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«Se la lesione è grave, la pena è della reclusione da due a sei mesi o della multa da euro 250 a euro 620; se è gravissima, della reclusione da sei mesi a due anni o della multa da euro 620 a euro 1.240; se è totalmente e permanentemente inabilitante, della reclusione da due a cinque anni»; b) il terzo comma è abrogato; c) il quinto comma è sostituito dal seguente: «Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi di lesioni totalmente e permanentemente inabilitanti di cui al secondo comma». Art. 5. (Aumento e unificazione delle sanzioni amministrative accessorie per i reati di omicidio e di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti) 1. Salve le maggiori sanzioni di legge, nei confronti del responsabile dei reati previsti e puniti dagli articoli 575, 579, 580, primo comma, primo periodo, 583, terzo comma, 584, 586, 589 e 590, secondo comma, limitatamente alle lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, del codice penale, all'accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione da uno a cinque anni di abilitazioni, autorizzazioni, permessi, licenze e patenti amministrative relativi alle attività nell'ambito delle quali il reato è stato consumato. 2. La sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 1 è diminuita fino a un terzo nel caso di applicazione della pena ai sensi degli articoli 438 e seguenti e 444 e seguenti del codice di procedura penale. 3. Il secondo comma dell'articolo 33 del codice penale è sostituito dal seguente: «Le disposizioni dell'articolo 31 non si applicano nel caso di condanna per delitto colposo, se la pena inflitta è inferiore a tre anni di reclusione, o se è inflitta soltanto una pena pecuniaria, salvo che si tratti di omicidio o di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti». 4. All'articolo 222 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa la sospensione della patente è da quindici giorni a tre mesi. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni. Nel caso di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti o di omicidio colposo la sospensione della patente è da uno a cinque anni»; b) il comma 2- bis è sostituito dal seguente: « 2-bis . La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente fino a cinque anni è diminuita fino a un terzo nel caso di applicazione della pena ai sensi degli articoli 438 e seguenti del codice di procedura penale». Art. 6. (Priorità nell'istruzione, nella trattazione e nella decisione) 1. Nella istruzione, nella trattazione e nella decisione delle cause penali e civili è assicurata priorità assoluta a quelle comunque concernenti le fattispecie di cui all'articolo 1 della presente legge rispetto ad ogni altra fattispecie eccetto quelle di cui al libro secondo, titolo I, e agli articoli 416- bis , 422, 600, 600- bis , 601, 602, 609- bis , 609- quater e 609- octies del codice penale. Art. 7. (Procedibilità della richiesta di patteggiamento in ordine ai reati di omicidio e di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti) 1. Dopo il comma 1 dell'articolo 444 del codice di procedura penale sono inseriti i seguenti: « 1.1. Per le fattispecie di cui agli articoli 575, 579, 580, comma 1, primo periodo, 583, terzo comma, 584, 586, 589 e 590, secondo comma, limitatamente alle lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, del codice penale, la richiesta è procedibile a condizione che prima di ogni altro atto e decisione le persone offese dal reato ne sono avvertite e, ove esse lo chiedano, sia promosso dal giudice e attuato nei termini da lui stabiliti, comportando improcedibilità il rifiuto comunque motivato dell'indagato o imputato, il suo confronto con loro dinanzi allo stesso giudice. 1.2. Il confronto di cui al comma 1.1 deve comprendere la presentazione personale dell'indagato o imputato, il riconoscimento della sua colpa e il risarcimento del danno». Art. 8. (Sospensione condizionale della pena in ordine ai reati di omicidio e di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti) 1. Dopo il terzo comma dell'articolo 165 del codice penale sono inseriti i seguenti: «Nelle fattispecie di cui agli articoli 575, 579, 580, primo comma, primo periodo, 583, terzo comma, 584, 586, 589 e 590, secondo comma, limitatamente alle lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, la sospensione condizionale della pena è sempre subordinata alla pubblicazione della sentenza, al risarcimento del danno e alla prestazione di attività non retribuita in favore della collettività, da svolgere nei termini stabiliti dal giudice presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti od organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, per un periodo da tre mesi a un anno e per un orario settimanale da sei a dodici ore. La violazione degli obblighi previsti dal quarto comma comporta l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 56 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274». Art. 9. (Prescrizione) 1. Per i reati di cui agli articoli 575, 579, 580, primo comma, primo periodo, 583, terzo comma, 584, 586, 589 e 590, secondo comma, limitatamente alle lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, del codice penale, i termini della prescrizione stabiliti ai sensi dell'articolo 157 del medesimo codice penale sono raddoppiati. Art. 10. (Risarcimento del danno alla persona) . 1. Al libro quarto, titolo IX, del codice civile, dopo l'articolo 2059 sono aggiunti, in fine, i seguenti: «Art. 2059- bis. -- (Risarcimento del danno non patrimoniale derivante da lesioni personali). -- Il danno biologico causato da lesioni personali è risarcito, anche ove il fatto non costituisca reato, attribuendo al punteggio riconosciuto il valore previsto dalla tabella unica nazionale predisposta ai sensi dell'articolo 138 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. Nelle ipotesi di cui al primo comma il danno biologico è risarcibile indipendentemente dalla sua incidenza sulla capacità di produzione di reddito del danneggiato. Ogni altro danno non patrimoniale derivante dalle lesioni di cui al primo comma è risarcito, anche ove il fatto non costituisca reato, su base equitativa, tenendo conto della sofferenza patita e prevedibile nonché della gravità dell'offesa alla dignità e alla qualità della vita presunte secondo l'apprezzamento del giudice e delle ulteriori conseguenze negative, per gli stessi aspetti o per altri, provate dai danneggiati. Art. 2059- ter. -- (Risarcimento del danno non patrimoniale da morte).