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Conversione in legge del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015. Onorevoli Senatori. -- Capo I. -- Norme per l’area industriale di Piombino, nonché a tutela dell’ambiente nel territorio del comune di Palermo e della regione Campania Le disposizioni di cui al Capo I rispondono alla necessità di dettare disposizioni urgenti per superare situazioni di criticità ambientale ed in taluni settori produttivi con rilevanti ricadute a livello nazionale e locale. È ben nota la situazione di grave e profonda crisi industriale ed occupazionale che ha progressivamente interessato l’area siderurgica del comune di Piombino, che vede in crisi tutte le imprese dell’area e che richiede misure urgenti e non rinviabili. Particolarmente delicata è la situazione della Lucchini Spa, secondo impianto siderurgico italiano con oltre 2.000 addetti diretti ed altrettanti indiretti, il cui Commissario straordinario, nominato con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 21 dicembre 2012, dovrà presentare al Governo il piano di ristrutturazione aziendale entro il 22 giugno 2013, così come previsto dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39 (cosiddetta «legge Marzano»). Altrettanto critica è la situazione di MITTAL Spa, ex Magona Spa, con 450 dipendenti di cui più della metà già in cassa integrazione. La crisi delle principali imprese dell’area sta determinando una grave situazione di sofferenza occupazionale per oltre 5.500 dipendenti, con un grave impatto sull’intera economia dell’area, storicamente dipendente dalle attività siderurgiche. In tale preoccupante quadro, assume un rilievo determinante l’inadeguatezza delle strutture portuali e viarie, che sono, viceversa, strettamente necessarie al rilancio delle attività produttive dell’area. In considerazione della straordinaria necessità ed urgenza dell’intervento, a fronte di una situazione che potrebbe facilmente divenire irreversibile con lo spegnimento degli altiforni, si interviene per sbloccare le risorse finanziarie individuate mediante un’apposita intesa interistituzionale fra i Ministeri interessati, la regione ed il comune, e per consentire l’immediato avvio degli interventi infrastrutturali previsti dal nuovo Piano Regolatore Portuale già approvato, al fine di garantire il mantenimento e il potenziamento dei livelli occupazionali e la bonifica del sito, fortemente inquinato, favorendo lo sviluppo competitivo del contesto industriale e portuale e salvaguardando la crescita sostenibile dell’area. In particolare, il Capo I si compone di quattro articoli di cui, in particolare, l’articolo 1 reca le disposizioni relative all’area industriale di Piombino ed al suo riconoscimento quale area di crisi industriale e prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il Presidente della regione Toscana è nominato, senza diritto ad alcun compenso e senza altri oneri per la finanza pubblica, Commissario straordinario, al fine di assicurare la realizzazione degli interventi necessari al raggiungimento delle finalità portuali ed ambientali previste nel nuovo Piano Regolatore Portuale. Inoltre, si prevede che, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, il CIPE delibera, al sensi degli articoli 166 e 167 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni, in ordine al progetto definitivo relativo alla bretella di collegamento al porto di Piombino, parte integrante dell’asse autostradale Cecina -- Civitavecchia di cui alla delibera 3 agosto 2012, n. 85, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2012, unitamente allo schema di atto aggiuntivo alla convenzione unica vigente con allegato il nuovo piano economico finanziario riferito alle attuali tratte in esercizio Livorno-Cecina (Rosignano) e Rosignano-S. Pietro in Palazzi (lotto l), alla tratta Civitavecchia-Tarquinia (lotto 6A) e alle tratte Ansedonia-Pescia R. (lotto 5A), Pescia R.-Tarquinia (lotto 6B) e alla predetta bretella di Piombino (lotto 7). Tale piano economico finanziario dovrà essere coerente con il piano relativo all’intera opera che dovrà essere sottoposto anch’esso al CIPE e per il quale restano ferme le prescrizioni dettate dal CIPE con delibera n. 78/2010 e 85/2012 in relazione al costo complessivo dell’opera ed all’azzeramento del valore di subentro. Infine, si prevede che per assicurare l’attuazione degli interventi di cui al comma 2 del medesimo articolo 1, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’Autorità portuale di Piombino, la regione Toscana e il comune di Piombino stipulano apposito Accordo di Programma Quadro entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto al fine di individuare le necessarie risorse destinate agli specifici interventi, anche In deroga ad eventuali diverse finalizzazioni previste dalla normativa vigente, da trasferire all’apposita contabilità speciale intestata al Commissario straordinario. L’ultimo comma dell’articolo 1 prevede che i pagamenti per l’attuazione degli interventi che sono a carico di risorse statali erogate alla regione Toscana o al comune di Piombino sono esclusi per l’anno 2013, nel limite di 40,7 milioni di euro, dal Patto di stabilità interno. L’articolo 2 detta disposizioni volte ad evitare l’interruzione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani nel territorio di Palermo. In particolare, atteso il permanere delle condizioni di emergenza ambientale e ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di evitare il verificarsi di soluzioni di continuità negli interventi posti in essere nel corso della gestione della medesima emergenza ambientale, si prevede che sino al 31 dicembre 2013 continuano a produrre effetti, salva diversa previsione del medesimo articolo 2, le disposizioni di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 9 luglio 2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2010, limitatamente ad alcuni interventi necessari quali quelli relativi al completamento della realizzazione ed autorizzazione della cosiddetta «sesta vasca» della discarica di Bellolampo nel comune di Palermo, nonché nelle more della piena funzionalità della citata sesta vasca, di speciali forme di gestione dei rifiuti, e alla messa in sicurezza dell’intera discarica. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 2 si provvede con le risorse già previste per la copertura finanziaria della citata ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3887 del 2010. L’articolo 3 contiene disposizioni volte ad evitare il verificarsi di soluzioni di continuità nelle gestioni degli impianti di colletta mento e depurazione nel territorio della regione Campania.