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Gli Stati membri possono imporre tale nuova valutazionz. 4. Al valore contabile di cui al paragrafo 2, lettera a), o all'importo corrispondente alal frazione del patrimonio netto dell'impresa associata di cui al paragrafo 2, lettera b), è sommato o detratto l'importo della variazione della frazione del patrimonio netto dell'impresa associata rappresentata da tale partecipazione intervenuta nel corso dell'esercizio; da esso è detratto l'importo dei dividendi corrispondente alla partecipazione. 5. Se la differenza positiva di cui al paragrafo 2, lettera a) o lettera b), non è collegabile ad una categoria di elementi dell'attivo o del passivo, essa è trattata conformemente agli articoli 30 e 39, paragrafo 3. 6. La frazione dell'utile o della perdita dell'impresa associata attribuibile a tali partecipazioni è iscritta nel conto profitti e perdite consolidato in una voce specifica dal titolo corrispondente. 7. Le eliminazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), sono effetuate qualora ne siano noti o accessibili gli elementi. Si applica l'articolo 26, paragrafi 2 e 3. 8. Se un'impresa associata redige conti consolidati, le disposizioni dei paragrafi che precedono si applicano al patrimonio netto iscritto in tali conti consolidati. 9. Il presente articolo può non essere applicato quando le partecipazioni nel capitale dell'impresa associata presentino solo un interesse irrilevante nei riguardi dell'obiettivo dell'articolo 16, paragrafo 3". - Il regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, detta disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia. L'art. 32, comma 1, lettera a), recita: "Le aziende di credito soggette alle disposizioni della presente legge dovranno attenersi alle istituzioni che l'Ispettorato (21) comunicherà conformemente alle deliberazioni del Comitato dei Ministri (22), relativamente: a) alle forme tecniche dei bilanci e delle situazioni periodiche delle aziende sottoposte al suo controllo ed ai termini e modalità per la formazione, la pubblicazione e l'invio dell'Ispettorato delle situazioni periodiche stesse". - La legge 7 marzo 1938, n. 41, concerne la conversione in legge del regio decreto legge n. 375/1936. - La legge 10 febbraio 1981, n. 23. riguarda i conferimenti al capitale ed al fondo di dotazione di istituti ed enti di credito di diritto pubblico. modifica la legge 11 aprile 1953, n. 298, concernente lo sviluppo dzell'attività creditizia nel campo industriale nell'Italia meridionale ed insulare; la fusione per incorporazione dell'Istituto di credito per le imprese di pubblica utilità nel Consorzio di credito per le opere pubbliche. L'art. 14 recita: "Art. 14 - Agli istituti o enti che hanno per oggetto la raccolta del risparmio a medio e lungo termine si applicano le disposizioni dei titoli V, VI, VII e VIII del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, convertito con la legge 7 marzo 1938, n. 141, e successive modificazioni e integrazioni, ad eccezione di quelle contenute negli articoli 32, 33 e 35. Gli istituti ed enti suddetti dovranno attenersi alle istruzioni che la Banca d'Italia comunicherà, conformemente alle deliberazioni del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, relativamente alle forme tecniche dei bilanci e delle situazioni periodiche nonché ai criteri per limitare la concentrazione dei rischi. La Banca d'Italia ha facoltà, nei confronti dei medesimi istituti ed enti, di ordinare la convocazione delle assemblee dei soci e degli enti partecipanti, nonché dei consigli di amministrazione e di altri organi amministrativi, quando lo ritenga necessario. La Banca d'Italia ha inoltre facoltà di dare ai detti istituti ed enti le necessarie direttive nel caso in cui i loro debitori risultino in manifesto stato di inadempienza. È abrogato l'articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stto 23 agosto 1946, n. 370".