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La Parte terza "L'Italia e la dimensione esterna dell'UE", affronta le politiche di vicinato, le strategie macroregionali, il rafforzamento dei partenariati e l'allargamento a Est anche sotto il profilo infrastrutturale, nonché le grandi questioni legate alla costruzione di una politica estera di sicurezza e difesa comune. Essa va letta tenendo conto del pilastro politico-programmatico europeo che la Commissione europea ha costruito intorno all'obiettivo "Un'Europa più forte nel mondo". Nel 2021 la Commissione, infatti, si adopererà perché l'Europa svolga un ruolo più attivo e abbia una voce più forte nel mondo, attraverso il rafforzamento del multilateralismo e il consolidamento dei partenariati bilaterali, regionali e globali. Le priorità italiane che vengono declinate in quest'ambito, riguardano, tra l'altro, il processo di allargamento come strumento di pace all'interno dell'Unione, una politica commerciale che favorisca l' export italiano, il rafforzamento di una capacità difensiva europea, ma anche la promozione di relazioni culturali internazionali volte alla lotta al traffico illecito dei beni culturali, e alla loro riacquisizione tramite l'azione diplomatica nonché alla tutela e alla promozione del patrimonio culturale come strumento di dialogo multilaterale. A chiusura della relazione, la Parte quarta "Coordinamento nazionale delle politiche europee", oltre a illustrare l'attività di coordinamento della posizione nazionale sui principali dossier europei, soffermandosi in particolare sull'attuazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR), affronta le tematiche delle politiche doganali e di coesione, l'obiettivo di riduzione delle infrazioni, la tutela degli interessi finanziari dell'Unione e le strategie di comunicazione e di formazione sulle attività dell'Unione europea. Il Relatore prosegue, quindi, con l'illustrazione del Documento LXXXVII, n. 4, recante la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa al 2020 è stata presentata il 24 giugno 2021 in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012. La Relazione consuntiva costituisce il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea, durante l'anno che si è concluso. Il testo della Relazione consuntiva relativa al 2020 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative della legge n. 234 del 2012. Essa è articolata in cinque parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali e si divide, a sua volta, in due capitoli: il primo concerne le questioni istituzionali, con particolare riferimento al dibattito sul Futuro dell'Unione europea, al processo di integrazione, ai negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e alle future relazioni con il Regno Unito, mentre il secondo riguarda il coordinamento delle politiche macroeconomiche e tratta i temi del completamento dell'Unione monetaria, dell'Unione bancaria, del MES e della definizione delle politiche economiche dell'UE. La seconda parte, quella più consistente del Documento, è dedicata alle misure adottate nel quadro delle politiche orizzontali e settoriali, tra cui le politiche per la migrazione, il mercato interno (beni e servizi, digitale, capitali), fiscalità e dogane, le imprese, ricerca e sviluppo, l'ambiente, energia, trasporti, agricoltura, politiche di coesione, occupazione, affari sociali, salute, istruzione, gioventù, cultura e turismo, giustizia e affari interni, riforma delle pubbliche amministrazioni e statistiche europee. La terza parte concerne la dimensione esterna dell'Unione europea e descrive l'operato del Governo in relazione alla politica estera e di difesa europea, l'impegno nell'area mediterranea e nell'area dei Balcani occidentali, con i Paesi africani di origine delle migrazioni, i finanziamenti del Fondo europeo della difesa, il commercio internazionale, la cooperazione allo sviluppo e il Servizio di azione esterna. La quarta parte è dedicata alla comunicazione e formazione sull'attività dell'UE, in cui si tratta anche della promozione di iniziative sul dibattito sul Futuro dell'Europa. La quinta parte tratta delle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo alle attività del Comitato interministeriale per gli affari dell'UE (CIAE), al coordinamento in materia di aiuti di Stato e sulle procedure di infrazione, nonché alle azioni antifrode fiscale e alla cooperazione amministrativa nel mercato interno. Non figura più la sezione relativa agli adempimenti di natura informativa del Governo al Parlamento e agli enti territoriali, in cui vi rientrano l'attività di "informazione qualificata" sulle proposte legislative europee, che resta invece esplicata unicamente nella tabella di cui all'Appendice IV. Infine, la Relazione è completata da cinque allegati. I primi tre concernono i Consigli dell'Unione e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2019 e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. Il quarto allegato, come accennato, contiene un elenco delle risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera nel 2020, su proposte legislative e altri documenti europei, senza riportare più, come nella relazione dell'anno precedente, il dispositivo delle indicazioni di indirizzo politico e la descrizione delle azioni messe in atto dal Governo per darvi seguito. Il quinto allegato reca l'elenco degli acronimi. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AS 2301 Conversione in legge del decreto-legge 23 giugno 2021, n. 92, recante misure urgenti per il rafforzamento del Ministero della transizione ecologica e in materia di sport DDL 2301 Conversione in legge del decreto-legge 23 giugno 2021, n. 92, recante misure urgenti per il rafforzamento del Ministero della transizione ecologica e in materia di sport (Parere alla 13 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La relatrice RICCIARDI ( M5S ), ricordando brevemente quanto emerso nel corso del dibattito della seduta di ieri, illustra alla Commissione un nuovo schema di parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: in riferimento all'articolo 1, che autorizza il Ministero della transizione ecologica ad assumere a tempo indeterminato 218 unità di personale non dirigenziale ad elevata specializzazione tecnica, valuti la Commissione di merito la congruità del ricorso alle procedure concorsuali semplificate di cui all'articolo 10 del decreto-legge n. 44 del 2021, considerando che queste rientrano tra le misure urgenti adottate per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, peraltro strettamente legate al permanere dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020.