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È una manovra che comunque non guarda alla crescita e allo sviluppo. Detto questo ci preoccupiamo perché dalle parole che il Presidente del Consiglio ha detto ieri abbiamo fondamentalmente capito una cosa: il Governo italiano è andato a Bruxelles e ha chiesto la possibilità di fare la sua manovra elettorale in vista della prossima campagna per le europee in cambio di un'ipoteca nei prossimi anni sul futuro dei nostri cittadini. Quello che succederà, come qualcuno ha già detto, nel 2020-2021 non è ancora chiaro. Avete barattato e ipotecato il futuro della nostra Nazione. Volevamo entrare nel merito di questa manovra che però, ad oggi, non ci consente di capire ancora quali siano effettivamente i dati su cui discutere. Se vogliamo analizzare il disegno di legge uscito dalla Camera un dato è però certo; è da esso infatti che dobbiamo partire, visto e considerato che nessun emendamento è stato votato in Commissione e che nessuna modifica ufficiale è stata fatta. Oggettivamente non vediamo in esso elementi di sviluppo, possibilità di aumentare i posti di lavoro. O meglio, i posti di lavoro effettivamente li avete creati nella manovra. Li avete creati quando, per esempio, avete ipotizzato l'assunzione di circa 400 persone al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per poter fare cosa? Per poter diminuire le consulenze esterne. Qual è la ratio di questo ragionamento? Permettetemi, di solito le consulenze sono una tantum , quindi voi cosa volete fare con questo provvedimento? Volete sostituire delle spese una tantum con una spesa strutturale che sarà sempre fissa nel tempo. E lo volete fare perché molto probabilmente ritenete che chi lavora all'interno del Ministero non è in grado professionalmente di poter effettuare queste consulenze. Non si risolve allora il problema con la quantità, ma aumentando la professionalità di queste persone. Volete creare, come dite, dei posti di lavoro. Come? Con il reddito di cittadinanza? Gli unici posti di lavoro che creerete saranno molto probabilmente i 4.000 destinati ad ampliare i centri dell'impiego. Quelli sì, sono posti di lavoro certi. Però ancora non avete capito una cosa: il problema dei centri per l'impiego non è la quantità delle persone che vengono impiegate, ma - anche qui - la qualità del servizio che viene svolto. I centri per l'impiego servono per incrociare la domanda e l'offerta tra mondo del lavoro e aziende. Se qualcuno di voi avesse fatto anche l'amministratore - per esempio, delle Province che la sinistra ha voluto abolire di fatto, rendendo la situazione istituzionale pazzesca - avrebbe capito che i centri per l'impiego non funzionano perché non c'è una selezione vera del tipo di lavoratori che servono al territorio. Molte volte all'interno dei centri per l'impiego, e di quelle che erano prima le Province, venivano fatti i corsi di formazione che non avevano neanche un'attinenza minima con il lavoro che rappresentava la peculiarità del territorio. Avete poi parlato di infrastrutture. Ma come, da una parte dite che volete promuovere lo sviluppo e, dall'altra, invece volete bloccare tutti gli investimenti sulle infrastrutture? Soprattutto voi, colleghi del MoVimento 5 Stelle, di cui una delle vostre 5 Stelle è l'ambiente, non avete mai parlato nella manovra delle Autostrade del mare. Ma, anzi, cosa fate? Diminuite i finanziamenti per quanto riguarda i lavori da fare all'interno dei porti e la manutenzione straordinaria. Si potrebbe continuare ancora, ma voglio andare nello specifico di una materia che mi interessa particolarmente, quella dell'agricoltura. In questa finanziaria - almeno stando a quello che ci è dato sapere - per l'agricoltura, che rappresenta uno degli asset fondamentali delle nostre esportazioni, del made in Italy , dell'agroalimentare, avete investito zero; avete investito lo zero virgola zero: niente. Avete investito circa un milione l'anno per il problema della xylella fastidiosa in Puglia. A fronte di stime da parte della Coldiretti, della Confagricoltura e delle associazioni sindacali in agricoltura; a fronte di una perdita di oltre 1,7 miliardi di euro, con un abbattimento complessivo del 50 per cento della produzione di olio in Puglia, voi investite 1 milione di euro l'anno. Avete detto che investite 10 milioni di euro per la forestazione? Ma vi rendete conto? 10 milioni su più di 11 milioni di ettari di boschi che abbiamo nel nostro Paese? Non è neanche un euro a ettaro. E se anche dovesse essere suddiviso per Comuni, non per ettaro, considerato che abbiamo 3.500 Comuni montani nel nostro Paese, non viene neanche una media di 3.000 euro a Comune. Quindi con quali soldi volete aiutare l'agricoltura italiana? L'ultima cosa. La vostra operazione di bandiera in agricoltura era quella di regalare un ettaro di terra a chi avesse il terzo o il quarto figlio? Ma di cosa state parlando? Se c'è una famiglia che vive nel centro di una città e che ha il terzo figlio, gli regalate un ettaro di terra? Dove? Dove gliela regalate, in mezzo a un giardino? (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Berardi ) . E a quali nuclei familiari fate riferimento? Mi riferisco ai colleghi della Lega: dite «prima gli italiani», ma quali nuclei familiari avete preso a riferimento per fare questo? Concludo, signor Presidente, dicendo che questa, per quello che c'è stato dato di vedere fino ad oggi, è una manovra che non fa crescere l'occupazione, che non crea sviluppo, ma crea solo assistenzialismo. Per quanto ci riguarda, avremmo voluto una manovra più italiana, più patriottica, meno europea. Ma mi sembra che la vostra rivoluzione, che avete annunciato dai balconi, si stia nascondendo nelle cantine della politica. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, confesso che prendo la parola in quest'Aula con grandissimo disagio; con il disagio di chi, per cultura, per tradizione, per pratica, ha fatto del rispetto delle istituzioni il punto cardine della sua attività politica. Prendo la parola con disagio, perché a me pare che oggi compiate, in questi giorni già così cupi, un ulteriore grave attacco, il più grave nella storia della nostra Repubblica, alla democrazia rappresentativa (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP e Misto-LeU) , alla Costituzione e all'ordinamento liberale così come, seppure imperfetto, lo abbiamo conosciuto in questi anni. Vedete, che il Parlamento sia umiliato, esautorato, ridotto all'irrilevanza, anzi - consentitemi - quasi alla farsa, non è un trofeo di cui andare orgogliosi, non è un vulnus all'opposizione, ma è una ferita grave a tutti, al Paese, alla democrazia. (Applausi dai Gruppi PD e FdI). Vedete, perché dico che è quasi una farsa? Kafka a noi francamente farebbe un baffo. Alla Camera avete preteso, con la fiducia, la votazione su una manovra farlocca che tutti sapevamo non esistere (lo leggevano ogni mattina).