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Al fine di garantire una valutazione completa e affidabile dei servizi ecosistemici svolti dai suoli, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con l'ISPRA, le agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale, le università e il CREA, è istituita la banca dati pedologica nazionale, in scala 1:25.000, per la stima dei servizi ambientali garantiti dai suoli e dagli ecosistemi agroforestali, finalizzata a garantire la realizzazione della piattaforma di cui all'articolo 2, comma 3 , lettera d) , nonché la banca dati del suolo ISPRA. 2 Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sentiti l'ISPRA, l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), la Consulta nazionale per l'informazione territoriale e ambientale e il Centro nazionale di cartografia pedologica del CREA, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce i rapporti tra le istituzioni preposte alla gestione e all'aggiornamento dei dati pedologici, nonché le modalità di interscambio tra i dati rilevati a livello locale e quelli contenuti nella banca dati pedologica nazionale. In coerenza con le modalità e le prescrizioni della direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e delConsiglio, del 14 marzo 2007, per la realizzazione di una infrastruttura nazionale per l'informazione territoriale (INSPIRE), le regioni e i ministeri mettono a disposizione del CENPSU i seguenti dati prodotti mediante finanziamenti pubblici: le banche dati pedologiche, con tutti i dati spaziali georiferiti, le banche dati sulla fertilità dei suoli con dati spaziali georiferiti, le cartografie dei suoli e dell'uso dei suoli, i dati satellitari disponibili per determinare l'uso dei suoli, le ortofotocarte, le cartografie derivate da dati pedologici, le carte tematiche relative alle tipologie di degrado identificate nella presente legge e i dati sui suoli in genere. Tali dati sono utilizzati per l'implementazione dell'infrastruttura SiGeoSP. 3 Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze, individuano le modalità per divulgare i dati pedologici, rilevati o derivati, contenuti nelle banche dati regionali. 11 (Formazione e informazione) 1 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il CENPSU, di concerto con le agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale e con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, predispone materiali divulgativi, scaricabili dalla piattaforma di cui all'articolo 2, comma 3, lettera d), e dal sito internet istituzionale, per migliorare la percezione del valore e la conoscenza del suolo, delle sue funzioni e dei rischi collegati al suo degrado. 2 I materiali divulgativi di cui al comma 1 sono aggiornati dal CENPSU ogni quattro anni a partire dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 Le agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale organizzano corsi di formazione e di informazione sui programmi di azione adottati per la tutela del suolo e sui rischi ai quali è esposto, con l'obiettivo di: a portare a conoscenza delle amministrazioni locali e delle aziende rurali situate nelle aree a rischio di degrado, attuale e potenziale, la normativa vigente in materia, mediante adeguate azioni di carattere divulgativo; b formare il personale delle amministrazioni locali e delle aziende rurali di cui alla lettera a) sulle pratiche agro-silvo-pastorali idonee a limitare o impedire il degrado del suolo. 4 Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il CENPSU, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, predispone un piano per l'introduzione nelle università dell'insegnamento della pedologia e della scienza del suolo nei diversi corsi di studio. 12 (Valutazione e quantificazione delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli) 1 La valutazione e la quantificazione delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli sono effettuate dal CENPSU, con la collaborazione delle agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale, sulla base delle linee guida e delle prescrizioni tecniche predisposte ai sensi dell'articolo 8, comma 2. 2 Al fine di tenere conto degli eventuali cambiamenti o di fattori non previsti al momento della redazione delle linee guida, ogni tre anni, il CENPSU, con la collaborazione delle agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale, aggiorna le prescrizioni tecniche relative alla quantificazione delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli e i modelli da utilizzare per effettuare le attività di cui al comma 1. 13 (Aree a rischio) 1 Le aree a rischio, attuale e potenziale, di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d) , e) , f) , g) , h) , i) , l) , m) , n) , o) , sono individuate dal CENPSU, in collaborazione con le agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale, in appositi elenchi, secondo le linee guida di cui all'articolo 8, comma 2. 2 Ogni quattro anni, il CENPSU, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco e la mappatura disponibile sulla piattaforma di cui all'articolo 2, comma 3, lettera d) , delle aree a rischio di degrado di cui al comma 1. 3 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e, successivamente, ogni cinque anni, per le aree individuate ai sensi dei commi 1 e 2, le regioni, in base alle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori basati sulle tecniche di gestione sostenibile dei suoli per il recupero di quelli soggetti a degrado e per la tutela dei suoli a rischio potenziale di degrado. 4 I programmi d'azione, definiti ai sensi del comma 3, sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. III MISURE PER LA RIGENERAZIONE URBANA 14 (Fondo nazionale per la rigenerazione urbana) 1 Per l'attuazione del programma di rigenerazione urbana sostenibile, promosso dagli enti locali, anche sulla base di proposte di privati, anche al fine di favorire la riqualificazione delle aree di cui all'articolo 13, è istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il fondo nazionale per la rigenerazione urbana, con una dotazione di 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. 2 Le regioni e le province autonome, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono a selezionare interventi di rigenerazione urbana sul proprio territorio e a darne comunicazione al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 3