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Mi pare di aver capito che in Aula c'era stato una sorta di gentlemen's agreement tra tutti, tanto è vero che il senatore Calderoli - secondo quanto risulta dal Resoconto stenografico che mi è stato dato - aveva chiesto per quale motivo la seduta sarebbe ripresa alle ore 15,30, e gli è stato risposto che erano previsti dieci interventi di fine seduta, che sarebbero stati svolti alle ore 15,30. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, almeno ci chiariamo. L'unico gentlemen's agreement che abbiamo trovato qua dentro era sul fatto di finire i provvedimenti concernenti le ratifiche e di riprendere la seduta alle ore 15,30. Nessun accordo sul fatto che dopo non si sarebbero tenute votazioni. Quindi non prendeteci in giro. (Commenti dai Gruppi M5S e PD) . VOCI DAI GRUPPI M5S e PD. No! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Scusate. PRESIDENTE. Per favore, rispondo io. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Scusate, posso finire? Il fatto che non ci sarebbero state votazioni è stato detto dal Vice Presidente che presiedeva in quel momento l'Assemblea, ma noi non abbiamo fatto nessun accordo politico con voi sul fatto che dopo non ci sarebbero state votazioni. TAVERNA (M5S) . Ma che stai dicendo? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Mi dispiace. Ho parlato direttamente al telefono con il senatore Alan Ferrari, al quale ho confermato, dopo aver parlato gli uffici, che era possibile finire le ratifiche prima della sospensione, che è quello che è stato fatto. Ma accordi sul fatto che dopo non ci sarebbero state votazioni non li ho mai sottoscritti con nessuno. Mi dispiace. (Commenti dal Gruppo PD) . MANCA (PD) . È scritto sul Resoconto! PRESIDENTE . Senatore Romeo, vale il Resoconto stenografico, e non dico la mia parola, ma il Resoconto stenografico (Applausi dal Gruppo M5S) che mi è stato portato dopo l'intervento del senatore Comincini, dove c'è scritto (l'ha detto il vice presidente La Russa): «sospendo la seduta fino alle ore 15,30, quando proseguirà senza votazioni». Poi il senatore Calderoli ha chiesto di parlare. Non c'è stata contestazione in Aula da parte di nessuno al riguardo e quindi devo intendere che, non essendoci stata contestazione da parte di alcuno, ci sia stato un accordo tra tutti i Gruppi. Del resto, si trattava di dieci interventi di fine seduta. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Commenti dai Gruppi M5S e PD) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Scusate, ho ascoltato dieci interventi dei vostri Gruppi, quando sarebbe dovuto intervenire uno solo. PRESIDENTE. Senatore Romeo, io ho già letto. Adesso procediamo così. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Mi scusi, signor Presidente. A verbale intanto risulta che lei ha messo ai voti e non c'era il numero legale. Quindi, se andiamo a vedere, questo è il risultato vero. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Allora, se lei ha fatto la votazione e ha detto così, chiedo la registrazione. PRESIDENTE . Vista questa novità a me sconosciuta, perché purtroppo stamattina non ero presente, e posto questo richiamo, procediamo con gli interventi di fine seduta. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto) . BERUTTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Presidente, onorevoli colleghi, quella odierna è la prima seduta utile per ricordare in quest'Aula l'anniversario dei cento anni dalla nascita di Fausto Coppi, il campionissimo: un grande atleta che ha segnato la storia del ciclismo e dello sport in modo indelebile e che resta un'icona alla quale guardare per imparare molto su cosa significa essere determinati, innovare e fare della propria vocazione una ragione di vita attraverso la quale essere i migliori. Fausto Coppi nacque un secolo fa, il 15 settembre 1919, a Castellania. Era un piemontese, un alessandrino, dunque un uomo di confine e forse, proprio per questo, ha saputo andare oltre i propri limiti per lasciare un segno nella storia. Nella sua carriera, iniziata macinando chilometri in bicicletta tra la casa di Castellania e la salumeria di Novi Ligure nella quale faceva il garzone, Coppi ha vinto moltissimo, a partire dal suo primo Giro d'Italia, quello del 1940, che vinse a nemmeno ventuno anni, nonostante fosse partito come gregario. Poi è venuta la guerra: Coppi è stato arruolato in fanteria e dovette dire addio alla bicicletta fino alla fine del conflitto, quando tornò in sella per vincere la Milano-Sanremo del 1946. Nel 1949, a trent'anni, vinse il Giro d'Italia e poco dopo il Tour de France. Coppi fu il primo a vincere le due corse nello stesso anno, per poi farlo di nuovo nel 1952. Nel 1953 vinse un altro Giro e un Mondiale su strada. Il cuore e i polmoni di Coppi erano diversi da quelli medi, ma a fare la differenza nella sua carriera fu anche la capacità di innovare. Coppi, infatti, sperimentò, andò oltre i limiti, inventando un nuovo modo di allenarsi e alimentarsi. Lavorò sul perfezionamento della posizione in bicicletta, sul suo settaggio e sulle scelte di materiali e attrezzature. Fece, inoltre, tra i primi, un uso accorto ed efficace di collaboratori e gregari. Fu, insomma, un grande campione, un grande innovatore e anche un grande leader ; un grande sportivo con una vita da romanzo, che ha preso forma anche grazie a compagni d'avventura come Biagio Cavanna - fu anche allenatore di Costante Girardengo - e avversari, ma mai nemici, come Gino Bartali. A cento anni dalla sua nascita oggi resta innegabile che Coppi è stato un grande sportivo e un grande uomo che, senza paura del nuovo, ha saputo affrontare l'innovazione con il coraggio delle grandi fughe in solitaria e la genuinità e la trasparenza che ci richiama alla memoria quella foto del passaggio della borraccia che lo ha visto protagonista, insieme all'avversario/amico Gino Bartali, di un momento di grande sport e di grande umanità dal quale ancora oggi possiamo prendere ispirazione. Forse è proprio questo l'ulteriore elemento di grandezza di Fausto Coppi, che come i classici della letteratura sa parlare a tutte le epoche. A rileggere la sua vita oggi possiamo imparare il valore della determinazione e dell'innovazione sino a poterci spingere senza timore nel considerare Coppi anche come un valore aggiunto per la sua terra che, grazie al suo ricordo, sta scoprendo o riscoprendo una vocazione al bello, allo sport, al turismo e all'ambiente che possiamo solo augurarci trovi sempre più forza e possa essere d'ispirazione per altri territori e per tutto il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) .