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se intendano, ciascuno per le proprie competenze, adottare iniziative volte a sospendere la sperimentazione pre commerciale della tecnologia 5G nel nostro Paese, in attesa di specifici approfondimenti epidemiologici a livello nazionale sugli effetti derivanti dall'esposizione alle radiofrequenze emesse da questa nuova tecnologia ed alla contestuale valutazione del rischio o esclusione di possibili danni all'uomo e all'ambiente. Atto n. 4-02021 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: recentemente un poliziotto appartenente ad una pattuglia della squadra volante di Roma, le cosiddette Pantere, è stato aggredito e, pur riportando delle lesioni, è riuscito a fuggire agli aggressori; la situazione delle pattuglie presenti su Roma appare ampiamente ridotta rispetto alle necessità, con 2 quadranti su 3 nei quali è suddivisa la città con soli 24 equipaggi; le pattuglie, inoltre, vengono selezionate in base alle zone sotto attenzione per l'elevato tasso di denunce, lasciando scoperte altre, sicuramente non meno pericolose; negli anni passati le autoradio romane erano di supporto alle Pantere, oggi invece sono rilegate a itinerari ristretti con l'obiettivo di prevenire un certo tipo e numero di reati. Questa scelta rende prevedibili gli spostamenti della pattuglia stessa, creando inevitabilmente zone senza il controllo del territorio e soprattutto impedisce alle volanti di ricevere l'ausilio necessario; in questi ultimi 20 anni si è registrato un decremento di personale, mediamente di 20 uomini a nucleo, e ciò determina la perdita di una macchina per nucleo; tali scelte hanno causato l'allontanamento di tutti i poliziotti esperti, e il subentro nelle volanti romane di agenti giovanissimi di servizio, totalmente inesperti e provenienti da altre città, che non hanno la piena percezione della realtà della capitale e delle zone problematiche, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto illustrato e quali iniziative intenda assumere per porre in essere rimedi efficaci per aumentare il numero delle volanti presenti a Roma e di conseguenza la sicurezza dei cittadini e l'incolumità degli operatori di polizia. Atto n. 4-02022 ASTORRE CIRINNA' PARENTE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la situazione della mobilità su ferro nella città di Roma versa in uno stato di grave sofferenza. Il problema è noto, ed è stato rappresentato in molti studi e lavori svolti da autorevoli esperti della materia, purtuttavia ancora non si è riusciti ad imprimere una svolta in termini infrastrutturali e gestionali in grado di garantire un servizio pubblico all'altezza di una delle più importanti capitali del mondo; uno dei principali nodi, se non il principale, è rappresentato dalla stazione Termini. Uno snodo che raccoglie un flusso di circa 500.000 passeggeri al giorno, comprese decine di migliaia di pendolari che si recano a Roma per lavoro o per studio o che partono da Roma per gli stessi motivi; considerato che: la stazione Termini ha raggiunto un livello di saturazione che si riversa nella sua interezza sui passeggeri in termini di disagi, di cancellazione delle partenze, di inauditi ritardi. Ciò è reso ancora più problematico dall'aumentato volume dei treni ad alta velocità. Questo sono passati dagli oltre 700 treni previsti per il 2017 agli oltre 900 previsti per il 2019, in linea con l'andamento, a livello nazionale, della crescita del servizio offerto dall'alta velocità; a risentire di tale livello di saturazione è anche il trasporto regionale, il quale ha subito un calo nella puntualità di quasi 2 punti percentuali, passando dal 59 per cento circa al 57 per cento circa; la crescita dell'alta velocità non può non essere accompagnata da una fase di gestione e di interventi strutturali, anche in grado di contemplare le innovazioni tecnologiche applicate al trasporto, finalizzata a tenere insieme tutte le esigenze dell'utenza in uno snodo ferroviario tra i più grandi e importanti a livello nazionale, si chiede di sapere: se e come il Ministro in indirizzo intenda affrontare il problema dei disservizi legati alla mobilità su ferro; se siano previsti interventi finalizzati a potenziare l'infrastruttura ferroviaria di Termini. Atto n. 4-02023 BOTTO ANGRISANI MORONESE MANTERO LEONE GAUDIANO LANZI CORRADO LA MURA MONTEVECCHI LANNUTTI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: lungomare Canepa è una via urbana su area demaniale marittima e perciò in concessione da diversi anni al Comune di Genova. La progettazione del nuovo nodo viabile genovese, conseguente alla dismissione delle aree Ilva, ha comportato la rimodulazione infrastrutturale del lungomare Canepa: da strada urbana a tre corsie è ad oggi in lavorazione (da agosto 2016) il completo rifacimento a 6 corsie e la contestuale riclassificazione a strada di tipo D; nel luglio 2017 i cittadini hanno preso coscienza del fatto che gli intendimenti progettuali non corrispondevano all'idea di rilancio e riqualificazione loro promessa e hanno prodotto documentazione, studio e divulgazione circa le criticità del progetto, attività sfociata nella presentazione dei dati nell'assemblea pubblica del 23 marzo 2018 del comitato lungomare Canepa; le criticità riscontrate dal comitato sono tre: l'inquinamento acustico e atmosferico generato dalla strada è stato sottovalutato e i riscontri, alcuni dei quali effettuati da Arpa Liguria, confermano che ad oggi la strada genera i livelli di inquinamento più alti di Genova; l'assenza di una fascia di rispetto tra strada e abitazioni acuisce esponenzialmente gli effetti degli inquinanti e ghettizza il quartiere squalificandolo a livello del bordo di una tangenziale, di fatto precludendo il secolare rapporto con il mare e il porto e l'auspicata vivibilità; la futura e pressoché totale impermeabilità della strada rispetto al quartiere minaccia di generare ancor più pesanti effetti sul tessuto economico e sociale di quanto già stia accadendo; il comitato propose una limitata modifica del progetto chiedendo la traslazione della striscia pedonale lato porto in adiacenza agli edifici civili in modo tale da distanziare la sede stradale e di consentire l'installazione di un presidio infrastrutturale (galleria fonoassorbente) a tutela della salute e, infine, creare le condizioni per il rilancio economico dell'area, vista anche la vicinanza della "Lanterna", simbolo di Genova; la variazione del progetto approvata nell'autunno 2018, a seguito della sollecitazione del comitato, si è limitata a depennare dal progetto un dettaglio esteticamente deturpante (un muro di contenimento a ridosso delle abitazioni) integrandone, tuttavia, uno nuovo ancor più deturpante sotto il profilo ambientale, ovvero il nuovo muro di confine portuale; la gronda a mare di Genova, pur ancora incompleta, consente di raccordare il tracciato autostradale interrotto dal crollo del ponte Morandi, ospitando un traffico stradale che riunisce la componente autostradale a quella cittadina a pochi metri dalle case divenute di fatto inabitabili;