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è stata pubblicata l'interrogazione 3-01520, a prima firma del senatore Ferrara, con la quale il capogruppo in 3a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) del Movimento 5 Stelle, insieme ad altri 50 senatori del medesimo gruppo parlamentare, chiede al Ministro della difesa di sospendere il programma F-35 per un anno e di rivalutarlo nel suo complesso, così da destinare più risorse alla sanità; secondo quando si legge in un comunicato stampa, il ridimensionamento del programma viene considerato "doveroso", e "conveniente per la nostra industria"; considerato che: l'Italia si è impegnata con gli Stati Uniti ad acquistare progressivamente 90 velivoli F35 nelle due versioni A e B, rispettivamente in 60 e 30 esemplari; all'acquisto dei predetti velivoli nel numero prefissato si lega lo sfruttamento della fabbrica di Cameri (Novara), dove non solo vengono prodotti gli F35 destinati all'Italia, ma ne sono assemblati anche per conto di altri Paesi, rendendo la fabbrica il perno di una filiera internazionale che rappresenta un importante asset dell'Alleanza Atlantica; una riduzione della commessa rischia di precludere all'Italia la piena valorizzazione dell'impianto di Cameri e, inoltre, la possibilità di negoziare l'allargamento delle partnership industriali nel campo della difesa e dell'aerospazio tra il nostro Paese e gli Stati Uniti; valutato infine che: mettere in contrapposizione la questione sanitaria con l'esigenza di sicurezza significa non tenere conto della reale importanza del settore della difesa, e degli elevati costi non solo economici, ma anche dei rischi reputazionali del sistema Paese; a novembre 2019, alla Camera, è stato votato con schiacciante maggioranza di 477 voti su 482, il terzo punto di una mozione di maggioranza, che prevedeva di valorizzare gli investimenti fatti a Cameri e di "allargare ulteriormente gli ambiti di cooperazione internazionale nel campo aerospaziale e della difesa, al fine di massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici del distretto"; appare agli interroganti vi sia un'ampia spaccatura all'interno dell'attuale maggioranza sul tema dell'acquisizione degli F-35, si chiede di sapere quale sia la posizione del Ministro in indirizzo alla luce dei fatti esposti in premessa. Atto n. 4-03274 CROATTI Ai Ministri dell'interno e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: l'emergenza Coronavirus in Italia prosegue senza sosta e rischia di mettere in ginocchio un settore strategico del nostro Paese, migliaia di piccole imprese italiane e milioni di famiglie: tra i settori più in crisi c'è infatti quello del turismo, azzerato dopo il lockdown . Nel nostro Paese il comparto è importantissimo, vale il 13 per cento del prodotto interno lordo e in alcuni territori, come la riviera romagnola, il turismo vale addirittura oltre il 30 per cento del PIL; il comparto turistico e le sue aziende sono, in questo momento, deboli e vulnerabili. Si stima che il 95 per cento delle strutture ricettive sia chiusa. Il trimestre marzo-aprile-maggio 2020 è destinato a chiudersi con l'azzeramento dei ricavi. Nel momento in cui queste attività potranno riaprire non si potrà puntare sui turisti stranieri, ma solo sul mercato della clientela italiana, che vale circa il 50 per cento delle presenze, e genera solo il 30 per cento dei ricavi. In sostanza viene stimato che il settore avrà perdite tra il 60 e il 70 per cento; con la riduzione del fatturato la maggior parte delle aziende turistiche potrebbe trovarsi nella condizione di non riuscire a coprire i costi fissi, con il possibile rischio di innescare una pericolosa spirale di svendita del patrimonio: molte aziende turistiche potrebbero finire in zone oscure; considerato che: a metà aprile il capo di gabinetto del Ministero dell'interno, Matteo Piantedosi, ha inviato una circolare a tutti i prefetti, lanciando un monito sul rischio di infiltrazioni mafiose nei settori resi più vulnerabili dalla crisi; il 16 aprile 2020 l'Unità di informazione finanziaria, il braccio antiriciclaggio della Banca d'Italia, ha lanciato l'allarme: "L'attuale emergenza sanitaria espone il sistema economico-finanziario a molteplici rischi di comportamenti illeciti: sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale; l'indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l'acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali; gli interventi pubblici a sostegno della liquidità possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive"; il Prefetto di Rimini, Alessandra Camporota, ha evidenziato il rischio che "la mafia sfrutterà il virus per infiltrarsi". Sarebbero già moltissime le offerte "predatorie" sugli alberghi chiusi della riviera romagnola (secondo "ilsole24ore", del 24 aprile 2020), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, stiano monitorando con attenzione la situazione descritta, in particolare nei territori più deboli e fragili in seguito all'emergenza COVID-19, e quali siano gli strumenti e le risorse messe in campo per affrontare i rischi evidenziati; se siano allo studio misure normative che consentano di rafforzare in questa fase i controlli antiriciclaggio. Atto n. 4-03275 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la presentazione della cosiddetta "fase 2", contenuta nel nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 aprile 2020, ha fatto esplodere la rabbia e la disperazione di esercenti attività di acconciatori, estetiste e commercianti esclusi dalle riaperture. Tra le dichiarazioni: "dopo due mesi di lockdown ogni giorno di chiusura in più significa produrre danni gravissimi e mettere a rischio un settore che conta 135 mila imprese con un giro di affari che tocca i 6 miliardi di euro; in Italia il 90 per cento di queste attività è costituito da piccole unità capaci di generare fatturati e margini molto bassi appena sufficienti a garantire la gestione giornaliera dell'esercizio e la retribuzione dei dipendenti (in media 2 lavoratori); il protrarsi della chiusura forzata ha, inoltre, avuto come conseguenza l'aumento del lavoro nero a domicilio con gravi rischi per la sicurezza sanitaria; sono già stati sottoscritti dei protocolli che definiscono misure precise con elementi specifici per ciascun settore di attività, a garanzia della salute dei lavoratori e dei clienti";