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Ora stiamo ancora tamponando una ferita che continua a sanguinare - diciamoci la verità - ma non dimentichiamo che, senza questi provvedimenti, la condizione vera di molte famiglie e lavoratori diventerebbe davvero esplosiva. Detto ciò, questa necessaria presa d'atto dovrà trasformarsi già nelle prossime settimane nella proposta di soluzioni di natura diversa sia per le politiche attive del lavoro, sia per gli ammortizzatori sociali che dovranno necessariamente continuare ad accompagnarle per una fase. Passando ai provvedimenti che interessano la pubblica amministrazione, vorrei sottolineare in particolare la proroga dei termini per le procedure concorsuali e l'intervento per la riduzione del precariato nella pubblica amministrazione. In particolare, viene esteso al 31 dicembre 2021 il termine entro il quale maturare il requisito dei tre anni di anzianità per la stabilizzazione e la data per bandire concorsi in parte riservati ai precari della pubblica amministrazione. Si prosegue poi con questi interventi un percorso che era iniziato durante la scorsa legislatura, per porre rimedio a un problema strutturale nella nostra pubblica amministrazione. Viene poi prorogato il bonus vacanze che, nonostante sia con ogni evidenza una misura di emergenza, resta comunque un supporto per le famiglie e un elemento di impulso per il settore turistico e speriamo sia accompagnato da altri provvedimenti nei prossimi mesi. Penso poi che meritino una sottolineatura la proroga di altri due anni del taglio dei contributi diretti all'editoria e il rinnovo del contributo a Radio Radicale. Come dicevo, ci sono poi due temi che, seppure non abbiano trovato piena soluzione, meritano comunque grande attenzione. Il primo è il diritto all'accesso all'abitazione, su cui il dibattito in Parlamento dura da anni. Credo che forse oggi abbiamo finalmente l'occasione per costruire soluzioni in uno spirito di collaborazione reciproca: se è vero che nel decreto è rimasto il blocco dell'esecuzione degli sfratti, si è anche affermata con un ordine del giorno la consapevolezza tra le forze politiche che per un tema come questo non bastano soluzioni di emergenza; servono evidentemente interventi diversificati e su vari livelli, che affrontino il problema in termini strutturali e, contemporaneamente, guardando alla particolarità della situazione posta dall'emergenza in corso. Servono discernimento, equilibrio e la capacità di non caricare l'esigenza di garantire un diritto, come quello alla casa, a chi è in estrema difficoltà a spese di un altro diritto, come quello della proprietà. Serve quindi discernimento sia per distinguere le situazioni di maggiore disagio sociale che richiedono una proroga degli sfratti, sia per quei piccoli proprietari che hanno bisogno di misure compensative, perché su un canone di affitto mensile contano per avere non certo una rendita, ma un contributo fondamentale per il proprio reddito. Tutti dobbiamo sapere che il diritto alla casa è fondamentale, ma è soprattutto un grande tema sociale che impatta trasversalmente sulle giovani generazioni e soprattutto sulle famiglie più in difficoltà. L'altro tema è quello della prescrizione. Ritengo positiva la scelta di non aver fatto entrare un tema così fondamentale - per fortuna! - come quello della giustizia in un provvedimento come questo, in quanto il rischio sarebbe altrimenti stato quello di caricarlo ancora di più di polemiche esplosive e di un alto, inutile e deleterio livello di tossicità della discussione. Detto questo, oggi dobbiamo fare un passo in avanti deciso. Non si può più attendere, né mettere la testa sotto la sabbia. È stato indicato da parte della ministra Cartabia un percorso serio e convincente, che mette al centro la durata ragionevole dei processi, come imposto dalla nostra Carta costituzionale. Questa sia la nostra bussola, come dev'esserlo l'articolo 27 della Costituzione, cioè la funzione rieducativa della pena per la riforma dell'ordinamento penitenziario, che attende di essere ripresa dopo un sonno che dura da tre anni, troppi. Su questi temi della giustizia penale, come naturalmente sulla riforma del processo civile incardinata qui al Senato, il Partito Democratico farà da stimolo per costruire soluzioni che favoriscano un migliore e più avanzato equilibrio tra efficienza del servizio ai cittadini e tutela dei diritti e delle garanzie. Concludo il mio intervento ribadendo che il decreto-legge in esame, accanto a provvedimenti necessari e aspetti positivi, lascia aperti alcuni nodi che nei prossimi mesi mi auguro potranno trovare una risposta e una soluzione nell'interesse dell'Italia, grazie all'impegno comune di Parlamento e Governo. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, colleghi, innanzitutto desidero dare una notizia a quest'Assemblea: ieri abbiamo presentato l'istanza per la costituzione di una nuova componente del Gruppo Misto, che si chiama «L'alternativa c'è» e si prefigge di fare un'opposizione radicale e non di maniera, come quella che ha annunciato Fratelli d'Italia; per questo chiedo al Presidente, anche per questioni di rispetto della democrazia, di provvedere sollecitamente su tale istanza, per dar modo di squarciare la cortina fumogena che, dietro al principio del Governo di unità nazionale, sta facendo grondare melassa da questo Parlamento. Detto questo, proprio perseguendo l'obiettivo di dire la verità su ciò che avviene, provvedimento per provvedimento e anche all'interno del Governo e non soltanto in quest'Aula, devo iniziare questo intervento con un grido di rabbia e di dolore per ciò che sta accadendo sulla vicenda amministrativa e di trattativa relativa al ponte Morandi. È notizia di ieri che Cassa depositi e prestiti ha fatto un'offerta per l'acquisto della parte di Autostrade per l'Italia in mano ad Atlantia, valutandola più di nove miliardi, cioè sostanzialmente un importo maggiore di quello valutato dalla stessa Atlantia nel proprio bilancio. In tutto ciò, si tiene anche conto del rischio che lo Stato acquisirebbe per i danni che Atlantia e Autostrade per l'Italia potrebbero patire in seguito a tutte le cause che coloro che sono stati danneggiati dal crollo potrebbero intentare. Questo è evidentemente inaccettabile; non è la revoca o la decadenza che avevamo auspicato, ma niente di più che un regalo o un acquisto a prezzo di mercato (e forse anche superiore ai prezzi mercato) per gli azionisti di Autostrade per l'Italia. L'alternativa c'è anche in questo caso, perché, come sapete, è pendente un procedimento per la decadenza della concessione, chiaramente supportato da pareri legali, che sono stati depositati e sono agli atti, secondo i quali il rischio di soccombenza era comunque minimo. Tuttavia, qualora qualcuno sostenesse che comunque questo rischio è ancora troppo alto, ci sarebbe la possibilità per lo Stato di intentare un'azione legale per l'accertamento dell'inadempimento, perché quel ponte doveva restare in piedi ed era onere del concessionario mantenerlo in perfetta efficienza e non farlo cadere; inoltre, potrebbe richiedere anche la condanna ai danni, altro che pagare nove miliardi per avere ciò che lo Stato potrebbe riprendersi gratis e, anzi, con il risarcimento dei danni. Detto questo, passiamo a un altro fatto decisamente importante: la nomina dei Sottosegretari, il completamento della squadra dei migliori.