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2 La base imponibile dell'imposta sulla pubblicità televisiva di cui al comma 1 è costituita dai corrispettivi, al netto dell'imposta sul valore aggiunto, percepiti dalle emittenti televisive per la trasmissione di pubblicità e per lo svolgimento di televendite o di telepromozioni, definite dall'articolo 2, comma 1, lettere ii) e mm) , del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, nonché dagli importi percepiti dalle medesime emittenti a titolo di sponsorizzazione, definita dal medesimo articolo 2, comma 1, lettera hh) , del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005, e successive modificazioni. 3 L'aliquota dell'imposta di cui al comma 1 è stabilita nella misura del 2 per cento della base imponibile. 4 L'imposta di cui al comma 1 è liquidata e versata annualmente dall'emittente televisiva, con le modalità e nei termini stabiliti dal regolamento previsto dal comma 6. 5 Per la dichiarazione, gli acconti, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, il contenzioso, le sanzioni e tutti gli aspetti non disciplinati dal presente articolo e dal regolamento previsto dal comma 6 si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi. 6 Con regolamento adottato mediante decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente articolo. 7 Il Ministero dello sviluppo economico provvede a distribuire le risorse di cui al comma 1 del presente articolo agli operatori radiofonici e televisivi al fine di rendere effettivo e sostenibile l'espletamento dei servizi di cui agli articoli 3 e 4, nonché a destinare parte dei proventi agli operatori che promuovono l'evoluzione tecnica e lo sviluppo industriale del Paese, avviando trasmissioni in alta definizione e sperimentando la diffusione di contenuti radiotelevisivi mediante l'uso di nuove tecnologie trasmissive quali l'evoluzione dello standard DVB-T, come il DVB-T2, il DVB-H, il DMB, il DRM, l'alta definizione, l' Internet Protocol Television (PTV), il Wi-Max , la web tv e di ogni altra tecnologia evolutiva a larga banda nel rispetto dei princìpi di parità di trattamento e di non discriminazione, nonché delle disposizioni in materia di accesso alla capacità trasmissiva in digitale terrestre, previa assegnazione delle necessarie risorse frequenziali. 8 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo emana un regolamento, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite l'AGCOM e le competenti Commissioni parlamentari, per la definizione di un piano di interventi e di incentivi a sostegno dell'emittenza televisiva locale e dell'emittenza radiofonica locale e nazionale, prevedendo a tale scopo l'utilizzazione di una quota non inferiore a 270 milioni di euro annui a valere sul Fondo. 6 (Abrogazioni) 1 A decorrere dal 1º gennaio 2014, il canone di abbonamento alle radioaudizioni e alla televisione di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, nonché la tassa di concessione governativa prevista dall'articolo 17 della tariffa delle tasse sulle concessioni governative, di cui al decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, e successive modificazioni, sono aboliti. In attuazione di quanto disposto dal presente comma, l'articolo 17 della legge 14 aprile 1975, n. 103, l'articolo 18 della legge 3 maggio 2004, n. 112, e l'articolo 47 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, sono abrogati. 2 Gli articoli 20 e 21 della legge 3 maggio 2004, n. 112, sono abrogati. 3 Gli articoli da 45 a 49 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, sono abrogati. 1 (RAI bene pubblico nazionale) 1 La RAI -- Radiotelevisione italiana SpA è un bene pubblico di interesse nazionale, che svolge il servizio pubblico, di diffusione audiovisiva e radiofonica, sui diversi mezzi di comunicazione messi a disposizione dall'evoluzione tecnologica. 2 La presente legge riconosce l'esistenza di una libera attività economica nel settore dei mezzi di comunicazione audiovisiva e radiofonica, purché esercitata nel rispetto del principio del pluralismo di cui all'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, del principio della concorrenza di cui all'articolo 28 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e del Protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri allegato al medesimo TFUE, salvaguardando l'universalità dell'accesso alle reti. In aggiunta a tali requisiti generali di tutte le imprese del settore, la RAI Radiotelevisione italiana SpA, nella veste di concessionario del servizio pubblico, custodisce parte fondamentale della memoria storica del Paese e svolge la sua attività a tutela e a servizio della pluralità culturale e dell'informazione, nonché dei credo religiosi e della laicità presenti nella società italiana. 3 La RAI -- Radiotelevisione italiana SpA opera sulla base di un contratto nazionale di servizio, stipulato con il Ministero dello sviluppo economico e rinnovato triennalmente, con il quale sono individuati, nel rispetto dei commi 1 e 2, i diritti e gli obblighi della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo italiano. Al suo interno sono previsti: a le modalità per attuare, nell'evoluzione delle condizioni tecnologiche, il diritto di ogni cittadino di ricevere e diffondere informazioni, idee ed opinioni mediante un accesso non discriminatorio a tutte le piattaforme di trasmissione disponibili; b livelli adeguati di accesso alle diverse opportunità tecnologiche, all'informazione indipendente, ai prodotti della comunicazione, a prescindere dalle condizioni sociali e dalla capacità di spesa di ciascun cittadino; c la promozione della cultura universale, della conoscenza scientifica e delle produzioni nazionali, assicurando adeguate modalità di realizzazione delle nuove forme di comunicazione anche da parte dei singoli cittadini; d la tendenziale universalizzazione dell'accesso gratuito alla rete pubblica digitale, mediante la sinergia tra il sistema infrastrutturale dei ripetitori analogici e delle tecnologie satellitari, da un lato, e l'infrastruttura delle telecomunicazioni e delle comunicazioni via cavo, dall'altro lato. 2 (Patrimonio costitutivo della Fondazione RAI) 1 Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Dipartimento del tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze acquisisce, al suo valore nominale, la quota delle azioni eccedente il 99,56 per cento delle azioni della RAI -- Radiotelevisione italiana SpA, di cui è attualmente detentore, e trasferisce a titolo gratuito l'intero capitale sociale della RAI alla Fondazione RAI, istituita ai sensi dell'articolo 3, comma 1.