[ddlpres]

2 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere, nel rispetto della disciplina di cui agli articoli 35 e 35- bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prove differenziate, di tipo teorico e pratico, in relazione alle professionalità da reclutare e orientate a selezionare i candidati migliori sulla base delle competenze possedute ovvero delle abilità residue nel caso dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68; b fermo restando quanto previsto dalla lettera f) , riconoscere incentivi in favore delle regioni, delle province, delle città metropolitane, dei comuni, delle comunità montane, e loro consorzi e associazioni, nonché degli enti dagli stessi controllati, che decidano di procedere al reclutamento dei dirigenti e delle figure professionali omogenee secondo le modalità previste dall'articolo 4, comma 3- quinquies , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; c prevedere, in relazione alle procedure di reclutamento svolte secondo le modalità di cui alla lettera b) , la possibilità di espletare, all'esito della ricognizione dei fabbisogni, anche concorsi su base territoriale per il reclutamento di personale destinato agli uffici aventi sede in una o più province, ancorché appartenenti a regioni differenti, ovvero in due o più comuni, ancorché appartenenti a province differenti, ferme restando le norme generali di partecipazione ai concorsi pubblici; d prevedere lo svolgimento, nella fase del reclutamento e in occasione delle progressioni di carriera, di verifiche psico-attitudinali nonché di quelle finalizzate all'accertamento anche del possesso di adeguate capacità relazionali, ivi compresa l'attitudine al lavoro di gruppo; e diffondere l'uso degli strumenti informatici anche ai fini dello svolgimento delle procedure selettive; f prevedere, in relazione alle procedure concorsuali svolte secondo le modalità previste dall'articolo 4, comma 3- quinquies , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che: 1 il loro espletamento avvenga senza il previo svolgimento delle procedure di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; 2 il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri provveda all'adempimento di tutti gli obblighi amministrativi previsti dall'articolo 34- bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; 3 i componenti delle commissioni esaminatrici siano individuati esclusivamente tra i soggetti iscritti nell'Albo nazionale dei componenti delle commissioni esaminatrici di concorso, da istituire presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che lo gestisce e lo aggiorna, articolato anche su base regionale e per aree tematiche omogenee, nel quale possono essere iscritti i soggetti, anche collocati in quiescenza da non più di quattro anni, in possesso di requisiti di compatibilità e moralità, nonché di comprovata competenza ed elevata professionalità; g rafforzare lo spirito di servizio dei dipendenti pubblici nello svolgimento delle relative funzioni, anche estendendo l'obbligo del giuramento. 3 (Delega per favorire il merito e la premialità) 1 L'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo è finalizzato a prevedere strumenti per assicurare il miglioramento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance organizzativa delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, il riconoscimento e la valorizzazione del merito dei dipendenti pubblici rispetto al contributo prestato, anche in funzione del conferimento, del rinnovo o della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché dell'individuazione di specifici sviluppi di carriera del personale dirigenziale e non dirigenziale. 2 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a ridefinire la vigente disciplina in materia di misurazione e valutazione della performance delle amministrazioni pubbliche, anche con riflessi differenziati ai fini delle progressioni di carriera e del riconoscimento della retribuzione accessoria, assicurando la riduzione degli oneri amministrativi, l'oggettività e la trasparenza dei procedimenti di valutazione, il coinvolgimento dell'utenza, laddove esistente, e di soggetti esterni alle amministrazioni pubbliche. In particolare prevedere: 1 l'istituzione di un Sistema nazionale di valutazione della performance coordinato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, finalizzato anche all'individuazione e alla condivisione delle buone pratiche in materia di gestione del ciclo della performance ; 2 il coinvolgimento di soggetti che, in qualità di utenti, sono in rapporto diretto con l'amministrazione; 3 l'utilizzazione di soggetti, anche estranei alla pubblica amministrazione, in possesso di una comprovata competenza in materia di organizzazione amministrativa e di gestione delle risorse umane, con funzioni di supporto: 3.1 nel processo di elaborazione degli obiettivi dell'amministrazione e di quelli assegnati al personale dirigenziale anche in relazione alla verifica della loro effettiva qualità, coerenza e significatività; 3.2 nella fase di accertamento del conseguimento degli obiettivi di performance organizzativa e individuale del personale dirigenziale; 3.3 nella valutazione delle competenze del personale, dirigenziale e non dirigenziale; 3.4 nella valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dell'azione e dell'organizzazione amministrativa; 4 l'obbligo, per ciascuna amministrazione, di fornire e comunque di rendere pienamente conoscibili tutte le informazioni occorrenti per procedere allo svolgimento delle attività di cui al numero 3); 5 di rendere effettiva la confrontabilità della performance organizzativa delle amministrazioni attraverso la definizione di indicatori comuni, monitorati da sistemi omogenei di controllo di gestione, anche allo scopo di individuare le migliori pratiche e favorire la loro diffusione; 6 in conformità ai princìpi di proporzionalità e adeguatezza, nelle ipotesi di mancata ovvero non adeguata gestione del ciclo della performance da parte delle amministrazioni pubbliche, l'inibizione dell'esercizio delle facoltà assunzionali, il divieto di conferimento di incarichi ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e il divieto di procedere all'erogazione delle componenti del trattamento accessorio legate alla valutazione della performance individuale; 7 il divieto di erogare, in tutto o in parte, la retribuzione di risultato, in conformità ai princìpi di proporzionalità e adeguatezza, nelle ipotesi di mancata applicazione da parte del personale dirigenziale delle disposizioni in materia di misurazione e valutazione della performance , ivi comprese quelle relative all'obbligo di procedere ad un'adeguata differenziazione delle valutazioni;