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Lo penso perché noi qui oggi dobbiamo fare uno sforzo ulteriore, che dobbiamo ai nostri giovani e a tutto il Paese. Dobbiamo fare in modo di imparare dalla storia, perché, come disse Gramsci, la storia insegna, ma spesso non ha scolari. Nikolajewka ieri e Livenka oggi sono città russe ai confini con l'Ucraina. I superstiti del Corpo d'armata alpino, tornati in Italia, raccontarono la loro esperienza. Parlavano con entusiasmo della popolazione ucraina. Cito, ad esempio, una relazione dell'ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito italiano: la popolazione ucraina, per pietà, simpatia o per ordine ricevuto, fu sollecitata nell'alleviare sofferenze ed offrì da mangiare, vestire e possibilità di riposo ai soldati italiani ; solidarietà e vicinanza inestimabili. Se la storia va studiata, ricordata e insegnata anche con le sue tragedie, oggi possiamo affermare solennemente, alla luce dei principi costituzionali, che le Forze armate della nostra Repubblica non saranno mai più utilizzate in guerre di aggressione, come invece fu la guerra di Russia e come oggi è quella in Ucraina. Come il nostro Papa Francesco tiene a sottolineare, la tragedia della guerra che si sta consumando nel cuore dell'Europa ci lascia attoniti. Mai avremmo pensato di rivedere simili scene, che ricordano i grandi conflitti bellici del secolo scorso. Nel mondo in cui viviamo non esistono guerre degli altri. Dinanzi alle atrocità criminali di questa guerra e allo strazio delle immagini di Bucha, non possiamo girarci dall'altra parte, ma dobbiamo agire affinché i conflitti cessino e soprattutto lavorare per la pace. (Applausi) . Oggi abbiamo pertanto il dovere morale di ricordare il prezioso patrimonio che ogni alpino caduto settantanove anni fa ha lasciato in memoria alle nuove generazioni: l'amore per la Patria, il senso del dovere e di responsabilità, lo spirito di sacrificio e di umana solidarietà, il coraggio e la capacità di affrontare i pericoli e il desiderio di vivere in pace e libertà. Sono questi i valori che i nostri militari, gli uomini e le donne di ogni grado e di tutte le nostre Forze armate hanno portato e tuttora portano sempre dentro i loro cuori e che noi tutti abbiamo il dovere di fare nostri. Sottolineando quindi con orgoglio il contributo prezioso che tutti i corpi delle Forze armate hanno sempre fornito al Paese e l'importanza delle attività di promozione, con esplicito riferimento all'ordine del giorno approvato in Commissione difesa e accolto dal Governo, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di procedere alla votazione, desidero unirmi a tutti gli interventi che si sono succeduti a favore di questo disegno di legge, che segna il giorno 26 gennaio di ogni anno in memoria dell'eroismo dimostrato dal Corpo d'armata alpino nella battaglia di Nikolajewka durante la Seconda guerra mondiale, per promuovere i valori della difesa e della sovranità e dell'interesse nazionale, nonché l'etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato che gli alpini incarnano. Ho voluto rileggere questo passaggio, perché è molto bello che tutto il Parlamento si sia dichiarato a favore di questo disegno di legge. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva . (v. Allegato B) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, vorrei ricordare che il 2 aprile scorso è stata la Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, volta a non dimenticare e porre l'accento sulla necessità che tutti noi prendiamo consapevolezza della frequenza, delle tante sfaccettature e dei molteplici risvolti personali, familiari e sociali che questa complessa problematica comporta. Occorre ribadire con forza - lo dico da medico e rappresentante istituzionale - l'importanza nell'autismo della diagnosi precoce e della precocità dell'intervento abilitativo e riabilitativo. Lo spettro autistico non è una condanna o una condizione senza alcuna possibilità di recupero. Si può e si deve combattere con la forza e la coesione della famiglia, un corretto percorso terapeutico, la maturazione culturale collettiva e gli opportuni provvedimenti legislativi. Signor Presidente, in questo senso è una mia battaglia, che porto avanti e per la quale mi sono da sempre battuto, coinvolgendo tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle e anche le altre forze politiche. (Applausi) . Siamo riusciti, grazie all'impegno e al contributo di tutte le forze politiche, a ottenere un aumento di 27 milioni di euro nella legge di bilancio approvata per il 2022, previsti nel fondo del Ministero della salute per la cura dei soggetti con disturbi dello spettro autistico. Si può, si vuole e si deve andare incontro ai pazienti e alle loro famiglie in merito ai percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali. Occorrono non compassione, ma supporto, sostegno e compartecipazione. L'autismo non è contagioso, l'ignoranza sì. (Applausi) . I bambini e le persone autistiche ci tendono la mano, non restiamo indifferenti. (Applausi) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, do lettura di quanto segue: «Spettabile Ambasciata, con la presente vorremmo significarvi il nostro personale dissenso verso le decisioni dissennate che il nostro Governo sta prendendo sulla questione della guerra». Seguono altre considerazioni e alla fine: «Vogliate aiutarci a resistere e considerate le nostre lotte per il ripristino della democrazia e della Costituzione italiana». Questi sono alcuni brani di una sconcertante lettera che una lista civica per le elezioni comunali di Verona ha indirizzato all'ambasciatore della Federazione Russa. Al peggio non c'è mai fine. Penso che stare dalla parte di Putin equivalga a condividere le sue azioni criminali. Verona, però, potrebbe essere solo la punta dell' iceberg e c'è da preoccuparsi al pensiero che nel nostro Paese circoli certa gente che pensa che si possano commettere crimini orrendi, occupare un altro Paese, torturare i civili e bombardare gli ospedali. Certa gente, se le non viene data subito una tempestiva risposta, penserà di poter dire tranquillamente dire ogni cosa. Mentre in Russia, il Paese che questa gente ama, gli oppositori vengono avvelenati, qui da noi la democrazia, che questa gente non ama, risponde con le leggi. Credo che quella lista sia un pericolo per la democrazia. Per questo richiamo l'attenzione del Ministro dell'interno affinché siano valutati con scrupolo i fatti accaduti e soprattutto i contorni di questa organizzazione che si propone al voto con deliranti proclami che vanno contrastati in ogni modo. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore D'arienzo, non ci ha detto la data di questa lettera, ma la diamo per scontata. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE .