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da ultimo, la promozione e il governo delle collaborazioni con le associazioni di cittadini per lo sviluppo di politiche e interventi locali di sicurezza urbana ovvero per prevenire e contenere situazioni di disagio sociale. All'articolo 6 (Raccordo istituzionale per l'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza) si prevede un duplice strumento di monitoraggio degli accordi di cui all'articolo 5: da una parte vi è il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica; dall'altra viene istituita presso ogni regione una conferenza in materia di sicurezza urbana che è convocata dal Presidente della giunta regionale almeno una volta a semestre e che è composta di diritto dal prefetto del capoluogo di regione, dai sindaci dei comuni capoluogo di provincia e dal sindaco della città metropolitana (ove tale ente sia presente). La conferenza regionale si avvale permanentemente di un comitato tecnico paritetico composto da rappresentanti della prefettura-ufficio territoriale del Governo del comune capoluogo e da membri designati dalla regione dagli enti locali. Il comitato tecnico svolge un'azione complessiva di monitoraggio degli accordi e di raccordo con le prefetture-uffici territoriali del Governo e con gli enti locali sui temi della sicurezza urbana. Con il capo III, « Norme per il coordinamento tra le forze di polizia dello Stato e polizia locale », e in particolare con l'articolo 7 (Funzioni di polizia locale) si fa chiarezza su un annoso problema, ossia la competenza prevalente della polizia locale. Il personale appartenente al servizio di polizia locale, nell'ambito del territorio di appartenenza, ovvero di quello degli enti locali associati, esercita principalmente la funzione di polizia amministrativa locale, di cui all'articolo 159, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, « Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 », che si concretizza in attività di vigilanza e controllo di funzioni amministrative di competenza dell'ente di appartenenza dell'operatore ovvero in attività di prevenzione e repressione degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione di leggi, regolamenti e provvedimenti statali, regionali e locali. Il personale che svolge la funzione di polizia locale, inoltre, assolve, tra gli altri servizi, a quelli di tutela del consumatore, di polizia edilizia, stradale, giudiziaria e di funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza e di polizia tributaria, limitatamente alle attività ispettive di vigilanza relative ai tributi locali di competenza dell'ente di appartenenza. Il servizio di polizia locale è inoltre chiamato a svolgere servizi d'ordine, di vigilanza, d'onore e quanto necessario all'espletamento delle attività istituzionali dell'ente di appartenenza; viene inoltre riconosciuto anche un ruolo già oggi svolto, ma non codificato, che è quello di essere parte del sistema di protezione civile. Infatti la polizia locale presta ausilio e soccorso in ordine a ogni tipologia di evento che pregiudichi la sicurezza dei cittadini, la tutela dell'ambiente e del territorio e l'ordinato vivere civile. Con l'articolo 8 (Qualifiche del personale di polizia locale) vengono individuate le qualifiche di polizia locale le quali si articolano in: a) agenti; b) agenti addetti al coordinamento di altri operatori; c) ufficiali addetti al coordinamento e controllo di altri operatori; d) ufficiali responsabili di organizzazioni complesse (a titolo indicativo, quelle costituite da più di venti addetti) ; e) comandanti dei corpi di polizia locale. Il personale appartenente alle suddette qualifica riveste altresì la qualità di agente di polizia giudiziaria, riferita agli agenti di polizia locale ai sensi dell'articolo 57, comma 2, lettera b) , del codice di procedura penale, o di ufficiale di polizia giudiziaria riferita agli agenti addetti al coordinamento, agli ufficiali commissari e ai comandanti, ai sensi del medesimo articolo 57, comma 1, lettera b-bis) , introdotta dall'articolo 23 del disegno di legge. Inoltre, l'agente o l'ufficiale di polizia locale è agente di pubblica sicurezza limitatamente all'ambito territoriale dell'ente di appartenenza e, ove si renda necessario per l'espletamento del servizio, anche fuori da tale ambito. Il testo prevede poi che il legale rappresentante dell'ente di appartenenza, ossia il sindaco, il sindaco della città metropolitana o il presidente della giunta regionale, comunichi il nominativo dell'operatore e certifichi l'assolvimento di determinate condizioni al prefetto territorialmente competente, semplificando così le attuali modalità di nomina. Al comma 8 del medesimo articolo si sottolinea, poi, un principio fondamentale, cioè l'esclusività della funzione, prevedendo che gli operatori di polizia locale non possano essere destinati a svolgere attività e compiti diversi da quelli espressamente previsti dalla legge. L'articolo 9 (Esercizio delle funzioni di polizia locale) individua i soggetti pubblici titolari della funzione di polizia locale, ossia i comuni singoli e associati, le province, le città metropolitane e le regioni, che a tal fine costituiscono corpi di polizia locale, a carattere locale o regionale. Vi sono poi previsioni tecniche di dettaglio per gli accordi che l'autorità giudiziaria deve perfezionare per avvalersi di personale della polizia locale, anche per operazioni esterne all'ambito territoriale di competenza. All'articolo 10 (Regolamenti del servizio di polizia locale) si stabilisce che gli enti locali e gli enti di area vasta possano definire con propri regolamenti l'organizzazione dei servizi di polizia locale di propria competenza, nel rispetto dei parametri determinati dalle regioni. Al capo IV, « Promozione del coordinamento tra servizi di polizia locale », sono stabiliti le funzioni e i compiti delle regioni (articolo 11). Alle regioni viene affidato il compito di svolgere un coordinamento tra enti utile ad elevare le capacità professionali e l'offerta del servizio di polizia locale, uniformandone così la qualità sull'intero territorio della regione. Anche l'eventuale istituzione di un corpo di polizia locale regionale persegue il medesimo obiettivo, cioè, in via sussidiaria, quello di assicurare un servizio di polizia locale uniforme sull'intero territorio anche in aree e situazioni ove il servizio non potrebbe essere assicurato con l'attuale organizzazione. Compito delle regioni è quindi quello di porre dei livelli minimi di servizio, definendo i requisiti unitari per l'istituzione e l'organizzazione dei corpi di polizia locale nonché per la qualificazione del personale. Le regioni, nell'ambito della propria potestà legislativa in materia di polizia amministrativa locale, ai sensi dell'articolo 117 secondo comma, lettera h) , della Costituzione, disciplinano: le norme generali per l'ordinamento del servizio di polizia locale; le modalità per l'istituzione dei corpi di polizia locale, individuandone i requisiti minimi in sede di conferenza regionale per la sicurezza urbana; le caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi e degli strumenti informatici utili a standardizzare aspetti procedurali e di gestione dei dati; la formazione e l'aggiornamento professionale del personale;