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Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Come già preannunciato, sono dichiarati inammissibili, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, gli ordini del giorno G1.1000 e G16.2000. Passiamo alla votazione finale. PRESUTTO (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PRESUTTO (Ipf-CD) . Signor Presidente, sarò molto rapido. Il Gruppo Insieme per il Futuro dichiara voto favorevole al provvedimento. È, però, altresì opportuno evidenziare la criticità che ci ha portato in questo caso a una terza lettura: un atto dovuto per porre rimedio a un emendamento che la volta scorsa è passato in sordina. È chiaro che il Parlamento in questi casi ha la responsabilità, perché quel provvedimento lo abbiamo votato noi. Ma è anche giusto evidenziare che era una situazione di particolare criticità: avevamo un tempo molto ristretto, vi era la necessità di convertire quel decreto-legge molto importante per gli interessi del Paese - parliamo degli aiuti economici alle imprese e alle famiglie - e bisognava mettere i nostri colleghi della Camera nelle condizioni di poterlo discutere. Tuttavia, è accaduto un fatto grave, che bisogna assolutamente evidenziare: siamo stati messi tutti quanti sotto accusa dai cittadini per disattenzione. Chiaramente ce ne assumiamo la responsabilità perché l'abbiamo votato noi, ma merita un'attenta riflessione tutta la procedura che ha portato quelle benedette riformulazioni a non essere valutate non da una persona, ma praticamente da tutti i Gruppi parlamentari, in modo particolare dalle Commissioni bilancio e finanze. Sono un componente della Commissione bilancio, ma posso assolutamente assolvere non soltanto me stesso, ma i colleghi di entrambe le Commissioni che non erano stati messi nelle condizioni di poter capire cosa stesse accadendo. Questo ha alimentato una critica e addirittura l'intervento del Presidente della Repubblica, con la necessità di essere presenti oggi, e noi con senso di responsabilità ci siamo. Quel passaggio merita una riflessione e richiede anche la necessità di individuare le responsabilità di quelle riformulazioni che sono arrivate in un momento contingentato particolare, che ha messo in difficoltà la capacità di funzionamento del Parlamento, e non ha consentito di valutare in piena cognizione cosa stessimo votando. La responsabilità oggettiva è nostra, ma vi è una dinamica distorsiva dei fatti che ci ha tratto in inganno. Quindi - ripeto - ci assumiamo la responsabilità, ma solleviamo un momento di critica generale che dovrà essere valutata affinché episodi come quelli, in un momento drammatico per il Paese, non si ripropongano più. In ogni caso, confermo il voto favorevole al provvedimento. (Applausi) . LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signora Presidente, le sanzioni stanno funzionando, il tempo sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci: è il mantra del Capo del Governo per cercare di convincere e autoconvincersi. Funzionano sì, ma decine di migliaia di imprese, a causa dei rincari elevati delle bollette di luce e gas, hanno già chiuso o saranno costrette a chiudere, mentre il "Governo dei migliori", capeggiati da Draghi - il peggior disastro per diritti e interessi del popolo italiano -, addirittura nega, rifiuta di fare uno scostamento di bilancio di almeno 30 miliardi, per timore di aumentare il debito. Lui sta negli Stati Uniti e volevo informarlo che il 17 febbraio 2021 - data che gli italiani ricorderanno a lungo per vessazioni ed angherie seriali subite dopo il voto di fiducia al peggior Governo della storia recente - tutti gli indicatori economici sono peggiorati: inflazione all'8,4 per cento, rincari tariffari per circa 3.000 euro a famiglia, tassi d'interesse che comportano migliaia di euro in più all'anno su mutui e prestiti, cambio euro-dollaro sotto la parità. Il famigerato debito pubblico, grazie al "migliore", è arrivato a 2.770 miliardi di euro a luglio, con 167 miliardi in più, al ritmo di 9,8 miliardi al mese, 327 milioni al giorno, 13 milioni l'ora, 226.666 euro al secondo, nonostante il rimbalzo positivo dell'economia, l'aumento del PIL e dell'occupazione dovuto in gran parte al tanto vituperato superbonus. Le sanzioni stanno funzionando: il mantra di Draghi tre giorni fa, illustrando il cosiddetto decreto aiuti- ter , quando ha lanciato l'accusa, da vero intenditore, ai presunti pupazzi prezzolati. Proprio lui che, come ripeteva Francesco Cossiga, fu prezzolato da suoi comparucci di Goldman Sachs. (Applausi) . Al di là della narrazione fraudolenta raccontata da.. . PRESIDENTE. Senatore, ovviamente lei sa cosa sto per dirle: si assume le responsabilità delle sue parole, che a mio avviso vanno decisamente oltre i toni aspri della... LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Come sempre. E mi farà recuperare anche il tempo. Al di là della narrazione fraudolenta, raccontata da media e TG Rai Luce, veri e propri resoconti alla tele-Zelensky, la realtà è più forte delle menzogne. Poche conseguenze per la Russia dallo stop, come dice un lancio dell'agenzia AGI del 2 settembre scorso, che smentisce platealmente l'efficacia delle sanzioni. È invece un drammatico boomerang per famiglie stangate e impoverite, con un micidiale impatto su decine di migliaia di imprese, costrette a chiudere. Secondo l'analisi di Capital Economics, pubblicata da Bloomberg, la Russia può permettersi di chiudere il rubinetto del gas all'Europa per un anno senza conseguenze per il proprio bilancio pubblico. Del resto, appare demenziale focalizzare l'ossessiva propaganda dei media in Italia, ai primi posti per corruzione e tra gli ultimi per libertà di stampa, sull'impatto delle sanzioni sui russi, ignorando le drammatiche conseguenze sul popolo italiano, che dovrà affrontare un rigido inverno al gelo. Occorre andare alle radici del problema, oltre i palliativi dei decreti aiuti. Un articolo de «La Verità» titolava: «Il gioco di prestigio di Draghi sugli aiuti. Nemmeno un euro arriva dai nuovi fondi». I tanto sbandierati 66 miliardi complessivi di sostegno arrivano da spostamenti interni di bilancio o dall'extragettito IVA. Occorrerebbe una robusta autocritica sull'aumento delle spese militari di 16 miliardi e l'invio delle armi, invece che incentivare diplomazia e negoziati per dirimere il conflitto. Vi è la cieca obbedienza ai guerrafondai USA-NATO, la cui guerra per procura ha rafforzato gli Stati Uniti, indebolito l'Europa, impoverito cittadini ed imprese alla canna del gas. (Applausi) .