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Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conferisce al relatore Patuanelli il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 435 , con richiesta di autorizzazione a svolgere la relazione orale. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (AG 22) Adeguamento normativa nazionale circa la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali Doc n. 22 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 13 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con condizioni ed osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 giugno. Il relatore PERILLI ( M5S ) illustra una proposta di parere. Rileva, in proposito, che lo schema di decreto legislativo, predisposto sulla base della delega contenuta nell'articolo 13 della legge n. 163 del 2017, assume grande rilievo nel quadro normativo nazionale, in quanto volto ad adeguare la disciplina interna in tema di privacy alle disposizioni del regolamento europeo n. 2016/679, finalizzato a rafforzare il livello di protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, migliorare la libera circolazione di tali dati e le opportunità delle imprese nel mercato unico digitale. Il testo, oltre ad essere particolarmente complesso dal punto di vista tecnico, anche a causa dei molteplici rinvii alla normativa nazionale ed europea, è risultato carente sotto diversi profili, i quali sono stati oggetto di un'approfondita - seppur celere - disamina da parte delle forze politiche che oggi si trovano a vagliarne l'opportunità, unitamente agli esperti del settore, ai portatori di interessi collettivi ed ai destinatari della normativa, ascoltati in audizioni. I lavori della Commissione speciale si sono svolti in tempi serrati a causa del ritardo, rispetto alla scadenza della delega, con cui il precedente Governo ha predisposto e trasmesso lo schema, sicché si è dovuto recuperare in sede consultiva alcuni momenti di istruttoria procedendo, per l'appunto alle succitate audizioni. Nonostante i diversi profili di criticità rilevati e discussi, si è ritenuto opportuno formulare un parere positivo, corredato di condizioni e osservazioni, in ragione della necessità di adottare al più presto un testo che faccia chiarezza sui rapporti tra Regolamento europeo e Codice privacy (le cui disposizioni devono essere abrogate nella misura in cui risultino con il primo incompatibili, in omaggio al principio di primauté del diritto dell'Unione europea) e che si faccia, altresì, carico del difficile compito di coordinamento tra la normativa nazionale e quella europea, senza però esondare fuori dai limiti derivanti dalla legge di delega. Osserva come una delle priorità sia stata quella di creare un quadro normativo chiaro e di agevole interpretazione, nonostante le difficoltà derivanti dall'esistenza di tre testi normativi diversi (il Regolamento, il Codice ed il decreto di recepimento), aventi ad oggetto la stessa materia, evitando, al contempo, di incorrere in un eccesso di delega, con la diretta abrogazione o sostituzione del Codice Privacy . I rilievi critici sono stati trasfusi in diciotto condizioni e quindici osservazioni. Tra le prime figurano questioni decisive, sulle quali c'è stata una pressoché unanime condivisione, talune di carattere strettamente giuridico. Tra questi, ricorda in particolare l'inserimento del dolo specifico di danno, accanto a quello di profitto, nelle fattispecie di cui agli articoli 167, 167- bis e 167- ter , al duplice fine di non lasciare impuniti fatti incresciosi, come il revenge porn o lo slut shaming e di assicurare continuità normativa rispetto al passato, evitando gli effetti dell' abolitio criminis sui fatti già coperti dal giudicato penale; la notificazione della contestazione della sanzione amministrativa all'interessato, al fine di garantire maggiore tutela per il destinatario rispetto alla mera comunicazione e assicurare la certezza dei rapporti giuridici; il coordinamento dell'articolo 2- decies , che riguarda le limitazioni ai diritti dell'interessato, con la recente disciplina relativa al whistleblowing , che presidia la riservatezza del segnalante. Richiama altri rilievi più di merito contenuti nel parere: l'abbassamento dell'età da sedici a quattordici anni per il consenso al trattamento dei dati prestato da minori, similmente a soluzioni adottate in Spagna e in Francia; la scelta di includere nelle misure di garanzia e minimizzazione nel trattamento dei dati anche i dati relativi alla salute oltre ai dati genetici; la scelta di destinare a specifiche attività ispettive e di attuazione del Regolamento il 50% dei proventi derivanti dalla irrogazione di sanzioni da parte del Garante; l'esigenza di prevedere esenzioni o deroghe per i trattamenti effettuati a scopi giornalistici, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 85 del Regolamento; la volontà di rendere maggiormente trasparente la procedura di raccolta delle candidature dei componenti dell'Authority. Tra le osservazioni sono state inserite questioni di assoluto rilievo, dibattute sia a livello tecnico-giuridico sia di merito. Si è ritenuto necessario salvaguardare il più possibile la categoria dei minori, invitando il Governo a prevedere l'obbligo, per il titolare del trattamento, di redigere le comunicazioni e le informazioni relative al trattamento che riguardano il minore, in modo chiaro, semplice, conciso, con un linguaggio facilmente accessibile e comprensibile, al fine di rendere significativo il consenso prestato da quest'ultimo. Si è segnalata l'opportunità di definire con maggiore precisione la distinzione tra i ruoli ricoperti dall'ente nazionale di accreditamento (Accredia) e l'autorità di supervisione (Garante), al fine di evitare pericolose sovrapposizioni, contenziosi e conflitti di interesse, con l'ulteriore preoccupazione di chiarire le categorie di trattamento dati in relazione alle quali il Garante riserva a sé le funzioni di accreditamento. Ancora, in un'ottica di rafforzamento della tutela penale, si è suggerito di ampliare il novero dei possibili soggetti attivi del reato previsto dall'articolo 167- bis , inserendo "chiunque" al posto del responsabile e del titolare del trattamento, nonché del soggetto designato a norma dell'articolo 2- terdecies . Per maggiore aderenza al principio di precisione e tassatività della fattispecie penale, si è proposta, inoltre, la sostituzione dell'espressione "rilevante numero di persone" con altra più precisa e pregnante. È stata suggerita l'adozione di linee guida di indirizzo riguardanti le misure organizzative e tecniche di attuazione dei principi del Regolamento, tenendo conto anche delle esigenze di semplificazione di micro, piccole e medie imprese.