[ddlpres]

Modifiche alla normativa per la concessione del porto d'armi e per la collezione di armi comuni da sparo e per uso sportivo. Onorevoli Senatori. -- La materia della detenzione di armi da parte dei cittadini è tra le più delicate. Le attività lecite esercitate con le armi devono essere infatti strettamente regolamentate, al fine di evitare e se possibile prevenire la violazione di interessi pubblici. La legislazione in materia deve essere pertanto completa e coerente, in modo da evitare che possano verificarsi abusi o generarsi situazioni in grado di alterare l'ordine pubblico, e al tema deve essere riservata la massima attenzione. Il presente disegno di legge individua alcuni interventi mirati che appaiono importanti al fine di incrementare i poteri di controllo in merito alla detenzione e al porto delle armi consentite da parte dei cittadini e ampliare il livello di sicurezza in materia, integrando opportunamente ed efficacemente le norme esistenti, senza interventi inutilmente punitivi per il settore ma attuando le limitazioni necessarie. Con l'articolo 1 si interviene sull'articolo 39 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931, attribuendo al prefetto il potere di controllare la permanenza dei requisiti psico-fisici di idoneità in capo al detentore di armi o esplosivi o titolare di una licenza di porto d'armi. Tali soggetti infatti potrebbero perdere i requisiti di idoneità psico-fisica previsti dalla legge durante il periodo di validità della licenza, e la nuova norma fornisce al prefetto il potere di richiedere la ripetizione della certificazione di tali requisiti. Si modifica poi l'articolo 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931, al fine di introdurre criteri più restrittivi di idoneità psico-fisica per il rilascio delle licenze di porto d'armi. La norma attuale, peraltro di natura secondaria -- il decreto del Ministro della sanità 28 aprile 1998 -- richiede infatti unicamente l'assenza di disturbi mentali, di personalità o comportamentali. Quindi, al di là delle alterazioni neurologiche, la licenza di porto d'armi potrebbe essere negata solo quando vi sia una patologia psichiatrica conclamata. Con la norma che si propone invece viene richiesta anche l'assenza di «gravi disturbi della personalità» i quali, pur non costituendo necessariamente una vera e propria patologia psichiatrica, rendono chi ne è affetto potenzialmente idoneo ad abusare delle armi, e sconsigliano pertanto di concedergli la licenza a poterle utilizzare. La disposizione successiva, in analogia con quanto previsto per le patenti di guida, introduce l'obbligo per i titolari di licenze di porto d'armi più anziani di certificare i requisiti psico-fisici con una cadenza più breve, giustificata dal progredire dell'età. Con l’articolo 2 viene modificata l'attuale disciplina riguardante il «porto di fucile per uso tiro a volo», denominando la licenza più adeguatamente «Porto d'armi per l'esercizio dell'attività sportiva», in modo da riconoscere la circostanza di fatto che tale licenza è relativa a tutti gli sport armieri. Il principio che anima la nuova disciplina è quello di riservare tale licenza a chi pratica l'attività sportiva con armi, e in questo senso viene introdotto l'obbligo di dimostrare la frequenza dei campi di tiro in sede di rinnovo della licenza. In tal modo si vuole evitare che ottengano e mantengano tale licenza individui che, disinteressati alla pratica sportiva, abbiano la mera finalità di detenere armi ed esplosivi, e che siano magari privi della consuetudine e dell'addestramento necessario a ridurre ed evitare incidenti o utilizzi scorretti. La prima disposizione dell'articolo 3 introduce una specifica norma penale diretta a sanzionare gravemente la trasformazione di un'arma comune in arma da guerra a funzionamento a raffica. La seconda invece tende a risolvere un problema di non poco momento. Non esiste infatti alcuna norma che impedisca il trasporto al di fuori del luogo di detenzione e il porto di armi in collezione. Alcuni prefetti tendono ad apporre sulle licenze di collezione una prescrizione aggiuntiva che vieta di portarle al di fuori del luogo di detenzione, tuttavia tali prescrizioni, prive appunto di specifico supporto normativo, sono difficili da motivare adeguatamente e sono idonee a introdurre elementi di discriminazione su base territoriale. Con la norma in questione si vieta il trasporto delle armi al di fuori del luogo di detenzione, che viene permesso solo in specifici casi e previa comunicazione al locale ufficio di polizia amministrativa. Anche l'acquisto e l'utilizzo del relativo munizionamento viene strettamente normato, in aderenza con quanto previsto dalle altre norme in materia (articolo 38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). L'articolo 4 mira a riservare alla sola attività sportiva le armi della categoria B7 dell'allegato I della direttiva 91/477/CEE, ossia le armi semiautomatiche somiglianti alle armi militari, le più problematiche ai fini della pubblica sicurezza, che in tal modo non potranno essere portate ai fini di difesa personale e dovranno essere detenute nei limiti previsti per le armi sportive, mentre l'articolo 5 è diretto a regolare il regime transitorio e ad autorizzare l'adozione delle necessarie norme secondarie.. 1 1 Al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 39 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Quando ha fondato motivo di ritenere che il detentore di armi, munizioni e materie esplodenti o il titolare di una licenza di porto d'armi abbia perduto i requisiti psicofisici previsti, il prefetto può chiedere che l'interessato produca entro trenta giorni il certificato medico previsto per il rilascio della rispettiva autorizzazione. La mancata produzione del certificato o l'accertamento definitivo della carenza dei requisiti psico-fisici comportano la revoca immediata della licenza di porto d'armi o del nulla osta alla detenzione e autorizzano il prefetto a vietare la detenzione delle armi denunciate, ai sensi del primo comma.»; b all'articolo 42, dopo il primo comma sono inseriti i seguenti: «Alla documentazione richiesta per ottenere o rinnovare la licenza di porto d'armi deve essere allegato un certificato medico, di data non anteriore a trenta giorni, che attesti i requisiti fisici previsti e dal quale risulti che il richiedente non è affetto da malattie mentali o gravi disturbi della personalità che comportino la possibilità concreta di abusare delle armi, ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti o psicotrope ovvero abusare di bevande alcoliche. Il medico certificatore che non abbia certezza della sussistenza dei requisiti previsti prescrive tutte le verifiche psichiatriche e psicologiche e gli accertamenti medico-diagnostici necessari, da effettuare presso strutture sanitarie pubbliche o convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.