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grazie ad un microclima umido costante crescono specie arboree particolari che hanno ricoperto il mulino: tra la vegetazione spicca la Phillitis vulgaris , uno splendido e raro esemplare appartenente alla famiglia delle felci; il vallone dei Mulini, proprio per le sue peculiarità di luogo selvaggio e rinaturalizzato, ha meritato un posto in top ten nella sezione "Nature" uno dei profili più seguiti su "Instagram", il social network interamente dedicato alla fotografia, grazie ad una immagine scattata da Dale Tennyson, che ha collezionato in sole poche ore, nel dicembre 2014, più di 300.000 " like ", inseriti soprattutto da utenti stranieri; il canyon dei Mulini subisce spesso frane naturali ed è famoso in tutto il mondo, come fosse uno squarcio temporale da cui si può vedere il passato, non a caso "Buzzfeed" l'ha inserito nella lista dei 30 luoghi più affascinanti del pianeta Terra; le opere di eliminazione della vegetazione segnalate procedono celermente senza che sul cantiere sia affissa o visibile alcuna tabella, come invece richiesto dalla legge, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario, alla luce di quanto illustrato in premessa, un sollecito intervento atto a verificare la legittimità dei lavori eseguiti o in corso d'opera in un periodo delicato per la sopravvivenza degli uccelli e in un luogo ad alto rischio idrogeologico. Atto n. 4-01796 CASTIELLO GAUDIANO GIANNUZZI GALLICCHIO ANGRISANI LANZI PUGLIA CASTELLONE ROMANO MARINELLO GUIDOLIN NOCERINO CAMPAGNA AUDDINO GRASSI PERILLI LANNUTTI PESCO CROATTI LEONE FENU CRUCIOLI MATRISCIANO DI MICCO LOMUTI EVANGELISTA GIARRUSSO ACCOTO DELL'OLIO RICCARDI DI NICOLA MININNO PRESUTTO GARRUTI PIRRO PELLEGRINI Marco LA MURA RICCIARDI SANTILLO DI GIROLAMO FERRARA TURCO DESSI' LUCIDI FEDE ORTOLANI DE LUCIA CORRADO GRANATO DRAGO VACCARO MAUTONE COLTORTI MOLLAME ORTIS LICHERI LOREFICE ABATE AGOSTINELLI Al Ministro della salute Considerato che, a quanto risulta agli interroganti: il giorno 8 giugno 2019 un passante al centro di Napoli, colpito dal crollo di un cornicione, è rimasto a lungo riverso sulla strada, perdendo la vita a causa del tardivo soccorso, in quanto l'ambulanza, chiamata ripetutamente in codice rosso da vari passanti, è giunta sul luogo soltanto un'ora e venti minuti dopo. Il che dimostra, ancora una volta, il pessimo livello dell'organizzazione sanitaria nella in Campania; nello stesso arco temporale, il 9 giugno, una persona, colpita da arresto cardiaco allo stadio comunale di Agropoli, è deceduta per la mancanza di tempestivo e adeguato soccorso, stante il non funzionamento della locale struttura ospedaliera, sita a pochi metri dallo stadio; in data 11 giugno la vittoria elettorale del candidato sindaco di Capaccio-Paestum, Franco Alfieri, è stata festeggiata a sirene spiegate da un gruppo di ambulanze che hanno fatto da corteo ad un camion vela con l'immagine del neo sindaco; le ambulanze appartengono a tal Roberto Squecco, imprenditore funerario condannato con sentenza definitiva per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto dalla Cassazione in organico al clan camorristico Marandino; lo stesso Squecco aveva messo a disposizione di Alfieri, per l'inaugurazione della campagna elettorale, uno stabilimento balneare di sua proprietà, ora chiuso per sospensione della concessione demaniale, a seguito dell'intervenuta condanna per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Squecco è indagato con Alfieri nella nota indagine di recente promossa dalla Direzione investigativa antimafia di Salerno, tanto che l'europarlamentare PD, già procuratore antimafia di Salerno, Franco Roberti, aveva invitato Alfieri a ritirare la candidatura; con i luttuosi eventi di Agropoli e Napoli stride il frastuono delle sirene delle ambulanze di Squecco, che, violando tra l'altro l'art. 177 del codice della strada, hanno festeggiato, in sinistro corteo, la vittoria elettorale del neo sindaco di Capaccio-Paestum, si chiede di conoscere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per porre fine allo stato di diffusa illegalità e di inefficienza nel quale versa la sanità in Campania; quali provvedimenti intenda assumere per rimuovere la situazione di incompatibilità nella quale versa, per evidente conflitto di interessi, il presidente della Regione Vincenzo De Luca tuttora insediato nell'incarico di commissario ad acta per la sanità, in violazione dell'art. 25- septies del decreto fiscale (decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni, della legge n. 136 del 2018), a norma del quale già dovrebbe essere stato dichiarato decaduto entro 90 giorni. Atto n. 4-01797 AIMI Ai Ministri della giustizia, della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: "Veleno" è il titolo di un'inchiesta a puntate realizzata dai giornalisti Alessia Rafanelli e Pablo Trincia su presunti abusi sessuali commessi da una setta satanica in Emilia negli anni '90, in particolare nel modenese, tra Mirandola e Massa Finalese. All'epoca 16 bambini furono allontanati dalle loro famiglie naturali. A distanza di 20 anni, alcuni di loro, diventati adulti, avrebbero raccontato di essere stati indotti a inventare i fatti per i quali le famiglie vennero poi accusate; nel tempo quei bambini, divenuti adulti, hanno raccontato di dichiarazioni indotte o estorte. La vicenda comprensibilmente sta facendo scalpore, soprattutto in considerazione della gravità dei provvedimenti assunti: c'è perfino chi morì di crepacuore e chi non rivide più i propri figli; i contenuti dell'inchiesta sono stati riportati, e continuano ad essere riportati, a vario titolo, dalla stampa locale e nazionale; di recente, a mezzo stampa, i coniugi Camparini, la cui figlia è stata data in adozione due anni fa, dopo essere stata allontanata dalla famiglia circa 8 anni fa, hanno chiesto la riapertura della procedura: la psicologa che allontanò la bambina dalla famiglia risulterebbe implicata nell'inchiesta "Veleno"; si tratta infatti della psicologa della Ausl di Modena, successivamente responsabile di una struttura privata di Reggio Emilia, che accoglieva bambini sottratti alle famiglie, che venivano dati in affido e poi in adozione; i coniugi Camparini chiedono oggi la riapertura del procedimento che, all'epoca, portò all'allontanamento e alla successiva adozione della bambina. Procedimento che, come ricorda l'avvocato dei coniugi, "è nato da una serie di errori clamorosi ammessi da tutti, dai Servizi sociali come dal Pubblico ministero, che si era perfino opposto al decreto di adottabilità, tranne che dal Tribunale dei minorenni di Bologna"; il tutto risale al 2007, quando avvenne una perquisizione a casa dei coniugi Camparini: