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Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozioni dei minori da parte delle famiglie affidatarie. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge n. 1209, da cui ha preso le mosse l'esame in Commissione, reca modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozioni dei minori da parte delle famiglie affidatarie. Si tratta di un complesso di norme volte a ridefinire il rapporto tra il procedimento adottivo e l'istituto dell'affidamento familiare. Il principio fondamentale alla base del disegno di legge è che, qualora un minore affidato sia dichiarato adottabile, la famiglia affidataria deve essere considerata in via preferenziale ai fini dell'adozione. Al contempo, tale disposizione chiarisce che l'affidamento diviene premessa potenziale per l'adozione legittimante solo quando, contrariamente alla natura generale dell'istituto, l'affidamento si sia risolto, in concreto, in un rapporto stabile e duraturo anche sul piano affettivo tra la stessa famiglia affidataria e il minore. Al medesimo articolo 1, inoltre, il comma 2 tendeva a risolvere taluni dubbi giurisprudenziali sorti con riferimento all'articolo 44, comma 1, lettera a) , della citata legge del 1983, il quale fa riferimento "all'adozione in casi particolari". L'aspetto qualificante che contraddistingue il disegno di legge nella sua formulazione iniziale risiede appunto nel favor per la considerazione positiva dei legami costruiti in ragione dell'affidamento, avendosi cura di specificare che questi hanno rilievo solo ove il rapporto instauratosi abbia di fatto determinato una relazione speciale, proprio sul piano affettivo, tra minore e famiglia affidataria. Su queste premesse, occorre riferire brevemente delle modifiche apportate in sede di esame in Commissione. Con riguardo all'articolo 1 si è deciso, per esigenze di coordinamento con il testo della citata legge n. 184 del 1983, di sostituire il rilievo generico al giudice, con la puntuale menzione del tribunale per i minorenni, competente a decidere sull'adozione. La Commissione ha poi lungamente dibattuto sulle modalità di prevedere un collegamento tra l'articolo 4 e la disciplina generale del procedimento d'adozione, giungendo alla definitiva formulazione del nuovo comma 5- bis dell'articolo 4 in cui è ora inserito il richiamo espresso alle disposizioni del capo II del titolo II della legge. Il successivo comma 5- ter , inoltre, è stato modificato inserendo al fianco del riferimento al caso in cui il minore sia dato in adozione ad altra famiglia, anche l'evenienza che questi sia dichiarato adottabile. Infine, l'ultima modifica apportata all'articolo 1 del disegno di legge concerne il comma 5- quater introdotto nel medesimo articolo 4. Vi si prevede l'onere di ascoltare il minore che ha compiuto gli anni dodici o anche di età inferiore se è comunque capace di discernimento, ai fini delle decisioni di cui ai commi precedenti. Venendo alle modifiche apportate all'articolo 2, la Commissione, in esito ad un'approfondita disamina, ha ritenuto di introdurre l'onere a pena di nullità di convocare l'affidatario nei procedimenti civili in materia di responsabilità genitoriale, di affidamento e di adottabilità che abbiano riguardo al minore affidato. Occorre segnalare che tale norma conferma il legame tra l'istituto dell'affidamento e i procedimenti di adottabilità, ma tende a mantenere un equilibrio di fondo così da non determinare aporie sistematiche nei procedimenti riguardanti tale delicata materia. Infatti, non è l'effettiva presenza in udienza dell'affidatario ad essere richiesta sotto pena di nullità, ma soltanto la sua convocazione in quanto soggetto interessato al procedimento cui, tuttavia, non si può concedere una posizione eccessivamente forte e rigida. La Commissione ha poi deliberato la soppressione dell'intero articolo 3 che regolava, nel testo originario del disegno di legge, lo statuto e la natura giuridica delle associazioni familiari che raggruppano famiglie affidatarie e che svolgono attività tese a favorire il buon andamento degli affidamenti. L'articolo 3 del disegno di legge è stato introdotto per completare il riferimento al prolungato periodo di affidamento i cui effetti sono introdotti dal disegno di legge in esame, anche nell'articolo 25 della legge n. 184 del 1983. Infine, l'articolo 4 che chiude il testo proposto all'Assemblea, si occupa di confermare il rilievo del rapporto maturato nell'ambito di un prolungato periodo di affidamento ai fini dell'articolo 44, comma 1, lettera a) , che, come già illustrato, concerne le adozioni in casi particolari. Filippin , relatrice. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE D’iniziativa dei senatori Puglisi e altri Testo proposto dalla Commissione Art. 1. Art. 1. 1. All’articolo 4 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: 1. Identico: «5- bis . Qualora, a seguito di un prolungato periodo di affidamento, il minore sia dichiarato adottabile e qualora, sussistendo i requisiti previsti dall'articolo 6, la famiglia affidataria chieda di poterlo adottare, il giudice, nel decidere sull’adozione, tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria. «5- bis . Qualora, a seguito di un prolungato periodo di affidamento, il minore sia dichiarato adottabile ai sensi delle disposizioni del capo II del titolo II e qualora, sussistendo i requisiti previsti dall'articolo 6, la famiglia affidataria chieda di poterlo adottare, il tribunale per i minorenni , nel decidere sull’adozione, tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria. 5- ter . Qualora, a seguito di un prolungato periodo di affidamento, il minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dato in adozione ad altra famiglia, è comunque tutelata, se rispondente all'interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l'affidamento. 5- ter . Qualora, a seguito di un prolungato periodo di affidamento, il minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dichiarato adottabile o sia adottato da altra famiglia, è comunque tutelata, se rispondente all'interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l'affidamento. 5- quater . Il giudice, ai fini delle decisioni di cui ai commi 5- bis e 5- ter , tiene conto delle valutazioni dei servizi sociali». 5- quater . Il giudice, ai fini delle decisioni di cui ai commi 5- bis e 5- ter , tiene conto delle valutazioni dei servizi sociali , ascoltato il minore che ha compiuto gli anni dodici o anche di età inferiore se capace di discernimento ». Art. 2. Art. 2. 1. All'articolo 5, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: