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prevedere che la pratica amministrativa sia definita rapidamente fissando, alle condizioni date, a quattro mesi dall'attentato terroristico la concessione dei principali benefìci di legge anticipandone significativamente la fruizione a costi invariati, costo « 0 », semplificando ed accelerando nel contempo le macchinose procedure burocratiche oggi previste ed eliminando i lunghi tempi delle sentenze come attualmente stabilito incostituzionalmente per le sole vittime italiane civili di terrorismo; riallineare diversi benefìci in materia pensionistica. Per mera esemplificazione: per articolo 2, comma 1 (esempio 7,5 per cento rivalutazione della retribuzione pensionabile per tutte le categorie) con l'introduzione del comma 1- quater all'articolo 2 della legge n. 206 del 2004; i benefici in materia di esenzione totale dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), prevedendoli per ogni trattamento avente funzioni previdenziale, compresi quelli conseguenti allo svolgimento di mandati elettivi spettanti a vittime del terrorismo e loro familiari aventi diritto, già riconosciuti in sede giurisdizionale ed anche amministrativa. Quanto precede per giurisprudenza consolidata che ormai ha allineato i vitalizi parlamentari a trattamenti pensionistici ad ogni effetto, per cui anche i detti vitalizi a favore delle vittime del terrorismo e loro familiari fruiscono del beneficio della totale esenzione fiscale di cui all'articolo 3, comma 2, della legge n. 206 del 2004 con l'inserimento all'articolo 3, dopo il comma 2, del comma 2- bis ; a) dare finalmente attuazione con interpretazioni autentiche: 1) per l'articolo 2 con il comma 1- ter , che prevede il riconoscimento della qualifica superiore per i quadri apicali già pensionati entro il 30 novembre 2007 che abbiano presentato domanda amministrativa con il riconoscimento della qualifica superiore entro tale data in luogo del 7,5 per cento successivamente introdotto. Il riconoscimento in argomento a valere anche per l'articolo 2, comma 1- bis, era già stato perfezionato precedentemente dalla legge 24 dicembre 2014, n. 190, (finanziaria 2015) articolo 1, comma 163, e coperto finanziariamente indicando per tale finalità una platea di 250 beneficiari (contro i soli 6 quadri apicali censiti con certezza dalle Associazioni) e una conseguente previsione di spesa « sovrastimata » di 3,262 milioni di euro (vedasi relazione tecnica della citata legge finanziaria 2015, stralcio articolo 1, comma 163, pagina 44). Da evidenziare che detta norma di legge non ha avuto poi seguito ed è rimasta inspiegabilmente senza concreta attuazione, senza quindi che lo Stato abbia sostenuto neppure parzialmente il costo stanziato malgrado la ingente e spropositata copertura, adducendo per i quadri apicali beneficiari (gli unici sei effettivi destinatari del provvedimento con il riconoscimento di maggior favore della qualifica superiore rispetto al 7,5 per cento poi introdotto) una diversa e contraria interpretazione di esclusione rispetto a quella indicata in relazione tecnica della citata legge finanziaria 2015; 2) nonché per a misura della pensione per gli invalidi con invalidità complessiva superiore o uguale all'80 per cento pari all'ultima retribuzione integralmente percepita, per i dipendenti riferendosi all'ultima busta paga mensile percepita, secondo i criteri indicati in interpretazione autentica al comma 2.1 dell'articolo 4 della legge ed in precedenza già declinati dall'INPS nelle sue circolari. Inoltre l'articolo 2, con la sostituzione e riscrittura dell'articolo 7 della legge 206 e con l'abrogazione del comma 4- quater dell'articolo 3 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, per la rideterminazione ad ogni effetto dal 1 settembre 2004, dell'adeguamento annuo della pensione al costo della vita, individuando il dato base unitario calcolato dall'Istituto nazionale di statistica, da applicare al 100 per cento con l'ulteriore incremento dell'1,25 per cento annuo. Tale modifica darebbe finalmente attuazione alla cosiddetta « clausola oro » di cui all'articolo 7 della legge n. 206 del 2004, disapplicata dagli enti pensionistici fin dal 1° settembre 2004. L'articolo 3 del disegno di legge prevede l'estensione dei benefìci di cui all'articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 – aggiunto in ultimo periodo al comma 1, dell'articolo 3 della legge n. 206 del 2004 – a tutte le vittime italiane di attentati terroristici, entro e al di fuori del territorio nazionale, dopo il 26 agosto 2004, e ai loro familiari superstiti del benefìcio di entrambi gli assegni vitalizi già previsti per le vittime dell'attentato terroristico di Dacca del 1° luglio 2016. Con tale estensione i beneficiari oltre ad essere riallineati sotto l'aspetto di legittimità costituzionale, venendo svincolati dalla necessità di acquisizione della sentenza, nell'immediatezza dell'attentato vale a dire nel momento di maggior bisogno, ottengono la cruciale anticipazione alle condizioni date, anche del secondo assegno vitalizio mensile di nominali euro 1033 di cui al comma 3 dell'articolo 5 della legge n. 206 del 2004 come già attuato per le vittime italiane di Dacca e come già disposto per il primo assegno vitalizio mensile di nominali euro 500 cui al comma 1- bis dell'articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407. Detta estensione di cui sopra è di fatto ricompresa anche nella disposizione generale di cui al comma 1 dell'articolo 7- bis , nella previsione della liquidazione di tutti i benefici di legge entro il termine perentorio di 4 mesi dalla presentazione dell'istanza da parte dell'interessato qualora i presupposti per la concessione siano di chiara evidenza. L'articolo 4 interviene in materia di modifiche marginali migliorative al regolamento recante i criteri medico-legali per l'accertamento e la determinazione della invalidità e del danno biologico e morale delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice introdotto a norma dell'articolo 6 della legge 3 agosto 2004, n. 206, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 ottobre 2009, n. 181. Ai sensi del comma 5 dell'articolo 4 del presente disegno di legge, entro un mese dalla data di entrata in vigore della legge, il Governo, con provvedimento separato e distinto, provvede ad apportare al regolamento sopra citato, le modificazioni necessarie al fine di adeguarlo a quanto disposto dall'articolo 4. L'articolo 5 dispone che entro un mese dalla data di entrata in vigore della legge, il Governo provvede ad apportare, con provvedimento distinto e separato, al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 510 – le cui disposizioni si applicano in quanto compatibili ai sensi dell'ultimo periodo dell'articolo 14 della legge n. 206 del 2004 d'iniziativa del Consiglio europeo in materia di diritti soggettivi perfetti in capo alle vittime del terrorismo.