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Disposizioni in materia di reati contro gli animali e tutela degli animali di affezione e di compagnia. Onorevoli Senatori . – Con il presente disegno di legge si vuole dare seguito alle recenti modifiche costituzionali e aggiornare la legislazione sul tema di tutela degli animali. La riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione infatti cristallizza la mutata sensibilità della nostra società e l'esigenza di maggior tutela di animali, ambiente, biodiversità ed ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. Ciò comporta, dal punto di vista giuridico, la necessità di rivedere la normativa vigente anche in materia di tutela degli animali. Con la riforma dell'articolo 9, infatti, la tutela degli animali entra a fare parte dei principi fondamentali della Costituzione, a proposito della quale il legislatore ha introdotto una riserva di legge che deve definirne le forme e i modi. La riforma dell'articolo 9 è in linea con l'orientamento europeo sul tema, il quale prevede, all'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che gli animali sono esseri senzienti, e in conseguenza di ciò l'Unione e gli Stati membri devono porre attenzione alle necessità etologiche degli stessi. Molti Stati europei hanno già adottato normative in tal senso, introducendo norme innovative e rigorose. L'Italia ha posto un punto di partenza importante con la modifica costituzionale, ma è per l'appunto un inizio, non certo l'approdo finale. Occorre partire da una riforma della legge 20 luglio 2004, n. 189, contro i reati in danno agli animali, in modo che venga tutelato l'animale in sé e per sé, si offrano strumenti di deterrenza e di contrasto più efficaci, prevedendo un inasprimento delle pene e delle aggravanti in particolari situazioni. Nel nostro Paese la norma di riferimento è la legge n. 189 del 2004, che ha introdotto alcune importanti disposizioni in materia di reati contro gli animali, ma è ormai una disciplina risalente a diciannove anni fa, la quale prevede sanzioni penali che sono risultate inadeguate ad arginare i fenomeni criminosi sul punto. Alla luce di ciò, appare necessario intervenire con delle modifiche in linea con l'evoluzione normativa internazionale, europea e nazionale, a partire dal Trattato di Lisbona che ha introdotto nel nuovo Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'articolo 13 che definisce gli animali « esseri senzienti » e impone che anche le normative nazionali tengano conto di tale superiore principio. Pertanto, dopo oltre quindici anni di giurisprudenza in materia, sono previste nuove disposizioni, nonché integrazioni e modifiche a quelle vigenti, in perfetta sintonia con i princìpi dell'ordinamento giuridico, lo sviluppo internazionale e le disposizioni dell'Unione europea. In primis , in ossequio alla granitica interpretazione giurisprudenziale sia di merito che di legittimità, con l'articolo 1 del presente disegno di legge si indicano i principi e le finalità. Con l'articolo 2 si definiscono gli animali di affezione e di compagnia, intendendo all'interno di questo genus un animale accompagnato da una persona che non abbia interesse a ricavarne profitto e che abbia con lo stesso un legame affettivo. L'articolo 3 delinea l'ambito di applicazione della legge. L'articolo 4 modifica la rubrica del titolo IX- bis del libro secondo del codice penale, specificando che la tutela è non solo contro il sentimento per gli animali, ma per gli animali in sè. Con gli articoli 5 e 6 si intende includere tra le fattispecie di cui l'articolo 544- quinquies del codice penale (divieto di combattimenti tra animali) anche la condotta tipica di partecipazione ai combattimenti clandestini, al fine di fungere da concreto deterrente per questo tipo di attività illecite, poiché sanzionando il pubblico si otterrebbe l'effetto di far venire meno l'interesse a parteciparvi e dunque ad organizzare tali attività. All'articolo 7, posto che la confisca interviene a recidere qualsivoglia legame tra il soggetto attivo del reato, anche in caso di prescrizione, e gli animali coinvolti, si prevedono nuove ipotesi per la confisca degli animali, che si sono rese necessarie dopo un'attenta analisi dell'applicazione concreta di tale misura accessoria. In primis si applica tale misura accessoria anche in caso di conclusione del procedimento penale con decreto penale di condanna di cui all'articolo 459 del codice di procedura penale. Inoltre, è chiarito che la confisca si applica anche in caso di prescrizione e anche ai cuccioli nati in costanza del provvedimento di sequestro e successiva confisca, ed è finalmente e formalmente compresa anche la fattispecie di delitto tentato rapportata ai delitti contro gli animali, mentre è soppressa la parte che non prevede la confisca obbligatoria degli animali in caso di appartenenza a terzi. È inoltre prevista la misura accessoria personale dell'interdizione alla detenzione di animali in caso di condanna per alcuni reati, nonché sono ampliate le fattispecie di sospensione di titoli abilitativi di attività commerciali o ludiche che comportano l'utilizzo di animali. È inoltre chiarito che le spese di mantenimento e custodia degli animali oggetto di sequestro e di confisca sono a carico dell'imputato, e in caso di insolvenza, sono a carico del comune ove si è consumato il reato, salvo diverse disposizioni di legge. All'articolo 8 viene inoltre istituito il reato di strage di animali (articolo 544- bis .1 del codice penale). Ciò che si vuole tutelare è la messa in pericolo di un numero indeterminato di animali, per la potenzialità ed attitudine delle condotte aggressive a proiettare i propri effetti al di là degli animali colpiti. Il reato di strage di animali consiste nella coscienza e volontà di porre in essere atti idonei a determinare pericolo per la vita e l'integrità fisica di più animali, con la possibilità che dal fatto derivi la morte di uno o più animali, al fine di cagionare la morte di un numero indeterminato di essi, e va desunto dalla natura del mezzo usato e da tutte le modalità dell'azione (si pensi al veleno, ai bocconi con chiodi, eccetera). Sempre all'articolo 8 è prevista la modifica dell'articolo 638 del codice penale, in tema di uccisione e danneggiamento di animali altrui. Questa modifica mira ad armonizzare l'attuale articolo con la tutela penale prevista dagli articoli 544- bis e 544- ter . All'interno dell'articolo 8 vi sono, inoltre, diverse modifiche al codice penale, soprattutto in ordine all'inasprimento delle pene per i reati di uccisione e di maltrattamento di animali. Nel medesimo articolo è disciplinato, ancora, il trattamento degli animali nelle more delle indagini e del dibattimento, una previsione molto importante per permettere la confisca obbligatoria di cui all'articolo 544- sexies del codice penale in caso di condanna, e per vietare di abbattere o di alienare a terzi animali sui quali non sussista il vincolo cautelare del sequestro.