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Si tratta forse dell'esempio più completo e virtuoso del seguito dato a una sentenza della Corte. Nel merito, è stata scelta l'opzione di introdurre una nuova materia di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. I tempi sono stati contenuti nel limite di dieci giorni e tutte le procedure sono tali da non inficiare l'esito delle elezioni. Direi che si è trattato di un ottimo lavoro. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, membri del Governo, con il provvedimento che votiamo oggi poniamo finalmente rimedio a un indiscutibile quanto problematico vuoto di tutela presente nel nostro ordinamento in materia di procedimento preparatorio per le elezioni politiche, introducendo un apposito rito nel codice del processo amministrativo. Permettetemi di dire che questo disegno di legge rappresenta la chiara dimostrazione che, quando c'è condivisione nel merito e nel metodo da parte di tutti i Gruppi parlamentari, i risultati non solo ci sono, ma ci sono anche in tempi celeri. Con questo provvedimento abbiamo dimostrato che il Parlamento può fare e bene. (Brusio) . Presidente, posso avere un po' di silenzio? Mi scusi, ma faccio fatica a intervenire. PRESIDENTE . Senatrice Sbrollini, so che le sue parole meritano grande attenzione e spero ne siano convinti anche i colleghi, che pregherei di aiutarla a essere ascoltata abbassando il tono della voce o eliminando le chiacchiere. SBROLLINI (IV-PSI) . La ringrazio molto, signor Presidente. Come sappiamo, il disegno di legge in esame costituisce un intervento molto puntuale, che intreccia la delicata materia del procedimento preparatorio per le elezioni con la questione del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo e, più in generale, tra diritti soggettivi e interessi legittimi. Come emerge anche dalla stessa relazione, si tratta di un intervento che nasce da una spinta esterna, quella della Corte costituzionale, che da ultimo, con la sentenza n. 48 del 2021, ha invitato il Parlamento a legiferare sul tema. È proprio con questa sentenza che la Corte costituzionale ha posto le basi per un profondo ripensamento del contenzioso sul procedimento preparatorio per le elezioni politiche. Lo ha fatto partendo dall'interpretazione dell'articolo 66 della Costituzione, che imputa alle Camere il cosiddetto giudizio sui titoli di ammissione dei propri componenti. Un'interpretazione maggiormente restrittiva vorrebbe che tutto il procedimento elettorale e le sue risultanze vedessero nelle Camere stesse il giudice del loro procedimento di formazione. Dobbiamo però fare i conti con lo sviluppo dell'ordinamento italiano sulle fasi preparatorie del procedimento elettorale, ossia quelle relative alla raccolta delle sottoscrizioni, alla presentazione delle candidature delle liste e dei simboli elettorali, ma in generale a tutti gli adempimenti precedenti all'apertura dei seggi, allo svolgimento delle consultazioni elettorali e allo scrutinio dei voti espressi che è da tempo in cerca di un giudice. È questo il vuoto che noi oggi dobbiamo colmare. Questo giudice non possono essere le Camere, perché, comunque le si voglia considerare, non sono ontologicamente in grado di assicurare tutela piena, efficace e tempestiva alle situazioni soggettive e alle esigenze obiettive di rilievo costituzionale che vengono in gioco nel corso del procedimento preparatorio alle elezioni. Qualunque forma di tutela posticipata che intervenga a elezioni concluse si rivela del tutto inidonea a garantire l'interesse del candidato a partecipare a una determinata consultazione elettorale senza che medio tempore si sia prodotto un pregiudizio. Dunque, la soluzione offerta dalla Corte di coniugare in una lettera armonica l'articolo 66 e il principio supremo di accesso al giudice, almeno in relazione al procedimento elettorale preparatorio, è secondo noi equilibrata. Su di essa la 1 a Commissione ha lavorato alacremente in questi mesi - e per questo ringrazio ancora il presidente Parrini - proprio per prevedere finalmente una normativa ad hoc in materia di giurisdizione sul contenzioso elettorale posta in capo al giudice amministrativo. Ringrazio la Commissione e più in generale questo Parlamento non solo perché abbiamo preso sul serio le osservazioni critiche del giudice delle leggi, ma anche per lo spirito di leale collaborazione che deve sempre contrassegnare i rapporti tra le istituzioni e anche per ragioni più concrete. È quanto mai indispensabile, anche e soprattutto in questo particolare momento storico e istituzionale, che il Parlamento conservi il proprio ruolo. Non possiamo permetterci di rinunciare a dare risposte adeguate alle sollecitazioni ripetute che provengono dall'esterno. Il Parlamento non può rischiare di rimanere vittima - anzi, in questo caso, direi artefice - della propria autoemarginazione rispetto ad altri soggetti istituzionali. Signor Presidente, mi avvio a concludere, dichiarando in questo modo il voto favorevole del Gruppo Italia Viva - PSI e mi auguro che questo modus operandi , che il Parlamento ha dimostrato di saper realizzare con il provvedimento in esame, possa essere esteso anche ad altri temi, su cui è necessario mettere mano immediatamente, affinché sia lo stesso Parlamento, nel ruolo che gli è proprio, a fornire risposte che non possono più attendere. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, il presente disegno di legge arriva all'esame dell'Assemblea dopo un lavoro proficuo fatto in Commissione e, peraltro, nasce da un disegno di legge firmato da rappresentanti di parecchi Gruppi. Ringrazio il presidente Parrini, relatore del provvedimento, e i colleghi che hanno collaborato alla stesura di questo testo, che risponde a una sentenza della Corte costituzionale che rilevava la carenza di tutela giurisdizionale nei procedimenti preparatori alle elezioni per la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Il procedimento preparatorio, in altre parole, è il fondamentale passaggio di presentazione dei simboli e delle liste. In questo modo ci saranno le stesse garanzie di oggi, con la stessa rapidità, e in più ci sarà anche un'ulteriore possibilità di tutelare gli interessi di qualche formazione e partito che vogliano presentare delle liste, fornendo un'ulteriore occasione per difendere e far valere i propri diritti. Si tratta di un aspetto non così noto al grande pubblico, ma sicuramente molto importante: sappiamo in passato di fatti problematici, che poi devono essere affrontati - come è stato detto poco fa - addirittura anche dopo che il risultato elettorale è stato acquisito, e cioè in tempi evidentemente non più adeguati. A questo punto, che dire? Visto che si è sistemato anche l'aspetto delle normative elettorali, come Fratelli d'Italia riteniamo opportuno andare a votare e dare la parola agli italiani. Ciò eviterebbe al Governo di dover mettere la fiducia su tutti i provvedimenti che presenta (cioè la maggioranza di quelli che il Parlamento esamina), andando peraltro contro, con le continue richieste di fiducia, a quello che il presidente Mattarella ha detto nel suo discorso di insediamento. Lo hanno applaudito tutti e anche noi l'abbiamo applaudito su questo passaggio.