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L'articolo 4, riaffermando la possibilità che il Promotore pubblico affidi a gestori competenti la funzione di stazione appaltante, precisa che tali convenzioni devono essere sottoposte al parere della commissione dei contratti, definita all'articolo 7.5 dell'accordo del 30 gennaio 2012. L'articolo 5 emenda la prima frase dell'articolo 7.5 dell'accordo del 2012 prevedendo che l'espressione del parere della commissione dei contratti avvenga «entro i tempi minimi e comunque entro il termine massimo di 90 giorni complessivi...». Inoltre stabilisce che gli articoli 7.2 al 7.6 dell'accordo 2012, relativi al funzionamento della Commissione dei contratti, possano essere modificati con scambi di lettere tra le Parti. L'articolo 6 emenda l'articolo 24 dell'Accordo del 30 gennaio 2012 eliminando l'impegno a definire entro due anni una convenzione tra le Parti per definire il trasferimento al Promotore pubblico del ruolo di gestore dell'infrastruttura della linea storica tra le stazioni di Bardonecchia e Modane (stazioni escluse), destinandola a data da definirsi nella convenzione stessa. L'articolo 7 definisce le modalità di emendamenti, della risoluzione delle controversie e degli arbitrati, nonché di ratifica ed entrata in vigore. Il Protocollo addizionale firmato l'8 marzo 2016 ha per oggetto: 1) la validazione del costo certificato del progetto e la definizione dei criteri di attualizzazione monetaria e di evoluzione dei costi dei fattori di produzione dei lavori, in attuazione dell'articolo 18 dell'accordo del 2012, richiamato nell'articolo 3 dell'accordo del 2015. Il costo certificato del progetto, inclusivo delle alee e degli imprevisti, è stato definito a valuta gennaio 2012 e nel protocollo sono altresì definiti i criteri di presa in conto dell'attualizzazione monetaria per tutti gli anni fino alla fine dei lavori; tali elementi sono contenuti nell'articolo 2 del Protocollo medesimo; 2) la lotta comune di Italia e Francia contro ogni pratica mafiosa nella realizzazione della sezione transfrontaliera in attuazione del principio generale affermato all'articolo 2 dell'accordo del 2015, dove si afferma la volontà degli Stati per «attuare delle disposizioni esigenti nel quadro della stipula degli appalti pubblici e della loro esecuzione». Tale volontà trova attuazione nell'articolo 3 del Protocollo addizionale. Il testo, redatto in italiano e francese, si compone di una premessa, quattro articoli e di un allegato in italiano e francese. Nella premessa sono richiamati i seguenti documenti: a) le direttive dell’Unione europea sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (direttiva 2014/23/UE) e sulle procedure di appalto nei servizi connessi all'opera in questione (direttiva 2014/25/UE) e il regolamento dell’Unione europea che stabilisce il meccanismo per collegare l'Europa (regolamento 1316/2013); b) gli accordi tra Italia e Francia sul progetto della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione firmati a Parigi il 15 gennaio 1996, a Torino il 29 gennaio 2001, a Roma il 3 dicembre 2004, a Roma il 30 gennaio 2012 e a Parigi il 24 febbraio 2015; L'articolo 1 definisce, conformemente all'articolo 3 dell'accordo del 24 febbraio 2015, l'oggetto del protocollo: «il presente Protocollo addizionale è da intendersi come il protocollo addizionale da concludere tramite uno scambio di lettere come previsto all'articolo 3 dell'Accordo del 24 febbraio 2015 per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione». L'articolo 2 fa riferimento all'articolo 18 dell'accordo del 2012, il quale prevede: «sottratto il contributo dell'Unione europea e la parte finanziata dai pedaggi versati dalle imprese ferroviarie, per i costi di prima fase, la chiave di ripartizione scelta è del 57,9 per cento per la Parte italiana e del 42,1 per cento per la Parte francese, nei limiti del costo stimato nel progetto definitivo, certificato da un terzo esterno. Oltre questo importo certificato, i costi saranno ripartiti al 50 e 50 tra la Parte italiana e la Parte francese.....». Di seguito si illustrano i paragrafi che compongono l'articolo 2 del Protocollo addizionale relativo al costo certificato, al costo previsionale dell'opera e alla ripartizione dei costi con il relativo allegato. Il paragrafo 2.1 prevede che le Parti assumono il costo di 8.300 milioni di euro della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, certificato ai sensi del primo comma dell'articolo 18 dell'Accordo del 30 gennaio 2012 ed espresso alla data di valuta gennaio 2012. I costi relativi al costo certificato sono precisati al punto 2 dell'allegato al Protocollo addizionale. Il costo, certificato da parte di un soggetto indipendente, è ricompreso in una forchetta tra un valore minimo di 8.405 milioni di euro e un valore massimo di 8.609 milioni di euro, a valuta gennaio 2012. Assumendo il valore massimo della forchetta, da tale valore vanno detratti 309 milioni di euro a valore gennaio 2012, relativi a spese per acquisizioni fondiarie, interferenze di reti e misure di accompagnamento, che sono a carico di ciascuna delle Parti sul proprio territorio, al netto del contributo dell'Unione europea. Il costo assunto certificato è quindi pari a 8.300 milioni di euro. Le altre spese non prese in considerazione nel costo certificato riguardano: a) il programma di attività di studi, ricognizioni e lavori preliminari iscritte nel bilancio 2015 convalidato dal Consiglio di amministrazione di «Lyon Turin Ferroviaire» del 9 dicembre 2014, sovvenzionato al 50 per cento dall'Unione europea e, per la parte restante, finanziato in parti uguali dalle due Parti; b) gli eventuali oneri finanziari risultanti dall'accensione, da parte di TELT, di mutui destinati a coprire i fabbisogni di tesoreria di qualsiasi natura legati alla realizzazione del progetto, nelle more dei versamenti delle somme dovute a TELT in applicazione della programmazione finanziaria previsionale in vigore, convalidata dalle due Parti. Ciascuno Stato si assume gli oneri finanziari attribuibili al versamento del suo contributo, ivi compresi gli oneri finanziari attribuibili al versamento della sovvenzione europea relativa a ciascuno Stato. Il paragrafo 2.2, al fine di stimare il costo previsionale a fine lavori, attualizza i costi relativi al costo certificato, a partire dalla data di valuta (gennaio 2012) sulla base di un tasso annuo di riferimento dell'1,5 per cento, considerato applicabile fino al completamento dei lavori definitivi. Si tratta del tasso concordato dai due Paesi in sede di presentazione del Dossier di finanziamento europeo, recepito nel Grant Agreement fino al 2019 e presente nella citata delibera CIPE di approvazione del progetto definitivo dell'opera dal lato italiano. L'attualizzazione è soggetta a verifica annuale, dal 2012 fino al completamento dei lavori, sulla base dell'indice di riferimento come definito nell'allegato al protocollo con adeguamento finale degli eventuali scostamenti rilevati.