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Per come avete scritto questa norma, posso vedere un'ombra nel mio giardino, sparare e uccidere, senza capire veramente cosa stia succedendo, dove e perché. Tutto questo per voi è legittima difesa. Questo Parlamento torna a parlare di legittima difesa dopo dodici anni. Ci avevate già messo mano nel 2006; lo avete ricordato. Vi state muovendo nella stessa direzione di allora, facendo solo ulteriori danni, perché riscrivete una norma che aumenterà i problemi a chi la dovrà invocare per giustificare un suo comportamento e soprattutto, ancora di più, a chi, per forza, comunque e sempre, la dovrà valutare per capire se e come applicarla a ogni caso preso in esame. Eccola la beffa. Ma ora veniamo al danno, che forse è ancora peggio. Signor Presidente, con questo disegno di legge la maggioranza lancia un messaggio molto pericoloso al Paese: la repressione in mano ai cittadini. Lo Stato tira i remi in barca e sulla sicurezza lascia fare ai cittadini. È una scelta irresponsabile che pagheranno solo e soltanto gli stessi cittadini. Avremo cittadini impreparati, a cui viene concesso, e in qualche modo incentivato, l'uso di armi che ovviamente non sapranno maneggiare. Secondo voi, colleghi - ve lo chiedo davvero con franchezza - in un eventuale scontro armato, chi sarà più freddo, più predisposto a gestire la situazione e chi rischierà di più la propria vita: il criminale che avrà messo in conto di potersi trovare in quella circostanza o il privato cittadino, semmai sorpreso nel sonno, con la sua famiglia nella stanza accanto? (Applausi dal Gruppo PD) . Nella stragrande maggioranza dei casi, probabilmente, quel cittadino non avrà mai usato un'arma nella sua vita. I colleghi della maggioranza sembrano gli unici a non saper rispondere a questa domanda. Dimostrate che per voi non valgano nulla i dati degli altri Paesi, che questi modelli, ahimè, li hanno già sperimentati, con numeri davvero drammatici; che non vale l'appello di queste ore delle Forze dell'ordine; che non vale quanto hanno detto professori, magistrati ed esperti, che hanno espresso tante critiche e dubbi e ci hanno chiesto di non cambiare la norma. Ma non valgono nemmeno - e questo è davvero assurdo - quello che hanno detto le vittime o le potenziali vittime, che pure abbiamo audito in Commissione e che mai, mai hanno chiesto di potersi fare giustizia da soli. Mai hanno chiesto meno Stato, hanno sempre chiesto, semmai, più Stato: uno Stato più amico e più presente nel garantire loro la sicurezza. Noi, in Commissione prima e di nuovo in Assemblea, abbiamo fatto proposte concrete per andare in questa direzione: le avete bocciate tutte, preferendo continuare la vostra sciagurata propaganda. Ci dispiace per il MoVimento 5 Stelle, che ancora fino a pochi giorni fa presentava emendamenti correttivi in Commissione; ha finito poi per mettere la retromarcia e ritirarli. Lo dico sinceramente con rispetto per i miei colleghi di Commissione e con rammarico per il lavoro che spesso si sforzano di fare, purtroppo inutilmente, i singoli colleghi dei 5 Stelle in Commissione: è bastato un diktat del Ministero dell'interno, poi una riunione lampo in via Arenula, e i poveri colleghi del MoVimento in Commissione si sono accorti che per giorni avevano lavorato a vuoto. Signor Presidente, il Paese che esce dal testo che discutiamo è un Paese dove alla violenza si sceglie di rispondere con la violenza, dove a un crimine si può rispondere con un altro crimine, dove lo Stato non interviene per prevenire o impedire, ma concede impunità quando il danno, quello peggiore, ormai è fatto. Questo non è il Paese che vuole il Partito Democratico. Il Partito Democratico rimane fedele all'idea che l'unica risposta sempre possibile sia quella per cui la sicurezza, e quindi l'uso della forza, spetta sempre e unicamente allo Stato. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo significa, però, che il problema si affronta con più investimenti: più risorse, anzitutto, alle nostre Forze dell'ordine; più investimenti per combattere degrado, marginalità, abbandono. Si affronta così e solo così; quello che voi pensate di costruire è uno Stato fatto di cittadini giustizieri. Tutti i nostri emendamenti sono andati in quella direzione e li avete bocciati tutti. Per queste ragioni, voteremo contro il provvedimento, che ancora una volta prova a difendere quel patto di interesse che voi chiamate contratto, dove non c'è l'Italia, non ci sono i cittadini, non sono contemplati i loro interessi e men che meno la loro sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo «De Sanctis Galilei» di Manduria, in provincia di Taranto, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 5-199-234-253-392-412-563-652 ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intanto mi piacerebbe fare un po' di chiarezza rispetto agli interventi che ho ascoltato perché, da una parte dell'Emiciclo, ho sentito parlare di far west , di cittadini giustizieri, di provvedimento pericoloso, mentre dall'altra parte, ho sentito dire che è un provvedimento annacquato. Questo significa che evidentemente il buonsenso sta nel mezzo, ovvero nel provvedimento che abbiamo portato avanti noi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Questo tenevo a sottolinearlo, così come tengo a sottolineare il fatto che non vi è stata alcuna strumentalizzazione della paura dei cittadini, come abbiamo letto nella relazione di minoranza. Sono stati i fatti di cronaca, le aggressioni nelle abitazioni private e negli esercizi commerciali, avvenute con particolare violenza, che non ha risparmiato in molti casi né anziani, né bambini, che hanno indotto la Lega (lo diciamo senza problemi) e i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle, questo Governo, a voler intervenire, perché forse a livello legislativo qualcosa bisognava cambiare. Forse le disposizioni vigenti non erano tali da riuscire a contrastare questi fenomeni. È vero che è allo Stato che spetta la repressione: ci mancherebbe. L'abbiamo sempre detto, lo abbiamo ripetuto e lo ribadiamo oggi in questa Assemblea. Ma cosa fare quando lo Stato non può o non riesce a intervenire? Cosa fare nei casi in cui ci sia un pericolo imminente e c'è l'impossibilità di intervenire per fermare un fatto criminoso attraverso il tempestivo intervento delle Forze dell'ordine? Non vorremo mica mettere un poliziotto in ogni abitazione e poi sentirci dire che non siamo contrari alla militarizzazione delle nostre città? Laddove lo Stato non riesce a intervenire e non c'è tempestività, occorre dotare il nostro ordinamento di uno strumento che possa essere efficace e che consenta ai cittadini di difendersi. Altrimenti, non sarebbe previsto nel codice penale l'istituto della legittima difesa: non sarebbe mai stato introdotto;