[pronunce]

che, infatti, la scelta di radicare la competenza territoriale in materia di opposizione a sanzioni amministrative nel luogo della commessa violazione si risolve nell'applicazione del tradizionale criterio del locus commissi delicti, ancorato ad un riferimento oggettivo desunto dalla vicenda oggetto di giudizio e (almeno di norma) di facile applicazione (cfr. art. 20 cod. proc. civ. e art. 8, comma 1, cod. proc. pen.); che tale scelta è espressione di corretto esercizio della discrezionalità spettante al legislatore in tema di regolazione della competenza in generale ed in particolare di quella territoriale; che siffatta discrezionalità incontra il solo limite della ragionevolezza (cfr. ordinanze n. 241 del 1993 e n. 126 del 1999 e sentenza n. 452 del 1997) e che, nella specie, questo limite è rispettato, essendo del tutto ragionevole che nel luogo in cui si è tenuto il comportamento sanzionato, ivi si discuta della legittimità della pretesa punitiva esercitata; che, per le precedenti considerazioni, la scelta del legislatore non lede neppure il principio di parità delle parti, non essendo motivata - come ritiene il rimettente - dall'esigenza di favorire l'amministrazione che contesta la violazione; che, in ordine agli artt. 11 e 25 della Costituzione, le ordinanze di rimessione non contengono alcuna motivazione, onde la relativa questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 24 novembre 1989, n. 689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Trino e dal Giudice di pace di Varallo, con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 24 novembre 1989, n. 689 (Modifiche al sistema penale), sollevata, in riferimento agli artt. 11 e 25 della Costituzione, dal Giudice di pace di Trino e dal Giudice di pace di Varallo, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 novembre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 novembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA