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l'avvento di nuove tecnologie informatiche e di nuovi mezzi di comunicazione ha portato, tra gli altri, l'effetto di riformare nella prassi le modalità di irrogazione del licenziamento. In particolare, è sempre più diffusa la comunicazione del licenziamento tramite e-mail , sms o messaggi "Whatsapp" in ordine ai quali sono sorti dubbi circa l'idoneità a garantire la forma scritta del licenziamento, quale elemento essenziale e imprescindibile, previsto dall'art. 2 della legge n. 604 del 1966 a pena di inefficacia; quanto accaduto è inaccettabile e di gravità inaudita. Senza comunicazione preventiva, si mandano a casa centinaia di persone con famiglie; in pochi giorni, insomma, due grandi multinazionali del settore automotive hanno deciso di chiudere gli stabilimenti senza neanche l'utilizzo delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori che erano attivabili; il caso di Timken e Gkn è il simbolo di una situazione che potrebbe ripetersi in altre fabbriche della Lombardia, Toscana e pure a livello nazionale; la garanzia del lavoro oggi deve essere la priorità assoluta del nostro Paese, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; quali siano le reali intenzioni delle multinazionali e quali siano le reali motivazioni che hanno portato al licenziamento collettivo; quali urgenti misure intendano intraprendere per salvaguardare il lavoro di centinaia di lavoratori che si sono trovati all'improvviso disoccupati. Atto n. 3-02736 MAGORNO Al Ministro della giustizia Atto n. 3-02737 BITI PARRINI COLLINA GIACOBBE BOLDRINI MANCA TARICCO ROSSOMANDO VERDUCCI MARGIOTTA ASTORRE COMINCINI FEDELI FERRARI ROJC PINOTTI FERRAZZI PITTELLA IORI STEFANO CIRINNA' Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la GKN, multinazionale britannica che realizza componentistica per i settori automobilistico e aerospaziale, con un fatturato di 4,8 miliardi di sterline, 29.000 dipendenti e 54 stabilimenti nel mondo, nel 2018 è stata acquisita dal fondo finanziario Melrose Industries, quotato alla borsa di Londra, con l'obiettivo dichiarato di una ristrutturazione aziendale su scala internazionale; in Italia, lo stabilimento GKN Driveline S.p. A. di Campi Bisenzio, produce semiassi per numerose case automobilistiche, impiegando 422 dipendenti fissi, più 20 dipendenti in contratto di staff leasing ; è notizia di questi ultimi giorni l'intenzione dell'azienda di procedere al licenziamento immediato e alla chiusura dello stabilimento, comunicata via mail ai lavoratori; secondo l'azienda le ragioni sarebbero attribuibili al calo del mercato automobilistico e alla necessità di ridurre drasticamente i costi di produzione a causa della competitività dei mercati internazionali, mentre le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come non sussista alcuna crisi aziendale e che il vero motivo sia invece la volontà della proprietà di delocalizzare la produzione spostandola dove il costo della manodopera è minore; le attività degli altri stabilimenti GKN in Italia sarebbero positive: recentemente nei siti di Brunico e Monguelfo sono stati fatti ingenti investimenti per innovare la produzione assumendo oltre 100 nuove figure professionali; considerato che: numerose manifestazioni di vicinanza sono state espresse ai lavoratori della GKN da parte di amministratori locali e rappresentanti istituzionali che hanno evidenziato la necessità di una rapida verifica sugli "eventuali finanziamenti, aiuti o sostegni" di Stato che sono stati o che dovranno essere percepiti dalla GKN, al fine di procedere formalmente nei confronti della proprietà; al tavolo istituzionale convocato dal Ministero dello sviluppo economico lo scorso 15 luglio, tenuto presso la Prefettura di Firenze, i vertici della GKN hanno confermato tramite il loro avvocato, unica presenza per l'azienda, la chiusura dello stabilimento e la sola disponibilità a trattare economicamente i licenziamenti; alla luce di tutto ciò, è evidente come sia necessario ed urgente un intervento del Governo, anche per evitare che altre aziende presenti nel nostro territorio, di proprietà di multinazionali, in totale autonomia, possano chiudere in brevissimo tempo fabbriche produttive con il solo scopo di delocalizzare le produzioni e ottenere per tale via maggiori profitti, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati in premessa; quali iniziative intenda adottare concretamente al fine di assicurare la continuità produttiva e il mantenimento dei livelli occupazionali nello stabilimento GKN di Campi Bisenzio, anche al fine di evitare il ripetersi di circostanze simili sul resto del territorio nazionale, con chiusure unilaterali di siti industriali produttivi non coinvolti da situazioni di effettiva crisi aziendale. Atto n. 3-02738 MANCA COLLINA BOLDRINI IORI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'articolo 1, comma 130, della legge di bilancio per l'anno 2021 (legge n. 178 del 2020) ha previsto un incremento di 70 milioni di euro, per l'anno 2021, della dotazione finanziaria del fondo di solidarietà nazionale-interventi indennizzatori, per assicurare un adeguato ristoro alle aziende agricole danneggiate dalle avversità atmosferiche e fitosanitarie verificatesi a partire dal 1° gennaio 2019; ai sensi dell'art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 102 del 2004, il fondo è iscritto nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (cap. 7411) e riguarda il finanziamento di interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel piano di gestione dei rischi in agricoltura, finalizzati alla ripresa economica e produttiva delle imprese agricole che hanno subito danni da eventi calamitosi nei limiti previsti dalla normativa comunitaria nonché di interventi di ripristino delle infrastrutture connesse all'attività agricola, tra cui quelle irrigue e di bonifica, compatibilmente con le esigenze primarie delle imprese agricole. Nella legge di bilancio 2021, il capitolo 7411 del Ministero presenta quindi risorse, per tale anno, sia in conto competenza che in conto cassa, per complessivi 90 milioni di euro; considerato che: tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile 2021, l'intero territorio nazionale è stato colpito duramente da numerose gelate tardive che hanno causato ingenti danni alla produzione agricola, in particolare al settore vitivinicolo e ortofrutticolo, con danni alla produzione delle aziende più colpite stimate tra il 50 e il 75 per cento. Fra queste, particolarmente gravi sono state le gelate che hanno colpito le produzioni agricole in Emilia-Romagna; le calamità naturali che colpiscono le produzioni agricole si ripetono ormai con cadenza periodica, anche in ragione dei cambiamenti climatici in atto, provocando pesanti ricadute sia sulla redditività e sull'esistenza stessa di numerose aziende agricole sia sulle finanze pubbliche in ragione degli interventi di ristoro necessari alla ripresa delle attività colpite;