[resaula]

Med, 2005, da cui si evince che in percentuale le complicanze raddoppiano, nel passaggio da 7 a 9 settimane, accennando al fatto che si tratta di un "lieve aumento"; il CSS inoltre fa riferimento ai dati ISTAT, e non solo alla letteratura medica, e commenta che nel corso degli anni diverse Regioni hanno adottato percorsi assistenziali che prevedono il day hospital e il regime ambulatoriale, senza riportare fra le complicanze il caso di donne morte dopo un'interruzione di gravidanza farmacologica; si tratta delle due prime segnalazioni di decessi dall'entrata in vigore della legge n. 194; probabilmente, al fine di non correre rischi di questo tipo, il parere afferma: "Alle minorenni è consigliabile offrire l'Ivg farmacologica in ricovero ordinario dopo aver acquisito il consenso dei genitori/autorizzazione giudice tutelare e aver sottoposto la minore a consulenza psicologica valutando difficile l'adesione al percorso terapeutico in tale situazione"; nelle linee guida, come nella circolare emanata dal Ministero, si parla di somministrazione della Ru486 (in particolare del mifepristone, ma anche a volte delle prostaglandine) nei consultori, trasformando radicalmente la finalità dei consultori, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di attivarsi al fine di modificare la legge n. 194 del 1978 seguendo l' iter legislativo previsto dalla Costituzione, con il coinvolgimento del Parlamento, non essendo sufficiente l'emanazione di linee di indirizzo, circolari e pareri scientifici per aggiornarne i contenuti. Atto n. 4-03994 BINETTI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (PNCVDA) è stato istituito agli inizi degli anni '90 nella provincia di Salerno in Campania e racchiude un inestimabile patrimonio naturale costiero e montano; gli obiettivi del governo del territorio della Regione Campania sono contenuti nella legge regionale n. 16 del 2004 e successive modificazioni ed integrazioni. Da queste norme discendono il Piano territoriale regionale (PTR), approvato con legge regionale n. 13 del 2008, i piani di coordinamento delle Provincie (PTCP), approvato dalla Provincia di Salerno con delibera del Consiglio provinciale n. 15 del 30 marzo 2012, e i Piani urbanistici comunali (PUC), che, ai sensi della legge regionale n. 19 del 2017 si dovevano approvare entro il 31 dicembre 2019, pena attivazione dei poteri sostitutivi della Regione; i suddetti piani sovracomunali stabiliscono per il PNCVDA regole quali: "riconsiderazione dei modelli di intervento edilizio nella fascia costiera", "recupero dell'esistente", "rivitalizzazione dei centri storici" (si veda PTR - Ambiente Insediativo 5 "Cilento e Vallo di Diano"), nonché "tutela, valorizzazione paesaggistica e salvaguardia della fascia costiera" (art. 80 PTCP), puntando sul minor consumo possibile di suolo (legge regionale n. 16 del 2004, art. 2); anche il PNCVDA prevede all'art. 8 delle Norme d'attuazione, che in ambito costiero a bassa densità edilizia gli interventi in zone D (trasformabili) dovranno mirare "alla riqualificazione delle strutture edilizie senza sostanziale aumento dei carichi urbanistici"; viceversa, la maggioranza dei Comuni costieri cilentani sembrano orientati verso il consumo di suolo pregiato. Molti PUC in corso di formazione, contengono preoccupanti previsioni in termini di cubature a scopo turistico-ricettivo, nel silenzio del PNCVDA e della Regione; il PUC di Centola-Palinuro (adottato con delibera di Giunta n. 130 del 24 luglio 2019, già oggetto di atto di sindacato ispettivo 4-02587), prevede oltre 1.300 nuovi posti-letto, 85.000 metri cubi di costruzioni, campeggi su suoli agricoli e la realizzazione di un porto darsena in area SIC. Peraltro il Sindaco di Centola riveste anche il ruolo di vice Presidente, nonché di Assessore all'urbanistica della Provincia di Salerno, cioè dell'ente deputato alla verifica della compatibilità urbanistica dei PUC; il PUC di Pisciotta, adottato con delibera di Giunta n. 18 del 20 marzo 2019, trasmesso in Provincia e bloccato grazie al vincolo paesaggistico introdotto con decreto del Ministero per i beni culturali del 17 ottobre 2019 ( Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12 novembre 2019) prevedeva 17 nuovi ambiti turistico-alberghieri per 920 posti letto in aree costiere di grande pregio; tuttavia la maggioranza dei comuni del PNCVDA sono lontani dall'adozione dei PUC. Il presidente ed il direttore del Parco il 30 novembre 2019 sono intervenuti nel chiedere alla Regione una proroga al termine di formazione dei PUC (poi accordata al 31 dicembre 2020 con legge regionale n. 6 del 2020). L'istanza era motivata dall'"avere in corso la revisione del proprio Piano, con l'obiettivo di superare le criticità registrate e segnalate dai Comuni nel corso degli anni"; già il 14 febbraio 2017 il PNCVDA aveva indirizzato a tutti i Comuni una nota con cui chiedeva "la disponibilità di voler inviare entro 60 giorni la documentazione riportante criticità emerse nel corso degli anni" a supporto dell'aggiornamento del Piano del parco. Tale aggiornamento, ad oltre tre anni di distanza, sembra solo avviato; è bene ricordare che nell' iter di formazione dei PUC, grazie al regolamento regionale n. 5 del 2011, il PNCVDA interviene solo in fase preliminare, quando non è redatta alcuna zonizzazione o regolamento; l'istanza di proroga dimostra che il PNCVDA non svolge un ruolo indipendente di indirizzo e di verifica nella formazione dei PUC, né di tutela di un Parco di interesse nazionale; la legge quadro sulle aree protette n. 394 del 1991, in merito agli organi dirigenti del parco (artt. 9 e 10) prescrive che il Consiglio direttivo sia composto da esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità, con una presenza eventuale e residuale di amministratori locali e che il direttore, oltre a ciò, sia iscritto a un apposito albo presso il Ministero dell'ambiente. Per gli amministratori locali è previsto uno specifico organo: la Comunità del parco; queste disposizioni appaiono solo formalmente rispettate nel PNCVDA, a causa del doppio ruolo di controllato e controllore che rivestono i sindaci del Parco, in qualità di membri dirigenti del Parco: il presidente e il direttore, oltre a diversi altri membri del direttivo, sono sindaci di comuni del Parco medesimo (ancora privi di PUC). Questo stato di fatto, a giudizio dell'interpellante, favorisce le incertezze urbanistiche sopra dette e le derive rispetto agli obiettivi generali di tutela del Parco, si chiede di sapere: