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Perdonate questa digressione ironica, ma dobbiamo essere estremamente attenti a ciò che facciamo. Dobbiamo agire con senso di responsabilità e non con l'ideologia che ogni tanto viene agitata e spesso iniettata anche in queste Aule. Quali sono le navi che possono entrare a Venezia e dove devono attraccare? C'è addirittura un modello di nave da crociera che si chiama classe Venezia. Si chiama così per il poco pescaggio, per un air draft che ha un'altezza compatibile con la storia e i monumenti di Venezia, un deep draft che è qualitativamente non impattante sulla questione dei canali e una larghezza adatta. Nel provvedimento si parla di 25.000 tonnellate, 180 metri e 35 metri di larghezza: sono elementi che caratterizzano la classe Venezia. Stiamo molto attenti a quello che vogliamo fare, perché possiamo soltanto sbagliare a Venezia. Che cos'è Venezia? Di chi è? Venezia è patrimonio dell'umanità. L'UNESCO ci ha bacchettato, dicendoci di impedire l'ingresso delle navi e non ci siamo fatti pregare. Questo Governo si è messo al lavoro e ha portato a casa un risultato, stabilendo un tonnellaggio e dimensioni da rispettare. Il decreto-legge è entrato in vigore e oggi che succede? Le navi sono andate tutte a Trieste. Facciamo due conti e prendiamo i numeri pre-pandemia: 1,6 milioni di passeggeri avrebbero gravitato nella zona di Venezia; corrispondono, mal contati, a quasi 2 miliardi di euro di fatturato, che improvvisamente è scomparso. Molti prendono l'autobus e impiegano un'ora e cinquantaquattro minuti per arrivare da Trieste a Venezia. Ce le vedete oggi, in pandemia, le 3.500 persone che scendono dalla nave e salgono sull'autobus (che ha una capienza ridotta del 50 per cento) per venire a Venezia? Ma dove le avete viste? Dobbiamo riportare a Venezia navi idonee che, come abbiamo già detto prima, abbiano le caratteristiche giuste per quel territorio. Non possiamo dire: tutti a casa, abbiamo scherzato. Le 13.000 persone che lavorano a Marghera che fanno? Si grattano la testa? (Applausi) . Tanto ci pensiamo noi: diamo loro i soldi, un po' di reddito, qualcosina. Abbiamo presentato un emendamento, il collega Paroli ed io, sulla questione della nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI), per le aziende che fanno trasporto marittimo, e abbiamo avuto un impegno del Governo a discuterne in finanziaria, per cui ci sarà un tavolo già entro la fine di agosto. Ci dobbiamo pensare noi? Tutti si preoccupano se si scava troppo il canale, è troppo largo, troppo stretto o tira troppo vento e alle decine di migliaia di famiglie ci deve pensare Forza Italia? Sì, va bene, ci pensiamo noi. (Applausi) . Non le abbandoniamo, però vogliamo tempi certi. Abbiamo chiesto un restringimento dei tempi di lavorazione delle banchine, anche perché francamente sul decreto-legge, appena arrivato, c'era scritto che l'importo di 42 milioni, il più significativo dei 157 - (Brusio) c'è una festa fra i banchi della Lega alla quale dopo tutti parteciperemo - sarebbe arrivato nel 2024. Abbiamo fatto presente allora che forse non ci stavamo. Abbiamo chiesto dunque che fossero anticipati e abbiamo trovato in Commissione un'unità di intenti. Abbiamo però anche voluto - e riprendo il ragionamento di prima dei miliardi persi per quanto riguarda il turismo, il commercio e i pubblici esercizi - e fatto approvare un ordine del giorno vincolante per il Governo sulle imprese di Venezia, i negozi, i ristoranti e gli alberghi. In queste settimane di lavoro e anche in Aula oggi ho sentito persone strapparsi le vesti, perché il commissario è tenuto a rispettare le leggi: perché, c'è forse qualche commissario che non le rispetta? Se non lo facesse, dovrebbe andare dritto in galera come un missile. Abbiamo perso due giorni a dire di scrivere una norma per chiedere a un signore, che è un dirigente dello Stato, di rispettare la legge, quando la legge già lo prevede. (Applausi) . Non ho sentito però nessuno parlare di sostegno alle aziende, alle imprese e ai lavoratori, mentre in Commissione abbiamo lavorato a un provvedimento congiunto per aumentare di 5 milioni il sostegno a loro favore. Lo ripeto: dobbiamo pensarci noi di Forza Italia? Va bene, come del resto sulla questione dell'Ilva, che ricordava prima nell'intervento in discussione generale il collega Damiani, che siede qui accanto a me. Alla Presidenza dico che, nella mia esperienza, seppur breve, in Parlamento, mai avevo visto un articolo di legge meno proponibile e meno estraneo alla materia di quello sull'Ilva. Tuttavia, se l'obiettivo è quello della newco, dei 70 milioni per la sua costituzione e dei 705 milioni del secondo finanziamento, siamo d'accordo. Anche su Taranto, infatti, non ci possiamo dimenticare di quel mondo, che è collegato moltissimo alla mia Toscana e a Piombino. In conclusione, signor Presidente, il Gruppo Forza Italia voterà convintamente a favore di questo provvedimento, ci tiene. Venezia è parte del nostro cuore; ci abbiamo messo molto impegno e non demorderemo nemmeno nei prossimi mesi, rivolgendo grande attenzione a questo provvedimento. (Applausi) . PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo oggi a discutere di un atto per la tutela di una città sospesa tra due azzurri turchini, quello del mare e quello del cielo. Venezia è la più bella città del mondo (Applausi ), ma è anche un equilibrio, non certo facile, tra la tutela di un patrimonio dell'umanità, che non può che vederci tutti d'accordo, e l'economia di una città che deve comunque essere salvaguardata. Siamo concordi nel pensare che il nostro monumento nazionale, che non può essere paragonato a nulla nel mondo, se non a se stesso, con le sue vie urbane d'acqua del bacino di San Marco e del canale della Giudecca, sia da tutelare dal moto ondoso o da possibili incidenti. Non possiamo però nemmeno immaginare che Venezia non sia anche i suoi cittadini e i suoi lavoratori, che abbiamo sentito nelle audizioni preoccupati, ma anche disperati (Applausi) , se a breve non ci saranno soluzioni per poter riavere le grandi navi e tutto l'indotto che ne deriva, almeno nelle zone vicine. Gli approdi temporanei a Marghera devono prevedere un iter veloce, rapido, immediato. Avremmo voluto - un'apertura anche sulle aree limitrofe idonee - e su questo è stato accolto un ordine del giorno - per avere la possibilità di accelerare il più possibile i tempi (penso, per esempio, a Fusina).