[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 4 e dell'Allegato O2 della legge della Regione Basilicata 9 dicembre 2020, n. 40 (Prima variazione al Bilancio di previsione pluriennale 2020-2022 della Regione Basilicata), nonché dell'art. 1 e dell'Allegato 1.3 della legge della Regione Basilicata 12 marzo 2021, n. 8 (Rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2018 della Regione Basilicata - Adeguamento alla decisione n. 42/2020 PARI della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti di Basilicata [recte: Corte dei conti per la Basilicata]), promossi dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorsi rispettivamente notificati l'8-12 febbraio e il 12 maggio 2021, depositati in cancelleria il 12 febbraio e il 18 maggio 2021, iscritti ai numeri 7 e 28 del registro ricorsi 2021 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica numeri 9 e 22, prima serie speciale, dell'anno 2021. Visti gli atti di costituzione della Regione Basilicata; udito nell'udienza pubblica del 9 novembre 2021 il Giudice relatore Luca Antonini; uditi gli avvocati dello Stato Giammario Rocchitta e Fabrizio Urbani Neri per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Marcello Collevecchio per la Regione Basilicata; deliberato nella camera di consiglio dell'11 novembre 2021.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso notificato l'8-12 febbraio 2021 e depositato il 12 febbraio 2021 (reg. ric. n. 7 del 2021) , il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato l'art. 4 e i prospetti di cui all'Allegato O2 della legge della Regione Basilicata 9 dicembre 2020, n. 40 (Prima variazione al Bilancio di previsione pluriennale 2020-2022 della Regione Basilicata), in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione. 1.1.- Il citato art. 4 dispone che «[i]l disavanzo di amministrazione presunto riveniente dagli esercizi precedenti viene ripianato secondo quanto previsto nell'Allegato O2, accluso alla presente legge, in applicazione del disposto dell'art. 42 del D.Lgs. n. 118/2011 e del principio contabile 9.11». L'Allegato richiamato è costituito da due prospetti che, rispettivamente, contengono l'analisi del disavanzo presunto al 31 dicembre 2019 e le modalità di copertura dello stesso. Il primo prospetto indica l'importo sia del disavanzo derivante dalla gestione dall'esercizio 2018 (17.688.239,00 euro, il cui ripiano non è stato effettuato nel corso del 2019), sia di quello derivante dalla gestione dell'esercizio 2019 (46.851.307,46 euro, come risultante dal disegno di legge di consuntivo 2019). Il secondo prospetto quantifica nei seguenti termini le quote delle due descritte componenti di disavanzo da ripianare in ciascuno degli esercizi dal 2020 al 2024: - disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018: 1.000.000,00 euro in ciascuno degli esercizi 2020 e 2021, 10.000.000,00 euro nell'esercizio 2022 e 5.688.239,00 euro negli esercizi successivi (2023 e 2024, unitariamente considerati); - disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2019: 3.200.000,00 euro nell'esercizio 2020, 2.000.000,00 euro nell'esercizio 2021, 20.000.000,00 euro nell'esercizio 2022 e 21.651.307,46 euro negli esercizi successivi (2023 e 2024, unitariamente considerati). 1.2.- Il ricorso premette che l'ultimo rendiconto approvato dalla Regione Basilicata è riferito all'esercizio finanziario 2017 e riconosce che la quantificazione del disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018 tiene conto di quanto richiesto dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti nella decisione di parificazione del relativo rendiconto e, in particolare - come esplicitato dalla nota integrativa allegata alla legge regionale impugnata - della «necessità di prevedere, nel risultato di amministrazione 2018 definitivo, una serie di accantonamenti e poste vincolate» non considerati nel rendiconto inizialmente approvato dalla Giunta regionale. Tuttavia, quanto alle modalità di ripiano del disavanzo 2018, il ricorso sostiene che la legge regionale impugnata ne avrebbe dovuto prevedere il recupero nell'esercizio in corso (ossia il 2020) o comunque, essendo questo ormai prossimo alla conclusione, nell'esercizio 2021, non quindi distribuendolo fino all'esercizio 2024, come invece rappresentato nell'Allegato O2 della stessa legge regionale. A sostegno di tale censura e sul presupposto della tardiva approvazione del rendiconto dell'esercizio 2018, l'atto introduttivo richiama il contenuto di due principi contabili applicati contenuti nell'Allegato 4/2 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42). In particolare, evidenzia il paragrafo 9.2.28 laddove prevede che «[i]l disavanzo di amministrazione di un esercizio non applicato al bilancio e non ripianato a causa della tardiva approvazione del rendiconto o di una successiva rideterminazione del disavanzo già approvato, ad esempio a seguito di sentenza, è assimilabile al disavanzo non ripianato di cui alla lettera b) del paragrafo 9.2.26, ed è ripianato applicandolo per l'intero importo all'esercizio in corso di gestione. [...] È tardiva l'approvazione del rendiconto che non consente l'applicazione del disavanzo al bilancio dell'esercizio successivo a quello in cui il disavanzo si è formato». Ricorda poi che il paragrafo 9.2.26, lettera b), prescrive che «il disavanzo non ripianato è pari alla differenza tra l'importo iscritto in via definitiva alla voce "Disavanzo di amministrazione" nel bilancio di previsione per l'esercizio cui il rendiconto si riferisce e il disavanzo ripianato di cui alla lettera a), salvo quanto previsto dal paragrafo 9.2.28». 1.3.- Il ricorso lamenta altresì, con una seconda censura, di carattere formale, la rappresentazione dell'analisi del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2019 contenuta nell'Allegato O2 della legge regionale impugnata, ritenendola non conforme a quanto previsto dal paragrafo 9.11.7 del principio contabile applicato concernente la programmazione di cui all'Allegato 4/1 del d.lgs. n. 118 del 2011.