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le operazioni di " fuel dump " si rilevano necessarie nei casi in cui un'emergenza costringe un velivolo a lungo raggio, molto carico, a invertire la rotta subito dopo il decollo e ad atterrare. Se il peso del velivolo stesso risulta eccessivo per eseguire la manovra di atterraggio, l'equipaggio è tenuto ad espellere in volo parte del carburante, affinché il velivolo possa effettuare l'atterraggio d'emergenza in sicurezza; posto che tali operazioni non possono essere effettuate al di sotto di una determinata distanza dal suolo, a tutela della salute e dell'ambiente, pur essendo impossibile pianificare, a priori, l'area in cui eseguire le operazioni di espulsione di carburante, data la circostanza emergenziale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, attraverso il coinvolgimento dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, siano in grado di fornire al Parlamento una relazione, con un grado di copertura temporale almeno triennale, circa tutte le operazioni di " fuel dump " realizzate sul suolo italiano; se corrisponda al vero la notizia circolata su alcuni canali di informazione riguardante un'operazione di espulsione di carburante durante le operazioni di atterraggio nell'aeroporto di Ciampino; se e quali interventi intendano adottare al fine di tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente, ove tali notizie corrispondessero al vero. Atto n. 4-01027 SILERI EVANGELISTA LEONE LANNUTTI LANZI BOTTICI BOTTO CAMPAGNA L'ABBATE CORRADO AIROLA MORONESE PARAGONE CASTALDI ANGRISANI DESSI' MORRA PESCO FEDE DONNO PISANI Giuseppe MARINELLO CASTELLONE ENDRIZZI DI MARZIO MAUTONE PUGLIA Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per la pubblica amministrazione e della salute Premesso che: nel quadro delle garanzie riconosciute dalla nostra Carta costituzionale, le politiche di sostegno al diritto allo studio rappresentano uno strumento essenziale per la realizzazione dell'eguaglianza sostanziale fra i cittadini. Per questa ragione, sebbene l'ordinamento non possa abdicare al proprio ruolo, non è possibile sottovalutare l'importanza delle spinte filantropiche, specie se in grado di migliorare le condizioni di accesso ai gradi più alti degli studi per i capaci e meritevoli; con due distinti atti di donazione, il primo del novembre 2006 e il secondo del luglio 2007, il dottor Sebastiano Raeli, medico specializzato in ginecologia e ostetricia e imprenditore di successo nel settore alberghiero, trasferiva all'università degli studi di Roma "Tor Vergata" la nuda proprietà di beni immobili e quote societarie di rilevante valore; l'atto di liberalità configurava una donazione modale, atteso che tutti i beni del patrimonio individuato erano gravati da un preciso vincolo di destinazione, quale premio per i laureati più meritevoli di Tor Vergata; a seguito della morte del dottor Raeli, avvenuta in data 27 aprile 2010, oltre agli effetti da lui anticipati in vita a mezzo delle due donazioni, dalla pubblicazione del testamento olografo, depositato in data anteriore alle donazioni, emergeva che l'università Tor Vergata era stata istituita erede per la quota disponibile del 50 per cento e contestualmente onerata di costituire una fondazione intitolata ai coniugi Raeli, con lo scopo di destinare le rendite dell'ingente patrimonio individuato, al netto dei costi di gestione delle attività alberghiere, ad esclusivo vantaggio dei laureati più meritevoli dell'ateneo. Ulteriore condizione dettata dal testatore era l'assoluta inalienabilità di tutti i beni; l'atto di liberalità del dottor Raeli nei confronti dell'università e dei suoi studenti rappresenta certamente un episodio di alto valore civico, che trova riscontri e similitudini soprattutto nella consolidata esperienza della filantropia internazionale; nel luglio 2013, in esecuzione delle volontà del dottor Raeli, veniva pertanto istituita la "fondazione Sebastiano e Rita Raeli per Tor Vergata", iscritta nel registro delle persone giuridiche della Prefettura di Roma a far data dal 7 aprile 2014, cui l'università Tor Vergata avrebbe conferito la nuda proprietà delle quote delle società immobiliari oggetto delle donazioni degli anni 2006 e 2007; dalle esplicite disposizioni del testamento, inoltre, emergeva che l'università avrebbe dovuto esercitare un controllo contabile sulle attività della fondazione attraverso un consiglio di amministrazione composto dal rettore pro tempore e dal preside della facoltà interessata quali membri di diritto, o da loro delegati, e con una forte componente di rappresentanza studentesca, a presidio del buon andamento delle attività della fondazione e del rispetto dei suoi scopi istituzionali; da quanto risulta agli interroganti, nelle tre annualità successive alle donazioni (nel 2009, 2010 e 2011) sono state effettivamente istituite centinaia di borse di studio per i neolaureati meritevoli, per un valore superiore ai 4 milioni di euro, versati direttamente all'ateneo dal dottor Raeli ancora in vita; sempre da quanto risulta, successivamente alla morte del dottor Raeli e, in parte, per la crisi finanziaria globale, la situazione ha subito un cambiamento repentino poiché da allora in avanti nessuna borsa di studio è stata più effettivamente erogata per il tramite del fondo Raeli a studenti di Tor Vergata, e ciò nonostante il ritorno all'attivo della società di gestione del gruppo alberghiero, con rilevanti canoni di affitto per le società immobiliari, certamente in grado di costituire risorse per la redistribuzione in borse di studio; secondo quanto riportato nella tabella riepilogativa dei dati relativi agli enti partecipati, pubblicata nella parte dedicata alle società partecipate nell'apposita sezione "Amministrazione trasparente" del sito di ateneo di Roma Tor Vergata, per eredità e anche alla luce delle vicende che hanno riguardato la vita del gruppo alberghiero Raeli, l'università Tor Vergata detiene il 5 per cento del capitale sociale della Gestioni alberghiere Raeli Srl e il 100 per cento del capitale della fondazione Sebastiano e Rita Raeli per Tor Vergata, di cui si attesta un patrimonio netto al 31 dicembre 2016 pari a 15.226.410,64 euro; risulta, inoltre, agli interroganti che il consiglio di amministrazione dell'università, con delibera del 24 luglio 2018, abbia conferito mandato al professor avvocato Giovanni Bruno, delegato del rettore, in ordine alla richiesta di giungere ad una divisione del patrimonio immobiliare non alberghiero, e ciò sembra porsi in contrasto con il vincolo di inalienabilità dei beni della fondazione; considerato che: nella ricostruzione dei fatti, non è possibile riferire con certezza pressoché alcuna delle circostanze relative all'effettiva erogazione delle borse di studio agli studenti, dal momento che la fondazione Raeli non adempie agli oneri di pubblicità attraverso un proprio sito internet ;