[resaula]

PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il mio intervento riguarda il Fondo per la non autosufficienza. Esso, nonostante ci sia stato l'accordo tra le Regioni per il riparto, vede il blocco da parte del Ministero per la sua erogazione. In questo modo si vanno a toccare le classi più deboli, le famiglie in cui ci sono persone con gravi disabilità e anziani non autosufficienti. Pertanto, tardare nell'erogazione di quelle risorse mette ulteriormente in crisi famiglie che sono già in difficoltà. È dunque necessario che il Ministero, nel caso specifico il MEF, sblocchi immediatamente i fondi destinati a queste finalità. Non abbiamo tempo da perdere, per cui chiedo che il Ministero intervenga urgentemente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per portare a conoscenza dell'Aula quanto sta accadendo in queste ore nel carcere di Terni, in Umbria. Da sabato sono in corso rivolte dei detenuti: quella di oggi ha coinvolto addirittura tre sezioni del carcere. La polizia penitenziaria sta lavorando non solo nel carcere di Terni, ma anche in quelli di Perugia e Spoleto, in condizioni gravissime per la carenza di personale. Nonostante tutto ciò, però, gli agenti sono stati addirittura sbeffeggiati dalle dichiarazioni di alcuni dirigenti che, all'indomani dei fatti di Perugia, hanno affermato che è normale che nelle carceri accadano fatti di questo tipo. Già a settembre, dopo il sequestro di un agente di polizia penitenziaria a Perugia, un suicidio e una rivolta, presentammo un'interrogazione - ancora senza risposta - nella quale chiedevamo al ministro Bonafede di dirci quando l'Umbria avrebbe avuto una dotazione organica sufficiente e quando sarebbe cessato in Italia quello «scaricabarile» per cui, anche oggi, alcuni dei detenuti coinvolti nei fatti di Terni sono stati trasferiti dalla Toscana. È ormai da mesi, infatti, che l'Umbria riceve gli scarti del sistema penitenziario toscano. Non è così, però, che si risolvono i problemi. Sono stati proprio alcuni dei detenuti che in Toscana si sono rivelati autori di fatti gravissimi a essere stati trasferiti. Bisogna risolvere i problemi, non semplicemente attraverso trasferimenti da una struttura all'altra. Tra l'altro, sembra che alcuni detenuti siano coinvolti in un processo di radicalizzazione, per cui si corre il pericolo dello sviluppo dell'islamismo all'interno delle nostre carceri. Chiediamo conto dunque della mancata risposta al ministro Bonafede, al quale comunque rivolgeremo una nuova interrogazione perché dia finalmente risposte che pensino prima alla polizia penitenziaria e poi ai detenuti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CORBETTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORBETTA (M5S) . Signor Presidente, tre settimane fa sono intervenuto in quest'Aula per chiedere chiarezza al Ministero della difesa in merito all'assunzione dell'incarico presso l'Organismo regionale per le attività di controllo (ORAC) della Regione Lombardia da parte del colonnello dei carabinieri Maurizio Bortoletti. Il Ministero, subito dopo, ha comunicato al Consiglio regionale della Lombardia il diniego al colonnello Bortoletti di assumere tale incarico. Ringrazio il sottosegretario Tofalo che proprio oggi è venuto in Commissione difesa qui in Senato a rispondere a una specifica interrogazione sul tema presentata dalla collega Donno. Tuttavia, nonostante questo diniego ministeriale e nonostante il parere negativo espresso in precedenza dal comando generale dell'Arma, il colonnello risulta a tutti gli effetti membro dell'ORAC. Il Consiglio regionale della Lombardia ha giustificato l'assegnazione dell'incarico al colonnello per effetto del silenzio-assenso del Ministero protrattosi fino all'11 ottobre; ma il silenzio-assenso - ex testo unico del pubblico impiego - cui il Consiglio regionale fa riferimento, non si applicherebbe al personale militare per esplicita esclusione prevista dalla stessa norma. Si richiede pertanto di sapere se il Ministero non consideri che l'accettazione dell'incarico da parte del colonnello Bortoletti costituisca illecito disciplinare, in considerazione del fatto che il colonnello - come poc'anzi sottolineato - risulta tuttora membro dell'ORAC. Qualora la nomina si sia perfezionata in modo illegittimo, si ritiene che l'illegittimità attenga alla nomina dell'intero organismo di controllo, essendo un organismo perfetto, con inevitabili danni di carattere non solo erariale, dal momento che alla costituzione dell'ORAC è cessata l'attività del precedente organismo di controllo. (Applausi dal Gruppo M5S) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, intervengo per anticiparvi l'intenzione, condivisa con altri membri della Commissione cultura, di presentare un'interrogazione al ministro Franceschini su un episodio occorso pochi giorni fa nella Reggia di Caserta. La mattina del 30 ottobre, un cittadino è entrato con l'automobile nei giardini del palazzo reale borbonico eludendo la sorveglianza. Senza che alcuno tentasse di fermarlo, ha parcheggiato il veicolo lungo un viale e ha raggiunto a piedi la fontana di Venere e Adone, situata a considerevole distanza dal varco che si presume abbia utilizzato. Sempre indisturbato è entrato nella vasca, ha passeggiato tra le sculture che la adornano e ha fatto il bagno, come dimostra un video postato sui social , e a suo dire sarebbero trascorsi una trentina di minuti prima che si materializzasse un addetto alla vigilanza. Si è trattato di un gioco, teste l'autore del gesto, per attirare l'attenzione generale sull'inefficienza del sistema di sorveglianza della Reggia, lacuna obiettivamente inaccettabile per un sito UNESCO visitato annualmente da un milione di persone. Alla tardiva scoperta della plateale effrazione sono seguite, da parte dell'architetto Maffei, direttrice dell'istituto (dotato di autonomia speciale), la denuncia ai carabinieri per deturpamento di un bene culturale, l'avvio di un'inchiesta interna e la rituale richiesta di denaro (7 milioni) per il piano di messa in sicurezza dell'intero complesso, rivolta al Ministero dell'interno. Non può bastare: il ministro Franceschini ha il dovere di accertare la verità e riferirne agli italiani, anche perché, dopo avere visto un fioraio salire sul leone dello Scalone a gennaio 2018 e un commercialista, ad ottobre 2019, unirsi clandestinamente al corteo di Venere, è lecito guardare con ancor più preoccupazione al 2020, quando sappiamo che la Reggia, nella foga mercificatoria di cui è vittima, sarà il set delle riprese di una fiction .