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in pratica, il CNR, con il placet del Ministero dell'istruzione, università e della ricerca, avrebbe individuato il socio privato entrato a far parte, con l'80 per cento del capitale sociale (dopo pochi mesi ridottosi al 70 per cento, a seguito dell'ingresso dell'ISS) della società consortile CNCCS in maniera illegittima, avendo omesso il ricorso alla procedura di evidenza pubblica, siccome richiesto dalla legge, qualora, come nel caso di specie, il soggetto privato detenga quote superiori al 50 per cento; l'invito ad adottare misure di razionalizzazione ex art. 20, comma 2, del decreto legislativo n. 175 del 2016, rivolto dalla Corte dei conti a CCNCS scarl, si appalesa del tutto fondato in quanto, a fronte di un numero di amministratori pari a 7 (il presidente del Cda, professor Enrico Garaci; il vice presidente, professor Giovanni Rezza, subentrato il 30 gennaio 2020 al professor Gualtiero Ricciardi, dimessosi in data 31 dicembre 2018; l'amministratore delegato, dottor Pietro Di Lorenzo e i 4 consiglieri di amministrazione, avvocato Ilaria Di Lorenzo, avvocato Matteo Liguori, dottoressa Ezia Ferrucci e dottor Paolo De Natale), alla data del 31 dicembre 2019, secondo dati INPS, il numero dei dipendenti della medesima CCNS S.c.ar.l. , risulta essere, in media, pari a 3 (6 nel primo trimestre, 3 nel secondo, ridottisi addirittura a 2, nel terzo e quarto trimestre); tale dato sembra sollevare, tra l'altro, non pochi interrogativi in ordine alle modalità con le quali CNCCS, dal 2010 ad oggi, abbia potuto realizzare, con un numero di dipendenti a dir poco esiguo (2/3 unità di personale, di cui, peraltro, si ignora la qualifica) i tanti progetti di ricerca finanziati dal Ministero con oltre 60 milioni di euro con appositi decreti a valere sul FOE (Fondo ordinario enti di ricerca), nell ' ambito della sezione Progetti di rilevanza internazionale; a tali interrogativi sembra aver dato risposta il sindacato di ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca Anpri che, con un comunicato del 27 gennaio 2020, afferma che almeno l'80 per cento dei fondi pubblici assegnati dal Ministero alla CNCCS sarebbe finito nella casse del socio maggioritario della stessa CCNS (Irmb SpA o sua controllata) che, di fatto, dovrebbe aver realizzato i progetti di ricerca, con una partecipazione del tutto marginale dei ricercatori dei soci pubblici; in pratica, la scarl CCNCS, come già evidenziato, costituita illegittimamente, avrebbe "subappaltato", senza il ricorso ad alcuna gara pubblica, siccome richiesto dalla legge, i progetti di ricerca alla Irbm SpA (il cui amministratore delegato è anche amministratore delegato di CNCCS, la cui sede è ospitata all'interno della stessa Irbm di Pomezia) o ad altra società controllata dalla medesima Irbm; dal bilancio 2018, ad esempio, si rileva che CCNS, a fronte di un valore alla produzione di euro 9.310.005, di cui 9.225.000 a titolo di contributi in conto esercizio, ha registrato costi alla produzione per euro 9.285.314, di cui 8.987.981 a titolo di costi per servizi, mentre i costi lordi per il personale sono stati pari ad euro 223.999, si chiede di sapere, qualora i fatti descritti in premessa rispondano al vero, quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, anche alla luce del rilievo mosso dalla Corte dei conti nella richiamata relazione al Parlamento del 8 maggio 2020, per evitare che l'ISS, ente di primaria importanza per il Paese, come confermatosi nel corso dell'emergenza COVID-19, continui a far parte di una società, CCNCS S.c.ar.l. , dai contorni assai poco chiari, il cui Consiglio di amministrazione vede al vertice il professor Enrico Garaci, ex presidente dello stesso ISS. Atto n. 4-03699 TESTOR CENTINAIO LUCIDI TOSATO LUNESU PIANASSO BERGESIO PITTONI ALESSANDRINI MONTANI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno Premesso che: l'associazione "Trentini nel mondo" dal 1957 opera a favore degli emigrati Trentini in tutto il mondo; l'obiettivo dell'associazione è promuovere, attraverso il lavoro di centinaia di volontari, la cultura, la lingua e lo stile di vita italiani nelle grandi città e nelle piccole località dell'Europa, dell'America Latina, dell'Australia, degli Stati Uniti e del Canada; ad oggi, infatti, l'associazione raccoglie oltre 200 circoli diffusi in trenta Paesi; considerato che: per i Trentini all'estero il riconoscimento della cittadinanza italiana rappresenta una situazione di particolare rilevanza; mentre la cittadinanza viene riconosciuta a tutti gli Italiani emigrati a partire dalla fondazione del Regno, per gli emigrati dal Trentino e dagli altri territori ex Austro-Ungarici divenuti italiani al termine della Prima Guerra Mondiale, la cittadinanza italiana è riconosciuta solo a partire dalla data dell'entrata in vigore del Trattato di Saint Germain del 16 luglio 1920; per sanare tale incongruenza, è stata emanata la legge n. 379 del 2000, che permette anche ai concittadini Triestini emigrati prima di quella data, di richiedere, a determinate condizioni, il riconoscimento della cittadinanza italiana; l'adesione è stata molto significativa e le domande presentate sono state superiori alle aspettative. Molte persone hanno completato l' iter positivamente e ora sono riconosciute a pieno titolo come cittadini italiani; valutato che: per quanto risulta agli interroganti, come segnalato dall'Associazione Trentini nel mondo, molte famiglie sarebbero ancora in attesa e la documentazione di riferimento, nonostante sia stata regolarmente presentata nei termini, non risulta pervenuta all'ufficio della Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, incaricato dell'assolvimento delle pratiche relative alla legge n. 379 del 2000. Al contempo, sembrerebbe che gli uffici consolari che hanno accolto le domande non abbiano più pratiche in giacenza; il rischio è che molte delle richieste presentate non trovino risposta da parte delle autorità sull'esito del riconoscimento; tale problematica è particolarmente sentita nella comunità del sud del Brasile, dove c'è un'alta concentrazione di comunità di origine trentina, ma si riscontra anche in diverse parti del mondo, in special modo in altri Paesi del Sudamerica; il riconoscimento della cittadinanza italiana è visto non solo come un'opportunità per sé e per la propria famiglia, ma anche come un importante tributo alle fatiche e ai dolori degli antenati emigrati e come l'attestazione di un'identità italiana preservata per generazioni, si chiede di sapere quali iniziative di loro competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di sollecitare un'accelerazione delle pratiche ancora inevase, e di sostenere, tramite gli interventi necessari, gli uffici competenti in modo che tutti i richiedenti possano ricevere una risposta in merito alle loro istanze. Atto n. 4-03700 RIPAMONTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: