[ddlpres]

Disposizioni per la valorizzazione e il rafforzamento del sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria, con particolare riferimento alla sicurezza alimentare. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge si pone come obiettivo quello di rafforzare il sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria, nell'ambito della sicurezza alimentare, tenendo conto delle peculiarità e delle indiscutibili qualità che fanno della sanità pubblica veterinaria italiana un punto di riferimento a livello europeo. Occorre innanzitutto sottolineare il ruolo fondamentale che tale professione ha assicurato e assicura ogni giorno in termini di salute animale e di sicurezza alimentare, garantendo salubrità e sicurezza nell'intera catena della produzione agroalimentare e – di conseguenza – facendo arrivare al consumatore alimenti sicuri e sani. La sicurezza alimentare non è quindi un riferimento vuoto, ma l'espressione sintetica del lavoro integrato – « dalla stalla alla forchetta » – dei servizi veterinari e della professione veterinaria. Alla base di tale concezione della sanità pubblica veterinaria, infatti, c'è una piena consapevolezza circa lo stretto rapporto tra salute dell'uomo e salute animale, che da anni risulta essere l'approccio fondante l'azione della sanità pubblica veterinaria. In questo senso, il presente disegno di legge assume come precondizione fondamentale a qualsiasi discussione di carattere politico sull'argomento la fondamentale importanza dell'approccio « One Health » , inteso proprio come visione organica tesa al raggiungimento della salute « globale » attraverso la tutela della salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente circostante. Da questo punto di vista occorre senz'altro ribadire quanto sia stato fondamentale per il nostro Paese avere il Ministero della salute al vertice delle politiche connesse alla sanità pubblica veterinaria e alla sicurezza alimentare, proprio a garanzia di questo approccio. Naturalmente, il disegno di legge di seguito proposto non mira semplicemente a ribadire i punti di forza dell'approccio italiano a questo tema, ma prende da essi spunto per proseguire con maggiore convinzione e con maggiori investimenti sulla strada intrapresa, con la piena consapevolezza della centralità di questo settore della sanità pubblica per il benessere collettivo. Sono d'altronde numerose le iniziative che in questo senso sono già state intraprese dal sistema di sanità pubblica veterinaria per dare gambe alla visione sottesa al progetto « One Health » : basti pensare, a titolo esemplificativo, alla figura del veterinario aziendale definita dal decreto del Ministro della salute 7 dicembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2018, che svolge funzioni rilevanti per garantire lo stato sanitario e produttivo delle aziende di allevamento, o si pensi, ancora, al sistema integrato di classificazione degli allevamenti in base al rischio (l'iniziativa « Classyfarm »). Tale sistema di elaborazione di dati, che costituisce l'applicazione dei « Big Data » ai fini della tutela della collettività, infatti, appare come una vera e propria avanguardia nell'ambito delle misure integrate di tutela della sicurezza alimentare e del benessere animale, mirata a garantire un monitoraggio costante della bio-sicurezza degli allevamenti sia agli allevatori, sia agli operatori di sanità pubblica veterinaria. È tra gli obiettivi dei proponenti, naturalmente, la valorizzazione del « Made in Italy », soprattutto a livello agroalimentare, dato che si tratta di uno dei settori maggiormente caratterizzanti l'economia italiana; in questo senso, tuttavia, alla base della presente proposta vi è il desiderio di trovare un sistema equo che garantisca pienamente la sicurezza alimentare e che al contempo premi i processi virtuosi di filiera. Sono infatti innanzitutto le piccole e medie imprese a necessitare di strumenti per valorizzare i prodotti frutto di processi che si fondano su un'adesione piena ai princìpi fin qui delineati. Di conseguenza, anche al fine di completare la riflessione sui princìpi ispiratori della presente proposta, dev'essere ricordato che il sistema italiano si fonda su un principio di valutazione del processo, e non del prodotto, traendo tale impostazione proprio dalla normativa europea in materia di sicurezza alimentare: a garantire un'azione efficace della sanità pubblica veterinaria nei contesti aziendali e delle filiere degli allevamenti non è dunque la capacità di valutare il prodotto finito nei suoi aspetti di salubrità, quanto invece la capacità di offrire una classificazione dei processi adottati dalla filiera degli allevamenti impostata su criteri scientifici di valutazione del rischio. Non si tratta di una semplice differenza di impostazione di principio, ma di un vero e proprio paradigma che dev'essere salvaguardato negli interventi normativi che il legislatore intende portare avanti, perché si tratta di una caratteristica del sistema di valutazione esistente, che garantisce rigore e che ha al centro non ciò che si produce, ma la salute e la bio-sicurezza della filiera. Per tutto ciò che è stato fin qui esposto, pertanto, è obiettivo primario di questo disegno di legge prendere in considerazione quanto di positivo è già stato fatto nell'ambito della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare, al fine di migliorare ciò che può essere migliorato ed esaltarne le potenzialità. Naturalmente non sono ignote ai proponenti le criticità che ancora permangono e che necessitano di un intervento da parte del legislatore, a cominciare dalle necessità di intervento nell'ambito della programmazione delle priorità per l'azione dei servizi veterinari, nell'ambito del rafforzamento del sistema vigente di controllo dei processi, nonché nell'ambito della governance . In particolare, l'articolo 1 del presente disegno di legge espone brevemente finalità e princìpi generali della stessa, rimarcando gli obiettivi prioritari di maggior capacità di programmazione e pianificazione degli strumenti operativi, lo sviluppo di metodiche omogenee per garantire la sicurezza alimentare e assicurare standard elevati dei processi della filiera, il chiarimento di aspetti di governance utili ad assicurare alla sanità pubblica veterinaria un coordinamento che consenta lo sviluppo ordinato delle politiche di sanità pubblica veterinaria a livello nazionale e nelle singole regioni. L'articolo 2 si pone come obiettivo quello di tradurre in misura di politica pubblica l'approccio « One Health » richiamato nella presente introduzione, al fine di considerare le politiche sanitarie in ambito veterinario – con particolare riferimento a quelle di prevenzione e controllo legate alla filiera degli allevamenti – come parte integrate degli strumenti di programmazione delle politiche del Ministero della salute, cui rimane in capo la responsabilità politica e organizzativa in termini di costruzione delle politiche di sicurezza alimentare. Nello specifico, il comma 1 prevede che le strategie di politica pubblica legate alla prevenzione e al controllo in materia di sicurezza alimentare e benessere animale abbiano adeguata rappresentanza in una sezione del Piano nazionale della prevenzione (PNP) di cui si dota il Ministero della salute per lo sviluppo delle proprie politiche di prevenzione; in questo senso, l'obiettivo dei proponenti è quello di costruire le politiche di sanità pubblica veterinaria legate alle filiere degli allevamenti come parte integrante delle politiche e delle strategie contenute nei PNP, che assumono così per legge il concetto di sanità globale come elemento fondante e principio ispiratore.