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In caso di urgente necessità l'autorità giudiziaria può altresì porre temporaneamente l'obbligazione degli alimenti a carico di uno solo tra quelli che vi sono obbligati, salvo il regresso verso gli altri. Art. 393. - (Adempimento della prestazione alimentare). -- L'assegno alimentare prestato secondo le modalità stabilite non può essere nuovamente richiesto, qualunque uso l'alimentando ne abbia fatto. Art. 394. - (Decorrenza degli alimenti). -- Gli alimenti sono dovuti dal giorno della domanda giudiziale o dal giorno della costituzione in mora dell'obbligato, quando questa costituzione sia entro sei mesi seguita dalla domanda giudiziale. Art. 395. - (Assegno provvisorio). -- Finché non sono determinati definitivamente il modo e la misura degli alimenti, il presidente del tribunale può, sentita l'altra parte, ordinare un assegno in via provvisoria ponendolo, nel caso di concorso di più obbligati, a carico anche di uno solo di essi, salvo il regresso verso gli altri. Art. 396. - (Inammissibilità di cessione e di compensazione). -- Il credito alimentare non può essere ceduto. L'obbligato agli alimenti non può opporre all'altra parte la compensazione, neppure quando si tratta di prestazioni arretrate. Art. 397. - (Cessazione per morte dell'obbligato). -- L'obbligo degli alimenti cessa con la morte dell'obbligato, anche se questi li ha somministrati in esecuzione di sentenza. TITOLO XV DEGLI ATTI DELLO STATO CIVILE Art. 398. - (Registri dello stato civile). -- I registri dello stato civile sono tenuti in ogni comune in conformità delle norme contenute nella legge sull'ordinamento dello stato civile. Art. 399. - (Pubblicità dei registri dello stato civile). -- I registri dello stato civile sono pubblici. Gli ufficiali dello stato civile devono rilasciare gli estratti e i certificati che vengono loro domandati con le indicazioni dalla legge prescritte. Essi devono altresì compiere negli atti affidati alla loro custodia le indagini domandate dai privati. Art. 400. - (Forza probatoria degli atti). -- Gli atti dello stato civile fanno prova, fino a querela di falso, di ciò che l'ufficiale pubblico attesta essere avvenuto alla sua presenza o da lui compiuto. Le dichiarazioni dei comparenti fanno fede fino a prova contraria. Le indicazioni estranee all'atto non hanno alcun valore. Art. 401. - (Mancanza, distruzione o smarrimento di registri). -- Se non si sono tenuti i registri o sono andati distrutti o smarriti o se, per qualunque altra causa, manca in tutto o in parte la registrazione dell'atto, la prova della nascita o della morte può essere data con ogni mezzo. In caso di mancanza, di distruzione totale o parziale, di alterazione o di occultamento accaduti per dolo del richiedente, questi non è ammesso alla prova consentita nel primo comma. Art. 402. - (Annotazioni). -- Nessuna annotazione può essere fatta sopra un atto già iscritto nei registri se non è disposta per legge ovvero non è ordinata dall'autorità giudiziaria. Art. 403. - (Efficacia della sentenza di rettificazione). -- La sentenza di rettificazione non può essere opposta a quelli che non concorsero a domandare la rettificazione, ovvero non furono parti in giudizio o non vi furono regolarmente chiamati». 2 Gli articoli da 404 a 455 del codice civile sono o restano abrogati. 3 Il Governo è delegato ad emanare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le modalità e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui agli articoli 20, 20- bis e 20- ter della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, uno o più decreti legislativi al fine di coordinare, con la nuova disciplina introdotta ai sensi del comma 1, le sezioni I del capo I e I del capo II delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, nonché tutta la normativa di rango primario che vi faccia espresso rinvio. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere, successivamente all'acquisizione degli altri pareri previsti, per l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Le Commissioni si esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei predetti decreti legislativi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dal presente comma e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, possono essere emanate, con uno o più decreti legislativi, disposizioni integrative o correttive. 4 La legge 19 febbraio 2004, n. 40, e la legge 4 maggio 1983, n. 184, sono abrogate. 2 (Modifiche al codice di procedura civile) 1 L'articolo 706 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: «Art. 706. -- (Preliminare passaggio presso un centro di mediazione familiare) . -- Il coniuge che intende presentare una domanda di divorzio ha l'onere di convocare, con ogni mezzo idoneo, il partner presso un centro di mediazione familiare autorizzato, per un colloquio con personale specializzato, nel corso del quale entrambi vengono informati dei contenuti e della procedura del divorzio, nonché delle opportunità fornite dai servizi di mediazione, per la ricerca di una soluzione concordata, lo svolgimento di un tentativo di conciliazione o la realizzazione di forme di terapia familiare. Il colloquio deve comprendere informazioni di carattere giuridico e psicologico in ordine alla tutela del minore, all'identificazione dell'interesse dello stesso, alle conseguenze del divorzio ed ai comportamenti genitoriali più idonei. Il giudice potrà desumere, dalla mancata e non giustificata partecipazione al colloquio, in analogia a quanto previsto dall'articolo 116, secondo comma, elementi in ordine alla responsabilità della crisi familiare, nonché valutazioni per la definizione delle spese di causa che eventualmente poi si instauri. All'esito del colloquio, ove le parti non intendano concordemente intraprendere una delle vie indicate, come nel caso in cui successivamente, entrambe o anche una sola, decidano di recedere da esse o infine allorché il percorso si concluda negativamente, il centro rilascia un attestato, dal quale risulta lo svolgimento del colloquio o il mancato svolgimento del medesimo, per omessa presentazione di uno dei coniugi, con allegata, in quest'ultimo caso, la documentazione relativa all'effettuazione della convocazione. L'attestato deve essere obbligatoriamente allegato alla domanda di divorzio proposta ai sensi dell’articolo 151. Ove le parti abbiano svolto, dopo il colloquio preliminare, una o più sedute volontarie presso il centro, possono chiedere che dello svolgimento di esse sia dato atto nell'attestato. L'attestato, sempre a richiesta di parte, può indicare l'eventuale desistenza unilaterale di un coniuge dal partecipare alla prosecuzione degli incontri, ma non può contenere alcuna altra indicazione in ordine allo svolgimento dei colloqui, né alcuna informazione in ordine al contenuto di essi.