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c) incentivare l'impiego, da parte dei gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica, dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità; d) favorire l'incremento della vendita diretta dei prodotti alimentari a chilometro zero, provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità da parte dei produttori; e) sostenere l'impiego dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità da parte delle imprese esercenti attività di ristorazione o di ospitalità nell'ambito del territorio regionale. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge, si intendono per: a) prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta: i prodotti alimentari che provengono da aree di produzione poste a una distanza non superiore a 70 chilometri di raggio dal luogo previsto per il consumo, nonché prodotti alimentari di comprovata sostenibilità ambientale per i quali, dalla produzione alla distribuzione, è dimostrato un ridotto apporto di emissioni di gas a effetto serra rispetto ad altri prodotti alimentari equivalenti presenti sul mercato; b) prodotti alimentari stagionali: i prodotti alimentari immessi in commercio allo stato fresco per il consumo o per la preparazione dei pasti nelle attività di ristorazione, a condizione che l'immissione in commercio o la consegna alle imprese utilizzatrici avvenga nel rispetto della stagionalità delle produzioni delle zone agricole; c) prodotti alimentari di qualità: i prodotti alimentari che beneficiano di una denominazione o di un'indicazione geografica di origine protetta, controllata o garantita e le specialità alimentari tradizionali garantite, nonché i prodotti alimentari realizzati con metodi di produzione biologica; d) mercato alimentare di vendita diretta: le aree pubbliche o private destinate all'esercizio dell'attività di vendita diretta dei prodotti alimentari da parte dei soli imprenditori agricoli. Art. 3. (Uso dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità nei servizi di ristorazione collettiva affidati agli enti pubblici) 1. Nei bandi di gara per gli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari destinati alla ristorazione collettiva, emanati dalla regione o da enti da essa controllati, partecipati o promossi, dalle province o dai comuni, può costituire titolo preferenziale per l'aggiudicazione l'uso di prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità. 2. L'uso dei prodotti alimentari di cui al comma 1 deve essere documentato attraverso: a) fatture di acquisto che riportano le indicazioni relative all'origine, alla natura, alla qualità e alla quantità dei prodotti alimentari acquistati, nonché al rispetto del requisito della stagionalità; b) documenti di trasporto previsti dalla normativa vigente che accertano il ridotto apporto di emissioni inquinanti e di impatto ambientale dei prodotti alimentari di cui al comma 1 in tutte le diverse fasi della filiera, dalla produzione al consumo finale. 3. Qualora l'uso di prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità abbia costituito titolo preferenziale per l'aggiudicazione degli appalti di cui al comma 1, ne è assicurata agli utenti dei servizi di ristorazione adeguata informazione. Art. 4. (Vendita diretta dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità da parte degli imprenditori) 1. I comuni, nel caso di apertura di mercati alimentari di vendita diretta in aree pubbliche ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 20 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007, riservano agli imprenditori agricoli esercenti la vendita diretta di prodotti alimentari, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e successive modificazioni, almeno il 20 per cento del totale dei posteggi situati in tali aree pubbliche. 2. Al fine di incentivare l'acquisto e il consumo dei prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità, le strutture commerciali possono destinare alla vendita di tali prodotti almeno il 30 per cento della superficie totale. 3. I prodotti alimentari di cui al comma 2 sono posti in vendita in appositi spazi allestiti in modo da renderne immediatamente visibili gli elementi distintivi di qualità e di sostenibilità ambientale. 4. I comuni, anche nell'ambito dei propri piani per il commercio, possono promuovere progetti di riqualificazione delle aree pubbliche occupate da mercati al fine di valorizzare la promozione e la vendita dei prodotti alimentari di cui al comma 2. Art. 5. (Condizioni per la vendita nei mercati alimentari di vendita diretta) 1. Possono esercitare la vendita nei mercati alimentari di vendita diretta gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni, che rispettano le seguenti condizioni: a) ubicazione dell'azienda agricola nell'ambito territoriale amministrativo della regione o negli ambiti definiti dalle singole amministrazioni competenti; b) vendita nei mercati alimentari di vendita diretta di prodotti alimentari provenienti dalla propria azienda o dall'azienda dei soci imprenditori agricoli, anche ottenuti a seguito di attività di manipolazione o di trasformazione, ovvero di prodotti alimentari ottenuti nell'ambito territoriale di cui alla lettera a) del presente comma, nel rispetto del limite della prevalenza di cui all'articolo 2135 del codice civile; c) rispetto dei divieti previsti dall'articolo 4, comma 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 2. L'attività di vendita nei mercati alimentari di vendita diretta è esercitata dai titolari dell'impresa, ovvero dai soci in caso di società agricola e di società di cui all'articolo 1, comma 1094, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, dai relativi familiari coadiuvanti, nonché dal personale dipendente di ciascuna impresa. 3. Nei mercati alimentari di vendita diretta, conformi alle norme igienico-sanitarie di cui al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, e soggetti ai relativi controlli da parte delle autorità competenti, sono posti in vendita esclusivamente prodotti alimentari conformi alla disciplina in materia di igiene degli alimenti, etichettati nel rispetto della disciplina in vigore per i singoli prodotti e con l'indicazione del luogo di origine territoriale e dell'impresa produttrice. Art. 6. (Attività di informazione) 1. I comuni, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nell'ambito delle ordinarie dotazioni di bilancio, promuovono adeguate attività di informazione sulle caratteristiche qualitative dei prodotti alimentari posti in vendita nei mercati alimentari di vendita diretta. Art. 7. (Agevolazione in materia edilizia) 1.