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5) a garantire il diritto dei profughi ucraini e in particolare delle famiglie con minori a chiedere asilo e ad adottare provvedimenti di protezione umanitaria verso i profughi ucraini; 6) a valutare un'accelerazione dei procedimenti di affidamento e adozione internazionale dei minori, così che possano essere allontanati dalle zone di guerra per essere messi in salvo presso le famiglie affidatarie e adottanti; 7) ad assumere iniziative volte allo stanziamento di un fondo consistente da destinare all'ACNUR e all'UNICEF per gli interventi di soccorso ai bambini ucraini profughi; 8) a promuovere, nel rispetto dell'autonomia scolastica dei singoli istituti, una raccolta di fondi, presso le scuole primarie e secondarie di primo grado, che rappresenti un momento di fratellanza e di cosciente solidarietà dei bambini nei confronti di altri bambini, attraverso il dono di piccoli risparmi; 9) a favorire la predisposizione di un piano sanitario urgente per la somministrazione di cure gratuite per tutti i bambini e adolescenti ucraini che saranno ospitati nel territorio nazionale e in particolare per quelli bisognosi di terapie oncologiche; 10) a promuovere, da un lato, la definizione di percorsi per rendere possibile l'inserimento nelle primarie e secondarie degli studenti provenienti dall'Ucraina e, dall'altro, nelle università italiane modalità per accogliere, in via straordinaria, gli studenti ucraini, anche attraverso borse di studio ad hoc . Atto n. 1-00466 SALVINI Matteo ROMEO ARRIGONI CALDEROLI ALESSANDRINI AUGUSSORI BAGNAI BERGESIO BONGIORNO BORGHESI BOSSI Simone BRIZIARELLI BRUZZONE CAMPARI CANDIANI CANDURA CANTU' CASOLATI CORTI DORIA FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO GRASSI IWOBI LUCIDI LUNESU MARIN MARTI MINASI MOLLAME MONTANI OSTELLARI PAZZAGLINI PELLEGRINI Emanuele PEPE PERGREFFI PIANASSO PILLON PIROVANO PISANI Pietro PITTONI PIZZOL RICCARDI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SIRI SUDANO TESTOR TOSATO URRARO VALLARDI VESCOVI ZULIANI - Il Senato, premesso che: la crisi in Ucraina sta determinando un ulteriore shock energetico all'Europa, con particolare drammaticità per il nostro Paese, che già sta subendo in maniera notevole gli effetti del "caro energia" quale minaccia concreta alla ripresa economica del Paese post COVID-19; si sta acuendo ulteriormente una situazione fortemente critica sui mercati internazionali delle materie prime che continua a spingere al rialzo i prezzi dei carburanti, e che sta mettendo in grande affanno la popolazione; i prezzi rilevati dal Ministero dello sviluppo economico tramite Osservaprezzi carburanti, riportano il prezzo medio della benzina a marzo 2022 pari a 1,953 euro al litro mentre per il gasolio pari a 1,829 euro al litro; ipotizzando il mantenimento di questi prezzi per i prossimi mesi dell'anno in corso, risulterebbe in un maggior gettito per lo Stato per benzina e gasolio nel 2022 rispetto al 2021 pari a 1,672 miliardi di euro, che si aggiungerebbero al maggior gettito determinato dal confronto tra il 2021 e il 2020 pari a 1,842 miliardi di euro; si ricorda che l'Italia ha la componente fiscale tra le più alte in Europa, con accise e IVA che pesano per il 55 per cento sul prezzo al consumo della benzina e per il 52 per cento sul prezzo al consumo del gasolio; con listini a questi livelli, da un lato si va verso il blocco di numerose attività produttive impossibilitate a sostenere costi di benzina e gasolio così elevati, dall'altro ci sarà un'ulteriore impennata dei prezzi al dettaglio per una moltitudine di prodotti di largo consumo; già il settore dell'autotrasporto ha manifestato un profondo disagio che rischia di comportare un blocco di intere filiere produttive, con effetti disastrosi per l'economia dell'intero Paese; alcuni Paesi europei, al fine di sostenere i cittadini, hanno deliberato misure mirate di sterilizzazione del carico fiscale portando immediati benefici alla cittadinanza, impegna il Governo ad intervenire con una misura di urgenza al fine di sospendere temporaneamente l'esigibilità dell'accisa sul carburante fino al ripristino del livello dei prezzi medi comparabili con quelli dell'ultimo trimestre dell'anno 2019, in modo di consentire una tenuta del sistema economico dell'intero Paese in un periodo di profonda crisi ed instabilità internazionale. Atto n. 1-00467 VANIN CASTELLONE GARRUTI CATALFO D'ANGELO FERRARA PELLEGRINI Marco GAUDIANO MANTOVANI TRENTACOSTE GALLICCHIO AGOSTINELLI AIROLA ANASTASI AUDDINO BOTTICI CAMPAGNA CASTALDI CASTIELLO CIOFFI COLTORTI CORBETTA CRIMI CROATTI DE LUCIA DELL'OLIO DI GIROLAMO DI NICOLA DI PIAZZA DONNO ENDRIZZI FEDE FENU GIROTTO GUIDOLIN L'ABBATE LANZI LEONE LICHERI LOMUTI LOREFICE LUPO MAIORINO MARINELLO MATRISCIANO MAUTONE MONTEVECCHI NATURALE NOCERINO PAVANELLI PERILLI PESCO PETROCELLI PIARULLI PIRRO PISANI Giuseppe PRESUTTO PUGLIA QUARTO RICCIARDI ROMAGNOLI ROMANO RUSSO SANTANGELO SANTILLO TAVERNA TONINELLI TURCO VACCARO - Il Senato, premesso che: in Ucraina è attualmente in atto una guerra che sta provocando una fra le più grandi catastrofi umanitarie dal secondo dopoguerra, con migliaia di vittime, per la maggior parte civili, tra cui numerosi bambini; l'evolversi della situazione sul campo rende altamente probabile, nel breve-medio termine, che il conflitto sia destinato a proseguire e ad intensificarsi, con conseguente rischio di un aumento esponenziale delle perdite di vite umane; le fasce più deboli della popolazione ucraina sono già ora private dei servizi essenziali come l'assistenza medico-sanitaria e l'istruzione, con ripercussioni sociali e psicologiche devastanti; a meno di un mese dall'inizio delle operazioni di guerra, l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati stima che siano almeno 2 milioni, in maggioranza donne e bambini, le persone che hanno lasciato l'Ucraina per fuggire da questa disastrosa situazione e che tali numeri siano destinati ad aumentare; la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176, dispone, tra l'altro, che l'interesse dei minori debba essere preminente in tutte le decisioni, pubbliche o private, loro relative (articolo 3) e che gli Stati debbano assicurare, al massimo livello possibile, la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini (articolo 6);