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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Cile, fatto a Roma il 16 ottobre 2007. Onorevoli Senatori. -- Il Cile vive un momento di rinnovamento politico e socioeconomico, ricco di fermenti e cambiamenti in tutti i settori della vita civile, resi possibili dalla stabilità politica e dal buon andamento dell'economia, che ha conosciuto una crescita del 6 per cento nel biennio 2010-2011, e una previsione per il 2012 del 4,5 per cento, nonostante i riflessi negativi della congiuntura economica internazionale. Dal punto di vista economico, il Cile può essere considerato come uno dei Paesi più attraenti per gli operatori economici internazionali, perché fra i più tecnologicamente avanzati e prosperi del Sud America, con un livello di reddito pro capite medio-alto in rapporto alla media regionale e con una riconosciuta affidabilità giuridica. La crescita economica sostenuta è stimolata soprattutto dall'aumento delle esportazioni di materie prime, in particolare del rame, di cui è il maggior esportatore mondiale (rappresentando il 60 per cento delle esportazioni). L'Italia ha da sempre intrattenuto delle relazioni di amicizia con Santiago, le quali affondano le proprie radici nel contributo dato dalla nostra emigrazione -- anche se numericamente inferiore ad altri Paesi dell'area -- allo sviluppo del Paese. Sul piano economico l'Italia importa dal Cile consistenti quantitativi di rame, di cellulosa e di altre materie prime che vengono ampiamente utilizzati dal nostro sistema produttivo. Per quanto attiene ai rapporti culturali, la cooperazione tra l'Italia e il Cile è regolata dall'Accordo di collaborazione culturale, firmato a Roma il 18 aprile 1991, (ratificato ai sensi della legge 6 marzo 1996, n. 149) il cui Programma esecutivo per il prossimo triennio è in fase di rinnovo. Per quanto riguarda la cooperazione scientifica e tecnologica, l'Accordo firmato a Roma il 18 aprile 1991 andrà a decadere alla data di entrata in vigore del presente Accordo. Esso permetterà di rafforzare la fattiva cooperazione già esistente in campo interuniversitario, che conta 155 accordi, di cui 111 per il solo settore tecnico-scientifico, e che vede coinvolte numerose università italiane. Tale cooperazione potrà essere quindi estesa anche ai centri di ricerca e alle loro reti che operano presso dette università, con conseguenti positive ricadute per le imprese, piccole e grandi, che si avvalgono della collaborazione di tali enti per lo sviluppo tecnologico dei propri prodotti, dei processi industriali e per la formazione professionale e la crescita occupazionale nei territori dove sono ubicate. Il nuovo Accordo favorirà, inoltre, lo sviluppo e l'ampliamento della cooperazione anche in ambito europeo e internazionale, al fine di reperire i fondi necessari per il finanziamento dei grandi progetti di ricerca. Tenuto conto degli aspetti storici, culturali, scientifici e tecnologici, per il Cile l'Italia rappresenta uno dei partner principali, anche per il ruolo che il nostro Paese può svolgere per lo sviluppo del sistema educativo, della scienza e della tecnologia in loco , con conseguenti ricadute anche per l'innovazione e l'internazionalizzazione del sistema produttivo locale, settori dove l'attuale Governo sta investendo per dare delle risposte adeguate alle richieste che vengono dalla società civile. Analisi dell'articolato Art. 1. - Definisce gli obiettivi della cooperazione scientifica e tecnologica nell'ambito dei settori di interesse reciproco, conformemente alle norme giuridiche interne e ai vincoli derivanti dagli accordi internazionali vigenti. Art. 2. - Stabilisce l'ambito della cooperazione nei settori delle scienze di base e delle scienze applicate allo sviluppo tecnologico con particolare attenzione ai settori di punta. Art. 3. - Fissa le modalità della cooperazione: scambi di informazioni, seminari, progetti congiunti, creazione di centri, di laboratori e di reti binazionali e promozione di progetti congiunti nell'ambito dell'Unione europea e degli organismi internazionali per ottenere i relativi finanziamenti. Art. 4. - Prevede l'istituzione di una Commissione mista, la sua composizione, lo scopo e le modalità delle riunioni. Art. 5. - Contempla le disposizioni finanziarie messe a disposizione dai rispettivi Governi. Art. 6. - Regola le clausole sulla proprietà intellettuale nell'ambito dei progetti realizzati dal presente Accordo. Art. 7. - Favorisce lo scambio reciproco di informazioni e il trasferimento di tecnologia tra gli enti interessati, sulla base di quanto stabilito dal precedente articolo 6. Art. 8. - Indica le modalità di risoluzione delle controversie. Art. 9. - Consente di proporre emendamenti, fissandone le modalità e l'entrata in vigore. Art. 10. - Stabilisce le modalità di entrata in vigore e di durata e prevede l'abrogazione del precedente Accordo firmato a Roma il 18 aprile 1991.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Cile, fatto a Roma il 16 ottobre 2007. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 10 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 3 e 4 dell’Accordo di cui all’articolo 1, valutati in euro 39.000 per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e in euro 45.300 a decorrere dall'anno 2016, e dalle rimanenti spese di cui al medesimo articolo 3, pari a euro 183.600 a decorrere dall'anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per le spese di missione di cui agli articoli 3 e 4 dell’Accordo di cui all’articolo 1 della presente legge, il Ministro degli affari esteri e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvedono al monitoraggio dei relativi oneri e riferiscono in merito al Ministro dell'economia e delle finanze.