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Disciplina del rapporto di lavoro tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori. Onorevoli Senatori . – Quello del completo ed uniforme inquadramento contrattuale dei collaboratori parlamentari è un tema noto ed attuale che porta inevitabilmente a diverse problematiche ad esso direttamente o indirettamente collegate. Il presente disegno di legge nasce con l'intento di regolamentare il rapporto di lavoro tra i parlamentari e i rispettivi collaboratori, al fine di salvaguardare la professionalità e la dignità umana e lavorativa ad ogni livello. Se è vero che molti rapporti di lavoro tra i parlamentari ed i propri collaboratori sono regolamentati da contratti e da presupposti di estrema serietà, è altresì vero che esistono situazioni spiacevoli che vedono i collaboratori non inquadrati o inquadrati in modo distorto ed impiegati in mansioni che esulano da quelle previste per la figura professionale in questione. È essenziale portare il rapporto di lavoro ad una totale trasparenza e garantire il corretto utilizzo delle somme che il Senato e la Camera dei deputati mettono a disposizione dei parlamentari per le spese destinate a specifiche finalità. Attualmente i collaboratori parlamentari vengono perlopiù equiparati ai dipendenti di studi professionali e, come è facile immaginare, questo genera una serie di problematiche legate ad ogni aspetto del rapporto di lavoro, rapporto che per la sua importanza merita un inquadramento chiaro e trasparente sia sotto l'aspetto economico che sotto il profilo normativo. Nello specifico, il disegno di legge limita alle attività connesse all'esercizio delle funzioni parlamentari il rapporto di lavoro di tipo subordinato tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori e ne commisura la durata a quella della legislatura, prevedendo però la possibilità di un diverso accordo tra le parti. Non viene consentito ai parlamentari di stipulare contratti di lavoro con soggetti condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione, né con il coniuge, con il convivente, nonché con propri parenti o affini entro il quarto grado. Si stabilisce che la retribuzione del collaboratore parlamentare non può essere inferiore ai minimi contrattuali definiti dalla legge per la natura o la tipologia di attività concordata tra le parti e deve essere commisurata alla tipologia e all'orario della prestazione. Spetta agli Uffici di presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati disciplinare con proprie deliberazioni le modalità del pagamento diretto della retribuzione dei collaboratori e del versamento dei relativi oneri fiscali e previdenziali da parte dell'amministrazione della Camera alla quale appartiene il membro del Parlamento datore di lavoro, nei limiti delle somme destinate per tali specifiche finalità a ciascun parlamentare. Nel caso in cui un parlamentare impieghi il numero minimo di due collaboratori è altresì prevista la possibilità di porre in essere contratti di tirocinio. Il presente disegno di legge prevede l'inquadramento dei collaboratori parlamentari suddividendoli in: collaboratore legislativo con mansioni di redazione di atti parlamentari e di sindacato ispettivo, di elaborazione, di redazione e di analisi dei disegni di legge ; collaboratore dell'ufficio stampa con mansioni di gestione delle relazioni esterne e dei rapporti con la stampa e con i mezzi d'informazione; collaboratore di segreteria con mansioni di organizzazione e di coordinamento della segreteria politica del membro del Parlamento presso il Senato della Repubblica o la Camera dei deputati, di gestione dell'agenda degli impegni parlamentari ed extraparlamentari, dei servizi di dattilografia e di copia. Sempre nell'ottica di una totale trasparenza, nonché per agevolare i parlamentari eletti nella scelta del collaboratore più idoneo per profilo e competenze, si prevede l'istituzione di un albo dei collaboratori parlamentari, accessibile e disponibile al pubblico, mediante pubblicazione sui siti internet istituzionali delle due Camere. L'iscrizione all'albo avviene a titolo gratuito e consente ai collaboratori di accedere a percorsi di aggiornamento e studio promossi dalle pubbliche amministrazioni, nonché di acquisire e offrire competenze sempre più ampie e specifiche.. 1 (Collaboratori parlamentari) 1 I membri del Parlamento possono essere assistiti, per le attività connesse al proprio mandato, da collaboratori parlamentari da loro liberamente scelti tra personale esterno alle amministrazioni delle Camere, secondo le disposizioni previste dalla presente legge. 2 Ai fini della presente legge, è definito collaboratore parlamentare colui che svolge una o più delle seguenti attività: a organizzazione e coordinamento dell'ufficio legislativo, redazione di atti parlamentari e di sindacato ispettivo, nonché elaborazione, redazione e analisi dei disegni di legge; b organizzazione e coordinamento dell'ufficio stampa con mansioni di gestione delle relazioni esterne e dei rapporti con la stampa e con i mezzi d'informazione; c organizzazione e coordinamento della segreteria politica del membro del Parlamento presso la Camera dei deputati o il Senato della Repubblica, gestione dell'agenda degli impegni parlamentari ed extraparlamentari, nonché servizi di dattilografia e di copia. 2 (Disciplina del rapporto di lavoro e normativa applicabile) 1 Il rapporto di lavoro tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori, per le attività connesse all'esercizio delle funzioni parlamentari, ha natura fiduciaria ed è fondato sull'accordo delle parti. 2 Il contratto di collaboratore parlamentare è di tipo subordinato e reca le indicazioni delle attività svolte ai sensi dell'articolo 1, comma 2, nonché dell'orario settimanale di lavoro che non può comunque superare le 40 ore per l'attività svolta a tempo pieno. Il collaboratore può essere tenuto a effettuare ore di lavoro straordinario soltanto nei casi di grave urgenza o aumento eccezionale di lavoro. 3 Salvo diverso accordo tra le parti, i contratti concernenti i rapporti di lavoro di cui al comma 1 hanno durata commisurata a quella della legislatura nel corso della quale sono instaurati e possono essere rinnovati. 4 I membri del Parlamento non possono stipulare contratti di lavoro ai sensi del presente articolo con il coniuge, con il convivente ovvero con propri parenti o affini entro il quarto grado, nonché con soggetti condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione. 5 Ferma restando la natura privatistica del rapporto di lavoro subordinato di cui al presente articolo, gli organi competenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati adottano le misure necessarie per assicurare l'applicazione della presente legge, individuando la documentazione necessaria ai fini della certificazione del regolare rapporto di lavoro per il rilascio delle attestazioni qualificanti il personale di collaborazione. 6 I rapporti di lavoro di cui alla presente legge non danno luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio tra i collaboratori parlamentari e le amministrazioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. 7 Per le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui alla presente legge è competente l'autorità giudiziaria ordinaria. 3 (Retribuzione dei collaboratori parlamentari) 1 Gli Uffici di presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, con proprie deliberazioni, disciplinano le modalità del pagamento diretto della retribuzione dei collaboratori parlamentari, nonché del versamento dei relativi oneri fiscali e previdenziali da parte dell'amministrazione della Camera alla quale appartiene il membro del Parlamento datore di lavoro, nei limiti delle somme destinate per tali specifiche finalità a ciascun membro del Parlamento dalle deliberazioni degli Uffici di presidenza opportunamente ricalcolate biennalmente in base agli incrementi stipendiali medi.