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« La sospensione del processo » (capo I), « L'interruzione del processo » (capo II), « Disposizioni comuni sulla sospensione e interruzione del processo » (capo III), « L'estinzione del processo » (capo IV), con i quali è stata revisionata la disciplina dei tre istituti, solitamente (anche se impropriamente) incasellati nella categoria delle « vicende anomale del processo » (che ha sostituito la vecchia, ma forse più appropriata, formula dei cosiddetti incidenti del processo). Le disposizioni di questo capo formano ora una disciplina completa e adeguata alle peculiarità del processo tributario. Si segnalano, in particolare, la norma appositamente dedicata alla « sospensione del processo a seguito di querela di falso » (articolo 68), che sopperisce ad un vuoto normativo per il processo tributario, molto avvertito nella pratica, la diversificata disciplina delle varie forme di interruzione e dei relativi effetti, l'esaustiva regolamentazione delle molteplici tipologie di estinzione del processo (per rinuncia al ricorso, per inattività delle parti, per cessazione della materia del contendere). Ovviamente, nel dettare questa disciplina, si è tenuto conto dell'abolizione del rito presidenziale, privilegiando, per i provvedimenti di sospensione e d'interruzione del processo, la forma dell'ordinanza collegiale (articolo 75), e prevedendo, invece, per ogni pronuncia di estinzione la forma della sentenza (articolo 81), che consente l'ingresso agli ordinari mezzi d'impugnazione. 5. Il libro terzo, « Le impugnazioni », si compone di ventiquattro articoli, suddivisi in quattro titoli, riguardanti, in progressione: « Le impugnazioni in generale », « L'appello », « Il giudizio davanti alla Sezione tributaria della Corte di cassazione », « La revocazione ». Il titolo I, « Le impugnazioni in generale », è costituito da tre soli articoli, nei quali si fissano le regole fondamentali, sui mezzi d'impugnazione (articolo 82), sui termini per impugnare le sentenze (articolo 83) e sulle norme applicabili (articolo 84), così da ben circoscrivere la disciplina del sistema delle impugnazioni del processo tributario rispetto a quella generalmente contenuta nel codice di procedura civile, evidenziandone i tratti di conformità e le peculiarità differenziali. Il titolo II, « L'appello », in dodici articoli, contiene una disciplina dell'istituto redatta sulla falsariga di quella oggi vigente, ma arricchita da un'attenta individuazione di tutti i profili di particolarità rispetto alle regole contenute nel codice di procedura civile, che mal si adattano al processo tributario, dove l'appello ha un ruolo di essenziale rilievo per l'attuazione del giusto processo, consentendo, attraverso un moderato allentamento delle preclusioni processualcivilistiche, pur nel mantenuto rigore delle forme, di rimediare alle non infrequenti lacune presentatesi in giudizio di primo grado, in cui non sempre operano difensori e giudici specialmente qualificati. La disciplina approntata, nonostante l'inevitabile tecnicismo delle tematiche che ne fanno parte (appello incidentale, devoluzione di questioni ed eccezioni non specificamente riproposte, nuove domande, nuove eccezioni, nuove prove, rimessione della causa dal secondo al primo grado), si presenta ora in forme lineari così da poter essere rispettate ed osservate da tutti gli operatori con maggiore facilità. Il titolo III, « Il giudizio davanti alla Sezione tributaria della Corte di cassazione », è formato da tre disposizioni (articoli 97, 98 e 99) che presentano aspetti sicuramente innovativi, mirando a risolvere l'attuale situazione di « crisi » in cui versa il terzo grado di giudizio in materia. L'istituzione della Sezione tributaria della Corte di cassazione ha segnato un grande progresso. Ma l'alacrità dei suoi componenti, data la grande mole di gravami oltre il secondo grado, non consente l'ottenimento di risultati adeguati. In attesa di nuovi assetti ordinamentali, che necessitano però di modifiche a livello costituzionale, si è delineata per il terzo grado del processo tributario una disciplina uniforme e semplificata, prevedendo anche un numero fisso dei componenti la Sezione tributaria della Corte di cassazione e la costituzione all'interno di cinque sottosezioni e di un collegio unitariamente composto dai presidenti delle cinque sottosezioni per la decisione delle questioni di massima di particolare importanza, così da privilegiare la formazione di una nomofilachia mirata in grado di eliminare in radice i contrasti inconsapevoli di decisioni e costituire linee d'indirizzo idonee a scoraggiare inutili accessi al terzo grado. Le regole procedurali sono contenute nell'articolo 98, mentre nell'articolo 99 viene aggiornata la disciplina del giudizio di rinvio, con opportuni adeguamenti anche riguardo ai termini, così da sintonizzarli con quelli ultimamente stabiliti per il processo civile. Il titolo IV, « La revocazione », è costituito da sei articoli (articoli 100-105), che preservano, con adeguati aggiornamenti e lievi modifiche, suggerite dall'esperienza dottrinale e giurisprudenziale, la regolamentazione contenuta nel decreto legislativo n. 546 del 1992, che non ha dato luogo a inconvenienti applicativi. 6. Il libro quarto contiene la disciplina dei « Riti speciali ». Le norme che ne fanno parte sono ripartite in quattro titoli. Il titolo I, « Esecuzione delle sentenze e giudizio di ottemperanza », è formato da quattro articoli, che disciplinano, nell'ordine, la riliquidazione e riscossione a seguito di sentenza (articolo 106), i rimborsi a seguito di sentenza (articolo 107), il rilascio di copia di sentenza in forma esecutiva (articolo 108) e il giudizio di ottemperanza (articolo 109). Trattasi di una disciplina migliorativa di quella vigente, tendente a rendere ancora più funzionale la concreta esecuzione della sentenza, che, soprattutto attraverso il giudizio di ottemperanza, introdotto dal decreto legislativo n. 546 del 1992, ha comunque già dato ottimi risultati. Il titolo II, « Il procedimento cautelare », è composto di otto articoli, con i quali si è uniformizzata e generalizzata la disciplina del procedimento cautelare, attualmente contenuta negli articoli 47 e 47- bis del decreto legislativo n. 546 del 1992 e negli articoli 19, comma 2, e 23, comma 3, del decreto legislativo n. 472 del 1997. In particolare, è stata espressamente estesa la tutela cautelare anche ai giudizi d'appello e di revocazione (articolo 116) e sono stati specificamente regolati i modi e le forme della tutela cautelare in pendenza di ricorso per cassazione (articolo 117).