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I pilastri del decreto sono sostanzialmente quattro e rappresentano sostegni importanti. Nel provvedimento affrontiamo un tema reale di sostegno alle imprese, alle partite IVA e all'economia più fragile. Si tratta di un sostegno rilevante, che ha segnato anche l'identità fondamentale della conversione, attraverso la quale in Parlamento abbiamo voluto mettere la maggioranza che sostiene il Governo nelle condizioni di affiancarsi a una fragilità reale. La crisi pandemica ha richiesto tante misure di limitazione di molte piccole attività ed era giusto rispondere a questa domanda di aiuto, che rischiava di essere anche una contrapposizione tra Istituzioni e piccole realtà che avrebbe potuto produrre conflitto e sicuramente comportato un rallentamento della ripartenza economica del Paese. Si è quindi deciso (qui non ci sono emendamenti a prima firma, ma di tutti i Gruppi di maggioranza) di dare una risposta rilevante a questi temi. Mi riferisco all'esenzione totale dal pagamento della prima rata IMU per le imprese che hanno perso fatturato e credo che aver previsto, in sede di conversione in Parlamento, 216 milioni di euro per una prima importante riduzione dei costi fissi delle imprese corrisponda al primo dovere che abbiamo, ossia intervenire per dare una risposta all'abbattimento dei costi fissi e ricostruire una leale collaborazione tra lo Stato e le piccole attività economiche che sono state fortemente colpite dalle limitazioni pandemiche. Lo abbiamo fatto intervenendo sull'IMU e con l'azzeramento del costo di occupazione di suolo pubblico. La cosiddetta tassa sui tavolini è insopportabile; nel momento in cui chiediamo alle piccole attività economiche di operare in esterno, è giusto che lo Stato ricambi con l'esenzione dal suo pagamento. Si tratta di uno sforzo collettivo per rimettere in movimento il Paese; stiamo parlando di centinaia di migliaia di partite IVA e attività alle quali abbiamo tolto un'insopportabile tassa che andava azzerata per tutto il 2021 come elemento e contributo decisivo di alleanza, ripartenza e ripresa insieme delle attività. Il suolo pubblico è anche un'immagine positiva e una luce delle nostre città, affinché si torni a dare importanza alla partecipazione dei cittadini all'interno dei centri storici. Queste due misure, che insieme all'esenzione dal pagamento del canone RAI valgono 430 milioni di euro, sono condivise e - secondo me - hanno dato dignità alla leale collaborazione tra il Parlamento e le realtà economiche più fragili e deboli, coinvolte in una crisi pandemica molto complessa. È un primo segnale - non l'ultimo - che tuttavia ha caratterizzato l'identità di questa conversione. A mio avviso, la crisi pandemica ci ha messo di fronte temi fondamentali. Diventa ancora più importante ragionare sulla cura della persona e sulla presa in carico di una comunità. Per questo motivo, il secondo pilastro è rappresentato dal sostegno al lavoro. Il provvedimento contiene tante misure importanti per salvaguardare, con gli ammortizzatori sociali, i livelli occupazionali. È da tempo che stiamo facendo un lavoro importante (anche durante il Governo Conte II) e negli ultimi mesi abbiamo lavorato con grande intensità in Parlamento. Il secondo importante sostegno viene dato dal provvedimento al settore del lavoro. Gli ammortizzatori sociali non sono una forma di assistenzialismo inutile, ma rappresentano la precondizione per evitare che una crisi pandemica si trasformi in un gigantesco conflitto sociale. Saranno poi necessarie le riforme e dovremo riformare quest'istituto, ma la crisi pandemica ci ha dimostrato che il primo obiettivo che il Governo ha introdotto - quello di non lasciare sole le persone - era una decisione fondamentale per tutelare la coesione sociale del Paese ed evitare un conflitto che avrebbe potuto produrre danni seri anche al futuro e alla ripartenza dell'economia e della società. Questi sono i pilastri dell'identità di un Paese. Avremo mostrato limiti ed errori, ma aver deciso subito che l'attenzione andava dedicata al lavoro e all'impresa, proprio per evitare un conflitto sociale, è stata, a mio avviso, una scelta giusta, perché qui stiamo operando sui 32 miliardi di scostamento autorizzati (si tratta del penultimo scostamento, perché l'ultimo votato in quest'Aula sarà utilizzato dal decreto sostegni- bis ). Tuttavia, queste misure di oltre 200 miliardi portano l'Italia tra i primi Paesi europei, insieme alla Germania, ad aver utilizzato risorse fondamentali per la competitività economica, oltre che per la tenuta della coesione sociale. Avremo avuto limiti, sicuramente, perché una crisi pandemica introduce sforzi inimmaginabili e non prevedibili, ma credo che la strada intrapresa sia stata giusta, coraggiosa e importante e ad essa dobbiamo guardare con grande attenzione e grande senso di responsabilità. Il terzo sostegno riguarda la salute. Abbiamo introdotto in questo decreto-legge tutte le risorse necessarie non solo per acquisire i vaccini, ma per dare velocità al piano di vaccinazione. Averlo fatto portando le vaccinazioni a circa 500.000 giornaliere ha rappresentato e rappresenta la prima misura economica per ripartire: questa è la questione cruciale. Chiaramente, il decreto ci mette nelle condizioni di disporre di risorse sufficienti per realizzare tale grande, primo e importante obiettivo di questo Governo: velocizzare il piano di vaccinazione è la prima misura economica per uscire dalla crisi pandemica. Il quarto sostegno importante è agli enti territoriali. Colleghi, se siamo arrivati fin qui, senza conflitti e senza contrapposizioni tra i diversi livelli di Governo, credo che molto sia dipeso anche dalla risposta che abbiamo saputo dare alle dimensioni territoriali. Le fragilità sociali abitano nel territorio: aver messo al centro importanti interventi di sostegno agli enti locali e alle Regioni; aver reso più flessibile il debito di una Regione; infine, aver garantito ai Comuni le condizioni fondamentali con risorse aggiuntive per coprire il mancato gettito delle prestazioni che in pandemia non potevano generare entrate, sono state, a mio avviso, scelte fondamentali e decisive per la tenuta di questo Paese. Questi quattro sostegni ai pilastri più importanti segnano una continuità delle risposte, ma anche una volontà precisa del Governo di dare un'accelerazione importante alla prima misura economica fondamentale, che è la tutela della salute e il piano di vaccinazione. Abbiamo compiuto la conversione in esame non solo guardando a questo decreto-legge. Abbiamo portato le risorse a disposizione, in sede di conversione, da 550 a 770 milioni di euro, grazie alla collaborazione con il Governo. È una scelta giusta, che ci mette tuttavia anche nelle condizioni di predeterminare un indirizzo fondamentale, che abbiamo condiviso e votato in Commissione, che è quello di dare elementi fondamentali per indirizzare il prossimo decreto. Questo per me ha una valenza politica grande, perché è forse una delle prime volte nelle quali ci sono sintonia, sinergia e allineamento anche rispetto a come il Governo attuerà il prossimo decreto in Consiglio dei ministri. Abbiamo dato un indirizzo preciso su alcune tematiche fondamentali. Le ricordo velocemente per questioni di brevità, ma sappiamo che nel prossimo decreto-legge è necessario intervenire sul credito di imposta sulle locazioni, perché è un vuoto fondamentale da colmare. Serve una misura urgente per dare un credito di imposta sulle locazioni commerciali, perché lì si rischia di consumare un problema reale. Secondo aspetto fondamentale del prossimo decreto: