[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 73 PINOTTI La seduta inizia alle ore 15. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario CALVISI risponde all'interrogazione 3-01156 della senatrice Donno ed altri, sullo stato giuridico degli appartenenti all'ex ruolo speciale ad esaurimento dell'Arma dei Carabinieri evidenziando come l'attuale normativa, di cui alla Tabella 4, quadro IV, allegata al Codice dell'ordinamento militare, preveda l'avanzamento ad anzianità esclusivamente sino al grado di Capitano e un successivo avanzamento a scelta sino al grado di Colonnello. L'articolo 2247- octies del citato Codice, nel disciplinare il regime transitorio dell'avanzamento degli ufficiali del ruolo speciale a esaurimento dell'Arma dei carabinieri, prevede che sino all'anno 2023 gli avanzamenti sino al grado di tenente colonnello compreso si effettuino ad anzianità con le modalità di cui all'articolo 1055 del Codice. Tale ultimo articolo prevede che l'avanzamento ad anzianità si effettui promuovendo gli ufficiali nell'ordine di iscrizione nel rispettivo ruolo, secondo quanto previsto dal successivo articolo 1071 del Codice che stabilisce, al terzo comma, che le promozioni ad anzianità siano conferite con decorrenza dal giorno del compimento delle anzianità di grado richieste. Evidenzia altresì come nell'ambito della suindicata normativa di riferimento in materia, il regime transitorio incida sulla modalità di valutazione e non sugli anni di permanenza, "congelando" l'ordine di ruolo per consentire un agevole transito nel Ruolo normale unico, ove i transitati usufruiscono di un'ulteriore riduzione dei tempi di permanenza per la valutazione a Colonnello, da 8 anni nel Ruolo speciale a esaurimento a 6 nel Ruolo normale. In tale ottica, sottolinea come l'interpretazione delle norme da parte dell'Amministrazione militare sia stata nel senso di confermare, sino al 2023, una permanenza nel grado di Capitano e Maggiore rispettivamente di 7 e 5 anni, in coerente applicazione dei principi generali dell'avanzamento e in linea con le parallele progressioni del Ruolo normale, in cui è consentito il transito secondo l'ordine di ruolo pregresso proprio fino al 2023. Con la decisione richiamata dagli interroganti - nello specifico la sentenza del TAR Lazio n. 08692/2019 - il Collegio ha avuto modo di rilevare "le pregevoli argomentazioni difensive dell'Avvocatura dello Stato, che ha richiamato anche una " ratio " interpretativa volta a non creare una disparità di trattamento palesemente iniqua tra gli ufficiali appartenenti al ruolo speciale a esaurimento, soggetti ad avanzamento ad anzianità con decorrenza "immediata" al maturarsi del requisito, rispetto a quelli soggetti ad avanzamento a scelta, destinati a conseguire l'avanzamento l'anno successivo a quello di maturazione del requisito di anzianità, all'esito della valutazione nel quadro di avanzamento". Rileva come il Collegio giudicante, tuttavia, abbia operato una diversa ricostruzione logico-argomentativa delle normative di riferimento, rispetto all'Amministrazione militare, sottolineando come gli ufficiali iscritti nel ruolo speciale a esaurimento continuassero a seguire il criterio dell'anzianità e come i periodi di anzianità utili ai fini della promozione non potessero che essere quelli indicati nella richiamate Tabella 4, quadro IV, senza che potesse applicarsi loro la previsione dell'articolo 1053, ai fini della determinazione del raggiungimento dell'anzianità prevista per la promozione. Secondo i giudici amministrativi "l'art. 1053 disciplina, infatti, le modalità della promozione degli ufficiali a valutazione con l'inserimento nei quadri di avanzamento e non riguarda l'aspetto sostanziale della fissazione del periodo di maturazione dell'anzianità. In altri termini, per gli ufficiali nel ruolo speciale a esaurimento, la normativa in esame, nel fare riferimento ai periodi di anzianità ai fini della promozione, non può che richiamare quelli specificamente indicati nella tabella più volte richiamata, non potendo tale dato normativo essere integrato con la disciplina dettata dall'articolo 1053 che riguarda le modalità di promozione nel caso di iscrizione in quota di valutazione e non le promozioni per anzianità, come quella relativa al caso in esame. " Per le suesposte ragioni, sottolinea come il TAR Lazio abbia dato ragione ai ricorrenti che avevano impugnato il provvedimento dell'Amministrazione militare con cui non era stata riconosciuta l'anzianità di servizio. Rende infine noto che avverso la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, la Direzione generale del Personale militare del Ministero della Difesa ha proposto ricorso al Consiglio di Stato, che - nelle more della decisione nel merito - il 5 dicembre 2019 ha disposto la sospensione cautelare del provvedimento impugnato. Sul punto sottolinea come i giudici di secondo grado abbiano considerato favorevolmente apprezzabili le ragioni cautelari addotte dall'Amministrazione, "in precipua considerazione della circostanza che il principio di diritto enunciato dalla sentenza gravata potrebbe, in tesi, determinare l'insorgere di un rilevante contenzioso e comporterebbe per l'amministrazione la rideterminazione dell'anzianità di servizio di un rilevante numero di ufficiali e la ristrutturazione dei ruoli di anzianità". Specifica, infine, che proprio sull'articolo 2247- octies , comma 1, citato in premessa, è intervenuta un'interpretazione autentica, con l'aggiunta del comma 1- bis , introdotta dall'articolo 25 del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172, recante "Disposizioni interpretative e correttive al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95" concernente Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, con il quale è stato espressamente sancito che "il comma 1 si interpreta nel senso che le permanenze minime previste per l'avanzamento ad anzianità di cui all'articolo 1055 sono stabilite in due anni nel grado di sottotenente, cinque anni nel grado di tenente, sette anni nel grado di Capitano e cinque anni nel grado di Maggiore". Replica la senatrice DONNO ( M5S ) che, nel dichiararsi parzialmente soddisfatta delle delucidazioni ricevute dal Governo, rimane in attesa della conclusione del procedimento giudiziario. Il sottosegretario CALVISI risponde quindi all'interrogazione n. 3-01897 della senatrice Pucciarelli, sul programma NLSP di assistenza logistica alle unità navali italiane nei porti di scalo estero, evidenziando come le Unità Navali della Marina militare, quando impegnate in attività operativa/addestrativa al di fuori delle acque nazionali, abbiano la necessità di usufruire di diversi servizi durante le soste in porto - dal rimorchio alle prestazioni di ormeggio, dal pilotaggio all'allaccio delle utenze, dallo smaltimento dei rifiuti solidi allo sbarco di acque grigie ed oleose, fino al rifornimento di viveri e combustibile navale - che devono essere inevitabilmente programmati e attivati con largo anticipo rispetto all'effettivo ingresso dell'Unità in porto.