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L'Egitto è destinatario di una fornitura di 32 elicotteri (24 AW149 e 8 AW189), come si evince dall'unica indicazione specifica contenuta nella Relazione. A seguire, il Turkmenistan con 446,1 milioni di euro (Paese che nel 2018 non era destinatario di alcuna licenza), il Regno Unito con 419,1 milioni di euro (in considerevole aumento rispetto ai 99,2 milioni di euro del 2018), gli Stati Uniti d'America con 306,1 milioni di euro (in aumento rispetto ai 192,2 milioni di euro del 2018) e la Francia con 274,2 milioni di euro (in aumento rispetto ai 144,3 milioni di euro del 2018). Fra i primi 25 Paesi destinatari delle esportazioni italiane nel 2019 si collocano poi l'Arabia Saudita (undicesima, con 105,4 milioni), gli Emirati Arabi Uniti (dodicesimi, con 89,9 milioni), la Turchia (quattordicesima, con 63,7 milioni di euro), il Marocco (diciassettesimo, con 33,6 milioni) e Israele (diciottesimo, con 28,7 milioni). La Relazione sottolinea come la contrazione complessiva del valore delle autorizzazioni nel 2019 sia essenzialmente legata al rilevante decremento nelle aree dell'Africa Settentrionale e vicino Medio Oriente e dell'area asiatica oltre ad un calo più contenuto nell'area dell'Africa Centromeridionale. Si registra, invece, una lieve ripresa dei valori nell'Unione europea. La Relazione segnala altresì la contrazione nel valore delle autorizzazioni per programmi intergovernativi con il Regno Unito, la Germania e la Spagna, ma registra, in controtendenza, la crescita del valore delle autorizzazioni per programmi intergovernativi con la Francia. Le autorizzazioni all'esportazione relative a programmi/accordi intergovernativi nel 2019 hanno costituito il 4,6 per cento del valore totale, con un lieve incremento rispetto al 2018 (3,5 per cento), ma sempre in forte calo rispetto al dato del 2017 (21,8 per cento). Con riferimento alla tipologia degli armamenti esportati, anche nel 2019 la categoria "materiali" costituisce, per valore complessivo e per numero di articoli, quella maggioritaria (90,67 per cento), seguita dai "ricambi" (4,34 per cento), dalle "tecnologie" (2,85 per cento) e dai "servizi" (2,14 per cento). Fra i settori più rappresentativi dell'attività di esportazione si annoverano: al primo posto la categoria "aeromobili" con 1,669 milioni di Euro, al secondo "navi da guerra" con 672 milioni, al terzo "apparecchiature elettriche" con 352 milioni, al quarto "veicoli terrestri" con 275 milioni ed al quinto "bombe, siluri, razzi, missili e accessori" con 256 milioni. Sebbene la relazione elenchi quali materiali abbiano pesato maggiormente in ciascuna delle suddette categorie, la ricostruzione della destinazione di tali singoli beni appare vaga e a dir poco imprecisa (come pure l'individuazione del relativo produttore ed il tracciamento dell'iter autorizzativo). In relazione alle aziende esportatrici, i dati del MAECI evidenziano come le prime 15 società esportatrici abbiano un peso finanziario pari al 92,68 per cento sul totale del valore esportato con licenze individuali. I primi operatori del settore nel 2019 sono stati LEONARDO S.p. A. (con il 58,06 per cento delle autorizzazioni totali), ELETTRONICA S.p. A. (5,51 per cento), CALZONI S.r. L. (4,35 per cento) e ORIZZONTE SISTEMI NAVALI S.p. A. (4,22 per cento). Il posizionamento delle aziende è, logicamente, fortemente connesso al tipo di materiali maggiormente richiesti sul mercato. Nel 2018 l'ormai tristemente nota RWM Italia S.p. A. era il secondo operatore con il valore più alto di autorizzazioni (oggi è nona), dato coincidente con il fatto che la categoria "bombe, siluri, razzi, missili ed accessori" (produzione principale di tale azienda) rappresentava la seconda categoria di merci più esportate. Tale categoria è passata da un valore di autorizzazioni pari a 459 milioni nel 2018 a 256 milioni nel 2019. Rispetto all'anno precedente, le categorie che, nel 2019, hanno mostrato la maggiore crescita in termini di volumi delle autorizzazioni sono certamente "navi da guerra" e "apparecchiature elettroniche" rispettivamente passate da 35 a 672 milioni e da 127 a 352 milioni. Ciò si riflette, specularmente, nella collocazione di aziende produttrici di beni rientranti nelle suddette categorie tra i cinque operatori più rilevanti in termini di volume delle autorizzazioni. Al relatore preme, quindi, sottolineare che, al netto delle esportazioni nell'ambito del programma aeronautico Eurofighter AL SALAM, anche nel corso del 2019 sono state concesse 10 autorizzazioni per materiali destinati all'Arabia Saudita (per un valore pari a 105 milioni) che comprendono materiali relativi alla categoria "bombe, siluri, razzi, missili ed accessori" ma anche a "munizioni", "aeromobili" ecc. Analogamente viene riportato che gli Emirati Arabi Uniti sono stati destinatari di 47 autorizzazioni (per un valore di quasi 90 milioni), anch'esse relative, tra le altre, a beni inclusi nelle suddette categorie. Per quanto concerne i primi due Paesi destinatari di esportazioni italiane, Egitto e Turkmenistan, tra gli oggetti di autorizzazione nel 2019 (esclusi eventuali programmi di cooperazione) figurano le categorie "bombe, siluri, razzi, missili ed accessori", "aeromobili", "software" ma anche armi, armi automatiche o sistemi d'arma di calibro inferiore, uguale o superiore a 12,7 MM. Nel caso del Turkmenistan figura, altresì, la categoria "navi da guerra". Come detto precedentemente, non si conoscono tuttavia a quali tipi di materiali si fa riferimento. Con riguardo alle importazioni, la Relazione evidenzia come nel 2019 il valore delle 191 licenze individuali di importazione (escluse quelle da Paesi UE/SEE non soggette ad autorizzazione) sia stato di 214,94 milioni di euro, il 68,19 per cento dei quali proveniente dagli Stati Uniti, il 14,05 per cento da Israele e l'8,67 per cento dalla Svizzera. L'Autorità Nazionale UAMA ha svolto 20 ispezioni nel corso del 2019 (3 in più del 2018) nei riguardi di società attive nel settore. Dai dati riportati nella relazione del Ministero dell'Interno, si evince che, nel corso del 2019, non sono state rilasciate autorizzazioni all'importazione temporanea effettuata da imprese straniere per partecipare a fiere campionarie, mostre e attività dimostrative, mentre sono stati rilasciati 70 nulla osta per la prestazione di servizi per l'addestramento e per la manutenzione, da effettuarsi in Italia o all'estero. Con riferimento a quanto di competenza del Ministero della difesa, si segnala che nel 2019 sono state iscritte Registro nazionale delle imprese operanti nel settore 31 società e ne sono state cancellate 18, per un numero totale di imprese pari a 347.