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nel mese di gennaio 2020 il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Emanuela Claudia Del Re, ha ribadito ad una delegazione della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati l'interessamento del dicastero per le questioni di sua competenza inerenti al mondo della diaspora adriatica, quali il debito di Slovenia e Croazia, in quanto Stati successori della Jugoslavia, nei confronti dell'Italia in base al Trattato di Osimo, la questione del "giusto ed equo indennizzo" atteso dagli esuli e dai loro familiari da parte dello Stato italiano e la consegna della medaglia d'oro al valor militare al gonfalone della città di Zara; durante la cerimonia istituzionale del giorno del ricordo, svoltasi lunedì 10 febbraio al Senato della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha ricordato "il mancato risarcimento" dei beni abbandonati dagli esuli nelle terre annesse alla Jugoslavia, nazionalizzati e confiscati dal regime comunista e utilizzati dall'Italia per pagare parte delle riparazioni di guerra dovute a Belgrado, contravvenendo alla tutela delle proprietà degli optanti prevista dal trattato di pace; il tavolo di lavoro tra Governo ed esuli, presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e luogo istituzionale deputato alla soluzione delle questioni ancora aperte, non si è ancora riunito nel corso di questa Legislatura, risalendo l'ultima riunione al 29 marzo 2017; il Ministro in indirizzo si è recentemente recato a Lubiana affrontando, con i rappresentanti istituzionali della Repubblica di Slovenia, tematiche attinenti ai rapporti transfrontalieri, alla minoranza slovena in Italia e alla comunità italiana in Slovenia; considerato che: l'incontro è avvenuto mentre il primo Ministro della Repubblica Slovena, Janez Jansa, commemorava le decine di migliaia di vittime: si parla di una cifra stimata tra i 50.000 e i 140.000 sloveni, croati e italiani uccisi a guerra finita, anche attraverso quella pratica omicida comunemente chiamata "infoibamento"; i massimi rappresentanti della Repubblica di Slovenia e della Repubblica di Croazia non hanno mai ritenuto opportuno recarsi presso il monumento nazionale della foiba di Basovizza per commemorare i morti italiani nelle foibe e la tragedia dell'esodo mentre, nell'incontro fra il ministro Di Maio e la diplomazia slovena, è stata ribadita la volontà dell'Esecutivo italiano di concedere alla minoranza slovena di Trieste il palazzo che oggi è dell'università di Trieste e che 100 anni fa ospitava l' hotel "Balkan" e il Narodni Dom; una concessione che causerà un esborso, per le casse italiane, di oltre 10 milioni di euro e che vede l'opposizione di gran parte della popolazione triestina e delle associazioni degli esuli dettata dal fatto che alla minoranza slovena sono stati concessi, negli anni scorsi, numerosi immobili a Trieste tra cui, come risarcimento diretto per il palazzo dov'era il Narodni Dom, il teatro stabile sloveno di via Petronio, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere per risolvere, nella cornice della cooperazione e della collaborazione fra Paesi membri dell'Unione europea, le questioni rimaste aperte con le Repubbliche di Slovenia e di Croazia riguardanti i diritti negati degli esuli istriani, fiumani e dalmati e dei loro discendenti. Atto n. 3-01683 DAL MAS Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 23 marzo 2019 il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha accolto a villa Madama il Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. Al termine dei colloqui si è svolta la cerimonia di firma degli accordi e delle intese tra i competenti Ministri italiani e cinesi e tra le imprese dei due Paesi; tra gli accordi sottoscritti spicca il memorandum d'intesa sulla "nuova via della seta", iniziativa strategica commerciale della Repubblica popolare cinese per migliorare i suoi collegamenti con i Paesi dell'Asia e dell'Europa; è forte il timore che dietro la nuova via della seta si celi una strategia di espansione della Cina, che avrebbe individuato nei Paesi ad alto debito pubblico partner deboli da assoggettare. Un rapporto "privilegiato" con la Cina preoccupa, anche alla luce dell'annosa questione relativa ai rapporti tra il gigante asiatico e Hong Kong, recentemente tornati ad essere tesi e forieri di manifestazioni popolari, che vengono represse; forte è quindi il rischio che attraverso i capitali cinesi si assista ad una progressiva perdita di sovranità, in particolar modo per quanto riguarda i trasporti marittimi; con capitali cinesi è in corso di realizzazione un terminal container nel porto di Vado ligure (Savona), ma le aziende di Stato cinesi punterebbero a prede ben più ambite: i porti di Genova, Trieste e Taranto. Proprio a Taranto, sarebbe forte l'interesse del gruppo Ferretti, ormai da anni controllato da una società cinese; nella risposta all'interrogazione 3-00788, svolta il 20 giugno 2019, il Viceministro dello sviluppo economico Galli non ha fornito dettagli in merito ai programmi e progetti di sviluppo intercorrenti tra autorità portuale triestina e partner cinesi, essendo essi definibili "nei tempi e nei modi" che la stessa autorità riterrà più opportuni. Eppure, i presidenti delle autorità portuali sono nominati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il presidente della Regione interessata, e quindi dovrebbero rispondere al Governo (italiano, non cinese) delle proprie azioni; sulla citata piattaforma logistica sarebbe ricaduto l'interesse di molte aziende straniere, tra cui COSCO, compagnia di Stato cinese, che offre servizi di spedizione e logistica e che ha investito nel terminal di Vado ligure; durante il vertice del 23 marzo 2019, è stato firmato il primo progetto di cooperazione italo-cinese inerente all'economia triestina, un accordo che riguarderebbe importanti investimenti sulle infrastrutture ferroviarie, sottoscritto dal presidente dell'Autorità portuale, Zeno D'Agostino, e dai rappresentanti della China communications construction company (CCCC); la rappresentanza diplomatica statunitense in Italia ha manifestato forti perplessità circa la sottoscrizione da parte del Governo italiano del memorandum con la Repubblica popolare cinese, per ragioni sia economiche che geopolitiche; le forze politiche di opposizione hanno evidenziato che configurandosi come un trattato internazionale il memorandum necessita della ratifica da parte del Parlamento. Il Governo si è affrettato a definirlo una semplice intesa, per cui non è necessaria alcuna ratifica, con ciò evitando i passaggi parlamentari; l'esplodere dell'emergenza COVID-19 ha rallentato anche i lavori di definizione degli accordi connessi alla nuova via della seta, ciò non ha impedito alle aziende cinesi di portare avanti il proprio lavoro diplomatico, è infatti notizia dello scorso aprile che la CCCC ha donato 10.000 mascherine al porto di Trieste; i rapporti con la Cina sono poi proseguiti nel mese di maggio, anche tramite il riavvio dei contatti per lo sviluppo della filiera del vino, nell'occasione, Mario Sommariva, segretario generale dell'Autorità portuale di Trieste, ha dichiarato: