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Il Trentino quindi ricorda la figura di Maria Romana e del padre Alcide con il massimo rispetto e con il massimo cordoglio. Ci rivolgiamo alla famiglia per esprimerle la nostra vicinanza e il nostro pensiero. (Applausi) . *QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, la collega Parente è voluta partire da un'immagine e da un filmato. Io vorrei partire da un libro: «De Gasperi uomo solo». Se dovessi consigliare a un ragazzo che si avvicina alla politica una bibliografia di formazione, al primo posto metterei questo volume e forse dopo quello di un altro grande europeista, Altiero Spinelli: «Come ho tentato di diventare saggio». Sono due scritti molto differenti tra loro, che esprimono anche un europeismo molto eterogeneo, ma spiegano le ragioni epocali della sovranazionalità e spiegano anche come alcuni tragitti politici, che partono da punti di partenza completamente diversi, si possano incontrare. È un libro importante quello di Maria Romana De Gasperi; lo è innanzitutto da un punto di vista letterario, perché è un libro bello, godibile; e poi lo è da un punto di vista storiografico, perché è entrato appieno nel dibattito sulla figura di Alcide De Gasperi. In qualche modo quell'interpretazione, che veniva da chi gli è stato vicino ed è stato testimone della sua azione politica, si è contrapposta a quella di un grande storico che ha agito a livello non della memoria ma della ricostruzione storiografica. Mi riferisco a Pietro Scoppola e al suo "La proposta politica di De Gasperi". Erano due interpretazioni differenti: una che voleva un De Gasperi orgoglioso difensore della stagione centrista, che poi è stata riconosciuta come la più felice della Repubblica anche da tanti storici ed economisti di sinistra; l'altra che invece riteneva che il suo percorso avrebbe portato inevitabilmente al centro-sinistra, che fu invece una conseguenza voluta da quanti gli successero nella Democrazia Cristiana. Soprattutto, quel libro si caratterizza per una grande, infinita umanità. È la testimonianza della grandezza della politica e anche della sua durezza, perché quelle pagine ci mostrano come colui che a tutti gli effetti deve essere considerato il nostro ricostruttore, il national builder che salvò l'Italia dalla guerra, dalla fame e dal comunismo, abbia dovuto subire asprezze e accuse indicibili e si dovette persino difendere dall'accusa di non essere un italiano. Quel libro ci dice anche molte cose attuali. L'ultima sfida di De Gasperi, che Maria Romana ricostruisce, fu quella della Comunità europea di difesa, dell'Esercito europeo, e vorrei che qualcuno rileggesse oggi le sue lettere dalla Valsugana per capire quanto è importante per la dignità di un Paese rispettare gli impegni internazionali che si assumono. Infine, è un libro che ci spiega come la politica sia una missione e in questo trova la sua bellezza e il suo riscatto, anche il riscatto dalle sue ingiustizie. Io ho un ricordo personale di Maria Romana, perché l'ho frequentata anche per ragioni professionali quando ho scritto su suo padre. Ricordo un tratto di dolcezza, di innata cortesia, ma anche un'intransigenza che arrivava quasi alla durezza, che mi fa capire come a volte essere dei moderati - come certamente era lei e come era stato suo padre - vuol dire dover avere la schiena dritta ancor più di chi ha posizioni radicali. Sono tutti elementi che noi dovremmo recuperare alla politica di oggi, che la politica ha in parte smarrito. Se volessimo oggi onorare veramente Maria Romana, dovremmo farlo con questo impegno da parte di tutta l'Aula. (Applausi) . TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, questa notte, all'età di novantanove anni, si è spenta Maria Romana De Gasperi, primogenita di Alcide De Gasperi. Ho conosciuto e incontrato diverse volte Maria Romana e per questo la ricordo con molta commozione e da quest'Aula vorrei rivolgere le mie più sentite condoglianze e quelle di tutto il Gruppo Lega ai familiari e alle tante persone che le hanno voluto bene. A loro va la nostra vicinanza. Nata a Trento nel 1923, ha solo quattro anni quando comincia a soffrire per l'assenza del padre, arrestato nel 1927. Maria Romana trascorre l'infanzia e l'adolescenza nella sobrietà, studiando a Roma e laureandosi in lettere alla Sapienza. Da subito è attiva all'opera del grande statista e con lui vive momenti cruciali della storia della Repubblica: lo assiste come segretaria privata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, lo segue e accompagna nei viaggi di rappresentanza e durante i memorabili incontri con le più illustri personalità politiche internazionali. Conosce quindi Schuman e Adenauer durante il processo di unificazione europea. Lei c'era a Parigi nel 1946 alla Conferenza di pace dove De Gasperi rappresentò l'Italia. In un'intervista ricordava: «Io c'ero, ricordo il silenzio assordante dopo il suo intervento, imputato responsabile di una guerra (...) che in realtà aveva combattuto». Maria Romana De Gasperi ha dedicato completamente tutta la sua vita al padre, quel padre amatissimo, tanto da diventare custode e divulgatrice del suo pensiero, della sua straordinaria attività politica. Autrice di numerosi libri sul grande statista, è stata presidente onorario della Fondazione De Gasperi da lei stessa istituita nel 1982, diventata punto di riferimento nel panorama politico e culturale italiano per chi si rivede nell'originario spirito europeista degasperiano e nei valori vissuti e sostenuti da Alcide De Gasperi, come la centralità della persona umana, la difesa della democrazia e l'integrazione europea. Maria Romana diceva di sentirsi trentina a tutti gli effetti e infatti ha sempre mantenuto con il Trentino un rapporto intenso: tornava ogni volta che c'erano un incontro o un'iniziativa dedicati alla memoria del padre. Fu lei, in uno degli incontri proprio in Trentino, a ricordare la più grande delusione di Alcide De Gasperi, quando, nelle settimane prima di morire, nel 1954, vide sfumare la possibilità di costruire un esercito europeo e provvedere a una difesa comune in Europa. In quell'occasione, Maria Romana racconta di aver visto per la prima volta il padre piangere, proprio quando capì che il momento stava passando. La sua vita è stata segnata da diversi lutti, ma ripeteva spesso di aver avuto la fortuna di vivere la sua giovinezza davanti a un uomo onesto, che con il suo esempio le aveva insegnato il coraggio di tenere fede alle proprie idee, anche se causa di sofferenza e di solitudine, e di affrontare le difficoltà con tenacia. Maria Romana De Gasperi ha incarnato alla perfezione gli ideali del papà, tenendo alto il suo nome con il costante e prezioso impegno per conservarne e diffonderne la memoria.