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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 428 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,36). Si dia lettura del processo verbale. PISANI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione delle mozioni nn. 473 (testo 2), 480 e 481 sulla Conferenza sul futuro dell'Europa PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00473 (testo 2), presentata dal senatore Alfieri e da altri senatori, 1-00480 , presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori, e 1-00481 , presentata dal senatore Tosato e da altri senatori, sulla Conferenza sul futuro dell'Europa. Ha facoltà di parlare il senatore Alfieri per illustrare la mozione n. 473 (testo 2). ALFIERI (PD) . Signor Presidente, intervengo per illustrare la mozione n. 473 (testo 2) sulla Conferenza sul futuro dell'Europa, che sta per terminare i propri lavori. Nel pieno rispetto di quanto sta già facendo la Commissione politiche dell'Unione europea, presieduta dal collega Dario Stefano, in cui è in corso un'indagine conoscitiva sul tema con una serie di audizioni, che produrrà delle conclusioni, ci sembrava corretto, soprattutto da parte mia e da parte della vice presidente Taverna, essendo stati indicati dalla presidente Casellati come rappresentanti del Senato, quindi non dei Gruppi parlamentari, alla Conferenza sul futuro dell'Europa, lasciare una traccia del lavoro fatto. Abbiamo ritenuto opportuno marcare un punto non tanto sulle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa ma su quello che tale Conferenza può rappresentare in termini di messaggio politico. In Francia ci sono state le elezioni ed è stato rieletto il presidente Macron, che peraltro guida il semestre di Presidenza, il quale ha previsto, per il 9 maggio, un evento conclusivo della Conferenza sul futuro dell'Europa. Cosa vogliamo fare noi della Conferenza sul futuro dell'Europa? Lo concepiamo come un mero talk a livello europeo in cui si sono confrontate delle idee da mettere poi da parte o approfittiamo di questo esperimento - che, come tutti gli esperimenti, ha pro e contro, pregi e difetti - di democrazia partecipativa, lo valorizziamo e lo portiamo in dote alla futura discussione e alle decisioni che dovranno prendere al Parlamento europeo i singoli Governi su come adattare e rafforzare gli strumenti europei? Ebbene, penso che le conclusioni della Conferenza non possano essere semplicemente messe da parte ma debbano avere un valore politico. Voglio dire poche parole sulla Conferenza sul futuro dell'Europa. Ero partito io stesso con talune perplessità su come potesse funzionare questo nuovo esperimento, anche perché si confrontavano livelli di partecipazione diversi: rappresentanti del Parlamento europeo, dei Parlamenti nazionali, della Commissione, dei Governi e anche di una parte di cittadini, individuati, certo, con un meccanismo che può essere discutibile, ma che sono portatori di proposte che vengono dal basso, anche di tipo diverso, a volte anche naif , ma che sono state discusse in panel europei e nazionali. Questo ha permesso di costruire una nuova modalità di confronto. Nella dialettica che c'è in tutte le principali società europee sull'esigenza di ragionare su sistemi di democrazia diretta o di difendere e salvaguardare meccanismi di democrazia rappresentativa, pur ritenendo che gli esperimenti di democrazia diretta messi in campo in questi anni abbiano lasciato a desiderare, penso non si possa neanche fare una difesa a priori di una democrazia rappresentativa che è stanca e fa fatica a coinvolgere le istanze che arrivano dai cittadini; quindi, è opportuno provare a sperimentare anche meccanismi innovativi. La Conferenza è stato questo; all'inizio abbiamo avuto problemi di rodaggio: portare i cittadini dentro i meccanismi europei non era certamente facile; fargli esprimere un concetto in due minuti, nei tempi europei, inizialmente ha creato problemi, ma poi il rodaggio è stato superato e alla fine si è arrivati a delle conclusioni che verranno presentate proprio venerdì, in plenaria, a Strasburgo, che mostrano un'esigenza di rinnovamento dell'Europa. Due messaggi emergono con grande chiarezza: da una parte, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti, una pandemia e una guerra nel cuore dell'Europa, ci dicono che è necessario che l'Europa abbia più strumenti e più risorse per affrontare le sfide che gli Stati singolarmente non sono più in grado di affrontare; dall'altra parte, viene avanzata una richiesta di armonizzazione per cui i diritti e le libertà iscritti nelle Carte costituzionali dei Paesi europei possano avere attuazione in maniera simile in tutti gli Stati europei. In conclusione, vorremmo che quelle della Conferenza non rimanessero mere dichiarazioni scritte, ma che fossero il grimaldello per portare a un rafforzamento dell'Europa sia utilizzando le norme esistenti, quindi a trattati vigenti, sia con la possibilità di aprire una convenzione europea con la partecipazione dei rappresentanti dei Parlamenti nazionali per discutere su come rafforzare le istituzioni europee. L'ultima convenzione europea risale al 2003-2004. È passato il mondo da allora, c'è stata una crisi economico-finanziaria, una pandemia e una guerra;