[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 15 della legge della Regione Puglia 7 agosto 2002, n. 15, recante“Riforma della formazione professionale”, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato l'8 ottobre 2002, depositato in cancelleria il 14 successivo ed iscritto al n. 72 del registro ricorsi 2002. Udito nell'udienza pubblica dell'11 novembre 2003 il Giudice relatore Ugo De Siervo; udito l'avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura dello Stato, con ricorso notificato l'8 ottobre 2002 e depositato il 14 ottobre 2002, ha impugnato l'art. 15 della legge della Regione Puglia 7 agosto 2002, n. 15 (Riforma della formazione professionale), per violazione degli artt. 114, 117, secondo comma, lettera p), e 120, secondo comma, della Costituzione. Ai sensi della disposizione regionale impugnata “qualora le Province non ottemperino agli adempimenti di propria competenza, omettendo atti dovuti o non rispettandone i termini, la Regione esercita il potere sostitutivo con le modalità e procedure previste all'articolo 14 della legge regionale n. 22 del 2000”. Secondo la difesa erariale tale disposizione violerebbe l'art. 120, secondo comma, Cost., che attribuisce al Governo il potere sostitutivo nei confronti delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni e riserva alla legge, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione, la definizione delle procedure a tali fine necessarie. Ciò in quanto tale norma costituzionale, unitamente alle disposizioni contenute nell'art. 114 Cost., nonché alla considerazione dell'attribuzione allo Stato, da parte dell'art. 117, secondo comma, lettera p), Cost., della potestà legislativa esclusiva in relazione alla materia “organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”, indurrebbe a ritenere che la legge cui è demandata la disciplina dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali non potrebbe essere che quella dello Stato. In tal senso deporrebbe anche “la cogente esigenza di una disciplina unica o quanto meno fortemente coordinata delle modalità di esercizio dei poteri sostitutivi”. Pertanto, ritiene l'Avvocatura, in mancanza di una legge statale attuativa dell'art. 120, le Regioni non avrebbero potestà legislativa in tema di poteri sostitutivi, e dunque la legge regionale non potrebbe autonomamente disporre in materia, in assenza di una previa normativa statale. Sulla base di tali premesse, nel ricorso dello Stato si ritiene l'art. 15 della legge della Regione Puglia n. 15 del 2002 contrastante con la disciplina costituzionale sotto due profili: in primo luogo, perché attribuirebbe alla Regione un generale potere sostitutivo in violazione dell'art. 120, secondo comma, Cost.; in secondo luogo, in quanto rinvia ad una legge regionale per quel che concerne la individuazione delle modalità di esercizio del potere, mentre i parametri costituzionali evocati riserverebbero alla legge statale la disciplina dei poteri sostitutivi. 2. - L'Avvocatura dello Stato ha depositato, in data 28 ottobre 2003, una memoria con la quale insiste per la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 15 della legge della Regione Puglia n. 15 del 2002, specificando ulteriormente le argomentazioni poste a fondamento del ricorso. In particolare, l'Avvocatura ritiene che l'art. 120 della Costituzione prevederebbe una sostituzione “di organi e non tra soggetti”, e che quindi solo il Governo potrebbe sostituirsi agli organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni. Gli atti formati dal Governo a seguito dell'intervento sostitutivo non sarebbero imputabili allo Stato, ma al singolo ente che sarebbe dovuto intervenire, quest'ultimo diventando soggetto dei rapporti giuridici conseguenti; in ciò si vedrebbe quindi l'applicazione del principio di proporzionalità che integra quello di sussidiarietà previsto all'art. 118 della Costituzione. L'art. 120 - prosegue la memoria - andrebbe posto in relazione con l'art. 114, secondo comma, della Costituzione. La norma costituzionale tutelerebbe l'autonomia nella sua accezione tradizionale, considerata come complesso delle funzioni amministrative di cui l'ente è dotato, trovando la potestà legislativa della Regione altrove - nell'art. 117 Cost. - la sua disciplina; e sarebbe in ragione di quanto appena affermato “che anche la Regione è richiamata nel secondo comma dell'art. 120 della Costituzione” insieme agli altri enti territoriali. Il Governo potrebbe quindi sostituirsi agli organi regionali inadempienti sul piano amministrativo comprimendo l'autonomia riconosciuta dall'art. 114 Cost. nei casi in cui ciò sia giustificato dagli interessi contemplati dall'art. 120 Cost.; viceversa resterebbe precluso alla legge ordinaria disporre ulteriori limitazioni a tale autonomia, mediante la previsione di fattispecie di poteri sostitutivi diverse da quelle regolate da tale disposizione costituzionale. La legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), all'art. 8 seguirebbe, sempre secondo l'Avvocatura, questa interpretazione, attribuendo alle Regioni e agli enti locali il potere di proposta e così attenendosi ai princìpi di sussidiarietà e di leale collaborazione “il cui rispetto è imposto dalla norma costituzionale”. Da ultimo, la difesa erariale osserva che il principio della leale collaborazione, “tipico dei rapporti tra Stato e Regione”, non sarebbe stato richiamato dall'art. 120 della Costituzione se la Regione avesse potuto per legge prevedere un suo autonomo potere sostitutivo. 3. - La Regione Puglia non si è costituita in giudizio.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 15 della legge regionale della Puglia 7 agosto 2002, n. 15 (Riforma della formazione professionale), per violazione degli articoli 114, 117, secondo comma, lettera p), e 120, secondo comma, della Costituzione. La disposizione impugnata violerebbe i menzionati parametri costituzionali in quanto da essi sarebbe desumibile la norma secondo la quale sarebbe riservata alla legge statale la disciplina dei poteri sostitutivi. In secondo luogo, l'art. 120, secondo comma, Cost., sarebbe violato perché l'art. 15 della legge della Regione Puglia n. 15 del 2002 attribuirebbe agli organi della Regione un potere sostitutivo di carattere generale, in contrasto con quanto dispone la citata disposizione costituzionale. Infine, prevedendo il potere sostitutivo della Regione nei confronti della Provincia, la norma oggetto del presente giudizio avrebbe leso l'autonomia riconosciuta a tale ente dall'art. 114, secondo comma, della Costituzione. 2.