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; realizzazione e potenziamento dei sollevamenti fognari ; potenziamento degli impianti di depurazione. Al riguardo, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) si era riservata di verificare l'effettiva realizzazione degli investimenti previsti, anche tenuto conto dell'effettiva disponibilità dei contributi pubblici per il secondo periodo regolatorio. Conseguentemente, con delibera del 2 aprile 2019, l'Autorità ha concluso, con riferimento al biennio 2018-2019, il procedimento di verifica dell'aggiornamento degli atti che compongono lo specifico schema regolatorio tariffario proposto dal consorzio ATO 5 Enna per il gestore Acquaenna, approvandolo con alcune precisazioni e prescrizioni. Dalla stessa documentazione è risultato, comunque, che le modalità di recepimento degli obblighi di qualità tecnica, nell'ambito dell'aggiornamento dello specifico schema regolatorio, possono consentire un rafforzamento del processo di risanamento e di ammodernamento delle infrastrutture idriche relative al gestore Acquaenna. Contestualmente, a fronte degli obiettivi di qualità tecnica del servizio idrico fissati dalla stessa Autorità di regolazione con la delibera del 2017, sono stati pianificati, per gli anni 2018 e 2019, ulteriori investimenti rispetto a quelli previsti in sede di prima predisposizione tariffaria, di fatto rideterminando (in aumento) il valore del rapporto tra il fabbisogno di investimenti per il quadriennio 2016-2019 e le infrastrutture esistenti. Con riferimento alle difficoltà nel realizzare parte degli investimenti programmati per il 2014 e il 2015, le verifiche compiute dall'Autorità hanno accertato uno scostamento tra l'incremento del valore delle immobilizzazioni risultante dalle fonti contabili e il fabbisogno complessivamente pianificato per il quadriennio 2014-2017. Il soggetto competente ha motivato detto scostamento prevalentemente con i «ritardi nelle procedure autorizzative», nonché con le necessità di «riapprovazione o in taluni casi di riprogettazione degli interventi» conseguente all'attuazione delle previsioni del nuovo codice degli appalti. Ha comunque precisato, in data 21 marzo 2019, che alcune delle menzionate criticità sono state in parte superate, comunicando lo stato di avanzamento lavori di alcuni interventi che risultano attualmente in corso di realizzazione. Al fine di assicurare la corretta applicazione della regolazione e tenuto conto dei ritardi nella realizzazione degli interventi previsti per il periodo 2014-2017, l'Autorità di regolazione ha ritenuto necessario richiedere al consorzio ATO 5 Enna di monitorare il recupero, entro il 2019, degli investimenti programmati per il periodo 2014-2017 e non ancora realizzati, trasmettendo all'Autorità - entro il 31 dicembre 2019 - un'apposita relazione recante il dettaglio degli interventi posti in essere da Acquaenna e la corrispondente quantificazione della spesa sostenuta per gli investimenti, nonché di presidiare l'efficacia degli investimenti individuati nel programma degli interventi per contenere, sia le dispersioni idriche, sia gli episodi di interruzione del servizio, in considerazione del citato problema strutturale di mantenimento della continuità del servizio. Per quanto riguarda, invece, Siciliacque SpA, l'Autorità ha svolto una verifica ispettiva il 29 e il 30 gennaio scorso, e i relativi esiti sono attualmente oggetto di esame da parte degli uffici dell'Autorità. Con riferimento all'accordo bonario del 25 giugno 2015, la Regione Siciliana ha fatto presente che il gestore ha effettuato il pagamento dell'ultima rata e, quindi, la posizione relativa al canone di concessione è in linea con quanto previsto nella convenzione di gestione originaria e in quella aggiornata a seguito delle disposizioni impartite dall'ARERA. Per quanto attiene infine - e concludo - ai 18 agglomerati in procedura di infrazione, per 3 agglomerati si prevede il raggiungimento della conformità alla direttiva 91/271/CEE entro il 2019, per 6 agglomerati entro il 2020 e per i restanti 9 agglomerati oltre il 2020. Si segnala, infine, che per la Regione Siciliana il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell'ambito del Piano operativo ambiente, finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC 2014-2020), ha stanziato un importo di oltre 12 milioni di euro per la realizzazione di interventi nel settore fognature e depurazione, finalizzati al superamento delle procedure di infrazione sulle acque reflue urbane, con priorità assoluta per il parere motivato complementare suindicato. TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della risposta, da cui intravedo le sinistre cause degli atavici disservizi da parte del gestore del Servizio idrico integrato Acquaenna, peraltro già segnalati con molteplici atti ispettivi presentati a vari livelli istituzionali. Colgo l'occasione per comunicare a quest'Assemblea e al Governo che, nel corso dei mesi trascorsi dalla presentazione di questa mia interrogazione, gli utenti della provincia di Enna hanno subito ulteriori disagi, quali il distacco di centinaia di contatori senza alcun preavviso, reiterate sospensioni del servizio e la ricorrente erogazione di acqua torbida. Il fatto più grave che ha segnato i centri urbani dell'Ennese, mostrando il volto feroce di un sistema che governa, nei fatti, senza bisogno del consenso elettorale, è però costituito dalla pessima esecuzione dei lavori di manutenzione e adeguamento della rete idrica e degli impianti, con strade dissestate, buche rattoppate malamente, locali commerciali invasi da acque fognarie e cedimenti strutturali di strade ed edifici. Apprendo con piacere che l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, eseguiti i necessari controlli, abbia rilevato uno scostamento tra l'incremento del valore delle immobilizzazioni risultante dalle fonti contabili e il fabbisogno complessivamente pianificato per il quadriennio 2014-2017 e, per questo, abbia richiamato il gestore Acquaenna ad attenersi a precise prescrizioni. Tuttavia, appare evidente che - a oggi - la gestione del servizio idrico nell'Ennese, perfetta rappresentazione di un sistema politico-affaristico-clientelare, non rispetti alcun criterio di efficacia, efficienza ed economicità, considerato anche il dato allarmante della percentuale di dispersione d'acqua dagli impianti, pari al 48,8 per cento. Al fine di superare le criticità emerse, credo sia quindi necessario un adeguato e reale controllo da parte del consorzio di ambito ATO 5 Enna. La mancanza di controlli nella gestione del servizio idrico fu peraltro segnalata dall'allora presidente della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Rosy Bindi durante la conferenza stampa tenutasi a Enna nel novembre del 2016, a conclusione della missione in Sicilia della Commissione da lei presieduta.