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La presente disposizione assicura la necessaria continuità dei citati dispositivi fino al 31 dicembre 2020. Conseguentemente, il comma 1 prevede la corresponsione, dal 25 novembre al 31 dicembre 2020, dell'indennità di ordine pubblico e del trattamento accessorio connesso alle prestazioni di lavoro straordinario al personale delle Forze di polizia, nonché delle previste indennità di ordine pubblico in favore del personale delle polizie locali messo a disposizione delle Autorità di pubblica sicurezza. Al riguardo, si evidenzia come l'attuale dispositivo di sicurezza – comprensivo anche dei servizi comunque connessi all'emergenza epidemiologica e attivo su tutto il territorio nazionale – continua ad essere necessario non essendo mutato il quadro esigenziale nazionale legato al contenimento della pandemia, tuttora in corso, unitamente alle esigenze di controllo delle frontiere e della gestione dei migranti, che assumono ulteriore rilievo in relazione all'attuale fase pandemica e che giustificano la previsione della estensione delle misure in questione fino al 31 dicembre 2020. L'impiego dei contingenti delle Forze di polizia, integrato dal concorso ratione officii delle polizie locali, nell'ambito delle attività di prevenzione e contrasto del propagarsi o del riacutizzarsi del contagio da COVID-19, ha consentito finora di soddisfare, con elevati standard di efficacia operativa, le diffuse esigenze di vigilanza e controllo sull'osservanza delle prescrizioni imposte a livello normativo a tutela della salute pubblica. Il comma 2 mira a garantire, per il medesimo periodo di cui al comma 1, le esigenze di soccorso pubblico e di scorta tecnica in caso di trasferimento in condizioni di alto biocontenimento connesse ai compiti di contenimento della diffusione del COVID-19 in ragione dell'accresciuto impegno del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mediante l'impiego giornaliero di squadre specialistiche in aggiunta all'ordinario dispositivo di soccorso, assicurando le idonee risorse finanziarie per la copertura delle spese conseguenti, anche al fine di garantire la piena operatività del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in condizioni di sicurezza. Più in generale, il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che assicura il dispositivo di soccorso sull'intero territorio nazionale è colpito in modo crescente dalla seconda ondata del contagio da COVID-19. I dati più aggiornati evidenziano, nonostante le stringenti misure precauzionali adottate e l'attenta profilassi sanitaria in essere in tutte le strutture del Corpo, un tasso di assenza ascrivibile alla pandemia in incremento, analogamente alla curva nazionale, che potrebbe limitare l'operatività dei servizi di soccorso pubblico qualora non sia assicurato, nell'immediato, il richiamo del personale in turno libero in orario straordinario. Complessivamente risultano ad oggi quasi 20.000 giornate lavorative di assenza per malattia connessa al virus, a cui devono aggiungersi ulteriori assenze determinate per motivazioni connesse alla medesima emergenza epidemiologica, tra le quali vanno considerate circa 15.000 giornate di dispensa dal servizio ai sensi delle vigenti disposizioni. Il trend in crescita delle assenze dal servizio registrato nelle ultime settimane, diversamente dalla prima ondata del virus, sta interessando uniformemente tutto il territorio nazionale per un'assenza al 1° novembre di 400 unità risultate positive al COVID-19, assenza che al 18 novembre ha raggiunto il picco di circa 800 unità di personale operativo. Tali unità, che svolgono settimanalmente tre turni di servizio di dodici ore ciascuno, devono essere sostituite prontamente da personale richiamato dal turno libero in orario straordinario per garantire i minimi operativi del dispositivo di soccorso. Allo stesso tempo, l'incremento esponenziale dei contagi sta determinando un consumo più veloce ed intenso dei dispositivi di protezione e dei materiali di contrasto al rischio epidemiologico. La recrudescenza della diffusione del virus, che ha condotto il Governo a prorogare lo stato di emergenza sino al 31 gennaio 2021, comporta la necessità del presente intervento normativo che mira, pertanto, ad adeguare il quadro delle risorse finanziarie rese disponibili, al fine di assicurare, fino al 31 dicembre 2020, la piena funzionalità del dispositivo di soccorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in relazione all'evoluzione dell'emergenza epidemiologica COVID-19. Con il comma 3 l'intervento regolatorio permette di finanziare per il 2020 e il 2021 – fino alla cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 7 ottobre 2020 (31 gennaio 2021) – gli oneri per il pagamento delle prestazioni da lavoro straordinario e del compenso forfetario di impiego, necessario ad assicurare lo svolgimento degli (quantitativamente e qualitativamente) accresciuti compiti assegnati tanto al personale militare, costantemente impiegato nelle sale operative centrali e periferiche con funzioni di coordinamento per tutte le attività in atto espletate dalle Forze armate sull'intero territorio nazionale (attività di concorso, trasporto, logistico e infrastrutturale campale, etc.), quanto al personale militare medico, paramedico e di supporto, impiegato nei duecento « Drive Through » Difesa dell'Operazione Igea, volta ad incrementare su tutto il territorio nazionale la capacità quotidiana del Paese di effettuare tamponi a favore della popolazione, ovvero assegnato alle diverse strutture sanitarie sia della Difesa (Centri ospedalieri militari, Policlinico militare del Celio e le diverse strutture medico-campali dislocate sul territorio) sia del Servizio sanitario nazionale, ai fini del contrasto, della gestione e del contenimento della diffusione in atto del COVID-19. Il comma 4 apporta modifiche all'articolo 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, come modificato dall'articolo 37- quater , comma 1, lettera a) e lettera b) , n. 2, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, relativo alla copertura delle spese necessarie per le prestazioni di lavoro a contratto a termine. Come noto, tale disposizione introduce specifiche procedure finalizzate all'emersione del lavoro irregolare (comma 1) e particolari modalità di presentazione, al questore, dell'istanza del temporaneo permesso di soggiorno (comma 2), al fine di favorire lo straniero presente in Italia nella ricerca di un lavoro, secondo i criteri stabiliti dal legislatore. Entrambi i procedimenti vedono il coinvolgimento del Ministero dell'interno, nelle articolazioni del Dipartimento delle libertà civili e dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, per le attività istruttorie finalizzate all'autorizzazione finale. Sulla base dei carichi di lavoro aggiuntivi attribuiti dalla novella è stata prevista dal medesimo articolo 103 una copertura finanziaria per il 2020 e, in parte, per il 2021, alla luce delle tempistiche occorrenti per la definizione dell'affidamento dei servizi.