[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 36, comma 4-ter, secondo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, promossi dalla Commissione tributaria provinciale di Trento con ordinanza del 22 dicembre 2008, dalla Commissione tributaria regionale del Veneto con una ordinanza del 12 settembre 2008, con due ordinanze del 22 gennaio 2009 e con una ordinanza del 28 luglio 2008 e dalla Commissione tributaria provinciale di Grosseto con ordinanza del 31 ottobre 2008 rispettivamente iscritte ai nn. da 161 a 164, 203 e 209 del registro ordinanze 2009 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 23, 24, 34 e 35, prima serie speciale, dell’anno 2009. Visti gli atti di costituzione della Equitalia Polis s.p.a., nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nella camera di consiglio del 16 dicembre 2009 il Giudice relatore Sabino Cassese. Ritenuto che la Commissione tributaria provinciale di Trento, con ordinanza pronunciata il 20 ottobre e depositata il 22 dicembre del 2008 (r.o. n. 161 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, per violazione degli articoli 3, 24 e 97 della Costituzione; che l’art. 36, comma 4-ter, del d.l. n. 248 del 2007 prevede quanto segue: «la cartella di pagamento di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, contiene, altresì, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella. Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008; la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse»; che la Commissione tributaria rimettente riferisce che i ricorrenti nel giudizio principale hanno impugnato due cartelle di pagamento, relative a ruoli consegnati all’agente della riscossione in data anteriore al 1° giugno del 2008, deducendo, fra l’altro, l’omessa indicazione del nominativo del responsabile del procedimento; che il giudice a quo ha sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionale della disposizione censurata, ritenendola rilevante e non manifestamente infondata; che il collegio rimettente, sul presupposto che l’indicazione del responsabile del procedimento fosse da ritenersi imposta a pena di nullità prima dell’introduzione della norma censurata, ritiene che quest’ultima avrebbe l’effetto di sanare il vizio di nullità delle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima del 1° giugno del 2008 e, quindi, sarebbe affetta da gravissimi vizi di illegittimità costituzionale; che, ad avviso del giudice a quo, la disposizione impugnata si porrebbe innanzitutto in contrasto con l’art. 3 Cost., sia sotto il profilo del principio di uguaglianza, «per evidente disparità di trattamento del contribuente destinatario della notificazione di una cartella di pagamento prima e dopo il 1° giugno 2008», sia sotto il profilo del principio di ragionevolezza, perché la norma riconosce e sanziona un vizio di nullità per il futuro, al contempo sanandolo per il passato; che, in secondo luogo, sarebbe violato l’art. 24 Cost., risultando leso il diritto di difesa di tutti coloro che, prima del 1° giugno del 2008, hanno ricevuto una cartella di pagamento priva dell’indicazione del responsabile; che, infine, ad avviso del rimettente, la norma censurata si porrebbe altresì in conflitto con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione di cui all’art. 97 Cost., «in base al quale il contribuente deve essere posto in condizione di conoscere l’autore dell’atto impositivo»; che la Commissione tributaria regionale del Veneto, con tre distinte ordinanze pronunciate il 27 giugno del 2008 e depositate il 12 settembre del 2008 (r.o. n. 162 del 2009) e il 22 gennaio del 2009 (r.o. nn. 163 e 164 del 2009), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 36, comma 4-ter, secondo periodo, del d.l. n. 248 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008, per violazione degli articoli 3, 24, 97 e 111 della Costituzione; che la Commissione tributaria rimettente riferisce che, in tutti e tre i giudizi principali, gli appellanti chiedono, in riforma di sentenze di primo grado, l’annullamento di cartelle di pagamento emesse nei loro confronti, deducendo, fra l’altro, la mancata indicazione del nominativo del responsabile del procedimento; che in tali giudizi il collegio rimettente ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della disposizione censurata, osservando, in punto di rilevanza, che le cartelle di pagamento si riferiscono a ruoli resi esecutivi nel periodo in cui opera la sanatoria disposta dalla norma impugnata, la quale, pertanto, «comporta inevitabilmente il rigetto de[gli] appell[i] in esame in relazione alla sopravvenuta infondatezza ex lege dell’eccezione di nullità della cartella priva del nominativo del responsabile del procedimento»; che, quanto alla non manifesta infondatezza, il collegio rimettente ritiene, innanzitutto, che la norma censurata violi i canoni costituzionali del buon andamento e dell’imparzialità di cui all’art. 97 Cost., perché rappresenterebbe un «irragionevole esercizio di competenze riservate in via esclusiva all’amministrazione», alla quale non verrebbe consentito «alcuna valutazione sull’esercizio dell’autotutela»; che, in secondo luogo, ad avviso del giudice a quo, la disposizione censurata, nel sottrarre indiscriminatamente le cartelle di pagamento al sindacato del giudice, «è difforme dalla neutralità della funzione legislativa nei confronti della funzione giurisdizionale, cui devono comunque adeguarsi le leggi provvedimento, a norma degli artt. 24 e 111 Cost.»; che, infine, la Commissione tributaria rimettente considera la «discriminante temporale» del 1° giugno 2008, «oltre che palesemente illogica», anche «lesiva del precetto di uguaglianza» e, quindi, sotto tale duplice profilo in contrasto con l’art. 3 Cost.; che la Commissione tributaria regionale del Veneto, con ordinanza pronunciata il 17 luglio e depositata il 28 luglio del 2008 (r.o. n. 203 del 2009) ,