[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma primo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dall'art. 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 27 aprile 2001, n. 193 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 26 febbraio 1999, n. 46 e 13 aprile 1999, n. 112, in materia di riordino della disciplina relativa alla riscossione), promossi con le ordinanze del 22 dicembre 2004 dalla Commissione tributaria provinciale di Bologna nel procedimento tributario vertente tra Sacco Massimo e l'Agenzia delle entrate Ufficio di Bologna 4 ed altra, e del 16 febbraio 2004 dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli nel procedimento tributario vertente tra Biondi Bruno e l'Agenzia delle entrate Ufficio di Napoli 4 ed altra, iscritte ai nn. 339 e 516 del registro ordinanze 2005 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 28 e 42, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 22 febbraio 2006 il Giudice relatore Romano Vaccarella. Ritenuto che con ordinanza del 22 dicembre 2004 [r.o. n. 339 del 2005], pronunciata nel corso di un processo tributario – intrapreso da un contribuente per ottenere l'annullamento di una cartella esattoriale, resa esecutiva il 23 ottobre 2001 e notificata il 21 luglio 2004, per la riscossione di euro 10.145,18 a titolo di imposta di successione – la Commissione tributaria provinciale di Bologna ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dall'art. 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 27 aprile 2001, n. 193 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 26 febbraio 1999, n. 46 e 13 aprile 1999, n. 112, in materia di riordino della disciplina relativa alla riscossione), per contrasto con gli articoli 3 e 24 della Costituzione; che, in punto di fatto, il giudice a quo riferisce che il ricorrente ha eccepito la tardività della notifica dell'impugnata cartella esattoriale stante il carattere perentorio del termine di cinque mesi, previsto dall'art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 nel testo precedente la modifica operata dal d.lgs. n. 193 del 2001, secondo quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 10 del 2004; che, di contro, l'Ufficio delle entrate ha dedotto l'inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione dell'atto prodromico costituito dall'avviso di liquidazione, mentre il concessionario del servizio per la riscossione dei tributi ne ha allegato l'infondatezza, in quanto l'art. 25, primo comma, del d.P.R. n. 602 del 1973, nel testo applicabile al caso in esame, non prevede più alcun termine di decadenza per la notifica della cartella esattoriale eseguibile, dunque, entro il limite della prescrizione ordinaria; che, con riferimento alla non manifesta infondatezza della questione, la Commissione tributaria rimettente, ritenuta ammissibile l'eccezione di tardività della notifica della cartella, quale vizio proprio di quest'ultima, osserva che l'art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 – il quale, fino al 30 giugno 1999, disponeva che «l'esattore, non oltre il giorno cinque del mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo gli è stato consegnato deve notificare al contribuente la cartella di pagamento» e, poi, per effetto della modifica operata dall'art. 11 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 (Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, a norma dell'articolo 1 della legge 28 settembre 1998, n. 337), che gli «esattori non oltre il giorno cinque del mese di scadenza della prima rata successiva alla consegna dei ruoli devono notificare al contribuente la cartella di pagamento» – a seguito della ulteriore modifica apportata col decreto legislativo n. 193 del 2001, non prevede più alcun termine per effettuare la notifica della cartella di pagamento, con ciò non apprestando alcuna tutela per il contribuente che rimarrebbe esposto al debito fiscale per un periodo indefinito; che se, con riguardo alle precedenti formulazioni dell'art. 25, la giurisprudenza aveva qualificato come perentorio il termine per la notifica della cartella, avvertendo che, in caso contrario, la norma sarebbe stata costituzionalmente censurabile in ragione della indeterminata ed eccessiva durata della soggezione del contribuente all'azione esecutiva del fisco (ordinanza n. 107 del 2003 di questa Corte, nonché Corte di cassazione, sentenze 7 gennaio 2004, n. 10 e 14 maggio 2003, n. 7349), il giudice a quo ritiene che non sia possibile, nel silenzio dell'art. 25 modificato dal d.lgs. n. 193 del 2001, individuare aliunde tale termine, non condividendo il tentativo operato in tal senso dalle sezioni unite della Corte di cassazione le quali hanno ritenuto che il termine previsto dall'art. 17 del d.P.R. n. 602 del 1973, per la consegna dei ruoli al concessionario, valga anche per la notifica della cartella al contribuente (sentenza 12 novembre 2004, n. 21498); che tale conclusione, ad avviso della Commissione rimettente, sarebbe preclusa dall'impossibilità di far rivivere, per via ermeneutica, un termine espressamente soppresso dal legislatore che, pure, aveva sempre tenuto distinti gli incombenti, ed i relativi termini, disciplinati dagli articoli 17 e 25 del d.P.R. n. 602 del 1973; che l'assenza di un termine decadenziale per la notifica della cartella di pagamento determina certamente una violazione del principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 Cost., laddove si verifica una «disparità di trattamento fra il contribuente destinatario di una iscrizione a ruolo e il destinatario di un avviso di accertamento per il quale esiste il termine decadenziale per la notificazione» previsto dall'art. 43 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi);