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L'altro elemento importante per poter dare seguito al superbonus è sicuramente legato alla burocrazia e alla semplificazione. Anche in questo caso il Governo ha annunciato, qualche settimana fa, il decreto-legge semplificazioni; quindi, sarebbe importante che il superbonus rientrasse in questa logica di semplificazione. Soltanto da un punto di vista verbale c'è stato un impegno da parte del premier Draghi sia per quanto riguarda la proroga sia per quanto concerne il discorso della semplificazione. Un aspetto importante è quello di estendere la platea anche alle strutture ricettive, alle strutture alberghiere, ma un effetto legato al superbonus concerne l'andamento delle materie prime visto che i lavori stanno aumentando, quindi bisogna monitorare per evitare speculazioni. (Richiami del Presidente) . Insomma, signor Presidente, in conclusione questo è un Governo che fa il contrario di quello che sarebbe giusto fare, ovvero non conferma l'unico bonus che avrebbe dovuto confermare, quello del 110 per cento. Ha invece elargito bonus a pioggia e nega il finanziamento dell'unico bonus che, come dicevo, sarebbe capace di garantire sviluppo e crescita. Dunque il Governo cammina al contrario, come un gambero, e rischia di andare a sbattere. Quello che però ci interessa e ci preoccupa è che ad andare a sbattere potrebbero essere gli italiani. Noi di Fratelli d'Italia non lo consentiremo e saremo vigili, affinché tale bonus possa effettivamente concretizzarsi, perché è fondamentale, proprio per creare un volano che serve a tutte le imprese, nel campo dell'edilizia, che rappresentano un asse portante della nostra economia. Quindi vigileremo, affinché queste parole si possano realizzare in atti concreti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. Invito i colleghi a rimanere nei tempi assegnati. COLLINA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, anch'io voglio dare atto del lavoro fatto dalle Commissioni riunite finanze e bilancio, dai relatori Manca e Toffanin e dal Governo, perché il decreto-legge sostegni, che ha rappresentato l'esordio del Governo Draghi in materia di misure urgenti di sostegno alle imprese e agli operatori economici, è potuto essere migliorato dalla fase emendativa, sviluppata dalle Commissioni. Ovviamente non bisogna dimenticare la base di partenza, ovvero il testo del decreto-legge tuttora in vigore, che contiene misure finanziate dall'ultimo scostamento di bilancio presentato dal Governo precedente, di 50 miliardi di euro in termini di cassa, che il Governo Draghi, nella sua composizione largamente rappresentativa delle forze politiche parlamentari, ha interpretato in modo adeguato. Certo è che, come dicevo nell'intervento sullo scostamento di bilancio votato due settimane fa, il fatto di aver inseguito la pandemia mese per mese non ci ha aiutato a fare delle valutazioni complessive, che preventivamente potessero consentirci di dare delle risposte mirate. Oggi però, dopo un anno, le valutazioni sulle priorità per salvaguardare il sistema produttivo ed aiutarlo a mettersi non solo in sicurezza, ma anche nelle condizioni di ripartire, sono più precise. Ci siamo infatti concentrati sul sollevare le imprese, in modo particolare i pubblici esercizi, da quei costi fissi che in questo momento dell'anno avrebbero rappresentato un problema difficilmente sopportabile. Penso all'esenzione della prima rata dell'IMU, all'esenzione del canone unico per ambulanti e pubblici esercizi, al canone RAI per i pubblici esercizi, all'eliminazione dell'Irpef per i canoni sugli affitti non percepiti, alla proroga a settembre del versamento IRAP. Questi sono i principali interventi che il lavoro parlamentare ha potuto aggiungere al testo del decreto-legge, ma chiaramente ciò non può essere sufficiente. Le esigenze sono evidenti e, insieme anche agli altri Gruppi parlamentari che le hanno condivise, le abbiamo riassunte in un ordine del giorno impegnativo per il Governo e ci attendiamo di vederle già inserite nel prossimo imminente decreto-legge, che è chiamato a mettere a terra l'ulteriore dotazione di 40 miliardi di euro, relativi allo scostamento di bilancio votato dieci giorni fa. Esse rappresentano i contenuti, che riteniamo possano completare questo lungo anno di rincorsa rispetto alla pandemia, per tamponare gli effetti negativi sul sistema economico e che voglio citare in sintesi. Riassumendo, occorre garantire liquidità per le imprese e le famiglie e prorogare almeno fino alla fine del 2021 la concessione di garanzie statali sui prestiti del fondo di garanzia PMI e Sace e, in tale ambito, appare necessario l'allungamento almeno da sei a quindici anni della durata delle garanzie statali su prestiti maggiori di 30.000 euro. Occorre prorogare la moratoria su mutui e prestiti, che riguarda 173 miliardi di euro di prestiti in scadenza a fine giugno 2021, molti dei quali rischiano di diventare sofferenze bancarie, in ragione della mancata ripresa dell'attività e del lavoro; in tale ambito appare opportuno valutare anche un allungamento delle rate di restituzione di mutui e prestiti, di sei mesi se di quota capitale più interessi e di dodici mesi se limitata alla quota capitale. Cito poi gli aiuti alle imprese e la nuova tornata di ristori, da affiancare a quelli del primo decreto sostegni, con l'invio automatico a chi ha ottenuto i ristori del primo decreto e con una consistente maggiorazione per le attività chiuse per legge. Servono nuove misure per compensare i costi fissi delle imprese, sul modello già sperimentato in altri Paesi dell'Unione europea, per affitti commerciali, bollette elettriche, spese di sanificazione e Tari, insieme ad altre misure specifiche. Bisogna prevedere un intervento significativo relativamente alla decontribuzione per assunzioni stagionali in particolare nel settore turistico ricettivo; un completamento degli interventi di aiuto alle famiglie per la lotta alla povertà, con particolare riguardo al rifinanziamento della flessibilizzazione del fondo comunale di solidarietà, alimentare e sociale per tutto il 2021. Occorre incrementare le risorse destinate alla montagna; stanziare adeguate risorse finalizzate ad affrontare le problematiche del disagio psicologico dei minori conseguenti all'emergenza Covid-19; predisporre misure finalizzate a risolvere problematiche del settore fiere; prevedere misure in favore delle imprese che gestiscono attività e servizi culturali (eventi, congressi e spettacoli cinematografici, teatrali, compreso il loro indotto) oggetto di chiusura in ragione dell'emergenza sanitaria Covid-19, con particolare riguardo all'esenzione dal pagamento degli oneri contributivi per un periodo non inferiore a sei mesi a decorrere dal primo mese successivo alla data di apertura di suddette attività. Ho voluto precisare tutto questo perché ritengo opportuno e doveroso che ciò che ho appena letto sia ricompreso nel testo del decreto sostegni- bis . Come Parlamento abbiamo sviluppato un lavoro che non è solamente di emendamento del testo del primo decreto sostegni, ma abbiamo contezza delle esigenze del Paese in questo momento e delle azioni che devono essere svolte. Credo che fosse importante che il Parlamento potesse dare queste indicazioni, che per noi rappresentano un impegno cui il Governo deve assolvere.