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la semplificazione delle procedure finalizzate alla realizzazione di investimenti in tecnologie verdi, digitali, in innovazione e ricerca, anche ai fini del conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; la riduzione e la certezza dei tempi relativi alle procedure di gara e di stipula dei contratti e all'esecuzione degli appalti; la revisione e la semplificazione delle procedure relative alla fase di approvazione dei progetti in materia di opere pubbliche; l'incentivo al ricorso a procedure flessibili per la stipula dei contratti pubblici complessi di lunga durata; la semplificazione dell'estensione delle forme di partenariato pubblico-privato, con particolare riguardo alla finanza di progetto; l'individuazione dei contratti pubblici esclusi dall'ambito di applicazione oggettiva delle direttive europee e la semplificazione della disciplina giuridica ad essi applicabile; il divieto di proroga dei contratti in concessione, facendo salvi i principi per l'affidamento in house e la realizzazione della disciplina sul controllo degli investimenti dei concessionari e sullo stato delle opere realizzate; la realizzazione della disciplina concernente le modalità di affidamento dei contratti da parte dei concessionari; la razionalizzazione della disciplina dei meccanismi sanzionatori e premiali, finalizzata a incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti pubblici da parte dell'aggiudicatario; l'estensione e il rafforzamento dei metodi di risoluzione delle controversie relative al rimedio giurisdizionale. È stabilito che i decreti legislativi così adottati abroghino espressamente tutte le disposizioni oggetto di riordino e comunque quelle connesse incompatibili e rechino opportune disposizioni di coordinamento in relazione a disposizioni non abrogate o non modificate. L'approfondito lavoro svolto dalla 8 a Commissione sul provvedimento in esame, iniziato nello scorso autunno, ha incluso un articolato ciclo di audizioni dei principali attori del settore e ha condotto all'approvazione di 83 emendamenti, che complessivamente hanno apportato circa trenta modifiche al testo. Tale attività emendativa è stata ispirata a un metodo condiviso in Commissione nelle prime fasi della discussione, volto a contemperare le esigenze di definire più puntualmente i principi e i criteri direttivi della delega, con la volontà di non appesantire eccessivamente il testo. Nel corso dell'esame sono emersi, in particolare, alcuni temi che hanno registrato un'ampia convergenza dei Gruppi di maggioranza, spesso anche con l'opposizione, in un dialogo proficuo con il Governo. In primo luogo, si è condivisa la necessità di favorire la partecipazione di micro, piccole e medie imprese, inserendo un'indicazione in tal senso già nel primo criterio direttivo e introducendo poi un criterio direttivo specifico volto a prevedere la possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti sulla base dei criteri qualitativi e quantitativi; nonché il divieto di accorpamento artificioso dei lotti, in coerenza con i principi dello small business act , anche al fine di valorizzare le imprese di prossimità. Un altro tema che, dato il particolare momento storico che stiamo vivendo, non poteva non essere oggetto di particolare attenzione è quello della revisione dei prezzi. La formulazione su cui alla fine è stato possibile convenire reca la previsione dell'obbligo, per le stazioni appaltanti, di inserire, nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, in relazione alle diverse tipologie di contratti pubblici, un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell'offerta, stabilendo che gli eventuali oneri derivanti dal suddetto meccanismo di revisione dei prezzi siano a valere sulle risorse disponibili del quadro economico degli interventi e su eventuali altre risorse disponibili per la stazione appaltante da utilizzare nel rispetto delle procedure contabili di spesa. Altro tema su cui si è registrata ampia convergenza è stato quello del divieto per le stazioni appaltanti, con riferimento ai contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea, di utilizzare, ai fini della selezione degli operatori da invitare alle procedure negoziate, il sorteggio o altro metodo casuale dei nominativi, se non in presenza di situazioni particolari o specificatamente motivate. Scorrendo l'articolato normativo, tra le varie modifiche apportate si segnalano inoltre le seguenti: con riferimento al divieto di gold plating , si è specificato che rimane ferma l'inderogabilità delle misure a tutela del lavoro, della sicurezza, del contrasto al lavoro irregolare, della legalità e della trasparenza. In merito alla ridefinizione del regime della disciplina secondaria è stato inserito un riferimento alle diverse tipologie di contratti pubblici. In materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, è stato inserito un riferimento alla modalità di monitoraggio dell'accorpamento e della riorganizzazione delle stazioni appaltanti e la previsione di specifici percorsi di formazione, con particolare riferimento alle stazioni uniche appaltanti e alle centrali di committenza che operano a servizio di enti locali. È stata poi inserita una nuova lettera volta alla promozione, nel rispetto del diritto europeo, del ricorso, da parte delle stazioni appaltanti, a forniture, in quella parte di prodotti originari di Paesi terzi che compongono l'offerta, che non sia maggioritaria rispetto al valore totale dei prodotti. Nuovi principi direttivi rispetto al testo originario riguardano la razionalizzazione e la semplificazione delle cause di esclusione, al fine di rendere chiare e certe le regole di partecipazione; la previsione, in caso di affidamento degli incarichi di progettazione a personale interno alle amministrazioni aggiudicatrici, della sottoscrizione di apposite polizze assicurative per la copertura dei rischi di natura professionale, con oneri a carico delle medesime amministrazioni; la definizione della disciplina applicabile ai contratti pubblici nell'ambito dei servizi di ricerca e sviluppo. Per quanto concerne la qualifica degli operatori, è stato inserito un riferimento all'adeguatezza dell'attrezzatura tecnica e dell'organico. La Commissione ha poi introdotto un nuovo criterio di delega, volto alla ridefinizione della disciplina delle varianti in corso d'opera, nei limiti previsti dall'ordinamento europeo, in relazione alla possibilità di modifica dei contratti durante la fase di esecuzione. Un'altra novità rispetto al disegno di legge originario riguarda la revisione della disciplina relativa ai servizi sociali, alla ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonché di quelle ad alta intensità di manodopera, prevedendo, come criterio utilizzabile ai fini dell'aggiudicazione, esclusivamente quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. La Commissione ha inoltre ritenuto opportuno menzionare nel testo gli accordi quadro, le concessioni di servizi, la locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilità. È stata poi prevista la revisione del sistema delle garanzie fideiussorie per la partecipazione ed esecuzione dei contratti pubblici, prevedendo, in relazione alle garanzie dell'esecuzione dei contratti, la possibilità di sostituire le stesse mediante l'effettuazione di una ritenuta di garanzia proporzionata all'importo del contratto, in occasione del pagamento di ciascun stato di avanzamento dei lavori.