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C'è comunanza di vedute tra noi e la relazione del Copasir su un'altra fonte energetica: il gas naturale. Il Comitato scrive che il gas naturale sembra rappresentare una risorsa irrinunciabile nel breve e medio termine, in attesa che possa completarsi la transizione energetica. Lo ribadisco, a maggior ragione, oggi mentre stiamo vivendo quello che stiamo vivendo, mentre abbiamo voltato o scritto, come preferiamo, una pagina di storia che rimarrà negli annali. E ancora, anche per favorire la riduzione delle bollette, aumentate in maniera insostenibile, occorrerebbe valutare l'ipotesi di incrementare le estrazioni di gas dai giacimenti italiani, riducendo allo stesso tempo gli acquisti dall'estero, ovviamente dalla Russia in primis , ça va sans dire . Si tratterebbe - prosegue il testo - di sfruttare più efficacemente i giacimenti già attivi, in modo da raddoppiare la quota nazionale da poco più di 4 a circa 9 miliardi di metri cubi all'anno. Il Copasir sta dando importanti linee di indirizzo. Quindi, in sintesi, anche per la sicurezza, sì a rinnovabili, gas e nucleare, con attenzione all'idroelettrico e alla Cina. Per la sicurezza l'Italia ha bisogno di diventare autonoma e indipendente anche dal punto di vista energetico. La situazione geopolitica attuale può diventare fonte di crisi drammatica o - come auspichiamo - stimolo a reagire. È un tempo incredibile quello che stiamo vivendo; facciamoci ricordare come coloro i quali hanno gettato le basi per un futuro sicuro dei nostri figli. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Arrigoni. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, la relazione rappresenta il frutto di un'intensa attività del Copasir nel corso del 2021: grazie alle relazioni tra il Comitato e il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e le fitte audizioni con tutti i ministri del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), l'Autorità delegata, qui rappresentata dal prefetto Gabrielli, e i direttori del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE), dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI) e della nuova Agenzia della cybersicurezza, si è sviluppata un'attività intensa e articolata. Le tematiche affrontate nella relazione evidenziano che il perimetro di controllo affidato al Copasir investe un'area sempre più estesa e nevralgica, che ha quale finalità la sicurezza nazionale nelle sue diverse declinazioni, che non può essere considerata statica e predefinita. Uno dei principali focus su cui si è concentrata l'attività del Copasir, come negli anni precedenti, è stata la tematica del 5G, della rete unica e del cloud nazionale, di cui nostro Paese è ancora sprovvisto. Vi è la consapevolezza che il ruolo strategico e ormai irrinunciabile delle reti di telecomunicazione più avanzate, come anche delle infrastrutture di nuova generazione, esiga una difesa costante rispetto a insidie e minacce che rischiano di esporre tali presidi a una vulnerabilità accentuata. Questa consapevolezza, unita al costante impulso del Comitato, hanno condotto nel giugno scorso, seppur con molti anni di ritardo, all'istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che sta consentendo al nostro Paese di ridurre un divario non più sostenibile in questo delicato settore; un'agenzia fondamentale anche per rispondere al carattere ibrido della guerra russa contro l'Ucraina. Del resto, la portata estremamente invasiva delle minacce di natura cibernetica, la pluralità delle possibili fonti di aggressione e di indebita interferenza, la stessa eterogeneità degli attacchi e dei possibili incidenti rappresentano - tutti insieme - fattori di estrema preoccupazione, che richiedono un quadro protettivo e di massima resilienza, che impone adattamenti e affinamenti continui. Ricordiamo allo scopo come il 95 per cento delle pubbliche amministrazioni italiane non possieda ancora gli strumenti necessari e adeguati a protezione dei propri dati. Sono migliaia le pubbliche amministrazioni che hanno ancora come antivirus il russo Kaspersky; c'è pertanto bisogno di ricorrere alla tecnologia europea per la realizzazione di un polo strategico nazionale, che ospiterà dati e servizi digitali strategici del Paese, assieme all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, così da garantire la massima tutela della sicurezza nazionale. Anche l'argine costituito dall'esercizio dei poteri speciali da parte del Governo, il cosiddetto golden power, è stato sistematicamente monitorato nel corso dell'attività del Comitato, che ne ha individuato i limiti, oltre che i margini di miglioramento. La già fragile situazione economica ha subito ripercussioni anche a seguito dell'esplosione della pandemia, con una riduzione generale della produttività e della competitività e una svalutazione degli asset industriali strategici, esposti sempre più alle mire straniere. È stato rilevato che in condizione di maggior pericolo sono le piccole multinazionali italiane che sviluppano intelligenza artificiale, robotica, packaging, macchine utensili, difesa e biotecnologie. Da ciò discende la necessità di una geopolitica della protezione e dei cosiddetti poteri speciali, o golden power, strumento giuridico atto alla tutela degli interessi economici, finanziari, industriali e scientifici a disposizione del Governo italiano. Con questa disciplina, modificata durante la pandemia per accrescere il ruolo dei servizi di intelligence, il nostro Paese costruisce - o vuole farlo - la propria identità, presentando davanti al mondo globale le sue priorità, al fine di garantire il mantenimento di un ruolo di primo piano per l'Italia e del suo grado di competitività complessiva all'interno dell'area globale. È in questo senso che una visione moderna e realmente incisiva della cultura della sicurezza non può più prescindere dalla cosiddetta intelligence economica, come stanno facendo da diversi anni in Francia; la difesa dell'indipendenza dello Stato e del territorio nazionale impone cioè che il perimetro della sicurezza includa la protezione di interessi economici strategici e cruciali per la forza del nostro Paese. Il Comitato ha anche avviato un'indagine conoscitiva sul dominio aerospaziale quale nuova frontiera della competizione geopolitica, approfondendo l'attuale processo di liberalizzazione che interessa il perimetro spaziale e le sue conseguenze, a partire dall'adeguamento delle normative internazionali di settore e dal crescente protagonismo dei soggetti privati accanto agli attori statali, tra i quali si annoverano potenze particolarmente attive nello sfruttamento del dominio spaziale. È poi in via di svolgimento un'ulteriore indagine conoscitiva sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence. Proprio in merito, il Comitato si recherà a Bruxelles per un approfondimento del tema fra due settimane. Uno dei temi da considerare è il potenziamento dell'industria nazionale della difesa quale asset strategico per il sistema Paese, sia perché fornisce capacità e mezzi indispensabili per la tutela dell'interesse nazionale, sia perché costituisce una risorsa per accrescere l'influenza geopolitica dell'Italia.