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Per queste ragioni, Il MoVimento 5 Stelle, come ha già fatto in 7 a Commissione, rinnoverà il proprio voto a favore della ratifica di questa Convenzione, con la consapevolezza che, indicando degli indirizzi, questa Convenzione ci richiama ad un obbligo molto più importante. Non esiste la norma perfetta, esiste una norma efficace, laddove essa poggia su valori forti e questa Convenzione ci invita a recuperare, a istituire e a consolidare quei valori forti su cui ogni norma potrà poggiare e non dispiegare quegli effetti negativi che si potrebbero paventare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «John Maynard Keynes» di Castel Maggiore, in provincia di Bologna, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 257-702 PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del testo unificato dei disegni di legge nn. 257 e 702, con il seguente titolo: «Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). I lavori della mattinata si sono così conclusi. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15, con la consueta seduta di question time . (La seduta, sospesa alle ore 12,30, è ripresa alle ore 15) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro per le politiche giovanili e lo sport. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Laniece ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01172 sulla previsione di incentivi in favore delle piccole centrali idroelettriche, per tre minuti. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, la prima bozza dello schema di decreto di incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, cosiddetto decreto ministeriale FER 1, conteneva misure a favore delle centrali idroelettriche di piccola derivazione, fino a 220 Kilowatt. A seguito delle interlocuzioni intercorse con la Commissione europea e degli approfondimenti svolti dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nel testo definitivamente emanato dal Ministero dello sviluppo economico il 4 luglio 2019, le misure incentivanti a favore delle piccole centrali idroelettriche sono state purtroppo espunte. Considerato che il Presidente del Consiglio ha annunciato da ultimo nel suo discorso di insediamento la volontà dell'Esecutivo di adottare misure volte a combattere i cambiamenti climatici e a promuovere l'uso delle energie rinnovabili attraverso la promozione di provvedimenti per così dire green , che dovrebbero, tra le altre cose, contenere altresì misure in favore delle fonti di produzione di energie rinnovabili, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle motivazioni che hanno definitivamente indotto allo stralcio delle norme incentivanti in favore delle piccole centrali idroelettriche richiamate in premessa e quali misure si intendano eventualmente prevedere all'interno dei provvedimenti annunciati dal Governo per la protezione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile al fine di incentivare e sostenere le piccole produzioni di fonti rinnovabili con particolare riferimento alle zone di montagna. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. (Applausi dal Gruppo M5S). PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, nel ringraziare lei e gli onorevoli interroganti, ruberò trenta secondi al tempo della risposta per dirvi che è un'emozione tenere un discorso per la prima volta in quest'Aula da questa parte, guardando verso l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo M5S). Desidero ringraziare indistintamente tutti i colleghi, di ogni forza politica, di maggioranza e opposizione, che in questi primi giorni ritengo mi abbiano rappresentato, nei loro messaggi di auguri, anche qualche attestato di stima personale, che spero di meritare nel prosieguo di questa legislatura. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). Nelle premesse dell'atto in discussione, i senatori interroganti riferiscono che in origine lo schema di decreto di incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (il cosiddetto decreto ministeriale FER 1) recava misure di incentivazione per le centrali idroelettriche di piccola derivazione (fino a 220 KW). Rappresentano inoltre che nel testo del decreto ministeriale poi emanato, il 4 luglio 2019, intervenuto a seguito dell'interlocuzione con la Commissione europea e degli approfondimenti svolti dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dette misure di incentivazione sono state espunte. Al riguardo va osservato che la complessa istruttoria condotta dagli uffici competenti del Ministero dello sviluppo economico, relativa ai requisiti per l'incentivazione dell'energia prodotta dalle piccole centrali idroelettriche, ha avuto uno svolgimento non corrispondente esattamente a quanto descritto dagli interroganti. Inizialmente era prevalsa invero una visione molto restrittiva che limitava l'ammissibilità agli incentivi solo agli impianti idroelettrici che non davano luogo a prelievi aggiuntivi dai corpi idrici. Successivamente, tuttavia, anche a seguito del confronto con la Commissione europea, il citato decreto ministeriale del 4 luglio 2019 ha previsto l'accesso agli incentivi anche per gli impianti titolari di concessioni di derivazione comunque conformi alle linee guida del 2017, emanate dal Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, in attuazione della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE). In tal modo, si è quindi allargato l'ambito dei potenziali beneficiari, tanto che i contingenti di potenza per tale tecnologia, ammissibili agli incentivi, sono stati conseguentemente aumentati. Nella versione pubblicata del decreto in oggetto anche gli impianti idroelettrici che effettuano prelievi, compresi quelli di potenza ricadente nella fascia segnalata, ossia le piccole centrali, hanno la possibilità di accedere a tali misure, previa verifica del rispetto della cosiddetta direttiva acque, come peraltro previsto dalla disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente. La limitazione agli incentivi per nuovi impianti idroelettrici risponde infatti all'esigenza di contemperare l'interesse dei piccoli produttori all'accesso agli incentivi, senza però creare danni ambientali ai corpi idrici, così come riferito anche dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.