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Inoltre, in questa fase in cui l'epidemia sembra stia scemando, sempre Gallera e Fontana hanno permesso a società private di effettuare - ovviamente a pagamento, ma senza fissare un costo minimo - i test sierologici che - come è certamente noto - non garantiscono la certezza di aver contratto il Covid. Nel momento in cui il privato dovesse individuare su base sierologica di esser stato contagiato, si creerebbero molti problemi nelle strutture pubbliche che, ad oggi, pare non siano ancora attrezzate per effettuare una quantità elevata di tamponi per avere la certezza del contagio. Quanti decessi sono ancora necessari tra i cittadini lombardi perché le strutture regionali siano messe in condizione di dare risposte rapide ed efficaci? (Applausi). Anche oggi la Lombardia ha il più alto numero di decessi delle Regioni del Nord Italia. (Commenti) . PRESIDENTE. Vi pregherei di lasciar intervenire il collega. COLTORTI (M5S) . Senza un dato certo dei contagi rischiamo che ci siano contemporaneamente falsi positivi che si mettono in quarantena e persone che invece non risultano contagiate, ma saranno potenziali portatrici sane. Mi chiedo come mai in Lombardia non sia stato preso l'esempio della sanità veneta, dove il dottor Crisanti dell'ospedale di Padova si è munito di un'attrezzatura in grado di effettuare oltre 9.000 tamponi al giorno. La Lombardia si sarebbe dovuta munire di queste attrezzature da tempo, dati la gravità dell'epidemia che l'ha colpita e il numero elevatissimo di decessi. In alternativa, non riuscendo a procurarsi le attrezzature, avrebbe dovuto potenziare i laboratori di analisi regionale. Alle luce di queste semplici evidenze, invito i colleghi leghisti a valutare quanto prima di chiedere le dimissioni di Fontana e Gallera per la salvaguardia stessa dei cittadini lombardi (Applausi) , che a noi del MoVimento 5 Stelle stanno a cuore e dovrebbero stare a cuore anche alla Lega, indipendentemente dal colore politico. (Commenti). La nomina di tali persone con enorme carico di responsabilità, e non solo politica, ma anche civile, ha seguito criteri di appartenenza politica che esulano dalle necessarie competenze, come spesso è accaduto in passato, quasi ovunque nel Paese. È però evidente la palese inadeguatezza dei dirigenti lombardi, che rende chiunque li mantiene al loro posto dei complici. (Applausi). Dunque chiedo ancora ai colleghi della Lega di individuare persone più competenti alle quali stia maggiormente a cuore la salute e la vita dei lombardi. (Applausi. Congratulazioni. Proteste). PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà, se riusciamo a riportare la calma. (Proteste). Sto per dare la parola al senatore Vescovi della Lega, che potrà esprimere tutte le considerazioni che vorrà. Senatore Coltorti, il suo intervento era però volutamente teso a provocare una tale reazione, perché il tema era di siffatto genere e mostrava una sorta di atteggiamento che esula dal provvedimento nei confronti della Lombardia, ma lasciamo stare. Raramente ho visto un intervento del genere, senza possibilità di contraddittorio. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio. Le dico che, se fossi al posto del collega, non avrei più il coraggio di guardarmi allo specchio. (Applausi. Proteste). In Italia ci sono stati 30.000 morti e si viene in Aula ad attaccare la sanità lombarda, che è un'eccellenza italiana e mondiale (Applausi) . Per rispetto delle 30.000 e oltre vittime, un attacco del genere non me lo sarei mai aspettato. (Proteste). PRESIDENTE. Mi pare però che adesso possa parlare tranquillamente, come ho cercato di far parlare voi, e mi pare non stia esagerando. Prego, senatore Vescovi, vada avanti. (Proteste). Silenzio! Prego, senatore Vescovi. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Penso che il vostro modo di fare rappresenta il decreto-legge al nostro esame, che definisco il decreto dei pieni poteri (Commenti) . Non volete neanche farci parlare! Vergognatevi! (Applausi). Questo decreto, che definisco pieni poteri, non capisco cosa c'entra con la sanità lombarda. Se anche l'ospedale in Fiera salva 13 vite, per quanto mi riguarda vale molto di più di tutti i soldi spesi (Applausi) da loro con il famoso decrescita felice. Hanno violato tutto. VOCE. Vai fuori! VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Rappresenta la democrazia del MoVimento 5 Stelle. PRESIDENTE. Richiamo all'ordine il senatore Airola. (Proteste). Secondo richiamo all'ordine per il senatore Airola. Prosegua, senatore Vescovi. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, torno al merito del decreto-legge, visto che dobbiamo parlare di questo oggi e non della Lombardia, che - ripeto - è un'eccellenza mondiale e italiana e - per quanto mi riguarda - 13 vite si salvano. Non si viene in Aula a dire che è stato allestito un ospedale in Fiera solo per 13 persone, perché sono 13 esseri umani, con delle famiglie e figli. (Applausi). E allora, quando senti che ci sono medici che devono scegliere a chi salvare la vita, per me sono esseri umani e voi stessi dovreste vergognarvi di quello che ha detto il vostro collega e dovreste dissentire da quelle parole, e non esaltarle. Ascoltatele, rivedetele in quest'Aula. E invece cosa facciamo noi? Cosa fate voi? Voi lo chiamate DPCM, io lo chiamo decreto pieni poteri. L'ho letto. Ebbene, tutte le libertà personali, economiche: avete tolto tutto. Con che cosa lo avete fatto? Con un decreto del Presidente dai pieni poteri senza alcun fondamento costituzionale e, oltre a prendervi pieni poteri, avete creato una marea di burocrazia: sei autocertificazioni. Quando si faceva una passeggiata, si doveva uscire da casa con il metro per vedere se si era lontani 200 o 201 metri. Per quanto mi riguarda, è una situazione incredibile e veramente spero con tutto il cuore che questo provvedimento non diventi legge. Buon lavoro a tutti! (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, avrei voluto fare una riflessione che, però, in questo momento appare difficile rispetto alla piega che ha preso il dibattito, che è più una resa dei conti su quello che è successo nelle ultime settimane che non un'analisi dettagliata del provvedimento in esame. Credo che le riflessioni e le valutazioni sulle settimane passate, su quanto è accaduto, sulle scelte operate e sulle difficoltà, andranno fatte in un momento successivo, quando si sarà depositata la polvere, quando la pandemia sarà, se non proprio sconfitta, comunque attenuata nelle sue proporzioni.