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Pertanto, a due anni dal sisma, la vita appare ancora congelata in quelle zone in cui, peraltro, vige una burocrazia che rende assolutamente problematico procedere, sia pure con risorse proprie, alla ricostruzione e al rilancio di attività commerciali e imprenditoriali. Il ritorno a casa per la popolazione anziana, frastornata da spostamenti che equivalgono a sradicamenti di cui pagano un prezzo elevato anche in termini di salute con un aumento significativo delle patologie psicofisiche, è una delle tre richieste prevalenti. Vi è poi la rete sociale per i più giovani, a cominciare dalla scuola, ma includendo anche tutto l'insieme dei luoghi di incontro e di socializzazione; il lavoro per i giovani e meno giovani, obbligati ad abbandonare i loro territori per dare vita a una migrazione interna indispensabile per farsi carico delle proprie famiglie. A tutto ciò occorre aggiungere la complessità di avvalersi di servizi socio-sanitari in condizioni adeguate. La presenza oggi in questa sede, mentre discutiamo di questo decreto-legge, non può essere soltanto del MEF perché non sarà solo questo Ministero a risolvere questi problemi. Noi avremmo voluto avere qui il Ministro dell'istruzione, il Ministro della famiglia, il Ministro dei beni culturali, il Ministro del lavoro. È mancata la percezione globale dei problemi delle popolazioni. Per questo è chiaro che non possiamo dare un voto positivo a questo decreto-legge. Probabilmente ci asterremo, ma la verità è che la tentazione di esprimere un voto negativo è di gran lunga maggiore. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rufa. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli senatori, è con immensa emozione che oggi mi esprimo in quest'Aula con la promessa di fare bene solo per il popolo italiano. Nel 2009, a L'Aquila e in Abruzzo: case, edifici, questura, prefettura, ospedale, la casa dello studente; la città di Onna completamente rasa al suolo, più di mille feriti, circa 65.000 sfollati, 309 vittime. In Emilia Romagna nel 2012; nel 2013 in Campania. Nel 2016, il 24 agosto, ore 3,36 locali nel Lazio: Amatrice, Accumoli, il confinante Arquata del Tronto; in 4 giorni oltre 3.000 repliche sismiche e 299 vittime. Nelle Marche il 26 ottobre e il 30 ottobre in Umbria, a Norcia, ore 7,40: il terremoto per intensità più forte del XXI secolo, circa 30.000 sfollati tra Marche e Umbria. Nel 2017, in Campania, due vittime. Sono dati e date che hanno segnato i nostri ultimi anni e che segnano anche i nostri ultimi giorni, e mettono a dura prova le nostre paure a causa della ininterrotta attività sismica che interessa la fascia tettonica alpino-appenninica. L'Italia è sempre in allerta e la politica deve essere sempre pronta e compatta. Dobbiamo essere sempre consapevoli e memori di tali eventi, coscienti ed imperterriti a risolverli quanto prima. Siamo obbligati a salvare sorrisi e speranze. Ovvio quindi che, come Lega, siamo favorevoli a che il decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, con le dovute modifiche apportate di fretta, venga convertito in legge. Ringraziamo anche il Parlamento europeo, che ha stanziato 1,2 miliardi di euro dal Fondo di solidarietà europea per i 140 Comuni delle quattro Regioni interessate dal terremoto. L'utilizzo delle risorse, la scelta delle operazioni da eseguire e l'esecuzione delle attività di verifica e controllo sono state e sono di responsabilità dello Stato italiano, e voglio credere che le mani che hanno toccato questo denaro siano state mani responsabili e rispettose del dolore delle popolazioni terremotate. Signor Presidente, onorevoli senatori, ho sempre creduto che, soprattutto in quest'Aula, ogni giorno è il giorno, ed oggi è il giorno per chiedere scusa per i ritardi, per le promesse non mantenute, per una burocrazia contorta e per la durezza della politica stessa, a volte. È anche il giorno per rendere ancora onore ad un popolo sofferente; un abbraccio, perciò, che arrivi ai figli delle popolazioni terremotate, incolpevoli di vivere ancora in case di emergenza e crescere ancora senza certezze. Ma siate certi che, per la Lega, i loro figli sono i nostri figli; per la Lega, prima i terremotati; per la Lega, prima gli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Siano. Ne ha facoltà. DE SIANO (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, stiamo discutendo il quarto decreto-legge che riguarda il terremoto verificatosi nell'agosto del 2016 in alcuni Regioni centrali del nostro Paese (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,15) ( Segue DE SIANO). Si tratta di un decreto-legge che, come hanno ben evidenziato i miei colleghi, tratta principalmente di proroghe di misure fiscali e regola in maniera parziale il problema della rimozione delle macerie. Ma ne hanno già parlato i miei colleghi e non voglio ripetere quanto già detto. Vorrei quindi, in questi pochi minuti che ho a disposizione, mettere in evidenza in quest'Aula una disparità di trattamento nel nostro Paese rispetto a calamita naturali che purtroppo si verificano. Mi riferisco all'evento che, esattamente un anno dopo, il 21 agosto 2017, si è verificato nell'isola di Ischia e ha colpito alcuni Comuni di quest'isola. Ebbene, posso affermare senza timore di essere smentito che i Governi precedenti hanno trattato come marginale l'evento sismico verificatosi sull'isola d'Ischia, come evento di serie B rispetto a quello principale che purtroppo aveva avuto luogo l'anno precedente (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per questo sintetizzo brevissimamente i danni che hanno riportato i Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio il 21 agosto 2017 e che ad oggi non hanno trovato assolutamente risposta: le persone sfollate sono 3.300; le richieste di contributo per autonoma sistemazione sono 1.200 (questi sono i dati ad oggi); le unità abitative danneggiate sono 1.900; le persone ancora alloggiate in albergo a tutt'oggi sono 323; sette scuole e sette chiese chiuse ad oggi; le strutture ricettive inagibili (alberghi, bed and breakfast, ristoranti), ma anche attività commerciali e studi professionali sono 65; i posti di lavoro che si sono persi a causa dell'evento in maniera diretta sono 600, il calo delle presenze turistiche lo scorso anno, dopo qualche ora dall'evento, è stato di oltre il 60-65 per cento e ad oggi, per la stagione 2018, si calcola sull'isola di Ischia (totalmente e non solamente sui tre Comuni colpiti dal terremoto) un calo delle presenze turistiche che sfiora il 30 per cento. Sono dati ufficiali. Da parte del Governo precedente non c'è stata una presa in considerazione seria di un territorio importante della Regione Campania. Non c'è stata assolutamente la nomina del commissario per la ricostruzione;