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Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 – emanato al fine di recepire la delega conferita al Governo dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni di età, composto dai servizi educativi per l'infanzia e dalle scuole dell'infanzia – con l'obiettivo di approntare un nuovo piano per l'estensione dell'offerta e il progressivo riequilibrio territoriale, fino a dar risposta ad almeno il 33 per centro dei bambini sotto i tre anni e alla totalità dei bambini tra i tre e i sei anni, prevede la progressiva istituzione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, secondo le modalità definite da un Piano di azione nazionale pluriennale, adottato con la Deliberazione del Consiglio Consigli dei ministri dell'11 dicembre 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25 gennaio 2018. Tale riforma tarda però a prendere forma. Al fine di soddisfare le esigenze dei cittadini occorre adottare, oltre alle norme già varate, un piano organico di riforma dei servizi assistenziali all'infanzia attraverso la promozione del servizio socio-assistenziale per la prima infanzia, di tipo diurno, svolto all'interno di un'azienda. In Gran Bretagna, ad esempio, dal 1997 la strategia relativa ai servizi all'infanzia ha introdotto il voucher system ossia un sistema che consente alle imprese di offrire ai propri dipendenti un voucher di importo massimo stabilito da spendere in servizi per l'infanzia. In Francia si sono create apposite figure professionali, le assistantes maternelles , cui le famiglie possono affidare i bambini durante le ore di lavoro. In Italia si richiede aiuto soprattutto alle imprese, che sono maggiormente interessate al miglioramento delle condizioni lavorative dei propri dipendenti. L'impresa che intende istituire un asilo aziendale può usufruire di finanziamenti agevolati con contributi in conto capitale sulle opere di adeguamento e di allestimento dei relativi spazi. La normativa prevede, infatti, diverse agevolazioni per l'istituzione di asili aziendali, tra cui le principali sono: 1) legge 18 ottobre 2001, n. 383 (cosiddetta «legge Tremonti- bis») : l'articolo 4 prevede una detassazione del reddito di impresa e di lavoro autonomo reinvestito e l'applicazione di tale incentivo alle spese sostenute dall'imprenditore per servizi, utilizzabili dal personale dipendente, di assistenza negli asili nido ai bambini di età inferiore ai tre anni e alle spese di formazione e di aggiornamento del personale. Le spese in questione, ovviamente, devono essere considerate al netto di eventuali contributi e sono sia quelle relative a servizi acquisiti dall'esterno, sia quelle sostenute per l'organizzazione diretta del servizio; 2) testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917: l'articolo 51 prevede che le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente e l'articolo 100 stabilisce che le spese sostenute dai datori di lavoro per la realizzazione di opere o di servizi utilizzabili dai dipendenti sono deducibili per un ammontare complessivo pari al 5 per mille. Il presente disegno di legge, già presentato nella passata legislatura, vuole riempire il vuoto normativo concernente gli asili aziendali, fornendo alle imprese interessate disposizioni per la loro istituzione.. 1 (Definizione) 1 Ai fini della presente legge per «asilo aziendale» si intende il servizio socio-assistenziale per la prima infanzia, di tipo diurno, svolto all'interno di un'azienda con un numero di dipendenti superiore alle cinquanta unità. All'interno dell'asilo aziendale sono assicurati il servizio di mensa e adeguati momenti di riposo per i bambini. 2 L'asilo aziendale può ospitare da un minimo di dieci a un massimo di cento bambini dai tre mesi ai tre anni di età e può essere inserito in strutture polifunzionali, purché disponga di spazi esclusivi e ben distinti. 3 L'asilo aziendale è un servizio socio-assistenziale di interesse pubblico che ha lo scopo di realizzare il pieno sviluppo fisico-psichico-relazionale delle bambine e dei bambini e di assicurare alla loro famiglia un sostegno adeguato, che consenta e agevoli anche l'accesso dei genitori al lavoro. 4 A ogni individuo è riconosciuto, senza alcuna discriminazione, il diritto di avvalersi di strutture atte a stimolare la formazione dei bambini, nonché di favorirne l'inserimento nella società. A tale fine l'asilo aziendale si configura come uno strumento psico-pedagogico utile per lo sviluppo integrale della personalità del bambino, in collaborazione con la famiglia. 2 (Fondo per l'istituzione degli asili aziendali) 1 È fatto obbligo a ogni azienda con un numero di dipendenti superiori alle centocinquanta unità di istituire un asilo aziendale. 2 Lo Stato provvede a coprire il 35 per cento delle spese di istituzione di un asilo aziendale tramite un apposito fondo, denominato «Fondo per l'istituzione degli asili aziendali», istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. 3 (Avvio dell'attività e autorizzazioni) 1 Ai fini dell'avvio dell'attività di un asilo aziendale, nonché dell'eventuale modificazione o cessazione di tale attività, il responsabile dell'azienda presenta, per via telematica con firma digitale, la comunicazione unica di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40: a all'ufficio competente del registro delle imprese; b all'ufficio competente dell'Agenzia delle entrate; c all'Istituto nazionale della previdenza sociale; d all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. 2 Il responsabile dell'azienda, ai fini di cui al comma 1, presenta altresì una richiesta di autorizzazione al comune competente per territorio in relazione alla sede dell'asilo aziendale. Il comune verifica il possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti dalla normativa regionale e, in caso di esito positivo, rilascia l'autorizzazione. 3 Qualora i pasti siano preparati all'interno dell'asilo aziendale, il responsabile dell'azienda acquisisce la specifica autorizzazione sanitaria rilasciata dalla competente azienda sanitaria locale. Qualora i pasti siano forniti da ditte esterne, presso l'asilo aziendale è conservata una copia dell'autorizzazione sanitaria rilasciata alle ditte medesime. 4 (Requisiti) 1 Gli asili aziendali devono possedere i seguenti requisiti strutturali: a localizzazione preferibilmente al piano terra e comunque non oltre il primo piano o l'ammezzato; b superficie netta calpestabile destinata ai bambini: