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la revisione -- sollecitata da tutti i settori produttivi -- della disciplina dell'abuso di diritto (lettera m ) e, infine, il coordinamento, che tiene conto del particolare sviluppo del diritto tributario, della disciplina dei vizi degli atti con quella elaborata per il diritto amministrativo. L'articolo 3 contiene i princìpi e criteri direttivi relativi alla revisione delle sanzioni. Tale intervento è essenzialmente orientato a coordinare l'attuale disciplina -- nata con il dichiarato intento di assoggettare a sanzione solo le persone fisiche autrici dell'illecito -- con i successivi interventi normativi che, per le sole persone giuridiche (e quindi creando una non razionale differenziazione di regime per le società di persone), ha riferito la sanzione esclusivamente all'ente. Questa disarticolazione della disciplina rende necessario un suo ripensamento che -- considerata la crisi di rigetto cui è andato incontro l'impianto teorico da cui muoveva la riforma del 1997 -- non può che andare nel senso di riferire la sanzione al soggetto tenuto all'adempimento tributario previsto dalla norma violata. A questo principio (articolo 3, comma 1, lettera a ) si coordinano tutti gli altri. I criteri e princìpi direttivi per la revisione del processo sono contenuti nell'articolo 4. Fra le disposizioni di maggiore rilevanza si segnalano: -- il rafforzamento e l'ampliamento della disciplina della conciliazione giudiziaria, il cui ruolo nel processo tributario è molto importante in funzione della definizione del contenzioso e la cui limitazione al solo primo grado di giudizio è risultata priva di giustificazione (lettera b ); -- il rinnovato accento sull'esigenza di qualificazione professionale dei giudici tributari (lettera f ); -- la previsione alla lettera h) numero 1), di una apposita regolamentazione del trasferimento dell'azione da altri giudici a quello tributario e viceversa, soltanto dopo il passaggio in giudicato della pronuncia declinatoria della giurisdizione; -- la previsione del necessario aggiornamento della disciplina delle parti del processo tributario per adeguarla alla nuove disposizioni sostanziali in materia lettera h) numero 5); -- l'istituzione di apposito regime disciplinare per i processi tributari con pluralità di parti in considerazione dei rinnovati orientamenti giurisprudenziali al riguardo lettera h) numero 6); -- l'attenzione al processo telematico nella revisione della disciplina degli atti di parte e degli uffici giudiziali lettera h) numero 7); -- sempre in considerazione del mutato e consolidato orientamento della giurisprudenza in materia di tutela cautelare, la previsione dell'introduzione di regole volte a generalizzare la tutela cautelare in ogni stato e grado del processo tributario lettera h) , numero 10); -- l'eliminazione della disparità di trattamento fra contribuente e l'amministrazione mediante la previsione dell'Immediata esecutorietà di tutte delle decisione dei giudici tributari valevole per tutte le parti in causa lettera h) numero 14); -- la previsione del riordino dell'assetto organizzativo dei tribunali e delle corti d'appello tributarie e dei loro componenti, secondo criteri di efficienza e di professionalità nonché del riconoscimento ai giudici tributari di ogni grado della qualità di magistrati, dotati di apposito organo di autogoverno, con riconosciuta garanzia di autonomia, anche finanziaria (lettere i e l) .. Art. 1. (Delega al Governo per la razionalizzazione e uniformità del procedimento di attuazione e la revisione delle sanzioni amministrative e del processo) 1. Il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge uno o più decreti legislativi per la razionalizzazione e la codificazione dell'attuazione e dell'accertamento dei tributi, per la revisione delle sanzioni amministrative e del processo tributario secondo i princìpi, i criteri direttivi e i tempi determinati dalla presente legge. Art. 2. (Razionalizzazione e codificazione della disciplina dell'attuazione e dell'accertamento dei tributi) 1. Il Governo è delegato ad attuare, con i decreti legislativi di cui all'articolo 1, una complessiva razionalizzazione e codificazione della disciplina dell'attuazione e all'accertamento dei tributi realizzando un quadro unitario e organico di norme che stabilmente agevolino lo spontaneo assolvimento degli obblighi tributari e la collaborazione fra Amministrazione tributaria e contribuenti, nonché riducano i costi di adempimento per le imprese favorendone la produttività e incentivando gli investimenti in Italia secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) riorganizzazione sistematica delle vigenti discipline dell'attuazione delle singole imposte riguardanti: le obbligazioni e gli obblighi non patrimoniali dei privati; la funzione amministrativa conoscitiva; gli interpelli; la funzione amministrativa di controllo e accertamento; gli atti dell'amministrazione tributaria; il riesame e l'autotutela; b) adeguamento della disciplina dell'attuazione ai princìpi generali delle tradizioni giuridiche comuni degli Stati membri dell'Unione europea, a quelli previsti nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a quelli costituzionali d'imparzialità, buon andamento e proporzionalità e a quelli dello Statuto dei diritti del contribuente; c) semplificazione della disciplina dell'attuazione al fine di rendere più certi e omogenei l'applicazione e l'accertamento delle imposte; d) individuazione, relativamente alla disciplina dell'attuazione complessiva e agli ambiti di cui alla lettera b) , di princìpi generali, anche in considerazione dei consolidati orientamenti giurisprudenziali, nonché unificazione e coordinamento delle specifiche regole proprie delle singole imposte per quanto consentito dai relativi presupposti; e) inserimento, come princìpi fondamentali, delle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente relative alle limitazioni all'impiego del decreto-legge, alla chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie, all'efficacia temporale delle disposizioni e al divieto di retroattività, ai modi dell'abrogazione e ai criteri dell'interpretazione, con l'individuazione di regole procedurali idonee a limitare le possibilità di non osservanza di tali princìpi da parte del legislatore ordinario; inserimento delle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente relative a ciascun settore della disciplina attuativa fra i princìpi generali del settore medesimo; f) previsione di una disciplina generale delle obbligazioni che comprenda le disposizioni relative alla capacità, alla solidarietà, alla sostituzione tributaria, alla responsabilità d'imposta e, in generale, alle vicende delle situazioni giuridiche soggettive, con rinvio per quanto non diversamente disposto agli istituti del diritto civile; individuazione a livello generale, senza possibilità di delegificazione: dei soggetti che, con riferimento alla disciplina della funzione amministrativa, sono investiti delle relative attribuzioni nonché delle loro competenze; dei poteri di indagine e delle garanzie a favore dei privati, della loro estensione e delle generali modalità di esercizio, con rinvio per quanto non diversamente stabilito alle disposizioni generali del diritto amministrativo; g) previsione, ai fini di una maggiore efficienza dell'attività amministrativa e in attuazione del princìpio di buona fede e leale collaborazione: