[pronunce]

l'art. 1-ter, comma 2 e l'art. 1-sexies, commi da 1 a 6 (Provincia di Trento); investe inoltre le seguenti disposizioni della legge n. 239 del 2004: – l'art. 1, comma 4, lettere c) e f); l'art. 1, comma 8, lettera a), punto 7, e lettera b), punto 3 (Regione Toscana); l'art. 1, comma 24, lettera a) e l'art. 1, comma 26 (Provincia di Trento); l'art. 1, commi 33 e 84 (Regione Toscana); d) il combinato disposto degli artt. 117 e 118 Cost., in relazione al fatto che l'intervento del legislatore statale nella allocazione di funzioni amministrative presso organi dello Stato sarebbe avvenuto al di fuori dell'ambito delle materie di propria competenza esclusiva, in assenza dei presupposti indicati dalla sentenza n. 303 del 2003 (specificati nella sentenza n. 6 del 2004) e, comunque, senza la previsione di strumenti di collaborazione regionale adeguati (e, particolarmente, di forme di intesa in senso “forte”) rispetto all'esercizio in concreto delle suddette funzioni amministrative. Tali questioni investono le seguenti disposizioni del decreto-legge n. 239 del 2003, quale convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003: – l'art. 1, commi 1 e 3, e l'art. 1-sexies, commi 1 e 2 (Regione Toscana); l'art. 1-ter, comma 2, e l'art. 1-sexies, commi 1, 2, 3, 4 e 6 (Provincia di Trento); investono inoltre le seguenti disposizioni della legge n. 239 del 2004: – l'art. 1, comma 7, lettere g), h) e i); l'art. 1, comma 8, lettera a), punti 3 e 7; l'art. 1, comma 8, lettera b), punto 3 (Regione Toscana); l'art. 1, comma 24, lettera a), (Regione Toscana e Provincia di Trento); l'art. 1, comma 26 (Regione Toscana e Provincia di Trento); l'art. 1, commi 33, 77, 78, 79, 80, 81, 82 e 83 della legge n. 239 del 2004 (Regione Toscana); e) l'art. 117, sesto comma, Cost., in quanto l'art. 1-sexies, comma 2, del decreto-legge n. 239 del 2003, quale convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003, avrebbe previsto un potere sostanzialmente regolamentare nell'ambito di materie non di competenza legislativa esclusiva statale (Regione Toscana e Provincia di Trento); f) l'art. 119 Cost., sotto il profilo della asserita lesione, da parte dell'art. 1, comma 4, lettera c), della legge n. 239 del 2004, dell'autonomia finanziaria delle Regioni (Regione Toscana); g) l'art. 120 Cost., in relazione alla previsione di un potere sostitutivo statale in affermato contrasto con i presupposti costituzionali per l'attribuzione e l'esercizio di un simile potere. Tali questioni investono l'art. 1-sexies, comma 5, del decreto-legge n. 239 del 2003, quale convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003 (Provincia di Trento), e l'art. 1, comma 26, della legge n. 239 del 2004 (Regione Toscana e Provincia di Trento); h) lo statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol di cui al d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), e alcune disposizioni di attuazione dello stesso, sotto il profilo della lesione “autonoma”, id est non riferita alla applicazione della maggiore autonomia riconosciuta dalle disposizioni del Titolo V della Costituzione, delle competenze statutarie della Provincia di Trento, da parte dell'art. 1-sexies, comma 5, del decreto-legge n. 239 del 2003, quale convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003, in relazione al regime dei poteri sostitutivi statali applicabile nella Provincia autonoma; i) gli artt. 95, terzo comma, e 97, primo e secondo comma, Cost., sotto il profilo della asserita lesione delle riserve di legge in materia di attribuzioni degli organi della pubblica amministrazione e di delimitazione del rapporto tra autorità pubbliche e libertà dei soggetti, in relazione alle previsioni contenute nell'art. 1-sexies, comma 2, del decreto-legge n. 239 del 2003, quale convertito, con modificazioni, nella legge n. 290 del 2003 (Provincia di Trento); j) gli artt. 3 e 97 Cost., in relazione alla affermata violazione del canone di buona amministrazione – anche con riferimento alla ritenuta illogicità ed irrazionalità della disciplina censurata – da parte dell'art. 1, comma 4, lettera f), della legge n. 239 del 2004 (Regione Toscana); k) l'art. 76 Cost., sotto il profilo dell'eccessiva genericità dei principî e criteri direttivi contenuti nella disposizione di delega di cui all'art. 1, comma 121, della legge n. 239 del 2004 (Regione Toscana). 2. – Considerata l'identità di materia, nonché la sostanziale analogia delle questioni prospettate, i giudizi possono essere riuniti per essere affrontati congiuntamente e decisi con unica sentenza. 3. – Con ordinanza letta nella pubblica udienza del 24 maggio 2005 e allegata alla presente sentenza, in conformità al costante orientamento di questa Corte, sono stati dichiarati inammissibili gli interventi spiegati da ENEL s.p.a. nei giudizi introdotti con i ricorsi n. 107 e n. 109 del 2004. 4.– Il ricorso della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 2004 risulta notificato al Presidente del Consiglio dei ministri presso la Presidenza del Consiglio oltre il termine perentorio di sessanta giorni di cui all'art. 32, comma 2, della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), a motivo della documentata impossibilità del destinatario a ricevere l'atto nei termini (24 dicembre 2003), per la chiusura dell'Ufficio protocollo della Presidenza del Consiglio, mentre risulta notificato nei termini presso l'Avvocatura dello Stato. Sebbene questa Corte, con la sentenza n. 295 del 1993, abbia dichiarato l'inammissibilità del ricorso in un caso in parte analogo (ma allora la tardività della notifica era da imputare all'ufficiale giudiziario e non al destinatario), il ricorso deve essere considerato ammissibile in forza dell'orientamento della più recente giurisprudenza costituzionale (cfr.