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Riteniamo necessario intervenire subito attraverso una revisione dei piani di rateizzazione, perché tutti siano messi in condizione di non soccombere. Basta guardare i numeri delle vendite delle abitazioni e dei capannoni all'asta: sono un indice molto preoccupante, che descrive molto bene gli effetti drammatici sulla vita delle persone normali. Un'altra priorità è continuare ad intervenire sulla cessione del credito d'imposta del settore edilizio. È indispensabile prevedere interventi forti sui prezzi dei prodotti energetici e per contrastare gli effetti della siccità. È altresì importante agire per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie ed è fondamentale azzerare le aliquote IVA sui generi di prima necessità. (Applausi) . La tempistica è stringente, la condivisione della stringata risoluzione, fatta da tutti i Gruppi, al di là dei dovuti distinguo sulle priorità di ogni singolo Gruppo, è la migliore risposta del Senato alle emergenze del Paese e alle necessità della popolazione, delle famiglie, delle imprese piccole, medie e grandi, degli enti locali, che si trovano in una situazione disperata nella formazione dei bilanci, e delle Regioni, soprattutto per la sanità, per ciò che sarà lo sviluppo della pandemia in autunno, ma anche per tutte le strutture e per il discorso legato all'efficienza energetica e ai consumi energetici degli edifici della sanità. Ribadisco quindi il voto favorevole alla proposta di risoluzione. Signor Presidente, mi permetta un ringraziamento particolare al sottosegretario Alessandra Sartore (Applausi) , che ha seguito con attenzione e professionalità tutti i lavori della nostra Commissione bilancio e i lavori in Assemblea. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,47) PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signora Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, ci corre l'obbligo di essere limpidi e chiari con i cittadini e dire loro che quello oggi ci apprestiamo a votare non è un vero scostamento di bilancio. Non stiamo decidendo di fare debito in più, per fare investimenti e per aiutare chi è ora in difficoltà, famiglie e imprese soprattutto, a causa della crisi originata dalla pandemia prima e dalla guerra poi. No, stiamo semplicemente decidendo di utilizzare le maggiori entrate tributarie che sono state calcolate alla data del 30 giugno 2022. Non lo dico io, per la verità, ma lo dice il Governo, nella sua relazione che ci è stata consegnata oggi. In particolare, a pagina 4 ci informa che le somme di cui discutiamo oggi e che saranno utilizzate nel decreto aiuti- bis ammontano a 14,3 miliardi di euro e che derivano, appunto, da maggiori entrate tributarie per 11,1 miliardi di euro, da autoliquidazione delle imposte e da maggior gettito IVA causato dall'aumento dei prezzi dell'energia e dalla conseguente impennata dell'inflazione. Ora stiamo utilizzando questi soldi: nessuna risorsa in più. Non è quindi lo scostamento che il MoVimento 5 Stelle chiedeva da mesi. Non c'è stata quell'inversione di tendenza a quell'approccio ragionieristico, che ha caratterizzato a nostro parere questo Governo. Quindi si è continuato a prevedere dei micro-aiuti, senza affrontare di petto il problema, con determinazione, con lungimiranza e soprattutto con competenza. La relazione di cui ci occupiamo oggi è una istantanea puntuale e plastica dell'assenza di coraggio - mi spiace ribadirlo, ma devo farlo - che anche oggi ha contraddistinto l'incedere del Governo, come in tutti questi ultimi mesi, e che come MoVimento 5 Stelle ci ha portato a prendere una posizione nettissima a riguardo del decreto aiuti. (Applausi) . Eppure, se torniamo indietro a qualche mese fa, ricordiamo le scene di giubilo da parte del Governo, del Parlamento, degli analisti, degli economisti, degli opinionisti, dei "giornaloni", dei giornalisti e in particolare modo degli imprenditori, che gioivano quando furono resi noti i dati del PIL relativi al 2021, in cui abbiamo registrato un incremento record del 6,6 per cento. È il dato migliore in tutta Europa. (Applausi) . È un risultato - non mi stancherò mai di dirlo - figlio di quel coraggio, che oggi è mancato e che invece ci fu nei mesi più difficili della pandemia da parte del presidente Giuseppe Conte e del suo Governo. Quell'Esecutivo, tra marzo 2020 e gennaio 2021, in un momento davvero drammatico per la storia repubblicana, seppe mettere in campo scostamenti per complessivi 130 miliardi di euro. Ma quelli - voglio rimarcarlo - erano scostamenti veri, investimenti veri e una rete di protezione sociale ed economica vera sia per i cittadini, che per le aziende. (Applausi) . Senza lasciarsi imbrigliare dai soliti fondamentalismi e fondamentalisti delle regolette contabili di Bruxelles, quegli atti di coraggio evitarono il tracollo della nostra manifattura e scongiurarono la nascita di pericolose sacche di disagio sociale nel periodo durissimo seguente al lockdown. Quella forte spinta alla nostra economia si è protratta fino al 2022, per ammissione dello stesso ministro dell'economia Franco, che davanti al gotha economico mondiale di Davos ebbe a precisare che c'era un effetto trascinamento sul PIL 2022 superiore al 2 per cento grazie a tutto quello che era stato fatto dal Governo Conte II. Sostanzialmente, in quell'occasione il ministro Franco ci disse che questo Paese è a galla per tutto quello che si fece durante e grazie al Governo Conte II. Purtroppo quello stato di emergenza è tutt'altro che terminato, perché il Covid non è stato affatto sconfitto e la folle invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha messo letteralmente a soqquadro tutti gli scenari politici ed economici dell'Occidente. Ricordavo prima che per mesi il MoVimento 5 Stelle ha chiesto al premier Mario Draghi e ai suoi Ministri interventi più incisivi per sostenere famiglie e imprese e per mesi abbiamo chiesto di smettere di fare i ragionieri e riprendere a fare buona politica, quella che risolve presto e bene i veri problemi di cittadini, aziende e artigiani. I soldi, ebbe a dire Draghi, non si prendono, in una fase come questa si danno. Ricordate questa frase? Quest'affermazione, con cui si presentò alle Camere, ci riempì di gioia e noi la applaudimmo insieme a tutti gli altri. Tuttavia, a queste posizioni così nette non sono purtroppo seguiti i fatti. Si è quindi deciso di proseguire a testa bassa, facendo orecchie da mercante di fronte a ogni impellente necessità. Vorrei aggiungere una considerazione sul taglio dell'IVA. Siamo tutti felicissimi che si proceda a questa operazione. Noi ne parlavamo prima di Pasqua e avevamo chiesto a tutti di farla. Purtroppo si è fatto mesi dopo, perdendo dei mesi preziosi. (Applausi) .