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Disposizioni in materia di riconoscimento della medicina tradizionale cinese e dell’agopuntura. Onorevoli Senatori. -- La diffusione delle medicine «non convenzionali» rappresenta un fenomeno che ha assunto, da tempo, una dimensione particolarmente signifcativa nella maggior parte dei Paesi europei. Le medicine «non convenzionali» (MNC) altrimenti dette complementari (MC) o «complementari ed alternative» (CAM nella dizione anglosassone) -- sono ormai entrate nella pratica terapeutica corrente, sia in ambito privato che in ambito pubblico. La rilevanza del fenomeno è tale da aver indotto il Parlamento europeo ad approvare una risoluzione (n. 75 del 29 maggio 1997) che evidenzia, fra l’altro, la necessità di «garantire ai pazienti la più ampia libertà possibile di scelta terapeutica assicurando loro il più elevato livello di sicurezza e l’informazione più corretta sull’innocuità, la qualità, l’efficacia e il rischio eventuale delle cosiddette medicine non convenzionali -- e, dall’altro, di proteggerli da persone non qualificate». In Europa il riconoscimento e lo status giuridico delle medicine complementari (MC) varia nei diversi Paesi, i quali si stanno impegnando per sviluppare una regolamentazione comune al fine di proteggere il diritto dell’individuo alla salute, come previsto anche dalla risoluzione n. 1206 del 4 novembre 1999 del Consiglio d’Europa. In Italia, l’opportunità di definire un quadro normativo organico in tale materia è da tempo all’attenzione delle istituzioni. Nel corso delle recenti legislature sono state esaminate dal Parlamento varie proposte legislative che, tuttavia, non hanno ancora avuto una compiuta definizione. In carenza di uno specifico quadro legislativo nazionale, il lavoro di approfondimento svolto sino ad oggi, ai diversi livelli di interesse -- Ministero della salute, regioni, magistratura, Federazione nazionale dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) -- è stato basato sulla identificazione della responsabilità sottesa a questo tipo di attività professionale. A tale riguardo la Cassazione ha definito le attività connesse alle MC atto medico e ha ricondotto questo tipo di competenze solo ed esclusivamente al medico. In tal senso la FNOMCeO con la «Delibera e linee guida su Medicine e pratiche non Convenzionali» del maggio 2002, recentemente integrata con «Linee guida per la formazione nelle medicine e pratiche non convenzionali .. » approvate dal Consiglio Nazionale FNOMCeO del 12 dicembre 2009 ha evidenziato che l’esercizio delle medicine e pratiche non convenzionali «è ammissibile esclusivamente da parte del medico chirurgo ed odontoiatra in pazienti suscettibili di trarne vantaggio dopo un’adeguata informazione e l’acquisizione di esplicito consenso consapevole». La maggior parte degli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha istituito commissioni miste per definire i criteri di accreditamento dei professionisti e delle scuole di formazione ed alcuni hanno costituito, presso gli ordini, registri dei medici che esercitano le MC come elemento di garanzia e di tutela della salute dei cittadini. Occorre tenere presente che i medici che svolgono attività anche di MC, sulla base della richiesta di moltissimi cittadini, sono stimati essere circa 5 mila. Tuttavia si riscontra anche una certa attività da parte di soggetti non professionalizzati che cerca di qualificarsi e di immettersi sul mercato. Nel 2005, quasi 8 milioni di persone (circa il 14 per cento della popolazione residente) hanno dichiarato di aver utilizzato metodi di cura non convenzionali nei tre anni precedenti l’intervista. Tra i vari tipi di terapie non convenzionali la più diffusa è l’omeopatia, utilizzata dal 7 per cento della popolazione; seguono i trattamenti manuali scelti dal 6,4 per cento delle persone; la fitoterapia e l’agopuntura utilizzati rispettivamente dal 3,7 per cento e dall’1,8 per cento della popolazione; infine, altri tipi di terapie non convenzionali (0,4 per cento). Il 48,8 per cento delle persone ha espresso un giudizio positivo sull’utilità di almeno un tipo di terapia non convenzionale tra agopuntura, omeopatia, fitoterapia e trattamenti manuali, mentre il 51,2 per cento ritiene che nessuno di questi metodi di cura sia utile. Chi utilizza le terapie non convenzionali si dimostra abbastanza soddisfatto per risultati ottenuti. è, infatti, sempre superiore al 60 per cento la percentuale di quanti dichiarano di aver avuto benefici dai diversi approcci terapeutici utilizzati. A fronte di questa crescente diffusione delle MC, anche le regioni hanno adottato, da tempo, una pluralità di iniziative, nel tentativo di regolamentare un settore molto variegato. In molte regioni quali, ad esempio, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Lazio sono erogate presso ambulatori pubblici o accreditati prestazioni di MC, in particolare agopuntura, Sono stati costituiti commissioni regionali, comitati tecnico-scientifici e osservatori regionali e strutture regionali di riferimento per le MC in Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Liguria, Lazio, Friuli-Venezia Giulia e la Provincia di Bolzano. Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Campania hanno, poi, finanziato ricerche sull’efficacia delle MC e la Regione Toscana ha finanziato una ricerca sul rapporto costi/benefici derivato dal loro impiego. La Provincia Autonoma di Trento ha realizzato uno specifico «Studio del fenomeno inerente la diffusione e la fruizione delle medicine non convenzionali presso la popolazione Trentina» in un campione rappresentativo di soggetti negli anni 2000 e 2005. Campagne di informazione alla popolazione o materiale informativo è stato realizzato dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Campania, mentre la Provincia di Bolzano ha anche erogato fondi a sostegno di enti, associazioni o a professionisti che effettuano le MC. Corsi di aggiornamento per medici e personale sanitario sono stati realizzati dalla Provincia di Bolzano, dalle regioni Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Campania e Umbria, mentre Il censimento delle strutture pubbliche che praticano le MC è stato fatto sempre a Bolzano, in Emilia-Romagna, Umbria e Toscana. Infine, sono stati intrecciati rapporti proficui con le università e con istituti scientifici di varia natura. La Regione Lombardia ha attivato un memorandum di intesa quadriennale con l’Organizzazione mondiale della sanità per lo sviluppo di linee guida tese alla tutela del consumatore e ad un utilizzo appropriato della MC. La Regione Emilia-Romagna, inoltre, ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione ha presentato al Parlamento, nella XVI legislatura, specifici disegni di legge per la disciplina delle medicine non convenzionali (A.S. 1134 e A.C. 1159) Con il termine complessivo di «Medicine Non Convenzionali» (MNC), tradizionalmente, vengono ricompresse molteplici metodologie terapeutiche: agopuntura/medicina tradizionale cinese, omeopatia, omotossicologia, fitoterapia, chiropratica e osteopatia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica.