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In quanto relatrice del provvedimento, ho presentato in Commissione un ordine del giorno, accolto dal Governo, con l'invito a valutare la necessità di prevedere nel decreto attuativo l'aumento, se possibile, negli anni di tale fondo e a fare in modo che almeno il 40 per cento di tali risorse sia destinato prioritariamente all'organizzazione di viaggi nella memoria da parte di scuole secondarie di secondo grado site in territori disagiati o connotate dalla presenza di studenti in condizione di disagio sociale; oltre che, infine, a prevedere forme di sensibilizzazione all'organizzazione di viaggi nella memoria e altre forme di approfondimento della storia della shoah rivolte a istituti scolastici che non abbiano organizzato tali viaggi nel triennio precedente. Questo, in sintesi, è il contenuto del disegno di legge. Prima di concludere, Presidente, vorrei ringraziare la collega Daisy Pirovano, che, in quanto prima firmataria del disegno di legge, ha dimostrato una grande sensibilità verso questo argomento, e naturalmente tutto il Gruppo Lega, che lo ha sottoscritto. Ringrazio il Presidente della 7 a Commissione, senatore Riccardo Nencini, e tutti i colleghi senatori della Commissione che hanno appoggiato e condiviso il disegno di legge e il suo iter . Ringrazio infine il sottosegretario Barbara Floridia, per la disponibilità ad accompagnarci fino alla conclusione dell' iter stesso, sia in Commissione che oggi in Aula, dove auspico un voto unanime dell'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. FLORIDIA, sottosegretario di Stato per l'istruzione . Signor Presidente, rivolgo un ringraziamento alla 7 a Commissione, alla relatrice del provvedimento e al Presidente della Commissione stessa. Ritengo che coltivare la memoria sia fondamentale: questo è riconosciuto e lo sappiamo tutti. Ma in questo provvedimento, seppur apparentemente piccolo, il pensiero di fornire alle scuole gli strumenti anche economici per permettere ai ragazzi di usufruire di queste opportunità per coltivare la memoria credo sia stato un ottimo obiettivo raggiunto dalla Commissione. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Poiché il disegno di legge, nel testo formulato dalla Commissione, si compone del solo articolo 1, passiamoalla votazione finale. Colleghi, posso chiedere cortesemente un po' di silenzio quando intervengono gli altri colleghi? Vi ringrazio. NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, voglio ringraziare pubblicamente la senatrice Saponara per l'ottimo lavoro fatto, così come voglio ringraziare i colleghi della Commissione che ho il privilegio di presiedere. La discussione di questo disegno di legge, anche se si tratta di un provvedimento che possiamo definire minore, è uno di quei casi rari attraverso i quali passa anche una parte di scrittura nuova della storia del Paese. Un grande francese, Renan, riteneva che le Nazioni nascono quando c'è comune sentire e il comune sentire avviene soltanto su dei valori fondamentali. Il fatto che la Commissione e - come spero e auspico - oggi anche l'Aula vogliano scrivere la parola fine per quanto riguarda valori fondanti della società italiana e della nostra Nazione riguardo al dramma e alla tragedia avvenuti tra il 1940 e il 1945 trovo sia una storia importante che, attraverso la relatrice, il Senato comincerà a scrivere. C'è però una seconda considerazione, che è figlia della prima, nel senso che la scelta fatta da alcune Regioni, a cominciare dalla mia molti anni fa - la Toscana - di portare studenti a vedere e toccare con mano quello che è accaduto tra il 1940 e il 1945 è il modo corretto perché la memoria non ripeta quelle tragedie. Infilare la tragedia negli occhi è uno dei modi migliori e più efficaci perché il pregiudizio cada e, soprattutto, perché non si segua la folla quando prende una strada che rappresenta poi, alla fine, il destino sbagliato delle grandi e piccole comunità. La domanda che dobbiamo ancora oggi porci, alla quale è stata data una risposta diversa e non conclusiva da parte degli storici, dei sociologi e degli psicologi, è perché l'Europa allora cadde in quella tragedia. Stiamo parlando di un'Europa che rappresentava un faro nella civiltà universale da ogni punto di vista, nella storia della letteratura, delle arti visive, della musica. Eppure, quell'Europa divenne madre di una tragedia senza fine, che ha avuto pochi uguali nella storia dell'umanità. È significativo che nessuno vide, nemmeno fra i grandi intellettuali del tempo. Ci fu solo uno che, nel 1939, predisse quello che sarebbe accaduto e morì suicida: fu Benjamin, in Spagna. Non vide invece Sartre che, il giorno stesso in cui Hitler invadeva Varsavia e apriva il primo campo di concentramento, parlava alla stazione di Parigi con Simone De Beauvoir della sua ultima conquista, la seduzione di Wanda. Non vide nemmeno Marlene Dietrich che, da una spiaggia tedesca, scrisse sul suo diario: «È una settimana indolente, di sole, di bagni, di alcol» e Hitler aveva già invaso la Polonia. Ricordo questo perché non è vero che la storia non si ripete. La storia ripete una parte del suo destino in maniera diversa, perché cambiano i tempi e i tempi hanno strumenti diversi con cui la storia si ripete, ma non è affatto vero che non si ripete. Non è questo il tempo - e ho concluso - nel quale possiamo rischiare di tornare a quella stagione amara e drammatica. Questo, però, è un tempo, una stagione in cui la facilità di linguaggio, il pregiudizio, il lavoro nei social - e non soltanto questo - e soprattutto - vorrei dire - la superficialità ci portano spesso ad affrettare giudizi di diversità che dobbiamo combattere ferocemente. Aveva ragione un nostro collega, poeta grandissimo e senatore per pochissime settimane - si chiamava Mario Luzi - quando sosteneva, con una poesia straordinaria, che la libertà è una palestra nella quale bisogna andare ogni giorno. Se non ci vai ogni giorno, muore e, siccome muore ogni giorno, non ti accorgi che muore. (Applausi) . BARBARO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signor Presidente, preliminarmente verrebbe spontaneo aprire questa dichiarazione di voto con alcune riflessioni sulla esiguità della cifra che è stata stanziata per permettere i viaggi della memoria. Lo ha detto poco fa anche il sottosegretario Floridia, riferendosi a quel piccolo stanziamento che ha contraddistinto il disegno di legge in esame. Crediamo, tuttavia, sia più opportuno soffermarci sull'enorme portata simbolica del provvedimento, sulla quale ovviamente anche noi di Fratelli d'Italia vogliamo dare il nostro contributo.