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a) la continuità operativa da almeno cinque anni; b) i curricula del corpo docente che deve aver svolto attività didattica continuativa da almeno cinque anni nella disciplina complementare; c) un numero minimo di dieci docenti. 4. Ai fini dell'attività di formazione di cui al presente articolo le università, statali e non statali, possono avvalersi di docenti iscritti ai registri di cui all'articolo 2, ovvero di enti privati di formazione accreditati di cui all'articolo 4. Possono altresì avvalersi di esperti stranieri, che documentino una comprovata esperienza nella materia e nell'insegnamento continuativo nel Paese di origine di almeno tre anni. 5. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione, con proprio regolamento, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, stabilisce: a) le materie ed il programma di insegnamento del master di esperto nella disciplina di medicina tradizionale cinese, compresa l'agopuntura; b) il percorso formativo post laurea per conseguire il titolo di esperto, che, per ogni singola disciplina, è di almeno tre anni, per un totale complessivo di almeno 350 ore di lezioni teoriche frontali e di formazione a distanza, e di almeno 100 ore annue di pratica clinica certificata; d) i criteri e le modalità per l'autorizzazione delle università, statali e non statali, e degli istituti privati di formazione al rilascio del master di esperto nella disciplina di medicina tradizionale cinese, compresa l'agopuntura; e) le disposizioni per la tenuta di un registro dei docenti; f) le disposizioni per la tenuta di un registro degli istituti di formazione riconosciuti. 6. L'attività di formazione prevede il superamento di un esame finale composto di tre prove: prova scritta, prova orale e prova clinica. 7. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione, con proprio regolamento, da adottare, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce l'equipollenza dei titoli di formazione conseguiti prima della data di entrata in vigore della presente legge presso università pubbliche e private e presso enti pubblici e privati di formazione, accreditati secondo i criteri di cui all'articolo 4. Art. 6. (Individuazione di nuove discipline sanitarie) 1. Lo Stato e le regioni possono individuare nuove discipline complementari. 2. L'individuazione è effettuata mediante uno o più accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e recepiti con decreti del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I medesimi accordi stabiliscono, altresì, il titolo professionale e l'ambito di attività di ciascuna disciplina. 3. L'individuazione è subordinata ad un parere di tipo tecnico-scientifico che, oltre a comprovarne l'efficacia terapeutica, escluda che le competenze della disciplina da istituire siano riconducibili a quelle delle discipline già istituite. 4. Il parere di cui al comma 3 viene espresso da apposite commissioni, istituite, senza oneri a carico della finanza pubblica, nell'ambito del Consiglio superiore di sanità, nominate dal Ministro della salute e composte da esperti designati dal medesimo Ministro della salute, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché dai rappresentanti delle professioni interessate. Art. 7. (Consenso informato) 1. Il trattamento con la medicina tradizionale cinese, compresa l'agopuntura, è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente, prestato in modo libero e consapevole. 2. L'espressione del consenso informato è preceduta da corrette informazioni rese dal medico curante al paziente in maniera comprensibile circa diagnosi, prognosi, scopo e natura del trattamento sanitario proposto, benefici e rischi prospettabili, eventuali effetti collaterali nonché circa le possibili alternative e le conseguenze del rifiuto del trattamento. 3. Il consenso informato al trattamento di cui al comma 1 può essere sempre revocato, anche parzialmente.