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a giudizio degli interroganti, la nomina mostra marcati profili di illegittimità secondo la diversa normativa succedutasi negli anni in materia di incompatibilità per l'incarico a ruoli di vertice di diversi enti pubblici anche economici dei membri del Governo o di personale dirigenziale in quiescenza; l'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, recante "Disposizioni relative al mercato mobiliare ed al trattamento fiscale dei titoli azionari", convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, come modificato dalla legge 4 giugno 1981, n. 281, dispongono che: "La Commissione nazionale per le società e la borsa ha personalità giuridica di diritto pubblico e piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge. La Commissione è composta da un presidente e da quattro membri, scelti tra persone di specifica e comprovata competenza ed esperienza e di indiscussa moralità e indipendenza, nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio stesso"; tali disposizioni sono state successivamente confermate dalle diverse normative succedutesi nel tempo. A tal riguardo occorre evidenziare come la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi in materia d'incompatibilità", all'articolo 2, comma 1, lettera b) , stabilisce che "Il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate in enti di diritto pubblico, anche economici" e successivamente al comma 4 afferma che: " L'incompatibilità prevista dalle disposizioni di cui alle lettere b) , c) e d) del comma 1 perdura per dodici mesi dal termine della carica di governo nei confronti di enti di diritto pubblico, anche economici"; l'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come modificato dall'articolo 17, comma 3, della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche", prevede il divieto per la Consob di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza e per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferme restando la gratuità e la durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile. Al riguardo, occorre evidenziare come il limite di durata di un anno appare agli interroganti palesemente in contrasto con la durata della carica di presidente della Consob fissata in sette anni; a quanto detto si aggiunga che il ministro Savona già nel mese di giugno 2018 aveva creato una situazione di grave imbarazzo istituzionale, presentando le dimissioni da presidente di "Euklid Ltd" solo successivamente al giuramento quale ministro del Governo Conte, e a seguito di diverse inchieste giornalistiche che ne avevano denunciato l'incompatibilità. Al riguardo, val la pena ricordare che Euklid Ltd è una compagnia che fornisce algoritmi e analisi dei dati economici al fine di dare indicazioni in materia di investimento nei mercati, e ad essa sono collegati i due fondi Euklid Master Fund ed Euklid Feeder Fund, entrambi con sede in Lussemburgo. Ebbene, il ministro Savona era presidente di Euklid Ltd, codirettore di Euklid Master Fund e manager di Euklid Feeder Fund, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga doveroso e urgente attenersi, nell'indicazione del candidato alla presidenza della Consob, al rispetto dei rigorosi requisiti di legge, che, in maniera chiara e incontrovertibile, alla luce dei fatti esposti, rendono impossibile la nomina del ministro Savona. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01203 MALLEGNI Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 31 ottobre 2018, è stata pubblicata la delibera n. 978 del direttore generale della USL Toscana Nord Ovest concernente la ridefinizione del numero dei posti letto della medicina interna e delle medicine specialistiche; la delibera non prevede un aumento complessivo dei posti letto in dotazione all'ospedale "Versilia", ma solo una trasformazione dei posti letto di alcune specialistiche in posti letto di medicina interna; gli operatori sanitari e gli utenti hanno diverse volte sollevato degli interrogativi riconducibili all'inadeguatezza del numero complessivo dei posti letto presenti all'ospedale unico Versilia e all'insufficienza degli organici necessari a far fronte alle crescenti necessità della popolazione versiliese; a fronte dell'attenzione continua agli standard contenuti nel decreto ministeriale n. 70 del 2015 si continua a sottovalutare il riferimento, presente nello stesso decreto ministeriale, di 3,7 posti letto per 1.000 abitanti così come la soglia di 3,15 posti letto per 1.000 abitanti ridefinita dalla delibera della Giunta regionale toscana n. 1235/2012; come si evince dalla delibera dell'USL, la riorganizzazione è volta a rispondere alle richieste di ricovero del pronto soccorso, tuttavia il rischio è quello di una progressiva dequalificazione delle medicine specialistiche in vista della creazione di un unico reparto di medicina interna e questo comporterebbe un complessivo svilimento del ruolo dell'ospedale, come da tempo paventato dagli operatori del settore, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti; se non ritengano che la ridistribuzione dei posti letto, così come prevista dalla delibera del direttore generale dell'azienda USL Toscana Nord Ovest, non sia dettata esclusivamente da ragioni contabilistiche e non vada quindi a discapito dell'attenzione rivolta alle specificità di alcune categorie di paziente, ad esempio quelli oncologici, mettendo a repentaglio anche la reputazione dell'ospedale unico Versilia e più in generale, quando questa diventasse una prassi comune, del sistema sanitario nazionale; se, in base ai riferimenti normativi citati, non ritengano necessario approfondire l'argomento e attivarsi per sospendere l'efficacia della delibera citata. Atto n. 4-01204 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il SAPPE denuncia una catena interminabile di violenza nelle carceri della Campania per l'irresponsabile sfrontatezza nella violazione delle regole da parte di taluni detenuti; in pochi giorni sono stati registrati aggressioni e rinvenimento di droga e telefonini: nella casa circondariale di Salerno sono stati rinvenuti ben 8 cellulari perfettamente funzionanti in possesso dei detenuti e nascosti nelle celle nei posti più impensati, rinvenimenti avvenuti con l'ausilio di rinforzi provenienti da altre sedi; è stata rinvenuta della droga nelle parti intime dei familiari dei detenuti ai colloqui o plichi lanciati dall'esterno verso l'interno del carcere, contenenti droga e cellulari; è stata registrata una violenta aggressione avvenuta a Salerno ad un detenuto da parte di altri con un una rudimentale arma da taglio composta da una lametta ed un manico;