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Per le persone fisiche che realizzano interventi sugli edifici unifamiliari, invece, la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 marzo 2023 a condizione che, alla data del 30 settembre 2022, siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell'intervento complessivo. E altresì prevista la possibilità di avvalersi dell'agevolazione fiscale al 90 per cento) per tutto il 2023 per le spese sostenute per interventi realizzati sulle medesime unità immobiliari dalle persone fisiche a partire dal 1° gennalo 2023. Per avvalersi dell'agevolazione si devono verificare le seguenti condizioni: il contribuente sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull'unità immobiliare; la stessa unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale; il contribuente abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. In alternativa alla detrazione, l'articolo 121 del citato decreto-legge n.34 del 2020 consente, inoltre, la possibilità di optare, in luogo della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (cd. sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. I dati presentati dall'Enea aggiornati al 31 dicembre 2022 relativi all'utilizzo su base nazionale e regionale del Superbonus al 100 per cento dimostrano che l'agevolazione, anche alla luce delle semplificazioni normative introdotte dal decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, sta producendo gli effetti sperati in termini di benefìci sull'ambiente e sull'economia. In particolare, il numero di adesioni alla generosa agevolazione mostrano una vera e propria impennata se si confrontano i dati attuali con quelli dell'anno precedente. Secondo quanto riportato nel rapporto al 31 dicembre scorso con riguardo al Superbonus al 110 per cento sono pervenute all'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) 359.440 asseverazioni (a fine dicembre 2021 erano 95.718) per un totale degli investimenti di riqualificazione energetica ammessi alla detrazione pari a oltre 62,49 miliardi di euro. Nel dettaglio, il totale degli investimenti per lavori conclusi ammessi alla detrazione è pari a 46,6 miliardi di euro, ossia al 74,6 per cento, e le detrazioni previste a fine lavori a carico dello Stato superano 68,7 miliardi di euro, mentre quelle maturate per i lavori già conclusi ammontano a 51,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda gli investimenti in relazione alla tipologia di immobili, il rapporto specifica che l'investimento medio per i condomini è stato pari a 598.813,24 euro, per gli edifici unifamiliari è stato pari a 113.757,98 euro e per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti è stato pari a 97.009,89 euro. A seguito dell'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) da parte del Consiglio ECOFIN, il Ministero dell'economia e delle finanze, con decreto 6 agosto 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 24 settembre 2021, ha provveduto all'assegnazione delle risorse in favore di ciascuna amministrazione titolare degli interventi. In particolare, il citato decreto assegna all'efficientamento energetico e ai lavori antisismici 13,95 miliardi di euro del PNRR. Le risorse sono destinate all' ecobonus e al sisma bonus . Sul totale, 10,25 miliardi di euro sono destinati a progetti già in corso e quasi 3,66 miliardi di euro sono destinati ai nuovi progetti. Per tali investimenti sono inoltre previsti ulteriori 4,56 miliardi di euro finanziati dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Si arriva così a complessivi 18,51 miliardi di euro accordati dall'Unione europea per la ripartenza dopo la crisi pandemica. Inoltre, la missione 2, componente 1, del PNRR stanzia 2,2 miliardi di euro per finanziamenti al 100 per cento a tasso zero dei costi e della durata massima di dieci anni di impianti fotovoltaici e configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche. Gli impianti che potranno beneficiare dell'incentivo dovranno avere una capacità limite di 200 kilowatt e i destinatari saranno le pubbliche amministrazioni, le famiglie e le micro imprese nei comuni con meno di 5.000 abitanti. I costi previsti che ammontano a 2,2 miliardi di investimento diretto, saranno così ripartiti: 1.600 milioni di euro alle comunità di energia rinnovabile e 600 milioni di euro per l'autoconsumo collettivo. Come si legge nel documento per la consultazione pubblica recante la « Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale » del 25 novembre 2020, elaborato dal Ministero dello sviluppo economico, dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il settore civile è responsabile attualmente di circa il 45 per cento dei consumi finali di energia e del 17,5 per cento delle emissioni dirette di CO 2 del nostro Paese. Questi dati mostrano l'importanza degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici di questo settore per raggiungere gli obiettivi energetici e di riduzione delle emissioni delineati nel Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC), garantendo al contempo anche benefìci economici e sociali. L'obiettivo di risparmio per il 2030 delineato nel PNIEC, pari a 9,3 Mtep/anno di energia finale, è per il 60 per cento relativo al settore civile che presenta ancora un importante potenziale e che dovrà quindi costituire uno dei settori più interessati da nuovi interventi di efficientamento. Gli edifici sono proprio tra i principali responsabili di un elevato consumo energetico, tanto che in Europa gli immobili inefficienti sono circa il 75 per cento del parco immobiliare. Interessante, in questo senso, la misura che prevede l'istituzione di un fondo sociale per il clima e quindi uno stanziamento di più di 70 miliardi di euro in sette anni per la riqualificazione degli edifici, l'accesso alla mobilità sostenibile e per sostenere le persone in condizioni di povertà energetica. La situazione in Italia non si discosta molto, tanto che, secondo la mappatura contenuta nella citata Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale, più del 65 per cento degli edifici è stato costruito più di 45 anni fa. Secondo il Rapporto annuale sull'efficienza energetica dell'ENEA presentato alla fine del 2021, in Italia, nel 2019, il consumo di energia del settore residenziale è stato di 31,1 Mtep, in calo del 2,4 per cento rispetto all'anno precedente: la riduzione ha riguardato tutte le fonti energetiche ad eccezione dell'energia elettrica e del calore per ambienti generato da pompe di calore.