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Siamo stati i campioni d'Europa della vaccinazione nelle prime due dosi, ma poi ci siamo fermati e mentre il Regno Unito passava, a tre mesi di distanza, al richiamo della seconda dose, mentre la Francia passava, a quattro mesi di distanza, al richiamo della seconda dose, noi abbiamo continuato, forse per difficoltà di natura organizzativa, a rinviare l'appuntamento con l'anticipazione del richiamo. Sono punti che poi paghiamo in termini di aumento di contagi. Concludo sul punto, dal momento che non faccio un intervento di merito avendo la collega Conzatti spiegato molto bene le ragioni dell'apprezzamento di Italia Viva al disegno di legge di bilancio nei contenuti; bisogna avere la forza e il coraggio di dire con verità che o ci si ascolta di più e meglio o si rischia di perdere quella straordinaria finestra di prosperità e di positività che quest'anno l'Italia ha vissuto. Signora Presidente, tra un mese il Parlamento in seduta comune eleggerà il Presidente della Repubblica. Onorevoli colleghi, lo elegge il Parlamento, non lo eleggono i sondaggi, non lo eleggono le redazioni delle riviste internazionali, non lo eleggono gli editorialisti. È l'atto supremo del Parlamento in seduta comune, perché elegge l'arbitro per i prossimi sette anni. Questo è il livello della dignità istituzionale e costituzionale del Parlamento. Ogni tentativo di far venire meno la centralità del Parlamento rispetto all'ambizione, all'altezza e alla grandezza delle proprie responsabilità è un atto che in qualche modo rende più debole e più fragile il nostro sistema istituzionale. Sono entusiasta allora del fatto che si sia cambiato Governo, sono entusiasta del fatto che il Governo abbia prodotto dei risultati, felice del fatto che l'economia vada meglio e orgoglioso del fatto di aver concorso a questo cambiamento. Con la stessa franchezza però, un anno dopo, mi ritrovo in una notte a dover dire in questa Aula che non si fanno così le leggi di bilancio. Voteremo la fiducia, signori del Governo, siate all'altezza della fiducia che il Parlamento vi dà. In questo passaggio della legge di bilancio questo tipo di altezza è mancato, mi spiace non dirlo di fronte al Ministro dell'economia e delle finanze che ho conosciuto come valente Ragioniere generale dello Stato quando avevo responsabilità di Governo. Se avessimo fatto noi quello che è stato fatto con questo disegno di legge di bilancio, l'opposizione non ci avrebbe fatto entrare in Aula. Noi oggi pensiamo di poter e dover dire che per dare una mano all'Italia occorre essere più attenti al rispetto delle istituzioni perché la forma in democrazia è sostanza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, parto anch'io dalle considerazioni del senatore Renzi. Noi invece siamo all'opposizione e vi facciamo entrare in Aula perché crediamo nella centralità del Parlamento. Non condividiamo quello che state facendo, il metodo che avete utilizzato non solo per questa manovra, ma anche per tutti gli altri provvedimenti che l'hanno preceduta. Se qualcuno cade dall'albero oggi e si rende conto di quanti sono stati i ricorsi alla fiducia anche sulle leggi di bilancio, forse è stato da qualche altra parte e non in Parlamento nell'ultimo periodo. Non esiste infatti un provvedimento che non sia passato attraverso la fiducia. Come abbiamo denunciato in tempi non sospetti e come ha detto il nostro capogruppo, senatore Ciriani, nell'intervento di oggi sul PNRR, questa manovra è arrivata con colpevole ritardo e su di essa è stata posta l'ennesima fiducia, tra l'altro nel silenzio di tutti i grandi media . Avete tutti dalla vostra parte e state abusando del consenso che avete non tra la gente, ma tra i poteri forti e che oggi vi consente di trattare il Parlamento a schiaffoni. Vi diciamo questo perché la manovra è nata talmente male che le forze di maggioranza hanno presentato oltre 6.000 emendamenti, mentre l'opposizione - noi - ne ha presentati 786, ridotti ai poco più dei 70 segnalati. Ciò a dimostrazione di come noi siamo in quest'Aula non per fare ostruzionismo, ma per cercare di migliorare i provvedimenti che escono dal Consiglio dei ministri. Infatti, sono pochi i provvedimenti che nascono nelle Commissioni e in quest'Aula. Ci siamo visti approvare degli emendamenti non certo per la vostra bontà o come concessione, come pure qualcuno ha voluto farci credere. Viene detto: vi abbiamo perfino approvato degli emendamenti. Ma a che livello di democrazia siamo ormai arrivati, se l'opposizione deve gioire perché la maggioranza ha approvato qualche suo emendamento? A differenza di tanti vostri emendamenti risibili e ridicoli, che sono brutti eredi della legge mancia, gli emendamenti che abbiamo presentato sono condivisibili dalla grande maggioranza del Parlamento e hanno un unico scopo, ossia non favorire qualche parlamentare, ma semplicemente migliorare una manovra nata male, continuata peggio e finita peggio ancora. Quali sono gli emendamenti che abbiamo presentato per cercare di migliorare una manovra che prevedeva zero crescita, senza una visione e senza un sostegno concreto per le imprese? Avevamo chiesto che fosse sancito il principio del "più assumi, meno paghi", ma nulla. Abbiamo dato una mano, cercando di portare all'attenzione temi come quello delle case occupate. Non essendo possibile che una persona proprietaria di una casa occupata debba anche pagare le imposte, abbiamo proposto l'istituzione di un fondo di 10 milioni di euro. Ci siamo battuti perché il vaccino - importantissimo, ma non unico strumento per combattere questa pandemia - fosse accompagnato da una serie di iniziative, come la ventilazione meccanica negli stabili scolastici. Noi non crediamo che ci si debba arrendere e che l'unico strumento a disposizione sia il vaccino, che è importantissimo, ma che - ripeto - non può essere l'unica forma di contrasto alla pandemia. Abbiamo cercato di risolvere il problema relativo agli autistici e lavorato sul superbonus, eliminando quelli spruzzi di ideologia con cui era nata questa manovra. Penso all'ISEE sopra i 25.000 euro e ad altre cose che nascevano da un retaggio culturale sbagliato e da una visione distorta della norma del superbonus, che era nata per far lavorare le imprese e non per favorire qualcuno rispetto ad altri. Abbiamo chiesto che fosse istituito un fondo per le conseguenze avverse del vaccino, ma ciò non è stato possibile perché oggi - non nascondiamocelo - molta gente non si vaccina per la paura e la confusione che voi, con i vostri messaggi, avete generato nell'opinione pubblica. Non posso credere che in Italia esista una percentuale di no vax intorno al 20 per cento. Non è vero, abbiamo visto con la legge Lorenzin, che è molto più bassa. Vi è però una percentuale di persone che non siamo stati bravi - non siete stati bravi - a convincere circa l'importanza del vaccino. L'istituzione del fondo poteva pertanto essere lo stimolo per dire a questa gente: vaccinatevi perché, nel caso in cui ci siano effetti avversi, lo Stato interverrà e si assumerà la responsabilità. Abbiamo chiesto che le cartelle esattoriali non fossero solo rinviate, rinviate e rinviate.