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analogamente, il vice Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini, pur condannando le violenze, ha espresso il suo sostegno "ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo"; l'appoggio e il sostegno espresso dal Governo italiano, attraverso le dichiarazioni dei due vice Presidenti del Consiglio appare a parere degli interroganti decisamente inopportuno. Infatti, è la prima volta che tra partner e fondatori dell'Unione europea accade una cosa simile. Resa ancora più vistosa dal fatto che si tratta della Francia, Paese di confine e storico alleato dell'Italia; rilevato, infine, che è del 10 gennaio 2018 la notizia, come riportato dall'agenzia di stampa Ansa, secondo la quale la segretaria di Stato francese all'Eguaglianza di genere, Marlène Schiappa, intenderebbe verificare se vi siano potenze straniere, che finanziano le collette on line a favore dei " casseurs e delle violenze" alle manifestazioni dei gilet gialli, evocando l'intervento di "potenze straniere", tra cui l'Italia", si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo non ritengano doveroso e urgente intraprendere le necessarie iniziative al fine di chiarire che non vi sia alcuna forma di finanziamento da parte di partiti, movimenti politici, anche attraverso fondazioni e associazioni ad essi legati, o anche singoli esponenti politici appartenenti alla maggioranza di Governo, di forme di protesta che si caratterizzano per un utilizzo crescente di violenza nei confronti di un Paese storicamente amico dell'Italia. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01075 MONTANI Al Ministro della giustizia Premesso che: la casa circondariale di Pallanza, a Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), dal settembre 2017 risulta priva della figura dell'educatore, funzionario giuridico-pedagogico; dal dossier del Garante dei detenuti risulta che la struttura di via Castelli infatti viene ritenuta "disagevole" e per questo poco appetibile da direttori e psicologi. Mancano anche spazi per garantire una buona vivibilità dei detenuti ospitati all'interno del carcere; la struttura ospita 64 detenuti a fronte di una capienza di 53 posti. Il tasso di affollamento è superiore al 120 per cento, numeri che da sempre lo classificano come il più piccolo istituto di pena del Piemonte; "La casa circondariale di Pallanza sorta in un ex convento, in centro città, non lascia intravedere possibilità di espansione", dice il garante. Mancano spazi per praticare sport. Poche le aree da destinare a laboratori. C'è un progetto, già approvato negli anni scorsi dalla Cassa delle ammende, che prevede il recupero e la bonifica del cortile ormai inutilizzato da tempo, ma non ci sono tempi certi relativamente al finanziamento delle opere; per il garante sarebbe la priorità assoluta, perché potrebbe migliorare la vita dei detenuti. Il documento sottolinea come il lavoro dei volontari sia l'unica valvola di sfogo per le persone recluse; risulta lampante poi una questione organizzativa: la struttura carceraria è considerata sede "disagevole". Questo fa sì che vi sia una cronica carenza di figure professionali specialistiche. Il dossier del garante recita testualmente: "Oltre all'assenza del direttore, dello psicologo e del ragioniere, manca da tempo e del tutto un funzionario giuridico-pedagogico. L'area trattamentale è in ginocchio da oltre un anno"; all'ingresso in carcere, lo psicologo risulta una figura professionale essenziale considerato che ci sono uomini alla prima detenzione che dovrebbero essere seguiti, ma a Verbania tale figura arriva da scavalco a Ivrea, un educatore le cui ore risultano insufficienti rispetto a quelle di ascolto, accoglienza e sportello che spetterebbero ai detenuti; resta l'assoluta necessità di una figura di riferimento stabile, poiché in sua assenza viene a mancare la capacità progettuale e di pianificazione dell'identità stessa dell'istituto penitenziario, si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo e come intenda ovviare al più presto alla carenza di tale fondamentale e indispensabile figura professionale. Atto n. 4-01076 IANNONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in data 8 giugno 2018 è stata inviata da un cospicuo numero di soci una comunicazione via PEC alla Banca d'Italia, per metterla a conoscenza delle numerose anomalie gestionali e non nella Banca popolare vesuviana con sede amministrativa a San Giuseppe Vesuviano (Napoli); la conflittualità tra organo amministrativo ed organo di controllo ed all'interno dello stesso organo amministrativo ha prodotto contenziosi legali in sede civile, societario e penale; si apprende che l'attuale presidente del consiglio di amministrazione della Banca popolare vesuviana non rispetta i requisiti di professionalità e di indipendenza dettati dal testo unico bancario di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni e integrazioni; la Banca d'Italia sarebbe a conoscenza degli ostacoli che la governance pone all'organo di controllo nello svolgimento delle sue funzioni al punto che l'organo amministrativo ha deliberato con voto unanime la revoca dell'intero collegio sindacale; la Banca popolare vesuviana è stata già commissariata nel 2009 e tutti i componenti gli organi societari hanno subito un procedimento penale; l'attuale governance è oggi rappresentata da familiari di amministratori e sindaci responsabili del commissariamento del 2009; alla Banca popolare vesuviana in sette anni, immotivatamente, sono cambiati tre direttori generali; l'attuale governance presenta gravi profili di rischio reputazionale in quanto diversi amministratori sono legati da vincoli parentali con soggetti già all'attenzione delle forze dell'ordine; a giudizio dell'interrogante si potrebbe prospettare un'eventuale culpa in vigilando da parte della Banca d'Italia, che, pure essendo stata informata da tempo delle anomalie, non risulterebbe aver posto in essere alcuna attività di verifica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuna sollecitare un'approfondita ispezione presso la Banca popolare vesuviana con l'audizione da parte degli ispettori di soci e consiglieri revocati a conoscenza di fatti illeciti. Atto n. 4-01077 MALLEGNI Ai Ministri per la pubblica amministrazione e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 17 luglio 2018 sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 4ª Serie, Concorsi ed esami, sono stati pubblicati due bandi relativi al concorso "Ripam - Ministero Affari Esteri" per l'assunzione a tempo indeterminato di 221 persone di cui 177 da inquadrare nel profilo di funzionario amministrativo, contabile e consolare e 44 da inquadrare nel profilo di funzionario dell'area della promozione culturale; i bandi di concorso sono gestiti in toto da Formez, ente sotto diretto controllo del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e sottoposto a gestione commissariale dal 2014. Dal gennaio 2018 è commissario straordinario l'avvocato Luisa Calindro; secondo quanto riportato dal sito Formez, le domande arrivate per il concorso sono in tutto 29.988;