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quali azioni intenda intraprendere nel caso in cui le condizioni stabilite dalla legge n. 81 del 2019 venissero disattese e alcune delle fondazioni lirico-sinfoniche non prevedessero una dotazione organica comprendente anche un corpo di ballo. Atto n. 3-02369 CORRADO ANGRISANI LANNUTTI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: con riferimento all'Autorità di sistema portuale (AdSP) dei mari Tirreno meridionale e Jonio (art. 22- bis della legge n. 136 del 2018), già AdSP dei mari Tirreno, Jonio e dello stretto (decreto legislativo n. 169 del 2016), e prima ancora Autorità portuale di Gioia Tauro (decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 1998), si registra una preoccupante anomalia di rappresentanza, che sta creando forti disagi e rimostranze nei territori di competenza dell'autorità stessa, stremati da una crisi economica ed epidemiologica senza precedenti; l'anomalia consiste nel commissariamento "di Gioia Tauro", che si protrae fin dal 2015 senza soluzione di continuità e che rende questa Autorità l'unica in Italia a non aver mai visto la nomina di un presidente, a partire dalla riforma del 2016, né l'insediamento dei relativi organismi previsti dalla norma; il commissariamento ha accentuato i ritardi nell'esecuzione delle primarie attività di programmazione sui porti aderenti all'Autorità portuale di Gioia Tauro, e su quello di Crotone tra gli altri, concentrandosi pressoché esclusivamente sul porto della stessa Gioia Tauro. Il commissario nominato, nonostante diversi incontri con la comunità crotonese, da anni ha assunto impegni che non ha poi mantenuto, senza tenere in considerazione le istanze degli enti locali, che pure fanno parte del comitato portuale di Gioia Tauro; considerato inoltre che gli enti locali delle province di Crotone e di Cosenza hanno scritto al presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro in indirizzo chiedendo la cessazione della gestione commissariale dell'autorità portuale di Gioia Tauro e la nomina degli organismi statutari previsti per le Autorità di sistema portuale, si chiede di sapere quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo per la cessazione immediata del commissariamento dell'Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Jonio di Gioia Tauro e la nomina dei relativi organismi previsti dalla normativa. Atto n. 3-02370 CORRADO ANGRISANI ABATE MORRA Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: a Pescopagano (Potenza), è ubicata l'antica chiesa arcipretale di santa Maria assunta, edificio di notevole interesse storico-artistico di proprietà (fino agli inizi del XX secolo) dell'ente morale "fabbriceria di Santa Maria assunta, San Giovanni e San Leonardo"; gli eventi sismici registrati nel 1980 in Campania e in Basilicata arrecarono molti danni alle strutture della chiesa, che subì il crollo del campanile, delle volte e delle coperture delle navate laterali in corrispondenza dell'abside, nonché il parziale collasso del muro perimetrale della stessa abside; a seguito della frettolosa rimozione delle parti pericolanti, l'edificio di culto, rimasto in piedi per oltre il 70 per cento, fu sciaguratamente sottoposto ad un'opera di sventramento: come ben testimoniano le fotografie e i video dell'epoca, furono dapprima rimossi i beni mobili e successivamente si provvide ad asportare gli antichi pavimenti, l'arredo marmoreo, a smantellare i tetti della navata centrale e delle navate laterali con i partiti decorativi settecenteschi in stucco, sconvolgendo di fatto l'assetto architettonico dell'edificio sacro dove si stratificavano elementi medievali, rinascimentali e barocchi; in attesa di una ricostruzione mai concretizzatasi, nel 1990, con un contributo di 250 milioni di lire, fu avviato un consolidamento delle strutture superstiti della chiesa, poi abbandonata, all'esaurirsi del finanziamento, in uno stato di indecorosa ruderizzazione che l'ha ridotta ad una sorta di confuso museo a cielo aperto di sé stessa; considerato che: a distanza di 40 anni dal drammatico terremoto dell'Irpinia, la chiesa di santa Maria assunta è stata completamente dimenticata dalle autorità, compreso il Ministero della cultura, espropriando la comunità di Pescopagano non solo di un bene culturale di grande valore ma anche del simbolo stesso dell'identità collettiva e della dignità del suo passato; tutto l'areale dell'edificio sacro versa in stato di incuria e degrado: le strutture murarie sono state transennate e impietosamente abbandonate senza un'adeguata protezione e copertura, lo spazio delle navate è occultato da vegetazione infestante che lascia affiorare materiali di risulta ammassati insieme ad elementi decorativi antichi, non messi in sicurezza; inoltre, si susseguono saccheggi di elementi lapidei scolpiti dalla facciata settecentesca, dalla scala di accesso e dalle balaustre, privi di adeguata protezione; ciò rappresenta una ferita aperta nella memoria della comunità locale, che paga decenni di disfunzioni amministrative e scarsa trasparenza nell'erogazione e nell'uso dei fondi pubblici che continua a rivendicare con forza il recupero e la restituzione al culto del suo principale monumento storico, tale per i valori religiosi, simbolici, culturali, civici che essa gli riconosce, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia in grado di riferire se la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio della Basilicata disponga dell'elenco dei beni mobili e degli elementi lapidei trafugati dalla chiesa di Santa Maria assunta a Pescopagano e se essi siano registrati nei database del comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e del segretariato generale dell'Interpol di Lione; se abbia di recente condotto sopralluoghi nel sito e, in esito a quelli, se siano state stese relazioni o redatte perizie tecniche circa gli interventi più urgenti da eseguire a fini dell'eventuale recupero del monumento; quali iniziative di competenza intenda assumere per promuovere, di concerto con gli attori istituzionali lucani, un progetto di restauro dell'edificio sacro che ne rispetti la destinazione naturale, ripristinandola, e contestualmente valorizzi la cornice storico-artistica e paesaggistica in cui è inserito, per risarcire la comunità dei danni anche morali fin qui patiti e restituirle un tassello importante della sua storia. Atto n. 3-02372 CORRADO ANGRISANI ABATE GRANATO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il sito di interesse nazionale (SIN) "Crotone, Cassano e Cerchiara" è stato incluso nell'elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale già dal 2002 e riperimetrato nel 2017; a seguito di una sentenza del Tribunale di Milano, passata in giudicato, l'ENI ha versato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare circa 70 milioni di euro a ristoro del danno ambientale provocato nel sito di Crotone. Tale somma doveva essere versata sulla contabilità speciale ad uso del commissario straordinario per l'ambiente di Crotone per effettuare gli interventi di bonifica nelle aree perimetrate come SIN esterni al perimetro degli impianti industriali dismessi;