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Condivide infine l'articolo 53- bis , che porta al 4 per cento l'IVA sulla cessione di autoveicoli e motoveicoli ad alimentazione ibrida ed elettrica se effettuata nei confronti di alcune categorie svantaggiate di persone, e l'articolo 57-ter, relativo alla nomina dei revisori dei conti degli enti locali, mentre manifesta dubbi sull'articolo 57- quater , che aumenta l'indennità di funzione dei sindaci dei comuni fino a 3.000 abitanti, sia per l'esiguità delle somme aggiuntive sia perché le stesse saranno a carico del bilancio comunale e non di quello dello Stato. Conclusivamente, pur riconoscendo la presenza di alcune norme condivisibili e di buon senso e consapevole dell'entità delle risorse destinate alla sterilizzazione clausole IVA, denuncia la mancanza di una visione che non contempli esclusivamente microtasse e sappia promuovere, al contrario, la crescita del Paese. Interviene il senatore D'ARIENZO ( PD ), a giudizio del quale la discussione sugli indirizzi complessivi di politica fiscale non può partire dall'argomentazione, sostenuta dal senatore Siri, che il livello di evasione fiscale sia frutto dell'eccessiva pressione tributaria, poiché il rispetto dell'obbligazione fiscale consente innanzitutto il livello di welfare che lo Stato italiano garantisce ai cittadini. Una riduzione del prelievo complessivo avrebbe come primo effetto la riduzione in termini quantitativi e qualitativi dei servizi sociali erogati. D'altro canto, i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno potuto operare solo lievi riduzioni delle imposte, essendo insostenibile, innanzitutto dal punto di vista della finanza pubblica, un drastico abbattimento delle imposte. Ritiene inoltre errata la ricetta proposta dal senatore Siri di estendere i regimi forfettari con aliquota unica, poiché i settori economici interessati da tale misura sono quelli nei quali è più evidente il fenomeno dell'evasione tributaria. Apprezza quindi il superamento dal 2020 del regime forfettario per gli autonomi con fatturato fino a centomila euro, considerati gli effetti negativi ingenerati dal limite dei 65.000 euro previsto dal regime forfettario introdotto dalla manovra dello scorso anno. Per quanto concerne invece la gestione del contante, dopo aver ricordato le raccomandazioni dell'Unione europea espresse durante il precedente Governo su tale tema, difende le disposizioni contenute nel decreto-legge, apprezzandone gli esiti anche in termini di lotta all'evasione fiscale. Apprezzata la sollecitazione del Presidente della Repubblica a contrastare l'evasione fiscale e contributiva, condivide altresì la sottolineatura del senatore Siri circa la scarsa attenzione al tema della semplificazione. Si tratta, peraltro, di una tematica ampiamente disattesa dai Governi che si sono succeduti nel tempo, in mancanza di una complessiva riforma tributaria. Tuttavia, conclude osservando che le misure per agevolare la tracciabilità dei pagamenti e la raccolta di informazione da parte dell'amministrazione finanziaria potranno agevolare la predisposizione di strumenti dichiarativi precompilati di più agevole utilizzo da parte dei contribuenti. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ), osserva che il decreto-legge in esame compendia in materia tributaria gli elementi fondativi delle due forze che sostengono l'attuale Governo: il giustizialismo del MoVimento 5 Stelle e l'aumento delle tasse del Partito democratico. A suo parere, si tratta di due indirizzi completamente errati che incrementano di fatto il fenomeno dell'evasione. Il decreto non aiuta certamente la crescita economica e, paradossalmente, non appronta strumenti di efficace contrasto dell'evasione. Condividendo l'intervento del senatore Siri, esprime la convinzione che solo una drastica riduzione del prelievo complessivo e un'azione costante e radicale di semplificazione normativa potranno conseguire un significativo incremento delle entrate tributarie, poiché i contribuenti saranno messi in condizione di versare il giusto con adempimenti semplici e chiari. Passando a commentare criticamente alcune disposizioni del decreto, si sofferma in particolare sull'articolo 3, in materia di compensazione tra debiti e crediti fiscali: le misure recate dal decreto impediscono il fisiologico riassorbimento attraverso l'istituto della compensazione delle maggiori imposte versate in acconto, con un danno evidente e oggettivo nei confronti dei contribuenti onesti. La propria parte politica ribadisce la contrarietà anche rispetto al reddito di cittadinanza e "quota 100" che sono erroneamente confermate dall'attuale maggioranza pur essendo due misure inutilmente onerose e dal carattere assistenzialistico. Il presidente BAGNAI , dopo aver ricordato la scadenza del termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno di domani alle ore 18, propone alla Commissione di rinviare la discussione generale e gli interventi di replica alla seduta già convocata per le ore 9 di giovedì prossimo. Conviene la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,10.