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alla prossima sentenza su un caso di violenza sessuale con pene che, calcolate con l'attuale disciplina, finiranno con l'essere davvero irragionevoli, se non anche offensive del bisogno di giustizia delle vittime, non ci sarà nessun tweet e nessuna dichiarazione roboante, che basterà a coprire una vostra precisa scelta politica, che avviene oggi, qui, davanti al Paese. Quella di oggi, a dir la verità, non è la prima occasione in cui il settore penale viene aggredito dall'attuale Governo. La scorsa settimana l'Assemblea ha votato una riforma della legittima difesa, che ha l'unico obiettivo concreto di far diventare la sicurezza nelle case un affare privato. Il cosiddetto provvedimento spazza corrotti, tra le varie cose, ha sterilizzato la prescrizione, con l'introduzione di un processo senza fine e l'addio di fatto alla presunzione di innocenza per i cittadini italiani. Sono tutte norme con cui si pretende una pena rigorosa, ma poi si fa tutto il contrario di quello che servirebbe per dare tempi certi alla giustizia. Ancora una volta questa maggioranza usa il rigore della pena soltanto per sbandierare un'integrità, una forza e una diversità, che non possiede e non le appartiene. Concludendo, la maggioranza - e la Lega, che ha voluto fortemente questo provvedimento - ha avuto l'occasione di mettere mano a un problema serio e reale della giustizia italiana. Lo avrebbe potuto fare con il sostegno di tutto il Parlamento e di tutte le sue forze. Ha invece sprecato l'occasione, preferendo ancora una volta usare la punizione come una profilassi per costruire la sua identità anziché per tutelare e difendere concretamente il dolore e la sofferenza delle vittime. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, in premessa voglio dire che se questa modifica sarà applicata per i fatti e per i delitti che verranno commessi dopo la sua entrata in vigore, non è perché lo vogliamo noi, ma perché - vivaddio! - la legge penale è irretroattiva ed è giusto e doveroso che sia così. Allo stesso tempo riteniamo che la giustizia debba essere giusta e rapida. Con le norme in esame, che non sono norme spot , ma hanno una certa rispondenza al sentimento del Paese, la rendiamo giusta e con il nuovo codice di rito, che la maggioranza si è impegnata a scrivere entro un anno, la renderemo anche rapida. Voglio anche dire a chi mi ha preceduto che, più che preoccuparmi per la decorrenza dei termini di scarcerazione per chi è sottoposto a misura cautelare, mi preoccuperei di irrogare una pena giusta, anziché fare degli sconti preventivi e consentire a dei veri e propri mostri di beneficiare, grazie a questi sconti, anche dei benefici in fase di esecuzione della pena stessa. Ebbene, riteniamo che questo sia un provvedimento di equilibrio tra lo Stato e i cittadini: lo Stato - e quindi la sua pretesa punitiva - e i cittadini rispetto al diritto di difesa che - com'è stato ampiamente detto prima - non viene per niente calpestato, ma anzi viene tutelato. Non voglio ripetere in questo mio intervento ciò che è già stato detto prima dal collega Pillon, ossia quali sono i reati che vengono eliminati dalla possibilità di ricorrere a un rito abbreviato: sono reati che hanno un impatto sociale devastante e per i quali riteniamo che ci debba essere una pena esemplare e proporzionata. Il diritto di difesa non viene intaccato, intanto perché, se la richiesta di ammissibilità al rito abbreviato in fase di udienza preliminare viene respinta, la stessa può essere reiterata sempre durante l'udienza preliminare fino alle conclusioni della stessa fase. Vi è di più: può essere reiterata anche durante il dibattimento, qualora appunto il giudice dovesse ritenere che non sia da applicare la pena dell'ergastolo; così come se ci dovesse essere una rimodulazione in melius della contestazione, l'imputato ha la facoltà di riproporre questa istanza. Il diritto di difesa è quindi ampiamente tutelato e garantito, soprattutto perché questa possibilità viene consentita con una valutazione che il giudice fa in concreto all'interno del processo. Quali sono gli obiettivi che con questa norma (e non soltanto con questa norma) ci prefiggiamo di raggiungere? Il primo è avere bene in mente di vivere in uno Stato autorevole, affidabile e giusto: uno Stato autorevole è uno Stato presente, che c'è e fa rispettare le regole che devono essere rispettate; affidabile, perché svolge fino in fondo il ruolo che ha, e giusto perché, appunto, commina tramite la magistratura le pene giuste. Troppe volte abbiamo visto in giro delinquenti incalliti e feroci, che più che andare a espiare una pena tra le mura delle patrie galere, hanno fatto una vera e propria vacanza all'interno di quelle mura. Non è giusto che, di fronte a questo tipo di esecuzione di pena, poi ci si lamenti perché la parte civile magari non ha avuto il giusto risarcimento. È giusto che la parte civile abbia il risarcimento che merita, ma è anche giusto che il delinquente possa espiare, così come merita, la pena che gli è stata irrogata. (Brusio). PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Pepe. Invito cortesemente i colleghi ad abbassare il tono delle loro conversazioni, perché ho difficoltà a sentire il senatore Pepe. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Grazie, Presidente. Nessuno sconto preventivo: il giudice di sorveglianza valuterà durante l'esecuzione della pena qual è il percorso di riabilitazione del condannato - questo sì - e da questo punto di vista non verrà negato. La pena che viene irrogata secondo questa norma è però esemplare e proporzionata e soprattutto rispettosa del dettato dell'articolo 27 della nostra Costituzione: la pena è e rimane rieducativa, in modo da consentire al condannato di riprendere giustamente a vivere, da un punto di vista privato ma anche sociale, la propria vita, laddove ha espiato la condanna che gli è stata comminata. Un ultimo aspetto: pensiamo che gli italiani abbiano detto più volte, in diverse forme e con diversi strumenti, che non ne possono più del diffuso senso di impunità e del diffuso senso di impotenza dello Stato che vigono in Italia. Questi vanno sicuramente debellati, perché il senso di impunità e il senso di impotenza dello Stato sono aspetti negativi che influenzano tanto i malfattori, i quali di fronte a questo senso di impunità e di impotenza sono spinti a continuare la loro vita delinquenziale, quanto gli onesti, che sono presi da uno stato di frustrazione che sicuramente diminuisce il grado di affidabilità dello Stato per i cittadini. Riteniamo sia un altro tassello importante che questa maggioranza e il Governo hanno introdotto nel mondo della giustizia, che porteremo avanti con regole di merito ma soprattutto con il rito del nuovo processo penale che renderà il processo all'altezza della nostra civiltà: più rapido e più giusto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) .