[resaula]

Per il disegno di legge di bilancio, peraltro, a differenza di quanto avveniva per la legge di stabilità, non si prevede alcun vincolo di copertura finanziaria, posto che il bilancio dello Stato, ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 243 del 2012, soggiace ad una regola di equilibrio, per effetto della quale il valore del saldo netto da finanziare o da impiegare si raccorda con il percorso programmatico stabilito per gli obiettivi di finanza pubblica. Di tale coerenza si deve dare conto sia nella relazione tecnica che nella nota tecnico-illustrativa, allegate al disegno di legge di bilancio, ai sensi dell'articolo 21, commi 12 -bis , lettera c) , e 12 -quater , lettera a) , della legge n. 196 del 2009. Alla luce di tali criteri, si segnala che la manovra, sia con riguardo al suo ammontare che alla composizione della stessa tra le diverse misure di entrata e di spesa, ivi comprese quelle destinate al reperimento delle risorse a copertura dell'intervento, è volta a perseguire il percorso di consolidamento fiscale indicato nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 adottata dal Governo il 30 settembre scorso e approvata dal Senato il successivo 9 ottobre. Con la relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, il Governo ha infatti chiesto l'autorizzazione a rimodulare il percorso di avvicinamento all'obiettivo di medio termine (OMT). L'indebitamento netto nominale è stato pertanto fissato a meno 2,2 per cento del PIL nel 2020, a meno 1,8 per cento del PIL nel 2021 e a meno 1,4 per cento del PIL nel 2022. Per quanto concerne i profili finanziari programmatici, la relazione tecnica espone una tavola di raccordo tra il saldo netto da finanziare e il conto della pubblica amministrazione, che rappresenta la coerenza tra i saldi riferiti al bilancio dello Stato e l'obiettivo programmatico definito nella Nota di aggiornamento del DEF. Si tratta in sostanza del raccordo tra il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, quale risultante del quadro generale riassuntivo del disegno di legge di bilancio, e l'indebitamento netto programmatico dello Stato, ossia comprensivo degli effetti della manovra di finanza pubblica sul comparto dello Stato, e del raccordo tra il predetto indebitamento netto e quello programmatico delle amministrazioni pubbliche nel loro complesso. In definitiva, emerge che il valore del saldo netto da finanziare risultante dal disegno di legge di bilancio, in coerenza con il quadro di compatibilità di finanza pubblica, potrà aumentare fino a 79,5 miliardi di euro nel 2020, 56,5 miliardi nel 2021 e 37,5 miliardi nel 2022. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 129 miliardi di euro nel 2020, 109,5 miliardi nel 2021 e 87,5 miliardi nel 2022. Tali valori sono coerenti con quelli indicati dalle risoluzioni parlamentari di approvazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Si propone, pertanto, di sottoporre all'attenzione del Presidente Senato un parere di nulla osta in relazione ai profili di cui all'articolo 126, comma 4, del Regolamento. Per quanto concerne la verifica del contenuto proprio, va ricordato che l'articolo 21 della legge n. 196 del 2009, in attuazione dell'articolo 15, comma 2, della legge n. 243 del 2012, pone precisi limiti al contenuto della prima sezione del disegno legge di bilancio. Pertanto, ai fini delle determinazioni presidenziali di cui all'articolo 126, comma 3, del Regolamento del Senato si formano le seguenti osservazioni. Nel testo non si ravvisano norme di delegazione esplicita ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione. Per quanto concerne le norme di carattere ordinamentale e, peraltro, prive di effetti finanziari, si segnala l'articolo 49, commi 2 e 3, riguardanti, rispettivamente, le attribuzioni del personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e le funzioni di direttore degli Uffici dell'esecuzione penale esterna. Infine, non si rinvengono norme di evidente carattere localistico o microsettoriale». Ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, esaminato il disegno di legge di bilancio per il 2020, tenuto conto del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente e preso atto della posizione del Governo, comunico che il disegno di legge appare nel complesso in linea con le prescrizioni della legge 31 dicembre 2009, n. 196, di contabilità e finanza pubblica, con riguardo al divieto di introdurre norme che presentino carattere ordinamentale ovvero organizzatorio, fatta eccezione per le disposizioni segnalate nel predetto parere. Dispongo, pertanto, lo stralcio di tali disposizioni, che andranno a costituire un autonomo disegno di legge. Il termine per la trasmissione alla 5 a Commissione dei rapporti delle Commissioni, già fissato per la giornata di lunedì 11 novembre, è differito a martedì 12. Disegni di legge, assegnazione Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Deferisco il disegno di legge n. 1586 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022) alla 5 a Commissione, in sede referente, con il parere tutte le altre Commissioni permanenti, nonché delle Commissioni parlamentari per le questioni regionali. Le Commissioni sono autorizzate a convocarsi o a integrare i propri ordini del giorno. Sospendo la seduta fino alle ore 14,30, quando riprenderemo con la replica della relatrice e del Governo. (La seduta, sospesa alle ore 13,20, è ripresa alle ore 14,38) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 PRESIDENTE . Comunico che la Commissione bilancio non ha ancora concluso i suoi lavori. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15,30. (La seduta, sospesa alle ore 14,38, è ripresa alle ore 15,46) . Presidenza del vice presidente TAVERNA La seduta è ripresa. Ha facoltà di parlare la relatrice. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, farò solo una breve replica su alcuni temi che sono emersi nel corso della discussione generale. Le misure previste nel provvedimento al nostro esame hanno l'obiettivo di rendere più efficiente l'azione del Governo sulla base di alcune esigenze sentite a livello istituzionale ed è necessario approvare tali misure, già inserite nel decreto, in tempi rapidi per permettere ai vari Ministeri di sviluppare in maniera organica l'attività di competenza. La previsione che il turismo ritorni nell'ambito delle competenze del Ministero per i beni culturali è molto importante. La scelta di spostarlo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali aveva fatto sperare in una spinta al settore, ma, a causa di complicazioni delle procedure burocratiche e delle decisioni, che comportavano comunque un necessario coinvolgimento del Ministero per i beni e le attività culturali, ciò non è avvenuto.