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I QUATTRO CASINÒ – 2016 INTROITI DI GIOCO CAMPIONE SANREMO SAINT-VINCENT VENEZIA Roulette Francese 5.526.796,00 € 4.956.865,00 € 5.458.627,00 € 7.176.595,00 € Fairoulette 2.952.178,00 € 962.368,00 € 4.275.161,00 € 15.421.453,00 € Trente et Quarante 1.078.930,00 € 0,00 € 670.930,00 € 0,00 € Chemin de Fer 1.057.669,00 € 0,00 € 1.292.230,00 € 5.556.880,00 € Poker 4.277.296,00 € 1.336.344,00 € 1.831.157,00 € 1.499.138,00 € Texas Hold’Em 2.393.951,00 € 606.856,00 € 426.141,00 € 27.462,00 € Roulette Americana 0,00 € 0,00 € 2.627.927,00 € 0,00 € Black Jack 3.650.005,00 € 1.089.846,00 € 3.290.062,00 € 6.794.424,00 € Craps 791.216,00 € 0,00 € 641.545,00 € 0,00 € Punto Banco 4.712.016,00 € 1.649.503,00 € 5.973.968,00 € 8.226.110,00 € Slot Machines 66.383.899,00 € 34.368.671,00 € 33.110.609,00 € 50.661.173,00 € Altri 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00 € Totale introiti lordi 92.823.956,00 € 44.970.453,00 € 59.598.357,00 € 95.363.235,00 € INGRESSI (numero) 711,406 227,680 442,705 752,936 Sono numeri relativamente bassi di fronte a un fenomeno esploso con l'apertura in ogni dove delle sale da gioco. Di fronte alla mutata realtà dei fatti e dei numeri che girano attorno al gioco bisogna quindi prendere atto che è necessario stabilire una nuova disciplina, in particolare per quanto riguarda le case da gioco. I casinò in Europa Come è facile intuire, le autorizzazioni all'apertura dei casinò in Italia sono state date in località immediatamente prospicenti il confine estero in cui avevano sede note località che ospitavano case da gioco. La logica era quella di contenere una sorta di turismo italiano da esportazione che si recava quindi a Sanremo piuttosto che a Montecarlo, a Campione d'Italia piuttosto che Lugano, i due casinò di Venezia piuttosto che casinò austriaci o sloveni, Saint Vincent piuttosto che i casinò svizzeri o francesi al di là delle Alpi. I casinò in Europa sono complessivamente 536, la Gran Bretagna ne ha 136, la Francia ne ha 125, la Germania 64, la Repubblica Ceca 35, la Spagna 31, la Svizzera e la Grecia 9, il Belgio e la Polonia 8, la Danimarca 5, la Svezia 4 e così via. Il piccolo Stato di San Marino possiede un casinò, mentre la vicina riviera romagnola non ne ha nemmeno uno. Il Principato di Monaco e Malta, cioè due luoghi geograficamente piccoli, ne hanno 4. Ovviamente le case da gioco europee sono collocate in luoghi turistici. Le ultime due località citate sono immediatamente vicine al nostro territorio e facilmente raggiungibili. Tra l'altro, mentre alla concorrenza dei casinò monegaschi si può opporre la concorrenza del nostro Sanremo, alle case da gioco maltesi il Sud non può replicare, non essendo presente sinora alcuna casa da gioco nel Mezzogiorno. Per cui esportiamo non solo giocatori, ma andiamo al contempo ad alimentare l'industria del turismo di Paesi a noi confinanti. Il quadro normativo in materia e la Corte costituzionale La normativa in vigore sul gioco d'azzardo ha rivelato di essere inadeguata anche di fronte all'esame della Corte costituzionale, che con le sentenze n. 152 del 23 maggio 1985 e n. 291 del 25 luglio 2001, ha richiesto la produzione di una legislazione organica in materia, rilevando le contraddizioni del sistema legislativo in essere. Nell'occasione, nel corso del giudizio di incostituzionalità relativo alla normativa che disciplina l'esercizio delle case da gioco, la Corte si era espressa in questi termini: «la situazione normativa formatasi a partire dal 1927 è contrassegnata da un massimo di disorganicità: sia del tipo di interventi cui è condizionata l'apertura delle case, sia per la diversità dei criteri seguiti (...), sia infine per i modi disparati con i quali vengono utilizzati i proventi acquisiti nell'esercizio del gioco nei casinò». La Corte costituzionale, sempre nella parte afferente le considerazioni di diritto, si esprimeva così perentoriamente: «si impone dunque la necessità di una legislazione organica che razionalizzi l'intero settore». Per modificarla, negli ultimi anni sono stati presentati diversi disegni di legge in Parlamento, molti dei quali aventi ad oggetto proprio l'istituzione di singole case da gioco. Tuttavia, questo metodo parcellizzato di risolvere le singole istanze delle comunità cittadine all'interno delle quali per motivi storici, sociali e culturali è più sentita l'esigenza dell'istituzione di una casa da gioco non può rappresentare una risposta legislativa coerente ed organica. È necessario, invece, un intervento che possa introdurre disposizioni in grado di conferire al sistema statuizioni chiare, atte a disciplinare in modo esaustivo l'intero settore del gioco d'azzardo. Per questa ragione il disegno di legge che proponiamo intende superare le impostazioni campanilistiche, le soluzioni emergenziali, le singole necessità di deroga all'assetto normativo generale. Questo obiettivo rappresenta un punto di arrivo al quale dovrebbe tendere un'effettiva riforma in grado di regolamentare con omogeneità e coerenza il settore. Proponiamo, quindi anche una delega al Governo, cui consegua un codice del gioco d'azzardo, in grado di razionalizzare l'intero settore dei giochi, proprio come nel Regno Unito esiste il Gambling Act a regolamentare ogni forma di gioco e scommessa. Sarebbe certamente efficace per contrastare il fenomeno del clandestino esercizio delle attività, riuscendo altresì a sottrarre alla malavita e alla criminalità organizzata ingenti introiti economici. È noto infatti che la malavita organizzata, su gran parte del territorio nazionale, approfittando delle contraddizioni sistematiche dell'assetto normativo, gestisce direttamente bische clandestine e sale da gioco, che rappresentano il terminale più pericoloso per operazioni di riciclaggio ed impiego di capitali provento di attività illecite. L'articolato Il presente disegno di legge si compone di 5 articoli. L'articolo 1 reca le finalità del disegno di legge che si prefigge l'obiettivo di modificare la normativa in vigore sulle case da gioco e di istituirne di nuove -- al fine di incrementare il turismo ad esse collegato -- equiparare la legislazione italiana a quella dei Paesi europei, di debellare il gioco illecito nonché di monitorare il flusso di denaro illegale in entrata e uscita dal nostro Paese.