[pronunce]

che il giudice a quo indica inoltre i parametri della ritenuta illegittimità costituzionale in modo del tutto generico e non esprime in modo univoco quale sia l'intervento richiesto alla Corte, e cioè se esso sia additivo ovvero caducatorio della disposizione che viene censurata; che l'ordinanza in esame non è quindi idonea ad introdurre validamente il giudizio di legittimità costituzionale e la questione sollevata risulta manifestamente inammissibile sotto ogni profilo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 29, comma 1, lettere b) e b-bis), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall'art. 23, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione ed asilo), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, secondo comma, 29 e 30 della Costituzione, dal Tribunale di Trento, sezione distaccata di Borgo Valsugana, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 giugno 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 giugno 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA