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la riduzione di credito si traduce, quindi, in una minore assistenza alle piccole imprese e, di conseguenza, in meno stabilità per le stesse e, inevitabilmente, in meno posti di lavoro, e quindi in un progressivo ma inevitabile deterioramento delle condizioni di vita di questa importantissima categoria di imprese e, con esse, dell'intero Paese; la soluzione potrebbe risiedere nell'applicazione del principio di proporzionalità, che costituisce una regola fondamentale dell'ordinamento comunitario, nella regolamentazione bancaria e nella supervisione unica, con una distinzione per dimensione e categoria; l'attuazione del principio di proporzionalità creerebbe un sistema bancario più equo e tutelante. Emblematica è la proposta tedesca di una regolamentazione ad hoc per le piccole banche che prevede norme prudenziali più semplici, coerenti con il loro modello di business , ed inoltre, sottoposte alla vigilanza dell'istituto centrale nazionale; diversi banchieri e accademici hanno evidenziato la necessità di una concreta applicazione del principio di proporzionalità nella regolamentazione bancaria europea. Considerare " significant " le banche di credito cooperativo italiane confluite ora nei due gruppi bancari cooperativi, porta al paradosso che il numero delle banche italiane direttamente vigilate dalla BCE è quasi il 60 per cento, contro l'1 per cento della Germania, si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia al corrente della grave problematica delineata e quali iniziative intenda assumere ai fini dell'effettiva applicazione del principio di proporzionalità, anche facendo richiamo all'art. 70 del meccanismo unico di vigilanza, che prevede la possibilità di considerare inappropriata la classificazione " significant " di una banca in presenza di circostanze particolari, come, appunto, la partecipazione obbligatoria di una BCC a un gruppo bancario cooperativo. Atto n. 4-04190 SANTILLO FERRARA VACCARO ANGRISANI GIANNUZZI DE LUCIA PRESUTTO MAUTONE PUGLIA LANNUTTI RICCIARDI DI MICCO BOTTO CASTIELLO SANTANGELO DESSI' Ai Ministri per le politiche giovanili e lo sport e della salute Premesso che: recentemente, in relazione alla partita del campionato di calcio di serie A Juventus-Napoli, prevista per il 4 ottobre 2020, è sorta una forte polemica che attiene ai rapporti tra COVID-19 e mondo del calcio; la Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) nel documento "Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità 'a porte chiuse', finalizzate al contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19" (aggiornato al 22 giugno 2020) prevede, con riferimento alla periodicità dei test a cui sottoporre il gruppo squadra nelle competizioni professionistiche, a seguito delle valutazioni del comitato tecnico scientifico di cui alla riunione del 18 settembre 2020, la negatività del test molecolare per la ricerca del virus SARS-CoV-2, attraverso il tampone rino-faringeo, che può essere acquisita "soltanto" a ridosso della competizione sportiva. Il test molecolare deve, comunque, essere effettuato entro e non oltre le 48 ore antecedenti alla disputa della gara. Allo stato attuale non sono previste modifiche alla periodicità dell'effettuazione dei test sierologici, rispetto a quanto previsto nei precedenti protocolli. Le presenti previsioni si applicano anche agli arbitri; inoltre, con riferimento alla procedura da osservare qualora sia accertata la positività al COVID-19 di un calciatore, il documento rimanda alla circolare del Ministero della salute del 18 giugno 2020, avente ad oggetto "Modalità attuative della quarantena per i contatti stretti dei casi COVID-19, in particolari contesti di riferimento, quali l'attività agonistica di squadra professionista". Resta altresì inteso che l'approvvigionamento dei test molecolari per il gruppo squadra e gli altri soggetti eventualmente interessati non dovrà "minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese"; la circolare richiamata a sua volta stabilisce: "Sulla base del nuovo quadro epidemiologico e delle conseguenti disposte riaperture, questa Direzione generale ha emanato la Circolare n. 18584 del 29 maggio 2020, aggiornando gli strumenti messi in atto per contrastare l'epidemia COVID-19 in corso, con particolare riferimento alla individuazione delle modalità e delle regole di comportamento da seguire durante la quarantena, nonché a rafforzare il sistema di ricerca e di gestione dei contatti ( contact tracing ), anche alla luce delle nuove tecnologie"; come risulta dal verbale n. 88 del 12 giugno 2020, il comitato tecnico scientifico, nominato con ordinanza del capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020, si è espresso relativamente alle proposte della "Federazione Italiana Giuoco calcio. Integrazione Protocolli Sanitari" circa l'individuazione di misure precauzionali alternative o aggiuntive applicabili a casi specifici come quello dell'attività agonistica di squadra; a tal proposito, prosegue la circolare, si rammenta che lo scopo delle attività resta, anche nello specifico contesto del gioco agonistico di squadra, quello di identificare e gestire i contatti dei casi probabili o confermati COVID-19, nonché di individuare e isolare rapidamente i casi secondari, per intervenire e interrompere la catena di trasmissione. Questo obiettivo viene raggiunto attraverso le seguenti azioni: 1) identificare rapidamente i contatti di un caso probabile o confermato COVID-19; 2) fornire ai contatti, come identificati, le informazioni sulla patologia, sulla quarantena, sulle corrette misure di igiene respiratoria e delle mani, e indicazioni su che cosa fare in caso di manifestazione dei sintomi; 3) provvedere tempestivamente all'esecuzione di test diagnostici nei contatti che sviluppano sintomi; il Dipartimento di prevenzione, in presenza di un caso positivo, fornisce informazioni e indicazioni chiare, anche per iscritto, sulle misure precauzionali da attuare ed eventuale documentazione informativa generale sull'infezione; in particolare, l'operatore di sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, per quanto riguarda l'attività agonistica di squadra professionista, nel caso in cui risulti positivo un giocatore, ne dispone l'isolamento ed applica la quarantena dei componenti del gruppo squadra che hanno avuto contatti stretti con un caso confermato. Il Dipartimento di prevenzione può prevedere che, alla luce del citato parere n. 88 del comitato tecnico scientifico, alla quarantena dei contatti stretti possa far seguito, per tutto il "gruppo squadra", l'esecuzione del test , con oneri a carico delle società sportive, per la ricerca dell'RNA virale, il giorno della gara programmata, successiva all'accertamento del caso confermato di soggetto COVID-19 positivo, in modo da ottenere i risultati dell'ultimo tampone entro 4 ore e consentire l'accesso allo stadio e la disputa della gara solo ai soggetti risultati negativi al test molecolare. Al termine della gara, i componenti del "gruppo squadra" devono riprendere il periodo di quarantena fino al termine previsto, sotto sorveglianza attiva quotidiana da parte dell'operatore di sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, fermi gli obblighi sanciti dalla citata circolare del 29 maggio 2020;