[massime]

Straniero - Espulsione dal territorio nazionale - Trattenimento senza giustificato motivo nel territorio dello stato - Arresto obbligatorio in flagranza - Giudizio di convalida dell’arresto - Nulla osta all’espulsione e pronuncia di sentenza di non luogo a procedere - Lamentata lesione del diritto di difesa, del principio del giusto processo, dell’esercizio dell’azione penale, dell’esercizio della giurisdizione - Avvenuta restituzione degli atti da parte del rimettente al pubblico ministero - Impossibilità di fare applicazione nel giudizio 'a quo' delle norme censurate - Difetto di rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità, per difetto di rilevanza, delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto dell’art. 558 del codice di procedura penale, nonché degli artt. 13, commi 3, 3-'bis', 3-'quater', e 14, comma 5-'quinquies', del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificati dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, sollevate in riferimento agli artt. 24, 101, secondo comma, e 111 della Costituzione, nella parte in cui, da un lato, prevede il ricorso al giudizio direttissimo, in caso di arresto in flagranza per il reato di inottemperanza all'ordine del questore di lasciare il territorio nazionale, dall’altro lato invece impone al giudice di concedere, all’atto della convalida dell’arresto, il nulla osta all’espulsione e di pronunciare, quindi, sentenza di non luogo a procedere. Dall'ordinanza di rimessione, infatti, emerge che il rimettente – avendo sospeso il giudizio di convalida dell’arresto in relazione al reato di cui all’art. 14, comma 5-'ter', del decreto legislativo n. 286 del 1998 e quindi ordinato "la restituzione degli atti al pubblico ministero perché proceda, per questo reato, con il rito ordinario", – si è spogliato del processo e non può più fare applicazione delle norme in relazione alle quali ha sollevato la questione di legittimità costituzionale. - V., in termini, sentenza n. 223/2004.