[resaula]

Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, in questa Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza per il settore sanitario si riprende la raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea a rafforzare la resilienza e la capacità del sistema sanitario, migliorando la governance e la capacità di risposta alle crisi, per colmare quella carenza di investimenti pubblici che ha colpito il settore sanitario. Abbiamo ripetuto più volte in quest'Assemblea come negli ultimi dieci anni siano stati tagliati 37 miliardi di euro dal settore pubblico; abbiamo perso 71.000 posti letto, soprattutto nelle aree critiche, tra cui quelli di terapia intensiva; 46.000 operatori (medici e infermieri) hanno lasciato il servizio sanitario pubblico per veder riconosciuto il proprio merito in strutture private. Per queste ragioni il MoVimento 5 Stelle da due anni lavora a una riforma del Servizio sanitario nazionale che metta al centro pilastri per noi fondamentali, a partire dalle infrastrutture. Già nella scorsa legge di bilancio abbiamo stanziato 2 miliardi di euro per l'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico dei nostri ospedali. Avevamo depositato un emendamento a nostra firma, che prevedeva di destinare il contributo previsto per i medici di medicina generale per dotarsi di strumenti diagnostici proprio all'acquisto di strumenti di telemedicina. Quanto sarebbero stati utili questi strumenti di telemedicina a disposizione dei medici di medicina generale anche nella gestione di questa pandemia! Abbiamo puntato sulla digitalizzazione perché, per noi, la cartella clinica elettronica e il fascicolo sanitario elettronico devono diventare realtà in tutte le Regioni italiane. ( Applausi ). Nelle nostre riforme puntiamo sulla ricerca e l'Italia è il Paese in cui si investe di meno in ricerca e sviluppo ed è il Paese che ha il numero più basso in Europa di ricercatori per numero di abitanti. Non c'è un percorso pre-ruolo definito per i ricercatori di questo Paese. Io, da ricercatrice del più grande ente di ricerca pubblico italiano, so bene quanto sia mortificante non avere a disposizione dei fondi destinati a progetti di ricerca. Abbiamo puntato sulla valorizzazione degli operatori sanitari, a partire dalla loro formazione. Si parla di imbuto formativo, che si è creato perché non si è saputo programmare: non c'è stata una programmazione degli specialisti nel settore sanitario in base al fabbisogno di salute della popolazione. Per questo nella scorsa legge di bilancio abbiamo stanziato 3 milioni per l'Osservatorio per l'accreditamento delle scuole di specializzazione e abbiamo istituito una tecnostruttura di coordinamento tra l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e l'Osservatorio per le scuole di specializzazione, che servirà proprio a programmare il fabbisogno di specialisti. Non c'è una carenza di medici, ma di specialisti in alcuni settori. Bisogna valorizzare il personale anche stabilizzando i precari della sanità. Sappiamo tutti che se il Servizio sanitario nazionale ha retto all'onda d'urto è per la resilienza e la dedizione di tutti gli operatori sanitari, molti dei quali, a causa del blocco delle assunzioni in sanità, che finalmente abbiamo superato, lavorano da decenni con contratti precari. ( Applausi ). Abbiamo pertanto stabilizzato un primo blocco di precari e proseguiremo in questo percorso. Abbiamo puntato su una riforma della governance , a partire dalle nomine dei dirigenti e dei direttori generali, che per noi devono essere meritocratiche e non per appartenenza politica, mettendo sempre al centro il merito e le competenze. Rivedere la governance significa anche rafforzare il ruolo di indirizzo dello Stato centrale perché non possiamo più permetterci un diverso accesso alle cure dei cittadini sul territorio nazionale. Rivedere la governance implica una revisione del rapporto tra sanità pubblica e privata, con la sanità pubblica che deve essere una stampella e non una spugna che assorbe risorse fondamentali per il servizio pubblico. Rivedere la governance significa anche rivedere l'accesso ai farmaci e alle cure. I farmaci devono essere sempre più innovativi e personalizzati. Nella scorsa legge di bilancio abbiamo stanziato un miliardo di euro per i farmaci innovativi. Abbiamo previsto dei nuovi metodi di rimborso del costo del farmaco come il payment by result , utilizzato dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) per contrattare il prezzo del farmaco con i produttori di cellule Chimeric antigen receptor T (CAR-T). Siamo convinti che per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale bisogna puntare proprio su innovazione e su appropriatezza delle cure. Rivedere la governance significa attuare finalmente quel Piano nazionale cronicità, che in realtà è applicato solo in pochissime Regioni, e riformare totalmente la medicina territoriale, che non è solo medicina generale, ma è rete di cure primarie e cure intermedie. Questi pilastri su cui abbiamo finora lavorato con le nostre proposte di legge ed emendative sono anche i pilastri di questa Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza e saranno i pilastri della prossima legge di bilancio. Mettiamo al centro la programmazione in base al fabbisogno di salute della popolazione. Mettiamo al centro le competenze e anche la valutazione dei risultati, cosa che in questo Paese, purtroppo, spesso è un'utopia. Dobbiamo riformare la sanità per renderla veramente strumento di tutela della salute e solo con progetti definiti e solidi useremo al meglio i fondi del recovery fund e, in generale, lo strumento del Next generation EU. Abbiamo capito a nostre spese che non serve spendere meno, ma serve spendere meglio riducendo soprattutto sprechi e inefficienze. Non avremo un'altra occasione se non sapremo usare questa tragedia per avere il coraggio di mettere finalmente in atto le riforme che il Paese attende da almeno un decennio. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Nicola. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, ogni generazione si crede destinata a cambiare il mondo. La mia - scrisse Albert Camus - sa che non lo cambierà, ma il suo compito è persino più grande e consiste nell'impedire che il mondo vada in pezzi, erede di una storia avvelenata in cui si mescolano le rivoluzioni fallite, la tecnica impazzita, gli dei morti e le ideologie esauste. Dove poteri mediocri possono oggi annientare tutto, ma non sono in grado di convincere, dove l'intelligenza si è abbassata fino a farsi schiava dell'odio e dell'oppressione, questa generazione ha dovuto in se stessa e intorno a sé ricostruire, partendo dalle sue stesse negazioni, un po' di quello che fa la dignità di vivere e di morire. Faccio questa citazione per sottolineare il fatto che non è un caso, come accade in Assemblea in questi mesi, se le discussioni che ci troviamo ad affrontare sui singoli provvedimenti non sono mai limitate solamente ad essi, ma cercano di andare oltre analizzando la realtà che ci corre con i suoi problemi intorno agli occhi e immaginando magari un domani migliore. Sono discussioni sulla grande opportunità di progettare il futuro di questo Paese. Questa enorme occasione passa, come è stato ripetutamente detto in questa Aula, per le ingenti risorse del piano Next generation EU, rappresentando un significativo risultato dell'azione del Governo e della maggioranza che lo sostiene. È un risultato che nell'interesse del Paese intero può e deve arricchirsi, secondo noi, dei contributi di tutte le forze politiche.