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le proteste degli operatori turistici, scattate immediatamente, non hanno messo in discussione la legittimità dell'aumento, ma la mancata comunicazione delle intenzioni della direzione, essendo pacifico che la preparazione delle due mostre ha richiesto diversi mesi, mentre la decisione assunta è stata comunicata, teste ancora la Luberto, che ha intervistato un esponente della "categoria", "dall'oggi all'oggi"; la compravendita di pacchetti turistici, però, precedendo di mesi la data effettiva della visita, deve poter essere effettuata sulla base di costi certi, escludendo sorprese dell'ultimo minuto che, oltre al "danno" finanziario per i fruitori, ne causano uno d'immagine agli operatori, gettando su di loro un'ombra di scarsa professionalità. Anche della mostra in sé, poi, essi hanno lamentato di non sapere nulla e non avere potuto allettare i compratori con la prospettiva dei "Frammenti di Paradiso" aggiunti all'offerta già nota. La mancanza di programmazione, in altri termini, continua a dominare la scena casertana nonostante la decantata autonomia speciale della reggia; considerato che: l'appartenenza al genere fantasy della saga del neonato dormiente attribuito senza prove a Giuseppe Sanmartino e identificato senza prove con Carlo Tito di Borbone era già stata sottolineata dagli interroganti nell'interrogazione 3-09285 del 15 dicembre 2021, ad oggi rimasto senza risposta. Checché se ne pensi, richiedendo la preparazione e l'allestimento della mostra incentrata su quella scultura un certo tempo (soprattutto per l'arrivo di opere ottenute in prestito da altri musei), e forse anche per non prestare il fianco ad ulteriori polemiche, l'apertura è stata rinviata due volte: da dicembre 2021 a febbraio 2022 e da febbraio al 26 maggio; nel caso di "Frammenti di Paradiso", invece, sembra non essere stato usato altrettanto buon senso, da parte dell'architetto Maffei, o che la qualità dell'esposizione sia stata ritenuta sacrificabile alla volontà di aprire il 1° luglio, e contestualmente aumentare il biglietto, tanto che a distanza di pochi giorni, sulla pagina "Facebook" "Reggiando…e dintorni reali" è comparsa una disamina della più madornale delle disattenzioni dei curatori: la didascalia (definita giustamente "disinformativa") che accompagna un enorme dipinto raffigurante il re Ferdinando IV a caccia di cinghiali nel Prater di Vienna; il quadro "Ferdinando IV di Borbone a caccia", teste la didascalia, sarebbe anonimo, e risalirebbe alla prima metà del Settecento. In realtà, quest'opera perfettamente nota e persino restaurata di recente con vasta eco mediatica, senza che nell'occasione la paternità fosse stata dimenticata o messa in discussione ("Reggia di Caserta, restauro completato per cinque stupendi dipinti" su "casertaprimapagina.it"; "Caserta, di Nuovo alla Reggia cinque opere accuratamente restaurate, tra cui la 'Caccia alla volpe' del Casanova" su "Campania Notizie"), si deve a Francesco Casanova, fratello del più celebre Giacomo. Questi si stabilì a Vienna del 1783 ed ebbe modo di incontrarvi il re di Napoli nel 1790 (in occasione delle nozze di due figlie del Borbone), per poi dipingerlo nella riserva degli Asburgo intento a cacciare i cinghiali e, in una seconda tela oggi a Capodimonte, le volpi. I due dipinti arrivarono a Caserta il 30 settembre 1798 e furono accolti dal sovrano con grandissima soddisfazione. Neppure nell'occasione specialmente propizia di "Frammenti di Paradiso", però, è avvenuto l'auspicato ricongiungimento delle tele presso la reggia ma, in aggiunta, nessuno di coloro che hanno collaborato alla mostra odierna sembra avere riconosciuto quella grande caccia che Ferdinando IV destinò alla sala più frequentata dai suoi prestigiosi ospiti e che non ha mai lasciato il palazzo; valutato che: giovedì 7 luglio, rispondendo in Aula ad un'interrogazione sulla carenza di organico degli uffici ministeriali (3-03455), il Ministro in indirizzo, dopo aver imputato l'enorme lacuna "all'avanzata età media dei dipendenti del Ministero" e alle "conseguenze di quota 100", vantava l'inquadramento di oltre 1.500 unità dal 2017 al 2022, a fronte di una scopertura che fa apparire ridicola quella cifra, sia nel complesso sia, soprattutto, spalmata su ben 6 anni; dopo avere snocciolato altre cifre di futuri dipendenti, tutte irrisorie, senza però dare indicazioni temporali, e avere asserito che il concorso dei 1.052 AFAV è in fase di conclusione, tralasciando lo scandalo di una procedura che dall'autunno 2019 tiene di fatto in ostaggio migliaia di persone, con il consueto malgarbo istituzionale nei confronti del personale del Ministero della cultura, ha ribadito la sua notoria preferenza per "energie giovani e professionalità vere", per un "personale giovane e digitalizzato (...) con le energie di chi entra nella pubblica amministrazione, anziché quelle di chi sta per uscirne", si chiede di sapere: quanto siano costati progettazione, realizzazione e allestimento della mostra "Frammenti di Paradiso" e a chi sia stata affidata la schedatura delle opere esposte dalla quale sono state ricavate le didascalie; perché mai qualsiasi proposta culturale aggiuntiva all'allestimento permanente di un museo statale (qualitativamente valida o no), realizzata com'è con denaro pubblico, debba essere fatta gravare sui visitatori; come spieghi il Ministro in indirizzo che le decantate "energie giovani e professionalità vere" impiegate dalla direzione della reggia nella realizzazione di una mostra costata ai visitatori un aggravio di 4 euro sul costo del biglietto non abbiano riconosciuto il "Ferdinando IV di Borbone a caccia" di Francesco Casanova, uno dei dipinti meglio documentati e più strettamente legati al palazzo reale casertano, e l'abbiano perciò proposto al pubblico come anonimo e con un errato inquadramento cronologico; perché la direzione della reggia non abbia inteso coinvolgere, oltre al "personale giovane e digitalizzato", anche i dipendenti da più tempo in servizio, essi stessi memoria storica dell'istituto, affinché con le sempre denigrate energie di chi sta per uscire dall'amministrazione, evitassero alla direzione stessa e a tutto il Ministero l'ennesimo danno di immagine autoinflitto. Atto n. 3-03467 CORRADO Margherita MORRA ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: dopo il sit-in di "Goel" a Roma il 23 maggio 2022 (si veda "Anniversario strage di Capaci: