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È di pochi mesi fa - è del novembre scorso, se non erro - il voto, all'interno del disegno di legge di conversione di un importante decreto-legge emanato dal Governo, del primo provvedimento legislativo organico del nostro Paese che introduce le previsioni delle direttive europee all'interno del sistema nazionale. È un intervento a trecentosessanta gradi, una disposizione assolutamente omogenea, che copre quasi tutte le richieste. Certamente c'è una visione non proprio omogenea e unanime sulla questione dei controlli; in quel caso c'erano posizioni diversificate. Tuttavia, il processo che precede i controlli ha trovato l'unanimità anche in questa sede. È quindi importante sottolineare quando abbiamo la capacità di lavorare in positivo. La presente risoluzione prende in considerazione la tecnologia e l'organizzazione come fattori positivi per la gestione del ciclo dei rifiuti, in emergenza e fuori dall'emergenza. Vi è stato, poi, un approfondimento molto interessante sulla presenza di virus o di materiale genetico del virus nelle acque reflue. È un indicatore di grande evidenza scientifica e di grandi conseguenze, che naturalmente non sfuggono a nessuno di noi, dal punto di vista delle ricadute per la saluta pubblica. Vi è stato un approfondimento altrettanto importante anche nella relazione tra la crisi, la pandemia e l'inquinamento atmosferico. Ora, per sfrondare polemiche inutili e dubbi, diciamo subito due cose: la relazione stabilisce che è sufficientemente provato il rapporto tra inquinamento atmosferico elevato, pressione ambientale sulle popolazioni e suscettibilità maggiore a un'infezione batterica o virale, in particolare derivante da patologie croniche legate ad elevata concentrazione di particolato. È, dunque, scientificamente provata una correlazione tra l'inquinamento e la diffusione dei virus e, quindi, del Covid-19. È, invece, da approfondire il meccanismo attraverso il quale questa pandemia si può diffondere. È provata la sovrapposizione tra il massimo sviluppo della pandemia e le aree fortemente inquinate a livello mondiale, ma dopo c'è da stabilire se, in particolare, il particolato - scusate il gioco di parole - è un carrier , cioè un vettore, o meno del virus in quanto tale. Su questo l'ISPRA ha iniziato da un mese e mezzo un importante studio su tutto il territorio nazionale che coinvolge numerose ARPA regionali in modo da approfondire la questione. Unitamente a queste, sulla relazione tra pandemia e ambiente non vi è dubbio alcuno, dal punto di vista fenomenologico, che vi sia una relazione diretta tra la deforestazione, lo sprawl urbano, il contatto tra uomo e animale e, dunque, la diffusione dei virus, perché è noto che il virus è stato portato da animali non domestici all'uomo. Questa vicinanza, che prima non esisteva, è dovuta in maniera evidente agli elementi di cui parlavo prima. Di conseguenza, non c'è dubbio alcuno, al netto degli approfondimenti di cui ho appena parlato, che si deve prestare molta attenzione. Dobbiamo assumerci, anche, la responsabilità di dire con forza, insieme all'assumere le conseguenti azioni comuni, che c'è una relazione diretta tra il cambiamento del clima, l'azione antropica e la diffusione dei batteri e del virus a livello mondiale. Presidente, sono poi emerse altre questioni, se volete, più secondarie, ma comunque importanti. Per esempio, è evidente, viste tutte le analisi scientifiche e quanto dicono gli scienziati che abbiamo ascoltato, che c'è una relazione diretta tra la pulizia, l'igiene e il lavaggio delle mani. Da parte di quasi tutti è stato messo in evidenza che l'utilizzo di guanti deve essere riservato agli operatori dei settori e c'è anche una sottolineatura importante sul fatto che è inutile usare stoviglie usa e getta di plastica. Sono del tutto sufficienti una sana igienizzazione e un lavaggio. Un altro punto importante è stata l'individuazione e la centratura del ragionamento sui rifiuti ospedalieri attualmente basati su incenerimento e sterilizzazione. Presidente, vi è, infine, la questione del sistema impiantistico. Anche questa epidemia ha messo in evidenza che c'è una forte criticità e c'è bisogno di lavorare in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale perché il trattamento dei rifiuti ha bisogno di una sana politica industriale di impianti per il ciclo dei rifiuti per chiudere lo stesso ciclo. Presidente, per tutti questi motivi esprimo il voto favorevole alla risoluzione da parte del Partito Democratico. ( Applausi ). GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, dal primo giorno dell'avvio dello stato di emergenza a seguito della pandemia - periodo che personalmente ho vissuto a Bergamo nella mia città, nel cuore della mischia - la prima preoccupazione o, anzi, la paura vera e propria che mi ha accolto è stata quella che potesse fermarsi il sistema di raccolta, conferimento e smaltimento dei rifiuti. Per questo ho verificato in maniera sistematica le condizioni delle aziende preposte e del personale e degli operatori, veri e propri eroi un po' dimenticati, senza i quali però sarebbe potuta essere una tragedia nella tragedia. Neanche per un giorno si sono fermati, nonostante la carenza a volte di presidi, mascherine e protezioni; ogni giorno, affacciata al mio balcone, quel balcone da cui ho visto passare i camion con le bare dei miei concittadini, tra cui molti amici, mentre il Covid si era insinuato persino in casa mia, ogni giorno ho gridato «grazie» e ho mandato un bacio a quegli uomini e a quelle donne che, nel silenzio delle strade deserte, passavano a raccogliere i sacchi e il loro contenuto pericoloso senza paura e con altissimo senso del dovere. Scusate, ma ci tenevo in apertura della dichiarazione di voto di Forza Italia a rinnovare tutta la nostra riconoscenza per chi, invisibile ma indispensabile, ha consentito che le città e i paesi non si riempissero di rifiuti, scatenando pandemia nella pandemia nel momento più terribile. Grazie, grazie e ancora grazie. (Applausi) . Uno degli aspetti collaterali all'emergenza sanitaria Covid, forse quello realmente più pericoloso, è relativo all'impatto che la pandemia avrebbe avuto sui rifiuti sia in relazione alle azioni di contenimento e contrasto della pandemia stessa, sia rispetto alle implicazioni che l'incremento massiccio dell'utilizzo di dispositivi di protezione individuale, mascherine e guanti soprattutto, avrebbe potuto comportare. La gestione dei rifiuti avuto un'impennata di difficoltà, ma nessuno se n'è accorto grazie all'organizzazione e alla fermezza con cui si è rimasti sul pezzo: gestione dei rifiuti domestici, gestione dei rifiuti ospedalieri, gestione dei rifiuti prodotti sul posto di lavoro. Per i territori maggiormente colpiti come la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e l'Emilia-Romagna è stato veramente un periodo incredibile e surreale. Consentitemi di dedicare un pensiero ai negazionisti che - buon per loro - probabilmente non sono stati colpiti come sono state colpite le Regioni del Nord. Fortunati loro e ne siamo veramente felici. (Applausi) .