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È stato elaborato un progetto di bonifica che prevede le seguenti azioni: demolizione dei fabbricati ed impianti non più recuperabili; messa in sicurezza e/o bonifica dei cumuli di rifiuti, delle aree o parti di fabbricati o impianti con presenza di amianto o comunque sostanze fibrose potenzialmente pericolose; monitoraggio durante le fasi di messa in sicurezza e/o bonifica; recupero di parti di fabbricati o impianti una volta bonificati. CALABRIA Comune - Località. Crotone - Cassano allo Jonio - Cerchiara. Tipologia dell'intervento. Bonifica di aree industriali dismesse, della fascia costiera contaminata da smaltimento abusivo di rifiuti industriali e del relativo specchio di mare, di discariche abusive. Perimetrazione del sito. L'area in oggetto comprende un territorio molto vasto, nel quale sono incluse: A) due aree industriali della ex Montedison e della Pertusola. B) discariche in località Tufolo e Farina ; C) fascia costiera prospiciente la zona industriale, compresa tra la foce del fiume Esaro a sud e quella del fiume Passovecchio a nord; D) due aree, ubicate nei comuni di Cassano allo Jonio (località torrente Sciarapotolo) e di Cerchiara Calabra (località Massaria Chidichimo), di smaltimento abusivo di rifiuti industriali. L'industria della Pertusola ha stoccato all'interno dello stabilimento un volume elevato di ferriti di zinco. Le discariche di Tufolo e Farina sono prive di presidi ambientali (quali barriere di fondo, opere di captazione del percolato, sistemi di smaltimento acque superficiali, etc.) con notevoli volumi abbancati di rifiuti speciali, RSU, fanghi di depurazione civile e rifiuti alluvionali (alluvione 1996) e rappresentano un forte pericolo d'inquinamento sull'area circostante. La discarica sita in località Tufolo copre una superficie di 7 ettari e si trova a circa 4 km a sud di Crotone. La discarica ha iniziato la sua attività nel 1975. I rifiuti abbancati, il cui volume complessivo può essere stimato pari a circa 990.000 m3 costituiscono un rilevato alto circa m 20, le cui scarpate presentano problemi di stabilità. La tipologia dei rifiuti abbancati è la seguente: speciali, rifiuti solidi urbani, fanghi di depurazione civile, rifiuti provenienti dall'alluvione del 1996. Si sospetta la presenza di rifiuti sanitari e pericolosi. La zona demaniale è costituita dall'arenile ubicato di fronte all'area industriale della Pertusola e della ex Montedison, delimitato da un lato dalla foce del fiume Esaro e dall'altro dalla foce del torrente Passovecchio. Il tratto di costa in oggetto è interessato da smaltimento di rifiuti industriali speciali e pericolosi (ferriti di zinco e cromo, etc.). Sull'area, che ha una dimensione complessiva di circa 87.000 m2, sono stati smaltiti circa 300.000 m3 di rifiuti. I siti di Cassano allo Jonio e Cerchiara sono aree sottoposte a sequestro, riconducibili alla stessa tipologia d'intervento per la presenza di rifiuti industriali prodotti dalla Pertusola di Crotone, in particolare ferriti di zinco e cromo. Principali caratteristiche ambientali. Nell'area della discarica affiorano terreni costituiti da depositi alluvionali e sabbiosi ad elevata permeabilità. L'area demaniale è sottoposta a vincoli paesistici e idrogeologici. Il pregio ambientale dell'area, la vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali, la pericolosità dei rifiuti abbancati senza alcuna opera di protezione, la vicinanza a centri ad elevata densità abitativa, inducono a ritenere lo stato di compromissione dell'area ad elevata pericolosità sanitaria ed ambientale. Costi di messa in sicurezza e/o bonfica. Il costo complessivo degli interventi di bonifica è stato stimato pari a 62 miliardi di lire per le sub-aree A, B e C. Il costo di intervento nell'area D, comprensivo dei costi di caratterizzazione delle aree circostanti, è stato stimato pari a 20 miliardi di lire. Piano di caratterizzazione. I risultati di un primo studio di caratterizzazione indicano, all'interno dello stabilimento Pertusola, la presenza di una contaminazione diffusa da parte di metalli pesanti. I principali contaminanti sono: zinco, cadmio, piombo, rame e arsenico. Gli idrocarburi totali, ricercati nelle aree adiacenti ai serbatoi di stoccaggio, sono risultati presenti in concentrazioni inferiori ai limiti di accettabilità. Lo strato argilloso superficiale, laddove presente, costituisce una barriera alla migrazione dei metalli verso l'acquifero sottostante; tuttavia, la locale assenza di tale strato può favorire un contatto diretto fra riporto contaminato e depositi alluvionali sottostanti e pertanto determinare area a potenziale rischio di propagazione della contaminazione. Inoltre alte concentrazioni di metalli si riscontrano nelle acque sotterranee campionate in alcuni piezometri ubicati proprio in prossimità di aree in cui lo strato argilloso risulta assente. Il quadro qualitativo risultante da un successivo Piano di caratterizzazione ha confermato una pressoché totale contaminazione dei terreni di riporto presenti sul sito. I volumi di materiale che eccedono i limiti fissati dal decreto ministeriale n. 471/1999 per utilizzo industriale, sono stimabili in circa 1.000.000 di m3. Per quanto riguarda la compromissione, ai sensi del decreto ministeriale n. 471/1999, delle acque sotterranee è evidente una netta separazione tra area sud, storicamente sede degli impianti produttivi e di stoccaggi/lagunaggi, e l'area nord in cui la contaminazione è essenzialmente collegata a fattori naturali (ad es. valori di fondo elevati nelle acque sotterranee in entrata per solfati e manganese). Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. In passato sull'area industriale della Pertusola è stato effettuato un intervento di bonifica, non risolutivo, consistente nella copertura e nella protezione perimetrale mediante diaframmi e muri in calcestruzzo armato di una discarica industriale presente nell'area. Il programma degli interventi prevede di procedere con immediatezza ad un intervento di messa in sicurezza d'emergenza, per eliminare il pericolo di migrazione della contaminazione attraverso la falda verso il mare e quello d'emissioni di polveri contaminate. A tale scopo si procederà: in primo luogo alla progettazione e realizzazione di una barriera di contenimento che impedisca il flusso verso il mare delle acque sotterranee contaminate e alla copertura delle aree di stabilimento non pavimentate; all'indagine sulle cause della forte acidità delle acque sotterranee e delle alte concentrazioni di Cd e Zn, difficilmente spiegabili con i processi di lisciviazione e contatto diretto della falda con i terreni; all'impermeabilizzazione di alcune aree dello stabilimento, al fine di impedire la lisciviazione delle sostanze inquinanti. Successivamente si intraprenderanno le azioni per la bonifica per fasi del sito, che dovranno tenere conto dei processi di reindustrializzazione dell'area.