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la legge n. 124 del 2015, recante "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche", all'articolo 8, comma 1, lettera a) , detta principi e criteri direttivi relativi al complessivo riordino delle forze di polizia, alla razionalizzazione, al potenziamento dell'efficacia delle funzioni, al transito del personale del Corpo forestale dello Stato nella forza di polizia che assorbe il medesimo Corpo; l'articolo 4 del decreto legislativo n. 177 del 2016, recante "Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato", adottato al fine di dare attuazione del citato articolo 8, comma 1, lettera a) , reca la soppressione delle squadre nautiche della Polizia di Stato e dei siti navali dell'Arma dei Carabinieri, fatto salvo il mantenimento delle moto d'acqua per la vigilanza dei litorali e delle unità navali impiegate nella laguna di Venezia, nelle acque interne e nelle isole minori, ove, per esigenze di ordine e sicurezza pubblica, è già dislocata un'unità navale, nonché dei siti navali del Corpo di Polizia penitenziaria, ad eccezione di quelli dislocati a Venezia e Livorno; in data 17 settembre 2019, è stata inviata alle rappresentanze sindacali una bozza dello schema di decreto da parte del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno che disciplina: 1) la soppressione delle squadre nautiche della Polizia di Stato, nonché l'assegnazione alle questure ed ai commissariati di pubblica sicurezza dei seguenti natanti, già in dotazione alle medesime squadre nautiche: moto d'acqua per la vigilanza dei litorali; unità navali nella laguna di Venezia, nonché nelle acque interne e nelle isole minori, ove alla data di soppressione delle squadre nautiche è già dislocata un'unità navale; 2) l'assegnazione e l'impiego di personale qualificato già in servizio presso le squadre nautiche; 3) l'impiego delle moto d'acqua delle unità navali; 4) il mantenimento nella disponibilità della questura degli ormeggi e delle altre installazioni logistiche già in uso alle squadre nautiche della Polizia di Stato; le squadre nautiche della Polizia di Stato svolgono importanti funzioni di prevenzione e repressione nei settori della sicurezza della navigazione, della ricerca e del salvataggio marittimo, della protezione dell'ambiente marino e della pesca, con un campo di azione sostanzialmente limitato alla fascia costiera delle acque interne e delle acque territoriali; con decreto del Ministero dell'interno il 10 ottobre 2001 è stata istituita la squadra nautica della Questura di Grosseto, con sede nel comune di Orbetello, precisamente a Talamone; la squadra nautica rappresenta l'unico presidio di Polizia distaccato dalla Questura presente nella provincia grossetana, la seconda in Italia come grandezza del territorio, e svolge fondamentale ed efficace funzione di vigilanza sul mare lungo tutta la costa sud della Toscana, sul litorale che territorialmente si estende dal comune di Follonica fino alla foce del Chiarone, ricomprendendo anche le isole facenti parte dell'arcipelago toscano; nel corso degli anni, la squadra nautica di Talamone ha prestato un grande numero di interventi in ausilio a natanti, imbarcazioni e bagnanti in difficoltà, e l'unità navale d'altura in forza all'ufficio fu tra le prime motovedette ad intervenire in occasione del naufragio della Costa "Concordia", riuscendo a portare in salvo un enorme numero di persone, con riconoscimenti al merito civile agli operatori dell'ufficio intervenuti nell'occasione; le competenze dell'ufficio sono molteplici ed estese a tutto l'ambito costiero della provincia grossetana, nonché a tutto l'arco temporale annuale (e non solo estivo). Il presidio si occupa infatti di vigilanza costiera ordinaria, assistenza ed ordine pubblico alle manifestazioni sportive di tutto il circondario, contrasto dell'abusivismo commerciale, vigilanza ad operazioni di movimentazione di imbarco o sbarco di materiale sensibile, anche con l'ausilio di sommozzatori della Polizia di Stato, che provvedono ad ispezionare e bonificare le carene delle navi militarizzate, considerate a rischio; vigilanza automontata, specie nel periodo invernale ; controllo dell'ambiente ed effettuazioni di operazioni mirate (pulizia dei fondali dell'isola di Giannutri e di Porto Ercole) ; indagini su sversamenti ed inquinamenti fognari abusivi, smaltimento e distruzione, nelle dovute sedi, di razzi da diporto scaduti; vigilanza in area portuale ed assistenza ai diportisti; la soppressione della squadra nautica, quindi, priverebbe l'intera provincia di Grosseto di un presidio di polizia strategico, di uffici e di mezzi nautici per l'espletamento del servizio; altri importanti presidi di polizia di estrema rilevanza per le attività di controllo saranno a breve soppressi anche in altre regioni italiane. È il caso della squadra nautica di Pescara, avamposto di frontiera marittima che dista soltanto 200 chilometri dalle coste slave, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione in merito; se non ritenga opportuno intervenire, indicando al questore di Grosseto la possibilità di tenere attivo il presidio di polizia nautica di Talamone come presidio fisso e non solo attivo nei mesi estivi; se non ritenga, anzi, che il presidio debba considerarsi un avamposto fisso da potenziare anche in vista dell'ormai prossima apertura del porto di Talamone. Atto n. 4-02833 PAPATHEU Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: il 28 gennaio 2020 si è svolta a Palermo una manifestazione ieri di protesta di migliaia di lavoratori dei call center operanti in Sicilia, contro la drammatica crisi di un settore interessato da centinaia di licenziamenti negli ultimi mesi; hanno protestato gli addetti delle aziende di outsourcing per lo sciopero regionale dei call center (con iniziativa indetta dalle segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc), per chiedere "norme più stringenti per la regolamentazione del settore, il rispetto delle tariffe e contro le delocalizzazioni selvagge". Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di operatori delle principali aziende che operano nell'Isola: tra queste Almaviva, Abramo, Exprivia e Comdata; sono emblematici gli slogan esposti nella circostanza dai lavoratori, tra i quali: "Il lavoro non si tocca","regole certe per i lavoratori, dignità per chi lavora", "più lavoro più diritti", "Sky accende la tecnologia e spegne i lavoratori", che sintetizzano il malessere di un comparto vicino al collasso; "Chiediamo delle politiche certe contro le delocalizzazioni. Il lavoro c'è ma il problema è che va all'estero. Il lavoro deve tornare in Italia", è il grido di protesta dei lavoratori che vivono una condizione a dir poco drammatica; si intrecciano i destini di lavoratori a tempo indeterminato a rischio di licenziamento, operatori con contratti atipici, collaboratori coordinati e continuativi e sottoposti anche a contratti non sottoscritti dalle maggiori organizzazioni sindacali nazionali.