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Infatti, non è la strada giusta quella di offendere i presentatori delle mozioni e l'opposizione e di spiegare che, sostanzialmente, tutto quello che di positivo il Movimento 5 Stelle ha fatto, lo ha fatto perché gli altri tutto e sempre hanno sbagliato. No, Ministro, questa è un'impostazione - lo dico al Movimento 5 stelle con grande rispetto - da rigettare al mittente. Non siamo all'anno zero nella lotta alla mafia e alla criminalità; non siamo all'anno zero da alcun punto di vista. E non è accettabile la concezione... (Il microfono si disattiva automaticamente). (...) poiché è segnalato e messo al Governo legittimamente da un movimento, adesso solo debba rispondere. No, senatore Pellegrini, non funziona così. Il ministro Di Maio persegue la politica degli esteri che il Governo e il Parlamento gli chiedono di seguire e si deve far carico (come i Ministri dell'interno, della giustizia, della difesa e, in particolare, tutti quei Ministri che sono nei crocevia più importanti delle Istituzioni del nostro Paese) di una collegialità di voto che riceve e assume dal Parlamento e dalla sua maggioranza. PRESIDENTE. Senatore Casini, la invito a concludere. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Pertanto il Ministro oggi non deve rispondere alla propaganda del Movimento 5 Stelle, ma deve rispondere agli interrogativi seri che molti colleghi della maggioranza gli hanno posto (io sono tra questi). Questi colleghi chiedono di avere un chiarimento importante dal responsabile di un Dicastero che risponde alla maggioranza, ma vorrei dire all'intero Parlamento. Serve più rispetto serve alla causa, cari colleghi del Movimento 5 Stelle; tante volte alcune difese dissennate sono molto autolesioniste. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, dico subito che voteremo con convinzione contro le mozioni in discussione oggi; lo faremo per ragioni di merito e di metodo. È infatti evidente il tentativo delle opposizioni di usare un tema tanto importante e tanto delicato, come quello della giustizia, per provare a far cadere il Governo, scommettendo sulle differenze che convivono in una maggioranza di coalizione. Senatrice Bonino, non so se sono mele o pere, ma la strumentalità di tutto ciò è evidente - lo diceva adesso il senatore Casini - quando ci sono e ci saranno senatori di centrodestra che voteranno o addirittura hanno firmato mozioni tra loro contrapposte e inconciliabili, pur di provare a far cadere il Governo. Scopriremo oggi che sulle carceri si può essere contemporaneamente per il giustizialismo, con buona pace del senatore Dal Mas, si può essere per il "buttiamo via la chiave", ma si può anche essere garantisti e attaccare il Governo per aver tenuto troppe persone in carcere. Tutto legittimo, giudicheranno gli italiani. Ma per noi un'opposizione che, in questo momento tanto grave per il Paese, sceglie questa strada, la strada delle mozioni di sfiducia individuali, prima nei confronti del Ministro dell'economia e ora nei confronti del Ministro della giustizia, è un'opposizione senza argomenti, che, come se fossimo in una situazione normale, preferisce tentare di logorare il Governo piuttosto che aiutare a rispondere ai problemi urgenti dei cittadini. (Applausi) . Non credo sia quello che serve al Paese; non credo sia questa la responsabilità di chi dovrebbe essere al servizio del Paese. Ma anche sul merito non sono condivisibili le mozioni in discussione. Sulla gestione di un problema cronico del nostro Paese, come quello del sovrappopolamento delle carceri, in una fase emergenziale come questa della pandemia, si fanno ricostruzioni assolutamente strumentali e false di ciò che è stato fatto. Non c'è stato nessuno "svuota carceri" e nessun rilascio degli autori delle rivolte che ci sono state, nessuna liberazione. Smettiamola con la propaganda: ne va della credibilità dello Stato. Con il decreto-legge cura Italia abbiamo dato la possibilità a chi aveva meno di diciotto mesi da scontare di andare agli arresti domiciliari con il controllo dei dispositivi elettronici e abbiamo allungato le licenze per chi già lavorava fuori dal carcere. Come si sa noi, il Partito Democratico, avremmo voluto fare di più, perché, nonostante ciò che scrive la mozione della Lega, è evidente a tutti che, in un ambiente in cui si sta in sei in una cella di 10 metri quadrati, il distanziamento fisico per prevenire il virus è impossibile. Comunque penso che i numeri li darà il Ministro. Grazie a quell'intervento e allo straordinario lavoro della magistratura di sorveglianza, che ha usato tutte le norme disponibili per ridurre la popolazione carceraria e salvaguardare la salute dei detenuti, si è difeso un principio costituzionale e si è evitata la diffusione del coronavirus nelle carceri. Ancora sul merito delle mozioni, speravo che almeno in quest'Aula nessuno potesse usare strumentalmente la telefonata di un magistrato a una pur importante trasmissione televisiva (Applausi) per giustificare un atto parlamentare importante come quello della sfiducia a un Ministro. Ma ci siete riusciti. Non solo, abbiamo anche ringraziato in Aula il giornalista che ha raccolto quella telefonata. Su questo noi non abbiamo ragione di dubitare delle risposte date più volte dal Ministro anche in quest'Aula. Ma certamente grave e preoccupante è stata la messa in detenzione domiciliare, non la liberazione - stiamo attenti alle parole -, di troppi detenuti condannati o sotto processo per reati di mafia; detenuti che il decreto-legge cura Italia prevedeva esplicitamente non potessero godere dei benefici in esso previsti. Non c'è stata alcuna nuova norma del Governo che abbia consentito quelle scarcerazioni, ma certamente si sono rivelati esserci problemi gravi nel funzionamento del DAP e gravi responsabilità di chi lo ha guidato perché, oltre a non garantire il rapporto con le direzioni antimafia, non ha saputo predisporre soluzioni che evitassero la detenzione domiciliare per questi detenuti, senza compromettere la loro salute. Su questo il Governo e la maggioranza unita sono intervenuti efficacemente e prontamente con gli ultimi due decreti-legge, per impedire che si possano ripetere le troppe scarcerazioni di detenuti per mafia e accelerarne il rientro in carcere. Quali sono dunque le ragioni della sfiducia? Il fatto che il Ministro pretenda che i cittadini paghino le tasse, come ho sentito prima? Logorare il Governo? Far cadere il Governo? Comunque - lo ribadisco - nulla di utile per la giustizia né per gli italiani. Detto questo, chiarite le ragioni per cui voteremo contro queste mozioni, voglio chiederle, signor Ministro, di cogliere oggi l'occasione per aprire una discussione in maggioranza e nel Paese per cercare soluzioni ai grandi problemi della giustizia, trovando una sintesi tra le diverse culture politiche che hanno dato vita a questa maggioranza. Lei è stato Ministro anche del Governo precedente e si è intestato provvedimenti che noi - lo sa - non abbiamo condiviso. Insieme alla Lega - ricordiamocelo - ha votato il provvedimento spazzacorrotti, e con la Lega - che leggo essersene dimenticata - ha abolito la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. (Applausi). Con il precedente Governo ha buttato il lavoro del suo predecessore sulla riforma delle carceri e sulla riforma del processo.