[pronunce]

Per gli anni successivi al 1983 si è fatto rinvio, al comma 2, per la determinazione dello stanziamento di spesa alla legge regionale annuale di bilancio. L'art. 15, comma 3, della legge reg. Emilia-Romagna n. 2 del 2015, è intervenuto a delimitare la platea dei beneficiari della citata integrazione ai soli dipendenti che fossero in servizio da almeno un anno presso la Regione al momento dell'entrata in vigore della medesima legge regionale, in una prospettiva di contenimento della spesa in vista dell'estinzione del TFS e della correlata integrazione regionale. Una simile previsione, pertanto, lungi dall'istituire nuovi o maggiori oneri, come risulta anche dall'apposita scheda tecnico-finanziaria allegata alla legge regionale in esame, riduce l'onere già esistente. Non si deve dunque identificare alcuna nuova e diversa copertura finanziaria, rispetto a quella già individuata dal citato art. 8 della legge reg. n. 58 del 1982, poiché il legislatore regionale ha invertito la rotta, per orientarsi verso diversi obiettivi. In questa prospettiva deve essere collocata la legge reg. Emilia-Romagna n. 27 del 2017, di approvazione del bilancio di previsione relativo agli anni 2018/2020, che iscrive, prudenzialmente, in un apposito capitolo (U89360) le spese per uno specifico fondo (Fondo integrazione regionale), con l'intento di accantonare risorse per assicurare la copertura degli oneri residui della legge reg. Emilia-Romagna n. 58 del 1982 per gli anni 2018/2020. Tali risorse - è bene evidenziare - si aggiungono a quelle indicate in altro capitolo (U04150) del medesimo bilancio, destinate alla concreta movimentazione della spesa per la medesima integrazione regionale, in modo da dare attuazione a quanto stabilito dal medesimo art. 8, comma 2, della citata legge reg. n. 58 del 1982. Non erra, pertanto, il rimettente, là dove individua proprio in quest'ultima disposizione la norma di copertura finanziaria da applicare nella specie. 5.3.&#8210; Ancora in linea preliminare, deve dichiararsi l'inammissibilità della questione proposta con riguardo al comma 1 dell'art. 8 legge reg. Emilia-Romagna n. 58 del 1982. 5.3.1.&#8210; La Sezione rimettente contesta infatti la legittimità costituzionale di tale disposizione, nella parte in cui quantifica l'onere derivante dall'applicazione della medesima legge per l'esercizio finanziario 1983 in maniera insufficiente, poiché non sostenuta da alcuna documentazione tecnica. Tale previsione è palesemente volta a definire la copertura finanziaria della spesa per l'integrazione regionale al TFS per il solo anno 1983 e fuoriesce, pertanto, dal raggio di valutazione e applicazione della Sezione rimettente, chiamata a pronunciarsi sulla parificazione del rendiconto relativo all'esercizio 2018. La questione sollevata nei suoi confronti, pertanto, è priva di rilevanza ai fini della risoluzione del giudizio principale. 5.4. &#8210; Sgombrato il campo dalle eccezioni di inammissibilità, occorre procedere all'esame della questione di legittimità costituzionale sollevata nei confronti degli artt. 1 e 8, comma 2, della legge reg. Emilia-Romagna n. 58 del 1982 e 15, comma 3, della legge reg. Emilia-Romagna n. 2 del 2015, per violazione del principio di copertura finanziaria. Secondo il Collegio rimettente, infatti, l'art. 15, comma 3, della citata legge regionale non indicherebbe alcun mezzo di copertura di tale spesa, laddove gli artt. 1 e 8, comma 2, della richiamata legge reg. n. 58 del 1982 si limiterebbero a rinviare la provvista alle successive previsioni di bilancio, in contrasto con quanto prescritto dall'art. 17 della legge di contabilità n. 196 del 2009, applicabile alle Regioni in base all'art. 19, comma 2, della stessa legge, nonché con il successivo art. 30 e con l'art. 38 del d.lgs. n. 118 del 2011. 5.4.1. - La questione non è fondata. Si è appena ricordato che l'art. 15, comma 3, della legge reg. Emilia-Romagna n. 2 del 2015, nel disporre l'abrogazione della legge reg. Emilia-Romagna n. 58 del 1982, ne ha salvato gli effetti con esclusivo riferimento ai dipendenti che, in regime di TFS in base alla normativa statale, fossero in servizio da almeno un anno presso la Regione al momento dell'entrata in vigore della medesima legge reg. n. 2 del 2015. Tale misura - di delimitazione della platea dei beneficiari dell'integrazione regionale al TFS - è stata adottata in vista dell'obiettivo di contenere la spesa relativa alla medesima integrazione regionale, in attesa della definitiva estinzione del regime di trattamento di fine servizio, a seguito della sua piena sostituzione con il trattamento di fine rapporto nel settore del pubblico impiego, e della conseguente estinzione del trattamento integrativo erogato dalla Regione. Alla luce di tale considerazione, risulta palese che la norma in questione non rientra fra quelle indicate nell'art. 81 Cost. quali norme che importano «nuovi o maggiori oneri», per cui occorre indicare la copertura finanziaria. Questa constatazione è confermata, come già rilevato, sia nei lavori preparatori, sia nella scheda tecnico-finanziaria allegata alla legge regionale in esame, documentazione che - come di recente ribadito da questa Corte - contribuisce alla corretta interpretazione delle disposizioni censurate (sentenza n. 143 del 2020). Né vi è contraddizione con il fatto che sia stato istituito il «Fondo per l'integrazione regionale al trattamento di fine servizio», iscritto in un nuovo capitolo (U89360) del bilancio relativo all'esercizio finanziario 2018 - e nel relativo rendiconto consuntivo, così da sollecitare l'attenzione del collegio rimettente - e poi approvato all'interno del bilancio di previsione 2018/2020. Il fondo in questione, come già evidenziato, è stato istituito, non già in relazione a quanto stabilito dal citato art. 15, comma 3, della legge reg. Emilia-Romagna n. 2 del 2015, quanto piuttosto, in coerenza con il principio della competenza finanziaria potenziata, nell'esercizio della facoltà accordata alle Regioni dall'art. 46, comma 3, del d.lgs. n. 118 del 2011, di stanziare ulteriori accantonamenti riguardanti passività potenziali, in vista dell'obiettivo di «assicurare la copertura finanziaria integrale nel triennio 2018/2020 alle spese [...] incomprimibili» (Allegato 11), fra cui rientra anche la spesa inerente all'integrazione regionale al TFS, espressamente ricondotta alla legge reg. Emilia-Romagna n. 58 del 1982.