[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenei giudizi promossi con ricorsi dalle province autonome di Trento e di Bolzano, notificati il 14 e il 16 febbraio 2000 e depositati in cancelleria il 17 febbraio e il 7 marzo 2000, per conflitti di attribuzione sorti a seguito del decreto in data 18 ottobre 1999 del Ministro della funzione pubblica emanato di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro della sanità, recante "Modalità di trasferimento dei contributi a favore dell'ARAN per il comparto sanità, ai sensi dell'art. 50, comma 8, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29" ed iscritti al n. 8 e n. 12 del registro conflitti 2000. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 10 luglio 2001 il giudice relatore Carlo Mezzanotte; Uditi gli avvocati Giandomenico Falcon per la provincia autonoma di Trento, Sergio Panunzio per la provincia di Bolzano e l'Avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso ritualmente notificato e depositato, la provincia autonoma di Trento solleva conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione al decreto del Ministro della funzione pubblica 18 ottobre 1999, concernente "Modalità di trasferimento dei contributi a favore dell'ARAN per il comparto sanità, ai sensi dell'art. 50, comma 8, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29". Il decreto ministeriale stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 1999, tutte le amministrazioni del comparto "Personale del Servizio sanitario nazionale" devono contribuire al finanziamento dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), includendo anche le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tra i soggetti obbligati al finanziamento (art. 2, comma 1) e autorizzando il Ministero del tesoro, in caso di inadempienza, a trattenere gli importi relativi sulle erogazioni ad esse spettanti a carico del Fondo sanitario nazionale, ovvero per le regioni e le province autonome, che non accedono al Fondo sanitario, sulle somme ad esse spettanti a qualsiasi titolo (art. 2, comma 2). Ad avviso della ricorrente, tale decreto sarebbe lesivo della autonomia finanziaria, garantita alle province autonome dal Titolo VI del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), delle attribuzioni ad esse spettanti in materia di ordinamento degli uffici provinciali e del personale e in materia di sanità, ai sensi dell'art. 8, numero 1, dell'art. 9, numero 10, e dell'art. 16 dello stesso d.P.R., nonché delle relative norme di attuazione, e dell'art. 50, comma 16, del d.lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego a norma dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), che riconosce la specifica autonomia delle province autonome in materia di contrattazione collettiva. La ricorrente rileva che la previsione dell'art. 50, comma 8, del d.lgs. n. 29 del 1993, secondo il quale le risorse dell'ARAN derivano da contributi posti a carico delle singole amministrazioni dei vari comparti, corrisposti in misura fissa per dipendente in servizio, va coordinata con quella del comma 16 dello stesso art. 50, il quale consente alle regioni e alle province autonome di avvalersi, per la contrattazione collettiva di loro competenza, di agenzie tecniche istituite con legge regionale o provinciale ovvero dell'assistenza dell'ARAN. La ricorrente precisa, a questo proposito, che, avvalendosi di tale facoltà, con legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (Revisione dell'ordinamento del personale della provincia autonoma di Trento) ha disciplinato, tra l'altro, la contrattazione collettiva provinciale, ivi compresa quella relativa al personale del servizio sanitario, affidando il compito di rappresentare l'amministrazione provinciale all'agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale, istituita con legge provinciale 3 settembre 1993, n. 23. In tale quadro, la pretesa statale si risolverebbe nell'affermazione di un presunto onere di partecipazione della provincia alla gestione di una struttura statale e di un misconoscimento delle diverse autonomie che lo statuto assicura alle province autonome. Autonomamente lesivo delle attribuzioni provinciali sarebbe poi, ad avviso della ricorrente, l'art. 2, comma 2, del decreto del Ministro della funzione pubblica, il quale, in caso di inadempienza, autorizza il Ministero del tesoro a trattenere l'importo dovuto, precisando che, per le regioni a statuto speciale e le province autonome che non accedono al Fondo sanitario nazionale, il Ministero del tesoro è autorizzato a trattenere quanto dovuto a valere sulle somme alle stesse spettanti a qualsiasi titolo e a versarlo direttamente all'ARAN. La ricorrente rileva che la infondatezza della pretesa statale di partecipazione delle province autonome agli oneri di gestione dell'ARAN dovrebbe comportare anche la inapplicabilità del meccanismo di determinazione e di erogazione di tale partecipazione. In ogni caso, la provincia ritiene che la disposizione in questione sia invasiva delle proprie attribuzioni, in quanto introduce un unilaterale potere ministeriale di riduzione dei trasferimenti ad essa dovuti in spregio all'autonomia finanziaria provinciale. 2. - Anche la provincia autonoma di Bolzano solleva conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione al citato decreto del Ministro della funzione pubblica 18 ottobre 1999. La ricorrente ricorda che, nell'esercizio delle competenze ad essa costituzionalmente attribuite e fatte salve dall'art. 50, comma 16, e dall'art. 73, comma 1, del d.lgs. n. 29 del 1993, è stata approvata la legge provinciale 10 agosto 1995, n. 16 (Riforma dell'ordinamento del personale della provincia), la quale prevede che la contrattazione collettiva riguardante il personale provinciale si svolge in modo del tutto autonomo in ambito provinciale e che la parte negoziale pubblica viene nominata dalla giunta provinciale e deve attenersi alle direttive impartite dalla medesima. Ciò premesso, la provincia autonoma di Bolzano, affermando di non essersi mai avvalsa dell'ARAN per la contrattazione collettiva in ambito provinciale, sostiene che la pretesa dello Stato di una contribuzione al finanziamento dell'ARAN, sarebbe lesiva delle attribuzioni e dell'autonomia finanziaria garantita dai già indicati parametri statutari. La provincia di Bolzano censura, in particolare, la previsione contenuta nell'art. 2, comma 2, del decreto impugnato, essendo infatti evidente sia la mancanza di qualsiasi fondamento legislativo del potere di trattenere gli importi ritenuti dovuti, sia la violazione dei principi che regolano l'esercizio dei poteri sostitutivi. 3.