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Poiché evidentemente la certezza dell'unanimità non era scontata, ecco lo stratagemma "anomalo" raccontato nell'articolo di Ziliani: «Come si legge nel verbale dell'assemblea, al termine della discussione Andrea Agnelli "propone di procedere all'elezione per acclamazione"», nonostante i presenti avessero già votato, mettendo la scheda nell'urna, come prevede lo Statuto della Lega. Il giornalista spiega che a quel punto «Malagò è sveglissimo a cogliere la palla al balzo proclamando "eletto per acclamazione" Micciché. E i voti depositati nell'urna? Malagò dispone che non siano scrutinati, ma piombati in un plico, sigillati e chiusi nella cassaforte della Lega»; nell'articolo si dà evidenza che in questo momento si sta consumando tra i presidenti della serie A un duro scontro, con Agnelli e Cairo, da una parte, e Lotito e Preziosi, dall'altra. Una guerra dove, spiega Ziliani nel suo articolo, «Lotito & company chiedono l'annullamento della nomina di Micciché, che fu pilotata da Malagò e imposta dalle pressioni prima di Agnelli e poi del dirigente della Roma Baldissoni». E «la cui battaglia finale riguarderà la vendita dei diritti tv per il triennio 2021-2024 (a Mediapro come vorrebbero Lotito e Preziosi, a Sky come vorrebbero Agnelli e Cairo)»; l'assemblea della Lega di Serie A ha valutato "positivamente l'ipotesi di realizzazione del Canale della Lega (ai sensi dell'articolo 13 della legge Melandri)", si fa ancora più evidente il conflitto d'interesse di Micciché che, in caso di realizzazione della Tv, risulterebbe presidente di una Lega che ha un suo canale e contestualmente membro del Cda di un gruppo editoriale, soprattutto nei momenti delicati come quelli dell'assegnazione dei diritti audiovisivi per il calcio, si chiede di sapere: se l'elezione per acclamazione di Gaetano Micciché sostenuto da Agnelli, Cairo e Malagò, nonostante ci volesse il voto segreto, nella guerra tra bande dei presidenti di Serie A, la cui battaglia finale riguarderà la vendita dei diritti Tv per il triennio 2021-2024 a Mediapro voluta dai primi, a Sky dai secondi, non abbia rappresentato l'ennesima gravissima violazione di qualsiasi regola basilare in un settore finanziato in gran parte dai fondi pubblici, che dovrebbe rappresentare l'esempio di correttezza, lealtà, trasparenza, onestà, i cui valori e principi sarebbero stati ripetutamente traditi dalla gestione poco "sportiva" di Giovanni Malagò; se Micciché presidente di Banca Imi, che fa ancora parte del Cda della Rcs di Cairo da lui supportato come Banca IMI nella scalata al gruppo Rcs Corriere della Sera di Via Solferino, rappresentante dei presidenti delle squadre di calcio di Serie A, molti dei quali debitori della stessa Banca Imi, non rappresenti un gigantesco conflitto di interessi; se il Ministro in indirizzo, in base alle sue competenze e responsabilità, non ritenga opportuno avviare accertamenti per appurare se vi siano state anomalie e se tuttora sussista un conflitto di interesse che avrebbero dovuto precludere la candidatura di Micciché a presidente della Lega, considerando che quanto esposto ha evidenziato quello che agli interroganti appare come un difetto del requisito di indipendenza, che si è proceduto con una modifica all'ultimo minuto dello Statuto della Lega che invece avrebbe avuto bisogno dell'approvazione della Figc per entrare in vigore e, infine, che si sarebbe dovuto procedere ad elezioni con scrutinio segreto, anziché palese; quali misure urgenti si intendano attivare per ripristinare trasparenza, legalità e rispetto delle regole e se non si ritenga doveroso, alla luce dei fatti e ripetuti misfatti della discutibile gestione di Malagò, l'inevitabile commissariamento per offrire allo sport italiano un segnale di cambiamento. Atto n. 4-02303 BARBARO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA) è parte integrante della Presidenza del Consiglio dei ministri e rappresenta l'istituzione deputata a selezionare, reclutare e formare i funzionari e i dirigenti pubblici; le sedi della SNA sono le articolazioni preposte all'organizzazione operativa ed alla gestione amministrativa delle attività di formazione e aggiornamento professionale per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche; a Caserta si trova, in modo particolare, il centro residenziale e studi della SNA, che svolge l'attività di accoglienza e ricettività per i partecipanti alle attività formative. Il centro occupa parzialmente l'emiciclo est della Reggia di Caserta con accesso da corso Trieste n. 2; presso la sede casertana è presente una palestra di importanti dimensioni e non in uso, occupante un edificio con ingresso autonomo rispetto al Centro Residenziale Studi, a prima vista oggetto di lunga incuria, avente l'ingresso sbarrato solo da assi di legno dietro le quali imperversa una folta vegetazione infestante; difficilmente si comprendono i motivi dello status quo , e il disuso di una struttura di tali dimensioni e tale importanza; poiché, a giudizio dell'interrogante, risulta veramente increscioso e deplorevole lo stato di abbandono ed incuria in cui versa tale importante e pregevole bene immobile, presumibilmente nella disponibilità della Presidenza del Consiglio dei ministri, si chiede di conoscere: se la palestra della sede casertana del Centro residenziale e studi della SNA, inserita nel contesto urbanistico della Reggia di Caserta, sia ancora sottoposta alla Presidenza del Consiglio dei ministri, in quanto parte integrante del Centro residenziale, ovvero se altre autorità ne abbiano assunto la responsabilità. A giudizio dell'interrogante, comunque, assunto il non impiego della struttura e la sua condizione di scandalosa fatiscenza, in ogni caso la Presidenza del Consiglio dei ministri dovrebbe avvertire il dovere di un intervento; se il Presidente del Consiglio dei ministri intenda porre in essere un'opera di recupero edilizio e finalizzato alla utilizzazione dello spazio adibito a palestra della sede casertana del Centro residenziale e studi della SNA, ovvero se, diversamente, non ritenga, quantomeno, di affidare tale spazio ad altri enti, pubblici o privati, che potrebbero restituirlo alla collettività, assunto che l'attuale incuria rappresenta solo ed esclusivamente un danno per la pubblica amministrazione e una vera e propria offesa al contesto monumentale in cui è inserito. Atto n. 4-02304 BERGESIO SALVINI CENTINAIO ROMEO VALLARDI BAGNAI BOSSI Simone FERRERO NISINI RIPAMONTI PELLEGRINI Emanuele TOSATO RIVOLTA RUFA AUGUSSORI CORTI CANDURA CAMPARI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il Wto ha autorizzato gli Stati Uniti a porre dazi per 7,5 miliardi dollari su merci provenienti dall'Unione europea, a compensazione dei sussidi pubblici erogati in favore del consorzio Airbus; il nostro Paese verrà interessato, a partire dal 18 ottobre 2019, da una serie di restrizioni del valore di 3,5 miliardi, che incideranno prevalentemente sulle esportazioni di prodotti agroalimentari;