[massime]

Regione lombardia - Confessioni religiose - Realizzazione di edifici e attrezzature destinati al culto - Accesso ai contributi previsti - Condizione che le confessioni richiedenti abbiano regolato i loro rapporti con lo stato sulla base di intesa (ai sensi dell’art. 8, terzo comma, della costituzione ) - Contrasto con l’eguale libertà delle confessioni religiose e con l’eguaglianza dei singoli nel godimento della libertà di culto - Illegittimità costituzionale 'in parte qua'.. E' costituzionalmente illegittimo l'articolo 1 della legge regionale della Lombardia 9 maggio 1992, n. 20, limitatamente alle parole «i cui rapporti con lo Stato siano disciplinati ai sensi dell'art. 8, terzo comma, della Costituzione, e». Le intese previste da detta norma costituzionale non sono e non possono essere una condizione imposta dai poteri pubblici alle confessioni per usufruire della libertà di organizzazione e di azione loro garantita dal primo e dal secondo comma dello stesso art. 8 né per usufruire di benefici a loro riservati, quali, nella specie, l'erogazione di contributi; risultano altrimenti violati il divieto di discriminazione (art. 3 e art. 8, primo comma della Costituzione), nonché l'eguaglianza dei singoli nel godimento effettivo della libertà di culto, di cui l'eguale libertà delle confessioni di organizzarsi e di operare rappresenta la proiezione necessaria sul piano comunitario e sulla quale esercita una evidente, ancorché indiretta influenza, la possibilità per le medesime di accedere a benefici economici come quelli previsti dalla legge in esame. - Cfr. sentenze n. 195/1993, n. 467/1992 e ordinanza n. 379/2001, richiamate a proposito del problema della qualificazione delle confessioni religiose.