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Questo è un punto rilevante per quanto mi riguarda, visto e considerato che già ci sono nel web le dichiarazioni di Bonafede sulle sue grandissime e straordinarie assunzioni. È un punto che andrà chiarito, nel senso che ovviamente vedremo come andrà, visto che c'è un blocco di tutte le assunzioni nel pubblico fino a novembre (con differenze o meno), che è ovvio perché consente un rinvio e di fare un po' di cassa. Uno degli ultimi argomenti che volevo toccare, tenendo conto del tempo che mi è rimasto, si riferisce a una cosa giustissima detta dalla collega Conzatti con riferimento all'Ires. Ha anche detto che qui non ce ne siamo accorti (ed è vero), ma guardate che fuori la CEI se n'è accorta e tanto. Oggi allora vi dà addosso «Avvenire» e vi dà addosso la CEI. Capisco che uno deve dire che è vicino alla Chiesa, ma la Chiesa è fatta anche di concretezza e andrebbe ascoltata nei suoi moniti. In conclusione, chiederei, e lo chiedo perché c'è una diversa concezione politica, al vice premier Salvini, che oggi ha deciso di fare il proclama per cui non voterebbe il bilancio dell'Unione europea per il problema dell'agricoltura: in primo luogo, di sentirsi con il presidente Tajani, che sta parlando del problema dell'agricoltura da sei mesi; in secondo luogo, di chiudere con quelli che sono i proclami. Alla fine, se uno torna da Bruxelles con le pive nel sacco può anche tacere, che è un po' più dignitoso, quantomeno sui giornali e in televisione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto riportare alla realtà i toni di quest'Assemblea ringraziando i colleghi della 5 a Commissione per il lavoro svolto in Commissione. E se non c'è stata neanche la bocciatura tecnica dei non segnalati, come enunciato da qualcuno dei colleghi, è perché la Commissione aveva deciso, su richiesta delle opposizioni, di mantenere, comunque, fino alla fine in vita anche gli emendamenti non segnalati, tant'è vero che molti sono stati riammessi e discussi. Nonostante gli sforzi, la 5 a Commissione non ha completato il suo lavoro, e di questo non posso che essere dispiaciuta, ma ha discusso ed approfondito tutte le proposte anche delle opposizioni. Ne è scaturito il quadro di un'Italia che ha bisogno di interventi urgenti in ogni settore, dalle infrastrutture agli enti locali, dalle imprese al sociale. E questa è una situazione che, indubbiamente e realmente, è stata ereditata dal passato. Cari colleghi dell'opposizione, capisco il gioco delle parti ma non si può puntare il dito su un Governo che non ha ancora approvato la sua prima manovra di bilancio! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Come non si può puntare il dito su una Commissione che ha posticipato i suoi lavori nell'attesa di un esito. Cosa stavamo aspettando, se non l'esito di una intensa trattativa con l'Europa? Una Commissione europea che inizialmente ci voleva impiccare all'1,6 di deficit -PIL, permettendoci di fare una misera manovra inferiore ai 15 miliardi di euro! Praticamente, avremmo potuto semplicemente disinnescare le clausole di salvaguardia volute dal Partito Democratico, scongiurando l'aumento dell'IVA al 25 per cento per il 2019, e null'altro avremmo potuto fare. Non ci sarebbero stati ulteriori spazi per altre misure. Invece, è stato giustamente rivendicato un 2,4 per cento e, dalla contrattazione è scaturito un 2,04 per cento! La legge di bilancio ha dovuto sì ridimensionarsi alla luce dei nuovi numeri, ma non si è di certo snaturata come qualcuno afferma. I capisaldi della manovra uscita dalla Camera rimangono inalterati: quota 100, con superamento della legge Fornero, e reddito di cittadinanza, una tassazione unica al 15 per cento con innalzamento del regime dei minimi a 65.000 euro, che vuole essere un inizio della flat tax . Rimane scongiurato l'aumento dell'IVA, problema provocato non certo da questo Governo. Poi ci sono tante altre misure. Penso al raddoppiamento della detassazione sull'IMU dei capannoni industriali. Penso alla tassazione agevolata degli utili reinvestiti per l'acquisto di beni materiali strumentali e l'incremento occupazionale. Penso all'introduzione della cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali. Penso alla Formazione 4.0 che è stata recuperata. Penso al capitolo investimenti pubblici: sarà una sfida! Ci viene contestato di aver destinato poche risorse sui fondi dedicati ad investimenti ed infrastrutture. Ma è una questione che, essendo mia prima esperienza qui in Senato, mi ha lasciata sbalordita: a cosa serve destinare risorse alle infrastrutture se poi le risorse stanziate non vengono ripartite nel giro di qualche mese? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Bisogna essere poi in grado di permettere a questi fondi di convertirsi in nuove infrastrutture, in investimenti che trainino la crescita, lo sviluppo, l'occupazione! Non basta stanziare! Ed è questa la sfida cui faccio riferimento. Ed è quello che sta cercando di fare questa maggioranza: sbloccare le risorse esistenti. Il Governo sta cercando di fare il massimo con gli spazi finanziari frutto della contrattazione vincente con la Commissione europea. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ringrazio il Governo per essere stato capace di ottenere il massimo da una Commissione che per ora ha il coltello dalla parte del manico, ma che sa anche che il malcontento in Europa è forte e si deve districare tra il malcontento diffuso e un Governo innovativo, quello italiano, che finalmente va in Europa non con il cappello in mano, ma a trattare e ottenere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, Martin Luther King nel suo famoso e celebre discorso dell'agosto del 1963 pronunciò una delle sue frasi più celebri: « I have a dream ». Sognava la fine della segregazione razziale. Anche noi, donne e uomini del MoVimento 5 Stelle, più modestamente avevamo e abbiamo un sogno, quello di far ritornare la politica al suo ruolo originario, non più un'occupazione del potere, non più una grigia e sorda mala gestione della cosa pubblica, ma al contrario un'attività nobile e alta, un sistema organizzato di ascolto delle esigenze e dei problemi dei cittadini e delle parti sociali, un complesso articolato di individui e istituzioni in grado di dare risposte concrete e di buonsenso alle imprese, ai professionisti, agli artigiani e alle persone, specie quelle che soffrono. Negli ultimi anni chi ha governato questo Paese e l'Europa ha dimenticato l'obiettivo alto che deve avere la politica;