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Atto n. 3-01386 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: è notizia recente la proposta, presentata al Parlamento europeo, di tassare la carne per compensare i danni ambientali prodotti dagli allevamenti intensivi, successivamente alla pubblicazione di un rapporto elaborato dal gruppo di ricerca ambientale "CE Delft", prodotto per "True animal protein price" (TAPP), un insieme di organizzazioni che lavorano per la salute, l'ambiente e il benessere degli animali; dalla ricerca emerge che per coprire i costi ambientali, legati in primo luogo alle emissioni di gas serra, il costo delle carni bovine dovrebbe aumentare di almeno 0,47 euro ogni 100 grammi, circa il 25 per cento in più rispetto al prezzo di vendita applicato mediamente nel Regno Unito, mentre quello delle carni di maiale e pollo, leggermente inferiore per il loro minore impatto ambientale, aumenterebbe rispettivamente di 0,36 e 0,17 euro ogni 100 grammi; si tratta di una proposta, già in passato dibattuta in ambito europeo, che si basa esclusivamente su una valutazione delle emissioni di anidride carbonica per unità di carne, senza tener conto di un approccio più generalizzato che ricomprende le abitudini alimentari e gli stili di vita dei consumatori; l'impatto ambientale di un alimento deve essere necessariamente valutato, come sostengono alcuni studi recenti, anche sulla base delle quantità realmente consumate nell'ambito di una dieta corretta ed equilibrata; in tal senso, una dieta coerente con il modello mediterraneo risulterebbe anche equilibrata da un punto di vista dell'impatto ambientale; alcuni dati, in riferimento alla piramide alimentare, indicano infatti che la quantità di emissioni di gas ad effetto serra generate lungo la filiera delle proteine è pari a 5,9 chilogrammi di anidride carbonica equivalente, un valore in linea con quello di frutta e ortaggi, che è di 5,6 chilogrammi di anidride carbonica equivalente; la carne consumata secondo il modello della dieta mediterranea rappresenta dunque un'importante fonte di nutrimento, con effetti benefici anche per la salute umana; ed anzi, scoraggiare un consumo equilibrato di tale alimento per effetto di un aumento del suo costo potrebbe modificare le abitudini alimentari di molti consumatori che potrebbero essere spinti a consumare alimenti alternativi con ridotto valore nutrizionale e poco salutari; simili proposte rischiano inoltre di generare un impatto pesantissimo sui bilanci delle aziende che operano nella filiera delle carni, in quanto introducono un ulteriore gravoso costo a loro carico, con la conseguenza di incidere pesantemente sulla competitività dell'industria alimentare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia prontamente intervenire in tutte le sedi opportune al fine di ribadire l'importanza strategica della filiera delle carni per l'economia italiana e la necessità di non introdurre tasse a carico del settore, le quali avrebbero l'effetto di generare una perdita di competitività dell'intero comparto alimentare italiano; se voglia favorire la diffusione, valutando anche iniziative volte ad integrare i programmi curricolari scolastici, di corrette abitudini alimentari, basate sul consumo equilibrato dei nutrienti distribuiti nell'arco della giornata, secondo il modello della dieta mediterranea, dichiarata patrimonio dell'Unesco. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02884 GALLONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: il 10 febbraio 2020 si è celebrata la "giornata del ricordo", istituita con legge 30 marzo 2004, n. 92. La ricorrenza vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale; nell'intervento di quest'anno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante le celebrazioni, ha affermato che "esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante (...) La persecuzione, gli eccidi efferati di massa, l'esodo forzato degli italiani dell'Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell'Europa"; venerdì 7 febbraio, presso il teatro civico del Comune di Dalmine, in provincia di Bergamo, Anpi, Arci, Cgil, Acli e Il Porto hanno organizzato una serata dedicata al giorno del ricordo. Nell'intervento introduttivo, però, Grazia Milesi, membro dell'Anpi Alto Sebino, ha pronunciato parole gravi che possono essere sintetizzate così: "gli infoibati e gli esuli Italiani giuliano-dalmati se la sono meritata perché erano tutti fascisti, in realtà i numeri divulgati sono gonfiati, gli esuli hanno scelto liberamente di andarsene dalle loro terre per cogliere un'opportunità nella Repubblica Italiana, e il Giorno del Ricordo è stato istituito sulla base di bugie e come rivalsa nei confronti del Giorno della Memoria"; la Milesi, il giorno dopo, ha spiegato al giornale locale che: "in piena coscienza posso dire di aver fatto un resoconto storico", traendo spunto dalla relazione italo-slovena, che ha lavorato alla questione del confine orientale dal 1993 al 2001, dai lavori pubblicati dall'Anpi e dai lavori del gruppo di resistenza storica che porta avanti da anni studi sulla questione, ma c'è un'ampia letteratura che tratta la cosa in questo modo, "La negazionista non sono io: se i fatti non coincidono con una certa interpretazione non possiamo non vederli o ignorarli"; l'amministrazione comunale che aveva concesso il patrocinio "sulla scorta della garanzia - riportata sulla locandina dell'evento - che si sarebbe trattato di un evento senza strumentalizzazioni politiche, basato su dati storici", come si legge da un post sulla pagina "Facebook" del Comune, ha preso subito le distanze, in sede, abbandonando la sala e successivamente con dichiarazioni ufficiali che chiarivano la posizione dell'amministrazione di Dalmine; tale evento assume maggiore rilievo se associato ad altri episodi simili che si sono verificati in questi giorni anche in altri comuni italiani, come ad esempio a Udine, dove dei vandali hanno imbrattato la targa in memoria dei martiri delle foibe, si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza di quanto illustratoe se ritenga di adottare ogni utile iniziativa di competenza, affinché il giorno del ricordo non si trasformi annualmente in un'occasione per negare quanto accaduto nell'autunno 1943 e nella primavera 1945, ma per rinnovare, invece, la memoria di una grande tragedia italiana. Atto n. 4-02885 SANTANGELO ABATE TRENTACOSTE PUGLIA PIRRO MARINELLO GRANATO CORRADO MAIORINO MATRISCIANO DONNO ANASTASI VACCARO RICCIARDI VANIN CROATTI FLORIDIA MONTEVECCHI PAVANELLI PRESUTTO MORONESE LOREFICE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la SEA (Società elettrica Accardi) svolge attività di produzione e distribuzione di energia elettrica su tutto il territorio dell'isola di Favignana (Trapani), operando tramite la centrale termoelettrica costituita da generatori alimentati a gasolio;