[pronunce]

nell'immutato contesto normativo del 1998, gli articoli denunciati, con l'intento riconoscibile di non innovare le disposizioni ivi contenute, ma piuttosto di riconfermarne la validità, come si evince dall'utilizzo del termine “sostituisce”; sarebbe stata così attribuita all'art. 34 «una doppia legittimazione, sostanziale e formale, sotto il profilo della fonte normativa». In ogni caso, poi, la modifica in parola avrebbe lasciato integro il dettato dell'art. 45, comma 18, del decreto legislativo n. 80 del 1998 (rimasto immutato anche dopo la sentenza n. 292 del 2000 di questa Corte), a tenore del quale «le controversie di cui agli articoli 33 e 34 del presente decreto sono devolute al giudice amministrativo a partire dal 1° luglio 1998. Resta ferma la giurisdizione prevista dalle norme attualmente in vigore per i giudizi pendenti alla data del 30 giugno 1998»: ciò che dovrebbe indurre, ad opinione del comparente, a ritenere l'efficacia retroattiva ed in parte sanante della legge n. 205 del 2000, secondo l'assioma per cui «la volontà di novare la fonte normativa di un precetto già pienamente efficace nell'ordinamento interno, ancorché sospettato di illegittimità costituzionale, potrebbe essere interpretata come precisa scelta di estendere l'efficacia della norma a tutte le ipotesi già contemplate nel vecchio e mai modificato art. 45, comma 18, del decreto legislativo n. 80 del 1998». Una diversa interpretazione dell'efficacia nel tempo delle norme sopravvenute sarebbe, dunque, secondo l'Ente, contraria al legittimo affidamento delle parti nello svolgimento del giudizio secondo le regole vigenti all'epoca del compimento degli atti processuali, alla stregua delle argomentazioni svolte dal giudice delle leggi nella sentenza n. 525 del 2000. 2.8.- L'ordinanza di rimessione del 1° marzo 2002 del Tribunale di Parma, sezione distaccata di Fidenza (r.o. n. 216 del 2002) , è intervenuta nel corso di un processo civile di primo grado, avente ad oggetto la condanna del Comune di Salsomaggiore Terme ad adempiere all'obbligo, assunto con convenzione ex art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, di realizzare una strada di accesso ad un condominio sito nel territorio comunale. In punto di fatto, il giudice a quo riferisce che un privato avente causa dall'Impresa Edile Ferrari Renato - concessionaria del diritto di superficie su un lotto di terreno sito nel Comune di Salsomaggiore Terme - aveva evocato in giudizio, con atto di citazione notificato l'11 agosto 1999, il predetto Comune al fine di sentirlo condannare: 1) ex art. 1453 cod. civ. , all'adempimento dell'obbligo di realizzare una strada d'accesso alla via pubblica del fabbricato ad uso civile abitazione, frattanto realizzato sul terreno, per il quale l'ente territoriale aveva concesso diritto di superficie ad aedificandum alla Impresa Edile Ferrari Renato, con convenzione stipulata, ai sensi dell'art. 35 della legge n. 865 del 1971, per atto pubblico del 3 marzo 1982; 2) al risarcimento dei danni derivati e derivandi all'attore a causa dell'inadempimento o a causa dell'eventuale, accertata impossibilità definitiva di adempiere agli obblighi sanciti nella richiamata convenzione. Ha anche precisato il rimettente che l'ente convenuto, costituitosi in giudizio, aveva pregiudizialmente eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario e, subordinatamente, il difetto di legittimazione attiva e l'infondatezza nel merito della pretesa. 2.9.- L'ordinanza di rimessione del 27 febbraio 2002 del Tribunale di Melfi (r.o. n. 219 del 2002) è stata pronunciata nel corso di un processo civile avviato con atto di citazione, notificato il 28 dicembre 1998, per la condanna del Comune di Rionero in Vulture al risarcimento del danno conseguente all'avvenuta occupazione illegittima e successiva accessione invertita di un terreno. 2.10.- L'ordinanza di rimessione del 22 aprile 2002 della Corte d'appello di Genova (r.o. n. 310 del 2002) è stata emessa in sede di decisione di un processo civile di appello intrapreso dal Comune di Genova nei confronti delle cooperative edilizie a responsabilità limitata Shelley, Iris III e Solar che lo avevano citato in giudizio in primo grado per farsi risarcire il danno loro asseritamente cagionato dall'inerzia dell'amministrazione nell'approvazione del progetto di piano particolareggiato del Rio Penego, da esse presentato nel luglio 1995 e poi diventato giuridicamente impossibile a seguito di variazione ed approvazione del piano regolatore generale, con conseguente vanificazione delle potenzialità edificatorie dei suoli. Il rimettente riferisce che il giudice di primo grado aveva espressamente affermato la propria giurisdizione, ritenendo che l'art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998, ratione temporis applicabile nella sua formulazione originaria al caso dedotto in giudizio, facesse riferimento, per delineare la giurisdizione amministrativa esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, ai soli comportamenti della pubblica amministrazione normativamente rilevanti sotto il profilo della idoneità a dar luogo ad un atto tacito (silenzio assenso o rifiuto), con esclusione quindi di ogni altro comportamento non tipizzato, come quello, consistito in un'omissione valutabile ai sensi dell'art. 2043 cod. civ. , realizzatosi nella fattispecie. Non condividendo tale ricostruzione, priva, a suo dire, di qualsivoglia «aggancio interpretativo», il giudice a quo considera la questione rilevante per le ricadute che essa avrebbe sulla regolamentazione del riparto di giurisdizione, con riguardo alla causa da decidere. 2.11.- L'ordinanza di rimessione del 1° marzo 2002 del Tribunale di Parma, sezione distaccata di Fidenza (r.o. n. 312 del 2002), è stata pronunciata nel corso di un giudizio civile promosso da Pincolini &amp; C. s.r.l. nei confronti del Comune di Fidenza e di Renato Ferrari, con atto di citazione notificato, rispettivamente, il 27 e il 30 giugno 2000, al fine di ottenere la condanna del primo al pagamento del corrispettivo dovuto per opere di urbanizzazione eseguite, su diretta richiesta dell'ente medesimo (e sulla base di un contratto di appalto stipulato con Renato Ferrari, originariamente obbligato alla loro esecuzione), in eccedenza rispetto a quelle previste nel piano particolareggiato di iniziativa privata, costituente strumento urbanistico di dettaglio dell'uso del territorio. 2.12.- L'ordinanza di rimessione del 23 luglio 2001 del Tribunale di Bassano del Grappa (r.o. n. 341 del 2002) è stata emessa in sede di decisione di un processo civile di primo grado, intrapreso da Bassa Giuseppe, Polon Luigino, Buratto Giovanni, Golfetto Guido e Comparin Giorgio nei confronti del Comune di Gallio e della società La Malga Due s.a.s., con atto di citazione notificato il 15 e 16 settembre 1999.