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Jp Morgan avrebbe dato anche la propria disponibilità ad alzare il commitment oltre i 45 miliardi nel caso in cui KKR decidesse di alzare l'offerta; considerato inoltre che: Cassa depositi e prestiti detiene quasi il 10 per cento di TIM e ha il 60 per cento di OpenFiber, la società dedicata alla realizzazione della rete in fibra ottica in tutto il territorio nazionale, che in Italia è ancora largamente incompleta, mentre nelle città dove è più intensa e a maggior valore economico la domanda di servizi digitali si realizzano investimenti paralleli in tale infrastruttura; da tempo i Servizi di intelligence non nascondono neppure nelle relazioni pubbliche la preoccupazione circa la tutela nazionale della rete e di società del gruppo TIM, ritenute strategiche (come Telecom Italia Sparkle e Telsy), un asset così rilevante per la sicurezza e per l'interesse nazionale che appunto non può essere controllato da soggetti privati, ma che necessita di un intervento dello Stato che, nel quadro di una strategia delle telecomunicazioni, assicuri il controllo pubblico della rete, della fibra ottica da costruire e poi della gestione del cloud ; peraltro l'evidente valore strategico delle reti TIM, come sottolineato nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), e di sicurezza nazionale implica la possibilità per il Governo di ricorrere alla normativa relativa al golden power ; da fonti di stampa si apprende che il Governo intenderebbe promuovere una sorta di supercomitato di ministri ed esperti, di cui peraltro non farebbe parte il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto e, in particolare, delle "mire" indirette su TIM da parte del fondatore del gruppo Iliad; se ritenga utile adottare le iniziative di competenza, anche attraverso l'esercizio del golden power , per rilevare le infrastrutture di rete direttamente e indirettamente di proprietà di TIM e aggregarle a quelle di OpenFiber in una società anche indirettamente controllata dallo Stato e realizzare la rete unica in fibra ottica e i cloud dei dati delle pubbliche amministrazioni, anche per garantire la sicurezza nazionale; come intenda conciliare il bene pubblico dell'accesso universale di qualità alla rete delle telecomunicazioni con un'eventuale proprietà di un fondo di private equity che ha come obiettivo quello di massimizzare il rendimento del capitale nel breve periodo (e di conseguenza nessun interesse a investire per la qualità della rete in aree meno redditizie). Non a caso in nessun Paese industriale avanzato il controllo della rete di telecomunicazioni è in mano a un fondo di private equity ; se intenda tutelare i livelli occupazionali di TIM e il loro aumento, anche sulla base degli investimenti del piano nazionale di ripresa e resilienza. Atto n. 4-06336 PESCO GALLICCHIO TRENTACOSTE NATURALE FERRARA CROATTI ROMAGNOLI PRESUTTO COLTORTI PAVANELLI L'ABBATE LOREFICE MANTOVANI CAMPAGNA LUPO PELLEGRINI Marco MARINELLO MAUTONE AGOSTINELLI DI PIAZZA FEDE ROMANO RUSSO AUDDINO FENU VACCARO LOMUTI Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 8 novembre 2021, la trasmissione "Report" di Sigfrido Ranucci ha mandato in onda il servizio di Giorgio Mottola, "Il riciclatore autonomo", che verte intorno alla figura di Roberto Recordare; Francesco Creazzo, per "La Stampa", già il 27 novembre 2020 così lo descriveva in apertura del suo articolo: "è un imprenditore di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Gestisce la Golem, un'azienda che si occupa di software dedicato alle pubbliche amministrazioni con sede a Malta. È stato il main sponsor, tramite quest'azienda, della squadra di volley femminile della cittadina che si affaccia sul Tirreno. E riciclerebbe cifre record - parliamo di 500 miliardi (sic) di euro - per i clan di tutta Italia"; la trasmissione di RAI3 dunque ha ripreso una vicenda in buona parte già nota alla cronaca, arricchendo di dettagli interessanti un quadro di per sé già preoccupante: ha reso noto che la citata società maltese gestisce i servizi anagrafici e tributari di alcuni importanti Comuni italiani e che un uomo, trovato in possesso di 3 differenti passaporti, gestisce dati anagrafici pubblici; il servizio televisivo, così come i primi articoli di stampa del 27 novembre 2020, vertono intorno a un'informativa del 2018 della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, depositata agli atti del processo "Euphemos". Un articolo della stessa data di "la Repubblica", a firma di Alessia Candito, ripercorreva i tratti salienti della vicenda: "Un'operazione di maxiriciclaggio da 136 miliardi di euro, di cui '36 miliardi già pronti, cash' (...) Per i magistrati è lui la mente economico-finanziaria di un cartello di clan calabresi, siciliani e campani, che grazie a lui avrebbe riciclato miliardi. (...) Ma le carte dell'inchiesta che Repubblica ha avuto modo di leggere vanno oltre, svelano che Recordare per i clan aveva gestito fondi per 500 miliardi e si poteva permettere il lusso di 'buttare nel cestino un bond da 100 miliardi'. Numeri da capogiro, superiori alla somma delle manovre finanziarie annuali degli Stati di mezza Unione Europea. (...) Ufficialmente imprenditore attivo nel settore dell'informatica, in realtà - spiegano le indagini - è un professionista che i soldi sa farli girare fino a far perdere qualsiasi traccia della loro reale origine, muovendosi con disinvoltura fra Germania, Turchia, Malesia, Afghanistan, Dubai, Tagikistan. E che si muove in un mondo di professionisti che fanno abitualmente la medesima cosa. Nel portafoglio clienti di Recordare, per quel che fino adesso è stato rivelato, non c'erano politici, ma un cartello mafioso che mette insieme il clan Parrello-Gagliostro di Palmi e lo storico casato degli Alvaro di Sinopoli, imprenditori catanesi in passato finiti tra le maglie di un'operazione antimafia e i camorristi del clan Iarunese di Casal di Principe, tutti rappresentati da 12 faccendieri, metà italiani e metà stranieri. Una rete finanziaria mondiale al servizio delle mafie, secondo gli investigatori, in grado di far fondi per 500 miliardi di euro, tutti nascosti su conti fantasma perché privi di iban, ma 'rientranti nel patrimonio degli istituti bancari', accessibili e monetizzabili tramite chiavi elettroniche in mano a Recordare e tutti intestati a prestanome, alcuni dei quali deceduti"; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che, qualora dalle indagini giudiziarie fosse confermata la presenza di un'attività di riciclaggio internazionale di enormi dimensioni, questa stessa attività sarebbe tuttora in corso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e della loro gravità; se ritenga di acquisire le necessarie informazioni ed assumere le eventuali misure di propria competenza affinché si giunga ad una rapida definizione della vicenda processuale, in considerazione della fondata possibilità di reiterazione dei reati su cui si indaga. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02968