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Il mio auspicio è che questa vicenda possa essere d'insegnamento e che, soprattutto, questo provvedimento aiuti Carige, i suoi lavoratori e i suoi risparmiatori a uscire dalla difficile situazione in cui versano. Ribadisco, pertanto, il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie al provvedimento. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, noi condividiamo questo provvedimento, che voteremo convintamente: era ed è necessario, anche per il ruolo che Carige ricopre nel territorio ligure e non solo. Abbiamo apprezzato la tempestività con cui il Governo ha assunto questo provvedimento. Detto questo, penso che nel nostro dibattito stiamo perdendo un'occasione di riflessione e cercherò di spiegarmi. Anche con riguardo all'incidente testé descritto, le parole del Sottosegretario di questa mattina in Aula, non solo non mi hanno convinto, ma per certi versi mi sono anche sembrate fuori luogo e un po' provocatorie. (Applausi della senatrice Pinotti) . Questo provvedimento, anche per l'ovvia ragione rappresentata dalle regole europee, è lo stesso assunto dal Governo precedente in relazione a Monte dei Paschi di Siena e via dicendo. È lo stesso e, da questo punto di vista, la propaganda non riuscirà in nessun modo a nascondere questa semplice verità. Dov'è allora l'occasione persa? L'occasione persa sta nel fatto che potevamo fare - e c'era la piena disponibilità di tutti i Gruppi di opposizione, ce ne darete atto - una discussione vera, di merito, che ci consentisse di andare oltre il classico dibattito propagandistico e inefficace, in primo luogo in relazione, per esempio, a che cosa possiamo fare insieme sul piano dell'iniziativa parlamentare per sostenere - e sottolineo la parola «sostenere» - il Governo nell'intervento di modifica delle norme europee che per il nostro Paese non vanno bene. La maggioranza, invece, e in primis il Governo, ahimè, hanno scelto un'altra strada, la solita strada sbagliata, cioè quella di continuare le polemiche di ieri. Mi chiedo che senso abbia. Siamo tutti pronti a lavorare per superare il bail in ? Come facciamo? Costruiamo un'iniziativa insieme. C'è l'attività di indagine in Commissione, autorevolmente presieduta. Mi auguro che la Commissione, che ha il compito di approfondire tutte le responsabilità che ci sono e non solo degli ultimi tempi (da Carige a MPS a quello che è accaduto nel sistema bancario), non lavori sulla base di un sistema ideologico, ma lavori per capire invece che cosa possiamo e dobbiamo fare per migliorare e rendere più efficace la normativa, fino a quella sui controlli. Ora, se la può prendere con Banca d'Italia, ma come avete detto anche voi in alcuni interventi le indagini e anche le sentenze su Carige nascono da un'iniziativa assunta da Banca d'Italia e dall'azione avviata dalla stessa. Dopo aver fatto questa sottolineatura, la cosa che a me interessa è un'altra: mi interessa capire se siamo tutti convinti che, certamente migliorandola e rendendola più efficace, l'autonomia della Banca d'Italia sia un valore. (Applausi del senatore Zanda) . E che nessuno, in nome di qualcosa e di qualche ragione del passato, decida, da un punto di vista politico, di metterci le mani sopra. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo andrebbe infatti, un'altra volta, a indebolire i sistemi di bilanciamento ed equilibrio della democrazia nel nostro Paese. È un fatto molto importante. C'è un altro punto che vorrei sottolineare, nell'occasione persa: forse dobbiamo prendere atto (e temo che dovremo farlo con grande urgenza nei prossimi mesi, a partire dall'esame del DEF) del tema delle relazioni dei mercati. Sono d'accordo con un'affermazione fatta dal relatore nelle sue conclusioni: non sbagliano solo le banche, ma sbagliano anche i mercati. Sono d'accordo che non possiamo essere subalterni ai mercati che sbagliano abbondantemente, come abbiamo visto dalla crisi della Lehman Brothers in avanti. Proprio per questo è fondamentale che il Governo italiano non si isoli in Europa e non perda tempo nel dare le colpe. Voi oggi governate e dovete farvi carico di costruire un sistema di alleanze in Europa che ci aiuti, visto che abbiamo il secondo più grande debito pubblico al mondo, che purtroppo cresce, e visto che siamo in recessione. Serve un sistema di alleanze che ci aiuti ad affrontare questa situazione, non un Governo che dia le colpe, non un Governo che per una manciata di voti il 26 maggio ci faccia rimanere isolati. E non sarà certo un nuovo rapporto con Trump e gli Stati Uniti che potrà aiutarci nel gestire le grandi difficoltà in cui siamo. Questa è un altra occasione persa. Infine, il rappresentante del Governo ha fatto un intervento che condividiamo, ma vorrei sottolineare un punto: è stato presentato qualche giorno fa il piano industriale, dove sono previsti 1.050 esuberi, o almeno queste sono le notizie emerse. Un nostro ordine del giorno, che è stato accolto dal Governo, lo impegna a lavorare per affrontare questo tema. In altri termini, è giusta la tutela dei risparmiatori, è giusto il fatto che dobbiamo salvaguardare una banca "territoriale" che ha una funzione fondamentale, ma c'è da governare e salvaguardare il lavoro e i dipendenti di quella banca, che non possono essere i pagatori finali di una malagestione che dura da anni e che si è vista anche, a seguito di sentenze della magistratura, condannata severamente. Qui il Governo deve fare un'azione di grande attenzione e di governo, appunto, di questo processo di riorganizzazione e ristrutturazione. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, anche il nostro Gruppo, Fratelli d'Italia, non può che guardare con straordinario interesse al contenuto del decreto-legge in esame, perché abbiamo a cuore non soltanto il salvataggio della banca, ma anche quello dei risparmiatori e delle famiglie inevitabilmente coinvolte. Questo è il motivo per cui ci siamo comportati con senso di responsabilità, pur non condividendo in pieno il contenuto del provvedimento: abbiamo accettato anche le lungaggini derivanti dagli errori tecnici su cui ci siamo soffermati; abbiamo presentato emendamenti non a scopo pregiudiziale o per perdere tempo, ma per dare aiuti e suggerimenti in linea con quanto era stato detto in campagna elettorale e nella scorsa legislatura in occasione di dibattiti simili a questo, su questioni analoghe a quelle che stiamo trattando. Quello che ci fa specie e che pertanto vorremmo sottolineare, invitando alla riflessione anche i colleghi degli altri Gruppi, è il fatto che ormai si ritenga quasi scontato che le banche e gli istituti di credito debbano godere di un trattamento diverso e privilegiato rispetto a tutti gli altri sistemi imprenditoriali del Paese. Mi spiego con un esempio molto banale: