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La centralità italiana è stata annunciata dall'oggetto del mini vertice di domenica scorsa, nel quale si è sostanzialmente discusso soltanto della bozza presentata dal nostro Presidente del Consiglio e non di altri temi di maggior comodo per alcuni partner come i cosiddetti movimenti secondari. Fa un certo effetto la posizione dell'opposizione che nella scorsa legislatura, quando era maggioranza, nulla ha avuto da dire sulle condotte - chiamiamole disinvolte - del Governo Renzi. Non è un senatore 5 stelle a muovere queste osservazioni. La stessa senatrice Bonino, infatti, ha ricordato per ben due volte (nel luglio 2017 e, ancora, pochi giorni fa) che fu il Governo Renzi, tra il 2014 e il 2016, a proporre che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia. La collega ha condivisibilmente parlato, al riguardo, di accordo scellerato. La Guardia costiera italiana avrebbe dovuto coordinare i soccorsi e gli sbarchi sarebbero dovuti avvenire in Italia. In cambio - cito ancora la collega Bonino - l'Italia avrebbe dovuto godere di maggiore flessibilità in termini di bilancio. È una posizione politica che condivido. Si è detto spesso che negli ultimi anni gli sbarchi dal Nord Africa fossero in calo, ma non si è mai parlato del costo umano di questo successo vantato all'ex ministro Minniti. L'Algeria ha ricevuto 111 milioni di euro per il contrasto alla partenza dei migranti. Dall'aprile del 2017 sono state abbandonate nel deserto del Sahara più di 13.000 persone, tra cui tantissime donne e bambini. Recentissimamente è emerso il crudele trattamento cui sono stati sottoposti alcuni migranti trattenuti nei campi libici negli ultimi anni: denutriti, picchiati, torturati e le donne stuprate. Se questo è il prezzo da pagare per far registrare un crollo degli sbarchi, non c'è certo da vantarsene. (Applausi dal Gruppo M5S) . Nell'immobilismo ultraventennale appena perturbato da questi orridi compromessi era prevedibile che l'odierna risolutezza del Governo non fosse ben vista da coloro che erano abituati a un agire felpato o, diciamo, irrilevante. Ancora, mai nessuno nel Governo e nella maggioranza ha invocato l'arretramento della Guardia costiera. Posso dire che i miei - e li conosco bene - di certo non vogliono arretrare, sapendo bene che, se le motovedette sono opportunamente disposte nello scenario operativo, non solo le persone in difficoltà sono più tutelate, ma gli stessi equipaggi lavorano meglio e affrontano minori pericoli. Per quanto si tratti di scelte tattiche e operative, è chiaro che spetta alla politica nazionale ed europea assumersi tutte le responsabilità, poiché il complesso fenomeno formato dal soccorso in mare e dall'immigrazione non è ordinaria amministrazione. L'Italia non ha mai mancato di salvare e di soccorrere, ma quasi sempre è stata l'unica a intervenire. Non si sono quasi mai viste navi di altri Paesi. La nostra Guardia costiera ha svolto e svolge ancora oggi con onore una missione della quale dobbiamo andare fieri. È di queste ore la notizia di un incontro tra il Presidente del Consiglio italiano e il Presidente della Repubblica francese, nel quale si è individuato un principio generale sulla base del caso della nave Lifeline: superando i mortiferi accordi di Dublino, si è deciso che i naufraghi della Lifeline, ancorché sbarcati nel porto maltese de La Valletta, dovrebbero poi essere distribuiti tra i vari Paesi dell'Unione. La disponibilità all'accoglienza è già arrivata da Francia, Portogallo e Malta, oltre che dal nostro Paese, mentre stanno valutando ancora Spagna, Olanda e Germania. Indiscutibilmente si tratta di un successo del Governo. Anche la Commissione europea ha osservato che: «Non è giusto che sia solo un Paese dell'Ue a ricevere tutte queste navi e abbiamo compreso la posizione dell'Italia». Noi diciamo: finalmente! L'agenda europea ha come priorità sia la questione della condivisione del soccorso sia il superamento degli accordi di Dublino. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. DE FALCO (M5S) . Mi avvio alla conclusione. Questi ultimi nacquero con una caratterizzazione emergenziale, come dice lei, signor Presidente del Consiglio. Oggi va superata. Il ministro della difesa Trenta, coerentemente con l'azione unitaria del Governo, ha affermato - correttamente - che la sponda Sud è frontiera d'Europa e l'Unione ha il dovere di farsi carico della vigilanza e dell'immigrazione. Voglio concludere dicendo semplicemente che tutti i Paesi dell'Unione dovranno assumersi le proprie responsabilità, e certamente non aiuta la posizione di chiusura del cosiddetto gruppo di Visegrád. Agli egoismi, alle miopie e ai piccoli calcoli effimeri dovrebbe conseguire una rivalutazione circa la sussistenza e la permanenza dei requisiti di democraticità per la permanenza nell'Unione europea, e i Paesi che non intendono condividere le responsabilità dell'accoglienza non dovrebbero essere ammessi ai finanziamenti dell'Unione. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, il nostro augurio è che dal vertice di Bruxelles lei possa tornare con buone notizie per l'Italia. Per quanto riguarda l'immigrazione, gli eventi hanno dimostrato l'inefficacia degli accordi di Dublino, così come l'idea della distribuzione delle quote di migranti. Bisogna continuare a stringere accordi con i Paesi d'origine e con quelli di transito. Dico «bisogna» perché così è stato fatto - anche molto efficacemente - dal Governo Gentiloni Silveri, dall'allora ministro Minniti in primis. Bisogna soprattutto lavorare per la costituzione di hotspot nel Nord Africa: solo così ci può essere la governance di un fenomeno che richiede l'impegno di tutti e su cui l'Italia non può più essere lasciata sola. Francia e Germania si spendano non solo sul tema dell'immigrazione secondaria, ma anche per la gestione della complicata partita dei rimpatri per chi è sprovvisto dei requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato, come richiesto anche dalla Conferenza Stato-Regioni, su iniziativa del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano. Allo stesso modo, ci vuole un'azione corale sulla Libia affinché accetti la costruzione degli hotspot . Questi non fanno solo l'interesse europeo ma anche libico, in un'ottica di contrasto alle organizzazioni criminali e del traffico dei migranti. Signor Presidente del Consiglio, le immagini dei bambini separati dai genitori al confine tra Messico e Stati Uniti hanno sconvolto l'opinione pubblica. Per noi ci sono obblighi di carattere umanitario che bisogna sempre rispettare e a cui l'Europa non deve venire meno; per farlo c'è bisogno dell'impegno di tutti. Il vertice di Bruxelles ha altri punti all'ordine del giorno che riguardano la competitività e l'innovazione digitale: non sono temi e obiettivi che intrecciano da vicino le politiche di crescita che il suo Governo intenderà mettere in campo.