[resaula]

Avevamo chiesto, insieme ad altri Gruppi parlamentari, che oggi, come sarebbe stato possibile, dopo la discussione e il voto sulla legge europea, si discutessero le mozioni su Radio Radicale. La risposta è stata un no, senza motivazioni. Sottolineiamo che questo è un attentato al pluralismo dell'informazione. Nulla ostava alla discussione in Aula di quelle mozioni. Lo vogliamo stigmatizzare e ci auguriamo che, visto che oggi non c'è stata data la possibilità, ne venga incardinata la discussione prima possibile. (Applausi dal Gruppo FdI) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei svolgere due considerazioni e avanzare una proposta specifica. La prima considerazione: Forza Italia accoglie con soddisfazione la disponibilità del presidente del Consiglio Conte a venire a riferire giovedì in Aula sulla situazione della Libia. Sappiamo che in sede di Conferenza dei Capigruppo era stata manifestata disponibilità solo per l'8 maggio, cioè fra tre settimane. Abbiamo insistito nel chiedere che fosse presente prima, data la situazione estremamente delicata; abbiamo sentito parlare, da autorevoli fonti, del pericolo di 800.000 persone che potrebbero partire dalla Libia e che in gran parte sarebbero dirette verso l'Italia. In ogni caso, una situazione di guerra alle nostre porte, a poche centinaia di chilometri dal nostro Paese, deve essere affrontata con grande impegno, dando ascolto (speriamo) a tutte le forze politiche in Parlamento e non soltanto a conciliaboli più ristretti. Seconda considerazione: il porre la discussione e il voto del DEF in tempi così stretti (oggi inizia la discussione e dopodomani finisce) è una decisione che noi sicuramente non condividiamo. Sarebbe stato necessario più tempo. È vero che si va in parallelo con i lavori della Camera, ma questo vuol dire che anche alla Camera ci sarà un esame affrettato. Il modo in cui è stata discussa la legge di bilancio alla fine dell'anno scorso, che ha portato quest'Assemblea a votare un testo che non si conosceva, perché era impossibile leggerlo nei tempi in cui è stato presentato all'attenzione del Senato, non è certamente un bel precedente. Esso ha causato un intervento - caso unico mai accaduto prima - della Corte costituzionale, che per il futuro, non ritenendo di intervenire per il passato (cioè sulla legge di bilancio che era già stata approvata), ha chiesto una più adeguata attenzione e un passaggio reale in Parlamento, non soltanto virtuale. La fretta ha determinato la necessità di intervenire, da parte del Governo, con una serie di provvedimenti e di decreti-legge; adesso abbiamo anche questo errata corrige . Qualunque sia lo strumento a cui si ricorre per correggerlo, si tratta di un errore di 15,7 miliardi di euro, non proprio una virgola spostata da un posto all'altro, non 100.000 euro, ma una cifra rilevante, pur nelle grandissime dimensioni del bilancio dello Stato. Pertanto, noi non riteniamo di proporre modalità diverse, che sarebbero impossibili, visto che c'è la decisione in parallelo della Camera, ma certamente denunciamo il fatto che si continua a cercare di ridurre il più possibile lo spazio di discussione del Senato sui documenti più importanti. Quello sul DEF è forse il voto più importante che c'è durante l'anno; la materia in esso trattata andrebbe ampiamente sviluppata e dovrebbe essere esaminata nelle Commissioni e in Aula. Invece si fa tutto nel giro all'incirca di quarantotto ore. È una situazione che noi non riteniamo assolutamente positiva; è questione, certo, di rispetto del ruolo del Parlamento, ma è anche questione di fare le cose per bene. Abbiamo già assistito a un altro errata corrige : il testo di un decreto-legge in vigore da più di cinquanta giorni (mi riferisco al decreto Carige) ha dovuto essere corretto sulla Gazzetta Ufficiale , perché era stato copiato da un decreto-legge del Governo Gentiloni Silveri (che riguardava altre banche), ma in modo talmente pedissequo che era stato copiato anche il riferimento a un comma che non c'era più. Ebbene, questo modo di fare le leggi è davvero un pessimo modo. Poi tutte queste cose hanno delle ripercussioni, perché questi sono dei macroerrori, ma ci sono tanti piccoli errori o mancanze di chiarezza che poi si riversano sulle imprese, sui cittadini e sulle pubbliche amministrazioni che devono applicare queste leggi. Qui non facciamo propaganda, facciamo le leggi; o almeno dovremmo fare le leggi e non fare propaganda. Infine, mi associo alla richiesta di discutere al più presto, a cominciare da oggi - ma, ove non lo si ritenesse possibile, in qualunque momento di questa settimana - le mozioni su Radio Radicale. Radio Radicale rappresenta un patrimonio straordinario per il nostro Paese e per le nostre istituzioni. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Da decenni, infatti, svolge un ruolo che effettivamente avrebbe dovuto essere svolto dalle stesse istituzioni. Radio Radicale, precedendo i tempi, da decenni mette a disposizione di tutti i cittadini italiani la possibilità di seguire i dibattiti parlamentari - e questo è l'elemento che più ci interessa - ma anche tanti altri aspetti della nostra vita politica e sociale, i processi, le istituzioni internazionali, i convegni e così via. Avrebbe potuto farlo qualcun altro, ma nessun altro si è fatto avanti; nessun altro si è fatto avanti a quelle condizioni, con quella cifra risibile nell'ambito del bilancio dello Stato. Eppure, il Governo evidentemente - e lo ha anche ribadito il Sottosegretario competente sull'editoria - ha affermato l'intendimento di chiudere Radio Radicale. Forse una delle cose che dà fastidio di Radio Radicale è che quello che si dice resta; resta addirittura l'audio, in alcuni casi il video, per cui se si fanno delle affermazioni e la settimana dopo si contraddicono, ne rimane traccia, e ciò vale anche se ci si contraddice magari dopo vent'anni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Forse questo dà fastidio a chi cambia idea ogni giorno e prende in giro gli italiani. Chiediamo, allora, che siano discusse le mozioni per mantenere in vita Radio Radicale e soprattutto il servizio che essa offre agli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, ritengo doveroso intervenire perché, se fossi dalla parte delle opposizioni e intervenissi in Aula, come è stato appena fatto da tutti i Gruppi di opposizione, senza ottenere un intervento da parte delle forze di maggioranza, lo riterrei frustrante. Poiché, invece, ho grande rispetto per il ruolo che le opposizioni hanno in quest'Assemblea e nel Paese, ritengo giusto dare delle risposte e fare alcune precisazioni, al netto delle distinzioni che farò e che ovviamente mi portano a dire che confermeremo il calendario dei lavori d'Assemblea votando contro le proposte di modifica pervenute. Partirei dalla questione della tabella alla Nota di variazioni.