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Questa vicenda porta in sé degli aspetti di principio importantissimi che non vanno sottovalutati e tocca delle corde estremamente delicate, a cominciare dal rapporto di fiducia che bisogna costruire - anzi, ricostruire - con i cittadini. (Applausi) . Quando una persona si reca al seggio ed esprime una volontà, noi abbiamo il dovere di portarla avanti. Montecopiolo e Sassofeltrio sono due piccoli Comuni delle Marche che quattordici anni fa, nel giugno 2007, hanno votato il passaggio alla Provincia di Rimini, nell'Emilia-Romagna, utilizzando lo strumento del referendum previsto dall'articolo 132, comma 2, della nostra Costituzione. La maggioranza fu larghissima: 83 per cento in un Comune e 87 nell'altro. Le persone che vanno a votare hanno il diritto di essere rappresentate. (Applausi) . Stiamo parlando di 1.075 abitanti di Montecopiolo e 1.421 di Sassofeltrio: sono 2.496 cittadini a cui non sono arrivate risposte da questo Parlamento per tanti anni. Devo dare atto alla Commissione affari costituzionali e al relatore Grassi di aver fatto molta attenzione, operando con efficacia, determinazione e soprattutto prudenza, rispettando i cittadini. In questi ultimi anni sono stati ascoltati tutte le categorie, i sindaci e le Regioni coinvolte nelle vicenda. Occorre ora la determinazione di dire basta a questa vicenda che dura veramente da troppi anni. Si tratta di un'attesa indecente che ha trasudato disprezzo nei confronti delle scelte dei cittadini e soprattutto degli strumenti di partecipazione previsti dalla nostra Costituzione; un disprezzo condito anche dall'arroganza e dall'ambiguità di alcuni politicanti che si sono messi a difesa dei campanili, senza rispettare la volontà espressa alle urne. Restituire dignità al voto espresso dai cittadini di questi due piccoli Comuni significa sanare una ferita democratica inaccettabile, significa non strumentalizzare la lettera del sindaco di cui tutti quanti hanno parlato oggi in Aula perché lui l'ha scritta solamente a tutela dei cittadini che rispetta. (Applausi) ; significa oggi in quest'Aula che nel nostro Paese si può avere davvero fiducia nelle istituzioni e che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Per questo, al di là degli schieramenti politici, dobbiamo ribadire con forza questo argomento e per questo motivo il MoVimento 5 Stelle esprimere voto favorevole. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 1144, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 720 e 959. Discussione del documento: DDL Domanda di autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni di conversazioni ambientali e telefoniche del senatore Luigi Cesaro nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento IV, n. 7, recante: «Domanda di autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni di conversazioni ambientali e telefoniche del senatore Luigi Cesaro nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti trasmessa dal Tribunale di Napoli Sezione del Giudice per le indagini preliminari il 15 luglio 2020». La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata già stampata e distribuita. Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di accogliere la richiesta di autorizzazione all'utilizzo relativamente a sei intercettazioni, ossia riguardo alle intercettazioni progressive 253, 297, 299 e 902 del 21 e del 22 ottobre 2016, captate sull'utenza e a bordo dell'autovettura di Luigi Vergara, nonché riguardo alle intercettazioni di cui al progressivo n. 186 del 1° dicembre 2016, e al progressivo n. 16.100 del 27 giugno 2017; di diniegare la richiesta di utilizzazione delle restanti intercettazioni effettuate a bordo dell'autovettura di Luigi Vergara dal 5 febbraio 2017 in poi. Chiedo al relatore, senatore Cucca, se intende intervenire. CUCCA, relatore . Signor Presidente, sarò brevissimo come sempre è capitato in queste circostanze, facendo semplicemente il sunto di quanto accaduto in Giunta. In effetti il 15 luglio del 2020 il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Napoli aveva chiesto al presidente del Senato della Repubblica l'autorizzazione all'utilizzo di una serie di intercettazioni di conversazioni ambientali e telefoniche del senatore Luigi Cesaro nell'ambito di un procedimento penale pendente appunto davanti al tribunale di Napoli. Il presidente del tribunale di Napoli aveva deferito la richiesta alla Giunta. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,48) ( Segue CUCCA, relatore ). La Giunta ha esaminato la questione in diverse sedute - del 6 ottobre, del 4 novembre e del 2 dicembre 2020 e anche del 12 gennaio, del 4, 17 e 25 marzo 2021 - e dopo approfondita discussione è giunta ovviamente alle conclusioni già prospettate e riferite dalla Presidenza. C'è solo da specificare che, in effetti, erano dei gruppi di intercettazioni e che l'intercettato era tale Luigi Vergara; una telefonata è stata intercettata a bordo dell'auto di Francesco Di Spirito e c'è una intercettazione in cui l'intercettato era tale Francesco Di Lorenzo. Ancora una volta si è seguito il metodo che questa Giunta ormai segue da otto anni, per lo meno da quando ne faccio parte; verosimilmente, lo si seguiva anche da prima, perché non credo sia stato innovato assolutamente niente. Come ho avuto modo di dire anche nell'ultima seduta dell'Assemblea nella quale abbiamo esaminato casi analoghi, nel corso di intercettazioni telefoniche a carico di un soggetto intercettato, che è evidentemente diverso dal parlamentare con cui dialoga - altrimenti non sarebbero utilizzabili, poiché le intercettazioni a carico di un senatore devono essere preventivamente autorizzate dal Senato -, abbiamo sempre applicato la cosiddetta intercettazione indiretta, concedendo l'autorizzazione solo per quelle intercettazioni che sappiamo con certezza essere casuali. Nell'individuare l'intercettazione casuale, ovviamente facciamo anzitutto riferimento alla prima intercettazione, rispetto alla quale evidentemente chi ascolta non può sapere chi sia l'interlocutore del soggetto intercettato e nella fattispecie che sia un parlamentare. Inoltre, sempre applicando il metodo della casualità, quando una, due o tre intercettazioni sono state raccolte in tempi estremamente vicini, quindi senza avere la certezza che ci sia stata la possibilità di conoscere l'identità della persona che dialogava con il soggetto intercettato, abbiamo sempre concesso l'autorizzazione. Abbiamo invece escluso l'utilizzabilità di quelle intercettazioni nelle quali è verosimile che chi ascoltava avrebbe potuto sapere che il soggetto che dialogava fosse un parlamentare, e a quel punto avrebbero dovuto sospendersi immediatamente le intercettazioni o comunque avrebbero dovuto essere dichiarate inutilizzabili.