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Visto che ci hanno sempre insegnato che più le pressioni psicologiche aumentano, più aumenta il rischio che dall'altra parte si formi una resistenza sempre più forte, forse - questo è il consiglio che diamo - se l'obiettivo è quello di vaccinare il più possibile la popolazione, sarebbe più opportuno abbassare i toni, discutere, informare, spiegare, essere il più possibile trasparenti nei dati, come ha sottolineato prima nel suo intervento il senatore Ripamonti, cercare di rispettare di più le posizioni di chi è dubbioso e ha difficoltà, proprio perché costrizioni e obblighi rischiano di rafforzare i dubbi. Partendo dal presupposto che nella storia si è sempre visto che una scelta, una proposta o un'idea se sono buone non hanno bisogno di costrizioni per affermarsi, siamo dell'idea che spiegando, informando, educando e con i ragionamenti si riesce a far capire le cose. (Applausi) . La radicalizzazione delle posizioni, inevitabilmente, ha finito per mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Non so se ve ne rendete conto, o lo avete saputo, ma in molte famiglie ci sono veri e propri conflitti, perché magari il papà vuole vaccinare il figlio minore, ma la mamma no per cui ci sono discussioni, tensioni e questioni di questo tipo. Penso che una valutazione più attenta sulla questione debba essere assolutamente fatta. Ci accusano di ambiguità, ma almeno sui giovani - mi rivolgo anche al sottosegretario Sileri - ci vorrebbe un po' di prudenza. (Applausi) . Si parla di evidenze scientifiche: oggi su «il Fatto Quotidiano» è stato pubblicato uno studio dell'università della California ripreso da «The Guardian» in cui si arriva alla conclusione che i ragazzi tra i dodici e i diciassette anni sono più a rischio di effetti collaterali dopo il vaccino rispetto al Covid. (Applausi) . In Gran Bretagna, l'equivalente del CTS ha messo in evidenza tali rischi, così come alcuni studi in Israele e nella stessa Svezia. Se in altre parti del mondo si raccomanda prudenza, almeno sui giovani, cerchiamo di essere prudenti anche noi. Siamo politici, guardiamo alle evidenze scientifiche: ci sono studi che invitano a essere prudenti? Siamo prudenti. Non mi sembra un ragionamento di chissà quale tipo. Abbiamo assistito a tensioni anche nelle scuole, a scene di genitori che non possono entrare ad accompagnare i bambini perché non hanno il green pass. Non so cosa potrebbe accadere nelle aziende, qualora l'obbligo venisse esteso in quell'ambito. La logica è che in questo momento di tutto abbiamo bisogno, tranne che di conflitti, disordini e scontri sociali. (Applausi) . Se le posizioni si radicalizzano, è inevitabile questo rischio. Dibattiamo in modo più tranquillo e moderato e riusciremo a convincere le persone dubbiose, anche perché la necessità di questa esasperazione si potrebbe capire e comprendere se fossimo un Paese con una bassa adesione alla campagna vaccinale e invece l'Italia risulta essere forse il Paese col più alto numero di vaccinati. Non si ravvede quindi la necessità di tale continua esasperazione, visto che si parla solo di questo tema. Ormai a monopolizzare i dibattiti sono solo il green pass e i vaccini, eppure dovremmo parlare dell'aumento delle bollette elettriche, dell'immigrazione, della riforma del catasto, della tassazione e di alcune riforme. Sembra però che di questi temi non si parli più e forse sarebbe il caso di riportare tutto a una dimensione più moderata, parlando anche di tanti altri argomenti. Seguendo la politica da molti anni, mi hanno sempre detto che dalle emergenze si esce con la coesione nazionale, visto che in passato si parlava di concertazione con sindacati e imprese e di concordia nazionale, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che sia stato istituito un Governo di unità nazionale, con dentro tutte le forze politiche. Questa quindi è la strada che ci deve assolutamente guidare e non a caso Matteo Salvini e noi della Lega abbiamo parlato di green pax , proponendo cioè di lavorare tutti insieme per uscire da questa emergenza, cercando di confrontarci senza esasperare troppo i toni. Questo è l'appello che facciamo e, rivolgendomi a tanti colleghi che ho ascoltato in numerosi interventi in quest'Aula, ricordo che comunque la libertà di espressione dovrebbe essere sempre difesa. Quello che notiamo è che oggi basta che chiunque avanzi anche un solo dubbio o un minimo di analisi critica su quanto sta accadendo, perché venga messo subito alla gogna mediatica, considerato un no vax, un ignorante e un incapace, e debba addirittura perdere tutti i diritti di cittadinanza. Questo avviene anche di fronte a interventi di filosofi, professori e docenti anche appartenenti allo stesso mondo della sinistra. Penso invece che come parlamentari - questo è il mio invito - dovremmo sempre tenere presente che bisogna difendere la libertà di espressione, garantita dalla nostra Costituzione. Allo stesso modo invito tutti, nel rapporto tra diritti come quello alla salute e le varie libertà previste all'interno della Costituzione, a cercare di lavorare tutti insieme, affinché ci sia un vero e proprio equilibrio, per evitare il rischio di non tutelare alcuni diritti, che pure sono sanciti dalla Costituzione, come quello allo studio o al lavoro (visto che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro), o alcune libertà garantite a livello costituzionale. Quindi, solo con un po' di equilibrio e con un po' di pazienza riusciremo ad andare in quella direzione, cercando in tutti i modi di rispettare anche chi non la pensa come noi. Concludendo, visto che si è parlato del messaggio di ambiguità, ricordo che su questi temi in tutti i partiti e in tutto il Paese ci sono inevitabilmente sensibilità diverse: non si tratta infatti di temi politici storici che il centro, la destra o la sinistra portano avanti con posizioni storiche consolidate nel corso degli anni. Le Lega su questo tema viene accusata di proporre messaggi non chiari, ma nei fatti ha votato a favore del green pass in Consiglio dei ministri e alla Camera dei deputati e oggi voterà la fiducia, se verrà posta, oppure il provvedimento, se non verrà posta. Questi sono i fatti. Poi è giusto e corretto dare spazio in Parlamento anche a sensibilità diverse che ci possono essere all'interno non solo di un partito, ma di tutto il Paese. (Applausi) . È all'interno del Parlamento che devono avvenire le discussioni. Mi spiegavano politici con molta più esperienza di me che è molto meglio discutere in questa sede di siffatti problemi, piuttosto che farli discutere nelle piazze: la storia insegna in questa direzione. (Applausi) . È molto meglio discuterne in queste Aule, evitando poi che qualcuno possa fare strumentalizzazione: siamo in campagna elettorale, è comprensibile e va bene, ma teniamo presente anche questo aspetto. A proposito di messaggi, mi ha fatto piacere che la senatrice Boldrini abbia messo in evidenza questo aspetto nel suo intervento, perché è stato corretto: se dobbiamo dare dei messaggi e vogliamo essere sempre più onesti sotto questo aspetto, stiamo attenti sul green pass a non dare un senso di falsa sicurezza. Ricordo che circola un po' l'idea - libertà, torniamo alla normalità - che col green pass sostanzialmente il Covid non ci sia più.