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« Nei casi di cui all'articolo 165, quinto comma, del codice penale, la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza la trasmette, al passaggio in giudicato, all'ufficio di esecuzione penale esterna, che accerta l'effettiva partecipazione del condannato al percorso di recupero, e ne comunica l'esito al pubblico ministero presso il giudice che ha emesso la sentenza. Gli enti o le associazioni presso cui il condannato svolge il percorso di recupero danno immediata comunicazione di qualsiasi violazione ingiustificata degli obblighi connessi allo svolgimento del percorso di recupero all'ufficio di esecuzione penale esterna, che ne dà a sua volta immediata comunicazione al pubblico ministero, ai fini della revoca della sospensione ai sensi dell'articolo 168, primo comma, numero 1), del codice penale ». Art. 8. (Disposizioni in materia di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa) 1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 387- bis , dopo il primo comma è aggiunto il seguente: « La stessa pena si applica a chi elude l'ordine di protezione previsto dall'articolo 342- ter , primo comma, del codice civile, ovvero un provvedimento di eguale contenuto assunto nel procedimento di separazione personale dei coniugi o nel procedimento di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio »; b) all'articolo 388, secondo comma, le parole da: « l'ordine di protezione » fino a: « ancora » sono soppresse. Art. 9. (Disposizioni in materia di flagranza differita) 1. All'articolo 382 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: « 2-bis. Nei casi di cui all'articolo 387- bis, 572 e 612- bis del codice penale, si considera in stato di flagranza colui il quale, sulla base di documentazione video-fotografica dalla quale emerga inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre che l'arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le quarantotto ore dal fatto ». Art. 10. (Disposizioni in materia di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) 1. L'articolo 612- ter del codice penale è sostituito dal seguente: « Art. 612- ter . – (Diffusione illecita di immagini video sessualmente espliciti). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza, ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. Se in conseguenza del fatto deriva il suicidio della persona offesa, anche quale conseguenza non voluta dal colpevole, si applica la pena della reclusione da cinque a dodici anni. La condanna per il delitto di cui al presente articolo comporta: a) l'interdizione temporanea dai pubblici uffici; l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque in seguito alla condanna alla reclusione da tre a cinque anni, ferma restando, comunque, l'applicazione dell'articolo 29, primo comma; b) la sospensione dall'esercizio di una professione o di un'arte. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di dodici mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d'ufficio nei casi di cui al terzo e al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio ». 2. All'articolo 444, comma 1- bis , del codice di procedura penale, le parole: « e 609- octies » sono sostituite dalle seguenti: « , 609- octies e 612- ter ». Art. 11. (Disposizioni in materia di comunicazione dei provvedimenti di estinzione, revoca o sostituzione delle misure coercitive) 1. Nei procedimenti per i delitti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera i-ter) , del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, l'estinzione o la revoca delle misure coercitive previste dagli articoli 282- bis , 282- ter, 283, 284, 285 e 286 del codice di procedura penale o la loro sostituzione con altra misura meno grave sono comunicati al questore per le valutazioni di competenza in materia di misure di prevenzione. Art. 12. (Disposizioni in materia di educazione alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne e domestica) 1. All'articolo 3, comma 2, della legge 20 agosto 2019, n. 92, dopo le parole: « l'educazione alla salute e al benessere, » sono inserite le seguenti: « l'educazione alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne e domestica, ». 2. Con decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità volte a promuovere l'attenzione e l'informazione sul tema della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne e domestica, mediante campagne di comunicazione rivolte alla collettività. Art. 13. (Istituzione di sezioni specializzate per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza contro le donne e domestica) 1. È istituita presso ogni sede centrale di tribunale e di corte d'assise una sezione specializzata per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza contro le donne e domestica, cui è devoluta la cognizione degli affari e delle controversie indicati nella presente legge. 2. È istituita presso ogni corte di appello e presso ogni corte d'assise di appello una sezione specializzata per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza contro le donne e domestica, con il compito di giudicare sull'appello avverso le decisioni delle sezioni specializzate di cui al comma 1. Art. 14. (Determinazione degli organici delle sezioni specializzate per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza contro le donne e domestica e della loro competenza per materia) 1.