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L'erborista che esercita l'attività ai sensi del comma 9 può allestire un locale, separato dall'area della vendita al dettaglio e da quella destinata a magazzino delle scorte, quale laboratorio annesso all'esercizio di vendita, per svolgere le operazioni di trasformazione e di preparazione erboristiche proprie della professione, atte a produrre erborati destinati ad essere ceduti al consumatore finale, anche in forma non preconfezionata, nell'ambito dello stesso esercizio. Tale attività di trasformazione e di preparazione di preparazioni erboristiche non comporta l'obbligo di notifica dei prodotti al Ministero della salute né il versamento degli oneri economici connessi. 11. L'esercizio delle attività di trasformazione e di preparazione svolte nel laboratorio di cui al comma 9 è soggetto ad autorizzazione rilasciata dall’azienda sanitaria locale competente per territorio, previa verifica della sussistenza dei requisiti igienico-sanitari ai sensi delle leggi vigenti in materia. Tali attività sono effettuate utilizzando materie prime che devono soddisfare i requisiti di qualità previsti dalla legislazione vigente in materia di igiene degli alimenti. 12. La miscelazione di piante officinali sfuse essiccate o parti di esse può essere compiuta dall'erborista direttamente al banco del punto di vendita. 13. Le piante officinali, utilizzate a fini professionali dall'erborista in erboristeria, non possono provenire da coltivazioni geneticamente modificate. Art. 5. (Impiego della denominazione di erboristeria) 1. Possono utilizzare la denominazione «erboristeria», nelle insegne di esercizio, nell'informazione e nella comunicazione pubblicitaria nei confronti del consumatore, nonché nella comunicazione commerciale tra imprese, esclusivamente gli esercizi commerciali il cui titolare, in possesso dei requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività commerciale, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e delle normative regionali di settore, sia altresì in possesso di uno dei titoli di studio di cui all’articolo 3. 2. In caso di impresa organizzata in forma societaria, l'utilizzazione della denominazione «erboristeria», ai sensi del comma 1, è subordinata alla sussistenza dei requisiti professionali in capo al rappresentante legale o suo delegato. 3. I titolari di esercizi commerciali in cui siano posti in vendita i prodotti di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), e che intendano impiegare la denominazione «erboristeria» nelle insegne di esercizio, nell'informazione e nella comunicazione pubblicitaria nei confronti del consumatore, nonché nella comunicazione commerciale tra imprese, devono farne comunicazione preventiva al comune, attestando il possesso dei requisiti di cui al comma 1 del presente articolo. 4. L'utilizzazione della denominazione «erboristeria» per gli esercizi commerciali, gestiti in forma individuale o societaria, in cui siano posti in vendita i prodotti di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , è sempre subordinata alla presenza costante nel punto vendita di un soggetto in possesso dei requisiti indicati al comma 1 del presente articolo. Art. 6. (Aggiornamento professionale -- Registri regionali degli erboristi) 1. Le regioni di concerto con le associazioni di categoria degli erboristi più rappresentative a livello nazionale curano l'aggiornamento professionale, nonché l'istituzione di appositi registri regionali degli erboristi da aggiornare annualmente. Art. 7. (Disposizioni transitorie) 1. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano, anche in base ad un rapporto di lavoro dipendente, o libero professionale, le attività di commercio al dettaglio o di trasformazione e preparazione erboristiche o le attività di lavorazione delle piante, delle loro parti, dei loro derivati e delle droghe, propedeutiche alla ulteriore lavorazione degli stessi o per la cessione ai soggetti autorizzati al commercio al dettaglio, i quali hanno frequentato appositi corsi e svolgono tale attività sulla base di normative regionali che si rifanno a quanto previsto dalla legge 6 gennaio 1931, n. 99, nell'ambito delle loro competenze possono continuare a svolgere le medesime attività. 2. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, senza essere in possesso del diploma di erborista di cui all'articolo 6 della legge 6 gennaio 1931, n. 99, o degli altri titoli di cui all’articolo 3 della presente legge e al comma 1 del presente articolo, esercitano, da almeno tre anni, anche in base ad un rapporto di lavoro dipendente, le attività di commercio al dettaglio o di preparazioni erboristiche o le attività di lavorazione delle piante, delle loro parti, dei loro derivati e delle droghe, propedeutiche alla ulteriore lavorazione degli stessi o per la cessione ai soggetti autorizzati al commercio al dettaglio, possono continuare a svolgere le medesime attività a condizione che superino un apposito esame di idoneità, che deve essere sostenuto al termine di un corso di qualificazione professionale, della durata minima di 1.500 ore, da svolgere entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tale corso, organizzato secondo modalità compatibili con lo svolgimento dell'attività lavorativa, è istituito e attivato presso le facoltà di farmacia delle università degli studi, prevedendo altresì il collegamento con le facoltà di agraria e di medicina e chirurgia, è disciplinato con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute e in collaborazione con le due associazioni di categoria degli erboristi più rappresentative a livello nazionale. L'esame di idoneità deve essere superato entro tre anni dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto. Agli eventuali oneri derivanti dalla organizzazione dei corsi di aggiornamento si provvede mediante contributi versati dagli iscritti, secondo modalità definite con il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di cui al secondo periodo del presente comma, dalla cui attuazione non possono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato e delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 3. I soggetti in possesso del diploma di erborista di cui all'articolo 6 della legge 6 gennaio 1931, n. 99, che non esercitano attività di erborista da più di cinque anni, sono ammessi all'esame di idoneità di cui al comma 2 del presente articolo. 4. Decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli esercizi commerciali che non presentino i requisiti di cui all'articolo 5, comma 1, non possono avvalersi della denominazione «erboristeria» sull'insegna d'esercizio. Agli stessi sarà consentito commercializzare esclusivamente i prodotti di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , esclusivamente in forma preconfezionata, in presenza dei requisiti soggettivi previsti dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Art. 8. (Disposizioni particolari) 1. È autorizzata la vendita negli esercizi commerciali denominati «erboristerie», in conformità a quanto disposto dall'articolo 4 della presente legge, di: a) medicinali tradizionali di origine vegetale o fitoterapico tradizionale ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera ii) , del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219;