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Allo sviluppo del medesimo concorrono gli organismi paritetici e le associazioni professionali competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro; b è gestito dall'INAIL, che ne cura funzionamento ed accessi; c garantisce la partecipazione delle parti sociali, per mezzo di periodiche consultazioni, ai flussi informativi; d garantisce e disciplina l'accesso ai flussi informativi da parte dei medici occupazionali e dei professionisti esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e prevede flussi informativi relativi almeno ai seguenti elementi: 1 il quadro produttivo e occupazionale; 2 il quadro dei rischi anche in un'ottica di genere; 3 il quadro di salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici; 4 il quadro degli interventi di prevenzione delle istituzioni preposte; 5 il quadro degli interventi di vigilanza delle istituzioni preposte; 6 i dati degli infortuni sotto la soglia indennizzabile dall'INAIL. 18 (Recepimento delle direttive europee in materia di salute e sicurezza del lavoro) 1 Le direttive europee in materia di salute e sicurezza del lavoro, adottate come direttive particolari della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva medesima, sono recepite con decreti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 2 Le direttive EURATOM in materia di protezione dei lavoratori contro le radiazioni ionizzanti sono recepite con decreti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 3 Gli atti di recepimento di direttive europee o EURATOM non possono prevedere l'introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse. Costituiscono livelli di regolazione superiori ai sensi del precedente periodo: a l'introduzione o il mantenimento di requisiti, standard , obblighi e oneri non strettamente necessari per l'attuazione delle direttive; b l'estensione dell'ambito soggettivo o oggettivo di applicazione delle regole rispetto a quanto previsto dalle direttive, ove comporti maggiori oneri amministrativi per i destinatari; c l'introduzione o il mantenimento di sanzioni, procedure o meccanismi operativi più gravosi o complessi di quelli strettamente necessari per l'attuazione delle direttive. 4 Entro il 31 dicembre 2016, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono individuate le disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza che costituiscono livelli di regolazione superiori a quelli imposti dalle direttive di riferimento, ai fini della loro abrogazione. 19 (Commissione nazionale per la salute e la sicurezza del lavoro) 1 Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituita la Commissione nazionale per la salute e la sicurezza del lavoro. La Commissione è composta da: a un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri; b un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con funzioni di presidente della Commissione; c un rappresentante del Ministero della salute; d un rappresentante della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano; e quattro esperti designati dalle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale; f quattro esperti designati dalle organizzazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale; g quattro esperti designati dalle società scientifiche di medicina del lavoro, igiene industriale e impiantistica industriale comparativamente più rappresentative a livello nazionale. 2 La Commissione dura in carica cinque anni. Ai componenti della Commissione non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennità di missione. 3 La Commissione ha il compito di: a esaminare i problemi applicativi della normativa per la salute e sicurezza sul lavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente; b esprimere pareri sui piani annuali di attività elaborati dall'Ispettorato nazionale del lavoro e sulle procedure da questo proposte per l'attuazione delle ispezioni in materia di sicurezza del lavoro; c esprimere pareri sulle attività di promozione della prevenzione finanziate dall'INAIL; d validare le linee guida e le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Annualmente la Commissione individua le linee guida, le buone prassi e le norme tecniche applicabili al fini dell'adempimento della presente legge. Il relativo elenco, organizzato in relazione al settore di operatività e al rischio di riferimento, è pubblicato con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; e esprimere un parere sulla relazione annuale sullo stato di applicazione della normativa di salute e sicurezza del lavoro e sui suoi possibili sviluppi, redatta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali; f elaborare i modelli nazionali standardizzati e le procedure semplificate di valutazione e gestione dei rischi per settore di attività; g esprimere pareri sui decreti ministeriali che recepiscono le direttive europee particolari ai sensi della citata direttiva 89/391/CEE e le direttive EURATOM in materia di protezione dei lavoratori contro le radiazioni ionizzanti, nonché sulle convenzioni internazionali stipulate in materia di salute e sicurezza del lavoro; h esprimere un parere sulla relazione quinquennale sull'attuazione in Italia della citata direttiva europea 89/391/CEE e sulle altre direttive dell'Unione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro, redatta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali; i esprimere un parere sui modelli di organizzazione e di gestione idonei ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001, da adottare con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; l elaborare i contenuti e le modalità da adottare per la formazione e l'informazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti e i criteri per la qualificazione delle figure che abbiano compiti specifici in materia di prevenzione, da adottare con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; m individuare le tipologie di attività nelle quali gli obblighi del datore di lavoro in materia di valutazione dei rischi e predisposizione delle misure di prevenzione si intendano assolti in presenza di conformità edilizia dei locali e di conformità alle norme di sicurezza di impianti e apparecchiature presenti; n individuare le mansioni che presentino rischi elevati per la salute e sicurezza del lavoratore o rischi per terzi, per le quali non sia ammessa la possibilità che il lavoratore neghi il consenso alla sorveglianza sanitaria; o individuare i casi in cui, date le ordinarie condizioni di esposizione a fattori di rischio, la sorveglianza sanitaria debba comunque essere effettuata. 20 (Disposizioni finali e delega al Governo per la semplificazione e armonizzazione della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro) 1 I decreti da adottare ai sensi della presente legge, quando non sia previsto espressamente un termine diverso, sono emanati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa. 2 Il titolo I del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è abrogato, ad eccezione dell’articolo 2.