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Le aree provenienti dalla bonifica della laguna sono entrate a far parte del demanio marittimo e, in quanto tali, sono divenute inalienabili, finché il 10 febbraio 1965, con decreto del Ministro per la marina mercantile, di concerto con il Ministro per le finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 9 marzo 1965, sono state trasferite dal demanio marittimo al patrimonio dello Stato, ma non sono tornate nella proprietà dei cittadini possessori. A seguito delle verifiche svolte in occasione del processo del federalismo demaniale previsto dal decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, l'Agenzia del demanio di Venezia, accertata l'esistenza di costruzioni su aree di proprietà dello Stato, ha inoltrato ai residenti richieste di pagamento per l'utilizzo delle stesse. Il Comune di Chioggia, in un recente comunicato (del 22 febbraio 2019), ha sollecitato una soluzione normativa per restituire ai cittadini la proprietà degli immobili in oggetto. Si rammenta che per una situazione analoga, sempre nel Comune di Chioggia, per le aree definite ex Forte di Brondolo, è intervenuto l'articolo 5, comma 2- quater , del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 96, che dispone l'applicazione della normativa prevista dalla legge 5 febbraio 1992, n. 177, che consente il trasferimento delle aree demaniali al patrimonio disponibile del Comune e, successivamente, l'alienazione ai privati possessori delle aree stesse. In particolare, l'articolo 1 prevede il trasferimento al patrimonio disponibile del Comune di Chioggia dell'area del comprensorio denominato «Ex aree imbonite - Fascia lagunare sottomarina» e dispone l'applicazione per l'area in questione, già oggetto di richiesta di trasferimento da parte del Comune di Chioggia, delle norme della legge 5 febbraio 1992, n. 177 (ad eccezione dell'articolo 6), che consentono il trasferimento delle aree demaniali al patrimonio disponibile del Comune e ne permettono successivamente l'alienazione ai privati possessori su domanda di questi ultimi. L'articolo stabilisce inoltre che l'acquisto delle aree faccia venire meno le pretese dello Stato per canoni pregressi e, in genere, per compensi richiesti a qualsiasi titolo in dipendenza dall'occupazione delle aree. Dalla data di presentazione della domanda dei privati possessori sono inoltre sospesi i procedimenti d'ingiunzione o rilascio delle aree, comunque motivati. Infine, l'ultimo comma dello stesso articolo stima gli oneri derivanti dalla disposizione e reca la copertura finanziaria. La Commissione bilancio ha infatti rilevato la necessità, in considerazione dell'avvenuta conclusione dell'esercizio finanziario 2019, di posticipare la decorrenza degli oneri derivanti dall'attuazione della proposta di legge a far data dall'anno 2020 e di adeguare conseguentemente la clausola di copertura finanziaria, facendo riferimento al nuovo triennio 2020-2022. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, quella al nostro esame è una vicenda che finalmente trova una soluzione felice. Da tanti anni Chioggia e soprattutto i suoi cittadini aspettavano di vederla concludere positivamente, dato che ebbe origini addirittura negli anni Venti del secolo scorso, nell'immediato dopoguerra del primo conflitto mondiale, quando, come ha ricordato il relatore, il magistrato delle acque di Venezia propose ai cittadini di effettuare a proprie spese la bonifica e la costruzione dell'argine del Canal Lusenzo, con l'intesa di ricevere, in cambio dei lavori eseguiti, quell'appezzamento di terreno imbonito. Questo passaggio purtroppo non è mai stato sancito negli anni da alcun atto formale (voglio ricordare che parliamo di 132 immobili e 200 famiglie), nonostante sulle aree siano stati poi costruiti immobili, sui quali i cittadini hanno regolarmente pagato le imposte. Il percorso per sanare questa situazione è nato anni fa e da subito, fortunatamente, ha visto tutte le forze politiche schierate all'unanimità a favore di questo provvedimento, a tutti i livelli istituzionali, com'è avvenuto recentemente anche nell'altro ramo del Parlamento, alla Camera dei deputati. Ha visto unite tutte le forze politiche, che ancora oggi, consapevoli dell'urgenza della questione e della necessità di definire una volta per tutte la vicenda, si trovano finalmente a votare il disegno di legge in esame. Chioggia è una città che ha tanti punti di forza, ma un'economia che necessita di essere supportata, sostenuta e aiutata. Con questo provvedimento diamo certamente stabilità e futuro alle 200 famiglie coinvolte, sulle quali pesava l'incognita di dover pagare cartelle da 150-200.000 euro. Siamo orgogliosi, come Italia Viva-P.S.I. di far parte di questa squadra che dopo tanti anni, compatta, risolve finalmente la questione e dà un po' di giustizia ai cittadini di Chioggia. Per tali motivi, annuncio voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, credo che nulla di più facile sia esprimersi su un provvedimento come quello in esame, che rappresenta una risposta che deve essere unitaria da parte delle forze politiche. È uno di quei momenti in cui, insieme, dobbiamo anzitutto chiedere scusa a quei cittadini che da tanti decenni aspettano delle risposte e che ora potranno finalmente veder riconosciuti i loro diritti e acquietati i propri timori. Pertanto, a nome del Gruppo esprimo il voto favorevole su un provvedimento che finalmente trasferisce dal demanio al Comune di Chioggia la proprietà dei beni in oggetto affinché, poi, vengano alienati ai privati che li detengono e custodiscono da tempo. Al provvedimento in esame va, senza ulteriori parole, il nostro appoggio, in linea con l'atteggiamento che abbiamo tenuto anche in Commissione, volto a velocizzarne l' iter di esame. Non possiamo però che auspicare che una simile normativa possa essere estesa a situazioni simili. Faccio riferimento, come bene hanno già fatto i miei colleghi della Camera dei deputati, alle tante aree pertinenziali marittime che, spesso fatiscenti e in stato di abbandono contribuiscono al degrado del territorio e rappresentano un covo di delinquenza. Ebbene, con questo percorso di affidamento ai privati, tali aree potrebbero invece ritrovare una nuova vitalità. Partendo da questo provvedimento specifico che riguarda gli italiani di Chioggia, auspichiamo si possa aprire un ragionamento per tutto il Paese e per tante altre aree demaniali che potrebbero avere un utilizzo diverso qualora ci fosse davvero la volontà politica.