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il bilancio 2019 dell'Ente vede un avanzo di esercizio di poco più di 70.000 euro, con proventi da soci di 0,5 milioni euro, iscrizioni al libro genealogico di oltre 5 milioni euro, ricavi da manifestazioni, pubblicazioni per oltre un milione, per un patrimonio totale di circa 10 milioni di euro oltre la proprietà di immobili di pregio; l'ENCI è un'associazione di allevatori a carattere tecnico-economico, ha lo scopo di tutelare le razze canine riconosciute pure, migliorandone ed incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi. Cura la tenuta dei libri genealogici e registri anagrafici nel rispetto della normativa vigente, sulla base di appositi disciplinari approvati con decreto del Ministero in armonia con le normative comunitarie con particolare riguardo al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 529, attuativo della direttiva 91/174/CEE; considerato che: a quanto risulta agli interroganti, persistono enormi criticità riguardo alla gestione di questo ente che, grazie alla legge, opera in un ambito ampio e trasversale in regime di monopolio. Emerge in particolare la responsabilità non solo rispetto alla veridicità dei dati certificati, ma anche rispetto al ruolo nel miglioramento genetico delle razze canine e della loro salute (fisica e mentale) ed anche, dato lo speciale ruolo sociale del cane, il loro corretto, anzi migliore, inserimento nella società umana. La natura giuridica pubblicistica della tenuta dei libri genealogici nazionali è stata però spesso negata, soprattutto negli anni più recenti, dai vertici dell'ente, giustificando con questa posizione una sostanziale libertà di agire come società del tutto privata e dunque svincolata dal rispetto di principi tipicamente legati alla azione di pubblico interesse; l'ENCI non sembra retto da allevatori portatori di un vero e indubbio interesse tecnico-economico, ma piuttosto, e in assoluta prevalenza, da "amatori", da "hobbysti", dove si assiste ad una puntuale marginalizzazione degli allevatori professionali perdendone per assurdo anche il virtuoso controllo e il produttivo coinvolgimento nei programmi di miglioramento genetico; altro punto critico riguarda il ruolo delle cosiddette società specializzate, ovvero quelle associazioni che hanno interesse per una razza o un gruppo di razze. Nella realtà sono davvero poche le società specializzate che adempiono questo ruolo e spesso sono storicamente carenti di competenze specialistiche; risulta inoltre mancante un piano strutturato di miglioramento genetico delle razze che sia utilizzato attraverso progetti applicativi, raccolta dei dati, elaborazione, divulgazione. Le norme tecniche sono correttamente poste alla base delle modalità di raccolta dei dati e al controllo, ovviamente con contenuti "filtro" o qualificanti, ma non vi è una corrispondente elaborazione periodica di dati da restituire agli allevatori ai fini del miglioramento delle razze; la criticità più importante riguarda la gestione del libro genealogico, lo strumento principale della selezione e del miglioramento genetico oggi da considerare molto vulnerabile. Il controllo dei dati, primo fra tutti la paternità e la maternità, avviene da tempo attraverso un modello obsoleto, in pratica quasi esclusivamente fiduciario. I controlli sono effettuati a campione direttamente presso gli allevatori e sono basati sull'impiego di persone con un approccio volontaristico e con una competenza e una formazione molto limitata; considerato infine che: rispetto a quanto esposto, si possono individuare importanti mancanze di visione e di progettualità generale che diano all'ENCI una più netta contemporaneità, un elemento ulteriore di servizio a temi sociali di grande impatto e rilevanza valoriale: un impegno sul piano dello sviluppo e implementazione delle attività assistite dall'animale (AAA) e terapie assistite dall'animale (AAT), generalmente conosciute come pet therapy , utili per le categorie fragili, le carceri, gli ammalati; il contrasto al combattimento tra cani; il tema della lotta al randagismo con la possibile corresponsione di una parte di risorse ai numerosi enti di volontariato previo opportuno contest ; l'interscambio con le anagrafi canine regionali; l'estrema turbolenza della vita dell'ente ha visto negli anni, principalmente a causa di sollecitazioni esterne, l'intervento ripetuto sulla gestione da parte del Ministero vigilante, che però non hanno fruttato alcuna riforma strutturale a beneficio della missione dell'ente stesso; lo scorso novembre si è tenuta a Milano un'assemblea generale straordinaria con lo scopo di modificare il regolamento di attuazione dello statuto dell'ENCI, un testo che, ancorché in base alle dichiarazioni rese dal presidente, già condiviso con il Ministero, porterebbe ad un'evidente quanto inattuale e pericolosa riduzione della democraticità interna, si chiede di sapere di quali ulteriori elementi disponga il Ministro in indirizzo e se intenda assumere iniziative, per quanto di sua competenza, volte a promuovere la definizione di un assetto trasparente, competente, etico ed affidabile dell'ENCI. Atto n. 3-03080 BINETTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il Festival di Sanremo è uno spettacolo di musica popolare che ha superato i 70 anni e ha accompagnato da sempre l'evolversi del costume della società italiana, non solo sul piano musicale; di fatto rappresenta un appuntamento ampiamente atteso non solo per scegliere il cantante e la canzone dell'anno, ma anche per l'insieme di messaggi che in modo programmato si cerca di far arrivare alla gente attraverso testimonial considerati credibili e quindi efficaci; intorno al festival si muove anche una grande operazione economica, che, oltre agli ingenti costi sostenuti dalla RAI, utilizza un'ampia raccolta pubblicitaria, con un bilancio complessivo che è francamente difficile calcolare, anche per l'indotto che crea; si tratta di un servizio pubblico realizzato dalla televisione di Stato e quindi non solo sostenuto con le quote del canone dei contribuenti, ma anche orientato a rispondere alle esigenze, ai gusti, ai valori diffusi nella popolazione; la direzione artistica dello spettacolo è consapevole delle sue responsabilità già in fase di programmazione e può quindi selezionare a monte sia i cantanti che gli ospiti, prevedendo con facilità chi dirà cosa e in che misura ciò che dirà potrebbe urtare la sensibilità dei telespettatori; avendo l'attuale team già partecipato all'edizione precedente e quindi avendo potuto elaborare eventuali critiche e polemiche con maggiore consapevolezza, non si può non restare sorpresi di alcune performance che già nei primi giorni del festival hanno suscitato sconcerto e irritazione; totalmente, e giustamente tutelate alcune fasce fragili, l'ironia e il malanimo sembrano concentrarsi solo su quanto fa esplicitamente riferimento alla Chiesa cattolica e al suo messaggio, confermando una volta di più come si tratti della minoranza meno tutelata in Italia e nel mondo; solo a titolo di esempio, perché non è l'unico passaggio critico di questa edizione del festival , giova citare la dialettica che ha triangolato Achille Lauro, Fiorello e "L'Osservatore Romano";