[pronunce]

strada demandi i servizi di polizia stradale «in via principale» alla Polizia di Stato (tramite la Polizia stradale), perché «ciò che conta è l'accertamento dell'irreprensibilità della condotta pregressa dell'aspirante dal punto di vista del pieno rispetto della legalità e non la circostanza che le precedenti violazioni di legge riguardino specifici compiti che dovranno poi essere svolti in qualità di finanziere». Il rimettente, inoltre, non avrebbe adeguatamente considerato che per il reclutamento in tutte le Forze di polizia è previsto il «possesso delle qualità morali e di condotta stabilite per l'ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria», onde la commissione del reato di guida in stato di ebbrezza, se ritenuto indice della mancanza di tali qualità, potrebbe precludere anche l'accesso ai ruoli di agente della Polizia di Stato, di carabiniere o di agente della Polizia penitenziaria. L'unica differenza consisterebbe, come visto, nell'automatismo della specifica causa di esclusione, che non consente al Corpo della Guardia di finanza di valutarne discrezionalmente il rilievo per verificare le qualità morali e di condotta necessarie alla prestazione del servizio nei suoi ranghi: circostanza che, secondo l'Avvocatura, sarebbe inidonea a «trasmodare nella "pretermissione dei criteri di razionalità e proporzionalità che costituiscono un limite all'esercizio della discrezionalità del legislatore"», apparendo invece il risultato di un ragionevole bilanciamento. 2.2.- Quanto all'asserita violazione dell'art. 27, terzo comma, Cost., la questione sarebbe preliminarmente inammissibile, per difetto di adeguata motivazione sulla non manifesta infondatezza. Non sarebbero esposte le ragioni per le quali la disposizione censurata, in relazione al particolare trattamento sanzionatorio previsto dall'art. 186, comma 9-bis, cod. strada, che consente di applicare la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, finirebbe per contraddire la finalità rieducativa della pena. Anche ove le censure muovessero dal confronto con la situazione del partecipante al concorso che ha ottenuto la riabilitazione penale, il rimettente non avrebbe chiarito perché la guida in stato di ebbrezza costituente reato non potrebbe costituire causa di esclusione dall'arruolamento anche nell'ipotesi di applicazione della pena sostitutiva seguita dall'estinzione del reato, trattandosi di una «situazione esattamente identica a quella che si viene a creare in caso di condanna seguita da riabilitazione». 2.2.1.- La questione sarebbe comunque non fondata, in quanto la guida in stato di ebbrezza costituente reato integra, ad avviso dell'Avvocatura, un comportamento di per sé incompatibile con il requisito dell'incensurabilità della condotta, senza che le vicende processuali sfociate nell'eventuale estinzione del reato per esito positivo della pena sostitutiva (o nell'eventuale riabilitazione) possano far venire meno il disvalore sociale della condotta. Inoltre, il peculiare e favorevole trattamento sanzionatorio di cui all'art. 186, comma 9-bis, cod. strada conserverebbe diversi vantaggi per l'interessato, nonostante la prevista esclusione dall'arruolamento nella Guardia di finanza, con la conseguenza che non sarebbe pregiudicata la funzione rieducativa dell'istituto del lavoro di pubblica utilità. Non senza considerare - aggiunge l'Avvocatura - che la figura del finanziere, implicante una solida incensurabilità, non necessiterebbe, né avrebbe mai necessitato, di rieducazione, il riferimento alla quale evocherebbe una nozione estranea al contenuto e alle finalità della disposizione censurata. 2.3.- L'interveniente eccepisce in via preliminare l'inammissibilità, per un'analoga lacuna motivazionale, anche delle questioni riferite agli artt. 4, 35 e 97 Cost. Pur ammettendo in via generale la legittimità di automatismi che precludono l'accesso al pubblico impiego, purché sia rispettato il canone della proporzionalità, il giudice a quo si limiterebbe, da un lato, a enfatizzare la circostanza che la censurata causa ostativa rappresenta un unicum nell'ambito degli ordinamenti delle Forze di polizia e, d'altro lato, a rilevare che l'espletamento dei servizi di polizia stradale non costituisce, come visto, una peculiarità della Guardia di finanza, senza alcun approfondimento in ordine alle altre specificità funzionali e ordinamentali proprie di tale Corpo. 2.3.1.- Nel merito, le questioni sarebbero comunque non fondate, per le stesse ragioni esposte esaminando le questioni ex artt. 3 e 51 Cost. L'irragionevolezza e la mancanza di proporzionalità della disposizione censurata non deriverebbero dal confronto tra la causa ostativa e le funzioni svolte dal Corpo della Guardia di finanza nel settore dei servizi di polizia stradale, in quanto il legislatore avrebbe perseguito la diversa finalità di selezionare persone con idonei requisiti generali. La previsione censurata, anche se applicabile al solo Corpo della Guardia di finanza, sarebbe comunque costituzionalmente legittima anche per le considerazioni già svolte a proposito del suo inserimento nel solco delle scelte legislative dirette a contrastare, in un quadro di rigorosa tutela della sicurezza stradale, il pericoloso e diffuso fenomeno della guida in stato d'ebbrezza, caratterizzato da profili di forte attualità. 3.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato il 16 gennaio 2024 una memoria, in cui ribadisce le argomentazioni già svolte, eccependo altresì l'inammissibilità anche della questione concernente la violazione del principio di eguaglianza, per difetto di indicazione della disciplina che regola il reclutamento del personale appartenente alle altre Forze di polizia e per omessa considerazione del fatto che la disposizione censurata costituirebbe «il precipitato di tre distinti interventi del legislatore delegato effettuati sulla base di deleghe dalla portata differente», con la conseguente necessità di valutare «l'esatta portata dei criteri e principi direttivi» cui tale legislatore doveva attenersi.1.- Con l'ordinanza indicata in epigrafe, il Consiglio di Stato, sezione seconda, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 4, 27, terzo comma, 35, 51 e 97 Cost., questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1, lettera i), del d.lgs. n. 199 del 1995 nella parte in cui, disciplinando i requisiti per l'ammissione al concorso che consente di partecipare al corso per la promozione a finanziere, prevede quale causa di esclusione dall'arruolamento anche «la guida in stato di ebbrezza costituente reato».