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gli articoli 14, 24 e 46. Quest'ultimo riguarda l'Ilva, per la quale, a differenza di quanto è stato detto, resta l'esenzione della responsabilità penale per condotte attuative del piano ambientale. Come ha detto un collega, è pur vero che per il gestore non c'è la possibilità di chiudere, occorre però considerare che tale responsabilità risponde ad un'esigenza di tutela del pubblico interesse. Mi voglio soffermare però sul famoso articolo 24. Assolta la necessità di procedere alla liquidazione dell'EIPLI, questa, anche per il decreto-legge n. 201 del 2011, avrebbe potuto sicuramente essere realizzata con un ente diverso da una società di capitali di diritto privato, pur se di totale partecipazione pubblica, ossia una SpA. Avrebbe anche potuto essere individuato un ente tra quelli già esistenti. Si sarebbe certo potuto fare ricorso ad altre figure, come l'istituzione di un'azienda speciale o un consorzio tra gli enti pubblici interessati oppure ancora gli enti avrebbero potuto fare una convenzione o un accordo di programma. Con la SpA si è scelto di non gravare sulla finanza dello Stato, ma questa è una chiarissima scelta politica che cozza, non con il tecnicismo del referendum del 2011 (che come tutti sappiamo era manchevole su questo punto), ma sulla volontà popolare indubbiamente espressa in quello stesso referendum . Cosa succede? Alla Camera questo articolo è stato emendato mentre qui non abbiamo potuto lavorare: ho presentato emendamenti, ma non c'è stato né tempo né modo, perché il bicameralismo viene negato. La ratio di questo emendamento è quella di evitare la possibilità di una partecipazione del capitale privato alla costituenda società, ma non mette un veto a una modifica dello statuto e soprattutto non pone un vincolo assoluto di inalienabilità ai privati del capitale della società, che può vendere sia per motivi pratici ma soprattutto in fase di fallimento, poiché la società partecipata è soggetta sicuramente alle disposizioni legislative del fallimento e a quelle dell'amministrazione straordinaria, c'è un rischio concreto che i privati possano entrare a far parte del patrimonio di questo ente. Quindi, per questo motivo, avrei espresso un voto di astensione al decreto-legge, ma non sulla fiducia. (Applausi dal Gruppo Misto). PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1354, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Fede). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Fede. GIRO, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assumono la Presidenza il vice presidente CALDEROLI - ore 13,09 -, indi il vice presidente LA RUSSA - ore 13,10 - indi il presidente ALBERTI CASELLATI - ore 13,13 -). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Auddino, Augussori Bagnai, Barbaro, Bergesio, Bongiorno, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bottici, Botto, Briziarelli, Bruzzone Calderoli, Campagna, Campari, Candiani, Candura, Cantù, Cario, Casolati, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Centinaio, Ciampolillo, Cioffi, Coltorti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli D'Angelo, De Lucia, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago Endrizzi, Evangelista Faggi, Fede, Fenu, Ferrara, Ferrero, Floridia, Fregolent, Fusco Gallicchio, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Giarrusso, Girotto, Granato, Grassi, Guidolin Iwobi L'Abbate, Lannutti, Lanzi, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lucidi, Lunesu, Lupo Maiorino, Mantovani, Marilotti, Marin, Marinello, Marti, Matrisciano, Mautone, Merlo, Mininno, Mollame, Montani, Montevecchi, Moronese, Morra Naturale, Nisini, Nocerino Ortis, Ortolani, Ostellari Pacifico, Paragone, Patuanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Pepe, Pergreffi, Perilli, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pillon, Pirovano, Pirro, Pisani Giuseppe, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Presutto, Pucciarelli, Puglia Quarto Riccardi, Ricciardi, Ripamonti, Rivolta, Romagnoli, Romano, Romeo, Rufa, Russo Santangelo, Santillo, Saponara, Saviane, Sbrana, Sileri, Siri, Stefani Tesei, Toninelli, Tosato, Trentacoste, Turco Urraro Vaccaro, Vallardi, Vanin, Vescovi, Vono Zuliani Rispondono no i senatori: Aimi, Alderisi, Alfieri, Astorre Battistoni, Bellanova, Berardi, Bernini, Berutti, Biasotti, Binetti, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bonino Caliendo, Cangini, Casini, Causin, Cesaro, Cirinnà, Collina, Comincini, Conzatti, Cucca D'Alfonso, D'Arienzo, Damiani, De Petris, De Poli, De Siano, Durnwalder Errani Fedeli, Ferrari, Ferrazzi, Floris Galliani, Gallone, Garavini, Giammanco, Ginetti, Giro, Grasso, Grimani Iori Laforgia, Laus, Lonardo Magorno, Malan, Mallegni, Malpezzi, Manca, Marcucci, Margiotta, Marino, Martelli, Masini, Messina Alfredo, Messina Assuntela, Minuto, Mirabelli, Misiani, Moles Nannicini, Nencini, Nugnes Pagano, Papatheu, Parente, Paroli, Parrini, Patriarca, Perosino, Pichetto Fratin, Pinotti, Pittella Quagliariello Renzi, Richetti, Rojc, Ronzulli, Rossi Saccone, Sbrollini, Schifani, Sciascia, Serafini, Siclari, Stabile, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Testor, Tiraboschi, Toffanin Valente, Vattuone, Verducci, Vitali Zanda Si astengono i senatori: Balboni Calandrini, Ciriani De Bertoldi Fazzolari Garnero Santanchè Iannone La Pietra, La Russa Maffoni Nastri Rauti, Ruspandini Urso Zaffini. PRESIDENTE.