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per gli induttori di valore più elevato, secondo i metodi di confronto propri delle ammettenze in bassa frequenza, confrontando le correnti che attraversano un resistore ed un induttore alimentati con tensioni alternate sinusoidali tra di loro in quadratura; per gli induttori di valore inferiore, secondo i metodi di confronto propri delle impedenze in bassa frequenza, confrontando le tensioni che si producono ai terminali di un resistore e di un induttore alimentati con una stessa corrente alternata sinusoidale. Il riferimento all'unità SI è stabilito dal complesso di esperimenti attuati dai principali laboratori metrologici per determinare la costante di von Klitzing, sulla quale il campione nazionale di resistenza elettrica è basato. Tali esperimenti includono, con peso determinante, la misura assoluta della capacità elettrica mediante condensatore calcolabile. 2. L'incertezza relativa con la quale è conservato e reso disponibile il campione nazionale è stimata pari +/- 2 x 10(elevato a - 5) alla frequenza angolare di 10 krad/s ed è ottenuta sommando in quadratura le componenti d'incertezza di tipo A e di tipo B. In particolare, la componente di tipo A dipende dal valore dell'induttanza ed è stimata in ogni caso minore di +/- 1,8 x 10(elevato a - 5). La componente di tipo B dipende anch'essa dal valore dell'induttanza ed è stimata in ogni caso minore di (Più o Meno) 1 x 10(elevato a - 5). 3. Il campione nazionale ha partecipato nel 1984 a un confronto internazionale organizzato in ambito europeo dal BCR mediante campioni di trasferimento comprendenti i valori 10 mH e 1 H. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza differenze, rispetto alla media dei valori dei campioni degli altri laboratori, entro l'incertezza sopra specificata sino alla frequenza di 1 kHz per il valore di 10 mH e sino alla frequenza di 400 Hz per il valore di 1 H, a causa del particolare metodo impiegato presso l'IEN che non risente delle capacità parassite verso lo schermo dell'induttore. 4. Il corretto comportamento del campione nazionale è verificato osservando l'andamento temporale dei valori dei singoli induttori che lo compongono rispetto alla media, nonché derivando il valore di questa dal campione nazionale di resistenza elettrica. 14. Campione nazionale di flusso luminoso. 1. Il campione nazionale di flusso luminoso è conservato mediante un gruppo di lampade ad incandescenza, caratterizzate da un filamento circolare, alimentate in regime continuo e tarate ad intensità di corrente elettrica costante. La misurazione del flusso luminoso emesso nello spazio dalla sorgente è effettuata integrando l'illuminamento misurato dal rivelatore su una superficie sferica contenente la sorgente stessa. Il dispositivo di misura è costituito da un braccio a U che porta alla sua estremità il rivelatore fotoelettrico. Questo braccio è incernierato, intorno ad un'asse orizzontale, ad un portale che può essere ruotato intorno ad un'asse verticale. Disposta la lampada nel punto di incrocio dei due assi di rotazione, si effettuano misure di illuminamento lungo successivi meridiani o paralleli percorrendo con il rivelatore fotoelettrico l'intera sfera e lasciando la lampada fissa. Il rivelatore è costitutito da una cellula fotovoltaica al silicio, stabilizzata in temperatura e con una sensibilità spettrale che simula quella dell'osservatore fotometrico di riferimento. Per ridurre l'influenza di eventuali luci parassite essa è schermata in modo tale che il suo campo visivo sia occupato, ad eccezione della lampada, esclusivamente da superfici nere. 2. L'incertezza relativa con la quale è conservato e reso disponibile il campione nazionale, per flusso luminoso da 2000 lm a 3000 lm, è pari a +/- 6 x 10(elevato a - 3) ed è ottenuta sommando in quadratura le componenti di incertezza di tipo A e di tipo B. La componente di tipo A è valutata pari a +/- 5,3 x 10(elevato a - 3) ed è dovuta: per il goniofotometro, alla misurazione del raggio della superficie sferica +/- 0,3 x 10(elevato a - 3) e alla schermatura dovuta al portalampada +/- 0,1 x 10(elevato a - 3) ; per la lampada, all'instabilità dell'alimentatore in corrente continua +/- 0,7 x 10(elevato a - 3) e alla misurazione dell'intensità di corrente +/- 1,4 x 10(elevato a - 3); per il rivelatore, alla misurazione della fotocorrente +/- 0,2 x 10(elevato a - 3), all'effetto della temperatura +/- 0,1 x 10(elevato a - 3), all'imperfetta correzione spettrale +/- 0,2 x 10(elevato a - 3), alle luci parassite +/- 0,3 x 10 (elevato a - 3) ed alla taratura per mezzo dei campioni di intensità luminosa +/- 5 x 10(elevato a -3). La componente di tipo B è legata alle diverse procedure di integrazione del segnale luminoso; essa è stimata essere +/- 3 x 10(elevato a - 3), come risultato del VI confronto internazionale di campioni di flusso luminoso organizzato dal BIPM nel 1985. 3. Per quanto riguarda il rapporto fra la realizzazione nazionale e l'unità media internazionale l'unità italiana è da ritenersi uguale all'unità SI entro 5 x 10(elevato a - 3), come riportato sul Rapporto della XI sessione del CCPR. 4. Eventuali comportamenti anomali di una lampada del gruppo sono posti in evidenza, durante i confronti periodici, dallo scostamento anomalo del flusso luminoso da essa emesso, misurato con una sfera di Ulbricht, dalla media dei valori del gruppo. Per verificare la presenza di eventuali derive dell'intero gruppo, viene effettuata periodicamente la misurazione mediante il goniofotometro. 15. Campione nazionale di attività (dei radionuclidi). 1. Il campione nazionale di attività è conservato mediante sorgenti di radionuclidi e mediante: a) apparato per la misurazione dell'attività di radionuclidi emettitori (Beta)-y, a - y e X - y , con il metodo dei conteggi in coincidenza, basato su un contatore proporzionale a flusso di gas e su un rivelatore a ioduro di sodio attivato al tallio; b) apparato per la misurazione dell'attività di radionuclidi emettitori X - y , y - y e X - X, con il metodo del conteggi nel picco somma, basato su un rivelatore a ioduro di sodio attivato al tallio del tipo a pozzetto; c) apparato per la misurazione dell'attività di radionuclidi emettitori di particelle cariche (a, (beta), elettroni di conversione) basato su un contatore proporzionale con geometria di rivelazione 4(p greco) sr. Gli apparati sopra descritti operano tra 1 kBq e 20 kBq. 2. L'incertezza relativa con la quale è conservato e reso disponibile il campione nazionale di attività è compresa tra +/- 1 x 10(elevato a - 3) e +/- 3 x 10(elevato a - 2), a seconda del tipo di radionuclide e del metodo di misurazione utilizzato ed è ottenuta sommando in quadratura le componenti di incertezza di tipo A e di tipo B.