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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 11ª RIUNITE 11ª(Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) 6 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 18,20. IN SEDE REDIGENTE DDL N. 2052 - Indagini reati igiene e sicurezza lavoro DDL 2052 Disposizioni in materia di coordinamento delle indagini nei procedimenti per reati in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (Discussione e rinvio) Il relatore URRARO ( L-SP-PSd'Az ), a nome anche del relatore per la 11 a Commissione Laforgia,illustra il provvedimento in titolo, di iniziativa dei senatori Romano, Matrisciano e altri, che reca disposizioni in materia di coordinamento delle indagini nei procedimenti per reati in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel merito il provvedimento si compone di dieci articoli. L'articolo 1 inserisce nel Regio decreto n. 12 del 1941 (Ordinamento giudiziario) l'articolo 70.1. La nuova disposizione prevede la costituzione, ad opera del procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto e nell'ambito del suo ufficio, di una direzione distrettuale del lavoro per la trattazione dei procedimenti relativi ai reati in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché ai reati contro la persona commessi nel luogo di lavoro o in occasione dell'attività lavorativa e ai reati connessi anche di maggiore gravità. Il procuratore distrettuale deve designare, per una durata non inferiore a due anni, magistrati scelti (che non siano ordinari in tirocinio) in base alle specifiche attitudini e esperienze professionali. Successivamente alla prima costituzione della direzione distrettuale del lavoro, la designazione dei magistrati avviene sentito il procuratore nazionale del lavoro, al quale vengono comunicate preventivamene le eventuali variazioni nella composizione. Al procuratore distrettuale (o a un suo delegato) spetta dirigere e controllare l'attività dei magistrati della direzione distrettuale del lavoro, verificando che eseguano le direttive impartite per il coordinamento delle investigazioni e l'impiego della polizia giudiziaria. L'articolo 2 inserisce nel Regio decreto del 1941 un'ulteriore disposizione, l'articolo 76- quater , il quale prevede, nell'ambito della procura generale presso la Corte di cassazione l'istituzione della Direzione nazionale del lavoro. A capo della Direzione nazionale del lavoro viene nominato il procuratore nazionale del lavoro, con incarico di 4 anni, rinnovabile una sola volta. Il procuratore nazionale del lavoro deve essere scelto tra magistrati che abbiano conseguito la settima valutazione di professionalità e che abbiano svolto, anche non continuativamente, per un periodo non inferiore a 8 anni, funzioni giudicanti o di pubblico ministero, sulla base di specifiche attitudini, capacità organizzative ed esperienze nella trattazione di procedimenti relativi alla normativa in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e di tutela penale del lavoro. Fanno parte della Direzione nazionale del lavoro, con funzione di sostituti, magistrati con qualifica non inferiore a quella di magistrato che abbia conseguita la quarta valutazione di professionalità, anch'essi nominati sulla base di specifiche attitudini ed esperienze nella trattazione di procedimenti in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e di tutela penale del lavoro. Alla loro nomina provvede il Consiglio superiore della magistratura, sentito il procuratore nazionale del lavoro. Le attribuzioni del procuratore generale presso la Corte di cassazione in relazione all'attività di coordinamento investigativo sono disciplinate dall'articolo 76- quinquies del regio decreto n. 12 del 1941, introdotto dall'articolo 5 del disegno di legge. In base al nuovo articolo il procuratore generale presso la Corte di cassazione esercita la sorveglianza sul procuratore nazionale del lavoro e sulla relativa Direzione nazionale. Dell'attività svolta e dei risultati conseguiti dal procuratore nazionale del lavoro e dalle Direzioni nazionale e distrettuali del lavoro il procuratore generale deve dare conto anche nella relazione generale sull'amministrazione della giustizia. L'articolo 3 introduce l'articolo 371- ter (Attività di coordinamento del procuratore nazionale del lavoro) nel codice di procedura penale. In base al nuovo articolo il procuratore nazionale del lavoro esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i reati in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro nonché per i reati contro la persona commessi nel luogo di lavoro o in occasione dell'attività lavorativa e per i reati connessi, ancorché di maggiore gravità. A tal fine il procuratore nazionale del lavoro può avvalersi delle Forze dell'ordine e/o degli strumenti operativi territoriali del Servizio sanitario nazionale, degli Ispettorati territoriali del lavoro e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il procuratore nazionale può inoltre avvalersi, a fini investigativi, degli enti e organismi di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), nonché del personale ispettivo dell'Ispettorato nazionale del lavoro per le competenze in materia di vigilanza a esso attribuite dalla legislazione vigente e impartisce direttive intese a regolarne l'impiego a fini investigativi. Inoltre al procuratore nazionale del lavoro spettano funzioni di impulso e di coordinamento nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni. Per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge, il procuratore nazionale del lavoro, oltre ad assicurare, d'intesa con i procuratori distrettuali interessati, il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della Direzione nazionale del lavoro, deve curare mediante applicazioni temporanee dei magistrati della Direzione nazionale e delle direzioni distrettuali del lavoro, la necessaria flessibilità e mobilità per soddisfare specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali. Ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati l'istituendo procuratore inoltre: provvede all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati utili al contrasto dello sfruttamento del lavoro; impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive alle quali attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti le modalità secondo le quali realizzare il coordinamento nell'attività di indagine; riunisce i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, sono insorti e hanno impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento; dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la Corte di cassazione, l'avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei reati in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento e questo non è stato possibile per la perdurante e ingiustificata inerzia nell'attività di indagine ovvero per la ingiustificata e reiterata violazione dei doveri previsti dall'articolo 371 c.p.p. (Rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero)ai fini del coordinamento delle indagini.