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Poi, negli anni, la povertà è aumentata e molte altre forze politiche invece hanno inteso parlare della necessità di un reddito minimo garantito. Lo ha fatto la maggioranza nella scorsa legislatura, con il REI, e l'ha fatto in campagna elettorale - ma, si sa, in campagna elettorale c'è chi promette e non mantiene e c'è chi invece, come questo Governo, ha promesso e oggi mantiene - il Presidente di Forza Italia, che prometteva un reddito minimo di 1.000 euro a tutti. Sentire oggi quella forza politica che fa interventi di questo tipo mi sembra veramente strano. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . A chi, come la senatrice De Petris, ha fatto un ragionamento entrando molto nel merito del provvedimento, dico che è vero che i servizi assistenziali dei Comuni sono in sofferenza. Forse, se riusciamo a ridurre la povertà nel Paese, dando la possibilità ad alcune persone di arrivare a fine mese e nel frattempo di formarsi e di trovare un nuovo lavoro, riusciremo anche a ridurre la sofferenza di quei servizi assistenziali (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) , che avranno comunque bisogno di occuparsi di chi non potrà accedere al reddito o di chi, ad esempio, non è nelle condizioni di lavorare e firmerà il patto di inclusione sociale. Ho sentito parlare della questione del salario, dicendo che il salario minimo di questo Paese, anzi il salario medio di questo Paese, si avvicina al reddito. Ma noi non possiamo fare questa domanda e non porci la domanda principale: perché in questo Paese il salario è così basso? Quali sono le responsabilità di Confindustria, dei sindacati e di questa classe politica, che ha prodotto questa situazione? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questa è la domanda che dobbiamo farci, non se il reddito di cittadinanza è troppo alto. Ho sentito parlare della questione del lavoro nero e dei furbetti: ci saranno, ma non è che, perché ci sono le rapine in banca, si devono chiudere gli sportelli bancari. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Si devono mettere le banche nelle condizioni di sapersi proteggere dalle rapine. Ho sentito parlare - e poi taccio - anche dei barconi e degli immigrati, che saranno richiamati nel nostro Paese perché il reddito di cittadinanza verrà erogato dal primo giorno. Al di là del fatto che il dispositivo normativo non prevede questo, ci rendiamo conto che, se l'asticella della tolleranza in questo Paese si è abbassata, è perché non siamo stati in grado di raccogliere le questioni degli ultimi e abbiamo creato una guerra tra poveri in questo Paese, che noi oggi, anche grazie al reddito di cittadinanza, cerchiamo di combattere? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . È evidente quindi che voteremo no alla questione pregiudiziale e continueremo a combattere perché il prima possibile il reddito di cittadinanza diventi legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1), riferita al disegno di legge n. 1018. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Discussione dei disegni di legge costituzionale: Doc 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari QUAGLIARIELLO. - Doc 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica CALDEROLI e PERILLI. - Doc 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori PATUANELLI e ROMEO. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 214, 515 e 805. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Calderoli, se intende integrarla. CALDEROLI, relatore . Signor Presidente, visto l'entusiasmo che hanno suscitato le iscrizioni in discussione generale, mi rimetto alla relazione scritta e non integro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, devo dire che iniziamo molto male, perché per un riforma costituzionale il relatore non ritiene neppure di illustrare quello che è stato fatto in Commissione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ha ritenuto invece di presentare un emendamento che ne cambia totalmente il contenuto e riguarda una cosa poco importante, il Senato della Repubblica, e non ritiene di spiegarci perché. Lo spiegherà dopo, per carità, ma abbiamo un primo saggio di quello che non vogliamo. Altri li sentiamo dai media e dalle dichiarazioni continue degli esponenti della maggioranza e specialmente del MoVimento 5 Stelle. Forza Italia è stato il principale protagonista, tra l'altro insieme all'onorevole relatore di oggi, del disegno di legge che, percorrendo tutto il non semplice iter parlamentare, ha portato all'approvazione in via definitiva dal punto di vista parlamentare della riduzione del numero dei parlamentari tra il 2003 e il 2005. Poi ci fu un referendum , con il quale le opposizioni di allora per un serie di motivazioni si schierarono per il no, e così questa riduzione non avvenne. Anche nel corso della prima parte della scorsa legislatura abbiamo sostenuto il tentativo di riforma portato avanti dal Governo Renzi, pur ritenendo estremamente indigesto il testo originario; speravamo di ottenere significativi cambiamenti, ma alla fine questi, se ci sono stati, sono stati peggiorativi e, di conseguenza, alla fine non abbiamo votato quella riforma, che però andò anche a termine. Ora arriva una nuova proposta da parte dell'attuale maggioranza che prevede un atto totalmente mediatico, come pressoché tutte le misure, le proposte e le dichiarazioni dell'attuale Governo. Non si va cioè ad individuare il numero opportuno dei parlamentari, ma a indicare il numero tondo: è come dire che un malato deve avere o 30 o 40 di febbre. Tutte le misure intermedie non vanno bene, perché ci vuole un numero facile da ricordare per dirlo in giro nei comizi e allora facciamo 200 e 400. Mentre un assetto con 630 deputati e 315 senatori (o 600 e 300) aveva il suo senso, perché comunque il Senato restava con un numero adeguato di componenti pur avendone la metà della Camera, scendere a 200 senatori presenterebbe dei problemi seri nel lavoro di Commissione, ma a questo si può porre rimedio. Quello che noi non accettiamo è fare all'ultimo momento in Assemblea, con emendamenti presentati - per quanto ne sappiamo noi - a sorpresa, degli ulteriori magheggi per soddisfare richieste del tutto peculiari e del tutto specifiche: