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Mi riferisco ad esempio, all'intervento previsto all'articolo 14 sull'acquacoltura, agli indirizzi sugli impianti di desalinizzazione introdotti alla Camera e a quello che i fiumi portano nel recupero; soprattutto si indica a tutti i soggetti, agli operatori economici e dal volontariato e alle associazioni ambientaliste di tutela del mare, di poter lavorare tutti insieme, perché salvare il mare è un pezzo fondamentale della possibilità di salvare la biodiversità e la vita sul pianeta. Per questo motivo sono molto contenta di annunciare il voto favorevole del Gruppo. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, quella di oggi è comunque una bella giornata per il Senato, per il Parlamento tutto e per ognuno di noi, noi che siamo la voce dei cittadini e che oggi, mentre è in corso a Glasgow la COP26 e si è appena conclusa a Roma la riunione del G20, facciamo anche in quest'Aula la nostra parte, approvando quattro provvedimenti, uno più importante dell'altro. La scorsa settimana ci siamo lasciati con l'approvazione della legge di delegazione europea e di tutte le direttive con finalità ambientale; poi abbiamo approvato la legge costituzionale sull'insularità, a tutela delle nostre splendide isole maggiori, la Sardegna e la Sicilia; infine, abbiamo votato in terza lettura la legge costituzionale in Costituzione per introdurre la tutela dell'ambiente, degli ecosistemi e degli animali. Oggi ci apprestiamo a licenziare una legge attesissima, la cosiddetta legge salva mare, alla quale anche Forza Italia ha lavorato e ha dato il proprio contributo. Si tratta di provvedimenti importanti, tutti finalizzati a rafforzare gli impegni per portare l'Italia a diventare Paese sensibile, nel senso più compiuto del termine, nei confronti dell'ambiente e della sua tutela. Sono provvedimenti che naturalmente non risolvono d'emblée tutti i problemi connessi ai cambiamenti climatici, alle questioni energetiche e alla salvaguardia del nostro pianeta, ma che sono sicuramente un ottimo inizio, una base di partenza necessaria e indispensabile per affrontare in maniera responsabile il lungo periodo di transizione ecologica che stiamo vivendo e che ci dovrà portare a rivedere completamente il nostro sistema di vita e di sviluppo per garantire a noi, ma soprattutto alle future generazioni, una qualità della vita e di benessere in armonia con il nostro pianeta, anzi, direi proprio a garantire la nostra vita sulla terra, nella consapevolezza che, senza un cambio di paradigma rischiamo la vita dell'umanità, perfettamente consapevoli che sarà la terra stessa a rigettarci, perché il mondo non finisce, semmai finisce la specie umana. Noi dovremmo quindi investire tanto sull'adattamento, sull'innovazione tecnologica, sulla grande alleanza pubblico-privato e sulla formazione, consapevoli che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, ma servono - ripeto - educazione, formazione, esperienza e competenza per non finire nel semplicistico populismo climatico. Educazione e formazione, innanzitutto, e spero che essere ripresi dal proprio figlio per un comportamento scorretto possa valere più delle sanzioni più pesanti. Questa legge, pur non essendo una delle migliori possibili, è uno start . È una legge che sicuramente avrebbe potuto essere più coraggiosa, ma, come si dice, l'ottimo è nemico del bene. Si tratta comunque, com'è evidente, di una serie di azioni concrete con cui l'Italia comincia a rispondere alle direttive europee e dimostra come ogni Nazione possa contribuire a fare la differenza. Quando parlo di ogni Nazione mi riferisco al fatto che, per esempio, la plastica presente nel nostro mare - una quantità enorme - proviene, oltre che dall'Italia, anche da Turchia, Spagna, Egitto e Francia, per cui, senza accordi e concertazioni con gli altri Paesi del Mediterraneo, rischiamo di rendere meno efficaci i nostri interventi. Oggi parliamo di mare, parliamo della fonte della vita, l'ambiente acquatico da cui ogni essere vivente originariamente si è formato, il grembo materno primordiale. Maltratteremmo nostra madre? Potremmo rimanere indifferenti vedendola usata, abusata, violata, trascurata? Io penso di no. L'Italia è una penisola abbracciata da quel mare che è sempre stato tanto generoso per la pesca, per il turismo, per il trasporto e i collegamenti, per il clima. Le acque territoriali italiane rappresentano un quinto del Mar Mediterraneo e sono uno scrigno di biodiversità unico. Il nostro Paese ha 8.000 chilometri di coste, 32 aree marine protette, 9 arcipelaghi, 27 isole minori abitate, oltre 500 porti e approdi. Sono 200.000 le imprese italiane blu che producono il 3 per cento del nostro prodotto interno lordo. Inoltre, la nostra posizione ci rende promontorio d'Europa nel Mediterraneo; siamo, di fatto, la cerniera nelle politiche euromediterranee. L'ecosistema marino produce più del 50 per cento dell'ossigeno che respiriamo e assorbe il 30 per cento della CO 2 prodotta, ma solo se è in buona salute. Ecco perché l'inquinamento è una piaga dolorosissima ed ecco perché è necessario agire. Da 5 a 13 milioni di tonnellate di plastica ogni anno in mare, quantità inimmaginabili. Il disegno di legge salva mare è un primo passo, lo ribadisco. Non nascondiamo che l'avremmo voluto ancora più esteso, ma sicuramente potrà diventare uno strumento efficace e concreto per cominciare a realizzare anche quello che ci chiede l'Europa con il green deal e la mission healthy oceans . Le acque territoriali italiane rappresentano un quinto del Mar Mediterraneo, scrigno di biodiversità uniche. Nel Mediterraneo quasi tutti i pescatori pescano rifiuti, la maggior parte dei quali (più del 70 per cento) è composta da plastica. In tutte le specie ittiche analizzate è stata riscontrata la presenza di plastica nello stomaco. In media due pesci su dieci ingeriscono da una a cinque microplastiche e noi con loro, ovviamente. Il disegno di legge salva mare, come già detto, consentirà ai pescatori di portare a terra la plastica recuperata con le reti, attualmente ributtata in mare per non commettere il reato di trasporto illecito di rifiuti; anche se spero, come ha detto qualche collega prima, di non sentirli più definire, come in passato, spazzini del mare, ma operatori che svolgono un servizio civile per tutti noi. (Applausi) . Il testo, poi, si occupa di dissalatori, di educazione e di campagne di pulizia, di inquinamento da microfibre, di posidonia oceanica, di tanto altro. Il disegno di legge salva mare contiene anche norme volte a incentivare la raccolta volontaria di rifiuti presenti sia in mare, sia nelle acque interne, anche da parte di enti e associazioni, e norme volte a incentivare l'economia circolare, ossia il riciclo dei materiali recuperati. A questo proposito desidero sottolineare un importante impegno di Forza Italia e una grande vittoria, secondo noi, in nome di tutti i balneari e dei cittadini delle città costiere. (Applausi) .