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Sarebbe bastato realizzare tale misura attraverso l'ascolto di Alleanza contro la povertà, che è venuta anche in Senato a dirvi come stavano le cose, spiegandovi come la povertà sia una carestia di libertà effettiva, che si traduce nell'impossibilità di sviluppare il proprio potenziale e di realizzare il proprio progetto di vita. Questa carenza di libertà richiede allora una presa in carico complessiva e anche multidimensionale che tocchi tutti gli aspetti della questione, e non può essere legata semplicemente al ricollocamento in un posto di lavoro che, seppur sacrosanto, è solo un aspetto di questa tematica. Così facendo emarginate tutti quelli che il lavoro non lo cercano perché non possono lavorare, perché hanno altre difficoltà, perché vanno seguiti. Sono quelli che oggi i servizi sociali dei diversi enti locali seguono con attenzione. Che cosa avete fatto all'interno di questo provvedimento? Avete sradicato anche questa possibilità: il contatto con i servizi sociali che sanno seguire le persone, aiutandole a costruire il loro progetto di vita. Anche in questo caso, come succede per quota 100, non avete fatto altro che penalizzare le donne, perché non sono le madri con figli ad essere aiutate dal reddito di cittadinanza, ma sono soprattutto i single o le famiglie poco numerose. Inoltre, quante bugie avete detto a coloro che hanno delle disabilità? Avete messo in atto coefficienti vergognosi e il Partito Democratico ha lottato perché interveniste in senso migliorativo. Oggi, infatti, se una famiglia ha un disabile in casa, a parità di reddito con un'altra famiglia, percepisce meno; come se quella situazione non fosse bisognosa di un aiuto ulteriore. Per non parlare, poi, della grande bugia secondo cui avevate detto a tutti che avreste portato tutte le pensioni di invalidità a 780 euro. Sapete cosa avete fatto? Non solo non le avete portate a quella cifra, ma avete fatto in modo che la pensione venisse calcolata all'interno del patrimonio complessivo di una famiglia per cui chi ha una disabilità è penalizzato ulteriormente. (Applausi dal Gruppo PD) . Altro che interventi contro la povertà! Avete dimenticato tutte le povertà educative; avete tagliato tutti quegli interventi, ben presenti all'interno del reddito di inclusione che andavano ad aiutare proprio i bambini, i minori che avevano determinate necessità. La povertà educativa è un malanno per la nostra società. E voi che cosa fate? Dite ai ragazzi di andare al centro di lavoro con i loro padri e di non preoccuparsi per il resto: basta formazione, non è importante. Questo perché non siete interessati davvero a sconfiggere i mali all'interno della nostra società. Come è stato sottolineato prima dal collega di Forza Italia, aggiungo che, a fronte delle domande di pensionamento - che, a quanto pare, sono molto numerose - non avete previsto per sanità e scuola quei concorsi necessari e sacrosanti per fare in modo che il nostro sistema non cada a pezzi. Non sapremo come inizierà l'anno scolastico il prossimo settembre; sappiamo solo che le domande che sono arrivate, legittime, da parte degli insegnanti ci mettono in allarme perché se non fate partire la stagione dei concorsi - e siete in ritardo - non avremo insegnanti di matematica, non avremo insegnanti di inglese, le nostre classi saranno scoperte e i nostri ragazzi rischieranno un'ulteriore povertà educativa. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, questo è il Governo della fretta: ha bisogno di intervenire con le misure ad una velocità supersonica, senza dare il tempo per una loro elaborazione. Lo avevate fatto anche quando si è trattato della legge di bilancio e continuate, reiterando questa modalità di tagliare i tempi della discussione e dell'analisi senza arrivare puntuali nella consegna dei testi e delle relazioni che servono per portare avanti i provvedimenti e poter ragionare in quella che dovrebbe essere una normale dialettica democratica. Avete una fretta che non è data dalla necessità di risolvere il problema ma dall'unico bisogno che avete in testa, perché l'obiettivo per voi non è mandare in pensione prima le persone né sconfiggere la povertà; per voi l'obiettivo è vincere le prossime elezioni. Tutto il resto e le sue conseguenze non vi interessano. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea studenti e docenti dell'Istituto di istruzione superiore «Gregorio Ugdulena» di Termini Imerese, in provincia di Palermo, che stanno assistendo numerosi ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione e deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge n. Doc 1018-B FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, il richiamo alla questione pregiudiziale da parte del Gruppo Forza Italia mi pare sia doveroso, soprattutto laddove si consideri che stiamo convertendo un decreto-legge la cui applicazione probabilmente avrà luogo in tempi successivi, che vanno dai due ai cinque mesi a qualche anno, mentre alcuni dei decreti previsti in questo provvedimento probabilmente non saranno mai emanati. Questo vuol dire che stiamo affidando al Governo l'utilizzo di una legge la cui applicabilità non è certa, non sono certe neanche le persone che potranno ricevere il reddito di cittadinanza, non sono certe le persone che potranno godere delle pensioni di cittadinanza, così come, per altro verso, nella seconda parte della legge, anche quota 100 implicherà alcune considerazioni e richiederà altri decreti per essere applicata. In sostanza, Presidente, quello che mi corre l'obbligo di dire è che stiamo approvando qualcosa di cui non sappiamo quale sarà la portata futura. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per certo sappiamo che questo decreto-legge non avrà alcun effetto, nel prossimo futuro, sul numero dei posti di lavoro che si produrranno nel nostro Paese, perché si ripete ormai un Leitmotiv nella politica, in questo ramo del Parlamento, esclusivamente da parte della maggioranza, per cui i posti di lavoro si possono creare per decreto. Oggi - l'abbiamo sentito in Commissione - noi ribadiamo che i posti di lavoro, quelli veri, si creano attivando l'impresa, mettendo in condizione l'impresa di superare alcuni momenti di difficoltà, favorendo il mondo dell'impresa, che crea posti di lavoro stabili e sicuri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . In questo modo si crea nella mente di chi riceve il posto di lavoro la consapevolezza della necessità di contribuire al miglioramento della propria impresa proprio attraverso il lavoro. Viceversa, quello che voi state inculcando nei nostri giovani - ed è la cosa che più ci preoccupa, Presidente - è che stiamo favorendo nei nostri giovani la ricerca della poltrona su cui sedersi a casa propria e aspettare il 27 del mese, non per andare a ritirare uno stipendio, ma per ritirare il reddito di cittadinanza. Questo, se è assolutamente criticabile per le persone anziane e per quelli che hanno perso un lavoro e cercano un reinserimento, è assolutamente condannabile per i giovani. Voi state favorendo l'assistenzialismo della poltrona e questo ci preoccupa non poco, perché cambiare la mentalità, una volta che il giovane si abitua all'assistenzialismo, non sarà cosa facile.