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Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea. Onorevoli Senatori. -- Capo I - Disposizioni urgenti per il rilancio del settore agricolo Il settore agricolo sta vivendo da alcuni anni un momento congiunturale caratterizzato da notevoli difficoltà su molteplici fronti. Subito dopo la fase della cosiddetta «bolla» dei prezzi delle materie prime e delle commodities agricole (in particolare cereali), registrata tra la fine del 2006 e l'inizio del 2008, proprio mentre i prezzi agricoli subivano drastici ridimensionamenti, sono arrivati sul settore primario gli effetti della crisi economica. Gli effetti della crisi in agricoltura si sono fatti sentire in maniera anche molto pesante, giacché nella dinamica dei prezzi associata alle fasi di recessione le asimmetrie presenti lungo la filiera agroalimentare in termini di potere contrattuale si traducono in un peggioramento della ragione di scambio degli agricoltori e, dunque, della redditività della loro attività d'impresa. Nei cinque trimestri di recessione, la perdita cumulata dell' output agricolo è stata del --3.0 per cento. In particolare, la perdita in termini di numero di imprese attive del settore agricolo è ragguardevole. L'andamento dell'occupazione, in agricoltura caratterizzato da una marcata stagionalità, che già scontava un andamento secolare fortemente decrescente che rimanda alla perdita di peso del settore nell'economia nazionale, ha registrato un'ulteriore perdita di occupazione. Inoltre, la forte contrazione dell'attività economica ha determinato un notevole rallentamento del credito alle imprese. Nonostante tutti gli indicatori congiunturali indichino che il punto più basso del ciclo economico è stato superato e nonostante il fatto che il settore agricolo si è dimostrato quello più resiliente a questa situazione di difficoltà, gli strascichi in termini reali sono ancora notevoli. Non appare quindi più procrastinabile un intervento deciso del Governo in questo settore, che potrebbe essere utilizzato come volano nazionale per una nuova crescita dell'intero sistema Paese. In tale contesto, dopo aver presentato le principali iniziative che si intendevano perseguire per rilanciare il settore agricolo e aver condotto una consultazione pubblica che ha permesso di ampliare e meglio indirizzare l'azione del Governo, è stato predisposto il presente decreto-legge recante le principali misure necessarie e urgenti per avviare concretamente il rilancio del comparto agricolo. Il Titolo del decreto-legge relativo alle misure per la crescita economica si pone l'obiettivo fondamentale di introdurre disposizioni urgenti per il rilancio del settore agricolo. Le misure si concentrano, in particolare, ai fini del rilancio del settore agricolo attraverso il potenziamento del sistema della diffida in campo agroalimentare e il rilancio del settore vitivinicolo. Con questo Titolo, sempre in un'ottica di rilancio del comparto, si intende incidere particolarmente sullo sviluppo del made in Italy , attraverso la previsione di due crediti di imposta mirati, prevedendo, tra l'altro, particolari disposizioni per la tutela della mozzarella di bufala DOP. Vengono inoltre introdotte disposizioni per il sostegno alle imprese agricole condotte dai giovani e per l'incentivazione dell'assunzione a tempo indeterminato, o comunque la stabilizzazione, dei giovani. Tali misure, unitamente alla previsione di deduzioni IRAP per determinati contratti a tempo determinato perseguono anche la finalità di favorire l'emersione dal lavoro sommerso. Infine si introducono delle disposizioni volte a sanzionare la coltivazione di prodotti OGM, che vanno nella direzione nella quale si sta muovendo anche l'Unione europea, se saranno approvate definitivamente le nuove norme che consentiranno agli Stati membri la libertà di scegliere se permettere le coltivazioni OGM sul proprio territorio. Nello specifico, il decreto-legge dispone quanto segue. Art. 1. - (Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese agricole, istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole e potenziamento dell'istituto della diffida nel settore agroalimentare) Le disposizioni di cui al comma 1 hanno la finalità di semplificare e coordinare il sistema dei controlli ispettivi e di assicurare un comportamento omogeneo nei confronti delle imprese nel settore agroalimentare, caratterizzato da una pluralità di organi di vigilanza appartenenti ad amministrazioni diverse, ma con competenze in alcuni casi analoghe o sovrapponibili, che di fatto comporta per le aziende agricole di essere sottoposte in momenti diversi, ma con riferimento agli stessi periodi e alle stesse materie, a controlli da parte dei vari organi di vigilanza. Pertanto, si dispone che tale attività di vigilanza debba essere svolta in forma coordinata, al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni di accertamenti, tenendo conto del piano nazionale integrato previsto dall'articolo 41 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, e, dall'altro, che i periodi e le materie oggetto di accertamento non possano essere successivamente sottoposti ad ulteriori controlli, salvo determinati casi quali comportamenti omissivi, irregolari o elementi non conosciuti al momento dell'ispezione. Tale coordinamento deve essere fatto sulla base dei dati contenuti nel registro di cui al comma 2 e applicando il principio della valutazione del rischio. Al fine di rendere immediatamente disponibili i dati dei medesimi controlli effettuati dai competenti organi di vigilanza e di favorire forme di interscambio informatico che consentano di acquisire al sistema una maggiore completezza anche attraverso l'inserimento dei dati concernenti i controlli effettuati dagli organi di polizia nei limiti che verranno fissati dall' Accordo tra le amministrazioni interessate, si prevede l'istituzione di un registro unico dei controlli, di concerto con il Ministero dell'interno e si introducono, al comma 2, modalità di interscambio informatico e di rendicontazione, necessarie alla predisposizione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole, dei dati relativi alle ispezioni e verifiche, utilizzando le strutture informatiche e le unità di personale esistenti presso ciascuna amministrazione, secondo le modalità che saranno stabilite nel predetto accordo in sede di Conferenza unificata. Il comma 3 ha il fine di rendere più efficace l'impianto sanzionatorio posto a protezione del settore agroalimentare. In particolare, si estende l'istituto della diffida a tutti gli illeciti agroalimentari di lieve entità puniti con la sola sanzione amministrativa pecuniaria, rendendo il sistema punitivo più duttile ed efficace senza sminuire il disvalore dei comportamenti contemplati. La norma, infatti consente al responsabile, in caso di prima infrazione di violazioni sanabili, di sottrarsi al pagamento della sanzione adempiendo alle prescrizioni dell'organo di controllo entro un breve termine.