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secondo la Federazione internazionale dei diritti umani, il 28 agosto 2018, circa 180 rifugiati e richiedenti asilo di nazionalità cambogiana e vietnamita, compresi circa 50 bambini, alcuni di pochi mesi, sono stati arrestati in un raid della polizia a Bang Yai, provincia di Nonthaburi, a nordovest di Bangkok; secondo quanto risulta dalle organizzazioni internazionali, la maggior parte degli arrestati aveva fatto domanda per ottenere lo status di rifugiato presso l'alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) o aveva già ottenuto tale status dall'UNHCR; 38 cambogiani arrestati sono stati trasferiti direttamente al centro di detenzione di immigrazione di Suan Phlu (IDC) di Bangkok senza essere stati portati in tribunale. Ad oggi rimangono in detenzione e rischiano la deportazione; 38 uomini vietnamiti sono stati condannati al pagamento di 5.000 baht tailandesi dal tribunale distrettuale di Nonthaburi, con l'accusa di ingresso illegale o soggiorno illegale, ai sensi degli articoli 11, 62 e 81 della legge sull'immigrazione. Rimarranno imprigionati per 10 giorni nella provincia di Pathumthani. Al loro rilascio, saranno trasferiti all'ID di Suan Phlu di Bangkok, dal quale potrebbero poi essere espulsi; 35 donne vietnamite e i loro figli sono state trasferite nell'ufficio distrettuale di Bang Yai. Le donne sono state separate dai loro figli il 30 agosto 2018 e successivamente detenute nella provincia di Pathumthani; due dissidenti cinesi, Yang Chong e Wu Yuhua, sono stati arrestati fuori dall'ambasciata della Nuova Zelanda a Bangkok il 29 agosto 2018: rischiano di essere deportati in Cina, nonostante abbiano ottenuto lo status di rifugiato dall'UNHCR; considerato che a parere dell'interrogante la detenzione di rifugiati e richiedenti asilo è in violazione dell'articolo 9 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR). La detenzione di rifugiati e richiedenti asilo è in violazione dell'articolo 37 della Convenzione sui diritti dell'infanzia (CRC). La deportazione dei richiedenti asilo nei loro Paesi d'origine, dove potrebbero essere esposti al rischio di tortura, viola l'articolo 3 della Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (CAT). La Thailandia ha sottoscritto tutte e tre le convenzioni, si chiede di sapere quali ulteriori elementi informativi il Ministro in indirizzo intenda fornire circa i fatti e le violazioni descritti e quali iniziative intenda adottare al fine di evitare le gravi conseguenze che i rifugiati e i richiedenti asilo dovranno affrontare qualora fossero deportati in Vietnam, Cambogia e Cina. Atto n. 4-00511 NENCINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'impianto siderurgico Ilva di Taranto, il più grande d'Europa e anche uno dei più moderni, è uno stabilimento di interesse strategico per il nostro Paese; l'impianto dell'Ilva è stato oggetto, fin dal 2013, con l'approvazione del decreto-legge n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2013, di una disciplina speciale, che ne ha stabilito il commissariamento, prevedendo la prosecuzione dell'attività produttiva e la predisposizione di un piano di misure e di attività di tutela ambientale e sanitaria; la ricollocazione sul mercato del complesso industriale Ilva è stata impostata, nel rispetto delle regole europee, secondo un procedimento complesso idoneo a garantire l'esigenza di coniugare la tutela ambientale e sanitaria della popolazione con i livelli produttivi e occupazionali dello stabilimento e dell'indotto; nel giugno 2017 il Ministro dello sviluppo economico, con decreto, ha autorizzato i commissari straordinari dell'Ilva a procedere all'aggiudicazione del gruppo Ilva ad Am Investco, cordata formata da ArcelorMittal e Marcegaglia; il piano industriale presentato da Am Investco prevedeva investimenti per 2,4 miliardi di euro finalizzati al risanamento ambientale della fabbrica, alla copertura dei parchi minerari e all'adozione di nuove tecnologie per ammodernare gli impianti, nonché un rimborso per 1,8 miliardi di euro a favore dello Stato e dei creditori; il mancato accordo con le organizzazioni sindacali non ha permesso alla Am Investco di subentrare nella proprietà entro fine giugno 2018 e conseguentemente il commissariamento, in scadenza il 30 giugno 2018, è stato prorogato al 15 settembre, su richiesta dei commissari che, in presenza delle tensioni relative al piano occupazionale, hanno preferito allungare i tempi per la cessione ad Am Investco; in assenza della proroga al 15 settembre, la Am Investco avrebbe avuto 2 opzioni: rinunciare all'acquisizione oppure procedere direttamente con le assunzioni, partire con il rilancio del sito e continuare l'opera di risanamento ambientale e produttivo del sito e del territorio; il primo atto del Governo Conte, concepito dopo un mese dal proprio insediamento, è stato quello di inviare una nota all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) per segnalare presunte anomalie nelle procedure di aggiudicazione della gara e chiedere un parere in merito; mesi di campagna elettorale incentrata sulla chiusura del sito di Taranto e su una non meglio precisata riconversione hanno rallentato ulteriormente e rischiato di mettere in discussione il piano di rilancio e di conseguenza il futuro industriale di una filiera strategica, la tenuta dell'equilibrio della bilancia commerciale, nonché il destino di 20.000 lavoratori; la chiusura dell'Ilva costerebbe al Paese un punto di Pil, la perdita di 14.000 posti di lavoro diretti, più quelli dell'indotto e la fine della produzione dell'acciaio a Taranto, con conseguenze negative anche negli altri siti italiani appartenenti al gruppo; recentemente il Ministro in indirizzo a mezzo stampa, in considerazione dello stallo delle trattative tra le parti, ha dichiarato la propria disponibilità per incontrare gli assegnatari, al fine di verificare eventuali margini di miglioramento dell'offerta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e necessario intervenire per accelerare l'uscita dall'attuale fase della gestione commissariale dell'Ilva di Taranto e comunicare esattamente quali saranno i tempi necessari per la consegna dello stabilimento al nuovo gestore o per l'annullamento della gara d'appalto. Atto n. 4-00512 SBROLLINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: da quando la società Deroma SpA di Malo (Vicenza) è in commissariamento straordinario, in applicazione della legge Prodi (legge n. 95 del 1979), si è creato un clima positivo con la collaborazione fra il commissario Marco Cappelletto e il nuovo direttore generale che ha consentito di rimettere in sesto un'azienda che era in profonda crisi; mai come in questo periodo la Deroma ha visto fatturati in crescita, stipendi e salari regolari, lavoro costante; fino a poco prima della pausa estiva sembrava ormai arrivata una nuova proprietà, la società "Scheurich/Bavaria Industries group", designata dal commissario con il benestare del Ministero dello sviluppo economico; il piano industriale proposto e scelto prevedeva il mantenimento dell'occupazione e investimenti nel sito; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: