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Da studi successivi possiamo affermare che vi furono altre vittime, ma in ospedale, per le ferite riportate. Quattro uomini, quattro lavoratori napoletani furono uccisi perché provavano a difendere i loro diritti. Ricordiamoci questa data. (Applausi dal Gruppo M5S) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare la risposta all'interrogazione 3-00992 del 9 luglio di quest'anno, che chiede di capire cosa stia succedendo su quella che viene chiamata la variante di Demonte o strada statale 21 della Maddalena in Valle Stura. Siamo in presenza di una strada che oggi passa all'interno del centro abitato di Demonte, in cui transitano tutti i giorni oltre 700 autoarticolati, che stanno compromettendo, oltre ovviamente alla viabilità (perché questo è un paese di montagna, la cui l'arteria centrale è molto stretta), anche la stessa tenuta statica dell'abitato del Comune, tutto puntellato. La quantità di autoveicoli che attraversa il centro storico è una follia dal punto di vista pratico e basta andare lì per verificarlo. Rispetto a questa situazione, nel 2011 è stato bloccato un progetto che era stato già inserito nel programma ANAS 2007-2011, perché ritenuto troppo costoso dal Governo di allora. Era un progetto che passava a Nord dell'abitato e il Governo comunicò che avrebbe studiato un progetto meno costoso che passasse a Sud dell'abitato. Alla fine dell'anno scorso, l'ANAS ha comunicato di aver terminato tutte le verifiche e i sondaggi necessari e che al termine di un incontro pubblico con le popolazioni locali, era stato presentato questo progetto. A maggio di quest'anno il Ministero dei beni culturali pare abbia avanzato una serie di riserve perché il progetto passerebbe per un tratto in galleria sotto un vecchio forte e quindi porrebbe vincoli. Alcuni deputati e senatori di maggioranza hanno detto che era soltanto una ordinaria necessità di approfondimento ma che non c'erano problemi. Ora, dato che le voci sul fatto che il Ministero potrebbe bloccare questa iniziativa continuano a circolare, con questa interrogazione semplicemente chiedevamo di capire esattamente qual è la situazione, perché il livello di allarme sul territorio è molto alto. Il sindaco nelle scorse settimane ha organizzato un incontro proprio per capire cosa stia succedendo. Chiedo, se possibile, di avere sollecitamente risposta su questo tema. MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per segnalare un fatto increscioso, che vede protagonisti tre grandi gruppi, API-IP (vecchio concessionario), la Maglione Srl (nuovo concessionario dal 1 gennaio 2019) e Autostrade per l'Italia, operanti nel settore autostradale, e una piccola azienda denominata Retail Real Estate Management Srl (RREM), che cerca di proteggere i propri lavoratori. La vicenda è collegata all'avvio della gara per l'affidamento della concessione unitaria oil e non oil della stazione di servizio Le Risaie Ovest di Stroppiana, in provincia di Vercelli, sul tratto autostradale A26 Genova Voltri-Gravellona Toce, che veniva assegnata per punteggio alla Maglione Srl. Ad oggi la RREM svolge l'attività in proroga da gennaio 2019; API e Autostrade hanno chiesto la riconsegna dell'area in un primo tempo il 29 luglio, successivamente rinviata a settembre. In tutto questo i lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro, considerato che viene richiesto il loro licenziamento senza un accordo con le organizzazioni sindacali per garantire la continuità del contratto di lavoro con l'azienda subentrante, perdendo così i diritti acquisiti in questi anni di lavoro, oltre all'incertezza sulla riassunzione che ad oggi è garantita da una rassicurazione verbale e non sottoscritta. Il tutto è una grave violazione delle normative vigenti sulla tutela dei lavoratori nei cambi di appalto. Non possiamo abbandonare queste persone alla prepotenza di grandi gruppi, che ancora una volta tentano di fare profitto sulle spalle dei più deboli. La concorrenza deve essere a vantaggio di tutti e lo può essere solo quando vengono garantiti i diritti dei lavoratori, affinché si vincano le gare su un merito legato alle virtuosità di un'impresa; virtuosità che non può essere confusa con lo sfruttamento e l'abuso della propria posizione di vantaggio. Esistono delle procedure per garantire la continuità dei lavoratori e queste procedure vanno rispettate. Auspico un intervento dei Ministeri competenti per fare chiarezza su questo fatto inqualificabile. Vede, Presidente, si tratta di nove lavoratori. È una piccola impresa che nasconde comunque nove famiglie e la loro preoccupazione per la perdita del lavoro, per la perdita della retribuzione. Quando i numeri sono così piccoli, purtroppo non si può chiedere l'apertura di tavoli presso i Ministeri. Ci sono delle condizioni per le quali le piccole aziende rischiano di non farcela. Porto all'attenzione dell'Assemblea la problematica di questa piccola realtà. Si verificano molto spesso episodi simili, quindi mi auguro che i Ministeri competenti ne prendano atto. (Applausi dal Gruppo M5S) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, lo scorso 3 aprile ho presentato in Commissione l'interrogazione 3-00764 , non particolarmente onerosa per i lavori parlamentari, rivolta al ministro Toninelli e riguardante il piano, già emerso a quell'epoca, per il presunto completamento dell'autostrada Asti-Cuneo. A tale interrogazione, in quattro mesi, il Ministro non ha mai risposto, nonostante esponessi anche con un certo dettaglio l'entità dell'enorme regalo che il Ministro si apprestava a fare ad un concessionario autostradale, dopo aver dichiarato guerra agli odiosi privilegi dei concessionari autostradali. Infatti prevede di regalare tra gli 800 milioni e il miliardo di euro circa. Ho presentato un'interrogazione il 4 aprile. Il Ministro non ha mai risposto. Ha agito esattamente nella direzione sulla base della quale avevo presentato l'interrogazione, ma quando «il Fatto Quotidiano» domenica scorsa, cioè l'altro ieri, ha pubblicato un articolo al riguardo, si è sentito in dovere di rispondere immediatamente, il giorno dopo, con una lettera al quotidiano. Chiedo quindi al Ministro prima di tutto di non regalare un miliardo dei cittadini italiani ad uno di quei concessionari autostradali contro cui incongruamente aveva promesso di muovere guerra. Non si fa la guerra alle nostre aziende, si fanno condizioni giuste, ma neanche si regala un miliardo dei cittadini italiani. In secondo luogo, sarebbe anche augurabile che avesse un pochino più di equilibrio tra i quotidiani - uno peraltro - e il Parlamento, dato che al momento il rapporto è di 1 a 120 (in un giorno ha risposto al quotidiano, in centoventi giorni non ha risposto al quesito posto in Parlamento), tanto più che in questa lettera ci sono degli errori quantomeno di matematica. Infatti il Ministro afferma che 200 milioni per 4 faccia un miliardo e 200 milioni, cosa che non è.