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e, siccome non l'avete fatto voi, abbiamo deciso di venire noi a farlo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per noi grillini, che siamo gente semplice che si accontenta di piccole gioie, oggi è un grande giorno. Da voi, invece, sento parole molto forti. Secondo voi, vogliamo arrestare tutti o vogliamo sovvertire lo Stato di diritto. Per noi questo è un giorno in cui cerchiamo di dare dei messaggi chiari e semplici agli italiani. VALENTE (PD) . Messaggi? CRUCIOLI (M5S) . Questi messaggi sono i seguenti: innanzitutto lo Stato intende perseguire con ogni mezzo la corruzione e tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Con ogni mezzo significa impiegando anche tecniche investigative usate contro la criminalità organizzata come - ad esempio - l'agente sotto copertura oppure togliendo i legacci che ci sono per l'utilizzo delle intercettazioni, consentendo i cosiddetti captatori informatici e l'istituto del pentito anche in reati del genere. Insomma, si fa in modo che sia più facile far emergere la corruzione e colpirla. In secondo luogo, chi sarà condannato in primo grado non potrà farla franca contando sulla prescrizione. Infine, i partiti avranno obblighi stringenti di trasparenza e finalmente si saprà chi sono i finanziatori della politica. Questo è il nocciolo del provvedimento. Non mi bastano sei minuti per parlare di tutto ciò che contiene il provvedimento in materia di anticorruzione e per i reati contro la pubblica amministrazione. Intendiamo integrare il novero dei reati alla cui condanna consegue l'incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione oppure consegue la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Escludiamo che la riabilitazione che - come sapete - si ottiene solo dopo tre anni dall'esecuzione della pena, possa avere effetto sulle pene accessorie perpetue. Ricordo a chi ha citato la possibile incostituzionalità di questa norma che le sentenze nn. 211 e 408 del 1993 della Corte costituzionale dicono l'opposto. Non parlo diffusamente della prescrizione e dei dati che avete citato. Anche l'interpretazione di questi dati ci divide. Secondo un grafico del Ministero, in corte d'appello nel 2017 si sono prescritti 28.185 processi e il trend è in aumento: dal 2008 a oggi si è quasi triplicato. Il problema esiste e, quindi, è chiaro che anche in materia di prescrizione questa riforma andrà inserita in un contesto più ampio della riforma del codice del processo penale, bilanciando i diritti di rango costituzionale dell'imputato e riducendo la durata del processo. Intanto, però, di fronte a casi eclatanti di prescrizione per reati gravissimi, lo Stato oggi - o domani con il voto - dirà basta a casi come quello dell'avvocato Mills, condannato in primo e secondo grado e poi sottoposto a prescrizione nonostante fosse stato accertato che avesse preso dei soldi per non testimoniare al processo con Berlusconi o di Penati, o di Viareggio o dell'Eternit. E potrei andare avanti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Concludo citando le parole pronunciate da Pertini nel 1979: «La corruzione è una nemica della Repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti». Bene oggi o, meglio, domani con il voto vedremo chi non avrà pietà per i corrotti e chi, invece, darà la solidarietà ai corrotti. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, Ministro, mi rivolgo soprattutto ai senatori del MoVimento 5 Stelle con le seguenti parole: «Se avete il coraggio, ci mettete la faccia. Venite qui in Parlamento e lo fate approvare con le regole che ha sancito la nostra Costituzione. Non venite qui e imbavagliate anche il Parlamento con l'apposizione della fiducia perché noi vogliamo semplicemente poter discutere». Sono queste le sue parole, ministro Bonafede, proponente del disegno di legge in esame, pronunciate nel giugno 2017. Ve lo ricordate, vero? Colleghi del MoVimento 5 Stelle, vi ricordate quando ogni fiducia gridavate e salivate sui tetti in difesa del Parlamento? Ecco che, a pochi mesi dal vostro insediamento al potere - oggi siete questo, oggi siete il potere - state ripetendo gli stessi errori e le stesse forzature che per anni avete criticato quando eravate all'opposizione: totale svuotamento del senso e delle funzioni di quest'Assemblea; totale chiusura alla discussione e alle proposte delle opposizioni. Sappiamo bene perché avete chiesto la fiducia sul provvedimento: perché manca la fiducia reciproca tra gli alleati di Governo. Questo svilisce il Parlamento, ma svilisce tutti, anche voi. Ogni fiducia è un'ammissione di debolezza; il patto traballa, il contratto è carta straccia, c'è già chi chiede di cambiarlo. Allora per sopravvivere nei palazzi, per tenere il potere, per evitare una crisi che comporterebbe l'impossibilità per molti di voi di ricandidarsi - ahimè - siete disposti - e lo state dimostrando - a fare il contrario di quanto avete predicato per anni. Come si cambia per non morire. Quello che avremmo dovuto discutere oggi era un buon testo di partenza, che avremmo potuto migliorare. Ho presentato emendamenti che non saranno messi al voto con proposte che - vi assicuro - nella scorsa legislatura avreste presentato voi. Anche sulla corruzione e sul finanziamento ai partiti siete diventati più timidi e i motivi, leggendo i giornali di questi giorni, sono facili da immaginare. Per quel che mi riguarda, ho sempre considerato la lotta alla corruzione fondamentale per l'affermazione della legalità, della correttezza della pubblica amministrazione, per la prevalenza dell'interesse pubblico sugli interessi privati. È importante far emergere il fenomeno con strumenti tecnico-giuridici e mezzi investigativi più sofisticati di quelli che la legge oggi consente, in modo da colpire non soltanto le condotte di abuso di poteri pubblici, ma anche quelle ad esse strumentali o connesse. Il provvedimento in esame - gliene do atto, Ministro - introduce due importanti novità. La prima è prevedere una causa speciale di non punibilità per chi, dopo aver commesso un fatto di corruzione, prima di avere notizia che nei suoi confronti siano svolte indagini e comunque entro quattro mesi dalla commissione del fatto, spontaneamente lo denunci, fornendo indicazioni utili per l'individuazione degli altri responsabili e restituendo le somme e le utilità date o ricevute. Un secondo rimedio è l'estensione al contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione della disciplina delle operazioni sotto copertura, già previste dalla legge n. 146 del 2006. Bene, si sappia - ancora nessuno lo ha detto - che fino ad oggi l'Italia è stata inadempiente, sin dal 2009, rispetto all'obbligo della Convenzione di Merida di introdurre le operazioni sotto copertura in materia di corruzione.