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Come sappiamo, c'è una prima fascia più importante di delitti che attengono alle contraffazioni e alle sofisticazioni alimentari (articoli 439 e seguenti del codice penale) e poi ci sono altre sanzioni previste da una legge che ha più di sessanta anni. Mi riferisco alla legge n. 283 del 1962 che, per effetto di questo decreto legislativo, veniva di fatto spazzata via. Si compiva una vera e propria abolitio criminis o un abrogatio cum abolitio e non solo abolitio . Colleghi, in effetti non ci sarebbe stato poi qualcos'altro che sarebbe rivissuto; semplicemente veniva tolto dall'ordinamento un comportamento perché non più ritenuto penalmente rilevante. In forza dell'articolo 2, comma 2, del codice penale, quel fatto non costituendo più reato non sarebbe stato più punibile e, perciò, tutti i procedimenti in corso, sia nella fase delle indagini (articolo 411), sia nella fase della pena definitiva, avrebbero comportato una dichiarazione di non doversi procedere perché il fatto non è più reato e non ha più alcuna conseguenza, con l'ulteriore caratteristica che in quel caso il giudice, davanti a un'eventuale contravvenzione, non avrebbe neppure segnalato alle competenti autorità amministrative eventuali sanzioni. Stiamo parlando dell'articolo 5 della legge che contiene norme a tutela della sicurezza degli alimenti e contro la mancanza dei requisiti essenziali dichiarati negli alimenti, la presenza di eccessive cariche microbiche e la contraffazione alimentare. Forse il precedente Governo voleva introdurre una nuova visione ispirata dall'Europa. Tutto discende dal fatto che la normativa europea e la legge delega del 2019 attribuiscono agli Stati un compito di rivisitazione della normativa in materia di sicurezza alimentare. Alla Camera esiste un disegno di legge che vede l'inasprimento dei controlli e delle sanzioni e, quindi, rafforza quella cultura che vuole la maggiore sicurezza della produzione degli alimenti. Quindi, il decreto-legge ha l'obiettivo di consentire il mantenimento delle sanzioni penali, quindi dei controlli a tutela della sicurezza alimentare. In sede di conversione alla Camera sono stati introdotti anche due articoli molto importanti: il primo sostanzialmente costituisce una garanzia difensiva, cioè la possibilità di estendere l'articolo 223 del codice di procedura penale (disposizioni attuative), e cioè di essere informati nel momento in cui si svolgono indagini, anzi nel momento in cui si stanno svolgendo analisi sui campioni dei prodotti oggetto di inchiesta per eventuale contraffazione o violazione di norme. Quindi, si tratta sostanzialmente di una norma che aumenta le garanzie difensive. Un ulteriore articolo, anch'esso introdotto in sede di conversione alla Camera, consente di rendere non applicabili le sanzioni amministrative di cui alla legge n. 91 del 2014 qualora vi sia un ravvedimento operoso. Pongo una particolare attenzione a questa norma perché di fatto consente, a chi si mette in regola entro trenta giorni - e non più novanta - dalla cosiddetta diffida, di evitare la sanzione amministrativa. Si tratta di una norma di buonsenso, non punitiva, che tiene conto anche delle diverse esigenze che possono esserci nel mondo della produzione nel settore agricolo. Ma parliamo di piccole violazioni, violazioni sanabili dal punto di vista sia del settore agroalimentare sia squisitamente amministrativo-agroalimentare. Presidente, non credo di dover aggiungere altro. Quello in esame è un decreto-legge necessario, utile, urgente, che impedisce che il nostro sistema si trovi aperto a insidie improvvise per mancanza di una normativa che sarebbe stata cancellata di fatto senza adeguata protezione e coordinamento con le altre norme esistenti nell'ordinamento. Chiedo pertanto - e penso sia interesse generale dell'Assemblea - di voler procedere alla conversione di questo decreto-legge. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'industria alimentare italiana di cibi sia di produzione che di trasformazione è tra le migliori sul mercato internazionale. L'attenzione verso questo settore è essenziale, in considerazione dell'importanza che tale industria manifatturiera riveste nel nostro sistema economico-sociale. Infatti, l'Italia è il Paese dove si sono creati i prodotti diventati oggi il nostro patrimonio conosciuto e rispettato da tutto il mondo: il made in Italy agroalimentare. Non possiamo far venir meno la leadership raggiunta a livello internazionale e dobbiamo mantenere altissimo lo standard di sicurezza dei nostri prodotti alimentari. Non dimentichiamo che la sicurezza alimentare ha caratteristiche di bene pubblico; occorre garantire livelli di sicurezza a beneficio del consumatore e della salute pubblica. In tale direzione va la corretta tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti e delle materie prime da cui derivano. La corretta tracciabilità è il pilastro delle politiche per rendere trasparente la scelta dei cibi, in considerazione anche del fatto che vediamo crescere nei consumatori sempre più alte aspettative. Qui si tratta di un controllo che riguarda prodotti italiani o di altra provenienza destinati a essere commercializzati sul territorio nazionale o destinati ad altri Stati dell'Unione o anche esportati. Lo scopo del controllo è fornire ai consumatori informazioni accurate sui prodotti e garantire la circolazione di alimenti sicuri, grazie alla possibilità di ricostruire l'intero percorso degli alimenti per poter ritirare tempestivamente - se è il caso - quelli a rischio. Questo sistema complesso di controlli si svolge su tutte le fasi della produzione, trasformazione, distribuzione, magazzinaggio, trasporto e commercio e della somministrazione. Il decreto in sede di conversione è finalizzato a correggere l'articolo 18 del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27, che dà seguito al regolamento europeo che abrogava inspiegabilmente diversi illeciti. Perciò il decreto in esame è finalizzato a evitare che rilevanti settori restino privi di tutela sanzionatoria penale e amministrativa, esponendo così a gravi rischi per la salute dei consumatori alcuni settori importanti. Per Forza Italia la sicurezza alimentare è stata sempre motivo di grande attenzione: lo dimostra la battaglia in Europa del Governo Berlusconi dal 2002 per ottenere la sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare a Parma nel 2004. (Applausi) . È stato certificato da uno studio dell'Università di Parma quanto abbia inciso e impattato favorevolmente su economia e sviluppo in quindici anni il fatto di avere la sede sul proprio territorio. Purtroppo lo stesso impegno per avere in Italia una sede dell'Agenzia del farmaco, l'EMA, non è stato profuso da Governi recenti, non votati dagli italiani, perché in Europa si deve lavorare prima attraverso le relazioni con gli altri Paesi e gli altri parlamentari. Per la nostra superficialità l'EMA è andata ad Amsterdam dopo un sorteggio, città che non aveva neanche una sede e ha impiegato tre anni per crearla. Non è andata a Milano che aveva già una sede a disposizione, perdendo così la possibilità di crescita del PIL del 2 per cento. Le nostre leggi nazionali in tema di sicurezza alimentare sono le più rigorose in Europa e forse nel mondo e questa giusta sicurezza per la salute dei nostri cittadini ovviamente ricade sui nostri prodotti che hanno costi di produzione superiori ai Paesi concorrenti.