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Le disposizioni degli articoli 410, 411 e 420 del codice di procedura civile, come modificati dai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, si applicano anche alle controversie di cui all'articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 7. All'articolo 700 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Nelle controversie di lavoro promosse dal lavoratore aventi ad oggetto l'impugnazione del licenziamento, il pregiudizio imminente e irreparabile deve ritenersi presunto. L'eventuale giudizio di merito conseguenziale deve essere comunque deciso dal giudice entro un anno dalla sua data di inizio, salvo il caso di particolare complessità delle questioni di fatto e di diritto. La presunzione del primo periodo vale anche nel caso di controversie in materia di trasferimento del lavoratore e di quelle relative alla trasformazione dei contratti di lavoro flessibile in contratti di lavoro subordinato ». 8. All'articolo 2113, quarto comma, del codice civile, le parole: « ai sensi degli articoli 185, 410, 411, 412- ter e 412- quater » sono sostituite dalle seguenti: « ai sensi degli articoli 185, 410, 411 e 420 ». Art. 94. (Nuova disciplina del regime delle spese nelle cause di lavoro) 1. Il comma 1- bis dell'articolo 9 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, è abrogato. 2. All'articolo unico, primo comma, della legge 2 aprile 1958, n. 319, le parole: « , fatto salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 1- bis , del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 » sono soppresse. 3. All'articolo 92 del codice di procedura civile sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « Il giudice può in ogni caso compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti, in relazione alla condizione delle stesse, alla differente posizione economica e sociale, alla difficoltà per la parte di ottenere le informazioni necessarie per valutare la fondatezza dell'azione o di valutare le possibilità della controparte di adempiere ai propri oneri di prova, o se ricorrono altre giuste ragioni indicate in motivazione. Nelle cause di lavoro di cui agli articoli 409, primo comma, e 442, la parte soccombente non può essere condannata al pagamento delle spese e degli onorari se è risultata esente dal pagamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, salva l'ipotesi di cui all'articolo 96 ». 4. All'articolo 614- bis del codice di procedura civile: a) nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, al primo comma, le parole: « Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle controversie di lavoro subordinato pubblico e privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo 409 » sono soppresse; b) nel testo vigente dopo la data di cui alla lettera a) , il quinto comma è abrogato. 5. Ogni spesa affrontata dal lavoratore per la tutela dei propri diritti e il recupero dei propri crediti, anche a titolo di spese per assistenza e difesa in sede stragiudiziale o giudiziale, che non sia rimborsata a carico della controparte, può essere portata in deduzione, ai fini della determinazione dell'imponibile per il pagamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dalle somme ottenute mediante le medesime attività stragiudiziali o giudiziali, e comunque dal reddito ricavato dal rapporto di lavoro in relazione al quale è sorta la controversia. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità con le quali il lavoratore può ottenere che la deduzione di cui al presente comma sia effettuata dal sostituto d'imposta che provvede al pagamento delle somme imponibili, o con le quali può ottenere il rimborso della maggiori imposte non dovute per le quali ha subito la ritenuta. Art. 95. (Norme processuali in materia di licenziamenti) 1. All'articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Nel valutare le motivazioni poste a base del licenziamento, il giudice tiene conto delle tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro ad efficacia generale di livello nazionale ». 2. L'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, è sostituito dal seguente: « Art. 6. – 1. Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore, anche attraverso l'intervento dell'organizzazione sindacale diretto a impugnare il licenziamento stesso. 2. L'impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di duecentosettanta giorni, dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o di arbitrato. Qualora, entro sessanta giorni dalla predetta comunicazione, il datore di lavoro non abbia dato risposta ovvero non sia stato raggiunto l'accordo necessario all'espletamento della conciliazione o dell'arbitrato, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro il successivo termine di sessanta giorni. Resta ferma la possibilità di produrre nuovi mezzi di prova acquisiti dopo il deposito del ricorso. 3. Le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo si applicano a tutti i casi di invalidità del licenziamento, ad eccezione di quelli di cui all'articolo 18, comma 2, lettera a) , della legge 20 maggio 1970, n. 300, rispetto ai quali il termine di decadenza entro cui proporre l'impugnazione dinanzi al giudice del lavoro è di diciotto mesi ». Art. 96. (Estensione dei termini di decadenza in materia di impugnazione del licenziamento ad altre fattispecie) 1. Le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall'articolo 95, comma 2, della presente legge, si applicano anche ai casi di: a) impugnazione relativa al trasferimento ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile, con termine decorrente dalla data di ricezione della comunicazione di trasferimento, o dalla diversa successiva data di conoscenza di circostanze idonee ad attestare l'insussistenza delle addotte ragioni tecniche, organizzative e produttive; b) di impugnazione relativa alla cessione di contratto di lavoro avvenuta ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile, come modificato dall'articolo 92 della presente legge, con termine decorrente dalla data del trasferimento; c) ricorso per la trasformazione del contratto di lavoro a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato, con termine decorrente dalla cessazione dell'ultimo contratto di lavoro sottoscritto. Nell'ambito della somministrazione, il termine decorre, nei casi di cui all'articolo 68, comma 1, dalla cessazione del contratto di somministrazione in cui il lavoratore è stato utilizzato;