[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell'art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59) nonché degli artt. 1, commi 1 e 2, e 3, comma 1 lettera g), della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), promosso con ordinanza del 18 aprile 2002 dal Tribunale amministrativo regionale per il Molise sul ricorso proposto dalla Confsal ed altro contro il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ed altri, iscritta al n. 335 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 28, prima serie speciale, dell'anno 2002. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 15 gennaio 2003 il Giudice relatore Piero Alberto Capotosti.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. ¨D Nel corso di un giudizio avente ad oggetto l'annullamento di una serie di provvedimenti con i quali la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva autorizzato la Regione Molise ad esercitare funzioni e compiti relativi al collocamento ed alle politiche attive del lavoro ed il Ministero del lavoro e della previdenza sociale aveva autorizzato soggetti privati ad esercitare nella Regione Molise attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro, il Tribunale amministrativo regionale per il Molise, con ordinanza del 18 aprile 2002, ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt.1, 2 e 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell'art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59) nonché degli artt. 1, commi 1 e 2, e 3, comma 1 lett. g), (recte : anche art. 4, comma 4, lett. c), della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), in riferimento agli artt. 70, 76 e 77, primo comma, della Costituzione. 2. ¨D Il giudice rimettente premette che i provvedimenti impugnati costituiscono attuazione delle disposizioni censurate, sicché la soluzione delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 10 del d.lgs. n. 469 del 1997, ovvero degli artt. 1, commi 1 e 2, e 3, comma 1 lett. g), della legge n. 59 del 1997 "¨¨ determinante" ai fini della risoluzione del giudizio principale. 3. 1. ¨D Nel merito, il Tar per il Molise ritiene che gli artt. 1 e 2 del d.lgs. n. 469 del 1997, nella parte in cui conferiscono a regioni ed enti locali funzioni e compiti relativi al collocamento ed alle politiche attive del lavoro, violerebbero gli artt. 70, 76 e 77, primo comma, della Costituzione, in quanto la legge n. 59 del 1997 (in specie l'art. 4, comma 4, lettera c) non avrebbe conferito al Governo la delega su tale specifico oggetto. Secondo il giudice rimettente, infatti, la materia del collocamento non rientrerebbe propriamente né in quella della "cooperazione nei settori produttivi" né in quella del "sostegno all'occupazione", definite dall'art. 4, comma 4, lettera c), della legge delega n. 59 del 1997, essendo tali espressioni volte ad indicare le attività attraverso cui lo Stato e gli altri enti pubblici intervengono a prestare aiuto e/o a facilitare l'affermazione e lo sviluppo delle imprese private ed a mantenere e potenziare la forza lavoro occupata nelle imprese stesse, laddove invece la materia del collocamento "attiene all'impiego della forza lavoro non occupata secondo criteri di equità sociale e di efficienza economica". Il Tar sostiene, inoltre, che qualora si ritenesse che il Governo abbia tratto la facoltà di disciplinare le funzioni e i compiti in materia di mercato del lavoro dalla delega "onnicomprensiva" conferitagli in forza dell'art. 1, commi 1 e 2, della legge delega n. 59 del 1997, "sarebbero queste ultime disposizioni ad incorrere nel vizio di sospetta incostituzionalità, troppo ampio, indifferenziato e generico essendo l'oggetto della delega". 3.2. ¨D Anche l'art. 10 del d.lgs. n. 469 del 1997, ad avviso del giudice a quo, recherebbe vulnus agli artt. 70, 76 e 77, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui prevede che possa essere affidata a soggetti privati l'attività di mediazione fra domanda ed offerta di lavoro, in contrasto con quanto stabilito dalla legge di delegazione n. 59 del 1997. Quest'ultima, infatti, ad avviso del Tar, nella parte in cui, all'art. 3, comma 1, lettera g, prevedeva che il Governo individuasse, con i decreti legislativi di cui all'art. 1, "le modalità e le condizioni per il conferimento a idonee strutture organizzative di funzioni e compiti che non richiedano, per loro natura, l'esercizio esclusivo da parte delle regioni e degli enti locali" non avrebbe attribuito al Governo il potere di autorizzare soggetti privati a svolgere attività di intermediazione sul mercato del lavoro, sia perché dette attività di intermediazione, "per la loro intrinseca natura, non competono istituzionalmente o, almeno, tradizionalmente ai privati, sia perché le &laquo;idonee strutture organizzative&raquo; contemplate dalla legge delega sono da individuarsi in soggetti ulteriori rispetto alle Regioni ed agli Enti locali, ma pur sempre facenti capo alla Pubblica Amministrazione". Il giudice rimettente, poi, sostiene che, qualora si ritenesse che l'art. 3, comma 1, lettera g), della legge n. 59 del 1997, abbia attribuito al Governo il potere di definire le modalità e le condizioni per autorizzare soggetti privati a svolgere attività di intermediazione sul mercato del lavoro, "dovrebbe concludersi per l'illegittimità costituzionale del medesimo art. 3, comma primo, lettera g), in quanto quest'ultimo avrebbe accordato tale potere al Governo "senza adeguatamente specificare i principi ed i criteri cui attenersi in riferimento al tipo delle &laquo;strutture organizzative&raquo; abilitate all'esercizio delle funzioni ordinariamente esercitate dalle Regioni e dagli enti locali ed alla natura delle stesse".