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3 Le linee guida e gli aggiornamenti delle stesse sono integrati nel Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), il quale è disciplinato nei compiti e nelle funzioni con decreto del Ministro della salute, da emanare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. L'Istituto superiore di sanità pubblica nel proprio sito internet le linee guida e gli aggiornamenti delle stesse indicati dal SNLG, previa verifica della conformità della metodologia adottata a standard definiti e resi pubblici dallo stesso Istituto, nonché della rilevanza delle evidenze scientifiche dichiarate a supporto delle raccomandazioni. 4 Le attività di cui al comma 3 sono svolte nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 9 (Soppressione del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Istituzione del Fondo nazionale di intervento per la prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da dipendenze patologiche) 1 Il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui all'articolo 127 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, è soppresso ed è contestualmente istituito il Fondo nazionale di intervento per la prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da dipendenze patologiche, costituito presso il Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 20 della legge 8 novembre 2000, n. 328, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. Le risorse del soppresso Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga sono destinate al Fondo nazionale di intervento per la prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da dipendenze patologiche. 2 Possono fare ricorso al Fondo istituito dal comma 1, per l'espletamento delle funzioni di cui alla presente legge, l'Osservatorio nazionale e i Centri regionali. Possono altresì avere accesso alle risorse del Fondo le regioni, le province, i comuni e i loro consorzi, le comunità montane, le aziende sanitarie locali, gli enti del Terzo settore e soggetti pubblici o privati che presentino progetti finalizzati alla prevenzione, alla cura e al reinserimento socio-lavorativo dei soggetti affetti da dipendenze patologiche. 3 Le modalità, i criteri e i termini per la presentazione delle domande di accesso al Fondo, nonché la procedura per l'erogazione dei finanziamenti è stabilita dall'Osservatorio nazionale, sentito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e dei Centri regionali. Possono altresì essere sentite le organizzazioni rappresentative degli enti ausiliari e delle organizzazioni del Terzo settore che operano sul territorio. 4 L'Osservatorio nazionale vigila sulla corretta destinazione dei finanziamenti assegnati, prevede strumenti di verifica dell'efficacia degli interventi realizzati e provvede a inviare annualmente una relazione al Ministro del lavoro e delle politiche sociali sugli interventi realizzati ai sensi della presente legge, anche ai fini dell'aggiornamento e integrazione della normativa nazionale. 10 (Coinvolgimento delle parti sociali) 1 È consentito agli enti del Terzo settore, previsti dal codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore, di stipulare convenzioni con le aziende sanitarie locali di competenza per il perseguimento dei fini e la realizzazione delle attività di cui alla presente legge. 2 I Centri regionali, di concerto con le regioni territorialmente competenti, curano l'attività istruttoria propedeutica alla valutazione dei requisiti di ammissibilità delle istanze di accreditamento, redigono i contratti di convenzione con le aziende sanitarie locali competenti, predispongono l'istruttoria per l'accreditamento delle strutture terapeutiche e socio-riabilitative, anche ai sensi e per gli effetti degli articoli 11 e 12, e svolgono attività di verifica e di controllo del buon andamento delle attività per l'effettivo perseguimento dei fini di cui alla presente legge. 11 (Concessione di strutture dello Stato) 1 Ai Centri regionali, alle aziende sanitarie locali e ai centri privati autorizzati e convenzionati possono essere dati in uso, con convenzione per una durata almeno decennale, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, gli edifici, le strutture, le aree appartenenti al demanio o al patrimonio dello Stato nonché i beni confiscati, al fine di destinarli a centri di cura e recupero dei soggetti affetti da dipendenze patologiche nonché per realizzare centri e case di lavoro per i riabilitati. 2 Gli enti di cui al comma 1 possono effettuare opere di ricostruzione, restauro e manutenzione per l'adattamento delle strutture da destinare a centri di cura e recupero dei soggetti affetti da dipendenze patologiche attingendo ai finanziamenti di cui all'articolo 9 della presente legge, nonché a tutti i finanziamenti previsti dalle leggi regionali, nazionali e sovranazionali, nel rispetto dei vincoli posti sui beni stessi. 3 Agli enti di cui al comma 1 si applicano, ove compatibili con le previsioni del presente articolo, le disposizioni del capo II del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296. 12 (Concessione di strutture degli enti locali) 1 Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali, nonché i loro enti strumentali e ausiliari possono concedere in uso gratuito ai Centri regionali beni immobili di loro proprietà con vincolo di destinazione alle attività di prevenzione, recupero e reinserimento, anche lavorativo, dei soggetti affetti da dipendenze patologiche. 2 L'uso dei beni è disciplinato con apposita convenzione che ne fissa la durata, stabilisce le modalità di controllo sulla sua utilizzazione e le cause di risoluzione del rapporto, e disciplina le modalità di autorizzazione ad apportare modificazioni o addizioni al bene, anche mediante utilizzazione dei contributi di cui all'articolo 9 della presente legge. 13 (Consultazione e raccordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano) 1 La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano svolge compiti di consultazione e raccordo, su tutto il territorio della Repubblica, delle attività di prevenzione, di cura, di riabilitazione e di recupero sociosanitario delle dipendenze patologiche, secondo le modalità previste dall'articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400.