[massime]

SENT. 302/05 A. DEMANIO - TRASFERIMENTO DI BENI DEL DEMANIO IDRICO E MARITTIMO DELLO STATO ALLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA - ESCLUSIONE DI TALUNE TRATTE DEL TORRENTE JUDRIO E DEI FIUMI TAGLIAMENTO E LIVENZA - RICORSO DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA - DENUNCIATA LESIONE DELLE PREROGATIVE REGIONALI - SPETTANZA ALLO STATO, E PER ESSO AL PROVVEDITORATO REGIONALE ALLE OPERE PUBBLICHE - MAGISTRATO ALLE ACQUE DI VENEZIA, DELLA POTESTÀ IN CONTESTAZIONE.. Spetta allo Stato, e per esso al Provveditorato regionale alle opere pubbliche – Magistrato alle acque di Venezia – invitare, con nota del 3 aprile 2003, n. prot. 2096, le Agenzie del demanio a non procedere al trasferimento degli immobili adibiti a casello e/o magazzino idraulico, funzionali ad assicurare il servizio di piena nella tratta del torrente Judrio che delimita il confine di Stato e nelle tratte dei fiumi Livenza e Tagliamento che delimitano il confine tra le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La tesi della ricorrente, che intende attribuire alla stessa le funzioni amministrative, diverse dai “compiti nazionali” di cui all’art. 88 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sui beni del demanio idrico restati allo Stato non è condivisibile alla luce del chiaro parallelismo tra titolarità del bene demaniale (e relative pertinenze) ed esercizio delle relative funzioni amministrative di gestione e cura, posto dagli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 25 maggio 2001, n. 265. In quest’ambito, infatti, lungi dal configurare competenze accessorie o ulteriori alla ricorrente, come dalla stessa dedotto sulla base di una errata interpretazione dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo n. 265 del 2001, viene, dalla medesima norma, specificato il contenuto delle funzioni trasferite alla Regione speciale ai sensi del precedente art. 2, salvaguardando l’esercizio unitario dei compiti di indirizzo e di programmazione.