[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri in relazione alla nota del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica - dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, prot. 59064 datata 1° agosto 2000, che dispone - sulla base di una dedotta erronea interpretazione, contrastante con la legge della Regione Campania 21 aprile 1997, n. 12 (Rideterminazione dell'organico del ruolo della Giunta Regionale. Norme di adeguamento al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 articoli 30 e 31) - la cessazione del finanziamento statale relativo al trattamento economico del personale già assunto a contratto per le esigenze connesse ai terremoti in Campania ed in Basilicata, del novembre del 1980 e del febbraio del 1981, e immesso in un ruolo speciale ad esaurimento (con onere a carico dello Stato) degli enti presso cui aveva prestato servizio, ai sensi della legge statale 28 ottobre 1986, n. 730 (Disposizioni in materia di calamità naturali), attribuendo, a decorrere dal 6 maggio 1997, a carico del bilancio della Regione Campania il relativo trattamento economico, nonché a tutti i comportamenti - “anche omissivi” - dello stesso Ministero (ed occorrendo alle precedenti note del 22 settembre 1997, del 17 febbraio 1998 e del 9 marzo 1999), ed al parere del Consiglio di Stato, III sezione, in data 9 maggio 2000, prot. 838/2000, giudizio promosso con ricorso della Regione Campania notificato il 5 ottobre 2000, depositato il 20 successivo ed iscritto al n. 47 del registro ricorsi 2000. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 3 dicembre 2002 il Giudice relatore Franco Bile; uditi l'avvocato Vincenzo Cocuzza per la Regione Campania e l'avvocato dello Stato Franco Favara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.1. - La Regione Campania ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri in relazione: 1) alla nota del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica-Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, prot. 59064 datata 1° agosto 2000, che dispone - sulla base di una dedotta erronea interpretazione, contrastante con la legge della Regione Campania 21 aprile 1997, n. 12 (Rideterminazione dell'organico del ruolo della Giunta Regionale. Norme di adeguamento al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 articoli 30 e 31) - la cessazione del finanziamento statale relativo al trattamento economico del personale già assunto a contratto per le esigenze connesse ai terremoti in Campania ed in Basilicata, del novembre del 1980 e del febbraio del 1981, e immesso in un ruolo speciale ad esaurimento (con onere a carico dello Stato) degli enti presso cui aveva prestato servizio, ai sensi della legge statale 28 ottobre 1986, n. 730 (Disposizioni in materia di calamità naturali), attribuendo, a decorrere dal 6 maggio 1997, a carico del bilancio della Regione Campania il relativo trattamento economico; 2) a tutti i comportamenti - “anche omissivi” - dello stesso Ministero (nonché, occorrendo, alle precedenti note del 22 settembre 1997, del 17 febbraio 1998 e del 9 marzo 1999), ed al parere del Consiglio di Stato, III sezione, in data 9 maggio 2000, prot. 838/2000. 1.2. - In fatto, la ricorrente ricostruisce analiticamente la vicenda normativa che - in attuazione dell'art. 12 della citata legge n. 730 del 1986 ed in conformità alla disciplina dei relativi accessi disposta con ordinanze del Ministero per il coordinamento della protezione civile del 24 novembre 1986 e del 4 luglio 1987 - ha portato essa ricorrente ad approvare, dapprima, la legge regionale 6 febbraio 1990, n. 4 (Istituzione del ruolo speciale ad esaurimento del personale di cui all'articolo 12 della Legge 28 ottobre 1986, n. 730 e successive modificazioni ed integrazioni), con la quale ha istituito presso la Giunta regionale il ruolo speciale ad esaurimento de quo, con la precisazione che agli oneri finanziari si sarebbe provveduto sulla base dei relativi trasferimenti statali, e, successivamente, la citata legge regionale n. 12 del 1997, che ha confermato (all'art. 2, comma 7) l'immissione nel ruolo ad esaurimento del personale in questione, ma che contestualmente ha previsto, all'art. 3, comma 6, l'immissione dello stesso contingente di personale nel ruolo ordinario, qualificando i relativi posti indisponibili e stabilendo che, a seguito della cessazione del servizio di detto personale, il contingente veniva di volta in volta ridotto fino alla soppressione totale. Osserva, quindi, la Regione Campania che - intercorsa con il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (nota in data 9 marzo 1999) e con quello della funzione pubblica (nota del 7 maggio 1999) una verifica circa il mantenimento a carico del bilancio dello Stato degli oneri relativi a quel personale, anche a seguito dell'entrata in vigore della legge regionale n. 12 del 1997 -, nonostante la risposta in termini positivi fornita dal dipartimento della funzione pubblica nella citata nota del 7 maggio 1999, veniva trasmessa un'ulteriore nota del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (prot. 59064, datata 1° agosto 2000), la quale, riferendosi ad un orientamento manifestato dal Consiglio di Stato (con il parere del 9 maggio 2000, prot. N. 838/2000), disponeva la cessazione del finanziamento statale e disciplinava le modalità di regolazione dei rapporti economici tra i due enti, fissando, a decorrere dal 6 maggio 1997, il relativo carico al bilancio della Regione Campania. 1.3. - Tanto premesso, la ricorrente sostiene che tale determinazione sarebbe lesiva delle proprie attribuzioni costituzionali, per violazione degli artt. 97, 117, 118, 119 e 121 della Costituzione, del principio della leale cooperazione, della legge n. 730 del 1986, delle ordinanze del Ministero per il coordinamento della protezione civile del 24 novembre 1986 e del 4 luglio 1987, nonché della legge della Regione Campania n. 12 del 1997. La Regione assume anzitutto che la legge n. 730 del 1986 - cui evidentemente la volontà del Ministero non potrebbe non conformarsi - nel disporre l'imposizione allo Stato dell'onere finanziario non ha previsto «alcuna ipotesi di svincolo dell'obbligo di finanziamento», onde la conseguenza che lo Stato dovrebbe adempierlo sino alla cessazione dei rapporti di lavoro de quibus ovvero alla trasformazione dei rapporti stessi ad opera della Regione (titolare della competenza in materia di ordinamento degli uffici ed organizzazione del personale), mediante il transito nei ruoli ordinari della Regione medesima.