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questo programma che ha formato milioni di ragazzi, un programma simbolo di apertura e libertà, dopo questa terribile esperienza non chiude, ma ripartirà più forte di prima, perché loro hanno scelto di essere cittadini europei e sono il simbolo di un'Europa unita. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa informativa è ritenuta molto importante da Fratelli d'Italia. Infatti, quando si parla di scuola, si parla del presente delle famiglie e del futuro dei nostri giovani. Signor Ministro, ci rendiamo conto perfettamente di quello che abbiamo davanti e di quello che stiamo vivendo. Un partito patriottico come Fratelli d'Italia si rende conto che deve fare la sua parte; abbiamo iniziato a farla fin da subito anche su questo tema. Siamo tutti richiamati alla responsabilità per fare onore alle migliaia di morti; ai tanti malati che stanno combattendo per farcela; agli italiani che sono reclusi, ma che stanno compiendo questo gesto di eroismo del dovere, nella consapevolezza che solo così potremo creare un argine; a tutte quelle persone che stanno lavorando e facendo appieno la loro la loro parte (tra questi ci sono certamente coloro che operano nella scuola italiana). La responsabilità è dovuta verso la nostra Patria, ma il Governo deve restituire all'opposizione, che vuole e deve fare la sua parte, chiarezza. Questo perché la responsabilità va di pari passo alla verità. In questi giorni ho sentito citare tante volte Manzoni. Lo faccio anch'io a proposito del santo Vero manzoniano. Sinceramente, le sue parole mi rendono speranzoso ma poco convinto perché quando caliamo le impostazioni di cui lei ci ha edotto nella pratica, nel tessuto sociale, nelle nostre realtà sul territorio, sappiamo bene che non è così facile, sappiamo bene che stiamo incontrando difficoltà e che ancor più se ne incontreranno. Si rischia di tagliare fuori concretamente dal diritto allo studio tantissimi ragazzi. Si rischia, come è già avvenuto, di lasciare al loro genio e alla loro capacità di improvvisarsi e di darsi da fare, che fortunatamente agli italiani non manca, tantissimi docenti che stanno lavorando moltissimo, signor Ministro, pur stando a casa. Stanno lavorando il triplo perché stanno facendo i salti mortali per cercare di garantire la didattica a distanza che tuttavia sappiamo bene non essere normata e che crea delle gravissime disparità in termini di accesso e non rispetta il criterio democratico ed egualitario. Infatti ci sono tante realtà di periferia e in aree depresse dove è assolutamente impensabile che le famiglie, gli studenti e i docenti possano organizzare tale attività. Abbiamo i nostri alunni diversamente abili che scontavano già tante mancanze in momenti ordinari, figuriamoci in questo preciso momento, al cospetto di queste difficoltà. Ministro, lo faccio per carità di Patria, ma lei deve ricordare che noi avevamo detto che le scuole andavano chiuse molto prima. Anche su questo si è rincorso il virus. Peraltro, a proposito delle parole che ho ascoltato in merito al valzer delle bozze, la vicenda della chiusura delle scuole è stata solo la prima puntata che ha inaugurato una deleteria tradizione di questa emergenza ed ha creato le prime fughe dal Nord verso il Sud. Nonostante ciò, abbiamo avanzato subito delle proposte e ci fa piacere che siano già contenute nel provvedimento di Governo, come il voucher baby-sitter e il congedo parentale. Con il nostro leader , Meloni, siamo stati i primi a proporli e diamo atto al Governo che è cosa buona e giusta averle immediatamente recepite. Abbiamo tante altre proposte, Ministro, da portare alla sua attenzione. Come diceva anche il collega che mi ha preceduto, bisogna affrontare la questione delle rette sui servizi scolastici e non soltanto per la scuola pubblica. La nostra scuola paritaria deve avere delle risposte. Non possono essere trattati come figli di un Dio minore, né chi le gestisce, né i docenti che vi operano, né gli alunni. Noi presenteremo alcuni emendamenti precisi in merito: la scuola paritaria non è la scuola dei ricchi. In questo momento non dobbiamo lasciare indietro nessuno. Tutti devono sapere che in quest'Aula c'è lo Stato che pensa a tutti, che non crea discriminazione, che chiede sacrifici a tutti, ma che dobbiamo fare tutti in egual modo. Quindi, anche per quanto riguarda le rette delle scuole paritarie, a nostro giudizio bisogna intervenire. Chiediamo di erogare celermente i contributi ministeriali previsti dalla legge di bilancio del 2020. Allo stesso modo chiediamo che le scuole paritarie possano usufruire degli ammortizzatori sociali, così come chiediamo di estendere ad esse il credito d'imposta per le spese relative alle utenze e all'organizzazione della didattica a distanza. Voglio ringraziare in maniera veramente accorata tutto il personale della scuola e lo faccio partendo dagli ATA, persone che hanno fatto e fanno fino in fondo il loro dovere, molte volte venendo da storie di precariato molto lunghe. Si tratta di persone che continuano ad andare a scuola e a lavorare, ma sinceramente ne capisco poco il motivo, visto che non ci sono attività didattiche. Sono persone che si sono prestate a tutto, perfino alla sanificazione degli ambienti, che andava operata attraverso aziende specializzate. Voglio segnalare che le nostre Province, che gestiscono le scuole medie superiori, non hanno un soldo, per effetto dei tagli che sono stati operati, non hanno potuto fare alcuna attività di sanificazione degli ambienti e il nostro personale tecnico e amministrativo si è munito di stracci, di sapone e di candeggina, nel migliore dei casi, e ha fatto anche questo. Non dimentichiamo neanche questa categoria. Signor Ministro, come veniva detto in precedenza, mi aspettavo una parola più chiara per dare certezza ai nostri alunni, che vogliono sapere per l'immediato, visto che sembra scontato che l'anno scolastico finisca qui, come ci organizzeremo per il futuro, se questa emergenza dovesse prolungarsi. Signor Ministro, vogliamo anche portare alla sua attenzione un altro aspetto, che riguarda la mobilità studentesca internazionale. (Richiami del Presidente). Mi avvio alla conclusione, signor Presidente. Molte famiglie hanno pagato rette e rate molto esose e hanno bisogno di avere una parola di certezza e magari un ristoro. Quindi, signor Ministro, come può osservare, il Gruppo Fratelli d'Italia è attrezzato per collaborare da subito, con le sue proposte. La vostra disponibilità non deve però essere solo dialettica, soltanto una vetrina di cortesia istituzionale, altrimenti temiamo che, come ha detto il presidente Renzi questa mattina, gli italiani saranno poi costretti a dire che, come scrisse Manzoni nel trentaduesimo capitolo de «I promessi sposi»: «Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune». (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Moles. Ne ha facoltà. MOLES (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ministro Azzolina, ho ascoltato con molta attenzione il suo intervento e devo dire che molte delle parti che ha illustrato sono condivisibili - credo - da tutta l'Assemblea.