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È questo il tema di cui si parla. Vogliamo cedere a una multinazionale il diritto di vincere contro il diritto nazionale? Vogliamo che il neoliberismo sfregi un altro pezzo della sovranità nazionale? Questo è il momento di buttare giù le carte. Qui arrivo ad un altro punto dolente. Non mi aspettavo, onestamente, la difesa delle arroganti ragioni di una multinazionale da parte di chi si professa sovranista (Applausi dal Gruppo M5S) , di chi ancora oggi usa lo slogan "padroni a casa nostra", consentendo all'unico padrone della partita di comandare in casa degli italiani. Questo è un po' bizzarro, un po' strano. Dov'è quindi la difesa della sovranità del popolo? Qui in ballo c'è ancora la stessa sfida lanciata dai campioni globali al popolo sovrano: "tu, caro popolo, devi sottostare al ricatto della multinazionale". E allora quale mano scrive le regole? La mano di un altro straniero che viene con piglio predatorio. Altro che sovranismo, altro che "prima gli italiani" e "padroni a casa nostra"! ArcelorMittal non è un salvatore della Patria, ma un imprenditore con la carta d'identità neoliberista; è il player di una globalizzazione dove si rispetta solo la regola "a brigante, brigante e mezzo". Ebbene, ad ArcelorMittal diciamo - ricordandolo a noi stessi - che nessun imprenditore può pensare di passare sopra le regole che una comunità si è data per vivere nell'equilibrio dei diritti e dei doveri. Se muoiono cinque lavoratori nell'ex Ilva negli ultimi tre anni, significa che di fatto qualcuno pensa che si possano derogare le regole minime di sicurezza perché il mio signore feudale rappresenta una forza superiore alle leggi. Chi contesta che l'eliminazione dello scudo rappresenti un alibi per andarsene si mette sulla stessa scia di chi pensava che con la precarizzazione del lavoro avremmo messo gli imprenditori nella condizione di assumere. E così siamo scivolati nella progressiva consunzione delle regole minime, perché a chi si comporta da padrone le eccezioni non basteranno mai. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per questo chiedo di riflettere bene su quest'altro ricatto, che poi è sempre lo stesso. Il lavoro presuppone il rispetto. Se la globalizzazione è terra di pirati, allora uno Stato serio si difende e lancia una seria sfida italiana con i campioni della siderurgia italiana, che ci sono ancora, e con la garanzia di un capitale pubblico che dia una prospettiva industriale non impattante né sull'ambiente e né sulla salute dei lavoratori e dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . Penso che una siderurgia ecosostenibile - ci sono anche degli ampi esempi e uno è vicino, in Austria, a Linz - sia possibile. Lo diciamo anche a quell'Europa nel cui genoma c'è la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). Il carbone lo possiamo superare, ma l'acciaio no; lo possiamo lavorare in condizioni migliori di quelle che cattivi imprenditori vorrebbero imporre. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Ministro dello sviluppo economico, che ringrazio per la disponibilità. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 12 novembre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 12 novembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,11) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1570 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: - con riferimento all'articolo 1, comma 4- bis , andrebbe valutata la trasmissione anche alle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari degli schemi di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri recanti l'individuazione dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale e la disciplina dei termini e delle modalità attuative della nuova normativa; - in relazione all'articolo 6, comma 1, lettera b) , si segnala il rischio di una possibile dequalificazione della spesa rappresentata dal ricorso alle risorse del fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese, al fine di finanziare quota parte delle spese di funzionamento del Centro di valutazione e certificazione nazionale. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 2.0.1. Sull'emendamento 2.0.3, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola d'invarianza finanziaria. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'ulteriore emendamento 1.700 e i relativi subemendamenti, riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, con riferimento ai subemendamenti 1.700/1 e 1.700/2, parere non ostativo, condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria e del divieto di corrispondere compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese, indennità o altri emolumenti comunque denominati ai componenti del tavolo di coordinamento. Il parere è non ostativo sull'emendamento 1.700 e sui restanti subemendamenti. Testo integrale dell'intervento della senatrice Mantovani nella discussione generale del disegno di legge n. 1570 Il disegno di legge in esame, già approvato dalla Camera dei deputati, reca la conversione in legge del decreto-legge n. 105 del 2019, in materia di sicurezza cibernetica. Il decreto-legge si compone di sette articoli. L'articolo 1, modificato durante l'esame presso la Camera dei deputati, istituisce il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, al fine di assicurare la sicurezza di reti, sistemi informativi e servizi informatici necessari allo svolgimento di funzioni o alla prestazione di servizi, dalla cui discontinuità possa derivare un pregiudizio alla sicurezza nazionale. È demandata a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, l'individuazione dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.