[pronunce]

che, in particolare, per la specifica attività inerente il mestiere di fochino, l'accertamento del possesso dei requisiti fisici indispensabili risulterebbe prevista dall'art. 27 del d.P.R. 19 marzo 1956, n. 302 (Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547), mentre, per l'attività di conduzione di generatori a vapore, il certificato di idoneità psicofisica sarebbe richiesto dall'art. 3 del decreto ministeriale 1° marzo 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 16 aprile 1974, (Norme per l'abilitazione alla conduzione di generatori di vapore) quale indispensabile requisito per l'abilitazione alla conduzione dei generatori stessi; che, pertanto, anche le norme regionali in questione risulterebbero in contrasto «per un verso, con l'art. 117, comma 2, lettera m), Cost. e, per altro verso, con i principi fondamentali in materia di salute e di tutela e sicurezza del lavoro, di cui all'art. 117, comma 3, Cost.»; che, con atto depositato il 14 novembre 2005, si è costituita in giudizio la Regione Friuli-Venezia Giulia, per chiedere che questa Corte respinga il ricorso in quanto inammissibile e infondato, rinviando a separata memoria l'illustrazione delle ragioni a sostegno della propria difesa; che, in prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Friuli-Venezia Giulia ha depositato una memoria, sostenendo, con articolate argomentazioni, la radicale infondatezza delle doglianze fatte valere nel ricorso introduttivo del giudizio, tanto sotto il profilo della asserita riconduzione delle disposizioni censurate a titoli di competenza legislativa esclusiva dello Stato, quanto sotto il profilo della presunta violazione dei principi fondamentali della legislazione statale in materie di potestà concorrente. Considerato che il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso iscritto al n. 89 del registro ricorsi del 2005, ha impugnato l'art. 2, comma 1, lettere b), c), d), e), f), i) e k), della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 18 agosto 2005, n. 21 (Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro e sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario e sociale); che il Consiglio dei ministri, nella riunione del 22 settembre 2006, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, ha deliberato la rinuncia al ricorso; che, in particolare, nella relazione del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali si osserva che i profili di censura rilevati nei confronti delle lettere c), d), e), f), i), e k) del comma 1 dell'art. 2 dell'impugnata legge regionale «possono ritenersi superati alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 2004», mentre la censura nei confronti della lettera b) del comma 1 del medesimo art. 2 «può ritenersi invece superata dal disegno di legge regionale n. 198 approvato con Deliberazione giuntale n. 1384 del 15 giugno 2006 che abroga la disposizione censurata ed è di prossima e imminente approvazione da parte del Consiglio regionale»; che la Giunta regionale della Regione Friuli-Venezia Giulia, nella seduta del 29 settembre 2006, ha deliberato l'accettazione dell'avvenuta rinuncia; che, ai sensi dell'art. 25 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita dalla relativa accettazione della controparte, produce l'effetto di estinguere il processo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA