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Tali esperti sono nominati per un periodo di sei anni con mandato rinnovabile (articolo 17). La quinta parte comprende gli articoli da 18 a 23, che contengono le clausole finali. La Carta in parola è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa ed è soggetta a ratifica, accettazione o approvazione (articolo 18). Tale Carta entrerà in vigore il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui cinque Stati membri del Consiglio d'Europa avranno espresso il loro consenso ad essere Parti della Carta in conformità a quanto stabilito nell'articolo 18 (articolo 19). Dopo l'entrata in vigore della Carta, il Comitato dei Ministri potrà invitare gli Stati non membri del Consiglio d'Europa ad aderire alla Carta medesima (articolo 20). Tutti gli Stati al momento della ratifica, accettazione o approvazione possono formulare una o più riserve sui paragrafi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 7. Non sono ammesse altre riserve (articolo 21). Tutte le Parti possono denunciare la Carta mediante notifica al Segretario generale del Consiglio d'Europa: tale notifica avrà effetto a decorrere dal primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di sei mesi dopo la data di ricevimento della notifica da parte del Segretario generale (articolo 22). Il Segretario generale notificherà a tutti gli Stati aderenti le firme, il deposito di tutti gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione e la data di entrata in vigore della Carta (articolo 23). Da parte italiana la firma della Carta è stata preceduta dalla predisposizione di un'apposita legge in materia, in modo da poter già disporre di una normativa coerente con le prescrizioni della Carta. La legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche», infatti, sebbene non costituisca formale recepimento della Carta nell'ordinamento italiano, fornisce senza dubbio il quadro di riferimento normativo interno in materia di lingue regionali o minoritarie. All'atto della ratifica ogni Parte contraente dichiarerà (articolo 3, paragrafo 1) a quali lingue regionali o minoritarie si applicheranno i paragrafi di cui all'articolo 2, paragrafo 2. Per l'Italia le lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo sono considerate lingue minoritarie sul proprio territorio; tali lingue sono già oggetto di tutela in base al disposto dell'articolo 2 della citata legge n. 482 del 1999. L'elenco delle minoranze viene specificato in conformità a quanto sancito dall'articolo 3, paragrafo 1, della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Secondo quanto previsto dall'articolo 2, paragrafo 2, di tale Carta, la Repubblica italiana applicherà a queste lingue i seguenti paragrafi scelti tra le disposizioni contenute nella terza parte della Carta. Sul piano generale, per quanto attiene agli oneri derivanti dalla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie si precisa che la ratifica ed esecuzione dell'atto internazionale non comporta ulteriori oneri finanziari in quanto le misure di tutela che l'Italia intende applicare sono comprese nelle disposizioni normative della legge 15 dicembre 1999, n. 482, che prevede appositi fondi. In ordine alle iniziative di tutela concorrente (articoli 10, 11 e 12) si fa presente che gli adempimenti non coperti dai fondi previsti dalla citata legge n. 482 del 1999 risultano totalmente a carico delle regioni e degli enti locali. Infine, per quanto attiene all'articolo 3, paragrafi 2 e 3, della Carta, si precisa che eventuali ulteriori riconoscimenti in favore di altre minoranze linguistiche, effettuati dopo la ratifica del presente atto internazionale, dovranno trovare copertura attraverso provvedimenti ad hoc . Il presente disegno di legge reca sette articoli. Oltre a quelli canonici sono stati inseriti gli articoli 3 e 4 nei quali si disciplinano gli ambiti di applicazione e i riferimenti nel contesto dei mezzi di diffusione di massa, al fine di consentire la valorizzazione e la tutela delle lingue regionali o minoritarie. In particolare l’articolo 3 prevede l’aggiunta di elementi di salvaguardia per le lingue regionali o minoritarie, ivi incluse quelle friulana e sarda in conformità a quanto già prevedono le disposizioni legislative delle relative regioni autonome. L’articolo 4 riguarda la programmazione radiotelevisiva per la diffusione delle lingue regionali o minoritarie riconosciute. Si propone di incoraggiare e promuovere la creazione, la trasmissione e la diffusione di programmi audiovisivi nelle diverse lingue regionali o minoritarie, conformemente a quanto già disposto dal citato articolo 12 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, e di creare spazi di collaborazione con le Università al fine di estendere lo studio, l’apprendimento e la padronanza delle suddette lingue regionali o minoritarie. Il Ministero dello sviluppo economico dovrà pertanto tenerne conto nell’ambito del contratto di servizio con la società concessionaria del servizio pubblico. Si tratta, in definitiva, di una ratifica che mira alla conservazione e allo sviluppo delle tradizioni linguistiche e del patrimonio culturale locale al fine di sostenere in modo attivo l’uso, la pratica e l’insegnamento delle lingue regionali o minoritarie attraverso ogni canale praticabile. S’intende così adottare un approccio interculturale e plurilingue che incoraggi la progressiva integrazione di ciascuna minoranza linguistica presente sul territorio nazionale per promuovere una più stretta comprensione fra i vari gruppi di popolazione esistenti, al fine di creare, stabilire e mantenere solidamente rapporti più sinergici fra cittadini dello stesso Paese e realizzare nel concreto il concetto di interculturalità.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992, di seguito denominata: «Carta». 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Carta, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 19 della Carta stessa. 3 (Ambito di applicazione) 1 Ai fini di quanto previsto dall'articolo 2, paragrafo 2, e dall'articolo 3, paragrafo 1, della Carta, le disposizioni ivi contenute si applicano, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, alle lingue regionali o minoritarie di cui all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, nonché, per quanto applicabili, alle lingue delle minoranze dei Rom e dei Sinti, secondo quanto contenuto nell'allegato A annesso alla presente legge. 4 (Programmazione radiotelevisiva)