[sommcomm]

In un quadro geopolitico divenuto improvvisamente molto più incerto a seguito dell'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia, l'obiettivo è quello di costruire un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, che consenta di affrontare l'emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei nostri cittadini a partire da quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'UE: Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC); Politica commerciale; proiezione esterna della Politica industriale; proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività. Saranno inoltre favoriti partenariati strategici con Paesi extra-UE per la connettività, attraverso il Global Gateway , ma anche in materia di ricerca e innovazione e nell'ambito delle relazioni culturali internazionali, ove l'Italia potrà far valere il suo straordinario patrimonio culturale. Chiude la relazione la Parte quarta, "Coordinamento nazionale delle politiche europee. Comunicazione e formazione sull'attività dell'Unione europea". Nella cornice programmatica delineata attraverso l'adozione del PNRR, il 2022 avrà come priorità l'attuazione dello stesso Piano che, come più volte ribadito dal Governo, costituisce lo strumento di rilancio del Paese fondato sulla riduzione dei divari, sull'accelerazione della transizione digitale ed ecologica, sul miglioramento della scuola, della sanità e su una profonda riforma in chiave economica. In quest'ottica, si inseriranno le azioni di coordinamento volte ad assicurare la conformità alle regole sugli aiuti di Stato (AdS) dei progetti di investimenti previsti dal Piano. Anche la politica di coesione assumerà una nuova dimensione, operando in coordinamento con il PNRR secondo una logica di complementarietà e sinergia. In particolare, obiettivo prioritario del Governo nel 2022 sarà il completamento del processo di definizione dei programmi 2021-2027. Proseguiranno inoltre i negoziati legati alla riforma del meccanismo europeo di protezione civile, nel quadro delle innovazioni introdotte a seguito della pandemia di Covid-19. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata allo sviluppo di sempre più attente procedure di monitoraggio per la tutela degli interessi finanziari dell'UE, anche in ragione dell'ingente mole di provvidenze europee stanziate per far fronte alla pandemia. Sul piano della comunicazione e formazione sull'Unione europea, sarà infine al centro dell'azione del Governo l'obiettivo di favorire il dibattito democratico sul futuro dell'Europa, la consapevolezza dei valori della cittadinanza europea e la conoscenza delle opportunità offerte dall'UE. La comunicazione istituzionale e di utilità sociale sarà sempre più rivolta ad un pubblico di giovani, nel quadro di un 2022 proprio ai giovani dedicato, nello spirito della Next Generation EU . Il senatore LOREFICE ( M5S ), relatore, introduce l'esame della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2021, presentata il 16 maggio 2022 in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012. La Relazione consuntiva costituisce il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea, durante l'anno che si è concluso. Il testo della Relazione consuntiva relativa al 2021 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative della legge n. 234 del 2012. Essa è articolata in quattro parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali e si divide, a sua volta, in due capitoli: il primo concerne le questioni istituzionali, con particolare riferimento al dibattito sul Futuro dell'Unione europea, all'Anno europeo dei giovani 2022, allo Stato di diritto, alla Better regulation e alla tutela degli interessi prioritari del Paese nel contesto delle nuove relazioni con il Regno Unito, mentre il secondo riguarda il coordinamento delle politiche macroeconomiche e tratta i temi del riduzione delle divergenze economiche all'interno dell'Unione e del rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale, nonché il tema della riforma delle regole del Patto di Stabilità e crescita, e delle politiche fiscali. La seconda parte, quella più consistente del documento, presenta una struttura diversa rispetto alle relazioni precedenti, concentrandosi non più su tutte le politiche orizzontali e settoriali, ma sulle "politiche strategiche", identificate nelle seguenti: 1) Sostenibilità ambientale e crescita economica, comprensiva del pacchetto Fit for 55 , la salute, le infrastrutture energetiche e dei trasporti, la biodiversità, l'agricoltura, il turismo, e la difesa; 2) Innovazione e digitalizzazione, compresi i temi della privacy , della proprietà intellettuale, del cloud , della digitalizzazione nella salute, nella giustizia, nei trasporti, nella difesa, nella cultura e turismo e nell'agricoltura; e 3) Coesione sociale, suddivisa nel capitolo sulle politiche attive del lavoro e politiche educative per la transizione, e nel capitolo sui valori comuni europei, nel campo delle politiche migratorie, le pari opportunità, l'inclusione, la salute, la cultura e il turismo. La terza parte concerne la dimensione esterna dell'Unione europea e descrive l'operato del Governo in relazione al processo di integrazione dei Balcani occidentali, alla collaborazione con i Paesi del Mediterraneo, alla politica commerciale comune, al rafforzamento della posizione unitaria UE sulle questioni internazionali, all'azione UE nelle crisi afghana e bielorussa, al rafforzamento della Difesa europea, alla "Bussola strategica" e alla cooperazione NATO-UE. La quarta parte tratta delle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo all'attuazione del PNRR, al coordinamento nella fase ascendente, al settore degli aiuti di Stato, degli aspetti doganali e di lotta antifrode. Si dà inoltre conto delle 102 procedure di infrazione pendenti al 31 dicembre 2021 (65 per violazione del diritto europeo e 37 per mancata attuazione di direttive), 6 delle quali sono giunte a sentenza ex articolo 260 del TFUE, ovvero alla condanna per mancata esecuzione di una precedente sentenza della Corte di giustizia, circostanza che comporta il versamento di sanzioni pecuniarie, stadio al quale potrebbero giungere 4 procedure già avviate ai sensi del medesimo articolo 260. Infine, si dà conto della politica di coesione, con particolare riguardo al pieno utilizzo delle risorse 2014-2020 e al completamento della programmazione 2021-2027, comprese le risorse aggiuntive React-EU . La Relazione è completata da cinque appendici, di cui le prime tre concernono i Consigli dell'Unione e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2021 (a valere sulla PAC, sulla politica di coesione e sul PNRR) e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. La quarta appendice riporta le risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera, indicando per ciascuna risoluzione le azioni adottate dal Governo per darvi seguito e le connesse prospettive negoziali in sede europea. La quinta appendice reca l'elenco degli acronimi. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 10,50.