[ddlpres]

Nel caso il soggetto non si avvalga di tale facoltà, ovvero sia manifestamente non in grado di adempiere al pagamento della pena pecuniaria, il giudice di pace, valutate le sue condizioni oggettive (soggetto compiutamente identificato, regolarmente residente nel territorio dello Stato) e i fatti all'origine della causa, dispone l'irrogazione della sanzione penale, la permanenza domiciliare ovvero la permanenza presso la polizia giudiziaria. Individuazione dei comportamenti sanzionabili Per identificare i comportamenti sanzionabili è utile fare riferimento al citato articolo 2 del decreto del Ministro dell'interno 5 agosto 2008, avendo cura però di distinguere le fattispecie che per la loro gravità costituiscono veri e propri delitti puniti dal codice penale o dalle altre leggi speciali da quelle che, pur creando un grande allarme nella cittadinanza, o sono depenalizzate o hanno un trattamento assai modesto nell'ordinamento giuridico vigente. Alla luce di tale criterio potrebbe essere ricondotta alla competenza del giudice di pace penale la sanzione dei seguenti comportamenti: 1) la prostituzione su strada con i connessi atti osceni in luogo pubblico; 2) l'accattonaggio «professionale» nonché quello molesto o attuato con metodologie degradanti, ovvero con impiego di minori o disabili, ovvero con l'utilizzo di animali; 3) l'abuso di assunzione manifesta di sostanze alcoliche o stupefacenti o che generino comportamenti molesti ovvero violenti; 4) il danneggiamento di edifici pubblici e privati; 5) l'occupazione di suolo pubblico o l'invasione di edifici abbandonati per realizzare in modo precario la propria dimora anche temporanea; 6) l'assunzione di sostanze stupefacenti in luogo pubblico mediante l'utilizzo di siringhe; 7) il commercio abusivo su suolo pubblico; 8) gli atti contrari alla pubblica decenza; 9) la reiterata occupazione del suolo pubblico. Analizzando i singoli comportamenti inseriti nell'elenco si può evidenziare quanto segue: 1. Prostituzione su strada con i connessi atti osceni in luogo pubblico Attualmente per i comportamenti connessi al meretricio, in particolare gli atti osceni in luogo pubblico, a causa dell'intervenuta abolitio criminis a opera del decreto legislativo n. 8 del 2016, che ha modificato l'articolo 527 del codice penale, è prevista una sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro. Non vi è dubbio che tale sanzione abbia una grande efficacia nei confronti del cittadino compiutamente identificato, regolarmente residente nel territorio dello Stato e dotato di disponibilità economica. Nessuna efficacia ha però la sanzione nei confronti di persone prive di tali requisiti, prime fra tutte le stesse meretrici. La previsione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni potrebbe costituire un valido deterrente. Alla stessa sanzione potrebbero essere sottoposte le meretrici che esercitano nelle aree urbane esplicitamente vietate con provvedimento delle amministrazioni comunali (progetto zoning ). 2. L'accattonaggio molesto o attuato con metodologie degradanti, ovvero con impiego di minori o disabili, ovvero con l'utilizzo di animali Attualmente l'articolo 600 -octies del codice penale punisce l'accattonaggio con l'impiego di minori con la reclusione fino a tre anni. La disposizione è applicata in maniera piuttosto blanda in quanto è fatta valere (e non sempre) se si utilizza il minore per l'accattonaggio, ma non se si chiede l'elemosina accompagnandosi con un minore. Un'ulteriore aggravante è stata prevista dalla legge n. 94 del 2009 per il reato di accattonaggio commesso in danno di persona portatrice di minorazione fisica. In talune ipotesi sono applicati anche gli articoli 572 (Maltrattamenti contro familiari e conviventi), 600 (Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù) e 610 (Violenza privata) del codice penale. La prassi attuale è quella della denuncia a piede libero; tuttavia vi è la necessità di interrompere l'illecito almeno per alcuni giorni per avere una misura efficace al ripristino del decoro urbano. L'accattonaggio molesto o attuato con metodologie degradanti ovvero simulando disabilità ovvero con l'utilizzo di animali non sono attualmente direttamente sanzionabili se non con le inefficaci sanzioni pecuniarie eventualmente previste dai regolamenti di polizia urbana. La sentenza della Corte costituzionale n. 519 del 28 dicembre 1995 ha soppresso il reato di mendicità generica (primo comma dell'articolo 670 del codice penale), considerando questa una sorta di richiesta di solidarietà sociale, ma ha lasciato in piedi il secondo comma (mendicità condotta con inganno o mezzi ripugnanti). Questa parte è stata soppressa dalla legge n. 205 del 1999, la legge di depenalizzazione dell'Ulivo. Per tali motivi viene reintrodotto il reato di mendicità, prevedendone una configurazione rispettosa della sentenza della Corte e cioè l'accattonaggio professionale (la Corte richiamandosi anche ad altre sue sentenze sull'argomento, negava la possibilità che l'accattonaggio potesse essere un mestiere esercitato continuativamente) e quello condotto in forme ripugnanti. In questi casi la previsione della pena della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni potrebbe costituire un valido deterrente. 3. L'abuso di assunzione manifesta di sostanze alcoliche o che generi comportamenti molesti ovvero violenti Le forme degeneri di alcolismo sono oggi in parte sanzionate dall'articolo 688 del codice penale con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 euro a 309 euro. I soggetti responsabili di tali comportamenti tuttavia spesso non sono identificabili in alcun modo né dalla polizia giudiziaria né dalla polizia amministrativa. Inoltre molto spesso non sono solvibili così che tali comportamenti rimangono sostanzialmente impuniti. La previsione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni, ovvero anche solo per uno o due giorni, potrebbe costituire un valido deterrente. 4. Il danneggiamento di edifici pubblici e privati Il decreto legislativo n. 7 del 2016 ha trasformato il reato di danneggiamento «semplice» in sanzione civile. Ciò significa ad esempio che i danneggiamenti alle autovetture frutto di vandalismo o degenerazioni della cosiddetta movida non sono immediatamente sanzionabili e gli stessi autori degli illeciti non sono immediatamente identificabili dai luoghi dove i fatti sono avvenuti. La previsione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni potrebbe costituire un valido deterrente, oltre a consentire alle Forze di polizia l'immediato allontanamento dai luoghi dove è stato tenuto il comportamento illecito. 5. L'occupazione di suolo pubblico o l'invasione di edifici abbandonati per realizzare in modo precario la propria dimora anche temporanea Questa tipologia di comportamenti crea un grave allarme sociale anche in forza del fatto che normalmente si accompagna con l'espletamento dei bisogni fisiologici sul suolo pubblico.