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Talvolta si pensava che il buon senso dovesse regnare, mentre - al contrario - è regnato non si è ben capito che cosa, forse una sorta di macedonia tra questioni ideologiche e tecnico-burocratiche alle quali francamente siamo ormai abbastanza abituati. Noi di Forza Italia voteremo convintamente a favore del provvedimento, ma non possiamo far finta che non sia successo nulla. Su un argomento che mi sta particolarmente a cuore per quanto riguarda il turismo (settore del quale mi occupo nella vita privata, ma anche come responsabile nazionale per Forza Italia) abbiamo cercato di affrontare uno dei temi più spinosi degli ultimi anni, ossia il rapporto tra le prenotazioni, che una volta riguardavano solo le camere d'albergo, mentre adesso si prenota tutto online (dalle barche, alle biciclette e a tutto ciò che gira intorno alle vacanze). Di tutto questo siamo giustamente entusiasti come utenti (io sto da tutte e due le parti, perché faccio l'utente e faccio l'imprenditore), perché basta premere un pulsantino e arriviamo subito alla prenotazione. Fantastico. Solo che dietro a tutto questo mondo ci sono le imprese italiane, ci sono le imprese del turismo, di ogni settore, dal ristorante al bar, all'ospitalità, ai servizi, al trasporto (i bus turistici, gli NCC), che, ogni volta che questo ditino va sulla prenotazione online , vedono decurtato dal proprio fatturato una cifra che oscilla tra il 15 e il 23 per cento, talvolta anche il 30 per cento del valore della prenotazione. Tutto bene, qual è il problema? Il portale online diffonde i nostri prodotti turistici nel mondo, offre a ciascuno di noi la possibilità di farli acquistare in tutto il mondo. Quindi è un fatto positivo, bene. Scegliamo noi di stare su quei portali, le imprese scelgono di stare su quei portali. Allora dov'è il problema? Il problema è che Forza Italia ha detto al Governo: oltre alle imprese italiane, che ovviamente usufruiscono del servizio, lavorano e danno occupazione, solo nel turismo, a quasi quattro milioni di persone, vediamo se quei signori dei portali pagano anche le tasse in Italia. Noi lo sappiamo che non le pagano in Italia. Ma qual è la cosa grave? Dopo che quel ditino su quel bottoncino ha fatto la prenotazione, il calcolo della provvigione non solo avviene sull'imponibile, ma anche sull'IVA, perché il prezzo è IVA compresa, perché le imprese italiane versano l'IVA con l'F24, che non è un aeroplano. Fa male uguale, ma non è un aeroplano; è un documento che il 16 del mese si utilizza per pagare le tasse. E allora che succede? Succede che su questo ammontare generale viene pagato il 20 per cento di provvigione; paghiamo la provvigione anche sull'IVA che versiamo allo Stato. Abbiamo pertanto proposto di scorporarla. Ma c'è di più. Le imprese dei portali online , che fanno la fattura alle nostre imprese, siccome risiedono in Olanda o in paradisi fiscali europei, non fanno la fattura con l'IVA esposta. Quindi l'imprenditore del turismo in generale non solo paga il 20 per cento sull'IVA che poi dovrà versare allo Stato, ma, quando riceve la fattura dal portale online , non ha neanche l'IVA esposta per poterla scaricare. Solo lo scorso anno ci sono stati cinque miliardi di prenotazioni. Fate il conto: al 10 per cento, sono 500 milioni, più la percentuale sull'IVA, che l'imprenditore si è trovato sulle spalle e ci ha dovuto pagare la provvigione. Sono circa 600-700 milioni di IVA, che nessuno ha più visto. Avevamo proposto di fargliela pagare oppure di ridurre e di mettere un tetto alle provvigioni. Nulla, parere contrario su tutto. Allora a me è venuto da dire che il Governo si inginocchia di fronte ai portali online e se ne frega del Parlamento e delle imprese italiane che pagano le tasse. Alla fine abbiamo portato a casa un mesto ordine del giorno, che, come mi hanno insegnato i miei maestri, non si nega mai a nessuno (figuriamoci). Devo ringraziare la mia Presidente di Gruppo, la relatrice e tutti i colleghi che hanno lavorato in Commissione, nonché il collega Lannutti e il collega Dessì, che hanno voluto sottoscrivere questo ordine del giorno, per far capire che è un ordine del giorno corale ed è un interesse del Parlamento. Si arriva in Commissione con il compitino fatto dai burocrati del Ministero e i nostri illustri - cui va il mio ringraziamento, perché francamente, come disse nostro Signore dalla croce, "Signore perdonali, perché non sanno quello che fanno" - vengono e rendono parere negativo. E, alla domanda "perché?", rispondono "perché l'Agenzia delle entrate non è d'accordo" oppure "perché la Guardia di finanza ha espresso parere contrario". Ma allora che ci stiamo a fare qua, Presidente? I cittadini che ci hanno eletto ci chiedono di intervenire su queste storture evidenti, perché il Governo e il Parlamento stanziano miliardi; facciamo opere importanti, facciamo manovre di sostegno all'economia quando basterebbe davvero nulla, e lo sottolineo. Basterebbe far rispettare le regole alle imprese che vengono a pescare. Una volta si diceva: non diamogli il pesce, diamogli la canna, e la canna gliel'abbiamo data anche troppo lunga perché da Amsterdam con la canna così lunga vengono a pescare nel laghetto italiano, si portano via il pesce e non ne vediamo più neanche l'ombra, perché non c'è neppure un ritorno da un punto di vista occupazionale se non qualche contractor a partita IVA che gira per le strutture e fa i contratti nelle aziende. Io sono per il libero mercato, sono per la libertà, perché le imprese possano decidere se avvalersi o meno di questi modelli di commercio; ci mancherebbe altro. Ma serve equità. Se un determinato noleggiatore di barche o bar o ristorante prende una prenotazione, paga giustamente la provvigione, è giusto che l'IVA venga scaricata (Applausi) , come è giusto che l'impresa che fa l'intermediazione paghi le tasse qui. Provate ad andare a fare un'operazione del genere da un'altra parte! Io ho un'attività all'estero e se ho operatività su un altro territorio devo pagare le tasse. Questo è il tema. Quindi, mi sento totalmente insoddisfatto; il Governo non sa neanche di cosa abbiamo parlato ma, per amor di Dio, ci mancherebbe altro! Ripeto la citazione: «Perdonali, perché non sanno quello che fanno». Credo che bisognerebbe prestare una certa attenzione e non inginocchiarsi di fronte alle grandi multinazionali, che vengono, pescano e se ne vanno senza lasciare traccia. Un'ultima raccomandazione: il Parlamento è sovrano rispetto al Governo; a mio e a nostro avviso, il ruolo politico che si esercita per conto dei cittadini deve avere un valore maggiore di un semplice capo di gabinetto o di un funzionario di Ministero, seppure importante. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei fare tre sottolineature fondamentali tra i tanti risultati che insieme abbiamo portato a casa.