[resaula]

CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, devo dire che svolgo questo intervento con un po' di imbarazzo, perché stiamo parlando purtroppo della scomparsa di un senatore che ha dato lustro alla politica sarda, giungendo veramente dal niente, come avrò modo di dire a breve, a diventare addirittura Capogruppo del Partito Popolare nel Parlamento europeo. Nei giorni scorsi è deceduto a Nuoro il senatore Giosué Ligios. Per capire chi era, basta ricordare che il senatore Ligios è stato semianalfabeta fino all'età di vent'anni. Appartenente a una famiglia umilissima di soli pastori, a vent'anni ha deciso, con grande e forza e grande coraggio, di riscattarsi e si è messo a studiare ponendosi anche contro l'indirizzo della sua famiglia, basti pensare che raccontava che uno dei fratelli aveva dato i suoi libri in pasto ai maiali. Eppure, nonostante quel gesto, quello stesso fratello successivamente, quando ha capito qual era la forza, la tenacia e la volontà di arrivare da parte del fratello, lo ha aiutato economicamente a completare gli studi. In pochi mesi ha preso la licenza elementare, la licenza media, quella superiore ed è andato a studiare all'università laureandosi in agraria. Questa sua visione gli ha aperto, ovviamente, un mondo nuovo e gli stessi studi di agraria lo hanno avvicinato ancora di più alla comunità sarda. Si è avvicinato al mondo della Democrazia Cristiana, che allora era rappresentato da figure emblematiche importantissime nuoresi, Padri costituenti come sono stati il senatore Antonio Monni e il senatore Salvatore Mannironi, che è stato anche Ministro della Repubblica, oltre ad aver ricoperto vari incarichi da Sottosegretario. Egli, come dicevo, si avvicinò quindi alla politica e in pochi anni ha bruciato le tappe ed è stato un protagonista della vita politica sarda. Nel 1964 è stato presidente della Provincia di Nuoro, consigliere regionale nel 1969, assessore regionale, senatore per tre legislature e Sottosegretario al tesoro, europarlamentare per tre mandati ed eletto anche Capogruppo del Partito Popolare in Europa (che non è esattamente un incarico di poco rilievo). Ovviamente, nella sua umiltà, è stato sempre vicino alla comunità sarda, è stato sempre in mezzo ai più umili, dei quali conosceva bene le problematiche, come conosceva bene le problematiche del territorio ed ha dato davvero lustro alla vita politica sarda. Quando si parla di lui, usare il termine «straordinario» non è più retorica. È effettivamente dovere di tutti quanti noi onorare la sua memoria e mi dispiace - ripeto - che si finisca a parlare di un uomo che ha manifestato talmente tanta grandezza in un'Aula vuota, ma credo fosse comunque doveroso farlo. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 15 dicembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 15 dicembre, alle ore 16, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,50) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale (882) ARTICOLI DA 1 A 7 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE Art. 1. (Modifiche al codice penale) 1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 240- bis , primo comma, le parole: « e 517- quater » sono sostituite dalle seguenti: « , 517- quater , 518- quater , 518- quinquies, 518 -sexies e 518- septies »; b) dopo il titolo VIII del libro secondo è inserito il seguente: « TITOLO VIII- BIS DEI DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE Art. 518- bis. - (Furto di beni culturali). - Chiunque si impossessa di un bene culturale mobile altrui, sottraendolo a chi lo detiene, al fine di trarne profitto, per sé o per altri, o s'impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato in quanto rinvenuti nel sottosuolo o nei fondali marini, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 927 a euro 1.500. La pena è della reclusione da quattro a dieci anni e della multa da euro 927 a euro 2.000 se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 o se il furto di beni culturali appartenenti allo Stato, in quanto rinvenuti nel sottosuolo o nei fondali marini, è commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dalla legge. Art. 518- ter. - (Appropriazione indebita di beni culturali). - Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di un bene culturale altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 516 a euro 1.500. Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata. Art. 518- quater. - (Ricettazione di beni culturali). - Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta beni culturali provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e con la multa da euro 1.032 a euro 15.000. La pena è aumentata quando il fatto riguarda beni culturali provenienti dai delitti di rapina aggravata ai sensi dell'articolo 628, terzo comma, e di estorsione aggravata ai sensi dell'articolo 629, secondo comma. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto. Art. 518- quinquies. - (Impiego di beni culturali provenienti da delitto). - Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 518- quater e 518 -sexies , impiega in attività economiche o finanziarie beni culturali provenienti da delitto è punito con la reclusione da cinque a tredici anni e con la multa da euro 6.000 a euro 30.000. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto. Art. 518- sexies. - (Riciclaggio di beni culturali).