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c) predispongono i consuntivi annuali della gestione delle attività di prevenzione e controllo, sui risultati raggiunti, sulle eventuali criticità rilevate e sui correttivi intrapresi per il loro superamento. 2. Le autorità competenti, ai sensi dell'articolo 6 del regolamento (UE) 2017/625, procedono a verifiche interne, sono soggette ad audit da parte dell'autorità nazionale o europea sovraordinata e adottano le misure appropriate alla luce dei relativi risultati. 3. Le verifiche di cui al comma 2 sono condotte in modo trasparente e i pertinenti risultati sono resi pubblici secondo modalità definite nell'ambito del PPV. 4. A garanzia di ottimale sorveglianza epidemiologica, nel quadro dei programmi di cui al comma 1, lettera a) , dell'articolo 5, il PPV prevede: a) l'istituzione di una banca dati nazionale per la raccolta e l'alimentazione dei dati epidemiologici ottenuti dalle popolazioni target , anche mediante l'integrazione e la valorizzazione degli ospedali veterinari universitari e dei dipartimenti di scienze veterinarie presenti sul territorio; b) i tempi e le modalità di alimentazione dei dati cui sono tenute le regioni e le altre autorità competenti. Art. 4. (Azioni di supporto al sistema dei controlli ufficiali di cui a regolamento (UE) 2017/625) 1. Al fine di aumentare l'efficienza del sistema dei controlli ufficiali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 2 febbraio 2022, n. 27, e le garanzie offerte ai Paesi terzi, il PPV prevede idonee azioni, anche mediante l'attivazione di progetti obiettivo in materia di sanità pubblica veterinaria, a cui le aziende sanitarie sono tenute ad aderire in collaborazione con il sistema universitario veterinario e la rete degli IZS, dirette all'informatizzazione, digitalizzazione e dematerializzazione dei procedimenti alla base del nuovo sistema integrato dei controlli, tali da garantire un accesso semplificato e la disponibilità in tempo reale dei dati e delle informazioni. 2. Al fine di assicurare la trasparenza dell'attività ufficiale, il PPV individua: a) modalità uniformi di attribuzione del livello di rischio, volte a garantire omogeneità nell'esecuzione dei controlli ufficiali; b) i criteri sulla cui base sono programmati e condotti i controlli ufficiali, nonché il tipo, il numero e i risultati dei controlli ufficiali eseguiti; c) le piattaforme informatiche necessarie per la condivisione dei dati in conformità con il sistema di valutazione di cui al comma 7 e seguenti dell'articolo 2, al fine della certificazione delle produzioni agroalimentari da parte dei produttori; d) eventuali forme periodiche di informazione per l'intera filiera agroalimentare e per i Paesi partner internazionali. Art. 5. (Programmi regionali operativi di sorveglianza epidemiologica, prevenzione e contrasto del randagismo e di controllo della fauna selvatica. Misure a sostegno degli interventi veterinari nelle aree disagiate. Azioni a supporto dell'interazione proattiva tra persone e animali) 1. Le regioni adottano, tenuto conto del PPV e delle risorse all'uopo finalizzate con obbligo di rendicontazione, programmi operativi volti a: a) assicurare interventi di gestione e contenimento delle popolazioni animali randagie libere, sinantropiche e selvatiche in ambiente urbano, suburbano e naturale, nonché il monitoraggio e controllo sanitario della fauna selvatica con modalità sinergiche soprattutto nelle aree di confine, in relazione ai rischi connessi alle malattie elencate negli articoli 5 e 6 del regolamento (UE) n. 2016/429 del Parlamento europeo, del 9 marzo 2016, con particolare riferimento a quelle zoonotiche a potenziale pandemico e a quelle oncologiche e cronico degenerative di origine ambientale; b) individuare, sulla base dei risultati ottenuti, mappe di rischio per singole patologie a carattere epidemico, zoonotico o emergenti, in particolare la sorveglianza attiva degli agenti infettivi propri della fauna selvatica o comuni con le specie domestiche e con l'uomo per la classificazione dei rischi endemici e pandemici collegati al salto di specie; c) condividere le attività di monitoraggio sanitario con gli enti di gestione faunistico-venatoria e con gli enti di gestione delle aree protette presenti nel territorio; d) promuovere un'attività formativa sulla fauna selvatica in considerazione della sua valenza sanitaria, ecologica ed economica, coinvolgendo gli organi di controllo e vigilanza, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e la popolazione; e) promuovere azioni pilota di programmazione integrata delle politiche urbane valorizzando, ove presenti, gli ospedali didattici veterinari universitari, per facilitare una crescente interazione positiva tra persone e animali da affezione a supporto della qualità della vita e del benessere dei fragili anche in condizione di vulnerabilità economica, in rete con le strutture socio sanitarie assistenziali e le strutture dedicate alle disabilità; f) rafforzare la presenza di medici veterinari anche in territori con bassa densità di popolazione zootecnica e ad elevato potenziale di presenza di allevamenti; g) sostenere progetti di biomedicina, medicina e patologia comparata, valorizzando collaborazioni tra strutture ospedaliere universitarie in campo medico e veterinario per il trasferimento biunivoco delle conoscenze di natura eziologica, terapeutica e di gestione delle malattie animali, spontanee o indotte. Art. 6. (Farmacosorveglianza in ambito veterinario) 1. Nel quadro degli indirizzi specifici del PPV e in linea con le previsioni del vigente Piano nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza (PNCAR) e con le previsioni del regolamento (UE) n. 2019/4 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo alla fabbricazione, all'immissione sul mercato e all'utilizzo di mangimi medicati, e del regolamento (UE) 2019/6, del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo ai medicinali veterinari, le regioni rafforzano le misure per la piena tracciabilità dei medicinali veterinari, in particolare sistematizzando prescrizioni e impiego della ricetta elettronica sulla base della definizione di indicatori di consumo atti a paragonarne l'impiego nelle diverse specie e realtà produttive, individuando eventuali ulteriori aree critiche e definendo, nel rispetto del benessere e della salute degli animali, interventi mirati al contrasto dell'impiego non razionale. 2. Gli interventi di cui al comma 1 riguardano l'utilizzo degli antibiotici sia nel campo delle produzioni zootecniche sia in quello della cura degli animali d'affezione, con il coinvolgimento delle strutture veterinarie universitarie e degli ospedali universitari veterinari didattici, dei veterinari professionisti, degli allevatori e dei soggetti interessati alla produzione e alla commercializzazione del farmaco veterinario. 3. I controlli ufficiali in materia di corretto impiego del farmaco veterinario sono assicurati con il coinvolgimento di tutte le aree funzionali veterinarie anche in collaborazione con i dipartimenti di scienze veterinarie universitarie, in forma integrata e multidisciplinare, con un puntuale monitoraggio dei ceppi batterici antibiotico-resistenti. 4. Le regioni promuovono altresì: