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Nell'ambito della categoria generale degli operai agricoli (forestali e non), merita un approfondimento l'attività svolta dai conduttori di macchine agricole operatrici complesse, in quanto tale attività risulta particolarmente rischiosa, come evidenziato dal numero degli infortuni verificatisi in occasione dell'utilizzo di tali mezzi. I dati pubblicati dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) nel Report annuale sugli infortuni mortali e con feriti gravi verificatisi in agricoltura nel 2014 nel settore agricolo e forestale evidenziano, infatti, che sono 427 gli infortuni in agricoltura, di cui 143 riguardanti lavoratori appartenenti alla fascia di età tra cinquanta e sessantacinque anni. Di questi infortuni, 189 sono mortali e 238 gravi. Dei 189 casi di infortunio mortale, 121 sono avvenuti durante l'utilizzo di un trattore agricolo. Un'ultima riflessione merita il tema delle malattie professionali dei lavoratori del settore forestale. Secondo quanto riportato dalla banca dati dell'INAIL avente ad oggetto le professioni dell'anno 2014, sono state individuate ben 49 malattie professionali riguardanti il settore forestale. Nel 73,5 per cento dei casi si tratta di malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. In media, negli anni 2012-2014, il 65,3 per cento dei casi di malattia professionale riguarda lavoratori compresi nella fascia di età tra i cinquanta e i sessantaquattro anni. Entrando nel merito dei dati raccolti dall'INAIL, si rileva che parte degli infortuni hanno riguardato anche piccoli imprenditori agricoli, cosiddetti coltivatori diretti, che si dedicano direttamente e abitualmente alla coltivazione del fondo e al governo del bestiame, figure ben identificate dagli articoli 2083 e 2135 del codice civile. Anche questi lavoratori, ancorché autonomi, risentono dell'età avanzata e non sono inclini ad adottare le profonde innovazioni tecnologiche del settore agricolo e forestale. Per tale motivo, si reputa opportuno, nell'ottica di un rinnovamento generazionale di tutto il settore, favorire e agevolare percorsi di fuoriuscita e di rinnovamento generazionale anche per i titolari di queste piccole aziende. Il presente disegno di legge prevede, quindi, una serie di deroghe alle norme vigenti in materia di accesso alla pensione di vecchiaia anticipata, stabilendo delle specifiche «tabelle di uscita», applicabili solo alla categoria dei lavoratori agricoli e forestali. Le tabelle riportano: attività o mansione svolta, età, anni di servizio, anni di versamento dei contributi, condizione di precocità e decorrenza della pensione. La proiezione quinquennale delle tabelle per gli anni 2017-2021 prevede il contingente annuo dei lavoratori in uscita, in rapporto alle risorse stanziate.. 1 (Lavorazioni particolarmente faticose e pesanti nel settore agricolo e forestale) 1 Dopo l'articolo 1 del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e successive modificazioni, è inserito il seguente: «Art. 1 -bis. -- (Lavoratori del settore agricolo e forestale). -- 1. I lavoratori del settore agricolo e forestale già iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli subordinati a tempo determinato o indeterminato di cui al decreto legislativo luogotenenziale 9 aprile 1946, n. 212, che svolgono mansioni particolarmente faticose o pesanti nei settori di cui all'allegato 1- bis , hanno diritto a una maggiorazione dell'anzianità contributiva di due mesi per ogni anno di iscrizione negli elenchi nominativi a tempo indeterminato e di un mese e due settimane per ogni anno di iscrizione a tempo determinato. Il periodo è commisurato all'effettivo svolgimento della mansione più gravosa. La maggiorazione figurativa è computabile per un massimo di trentasei mesi, utilizzabile ai soli fini del raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia anticipata di cui al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché della pensione di anzianità in deroga a quanto previsto dall'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243». 2 Al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, è aggiunto, in fine, l'allegato 1 -bis di cui alla tabella 1 annessa alla presente legge. 2 (Requisiti di accesso alla pensione anticipata) 1 In deroga all'articolo 24, commi 10 e 11, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 , per accedere alla pensione di vecchiaia anticipata i lavoratori ivi indicati devono possedere i requisiti relativi ai contributi e all'età anagrafica stabiliti dalla tabella 2 annessa alla presente legge. 2 Fermi restando i requisiti contributivi previsti ai sensi del comma 1, è ammessa la riduzione del requisito legato all'età anagrafica per i lavoratori dipendenti che hanno iniziato l'attività lavorativa, e che risultano iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli di cui al decreto legislativo luogotenenziale 9 aprile 1946, n. 212, prima del compimento del diciannovesimo anno di età. La riduzione è prevista in ragione di un anno per ogni anno di iscrizione nei citati elenchi prima del compimento del diciannovesimo anno di età e per un massimo di due anni, ai sensi della tabella 3 annessa alla presente legge. 3 La deroga ai limiti di età di cui al comma 2 è riconosciuta anche ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia nel limite di un anno rispetto ai requisiti previsti dalla legislazione vigente, ai sensi della tabella 4 annessa alla presente legge. 3 (Presentazione delle domande) 1 I lavoratori che intendono fruire delle deroghe ai sensi della presente legge presentano istanza entro il 30 settembre dell'anno precedente alla decorrenza della pensione, l'accesso alla quale è consentito a decorrere dal 1° gennaio di ogni anno. 4 (Disposizioni finali) 1 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge, ivi compresa la determinazione del numero dei lavoratori che possono beneficiare delle medesime disposizioni, nel limite delle risorse disponibili stanziate per il quinquennio 2017-2021. 2 L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento anticipato presentate dai lavoratori che intendono beneficiare delle disposizioni di cui alla presente legge, nei sei mesi successivi alla sua entrata in vigore. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero massimo determinato ai sensi del comma 1, l'INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento.