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53 nuovi impianti di digestione anaerobica e almeno 4 impianti di incenerimento, uno in Campania di dimensioni pari a quello di Acerra, uno equivalente in Sicilia, uno di media grandezza a servizio delle regioni del Centro e uno in Sardegna; si comprende chiaramente che senza gli impianti si rischia di ricorrere più del dovuto alle discariche; il Nord dell'Italia è in sostanziale pareggio tra i rifiuti prodotti e la capacità di trattarli, il Centro è a meno 16 per cento e il Sud a meno 27 per cento; in Italia, se si tralascia la Lombardia e il Friuli-Venezia Giulia, il divario tra rifiuti e impianti risulta essere negativo un po' ovunque, da un meno 3 per cento del Veneto a un meno 50 per cento della Sicilia, passando per un meno 8 per cento del Piemonte e un meno 21 per cento della Liguria, si chiede di sapere: alla luce dei dati allarmanti richiamati, quali siano gli investimenti che il Ministro in indirizzo intenda affrontare, volti a sostenere una strategia di medio lungo periodo, sulla quale il nostro Paese registra un forte ritardo, che punti alla prevenzione e al riuso, ma al contempo sostenga un nuovo corso industriale, per realizzare gli impianti necessari al riciclo e all'incenerimento, indispensabili per dar vita all'economia circolare; sul fronte della transizione energetica da fonti fossili a energie rinnovabili, quali siano gli intendimenti sulle misure volte a sostenere gli investimenti, affinché anche i grandi fondi di investimento, consapevoli dell'elevato costo da sostenere per estrarre fonti fossili, investano sulle energie rinnovabili, spostandovi i loro flussi di cassa per investimenti in infrastrutture. Atto n. 3-01218 STEGER UNTERBERGER DURNWALDER Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra, e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006, prevede controlli periodici delle perdite su impianti fissi di refrigerazione contenenti gas fluorurati a effetto serra oltre un determinato limite quantitativo, l'assegnazione di quote per l'immissione in commercio di idrofluorocarburi da parte di produttori e importatori e l'obbligo di istituzione e tenuta, per ciascuna apparecchiatura, di un apposito registro dei gas fluorurati al fine di controllare il rispetto delle quote assegnate; all'articolo 4, paragrafo 1, limita le attività di controllo delle perdite esclusivamente ai casi di apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità pari o superiore a 5 tonnellate di anidride carbonica equivalente, escludendo che siano sottoposte a controlli le apparecchiature ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità inferiori a 10 tonnellate di anidride carbonica equivalente, purché le stesse siano etichettate come ermeticamente sigillate, nonché i commutatori elettrici, sebbene a determinate condizioni indicate espressamente dalla norma; il legislatore europeo ha espressamente individuato i limiti quantitativi al superamento dei quali scatta l'obbligo di controllo delle eventuali perdite e, di conseguenza, l'obbligo di tenuta del registro di cui all'articolo 6 del regolamento; con decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146, in vigore dal 24 gennaio 2019, il legislatore italiano ha provveduto a disciplinare le modalità di esecuzione del regolamento europeo, tra l'altro abrogando il previgente obbligo di comunicazione ad ISPRA, ma introducendo, a decorrere dal 24 settembre 2019, l'iscrizione e la comunicazione alla banca dati gestita dalla camera di commercio competente, per via telematica, di tutte le operazioni di vendita di gas fluorurati a effetto serra e di apparecchiature contenenti gas fluorurati, nonché delle attività di assistenza, manutenzione, riparazione e smantellamento delle apparecchiature, poste in essere dalle imprese che operano nel settore, senza tuttavia specificazioni in ordine al superamento di soglie; tuttavia, in base a indicazione pubblicata il 4 febbraio 2019 sul proprio sito internet , il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha tenuto a specificare che "la soglia di 5 tonnellate di CO2 equivalenti è utilizzata esclusivamente per determinare gli obblighi e la frequenza dei controlli delle perdite", estendendo quindi l'obbligo oltre il limite previsto dalla normativa europea e introducendo, in tal modo, costi burocratici ingiustificati a carico delle imprese italiane, con conseguenti squilibri concorrenziali in rapporto alle imprese di Paesi europei limitrofi; inoltre, con riferimento ai controlli delle perdite e all'obbligo di comunicazione alla banca dati, l'articolo 16, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018 estende l'applicazione della norma a "ogni intervento successivo" al primo intervento di controllo delle perdite, di manutenzione o di riparazione di apparecchiature", laddove il regolamento (UE) n. 517/2014 limita invece la registrazione delle informazioni ai gas fluorurati ad effetto serra aggiunti o recuperati durante l'installazione, la manutenzione o l'assistenza o a causa di perdite (punti 20) e 21) dell'articolo 2); pertanto, il decreto del Presidente della Repubblica introduce disposizioni di attuazione del regolamento europeo le quali risultano di fatto più severe e restrittive di quanto previsto dalla legislazione europea richiamata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, al fine di rimuovere le incongruenze riscontrate in sede di esecuzione del regolamento, non ritenga opportuno chiarire, innanzitutto, che l'obbligo di iscrizione alla banca dati di cui all'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, si applica solo alle apparecchiature contenenti gas fluorurati in quantità pari o superiori a 5 tonnellate di anidride carbonica equivalente e che con l'espressione "ogni intervento successivo" si intendono esclusivamente gli interventi di installazione e manutenzione o assistenza come definiti dal regolamento europeo, svolti sulle apparecchiature che comportino aggiunte o recupero di gas fluorurati. Atto n. 3-01219 L'ABBATE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: secondo quanto riportato da fonti stampa, recentemente i cittadini di Monopoli (Bari) hanno manifestato perplessità e preoccupazione circa la qualità dell'aria del proprio comune ("monopolitimes", del 1° novembre 2019); Monopoli è una cittadina di 50.000 abitanti a vocazione turistica, con la presenza di lidi di pregio ambientale e colline con coltivazioni di ulivi e piante mediterranee tale da far rientrare la città tra i siti di interesse comunitario (SIC). La città di Monopoli è insignita del titolo di città turistica e per diversi anni ha acquisito la nota "bandiera blu"; considerato che: i venti dominanti nella zona provengono dai quadranti ovest (ponente) e sud ovest (libeccio). In ragione di questi venti, i quadranti di massima ricaduta attesi dovrebbero essere quelli est e nord-est.