[massime]

Straniero - Permesso di soggiorno - Rinnovo - Condanna, a seguito di patteggiamento, per determinati reati - Causa ostativa - Mancata previsione della subordinazione del divieto di rinnovo alla verifica in concreto della pericolosità sociale del soggetto - Denunciata lesione del principio della libertà personale nonché dei principi di uguaglianza e ragionevolezza - Questione priva di rilevanza nel giudizio a quo - Manifesta inammissibilità.. E' manifestamente inammissibile, per difetto di rilevanza nel giudizio a quo , la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, «applicato in correlazione» con i successivi artt. 5, comma 5, e 13, comma 2, lettera b ), del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, nel testo risultante dalle modifiche di cui alla legge 30 luglio 2002, n. 189, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, 13 e 16 della Costituzione. Infatti, le argomentazioni poste dal rimettente a fondamento della presunta illegittimità costituzionale delle norme censurate, pur essendo formalmente rivolte contro la disciplina della revoca del permesso di soggiorno, si dimostrano in realtà dirette a censurare l'automatismo espulsivo che consegue alla predetta revoca, sicché il giudice a quo solleva una questione di legittimità costituzionale che esula dall'ambito del giudizio amministrativo in corso, com'è confermato dall'espressa menzione, tra le norme denunciate, dell'art. 13, comma 2, lettera b ), del d.lgs. n. 286 del 1998. - Su questioni analoghe, v. citate sentenza n. 240/2006 e ordinanza n. 9/2005.