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Si rammenta, inoltre, come le disposizioni del presente disegno di legge rispondano agli obiettivi dichiarati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ovvero « di ripensare all'organizzazione del sistema scolastico con l'obiettivo di fornire soluzioni concrete a due tematiche in particolare: la riduzione del numero degli alunni per classe e il dimensionamento della rete scolastica. In tale ottica si pone il superamento dell'identità tra classe demografica e aula, anche al fine di rivedere il modello di scuola. Ciò consentirà di affrontare situazioni complesse sotto numerosi profili, ad esempio le problematiche scolastiche nelle aree di montagna, nelle aree interne e nelle scuole di vallata ». Pertanto, nel quadro della missione 4 – Istruzione e ricerca, la riforma 1.3 – Riforma dell'organizzazione del sistema scolastico deve essere conseguita, secondo le scadenze previste dal PNRR, entro il quarto trimestre dell'anno 2022. Alla luce delle premesse motivazioni, il presente disegno di legge modifica il citato articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008. L'articolo 1, comma 1, lettera a) , introduce i commi 5- bis e 5- ter dell'articolo 64, al fine di ripristinare il rapporto docenti/alunni in ciascuna classe, recuperando un punto nel rapporto entro l'anno scolastico 2023/2024, tenendo conto delle necessità degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali. Prevede quindi che vengano ridefiniti i criteri e i parametri per la definizione delle dotazioni organiche del personale docente e del personale ATA. La lettera b) del comma 1 abroga i commi 6, 8 e 9 del medesimo articolo 64. L'articolo 2 dispone che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, si provvede a modificare il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, al fine di definire nuovi criteri per la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado. Allo scopo, indica i seguenti princìpi generali: prevedere che la dotazione organica complessiva definita annualmente sia a livello nazionale che per ambiti regionali si basi, tra l'altro, sulla distribuzione degli alunni nelle classi e nei plessi diminuendo il rapporto medio, a livello nazionale, alunni/classe di 0,40, da realizzare nel triennio 2023-2025. Tale principio intende superare quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera e) , del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 81 del 2009; prevedere il divieto di costituire le classi iniziali delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell'infanzia, con un numero di alunni superiore a 20, elevabile fino a 21 qualora residuino resti. Si uniforma, così, fra i vari ordini e gradi della scuola, il numero massimo di alunni per classe; nel caso di presenza di alunni con disabilità, prevedere che le medesime classi non possano essere costituite con più di 18 alunni ovvero, se in presenza di almeno un discente con disabilità grave, con più di 15 alunni. Si tratta di una previsione tassativa, non subordinata ad alcuna condizione, che intende modificare quanto ora previsto dall'articolo 5, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009; prevedere l'obbligo di formare le classi iniziali delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, comprese quelle delle sezioni associate (ex sezioni staccate o coordinate) e delle sezioni di diverso indirizzo o specializzazione funzionanti con un solo corso, con un numero di alunni non inferiore a 18, intendendo modificare quanto ora disposto dall'articolo 16, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, ai sensi del quale il numero non deve essere inferiore, di norma, a 25; prevedere la possibilità di costituire classi iniziali delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado articolate in gruppi di diversi indirizzi di studio, purché le classi stesse siano formate da un numero di alunni complessivamente non inferiore a 18. Non è più prevista la consistenza minima del gruppo di alunni di minore consistenza. La previsione intende modificare quanto ora disposto dall'articolo 16, comma 6, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, ai sensi del quale il numero non deve essere inferiore, di norma, a 27 e il gruppo di alunni di minore consistenza deve essere costituito da almeno 12 unità. Tali modifiche nascono dalla consapevolezza che il processo di insegnamento-apprendimento tanto più risulta efficace quanto più esso possa svolgersi come didattica individualizzata. Ma per creare le condizioni di un insegnamento individualizzato occorre rendere cogente, come presupposto imprescindibile e insuperabile, la norma che prevede, nella costituzione delle classi, il tetto degli alunni per singola classe a non più di 20 e a 15 quando in essa sia presente un alunno con disabilità. Oggi questo limite non è affatto rispettato, dal momento che la locuzione « di norma » contenuta nella stessa legge ne vanifica l'intento. Se, dunque, si vuole rendere effettivo l'obiettivo fondamentale della scuola, che è quello di aiutare ogni singolo allievo (innanzitutto, ma non solo, quello con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento-DSA o con bisogni educativi speciali-BES) a svilupparsi intellettualmente, affettivamente e socialmente, al meglio delle sue possibilità, diventa ineludibile la formazione delle classi con numeri congrui ad affrontare i percorsi didattici, formativi, di partecipazione e socialità dei singoli all'interno del gruppo-classe. L'articolo 3 reca la copertura finanziaria a valere sul Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.. 1 (Modifiche all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) 1 All'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5-bis. A decorrere dall'anno scolastico 2022/2023, ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, sono adottati interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2023/2024, tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.