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Introduzione del delitto di omicidio e di lesioni gravi o gravissime sul lavoro. Onorevoli Senatori . – Negli ultimi 5 anni in Italia oltre 4.000 lavoratrici e lavoratori sono morti sui luoghi di lavoro, quasi 4 milioni hanno riportato ferite a causa di tagli, schiacciamenti, urti, cadute dall'alto, circa 300.000 hanno subito un danno permanente, oltre 300.000 si sono ammalati perché esposti ad agenti inquinanti e a ritmi di lavoro usuranti. A fronte di questi numeri impressionanti le pene comminate ai responsabili della mancata osservanza delle previsioni di legge in materia di prevenzione dei rischi per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro sono pochissime e spesso irrilevanti. Con il presente disegno di legge si intende prevedere nel nostro ordinamento il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime, alla stregua della recente introduzione del reato di omicidio stradale, realizzato attraverso l'introduzione dell'articolo 589- bis del codice penale, nonché un sistema di sanzioni e di pene che determinino un potere di deterrenza efficace nei confronti di quei soggetti che, con l'obbiettivo di ridurre i costi ed aumentare il profitto, deliberatamente violino gli obblighi di legge e provochino con il loro comportamento infortuni mortali e lesioni gravi per lavoratrici e lavoratori. L'attuale assetto normativo prevede, all'articolo 589, secondo comma, del codice penale, il reato di omicidio colposo aggravato qualora l'evento mortale avvenga in conseguenza di violazioni delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, attualmente stabilite dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. La genericità degli obblighi da violare e l'entità delle pene previste ne rendono, nei fatti, poco efficace il potere di deterrenza nei confronti dei responsabili delle violazioni che hanno generato l'evento mortale o lesivo. Nel corso delle legislature XVII e XVIII sono stati presentati al Senato della Repubblica due disegni di legge molto simili, assegnati alla Commissione Giustizia, il cui iter di discussione non è mai iniziato, che prevedono anch'essi « l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime »; il primo disegno di legge a firma dei Senatori Barozzino e Casson ed il secondo a prima firma della Senatrice Valente. Entrambi i disegni di legge introducono nuovi articoli nel codice penale aventi per oggetto rispettivamente il reato di omicidio sul lavoro e quello di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime. Nei due disegni di legge si conferma, a livello generale, l'entità della pena già definita nell'articolo 589 in vigore, ma si prevede un aumento in caso di morte del lavoratore e per lesioni gravi o gravissime, qualora risulti che il datore di lavoro non abbia adempiuto: ai due obblighi base del decreto legislativo n. 81 del 2008 per la tutela della salute e della sicurezza, ovvero la valutazione dei rischi e la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP); agli obblighi per la prevenzione e protezione dai rischi da agenti fisici, sostanze pericolose, agenti biologici e da rischio incendio, previsti da capitoli specifici del decreto legislativo n. 81 del 2008 o per mancata consegna ai lavoratori di attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione individuale a norma. Con il presente disegno di legge si intende ulteriormente rafforzare il sistema di « obblighi-sanzioni-pene », sia per il reato di omicidio che di lesioni gravi, e si propone, oltre ad un aumento rilevante delle pene, di risolvere le criticità rispetto alla violazione dei cosiddetti obblighi di base del decreto legislativo n. 81 del 2008, in particolare, rispetto alle caratteristiche della valutazione dei rischi e del relativo documento (DVR). Non si ritiene, infatti, sufficiente introdurre la previsione di un aumento di pena, in caso di morte o lesioni gravi del lavoratore, unicamente nel caso in cui il datore di lavoro non abbia predisposto il DVR, considerando determinante il mero assolvimento di un obbligo burocratico. La previsione di un aumento di pena non avrebbe alcun potere di deterrenza nei confronti del datore di lavoro se non si definissero e precisassero dettagliatamente le caratteristiche che deve avere un DVR, per essere ritenuto corretto e « non punibile », sia dal punto di vista metodologico che rispetto alla veridicità dei dati sui quali si basa la valutazione del livello di esposizione al rischio del lavoratore. È indispensabile, quindi, per stabilire se un DVR può essere ritenuto corretto, ed il datore di lavoro non punibile per tale mancanza, definire con modifiche ai relativi articoli del decreto legislativo n. 81 del 2008: a) le caratteristiche metodologiche che deve possedere un DVR per essere conforme alle norme tecniche di riferimento per le differenti tipologie di rischio; b) l'obbligo per il datore di lavoro di adottare, sulla base della valutazione dei rischi, le misure di prevenzione secondo lo schema per priorità ovvero eliminare il rischio alla fonte, adottare misure di protezione collettive, fornire ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale solo se, nonostante l'adozione delle prime due tipologie di misure, rimane del rischio residuo; c) l'obbligo, per soggetti che indagano sulle cause della morte e delle lesioni subite dal lavoratore, di verificare, con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ed il supporto di tecnici esperti nelle diverse tipologie di rischio, che tutti i dati sui quali si basa la valutazione dei rischi corrispondano al livello reale di rischio al quale sono esposti i lavoratori. Si stabilisce inoltre di istituire specifiche tutele per chiunque segnali illeciti od omissioni nell'attuazione delle norme in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Sulla base di queste considerazioni il nuovo reato di omicidio e lesioni sul lavoro, che si intende introdurre con il presente disegno di legge, attribuisce rilevanza penale ad una serie di condotte distinguendole in base al grado della colpa. Inoltre vengono disposte norme di coordinamento al fine di adeguare la normativa vigente alle novelle oggetto del presente intervento.. Art. 1. (Omicidio sul lavoro) 1. Dopo l'articolo 589- ter del codice penale è inserito il seguente: « Art. 589- quater. – (Omicidio sul lavoro) – Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è punito con la reclusione da tre a otto anni. Il datore di lavoro che non abbia predisposto il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ovvero non abbia designato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, e cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se il fatto è commesso nell'esecuzione di un rapporto di lavoro irregolare sul piano contrattuale o contributivo, la pena è della reclusione da cinque a undici anni.