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(v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il Gruppo per le Autonomie esprimerà voto favorevole. La class action , come prevista oggi dal codice dei consumi, non ha funzionato. Una domanda su due è stata dichiarata inammissibile. (Brusìo). PRESIDENTE . Senatrice Unterberger, le chiedo di essere così gentile di attendere un minuto perché non sento che cosa lei sta dicendo. Chiedo ai colleghi che stanno uscendo dall'Aula di farlo in maniera silenziosa. Permettiamo alla senatrice Unterberger di fare la sua dichiarazione di voto. Se poi il resto dei componenti l'Assemblea che rimane ha la gentilezza di ascoltare quello che dice la senatrice, tutto acquista un senso. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . La ringrazio, signor Presidente. Ben venga, pertanto, l'ampliamento del suo ambito di applicazione. Sono importanti la sua collocazione nel codice di procedura civile e l'ampliamento dei soggetti legittimati per la proposizione dell'azione, che sono non solo i consumatori, ma anche tutti i titolari di diritti individuali omogenei. Presto capiremo se la possibilità di adesione a una class action anche dopo la sentenza di accoglimento della domanda e il patto di quota lite genereranno più benefici o utilizzi strumentali. In ogni caso, il disegno di legge ha il merito di individuare la class action come lo strumento utile per tutte le ipotesi non solo di responsabilità contrattuale ma anche di responsabilità extracontrattuale, che oggi sono limitate a pratiche commerciali scorrette e a comportamenti anticoncorrenziali. Pensiamo al famoso caso del Dieselgate, che tutti giustamente prendono ad esempio. La normativa attuale dà la possibilità di ricorso solo per i danni materiali che il proprietario ha subìto dall'acquisto del mezzo; con la nuova legge, si potranno fare valere lesioni a diritti come quello alla salute o all'ambiente. Questo è un aspetto molto importante. I cittadini, nel loro essere consumatori, potranno avanzare istanze a tutela dell'interesse generale. Mi sembra un prezioso salto in avanti per un rapporto più equilibrato tra imprese e consumatori, ma anche in un'ottica di responsabilizzazione sociale delle aziende. Non è un aspetto secondario: imprese socialmente responsabili sono aziende più solide, proprio perché godono del giudizio positivo dei consumatori, e imprese socialmente responsabili sono anche imprese che puntano sulla qualità e, quindi, sono più competitive. Inoltre, la fruizione di beni e servizi è un aspetto centrale di qualsiasi avanzata economia di mercato. Essere tutelati come consumatori vuol dire avere diritti più forti come cittadini. Quindi, ben venga questo provvedimento e ben vengano le iniziative che riguardano la sfera dei diritti e delle responsabilità sociali. Ribadisco pertanto il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie al provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD, e della senatrice Abate) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole dei senatori di LeU e credo della maggior parte dei senatori del Gruppo Misto, mi preme sottolineare alcune questioni per noi assolutamente cruciali. Ora, il nostro voto favorevole è ovviamente giustificato dal fatto che il provvedimento che stiamo esaminando e stiamo per votare porta a conclusione finalmente una riforma largamente attesa dagli utenti, dai consumatori e dai cittadini. Si tratta di una riforma dell'istituto dell'azione di classe, che era stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico alcuni anni fa, ma che si era dimostrato in una forma assolutamente non efficace. E il provvedimento in esame fa seguito al lavoro già effettuato nella scorsa legislatura. Torno a ripetere che si tratta di una riforma assolutamente condivisibile e soprattutto, nell'impianto generale, largamente attesa da parte di tutti i cittadini italiani. Il testo ha migliorato fortemente l'istituto esistente, non solo a favore genericamente dei consumatori, ma facendo anche una scelta di campo molto netta, quella appunto dell' opt-in , e cioè della possibilità di adesione successiva alla sentenza, ovviamente prevedendo una serie di meccanismi più rigorosi di formazione della prova. Perché c'era questa necessità? I numeri parlano chiaro: i numeri dell'istituto della class action esistente erano assolutamente ridicoli, per quanto riguarda le azioni sia intraprese, sia giunte a sentenza. Questa riforma era pertanto assolutamente necessaria. Il provvedimento, composto da sette articoli, introduce una serie di elementi assolutamente importanti. C'è innanzitutto lo spostamento della disciplina dell'azione di classe dal codice di consumo al codice di procedura civile. Ora, questo cambiamento di collocazione non è un passaggio solo formale, anzi è tutt'altro che formale, dal momento che, anche per effetto di questo cambiamento, l'azione sarà proponibile non più solo dai consumatori, ma anche da chiunque avanza delle richieste di risarcimento in relazione a diritti individuali omogenei. Le ipotesi di illecito che possono giustificare un'azione di classe sono così individuate non solo in quelle di responsabilità contrattuale, in linea con quello che era già previsto dal codice di consumo, ma finalmente anche in quelle di qualsiasi responsabilità extracontrattuale. Oggi invece - come è noto - potevano essere fatte soltanto rispetto a illeciti relativi a pratiche commerciali scorrette o a comportamenti anticoncorrenziali. L'azione - e questo è importante - sarà nella disponibilità di ogni singolo appartenente alla classe, oltre che delle organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro che hanno come fine la tutela di questi diritti. Nella riforma si individua nella class action lo strumento utile per tutte le ipotesi di responsabilità contrattuali ed extracontrattuali, mentre fino ad oggi - torno a ripeterlo - erano limitate a pratiche commerciali scorrette. Pensate - per esempio - che, nel caso del Dieselgate, con la disciplina attuale si poteva far valere soltanto la lesione della normativa sulla concorrenza e non invece quella di una serie di diritti, come quelli alla salute e all'ambiente.