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La reazione di fronte a questa inquietante realtà è cogliere l'occasione - e questo decreto è un'occasione importante - per ripensare radicalmente alla nostra presenza su questo Pianeta. Attenzione, però: nessuno qui vuole affermare che sia cosa da poco e che la volontà politica basti a fermare il peggio. Dobbiamo essere consapevoli e diffondere la consapevolezza che un grande sforzo collettivo e condiviso sia indispensabile e che questa inversione non può prescindere da un'azione corale, coerente e illuminata, volta a preservare il valore inestimabile del bene comune. In tal senso, questo provvedimento rivela tutta la sua importanza strategica, fondata sull'ambizione di rendere la tutela del bene comune e il rispetto dell'ambiente un valore permanente e non solo una esigenza contingente. La prospettiva di un mondo grigio, la paura di lasciare ai posteri solo le ceneri di un fuoco che ha bruciato troppo ardentemente può diventare il concime di una nuova idea di umanità; una umanità basata sul rispetto per sé, per gli altri, per l'ecosistema, su una nascente coscienza comune di salvaguardia e conservazione di ciò che abbiamo ereditato e che dovremmo essere capaci di lasciare a chi verrà dopo di noi. Anche il Creato merita e necessita di un dopo di noi. Le questioni ambientali oggi sono necessariamente questioni etiche. Per questo è essenziale interpretare la nostra azione politica anche attraverso il decreto-legge in esame come il riflesso di un nuovo umanesimo ecologico, secondo un rinnovato principio di democrazia della Terra, ripristinando con coraggio condizioni ragionevoli di giustizia, di benessere, di equilibrio tra umanità e ambiente. Il provvedimento è, dunque, un segnale importante, che risponde a una situazione reale, un passo in avanti verso una direzione precisa, definita attraverso una precisa e puntuale «architettura» prima culturale e poi politica, che realizza una serie di misure positive, concrete, destinate a coinvolgere amministrazioni a più livelli, misure che puntano a realizzare le finalità indicate dall'attuale programma di Governo nel più ampio paradigma del green new deal . Per la prima volta si istituisce nel nostro Paese una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità dell'aria. Si tratta di un approccio che dà alle istituzioni e alla società civile importanti e ambiziosi obiettivi da raggiungere, non più in un'ottica emergenziale, ma all'interno di un quadro programmatico: una prospettiva come reazione coesa, fondata su una razionalità di sistema, non appiattita su interessi di parte, che consideri la dimensione sociale, economica e culturale del nostro tempo. In questa direzione vanno le altre misure previste dal decreto in esame: interventi mirati a ridurre le emissioni inquinanti e promuovere pratiche rispettose dell'ambiente. Rilevante è la trasformazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) in Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS). È un risultato importante che riconosce la centralità della sostenibilità ambientale e sociale nella definizione delle scelte economiche e infrastrutturali. Si prevedono nuovi e consistenti incentivi per migliorare la mobilità e renderla più sostenibile, agevolando la rottamazione di veicoli inquinanti a beneficio di mezzi meno impattanti, cambiando così concretamente il volto delle città e influenzando nuovi stili di vita attraverso un programma sperimentale per la mobilità da oltre 250 milioni di euro, di cui potranno beneficiare tutti i cittadini residenti nei Comuni colpiti dalle procedure di infrazione comunitarie. Di simile portata sono le previsioni in merito alla promozione del trasporto scolastico sostenibile, che stanziano fondi per l'acquisto di scuolabus a bassissime emissioni, e la creazione di un programma sperimentale per la riforestazione e la creazione di foreste urbane nelle città e nelle aree metropolitane. Altre significative misure intervengono nel campo dell'adeguamento alla normativa sulle discariche abusive (strumenti concreti che servono ai Comuni) e per favorire la vendita di prodotti sfusi e alla spina e scoraggiare, di conseguenza, l'utilizzo di contenitori monouso. Vengono introdotti importanti obblighi per le pubbliche amministrazioni in materia di pubblicazioni dei dati ambientali, realizzando un diritto non secondario, in capo ai cittadini, di essere adeguatamente informati attraverso una «verificabile» trasparenza rispetto alla salubrità dell'aria e dell'acqua del territorio. Onorevoli colleghi, attraverso questo decreto ci proponiamo di considerare l'ambiente come un valore capace di mobilitare passioni e intelligenze, individuali e collettive, verso la costituzione di un nuovo paradigma che vede nella sostenibilità il fulcro del suo sviluppo. Creiamo un orizzonte capace di accorciare le distanze, ridurre le diseguaglianze e riattivare una sana circolarità tra economia ed ecologia, termini che dalla stessa radice ( oikos - casa comune) proiettano la società in un futuro che non vede più ambiente e progresso come termini contrapposti di un rapporto conflittuale, ma come elementi costitutivi di un clima di giustizia. «L'indifferenza dei singoli ha pensiero solo di se stessa». «Non vuoi vedere nei danni collettivi anche i tuoi?». All'altezza dei nostri giorni torna il monito di stringente attualità espresso da Parini nella sua Ode su «La salubrità dell'aria». Quei versi ci portano ancora un messaggio chiaro, netto: la tematica dell'aria diventa una questione di responsabilità civile e sociale che coinvolge tutti. Il miglioramento della qualità della vita collettiva parte dall'impegno concreto di ciascuno di noi nella vita di tutti i giorni e dalle necessarie scelte politiche che indichino una direzione concreta di novità e discontinuità rispetto al passato. Si tratta di un primo cambio di passo rispetto al passato. Agire con concretezza non vuol dire soltanto godere del ritorno della soddisfazione del proprio impegno, ma significa anche sentirsi parte di qualcosa, innescare un senso di comunità volitiva e consapevole della propria forza. È per queste ragioni che il Partito Democratico voterà convintamente a favore del provvedimento in esame. Questo decreto è infatti la cifra connotativa di un orizzonte più ampio, di un sentire che appartiene a tutti, di una cultura nuova da difendere e sostenere, in nome di tutta un'altra storia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Coltorti) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il green new deal , se ben attuato, potrebbe contribuire a spingere gli investimenti in settori chiave del nostro Paese, come quelli dell'economia circolare, dell'efficienza energetica e delle rinnovabili, in cui le piccole e medie imprese e l'impresa diffusa sul territorio sono da tempo presenti come soggetti attivi e qualificati. Ma il vostro green new deal per la lotta ai cambiamenti climatici è solo una bandiera da sventolare per nascondere agli italiani le profonde incapacità di questa maggioranza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Altro che cardine del programma del Governo giallorosso!