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Le abilitazioni in essere, rilasciate precedentemente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, hanno validità nazionale se conseguite secondo le modalità di cui al comma 4. 7 . Nei territori di cui all'articolo 10, comma 8, lettere a) , b) , e c) , e nelle foreste demaniali, è consentita la caccia di selezione agli ungulati secondo le disposizioni del presente articolo. 8 . Le regioni, ai fini della sicurezza alimentare, incentivano le attività di gestione e valorizzazione delle carni dei selvatici abbattuti in caccia e di controllo attraverso i centri di sosta (CdS) e i centri di lavorazione delle carni (CdL), secondo la normativa sanitaria vigente in materia »; c l'articolo 19 è sostituito dal seguente: « Art. 19. – (Controllo della fauna selvatica) – 1 . Le regioni possono vietare o ridurre, per periodi prestabiliti, la caccia a determinate specie di fauna selvatica di cui all'articolo 18, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità. 2 . Le regioni, per la tutela della biodiversità e delle attività umane, per la sicurezza delle persone, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela di particolari specie selvatiche, per la tutela del patrimonio storico-artistico e per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali e ittiche provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica. 3 . Il controllo della fauna selvatica, quale attività di interesse pubblico, non costituisce esercizio di attività venatoria e può essere effettuato sull'intero territorio nazionale, ivi comprese le aree protette e le zone nelle quali è vietata l'attività venatoria, ed è disposto e organizzato dalle regioni, dalle province autonome o dagli enti gestori delle aree protette. 4. Il controllo tramite prelievo, cattura o abbattimento, nel caso delle specie autoctone e di quelle di cui all'allegato 1 al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 19 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 2015, è di norma preceduto dall'applicazione di metodi di prevenzione incruenti, definiti dall'ISPRA in apposito elenco riferito a ciascuna specie e a ciascuna tipologia ambientale. Qualora fosse verificata, da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, l'inefficacia dei predetti metodi, le medesime possono autorizzare catture o abbattimenti con modalità scelte tra quelle compatibili con le caratteristiche delle specie e degli ambienti interessati. 5 . Nel caso delle specie alloctone, ad esclusione delle specie di cui all'allegato 1 al citato decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 19 gennaio 2015, il controllo è finalizzato all'eradicazione sulla base di appositi provvedimenti regionali. 6 . Le attività di cattura e abbattimento possono essere attuate dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali o regionali, che potranno avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano gli interventi medesimi, delle guardie forestali e delle guardie comunali, delle guardie venatorie volontarie e giurate purché, in caso di abbattimento, muniti di licenza per l'esercizio venatorio. Le regioni, con proprio atto, possono, altresì, autorizzare gli interventi di cui al comma 4 anche avvalendosi di cacciatori specificatamente formati e abilitati previa frequenza di appositi corsi, individuando altresì il soggetto incaricato dell'attività di coordinamento. 7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono attuare gli interventi di cui al comma 4 anche avvalendosi di proprio personale dipendente specificatamente formato o da altri soggetti appositamente delegati, dotati di specifiche competenze tecniche o professionali »; d all'articolo 21, comma 1: 1 la lettera c) è sostituita dalla seguente: « c) l'esercizio venatorio, fatta eccezione per la caccia di selezione agli ungulati di cui all'articolo 18- bis, nelle oasi di protezione, nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica »; 2 la lettera t) è sostituita dalle seguenti: « t) commerciare fauna selvatica morta non proveniente da allevamenti o da centri di lavorazione delle carni di selvaggina autorizzati per sagre e manifestazioni a carattere gastronomico; t-bis) immettere cinghiali in natura; eventuali deroghe, conformemente a quanto previsto nell'articolo 7 della legge n. 221 del 2015, nonché dall'articolo 38 della legge n. 154 del 2016, possono essere concesse dalle regioni su parere dell'ISPRA. Sono fatte salve le strutture recintate di aziende faunistico venatorie, agrituristico venatorie ed aree addestramento cani, poste in aree individuate dalle regioni negli strumenti di pianificazione faunistica; t-ter) è vietato il foraggiamento di cinghiali, ad esclusione di quello finalizzato alle attività di controllo e alla caccia di selezione, secondo le disposizioni emanate dalle regioni »; 3 dopo la lettera u) sono inserite le seguenti: « u-bis) ferme restando le misure di conservazione ovvero gli eventuali piani di gestione previsti dall'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, a partire dalla stagione venatoria 2021-2022, è vietato utilizzare munizioni contenenti piombo all'interno delle zone umide, quali laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d'acqua dolce, salata, salmastra, nonché nel raggio di 150 metri dalle rive più esterne; u-ter) utilizzare, a partire dalla stagione venatoria 2021-2022, munizioni contenenti piombo con armi a canna rigata »; 4 dopo la lettera ff) è aggiunta la seguente: « ff-bis) immettere in natura specie alloctone, ad eccezione di quelle previste dagli allegati I e II al decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 2015 o in ottemperanza a quanto disposto da altre leggi o regolamenti »; e all'articolo 27, comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) agli agenti dipendenti delle regioni o degli enti locali delegati dalle regioni. A tali agenti è riconosciuta, ai sensi della legislazione vigente, la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Detti agenti possono portare, durante il servizio e per i compiti di istituto, le armi da caccia di cui all'articolo 13, nonché armi con proiettili a narcotico e dispositivi soppressori e moderatori di suono. Le armi di cui sopra sono portate e detenute in conformità ai regolamenti di cui all'articolo 5, comma 5, della legge 7 marzo 1986, n. 65 »; f all'articolo 30, comma 1: 1 la lettera d) è sostituita dalla seguente: