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La nomina dei vertici sanitari - lo dico da medico di igiene e medicina preventiva e da direttore sanitario ospedaliero - è una cosa davvero troppo seria - parafrasando von Clausewitz - per lasciarla fare i politici. Il nostro obiettivo è quello di renderla una procedura assolutamente trasparente ed esclusivamente meritocratica e, soprattutto, lontana da qualsiasi condizionamento politico, quali quelli che finora hanno decretato un progressivo degrado del servizio pubblico più strategico per i destini del Paese, ad esclusivo vantaggio di ogni forma di speculazione parassitaria. Interveniamo, infine, su tutta una serie di urgenze che riguardano il Servizio sanitario nazionale. Viene cancellato il vecchio tetto di spesa per il personale riferito all'anno 2010, che fissava la spesa per il personale sanitario ai livelli del 2004. Ciò permetterà alle Regioni di assumere personale all'interno della sanità combattendo il precariato, evidente iattura, quando non meramente contingente, tanto per la sicurezza dei pazienti quanto per quella dei dipendenti. Rimuoviamo il blocco del turnover per tutte le Regioni, anche per quelle in piano di rientro. Colleghi, anche qui si mette mano alla situazione di catastrofe di fronte alla quale ci si è trovati. Oggi ascoltiamo provenire da ogni dove l'allarme per un'imminente carenza di medici che travolgerebbe il sistema sanitario pubblico nel compiacimento di quanti caldeggiano un tale epilogo nello stesso momento in cui fingono ipocritamente di volerlo esorcizzare. Non è certo un problema nato oggi; non è certo un problema che sarebbe stato impossibile prevedere e scongiurare per tempo. Possibile che la programmazione degli anni passati sia stata così miope? Purtroppo sembra proprio di sì, a meno che non si debba ritenere che ciò sia stato intenzionalmente funzionale, al pari della dismissione di posti letto dal sistema pubblico per trasferirli a quello privato, ad un lucido disegno di disarticolazione del Sistema sanitario nazionale. Vengo, infine, all'ultima norma, di cui è indispensabile fare menzione: la possibilità offerta agli specializzandi dell'ultimo anno di accedere alle procedure concorsuali. È facile criticare le soluzioni trovate da altri quando nessuno - e dico nessuno - ha mai osato mettere mano alla questione, lasciandola incancrenire. Questo è solo uno dei tasselli che si stanno pazientemente sistemando in un quadro più generale per risolvere il problema della carenza di medici. Un problema, cari colleghi, che deve essere risolto. Non si può più procrastinare facendo finta di niente, perché questa strategia di rimozione del problema, è sotto gli occhi di tutti, non ha fatto altro che favorire interessi estranei al servizio pubblico. Le soluzioni sono armonizzate: sono già state aumentate le borse di specializzazione, si è intervenuti sullo sblocco del turnover e ora si aprono i concorsi anche agli specializzandi, medici abilitati e formati, che potranno lavorare in strutture comprese nella rete formativa. Per questo, a nome del Movimento 5 Stelle, non posso che esprimere un giudizio positivo in merito e preannunciare il voto favorevole del Gruppo. Sì a una sanità calabrese, e non solo calabrese, che eroghi servizi all'altezza dei bisogni e dei diritti dei cittadini; sì a una sanità meritocratica, lontana da spartizioni politiche; sì a un Servizio sanitario nazionale di professionisti che possano finalmente operare in un sistema destinato a curare i malati, piuttosto che in quello in cui sono stati finora costretti, nel quale i massimi standard qualitativi sono stati sempre perseguiti per la finalità realmente di interesse: quella della cura della clientela politica. (Applausi dal Gruppo M5S. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Colleghi, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,30, come già comunicato, con le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del prossimo Consiglio europeo. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 13,37, è ripresa alle ore 16,33) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019 e conseguente discussione». Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, gentili senatori, il prossimo Consiglio europeo assume una rilevanza particolare, giacché esso è il primo che si svolgerà e aprirà la nuova legislatura europea. Subito dopo le elezioni per il Parlamento europeo, con gli omologhi degli altri Stati membri ci siamo già riuniti - lo ricordo - martedì 28 maggio a Bruxelles, in una cena di lavoro informale, per compiere alcune prime valutazioni sull'esito del voto europeo e per ricercare un consenso sul metodo con cui giungere a decisioni rapide, auspicabilmente consensuali, sulle nomine dei vertici istituzionali dell'Unione europea. Proprio quello delle nomine dei vertici delle istituzioni europee sarà il tema centrale di questo prossimo Consiglio europeo. Su di esso è in corso in Europa, fin dalle scorse settimane, un confronto a livello intergovernativo e anche parlamentare tra i Gruppi politici del Parlamento europeo. È di fondamentale importanza che da tale confronto emerga, da parte delle istituzioni europee, un segnale ai cittadini circa la capacità di tenere conto della domanda di cambiamento emersa dal voto del 26 maggio in tutto il Continente, seppure espressa in differenti forme. L'Unione europea deve riuscire a decidere non solo da chi, ma anche in quale direzione essere guidata e queste decisioni devono essere equilibrate ed efficaci. Devono infatti essere rispettati più che mai in questa legislatura, con un Parlamento che si preannuncia così frammentato, i criteri di equilibrio geografico, politico, di dimensione degli Stati membri e di genere. È inoltre essenziale che sui vertici istituzionali dell'Unione si decida in coerenza con una logica di pacchetto, che ci consenta cioè di avere e conservare una visione complessiva in ordine alla distribuzione delle varie cariche e quindi in ossequio a una logica di equilibrio. I vertici delle istituzioni europee devono essere inoltre all'altezza della posta in gioco di fronte alle prossime sfide che ci attendono nei prossimi cinque anni: la crescita, il lavoro, l'equità sociale, la sicurezza, la migrazione, il rispetto dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Soluzioni europee a queste sfide sono improcrastinabili e devono ispirarsi ad una prospettiva nuova, in cui la crescita non venga più considerata come antitetica rispetto alla stabilità e la solidarietà venga tutelata al pari della responsabilità. Quanto all'aspettativa italiana per la nuova Commissione europea, come ho avuto già modo di sottolineare in varie sedi, l'Italia - lo dico in piena trasparenza - auspica per sé, in linea con il suo ruolo nella storia e nel futuro dell'Europa, un portafoglio economico di prima linea.