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Allo stesso tempo, il Ministro dell'interno, rispondendo a un'interrogazione alla Camera, si era impegnato a garantire un presidio della Polfer, per garantire la sicurezza della stazione di Rogoredo, ovviamente interessata da questi traffici e percorsi. Signor Presidente, noi abbiamo presentato un'interrogazione - per questo intervengo ora - a cui non abbiamo avuto risposta dal Ministero dell'interno e insistiamo per averla, perché, al di là di tutto, delle chiacchiere e dei proclami, un Ministro dell'interno deve occuparsi anche di come concretamente garantire la sicurezza ai cittadini, in questo caso del quartiere di Rogoredo, restituendo loro la tranquillità e la possibilità di vivere e garantendo anche la possibilità di realizzare un nuovo spazio verde, liberato definitivamente dagli spacciatori. Le chiedo quindi, signor Presidente, di sollecitare una risposta su questo punto e possibilmente un intervento del Ministero dell'interno per affiancare chi oggi sta lavorando al risanamento di quell'area, sapendo che, con lo spaccio così presente, difficilmente potranno farlo da soli, senza un presidio fisso delle Forze dell'ordine. (Applausi dal Gruppo PD) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei intervenire in merito alle gravi, nuove informazioni relative all'indagine sull'inquinamento ambientale e l'omessa bonifica in Valnestore, in Umbria, quella che purtroppo la stampa ha definito «la valle dei fuochi umbra». Vorrei ricordare che quest'area è già stata oggetto di una visita-ispezione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati nella precedente legislatura, grazie ai colleghi Candiani e Arrigoni. Nei giorni scorsi si sono apprese dalla stampa notizie fondamentali, la prima delle quali è che, secondo la superperizia che la procura ha commissionato al professor Boeri, acqua e grano sono inquinati dalle ceneri sotterrate in quell'area; un'area importante e vastissima: 77 punti di prelievo in un'area di 15 chilometri quadrati confermano l'inquinamento pesante denunciato da anni dalla popolazione, dai comitati e sui quali sta indagando la procura. C'è un fatto certo e, a questo punto, c'è una domanda che rimane e che chiede risposta: le amministrazioni comunali socie della società Sviluppo Valnestore e gli amministratori sapevano o no? L'ENEL sapeva o no, soprattutto durante questa vicenda, che è durata anni? Ebbene, il collega Arrigoni aveva ottenuto dall'Ufficio di Presidenza della Commissione bicamerale sugli ecoreati che la Commissione stessa redigesse per l'Umbria - ahimè considerata verde, ma che per alcune vicende così verde non è - una relazione espressa. La chiusura della precedente legislatura l'ha impedito. Noi chiederemo con forza che la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati che peraltro si insedierà domani, riparta da lì con i fatti nuovi, con i nuovi sequestri che ci sono stati nella giornata di venerdì scorso e che finalmente si abbia una risposta, una risposta che le amministrazioni devono e alla quale i cittadini hanno diritto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, stiamo seguendo con grande apprensione ciò che sta avvenendo in queste ore a Palermo, dove si sta svolgendo una conferenza su cui il Governo ha puntato gran parte del suo gioco politico a livello internazionale. Anche le opposizioni e noi di Forza Italia avevamo auspicato che le cose potessero andare per il meglio. Qualche giorno fa ci siamo ritrovati nell'imbarazzante situazione di vedere che alcuni leader avevano dato la loro adesione a questa conferenza, per poi smentirla e quindi abbiamo compreso le difficoltà che si sarebbero potute verificare. Oggi, purtroppo, abbiamo la conferma di un fallimento o, quanto meno, di un rischio di fallimento della conferenza. Infatti, nella fotografia di rito dei leader politici, riuniti a Villa Igiea per la conferenza sulla Libia, ci sono due grandi assenti: Al Sisi, il Presidente dell'Egitto, e il maresciallo di campo Khalifa Haftar, che però ha rilasciato delle dichiarazioni importanti, che credo quest'Assemblea debba prendere in considerazione con grande attenzione. Esse, infatti, rappresentano un monito non solamente per gli altri Paesi arabi (in particolare i Paesi africani, al confine Sud della Libia), ma anche per l'Italia. Che cosa ha detto Haftar? Egli ha detto che il dramma dell'immigrazione incontrollata deve essere fermato all'origine e ha fatto un appello ai Paesi a Sud della Libia, di poter intervenire con fermezza. Anche noi, come Italia, dobbiamo avere la stessa premura e lo stesso impegno. Il presidente Berlusconi e, a seguire, il presidente Tajani hanno parlato, ripetutamente, da anni, dell'importanza di un piano Marshall per l'Africa. Ecco, dobbiamo andare in quella direzione, soprattutto in questo momento, in cui abbiamo visto cosa è accaduto in queste ore a Palermo e visti i problemi con la Libia, credo sia importante anche da parte dell'Italia fare il proprio dovere e controllare il confine Sud del Mediterraneo con maggiore attenzione. Naturalmente, Forza Italia fa il tifo perché le cose vadano bene, però i problemi emersi sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, in queste ore in Yemen si combatte una battaglia cruciale ed estremamente sanguinosa per la conquista della città portuale di Hodeidah. Il porto è una delle poche vie d'accesso per gli aiuti umanitari che alleviano le sofferenze di una popolazione costretta alla fame dall'embargo della coalizione a guida saudita. In particolare, vorrei ricordare la piccola Amal, sette anni, morta di fame e direi di indifferenza, un simbolo di questo orrore. (Applausi dal Gruppo M5S) . Nelle ultime quarantotto ore i morti sono più di 150, inclusi i civili. Si tratta di una carneficina che deve finire e che dobbiamo condannare con forza. Il mondo intero si è giustamente indignato per l'uccisione di Khashoggi per mano dei sicari sauditi. Come facciamo a rimanere silenti di fronte a una guerra che continua da anni, con immani sofferenze per la popolazione yemenita? Come hanno potuto i media nostrani dedicare prime pagine all'albero denominato Spelacchio e ignorare del tutto chi muore sotto le bombe? Cosa faranno quest'anno i signori dell'informazione mainstream ? Continueranno a parlare dell'albero di Natale di Roma per colpire la Raggi o inizieranno a trattare tale argomento? L'epidemia di colera sta provocando la morte di migliaia di civili.