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Difficile che la magistratura, da sola, riesca a riformare lo stato della giustizia, non essendovi riuscita in questi decenni. Non resta che una risposta per tutti quei magistrati che non sono stati parte attiva nell'opera di distruzione della giustizia e dello Stato di diritto: appoggiare questa riforma. Un timido accenno di speranza si è avuto con l'adozione di un nuovo sistema elettorale per l'elezione del Consiglio superiore della magistratura, ma molte sono le ulteriori riforme necessarie: oltre alla separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, la drastica riduzione dei termini di carcerazione preventiva e la contestuale introduzione di termini processuali certi e perentori, tutte proposte già oggetto in passato di referendum radicali ripresentate in forma di proposta di legge dal primo firmatario. Vi è quindi l'ulteriore necessità di introdurre nell'ordinamento il divieto di assunzione di incarichi extragiudiziari per i magistrati. Solo questi provvedimenti consentiranno una riforma liberale della giustizia, lasciando liberi i magistrati onesti e rigorosi di esercitare correttamente le proprie funzioni e impedendo a quella parte della magistratura artefice e complice della bancarotta della giustizia di produrre ulteriori guasti.. Art. 1. 1. All'articolo 16 dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo comma, le parole: «, senza l'autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura» sono soppresse; b) il terzo comma è abrogato.