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il decreto-legge n. 9 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 29 del 2022, in merito alle misure urgenti di prevenzione e contenimento della diffusione della peste suina africana, richiamava alla necessità di interventi, tenuto conto dei gravi rischi di diffusione della PSA e dell'esigenza di adottare con urgenza sistemi di controllo della specie cinghiale finalizzati a ridurre i rischi sanitari e l'impatto economico che l'epidemia può arrecare all'intero settore suinicolo italiano; nel documento del Ministero della salute del 21 aprile 2021 "Gestione del cinghiale e peste suina africana elementi essenziali per la redazione di un Piano di gestione" si afferma che: "Si rende pertanto necessaria una modifica sostanziale dell'attuale approccio gestionale di questa specie, che andrà indirizzato verso un obiettivo di riduzione generalizzata delle densità e dovrà essere perseguito mediante l'incremento dell'utilizzo di tecniche a basso impatto (in grado di limitare la movimentazione degli animali e la loro ulteriore diffusione sul territorio, nonché massimizzare l'efficienza del prelievo) e l'incremento del prelievo selettivo nei 3 confronti di specifiche classi di sesso ed età. La riduzione generalizzate delle densità di cinghiale andrà perseguita e mantenuta nel tempo in quanto il rischio PSA sarà prevedibilmente alto anche nel futuro, indipendentemente dal riscontro di focolai"; il "Manuale delle emergenze da Peste Suina Africana in popolazioni di suini selvatici del Ministero della salute, del 21 aprile 2021" recita: "Le esperienze degli altri paesi hanno evidenziato che l'immediata e coordinata attuazione delle misure di controllo nei suidi selvatici risulta fondamentale per avere maggiori probabilità di confinare ed eradicare la malattia", e ancora, "Ai fini del raggiungimento di una generalizzata riduzione delle densità di cinghiale e stante l'attuale assetto normativo e di organizzazione degli ex corpi di Polizia Provinciale, va sottolineata la necessità, per le aree non ricomprese nei parchi nazionali e regionali, di valutare eventuali modifiche normative (es. quelle all'art. 19 della L. n. 157/92) volte a creare le condizioni più idonee per l'attuazione di piani di controllo faunistico in grado di incidere significativamente sulla demografia delle popolazioni di cinghiale"; tenuto conto che: nella giornata del 12 luglio alcuni assessori all'agricoltura di regioni interessate dalle problematiche connesse all'eccessiva proliferazione di cinghiali hanno dichiarato che circa due mesi fa, su indicazione della 9ª Commissione e su delega del Ministero della transazione ecologica il Ministero stesso aveva proposto una bozza di decreto interministeriale che prevedeva due sostanziali modifiche all'articolo 19 della legge n. 157 del 1992, quali l'ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità da parte delle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette; da allora non si ha più alcuna notizia del decreto e del suo iter anche se pare che la proposta del Ministero della transizione ecologica sia da tempo stata inviata ai ministeri concertanti e questo nonostante le Regioni avessero sostenuto all'unanimità l'iniziativa, addirittura approvata in Conferenza dei presidenti; nelle aree agricole di gran parte del Paese l'eccesso di presenza di cinghiali sta ormai assumendo i caratteri di una vera e propria emergenza e i rischi connessi all'allargamento dell'infezione da PSA rimangono altissimi, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto, se non ravvisino l'esigenza di interventi ormai non più procrastinabili per ridurre la densità dei cinghiali ormai insostenibile in larga parte del territorio, e se non ritengano conseguentemente necessario definire ed approvare urgentemente il citato decreto interministeriale dando strumenti agli enti istituzionalmente interessati per intervenire. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07274 URRARO Al Ministro della giustizia Premesso che: con atto di sindacato ispettivo 4-04504 del 25 novembre 2020, l'interrogante già sottopose al Ministro in indirizzo la situazione dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia chiedendo di incrementarne la pianta organica per garantirne il buon funzionamento; ad oggi, con i decreti legislativi attuativi n. 156 del 2012 e n. 14 del 2014, concernenti la riorganizzazione della distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari di primo grado, relativamente agli uffici del giudice di pace, è stata disposta la soppressione di 664 delle 846 sedi, lasciando operativi quasi esclusivamente quelli presenti nelle sedi circondariali, con la contestuale previsione della facoltà per gli enti locali interessati di chiedere il mantenimento del presidio giudiziario; l'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia rientra tra i 16 uffici non dislocati nelle sedi circondariali di tribunale di cui è stata prevista la permanenza a gestione interamente statale, con una competenza territoriale per sette comuni: Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia, Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola e Volla (circa 160.000 abitanti); i richiamati decreti hanno disposto anche la soppressione della sede dell'ufficio del giudice di pace di Pomigliano D'Arco, prevedendone l'accorpamento all'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia; ad oggi, la stessa sede è mantenuta operativa dagli enti locali interessati, ma, tenuto conto dei ben noti problemi gestionali, vi è il possibile rischio della chiusura; la pianta organica dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia è risultata fin da subito sottodimensionata, con un direttore amministrativo, un cancelliere esperto, 2 operatori giudiziari, un ausiliario, nonostante presso l'ufficio siano operativi 8 giudici di pace; nonostante il massimo impegno degli enti tenuti a garantire l'apertura di un così importante presidio di giustizia territoriale, l'ufficio non è stato in grado di gestire la notevole mole di attività e adempimenti: ciò ha comportato notevoli ritardi nella pubblicazione delle sentenze, dei decreti ingiuntivi e delle udienze penali e nei rinvii di quelle civili, causando la sospensione e la chiusura dello stesso; tale gravissima situazione poteva e doveva essere affrontata anche alla luce delle nuove immissioni di personale (concorso cancellieri esperti e addetti all'ufficio del processo), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare urgenti iniziative finalizzate a incrementare la pianta organica dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia, in modo da consentire un'immediata riapertura dell'ufficio, nonché a disporre la necessaria revisione della pianta organica, contestualizzandola alle reali esigenze organizzative. Atto n. 4-07275 SANTILLO DE LUCIA Danila Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'interno Premesso che: