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Modifiche alla disciplina del codice civile in materia di contratto di spedizione. Onorevoli Senatori . – Nel settore delle spedizioni è sorta progressivamente l'esigenza di riformare la disciplina contenuta nel codice civile, al fine di garantire alle imprese attive nel settore norme più vicine alle dinamiche commerciali che hanno seguito, come in altri settori produttivi, le dinamiche del mercato. In tale contesto sono state elaborate delle proposte di modifica delle norme contenute nel codice civile, compatibili con i principi costituzionali e con il diritto della concorrenza. Dette modifiche mirano da un lato alla riaffermazione del primato del contratto quale fonte regolativa del rapporto, ad una più stretta riconduzione del contratto di spedizione all'istituto del mandato e al recepimento di elaborazioni giurisprudenziali consolidate circa il perimetro dei diritti degli obblighi e delle responsabilità dei contraenti. Sotto quest'ultimo profilo va sottolineato l'intento deflativo del contenzioso avente a base la qualificazione esatta del rapporto contrattuale, laddove esso ingloba caratteri propri di altre figure contrattuali tipiche come il contratto di trasporto. La riduzione del contenzioso svolge poi i suoi positivi effetti sul recupero di competitività di questo particolare settore rispetto agli operatori di altri Paesi. Più in particolare, la proposta consiste in una riformulazione della sezione III del capo IX del titolo III del libro IV del codice civile (articoli 1737 e seguenti) che, come è noto, regolamenta il contratto di spedizione, nonché di ulteriori disposizioni codicistiche che integrano la disciplina del contratto considerato (articoli 1696 e 2761). 1. Modifica dell'articolo 1737 del codice civile Nell'articolo 1737 del codice civile si propone di introdurre le seguenti innovazioni: 1) la possibilità per il committente di attribuire il potere di rappresentanza allo spedizioniere: secondo la disciplina attualmente contenuta nel codice civile, lo spedizioniere è un mandatario senza rappresentanza del committente. La modifica proposta intende allineare la nozione contenuta nel codice civile con quella contenuta nella legge 14 novembre 1941, n. 1442 (Istituzione di elenchi autorizzati degli spedizionieri), che invece già prevede espressamente l'attribuzione ex lege di poteri di rappresentanza in capo allo spedizioniere. L'aumentata complessità e il raggio di azione delle operazioni di spedizione rendono infatti nella pratica questa figura più aderente alle necessità del settore; 2) la specificazione che un unico contratto di spedizione può avere a oggetto anche la stipula di più contratti di trasporto con diversi vettori: la modifica proposta ha lo scopo di rendere la disciplina codicistica più conforme alla prassi commerciale, in cui sempre più di frequente –- specialmente nelle spedizioni internazionali –- lo spedizioniere non conclude un solo contratto di trasporto, né si avvale necessariamente di un solo vettore. 2. Modifica dell'articolo 1738 del codice civile La norma in esame costituisce una specifica applicazione del « diritto di contrordine » spettante al mittente (mandante) e regolato dall'articolo 1685 con riferimento al contratto di trasporto. La proposta di modifica dell'articolo 1738 si sostanzia in interventi meramente formali, volti a sottolineare la riconduzione del contratto di spedizione all'interno del macro-tipo contrattuale del mandato. In particolare, l'intento della proposta di modifica è quello di superare i fraintendimenti che potrebbe ingenerare l'utilizzo dell'espressione « revocare l'ordine di spedizione ». Così come formulata, infatti, la norma potrebbe lasciare intendere che l'« ordine di spedizione » sia un atto separato, ulteriore, rispetto al contratto di spedizione, mentre esso è oggetto del mandato che lega lo spedizioniere al mittente. L'inserimento del richiamo espresso all'articolo 1725, concernente la revoca del mandato ha lo scopo di escludere variazioni all'assetto stabilito delle responsabilità risarcitorie. 3. Modifica dell'articolo 1739 del codice civile Con riferimento all'articolo 1739, le modifiche formali nei primi due commi dell'articolo (sostituzione dell'espressione « committente » con « mandante », e di « diversamente ordinato » con « espressamente richiesto ») mirano a conferire maggiore certezza alle fonti regolative del rapporto da ricercarsi nell'autonomia contrattuale delle parti. Si propone poi di abrogare il terzo comma. Quest'ultima disposizione recepisce, nell'ambito della spedizione, il principio per cui il mandatario non può trarre vantaggi economici ulteriori e diversi rispetto a quelli consistenti nella retribuzione e nei compensi espressamente previsti (articolo 1713, primo comma, del codice civile). Ciò, in considerazione del fatto che, a differenza dell'appaltatore, lo spedizioniere non assume un rischio imprenditoriale e, quindi, non può lucrare della differenza tra quanto preventivato in termini di spesa e i risparmi che riesce poi ad ottenere. Così chiarita la ratio della disposizione, va tuttavia considerato che essa risulta di difficile applicazione nella prassi, in quanto il committente, non avendo accesso alla contabilità dello spedizioniere, non può agevolmente verificare se quest'ultimo ha effettivamente conseguito vantaggi economici ulteriori e diversi rispetto a quelli consistenti nella retribuzione e nei compensi espressamente previsti. Ma soprattutto, detta disposizione risulta ampiamente superata posto che il « patto contrario » ricorre nelle clausole generali di contratto largamente diffuse, ritenute valide, e non vessatorie, che riconoscono la « esclusiva spettanza » allo spedizioniere dei premi, abbuoni, e altri analoghi cespiti. 4. Modifica dell'articolo 1740 del codice civile La proposta di modifica prevede la completa riformulazione dell'articolo 1740. Con il primo comma si propone di sostituire l'espressione « retribuzione » con « corrispettivo ». L'intento è quello di rimarcare la natura autonoma della prestazione svolta dallo spedizioniere, nonché, una volta di più, la ricomprensione del contratto di spedizione nel macro-tipo del contratto di mandato. A beneficio della certezza dei diritti economici scaturenti dal rapporto contrattuale, della conseguente deflazione delle liti in materia e della migliore compatibilità con il diritto della concorrenza, si propone che il compenso sia determinato dalla « libera contrattazione delle parti », in luogo del rinvio agli usi e alle tariffe. È nota, infatti, l'incompatibilità degli accordi di determinazione dei prezzi, in particolare se orizzontali, come nel caso di specie, con la disciplina antitrust , come dimostrano, del resto, i più recenti pronunciamenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che, in tema di determinazione dei compensi professionali, ha espresso la propria contrarietà alla riproposizione del meccanismo delle tariffe. Le modifiche al secondo comma 2 sono ispirate dall'esigenza di tutelare gli spedizionieri rispetto alla diffusione di pratiche commerciali che tendono, di fatto, a porre su questi ultimi i rischi legati anche a condotte di terzi. È il caso, ad esempio, delle spese di detenzione della merce non ritirata a destino (anche per ragioni legate a mutamenti nella convenienza dell'affare o di facoltà concesse dal venditore nel suo rapporto contrattuale con l'acquirente, o ancora connesse a emergenze sanitarie) non coperte dal mandante.