[pronunce]

che il motivo di inammissibilità della precedente ordinanza è superato, perché nella ordinanza all'odierno esame lo stesso rimettente riferisce con precisione il reddito dell'istante (4192,00 euro, reddito che effettivamente è inferiore alla soglia di reddito necessaria per poter usufruire del patrocinio a spese dello Stato, che era pari a 9296,00 euro all'epoca dell'ordinanza di rimessione, e che ora è pari a 9723,00 euro); che ciò non esclude la sussistenza di analoga ragione di inammissibilità, dal momento che, in presenza dell'art. 79, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002 – a norma del quale «per i redditi prodotti all'estero, il cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea correda l'istanza con una certificazione dell'autorità consolare competente, che attesta la veridicità di quanto in essa indicato» –, il rimettente non fa menzione di questa certificazione, necessaria al fine dell'accertamento delle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, limitandosi ad affermare che l'istante aveva dichiarato esclusivamente di non possedere né immobili, né redditi di sorta in Marocco; che, per costante giurisprudenza di questa Corte, il giudice deve rendere esplicite le ragioni che lo inducono a sollevare la questione di costituzionalità con una motivazione autosufficiente, tale da permettere la verifica della valutazione sulla rilevanza: ciò che, per la evidenziata lacuna, non risulta possibile nel caso di specie; che tale insufficienza della motivazione, non consentendo alla Corte il controllo sulla rilevanza della questione nel giudizio a quo, determina la manifesta inammissibilità della questione sollevata (ex plurimis, ordinanze n. 220, n. 319 e n. 376 del 2006). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 119 e 142 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale dell'Umbria, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA