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Mi riferisco - ad esempio - al completamento per soli 7 chilometri della strada statale 10, ex strada regionale 10, di cui da trent'anni si sta parlando: mancano 7 chilometri di collegamento per tutta la bassa padovana tra Carceri e l'innesto della A31 e 10 chilometri per arrivare fino a Montagnana. Si tratterebbe, quindi, di un piccolo intervento, di un piccolo contributo, di un piccolo finanziamento dello Stato. Allo stesso modo, caro Ministro, voglio porre oggi alla sua attenzione la vicenda del ponte di Curtarolo sul Brenta, nell'alta padovana, lungo la strada provinciale 47 della Valsugana: un progetto che la provincia di Padova ha appena realizzato, che ha un costo di 4 milioni di euro. Si tratta anche in questo caso di un piccolo progetto, ma purtroppo il ponte, soggetto a limitazione del traffico pesante a causa del deterioramento delle strutture portanti e dei notevoli problemi di staticità, necessita con urgenza di opere di manutenzione e di consolidamento e credo che questo sia uno degli altri temi. La strada provinciale in questione collega con la Valsugana, fino a Trento, e serve poi una bretella di collegamento per la superstrada Pedemontana. Ritengo che questi siano aspetti fondamentali e importanti per il territorio padovano e veneto. Servono dei finanziamenti veramente molto piccoli - non parliamo di grandi opere - ma fondamentali per poter dare una risposta concreta ai bisogni di tutto questo territorio. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, rispetto alla richiesta di finanziamento statale nei confronti delle strade provinciali, rappresento al senatore interrogante che, in data 19 marzo, ho firmato - e successivamente è stato validato dalla Conferenza Stato-Regioni - un decreto con l'assegnazione dei primi 995 milioni di risorse per le strade provinciali. In data 29 maggio ho firmato un secondo decreto per l'importo di 459 milioni per le strade provinciali, ovviamente suddiviso per ogni Provincia. Com'è noto, peraltro, la strada statale 47 - passo quindi a una delle richieste del senatore De Poli - è stata declassata a strada provinciale, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 febbraio 2000, nel solo tratto di circa 30 chilometri che insiste proprio nella provincia di Padova. Nei restanti tratti la strada è rimasta di competenza statale dell'ANAS. Nel mese di gennaio 2017 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha proposto la riclassificazione come strada statale anche del tratto ricadente nel territorio padovano. Detta proposta non è stata condivisa dalla Regione Veneto e, pertanto, il tratto di strada in questione nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 novembre 2019, recante la revisione della rete stradale di interesse nazionale, non è stato inserito. Nel mese di febbraio 2020, durante un incontro del tavolo tecnico istituito per esaminare le proposte di ulteriori modifiche alla rete stradale di interesse nazionale, il rappresentante della Regione Veneto ha formalizzato la richiesta di riclassificazione come statale di questo tratto di 30 chilometri della strada provinciale in questione. Quindi, nel prossimo provvedimento di revisione della rete stradale di interesse nazionale, ovviamente ci faremo carico e terremo conto della richiesta della Regione Veneto. In merito invece al completamento della strada statale 10, insistente nell'area della bassa padovana, sono in corso le valutazioni del fabbisogno di risorse. Ci sarà successivamente un confronto con la Provincia per valutare anche l'impatto rispetto alle risorse che abbiamo già stanziato e di cui ho citato le cifre all'inizio del mio intervento, per valutare eventualmente se inserire il finanziamento, in tutto o in parte, nel fondo investimenti 2020, che sarà a breve ripartito dalla Presidenza del Consiglio. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Poli, per due minuti. DE POLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro, anche se non mi ritengo soddisfatto. In modo particolare, sulle risorse - sia i 995 milioni di euro del suo primo decreto, sia i 459 milioni del secondo decreto per le strade provinciali che ha citato il Ministro - chiedo che ci sia un formale impegno del Ministero per finanziare l'opera del ponte di Curtarolo. Analogo discorso vale per la strada regionale 10: sono trent'anni che i cittadini aspettano l'ultima parte del collegamento per la bassa padovana. Quindi, più che valutare l'opportunità di inserire questo tratto nel fondo di investimento del 2020, direi che bisogna inserirlo, proprio per dare quella risposta che ormai da più di trent'anni stanno aspettando tutti i cittadini. (Applausi). PRESIDENTE . La senatrice Faggi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01697 sulla semplificazione della normativa in materia di appalti pubblici, per tre minuti. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, le risparmio di ripetere le premesse fatte dai miei colleghi, perché sono quasi tutte uguali, come è uguale la mia. La questione del Covid-19 ci ha portato a una situazione ancora più evidente sotto il profilo delle infrastrutture. Mi richiamo comunque alle interrogazioni dei miei colleghi, che fanno tutte riferimento a grandi ritardi. Ad esempio, il collega Laniece ha evidenziato il tema di lavori che dovevano concludersi nel 2016 e che forse vedranno la fine del 2023; il collega Faraone ha parlato di un progetto prioritario, definito dalla Comunità europea nel 2004 - l'espressione ufficiale è stata più di quindici anni fa - che è fermo; il collega Calandrini ha ricordato una delibera del CIPE del 2004 che ha stanziato risorse per un'opera del costo di 2,7 miliardi di euro, che è ferma; il collega Stefano giustamente rileva che impiega dieci ore per venire in Senato e forse sarebbe giusto pensare anche a un collegamento aereo con Lecce, che condivido pienamente; il collega De Poli ha affrontato la parte della sicurezza su alcune altre strade importanti, che sono ancora ferme. Allo stato attuale, gli interventi infrastrutturali programmati ammontano a quasi 200 miliardi di euro. Il caso - ad esempio - delle autostrade è emblematico: gli aggiornamenti dei piani economico-finanziari di molte società concessionarie attendono di essere approvati, in alcuni casi, dal 2018 dal Ministero delle infrastrutture. Porto anche un mio esempio: la mancata approvazione dei nuovi piani è motivo di blocco di investimenti per quasi 20 miliardi di euro, compresi circa 7 miliardi di interventi già cantierabili e 4 miliardi previsti per la Gronda di Genova, che è una realizzazione prioritaria, rispetto alla quale sono attestati gravissimi disagi, che storicamente sconta la viabilità di tutto il Nord-Ovest. È già stato fatto un intervento di semplificazione, cui mi riallaccio. Tutti hanno denunciato giustamente in questa sede i ritardi e hanno citato opere avviate da anni nei loro specifici territori, che sono ferme.