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Le SUAP sono inserite in un sistema di rete regionale integrato con i reparti ospedalieri pubblici e privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale (SSN), con i reparti ospedalieri universitari, con gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e con il territorio al fine di garantirne una distribuzione geografica equilibrata. 2. Esse sono separate e distinte dalle aree di degenza ordinaria e dai reparti di riabilitazione intensiva o estensiva o dalle strutture socio-sanitarie per gravi cerebrolesioni acquisite. Art. 3. (Accesso alle SUAP) 1. Di norma l'accesso alle SUAP, per il tramite delle unità di valutazione multi disciplinari (UVM), avviene per trasferimento del paziente da reparti di riabilitazione intensiva per post-acuti o da strutture riabilitative per GCA codice 75. Possono altresì accedere alle SUAP i pazienti assistiti a domicilio, per esigenze familiari. 2. Il ricovero di pazienti presso le SUAP è illimitato. Può essere considerata la possibilità di rientro domiciliare, laddove possibile, previa valutazione delle possibilità della famiglia dal punto di vista socio-economico, psico-attitudinale, logistico e organizzativo. 3. Nei casi in cui sia documentabile una modificazione migliorativa del quadro clinico, il paziente è trasferito in una struttura adeguata al nuovo quadro clinico. Art. 4. (Requisiti strutturali e assistenziali delle SUAP) 1. Le SUAP devono possedere i seguenti requisiti strutturali ed assistenziali: a) ogni SUAP o sua articolazione ha non meno di dieci e non più di venti posti letto; b) il 10 per cento dei posti letto è riservato a ricoveri programmati di sollievo della famiglia del paziente; c) ad ogni paziente è assicurato un piano di assistenza individualizzato; d) per ciò che riguarda le stanze di degenza, per la definizione delle caratteristiche strutturali degli spazi di ricovero, in aggiunta a quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 dicembre 1989, è previsto uno spazio idoneo all'accoglienza e permanenza dei familiari. È, altresì, garantita la dotazione di idonei presidi per la movimentazione dei pazienti; e) per l'organizzazione delle attività assistenziali è individuata la figura dell'infermiere coordinatore; f) il piano assistenziale prevede almeno 180 minuti al giorno di assistenza specifica e almeno 180 minuti al giorno di assistenza aspecifica; g) per ogni nucleo è prevista l'assistenza medica di almeno 150 minuti al giorno. È previsto, altresì, un supporto periodico per consulenze specialistiche per il monitoraggio dello stato neurologico. È comunque sempre assicurata la reperibilità della guardia medica; h) sono adottati indicatori di qualità per la valutazione delle prestazioni assistenziali; i) sono garantiti il libero accesso dei familiari del paziente e la predisposizione e l'attuazione di un programma di sostegno psicologico per i medesimi familiari, anche con l'intervento dell'assistente sociale, ove necessario. Art. 5. (Modalità per il rientro al domicilio) 1. Qualora sussistano le condizioni per il rientro dei pazienti al domicilio familiare, il SSN assicura a tali soggetti e ai familiari conviventi che li assistono un'adeguata assistenza globale rapportata alla gravità della patologia, secondo le modalità previste dal comma 2. 2. Nell'ipotesi in cui il personale medico della SUAP, in riferimento a precisi criteri clinici, ipotizzi la possibilità di una eventuale domiciliazione dell'assistito, attiva l'UVM che, concordemente con il personale medico della SUAP, basandosi sull'analisi delle condizioni cliniche del paziente e della situazione socio-economica, psico-attitudinale, logistica e organizzativa della famiglia, ne dispone il trasferimento a domicilio. Effettuata la valutazione iniziale, l'unità di valutazione multiprofessionale individua gli interventi necessari per rimuovere gli eventuali fattori ostativi rispetto al rientro al domicilio, previa attivazione dei servizi previsti dall'articolo 7. Art. 6. (Compiti delle UVM) 1. Presso ciascuna azienda sanitaria locale, sono istituite le unità di valutazione multiprofessionale (UVM), costituite da un neurologo, da personale infermieristico e da tecnici di fisioterapia, aventi la funzione di definire il percorso socio-assistenziale più idoneo per organizzare la dimissione dal reparto di provenienza, l'accesso presso la SUAP e l'eventuale rientro domiciliare protetto. 2. Oltre a valutare la possibilità di rientro al domicilio del paziente, secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, le UVM facilitano lo stesso rientro a domicilio attraverso l'attivazione dei servizi alla famiglia previsti dall'articolo 7, ed effettuano il monitoraggio periodico sul decorso delle condizioni del paziente al fine di individuare eventuali segni di miglioramento clinico che giustifichino un nuova presa in carico da parte delle strutture riabilitative o l'emergere di complicazioni intercorrenti, tali da rendere necessario il temporaneo ricovero ospedaliero del paziente, favorendo, in ogni caso, il collegamento con le strutture di riferimento. Le UVM verificano, altresì, l'eventuale cessazione delle condizioni che hanno reso possibile la permanenza del paziente presso il suo domicilio, promuovendo in tal caso la sua ricollocazione presso la SUAP di competenza. 3. Le UVM possono avvalersi, per lo svolgimento di compiti specifici, di altre figure professionali dell'azienda sanitaria locale di appartenenza. Art. 7. (Servizi forniti alla famiglia) 1. Ai pazienti trasferiti al domicilio, il Servizio sanitario nazionale assicura un'assistenza domiciliare integrata di tipo medico, infermieristico, fisioterapico e psicologico. 2. I servizi forniti alla famiglia comprendono almeno: a) la fornitura di ausili per la più agevole permanenza a letto, per il sollevamento e la mobilizzazione e per la nutrizione del paziente; b) l'accesso ai periodi di ricovero temporaneo presso le SUAP di cui all'articolo 3, comma 1, secondo periodo; c) alle famiglie degli assistiti trasferiti al domicilio un programma di sostegno psicologico, anche in collaborazione con i servizi sociali delle istituzioni locali e con le associazioni di volontariato riconosciute, con le quali sono definiti protocolli di collaborazione. Art. 8. (Istituzione del Registro nazioreale dei pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza) 1. È istituito, presso l'Istituto superiore di sanità, il Registro nazionale dei pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza, di seguito denominato «Registro». Gli assessorati regionali alla salute trasmettono annualmente al Registro i dati relativi a tutti i pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza seguiti dalle UVM di propria competenza. Art. 9. (Copertura finanziaria) 1.