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Le famiglie provenienti dalla vicina Austria si insediarono in parte a Sappada ed in parte nelle altre due isole germanofone carniche di Sauris e Timau, con le quali ad oggi i sappadini hanno fortissimi legami etnici, linguistici e culturali. La valle all'epoca era disabitata e incolta e i sappadini iniziarono una paziente opera di disboscamento e coltivazione; in breve nacque un piccolo borgo costituito da caratteristiche case in legno adagiate nel soleggiato versante nord della valle. Intorno al paese verdi pascoli per l'allevamento dei bovini, campi di segale, avena, orzo e legumi e oltre ad essi boschi ricchi di selvaggina. Nel 1500, oltre alle attività agricole e di pastorizia prosperava anche il commercio del legname grazie alla forte richiesta del legno per barche da parte di Venezia. Fu un periodo prospero e tranquillo. Dopo una breve parentesi di dominazione francese nel 1814 Sappada fu dominata dagli austriaci cui si devono le prime scuole di opere pubbliche. Nel 1852 Sappada passava dalla provincia di Udine a quella di Belluno che a sua volta, qualche anno dopo, veniva annessa all'Italia (1866). Il passaggio di provincia non fu per nulla ben accolto dai sappadini, che infatti, tre anni dopo chiesero la riannessione alla provincia di Udine. Durante la prima guerra mondiale furono combattute molte battaglie sulle montagne circostanti e si possono ancora oggi trovare i reperti risalenti a tali scontri. Molte donne sappadine inoltre furono portatrici carniche, donne che volontariamente compivano centinaia di metri di dislivello per diverse volte al giorno per rifornire di viveri e munizioni i soldati italiani al fronte. Dal 1916 al 1917 il paese fu evacuato perché gli abitanti erano sospettati di simpatie filo-austriache a causa del loro dialetto: la popolazione fu dispersa nelle Marche, in Toscana (presso il comune di Arezzo fu istituita la sede provvisoria del comune di Sappada), in Campania ed in Sicilia. Nella seconda guerra mondiale il paese fece parte della Repubblica libera della Carnia e fu teatro di scontri tra partigiani e tedeschi. Alcuni sappadini furono condotti ai campi di concentramento, tra cui Dachau. Nel dopoguerra a causa della carenza di lavoro molti sappadini emigrarono all'estero, in particolare in Svizzera e Germania. Dopo la seconda guerra mondiale lo sviluppo del turismo cambiò anche l'economia del paese, e molti emigrati tornarono a casa per dedicarsi all'attività terziaria. Nel luglio 2007, il consiglio comunale ha deliberato l'indizione di un referendum popolare, la cui richiesta era stata sottoscritta da oltre 400 cittadini, per il passaggio di Sappada alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia nell'ambito della provincia di Udine. La votazione si è tenuta il 9 e 10 marzo 2008, su un totale di 1.199 aventi diritto si sono recati alle urne 903 elettori pari al 75 per cento, di questi per il sì hanno votato 860 pari al 95 per cento, per il no 41. Analisi etnico-culturale Il plebiscito sappadino dimostra come la popolazione si ritenga più affine alle vicine comunità carniche, con cui i sappadini condividono da sempre idee, valori, territorio, destino e disagi. Si alza dunque forte una domanda di autogoverno e di amministrazione alpina. Analisi socio-economica La peculiare collocazione geografica di Sappada implica che il suo naturale sviluppo socioeconomico si collochi logicamente nell'area-sistema Carnia-Val Degano, oltretutto l'intera area carnica confinante con Sappada fa da sempre riferimento al nostro paese quale vettore trainante dal punto di vista turistico. Una annessione di Sappada alla provincia di Udine favorirebbe ulteriormente lo sviluppo di una zona, la Carnia, che sta attraversando forti disagi, fungendo da traino anche per un maggiore sviluppo turistico di tutta la Val Degano. Con riferimento all'esito del referendum , è opportuno poi sottolineare come il successo sappadino sia stato consentito da una sostanziale omogeneità dell'elettorato, che non si è quindi diviso in gruppi portatori di interessi e obiettivi contrapposti. È quindi lecito concludere che il successo dell'iniziativa è dipeso dalla simultaneità difficilmente ripetibile di tre condizioni: una proposta adeguata in un momento storico favorevole in un paese unito. Noi sappadini siamo consapevoli delle difficoltà che dovremo affrontare e dell'impegno che ci verrà richiesto per adeguarci al nuovo stile amministrativo; non le viviamo come un sacrificio bensì come l'opportunità che da sempre andiamo cercando. Sulla base delle precedentemente esposte ragioni di carattere istituzionale e costituzionale, in attuazione dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, e sulla base delle sovraesposte motivate argomentazioni di carattere geografico, storico-culturale e socio-economico, a seguito dell'esito straordinariamente positivo del referendum , l'approvazione parlamentare del presente disegno di legge, che prevede il distacco del comune di Sappada dalla regione Veneto e la sua aggregazione alla regione Friuli Venezia-Giulia, nell'ambito della provincia di Udine, appare urgente. L'attesa dei cittadini di Sappada, affinché la loro volontà popolare sia rispettata, non richiede ulteriori motivazioni, ma la responsabilità che le Camere elette possono e devono assumere, affinché, come ebbe modo di sostenere il proponente, «i cittadini di Sappada, che hanno rispettato alla lettera la Costituzione e la legge» non vedano «incrinata la propria fiducia nelle istituzioni».. Art. 1. 1. Il comune di Sappada è distaccato dalla regione Veneto e aggregato alla regione Friuli-Venezia Giulia, nell'ambito della provincia di Udine. 2. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti le modifiche o integrazioni alle disposizioni legislative vigenti che risultino strettamente consequenziali al disposto di cui al comma 1. 3. Il Governo è autorizzato ad adottare le disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione della presente legge.