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Ma, ahinoi, non mi aspetto e non ci aspettiamo nessun segnale positivo in questa direzione. C'è solo incoerenza, dimostrata dall'assenza fisica di questa sera. E l'incoerenza di fondo del ministro Salvini e del MoVimento 5 Stelle in questa vicenda è mossa esclusivamente dalla paura: la paura di essere processato e di essere condannato e, per effetto della legge Severino, decadere dalla carica e la paura di vedere dissolvere il Governo e la maggioranza e dover tornare a casa. Ma la paura non è mai buona consigliera. Napoleone Bonaparte sosteneva che ci sono due modi per far muovere gli uomini: l'interesse e la paura. In questa vicenda pare che sia Salvini, sia il MoVimento 5 Stelle si siano ispirati a questa massima. Ma Paolo Borsellino ci ha insegnato anche che la paura è umana e che la si combatte con il coraggio, quello che oggi manca sia al Ministro per farsi processare, sia al MoVimento 5 Stelle per essere coerenti con i loro principi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alfonso. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente grazie, grazie anche al Presidente della Giunta, che è presente, e ai relatori di minoranza. Io parlo, convinto che da qualche parte ci sia il Ministro; sono convinto che c'è anche in ragione della vicinanza, che è stata garantita durante i lavori della Giunta, la vicinanza dei colleghi che, ho capito, voteranno in un certo modo e in una certa direzione. Credo che questo accadrà perché c'è la presenza del Ministro, anche se noi non la vediamo. Di cosa tratta la convocazione odierna su questo punto? Lo hanno spiegato con pienezza di argomenti e di ragionamenti i miei colleghi che mi hanno preceduto. Il ministro Salvini è sottoposto ad accertamento giuspenalistico relativamente alla condotta tenuta nella sua qualità di Ministro dell'interno, riguardo alla trasformazione di una nave che ha una denominazione non casuale. Riflettiamo su questo: la nave Diciotti, dedicata a Ubaldo Diciotti, non è una nave qualsiasi e non ha una denominazione qualsiasi. È la dedica a una personalità del servizio pubblico italiano, appunto il generale Diciotti, che si è distinto nel 1941 per operazioni di soccorso in mare; anche questo deve contribuire a far capire qual è il giudizio che tocca a quest'Assemblea quando ci occupiamo dell'argomento di cui ci stiamo occupando. C'è un Ministro della Repubblica che ha messo in campo una straordinaria operazione di comunicazione politica, però troppo costosa; costosa non solo dal punto di vista della fatica che c'è, che si tocca con mano, nel rendere accettabile il giudizio che avete prefabbricato, ma anche dal punto di vista dei diritti che si stanno sospendendo sul piano della cultura dei diritti, della cultura delle regole e della legalità. Ho sentito fare ragionamenti impegnativi da parte di colleghi, i quali non credevano nel ragionamento che facevano, argomentando, ad esempio, su quella elevatissima categoria che è l'interesse pubblico prevalente: l'ordinamento si piega per rendere prevalente un interesse costituito. Su questo aspetto non c'è soltanto il diritto, che ci fa leggere, ma c'è anche la scienza della politica, la dottrina dello Stato, le dottrine politiche, tutto quello che ha scritto sulla paura Guglielmo Ferrero, che è il più grande studioso di paura dentro e contro le democrazie. Qual è stata l'operazione messa in campo qui? Un'operazione di comunicazione politica, che si nutre delle cartellette scritte del programma di Governo e che, però, per la pienezza della sua riuscita, aveva bisogno di una operazione - consentitemi, c'è un solo aggettivo - scandalistica, che determinasse una rottura, anche nel linguaggio della comunicazione, nella proceduralizzazione. E ci si è riusciti, tant'è che anche un organismo straordinario, quale è la Giunta che presiede Gasparri, ha dovuto trovare, con fatica, un punto di equilibrio. Tra quali elementi? Quel programma di Governo, quella condotta e il sacrificio di interessi davvero rilevanti, quali sono quelli riferiti alla libertà delle persone. Non si può immaginare che si sospenda, anche solo per un giorno, la libertà delle persone di poter procedere, di spostarsi, per dare luogo alla realizzazione di quattro righe di un programma di Governo. La proporzionalità della condotta del Ministro dov'è? Dov'è la proporzionalità? Dove sono l'equilibrio e la composizione tra una cosa e l'altra? Quando si ragiona di diritto vale molto l'esempio, come sanno i magistrati presenti (ce n'è uno che ha cultura della legge e delle istituzioni, che non vedo presente) e i molti avvocati stimati nelle loro libere professioni. Voglio fare l'esempio di un Ministro che ha leso una regola del gioco istituzionale, in quel caso - sì - per far valere un interesse superiore. Mi riferisco all'allora Ministro della protezione civile che, quando determinò la tracimazione controllata per evitare il rischio che le acque abbondanti potessero distruggere Sondrio, occupò un appezzamento di terreno di diverse proprietà private senza attivare le procedure. Lì ci fu la violazione di una regola, una norma, un bene custodito, qual è la proprietà privata, per evitare un rischio superiore contro la vita delle persone. Lì c'era la proporzionalità tra un bene sacrificato e la tutela di un bene superiore. Qui di cosa si tratta, se non della voglia di sopraffare e prevalere sul piano della comunicazione politica? Cari colleghi senatori, dobbiamo sapere che non cominciamo oggi la vita politica, giuridica e giurisprudenziale. La giurisprudenza non è giusfollia: ci sono casi, precedenti e condotte. Possiamo andare avanti, muoverci in termini laterali e andare indietro. E siccome qui la cultura abbonda, nel senso degli studi, anche formali, soprattutto da parte vostra, guardate che anche il dibattito tra Creonte e Antigone ci può aiutare: la legge dell'uomo stabilisce che tu non devi seppellire tuo padre, ma Antigone disse: c'è una legge dell'umanità che prevale e che mi fa seppellire mio padre. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Falco) . C'è una legge dell'umanità, al di là dello scritto, che fa sì che i cittadini e le persone che chiedono soccorso devono essere soccorsi e aiutati. Ci sono i trattati internazionali, ma arrivano - starei per dire - appena dopo, perché i diritti delle persone sono preesistenti. In quest'Aula i Padri costituenti questo ci hanno insegnato: la preesistenza dei diritti fondamentali delle persone, anche davanti alla ragion di Stato. Noi abbiamo avuto molti toscani qui, anche in passato. La Toscana a me ricorda Machiavelli e la ragion di Stato, che all'inizio era - prima di tutto - la ragione del principe e non quella dell'ordinamento. Attenzione, cari colleghi, perché c'è un costo che noi paghiamo: la lesione rimane. Che accade dopo? Perché si sta attenti a non rompere l'assetto istituzionale? Per ciò che può accadere dopo, per l'irrimediabilità. Ecco perché dobbiamo usare attenzione, approfondimento e discernimento. Accade in un mare che non è neutro, freddo e ghiacciato.