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Al di là delle parole, i vari decreti bollette e sostegni non hanno dato a oggi risposte. Signor Presidente, mi conceda qualche altro secondo per ricordare un altro elemento grave. Credo di non essere l'unico in quest'Aula a ricevere giornalmente grida di dolore da povera gente che vorrebbe pagare i propri debiti con lo Stato. Mi riferisco alle cartelle esattoriali rottamazione- ter e saldo e stralcio. Questi cittadini vorrebbero pagare, ma lo scorso anno, a dicembre, è stato chiesto loro in quaranta giorni di pagare quanto era stato sospeso per un anno e mezzo a causa del lockdown . Ora loro chiedono - e mi faccio tramite della loro richiesta a lei, signor Ministro - di riaprire immediatamente i termini perché dobbiamo garantire agli italiani onesti di poter pagare ciò che devono e vogliono pagare, corrispondendo ciò anche all'interesse dell'Erario e dello Stato italiano. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astorre. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, colleghi, arriva all'esame dell'Assemblea un provvedimento tra i più attesi e sicuramente di maggiore impatto per l'intero sistema economico nazionale. Parliamo di un mercato che solo nel primo quadrimestre 2021 ha generato un volume di circa 70 miliardi di euro, considerando tutte le tipologie. Il disegno di legge delega in materia di contratti pubblici è stato messo a punto al fine di assicurare un riordino e una rivisitazione complessiva del codice degli appalti, rispetto al quale nel corso degli anni sono stati introdotti numerosi cambiamenti, anche attraverso provvedimenti d'urgenza, che hanno profondamente modificato l'originario impianto del codice stesso. Come è noto, la normativa dei contratti pubblici ha subito nel corso degli anni numerosi interventi correttivi, integrativi, modificativi, derogatori che, seppure a volte necessari, in molti casi non hanno aiutato il settore; interventi che hanno finito per rendere l'intero impianto normativo disordinato, troppo complicato per tutti gli operatori pubblici e privati. Sappiamo tutti quanto sia di fondamentale importanza il principio di affidamento nel nostro ordinamento, come sappiamo che in questa materia che interviene sui settori chiave e strategici, rappresentando un volano di notevolissimo impatto per l'intera economia nazionale, la certezza del diritto rappresenta un principio irrinunciabile. Oggi, alla luce delle risorse destinate all'Italia dal PNRR, l'ambito degli appalti acquisisce un'importanza ancora maggiore e noi siamo chiamati ad approvare una disciplina la più chiara possibile, soprattutto di agevole applicazione per tutti gli operatori, se crediamo veramente nella ripresa della nostra economia. Abbiamo davanti un calendario molto stringente e questa riforma rientra, tra l'altro, tra gli impegni precedentemente assunti dal Governo per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nello stesso piano, infatti, si prevede una riforma complessiva del quadro legislativo nel settore dei contratti pubblici e, in base a quanto previsto, devono essere raggiungi obiettivi in tempi molto rigorosi: alla fine del prossimo anno il quadro normativo e attuativo deve andare in porto definitivamente, non possiamo permetterci ritardi o esitazioni e per questo auspico un passaggio alla Camera che, pur rispettoso del confronto tra le varie forze politiche, resti dentro limiti di tempo non lunghi. Questo lo voglio dire anche perché non è escluso che una parte della crescita economica prevista per il nostro Paese grazie alle risorse messe in moto dal recovery plan venga vanificata dagli effetti nefasti della guerra in Ucraina. Il disegno di legge delega si configura come un intervento normativo volto ad adeguare la disciplina dei contratti pubblici a quella del diritto europeo e ai principi espressi nel corso degli anni dalla giurisprudenza in tale materia, il cui obiettivo complessivo è quello di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente. Gli assi portanti del disegno di legge governativo messi in risalto nei principi e criteri direttivi della delega sono riassumibili nel divieto di gold plating che, in linea con le direttive europee, impedisce l'inserimento nella normativa nazionale di livelli di regolazione maggiori rispetto a quelli minimi previsti, e nella qualificazione delle stazioni appaltanti. Il disegno di legge delega, infatti, stabilisce chiaramente che uno degli obiettivi è quello di conseguire una riduzione numerica, favorire un accorpamento di quelle esistenti, promuovere incentivi finalizzati all'utilizzo delle centrali uniche di committenza e potenziare la qualificazione del personale. In questa direzione va un nostro emendamento, con il quale si invita a procedere ad una razionalizzazione delle stazioni appaltanti, con riferimento sia a quelle afferenti ai settori ordinari che a quelle afferenti ai settori speciali. Il provvedimento interviene poi nella disciplina dei contratti sotto soglia, su cui è importante garantire una definizione chiara e univoca: negli appalti la disciplina del sotto soglia è stata cambiata più e più volte e questo, come dicevo, non aiuta gli operatori del settore e le pubbliche amministrazioni che, al contrario, hanno bisogno di regole chiare e durature. Si interviene altresì nella normativa relativa ad investimenti in tecnologie verdi e digitali. In questo ambito sarà importante procedere con un vero e proprio disegno strategico, finalizzato alla semplificazione delle procedure, in modo da realizzare, in linea con le due transizioni previste, gli investimenti green e digitali. L'emendamento del senatore Margiotta, approvato in Commissione, è inteso a estendere e rafforzare l'ecosostenibilità degli investimenti pubblici, con l'inserimento del principio della rendicontazione degli obiettivi energetico-ambientali. Si vuole quindi garantire non solo la fase a monte della definizione dei criteri, ma anche la fase a valle della rendicontazione dei risultati raggiunti in termini di sostenibilità ambientale ed energetica. In chiave di informatizzazione delle procedure per ridurre i tempi relativi alle procedure di gara, di stipula dei contratti e di esecuzione dei lavori, grazie a una modifica del disegno di legge, si stabilisce, anche al fine di evitare ulteriori gravami a carico degli operatori economici, il divieto di addebito agli operatori economici di qualsiasi tipologia di costo, anche indiretto, connesso alla gestione di piattaforme elettroniche. Il disegno di legge delega si estende anche su altri ambiti, sui quali, per ragioni di tempo, non mi soffermerò. Ci tengo, però, a dedicare qualche considerazione al lavoro svolto in Commissione e mi sia consentito un ringraziamento sincero ai relatori, la collega Pergreffi e il collega Cioffi, oltre che ai colleghi del Partito Democratico, a partire dal capogruppo Margiotta, e a tutte le forze politiche nella Commissione. Il lavoro in Commissione è stato molto intenso e impegnativo, i tempi di esame si sono allungati per via della necessità di trovare la più ampia convergenza, specie sui passaggi più delicati del provvedimento, oltre che per la complessità della materia, che richiede inevitabilmente margini di riflessione più lunghi. Tuttavia, anche dal confronto con il Governo (e voglio rivolgere al vice ministro Bellanova un ringraziamento sincero e non di forma, perché ha lavorato in maniera preziosa con le forze parlamentari), possiamo dire che il testo arrivato in Assemblea risulta migliorato in più punti e ne vorrei ricordare qualcuno.