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Regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge riprende il testo unificato delle proposte atto Camera n. 225, a prima firma dell’Onorevole Mazzocchi e atto Camera n. 2274 a prima firma dell’Onorevole Mattesini, approvato durante la scorsa legislatura in prima lettura alla Camera dei Deputati (atto Senato n. 3048). La proposta dispone la regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici, definendone la denominazione, la tipologia, le caratteristiche. L'articolo 1 determina l'ambito di applicazione della legge, indicando le categorie dei materiali utilizzati nella produzione di gioielli, monili e oggettistica in genere: minerali di origine naturale, minerali sintetici, prodotti artificiali, perle naturali o comunque di origine naturale o vegetale, perle coltivate e imitazioni di perle. All'articolo 2 si specificano le caratteristiche del materiale gemmologico, che può essere naturale, trattato, sintetico, artificiale, composito, agglomerato o impastato; viene altresì definita la caratteristica del vetro artificiale, così come della perla nelle sue diverse origini. Si precisa, inoltre, quale debba essere la denominazione delle perle a seconda delle loro caratteristiche, e si vieta l’uso dei termini «semiprezioso» e «fino» cui eravamo abituati finora. L'articolo 3 obbliga i produttori all'indicazione del trattamento cui sono stati sottoposti i materiali gemmologici, chiarendo gli eventuali rischi che nel tempo possono portare ad un mutamento delle caratteristiche del prodotto. L'articolo 4 prescrive l'obbligo di utilizzare una precisa denominazione (vale a dire «naturale», «trattato», «sintetico», «di coltura» e «artificiale») anche al fine di uniformare le denominazioni alla norma UNI 10245, mentre per il tipo di taglio utilizzato nella lavorazione si rinvia alla norma UNI 10173. L'articolo 5 dispone che i materiali gemmologici importati debbano essere conformi alle denominazioni indicate dalla legge; diversamente, ne sarà vietata la vendita, come anche la distribuzione a titolo gratuito. Questa disposizione vale anche per la vendita all'incanto da parte di antiquari e le vendite a distanza, rispetto ai quali viene prevista una particolare forma di tutela del consumatore. Al fine di promuovere una corretta conoscenza della qualità delle gemme da parte dei consumatori, saranno annualmente realizzate campagne di comunicazione da parte del Ministero dello sviluppo economico, mentre le regioni potranno promuovere corsi di qualificazione e rilasciare attestazioni agli operatori del settore. Per quanto concerne la responsabilità degli operatori e le eventuali controversie, l'articolo 6 precisa che, a richiesta dell'acquirente, dovrà essere rilasciata dal venditore una dichiarazione concernente le caratteristiche del prodotto; tale dichiarazione deve essere rilasciata obbligatoriamente nel caso, invece, di vendite a distanza. Nel caso di controversie, a decidere riguardo ai contenuti della dichiarazione sarà un collegio arbitrale istituito presso la camera di commercio, mentre a certificare la natura dei materiali gemmologici saranno appositi laboratori iscritti in appositi elenchi, che dovranno offrire garanzie di indipendenza e di qualificazione tecnico-professionale. Per evitare turbative al settore si precisa che sono esclusi dalle analisi gemmologiche e dalle certificazioni i materiali giacenti in magazzino alla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 7 regolamenta i requisiti dei laboratori abilitati al rilascio di certificazioni dei materiali gemmologici. All'articolo 8 sono previste infine sanzioni severe per chi rilascia certificazioni senza averne titolo, per chi pone in commercio materiali gemmologici riportanti informazioni diverse da quelle previste, per chi si rifiuta di rilasciare la dichiarazione di origine. Le sanzioni sono moltiplicate per dieci in caso di violazioni nell'ambito di vendite a distanza. L'articolo 9 reca le disposizioni finali stabilendo che la libera circolazione dei materiali gemmologici, sfusi o montati, legalmente prodotti o commercializzati in un altro Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo è possibile a condizione che sia garantito un grado di tutela e di informazione del consumatore equivalente a quello previsto dal presente disegno di legge. Un apposito regolamento di attuazione dovrà essere emanato entro sei mesi, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche, il Consiglio di Stato e l'Istituto nazionale di ricerca metrologica.. Capo I DEFINIZIONI Art. 1. (Ambito di applicazione) 1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle materie e ai prodotti di seguito elencati, utilizzati nella produzione di gioielli, di monili e di oggettistica in genere: a) minerali di origine naturale, formatisi in giacimenti naturali; b) minerali sintetici; c) prodotti artificiali; d) perle naturali e altri materiali organici di origine animale o vegetale, tradizionalmente utilizzati in gioielleria; e) perle coltivate o altrimenti denominate; f) imitazioni di perle. Art. 2. (Definizioni) 1. Agli effetti della presente legge si intende: a) per «materiale gemmologico», una sostanza naturale, sintetica, di coltura o artificiale, adatta all'uso di adorno personale o di ornamentazione; b) per «materiale gemmologico naturale», una sostanza di origine inorganica od organica esistente in natura; c) per «materiale gemmologico trattato», un materiale gemmologico di origine naturale, artificiale o di coltura, modificato dall'uomo nelle proprietà chimiche o fisiche; d) per «materiale gemmologico sintetico», una sostanza inorganica od organica prodotta mediante procedimenti tecnologici, che possiede caratteristiche chimiche e fisiche simili a quelle dei corrispondenti materiali naturali; e) per «materiale gemmologico artificiale», una sostanza inorganica od organica prodotta mediante procedimenti tecnologici, le cui caratteristiche chimiche e fisiche non corrispondono ad alcun materiale naturale noto; f) per «materiale gemmologico composito», un materiale costituito da poche parti distinte, di forma prestabilita, di natura eguale o diversa, di origine naturale, sintetica o artificiale, incollate a formare un'unica gemma; g) per «materiale gemmologico agglomerato o impastato», un materiale formato da un insieme di granuli irregolari di origine naturale, sintetica o artificiale, aggregati artificialmente con o senza l'ausilio di collanti o mediante riscaldamento o compressione; h) per «vetro artificiale», un materiale artificiale amorfo ottenuto per raffreddamento da un fuso di qualunque composizione chimica; i) per «perla o perla naturale», un materiale prodotto naturalmente da molluschi perliferi, senza l'ausilio dell'intervento umano; l) per «perla coltivata o di coltura, con o senza nucleo», un materiale prodotto da molluschi perliferi di acqua salata o dolce, in seguito a intervento dell'uomo; m) per «imitazione di perla o perla imitazione», un materiale di qualsiasi composizione costituito da una o più parti di origine naturale, sintetica o artificiale, prodotto dall'uomo per ottenere la forma e l'aspetto delle perle, senza possedere le loro proprietà fisiche o chimiche o la loro struttura cristallina. 2.