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d) Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tunisia, Thailandia, Uruguay; e) resto del mondo; f) Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia, Colombia; anche nella Federazione russa, che rientra al punto e) degli elenchi, i viaggi potranno essere effettuati solo da coloro i quali rientrano nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo, come ad esempio lavoratori altamente specializzati segnalati dal datore di lavoro con sede in Russia, agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno; a seguito di tali restrizioni resta in vigore la sospensione della quasi totalità dei voli di linea e charter internazionali da e per la Federazione russa, inclusi quelli da e per l'Italia, ad eccezione di quelli destinati al rimpatrio di cittadini russi dall'estero e di quelli effettuati a seguito di specifiche decisioni del Governo russo; dal 15 agosto 2020 è stato ripristinato il traffico aereo con la Svizzera attraverso un collegamento settimanale da Mosca a Ginevra operato da "Aeroflot", che effettua anche voli settimanali (giovedì e sabato) con partenza da Mosca Sheremetevo ed arrivo a Roma Fiumicino; dalle notizie pervenute, le autorità russe stanno perfezionando una nuova lista di Paesi verso i quali è prevista un'apertura nel prossimo futuro, si chiede di sapere: in vista della prossima scadenza del 7 settembre, per come previsto dal citato decreto del 7 agosto 2020, se i Ministri in indirizzo abbiano intrapreso azioni volte a ripristinare i collegamenti con la Russia; se non ritengano opportuno e urgente, sempre tenendo presenti le precauzioni e le limitazioni necessarie atte a garantire la sicurezza sanitaria, rivedere il piano dei voli con il Paese interessato, soprattutto in considerazione del forte calo di presenza turistica nel nostro Paese, che solo negli ultimi 3 mesi ha provocato una mancata entrata per quasi 14 miliardi di euro. Atto n. 4-04012 BINETTI Al Ministro dell'istruzione Premesso: il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ha previsto all'articolo 231 lo stanziamento di 300 milioni di euro per l'anno 2020, al fine di assicurare la ripresa dell'attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell'anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica; tuttavia, a circa un mese e mezzo dall'approvazione in Parlamento, le risorse per le scuole paritarie sono ancora bloccate; secondo il Ministero dell'istruzione, interpellato da organi di stampa su questo specifico quesito, si tratta della "necessaria variazione di bilancio" da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, che non è stata ancora effettuata e che invece è indispensabile "per poter poi erogare i fondi"; dal Ministero dell'economia sembrerebbe che la posizione ufficiale sia quella per cui "è sempre possibile in caso di urgenza, per le amministrazioni interessate, richiedere le risorse necessarie ricorrendo ad anticipazioni di tesoreria"; nel frattempo le scuole paritarie, pressate dal rimbalzo di responsabilità dei diversi ministeri interessati, hanno dovuto impiegare le risorse che avrebbero dovuto coprire il mancato versamento delle rette da parte delle famiglie durante i mesi di sospensione della didattica in presenza, per la sanificazione e organizzazione degli spazi in vista della ripresa delle lezioni; per molti asili nido e per molte scuole materne il primo giorno di scuola è stato il 1° settembre 2020; di fatto sono già 96 le scuole paritarie che hanno dichiarato la chiusura e, in gran parte, si tratta proprio di servizi per la fascia 0-6 anni, spesso collocati in territori dove non c'è la presenza di nidi e materne statali. Si tratta di un vero danno per le famiglie, soprattutto per le madri che guardano con preoccupazione al loro ritorno al lavoro, e comunque un costo aggiuntivo per le scuole statali o comunali; con la chiusura delle 96 scuole, infatti, sono 3.833 gli alunni a cui si dovrà trovare una collocazione negli istituti statali, per un costo complessivo di 32 milioni e mezzo di euro. Per frenare questa emorragia, che va avanti dalla primavera di quest'anno, sarebbe quindi più che mai urgente sbloccare i 300 milioni di euro, di cui 180 per nidi e materne e 120 per le scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado; queste scuole da marzo non ricevono risorse pubbliche e neppure dalle famiglie dei bambini che hanno sospeso il pagamento delle rette; le forze parlamentari, per tutelare gli istituti scolastici paritari, hanno presentato vari emendamenti a loro tutela, di questi solo alcuni sono stati accolti, fino ad un importo complessivo di 300 milioni di euro, di cui niente però, a conti fatti, è giunto finora a chi ne aveva diritto; le scuole paritarie, la cui tradizione rivela una qualità consolidata sul piano didattico e formativo, è ben nota a tutti, non possono essere abbandonate dalle istituzioni e non possono correre il rischio di chiudere i battenti per la lentezza burocratica dell'Esecutivo; è davvero urgente far giungere subito alle scuole paritarie i fondi, almeno quelli già deliberati dal Governo su proposta del Parlamento, in una singolare convergenza di maggioranza e opposizione, perché solo così si potrà dare la possibilità alle famiglie di esercitare la libertà di scelta educativa, come previsto dalla nostra Costituzione, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire che le scuole paritarie ricevano quanto dovuto. Atto n. 4-04013 CASTELLONE PIRRO CORRADO DE LUCIA MORONESE VANIN EVANGELISTA ANGRISANI D'ANGELO LA MURA LANZI GIANNUZZI PIARULLI ROMANO GAUDIANO MONTEVECCHI GALLICCHIO FLORIDIA MANTOVANI ENDRIZZI PISANI Giuseppe CROATTI DONNO LOREFICE GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: la legge 22 marzo 2019, n. 29, recante "Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione", oltre alla raccolta, all'analisi e alla pubblicazione di dati epidemiologici generali, mira alla sorveglianza epidemiologica oncologica e infettivologica per ridurre il rischio di introduzione o reintroduzione di malattie infettive, anche eliminate o sotto controllo. È chiaro il riferimento a un importante ruolo che potrebbe essere rivestito dalla predetta norma anche nell'attuale pandemia COVID-19, relativamente ai soggetti fragili portatori di malattia oncologica;