[pronunce]

a) prevede, quale condizione per l'esercizio della facoltà di diminuire le aliquote, la «possibilità», in base alla normativa statale, di variare le aliquote stesse in riferimento al «tributo» nel suo complesso, restando, perciò, irrilevante che alcune aliquote speciali siano considerate come fisse dalla legge statale; b) riguarda quei tributi erariali il cui gettito è devoluto alle Province autonome, alle quali è lasciata la responsabilità della scelta di una minore entrata tributaria attraverso la riduzione delle aliquote; c) non riguarda quei tributi erariali il cui gettito è devoluto alle Province autonome, per i quali, invece, lo Stato ha ritenuto necessario stabilire solo un'aliquota fissa, al fine di escludere la possibilità che le Province stesse realizzino manovre fiscali comportanti il rischio di uno squilibrio finanziario complessivo. L'IRAP oggetto del presente giudizio risponde alle enunciate condizioni richieste dal comma 1-bis dell'art. 73 dello statuto d'autonomia come sopra interpretato. Infatti essa: 1) è un tributo erariale il cui gettito è devoluto alle Province autonome; 2) è disciplinata dai commi 1 e 3 dell'art. 16 del d.lgs. n. 446 del 1997, che consentono alla Provincia di variarne l'aliquota base; 3) non supera le «aliquote superiori» del tributo previste dalla legge statale, perché le disposizioni censurate consentono solo la sua diminuzione dall'1,90 per cento allo 0,90 per cento; 4) è riferita agli anni d'imposta in corso al 1° gennaio del 2010 e del 2011. Ne deriva che la modifica dell'aliquota speciale fissa di cui al vigente testo dell'art. 45, comma 1, del d.lgs. n. 446 del 1997, prevista dalle disposizioni censurate, è conforme al suddetto nuovo parametro statutario, con conseguente non fondatezza della questione. 3. - La seconda questione sottoposta a questa Corte è stata promossa dallo Stato con il ricorso n. 35 del 2009 e riguarda l'art. 56, comma 1, della suddetta legge provinciale n. 2 del 2009, secondo cui «La Giunta provinciale determina con propria deliberazione i criteri e le modalità per dare attuazione alle finalità dell'articolo 8-sexies del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208 (Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, disciplinando anche le modalità di rimborso ai comuni delle somme corrisposte agli utenti. Allo stesso modo la Provincia può procedere per i casi analoghi». Ad avviso del ricorrente, tenuto conto delle suddette «finalità», l'impugnata disposizione attribuisce alla Giunta provinciale il cómpito di determinare sia la quota di tariffa del servizio idrico integrato relativa agli oneri connessi agli impianti di depurazione, sia i criteri per il rimborso della quota tariffaria corrispondente al servizio di depurazione, ove questo non sia stato istituito (rimborso conseguente all'applicazione della sentenza di questa Corte n. 335 del 2008). Lo Stato deduce che la disposizione impugnata víola due diversi gruppi di parametri. Il primo gruppo è costituito dagli artt. 8, numero 5), numero 17), numero 19), e 9 dello statuto della Regione Trentino - Alto Adige e la violazione di tali norme deriva, ad avviso del ricorrente, dal superamento, ad opera del comma censurato, della competenza statutaria provinciale. Il secondo gruppo di parametri indicato dal ricorrente è costituito dall'art. 117, secondo comma, lettere e) ed s), Cost., con riferimento alle norme interposte statali contenute nell'art. 154, comma 4, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e nell'art. 8-sexies, commi 2, 3 e 4, del decreto-legge n. 208 del 2008. A parere del ricorrente, il comma censurato víola detti parametri, perché: 1) interviene nella disciplina della tariffa del servizio idrico integrato, riconducibile sia alla materia «tutela della concorrenza» sia alla materia «tutela dell'ambiente», entrambe di competenza legislativa esclusiva dello Stato; 2) dispone in modo difforme dalle suddette norme interposte statali, attribuendo alla Giunta provinciale competenze che tali norme riservano, invece, all'Autorità d'àmbito ed al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 3.1. - La resistente, nella sua memoria di costituzione, eccepisce che, in ordine alla questione riguardante la competenza della Giunta provinciale di determinare la quota di tariffa del servizio idrico integrato relativa agli oneri connessi agli impianti di depurazione, è cessata la materia del contendere per ius superveniens. La Provincia deduce infatti che, anche ove potesse ritenersi che la disposizione censurata, nel suo testo originario, riguardasse la determinazione della tariffa da parte della Giunta provinciale, la materia del contendere sarebbe comunque cessata, sul punto, perché il sopravvenuto art. 22, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Trento n. 19 del 2009 ha modificato il censurato art. 56, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 2009, abrogandolo in parte qua, prima ancora che questo fosse stato mai applicato e, quindi, escludendo che la Giunta provinciale possa provvedere in ordine alla determinazione della quota di tariffa del servizio idrico integrato relativa agli oneri connessi agli impianti di depurazione. L'eccezione di parziale cessazione della materia del contendere va accolta. Il sopravvenuto art. 22, comma 1, della citata legge della Provincia autonoma di Trento n. 19 del 2009, entrata in vigore il 30 dicembre 2009 ai sensi dell'art. 73 della stessa legge, ha infatti modificato il censurato art. 56, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 2009, inserendo, dopo la frase «dare attuazione alle finalità dell'articolo 8-sexies», le seguenti parole: «, comma 2, primo periodo,». Per effetto di tale modificazione, la disposizione censurata stabilisce che: «La Giunta provinciale determina con propria deliberazione i criteri e le modalità per dare attuazione alle finalità dell'articolo 8-sexies, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208 [...], disciplinando anche le modalità di rimborso ai comuni delle somme corrisposte agli utenti. Allo stesso modo la Provincia può procedere per i casi analoghi». La limitazione della competenza della Giunta provinciale ad attuare le sole finalità previste dal primo periodo del comma 2 dell'articolo 8-sexies esclude che detta Giunta possa provvedere in ordine alla determinazione della quota di tariffa del servizio idrico integrato relativa agli oneri connessi agli impianti di depurazione. Poiché non è contestato che la disposizione abrogata non abbia avuto applicazione, ne risulta che la modifica del testo della disposizione censurata è satisfattiva per il ricorrente e che, di conseguenza, è cessata la materia del contendere sul punto. 3.2.