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Disposizioni in materia di disciplina della comunicazione pubblica destinata alla promozione di iniziative di solidarietà. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo di disciplinare la comunicazione pubblica utilizzata per promuovere iniziative di raccolta di fondi destinati a progetti di solidarietà, aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo. L'esigenza di normare la comunicazione pubblica utilizzata nelle raccolte di fondi nasce dall'uso eccessivo e ormai consueto di immagini o testi, troppo spesso scioccanti e lesivi della dignità umana, utilizzati per la promozione di tali iniziative. Il lungo dibattito sugli spot realizzati per pubblicizzare i progetti di solidarietà, assistenza e cooperazione, da finanziare mediante contributo volontario, ha messo in evidenza due posizioni opposte: chi sostiene che l'impatto «violento» delle immagini di sofferenza sia necessario per generare indignazione e per sensibilizzare il pubblico a dare il proprio contributo e chi invece non esita a stigmatizzare tali immagini come una vera e propria pornografia del dolore. Ad oggi nella nostra legislazione non sono previste norme specifiche che disciplinano la comunicazione pubblica utilizzata per promuovere iniziative di raccolta di fondi, sebbene nel passato su questa tematica alcuni tentativi siano stati fatti. Risale, infatti, al 1966 il primo Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, elaborato dall'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria, ente privato al quale fanno capo diverse organizzazioni ad esso associate. Il titolo VI del Codice si riferisce alla comunicazione sociale, cioè a qualunque messaggio volto a sensibilizzare il pubblico su temi di interesse sociale che solleciti direttamente o indirettamente un apporto volontario di contribuzioni di qualsiasi natura. Il Codice elenca criteri etici ai quali la comunicazione sociale utilizzata dalle organizzazioni che lo hanno sottoscritto deve attenersi al fine di garantire messaggi veritieri, trasparenti e nel pieno rispetto della dignità della persona. Nel 2008 è stato avviato un percorso di riflessione condotto congiuntamente da vari soggetti impegnati a diverso titolo nell'attività di solidarietà internazionale che ha portato all'elaborazione della «Carta di Trento», un documento finalizzato a sensibilizzare la società civile sui temi della cooperazione internazionale, nel quale viene fatto un esplicito richiamo a una «comunicazione corretta» e all'esigenza di monitorare e modificare il linguaggio e le immagini utilizzati dai media per comunicare. Nel 2010 l'Agenzia per il terzo settore ha elaborato le Linee guida per la raccolta dei fondi, successivamente aggiornate nel 2011, fornendo indirizzi non vincolanti per favorire la trasparenza, l'efficienza, l'efficacia e la qualità nell'attività degli enti che operano nell'ambito del terzo settore. Le Linee guida rappresentano un documento importante in quanto i princìpi di trasparenza e di eticità, così come la certezza della destinazione dei fondi raccolti, sono percepiti come elementi di affidabilità e di credibilità da parte della società civile. Di fatto, con l'eccezione delle iniziative citate, in Italia non esiste una normativa organica in materia di una comunicazione etica che fissi regole su come veicolare testi e immagini utilizzati nelle campagne di promozione della raccolta di fondi. In Irlanda, ad esempio, la rete nazionale delle organizzazioni non governative (ONG) ha elaborato e sottoscritto un codice di condotta basato su sette princìpi, tutti rispondenti ai valori di rispetto, uguaglianza, solidarietà, giustizia e onestà e finalizzati a evitare immagini o messaggi che creino stereotipi, sensazionalismo o discriminazioni. Recentemente, anche l'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI) ha rilanciato il dibattito sulla necessità di un codice di condotta. Nel delineare princìpi e criteri generali ai quali la comunicazione pubblica e i materiali utilizzati, a mezzo stampa, audio, video o altri mezzi di diffusione, incluso il web, dovranno attenersi, il presente disegno di legge si è ispirato ai contributi elaborati in questi anni e finalizzati alla creazione di una comunicazione pubblica più etica, trasparente e non lesiva della dignità umana. Il disegno di legge de quo si compone di sei articoli. In particolare, l'articolo 1 fissa le finalità e gli obiettivi. L'articolo 2 definisce i princìpi e i criteri generali cui la comunicazione pubblica e i materiali utilizzati dovranno attenersi, garantendo messaggi di alto valore etico e sociale che tengano conto della sensibilità pubblica ed evitando immagini che sfruttino indebitamente la miseria umana nuocendo alla dignità della persona, o che generino sentimenti di paura o grave turbamento, e nel pieno rispetto dei princìpi di umanità, neutralità, imparzialità e non discriminazione. L'articolo 3 prevede gli obblighi di informazione sulla destinazione dei fondi raccolti da parte degli enti pubblici e privati, con o senza scopo di lucro, che pubblicizzano le iniziative di raccolta di fondi destinati a progetti di solidarietà, aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo. L'articolo 4 prevede l'adozione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di un regolamento che contenga disposizioni sulla comunicazione pubblica e le sanzioni per la mancata osservanza delle stesse. Per la predisposizione del regolamento dovrà essere attivato un tavolo di confronto con la presenza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dei rappresentanti dei principali soggetti pubblici e privati, con o senza scopo di lucro. L'articolo 5 dispone l'istituzione dell'Organismo di controllo al quale è affidato il compito di monitorare e di verificare il rispetto dei princìpi etici e sociali e delle disposizioni contenute nel regolamento di cui all'articolo 4, ai quali deve attenersi la comunicazione pubblica finalizzata alla promozione delle iniziative di raccolta di fondi, nonché di applicare le sanzioni previste dal predetto regolamento in caso di violazione delle disposizioni in esso previste. Infine, l'articolo 6 prevede che dall'attuazione della legge non debbano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.. 1 (Finalità e obiettivi) 1 La presente legge disciplina la comunicazione utilizzata da enti pubblici o privati, con o senza scopo di lucro, al fine di promuovere la raccolta di fondi, quali contributi in denaro o altri beni materiali, destinati a sostenere iniziative di solidarietà a livello nazionale o internazionale, interventi di assistenza e soccorso in contesti di emergenza umanitaria, programmi di ricostruzione post -emergenza, azioni di cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, per i diritti umani e per la pace, nonché progetti di sostegno a distanza. 2 La promozione delle attività di raccolta di fondi realizzate per il perseguimento delle finalità di cui al comma 1 è svolta nel rispetto della legislazione vigente in materia di pubblicità e dei princìpi di trasparenza, correttezza e veridicità. 2 (Comunicazione pubblica etica e sociale)