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Tale scelta, che deriva dall'esperienza applicativa del credito d'imposta per gli anni 2017/2018, è volta a semplificare il meccanismo di ripartizione previsto dal regolamento vigente (DPCM n. 90/2018) per l'ipotesi, invero assai probabile, che le richieste di compensazione risultino ampiamente eccedenti le disponibilità annuali compatibili con l'attuale dotazione del Fondo per il pluralismo di cui all'articolo 1 della legge n. 198 del 2016. L'articolo 4 del decreto esclude lo spettacolo viaggiante dall'obbligo di utilizzare biglietti nominali. Con tale disposizione il settore in questione viene quindi escluso dall'ambito di applicazione della disposizione, contenuta nell'ultima legge di bilancio, che ha introdotto l'obbligo di titoli di accesso nominali per spettacoli organizzati in locali di capienza superiore ai 5.000 spettatori, per contrastare il fenomeno del bagarinaggio o secondary ticketing . L'emendamento 4.0.3 (testo 2), approvato in Commissione in sede referente, propone di introdurre l'articolo 4- bis , volto a prorogare di un anno il termine per l'adeguamento degli edifici scolastici alla normativa antiincendio, secondo le disposizioni previste dalla legge all'articolo 4 del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19. L'articolo 5 del decreto, infine, è volto ad accelerare le procedure di appalto per la realizzazione degli interventi necessari per l'evento del Campionato europeo di calcio 2020 che avrà luogo nella Capitale, garantendo l'integrità e la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale della Capitale. Si ricorda che il Campionato europeo di calcio 2020 o UEFA Euro 2020 - in occasione del 60° anniversario della nascita del torneo - avrà per la prima volta un'organizzazione a sedi miste, in quanto la fase finale non avrà luogo in una singola nazione, ma in 12 distinte città europee. In particolare, le semifinali e la finale si disputeranno allo stadio di Wembley di Londra, mentre la partita inaugurale si terrà allo stadio Olimpico di Roma. L'articolo 5, sulla scorta di quanto è stato disposto per le Universiadi 2019, prevede la possibilità che Roma Capitale nomini un apposito commissario con funzioni di stazione appaltante, sostituendosi agli organi del Comune. Al commissario straordinario è attribuito il compito di provvedere in via esclusiva all'espletamento delle procedure per la realizzazione di lavori e acquisizione di servizi e forniture, anche per eventi strettamente connessi alla manifestazione sportiva in questione. L'articolo consente inoltre di derogare a una serie di norme nazionali, nel rispetto della normativa europea. È stato proposto di introdurre, infine, l'articolo 5- bis , recante "Misure urgenti a favore degli Istituti superiori nazionali musicali non statali e delle accademie non statali di belle arti finanziati da enti locali". L'articolo 6 del decreto, infine, reca la consueta clausola di entrata in vigore del decreto-legge. Testo integrale della relazione orale del senatore Rampi sul disegno di legge n. 1374 Onorevoli senatori, la Commissione istruzione pubblica, beni culturali ha esaminato e approvato il decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico-sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020, senza tenere in debito conto le osservazioni dei soggetti auditi in Commissione, né la stragrande maggioranza degli emendamenti del Gruppo Partito Democratico, che in parte recepivano le suddette osservazioni ed erano finalizzati a migliorare un provvedimento utile, ma carente, poco coraggioso e poco innovativo, scritto all'insegna del "vorrei, ma non posso". Il provvedimento in esame contiene alcune misure necessarie per i settori di riferimento, in particolare per le fondazioni lirico-sinfoniche, per il cinema e l'audiovisivo e per lo spettacolo viaggiante e, più in generale, per gli spettacoli dal vivo. La finalità del provvedimento e la sua impostazione di fondo sono abbastanza condivisibili, in quanto sostanzialmente in continuità con le politiche adottate in materia nella scorsa legislatura. Tuttavia, dopo un anno di attività, ci saremmo aspettati o - meglio, avremmo auspicato - che il primo provvedimento del Governo su questi temi contenesse scelte e investimenti di tutt'altra rilevanza. Inoltre, pur condividendo la necessità di un intervento urgente sull'argomento, non possiamo non sottolineare come un'organizzazione differente del lavoro, più rispettosa del Parlamento, avrebbe consentito un suo maggior coinvolgimento, nel rispetto della dignità del Senato e, ancor di più, dell'altro ramo. Così non è stato e così non sarà. Allo stesso modo, non si può non rilevare come all'accelerazione dei tempi per la presentazione degli emendamenti non sia corrisposta alcuna capacità di una loro analisi da parte della maggioranza, "costringendo" l'esame in Commissione praticamente a ridosso di quello in Assemblea, con una pressoché contestuale sovrapposizione dei tempi della loro presentazione e il conseguente venir meno della possibilità per la Commissione di svolgere un lavoro approfondito. Si tratta di perplessità di metodo purtroppo usuali, cui si accompagnano quelle di merito. Venendo al merito del provvedimento, quest'ultimo rappresenta una grande occasione persa, per vari motivi. In primis , è stata persa l'occasione per affrontare l'annosa questione dei lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo, ragionare sul loro status giuridico e provare a superare la condizione di precarietà che li caratterizza. Inoltre, è stata persa l'occasione per dare respiro al settore strategico del cinema e dell'audiovisivo, con investimenti molto più significativi, affrontando tutte le novità che lo riguardano, le nuove forme di produzione, i nuovi canali di trasmissione, la capacità competitiva e le grandi potenzialità del nostro Paese, nonché le straordinarie competenze tecniche e artistiche che ancora oggi rendono i nostri professionisti tra i più attrattivi al mondo. Sull'articolo 1, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, è stato approvato un emendamento del Gruppo Partito Democratico finalizzato a estendere la disciplina ivi prevista anche ai teatri di tradizione e ai soggetti finanziati dal Fondo unico per lo spettacolo, che utilizzano il contratto collettivo nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche in virtù della loro peculiarità e di una visione più ampia dei soggetti interessati. Le misure previste dal decreto-legge sono minimali. L'articolo 1 reca una disciplina speciale per la stipula da parte delle fondazioni lirico-sinfoniche, in presenza di determinate esigenze, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, stabilendo, in particolare, che la relativa durata non possa superare i 48 mesi (ridotta poi a 36 mesi con un emendamento della maggioranza).