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dopo la decisione della Provincia di concedere il recesso alla ditta, i sindaci hanno manifestato preoccupazione e vivo interesse per le sorti dell'opera, chiedendo, illo tempore , di addivenire ad una soluzione per la sua realizzazione e per superare nel più breve tempo le criticità emerse, soprattutto nel rispetto delle comunità rappresentate; la Regione Abruzzo ha individuato nel 31 dicembre 2019 il termine ultimo per la realizzazione dell'opera del nuovo ponte, pena la revoca del finanziamento; considerato che: all'ormai approssimarsi del 31 dicembre 2019, la Provincia di Teramo non ha ancora provveduto né agli adempimenti prodromici all'espletamento di una nuova procedura di gara, né a formulare richiesta formale di proroga del termine alla Regione; addirittura, da notizie raccolte, sembrerebbero, nell'eventuale ipotesi di revoca del finanziamento pari a 2.900.000 euro, essere già state individuate le nuove e diverse opere destinatarie dello stesso importo; considerato, altresì, che: nonostante le rassicurazioni fornite dalla Provincia di Teramo, laddove perduri lo stato di inerzia, appare molto probabile che venga formalmente revocato il finanziamento da parte della Regione, con grave conseguente nocumento per le comunità interessate derivante dalla mancata realizzazione del ponte sul fiume Vomano; parallelamente, da un lato la revoca del finanziamento e dall'altro la mancata realizzazione dell'opera condurrebbero alla necessità di indagare le circostanze circa la correttezza dell'operato dei vari soggetti coinvolti a tutti i livelli; in data 2 dicembre 2019, come riportato sul quotidiano "Il Centro", i sindaci di Cellino Attanasio e di Castellato hanno diffidato l'ente provinciale di Teramo, in persona del presidente, dei consiglieri delegati per i lavori pubblici, viabilità e grandi opere, nonché del dirigente competente a chiedere senza alcun ulteriore indugio alla Regione una congrua proroga del termine e, conseguentemente, attivarsi per riprendere il cammino dei normali iter procedurali-amministrativi; contestualmente, i medesimi rappresentanti istituzionali hanno chiesto alla Regione di mantenere fermo l'assunto impegno finanziario necessario per la realizzazione dell'opera, nonché di concedere l'auspicata proroga necessaria; la Provincia di Teramo, per il tramite di un quotidiano locale, ha fatto pervenire il proprio riscontro ed in particolare, spostando l'attenzione su aspetti prevalentemente politici e allontanandosi dalle contestazioni avanzate dai sindaci di inerzia amministrativa, ha ribadito la validità del progetto infrastrutturale, anche in ragione delle numerose criticità che l'attuale infrastruttura esistente (snodo di collegamento tra Teramo e le vallate del Vomano) presenta, si chiede di sapere: quali azioni saranno adottate per far concludere gli iter procedurali-amministrativi, necessari e prodromici alla compiuta realizzazione dell'opera infrastrutturale del nuovo ponte sul fiume Vomano in agro Cellino Attanasio-Castellalto; quali provvedimenti già prefigurati saranno adottati affinché, nel prosieguo, possano essere scongiurati episodi analoghi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02628 PACIFICO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 3 dicembre 2019 il quotidiano "la Repubblica" ha pubblicato l'articolo intitolato "Noi pensionati senza pensione", nel quale si denunciano inefficienza e pesanti ritardi nell'erogare l'assegno pensionistico agli aventi diritto; la normativa vigente appare molto stringente e categorica per i lavoratori che si apprestano ad andare in pensione; la direttiva per accedere alla pensione impone di formulare la domanda con largo anticipo e da ogni amministrazione viene applicata in base alle esigenze funzionali; nonostante tutto, in gran parte del territorio nazionale gli uffici provinciali Inps continuano a non erogare in tempi ragionevoli gli assegni pensionistici, in particolare l'ufficio provinciale di Latina eroga il beneficio mediamente in 9 mesi; in questo limbo, il neo pensionato, ritrovandosi di fatto senza stipendio e senza pensione, è costretto in molti casi a ricorrere a prestiti bancari o agenzie finanziarie; considerato che: la sede Inps di Latina gestisce un territorio vastissimo, comprensivo di 33 comuni (isole incluse) con un'utenza di circa 70.000 cittadini: numeri importanti se misurati al personale operativo che, a causa di pensionamenti e decurtazioni anche quest'anno, registra una sofferenza di organico con 18 nuovi ingressi a fronte di un'uscita di 34 unità; detta situazione, inevitabilmente, accrescerà i tempi di attesa. In sostanza, la sede Inps pontina, pur vantando un cluster 3A, ha avuto meno assegnazioni dell'Inps di Viterbo che risulta essere nel cluster 4°, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire al riguardo, anche valutando un significativo incremento di personale nella sede Inps di Latina. Atto n. 4-02629 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il fondo pensione per il personale dell'ex Banca di Roma ha circa 20.000 iscritti, di cui circa 3.000 in servizio nel gruppo Unicredit, 1.000 esodati, 1.000 differiti e oltre 15.000 pensionati, a suo tempo dipendenti delle aziende confluite nell'ex Banca di Roma, poi Capitalia e oggi Unicredit; l'iscrizione al fondo era obbligatoria e faceva parte del contratto di lavoro; la finalità del fondo era quella di assicurare una pensione integrativa, correlata alla retribuzione, da godere all'atto del pensionamento e da adeguare annualmente. Per godere di tale beneficio sia il dipendente che l'azienda provvedevano a versamenti mensili rapportati all'importo della retribuzione percepita; considerato che: a partire dal 2015 le fonti istitutive (Unicredit e sindacati) hanno autonomamente modificato lo statuto, sostituendo all'adeguamento annuale, basato sulle regole di perequazione INPS, una variazione che fosse funzione del rendimento conseguito, anno per anno, dagli amministratori, e nella percentuale eccedente il tasso tecnico di equilibrio. Avendo, inoltre, accertato l'esistenza di uno squilibrio del fondo stesso, si e? intervenuti annualmente con decurtazioni progressive dell'assegno sempre dal 2015 in poi; l'assegno, dal 2014 al 2019, e? diminuito del 15,48 per cento (nello stesso periodo le pensioni INPS sono, al minimo, cresciute del 2 per cento) ed e? già programmata un'ulteriore diminuzione, che porterà la decurtazione, nel 2023, e sempre rispetto al 2014, al 37,32 per cento; il fondo ha avuto un rendimento annuo quasi sempre inferiore a quello di analoghi fondi, così come risulta dai bollettini annui dell'organo di vigilanza, COVIP; premesso inoltre che, a quanto risulta all'interrogante: il fondo avrebbe portato avanti discutibili operazioni immobiliari. Ad esempio, è stato discutibile l'acquisto, da Unicredit, di un unico complesso immobiliare, quello di viale Tupini in Roma, costituente circa un sesto dell'intero patrimonio della specie, con evidente concentrazione del rischio. Detta operazione, gia?