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Tale ultima previsione amplia la sfera operativa della nuova aggravante, estendendola ai reati commessi contro vari soggetti tra i quali gli osservatori arbitrali, spesso intervenuti a difesa degli arbitri e anche loro vittime di violenza. L'aggravante trova un duplice fondamento concettuale. Da una parte, infatti, la circostanza che il ruolo del soggetto che ne è vittima sia quello di rappresentante di un'autorità decisionale, nell'ambito della gara, all'uopo demandata in nome e per conto della federazione di appartenenza; dall'altra, la necessità di riconoscere il disvalore sociale di una condotta che, spesso, viene consumata nel corso di eventi e manifestazioni sportive ai quali prendono parte centinaia e migliaia di spettatori, tra cui bambini, giovani e famiglie, con inevitabile ripercussione e compromissione di quei valori cardine che lo sport praticato nell'evento mira a tutelare e diffondere. Infine, l'articolo 5 intende offrire una più ampia tutela alla vittima di condotte violente, prevedendo una presunzione assoluta di non tenuità del fatto qualora la condotta sia stata commessa in danno del giudice di gara in occasione o a causa di una manifestazione sportiva. Ciò evidenzia il maggior disvalore della condotta qualora commessa in danno di un arbitro. In conclusione, riteniamo che occorra un serio intervento da parte dello Stato per arginare e contrastare tutti i fenomeni di violenza. Siamo certi che tale intervento normativo potrà costituire un primo importante segnale per porre un freno a deplorevoli condotte. Tuttavia, siamo consapevoli che, oltre alle norme di legge, è necessaria una profonda azione sul piano culturale che parta dalla sensibilizzazione dei più piccoli affinché nei campi da gioco si concretizzino i valori più alti dello sport senza dare luogo a manifestazioni di violenza di sorta.. 1 (Modifiche alla legge 13 dicembre 1989, n. 401) 1 Alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 6: 1 al comma 1 , dopo la lettera a) è inserita la seguente: « a-bis ) coloro che risultino imputati o condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei delitti di cui all'articolo 6- sexies »; 2 al comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Nei casi di cui al comma 1, lettera a-bis ), è sempre disposta la prescrizione di cui al comma 2 e la durata della stessa, e del divieto di cui al comma 1, non può essere inferiore ad anni tre nei casi di lesioni personali, ad anni cinque nei casi di lesioni personali gravi o gravissime e ad anni dieci nei casi di omicidio preterintenzionale »; b all'articolo 6- quinquies , il comma 1- bis è abrogato; c dopo l'articolo 6- quinquies è inserito il seguente: « Art. 6- sexies . – (Lesioni personali o omicidio preterintenzionale in danno di arbitri o di altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive) – Nei casi previsti dagli articoli 582, 583 e 584 del codice penale, la pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di arbitri o di altri soggetti cui, in forza di una designazione della federazione di appartenenza, risulta affidata la responsabilità di assicurare la regolarità tecnica di una manifestazione sportiva, o se i fatti sono commessi in danno di soggetti designati dalla federazione di appartenenza per svolgere un incarico nell'ambito di una manifestazione sportiva, quando il reato è commesso a causa o in occasione di quest'ultima ». 2 (Modifica al codice penale) 1 All'articolo 131- bis , secondo comma, secondo periodo, del codice penale, dopo le parole: « commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, » sono aggiunte le seguenti: « nonché, in ogni caso, quando si procede per delitti commessi in danno dell'arbitro o di altro soggetto cui risulti affidata la responsabilità di assicurare la regolarità tecnica di una manifestazione sportiva, quando il reato è commesso in occasione o a causa di quest'ultima, ». 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.