[ddlpres]

3) valorizzare il dialogo sociale e il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori, anche attraverso il riconoscimento di organismi paritetici che siano espressione di organizzazioni in possesso di adeguata rappresentatività; 4) individuare modalità idonee al rafforzamento della sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro, anche attraverso il pieno ed effettivo coinvolgimento del medico competente; 5) individuare misure ed interventi finalizzati alla promozione e alla diffusione della cultura della sicurezza, fin dalle giovani generazioni, e all'accompagnamento dei datori di lavoro nell'adozione di comportamenti virtuosi orientati alla prevenzione e alla tutela della sicurezza, anche mediante il coinvolgimento dell'INAIL per l'introduzione e la diffusione di modelli sperimentali; 6) rafforzare il ruolo della formazione specifica sui temi della salute e della sicurezza, al fine di accrescere la qualità dell'offerta formativa e renderla pienamente coerente con i fabbisogni delle imprese e dei lavoratori lungo tutto l'arco della vita e in grado di rispondere con tempestività ai mutamenti delle condizioni di rischio; 7) individuare possibili misure di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti, fermo restando il pieno rispetto dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Tali obiettivi saranno da raggiungere agendo, prioritariamente, sui seguenti nuclei normativi: 1) sorveglianza sanitaria, revisione ed aggiornamento della normativa per promuovere igiene e al benessere nell'ambiente di lavoro, anche valorizzando l'esperienza del COVID, che ha complessivamente evidenziato una scarsa attenzione all'igiene e alla sanificazione nei luoghi di lavoro; 2) razionalizzazione e riordino del campo di applicazione del decreto legislativo n. 81 del 2008, anche per tener conto delle nuove forme e modalità di lavoro, (il lavoro eterorganizzato; il lavoro tramite voucher ; il lavoro agile e, in generale, quello da remoto, il lavoro occasionale); 3) valorizzazione del fattore di genere nell'approccio alla prevenzione dei rischi lavorativi, come previsto dall'obiettivo 5 dell'Agenda Europa 2030; 4) sicurezza del lavoro negli appalti e in generale nei processi di esternalizzazione. Razionalizzazione e riforma dell'articolo 26 del decreto legislativo n. 81 del 2008.. 1 1 Allo scopo di accrescere i livelli di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale, avuto riguardo a tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio, con particolare riguardo a quelli nuovi ed emergenti, con l'obiettivo di contrastare e ridurre il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto della procedura di cui all'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della salute e dello sviluppo economico, uno o più decreti legislativi per il riassetto, l'aggiornamento e la semplificazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, tenuto anche conto delle differenze dimensionali delle imprese. 2 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi, in conformità con l'articolo 117 della Costituzione e con gli statuti delle regioni a statuto speciale e in coerenza con la normativa dell'Unione europea e le convenzioni internazionali in materia: a revisione e riordino degli organismi istituzionali, al fine di renderli più efficienti ed efficaci nella promozione dell'attività di prevenzione; b rafforzamento e semplificazione dell'istituto dell'interpello; c adozione di misure per il contrasto del fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali e per la promozione di più elevati livelli di prevenzione nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale, anche mediante l'estensione della tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori in ambiti lavorativi discontinui e frammentati, a prescindere dalla qualificazione formale del rapporto di lavoro e considerando le forme di lavoro a distanza o da remoto; d rafforzamento dell'attività di prevenzione in tutti i settori produttivi e di attività lavorativa, per tutti i tipi di rischio, con particolare riguardo a quelli nuovi ed emergenti, anche attraverso la valorizzazione del fattore di genere nella prevenzione dei rischi professionali; e rafforzamento e coordinamento dell'attività di vigilanza nei luoghi di lavoro, al fine di accrescerne l'efficacia e l'uniformità sull'intero territorio nazionale ed evitare sovrapposizioni e duplicazioni in relazione alle competenze delle diverse amministrazioni; f promozione e sostegno del coinvolgimento e della partecipazione effettiva di tutti i soggetti del sistema di prevenzione aziendale, anche attraverso idonei percorsi formativi, con particolare riferimento al ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; g promozione del dialogo sociale e del ruolo delle organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori, secondo criteri paritetici, anche attraverso il riconoscimento e il potenziamento delle funzioni degli organismi paritetici che siano espressione di organizzazioni in possesso di adeguata rappresentatività e che siano in possesso di specifica autorizzazione rilasciata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, secondo criteri finalizzati ad accertare almeno il grado di rappresentatività delle componenti associative, ai fini dello svolgimento delle attività di cui agli articoli 2 e 51 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; h miglioramento dei livelli di benessere e igiene degli ambienti di lavoro e rafforzamento della sorveglianza sanitaria, adeguandola all'evoluzione dei modelli organizzativi aziendali e ai rischi emergenti, anche attraverso l'effettivo coinvolgimento del medico competente; i individuazione di misure e interventi finalizzati alla promozione e alla diffusione della cultura della sicurezza, fin dalle giovani generazioni, e all'accompagnamento dei datori di lavoro nell'adozione di comportamenti virtuosi orientati alla prevenzione e alla tutela della sicurezza, anche mediante il coinvolgimento dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per l'introduzione e la diffusione di modelli sperimentali e l'introduzione di meccanismi premiali e di incentivazione; l rafforzamento del ruolo della formazione specifica sui temi della salute e della sicurezza, al fine di accrescere la qualità dell'offerta formativa e renderla pienamente coerente con i fabbisogni delle imprese e dei lavoratori lungo tutto l'arco della vita e in grado di rispondere con tempestività ed efficacia all'evoluzione dei fattori di rischio; m riordino della normativa in materia di macchine, impianti, attrezzature di lavoro, opere provvisionali e dispositivi di protezione individuale, anche al fine di operare il necessario coordinamento tra le direttive concernenti la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro e di razionalizzare il sistema pubblico di controllo;