[ddlpres]

Tale disposizione, alla quale rinvia l'articolo 15- quinquies , comma 10, del decreto legislativo n. 502 del 1992 (come introdotto dal decreto legislativo n. 229 del 1999), prevede tra l'altro – al terzo periodo – che il direttore generale, fino alla realizzazione di proprie idonee strutture e spazi distinti per l'esercizio dell'attività libero professionale intramuraria in regime di ricovero ed ambulatoriale, possa autorizzare l'utilizzazione di studi professionali privati per l'erogazione delle predette prestazioni. L'articolo 1 del presente disegno di legge sopprime tale inciso, al fine di evitare che le prestazioni in regime intramurario possano essere rese presso studi professionali privati. L'articolo 2 reca modifiche al decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124, e, in particolare, al suo articolo 3. Si interviene, anzitutto, sul comma 13, inserendo una specifica disposizione mirante a semplificare la richiesta di erogazione della prestazione in regime intramurario nell'ipotesi in cui i tempi di attesa per l'erogazione della prestazione in regime ordinario siano superiori agli standard stabiliti dalla regione. Si prevede, in particolare, il superamento dell'attuale regime di comunicazione via PEC al direttore generale e si abolisce l'anticipazione delle relative spese, stabilendo che la richiesta sia effettuata contestualmente alla prescrizione della prestazione e all'assistito sia immediatamente comunicata la data della prestazione in regime intramurario, senza necessità di anticipazione delle relative spese. Inoltre, si propone l'inserimento di un comma 13- bis , volto a introdurre un meccanismo di riequilibrio del rapporto tra prestazioni rese in regime ordinario e in regime intramurario. Si prevede in particolare che, qualora i tempi di attesa per l'erogazione di prestazioni sanitarie in regime intramurario si attestino a un livello inferiore del 25 per cento rispetto a quelli previsti per l'erogazione di prestazioni in regime ordinario, l'erogazione in regime intramurario di tali prestazioni rimanga sospesa fino al riequilibrio dei tempi di attesa, corrispondente a una misura non inferiore al 40 per cento. L'articolo 3 dispone che le regioni adeguino la propria normativa in materia entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge.. Art. 1. (Modifica all'articolo 72, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448) 1. All'articolo 72, comma 11, terzo periodo, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole: « nonché ad autorizzare l'utilizzazione di studi professionali privati » sono soppresse. Art. 2. (Modifiche al decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124) 1. All'articolo 3 del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 13, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: « Ove ne ricorrano i presupposti, la richiesta di cui al primo periodo è effettuata contestualmente alla prescrizione della prestazione e all'assistito è immediatamente comunicata la data della prestazione in regime intramurario, senza necessità di anticipazione delle relative spese »; b) dopo il comma 13 è inserito il seguente: « 13-bis. Nel caso in cui i tempi di attesa per l'erogazione di prestazioni sanitarie in regime intramurario si attestino a un livello inferiore del 25 per cento rispetto a quelli previsti per l'erogazione di prestazioni in regime ordinario, l'erogazione in regime intramurario di tali prestazioni è sospesa fino al riequilibrio dei tempi di attesa, corrispondente a una misura non inferiore al 40 per cento ». Art. 3. (Adeguamento della normativa regionale) 1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono all'adeguamento della normativa in materia, al fine di assicurare il pieno rispetto di quanto previsto dalle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2.