[resaula]

indicano un appesantimento del saldo italiano di 38,6 miliardi di euro: ovvero da un saldo negativo di 426,1 miliardi di euro, a un saldo negativo di 464,7 miliardi di euro; secondo la "Reuters" (l'agenzia di stampa britannica), il saldo si è ulteriormente aggravato di altri 16 miliardi di euro e in due mesi (maggio-giugno 2018) il peggioramento ammonterebbe a 55 miliardi di euro; mentre la Bce ha sempre tenuto a precisare che una parte dell'andamento negativo del "target 2" nei confronti dell'Italia sia da imputare a ricadute tecniche del quantitative easing , tuttavia negli ultimi giorni, secondo quanto riporta un articolo pubblicato il 13 luglio da "la Repubblica", stanno emergendo alcune obiezioni a tale tesi, che interpretano l'andamento del "target 2" come una vera e propria fuga di capitali dal nostro Paese; l'articolo evidenzia come la sfiducia degli investitori sia palpabile e i disinvestimenti siano in continuo e costante stato di avanzamento, anche a seguito dei timori ancora esistenti da parte dei mercati finanziari che non sia stata abbandonata l'idea da parte del Governo in carica di uscire dall'euro, esponendo l'Italia ad un'inevitabile crisi di sfiducia che rischierebbe di portare ad un evento drammatico il nostro Paese, ovvero la perdita di accesso al mercato dei titoli obbligazionari da parte del Dipartimento del tesoro; anche dai tradizionali dati pubblicati dalla Banca d'Italia, emergono nuovi scenari e tendenze rispetto ai tradizionali dati della bilancia dei pagamenti, secondo cui le attività nette sull'estero degli italiani sono salite da 121,4 miliardi di euro dall'aprile 2017, a 143,6 miliardi di euro dell'aprile 2018, confermando pertanto la volontà degli investitori italiani di acquistare fondi esteri, bund tedeschi e azioni straniere; a giudizio dell'interrogante, tali considerazioni, ove confermate, non possono non destare dubbi e preoccupazioni sulle linee d'azione da parte del Governo nell'ambito delle scelte di politica economica, monetaria e geopolitica all'interno della UE; le continue dichiarazioni contrastanti all'interno del Governo sulle decisioni di politica economica e fiscale, da intraprendere anche nell'ambito dei futuri provvedimenti legislativi in materia sociale ed economica, le affermazioni molto spesso ambigue e contraddittorie di alcuni ministri sia nell'ambito delle politiche migratorie, che in tema di provvedimenti finanziari e fiscali, alimentano, a parere dell'interrogante, le incertezze e la mancanza di coesione da parte dell'Esecutivo in carica; urgenti e opportuni chiarimenti appaiono all'interrogante pertanto necessari, al fine di comprendere in maniera chiara quali siano le intenzioni e le linee guida del Governo ed evitare ulteriori fibrillazioni dei mercati finanziari internazionali, nei confronti dell'Italia, a causa dell'incertezza politica che governa il Paese, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se intenda confermare se i dati forniti dalla Bce nel mese di maggio 2018 dall'indicatore monetario "target 2", che evidenziano un tendenziale negativo per l'Italia, rappresentano una fuga di capitali pari a 55 miliardi di euro, registrati ni mesi di maggio e giugno; quali iniziative urgenti e necessarie intenda intraprendere per favorire l'economia italiana, i cui rischi al ribasso sulle prospettive di crescita, secondo gli ultimi indicatori economici, sono diventati più rilevanti di fronte ad una riaccesa incertezza politica, nonché quali misure intenda avviare per interrompere l'andamento dei disinvestimenti da parte degli investitori nel nostro Paese. Atto n. 4-00369 DE PETRIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il responsabile del servizio tecnico del Comune di Pescasseroli (L'Aquila) aveva richiesto di intervenire in relazione all'abbattimento di 12 alberi di alto fusto (abeti) dei 70 impiantati nel complesso residenziale "Fonte Fracassi", che insiste nell'area protetta del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Nell'atto del 25 ottobre 2012, prot. n. 5218 , si leggeva "che non è necessaria nessuna autorizzazione per l'abbattimento" di tali alberi in quanto "non rivestono un valore ambientale"; con tale atto il responsabile del servizio tecnico ha violato le imperative prescrizioni di cui agli artt. 42, 133, 142, 146 e 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio (legge n. 42 del 2004, e successive modificazioni) nonché gli artt. 13 e 30 della legge sulle aree protette n. 394 del 1991. La richiesta è inoltre in contrasto con l'art. 29 delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale del Comune di Pescasseroli, l'art. 5 del regolamento edilizio comunale nonché la legge della Regione Abruzzo n. 45 del 1979; il responsabile del servizio tecnico aveva tra l'altro omesso di comminare le sanzioni prescritte per l'abbattimento degli alberi di alto fusto in assenza del nulla osta dell'ente parco e dell'autorizzazione comunale (ipotesi di reato ai sensi dell'art. 181 della legge n. 42 del 2004, sentenza della Cass, Sez. III, n. 16036 dell'11 maggio 2006); tale comportamento appare caratterizzato da una manifesta illiceità ed irragionevolezza, avendo il responsabile esercitato il potere attribuitogli per finalità opposte e contrastanti con quelle del pubblico interesse; nonostante ciò, alcun provvedimento era stato intrapreso al fine di revocare ovvero annullare tale atto, nonostante la recente richiesta del pubblico ministero della Procura della Repubblica di procedere al rinvio a giudizio del responsabile del servizio tecnico; considerato che: l'abbattimento di alberi è un'attività oggettivamente idonea a compromettere i valori paesaggistici, in quanto incide in modo apprezzabile sull'assetto del territorio; il responsabile del servizio tecnico dell'ente comunale non aveva la competenza professionale per riconoscere, legibus solutus , volta per volta, l'esistenza o meno del valore ambientale delle piante di alto fusto; in ottemperanza del principio di difesa del paesaggio e dell'ambiente di cui agli artt. 9 e 117 della Costituzione, è invece l'ordinamento giuridico a definire, a disciplinare ed a tutelare il valore ambientale, paesaggistico e culturale degli alberi di alto fusto, in particolar modo di quelli impiantati nel territorio dei parchi; la portata della decisione del responsabile del servizio tecnico risulta devastante per gli insiti effetti distruttivi, per il concreto pericolo del depauperamento del terreno delle piantagioni esistenti nella stessa area di quelli abbattuti e per la conseguente manomissione dell'assetto ambientale e paesaggistico della zona interessata; la competente direzione generale per la protezione della natura e del mare (Div. II) aveva trattato la questione predisponendo due relazioni tecniche con cui si riconosce l'illiceità e la pericolosità dell'atto n. 5218 del 25 ottobre 2012 per il quale si proponeva il relativo annullamento, si chiede di sapere: