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PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Toffanin, per due minuti. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Ministro, la ringrazio per la risposta, ma devo esprimere la mia insoddisfazione. È evidente che, pur facendo parte di una stessa maggioranza, le visioni sono diverse, ma l'andamento economico ed anche - lo ribadiamo - la transizione ecologica e digitale in atto necessitano di un mercato del lavoro non ingessato. I dati che lei ha citato sono riferiti ai tempi della pandemia e non contemplano i tempi attuali del conflitto. Le conseguenze di quello che stiamo vivendo e abbiamo vissuto si faranno sentire per anni. Purtroppo, noi dobbiamo semplificare e liberalizzare il lavoro al massimo; non possiamo più permetterci altri blocchi del licenziamento per garantire il lavoro. Signor Ministro, lei non ha risposto rispetto a forme di lavoro che non riguardano certo la struttura di un lavoro non regolare. Nel quotidiano c'è bisogno di avere la possibilità di retribuire anche le piccole prestazioni e pensiamo ai voucher . È maggiore il bisogno di avere un contratto a tempo determinato, piuttosto che non averlo: queste sono scelte che vanno in una direzione o in un'altra, ma in questo momento, signor Ministro, è lo Stato che si deve occupare di supplire laddove la contrattazione a tempo indeterminato non può esserci, attraverso delle garanzie e delle tutele che vanno anche in un sistema di riforma della previdenza, che tenga conto di questa non continuità lavorativa, di mancanza di tutele e di garanzie per i giovani per aiutarli ad acquistare la prima casa. Insomma, manca un sistema di welfare che deve sostenere l'attività lavorativa, anche non continuativa. Spero, signor Ministro, che ci sia la possibilità di avere un momento di confronto più ampio con lei. Forza Italia ribadisce che non vuole altri percettori di reddito di cittadinanza, non vuole lavoro in nero, ma vuole poter garantire il lavoro per tutti in sicurezza. PRESIDENTE . La senatrice Unterberger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03224 sul rispetto delle norme sanitarie nel trasporto degli animali, per tre minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ministro Speranza, dall'inchiesta avviata nel giugno 2020 dal Parlamento europeo sulle denunce di infrazione sul trasporto degli animali è emerso che le norme del settore, in particolare il Regolamento n. 1 del 2005 del Consiglio, sono obsolete e poco applicate dagli Stati membri. Le violazioni più evidenti riguardano la non conformità dei mezzi di trasporto - gli animali sono spesso costretti a viaggiare in condizioni di sovraffollamento con cibo e acqua insufficienti ed esposti a temperature estreme - e i tempi di percorrenza prolungati. Per queste ragioni la Commissione speciale UE ha formulato delle raccomandazioni indirizzate alla Commissione europea e agli Stati membri. Si è chiesto di intensificare i controlli e di favorire il trasporto di carne rispetto a quello di animali vivi, di rivedere il Regolamento del 2005 e di nominare un Commissario UE responsabile del benessere degli animali. Per il trasporto di animali vivi al di fuori dell'Unione si è chiesto di limitare le esportazioni ai Paesi in grado di garantire gli standard europei, fino all'introduzione di un divieto di esportazione nei Paesi dove la macellazione avviene secondo pratiche che implicano sofferenze estreme e prolungate. Infine, si è suggerito di incentivare l'utilizzo di strumenti alternativi al trasporto verso la macellazione, come i mattatoi mobili e la macellazione nelle fattorie, valorizzando un approccio più territoriale in linea con la strategia Farm to fork. Tra le opzioni c'è anche l'invito a valutare l'introduzione di un sistema di etichettatura del benessere animale che tenga conto anche delle condizioni di trasporto e macellazione. Ciò premesso, signor Ministro, le chiedo di sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere al fine di garantire una più efficace applicazione del Regolamento (CE) da parte dei trasportatori italiani; se non ritenga che l'Italia debba urgentemente schierarsi contro l'esportazione di animali vivi verso i Paesi che non rispettano gli standard minimi su allevamento e macellazione e se non intenda valutare l'introduzione di un sistema di etichettatura del benessere animale per i prodotti di origine e di derivazione animale che tenga conto anche delle condizioni di trasporto e macellazione. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio la senatrice interrogante per aver posto l'attenzione su un tema che ritengo particolarmente delicato come quello del benessere animale nel nostro Paese e anche naturalmente a livello europeo. L'allargamento dell'Unione a nuovi Stati e l'incremento degli scambi commerciali tra i Paesi comunitari ed extracomunitari hanno fatto registrare un sensibile aumento del numero di imprese che esercitano l'attività di trasporto su strada di animali vivi in territorio italiano, sia come luogo di destinazione che come luogo di transito. Al fine di contrastare le irregolarità inerenti al trasporto degli animali, fin dal 2011 è stato stipulato un accordo col Ministero dell'interno, dipartimento della pubblica sicurezza, direzione centrale per la Polizia stradale, sui controlli relativi alla regolarità del trasporto, organizzati in collaborazione con le ASL e gli uffici periferici del Ministero della salute a beneficio sempre degli animali. Tali controlli, oltre alle funzioni di verifica cui sono direttamente finalizzati, hanno rappresentato anche un deterrente per i trasportatori, tanto più se si considera che sono stati effettuati sulle più importanti direttrici stradali nazionali. Il 25 marzo scorso il Ministero della salute, a seguito di una riunione con le maggiori associazioni di protezione animale, ha trasmesso una nota alle Regioni, alle Province autonome, agli uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari e al Ministero dell'interno (dipartimento di pubblica sicurezza), per chiedere di intensificare i controlli su strada e sulle strutture di macellazione durante il periodo pasquale, che comporta una movimentazione cospicua di animali provenienti proprio dall'estero. In particolare, è stata prevista una pianificazione dei controlli congiunti su strada in collaborazione con la Polizia stradale, anche su rotte eventualmente diverse da quelle tradizionali provenienti dall'Est Europa, chiedendo inoltre di porre particolare attenzione alla densità di carico, alla presenza di animali non idonei al trasporto, alla funzionalità e idoneità del sistema di abbeveraggio in relazione alle specie, all'età, al rispetto dei tempi di viaggio e di sosta. Ricordo inoltre che l'Italia è stato uno dei pochi Paesi ad aver preventivamente vietato il trasporto sul territorio nazionale durante i periodi in cui si registrano alte temperature, oltre i 30 gradi. Al riguardo, il 3 luglio 2019 il Ministero della salute ha trasmesso una nota alle Regioni, con la quale ha chiesto una pianificazione corretta e adeguata dei viaggi lunghi, sia attraverso i Paesi dell'Unione europea che verso i Paesi terzi, via terra o via mare, ponendo particolare attenzione all'idoneità degli animali al trasporto, al rispetto delle soste, ai tempi di riposo, di abbeverata e di alimentazione.