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Si tratta di un modello molto simile a quello della Protezione civile durante i Governi Berlusconi, addirittura potenziato, che, per l'indeterminatezza delle norme derogatorie della legge ordinaria contenute nel decreto, si pone in grave contrasto con l'articolo 97 della Costituzione, che richiede che siano rigidamente determinate per legge le sfere di competenza, le specifiche attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari pubblici. Considerato che la moltiplicazione delle figure commissariali e la contestuale previsione di attribuzioni derogatorie delle norme di legge ai commissari nominati discrezionalmente dal Governo si pone in palese contrasto con il principio di legalità e rischia di portare alla costituzione di una vera e propria amministrazione parallela, non regolata dalla legge, priva della necessaria imparzialità e alle dipendenze dirette dell'Esecutivo, una tale nuova organizzazione amministrativa, istituita discrezionalmente dal Governo con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si pone in contrasto con la Costituzione italiana che richiede, all'articolo 97, che i pubblici uffici siano organizzati secondo disposizioni di legge, proprio al fine di assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Rilevato che l'articolo 4 prevede la nomina, da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di uno o più commissari straordinari per gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari e attribuisce a tali commissari il potere di assumere ogni determinazione ritenuta necessaria per l'avvio ovvero la prosecuzione dei lavori, anche sospesi e di stabilire le condizioni per l'effettiva realizzazione dei lavori, non è chiarito dalla norma se la disposizione in esame operi in deroga alla disciplina vigente in materia di programmazione delle infrastrutture prioritarie, attribuendo al Presidente del Consiglio dei ministri la facoltà di ritenere prioritari interventi infrastrutturali non classificati come tali dagli attuali strumenti di programmazione previsti dalla legge. Le nostre perplessità, inoltre, tengono conto del fatto che l'approvazione dei progetti da parte dei commissari straordinari è sostitutiva di ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l'avvio o la prosecuzione dei lavori, per i pareri relativi alla tutela di beni culturali e paesaggistici e per quelli di tutela ambientale viene, peraltro, stabilito il principio del silenzio-assenso per il rilascio degli atti propedeutici all'approvazione del progetto. Rileviamo anche la genericità della previsione del silenzio assenso, nei casi in cui è prevista l'acquisizione di nulla osta di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini senza che nel decreto siano specificamente indicati, con idonei riferimenti normativi, i procedimenti in materia ambientale e di tutela dei beni culturali e paesaggistici i cui termini risultano oggetto di semplificazione, rischia di porre in pericolo interessi di particolare rilievo costituzionale quali quelli della tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell'ambiente. Inoltre, un quindicennio di disastrosa applicazione delle norme derivanti dalla cosiddetta legge obiettivo ha mostrato la pericolosità di procedure accelerate e semplificate proprio per le grandi opere, che più possono mettere a rischio, se mal progettate, mal realizzate o costruite nel posto sbagliato, la tutela dei beni paesaggistici, culturali e ambientali. In fondo era proprio questa impostazione che il nuovo codice appalti del 2016 intendeva superare. Occorre altresì valutare che, per la figura del commissario straordinario, introdotta dall'articolo 13 del decreto-legge n. 67 del 1997, era previsto almeno che i provvedimenti emanati in deroga alle leggi vigenti dovessero contenere l'indicazione delle principali norme cui si intendeva derogare ed essere motivati, mentre nelle norme del decreto sui commissari straordinari, non solo tale determinazione non è richiesta, ma non è neppure previsto l'obbligo di motivazione delle deroghe. Nel nostro ordinamento costituzionale vige ancora il principio di legalità e il tentativo del Governo di aggirarlo, riservandosi la nomina di soggetti che opereranno al di fuori della legge, lascia i cittadini in balia degli atti arbitrari di commissari di diretta nomina politica, senza alcuna garanzia a tutela della trasparenza e dell'imparzialità dell'azione amministrativa e consegnando all'arbitrio di pochi l'integrità del paesaggio, la salubrità dell'ambiente e la salute dei cittadini. Per questo, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, chiediamo di non procedere all'esame di tali norme del disegno di legge n. 1248. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, rispetto alla questione pregiudiziale appena illustrata, ritengo che i profili critici in ordine a questo provvedimento siano svariati. Esso certamente non contrasta soltanto con il principio di legalità, ma contrasta pesantemente (penso a tutta la vicenda delle deroghe) con le norme di tutela ambientale, paesaggistica e dei beni culturali, garantite dall'articolo 9 della nostra Costituzione. A mio avviso, il punto più delicato e di palese violazione delle norme costituzionali da parte del decreto-legge in esame, su cui credo assolutamente necessario soffermarsi (e motivo per cui voteremo a favore della questione pregiudiziale) riguarda la violazione dell'articolo 77 della Costituzione con riferimento ai presupposti di necessità e urgenza. Voi avete motivato il decreto- legge adducendo la necessità e l'urgenza di sbloccare le opere, ma l'operazione sui commissari straordinari avviene senza avere neanche un elenco delle opere prioritarie. Vorrei ricordare anche che questo decreto-legge è stato approvato, salvo intese, in Consiglio dei ministri, ha vagato per un mese, poi è stato approvato un'altra volta. È evidente che non vi sono le condizioni per l'applicazione e il rispetto del secondo comma dell'articolo 77 della Costituzione. Per tutti questi motivi preannuncio il voto favorevole alla questione pregiudiziale QP1. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Poiché non vi sono altre richieste di intervento, ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . RICCIARDI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, per mettere a fuoco l'importanza del decreto-legge sblocca cantieri parto da due dati.