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Il Gruppo Fratelli d'Italia aveva proposto di far riferimento, per escludere la punibilità, non allo stato soggettivo dell'aggredito, che - tutti lo capiscono - per sua stessa natura è molto opinabile e sottoposto alla totale discrezionalità del giudice, ma alle modalità della condotta dell'aggressore, criterio certamente più oggettivo e più facilmente dimostrabile. Anche questo emendamento è stato respinto, come quello che voleva includere - come ho detto prima - anche la salvaguardia dei propri beni e non soltanto della propria incolumità. Ancora: nella legge che noi, comunque, oggi approviamo rimane il riferimento alla necessità della difesa e rimane il riferimento all'attualità del pericolo. Ebbene, cosa dice la giurisprudenza? Dice che, a prescindere dal fatto che noi dichiariamo che la proporzione tra offesa e difesa è sempre presunta, il giudice, quando vuole valutare la necessità della difesa, deve necessariamente fare riferimento sia al rapporto tra i diversi beni sacrificabili - quello dell'aggredito e quello dell'aggressore - sia al rapporto tra gli strumenti di difesa e di offesa a disposizione delle due parti opposte. Il risultato è che, anche in questo caso, si lascia un'amplissima discrezionalità al giudice. Anche in questo caso, il calvario giudiziario sarà tutt'altro che evitato. Occorreva affermare - secondo noi - signor Presidente, colleghi, che la difesa domiciliare è sempre un diritto. Bisognava avere questo coraggio. Ma gli amici della Lega non hanno avuto questo coraggio. Fino a ieri avrei fatto un appello ai colleghi della Lega a ragionare su queste circostanze. Dopo che ieri, però, i colleghi della Lega hanno votato la concessione del reddito di cittadinanza anche ai delinquenti, ai malfattori e ai criminali, mi sono convinto che ormai non c'è più differenza, in questa maggioranza, tra Lega e MoVimento 5 Stelle. E mi sono convinto che, purtroppo, la strada per affermare davvero che la difesa è un diritto è ancora molto lunga. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, ho ascoltato con attenzione l'intervento del collega Balboni, perché devo riconoscere che egli ha fatto un excursus tecnico rilevante. Noi vogliamo mettere in evidenza semplicemente due questioni di fondo. La prima questione riguarda il fatto che è vero che è stata fatta molta confusione - su questo ha ragione il Presidente - quando si parla del provvedimento sulla legittima difesa. Ed è stata fatta confusione perché, probabilmente, si voleva far passare questo provvedimento come un successo esclusivo del ministro Salvini. Cominciamo a chiarire, allora - come ha detto per primo il senatore Ostellari - che non si tratta della legge Salvini. Questa è una buona legge, sicuramente migliorabile - come ha detto il senatore Balboni - e lo è perché è di natura parlamentare. Essa è venuta fuori, cioè, dalla sintesi di varie proposte di legge, sia leghiste, di Forza Italia e del Partito Democratico ed è stata elaborata lungamente in Commissione, con una serie di audizioni, che hanno portato a un testo normativo di natura parlamentare. Credo che esso sia ben approfondito e per questo lo voglio rimarcare. Anche «il manifesto», qualche giorno fa, riportava che ci sarebbe stata una specie di festa in pompa magna del Ministro dell'interno. Io credo che qui si tratti non di festeggiare nulla, ma di dare atto del fatto che, quando il Parlamento è messo nelle condizioni di svolgere il suo lavoro e di fare i suoi approfondimenti, produce norme equilibrate. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi abbiamo avuto degli esempi orribili di roba arrivata dal Governo - penso a decreti-legge, spazza giustizia e altro - mentre il provvedimento in esame è importante perché va in un'altra direzione. Certo, anch'io come il senatore Balboni posso dire che volevamo qualcosa di più, perché avevamo ipotizzato il diritto di difesa. Mi interessa, però, maggiormente il principio di cui ho parlato prima, e cioè il fatto che si è lavorato in Commissione insieme (cosa di cui do atto, come già detto) al Presidente che ha avuto poi il compito di compilare un testo unico. Suggerisco di evitare di fare confusione, perché bisogna essere chiari con i cittadini, con chi ci ascolta, con chi leggerà gli atti parlamentari: noi stiamo per votare un testo dove sono stati stabiliti alcuni princìpi, vale a dire che esiste sempre una proporzione tra la difesa e l'offesa quando si viene derubati o aggrediti in negozio o a casa. È stato rivisto il problema del risarcimento del danno. E a tal proposito apro e chiudo una parentesi: nessuno parlava del risarcimento del danno; il tema è venuto fuori perché lo abbiamo affrontato in Commissione. Un altro punto che abbiamo affrontato, suggerito anche questo nel corso dei lavori della Commissione, è relativo al pagamento del danno da parte di chi - per esempio - ha rubato (o comunque è entrato in casa o luogo altrui) se vuole la sospensione condizionale della pena. Si tratta di un principio serio: si ha diritto alla sospensione condizionale se si risarcisce il danno. Bisogna, però, fare attenzione: non abbiamo eliminato la necessità di accertare il fatto. È sbagliato, quindi, dire che, da oggi in poi, se a casa di qualcuno trovi un morto, il fatto non sarà accertato semplicemente perché si ipotizza la legittima difesa. Questo sarebbe un inganno, e lo dobbiamo dire. L'accertamento da parte della magistratura sarà comunque effettuato e questo è stato uno dei punti di discussione tra chi voleva una linea un po' più netta e chi voleva mantenersi su una linea più morbida. Dopo un anno di lavoro - a mio parere - parlare della normativa sulla legittima difesa è ormai quasi superato rispetto a ciò che dovrebbe fare il Governo. Credo che sulle spalle del Governo e del Ministro dell'interno vi siano altri oneri. I rappresentanti delle categorie produttive - e mi riferisco a Confcommercio, agli orafi, ai tabaccai, a Federfarma e a tanti altri - in Commissione non hanno chiesto di essere armati per sparare alla gente per strada in caso di furto. Il 92 per cento di loro ha chiesto, in sostanza, una garanzia da parte delle Forze dell'ordine. Voglio dire che è sbagliato parlare di far west e dire che il disegno di legge al nostro esame introduce il far west , perché nel corso delle numerose audizioni tenutesi in Commissione è stata avanzata una richiesta di maggiore presenza dello Stato. Si ritiene, quindi, che, solo se lo Stato è assente, ci debba essere la possibilità di intervenire personalmente. Il 93 per cento dei commercianti - vi do questo dato - ha detto chiaro e tondo che non terrebbe mai un'arma all'interno del proprio negozio. Gli imprenditori non si sentono sicuri, ma non vogliono neanche difendersi da soli e sparare alla gente o a un eventuale ladro.