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CARBONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori, purtroppo anche in epoca di emergenza coronavirus si continua a morire di lavoro. È di un morto e due feriti, uno dei quali in gravi condizioni, il bilancio della violenta esplosione avvenuta ieri pomeriggio intorno alle ore 16 nello stabilimento Adler Plastic di Ottaviano, fiore all'occhiello delle aziende del territorio dove io sono stato eletto ed eccellenza italiana nel mondo, appartenente al colosso del settore di componentistica guidata da Paolo Scudieri. La vittima, il cinquantacinquenne Vincenzo Lanza, è stato estratto dalle macerie dal capannone insieme con i suoi due colleghi, uno dei quali è stato sottoposto a un intervento chirurgico nell'ospedale civile di Nola e versa in gravi condizioni. La violenta esplosione è stata avvertita a diversi chilometri di distanza, così come visibile è stata la nube di fumo nero che si è alzata nel cielo sereno nel pomeriggio vesuviano. Non è concepibile che il posto di lavoro diventi un luogo in cui si rischia la vita. Nell'esprimere il mio cordoglio alla famiglia della vittima e agli altri colleghi feriti, alla famiglia Scudieri, al sindaco, all'amministrazione e ai cittadini di Ottaviano, rinnovo il mio impegno per stimolare il Parlamento ad affrontare l'emergenza sociale delle morti bianche. Garantire la sicurezza e la vita sui luoghi di lavoro deve essere l'impegno di tutti, in maniera rapida, efficace e trasversale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo a quest'Assemblea che sono state presentate diverse proposte per l'istituzione di una Commissione d'inchiesta, di cui a firma mia e di tutti i colleghi del Gruppo Forza Italia. La sicurezza è un diritto fondamentale e mi auguro che anche il Senato possa assicurare un contributo imprescindibile per migliorare la legislazione vigente. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Carbone. L'argomento è di grande rilevanza e per questo le ho dato la parola. Come preannunciato, sospendo la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 14,17, è ripresa alle ore 16,01) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Informativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sulle iniziative di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per contrastare il Covid-19 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sulle iniziative di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per contrastare il Covid-19». Ricordo che è in corso la diretta televisiva con la Rai. Ha facoltà di parlare il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, onorevole Franceschini. FRANCESCHINI, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, credo di non violare le regole se tolgo la mascherina, dato che sui banchi del Governo sono solo. Mi fa molto piacere questa occasione per riassumere la situazione e soprattutto raccogliere le osservazioni, le indicazioni e le proposte che verranno dal dibattito parlamentare sui temi della cultura e del turismo, legati alla drammatica emergenza del Covid-19 che stiamo vivendo. Vorrei partire, anche se gli argomenti sono assolutamente incrociati, dalla parte relativa al turismo, ricordando - e mi crea un certo dolore farlo - che, fino a qualche mese fa, il lavoro che stavamo impostando sul turismo, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti, compresa l'attuazione del piano strategico 2017-2022 - ovviamente è ancora in vigore - consisteva nel governare la crescita, anzi nel governare una crescita impetuosa. Il numero di turisti internazionali nel mondo stava crescendo di qualche milione ogni mese, con turisti provenienti da Paesi non aventi turismo in uscita fino a qualche anno prima. Come è noto, in tutti gli studi e sondaggi la prima metà desiderata di viaggio nel mondo è l'Italia. Quindi, l'impostazione del piano era finalizzata a governare la crescita impetuosa del turismo internazionale, a cominciare da alcune strategie - su cui poi tornerò - di decongestionamento delle presenze e di moltiplicazione degli attrattori del turismo, in modo da non avere alcuni luoghi sovraffollati di turisti e altri, altrettanto belli ma meno conosciuti a livello mondiale, senza turisti internazionali. Paradossalmente, da questa crescita enorme e dalle sue prospettive il settore del turismo italiano è finito in ginocchio. Più volte, dall'inizio della crisi, nell'ambito dei dibattiti nelle Commissioni o all'interno dello stesso Governo, ho cercato di sottolineare che, se l'emergenza Covid-19 ha toccato - come è evidente - tutte le attività sociali ed economiche, ha colpito però in modo più particolare e strutturale - e temo per un arco temporale più lungo rispetto ad altri settori che potranno più velocemente ritornare o comunque riavvicinarsi alla normalità - il turismo. È del tutto evidente che per un certo periodo di tempo - speriamo che sia il più breve possibile, ma sappiamo che comunque tanto breve non sarà - il turismo internazionale non si rimetterà in movimento a livello mondiale, e gli stessi movimenti delle persone saranno rallentati da ragioni di prudenza anche quando non ci saranno più regole da rispettare e quindi l'impatto sarà diretto. Voglio in questa sede spiegare - anche perché l'informativa, per regola, non dà spazio alla replica e immagino che da alcuni Gruppi mi verrà posto il problema, come accaduto in altre occasioni anche qui in Senato - il motivo per il quale non è stato dichiarato lo stato di crisi nel settore del turismo. Ho provato già a spiegarlo: qui siamo ben oltre lo stato di crisi di un singolo settore. Lo stato di emergenza nel Paese è cominciato a gennaio e finirà a luglio. Lo stato di crisi è uno strumento che si usa per un settore in crisi nell'ordinarietà del resto del sistema e dà la possibilità di utilizzare alcuni strumenti, che - in verità - non sono molti. In questo caso, tutto, dalla legislazione alle misure economiche, al cambiamento e allo sforamento delle regole europee, è andato ben oltre, nel senso che vige uno stato di forte crisi nell'ambito di tutti i settori, in particolare nel settore del turismo. Di conseguenza, la dichiarazione dello stato di crisi avrebbe avuto soltanto un effetto semplicemente simbolico, peraltro inducendo anche gli altri settori a chiedere lo stesso gesto simbolico. Mi pare che in questo caso alle imprese, agli operatori del turismo e ai cittadini interessino più le misure che non i simboli. Noi abbiamo già iniziato, dai primi provvedimenti che conoscete perfettamente e che quindi riprendo solo nei titoli, a introdurre alcune misure che valgono per tutti i settori e che finalmente sono state estese a una serie di settori come il turismo che non disponevano di tutele o di ammortizzatori sociali. Mi riferisco all'estensione delle misure degli ammortizzatori sociali a tutte le categorie del turismo; alla misura dei 600 euro estesa ai lavoratori del turismo, compresa una parte degli stagionali, e stiamo lavorando affinché nel cosiddetto decreto 55 miliardi sia possibile comprendere anche quelle categorie di lavoratori stagionali che non sono rientrate nei primi provvedimenti, anche se ciò non è semplice.