[normattiva_dump]

Art. 9 Abrogazione di norme 1. Ai sensi dell'articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento si intendono abrogate le seguenti disposizioni: l'articolo 18 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e gli articoli 642, 643, 647 e 648 delle istruzioni generali sui servizi del provveditorato generale dello Stato, approvate con decreto del Ministro delle finanze in data 24 agosto 1940. 2. Ogni riferimento alle norme abrogate dal comma 1 deve intendersi operato alle disposizioni del presente regolamento. Note all'art. 9: - Si riporta il testo del comma 4 dell'art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (per il titolo v. nelle note alle premesse): "4. I regolamenti entrano in vigore il sessantesimo giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto dalla stessa data sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti". - Si riporta il testo dell'art. 18 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 (per il titolo v. nelle note alle premesse): "Art. 18. - Gl'intendenti di finanza vigilano sotto la loro responsabilità, perché non siano addetti ad uso pubblico o governativo, se non quei beni che strettamente occorrono al bisogno. All'uopo hanno facoltà di disporre tutti gli accertamenti che credano opportuni. Quando scorgano eccesso o abuso in tali destinazioni ne riferiscono al Ministero delle finanze, proponendo che si renda produttiva per lo Stato la parte dei beni riconosciuta esuberante, o non pertinente al bisogno dell'uso pubblico o del servizio governativo". - Si riporta il testo degli articoli 642, 643, 647 e 648 del decreto ministeriale 24 agosto 1940, n. 2984 (per l'argomento v. nelle note alle premesse): "Art. 642. - Gl'ntendenti di finanza vigilano sotto la loro responsabilità, perché non siano addetti ad uso pubblico o governativo se non quei locali che strettamente occorrono al bisogno. All'uopo hanno facoltà di disporre tutti gli accertamenti che credano opportuni. Quando riscontrino eccesso od abuso in tali destinazioni ne riferiscono al Provveditorato generale dello Stato, proponendo che si renda produttiva per lo Stato la parte dei locali riconosciuta esuberante, o non pertinente al bisogno dell'uso pubblico o del servizio governativo". "Art. 643. - La consegna dei fabbricati o terreni demaniali ad altre amministrazioni governative e la dismissione di essi al demanio quando si rendessero disponibili ed utilizzabili diversamente, deve essere in ogni caso effettuata previa autorizzazione del Provveditorato generale dello Stato che prenderà preventivamente accordi con i Dicasteri interessati". "Art. 647. - Le amministrazioni usuarie sono tenute a comunicare al Provveditorato generale ed alle intendenze di finanza competenti le variazioni sostanziali eventualmente apportate e quelle che successivamente ritenessero di apportare alle proprietà loro concesse in uso. Le comunicazioni anzidette debbono contenere: a) la denominazione ed ubicazione dell'immobile demaniale e l'indicazione dei lavori (adattamento, trasformazione); b) la denominazione della località per le nuove costruzioni e gli estremi del contratto per acquisto, permuta dell'area su cui le nuove costruzioni dovranno sorgere; c) l'ammontare, per tutti i casi, dei lavori in base ai relativi progetti approvati, la procedura di esecuzione dei lavori (appalto, trattative o licitazione privata, economia) e gli estremi dei competenti organi tecnici; d) il termine previsto per la ultimazione; e) tutte quelle notizie che a maggior chiarimento si ritenessero opportune". "Art. 648. - Indipendentemente dalle segnalazioni di cui al precedente art. 647, le variazioni (aumenti o diminuzioni) che si verificheranno nella consistenza degli immobili in uso governativo, dovranno formare sempre oggetto di appositi verbali, tenuto presente, oltre all'osservanza delle disposizioni dei precedenti articoli, che deve essere compilato un solo verbale, di consegna o di dismissione, a seconda che trattisi di aumento o di diminuzione nella consistenza dell'immobile. Resta inteso che, in tali casi, nel prospetto dimostrativo della parte prima dovrà essere riportato il valore dell'immobile prima dell'operazione e quello risultante dopo la variazione".