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Disposizioni relative alla definizione di un quadro normativo nazionale di sostegno e promozione alla pratica degli orti urbani. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende delineare un quadro normativo comune che favorisca e promuova a livello nazionale la pratica dei cosiddetti « orti urbani », integrando le virtuose, ma isolate, esperienze già attuate da alcuni comuni italiani. Gli orti urbani rappresentano una risposta sana ed ecologica al necessario incontro tra diverse esigenze di carattere culturale e sociale. Si tratta di aree verdi, sia pubbliche sia private, concesse a cittadini e associazioni affinché se ne prendano cura attraverso la coltivazione di prodotti agricoli. Grazie a questa pratica, si favorisce la manutenzione del verde e degli spazi pubblici, promuovendo al tempo stesso l'occupazione di alcune specifiche categorie, contrastando l'abbandono di terreni che altrimenti rimarrebbero inutilizzati e abbandonati all'incuria. Allo stesso tempo, si sostiene la diffusione di una « cultura del verde » anche nei centri urbani, orientando le persone alla vita all'aria aperta, dedicata ad abitudini salutari e benefiche per lo spirito, oltre che per il corpo. Si introduce così quel concetto di ecologia sociale che mette al centro la natura correlata alla società civile che la abita, un nuovo umanesimo ambientalista che incontra una nuova convinzione figlia dell'ecologia integrale. Numerosi studi dimostrano come le attività all'aria aperta, come il giardinaggio, abbiano un effetto benefico e terapeutico, anche dal punto di vista psicologico. Il giardinaggio urbano ha un effetto positivo sulla qualità della vita sia per la persona sia per la comunità. Offre un posto di svago all'aperto come contrappeso alla vita urbana. I bambini possono scoprire la natura, imparare come funziona la coltivazione di piante e giocare all'aperto. Gli orti urbani possono inoltre rappresentare un'importante occasione di incontro tra cittadini italiani e cittadini di origine straniera al di fuori del contesto lavorativo, attraverso la condivisione di momenti e spazi solitamente dedicati al tempo libero. La divisione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità invita a investire di più su questo tema, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista legislativo, proprio per gli effetti benefici sulla salute pubblica. Abituare i cittadini a una maggiore interazione con l'ambiente, infatti, porta a benefici di carattere non solo ecologico ma anche sanitario. È noto, a tal proposito, come una cittadinanza in salute comporti un risparmio per la spesa pubblica in termini di assistenza sanitaria. Gli orti urbani aiutano inoltre a ridurre l'inquinamento atmosferico nelle aree in cui si trovano. Il moltiplicarsi di aree verdi contrasta l'avanzata di malattie correlate all'inquinamento atmosferico che, come sappiamo, sta diventando una piaga per i nostri maggiori centri urbani. Diversi studi confermano come l'inquinamento sia tra le prima cause di mortalità al mondo e il nostro Paese rientra purtroppo appieno all'interno di questo quadro. Il Report sulla qualità dell'aria 2017 della Fondazione per lo sviluppo sostenibile conferma che in Italia l'inquinamento atmosferico causa ogni anno oltre 90.000 morti premature; con più di 1.500 decessi per milione di abitanti l'Italia resta drammaticamente al di sopra della media europea. L'aria inquinata causa 500.000 morti premature in Europa ogni anno, uccidendo circa venti volte di più degli incidenti stradali. L'agricoltura è da sempre un pilastro della nostra cultura e della nostra storia. L'orto ha sempre rappresentato un elemento di grande importanza nell'urbanistica italiana. Basti pensare agli orti nati dentro i conventi o annessi a palazzi nobiliari in epoca medievale, tutt'altro che isolati dal contesto sociale, immersi bensì nel centro storico. In Italia si contano già diversi comuni che hanno avviato progetti di orti urbani, sostenuti da Italia Nostra e organizzati autonomamente. Un fenomeno crescente: il rapporto ISTAT 2017 sull'ambiente urbano dimostra che tra il 2011 e il 2016 la superficie coperta dagli orti urbani è aumentata del 51 per cento a livello nazionale. Tra i progetti di maggiore successo figura il Giardino biosociale delle province di Milano e Monza Brianza, dove gli orti urbani vengono realizzati all'interno di spazi comunali, lasciati liberi da interventi di urbanizzazione. Con la realizzazione di questi orti si è creato un luogo di incontro per persone anziane, giovani e famiglie, in un permanente dialogo intergenerazionale e interetnico. Gli orti sono diventati inoltre sempre più frequentemente un posto di aggregazione e di integrazione per persone di origine straniera. Alcuni comuni hanno introdotto un regolamento ad hoc sulla gestione degli orti urbani. Ad esempio il comune di Roma si è dotato nel 2019 di un nuovo regolamento dedicato agli orti urbani e ai giardini condivisi. Ancora altri esempi positivi si contano ad Assisi, Ostuni, Genova, Foligno, Savona. Ognuno di questi progetti è nato in maniera indipendente, in assenza di una legge nazionale che ne favorisse la diffusione e normasse tutti gli aspetti a essi collegati. Ad oggi, lo strumento più utile è la Banca della Terra d'Abruzzo, istituita dalla legge regionale 8 ottobre 2015, n. 26, ma circoscritta a livello locale. Un quadro normativo esiste invece in altri paesi europei, in particolare nel Nord Europa e in Germania, dove è ormai consolidata la pratica del Kleingarten , ossia il « piccolo giardino », un terreno messo a disposizione per il giardinaggio e la coltivazione di piante alimentari per uso non commerciale. Il sistema tedesco prevede che un'associazione affitti o riceva un terreno da un proprietario, pubblico o privato. Questo terreno viene poi suddiviso in diversi lotti che vengono assegnati a singoli o a famiglie, i quali pagano un affitto per l'uso del terreno e una piccola quota associativa all'associazione che lo gestisce. I terreni suddivisi vengono poi coltivati individualmente. Con questo disegno di legge si intende recuperare l'esempio del Kleingarten , applicandolo alle pratiche già diffuse e apprezzate in Italia, offrendo un quadro normativo di insieme che punti a promuovere gli orti urbani in tutte le città e nei piccoli comuni, favorendo la diffusione di questa pratica con l'obiettivo di promuovere il rispetto per l'ambiente, la cura delle aree verdi interne alle metropoli, prevenendone l'abbandono e promuovendo al contempo l'integrazione dei cittadini di origine straniera che intendano farne uso. Al fine di favorire lo sviluppo degli orti urbani, garantirne il monitoraggio, e promuoverne la diffusione, si introduce l'Osservatorio nazionale per il sostegno e la promozione degli orti urbani presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Un osservatorio a titolo onorifico, per il quale non sono previsti compensi, né diarie. Un'omologa rappresentanza a livello comunale è istituita come Osservatorio cittadino, di supporto all'assessorato all'agricoltura. Ne fanno parte il rappresentante del comune, le parti sociali maggiormente rappresentative, le associazioni del terzo settore, le istituzioni scolastiche o universitarie, le associazioni dei cittadini.