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Ratifica Accordo Italia - Burkina Faso cooperazione settore difesa DDL 1954 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Burkina Faso relativo alla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 1° luglio 2019 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 ottobre 2020. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il PRESIDENTE , quindi, verificata la presenza del numero legale, pone in votazione il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. Ratifica Accordo Italia - Kosovo trasferimento persone condannate DDL 1955 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kosovo sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma l'11 aprile 2019 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 ottobre 2020. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Il senatore URSO ( FdI ) preannuncia, in sede di dichiarazione di voto, l'astensione del proprio Gruppo, a motivo, essenzialmente, delle molteplici e reiterate inadempienze del Kosovo nell'applicazione di non pochi accordi internazionali che, peraltro, toccano anche il profilo della sicurezza nazionale dell'Italia. Il PRESIDENTE , quindi, verificata la presenza del numero legale, pone in votazione il mandato al relatore Aimi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 2007 Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale DDL 2007 Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati con modificazioni, che reca l'istituzione per l'Italia di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale. La relazione introduttiva al disegno di legge - di iniziativa parlamentare - rinviene i presupposti giuridici del provvedimento nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982, ratificata e resa esecutiva dal nostro Paese ai sensi della legge n. 689 del 1994, che costituisce un codice esaustivo volto a regolare i comportamenti degli Stati sui mari e sugli oceani, nonché lo sfruttamento delle risorse e la salvaguardia dell'ambiente naturale in tali ambiti. Detta Convenzione, che consta di 320 articoli e 9 Allegati, adegua il diritto del mare al riconoscimento degli interessi degli Stati costieri, espandendone i poteri sui mari adiacenti, in particolare con la previsione dell'istituto giuridico della zona economica esclusiva (ZEE), strettamente correlata a quella di piattaforma continentale (PC). La zona economica esclusiva - in particolare - disciplinata dalla Parte V della Convenzione, può estendersi tassativamente non oltre le 200 miglia dalle linee di base da cui è misurata l'ampiezza del mare territoriale (188 miglia dal mare territoriale). A differenza della piattaforma continentale, la zona economica esclusiva, per poter divenire effettiva, deve essere oggetto di una proclamazione ufficiale da parte dello Stato costiero, poi notificata alla Comunità internazionale. Il regime di delimitazione delle ZEE tra Stati con coste adiacenti od opposte, analogamente a quello previsto per la piattaforma continentale, deve farsi per accordo, in modo da raggiungere un'equa soluzione. In tale zona di mare, lo Stato costiero beneficia di diritti sovrani ai fini dell'esplorazione, dello sfruttamento, della conservazione e della gestione delle risorse naturali, biologiche e minerali, che si trovano nelle acque sovrastanti il fondo del mare, sul fondo del mare e nel relativo sottosuolo. Si tratta di poteri che si sovrappongono a quelli sulla piattaforma continentale, assorbendoli completamente, e includendo anche altre attività dirette a fini economici, come la produzione di energia a partire dall'acqua, dalle correnti e dai venti, ma soprattutto la risorsa di maggior rilievo, ossia la pesca, oggetto principale della sovranità economica dello Stato costiero. Sempre in tale zona di mare, lo Stato costiero esercita altresì la propria giurisdizione per l'installazione ed utilizzazione di isole artificiali, impianti e strutture per la ricerca scientifica e per la preservazione e protezione dell'ambiente marino. Nella ZEE, tutti gli Stati, costieri e privi di litorale, hanno libertà di navigazione e di sorvolo, di posa in opera di cavi e condotte sottomarine. Inoltre, lo Stato interessato può consentire loro di esercitare la pesca, qualora la propria capacità di sfruttamento sia inferiore al volume massimo di risorse ittiche sfruttabili, fissato dallo stesso Stato costiero ed in forza di accordi bilaterali conclusi con i relativi Stati di appartenenza tenuto conto, in particolare, della necessità degli Stati che non hanno sbocchi sul mare o geograficamente svantaggiati. In linea generale, si può affermare che nella ZEE tutte le attività concernenti l'utilizzazione delle risorse rientrano nelle competenze dello Stato costiero, mentre tutte le attività relative alle comunicazioni internazionali restano comprese fra i diritti degli Stati terzi. È importante soggiungere che, a prescindere dalla proclamazione della ZEE, il suo esercizio può tuttavia essere attuato in modo parziale, relativamente all'ambiente marino, o alla pesca, o anche ad entrambe. A questo fine alcuni Stati - tra i quali l'Italia - hanno creato zone di protezione ecologica (ZPE) ovvero zone di riserva o protezione della pesca (ZRP/PP). La piattaforma continentale, disciplinata dalla parte VI dell'UNCLOS, costituisce l'area sottomarina che si estende al di là delle acque territoriali, attraverso il prolungamento naturale del territorio emerso, sino al limite esterno del margine continentale, o sino alla distanza di 200 miglia dalle linee di base, qualora il margine continentale non arrivi a tale distanza. Quello delle 200 miglia è, in definitiva, considerato dalla Convenzione come il limite minimo della piattaforma continentale. Agli Stati terzi, invece, spettano le "tradizionali libertà" dell'alto mare alle condizioni stabilite dallo Stato costiero, ovvero la navigazione, il sorvolo, la pesca (salvo che non vi sia l'esistenza di zone riservate o zone economiche esclusive nella zona d'acqua sovrastante) e la posa di cavi e condotte sottomarine. I diritti dello Stato costiero sulla propria piattaforma continentale gli appartengono ab origine e perciò non hanno bisogno di proclamazione.