[resaula]

Il provvedimento che oggi ci accingiamo a convertire in legge è un decreto-legge che si inserisce nel solco delle norme che sono state approvate in questo ultimo anno relativamente alle strategie di contenimento dell'emergenza da coronavirus. Ho sentito alcuni interventi in cui si è parlato di una nuova strategia di carattere economico, che assolutamente deve essere messa in campo e che il Governo Draghi, come è evidente da ciò che leggiamo e dai provvedimenti che cominciano ad essere strutturati, metterà in campo rapidamente. Oggi ci apprestiamo a convertire un decreto-legge che continua nel solco dell'attenzione alla messa in campo di strategie e politiche di contenimento del rischio. Infatti, andiamo ad approvare l'Atto Senato 2066, integrandolo con i provvedimenti assunti dal Governo nelle ultime settimane. Si trattava di un decreto-legge che, di fatto, prorogava gli effetti dei due principali atti normativi che hanno caratterizzato la strategia di contenimento dell'emergenza, il decreto-legge n. 19 e il decreto-legge n. 33 del 2020, fino al 30 aprile, di fatto equiparando quei termini alla data della proroga dello stato di emergenza già decisa dal Consiglio dei ministri. Sappiamo bene che quei provvedimenti hanno definito tutta la strategia di chiusura della prima emergenza e, quindi, le limitazioni agli spostamenti e alla circolazione delle persone, le limitazioni delle assemblee e dell'attività scolastica, la chiusura di musei, teatri e quant'altro. Poi, con il decreto-legge n. 33 del 2020 c'è stata una fase di apertura, o meglio di definizione delle modalità delle possibili aperture per quanto riguarda le attività didattiche, le riunioni in presenza, i protocolli per le attività di ristorazione e per le attività economiche e, più in generale, sociali. Con il decreto-legge in esame si prorogano al 30 aprile i termini di scadenza di tutta quella parte normativa che ha caratterizzato l'inizio dell'emergenza nel marzo 2020. Inoltre, il Governo ha prodotto un emendamento con il quale proroga fino al 27 marzo i divieti di circolazione, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti tra Regioni - il tema che più ha fatto parlare in queste settimane - integrando il precedente decreto-legge nelle ultime decisioni assunte. Questo è il punto di partenza della nuova disciplina normativa, che vuole offrire ancora una protezione ai cittadini: è soprattutto un provvedimento con questo carattere e non uno dal carattere economico. In più, viene data nuova linfa al tema che riguarda la classificazione del rischio sulla base dei famosi colori: una strategia che, anche se discussa in alcuni casi, è diventata in qualche modo patrimonio anche dei cittadini che, attraverso le decisioni assunte riguardo la collocazione della propria Regione in una delle possibili colorazioni, acquisiscono consapevolezza del rischio che, più o meno diffuso, c'è nella propria Regione. Con il provvedimento in esame viene intensificato questo aspetto introducendo dei termini nuovi per la classificazione delle Regioni relativamente alla quantità di contagi ogni 100.000 abitanti, che determinano quei parametri di scenario (scenario uno, due e tre) nel quale le Regioni vengono collocate in base al minore o maggiore rischio di circolazione del virus. Questo è un aspetto che oggettivamente non poteva essere messo in discussione, perché è una base minima di costruzione di tutte le decisioni che il Ministero della salute e, di conseguenza, le Regioni assumono sul proprio territorio relativamente ai divieti di circolazione e alle limitazioni. Secondo me, dovremmo porci qualche dubbio in più su come oggi trattiamo i dati. In questo senso, nel provvedimento che convertiamo in legge, Italia Viva aveva promosso un emendamento per la costruzione di un osservatorio che consentisse l'analisi giornaliera dei dati epidemiologici, perché da alcuni studi e analisi - lo dico in maniera molto laica - emerge come tutti parametri di valutazione che poi confluiscono nella definizione del famoso indice RT spesso siano vecchi di dieci giorni rispetto al concreto dato di diffusione del virus. Un osservatorio giornaliero consentirebbe di poter avere dei dati che quotidianamente permetterebbero di assumere le azioni conseguenti. Lo ha detto un fisico importante, Battiston, ponendo il tema in maniera concreta. In pratica, questo sistema consentirebbe di poter assumere i provvedimenti necessari in maniera più rapida. In questo senso, veniva evidenziato dal citato Battiston il modello umbro, che ha consentito di prendere iniziative molto rapide, in alcuni casi con la chiusura dei Comuni (ad esempio, tutta la provincia di Perugia e alcuni Comuni del ternano) che ha permesso all'indice RT in pochi giorni di scendere sotto il livello 1. Questo per dire che possiamo cominciare a ragionare anche su delle strategie nuove ascoltando pareri di docenti e figure di riferimento che già operano nel campo dell'analisi dei dati epidemiologici, come appunto nel caso del docente dell'università di Trento Battiston. È un elemento che dobbiamo vedere come un contributo da dare alla discussione; nessuno ha certezze assolute, ma possiamo pensare di lavorare anche in ambiti nuovi e per certi versi inesplorati. Quell'emendamento voleva essere uno stimolo verso questa direzione, e speriamo che il Governo lo possa recuperare nella lettura delle politiche da adottare nelle prossime settimane e nelle strategie di contenimento del virus che, con le varianti che abbiamo rilevato nelle ultime settimane, sta destando più di una preoccupazione. Questo è lo spirito con cui oggi esprimiamo un voto favorevole alla conversione in legge dell'Atto Senato 2066, integrato dall'intervento emendativo del Governo che recepiva la necessità di spingere in avanti i termini di scadenza per quanto riguarda le politiche delle chiusure, il divieto di spostamento tra Regioni. Infine, vorrei fare un'ultima considerazione importante: si è dibattuto molto in quest'Aula lanciando anche accuse contro lo scenario politico delle ultime settimane, come se qualche forza politica - la nostra nello specifico - portasse la colpa del mutamento del quadro politico. Tuttavia, se andiamo a vedere lo scenario che abbiamo di fronte, le decisioni assunte dal Governo Draghi nei primi giorni di vita e il cambiamento avvenuto (nella struttura dei Servizi segreti con Gabrielli, con la nomina di Figliolo a nuovo commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 e di Curcio come capo della Protezione civile e altre nomine importanti), ci accorgiamo che si è presa consapevolezza di invertire la rotta, in un'ottica tesa a ricostruire un insieme di competenze in grado di affrontare la seconda fase che, dal punto di vista dell'emergenza, è ancora molto grave e preoccupante, ma che deve vederci protagonisti soprattutto nell'ambito della campagna vaccinale, che è la vera via d'uscita che nei prossimi mesi dovrà impegnare il Governo al massimo livello. Crediamo che le nomine che ci sono state nelle ultime settimane consentano di avere una qualche dose di ottimismo in più e di pensare a una vera inversione di rotta, che noi reclamavamo, ma che in realtà tutto il Paese chiedeva in maniera decisa e determinata. Sulla base di queste riflessioni che riguardano il provvedimento, ma anche una proiezione futura dell'attività politica di questo Parlamento e del Governo, annuncio il voto favorevole di Italia Viva alla conversione del decreto-legge in esame. (Applausi). ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) .