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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 217 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'interno, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. La senatrice Nugnes ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01571 sulle prospettive di riforma della normativa concernente la condizione dei migranti in Italia, per tre minuti. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, l'emergenza Covid-19 ha scosso in maniera profondissima la nostra società, per quanto riguarda sia la sanità, sia le ripercussioni economiche e gli effetti sulla vita, soprattutto delle classi popolari. È stata necessaria l'adozione di provvedimenti straordinari per far fronte alle macro-problematiche dell'emarginazione e della povertà. Poveri tra i poveri, però, sono gli immigrati e nel nostro Paese negli ultimi decenni tale questione è stata affrontata sempre in termini di ordine pubblico e sicurezza. La risposta dello Stato è stata troppe volte quella della repressione, da ultimo con il decreto sicurezza dell'ottobre 2018, con l'abrogazione della protezione per motivi umanitari, quella che era considerata dalla giurisprudenza la valvola di sicurezza del nostro sistema costituzionalmente orientato, una norma che tutelava i diritti degli immigrati, ma anche quelli degli italiani, perché era garanzia di salute e di etica. Con l'abrogazione della protezione umanitaria si è privato il nostro ordinamento di uno strumento idoneo a far fronte a emergenze come quella in atto. Si è quindi venuto a creare un vulnus giuridico per cui è necessario procedere rapidamente all'adozione di misure straordinarie per tutelare e regolarizzare quei cittadini stranieri già presenti nel nostro Paese, i cosiddetti invisibili, che di fatto non possono essere rimpatriati. È necessario introdurre un permesso di soggiorno di emergenza commisurato al tempo della pandemia e comunque non inferiore a un anno, finalizzato alla ricerca di un'occupazione che dia sostentamento alle persone nullatenenti, irregolari e invisibili, che di fatto non possono lasciare il nostro Paese proprio a causa della pandemia. Questa azione darà sostegno anche alla nostra rete e al nostro tessuto economico, per far fronte alle attività del settore agricolo, della cura delle persone, della pesca, dell'edilizia, della logistica, della ristorazione, dei trasporti e di ogni altro settore in cui vi sia necessità. Questo servirà anche ad arginare il caporalato, il lavoro sommerso, lo sfruttamento e soprattutto sarà una garanzia sanitaria, perché quelle persone oggi non hanno alcuna tutela e sono dei focolai importanti di propagazione del virus. Sappiamo che nel decreto rilancio ci saranno delle azioni, ma noi le riteniamo assolutamente inadeguate, per quanto riguarda sia la platea a cui si rivolgono, sia i tempi, sia perché si mette avanti il contratto di lavoro rispetto alla possibilità di ricerca del lavoro. C'è bisogno di un'azione di legalità assolutamente emergenziale. Signor Ministro, vogliamo sapere se sarete disposti ad accettare le modifiche che il Parlamento vorrà apportare al decreto-legge e se avete intenzione in futuro di emanare un provvedimento ad hoc per affrontare in maniera sistematica la questione dell'immigrazione. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, gli onorevoli interroganti pongono l'attenzione sull'effetto dell'emergenza epidemiologica causata dalla diffusione del virus Covid-19, con particolare riferimento alle condizioni dei cittadini stranieri irregolari già presenti nel nostro Paese, chiedendo di valutare l'adozione di un provvedimento straordinario che consenta la regolarizzazione e l'emersione del lavoro nero. Come noto, già in passato sono state introdotte specifiche disposizioni di legge che hanno permesso l'emersione di rapporti di lavoro irregolare. La materia delle regolarizzazioni, emersa anche nel dibattito parlamentare in occasione della conversione del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, e confluita in due ordini del giorno approvati dal Senato e dalla Camera, coinvolge diversi profili, che vanno dalle esigenze del mercato del lavoro all'emersione del lavoro nero, agli aspetti relativi alla tutela della salute e della legalità. L'esperienza maturata con provvedimenti normativi adottati in tale ambito a partire dagli anni Duemila (si pensi al decreto-legge n. 195 del 2002, al decreto-legge n. 78 del 2009, al decreto legislativo n. 109 del 2012) ha visto platee differenziate, perché i requisiti di volta in volta richiesti riguardavano differenti tipologie di stranieri e di rapporti di lavoro considerati per l'emersione. Anche il CNEL ha posto specifica attenzione sul tema, con l'approvazione di un ordine del giorno del 14 aprile con cui sollecita il Governo a varare una misura di emersione a favore degli stranieri irregolari, per tutelare la loro salute e l'igiene pubblica.