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1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono a richiedere ai comuni ricadenti nel rispettivo territorio e inseriti nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 2, i rispettivi piani di intervento di adeguamento sismico da inserire nel programma regionale di riduzione della vulnerabilità sismica dei centri storici nelle aree ad elevato rischio sismico. 2 Entro un anno dalla richiesta di cui al comma 1, ciascun comune individuato ai sensi dell'articolo 1, comma 2, adotta e trasmette alla regione o alla provincia autonoma il piano di intervento di adeguamento sismico dei centri storici, che costituisce la variante ai rispettivi piani urbanistici vigenti. 3 Nell'ambito del programma di cui al comma 1, le regioni e le province autonome individuano le priorità di intervento, tenuto conto della pericolosità sismica dei centri storici dei comuni ricadenti nelle zone 1 e 2 di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, individuate con riferimento all'accelerazione orizzontale massima (ag) con valori pari o superiori a 0,15g, e degli obiettivi di riduzione del rischio sismico dei beni esposti nonché di riduzione del rischio atteso di perdita di vite umane. 3 (Piani comunali di intervento di adeguamento sismico dei centri storici) 1 I comuni individuano, nell'ambito degli strumenti urbanistici generali, le aree del centro storico e le altre aree urbanizzate ove si rende opportuno l'adeguamento sismico del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi rivolti alla riduzione della vulnerabilità e all'adeguamento sismico dei fabbricati. Tali aree possono ricomprendere singoli immobili, complessi edilizi o interi isolati. 2 I piani di cui al comma 1 definiscono, nell'ambito delle aree di cui al medesimo comma 1, gli interventi ritenuti necessari per garantire l'adeguamento sismico dei fabbricati, individuano le unità minime di intervento, le priorità e la stima dei relativi costi. I piani prevedono altresì, per i casi di emergenza, un'adeguata mobilità all'interno dei tessuti urbani e l'accessibilità ai presidi strategici, quali uffici territoriali del governo, ospedali, municipio, caserme, ed agli spazi liberi da attrezzare per le esigenze di assistenza e di protezione civile. 4 (Ripartizione delle risorse per interventi di adeguamento sismico dei centri storici nelle aree ad elevato rischio sismico) 1 Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentite le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e avvalendosi del CNR e del Dipartimento della protezione civile, con cadenza annuale a decorrere dall'anno 2017, ripartisce tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano i fondi da destinare al cofinanziamento dei programmi regionali di cui all'articolo 2, tenuto conto delle priorità individuate dalle medesime regioni e province autonome. 5 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2036, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.