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- Il testo dell'art. 24 del d.P.R. n. 454/1987 (Disposizioni in materia valutaria, ai sensi dell'art. 1 della legge 26 settembre 1986, n. 599 - Gazzetta Ufficiale n. 259 del 5 novembre 1987) è il seguente: "Art. 24 (Prescrizione delle sanzioni). - 1. Il diritto dello Stato alla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie e alla confisca dei beni oggetto delle violazioni valutarie si prescrive, salvo interruzione o sospensione, in cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione o è cessata l'attività diretta a commetterla nell'ipotesi di tentativo. Se la violazione si realizza attraverso una condotta permanente, la prescrizione decorre dal giorno di cessazione della permanenza". L'art. 24 del d.P.R. n. 454/1987 corrisponde all'art. 24 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria (d.P.R. n. 148/1988). - Il testo dell'art. 29 del d.P.R. n. 454/1987 è il seguente: "Art. 29 (Obbligo di esibizione e sequestro amministrativo). - 1. I pubblici ufficiali, addetti all'accertamento delle violazioni di norme valutarie, possono: a) richiedere l'esibizione di libri contabili, documenti e corrispondenza; b) procedere al sequestro di valute estere, valori mobiliari italiani ed esteri, lire e oro greggio, quando costituiscono oggetto di violazione delle norme valutarie. 2. Quando si è proceduto al sequestro gli interessati possono proporre opposizione all'Ufficio italiano dei cambi, secondo quanto previsto dall'art. 19 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 3. I valori sequestrati ai sensi del comma 1, lettera b), devono essere restituiti agli aventi diritto quando: a) l'atto di contestazione dell'infrazione non è notificato entro i termini indicati nel precedente art. 28, comma 3; b) non sono devoluti allo Stato; c) non sono prelevati in pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie; d) è deceduto l'autore della violazione; e) viene provato che gli aventi diritto sono terzi estranei all'illecito. 4. Quando, non essendo conosciuto l'autore dei fatti accertati, non è possibile la contestazione delle violazioni delle norme valutarie, i valori sequestrati ai sensi del comma 1, lettera b), diventano di proprietà dello Stato dopo cinque anni dalla data del sequestro, salvo che gli aventi diritto non provino di essere estranei all'illecito. L'art. 29 del d.P.R. n. 454/1987, corrisponde, con modifiche suggerite da esigenze di coordinamento, all'art. 28 del testo unico (d.P.R. n. 148/88). Si tenga presente, in tema di sequestro conservativo, l'art. 189 del codice penale, il cui testo è il seguente: "Art. 189 (Ipoteca legale; sequestro). - Lo Stato ha ipoteca legale (616 s., c.p.p.; 2817 c.c.) sui beni dell'imputato a garanzia del pagamento (2748, 2768 c.c.): 1) delle pene pecuniarie e di ogni altra somma dovuta all'erario dello Stato; 2) delle spese del procedimento; 3) delle spese relative al mantenimento del condannato negli stabilimenti di pena; 4) delle spese sostenute da un pubblico istituto sanitario, a titolo di cura e di alimenti per la persona offesa, durante l'infermità; 5) delle somme dovute a titolo di risarcimento del danno, comprese le spese processuali; 6) delle spese anticipate dal difensore e delle somme a lui dovute a titolo di onorario. L'ipoteca legale non pregiudica il diritto degli interessati a iscrivere ipoteca giudiziale (2818 c.c.), dopo la sentenza di condanna, anche se non divenuta irrevocabile (576(Elevato al Quadrato) c.p.p.). Se vi è fondata ragione di temere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni per le quali è ammessa l'ipoteca legale, può essere ordinato il sequestro (617 c.p.p.), dei beni mobili dell'imputato. Gli effetti dell'ipoteca o del sequestro cessano con la sentenza irrevocabile (576(Elevato al Quadrato) c.p.p.) di proscioglimento. Se l'imputato offre cauzione, può non farsi luogo alla iscrizione dell'ipoteca legale o al sequestro. Per effetto del sequestro i crediti indicati in questo articolo si considerano privilegiati rispetto ad ogni altro credito non privilegiato di data anteriore e ai crediti sorti posteriormente, salvi, in ogni caso, i privilegi stabiliti a garanzia del pagamento di tributi (191-195; 2752, 2759, 2771-2772 c.c.)". - Il testo dell'art. 30 del d.P.R. n. 454/1987, che corrisponde all'art. 31 del testo unico (d.P.R. n. 148/1988), recita: "Art. 30 (Adempimenti dell'Ufficio italiano dei cambi). - 1. Chi non si avvale della facoltà prevista dall'art. 9 della legge 26 settembre 1986, n. 599, può presentare scritti difensivi e documenti all'Uffico italiano dei cambi nonché chiedere di essere sentito dallo stesso Ufficio, entro il termine di novanta giorni, prorogabile fino a un massimo di centottanta giorni, dalla data di ricezione dell'atto di contestazione. 2. Nei successivi centottanta giorni, l'Ufficio italiano dei cambi rimette gli atti al Ministro del tesoro, unitamente a una relazione illustrativa, e ne dà comunicazione agli interessati. L'inosservanza di tale termine o l'omessa comunicazione agli interessati comportano l'estinzione dell'obbligazione al pagamento delle somme dovute per le infrazioni contestate. 3. Quando si è proceduto a sequestro, il termine di cui al comma 1 non è prorogabile e quello di cui al comma 2 è ridotto a trenta giorni". - Il testo dell'art. 9 della legge n. 599/1986 (revisione della legislazione valutaria), corrispondente all'art. 30 del testo unico (d.P.R. n. 148/1988), è il seguente: " Art. 9. - 1. Agli illeciti valutari non si applicano le sanzioni amministrative previste dalle leggi vigenti se l'autore entro centoventi giorni dalla data in cui riceve il processo verbale di accertamento, versa all'erario dello Stato la somma di cui al successivo comma 2, ed inoltre provvede, entro un anno dalla data stessa, ai seguenti ulteriori adempiemti relativi ai beni costituenti oggetto di ciascun illecito contestato, ove ne ricorrano i presupposti nel momento in cui riceve il processo verbale di accertamento: a) a cedere all'Ufficio italiano dei cambi le disponibilità in valuta estera accreditabile nei conti valutari sulla base del minor corso ufficiale del cambio accertato tra ricezione del verbale di accertamento e la effettiva cessione; b) a rendersi cessionario senza corrispettivo dei beni, diversi dalla valuta estera, posseduti in Italia tramite l'interposizione di soggetti non residenti; c) a vendere contro valuta estera accreditabile nei conti valutari i beni diversi da quelli indicati nelle lettere precedenti e dalle disponibilità in lire possedute direttamente in Italia e a cedere la valuta ricavata in conformità a quanto previsto nella lettera a). 2.