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Il senatore LANNUTTI ( Misto ) rimarca che il disegno di legge n. 1287, a sua firma, non è stato finora preso in considerazione, pur affrontando la questione dei crediti deteriorati con lo specifico obiettivo di salvaguardare la proprietà immobiliare sottoposta a procedure esecutive. Rispetto alle drammatiche condizioni di molte famiglie e operatori economici non condivide l'enfasi sui rilievi tecnici avanzati dall'ABI o dalla Banca d'Italia. Rimarca infine che alcuni operatori privati utilizzano le informazioni sul merito del credito in maniera illecita. Interviene quindi il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ), il quale svolge una serie di considerazioni circa le proposte contenute nel disegno di legge n. 2098, condividendone l'abbinamento con le altre proposte già esaminate. Tuttavia, come il senatore De Bertoldi, sollecita un ulteriore ciclo di audizioni, sottolineando che la problematica dei crediti deteriorati non può essere affrontata senza affrontare le specifiche criticità che affronta il sistema bancario, alle prese con l'emergenza nell'economia reale e con la redditività ridotta dalla circostanza condizione dei tassi zero. Ripercorrendo quindi l'articolato del disegno di legge ne mette in luce alcuni spunti positivi e si associa all'auspicio che l' iter possa essere concluso in tempi brevi. Il presidente D'ALFONSO , dopo aver dato conto della richiesta di autorizzazione a svolgere l'affare assegnato sulla classificazione della clientela da parte delle banche e sulla questione del calendar provisioning , preso atto dell'orientamento della Commissione, dispone la congiunzione del disegno di legge n. 2098 con gli altri e rinvia ad altra seduta il seguito della discussione congiunta. La seduta termina alle ore 10. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 248 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che l'Atto definisce opportunamente una disciplina di semplificazione recependo sia le indicazioni recate dalla Legge di delegazione europea 2018 che le sopravvenute modifiche della Direttiva europea 2019/1995, in materia di obblighi IVA per le imprese impegnate nel settore dell'e-commerce transfrontaliero, garantendo condizioni di parità tra imprese UE e imprese non-UE; per le imprese di ridotte dimensioni, anche in grado di cogliere le opportunità offerte dalla crescita impetuosa del commercio elettronico, accelerata dalle conseguenze delle misure di contenimento della diffusione della pandemia Covid-19, appare opportuno ridurre gli oneri burocratici e di adempimenti, garantendo al contempo gettito fiscale per gli Stati membri; la identificazione di una soglia a livello unionale di 10.000 euro al di sotto della quale per prestazioni occasionali le prestazioni restano imponibili ai fini IVA nello Stato membro di stabilimento del prestatore; l'introduzione del regime speciale One Stop Shop per l'identificazione una sola volta ai fini IVA dei soggetti passivi; la definizione puntuale delle operazioni ai fini del regime speciale applicabile alle vendite a distanza intracomunitarie di beni e alle vendite a distanza di beni importati da territori e paesi terzi vanno nella giusta direzione di semplificazione; è stata introdotta una presunzione che attribuisce alle piattaforme elettroniche la qualifica di cessionari e rivenditori dei beni oggetto di vendita distanza; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1. In accordo con la direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio del 5 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE, appare opportuno specificare che i soggetti passivi che offrono ad imprese terze, - tramite l'uso di un'interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi - la vendita a distanza di beni sottoposti al meccanismo di inversione contabile di cui all'articolo 17, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, lettere b) e c), sono considerati come gli stessi che per loro mezzo hanno ricevuto e ceduto detti beni e sostituti d'imposta per la sola imposta sul valore aggiunto, secondo i modi e i tempi di cui all'articolo 64 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modifiche e integrazioni. In tale modo si garantisce l'effettivo versamento dell'IVA da parte di società che vendono specifici beni (telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop) soggetti al meccanismo dell'inversione contabile, per mezzo delle piattaforme online; 2. In considerazione delle previsioni di cui all'art. 17, comma 3, del DPR n. 633 del 1972, che attribuiscono al Rappresentante fiscale una responsabilità in solido con il rappresentato, relativamente agli obblighi derivanti dall'applicazione delle norme in materia di imposta sul valore aggiunto, e vista l'occasione della riorganizzazione di tutta la disciplina di settore, valuti il Governo l'opportunità di prevedere esplicitamente, nello stesso art. 17 del DPR n. 633 del 1972, che il Rappresentante fiscale sia obbligato alla sottoscrizione di una polizza fideiussoria o una fideiussione bancaria adeguate al volume di affari presunto e per un adeguato periodo di tempo.