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L'autonomia - mi dispiace doverlo dire - è la facoltà di dare leggi a se stessi. Ora questa autonomia, autocrinia, autodichia, la Banca d'Italia non ce l'ha. Le leggi del suo ordinamento vengono votate da questo Parlamento. Se sarà il caso, verranno rivotate, nel caso diano ambito a equivoci. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Non dico che ci sia - avendo io appena espresso le ragioni della mia soddisfazione e della mia interazione, nella qualità istituzionale di Presidente della Commissione finanze, con alte autorità dell'istituto di vigilanza - ma ove mai vi fosse la percezione che qualche cosa nella nostra banca centrale possa essere migliorata, io ricordo che questo Parlamento - piccolo dettaglio - è sovrano o ritiene di poter provare a dimostrare di esserlo. Quindi, l'autonomia è assolutamente fuori dal dibattito. L'indipendenza è nel dibattito e se ne parlerà ancora. A me, però, spiace che i colleghi, dei quali apprezzo la competenza e dei quali ho apprezzato moltissimo la ricostruzione storica contenuta nella loro mozione, vengano a versare, anche in atti parlamentari, un impegno sconclusionato, sostanzialmente l'impegno a non vendere i gioielli di famiglia. L'unica causa, l'unico pretesto, l'unica fonte di tale impegno è l'analfabetismo funzionale di alcuni esponenti della prestigiosa stampa estera, i quali, quando hanno letto che le riserve sono di proprietà dello Stato, hanno tradotto nella loro mente: il Governo vuole vendere l'oro. Io non vedo l'attinenza logica fra queste due proposizioni, non esiste se non nel tentativo di creare un po' di quella volatilità sui mercati dai quali gli amici di quei simpatici e prestigiosi giornalisti anglosassoni sanno trarre dei profitti. Che poi uno prenda questa fake e la metta in una mozione, sinceramente lo trovo un fatto un po' inappropriato. Per quanto riguarda la mozione dei nostri colleghi dell'opposizione di destra più a destra, quelli che ci invitano a valutare la tempestiva adozione di un atto normativo, faccio notare che l'atto è già depositato presso una Commissione parlamentare competente, la Commissione finanze della Camera dei deputati. Quindi noi li ringraziamo, ma il procedimento è già in corso. Anche sul fatto di adottare le opportune iniziative perché le riserve vengano fatte rientrare nel territorio nazionale noi sinceramente non siamo d'accordo; riteniamo fondati gli argomenti di chi ha sostenuto che ci debba essere una diversificazione del rischio. Altro però è non avere contezza della situazione e non avere contezza di come gestirla nel caso le circostanze debbano cambiare. Per concludere, un'altra cosa che sinceramente mi spinge a votare contro la mozione di Fratelli d'Italia è la frase in cui si dice che, a giudizio dei proponenti, l'oro dovrebbe essere restituito allo Stato. Ma l'oro non deve essere restituito allo Stato, perché l'oro è dello Stato. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). È anche il modo di esporre le cose che poi crea degli equivoci. Non mettiamoci noi, che siamo parlamentari e abbiamo contezza e capacità tecnica per affrontare certe questioni, al livello di chi, forse strumentalmente o forse per deficit culturale, crea poi sui media un grande polverone sostanzialmente intorno al nulla. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). MONTI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MONTI (Misto) . Signor Presidente, io mi asterrò sulle mozioni a prima firma Bernini e D'Alfonso; voterò contro la mozione a prima firma Fazzolari e, con particolare preoccupazione, contro la mozione che vede come primi firmatari Bagnai e Bottici. Perché preoccupazione? Tutta questa discussione oggi in Italia è pleonastica e tuttavia pericolosa. È pleonastica dopo le dichiarazioni fatte il 21 febbraio scorso alla Camera dal presidente del Consiglio Conte, e tuttavia pericolosa. Pericolosa per chi? Lo è per i cittadini italiani, per le imprese, per i risparmiatori, per i contribuenti. Perché è pericolosa? Forse perché di moneta, di oro, di valute, di banche centrali non si deve parlare apertamente o si deve parlare solo sottovoce in ambienti eterei, che qualcuno chiama i poteri forti? Assolutamente no. È pericolosa questa discussione in Italia oggi perché è promossa da voi colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega. Nella prima bozza del vostro contratto di Governo, che portò alla formazione del Governo, nel maggio 2018, ricorderete il punto sulla cancellazione di 250 miliardi di euro di titoli di Stato detenuti dalla Banca centrale europea. Quella posizione denotava scarsa conoscenza dei rapporti tra l'Unione monetaria europea e gli Stati membri, ma soprattutto denotava grande indifferenza rispetto a quello che in tutta Europa e in buona parte del mondo viene considerato un problema non visto dagli italiani, e cioè che il debito pubblico e il disavanzo pubblico, che possono avere nel breve periodo qualche effetto positivo di rilancio, sono però strutturalmente un problema molto serio in queste dimensioni, che ci siano o che non ci siano vincoli europei. Ebbene, questa posizione poi venne rapidamente fatta rientrare e non fu presente nella seconda versione e nelle ulteriori bozze. Ma voi potete capire - e credo comunque che molti di voi sappiano - che quella dichiarazione è rimasta scolpita nel marmo, nelle menti delle autorità politiche di altri Paesi e degli operatori del mercato, anche quando è stata cancellata. Ebbene, proprio da allora è cominciata quella salita dei tassi di interesse inutile e che ci porta oggi ad avere uno spread , certamente basso rispetto ai massimi storici toccati, ma che oggi in Italia è a 270, quando la Spagna è a 115 e la Francia a 39. E tutto questo avviene sulle spalle dei risparmiatori italiani, delle imprese e dei contribuenti, che pagano cifre enormi per il servizio del debito pubblico. Ecco perché - a mio modesto ma molto convinto parere - questa discussione è pleonastica in generale e viene fatta oggi in Italia quando tutto il mondo si interroga su come mai le autorità e la politica italiana non stiano facendo qualcosa per affrontare temi che vengono sollevati nel mondo più che in Italia. In secondo luogo, questa discussione è pericolosa, perché denota presso la maggioranza - non sarebbe un problema se fosse presso altri - una leggerezza: infatti, se si vuole questa discussione oggi con certi risultati, purtroppo nessuno penserà che non sia per qualche secondo fine. (Applausi dai Gruppi PD e Misto e del senatore Laniece) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ogni tanto riaffiora, in modo ciclico e non solo nel nostro Paese, la discussione sulla vicenda delle riserve auree. Per quanto riguarda la mia esperienza, è riaffiorata anche nella breve legislatura 2006-2008. Ricordo che anche a livello europeo, in sede di discussione sui meccanismi di salvataggio dei Paesi europei in difficoltà, riemerse la vicenda delle riserve auree.