[resaula]

Stiamo cioè parlando non solo del prezzo di un bene fondamentale, ma del trionfo dell'immateriale. Questa è la ragione di ciò che sto dicendo, proprio perché è la scommessa al rialzo che determina il prezzo del gas e del petrolio e la scommessa ha soltanto un nome e va chiamata come la chiamerebbero coloro che usano il linguaggio più elementare possibile: si chiama speculazione finanziaria. Sono felice che il Governo abbia affrontato il tema con una insolita determinazione. Averlo fatto è decisamente un merito, che mi aspetto che possa essere ulteriormente portato in avanti, siccome il problema rimarrà con una sua stabilità nelle prossime stagioni, affrontandolo in maniera "strutturale". Il tema di cui discutiamo non è però soltanto il canone dell'immaterialità: è anche una questione di politica estera. Oggi c'è da auspicare che si chiuda una stagione di bizzarrie dilettantistiche nella politica estera di chi ha guidato il Paese nelle stagioni precedenti: occhiolini nei posti più insoliti, risultati (da quell'occhiolino) non assolutamente imprevedibili. Il lavoro che sta facendo il Governo Draghi per liberarsi dalla dipendenza quasi esclusiva russa nella fornitura di energia immagino che sia la strada giusta e che come tale debba essere perseguita. Passando ai punti di cui tratta il provvedimento, assieme al mio Gruppo, sono tra coloro che da tempo hanno sostenuto la tesi, invocando anche la norma antispeculazione, e ringrazio la presidente Casellati e i Presidenti dei Gruppi perché vi è stata una seduta apposita per discutere del tema soltanto poche settimane fa. Molto positiva è infatti la norma antispeculazione per ridurre l'impatto dei prezzi del mercato e dunque nelle e sulle bollette; disancorare, come si prevede, il prezzo del gas dal Title transfer facility (TTF) olandese, per ancorarlo ai contratti reali, è la strada che va battuta con la decisione che il provvedimento in esame prevede. Se poi volessimo fare un giusto di più, cioè innalzare, come propongono alcuni emendamenti depositati anche da chi vi parla, dal 10 al 50 per cento la tassa sugli extraprofitti, penso che sarebbe anche questa la strada giusta da seguire. È altrettanto positivo dotare l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) di nuovi poteri; visto che nel provvedimento si parla di relazione da consegnare alle Commissioni, aggiungerei di prevedere che con cadenza annuale si riferisca alle Camere sull'attività di verifica e sanzionatoria e sulla rilevazione degli extraprofitti. Aggiungo che i nuovi poteri conferiti ad ARERA non avrebbero messo nella condizione la stessa, anche in assenza di questi poteri, di esercitare il suo ruolo e la sua funzione con voce di ben altra tonalità anche prima che questo provvedimento vedesse la luce. Vi è poi la proposta di mantenere il mercato tutelato fino a quando il mercato libero non funzioni in maniera trasparente ed efficiente: troppi venditori suonano ai campanelli di nonne e di nonni senza alcun criterio, con effetti assolutamente devastanti. Occorre premere inoltre perché l'Unione europea si doti di una normativa che metta in trasparenza i contratti e, poi, prorogare la riduzione delle accise sui carburanti. Il risultato finale, signor Presidente, Governo, è più politica e meno finanza sfacciata ed onnivora; sì, va urlato: più politica. Tra qualche giorno, il 25 aprile, nelle piazze d'Italia si riunirà l'Italia, immagino intera, ed esploderà in un unico applauso in nome di liberazione, Costituzione e, probabilmente, anche nel nome e per conto dell'Europa che ci siamo costruiti, che pionieri, popolari soprattutto, hanno costruito negli anni Quaranta e Cinquanta. C'è tuttavia un però, Presidente: se, come dicono gli istituti che indagano la materia, nel mese di febbraio il 15 per cento di famiglie e piccole imprese ha dovuto sedersi al tavolo della cena per decidere se pagare la bolletta energetica o l'affitto, la dimensione del problema è così vasta che non può essere taciuta. È così vasta che l'applicazione concreta, e non soltanto l'urlo nelle piazze, degli articoli 3 e 38 della Costituzione italiana, degli articoli 19, 145, 150, 151 e 161 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - e mi rivolgo al Governo - devono diventare la madre di ogni priorità. So per certo, avendo questo Paese vissuto l'esperienza, che le società fondate sulle ingiustizie ingiustificate sono ottimi laboratori per gli autocrati. Insomma, non si può festeggiare il 25 aprile dimenticando un pezzo della storia d'Italia che abbiamo già sperimentato, se non mettiamo mano stabilmente alla storia che questo provvedimento per intero ci racconta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, ci troviamo oggi a votare il cosiddetto decreto bollette, con il quale è stato introdotto un primo pacchetto di misure volte a contenere lo straordinario aumento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale. Il fenomeno ha generato una vera e propria emergenza che sta colpendo indistintamente tutti, famiglie e imprese. La posizione mia e del MoVimento 5 Stelle non può che essere favorevole, quando si parla di misure di sostegno ai cittadini e al tessuto produttivo. Siamo stati i primi a chiedere al Governo di intervenire con misure straordinarie, ricorrendo finanche a un nuovo scostamento di bilancio. È chiaro che le misure contenute nel provvedimento al nostro esame vanno considerate come un punto di partenza necessario, ma di certo non sufficiente; occorre fare di più e farlo già in sede di conversione in legge del cosiddetto decreto taglia prezzi. Come sempre, non mancherà l'apporto del MoVimento 5 Stelle. Riteniamo però che a fronte di una situazione così straordinaria occorra una risposta decisa e comune anche da parte dell'Europa. Nel 2020, quando ci ritrovammo a fronteggiare un nemico invisibile e allora sconosciuto, il presidente Conte riuscì ad ottenere oltre 200 miliardi di euro attraverso uno strumento di condivisione del debito, il recovery plan. (Applausi) . Tale misura rappresenta tuttora la più grande occasione di rilancio a disposizione del nostro Paese. Anche oggi sarebbe opportuno mostrare lo stesso coraggio avuto nel 2020 e chiedere all'Europa un fondo comune europeo destinato alla transizione energetica. Tra le modifiche più importanti apportate e targate MoVimento 5 Stelle occorre menzionare l'istituzione della strategia nazionale contro la povertà energetica, uno strumento grazie al quale viene facilitato il coordinamento di tutti gli interventi volti a sostenere famiglie e soggetti più fragili, con misure non soltanto meramente emergenziali, ma anche strutturali. Altre novità importanti riguardano le attività dell'Autorità di regolazione (ARERA), che adesso, ai fini del sistema di calcolo, potrà svincolarsi dal costo di mercato e fare riferimento al costo reale di approvvigionamento della materia prima; è una modifica sostanziale, che potrebbe portare un risparmio in bolletta fino al 40 per cento.