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Secondo me ha fatto bene a citarlo perché quando Patuelli parla di una negativa ponderazione di rischi dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento pluriennale dice una cosa giusta. La preoccupazione di Patuelli è anche la nostra, e queste sono esattamente le battaglie che dobbiamo portare avanti nell'ambito del negoziato dell'unione bancaria, come diceva nella scorsa seduta la mia collega, senatrice Bonino. Dunque, non possiamo impropriamente parlare di MES quando le questioni sono in realtà in un altro paniere, in un altro contenitore; su questo è chiaro che il Governo è tenuto a vigilare, ma sta vigilando, sta cambiando, sta seduto al tavolo facendo una sua battaglia negoziale. Colleghi, un tema che non è all'ordine del giorno della seduta odierna - perché secondo me c'è una certa distrazione su questo - è il tema geopolitico, sul quale vorrei soffermarmi. Anzitutto faccio una premessa: dobbiamo sostenere la Commissione per ripristinare un'agenda commerciale positiva. È il momento dei dazi, è il momento di ripristinare le dogane? No. È il momento esattamente opposto, perché il fatto che gli Stati ritornino a una politica commerciale protettiva come quella del passato è negativo, e non è negativo solo per l'Italia, ma per l'intera Europa. Questo dovrebbe spingerci a fare che cosa? Ad essere veramente più europeisti perché del sovranismo c'è bisogno, ma c'è bisogno di un sovranismo europeo, non di quello nazionale. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e del senatore Ferrari) . In un contesto in cui siamo di difficoltà enorme - lo scontro commerciale con la Cina, la politica certamente molto assertiva della Russia - c'è bisogno di un'Europa unita perché tutti gli Stati sono irrilevanti se procedono in ordine sparso. Colleghi, guardiamo a quello che sta accadendo nel Mediterraneo, consentitemi questo. Ce ne siamo occupati tutti, ciascuno con il suo grado di responsabilità: pensiamo alla politica, ad esempio, della Russia oggi nel Mediterraneo o alla politica della Turchia nel Mediterraneo, a quello che la Turchia sta realizzando nelle acque territoriali di Cipro; pensiamo all'accordo fatto con il Governo legittimato dalle Nazioni Unite di Tripoli: tutto questo che cosa fa? Trasforma la Libia in una sorta di terreno di guerra per procura tra grandi potenze ed espropria l'Europa. Vorrei allora rivolgere da questo Parlamento un appello anche ai colleghi francesi, ai colleghi parlamentari e al Governo francese che in questi anni non ha aiutato alla stabilizzazione della Libia. Chi ha avuto responsabilità di governo sa bene che noi ci siamo mossi in una logica che è stata contrastata da una politica francese che oggi, alla fine di questo drammatico film , non può che registrare l'inconsistenza anche della sua politica, per cui è in difficoltà tutta l'Europa: siamo in difficoltà noi, sono in difficoltà i francesi. Perché siamo in queste difficoltà? Perché abbiamo proceduto in ordine sparso, perché non abbiamo realizzato - consentitemi la battuta - il sovranismo europeo, che è l'unico elemento che ci può difendere. Rischiamo di non essere più padroni in casa nostra, non per le ragioni che qualcuno dice; esattamente per quelle opposte: perché non siamo sufficientemente europeisti e non siamo sufficientemente in grado di fare e negoziare una politica unica europea. Onorevole Presidente, queste sono le indicazioni e credo anche i consigli che come Gruppo parlamentare diamo al Governo. Ci auguriamo che dal Consiglio europeo esca una nuova consapevolezza, ovvero che l'Europa ha bisogno di maggiore coesione, di più unità, non solo di una politica economica e finanziaria, ma anche di una politica di difesa e di sicurezza e di una politica estera che sia veramente coesa. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, voteremo a favore della risoluzione che ha visto anche il nostro contributo perché è molto chiara ed efficace e afferma con molta chiarezza quali sono le linee non solo della maggioranza, su cui il Governo ha il mandato e la piena fiducia per muoversi in Europa. È una risoluzione dal carattere molto equilibrato perché - dico con chiarezza - non cerca il conflitto tanto per il conflitto, come vorrebbero quelli che in questi giorni e in queste settimane hanno fatto propaganda terroristica sul MES, e non si impegna a scatola chiusa. È un documento positivamente interlocutorio che dimostra l'assoluta lealtà dell'Italia all'Unione europea, ma allo stesso tempo individua con evidenza le criticità e pone paletti precisi. In particolar modo, per quanto riguarda la detenzione di titoli di Stato da parte di banche e istituti finanziari, il no alla ponderazione dei titoli di Stato sulla base del rischio. Il documento traccia, quindi, una linea chiara e un'indicazione forte del Parlamento per quanto riguarda la soluzione di quelle criticità. È il modo giusto per rapportarsi con l'Unione europea di cui facciamo parte. Così come sono altrettanto chiari e determinati i punti, che vorrei qui ricordare, che riguardano la nostra posizione per il quadro finanziario pluriennale 2022-2027, che è stato un po' in secondo piano in questo dibattito, ma che per noi è assolutamente centrale. Dobbiamo portare avanti la posizione che abbiamo sostenuto fino ad oggi ed essere molto chiari su quelle che devono essere le priorità dell'agenda strategica europea. Il bilancio deve essere all'altezza di queste priorità. È il modo giusto - torno a ripetere - per rapportarsi con l'Unione europea con chiarezza e fermezza, senza cercare inutili contrapposizioni, ma facendo valere il punto di vista determinante di un Paese fondatore quale siamo noi. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, è indubitabile che la vicenda del nodo MES abbia depistato la natura di un dibattito così importante. Lo sottolineo perché il presidente Conte e i Ministri competenti si troveranno, a cominciare dal ministro Gualtieri, a discutere fra pochissime ore, all'apertura della nuova Commissione. Nuova Commissione, Presidente, significa, secondo la mia opinione, un'impostazione diversa dell'Europa che abbiamo conosciuto nel corso di questi anni. È paradossale quindi che un tema pure importante come quello del Fondo salva Stati abbia egemonizzato interamente un nodo della politica estera importante di questo Paese che ha sottolineato, tra i pochissimi ascoltati nel pomeriggio, poco fa l'onorevole Casini. Dietro la vicenda MES leggo una visione diversa, se non alternativa, del nostro approccio verso l'Unione europea. Non giudico il senatore Salvini così sprovveduto. Il senatore Bagnai, in un ottimo e coltissimo intervento, mi ha dato lo spunto per rispondere al senatore Candiani, che ha citato prima la posizione tenuta dal MoVimento 5 Stelle nel corso della campagna elettorale. Il senatore Bagnai ci ha convinti ad alzare la testa verso il soffitto; lo faccia il senatore Candiani in una stanza vicina a questa, che riporta una bella frase di Machiavelli: