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Con il comma 1, lettera b) , si modifica il regime di pubblicità del provvedimento di verifica di assoggettabilità a VAS, prevedendo la sola pubblicazione dello stesso nel sito web dell’autorità competente, al fine di evitare una duplicazione degli adempimenti. Il comma 1, lettera c) , sostituisce, poi, il comma 1 dell’articolo 17, facendo venire meno la pubblicazione della decisione finale ai fini del rilascio della valutazione ambientale strategica in Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino Ufficiale della regione e prevedendo che la stessa debba essere pubblicata solo nei siti web delle autorità interessate indicando la sede ove si possa prendere visione del piano o programma adottato e di tutta la documentazione oggetto dell'istruttoria. Sono inoltre resi pubblici attraverso la pubblicazione nei siti web delle autorità interessate: a) il parere motivato espresso dall'autorità competente; b) una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate; c) le misure adottate in merito al monitoraggio. Il comma 1, lettera d) , modifica i commi 2 e 7 dell’articolo 20 del decreto legislativo sopracitato. Il nuovo testo dell’articolo 20, comma 2, prevede che dell'avvenuta trasmissione del progetto preliminare e dello studio preliminare ambientale è dato sintetico avviso a mezzo stampa e nel sito web dell'autorità competente. Tali forme di pubblicità tengono luogo delle comunicazioni di avvio del procedimento di cui all'articolo 7 ed ai commi 3 e 4 dell'articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le pubblicazioni a mezzo stampa vanno eseguite a cura e spese del proponente. Nel caso di progetti di competenza statale, la pubblicazione va eseguita su un quotidiano a diffusione nazionale e su un quotidiano a diffusione regionale. Nel caso di progetti di competenza delle regioni e province autonome, si provvederà con la pubblicazione su un quotidiano a diffusione regionale o provinciale. Nell'avviso sono indicati il proponente, l'oggetto e la localizzazione prevista per il progetto, il luogo ove possono essere consultati gli atti nella loro interezza ed i tempi entro i quali è possibile presentare osservazioni. La documentazione è depositata su supporto informatico, ovvero, nei casi di particolare difficoltà di ordine tecnico, anche su supporto cartaceo, presso i comuni ove il progetto è localizzato e, nel caso di progetti di competenza statale, anche presso la sede delle regioni e delle province. I principali elaborati del progetto preliminare e lo studio preliminare ambientale sono pubblicati nel sito web dell'autorità competente. Il nuovo testo dell’articolo 20, comma 7, introduce una ulteriore semplificazione in materia di pubblicità prevedendo che il provvedimento di assoggettabilità, comprese le motivazioni, sia pubblicato integralmente nel sito web dell’autorità competente. Dalla data di pubblicazione nel sito web dell’autorità competente decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte di soggetti interessati. È stata dunque eliminata la previsione della doppia pubblicazione anche nella Gazzetta Ufficiale ovvero nel Bollettino Ufficiale della regione o della provincia autonoma. Il comma 1, lettera e) , modifica l’articolo 27 del decreto legislativo n. 152 del 2006, concertente l’informazione sulla decisione in materia di valutazione di impatto ambientale. In particolare, si abroga il comma 1 che prevedeva la pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale per i progetti di competenza statale ovvero nel Bollettino Ufficiale della regione, per i progetti di rispettiva competenza. Si introduce inoltre il comma 2- bis , che prevede che dalla data di pubblicazione nel sito web dell'autorità competente del provvedimento di VIA decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte di soggetti interessati. Il comma 1, lettera f) , modifica l’articolo 29- ter , comma 1, aggiungendovi la lettera l-bis) con la quale si prevede che la domanda di autorizzazione integrata ambientale deve contenere anche l’elenco delle autorizzazioni ambientali necessarie per l’attivazione dell’impianto. L’indicazione di tali autorizzazioni appare funzionale alla completezza dell’istruttoria per il rilascio delle AIA, in particolare sotto il profilo delle eventuali ulteriori autorizzazioni occorrenti per l’esercizio dell’impianto, non sostituite dall’AIA, di cui è necessario tenere conto ai fini del coordinamento delle rispettive prescrizioni. Il comma 1, lettera g) , modifica l’articolo 29- quater , sostituendo il primo periodo del comma 3. La nuova formulazione prevede che l'autorità competente, verificata la completezza della domanda e della documentazione allegata, comunica al gestore l'avvio del procedimento e la sede degli uffici. Le lettere h) e i) del comma 1 hanno lo scopo di evitare che per una stessa opera da autorizzare, per la quale sia prevista l’acquisizione della valutazione di impatto ambientale, il richiedente debba continuare ad instaurare due diversi procedimenti, come attualmente previsto per le opere di cui agli articoli 104 e 109 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Con riferimento al procedimento da ultimo richiamato si elimina poi la specifica autorizzazione ministeriale alla posa di cavi e condotte facenti parte di reti energetiche di interesse nazionale, in quanto la valutazione degli impatti più rilevanti viene assorbita nella VIA nazionale, mentre nei casi residuali verrebbe mantenuta la competenza in capo alla regione, che in tal modo diventa «lo sportello unico» per i temi afferenti ai dragaggi e alla posa in opera di cavi e condotte, con forte semplificazione operativa per le imprese. Peraltro, nella formulazione vigente l’autorizzazione ministeriale sarebbe connessa con l'interferenza con eventuali sisti di importanza comunitaria (SIC) o zone speciali di conservazione (ZPS) costieri e marini, per la quale in linea ordinaria è prevista la valutazione di incidenza regionale. Si tratta di semplificazioni a costo zero, idonee a determinare risparmi soprattutto per le imprese, anche sotto il profilo temporale. Il comma 1, alle lettere l) , m) , n) e o) , modifica il titolo V della parte IV del codice dell’ambiente, in modo da chiarire gli obiettivi degli interventi di bonifica e conseguentemente semplifica l’individuazione e la realizzazione delle misure più idonee per il riutilizzo dell’area senza rischi per la salute. Le disposizioni sono coerenti con il diritto dell’Unione europea, anche perché precisano il rapporto sistematico tra interventi di bonifica e regime della responsabilità per danno ambientale. Le modifiche hanno l’obiettivo di prevenire, eliminare e ridurre i rischi sanitari derivanti dalla contaminazione (articolo 239, comma 1), stabilendo che gli interventi di messa in sicurezza operativa, di messa in sicurezza permanente e di bonifica sono tutti parimenti finalizzati a tutelare la salute. All’articolo 240, comma 1, alla lettera n) , nella nozione di messa in sicurezza operativa sono esclusi quegli interventi eseguiti in un sito con destinazione urbanistica ad uso residenziale, verde pubblico, agricolo e terziario.