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se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, abbiano valutato il reale impatto economico dei porti turistici di Policoro e Marina di Pisticci, riportando in chiaro i numeri relativi agli addetti (diretti e indiretti), ai crediti e ai debiti delle suddette strutture, al fine di fare un bilancio economico e sociale del "Progetto Costa d'Oro". Atto n. 4-03064 RUOTOLO DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: l'art. 143 del Testo unico sugli enti locali (di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000) prevede l'istituto dello scioglimento dei consigli comunali per condizionamento mafioso; il provvedimento è adottato dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, e assume la forma del decreto del Presidente della Repubblica; l'istruttoria è di competenza dei prefetti e generalmente si basa sulla relazione di una commissione d'accesso, che viene inviata nel comune dal prefetto. Sulla base delle risultanze dell'accesso, il prefetto redige a sua volta una relazione per il Ministro, che si determina, alternativamente, per la proposta al Consiglio dei ministri di sciogliere il comune oppure per la chiusura della procedura senza seguito; lo scioglimento è proposto quando emergano elementi concreti, univoci e concordanti di un condizionamento mafioso sull'ente locale che ne alteri i processi decisionali e il buon andamento; dalla stampa quotidiana, in base a quanto risulta agli interroganti sulla base delle informazioni più recenti, si è appreso che il Ministro in indirizzo avrebbe deciso per non proporre lo scioglimento del comune di Eraclea (Venezia) ma altresì che la procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio di 76 persone indagate, a 37 delle quali è contestata l'associazione a delinquere di tipo mafioso. Tra i capi d'imputazione figurano l'estorsione, l'usura, la detenzione di armi, lo spaccio di sostanze stupefacenti, la bancarotta e le false fatturazioni. Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio vi sono l'ex sindaco di Eraclea, Mirco Mestre, il suo predecessore e poi assessore Graziano Teso, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa; e Luciano Donadio e i suoi figli Adriano e Claudio, a carico dei quali si ipotizza di essere a capo di un clan mafioso, originario della zona di Casal di Principe (Caserta); già il deputato Nicola Pellicani, con l'interrogazione a risposta in Commissione della XVIII Legislatura 5-03074 del 5 novembre 2019 ha richiamato l'attenzione sulle vicende giudiziarie di Mirco Mestre e sulle infiltrazioni mafiose nei territori dei comuni di Eraclea e di Caorle; dalle cronache giornalistiche citate risulta che il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, avrebbe inserito nella sua relazione elementi univoci attestanti la sussistenza dei requisiti per lo scioglimento del comune di Eraclea; d'altro canto, secondo la relazione della DIA (1° semestre 2019), le importanti infrastrutture venete, unitamente alla ricchezza generata dalle imprese regionali, rappresentano canali attraverso i quali la criminalità mafiosa punta ad infiltrare in maniera "silente" l'economia legale, avvalendosi di imprenditori mafiosi che si propongono come soci e finanziatori di imprese in difficoltà, per poi rilevarne la proprietà e acquisirne la gestione. In questo sistema economico-imprenditoriale, si registra anche l'operato di professionisti e imprenditori che si rivolgono ai mafiosi per fare anche da tramite con la pubblica amministrazione; l'inchiesta, che ha coinvolto l'ex sindaco Mestre e altri esponenti della politica, dell'imprenditoria e delle professioni in ambito locale, appare dunque inserirsi in un contesto di condizionamenti e infiltrazioni assai preoccupante, si chiede di sapere: quali siano i motivi per i quali non sia stato proposto lo scioglimento del comune di Eraclea; quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo sulle acclarate influenze mafiose nella provincia di Venezia. Atto n. 4-03065 LANNUTTI PESCO LANZI CROATTI NATURALE PAVANELLI ROMANO PRESUTTO VANIN FENU ABATE LEONE LOMUTI DELL'OLIO TRENTACOSTE DRAGO PUGLIA LICHERI COLTORTI VACCARO ACCOTO GARRUTI DESSI' SANTANGELO LUPO TONINELLI GIANNUZZI GALLICCHIO CASTIELLO DI GIROLAMO FEDE SANTILLO CIOFFI PELLEGRINI Marco CORBETTA GIROTTO MORRA ANGRISANI CORRADO RICCIARDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per gli affari europei, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo pubblicato il 24 marzo 2020 su "Libero" dal titolo "Coronavirus, Mes ed eurobond, il falco tedesco Regling: "Italia e Spagna devono mettersi in ginocchio", attribuisce frasi gratuitamente offensive e sprezzanti sull'Italia a Klaus Reagling, amministratore delegato del Fondo "Salvastati": "Il coronavirus lascerà macerie economiche e sociali simili a quelle del secondo Dopoguerra in Europa, ma c'è chi non lo capisce. L'economista piazzato al MES dalla sua cancelliera Angela Merkel ne è l'esempio perfetto. La strada per gli eurobond, insomma, è lunga e in salita anche se ufficialmente pure Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha sostenuto l'emissione europea di "corona-bond" per finanziare il nuovo debito col sostegno di Ue e Bce". "In Italia- prosegue l'articolo- anche Mario Monti e Romano Prodi, per esempio, sono arrivati alle medesime conclusioni sostenute, da tempo non sospetto, da Giulio Tremonti. Il presidente francese Emmanuel Macron e la stessa Merkel sarebbero d'accordo, ma gli ultrà nordici del rigore (di cui Regling sventola la bandiera) sono categorici: il debito pubblico dei paesi del Mediterraneo deve restare loro, e solo loro (anche se Italia e Spagna continuano a contribuire al bilancio dell'Unione). Anche se la crisi delle banche tedesche, ormai conclamata, potrebbe cambiare la situazione"; nel maggio 2010, in seguito alla crisi dei debiti sovrani in Europa ed in Usa, fu creato il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF), meccanismo temporaneo che serviva a garantire prestiti agli Stati dell'Eurozona in difficoltà, sostituito nell'ottobre 2012 dal Meccanismo europeo di stabilità (MES), che ha natura permanente e può aiutare gli Stati dell'area euro in caso di difficoltà economica, con alcuni strumenti, ossia prestiti economici, dati in cambio dell'accettazione da parte del Paese aiutato di un programma imposto di riforme; acquisti di titoli di Stato sul mercato primario e secondario ; linee di credito precauzionali; prestiti per la ricapitalizzazione indiretta delle banche; ricapitalizzazioni dirette, con un capitale teorico di circa 700 miliardi di euro. Il MES, che ha un'attuale disponibilità di circa 80 miliardi di euro, ha già erogato prestiti per 254,5 miliardi di euro a Irlanda, Cipro, Portogallo, Spagna e Grecia (per tre volte).