[normattiva_dump]

23. Emorroidi voluminose procidenti. 24. Colecistite cronica ed esiti di colecistectomia con persistente disepatismo. 25. Albuminuria dosabile persistente; cistite cronica. 26. Sindromi nevrosiche lievi, ma persistenti. 27. Ritenzione parenchimale o endocavitaria di proiettile o di schegge senza fatti reattivi apprezzabili. 28. Ernie viscerali non riducibili e non contenibili 29. Perdita totale di un padiglione auricolare. 30. Sordità unilaterale assoluta e permanente accertata con esame audiometrico. 31. La diminuzione bilaterale permanente dell'udito, non accompagnata da affezioni purulente dell'orecchio medio, quando l'audizione della voce di conversazione sia ridotta a due metri, accertata con esame audiometrico. 32. Otite media purulenta cronica semplice. 33. Stenosi bilaterale del naso di notevole grado. 34. Le alterazioni organiche ed irreparabili di un occhio, essendo l'altro integro, che ne riducano l'acutezza visiva da meno di 1/12 a 1/4 della normale. 35. Le alterazioni organiche ed irreparabili della visione periferica di un occhio (avendo l'altro occhio visione centrale o periferica normale), sotto forma di restringimento concentrico del campo visivo di tale grado da lasciarne libera soltanto la zona centrale, o le zone più prossime al centro, oppure sotto forma di lacune di tale ampiezza da occupare una metà del campo visivo stesso, o settori equivalenti. 36. Dacriocistite purulenta cronica. 37. Congiuntiviti manifestatamente croniche ribelli alle cure. 38. Le cicatrici delle palpebre congiuntivali provocanti disturbi oculari di rilievo (ectropion, entropion, simblefaron, lagoftalmo). TABELLA B ((13)) LESIONI ED INFERMITÀ CHE DANNO DIRITTO AD INDENNITÀ PER UNA VOLTA TANTO 1. La perdita totale di due delle ultime tre dita di una mano o tra le mani. 2. La perdita totale di uno degli indici accompagnata, o non, dalla perdita di una delle ultime tre dita dell'altra mano. 3. La perdita delle ultime due falangi di uno degli indici e di quelle di altre due dita fra le mani, che non siano quelle dei pollici e dell'altro indice. 4. La perdita delle due ultime falangi dei due indici. 5. La perdita della falange ungueale dei due pollici. 6. La perdita della falange ungueale di uno dei due pollici insieme con quella della falange ungueale di un altro dito delle mani. 7. La perdita della falange ungueale di sei o cinque dita fra le mani, che non siano i pollici oppure della stessa falange di quattro dita fra le mani compreso uno degli indici. 8. La perdita totale di tre o due dita di uno o dei due piedi compreso un alluce (con integrità del corrispondente metatarso) ovvero la perdita totale di quattro dita tra i piedi che non siano gli alluci. 9. La perdita totale dei due alluci, accompagnata, o non, da quella della falange ungueale di due o di uno solo dello stesso o dell'altro piede. 10. La perdita di uno degli alluci o della falange ungueale dei due alluci, insieme con la perdita completa della falange ungueale di altre quattro o tre dita fra i due piedi. 11. La perdita totale della falange ungueale di otto, o sette dita, tra i due piedi, che non siano gli alluci. 12. Esiti lievi di pleurite basale (parziale obliterazione del seno c.d.) quando persistano da tempo buone condizioni generali. 13. Disturbi funzionali cardiaci di lieve entità. 14. La distonia spastica diffusa del colon. 15. Ernie viscerali riducibili e contenibili. 16. La perdita di uno dei testicoli. 17. Stenosi nasale unilaterale di notevole grado. 18. Riduzione dell'udito unilaterale da 50 centimetri a metri 1. 19. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che riducano l'acutezza visiva binoculare fra 1/4 e 2/3 della normale. AVVERTENZE ALLE TABELLE A E B ((13)) a) - Il criterio dell'equivalenza previsto dal quinto comma dell'articolo 11 della legge 18 marzo 1968, n. 313, applicabile per le tabelle A e B, annesse alla predetta legge, non va esteso alle infermità elencate nella tabella E di cui alla presente legge, avendo detta elencazione "carattere tassativo", come del testo già sancito dalla costante giurisprudenza della Corte dei conti salvo nei casi previsti dalla lettera B) n. 2 e dalla lettera F) n. 8. Le parole "grave", "notevole" usate per caratterizzare il grado di talune infermità, debbono intendersi in relazione al grado di invalidità corrispondente alla categoria cui l'infermità è ascritta. Con l'espressione "assoluta, totale, completa", applicata alla perdita di organi o funzioni, si intende denotare la perdita intera senza tenere calcolo di quei residui di organi: o funzioni che non presentino alcuna utilità agli effetti della capacità a proficuo lavoro. b) - Le mutilazioni sono classificate nella tabella A nella presunzione che siano sufficienti la funzionalità ed il trofismo delle parti residue dell'arto offeso, di tutto l'arto controlaterale, e per gli arti inferiori, anche della colonna vertebrale. Si intende che la classificazione sarà più elevata, proporzionalmente all'entità della deficienza funzionale derivante da cicatrici, postumi di frattura, lesioni nervose delle parti sopradette. Per perdita totale di un dito qualsiasi delle mani e dei piedi si deve intendere la perdita di tutte le falangi che lo compongono. c) - L'acutezza visiva dovrà sempre essere determinata a distanza, ossia nello stato di riposo, dell'accomodazione, correggendo gli eventuali vizi di refrazione preesistenti e tenendo conto, per quanto riguarda la riduzione dell'acutezza visiva dopo la correzione, dell'aggravamento che possa ragionevolmente attribuirsi alla lesione riportata. La necessità di procedere, in tutti i casi di lesione oculare, alla determinazione dell'acutezza visiva, rende opportuni alcuni chiarimenti, che riusciranno indispensabili a quei periti che non si siano dedicati in modo speciale all'oftalmologia. Le frazioni del visus (acutezza visiva) indicate nei vari numeri delle categorie delle infermità, si riferiscono ai risultati che si ottengono usando le scale murali del tipo De Weckre e Baroffio fondate sul principio delle Snellen, le quali sono tuttora le più note e le più diffuse, specialmente nei nostri ospedali militari. Con le tavole di questo tipo determinandosi - come sempre si suole - l'acutezza visiva (V) alla distanza costante di cinque metri fra l'ottotipo e l'individuo in esame si hanno le seguenti gradazioni: