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Dunque, la riforma dell'istituto della prescrizione, con «blocco» dei termini dopo la sentenza di primo grado, anche di assoluzione, appare di tutta evidenza irragionevole e del tutto incurante dei principi costituzionali citati, ai quali è da intendersi aggiunta la finalità rieducativa della pena, di cui all'articolo 27, terzo comma, della Costituzione, poiché una pena comminata dopo molto tempo potrebbe non avere, in concreto, alcuna funzione rieducativa, nonché il diritto alla difesa, di cui all'articolo 24 della Costituzione, che potrebbe essere mortificato da un processo celebrato a notevole distanza dai fatti, distanza che rende oggettivamente complicato raccogliere elementi che permettano di esercitare a pieno il diritto di difendersi. Inoltre, occorre sottolineare come la previsione introdotta durante il corso dell'esame alla Camera dei deputati, appaia non solo impropria, ma anche inadeguata ad affrontare il tema della lunghezza dei processi per tutti i reati. Infatti, come sottolineato dai dati forniti dal Ministero della giustizia, un'altissima percentuale di prescrizioni viene a realizzarsi nella fase delle indagini preliminari, nelle quali il ruolo della pubblica accusa è dominante. Peraltro nei reati contro la pubblica amministrazione i casi di prescrizione sono pochissimi e assai rari. Inoltre, appare opportuno ricordare quanto affermato dalla Corte costituzionale nella recentissima sentenza n. 115 del 31 maggio 2018, «la prescrizione pertanto deve essere considerata un istituto sostanziale, che il legislatore può modulare attraverso un ragionevole bilanciamento tra il diritto all'oblio e l'interesse a perseguire i reati fino a quando l'allarme sociale indotto dal reato non sia venuto meno (potendosene anche escludere l'applicazione per delitti di estrema gravità), ma sempre nel rispetto di tale premessa costituzionale inderogabile ( ex plurimis , sentenze n. 143 del 2014, n. 236 del 2011, n. 294 del 2010 e n. 393 del 2006; ordinanze n. 34 del 2009, n. 317 del 2000 e n. 288 del 1999)». Quanto detto non intende negare il fatto che il problema della prescrizione nei processi esista. Tuttavia non è certo un emendamento la soluzione risolutiva, piuttosto una riforma complessiva del processo penale come fatto dai Governi del Partito Democratico nella XVII legislatura. Se davvero si vuole limitare l'incidenza della prescrizione, per rendere il processo penale più efficiente, bisogna investire sulla giustizia penale con politiche di ampio respiro e di lungo corso del tutto assenti in questo provvedimento. Infine, un'osservazione di ordine politico, fondamentale anche per sottolineare il contesto e la cultura politica di cui è permeato questo provvedimento, ovvero l'accostamento, improprio se non addirittura mortificante, di una materia che riguarda esplicitamente la punibilità di un reato e di una serie di reati collegati ai fenomeni corruttivi, e quello relativo alla trasparenza dei partiti, quasi ci fosse una logica conseguenza. Una logica intollerabile, per la nostra democrazia e per la nostra Costituzione. In conclusione possiamo consapevolmente affermare che si tratta ancora una volta di un provvedimento spot , privo di vero contenuto riformatore, infarcito di norme di dubbia costituzionalità, che sarà verosimilmente approvato senza alcun serio e costruttivo confronto, con la sola logica della forza dei numeri. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Faraone, Giacobbe, Merlo, Monti, Napolitano, Nugnes, Pisani Giuseppe, Rampi, Ronzulli, Russo, Santangelo, Sbrollini, Siri, Solinas e Stancanelli. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Gallone e Sileri, per attività di rappresentanza del Senato; L'Abbate e Maffoni, per attività della 13ª Commissione permanente; Cangini, Paroli e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Fazzone, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Garavini, per attività del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: L'Abbate e Maffoni, per attività della 13ª Commissione permanente; Cangini, Paroli e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Fazzone e Pirovano, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Garavini, per attività del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Commissioni permanenti, trasmissione di documenti È stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 14 a Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea), approvata nella seduta del 12 dicembre 2018, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, sulla proposta modificata di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e che abroga il regolamento (UE) n. 439/2010 - Contributo della Commissione europea alla riunione dei leader di Salisburgo del 19-20 settembre 2018 (COM(2018) 633 definitivo) ( Doc . XVIII- bis , n. 1). Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Ginetti Nadia, Messina Assuntela, D'Arienzo Vincenzo, Manca Daniele, Pittella Gianni, Rojc Tatjana, Boldrini Paola, Cucca Giuseppe Luigi Salvatore, Garavini Laura, Ferrazzi Andrea, Comincini Eugenio Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta storiche e relative fortificazioni e torri, dei borghi e dei centri storici (985) (presentato in data 10/12/2018). Affari assegnati L'affare sulla normativa sui nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione in Campania oggetto della deliberazione della Giunta regionale n. 762 del 5 dicembre 2017, già assegnato in data 3 ottobre 2018 alla 13 a Commissione permanente (Atto n. 93), è riassegnato alle Commissioni riunite 9 a e 13 a , ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, le seguenti sentenze, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente: sentenza n. 222 del 25 settembre 2018, depositata il 5 dicembre 2018.