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nel comune di Spoleto, dalle delibere di Giunta si deduce che il nuovo funzionigramma (organizzazione con 9 dipartimenti e 3 uffici di piano) del nuovo assetto organizzativo della struttura dell'ente, è stato approvato successivamente al Piano triennale del fabbisogno di personale (PTFP); l'approvazione del Piano triennale del fabbisogno di personale è di competenza del Consiglio comunale, così come previsto dal decreto legislativo n. 267 del 2000, ed è efficace dal momento dell'approvazione da parte dell'organo competente avvenuta il 16 giugno del 2022 e la Giunta lo ha adottato il 2 marzo 2022 (data in cui quindi era in vigore il modello organizzativo/ funzionigramma che prevedeva 7 direzioni, oltre alla Segreteria generale); alla data dell'adozione del nuovo PTFP c'era già una posizione dirigenziale senza incarico e con l'assunzione del nuovo dirigente prevista con il PFTP approvato il 2 marzo, ed il modello organizzativo in vigore all'atto dell'assunzione fino al 30 maggio 2022, i dirigenti senza incarico sono stati 2. I dirigenti stilano il fabbisogno di personale in base all'incarico ricevuto ed in base al modello organizzativo di cui la Giunta si è voluta dotare: il modello organizzativo in vigore nel 2017, era formato da numero 5 dirigenti con incarichi assegnati, con una spesa a regime di poco superiore ai 500.000 euro, e il nuovo modello deliberato dalla Giunta Sisti, a regime prevede una spesa di oltre 1 milione di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non reputi opportuno intervenire, attraverso l'Ispettorato per la pubblica amministrazione, per verificare la conformità dell'azione amministrativa del Comune di Spoleto ai principi di efficienza, efficacia ed economicità, con particolare riferimento al conferimento degli incarichi e all'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di controllo dei costi, e rispetto delle procedure ministeriali e delle linee guida del Ministro della Funzione Pubblica. Atto n. 4-07252 MALAN RAUTI Isabella BARBARO DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHÈ Daniela LA PIETRA PETRENGA Giovanna Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto riportano diverse fonti di stampa, il Comune di Milano, per volontà del sindaco Beppe Sala, ha annunciato di avere "riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omo genitoriali"; dovrebbe essere ben noto che non possono nascere figli da due maschi o da due femmine e dunque tali registrazioni rappresenterebbero un falso, contrario alla realtà e alle leggi della Repubblica italiana, volto anche a privare quei bambini di uno dei loro veri genitori; nel caso di registrazione a favore di uomini, quei piccoli vengono totalmente alienati dalla donna che li ha portati in grembo e partoriti, degradando quest'ultima a incubatrice a pagamento, si chiede di sapere quali provvedimenti intenda prendere il Ministro in indirizzo rispetto a tale vicenda che, ad avviso degli interroganti, rappresenta una evidente violazione di legge e di diritti della persona. Atto n. 4-07253 RUOTOLO DE PETRIS Loredana Ai Ministri della cultura e della transizione ecologica Premesso che: come riportato da organi di stampa e denunciato in un documento-appello, si apprende la notizia che all'ombra della Torre di Velia nel Cilento, tra il mare cristallino di Ascea e la necropoli di Elea, è in corso un progetto di riqualificazione edilizia riguardante un complesso religioso costruito negli anni '60 per volontà del vescovo Biagio D'Agostino e adoperato dalla Diocesi di Vallo della Lucania per accogliere studenti e gruppi di preghiera; la società Fh Resort S.r.l. per conto della Diocesi di Vallo della Lucania, con una variante in corso d'opera realizzerà 149 camere, un parco giochi, un campo di calcetto e un campo da paddle . La vecchia struttura edilizia diventerà un resort turistico di lusso sulla spiaggia della costa di Ascea in Cilento, ai piedi della Torre di Velia e dell'area archeologica dell'antica colonia greca di Elea; a quanto risulta agli interroganti pare che siano cominciati e ultimati dei lavori preliminari che hanno riguardato l'abbattimento di una fitta schiera di pini marittimi antistanti il complesso e che ne nascondevano la vista. Adesso, guardando dal lato mare, sono ben visibili i corpi di fabbrica di colore bianco che occupano parte della striscia di spiaggia, estendendosi fino ai confini dell'area archeologica. Una costruzione già a suo tempo impattante, ribattezzata "Ecomostro", che rappresenta un vero oltraggio alla bellezza e all'equilibrio di un fazzoletto di terra dove Parmenide e Zenone fondarono la scuola eleatica. Luoghi che ricadono anche in un'area vincolata dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e in una zona dichiarata a rischio erosione; si fa presente che il Comune di Ascea ha dato il via libera al progetto già nel 2019, adottando una delibera di Consiglio comunale con la quale ha riconosciuto il progetto presentato dalla società Fh Resort S.r.l. per conto della Diocesi di Vallo della Lucania di interesse pubblico e quindi realizzabile, anche se a pochi passi dagli scavi. E, dopo un primo diniego, anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno ha rilasciato lo stesso parere favorevole; a tutt'oggi la legge regionale n. 5 del 2005, la legge su Velia, con la quale si vieta di realizzare qualsiasi opera edilizia e apportare modifiche all'assetto del territorio per assicurare un adeguato decoro dell'area che circonda il parco archeologico, non è stata mai attuata per la mancata approvazione del PUA (Piano Urbanistico Attuativo) e del PPR (Piano Paesaggistico Regionale). La Soprintendenza, in pratica, non può applicare la normativa d'uso per le aree ricomprese intorno all'antica città di Velia, il che comporta l'insorgere di frequenti contenziosi amministrativi e una situazione di stallo; la mancata approvazione del PUA e la non attuazione della legge regionale n.5 del 2005 comportano, teoricamente, il vincolo di inedificabilità temporaneo imposto a salvaguardia dell'antica città di Velia. Tale vincolo, tuttavia, permette interpretazioni estensive dei criteri di rilascio delle concessioni edilizie per interesse pubblico, con la possibilità di modificare l'area antistante il parco archeologico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali urgenti iniziative intendano adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per garantire e preservare un territorio di eccellenza, patrimonio naturalistico ed archeologico per tutto il nostro Paese; se, a parere dei Ministri, non sia il caso di avviare una istruttoria e verificare se la trasformazione di un complesso religioso in resort di lusso che dalla spiaggia si estende sino alla celebre torre di Velia, area vincolata dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sia stata effettuata nel rispetto delle regole e a norma di legge;