[resaula]

Si evidenzia che, in base ai dati dichiarativi, risulta una forte concentrazione di soggetti nella fascia fino a 258,23 euro, pari al 65 per cento dell'intera platea dei lavoratori che fruisce dei benefit in esame. La stima ha utilizzato il dato contenuto nelle certificazioni uniche dell'anno di imposta 2020, primo anno di raddoppio del limite suindicato. Gli archivi di detta annualità risultano, ai fini della stima, allineati alle pubblicazioni delle dichiarazioni dei redditi di tale anno di imposta, e pertanto oggetto di controlli e verifiche statistiche al momento non disponibili per l'anno di imposta 2021; - in relazione all'articolo 17, per i commi 4 e 6, si conferma che le risorse finalizzate al completamento degli interventi di ricostruzione sono disponibili e libere da qualsiasi impegno giuridicamente vincolante e che nessun pregiudizio sia recato alle altre finalizzazioni previste a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse. Per il comma 7, si conferma che la rimodulazione ivi prevista non determina effetti sui saldi di finanza pubblica differenti rispetti a quelli già scontati a legislazione vigente e che le risorse disponibili a legislazione vigente siano sufficienti a completare gli interventi previsti pur dovendo fare fronte ai citati aumenti dei prezzi; - in relazione all'articolo 21, si prende atto della valutazione di correttezza e plausibilità delle quantificazioni; - in relazione all'articolo 24, si segnala che la dotazione del fondo utilizzato a copertura presenta sufficienti disponibilità, tenuto conto dei rifinanziamenti operati con il decreto-legge n. 73 del 2021 (articolo 77, comma 6) e con la legge di bilancio 2022 (sezione II); - in relazione all'articolo 28, rispetto al plafond iniziale di 251 milioni di euro stanziati dall'articolo 1, comma 1039, lettera c) , della legge 27 dicembre 2017, n. 205, a cui si sono aggiunti i 68 milioni previsti per l'anno 2022 dalla legge di bilancio (articolo 1, comma 480, della legge 30 dicembre 2021, n. 234) risultano ancora disponibili circa 21 milioni di euro considerando anche le risorse relative all'impegno assunto per la tornitura dei decoder ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 482, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, che gravano sui medesimi fondi. Laddove gli oneri per tale nuova misura non fossero quantificati tutte le misure in essere saranno soddisfatte fino ad esaurimento fondi. Vengono quindi forniti dati sulla disponibilità dei fondi aggiornata al 10 agosto scorso; - in relazione all'articolo 29, si segnala che la norma è pensata per adempiere ad un obbligo preso con la Commissiono europea. Tali impegni statali sono contenuti nell'annesso rubricato "The Common Understanding" alla decisione della Commissione europea in data 10 settembre 2021 e specificamente considerati nel parere dell'Avvocatura dello Stato C.S. 41365/21 del 7 dicembre 2021. Inoltre, si conferma quanto riportato in Relazione tecnica in ordine alla circostanza che gli effetti della restituzione dei prestiti non risultano scontati nei saldi di finanza pubblica; - in relazione all'articolo 30, essendo ancora in corso le procedure di selezione degli esperti, si conferma che le risorse residue sono da considerarsi sufficienti per i futuri impegni dell'Amministrazione; - in relazione all'articolo 34, si conferma la disponibilità delle risorse poste a copertura degli oneri recati dalla disposizione. Si conferma inoltre che, in relazione alla realizzazione dell'impianto olimpico per il pattinaggio di velocità "Ice rink Oval", non è previsto alcun compenso, emolumento o rimborso spese aggiuntivo in favore del Commissario straordinario. Infatti, l'articolo 16, comma 3- bis , del decreto-legge n. 121 del 2021, novellato dall'articolo 34, comma 4, del decreto-legge in oggetto, già prevede, all'ultimo periodo, che "Per lo svolgimento delle attività di cui al presente comma, al commissario straordinario non spetta alcun compenso, gettone di presenza, indennità comunque denominata o rimborso di spese. "; - in relazione all'articolo 36, si confermano gli effetti riportati in termini di fabbisogno e indebitamento nel prospetto riepilogativo degli effetti finanziari, tenuto conto delle informazioni disponibili sulla natura e sugli interventi previsti nell'ambito del fondo medesimo. In particolare, si osserva che il Fondo Unico Nazionale del turismo (FUNT) rappresenta l'unico fondo mediante il quale il Ministero del Turismo persegue i propri obiettivi, specificati all'articolo 1, commi 366, 367 e 368, della legge di bilancio 2022-2024. Ciò premesso, con riferimento al comma 1 dell'articolo 36, il quale incrementa di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, la dotazione del FUNT di conto capitale, si rappresenta che tale Fondo è stato istituito dall'articolo 1, comma 368, della legge n. 234 del 2021, per la realizzazione di investimenti finalizzati ad incrementare l'attrattività turistica del Paese, anche in relazione all'organizzazione di manifestazioni ed eventi, compresi quelli sportivi, connotati da spiccato rilievo turistico, garantendo positive ricadute sociali, economiche ed occupazionali sui territori e per le categorie interessate. Per l'anno 2022 è stata prevista una dotazione del Fondo di parte capitale di soli 50 milioni di euro, assolutamente insufficiente per perseguire le descritte finalità del Fondo. Tali risorse sono state in parte già destinate a soddisfare specifiche esigenze ed in parte sono in corso di riparto e assegnazione, con la collaborazione delle Regioni. I molteplici e diversificati obiettivi da raggiungere rendono ovviamente insufficienti anche le risorse stanziate per le annualità successive (100 milioni di euro per l'anno 2023, 50 milioni di euro per l'anno 2024, 100 milioni di euro per l'anno 2025). Quindi, l'incremento di 10 milioni per ciascuna di tali annualità risulta in linea con i fabbisogni di spesa, anche se le risorse complessive necessiteranno di ulteriori incrementi al fine di garantire la congruità delle risorse stanziate in relazione ai descritti obiettivi del Fondo. Pertanto, per le ragioni sopra evidenziate, si assicura l'effettiva spendibilità di ciascun incremento entro il rispettivo anno; - in relazione all'articolo 38, si evidenzia che la stabilità del riconoscimento della qualifica di docente esperto e il correlato onere si evince dalla lettura coordinata dei commi 4- bis e 4- ter dell'articolo 16- ter del decreto legislativo n. 59 del 2017, laddove è previsto che a decorrere dall'anno scolastico 2036/2037 le procedure di accesso alla qualifica di docente esperto sono soggette al regime autorizzatorio di cui all'articolo 39, comma 3- bis , della legge n. 449 del 1997 al fine di attribuire la suddetta qualifica ad un contingente massimo di 32.000 unità. L'applicazione del regime autorizzatorio è volta a garantire che il riconoscimento della predetta qualifica sia ricompresa nell'ambito del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 16- ter del decreto legislativo n. 59 del 2017.