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Disposizioni sull'istituzione dell'Anagrafe dei candidati e sugli obblighi di trasparenza dei candidati alle elezioni parlamentari, europee e regionali. Onorevoli Senatori. – La Costituzione prescrive che il voto debba essere personale ed eguale, libero e segreto (articolo 48, secondo comma, della Costituzione). Nonostante l'evoluzione normativa degli ultimi anni, in applicazione di diverse convenzioni internazionali, che ha condotto all'articolazione del principio di trasparenza in diversi atti e a diversi livelli, fino ad oggi i cittadini non hanno avuto la possibilità di conoscere con immediatezza tutte le informazioni su cui basare l'esercizio di un voto davvero libero. Non esiste, infatti, un atto in cui è possibile accertare ex ante le informazioni che potrebbero aiutare i cittadini a conoscere le qualità personali e professionali dei candidati. Dovrebbe essere consentito divulgare pubblicamente in regime di piena trasparenza, il curriculum , i ruoli e gli incarichi ricoperti in enti pubblici e privati, le condanne o i processi in corso, lo status reddituale, i potenziali conflitti di interesse e le fonti di finanziamento della campagna elettorale dei singoli candidati. Il presente disegno di legge intende introdurre un obbligo ex lege che imponga, a chi intenda rivestire una carica pubblica di rango costituzionale, di rendere pubblici questi dati, al fine di informare i cittadini e consentire loro di esprimere un voto davvero libero e informato. L'articolo 1 istituisce l'Anagrafe dei candidati per ciascuna tornata elettorale, presso il Ministero dell'interno, affidandone la cura alla Direzione centrale dei servizi elettorali e prevedendo, al comma 2, la sua pubblicazione in rete nel sito internet istituzionale del medesimo Ministero. L'Anagrafe dei candidati consiste nell'annotazione e nella pubblicazione, per ciascun candidato, oltre al cognome, al nome e alla data di nascita, di una serie di dati specificati all'articolo 3. L'articolo 2 dispone che l'Anagrafe sia predisposta entro dieci giorni dalla pubblicazione, in via definitiva, delle liste dei candidati nel sito internet istituzionale del Ministero dell'interno, con i dati previsti dal presente disegno di legge. Il comma 2 rimanda ad un regolamento la disciplina attuativa della disposizione. L'articolo 3, comma 1, lettere da a) a g) , definisce i dati da includere nell'Anagrafe. La lettera a) elenca i dati relativi al curriculum: età, comune di residenza, ultimo titolo di studio acquisito e ultima professione svolta. La lettera b) soddisfa l'esigenza di conoscere l'esperienza e la continuità di attività del soggetto all'interno delle amministrazioni dello Stato, attraverso l'indicazione degli incarichi pubblici eventualmente attribuiti al soggetto nell'ultimo quinquennio. La lettera c) attiene alle condanne penali definitive per i reati individuati dall'articolo 1 del cosiddetto «codice di autoregolamentazione» di cui alla Relazione in materia di formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, approvato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, nella seduta del 23 settembre 2014. Si tratta dei seguenti reati: – delitti consumati o tentati di cui all'articolo 51, commi 3 -bis e 3- quater , del codice di procedura penale; – delitti consumati o tentati, così specificati: concussione (articolo 317 del codice penale); corruzione per l'esercizio della funzione (articolo 318 del codice penale); corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (articolo 319 del codice penale); corruzione in atti giudiziari (articolo 319- ter del codice penale); induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319- quater del codice penale); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (articolo 320 del codice penale); istigazione alla corruzione (articolo 322 del codice penale); delitti di cui all'articolo 322- bis del codice penale per le ipotesi di reato di cui sopra ivi richiamate; – agevolazione ai detenuti e internati sottoposti a particolari restrizioni delle regole di trattamento e degli istituti previsti dall'ordinamento penitenziario (articolo 391- bis del codice penale); – scambio elettorale politico-mafioso (articolo 416- ter del codice penale); – estorsione (articolo 629 del codice penale) e usura (articolo 644 del codice penale); – riciclaggio (articolo 648 -bis del codice penale) e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (articolo 648- ter del codice penale); – fraudolento trasferimento di valori (articolo 512- bis del codice penale); – omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte a una misura di prevenzione disposta ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall'articolo 416 -bis del codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere); – attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 52- quaterdecies del codice penale); – delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416 -bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose, di cui all'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. La lettera d) dispone l'obbligo di dichiarare le condanne non definitive ed i processi in corso, ove conosciuti, per le ipotesi di reato per le quali la legge prevede l'incandidabilità, la sospensione o la decadenza per ineleggibilità sopravvenuta. La lettera e) dispone di comunicare le eventuali partecipazioni rilevanti o di controllo in settori economici, finanziari o industriali, nonché la comunicazione della fascia di reddito annuo percepita dal candidato. La lettera f) dispone di comunicare l'ambito professionale o sociale di principale interesse del candidato. La lettera g) , infine, obbliga a dichiarare le fonti di finanziamento della campagna elettorale del candidato fino a quel momento identificate. L'articolo 3, comma 2, specifica anche che i candidati debbano comunicare tali dati al Ministero dell'interno entro cinque giorni dalla pubblicazione delle liste stesse sul sito internet istituzionale del Ministero dell'interno, utilizzando la posta elettronica certificata (PEC) e trasmettendo i dati in formato digitale accessibile, affinché i funzionari ministeriali preposti possano curare la compilazione del registro e la sua pubblicazione in rete. Il comma 2 dispone anche la sanzione dell'esclusione d'ufficio del candidato in caso di omessa comunicazione di tali dati. Avverso il provvedimento di esclusione, il candidato può fare ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio, sede di Roma, che decide con ordinanza impugnabile innanzi al Consiglio di Stato: