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Arrivo quindi ai temi che mi stanno più a cuore, che sono quelli relativi alle competenze del Ministro dell'ambiente, del Ministro delle infrastrutture e in particolar modo alla soppressione di ItaliaSicura e di Casa Italia, di cui il presidente Renzi ha fatto una strenua difesa fino a poco tempo fa. Il Governo intende cancellare strutture che rappresentano delle duplicazioni di costi per la finanza pubblica e occuparsi di prevenzione di rischio idrogeologico e sismico in maniera strutturale e sistematica con le vie ordinarie. Questo è il nostro intento. Nella passata legislatura abbiamo visto nascere diverse strutture presso la Presidenza del consiglio, chissà, forse frutto di una diffidenza del Presidente del consiglio pro tempore nei confronti dei propri Ministri. Quel che è certo è che l'accentramento dei compiti in capo al Presidente del Consiglio ricorda molto da vicino la logica del « ghe pensi mi » di berlusconiana memoria; un « ghe pensi mi » in salsa fiorentina, verrebbe da dire. La logica dell'uomo solo al comando che risolve i problemi è una logica che ha accomunato destra e sinistra e che in realtà non ha mai risolto nessun problema nel nostro Paese; questa logica non ci apparterrà mai. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Nello specifico, Casa Italia ha prodotto risultati decisamente inferiori alle aspettative e anche durante le audizioni non è mancato chi lo ha fatto presente. Per esempio, il presidente del Consiglio nazionale dei geometri e dei geometri laureati ha dichiarato che i territori e i cittadini non hanno compreso quale fosse la missione di questo ente. Anche il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri non ha usato mezzi termini, dicendo che sul tema della prevenzione del rischio sismico Casa Italia non ha operato, ma si è prodotto solo un documento di scarsissimo impatto dal punto di vista della prevenzione sismica. Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico e la chiusura di ItaliaSicura, noi vogliamo ridare centralità al Ministero dell'ambiente su un tema che da sempre è stato di sua competenza, individuando nel Ministero un unico centro di coordinamento e di responsabilità politica per le azioni di contrasto al dissesto. Il ministro Costa ha già assicurato pubblicamente che il contrasto al dissesto idrogeologico sarà una delle priorità del suo Dicastero e intende attivarsi per sbloccare i fondi e fornire supporto alla progettazione degli interventi prioritari. Però occorre dire una cosa molto chiara: il dissesto idrogeologico si combatte, prima di ogni altra cosa, con una seria e rigorosa legge contro il consumo di suolo, che ovviamente i precedenti Governi si sono ben guardati dall'approvare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Si è parlato molto e a sproposito delle opinioni degli auditi in Commissione, come ho già citato all'inizio. Sono state espresse molte richieste di chiarimento, ma è naturale che sia così, di fronte a un cambio organizzativo come quello in questione. Tuttavia nessuno ha gridato allo scandalo nei confronti di questa scelta organizzativa; anzi, qualcuno ha esplicitamente criticato l'esperienza di ItaliaSicura, come il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, che ha dichiarato che la struttura di missione ItaliaSicura non è stata in grado di fare coordinamento con gli enti, utilizzando in maniera coerente e più rapida le risorse. Si è espresso pubblicamente anche Pierluigi Claps, docente di idrologia al Politecnico di Torino, dichiarando che ItaliaSicura non ha impresso una particolare svolta. In effetti, la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle strutture idriche ha il suo punto di forza unicamente nella pubblicità e nella comunicazione. È servita a fare grandi annunci e a presentare slide in giro per l'Italia in convegni appositamente organizzati e sempre sponsorizzati da Palazzo Chigi. È stato, più che altro, un megaspot del presidente del Consiglio Renzi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Ma, proprio perché non vogliamo fermarci agli annunci e agli slogan, entriamo nel dettaglio. Per quanto riguarda le infrastrutture idriche, ItaliaSicura ha realizzato il cosiddetto portale dell'acqua; c'è un'interessante rassegna di norme e di dati statistici editi da Istat e una mappa interattiva, dalla quale si evince lo stato drammatico della depurazione in Italia e il numero impressionante di procedure di infrazione. Per superare l'emergenza, il CIPE nel 2012 ha stanziato 1,6 miliardi di euro per 183 interventi di collettamento e di depurazione nelle Regioni del Mezzogiorno. Ad attuare tale intervento è stato chiamato un commissario straordinario, che ha fornito assistenza dal 2013 al 2015 al Ministero dell'ambiente. L'attività della struttura di missione su questo tema non ci pare per nulla rilevante. Anche per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, abbiamo un'apposita sezione del sito di ItaliaSicura con una rassegna di norme statistiche e di dati tratti dai rapporti di ISPRA, infarcita di centinaia di spot propagandistici per raccontare e riraccontare le cose fatte da altri, allietati da gioiosi selfie delle maestranze impegnate nei cantieri, attivi indipendentemente dall'attività della struttura di missione. Prendiamo ad esempio il cavallo di battaglia della struttura di missione, il Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, e il recupero del cosiddetto tesoretto di 2 miliardi di euro non spesi negli anni precedenti. Enunciato così, il Piano nazionale di opere e di interventi di riduzione del rischio idrogeologico parrebbe un piano organico risolutivo, sostenuto da un progetto unico e da un programma economico. In realtà, si tratta di un piano che comprende un elenco di interventi inseriti dalle Regioni in una piattaforma digitale sviluppata e gestita dall'ISPRA per conto del Ministero dell'ambiente ancor prima dell'istituzione della struttura di missione. Andiamo ad analizzare il tesoretto dei 2 miliardi recuperati, secondo ItaliaSicura, dalla revoca dei finanziamenti e dagli interventi finanziati dal Ministero prima del 2010 e mai realizzati. Ebbene, grazie a un'interrogazione della scorsa legislatura della nostra deputata Federica Daga abbiamo saputo che il recupero del reale non ha raggiunto i 7 milioni di euro: altro che 2 miliardi. Anche questo era uno dei soliti annunci della struttura di missione, naturalmente ripreso con enfasi dai giornali. In conclusione, il Ministero potrà tranquillamente continuare a fare il lavoro che ha sempre fatto prima, durante e dopo la struttura di missione, senza sentirne alcuna mancanza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Avverto che è stata presentata, ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento, una proposta di non passaggio all'esame degli articoli da parte del senatore Ferrari. La votazione sarà effettuata dopo le repliche della relatrice di minoranza e del rappresentante del Governo, prima dell'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Malpezzi. MALPEZZI, relatrice di minoranza . Signor Presidente, quanto ho a disposizione? PRESIDENTE. Dieci minuti. MALPEZZI, relatrice di minoranza . Signor Presidente, volevo in maniera cordiale, attraverso lei, replicare al relatore che dice che non sentiremo la mancanza delle strutture di missione.