[pronunce]

La difesa della Camera dei deputati ha eccepito la mancanza, nel ricorso, di una compiuta descrizione dei fatti rilevanti, osservando che il ricorrente, pur dando conto del fatto che il deputato in questione aveva rilasciato al quotidiano “Il Messaggero” alcune dichiarazioni relative all'omicidio del prof. Biagi, poi contestate in giudizio dalla C.G.I.L e da Sergio Cofferati, tuttavia non le riporta puntualmente, non le “virgoletta”, ma indica, introdotte, in alcuni casi, da un trattino, frasi e parole non pronunciate dal deputato stesso, ma ascrivibili al ricorrente o agli istanti nel giudizio civile. Mancherebbero, in definitiva, nel ricorso citazioni testuali attribuibili al parlamentare. Né viene precisata la data cui risale l'intervista, ma solo quella di pubblicazione della stessa. Manca, altresì, al riguardo un rinvio alla descrizione dei fatti contenuta nella Relazione della Giunta per le autorizzazioni presentata alla Presidenza della Camera dei deputati il 30 gennaio 2003 (a prescindere dalla possibilità di una descrizione dei fatti per relationem). Del resto, tale relazione, a sua volta, si limita a riportare un atto di parte, qual è l'atto di citazione, inidoneo di per sé a dare contezza dell'effettivo contenuto delle dichiarazioni del deputato di cui si tratta, e che comunque riferisce di dichiarazioni ben più articolate di quelle cui il ricorso fa cenno. Per di più, secondo la Camera, è mancata da parte del ricorrente una valutazione specifica delle singole dichiarazioni contestate. Sul punto, va osservato che, secondo la giurisprudenza costituzionale, la mancanza di una compiuta esposizione dei presupposti di fatto del conflitto di attribuzione preclude alla Corte di accertare se sussista il nesso funzionale tra le frasi pronunciate e gli eventuali atti parlamentari tipici, di cui le frasi stesse potrebbero costituire la divulgazione esterna (ex plurimis, sentenze n. 236 del 2007, n. 336 del 2006, n. 79 del 2005). Nella specie, in effetti, manca una condizione di autosufficienza del ricorso per conflitto di attribuzione, e cioè la riproduzione delle dichiarazioni del deputato Bossi. Ed infatti, il ricorrente riporta, in modo parziale, solo alcune delle dichiarazioni che gli attori del giudizio a quo attribuiscono al parlamentare. È pur vero che viene indicata la data della pubblicazione nel quotidiano “Il Messaggero” della intervista nel corso della quale tali dichiarazioni sarebbero state rilasciate. Ma è proprio la mancanza nel testo del ricorso della puntuale riproduzione delle dichiarazioni medesime che determina il vizio, non potendo soccorrere a colmare detta lacuna gli atti del procedimento e non avendo il ricorrente neanche fatto esplicito richiamo, per tale aspetto, alla relazione della Giunta per le autorizzazioni – ove, peraltro, si fa riferimento alle affermazioni contenute nell'atto di citazione – richiamata, invece, con riguardo alle sole argomentazioni a sostegno della insindacabilità, e non allegata (sentenza n. 331 del 2006). Quanto precede si traduce nel difetto di un requisito essenziale del ricorso che deve, conseguentemente, essere dichiarato inammissibile.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA