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Ha facoltà di intervenire il ministro della salute, onorevole Speranza, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, mi limiterò a esprimere un parere favorevole sulla proposta di risoluzione di maggioranza e contrario sulla proposta di risoluzione presentata dai Capigruppo dell'opposizione. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, anzitutto desidero ringraziare il Ministro per il suo intervento e per il lavoro che, con tutto il Governo, sta portando avanti nella gestione di questa emergenza sanitaria. Naturalmente, sono un po' sorpreso dagli interventi di alcuni colleghi in questo Senato, che hanno parlato di questioni che non stanno dentro il provvedimento che il Governo varerà questa sera. Si è parlato, ad esempio, di chiusura di attività economiche. Ebbene, vorrei ricordare che l'unica misura contenuta nel provvedimento che stiamo discutendo - e anche nella proposta di risoluzione della maggioranza presentata nella seduta odierna in Senato e qualche ora fa alla Camera - è la previsione dell'obbligo delle mascherine all'aperto. Quindi, non c'è alcuna restrizione per quel che riguarda le attività economiche, scolastiche o in riferimento alle attività che svolgono gli uffici pubblici e privati. L'unica misura è quella che ho detto. Abbiamo invece ascoltato interventi di colleghi dell'opposizione che hanno immaginato un'evoluzione dei provvedimenti del Governo verso una direzione che non è quella reale. Allo stesso modo, Ministro, vorrei ricordare che è cambiata anche la modalità di gestione della crisi con il coinvolgimento diretto del Parlamento. Fino a qualche mese fa ricordo ai colleghi che il Consiglio dei ministri si riuniva e votava provvedimenti che comunicava successivamente alle Camere. Sottolineo in tal senso che è un successo di tutti noi, comprese le opposizioni, l'aver invece costruito un percorso diverso, tanto è vero che ieri si è riunito il Consiglio dei ministri ma non ha varato il provvedimento rinviandolo a questa sera a seguito della discussione delle Camere. Vorrei che le opposizioni, ma tutti noi parlamentari valorizzassimo questa conquista, altrimenti, se si continua a dire che il Parlamento non fa nulla, che nella divisione dei poteri il Governo continua a operare mentre il Parlamento non produce idee né proposte che condizionino l'azione dell'Esecutivo, vuol dire che qui stiamo perdendo tempo: abbiamo scritto le risoluzioni tanto per scriverle e decidiamo di passare un pomeriggio in compagnia. Invece non è così: questo Parlamento, anche con il contributo delle opposizioni, ha conquistato il diritto di condizionare e proporre al Governo le strade più corrette da intraprendere per gestire l'emergenza. Lo dico perché questi due dati di fatto sono stati smentiti dagli interventi che mi hanno preceduto, soprattutto da parte delle opposizioni. Un altro dato di fatto è stato negato dagli interventi che ho ascoltato: si è discusso come se il Paese non fosse ripartito. Noi per mesi, nei mesi del lockdown e nei mesi che lo hanno preceduto, ragionavamo tutti sull'ipotesi della convivenza col virus: fino a quando il vaccino non sarà scoperto, in questo Paese bisognerà costruire le condizioni affinché vi sia una convivenza in alternativa alla chiusura totale. In queste settimane stiamo sperimentando proprio la convivenza col virus. Nessuno può minimamente paragonare le misure che si stanno mettendo in atto al lockdown che abbiamo vissuto: quella era la vera tragedia, non le mascherine all'aperto, Ministro. Vorrei che ci concentrassimo su questo e che capissimo come continuare a far funzionare il nostro sistema di protezione, sia individuale che collettivo, nell'organizzazione del nostro Paese, proprio per garantire che non ci sia più un lockdown . I più grandi sponsor del funzionamento del nostro sistema di protezione e della mancata diffusione del contagio sono proprio gli attori economici, che possono soltanto beneficiare di queste misure di governo dell'emergenza sanitaria. Oggi chi vuole che la nostra economia riparta e proceda più speditamente non chiede di aprire e basta, ma dice di stare attenti nella gestione dell'emergenza sanitaria, altrimenti si rischia di chiudere un'altra volta. Questo è il tema e su questo noi dobbiamo misurarci. Pertanto, l'invito che rivolgo ai colleghi dell'opposizione è a lavorare concretamente per produrre proposte che vadano in questa direzione. Signor Ministro, continuo a ribadirlo perché mi rimbomba in testa e mi dà anche fastidio utilizzare la parola MES, perché l'abbiamo ripetuta talmente tante volte che, a questo punto, anche ascoltarla fa male; ma continuiamo a ribadire un concetto, proprio perché condividiamo quanto lei ha detto. Questo Paese è uscito da un'emergenza sanitaria, ma ci può ripiombare. Infatti, i dati che emergono e che lei ha espresso, anche fuori dal nostro Paese, ci devono preoccupare, se non stiamo attenti. Quindi, quando noi discutiamo e ci manteniamo sulla posizione da lei espressa, ossia di massima attenzione rispetto al rischio di ripiombare in un'emergenza sanitaria straordinaria, dobbiamo anche tener conto delle risorse economiche che l'Europa, in maniera positiva, ci ha messo a disposizione per la gestione dell'emergenza sanitaria. Ciò che non comprendo è il motivo per cui questa maggioranza, ma anche molte forze d'opposizione, non tengano insieme le due questioni, se ci sono risorse destinate a quella misura, a maggior ragione quando vediamo davanti alle ASP di tutte le Regioni file chilometriche, di ore, di automobili con bambini a bordo, con la febbre o influenzati. Non c'è infatti la possibilità di eseguire un tampone rapidamente e in tanti chiedono di verificare il possibile contagio; naturalmente mi riferisco a tutti quelli che non possono permettersi il costo di un tampone in un laboratorio privato, perché l'anomalia di questo Paese continua a essere presente: chi ha la disponibilità economica decide tranquillamente di scavalcare quella fila e di farsi il tampone pagando e avendo la possibilità di capire se è positivo oppure no. Le farmacie hanno 12 vaccini antinfluenzali ciascuna. Ci è stato spiegato, da scienziati, non da politici, che se si previene l'influenza col vaccino... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...con il virus, quindi si può evitare una maggiore diffusione, proprio perché attraverso l'influenza la diffusione del virus è più ampia. Quando fate queste affermazioni e poi troviamo soltanto 12 vaccini per singola farmacia e ci sono naturalmente dei percorsi preferenziali per alcune categorie (tra cui i più anziani e chi è più a rischio), vuol dire che qualcosa la dobbiamo ancora fare. Signor Ministro, se abbiamo 37 miliardi di euro a disposizione per fare queste cose, non capisco perché non li dobbiamo utilizzare. (Applausi) . La mia non è polemica ideologica, né politica, bensì l'incomprensione di un fatto che non ha senso. Dopodiché, dovremmo decidere di utilizzare le risorse disponibili del recovery fund nel tempo, e non nell'immediato o nella gestione di questa emergenza, per spese dirette e indirette. Dovremmo decidere di destinare queste risorse... (Il microfono si disattiva automaticamente).