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Per assicurarne il funzionamento, la facoltà di scienze politiche stanzia annualmente un contributo, da prelevarsi per un terzo sui fondi dell'istituto di scienze giuridiche, per un terzo sui fondi dell'istituto di scienze economiche e per il rimanente terzo sui fondi dell'istituto di studi internazionali. Detto contributo, da utilizzarsi solo successivamente alle entrate di cui al comma precedente, qualora non impiegato viene restituito agli istituti. L'amministrazione della scuola compete per la parte ordinaria al direttore e per la parte straordinaria al consiglio. Delle entrate e delle uscite si redige annualmente rendiconto. Art. 220 - Diploma di perfezionamento, certificati di profitto, attestati di frequenza. - La scuola organizza due corsi di durata annuale, l'uno dedicato alle discipline giuridiche, l'altro alle discipline economiche del commercio con l'estero. Al termine di un biennio, costituito da entrambi gli anni di corso, la scuola rilascia un diploma di perfezionamento in discipline giuridiche ed economiche del commercio con l'estero. Agli iscritti che abbiano seguito un solo anno di corso la scuola rilascia un certificato di profitto. Agli iscritti sprovvisti di laurea o che abbiano seguito singoli insegnamenti, viene rilasciato un attestato di frequenza, con l'indicazione degli esami sostenuti. Art. 221 - Ammissione ai corsi. - Costituisce requisito per l'ammissione ai corsi, la laurea in scienze politiche, economia e commercio, giurisprudenza, scienze statistiche. Possono venire altresì ammessi, con deliberazione del direttore, gli operatori commerciali con qualifica di dirigente in possesso di un'esperienza che, ai fini della frequentazione della scuola, venga giudicata equivalente. Per fini di aggiornamento professionale può venire richiesta la frequentazione di singoli insegnamenti. Il consiglio determina, all'inizio di ciascun anno accademico, il numero massimo delle domande che, in ragione delle esigenze didattiche, possono venire accolte per ciascun corso. Non si tiene conto, tra queste, delle domande di ammissione alla frequentazione di singoli insegnamenti. Il direttore provvede, con propria determinazione, all'accoglimento delle domande, previa, ove occorra, valutazione comparativa dei titoli; ai candidati può essere richiesto di sostenere un colloquio. Art. 222. - La scuola impartisce i seguenti insegnamenti: a) discipline giuridiche: diritto internazionale privato delle obbligazioni; diritto della compravendita internazionale; diritto dell'arbitrato commerciale; diritto processuale civile internazionale; diritto europeo della concorrenza; diritto amministrativo del commercio con l'estero; diritto delle Comunità europee; diritto cambiario internazionale; diritto comparato dei contratti commerciali; diritto comparato delle società; diritto tributario del commercio internazionale; diritto industriale comparato; legislazione e tecnica doganale; b) discipline economiche: analisi dei mercati; disciplina e tecnica di borse e mercati; disciplina e tecnica dei cambi; disciplina e tecnica bancaria; disciplina e tecnica dei trasporti; disciplina e tecnica delle assicurazioni; economia e politica della distribuzione commerciale ; geografia economica delle risorse; merceologia: classificazione e standards di qualità; organizzazione economica internazionale; statistica economica; teoria dei flussi economici; teoria e politica del commercio estero; c) lingue: inglese commerciale; francese commerciale; La scuola può, con deliberazione del consiglio, decidere di impartire direttamente, ovvero di mutuare, qualsiasi insegnamento previsto dallo statuto per le facoltà di scienze politiche, economia e commercio, giurisprudenza, scienze statistiche, demografiche ed attuariali dell'Università di Padova. Art. 223 - Programmi. - All'inizio di ciascun anno accademico il consiglio della scuola delibera l'attivazione degli anni di corso nonché quali insegnamenti - ivi compresa la lingua straniera - debbono venire in essi impartiti. A ciascun insegnamento può venire assegnato un numero di lezione variabile tra un minimo di cinque ed un massimo di quaranta. Ogni anno di corso deve complessivamente comprendere non meno di 200 ore di lezione. Il consiglio raccoglie, coordina ed approva i programmi di insegnamento presentati dai singoli docenti. Art. 224. - I cicli di lezione e di conferenze sono affidati, con deliberazione del consiglio, a studiosi, italiani e stranieri, i quali abbiano recato con i propri lavori, contributi scientifici di rilievo allo studio della materia, ovvero, soprattutto per gli insegnamenti a carattere applicativo, ad esperti di riconosciuta competenza. Ciascun docente ha l'obbligo di svolgere le lezioni e le conferenze secondo il calendario e con le modalità stabilite dal direttore e di partecipare alle commissioni di esami di profitto e di diploma nelle quali sia convocato. Egli può essere dichiarato decaduto con deliberazione del consiglio, qualora ometta o ritardi i doveri del proprio ufficio. Art. 225 - Lezioni. - Le lezioni si svolgono secondo modalità che tengano conto delle esigenze di frequentatori già inseriti nel mondo del lavoro. Sono utilizzati di preferenza giorni prefestivi e, ove occorra, una o più settimane a tempo pieno. Il calendario relativo è fissato, all'inizio dell'anno accademico, dal direttore, sentiti i docenti. Le lezioni consistono nell'esposizione dell'argomento fatta dal docente, seguita dalla discussione. Esperti di comprovata esperienza possono venire invitati ad illustrare casi pratici. Quando la materia lo richieda, la lezione può consistere in dimostrazioni, anche fuori della sede della scuola. La frequenza delle lezioni da parte degli iscritti è obbligatoria. Essa viene rilevata dal docente ad ogni lezione ed annotata su apposito registro. Non potranno essere ammessi agli esami di profitto i frequentatori le cui assenze per la materia considerata superino il terzo. Compete al direttore la sorveglianza sulle lezioni e sulle frequenze. Art. 226. - Gli esami di profitto consistono in un accertamento scritto e/o orale sulla materia che costituisce oggetto del programma. Le commissioni sono nominate dal direttore e si compongono del docente incaricato dell'insegnamento, in qualità di presidente, e di un cultore della materia, scelto preferibilmente tra i diplomati della scuola; la votazione è espressa in ventesimi. Gli esami di diploma consistono nella discussione di una dissertazione scritta su un tema prescelto dal candidato e di tre argomenti prescelti dalla commissione in materie differenti, comunicati al candidato con breve anticipo. La commissione di diploma è nominata dal direttore che la presiede e si compone di tre docenti della scuola, scelti in ragione delle materie cui l'esame si riferisce, e di tre esperti scelti preferibilmente fra i diplomati della scuola. La votazione è espressa in settantesimi. Gli esami, così di profitto che di diploma, si svolgono in due sessioni, estiva ed invernale, secondo il calendario fissato dal direttore, uditi i docenti interessati. Art. 227. - Le tasse e soprattasse che gli iscritti sono tenuti a versare sono fissate come segue: tassa di immatricolazione . . . . . . . . . . . . . . . L. 2.000 tassa di iscrizione . . . . . . . . . . . . . . . . . .