[resaula]

rende evidente e credibile l'importanza delle riforme realizzate dai Governi a guida PD per sostenere la crescita. I numeri certificano l'inversione di tendenza importante tra il 2008 e il 2013, il 2013 e il 2017. Lo conferma il PIL, come è stato ricordato da chi mi ha preceduto; lo conferma la riduzione del rapporto deficit -PIL; lo conferma la riduzione della pressione fiscale; lo conferma, in maniera altrettanto netta, l'incremento del saldo netto e, nello stesso tempo, lo conferma e altrettanto in maniera ineludibile ed evidente la riduzione del peso del costo del debito sul PIL. Sarò un inguaribile ottimista, ma auspico con tutto il cuore che la maggioranza Lega e MoVimento 5 Stelle e il Governo del cosiddetto cambiamento cambino narrazioni ed escano dalla retorica dell'inutile e insostenibile accusa al passato. Si metta fine alla campagna elettorale e si operi nel consolidamento di questi risultati. Ci si accorga subito che non è con la decrescita - che, a mio avviso, è sempre infelice - e con un assistenzialismo di annunci che si genera ricchezza, futuro, opportunità e diritti per i nostri figli. Il secondo auspicio è al limite della sostenibilità del mio ottimismo. Le caratteristiche del nostro bilancio non possono sopportare per nessuna ragione un indebolimento della nostra credibilità, del nostro rapporto tra la dimensione europea e la dimensione internazionale. Occorre ridare credibilità alle istituzioni e - lo dico con tutto il cuore - con gli annunci sbagliati la perdono. Si compromette il peso del debito nel rapporto sul PIL, il costo del denaro per pagare il nostro debito. Entrambi si compromettono anche nel rapporto tra il reddito e il debito delle famiglie e tra gli investimenti necessari per favorire occupazione, lavoro e crescita. Annunciare ogni giorno con un Ministro diverso un diverso incremento del rapporto deficit /PIL non aiuta la credibilità del nostro Paese. Cresce la sfiducia nelle famiglie e nelle imprese. Si riduce la propensione ai consumi e agli investimenti. Rinviare provvedimenti per l'emergenza, come sta accadendo a Genova, perché mancano le necessarie coperture, non rigenera la fiducia e non sostiene gli investimenti; si lasciano le persone sole e si perde credibilità nel rapporto con il Paese. Utilizzare la vostra macchina del fango, come avete fatto per aggredire ed impaurire dirigenti della pubblica amministrazione, ai quali va il nostro ringraziamento per la competenza e la serietà del loro lavoro, che hanno evidenziato anche in questo rendiconto e in questo assestamento, non aumenta la credibilità delle istituzioni, ma si produce il caos. E, ancora, isolare l'Italia nella dimensione europea con alleanze anomale e sovraniste, che nulla hanno a che vedere con l'identità dell'Europa, ci isola non solo dall'Europa, ma anche dalla dimensione internazionale e non si attraggono così nuovi investimenti per generare lavoro e crescita, opportunità o futuro; è come respingere la possibilità di credere in un futuro migliore. Così come utilizzare la paura per le elezioni, senza tener conto delle azioni concrete per trasformare la paura in speranza, per trasformare e passare dal rancore e dalla rabbia dentro la dimensione comunitaria, non aiuta i giovani ad individuare un futuro migliore; si possono vincere le elezioni, ma non si fa alcuna azione utile per le generazioni e per il futuro dei nostri figli. Affermare, come ha fatto il ministro Di Maio, che con la legge di bilancio si abolisce la povertà non fa sorridere, perché si offende e si umilia prima di tutto la fragilità delle persone più deboli. In questo contesto credo sia importante affrontare con grande determinazione la solidità dei nostri conti. Abbiamo avuto un'inversione di tendenza, non abbiamo risolto i problemi del Paese nella sua interezza. Abbiamo ribaltato una tendenza negativa che ci ha portato a consumare il 9,5 per cento del PIL e abbiamo prodotto un incremento del 3,5 per cento del PIL. Sappiamo che la strada è ancora lunga, ma dobbiamo partire da questo consolidamento, dalla riduzione della pressione fiscale e dalla necessità di rimettere al centro del Paese gli investimenti. Attenderemo tabelle e saldi migliori e giudicheremo con nettezza le azioni sbagliate di questo Governo, proprio perché siamo convinti che lo dobbiamo al futuro e all'amore che abbiamo nei confronti del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, dopo quattro mesi di Governo del cambiamento, non vediamo un grande cambiamento nell'assestamento dei conti, ma spostamenti davvero molto esigui e soprattutto non forieri di particolare rinnovamento nel Paese. Siamo però in attesa dei veri cambiamenti, proprio dal punto di vista della legge di bilancio, che ha già iniziato il suo iter , nel senso che le interminabili discussioni all'interno del Governo e dei suoi esponenti occupano già le pagine dei giornali e le congetture su quello che si potrebbe fare e quello che non si potrebbe fare stanno dilagando, come è logico che sia perché questa legge è sempre un momento importante. Oggi abbiamo l'assestamento e dobbiamo pensare cosa fare per il futuro. Qui arriva veramente il cambiamento: come trovare le risorse per mantenere le promesse immense fatte durante la campagna elettorale, soprattutto dal MoVimento 5 Stelle, che ha promesso qualunque cosa e aumenti di risorse dappertutto. Queste promesse, che uno poteva dire nell'entusiasmo della campagna elettorale - anche se a mio parere promettere cose che poi non si possono mantenere e non si mantengono è cosa diversa dall'entusiasmo, perché ciò si avvicina di più all'inganno e all'imbroglio -, sono state poi confermate nel contratto di Governo, firmato proprio al momento della formazione dell'attuale Governo, dove le valutazioni di spesa sono discordanti, ma sicuramente superiori ai 100 miliardi su base annua di maggiore spesa. Non è facile trovare questi 100 miliardi, che in realtà sono anche 130, ma neanche cifre molto inferiori e, dunque, qui arriva il cambiamento. Ordinariamente, i Governi quando devono trovare dei soldi, purtroppo, devono aumentare le tasse o ridurre le spese, sempre nell'ottica di far crescere l'economia; perché, naturalmente, se cresce l'economia aumenta il gettito dello Stato e si possono fare tanti interventi. Per ora, in termini di crescita abbiamo assistito solo alla riduzione della previsione di crescita. Ancora non possiamo valutare quello che è avvenuto in questi quattro mesi anche se, col cosiddetto decreto dignità (il decreto Di Maio), sappiamo, dalla stessa relazione presentata dal Governo, che decine di migliaia di posti di lavoro verranno cancellati. E se potevano essere errate le valutazioni fatte da coloro che scrissero la relazione per il Governo, parlando con imprenditori, con lavoratori, con tutti coloro che operano nel mondo reale, quello che produce e grazie al quale si può fare tutto ciò che c'è in questo Paese, apprendiamo la stessa storia: persone che dovevano avere il contratto rinnovato sono state invece licenziate per i numerosi problemi suscitati da quel decreto-legge. Ma l'innovazione arriva nel modo di trovare questi soldi. Come dicevo, ordinariamente o si aumentano le tasse o si riducono le spese. Questa volta c'è un nuovo modo: minacciare i funzionari del Ministero dell'economia! (Applausi dal Gruppo FI-BP) .