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Già solo questi dati basterebbero per fare le barricate in Europa, perché ancora una volta vengono colpiti i Paesi, tra cui l'Italia, nei quali le risorse naturali, l'agricoltura e lo sviluppo rurale sono ancora fonte di reddito e di bilancio pubblico. In questo quadro, già a tinte abbastanza fosche, si inserisce la questione del green new deal da 1.000 miliardi, cui tiene tanto il presidente von der Leyen. Un piano strategico per la riconversione del sistema economico-produttivo, cofinanziato in parte anche da fondi nazionali, che dunque peserà moltissimo sull'economia del nostro Paese, non solo perché dovremo adeguare la nostra normativa a quella europea, più stringente in tema di ambiente, ma anche perché il green deal è un sogno che il nostro tessuto produttivo in questo momento dovrà sostenere con enorme sforzo economico e di risorse. L'obiettivo è ambizioso, i tempi sono ravvicinati e mi chiedo se in un momento di crisi globale sia opportuno portare avanti modelli di finanziamento con effetti leva così alti da apparire difficilmente realizzabili. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,47) ( Segue MASINI). La crisi industriale e la recessione economica si contrastano cambiando le regole europee, con norme che permettano alle imprese di crescere: questa è la priorità. Quindi, questo Quadro finanziario pluriennale è un banco di prova fondamentale per capire se davvero si è in grado di andare avanti nel processo di integrazione o, viceversa, se si intende scegliere la strada di un'Europa sorda e cieca, incapace di destinare a se stessa un bilancio adeguato alle grandi sfide che ci attendono, anche in virtù del post Brexit, dell'allarme coronavirus e delle molte situazioni internazionali aperte, che sono state citate anche dal collega Renzi, che ha parlato prima di me. L'Europa riparte, se si è in grado di ricostruire una voglia d'Europa tra i suoi concittadini: non solo unione monetaria e rispetto dei parametri, ma identità, amore per le proprie radici e capacità di guardare e costruire un futuro comune. Serve un'Unione europea flessibile, che sappia adattarsi ai cambiamenti della realtà, unita nelle diversità territoriali, che devono rappresentare non un ostacolo, ma un'opportunità di sviluppo per l'intero Continente. Un'Europa attenta alla ricerca, all'innovazione e all'agenda digitale... (Il microfono si disattiva automaticamente). Mi avvio a concludere, signor Presidente. Un'Europa che guardi ai giovani, alle piccole e medie imprese e alla gestione delle frontiere. Per portare a case dei risultati è necessario che lei, signor Presidente del Consiglio, non sostenga proposte di compromesso al ribasso sull'entità del bilancio complessivo del prossimo Quadro pluriennale, con particolare riferimento a quelle poste di bilancio relative a interessi e settori strategici per il nostro Paese. Perché un bilancio dell'Unione europea come quello prospettato... (Brusio). Signor Presidente, c'è troppa confusione. Mi scusi se sono stata distratta, ma c'è un brusio davvero imbarazzante. Abbiamo bisogno dunque di riforme e di investimenti e quindi, se all'Europa chiediamo un adeguato sostegno per la realizzazione non solo delle sue riforme, ma anche delle nostre, a lei chiediamo, signor Presidente del Consiglio, di non abbassare la testa di fronte agli Stati apparentemente più forti e, per una volta, di mettere gli interessi dell'Italia prima di quelli dell'Europa, che non significa essere antieuropeisti, ma essere veri cittadini europei. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Licheri. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio, prima di entrare nel cuore del problema, consentitemi una breve osservazione di replica alle considerazioni formulate dal senatore Centinaio, che, evidentemente, durante il periodo in cui faceva il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, poco deve aver frequentato il suo Ministero e altrettanto poco deve aver frequentato i tavoli europei. (Applausi dal Gruppo M5S) . Altrimenti, avrebbe saputo che gran parte degli attacchi che poc'anzi ha citato, arrivano dai vostri alleati: i Paesi di Visegrád. (Applausi dal Gruppo M5S) . Altrimenti avreste saputo che il livello complessivo di sostegno, tramite la PAC, in questo momento sta premiando i Paesi di recente ingresso nell'Unione europea. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo sapeva? Allora perché non l'ha detto? (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Centinaio). Perché non ha detto che i principali nemici dell'Italia sono proprio quei Paesi. PRESIDENTE.Si rivolga alla Presidenza, senatore Licheri. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, l'agroalimentare italiano ha conquistato la leadership di settore a livello europeo e ha tutti gli indicatori di segno positivo. L'abbiamo spuntata sulla Francia, sulla Germania e sulla Spagna. Siamo davanti a loro, ma ha ragione l'opposizione quando dice che, effettivamente, il processo di convergenza esterna è il funerale dell'agricoltura italiana. Questa espressione, così incomprensibile, sta a significare che c'è una parte dell'Europa, quella che sta a cuore alla Lega, che vorrebbe livellare i finanziamenti ai nostri agricoltori, con un unico importo, sulla base dell'estensione dei campi. Si tratta quindi di un processo, che finisce per andare a detrimento degli agricoltori italiani, nonostante ce la stiano mettendo tutta, perché in quella zona dell'Europa c'è la steppa, ci sono i chilometri quadrati di territorio, c'è la classe dirigente latifondista. Al Sud invece ci sono gli agricoltori veri (Applausi dal Gruppo M5S) , che cercano di raccogliere la terra dalle montagne e dalle colline. Questo la Lega lo deve dire, perché sa qual è il problema che abbiamo in questo momento. C'è una visione dell'Europa, che è egoistica e che tenta solo di soddisfare il proprio particolare e gli interessi nazionali e c'è, invece, una visione più condivisa, che è inclusiva. La PAC per noi non è business. Sapete che le ultime elezioni in Polonia sono state vinte da un partito che della convergenza esterna ha fatto il suo slogan elettorale? Ha vinto le elezioni perché ha promesso di andare avanti sulla convergenza esterna contro gli italiani. Questa è l'Europa che dobbiamo combattere tutti insieme. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Pittella) . Fatta questa breve premessa, signor Presidente del Consiglio, sta di fatto che la riduzione del 14 per cento delle risorse finanziarie per l'agricoltura è un dato inaccettabile; è per noi un fatto inconcepibile. Allora, prima di essere trascinati dalla freddezza dei numeri, delle cifre, delle percentuali, signor Presidente, cerchi di far capire al Consiglio europeo che tra pochi giorni il Consiglio si troverà davanti a un bivio. È una biforcazione: l'Europa dirà tutto ciò che è in grado di poter fare e tutto ciò che non sarà in grado di fare per i propri concittadini. È un bivio terribile per l'Europa, che fa tremare i polsi, perché in questo momento abbiamo speranze e delusioni: