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sempre secondo l'inchiesta di "Fanpage", le cifre si aggirano intorno ai 7,7 milioni di euro per la struttura di Napoli all'Ospedale del Mare, 2,2 milioni per quella di Caserta e altri 2,2 per quella di Salerno. In totale sono ben 12 milioni e 100.000 euro per la MED, al momento la spesa più grande effettuata dalla sanità campana per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. L'azienda è tra i partner consolidati di Fincantieri per le forniture di reparti ospedalieri per la Marina Militare; esperti in costruzione di sistemi antisismici, ospedali modulari e reparti ospedalieri, quelli della MED in questo momento fanno la parte del leone tra gli appalti pubblici legati all'emergenza COVID; considerato altresì che: visti i tempi di realizzazione, al netto degli intoppi chiaramente, gli ospedali prefabbricati saranno utili solo dopo il picco dell'emergenza, quando, ci si immagina, diminuiranno anche i pazienti di terapia intensiva negli ospedali pubblici; secondo le stime dell'Ihme, dell'Università degli Studi di Washington, pubblicata sul quotidiano "Il Mattino" in data 8 aprile 2020, in Campania l'ultimo decesso (ferme restando le misure restrittive generali) si prevede per il 22 aprile con un numero di perdite, in termini di vite umane, di 250 persone, ovvero 35 in più rispetto alle 216 perdite stimati alla data del 7 aprile; in Campania, probabilmente, c'è il rischio che gli ospedali prefabbricati possano essere aperti solo quando il peggio sarà passato, al contrario di quanto avvenuto in Cina, ad esempio a Wuhan, da dove è partita la pandemia. I cinesi, infatti, erano riusciti a costruire gli ospedali prefabbricati in pochi giorni, proprio perché fossero utili nella fase di picco dell'epidemia. Quando la curva dei contagi è iniziata a calare, gli ospedali prefabbricati sono stati tutti chiusi mandando i pazienti negli ospedali ordinari; un'inchiesta di "Fanpage" dell'autunno scorso mostrò come all'interno dell'ospedale di Napoli est attualmente ci siano ben 10 reparti chiusi, pur completi di attrezzature, per mancanza di personale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti e come intendano intervenire perché si faccia chiarezza sul perché una delle strutture prefabbricate sorgerà nell'area del nosocomio che ha più reparti chiusi sul territorio napoletano; se intendano intervenire, nei limiti delle loro competenze, affinché si chiarisca il perché in Campania vi è stata la necessità di investire milioni di euro un ospedale prefabbricato dentro ad un ospedale con 10 reparti chiusi; in che modo siano stati aggiudicati i lavori, considerando che ad aggiudicarsi i lavori di tutte e tre le strutture è sempre la stessa ditta, un'azienda veneta partner di Fincantieri. È la spesa più importante della Regione Campania in questa emergenza, che si aggira intorno ai 12 milioni di euro; quale sarà il destino dopo l'emergenza, di questi ospedali da campo, in considerazione del fatto che il picco del contagio indicato dal presidente De Luca è la prima settimana di aprile e gli ospedali prefabbricati entreranno a pieno regime sono alla fine del mese di aprile, ovvero quando il picco sarà già passato. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03091 BORGONZONI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la casa di cura privata Sant'Antonio Srl di Piacenza è una clinica accreditata con il servizio sanitario nazionale che, con la casa di cura privata Piacenza SpA, si trova al centro di un caso molto inquietante; da notizie di stampa si apprende che, all'interno delle suddette strutture, dal febbraio 2020, pazienti, medici, caposala, Oss, infermieri, addetti alle pulizie e parenti dei ricoverati avrebbero contratto il Covid-19; il tutto deriverebbe dal fatto che i responsabili delle strutture deliberatamente avrebbero sottaciuto i primi episodi di contagio, che riguardavano un medico della struttura e un paziente ricoverato, ammonendo altresì tutto il personale a non comunicare a nessuno quanto avveniva all'interno della struttura stessa, pena il licenziamento; da metà febbraio all'interno delle strutture citate è cominciata l'agonia di pazienti, operatori sanitari, addetti delle pulizie e quanti altri, compresi i parenti dei ricoverati, frequentassero la struttura; ufficialmente, però, all'interno delle strutture non era successo nulla, dal momento che nessuna comunicazione ufficiale da parte della proprietà o della dirigenza veniva fatta alle famiglie dei pazienti ricoverati o al personale; il 13 marzo la AUSL di Piacenza ha annunciato che il Sant'Antonio sarebbe diventato clinica specializzata per il Covid-19; sempre dalle notizie di stampa si apprende che dal giorno 16 marzo le cose iniziano a cambiare: una delle addette alle pulizie della casa di cura viene trovata morta in casa; questo episodio provoca un cambiamento e i dipendenti della struttura iniziano a parlare e a esternare le loro perplessità e inquietudini, denunciando altresì i probabili contagi all'interno delle strutture, ove soggetti sani e soggetti infetti erano trattenuti insieme a lungo nelle stesse camere di degenza, non informando i parenti del fatto che gli stessi medici con cui avevano parlato erano infetti: tutte persone che hanno poi circolato per Piacenza, con grande probabilità avendo contratto il Covid-19 dai propri cari e dai medici della struttura Sant'Antonio; considerato che il problema sanitario poteva accadere, come è accaduto in varie parti d'Italia, non si comprende il silenzio delle strutture Casa di cura privata Piacenza SpA e Casa di cura privata Sant'Antonio Srl; considerato, infine, che a carico della casa di cura privata Piacenza SpA vi è un procedimento in corso, in quanto la stessa avrebbe operato interventi in regime di ricovero seppur breve, anziché ambulatoriale, per ottenere rimborsi superiori dal servizio sanitario, si chiede di sapere: quali azioni intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di fare chiarezza su quanto accaduto nelle strutture casa di cura privata Sant'Antonio Srl e casa di cura privata Piacenza SpA; quali azioni, nell'ambito della sua competenza, intenda intraprendere al fine di tutelare la salute dei pazienti, dei loro familiari, degli operatori sanitari e di tutti gli addetti delle medesime strutture. Atto n. 4-03092 SALVINI Matteo BORGONZONI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: lo scorso 31 marzo 2020, il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid-19, Domenico Arcuri, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: «abbiamo consegnato ieri quantità sufficiente di mascherine anche all'Ordine dei medici. Devono essere dotati di un magazzino di scorta in modo da poter aggiungere dotazioni a loro destinate»;