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- si opera una revisione della disciplina sui provvedimenti di sospensione, da parte dei suddetti organi di vigilanza, dell'attività imprenditoriale (lettera d)). In primo luogo, la novella riduce dal 20 per cento al 10 per cento la soglia contemplata da una delle fattispecie di sospensione, prevedendo che quest'ultima sia adottata in tutti i casi in cui una quota pari o superiore al 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, al momento dell'accesso ispettivo, risulti occupato senza la relativa preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. Si opera altresì una ridefinizione delle altre fattispecie di sospensione, sia sostituendo il relativo allegato - recante le singole ipotesi - sia sopprimendo la condizione della reiterazione; di conseguenza, nella nuova formulazione, la sospensione viene disposta per ogni caso di grave violazione rientrante nelle ipotesi di cui al nuovo allegato (a prescindere dall'eventuale circostanza che si tratti di una reiterazione). Resta fermo il principio che la sospensione è adottata in relazione alla sola parte dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni - o, alternativamente, come prevede la novella, dell'attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni di cui ai numeri 3 e 6 dell'allegato -. Si opera inoltre una revisione delle condizioni stabilite per la revoca della sospensione, aggiungendo alle condizioni costituite dal superamento delle situazioni di irregolarità quella della rimozione delle conseguenze pericolose e ridefinendo gli importi delle somme da pagare ai fini della medesima revoca (somme aggiuntive rispetto alle sanzioni previste dalle norme per le singole fattispecie di illecito). Si conferma la figura di reato per il caso di violazione - da parte del datore di lavoro - del provvedimento di sospensione, con la conferma delle misure relative alla pena detentiva e con una riduzione dei limiti minimi e massimi dell'ammenda (prevista in via disgiuntiva per il caso in cui la violazione concerna la sospensione motivata dalla sussistenza di rapporti di lavoro non oggetto di comunicazione). Resta fermo il principio che la sospensione comporta, per la durata della medesima, l'interdizione alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni mentre viene soppressa la norma, prevista per alcune ipotesi specifiche, sull'allungamento del periodo di interdizione oltre quello di sospensione -; - si prevede l'istituzione di un repertorio degli organismi paritetici in materia di sicurezza sul lavoro e si ridefiniscono le attività di comunicazione da parte degli stessi, prevedendo altresì che i dati forniti da tali organismi siano utilizzati ai fini dell'individuazione di criteri di priorità nella programmazione della vigilanza e di criteri di premialità nell'ambito della determinazione degli oneri assicurativi da parte dell'INAIL (lettera f)); - si prevede l'istituzione di un'apposita banca dati presso l'Ispettorato nazionale del lavoro, relativa alle specifiche comunicazioni del committente o del responsabile dei lavori - comunicazioni già previste dalla disciplina vigente - in materia di cantieri temporanei o mobili. I successivi commi del presente articolo 13 autorizzano nuove assunzioni per l'Ispettorato nazionale del lavoro e per l'Arma dei carabinieri. Testo integrale dell'intervento del senatore Floris nella discussione generale del disegno di legge n. 2426 Dopo le difficolta avute in commissione, dovute a una maggioranza eterogenea, siamo arrivati a un testo, non totalmente, ma parzialmente condiviso, dopo tante riunioni e un lavoro che ci ha visti coinvolti anche in sedute notturne. Si è partiti da oltre 900 emendamenti e si è arrivati a un testo condiviso. Una parte rilevante di questo decreto prevede misure in materia di tutela del lavoro. In questo caso si sono dedicati due capi di un decreto che a tutti gli effetti va ad integrare la manovra di finanza pubblica per il 2022. Una parte delle disposizioni sono mosse soprattutto dai tanti casi eclatanti di morti sul lavoro verificatisi quest'anno. Poi ci sono le misure legate alla quarantena in tempo di Covid-19, cui hanno diritto tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, ma che non è prevista, invece, per i lavoratori iscritti alla gestione separata dell'Inps. Le novità proposte intendono sanare le difficoltà interpretative ed operative della disposizione vigente, specie con riferimento alla platea dei soggetti non aventi diritto all'assicurazione economica di malattia presso I 'INPS. Su queste misure c'è stata una richiesta di chiarimento applicativo per la parte relativa ai rimborsi alle aziende, che queste vorrebbero più corposi. Ma certamente comprendiamo che sono previsti specifici limiti di spesa, ma che in realtà non dovrebbero esserci. Altra diposizione è quella per i dipendenti di quei settori non assicurati all'INPS ai fini della tutela sulla malattia, come ad esempio gli impiegati del settore industriale. Sarebbero serviti un ulteriore chiarimento, le opportune modifiche e le adeguate coperture finanziarie. Sempre nella logica di sostenere i lavoratori tenuti a badare ai figli in quarantena da Covid vi sono le disposizioni sui congedi parentali, che vengono ora rinnovate. Condivisibile è la parte che riguarda il rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Erano anni che venivano invocate nuove assunzioni tra gli ispettori del lavoro. In breve tempo ci saranno - cioè una volta inseriti in ruolo e poi formati, anche per questa figura serve la formazione - più di 1000 nuovi ispettori del lavoro, per evitare incidenti che mettano a rischio la vita dei lavoratori. Un altro dei temi è quello dei lavoratori ex Alitalia per i quali sono stanziati fondi per altri 12 mesi di integrazione salariale. Ci auguriamo che il Governo voglia inserire nella legge di bilancio anche i lavoratori di Air Italy, che pure dovrebbero essere accompagnati da un periodo di cassa integrazione. Peraltro solo una parte dei lavoratori Alitalia sono stati assorbiti dalla nuova compagnia di bandiera ITA, che utilizzerà ancora il logo Alitalia. Alitalia, e la testardaggine in cui si è voluto tenerla in piedi in questi anni, dimostra che la politica non deve intromettersi nella gestione aziendale, che è fatta di ricavi meno costi, per generare utili. In questo caso nemmeno si andava in pareggio. E allora cosa vogliamo dire. Che bisognava utilizzare i 13 miliardi stanziati per tenerla in piedi per formare il personale Alitalia accompagnando i lavoratori - che non hanno colpe - verso altre forme di occupazione, anche in altri settori lavorativi, posto che il settore aereo non ha spazio per assorbirli tutti. Invece, sinora si è adottata una strategia ancora una volta verso le politiche passive. Venti anni fa alcuni di questi lavoratori avevano trent'anni, oggi ne hanno cinquanta, e potevano essere accompagnati in sicurezza verso nuove professioni. Abbiamo un sistema di welfare che è quasi tutto orientato agli assegni di assistenza, mentre dovrebbe essere re-orientato verso piani di formazione individuali, dei lavoratori di aziende in crisi, che li reinseriscano anche in altri settori lavorativi. I lavoratori sono incolpevoli delle crisi aziendali, ma non possiamo fargli credere che la soluzione siano gli assegni dell'Inps a tempo indeterminato e non quelli di un lavoro vero.