[sommcomm]

Ha, quindi, concordato con la presidente Craxi sulla scarsa propensione del presidente Saied a dominare la scena tunisina se non attraverso una deriva vieppiù autoritaria, facendo notare, al senatore Alfieri, la pervasività della presenza russa, ormai boots on the field in varie parti del continente africano (si considerino, a titolo di esempio, il Mali e l'Etiopia) mediante la brigata Wagner, apparentemente su espressa richiesta dei governi locali. Quanto alla Libia, gli Stati Uniti sono da sempre accanto all'Italia, appoggiando i suoi tentativi di moderazione e pacificazione, con l' obiettivo di indire elezioni generali, possibilmente il prossimo anno, al fine di arrivare ad un accordo tra le parti che tocchi anche il profilo economico, ovvero la riapertura delle forniture di petrolio e gas verso l'estero. Secondo la presidente Craxi, è giunta l'ora che i partner europei, Italia, Francia e Spagna in testa, agiscano nel Mediterraneo in maniera non episodica e non concorrenziale, ma seguendo una linea strutturata di politica estera europea, d'intesa, tuttavia, con l'alleato americano, il quale deve, comunque, avere consapevolezza di assumersi, anch'egli, le proprie responsabilità in Libia. E' seguita, quindi, la riunione con la Deputy assistant secretary per l'Europa occidentale e l'Unione europea, Molly Montgomery, a cui si è rivolta la presidente Craxi per evidenziare, relativamente al conflitto in Ucraina, come, nell'attuale frangente storico, si assista ad episodi di "stanchezza" delle opinioni pubbliche europee. Tale fenomeno, pur comprensibile sotto determinati aspetti, rischia di infrangere il fronte delle democrazie occidentali e di minare il legale transatlantico. Ha poi ricordato lo sforzo che il Governo Draghi ha messo in atto per diversificare, d'intesa con gli altri membri dell'Unione europea, le fonti di approvvigionamento energetico, in maniera da divincolarsi, il prima possibile, dalla dipendenza dal gas russo. La signora Montgomery ha tenuto, in modo particolare, ad evidenziare come l'Amministrazione USA sia pienamente conscia del fatto che l'impatto delle sanzioni contro la Russia stia generando una ricaduta negativa più in Europa che negli Stati uniti. Proprio per tale motivo, Washington sta cercando di aumentare il più possibile il volume di esportazioni di gas e petrolio USA verso gli alleati europei. Rispetto alla grave crisi alimentare in corso, tiene a ricordare che il proprio Governo ha recentemente stanziato oltre 5 miliardi di dollari. Nonostante le difficoltà evidenti e, per molti aspetti, quasi inevitabili, della politica sanzionatoria verso Mosca, bisogna, tuttavia, convincere le opinioni pubbliche occidentali che occorre andare avanti, in modo coeso, in questa direzione e far capire a Putin che la violenza e la violazione del diritto internazionale non pagano. Infine, ha messo in risalto quello che deve costituire un principio fondamentale dell'approccio occidentale, ossia che dovranno essere gli ucraini, senza alcuna forzatura esterna, a decidere, mediante negoziati con la Russia, sul loro destino. Sono seguiti brevi interventi del senatore Alfieri, che ha rimarcato il grande errore commesso da Putin, il quale, invadendo uno Stato sovrano, non ha saputo prevedere la forte e incisiva reazione dell'Unione europea e degli USA, e del senatore Vescovi, il quale, pur condannando fermamente l'aggressione di Mosca, si è chiesto se non sia il caso di provare, se si vuole veramente porre fine al conflitto, a calarsi nel modo di ragionare tipico dei russi, che è molto diverso da quello europeo o americano. Avuto riguardo a tale ultima osservazione, la signora Montgomery ha rilevato che, pur convenendo sul fatto che ci si debba immedesimare nello schema mentale di Putin, non occorre, però, dimenticare che per oltre otto anni, ossia a partire dal 2014, quando la Russia ha invaso la Crimea, gli ucraini si sono decisamente opposti a questa violazione della loro sovranità, senza che lo stesso Putin si sia minimamente accorto della loro crescente contrapposizione, tant'è che ha avviato l'aggressione ponendosi come liberatore. Ha ammesso, quindi, che quello attuale rappresenta il momento più critico della vicenda conflittuale iniziata il 24 febbraio scorso e che si debba, conseguentemente, mettere in atto tutte le iniziative possibili di aiuto e sostegno all'Ucraina. Ad un quesito posto dal senatore Alfieri, concernente il concetto di "autonomia strategica" dell'Unione europea, ha risposto che essa combacia perfettamente con gli interessi e la strategia americana, nella misura in cui è compatibile con gli obiettivi della NATO. Dal punto di vista degli Stati Uniti, sono ormai oltre 20 anni che viene chiesto all'Unione europea e ai suoi Paesi membri di agire in maniera più assertiva in materia di difesa: all'indomani della guerra in Ucraina, si è preso atto con soddisfazione che formalmente l'Europa ha adottato delle iniziative comuni, di natura militare, che mai erano state prese precedentemente. A tale proposito, la presidente Craxi, ha voluto sottolineare come gli europei abbiano reagito senza dubbio in modo compatto all'aggressione russa, ma molto vi è ancora da fare sulla strada del rafforzamento della governance europea in tema di politica estera e di difesa. E' da apprezzare, inoltre, l'intendimento del Presidente Draghi di farsi promotore e apripista della proposta di price cup, volta a calmierare il mercato del petrolio e del gas. Al termine della giornata del 13 luglio, ha avuto luogo l'incontro più importante dell'intera missione, quello programmato con il senatore Bob Menendez, presidente dell'omologa Commissione esteri del Senato americano. Il presidente Menendez, dopo aver riconosciuto che l'Italia si è impegnata al massimo, insieme ai partner UE, nell'aiutare l'Ucraina, sia dal punto di vista dell'assistenza ai profughi che mediante l'invio di armi, ha attirato l'attenzione su quella che, a suo avviso, costituisce la priorità che deve essere perseguita, in maniera coesa, ad opera degli alleati delle due sponde dell'Atlantico: sconfiggere la Russia di Putin. Occorre implementare questo obiettivo, anche se non è facile, perché la vera posta in gioco sulla scena internazionale, in questo cruciale periodo, è, a suo modo di vedere, non solamente schierarsi contro potenze autocratiche ed aggressive come la Russia e la Cina, quanto garantire e salvaguardare, nel prossimo futuro, lo stile di vita del mondo libero che abbiamo finora conosciuto. Secondo la presidente Craxi, per usare una metafora, gli Stati Uniti e l'Europa rappresentano le due gambe dell'Occidente, che, in questo frangente, sta lottando per la libertà violata di un altro popolo. Occorre prendere atto, quindi, che, con l'invasione dell'Ucraina, ci si trova di fronte ad un conflitto sistemico, suscettibile di cambiare lo scenario geo-politico dei prossimi decenni. Conforta il fatto che tra Italia, Europa e Stati Uniti persista un legame storico e culturale indissolubile, nonché la circostanza che si è reagito in maniera unitaria di fronte all'illegittima violazione della sovranità ucraina.