[ddlpres]

5 (Compiti del Comitato di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell'ambiente) 1 Il Comitato di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell'ambiente promuove e coordina tutte le attività delle amministrazioni dello stato, centrali e periferiche, delle regioni, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale, nell'attività di studio, prevenzione e tutela dell'ambiente e della cittadinanza, nella gestione emergenziale delle calamità naturali e nell'attività post-emergenziale per il ritorno alla normalità. 6 (Competenze specifiche del Comitato di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell'ambiente) 1 Il Comitato di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell'ambiente esplica precipuamente le seguenti attività non delegabili: a elaborazione, gestione ed assegnazione dei progetti europei di protezione civile ed i relativi fondi di finanziamento ripartendoli sui capitoli di spesa ed investimento dei singoli Piani operativi regionali; b aggiornamento sulle nuove tecnologie per l'osservazione della terra e la sua biosfera, per una migliore previsione dei possibili eventi e per il miglioramento della previsione della reazione ambientale con l'analisi delle cause prevedibili di calamità naturali ed identificazione dei possibili rischi, attraverso convenzioni e collaborazioni con enti della comunità scientifica quali: CNR, ARPA, INGV, ECC, ASI, ESA, ISPRA, università, Ufficio Meteorologico, Ufficio geologico regionale; c definizione e redazione del Piano quinquennale di prevenzione e di salvaguardia del territorio, con indicazione delle criticità territoriali, le mappe di pericolosità, vulnerabilità e rischio egli interventi prioritari da eseguire secondo criteri di resilienza territoriale; d unificazione, su base nazionale, delle procedure di informazione, formazione, prevenzione e gestione del rischio ambientale ed emergenziale attraverso una normativa che coordini effettivamente tutte le competenze dei singoli apparati pubblici interessati alla salvaguardia ambientale; e controllo ed intervento preventivo con individuazione delle precise competenze dei responsabili istituzionali attraverso una definizione degli interventi gerarchici al fine di stabilire sia la responsabilità di raccolta ed analisi dei dati territoriali specifici con l'indicazione degli interventi necessari, sia di impedire sovrapposizioni normative e vuoti di responsabilità istituzionale; f formazione degli amministratori locali pubblici e tecnici degli enti e delle istituzioni afferenti alla protezione civile con la creazione di corsi ed esercitazioni obbligatori nazionali mirati alla conoscenza della prevenzione dei vari rischi presenti nel territorio; g informazione e relativa formazione presso la cittadinanza con particolare cura delle istituzioni scolastiche attraverso corsi di utenza e gestione del rischio ambientale; h definizione dei programmi da inserire nei Piani di offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado sia pubbliche che private, per la sicurezza e la tutela dell'ambiente anche con corsi per la sicurezza ambientale alla cittadinanza tenuti dagli studenti stessi; i redazione di protocolli sia di allertamento che operativi a livello nazionale e locale per regolare il corretto flusso di informazioni e le linee di comando tra le istituzioni pubbliche interessate allo studio, alla prevenzione ed alla gestione emergenziale delle calamità naturali; l censimento annuale nazionale delle organizzazioni di volontariato, ai sensi della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 9 novembre 2012 per la creazione di una unica banca dati aggiornata su uomini, materiali e mezzi che provveda alla gestione emergenziale unitaria del volontariato con priorità di intervento nel proprio territorio; m istituzione, presso il Dipartimento della protezione civile, di un sistema informatizzato unificato per la raccolta e la gestione di tutti i dati pervenuti di cui alle lettere b) , c) , d) , i) ed l) , compatibile con il sistema informativo e con la rete integrata previsti dall'articolo 9, commi 5 e 6, e successive modificazioni, della legge 18 maggio 1989, n. 183, al fine dell'interscambio delle notizie e dei dati raccolti; n definizione delle competenze istituzionali volte al graduale ristabilimento della normalità nelle zone colpite da calamità, attraverso l'individuazione degli enti locali preposti all'emissione dei bandi di gara, secondo criteri di trasparenza amministrativa e finanziaria, per gli appalti. 7 (Costituzione dell’Ufficio geologico regionale) 1 È costituito l'Ufficio geologico territoriale presso ogni regione sotto il coordinamento congiunto del Comitato di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente delle regioni di appartenenza, in accordo e secondo il parere vincolante del Comitato stesso. 8 (Compiti dell'Ufficio geologico regionale) 1 L'Ufficio geologico regionale esplica precipuamente le seguenti attività non delegabili: a esprime pareri vincolanti, entro e non oltre i novanta giorni non derogabili dalla richiesta, su ogni attività di edilizia pubblica, privata e di culto; b contribuisce a definire i criteri delle norme di pianificazione e sviluppo urbanistico del territorio attraverso pareri vincolanti; c contribuisce alla redazione dei piani di sviluppo, assetto, recupero e tutela del territorio con il Comitato di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell'ambiente; d definisce gli interventi di controllo e di messa in sicurezza delle zone a rischio; e coadiuva, o supplisce ove questi siano assenti, gli uffici di protezione civile comunale nella predisposizione dei piani di emergenza e nella programmazione di interventi di mitigazione preventiva. 9 (Norme finanziarie) 1 Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.