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1 (Riconoscimento e definizione della disprassia) 1 La presente legge riconosce la disprassia quale disturbo evolutivo della coordinazione motoria ( Developmental Coordination Disorder -DCD) che implica, con incidenza e intensità variabile da soggetto a soggetto, anche in relazione all'età, e pur in presenza di capacità cognitive adeguate, una disabilità permanente che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. 2 Ai fini della presente legge, si intende per disprassia/DCD un disturbo del neurosviluppo che si manifesta con molteplici difficoltà che interferiscono spesso in modo significativo con le attività della vita quotidiana e con gli apprendimenti. 3 Nell'interpretazione della definizione di cui al comma 2 si tiene conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche in materia. 2 (Finalità) 1 La presente legge tutela i soggetti con disprassia/DCD con le seguenti finalità: a garantire il diritto alla salute, all'istruzione, all'integrazione sociale e lavorativa nonché i diritti di pari opportunità e di non discriminazione; b favorire la diagnosi precoce e percorsi sanitari riabilitativi; c favorire ed incrementare i programmi di formazione e aggiornamento del personale medico e sanitario, in primis i medici pediatri, e dei terapisti riabilitatori; d favorire l'inclusione e il successo scolastico e accademico, anche attraverso percorsi didattici e misure di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità; e ridurre i disagi relazionali ed emozionali; f adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti; g preparare gli insegnanti per sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche connesse alla disprassia/DCD; h incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola, università, servizi sanitari e associazioni riconosciute e maggiormente rappresentative della disprassia/DCD, durante il percorso di istruzione e di formazione; i assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale; l promuovere l'inserimento e l'integrazione sociale e lavorativa nel mondo professionale attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato, favorendo altresì la comunicazione e la collaborazione tra i servizi sanitari e le associazioni riconosciute e maggiormente rappresentative della disprassia/DCD e le aziende, prevedendo forme di agevolazione fiscale ed esoneri per le aziende maggiormente collaborative che stipulino «contratti di solidarietà» o che prevedano in organigramma figure professionali di tutoring . 3 (Diagnosi) 1 La diagnosi di disprassia/DCD è effettuata dal medico specialista nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale (SSN) a legislazione vigente o, in alternativa, qualora non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal SSN, ovvero questa non possa intervenire entro tre mesi, la medesima diagnosi può essere effettuata da specialisti o strutture accreditate. 2 La diagnosi di disprassia/DCD di cui al comma 1, in relazione al grado di compromissione delle abilità motorio-prassiche, linguistiche e verbali del singolo caso concreto accertato dal medico specialista, produce alternativamente i seguenti effetti: a anche indipendentemente da comorbilità con altri disturbi, dà accesso alle procedure di integrazione scolastica di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104; b in difetto, nel caso singolo e concreto, dei presupposti applicativi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, dà diritto allo studente a strumenti compensativi e misure dispensative nel percorso scolastico e accademico. In tal caso, le istituzioni scolastiche e accademiche hanno l'obbligo di predisporre e di attivare in modo tempestivo le misure educative e didattiche di supporto di cui all'articolo 4 della presente legge, di redigere e di attuare piani educativi personalizzati che prevedano altresì l'affiancamento dello studente con la figura di un tutor che lo supporta e lo segue nel percorso scolastico e accademico; c in caso di comorbilità con quadro di disturbi specifici di apprendimento-DSA, resta ferma la possibilità di accedere alla disciplina di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170. 4 (Misure educative e didattiche di supporto) 1 Gli studenti con diagnosi di disprassia/DCD hanno diritto di fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi nonché di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. 2 Agli studenti con diagnosi di disprassia/DCD le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantiscono: a l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengono conto anche delle caratteristiche peculiari dei soggetti, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate; b l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere; c per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscono la comunicazione verbale e che assicurano ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero. 3 Le misure di cui al presente articolo sono sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi. 4 Agli studenti con diagnosi di disprassia/DCD sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all'università, gli esami universitari e i concorsi pubblici. 5 (Formazione nella scuola) 1 Nell'ambito dei programmi di formazione del personale docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado, compresa la scuola dell'infanzia, è assicurata un'adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative alla disprassia/DCD, finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la conseguente capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate. 6 (Misure a favore dei familiari) 1 In difetto, nel caso singolo e concreto, e al di fuori dei presupposti applicativi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, la diagnosi di disprassia/DCD di cui all'articolo 3 della presente legge dà diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili ai familiari fino al primo grado di studenti con disprassia/DCD del primo ciclo di istruzione, comprendente la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, che siano impegnati nell'accompagnamento alla riabilitazione e nell'assistenza alle attività scolastiche a casa.