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le vaccinazioni in corso, sulla base del piano nazionale per il COVID-19, sono iniziate il 27 dicembre 2020 e nella fase attuale riguardano: gli operatori sanitari e sociosanitari, i residenti e il personale delle RSA, la popolazione in età avanzata, sulla base di fasce d'età (prima over 80, poi over 70), il personale delle forze armate e il personale scolastico; talune categorie, tuttavia, sono generiche: si tratta del personale non sanitario e delle persone inserite nella categoria residuale denominata "altro"; il dato più allarmante in Calabria, tuttavia, è che il numero delle somministrazioni effettuate a persone inserite all'interno della categoria "altro" risulta essere il più elevato, con 106.374 somministrazioni effettuate, a fronte di: 100.716 per gli over 80, 80.209 per operatori sanitari e sociosanitari, 23.072 per il personale scolastico, 22.464 per il personale delle RSA, 11.209 per le forze armate e 2.542 per il personale non sanitario; valutato, inoltre, che la Regione è sottoposta dal 2009 ad un piano di rientro sanitario, per la razionalizzazione e la riqualificazione del servizio sanitario regionale (l'attuale commissario ad acta è Guido Longo), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivarsi, insieme con il commissario governativo, per chiarire le ragioni in base alle quali la categoria "altro" nella distribuzione delle somministrazioni vaccinali contro il COVID-19 in Calabria sia la più consistente. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02421 LONARDO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: per quanto risulta all'interrogante, la campagna vaccinale in Campania, nelle diverse fasi successive in cui si è articolata, evidenzia a tutt'oggi un problema per la copertura vaccinale della sua popolazione a causa delle riduzioni di forniture dei vaccini che hanno fortemente penalizzato il territorio regionale rispetto ad altre regioni; a giudizio dell'interrogante, è inaccettabile che la Campania debba essere, ancora, la regione con la dose più bassa di vaccini in percentuale alla sua popolazione. Ad oggi, si registra un dato sulla disponibilità di vaccini attorno alla metà della Lombardia e 9.000 dosi in meno rispetto all'Emilia-Romagna, che ha 1,3 milioni di abitanti meno della Campania, risultando così ultima regione d'Italia, con solo il 22 per cento di vaccini ricevuti rispetto al numero di abitanti. Non è tollerabile sul piano costituzionale che non venga garantita uguaglianza tra i cittadini italiani nella distribuzione dei vaccini, e che vi sia, pertanto, una discriminazione della Campania con un vantaggio inspiegabile a favore di altri territori regionali, si chiede di sapere quali siano le ragioni per le quali ai cittadini campani siano state sottratte circa 210.000 dosi di vaccino e quali siano le iniziative immediate ed urgenti per riequilibrare le riduzioni di vaccini e garantire anche in Campania che la disponibilità delle dosi possa coprire il fabbisogno globale della popolazione regionale a tutela del primato del diritto alla salute. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05272 DE POLI Ai Ministri dell'università e della ricerca, della salute, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale e dello sviluppo economico Premesso che: un gruppo di scienziati delle tre università venete operanti in aree diverse delle scienze della vita e della medicina ("Ca' Foscari" Venezia, Padova, Verona) intende istituire un centro di ricerca internazionale per la progettazione e realizzazione di farmaci innovativi per combattere le attuali emergenze sanitarie (malattie virali e microrganismi patogeni resistenti ad antibiotici) e quelle per le quali non esistono ancora cure risolutive (malattie cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative, invecchiamento, tumori, eccetera); il centro, che prenderà il nome di "Venice international centre for advanced drug discovery" (Venice ADD), si ispira a due modelli già operanti in ambiti diversi e che stanno dimostrando il ritorno scientifico e socioeconomico dell'investimento iniziale: l'Istituto italiano di tecnologia (IIT) con sede a Genova, dedicato alle nanotecnologie e lo "Human technopole" (HT) con sede a Milano, con focus sulle scienze della vita; e sarà organizzato in due sezioni: a) sezione teorica-computazionale con sede nel centro storico di Venezia, essendo perfettamente ecocompatibile con la struttura della città di cui sfrutterà l'enorme attrattività internazionale e le avanzate infrastrutture di connessione e trasmissione dati realizzate recentemente, dove scienziati esperti arruolati da tutto il mondo e giovani ricercatori in formazione studieranno i processi patologici e progetteranno farmaci per contrastarli basandosi sulle più moderne tecnologie computazionali (modellizzazione, machine learning, deep learning, intelligenza artificiale), che sono considerati i mezzi più avanzati e potenti per la ricerca farmacologica; b) sezione sperimentale dove laboratori avanzati realizzeranno i farmaci progettati e ne misureranno l'azione, tossicità ed efficacia in sistemi cellulari e modelli d'organo. Il dialogo fra progettazione e verifica sperimentale sarà continuo, fino al disegno di principi attivi definitivi che possano passare alla sperimentazione su animali modello e sull'uomo in collaborazione con strutture specializzate (ospedali, università, centri di ricerca, industrie farmaceutiche). La sezione sarà collocata nella zona industriale di Marghera per favorire l'integrazione con le strutture di ricerca e cura pubbliche e private, le imprese e le relazioni con il territorio; il progetto è stato valutato e sottoscritto da un gruppo di scienziati nazionali e internazionali di chiara fama e supportato istituzionalmente dalle università di Venezia Ca' Foscari, Padova e Verona, dalla Regione Veneto, dal Comune di Venezia, da Generali group, dall'istituto veneto di scienze lettere ed arti, dalla fondazione Venezia, dall'European centre for living technology, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano che l'istituendo centro Venice ADD possa trovare collocazione nel "centro nazionale di alta tecnologia per il biofarma", previsto dal piano nazionale di resilienza e ripartenza nell'ambito del "Next generation plan" e beneficiare di un congruo finanziamento che consenta alla fondazione di assumere il ruolo di catalizzatore di una rinascita sociale e di una nuova e sostenibile crescita economica e culturale sia per Venezia che per l'intero Nordest d'Italia, considerato uno dei territori di traino di tutta l'economia italiana e abbia, anche, come scopo, riportare l'Italia in una posizione di leadership nella scoperta e sviluppo di nuove molecole ad azione farmacologica, campo nel quale è passata da lungo tempo dall'eccellenza alla dipendenza di centri di ricerca e imprese estere. Atto n. 4-05273 PEROSINO Ai Ministri della transizione ecologica e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: