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una simile gestione appare, inoltre, in netto contrasto con tutto il nuovo orientamento ordinamentale, sia nazionale che europeo e internazionale, volto alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, comparto di rilevanza strategica proprio per la semplificazione burocratica e la razionalizzazione dei processi, nonché per favorire l'alleggerimento dei costi amministrativi a carico di cittadini; un comparto, quello della digitalizzazione, nel quale, del resto, il Governo ha dichiarato di voler investire energicamente e al quale ha persino riservato l'istituzione di un Ministero ad hoc , generando paradossalmente una ulteriore proliferazione di costi, uffici, sovrastrutture amministrative e burocrazia, senza però addivenire, come dimostra il caso di specie, ad effettivi miglioramenti in termini di semplificazione e fruizione dell'informazione da parte dei cittadini, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri, coerentemente alla propria funzione di controllo e vigilanza e dei poteri ispettivi che la legge istitutiva del Formez PA gli attribuisce, non ritenga necessario effettuare una verifica urgente sulla conformità delle richieste di somme per l'accesso agli atti da parte dei cittadini rispetto al principio di gratuità dell'accesso agli atti come disciplinato dall'articolo 6, comma 4 del « Freedom of information Act » di cui al decreto legislativo n. 97 del 2016; se, anche alla luce ed in ragione del recente aumento dei costi di gestione dell'associazione conseguente all'incremento del compenso del Presidente, disposto dal Ministro per la pubblica amministrazione, il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga necessario avviare una verifica in ordine all'efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa di Formez PA specie per i profili di trasparenza e pubblicità della propria azione; se, in ragione della previsione di presunti costi per la gestione delle procedure di accesso agli atti, non ritenga che sarebbe stato opportuno, specie in un momento di gravissima crisi come quella attuale in cui la più ampia partecipazione civica alle attività amministrative rappresenta un segnale di reciproca fiducia, leale collaborazione e maggiore integrazione tra cittadini e Stato, prevedere che le risorse stanziate per l'incremento del compenso fossero invece destinate alla costituzione di un fondo per la trasparenza e l'accesso agli atti, evitando così di trasformare il fondamentale diritto di accesso all'informazione, in un nuovo ed ennesimo costo scaricato sulle tasche dei cittadini. Atto n. 4-04717 CIOFFI SANTILLO FERRARA DE LUCIA RICCIARDI L'ABBATE GAUDIANO D'ANGELO CASTELLONE PRESUTTO VACCARO GIANNUZZI DI MICCO LA MURA MONTEVECCHI MAUTONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che la Regione Campania è l'unica regione d'Italia, e presumibilmente anche d'Europa, a non aver, di fatto, riaperto le scuole da marzo, con particolare riferimento alle scuole dell'infanzia e alla scuola primaria. In data 14 settembre 2020 tutti gli studenti italiani delle altre regioni sono tornati a scuola. Tutti esclusi i campani. Situazione che resterà immutata, in quanto il Presidente De Luca ha comunicato la volontà della Giunta di tenere chiusi gli istituti di ogni ordine e grado anche dopo il 7 gennaio 2021, data in cui tutti gli studenti italiani torneranno nuovamente tra i banchi; considerato che: agli interroganti risulta che ad agosto 2020, giunta la seconda ondata, in Campania il virus si è diffuso esclusivamente nei giovani adulti (20-39 anni) nei quali si è registrata un'incidenza pari a 92 casi per 100.000 residenti; a settembre è aumentata la diffusione del contagio in tutte le classi di età, con tassi di incidenza, però, sempre più elevati tra gli adulti: in queste classi di età i casi positivi registrati erano in media 113 per 100.000 residenti. Dai dati si evince chiaramente che è stato molto più contenuto il contributo dato all'epidemia dai bambini, dagli adolescenti e dagli anziani (rispettivamente 64 casi/100.000 nella classe 0-19 anni, 84/100.000 nella classe 60-79 anni e 51/100.000 nella classe di età superiore agli 80; con questa situazione epidemiologica la Giunta regionale ha consentito la didattica in presenza per soli 17 giorni scolastici, ovvero dal 24 settembre al 16 ottobre. Il 16 ottobre il Presidente della Regione con un'ordinanza ha chiuso i cancelli delle scuole. Tutto ciò è accaduto mentre il Ministero della salute dichiarava la Campania "zona gialla" di concerto con i Presidenti delle regioni; nel mese di ottobre la curva epidemica è cresciuta, ma la distribuzione dei casi per classi di età è rimasta simile a quella di settembre. Gli interroganti sono a conoscenza del fatto che persino nei 32 comuni dell'Asl NA2, risultante la più colpita dall'epidemia, che conta la presenza di 56.935 bambini nella fascia tra i 6 e i 10 anni e 5.635 insegnanti, in quel periodo (ottobre 2020) venivano annoverati 160 contagiati e altri 220 contagi correlati nel mondo della scuola. La percentuale di contagi era pari allo 0,11 per cento del totale. Sul territorio regionale al 24 ottobre nella fascia 0-5 i contagiati erano 193 su 293.127, nella fascia 6-10 i contagiati erano 285 su 277.933, nella fascia 11-13 i contagiati erano 354 su 181.310. Confrontando l'andamento dei tassi contagiosità con i tassi d'incidenza nella popolazione in età scolare nelle diverse province, è emerso che sin dal mese di settembre la diffusione del contagio è stata registrata quasi esclusivamente nelle province di Napoli e Caserta, mentre è rimasto molto limitato il numero dei contagi nelle province di Salerno, Benevento e Avellino. I casi di positività nei bambini frequentanti le scuole dell'infanzia e le elementari a metà ottobre erano in media 15 per 100.000 residenti. Nei bambini delle scuole medie i casi erano in media 60/100.000. Le differenze territoriali sono evidenti quando si analizzano i casi totali. Nel mese di settembre la provincia di Salerno contava 12 contagiati nella fascia 0-5 e 15 nella fascia 6-10 a Napoli invece se ne registravano 97 nella fascia 0-5 e 97 nella fascia 6-10. Per il mese di ottobre la provincia di Salerno contava 81 contagiati nella fascia 0-5 e 140 nella fascia 6-10, mentre Napoli 666 nella fascia 0-5 e 930 nella fascia 6-10. Si deduce quindi che le fasce più colpite dalle restrizioni imposte dalle ordinanze di chiusura sono state quelle che meno hanno contribuito alla diffusione del virus . Dall'analisi dei dati emerge che il trend di crescita dei contagi nei 15 giorni susseguenti alle chiusure del 16 ottobre è esattamente coincidente con quello delle altre fasce d'età. Ciò a dimostrare che la chiusura delle scuole non ha influenzato la curva dei contagi nelle fasce 0-5 e 6-10; grazie alla competenza e abnegazione del Ministro in indirizzo e all'impegno del Governo e del Parlamento le scuole italiane hanno ricevuto 7 miliardi di euro;