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il 18 aprile 2021 all'interno della trasmissione RAI "Mezz'ora in più" lo stesso ministro Speranza parlava distintamente dell'inapplicabilità del piano pandemico del 2006 agli inizi della pandemia e della necessità di produrre un piano nazionale COVID di cui si trova traccia nelle riunioni di febbraio 2020 del CTS; a oggi non esiste un piano pandemico alternativo al piano influenzale direttamente riferito al COVID-19; nonostante la propagazione e le criticità evidenziate in questo atto e in altri atti precedenti, sottolineate ed evidenziate anche dalla procura, il sistema di autocertificazione di gestione della pandemia che prevede l'invio periodico alla UE vedeva una costante valutazione positiva da parte dell'Italia; già dai primi mesi di conclamata pandemia, esistevano evidenze che tutti gli impianti di gestione delle acque reflue e le fognature in generale erano invasi dal virus , si chiede di sapere: quali siano stati i motivi per cui si è preferito far confluire gli insegnamenti legati al periodo di COVID all'interno del nuovo piano pandemico influenzale e non si sia deciso di effettivamente produrre un piano nazionale specifico per il COVID; quali siano state le ragioni per cui a fronte dell'allarme dell'OMS risalente all'inizio del mese di gennaio 2020 il Ministro della salute abbia deciso di non attivare le previsioni del piano del 2006, soprattutto quelle riguardanti la fase pre pandemica che avrebbe dovuto portare, tra l'altro, al divieto di manifestazioni di massa, al rafforzamento delle riserve di dispositivi e mascherine, alla predisposizione di un piano di contingenza per l'incremento dei posti letto di terapia semi intensiva e intensiva, all'implementazione dei protocolli di prevenzione e controllo delle malattie respiratorie in ambito ospedaliero, alla formazione urgente del personale sanitario, alla messa in protezione dei soggetti fragili, soprattutto quando ricoverati in strutture di lungodegenza, RSA e case di riposo, al rafforzamento delle capacità di contact tracing da parte delle strutture sanitarie territoriali e al conseguente sviluppo di protocolli di identificazione e isolamento di cluster di persone affette e delle aree geografiche in cui questi cluster insistevano; per quali motivi non si sia ritenuto di implementare la sorveglianza ambientale sulle acque reflue con la metodica che venne descritta e validata fin da metà aprile 2020 e che avrebbe potuto permettere l'identificazione dell'aumentata circolazione del virus durante l'estate 2020 prima della seconda ondata, così da limitarne l'impatto; se sia disponibile e sia stato attivato il piano nazionale di difesa, di competenza dei Ministeri della difesa e dell'interno, con le articolazioni periferiche delle Prefetture, a cui sarebbero stati affidati compiti relativi soprattutto all'isolamento delle zone cluster . Atto n. 4-06278 PUGLIA VACCARO DONNO GAUDIANO NATURALE PRESUTTO TRENTACOSTE FERRARA VANIN LANNUTTI RICCIARDI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: lo svolgimento dell'attività lavorativa sui natanti è condizionato dal possesso di una serie di certificati attestanti date competenze e qualità, rilasciati da centri di formazione autorizzati. Tra questi rientrano quelli di addestramento STCW ( refresher training ), relativamente ai corsi MAMS (marittimo abilitato ai mezzi di salvataggio), MABEV (marittimo abilitato ai battelli emergenza veloci), antincendio base ed avanzato, sopravvivenza e salvataggio; il possesso dei titoli è condizionato dalla frequentazione di corsi appositi, il cui svolgimento è stato rallentato e in dati momenti impedito dalla crisi pandemica in atto, determinando notevoli disagi all'operatore marittimo; in considerazione del delicato momento storico, che sta tuttora condizionando l'intero sistema dei trasporti marittimi, il comando generale del corpo delle Capitanerie di porto ha emanato disposizioni di carattere eccezionale volte a consentire al personale navigante, già presente a bordo, di continuare a svolgere il proprio servizio a bordo delle navi fino all'effettivo sbarco allorquando nello stesso periodo fosse venuta meno la validità dei previsti certificati di addestramento STCW relativamente ai corsi MAMS, MABEV, antincendio base ed avanzato, sopravvivenza e salvataggio (lettera circolare dp. prot. n. 21363 del 24 febbraio 2021); considerato che: la circolare n. 13 del 18 maggio 2021 del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (comando generale) è intervenuta per chiarire le modalità di svolgimento relative ai corsi di aggiornamento, finalizzati al rinnovo dei certificati di addestramento STCW; è stato individuato nei 60 giorni dalla data di sbarco il termine ultimo entro cui essere ammessi alla frequenza dei previsti corsi di aggiornamento (cosiddetti refresher training ), senza necessità di ripetere il relativo corso di addestramento nella sua interezza; stante il perdurare delle difficoltà legate all'emergenza sanitaria, al fine di consentire anche al personale navigante non imbarcato di programmare in tempo la frequenza dei medesimi corsi di aggiornamento presso i centri di formazione autorizzati, è stato disposto che il termine di 60 giorni dalla data di sbarco, utile per l'ammissione al solo corso di aggiornamento, debba applicarsi anche a quei marittimi il cui certificato di addestramento scada o sia scaduto successivamente alla data del 31 dicembre 2020, ma comunque entro l'anno in corso (2021). Decorsi tali termini si dovrà necessariamente ripetere l'intero corso di addestramento; la circolare prescrive che tale termine, utile per la frequenza del previsto aggiornamento, non deve essere inteso quale prolungamento della validità del relativo certificato di addestramento il quale, pertanto, alla scadenza, non consentirà più al marittimo di prendere imbarco e svolgere i propri compiti a bordo; nonostante le misure adottate si registrano ritardi nello svolgimento dei corsi di aggiornamento finalizzati al rinnovo dei certificati di addestramento STCW presso i centri di formazione autorizzati, stanti le limitazioni poste per la frequenza; i disagi sono stati evidenziati dalla segreteria nazionale mare e porti dell'UGL con lettera del 28 ottobre 2021 inoltrata alla direzione generale navale e acque interne, nonché al comando generale Capitanerie di porto, VI reparto sicurezza navigazione e per conoscenza al vice ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Teresa Bellanova; lo svolgimento dei corsi formativi è essenziale per l'esercizio dell'attività lavorativa del personale marittimo, non essendone consentita la prestazione in assenza delle attestazioni; i ritardi denunciati rischiano di produrre conseguenze negative in termini occupazionali, ledendo il diritto al lavoro dell'individuo, principio costituzionalmente tutelato (articoli 4 e 36), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei ritardi burocratici nell'espletamento dei corsi di formazione; quali iniziative, di conseguenza, intenda intraprendere al fine di tutelare i lavoratori marittimi garantendone la continuità lavorativa. Atto n. 4-06279 PAVANELLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: