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Ci aspettavamo tempi più certi, in cui studiare e costruire questo provvedimento, ci aspettavamo più risorse e fondi per contrastare un'emorragia di nascite, che nel futuro potrebbe avere conseguenze devastanti per la nostra società e per il nostro Paese. Il Gruppo Fratelli d'Italia, come già annunciato alla Camera dei deputati, si è visto votare contro una serie di modifiche che trova giuste, come per esempio la promozione del part-time come scelta per le mamme. Si è visto votare contro l'aiuto alle imprese per l'assunzione di neo-mamme o giovani donne, o contro la gratuità dei servizi all'infanzia, che troviamo fondamentali sia per il bambino che per la famiglia. Signor Ministro, ci aspettavamo qualcosa in più sul ricalcolo dell'ISEE, che è uno strumento essenziale per l'applicazione degli aiuti nei confronti delle giovani famiglie. Ci aspettavamo maggiore coraggio sui congedi di paternità o sull'anticipo delle pensioni per le madri lavoratrici che hanno tre figli. Ci aspettavamo infine qualche intervento per le adozioni internazionali, che sono oggi, purtroppo, una strada percorribile ormai per pochi, che vogliono assicurare a dei piccoli, spesso sfortunati, un futuro migliore. Ecco quindi perché, signor Ministro, il nostro voto di oggi sarà l'astensione. Non vogliamo essere complici in alcun modo di un provvedimento che non trova le risposte che cercavamo, così come non vogliamo essere complici di una serie di decisioni che non hanno la forza di attuare le politiche di cui oggi il nostro Paese ha bisogno. Certamente riconosciamo, ministro Bonetti, soprattutto a lei e a molti colleghi della maggioranza, di aver provato a migliorare il provvedimento in esame. Riconosciamo, con la consueta onestà intellettuale che ci contraddistingue, che in Commissione ci sono stati alcuni significativi ordini del giorno e c'è stata garantita la volontà di rivalutare i criteri per i parametri ISEE. Tuttavia, signor Presidente, in conclusione, il Gruppo Fratelli d'Italia su un tema delicato come questo avevamo aspettative ben diverse. Noi del Gruppo Fratelli d'Italia siamo da sempre a fianco della famiglia e di tutti coloro che per essa si battono con forza e determinazione. Per questo, ministro Bonetti, dico a lei e a tutti i colleghi dell'Assemblea, che su questo tema Fratelli d'Italia, così come non farà sconti dai banchi dell'opposizione, non si sottrarrà mai a tavoli costruttivi, dove ci si potrà battere per portare avanti battaglie nobili, come quelle volte al contrasto della denatalità o a fianco della famiglia. L'interesse degli italiani e della Nazione è per noi primario e di certo non mancherà, oggi o in futuro. (Applausi) . LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, un anno fa, quando con approvazione quasi unanime l'Assemblea mantenne la promessa fatta al Paese di rendere universale e coerente il sostegno economico dello Stato alla natalità e alle famiglie con i figli, condividemmo un momento di profonda soddisfazione, ma sapevamo di aver appena cominciato. Sapevamo di essere all'inizio di un percorso che avrebbe dovuto passare di qui, dal punto nodale in cui adesso ci troviamo, e da qui condurci finalmente ad un cambio di paradigma, capace nel prossimo futuro di allinearci finalmente all'Europa. Al voto di oggi siamo arrivati con l'ostinazione di chi ha compreso di aver imboccato la strada giusta e dover magari accettare il rischio di mettere un piede in fallo e cadere, per poi rialzarsi, lasciando indietro qualche provvidenza, piuttosto che fermarsi e dilatare la distanza temporale che ci separa da obiettivi non più procrastinabili. Equità sociale e benessere, ma anche crescita e competitività sono gli obiettivi ben delineati dal family act . Mi sento quindi di ringraziare la Camera dei deputati per la sapiente e delicata cucitura del testo che delega il Governo all'adozione di decreti volti a incrementare l'occupazione femminile, la natalità, i servizi, le attività educative e le opportunità date ai giovani di rendersi autonomi. Mi sento, in particolare, di ringraziare le mie compagne e i miei compagni del Gruppo Partito Democratico, nel cui lavoro mi riconosco completamente in quanto frutto di un'interlocuzione costante con questo ramo del Parlamento. Noi non eravamo assenti. (Applausi) . Infine, ringrazio il Governo, nella persona della ministra Bonetti, per l'apertura data alle senatrici e ai senatori di condivisione della scrittura dei decreti attuativi. Ministra, la ringrazio ancora perché l'ha ribadito nell'intervento di replica questa mattina. Le dinamiche di Assemblea di questi ultimi giorni ci dimostrano che si può fare gioco di squadra anche al di là della mera attività emendativa e credo ne sia una buona testimonianza l'accoglimento di alcuni atti di indirizzo, tra cui quello per l'istituzione di un tavolo tecnico finalizzato a una possibile revisione e diversa combinazione dei parametri del sistema di calcolo ISEE che stanno alla base dell'erogazione del principale sostegno economico previsto dal family act : l'assegno unico e universale, che un anno fa abbiamo salutato - tutte e tutti insieme - come straordinario segnale di cambiamento nelle politiche per le famiglie. Gli ordini del giorno accolti e il dialogo costante con la Camera dei deputati ci hanno permesso di non subire la scarsità di margini nella modifica del testo di legge, efficientando anzi l'attività normativa, e hanno completato il quadro delle azioni necessarie al compimento di quel cambio di paradigma di cui vi dicevo in premessa. Ma perché insisto nel parlare di cambio di paradigma? Nel passato, come ha ribadito oggi la stessa Ministra nell'intervento di replica, le politiche rivolte alle famiglie hanno risentito del destino più comune riservato dal Parlamento alle grandi riforme, ossia la frammentarietà, dimostrandosi non soltanto insufficienti, ma spesso confuse e contraddittorie nelle finalità. Il disegno di legge che ci apprestiamo a votare oggi esplicita invece chiaramente i risultati che intende raggiungere, con un approccio strutturale di sistema che saprà condizionare positivamente altre trasformazioni attese dal Paese e diventarne parte integrante. A mio avviso, di particolare rilievo è il principio che mira a promuovere la parità tra i sessi all'interno dei nuclei familiari, in particolare laddove si agisce sulla promozione dell'occupazione femminile e si individuano incentivi per il rientro delle donne nel mercato del lavoro dopo la maternità. Centrale risulta il tema dell'equa ripartizione dei carichi di cura tra i genitori. Abbiamo tutte e tutti contezza, infatti, dei dati Istat contenuti nel rapporto BES 2020 del marzo 2021, che sottolineano le difficoltà nel nostro Paese di raggiungere un equilibrio nella conciliazione tra lavoro e tempi di vita. Tra le ragioni che complicano il raggiungimento di questo obiettivo vi è una ripartizione del lavoro domestico e di cura all'interno della famiglia ancora squilibrata a favore delle donne, che le costringe più spesso a rimodulare le attività extra domestiche in funzione del lavoro di cura.