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Si può condividere o meno quello che dice o quello che pensa, però ha condotto i lavori con un grande equilibrio che credo gli vada riconosciuto. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Tra l'altro, vorrei anche esprimergli la mia solidarietà, come abbiamo già fatto per il senatore Candiani, perché oggi ha ricevuto anche delle minacce e degli insulti via web e quindi credo sia doveroso. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Non mi intratterrò a lungo, perché credo che il cuore ce l'abbia dato il tribunale quando ha presentato la richiesta per l'autorizzazione a procedere. In che senso? Nel senso che, con molta semplicità - noi siamo abituati a vedere le conclusioni per capire dove si vuole andare a parare - il tribunale dei Ministri, quando ha fatto la richiesta, ha detto chiaramente a pagina 48 (andatevelo a vedere) che lasciava la valutazione delle ragioni politiche della condotta di Salvini alla Camera di appartenenza e, quindi, anche la valutazione della sussistenza di un preminente interesse pubblico. Cosa significa questo? Che io mi interrogo e che non faccio un ragionamento al contrario, cioè non mi interrogo su se c'è il sequestro o meno o se c'è un reato o meno; mi chiedo se ci sono le ragioni politiche o no. Tecnicamente, dico che ci sono, perché c'è una lettera del premier Conte e un'altra lettera - su cui tornerò - di Toninelli e Di Maio, ma la ragione politica vera sta nel programma elettorale. Il ministro Salvini è stato eletto in una coalizione, per collegi uninominali e quota proporzionale, il cui programma elettorale, votato democraticamente dal Paese a maggioranza, perché la maggioranza questo esprimeva, era chiarissimo riguardo al blocco degli sbarchi e al fatto che si doveva cominciare un'espulsione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Quindi ci sono ragioni politiche che non possiamo lasciare in mano alla magistratura le ragioni politiche. È assurdo dire che un Ministro deve difendere le ragioni politiche nel processo: questo è pericoloso, perché le ragioni politiche le giudicano a maggioranza gli eletti democraticamente della Camera di appartenenza. C'è un'altra ragione politica, che è la storia. L'ho ricordata brevemente durante i lavori della Giunta e la vorrei ricordare anche qui. Perché ha fatto bene Salvini, da un punto di vista politico, a fare quello che ha fatto? Perché non era la prima volta che il centrodestra si trovava di fronte alla questione relativa al blocco degli sbarchi. Il ministro Salvini, attenzione, non rappresenta l'unico precedente. Questo lo contesto, perché è dal 2006 che abbiamo Ministri di centrodestra indagati per la questione degli sbarchi. Il ministro Pisanu, Ministro dell'interno di un Governo di centrodestra, nel 2006 venne indagato per abuso e omissione in atti d'ufficio, perché alcuni deputati di centrosinistra, in modo particolare di Rifondazione, avevano depositato una serie di denunce per il problema della privazione della libertà personale. La questione venne archiviata, ma c'è una differenza fondamentale: quando accadde quell'episodio a Pisanu, il Governo reagì in modo corale e non vi fu bisogno di una verifica on line di quello che pensavano gli iscritti della piattaforma Rousseau. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il Governo di centrodestra a cominciare da Frattini, addirittura Bianco, insorse a difesa dell'allora ministro dell'interno Pisanu. L'altro esempio è quello di Maroni. Lo sappiamo benissimo, abbiamo avuto anche la Corte europea dei diritti dell'uomo che ci ha condannato per i respingimenti: ma Maroni fu chiaro nella sua difesa e disse che erano misure di contrasto all'immigrazione, per le quali era stato votato, anche allora, un Governo di centrodestra. Allora, per rispondere al tribunale dei Ministri, vi dico che queste ragioni politiche ci sono e le trovo a maggiore ragione perché, se andate a vedere gli atti, che sono presso la Giunta, vi viene qualche sospetto a vedere degli esposti un po' pelosi. Se andate a vedere gli atti, troverete degli esposti di strane associazioni, che già a novembre e dicembre sollecitavano la procura a intervenire; addirittura una ONLUS - una cosa che a me ha dato veramente fastidio - si precostituiva la possibilità di essere parte offesa nel processo contro Salvini. In più, sempre a novembre e dicembre, quindi in precedenza, considerando che la richiesta di autorizzazione a procedere era di gennaio, trovate pure una trentina di nomi, assistiti da uno studio legale, che chiedevano l'accesso agli atti, sempre perché volevano avere in mano degli elementi per poter aggredire il Ministro. Allora, mi dovete dire chi ha indirizzato una ONLUS di Napoli contro le discriminazioni per chiedere questi atti, chi ha indirizzato questi trenta degnissimi cittadini eritrei per organizzarsi e fare un'operazione di questo genere. Capite quindi che la difesa di una politica in sede di processo la guardo quanto meno con sospetto. Soprattutto, la considero non idonea, perché un Ministro che agisce nell'esercizio delle sue funzioni - e lo fa per ragioni di carattere politico - è giusto che venga giudicato politicamente dall'Assemblea della Camera di appartenenza. Aggiungo anche: attenzione a dire sempre che è opportuno che la magistratura giudichi l'operato di un Ministro. La differenza fondamentale tra un magistrato e il Ministro è che quest'ultimo - e è per questo, ad esempio, che non mi sento parte di una casta - va a casa, perché è soggetto, come ogni persona che fa attività politica, al giudizio elettorale. Non è inamovibile, non ha una carriera garantita per quarant'anni dopo un concorso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Io mi ribello quando penso a questo concetto della casta: noi possiamo andare a casa domani mattina, mentre quei magistrati che giudicherebbero ipoteticamente Salvini rimangono lì per i prossimi anni. Detto questo vado a concludere, perché ho terminato il tempo a mia disposizione, volendo fare, pur non condividendo nulla, i miei complimenti politici alla relazione di minoranza del senatore De Falco, che è stato coerente con le sue opinioni. Anche se non ne condivido l'impostazione, sicuramente comprendo il suo voler svolgere una relazione di minoranza. Naturalmente, capisco anche la posizione del presidente Grasso, pur essendo una posizione tipicamente - me lo permetta - da pubblico ministero. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, era il 27 agosto quando il Ministro dell'interno, Matteo Salvini, sosteneva che era pronto a essere processato sul caso della nave Diciotti: «Se il tribunale dirà che devo essere processato andrò davanti ai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore. Voglio proprio vedere come va a finire», diceva allora il Vice Presidente del Consiglio. Quando poi il tribunale dei Ministri ha chiesto al Senato l'autorizzazione a procedere, Salvini ha in breve cambiato idea e nella lettera che ha inviato al «Corriere della Sera» il 29 gennaio scorso, lo stesso Ministro dell'interno ha dichiarato: