[pronunce]

Pertanto la sentenza additiva chiesta dal giudice rimettente alla Corte – che, nel sistema di calcolo della pensione di privilegio dei dipendenti degli enti locali, dovrebbe sostituire alla percentuale dello 0,66667 quella dello 0,80 prevista per la corrispondente pensione dei dipendenti statali affetti dalle ricordate infermità – non parificherebbe le due discipline; essa invece avrebbe l'unico effetto di elevare il limite minimo della pensione privilegiata dei dipendenti degli enti locali, mediante l'applicazione ad essa di una fra le plurime aliquote utilizzate per il calcolo delle pensioni privilegiate delle varie categorie di dipendenti statali (artt. 65, 66 e 67 del citato d.P.R. n. 1092 del 1973). La dedotta violazione del principio di eguaglianza deve quindi essere esclusa. 5. – Del resto questa Corte – proprio con riferimento ad una prospettata comparazione tra dipendenti degli enti locali e dipendenti statali – ha affermato che «i diversi sistemi pensionistici hanno una loro specificità, e la circostanza che le discipline in essi previste non siano uniformi non lede di per sé il principio di eguaglianza, salvo il caso […] di un'evidente irragionevolezza della differenza di disciplina» (sentenza n. 345 del 1999). Si deve quindi ribadire che in termini generali non è possibile istituire confronti – sotto il profilo del rispetto del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) – tra sistemi previdenziali diversi, salvo il limite dell'evidente irragionevolezza (sentenze n. 297 del 1999 e n. 454 del 1993, nonché da ultimo sentenza n. 433 del 2005). E l'evidenziata diversità di funzione cui assolve l'aliquota prevista dalla norma censurata rispetto a quella evocata come tertium comparationis esclude che nella specie il limite sia stato superato.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma quarto, della legge 26 luglio 1965, n. 965 (Miglioramenti ai trattamenti di quiescenza delle Casse per le pensioni ai dipendenti degli Enti locali ed agli insegnanti, modifiche agli ordinamenti delle Casse pensioni facenti parte degli Istituti di previdenza presso il Ministero del tesoro) sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice unico delle pensioni presso la Corte dei conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana di Palermo – con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 febbraio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Franco BILE, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 3 marzo 2006. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA