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Il presidente dell'Autorità, a pena di decadenza, non può esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratore o dipendente di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti o movimenti politici, né avere interessi diretti o indiretti, di qualsiasi natura nelle imprese operanti nel settore di competenza dell'Autorità. In caso di dimissioni o di impedimento, si procede alla sua sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina. 5 I membri dell'Autorità, o delle eventuali commissioni subordinate, non possono partecipare alle procedure di dibattito e di concertazione in relazione alle quali risultino coinvolti o interessati a titolo personale o professionale. 6 La durata del mandato dei componenti dell'Autorità è di cinque anni, rinnovabili una volta. 7 L'Autorità opera in collaborazione con i provveditorati interregionali per le opere pubbliche nelle materie e negli interventi di loro competenza. 8 Entro il 31 dicembre di ogni anno, l'Autorità presenta alle Camere una relazione sulla propria attività. La relazione è resa pubblica anche utilizzando le tecnologie telematiche. 9 Oltre a organizzare i procedimenti di dibattito pubblico ai sensi dell'articolo 4, l'Autorità svolge una funzione consultiva nei confronti delle autorità pubbliche e dei soggetti proponenti o responsabili degli interventi, in tutte le fasi dei progetti. 10 L'Autorità formula raccomandazioni di carattere generale o metodologico al fine di favorire la diffusione e lo sviluppo delle forme di partecipazione dei cittadini e di concertazione pubblica. 11 Ai sensi dell'articolo 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l'Autorità coordina le risultanze delle forme di consultazione popolare avviate dagli enti territoriali interessati dalla realizzazione degli interventi di cui al comma 1 del presente articolo. 12 L'Autorità adotta un proprio regolamento sulle modalità di convocazione e di deliberazione. 13 Le riunioni dell'Autorità sono sempre pubbliche. 4 (Attivazione del procedimento di dibattito pubblico) 1 La procedura di dibattito pubblico è attivata obbligatoriamente dall'Autorità per i progetti che, in base a una valutazione preliminare, risultino di notevole rilevanza per i loro costi previsionali, le caratteristiche tecniche e la natura progettuale, a seconda di criteri e soglie stabiliti tramite deliberazione del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere vincolante delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sentito il parere del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e previa consultazione pubblica attivata nel sito internet del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per una durata di quarantacinque giorni. Le categorie di interventi sottoposti a tale procedura obbligatoria riguardano progetti di piano di sviluppo o di infrastrutture di interesse nazionale dello Stato, degli enti locali, degli stabilimenti pubblici e dei privati che siano configurabili come: a realizzazione di linee ferroviarie; b realizzazione di vie di navigazione o adeguamento dei canali esistenti alle dimensioni dei natanti di tonnellaggio elevato; c realizzazione o potenziamento di infrastrutture aeroportuali o delle piste di aerodromi; d realizzazione di autostrade, di superstrade o di strade a due corsie per senso di marcia delimitate da spartitraffico; e allargamento di una strada a due o tre corsie in una a più corsie per senso di marcia delimitate da spartitraffico; f realizzazione o potenziamento di infrastrutture portuali; g realizzazione di oleodotti; h realizzazione di gasdotti; i realizzazione di linee elettriche; l realizzazione di impianti eolici; m realizzazione di depositi di scorie nucleari; n realizzazione di dighe idroelettriche o di dighe di ritenuta; o trasferimento di acqua da bacino fluviale, escluse le vie di navigazione; p stabilimenti e impianti culturali, sportivi, scientifici e turistici; q stabilimenti industriali. 2 In caso di interventi di cui al comma 1, il soggetto proponente invia all'Autorità un rapporto preliminare, o dossier , in cui devono essere indicati le principali caratteristiche del progetto, la sua incidenza nel territorio, gli impatti sull'ambiente e gli effetti socio-economici previsti. Il rapporto deve essere reso pubblico, anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie telematiche. 3 L'Autorità può attivare un procedimento di dibattito pubblico per gli interventi pubblici di notevole rilevanza per i loro costi previsionali, le caratteristiche tecniche e la loro natura progettuale diversi da quelli elencati al comma 1, su richiesta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, del soggetto proponente o responsabile dell'intervento, di un consiglio regionale, di un numero di consigli comunali rappresentativi di almeno 150.000 abitanti, di un decimo dei membri della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica, oppure su richiesta di 50.000 cittadini aventi diritto di voto. In tali casi, l'Autorità chiede al soggetto proponente o responsabile di presentare il rapporto di cui al comma 2, sul quale si basa la valutazione in merito all'opportunità di avviare il procedimento di dibattito pubblico; il rapporto è reso pubblico entro dieci giorni dalla sua presentazione, anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie telematiche. 4 L'Autorità si pronuncia con decisione motivata sulla richiesta di avvio del procedimento di dibattito pubblico entro sessanta giorni dalla pubblicazione del rapporto di cui al comma 3. Decorso tale termine, il silenzio sulla richiesta di avvio del procedimento di dibattito pubblico vale come diniego da parte dell'Autorità. 5 (Modalità e fasi della procedura di dibattito pubblico) 1 Nel caso in cui la procedura di dibattito pubblico sia attivata, l'Autorità può decidere di assumere l'incarico dell'organizzazione del dibattito pubblico o di affidarla a una commissione da essa appositamente costituita; in tali casi, l'Autorità definisce le modalità organizzative del dibattito e vigila sul suo corretto svolgimento. 2 Nei casi in cui l'Autorità non ritenga necessario l'avvio di un procedimento di dibattito pubblico, ai sensi del comma 3 dell'articolo 4, può comunque prescrivere al soggetto proponente o responsabile l'organizzazione di specifiche modalità di concertazione; in tali casi, l'Autorità può designare un garante incaricato di controllare che le modalità di concertazione consentano comunque ai cittadini di presentare le proprie osservazioni e controproposte. 3 La partecipazione del pubblico deve essere assicurata durante tutte le fasi dell'elaborazione di un progetto, dall'avvio degli studi preliminari fino alla sua conclusione. 4 L'Autorità, nel caso in cui la procedura venga attivata, pubblica un calendario relativo allo svolgimento del dibattito pubblico, che non può eccedere la durata di cinque mesi, eventualmente prorogabili di un mese con decisione motivata dell'Autorità stessa. 5 Attivato il procedimento di dibattito pubblico, l'Autorità può richiedere al soggetto proponente o responsabile di integrare il dossier di cui al comma 2 dell'articolo 4.