[massime]

ORD. 86/05. PROCESSO PENALE - PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE - CITAZIONE A GIUDIZIO - AVVISO, A PENA DI NULLITÀ, CIRCA LA FACOLTÀ DELL’IMPUTATO DI ESTINGUERE IL REATO A MEZZO DI CONDOTTE RIPARATORIE - MANCATA PREVISIONE - ASSUNTA IRRAGIONEVOLE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO AL GIUDIZIO DINANZI AL TRIBUNALE A COMPOSIZIONE MONOCRATICA, VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI DIFESA E DEL PRINCIPIO DEL GIUSTO PROCESSO - OMESSA DESCRIZIONE DEI FATTI DI CAUSA E CARENZA DI MOTIVAZIONE SU RILEVANZA E NON MANIFESTA INFONDATEZZA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, sollevata per asserita violazione degli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dell’art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nella parte in cui non prevede che nella citazione a giudizio davanti al giudice di pace sia dato avviso all’imputato, a pena di nullità, della possibilità di estinguere il reato a mezzo di condotte riparatorie, ai sensi dell’art. 35 del medesimo decreto. Ed invero, a prescindere dal fatto che analoga questione è già stata dichiarata manifestamente infondata (ordinanza n. 11 del 2004), le ordinanze di rimessione difettano della descrizione delle fattispecie oggetto dei giudizi 'a quibus' e sono del tutto carenti di motivazione in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza della questione, essendo i parametri costituzionali invocati apoditticamente.