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Mentre voi parlate di flat tax , noi abbiamo prorogato il versamento dei tributi al prossimo 16 settembre, abbiamo soppresso le clausole di salvaguardia dei relativi aumenti dell'IVA e delle accise (misura strutturale utilissima per il nostro bilancio e per il futuro di questo Paese), e abbiamo anche tagliato il saldo e l'acconto IRAP nel 2020 per le imprese fino a 250 milioni di euro di fatturato. E aggiungo che, mentre voi facevate la propaganda sulla flat tax , noi abbiamo introdotto misure utili a sostenere la liquidità, anche a fondo perduto, delle imprese. E questi sono fatti. Dico, allora, con grande chiarezza ed evidenza che, probabilmente, questo è l'unico Parlamento in Europa nel quale le opposizioni, ogni due per tre, invocano le elezioni. Questo è l'unico luogo, l'unica democrazia occidentale nella quale l'opposizione, in tempo di pandemia, chiama alle elezioni, anziché alla responsabilità istituzionale per attraversare questa fase. (Applausi) . Di fronte a noi, abbiamo tre grandi obiettivi sui quali dobbiamo lavorare. Il primo è il nuovo scostamento, necessario per garantire le risorse ai Comuni, indispensabile per finanziare gli ammortizzatori. Abbiamo però di fronte a noi anche l'esigenza di riformare gli ammortizzatori e di salvaguardare quella coesione istituzionale fondamentale tra Stato, Regioni ed enti locali, necessaria per costruire sviluppo economico e crescita. Di fronte a noi, però, abbiamo anche due grandi opportunità: il volto nuovo dell'Europa. Una grande occasione per dare un sviluppo alla green economy , alla riduzione del consumo energetico, all'economia circolare, alla riconversione in chiave ecologica dell'economia: significa occupazione, lavoro, crescita. Di fronte a noi abbiamo anche l'occasione fondamentale per un grande, straordinario, piano digitale. Un new deal digitale del nostro Paese, altro che il ritorno al contante, come qui è stato evocato come misura fondamentale. Abbiamo bisogno di ridurre le distanze. Ogni chilometro di alta velocità, ogni chilometro di fibra ottica portata nelle nostre abitazioni significa ridurre le distanze, modernizzare questo Paese ed appropriarci, anche con il sistema pubblico, delle nostre più importanti infrastrutture, per costruire crescita e competitività. Questa è la sfida che abbiamo di fronte a noi. Il sovranismo, l'individualismo, l'idea per la quale ciascuno fa da solo per uscire da questa crisi, sono stati sconfitti. Ora tocca a noi costruire una nuova fase economica. (Applausi) . PRESIDENTE . Invito i colleghi limitrofi all'oratore a ristabilire la distanza fisica - come l'ha definita il senatore Nencini - predisposta dai nostri Uffici. RONZULLI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio i due Sottosegretari presenti per essere in Aula a rappresentare il Governo; in effetti, ci saremmo aspettati di vedere tutto il Governo mettere la faccia sul decreto-legge in esame, che voi chiamate rilancio e che doveva essere il punto di svolta delle sorti del Paese, ma ci accontenteremo. Oggi, con l'approvazione di questo decreto-legge dal nome così evocativo, si poteva dare avvio a una nuova rinascita; oggi poteva e forse doveva essere una giornata di speranza per gli italiani; oggi doveva essere il giorno del rilancio dell'Italia, del rinascimento del nostro Paese. Avevo immaginato questa giornata senza un voto di fiducia; la immaginavo come la fine di un percorso di condivisione, perché, pur nelle diversità che ci fanno stare agli antipodi di questo emiciclo (e non solo), si poteva seguire un percorso comune per il vero rilancio del nostro Paese. Infatti, si può anche giocare in squadre diverse, ma sono convinta che se le opposizioni fossero state davvero coinvolte oggi non ci sarebbe stato bisogno di un voto di fiducia, perché se al decreto-legge rilancio in esame avessimo lavorato tutti insieme, se il Governo avesse ascoltato le nostre proposte, oggi noi avremmo davvero reso un buon servizio al Paese, ma purtroppo non è così. Gli italiani avrebbero meritato qualcosa di più che 252 pagine e 266 articoli che, come ha scritto testualmente «Il Sole 24 Ore» e non le opposizioni, sono «un'accozzaglia di norme, normette, prebende, violazioni, scorrettezze che reclamano vendetta». (Applausi) . Sono pagine vuote destinate a scontrarsi con una realtà molto più dura di quella che raccontate in quest'Aula e al Paese intero. Quello in esame è un ulteriore decreto-legge blindato che il Senato non può fare altro che ratificare, perché non è arrivato in tempo utile per apportare modifiche o miglioramenti. Ci avete servito un piatto cotto e mangiato, senza offrire ai commensali alcuna possibilità di replica. Avete reso il Senato un vero e proprio fantasma. Vi siete riempiti la bocca davanti alle telecamere dicendo che il Parlamento non doveva andare in vacanza. Ebbene, noi siamo rimasti qui, noi qui eravamo; ci avete tenuto ostaggio delle vostre divisioni mentre la gente moriva di virus o di fame e noi impotenti a guardare i vostri disastri. Siete talmente occupati a pensare soltanto alle poltrone da spartirvi che non avete idea di cosa succede fuori da questo palazzo. Basta guardarsi intorno: negozi che chiudono e che non hanno riaperto dopo il lockdown, lavoratori che ancora attendono la cassa integrazione come se fosse la manna dal cielo (giustamente ormai è diventata una grazia divina), interi settori che rischiano il collasso; i commercianti sono in ginocchio, i guadagni ancora ridotti non consentono loro di coprire le spese per le forniture, il personale e l'affitto e di certo tutto questo non può essere compensato con un misero bonus da 600 euro. Per molti di loro mettere i prodotti in liquidazione e abbassare la saracinesca purtroppo sarà l'unica soluzione. Siete riusciti a dire no anche alla nostra proposta di credito di imposta per pagare gli affitti degli esercizi commerciali, ma vi chiedo: chi non lavora, secondo voi, come diavolo fa a pagare l'affitto? Io veramente ve lo chiedo in modo semplice, sincero. (Applausi) . Penso a parrucchieri, estetiste, artigiani, gestori di bar, ristoranti, pub, pizzerie e poi ancora a partite IVA, professionisti: sono tutte persone che voi avete tradito con promesse non mantenute. Chiedevano il pane e voi nel frattempo, ubriachi della vostra sete di potere, avete perso il contatto con il mondo reale. I numeri della cassa integrazione, come abbiamo sentito, sono impietosi. L'INPS ha lasciato senza assegno quasi un milione di lavoratori che ne avevano diritto e che non hanno ancora visto un euro (Applausi) . I fortunati che li hanno visti devono ringraziare gli eroi che in questo Paese non smettono di fare impresa, quelli che il signor Tridico ha il coraggio di chiamare pigri (Applausi) ; già, il signor Tridico, quello del click, dei numeri della cassa integrazione inventati perché forse preferisce giocarli al lotto, quello del fantomatico attacco hacker.