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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 54 GARAVINI La seduta inizia alle ore 15,15. IN SEDE CONSULTIVA ( n.157) Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti Doc n. 157 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (Osservazioni alla 12ª Commissione. Esame e rinvio) Introduce l'esame il relatore ORTIS ( M5S ), rilevando preliminarmente che lo schema di decreto legislativo iscritto all'ordine del giorno -composto da 234 articoli- recepisce nell'ordinamento nazionale la direttiva 5 dicembre 2013, n. 2013/59/Euratom del Consiglio relativa alle norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti (e che abroga una serie di direttive precedenti). Nell'ordinamento nazionale, il fondamento si rinviene nella delega conferita al Governo dall'articolo 20 della legge di delegazione europea del n. 117 del 2019, che deve essere esercitata entro il prossimo mese di febbraio 2020. Nel dettaglio, l'oggetto del provvedimento, come indicato dall'articolo 1, concerne la protezione delle persone dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti e introduce i principi del sistema di radioprotezione contenuti all'articolo 5 della direttiva (Giustificazione, Ottimizzazione e Limitazione delle dosi), che rappresentano i cardini del sistema di protezione dai rischi derivanti dalle esposizioni alle radiazioni ionizzanti. Le radiazioni sono articolate in tre tipi: le esposizioni pianificate (dovute all'impiego pianificato di sorgenti di radiazioni ionizzanti quali le esposizioni professionali e le esposizioni mediche), le esposizioni esistenti (dovute, ad esempio, alla contaminazione ambientale di pregresse emergenze radiologiche, come nel caso dell'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl) e le esposizioni di emergenza (esposizioni dovute a incidenti che coinvolgono la dispersione nell'ambiente di sostanze radioattive, e che, quindi, comportano un'esposizione indebita della popolazione, come ad esempio nel caso degli incidenti nelle centrali nucleari. ) Il campo di applicazione, indicato nel dettaglio dall'articolo 2, si estende quindi a qualsiasi situazione di esposizione pianificata, esistente o di emergenza che comporti un rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti che non può essere trascurato sia dal punto di vista della radioprotezione sia per quanto riguarda l'ambiente ai fini della protezione della salute umana a lungo termine, specificando i differenti campi in cui sono coinvolte sorgenti di radiazioni ionizzanti, anche regolamentati da differenti direttive recepite in passato. Passa quindi alla disamina dei profili di competenza della Commissione. Innanzitutto, il comma 3 dell'articolo 2 definisce le condizioni per l'applicazione delle disposizioni del decreto, rimanda a decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, formulati su proposta dei Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute e di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione, sentito anche il Ministero della difesa (oltre che d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni e sentito l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), l'Ispettorato nazionale del lavoro (INL), l'Istituto superiore di sanità (ISS)). L'articolo 8, coerentemente, individua, tra le autorità competenti, anche il Ministero della difesa. Anche l'articolo 9, nel disciplinare le funzioni di vigilanza delle autorità competenti (stabilendo la predisposizione di programmi annuali di ispezione che tengono conto dell'entità e della natura dei potenziali pericoli associati alle pratiche di competenza), stabilisce che restano ferme le competenze delle singole amministrazioni interessate, inclusa quella della Difesa. L'articolo 172, relativo alla gestione delle emergenze, individua poi, al comma 5, la partecipazione del Ministero della difesa alla redazione dei decreti relativi alla formazione del personale delle squadre speciali di intervento. L'articolo 185, nel fornire le indicazioni per la redazione e l'attivazione del piano di emergenza esterna delle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare (prevedendo che sia il Prefetto a predisporre un apposito piano provinciale di emergenza esterna dell'area portuale a cui partecipano anche esperti designati da amministrazioni ed enti competenti), prevede espressamente che, in caso di naviglio militare, sia predisposto un apposito rapporto tecnico dal Ministero della difesa. Inoltre, si prevede che l'autorità di sistema portuale (nei porti ove è istituita ai sensi della legislazione vigente), l'autorità marittima negli altri porti e l'autorità militare nei porti e nelle aree portuali finalizzati alla difesa militare garantiscano, anche avvalendosi delle amministrazioni pubbliche, ogni azione utile per il rilevamento e la misurazione della radioattività nell'ambiente circostante all'area portuale in presenza di naviglio a propulsione nucleare. Infine, l'articolo 242 reca disposizioni particolari per il Ministero della difesa. Nel dettaglio, si stabilisce che al Ministero della difesa, tenuto conto delle particolari esigenze connesse ai compiti istituzionali delle Forze armate in tempo di pace, si applicano le disposizioni del Codice dell'ordinamento militare (di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66), in materia di norme di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dalle esposizioni alle radiazioni ionizzanti. Si tratta, in particolare, degli articoli 184 e 185 del Codice. Il primo (articolo 184) dispone l'applicazione della normativa generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro compatibilmente con gli speciali compiti e attività svolti dalle Forze armate, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all'utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici. Il secondo (articolo 185) stabilisce che la materia della sicurezza nucleare e protezione sanitaria si applica all'Amministrazione della difesa, al fine di garantire la protezione della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti; la disciplina applicativa è contenuta nel regolamento, ove sono indicate le particolari esigenze connesse ai compiti istituzionali delle Forze armate in tempo di pace. Accanto alle norme del Codice vi è poi la normativa regolamentare contenuta nel Testo Unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010.