[resaula]

gli stessi enti locali dell'area hanno intrapreso nel tempo una serie di iniziative in tal senso e sottoscritto nel 1998 un accordo di programma per l'istituzione del "parco marino del Piceno"; iniziative che si sono però interrotte nel 2010, dopo l'espressione il 29 aprile 2010, da parte della Conferenza unificata, di un parere favorevole dello schema di decreto istitutivo dell'area marina protetta "costa del Piceno"; nel giugno 2021, i 7 sindaci dei comuni della provincia di Ascoli Piceno inclusi nel citato schema di decreto istitutivo dell'area marina protetta hanno sottoscritto congiuntamente un documento nel quale si sostiene, tra l'altro, che "nella complessa congiuntura legata alla pandemia il progetto del 'Parco Marino del Piceno' possa rappresentare oltre che un progetto innovativo per la doverosa transizione ecologica dell'economia, una importante opportunità per la qualificazione del territorio, migliorando il suo contesto ambientale e la sua riconoscibilità nazionale ed internazionale con ricadute benefiche sul comparto turistico e sugli altri settori dell'economia locale" e si esprime formalmente "la volontà delle rispettive Amministrazioni di procedere senza ulteriori indugi" di riprendere l' iter finalizzato a "pervenire nel minor tempo possibile all'istituzione dell'AMP Costa del Piceno"; a seguito dell'iniziativa istituzionale, il Ministero, dopo un primo confronto con i sindaci delle amministrazioni coinvolte, avvenuto il 19 luglio 2021, ha convocato formalmente un tavolo istituzionale, tenutosi il 27 settembre 2021, nel corso del quale si è stabilito di incaricare l'ISPRA dell'aggiornamento degli studi biologici e socio-economici elaborati a supporto dell'originario percorso istitutivo nel 2008; a distanza di oltre nove mesi da tale determinazione, non si hanno notizie riguardo l'avvio delle attività scientifiche e delle consultazioni da svolgere, mentre nelle comunità locali interessate si sta sviluppando, a cura degli enti interessati e di una rappresentativa associazione di volontariato appositamente costituita, un'intensa azione di informazione, di sensibilizzazione e di confronto tra i vari soggetti socio-economici del territorio finalizzata alla condivisione delle possibili soluzioni alle fisiologiche criticità legate all'istituzione della riserva, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare ai fini dell'istituzione dell'area marina protetta e quali tempi preveda che siano necessari al fine di completarne l' iter , laddove dagli studi di cui si è stabilito l'aggiornamento venissero confermate le condizioni già verificate nel 2010. Atto n. 4-07324 MATRISCIANO Susy TRENTACOSTE MORONESE Vilma ANGRISANI Luisa GAUDIANO Felicia LICHERI NOCERINO Simona Nunzia PIRRO Elisa PAVANELLI Emma GUIDOLIN Barbara LANNUTTI PACIFICO Marinella DELL'OLIO MOLLAME DI MICCO MONTEVECCHI Michela GALLICCHIO Agnese DONNO Daniela GIANNUZZI Silvana ROMANO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: su invito del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e della salute, in attuazione della misura, contenuta all'articolo 1, comma 1, n. 9, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, in data 14 marzo è stato sottoscritto tra le parti sociali, e poi aggiornato il 24 aprile 2020, il "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". Tale protocollo, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell'adozione di protocolli di sicurezza anti contagio; tra le numerose altre indicazioni, al punto 13 del citato Protocollo è stabilita la costituzione in ciascuna azienda di un "Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS" (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), strumento istituito appositamente per consentire la partecipazione, la verifica e il monitoraggio delle misure da adottare nelle aziende per la salvaguardia della salute dei lavoratori dal rischio di contagio; considerato che: in Trenitalia SpA, azienda del gruppo FSI esercente il servizio di trasporto ferroviario, è stato costituito il suddetto Comitato ed è stato affidato al coordinamento di un alto dirigente. Il Comitato è costituito da figure aziendali, rappresentanze sindacali e da una limitatissima e non equa presenza di RLS; risulta tuttavia che, nonostante l'emergenza in corso e la urgente necessità di esercitare le prerogative di verifica dell'applicazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19, esso sarebbe stato convocato e si sarebbe riunito una sola volta, il 15 aprile 2020, senza peraltro che risulti verbalizzato o riferito alcunché in merito alla propria attività ed alle determinazioni adottate; la medesima società, responsabile di una delicatissima funzione di servizio pubblico nel duplice e complesso aspetto riguardante la tutela dal contagio, sia dei viaggiatori che quello dei numerosi dipendenti, ha adottato nel frattempo e reso operativi numerosi provvedimenti senza che questi siano stati né discussi né tantomeno verificati dal Comitato; considerato inoltre che a quanto risulta all'interrogante: le direttive e le decisioni per il contenimento del contagio sui treni di Trenitalia, sono state emanate anche da soggetti esterni alla società e, all'interno di essa, le decisioni sono assunte anche da figure apparentemente non titolari delle posizioni di garanzia riguardo alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, quali sono i datori di lavoro formalmente nominati, che allo stato risultano, al contrario, meri esecutori di decisioni adottate da terzi; se quanto esposto fosse accertato, il "Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione" costituito all'interno di Trenitalia SpA, risulterebbe del tutto privo di qualsivoglia utilità sostanziale rappresentando, invece, l'ennesimo adempimento burocratico volto a sanare solo formalmente un fondamentale e necessario intervento volto a garantire la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori costantemente a rischio contagio, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, che si sono impegnati per quanto di loro competenza a favorire la piena attuazione del Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, nei limiti delle loro attribuzioni, intendano adottare nei confronti di Trenitalia SpA per evitare che il Comitato risulti una mera formalità burocratica. Atto n. 4-07325 MATRISCIANO Susy ACCOTO Rossella PIRRO Elisa LANNUTTI ROMAGNOLI PESCO GUIDOLIN Barbara ROMANO CAMPAGNA Antonella AUDDINO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione Premesso che: