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programmazione, realizzata prioritariamente con finanziamenti pubblici, di progetti multimediali e di opere teatrali contemporanei per una quota pari al 30 per cento e di opere teatrali e di balletti della tradizione locale, nazionale, europea e intercontinentale per una quota pari al 70 per cento; c mezzi di informazione: formazione e diffusione artistiche e culturali attraverso la Radiotelevisione italiana Spa (RAI), canale RAI Tre; quota percentuale riservata alla programmazione del settore del 30 per cento; d musica classica e contemporanea: produzione di composizioni specifiche, realizzate con finanziamenti pubblici, da commissionare ad autori di chiara fama internazionale e a giovani compositori italiani ed europei, mediante una selezione pubblica, per soli titoli artistici e culturali, da effettuare con cadenza annuale o biennale; e ricerca artistica e scientifica: incentivazione di produzioni originali e individuali, scelte mediante una selezione pubblica, per soli titoli artistici e culturali, da effettuare con cadenza semestrale o annuale; f istituzioni accademiche e universitarie: promozione di progetti di formazione iniziale e specialistica musicale, scelti mediante una selezione pubblica, per soli titoli artistici e culturali, da effettuare con cadenza annuale; g pubblicazioni: incentivazione di produzioni di tipo editoriale, discografico e multimediale, realizzate con finanziamenti pubblici; h organizzazioni non lucrative di utilità sociale: progetti di eventi con tematiche innovative e di ricerca scientifica e artistica, scelti mediante una selezione pubblica; i convegni e seminari: proposte di convegni e di seminari su tematiche innovative e su approfondimenti relativi alla musica e allo spettacolo dal vivo, realizzati con finanziamenti pubblici. 6 (Disposizioni fiscali) 1 I crediti d'imposta, previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 22 settembre 2000, n. 310, adottato ai sensi dell’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, si applicano alle attività di spettacolo, di intrattenimento e di svago, con riferimento alle sole esecuzioni musicali di qualsiasi genere, alle discoteche e alle sale da ballo per i soli eventi nei quali l'esecuzione della musica dal vivo ha un'opportuna rilevanza nel complesso delle esecuzioni di durata superiore a sessanta minuti giornalieri, nel rispetto delle seguenti condizioni: a i musicisti siano iscritti al registro; b i musicisti non siano organizzati in forme associative a carattere amatoriale. 2 Per musica dal vivo si intende l'emissione attraverso l'armonizzazione di suoni polifonici realizzati tramite l'uso diretto di uno o più strumenti originali, quali il pianoforte, la fisarmonica, la chitarra e l'organo. La musica eseguita con basi musicali precostituite, qualsiasi sia il supporto, è equiparata alla musica dal vivo solo se utilizzata in modo complementare e non sostitutivo. 3 L'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) relativa alla musica dal vivo eseguita nei luoghi di intrattenimento e di svago, nell’ambito di pubblici esercizi, discoteche, sale da ballo, concertini e piano bar comprese le multisale, è equiparata a quella relativa ai concerti e agli spettacoli teatrali e cinematografici previsti dalla tabella A, parte III, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. La medesima aliquota è applicata contestualmente nei fogli d’ingaggio di cui all'articolo 2 allo scopo utilizzati. 4 Le aziende pubbliche e private che sostengono eventi culturali di qualunque categoria, detraggono il 90 per cento della cifra investita. 7 ( Modifica all’articolo 48 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 ) 1 All’articolo 48 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1- ter. L’Agenzia versa il 3 per cento del totale delle somme di cui al comma 1 per la costituzione di un fondo presso ogni comune finalizzato a sponsorizzare eventi musicali e culturali, nonché ad aiutare enti ed associazioni culturali nello svolgimento della loro attività educativa. L’uso di tale fondo è controllato da un apposito ufficio presso le sedi dell’Agenzia delle entrate territorialmente competenti. Le somme del fondo devono essere interamente investite alla conclusione dell’anno solare in corso. I comuni devono concedere l’uso gratuito, su richiesta, delle sale, dei palazzi storici e degli immobili di proprietà qualora richieste da enti o associazioni culturali, per lo svolgimento di iniziative culturali, siano esse gratuite o previa emissione di biglietto».