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L'articolo 7, rubricato « attività di riabilitazione », ha l'obiettivo di promuovere il reinserimento della persona nel contesto familiare o abituale, ovvero il suo inserimento in strutture residenziali e semiresidenziali sociosanitarie con progetti personalizzati, verificati periodicamente dall' équipe cui compete la presa in carico della persona. L'articolo 8 detta principi in materia di rapporti del sistema di tutela della salute mentale con le università. L'articolo 9 individua il Dipartimento di salute mentale quale struttura deputata a farsi carico del supporto all'organizzazione di vita dei nuclei familiari in cui è presente una persona affetta da grave disturbo mentale. Allo scopo di tutelare l'incolumità della persona affetta da disturbo mentale nonché quella dei suoi familiari, si affida al CSM, in collaborazione con i servizi sociali del comune di residenza della persona, il compito di individuare una soluzione residenziale idonea alle esigenze della persona nell'ambito degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L'articolo 10 prevede la realizzazione di campagne di comunicazione e di informazione sia di livello generale, ossia realizzate con lo scopo di aumentare i livelli di conoscenza del disagio mentale da parte dei giovani e dei loro familiari, sia di livello specialistico, rivolte cioè a tutte le figure professionali coinvolte. L'articolo 11, che reca la copertura finanziaria, provvede all'istituzione di un fondo presso il Ministero della salute, con dotazione iniziale di 80 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2025-2027, destinato a finanziare in via sperimentale il rimborso diretto delle spese sostenute per le attività di screening , di approfondimento diagnostico-clinico e di intervento terapeutico, al fine di garantire l'intervento precoce negli stati mentali a rischio dell'infanzia e dell'adolescenza, in modo da assicurare una presa in carico tempestiva di questi pazienti e di consentire, subito dopo l'esordio del disturbo mentale, l'avvio di percorsi personalizzati di supporto educativo, psicosociale e psicoterapeutico. L'individuazione dei criteri e delle modalità di riparto del predetto fondo, nonché dei criteri di monitoraggio dell'impiego delle risorse, è affidata ad un decreto del Ministro della salute, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge ha l'obiettivo di valorizzare l'attività di prevenzione, cura e riabilitazione nell'ambito della tutela della salute mentale, nonché di assicurare alle persone affette da disagio e disturbo mentale l'accesso a un'assistenza sanitaria e sociosanitaria che tenga conto delle loro specifiche esigenze, garantendo al contempo la sicurezza, l'incolumità e l'aggiornamento dei professionisti operanti presso i servizi per la salute mentale. 2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite attraverso azioni volte alla realizzazione dei seguenti obiettivi: a) valorizzare le attività che consentano un'individuazione precoce dei disturbi mentali per una loro reale prevenzione mediante un intervento tempestivo e individualizzato che coinvolga la famiglia, la scuola, l'ambiente sociale e lavorativo; b) realizzare un approccio assistenziale che sia incentrato sul ruolo della persona rispetto alla malattia e ne migliori la qualità e l'aspettativa di vita, con interventi che riducano il divario esistente tra le persone affette da disturbo mentale e le persone sane; c) fornire indicazioni in merito agli interventi sanitari in situazioni di emergenza, limitando le forme coercitive alle effettive esigenze di cura del paziente, con la massima attenzione alla sua incolumità fisica, a quella dei suoi familiari e degli operatori. Art. 2. (Attività di prevenzione) 1. Il Servizio sanitario nazionale (SSN), mediante i Dipartimenti di salute mentale (DSM), garantisce tutte le attività finalizzate alla prevenzione del disagio e del disturbo mentale, con particolare riferimento allo stile e alla qualità della vita, all'ambito familiare e relazionale, alla scuola, agli ambienti di lavoro e alla comunità. 2. Al fine di assicurare il godimento del diritto alla salute mentale, intesa come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, gli interventi per la promozione della salute mentale e per un'adeguata transizione verso l'età adulta devono tenere conto dell'importanza del processo generale di neurosviluppo e della necessità di garantire un intervento tempestivo sui relativi disturbi in tutte le loro potenziali articolazioni cliniche, attraverso adeguati servizi di salute mentale dell'età evolutiva, incluso nell'ambito dei DSM. 3. Il SSN promuove l'individuazione tempestiva dei disturbi mentali sin dalle fasi dell'infanzia, al fine di prevenirne o minimizzarne le conseguenze, sia in termini di impatto sintomatologico e comportamentale prospettico, sia di conservazione della qualità di vita della persona affetta dal disturbo mentale, delle reti interpersonali e delle opportunità di sviluppo e realizzazione individuali. Tali obiettivi sono perseguiti avviando, attraverso i DSM, percorsi individuali, familiari e sociali, i quali, mediante il supporto medico, psicoterapeutico, educativo, psicosociale e riabilitativo, migliorino la prognosi e prevengano gli esiti in termini di disabilità e cronicizzazione. 4. L'attività di prevenzione del disagio e del disturbo mentale è effettuata mediante la collaborazione tra i diversi servizi del DSM con l'obiettivo della individuazione precoce del disagio giovanile, la prevenzione dei disturbi e l'intervento precoce psicosociale. 5. Allo scopo di garantire l'intervento precoce negli stati mentali a rischio nell'età dell'infanzia e dell'adolescenza, i DSM assicurano una presa in carico tempestiva del minore affetto da disturbo mentale per consentire, subito dopo l'esordio del disturbo medesimo, l'avvio di percorsi personalizzati di supporto educativo, psicosociale e psicoterapeutico. A tal fine, il SSN attiva interventi di screening , di approfondimento diagnostico-clinico e di intervento terapeutico. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, con proprio decreto, da adottare previa intesa con la Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, determina le modalità di realizzazione delle attività di cui al presente comma. Art. 3. (Attività di cura) 1. Le attività terapeutiche psichiatriche prevedono la centralità operativa del DSM e delle strutture operative a esso afferenti, che si fanno carico della tutela della salute mentale e della domanda relativa alla cura e all'assistenza, erogando prestazioni assistenziali e sanitarie in ambito ospedaliero, territoriale, residenziale e semiresidenziale. Afferiscono al DSM i seguenti servizi: a) i servizi di assistenza diurna dei centri di salute mentale (CSM); b) i servizi ospedalieri, servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) e di day hospital (DH); c) i servizi dei centri diurni (CD);