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Proprio la politica di coesione mi consente di agganciarmi a un altro tema fondamentale del nostro tempo: le migrazioni, che - com'è chiaro a tutti - sono un fenomeno strutturale, che sarà ai primi posti dell'agenda europea e mondiale per i prossimi decenni. Cambiamenti climatici, guerre e l'esplosione demografica africana alimentano un fenomeno tale per cui è arrivato il momento di uscire dall'emergenza e adottare una politica comune che sia seria, strutturata e sottratta alla volontà dei singoli Stati. È necessario che l'Europa riconosca definitivamente il principio per cui chi sbarca in Italia sbarca in Europa. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'accordo raggiunto a Malta lo scorso 23 settembre - su cui torno - rappresenta solamente un primo passo verso il superamento del principio dello Stato di primo approdo sancito dalla Convenzione di Dublino e questo dev'essere chiaro a tutti i partner europei. È di poche ore fa la notizia del ritrovamento di una barca affondata, con 12 migranti morti al suo interno, tra cui una madre che stringeva il suo bambino. L'Italia, l'Europa e l'intera comunità internazionale non possono più tacere di fronte a queste scene: non è accettabile che nel Mediterraneo, il mare nostrum , si muoia ancora in questo modo. Voglio pubblicamente ringraziare la Guardia costiera e tutte le forze coinvolte nelle azioni atte a cercare di evitare che avvengano tali atrocità. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tuttavia, ancora non basta: la politica, quella con la lettera maiuscola, e cioè la nostra, deve intervenire per fermare questa strage. In tal questo senso, ritengo giusto tagliare i fondi della politica di coesione ai Paesi che si rifiutano di accogliere i migranti. Meritocrazia, quindi: chi accoglie ed è parte attiva dev'essere premiato; chi si rifiuta dev'essere penalizzato. L'appartenenza all'Unione garantisce privilegi, ma impone anche doveri: non dovrà essere più possibile il free riding sulla pelle delle persone che scappano dalla fame e dalla guerra. Il tema delle migrazioni non può non collegarsi all'aggressione turca contro i curdi siriani, che sta destando grande preoccupazione nella comunità internazionale. Come detto da lei, signor Presidente, e dal ministro Di Maio, tale aggressione è assolutamente inaccettabile: apprezziamo la ferma condanna giunta dal Consiglio affari esteri, come pure l'impegno del Ministro a bloccare le esportazioni di armi verso la Turchia; tuttavia, il bisogno di adottare misure di questo genere a livello statale conferma la farraginosità dell'Unione europea che ne mina l'azione, perché anche se vi è stata una ferma e unanime condanna verso l'azione turca, le procedure europee non consentono di arrivare a un blocco delle esportazioni a livello comunitario in tempi brevi. Seppure sia comprensibile che adottare misure condivise tra 28 Stati è difficile, è fondamentale che, almeno quando vi è uniformità di vedute, come in questo caso, si possa agire velocemente e senza esitazioni. Basta esitazioni: agiamo. L'iniziativa turca mette a serio rischio la stabilizzazione della Regione, che può e dev'essere raggiunta solamente con gli strumenti della politica e della diplomazia e nel rispetto di tutti i popoli. I curdi, il più grande gruppo etnico senza rappresentanza statale, più di tutti si sono impegnati nella lotta contro Daesh e ora si vedono attaccati senza una ragione precisa per le sole mire espansionistiche di Erdoğan. Vorrei ricordare che, tra l'altro, hanno circa 12.000 soldati di Daesh in custodia e che, se questi riuscissero a liberarsi, rappresenterebbero una minaccia non solo per la Regione, ma anche per l'Europa. La situazione è ancor più grave, essendo la Turchia ancora uno Stato formalmente candidato all'adesione. Vorrei, in questo senso, citare i criteri politici per l'adesione e ricordare in particolare l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea, il rispetto del quale è condizione necessaria per l'adesione stessa: «L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini». Signor Presidente, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Alla luce di quanto ho letto chiaramente, la Turchia deve capire di avere poche possibilità di entrare in Europa. I leader europei torneranno a occuparsi del contrasto ai cambiamenti climatici, altra eccezionale sfida del nostro tempo. L'Europa si sta impegnando per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e l'Italia sta tenendo il passo. È di meno di una settimana fa l'adozione del decreto-legge sul clima, che ha al proprio interno diverse misure volte alla riduzione delle emissioni in atmosfera e quindi al contrasto dei cambiamenti climatici. A ciò si aggiunge il programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria, che il Governo è chiamato ad adottare nelle prossime settimane. Quanto descritto dimostra che il Governo sta facendo la sua parte, ma deve impegnarsi in tutti i forum internazionali, in particolare europei, per far sì che misure analoghe siano adottate da ogni Stato. Voglio inoltre ricordare che il contrasto ai cambiamenti climatici rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo e crescita economica, per cui è importante investire in ricerca e sviluppo di tecnologie pulite per sfruttare al meglio le opportunità che si stanno aprendo in questo settore. Infine, vorrei fare un passaggio sull'Agenda strategica 2019-2024, che indica le priorità dell'Unione per il prossimo quinquennio: la protezione dei cittadini e della libertà, la promozione degli interessi e dei valori europei nel mondo, lo sviluppo economico, l'ambiente e un altro tema fondamentale per il MoVimento, l'Europa sociale. Come ripetiamo ormai da molto tempo, lo sviluppo della dimensione sociale dell'Europa è imprescindibile per la sopravvivenza dell'Unione. Per le parole da lei pronunciate e per i motivi appena esposti, annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle alla proposta di risoluzione di maggioranza. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Prima di passare alle votazioni, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le proposte di risoluzione saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Perilli, Marcucci, Faraone, De Petris e Unterberger. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 2, presentata dal senatore Romeo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 3, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori.