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quali aggiornamenti sui fatti di Peschiera del Garda, nei confronti dei quali sembra essere mancata un'attività preventiva, siano in possesso del Ministro in indirizzo rispetto alla risposta già fornita alla Camera dei deputati due settimane fa; quali siano i provvedimenti presi sinora rispetto a quell'episodio e per evitare il ripetersi di eventi così biasimevoli anche in altre parti d'Italia; quali provvedimenti intenda adottare per integrare gli stranieri presenti con titolo di soggiorno in Italia e per allontanare, invece, quelli che ne sono privi; quali provvedimenti intenda prendere per limitare ulteriori sbarchi dall'Africa di stranieri senza titolo (anche in previsione della paventata povertà alimentare), che difficilmente si riuscirebbe ad integrare come si dovrebbe, posto che l'Italia quest'anno sta facendo fronte anche a un numero di 141.562 profughi ucraini al 28 giugno, e, infine, quali siano gli oneri stimati per il 2022 per l'accoglienza dei profughi. Atto n. 3-03442 D'ALFONSO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'articolo 16- quinquies del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante "misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili", ha disposto l'istituzione, presso l'INAIL, dell'anagrafe nazionale dei serbatoi di GPL installati sul territorio nazionale; lo stesso articolo ha demandato ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, l'individuazione dei criteri e delle modalità di attuazione per l'istituzione dell'anagrafe; ad oggi, nonostante la scadenza del termine per l'emanazione dell'atto normativo sia avvenuta il 19 febbraio 2022, il decreto attuativo per l'istituzione dell'anagrafe nazionale dei serbatoi di GPL non risulta essere stato ancora pubblicato da parte del Ministero; considerato che: sul territorio nazionale sono attualmente installati circa 1,6 milioni di serbatoi, molti dei quali con oltre 20 anni di interramento, e secondo recenti stime circa 900.000 di questi sono da ispezionare e verificare al più presto in quanto potenzialmente a rischio; nel corso degli ultimi anni, a conferma della gravità della situazione, si sono verificati numerosi incidenti legati a incendi o esplosioni di serbatoi interrati di GPL che risultavano danneggiati. In alcuni casi tali incidenti hanno portato al danneggiamento di immobili e al ferimento o anche al decesso di diverse persone; alla luce dei fatti esposti, l'istituzione di un'anagrafe nazionale dei serbatoi di GPL, capace di identificare con precisione la collocazione e l'età dei medesimi, appare necessaria per procedere alla verifica delle condizioni di sicurezza ed efficienza di ciascun serbatoio e per individuare con anticipo eventuali criticità e fattori di rischio di incidente, si chiede di sapere quali siano le motivazioni che hanno finora impedito l'adozione e la pubblicazione del decreto attuativo per l'istituzione di un'anagrafe nazionale dei serbatoi di GPL di cui all'articolo 16- quinquies del decreto-legge n. 146 del 2021, e se il Ministro in indirizzo intenda procedere al più presto all'emanazione di tale decreto. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07213 NASTRI IANNONE Ai Ministri della transizione ecologica, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il comparto edile e artigiano del nostro Paese versa in condizioni di forte criticità, non più sostenibili nemmeno nel brevissimo periodo. La cifra dei crediti edilizi non accettati dalle banche, secondo le stime del Governo, ammonterebbe a 5 miliardi di euro, mentre secondo la Confederazione nazionale artigianato (CNA), sarebbero pari a 2,6 miliardi di euro i crediti fiscali relativi al " superbonus 110 per cento" anticipati, attraverso lo sconto in fattura, che le aziende non riuscirebbero più a incassare; a fronte di queste cifre, sempre la CNA parla di 33.000 imprese artigiane a rischio di fallimento, con una potenziale perdita di 150.000 posti di lavoro, di oltre 60.000 aziende che, pur avendo un cassetto fiscale pieno di crediti, si trovano oggi senza liquidità. Quasi un'impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori; il 30 per cento rinvia tasse e imposte; una su cinque non riesce a erogare gli stipendi; fino a novembre 2021, quando il meccanismo della cessione del credito funzionava, si contrattualizzava il lavoro, poi si caricava il credito nelle piattaforme e si vendeva. Da un momento all'altro il meccanismo si è fermato. Si tratta, in altri termini, di un patrimonio di crediti bloccati, che sta mettendo in crisi di liquidità migliaia di imprese, con una crescente tensione nei rapporti tra banche e mondo delle imprese, che si vedono ormai costantemente negata la disponibilità all'acquisto dei crediti da parte di pressoché tutti gli istituti: una situazione che ha bloccato il settore e centinaia e centinaia di milioni di euro già preventivati per ristrutturare il patrimonio immobiliare; tale scenario è il risultato, tra l'altro, delle continue restrizioni applicate al superbonus in numerosi e successivi interventi di modifica da parte del Governo e della maggioranza; dal mese di maggio 2020 ad oggi, sono infatti intervenute oltre 13 modifiche normative della misura, che hanno portato a un mutamento, a parere degli interroganti incomprensibile e contraddittorio, delle regole dell'incentivo, creando forti disagi per cittadini ed imprese; le recenti modifiche normative, a ben vedere, hanno portato a un contenimento del meccanismo di cessione del credito, dando luogo a una situazione di incertezza che ha portato gli stessi istituti di credito a interrompere la gestione dei crediti accumulati; il blocco ha riguardato non solo le agevolazioni del superbonus , ma anche il " bonus facciate" e l'ecobonus al 65 per cento; molti privati si ritrovano in uno stato di incertezza, in quanto non possono più cedere il credito al raggiungimento degli stati di avanzamento dei lavori successivi alle modifiche normative che hanno bloccato il meccanismo; questo ha comportato, al contempo, che molti condomini hanno dovuto sospendere i lavori iniziati da molto tempo, senza avere alcuna certezza sul prosieguo dei lavori, e con il rischio di superare i termini previsti a livello legislativo per fruire delle agevolazioni; stante l'attuale scenario e il continuo mutamento della normativa in materia, gli istituti di credito sono restii allo sbloccare l'assorbimento e gestione dei crediti, almeno sino alla completa conversione in legge della decretazione di urgenza, che richiede oltre un mese di iter per un'effettiva attuazione;