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Sfido chiunque ad accedere ad una facoltà ad accesso programmato oggi senza frequentare un corso dal modico costo di almeno 1.200/1.500 euro. Tutti gli studenti con disagio sociale sono destinati a rimanere esclusi, anche i migliori. La politica da oltre vent'anni vede centrodestra e centrosinistra protagonisti indiscussi, rispettivamente, di tagli al comparto scuola e di forme evidenti di lobbismo culturale e formativo, attraverso la condivisione di progetti di associazioni private come la Fondazione Agnelli, la Compagnia di San Paolo, l'associazione TreeLLLe, per intendersi quelle che hanno dettato la buona scuola, una riforma fatta per distruggere l'istruzione pubblica, a partire dai percorsi di reclutamento dei docenti lunghi tre anni ma non selettivi, per finire con il numero esorbitante di ore di alternanza scuola lavoro senza un suo spazio dedicato all'interno del calendario scolastico. I docenti sono una categoria mansueta in genere, ma quando dicono basta è segno che si è passata la misura. Lo hanno dimostrato l'esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e delle elezioni politiche il 4 marzo 2018. La scuola statale pubblica va oggi riscritta con chi la vive quotidianamente, quindi con docenti, dirigenti, studenti, famiglie e personale non docente. Ad oggi, abbiamo modificato il sistema di reclutamento, ridotto e ridefinito l'alternanza scuola lavoro e, infine, cancellato questo ennesimo abominio della chiamata diretta e titolarità su ambito territoriale. Sappiamo che ancora la strada da percorrere è lunga e in salita, ma se vogliamo dare un futuro ai nostri giovani e al nostro Paese dobbiamo riportare la scuola italiana ai livelli qualitativi per cui era un modello a livello internazionale. Proprio perché ritengo che questo di oggi sia il coronamento di quattro lunghi anni di lotte della vera buona scuola italiana, voglio riportare alcune frasi di colleghe e colleghi con cui abbiamo fatto letteralmente le barricate, non interrompendo mai la mobilitazione, perché prima o poi tutte le forze politiche devono confrontarsi con le loro riforme e i loro elettori e i nodi vengono al pettine. Ne cito tre nelle quali mi ritrovo in pieno che costituiscono un monito per chi si improvvisa nel ruolo di legislatore scolastico rimanendo assolutamente autoreferenziale. Una è: «Va sempre ricordata con puntualità la modalità con la quale la 107 è stata imposta a calci ad un Paese le cui necessità non erano certo quelle che vedevano la scuola come azienda nella quale piazzare nuovi e sempre vecchi interessucci economici». (Vivaci commenti dal Gruppo PD). Un'altra: «Renzi era solito chiamare "sfogatoio" ogni tentativo di dialogo e di partecipazione che i cittadini tentavano di esercitare. I suoi accoliti erano soliti interagire con il lamentoso "bestiame" da governare con sovrano disprezzo». Una terza: «Le lamentele generali erano l'effetto dell'estromissione dei cittadini dalla cosa pubblica, trattati come scimmie cretine da governare con il bastone». Queste sono parole di docenti! (Applausi dal Gruppo M5S) . MALPEZZI (PD) . Signor Sottosegretario, ma lei è d'accordo? GRANATO (M5S) . Quella lotta non si è mai interrotta e grazie al MoVimento 5 Stelle possiamo dire che la battaglia della scuola italiana contro la parte più odiosa della buona scuola è stata vinta! PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. GRANATO (M5S) . Per queste motivazioni dichiaro con orgoglio di cittadina, ma soprattutto di insegnante, il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molti senatori del Gruppo M5S si levano in piedi). MALPEZZI (PD) . Signor Sottosegretario, lei è un dirigente scolastico! Ma non dice niente? PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 763, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dei senatori Bellanova, Malpezzi e Ripamonti). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 753 e 880. BELLANOVA (PD) . Ma meno male che il Sottosegretario non vota! (Brusìo) . PRESIDENTE. Senatrice Bellanova, lasci proseguire i nostri lavori. (Commenti della senatrice Malpezzi). Anche alla senatrice Malpezzi chiedo di poter proseguire. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1401 Modifiche di termini in materia di obbligo di patente nautica e di formazione al salvamento acquatico Deputato FOGLIANI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1401, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Santillo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge in esame, già approvato dalla Camera, consta di due articoli. Con l'articolo 1, comma 1, si dispone il differimento al 1° gennaio 2020 (rispetto al 1° gennaio 2019) del termine per l'applicazione della disposizione del codice della nautica da diporto che prevede l'obbligo della patente nautica per la conduzione di unità aventi motore di cilindrata superiore a 750 centimetri cubici, a iniezione, a due tempi. La disposizione a cui si fa riferimento nel comma 1 è contenuta nell'articolo 39, comma 1, lettera b) , del codice della nautica da diporto, che prevede, nella formulazione attuale, l'obbligo della patente nautica per tutte le unità da diporto, di lunghezza non superiore a ventiquattro metri. Tale formulazione era stata recentemente modificata con il decreto legislativo di revisione del codice della nautica da diporto, il decreto legislativo n. 229 del 2017. Il nuovo testo dell'articolo 39, comma 1, ha prodotto, di fatto, l'effetto di imporre a un significativo numero di titolari di piccole e piccolissime imbarcazioni dotate di motori fuori bordo l'obbligo di conseguire la patente nautica. Inoltre, anche alcune centinaia di aziende che hanno acquistato motori della tipologia sopra indicata proprio al fine di utilizzarli per la locazione di piccole unità (evidentemente per soggetti non titolari di patente nautica), si sono trovate spiazzate dalla novità legislativa. Per evitare danni economici alle imprese e all'intero settore della nautica da diporto, il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, aveva già disposto il differimento dell'applicazione della nuova disciplina al 1° gennaio 2019.