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Programmi di delocalizzazione e recupero ambientale per la riqualificazione delle aree industriali dismesse. Onorevoli Senatori. -- In Italia il fenomeno della dismissione industriale e della delocalizzazione produttiva ha assunto ormai dimensioni tali da richiedere l'elaborazione di politiche specifiche per la riqualificazione, il riuso e la valorizzazione delle aree prima occupate da insediamenti industriali: politiche che mediante adeguati incentivi consentano di favorire le potenzialità di riorganizzazione territoriale e urbana e di stimolare lo sviluppo di nuove attività economiche e sociali. Con il presente disegno di legge si intende costituire un punto di riferimento per le iniziative di singoli imprenditori e per le politiche attivate dalle amministrazioni locali interessate al recupero e al riuso del territorio. L'intervento proposto intende, ad un tempo, favorire il recupero delle aree abbandonate e promuovere, con incentivi, l'avvio o il rilancio di attività produttive e di strumenti di coordinamento e di indirizzo di processi spontanei e spesso assai rapidi o incontrollati di riuso. Qualsiasi ipotesi di riuso richiede l'attivazione di iniziative immobiliari nelle quali gli enti locali giocano un ruolo «chiave» nella formazione delle decisioni sulla ridestinazione delle aree, in relazione alla specificità dei differenti contesti urbani e territoriali e dei loro caratteri culturali, tipologici, architettonici. La valorizzazione di siti industriali dismessi, peraltro, richiede l'apporto di competenze e di risorse imprenditoriali per individuare le opportunità di riqualificazione offerte da aree, in precedenza consolidate, delle quali è ora necessario ripensare la collocazione nello scenario urbano. Il presente disegno di legge prevede che in tutti i casi in cui vi sia, per le imprese, la necessità di avviare un processo di ristrutturazione industriale o di delocalizzazione sul territorio nazionale oppure di provvedere all'adeguamento tecnologico degli impianti, e nel contempo vi siano l'esigenza e l'opportunità di realizzare il recupero ambientale e la riqualificazione delle aree di pertinenza degli impianti, possano essere adottati appositi «programmi di delocalizzazione e recupero ambientale». Per poter beneficiare degli incentivi previsti dai programmi occorre che l'impresa che realizza tali trasformazioni garantisca la salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti. I programmi possono riguardare aree interessate da crisi di settore nel comparto industriale, ma anche aree industriali individuate dal Ministro dello sviluppo economico, su proposta della regione interessata, tenuto conto dei vantaggi per l'economia locale derivanti dalla ristrutturazione industriale, dall'innovazione tecnologica e dalla riqualificazione ambientale. I programmi sono approvati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sulla base di un progetto integrato, formulato di intesa con le amministrazioni locali e territoriali interessate e con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Nel progetto dovranno essere definiti: le caratteristiche produttive e la localizzazione dei nuovi impianti e le previsioni di destinazione urbanistica delle aree di nuova localizzazione; i livelli occupazionali garantiti durante la fase di ristrutturazione e successivamente all'entrata a regime dei nuovi impianti; la destinazione delle aree di pertinenza degli impianti oggetto dell'intervento di delocalizzazione; le modalità di realizzazione e di finanziamento degli interventi. Il progetto dovrà comprendere il piano di caratterizzazione, adottato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 25 ottobre 1999, n. 471, nonché un accordo di programma -- ai sensi dell'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 -- sottoscritto dalle amministrazioni territoriali e statali e dagli altri soggetti pubblici interessati, per il coordinamento delle azioni, la determinazione dei tempi e delle modalità di realizzazione e di finanziamento degli interventi pubblici e per l'adeguato svolgimento di ogni altro connesso adempimento. Ai fini della bonifica dell'area interessata dal programma, il piano di caratterizzazione descriverà dettagliatamente il sito e tutte le attività che si sono svolte o che ancora si svolgono; individuerà le correlazioni tra le attività svolte e il tipo, la localizzazione e l'estensione della possibile contaminazione; descriverà le componenti ambientali sia all'interno del sito che nell'area da questo influenzata; descriverà le condizioni necessarie alla protezione ambientale e alla tutela della salute pubblica; presenterà un piano delle indagini da attuare per definire tipo, grado ed estensione dell'inquinamento. Occorre che il progetto preliminare del piano di caratterizzazione presenti e valuti le analisi svolte per caratterizzare il sito e l'ambiente da questo influenzato; e che definisca qualitativamente gli obiettivi per la bonifica, il ripristino ambientale, la messa in sicurezza permanente, anche tenuto conto della destinazione d'uso prevista per il sito dagli strumenti urbanistici. Per tutto questo dovranno essere selezionate le migliori tecnologie di bonifica che possono essere adottate per il sito medesimo; dovranno essere indicati compiutamente gli interventi e i lavori da realizzare in base alla tecnologia individuata per la bonifica e la messa in sicurezza permanente. Il progetto definitivo del piano di caratterizzazione, invece, determinerà in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto; sarà, inoltre, corredato da un piano di manutenzione delle opere di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di ripristino ambientale, nonché da un piano di manutenzione delle misure di sicurezza e degli strumenti di controllo. La relazione descrittiva del piano di caratterizzazione dovrà anche individuare i soggetti obbligati agli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di ripristino ambientale. Poiché il programma di delocalizzazione prevede, necessariamente, la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni, province e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, è necessario che, secondo quanto previsto dal citato articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, il presidente della regione o il presidente della provincia o il sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuova la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento. L'accordo potrebbe prevedere, se necessario, procedimenti di arbitrato o interventi surrogatori di eventuali inadempienze dei soggetti coinvolti nelle iniziative. L'accordo di programma sarà concordato mediante una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate convocata dal presidente della regione o dal presidente della provincia o dal sindaco.