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Il modello di sviluppo che andrebbe immaginato per il turismo dovrebbe proporsi come puntuale corrispondenza tra obiettivi e risorse, secondo un modulo di interdipendenza orizzontale, recuperando, anzi rivalutando, in un ambito territoriale a diversi livelli non omogeneo come il nostro, il coinvolgimento attivo di operatori e utenti. Ovvero, la sfida che si trova ad affrontare oggi il settore del turismo è ambiziosa: governare un sistema complesso di offerta in un mercato sempre più dinamico e in rapida e costante evoluzione, cercando di affermare la leadership dell'Italia come il Paese per eccellenza che i viaggiatori amanti di arte, cultura, moda, ambiente ed enogastronomia dovrebbero visitare. E come può essere vinta se non con un Ministero che si occupi solo di questo? Lo abbiamo già significato al ministro Centinaio: il comparto agricolo, fondamentale per il nostro Paese, soffre già di annose questioni e problematiche strutturali, a cui andrebbe dedicata la sua totale attenzione. Non credo, quindi, che possa trovare il tempo e le risorse, per occuparsi di una delega che resta troppo distante da questo settore. A meno che, s'intende, non pensi che per poter promuovere il turismo italiano bastino i suoi cinguettii nell'etere. Basta con i tentennamenti. Se anche il Governo crede di voler arrivare all'ovvia necessità di istituire un Ministero del turismo, che lo faccia adesso e non ci costringa a questo avvilente spettacolo della politica del cambiamento, che vive in differita fra un contratto, un annuncio e il suo contrario. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, giudico molto importante questo provvedimento, a differenza di quanto in tanti immaginano. Signor Presidente, nella notte della definizione del decreto-legge ho assistito a una importante diretta Facebook del Ministro dell'ambiente, il quale, con voce commossa, spiegava che in quel momento egli stesse scrivendo la storia. Ora noi abbiamo perso un po' il ritmo perché la rapidità e l'intensità con cui il Governo sta scrivendo la storia sono sinceramente degne di nota, per noi demodè , la storia la scrivono i Churchill e i Mandela, dobbiamo abituarci a pensare che, per altri, la scrivono i Costa e Di Maio. (Applausi dal Gruppo PD) . L'elemento chiave di questo provvedimento, secondo il ministro Costa, stava nell'attenzione ai temi ambientali. Lascio qualsiasi argomentazione sul Ministero del turismo e su quello della disabilità e mi limito a considerare e a lasciare agli atti di questo Parlamento, non ancora obsoleto, la considerazione su ciò che è stato fatto in questi quattro anni. Con questo Governo e con questo decreto-legge si mette la parola fine alle unità di missione denominate ItaliaSicura. Questo decreto-legge non mette un centesimo in più di denari sull'edilizia scolastica o sul rischio idrogeologico; se questo avvenisse, noi saremmo i primi a fare l'applauso alla maggioranza. Se, cioè, ci sarà un aumento di denari nei settori dell'edilizia scolastica e della lotta al rischio idrogeologico, noi staremo dalla vostra parte. Ma non avete fatto questo, signori del Governo, cui mi rivolgo per il tramite del signor Presidente del Senato: voi avete cancellato delle strutture, nate quattro anni fa, come primo gesto del nostro Governo, strutture che hanno in pancia cantieri per 9 miliardi in un caso e per 7 miliardi in un altro, strutture rigorosamente bipartisan. Chiedetelo al Presidente della Regione Liguria se l'unità di missione ItaliaSicura è stata utile per il Bisagno. (Applausi dal Gruppo PD) . E vi garantisco che il Presidente della Regione Liguria non è un pericoloso compagno o un sovversivo comunista. Chiedetelo agli amministratori locali della Lega, come di tutti gli altri schieramenti, se si è iniziato a tornare a mettere dei denari - per me è ancora poco - sull'edilizia scolastica. Chi ha fatto il sindaco - ve ne sono in quest'Aula - sa cosa ha voluto dire questo intervento sulle unità di missione. Allora, il ministro Costa ha fatto la storia cancellando queste unità di missione. Vorrei semplicemente dire che non condividiamo questa scelta. Lo vorrei dire senza alcun tono polemico, ringraziando chi ha lavorato in questo settore, le donne e gli uomini, gli ingegneri, geometri, architetti e muratori che hanno lavorato in questo settore in questi anni, e dicendo che si è persa un'occasione. (Applausi dal Gruppo PD) . Chi, dei colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega, ma anche delle opposizioni, era in quest'Aula nella scorsa legislatura - io ci sono stato soltanto dalla parte del Governo e non per tutta la legislatura - ricorderà, lei lo sa, signor Presidente, che non è stata una legislatura particolarmente distesa nei toni tra le opposizioni e la maggioranza di allora. C'è stato soltanto un momento, perlomeno nei tre anni in cui ho avuto una qualche responsabilità in cui, per merito di tutti, il clima è stato tranquillo e condiviso. Mi correggeranno i colleghi che erano senatori anche nella scorsa legislatura: per me è stato quando ha parlato in quest'Aula Renzo Piano, che ha raccontato il progetto Casa Italia e ha ricordato a tutte e a tutti noi che quel progetto aveva bisogno di un orizzonte temporale ultradecennale per dispiegare i suoi affetti. Tutte le forze politiche hanno detto in quel dibattito: sì, manterremo Casa Italia chiunque vinca le prossime elezioni. In questo decreto-legge, in cui si fa la storia, Casa Italia viene cancellata e io penso che sia un'occasione persa, innanzitutto per i nostri figli. Amici della Lega, permettetemi di dirvi con una battuta che avete utilizzato la ruspa nella direzione sbagliata! (Applausi dal Gruppo PD) . Avevate immaginato, proclamato e vinto le elezioni dicendo che avreste demolito la legge Fornero, ma avete demolito le unità di missione sulla scuola e sul rischio idrogeologico. (Applausi dal Gruppo PD) . Dovevate fare il reddito di cittadinanza e fate il decreto disoccupazione; dovevate bloccare le tasse, ma state bloccando l'ILVA. Penso che questo dibattito non faccia la storia. Noi, al massimo, le storie le possiamo fare su Instagram, non abbiamo la forza del ministro Costa, ma può essere importante per mettere dei punti fermi. Oggi il Presidente del Consiglio è a Washington e alla Casa Bianca, davanti al Presidente degli Stati Uniti d'America, dirà sì al TAP, forse domani un qualche ex parlamentare da una piazza del Guatemala dirà di no al TAP davanti a YouTube. Oggi il ministro Salvini darà la solidarietà ai carabinieri e ai poliziotti aggrediti nei cantieri TAV e noi saremo col ministro Salvini quando darà la solidarietà ai carabinieri e ai poliziotti aggrediti nei cantieri TAV. (Applausi dal Gruppo PD). E vorremmo essere con il ministro Salvini quando darà la solidarietà a quei cittadini italiani dal colore della pelle diverso che vengono aggrediti in queste ore con qualcuno che dice che non c'è emergenza. (Applausi dal Gruppo PD).