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Il credito d'imposta, come prorogato e modificato ai sensi del comma 1, è ripartito in due quote annuali di pari importo e può essere utilizzato a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, nel limite massimo di 60 milioni di euro per l'anno 2020, di 120 milioni di euro per l'anno 2021 e di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023. 3 Per quanto non diversamente previsto dai commi 1 e 2, continuano ad essere applicate le disposizioni contenute nell'articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede all'aggiornamento del decreto di cui all'articolo 10, comma 4, del citato decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2014. 4 Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, valutati in 60 milioni di euro per l'anno 2020, 120 milioni di euro per l'anno 2021 e 60 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2022 e 2023, si provvede ai sensi dell'articolo 17. 9 (Modifiche all'articolo 54- bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96) 1 All'articolo 54- bis , comma 14, lettera a) , del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo le parole: « delle strutture ricettive » sono inserite le seguenti: « , delle imprese turistiche e della ristorazione » e le parole: « di cui al comma 8, e che hanno alle proprie dipendenze fino a otto lavoratori » sono sostituite dalle seguenti: « che hanno alle proprie dipendenze fino a quindici lavoratori ». 10 (Esercizio dell'attività di guida turistica. Delega al Governo per la revisione della disciplina di guida turistica) 1 All'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « f-ter) alle attività di guida turistica ». 2 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione e l'aggiornamento della disciplina della professione di guida turistica, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere che l'esercizio della professione sia subordinato al superamento di un esame di abilitazione indetto con cadenza biennale dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che allo scopo provvede ad individuare: 1 la sede o le sedi per lo svolgimento delle prove di esame; 2 la composizione delle commissioni esaminatrici; 3 la definizione dei requisiti di accesso e partecipazione all'esame, stante il requisito minimo del diploma di laurea triennale; 4 le materie d'esame idonee ad accertare il possesso delle competenze, comprese quelle linguistiche e tecniche, in base allo standard europeo sulla formazione minima richiesta alle guide turistiche operanti nei Paesi membri, approvato dal Comitato europeo di normazione (CEN); b individuare gli ambiti territoriali di specializzazione che tengano conto della numerosità dei siti riconosciuti patrimonio dell'umanità da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), del flusso di visitatori e della contiguità territoriale, per quanto concerne anche le tradizioni storiche, culturali, linguistiche ed enogastronomiche, ai fini dello svolgimento della formazione propedeutica all'esercizio della professione; c consentire l'accesso all'esame pubblico alle persone che abbiamo frequentato i corsi di formazione organizzati dalle regioni in convenzione con le università, della durata complessiva di 650 ore al fine di acquisire le seguenti conoscenze della specifica area territoriale interessata: 1 patrimonio storico, culturale, religioso, architettonico, artistico e monumentale; 2 patrimonio demo-etno-antropologico, paesaggistico, produttivo e enogastronomico; d individuare le modalità per il riconoscimento dell'estensione dell'esercizio della professione in più aree territoriali, diverse da quelle nelle quali si è frequentato il corso di formazione; e istituire presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo l'Elenco nazionale delle guide turistiche a cui si iscrivono coloro che hanno superato l'esame di abilitazione professionale; f stabilire i criteri per l'equiparazione dei titoli posseduti o l'esperienza maturata e comprovata, dalle guide turistiche già regolarmente abilitate, ai fini dell'esercizio della professione nell'area territoriale scelta; g disciplinare l'accesso alla professione da parte dei cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea su base temporanea e occasionale, previa verifica delle competenze; h disciplinare l'accesso alla professione da parte dei cittadini di Stati non appartenenti all'unione europea, previa verifica delle competenze. 3 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con i Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca. Sugli schemi di decreto legislativo sono acquisiti i pareri della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari cade nei sessanta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di centoventi giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione. Le Commissioni parlamentari possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato. 4 Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive.