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l'auspicio degli amministratori di Verona, che ha concesso il patrocinio al concorso dal 2018 al 2020, di stimolare nei più giovani "il senso di appartenenza alla Nazione", è stato contestato anch'esso duramente da Tomaso Montanari nell'articolo già ricordato, mettendolo in relazione con "la retorica dell'estrema destra relativa al Giorno del Ricordo (una solennità civile che i neofascisti rivendicano come propria, strumentalizzando senza alcun ritegno le vittime delle foibe che dicono di voler onorare)", retorica che il Ministro dell'istruzione non condanna, deplora Montanari, preferendo barcamenarsi tra le opposte spinte ideologiche senza scontentare nessuno, invece di assumere una posizione coerente con il dettato costituzionale; nei confronti di quest'ultimo si sono mostrati insofferenti anche quanti, indispettiti dalle posizioni e dalle iniziative del Rettore dell'Università per stranieri di Siena sul Giorno del Ricordo, ne hanno chiesto la sospensione dall'insegnamento (si veda "Foibe, Montanari critica il Giorno del Ricordo: scoppia la polemica" su "corriere.it"), mentre altri, a Siena stessa, raccoglievano firme per ottenere le sue dimissioni (si veda "Una raccolta firme per le dimissioni del Rettore dell'UNIstrasi Montanari" su "gazzettadisiena.it"), si chiede di sapere: se il Ministro della cultura possa spiegare a che titolo il Museo di Ponti sul Mincio figuri sul portale istituzionale, dal 2020, tra i "luoghi della cultura" italiani, e se abbia ricevuto finanziamenti pubblici; come possa conciliarsi quella esplicita ratifica dell'interesse pubblico del museo mantovano non solo con i valori antifascisti cui si ispira la Repubblica, ma anche con l'indirizzo esplicitamente e orgogliosamente decoloniale dato al MUCIV dal suo dicastero; se il Ministro dell'istruzione non ritenga di sollecitare i dirigenti scolastici a vigilare con più attenzione sull'identità dei soggetti esterni che avanzano proposte di partecipazione degli studenti alle iniziative da loro promosse, in modo da evitare di accreditare sia i sodalizi che non fanno mistero della propria distanza ideologica dai principi costituzionali, sia quelli che optano per una studiata ambiguità. Atto n. 4-07383 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che a Roma, in Piazza di Spagna, il palazzo eretto a partire dal 1620, affidato prima a Gianlorenzo Bernini (al quale si deve la facciata principale) e nel 1644 a Francesco Borromini, che fu la prima sede del Pontificio Collegio Urbano per l'istruzione dei missionari e della Congregatio de Propaganda Fide , fondata da papa Gregorio XV nel 1622, ribattezzata "Congregazione per la evangelizzazione dei popoli" nel 1967 e soppressa il 5 giugno 2022 a favore del "Dicastero per l'evangelizzazione", gode della extraterritorialità e della esenzione da espropriazione e tributi riconosciute agli immobili della Santa Sede dai Patti Lateranensi dell' 11 febbraio 1929. L'art. 16, in particolare, statuisce che detti immobili: "non hanno bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali o comunali italiane, le quali possono all'uopo fare sicuro assegnamento sulle nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa Cattolica"; considerato che: il 13 agosto, sulle pagine romane del "Corriere della Sera", Ilaria Sacchettoni è tornata ad occuparsi di un tema caro al suo giornale: a novembre 2016, infatti, Flavia Fiorentino aveva sollevato il caso del palazzo di "Propaganda Fide" che, a lavori edili interrotti o completati, manteneva in opera, sull'angolo tra la piazza e Via di Propaganda, un ponteggio avvolgente di altezza superiore a quella dell'edificio stesso, utilizzato (dal primo piano alla base del tetto) per la pubblicità di un superalcolico, stampata su telo pittorico (si veda "La pubblicità sulla facciata extraterritoriale al posto del Bernini " su "roma.corriere.it"); la medesima facciata era stata al centro dello scandalo che nel 2010 vide indagati dalla Procura di Perugia il Prefetto della "Congregazione" in carica dal 2006, cardinale Crescenzio Sepe (2006-2010), e l'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi per un "restauro fantasma", avviato nell'autunno del 2003 e mai concluso, pur avendo beneficiato, nel 2005, di un finanziamento statale da 2,5 milioni di euro (secondo altre fonti il doppio) accordato dal Ministero dei Beni Culturali tramite ARCUS S.p. A., contributo che la Corte dei conti tacciò di incongruità insieme ad altri destinati a progetti religiosi. Finirono sotto la lente dell'Autorità giudiziaria anche le ristrutturazioni di immobili di "Propaganda Fide" curate negli anni 2001-2005 da Diego Anemone, il cui uomo di fiducia Angelo Zampolini era stato il progettista dell'intervento sul palazzo di Piazza di Spagna (si veda "Il cardinale Sepe e il restauro fantasma" su "corriere.it"; "Nella gestione passata e presente della società di Mibac e Infrastrutture, un'attenzione molto particolare ai beni culturali del Vaticano e molte regalie clientelari. " su "eddyburg.it/"); come nel 2016, teste l'articolo della Sacchettoni, che dà voce alle rimostranze dei commercianti, da circa tre anni lo stesso angolo della tormentata facciata del palazzo di "Propaganda Fide" è ingabbiato da un ponteggio. Di un cantiere di restauro e di operai al lavoro che ne giustifichino la presenza non vi sarebbe traccia, finora, dietro la mega-pubblicità di dispositivi tecnologici alla quale fa da supporto, benché il cartello di cantiere indichi come data di conclusione delle attività il 14 marzo 2022 (si veda "Propaganda Fide, il palazzo (senza lavori) con cartellone pubblicitario" su "roma.corriere.it"); per quanto concerne la situazione lamentata nel 2016, sul portale di "Urban Vision S.p.a. ", la cui mission è "supportare le istituzioni pubbliche e i privati nel reperimento delle risorse destinate alla rinascita e valorizzazione dei tesori dell'arte, della cultura e del patrimonio architettonico nazionale attraverso sistemi innovativi di comunicazione Outdoor" (si veda "https://www.urbanvision.it/it/chi-siamo"), "Il Palazzo Propaganda Fide" figura tra i "Restauri sponsorizzati" senza dati cronologici ma le fotografie associate sembrano anteriori alla pandemia da COVID-19; oggi, mentre "Urban Vision" esegue il restauro di un altro edificio di Piazza di Spagna, di cui omette nome e proprietà ma poco distante dal palazzo di "Propaganda Fide" (si veda "Piazza di Spagna" su "www.urbanvision.it"), il concessionario è "Flag International S.r.l. ", che sul suo portale scrive: "Intervento di restauro conservativo della Facciata e intervento di manutenzione ordinaria della copertura del Palazzo di Propaganda Fide … ", e "The Wall" si è occupata dell'illuminazione (si veda "thewallmedia.it").