[resaula]

Ogni Gruppo politico ha sottoposto al Governo alcune proposte e siamo poi arrivati, alla fine, a una sintesi politica di come utilizzare le risorse e ci siamo concentrati su alcune misure. Quest'anno abbiamo avuto la fortuna di approvare la manovra finanziaria nella quale abbiamo inserito molti interventi, e alcuni di quelli rimasti fuori abbiamo cercato di recuperare nella parte delle risorse economiche di questo decreto, ossia alcuni di quegli impegni assunti nella manovra finanziaria ma che non hanno trovato spazio in quell'occasione. Bisognava quindi dare compimento a quella parte di misure per il terremoto che non aveva trovato collocazione nel provvedimento della manovra finanziaria. Dunque impegniamo 10,5 milioni di euro proprio per la vicenda dei cosiddetti inagibili del terremoto del 2012 dell'Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto. Da un confronto fra i Gruppi emerge, anche su questo, un'altra parte di interventi che dobbiamo riuscire a inserire nei prossimi decreti, come quelli relativi al problema delle rate dei mutui sui fabbricati resi inagibili dal terremoto. Molti Gruppi pensavano che, nell'ambito delle misure per il sisma, oltre al tema degli inagibili, venisse affrontato anche il discorso delle rate dei mutui, ma non è stato così. Una proposta che facciamo subito al Governo è quindi di prevedere questo tipo di intervento. Dal momento che il decreto è spogliato della parte energia e resta il discorso superbonus, abbiamo ritenuto di concentrarci sugli Ateco e abbiamo deciso di avanzare varie proposte giunte ai Gruppi politici proprio su questo tema. Si sono quindi ampliate le platee e, non potendolo farlo sicuramente ad invarianza economica, perché le risorse sarebbero state veramente irrisorie, abbiamo deciso di intervenire in due fasi differenti. Pensavamo, prima di tutto, di impegnare 10 milioni di euro e invece poi abbiamo deciso di aggiungerne altri 20 e di inserire molte richieste che oggi abbracciano moltissimi settori. Avevamo pensato anche di dare una mano al turismo, che per alcuni aspetti ha avuto la possibilità, anche nell'estate scorsa, di lavorare tranquillamente. Avevamo pensato - anche questo è un ragionamento che abbiamo inserito in tante varianti all'interno dei codici Ateco - di dare un sostegno alle città turistiche - oggi siamo a Roma, la capitale d'Italia, che è la città turistica per eccellenza - che hanno veramente sofferto non soltanto con la pandemia, ma in questo momento anche con la guerra in atto, che rende tutto più difficile e che, quindi, dobbiamo sostenere. Avevamo pensato anche alla questione delle città d'arte e tutto ciò che ad esse ruota intorno ha trovato allocazione all'interno dei codici Ateco. Abbiamo pensato a quel punto all'importanza di dare un segnale politico, che ci univa e andava incontro a imprese e famiglie, riprendendo in mano una questione che aveva visto nel precedente decreto milleproroghe alla Camera fare un altro passetto avanti che dovevamo completare: sto parlando della rottamazione- ter . Con il Governo abbiamo studiato una misura importante, che apre alcune finestre. Detto sinceramente, questa misura è apprezzata da molti e soprattutto ha ottenuto, in maniera trasversale, il consenso dei Gruppi politici dell'intero arco costituzionale. Siamo riusciti a mettere su il provvedimento della rottamazione- ter , con l'apertura di finestre che oggi danno modo di riprendere il percorso di sostegno e di aiuto in un momento di grande difficoltà, in cui le decisioni da prendere in una famiglia e in un'impresa sono veramente particolari. Ci sono da pagare le spese vive, appunto la corrente e l'energia, e ci sono anche le cartelle di un tempo, quelle dovute alla chiusura, alla pandemia e ai due anni precedenti. È un momento difficile e dobbiamo cercare di aiutare su più fronti famiglie e imprese. In questo caso, abbiamo pensato alla rottamazione- ter e abbiamo concesso questo. (Richiami del Presidente). L'unico problema - che, ahimè, dispiace - è quello dei subemendamenti, con cui avevamo cercato di dare risposte, perché erano comunque importanti. Vi era una parte di proposte che riguardava la cessione dei crediti, che finalmente si riapriva, ma ce n'era anche una parte che arrivava dai Gruppi, perché circoscrivere a un discorso di imprese bancarie è importante; c'era però la possibilità, anche lì, di restare nella cornice del testo unico bancario, permettendo eventualmente ad altre società che in essa operano di accettare a loro volta le cessioni del credito e di lavorare. Sul discorso del superbonus e dello stato avanzamento lavori, invito il Governo a prestare attenzione nelle prossime settimane a come i lavori hanno oggi la possibilità di riprendere, in modo tale da valutare, in un prossimo provvedimento, se vi è la necessità di una mini proroga, proprio per permettere l'accesso al superbonus e il raggiungimento della scadenza del 30 giugno per lo stato di avanzamento dei lavori. Mi dispiace che non vi sia stato proprio il tempo di esaminare queste importanti proposte, perché oramai stavamo lavorando sugli emendamenti, ma sono temi aperti, che vorrei che il Governo avesse nella sua agenda, con grande attenzione, proprio per non disperderli. (Richiami del Presidente). Ecco perché si è poi arrivati al cosiddetto ordine del giorno vincolante, che fa il punto della situazione. Il momento storico, come dicevamo, mette insieme quello che è accaduto in questi giorni e in queste settimane. Abbiamo parlato degli impegni che i Capi di Stato e di Governo hanno preso a Versailles. Si arriva così a un impegno che oggi il Parlamento voterà nei confronti del Governo su vari temi, che sono appunto tesi a recepire nelle legislazioni nazionali gli strumenti dell'Unione europea. La questione della moratoria dei mutui è pure un altro tema caldo e importante, che è necessario che il Governo, il MEF e il Dipartimento del tesoro guardino con grande attenzione anche nei confronti dell'Europa. Bisogna calmierare i prezzi dei carburanti, dell'energia, l'IVA e le accise. C'è un pacchetto di impegni che invitiamo il Governo a tenere in seria considerazione. Come dicevo, ieri come relatori abbiamo ascoltato gli interventi di tutti i Gruppi politici, da cui sono emerse criticità. Ci trasciniamo oramai da tempo alcune questioni importanti che riguardano, ad esempio, il fatto che si lavori e si legiferi solo in una Camera; anche questa volta - ahimè - ci troviamo di fronte a un monocameralismo, che certamente condanniamo tutti, perché vorremmo che i provvedimenti fossero oggetto di confronto... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Concluda, senatore. DAMIANI, relatore . Concludo. Sono emerse altre situazioni che abbiamo comunque affrontato. Ecco perché alla fine si è fatta sintesi: ci sono pezzettini di proposte provenienti da ogni Gruppo che non hanno trovato allocazione, ma che comunque sono all'attenzione di un confronto politico all'interno della maggioranza. Queste sono state le settimane che ci hanno visto elaborare un provvedimento che oggi arriva in Aula, che comunque ha visto tutti partecipare a larga maggioranza e condividere insieme. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Damiani, lo dico per il suo bene: in venti minuti di intervento con la mascherina si crea un'ipossia che può causare anche danni cerebrali.