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Il provvedimento che oggi la 14 a Commissione consegna all'Assemblea ci ricorda annualmente gli obblighi derivanti dalla nostra partecipazione all'Unione europea nell'armonizzazione delle legislazioni nelle diverse materie. La Commissione ha svolto un approfondito lavoro di valutazione sul testo e sugli emendamenti presentati, perché tutti i temi affrontati sono particolarmente significativi per la vita economica e professionale del nostro Paese. Consegnando le riflessioni dell'altro ramo del Parlamento, i miglioramenti del testo e gli eventuali correttivi, impegniamo il Governo a contribuire al processo di democratizzazione dell'Unione europea, rafforzando e rendendo più tempestiva, efficace e incisiva la partecipazione attiva del Parlamento italiano alla definizione delle politiche dell'Unione, sia direttamente attraverso gli strumenti esistenti e da promuovere, sia attraverso un dialogo rinforzato con il Governo che comprenda la fase ascendente. In vista della prossima presentazione della relazione programmatica 2019, lo impegniamo ad adoperarsi affinché si delinei una strategia europea strutturata su politiche comuni sull'immigrazione, in particolare sul contrasto alla tratta degli esseri umani, con una condivisione, da parte degli Stati membri, sia nella protezione dei confini esterni, sia nell'accoglienza, per un'equa ripartizione delle pressioni derivanti dai flussi migratori, in particolare dei salvati in mare, e nell'adozione di misure anche comuni per l'effettivo rimpatrio dei migranti il cui ingresso o soggiorno sia irregolare. Invitiamo il Governo a garantire, nell'accordo sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, adeguata protezione degli interessi e la piena reciprocità dei diritti dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, a tutela anche dell'ampia comunità italiana residente nelle diverse città britanniche, e a negoziare una ridefinizione degli stanziamenti destinati ai fondi di coesione e alla politica agricola comune, così da consentire quantomeno il mantenimento dei livelli di finanziamento, per una prospettiva di sviluppo dell'agricoltura italiana, considerata la centralità del settore primario nelle sfide della sicurezza alimentare globale e rispetto ai cambiamenti climatici, anche essi a tutela della ricca biodiversità agricola nazionale e dei prodotti enogastronomici di eccellenza. Lo invitiamo inoltre ad assicurare massima priorità all'attuazione del pacchetto normativo cosiddetto economia circolare, rafforzando il sistema di raccolta differenziata dei materiali con tempistiche certe per la dismissione delle discariche, per il progressivo superamento degli impianti di recupero energetico, qualora non alimentati esclusivamente da rifiuti residuali di raccolta differenziata e lo impegniamo, infine, a farsi promotore affinché l'Unione europea si ponga obiettivi ambiziosi nel contrasto ai cambiamenti climatici con impegni vincolanti e stringenti per la riduzione delle emissioni inquinanti e l'avvio di una nuova politica industriale che punti alla decarbonizzazione e defossilizzazione. Noi crediamo ancora in questa Europa, ma siamo convinti che debba cambiare profondamente il rapporto tra Unione e cittadini europei, tra gli austeri palazzi di Bruxelles e la vera Europa dei popoli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, intervengo brevemente. Ringrazio la Commissione nel suo insieme e, in modo particolare, le colleghe che operano nella Commissione delle politiche dell'Unione europea, che è una delle più complesse, e la Capogruppo, nonché oggi relatrice di minoranza. Su questa normativa, infatti, che poteva essere ipoteticamente trascurata, è stata posta attenzione grazie al lavoro che hanno fatto e che ci hanno trasmesso. Ho fatto questa premessa perché mi ha colpito la mancanza di attenzione non tanto della Commissione, ma del Governo e delle forze di maggioranza sul provvedimento che consente al Parlamento di fare il punto sulla situazione dei rapporti con l'Europa. Noi oggi parliamo di documenti dove c'è tutto, dalle procedure di infrazione ai conti. Negli allegati - lo diceva prima il relatore di maggioranza, mi pare - troverete i vari milioni che vengono dati all'Italia (che è argomento di cui si parla quotidianamente) e che vanno rapportati a ciò che l'Italia dà. Io da osservatrice esterna devo notare che, forse, un impegno leggermente maggiore da parte del Governo (senza limitarsi alla risoluzione da parte delle forze di maggioranza), soprattutto per mettere a posto questa legge europea (tenuto conto che è vero che sono appena arrivati, ma è anche vero che ormai ci stanno da sei mesi e questo è un tema centrale), ce l'avrei comunque messo. Si tratta, infatti, del solito problema di cui si parla in televisione, ma quando arrivano gli atti che vanno seguiti c'è invece un po' più di distrazione. Per quello che attiene invece ai due concetti brevissimi che volevo riprendere, già illustrati dalla relatrice di minoranza, senatrice Testor, la cosa è semplice. C'è un invito a prendere in serio esame quello che ha fatto colui che oggi è Presidente del Parlamento Europeo, quando era commissario, per costringere il nostro Paese a pagare i debiti che ha nei confronti delle imprese. Parliamo di cose concrete: decine di centinaia di imprese saltano per aria perché la pubblica amministrazione non paga i debiti. Su questo si è mosso sempre con molta lentezza, prima come commissario, e anche oggi nel ruolo che ricopre, l'onorevole Tajani. Credo che tutti a parole parliamo delle imprese e sappiamo benissimo che uno dei motivi per cui falliscono è che lo Stato chiede i soldi, ma quando deve pagare non li dà. È opportuno quindi, a nostro avviso, che tale questione venga presa in esame con maggiore fermezza. In secondo luogo, al di là della natura dei contenziosi che l'Italia può avere, cioè di come si ripartiscono i 64 attuali, la relatrice di minoranza ha lanciato due concetti che vorrei riprendere. Al momento, dobbiamo riacquistare autorevolezza nei confronti dell'Europa, perché ovviamente questo è lo strumento attraverso il quale vengono fatte le opportune azioni di prevenzione per evitare procedure d'infrazione o, comunque sia, contenziosi di carattere giudiziario. È un invito che ho sentito anche profondamente mio e che quindi ritengo debba essere nuovamente sottolineato, perché è la strada attraverso la quale, al di là di tanti proclami, si può trovare il giusto equilibrio per affrontare le difficoltà dei tempi di oggi. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ciriani. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, vorrei iniziare il mio intervento riconducendo l'attenzione dell'Assemblea e di chi ascolta alla natura di questo provvedimento, che forse è stato un po' sottovalutato. Stiamo infatti discutendo - e probabilmente lo approveremo - un disegno di legge che reca disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti all'Italia dall'appartenenza all'Unione europea.