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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata di tipo mafioso o similare. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ripropone, anche per la XVII legislatura, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle problematiche relative al fenomeno delle mafie e alle altre associazioni criminali, per la durata della XVII legislatura, a norma dell'articolo 82 della Costituzione. Nella storia dell'Italia repubblicana hanno già operato, dal dicembre 1962 (legge 20 dicembre 1962, n. 1720) ad oggi, nove Commissioni parlamentari che -- valendosi dei poteri volta per volta definiti dalle rispettive leggi istitutive -- hanno posto al centro delle proprie indagini e delle proprie iniziative il fenomeno della mafia, nelle sue diverse espressioni, nella sua morfologia, nei suoi collegamenti con la vita sociale e politica. È, infatti, il rapporto mafia/politica che costituisce l'essenza stessa del fenomeno mafioso, differenziandolo dalla generica criminalità organizzata, un rapporto che per autoalimentarsi non trascura il settore della pubblica amministrazione e nel quale, ovviamente, il sistema della corruzione riveste un ruolo essenziale. È la corruzione il collante moderno dei rapporti tra mafia, politica e mondo economico, oggi possiamo affermarlo. La lotta alla corruzione non può, quindi, che assumere un valore strategico al fine di disinnescare tale perverso meccanismo, sia attraverso nuove norme stringenti, sia tramite una rete efficace di controlli. Nel contempo, è anche necessario ed urgente modificare il disposto dell'articolo 416- ter del codice penale (scambio elettorale politico-mafioso) modifica già sottoposta all'attenzione del Parlamento con un disegno di legge depositato sin dall'inizio della legislatura con le firme dei proponenti (vedi atto Senato n. 200) -- estendendo l'applicazione della pena di cui al primo comma dell'articolo 416- bis del codice penale a chi ottiene la promessa di voti in cambio di qualsiasi utilità, e non solo dell'erogazione di denaro, come previsto dall'attuale normativa. In continuità con le norme che istituivano la Commissione nella XVI legislatura, si propone che essa abbia il carattere di una Commissione parlamentare di inchiesta e che quindi proceda, come prevede l'articolo 82 della Costituzione, alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Sempre in continuità con la precedente legislatura, si prevede che la Commissione non possa adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, nonché alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. Tuttavia, nella presente proposta, introduciamo anche significativi elementi di novità rispetto alle precedenti leggi istitutive della Commissione al fine di rendere più efficace ed incisivo l'operato della Commissione stessa. Tali modifiche riguardano, innanzitutto, la composizione della Commissione che, in particolare, passa da cinquanta componenti (venticinque deputati e venticinque senatori) a trenta (quindici deputati e quindici senatori) per rendere più funzionate e snello il lavoro della Commissione. Altro elemento di novità attiene la possibilità di sostituzione dei componenti se coinvolti in procedimenti giudiziari. Inoltre, si propone che in nessun caso sia opponibile il segreto di Stato rispetto alla richiesta di accesso ad atti in possesso dei Servizi di sicurezza dello Stato inerenti alle materie d'indagine della Commissione. L'articolo 1 indica i compiti della Commissione: accertare e valutare la natura e le caratteristiche del fenomeno mafioso, i suoi mutamenti e tutte le connessioni; verificare e valutare l'attuazione delle leggi, la loro congruità, la loro efficacia rispetto all'azione antimafia e, più in generale, la qualità dell'impegno dei pubblici poteri; riferire al Parlamento al termine dei propri lavori, ogni volta che la Commissione lo ritenga opportuno e, in ogni caso, annualmente. L'ambito di competenza della Commissione si estende naturalmente a tutte le associazioni di tipo mafioso (articolo 416- bis del codice penale) e alle altre organizzazioni presenti nelle varie aree geografiche del Paese. L'articolo 2 definisce la composizione della Commissione (quindici senatori e quindici deputati), l'elezione del Presidente, di due vicepresidenti e di due segretari, da parte della Commissione, a scrutinio segreto; prevede, inoltre, che non ne possano fare parte coloro che si trovino in una delle condizioni segnalate nell'articolo 1 del codice etico -- approvato in data 18 febbraio 2010, all'unanimità, dalla Commissione Antimafia nella XVI legislatura -- in modo da garantire una presenza parlamentare autorevole e coerente con le finalità della Commissione. Come già anticipato nella presente relazione, si dispone che, se un parlamentare dovesse trovarsi nelle condizioni previste dal citato codice durante l'attività della Commissione, i Presidenti dei due rami del Parlamento possano attivarsi per la sua sostituzione evitando in tal modo situazioni di incompatibilità. L'articolo 3 prevede forme flessibili per l'organizzazione dei lavori, dando la possibilità di lavorare non solo in seduta plenaria, ma anche per comitati. L'articolo 4 regola le audizioni e le testimonianze rese davanti alla Commissione. Gli articoli 5 e 6 disciplinano la materia relativa agli atti e documenti che interessano il lavoro della Commissione, i vincoli di segretezza ai quali tali documenti possono essere assoggettati e l'obbligo di segretezza cui sono tenuti i componenti della Commissione, i funzionari, il personale addetto, i collaboratori. L'articolo 7 regola, inoltre, l'organizzazione interna della Commissione, ivi compresa la previsione dell'informatizzazione e della pubblicazione dei documenti prodotti. L'articolo 8, infine, fissa l'entrata in vigore della legge nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. Art. 1. (Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata di tipo mafioso o similare) 1. È istituita, per la durata della XVII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata di tipo mafioso, o similare, con i seguenti compiti: a) verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali; b) verificare l'attuazione delle disposizioni del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, della legge 13 febbraio 2001, n. 45, e del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2004, n. 161, riguardanti le persone che collaborano con la giustizia e le persone che prestano testimonianza, e promuovere iniziative legislative e amministrative necessarie per rafforzarne l'efficacia;