[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito degli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 28 febbraio 2002, n. 70 (Regolamento concernente condizioni e modalità per l'erogazione dei contributi di cui all' art. 80, comma 14, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di servizi di telefonia rivolti alle persone anziane), promosso con ricorso della Provincia autonoma di Trento, notificato il 17 giugno 2002, depositato in cancelleria il 21 successivo ed iscritto al n. 24 del registro conflitti 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 22 marzo 2005 il Giudice relatore Paolo Maddalena; uditi l'avvocato Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento e l'avvocato dello Stato Massimo Mari per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. ¾ Con ricorso notificato il 17 giugno 2002 la Provincia autonoma di Trento ha proposto conflitto di attribuzione in relazione agli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 28 febbraio 2002, n. 70 (Regolamento concernente condizioni e modalità per l'erogazione dei contributi di cui all'art. 80, comma 14, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di servizi di telefonia rivolti alle persone anziane). 1.1. ¾ L'art. 80, comma 14, della legge n. 388 del 2000: a) istituisce un fondo per il sostegno dei servizi di telefonia rivolti alle persone anziane, attivati da “associazioni di volontariato e da altri organismi senza scopo di lucro con comprovata esperienza nel settore dell'assistenza agli anziani, che garantiscano un servizio continuativo per tutto l'anno e l'assistenza alle persone anziane per la fruizione degli interventi e dei servizi pubblici presenti nel territorio”; b) demanda ad apposito decreto ministeriale la definizione dei criteri, dei requisiti, delle modalità e dei termini per la concessione, l'erogazione e la revoca dei contributi e per la verifica delle attività svolte. Il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 70 del 2002 dà attuazione all'articolo 80, comma 14, stabilendo i criteri di riparto del fondo tra le varie Regioni e Province autonome e dettando una articolata e puntuale disciplina, espressamente applicabile anche nei confronti della Provincia di Trento. 2. ¾ La ricorrente premette di essere competente in materia di assistenza e beneficenza pubblica (art. 8, numero 25, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, recante “Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino–Alto Adige”) e di igiene e sanità (art. 9, numero 10, del medesimo statuto) e sostiene che il decreto ministeriale n. 70 del 2002 restringerebbe illegittimamente la propria autonomia finanziaria, quale definita dall'art. 5, commi 2 e 3, della legge 30 novembre 1989, n. 386 (Norme per il coordinamento della finanza della Regione Trentino–Alto Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria) e dall'art. 12, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino–Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale). 2.1. ¾ La ricorrente sottolinea inoltre l'importanza, ai fini della definizione del presente giudizio, dell'articolo 5, commi 2 e 3, della legge n. 386 del 1989, norma di modifica del titolo VI dello statuto, approvata secondo la speciale procedura prevista dall'art. 104 dello statuto stesso, il quale dispone che i finanziamenti recati da disposizioni di legge statale, in cui sia previsto il riparto o l'utilizzo a favore delle Regioni, “sono assegnati alle Province autonome ed affluiscono al bilancio delle stesse per essere utilizzati, secondo normative provinciali, nell'ambito del corrispondente settore” e che per l'assegnazione e per l'erogazione dei finanziamenti si prescinde da qualunque adempimento previsto dalle stesse leggi ad eccezione di quelli relativi all'individuazione dei parametri o delle quote di riparto. Analoga importanza viene attribuita all'articolo 12, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 268 del 1992, norma di attuazione statutaria, il quale prevede l'applicabilità di questa disciplina dettata dall'art. 5 della legge n. 386 del 1989 in ordine alle procedure ed alla destinazione dei fondi “con riferimento alle leggi statali di intervento previste, anche se le stesse” (procedure) “non sono espressamente richiamate”. 2.2. ¾ La Provincia di Trento ritiene in particolare che il decreto ministeriale impugnato leda la propria competenza, nella parte in cui pretende di disciplinare direttamente la gestione del fondo, anche in relazione al territorio provinciale, invece che limitarsi alla assegnazione del finanziamento all'ente autonomo, con il solo vincolo della destinazione delle somme nell'ambito del corrispondente settore. Di qui l'impugnazione di tutte le disposizioni del decreto n. 70 del 2002, ad esclusione dell'art. 2, il quale, nel rispetto dell'art. 5 della legge n. 386 del 1989, reca unicamente il riparto del fondo tra le varie Regioni e le Province autonome. 2.3. ¾ Nel ricorso si sostiene, inoltre, che la lesione delle proprie competenze sia da attribuire agli articoli impugnati del decreto ministeriale n. 70 del 2002, e non all'art. 80, comma 14, della legge n. 388 del 2000, che pure conferisce il potere regolamentare di cui si lamenta l'esercizio, in quanto l'art. 158 della stessa legge n. 388 del 2000 detta una espressa “clausola di salvaguardia”, rendendo le varie disposizioni della legge finanziaria applicabili alla Provincia di Trento “compatibilmente” alle norme dello statuto speciale ed escludendo, pertanto, che il regolamento ministeriale di attuazione possa vincolare anche la Provincia autonoma. 2.4. ¾ Contestata, dunque, la stessa spettanza del potere regolamentare esercitato, la ricorrente si sofferma sulle singole disposizioni impugnate, lamentando che esse, sotto diversi profili, limitano la propria autonomia di gestione del fondo. Più in particolare, l'art. 1, comma 2, detta una definizione vincolante di “persona anziana”. L'art. 3 definisce i “soggetti destinatari dei contributi”, prescrivendo che gli stessi debbano essere iscritti nei rispettivi albi regionali (qualora esistenti). L'art. 4 riguarda i requisiti dei destinatari e tra di essi quello della “comprovata esperienza”, che viene definita in maniera vincolante, residuando alla Provincia un margine di discrezionalità solo in ordine alle modalità attraverso cui accertare detta esperienza.