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È evidente, infatti, che qualunque sottoscrittore di obbligazioni e azioni che sia oggetto di misselling deve essere rimborsato e aiutato dallo Stato e che il venditore deve essere sanzionato, ma ci devono anche essere meccanismi di controllo che permettano un'azione incisiva. Regolatori, soci, clienti: nessuno era soddisfatto della Banca Popolare di Bari, e il dato è confermato - buffo! - dall'arbitro delle controversie finanziarie che, nella relazione annuale del 2018, evidenzia che sui 1.800 ricorsi di quell'anno - pensate - il 13 per cento da solo riguardava la Banca Popolare di Bari, che era la prima nel subire questo tipo di procedimento. Quindi - come dicevo prima - anche chi vigila deve fare attenzione. Permettetemi di dire che proprio oggi si è insediata la Commissione bancaria di inchiesta. Ebbene, penso sia un importante strumento di cui si è dotato il Parlamento. Vorrei però ricordare che la Commissione della scorsa legislatura aveva dato indicazioni per 22 strumenti che sarebbe stato opportuno incominciare ad applicare proprio perché evidenziavano quegli stessi comportamenti che in questo momento stiamo denunciando. In medias res , con il decreto-legge in esame si predispongono 900 milioni di euro per il rafforzamento patrimoniale della società Mediocredito Centrale - Banca del Mezzogiorno, tramite Invitalia. È il quadro che hanno fatto anche coloro che mi hanno preceduto. Cosa si vuole fare? Da un lato, si pongono le basi per la creazione di una banca d'investimento che possa sostenere il sistema creditizio del nostro Meridione; dall'altro, si opera per il salvataggio e il rilancio industriale - molto importante - della Banca Popolare di Bari, commissariata da Bankitalia dopo la rilevazione di requisiti prudenziali di capitale inferiori a quelli della norma. Si tratta di un intervento assolutamente necessario, come lo furono quelli per le quattro banche, per le banche venete, per MPS, per Carige, ma su questo interverrò in sede di dichiarazione di voto, perché sul punto è necessaria una considerazione politica. Tutto questo era finalizzato a tutelare la stabilità finanziaria del nostro Paese. Bisogna spegnere i focolai prima che divampino gli incendi, per evitare la corsa ai depositi, per scongiurare danni irreversibili che rischiano di riversarsi anche sugli istituti bancari sani. Oltretutto - come sappiamo tutti - la spesa totale dello Stato italiano a sostegno delle banche è stata risibile e assolutamente inferiore a quella effettuata dagli altri Stati europei, addirittura dopo la banking communication del 1° agosto 2013. E questi non possono che essere elementi su cui una riflessione approfondita è più che mai necessaria. Per concludere, dagli errori bisogna imparare ed è quindi auspicabile per noi del Gruppo Italia Viva - P.S.I. una radicale trasformazione della governance della Banca Popolare di Bari in società per azioni. Ricordo la riforma delle banche popolari fatta dal Governo Renzi. È vero: da alcuni venne accusata di essere una riforma imposta dall'alto, a differenza di quella riguardante le banche di credito cooperativo, cui noi, come Parlamento, abbiamo dato un importante ruolo con il Protocollo di intesa tra le fondazioni bancarie e il Ministero dell'economia e delle finanze. Si erano però visti alcuni temi e si era dato seguito ad alcune felici indicazioni nate soprattutto dai governatori della Banca d'Italia Draghi e Visco. Le banche popolari sono una realtà virtuosa vicina al territorio, che opera nell'interesse delle imprese e delle persone. È però necessario che si vada fino in fondo per giungere a quella trasformazione, prevista come obbligo per coloro che avevano più di 8 miliardi di attivi, a cui hanno dato seguito otto banche su dieci e non due, la Banca Popolare di Sondrio e la Banca Popolare di Bari. C'è da immaginare cosa sarebbe successo se questo si fosse fatto. È necessario un intervento ricorrendo a logiche e criteri di mercato che coinvolgano anche soggetti privati, così da limitare i costi per lo Stato, per un rilancio industriale che coinvolga vari attori, a partire dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. A queste condizioni il salvataggio della Banca Popolare di Bari è sostenibile e il suo rilancio industriale è credibile. Allo stesso modo, è credibile creare una banca di investimenti che possa consolidare e unire il sistema creditizio meridionale. Votare a favore del provvedimento in esame significa tutelare i risparmiatori, difendere posti di lavoro e aiutare l'intero sistema creditizio. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . A nome dell'Assemblea, saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto di istruzione superiore «Fermi-Filangieri» di Formia, presenti in tribuna. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1672 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento in esame questa mattina reca «misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento». Credo di essere facile profeta se dico che, a distanza di qualche tempo, potremo verificare facilmente che entrambi i due obiettivi non saranno conseguiti. Il titolo del decreto-legge non è unico nel suo genere, ma fa seguito a una moda - deprecabile per quanto mi riguarda - di titolare provvedimenti con grandi menzogne. Questo è l'ennesimo provvedimento contenente nel suo titolo una grande menzogna, in quanto non vi è il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno. Colleghi, sono stato dipendente dell'allora glorioso Banco di Sicilia, pur non siciliano. Ho visto l'estinguersi di banche importantissime come il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, già istituti di emissione. Non vi è alcun interesse manifestato dal legislatore nazionale sino a oggi per il Mezzogiorno, prima, e per il suo sistema creditizio, poi. Non vi è neanche alcun interesse per la realizzazione di una banca di investimento. È pura demagogia. Detto ciò, non ci sfugge la necessità di un provvedimento di salvataggio di una banca così importante come la Popolare di Bari. Non ci sfugge la constatazione fatta da alcuni colleghi secondo cui l'aiuto pubblico - chiamiamolo così - al sistema creditizio italiano è inferiore alle risorse destinate da altri Paesi europei. È stata citata la Germania. Mi permetto di fare una battuta: ancora non è arrivato il problema Deutsche Bank. Quando arriverà a sintesi il problema Deutsche Bank, immagino che la Germania andrà molto oltre l'attuale compendio di risorse indirizzate all'aiuto del sistema creditizio. La nostra critica al provvedimento in esame è di sistema. È un provvedimento spot , l'ennesimo dopo una serie di provvedimenti che non sto ad elencare - colleghi - ma che voi tutti ricorderete, di salvataggio di altre banche, che si sono susseguiti nella storia del nostro sistema creditizio: Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, CR-Cassa di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, Monte de' Paschi di Siena, Carige - che sarebbe poi il mio ultimo approdo bancario - Banca del Fucino e oggi Banca Popolare di Bari.