[sommcomm]

a) in tema di concorso per l'abilitazione forense, parere contrario agli emendamenti 4.0.7 e 4.0.8 , che travolgerebbero le procedure concorsuali in atto; b) in tema di concorso per l'abilitazione forense, parere favorevole sugli emendamenti 5.0.1 , 5.0.2 e 6.10 , che, con formulazioni parzialmente convergenti tra di loro, vanno tutti nella direzione indicata dal parere della Commissione giustizia sul testo del decreto-legge; c) in tema di requisiti per i tirocini professionali forensi e disciplina del tirocinio professionale, parere favorevole all'emendamento 6.8 (che abbassa la durata di altri 2 mesi e consente di giovarsene anche a coloro che si fossero laureati nella sessione precedente all'ultima all'anno accademico 2018/2019) ed all'emendamento 6.9 (che consente di giovarsi dell'abbassamento di durata proposto dal Governo indipendentemente dalla data in cui si sia svolta la seduta di laurea): si tratta di agevolazioni pienamente convergenti con l'esigenza valorizzata dalla Commissione nel dibattito in sede consultiva sul testo del decreto-legge; d) in tema di disciplina codicistica dell'impossibilità sopravvenuta della prestazione, parere contrario all'emendamento 2.124 , perché in frontale contrapposizione all'articolo dall'articolo 88- bis del decreto n. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020; rispetto alla soluzione ivi individuata per i "viaggi ed iniziative d'istruzione"  cioè l'emissione di voucher valido per un anno, che assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario"  qui si vorrebbe tornare alla disciplina di diritto comune sull'impossibilità sopravvenuta della prestazione ai sensi dell'articolo 1463 del codice civile ai sensi del quale, nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata deve restituire la prestazione che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito; e) in tema di disciplina codicistica dell'impossibilità sopravvenuta della prestazione, parere favorevole sugli emendamenti 2.97 e 2.98 , che affrontano correttamente la questione dei programmi di mobilità studentesca internazionale, lasciata impregiudicata dall'articolo 88- bis del decreto n. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020. Infatti il testo dell'articolo 88- bis , per la "sospensione dei viaggi ed iniziative d'istruzione", mantiene il riferimento al "viaggiatore", al "pacchetto di viaggio" ed al "rimborso" che "può essere effettuato dall'organizzatore": non vi può quindi rientrare una prestazione complessa, in cui il viaggio è parte di un più complesso rapporto negoziale che comporta la stanzialità, in un regime non sinallagmatico all'interno di una famiglia (di cui l'organizzatore garantisce alcuni requisiti, non tutti soltanto di comfort alloggiativo ma anche di adeguatezza relazionale dei singoli con cui si sviluppa la convivenza plurimensile), e che comporta altresì l'inserimento in una realtà scolastica idonea a sviluppare il livello culturale del discente (anche qui, prestazione della cui buona riuscita in qualche misura si fa mallevadore l'organizzatore). Inoltre, la disposizione del comma 8 dell'articolo 88-bis parla di rapporti instaurati "dagli istituti scolastici committenti con gli organizzatori aggiudicatari" al fine di applicarvi quanto previsto dall'art. 41, comma 4, del decreto legislativo n. 79/2011, recante il Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, in ordine al diritto di recesso del viaggiatore prima dell'inizio del pacchetto di viaggio. Detta previsione si riferisce palesemente ai soli casi in cui i viaggi e le iniziative di istruzione siano stati acquistati con contratti di pacchetto turistico attraverso l'intermediazione di un operatore; anche la clausola residuale del comma 10 (per i titoli di viaggio "acquistati o prenotati per il tramite di un'agenzia di viaggio o di un portale di prenotazione") e quella di cui al comma 11 ("per tutti i rapporti inerenti ai contratti di cui al presente articolo e instaurati con effetto dall'11 marzo 2020 al 30 settembre 2020 nell'intero territorio nazionale, anche per le prestazioni da rendere all'estero e per le prestazioni in favore di contraenti provenienti dall'estero") non si emancipa dai requisiti contrattuali già dettati al comma 1 e, quindi, non si può estendere  nemmeno pro quota , stante la natura determinante del rapporto contrattuale, che riposa proprio nella sua unitarietà  alla complessa fattispecie negoziale in titolo. I due emendamenti, quindi, per quanto di competenza della Commissione giustizia ribadiscono ineccepibilmente la vigenza del diritto comune, con l'obbligo di rimborso tout court per l'impossibilità sopravvenuta della prestazione.