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a centrale operativa provinciale, con funzione di centro di responsabilità del dipartimento e di centro direzionale del sistema, costituita dal personale della Direzione provinciale. La centrale operativa è una struttura complessa (U.O.C.) e alla sua direzione è posto un dirigente medico di II livello con incarico quinquennale attribuito a seguito di pubblico concorso. Il direttore della centrale operativa è anche direttore del dipartimento provinciale del SET 118; b sala operativa, costituita dal personale preposto alle fasi di ricezione e di interpretazione delle richieste di soccorso, di attivazione e supervisione in tempo reale del soccorso, di dettatura telefonica agli astanti delle istruzioni prearrivo in termini di manovre salvavita; è dotata della tecnologia informatica e di comunicazione necessaria per l'espletamento di tali funzioni; c postazioni territoriali di soccorso, mobili e fisse, costituite da personale, mezzi di soccorso e di trasporto, presìdi e attrezzature sanitarie dislocati strategicamente sul territorio. 2 Il SET 118 è dotato delle tecnologie più evolute in grado di assicurare il collegamento in tempo reale fra le sue diverse componenti attraverso un sistema informatizzato a sua volta collegato con i sistemi informatizzati ospedalieri per la gestione dei dati sanitari e dei flussi di attività. 3 Il SET 118 deve assicurare una risposta diretta e immediata da attivare in un tempo non superiore a 45 secondi dalla chiamata di soccorso. 4 A seguito della richiesta d'intervento su un paziente a elevata criticità clinica, il soccorso, effettuato dalle postazioni mobili di soccorso avanzato composte da personale medico e infermieristico dedicato, nonché da personale formato e addestrato per le funzioni di autista soccorritore, deve essere svolto entro i seguenti tempi massimi: a 8 minuti in territorio urbano; b 20 minuti in territorio extra-urbano. 5 Il cittadino, per la richiesta di soccorso, accede direttamente attraverso il numero telefonico « 118 » alla sala operativa del SET 118. 6 È prevista una postazione mobile di soccorso avanzato ogni 60.000 abitanti in area urbana e ogni 100.000 abitanti in area metropolitana, con a bordo un medico e un infermiere. 7 Il numero dei mezzi di soccorso del SET 118, sia quelli con medico, infermiere e soccorritori, sia quelli con infermiere e soccorritori che quelli con soli soccorritori, è stabilito dalla programmazione regionale sulla base dei tempi di percorrenza. In aree particolari, definite sulla base di bassa densità abitativa o di condizioni disagevoli orografiche e di viabilità stradale, va costantemente assicurata la presenza di mezzi di soccorso con a bordo un medico e un infermiere in grado di rispondere in modo appropriato alle esigenze sanitarie di emergenza dell'area servita. 8 Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i princìpi e i criteri per definire l'attività di soccorso territoriale, il numero e i criteri di allocazione delle postazioni di soccorso fisse e mobili, sulla base delle specificità orografiche dei territori, in modo da prevedere un numero complessivo di postazioni con a bordo personale medico e infermieristico in grado di assicurare un intervento di soccorso sanitario potenzialmente salvavita e in grado di effettuare ai pazienti con patologia acuta tempo dipendente, già sulla scena degli eventi, una diagnosi e una terapia di emergenza tempestive. 3 (Organizzazione dipartimentale) 1 Il Dipartimento di emergenza territoriale provinciale, di seguito denominato « Dipartimento provinciale » afferisce al Dipartimento di emergenza territoriale regionale, di seguito denominato « Dipartimento regionale » al fine di garantire una visione unitaria, nonché coordinata e integrata dal punto di vista gestionale, dei processi e dei percorsi clinici, assistenziali, organizzativi e gestionali da assicurare all'utenza in caso di emergenza-urgenza sanitaria sull'intero territorio regionale. Il Dipartimento provinciale è posto sotto un'unica Direzione, salvo i casi in cui l'estensione territoriale o la densità di popolazione servita a livello provinciale non richiedano, per una corretta ed efficace gestione delle attività, l'istituzione di più dipartimenti e, conseguentemente, di più direzioni. 2 Ai sensi dell'articolo 17- bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, a capo del Dipartimento provinciale è posto il direttore dell'unità operativa complessa (UOC) del Sistema di emergenza territoriale della stessa provincia. Il direttore del Dipartimento provinciale è componente di diritto, senza oneri aggiuntivi, del Consiglio di direzione del Dipartimento regionale di cui al comma 8. Laddove nell'ambito della stessa provincia siano presenti, per motivi correlati alla particolare estensione del territorio o al numero rilevante complessivo di abitanti, più di un Dipartimento provinciale, tutti i direttori fanno parte del Consiglio di direzione del Dipartimento regionale di cui al comma 8. 3 Il Dipartimento provinciale prevede una pianta organica medico-infermieristica dedicata e di ruolo, assegnata in postazioni territoriali, fisse e mobili, costituenti, in un contesto aggregato per macroarea, unità operative semplici, che si integrano funzionalmente alla centrale operativa al fine di assicurare l'appropriatezza e la qualità degli interventi di soccorso sul territorio. 4 Il Consiglio di dipartimento provinciale è un organo consultivo costituito da rappresentanti di medici, infermieri e autisti soccorritori, a supporto delle attività di governo clinico del Dipartimento provinciale e della Direzione provinciale, in relazione alle aree funzionali di qualità di gestione, rischio clinico, formazione, maxiemergenze e trasporti speciali. 5 Il Dipartimento provinciale è ricompreso in un'azienda sanitaria locale (ASL). 6 Ove a livello provinciale l'estensione del territorio provinciale ricomprenda diverse aziende sanitarie, le stesse provvedono alla costituzione di un unico Dipartimento provinciale che, in tal caso, si configura quale dipartimento interaziendale. 7 Al fine di assicurare la necessaria omogeneità e qualità del livello complessivo di organizzazione e di gestione sull'intero territorio regionale, le regioni pianificano le attività del Dipartimento regionale, alla cui direzione è posto uno dei direttori dei dipartimenti provinciali, la cui nomina viene effettuata a maggioranza, con carattere di rotazione periodica, dai direttori di dipartimento provinciali e quindi approvata dall'assessore regionale alle politiche della salute. 8 Il Dipartimento regionale è un dipartimento funzionale, ricompreso nell'assessorato regionale alle politiche della salute. 9 Il Consiglio di direzione del Dipartimento regionale è un organo consultivo del Dipartimento regionale ed è costituito da rappresentanti, provenienti dai singoli dipartimenti provinciali, di medici, infermieri, autisti-soccorritori a supporto delle attività di governo clinico regionale del dipartimento, in relazione alle aree funzionali di qualità di gestione, rischio clinico, formazione, maxiemergenze e trasporti speciali. 10 L'organizzazione del SET 118, a livello dei dipartimenti provinciali e regionali, deve essere coordinata rispetto alle esigenze complessive della rete ospedaliera e funzionalmente integrata rispetto ai percorsi afferenti della medicina del territorio, a livello, rispettivamente, provinciale e regionale.