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ebbene, quello stesso dirigente, che contro la legge anticorruzione è da venticinque anni in questo ambito un tantino delicato e soprattutto dall'alto valore economico e finanziario, ha deciso, dopo aver consultato gli interessati, cioè i beneficiati, che ai concessionari autostradali viene dato un ristoro del 100 per cento, anche se non c'è una riduzione del fatturato che arriva al 33 per cento, che - guarda caso - è proprio ciò che accade con Autostrade per l'Italia di Atlantia Benetton. Ci sarebbe molto altro da dire, ma ho solo dieci minuti a disposizione. Si tratta di vicende che vanno avanti da anni, su cui il Governo regolarmente non risponde alle interrogazioni. Il Governo, che riceve una delega per approvare leggi che - come già dovrebbero fare, evidentemente - tutelino la legalità, la trasparenza e la concorrenza e prevengano procedure di infrazione da parte dell'Unione europea, cominci a farlo molto prima della redazione del testo - a proposito del quale, giustamente, si auspicava che se ci deve essere un testo, deve essere fatto in fretta - rispetti la legge, risponda all'interrogazione e, se deve fare regali, li faccia alla gente che ha bisogno e non ai miliardari, che hanno gravissime responsabilità sulla coscienza, come nel crollo del ponte Morandi, così come la magistratura sta accertando in questi mesi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Margiotta. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, concludiamo oggi in maniera virtuosa il lavoro fatto dal Parlamento sul codice degli appalti. Questo lavoro è iniziato in questa sede bene (ne do atto ai relatori, senatrice Pergreffi e senatore Cioffi, ma anche al vice ministro Bellanova, che ha seguito i lavori) in una dinamica virtuosa (uso lo stesso termine di prima) tra Governo e Parlamento: il Governo fa la sua proposta e il Parlamento prova a migliorarla. Questa volta, come ha detto il senatore Mallegni, è stato un evento (negli appunti l'avevo definito rara avis ) e abbiamo anche riscoperto le virtù del bicameralismo. So di essere rimasto in Italia praticamente l'unico tifoso del bicameralismo, forse - anzi, certamente - insieme al senatore Zanda. Infatti, chi l'ha pensato ha ritenuto che attraverso la navetta non necessariamente si perdesse tempo. Tante volte, attraverso la navetta, si migliorano le leggi e ciò è quanto accaduto esattamente in questo caso. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro e la Camera ha aggiunto delle cose, implementando e migliorando quel che avevamo fatto noi. Ne usciamo - tutti noi e il Paese - con una legge assolutamente migliorata rispetto al testo iniziale, nel migliore spirito di collaborazione tra le Camere e con il Governo, facendo bene fino in fondo il nostro mestiere. Sul codice degli appalti mi è capitato già di dire che c'è stato un errore di fondo, ossia la divisione tra i detrattori tout court e i fan tout court del testo che abbiamo scritto nella scorsa legislatura. In verità, così come per ogni legge, c'erano del molto buono e qualcosa da migliorare. La verità è che non si è mai riusciti a concludere quel lavoro. Alcune direttive (più che leggi) di soft law che dovevano essere fatte non sono state adottate. Di fatto, quel testo non è mai entrato in vigore. I successivi interventi hanno reso necessario, ancora una volta, provare a scrivere una legge delega che, poi, attraverso i decreti attuativi, ci desse un quadro completo e non voglio dire immutabile, ma almeno - mi auguro - non mutato 100 volte, in diversi aspetti, durante un solo anno di legislatura. Proviamoci. C'è ancora qualcosa da migliorare. Del vecchio codice si perde la centralità della progettazione. Il collega De Bertoldi - ho condiviso il suo intervento in questa parte e non in altre - ha evidenziato come alcune storture che riguarderanno i liberi professionisti possono derivare dall'aver superato il precedente codice. Dobbiamo essere attenti nei decreti attuativi, ma ci tornerò. In prima lettura questo ramo del Parlamento è stato soprattutto attento, da un lato, a introdurre elementi di semplificazione, efficienza e rapidità e, dall'altro, a non perdere mai di vista le altre questioni cruciali quando si parla di appalti: la trasparenza, la sicurezza dei lavoratori e la sostenibilità ambientale. Alla Camera dei deputati è soprattutto su questi ultimi aspetti che si è intervenuti, mentre sull'altra parte il nostro testo rimane praticamente intatto. La Camera è intervenuta soprattutto sul ripristino dell'obbligo della clausola sociale. Sia chiaro, io sono sufficientemente convinto che già nel nostro lavoro tale rispetto fosse chiaro, ma la Camera ha ritenuto di dover sottolineare ancor di più quanto noi avevamo scritto. Ben venga. È ovvio che il rispetto della clausola sociale è tema a cui tutti teniamo in maniera unanime. Il passaggio tra l'appaltatore e chi subentra, secondo me fatto sempre positivo nel quadro di un clima di concorrenza e competizione delle imprese, non deve e non può mai essere pagato dai lavoratori che improvvisamente si trovano messi fuori dall'occupazione, senza averne colpa e magari essendo stati bravissimi. Ci sono casi di questo tipo molto noti e conosciuti a tutti (ultimamente se ne è parlato molto a proposito di ITA). Dunque, era bene essere ancora più precisi, ma sono sicuro che su questi aspetti il collega Mirabelli si pronuncerà meglio di me in sede di dichiarazione di voto. Un'altra soddisfazione (lo ha detto il collega Mallegni e ricordato la relatrice) deriva dal fatto che abbiamo lavorato per ottenere in maniera strutturale la possibilità - anzi, l'obbligo - di aggiornamento e revisione dei prezzi qualora ve ne siano le condizioni. Ciò avverrà quando il codice entrerà in funzione, quindi l'anno venturo, dopo i decreti attuativi. Dico peraltro al vice ministro Bellanova che siamo stati anche bravi a rispettare i termini che ci erano stati dati per questa riforma; il termine era il mese di giugno, quindi ci riusciamo. Se poi saranno altrettanto bravi a fare i decreti, rispetteremo totalmente i tempi. Nel frattempo, in attesa che questa riforma diventi operativa, il Governo, probabilmente anche grazie al fatto che avevamo aperto la strada con questo decreto, è intervenuto più volte sull'aggiornamento dei prezzi, da ultimo con il decreto-legge aiuti, che in questo momento è in discussione alla Camera. Oggi in Commissione è stato approvato un mio ordine del giorno, che riguarda un tema molto specifico, apparentemente puntuale, ma secondo me importante. Nella legge scriviamo che le prestazioni professionali non devono essere gratuite, se non in casi eccezionali; con l'ordine del giorno chiediamo che nel decreto sia ben chiaro che i casi eccezionali siano davvero tali. Il senatore Cioffi ha elegantemente evidenziato alcune storture del lavorare gratis e non ci torno. Io vorrei sottolineare il valore etico del lavoro e della retribuzione di un lavoro svolto, cosa dal mio punto di vista assolutamente essenziale nella vita sociale in generale e quindi anche per i professionisti. Concludo, Presidente. Oggi abbiamo avuto in Commissione Ferrovie dello Stato. Do questi numeri, perché sono interessanti.