[resaula]

Già, perché il collegamento tra la lotta di liberazione e la Costituzione è stata la cifra del suo impegno politico e del messaggio che ha inteso sostenere, diramare e trasmettere alle generazioni di oggi e di domani. Combattente contro ogni forma di discriminazione e di razzismo, perché, come è stato detto e come lei ha affermato più volte, ha ritenuto e affermato con forza che il razzismo è alla base del fascismo di ritorno. Combattente, non ha avuto paura e timore di schierarsi, anche con battaglie che potevano essere solitarie all'inizio, ma che, grazie al suo coraggio, non lo sono state; in prima fila per mobilitarsi contro i fatti di Macerata, per richiamare una responsabilità civica e una mobilitazione di popolo contro ogni tipo di paura e per difendere i valori della nostra Costituzione. Combattente per mettere fuori legge comunque ogni forma di ricostruzione dei partiti neofascisti e neonazisti. Combattente, però, anche per un altro aspetto, quanto mai attuale, che ha connotato quella generazione di ieri e di oggi che ha costruito la democrazia repubblicana nel nostro Paese. Combattente per l'unità, l'unità repubblicana. Non posso dimenticare, avendo partecipato con lei a una manifestazione istituzionale del 25 aprile, la sua irritazione per uno degli interventi che ebbero luogo quella mattina, di aperta polemica politica in un momento che doveva essere istituzionale - e non neutro - per questo motivo. Combattente per l'unità, perché l'antifascismo è la connotazione della nostra unità repubblicana. Combattente per le donne. La Resistenza non è stata solo maschile - lo ha detto più volte - e non è stata solo armata: le staffette, le gappiste sono state donne e sono state fondamentali e le donne hanno animato gli scioperi insurrezionali fatti in quel periodo. Intervenne nel 1985 sulla ratifica della Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York, e denunciò il ritardo del nostro Paese. Disse che le leggi che hanno segnato la storia di milioni di donne nel nostro Paese hanno contemporaneamente segnato il cammino e lo sviluppo della democrazia italiana per tutti, uomini e donne. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. La Costituzione, la libertà, l'unità dell'Europa e l'apertura al mondo sono stati gli elementi costitutivi e ispiratori dell'impronta che Carla Nespolo ha voluto accentuare per l'Associazione che ha presieduto. Un esempio che ci spinge a lavorare per un Paese che trovi oggi la forza e l'unità per superare un difficile momento della sua storia. Cito ancora Carla: «La capacità di progettare un mondo migliore partendo da una storia tragica è una cosa che possiamo imparare dalla lotta partigiana». Lo ha detto proprio il 24 aprile di quest'anno. La responsabilità che Carla Nespolo sentiva sulle sue spalle deve essere anche la nostra, per coerenza con le idee che ci spingono a fare politica, per rendere omaggio e continuare il lavoro che Carla ha svolto nei decenni, per amore del nostro Paese e delle generazioni di oggi e di domani. Ai suoi familiari, all'ANPI, ai suoi amici e alla città vanno il cordoglio e l'affetto del Gruppo PD del Senato. Per chi ha militato con quella che è stata la sua parte politica, oggi salutiamo una compagna coraggiosa, battagliera e coerente con i suoi ideali. Per chi ha condiviso allora con lei l'impegno istituzionale e che oggi rappresenta il Parlamento, salutiamo una testimonianza della politica vissuta come servizio e come impegno per il bene comune. Per i cittadini, tutti e soprattutto per quelli più giovani, salutiamo una patriota della Costituzione repubblicana, cifra identitaria che unisce e rappresenta un intero popolo. (Applausi) . PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, unendomi, anche a nome del Gruppo Forza Italia, all'espressione di cordoglio per la scomparsa di Carla Nespolo, anch'io voglio ricordare l'impegno di questa donna nell'Italia repubblicana e del postguerra e il suo ruolo di presidente dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (ANPI). È stata rappresentata per molti anni da combattenti e ora, per un fatto generazionale, ha rappresentanti che non hanno più partecipato alla guerra di liberazione (o lotta di classe o guerra civile). Per Carla Nespolo richiamerei Bobbio, che diede l'esatta definizione del periodo tra il 1943 e il 1945, con un riferimento a tutti coloro che in quel momento e in quel contesto storico ritenevano di essere nel giusto e sulla via giusta. Vengo da una terra delle Brigate Garibaldi e, pertanto, vorrei dire che la Costituzione è stato il vero capolavoro, perché è stata l'unione di ciò che Bobbio chiamava guerra civile. ( Applausi ). Si riuscì infatti a mettere insieme le tre istanze che Carla Nespolo rappresentava - ricordo un giorno in cui si riferì proprio a Bobbio - e che dall'8 settembre 1943 ci portarono al 25 aprile del 1945 e, il 1° gennaio del 1948, a questa Costituzione. Ecco perché il ricordo di Carla Nespolo è monito ma anche impegno a protezione della Costituzione, che ha difeso fino alla fine, senza avere neanche il dubbio di schierarsi anche con la parte perdente nell'ultimo referendum . ( Applausi ). DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, la morte della senatrice Carla Nespolo, presidente dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, lascia un grande vuoto non solo per chi l'ha conosciuta e stimata, ma per tutti coloro che si riconoscono nei valori della Resistenza, dalla quale sono nate la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. Figlia di un partigiano delle Langhe e nipote del comandante Amino Pizzorno, com'è stato detto, Carla era una combattente e ha conosciuto tutte le atrocità del ventennio fascista. È stata una combattente anche perché, fino all'ultimo dei suoi giorni, ha continuato a manifestare, anche da un letto d'ospedale, tutto il suo impegno a favore della libertà e della giustizia in difesa degli ultimi, quelli che lei considerava gli oppressi della nostra quotidianità, stando sempre al fianco di coloro che non rinunciano al sogno di un Paese più giusto, più solidale e più eguale. È stata pedagogista, senatrice prima del Partito Comunista e poi del Partito Democratico della Sinistra, ma soprattutto una donna capace di rivendicare sempre e in ogni luogo qualunque battaglia che negli ultimi cinquant'anni sia servita a cambiare la cultura conservatrice di questo Paese. Non è un caso, dunque, che sia stata proprio lei la prima donna ad assumere il ruolo di presidente dell'ANPI, generando, peraltro, una grande attenzione da parte delle nuove generazioni per questa gloriosa associazione. Quando parliamo della Resistenza ai giovani - diceva Carla Nespolo - non dobbiamo farlo come se stessimo raccontando una stagione della nostalgia, ma parlando del loro futuro, perché questo è la Resistenza: il sacrificio di uomini e donne massacrati in nome dell'ideologia nazifascista, che ha reso possibile coltivare il seme prezioso della democrazia e che ha segnato uno spartiacque tra due idee del mondo, tra chi lotta per la libertà e chi per la sua negazione.