[resaula]

Infine, ancora una volta dobbiamo porre al Governo un problema che molti Gruppi già hanno sollevato: si devono programmare i lavori del Governo e rispettare l'autonomia del Parlamento. Non è possibile che si lavori su un provvedimento così complesso, al di là del tema della fiducia, con tempi così ristretti e che non ci sia nemmeno il modo di valutare gli emendamenti, anche perché, fatta la lettura in una Camera, la seconda lettura non esiste più. Poi magari ci troveremo a discutere del bilancio e ci si dirà che dobbiamo fare le tre letture. In verità, non faremo le tre letture, ma i tempi e i modi per valutare il bilancio saranno comunque ristretti. Lo dico con chiarezza: è il Governo che deve garantire e rispettare il ruolo del Parlamento. Diversamente, non saremo in grado di andare avanti. (Applausi) . PAROLI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAROLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, innanzitutto guardiamo al positivo e ai molti contenuti di questo decreto-legge che avranno buoni effetti sull'economia del nostro Paese. È solo per questo che Forza Italia voterà favorevolmente e sosterrà questo provvedimento. Ci sono contenuti positivi e anche ieri la collega Fiammetta Modena citava quelli relativi alla sua Regione, l'Umbria, ma lo stesso vale per molte altre Regioni che avranno vantaggi infrastrutturali. Con tutta la nostra buona volontà, colleghi, non possiamo però non essere critici per la gestione di questo provvedimento, per l' iter che ha seguito. Come diceva anche il collega che mi ha preceduto, ma l'hanno detto in molti, è evidente che questa ennesima manifestazione dell'attuazione di un monocameralismo alternato di fatto deve cessare; lo dico innanzitutto al ministro D'Incà e al Governo. Ci sono sempre stati i due passaggi; basta gestire i sessanta giorni previsti per la conversione di un decreto-legge e fare venti giorni in una Camera e venti giorni in un'altra. Il Governo ha la possibilità di inserire all'ultimo momento, nella seconda lettura invece che nella prima, i temi che sono diventati urgenti e sono inseribili e il terzo passaggio si può risolvere con breve tempo, con una fiducia, come purtroppo accade anche oggi, ma questo renderebbe più dignitoso il nostro lavoro. Infatti, anche in questa situazione, c'è modo e modo per chiamare il Senato ad esprimersi. Non nascondiamoci: noi ci troviamo a votare un decreto-legge a meno di quarantotto ore da quando è iniziato il nostro lavoro in Commissione. Non so se è un record, forse no, ma vi assicuro che per un decreto come questo è davvero difficile da giustificare. A ciò si aggiunge il fatto, a cui altri colleghi hanno già accennato, che questo provvedimento si può definire a tutti gli effetti una via di mezzo tra un omnibus e un mille proroghe. C'è davvero un po' di tutto e questo - perdonatemi se lo dico - aggrava la situazione. Ci sono modifiche al codice della strada, è vero, molto positive in alcuni casi, che prevedono parcheggi dedicati a categorie svantaggiate. C'è la nuova disciplina per la circolazione di monopattini, insieme a cose ben più serie come le nuove norme in materia di infrastrutture autostradali e idriche, queste ultime in particolar modo urgenti. È in particolar modo urgente e utile inoltre, l'introduzione della finanza di progetto. Trattiamo la delicata transizione Alitalia-ITA e non mancano i rimborsi dei componenti della commissione nazionale per il dibattito pubblico della cui esistenza vengo a sapere tramite questo provvedimento. Perdonatemi, forse sarò male informato ma non so, colleghi, quanti di voi sanno che esiste una commissione nazionale per il dibattito pubblico; prima o poi ci diranno anche di cosa si occupa perché è effettivamente particolarmente strano. Nel testo troviamo anche - ma ci sta - l'incremento di talune indennità e fondi per alcune componenti della retribuzione del personale non dirigenziale e dirigenziale del MIMS e altre questioni che dovevamo e potevamo affrontare, ma che non sono state trattate, a partire dall'articolo 1, comma 4 -bis , che qualcuno ha evocato come un richiamo alla legge Zan. Non ritengo che sia questo il tema, anche se viene introdotta la questione del genere e dell'identità di genere nel senso del rispetto che tutti - credo - dobbiamo comunque avere, ma nessuno l'ha mai messo in dubbio. Il vero problema del citato comma 4 -bis è che introduce una sanzionabilità senza definire la sanzione, e questo è pericoloso perché oggi decidiamo che un dato comportamento è sanzionabile, ma non decidiamo come. Questo vulnus è pericoloso, perché tutti saremmo d'accordo a sanzionare in un certo modo, ma molti di noi - forse tutti - non sarebbero d'accordo a sanzionare con un'altra gravità. In più, si sappia, nella confusione di questo comma 4 -bis che va modificato, che servirà un intervento, e anche veloce, perché rischiamo di dare ai sindaci di un Comune di 500 abitanti come di un Comune di un milione di abitanti la delega a occuparsi di una sorta di censura. Potrebbe essere infatti che in un Comune si possa valutare un comportamento o un messaggio comunicativo su un cartellone in un certo modo, mentre in un altro Comune lo si potrebbe valutare in altro modo. Ad ogni modo, ripeto, spero che di questo ci si possa e ci si debba occupare. Dobbiamo poi fare un discorso a parte per l'articolo 11, il rifinanziamento del fondo 394/81 gestito da Simest per il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese. Perdonatemi, ma Simest è stata inserita fra le competenze del Ministro degli affari esteri dal Ministero delle attività produttive. Il Ministro degli affari esteri, se ha voluto questa competenza, se ne deve occupare, deve metterci mano (Applausi) , perché la trasparenza non può essere evocata alternativamente a seconda delle convenienze, e, purtroppo, il comportamento di Simest, in alcune situazioni, è perlomeno oscuro. Abbiamo presentato un ordine del giorno - ringrazio il Governo per averlo accolto - nel quale specifichiamo che le mid cap devono essere - come previsto dalla Banca europea per gli investimenti per tutte le Nazioni - quelle realtà che hanno un personale compreso tra 250 e 2.999 dipendenti; non può essere deciso da Simest che sono le aziende con massimo 1.500 dipendenti, tagliando fuori una grossa fetta di internazionalizzazione per le nostre aziende che, invece, hanno bisogno di risorse e di aiuti. Allo stesso modo, non ci possono essere determine del comitato di gestione assunto dopo l'apertura dei bandi, con i relativi elementi informativi, e, per essere finanziati - bisogna essere chiari - non basta avere il requisito di imprese esportatrici, ma serve che ci sia una presenza all'estero, altrimenti (stiamo parlando di 800 milioni più 400 milioni) queste risorse non verranno utilizzate adeguatamente. Questo non possiamo permettercelo. Dopodiché, dobbiamo affrontare anche ciò che non c'è e che è stato affrontato in modo assolutamente inadeguato. In questo provvedimento abbiamo inserito fondi (qualche milione) per aumentare la capacità di accosto per il traghettamento nello Stretto di Messina. È una sciocchezza: bisogna fare il ponte;