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Disposizioni per la diminuzione del divario digitale e la gestione dei nodi di interconnessione della rete internet. Onorevoli Senatori. -- La realizzazione delle reti a banda larga è essenziale per realizzare gli obiettivi dell'Agenda digitale europea e per fornire una spinta alla crescita dell'economia. Il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea impone una sfida importante dal cui risultato dipende, in buona misura, lo sviluppo dell'Unione europea nei prossimi anni. Tutti i Paesi dell'Unione, in particolare quelli del Nord Europa che detengono la leadership registrando le performance migliori sia nel livello di sviluppo infrastrutturale sia nell'utilizzo di internet da parte dei cittadini/consumatori, hanno intrapreso, seppur con ritmi ed intensità diverse, un percorso di infrastrutturazione ed investimento nelle diverse tecnologie. L'Italia continua a trovarsi in una situazione di ritardo non solo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche in relazione al livello di cultura digitale ed alfabetizzazione informatica che risulta tra le più basse a livello europeo. L' I-Com Broadband Index (IBI) ha fotografato la situazione dell'Italia sintetizzando indicatori concernenti, da un lato, lo sviluppo delle reti e, dall'altro, il livello di maturità della domanda, posizionando l'Italia al terzultimo posto nel ranking . Uno degli obiettivi primari dell'Agenda digitale italiana è quello della riduzione del digital divide e dei forti divari regionali che si registrano nel nostro Paese. I dati ISTAT relativi all'anno 2012 mostrano che in Italia esiste ancora un forte gap infrastrutturale rispetto alla network society . L'accesso a internet è disponibile in media nel 55,5 per cento delle famiglie italiane e solo meno della metà di queste, il 48,6 per cento, possiede una connessione a banda larga. Il digital divide tra Nord e Sud va inquadrato in una situazione di mediocrità complessiva. In particolare, però, preoccupa la quasi completa stagnazione di Calabria, Molise e Campania, che negli ultimi anni sono cresciute di pochi punti o frazioni di punto. Quel che preoccupa è anche la velocità delle connessioni broadband . Il Rapporto I-com relativo all'anno 2013 mostra che, tranne Cipro, l'Italia è il Paese con la minore percentuale di connessioni superiori a 10Mbps, che non raggiungono neppure il 15 per cento del totale (contro una media europea del 59,2 per cento). Tuttavia, anche in Italia vi sono fasce della popolazione che già fanno un uso intensivo di internet e che, in prospettiva, possono fungere da traino per una domanda di servizi della società dell'informazione che richiedono una banda trasmissiva elevata quali, in particolare, i servizi di video online ed i servizi di cloud computing . Più precisamente, va considerato che, nei prossimi anni la domanda di banda crescerà considerevolmente, sia con riguardo alla componente residenziale, sia con riguardo alle esigenze della pubblica amministrazione e delle imprese private. Alla luce dei numerosi studi che confermano quanto le comunicazioni costituiscano la struttura portante dell'economia digitale e della società dell'informazione, è possibile affermare che oggi più che mai esse sono un fattore determinante per la competitività e la crescita economica. Colmare il ritardo che l'Italia sconta nello sviluppo delle reti di comunicazione a banda larga e ultra-larga e nella diffusione delle competenze digitali nella popolazione e tra le imprese rappresenta, pertanto, uno degli obiettivi strategici di maggior rilievo nell'attuale contesto economico per sviluppare una moderna dinamica competitiva in tutti settori dell'economia. Nessun altro settore è in grado di incrementare in misura equivalente la crescita e lo sviluppo del Paese. È evidente che occorrono politiche estensive volte a diffondere l'uso di internet tra i cittadini e di politiche intensive volte a favorire l'offerta e il consumo di servizi innovativi che richiedono una banda elevata. In tale contesto, appare essenziale garantire che gli enti locali contribuiscano attivamente all'obiettivo di digitalizzazione del Paese attraverso i necessari interventi di semplificazione amministrativa che, coerentemente con le iniziative promosse a livello legislativo e di Governo, possano abbattere il digital divide ed incentivare la diffusione della banda larga. In Italia, ad oggi, le strategie di investimento degli operatori nella banda larga ed ultra larga risultano alquanto indefinite, quantomeno se si considera un orizzonte temporale di medio periodo. I diversi operatori investono prevalentemente, se non esclusivamente, nelle aree in cui le condizioni di mercato sono più favorevoli al recupero degli investimenti. Diventa necessario quindi ricorrere all'intervento pubblico nelle aree del Paese che non risultano coperte dai piani di investimento privati. A frenare gli operatori privati nel portare la banda larga ovunque nella rete di accesso, e progressivamente estenderne l'ampiezza, sono stati, ad oggi, i costi elevati di investimento, spesso non sostenibili, cioè non giustificati da adeguati ritorni economici in termini di redditività per l'operatore stesso, come accade ad esempio in zone scarsamente abitate. Esiste però un’ulteriore tecnologia che, sfruttando le tipiche caratteristiche di « network » della rete internet , permette di ottenere un miglioramento dell'efficienza e dell'affidabilità della rete stessa, a parità di ampiezza della banda trasmissiva. Tale miglioramento si basa sull'incremento della «magliatura», realizzato creando degli appositi punti di interscambio tra i vari fornitori di accesso, chiamati IXP. Un internet exchange point (IXP) è un'infrastruttura fisica che permette a diversi fornitori di accesso ( internet service provider o ISP) di scambiare traffico internet fra loro, interconnettendo le proprie infrastrutture attraverso accordi reciproci. Lo scopo principale di un IXP è infatti quello di permettere alle reti degli ISP di interconnettersi fra di loro direttamente, attraverso il punto di interscambio, piuttosto che far passare il traffico attraverso uno o più provider esterni. I vantaggi sono i seguenti: -- efficienza: la connessione diretta fra due reti, senza passaggi intermedi, minimizza il tempo necessario al traffico dati: -- affidabilità: la diversificazione delle connessioni che un operatore ha verso il resto degli ISP gli permette di evitare un «oscuramento» qualora un collegamento dovesse venire meno, aumentando così la ridondanza dell'infrastruttura di rete. I punti di interscambio attualmente attivi in Italia sono: Milano: MIX -- Milan Internet eXchange Roma: NaMeX -- Nautilus Mediterranean eXchange Torino: TOP-IX -- Torino Piemonte Internet eXchange Udine: FVG-IX -- Friuli Venezia Giulia Internet eXchange Firenze: TIX -- Tuscany Internet eXchange Bari: NaMeX-B (sperimentale -- NON ATTIVO) Milano: MINAP -- Milan Neutral Access Point -- (NAP pensato per « Small companies ») Padova: VSIX Nap del Nord Est -- (Veneto, cooperazione tra gli internet service provider locali, nazionali ed internazionali) I costi per il mantenimento in opera di un punto di interscambio ( hardware , manutenzione, personale) vengono in genere sostenuti dagli afferenti sotto forma di un contributo di attivazione e di un costo mensile o annuale.