[resaula]

se sia conscio che la responsabilità della moria di questi editori non è solo della recessione che avanza (con vertiginoso aumento dei costi della carta) ma anche di chi gestisce in regime di monopolio i servizi aggiuntivi in tali istituti statali, senza che la pubblica amministrazione, chiamata a garantire la qualità dell'offerta dei servizi al pubblico anche sotto questo profilo, impedisca a chi abusa della propria posizione di accanirsi, persino, su alcuni editori più che su altri, con lo scopo abietto di zittire le voci critiche nei confronti delle politiche ministeriali mediante forme di pressione. Atto n. 3-03352 CORRADO Margherita GRANATO Bianca Laura LANNUTTI ANGRISANI Luisa Ai Ministri della cultura e dell'interno Premesso che: risulta agli interroganti che tra i beni in Abruzzo del fondo edifici per il culto (FEC) vi è la piccola chiesa sconsacrata di san Giovanni Battista a Penne (Pescara). Di origine cinquecentesca, ma completamente ricostruita tra la fine del secolo successivo e gli inizi del Settecento (l'opera muraria fu ultimata nel 1700, mentre la decorazione a stucco e l'arredo pittorico nel 1705), la chiesa è uno dei più significativi esempi di architettura barocca della regione (si veda L. Bartolini Salimbeni, "Abruzzo e Molise", in "Storia dell'architettura italiana. Il Seicento", a cura di A. Scotti Tosini, Milano, Electa, 2003, Tomo II, p. 548); notevole specialmente per i bellissimi stucchi dell'interno, è opera documentata del plasticatore ed architetto lombardo Giovan Battista Gianni, di cui rappresenta il capolavoro (si veda in proposito il sito dell'Enciclopedia Treccani alla voce relativa all'artista); considerato che: da ottobre 2021 la chiesa è transennata per la caduta al suolo di coppi, slittati dalla copertura, ma già da anni la fabbrica accusa problemi di natura strutturale e gli apparati decorativi (sia gli stucchi, sia i coevi dipinti murali opera del molisano Giambattista Gamba) sono interessati da fenomeni di degrado, aggravatisi progressivamente, per le infiltrazioni di acqua piovana e l'umidità di risalita, come dimostrano le efflorescenze saline sulle superfici, le malte disgregate e decoese, le perdite dei volumi; il progressivo degrado si evince dalle foto nel saggio del 2003 di F. G. M. Battistella, "La decorazione a stucco della chiesa di San Giovanni Battista a Penne e altre opere di stuccatori intelvesi in territorio vestino", nel volume "Tesori di Arte e di Fede. Il patrimonio architettonico e artistico del Fondo edifici di culto. Italia Nord-Centro", Roma, L'Erma di Bretschneider 2011, nella scheda dell'edificio nel sito della Prefettura di Pescara, da altre fonti reperibili on line (non recentissime) e dalla visione diretta; valutato che: la chiesa di San Giovanni Battista di Penne è stata inserita dal Segretariato regionale per l'Abruzzo del Ministero della cultura, anche a seguito di reiterate segnalazioni della sezione locale dell'associazione "Italia Nostra", nell'elenco dei beni proposti per il finanziamento previsto dalla legge n. 190 del 2014, art. 1, commi 9 e 10, annualità 2021, come risulta innanzi tutto dalla nota prot. n. 3088 del 23 luglio 2021 indirizzata dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara alla Direzione generale bilancio e alla Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio; se non si agisce tempestivamente, però, c'è il rischio che vada perduta un'importante testimonianza dell'arte dello stucco, probabilmente la più alta di età barocca in Abruzzo, ma a tutt'oggi non è noto se la proposta di finanziamento per il restauro dell'edificio sia stata approvata, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo possano spiegare perché il FEC ha lasciato che uno dei più importanti monumenti abruzzesi di età barocca arrivasse ad un tale stato di degrado e perché la competente Soprintendenza non sia intervenuta per tempo a garantirne la conservazione; se la citata proposta di finanziamento sia stata approvata e se sia stato redatto un progetto di restauro; se il Ministro della cultura sia in grado di assicurare tempi certi in ordine alla realizzazione degli interventi necessari alla salvaguardia del monumento; se risulti che la Soprintendenza abbia messo in opera un sistema di protezione attorno alle statue di culto per evitare che le parti in via di distacco (com'è accaduto per un braccio della statua di santa Caterina) cadano sul pavimento, così da poter essere in futuro riposizionate. Atto n. 3-03355 ANGRISANI Luisa Al Ministro della salute Premesso che: l'ospedale "Martiri di Villa Malta" di Sarno (Salerno), inaugurato all'indomani dell'alluvione che ha colpito la città nel 1998, vede un momento drammatico per carenza di personale sanitario, disorganizzazione del servizio e della logistica, carenza di adeguata diagnostica strumentale e servizi ambulatoriali che hanno già condotto alla chiusura per alcuni giorni del pronto soccorso; la struttura sanitaria serve un'utenza numerosa proveniente non solo da Sarno, ma anche da S. Marzano sul Sarno, S. Valentino Torio, Striano, Palma Campania, S. Gennaro Vesuviano, Ottaviano, S. Giuseppe Vesuviano, Terzigno, raccogliendo un bacino di consistente entità demografica. Inoltre, è ubicata in posizione ottimale, essendo facilmente raggiungibile sia dalla provincia di Napoli sia dalla provincia di Salerno; attualmente l'ospedale è gestito da direttore sanitario e da direttore generale che, pur sollecitati, più volte, anche da associazioni e da sindacati, non si curano delle evidenti disfunzioni; in particolare, il pronto soccorso, per carenza di personale, non riesce a far fronte all'utenza e si corre il rischio di attendere per un'intera giornata senza alcuna assistenza e senza ottenere valutazioni diagnostiche immediate e importanti per gestire la fase di emergenza di un paziente; la divisione di ginecologia, il reparto di urgenza, la radiologia, l'anestesia si mantengono sull'attività libero professionale intramoenia ; in carenza di personale, tuttavia, ciò causa disorganizzazione nel servizio, agevolando il cattivo funzionamento dei reparti, purtroppo gestiti da primari che non hanno alcuna esperienza in materia di management sanitario, facendo perdere continuamente posti letto alla struttura; l'ospedale di Sarno, che ha a disposizione una struttura edilizia modulare, potrebbe infatti ospitare interi reparti di eccellenza anche sotto il profilo della diagnostica ambulatoriale, anch'essa carente, ma è costretto a subire l'ostracismo da parte delle strutture burocratiche regionali; il risultato della gestione attuale è che interi piani dell'ospedale sono completamente vuoti, con apparecchiature diagnostiche tuttora imballate; tali situazioni di precarietà creano notevoli disagi all'utenza nonché danni alla stessa azienda sanitaria di Salerno, troppe volte costretta a pagare indennizzi per danni da malpratice ospedaliera; valutato che: la situazione del pronto soccorso è drammatica in quanto sono presenti solo tre medici; la divisione di ortopedia è stata addirittura chiusa;