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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 48 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE REFERENTE 955 - Anticorruzione DDL 955 Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (Esame e rinvio) Il presidente OSTELLARI dà la parola alle relatrici: senatrice Riccardi e senatrice Piarulli, per l'illustrazione del provvedimento. La relatrice RICCARDI ( M5S ) segnala che il testo del disegno di legge presentato originariamente dal Governo alla Camera modificava, al capo I, il codice penale, il codice di procedura penale, il codice civile, l'ordinamento penitenziario e alcune leggi speciali, con l'obiettivo di potenziare l'attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati contro la pubblica amministrazione. Ricorda che nel corso dell'esame in sede referente alla Camera, le Commissioni riunite hanno deliberato di ampliare il perimetro dell'intervento normativo, al fine di includervi il tema della prescrizione oltre che le materie direttamente investite dal testo originario. In relazione a ciò è stato svolto un ulteriore ciclo di audizioni ed è stata abbinata la proposta di legge Colletti, Atto Camera 765 , recante modifiche al codice penale in materia di prescrizione dei reati. Passando in rassegna il provvedimento, esso si compone come segue: il Capo I (articoli 1-8) interessa le "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione nonché in materia di prescrizione del reato". Il Capo II (articoli 9-15) è relativo alle misure in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici. Si limita per ragione di sintesi a illustrare il contenuto delle disposizioni da 1 a 8 del disegno di legge, sulle restanti disposizioni (dall'articolo 9 all'articolo 15) si soffermerà, invece, la relatrice Piarulli. Segnala, quindi, che l'articolo 1 del disegno di legge prevede una serie di modifiche al codice penale che - in relazione ai reati contro la pubblica amministrazione  mirano, in particolare a: conformare l'ordinamento interno agli obblighi convenzionali in materia di corruzione; inasprire e ampliare l'ambito applicativo delle sanzioni accessorie; aumentare le pene e riformulare specifici reati; prevedere la collaborazione come speciale causa di non punibilità e introdurre nuove ipotesi di procedibilità d'ufficio, nonché ad apportare modifiche all'istituto della prescrizione. In particolare, le lettere a) e b) del comma 1 aboliscono la necessità della richiesta del Ministro della giustizia e della denuncia della persona offesa per il perseguimento di reati di corruzione e di altri delitti contro la pubblica amministrazione commessi all'estero da un cittadino italiano o straniero presente sul territorio nazionale, tramite l'introduzione di un nuovo comma agli articoli 9 e 10 del codice penale. Evidenzia come la finalità di tali disposizioni è quella di adeguare il diritto interno agli strumenti di lotta alla corruzione previsti dal Consiglio d'Europa. La lettera c), riformulando l'articolo 32- quater del codice penale, amplia il catalogo dei reati commessi in danno o a vantaggio di un'attività imprenditoriale (o comunque in relazione ad essa), alla cui condanna consegua l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. Ai reati già previsti dall'articolo 32- quater sono aggiunti: il peculato, escluso quello d'uso (articolo 314, primo comma); la corruzione in atti giudiziari (articolo 319- ter ); il traffico di influenze illecite (articolo 346- bis ), come pure il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articoli 452- quaterdecies del codice penale). La lettera m), modificando l'articolo 317- bis del codice penale, integra il catalogo dei reati alla cui condanna consegue la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici (perpetua o temporanea). Agli attuali reati di peculato (articolo 314), concussione (articolo 317), corruzione propria (articolo 319) e corruzione in atti giudiziari (articolo 319- ter ), alla cui condanna consegue l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, sono aggiunti dalla lettera m): la corruzione impropria (articolo 318); la corruzione propria aggravata (articolo 319- bis ); l'induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319- quater , primo comma), la corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (articolo 320), la corruzione attiva (articolo 321), l'istigazione alla corruzione (articolo 322), i reati di corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell'Unione europea o di Stati esteri (articolo 322- bis ), il traffico di influenze illecite (articolo 346- bis ). Evidenzia come l'articolo 317- bis è ulteriormente modificato, prevedendo l'inasprimento della disciplina dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici in relazione alle condanne per i citati reati contro la pubblica amministrazione. Oltre all'indicato ampliamento del catalogo degli illeciti, è aumentata, altresì, la durata della misura accessoria temporanea, prevedendo un minimo di 5 e un massimo di 7 anni, in caso di condanna alla reclusione per un tempo inferiore a due anni, o ove ricorra l'attenuante della particolare tenuità degli illeciti (articolo 323- bis , primo comma). Evidenzia come si preveda, invece, che l'interdizione temporanea sia compresa tra un anno e cinque anni in caso di collaborazione, cioè quando il condannato si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori; per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione degli altri responsabili, ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite (articolo 323- bis , secondo comma). In conseguenza dell'ampliamento alla prescrizione del reato del perimetro del disegno di legge disposto nel corso dell'esame in sede referente alla Camera, sono state inserite le lettere d), e) e f) che modificano, rispettivamente, gli articoli 158, 159 e 160 del codice penale. La lettera d) sostituisce il primo comma dell'articolo 158 relativo alla decorrenza del termine di prescrizione del reato. La novità introdotta riguarda il termine di decorrenza per il reato continuato, fissato al giorno di cessazione della continuazione (si tratta di un ritorno alla disciplina anteriore alla legge ex Cirielli del 2005). Ulteriori, rilevanti modifiche sono introdotte alla disciplina della sospensione della prescrizione. La lettera e) sostituisce, infatti, il secondo comma dell'articolo 159 del codice penale, stabilendo che, oltre che nelle ipotesi del primo comma, il corso della prescrizione viene sospeso dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del citato decreto.