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(Applausi) . Questo è il concetto fondamentale. Ne abbiamo fino ai capelli. Lo Stato e i funzionari facciano il loro mestiere; alla politica ci pensiamo noi, che rispondiamo direttamente agli italiani, i quali non fanno sconti e fanno bene. Quando protestano, hanno tutto il diritto di farlo. È possibile che un senatore della Repubblica si debba mettere a litigare con un funzionario dello Stato su una posizione politica e non tecnica? Non ha senso; non va bene e non si deve fare così. Abbiamo lottato per la montagna. Come dico io, abbiamo fatto una guerra tra poveri: il Nord contro il Centro e contro il Sud. Abbiamo portato a casa un bel risultato, però vediamo di non ucciderci l'uno con l'altro. Cerchiamo di riconoscere che la montagna toscana vale quanto quella emiliana, del Trentino-Alto Adige, lucana o abruzzese. Il lavoro è sufficiente e ha una prospettiva positiva. Il prossimo decreto sicuramente sanerà queste lacune, ma non ci dimentichiamo il ruolo centrale che deve avere la politica rispetto al sistema della burocrazia. Noi abbiamo il diritto di decidere, gli altri hanno il dovere di eseguire. Se perdiamo di vista questo passaggio, allora vuol dire che è inutile rimanere qui in quest'Aula. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo sentito dai relatori tutto quanto di buono è stato fatto in questi giorni, in Parlamento e dal Parlamento. Ecco, questa è già una differenza rispetto a quanto accadeva con il precedente Governo. Vede, signor Presidente, il presidente Draghi ci ha richiamato al fatto che il Governo è il Governo degli italiani. Bene, noi abbiamo dimostrato in questi giorni che anche il Parlamento è il Parlamento degli italiani. (Applausi) . Abbiamo saputo lavorare insieme e si è vista la differenza. Si è vista anche stamattina, quando è stato convertito un decreto-legge e non l'ennesimo DPCM. È qualcosa che vale più della somma dei primi 32 miliardi cui assommano le misure contenute dal primo dei decreti sostegni. Dico i primi 32 miliardi perché ce ne saranno altri 40. La somma complessiva è di 72 miliardi, pensati in una logica complessiva, pensati in maniera organica. Questo è un passaggio fondamentale. Era quello che, come Lega, ci eravamo impegnati a fare anche nei provvedimenti ed è quello che stiamo facendo. Già il passaggio del nome, da decreto ristori a decreto sostegni, la dice lunga su quale sia il passaggio di impostazione, che il Paese ci chiedeva e che noi stiamo attuando. Quando Matteo Salvini ha annunciato il sostegno al Governo, lo ha fatto con due punti fermi e chiari: il cambio di prospettiva e il cambio di passo. Il cambio di passo riguardava il piano vaccini. Quando vi fu il passaggio della campanella fra Conte e Draghi, il 13 febbraio scorso, furono vaccinati 52.000 italiani. Oggi, siamo a più di 500.000 italiani vaccinati al giorno. (Applausi) . Bene, un cambio di passo c'è stato sul piano vaccini, come un cambio di passo e di prospettiva c'è stato sulle riaperture, che sono finalmente iniziate, con quel rischio calcolato, che non è incoscienza e che ha un'incidenza diretta anche sulla portata economica dei provvedimenti. Infatti, tanto più le aziende potranno tornare a lavorare (il sostegno migliore che si può loro dare), tanto più si potranno concentrare le risorse su chi ancora dovrà soffrire prima di poter riaprire. Sui social è comparso da qualche ora un post in cui ci si lamenta e ci si preoccupa del fatto che questa mattina sia stata bocciata l'estensione del coprifuoco a marzo, cioè al passato. Noi, invece, ci preoccupiamo di aver ottenuto, come Lega, il fatto che a maggio, fra pochi giorni, si potrà rivedere l'orario delle aperture, se i dati lo consentiranno. (Applausi) . Dati che, è bene ricordarlo, devono essere richiamati in negativo, purtroppo, quando serve, ma devono valere, perché la scienza vale sempre e non a corrente alternata, quando si potrà dire, come si può dire in questi giorni, che i dati migliorano e che questo permetterà le riaperture. Questo vale per l'entità delle risorse. Facevo prima accenno ai 40 miliardi già stanziati e già impegnati, in parte, per il prossimo decreto e, ovviamente, sull'utilizzo delle risorse. In questo decreto sostegni non troverete neanche un euro speso inutilmente per monopattini o quant'altro. Noi, responsabilmente, tutti insieme, abbiamo impiegato fino all'ultimo centesimo pensando al debito che stiamo contraendo con i nostri figli. Qui c'è il cambio di passo che avevamo immaginato e che era necessario. Ebbene, a chi si chiedeva quale fosse il metodo Salvini dico che è questo. È il metodo Salvini, metodo che ci animerà anche nei prossimi mesi. Purtroppo, non abbiamo la versione in francese e neanche in tedesco. L'abbiamo solo in italiano, perché è pensato per gli italiani. È un metodo che punta a sostenere il Governo, ma a farlo in maniera leale e propositiva. Qualcuno, pensando di offenderci, ha descritto la Lega come un partito di lotta e di governo. Ebbene, non è un ossimoro, ma una naturale conseguenza. Noi siamo orgogliosi di essere un partito di lotta e di governo perché i cittadini, le famiglie e le imprese stanno lottando per arrivare alla fine del mese, per uscire da questa crisi ed è doveroso che i rappresentanti dei cittadini lottino per trovare delle soluzioni, si impegnino per convincere i compagni di viaggio che abbiamo in questo sostegno al Governo della necessità di fare sempre qualcosa di più nell'interesse dei cittadini. (Applausi) . Il testo base del decreto-legge aveva già superato problemi enormi. Si tende a dimenticare (ce lo siamo scordati) il sistema dei codici Ateco, che tanto vigliacco e ingiusto era stato per molte imprese. Ebbene, è grazie a questa maggioranza e all'impegno della Lega che già nel testo base quel sistema dei codici Ateco, che era il cardine negativo del decreto ristori, è stato sistemato. Abbiamo fatto altro. Ovviamente abbiamo lavorato per l'esenzione dal pagamento del canone RAI, per i contributi alle associazioni, per il riconoscimento della lingua dei segni (eravamo l'ultimo Paese in Europa a non aver fatto nulla per questo); abbiamo lavorato per i lavoratori fragili, per completare quel periodo di cassa integrazione non coperto. Sono tutte misure proposte dalla Lega, ma condivise da tutti e questa è un'altra grande differenza. Allo stesso modo sono state condivise da tutti le misure a sostegno del comparto della ceramica (il collega Lanzi ha ricordato tutti i senatori che hanno sottoscritto quel provvedimento, tra i quali c'erano ovviamente anche i senatori della Lega); così come sono state condivise le misure a sostegno delle città d'arte minori e dei borghi minori per dimensione (10 milioni di euro). Sono tutte misure condivise, non una somma di singoli interessi portati dal singolo partito, ma un unico interesse generale. Questa è la grande differenza che richiamava anche il collega Manca in apertura: aver lavorato insieme nell'interesse del Paese.