[ddlpres]

Istituzione della figura professionale dell'ostetrica di famiglia e di comunità. Onorevoli Senatori . – L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in seno alla 72ª Assemblea mondiale della sanità tenuta a Ginevra nel maggio 2019, ha reso pubblica la designazione dell'anno 2020 come « anno dell'ostetrica », prevedendo iniziative celebrative in tutto il mondo. Per la prima volta nella storia, le nazioni del mondo affermano che questa professione sanitaria ha un valore inestimabile per la salute delle donne di tutto il mondo. Senza ostetriche, infatti, non si raggiungerebbero gli obiettivi di sviluppo sostenibile ( Sustainable Development Goal -SDG) o la copertura sanitaria universale ( Universal Health Coverage -UHC). L'ostetrica, nel corso della pandemia da COVID-19 che ha colpito tutto il mondo, ha onorato pienamente il riconoscimento che l'OMS ha dedicato alla sua figura. In occasione della 2ª Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, il 17 settembre 2020, il segretario generale del Ministero della salute ha annunciato che il Comitato regionale per l'Europa dell'OMS ha deliberato di protrarre all'anno 2021 tale celebrazione estendendola anche alle altre professioni sanitarie. L'OMS ha indicato, tra l'altro, anche l'obiettivo di « Sviluppare le risorse umane per la salute », secondo il quale tutti gli Stati membri devono assicurare che i « professionisti della salute » acquisiscano conoscenze, attitudini e capacità adeguate a proteggere e promuovere la salute, riferendosi a tutti i professionisti che operano nell'ambito dell'assistenza sanitaria di base, riconoscendoli quali « perno della rete dei servizi richiesti » per raggiungere gli obiettivi della politica sanitaria. Il professionista della salute, nel proprio ambito di competenza, deve pertanto svolgere un ruolo efficiente ed efficace, promuovendo la salute degli individui delle famiglie e delle comunità, gestendo l'assistenza in ambito domiciliare, compresa quella delegata ad altro personale di supporto formato e accreditato, identificando e valutando lo stato di salute e i bisogni degli individui e delle famiglie nel loro contesto, operando in autonomia o in équipe e gestendo il cambiamento degli scenari epidemiologici. La figura professionale dell'ostetrica di famiglia e di comunità, nella fattispecie, promuove la salute della donna in tutte le fasi del suo ciclo biologico, sessuale e riproduttivo attraverso la prevenzione, la cura e la riabilitazione per gli ambiti di competenza. L'ostetrica è un agente di promozione della salute per la donna e il suo contesto familiare e comunitario. L'implementazione della figura di ostetrica di famiglia e di comunità ha la finalità di promuovere la centralità del ruolo e della salute della donna nei sistemi familiari e sociali, con l'obiettivo di accrescerne l' empowerment , la consapevolezza e il benessere di tutti gli individui, migliorando il welfare di comunità. Il modello di ostetrica di famiglia e di comunità è basato su indicazioni, letteratura e concetti condivisi a livello internazionale, e risponde alle criticità dell'attuale fase di transizione demografica, epidemiologica, sociale ed economica. In molti Stati membri dell'OMS la collaborazione tra tutti i professionisti della salute nell'ambito delle cure primarie, in particolare nella medicina generale, è esperienza ormai consolidata e valida, da almeno trent'anni: nel nostro Paese essa è, invece, un processo ancora da sviluppare e da implementare. Esigenza acuitasi, ancora di più, dopo la soppressione dell'istituto dell'ostetrica ad opera della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e la privazione per il territorio di un elemento di riferimento per la donna, la coppia e la comunità. La figura dell'ostetrica di famiglia e di comunità, che qui si propone, trova le sue radici a livello internazionale nel Rapporto The State of the World's Midwifery 2014 e nell'approfondimento dedicato alla figura di Midwifery in The Lancet Series . È evidente che la figura dell'ostetrica di famiglia e di comunità, ha effetti benefici anche nei confronti della spesa sanitaria, migliorando la sostenibilità economica del sistema sanitario, nonché sugli outcome, o risultati, nel campo della salute, migliorando gli indicatori e gli esiti previsti nei sistemi di valutazione dell'efficacia ed efficienza dei sistemi sanitari. Con l'intervento proattivo delle ostetriche nell'ambito della prevenzione, dalle campagne sugli stili di vita migliori da adottare agli screening e diagnosi precoci, ad azioni di counseling individuale e familiare, nonché di miglioramento dell' health literacy e dell' empowerment individuale della donna, della famiglia e della comunità, si può contrarre e far decrescere, nel medio e lungo termine, la stessa spesa sanitaria nazionale, grazie alla prevenzione di patologie, alla presa in carico precoce e a alle diagnosi tempestive, nonché al ricorso appropriato ai ricoveri ospedalieri, alla diminuzione di uso e abuso di farmaci, e all'utilizzo appropriato di presìdi e diagnostiche non necessarie, con la riduzione di casi di over treatment . La presenza dell'ostetrica di famiglia e di comunità consente l'ampliamento dell'offerta sanitaria nei confronti della popolazione femminile, il miglioramento della qualità e della sicurezza delle cure attraverso l'utilizzo efficace dei servizi e la valutazione delle prestazioni e delle attività con i relativi risultati. L'ostetrica garantisce alle donne e alle famiglie il necessario supporto e le cure perinatali necessari per cominciare a invertire l'attuale tendenza alla denatalità, assicurando alle coppie di realizzare il desiderio di maternità, anche con interventi di educazione sanitaria, in particolare ai giovani, sulle malattie sessualmente trasmesse (MST) o sui rischi che molte abitudini e stili di vita comportano sulla fertilità, secondo il Piano nazionale per la fertilità. Il Servizio sanitario nazionale, sin dall'inizio, si è posto l'obiettivo, non ancora compiutamente raggiunto, della propria razionalizzazione mediante tagli di posti letto e il conseguente potenziamento dei servizi territoriali che, in epoca di emergenza sanitaria da COVID-19, si è dimostrato essere l'anello debole del Servizio stesso. Centrale e strategica, per raggiungere quest'obiettivo, è l'implementazione dell'assistenza domiciliare, consultoriale e dei presìdi sul territorio garantita tra l'altro con le case della salute, in particolare nelle aree a scarsità di risorse e servizi dovuta anche alla chiusura dei punti nascita al di sotto dei 500 parti l'anno e con alta densità di popolazione. L'ostetrica di famiglia e di comunità è un sicuro presidio funzionale nei diversi servizi del territorio e può, nel percorso nascita, operare una presa in carico precoce della donna e della coppia, già in fase perinatale, prevenendo ricoveri impropri che incidono negativamente sia sul processo di medicalizzazione della nascita, sia sui costi dell'assistenza. Come indicato dal rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) risulta altrettanto importante la ristrutturazione della rete consultoriale, in quanto da un'indagine dell'Istituto superiore di sanità del 2019 emerge che il numero dei consultori è inadeguato rispetto alla popolazione e che in molti di essi si registra una forte carenza di personale ostetrico.