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Il creditore che subisce perdite sul credito netto, come risultante dalle scritture contabili alla data dell'ultima registrazione, rispetto al prezzo di vendita dell'immobile posto a garanzia del credito deteriorato, come determinato dall'articolo 3, comma 1, lettera a) , può utilizzare tali perdite come credito di imposta suddiviso nei successivi 5 anni d'imposta. 4. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo. Art. 5. (Effetti) 1. L'intervenuta estinzione del credito deteriorato oggetto dell'operazione comporta l'obbligo per il creditore di provvedere tempestivamente, nel rispetto della normativa vigente in materia, alle opportune rettifiche segnaletiche presso la Centrale dei rischi della Banca d'Italia, i sistemi privati di informazioni creditizie e la Centrale di allarme interbancaria della Banca d'Italia, sostenendone tutti gli oneri. Tali rettifiche devono essere eseguite entro sessanta giorni dall'invio della comunicazione di estinzione di cui all'articolo 4, comma 1, salva la conservazione di una mera annotazione contabile separata. 2. Con provvedimento della Banca d'Italia, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del comma 1. Art. 6. (Norme sanzionatorie e adeguamento della normativa settoriale) 1. In caso di inosservanza da parte dei creditori delle disposizioni della presente legge, agli stessi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 euro a 500.000 euro. Detta sanzione è irrogata dalla Banca d'Italia secondo i criteri e le modalità stabiliti con provvedimento della medesima, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. Entro il termine di cui al comma 1, la Banca d'Italia: a) adegua alle disposizioni della presente legge il regolamento sulla gestione collettiva del risparmio adottato ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera c) , del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; b) definisce con apposito provvedimento le norme di condotta alle quali devono attenersi i creditori e i fondi immobiliari nelle negoziazioni con il debitore e gli schemi essenziali degli accordi. 3. Con il provvedimento di cui alla lettera b) del comma 2, la Banca d'Italia determina anche le particolari previsioni contrattuali che le parti debbono includere negli accordi affinché questi ultimi non ricadano nell'ambito di applicazione del divieto di patti commissori previsto dagli articoli 1963 e 2744 del codice civile, prevedendo altresì che il regolamento del fondo rispetti le previsioni di cui al principio contabile IFRS 10 in materia di controllo di fatto, della disciplina sulle parti correlate nonché in materia di conflitti di interesse.