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Istituzione della « Festa nazionale della mamma » e della « Festa nazionale del papà ». Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si intende istituire la « Festa nazionale della mamma » (individuata nella seconda domenica di maggio di ciascun anno) e la « Festa nazionale del papà » (fissata il 19 marzo di ogni anno). Fin dall'antichità, l'importanza della figura paterna e di quella materna è sempre stata riconosciuta e celebrata, sia pure indirettamente. Se gli antichi Greci festeggiavano le mamme, incarnazione della fertilità, omaggiando Era, la madre degli dei, i Romani, oltre a venerare numerose divinità femminili, istituivano i « Florealia » a maggio, mese dei fiori, simboli di rinascita e prosperità. La prima festa della mamma dell'epoca moderna nacque nel XVII secolo nel Regno Unito, quando, in occasione della quarta domenica di Quaresima, si celebrava il Mothering Sunday , una giornata in cui ai ragazzi che vivevano lontano dalle proprie famiglie era concesso tornare a casa per omaggiare le proprie madri. Proprio dalla tradizione inglese, infatti, nasce l'usanza di fare alle mamme dei piccoli regali, in particolare i fiori raccolti lungo la strada del ritorno. L'istituzionalizzazione di questa giornata di festa avvenne, però, negli Stati Uniti, grazie a due donne, madre e figlia, Ann e Anna Marie Jarvis. La prima, attivista durante la Guerra Civile americana, fu l'ispiratrice della festa della mamma, la seconda ne è universalmente considerata la fondatrice, che celebrò, nel 1908 in Massachusetts, il primo Mother's Day , scegliendo come simbolo il garofano, fiore preferito dalla madre defunta. Nel 1914, il Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, ufficializzò la festa come festività nazionale e da allora si diffuse l'usanza di regalare rose rosa alle mamme. La festa della mamma in altre parti del mondo si celebra in concomitanza della festa delle donne come in Bulgaria, in Romania e in altri Stati balcanici, mentre cade il primo giorno di primavera in molti Paesi arabi, dal Marocco alla Siria. In Italia la festa della mamma è stata celebrata tradizionalmente ogni anno l'8 maggio, finché la ricorrenza non divenne mobile e spostata alla seconda domenica del mese, in modo che cadesse sempre in un giorno festivo. Per quanto riguarda, invece, la genesi della festa del papà, essa va collocata nel XV secolo, quando Papa Sisto IV inserì la festività nel calendario romano; nel 1871, considerando San Giuseppe una figura paterna positiva, poiché in grado di incarnare la figura del padre buono, modello di vigilanza e provvidenza, la Chiesa cattolica lo proclamò protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale. La festa del papà in Italia cade il 19 marzo perché è il giorno in cui morì San Giuseppe, padre putativo di Gesù. In occasione delle giornate celebrative della figura materna e paterna gli istituti scolastici italiani, per lo più quelli di primo grado, sono soliti da sempre organizzare eventi e attività nella consapevolezza del ruolo fondamentale della figura materna, tradizionalmente portatrice di cura, protezione e affetto, e di quella paterna, espressione di giustizia ed equità, la cui presenza svolge un ruolo basilare nello sviluppo psicosociale del bambino, fondando l'identità della persona e promuovendo la costruzione dei legami. Di recente, in nome del politicamente corretto emergono tentativi di eliminare qualsiasi traccia di identità, limando tutte le differenze che contraddistinguono gli esseri umani, fino a negare l'importanza delle figure di riferimento per eccellenza, quali sono quelle di un padre e di una madre. Seguendo questo orientamento, alcune scuole si rendono complici di questo attacco alle tradizioni, addirittura arrivando a vietare la realizzazione di bigliettini di auguri e dei cosiddetti « lavoretti ». Impedire la celebrazione della festa del papà o della mamma è molto grave perché tende a recidere quel senso di rispetto e di affetto profondo che si deve ai genitori. Per questa ragione il presente disegno di legge si pone l'obiettivo di istituire formalmente tali giornate, dal momento che esse rientrano tra i valori identitari, assolutamente non negoziabili, della nostra Nazione, in contrapposizione a quella filosofia che non vuole si parli della maternità e dei ruoli genitoriali, o che si faccia un presepe a scuola. Negare queste tradizioni non rinforza l'uomo ma indebolisce l'identità, l'anima, il legame tra generazioni, priva i bimbi di un momento di gioia e di riflessione sociale oltreché religiosa.. Art. 1. 1. La Repubblica riconosce la seconda domenica di maggio di ciascun anno quale « Festa nazionale della mamma » e il 19 marzo di ogni anno quale « Festa nazionale del papà ». 2. Le Feste nazionali di cui al comma 1 non determinano gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. Art. 2. 1. In occasione delle Feste nazionali di cui all'articolo 1, le scuole dell'infanzia e gli istituti scolastici del primo ciclo di istruzione promuovono iniziative volte a sensibilizzare le nuove generazioni sull'importanza del ruolo della figura materna e di quella paterna nonché a mantenere viva la tradizione delle relative celebrazioni.