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Con specifico riguardo all'organizzazione dei viaggi, è stata altresì rappresentata la necessità di organizzarli durante le ore più fresche della giornata, possibilmente notturne, tenendo in considerazione lo stato fisiologico degli animali. Da ultimo, il Ministero della salute continuerà a partecipare al processo di revisione della normativa di settore a livello comunitario e ad attuare tutte le misure previste dall'ordinamento unionale e nazionale a tutela del benessere degli animali, nello spirito della strategia one health che guida proprio il nostro Ministero. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Unterberger, per due minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, sono parzialmente soddisfatta della sua risposta. Apprezzo la sua sensibilità, ma penso che si dovrebbe fare di più. L'Unione europea già da tanto tempo ha dichiarato che gli animali sono esseri senzienti e che devono essere trattati al riguardo, mentre l'ordinamento italiano li dichiara ancora beni mobili. La sofferenza degli animali non deve essere un effetto collaterale del nostro consumo di carne; dobbiamo fare qualcosa e dobbiamo soprattutto vietare l' export di animali in Paesi dove non viene rispettato un minimo di tutela per la loro salute e il loro benessere. PRESIDENTE . La senatrice Parente ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03223 sul contributo di sanitari russi alla lotta contro il Covid-19 nella primavera 2020, per tre minuti. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, parliamo della missione "Dalla Russia con amore", con cui un gruppo di scienziati e militari russi, nella primavera del 2020, si è recato a Bergamo per portare ufficialmente aiuti sanitari. Della questione, come sa, si discute molto in Italia dopo la terribile aggressione della Russia all'Ucraina e soprattutto a seguito delle parole di Aleksey Paramonov, direttore del dipartimento europeo del Ministero degli esteri russo, secondo il quale l'Italia starebbe dimostrando ingratitudine per l'aiuto ricevuto dalla Russia. È allora proprio di questo aiuto che vogliamo parlare con lei oggi, signor Ministro, per chiederle lumi. Ci sono in queste settimane varie inchieste giornalistiche al riguardo, ma pensiamo che questa sia la sede opportuna per domandarle una sua ricostruzione, in merito soprattutto a quanto lei abbia seguito la missione russa, alla scarsa presenza di sanitari nella delegazione (32 su 104, se è vero), all'eventuale richiesta della rappresentanza russa di dati sensibili sanitari dei nostri concittadini, alla possibile intrapresa di ricerca e studi sul Covid e con quali garanzie di sicurezza. Infine le chiediamo, signor Ministro, se fosse a conoscenza dei contenuti dell'accordo siglato nell'aprile 2021 tra l'istituto Spallanzani di Roma e l'istituto Gamaleya di Mosca. Domandiamo a lei queste informazioni perché lei possa aiutare noi parlamentari e la nostra cittadinanza a capire cosa sia successo in quei primi terribili mesi di epidemia, con l'offerta di aiuto dei russi, e se non si sia peccato quantomeno di superficialità sui possibili risvolti che la vicenda avrebbe potuto avere, dal momento che anche autorevoli voci di politici esprimono dubbi in proposito, a cominciare da Gori, sindaco di Bergamo, territorio nel quale la missione russa si è svolta, che recentemente si è così espresso: «Va ricordato che a Pratica di Mare arrivarono più generali che medici. Fu aiuto, propaganda o intelligence ?». PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, senatrice Parente, in merito a questa interrogazione mi limiterò a riportare solo gli elementi a mia conoscenza, anche alla luce di atti parlamentari già formalizzati a seguito di precedenti iniziative ispettive da parte del Parlamento, essendo il cuore delle questioni poste non strettamente di competenza del Ministero della salute. La genesi dell'iniziativa di cooperazione russa avvenne a seguito di un colloquio tra il Presidente del Consiglio italiano e il Presidente russo e, poi, tra i due Ministri della difesa. Quei colloqui erano stati preceduti da contatti a livello diplomatico attraverso le due ambasciate, a Roma e Mosca. Il coordinamento degli aiuti, come quelli arrivati da numerosi altri Paesi in quelle giornate non semplici per l'Italia, è stato gestito dalla Protezione civile. Il team russo, a quanto risulta, è rimasto in Italia dal 22 marzo al 7 maggio ed era composto da 104 unità, di cui 32 operatori sanitari, 52 bonificatori e poi personale di assistenza e interpretazione linguistica. Sono state costituite squadre miste con personale militare italiano del 7° Reggimento difesa «Cremona» di Civitavecchia. In coordinamento con i servizi sanitari della Regione Lombardia è stata poi avviata un'attività di disinfezione e bonifica, in modo particolare delle residenze sanitarie assistenziali nell'area del bergamasco. Il personale sanitario sopra menzionato è stato impegnato presso il campo degli Alpini situato in prossimità dell'ospedale «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo. Per quanto riguarda le donazioni giunte insieme al team russo, la Protezione civile ha dichiarato di aver ricevuto 521.800 mascherine, 30 ventilatori polmonari, 1.000 tute protettive, 2 macchine per analisi tamponi, 10.000 tamponi veloci e 100.000 tamponi ordinari. Sull'accordo di collaborazione tra l'istituto «Lazzaro Spallanzani» e l'istituto «Gamaleya», che oggi è stato sospeso, ricordo che esso rientra tra le iniziative autonome di collaborazione internazionale dei nostri istituti di ricerca. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Parente, per due minuti. PARENTE (IV-PSI) . Signor Ministro, la ringrazio per la sua risposta, che chiarisce alcune cose importanti riguardanti la sua competenza. Per quanto mi riguarda, sono parzialmente soddisfatta per le questioni che ha chiarito e soddisfatta per quelle che riguardano la sua competenza. È chiaro che emerge un dato fondamentale, ossia che un'operazione del genere doveva essere gestita a priori, indipendentemente dalla gravità del momento, senza accettare sic et simpliciter un non meglio identificato aiuto e in assenza di un'organizzazione precisa. Come ho detto prima, si è quantomeno peccato di superficialità e di mancanza di chiarezza su quante persone sarebbero giunte e con quali competenze e sul perché tanti militari. Lei ci ha chiarito in merito all'aspetto dell'autonomia nella collaborazione tra l'istituto «Lazzaro Spallanzani» e l'istituto «Gamaleya». Credo che, per le sue competenze, abbia detto quello che poteva dire. PRESIDENTE . Il senatore Zaffini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03225 sulla revisione della strategia vaccinale contro il coronavirus, per tre minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Ministro, il tema dell'interrogazione è la quarta dose del vaccino. Si tratta, come sa, di un tema controverso, su cui insistono pareri discordanti della comunità scientifica, tra i quali sembrerebbero prevalere quelli che attribuiscono alla quarta dose nessuna efficacia soprattutto nei confronti delle ultime varianti Omicron e Omicron 2.