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la situazione di stallo, in merito alla quale urge fare chiarezza, sembrerebbe imputabile all'applicazione dell'ordinanza ministeriale n. 112 del 6 maggio 2022, la quale di fatto blocca ed inibisce ai docenti abilitati e specializzati all'estero di stipulare contratti con gli istituti scolastici, in attesa del riconoscimento del titolo; considerato che tale circostanza produce gravi conseguenze sul già complesso mondo dell'insegnamento e dei giovani che vi si affacciano per la prima volta; l'ordinanza ministeriale, impedendo agli abilitati all'estero il conferimento di incarichi con contratto a tempo determinato in attesa del riconoscimento del titolo, sembrerebbe porsi in contrasto con il diritto all'acceso parziale tutelato dalla direttiva n. 36/2005 e dal conseguente decreto legislativo n. 206 del 2007, si chiede di sapere se e quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di garantire la piena attuazione dei diritti di cui al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, con riguardo ai docenti abilitati e specializzati all'estero, penalizzati ed esclusi dalle graduatorie. Atto n. 4-07432 RIVOLTA Erica Al Ministro dell'istruzione Premesso che: la legge 12 marzo 1999, n. 68, "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", istituisce quote di riserva per le "categorie protette" e assegna, agli aventi diritto, la riserva di posti in occasione del conferimento dei contratti di supplenza, al 31 agosto e al 30 giugno, attribuite da graduatorie ad esaurimento e da graduatorie provinciali per le supplenze, a cui spettano rispettivamente il 7 per cento e l'1 per cento, a seconda delle categorie dei posti; la legge 5 febbraio 1992, n. 104, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", realizza il diritto allo studio degli alunni e alunne con disabilità, attraverso l'inclusione scolastica, con l'obbligo nei confronti dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, tra cui quella di affiancare all'alunno e alunna un docente specializzato specificatamente sul sostegno. Entrando maggiormente nel dettaglio, l'art. 14, comma 6, prevede "l'utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati"; considerato che: l'ambito territoriale di Benevento, ufficio VIII, dell'ufficio scolastico regionale per la Campania, con decreto prot. n. 006267 del 14 settembre 2022, ha ritenuto prioritario il diritto dell'alunno diversamente abile ad essere seguito da un docente specializzato. L'ambito territoriale di Benevento è intervenuto in autotutela (agendo manualmente sull'algoritmo ministeriale) per ristabilire la corretta attribuzione delle sedi e l'assegnazione dei posti. Altri ambiti territoriali, (a titolo di esempio l'ambito territoriale di Avellino, ufficio VII, dell'USR per la Campania, e l'ambito territoriale di Taranto, ufficio VII, dell'USR per la Puglia) hanno ritenuto prioritario l'esatto opposto ovvero assegnare i posti e le cattedre ai "riservisti", beneficiari della riserva per le categorie protette (legge n. 68 del 1999) da graduatorie provinciali per le supplenze incrociate di seconda fascia, ovvero ai docenti privi di titolo di specializzazione o abilitazione, ribadendo che le scelte operate dal sistema sulla base dell'algoritmo impostato dal Ministero dell'istruzione sono ineccepibili; è di tutta evidenza che l'amministrazione scolastica non può trattare in maniera opposta casi del tutto identici. Pur non entrando nel merito di chi ha più diritto (bilanciamento dei diritti), anche se si ritiene prioritario il diritto dell'alunno diversamente abile ad essere seguito da un docente specializzato o abilitato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire, urgentemente, con precise indicazioni per la corretta attribuzione delle sedi e dei posti, uniformando l'azione dell'amministrazione scolastica su tutto il territorio nazionale, al fine di evitare possibili contenziosi derivanti da incongruenze tra i diversi ambiti territoriali degli uffici scolastici regionali. Atto n. 4-07433 ROMANO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'Ispettorato nazionale del lavoro (INL) è stato istituito con decreto legislativo n. 149 del 2015 in forza della delega contenuta nella legge n. 183 del 2014; la legge n. 183 del 2014 ne ha previsto l'istituzione "ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300", che disciplina l'ordinamento delle Agenzie; il decreto legislativo n. 149 del 2015, all'art. 6, comma 1, ha, tuttavia, stabilito che "al personale dirigenziale e non dirigenziale di ruolo dell'Ispettorato si applica, rispettivamente, la contrattazione collettiva dell'Area I e la contrattazione collettiva del comparto Ministeri"; la legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020) al comma 143 dell'art. 1, ha previsto che "al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia ed elle finanze un fondo da ripartire, con dotazione pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021"; il secondo ed il terzo periodo del comma 143 del citato art. 1, ha inoltre stabilito che "a decorrere dall'anno 2020, il fondo può essere alimentato con le eventuali somme, da accertarsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che si rendono disponibili a seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale2019-2021 (…)"; il quarto ed il quinto periodo del comma 143 prevede ancora che "le risorse del fondo sono destinate nella misura del 90 per cento, alla graduale armonizzazione delle indennità di amministrazione del personale appartenente alle aree professionali dei Ministeri al fine di ridurne il differenziale e, per la restante parte all'armonizzazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato delle medesime amministrazioni. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (…) si provvede alla ripartizione delle risorse del fondo tra le amministrazioni di cui al primo periodo per il finanziamento del trattamento accessorio di ciascuna di esse, tenendo conto anche del differenziale dei trattamenti di cui al precedente periodo e, in deroga all'articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, alla conseguente rideterminazione delle relative indennità di amministrazione"; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2022, ha previsto un incremento delle indennità di amministrazione e dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato che, tuttavia, non coinvolge l'INL né l'ANPAL; considerato che: