[pronunce]

che, mentre nell'ordinanza del TAR per l'Emilia-Romagna tale presupposto è implicito, in quella del TAR per la Campania si dà atto di un diverso orientamento giurisprudenziale tale da consentire una valutazione delle circostanze dei singoli casi, ma si sostiene, in considerazione del tenore letterale della legge, l'impossibilità di adottare siffatto indirizzo; che tale tesi si risolve nella mera affermazione, priva di motivazione, della impraticabilità di una interpretazione diversa da quella fornita e ciò pur in presenza del diverso orientamento seguito non da un'isolata decisione, ma da più pronunce sorrette da motivazioni tali da esigere un esame approfondito; che una disposizione deve essere dichiarata incostituzionale non perché può essere interpretata in modo tale da contrastare con precetti costituzionali, ma soltanto qualora non sia possibile attribuire ad essa un significato che la renda conforme alla Costituzione (v. sentenze n. 356 del 1996, n. 336 del 2002 e ordinanza n. 147 del 1998); che entrambi i remittenti si sono sottratti all'obbligo di motivare in proposito, finendo così con il porre a questa Corte una questione puramente interpretativa; che le questioni, pertanto, sono manifestamente inammissibili. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 8, lettera b), del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari), convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222, e dell'art. 33, comma 7, lettera b), della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), sollevate, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, dai Tribunali amministrativi regionali per la Campania, sede di Napoli, e per l'Emilia-Romagna, sezione di Parma, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 febbraio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 3 marzo 2006. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA