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Senatrice Binetti, accetta la riformulazione proposta dell'ordine del giorno G3.0.1? BINETTI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.0.1 (testo 2), presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Senatrice Rizzotti, accetta la riformulazione proposta dell'ordine del giorno G3.0.2? RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, accetto la riformulazione proposta dal Governo, ma propongo vengano inserite anche le parole «medici fiscali». PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno così riformulato. COLLINA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno così riformulato. SILERI , sottosegretario di Stato per la salute . Il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.0.2 (testo 2), presentato dalla senatrice Rizzotti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. COLLINA, relatore . Signor Presidente, invito al ritiro dell'emendamento 4.1, altrimenti esprimo parere è contrario. Esprimo poi parere favorevole sugli ordini del giorno G4.200 e G4.100. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Senatore Zaffini, accoglie l'invito al ritiro formulato dal relatore? ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 4.1. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4.200, presentato dalla senatrice Castellone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4.100, presentato dalla senatrice Rizzotti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, è del tutto evidente che quella che stiamo vivendo è una situazione complessa, che chiama ognuno di noi al senso di responsabilità per le scelte da compiere verso le nostre comunità. Si tratta di scelte che risultano essere complesse e dolorose, perché anche il nostro Paese si è trovato di fronte a un virus che non solo sta mettendo a dura prova il nostro sistema, ma che sta anche entrando indubbiamente nella vita quotidiana delle persone, stravolgendo in piccola parte le loro abitudini - le nostre abitudini - e modificando i bisogni. Più volte in questi giorni ho provato a immaginare quanto fosse difficile, in una fase così delicata e in un momento così complesso, adottare soluzioni di contrasto alla diffusione di un virus che, per quanto non letale per la gran parte dei cittadini, risulta essere estremamente contagioso, oltre che pericoloso per i soggetti più fragili e per questo più esposti e vulnerabili, come anziani, malati oncologici, immunodepressi oppure ancora per i soggetti che vivono in condizioni di salute precaria. La complessità e la difficoltà delle scelte da adottare si manifestano nella celerità con la quale, giorno dopo giorno, la situazione muta e le misure adottate oggi potrebbero non essere quindi sufficienti per domani. Colleghi, credo che questa vicenda sia anche l'opportunità per cogliere un grande insegnamento: da questa crisi non usciremo singolarmente, ma ci riusciremo non per le capacità personali di ciascuno, ma per lo sforzo collettivo e comunitario che passa dall'impegno delle istituzioni e dalla fiducia nelle istituzioni. Come ha sostenuto il professor Francesco Longo dell'università Bocconi, è la prima volta che la storia entra nelle nostre vite private. Lo dicevo prima: questo virus è entrato nelle nostre vite, modificando finanche il nostro modo di salutarci e di stare insieme. Tutto questo deve farci comprendere quanto siamo interdipendenti gli uni dagli altri; quanto la responsabilità delle azioni degli uni abbia un impatto nella vita degli altri. Se ci pensiamo, è proprio in queste situazioni che riscopriamo l'importanza dell'essere comunità, intesa non solo come l'insieme delle persone che sono unite tra loro da rapporti sociali, linguistici e morali, ma anche come il complesso di organi nazionali e sovranazionali grazie ai quali noi oggi siamo riusciti a ottenere misure che stanno contribuendo a garantire la salute e la vita di molte persone. Questa stessa vicenda, però, ci insegna ed evidenzia anche altro. C'è un vulnus nell'ordinamento del nostro Stato, nella divisione delle competenze che esso assegna e che inevitabilmente, in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, emerge in modo netto. Nel meccanismo di divisione dei poteri fra Stato e Regioni, ma direi anche fuori dal contesto specifico della sanità, fra Città metropolitane, Province e Comuni, e nella cooperazione fra il livello statale e il livello regionale, nella necessità di individuare la supremazia di decisionale di ultima istanza, c'è qualcosa che non funziona. Si tratta di un tema già noto da tempo, che ribadiamo oggi. Colleghi, io credo convintamente che, quando questa crisi sarà superata, tutti noi, anche nella diversità delle legittime posizioni politiche di ciascuno, saremo chiamati ad analizzare le criticità emerse proprio sotto questo punto di vista; difficoltà che, se superate, necessitano di un processo di riforma che permetta di efficientare e migliorare il processo decisionale che coinvolge i poteri dello Stato. Ma non è questo il tempo per affrontare il dibattito. Anzi, di fronte alle difficoltà di sistema appena esposte, sento il dovere di ringraziare chi, con enorme senso di responsabilità, impegno e sacrificio, sta garantendo alla nostra comunità misure per arginare e contrastare l'avanzata del virus. Nella catena di comando e controllo della crisi, un ruolo di primissimo piano lo stanno svolgendo i primi cittadini dei Comuni italiani, a cui vorrei che arrivasse il ringraziamento di quest'Aula per il coraggio, la tenacia e la forza con le quali stanno affrontando questa emergenza. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Collina) : sindaci che si rivolgono direttamente alle loro comunità, spiegando le misure adottate dallo Stato; sindaci che rispondono ai quesiti posti da persone, famiglie, commercianti, ambulanti, imprese, bar, ristoranti, associazioni sportive, dirigenti scolastici, parroci, tutti comprensibilmente intenti a chiedere chiarimenti sulla loro condizione specifica rispetto alla crisi in atto;