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Ho evitato di elencare altri emendamenti a cui comunque tenevo, alcuni a firma di colleghi di altre forze politiche e che abbiamo sottoscritto. Il disegno di legge nel complesso apporta numerosi passi in avanti per la giurisdizione tributaria e per questo esprimo il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Concludo, Presidente, rilevando che questo probabilmente è l'ultimo provvedimento prima della pausa estiva e dispiace il fatto che altre forze politiche non abbiano consentito di portare in Aula prima della pausa misure importanti come il disegno di legge di delega fiscale, con la riforma del catasto, il superamento dell'Irap, la riforma della riscossione (sappiamo tutti che il magazzino ammonta a 1.100 miliardi e i contribuenti stanno ricevendo milioni di atti di intimazione ad adempiere) (Applausi) , il cashback fiscale, che è il rimborso diretto delle spese detraibili e rappresenta una rivoluzione. Tutto questo rischia di non andare avanti. Alcune forze non hanno consentito di portare in Aula il disegno di legge sull'ergastolo ostativo (Applausi) , che è una priorità, considerato che la Consulta ci ha chiesto di intervenire entro l'8 novembre 2022 e senza l'approvazione di questa legge e in assenza di una disciplina chiara e uniforme, rischiamo che boss mafiosi e condannati per gravissimi reati usufruiscano dei benefici penitenziari e possano uscire dal carcere senza aver mai collaborato con l'autorità giudiziaria. (Applausi) . Questa è un'assurdità cui il MoVimento 5 Stelle non vuole arrendersi. Ribadisco il voto favorevole sul provvedimento di cui stiamo discutendo. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2636, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 243, 714, 759, 1243, 1661, 1687 e 2476. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, entro la primavera del 2023 in Gran Bretagna chiuderà il servizio di sviluppo dell'identità di genere della clinica Tavistock and Portman. Dopo l'accesso alle cartelle di oltre 9.000 bambini, curati per disforia di genere, la commissione governativa britannica ha messo la parola fine all'incubo di molti ragazzi, tra cui Keira Bell, costretti a «un percorso tortuoso, inutile, permanente e che cambia la vita»: queste le parole della commissione. (Brusìo). PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci aspetta un periodo sicuramente ancora impegnativo e quindi l'euforia dei saluti di fine seduta penso possa essere contenuta. Quindi consentiamo al senatore Pillon di proseguire. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Grazie, signor Presidente. Da questa commissione di inchiesta sono emerse dunque le seguenti parole: il modello di cura utilizzato dalla Tavistock «espone i ragazzi a un rischio considerevole di disagio mentale e non rappresenta un'opzione sicura, né praticabile». Si tratta - sono parole testuali - di «un esperimento di massa sui bambini». Cosa c'entra tutto questo con l'Italia? C'entra eccome, perché in Italia ci sono otto centri, tra cui Bologna al consultorio MIT, Firenze al Ciadig, Roma al Saifip, Trieste al Cedig presso il Burlo Garofolo e Napoli all'Università Federico II, che ancora oggi praticano indisturbati quegli stessi esperimenti sui bambini. Con la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza abbiamo approfondito la questione. Signor Presidente, i protocolli sono identici e, addirittura, i direttori di tali istituti hanno studiato queste tecniche al Tavistock, che ora è stato chiuso in Gran Bretagna. La domanda è molto semplice: perché in Italia ancora vanno avanti con esperimenti che in Gran Bretagna sono stati vietati? Perché ancora somministriamo triptorelina ai bambini? Perché ancora raccontiamo la favola che si può scegliere a quale sesso appartenere, le carriere alias , gli interventi chirurgici devastanti senza neanche il consenso dei genitori, ma con il semplice consenso del giudice tutelare? Queste sono evidenti sintomatologie di una ideologia che prevale o che vuole prevalere sulla realtà. Con il prossimo Governo ci impegniamo a porre fine a tutto questo anche nel nostro Paese. (Applausi) . PINOTTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, vorrei sottoporre a lei e all'Assemblea una questione di politica industriale non solo genovese e ligure, ma nazionale, che riguarda la società Ansaldo Energia. Si tratta di un'eccellenza industriale italiana, è saldamente radicata nella città di Genova, con una fabbrica e uno stabilimento come quelli che esistevano un tempo. Prima Genova ne era piena, adesso ne sono rimasti pochi e, anzi, forse Ansaldo Energia è l'unico grande stabilimento ancora esistente. È controllata da Cassa depositi e prestiti all'88 per cento, opera nel settore degli impianti energetici, come dice il suo nome, in particolare sulle turbine a gas, conta circa 2.400 dipendenti diretti, fra operai, impiegati e ingegneri e, in più, migliaia di persone che lavorano nell'indotto. Questa realtà così importante sta vivendo un momento di forte difficoltà, che è stata evidenziata in questi giorni anche da una forte mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati, molto preoccupati per il futuro del loro lavoro. La crisi energetica e le politiche di diversificazione adottate, in conseguenza dell'invasione russa dell'Ucraina, hanno avuto un impatto molto duro sul core business di Ansaldo. Per esempio, la propensione a investire nelle centrali a carbone per trasformarle in centrali a gas è venuta rallentando: anche per quanto riguarda l'Italia erano in previsione le trasformazioni rapide degli impianti di Civitavecchia, di La Spezia e di Brindisi, con un passaggio dal carbone al gas, ma la situazione di emergenza, come sapete, ha avuto ha avuto un impatto. In più i costi delle materie prime si sono impennati in modo incredibile, determinando quella che alcuni giornali hanno definito una tempesta perfetta. Vale la pena ricordare che nel 2021 Ansaldo Energia, in attuazione di un nuovo piano industriale, aveva registrato un utile di 32 milioni, ricavi in crescita e un'inversione di tendenza rispetto agli esercizi 2019/2020, che erano stati in perdita. Purtroppo, invece, pochi giorni fa Ansaldo Energia ha fatto sapere di non riuscire a raggiungere gli obiettivi economici stabiliti nel bilancio 2022 e di non poter realizzare il suo piano industriale per via della situazione di tensione finanziaria. È evidente, nel contesto odierno, la minore attrattività degli investimenti legati agli impianti a gas rispetto ad un progetto che ha avuto rallentamenti per situazioni esterne non prevedibili.