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L'articolo 2 reca la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali di ciascuna delle circoscrizioni elettorali per il Senato della Repubblica secondo quanto indicato, rispettivamente, nelle Tabelle B.1 e B.2. L'articolo 3 reca disposizioni in materia di istituzione di nuovi Comuni, distacco di Comuni da Regioni e sezioni elettorali riguardanti più collegi. Nei casi in cui, prima della convocazione dei comizi, vengano istituiti nuovi Comuni per fusione o distacco territoriale, il Comune di nuova istituzione si intende assegnato al collegio uninominale o plurinominale nel cui ambito originario insisteva il maggior numero di popolazione residente poi confluita nel nuovo comune. Nei casi in cui vi sia il distacco di un Comune da una Regione e l'aggregazione a un'altra con conseguente mutamento di circoscrizione, il Comune si intende assegnato, nell'ambito della nuova circoscrizione, al collegio plurinominale e al collegio uninominale ad esso territorialmente contigui. Infine, le sezioni elettorali che interessano più collegi uninominali o plurinominali si intendono assegnate al collegio uninominale o plurinominale nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio elettorale di sezione. L'articolo 4 stabilisce che, a decorrere dal primo scioglimento o dalla prima cessazione di ciascuna Camera successivo al 4 gennaio 2021, si applichino le relative disposizioni del presente decreto e cessino di avere applicazione le corrispondenti disposizioni del decreto legislativo n. 189 del 2017, in materia di determinazione dei collegi elettorali di Camera e Senato. L'articolo 5 reca la clausola di neutralità finanziaria. L'articolo 6 dispone infine in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Dopo aver ricordato che il termine per l'espressione del parere al Governo è previsto per l'11 dicembre, propone di audire, se possibile in seduta congiunta con la Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, i componenti della commissione di esperti e il presidente dell'ISTAT. Propone altresì di far pervenire eventuali osservazioni per lo schema di parere per l'inizio della prossima settimana. Auspica che si raggiunga un punto di equilibrio condiviso, anche considerati i criteri piuttosto complessi di cui il Governo ha dovuto tenere conto nella ridefinizione dei collegi elettorali. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) concorda sull'organizzazione dei lavori proposta dal Presidente. Chiede, tuttavia, al rappresentante del Governo se sia possibile uno slittamento del termine per l'espressione del parere, anche per favorire il confronto con la Commissione affari costituzionali della Camera, considerata la ristrettezza del tempo a disposizione. Il PRESIDENTE precisa che il termine per l'espressione del parere non è perentorio nella misura in cui si concordi con il Governo una proroga di fatto. Il sottosegretario CASTALDI ritiene che non vi siano problemi in caso di un superamento del termine dell'11 dicembre, nel rispetto dei sessanta giorni per l'esercizio della delega, soprattutto se questo consentirà il raggiungimento di un orientamento unanime. Del resto, lo schema di decreto legislativo è stato predisposto sulla base del lavoro svolto da un organismo terzo e il Governo è disponibile ad accogliere eventuali indicazioni condivise del Parlamento. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'opportunità di un raccordo anche con la Camera dei deputati: in tal senso, sarebbe preferibile qualche giorno in più di attesa, pur di raggiungere un consenso così ampio sullo schema di parere al Governo. Il PRESIDENTE , nel concordare con le considerazioni del senatore Calderoli, precisa che lo svolgimento dell'audizione in seduta congiunta con la Commissione affari costituzionali della Camera dovrebbe appunto favorire la predisposizione di uno schema di parere dello stesso tenore. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16.