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CAPO II DELLE AUTORITÀ ACCADEMICHE Art. 3. - Il governo della università appartiene alle seguenti autorità: 1) rettore; 2) Corpo accademico; 3) senato accademico; 4) consiglio di amministrazione; 5) presidi delle facoltà; 6) consigli delle facoltà. Art. 4. - Il rettore è eletto a maggioranza di voti dal Corpo accademico. Dura in carica un triennio e può essere rieletto. Il rettore: 1) rappresenta l'università; 2) ha l'alta vigilanza sulla biblioteca e sugli stabilimenti della università; 3) esercita l'autorità disciplinare sul personale di ogni categoria addetto all'università; 4) provvede all'esecuzione delle deliberazioni del senato accademico e del consiglio di amministrazione; 5) cura l'osservanza di tutte le norme concernenti l'ordinamento universitario e dà esecuzione ai provvedimenti presi dal Ministro; 6) esercita tutte le altre attribuzioni che gli sono demandate dalle norme generali e speciali concernenti l'ordinamento universitario. In caso di assenza o di impedimento il rettore è sostituito dal professore più anziano del corpo accademico. Art. 5. - Il Corpo accademico è composto di tutti i professori di ruolo della Università e presieduto dal professore più anziano. Il Corpo accademico viene convocato: a) per provvedere alla elezione del rettore; b) per ogni altra circostanza che lo renda necessario. Art. 6. - Il senato accademico è composto: a) dal rettore che lo presiede; b) dai presidi delle facoltà che costituiscono l'università. Alle adunanze del senato accademico partecipa, con voto consultivo, il direttore amministrativo, il quale esercita le funzioni di segretario del senato stesso. Il senato accademico esercita tutte le attribuzioni che gli sono demandate dal testo unico delle leggi sull'istruzione superiore e dal regolamento generale universitario e da tutte le altre norme generali e speciali concernenti l'ordinamento universitario. Art. 7. - Il consiglio di amministrazione si compone: a) del rettore che lo presiede; b) di tre membri designati collegialmente dai presidi delle facoltà che costituiscono l'università; c) di un rappresentante del Governo, scelto dal Ministro per la pubblica istruzione; d) del direttore amministrativo; e) di tre rappresentanti, rispettivamente della provincia, della camera di commercio, industria e agricoltura e del comune. Altri enti e privati, qualora concorrano al mantenimento della università con un contributo superiore a L. 40.000.000 a fondo perduto o un contributo annuo non inferiore a L. 10.000.000, hanno pure diritto di designare, ciascuno, un proprio rappresentante. Il numero dei membri indicati nella lettera b) è aumentato di tanti componenti quanti sono i membri di cui al comma precedente. Le funzioni di segretario del consiglio di amministrazione sono esercitate dal direttore amministrativo. Il consiglio di amministrazione dura in carica un biennio accademico: i componenti di esso possono essere confermati. I rappresentanti di cui alla lettera c) ed e), ove senza giustificati motivi non intervengano a tre adunanze consecutive, decadono dall'ufficio e vengono sostituiti. Art. 8. - Il consiglio di amministrazione delibera a maggioranza assoluta di voti. A parità di voti, prevale il voto del presidente. Le sue deliberazioni sono valide soltanto allorché vi intervenga la metà più uno dei rappresentanti assegnati al consiglio stesso. Il consiglio di amministrazione ed il suo presidente esercitano le funzioni che sono ad essi devolute dall'art. 6, dall'art. 12, dall'art. 58 e seguenti del testo unico delle leggi sulla istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 e dalle norme contenute negli articoli 15, 16 e 17 del regolamento generale universitario. Art. 9. - Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente nei modi e tempi stabiliti dall'art. 16 del regolamento generale universitario. Art. 10. - I presidi delle facoltà sono eletti a maggioranza di voti dal consiglio della facoltà tra i professori di ruolo della stessa e nominati dal rettore. Durano in carica un triennio e possono essere rieletti. In caso di assenza o di impedimento del preside, ne fa le veci il professore di ruolo più anziano della rispettiva facoltà. Quando i professori di ruolo di una facoltà sono meno di tre, il preside è nominato dal rettore e può essere scelto anche tra i professori di ruolo appartenenti ad altra facoltà. Ai presidi sono demandate le attribuzioni di cui all'art. 8 del regolamento generale universitario. Art. 11. - Il consiglio della facoltà si compone del preside che lo presiede, e, di regola, di tutti i professori di ruolo appartenenti alla facoltà. Alle adunanze concernenti determinati oggetti, con particolare riguardo all'ordinamento didattico, possono essere chiamati, per sentirne il parere, anche i professori di ruolo che vi abbiano insegnamenti ufficiali, appartenenti ad altra facoltà, università o istituto, nonché professori incaricati e due rappresentanti dei liberi docenti. Le funzioni di segretario sono esercitate dal più giovane dei professori di ruolo. Il consiglio di facoltà ha le attribuzioni di cui all'art. 10 del regolamento generale universitario e all'art. 16 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore. Art. 12. - Il direttore amministrativo esercita le funzioni previste dall'art. 3 della legge 6 luglio 1940, n. 1038, e di conseguenza sovraintende, in conformità delle disposizioni del rettore e delle autorità accademiche, a tutti i servizi amministrativi e contabili ed ha la direzione degli uffici di segreteria. Egli è inoltre responsabile dell'osservanza delle norme legislative e regolamentari. CAPO IV DEL PERSONALE INSEGNANTE Art. 38. - L'insegnamento ufficiale è impartito da professori di ruolo (ordinari, straordinari, aggregati) e da professori incaricati. I ruoli organici dei professori di ruolo (ordinari e straordinari) e dei professori aggregati delle singole facoltà sono determinati dalle rispettive tabelle A e A-bis annesse al presente statuto. Ai posti vacanti presso ciascuna facoltà si provvede nei modi previsti dalle vigenti disposizioni per la nomina del corrispondente personale docente delle università statali. Art. 39. - Per quanto riguarda lo stato giuridico e il trattamento economico di attività dei professori di ruolo (ordinari, straordinari e aggregati) si osservano in quanto applicabili le norme vigenti per il corrispondente personale docente delle università statali. Art. 40. - Ai fini del trattamento di previdenza il personale insegnante di ruolo è iscritto all'assicurazione generale per l'invalidità, la vecchiaia ed il superstite, a norma delle vigenti disposizioni. Tale personale ha diritto, inoltre, alla cessazione del servizio, ad una indennità di buonuscita nella misura prevista per i dipendenti statali. Nel caso di decesso durante l'attività di servizio, la predetta indennità di buonuscita è liquidata agli aventi diritto secondo le norme vigenti in materia per il personale statale.