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Anche in questo comparto, dunque, è evidente l'assoluta eccellenza del nostro agroalimentare italiano. Sebbene la produzione si concentri prevalentemente in alcune aree del Nord, ne sono interessate fortemente anche Regioni come l'Umbria, le Marche e la Basilicata. Il sistema normativo è confuso, ma di fronte a questa emergenza è imperativo adottare misure straordinarie, che diano risposte certe agli allevatori e dettino delle linee guida anche per turisti, cacciatori e operatori di vario tipo. Non si possono dunque assumere posizioni oltranziste, che rischiano di mettere in ginocchio migliaia di aziende e famiglie. L'esperienza, anche quella del Covid-19, ci ha insegnato purtroppo che la sempre maggior promiscuità tra ambienti selvatici e ambienti antropizzati può provocare seri danni all'equilibrio tra sistema naturale e sistema umano. È a partire da questa lezione che dobbiamo muoverci, per assicurare il benessere umano e naturale e la tenuta dei nostri tessuti produttivi. È questo l'approccio più sensato per affrontare la crisi. Si tratta di una crisi che tocca non solo l'Italia, ma diversi Paesi europei. La peste suina africana, infatti, si è manifestata inizialmente nell'Est Europa, già a partire dal 2014, e si è diffusa poi in altri Stati UE, tra cui Belgio e Germania, fino ad approdare nel nostro territorio. Per il momento, i casi si concentrano per lo più in Liguria e Piemonte, ma di sicuro non aiuta l'elevata presenza di cinghiali nei territori agricoli e urbani di molte zone d'Italia, anche nella nostra Capitale. Per questo motivo, noi di Forza Italia riteniamo che l'approccio del decreto, che stanzia 10 milioni di euro, possa fornire uno strumento prezioso per arginare e debellare questa piaga che si è abbattuta sul nostro settore primario, già messo a dura prova da tanti altri problemi. In particolare, la strategia delle recinzioni per oltre 250 chilometri serve proprio a evitare quei contatti con gli animali selvatici e si è già dimostrata una soluzione efficace in altri Paesi europei, come testimoniato anche in audizione presso la Commissione igiene e sanità da autorevoli esperti che hanno riportato i passi avanti compiuti in Belgio e Repubblica Ceca. Tra gli altri interventi di biosicurezza, oltre all'abbattimento e alla distruzione degli animali infetti, sono previste strutture per gestire gli animali morti, le zone filtro e la disinfezione regolare e capillare. Adesso sarà compito delle Regioni stilare un piano regionale per la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste. Al fine di coordinare al meglio le necessarie azioni di contrasto, è stata giustamente prevista la nomina di un Commissario straordinario che avrà il compito di monitorare tutte le misure applicate per prevenire e contenere la diffusione del contagio e che si avvarrà anche degli enti del Servizio sanitario nazionale e degli uffici preposti alla prevenzione, eradicazione e controllo delle malattie animali. Nell'ottica di un'accorta gestione della spesa pubblica in un momento delicato come quello che viviamo oggi, è stata prevista la clausola dell'invarianza finanziaria, proprio per non gravare ulteriormente sulle casse dello Stato. Forza Italia si è però impegnata attivamente per mettere appunto interventi concreti contro questa emergenza e voterà pertanto a favore del provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi spiace dover ricordare, ancora una volta, che la prevenzione e i controlli devono essere una precondizione per evitare il ripetersi ciclicamente di problematiche che danno contezza dell'interdipendenza tra sanità (sia umana, che animale) ed economia. Non solo, ma il tutto deve essere affrontato in una dimensione sovranazionale, così come il nostro disegno di legge n. 1660, di due anni fa, aveva immaginato. Speravamo che nel PNRR, così come per altre circostanze, fungesse da ispiratore e che, almeno in sede di collegato ordinamentale - in attuazione della mozione approvata all'unanimità nel giugno dello scorso anno, come senz'altro il Governo ricorderà - ve ne fosse traccia. Invece non è riscontrabile alcun seguito. Si tratta di un'altra occasione perduta per il rafforzamento della prevenzione veterinaria e il rilancio della sanità veterinaria pubblica e privata. La sanità pubblica e privata deve accompagnarsi alla previsione del veterinario aziendale come promotore di cultura del governo dei rischi e della riduzione dell'uso di farmaci non necessari, ad esempio antibiotici, che ha registrato, grazie alla categoria, un'importante diminuzione delle inappropriatezze, stimabile in oltre il 30 per cento, anche se il cammino per arrivare a debellare l'antimicrobico-resistenza è ancora lungo. Dobbiamo immaginare che una sana zootecnia, improntata anche ai principi di benessere animale, si ripercuote sulla qualità dei prodotti destinati al consumo umano, il che va inevitabilmente ad influire sulla nostra salute individuale e collettiva (Applausi) , chiudendo il cerchio con la crescita del prodotto interno lordo. Dobbiamo superare la logica di intervenire solo a frittata fatta, investendo adeguatamente in risorse umane e strumentali atte a garantire condizioni strutturali per fronteggiare l'insorgenza di malattie animali e soprattutto per prevenirle. (Applausi) . Non è la prima volta che siamo in presenza della peste suina; tutte le volte il conto è salatissimo. Facciamo in modo che il provvedimento in conversione sia accompagnato dalla decisione di dare finalmente corso all'intervento legislativo risolutivo che abbiamo promosso e che, come 12 a Commissione, proprio a margine dell'istruttoria della fase emendativa del decreto-legge in discussione, ha visto la convergenza nell'elaborazione di un testo unico indirizzato alla riforma della sanità pubblica veterinaria, abbandonando gli ideologismi che sicuramente hanno contribuito fin qui a ritardare l'adozione di un modello organizzativo di prevenzione, valutazione e controllo, capace di assurgere a possibile riferimento a livello europeo. Si tratta di un modello specificamente dedicato al governo dei rischi endemici e pandemici di origine zoonosica, atto a valorizzare tutti i produttori, non solo italiani, che si dotano di standard più elevati di prevenzione, biosicurezza, qualità e tracciabilità, sì dà legittimarne il riconoscimento quali regole comuni di garanzia nell'attuazione della nuova legislazione europea di sanità animale, per il benessere del consumatore; cambiando il paradigma della tutela dell'agroalimentare italiano con un sistema di valutazione e controllo in grado di dimostrare sul campo la superiorità dei nostri prodotti non solo sul piano organolettico (che ci viene riconosciuta), ma anche in termini di effettiva protezione e promozione della salute umana e di contrasto delle malattie trasmissibili e non, stante il nostro modo di affrontare e risolvere i problemi correlati secondo indicatori oggettivi e misurabili; sfuggendo ogni autoreferenzialità nel dare prova di congruenza a ottimali parametri di prevenzione, biosicurezza e salubrità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) .