[resaula]

(Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.140, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.141 (testo 2). COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINARDI , sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, chiedo che l'emendamento 4.141 (testo 2) sia riformulato nel modo seguente: al terzo rigo, sostituire le parole: «fino ad un numero di 16 ore settimanali» con le seguenti: «fino ad un numero massimo di 16 ore complessive settimanali». Sul testo così riformulato, il Governo esprime parere favorevole. PRESIDENTE . Chiedo alla senatrice Pizzol se accetta la riformulazione proposta dal Governo. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.141 (testo 3), presentato dalla senatrice Pizzol e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 4.142. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.143, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «del presente decreto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 4.144, 4.145 e 4.146. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.147, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.148. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento, che ovviamente ha ricevuto un parere contrario, tiene presente la realtà, mentre questo provvedimento è tutto basato sulla burocrazia e sugli uffici e non sulla realtà del nostro territorio. Qui si dice che, se il Comune nel quale risiede la persona non può offrire l'opportunità di avere le ore di servizio richieste, può andar bene il Comune accanto. Ricordo che in Italia ci sono dei Comuni come Roma, per attraversare il quale ci vogliono ore di viaggio in alcune circostanze, e ci sono altri Comuni piccolissimi, a pochissima distanza dai quali ce n'è un altro. Ma è tutto così il provvedimento. Ad esempio, nel caso della distanza di 250 chilometri, non si tiene conto dei collegamenti che ci sono. È tutto teorico, sta tutto sul computer, magari di qualche importante personaggio che sta dietro un partito di Governo, ma non nella realtà. La realtà purtroppo dimostrerà che questo provvedimento è inapplicabile e crea illusioni, dalle quali potranno scaturire delle reazioni molto pesanti. Ricordiamoci che il modo per dare risposte alle persone che sono senza lavoro è creare opportunità di lavoro, non creare burocrazia, controlli, controllanti, navigator e così via. Sono tutti soldi buttati via, che, se fossero usati invece per creare veramente lavoro, potrebbero dare delle soluzioni non provvisorie, senza creare i professionisti del reddito di cittadinanza, come invece stiamo vedendo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.148, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.150 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.151, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.152 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.153 (testo 3). D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 4.153 (testo 3) interviene sui commi da 8 a 15 dell'articolo 4, nelle parti in cui si prevedono il patto per l'inclusione sociale, il patto per il lavoro, la ricerca attiva del lavoro, l'orientamento lavorativo, la formazione e la riqualificazione professionale; una serie di adempimenti previsti per l'adesione al reddito di cittadinanza. La domanda che si pone è questa: e se, dopo l'ammissione al reddito di cittadinanza, l'interessato si ammala? E se al percettore del reddito di cittadinanza viene diagnosticata una patologia oncologica invalidante o ingravescente? È nelle cose che colui al quale viene diagnosticata una patologia del genere, ammesso al beneficio perché ne ha i requisiti, non possa rispondere alle offerte del lavoro. È nelle cose che colui che accetta le offerte di lavoro, magari anche molto lontane da casa, non riesca, per ovvie ragioni, a portarle avanti. Pertanto colui che ha i requisiti e ne ha diritto, perderebbe appunto il diritto al reddito di cittadinanza. L'emendamento 4.153 (testo 3) va a tutelare questa tipologia di fatto, ovvero coloro che pur possedendo tutti i requisiti per ottenere la cittadinanza, dopo l'ammissione al godimento del beneficio, si vedono diagnosticata una patologia di questa natura e quindi devono ritirarsi dal beneficio o comunque questo gli verrà ritirato. È chiaro che in questi casi ciò è indipendente dalla volontà del soggetto e si perde il beneficio indipendentemente dalla propria volontà. Si tratta quindi di una punizione assolutamente non meritata. L'emendamento va a correggere questa stortura e di fatto riconosce questo tipo di malattie come un fenomeno sociale; è quindi una richiesta di aiuto affinché queste persone non vengano lasciate sole. (Applausi dal Gruppo PD) . LANZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, volevo precisare a nome del Gruppo, per evitare che tutti i colleghi si alzino uno ad uno per chiedere di cambiare il voto, che sull'emendamento 4.150 (testo 3) il voto del MoVimento 5 Stelle è favorevole. (Commenti dai banchi del PD). Ho dato un'indicazione di voto sbagliata. (Commenti dai banchi del PD). PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.153 (testo 3), presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) .