b) , e di euro 3.800 per gli apparecchi di cui all'articolo 75, comma 1, lettera c) . 2 Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 7, comma 4, sono stabiliti la misura effettiva dell'imposta e della base imponibile, in relazione a ciascuna tipologia di gioco, nei limiti delle misure massime di cui al comma 1. 40 (Imposta sulle vincite) 1 Sull'importo delle vincite fino a euro 500 conseguite dai giochi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera f) , è dovuta una imposta sostitutiva di qualsiasi altro prelievo, anche tributario, nella misura del 6 per cento. Sull'importo eccedente euro 500 delle vincite di valore superiore a tale somma conseguite dai giochi di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) , f) , g) , nonché i) , diversi dalle lotterie ad estrazione differita, l'imposta è dovuta nella misura dell'otto per cento. L'imposta è prelevata all'atto del pagamento della vincita ed è versata all'Agenzia dal concessionario del gioco all'atto del primo versamento utile, successivo al prelievo, della quota di entrata tributaria da gioco ovvero della raccolta del gioco dovuta all'erario. 41 (Esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 22 ottobre 2014 e altre disposizioni in materia di casinò) 1 Nel testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, all'articolo 69 il comma 1 è sostituito dai seguenti: « 1 . Fatte salve le disposizioni di cui al comma 1- bis , i premi e le vincite di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 67 costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione. 1 -bis. Le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate negli Stati membri dell'Unione europea o nello Spazio economico europeo non concorrono a formare il reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo di imposta. 3. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, articolo 30: a) il quarto comma è sostituito dal seguente: «La ritenuta sulle vincite e sui premi dei giochi esercitati dallo Stato è compresa nel prelievo operato dallo Stato previsto, per ognuno di tali giochi»; b) il settimo comma è abrogato. 4.