[pronunce]

che un'ulteriore censura è proposta dalla Provincia autonoma di Bolzano nei confronti dell'art. 1, del quale viene dedotta la illegittimità costituzionale per violazione dei parametri costituzionali prima indicati e dell'art. 3 Cost., atteso che la disciplina delle restituzioni ai produttori di quote degli importi trattenuti dagli acquirenti nei periodi 1996-1997 e 1997-1998 sarebbe incostituzionale per la irragionevole disparità di trattamento cui essa dà luogo, non solo per il diverso trattamento tra i due periodi considerati, ma anche per la esclusione dalle restituzioni del periodo 1995-1996; che oggetto di censura è, altresì, l'art. 4-bis, introdotto in sede di conversione del decreto-legge, il quale prevede l'istituzione, con decreto del Ministro per le politiche agricole, di una Commissione di garanzia con il compito di verificare la conformità alla vigente disciplina delle procedure ed operazioni effettuate sino ad oggi per la determinazione delle quantità di latte prodotto e commercializzato dal 1995 al 1997 e per l'aggiornamento dei quantitativi spettanti ai produttori e con il compito di riferirne al Ministro e all'AIMA; che, difatti, la Commissione de qua sarebbe chiamata ad operare in una materia nella quale le funzioni amministrative sono state trasferite, anche espressamente (art. 01 del decreto-legge n. 11 del 1997), alle Regioni e alle Province autonome, in palese violazione, oltretutto, di quanto disposto dall'art. 4, comma 1, del d.lgs. n. 266 del 1992, che vieta allo Stato nelle materie di competenza provinciale di attribuire ad organi statali funzioni amministrative, comprese quelle di vigilanza, di polizia amministrativa e di accertamento di violazioni amministrative, diverse da quelle ad esso spettanti secondo lo statuto speciale e le relative norme di attuazione; che evidente sarebbe del pari, in via subordinata, la violazione del principio di leale cooperazione, dal momento che della Commissione non fa parte alcun rappresentante della Provincia e che non è previsto alcun momento di raccordo tra la Commissione e i competenti organi provinciali; che identiche censure la ricorrente muove anche nei confronti dell'art. 2, comma 2, il quale istituisce una Commissione ministeriale per l'esame dei contratti; che la ricorrente solleva, poi, nei confronti dell'intero decreto-legge, una questione di legittimità costituzionale per violazione, oltre che degli indicati parametri costituzionali, anche della normativa comunitaria che favorisce l'agricoltura di montagna (direttiva del Consiglio n. 75/268/CEE); che un'ultima censura concerne, analogamente, l'intero decreto-legge n. 411 del 1997 e l'art. 1, comma 1, della legge di conversione n. 5 del 1998, sotto il profilo della violazione dell'art. 77 Cost., sempre in ragione della carenza dei requisiti della necessità e dell'urgenza; che si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo, con riserva di successive difese, che i ricorsi siano dichiarati inammissibili o comunque infondati; che in prossimità dell'udienza del 26 ottobre 1999, originariamente fissata per la trattazione dei presenti ricorsi, hanno depositato memorie tanto la Provincia autonoma di Bolzano quanto il Presidente del Consiglio dei ministri, quest'ultimo in particolare evidenziando che, sebbene – come stabilito da questa Corte nella sentenza n. 398 del 1998 – la materia dell'agricoltura non sia attratta da quella della regolazione dei mercati, rimanendo quindi di competenza regionale, tale affermazione non implica il disconoscimento della necessità di quelle funzioni centrali occorrenti per l'attuazione, in maniera organica ed uniforme su tutto il territorio nazionale, della normativa comunitaria di regolazione del settore a livello nazionale, violandosi altrimenti gli obblighi dello Stato italiano nei confronti della Comunità europea; che, all'esito della predetta udienza pubblica del 26 ottobre 1999, questa Corte ha emanato, in data 15 dicembre 1999, ordinanza istruttoria con la quale, al fine della decisione delle questioni sollevate, ha disposto l'acquisizione dei seguenti elementi di conoscenza: a) verbali delle riunioni tenute, a far data dal 1° dicembre 1996, dal Comitato permanente delle politiche agroalimentari e forestali, prima, e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni e Province autonome, dopo, nelle quali sia stata trattata la materia delle quote latte (e relativi allegati riferentisi alla stessa materia); b) relazione finale della Commissione di garanzia quote latte, istituita dall'articolo 4-bis del decreto-legge n. 411 del 1997, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 5 del 1998; c) prospetto delle date di emissione dei bollettini AIMA in riferimento alle campagne lattiero-casearie 1995-1996, 1996-1997, 1997-1998; d) quadro del contenzioso civile e amministrativo in corso, in relazione alla determinazione delle quote latte individuali e alle compensazioni effettuate dall'AIMA (oggi AGEA); che in prossimità dell'udienza pubblica del 23 ottobre 2001 – alla quale era stata rinviata la trattazione dei ricorsi in esame – hanno depositato ulteriori memorie sia la Provincia autonoma di Bolzano che l'Avvocatura dello Stato; che all'esito dell'udienza del 23 ottobre 2001 veniva disposto rinvio a nuovo ruolo dei ricorsi suddetti, per consentire alle parti di svolgere le proprie difese anche in relazione alla sopravvenienza della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione); che, fissata per la discussione dei ricorsi de quibus l'udienza pubblica del 3 maggio 2005, dopo che entrambe le parti avevano depositato ulteriori memorie difensive, la Provincia ricorrente – nel dare atto dell'avvenuto decesso del proprio difensore – ha formulato richiesta di rinvio, comunque preannunciando che per tutti i ricorsi «è in corso di formalizzazione un atto di rinuncia»; che accordato alla ricorrente Provincia autonoma il richiesto rinvio, la stessa – con atti depositati presso la cancelleria della Corte, rispettivamente, il 9 maggio 2005 ed il successivo giorno 24 – ha dichiarato di rinunciare, dapprima, ai ricorsi numeri 38 e 50 del 1997 e n. 17 del 1998, nonché, di seguito, anche al ricorso n. 51 del 1997; che l'Avvocatura generale dello Stato, a propria volta, ha dichiarato di accettare l'avvenuta rinuncia ai ricorsi, nel primo caso con memoria depositata presso la cancelleria della Corte il 19 aprile 2005, nel secondo con dichiarazione del 31 maggio 2005. Considerato che con quattro distinti ricorsi (rispettivamente iscritti, nel registro generale dei ricorsi in via principale, ai numeri 38, 50 e 51 del 1997, ed al n. 17 del 1998), la Provincia autonoma di Bolzano ha impugnato numerose disposizioni della disciplina generale in tema di “quote latte”; che, in ragione della comunanza di materia, i giudizi promossi con i ricorsi de quibus devono essere riuniti per essere decisi con unica pronuncia;