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1 L'azienda sanitaria locale vigila e controlla l'osservanza delle norme per le attività funebri nel proprio territorio di riferimento. L'esercizio di tali funzioni da parte dell'azienda sanitaria avviene tramite personale specificatamente individuato e con formazione abilitante almeno pari a quella prevista per i direttori tecnici di impresa funebre. Tale personale, oltre ad accertare le infrazioni, commina le relative sanzioni. Più aziende sanitarie di una stessa regione, per motivi di efficienza, economicità ed efficacia, possono costituire un unico sistema di vigilanza e controllo operante su scala regionale. 2 Gli oneri per la vigilanza e il controllo sono coperti da risorse proprie delle aziende sanitarie locali, dai proventi derivanti dal sistema sanzionatorio e da un contributo fisso da corrispondersi per ogni funerale, pari a trenta euro, rivalutati ogni anno in base al tasso di rivalutazione monetaria rispetto all'anno precedente, elaborato dall'ISTAT da corrispondersi mensilmente a cura del mandatario del funerale. 3 Le infrazioni alla presente legge da parte dei soggetti svolgenti attività di impresa funebre, di agente funebre o di centro di servizio funebre sono soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro, salvo quanto previsto dai commi seguenti. 4 Le infrazioni alle disposizioni dell'articolo 4, nonché quelle previste per inosservanza dei commi da 4 a 8 dell'articolo 7 sono soggette, a seconda della gravità, a sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro. 5 Qualora vi sia infrazione all'articolo 6, comma 3, le sanzioni di cui al comma 4 del presente articolo sono duplicate. 6 Nei casi di violazione delle disposizioni dell'articolo 6,comma 4, alla sanzione amministrativa pecuniaria concorre la reclusione dal minimo di dodici mesi fino a cinque anni nei riguardi di chi abbia provveduto alla segnalazione o comunicazione e dal minimo di dodici mesi fino a cinque anni per il soggetto che ne sia stato destinatario. 7 Le infrazioni alle disposizioni degli articoli 6 e 8 comportano altresì la sospensione dell'attività per tre mesi decorrenti dalla notificazione dell'accertamento definitivo e non impugnabile dell'infrazione, elevati a sei mesi nei casi di violazione delle disposizioni dell'articolo 6, comma 4. 8 Sono fatte salve le fattispecie costituenti reato. III DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ CIMITERIALE E DELLA CREMAZIONE I ASPETTI GENERALI E SPECIFICITÀ CIMITERIALI 13 (Ambiti territoriali ottimali) 1 Le attività cimiteriali sono svolte in ambiti territoriali ottimali cimiteriali (ATOC) che, a seconda delle situazioni locali, sono così individuati: a nelle città metropolitane: nei cimiteri insistenti nel territorio metropolitano; se motivi organizzativi e gestionali consiglino di ridurre tale ambito, la città metropolitana può individuare quali ATOC dei sub-ambiti in misura corrispondente a quella delle Aziende sanitarie locali di cui è costituita; b nei comuni: nei cimiteri insistenti nel territorio di ogni azienda sanitaria locale; se motivi organizzativi e gestionali consiglino di ridurre tale ambito, la regione, previo parere conforme del consiglio delle autonomie locali, può suddividere tale macro ambito al massimo in quattro sub-ambiti, definiti ATOC, composti da territori comunali contigui. 2 Le città metropolitane e le regioni individuano, per la prima volta, gli ATOC entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Ove ciò non avvenga, gli ATOC sono individuati, per la città metropolitana nell'area metropolitana, nei restanti territori sono coincidenti con il territorio di ciascuna azienda sanitaria locale. In tali ultime situazioni, l'ATOC assume la forma di consorzio obbligatorio di funzioni tra comuni, in cui il comune più popoloso alla data di entrata in vigore della presente legge costituisce il capofila. 3 In ogni ATOC i comuni appartenenti a quel territorio costituiscono una Autorità d'ambito, la quale provvede ad emanare, entro due anni dalla costituzione: a un regolamento di polizia mortuaria d'ambito; dalla data di entrata in vigore di tale regolamento cessano la loro efficacia i regolamenti comunali di polizia mortuaria fino ad allora esistenti; b tariffe concernenti le operazioni cimiteriali, la illuminazione elettrica votiva, le cremazioni e le concessioni cimiteriali standard per l'intero ambito, applicando integralmente i criteri dettati dall'articolo 117 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, con l'intento di una graduale omogeneizzazione tariffaria d'ambito e, in particolare: 1 nella definizione delle tariffe si adottano criteri che consentano anche di accantonare risorse adeguate al futuro mantenimento del cimitero e delle sepolture; 2 gli oneri per servizi gratuiti per legge, nonché per tariffe inferiori a quelle standard d'ambito, sono a carico del comune di residenza; 3 ove richiesto da parte degli aventi titolo di disporre delle spoglie mortali per sepoltura o cremazione, l'onere per le relative operazioni cimiteriali è posto a loro carico; 4 in caso di operazioni cimiteriali a scadenza o per decadenza della concessione, in caso di disinteresse familiare, l'onere del loro svolgimento, è considerato onere di servizio pubblico e posto in capo al comune nel cui territorio insiste il cimitero, che vi provvede con risorse proprie. Tale situazione sussiste oggettivamente quando i soggetti aventi titolo non provvedano, entro la scadenza, a richiedere rinnovo o altra destinazione alle spoglie mortali od operazioni interessanti il sepolcro; qualora comportamenti attivi siano posti in essere entro sei mesi successivi alla scadenza, gli interessati sono tenuti contestualmente a corrispondere eventuali oneri già assunti dal comune o dal gestore del cimitero; c un piano regolatore cimiteriale d'ambito, che preveda: 1 una presenza equilibrata di cimiteri e di tipologie di sepolture, in relazione alla domanda, con l'intento di favorire l'accesso alle diverse fasce di popolazione a seconda dei territori serviti; 2 soluzioni tecnico-costruttive capaci di favorire modalità gestionali cimiteriali a «rotazione», piuttosto che «ad accumulo» e conseguentemente a favorire la tumulazione aerata e la cremazione; 3 presenza di non meno di un crematorio in ogni territorio di Asl. Tale standard può essere ridotto fino alla metà nelle aree metropolitane; 4 limitazione, ai fini di sostenibilità economica e al tempo stesso di equilibrato servizio alle popolazioni servite, del numero di crematori di ATOC in misura pari al rapporto tra la mortalità residente dell'ambito e il parametro quattromila, arrotondato all'unità; d un piano degli investimenti di cui all’articolo 17, comma 8; e la cessazione della perpetuità della concessioni cimiteriali esistenti, con la loro trasformazione in concessioni cimiteriali a tempo determinato, decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente legge, di durata pari a novantanove anni, salvo rinnovo, previo versamento della tariffa corrispondente ai servizi per i novantanove anni, decurtata di un terzo se vi è la contemporanea trasformazione in tumulazione aerata.