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b) medicinali di origine vegetale o fitoterapici ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera ll) , del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219; c) sostanze vegetali ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera mm) , del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219; d) preparazioni vegetali ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera nn), del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219. 2. È autorizzata la vendita negli esercizi commerciali denominati «erboristeria», in conformità a quanto disposto dall'articolo 5 della presente legge, dei medicinali omeopatici definiti ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219. Art. 9. (Piante il cui uso è soggetto a restrizione) 1. All'erborista non è consentito l'uso delle piante che per la loro elevata tossicità, anche a livelli minimi, sono impiegate per ottenere parti, droghe e loro derivati destinati all’utilizzazione medicamentosa, il cui uso è riservato al farmacista in farmacia a seguito di ricetta medica obbligatoria non ripetibile. 2. Il Ministero della salute individua con proprio decreto, da adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, le piante di cui al comma 1. Art. 10. (Promozione della cultura erboristica) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei rispettivi programmi informativo-educativi relativi alla gestione del sistema sanitario, possono promuovere, attraverso i comuni, le aziende sanitarie locali e gli istituti scolastici, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria degli erboristi, la conoscenza delle piante officinali indigene ed esotiche utilizzabili per la preparazione di prodotti contenenti piante officinali e loro derivati, assicurando la corretta formazione per il loro riconoscimento, il corretto orientamento per il loro uso anche con riferimento alle tradizioni popolari, nonché la necessaria cultura per la protezione e lo sviluppo del patrimonio vegetale naturale indigeno quale risorsa biologica per la salute e il benessere umano, animale e vegetale. Art. 11. (Tutela della flora e autorizzazione per la raccolta spontanea) 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le attività finalizzate alla protezione della flora prevedendo i limiti quantitativi di specie e i limiti temporali entro i quali sono consentite anche con l'ausilio del Corpo Forestale dello Stato: a) la libera raccolta da parte dei raccoglitori erboristi in possesso della qualifica professionale di erborista ai sensi dell'articolo 3 delle piante officinali spontanee, a scopo produttivo-industriale o commerciale; b) la libera raccolta da parte di singoli delle piante officinali spontanee, per uso e consumo personali. Art. 12. (Sanzioni) 1. Chi esercita l'attività di erborista senza i requisiti prescritti dalla presente legge compie abuso della professione di erborista ed è perseguibile a norma di legge. 2. Chiunque utilizzi la denominazione «erboristeria» ai sensi di quanto disposto all'articolo 5, comma 1, essendo sprovvisto dei titoli indicati nel suddetto articolo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000. 3. In caso di recidiva si provvede alla sospensione dell'autorizzazione per un massimo di tre mesi. Art. 13. (Abrogazioni) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati: a) la legge 6 gennaio 1931, n. 99; b) il regolamento di cui al regio decreto 19 novembre 1931, n. 1793; c) il regio decreto 26 maggio 1932, n. 772. Art. 14. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore decorsi sei mesi dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.