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il provvedimento, si legge nel decreto n. 292, segue la triste dipartita dell'unico dipendente in servizio stabile e dispone il trasferimento delle udienze presso la sede centrale del Tribunale di Napoli fino al 31 dicembre 2020, nelle more di eventuali ulteriori interventi ministeriali; in base all'attuale accordo sindacale vigente sulla mobilità, non è possibile destinare nell'immediato ulteriore personale all'ufficio del giudice di pace di Capri, in quanto è in corso di pubblicazione un interpello volontario per trovare personale da destinare all'ufficio dell'isola; questo provvedimento danneggia gli abitanti dell'isola e mette a dura prova la necessaria garanzia di giustizia per coloro che sono impossibilitati a raggiungere la terraferma, soprattutto in un momento in cui il Governo invita i cittadini ad evitare spostamenti; appare illogico e irrazionale, a giudizio dell'interrogante, costringere avvocati e cittadini a recarsi fuori dall'isola, con il rischio di aumentare le occasioni di portare il virus sull'isola stessa; in Campania la situazione dei contagi è al limite della gestibilità, anche per via dell'inerzia della Giunta regionale. Si rende ancora più necessario, quindi, un intervento immediato del Ministero della giustizia al fine di rimediare ai disagi arrecati agli abitanti dell'isola; in un moderno Stato di diritto non è accettabile che ai cittadini non possa essere offerto un servizio fondamentale, perché l'incertezza regna sulla programmazione. Nei prossimi mesi, il Governo è chiamato ad allocare ingenti risorse provenienti dal recovery fund e ha individuato nella celerità della giustizia una delle sue principali prerogative, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda destinare immediatamente nuovo organico all'ufficio del giudice di pace di Capri per evitare la chiusura definitiva dell'ufficio con grande danno per l'isola e gli isolani. Atto n. 4-04328 IANNONE Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei Premesso che: il Corpo europeo di solidarietà è la nuova iniziativa dell'Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato, nel proprio Paese o all'estero, nell'ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa; l'iniziativa si rivolge a giovani, tra i 18 ed i 30 anni d'età, con l'obiettivo di costruire una società più inclusiva, prestare aiuto a persone vulnerabili e rispondere ai problemi sociali; allo stesso tempo, è un'esperienza di formazione e di acquisizione di competenze che rappresentano un volano per il mercato di lavoro; dall'inizio dell'emergenza sanitaria da COVID-19 le misure emesse dalle autorità di competenza croate, con OG 74/20 (Gazzetta Ufficiale croata), si è permesso l'ingresso sul territorio nazionale croato, tra le altre, a quelle persone che viaggiano per motivi di studio; il Ministero dell'interno croato, tramite l'Agenzia per la mobilità e programmi europei (parallela all'Agenzia nazionale per i giovani italiana), ha annunciato che il permesso di cui al punto 2f) si applica ai volontari del Corpo europeo di solidarietà di Paesi terzi, quindi la partecipazione al Corpo europeo di solidarietà è considerata un motivo valido per entrare nella Repubblica di Croazia e che ai partecipanti di Paesi terzi non è vietato attraversare il valico di frontiera; allo stesso tempo, sempre tramite l'Agenzia per la mobilità, il Ministero degli affari esteri ed europei croato ha confermato che non ci sono ostacoli al trattamento delle domande di visto per i partecipanti a "Erasmus+" e Corpo europeo di solidarietà; in Italia, Paese che in momenti di grande sofferenza ha visto nel volontariato uno strumento fondamentale, attraverso l'animo solidaristico, ha supportato le richieste di aiuto in particolare quelle provenienti dai più fragili; il nostro Paese, che oggi si vede nel pieno della seconda ondata epidemiologica da COVID-19, fino all'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 ottobre 2020, non ha mai emesso misure di sostegno e di supporto al volontariato del Corpo europeo di solidarietà; attualmente molte organizzazioni del terzo settore italiano, che necessitano per le loro attività solidaristiche di supporto e aiuto alle fasce più deboli, non vedono le figure dei volontari transfrontalieri del Corpo europeo di solidarietà riconosciuti come persone legittimate ad entrare in Italia; le difficoltà vengono riscontrate per i volontari provenienti da Paesi extraeuropei che si trovano nel continente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano possibile attuare, come avvenuto in Croazia, un processo di riconoscimento del valore del volontariato transfrontaliero e quindi la possibilità di venire ad operare in Italia considerato che ad oggi, per studio o lavoro, la possibilità non è preclusa; quale sia motivo per cui il Governo italiano, in un momento così particolare per la storia dell'umanità, non riconosce il valore del volontariato, sia per il momento di crescita del volontario stesso, sia per le attività che questi presterebbero per il nostro Paese. Atto n. 4-04329 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta dal documento delle linee guida del Governo in merito alla definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), le risorse messe a disposizione per il nostro Paese (fra i diversi interventi previsti) saranno utilizzate: a) per facilitare una transizione verso una cashless community , ovvero verso una progressiva riduzione dell'utilizzo del denaro contante (fino alla completa abolizione); b) per potenziare i sistemi di sorveglianza sui cittadini; c) per mettere in orbita una costellazione di satelliti 5G (la nuova tecnologia che definisce l'insieme di telefonia mobile e cellulare, i cui standard , a giudizio dell'interrogante, non sono assolutamente noti in termini di sicurezza per la salute e la tutela della collettività); d) per realizzare la schedatura sanitaria della comunità nazionale; e) per consentire al Governo di "studiare" differenti stili di vita degli individui e di impostare politiche di prevenzione, nel momento in cui i cittadini dovessero decidere di non seguirli; f) per potenziare il contrasto alle fake news (informazioni ingannevoli o distorte appositamente create per assomigliare a notizie legittime); g) per incrementare le risorse finanziare (pari a un miliardo di euro) nei riguardi delle istituzioni ecclesiastiche per la ristrutturazione delle chiese (anziché destinare tali fondi alle strutture scolastiche, in considerazione del livello di decadenza in cui si trovano); tali considerazioni destano sconcerto e preoccupazione, a giudizio dell'interrogante, in relazione alle modalità con le quali il Governo si appresta ad utilizzare tali fondi, pari a circa 209 miliardi di euro (che rappresentano l'ultima possibilità per risollevarsi da una crisi economica senza precedenti, causata dall'emergenza epidemiologica da COVID-19), in relazione alle misure che si intende a breve introdurre, in quanto, secondo l'interrogante, servono a rafforzare prioritariamente la posizione dell'Esecutivo, anziché rilanciare in termini effettivi la ripresa e lo sviluppo economico del Paese;