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e) i dati relativi ai contatti stretti siano conservati, anche nei dispositivi mobili degli utenti, per il periodo, stabilito dal Ministero della salute e specificato nell'ambito delle misure di cui al presente comma, strettamente necessario al tracciamento di cui al presente articolo, e cancellati in modo automatico alla scadenza del termine; f) i diritti degli interessati di cui agli articoli da 15 a 22 del regolamento (UE) 2016/679 possano essere esercitati anche con modalità semplificate. Il comma 3 prevede che i dati raccolti attraverso l'applicazione di cui al comma 1 non possono essere trattati per finalità diverse da quella di cui al medesimo comma 1, salva la possibilità di utilizzo in forma aggregata o comunque anonima, per soli fini di sanità pubblica, profilassi, statistici o di ricerca scientifica, ai sensi degli articoli 5, paragrafo 1, lettera a) , e 9, paragrafo 2, lettere i) e j) , del regolamento (UE) 2016/679. Al successivo comma 4 si stabilisce che il mancato utilizzo dell'applicazione di cui al comma 1 non comporta conseguenze pregiudizievoli ed è assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento. Al comma 5 si prevede che la piattaforma di cui al comma 1 è di titolarità pubblica ed è realizzata dal Commissario nominato per l'emergenza COVID-19 esclusivamente con infrastrutture localizzate sul territorio nazionale e gestite da Sogei Spa. I programmi informatici di titolarità pubblica sviluppati per la realizzazione della piattaforma e l'utilizzo dell'applicazione di cui al medesimo comma 1 sono resi disponibili e rilasciati sotto licenza aperta ai sensi dell'articolo 69 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Al comma 6 è previsto che l'utilizzo del sistema e dell'applicazione, nonché ogni trattamento di dati personali, è interrotto entro i sessanta giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza disposto con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 e, comunque, entro il 31 dicembre 2020; ed entro la medesima data tutti i dati personali trattati sono definitivamente cancellati o resi anonimi. Al riguardo, si segnala che la disposizione in esame risponde a quanto suggerito dal Garante per la protezione dei dati personali nel parere del 2 febbraio 2020 sulla bozza di ordinanza del Dipartimento della protezione civile, conseguente alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, nella quale ha evidenziato « la necessità che, alla scadenza del termine dello stato di emergenza, siano adottate da parte di tutte le Amministrazioni coinvolte negli interventi di protezione civile di cui all'ordinanza, misure idonee a ricondurre i trattamenti di dati personali effettuati nel contesto dell'emergenza, all'ambito delle ordinarie competenze e delle regole che disciplinano i trattamenti di dati personali in capo a tali soggetti ». In particolare, in sede di audizione in Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati, il Garante ha ritenuto essenziale sancire l'obbligo di cancellazione dei dati decorso il periodo di potenziale utilizzo (salva la conservazione in forma aggregata o comunque anonima per soli fini statistici o di ricerca). Al comma 7 è indicata la quantificazione e la copertura per la implementazione della piattaforma di cui al presente articolo. Disposizioni finanziarie ed entrata in vigore Il provvedimento reca le disposizioni finanziarie all'articolo 7 e la norma sulla entrata in vigore all'articolo 8.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I MISURE URGENTI IN MATERIA DI INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI E COMUNICAZIONI, DI ORDINAMENTO PENITENZIARIO E DISPOSIZIONI INTEGRATIVE E DI COORDINAMENTO IN MATERIA DI GIUSTIZIA CIVILE, AMMINISTRATIVA E CONTABILE 1 (Proroga del termine di entrata in vigore della disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni) 1 All'articolo 9 del decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole « 30 aprile 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 agosto 2020 »; b al comma 2, le parole « 1° maggio 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 1° settembre 2020 ». 2 All'articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 7, il comma 8 è sostituito dal seguente: « 8. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai procedimenti penali iscritti successivamente al 31 agosto 2020, ad eccezione delle disposizioni di cui al comma 6 che sono di immediata applicazione. ». 2 (Disposizioni urgenti in materia di detenzione domiciliare e permessi) 1 Alla legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 30- bis : 1 al primo comma sono aggiunti infine i seguenti periodi: « Nel caso di detenuti per uno dei delitti previsti dall'articolo 51, commi 3- bis e 3- quater , del codice di procedura penale, l'autorità competente, prima di pronunciarsi, chiede altresì il parere del procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove ha sede il tribunale che ha emesso la sentenza e, nel caso di detenuti sottoposti al regime previsto dall'articolo 41- bis , anche quello del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo in ordine all'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata ed alla pericolosità del soggetto. Salvo ricorrano esigenze di motivata eccezionale urgenza, il permesso non può essere concesso prima di ventiquattro ore dalla richiesta dei predetti pareri. »; 2 il nono comma è sostituito dal seguente: « Il procuratore generale presso la corte d'appello è informato dei permessi concessi e del relativo esito con relazione trimestrale degli organi che li hanno rilasciati e, nel caso, di permessi concessi a detenuti per delitti previsti dall'articolo 51, commi 3- bis e 3- quater, del codice di procedura penale o a detenuti sottoposti al regime previsto dall'articolo 41- bis , ne dà comunicazione, rispettivamente, al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove ha sede il tribunale che ha emesso la sentenza e al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. »; b all'articolo 47- ter , dopo il comma 1- quater , è aggiunto il seguente: « 1- quinquies .