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A suo avviso, se si considera il disegno di legge costituzionale in un quadro più ampio, emerge che l'obiettivo ultimo è quello di svilire le prerogative parlamentari. Nella stessa direzione, infatti, possono essere considerati i provvedimenti sull'abolizione dei vitalizi e sulla riduzione delle indennità dei parlamentari, nonché il disegno di legge sul referendum propositivo. Invita quindi a valutare gli effetti che tali cambiamenti determineranno sugli equilibri democratici: da un lato, il Movimento 5 stelle sembra voler favorire la democrazia diretta - attraverso il ricorso al web - a scapito di quella rappresentativa, dall'altro, l'atteggiamento della Lega lascia presagire un orientamento più autocratico. Il senatore FERRARI ( PD ), nel condividere le ragioni di contrarietà esposte dai senatori Parrini e Zanda, ritiene che la riduzione del numero dei parlamentari sia ispirata da ragioni propagandistiche, per nascondere l'incapacità del Governo di realizzare, dopo un anno, i radicali cambiamenti economici e sociali promessi in campagna elettorale. Il provvedimento non sarebbe criticabile se fosse accompagnato da interventi per tutelare il pluralismo della rappresentanza democratica, superare il bicameralismo perfetto e favorire il raccordo tra diversi livelli istituzionali, per esempio con l' istituzione di una Camera delle autonomie, garantendo una valutazione più efficiente dell'impatto delle politiche pubbliche. Queste misure, a suo avviso, dimostrerebbero attenzione alle reali esigenze dei cittadini. Al contrario, i provvedimenti sulla riduzione del numero dei parlamentari e sul referendum propositivo finiscono per spostare l'equilibrio a favore della democrazia diretta, rischiando di compromettere il funzionamento delle Camere e il rapporto tra Parlamento e Governo. Preannuncia, pertanto, il proprio voto contrario. Il senatore GRASSI ( M5S ) ritiene non condivisibili le critiche formulate dal senatore Zanda. Si dichiara convinto, infatti, che il ruolo della politica sia quello di raccogliere le istanze sociali e raggiungere una sintesi, dopo aver valutato tutti gli interessi coinvolti. Assicura che non è in atto alcun tentativo di sostituire la democrazia rappresentativa con quella diretta: in realtà, l'obiettivo è aumentare gli strumenti di partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese, integrando così il novero delle fonti di produzione normativa. A suo avviso, un numero più contenuto di parlamentari - che comunque saranno complessivamente seicento - consentirà maggiore efficienza. In ogni caso, ritiene irrinunciabile il sistema di bicameralismo perfetto attuale, in quanto consente di porre rimedio a eventuali errori commessi in uno dei due rami del Parlamento. Considerato il nuovo orientamento preannunciato dal senatore Vitali, è molto probabile che la riforma sarà sottoposta a referendum confermativo, pertanto gli elettori potranno valutare se la loro istanza è stata correttamente recepita dall'attuale maggioranza e ciò conferma l'importanza della consultazione popolare diretta. Il senatore PERILLI ( M5S ) giudica inaccettabili alcune considerazioni espresse dagli esponenti del Partito democratico, che nella scorsa legislatura, pur di portare a compimento la riforma costituzionale, sostituì i componenti delle Commissioni affari costituzionali del Senato e della Camera dei deputati che non condividevano l'orientamento del proprio Gruppo. Respinge con forza le critiche sull'abolizione dei vitalizi, una misura effettivamente volta a eliminare posizioni di privilegio ingiustificabili, a fronte della difficile situazione economica e sociale in cui si trovano molte persone. A suo avviso, questi interventi non sono affatto demagogici, ma mirano ad affrontare problemi reali dei cittadini. Ritiene non convincente nemmeno l'analisi della senatrice De Petris sul rischio di un pregiudizio alla rappresentanza democratica, poiché occorre tenere conto degli attuali strumenti tecnologici, che consentono ai parlamentari di svolgere la propria attività anche senza essere fisicamente presenti sul territorio. A suo avviso, il pluralismo è garantito anche dall'adeguamento della disciplina elettorale, in quanto la formula adottata consente di rispettare i rapporti numerici esistenti. Non essendo state introdotte modifiche sul testo nell'altro ramo del Parlamento, ritiene incomprensibile il mutato orientamento di Forza Italia, anche perché sulle riforme costituzionali sarebbe auspicabile una condivisione quanto più possibile ampia. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ), dopo aver ringraziato il senatore Calderoli per la esauriente relazione, esprime perplessità sulle considerazioni espresse dai senatori del Partito democratico. Ritiene incomprensibile l'atteggiamento delle opposizioni, che paventano i rischi di riduzione della rappresentanza democratica e, al contempo, si rifiutano di accogliere le istanze dei cittadini, favorevoli alla riduzione del numero dei parlamentari. Respinge altresì i dubbi formulati circa il funzionamento della disciplina elettorale anche in presenza di un numero ridotto di parlamentari, in quanto sono state effettuate, con esito positivo, le necessarie verifiche. Quanto alle critiche sull'assenza di un quadro organico nel quale collocare gli interventi di modifica della Costituzione, osserva che tali rilievi risultano in contraddizione con le censure formulate dalle opposizioni sull'adozione da parte del Governo di decreti omnibus. Conclude auspicando un ripensamento da parte degli esponenti di Forza Italia. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1124) DDL 1124 Abrogazione dell'articolo 99 della Costituzione, concernente il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 giugno. Il PRESIDENTE avverte che sono stati presentati un emendamento e due ordini del giorno, pubblicati in allegato. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 2.1, volto ad abolire effettivamente il CNEL e non soltanto a abrogare l'articolo 99 della Costituzione. Illustra altresì l'ordine del giorno G/1124/2/1, con il quale si impegna il Governo, nel caso in cui proceda ad adeguare l'ordinamento alla soppressione del CNEL tramite un decreto-legge, ad abrogare la legislazione ordinaria relativa. In tale contesto dovranno anche essere definite nuove modalità di individuazione dei componenti indicati dal Consiglio in numerosi organismi, quali per esempio il Nucleo di valutazione della spesa relativa al pubblico impiego, il Comitato di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura, la Commissione tecnica che avanza proposte sul Piano assicurativo agricolo annuale, il Comitato interministeriale che esamina le domande di ammissione al godimento di contributi finanziari per consorzi e società consortili e la Commissione per il coordinamento dell'istruzione universitaria con gli altri gradi di istruzione. Inoltre, occorrerà anche prevedere nuove modalità di individuazione dei soggetti legittimati ad agire a tutela di interessi di categorie produttive nei casi in cui tale legittimazione viene fatta discendere dalla rappresentanza nel CNEL.