[resaula]

Il dispositivo consente di innalzare la qualità dell'insegnamento su posti di sostegno dei docenti di ruolo, appartenenti a classi di concorso in esubero o in assegnazione provvisoria sul sostegno per carenza di posti di insegnamento comune (problema endemico in alcune realtà), che da anni esplicano la medesima funzione dei colleghi di ruolo sul sostegno, senza specifica formazione. Con l'approvazione alla Camera dell'emendamento Toccafondi, il decreto scuola nega ai precari di religione quanto ottenuto dai colleghi abilitati di secondaria (FIT - Formazione iniziale e tirocinio transitorio 2018), primaria e di infanzia (concorso straordinario 2018). Solo per loro, pur in possesso di idoneità dell'ordinario, è previsto un concorso doppiamente selettivo, che impone il superamento di una prova scritta e una orale, di fatto disconoscendo il valore abilitante dell'idoneità ecclesiastica. Viene, inoltre, sferrato un duro colpo a vincitori e idonei del concorso 2004: i pochi fortunati saranno stabilizzati «nelle more dell'espletamento» della procedura. Cioè, una volta pubblicate le graduatorie del nuovo concorso (probabilmente nel primo semestre 2021), le vecchie liste non avranno più valore. Si tratta di criticità che si sarebbero potute evitare prendendo in considerazione il nostro emendamento, che prevede il recupero delle graduatorie del concorso 2004 con due procedure parallele e distinte, che vengono incontro sia a coloro che esercitano da anni la funzione docente sia ai giovani laureati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tale emendamento è stato respinto dalla maggioranza (MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e LeU), scatenando la rabbia dei precari, millantando, tra l'altro, un'inesistente unanimità in Commissione, alla Camera, sulla proposta Toccafondi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi è uno s top anche alla soluzione per i diplomati magistrale. Una seconda e diversa edizione del concorso straordinario destinato a coloro che possiedono un solo anno di servizio nel pubblico (che punta a risolvere anche la questione del personale che ha prestato servizio nelle sezioni "primavera") non scalfisce l'operatività della norma di riferimento ed evita la reazione di coloro che hanno già partecipato al concorso straordinario previsto dalla legge vigente, perché viene rispettato il loro diritto di priorità temporale nell'accesso al ruolo. Tra le altre cose, si allarga il periodo di riferimento facendolo coincidere con l'entrata in vigore della trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, con conseguente preclusione ai diplomati magistrali di inserirsi nelle predette graduatorie previa partecipazione a corsi straordinari abilitanti organizzati dallo Stato. Il dispositivo comprende pure la reiterazione delle misure di salvaguardia previste lo scorso anno scolastico dal decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito in legge 9 agosto 2018, n. 96, per evitare i cambiamenti traumatici che si riverbererebbero negativamente sull'attività formativa. Arriviamo ai DSGA facenti funzione. L'esclusione di fatto degli assistenti amministrativi facenti funzione della scuola da responsabilità a lungo loro affidate, con conseguente perdita di un prezioso bagaglio di esperienza, mette a rischio il buon andamento dell'amministrazione, principio sancito dall'articolo 97 della Costituzione. Già la legge di bilancio 2018 ha ritenuto di riconoscere tale esperienza con l'equiparazione del servizio svolto al titolo di accesso al concorso. Si ritiene quindi necessaria una procedura di selezione riservata interna - normativamente ancora prevista e applicata in tutte le amministrazioni dello Stato - per salvaguardare il patrimonio di esperienza e professionalità acquisito da chi ha provveduto ad assicurare il funzionamento delle scuole in tutti questi anni. È evidente pertanto la palese contraddizione di permettere a persone esperte, ma prive di laurea - parliamo sempre degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA - di partecipare al concorso ordinario in via di svolgimento e poi non consentire loro di concorrere a uno riservato. Nell'intesa del 1° ottobre 2019, sottoscritta dal ministro dell'istruzione Lorenzo Fioramonti con le organizzazioni sindacali rappresentative della scuola, si contemplava tale possibilità. Un'ultima segnalazione è sul disinteresse di questa maggioranza per quanto riguarda l'istruzione universitaria e, in particolare, le attività svolte da professori e ricercatori universitari. Il nostro intervento prevedeva l'interpretazione autentica dell'articolo 6, comma 10, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario, nel senso che ai professori e ai ricercatori a tempo pieno, nel rispetto degli obblighi istituzionali, veniva liberamente consentito, indipendentemente dalla retribuzione, lo svolgimento di attività di consulenza extraistituzionali realizzate in favore di privati, enti pubblici ovvero per fini di giustizia. Se fosse passato il nostro emendamento, tali attività avrebbero potuto essere svolte anche in regime di partita IVA, senza necessità di iscrizione ad albi professionali, fatta eccezione per le professioni sanitarie e, in ogni caso, in mancanza di un'organizzazione di mezzi e di persone preordinata allo svolgimento di attività libero professionale. Una quota pari al 10 per cento del compenso lordo percepito da professori e ricercatori a tempo pieno per lo svolgimento dell'attività di cui al comma 1 veniva destinato, senza oneri fiscali, all'attivazione di posti di ricercatore di cui all'articolo 24, comma 3, lettera a) , della legge n. 240 del 2010, nonché di borse di dottorato, di assegni di ricerca e di borse di studio per studenti universitari. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mi fermo qui, ma almeno un'altra decina di categorie è penalizzata dal disinteresse totale dimostrato dalla maggioranza alla Camera su problemi che li riguardano non da uno, due o tre anni, ma in alcuni casi da venti e addirittura in certi da venticinque anni. Non è possibile, dopo tutto questo tempo, che il Governo di turno continui a ignorare problematiche che riguardano persone che ormai hanno raggiunto spesso i quarantacinque o cinquantacinque anni di età, magari aventi la responsabilità di una famiglia e di figli, e stanno vivendo un vero e proprio incubo, in particolare in vista delle prossime feste di Natale e Capodanno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo è inaccettabile da parte di un Governo composto prima di tutto da forze politiche che storicamente si sono presentate come dalla parte dei deboli e di chi è in difficoltà e che in questo caso stanno facendo esattamente l'opposto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni ) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) .