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Signor Presidente, signor Ministro, gli Stati Uniti non hanno introdotto nuovi dazi a danno dell'agroalimentare italiano. Nell'elenco pubblicato sul sito del Tesoro americano sono però circa 93 i prodotti italiani a essere stati interessati dalla prima ondata di dazi in vigore dallo scorso 18 ottobre, che ha colpito principalmente il settore lattiero-caseario. Quest'ultimo rappresenta circa il 14 per cento dei prodotti alimentari venduti negli Stati Uniti. Secondi le analisi svolte dalla Banca d'Italia, i soli dazi già oggi in vigore determinano un danno complessivo per il nostro Paese di circa 400 milioni di euro. Soltanto il parmigiano costa oggi sugli scaffali americani circa 45 dollari al chilo. In prospettiva, la perdita potenziale di posizione sul mercato americano è quindi valutabile nell'ordine del 10-15 per cento. L'Italia è un paese di riferimento importante per gli Stati Uniti. Un drastico calo delle esportazioni avrebbe serie ricadute sulla stessa economia americana, con conseguenze negative per il commercio, la ristorazione e il turismo. Gli stessi importatori americani hanno infatti sostenuto diverse petizioni contro l'imposizione di nuovi dazi su vino e olio d'oliva. Ai dazi americani si aggiungono, per il nostro Paese, le insidie legate all'adozione di pratiche sleali attraverso il ricorso, ormai consolidato, alle vendite promozionali da parte della grande distribuzione, che abbatte di circa il 30 per cento il compenso per il produttore. Ricordiamo anche che, oltre ai dazi americani, si aggiungono in questo momento il blocco sui prodotti agroalimentari da parte di Cina e Taiwan, causato dall'incapacità di questo Governo di gestire i rapporti con i Paesi in occasione del taglio dei voli diretti con l'Oriente. Non avvisare la Cina che stavate per realizzare il blocco e trattare Taiwan come una provincia cinese, senza sapere che è uno Stato autonomo, dimostra superficialità e incompetenza, che pagherà caro il nostro made in Italy . Le misure adottate dall'attuale Governo, anche con l'ultima legge di bilancio, sono risultate poco efficaci a tutelare le produzioni nazionali colpite dai dazi americani. Noi avevamo proposto aiuti per 100 milioni di euro; voi ne avete concessi 10. Passo quindi alle domande. Quali iniziative il Ministro in indirizzo intende adottare per sollecitare, nelle sedi opportune, la ripresa dei negoziati tra l'Unione europea e gli Stati Uniti al fine di mettere in atto ogni possibile iniziativa volta a evitare i negativi impatti per l'agroalimentare italiano, impedendo che vengano messi a rischio i prodotti simbolo del made in Italy ? Quali iniziative il Ministro intende mettere in atto per varare le procedure, in accordo con le istituzioni europee, di compensazione economica che si rendano necessarie per reintegrare le perdite subite del comparto agroalimentare italiano e per recepire la direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali, al fine di ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena della distribuzione alimentare? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatrice Bellanova, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BELLANOVA, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, onorevoli senatori, la tutela dei nostri prodotti agroalimentari è una priorità che il Governo persegue con estrema attenzione. Credo sia ormai noto a tutti che, dopo gli intensi negoziati degli scorsi mesi, tenutisi in stretto raccordo con le associazioni di categoria, i principali consorzi, gli importatori e i distributori americani, abbiamo scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subissero danni irreparabili. L'agroalimentare italiano, infatti, non compare nella lista dell'Ufficio per il commercio degli Stati Uniti d'America, da poco pubblicata, dei prodotti soggetti a dazi. Si tratta, quindi, di un grande successo, frutto anche dei miei incontri con il segretario dell'agricoltura americano del 27 e 30 gennaio scorso, nel corso dei quali ho evidenziato l'importanza del settore agroalimentare italiano e delle sue eccellenze e il rischio che l'imposizione dei dazi avrebbe privato i consumatori americani dei prodotti della dieta mediterranea, che sono considerati un'eccellenza a livello mondiale. Dopo questo primo traguardo, il Governo sta proseguendo le proprie azioni diplomatiche per trovare una soluzione anche per i prodotti già inseriti nella prima lista. Tutelare il comparto agroalimentare italiano significa anche garantire la legalità e la correttezza sui mercati. Commercializzare il cibo palesemente sotto i costi medi di produzione, come lei ben sa, senatore Centinaio, è vietato. Questo fenomeno genera un disequilibrio nei rapporti di filiera, che si scarica principalmente sul mancato reddito delle aziende primarie e sul possibile sfruttamento dei lavoratori agricoli. Per arginare tale problematica il Consiglio dei ministri, nella seduta del 27 gennaio scorso, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di delegazione europea che contiene la delega al Governo per il recepimento della direttiva europea 2019/633 contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola alimentare. Si tratta di un grande passo avanti, decisivo per l'applicazione in Italia di questa direttiva, che punta a equilibrare i rapporti di forza nelle transazioni commerciali tra fornitori e catene della grande distribuzione all'insegna dell'equità e della trasparenza, vietando comportamenti non più accettabili, come pagamenti ritardati, modifiche unilaterali dei contratti o l'obbligo di pagare per merce deperita dopo la consegna, tutte pratiche esistente da molto tempo e che finalmente saranno messe in discussione con l'approvazione del disegno di legge che ho richiamato prima. Sono sicura, senatore Centinaio, che anche lei non farà mancare il suo contributo nell'approvazione del provvedimento. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Centinaio, per due minuti. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . No, signor Ministro, non faremo mancare il nostro contributo visto che, insieme all'europarlamentare De Castro, il sottoscritto, quando era Ministro, ha portato avanti tutta la questione delle pratiche sleali. «Un lavoro di squadra: dei Ministeri italiani, della Commissione dell'Unione europea, dell'Europarlamento, delle associazioni di categoria. È così che tutti hanno definito il successo del made in Italy agroalimentare, che ieri è riuscito a non incassare i nuovi dazi dagli Stati Uniti, dopo quelli imposti lo scorso ottobre su formaggi, salumi e liquori. Eppure, tutto questo lavoro di squadra non sarebbe andato in rete se a scendere in campo non ci fossero stati anche gli importatori e i distributori americani, preoccupati di veder colare a picco i propri affari». L'associazione di rappresentanza degli importatori USA «ha sostenuto una serie di petizioni indirizzate al Governo americano contro l'imposizione di nuovi dazi». Agli appelli promossi dalle associazioni di categoria si è poi aggiunta anche la voce dei consumatori americani: «Sul sito dell'USTR, l'Ufficio del rappresentante USA per il commercio, sono arrivate 24.000 firme».