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Per arrivare ad avere un Paese credibile, dobbiamo tutti essere uniti verso l'obiettivo e il traguardo di cui parlavamo prima e, per farlo, più siamo e meno errori si fanno nella stesura del provvedimento e meglio è. Ecco perché si è lavorato con tanta fatica. Forse qualcosa poteva anche essere ancor più migliorabile - per carità, non lo escludiamo - ma molto si è fatto, grazie all'impegno di tutti. Gli esempi su quello che la giustizia può fare e quanto la giustizia incide all'interno del nostro mondo economico sono molteplici. Uno degli ultimi esempi che vi voglio portare, ci è stato ricordato da un recente studio della Banca mondiale, nel 2019, riguardante la stima del tempo necessario per recuperare i crediti commerciali. In Italia occorrono circa millecentoventi giorni per ottenere risposta per un credito commerciale, in Spagna cinquecentodieci e in Germania quattrocentonovantanove. Da ciò capite quanto importante e fondamentale siano non solo la qualità, che oggi abbiamo nel nostro Paese, ma anche la velocità. Andiamo quindi avanti su questa strada. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, devo innanzitutto partire dai ringraziamenti. Questo lavoro, che ha impegnato la Commissione giustizia e il Senato per tanti mesi, è iniziato con un testo elaborato dal Governo Conte 2, è proseguito con un tavolo ministeriale e con un intenso lavoro da parte di una maggioranza diversa e più allargata. Ci sono stati confronti accesi, ma proficui. Credo si possa dire che tutte le sensibilità politiche siano state accontentate. Si è trattato di un lavoro importante e cospicuo, che riguarderà gli operatori del diritto per i prossimi anni, spero tanti. Auspico infatti che questa riforma del processo civile, a differenza di altre, regga nel tempo. Si tratta di una riforma importantissima, perché è inserita nel PNRR, da cui dipende davvero il rilancio del Paese. Signor Presidente, chiedo di poter consegnare il testo scritto del mio intervento, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna e dunque proseguirò a braccio il mio intervento, per ricordare i punti più importanti. È davvero difficile parlare di tutta la legge delega alla riforma del processo civile nel dettaglio. Certo è che finalmente speriamo in processi più veloci. È questa l'impostazione fondamentale: un processo civile più celere e più efficace. Basta con la negazione dei diritti, perché processi lenti anche nel civile significano diritti negati. Non è più pensabile per gli operatori del diritto, quale io stessa sono, pensare di vedere la conclusione di un giudizio civile dopo vent'anni, talvolta in materia di successioni ereditarie si sono toccati anche i trent'anni. Viene penalizzata la parte che sta cercando di far valere i propri diritti, ma anche la parte che è in attesa di sapere se deve pagare o meno. Siamo arrivati veramente al disastro, al tracollo del sistema giustizia. Speriamo di aver rimediato. Le prime formulazioni, soprattutto quelle del Governo, certamente imponevano un'accelerazione esagerata, soprattutto per quanto riguarda il processo di cognizione di primo grado e la prima udienza, forse in quel caso anche pregiudicando quello che è sempre il necessario diritto di difesa dei cittadini e il contraddittorio. Sempre nell'ottica del cittadino, come membri della Commissione giustizia abbiamo cercato anche di attenuare questa accelerazione e abbiamo trovato sicuramente un punto di caduta. Certamente negli atti introduttivi bisognerà inserire tutto il thema decidendum , i mezzi di prova, ma sicuramente con una maggiore elasticità rispetto alla prima formulazione. Questo consentirà dei tempi della giustizia molto più veloci. Abbiamo proseguito nel lavoro anche per quanto riguarda le altre fasi del processo di cognizione; penso ad esempio anche alla fase di decisione. Abbiamo pensato però anche ad una giustizia diversa, moderna, una giustizia privata, ma sempre naturalmente con delle tutele; penso alla mediazione, alla negoziazione, sempre con dei professionisti. Abbiamo pensato ai cittadini, quindi a diversi incentivi fiscali che consentiranno ai cittadini di utilizzare questi strumenti alternativi ai tribunali e alla giurisdizione, in maniera più tranquilla, senza dover spendere troppo. Questi incentivi fiscali saranno addirittura previsti sul compenso degli avvocati. A questo proposito voglio ricordare anche un mio emendamento, volto a monitorare l'utilizzo di questi strumenti e a prevedere un testo unico per tutti questi strumenti complementari alla giurisdizione. Abbiamo pensato anche a delle tutele, come ha già ricordato il senatore Pesco, che mi ha preceduta, in materia di esecuzione immobiliare, quindi con il tracciamento di chi partecipa in maniera sistematica alle aste per evitare anche infiltrazioni mafiose. Abbiamo pensato a un processo telematico, quindi abbiamo mantenuto quanto già previsto durante questa pandemia, ovvero l'utilizzo delle udienze da remoto, che sta diventando quindi strutturale, anche in questo caso però con dei correttivi. In particolare, personalmente mi sono posta il problema delle persone fragili e vulnerabili, quindi delle persone alle quali il giudice civile deve applicare una misura di protezione - penso all'interdetto, all'inabilitato - per le quali deve nominare delle figure come l'amministratore di sostegno. Queste persone più vulnerabili ovviamente vanno viste in presenza e così abbiamo stabilito in questo provvedimento. Ancora, voglio ricordare ovviamente un istituto fondamentale come quello dell'ufficio del processo, che è un modo nuovo di vedere la magistratura, cioè non più il singolo magistrato, non più il magistrato sopra la cattedra, ma il magistrato che finalmente avrà uno staff e si servirà di giovani risorse preparate non soltanto con studi giuridici, ma anche tecnici (penso ad ingegneri, commercialisti). Abbiamo inoltre istituito il tribunale della famiglia, un istituto che si aspettava da vent'anni e forse anche di più. Il mio collega Caliendo dice anche trent'anni. Tribunale della famiglia: quindi, non più la distinzione tra tribunale ordinario e tribunale per i minorenni, ma un istituto che consente ai giudici di avere un'elevata specializzazione in queste materie, che è fondamentale per trattare casi delicati quali separazioni, divorzi e affidi, con una maggiore attenzione al minore. Anche qui, non posso fare a meno di sottolineare, come hanno fatto anche altre mie colleghe, l'importanza dell'ascolto del minore, soprattutto quando i rapporti sono conflittuali. Quindi, il giudice che ascolta il minore. Un processo civile riformato serve ed è necessario anche per combattere questo fenomeno, ormai disastroso, del femminicidio, questa mattanza che sta colpendo le donne. Ormai abbiamo un caso al giorno, come ricordava anche la senatrice Valente. Anche ieri, una donna con un bambino piccolo uccisa da un uomo. C'è una asimmetria nella relazione, che va assolutamente combattuta, che va combattuta sicuramente con strumenti culturali, ma anche il processo civile in questo aiuta. Appunto, abbiamo inserito tante diverse norme nella parte sul diritto di famiglia, proprio per andare a tutelare la donna, dando quindi attuazione anche alla convenzione di Istanbul, che però bisognerà ulteriormente implementare.