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l'obbligo dell'etichettatura italiana, che riguarda (ancora per poco) anche riso, passata di pomodoro, latte UHT e altri prodotti, era stato stabilito nel 2018 e poi prorogato fino alla fine del 2021 quando entrerà in vigore il regolamento (UE) 2018/775 sull'origine dell'ingrediente primario. Un regolamento che però è decisamente meno stringente. Le nuove norme prevedono, comunque, l'obbligatorietà di indicare l'origine dell'ingrediente principale con cui è realizzato un determinato prodotto (il grano per quanto riguarda la pasta), ma solo se diversa da quella che si evince dalla confezione; attualmente, e solo fino al 31 dicembre 2021, tutto è molto più semplice e chiaro: chi vuole acquistare pasta al 100 per cento italiana basta cercare sull'etichetta "Paese di coltivazione del grano: Italia" e "Paese di molitura: Italia". La misura finora in vigore ha portato gli acquisti di pasta con il 100 per cento di grano italiano a crescere quasi 2 volte e mezzo, spingendo le principali industrie agroalimentari a promuovere delle linee produttive con l'utilizzo di cereale interamente prodotto sul territorio nazionale; con le nuove norme europee sull'origine dell'ingrediente primario, aggiunto al caro prezzi determinato dagli aumenti delle quotazioni internazionali del grano, legati al dimezzamento dei raccolti in Canada, si rischia veramente una gran confusione. Il Canada, infatti, è il principale produttore mondiale e fornitore di un'Italia che è costretta oggi ad importare circa il 40 per cento del grano di cui ha bisogno ed è dunque particolarmente dipendente dalle fluttuazioni e dalle speculazioni sui mercati. Il tutto nonostante in Canada sia consentito l'utilizzo del glifosato in preraccolta, modalità vietata sul territorio nazionale; la situazione quella del grano, dunque, è molto critica, perché in mancanza della materia prima questo potrebbe portare a breve ad un aumento (speculativo) dei prezzi della pasta anche fino al 20 per cento in più per un singolo pacco; considerato che: l'Italia è il secondo produttore mondiale con un quantitativo di 3,85 milioni di tonnellate ma è anche il principale importatore perché molte industrie anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale hanno preferito speculare sul mercato internazionale, quando la soluzione migliore sarebbe quella di investire sul grano italiano. Ci sarebbero così le condizioni per rispondere alla domanda di italianità dei consumatori ed investire sull'agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzioni di qualità, realizzando accordi vantaggiosi per i produttori, che valorizzino i primati del made in Italy ; in ogni caso pare che i pastai non intendano rinunciare a specificare l'origine del grano sui loro prodotti, questo è quanto ha dichiarato il presidente dei pastai italiani di Unione italiana food: "Gli italiani, così come fatto finora, continueranno a trovare nelle confezioni le informazioni sull'origine della materia prima. A prescindere da qualunque quadro normativo in materia, non cambierà la nostra trasparenza nel far sapere al consumatore da dove arriva il grano utilizzato per fare la pasta", si chiede di sapere se e quali iniziative intendano intraprendere i Ministri in indirizzo per incentivare la produzione di grano nazionale ed investire quindi sul grano italiano, sicuramente migliore dei grani esteri, favorendo così un importante settore agricolo italiano, e con esso gli agricoltori, e tutelando la salute dei consumatori. Atto n. 4-06185 DE LUCIA RICCIARDI VANIN CROATTI PAVANELLI DONNO PRESUTTO TRENTACOSTE Al Ministro della cultura Premesso che: l'arco di Traiano a Benevento rappresenta una delle più importanti testimonianze dell'antichità romana in Italia e nel mondo. Celebra la costruzione della via Traianea, una fondamentale arteria di collegamento alternativa alla via Appia, che univa Roma alle province meridionali, a Brundisium e dunque ai possedimenti d'Oriente. Oggi, commemora l'eredità romana (e quella longobarda) di una delle città più affascinanti dal punto di vista storico e culturale dell'intero Mezzogiorno; l'edificazione dell'arco viene fatta risalire al 114 dopo Cristo. Doveva rappresentare il coronamento dell'eccezionale impresa infrastrutturale della via Traianea e dei più veloci e sicuri collegamenti fra la capitale e le province orientali. La sua realizzazione permise a Benevento, antica capitale sannita, di consolidare il suo ruolo strategico e politico nell'impero dell'epoca; considerato che: nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2021 è stato compiuto un vile e riprovevole atto vandalico di imbrattamento con un pennarello rosso ai danni dell'arco di Traiano; a seguito di un sopralluogo da parte della Soprintendenza di Benevento, è emerso che sul monumento era stata effettuata da ignoti un'improvvida opera di ripulitura che ha provocato ulteriori danni alla superficie lapidea; sotto le scritte rosse emergevano palesi tracce di polveri marmoree e chimiche che, con ogni probabilità, si sono evidenziate proprio nel tentativo maldestro di cancellare le stesse scritte; la Soprintendenza, non avendo autorizzato nessuna ripulitura della scritta, aveva annunciato nei giorni immediatamente successivi al fatto che si sarebbe proceduto alla denuncia di quanto avvenuto al nucleo per la tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri e di aver accertato che l'area interessata era stata abrasa danneggiando la base lapidea; sembrerebbe quindi accertato che l'opera di pulizia sia avvenuta in evidente spregio dell'art. 21 del codice dei beni culturali, tanto che è avvenuta prima che gli uffici provvedessero a sollecitare la presenza dei funzionari della Soprintendenza; a quanto risulta agli interroganti, da immagini di videosorveglianza di telecamere esistenti in zona si è appurato che a compiere l'atto vandalico sarebbero stati dei giovani colti nell'atto di "scrivere" sull'arco, ma non è dato sapere chi ha provveduto a "ripulire" e soprattutto su incarico di chi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda procedere attivandosi nelle opportune sedi affinché si possa celermente provvedere al ripristino dell'integrità del monumento e, quindi, alla rimozione della scritta; se, nel contempo, non ritenga di dover sollecitare gli enti locali al rispetto dell'art. 21 del codice dei beni culturali; se, infine, non intenda adoperarsi per favorire una maggiore collaborazione tra le istituzioni, e nel caso di specie tra Comune e Soprintendenza, nonché rafforzare le misure di controllo, videosorveglianza, tutela e salvaguardia del monumento, anche alla luce del fatto che è in corso di esame presso la 7a Commissione permanente del Senato il disegno di legge AS 2166 per dichiarare l'arco di Traiano di Benevento monumento nazionale. Atto n. 4-06186 DE LUCIA RICCIARDI VANIN CROATTI PAVANELLI DONNO PRESUTTO TRENTACOSTE Al Ministro della cultura Premesso che: nel 2007 fu scoperta una cripta, in piazza Santa Teresa a Benevento, con affreschi tra i quali una splendida immagine di Dormitio Virginis databile tra l'VIII e il IX secolo. La scoperta fu all'epoca considerata "eccezionale";