[pronunce]

- Si è costituita in giudizio, con atti depositati il 16 e il 27 aprile 2010, la Regione Basilicata, la quale sostiene l'inammissibilità del ricorso e, comunque, l'infondatezza dello stesso. Sotto il primo profilo, la difesa regionale ritiene inammissibile il ricorso per carenza di attualità e concretezza nell'interesse a proporre l'impugnazione, a causa del differimento dell'entrata in vigore della legge della Regione Basilicata n. 3 del 2010 alla decima legislatura regionale. Sotto il secondo profilo, le modifiche introdotte dalla legge regionale sarebbero suscettibili di essere qualificate di dettaglio: l'art. 1, comma 1, ad esempio, non intenderebbe sostituire integralmente il «listino», ma soltanto prevedere una diversa o ridotta composizione, sicché i seggi da assegnare, per effetto del premio di maggioranza, verrebbero ripartiti tra i gruppi delle liste provinciali secondo i criteri della legislazione statale vigente in materia di elezioni regionali. Inoltre, da un lato, le modifiche introdotte dalla legge della Regione Basilicata sarebbero già state effettuate da altre Regioni; dall'altro, la giurisprudenza costituzionale lascerebbe al legislatore regionale spazi non esigui, anche in assenza del nuovo statuto.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 3, della legge della Regione Basilicata 19 gennaio 2010, n. 3 (Norme relative al sistema di elezione del Presidente della Giunta regionale e dei consiglieri regionali, ai sensi della legge 2 luglio 2004, n. 165 - Disposizioni di attuazione dell'art. 122, primo comma, della Costituzione), e degli artt. 1, 2 e 3, della legge della Regione Basilicata 5 febbraio 2010, n. 19 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 19 gennaio 2010, n. 3), per contrasto con l'art. 5, primo comma, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni). Il ricorrente, con un unico motivo relativo a tutte le disposizioni impugnate, censura le suddette norme, perché, modificando in misura significativa il sistema di elezione in assenza della previa approvazione del nuovo statuto regionale, violerebbero l'art. 5, comma primo, della legge costituzionale n. 1 del 1999. 2. - I ricorsi, avendo ad oggetto disposizioni strettamente connesse, vanno riuniti per essere decisi con un'unica sentenza. 3. - L'eccezione di inammissibilità sollevata dalla Regione Basilicata non è fondata. La difesa regionale sostiene che il ricorrente non abbia un interesse attuale e concreto a proporre impugnazione, a causa del differimento dell'entrata in vigore della legge regionale n. 3 del 2010 alla decima legislatura regionale (art. 1-bis della citata legge regionale, aggiunto dall'art. 3 della legge regionale n. 19 del 2010). Questa Corte ha precisato che «l'impugnativa da parte dello Stato delle leggi regionali è sottoposta, ai sensi dell'art. 127 della Costituzione, ad un termine tassativo riferito alla pubblicazione e non anche all'efficacia della legge stessa e, d'altra parte, la pubblicazione di una legge regionale, in asserita violazione del riparto costituzionale di competenze, è di per sé stessa lesiva della competenza statale, indipendentemente dalla produzione degli effetti concreti e dalla realizzazione delle conseguenze pratiche» (sentenze n. 407 del 2002 e n. 332 del 1998). Ne deriva che il differimento nel tempo dell'entrata in vigore di disposizioni regionali, condizionato al verificarsi di un evento o all'adozione di un atto, non produce l'inammissibilità del ricorso in via principale. 4. - Nel merito, la questione posta in riferimento all'art. 1, commi 1 e 3, della legge regionale n. 3 del 2010 e all'art. 1 della legge regionale n. 19 del 2010, è fondata. 4.1. - È opportuno ricostruire, preliminarmente, la disciplina legislativa relativa al regime transitorio disegnato dall'art. 5, primo comma, della legge costituzionale n. 1 del 1999. Quest'ultima, come è noto, ha modificato gli artt. 121, 122, 123 e 126 della Costituzione. In particolare, l'art. 122, quinto comma, stabilisce che il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto, salvo che lo statuto disponga diversamente; l'art. 123, primo comma, prevede che rientri nella competenza statutaria la forma di governo regionale; l'art. 122, primo comma, dispone che il sistema di elezione sia di competenza del legislatore regionale «nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica». In attuazione di quest'ultima disposizione costituzionale è intervenuto l'art. 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165 (Disposizioni di attuazione dell'articolo 122, primo comma, della Costituzione), che ha fissato i principi fondamentali che le Regioni sono chiamate ad osservare in materia di sistema di elezione: «a) individuazione di un sistema elettorale che agevoli la formazione di stabili maggioranze nel Consiglio regionale e assicuri la rappresentanza delle minoranze; b) contestualità dell'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale, se il Presidente è eletto a suffragio universale e diretto. Previsione, nel caso in cui la regione adotti l'ipotesi di elezione del Presidente della Giunta regionale secondo modalità diverse dal suffragio universale e diretto, di termini temporali tassativi, comunque non superiori a novanta giorni, per l'elezione del Presidente e per l'elezione o la nomina degli altri componenti della Giunta; c) divieto di mandato imperativo». In via transitoria si applica l'art. 5, primo comma, della legge costituzionale n. 1 del 1999, secondo cui «Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti regionali e delle nuove leggi elettorali ai sensi del primo comma dell'articolo 122 della Costituzione, (...) l'elezione del Presidente della Giunta regionale è contestuale al rinnovo dei rispettivi Consigli regionali e si effettua con le modalità previste dalle disposizioni di legge ordinaria vigenti in materia di elezione dei Consigli regionali». Quindi, fino all'entrata in vigore del nuovo statuto regionale, resta fermo il sistema elettorale regionale dettato dalla disciplina statale e, precisamente, dalle leggi 17 febbraio 1968, n. 108 (Norme per la elezione dei Consigli regionali a statuto normale), e 23 febbraio 1995, n. 43 (Nuove norme per la elezione dei Consigli delle regioni a statuto ordinario). 4.2. - Le disposizioni impugnate, nel disciplinare il sistema elettorale regionale prima dell'approvazione dello statuto, sono in contrasto con la disciplina transitoria fissata dalla citata legge costituzionale n. 1 del 1999.