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nei mesi scorsi si è tenuta una riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti di RFI (DTP Napoli e Sistemi Urbani) e del Comune di Napoli, nel corso della quale questi ultimi hanno ribadito la propedeuticità dell'inserimento di un'opportuna variante al piano regolatore, rispetto alla realizzazione dell'opera. Ma ad oggi la variante non è stata adottata, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda attivarsi nelle sedi di competenza affinché sia accertato che l'amministrazione locale ponga in essere tutti gli opportuni atti e le opportune procedure al fine di consentire la riapertura e la riconversione del parcheggio antistante alla stazione di Napoli San Giovanni-Barra, con l'obiettivo di garantire la riqualificazione dell'area, nonché un più efficiente servizio rispetto all'elevato numero di passeggeri che nella stazione transitano abitualmente. Atto n. 4-05104 NENCINI Al Ministro dell'interno Premesso che: in data venerdì 12 marzo 2021 alle ore 18:00, l'ANPI (Associazione nazionale partigiani italiani) di Vicenza organizzava un convegno per ricordare il deputato socialista Domenico Piccoli, antifascista morto in circostanze misteriose nel 1924; a cause delle restrizioni volte a evitare la diffusione del virus COVID-19, il convegno si svolgeva telematicamente sulla piattaforma digitale "Zoom"; durante la relazione dello storico Emilio Franzina, si è verificata l'intrusione da parte di hacker nella piattaforma; gli intrusi hanno pubblicato nella piattaforma digitale, con il nome di alcuni dei partecipanti, scritte oscene e blasfeme inneggianti a Hitler, a Mussolini e allo sterminio degli ebrei; l'evento è stato denunciato da ANPI alla Polizia postale; nel Comune di Vicenza vigeva, grazie alla precedente Giunta, una clausola antifascista nel regolamento comunale relativa all'occupazione dello spazio pubblico per associazioni e partiti; con l'insediamento della nuova Giunta, tale clausola è stata rimossa; considerato che: non solo nella zona di Vicenza ma in tutta Italia si verificano eventi come quello appena descritto; già in passato ci sono stati, nel vicentino, episodi di celebrazione e sostegno al fascismo ed al nazismo; è inaccettabile nel 2021 che un attacco hacker che abbia l'unico scopo di offendere la dignità dei partecipanti resti impunito; è inaccettabile che nel 2021 si debba restare inerti di fronte a eventi oltraggiosi quali l'inneggiare al partito fascista o a quello nazista, oltre che allo sterminio della popolazione ebraica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso accertare se sia previsto, a livello locale, un intervento finalizzato ad arginare le iniziative di carattere nazista o fascista che più volte hanno colpito il vicentino e altre zone della nazione. Atto n. 4-05105 NANNICINI Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 23 febbraio 2021 la Polizia di Stato ha fatto irruzione all'alba nell'abitazione privata di Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasir a Trieste, sede dell'associazione da loro fondata "Linea d'Ombra ODV"; sono stati sequestrati i telefoni personali, oltre ai libri contabili dell'associazione e diversi altri materiali, "alla ricerca di prove per un'imputazione di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", come si legge nel comunicato diffuso dall'associazione; la giornalista Eleonora Camilli, della testata "Redattore Sociale", lo stesso giorno scrive: "Lorena e Andrea sono conosciuti da anni per il loro impegno al fianco dei migranti che attraversano la rotta balcanica. 68 anni lei, 84 lui, sempre instancabili nell'aiuto. Anche in questi mesi di pandemia non sono mai mancati all'appuntamento in piazza a Trieste per medicare le ferite delle persone che varcavano la frontiera col nostro Paese. Quando arrivano sono il fantasma di sé stessi - Lorena Fornasir raccontava - vediamo tante ferite sui loro corpi, spesso sono in condizioni terribili, esausti. Non mangiano da giorni, patiti di fame e di sete, perché hanno bevuto acqua solo da pozzanghere a terra. Oggi, la terra di confine è sempre più pericolosa. A Trieste vediamo quelli che riescono ad arrivare, poi ci sono quelli che la polizia rintraccia e che vengono rimandati indietro, per una politica di deportazioni spietata"; la testata "Vita" scrive, sempre il 23 febbraio: "Sono stati 20 volte in Bosnia (l'ultima poche settimane fa). Caricano la macchina di medicine, sacchi a pelo e scarpe. All'inizio agivano come singoli, poi si sono costituiti a come associazione di volontariato: Linea d'Ombra ODV"; la Questura di Trieste ha fatto sapere che nella città era in corso una vasta operazione della Polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, per contrastare "un'organizzazione criminale, finalizzata all'ingresso e al transito in territorio nazionale di immigrati irregolari, a scopo di lucro"; nel 2016 era accaduta una vicenda simile a Udine, quando nel mirino finì "Ospiti in arrivo", un'altra associazione che si occupa di accoglienza e integrazione: allora vennero indagati 7 volontari, ma la vicenda si chiuse con l'archiviazione un anno dopo; la situazione di donne, uomini e bambini, molte volte minori non accompagnati, che attraverso la rotta balcanica fuggono da guerre e soprusi, è inumana, non esiste un'assistenza dignitosa e soprattutto ci sono ormai numerose testimonianze di respingimenti dalla Croazia verso la Bosnia con violenze inaudite; l'Italia, in base a un accordo firmato il 3 settembre 1996, applica la riammissione, cosiddetta informale, in Slovenia, e nel 2020 gli episodi sono aumentati in maniera esponenziale, ma non si può far finta di niente di fronte al fatto che ormai queste riammissioni finiscono per riportare potenziali richiedenti asilo e anche minori non accompagnati direttamente in Bosnia; le organizzazioni non governative e le associazioni che si occupano di migranti e della difesa dei diritti umani hanno sempre denunciato l'illegittimità dell'accordo bilaterale; nelle scorse settimane il Tribunale di Roma ha condannato in primo grado il Ministero dell'interno per un episodio di respingimento al confine tra Italia e Slovenia di un cittadino pachistano che secondo il tribunale di Roma ha diritto a fare immediato ingresso in Italia; il richiedente asilo era stato respinto prima in Slovenia dall'Italia, poi in Croazia e quindi in Bosnia, secondo un abusato meccanismo consolidato di respingimenti a catena; da informazioni apparse su "Avvenire", il 24 febbraio, in un articolo del giornalista Nello Scavo, il Ministero ha respinto le conclusioni del Tribunale annunciando ricorso, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza degli episodi avvenuti a Trieste nei confronti dell'associazione di volontari Linea d'Ombra ODV e quali iniziative intendano adottare affinché azioni di solidarietà non siano criminalizzate;