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E' passato, quindi, a commentare criticamente la circostanza per cui, nell'attuale contingenza storica, l'Iran continua a pagare ingiustamente le conseguenze, anche economiche, dell'unilateralismo americano, che si è di nuovo manifestato negli ultimi giorni attraverso la nefasta decisione di considerare i pasdaran - ovvero un corpo ufficiale dell'esercito iraniano, che, tra l'altro, ha giocato un ruolo fondamentale nella lotta contro l'ISIS in Siria - come un'entità terroristica. Il presidente Falahatpisheh si è soffermato poi sulla situazione in Libia, mettendo in rilievo come, anche rispetto a tale Paese, siano in atto forti ingerenze esterne, notoriamente da parte dell'Arabia Saudita, che mirano a destabilizzarne pericolosamente la pace e l'equilibrio geopolitico. L'Iran, da parte sua, ripone numerose aspettative nei confronti dell'Italia e dell'Europa, culla di civiltà millenarie, che sono state portatrici di valori universali, tenuti in grande considerazione nel proprio Paese: al riguardo, basti considerare la cultura giuridica derivante dall'epoca romana, che sostiene il rispetto delle regole del diritto internazionale, che, invece, è oggi platealmente violato dal presidente Trump. Secondo l'oratore, la predisposizione dell'Iran a ritrovare nell'Europa un partner con cui intavolare una speciale collaborazione sembra, invece, non essere corrisposta dagli europei, i quali, a parole dichiarano di voler instaurare una reale partnership con l'Iran, ma, poi, nei fatti, finiscono con allinearsi alle posizioni aggressive del loro alleato americano. Il presidente Petrocelli ha replicato ringraziando per l'opportunità di svolgere una proficua visita di approfondimento della realtà iraniana, e ribadendo la forte convinzione del nuovo Governo in carica in Italia di rafforzare, in modo sostanziale, i contatti e le relazioni tous azimuts con il popolo ed il Governo dell'Iran, nel solco della tradizionale e consolidata amicizia esistente tra i due Stati. Ha tenuto, quindi, a sottolineare che l'Italia reputa l'Iran un player cruciale per l'equilibrio e la stabilità dell'intera regione medio-orientale e del Golfo persico, considerando ciò un dato di fatto imprescindibile e di cui, conseguentemente, tutti devono tenere conto. Ha espresso, in seguito, la piena solidarietà del Senato italiano per i recenti eventi alluvionali che hanno flagellato larghe zone dell'Iran, ricordando, al riguardo, che un aereo italiano è in procinto di portare aiuti di prima necessità per le popolazioni colpite. Quanto, infine, all'instaurazione di una collaborazione strutturale tra le due Commissioni esteri, il presidente Petrocelli ha fatto presente che la relativa bozza di protocollo, elaborata congiuntamente, deve essere sottoposta al vaglio finale della Commissione del Senato e, successivamente, potrà essere sottoscritta tra le parti. Avuto riguardo a tale ultimo aspetto, il presidente Falahatpisheh ha concordato con tale procedura e tale tempistica, esprimendo l'augurio che detto protocollo possa essere firmato in un'ulteriore occasione di incontro. La seconda riunione ha avuto luogo con l'onorevole Parvaneh Salahshouri, Presidente del Gruppo parlamentare di Amicizia Iran-Italia, la quale ha prospettato l'avvio di una nuova fase di promozione delle relazioni parlamentari bilaterali, partendo dal presupposto che i due Paesi sono accomunati da una storia millenaria, che spinge, per un'empatia naturale, ad una mutua collaborazione. In proposito, il presidente Petrocelli ha informato che, presso il Parlamento italiano, è stato da poco istituito, nell'ambito dell'UIP, il corrispettivo Gruppo di amicizia Italia-Iran, che ha come Presidente il senatore Dario Parrini, garantendo che, appena sarà operativo, il suddetto Gruppo incontrerà l'Ambasciatore dell'Iran a Roma per mettere in cantiere le prime linee di azione ed i programmi di attività. Secondo l'onorevole Salahshouri, la collaborazione tra i due Paesi, grazie anche all'azione dei suddetti Gruppi di amicizia, potrà essere di grande aiuto soprattutto in questo difficile periodo storico che registra l'inasprimento del regime sanzionatorio verso l'Iran. Al riguardo, ha chiesto al suo interlocutore italiano di far veicolare un messaggio molto importante: l'Iran è un Paese pacifico, diversamente da quanto descritto dai media occidentali, che vuole vivere in equilibrio con i vicini dell'area. Qualora, malauguratamente, dovesse essere realizzato un attacco militare degli Stati Uniti contro il proprio Paese, le successive conseguenze si ripercuoterebbero non solo sull'Iran, ma avrebbero effetti sul mondo intero. A suo modo di vedere, sarebbe, invece, fortemente auspicabile incrementare lo scambio di aiuti scientifici ed umanitari in entrambe le direzioni Occidente-Iran, in quanto questi ultimi, notoriamente, producono effetti che vanno a giovamento dei popoli. A tale riguardo, il presidente Petrocelli ha reiterato la solidarietà per le vittime degli eventi alluvionali intercorsi nelle scorse settimane, preconizzando la possibilità di uno scambio di esperienze tecniche, anche mediante un'unità di geologi, considerato che l'Italia ha un consolidato sistema di protezione civile, specializzato anche nel dissesto idrogeologico. In seguito, si è realizzata la possibilità di incontrare il Presidente del Majlis (Parlamento), onorevole Ali Larjiani, a cui si è rivolto il presidente Petrocelli, mettendo in risalto come il nuovo Esecutivo italiano, scaturito dalle elezioni del 2018, abbia la convinta intenzione di essere più vicino all'Iran e alle esigenze del popolo iraniano. Il presidente Larjiani, nel confermare tale punto di vista, ha messo in rilievo la profondità delle radici storiche esistenti tra i due Paesi e ringraziato per le parole sincere di vicinanza. A suo modo di vedere, anche e soprattutto dal versante parlamentare, il contatto diretto tra le Commissioni esteri può fare molto per imbastire una rafforzata cooperazione tra i due Paesi. Ha chiesto, quindi, delucidazioni in merito alle perplessità italiane nella realizzazione del waiver petrolifero da parte di ENI. Su quest'ultimo punto, il presidente Petrocelli ha spiegato che effettivamente esistono delle difficoltà, in quanto ENI rappresenta, come noto, una società che agisce in un contesto di libero mercato e, conseguentemente, non avendo ricevuto assicurazioni sui cosiddetti contratti ancillari, ha ritenuto di non avvalersi dell'esenzione temporanea concessa dagli Stati Uniti. Il presidente Larjiani ha, quindi, chiesto lumi sulla posizione italiana in Libia, specificando che, a suo avviso, l'Unione europea dovrebbe assumere una posizione più assertiva, soprattutto per quanto concerne l'appoggio alle varie fazioni in lotta. Quanto alle relazioni UE-Iran, ha auspicato che giunga finalmente il momento di passare dalle parole di solidarietà a fatti concludenti, soprattutto in materia di acquisto del greggio iraniano e di sanzioni. A tale proposito, il presidente Petrocelli, dopo aver spiegato l'atteggiamento dell'Italia nel complicato scacchiere libico, ha sottolineato che il proprio Governo riconosce senza alcuna remora il ruolo dell'Iran nella lotta contro l'ISIS, nonché la sua funzione fondamentale di interlocutore primario nella regione mediorientale.