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Oltre all'aumento delle imposte, perché di questo di parla (aumento di tassazione), va detto che normalmente una tassa di scopo prevede, quando c'è un minimo di buonsenso, che si colpisca un bene o un servizio per trovare fondi destinati a portare avanti un'azione politica attinente: ad esempio, i consorzi di bonifica applicano un'imposta destinata a finanziare i sistemi di irrigazione e di difesa del suolo dalle esondazioni. Certo, un ente o un Governo può applicare tutte le tasse che vuole pur di "spremere" i cittadini e siamo certi che su questo, viste le premesse con tasse sui voli, sull'aranciata, sui bancomat e pure sulle merendine, voi darete il meglio di voi stessi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ce lo volete però spiegare il senso di tassare i voli aerei, il chinotto e i Buondì per pagare i professori? Perché allora non finanziare le infrastrutture, l'assistenza sociale o i trasporti scolastici? No, preferite una categoria specifica. Prendiamo atto che la prima idea di questo Governo è la genialata della rievocazione in chiave moderna dell'antica tassa sul macinato. Se copiate dall'estero, almeno fatelo bene, perché così dimostrate di non sapere nemmeno copiare. In Olanda, Germania e Francia sono state decise delle imposte, anche pesanti, sui passeggeri e sulle merci aeree, ma con una finalità ben chiara: ridurre l'impatto ambientale dovuto al traffico aereo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Voi, invece, tassate i voli, il chinotto e le Fiesta, confermando che il MoVimento 5 Stelle è passato dal Governo del cambiamento, che voleva ridurre le tasse, al Governo del Vinavil attaccato alle poltrone, che, sull'onda della peggiore politica della cosiddetta prima Repubblica, vuole invece tartassare i cittadini anziché avere il coraggio di rilanciare l'economia con un vero e autentico shock fiscale: imposte al 15 per cento per aumentare la domanda e, quindi, la produzione e i posti di lavoro. Io, da sindaco di un Comune confinante con un aeroporto (nella fattispecie quello di Orio al Serio, terzo scalo italiano), ho seguito per dieci anni tutte le normative al riguardo, cercando di tutelare il territorio e i residenti con uno sviluppo dello scalo compatibile con il territorio circostante. Da questo punto di vista, ben vengano i mezzi elettrici all'interno degli aeroporti, ma, in base a un elementare buonsenso, mi sarei aspettata di vedere destinate le entrate di questa nuova imminente tassa all'abbattimento dell'inquinamento atmosferico e sonoro, in particolare delle aree più colpite dai disagi provocati dal traffico aereo. E, invece, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca interviene a piene mani nel settore dei trasporti e dell'ambiente unicamente per fare bella figura con i suoi colleghi, visto che è un docente, senza minimamente pensare alla tutela dell'ambiente stesso. Da sindaco - ormai ex - di un Comune dove per un centinaio di volte al giorno gli aerei passano a poche decine di metri dai tetti dei palazzi, non mi fa piacere che si vada a tartassare i passeggeri senza che sul mio territorio ricada un minimo di compensazione. Anzi, non mi va nemmeno che si inventino nuove tasse. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Solo per vostra informazione: i 47 Comuni aeroportuali italiani sono già in credito con lo Stato di diverse decine di milioni di euro per la tassa sull'imbarco comunale introdotta nel 2005 e che solo in minima parte è stata destinata ai territori intorno agli scali. Detto questo, dichiaro che il voto della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sarà favorevole sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FERRO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento in esame è vuoto: prova ne è che nelle dichiarazioni di voto abbiamo parlato di tutto (dell'inquinamento del mondo e della foresta amazzonica), senza però approfondire nel merito alcun tema. Si tratta di una pura norma edittale: non dice niente e non sanziona, limitandosi a una dichiarazione di principio. Mi domando se, dal punto di vista della tecnica legislativa, su un argomento del genere ha senso un disegno di legge che non dice assolutamente niente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Cercherò di approfondire nel merito alcune tematiche. Credo sia sotto gli occhi di tutti l'impatto ambientale, in termini di inquinamento, generato dagli aeroporti, principalmente quelli urbanizzati, dentro le città, come ricordato poco fa dalla senatrice che mi ha preceduto (pensiamo agli aeroporti di Bergamo e Napoli). Gli aeroporti che sono fuori dai centri urbani, infatti, hanno un impatto ridotto. Il provvedimento considera solo tre gate intercontinentali: Milano-Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia. Quando si parla di gate intercontinentali ci si riferisce tecnicamente ad aeroporti che hanno un presupposto a monte, ossia una compagnia intercontinentale che vi ha sede. Occorre analizzare cosa sta succedendo in Italia (e aspettiamo con attenzione le proposte che il nuovo Ministro - cui facciamo gli auguri di buon lavoro - ci farà, specialmente per quanto riguarda il comparto del trasporto aereo). I gate , cosiddetti hub , hanno senso laddove c'è una compagnia che li individua come base operativa e di partenza. Noi rischiamo di non facilitare una nostra compagnia dal punto di vista economico, con tre mini- hub , come vengono definiti nel gergo aeroportuale. Per avere un hub serve una compagnia che individui quell'aeroporto come centro ( hub vuol dire «centro») e abbia dei raggi (i cosiddetti spoke ), che sono gli aeroporti del territorio che lo alimentano. Noi non abbiamo una compagnia di riferimento. Prova ne è il fatto che oggi siamo oggetto di vassallaggio delle principali compagnie europee (Lufthansa, Air France e British Airways). Questo è un tema che, dal punto di vista strategico, richiama il Governo a una responsabilità precisa per quanto riguarda il futuro. Si dice poi che gli aeroporti inquinano: è vero, credo sia sotto gli occhi di tutti. Ma il provvedimento si riferisce solo all'ambito air-side , quindi fa una distinzione che fisicamente non c'è: non è che dove c'è l' air-side c'è un limite fisico per cui dall'altra parte non si inquina. Vengono poi esclusi i mezzi degli enti di Stato. Colleghi, in un aeroporto sono più gli enti di Stato che operano all'interno del cosiddetto air-side : Polizia, Vigili del fuoco, ENAC, dogana, Guardia di finanza, Polaria, Croce Rossa, Carabinieri e quant'altro. Questi giustamente sono esclusi, perché obbligare gli enti di Stato a una conversione dei mezzi che operano nell' air-side di un aeroporto alle nuove caratteristiche avrebbe comportato una piccola manovra finanziaria ad hoc . Ma allora, se l'inquinamento in sé è un dato oggettivo e pericoloso, non si capisce questa distinzione.