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se, dato che il distacco in Consob è stato al momento assicurato solo per 3 anni, si intenda limitare a tale periodo temporale il conferimento degli incarichi fiduciari di direttore generale, vice direttore generale e segretario generale, proprio per il legame fiduciario con il presidente, che viene nominato per un periodo più lungo in base al regolamento Consob; se corrispondano al vero le indiscrezioni secondo le quali il presidente Nava avrebbe intenzione di affidare all'avvocato Bertozzolo, in qualità di segretario generale, anche compiti ultronei a quelli tassativamente elencati per il segretario generale dall'art. 26- bis del regolamento di organizzazione e funzionamento della Consob; se risponda al vero che il presidente Nava abbia fatto approvare a fine maggio l'assunzione di un segretario generale, il cui incarico partirebbe dopo 4 mesi e se, prima di procedere a quest'assunzione, Nava abbia esperito le procedure idonee a verificare che "sia necessario" ricorrere a personale esterno alla Consob, come previsto art. 26- bis , comma 3, del regolamento di organizzazione e funzionamento della Consob; se sia ammissibile l'assunzione di una persona che, sebbene distaccata dalla Commissione europea, mantiene con quest'ultima un rapporto di lavoro che si pone in contrasto con quanto previsto dall'art. 2, comma 6, della legge n. 216 del 1974, in base alla quale "Al personale in servizio presso la Commissione è in ogni caso fatto divieto di assumere altro impiego o incarico o esercitare attività professionali, commerciali o industriali" e se ora sia possibile ottenere quell'aspettativa che, a suo dire, non era possibile che venisse riconosciuta al presidente Nava, ovvero se, nel sostenere quest'impossibilità, il presidente Nava non abbia mentito, al Parlamento, al Governo, alla Corte dei conti e ai componenti del collegio della Consob; se sia coerente con l'ordinamento della Consob che un semplice funzionario della Commissione europea possa essere designato ad un ruolo apicale come quello di segretario generale, per il quale è prevista un'indennità di posizione funzionale in misura corrispondente alla retribuzione complessiva del vice direttore generale; se il Governo non debba acquisire le risultanze degli approfondimenti svolti su impulso della Commissione, in base a quanto previsto dagli artt. 3 e 4 del regolamento di organizzazione e funzionamento della Consob, come riferito dal presidente Berruti, da cui si desume una decisione a maggioranza in seno al collegio della Consob, relativa alla necessità di verificare la sussistenza di ipotesi di incompatibilità, e quindi di nullità della nomina, a carico del presidente Nava; se non abbia il dovere di attivarsi, sia per i doverosi approfondimenti, sia per riconsiderare la scelta dell'incarico di presidente della Consob affidato a Mario Nava. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00121 MOLES MANGIALAVORI SICLARI BATTISTONI VITALI DAMIANI MINUTO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 19 luglio 2018, a conclusione di indagini condotte dal nucleo Noe (Nucleo operativo ecologico) dei Carabinieri, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lucano, ha disposto il sequestro degli impianti di messa in sicurezza e bonifica dello stabilimento Rendina Ambiente, ex Fenice, di Melfi (Potenza); con l'ordinanza è stato, altresì, disposto il divieto di dimora in Basilicata per l'amministratore delegato e legale rappresentante della Rendina Ambiente, Luca Alifano, indagato per inquinamento ambientale; il danno ambientale era stato già accertato nel 2009 e, secondo le motivazioni alla base del sequestro, nel corso degli anni, la "mancata bonifica" ha compromesso ulteriormente la situazione delle acque potabili, creando un grave pericolo per la salute pubblica; negli ultimi tempi, infatti, le notizie di inquinamento, non solo dell'aria, ma anche del terreno e delle falde acquifere, sono diventate sempre più frequenti; qualche settimana fa il sindaco di Melfi aveva dichiarato di aver presentato un esposto, in quanto erano state segnalate delle anomalie; per gli inquirenti la mancata bonifica del sito inquinato avrebbe provocato "la diffusione di inquinanti all'esterno con la compromissione delle acque potabili con grave pericolo per la salute pubblica"; nelle falde acquifere sarebbero finiti, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Potenza e condotte dai Carabinieri del Noe, elementi pericolosi e cancerogeni tra cui nichel, mercurio, floruri, nitriti, tricloroetilene, e bromodiclorometano; il reato contestato è di inquinamento ambientale per non aver provveduto alla bonifica del sito, in particolare per aver omesso di predisporre un modello di bonifica adeguato; come riportato da diversi quotidiani, anche on line , molteplici verifiche avevano evidenziato che le misure di messa in sicurezza adottate si erano rivelate inefficaci. Vi sarebbe stata, infatti, la diffusione di inquinanti all'esterno del sito di Fenice Ambiente nelle aree circostanti, nonché la contaminazione dell'acqua industriale e dell'acqua destinata al consumo umano, causando la grave compromissione della matrice ambientale delle acque sotterranee nelle aree circostanti il sito di Rendina Ambiente e la compromissione delle acque potabili con grave pericolo per la salute pubblica, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non intendano disporre con urgenza ogni azione concreta per verificare il reale stato di contaminazione e di inquinamento delle matrici ambientali; se non ritengano indispensabile informare la popolazione interessata circa il reale stato di inquinamento e di compromissione ambientale, a cominciare dalla verifica sulle acque potabili; quali iniziative immediate intendano adottare al fine di tutelare la salute pubblica. Atto n. 3-00122 LONARDO BATTISTONI BERUTTI SERAFINI MASINI CONZATTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 149 del 2015, recante "Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183", in attuazione della legge delega n. 183 del 2014, si è proceduto all'istituzione dell'agenzia unica per le ispezioni del lavoro, denominata "Ispettorato nazionale del lavoro" (INL), di cui, in successiva data, sono stati approvati lo statuto e le normative di organizzazione; l'INL ha una propria autonomia organizzativa e contabile ed è posto sotto la vigilanza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, a cui spetta il monitoraggio periodico sugli obiettivi e sulla corretta gestione delle risorse finanziarie, deve svolgere le attività ispettive già esercitate dal Ministero, dall'INPS e dall'INAIL;