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Signor Presidente, il Parlamento si deve riappropriare della fase di controllo del controllore, perché l'indipendenza è garantita soprattutto dalla credibilità del sistema e la nostra crisi bancaria è una crisi di credibilità. Per tutti questi motivi il MoVimento 5 Stelle dice «sì» alla Commissione d'inchiesta bicamerale sulle banche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo molto rapidamente. Il mio voto è in piena coerenza con quanto ebbi modo di esprimere già nella passata legislatura. Da quando ebbi l'onore di essere Presidente della Camera ritengo che il proliferare delle Commissioni di inchiesta sia un assoluto atto di autolesionismo del Parlamento. Questo è un problema che riguarda tutto il sistema politico e legislativo, non riguarda la Commissione di inchiesta specificamente sulle banche. Purtroppo anche in questa legislatura le maggioranze cambiano ma questo orientamento rimane e si consolida: c'è un proliferare delle Commissioni di inchiesta su tutti i settori dello scibile umano. È chiaro che, quando le Commissioni di inchiesta diventano tante in termini numerici, il rischio è che esse costituiscano una sorta di camera di compensazione politica, diventino sede di processi paralleli e servano alle forze politiche per strumentalizzazioni di carattere politico, che niente hanno a che fare con il doveroso ruolo, anche di controllo, che il legislatore può e deve esercitare. Il dibattito che c'è stato in quest'Aula mi conforta in queste opinioni perché sento parlare, in riferimento alla nuova istituzione di questa Commissione d'inchiesta, che ho presieduto nella scorsa legislatura, di «strumento di analisi» - cito testualmente - per cui non c'è bisogno di una Commissione d'inchiesta. Ho anche sentito parlare di «comunicazioni subdole che inquinano il Paese»: probabilmente è assolutamente vero, ma anche per questo ci sono delle regole, non c'è la necessità di una Commissione d'inchiesta. Il mio voto vuole solo segnare la coerenza rispetto a quanto ho già detto nella scorsa legislatura. Mi astengo dal voto, non voto contro. Naturalmente auguro ai componenti della Commissione di inchiesta, che ci sarà e che il Parlamento istituirà, di avere migliore fortuna e di smentire le mie, purtroppo, non positive previsioni. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 690, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Risulta pertanto assorbito il disegno di legge n. 494. Discussione dalla sede redigente dei disegni di legge: Doc 535 Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione CASTELLONE ed altri. - Doc 92 Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione BOLDRINI e IORI. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 535 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente dei disegni di legge nn. 535 e 92. Ilrelatore, senatore Pisani Giuseppe, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PISANI Giuseppe, relatore . Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, rappresentanti del Governo, con il presente disegno di legge si istituisce la Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di sorveglianza e si istituisce anche il referto epidemiologico, cioè si integrano e si mettono in rete i diversi registri rumori già operativi in molte Regioni e in alcune Province del territorio nazionale, e si crea un riferimento istituzionale, presso il Ministero della salute, titolato alla raccolta ed al trattamento dei dati. I tumori rappresentano il 27 per cento dei decessi in Italia, secondi soltanto alle malattie cardiovascolari; i dati raccolti dall'Associazione italiana di oncologia medica e dall'Associazione italiana dei registri tumori, riportano per il 2017 circa 369.000 casi di nuovi tumori, dei quali 192.000 negli uomini e 177.000 circa nelle donne; ogni giorno in Italia, complessivamente circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno. Negli uomini prevale il tumore della prostata, seguito dal tumore del colon retto, dal tumore del polmone e dal tumore della vescica; nelle donne il tumore della mammella, quindi del colon retto, del polmone, della tiroide e del corpo dell'utero. I registri tumori di popolazione rappresentano un importante strumento per il monitoraggio della patologia oncologica; in altre Nazioni europee la registrazione dei tumori avviene su scala nazionale, mentre in Italia esistono solo registri attivi in realtà loco-regionali, raccolti nell'AIRTUM, Associazione italiana registri tumori, che, condividendo un archivio centralizzato, comprende 47 registri tumori generali e 4 registri tumori specializzati, per fasce di età o per specifica patologia tumorale: nel complesso, circa 36 milioni di italiani, pari a circa il 60 per cento della popolazione residente totale, vivono in un'area nella quale è presente un registro tumori di popolazione. I registri tumori hanno una importante funzione descrittiva della diffusione del cancro in seno a una popolazione e della sua possibile correlazione con la esposizione a fattori di rischio, correlabili con inquinanti presenti nell'ambiente oppure riconducibili a specifici comportamenti individuali o sociali, abitudini o stili di vita, o ancora determinati da mutazioni genetiche ed epigenetiche; essi svolgono una importante funzione di orientamento delle scelte sanitarie, promuovendo e giustificando l'adozione di provvedimenti pubblici finalizzati sia alla rimozione primaria dei possibili fattori eziologici di malattia, sia all'effettuazione di interventi di prevenzione secondaria. Questo disegno di legge, approvato in sede redigente dalla 12 a Commissione - come ho detto - prevede l'istituzione di una Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e l'istituzione del referto epidemiologico con riferimento, secondo la riformulazione operata dalla 12 a Commissione, ai singoli sistemi sanitari regionali e delle Province autonome. La Rete concerne altresì i registri di patologia di rilevanza nazionale e regionale, di cui all'elenco A2 dell'allegato A al decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 3 marzo 2017. Al comma 1 dell'articolo 1, la 12 a Commissione ha inserito la finalità del coordinamento, della standardizzazione e della supervisione dei dati alimentati direttamente dai flussi dei registri delle Regioni e delle Province autonome, nonché la finalità della validazione degli studi epidemiologici. I commi 2 e 3, modificati dalla 12 a Commissione, demandano a un regolamento governativo, adottato su proposta del Ministro della salute, l'individuazione e la disciplina dei dati che possono essere inseriti nella Rete; delle modalità relative al trattamento di questi dati;