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Al contrario, gli interventi sulla viabilità hanno incontrato una forte ostilità di realizzazione, con sei mesi di ulteriore ritardo a causa di autorizzazioni suppletive, come la valutazione di impatto ambientale (VIA), che in un primo momento non sembravano necessarie e altri documenti ridondanti. Il risultato è che i cantieri per le opere stradali che, come accennavo prima sono vitali per queste zone - nei periodi invernali ed estivi si impiegano anche tre o quattro ore per percorrere meno di 20 chilometri - stanno partendo solo ora. È ovvio che non si riuscirà a realizzarle per l'evento dei Mondiali 2021. Prendo spunto da quanto ho appena detto per manifestare anche tutta l'amarezza dei rappresentanti dei territori montani, vale a dire i sindaci dei Comuni limitrofi a Cortina, quando si trovano di fronte a continui no da parte della Soprintendenza per la realizzazione di qualsiasi investimento in zone di montagna. Ne è un esempio il Comelico, territorio proattivo e pieno di potenzialità, ma vessato da vincoli talmente assurdi da costringere gli abitanti a cercare il lavoro nella vicina Carnia (in Friuli-Venezia Giulia) o nella vicina Pusteria (Bolzano, nel Sud Tirolo), territori entrambi appartenenti guarda caso a Regioni a Statuto speciale, dove tali vincoli sono meno pesanti e gestiti col buon senso, collaborando con i rappresentanti istituzionali locali. Dopo queste considerazioni, che spero vengano raccolte da chi preposto, visto che la gente ormai è esasperata, ritorno alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, un evento che ci auguriamo porti beneficio e che possa servire anche da azione pilota per metodo e tempi. La provincia di Belluno merita molto. È una provincia morfologicamente stupenda, che comprende le Dolomiti, patrimonio UNESCO, e cito alcune località: le Tre Cime di Lavaredo, il Lago di Misurina, il Comelico, dove d'estate soggiornava Papa Wojtyla, la foresta da remi del Cansiglio, il lago Santa Croce e tanti altri. Storicamente ha una levatura incredibile: rapporti commerciali antichissimi con Venezia, ma non solo; figure come Tiziano Vecellio e, per arrivare ai tempi moderni, Dino Buzzati e il nostro Papa del sorriso Albino Luciani, di origini agordine. Pochissimi nomi che sono solo parte della punta di un grandissimo iceberg : un'identità, insomma, che rappresenta la forza, l'ingegno e la lealtà delle genti di montagna che, sono sicuro, in questa occasione sapranno dimostrare. Saranno giochi organizzati all'insegna dell'ambiente, mossi da uno spirito affettivo mai perso verso i nostri territori, oltre che da un senso di coraggio e perseveranza che ci caratterizza e che in altre occasioni, anche non belle, abbiamo saputo dimostrare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, ho ascoltato con grande attenzione l'intervento del collega che mi ha preceduto, senatore Saviane, il quale ha toccato alcuni dei temi per i quali ho voluto e ho chiesto di poter intervenire sul provvedimento in esame, che riguarda le Olimpiadi Milano Cortina e le finali ATP di tennis. Per me, come penso ovviamente per tutta Italia, quando finalmente c'è stata la possibilità di vedere svolgere i giochi olimpici e paralimpici invernali fra l'area di Cortina, da una parte, e quella di Milano, dall'altra, naturalmente con il sostegno delle Regioni Lombardia e Veneto e delle due Province di Trento e di Bolzano, con un'importante occasione di sviluppo per l'economia e per il turismo di quelle zone, devo dire che ho avuto un momento di gioia italiana che volevo condividere qui oggi, perché non abbiamo sempre dei momenti di questo genere. Quali sono i tre aspetti che volevo mettere in evidenza? Il primo è che, in un tempo come questo, che non è sicuramente dei migliori da un punto di vista economico per tutto il Paese, parlare di infrastrutture, di imprese, di turismo e, soprattutto, di investimenti che saranno fatti per queste olimpiadi è un'occasione importantissima perché ovviamente avrà un impatto, come vi dicevo, per i villaggi olimpici che saranno costruiti, per i media e la stampa, per il rinnovo o addirittura la costruzione dei nuovi impianti e naturalmente per la costruzione anche di aree destinate ad attività culturali e ricreative. Parliamo di molti soldi: nel progetto presentato si prevedono 346 milioni di euro, di cui una buona parte - lo devo dire - la mettono anche gli amministratori locali, sia per le attività che ho descritto prima sia per i costi di gestione e di sicurezza dell'evento. Naturalmente poi c'è una quota parte che riguarda le questioni, giustamente sottolineate dal collega che mi ha preceduto, della viabilità con ponti, viadotti e gallerie. Tutto ciò rappresenta una possibilità per avere un input straordinario in momenti tristi come questo, perché si immagina non solo quello che sarà l'afflusso dei visitatori (circa 500 milioni), ma soprattutto per l'importanza dell'evento dal punto di vista dell'occupazione: si parla di 5.500 persone, con un picco di 8.500 nei momenti migliori. È, quindi, una grande spinta e un ritorno economico importante. Naturalmente la velocità, la governance , la capacità di mettere in piedi la fondazione che farà da comitato organizzatore da una parte, e dall'altra, di procedere in modo spedito per tutto ciò che riguarda le infrastrutture sono un po' la scommessa. Non so se con il commissario potremo accelerare o no, però la riflessione più importante che volevo sottoporvi è che, quando dobbiamo fare qualcosa in velocità, regolarmente strutturiamo società o comitati o immaginiamo commissari perché le regole ordinarie impediscono di fare in velocità qualsiasi cosa. Il centrodestra dice che in generale il codice degli appalti e delle opere pubbliche e il modo in cui si costruiscono le strade vanno rivisti e questa ne è l'ennesima dimostrazione, perché evidentemente si cercheranno non le strade codificate, ma strade completamente diverse per riuscire a sveltire le procedure, garantendo al contempo la governance e la trasparenza in linea generale delle procedure di evidenza pubblica. Detto questo, ritengo importante ricordare una cosa, che è poi ciò che mi ha spinto a intervenire, come dicevo all'inizio. Il Covid ha messo in ginocchio tante aree e in questo momento discutiamo un provvedimento che ha avuto una storia lunga e di unità e ci dà una prospettiva. Secondo me, bisognerà comprendere che tutte le volte che occorre fare le cose in fretta è necessario fare delle procedure più snelle. Vorrei aggiungere un'ultima considerazione. Sono stata contentissima quando ho visto che Cortina, Milano e Torino erano riuscite a vincere questa scommessa, ma lo sono stata in modo particolare per Cortina. Vi spiego il perché: quando ci fu il Governo Monti, Cortina venne praticamente piegata dal punto di vista economico, perché fu presa come città simbolo della spettacolarizzazione della lotta all'evasione fiscale. Spero che qualcuno lo ricorderà, ma lo voglio rievocare io: