[massime]

Imposte e tasse - Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - Ritardato versamento dell'Iva trimestrale - Irrogazione della sanzione, vigente al momento del fatto, nella misura da due a quattro volte l'importo non versato - Lamentato contrasto con il principio di ragionevolezza - Non applicabilità della disposizione impugnata nel giudizio 'a quo' - Conseguente difetto di rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità, per difetto di rilevanza, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 44, secondo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto), sollevata con riferimento all'art. 3, primo e secondo comma, della Costituzione. Infatti, di tale disposizione il rimettente non deve fare applicazione nel giudizio principale, in quanto alla fattispecie non è applicabile la sanzione prevista da detto articolo, vigente al momento della commissione della violazione (4 maggio 1995), perché tale disposizione prevede una sanzione piú grave (da due a quattro volte l'importo non versato) di quella successivamente prevista per la stessa violazione dall'art. 13, comma 1, del d.lgs. n. 471 del 1997 (30 per cento dell'importo non versato), con conseguente applicabilità di quest'ultimo articolo, quale legge più favorevole, in forza del principio del favor rei , introdotto dall'art. 3, comma 3, del d.lgs. n. 472 del 1997 ed entrato in vigore anteriormente all'instaurazione del giudizio principale.