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nel caso in cui l'ammontare della detrazione sia relativamente basso, o i tempi per il recupero relativamente estesi, nella percezione del contribuente potrebbe risultare più conveniente eseguire i lavori accettando l'offerta, da parte delle imprese incaricate di realizzare l'opera, di uno sconto immediato sul costo, anche più basso rispetto alla misura complessiva della detrazione, in cambio della possibilità di non fatturare in parte i lavori; sarebbe possibile rendere più efficaci entrambe le detrazioni, rispondendo sia alle esigenze di coloro che ne fruiscono, ossia famiglie e imprese, sia a quelle dell'erario, con riferimento all'emersione dei ricavi e del reddito di quella parte di lavori che, attualmente, sfugge alla tassazione, trasformando le detrazioni per lavori edili in credito d'imposta cedibile a un intermediario finanziario, dietro precisa e irrevocabile opzione; l'introduzione di una siffatta previsione, oltre a fornire una maggiore garanzia all'erario, consentirebbe ai fruitori delle detrazioni, in particolare a coloro che non abbiano sufficienti risorse economiche, di disporre immediatamente delle somme corrispondenti al credito d'imposta, con effetti certamente positivi, non solo in termini di domanda di servizi connessi alle ristrutturazioni e alla riqualificazione energetica, ma anche in termini di abbattimento dei relativi costi; inoltre, l'attuale detrazione fiscale può essere usufruita solo nei limiti degli importi dovuti per ciascun anno d'imposta, per cui qualora le imposte dovute siano inferiori alla rata annuale della detrazione riconosciuta, la differenza non può essere recuperata; l'onere a carico del bilancio dello Stato dovuto all'allargamento della platea dei soggetti beneficiari delle detrazioni fiscali, eventualmente anche incapienti, troverebbe adeguata copertura nelle maggiori risorse finanziarie relative alla crescita complessiva del volume di attività delle imprese che operano nel settore dell'edilizia, con conseguente incremento delle imposte dirette e regionali sulle attività produttive; già da diversi anni, anche le Province autonome di Trento e di Bolzano concedono, ai sensi delle rispettive leggi provinciali e sulla base dell'importo teorico totale delle detrazioni fiscali previste dalla normativa statale per interventi di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico sugli edifici, appositi finanziamenti a copertura degli interessi relativi ad un contratto di mutuo stipulato con uno degli istituti di credito convenzionati, si chiede di sapere se, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio su tutto il territorio nazionale, il Ministro in indirizzo non ritenga utile introdurre, con apposito strumento normativo, un istituto giuridico che, sul modello dei finanziamenti concessi dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, consenta ai titolari delle agevolazioni fiscali, quindi alle famiglie e alle imprese, di convertire le detrazioni loro spettanti e relative alle spese destinate agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli edifici in credito d'imposta cedibile a un intermediario finanziario, con l'applicazione di tassi d'interesse ridotti e pressoché uniformi, in virtù della bassa rischiosità della garanzia concessa dallo Stato. Atto n. 3-00405 UNTERBERGER Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nella produzione industriale intensiva di uova, vengono adottate pratiche cruente, più volte denunciate dalle associazioni per la tutela degli animali, volte all'eliminazione selettiva, il cosiddetto "culling", dei pulcini maschi negli allevamenti di galline ovaiole, considerati veri e propri "scarti", in quanto il loro allevamento, non essendo finalizzato alla produzione di uova e neppure di carne, è ritenuto dalle industrie del settore economicamente sconveniente; attualmente, non appena nati e una volta riconosciuto il loro sesso da figure specializzate del settore (cosiddetti "sessatori"), i pulcini maschi vengono separati dagli altri e tritati in un macchinario a lame rotanti o asfissiati con dei gas: dei due metodi utilizzati, il primo metodo risulta essere particolarmente crudele; solo in Italia, annualmente vengono eliminate decine di milioni di pulcini maschi e, tra i Paesi europei, la Germania ha già annunciato l'intenzione di introdurre il divieto di soppressione dei pulcini, promuovendo metodi e strumenti in grado di identificare il sesso già dell'embrione, al fine di scartare le uova che contengano pulcini maschi ancora prima della schiusa, destinandole ad altri usi; in Svizzera si è voluto investire su metodi alternativi di allevamento, al fine di evitare una tale strage di pulcini, sviluppando una razza di polli, i cui pulcini maschi possono essere allevati come animali da carne, mentre le femmine sono destinate alla produzione di uova; anche in seno al Parlamento europeo, mediante l'approvazione della risoluzione 2015/2597 (RSP), nell'ambito della strategia dell'Unione europea per la protezione e il benessere degli animali, si è esortata la Commissione europea a procedere a una valutazione della strategia 2012-2015 esistente, attuandone senza indugio i punti ancora in sospeso, nonché a elaborare una nuova e ambiziosa strategia in materia di protezione e benessere degli animali per il periodo 2016-2020, garantendo un quadro legislativo aggiornato, esaustivo e chiaro, in attuazione dell'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, onde garantire l'introduzione di norme rigorose in tutti gli Stati membri; piuttosto che essere considerati "merce non utilizzabile" a livello industriale e, pertanto, soggetta a distruzione, questi animali dovrebbero essere considerati alla stregua di qualsiasi altro essere vivente, come richiederebbe l'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), stando al quale, nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione nei settori dell'agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnologico e dello spazio, gli Stati membri devono tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali, in quanto, "esseri senzienti"; considerando che i due metodi alternativamente utilizzati per la soppressione dei pulcini rappresentano una pratica incompatibile con la strategia dell'Unione in materia di protezione e benessere degli animali, era stata presentata in Parlamento europeo un'ulteriore proposta di risoluzione (B8-0625/2015), al fine di sollecitare l'Unione europea a porre in essere tutte le iniziative necessarie per incoraggiare gli Stati membri ad introdurre, una volta per tutte, il definitivo divieto di soppressione dei pulcini maschi, con particolare riferimento all'utilizzo del macchinario a lame rotanti, sostenendo al contempo la ricerca scientifica in materia di metodi prenatali di determinazione del sesso dei pulcini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, appresi quali siano le modalità utilizzate e i dati numerici relativi alle pratiche di eliminazione dei pulcini maschi nell'industria italiana dell'allevamento, non intenda intervenire al fine di vietare definitivamente la cruenta pratica di triturazione dei pulcini e, più in generale, incentivare l'adozione di metodi alternativi di allevamento o di strumenti in grado di identificare il sesso già dell'embrione.