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In molte facoltà si nota, però, un fermento di sperimentazione metodologica, che cerca di diffondere tra i docenti nuovi modelli di esame, che vanno dall’ Objective Structured Clinical Examination (OSCE) alle griglie di osservazione, dai test con domande a scelta multipla (DSM) a quelli con risposta breve aperta (SQ); dal coinvolgimento di pazienti veri all'ipotesi di pazienti standardizzati; dall'osservazione diretta delle performance comunicative, alla videoregistrazione. Si assiste, in altri termini, alla diffusione di un atteggiamento ispirato ai princìpi della Best Evidence Medical Education . Ma sperimentare nuovi modelli di esame presuppone anche la possibilità di sperimentare nuove modalità didattiche per consentire agli studenti di familiarizzarsi prima con modelli didattici innovativi per essere valutati su obiettivi diversamente formulati e programmati. Una delle difficoltà che gli studenti lamentano con maggiore frequenza davanti al cambiamento dei modelli di valutazione è quella che riguarda la scarsa possibilità di sperimentarli in anticipo, soprattutto quando dai nuovi modelli di valutazione dipende il loro futuro professionale. In altri termini, c'è un'etica della valutazione che impone di comunicare agli studenti, soprattutto nel caso di valutazioni selettive, l'esatta modalità della prova, sia che si tratti di accedere al corso di laurea in medicina e chirurgia sia che si tratti di accedere subito dopo alle scuole di specializzazione. Nel primo caso sono oltre venti anni che i test di ammissione hanno dato vita a una miriade di iniziative di preparazione agli esami di accesso, con una produzione di testi abbondante e di discreta qualità, ma anche con un sistematico ricorso ai TAR. E molto spesso i TAR hanno dato loro ragione. Nel caso delle scuole di specializzazione i livelli di ansia scatenati dalla graduatoria nazionale e dal numero insufficiente di borse di studio non hanno ancora incontrato le risposte necessarie per ottenere dalle istituzioni risposte soddisfacenti. D'altra parte, la richiesta di cambiare le modalità di esame per le scuole di specializzazione è venuta in grandissima misura proprio su sollecitazione degli specializzandi di molti corsi di laurea sparsi per tutta l'Italia, che lamentavano un approccio clientelare tutt'altro che meritocratico e in alcuni casi perfino umiliante e ricattatorio nei loro confronti. È necessario monitorare in modo rigoroso i livelli di competenza effettivamente e progressivamente raggiunti dagli studenti per farne la piattaforma del processo di miglioramento della loro qualità professionale. Il noto aforisma « Assessment drive learning » rappresenta una volta di più un riferimento importante nella progettazione didattica e nel monitoraggio della qualità formativa. L'obiettivo più interessante resta comunque il cambiamento che può prodursi negli studenti quando si sentono esposti a nuove sollecitazioni e si concentrano sul proprio stile di apprendimento e di lavoro. Conoscere i modelli di valutazione con cui saranno misurate le proprie performance aiuta a prevedere come passare dall'auto-percezione della propria preparazione a una valutazione oggettiva, per attivare un processo che consenta di migliorare sia i risultati ottenuti che la consapevolezza della propria competenza. Non basta sollecitare gli studenti a migliorare in modo quasi meccanico i propri risultati attraverso una sorta di addestramento ripetitivo. Una buona valutazione aiuta a far riflettere sugli errori e sulle strategie di soluzione, per fare leva su aspetti di meta-competenza necessari per modificare il proprio stile di apprendimento attraverso un apprendimento critico, capace di individuare con prontezza il problema, per valutare pro e contro delle soluzioni possibili e scegliere di conseguenza. Il vero problema è l'assoluta insufficienza del numero dei contratti di formazione rispetto al numero dei laureati in medicina e chirurgia che concorreranno in sede nazionale. Il presente disegno di legge cerca di definire come un tutto unico l’ iter formativo del medico chirurgo, cominciando dalle modalità di ammissione al corso di laurea, per concludersi con la sua specializzazione. In Italia c'è bisogno di medici e di medici specialisti, capaci di affrontare la complessità dei problemi dei pazienti con una visione fortemente integrata. In questa logica vanno viste anche le nuove modalità di accesso alle scuole di specializzazione con la graduatoria nazionale. La formazione di base del futuro medico va intesa come un unico processo in due tempi: il corso di laurea e la scuola di specializzazione. Per questo sia il numero degli iscritti che la tempistica dei due corsi devono essere strettamente coordinati per evitare che in un ciclo di formazione lungo e complesso si crei un'inutile dispersione di tempo e soprattutto per evitare che i laureati in medicina e chirurgia non possano completare la loro formazione con l'opportuna specializzazione. Il disegno di legge scaturisce dunque dalla necessità di venire incontro ai due problemi urgenti in questo momento: a) raccordare il numero degli iscritti al corso di laurea con il numero dei contratti di formazione per le scuole di specializzazione; b) proporre tempi e modalità di esami con un elevato grado di certezza e di tempestività, soprattutto quando hanno carattere selettivo, come avviene per i due esami di ammissione. Le informazioni dovranno essere pubblicate almeno un anno prima di quando diverranno operative. Il disegno di legge consta di cinque articoli, ognuno dei quali prende in esame uno dei momenti caratterizzanti dell’ iter formativo del medico chirurgo: dalla sua iscrizione al corso di laurea alla sua specializzazione. A) Esame di ammissione: articoli 1 e 2. Le domande a scelta multipla devono fare riferimento soprattutto alle capacità di ragionamento degli studenti e meno a quelle di tipo mnemonico-nozionistico. Per questo devono porre problemi di carattere logico e vertere sull'interpretazione di brevi testi di tipo scientifico. Le scuole dovranno investire una parte dei fondi previsti per l'orientamento in questa direzione. L'esame ha carattere nazionale non solo per quanto riguarda i test da affrontare (uguali per tutti) ma anche per la graduatoria nazionale. B) Esame di abilitazione: articolo 3. L'esame di abilitazione, strettamente collegato temporalmente all'esame di laurea, conserva le attuali caratteristiche di valutazione delle competenze di tipo clinico e delle conoscenze a «360 gradi» sui grandi temi culturali affrontati nell'arco dei sei anni, sul modello di un progress test adattato. La prova scritta, suddivisa in due batterie, verte su domande disponibili nell'amplissimo quizzario del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. C) Esame di accesso alle scuole di specializzazione: articolo 4. La prima cosa è sganciare il numero dei contratti disponibili dalla legge di bilancio e agganciarlo invece al numero degli studenti iscritti e laureati, che in genere è pari al 90 per cento. La seconda cosa è garantire una effettiva meritocrazia. Gli studenti devono concorrere con la speranza concreta di poter ottenere il posto che desiderano, se lavorano bene e con impegno. D) Piano di studi: articolo 5. Stabilisce la durata e il carattere interdisciplinare del piano di studi.. 1 (Iscrizione alla facoltà di medicina e chirurgia e titoli di ammissione) 1 L'iscrizione al corso di laurea in medicina e chirurgia prevede il superamento di un esame di ammissione a cui possono accedere tutti gli studenti con titolo di diploma di scuola secondaria di secondo grado o equipollente. 2