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Nell’ambito di tali linee guida possono essere adottate specifiche disposizioni in deroga allo stesso decreto legislativo n. 167 del 2011, con particolare riguardo: a) all’obbligatorietà o meno della redazione del piano formativo individuale; b) alle modalità di registrazione su un documento della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita; c) alla precisazione della normativa riguardante imprese multilocalizzate. Il successivo comma 3 prevede che, decorso inutilmente il termine del 30 settembre 2013 per l’adozione delle linee guida, in relazione alle assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, effettuate entro il 31 dicembre 2015, trovano diretta applicazione le previsioni di cui alle lettere a), b) e c) del medesimo comma 2. Viene comunque fatta salva la possibilità di una diversa disciplina in seguito all’adozione delle richiamate linee guida ovvero in seguito all’adozione di disposizioni di specie da parte delle singole regioni. La disposizione di cui al comma 4 fa riferimento ai tirocini formativi e di orientamento. Relativamente ad essi si prevede che fino al 31 dicembre 2015 il ricorso a tali istituti nelle regioni e nelle province autonome di Trento e di Bolzano dove non è stata adottata la relativa disciplina, sia ammesso in base alle disposizioni di cui all’articolo 18 della legge n. 196 del 1997 e al decreto interministeriale 25 marzo 1998, n. 142. Viene altresì prevista la possibilità, fino al 31 dicembre 2015, di prorogare la durata massima dei tirocini di un mese. Il comma 5, al fine di consentire il ricorso ai tirocini anche da parte delle pubbliche amministrazioni, stabilisce che il predetto comma 4 trovi applicazione anche per queste ultime, le quali, in attuazione dei princìpi e criteri contenuti nell’accordo del 24 gennaio 2013 tra Governo, regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, recante « Linee-guida in materia di tirocini », assicurano la corresponsione dei rimborsi spese ivi previsti. A tal fine le pubbliche amministrazioni utilizzano gli ordinari stanziamenti di bilancio, attingendo prioritariamente ai fondi destinati al finanziamento di incarichi e consulenze, ferma restando l’invarianza sui saldi di finanza pubblica. I commi 6 e 7 prevedono, al fine di consentire l’effettivo ricorso ai tirocini formativi e di orientamento anche da parte delle pubbliche amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, l’istituzione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di un apposito fondo (2 milioni all’anno per gli anni 2013-2014-2015). Le modalità attuative sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. I commi da 10 a 13 intendono sostenere e incentivare le attività di tirocinio curriculare svolte dagli studenti universitari nel prossimo anno accademico 2013-2014. In particolare, allo scopo di sostenere e incentivare le attività di tirocinio durante il corso degli studi di laurea svolte dagli studenti universitari iscritti nell’anno accademico 2013-2014, cioè a rendere effettiva l’alternanza tra studio e lavoro, il comma 10 prevede un incentivo alle università che firmeranno con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) un accordo specifico (3 milioni di euro per il 2013 e 7,6 milioni di euro per il 2014). A tal fine il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca definisce con decreto i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse, secondo criteri di premialità, alle università che attivano tirocini con enti pubblici o privati della durata minima di tre mesi (comma 11). Le università provvedono poi all’attribuzione agli studenti delle risorse assegnate, secondo graduatorie formate sulla base della regolarità del percorso di studi, della votazione media degli esami e delle condizioni economiche dello studente individuate sulla base dell’Indicatore della situazione economica equivalente, con priorità per gli studenti che hanno già concluso gli esami (comma 12). Ciascuna università assegna le risorse agli studenti utilmente collocati in graduatoria fino all’esaurimento delle stesse, dando priorità agli studenti che hanno concluso gli esami del corso di laurea, nella misura massima di 200 euro mensili a studente. Tale importo è assegnato allo studente quale cofinanziamento, nella misura del 50 per cento, del rimborso spese corrisposto da altro ente pubblico ovvero soggetto privato in qualità di soggetto ospitante (comma 13). Il comma 14 prevede che con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca siano definiti piani di intervento, di durata triennale, per la realizzazione di tirocini formativi in orario extracurricolare presso imprese, altre strutture produttive di beni e servizi o enti pubblici, destinati agli studenti delle quarte classi delle scuole secondarie di secondo grado, con priorità per quelli degli istituti tecnici e degli istituti professionali. Il medesimo decreto definisce altresì i criteri per l’attribuzione agli studenti di crediti formativi. Articolo 3. -- In aggiunta alle misure di cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto, l’articolo 3 introduce ulteriori misure in favore dei giovani residenti nelle aree del Mezzogiorno e di contrasto alla povertà e al disagio sociale. In particolare il comma 1 consente la possibilità di utilizzare le risorse derivanti dalla riprogrammazione comunitaria del periodo 2007-2013 pari a 328 milioni di euro, per il rifinanziamento di: -- misure per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità previste dal decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185; -- misure volte alla promozione e realizzazione di progetti promossi da giovani e da soggetti delle categorie svantaggiate per l’infrastrutturazione sociale e la valorizzazione di beni pubblici nel Mezzogiorno; -- borse di tirocinio formativo in favore di giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione, di età compresa fra i 18 e i 29 anni, residenti e/o domiciliati nelle regioni del Mezzogiorno. I commi successivi (commi da 2 a 4) disciplinano l’estensione della sperimentazione della cosiddetta nuova carta acquisti ai territori del Mezzogiorno che non siano già interessati dall’intervento previsto a legislazione vigente (cioè le città di Bari, Napoli, Catania e Palermo). L’intervento è rivolto alle famiglie con minori in condizione di estremo disagio lavorativo. Ciò al fine di dare risposta alle condizioni di povertà assoluta in cui si trova la popolazione del Mezzogiorno che, secondo i dati Istat, ha un’incidenza più che doppia rispetto al resto del paese. Le risorse finanziarie occorrenti all’estensione sono a valere sulla riprogrammazione dei programmi nazionali cofinanziati dai Fondi strutturali per il periodo 2007-2013 e sulla rimodulazione del Piano di Azione Coesione.