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Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 8 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. LAUS, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 8.0.1. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.1, presentato dalla senatrice Testor e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'ordine del giorno Gx1.0.1 riferito all'articolo 1 del disegno di legge di conversione, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. LAUS, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno Gx1.0.1, condizionato alla riformulazione con l'impegno del Governo a valutare. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Senatore Pillon, accoglie l'invito a riformulare l'ordine del giorno? PILLON (L-SP-PSd'Az) . Accolgo la proposta di riformulazione, signor Presidente. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno Gx1.0.1 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo alla votazione finale. PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, quella di oggi è una giornata importante, perché discutiamo di una norma che estende dei diritti, con conseguente arrivo di risorse alle persone che hanno più bisogno. Si introduce un assegno destinato alle famiglie con figli minori che finora non avevano diritto agli assegni al nucleo familiare. In particolare, l'assegno - come sappiamo - è diretto ai genitori disoccupati, lavoratori autonomi, precari o coltivatori diretti. Chiamiamo questo provvedimento ponte perché entra a regime dal 1° luglio al 31 dicembre, fino a quando il 1° gennaio 2022 entrerà in vigore la delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico universale. In sostanza, mentre prima il sostegno della politica pubblica andava alle famiglie in ragione del lavoro o del non lavoro, e quindi della condizione dei genitori, ora l'assegno unico e universale sancisce un principio: l'aiuto è ai figli in quanto figli. È un cambiamento di dimensioni importantissime. In questo senso, la norma che ci accingiamo a votare è ponte, quindi, non solo perché stabilisce interventi immediati, ma anche perché prima avevamo isole separate, ossia ogni condizione di lavoro aveva il suo diritto all'assegno al nucleo familiare, mentre adesso il diritto è universale. Il provvedimento in esame, però, è ponte anche verso la riforma più organica. Sono state richiamate riforme di sistema in quest'Aula, come il family act , approvato proprio l'altro ieri in Commissione affari sociali, che è una delega al Governo per il sostegno e la valorizzazione delle famiglie e l'autonomia dei figli. Ringrazio la ministra Bonetti ed il Governo per un andamento ordinato delle norme, che consente di avere una visione più organica, nonché di fare un ragionamento più ampio rispetto alla norma. Dopo la terribile epidemia da Covid, con i vaccini ora possiamo non soccombere al virus, ma avviarci ad una fase almeno di convivenza e l'economia si sta riprendendo, tanto da far dire ad uno studio di Ambrosetti l'altro giorno che sta salendo il vento dell'ottimismo. E questo vento dell'ottimismo deve spirare nella nostra cittadinanza, tra le famiglie, per innescare un processo di fiducia, di desiderio di futuro; fiducia che fa risollevare l'economia e l'occupazione e deve sostenere la natalità. Con alcuni colleghi, in modo trasversale ai partiti, abbiamo chiesto anche una sessione speciale del Senato sulla natalità, per affrontare il tema a tutto tondo. Tutto questo si accompagna alle riforme e alle risorse del PNRR. Ricordiamo che su queste tematiche sono appostate risorse importanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo ricordava la Ministra: ieri Draghi è tornato a parlare della condizione delle donne, appellandosi alle famiglie, perché è ora di agganciare questo tema alla ripresa economica. Draghi si è appellato alle famiglie e alle aziende, perché la ricostruzione del Paese, a partire dal lavoro delle donne, ha bisogno di un investimento forte nel lavoro, nella parità di salario. È questa la questione importantissima per affrontare il tema. In sostanza, la norma di cui discutiamo è una grandiosa leva di fiducia per il nostro prossimo futuro e per quello delle giovani generazioni. Se la consideriamo in questo quadro, riusciamo a comprendere ed essere consapevoli della portata della norma in un disegno più organico. Per queste ragioni, il Gruppo Italia Viva-PSI vota convintamente a favore del provvedimento in esame. (Applausi). RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, era già tutto previsto. E lo dico non con soddisfazione, perché è una conferma triste, ma con un misto di rabbia e di rincrescimento, interpretando anche il sentimento di tutte quelle famiglie nelle quali il Governo ha, incautamente, creato aspettative che sono andate deluse. Era tutto previsto e potremmo riprendere gli atti della seduta del 30 marzo scorso, nella quale abbiamo approvato all'unanimità la misura dell'assegno unico universale per i figli, e quindi con il voto favorevole anche di Fratelli d'Italia, come accaduto anche alla Camera otto mesi prima. Già il 30 marzo, però, abbiamo stigmatizzato il ritardo e i tempi stretti di una riforma che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo luglio e che sconta un errore all'origine, nella vostra scelta di un disegno di legge delega, i cui tempi sono sempre incerti e lunghi. Era già evidente che non c'erano gli spazi sufficienti per varare i decreti attuativi, che sono gli unici deputati a garantire una copertura adeguata e l'entrata in vigore della misura. D'altronde - e non è casuale - il Governo non era in grado di quantificare la cifra dell'assegno e gli interventi del Ministro di competenza, ma anche del Presidente del Consiglio, si basavano su previsioni e simulazioni che oggi potremmo definire con il loro nome, e cioè campate per aria. Infatti, si è ricorso a una soluzione ponte, da luglio a dicembre: l'assegno temporaneo. Ad aprile era già evidente che l'assegno unico era condannato a rinvio, ma solo con ritardo è stata ufficializzata la misura che oggi discutiamo.