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la Giunta della Regione Basilicata, con delibera n. 1322/2018, ha rispettivamente recepito l'aggiornamento delle "linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico" e impegnato le aziende sanitarie locali (ASP e ASM) a mettere in atto gli specifici indirizzi operativi indicati nel documento di aggiornamento delle linee di indirizzo, attraverso la predisposizione di un piano operativo regionale; gli impegni assunti dalla Regione con la delibera risultano del tutto disattesi. Nonostante le previsioni normative, non è dato rinvenire sull'intero territorio della Basilicata alcuna struttura semiresidenziale o residenziale accreditata con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico in grado di effettuare la presa in carico di soggetti minori, adolescenti e adulti; si apprende da fonti giornalistiche che è stato depositato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte dei genitori di ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico, al fine di accertare le violazioni di legge da parte della Regione, nonché impegnare la stessa ad adempiere agli obblighi derivanti dalle normative in vigore e, se necessario, ad imporre la nomina di un commissario ad acta che sovrintenda all'esecuzione dei provvedimenti richiesti ("basilicata24", 21 settembre 2020); considerato che: l'inosservanza da parte della Regione Basilicata degli obblighi sanciti dalla normativa nazionale ed internazionale comporta la violazione del principio di cui all'articolo 32 della carta costituzionale, nonché dell'art. 1, commi 1, 2, 3 e 10, del decreto legislativo n. 502 del 1992, degli artt. 1 e 2 della legge n. 833 del 1978, dell'art. 1, comma 554, della legge n. 208 del 2015 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, e comporta danni enormi a carico dei soggetti affetti dalla patologia e dei loro familiari, costretti a sacrifici spropositati sotto ogni profilo, per tentare di assicurare ai loro cari i dovuti interventi assistenziali e le prestazioni ed i trattamenti necessari a migliorarne le abilità intellettive, il linguaggio ed i comportamenti o quantomeno a limitarne la degenerazione e ad arginare le conseguenze dei disturbi dello spettro autistico; l'Italia non si è ancora dotata di una normativa che tuteli i caregiver familiari, ossia chi aiuta, in maniera gratuita e quotidiana, un proprio parente di primo grado non autosufficiente fisicamente o mentalmente. Ciò contribuisce al grave disagio dei genitori di ragazzi affetti da queste patologie che, oltre a subire l'inosservanza delle norme da parte dell'ente regionale per l'assistenza dei propri figli, subiscono l'assenza di una normativa che li tuteli personalmente, presente in tutti gli Stati europei; la pandemia dovuta al coronavirus ed i successivi stati emergenziali hanno eroso ancor più la fiducia dei genitori dei ragazzi affetti dal disturbo, lasciati soli, senza nessun tipo di assistenza domiciliare, supporto psicologico, o contributo economico, durante tutto il periodo di lockdown , a gestire un disturbo che prevede una lunga ed efficace terapia garantita dallo Stato e dalle Regioni, per una patologia che talvolta può sfociare anche in atti pericolosi e violenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda verificare il comportamento omissivo della Regione Basilicata in violazione dell'art. 3 della legge n. 134 del 2015 e della normativa correlata e, di conseguenza, adottare misure tali da garantire il rispetto della legge; se non ritenga, anche per la particolare congiuntura sociale dovuta alla pandemia che ha aggravato ancor più la condizione delle persone affette da disabilità, che si possano prevedere misure straordinarie atte a garantire il rispetto delle norme a loro tutela; se ritenga di condividere iniziative normative volte a consentire, in attesa dell'esame parlamentare del disegno di legge AS 1461 recante "Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare", un intervento urgente per predisporre un supporto psicologico ed un contributo economico per i caregiver familiari, che dall'inizio dell'emergenza dovuta al coronavirus si sono totalmente sostituiti allo Stato ed alle Regioni senza ricevere alcuna forma di aiuto. Atto n. 4-04154 DE PETRIS Al Ministro dell'istruzione Premesso che, da quanto appreso dagli organi di stampa, risulta reintegrata nelle sue funzioni la docente della scuola secondaria di primo grado "Mazzanti" di Firenze che nel gennaio 2020, in occasione peraltro del giorno della memoria, usò parole gravi e irresponsabili nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre, la cui alta missione di testimonianza della Shoah fu offensivamente ridotta a "operazione pubblicitaria"; considerato che la reintegrazione sarebbe stata disposta dall'ufficio scolastico competente per territorio "per non aver commesso il fatto"; ritenuto che, a parere dell'interrogante, il fatto invece sussiste e consiste in un messaggio distorto e pericoloso rivolto alla platea delle ragazze e dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado, si chiede di sapere: quale valutazione il Ministro in indirizzo dia di quanto avvenuto; se la reintegrazione della docente risulti misura congrua, giustificata ed opportuna; quali iniziative intenda prendere per verificare la correttezza delle procedure che hanno portato gli organi competenti a disporre il reintegro della docente. Atto n. 4-04155 MESSINA Assuntela Al Ministro dell'interno Premesso che: il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, con nota n. 555/RS/01/58/0137 del 6 febbraio 2020, ha comunicato a tutti i sindacati nazionali della Polizia di Stato per un'informazione preventiva, prevista dall'art. 25, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 164 del 2002, un incontro per il giorno 11 febbraio 2020 con all'oggetto "riorganizzazione della Polizia stradale"; il giorno 11 febbraio 2020 si è tenuta presso il Dipartimento la programmata riunione in relazione al progetto di riorganizzazione della Polizia stradale; l'incontro è stato presieduto dal responsabile della struttura di missione per la riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell'amministrazione della pubblica sicurezza, prefetto dottor Luigi Savina, dal direttore centrale delle specialità, dottor Armando Forgione, e dal direttore del servizio centrale della Polizia stradale, dottor Giovanni Busacca; il progetto, molto ampio e articolato, prevede per il territorio murgiano l'istituzione di una nuova "sezione di Polizia stradale denominata BAT" (Barletta-Andria-Trani), da effettuarsi con l'accorpamento dei distaccamenti di Spinazzola e di Ruvo di Puglia. A Spinazzola era stato istituito un distaccamento di Polizia stradale per l'interesse strategico del posizionamento del comune come cerniera tra la Puglia e la Basilicata attraversato: dalla strada statale 655 "Bradanica", che da Foggia porta a Matera, interessata da un notevolissimo e imponente traffico determinato dall'insediamento SATA di S. Nicola di Melfi, e relativo traffico per l'imbocco a Candela dell'autostrada per Napoli-Roma;