[ddlcomm]

Se la decisione sul ricorso non interviene entro il termine di trenta giorni dalla ricezione degli atti il decreto applicativo perde efficacia. L'accoglimento del ricorso circa la sussistenza dei presupposti del decreto applicativo preclude l'adozione successiva di un nuovo decreto, tranne nel caso in cui sia fornita la prova della sussistenza di elementi concreti e specifici fondati su circostanze di fatto espressamente indicate e tali da dimostrare i presupposti di cui all'articolo 14- bis ». 4 1 L'articolo 14- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è sostituito dal seguente: «Art. 14- quater -- (Contenuti del regime di sorveglianza particolare). --1. Il regime di sorveglianza particolare non sospende l'applicazione delle regole del trattamento e degli istituti previsti dalla presente legge e comporta, rispetto all'esercizio dei diritti dei reclusi e alle regole di trattamento previste dall'ordinamento penitenziario, le restrizioni strettamente necessarie per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza. L'applicazione delle restrizioni previste dal regime di sorveglianza particolare non può porsi in contrasto con i princìpi di umanità e di rieducazione della pena e con quello della individualizzazione del trattamento; deve altresì essere connotata dalla proporzione e dall'adeguatezza riguardo all'esigenza di sicurezza che nel caso concreto si intende tutelare. 2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 14- bis , per la sottoposizione al visto di censura sulla corrispondenza degli imputati o per procedere alla registrazione video filmata dei colloqui dei medesimi è comunque richiesta l'autorizzazione motivata dell'autorità giudiziaria che procede. 3. In ogni caso le restrizioni non possono riguardare l'igiene e le esigenze della salute; il vitto; il vestiario e il corredo; il possesso, l'acquisto e la ricezione di generi alimentari e di oggetti permessi dal regolamento interno, nei limiti in cui ciò non comporta pericolo per la sicurezza; la lettura di libri e di periodici; le pratiche di culto; l'uso di apparecchi radio del tipo consentito; la permanenza all'aperto per almeno due ore al giorno fatto salvo quanto disposto dall'articolo 10; i colloqui con i difensori, nonché quelli con il coniuge, con il convivente, con i figli, con i genitori e con i fratelli. 4. In particolare, nelle sole ipotesi di cui al comma 4 dell'articolo 14- bis , l'applicazione del regime di sorveglianza particolare può comportare: a) la determinazione dei colloqui in un numero non inferiore a tre al mese da svolgere a intervalli di tempo regolari e in locali attrezzati in modo da consentirne il controllo auditivo e di registrazione audio-video filmata nelle ipotesi in cui sia intervenuta l'autorizzazione motivata dell'autorità competente; b) il divieto di colloquio con persone diverse dai familiari e dai conviventi, salvi casi eccezionali determinati volta per volta dal direttore dell'istituto ovvero, per gli imputati fino alla pronuncia della sentenza di primo grado, dall'autorità giudiziaria competente; c) la limitazione delle somme di peculio, dei beni e degli oggetti che possono essere ricevuti dall'esterno, ad eccezione di quelli destinati allo studio e alla lettura e dei cibi confezionati acquistabili presso gli spacci dell'amministrazione penitenziaria; d) l'esclusione dalle rappresentanze dei detenuti e degli internati; e) la sottoposizione a visto di censura della corrispondenza, salvo quella inviata ad autorità europee o nazionali aventi competenza in materia di giustizia individuate dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; f) la limitazione della permanenza all'aperto, che non può svolgersi in gruppi superiori a tre persone, con una durata non superiore a due ore al giorno fermo restando il limite minimo di cui al primo comma dell'articolo 10». 5 1 I commi 2, 2- bis , 2- quater , 2- quinquies , 2- sexies e 2- septies dell'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono abrogati. 6 1 I provvedimenti emessi dal Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, prima della data di entrata in vigore della presente legge, decadono se entro quindici giorni da tale data il Ministro della giustizia non inoltra la richiesta di cui al comma 4 dell'articolo 14- bis della citata legge n. 354 del 1975, come sostituito dall'articolo 2 della presente legge, e se il magistrato di sorveglianza non emana il relativo decreto. I MODIFICHE AL CODICE PENALE 1 (Modifica all'articolo 59 del codice penale) 1 All'articolo 59, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: «soltanto se da lui conosciute» sono inserite le seguenti: «o conoscibili con l'ordinaria diligenza». 2 (Modifica all'articolo 62- bis del codice penale) 1 All'articolo 62- bis del codice penale, il terzo comma è sostituito dal seguente: «In ogni caso, la sola giovane età e l'assenza di precedenti condanne per altri reati a carico del condannato non possono essere, da sole, poste a fondamento della concessione delle circostanze di cui al primo comma». 3 (Modifica all'articolo 69 del codice penale) 1 All'articolo 69 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Le circostanze attenuanti di cui agli articoli 62 e 62- bis non possono essere ritenute prevalenti nel caso del delitto previsto dall'articolo 575, anche se aggravato ai sensi degli articoli 576 o 577». II MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE 4 (Modifica all'articolo 438 del codice di procedura penale) 1 Dopo il comma 1 dell'articolo 438 del codice di procedura penale è inserito il seguente: « 1- bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per il delitto di cui all'articolo 575 del codice penale, consumato o tentato». 5 (Modifica all'articolo 444 del codice di procedura penale). 1 Al comma 1- bis dell'articolo 444 del codice di procedura penale, dopo le parole: «sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3- bis e 3- quater ,» sono inserite le seguenti: «i procedimenti per il delitto di cui all'articolo 575 del codice penale, consumato o tentato,». 6 (Introduzione dell'articolo 608- bis del codice di procedura penale) 1 Dopo l'articolo 608 del codice di procedura penale è inserito il seguente: «Art. 608- bis. - (Ricorso della parte civile). -- 1 . La parte civile può ricorrere per cassazione contro ogni sentenza di condanna o di proscioglimento pronunciata in grado di appello. 2. La parte civile può ricorrere per cassazione contro ogni sentenza inappellabile, di condanna o di proscioglimento, pronunciata dalla corte di assise, dal tribunale o dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale». III