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È successo tutto questo perché si ama parlare della manovra: la maggioranza e il Governo amano parlare della manovra, ma amano farlo fuori da questa che è l'Aula preposta per affrontare questi temi. (Applausi dal Gruppo PD) . Si fanno proposte di riduzione del deficit , di imposizioni della Commissione europea, ma la Commissione preposta, così come previsto dalla Costituzione all'articolo 72, non ne sa niente; non è informata dal Governo. Il Governo non vuole venire a riferire in Commissione; abbiamo chiesto la presenza del ministro Tria: evidentemente non ci vuole mettere la faccia; con tutta evidenza si sta vergognando di cosa sta succedendo a Bruxelles. Evidentemente le continue marce indietro di questa maggioranza sugli impegni che avevano preso di fronte agli italiani, che non vengono costantemente e sempre più pesantemente rispettati, lo mettono in imbarazzo. Altrettanto si può dire del presidente Conte: abbiamo chiesto che venisse a riferire in Assemblea al più presto per farci un quadro generale sullo stato della trattativa con la Commissione europea, sui passi indietro che il nostro Governo ha dovuto fare. Invece, niente, non riceviamo mai disponibilità. Qualche settimana fa abbiamo chiesto al ministro Di Maio di venire a riferire sugli affarucci di famiglia; ci hanno detto che poi ci darà una data, e non ne sappiamo più nulla. Sperano che ce ne si dimentichi. No, signor ministro Di Maio, non ce ne dimenticheremo, così come non ci dimentichiamo di quello che sta succedendo in queste ore. Si sta cercando di fare una manovra extraparlamentare senza coinvolgere le forze politiche, senza avere un dibattito profondo all'interno della Commissione, così come era stato promesso dalla maggioranza. All'ultima Conferenza dei Capigruppo abbiamo dettato e concordato con la maggioranza regole precise; ci domandiamo il perché non vengano rispettate in maniera metodica. Il Governo e la maggioranza abbiano il coraggio di venire ad affrontare i provvedimenti che stanno presentando; o forse non li conoscono neanche loro, continuano a navigare nel buio, nella nebbia, nell'ignoranza, e qualcun altro detta questa manovra all'Italia in maniera vergognosa, come non è mai successo in passato. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Signor Presidente, arrivo alle proposte di modifica del calendario. Chiediamo che si venga in Aula con la variazione alla Nota di aggiornamento del DEF che - lo ricordo - non è stata neanche validata dall'Ufficio parlamentare di bilancio. (Applausi dal Gruppo PD) . Chiediamo di fare una variazione e di votarla in Assemblea prima di provvedere. Poi, una volta presentato il maxiemendamento, chiediamo di avere il tempo per subemendarlo e il tempo, nei prossimi giorni, per dibattere la manovra in Commissione. Siamo disponibili a venire a lavorare il 26 per votare questa manovra in Assemblea, dopo i dovuti approfondimenti, in maniera adeguata. L'assenza e l'indisponibilità del ministro Tria e del presidente Conte ci porteranno a gesti dimostrativi in Aula; quindi, il Gruppo Partito Democratico annuncia - mi auguro insieme ad altre forze dell'opposizione - di occupare questa Aula per due ore, dopo la conclusione dei lavori, per dimostrare al Governo e alla maggioranza che non si può trattare il Senato e il Parlamento in questo modo vergognoso. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Marcucci, anche se normalmente i gesti rivoluzionari non si annunziano istituzionalmente; ma comunque va bene ugualmente. (Applausi dal Gruppo M5S . Commenti dal Gruppo PD). Spero non l'abbia presa a male; è un modo per alleggerire il dibattito. MIRABELLI (PD) . Il suo commento è inutile! PRESIDENTE. Ma perché? Si può alleggerire il dibattito. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, lei ha assistito alla Conferenza dei Capigruppo, e credo abbia anche condiviso molte delle questioni che abbiamo posto, che sono semplicissime, colleghi, e doverose da parte dell'opposizione come da parte di ogni singolo senatore, a cui mi rivolgo. Mi riferisco alla necessità di avere elementi di chiarezza. Pensate sia possibile che noi, ormai da giorni - giovedì, venerdì, sabato, domenica, lunedì - abbiamo avuto continue notizie contrastanti, fughe di notizie, anticipazioni, agenzie, senza mai avere un elemento di chiarezza per capire come sta procedendo il negoziato né quali sono gli elementi su cui si sta reimpostando la manovra? Beati i Capigruppo di maggioranza che sono così certi, evidentemente: spero per loro che abbiano certezza e prontezza. Abbiamo avuto prima l'affermazione del Sottosegretario che praticamente ha detto che il negoziato è concluso; poi, che comunque si limiterà solo e unicamente alle due misure principali, quota 100 e reddito di cittadinanza. Abbiamo letto e continuiamo a leggere tutto e il contrario di tutto. Che cosa abbiamo chiesto di strano, dopo che per giorni abbiamo dato - il presidente Pesco lo sa - tutta la nostra collaborazione? Anzi, abbiamo sollecitato l'anticipo della discussione su alcuni elementi assolutamente fondamentali: ognuno di noi ha indicato elementi importanti su cui era possibile, non solo avviare il confronto, ma già cominciare a predisporre alcune soluzioni. Pertanto non ci si può certamente accusare di aver fatto pratiche ostruzionistiche. C'è stata collaborazione massima. Adesso però è arrivato il momento che l'Assemblea sia messa al corrente, siano date le informazioni rispetto a cosa e se si sta concludendo e a come si sta procedendo. La questione posta poc'anzi dal collega Marcucci non è peregrina. Quindi, se vi sono questi elementi occorre un passaggio in Assemblea per apportare delle modifiche; ci sono modifiche dei saldi? Migliorano? Peggiorano? Migliorano secondo noi. Quindi dovremmo procedere ad una variazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Questo è almeno indispensabile. Ciò detto, avevamo chiesto che il ministro Tria potesse essere audito in Commissione bilancio; siamo usciti dalla Conferenza dei Capigruppo e questo ancora non è chiaro: non sappiamo se arriverà il ministro Fraccaro o il ministro Tria. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo venire noi col cartello di Crozza in cui il ministro Tria chiede aiuto? Ci mettiamo anche noi un cartello per chiedere aiuto a qualcuno? Cosa dobbiamo fare? Conte è il Capo del Governo e giustamente è stato indicato come il principale responsabile a cui fa capo la negoziazione: venisse qui in Aula a dirci esattamente come sono andate le cose. Sono andate bene? Dovreste essere contenti, allora, dovreste essere qui a dire che ce l'abbiamo fatta, che abbiamo trovato l'equilibrio. La nostra unica preoccupazione - lo sapete perfettamente - è quella di non far rischiare al Paese anche l'esercizio provvisorio, per questo non riusciamo a comprendere perché non si vuol far in modo che ci sia un'informativa e che il Parlamento sia messo al corrente.