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Con riferimento alle modalità di riordino e semplificazione dell'organizzazione dei vari Ministeri, si segnala che il provvedimento prevede che i regolamenti di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, del Ministero dell'ambiente e del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, siano adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 4- bis del decreto-legge n. 86 del 2018, in deroga al procedimento ordinario stabilito dall'articolo 17, comma 4- bis , della legge n. 400 del 1988. L'articolo 7 stabilisce la proroga delle funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, per il Presidente e i componenti del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) fino all'insediamento del nuovo Consiglio, e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2019. L'articolo 8, in conclusione, reca disposizioni sull'entrata in vigore del decreto-legge. Ringrazio quindi il Presidente, tutte le colleghe senatrici e i colleghi senatori della Commissione, il rappresentante del Governo e ovviamente gli uffici per l'ottimo lavoro svolto e invito l'Assemblea ad approvare la conversione del decreto in legge. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1. Ha chiesto di intervenire la senatrice Stefani per illustrarla. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo presentato in questa sede la questione pregiudiziale QP1, attinente al disegno di legge n. 1493, in quanto rileviamo la presenza di gravi problemi di legittimità costituzionale per il mancato rispetto dell'articolo 77 della Costituzione e per l'assenza dei requisiti in base ai quali si può legiferare tramite decreto-legge. In tal senso, il decreto-legge appare uno strumento del tutto contraddittorio e addirittura quasi incoerente con la sua stessa natura. La Corte costituzionale più volte si è espressa ritenendo che il decreto-legge debba rappresentare un'ipotesi eccezionale, da utilizzare in presenza di condizioni precise, altrimenti si viene a depauperare il grande potere delle Camere: il potere legislativo. In questo caso non sussistono i requisiti di necessità e urgenza; semmai di fretta, che non è esattamente «urgenza», forse perché la maggioranza ha anche poca fiducia nella durata del Governo e ha fretta di raggiungere il prima possibile l'obiettivo. Nel corso del dibattito e dei lavori in Commissione si sono verificate anche situazioni per certi versi kafkiane, forse dovute alla modalità stessa del provvedimento. Poco rassicurante è stata anche la presentazione di proposte emendative provenienti direttamente dalle diverse amministrazioni (quindi dal Governo), che sono state poi ritirate perché inammissibili; questo ha creato sicuramente una certa confusione all'interno dei lavori della Commissione. Di certo è difficile rinvenire nelle relazioni una motivazione o una giustificazione per il trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali delle funzioni esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali in materia di turismo. Con questo passaggio si è venuta a perdere quella sorta di governance che si era potuta costruire in una materia per certi veramente entusiasmante, perché non tutte le parti d'Italia hanno la fortuna di avere il Colosseo o l'Arena di Verona. (Brusio) . Signor Presidente, posso chiederle, se è possibile, di avere un po' di silenzio? PRESIDENTE . Le chiedo scusa se la interrompo, senatrice Stefani. Come ho già chiesto prima, chiedo ai colleghi di lasciare liberi i banchi del Governo mentre è in corso la discussione. Richiamo inoltre i colleghi ad abbassare il volume della voce, onde consentire alla senatrice Stefani di proseguire. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. Il turismo italiano quindi non è solo il turismo attorno a beni culturali o monumenti. In gran parte dell'Italia, non essendoci magari questi doni e questi grandi gioielli, abbiamo tuttavia delle grandi potenzialità per il turismo: la promozione e la valorizzazione del territorio, attraverso il patrimonio che ci offre la natura stessa, il patrimonio del paesaggio, il patrimonio che ci dà e ci offre una bella gestione dell'agricoltura. Nell'agricoltura rientrano settori di grandissimo interesse, come gli agriturismi e il mondo dell'enogastronomia; il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, come era stato sostenuto e diretto dal ministro Centinaio, aveva portato alla promozione di interessantissimi progetti. Si è invece inteso ritornare al passato, in modo quasi demagogico, eludendo le aspettative di tutti questi progetti. Secondariamente, ma non da meno, non vi è alcun carattere di necessità e urgenza neanche nelle disposizioni che portano a trasferire al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le funzioni esercitate dal Mise in materia di politica commerciale e promozione con l'estero. Nella relazione si parla di «valorizzare la crescente componente economica della politica estera»; questo non è un requisito di necessità e urgenza e fa venir meno le condizioni affinché ci si possa appellare al decreto-legge. Nel provvedimento vi sono poi vari passaggi che sollevano dei dubbi e delle perplessità. Vi è l'istituzione di diversi posti con funzioni dirigenziali, in deroga ai limiti assunzionali previsti nelle varie amministrazioni; tutto ciò, anche in questo caso, senza una palese giustificazione. Per tutte queste ragioni, riteniamo che la decretazione d'urgenza sia inadeguata e palesemente in contrasto con la nostra Costituzione. Per le ragioni sopra esposte, noi del Gruppo della Lega chiediamo che si deliberi di non procedere all'esame dell'Atto Senato 1493. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, da quando, su proposta del senatore Calderoli, le pregiudiziali sono sganciate dagli aspetti di costituzionalità, si può evidentemente eccepire sui provvedimenti che arrivano in Aula sotto molteplici profili e certe volte probabilmente sarebbe anche inutile entrare in discussione rispetto ad alcuni temi. Però, apprezzando anche l'intervento della senatrice Stefani, che ha provato a trovare degli argomenti sul piano costituzionale, è evidente che un Governo che si occupa di attuare delle politiche individua nell'organizzazione propria del Governo e nella distribuzione delle materie il modo principale con cui attuare queste politiche. Quindi, se questo Governo, come credo, vuole giustamente cominciare a essere incisivo e decisivo in alcune materie, occorre che si organizzi nel modo che ritiene più utile.