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nonostante il Ministro dello sviluppo economico pro tempore , Stefano Patuanelli, e l'allora viceministro dell'economia e delle finanze, Antonio Misiani, parlassero di una "fusione" tra due grandi gruppi industriali, a pochi giorni dalla conclusione dell'operazione è emerso come la nuova composizione e la governance del gruppo configurassero piuttosto una vera e propria acquisizione di FIAT da parte di Peugeot S.A., tanto che, nel prospetto depositato dalle due case automobilistiche per le rispettive assemblee, la FIAT viene definita come parte venditrice, con una chiara ed evidente propensione a vantaggio della componente francese; a riprova di questa circostanza, le recenti analisi hanno evidenziato come la somma delle diverse componenti di partecipazione azionarie riconducibili ad azionisti francesi (tra i quali anche lo Stato francese, che ha aumentato la sua partecipazione mediante la società Bpifrance, controllata dalla Caisse des depots et consignations, l'equivalente della nostra Cassa depositi e prestiti), abbia nei fatti superato la quota italiana detenuta da Exor, l' holding finanziaria olandese della famiglia Agnelli; difatti la maggioranza dei consiglieri di amministrazione (6 su 11) è indicata dal socio francese, che ha oltretutto espresso oltre il massimo incarico del gruppo, vale a dire quello di amministratore delegato, anche il vicepresidente, oltre al rappresentante dei sindacati; analogo schema di preminenza della presenza francese su quella italiana si riproduce nel management appena nominato, in gran parte francese, squilibrio che ha provocato la reazione preoccupata dei sindacati italiani e delle aziende della filiera automotive particolarmente importante per l'economia italiana, che temono di perdere le commesse a favore di aziende di altri Paesi; considerato, inoltre, che: all'interno del grande riassetto della galassia FIAT Chrysler, sono in corso trattative che riguardano IVECO ( leader nella produzione di veicoli industriali e autobus) e Comau (specializzata nel campo dell'automazione industriale), ma anche Teksid (fornitrice di componenti per i motori) e altre aziende dell'indotto, tutte oggetto di attenzioni da parte di possibili compratori, soprattutto asiatici; appare necessario un immediato intervento al fine di evitare la cessione di tali società a gruppi stranieri, anche in ragione dell'importanza strategica per il sistema non solo economico ma anche della difesa nazionale, esercitando anche il " golden power " per tutelare un asset strategico così importante per la filiera industriale già messa a dura prova dalla vendita di FCA al gruppo Peugeot; mentre altri Paesi europei, con i quali la filiera italiana è profondamente interconnessa, stanno mettendo l'auto al centro dei loro piani di supporto, in Italia non si sta facendo nulla per salvaguardare il comparto automotive e, come le associazioni di categoria sottolineano, in assenza di interventi mirati di sostegno al mercato e di una seria politica industriale si va incontro alla deindustrializzazione del Paese; l'industria automobilistica è da sempre il nucleo fondamentale dello sviluppo dei Paesi occidentali di enorme importanza nelle moderne economie, soprattutto grazie all'indotto che ne fa parte, si chiede di sapere: se ed in quali termini il Ministro in indirizzo intenda intervenire per preservare l'economia nazionale ed evitare la configurazione, nell'ambito del nuovo gruppo Stellantis, di posizioni di preminenza da parte della compagine francese e conseguente compressione degli spazi decisionali e dei margini di intervento e, soprattutto, se non ritenga utile, a tal fine, dare un ruolo propulsivo a Cassa depositi e prestiti affinché questa riacquisti quote di partecipazione azionarie in Stellantis in quantità sufficiente a garantire almeno la parità con quanto detenuto dallo Stato francese attraverso la società Bpifrance; quali siano i termini esatti della notifica dell'operazione da parte di FCA al Governo italiano in merito alla governance e alla composizione azionaria prima e dopo l'operazione Stellantis e infine se intenda esercitare il golden power a tutela del gruppo IVECO. Atto n. 3-02398 LUPO CASTALDI COLTORTI CROATTI D'ANGELO DI GIROLAMO DI PIAZZA EVANGELISTA FEDE GALLICCHIO GARRUTI GAUDIANO GUIDOLIN LANZI LEONE PELLEGRINI Marco PIRRO PRESUTTO LOREFICE MATRISCIANO MAUTONE MONTEVECCHI NATURALE NOCERINO RICCIARDI ROMANO TAVERNA TRENTACOSTE TURCO VANIN Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con l'articolo 79 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, il Governo ha autorizzato la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, per l'esercizio dell'attività d'impresa nel settore del trasporto aereo di persone e merci, con uno stanziamento fino a 3 miliardi di euro; la società, denominata Italia trasporto aereo S.p. A. (ITA), è stata costituita con decreto ministeriale firmato il 9 ottobre 2020, registrato alla Corte dei conti il 30 ottobre 2020; la società ITA ha redatto il piano industriale che è stato trasmesso alla Commissione europea per le valutazioni di competenza; a quanto risulta agli interroganti, la trattativa sul piano industriale di ITA è in stallo in quanto la Commissione europea chiede una discontinuità tra ITA e Alitalia, una riduzione della flotta e un diverso perimetro aziendale rispetto al piano presentato, nonché la cessione di alcuni slot di Alitalia dell'aeroporto di Linate; nella risposta all'interrogazione E-006418/2018 la Commissione europea ha ricordato che il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea è neutrale per quanto riguarda la proprietà pubblica rispetto a quella privata. Se svolte alle normali condizioni di mercato, le operazioni economiche effettuate dallo Stato non conferiscono un vantaggio alla controparte e non costituiscono quindi aiuto di Stato; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: la Commissione, nell'effettuare una valutazione circa la compatibilità con la disciplina sugli aiuti di Stato, chiede una discontinuità economica con Alitalia e che l'avvio di ITA sia svolto alle normali condizioni di mercato; per altri Paesi dell'Unione sono stati autorizzati aumenti di capitale di compagnie di bandiera per cifre nell'ordine di miliardi di euro. Si citano a titolo di esempio Lufthansa e Air France; il regolamento (CEE) n. 95/93 del Consiglio, del 18 gennaio 1993, relativo a norme comuni per l'assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità, non prescrive la necessaria dismissione di slot "congelati"; a Ryanair e WizzAir sono stati assegnati diversi slot dell'aeroporto di Linate per la stagione estiva (dal 28 marzo al 30 ottobre 2021); a livello comunitario sono state fissate delle regole finalizzate a garantire il libero scambio e sanzionare pratiche anticoncorrenziali; considerato infine che: molti vettori godono di incentivi lesivi della concorrenza, sui quali non c'è la prescritta trasparenza, come più volte richiesto dalla stessa Commissione europea; tale meccanismo crea notevoli distorsioni che hanno ricadute anche sui costi di gestione dei vettori e sulle tariffe applicate agli operatori per i quali si registra una rilevante disparità di trattamento.