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In assenza, nel breve termine, di nuove assunzioni (l'ultimo concorso fu bandito dall'INPS a fine anni '80), si rischia il default del servizio di medicina legale dell'Istituto con gravi ripercussioni sulle prestazioni assistenziali e previdenziali (invalidità civile, legge n. 104 del 1992, legge n. 222 del 1984, prestazioni per cecità civile, sordità) a svantaggio di quei cittadini le cui precarie condizioni di salute sono bisognevoli di interventi rapidi per ottenere prestazioni economiche e relativi ausili, di cui senza il riconoscimento dello status di "invalidi" non possono usufruire; un'analoga situazione riguarda anche il personale medico INAIL. Il piano triennale dei fabbisogni del personale predisposto dall'INAIL prevede l'assunzione di 102 unità di dirigente medico di primo livello a cui va aggiunto il contingente di 100 posti di dirigente di primo livello nella branca specialistica di medicina legale e del lavoro da reclutare ai sensi dell'art. 43, comma 2, del decreto-legge n. 18 del 2020; tenuto conto dell'incremento della dotazione organica previsto dalla predetta disposizione normativa, a fronte di complessivi 668 posti disponibili il personale sanitario in servizio è pari a 405 unità, la cui età media è di circa 58 anni. Al fine, quindi, di continuare a garantire l'erogazione delle prestazioni specialistiche all'utenza con i consueti standard di qualità, omogeneità ed economicità, considerato anche i rilevanti adempimenti attribuiti all'istituto in materia di sorveglianza sanitaria eccezionale secondo l'art. 83 del decreto-legge n. 34 del 2020, si ritiene opportuno estendere anche alla dirigenza medica INAIL il contenuto del richiamato art. 30 -bis del decreto-legge n. 104 del 2020, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga utile per l'intero SSN, anche in chiave emergenziale, per tamponare la situazione di emergenza (non si può, infatti, trascurare l'attuale situazione causata dalla pandemia da COVID-19), in attesa della definizione delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale medico di ruolo presso i rispettivi enti ed istituti, estendere ai dirigenti medici dei rispettivi enti quanto previsto recentemente dal legislatore con il decreto-legge n. 104 del 2020. Atto n. 4-04737 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: da oltre un anno l'Italia, e il mondo intero, a causa della pandemia causata dal COVID-19, sta vivendo una delle pagine più drammatiche della sua storia sul piano sanitario, economico e sociale; solo da pochi giorni è diventata possibile una campagna di vaccinazione efficace grazie all'enorme sforzo prodotto dalla ricerca effettuata da diverse case farmaceutiche, che hanno reso possibile ottenere diversi tipi di vaccino a vantaggio della popolazione mondiale, compresa quella italiana; grande merito del vaccino, di ogni vaccino, è quello di prevenire determinati quadri patologici attraverso meccanismi diversi, ma che comunque consentono all'organismo di difendersi potenziando le sue difese immunitarie; ma i vaccini, per quanto sofisticati e di nuova generazione come alcuni degli attuali (Pfizer e Moderna, ad esempio) non sono gli equivalenti di una terapia, per cui occorre comunque individuare farmaci ad hoc , capaci di curare il soggetto, una volta che la malattia si è evidenziata; questa è stata una delle grandi battaglie condotte sul piano scientifico in questo lungo e non ancora concluso anno di pandemia; tra le terapie sperimentate per curare i malati da coronavirus, sempre più efficace è apparso il ricorso ai farmaci anticorpali monoclonali, prodotti sia negli stabilimenti della multinazionale Ely Lilly, che dall'azienda pontina Latina BSP Pharmaceuticals S.p. A.; i risultati ottenuti, soprattutto negli Stati Uniti, sono apparsi da subito molto positivi sul piano clinico e sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali ad alto impact factor ; con queste promesse appare sorprendente leggere sugli stessi organi di stampa che la casa farmaceutica produttrice del farmaco lo abbia offerto gratuitamente alle autorità italiane nella misura di almeno 100.000 dosi, che, in modo del tutto incomprensibile, sono state rifiutate; o per lo meno non sono state minimamente prese in considerazione, il che all'atto pratico è la stessa identica cosa, perché ai malati è venuta meno una terapia che per molti avrebbe potuto essere risolutiva, si chiede di sapere per quale ragioni il Ministero della salute, attraverso l'AIFA, non abbia prestato a questa offerta la dovuta attenzione e se il Ministro in indirizzo non intenda tornare sui propri passi e aprire la via alla somministrazione di un farmaco di nuova generazione che offre prospettive di estremo interesse sia nel caso specifico della malattia da coronavirus che in altre circostanze. Atto n. 4-04738 NUGNES Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: per quanto risulta all'interrogante, nel comune di Collesalvetti, limitrofo alla città di Livorno, sono stati recentemente rilevati livelli di benzene superiori alla normalità: in data 5 dicembre 2020 la stazione ARPAT Livorno ENI Stagno ha registrato livelli di benzene anche più di 50 volte superiori a quelli registrati a partire dal 26 novembre 2020, in particolare fra le ore 14.00 e le ore 24.00; il forte odore acre ha fatto scattare tantissime segnalazioni da parte dei cittadini della frazione di Stagno e di tutta la città di Collesalvetti e il 7 dicembre da una nuova osservazione delle registrazioni è emerso che sono scomparse stranamente quelle del giorno 5 e, da un'attenta analisi delle tabelle di registrazione, appare evidente come per diversi giorni a partire dal 26 novembre non sarebbero stati riportati i dati; il benzene è un idrocarburo incolore di odore pungente, infiammabile e molto stabile. Appartiene alla famiglia degli idrocarburi aromatici ed è caratterizzato da un'elevata pressione di vapore, pertanto evapora rapidamente e lo si trova quindi in aria soprattutto allo stato di vapore; i danni che il benzene provoca sulla salute umana sono enormi e ad elevate concentrazioni ambientali è cancerogeno (come provato dalla letteratura scientifica) e può depositarsi al suolo o in acqua grazie alla pioggia, determinando processi che possono causare la contaminazione delle acque superficiali e profonde, a causa della sua scarsa solubilità; con sempre maggiore insistenza si ripresenta a Stagno il problema degli odori in atmosfera, persistenti, fastidiosi ed acri, come denunciato da numerosi cittadini che hanno inoltrato segnalazioni ad ARPAT, che evidenziano che gli odori molesti sono un fenomeno sgradevole e sospetto con cui i cittadini di Stagno sono costretti a convivere da anni; il portavoce della lista "Sinistra per Collesalvetti", Luca Chiappe, ha recentemente interrogato il sindaco, in quanto ufficiale di governo in materia sanitaria, su questa grave situazione, non avendo avuto ad oggi nessuna risposta, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se, nell'ambito delle rispettive competenze, ritengano utile fare una verifica sulla situazione di inquinamento, sulle anomalie riscontrate nell'osservazione delle registrazioni e se i dati mancanti corrispondano magari ad elevati valori di emissione, come successo nel giorno 5 dicembre;