[pronunce]

"Perché di lunedì, a ministero aperto, sarebbe stato impossibile farla passare senza che se ne accorgessero le direzioni che s'occupano di 41-bis o di salute dei detenuti». 4.4.- La seconda e la terza serie di affermazioni trovano pieno riscontro nell'interrogazione parlamentare. In quest'ultima, il senatore Giarrusso - dopo aver ampiamente messo in correlazione l'adozione della circolare del 21 marzo 2020 con una presunta trattativa, che asserisce essere stata condotta segretamente dal dott. Basentini, con il coinvolgimento anche di soggetti dei servizi, al fine di far cessare le rivolte in carcere - premette in particolare che «la circolare, emanata sabato 21 marzo, non solo non risulterebbe a firma del capo del DAP o del direttore generale della Direzione detenuti e trattamento, ma di una semplice subordinata non apicale» per poi chiedere al Ministro della giustizia «se possa riferire le motivazioni del perché sia stata una dirigente, la dottoressa [B.], anziché il direttore generale, a firmare la delicatissima circolare del 21 marzo, che ha permesso di dare il via alle scarcerazioni a numerosi e pericolosi boss mafiosi». Al di là delle diverse «formule letterali usate» (sentenza n. 333 del 2011), che riflettono «[l']uso di modalità espressive e comunicative fisiologicamente diverse, in considerazione dell'ineliminabile diversità degli strumenti in concreto utilizzati» (sentenza n. 104 del 2024), non v'è dubbio, dunque, che già nell'atto di sindacato ispettivo il senatore Giarrusso avesse lamentato tanto che la circolare non fosse stata firmata dal dott. Basentini, ma da altra dirigente non apicale, quanto che essa fosse stata adottata secondo una procedura opaca, conclusasi di sabato, volta a dare seguito a, come si legge testualmente nell'interrogazione parlamentare, «una qualche trattativa tra il DAP e i detenuti rivoltosi», i quali avevano redatto «un "papello" [...] contenente una serie di richieste», alcune delle quali sarebbero «confluite» proprio nell'atto ministeriale. La sostanziale corrispondenza di significato tra le opinioni intra moenia e le ora esaminate affermazioni pubblicate nell'intervista consente di ritenere sussistente il nesso funzionale richiesto dall'art. 68, primo comma, Cost. 4.5.- Diversamente, la prima serie di affermazioni - con le quali il senatore Giarrusso asserisce che il dott. Basentini appartenesse alla «banda Palamara», che si era «insediata» al Ministero della giustizia - non trova riscontro nell'interrogazione parlamentare, nella quale si fa soltanto un fugace riferimento alle «cosiddette "intercettazioni Palamara"», che sarebbero all'origine, almeno in parte, delle dimissioni di diversi dirigenti del Ministero della giustizia, tra cui quelle del dott. Basentini da capo del DAP. Ciononostante, anche le opinioni del senatore Giarrusso ora in esame devono considerarsi espresse nell'esercizio della funzione parlamentare. 4.5.1.- La giurisprudenza costituzionale, infatti, se ha riconosciuto che la contestualità temporale e la sostanziale corrispondenza di significato tra opinioni intra ed extra moenia sono indici rivelatori «particolarmente consistenti e qualificati» (sentenza n. 104 del 2024), non ha escluso che, in casi particolari, l'art. 68, primo comma, Cost. possa trovare applicazione anche a «dichiarazioni rese extra moenia, non necessariamente connesse ad atti parlamentari ma per le quali si ritenga nondimeno sussistente un evidente e qualificato nesso con l'esercizio della funzione parlamentare» (sentenza n. 133 del 2018). Questa Corte ritiene che ciò si verifichi nel caso di specie. Le affermazioni circa l'appartenenza del dott. Basentini alla "banda Palamara", infatti, debbono essere lette, innanzitutto, congiuntamente con quelle che le precedono: sollecitato dal giornalista a spiegare il senso dell'interrogazione parlamentare rivolta all'allora Ministro Alfonso Bonafede, il senatore Giarrusso afferma che con essa voleva si chiarisse «il terremoto che c'è stato al ministero della Giustizia», determinato dalle dimissioni di diversi dirigenti apicali («Pensi che il primo ad andarsene, a dicembre, è stato il capo dell'ispettorato, che è uno dei posti strategici del ministero. E se n'è andato con ignominia, inseguito da un'indagine penale»). È immediatamente dopo queste affermazioni che il senatore Giarrusso rilascia quelle che il Tribunale di Potenza ritiene non essere insindacabili, certo usando anche una modalità espressiva particolarmente aspra - nell'alludere all'appartenenza del capo del DAP a una «banda» - ma funzionale, nel contesto della complessiva opinione espressa, a compiere una valutazione fortemente critica dell'operato del Ministro della giustizia per le nomine ai vertici degli uffici ministeriali e a interrogarsi sull'influenza che i legami tra le persone nominate e il dott. Palamara potessero avere avuto sullo svolgimento delle loro stesse funzioni ministeriali: il che, proprio in considerazione del ruolo di vertice che tali persone erano state chiamate a ricoprire, non può non considerarsi con evidenza connesso all'esercizio della tipica funzione di indirizzo e controllo sull'operato del Governo che è attribuita al Parlamento e a ogni suo componente (si veda anche sentenza n. 194 del 2024). 5.- In considerazione di quanto precede, le affermazioni dell'allora senatore Mario Michele Giarrusso, in relazione alle quali il Tribunale di Potenza ha promosso conflitto di attribuzione, costituiscono opinioni espresse nell'esercizio della funzione parlamentare e, pertanto, spettava al Senato della Repubblica deliberarne l'insindacabilità.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che spettava al Senato della Repubblica deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Mario Michele Giarrusso, per le quali pende il procedimento civile davanti al Tribunale ordinario di Potenza, di cui al ricorso in epigrafe, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 settembre 2024. F.to: Augusto Antonio BARBERA, Presidente Filippo PATRONI GRIFFI, Redattore Roberto MILANA, Direttore della Cancelleria Depositata in Cancelleria il 5 dicembre 2024 Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA