[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1, 1-bis e 2-ter; 2, comma 5, lettera b); 3, commi 6, lettera a), 7, lettere a) e d), 8, 9, 10, lettera a), 11, lettere a) e b), 16, lettere b), c), d) ed e), 19, lettera b); 4, commi 1, lettera c)-bis, 1-bis, 1-ter, 1-quinquies, 1-septies e 1-octies; 5; 6 del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modificazioni ed integrazioni del codice della strada) convertito, con modificazioni, in legge 1° agosto 2003, n. 214, promosso con ricorso della Provincia autonoma di Bolzano, notificato il 10 ottobre 2003, depositato in cancelleria il 20 successivo ed iscritto al n. 74 del registro ricorsi 2003. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 16 novembre 2004 il Giudice relatore Franco Bile; uditi gli avvocati Roland Riz e Sergio Panunzio per la Provincia autonoma di Bolzano e l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso depositato il 20 ottobre 2003 la Provincia autonoma di Bolzano ha impugnato una serie di disposizioni introdotte, con la tecnica della sostituzione o dell'aggiunta, nel decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), dal decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modificazioni ed integrazioni del codice della strada), convertito, con modificazioni, in legge 1° agosto 2003, n. 214, assumendo che esse invaderebbero le competenze legislative ad essa spettanti, sia ai sensi del testo dell'articolo 117 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo V della Parte seconda della Costituzione), sia ai sensi dello statuto di autonomia, là dove attribuisce espressamente alle Province autonome competenze legislative, sia esclusive che concorrenti, e le relative competenze amministrative, in materia di viabilità e lavori pubblici di interesse provinciale, di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale, di polizia locale urbana e rurale, di toponomastica, per come meglio definite ed esplicitate dalle relative norme di attuazione di cui all'art. 19, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino- Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche) ed all'art. 4-bis del decreto del Presidente della Repubblica 19 novembre 1987, n. 527 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale). 2. – La prima censura concerne la disposizione dell'art. 1, comma 1, lettera b) e quella dell'art. 1, comma 1-bis del citato d.l. n. 151 del 2003 – le quali, in tema di individuazione dei corpi e dei servizi ai quali spetta l'espletamento dei servizi di polizia stradale, hanno introdotto, rispettivamente, nell'art. 12, comma 1, del d.lgs. n. 285 del 1992, la lettera f-bis) ed il comma 3-bis, dispositivo il primo della spettanza di quell'espletamento anche «al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato» ed il secondo prevedente che i servizi di scorta per la sicurezza della circolazione, «nonché i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico», possano essere effettuati anche da personale abilitato a svolgere scorte tecniche ai veicoli eccezionali e ai trasporti in condizione di eccezionalità. Le due disposizioni violerebbero le competenze provinciali, di cui agli articoli 8 (numeri 17 e 18), 9 (n. 1) e 16 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) , nonché all'art. 19, secondo comma, del d.P.R. n. 381 del 1974 ed all'art. 4 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento), in relazione all'art. 107 dello stesso d.P.R. n. 670 del 1972; prima ancora, tuttavia, le due disposizioni sarebbero lesive delle competenze provinciali emergenti dall'art. 117 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, in relazione all'art. 10 della stessa legge costituzionale. Sotto questo secondo profilo, si sostiene che le due disposizioni sarebbero riconducibili alla materia della «circolazione stradale», la quale non sarebbe annoverabile tra le materie che spettano allo Stato in via esclusiva o concorrente (art. 117 Cost., secondo e terzo comma), e sarebbe invece compresa nella potestà legislativa esclusiva residuale delle Regioni ordinarie, ex art. 117, quarto comma, Cost. Ne discenderebbe che tale materia spetterebbe alla potestà legislativa esclusiva delle Province autonome di Trento e Bolzano, in base all'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001, sotto il profilo che, rispetto ad essa, si configurerebbe una forma di autonomia più ampia rispetto a quella in precedenza riconosciuta dallo speciale statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige. Se ne sarebbe reso conto lo stesso legislatore statale, poiché, nel corso del dibattito parlamentare sulla legge di conversione del d.l. n. 151 del 2003, era stato espressamente riconosciuto il problema che «la materia della circolazione stradale non risulti espressamente menzionata tra le misure di legislazione esclusiva e concorrente di cui all'art. 117, secondo e terzo comma, della Costituzione».