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12 (Sistema telematico per la gestione del voucher da parte dei datori di lavoro e dei collaboratori domestici e assistenti personali) 1 È costituito presso l'INPS, sulla base degli indirizzi tecnici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il sistema telematico per la gestione del voucher da parte dei datori di lavoro e dei collaboratori domestici e assistenti personali. 2 Il sistema deve garantire almeno i seguenti servizi e funzionalità al datore di lavoro in modo che tutte le operazioni possano essere gestite con facilità on line: a iscrizione e informazioni sui contratti; b comunicazione dell'assunzione e della cessazione del collaboratore domestico o dell'assistente personale; c acquisto attraverso accredito in banca del voucher universale per i servizi alla persone e alla famiglia; d accredito dei voucher ricevuti da altri soggetti di cui alle lettere b), c) e d) del comma 2 dell'articolo 1; e predisposizione della busta paga del collaboratore domestico o dell'assistente personale e del saldo in caso di cessazione; f pagamento con il voucher del collaboratore domestico, dell'assistente personale o dei servizi forniti da imprese, organizzazioni non a scopo di lucro e associazioni iscritte all'albo di cui all'articolo 9; g calcolo e pagamento dei contributi sociali del lavoratore dipendente; h acquisto di voucher cartacei. 3 Il sistema deve garantire almeno i seguenti servizi e funzionalità al lavoratore in modo che tutte le operazioni possano essere gestite con facilità on line: a iscrizione e consulenza contrattuale; b accredito dei voucher presso la propria banca; c verifica del pagamento dei contributi sociali; d riepilogo mensile delle retribuzioni. 4 Il datore di lavoro è tenuto a comunicare attraverso il sistema telematico il codice fiscale del lavoratore e la sua retribuzione anche nel caso in cui provvedesse direttamente al pagamento del collaboratore domestico con il voucher . 13 (Servizi per l'incontro tra domanda e offerta e livelli essenziali delle prestazioni) 1 Dopo l'articolo 3 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, è inserito il seguente: «Art. 3- bis. - (Sportello per i collaboratori domestici e gli assistenti personali). -- 1. I servizi competenti, nel quadro della programmazione regionale, al fine di favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro nel settore dei servizi per la persona e per la famiglia, istituiscono appositi sportelli per le persone in stato di disoccupazione, in particolare immigrate, disponibili a svolgere le attività di collaboratori domestici e assistenti personali, offrendo almeno i seguenti interventi: a) colloquio di orientamento entro sei mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione, compilazione della scheda anagrafico-professionale e sua trasmissione per via telematica, se disponibile, al registro regionale delle colf e badanti; b) proposta di adesione a iniziative di inserimento lavorativo, di formazione e di riqualificazione professione. 2. l servizi competenti promuovono l'incontro in appositi locali fra i disoccupati di cui al comma 1 e le famiglie che sono alla ricerca di collaboratori domestici e di assistenti personali per le persone non autosufficienti». 14 (Formazione dei collaboratori domestici e assistenti personali e la certificazione delle competenze acquisite) 1 Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali predispone gli standard relativi ai profili professionali e alla tipologia e durata della formazione per i soggetti iscritti agli albi di cui agli articoli 8 e 9. 2. I collaboratori domestici e gli assistenti personali possono, inoltre, richiedere la certificazione delle competenze possedute anche in percorsi formali e non formali secondo le modalità previste dal decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13. 3. Le competenze certificate secondo le modalità di cui al comma 2 vengono considerate quale requisiti di ingresso all'esercizio della professione laddove corrispondenti agli standard nazionali. 15 (Valorizzazione dei servizi alla persona) 1 Con i decreti di cui all’articolo 18, sono stabiliti i criteri e le modalità per il riconoscimento alle imprese, organizzazioni non a scopo di lucro e associazioni abilitate a erogare servizi alla persona e alla famiglia, iscritte nell'albo di cui all'articolo 9, di un marchio di qualità per i servizi prodotti, nonché le modalità per l'esecuzione dei relativi controlli, anche attraverso il sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e gli istituti di certificazione della qualità. 2. Il marchio di qualità di cui al comma 1 è riconosciuto in caso di offerta di servizi alla persona e alla famiglia di alta qualità, in particolare per quanto riguarda i servizi specialistici rivolti alle persone disabili e agli anziani non autosufficienti, secondo le modalità previste dai decreti di cui all’articolo 18. 3. Il marchio di cui al comma 1 è riconosciuto alle imprese, organizzazioni non a scopo di lucro e associazioni in regola con gli obblighi contributivi e fiscali, secondo quanto certificato dagli organismi competenti secondo le modalità stabilite dai decreti di cui all’articolo 18, e costituisce titolo privilegiato per accedere ai benefici economici e agli incentivi previsti dalla legislazione statale e regionale, nonché titolo per accedere prioritariamente al pagamento dei crediti maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni. 16 (Fondo per la promozione del voucher ) 1 Ai fini del finanziamento delle disposizioni di cui alla presente legge e del cofinanziamento degli interventi adottati in ambito territoriale, è istituito il «Fondo per la promozione del voucher universale per i servizi alla persone e alla famiglia», iscritto nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione pari a 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2014. 2 I criteri di riparto tra le regioni del Fondo per la promozione del voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia, nonché le modalità di accesso al cofinanziamento dei voucher , sono individuati con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-Regioni. 17 (Monitoraggio e valutazione della legge) 1 Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effetti e l'efficacia, è costituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con le regioni, e altre istituzioni competenti, un sistema permanente di monitoraggio e di valutazione che assicura annualmente rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure, sulle conseguenze in termini microeconomici e macroeconomici, sull'emersione del lavoro non regolare eventualmente correlato all'attuazione della presente legge, nonché sul grado di effettivo conseguimento delle finalità della legge. 2 I dati utilizzati per il monitoraggio e la valutazione di cui al comma 1 sono resi disponibili, in forma anonima, a scopo di ricerca scientifica, a gruppi di ricerca collegati a università, enti di ricerca o enti che hanno anche finalità di ricerca italiani ed esteri. I risultati delle ricerche condotte mediante l'utilizzo delle banche dati sono resi pubblici e comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 18 (Decreti di attuazione) 1 Con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,