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Il 27 ottobre, due giorni fa, il sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma Carlo Fuortes ha inviato una informativa preventiva ex articolo 19 del decreto-legge n. 18 del 2020 alle segreterie sindacali e alle RSU per metterle al corrente dell'intenzione di ricorrere al Fondo di integrazione salariale (FIS) dal 2 al 15 novembre per i dipendenti a tempo determinato e indeterminato di tutte le unità produttive della fondazione, fino al 100 per cento dell'orario di lavoro. Ciò si traduce in una decurtazione dello stipendio pari al 40 per cento per le maestranze contrattualizzate. Orbene, nei circa quattro mesi di lockdown le 14 fondazioni lirico-sinfoniche italiane, nove delle quali - com'è noto - sono monitorate da un commissario straordinario di Governo, hanno sospeso attività e spettacoli. Ne sono derivati sia un mancato incasso al botteghino per gli spettacoli annullati, sia un risparmio sui costi di produzione legati ai compensi degli artisti, degli ospiti e agli allestimenti scenici, oltre che agli stipendi tagliati di cui dicevo. Poiché le fondazioni hanno incassato per l'anno in corso contributi dallo Stato e dagli enti locali, il risparmio dovuto alla sospensione degli spettacoli, peraltro incrementato dalla mancata contrattualizzazione dei tanti lavoratori precari stagionali e intermittenti, che da tempo riempiono gli organici delle fondazioni, in attesa della piena applicazione del decreto-legge n. 59 del 2019, è ampiamente superiore ai mancati incassi di botteghino. Il margine di produzione sarà quindi positivo per tutte. In queste condizioni, l'eventuale ricorso al FIS per i dipendenti da parte delle fondazioni lirico-sinfoniche, per quanto non illegittimo, appare quantomeno inopportuno. Qual è la ratio di questa scelta? Impiegare quelle risorse per la cassa integrazione senza reali necessità economiche e produttive, poiché il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha ribadito - da ultimo proprio il 27 ottobre - la possibilità di allestire spettacoli da mandare in scena ad esempio in streaming , significa penalizzare le maestranze contrattualizzate e sottrarre quelle risorse alla priorità del momento, che è la tutela dei lavoratori dello spettacolo meno protetti, intermittenti, stagionali, precari da sempre, che non lavorano da marzo a causa della pandemia. Le fondazioni, avendo ricevuto integralmente i finanziamenti preventivati - lo ripeto - dovrebbero quindi ricorrere alla certificazione economico-finanziaria redatta dal collegio dei revisori dei conti, che attesti la necessità di detti sussidi allo scopo di evitare una perdita di esercizio. Mancando tale documentazione, ritengo difficile che possano evitare uno scandalo all'atto della presentazione dei bilanci consuntivi per avere chiesto sussidi statali in presenza di ingenti utili e lo scandalo ovviamente coinvolgerebbe anche chi quei sussidi ha concesso. La priorità - torno a dirlo - sono indennità adeguate e immediate ai lavoratori dello spettacolo meno protetti. Il Governo deve tutelare questi e tutti gli altri lavoratori della cultura, favorendo le buone pratiche e scoraggiando, invece, ogni distorsione. (Applausi) . LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il tema del mio intervento è la richiesta di finanziamenti per gli investimenti sulla rete ferroviaria italiana in Sardegna. Come già noto, uno dei problemi principali della logistica sarda è la sua situazione ferroviaria. Difatti, la rete ferroviaria sarda è caratterizzata da bassa velocità e scartamento ridotto. In tutta Italia, da Nord a Sud, si progettano e si realizzano le reti ferroviarie di alta velocità e capacità per passeggeri e merci, il doppio binario, l'elettrificazione diffusa: ovunque, tranne che da noi. Dobbiamo forse sentirci in colpa perché viviamo su un'isola? Secondo l'istituto Tagliacarne, che misura il divario infrastrutturale, la nostra è la peggiore rete ferroviaria italiana. Una nota positiva c'è. Proprio qualche giorno fa, è stato inaugurato il nuovo treno Swing, destinato a poche tratte. Subito sono nate le preoccupazioni, perché non è certo che i treni di questo tipo abbiano la possibilità di percorrere tratte ferroviarie obsolete, con conseguenze di servizi inaccettabili e rischiosi. Con questa situazione, credo sia indispensabile garantire alla Sardegna i finanziamenti necessari per il superamento dell'attuale svantaggio competitivo, al pari di quanto stanziato per molte altre Regioni italiane da Nord a Sud. Nel maggio 2020 è stato sottoscritto un accordo quadro tra la Regione Sardegna e RFI, in attuazione del disegno di legge n. 112 del 2015, strumento di coordinamento e pianificazione, oltre che programmatorio, che migliorerebbe la qualità del servizio ferroviario. La Regione Sardegna, in accordo con il gruppo FS, è impegnata a potenziare e rendere efficiente il trasporto pubblico. Ha previsto investimenti per rinnovare e velocizzare le linee ferroviarie del gruppo su tutta l'isola. Il punto è il seguente: gli interventi per lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico, pur condivisi nell'accordo, non trovano copertura finanziaria, se non in minima parte. Intercalo un dato interessante. Secondo il rapporto Pendolaria di Legambiente, negli ultimi anni la Sardegna ha incrementato il numero di passeggeri del 18 per cento. Questo ci fa capire ancora di più quanto siano necessari un miglioramento e un incremento dell'efficienza dei trasporti ferroviari. Tra gli investimenti da finanziare, vanno ricompresi l'elettrificazione della rete ferroviaria a sud di Oristano, incluso tutto il Sulcis; il raddoppio del binario tra le località di Villamassargia e Decimomannu, nonché tra San Gavino e Oristano; il potenziamento della linea ferroviaria Macomer-Olbia, di rilevanza strategica per il futuro della nostra isola; ma soprattutto il collegamento con il porto e l'aeroporto di Olbia. Chiedo, a nome di tutti i sardi, una cosa molto importante: il Governo intervenga con non meno di 900 milioni di euro, cifra minima se si vuole realizzare una reale opera di svecchiamento della rete, e con almeno 100 milioni di euro per interventi sulle opere di alta velocizzazione. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 3 novembre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 3 novembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,19) . VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 1721: