[pronunce]

Sarebbe pertanto violato l'art. 81, terzo comma, Cost. nonché, e di riflesso, le norme che di questo «costituiscono puntualizzazione tecnica», ossia l'art. 17 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica), il quale specifica che ciascuna legge che comporti nuovi o maggiori oneri deve provvedere alla contestuale copertura finanziaria dei medesimi «nei modi e nei termini previsti dalla stessa norma», e il successivo art. 19, che tali principi estende alle Regioni e alle Province autonome. All'origine di tali disposizioni, aventi anche valenza di norme interposte, vi sarebbe l'esigenza di evitare interventi, in materia di finanza pubblica, diretti ad alterare gli equilibri di bilancio non soltanto attraverso l'omessa indicazione delle modalità di copertura di nuove o maggiori spese, ma anche mediante l'utilizzo di risorse già impegnate per il finanziamento della nuova o maggiore spesa. Nella fattispecie, l'obbligo di copertura, solo formalmente e apparentemente assolto, sarebbe nella sostanza violato perché la copertura indicata sarebbe «fittizia, riguardando risorse che sono già state impegnate e che, come tali, hanno già ricevuto una specifica destinazione». Tale modalità, d'altro canto, si risolverebbe nella «contestuale scopertura "retroattiva" delle spese al cui finanziamento erano state [...] destinate quelle risorse», alterando, sul piano contabile, il risultato di amministrazione e, sul piano sostanziale, la capacità del soggetto pubblico di onorare le obbligazioni al cui adempimento erano originariamente destinate le risorse poi stornate. In conclusione, il ricorrente chiede che «[i]n difetto di integrazione, per l'anno 2019, dello stanziamento di spesa riferito al Programma 05 della Missione 13», sia dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 8 della legge reg. Basilicata n. 51 del 2018 nonché le altre disposizioni legislative eventualmente ritenute illegittime in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale). 4.- La Regione Basilicata non si è costituita. 5.- Successivamente alla presentazione del ricorso, l'art. 8 della legge reg. Basilicata n. 51 del 2018 è stato abrogato dall'art. 20, comma 1, della legge della Regione Basilicata 13 marzo 2019, n. 2 (Legge di stabilità regionale 2019); al comma 2, lo stesso art. 20 ha previsto che «[p]er le finalità di cui alla Legge regionale 4 dicembre 2018, n. 51 è assicurato, per l'esercizio 2019, un contributo pari a &#8364; 50.000,00, a valere su apposito capitolo istituito nell'ambito degli "Interventi per il potenziamento della rete sanitaria e ospedaliera" di cui alla Missione 13, Programma 05 del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2019-2021 della Regione Basilicata». In relazione a tale ius superveniens, l'Avvocatura dello Stato ha dichiarato in udienza di ritenere venuto meno l'interesse a coltivare ulteriormente il ricorso.1.- Con ricorso notificato il 1°- 6 febbraio 2019 e depositato il 5 febbraio 2019, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso - in riferimento all'art. 81, terzo comma, della Costituzione - questione di legittimità costituzionale dell'art. 8 della legge della Regione Basilicata 4 dicembre 2018, n. 51 (Istituzione della banca del latte umano donato della Basilicata). 2.- La norma impugnata, al comma 1, prevede che gli oneri derivanti dall'attuazione della legge per le spese in conto capitale, quantificati per l'anno 2019 in euro 50.000,00, «trovano copertura nell'ambito degli "Interventi per il potenziamento della rete sanitaria e ospedaliera" di cui alla Missione 13, Programma 05 del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2018-2020 della Regione Basilicata» e, al comma 2, che «[l]e attività di raccolta e conservazione del latte umano sono svolte ad invarianza di spese con le risorse umane disponibili». Il ricorrente ravvisa in tale norma la violazione dell'art. 81, terzo comma, Cost., in quanto il programma 05 della missione 13 del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2018-2020 della Regione Basilicata prevederebbe per l'anno 2019 uno stanziamento complessivo di euro 160.000,00, ma questo stesso importo risulterebbe «già interamente impegnato». Ciò sarebbe dimostrato dai pertinenti stanziamenti del bilancio in vigore alla data di approvazione della legge reg. Basilicata n. 51 del 2018, come risultanti dalla iniziale previsione di spesa contenuta nell'allegato 2 della legge della Regione Basilicata 31 maggio 2018, n. 9 (Bilancio di Previsione finanziario per il triennio 2018-2020) - pari, appunto, a euro 160.000,00, interamente impegnata -, non ulteriormente incrementata da nessuna delle tre leggi regionali di variazione al bilancio successivamente intervenute. Pertanto, secondo il ricorrente, l'impugnato art. 8, quanto alle spese in conto capitale relative al 2019, non potrebbe trovare copertura finanziaria nell'ambito della allocazione di bilancio dallo stesso formalmente indicata, risultando le somme ivi stanziate già interamente impegnate. Da tanto conseguirebbe che tale norma prevederebbe «una copertura finanziaria meramente apparente - in realtà inesistente - riguardando somme già impegnate e perciò indisponibili per il finanziamento degli oneri derivanti dall'attuazione della legge stessa». 3.- Successivamente alla presentazione del ricorso, l'art. 8 della legge reg. Basilicata n. 51 del 2018 è stato abrogato dall'art. 20, comma 1, della legge della Regione Basilicata 13 marzo 2019, n. 2 (Legge di stabilità regionale 2019); al comma 2, lo stesso art. 20 ha previsto che «[p]er le finalità di cui alla Legge regionale 4 dicembre 2018, n. 51 è assicurato, per l'esercizio 2019, un contributo pari a &#8364; 50.000,00, a valere su apposito capitolo istituito nell'ambito degli "Interventi per il potenziamento della rete sanitaria e ospedaliera" di cui alla Missione 13, Programma 05 del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2019-2021 della Regione Basilicata». 4.- Occorre preliminarmente verificare se per effetto del richiamato ius superveniens - che non ha formato oggetto di autonoma impugnazione da parte del Presidente del Consiglio dei ministri - sia cessata la materia del contendere. Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, «la modifica normativa della norma oggetto di questione di legittimità costituzionale in via principale intervenuta in pendenza di giudizio determina la cessazione della materia del contendere quando ricorrono simultaneamente le seguenti condizioni: