[ddlpres]

3 Alle attività previste dai commi 1 e 2 concorrono le organizzazioni territoriali comparativamente più rappresentative delle imprese artigiane. 9 (Servizi provinciali per l'avvio, l'esercizio e il trasferimento d'impresa artigiana) 1 L'avvio e il consolidamento delle imprese artigiane sono promossi con interventi di consulenza organizzativa, finanziaria e di mercato, attuati ad opera di servizi pubblici e privati accreditati, predisposti in ogni provincia sulla base di un piano e di criteri nazionali definiti d'intesa fra Stato, regioni e le organizzazioni territoriali comparativamente più rappresentative delle imprese artigiane. 2 Per le finalità di cui al comma 1, presso gli sportelli unici per le attività produttive o presso gli sportelli delle organizzazioni territoriali comparativamente più rappresentative delle imprese artigiane, i soggetti interessati possono ottenere tutte le informazioni pertinenti all'esercizio delle imprese artigiane, con particolare riguardo alle procedure per il loro avvio e per il trasferimento generazionale d'impresa di cui al capo IV della presente legge, per l'accesso alle opportunità di mercato, a partire dalle commesse e dagli appalti pubblici, nonché relative alle buone pratiche amministrative e commerciali, alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche previste dalla legislazione statale e regionale. 3 Le amministrazioni pubbliche nazionali e locali promuovono i bilanci di competenze e la certificazione delle competenze acquisite nell'ambito di attività o percorsi di formazione ai mestieri artigiani, in forma integrata con i programmi specifici già previsti dalle disposizioni vigenti a sostegno delle nuove attività di lavoro autonomo e d'impresa. 10 (Rapporti tra lo Stato, le regioni e le autonomie locali) 1 Le regioni promuovono la stipula di accordi e di intese in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di favorire l'omogeneo ed efficace esercizio delle competenze normative in materia di promozione dei mestieri artigiani e di incentivazione al trasferimento generazionale d'impresa artigiana, ai sensi della presente legge, previa individuazione delle migliori pratiche e verifica dei risultati conseguiti dalle regioni e dagli enti locali nei rispetti ambiti d'intervento. IV INCENTIVI AL TRASFERIMENTO GENERAZIONALE D'IMPRESA ARTIGIANA 11 (Linee guida per l'implementazione delle politiche regionali a sostegno del trasferimento generazionale d'impresa artigiana) 1 Le regioni, nell'ambito delle politiche a sostegno dello sviluppo economico territoriale e in sede di pianificazione dei servizi per l'impiego e degli strumenti informativi per il rafforzamento dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovono e sostengono il trasferimento generazionale d'impresa artigiana, secondo le linee guida di cui alla presente legge. 2 Ai fini di cui al comma 1, le regioni provvedono a: a promuovere, sulla base di specifiche intese con le province e le camere di commercio locali, un'azione di monitoraggio e di verifica delle botteghe artigiane il cui titolare si trovi a meno di tre anni dalla cessazione dell'attività per pensionamento, nonché di quelle per le quali il titolare si dichiari disponibile al trasferimento generazionale d'impresa entro un periodo di tre anni; b favorire, anche attraverso l'emissione di specifici bandi, l'incontro tra la domanda e l'offerta di trasferimento generazionale d'impresa artigiana da parte, rispettivamente, di giovani fino a trentacinque anni di età e titolari di botteghe artigiane nelle condizioni di cui alla lettera a) ; c definire un percorso per il trasferimento generazionale d'impresa che preveda la sottoscrizione, tra il soggetto candidato alla rilevazione dell'attività e il servizio per il lavoro accreditato a livello provinciale, di uno specifico patto di servizio recante i contenuti e le modalità di svolgimento del percorso per il trasferimento d'impresa, nonché i diritti e gli obblighi a carico del soggetto medesimo; d nell'ambito del patto di servizio di cui alla lettera c) , ammettere la possibilità di accesso, al termine della fase di formazione e addestramento in azienda, a servizi gratuiti di affiancamento tecnico per l'avvio d'impresa riservati ai titolari d'impresa artigiana subentranti; e sostenere la funzione di mentor svolta dagli artigiani cedenti, nell'ambito del percorso di trasferimento d'impresa di cui alla lettera c) , attraverso il riconoscimento agli stessi di un'indennità di tutoraggio, per tutta la durata del periodo di affiancamento successivo alla cessione dell'attività, entro il limite massimo di tre anni; f sostenere l'attività di formazione e l'obbligatorio addestramento dei giovani che si candidano a rilevare l'impresa artigiana e che non si trovano nella posizione di dipendenti o apprendisti presso la medesima impresa, attraverso il riconoscimento agli stessi di un'indennità formativa specifica, per un periodo non superiore a tre anni. 3 I servizi di affiancamento tecnico di cui alla lettera d) del comma 2 sono definiti dalle regioni sulla base del programma nazionale d'intervento e consistono in un tutoraggio per: a la realizzazione del progetto d'impresa; b lo svolgimento degli adempimenti tecnici e amministrativi previsti dalla normativa vigente; c l'esecuzione delle procedure necessarie per l'accesso al prestito d'onore e alla garanzia del consorzio fidi, ai sensi dell'articolo 12. 4 Le regioni provvedono a selezionare, con procedura ad evidenza pubblica, sulla base di un bando unico regionale, i soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di affiancamento tecnico di cui alla lettera d) del comma 2 o possono avvalersi di soggetti pubblici e privati individuati sulla base di specifici elenchi appositamente predisposti. 12 (Prestito d'onore e incentivi al credito) 1 I soggetti che rilevano un'impresa artigiana attraverso le procedure di trasferimento generazionale d'impresa di cui all'articolo 11 possono accedere, al termine della fase di formazione in azienda, a uno specifico incentivo, nella forma di un prestito d'onore, restituibile in cinque anni, secondo i limiti e le modalità definiti dal regolamento di cui al comma 4. Tale incentivo è cumulabile con gli incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. 2 Il prestito d'onore è erogato a valere sulle risorse del Fondo di cui all'articolo 16 ed è destinato al sostegno delle spese di avviamento, investimento ed esercizio relative ai primi tre anni di attività. 3 Ai prestiti erogati ai sensi del comma 1 è applicato un tasso di interesse equivalente al tasso indicato in conformità alla comunicazione della Commissione relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione (2008/C 14/02), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. C 14/06 del 19 gennaio 2008, con una maggiorazione pari all'1 per cento .