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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ghana in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto ad Accra il 28 novembre 2019. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto alla ratifica dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ghana in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto ad Accra il 28 novembre 2019. 1. Finalità L'Accordo in questione ha lo scopo di avviare forme strutturate di cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, nell'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Peraltro, la sottoscrizione di simili atti bilaterali mira anche ad indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi. 2. Contenuti Il quadro normativo in disamina è composto da un breve preambolo e da sedici articoli: L'articolo 1 reca la definizione di alcuni termini presenti nell'Accordo. L'articolo 2 enuncia l'obiettivo dell'Accordo, ovvero quello di fornire il quadro giuridico per la cooperazione e gli scambi tra le Parti nel campo della difesa e le modalità di cooperazione nei seguenti settori: – politica della difesa; – partecipazione del personale militare ad esercitazioni militari e nell'ambito della formazione; – lotta alla pirateria marittima e ad altre attività sulla sicurezza marittima; – scambio di esperienze tramite esercitazioni congiunte e operazioni di mantenimento della pace sotto l'egida delle Nazioni Unite; – scambio di attività culturali e sportive; – ogni altra forma di cooperazione concordata tra le Parti. L'articolo 3 stabilisce che ad organizzare le attività saranno i due Ministeri della difesa e che eventuali riunioni tra le Parti ed incontri di gruppi di lavoro tecnici potranno avvenire, se necessario, alternativamente in Italia ed in Ghana. L'articolo 4 stabilisce le seguenti aree di cooperazione: – visite delle autorità politiche e militari; – visite di delegazioni civili e militari, nonché visite di navi e aerei militari; – contatti e relazioni tra i Ministri della difesa e delle Forze armate; – scambio di relatori militari, studenti e personale militare, ove possibile; – partecipazione ad esercitazioni, nonché ad attività culturali e sportive; – supporto alle iniziative commerciali riferite ai materiali e servizi della difesa; – altre aree di interesse delle Parti. L'articolo 5 afferma che le Parti si scambieranno inviti per la partecipazione a riunioni, seminari, conferenze ed esercitazioni organizzate da entrambi i Paesi e che potranno chiedere l'uso di aree e strutture per eseguire esercitazioni. L'articolo 6 regola la cooperazione nelle seguenti categorie di armamenti: – navi e relativo equipaggiamento per uso militare; – aeroplani ed elicotteri e relativo equipaggiamento; – carri armati e veicoli per uso militare; – armi da fuoco automatiche e relative munizioni; – bombe, mine (ad esclusione delle mine anti-uomo), missili, siluri e relativo equipaggiamento di monitoraggio; – polvere da sparo, esplosivi e propellenti per uso militare; – sistemi elettronici, elettro-ottici e fotografici e relativi equipaggiamenti per uso militare; – materiali speciali blindati fabbricati per uso militare; – materiali speciali per training militare; – macchine e attrezzature destinate a fabbricare, testare e monitorare armi e munizioni. Il reciproco approvvigionamento dei suddetti materiali potrà avvenire o con operazioni dirette tra le Parti, oppure tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi, mentre l'eventuale riesportazione verso Paesi terzi del materiale acquisito potrà essere effettuata solo con il preventivo benestare della Parte cedente; in ogni caso, in accordo ai princìpi di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185, recante nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. L'articolo inoltre disciplina la regolamentazione delle procedure necessarie per garantire la protezione della proprietà intellettuale (includendo i brevetti) derivante da attività condotte in conformità con il presente Accordo ed ai sensi delle rispettive normative nazionali e degli accordi internazionali in materia sottoscritti dalle Parti. L'articolo 7 regola gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione, stabilendo che ciascuna Parte sosterrà le spese di propria competenza. La Parte ospitante potrà, su richiesta del Paese inviante e a condizione che quest'ultimo si impegni al rimborso, provvedere a remunerare il personale del Paese inviante. Infine, è espressamente stabilito che tutte le eventuali attività condotte ai sensi del documento in esame saranno subordinate alla disponibilità delle necessarie risorse finanziarie delle Parti. L'articolo 8 tratta delle questioni attinenti alla giurisdizione. In particolare, si riconosce il diritto di giurisdizione allo Stato ospitante nei confronti del personale ospitato per i reati commessi nel suo territorio e puniti secondo la propria legge. Potrà, invece, essere esercitata la giurisdizione dello Stato inviante per i reati commessi dal proprio personale che minacciano la propria sicurezza o il proprio patrimonio e per quelli commessi intenzionalmente o per negligenza nell'esecuzione o in relazione con il servizio. Si precisa, inoltre, che qualora il personale ospitato sia coinvolto in eventi per i quali la legislazione dello Stato ricevente preveda l'applicazione della pena capitale o di altre sanzioni in contrasto con i principi fondamentali e l'ordinamento giuridico dello Stato inviante, tali pene o sanzioni non saranno pronunciate e, se esse sono state già pronunciate, non saranno eseguite. Tale articolo, pertanto, fornisce la più ampia tutela al nostro personale eventualmente impiegato in Ghana, in ossequio alle più recenti indicazioni in merito provenienti dal Dicastero della giustizia. L'articolo 9 stabilisce che il personale durante il periodo dello scambio non deve partecipare ad alcuna forma di combattimento all'interno o fuori del Paese ospitante e non può compiere atti o attività di servizio non previsti nell'ambito del presente Accordo. L'articolo 10 disciplina la materia del risarcimento di eventuali danni provocati dal personale. In particolare, si stabilisce che il risarcimento dei danni provocati al Paese ospitante da un membro del Paese inviante durante o in relazione alla propria missione o esercitazione nell'ambito dell'Accordo, sarà, previo accordo tra le Parti, a carico del Paese inviante. Qualora le Parti fossero congiuntamente responsabili di perdite o di danni causati nello svolgimento delle attività nell'ambito dell'Accordo, le medesime Parti, previa intesa, rimborseranno tale perdita o danno. L'articolo 11 stabilisce che l'arrivo, il soggiorno, lo spostamento e la partenza dal Paese ospitante del personale del Paese inviante, inclusa l'entrata e l'uscita dei materiali e degli equipaggiamenti connessi all'implementazione del presente Accordo, saranno regolati secondo le leggi interne del Paese ospitante.