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Viene infine stabilito che il consenso informato, reso in forma scritta, non esclude, in ogni caso, l'informativa svolta in forma orale reputata altrettanto essenziale al fine della verifica e della comprensione, da parte del paziente, di quanto proposto dall'operatore. Con l'articolo 6 viene stabilito che ogni intervento di chirurgia estetica deve essere munito di cartella clinica, la quale deve riportare alcuni specifici contenuti, così come elencati al comma 1 dell'articolo 6. L’articolo 7 detta alcuni obblighi che devono essere osservati dalla struttura sanitaria presso la quale viene eseguito l'intervento di chirurgia estetica. L'articolo 8, infine, reca norme finalizzate alla ripartizione delle responsabilità per inadempimento contrattuale ovvero per fatto illecito occorso in esecuzione della prestazione chirurgica estetica tra medico non subordinatamente vincolato alla struttura sanitaria e la stessa, dove il primo risponde dell'idoneità del trattamento poi effettuato in relazione agli scopi perseguiti stabiliti con il paziente, nonché della corretta esecuzione dello stesso; la struttura sanitaria invece risponde delle proprie specifiche obbligazioni di cui all'articolo 7. Ciò in quanto la struttura sanitaria, che si limita a fornire la sala operatoria ove effettuare la prestazione sanitaria nonché l'eventuale degenza post operatoria, non è oggettivamente in grado: -- né di verificare quanto avviene prodromicamente al trattamento sanitario proposto dal medico al di fuori della struttura, né di verificare quanto avviene in sede di visite di controllo dell'esito del trattamento sanitario, sempre effettuate al di fuori della struttura; -- di intervenire in corso d'effettuazione di trattamento imponendo la sua eventuale modifica per ricondurla a buone pratiche cliniche. Allo stesso modo il medico chirurgo, non inserito stabilmente nella struttura, non è oggettivamente in grado di sostituirsi alla struttura in una serie di prestazioni (ad esempio la verifica della sterilità della sala operatoria e la manutenzione delle apparecchiature utilizzate). Con l'articolo 8 in questione si propone quindi una inversione di quanto previsto dall'articolo 1228 del codice civile secondo cui: «Salva diversa volontà delle parti, il debitore che nell'adempimento dell'obbligazione si vale dell'opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro. » La presente disposizione di legge si applica nel solo specifico campo della chirurgia estetica, evitando peraltro le consuete azioni di regresso tra struttura sanitaria e medico, nonché con l'effetto di snellire l'attività giudiziaria.. 1 (Ambito d'applicazione e definizioni) 1 La presente legge si applica ai trattamenti e agli interventi di chirurgia estetica così come definiti dal comma 2. 2 La chirurgia estetica è una disciplina medica che si occupa, mediante un insieme di tecniche chirurgiche, della costruzione o del ripristino dell'equilibrio psico-fisico dell'individuo, che vive con disagio la propria vita per un inestetismo mal accettato, e del raggiungimento e mantenimento della salute come espressione di benessere. La chirurgia estetica si distingue dalla chirurgia funzionale in quanto non rappresenta la cura di una malattia o patologia, anche quando tale chirurgia ha effetti estetici. 2 (Soggetti abilitati all'esercizio della chirurgia estetica) 1 Sono abilitati all'esercizio della chirurgia estetica, salvo quanto previsto dalla legge 5 giugno 2012, n. 86, coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso dei seguenti titoli: a laurea specialistica in Medicina e chirurgia (classi 46/S e LM-41) nonché specializzazione in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 4 febbraio 2015, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2015; b laurea in Medicina e specialistica, limitatamente a chirurgia estetica che abbia riguardo all'organo e agli annessi di quell'organo di cui sono specialisti, ovvero: dermatologia, ginecologia, oftalmologia, oro-maxillo-facciale e stomatologia, otorinolaringoiatria, urologia e andrologia; c laurea in Medicina e chirurgia e partecipazione, documentata sulla base di registri operatori, all'esecuzione di cinquanta interventi di chirurgia estetica di cui il 20 per cento come primo operatore nonché frequenza, da almeno un anno, di master di specializzazione in chirurgia estetica, in scuole riconosciute dal Ministero della salute; d laurea in Medicina e chirurgia e paratecipazione, documentata sulla base di registri operatori, all'esecuzione di cinquanta interventi di chirurgia estetica di cui almeno il 20 per cento come primo operatore, nonché possesso di cinquanta crediti formativi di educazione continua in medicina (ECM) in materia di chirurgia estetica; e attestati di iscrizione e frequenza a corsi di specializzazione di cui alle lettere a) e b) , per l'effettuazione di interventi di chirurgia estetica, sotto la direzione e il controllo del medico già abilitato agli interventi di chirurgia estetica; f specializzazione in chirurgia estetica o master in chirurgia estetica, conseguiti all’estero e riconosciuti sulla base degli accordi governativi bilaterali e multilaterali stipulati dall’Italia sul riconoscimento dei titoli di studio. 2 La previsione di cui al comma 1, lettera d) , trova applicazione per cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, scaduti i quali trovano applicazione esclusivamente le previsioni di cui al comma 1, lettere a) , b) , c) , e) ed f) . 3 Resta in ogni caso valido quanto stabilito dall'articolo 3 della legge 5 giugno 2012, n. 86, relativamente ai requisiti necessari per l'applicazione di protesi mammarie. 4 L'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri predispone, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, appositi elenchi pubblici dei soggetti abilitati agli interventi di chirurgia estetica, distinguendo tra le ipotesi di cui al comma 1, lettere a) , b) , c) , d) , e) ed f) . 3 (Soggetti che si possono sottoporre alla chirurgia estetica) 1 Possono essere sottoposti ad interventi di chirurgia estetica tutti coloro che abbiano conseguito la maggiore età, salvo che, per linee guida ovvero concorde letteratura scientifica, non si tratti di interventi aventi finalità estetica che, per la loro piena riuscita, ovvero per ragioni di sicurezza del paziente, debbano essere effettuati in età precoce. 4 (Strutture in cui è possibile effettuare la chirurgia estetica) 1 Il Ministero della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta un elenco delle prestazioni di chirurgia estetica ad alto e a basso impatto sulla salute.