[pronunce]

Ciò, sostiene il ricorrente, comproverebbe che il grado di definizione dei precetti non vale, in sé, a escludere la necessità di un'attuazione dello statuto, che deve necessariamente svolgersi nelle forme previste da quest'ultimo. La giurisprudenza richiamata dalla resistente a sostegno dell'autoapplicatività dello statuto sarebbe inconferente, poiché nei casi pregressi la Corte costituzionale aveva ritenuto non necessario adottare il procedimento di attuazione statutaria in quanto questo riguardava ambiti di competenza esclusiva degli enti territoriali, mentre in questo caso la disciplina regionale inciderebbe sul sistema tributario e contabile dello Stato, riservato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, alla legislazione esclusiva statale. In quest'ambito, dovrebbe dunque seguirsi la procedura prevista dallo statuto. Inoltre, la violazione degli articoli da 32 a 38 del d.P.R. n. 250 del 1949 dedotta nell'atto introduttivo sarebbe relativa ad alcuni tributi che ancora vigono e che quindi devono ancora orientare il legislatore regionale nella sua attività normativa. Infine, venendo al contenuto dell'articolo impugnato, il ricorrente nota che la previsione che gli accertamenti delle compartecipazioni regionali ai tributi erariali siano effettuati anche giovandosi degli indicatori relativi ai gettiti tributari sarebbe un precetto estremamente generico, di incerta applicazione, che conferirebbe all'amministrazione regionale un'ampia discrezionalità. 17.- Con riferimento alla seconda doglianza, il ricorrente evidenzia che la legge nazionale prevede la possibilità di applicare una procedura abilitativa semplificata, consentendo alle Regioni di individuare i casi in cui la realizzazione degli impianti di generazione di energia elettrica di biogas e biometano segua tale procedura. Al contrario, la disposizione censurata introdurrebbe una ulteriore specificazione riferita ai soggetti che possono utilizzare tale procedura, limitandone l'ambito di operatività a categorie specifiche di operatori economici. Questa opzione rischierebbe «di determinare ingiustificate disparità di trattamento a livello nazionale» e non troverebbe fondamento nell'art. 6, comma 9, del d.lgs. n. 28 del 2011. 18.- Con riferimento alla terza doglianza, relativa all'introduzione dell'onere per le Onlus di comunicare all'amministrazione regionale la volontà di valersi dell'esenzione con riferimento all'IRAP, il ricorrente rileva come questa previsione costituisca un aggravamento procedurale per i soggetti interessati dall'esenzione. 19.- Con riferimento alla quarta doglianza, il ricorrente evidenzia come l'intervento normativo regionale consenta al consorzio idrico di divenire, grazie alla deroga rispetto ai limiti dell'autoproduzione, un produttore di energia elettrica a tutti gli effetti, anziché di soddisfare esigenze energetiche accessorie al servizio idrico rispetto al quale opera, e che aveva condotto il legislatore statale ad inserirlo tra gli autoproduttori in ragione della sua funzione mutualistica. 20.- Quanto alle doglianze relative alle norme regionali in materia di stabilizzazione del precariato e assorbimento dei lavoratori socialmente utili, il ricorrente ribadisce che la disciplina darebbe luogo ad una violazione dell'art. 97 Cost. e all'esigenza cui tale articolo risponde, ossia predisporre per il reclutamento nella pubblica amministrazione di strumenti di selezione trasparente, comparativa e aperta. La giurisprudenza costituzionale avrebbe, insiste il ricorrente, ritenuto ingiustificato riservare posti ai soggetti che già avessero prestato servizio a tempo determinato nell'amministrazione interessata, in assenza di ragioni di natura eccezionale. La formulazione dell'articolo contrasterebbe inoltre con l'art. 117, terzo comma, in materia di coordinamento della finanza pubblica, derogando alle prescrizioni in materia di assunzioni e riserve di posti fissate a livello nazionale dagli articoli 14, comma 9, e art. 17, commi 10 e 12, del decreto legge n. 78 del 2009, che troverebbero ovvia giustificazione nella necessità di coordinare il sistema di finanza pubblica. 21.- Quanto alla doglianza specifica relativa all'art. 21 della legge della Regione autonoma Sardegna, relativa all'assorbimento nei ruoli delle amministrazioni locali dei lavoratori socialmente utili, il ricorrente evidenzia che, sebbene la resistente affermi che la disciplina impugnata non intende intaccare il limite individuato dalla norma statale, l'evoluzione normativa cui ha dato corso la Regione deporrebbe per la conclusione opposta. Infatti, il ricorrente sottolinea che la Corte costituzionale si era già espressa su un'analoga normativa della Regione, contenuta nell'art. 3 della legge regionale n. 11 del 2002, concludendo per l'infondatezza delle censure in ragione della situazione temporale delimitata che rendeva non irragionevole quella disciplina. 22.- La parte resistente ha presentato ulteriori deduzioni, depositando una memoria nella cancelleria della Corte il 13 marzo 2012. 23.- Quanto alla doglianza relativa al potere di accertamento di cui all'art. 3, comma 1, della legge impugnata, la resistente continua ad opinare per l'inammissibilità e l'infondatezza, per ulteriori ragioni rispetto a quelle già avanzate in sede di costituzione. Infatti, il ricorrente innanzitutto non evocherebbe gli articoli 3 e 7 dello statuto, che, al contrario, enumerano le materie di competenza regionale esclusiva attribuendo alla Regione la relativa autonomia finanziaria. Autonomia che costituisce la base sulla quale si costruirebbe la disposizione impugnata. Inoltre, l'art. 3, comma 1, non esigerebbe alcun genere di adempimento da parte dell'Amministrazione statale, inserendosi nell'attività amministrativa di redazione del bilancio regionale, di piena competenza dell'amministrazione dell'ente. Infine, con la sua impugnazione sul punto il ricorrente sovrapporrebbe le nozioni di «attuazione» ed «esecuzione» dello statuto, visto che l'art. 8 di quest'ultimo non avrebbe bisogno di attuazione, essendo il suo contenuto immediatamente precettivo. 24.- Quanto alla censura dell'art. 17, comma 9, che individua i soggetti abilitati ad accedere al procedimento autorizzatorio semplificato per realizzare e gestire impianti utilizzanti biogas e biometano, la Regione ribadisce le ragioni dell'infondatezza. 25.- Quanto alla lamentata illegittimità costituzionale dell'art. 18, comma 20, che impone che le Onlus operanti sul territorio regionale debbano comunicare all'amministrazione regionale la volontà di avvalersi dell'esenzione dall'IRAP, il ricorrente pretenderebbe di eliminare la discrezionalità della Regione rispetto ai medesimi procedimenti amministrativi di sua competenza, in contrasto con quanto sancito dalla giurisprudenza costituzionale. Le scelte legislative regionali sul punto, del resto, non determinerebbero alcun significativo aggravio procedimentale per le organizzazioni non lucrative, ma anzi consentirebbero di avvalersi dell'autocertificazione da parte dei richiedenti, in linea con la tendenza al ricorso a questo istituto, ai fini di snellimento delle procedure.