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La struttura portante di questo provvedimento intende proprio migliorare la disciplina vigente in tema di adozione di minori. Innanzitutto, riconosciamo per legge che la famiglia affidataria che si dichiari disponibile - è questa la novità importantissima - dev'essere considerata in via preferenziale ai fini dell'adozione, qualora un minore affidato sia dichiarato adottabile. La norma va in primis nell'interesse del soggetto che, primo tra tutti, è al centro dell'attenzione, ossia il minore (bambina o bambino che sia). Il provvedimento nella sua interezza prova a portare ancor più al centro il minore, andando nella direzione di dare maggiore attenzione alla tutela dei diritti dell'infanzia. Prevedendo, infatti, che il giudice che decide sull'adozione debba tener conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra minore e famiglia affidataria, si introduce un principio innovativo: il rapporto affettivo continuato e stabilito nel tempo è un bene prezioso, che il legislatore non può non considerare all'interno della disciplina delle adozioni. Finora, il titolo I- bis della legge 4 maggio del 1983, n. 184, sull'affidamento del minore, non fa un esplicito riferimento, tra le proprie norme, alla questione dei possibili legami affettivi che si creano durante l'affidamento e che verrebbero drammaticamente interrotti, se si decidesse di chiudere l'esperienza di affido per andare verso l'adozione. Si tratta di legami affettivi che si dovrebbero ricostruire ex novo , ancora una volta, con la famiglia adottiva. E sappiamo bene quante conseguenze nefaste questo possa determinare in una persona che sta costruendo le basi della propria personalità, e che si porterà dietro per tutta la vita. L'affidamento prolungato nel tempo arricchisce la famiglia affidataria e bisogna scongiurare in ogni modo la possibilità che la situazione critica che aveva giustificato l'allontanamento dalla famiglia originaria - qualora si sia risolta negativamente e, quindi, il minore venga dichiarato adottabile - rischi di portare con sé la disastrosa conseguenza che un bambino o una bambina, già provati da una prima separazione, siano afflitti da una seconda dolorosa interruzione e trasferiti ad una terza famiglia. Non sono pacchi postali, ma persone che vanno accompagnate. Introducendo le modifiche alle legge di cui oggi discutiamo, diciamo che la famiglia cui è stato affidato un bambino per lungo tempo gode di un favor nel momento dell'adozione, proprio in ragione delle relazioni che si creano e si stabiliscono all'interno del nucleo familiare. "Legami affettivi significativi" e "rapporto stabile e duraturo consolidatosi" significano relazioni che, sopratutto nel caso dei minori, hanno un rilievo specifico estremamente importante come bagaglio e tesoro immateriale, determinante durante il processo di crescita di un ragazzo. Voglio ribadire questo, perché è bello che in una legge se ne parli e i sentimenti, il cuore e la crescita di un bambino vengano considerati dal legislatore. Credo che, proprio in questo, stia il carattere innovativo della norma in esame, che non si può non apprezzare. Questi concetti legano, così, due istituti - l'affidamento e l'adozione - su cui spesso si tende a fare confusione. Il legislatore, introducendo questi nuovi aspetti nella legge, decide di mettere al centro del provvedimento la continuità affettiva, che risulta, in tal modo, il cuore e la dimensione fondamentale della norma. L'affettività, d'altra parte, è quel soffio vitale che guida i nostri sentimenti più intimi; quell'afflato che indica e dirige, spesse volte, le nostre azioni, da piccini e poi da grandi. Ed essa si riferisce proprio al bisogno fondamentale, primario, strutturale dell'uomo di relazionarsi, di vivere nella famiglia e nella società, appieno, ogni relazione. I legami socio-affettivi, infatti, che coinvolgono l'intero processo di crescita psicologica, emozionale e sentimentale di un bambino o di una bambina, di un ragazzo o di una ragazza, non sono questione di poco conto, ma le basi sulle quali egli o ella fonderà la propria personalità, il proprio io, la capacità di relazionarsi: insomma, il substrato indispensabile su cui nasce e cresce la vita stessa. Con la previsione che è stata introdotta al comma 5- quater , secondo cui il giudice, ai fini delle decisioni sull'adozione, deve ascoltare il minore che ha compiuto dodici anni o anche di età inferiore se capace di discernimento, non facciamo che confermare l'esigenza di tutela di quei sentimenti, spesse volte nascosti, che stanno alla base dei rapporti tra persone. Nel caso di specie, ci riferiamo al complesso delle relazioni che intercorrono tra minore e famiglia affidataria e forse - se si vorrà e ci saranno le condizioni e se fosse necessario - in seguito adottiva, qualora sussistano i requisiti previsti dalla legge. Con le nuove norme introduciamo per legge il concetto che, se l'affidatario non è convocato - anche questa è una cosa molto importante e nuova - nei procedimenti civili in materia di responsabilità genitoriale, di affidamento e di adottabilità relativi al minore affidato, è prevista la nullità del procedimento, ed egli ha anche la facoltà di presentare memorie nell'interesse del minore. Anche questa è una novità di primo piano nel risaltare la valenza assoluta delle relazioni socio-affettive. Si cerca, in questo modo, di dare una soluzione nell'applicazione della normativa vigente in cui tra l'istituto dell'affidamento e quello dell'adozione, spesso, ci si è trovati di fronte ad un muro nell'interpretazione delle regole che non garantivano, anche al netto della presenza di legami venutisi a creare, la tutela della continuità affettiva per i soggetti coinvolti. È fondamentale non dimenticare la rilevanza assoluta che hanno le relazioni interpersonali nella costruzione della personalità di ogni bambino, come indicato anche dalla Convenzione dei diritti dell'infanzia dell'ONU, secondo cui la tutela dell'interesse superiore del minore deve assicurare protezione e cure necessarie al suo benessere e favorire lo sviluppo armonico dei suoi doni e delle sue potenzialità mentali e fisiche. In tale luce, quindi, va letto il diritto alla difesa della continuità dei legami affettivi che si costituiscono e si costruiscono nei percorsi di crescita. Non si poteva, realmente, non tenerli in considerazione nella legge, proprio nel rispetto e nell'applicazione della Convenzione stessa che ho poc'anzi citato. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-PdL XVII) . Signor Presidente, vorrei un po' di attenzione perché il disegno di legge che stiamo discutendo non ha l'enorme valenza che viene attribuita: ha solo il grande pregio di intervenire per rimediare alle conseguenze di alcune inefficienze o di alcuni casi di mancato rispetto delle norme da parte dei magistrati minorili. Dico questo perché un magistrato minorile intelligente, che tiene conto delle norme che regolano l'affidamento e l'adozione, ha certamente, prima di dare luogo all'adozione, una responsabilità genitoriale e sente l'affidatario. Non c'è scritto nella legge, ma è normale per chi si interessa di minori e di famiglie. Perché è necessaria questa norma?