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In applicazione di tale sistema, succede frequentemente che i titolari dell'incarico vi permangano per periodi talvolta anche di molto inferiori a un anno, a discapito dell'efficienza e della necessaria continuità. Pertanto, al fine di evitare tali situazioni, la modifica in esame prevede che l'incarico debba essere conferito al generale di Corpo d'armata in servizio permanente effettivo più anziano in ruolo tra quelli che si trovano ad almeno un anno dal limite di età per la cessazione dal servizio permanente e che abbia la durata di un anno. Se al termine del mandato non è presente in ruolo alcun generale di corpo d'armata che si trova ad almeno un anno dal limite di età per la cessazione dal servizio permanente, il Vice comandante generale in carica è confermato nell'incarico sino a un massimo di due anni e comunque non oltre la data di cessazione dal servizio permanente. Sempre in tema di organizzazione interna dei Carabinieri, il decreto-legge prevede che in luogo del solo Comando unità mobili e specializzate, retto da generale di corpo d'armata, vi siano due Comandi: il Comando unità mobili e il Comando unità specializzate, ciascuno retto da generale di corpo d'armata, che esercitano funzioni di alta direzione, di coordinamento e di controllo nei confronti dei comandi dipendenti. La competenza dei parchi viene inoltre spostata dal Comando carabinieri per la tutela della biodiversità al Comando carabinieri per la tutela forestale. Ulteriori modifiche riguardano le unità di personale in soprannumero ai ruoli organici dei rispettivi gradi o ruoli assegnata a diverse amministrazioni centrali (Ministero del lavoro, Ministero della cultura e Ministero della transizione ecologica). Ci sono inoltre alcune modifiche nella composizione della commissione permanente per l'Arma dei carabinieri deputata alla valutazione ai fini dell'avanzamento ad anzianità e a scelta e per la compilazione dei quadri del personale appartenente ai ruoli ispettori, sovrintendenti e appuntati e carabinieri e gradi corrispondenti. Alla luce delle specifiche e particolari circostanze che caratterizzano le operazioni svolte dalle Forze speciali delle Forze armate e della necessità di garantire l'immediatezza e la continuità degli interventi di soccorso, viene istituita la figura del «soccorritore militare per le forze speciali» che può effettuare manovre per il sostegno di base e avanzato delle funzioni vitali e per il supporto di base e avanzato nella fase di gestione pre-ospedaliera del traumatizzato. È stabilito che, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro 180 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i criteri e i percorsi di formazione per accedere alla qualifica di soccorritore militare per le forze speciali, nonché i limiti e le modalità di intervento. Da ultimo, stante l'importanza del provvedimento, e in attesa che la Conferenza dei capigruppo ne ridefinisca eventualmente la tempistica di esame, si riserva di valutare la possibilità di una ulteriore convocazione della Commissione per procedere all'esame in sede consultiva del disegno di legge appena sintetizzato. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULLA MATERIA DI COMPETENZA RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULLA MATERIA DI COMPETENZA (Doc. XVI, n. 12) (Doc. LXVII, n. 5) Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all'anno 2021 Relatore: sen. Candura La Commissione, a conclusione dell'esame della Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all'anno 2021 (Doc. LXVII, n. 5); e a seguito dell'attività conoscitiva svolta, anche nell'ambito dell'Affare assegnato sulle prospettive dell' export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza e l'implementazione della recente normativa in materia di rapporti "governo-governo", e in particolare delle audizioni del ministro plenipotenziario Alberto Cutillo, direttore dell'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA), di Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo S.p.a. , del Segretario Generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti, generale Luciano Portolano, di Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri Spa, e di Guido Crosetto, presidente della Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD); premesso che: il controllo dell'esportazione ed importazione di materiali d'armamento è disciplinato dalla legge 9 luglio 1990, n. 185 e successive modificazioni, ed integrata dal Regolamento di attuazione di cui al decreto interministeriale (Esteri e Difesa) del 7 gennaio 2013, n. 19; la normativa interna è stata modificata per adeguarsi alle norme poste dal diritto dell'Unione europea; le legislazioni italiana ed europea sono state inoltre integrate dalle previsioni internazionali, e in particolare dal Trattato Onu sul commercio delle armi, entrato in vigore il 24 dicembre 2014; la legge n. 185 prevede, all'articolo 5, che il Governo presenti al Parlamento una Relazione annuale contenente: indicazioni analitiche - per tipi, quantità e valori monetari - degli oggetti concernenti le operazioni contrattualmente definite; la lista dei Paesi indicati nelle autorizzazioni definitive e l'elenco delle revoche delle autorizzazioni stesse per violazione della clausola di destinazione finale e dei divieti previsti dalla legge; l'elenco delle iscrizioni, sospensioni o cancellazioni nel Registro nazionale; l'elenco dei programmi sottoposti a licenza globale di progetto con l'indicazione dei paesi e delle imprese italiane partecipanti, nonché le autorizzazioni concesse dai Paesi partner relative a programmi a partecipazione italiana e sottoposti al regime della licenza globale di progetto; considerato che: la Relazione in esame costituisce un fondamentale strumento di conoscenza e di valutazione delle operazioni di esportazione, importazione e transito dei materiali d'armamento del nostro Paese, e delle attività svolte dall'industria nazionale di settore; la Relazione fornisce orientamenti anche sulle linee strategiche della politica estera e di difesa del nostro Paese; la Relazione è chiamata a bilanciare in modo oculato le esigenze da un lato della trasparenza delle informazioni e del controllo parlamentare, dall'altro della sicurezza nazionale e della salvaguardia di industrie strategiche del Paese; valutato, sul piano del merito, che: nel 2021 il valore complessivo delle autorizzazioni per movimentazioni di materiali d'armamento è stato pari a di 5,34 miliardi di euro (in aumento rispetto ai 4,821 miliardi di euro dell'anno precedente), di cui 4,661 miliardi di euro per movimentazioni in uscita e 679 milioni di euro per movimentazioni in entrata in Italia (esclusi i trasferimenti intracomunitari e le importazioni effettuate direttamente dalle Amministrazioni dello Stato per la realizzazione di programmi di armamento ed equipaggiamento delle Forze armate e di Polizia);