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Signor Presidente, da molto tempo sentiamo il variegato mondo dei sostenitori del disegno di legge Zan raccontare in Aula, in televisione, in giro che il testo serve a ribadire la libertà individuale e sessuale di ognuno e a combattere contro le discriminazioni e le violenze contro gli omosessuali. Da una parte ci sono quelli buoni e inclusivi, dall'altra parte i cattivi e gli omofobi. Questa è una menzogna, una delle tante menzogne tipiche della sinistra. Chiunque ci conosce, chiunque conosce Fratelli d'Italia, con il suo presidente Giorgia Meloni, sa bene che non c'è nessuno meno bigotto di noi, nessuno più inclusivo di noi e che nessuno di noi si sognerebbe mai di favorire qualcosa che possa andare contro la libertà individuale di qualcuno o contro gli omosessuali. Anzi, desidero dire che noi apparteniamo a una tradizione nella quale riconosciamo il valore del coraggio e che, ancora oggi ci vuole grande coraggio a dichiararsi omosessuale (Applausi) , per di più a esprimere il proprio sentimento di amore nei confronti di una persona dello stesso sesso; c'è quindi tutta la nostra vicinanza nei confronti di queste persone e tutto ciò che può essere utile per aiutarle a uscire dalle fasi difficili avrà tutto il nostro sostegno. Però il disegno di legge Zan non è questo, ma tutt'altro. Quale libertà sessuale vuole difendere la sinistra? Penso alla stessa sinistra che ha l'abitudine di fare la morale, a comportarsi da censore, a guardare dal buco della serratura cosa fanno gli italiani, con chi fanno sesso, con chi si accoppiano, con chi vanno a cena. Ricordiamo le accuse a Berlusconi per le cene eleganti: quello non si poteva fare, la sinistra aveva deciso che era immorale. Si parla di combattere la discriminazione e la violenza nei confronti degli omosessuali. Anche su questo, però, gli unici che lo hanno fatto seriamente siamo noi di Fratelli d'Italia quando abbiamo posto, in tempi non sospetti, il problema dei rapporti con quegli Stati che reputano l'omosessualità un reato penale. Invito i colleghi e i giornalisti che adesso stanno seguendo questi temi ad andarsi a rivedere gli atti di quel dibattito. Eravamo intervenuti quasi tutti (ricordo il senatore Balboni e io stesso); ci siamo chiesti come potevamo fare un accordo bilaterale con il Qatar, dicendo che dovevamo mandare le nostre scolaresche e i nostri ragazzi universitari a fare gli scambi culturali in Qatar, dove l'omosessualità è un reato penale, punito con il carcere e in teoria punibile con la pena di morte. Non ha senso. Abbiamo posto con forza questo problema, siamo stati gli unici in tutto il Parlamento a votare contro l'accordo bilaterale con il Qatar. Questo accadeva mesi fa, prima che l'argomento diventasse di moda. Poi abbiamo i fenomeni alla Fedez e Ferragni, che dicono che i politici che si oppongono al disegno di legge Zan fanno schifo, ma postano le loro foto da Dubai, dagli Emirati Arabi Uniti, dove l'omosessualità è reato penale, ma quando si tratta di fare soldi ce ne freghiamo dei diritti degli omosessuali (Applausi) . Un Paese in cui l'omosessualità è direttamente punita con la morte è l'Arabia Saudita, dove gli omosessuali vengono uccisi. La sinistra ha sempre taciuto su questa barbarie, forse perché l'ex segretario del PD viene pagato dall'Arabia Saudita per parlare del nuovo rinascimento saudita e forse perché l'attuale segretario del PD Letta è pagato dallo stesso gruppo societario che cura l'immagine della casa reale saudita. PRESIDENTE. Senatore, ovviamente lei si assume la responsabilità delle affermazioni che fa. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, lei non può interrompermi mentre sto parlando. PRESIDENTE. Io la posso interrompere se ritengo di farlo; lei può obiettare e io posso richiamarla. (Proteste del senatore Fazzolari). Io la posso interrompere se ritengo di richiamarla per il linguaggio. Lei naturalmente mi può rispondere e ovviamente io ne prendo atto. FAZZOLARI (FdI) . Intanto vorrei recuperare tutti i minuti che mi ha fatto perdere. PRESIDENTE. Non ne ha persi molti e, come sempre, il tempo che viene impiegato nelle interruzioni viene recuperato. Stia assolutamente tranquillo su questo, non è un'innovazione nei suoi confronti. FAZZOLARI (FdI) . Confido che non mi toglierà la parola quando sentirà qualcos'altro che non le piace. Se vuole le fonti, l'editoriale «Domani», che non pare essere particolarmente vicino a Fratelli d'Italia, è quello che riporta in modo puntuale queste informazioni sugli affari di Letta. Lo scrive il «Domani», non lo dico io, e se Letta reputa che ci sia qualcosa che non va dovrebbe fare una smentita che non ha fatto: Letta è stato pagato 100.000 euro l'anno per otto sedute presso lo stesso gruppo societario che cura l'immagine della casa saudita. Ecco perché non si parla degli omosessuali condannati a morte in Arabia Saudita. (Applausi) . Si parla invece della legge ungherese che vieta la propaganda gender nelle scuole. Perché? Perché Orbán non stacca gli assegni che staccano i qatarioti e i sauditi ai politici italiani ed europei: ecco perché. C'è una mozione di Fratelli d'Italia al Senato e alla Camera per chiedere di condannare i Paesi nei quali l'omosessualità è reato: l'ha presentata Fratelli d'Italia (nessun'altra forza politica l'ha presentata), perché noi siamo persone libere che hanno la forza di dire chiaramente come stanno le cose e di condannare là dove la violenza contro gli omosessuali è vera e concreta. Le altre forze politiche invece si esimono da questi atti di coraggio. Il perché lo sappiamo. Il disegno di legge Zan decide che il sesso biologico non esiste, esiste invece l'identificazione percepita di sé. Vuol dire che se mi sento donna, sono donna e se vado da qualcuno a dire che sono donna e lui insiste che sono uomo lo posso denunciare per discriminazione. Questa è una sciocchezza, un'idiozia, c'è poco da girarci attorno: è terrapiattismo biologico e terrapiattismo scientifico. E noi che diciamo che questo è terrapiattismo non siamo omofobi. Chi sostiene queste cose dovrebbe giustificare le idiozie che dice. Abbiamo degli esempi su che cosa succede quando si decide che il sesso è autopercezione. In Canada, dove già c'è la legge Zan canadese, un attivista trans, nato uomo che adesso si dichiara donna, ma non è operato, Jessica Yaniv, ha l'abitudine di andare nei centri estetici femminili e chiedere alle estetiste di depilargli i genitali, ovviamente maschili, e chi si rifiuta viene denunciata per discriminazione. Chissà quanti burloni in Italia, se dovesse passare la legge Zan, decideranno per mezz'ora di dichiararsi donna chiedendo a qualche ragazzetta estetista gli depilargli le parti intime. Poi abbiamo gli esempi dello sport, che sono gli stessi: gli Zan di tutto il mondo hanno deciso che se uno si dichiara donna partecipa alle competizioni femminili e non con gli uomini. Alcuni esempi: