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Art. 1 IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL COORDINAMENTO DELLA POLITICA INDUSTRIALE Vista la legge 25 ottobre 1968, n. 1089, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 28 ottobre 1968, istitutiva del Fondo speciale per la ricerca applicata, e le successive modificazioni ed integrazioni; Visto l'art. 15, terzo comma, della legge 11 marzo 1988, n. 67, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 1988, che riserva alla formazione professionale di ricercatori e tecnici di ricerca una quota non superiore al 10 per cento delle disponibilità del predetto Fondo; Viste le proprie delibere del 22 dicembre 1982, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 5 febbraio 1983, e dell'8 agosto 1984, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 20 ottobre 1984, recanti direttive generali di gestione del Fondo speciale per la ricerca applicata; Visto l'art. 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica n. 611/1986 relativo all'approvazione dell'elenco dei decreti e degli altri atti da inserire nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana, ai sensi dell'art. 1, primo e quarto comma, della legge 11 dicembre 1984, n. 839; Vista la proposta del Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica, trasmessa con nota n. 681/ACG/88 del 9 settembre 1988, relativa agli indirizzi per il finanziamento delle attività di formazione professionale nel campo della ricerca applicata; Considerato che l'obiettivo di una adeguata qualificazione professionale in tale settore può essere conseguito attraverso la stretta collaborazione dei diversi soggetti operanti nel settore della ricerca; Considerato altresì che gli interventi pubblici posti in essere con le risorse del Fondo speciale per la ricerca applicata possono costituire le linee di azione lungo le quali può svolgersi il processo formativo idoneo alla formazione di ricercatori e tecnici di ricerca; Udita la relazione del Sottosegretario di Stato per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica; Delibera: Il Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica per finanziare l'attività di formazione professionale nel settore della ricerca applicata prevista dall'art. 15, terzo comma, della legge 11 marzo 1988, n. 67, si attiene alle seguenti direttive: 1. Il Fondo finanzia le attività di formazione professionale di ricercatori e tecnici di ricerca ai fini del potenziamento del sistema economico tramite l'efficace preparazione di risorse umane altamente qualificate nei settori della ricerca e dello sviluppo, con particolare riferimento al mondo produttivo e con l'obiettivo di favorire, tra l'altro, la massima competitività internazionale dei settori interessati. Con tale attività si intende sviluppare il processo di orientamento e qualificazione tecnica, scientifica e/o gestionale di persone di età non superiore a ventinove anni, in possesso di un idoneo titolo di studio, anche in relazione alle necessità di formazione di nuove figure professionali. 1.2. Le attività di formazione professionale, finalizzate all'apprendimento e non a scopi di produzione industriale, sono proposte e gestite dai soggetti di cui all'art. 2 della legge n. 46/1982, che si avvalgono a tal fine delle strutture universitarie e post-universitarie pubbliche o private anche comunitarie o internazionali e/o delle società di ricerca costituite con la partecipazione del Fondo. 1.3. Al fine di consentire al personale in formazione l'acquisizione di una adeguata preparazione teorica e professionale unita all'esperienza operativa derivante dall'affiancamento al personale impiegato nella realizzazione di attività di ricerca applicata, le attività di formazione hanno per oggetto sia le esperienze operative in ambiti scientifici, tecnologici ed industriali, sia l'approfondimento delle conoscenze specialistiche nelle discipline specifiche inerenti alle attività di ricerca. In relazione ai livelli di maggior qualificazione, le attività di formazione riguardano altresì l'apprendimento delle conoscenze in materia di programmazione, gestione strategica, valutazione ed organizzazione operativa dei progetti di ricerca applicata. 2. I soggetti ammissibili agli interventi del Fondo possono presentare i progetti di formazione sia in forma autonoma sia congiuntamente a quelli riguardanti le iniziative di ricerca applicata nelle varie forme previste dalle norme vigenti. 2.1. Le proposte evidenzieranno, tra l'altro, la rispondenza delle attività di formazione alle esigenze scientifiche e tecnologiche del settore interessato, anche in riferimento ai livelli di qualificazione previsti, la conseguente valutazione in termini di ricadute occupazionali, le caratteristiche e le modalità attuative delle attività di formazione, le strutture coinvolte, i partecipanti, le metodologie e le procedure di selezione, la durata espressa anche in ore formative, le relative spese. 2.2. Sono finanziabili le spese, anche se sostenute all'estero riguardanti: la preparazione e la gestione delle attività considerate, ivi comprese le spese relative alle risorse umane e strumentali impiegate; il costo del personale in formazione e le spese di soggiorno e di spostamento attinenti l'attività di formazione; la completa copertura assicurativa del personale, ivi compresi i rischi di infortunio, che deve essere effettuata a carico del proponente. 2.3. Tutte le obbligazioni e le relative responsabilità nei confronti dei terzi comunque derivanti dall'attuazione delle attività di formazione, sono a carico del soggetto proponente che dovrà, pertanto, rilasciare apposita dichiarazione di esonero del Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica e dell'Istituto mobiliare italiano. 3. La presentazione, l'istruttoria e il finanziamento delle attività di formazione seguono le stesse procedure e modalità, previste dalla normativa in vigore per le iniziative di ricerca applicata. 4. In sede di ripartizione annuale delle disponibilità del Fondo speciale per la ricerca applicata, il Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica stabilisce, entro il limite massimo del 10 per cento, la quota delle risorse finanziarie da destinare ai progetti di formazione professionale; le somme non utilizzate alla fine di ciascun anno, affluiscono alle disponibilità complessive dell'anno successivo. 5. I finanziamenti delle attività di formazione concessi sotto forma di contributo nella spesa possono raggiungere il 65% dei costi, elevabile all'85% nel caso di piccole e medie imprese e di progetti prevalentemente svolti nel Mezzogiorno. Le proposte di attività di formazione collegate a progetti di ricerca applicata definiti autonomamente dai soggetti ammissibili, ai sensi dell'art. 2, secondo comma, della legge n. 46/1982, costituiscono elemento di priorità ai fini della concessione del finanziamento a favore del progetto stesso. Si intendono collegate anche quelle proposte di formazione che prevedono una scadenza delle attività di formazione posteriore a quella di conclusione della ricerca. Costituisce altresì elemento di priorità la realizzazione di programmi di formazione professionale, anche di natura consortile, a favore delle piccole e medie imprese. 5.1. Proposte di attività di formazione aggiuntive a progetti di ricerca già presentati, possono essere inviate entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della presente delibera. 5.2.