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Il trasporto della salma, da compiere entro ventiquattro ore dal decesso, non necessita di alcuna autorizzazione ma avviene previa certificazione rilasciata dal medico curante o dal medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o di altra struttura convenzionata intervenuto in occasione del decesso, il quale attesta che il trasporto non arreca pregiudizio per la salute pubblica ed esclude la possibilità che la morte sia dovuta a reato. 3. Durante il trasporto la salma è riposta in contenitore impermeabile non sigillato in condizioni che non ostacolino eventuali manifestazioni di vita e in forma non pregiudizievole per l'igiene e la salute pubblica. Art. 6. (Trasporto di cadavere) 1. Costituisce trasporto di cadavere il trasferimento del defunto eseguito a feretro chiuso, operato da un'impresa funebre dal luogo in cui è avvenuto il periodo di osservazione al cimitero o al crematorio di destinazione o ad altro Stato, nel caso di trasporto verso l'estero. 2. L'autorizzazione al trasporto di cadavere deve essere rilasciata dal sindaco del comune del luogo ove è avvenuto il decesso. Tale autorizzazione è necessaria anche per il trasporto del cadavere dall'abitazione privata del defunto alla struttura cimiteriale o al crematorio. 3. Il trasporto del cadavere è effettuato in forma non pregiudizievole per l'igiene e la salute pubblica, garantendo il decoro del servizio. Art. 7. (Sale del commiato) 1. La sala del commiato, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f) , numero 1), è la struttura destinata, a richiesta dei familiari o di altri aventi titolo, a ricevere e tenere in custodia per brevi periodi ed esporre la salma per il periodo di osservazione e per la celebrazione di riti di commemorazione e di dignitoso commiato. 2. I requisiti minimi strutturali della sala del commiato sono definiti dalle singole regioni e la loro gestione è soggetta a comunicazione al comune. Art. 8. (Case funerarie) 1. La casa funeraria di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f) , numero 2), è la struttura gestita da soggetti autorizzati a esercitare l'attività funebre che provvede, a richiesta dei familiari o di altri aventi titolo, allo svolgimento delle seguenti funzioni: a) l'osservazione del cadavere; b) il trattamento conservativo; c) i trattamenti di tanatoprassi e tanatocosmesi; d) la custodia e l'esposizione del cadavere; e) le attività proprie della sala del commiato. 2. I requisiti strutturali delle case funerarie sono definiti dalle singole regioni e la gestione è subordinata ad autorizzazione da parte del comune. Le dotazioni strutturali, tecnologiche e organizzative definite dalle regioni devono essere conformi a quanto previsto in materia di esercizio delle attività di servizio mortuario dal decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997. 3. Le case funerarie non possono essere convenzionate con comuni e strutture sanitarie pubbliche e private per lo svolgimento del servizio obitoriale. Art. 9. (Norme di adeguamento) 1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le linee di indirizzo cui le regioni e le province autonome si attengono per il recepimento nel proprio ordinamento delle disposizioni contenute nella presente legge, per l'adeguamento delle norme legislative e regolamentari eventualmente adottate nelle materie oggetto della legge medesima, nonché per l'abrogazione di quelle incompatibili. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano le proprie norme legislative e regolamentari entro diciotto mesi dalla scadenza di cui al comma 1. Decorso tale termine, lo Stato può esercitare il potere sostitutivo di cui all'articolo 120, comma secondo, della Costituzione, ai fini della tutela dell'unità giuridica e dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. 3. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro dell'interno e con il Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore di sanità, previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le norme attuative di esclusiva competenza statale relative alle materie specificatamente individuate nella presente legge e in particolare alle materie di seguito individuate: a) accertamento del decesso; b) certificazione del decesso; c) denuncia e dichiarazione di morte; d) individuazione di locali di osservazione e obitori, e presenza territoriale di celle refrigerate o di camere refrigerate; e) garanzie per l'autorità giudiziaria; f) trasporti internazionali di cadaveri, ceneri e ossa umane; g) autopsie, riscontri diagnostici e trattamenti per la conservazione dei cadaveri; h) disposizioni generali concernenti i cimiteri, ivi comprese le norme tecniche di edilizia cimiteriale, i piani regolatori cimiteriali nonché le modalità per la sepoltura, la cremazione e i reparti speciali nei cimiteri, ivi incluse le norme per la soppressione dei cimiteri; i) prescrizioni tecniche per la casa funeraria, la sala del commiato, il crematorio, l'ossario comune, il cinerario comune e il luogo di dispersione delle ceneri; l) procedure e criteri di intervento in caso di calamità naturali o artificiali che determinino un numero elevato di decessi. 4. Il regolamento di cui al comma 3 provvede altresì ad abrogare le disposizioni contenute nel testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e nel regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in contrasto con le disposizioni di cui alla presente legge. 5. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di esclusiva competenza statale nelle materie di cui al comma 3, è adottata una modulistica uniforme da utilizzare su tutto il territorio nazionale. Art. 10. (Osservatorio nazionale, osservatori regionali e banca dati in materia di imprese funebri) 1. Al fine di prevenire e contrastare fenomeni criminosi volti a limitare la libertà dei dolenti nella scelta dell'impresa di cui avvalersi per il rito funebre, in ciascuna regione è istituito un Osservatorio regionale di vigilanza sulle attività funebri, finalizzato a raccogliere in una banca dati le informazioni e i dati relativi a situazioni di illegalità e mancanza di trasparenza nello svolgimento delle attività funebri. La banca dati è consultabile online dalle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, dall'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), dalle regioni e dai comuni. 2.