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19) a sviluppare percorsi di riabilitazione oncologica che prevedono il coinvolgimento della medicina di prossimità e assistenza domiciliare facendo leva sui nuovi setting (case di comunità e ospedali di comunità); 20) a valorizzare ed implementare la survivorship care per pazienti sopravvissuti e guariti prevedendo strumenti per migliorare la qualità di vita e l'efficacia delle cure. Interrogazioni Atto n. 3-03328 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: l'atto di sindacato ispettivo 3-03151, pubblicato il 9 marzo 2022, ha portato all'attenzione del Ministro in indirizzo una situazione, che pare non conforme a quei principi di trasparenza e parità di trattamento che sono imprescindibili fondamenti dell'agire e del buon andamento della pubblica amministrazione, e quindi anche delle università italiane; nella citata interrogazione è stato portato ad esempio un caso di particolare gravità, che interessa la "Alma Mater studiorum Università di Bologna", ateneo che pure eccelle nel contesto nazionale per numero di regolamenti volti a prevenire, contrastare e sanzionare non solo la corruzione, ma anche il mancato rispetto del codice etico e dell'integrità nella ricerca; nel "Regolamento per l'integrità nella ricerca" adottato dalla "Alma Mater" nel 2020 si dichiara, in premessa, che l'ateneo di Bologna "ritiene irrinunciabile il principio dell'integrità nello svolgimento dell'attività di ricerca, così come il trasferimento, a quanti si formano presso l'Ateneo, dei principi e dei valori su cui si fonda tale integrità"; il medesimo regolamento stabilisce (art. 1) che la Alma Mater "si impegna a gestire tempestivamente, con rigore e obiettività, nel pieno rispetto del principio di trasparenza, gli eventuali casi segnalati di non rispetto dell'integrità nella ricerca"; considerato che: a quanto risulta agli interroganti , le modalità di applicazione del suddetto regolamento, ad iniziare dall'art. 1, non sembrano corrispondere alle finalità e ai principi espressi. Un caso esemplare di questa difficoltà di attuazione è stato già portato all'attenzione del Ministro nell'interrogazione citata, che evidenziava la sussistenza di una preoccupante opacità e di una ancor più grave disparità di trattamento nelle posizioni assunte e nelle azioni intraprese dall'ateneo bolognese in relazione a segnalazioni di presunto plagio; il medesimo ateneo, che in altri casi con grande sollecitudine e massima attenzione aveva accolto più segnalazioni a carico di un suo docente, fin se proposte da soggetti non più in rapporti con l'Alma Mater, ha adottato tempi e modi del tutto diversi nei confronti di una segnalazione presentata dal docente "plurisegnalato"; dal dicembre 2019, infatti, l'ateneo evita di rispondere nel merito in relazione ad un presunto plagio compiuto da un soggetto che all'epoca dei fatti era dottorando in un corso condiviso dalle università di Bologna e Padova, e che in quanto tale dalla Alma Mater percepiva regolare stipendio, nella forma di una borsa di studio triennale finanziata con fondi pubblici; la segnalazione arrivata al magnifico rettore nell'aprile 2021 (con il corredo di una dettagliata perizia tecnica) ha ottenuto risposta solo il 16 marzo 2022, una settimana dopo la pubblicazione della citata interrogazione in cui la situazione era portata all'attenzione del Ministro. Nonostante l'insediamento di un nuovo rettore e di una nuova governance di ateneo, nella Alma Mater, contenuti e tenore della risposta si sono rivelati del tutto in linea con l'opacità e la disparità di trattamento che da anni caratterizzano la vicenda; ad una segnalazione corredata, come detto, da una perizia di valore legale, l'attuale magnifico rettore ha infatti ritenuto, infine, di rispondere che la segnalazione va archiviata, per difetto di informazione e mancanza di interesse: da una parte, in quanto il presunto plagio non sarebbe verificabile, perché l'autore della tesi di dottorato aveva posto sulla medesima un embargo permanente; dall'altra, in quanto "anche un'eventuale riscontro" (testuali parole tra virgolette, apostrofo compreso) non avrebbe conseguenze concrete, in quanto l'autore della tesi, e del presunto plagio, non è ora interno all'ateneo; nei fatti, l'Alma Mater continua a tutelare strenuamente un medesimo soggetto: sia accogliendo con estrema sollecitudine le sue segnalazioni, sia omettendo, quando il "tutelato" viene a trovarsi nella posizione di "segnalato", le verifiche e le valutazioni previste dai suoi stessi regolamenti; di fronte alla nota del 16 marzo scorso, il docente autore della segnalazione ha allora ritenuto suo dovere, nel rispetto del codice etico e del "Regolamento per l'integrità della ricerca" dell'Alma Mater, far presente al rettore che l' embargo permanente non risulta essere previsto per le tesi di dottorato nella normativa vigente, e che l'autore del presunto plagio era, all'epoca dei fatti, titolare di borsa erogata dalla Alma Mater; contestualmente, il medesimo docente ha indirizzato al rettore un'istanza di accesso agli atti, ex art. 22 e seguenti della legge n. 241 del 1990 e art. 5, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 33 del 2013, relativa a tutti gli atti, provvedimenti, documenti e comunicazioni redatti, emessi, prodotti, trasmessi e ricevuti da servizi e soggetti dell'ateneo in conseguenza della segnalazione del 21 aprile 2021. A tale istanza nessun riscontro è stato dato dall'ateneo di Bologna; valutato che: la vicenda narrata riguarda un corso di dottorato, ovvero il primo livello della ricerca universitaria, sul quale molto stanno investendo, e ancor più si preparano a investire, Ministero e università, anche grazie ai finanziamenti del PNRR, creando nuovi dottorati nazionali e potenziando quelli locali, con centinaia di nuove posizioni. In tale prospettiva, appare ancora più preoccupante il difetto di interesse per la verifica della sussistenza di un presunto plagio, compiuto da un dottorando (stipendiato con fondi pubblici) e acclarato da una perizia tecnica di valore legale; la vicenda vede protagonista proprio l'ateneo, ovvero l'Alma Mater, che in Italia si è più e meglio dotato di strumenti atti a prevenire e sanzionare ogni "cattivo comportamento". Allo stato, però, pare che per tale ateneo non tutti i "cattivi comportamenti" siano meritevoli della medesima attenzione, e che alcuni soggetti siano beneficiari della massima tutela, a prescindere da ogni effettiva ed accurata verifica dei fatti; il caso rischia di costituire un modello negativo per i molti giovani che ancora vedono nel dottorato di ricerca un importante strumento di formazione e di crescita, in termini non solo scientifici e professionali ma anche etici, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa acquisire dal magnifico rettore della "Alma Mater" i dati utili a chiarire le motivazioni di questa palese e reiterata disparità di trattamento, sempre a danno del medesimo soggetto;