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Istituzione del Parco nazionale dell'Ofanto. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge tende, mediante l'istituzione del Parco nazionale dell'Ofanto, sia a salvaguardare la biodiversità di un territorio di grande rilievo e bellezza storica, artistica e ambientale, sia a favorire e promuovere lo sviluppo sostenibile del turismo e dell'economia della valle, riscattandone le sorti in ambito nazionale e sovranazionale. Il quadro storico, culturale e ambientale L'Ofanto, definito « Aufidus tauriformis » da Tito Orazio Flacco di Venosa (Pz) e menzionato anche dai poeti latini Livio e Virgilio, è il secondo maggior fiume del Sud Italia, unico vero fiume della Puglia. Esso nasce in alta Irpinia, località Torella dei Lombardi (Av), e sfocia nel mar Adriatico dopo aver attraversato un territorio, popolato da oltre 400.000 cittadini di ben tre regioni (Campania, Basilicata e Puglia), ben 51 comuni e quattro province (Avellino, Potenza, Foggia e Barletta-Andria-Trani); ha un'asta fluviale che ha una lunghezza di oltre 170 chilometri, mentre il bacino idrico si estende per circa 2.800 chilometri quadrati. La portata del fiume viene alimentata dall'invaso di Conza e dell'Osento in Campania e ammonta annualmente ad oltre 250 milioni di metri cubi d'acqua costituendo, ovviamente, una vitale risorsa idrica, soprattutto per l'economia agricola locale; ma anche un indispensabile punto di riferimento dell'identità storica e culturale della Valle. Nel corso del fiume si rinviene la presenza di oltre cento sorgenti di piccola portata e di ben sei sub-bacini, corrispondenti ai seguenti affluenti: fiumara di Atella, di Venosa e torrente Locone. Infine, vi sono numerosi laghi naturali e artificiali, tra cui spiccano quelli vulcanici di Monticchio, e meritano di esser menzionate le sette dighe attualmente operative: a) invaso sul torrente Lampeggiano nel comune di Lavello (Pz), b) diga sul torrente Osento o lago di San Pietro, tra i territori di Monteverde ed Aquilonia (Av), c) lago di Capacciotti o invaso di Marana Capacciotti, in agro di Cerignola (Fg), d) invaso Toppo di Francia (Pz), e) lago del Rendina o diga sul torrente Olivento in agro di Venosa (Pz), f) diga sul torrente Locone nel comune di Canosa di Puglia (Bat), g) invaso o lago di Conza della Campania in territorio avellinese. Oltre ad un maggior equilibrio tra gli interessi alla produzione agroalimentare e le aspettative di tipo ecologico, è opportuno sottolineare l'importanza dell'educazione al rispetto e alla tutela delle risorse idriche e in generale le note vicende storiche che hanno contraddistinto, fin dall'antichità, lo scorrere delle acque del fiume Ofanto, e lo fanno assurgere al rango di bene storico e culturale da tutelare. Tanto più, oggidì, considerata l'ormai « ordinaria » emergenza idrica a livello nazionale per effetto del cambiamento climatico in atto. Appare il caso di ricordare che i primi insediamenti risalgono al V millennio a. C., grazie al ritrovamento dei resti di villaggi preistorici e di grotte databili al periodo del Neolitico; così come le sponde del fiume sono state teatro, nel corso dei secoli, di battaglie epiche: in primis quella della Seconda guerra punica, combattuta in prossimità di Barletta, località Canne della Battaglia (216 a.C.), che vide Annibale, il condottiero cartaginese, sconfiggere l'esercito romano. Mentre, in epoca contemporanea il paesaggio ofantino veniva esaltato in tutto il suo splendore dalla genialità creativa del pittore barlettano Giuseppe De Nittis, diffondendolo in tutto il mondo (di recente le opere sono state esposte nella Philips Gallery di Washington). Le finalità Il Parco si configura, quindi, come lo strumento idoneo a restituire all'intera valle la sua antica dignità, attraverso una governance unitaria, comune, efficace ed efficiente sia in tema di salvaguardia della biodiversità dall'inquinamento industriale e antropico, sia per la valorizzazione di un patrimonio inestimabile di carattere ambientale, culturale, paesaggistico ed economico, pur sempre sostenibile quale bene da custodire per le future generazioni. L'istituzione ex lege del Parco, infatti, presuppone il pieno rispetto delle più pregnanti direttive europee, come la direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000 (cosiddetta « direttiva alluvioni »), che ha istituito un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni (purtroppo sempre più frequenti), e la direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che indica le politiche di tutela e di uso sostenibile delle risorse idriche e delle acque interne a lungo termine. La sua approvazione da un lato consentirebbe di tutelare il vasto territorio, avvalendosi del coinvolgimento dei distinti, soggetti attori, come la provincia di Barletta-Andria-Trani, l'Ente parco naturale regionale ed il Consorzio sviluppo sostenibile della Valle dell'Ofanto, nato nel 2011, entrambi impegnati – il primo per delega della regione Puglia, il secondo come ente di fatto, associazione tra professionisti – a garantire il coordinamento delle attività di organi e di strutture tecnico-amministrative dello Stato, come l'Autorità di bacino distrettuale meridionale, regionali e provinciali; e dall'altro promuoverebbe finalmente lo sviluppo turistico-culturale e ambientale (si pensi all'utilizzo della ciclovia dell'acquedotto pugliese e della ferrovia storica Avellino – Rocchetta Sant'Antonio, per cui detto Consorzio ha ben operato in sinergia con le realtà interessate localmente). Il tutto seguendo la falsariga di recenti o meno esperienze, molto valide, in campo nazionale e a livello europeo, che hanno dimostrato come il bacino imbrifero con il proprio habitat (si pensi alle tante, eccellenti produzioni agroalimentari, tipiche e biologiche) effettivamente rappresenta un'enorme risorsa, specialmente come antidoto allo spopolamento dei centri urbani del Mezzogiorno da parte dei giovani meridionali. Si fa, pertanto, necessario riferimento, infine, all'Autorità di bacino distrettuale dell'appennino meridionale, istituita per effetto della legge 28 dicembre 2015, n. 221, quale organismo di « indirizzo, coordinamento e pianificazione » in materia di bacini imbriferi e di gestione del sistema idrico territoriale.. 1 (Istituzione del Parco nazionale dell'Ofanto) 1 È istituito il Parco naturale nazionale del fiume Ofanto, di seguito denominato « Parco nazionale », il cui territorio, che si colloca nei territori delle Regioni Basilicata, Campania e Puglia, costituisce area naturale protetta. 2 (Finalità del Parco) 1 Le finalità istitutive del Parco nazionale sono le seguenti: