[pronunce]

che le Commissioni tributarie rimettenti ritengono che la disposizione censurata, nell’escludere la nullità, per omessa indicazione del responsabile del procedimento, delle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati agli agenti della riscossione anteriormente alla sua entrata in vigore, si ponga in contrasto con gli artt. 3, 24, 53, 97, 111 e 136 Cost., nonché con le norme, asseritamente interposte, di cui agli artt. 3 e 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente); che deve essere preliminarmente disposta la riunione dei giudizi, in quanto concernenti la medesima disposizione e relativi a parametri in larga parte coincidenti; che le questioni sollevate dalla Commissione tributaria regionale del Veneto, con riferimento all’art. 53 Cost. (r.o. n. 203 del 2009), e dalla Commissione tributaria provinciale di Grosseto, con riferimento all’art. 136 Cost. (r.o. n. 209 del 2009), devono essere dichiarate manifestamente inammissibili perché prive di autonoma motivazione e, quindi, del tutto generiche; che sulle questioni di legittimità costituzionale della disposizione censurata, con riferimento a tutti gli altri parametri richiamati dalle Commissioni tributarie rimettenti, questa Corte si è già pronunciata con la sentenza n. 58 del 2009 e, successivamente, con le ordinanze n. 291 e n. 221 del 2009; che, con le predette pronunce, la Corte ha chiarito che la disposizione stessa «dispone per il futuro, comminando, per le cartelle prive dell’indicazione del responsabile del procedimento, la sanzione della nullità, la quale non era invece prevista in base al diritto anteriore»; che, in particolare, nella sentenza n. 58 del 2009, la Corte ha affermato che la norma censurata non viola l’art. 3 Cost. (non essendo irragionevole «prevedere, a partire da un certo momento, un effetto più grave, rispetto alla disciplina previgente, per la violazione di una norma»), né lede gli articoli 24 e 111 Cost. (perché «non incide sulla posizione di chi abbia ricevuto una cartella di pagamento anteriormente al termine da essa indicato»), né, ancora, contrasta con l’art. 97 Cost. (che «non impone un particolare regime di invalidità per gli atti privi dell’indicazione del responsabile del procedimento»), né, infine, può ritenersi illegittima in quanto confliggente con «le previsioni della legge n. 212 del 2000» (le quali non «hanno rango costituzionale», «neppure come norme interposte»); che, di conseguenza, avendo questa Corte dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale della norma censurata con riferimento a tutti i parametri evocati dalle Commissioni tributarie rimettenti, tali questioni devono essere dichiarate, nel presente giudizio costituzionale, manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, sollevate, con riferimento agli artt. 53 e 136 della Costituzione, rispettivamente dalla Commissione tributaria regionale del Veneto e dalla Commissione tributaria provinciale di Grosseto, con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione, sollevate, con riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 111 della Costituzione, nonché agli artt. 3 e 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), dalla Commissione tributaria provinciale di Trento, dalla Commissione tributaria regionale del Veneto e dalla Commissione tributaria provinciale di Grosseto con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, 11 gennaio 2010. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 15 gennaio 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA