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Art. 2 1. Il comma 2 dell'articolo 30 del testo unico delle disposizioni in materia valutaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, è sostituito del seguente: "2. La somma da versare è pari al 5 per cento del valore dei beni che costituiscono oggetto dell'illecito quando il valore stesso non superi i 25 milioni di lire; al 10 per cento del valore quando esso superi i 25 milioni di lire; al 15 per cento del valore quando esso superi i 100 milioni di lire; al 20 per cento del valore quando esso superi i 1.000 milioni di lire". La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 21 ottobre 1988 COSSIGA DE MITA, Presidente del Consiglio dei Ministri VASSALLI, Ministro di grazia e giustizia RUGGIERO, Ministro del commercio con l'estero Visto, il Guardasigilli: VASSALLI NOTE AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note all'art. 1, comma 1: - Il D.L. n. 31/1976 che reca "Disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie" è stato convertito, con modificazioni, nella legge n. 159/1976. - Il D.L. n. 543/1976 che reca "Modifica dell'art. 2 della legge 30 aprile 1976, n. 159, contenente disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie", è stato convertito nella legge n. 689/1976. - Il D.L. n. 759/1976 concernente "Modificazioni all'art. 2 della legge 30 aprile 1976, n. 159, sostituito dall'art. 3 della legge 8 ottobre 1976, n. 689, contenente disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie", è stato convertito nella legge n. 863/1976. - Il testo dell'art. 145 della legge n. 689/1981 recante "Modifiche al sistema penale" è il seguente: "Art. 145 (Norma aggiuntiva alla legge recante disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie). - Al quarto comma dell'articolo 1 del decreto-legge 4 marzo 1976, n. 31, convertito, con modificazioni, nella legge 30 aprile 1976, n. 159, è aggiunto in fine il seguente periodo: 'La condanna importa l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazioné". - La legge n. 599/1986 concerne "Revisione della legislazione valutaria". - Il titolo III del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, approvato con il d.P.R. n. 148/1988 reca "Norme penali e di procedura". - Il testo dell'art. 40 del predetto titolo III del testo unico (d.P.R. n. 148/1988) è il seguente: "Art. 40 (Relazione annuale). - 1. Il Comando generale della Guardia di finanza, l'Ufficio italiano dei cambi e la Banca d'Italia sono tenuti a predisporre annualmente relazioni analitiche sulla attività da loro svolta per prevenire e accertare le infrazioni valutarie. Le relazioni devono essere trasmesse al Ministro del tesoro entro il 1› marzo dell'anno successivo. Il Ministro del tesoro, sentito il Ministro del commercio con l'estero, trasmette le relazioni stesse, con le sue osservazioni, al Parlamento nei trenta giorni successivi". - Il testo dei commi 1 e 2 dell'art. 43 (Disposizioni transitorie) - titolo IV del testo unico (d.P.R. n. 148/1988) è il seguente: "1. Per i fatti di cui agli articoli 2, 2- bis e 2- ter della legge 30 aprile 1976, n. 159, come modificati ed integrati dagli articoli 3 e 4 della legge 8 ottobre 1976, n. 689, e dall'articolo 3 della legge 23 dicembre 1976, n. 863, restano ferme le sanzioni penali ed amministrative previste dall'articolo 3 della legge 26 settembre 1986, n. 599. 2. Nei procedimenti relativi ai reati previsti dal titolo III, nei quali, alla data del 1› ottobre 1986, è stato già dichiarato aperto il dibattimento, si procede in ogni caso con giudizio direttissimo e si prosegue con il medesimo rito anche in deroga agli articoli 502 e 504 del codice di procedura penale". - Per i richiami legislativi contenuti nell'art. 43 si veda la corrispondente nota al testo unico (d.P.R. n. 148/1988) riportata in Gazzetta Ufficiale n. 259 del 5 novembre 1987, pagg. 54 e 55. Nota all'art. 1, comma 2: Il secondo comma dell'art. 2 del codice penale (successione di leggi penali), recita: "Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali". Note all'art. 1, comma 3: - Il testo dell'art. 14 della legge n. 689/1981 (Modifiche al sistema penale) è il seguente: "Art. 14 (Contestazione e notificazione). - La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa. Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento. Quando gli atti relativi alla violazione sono trasmessi all'autorità competente con provvedimento dell'autorità giudiziaria, i termini di cui al comma precedente decorrono dalla data della ricezione. Per la forma della contestazione immediata o della notificazione si applicano le disposizioni previste dalle leggi vigenti. In ogni caso la notificazione può essere effettuata, con le modalità previste dal codice di procedura civile, anche da un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione. Per i residenti all'estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non è obbligatoria e resta salva la facoltà del pagamento in misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel secondo comma dell'articolo 22 per il giudizio di opposizione. L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto".