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l'intesa della Conferenza unificata nella seduta del 16 ottobre 2020 era stata definita sul presupposto che l'attribuzione delle risorse rispettasse il 60 per cento a favore dei progetti destinati a strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane presentati dai Comuni capoluogo di provincia ed il 40 per cento agli altri Comuni non ricompresi nella categoria; il bando non sembra costruito in modo da favorire i territori più arretrati al fine di ridurre le diseguaglianze: su 100 punti di ciascun progetto, ne sono assegnati solamente 3 se l'area dove deve nascere il nuovo asilo nido o la scuola d'infanzia è priva di strutture analoghe. Non c'è nessun altro parametro che conti così poco; come evidenziato anche dai sindaci aderenti alla rete "Recovery Sud", appare altresì discutibile che i punti extra assegnati se il Comune ha risorse a sufficienza per cofinanziare il progetto possano arrivare fino a 10, qualora il contributo dell'ente locale arrivi al 51 per cento: un esempio di come, a parità di condizioni, si valorizzi maggiormente il territorio con più risorse rispetto a quello con meno disponibilità finanziarie, in chiaro contrasto con la finalità del riequilibrio territoriale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se intendano intervenire con urgenza per destinare le risorse previste all'effettivo riequilibrio territoriale nonché alla rimozione degli squilibri economici e sociali esistenti nel nostro Paese, al fine di appianare le differenze tra gli obiettivi espressi dalla legge e le relative modalità di attuazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05197 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dall'inizio di febbraio 2021 la popolazione del Myanmar è vittima delle atroci violenze che si stanno consumando a seguito del colpo di Stato perpetrato dall'esercito, il quale sta reprimendo nel sangue ogni forma di dissenso e protesta; il regime di terrore e violenza in cui la giunta militare ha condotto il Paese sta causando quotidianamente centinaia di morti e feriti: i contorni della repressione, peraltro, assumono ogni giorno di più i caratteri di una vera e propria guerra civile; le recrudescenze non risparmiano le vite dei bambini, i quali sono tra le vittime più colpite della sanguinosa escalation . Sulla base delle note elaborate dall'UNICEF, le fonti stampa hanno riportato alcuni dati che delineano un quadro a dir poco agghiacciante: in meno di due mesi, infatti, almeno 35 minori sarebbero stati uccisi, innumerevoli gravemente feriti e quasi 1.000 bambini e giovani sarebbero stati detenuti arbitrariamente; oltre alle conseguenze dirette di violenze e omicidi, destano preoccupazione anche le drammatiche ripercussioni che la crisi in atto creerà nel lungo termine, in particolare nei confronti proprio dei bambini: come testimoniato ancora dall'UNICEF, le forniture di servizi essenziali stanno subendo bruschi ritardi e interruzioni. Per fare un esempio, quasi un milione di bambini non ha accesso ai vaccini fondamentali, mentre 5 milioni non hanno accesso alla vitamina A; e ancora, più di 40.000 minori sono senza cure per la malnutrizione più grave, 280.000 madri e bambini vulnerabili perderanno l'accesso ai trasferimenti di denaro, e più 250.000 minori non avranno accesso ai servizi idrici e igienico-sanitari di base; nel Paese, inoltre, i servizi di trasporto sono al collasso, mentre le banche pubbliche e private risultano ormai chiuse da settimane; considerato che: dopo oltre 50 giorni di stragi, è condivisibile l'appello lanciato dal relatore speciale ONU Tom Andrews, il quale ha sottolineato che "le parole sono benvenute, ma sono del tutto insufficienti" di fronte ai crimini che la giunta militare sta continuando a commettere impunita, non rilevando le semplici, seppur dure, dichiarazioni di condanna o l'annuncio della futura adozione di misure sanzionatorie formali e minimali, che oltretutto entreranno in vigore solo a partire dal prossimo mese; l'Europa, dal proprio canto, il 9 marzo ha riconosciuto e dichiarato di sostenere il CRPH (Committee representing Pyidaungsu Hluttaw) e il CDM (Civil disobedience movement); in questo contesto, e nell'ambito della politica di cooperazione internazionale a sostegno del Myanmar (che il nostro Paese già esprime con un rilevante valore di portfolio per implementare progetti di sviluppo: 97 milioni euro di impegno deliberato e 32,5 milioni di euro erogato, ai quali si aggiungono: 3,16 milioni di dollari di fondi ACD, 3 milioni di euro di fondi d'emergenza CICR, UNHCR, WFP, ECHO-UE e, in previsione, ulteriori 32 milioni di euro), all'Italia è richiesto di agire con fermezza decisionale a sostegno del popolo birmano; attualmente, presso l'ambasciata del Myanmar a Roma, ricopre la carica di minister counsellor la signora Lynn Marlar Lwin, figlia dell'attuale Ministro degli affari esteri birmano, affiliato al regime militare nonché colonnello del gabinetto militare, Wunna Maung Lwin, al potere dal 1° febbraio 2021, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno dichiarare Lynn Marlar Lwin persona non gradita e da richiamare nel Paese di origine, non riconoscendola come membro della missione diplomatica, e facendo sì che non possa godere di diritti, protezione e benefici in territorio italiano; se non intenda altresì fare chiarezza in merito alla visita, tenutasi in data 13 novembre 2016, nelle città di Roma e Torino da parte del generale Min Aung Hlaing, attuale commander in chief dell'esercito, che ha compiuto il colpo di Stato il 1° febbraio 2021. Atto n. 4-05198 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che: nell'istituto penitenziario "Ugo Caridi" di Catanzaro sono ristretti circa 650 detenuti con un sovraffollamento medio identico a tutti gli altri istituti italiani; il personale di Polizia penitenziaria risulta essere carente: vi sono 380 unità di personale anziché 470 per come stabilito da un decreto ministeriale del 2017; ad oggi i soggetti positivi al coronavirus sono così suddivisi: 47 detenuti, di cui 45 appartenenti al circuito media sicurezza e 2 al circuito alta sicurezza; 9 appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria; un educatore; si è avuta conoscenza del primo contagio in data 16 marzo, allorquando un detenuto è risultato positivo dopo essere stato sottoposto a tampone al fine di essere ricoverato per un intervento presso un nosocomio locale ; risultato positivo un soggetto, dalla successiva attività di screening dei contatti direttamente avuti dal detenuto sono emersi altri casi e così via; i detenuti sono stati sottoposti a tampone in due pomeriggi differenti attraverso una squadra dell'ASP che ne ha processati 300 in un pomeriggio ed altri 350 in uno successivo: ad oggi, gli operatori penitenziari (Polizia penitenziaria, educatori, dirigenti, impiegati civili, ragionieri eccetera) sottoposti a tampone risultano essere meno di 200;