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Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 4.15, che prevede l'introduzione di una clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano, attualmente non presente all'articolo 4. Viene pertanto posto in votazione e respinto l'emendamento 4.15 (identico all'emendamento 4.16). Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 4.17, sottolineando come il tema delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome non sia stato adeguatamente considerato nel testo del decreto-legge. Dopo un breve intervento del senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), vengono separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 4.17 e 4.18. Il senatore FERRAZZI ( PD ) interviene in dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 4.19, diretto a prevedere per i beni sottoposti a tutela un termine più ampio per l'approvazione dei progetti da parte delle Sovrintendenze. Fa presente infatti che imporre termini troppo ristretti non consente di accelerare l' iter di realizzazione dei lavori ma, al contrario, rischia di bloccarli. L'emendamento 4.19 (identico all'emendamento 4.20) viene pertanto posto in votazione e respinto. Il senatore DESSI' ( M5S ) aggiunge la propria firma all'emendamento 4.21 e lo ritira. Vengono separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 4.22, 4.23, 4.25 e 4.26. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 4.27, che prevede che i commissari debbano operare nel rispetto delle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici anziché in deroga a tali disposizioni. Ricorda al riguardo la posizione assunta dai senatori del Movimento 5 Stelle nella scorsa legislatura nel corso dell'esame del decreto-legge n. 133 del 2014 (cosiddetto sblocca Italia), in cui vi fu addirittura una denuncia alla Procura della Repubblica. Il Movimento 5 Stelle infatti dovrebbe essere particolarmente sensibile sul tema della legalità, rispetto al quale mal si concilia pertanto quanto previsto dal decreto-legge in esame laddove stabilisce per i commissari la possibilità di derogare alle norme in materia di contratti pubblici. Interviene incidentalmente la presidente MORONESE facendo presente che la ricordata denuncia alla Procura della Repubblica venne avanzata da altri Gruppi parlamentari e non comunque da quello del Movimento 5 Stelle. Ricorda peraltro che la protesta nei confronti del decreto-legge "sblocca Italia" fu condotta in modo assolutamente pacifico. Prende la parola al riguardo la senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) specificando che non fu da parte del proprio Gruppo che vennero effettuate denunce alla Procura della Repubblica. Vengono separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 4.27, 4.28 e 4.29. Viene posto in votazione ed approvato l'emendamento 4.500. Vengono quindi separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 4.31 e 4.32. Viene posto in votazione ed approvato l'emendamento 4.501. Vengono separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 4.34 e 4.35. Viene posto in votazione ed approvato l'emendamento 4.36. Vengono separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 4.37 (identico all'emendamento 4.38) e 4.41. Viene posto in votazione ed approvato l'emendamento 4.43. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) interviene, in sede di dichiarazione di voto, sull'emendamento 4.45, sottolineando ancora una volta il rilievo per il Paese dell'adozione di misure che consentano, in tempi certi ed effettivi, la prosecuzione delle attività per la realizzazione di un'opera strategica quale la linea AV/AC terzo valico dei Giovi. Più in generale, il senatore Mallegni prende atto, nel momento in cui l'esame degli emendamenti riferiti al provvedimento in titolo si avvia alla conclusione, che l'atteggiamento responsabile e collaborativo dimostrato dal Gruppo Forza Italia non è stato recepito dai Gruppi di maggioranza. Il lavoro del Gruppo Forza Italia sulle proposte emendative si è così rivelato praticamente inutile a fronte di una chiusura dei Gruppi di maggioranza che, anche per le modalità concrete con le quali si è svolta l'interlocuzione con i Gruppi di opposizione, appare ingiustificabile e in contrasto con le regole sostanziali di una corretta dialettica parlamentare. Ribadisce in conclusione la propria richiesta che, in conformità con gli accordi intercorsi, i lavori delle Commissioni riunite non procedano oltre la mezzanotte di martedì 21 maggio. Il relatore SANTILLO ( M5S ) contesta le affermazioni del senatore Mallegni circa le modalità dell'interlocuzione fra i Gruppi di maggioranza e quelli di opposizione. Al riguardo, ritiene sufficiente richiamare l'attenzione, a titolo esemplificativo, sul fatto che, fra gli emendamenti dei Gruppi di opposizione, soppressivi del n. 4 della lettera n) del comma 1 dell'articolo 1 - e cioè su una questione certamente non marginale - approvati dalle Commissioni riunite, vi è anche l'emendamento 1.304 del senatore Mallegni. La relatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) contesta, a sua volta, le affermazioni del senatore Mallegni rilevando come non solo non sia corretto sostenere che i Gruppi di maggioranza non si sono attenuti alle regole sostanziali di una corretta dialettica parlamentare, ma che la vicenda della presentazione di un testo 2 dell'emendamento 19.0.1 - a quanto risulta da parte dello stesso senatore Mallegni che dell'emendamento medesimo non era neppure firmatario e senza informare la prima firmataria dell'emendamento medesimo - e del successivo ritiro di tale nuova formulazione - annunciato all'inizio di questa seduta da parte della Presidenza - dimostra che semmai è lo stesso senatore Mallegni a non mostrare rispetto per quelle regole. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) contesta quanto affermato dalla relatrice Faggi precisando che egli non ha presentato alcuna nuova formulazione per il citato emendamento, ma si è limitato ad aggiungere la propria firma a quella che riteneva la formulazione in essere dell'emendamento. Ha aggiunto la firma al testo 2 nel momento in cui, oggi pomeriggio, quella risultava essere la formulazione della proposta. Ritirata tale riformulazione nella seduta in corso, ha aggiunto la propria firma alla versione originaria dell'emendamento. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) rileva che la disponibilità delle forze di opposizione ad una collaborazione costruttiva - alla luce del modo in cui si è svolto l'esame degli emendamenti che si avvia ormai alla conclusione - non ha più ragion d'essere ed è evidente che la sua parte politica, come gli altri Gruppi di minoranza, non potrà non tenere conto di un atteggiamento di chiusura della maggioranza e del Governo che appare non solo irragionevole nel merito, ma anche del tutto ingiustificato sul piano del metodo.