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Il diritto alla casa non può essere declassato a mero interesse destinato a soccombere a un diritto di credito che, da un lato, viene ceduto con notevoli vantaggi anche di ordine fiscale per le banche (i cui bilanci, di fatto, in questo modo vengono «puliti») e, dall'altro, consente a fondi anche esteri di speculare sul dolore della perdita della propria casa. Nel 2016 sono andati all'asta 270.000 immobili di famiglie indebitate; in pochissimi anni si arriverà a 450.000 immobili in asta e non è vero, come dicono gli speculatori, che si tratta di seconde case o di abitazioni di lusso. Nel solo 2017 sono stati ceduti NPL per un valore che si aggira intorno agli 80 miliardi. 2. Illustrazione del disegno di legge Il disegno di legge che si sottopone all'attenzione degli onorevoli colleghi consta di 5 articoli. Le sue finalità sono declinate tanto nell'articolo 1 che nell'articolo 4. In primis , occorre rilevare ciò che si pone quale scopo preponderante del presente disegno di legge: la tutela e la garanzia del diritto di proprietà dell'abitazione quale fondamentale diritto costituzionalmente riconosciuto dall'articolo 47 della nostra Carta fondamentale. Appare evidente la necessità di riequilibrare una situazione pregiudicata dalla recente riforma del processo dell'esecuzione, nella quale gli strumenti giudiziari approntati per garantire i diritti di credito di una determinata categoria di soggetti perdono i loro connotati di giustizia quando finiscono per pregiudicare un diritto fondamentale: il diritto alla prima casa e il dovere della società di impedire che un soggetto sia privato della possibilità di avere un'abitazione. Il disegno di legge, poi, si pone il fine ulteriore di tutelare quei debitori esecutati i cui debiti siano stati cartolarizzati e ceduti dal creditore (gli istituti di credito), specie se la cessione è a favore di fondi specializzati. Al fine di conseguire questi obiettivi si ritiene necessaria l'introduzione del nuovo articolo 560- bis nel codice di procedura civile e di ulteriori modifiche all'articolo 560 dello stesso codice, onde mantenere coerente l'intero impianto legislativo. In particolare, quindi, rileva l'introduzione del nuovo articolo 560- bis del codice di procedura civile rubricato: «liberazione dell'immobile». In sintesi, al debitore esecutato è data la possibilità di preservare l'immobile adibito a prima casa e unico immobile abitativo di cui, di fatto, egli dispone (e a maggior ragione se componente di un nucleo familiare), depositando una serie di documenti attestanti la sua situazione, indicati appunto nell'articolo 560- bis . In aggiunta, il debitore dovrà depositare una somma (comunque non inferiore ad euro 10.000) di importo pari al valore a cui è avvenuta la cartolarizzazione; in questo modo si avrà la possibilità di incentivare anche la tanto richiesta trasparenza nell'attività di cartolarizzazione dei cosiddetti NPL. È sembrato anche fondamentale incentivare l'imprescindibile contradditorio tra le parti nell'apposita udienza che il giudice fisserà una volta accertata la completezza e la giustezza dei depositi di valore e documentali eseguiti dal debitore esecutato. Le pretese creditizie considerate sono solo quelle supportate da privilegio o ipoteca sull'immobile adibito ad abitazione principale del debitore, come opportunamente specificato nella documentazione richiesta. Altre diverse pretese creditizie dovranno trovare differenti vie di realizzo che, comunque, non riguardino l'immobile adibito ad abitazione; si è cercato in tal modo di dare un giusto equilibrio a due diverse categorie di diritti (all'abitazione e al credito) senza, però, non far rilevare una maggiore attenzione a un diritto di rango costituzionale ex articolo 47 della Costituzione che, come confermato anche dalla copiosa giurisprudenza richiamata, assurge a corollario della dignità umana ed è necessariamente posto al centro delle espressioni solidaristiche della società. Il presente disegno di legge prevede, anche, la creazione di un apposito fondo che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe completare la tutela del debitore esecutato in procinto di perdere l'unica casa, per il mezzo di una misura finanziaria. Il richiamo ai fondamentali articoli della Costituzione appare opportuno e fondante le ragioni stesse del disegno di legge: si veda quanto esplicitato in ordine agli articoli 2, 3, 10, 42 e, soprattutto, in ordine all'imprescindibile articolo 47 con il quale è riconosciuto quello che è definito come diritto alla casa. L'istituzione di un fondo che aiuti e supporti coloro che sono nella pericolosissima condizione di vedersi sottrarre l'unico immobile abitativo di cui dispongono (e si pensi alla delicatezza di tale situazione quando a rischio vi siano nuclei familiari con minori a carico) ben si allinea a quelle imprescindibili istanze di solidarietà sociale che l'ordinamento e l'intera società italiana sono chiamati non solo a garantire ma anche a porre come fondamentale criterio di intervento, sia legislativo che sociale che economico. L'articolo 5 dispone circa le risorse poste a finanziamento del Fondo. Una parte di queste (in misura più che sostenibile per le finanze regionali) proviene dal gettito IRAP limitatamente al gettito derivante dall'applicazione dell'imposta alle banche e alle assicurazioni, in perfetta coerenza con la sentenza della Corte costituzionale n. 156 del 2001 (nella quale la Corte respingendo diverse questioni di legittimità sull'IRAP, ha individuato il presupposto dell'imposta nel valore aggiunto prodotto da attività autonomamente organizzate) e la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee n. 82 del 2006. L'altra fonte di finanziamento è rappresentata dalle risorse della Cassa depositi e prestiti, la cui partecipazione, anche in questo caso, appare coerente con le funzioni e le finalità della Cassa stessa.. 1 (Finalità) 1 Le disposizioni della presente legge sono volte a garantire e tutelare il diritto alla proprietà dell'abitazione, in attuazione dell'articolo 47 della Costituzione. 2 Ai fini di cui al comma 1, la presente legge reca disposizioni volte a ristabilire un equilibrio equo e solidale tra il diritto all'abitazione, le esigenze di celerità delle procedure esecutive e i diritti dei creditori. 2 (Modifiche all'articolo 560 del codice di procedura civile) 1 All'articolo 560 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a al terzo comma, al primo periodo sono premesse le seguenti parole: «Se il debitore non soddisfa le condizioni di cui all'articolo 560- bis »; b al terzo comma, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «I termini per presentare opposizione decorrono dal giorno in cui si è perfezionata la notifica del provvedimento al debitore; la medesima decorrenza si applica anche con riferimento alle iniziative adottate dal debitore ai fini e per gli effetti di cui all'articolo 560- bis »; c dopo il terzo comma è inserito il seguente: