[pronunce]

Su un piano più generale, la difesa dello Stato ribadisce che, anche la prassi più recente, comprese le decisioni della Corte costituzionale ucraina, non possono essere considerate espressione di una nuova consuetudine internazionale idonea a modificare quella dell'immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione, rispetto ad atti iure imperii, anche per «gross violations» dei diritti umani. 8.- In data 30 giugno 2023, la parte costituita Regione Sterea Ellada ha depositato un'ordinanza con la quale, in un'altra procedura esecutiva, questa volta nelle forme dell'espropriazione presso terzi, promossa dalla stessa nei confronti della Deutsche Bahn in forza del medesimo titolo esecutivo, il collegio, in sede di reclamo ex art. 630 cod. proc. civ. , contro la decisione reiettiva dell'eccezione di estinzione, ha concesso termini alle parti, riservandosi di promuovere all'esito questioni di legittimità costituzionale della medesima norma censurata, con riferimento a diversi parametri, nella parte in cui la stessa prevede l'estinzione ex lege delle procedure esecutive e l'impossibilità di promuoverne ulteriori anche in base a sentenze straniere, sebbene in forza delle medesime i creditori non possano ottenere soddisfazione concreta dei propri diritti accedendo al Fondo istituito dalla medesima norma. 9.- In data 3 luglio 2023, il Presidente del Consiglio dei ministri, mediante l'Avvocatura generale, ha depositato il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministro della giustizia 28 giugno 2023 (Procedura di accesso e modalità di erogazione degli importi del Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime dei crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1^ settembre 1939 e l'8 maggio 1945), che, all'art. 1, «reca le disposizioni necessarie per l'attuazione dell'articolo 43 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 1° luglio 2023.1.- Con ordinanza del 1° dicembre 2022 (reg. ord. n. 154 del 2022) , il Tribunale di Roma, sezione quarta civile, ufficio esecuzioni immobiliari, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 43, comma 3, del d.l. n. 36 del 2022, come convertito. Il giudice rimettente riferisce, in punto di fatto e di rilevanza, che la procedura esecutiva è stata promossa, in forza di un titolo esecutivo giudiziale costituito da una sentenza passata in giudicato, nei confronti della Repubblica federale di Germania, pignorando beni di tale Stato, situati sul territorio italiano, da M.T. G., quale erede di A. G. per il trattamento disumano subito da quest'ultimo durante il secondo conflitto mondiale. Rappresenta, inoltre, che nella stessa procedura, è intervenuto un altro creditore, D. C., anch'egli in virtù di un titolo esecutivo giudiziale e in qualità di erede, per il risarcimento dei danni subiti da G. C. per la cattura, la deportazione e l'internamento, da parte delle forze militari tedesche, in un campo di concentramento. Il giudice dell'esecuzione immobiliare del Tribunale di Roma evidenzia, altresì, che, nell'espropriazione immobiliare, in data 22 maggio 2022, è intervenuta anche la Regione Sterea Ellada, sulla scorta della pronuncia di condanna della Repubblica federale di Germania resa in data 30 ottobre 1997 dal Tribunale greco di Livadia, per il risarcimento degli eredi delle vittime della strage compiuta il 10 giugno 1944 dalle forze armate tedesche a Distomo, pronuncia munita di exequatur dalla Corte d'appello di Firenze (con decisione confermata dalla Corte di cassazione, sezione prima civile, sentenza 20 maggio 2011, n. 11163). Rappresenta, inoltre, il Tribunale rimettente che la disposizione censurata, rubricata «Istituzione del Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l'8 maggio 1945», ha previsto, a fronte dell'istituzione di detto Fondo, che le procedure esecutive fondate su titoli aventi ad oggetto la liquidazione dei relativi danni non possono essere iniziate o proseguite e i giudizi di esecuzione eventualmente promossi sono estinti. Il giudice dell'esecuzione immobiliare del Tribunale di Roma ha evidenziato, con specifico riguardo al profilo della rilevanza, che i creditori procedenti hanno agito in forza di una sentenza passata in giudicato nei confronti della Repubblica federale di Germania per danni riconducibili a quelli per cui è stato istituito il Fondo, ossia per i danni alla persona subiti dal proprio dante causa per il trattamento disumano durante il secondo conflitto mondiale dalle forze del Terzo Reich. Di qui, in forza del predetto art. 43, dovrebbe dichiarare l'estinzione della procedura esecutiva immobiliare. In punto di non manifesta infondatezza, il giudice a quo dubita in primo luogo della compatibilità della disposizione censurata con gli artt. 2 e 24 Cost. in quanto la stessa comprometterebbe il diritto alla tutela giurisdizionale, diritto nel quale è ricompresa quella esecutiva, non solo negando sine die ai soggetti individuati dal comma 1 la possibilità di promuovere procedure di esecuzione forzata, ma estinguendo anche quelle già in corso, con conseguente cancellazione del pignoramento, ciò che potrebbe pregiudicare in modo irrimediabile le ragioni creditorie. Lo stesso Tribunale di Roma ritiene, inoltre, che l'art. 43 censurato violi gli artt. 3 e 111 Cost., con riferimento ai principi di eguaglianza sovrana fra gli Stati e di parità delle parti nel processo. Secondo il giudice rimettente, infatti, anzitutto, il sacrificio immediatamente imposto, con l'estinzione della procedura esecutiva, ai creditori della Repubblica federale tedesca per i danni indicati dal comma 1 della predetta disposizione non troverebbe adeguata compensazione nel Fondo contemplato dal comma 3, stante anche la mancata emanazione della normativa regolamentare destinata a disciplinare le forme di accesso allo stesso, l'entità, totale o parziale, del ristoro e le relative modalità di erogazione. Il Tribunale di Roma evidenzia, infine, che la norma censurata violerebbe anche l'art. 3 Cost., nella parte in cui preclude la possibilità di promuovere procedure esecutive solo ai cittadini italiani, lasciando impregiudicata la facoltà di altri soggetti, come la Regione greca intervenuta nella procedura pendente dinanzi a sé, di agire in sede esecutiva dinanzi a giudici italiani nei confronti della Repubblica federale di Germania per danni derivanti dai crimini commessi durante il secondo conflitto mondiale. 2.-