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Tale relazione, presentata il 10 marzo 2014, ha segnalato l'esigenza di esaminare, oltre ai 51 siti classificati nei primi tre livelli di rischio, considerati più urgenti, anche altri 1.335 siti, indicando anche una tempistica, dovuta a ragioni tecniche, non compatibile con i 90 giorni originariamente previsti dall'articolo 1, comma 6, del decreto-legge n. 136 del 2013. Si prevede inoltre una norma volta a favorire l'allacciamento alla rete idrica pubblica. Art. 11. - (Misure urgenti per la protezione di specie animali, il controllo delle specie alloctone e la difesa del mare, l'operatività del Parco nazionale delle Cinque Terre, la riduzione dell'inquinamento da sostanze ozono lesive contenute nei sistemi di protezione ad uso antincendio e da onde elettromagnetiche, nonché parametri di verifica per gli impianti termici civili) L'articolo prevede misure urgenti per la protezione di specie animali il controllo delle specie alloctone e la difesa del mare e per l'immediata operatività del Parco nazionale delle Cinque Terre, la proroga dei termini per il conferimento delle sostanze ozono lesive contenute nei sistemi di protezione ad uso antincendio, l'accelerazione della emanazione delle linee guida per consentire la misurazione ed il rilevamento dei livelli di esposizione alle emissioni elettromagnetiche, nonché nuovi e più efficaci parametri di verifica per gli impianti termici civili. A tal riguardo, ai sensi del comma 1, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare promuove intese e accordi con i Ministri competenti, con le regioni e con altri soggetti pubblici e privati titolati, per lo sviluppo e l'attuazione di piani d'azione per la conservazione di specie di particolare interesse a rischio di estinzione, anche per adempiere tempestivamente alle direttive ed atti d'indirizzo dell'Unione europea, alle regolazioni nazionali vigenti nonché alla Strategia Nazionale per la Biodiversità, adottata in base all'articolo 6 della Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica, ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124. Con il comma 2 è modificato l'articolo 12, comma 23, del decreto-legge n. 95 del 2012, nel senso che la partecipazione alla Commissione scientifica CITES non dà diritto a corresponsione di compensi, comunque denominati, gettoni di presenza e rimborsi spese fatti salvi gli oneri di missione. Alla copertura degli oneri di missione, quantificati in euro 20 mila annui, si provvede mediante corrispondente riduzione, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, dell'autorizzazione di spesa prevista per l'attuazione del programma di comunicazione ambientale di cui all'articolo 6, comma 1, della legge 31 luglio 2002, n. 179. Con il comma 3 è disposto che all'articolo 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979 sia aggiunto, in fine, un comma con il quale si prevede che nei casi in cui l'amministrazione fa eseguire le misure necessarie ai sensi del secondo e terzo comma (con i quali l'Amministrazione diffida all'adozione delle misure ritenute necessarie per prevenire il pericolo d'inquinamento e per eliminare gli effetti già prodotti), le spese sostenute siano recuperate, nei limiti del valore del carico anche nei confronti del proprietario del carico stesso quando, in relazione all'evento, si dimostri il dolo o la colpa grave del medesimo. La disposizione costituisce un primo passo, necessitato dall'urgenza di intervenire sull'emergenza da inquinamento marino da trasporto di idrocarburi, per la realizzazione di un sistema di responsabilità che si estenda anche ad altri analoghi comportamenti suscettibili di arrecare danno all'ambiente, fatta salva l'imputabilità soggettiva dell'evento dannoso. Con il successivo comma 4 si fa fronte ad una grave emergenza che investe il Parco nazionale delle Cinque Terre per il quale, fin dalla istituzione avvenuta nel 1999, non si è mai provveduto a nominare il direttore. L'attuale articolo 9, comma 11, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, come sostituito dall'articolo 2, commi 25 e 26, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, stabilisce infatti che «Il direttore del parco è nominato, con decreto, dal Ministro dell'ambiente, scelto in una rosa di tre candidati proposti dal consiglio direttivo tra soggetti iscritti a un albo di idonei all'esercizio dell'attività di direttore di parco istituito presso il Ministero dell'ambiente, al quale si accede mediante procedura concorsuale per titoli. Il presidente del parco provvede a stipulare con il direttore nominato un apposito contratto di diritto privato per una durata non superiore a cinque anni». Tale previsione, in assenza del mancato funzionamento del consiglio direttivo del parco cui spetta proporre la terna di candidati, scelti nell'albo degli idonei, da sottoporre per la nomina da parte del Ministro dell'ambiente, non ha mai consentito di definire la governance del parco ligure. La mancata stabile assicurazione della gestione tecnico-amministrativa del parco ha impedito nel tempo di assicurare il pieno perseguimento delle finalità conservative di cui necessita un'area protetta. Nel caso di specie, tale precaria situazione è ormai resa insostenibile dai fenomeni alluvionali che pregiudicano gli ecosistemi del parco e che richiedono un'immediata azione forte e sistematica la quale può seguire solo alla garanzia di stabili livelli di operatività degli organi del parco. La previsione di cui al comma 5 si rende necessaria al fine di evitare una incongrua applicazione delle sanzioni contenute nell'articolo 5 del decreto legislativo n. 108 del 2013 per i detentori di sistemi antincendio contenenti sostanze controllate, dal momento che la sostituzione di tali apparecchiature necessita di un periodo superiore ai sei mesi attualmente previsti -- e ormai scaduti il 12 aprile 2014 -- allo scadere dei quali possono essere comminate le relative sanzioni. Il differimento del termine, tuttavia, non opera indiscriminatamente per tutti i soggetti non adempienti, ma vale per un periodo limitato di ulteriori sei mesi e solo per coloro i quali dichiarino l'ubicazione dell'impianto, la natura e la quantità della sostanza ivi contenuta entro e non oltre il 30 settembre 2014. A tal fine è stato predisposto un apposito modello, allegato al presente decreto, per la comunicazione al Ministero dell'ambiente ed al Ministero dello sviluppo economico dei dati di cui sopra. Si determina così un meccanismo incentivante per il definitivo censimento dei soggetti che detengono tali sostanze. Il comma 6 prevede una modifica normativa che si rende necessaria per velocizzare l'attuazione degli interventi di diffusione delle tecnologie digitali, garantendo il necessario indirizzo tecnico-scientifico richiesto dalla norma di cui si propone la modifica. In particolare, la norma prevede l'adozione di linee guida per consentire la misurazione ed il rilevamento dei livelli di esposizione alle emissioni elettromagnetiche.