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La novella di cui all'articolo 2 - articolo inserito, come detto, in sede redigente - estende ai casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche o private, le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive. Tali pene sono costituite dalla reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime. Si ricorda che, invece, in via generale, per le lesioni gravi e gravissime, come definite dall'articolo 583 del codice penale si prevede, rispettivamente, la reclusione da tre a sette anni e da sei a dodici anni. La novella di cui all'articolo 3 inserisce tra le circostanze aggravanti comuni del reato l'avere commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. La relazione illustrativa del disegno di legge originario osserva che la circostanza aggravante proposta si sovrappone solo parzialmente - considerato anche che non tutte le strutture sanitarie (o socio-sanitarie) sono riconducibili alla sfera pubblicistica penale - a un'altra già vigente di cui all'articolo 61, primo comma, numero 10), del codice penale, costituita dall'avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio. La novella di cui all'articolo 4 - inserito, come detto, in sede redigente - esclude i reati di percosse e lesione personale commessi con violenza o minaccia in danno a esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni dall'ambito delle fattispecie punibili solo a querela della persona offesa. Infine, l'articolo 5 reca le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, approda oggi in Aula il presente disegno di legge, recante disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, nel nuovo testo riformulato, a seguito dell'approvazione degli emendamenti, nella seduta del 9 luglio scorso dalla 12 a Commissione del Senato in sede redigente. Il disegno di legge n. 867 è stato fortemente voluto dal precedente ministro della salute, Giulia Grillo, (Applausi dal Gruppo M5S) , nonché dai colleghi della Commissione sanità del Senato, Commissione che fino a qualche settimana fa ho avuto l'onore di presiedere e che ha lavorato alacremente. Tale disegno di legge è stato assegnato alla Commissione sanità alla fine di novembre e in meno di dieci mesi, nonostante una legge di bilancio, nonostante le campagne elettorali e un Governo che è caduto, approda oggi in Aula. Questo disegno di legge si rivolge a tutti coloro che si occupano di sanità, a quelle donne e a quegli uomini che notte e giorno si occupano dei nostri pazienti (Applausi del senatore Rufa) , anche se io non amo parlare di pazienti, ma di persone: tutte quelle che si rivolgono al nostro Servizio sanitario nazionale per essere curate e guarite. Il provvedimento de quo consta attualmente di cinque articoli e nasce dalla necessità di individuare misure di prevenzione e contrasto per gli atti di violenza a danno degli esercenti le professioni sanitarie nonché socio-sanitarie, categorie di persone che ormai con frequenza costante, settimanale, se non addirittura giornaliera, mettono a serio pregiudizio la propria incolumità fisica e professionale. In sintesi, l'articolo 1 prevede l'istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Esso prevede che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, venga istituito presso il Ministero della salute il menzionato Osservatorio, per assolvere ai prescritti compiti di seguito dettagliatamente indicati: monitorare gli episodi di violenza (spesso non denunciati, ma che sono all'ordine del giorno e che molti tra medici, infermieri e personale sanitario hanno spesso paura di segnalare); monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie; monitorare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione a garanzia dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; promuovere la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. L'articolo, inoltre, prevede che l'Osservatorio usufruisca anche del supporto dell'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità istituito presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e degli ordini professionali. L'articolo 2 reca una modifica all'articolo 583- quater del codice penale, che disciplina le lesioni gravi o gravissime a un pubblico ufficiale, nel senso che ne amplia l'ambito di applicazione, prevedendo che sia aggiunto, infine, il seguente comma: «Le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private.». Il successivo articolo 3 reca l'integrazione dell'articolo 61 del codice penale, nel senso che vi aggiunge il comma 11- septies , al fine di prevedere una circostanza aggravante per chi commette il fatto con violenza o minaccia a danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. L'articolo 4 reca norme in materia di procedibilità, disponendo la seguente modifica: «All'articolo 581, primo comma, del codice penale, dopo le parole: "a querela della persona offesa," sono inserite le seguenti: "salvo che ricorra la circostanza aggravante prevista dall'articolo 61, numero 11- octies )"». E successivamente: «All'articolo 582, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: "previste negli articoli" sono inserite le seguenti: «61, numero 11- octies ),"».