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La crisi eccezionale di fronte alla quale ci troviamo ha visto il Governo rispondere tempestivamente, senza risparmiare sforzi. Non è una situazione facile, non lo è per alcun Paese europeo. Proprio per questo, nel mosaico di cui parlavo all'inizio non potranno non rientrare le decisioni attese a livello europeo per mettere a disposizione, a livello comune, risorse che siano all'altezza della sfida. Ancora in queste ore, purtroppo, ascoltiamo resistenze antistoriche da parte di alcuni Paesi riluttanti a condividere uno sforzo economico comune per fronteggiare in modo corale l'emergenza. Come però ha recentemente ribadito il presidente del Consiglio Conte, la storia sta andando nella direzione opposta a questa riluttanza. L'Italia sta facendo la sua parte in tutto e per tutto, ma l'Europa deve convincersi che condividere oggi uno sforzo significa condividere domani tutte le opportunità che ne conseguiranno. Concludo con alcuni ringraziamenti. Ringrazio il relatore, i sottosegretari Castelli e Misiani, il sottosegretario Castaldi e tutti i senatori della Commissione bilancio per la tenacia nel portare a termine il lavoro delle Commissioni, nonostante le difficoltà, anche logistiche del momento che stiamo vivendo. Un ringraziamento particolare va anche a tutti gli uffici della Commissione bilancio e del Senato, che ci hanno supportato in questo delicato momento di emergenza per il Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, la replica sarà assolutamente rapida. A quanto pare ci sono state moltissime critiche, ma io vorrei ricordare lo sforzo compiuto da questa maggioranza per riuscire a trovare un dialogo proficuo con le opposizioni. Su questo dialogo, non possiamo che menzionare lo sforzo del nostro Ministro per i rapporti col Parlamento, D'Incà, che, secondo me, ha fatto moltissimo per riuscire a renderlo costruttivo. I risultati che abbiamo ottenuto, secondo me, sono molteplici, in quanto sono stati comunque approvati 90 emendamenti su un articolato di 126 parti. A mio avviso, si sarebbe potuto sicuramente fare di più, se ci fossero state le risorse. Purtroppo, le risorse necessarie per questo provvedimento, insieme a quelli che sono stati raccolti (ricordiamo, infatti, che ci sono altri tre decreti, compreso questo), erano già state utilizzate per tutte le misure comprese in questo provvedimento. Abbiamo, dunque, fatto il possibile per rendere più efficaci le misure presenti: passando dalla cassa integrazione, che abbiamo esteso a tutti coloro che ne hanno necessità, al bonus , andando a modificare e a migliorare le definizioni delle categorie di soggetti che possono approvvigionarsi attraverso questo strumento. Insomma, le proposte fatte sono state veramente tante. Dobbiamo, infatti, renderci conto che non è stata sospesa l'attività di un paese, di un ente, di una società partecipata, ma è stata sospesa l'attività di una Nazione intera. Riuscire ad agire in modo efficace, veloce, rapido, per riuscire a mettere in sicurezza il nostro Paese dal punto di vista economico in questa situazione non è assolutamente facile. Questo perché tutte le attività che possono continuare a svolgersi hanno, comunque, bisogno di una regolamentazione. Pensiamo, ad esempio, all'istruzione e all'apprendimento a distanza, alle attività dei notai, all'attività delle mediazioni, all'attività dei tribunali. Ciò che non è stato sospeso va avanti e, comunque, deve essere normato. Ogni attività ha bisogno, purtroppo, di una regolamentazione e noi, con questi provvedimenti, abbiamo agito in tal senso. Insomma, le cose che sono state fatte sono stato veramente molteplici. Circa 100 proposte emendative approvate in tutti i settori. Potevamo fare di più? Sì, forse si poteva fare di più, ma le condizioni in cui lavoriamo sono proprio quelle create dal problema che ci stiamo trovando ad affrontare, il problema del virus e dell'epidemia. Abbiamo lavorato in situazioni d'emergenza e, secondo me, siamo riusciti, attraverso strumenti nuovi, a creare un dialogo migliore anche con le forze di opposizione. Signor Presidente, non rubo altro tempo all'Assemblea e resto, comunque, orgoglioso del lavoro svolto e del fatto che si possa dialogare in modo migliore con l'opposizione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MISIANI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, io vorrei unirmi ai colleghi senatori e senatrici che, in quest'Aula, hanno ringraziato i medici, gli infermieri, i membri delle Forze dell'ordine, delle forze armate, i lavoratori dei servizi essenziali, i volontari del terzo settore che, in queste settimane difficilissime, hanno prestato la loro opera e il loro sacrificio per il bene del Paese. Vorrei unirmi ai senatori e alle senatrici che hanno ricordato le oltre 17.000 vittime, le persone che hanno perso la vita in queste settimane per questa terribile epidemia. Tra loro, moltissimi anziani, un'intera generazione che è stata colpita duramente, i cui familiari non hanno avuto nemmeno la possibilità di confortare e di salutare un'ultima volta. Vorrei rendere omaggio al popolo italiano, a cui abbiamo chiesto un sacrificio pesante. Abbiamo chiesto agli italiani di cambiare le loro abitudini di vita, di rimanere chiusi in casa, di ridurre al minimo le loro relazioni sociali, di rinunciare alle loro attività lavorative. Gli italiani lo hanno fatto con un'incredibile disciplina, con spirito di sacrificio, in un modo che nessuno di noi avrebbe potuto immaginare in partenza. Vorrei rivolgere l'omaggio alle comunità locali di questo Paese, a partire da quelle che sono state più colpite dall'epidemia: Bergamo, la mia città, Brescia, Lodi, Cremona, Piacenza, le città e i paesi che hanno visto tanti loro cittadini perdere la vita e che, con grande dignità e grande forza, hanno sopportato un carico di dolore che in questo Paese non si vedeva dalla Seconda guerra mondiale. Il senatore Comencini ha ragione: siamo chiamati ad operare in un tempo difficile e tutti siamo stati chiamati ad agire, ognuno per la propria responsabilità, in una terra incognita. Dobbiamo essere onesti con noi stessi: la pandemia ha colto impreparate tutte le Nazioni dell'Occidente che, a differenza della Cina, di Hong Kong, del Giappone, non avevano avuto a che fare con l'epidemia di SARS del 2002-2003. Questa pandemia ci ha colto impreparati. C'è uno scarto drammatico tra le dichiarazioni dei leader politici di ogni appartenenza nel mese di febbraio e le dichiarazioni degli stessi leader un mese dopo, quando tutto il mondo ha dovuto chiudere le attività economiche e chiedere ai cittadini di rimanere chiusi nelle loro abitazioni, in una gigantesca quarantena. Il Governo italiano, il Governo del Paese che in Europa per primo è stato colpito con inusitata durezza da questa epidemia, ha dovuto costruire una strategia di contrasto partendo da zero. Questa è la verità: mai avevamo avuto a che fare con un fenomeno di questa portata.