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La rilevanza di queste norme non si esplica solo ai fini dell'organizzazione fiscale e contabile degli enti, ma riguarda la tenuta stessa del tessuto sociale ed economico per il quale il terzo settore svolge un ruolo insostituibile. A cinque anni dal suo avvio, si vede quindi finalmente concluso il percorso di attuazione della riforma del terzo settore, che potrà così dispiegare tutte le sue potenzialità. L'auspicio, ovviamente, è che si possa procedere celermente con il via libera da parte dell'Unione europea per la più rapida entrata in vigore delle nuove norme sia per gli enti non commerciali che per le imprese sociali. Dal punto di vista fiscale, merita di essere menzionato il lavoro dei colleghi del Partito Democratico della Camera per permettere lo sblocco dei crediti fiscali precedenti al 1° maggio, che rischiavano di rimanere fermi e che avrebbero fortemente danneggiato le nostre aziende: con l'approvazione del decreto, sarà invece più facile cedere questi crediti. Potrei continuare a lungo, Presidente, ad elencare gli interventi che in questo provvedimento vanno incontro a molteplici esigenze dei cittadini e delle imprese, alle tante partite IVA delle quali molto spesso si sente parlare dentro e fuori quest'Aula. Rammarica constatare, come sempre, che mentre qualcuno prova ad offrire soluzioni, a lavorare per cambiare la vita delle persone senza populismo e demagogia, qualcuno utilizzi certi temi per riportarci in un clima di perenne campagna elettorale, quella campagna elettorale che qualcuno qui ha cercato con forza, dando peso alle esigenze elettorali, barattando la fatica di costruire risposte con la voglia di alimentare la propaganda e cercare nuovo consenso. Il risultato è davanti agli occhi di tutti. Ancora in queste ore, mentre qualcuno soffia sul fuoco delle paure attaccando sempre chi è ai margini della società e fatica ad avere voce, il Partito Democratico sta costruendo la propria campagna elettorale con lo stesso atteggiamento che ha tenuto nel corso di quasi quattro anni e mezzo di legislatura, con serietà e concretezza, continuando a mettere al centro le idee, le proposte e le soluzioni ai problemi dei cittadini. È esattamente ciò che questo provvedimento e l'azione del Governo Draghi stavano facendo: risolvere almeno in parte i problemi di famiglie, lavoratori e imprese nell'unico modo che conosciamo, con serietà, competenza e senso di responsabilità. Con la stessa serietà e responsabilità, signor Presidente, annuncio il voto favorevole di tutto il Gruppo del Partito Democratico a un provvedimento che contribuirà a semplificare la vita di tanti nostri concittadini. (Applausi) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,35) TOFFANIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, il decreto-legge semplificazioni fiscali che stiamo per votare delinea uno dei passaggi di un programma più ampio di riforme in materia di semplificazioni fiscali che il nostro Paese attende da tempo. Esso tratta però anche di altro: contiene, per esempio, un intervento di riforma delle procedure di incasso e pagamento della Tesoreria dello Stato, alcune ulteriori misure di semplificazioni in più settori e specifiche disposizioni per il nulla osta al lavoro, nonché - tra l'altro - il commissariamento della SOGIN SpA e un incremento di 70 milioni di euro per le risorse destinate all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Sono solo alcuni esempi per far comprendere l'ampia articolazione del decreto, che oggi più che mai siamo costretti in questo ramo del Parlamento a ratificare in tempi ristrettissimi e a Camere sciolte. Forza Italia avrebbe voluto affrontare il tema delle semplificazioni in materia fiscale in maniera decisamente più efficace, puntando soprattutto a migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti in un mondo tributario ancora troppo opprimente, articolato e complesso. È evidente infatti che, al di là del titolo «Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali», si tratta di un provvedimento che per portata e impatto non incide sulla materia come auspicato, ma segna un percorso. Nel passaggio alla Camera Forza Italia ha contribuito in maniera significativa con proposte di modifica al testo base che hanno trovato accoglimento. Tra gli interventi più incisivi del decreto ricordo la dematerializzazione delle scelte di destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille nel modello 730, la semplificazione della procedura relativa alla modifica del domicilio fiscale e della procedura di erogazione dei rimborsi fiscali spettanti agli eredi, l'abolizione dell'obbligo per il CAF e il professionista di conservare i singoli documenti delle spese sanitarie, la proroga al 31 dicembre 2022 del termine di presentazione della dichiarazione IMU e un'estensione dei casi di esonero dalla presentazione dell'esterometro. Il decreto consente l'eliminazione dei faldoni, la dematerializzazione, aspetto importante per agevolare la vita e il lavoro, in particolare delle piccole e microimprese, riducendo adempimenti e costi. Forza Italia ha sostenuto poi i passaggi relativi alla modifica della normativa della redazione dei bilanci delle piccolissime imprese, la soppressione della comunicazione periodica della liquidazione dell'IVA, l'intervento sugli errori contabili e, per finire, le modalità di deduzione dal valore della produzione IRAP dell'intero costo relativo al personale. Tra le misure molto positive di questo decreto troviamo anche l'intervento correttivo e retroattivo in materia di assegno unico per consentire l'accesso alla misura anche ai nuclei familiari composti da almeno un orfano maggiorenne con disabilità grave e già titolare di un trattamento pensionistico. C'è poi lo stanziamento da 58 milioni a favore delle famiglie per contrastare il fenomeno della povertà educativa. Certo, Forza Italia avrebbe voluto intervenire una volta per tutte nella parte che riguarda il lavoro per realizzare una riforma migliorativa del reddito di cittadinanza che, così come è stato concepito - e lo abbiamo visto tutti - frena il mercato del lavoro e su questo bisogna intervenire. (Applausi) . Noi da sempre invochiamo meno tasse e meno burocrazia fiscale, un obiettivo che ancora non è stato raggiunto, ma per il quale assicuriamo tutto il nostro impegno nella prossima legislatura. Infatti, semplificazione è sinonimo di crescita e sviluppo e sappiamo quanto le imprese chiedano uno snellimento dei processi burocratici che rallentano l'innovazione e talvolta impediscono di creare nuova occupazione. In questi ultimi dieci anni è mancata una vera programmazione con regole certe e strutturali. Ciò, da una parte, ha impedito a famiglie e imprese di pianificare la propria vita e la propria attività e, dall'altra, ha comportato una limitata attrattività per gli investimenti stranieri. Noi siamo pronti a ripensare il sistema Paese. A fronte del nostro PNRR è indispensabile mettere in atto le riforme attese da decenni, senza le quali gli interventi sarebbero sterili ed inefficaci per una vera ripresa e soprattutto per la necessaria crescita.