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Le Parti cooperano in vista di determinare gli itinerari di migrazione di tutte le popolazioni che figurano alla tabella 1, avvalendosi delle cognizioni disponibili sulle ripartizioni di queste popolazioni in periodi di riproduzione e all'infuori di questi periodi, nonché sui risultati dei censimenti e partecipando a programmi coordinati d'inanellamento. 5.5 Le Parti fanno ogni sforzo per intraprendere e sostenere progetti congiunti di ricerca sull'ecologia e la dinamica delle popolazioni figuranti nella tabella 1 e sui loro habitat, in vista di determinare i loro bisogni specifici, nonché le tecniche maggiormente appropriate per la loro conservazione e gestione. 5.6 Le Parti si adoperano per effettuare studi sugli effetti della scomparsa e del degrado delle zone umide, nonché delle perturbazioni sulla capacità di accoglienza delle zone umide utilizzate dalle popolazioni che figurano nella tabella 1, come pure sulle abitudini di migrazione di queste popolazioni. 5.7 Le Parti fanno ogni sforzo per realizzare studi sull'impatto della caccia e del commercio sulle popolazioni figuranti nella tabella 1 e sulla rilevanza di queste forme di utilizzazione per l'economia locale e nazionale. 5.8 Le Parti si adoperano in vista di cooperare con le organizzazioni internazionali competenti e concedere loro un sostegno a progetti di ricerca e di sorveglianza continua. 6. Istruzione e formazione 6.1 Le Parti, ove ciò risulti necessario, elaborano programmi di formazione per fare in modo che il personale incaricato dell'applicazione del Piano d'azione sia in possesso di cognizioni sufficienti per applicarlo efficacemente. 6.2 Le Parti cooperano tra di loro e con il segretariato dell'Accordo al fine di elaborare programmi di formazione e scambiare la documentazione disponibile. 6.3 Le Parti si adoperano per elaborare programmi, documenti e meccanismi d'informazione affinchè il pubblico in generale abbia una maggiore consapevolezza degli obiettivi, delle disposizioni e del contenuto del Piano d'azione. A tale riguardo, deve essere concessa un'attenzione particolare alle persone che vivono all'interno ed intorno alle zone umide rilevanti, agli utenti di tali zone (cacciatori, pescatori, turisti ecc.) alle autorità locali ed agli altri decisionisti. 6.4 Le Parti si adoperano al fine di promulgare specifiche campagne per la sensibilizzazione del pubblico riguardo alla conservazione delle popolazioni che figurano nella tabella 1. 7. Misure di applicazione 7.1 Quando applicano questo Piano d'azione, le Parti danno priorità, ove appropriato, alle popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1. 7.2 Quando più popolazioni della stessa specie figuranti nella tabella 1 si trovano sul territorio di una Parte, detta Parte applica misure di conservazione appropriate alla popolazione o alle popolazioni il cui stato di conservazione è meno favorevole. 7.3 Il segretariato dell'Accordo, in coordinamento con il comitato tecnico e con l'assistenza di esperti degli Stati dell'area di ripartizione coordina l'elaborazione di direttive di conservazione, conformemente all'articolo IV (4) dell'Accordo, per aiutare le Parti nell'applicazione del Piano d'azione. Il segretariato dell'Accordo fa in modo, quando ciò è possibile, di garantire la coerenza di tali direttive con quelle approvate in base ai termini di altri strumenti internazionali. Le direttive di conservazione mirano ad introdurre il principio dell'utilizzazione sostenibile. Esse vertono, tra l'altro, su: a) i piani d'azione per specie; b) le misure di emergenza; c) la preparazione degli inventari dei siti e dei metodi di gestione degli habitat; d) le prassi per la caccia; e) il commercio degli uccelli acquatici; f) il turismo; g) le misure per ridurre i danni ai raccolti; h) un protocollo di sorveglianza degli uccelli acquatici; 7.4 In coordinamento con il comitato tecnico e le Parti, il segretariato dell'Accordo predispone una serie di studi internazionali necessari per l'applicazione di tale Piano d'azione, in particolare per quanto riguarda: a) lo stato delle popolazioni e le loro tendenze; b) le lacune nelle informazioni provenienti da indagini sul campo; c) le reti di siti utilizzati da ciascuna popolazione , ivi compreso l'esame dello statuto di protezione per ciascun sito, nonché le misure di gestione adottate in ciascun caso; d) le legislazioni relative alle specie figuranti nell'allegato 2 del presente Accordo applicabili alla caccia ed al commercio in ciascun paese; e) la fase di preparazione e la messa in opera dei piani d'azione per specie; f) i progetti di reintegrazione; g) lo stato delle specie di uccelli acquatici non indigeni introdotti e dei loro ibridi. 7.5 Il segretariato dell'Accordo fa il possibile affinchè gli studi menzionati al paragrafo 7.4 di cui sopra siano realizzati ad intervalli non superiori a tre anni. 7.6 Il comitato tecnico valuta le direttive e gli studi predisposti nei termini dei paragrafi 7.3 e 7.4 e predispone dei progetti di raccomandazioni e di risoluzioni relativi alla loro elaborazione, contenuto e applicazione, che saranno sottoposti alle sessioni della Riunione delle Parti. 7.7 Il segretariato dell'Accordo procede regolarmente all'esame dei meccanismi suscettibili di fornire risorse addizionali (crediti ed assistenza tecnica) per la realizzazione del Piano d'azione, e sottopone a tale riguardo un rapporto alla Riunione delle Parti durante ogni sua sessione ordinaria.