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L'Europa sta rispondendo con un significativo aumento di start-up e risorse in Francia, Germania (con oltre 3 miliardi di euro stanziati dal 2018 al 2028), Spagna, Finlandia e Olanda negli ultimi cinque anni, grazie anche a politiche di investimento ambiziose nel campo delle tecnologie quantistiche. Gli Stati membri dell'Unione europea stanno firmando una dichiarazione per indicare che riconoscono l'importanza strategica delle tecnologie quantistiche per la competitività scientifica e industriale dell'Unione e si impegnano a collaborare allo sviluppo di un ecosistema di tecnologia quantistica di livello mondiale in tutta Europa, con l'obiettivo finale di rendere l'Europa la « valle quantistica » del mondo, la regione leader a livello globale per eccellenza e innovazione quantistica. L'Italia si posiziona al secondo posto in Europa per numero di paper accademici pubblicati, a pari merito con la Francia e dietro alla Germania, ma mostra difficoltà nel convertire questa conoscenza in tecnologia e prodotti. Questa limitazione in Italia necessita di essere superata, anche attraverso politiche di investimento simili a quelle adottate dalle altre principali nazioni europee. L'Italia, con le sue università e aziende, ha l'opportunità di giocare un ruolo chiave nello sviluppo del quantum computing , affrontando la sfida di coltivare una nuova generazione di talenti capaci di gestire la tecnologia quantistica. Per sbloccare il potere di trasformazione del quantum computing , l'Italia deve sviluppare un vero e proprio ecosistema quantistico nazionale che si basa sulla sua tradizione di eccellenza nella ricerca quantistica. Questo sforzo iniziale sul territorio nazionale è stato stimolato da due principali catalizzatori: l'apporto di finanziamenti per ricerca e sviluppo provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e l'interesse crescente da parte di importanti attori del settore privato. Alla fine del 2022, l'Italia ha dato vita a due importanti iniziative pubbliche che hanno segnato l'inizio dello sviluppo di un ecosistema nazionale dedicato al quantum computing : la creazione del Centro nazionale High Performance Computing , Big Data e Quantum Computing e l'istituzione del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI) attraverso un partenariato esteso. Questi sforzi hanno portato a un investimento pubblico nella ricerca sulle tecnologie quantistiche superiore a 140 milioni di euro distribuiti su un periodo di tre anni. Il Centro nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing , con un budget di 320 milioni di euro, rappresenta uno dei cinque centri nazionali istituiti dal PNRR per facilitare una collaborazione tra centri di ricerca, università e imprese nel campo del supercalcolo, seguendo un modello di collaborazione Hub & Spoke . In particolare, lo Spoke dedicato alla computazione quantistica, coinvolge 15 enti di ricerca e 15 aziende fondatrici e si focalizza su tre principali linee di sviluppo tecnologico: l 'hardware quantistico, il software per la compilazione e emulazione di computer quantistici, e il software quantistico per algoritmi e applicazioni in ambito scientifico e industriale. Il partenariato National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), con un budget di 116 milioni di euro su tre anni, coinvolge 20 istituzioni tra università, centri di ricerca e imprese, e si dedica principalmente alla ricerca fondamentale in Quantum Science con un Technology Readiness Level (TRL) basso. Sebbene queste iniziative rappresentino un passo avanti positivo, le risorse investite in Italia per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche, pur significative, non raggiungono i livelli di finanziamento di altri Paesi europei, che allocano miliardi di euro su periodi di 5-10 anni. È ancora assente un elemento cruciale per garantire la produttività dell'ecosistema: una catena di fornitura efficace, che al momento si affida alla ricerca pubblica e alla creazione di start-up nate come spin-off accademici, oltre a una strategia a lungo termine con indicatori per valutare gli avanzamenti. Il presente disegno di legge vuole ovviare alle mancanze dell'ecosistema delle tecnologie quantistiche e intraprendere azioni significative per rafforzare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo del quantum computing , promuovere misure di trasferimento tecnologico per aumentare la competitività delle imprese e delle start-up e preparare una forza lavoro che possa competere a livello globale, con l'obiettivo finale di ampliare le opportunità per le tecnologie quantistiche di porsi al servizio della società. Altri obiettivi del disegno di legge sono quelli di coordinare le iniziative mirate ad accelerare la ricerca e lo sviluppo nel campo della scienza e della tecnologia quantistica, di rafforzare la sicurezza nazionale e di stimolare la crescita economica attraverso l'innovazione tecnologica. Nel merito, l'articolo 1 vuole definire cosa si intende per tecnologie quantistiche: applicazioni che utilizzano l'ingegneria e la tecnologia della scienza dell'informazione quantistica, il calcolo quantistico e gli ibridi quantistici-classici, il rilevamento quantistico, le reti quantistiche, la crittografia quantistica e le applicazioni di comunicazione quantistica. L'articolo 2 istituisce un Coordinamento nazionale quantistico per fornire supporto operativo e amministrativo, facilitare la collaborazione fra organismi competenti e promuovere l'accesso alle tecnologie quantistiche. Il Coordinamento nazionale è un organo composto dal Ministro dell'università e della ricerca che lo presiede, dal Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal Ministro delle imprese e del made in Italy , dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, nonché dal presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dal Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing . Il Coordinamento nazionale ha il compito di favorire la collaborazione tra Governo, regioni, università, fondazioni, centri di ricerca e imprese al fine di sviluppare nuove opportunità e soluzioni innovative, promuovere la cooperazione internazionale, proporre modalità esecutive più idonee alla realizzazione di progetti da avviare o già avviati, oltre a monitorare lo stato di attuazione di progetti e soluzioni nel campo delle tecnologie quantistiche ed eventualmente proporre risposte per superare situazioni di stallo o difficoltà. Inoltre, il Coordinamento nazionale è tenuto a presentare una relazione annuale sulla ricerca, lo sviluppo e l'implementazione a breve, medio e lungo termine, la sostenibilità e l'autonomia della filiera tecnologica, oltre a una strategia nazionale per la promozione della pianificazione e del coordinamento delle attività nel settore nonché su come affrontare le sfide per lo sviluppo della forza lavoro nel campo quantistico. Il Coordinamento nazionale può nominare una task force composta da esperti del mondo accademico e industriale con il compito di fornire supporto, valutazioni e raccomandazioni al Governo, oltre a fornire le informazioni più attuali, accurate e pertinenti sulle tecnologie quantistiche. Inoltre, fornisce sostegno alla redazione della relazione annuale da parte del Coordinamento nazionale. Per supportare il lavoro del Coordinamento nazionale il Ministero dell'università e della ricerca può avvalersi di una segreteria tecnica, con la possibilità di assumere cinque unità di personale. L'articolo 3 individua, nel Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, il Centro per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche del Paese e l'alta formazione tecnologica, oltre a designarlo come organo operativo del Coordinamento nazionale quantistico.