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A parte la battuta, è evidente che anche in questo caso si tratta di interventi spot , mentre è necessario allineare un quadro organico e una cornice complessiva al settore, a cui stiamo lavorando in 8 a Commissione, con l'esame del disegno di legge delega in materia di codice degli appalti. Un'altra cosa importante che verrà sicuramente posta all'attenzione del Parlamento - forse si sarebbe già potuta sfruttare l'occasione del provvedimento in esame - è il disegno di riforma complessiva del trasporto pubblico locale, a cui ha lavorato tanto una commissione insediata dallo scorso Governo: il testo c'è e bisognerebbe accelerare per analizzarlo, perché si tratta di un tema molto importante. Ho qualche dubbio sull'Anas, che viene sdoppiata, creando una nuova società che si occupa di tutte le strade a pedaggio, che esce dal perimetro di Ferrovie dello Stato e va sotto la guida diretta del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), con la collaborazione delMinistero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS), mentre rimane all'interno del perimetro di Ferrovie dello Stato tutto ciò che non è a pedaggio. Non vorrei che questa parte diventi una sorta di bad company e l'altra diventi la newco in materia di strade. In ogni caso, c'è un'inversione netta rispetto alla visione della scorsa legislatura, quando invece si ritenne importante immettere ANAS in Ferrovie dello Stato con un disegno organico obiettivamente diverso da quello che è stato poi realizzato in questo tempo. È una scommessa, e vedremo come va. Sul punto mantengo qualche perplessità, così come le mantengo sui provvedimenti in materia di trasporto aereo. Tutta la vicenda che riguarda Ita e Alitalia ha ancora molte ombre, almeno per quanto mi riguarda, e devo dire che le audizioni del management nelle Commissioni competenti non hanno per nulla minimizzato i nostri dubbi; anzi, anche per un certo tipo di atteggiamento del medesimo management , tali dubbi e perplessità sono fortemente aumentati, come ho potuto riscontare anche nel ragionamento di altri colleghi. In conclusione, torneremo ad occuparci di molti dei questi temi che ho elencato, perché sono ancora perfettibili e si può fare di meglio. In quella occasione spero che sarà il Senato a poter avere la prima parola in modo da lavorarci tutti insieme, nel modo migliore possibile. Nel frattempo accontentiamoci di ciò che è stato fatto, che non è poco, è ed è anche il motivo per cui il Gruppo Partito Democratico esprimerà un voto favorevole sul provvedimento. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, Governo, il mio Gruppo esprimerà un voto favorevole sul provvedimento in esame. Avrò poi modo di sottolineare alcuni elementi critici che non voglio in alcun modo nascondere. Trovo positivo e significativo che si siano fatte alcune scelte. Penso - ad esempio - al piano per la sicurezza nel settore idrico, un grande tema che esprime una situazione sempre più drammatica nel nostro Paese, anche in relazione al cambio climatico, che richiede una strategia coerente. Si tratta di un intervento fondamentale non solo per il Sud, ma per tutto il Paese, che noi apprezziamo. Vi è la necessità di valorizzare la risorsa acqua e di gestire al meglio le situazioni di criticità su interventi di grande significato per l'assetto idrogeologico del nostro Paese. I dati anche dell'ultimo piano, pubblicati recentemente, ci dicono però che, rispetto alle potenzialità di spesa, siamo non oltre il 25 per cento. Bisognerà pure che, a partire dal Governo, si prenda atto che qualcosa non va nel modo di gestire la scelta di finanziamento fatta per un tema così importante e la concretezza attraverso cui procede la realizzazione dei progetti. Da questo punto di vista un segnale positivo, grazie al lavoro svolto alla Camera, arriva dal Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale, che recupera anche - come qualche collega ha sottolineato - la situazione del Centro Italia, che appare problematica anche in relazione alle scelte di priorità che il Governo ha fatto e deve fare. Consentitemi allora di aprire una parentesi ed esprimere sinceramente in quest'Aula una preoccupazione: è un segnale importante e positivo, ma non stiamo prendendo atto con la coerenza necessaria del fatto che la struttura pubblica, la pubblica amministrazione nel nostro Paese, mostra una carenza drammatica nella capacità di progettazione, di gestione delle gare e delle opere pubbliche. Questa mia preoccupazione si rafforza, colleghi, in relazione al PNRR. Certamente prenderemo la seconda tranche dei fondi, ma i nodi verranno al pettine e rincorrere questa carenza drammatica, sempre in situazioni emergenziali e con tale logica, per tappare un buco è un problema. Ci sono poi disposizioni importanti per gli investimenti infrastrutturali quali quelle sui porti e sul miglioramento della rete ferroviaria. Sono scelte che consideriamo utili a sostenere la ripresa del nostro Paese. Allo stesso modo trovo importante, ma forse ancora timida, la regolazione del tema dei monopattini, che è una grande questione relativa alla sicurezza. Non è stato approvato l'obbligo del casco, ma in questa sede desidero dire che invece, a mio avviso, tale obbligo sarebbe una scelta giusta che dovremo riprendere. Vi sono poi alcune modifiche sulla regolazione dell'iscrizione delle automobili. Si tratta, insomma, di provvedimenti che cercano anche di ridurre la farraginosità del sistema Italia. Sono altresì previste agevolazioni per i parcheggi per i disabili e le strisce blu; sono tutte scelte utili, ma che certo non risolvono i problemi. Mi soffermo invece su due problemi, il primo dei quali lo consideriamo un vulnus, un precedente grave per il quale vogliamo dedicare due sollecitazioni al Governo. Mi riferisco all'articolo 7, in relazione al tema di Alitalia. Personalmente sono significativamente critico sulla gestione della vicenda Alitalia nella storia di questi ultimi cinque-dieci anni, ma comunque la si pensi prima di tutto desidero porre un problema di qualità e di trasparenza; peraltro ci sarà una legge sulla concorrenza che parla di trasparenza. Nell'articolo 7 noi stiamo approvando un documento della Commissione europea che non conosciamo e dal punto di vista legislativo - mi rivolgo al Governo - questo è un problema, perché la risposta del Governo, secondo cui per ragioni contrattuali ci sono degli omissis, non è soddisfacente né adeguata. Nel dibattito alla Camera abbiamo posto con forza questo problema, lo riproponiamo in questa sede e chiediamo una riflessione su questo punto al Governo. Allo stesso modo chiediamo all'Esecutivo una riflessione e un impegno a rivalutare la questione dell'articolo 2112 del codice civile, rispettandolo, in relazione alla questione dei lavoratori Alitalia. Questo è un tema importante: colleghe e colleghi, non costruiamo dei precedenti che possono rappresentare un problema molto serio e significativo per il futuro, nella gestione di un tema relativo alle relazioni industriali, che richiederebbero in verità un passo in avanti di qualificazione per gestire questa nuova fase (la transizione ecologica, la rivoluzione tecnologica). In verità in questo caso si sta facendo un grave passo indietro.