[ddlpres]

L'articolo 4 rilancia l'apprendistato come fondamentale contratto di ingresso a tutela progressiva, semplificando i progetti formativi e assegnando la certificazione delle competenze acquisite alle regioni e alle associazioni di categoria, senza burocratici vincoli di omogeneità con il repertorio nazionale delle professioni e con gli standard dei contratti collettivi, con contestuale abrogazione delle relative disposizioni della legge Fornero. Gli articoli 5, 6, 7 e 8 abrogano le dannose restrizioni imposte dalla legge Fornero al contratto a progetto, al lavoro intermittente, al lavoro accessorio tramite voucher (esteso anche alle cosiddette «mamme di giorno») e alla associazione in partecipazione, ristabilendo la normativa previgente. L'articolo 9 risponde alla esigenza delle imprese di necessaria e corretta valutazione dei collaboratori in ingresso, tramite l'allungamento a due anni del periodo di prova, solitamente ridotto dalla contrattazione collettiva nazionale e mero e brevissimo adempimento formale. L'articolo 10 modifica il primo comma dell'articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, concedendo facoltà di deroga anche alla contrattazione individuale laddove assistita e certificata. L'articolo 11 abroga l'articolo 2103 del codice civile come riscritto dallo Statuto dei lavoratori, legge 20 maggio 1970, n. 300, superando il divieto di demansionamento e sottoinquadramento che troppo spesso ingabbia la dinamicità dell'impresa moderna. L'articolo 12 abroga l'anacronistica norma in materia di videosorveglianza contenuta nell'articolo 4 dello stesso Statuto dei lavoratori anche allo scopo di eliminare impedimenti al telelavoro. L'articolo 13 ristabilisce la previgente disciplina in materia di apprendimento permanente, abrogando le norme in materia contenute nella legge 28 giugno 2012, n. 92. L'articolo 14 rende finalmente effettivo l'arbitrato volontario e alternativo al percorso giudiziale. L'articolo 15 cancella le innovazioni relative al processo del lavoro introdotte dalla legge Fornero e promuove l'utilizzo del contratto a tempo indeterminato abrogando l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che rimane operante solo nei casi di licenziamento discriminatorio, come avviene nella maggioranza degli altri ordinamenti giuridici, che prevedono congrue forme di indennizzo del lavoratore. L'articolo 16 ristabilisce la disciplina in materia di dimissioni, nonché di risoluzione consensuale del contratto, vigente prima della legge Fornero. L'articolo 17 riduce il cuneo fiscale sul lavoro attraverso l'individuazione di più favorevoli soglie di detassazione del salario di produttività (6.000 euro di salario e 40.000 di reddito del lavoratore) quale viene definito dalla contrattazione collettiva di prossimità e dai contratti individuali. L'articolo 18 sostituisce la cassa integrazione in deroga con l'adesione al sistema assicurativo per la protezione del reddito dei lavoratori da parte dei settori oggi esclusi con il solo limite dei quindici addetti. L'articolo 19 trasforma tutti i sussidi e i trattamenti di sostegno al reddito in dote per il datore di lavoro che assume il sussidiato o per iniziative autoimprenditoriali dello stesso lavoratore, obbligato ad accettare la prima offerta di lavoro congrua, pena la perdita del sussidio. Gli articoli 20 e 21 garantiscono il coordinamento dei servizi al lavoro attraverso la fusione di Isfol e Italia Lavoro in una nuova «Agenzia nazionale per il lavoro e la formazione» che concorra a predisporre l'efficientamento degli interventi di politica attiva grazie all'adozione di un piano per le politiche attive tale da garantire ad ogni persona in stato di disoccupazione un trattamento di accompagnamento alla collocazione o alla ricollocazione mediante una dote da spendersi presso i servizi competenti liberamente scelti dall'interessato e remunerati in misura prevalente a risultato. L'articolo 22 obbliga l'invarianza finanziaria delle disposizioni contenute nella legge.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Finalità del provvedimento) 1 La presente legge dispone misure ed interventi urgenti per favorire l'occupazione: a delegando il Governo all'adozione di uno Statuto dei lavori, che identifichi il nucleo fondamentale del diritti applicabili a tutti i rapporti di lavoro e rimetta le restanti tutele alla libera contrattazione collettiva o individuale, ove assistita e certificata; b abrogando alcune disposizioni introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, di riforma del mercato del lavoro ed apportando ad essa le necessarie correzioni; c promuovendo l'integrazione fra conoscenza teorica e saperi pratici attraverso una regolazione semplificata dell'apprendistato; d rendendo più conveniente il contratto di lavoro a tempo indeterminato, in termini di semplicità e certezza delle regolazione; e accrescendo l'efficacia delle tutele attive ai senza lavoro, attraverso una pluralità di servizi in competizione tra di loro; f ampliando la platea dei lavoratori iscritti all'assicurazione obbligatoria per l'integrazione del reddito; g estendendo ai contratti individuali, ove assistiti e certificati, la capacità di adattare la regolazione del lavoro e di definire una parte del salario, collegandola alla maggiore produttività, secondo parametri di reddito più ampi. II STATUTO DEI LAVORI 2 (Delega al Governo per l'adozione dello Statuto dei lavori) 1 Ai fini di riordino e revisione della disciplina delle tipologie contrattuali in cui sia dedotta attività lavorativa, in forma tipica o atipica e a prescindere dalla denominazione adottata, il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi contenenti uno o più testi unici della disciplina vigente, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a identificazione di un nucleo fondamentale di diritti applicabile a tutti i rapporti di lavoro a prescindere dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro e dalla qualificazione del contratto come autonomo, subordinato, associativo o atipico ai sensi dell'articolo 1322, secondo comma, del codice civile. Il nucleo di detti diritti dovrà essere conforme ai principi contenuti nella Costituzione, nonché alla Dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui principi e diritti fondamentali nel lavoro approvata dalla Conferenza internazionale del lavoro il 18 giugno 1998 e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000; b libera definizione delle restanti tutele, in coerenza con le disposizioni del diritto dell'Unione europea e in relazione al tipo di prestazione e alla anzianità di servizio, in sede di contrattazione collettiva, con privilegio per quella di prossimità, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ovvero di contrattazione individuale, ove assistita da un consulente del lavoro o da un rappresentante di organizzazione sindacale comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale e quando certificata da una commissione di certificazione dei contratti di lavoro;