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Quello che le auguro, Presidente, è di continuare a mantenere alto il profilo dell'Italia così come ha fatto fino ad oggi. Non ci sono altre alternative, se non percorrere il nuovo corso della storia fondato sulla libertà dei popoli e sulla democrazia. La libertà di ognuno e la democrazia come forma di governo vanno difese sempre contro l'arroganza e la violenza; quell'autentica democrazia che Pericle già 2.500 anni fa, in un luogo a noi molto vicino, oltre che per posizione geografica, anche per storia e cultura, descrisse ai suoi concittadini. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, mi permetta di iniziare il mio intervento con la formulazione di un auspicio, quello di buon lavoro, alla neo presidente della Commissione affari esteri, emigrazione del Senato, Stefania Craxi (Applausi) , che so la condurrà con alto senso delle Istituzioni e con quel rispetto istituzionale e quel garbo che l'hanno sempre contraddistinta, in difesa dei valori italiani, nazionali, europei e atlantici. Complimenti, Presidente, grazie per il suo importante e prezioso intervento, ma anche per ciò che sta facendo per l'Italia e per l'Europa. Ha dimostrato di essere un interlocutore non solamente capace, ma anche estremamente autorevole, una figura importante, una riserva istituzionale straordinaria, che ha svolto un ruolo strategico, politico e diplomatico non solo tra Roma e Washington, ma anche tra Bruxelles e Washington. Il principio che la caratterizza - la difesa dell'autonomia e dell'autodeterminazione dei popoli - dev'essere fondamentale, lo voglio dire immediatamente. Sono convinto infatti che la pace debba essere quella che vuole l'Ucraina, non quella voluta - o magari imposta - da altri. Signor Presidente, per noi la linea politica è una ed è chiara, come abbiamo dimostrato dall'inizio del conflitto. Come abbiamo detto, ci sono un aggredito e un aggressore. Abbiamo espresso parole di ferma condanna, ma il presidente Berlusconi ha evidenziato che l'unica strada possibile in questo momento è quella del dialogo e del raggiungimento della pace. La sua storia politica e personale, la storia di Forza Italia, è quella di un impiego ed un impegno costante per il dialogo tra la nostra propensione atlantica ed europeista ed i Paesi dell'ex blocco sovietico. Dobbiamo essere però anche sobri nelle espressioni e renderci conto che se vogliamo portare la Russia al tavolo della pace dobbiamo avere un atteggiamento diplomatico e dobbiamo essere consapevoli che non possiamo portare, almeno in questa fase, il conflitto a parole alle estreme conseguenze. Questo è lo spirito che ci ha sempre animato ed è anche lo spirito di Pratica di Mare, che ha avuto, con grande visione, il presidente Berlusconi. Lei, presidente Draghi, sa con quanta convinzione la nostra parte politica ha sostenuto e sostiene il suo Governo e il suo impegno internazionale, ma sa anche che le scelte che stiamo condividendo non le abbiamo fatte a cuor leggero. Il momento è infatti drammatico ed è una nostra responsabilità costruire un percorso di messa in sicurezza del nostro Paese e della nostra economia all'interno di un contesto internazionale. Siamo vicini, come abbiamo detto e come ha ripetuto anche lei, al popolo ucraino. Lo abbiamo dimostrato con la nostra azione politica e attraverso le iniziative umanitarie e di sostegno al Governo di Kiev. Crediamo nel principio dell'autodeterminazione dei popoli, ma al contempo sappiamo perfettamente tenere aperto il tavolo delle trattative nell'interesse della pace, della sicurezza e anche dell'equilibrio che hanno retto il sistema internazionale sin dalla fine della Seconda guerra mondiale. La pace, non il pacifismo di maniera, è un ideale al quale ci rifacciamo tutti, nobile ed elevato, che dovrebbe albergare nel cuore di ciascuno di noi. Siamo però di fronte a una crisi senza precedenti e a un conflitto che lambisce le porte dell'Europa e ciò non può che costringerci ad un atto di forte responsabilità nel sostegno al suo Governo e alla sua persona. Le rinnoviamo dunque, signor Presidente, la nostra stima e la esortiamo a compiere ogni sforzo affinché sia possibile aprire il fronte delle trattative del dialogo e del cessate il fuoco, per restituire all'Europa un futuro di pace nella prosperità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente del Consiglio, ho ascoltato con attenzione il suo discorso e l'ho trovato contraddittorio e ipocrita. Lei ha detto testualmente di avere l'obiettivo di raggiungere il prima possibile il cessate il fuoco, ma ha detto anche, dall'altro lato, che occorre che la pace sia quella che l'Ucraina vuole perseguire, il che significa o non avere le idee chiare o voler nascondere i reali obiettivi del Governo. È chiaro infatti che due sono gli obiettivi che si possono perseguire: uno è il cessate il fuoco il prima possibile, come lei dice a parole, che va raggiunto attraverso un compromesso territoriale e garanzie reciproche, perché soltanto così si può ottenere nell'immediato; l'altro è invece quello di consentire una controffensiva ucraina che riporti l'integrità territoriale in quel Paese. Non sto dicendo che una cosa sia giusta e l'altra sbagliata; sto dicendo che sono due obiettivi contrapposti e vorrei chiarezza su questo. Noi stiamo inviando e invieremo armi per consentire una controffensiva che porti la Russia fino ai suoi precedenti confini, accettando addirittura il rischio che queste armi di lunga gettata possano colpire le basi di lancio nel territorio russo, oppure vogliamo un compromesso con garanzie reciproche per raggiungere il cessate il fuoco il prima possibile? Faccio notare che questi due obiettivi, tra loro divergenti, dovevano essere motivo di discussione in Parlamento ed è per questo che abbiamo chiesto a più riprese che non ci fosse soltanto la sua esposizione, senza che poi il Parlamento potesse prendere posizione su queste due visioni contrapposte, vale a dire la pace subito con un compromesso o una guerra di lunga durata, con il rischio di un' escalation . Su questo la sovranità del Parlamento e della Nazione si doveva esprimere, mentre lei e il suo Governo non ce lo avete consentito (Applausi) e io provo vergogna e pena per le forze di maggioranza e della finta opposizione che le hanno consentito di fare questo. Ciò si ripercuote anche su quello che lei andrà a dire il 30 e il 31 maggio al Consiglio europeo straordinario. Faccio notare che martedì scorso, al ministro per i rapporti con il Parlamento D'Incà,tutti i Capigruppo e persino la Presidente del Senato, che per la prima volta ha speso parole di difesa della centralità del Parlamento, hanno chiesto a lei e al suo Governo di venire qui la prossima settimana non a fare mere informative, ma a rendere comunicazioni, così da consentirci di votare e dirle quello che le sto dicendo ora: vogliamo inviare armi per una controffensiva, accettando il rischio di un' escalation militare, o vogliamo realmente la pace con un compromesso? È su questo che dobbiamo esprimerci, colleghi. (Applausi) . Dobbiamo prendere posizione e non dire semplicemente che la pace è bella e la guerra è brutta.