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Signor Presidente, gentili colleghi, il Senato è chiamato a votare un provvedimento per la scuola italiana. Oserei dire non un provvedimento, ma il provvedimento. È un provvedimento, questo, che sarebbe potuto essere, per me e per tutti quanti noi, uno dei più belli e più importanti provvedimenti in discussione. Si parla, infatti, dei miei e dei nostri figli, dei figli di tutti, per i quali non dovrebbero esistere colori politici, non dovrebbero esistere barricate di pensiero e disparità di trattamento. È un vero peccato perché, con le modalità con le quali avete deciso di trattarlo, lo avete distrutto e umiliato. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Porre la fiducia, cari colleghi, in questo caso soprattutto significa dire «no» al futuro dei nostri figli e non voler loro bene. Significa dire «no» alla possibilità - persa purtroppo - di dare risposte a chi per il precariato, per le graduatorie sospese, per le mancate assegnazioni di cattedra e per errori nello svolgimento dei concorsi non vede rispettati i diritti alla base della nostra Costituzione. Dite «no» e ponete le barricate intorno un argomento sul quale, invece, dovete permettere a tutti di partecipare. Non avete detto no alle opposizioni, ma avete detto no ai vostri figli. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questo è quanto condanniamo relativamente alla forma, che in questo caso è anche sostanza, e che sostanza. Ora entriamo nel merito del provvedimento e delle sue lacune tecniche, che condizionano la vita umana e professionale dei docenti. Tanti professori hanno inviato accorati appelli per temi purtroppo rimasti irrisolti in questo decreto: professori precari, docenti che hanno subito la disparità di trattamento tra istituti statali e paritari, docenti con terza annualità in corso, docenti ingabbiati in infanzia e primaria con servizio alla secondaria, e potrei continuare a lungo. Il decreto-legge in esame, ancora una volta, non affronta i nodi gordiani che tengono imprigionato il sistema d'istruzione nazionale agli ultimi posti tra i grandi Paesi occidentali. E vedete, colleghi, che questo non lo dicono la senatrice Caligiuri o il Gruppo di Forza Italia: lo dice l'OCSE attraverso le prove Invalsi. Di questo si doveva discutere nel provvedimento, e non di cose che dovrebbero essere scontate, ma purtroppo non lo sono, quali: trattamento dei docenti, graduatorie, ammissioni e procedure. Ancora una volta parliamo di precari e concorsi straordinari, descrivendo così la nostra scuola malata di contenzioso - così come dice la collega Aprea alla Camera - e di "supplentite", con valori sopra qualsiasi soglia ammissibile per il numero di graduatorie. I miei colleghi Berardi, Lonardo e Gallone, insieme ad altri, hanno stilato un elenco, magari non esaustivo, ma che fa esattamente la fotografia della situazione: graduatoria ad esaurimento; graduatoria di merito; graduatorie d'istituto su tre fasce; TFA (tirocini formativi attivi); PAS (percorsi abilitanti); DM (diplomati magistrali); docenti della scuola paritaria pubblica; insegnanti di sostegno; docenti infanzia 2016; graduatorie personale ATA su tre fasce; graduatorie ATA provinciali permanenti; graduatorie ATA ed elenchi provinciali ad esaurimento. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Tutto questo genera solo confusione e conflitti tra gli stessi insegnanti. Tutto questo non ha più senso e non ne abbiamo più bisogno. Esaurimento di tutte le graduatorie; fine del precariato in tre, quattro o cinque anni (il tempo necessario); di pari passo un piano nazionale di investimenti per la sicurezza degli edifici e aggiornamento continuo della formazione degli studenti: di questo c'era bisogno. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . È una sconfitta di tutti, in primis nostra, visto che non siamo in grado di produrre un progetto serio e a lungo termine sul futuro della scuola che - per inciso - è il futuro di un Paese. È una sconfitta soprattutto del Governo che, con questo provvedimento, non affronta temi importanti per l'istruzione, come individuare delle modalità serie di ricambio generazionale della docenza. Penso alle nuove competenze digitali, ma anche all'entusiasmo del ruolo, che certamente - e direi naturalmente - si affievolisce con il peso degli anni. Il Governo, invece che trovare soluzioni, riesce male a fare i conti solo con il precariato: problema atavico di buona parte del corpo docente nazionale. Come possiamo pensare di migliorare la performance del nostro sistema educativo, se abbiamo docenti che vengono assegnati ad anno scolastico iniziato, senza garanzia di continuità didattica, senza riconoscere loro un giusto compenso per il lavoro svolto? Il vostro provvedimento è parziale e in alcun modo avrà concrete possibilità di superare le criticità relative al personale precario. Migliaia di nostri concittadini aspettavano un segnale: donne e uomini che speravano di vedere riconosciuti i loro diritti e le loro istanze. Avete voluto deliberatamente ignorare gli stimoli e gli inviti delle opposizioni e io stessa ho presentato emendamenti per sostenere le giuste rivendicazioni di alcuni cittadini. Parlo - ad esempio - del concorso per dirigenti scolastici del 2017, già sospeso dal TAR, sul quale si attende la risposta del Consiglio di Stato, anche per presunte difformità sull'operato delle Commissioni nelle valutazioni dell'orale. Si chiedeva una presa di coscienza del mondo politico nel dare risposte e speranze a chi attende da tempo. Ma non ci fermeremo: abbiamo chiesto al ministro Fioramonti un incontro su queste e altre urgenze. Per concludere, siamo molto insoddisfatti del decreto-legge in esame, perché dimostra, una volta di più, che questo Governo non ha una visione di Paese e un progetto per il futuro: è accomunato solo dal desiderio di non mandare al Governo noi che un'idea per il Paese l'abbiamo e che - statene pur certi - presto gli italiani ci faranno mettere in pratica. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, in questo mio intervento oggi non parlerò del decreto-legge scuola in esame, perché le misure contenute nel provvedimento sono già state ampiamente spiegate dai nostri colleghi alla Camera, che hanno avuto molto tempo per approfondirle, e dalla relatrice. È un decreto-legge che mira a risolvere comunque questioni annose e solo la sua applicazione ci dirà che cosa eventualmente ci sarà da correggere, perché la perfezione non appartiene alla sfera umana. Ma - a mio avviso - merita già un grande plauso l'aver cercato di mettere ordine nel ginepraio creato da stratificazioni normative tese a piantare bandierine piuttosto che a instaurare meccanismi funzionanti e destinati a durare nel tempo e non lo spazio di una tornata elettorale. Per questa ragione non replicherò neanche ai colleghi di centrodestra che mi hanno preceduta, perché credo che molti dei disastri che oggi noi siamo chiamati a recuperare arrivino anche dalla stagione gelminiana, quando loro si trovavano al Governo. (Applausi dal Gruppo M5S) .