[ddlpres]

c) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui all'articolo 8- ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione di quello che svolge attività lavorativa con contratti esterni, per il quale il predetto obbligo vaccinale non sia già disciplinato dagli articoli 4 e 4- bis ; d) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria o del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori. Si tratta, infatti, per le lettere a) e b) , di personale che, più di altri, si trova a svolgere la propria attività lavorativa a contatto anche con soggetti non vaccinati; con la lettera c) si intercettano i lavoratori delle strutture ospedaliere e degli studi professionali, diversi da quelli già interessati da analoghe disposizioni; per quanto riguarda la lettera d) , si tratta di strutture per loro natura chiuse nelle quali vi è la convivenza forzosa della popolazione detenuta e la presenza diuturna di lavoratori quali gli operatori penitenziari appartenenti alla carriera dirigenziale penitenziaria in qualità di direttori e vice direttori, operatori appartenenti al comparto funzioni centrali, cappellani ed ancora – anche con rapporto libero professionale – mediatori culturali ed esperti ai sensi dell'articolo 80 della legge 26 luglio 1975, n. 354 per le attività di osservazione e trattamento. Si tratta di lavoratori ai quali pare necessario estendere l'obbligo vaccinale in particolare per assimilabilità di condizioni rispetto ai soggetti che lavorano nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo in esame. Al comma 2 si stabilisce che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento della prestazione lavorativa e che i dirigenti scolastici e gli altri responsabili del sistema di istruzione, i responsabili delle strutture in cui presta servizio il personale dei comparti della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, nonché i responsabili delle strutture di cui all'articolo 8- ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e i responsabili degli istituiti penitenziari in cui presta servizio il restante personale assicurano il rispetto dell'obbligo vaccinale. Si rendono, altresì, applicabili le disposizioni di cui all'articolo 4, concernenti i soggetti esenti dall'obbligo vaccinale. Al comma 3 si definisce la procedura per i controlli dell'obbligo vaccinale e per la conseguente sospensione dell'attività lavorativa, senza retribuzione, per non oltre sei mesi, a decorrere dal 15 dicembre 2021. Con il comma 4 per la sostituzione del personale scolastico che non ha adempiuto all'obbligo vaccinale sono attribuiti contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento nel quale i soggetti sostituiti, avendo adempiuto l'obbligo vaccinale, riacquistano il diritto di svolgere l'attività lavorativa. Ai commi 5 e 6 si stabiliscono le sanzioni per lo svolgimento dell'attività lavorativa in violazione degli obblighi vaccinali, con estensione della disciplina anche ai soggetti che vi sono tenuti ai sensi degli articoli 4 e 4- bis del medesimo decreto-legge n. 44 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 76 del 2021, nonché per i mancati controlli da parte dei soggetti agli stessi obbligati. Il Capo II riguarda l'impiego delle certificazioni verdi COVID-19 e comprende gli articoli da 3 a 6. L'articolo 3 (Durata delle certificazioni verdi COVID-19) reca modifiche all'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021convertito, con modificazioni, dalla legge n. 87 del 2021, integrando, a decorrere dal 15 dicembre 2021, la disciplina delle certificazioni verdi COVID-19 con le previsioni riguardanti la somministrazione della dose di richiamo successiva al completamento del ciclo vaccinale primario per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, si riduce da dodici a nove mesi la validità delle certificazioni verdi COVID-19 da avvenuta vaccinazione e da avvenuta guarigione conseguente ad infezione contratta dopo aver effettuato una o più dosi di vaccino, e si fissa sempre a nove mesi la durata della certificazione verde COVID-19 relativa alla somministrazione della dose di richiamo. L'articolo 4 (Estensione dell'impiego delle certificazioni verdi COVID-19) reca anch'esso modifiche al decreto-legge n. 52 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 87 del 2021, a decorrere dal 6 dicembre 2021. Con il comma 1, lettera b) , si modifica l'articolo 9- bis , relativo all'impiego delle certificazioni verdi COVID-19, inserendo gli alberghi e le altre strutture ricettive tra le attività per usufruire delle quali è richiesto il possesso di una delle suddette certificazioni. Coerentemente con le modifiche descritte, per ragioni di coordinamento, non fanno più eccezione all'obbligo di certificazione verde COVID-19 in zona bianca i servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati, dal momento che, anche per l'accesso nei predetti luoghi, è ora richiesta la medesima certificazione. Infine, viene prevista la necessità di certificazione verde per utilizzare gli spogliatoi di piscine, centri natatori, palestre e centri benessere, in zona bianca, tranne per l'accesso ai predetti luoghi da parte degli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell'età o di disabilità. Con la lettera c) , si interviene, infine, sull'articolo 9- quater , relativo all'impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nei mezzi di trasporto: si rimuove l'esclusione dall'obbligo di certificazione verde COVID-19 per l'accesso a navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto impiegati per i collegamenti marittimi nello stretto di Messina e nei collegamenti marittimi da e per l'arcipelago delle isole Tremiti; si estende l'obbligo di certificazione verde COVID-19 ai servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale; si rimuove l'esclusione dall'obbligo di certificazione verde COVID-19 per l'accesso ad autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale; si estende l'obbligo di certificazione verde COVID-19 per l'accesso a mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale. Viene poi specificato che sono esentati dall'obbligo di certificazione verde COVID-19 sui mezzi di trasporto anche i minori infra-dodicenni oltre che i soggetti esclusi dalla campagna vaccinale. Intervenendo sul comma 3 dell'articolo 9- quater si stabilisce, infine, che per i mezzi del trasporto pubblico locale o regionale le verifiche sul possesso delle certificazioni verdi COVID-19 possono essere svolte secondo modalità a campione.