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Questo ce lo diciamo sempre, ma molto spesso poi ce ne dimentichiamo nei fatti, quindi mi auguro proprio che invece nei prossimi mesi sapremo e vorremo proseguire dopo questo primo passo, imprimendo ancora più forza a questa direzione, affinché nelle scelte che faremo ci siano obiettivi e aspetti qualificanti per la nostra azione politica e quindi la possibilità per l'Italia di assicurarsi una crescita sostenibile e competitiva nel mondo. Il decreto-legge in esame - lo ribadisco in virtù dei numeri che ho citato - è indispensabile per favorire la funzionalità del sistema dell'istruzione. Sono stati previsti due concorsi distinti ma contestuali, come è già stato detto negli interventi precedenti (il primo con procedura straordinaria, il secondo con procedura ordinaria), che porteranno complessivamente 48.000 nuove assunzioni. Si tratta, evidentemente, di una nuova e benefica boccata di ossigeno, indispensabile per un sistema che arrancava. Non posso ignorare il fatto che purtroppo negli anni si sono succeduti interventi legislativi che hanno cercato di intervenire con risultati diversi per risolvere questioni complesse e spesso demotivanti, come il precariato e la mancanza di continuità didattica, producendo una stratificazione a tratti contraddittoria di molte norme, trascurando magari quelle più lungimiranti o più efficaci. Purtroppo capita spesso che i Governi che si succedono cancellano, in una sorta di fretta innovativa, ciò che era stato fatto dagli Esecutivi precedenti e questo arreca danno alla stabilità della scuola e ai percorsi formativi degli studenti. Per questo vorrei dare atto ai colleghi della Camera di aver migliorato il provvedimento in corso d'opera, ampliando la platea dei docenti che potranno partecipare al concorso straordinario a quelli che insegnano nelle scuole paritarie e nei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), a quelli di ruolo in altro grado o in altra classe di concorso, estendendo al corrente anno scolastico il requisito di partecipazione. Il concorso ordinario consentirà ad oltre 24.000 giovani che vogliono dedicarsi all'insegnamento di misurarsi con la sfida concorsuale. Sono stati previsti diversi altri interventi, che non posso ovviamente elencare per il poco tempo a disposizione ma che danno conto del buon lavoro svolto nell'altro ramo del Parlamento, prevedendo ad esempio misure anche per il trasporto scolastico in sostegno alle famiglie meno abbienti o un incentivo didattico-pedagogico alle pari opportunità, poiché, a parità di competenze, si rileva una maggiore difficoltà a immaginare il proprio futuro se i ragazzi vengono da condizioni svantaggiate dal punto di vista sociale. Soprattutto però sono stati incentivati interventi per combattere gli stereotipi di genere che resistono, indebolendo nelle ragazze l'identità, la volontà di progettare il proprio investimento negli studi e nelle aspettative di carriera. Sottolineo poi un'importante novità che riguarda i dottori di ricerca e il punteggio che verrà loro assegnato nei prossimi concorsi ordinari. Anche questo è un passaggio che afferma un principio nuovo. (Brusio). PRESIDENTE.Colleghi, vi prego di abbassare il tono della voce. IORI (PD) . Grazie, signor Presidente. Stavo dicendo che anche questo è un passaggio che afferma un principio nuovo: la necessaria valorizzazione delle competenze e degli studi di alto livello. Spero, dunque, che nei prossimi mesi si possa costruire e implementare un percorso strutturale nel rapporto fra i dottori di ricerca e la scuola. Inoltre, sono state inserite le ormai indifferibili competenze informatiche, valorizzando il ruolo delle metodologie e tecnologie della didattica digitale. Potrei indicare molte altre misure significative, ma più che dilungarmi sui singoli tasselli contenuti nel provvedimento in esame (anche se si tratta di tasselli assolutamente necessari), voglio sottolineare l'urgenza di rilanciare interventi di sistema, per combattere ogni forma di povertà educativa. In conclusione, il grande obiettivo che spetta ai Governi riformisti e progressisti è proprio quello di rispondere a questa sfida immensa che è insieme umana, culturale, economica e di civiltà. Iniziando dal reclutamento, con queste proposte - dai servizi dell'infanzia, alla scuola superiore - si investe sulla formazione, sull'aggiornamento e sulla carriera dei docenti. Ciò significa mettere in sicurezza le strutture scolastiche, ma anche investire per costruire nuovi spazi di apprendimento, e apertura alle relazioni con le famiglie e i servizi educativi territoriali. Questa è la sfida della democrazia, della crescita, della cultura e dello sviluppo autentico. Mi auguro che nei prossimi mesi potremo dare segnali importanti in questa direzione per un futuro solido e di prospettiva, nella principale strada che può consentire all'Italia di crescere, affermando per tutti i nostri ragazzi e ragazze il diritto fondamentale all'istruzione di qualità. Chiedo di poter allegare al Resoconto della seduta la parte restante del mio intervento. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, un po' di storia: qualche anno fa, la spallata principale al Governo Renzi arrivò dal mondo della scuola. L'allora segretario del PD aveva promosso la cosiddetta buona scuola, costruita facendo parlare tutti ma senza ascoltare nessuno: impose la sua idea, incentrata sostanzialmente più che su criteri di efficienza ed efficacia, sulla comunicazione, senza consultare e coinvolgere gli addetti ai lavori, coloro che qualche dritta, per evitare almeno di fare danni, avrebbero potuto suggerirgliela. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dopo quell'esperienza disastrosa, ci illudevamo che il centrosinistra avesse preso coscienza dell'effetto moltiplicatore del consenso o del dissenso, caratteristico del settore scuola. Ma, a giudicare dalle scelte del Governo sostenuto da MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva-P.S.I. e Liberi e Uguali per quanto riguarda il cosiddetto decreto scuola, pare proprio di no. Com'è nato il decreto-legge in esame? Le prime cinque forze sindacali si erano compattate su due precise richieste (in aggiunta, ovviamente, all'adeguamento degli stipendi, in particolare dei docenti). La prima era quella di concorsi riservati per stabilizzare il precariato storico, che per alcune categorie attende addirittura da un quarto di secolo di poter finalmente dormire sonni tranquilli (poi ci chiediamo perché le famiglie non mettono al mondo figli). (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La seconda richiesta era quella di percorsi abilitanti formativi e selettivi regolari (come chiede l'Europa, altrimenti si rischia il mancato riconoscimento all'estero), senza i quali, per esempio, è preclusa la carriera nelle scuole paritarie. Annunciarono inoltre lo sciopero generale per la vigilia delle elezioni europee.