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per la prima volta, da quando nel 2014 all'interno del Fondo di solidarietà comunale è stato costituito un accantonamento di risorse destinato in favore delle unioni e delle fusioni di Comuni, le risorse stanziate non riescono a soddisfare la corretta erogazione, secondo la normativa vigente, del contributo straordinario per favorire la fusione stessa; il 28 giugno 2019, Roberto Pella, vice presidente vicario Anci, e Massimo Castelli, coordinatore Anci piccoli Comuni, hanno affermato: "Auspichiamo il mantenimento della linea che incentiva i Comuni a stare insieme nelle forme previste dell'ordinamento, per migliorare la qualità dei servizi erogati alle comunità. Così chiediamo che venga portato a compimento il percorso di approvazione delle nuove norme in materia di gestione associata, peraltro già condiviso nel tavolo presieduto dal sottosegretario all'Interno Stefano Candiani"; tenuto conto che: gli interroganti con l'atto di sindacato ispettivo 3-00878 avevano già evidenziato le criticità e richiesto il finanziamento adeguato della dotazione del Fondo di solidarietà comunale destinato in favore delle unioni e delle fusioni di Comuni rispetto alle richieste pervenute per il 2019; tali criticità sono state purtroppo confermate dal decreto del Ministero dell'interno del 27 giugno 2019, si chiede di sapere se si intenda finanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà comunale in merito al contributo erariale per l'anno 2019 destinato ai 67 enti costituiti a seguito di fusioni e incorporazioni. Atto n. 3-00984 LAFORGIA Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 21 giugno 2019, un'azienda del bresciano, Chino Color Srl di Lumezzane, ha inviato un documento a tutti i propri fornitori con su scritto: "Chiediamo tassativamente, pena interruzione di rapporto di fornitura con la vostra Società, che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili" e specificando quali nazionalità verranno accettate: "Gli unici di nazionalità estera che saranno accettati saranno quelli dei paesi dell'Est, gli altri non saranno fatti entrare nella nostra azienda né tantomeno saranno scaricati"; fra i fornitori destinatari della comunicazione vi è la Dtm-Dterchimica, azienda di Torbole Casaglia (Brescia), che fornisce prodotti e servizi di pulizia professionale e che ha reagito rispondendo all'azienda di Lumezzane, spiegando che l'unico criterio di valutazione per i propri lavoratori è la professionalità e non la nazionalità; il gruppo "I Sentinelli di Milano" riferisce che l'avvocato dello studio legale WildSide, Cathy La Torre, segnalerà l'episodio all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni (Unar); i Sentinelli invitano chi li segue a fare lo stesso sul sito "unar". "Ma la domanda è: se ogni azienda, esercente, commerciante, cominciasse a dire no neri, no ebrei, no rom, no gay, no disabili, cosa accadrebbe - si domandano i Sentinelli - in questo paese? Pensate che le leggi razziali siano così lontane? Invece sono già realtà, sotto forma di piccole politiche aziendali, sotto forma di padroni di casa che non affittano a persone con la pelle nera, sotto forma di ristoranti che cacciano coppie di omosessuali, sotto forma di compagnie aeree che negano l'imbarco a persone disabili"; considerato che: l'articolo 3 della Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"; simili episodi, a parere dell'interrogante, sono in netto contrasto con la nostra Carta costituzionale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e come il Ministro dell'interno intenda far rispettare gli articoli della Costituzione e come il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intenda tutelare il diritto al lavoro e se intenda rimuovere quegli ostacoli discriminatori che determinano il mercato del lavoro. Atto n. 3-00986 PARRINI BITI BINI VALENTE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: il 26 luglio 2019 una dipendente del supermercato Eurospin di Sovigliana, nel comune di Vinci (Firenze), avrebbe ricevuto, senza alcun preavviso da parte della propria azienda, la lettera di licenziamento, mentre era ancora in convalescenza, dopo per aver subito un trapianto; nelle poche righe contenute nella lettera veniva comunicato alla lavoratrice "la risoluzione del rapporto di lavoro con effetto immediato", a causa del superamento del limite di sei mesi di malattia, previsti dal contratto; la donna, 40enne empolese, assunta dal supermercato come "categoria protetta", perché affetta da sclerosi multipla, si è rivolta alla Filcams Cgil dell'Empolese Valdelsa, dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento; considerato che: secondo quanto riportato dal quotidiano "La Nazione" la donna lavorava nel supermercato Eurospin di Sovigliana dal 2013 e in seguito all'aggravarsi della malattia, nell'ultimo anno, ha dovuto assentarsi dal lavoro per più di sei mesi; la lavoratrice, riguardo alla sua assenza dal lavoro per gravi motivi di salute, aveva ricevuto rassicurazioni dall'ufficio del personale dell'azienda, secondo quanto riportato da Andrea Bulleri per il quotidiano "la Repubblica" (cronaca di Firenze); considerato inoltre che: la contrattazione collettiva stabilisce il limite della conservazione del posto di lavoro in caso di malattia e spesso amplia la tutela del lavoratore ammalato in relazione a specifiche forme patologiche differenti nei diversi contratti; secondo il contratto collettivo nazionale per il settore del commercio "Il lavoratore potrà ottenere, previa richiesta, per comprovate e gravi ragioni di salute propria o dei suoi familiari, un periodo di aspettativa, con diritto alla conservazione del posto di lavoro"; come sottolineato da Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil al quotidiano "La Nazione", «Purtroppo la signora si è fidata dell'azienda che nei suoi confronti ha avuto un comportamento inqualificabile. Un'azienda seria avrebbe messo a conoscenza la sua dipendente del fatto che, al termine dei 180 giorni di malattia, poteva chiedere altri dodici mesi di aspettativa non retribuita. I malati oncologici possono inoltre chiedere una proroga. Ad ogni modo avrebbero potuto consigliarle di rivolgersi a un patronato»; tenuto conto che: la Filcams Cigil dell'Empolese Valdelsa ha già annunciando che, nel caso in cui la lavoratrice non sia reintegrata nel suo posto di lavoro, è pronta a dar vita a ogni forma di protesta necessaria: dagli scioperi di categoria fino ai picchetti davanti al supermercato per invitare la clientela a fare acquisti altrove; il quotidiano "la Repubblica" ha provato a contattare l'azienda, la Eurospin Tirrenica, senza però ricevere alcun tipo di commento sulla vicenda; i fatti per ora resi noti dai sindacati e dagli organi di informazione evidenziano che i diritti della donna licenziata, madre di un bambino di dieci anni e affetta da una seria malattia, sono stati violati con un licenziamento discriminatorio, si chiede di sapere: