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significherebbe mandare a casa oltre 20.000 lavoratori, con una deflagrazione devastante del tessuto economico e sociale, su cui è arrivato anche il monito di tutte le rappresentanze territoriali; significherebbe decidere di perdere la produzione di quasi 6 milioni di tonnellate di acciaio e determinare un preoccupante squilibrio nell' import dello stesso, che è materiale di cui il nostro sistema industriale non può fare a meno, come lei, signor Ministro, ha detto bene. Significherebbe perdere di colpo l'1,4 per cento del PIL; significherebbe pagare, per chiudere l'acciaieria e non per riavviare, una cifra monstre di 24 miliardi di euro: quasi lo stesso costo, colleghe e colleghi, della Salvini tax , quella dell'aumento dell'IVA che ci trova impegnati in questi stessi giorni nella discussione della manovra, cui dovremmo aggiungere un ennesimo altro miliardo. Questa è la realtà. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CORO DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Vi vogliamo così! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Colleghi, scusate, sta forse giocando l'Atalanta? Di che partita stiamo parlando? Vi prego di stare calmi, non siamo allo stadio. ( Applausi dal Gruppo PD . Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Stefano, devi parlare dell'Ilva, non dell'IVA! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Per cortesia, senatore Romeo. Prego, collega Stefano, concluda, ha ancora due minuti. ( Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Colleghi, adesso però basta: lasciatelo concludere. È chiaro che non condividete quanto sta dicendo e mi pare che questo lo abbiamo capito tutti, però lasciateglielo dire. STEFANO (PD) . Ripeto, signor Presidente, parliamo quasi dello stesso costo della Salvini tax , quella dell'aumento dell'IVA che noi stiamo scongiurando. (Applausi dal Gruppo PD) . VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. È l'Ilva, non l'IVA! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Collega Stefano, la inviterei a non provocare ulteriori momenti di interruzione. Prego, prosegua pure. STEFANO (PD) . Questa è la realtà, quella con la quale siamo chiamati a fare i conti, non gli sconti, come quelli che chiede pretestuosamente ArcelorMittal. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente. In politica c'è di peggio di un crimine: fare un errore. Non fare tutto il possibile, ad ogni costo, per salvare quella complessa questione, non solo industriale, che riassumo con l'espressione ex Ilva, è il peggior errore che l'intera classe politica italiana possa decidere di commettere oggi. Noi vogliamo voltare pagina ed è per questo che ribadiamo la fiducia nell'operato del ministro Toninelli. (Applausi dal Gruppo PD) . VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Sei il numero uno, collega Stefano! Sei il numero uno! (Applausi e commenti ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Mi dispiace, ministro Patuanelli! PRESIDENTE . Mai il collega Stefano è stato oggetto di tanta acclamazione. Per cortesia, colleghi della Lega, accomodatevi pure. (Il senatore Stefano fa cenno di voler intervenire). Per la verità, collega Stefano, lei ha concluso il suo intervento; tuttavia, poiché non abbiamo capito se ha concluso - facciamo finta di non aver capito - le concedo ulteriori venti secondi. STEFANO (PD) . Signor Presidente, stavo concludendo, ribadendo la nostra stima e fiducia nell'operato del ministro Patuanelli. (Applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Finalmente! STEFANO (PD) . Mi fa specie, signor Presidente, che a questo clima di responsabilità, al quale tutti vogliamo fare riferimento, i colleghi della Lega si approccino con questo stile e con queste modalità. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Questo lo lasci decidere a me, senatore. Purtroppo, non credo che occasioni di contestazioni siano esclusiva pratica di un Gruppo piuttosto che di un altro, dipende dai momenti e dalle circostanze. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo soltanto per sottolineare che il Ministro qui presente non è Toninelli, ma Patuanelli e che all'ordine del giorno non c'era l'IVA, ma l'Ilva, per cui evidentemente parlavamo di un'altra seduta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È proprio vero, signor Presidente, signor Ministro, che non ci sono più i comunisti di una volta o forse non ci sono più i comunisti se, trattando di un tema così importante che riguarda la nostra splendida Nazione e il futuro di circa 20.000 lavoratori, i banchi del Governo, nell'epoca in cui c'è l'Esecutivo più a sinistra di tutta la storia della Repubblica italiana, sono vacanti e vuoti: vediamo seduto lì desolato - e ci dispiace - solo il nuovo Ministro dello sviluppo economico. Non ci sono più i comunisti di una volta, non esistono più, se, nonostante questo dramma sociale, dai banchi sinistri di questo emiciclo sentiamo soltanto filastrocche e poesie, ma nemmeno una soluzione e nemmeno una prospettiva per venire fuori da questa drammatica situazione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, ho pochi minuti a disposizione, però voglio dirle in premessa una cosa: quello che dirò non è rivolto alla sua persona, ma è rivolto al responsabile di questa situazione, che, sapendo di essere responsabile, è assente colpevole. Mi riferisco al presidente Conte, che è il vero il vero autore di questo sfascio sociale che si trova a vivere l'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Come ha detto qualcuno prima, Conte deve ricordare di non essere l'avvocato, perché intentare una causa laddove ci sono i presupposti per farlo è un dovere della pubblica amministrazione ed è un dovere dello Stato. Però alla vostra osservazione e alla sua osservazione, signor Ministro, secondo cui farete causa ad ArcelorMittal, io le chiedo: e nel frattempo che fine faranno quegli stabilimenti, che fine faranno quei lavoratori che soltanto un anno fa hanno visto risplendere nei loro confronti la speranza? Essi infatti avevano visto riprendere il cammino di uno stabilimento, di un nuovo percorso, di un indotto. Io le dico con rispetto, signor Ministro: se lei fosse stato un avvocato e avesse difeso oggi un imputato nell'aula di un tribunale penale con lo stesso modo, con la stessa intensità e con la stessa strategia con la quale ha illustrato questa sua pessima relazione (me lo consenta), questo imputato avrebbe preso il massimo della pena, con tutte le aggravanti.