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BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, è al nostro esame il decreto-legge agosto, su cui si sono soffermati i numerosissimi interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Il provvedimento in esame introduce ulteriori misure, volte a consolidare la risposta dello Stato alle conseguenze economiche e sociali dell'epidemia da Covid-19. Ricordo che le risorse impiegate a tal fine sono in gran parte reperite mediante il maggiore indebitamento, autorizzato con ben due risoluzioni, approvate a maggioranza assoluta dalla Camera dei deputati e dal Senato, che hanno consentito di utilizzare questi fondi. Già questo incipit , ovvero il fatto di utilizzare dei fondi a debito, ci fa assumere una responsabilità ulteriore rispetto al loro utilizzo. Ho sentito dei colleghi dire che occorre avere un occhio di riguardo rispetto ai giovani, perché in teoria stiamo facendo indebitare le future generazioni. Dunque dobbiamo sentire una responsabilità ulteriore, perché dobbiamo considerare che quello che facciamo potrà essere utile per il presente, ma dovrà essere assolutamente utile per il futuro. Ricordo che molti colleghi hanno parlato di interventi spot e di bonus , ma occorre avere una visione programmatica di ciò che sarà il nostro Paese dopo il Covid, perché non potrà più essere quello prima del Covid. Quindi abbiamo a disposizione ulteriori possibilità - come sappiamo bene visto che esamineremo le linee guida sul recovery fund - di attuare una riorganizzazione del Paese, proprio grazie ai cambiamenti che dovremo realizzare. Quindi, non serve più intervenire a spot , come dicono i colleghi, ma occorre trovare una nuova valutazione di quello che dovrà essere il nostro Paese: questa è la sfida più importante. Dovevamo mettere mano nella maniera più assoluta a tutto quello che è stato fatto nel decreto-legge agosto, soprattutto in tema di lavoro, perché era questa la linea guida del decreto. Ricordo che sono stati fatti investimenti importanti per predisporre la fase di ripartenza del Paese, con un'economia che stava arrancando. La stiamo però facendo ripartire e credo che tutti i colleghi conoscano le stime, che indicano una crescita: è una piccola crescita, ma ci stiamo riuscendo. Ricordo anche che abbiamo toccato il tema del lavoro in maniera esaustiva, anche per quanto riguarda i temi che a me premono particolarmente, come la sanità. Ricordo i lavoratori fragili, con quell'emendamento importante, di cui ha parlato il relatore Errani all'inizio della seduta. Tale emendamento ha portato ad una sensibilità maggiore per le persone che di fronte al Covid sono più fragili. Quindi credo davvero che stiamo facendo il nostro dovere. Anche se ascoltando molti degli interventi che mi hanno preceduto non sembra sia così, voglio sottolineare il grande lavoro fatto in Commissione bilancio. Se andate a scorrere gli emendamenti approvati in Commissione, ne troverete tantissimi proposti dalla minoranza e quindi si tratta di un lavoro alacre, fatto insieme. Dai discorsi che ho sentito qui, in Assemblea, sembra che siamo stati sempre contrari e che non abbiamo accettato nulla. Andate a vedere gli emendamenti, perché i nomi dei firmatari, che rappresentano la minoranza e la maggioranza, li conoscono tutti. Credo quindi non sia corretto avere questo tipo di atteggiamento. Certo, si fa il gioco delle parti, per carità di Dio, ma non è corretto nei confronti dei relatori, che davvero hanno accolto tutte le istanze e hanno ascoltato tutte le esigenze, che venivano anche dalla minoranza. Dei temi riguardanti l'economia e il lavoro affrontati dal provvedimento in esame hanno già parlato i miei colleghi e dunque mi concentrerò soprattutto sui temi della sanità, che sono quelli che trattiamo nella Commissione di cui faccio parte. In questo periodo non possiamo dimenticare le energie spese da tutto il nostro personale sanitario, che ancora in questo momento, in cui sta ritornando la pressione del Covid sulle nostre strutture, si sta impegnando tantissimo. Quindi il fatto di aggiungere ulteriori risorse al Servizio sanitario nazionale è stato molto importante. Mi rivolgo proprio al collega intervenuto prima (e mi dispiace non sia adesso in Aula) che ha parlato di liste d'attesa. Dobbiamo giustamente dire che è il momento di eliminare le liste d'attesa, perché purtroppo il Covid-19 non ha fermato le altre malattie, che - ahimè - hanno continuato anche in maniera preponderante per chi soffriva di patologie gravi, purtroppo. Vi è quindi l'obbligo di dover mettere mano a questo. Ricordo che non sono stati stanziati fondi tanto per inserire dei dati, ma sono stati fatti dei rilievi attraverso il Ministero della salute, che ha individuato nelle varie Regioni qual era il disavanzo delle liste d'attesa da evadere. Credo quindi sia stato fatto un buon lavoro, ovviamente in collaborazione con Agenas. Ricordo che è all'esame del Parlamento anche un provvedimento a sostegno di questa Agenzia, punto di raccolta di dati fra l'Agenzia e lo Stato (il Ministero della salute) e le Regioni. Sono dati importanti, che non risolveranno il problema - certo che no: avremo ancora le liste d'attesa - ma ci fanno capire che, a questo punto, come dicevo prima, dobbiamo riorganizzare il nostro Sistema sanitario nazionale. Purtroppo infatti sono emerse notevoli diseguaglianze, anche fra Regioni, e questo dobbiamo continuare a dirlo. Uno degli interventi che mi ha maggiormente dato soddisfazione, anche grazie ai colleghi e al Ministero della salute che l'hanno sostenuto, è quello che mette mano davvero al sistema territoriale della sanità. Mi riferisco ad un emendamento approvato, concernente il potenziamento dei distretti sanitari. I distretti sanitari sono il luogo in cui insistono i servizi più prossimi al cittadino. Come ha detto il Ministro della salute in audizione in Commissione, una sanità di prossimità, che sia più vicina ai cittadini, è ciò cui dobbiamo tendere. Dobbiamo potenziare quei servizi, ma (anche su questo fronte sta cambiando il paradigma) non calando i servizi dall'alto, ma basandoli sulle esigenze e sui bisogni della salute. Ora, con il Covid-19, ci rendiamo conto che i bisogni della salute diventano altri; quindi, attraverso l'analisi dei bisogni, possiamo potenziare i servizi. Ma con chi? Non da soli, ma insieme ai sindaci, che sono i responsabili della salute dei propri cittadini, per vedere quali sono le principali esigenze del territorio. Non sono stati fatti spot , come è stato detto, ma sono state messe le prime pietre per poter, poi, riorganizzare davvero il sistema sanitario, che deve essere sicuramente rivisto, affinché possa portare, in futuro, miglioramenti per la salute dei nostri cittadini. In questa emergenza è stato riconosciuto che il nostro Paese sta andando meglio rispetto agli altri, perché questi provvedimenti - che tutti stanno criticando - hanno comunque portato a un miglioramento e a una positività: abbiamo un modello che possiamo perseguire e, anzi, facciamo scuola anche agli altri Paesi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, giovedì scorso, quando in Commissione giustizia il collega Mirabelli ha preannunciato che si sarebbe fatto oggi tutto l'esame del provvedimento, immediatamente ho chiesto al senatore Malan di iscrivermi a parlare in discussione generale. Credo infatti fermamente che sia il momento di fare una riflessione su ciò che è questo Parlamento.