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Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge, recante « Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione », si compone di otto articoli (di cui sei recanti il conferimento di deleghe al Governo, uno recante disposizioni finanziarie e uno recante la clausola di salvaguardia), accomunati dall'obiettivo di individuare soluzioni concrete per garantire l'efficienza delle amministrazioni pubbliche, il miglioramento dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse. L'obiettivo sotteso agli articoli da 1 a 6 è il rilancio dell'azione amministrativa, in primo luogo, mediante una riforma del rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Al riguardo, l'intervento normativo concerne i vari aspetti in cui tale rapporto si articola: accesso al pubblico impiego e alla qualifica dirigenziale, procedure di mobilità, procedimenti di valutazione delle competenze e procedimenti disciplinari. Una migliore organizzazione del lavoro pubblico non può prescindere, inoltre, dalla piena garanzia dell'autonomia del dirigente pubblico attuando una maggiore trasparenza delle procedure di conferimento, modifica o revoca degli incarichi dirigenziali. L'articolo 7 contiene la clausola di invarianza finanziaria delle disposizioni introdotte dal presente disegno di legge, con la precisazione che qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi siano emanati successivamente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. L'articolo 8, infine, riconosce le disposizioni della presente legge quali princìpi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, stabilendo che le regioni a statuto ordinario si attengano ad esse tenendo conto delle peculiarità dei rispettivi ordinamenti e che le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedano ad applicarle compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Il provvedimento è stato modificato con l'inserimento di alcune delle modifiche proposte dall'Associazione nazionale dei comuni italiani(ANCI), dall'Unione delle province d'Italia (UPI) e dalle regioni in sede di Conferenza unificata. Il presente disegno di legge si compone complessivamente di otto articoli, il cui contenuto è di seguito illustrato. L'articolo 1 (« Deleghe per la riforma del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche ») contiene deleghe al Governo – da esercitare con uno o più decreti legislativi da adottare entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge – per la riforma del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. La delega è funzionale al conseguimento di una duplice finalità: da un lato una finalità interna, consistente nel conseguimento dell'obiettivo di una migliore organizzazione del lavoro; dall'altro una finalità esterna, di perseguimento di un maggiore livello di qualità dei servizi resi a cittadini e imprese. La delega, inoltre, è diretta a coordinare le disposizioni vigenti in materia di pubblico impiego, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, anche attraverso l'elaborazione di testi unici. Lo scopo è quello di conseguire più alti livelli di produttività nel lavoro pubblico. In tal senso, il Governo potrà intervenire direttamente sul decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante « Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche », sul decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante « Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni », sul decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante « Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali », e su ogni altra disposizione in materia, con esclusione del personale di cui all'articolo 3 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001. Ai sensi del comma 2, i predetti decreti legislativi saranno adottati – secondo i princìpi e criteri direttivi fissati, per ogni materia, dagli articoli da 2 a 6, nonché in armonia con i princìpi sanciti dall'articolo 27 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e con il quadro delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa in materia di disabilità, su proposta del Ministro delegato per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata e previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato che è reso nel termine di quarantacinque giorni decorso il quale il Governo potrà comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Il comma 3, infine, prevede la possibilità per il Governo di adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, con la medesima procedura sopra descritta e nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Il comma 4 prevede l'applicabilità delle disposizioni della presente legge anche al personale dei comparti dell'istruzione, della ricerca e della sanità, in quanto compatibili e ferma la specificità dei rispettivi ordinamenti. L'articolo 2 (« Delega in materia di accesso al pubblico impiego ») individua, al comma 1, le finalità che il Governo dovrà perseguire nell'esercizio della delega disciplinata, nei suoi caratteri generali, dal citato articolo 1. A tal riguardo, viene specificato che il Governo dovrà ridefinire, anche mediante la riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali, le modalità di accesso al pubblico impiego, compreso quello alla dirigenza di prima e seconda fascia. Conseguentemente, al comma 2, vengono dettati i princìpi e i criteri direttivi sotto elencati: a) prevedere, nel rispetto della normativa vigente, prove differenziate (teoriche e pratiche) in relazione alle professionalità da reclutare e orientate a selezionare i candidati migliori sulla base delle competenze possedute ovvero delle abilità residue nel caso dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68;