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Viene, inoltre, stabilito che, per i Ministeri che abbiano provveduto alla trasmissione dei suddetti schemi nel termine previsto, gli incarichi scaduti di cui all'articolo 2, comma 8, quinto periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, proseguano fino al 28 febbraio 2014. Comma 7. Si riconosce la possibilità di utilizzare, in luogo del decreto del Presidente della Repubblica, lo strumento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di riorganizzazione dei Ministeri per apportare le opportune modifiche anche ai regolamenti di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri. Comma 8. L'articolo 2223 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (codice dell’ordinamento militare), dispone l'applicazione, a partire dal 2014, della disciplina sull'aspettativa per riduzione di quadri, ex articolo 907 del medesimo decreto legislativo, il quale prevede che le eccedenze nei gradi di colonnello o generale dei ruoli speciale e tecnico-logistico degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri siano eliminate con il collocamento in aspettativa per riduzione quadri, a prescindere che l'eccedenza risulti compensata da una carenza nella dotazione del medesimo grado, in un altro ruolo. La situazione dei gradi apicali del ruolo tecnico-logistico non risulta ancora completamente assestata poiché risente della disomogenea costituzione iniziale di tale ruolo. Le diverse anzianità di grado possedute dagli ufficiali comporteranno un anomalo sviluppo del ruolo, che determinerà il temporaneo superamento degli organici dei gradi apicali. In tale contesto, i conseguenti provvedimenti di aspettativa per riduzione di quadri potrebbero interferire con le stesse esigenze istituzionali, provocando la cessazione dal servizio attivo di ufficiali che esprimono qualificata competenza ed esperienza professionale. Anche nel ruolo speciale si registra una temporanea e limitata eccedenza nel grado di colonnello, conseguente alle disomogeneità verificatesi a seguito dei provvedimenti di riordino. Tale eccedenza, tuttavia, sopperisce a una parallela carenza che si registra nello stesso grado del ruolo normale; qualora operasse l'aspettativa per riduzione di quadri, pertanto, si sottrarrebbero dal servizio attivo pregiate risorse umane, necessarie a garantire efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa. Nel contempo, sussiste la necessità di allineare quanto più possibile la suddetta disciplina con la previsione di un regime transitorio di avanzamento degli ufficiali, che l'articolo 2248 del decreto legislativo n. 66 del 2010 proroga sino a tutto il 2016 per l'Arma dei carabinieri, durante il quale il Ministro della difesa può intervenire con proprio decreto per modificare, fermi restando i volumi organici complessivi, il numero e i requisiti delle promozioni allo scopo di garantire un'ordinata progressione di carriera all'interno dei ruoli. La disposizione proroga a tutto il 2014 il periodo in cui l'aspettativa per riduzione di quadri non opera, in caso di compensazione. Comma 9. Con il decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, il Governo ha esercitato la delega contenuta nella legge 30 dicembre 2010, n. 240, per disciplinare la programmazione e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei. L'articolo 7 del suddetto decreto ha introdotto limiti al rapporto tra spese di personale rispetto alle cessazioni e spese di indebitamento per l'anno 2012 (sistema dei cosiddetti «punti organico»), aggregando le facoltà assunzionali e superando il sistema previgente, basato sull'assegnazione delle predette facoltà ad ogni singolo ateneo. La norma è stata introdotta al fine principale di salvaguardare l'equilibrio economico-finanziario e patrimoniale delle università, mantenendo esplicitamente ferme le disposizioni limitative in materia di assunzioni a tempo determinato e indeterminato previste dalla legislazione vigente. Il comma 6 del medesimo articolo ha indicato in un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e della finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, lo strumento da adoperarsi per ridefinire, ogni triennio, i limiti previsti dall'articolo 7. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri deve essere emanato entro il mese di dicembre antecedente al successivo triennio di programmazione e vale per ciascuno degli anni considerati. La norma intende consentire l'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ad oggi non ancora avvenuta, entro il 30 giugno 2014, in modo da ridefinire i criteri di riparto delle facoltà assunzionali per il triennio 2014-2016, attualmente non coperto dalla ridefinizione che la norma ha suggerito. La norma si limita a intervenire sul meccanismo di ripartizione delle facoltà assunzionali tra gli atenei, ma non modifica il richiamo, contenuto nel decreto legislativo n. 49 del 2012, agli inderogabili limiti assunzionali previsti dalla normativa di razionalizzazione della spesa pubblica. Comma 10. Viene prorogata fino al 31 dicembre 2014 la disposizione di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, che stabilisce un limite alla rideterminazione dei compensi ai componenti degli organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati ed ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo, fissandolo agli importi risultanti alla data del 30 aprile 2010, ridotti del 10 per cento. La norma, pertanto, si inquadra nel contesto degli obiettivi di contenimento della spesa per gli organi delle amministrazioni pubbliche. Commi 11 e 12. L'intervento è volto a prorogare i termini legislativi di prossima scadenza o che, comunque, è necessario prorogare sin d'ora perché possano esplicare i propri effetti sin dal 2014.