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Il marchio «impresa del patrimonio vivente», ispirato all'esperienza francese (Label « Entreprise du patrimoine vivant », articolo 23 della legge 2005-882 en faveur des petites et moyennes entreprises) , è indirizzato alle imprese artigiane che si caratterizzano per una produzione basata sull'impiego di un know-how specifico. L'assegnazione del marchio non funge soltanto da riconoscimento dell'attivo impegno che tali imprese profondono nella vita economica, ma ha anche una importante valenza di comunicazione al grande pubblico. L'attribuzione del marchio, infatti, è finalizzata a fare conoscere alla collettività il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturate dalle imprese artigiane -- patrimonio culturale, tradizionale e territoriale cui l'impresa partecipa e da cui ha assorbito le conoscenze impiegate nei propri processi produttivi -- che si declinano non solo in relazione alla qualità dei prodotti, ma anche in relazione alla funzione socio-culturale che l'impresa assolve in virtù del rapporto che essa ha col territorio in cui opera. La definizione di un marchio destinato alle imprese artigiane è stata prevista nel rispetto del riparto delle competenze tra Stato e regioni. Il primo ha la piena potestà legislativa in relazione all'istituzione del marchio, che rientra nella materia «ordinamento civile» (articolo 117, secondo comma, lettera l)) ; le seconde, hanno invece piena potestà in materia di artigianato. Il presente disegno di legge intende conciliare le due competenze in merito alla disciplina del marchio «impresa del patrimonio vivente», prevedendo che tutto il procedimento relativo all'attribuzione del marchio stesso (individuazione dei requisiti delle imprese cui assegnare il marchio, procedura di attribuzione, tenuta dei registri e vigilanza) sia condiviso e compartecipato tra i due livelli istituzionali. A tal fine, l'articolo 1 stabilisce che il marchio venga attribuito alle imprese artigiane «che detengano un patrimonio produttivo nel campo della produzione, trasformazione, riparazione o restauro di beni e servizi, caratterizzato da un know-how specifico e rinomato, basato sulla conoscenza di tecniche tradizionali o sull'impiego di strumenti antichi o rari» (comma 2). Affinché il marchio venga attribuito, l'impresa artigiana dovrà obbligatoriamente possedere almeno una delle caratteristiche enunciate, che verranno individuate dalla Conferenza Stato-Regioni sulla base della presenza nell'impresa di fattori quali l'impiego di attrezzature, strumenti, macchinari, modelli o documentazioni tecniche rari, ovvero di tecniche e strumenti all'avanguardia utilizzati nei processi produttivi per la realizzazione di prodotti legati alla tradizione artigianale e territoriale; il possesso, in esclusiva o insieme a poche altre aziende, di un know-how unico e noto a livello locale, nazionale o internazionale, o di un know-how che sia trasmissibile solo dall'impresa stessa; una notorietà che sia riconducibile ad una dimensione culturale o tradizionale, locale, nazionale o internazionale, anche legata al valore storico o architettonico della sede, degli impianti produttivi o alla natura dei prodotti o dei servizi commercializzati (comma 4). L'articolo 2 disciplina l'attribuzione del marchio, che viene assegnato dal Ministro dello sviluppo economico su proposta delle regioni e previa deliberazione di una apposita Commissione, composta da rappresentanti delle regioni e presieduta dal Ministro o da suo delegato. L'attribuzione del marchio ha durata quinquennale e potrà essere rinnovata su richiesta dell'impresa. L'articolo 3 istituisce, presso ciascuna regione -- che ha anche compiti di vigilanza -- un registro del marchio «impresa del patrimonio vivente», cui le imprese destinatarie sono iscritte d'ufficio al momento dell'attribuzione. I registri confluiscono in un elenco nazionale delle imprese destinatarie, accessibile al pubblico mediante consultazione informatica. All'articolo 4 è, invece, prevista l'istituzione di un Fondo destinato al marchio, destinato al finanziamento di alcune agevolazioni fiscali a favore delle imprese destinatarie del marchio stesso, quali la attribuzione del credito d'imposta per gli apprendisti; il finanziamento di programmi di promozione nazionale ed internazionale delle attività da esse svolte o di studio e ricerca in merito; il finanziamento di programmi volti alla registrazione modelli e disegni e alla realizzazione di prototipi (comma 1). Il mancato rinnovo dell'attribuzione esclude le imprese dalle agevolazioni afferenti al fondo. L'articolo 5 disciplina il meccanismo dei controlli in merito al reale possesso dei requisiti da parte delle imprese destinatarie del marchio, che viene affidato alle regioni sul cui territorio queste hanno sede legale. In caso di violazione delle disposizioni in materia, la attribuzione del marchio viene ritirata e l'impresa cancellata d'ufficio dal registro e dell'elenco nazionale, le agevolazioni previste vengono sospese e all'impresa -- fatte salve le sanzioni penali eventualmente previste o applicabili -- viene fatto divieto di ripresentare domanda per la attribuzione del marchio nei due anni successivi. L'articolo 6 indica la copertura finanziaria per gli oneri derivanti dalle disposizioni contenute nel presente disegno di legge.. Art. 1. (Marchio «impresa del patrimonio vivente») 1. In applicazione dell'articolo 45, secondo comma, della Costituzione e nel rispetto della potestà legislativa regionale di cui all'articolo 117 della Costituzione, è istituito il marchio «impresa del patrimonio vivente», di seguito denominato «marchio». 2. Il marchio è attribuito alle imprese artigiane che detengono un patrimonio produttivo nel campo della produzione, trasformazione, riparazione o restauro di beni e servizi, caratterizzato da un know-how specifico e rinomato, basato sulla conoscenza di tecniche tradizionali o sull'impiego di strumenti antichi o rari. 3. Ai fini dell'individuazione delle imprese di cui al comma 2, si fa riferimento, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, all'elenco riportato nell'allegato al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 maggio 2001, n.288. 4. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individua le caratteristiche di cui al comma 3 sulla base della presenza nell'impresa di uno o più dei seguenti fattori: a) attrezzature, strumenti, macchinari, modelli o documentazioni tecniche rari; b) titolarità di diritti di proprietà intellettuale legati al prodotto, al servizio o agli impianti produttivi dell'impresa stessa; c) fabbricazione o restauro dei prodotti mediante processi speciali, immutati nel tempo, consacrati dalle usanze locali o sulla base di attrezzature o macchinari creati specificatamente nell'area geografica dove l'impresa è insediata; d) possesso, in esclusiva o insieme a poche altre aziende, di un know-how unico e noto a livello locale, nazionale o internazionale; e) possesso di un know-how non accessibile attraverso percorsi formativi normali, ma trasmissibile solo dall'impresa stessa;