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se e quando il Governo abbia intenzione di proporre una coerente e puntuale definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, indispensabile per assicurare che l'attuazione dell'autonomia ordinaria differenziata non pregiudichi il godimento in condizioni di uguaglianza su tutto il territorio nazionale dei diritti civili e sociali garantiti dalla Costituzione italiana. Atto n. 3-00672 FERRERO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel comune di Quincinetto (Torino), al confine tra le regioni Piemonte e Val d'Aosta, una frana di circa mezzo milione di metri cubi di roccia e detriti ha ripreso a muoversi negli ultimi mesi con una certa intensità, costituendo un serio pericolo per l'autostrada A5 Torino-Aosta con potenziali ricadute anche sull'abitato; infatti l'Arpa Piemonte, che sta monitorando il movimento franoso dal 2012 attraverso indagini in cinque punti lungo il fronte della frana, ha ravvisato un moto abbastanza importante nell'ultimo periodo, classificato tra moto ordinario e accelerato; lo spostamento dei blocchi lapidei nel solo mese di dicembre 2018 è stato quantificato in 12 centimetri ed è avvenuto, con molta probabilità, a causa delle forti precipitazioni verificatesi nel periodo autunnale; le misurazioni dei movimenti sono state rilevate anche attraverso un sistema di monitoraggio in tempo reale messo in atto a partire dal mese di ottobre 2018 dallo stesso Comune; risulta che il sindaco di Quincinetto, preso atto della situazione, ha chiesto, già da dicembre 2018, alla SAV, società incaricata della gestione del tratto autostradale, di controllare autonomamente i cambiamenti e gli spostamenti della frana, provvedendo alla segnalazione del pericolo ai viaggiatori e alla predisposizione di un piano d'intervento in caso di necessità, che prevede anche la chiusura del tratto autostradale che corre parallelo alla montagna; dai monitoraggi eseguiti le rilevazioni non avrebbero ancora evidenziato anomalie tali da rendere necessaria la chiusura del tratto autostradale; tuttavia, in caso di necessità, si dovrà valutare anche la chiusura per i potenziali pericoli per gli automobilisti che quotidianamente transitano sulla A5 nella parte interessata dal movimento franoso; da circa due anni è attesa la corresponsione di 4 milioni di euro, da parte del Ministero competente, per garantire la messa in sicurezza dell'area; il progetto è stato approvato dal Comune di Quincinetto, inviato alla Regione la quale lo ha inviato al RENDIS, ovvero il "repertorio nazionale difesa del suolo" del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che lo ha approvato con atto integrativo di cui al provvedimento n. 56 del 23 febbraio 2018, come intervento urgente, e lo ha trasmesso alla Corte dei conti finanziato per 4 milioni di euro, registrato con repertorio n. 1-467 del 20 marzo 2018; si tratta di una grande opera per la messa in sicurezza di tutta l'area, attraverso un sistema di terrazzamenti antifrana, preceduta dalla realizzazione di una viabilità alternativa, necessaria anche per i cantieri che verranno allestiti; un intervento si ritiene necessario tenuto conto che il tratto autostradale costituisce la primaria via di accesso alla regione Valle d'Aosta e la principale rete di collegamento tra Torino ed Aosta, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, anche di concerto con il Ministro dell'ambiente, per assicurare l'efficienza della viabilità del tratto autostradale della A5 Torino-Aosta, nella parte interessata dal movimento franoso di Quincinetto. Atto n. 3-00673 MALPEZZI BOLDRINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: negli anni scorsi veniva usualmente emanato in questo periodo il provvedimento ministeriale relativo allo svolgimento del tirocinio post laurea per i laureati magistrali in Medicina e chirurgia, tirocinio che è necessario per essere ammessi all'esame di Stato per conseguire l'abilitazione alla professione nella sessione estiva e dunque per aver titolo a partecipare al concorso per l'ammissione alle scuole di specializzazione mediche; nel 2019 questo provvedimento non risulta essere stato ancora emanato, e tutti coloro che hanno conseguito o conseguiranno la laurea magistrale in Medicina e chirurgia nell'anno accademico 2017/2018, la cui ultima sessione è attualmente in corso di svolgimento, si trovano attualmente in grave incertezza riguardo al tirocinio post laurea e quindi temono di non riuscire ad abilitarsi nel luglio 2019 e, di conseguenza, di non poter partecipare al prossimo concorso per l'ammissione alle scuole di specializzazione mediche, col rischio di perdere almeno un anno per un primo inserimento nell'attività lavorativa e di veder vanificato, soprattutto per chi si sia laureato in corso, il forte impegno profuso negli studi universitari, si chiede di sapere quale sia la posizione del Ministro in indirizzo al riguardo e che tempi siano previsti per l'emanazione del provvedimento. Atto n. 3-00674 STEFANO MARGIOTTA BELLANOVA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: nel periodo compreso tra il 1977 e il 2003 gli autisti dipendenti della STP SpA Lecce, durante l'espletamento della loro attività lavorativa, che avveniva a bordo di autobus tipo il FIAT 306 Menarini/Camerini e il FIAT 370, venivano esposti a polvere di amianto in quanto la coibentazione delle varie componenti dei mezzi era per l'appunto ottenuta con fibre di asbesto; nel corso dell'orario di lavoro, poi, gli autisti erano soliti transitare e sostare per il tempo necessario al cambio di corsa presso parcheggi di importanti centri industriali della provincia di Taranto, come l'Ilva, e di Brindisi, come la Montedison; diversi autisti ex esposti e dipendenti ancora in forza presso la società hanno presentato istanze all'INAIL per il riconoscimento dell'esposizione all'amianto secondo le modalità previste dalla legge n. 257 del 1992, dal decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003, e dal seguente decreto ministeriale del 2004, e all'INPS per la rivalutazione del periodo ultradecennale in cui sono stati esposti alle fibre di amianto; gli enti non hanno accolto le domande, ma, a notizia degli interroganti, non hanno neanche svolto alcuna verifica o istruttoria sulla sussistenza dei presupposti per l'esposizione all'amianto; considerato che diversamente dalla figura degli autisti, i lavoratori appartenenti al comparto trasporti ma con mansioni di meccanici e addetti alle officine di società pubbliche hanno ottenuto il riconoscimento in sede giurisdizionale del beneficio, con la conseguenza che è stato finalmente affermato il principio che anche nel comparto trasporti le condizioni di lavoro dei dipendenti si svolgevano con grave pregiudizio per la loro salute a causa dell'assenza di presidi e di cautele che potessero evitare l'azione aggressiva della fibra d'amianto, e che non sussistono condizioni per segnare un'asimmetria difficilmente giustificabile rispetto alla condizione degli autisti che svolgevano il loro lavoro a bordo degli stessi bus su cui i meccanici lavoravano, si chiede di sapere: