[sommcomm]

In esito a tale attività di monitoraggio, l'Autorità ha formulato una Segnalazione a Parlamento e Governo ai sensi dell'articolo 2, comma 6, della legge 14 novembre 1995, n. 481 (Segnalazione 252/2022/I/gas), in merito all'analisi dei contratti di approvvigionamento destinati all'importazione di gas in Italia; nella segnalazione, ARERA indica che la larga prevalenza delle importazioni in Italia di gas naturale deriva da contratti pluriennali con scadenze variabili, anche se la quota dei contratti a medio e breve termine mostra un trend di lento ma costante aumento. Tali contratti pluriennali di approvvigionamento di gas identificano un prezzo iniziale, definito al momento della stipula del contratto, e includono meccanismi per il suo successivo aggiornamento periodico. Le modalità di aggiornamento prevedono che i prezzi siano legati all'andamento di indici: quotazioni del gas naturale scambiato sui principali hub europei (TTF e PSV) per una percentuale tra il 70 per cento e l'80 per cento del gas complessivamente oggetto di tali contratti, e, per la parte residua, alle quotazioni medie dei prodotti petroliferi (Brent) calcolate su predefiniti orizzonti temporali. L'Autorità indica che i costi dei contratti pluriennali di importazione, in condizioni normali di funzionamento dei mercati, sembrerebbe tendere a mantenere nel tempo andamenti coerenti (seppur con dinamiche temporali e meccanismi differenziati) con il valore del gas del mercato all'ingrosso. Tale coerenza può temporaneamente venire meno in caso di repentine e significative variazioni dei prezzi di mercato, per effetto delle diverse indicizzazioni dei prezzi dei contratti. Tuttavia, i meccanismi di revisione periodica tendono a ripristinare tale coerenza con una frequenza tendenzialmente annuale; risulta tuttavia evidente che gli elevatissimi prezzi del gas non sono unicamente dovuti alle situazioni congiunturali, in particolare geopolitiche, sia considerando gli importanti aumenti già registrati a fine 2021, sia notando come i prezzi risultino inferiori, a mero titolo esemplificativo, negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Infatti, presso il punto di scambio virtuale ( virtual trading point - VTP ) National Balancing Point (NBP) nel Regno Unito, i prezzi risultano di almeno un terzo inferiori rispetto a quelli che si registrano nel VTP olandese (TTF) e in quello italiano (PSV). Addirittura, quelli che si registrano negli Stati Uniti presso l' Henry Hub , come riportati nel punto di determinazione del prezzo per i contratti futures sul gas naturale scambiati sul New York Mercantile Exchange (NYMEX), risultano di oltre 8 volte inferiori a quelli del PSV: in particolare, a inizio luglio, il prezzo al PSV italiano risultava pari a 155.5 euro/MWh, mentre all' Henry Hub a circa 19 euro/MWh, secondo i dati ufficiali della United States Energy Information Administration (EIA); il predetto scostamento dei prezzi europei rispetto ai prezzi americani è stato confermato anche dalle Considerazioni finali del Governatore della Banca d'Italia alla Relazione annuale 2021, pubblicate il 31 maggio 2022. Le speculazioni finanziarie, dunque, risultano influenzare il mercato reale del gas in modo decisamente maggiore rispetto alle leggi di domanda e di offerta che, al momento, ha sempre soddisfatto la copertura dei volumi richiesti; valutato che: il piano REPowerEU, già precedentemente richiamato, nel confermare la possibilità, sul breve periodo, di interventi straordinari, indica chiaramente, per il lungo periodo, la soluzione alla dipendenza da importazione di gas nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e nell'efficienza energetica, prevedendo, nello specifico: un aumento dal 9 per cento al 13 per cento dell'obiettivo vincolante di efficienza energetica fissato nell'ambito del pacchetto legislativo "Pronti per il 55 per cento " ( Fit for 55 ), connesso al Green Deal europeo, e un aumento dal 40 al 45 per cento dell'obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili, sempre fissato nell'ambito del pacchetto Fit for 55 . L'incremento degli obiettivi pone le basi per ulteriori iniziative e, in particolare: una strategia dell'UE per l'energia solare, volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030; un'iniziativa per i pannelli solari sui tetti, con l'introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali, nonché sui capannoni industriali; il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e l'incentivazione della loro installazione, in particolare in sostituzione di impianti meno efficienti, unito al superamento degli incentivi riguardanti la sostituzione delle caldaie a gas e a misure per integrare l'energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo; una raccomandazione della Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili e una modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente, prevedendo l'istituzione, negli Stati membri, di zone di riferimento specifiche per le rinnovabili, con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in presenza di minori rischi ambientali; la definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare; un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune, si pronuncia in senso favorevole, formulando le seguenti osservazioni: 1) con riferimento alle iniziative proposte relativamente alle compensazioni finanziarie sul segmento al dettaglio, al sostegno al reddito e all'imposizione ridotta, si ritiene opportuno indirizzare gli Stati membri ad utilizzare gli strumenti economici necessari a fornire tali tipologie di supporto in modo selettivo, così da calibrare gli interventi di sostegno in base alle condizioni economiche familiari, ed in particolare agli utenti finali vulnerabili e alle attività produttive in difficoltà. A tal fine, nell'ambito degli interventi sociali ed economici già intrapresi nell'ordinamento nazionale, è necessario innalzare il limite ISEE che consente alle famiglie di percepire il relativo bonus sociale; garantire la riduzione delle aliquote IVA sul gas e sull'energia elettrica per usi civili; ridurre gli oneri e prevedere specifiche esenzioni per famiglie in stato di povertà energetica, oltre alla possibilità di rateizzazione delle bollette.