[resaula]

I settori prioritari oggetto dell'Accordo sono la scienza di base, l'agricoltura, la tecnologia dell'informazione, la biomedicina, le biotecnologie, l'energia e la conservazione dei beni culturali. Esso rappresenta per l'Italia l'opportunità di allargare i propri orizzonti economici e culturali in Asia. In particolare, l'Accordo afferma la volontà delle due parti di sostenere lo sviluppo di attività di cooperazione culturale attraverso scambi di artisti, esperti e ricercatori e l'organizzazione di eventi ed esposizioni. La ratifica favorirà certamente gli scambi di esperienze e gli aggiornamenti nel campo delle pubblicazioni e delle traduzioni scientifiche e letterarie. Consideriamo dunque importante, per la crescita del nostro Paese nel Sud-Est asiatico, che si dia attuazione a questo Accordo, volto allo sviluppo economico e culturale e utile alla promozione delle piccole e medie imprese italiane. Il Laos dal 1997 ha optato per l'adesione all'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, avviandosi sulla strada della piena integrazione internazionale; dal 2013 è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio. La sua economia prevalentemente rurale, che vanta una grande disponibilità di risorse idriche, potrebbe favorire la cooperazione agricola con l'Italia e offrire ulteriori sbocchi economici alle imprese del settore. Anche i comparti idroelettrico e minerario, se si considerano le materie prime di cui è ricco il Paese (in particolare oro, stagno, rame, calcare e gesso), potrebbero far nascere proficue collaborazioni con le nostre imprese. Mi fa piacere che quest'Assemblea, in tema di politica internazionale, abbia dato dimostrazione di piena coesione, nell'interesse ovviamente unico della nostra Italia. Per questi motivi, come già evidenziato anche in Commissione, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, colleghe, membri del Governo, come auspicava il primo ministro thailandese Chatichai Choonhavan, sintetizzando il futuro assetto economico del Laos e dell'intera regione: da un campo di battaglia ad un mercato. Parliamo degli anni tra il 1995 e il 1997, quando il Vietnam e la Repubblica popolare democratica del Laos entrarono a pieno titolo nell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, un'associazione caratterizzata da elevata eterogeneità politica dei Paesi aderenti, ma tuttavia unita da una visione comune dei mercati, nonostante il Laos continui ad avere una forma di governo orbitante su di un partito unico, che richiama, non solo nel nome, il comunismo. Ma del resto l'Oriente e l'Estremo Oriente ormai ci hanno abituati a forme governative inedite. Non è azzardato definire, anche se in scala infinitesimale minore, l'assetto politico-istituzionale di Vientiane simile a quello di Pechino. L'apertura ai mercati è innegabile che abbia portato a risultati di crescita notevoli. Tra il 1985 e il 2017 il PIL è cresciuto di dieci volte, ovvero da un miliardo e 700 milioni di dollari fino a 17 miliardi. Tradotto in termini di reddito pro capite , si è passati da 432 a 1.730 dollari. Le stime dell'Economist Intelligence Unit prevedono anche per i prossimi anni margini importanti di crescita. Il trend importante, però, non deve oscurare la doverosa e mancata transizione verso un governo plurale. Se da un lato l'attuale sistema comporta un'elevata stabilità e quindi crescita, dall'altro produce un preoccupante grado di corruzione. Non per niente Trasparency international classifica il Laos al 135° posto nel mondo come indice di corruzione percepita. Bisogna però riconoscere che la leadership laotiana, nell'ultimo congresso del partito tenutosi nel gennaio del 2016, ha eletto la lotta alla corruzione un'assoluta priorità. Il rafforzamento culturale, politico ed economico con l'Italia, attraverso la ratifica dell'Accordo che oggi trattiamo, ritengo possa agevolare quella trasformazione democratica che tutti auspichiamo. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle esprime il voto favorevole alla ratifica ed esecuzione del disegno di legge n. 676 relativa all'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, sottoscritto a Bangkok il 17 febbraio 2003. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sui lavori del Senato Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, vi informo che la Conferenza dei Capigruppo è convocata domani alle ore 18. La giornata di domani sarà prevalentemente dedicata ai lavori delle Commissioni. L'Assemblea, pertanto, tornerà a riunirsi domani alle 18,30 con all'ordine del giorno «Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori». Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, nei giorni scorsi Parma, la mia città di provenienza, è stata oggetto di atti che penso meritino... (Brusio) . PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, collega. Ovviamente ci può essere chi non è interessato agli argomenti trattati. Vi invito ad uscire senza arrecare particolare disturbo all'Assemblea; chi rimane è pregato di ascoltare gli interventi. Prego, senatrice Saponara, le ridò il tempo dall'inizio. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nei giorni scorsi Parma, la mia città di provenienza, è stata oggetto di atti che penso meritino la giusta attenzione da parte delle istituzioni e di quest'Assemblea. I muri di uno degli edifici che ospitano l'università, plance pubblicitarie e facciate di edifici privati sono stati malamente imbrattati da scritte con insulti rivolti alle Forze dell'ordine, definite spregevolmente sbirri, e nei confronti di Salvini e Di Maio, i nostri Vice Premier , e del senatore Pillon, dichiarando nei loro confronti sentimenti di odio. Da Parma spostiamoci a Roma dove in questa stessa Aula, alcuni giorni fa, un senatore dell'opposizione è intervenuto definendo come atti lesivi della libertà di manifestare e di opinione i necessari controlli da parte delle Forze dell'ordine attuati nei confronti dei manifestanti giunti a Roma sabato 10 novembre e nei confronti di una donna che, sorpresa ad insultare pubblicamente il vice premier Salvini, è stata condotta in questura per essersi rifiutata di esibire i documenti a lei richiesti.