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Signor Presidente, è evidente che il Governo rispetto a questa seconda ondata del Covid sia fortemente in ritardo perché sono passati mesi dalla prima ondata. Era evidente cosa sarebbe potuto accadere: tutti lo avevano detto e ricordato, ma siamo arrivati a una situazione in cui la confusione regna sovrana. Vorrei anche divagare rispetto all'argomento di oggi perché i miei colleghi di Gruppo che mi hanno preceduto sono stati molto più esaustivi e, quindi, vorrei fare un ragionamento di carattere più generale focalizzato sulle task force e sui ritardi del presidente Conte. A volte si invocano le elezioni anticipate e si dice al Governo di andare a casa, ma a mio avviso il vero problema è l'avvocato del popolo Giuseppe Conte. ( Applausi ). Non ci sono altri responsabili da questo punto di vista. A lui vanno oneri e onori. Del resto, quando si definiva uomo al comando e quando faceva i DPCM durante la prima ondata, aveva il 60 per cento dei consensi ed era molto orgoglioso di essere l'unico comandante in capo. Oggi, invece, probabilmente cerca quella sponda che gli è sempre stata richiesta e non ha mai dato. Oggi la cerca e probabilmente fa un bagno di umiltà forse un tantino tardivo. È evidente, colleghi, della maggioranza che il vostro ritardo ci riporta al lockdown nazionale. Qualcuno pensa davvero che questo non sia ciò che accadrà tra dieci giorni? Inoltre, i pochi seduti in quest'Aula alzino la mano se pensano davvero che la Campania sia una Regione gialla. Alzate la mano! Vedo che non la alza nessuno. ( Applausi ). Probabilmente anche voi prendete atto del fatto che la Campania non è gialla. C'è un conflitto interno alla maggioranza e al Partito Democratico e, soprattutto, c'è un Presidente di Regione forte che per le sue cose vi mette in difficoltà. Avete fatto l'ennesimo DPCM e, probabilmente alla luce dei sondaggi sull'avvocato del popolo - che prima se ne va, meglio è - immediatamente avete fatto il decreto ristori: da una parte dicevate agli italiani cosa fare chiudendoli nelle zone rosse per i vostri ritardi e, dall'altra parte, gli davate dei soldi. Ma attenzione però, perché quando avete fatto il primo decreto ristori vi siete dimenticati di una riga di persone, di attività economiche con codice Ateco, di aziende, di partite IVA e, allora, avete dovuto fare il decreto ristori- bis . Adesso, secondo un'ulteriore notizia, ma che spero sia una fake news, ci sarà il ristori 3. Siamo alla barzelletta. La programmazione di un Governo che si possa definire tale dovrebbe prevedere anche situazioni pandemiche perché - ricordiamolo - non è la pandemia di febbraio, ma di adesso. Avreste dovuto avere, quindi, almeno la capacità di fare esperienza su quanto fatto. Siete arrivati in ritardo anche su quello e, quindi, siete in ritardo su tutto. Oggi però avete la possibilità di farle queste cose. Mi raccomando, non dimenticate l'industria manifatturiera, perché dovreste sapere che loro hanno avuto la capacità di riorganizzarsi e di mettere il personale in condizione di essere distanziato. Se bloccate anche quel tipo di filiera, se bloccate anche quel comparto, fate lo stesso danno che ha fatto il ministro Franceschini con il turismo, il quale non ha fatto niente, perché non c'è un provvedimento su questo argomento. (Applausi) . Ripeto che non è un problema di Governo; è un problema dell'uomo al comando, che non è là e probabilmente non è neanche in Italia, perché non si vede, perché fa le cose però poi le fa male, si confonde da solo in realtà. Chiudo, perché probabilmente sono arrivato alla scadenza, e ringrazio il Presidente per avermi dato la possibilità di sforare un momento. Concludo dicendo che voi siete una maggioranza nata per caso, che per caso sta governando e che probabilmente adesso vede i draghi. (Applausi) . PRESIDENTE. Ricordo che i problemi di microfono sono dovuti semplicemente al fatto che alcuni microfoni sono stati disattivati per consentire di intervenire dalle tribune. Quindi, nel caso, diamo qualche momento di sincronia e di assestamento. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, l'altra sera, il 9, ho festeggiato l'anniversario della caduta del Muro di Berlino (sobriamente, soltanto con i conviventi). Ha lasciato tanti orfani questo fatto. Ho usato una bottiglia di Roero, una bottiglia di vino bianco che mi aveva consegnato il collega Ferro, e un tartufo (noi possiamo). Poi ho fatto un po' di zapping televisivo e ho assistito alle divisioni tra virologi. Tutto questo mi ha un po' confortato e mi ha fatto rivalutare la politica, perlomeno in parte, se fa il suo dovere. Io penso che veramente faccia il suo dovere con la proroga dello stato di emergenza. Sommessamente dico che il Presidente della Repubblica dovrebbe comparire in televisione e appellarsi agli italiani, affinché siano pazienti, rispettosi, educati (lo sono) e abbiano senso civico. Dopodiché è necessario che contestualmente il Governo prenda delle decisioni. A mio avviso la situazione è veramente grave. Ho sentito le persone di buon senso, anche in questa Aula, di tutti i partiti, le persone che frequento; è meglio continuare ad agonizzare con queste decisioni che vanno tra il rosso, l'arancione e il giallo oppure prendere la decisione di chiudere tutto, ieri, l'altro ieri, una settimana fa, come si è fatto in primavera per interrompere il passaggio del virus e il contagio e per dare sollievo agli ospedali? Ho provato a sentire, come capiterà a tutti voi, i direttori delle ASL, i primari, ma anche gli infermieri, per capire qual è la reale situazione degli ospedali rispetto a quello che compare sovente sui social a cura, ad opera e a danno della collettività dei negazionisti. La situazione è seria, grave, emergenziale per davvero; troppi assembramenti. Le scuole le difendiamo tutte le volte che è possibile, ma sono un vettore terribile. Per quanto riguarda i trasporti, sappiamo quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto; lo stesso per quanto riguarda i luoghi di lavoro. Sento le famiglie in cui è presente un positivo che mi dicono: «come faccio a vivere separato dai miei figli, separato dai miei familiari? Non ho gli spazi». E allora c'è un positivo, uno che fa quarantena, uno che è in isolamento fiduciario e uno che è sano, con tutte le conseguenze che ne derivano. Chiudere tutto è la soluzione unica, che può portare e porterà senz'altro del danno nell'immediato ai fatturati e al lavoro; ma è meglio quindici giorni che agonizzare per sei mesi. Nessun Governo, cara Sottosegretario, ha mai potuto decidere tanto: 300 miliardi di debito (e non basteranno), la libertà, i DPCM e tutti i dibattiti che abbiamo fatto. Dove pensate di portarci? Avete un piano B (avendo un piano A, forse)? Quando decidete, non decidete soltanto per voi, ma anche per noi, per me, per quelli che la pensano in modo diverso. Allora vi dico: