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Eppure, è evidente a tutti che non sono la stessa cosa e mi sembra che la consapevolezza di cosa voglia dire vivere in montagna e rendere le valli popolate un valore in sé non sempre sia stata riconosciuta dal Governo. (Applausi) . I nostri operatori del turismo di montagna e dei settori legati avevano lavorato a protocolli di sicurezza, presentati dalle Regioni interessate alla Conferenza Stato-Regioni. A distanza di un mese, non hanno neppure ricevuto uno straccio di risposta dal comitato tecnico scientifico (CTS). Questo non è un comportamento rispettoso, perché sono istituzioni che sanno cosa serve ai loro territori. Questo perché tutto quello che può ricordare il turismo è diventato un tabù, senza rendersi conto, ad esempio, che con la chiusura degli impianti viene meno la gestione del territorio. E poi davvero lo sci è più pericoloso di una passeggiata in un parco di Roma? Davvero un pranzo in baita è più pericoloso di uno in un ristorante di città? Davvero una funivia e una seggiovia sono più pericolose di una metropolitana o di un autobus? Davvero la fila a un impianto di risalita non è meglio organizzabile di un assembramento in una piazza cittadina? (Applausi) . Sta in domande come queste il motivo per cui diventa sempre più difficile introdurre nuove restrizioni e garantirne fino in fondo il rispetto. I cittadini devono capire che le regole vanno rispettate, ma queste devono apparire logiche ed eque, il che vuol dire sempre proporzionate rispetto al potenziale di rischio dei vari contesti. Ne parleremo domani, ma le proteste sugli spostamenti a Natale nascono esattamente per motivi di questo tipo. Per passare al provvedimento, signor Presidente, salutiamo positivamente tutte le norme sulle scadenze fiscali, le rateizzazioni, le proroghe, le sospensioni e le moratorie, così come l'intero pacchetto per il turismo, con gli aiuti per gli stagionali del settore termale e con quelli per commercio al dettaglio, l'artigianato e le imprese edili. Tuttavia, sappiamo che qui bisognerà continuare a intervenire, perché c'è una questione di filiera e di indotto che richiede un'attenzione e un sostegno costante, anche per far passare l'appetito a qualche investitore straniero che ha già messo gli occhi sui pezzi pregiati di questo settore (e ce ne sono tanti, credetemi). Ancora, non accetto che, quando si parla di turismo, se ne parli come di un settore che vale il 10 o il 12 per cento del PIL. Tutti quelli che conoscono un po' la tematica, infatti, sanno che dietro c'è una filiera estremamente grande: il commercio al dettaglio, l'agricoltura, l'artigianato, i servizi e l'edilizia. Non possiamo dire quindi che questo è un settore che vale tot, ma dobbiamo capire che dietro vi è una filiera che, se si spacca, impedisce a questo Paese di progredire ulteriormente. Voglio che si capisca questo e che nel decreto ristori cinque ci vogliono ristori veri, e non piccoli, per quel settore martoriato (Applausi) . Dobbiamo prendere esempio da altri Paesi che sono nostri concorrenti: in Austria, l'80 per cento del fatturato perduto; in Germania, il 75 per cento del fatturato perduto; ecco i ristori che servono per questo settore. Grazie a un emendamento del nostro Gruppo, 2 milioni di euro verranno destinati a favorire l'accesso alla didattica a distanza per gli alunni in situazioni di fragilità nelle Province autonome di Trento e di Bolzano e in Valle D'Aosta. Poi, con la norma sulla A22, il Governo ha dimostrato la volontà di mantenere pubblica l'infrastruttura: non è ancora risolutiva, ma costituisce un buon punto di partenza di quel percorso, per garantire gli investimenti ed esprimere fino in fondo il suo valore strategico; speriamo, tutti assieme, di poterla migliorare. Mi dispiace invece che altre proposte emendative, volte a rendere più efficace la distribuzione degli aiuti, non siano state accolte: penso a quella per sostituire i codici Ateco con il criterio dalla perdita di fatturato su base plurimensile (Applausi) e a quello sull'accesso alla cassa integrazione per i lavoratori stagionali dei settori colpiti da provvedimenti sospensivi, come i lavoratori del turismo, delle funivie, del commercio e delle scuole di sci. Questo mi appare oggi come uno dei limiti del provvedimento, perché, com'è stato detto da più parti, rischia di non esserci il principio di congruità sull'importo e sulle platee interessate. Presenteremo nuovamente queste proposte, mentre è giusto sottolineare che, rispetto a precedenti provvedimenti, la velocità di erogazione delle risorse è stata adeguata e, anche in questo caso, sappiamo che i tempi non sono una variabile secondaria, ma anzi un elemento di sostanza. Per concludere, signor Presidente, come ha detto la Banca d'Italia, le misure di questi mesi sono riuscite ad attenuare la gravità della situazione, tuttavia le imprese hanno visto aumentare la loro esposizione bancaria e questo grazie anche alle misure che hanno favorito l'accesso al credito. Questo è, in prospettiva, un elemento di rischio e un mancato rimbalzo economico avrebbe pesanti conseguenze anche per le banche. Ancora una volta, quindi, emerge la necessità, per non dire l'urgenza, di concentrarsi sulle politiche per la crescita, a cominciare dal recovery plan . Oggi 9 miliardi di euro possono essere liberati dalla sanità per consolidare gli altri ambiti di intervento, se si supereranno, una volta per tutte, le resistenze su MES sanitario sì o MES sanitario no. Per i ritardi e i limiti del nostro sistema sanitario e per il progressivo smantellamento della medicina territoriale di base, l'incidenza del virus in termini di mortalità purtroppo non ha paragoni al mondo. Quei 36 miliardi di euro, o almeno una parte di loro, si possono prendere subito e sono fondamentali, se davvero, come dicono alcuni esperti, la terza ondata sarà inevitabile. Oggi siamo ancora in tempo per dare un colpo di reni, a cominciare dalle cose più semplici, come garantire la presenza di personale medico-infermieristico. Anche a tal proposito sono contento che sia passato un nostro emendamento, che prevede la proroga di un anno per il personale a contratto, che non possiede l'attestato di bilinguismo, perché consente la continuità di personale nelle nostre strutture. È vero che molto è stato fatto, ma adesso occorre un altro salto di qualità in avanti, su tutti i fronti. Ci vogliono strategie intelligenti, perché siamo ancora dentro la pandemia e la battaglia contro il Covid non è ancora finita. Per responsabilità, dunque, annuncio il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, ci apprestiamo a convertire i decreti ristori, un panetto di provvedimenti che cerca di tamponare il lockdown differenziato che il Governo ha deciso di applicare a questa seconda ondata del Covid-19.