[ddlpres]

il criterio forfettario per il risarcimento delle spese comunque derivanti alle imprese dal mancato pagamento e dal conseguente recupero dei crediti (articolo 8, commi 1 e 2); la previsione di sanzioni amministrative – anche a fini di prevenzione e di riduzione del contenzioso di fronte al giudice civile – nei confronti delle grandi imprese che impongano clausole o prassi illecite, in particolare in danno delle piccole e medie imprese con possibilità di ampia partecipazione di tutti i soggetti interessati, comprese le associazioni di categoria (articolo 10); l'ampliamento delle associazioni di categoria legittimate a tutelare in sede giurisdizionale gli interessi collettivi (articolo 11, comma 1); la previsione di un procedimento in capo alle autorità indipendenti per la redazione e la diffusione gratuita nei rispettivi siti internet istituzionali di modelli contrattuali per le imprese e per le pubbliche amministrazioni (articolo 12); la tutela del venditore per i casi in cui le parti convengano un patto di riserva della proprietà (articolo 13); l'entrata in vigore immediata delle disposizioni (articolo 15, comma 1), nonché la retroattività della disciplina della legge – se più favorevole rispetto a quella concordata dalle parti – ai casi di contratti oggi in corso tra imprese e pubbliche amministrazioni (articolo 15, comma 2).. 1 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano ai pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo nelle transazioni commerciali, al fine di lottare contro i ritardi nei pagamenti stessi e garantire il corretto funzionamento del mercato, favorendo la competitività delle imprese e, in particolare, delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese. 2 Le disposizioni della presente legge non si applicano: a ai debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito; b alle richieste di interessi inferiori a 10 euro; c ai pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore; d alle transazioni con i consumatori; e ai pagamenti effettuati a norma di legge per assegni o per altri titoli di credito. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si applicano le seguenti definizioni: a « transazioni commerciali »: i contratti, comunque denominati, tra imprese oppure tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, dietro il pagamento di un prezzo, la consegna di merci o la prestazione di servizi, comprese la progettazione e l'esecuzione di opere e di lavori pubblici, nonché di lavori di ingegneria civile; b « pubblica amministrazione »: qualsiasi amministrazione aggiudicatrice definita ai sensi dell'articolo 3 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, indipendentemente dall'oggetto o dal valore dell'appalto o del contratto; c « imprenditore »: ogni soggetto esercente un'attività economica organizzata o una libera professione, anche se svolta da una sola persona; d « microimprese », « piccole imprese » e « medie imprese »: le imprese che rientrano nelle definizioni stabilite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003; e « grandi imprese »: le imprese che non rientrano nelle definizioni di microimpresa, di piccola impresa e di media impresa di cui alla lettera d) ; f « ritardo di pagamento »: l'inosservanza del termine contrattuale o legale di pagamento la quale determina che il creditore non possa disporre della somma a lui dovuta alla data di scadenza, sempre che siano soddisfatte le condizioni di esigibilità del pagamento; g « importo dovuto »: la somma principale che il debitore avrebbe dovuto pagare al creditore entro il termine contrattuale o legale di pagamento, compresi le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento; h « interessi di mora »: gli interessi per il ritardo di pagamento definiti dalla presente legge o concordati tra le parti; i « interessi legali di mora »: gli interessi semplici di mora a un tasso pari al tasso di riferimento o al saggio di riferimento maggiorato; l « tasso di riferimento » o « saggio di riferimento »: il tasso di interesse applicato dalla Banca centrale europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali, oppure il tasso di interesse marginale risultante dalle procedure di appalto a tasso variabile per le più recenti operazioni di rifinanziamento principali della Banca centrale europea; m « riserva di proprietà »: l'accordo contrattuale in base al quale il venditore resta proprietario delle merci fino al completo pagamento del prezzo. 3 (Responsabilità del debitore) 1 Il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi di mora, salvo che il debitore dimostri che il ritardo nel pagamento del prezzo è stato determinato dall'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. 4 (Transazioni tra imprese) 1 Il creditore ha diritto agli interessi di mora, senza che sia necessario un sollecito o una costituzione in mora nei confronti del debitore, purché il creditore abbia adempiuto agli obblighi contrattuali e di legge, non abbia ricevuto nel termine l'importo dovuto o comunque non ne possa disporre, con ritardo imputabile al debitore. 2 Gli interessi decorrono dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento. 3 Le parti definiscono nel contratto il termine per il pagamento che comunque non può superare i seguenti termini: a trenta giorni dal ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta equivalente di pagamento; b se non vi è certezza sulla data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento, trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi; c se la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi, trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi; d se la legge o il contratto prevedono una procedura di accettazione o di verifica diretta ad accertare la conformità delle merci o dei servizi al contratto e se il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento anteriormente ovvero alla stessa data dell'accettazione o della verifica, trenta giorni da tale data. 4 Qualora sia prevista una procedura di accettazione o di verifica diretta ad accertare la conformità al contratto delle merci o dei servizi, la durata massima di tale procedura non può comunque superare trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore. 5 Si presume gravemente iniqua la clausola contrattuale che prevede: a un termine di durata massima della procedura di accertamento di conformità superiore a quindici giorni dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi ove non si tratti di contratto particolarmente complesso; b un termine di durata massima della procedura di accertamento di conformità superiore a trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi, ove si tratti di un contratto particolarmente complesso.