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Art. 4 Scuola di specializzazione in chimica e tecnologia alimentari Art. 184. - È istituita la scuola di specializzazione in "chimica e tecnologia alimentari" presso l'Università degli studi di Parma. La scuola ha lo scopo di formare personale specializzato nella chimica e tecnologia alimentari da inserire nella pubblica amministrazione, in enti di ricerca e nell'industria, per compiti di ricerca e sviluppo di processi e prodotti, controllo di qualità e assistenza tecnica ai processi. La scuola rilascia il titolo di specialista in chimica e tecnologia alimentari. Art. 185. - La scuola ha la durata di due anni. Ciascun anno di corso prevede un totale di trecentosessanta ore di lezioni teoriche e di esercitazioni pratiche. Il numero massimo di iscritti è di venti per ogni anno di corso per un totale di quaranta specializzandi. Art. 186. - Per l'attuazione delle attività didattiche programmate dal consiglio della scuola concorrono le facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali, farmacia ed economia e commercio. Art. 187. - Sono ammessi al concorso per ottenere l'iscrizione alla scuola laureati in chimica, chimica industriale, ingegneria chimica, chimica e tecnologia farmaceutiche, farmacia, scienze biologiche, scienze delle preparazioni alimentari, scienze agrarie. Sono altresì ammessi al concorso per l'ammissione alla scuola coloro che siano in possesso, del titolo di studio conseguito presso università straniere e che sia equipollente ai sensi dell'art. 332 del testo unico 31 agosto 1933, n. 1592. Art. 188. - Le materie di insegnamento sono le seguenti: 1° Anno: 1) chimica degli alimenti; 2) biochimica, applicata ed enzimologia industriale; 3) microbiologia nell'industria alimentare; 4) chimica analitica applicata agli alimenti; 5) insegnamento opzionale; 6) insegnamento opzionale. 2° Anno: 1) impianti chimici e operazioni unitarie nell'industria alimentare; 2) chimica e tecnologia del condizionamento degli alimenti ; 3) controllo di qualità e di processo nell'industria alimentare; 4) legislazione e normativa nel settore alimentare; 5) insegnamento opzionale; 6) insegnamento opzionale. Sono insegnamenti opzionali: 1) chimica delle sostanze organiche naturali; 2) genetica applicata; 3) biotecnologia nell'industria alimentare; 4) chimica e tecnologia della fermentazione; 5) tecniche separative e metodi cromatografici di analisi; 6) chimica degli additivi; 7) chimica e tossicologia dei contaminanti; 8) chimica dei prodotti dietetici; 9) igiene nell'industria alimentare; 10) scienza della nutrizione; 11) organizzazione aziendale e tecniche di ricercato di mercato nell'industria alimentare; 12) aspetti culturali e sociali dell'alimentazione; 13) tecnologia del freddo nella conservazione degli alimenti; 14) chimica e tecnologia delle bevande alcoliche; 15) chimica e tecnologia del latte e derivati; 16) chimica e tecnologia degli oli e dei grassi; 17) chimica e tecnologia dei cereali e derivati; 18) chimica e tecnologia della conservazione delle carni; 19) chimica e tecnologia della conservazione dei vegetali; 20) analisi e trattamento degli effluenti nell'industria agro-alimentare. Art. 189. - All'inizio di ciascun anno di corso gli specializzandi dovranno concordare con il consiglio della scuola la scelta dei corsi opzionali, che dovranno costituire orientamento all'interno della specializzazione, e l'attività sperimentale di laboratorio che sarà svolta sotto la guida di un relatore nominato dal consiglio della scuola. Ai fini della frequenza alle lezioni teoriche e alle attività pratiche il consiglio della scuola potrà riconoscere utile, sulla base di idonea documentazione l'attività; attinente alla specializzazione, svolta all'estero in laboratori universitari o extracomunitari. I corsi sono integrati da esercitazioni pratiche. Sono inoltre previsti seminari interni e visite di studio. Per lo svolgimento delle attività didattiche e delle esercitazioni, la scuola può avvalersi oltre che delle strutture universitarie anche di quelle di enti di ricerca specializzati, nonché di industrie del settore. Art. 190. - L'Università, su proposta del consiglio della scuola, è autorizzata ad accettare contributi e a stabilire convenzioni con enti pubblici e privati, con finalità di sovvenzionamento e di utilizzazione di strutture extrauniversitarie per lo svolgimento delle attività didattiche degli specializzandi ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/80 e del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/82. Scuola di specializzazione in scienza e tecnologia dei materiali Art. 191. - È istituita la scuola di specializzazione in scienza e tecnologia dei materiali presso l'Università di Parma. La scuola ha il compito di formare figure professionali capaci di progettare, selezionare e provare i materiali in funzione delle applicazioni specifiche, partendo da una comprensione della loro struttura interna a livello chimico-fisico. La scuola rilascia il titolo di specialista in scienza e tecnologia dei materiali. Art. 192. - La scuola ha la durata di due anni e non è suscettibile di abbreviazioni. Ciascun anno prevede almeno centocinquanta ore di insegnamento e almeno cento ore di attività pratiche guidate. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, la scuola è in grado di accettare il numero massimo di venti iscritti per ciascun anno di corso per un totale di quaranta specializzandi. Art. 193. - Concorrono al funzionamento della scuola le facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali e il dipartimento di fisica e gli istituti di chimica generale, chimica organica, strutturistica chimica e chimica fisica. Nel manifesto annuale degli studi viene indicata la sede della direzione della scuola. Art. 194. - Sono ammessi al concorso per ottenere l'iscrizione alla scuola i laureati dei corsi di laurea in chimica, chimica industriale, fisica e ingegneria. Sono altresì ammessi al concorso per l'ammissione alla scuola coloro che siano in possesso del titolo di studio conseguito presso università straniere e che sia equipollente, ai sensi dell'art. 332 del testo unico 31 agosto 1933, n. 1592, a quelli richiesti nei commi precedenti. Art. 195. - Le materie di insegnamento sono le seguenti: 1° Anno: fisica dei materiali; chimica dei materiali; laboratorio materiali; un insegnamento scelto fra quelli opzionali; partecipazione a corsi seminariali. Il primo anno va integrato, a giudizio del consiglio della scuola, da uno o più dei seguenti corsi che integro la preparazione dei laureati provenienti da diversi corsi di laurea: fondamenti di chimica dei materiali; fondamenti di fisica della materia; fondamenti di ingegneria dei materiali. 2° Anno: comportamento e affidabilità; struttura e caratterizzazione dei materiali; due insegnamenti tra quelli opzionali; partecipazione a corsi seminariali. Gli insegnamenti opzionali sono i seguenti: laboratorio materiali II ; chimica fisica dei materiali ; tecnologia e processi di fabbricazione; caratterizzazione, struttura e proprietà dei materiali;