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Sono i valori del primato della vita, della centralità dell'individuo, del rispetto dei diritti fondamentali della persona. Valori patrimonio dell'umanità ». Che, aggiungiamo, sono germogliati dal cristianesimo e che spesso l'Italia dimentica. Vi è un'Italia, come scrive ancora Allam « ammalata di intolleranza schizofrenica che si tramuta in un omicidio-suicidio dell'anima prima ancora che del corpo. L'Italia che ripudia parte di sé, che usa la violenza verbale e fisica per aggredire sé stessa, che esulta “dieci, cento, mille Nassiriya”, che ha trasformato la Festa della liberazione nella giornata della disunione nazionale, che innalza differenti vessilli partigiani ma quasi si vergogna di marciare unita all'insegna del tricolore. L'Italia che brucia le bandiere dell'America, che l'ha liberata, e di Israele figlia dell'Olocausto, che ha alimentato. L'Italia dell'islamicamente corretto che si fa in quattro per condannare le vignette su Maometto, ma tace sull'oltraggio a Gesù e sui cristiani trucidati nel mondo. L'Italia che deve ancora imparare ad amarsi, rispettarsi, fare il proprio bene. Noi vogliamo unire la nostra voce a quella del papa emerito Benedetto XVI contro la “anticultura della morte” e la “codificazione dell'uomo” ». Dunque, per gli stessi osservatori musulmani, un'Europa e un'Italia che non hanno il coraggio di tutelare con forza e convinzione la propria identità, che sono ancora alla ricerca di sé stesse e che non possono offrire ai propri cittadini quel segno di speranza contenuto in ogni radice che genera un albero. Ma ciò che è successo in Europa – e che speriamo induca a un profondo e convinto pentimento – non deve proseguire, in particolare in Italia. L'ortodossia delirante del laicismo spirituale dominante e ascrivibile perlopiù alla socialdemocrazia e alla sinistra estrema – in particolare e sempre più anche in Italia – aggredendo il concetto di « radice cristiana » e riducendola sostanzialmente a un attacco premeditato al cattolicesimo, finisce in realtà per colpire con un provvedimento omnibus tutte le religioni monoteiste. Infatti, per fare un esempio, la concezione del matrimonio e della famiglia fondati sull'uomo e sulla donna sono comuni anche all'ebraismo e all'islamismo. La storia dell'Occidente e quindi dell'Europa e soprattutto dell'Italia, da sempre legata ai princìpi derivanti dalla cultura e dall'etica cristiane, ha mostrato la volontà di trovare sempre un punto di incontro e di unione e in questo la Chiesa cattolica e il cristianesimo hanno incondizionatamente rappresentato uno strumento di appoggio e di sostegno fondamentale. Oggi, viceversa, l'Europa e l'occidente hanno smesso di considerarsi come luogo di religione e, quindi, perdendo i propri valori di riferimento, rischiano di far decadere il nostro continente da un punto di vista spirituale, aprendolo a ogni attacco esterno. Ciò non significa, però, che le comuni radici cristiane su cui si fonda l'Europa siano state dimenticate e oltrepassate. Esse devono solo essere riscoperte in tutta la loro importanza per le future generazioni europee. Ecco, quindi, l'occasione per fare sì che tali radici possano essere riconosciute come base comune su cui si fonda l'Unione europea, intesa come insieme di popoli diversi uniti dal comune sentire cristiano, cominciando da ogni Stato membro. Riconoscere l'importanza di determinati valori religiosi, che hanno accompagnato per ben due millenni lo sviluppo e il progresso delle civiltà che hanno generato l'Unione europea, rappresenta un momento fondamentale di unione e di crescita democratica per il processo di integrazione europeo, che certamente contribuirà alla creazione di un'Unione rispettosa delle diversità dei popoli che la compongono, orgogliosa della sua identità finalmente conosciuta e quindi maggiormente in grado di affrontare le sfide del nuovo millennio.. 1 1 All'articolo 7 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: « La Repubblica si riconosce nei valori storico-culturali e sociali delle sue radici giudaico-cristiane ».