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Introduzione dell'articolo 609- quater .1 del codice penale, in materia di omesso impedimento di atti sessuali con minori da parte di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. Onorevoli Senatori. – L'abuso sui minori ricomprende diverse fattispecie penali tra cui violenze e maltrattamenti e l'abuso sessuale. In riferimento alla intollerabile piaga degli abusi sessuali sui minori, il Consiglio d'europa nel 1978 si è così espresso: « gli abusi sono gli atti e le carenze che turbano gravemente il bambino, attentando alla sua integrità corporea, al suo sviluppo fisico, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono le trascuratezze e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino ». L'abuso sessuale su minore viene definito dall'Organizzazione mondiale della sanità, Consulta per la prevenzione sull'abuso di minore, come « il coinvolgimento di un minore in attività sessuali: che i minori non possono comprendere pienamente, a cui sono incapaci di dare un consenso informato, per le quali il/la bambino/a non sono preparati dal punto di vista dello sviluppo e che violano le leggi o i tabù della società » ( WHO Consultation on Child Abuse Prevention 1999 ). L'abuso sessuale su minore è un fenomeno unico, che presenta dinamiche differenti rispetto all'abuso sessuale di adulti e pertanto deve essere trattato in modo particolare. Le caratteristiche principali dell'abuso su minore sono: – uso raro di forza fisica e violenza: l'autore dell'abuso cerca di conquistare la fiducia del minore e di nascondere l'abuso; – normalmente l'autore dell'abuso è una persona conosciuta e di cui il minore si fida; spesso si prolunga per settimane o addirittura anni; – gli episodi sono ricorrenti ed aumento di invasività nel tempo. Il minore viene gradualmente coinvolto in una relazione che col tempo diventa sessuale; – 1/3 degli abusi sessuali su minori riguardano l'incesto o rapporti intrafamiliari. Art 609- bis codice penale. Violenza sessuale Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. Art 609- quater codice penale. Atti sessuali con minorenne Soggiace alla pena stabilita dall'articolo 609- bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest'ultimo, una relazione di convivenza. Fuori dei casi previsti dall'articolo 609- bis , l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest'ultimo una relazione di convivenza, che, con l'abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 609- bis , compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. Si applica la pena di cui all'articolo 609- ter , secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci. La disciplina degli atti sessuali con minorenne consenziente posta dall'articolato dell'articolo 609- quater è quindi chiaramente rappresentabile distinguendo quattro ipotesi, legate alle diverse fasce di età normativamente considerate. Art 609- ter codice penale. Circostanze aggravanti La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all'articolo 609- bis sono commessi: 1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici; 2) con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale; 5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore, anche adottivo, il tutore; 5- bis) all'interno o nelle immediate vicinanze di istituto d'istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa; 5- ter) nei confronti di donna in stato di gravidanza; 5- quater) nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza; 5- quinquies) se il reato è commesso da persona che fa parte di un'associazione per delinquere e al fine di agevolarne l'attività; 5- sexies) se il reato è commesso con violenze gravi o se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave. La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci. Diventa importante e utile affrontare il problema del contenuto dell'obbligo di protezione della madre nei confronti dei figli minori, e cioè se la madre debba necessariamente denunciare il marito laddove scopra gli abusi sui figli, oppure se vi siano altre condotte concretamente idonee ad escludere la sua responsabilità. La responsabilità della donna, attualmente, trova fondamento giuridico nel disposto dell'articolo 40, secondo comma, del codice penale, secondo il quale non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. L'imputazione del fatto illecito in capo al soggetto avviene sulla base di un criterio soggettivo e di uno oggettivo, sulla scorta della teoria bipartita del reato: il criterio di imputazione soggettiva concerne il rapporto autore – fatto ed attiene alla verifica della sussistenza del dolo o, se ex legge prevista, della colpa. Il criterio di imputazione oggettiva è integrato invece dalla causalità giuridica concernente il rapporto azione - evento. Il rapporto di causalità è presupposto indefettibile del reato integrando gli estremi di uno degli elementi costitutivi della fattispecie delittuosa: in assenza del nesso eziologico al soggetto non può essere ascritto l'evento illecito.