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Per effetto dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017 è assegnato l'85 per cento dei contributi alle emittenti televisive, di cui il 5 per cento riservato alle comunitarie. L'80 per cento del fondo è ripartito per il 95 per cento alle prime 100 televisioni commerciali in graduatoria e appena il restante 5 per cento è assegnato dalla centunesima in poi. Alle radio è riservato il 15 per cento del fondo, di cui il 5 per cento alle radio comunitarie. Risultato di tale farraginoso calcolo è che: delle 1.000 emittenti che mediamente partecipano al bando, alle prime 100 spetta il 76 per cento delle risorse complessive, mentre il 24 per cento viene ripartito fra le restanti 900, con diverse percentuali. A ciò si aggiunga che oltre 400 emittenti sono escluse dal bando per insufficienza dei requisiti o per volontaria rinuncia risultando escluse anche da qualsiasi ristoro o sostegno economico, in un periodo di grave crisi economica causato dalla pandemia da COVID-19. L'AGCM rileva una violazione delle norme sulla corretta concorrenza del mercato che determinerebbe "una sperequazione nella distribuzione delle risorse tra emittenti che, nel caso delle imprese televisive commerciali, posizionandosi nella medesima zona della graduatoria (intorno alla centesima posizione), devono ritenersi caratterizzate da livelli di efficienza confrontabili. (...) Al fine di eliminare tale ingiustificata disparità di trattamento, garantendo al contempo una più efficace tutela del pluralismo dell'informazione, che la Legge n. 208/2015 espressamente richiama tra gli obiettivi di pubblico interesse da perseguire nella ripartizione delle risorse complessive del Fondo, l'Autorità ha auspicato che potrebbero prevedersi due porzioni da assegnare: l'una tra tutte le emittenti in possesso dei requisiti di ammissibilità, in misura proporzionale al rispettivo punteggio nella graduatoria complessiva, l'altra, in parti uguali tra le emittenti, avendo cura di assicurare a quest'ultima porzione di risorse un ammontare sufficiente a garantire un adeguato sovvenzionamento alle emittenti minori". Nella medesima segnalazione, l'AGCM auspica "una revisione delle disposizioni in materia di ripartizione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione in favore delle emittenti televisive dettate dal Decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146" da cui discenderebbero le distorsioni nell'assegnazione dei contributi; considerato che: le graduatorie approvate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017, dunque, essendo mirate all'occupazione e all'innovazione tecnologica, non avrebbero attinenza con la gravissima situazione pandemica per la quale è stata prevista l'istituzione del "fondo per emergenze relative alle emittenti locali"; il decreto attuativo del Ministero dello sviluppo economico 12 ottobre 2020, relativo al primo stanziamento di 50 milioni, è stato impugnato innanzi al TAR del Lazio, sia dall'associazione REA che dal sindacato di settore Libersind ConfSal, per la negativa ricaduta riscontrata sullo stato occupazionale, che ha registrato circa 1.500 cassintegrati e altrettanti potenziali licenziamenti per lo stato prefallimentare di 1.200 piccole e medie emittenti locali rimaste senza sostegno per la perdita del 90 per cento dei contratti pubblicità tra il 2020 e il 2021; nonostante numerose emittenti abbiano chiesto un intervento del Capo dello Stato e presentato un ricorso straordinario, ora all'esame del TAR e del Consiglio di Stato, il Ministero dello sviluppo economico continuerebbe a costituirsi in opposizione senza, evidentemente, tenere conto delle reali motivazioni etiche, morali, occupazionali ed economiche delle piccole e medie aziende e dei lavoratori occupati; non sarebbe chiara la ragione per cui non si sia intervenuti subito per evitare che centinaia di emittenti, benché abbiano svolto e svolgano, in costanza di emergenza sanitaria, il ruolo di pubblica assistenza informativa, fossero escluse interamente dal riparto dei fondi, o ammesse marginalmente, pur versando in stato di sofferenza economica per via della pandemia, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non reputino necessario prevedere un congruo sostegno straordinario per le emittenti radiotelevisive locali di piccole e medie dimensioni escluse dai contributi o che abbiano ricevuto somme risibili rispetto ai milioni di euro erogati alle prime cento emittenti per i requisiti di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017; se il Ministro dello sviluppo economico intenda procedere con urgenza, come raccomandato in ultima istanza dall'AGCM, a una revisione delle disposizioni in materia di ripartizione delle risorse del fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione in favore delle emittenti radio e televisive. Atto n. 4-05513 LANNUTTI ANGRISANI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: sono più di due anni che imperversa in Italia il fenomeno delle truffe nel trading on line . Centinaia di casi sono passati al vaglio delle associazioni di consumatori. Sicuramente la pandemia ha contribuito a una maggiore diffusione del fenomeno che ha costretto le persone in casa con un maggiore utilizzo di internet . Il fenomeno, a prescindere dalle situazioni di costrizione, colpisce spesso i soggetti più deboli, quali le persone sole, donne, anziani, pensionati. Pertanto, il fenomeno ha raggiunto le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, da combattere e da prevenire; tra le società che fanno trading on line vi sono anche quelle extracomunitarie prive di licenza, e quindi ree di abusivismo finanziario. Sono anche le più pericolose perché diventa arduo, se non impossibile, recuperare le somme perdute, anche se si ricorre ad azioni legali. Anche le società che possiedono una regolare licenza e che operano sul territorio europeo operano in realtà ai margini della legalità; tutte queste società agiscono allo stesso modo, tramite telefonate o attraverso pubblicità su internet , dove personaggi famosi (spesso a loro insaputa) tessono le lodi della piattaforma on line che gli ha permesso con il trading on line di moltiplicare i propri guadagni. Una volta registrati ed effettuati i primi versamenti, ai clienti vengono assegnati gli account manager , che ogni giorno segnalano gli investimenti da effettuare, senza mai però ricorrere agli stop loss , le chiusure automatiche, per evitare perdite oltre un certo prezzo, e che chiedono nuovi versamenti nell'illusione di recuperare le perdite, che invece si moltiplicheranno; considerato che: le società che si occupano di trading on line devono avvalersi per legge di personale qualificato, ovvero di consulenti finanziari, come previsto dal regolamento di attuazione della CONSOB n. 11522/98. Unica eccezione, quella prevista nella comunicazione n. DI/99052838 del 7 luglio 1999: "Se la promozione del collocamento avviene tramite un sito - che non ha dei referenti individualizzati, ma si rivolge alla generalità dei potenziali investitori - non sarà necessario l'utilizzo di promotori.