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resta comunque e sempre, sia quando ci sono le telecamere, sia quando non ci sono, il limite da non travalicare in quest'Aula, che è quello di fare offese diffamatorie, come in questo caso. La prego quindi, signor Presidente, di estendere questa mia richiesta di stigmatizzazione alla Presidente del Senato. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Ferrari, sicuramente sarà informata la Presidenza. CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, desidero semplicemente far presente che non ho associato, come dice il collega, la carriera del Ministro a quella situazione. Ho detto che solo un Paese in cui ci sono una cronica mediocrità e un cronico provincialismo può ribaltare i valori al punto di trasformare la politica da servizio a una questione di rapporti personali e di scambio di favori. Era un'affermazione di ordine generale, non accetto l'interpretazione distorta che ne dà il collega. PRESIDENTE . Senatrice Corrado, in ogni caso ha chiarito il suo pensiero. Ricordo comunque che, come sempre, ciascuno poi si assume la responsabilità di quanto afferma in Aula o fuori da essa. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, da alcune settimane i viticoltori di Cirò, nel crotonese, territorio di antichissima tradizione vitivinicola, hanno lanciato l'allarme riguardo al Parco eolico denominato Timpe di Muzzunetti, che dovrebbe prevedere pale alte 200 metri nel cuore dei vigneti della DOC Cirò, a pochi passi dal mare, con impatto gravissimo sulla pianura del Fego e sulla valle del Lipuda, dove la bellezza del paesaggio viticolo è ormai da anni meta di appassionati enoturisti. Dal 2003 ad oggi il progetto è stato modificato più volte e ha ottenuto diverse proroghe dalla Regione Calabria; l'ultima, nel 2018, permette di installare quattro aerogeneratori entro il 2021. Orbene, i tre parchi eolici già esistenti hanno inferto una grave ferita al territorio a Nord del Neto, punteggiato anche da pale isolate, sparse senza regole, e da mostri generati da un'edilizia incontrollata che suggella con il non finito il disordine urbanistico e l'incapacità di immaginare modelli di sviluppo che non prevedano l'utilizzo del cemento e il consumo di suolo. A fronte dell'ennesimo attentato al territorio, però, c'è stata una sollevazione della comunità cirotana, solidale con i viticoltori, perché conscia dei gravi rischi per le 50 cantine attive e per la fiorente economia del territorio, dove la crescente attività enoturistica nella qualità del paesaggio è un fondamentale elemento di attrazione, oltre alla qualità organolettica dei vini. I viticoltori non chiedono che il rispetto delle leggi già esistenti, signor Presidente: il quadro territoriale regionale paesaggistico (QTRP) del 2016, le linee guida nazionali sulle energie rinnovabili, l'articolo 9 della Costituzione e dunque il codice dei beni culturali del paesaggio, la normativa nazionale e regionale che regolamenta l'energia eolica in contesti riconosciuti di agricoltura di pregio, di paesaggi agrari consolidati e di produzioni agroalimentari di qualità. Proprio ieri il Consiglio regionale calabrese e quello comunale di Cirò Marina hanno preso posizione contro la realizzazione del parco eolico. Mi compiaccio per queste prese di posizione, ma l'attenzione deve restare massima e gli orientamenti espressi devono tradursi in atti concreti per la definitiva tutela dei distretti di pregio. In un territorio che vede ancora oggi tanti giovani emigrare, lo slancio di fiducia di chi vuole restare, pur tra mille difficoltà, per amore della propria terra, non sia umiliato da interessi privati che, oltre a una irrimediabile devastazione, null'altro lasceranno al territorio. FLORIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei tornare sulla questione della continuità territoriale. Come avevo già illustrato in un precedente intervento sul decreto-legge n. 45 del 2021 sui trasporti e le grandi navi, il bando di gara svolto per garantire i collegamenti tra Arbatax e la terraferma, nella linea Civitavecchia-Arbatax-Cagliari, è andato deserto. Il collegamento con l'Ogliastra è garantito per il mese di giugno e, da notizie stampa, apprendiamo che a luglio non ci sarà più. Invito pertanto la Presidenza a sollecitare una risposta all'interrogazione n. 4-05288 che abbiamo presentato per capire quali siano le reali intenzioni del Governo, se davvero intende tenere parte della Sardegna isolata dall'Italia, oppure se pensa che il collegamento con Cagliari sia sufficiente per assicurare la continuità territoriale navale nella linea Civitavecchia-Arbatax-Cagliari, che, saltando Arbatax, diventerebbe Civitavecchia-Cagliari. Il Porto di Arbatax verrebbe tagliato fuori dai collegamenti marittimi di continuità territoriale, con la perdita di un'importante attività portuale e di posti di lavoro che attualmente vengono occupati. Credo che non interessi, ai sardi perlomeno, se a garantirlo sia la compagnia Tirrenia o altra. Sono convinto che il servizio debba essere garantito, anche se rappresenta un onere per lo Stato. Peraltro, è una spesa che va messa a regime per un servizio continuativo di continuità territoriale. Confido in una pronta risposta dal Governo per trovare una soluzione definitiva al problema. TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, la Sicilia soffre un problema gravissimo nella gestione dei rifiuti, aggravato dall'imminente chiusura della discarica di Lentini, in provincia di Siracusa, che resta in esercizio solo grazie a continue proroghe. Eppure il presidente Musumeci era stato avvisato del rischio saturazione di quel sito e della necessità di conferire fuori dall'isola, come da avviso pubblico bandito dal Dipartimento acqua e rifiuti, a conferma del fallimento delle politiche della sua Giunta, che verrà pagato a caro prezzo dai siciliani. La discarica di Lentini, oggi in amministrazione controllata, è stata gestita da Antonino e Salvatore Leonardi, rinviati a giudizio lo scorso 21 dicembre con l'accusa di aver creato un sistema di illecito smaltimento di rifiuti provenienti da oltre duecento Comuni siciliani, finalizzato all'esclusivo perseguimento di utili attraverso convenzioni con gli enti locali. Nessuna emergenza improvvisa, quindi, nessuna crisi delle ultime settimane. Il tanto decantato piano dei rifiuti non è servito a nulla. Basti pensare che, per ovviare all'attuale situazione, il Presidente della Regione Sicilia nei giorni scorsi avrebbe rispolverato l'idea dannosa e obsoleta di ricorrere agli inceneritori.