[resaula]

Cito per brevità una cosa che mi sta molto a cuore e che so che sta molto a cuore anche al sottosegretario Vezzali, che ringrazio per la sua presenza e per aver assistito all' iter di questo disegno di legge. Lo sport rappresenta uno dei momenti fondamentali per persone che hanno vari tipi di disabilità o che hanno malattie che purtroppo possono essere in molti casi degenerative. Penso, ad esempio, al morbo di Parkinson: ho avuto personalmente l'occasione di conoscere persone che sono affette da questa malattia degenerativa e che però, grazie allo sport, non solo ne hanno ritardato gli effetti ma addirittura hanno raggiunto risultati sportivi eccezionali e di assoluto prim'ordine. È proprio pensando a queste persone - di esempi potremmo farne innumerevoli - che dobbiamo trovare uno dei motivi fondanti per cui lo sport dev'essere riconosciuto all'interno della Costituzione. Lo sport, come dicevo prima, è da intendersi nella più ampia accezione possibile, e mi rivolgo al sottosegretario Vezzali che sa quanto io tenga a una concezione ampia. Penso allo sport olimpico - di cui lei ha dato grande prova, Sottosegretario - ma penso anche allo sport dilettantistico o allo sport praticato da persone con disabilità (le recentissime Paralimpiadi ne sono un esempio). Penso allo sport per gli anziani, per tutti. Aggiungo un aspetto che proprio il Sottosegretario ha trasmesso a noi, ma che tutti i nostri sportivi ci trasmettono: lo sport è emozione; è un passaggio fondamentale, perché rappresenta l'estrinsecazione dell'essere umano. Non siamo semplicemente risultati sportivi, non siamo solo numeri; siamo emozioni. E oggi più che mai, considerato anche quello che sta succedendo in Ucraina, dobbiamo ricordarci anche di questo passaggio: essere uomini non vuol dire semplicemente essere politici, avvocati o ingegneri; significa essere emozioni. Credo che di questo lo sport sia da sempre testimone nell'arco della storia. Possiamo citare innumerevoli esempi di persone che hanno segnato la storia. A me piace ricordare un esempio tutto italiano, che non amava parlare molto, ma agiva con le sue azioni sportive e i titoli conseguiti. Mi riferisco all'italianissimo Gino Bartali, che conosciamo bene e che nella storia italiana ha contribuito sotto vari aspetti a costruire quel qualcosa che però non amava dire. Ricordiamoci che ha contribuito a salvare centinaia di vite di ebrei che rischiavano di essere deportati, quindi di essere uccisi (Applausi) , ma non amava pubblicizzarlo, perché diceva sempre che il bene si fa, ma non si dice e certe medaglie si appendono all'anima e non alla giacca. Credo che questo sia un esempio fondamentale di cosa vuol dire essere veramente sportivi. Come dicevo, di sportivi nella storia ce ne sono stati tanti e, per ricollegarmi a quello che sta succedendo, agli eventi di guerra che, purtroppo, sono vicini, nel corso della storia abbiamo assistito troppe volte al fatto che lo sport ha dovuto subire gli effetti dell'incomprensione che noi esseri umani tante volte non riusciamo a superare. Penso, per esempio, ai vari boicottaggi durante la guerra fredda o durante le varie crisi politiche. Penso alle sanzioni sportive che sono state più e più volte emanate nei confronti di taluni Stati, Russia compresa, per esempio, per vari comportamenti (pensiamo all'attuale aggressione assolutamente ingiustificata). Dagli esempi della storia dobbiamo imparare che a volte lo sport, portando l'emozione, porta anche la logica nella testa delle persone. Credo che l'emozione di un Primo Ministro, che oggi ci ha riferito cosa sta succedendo nel suo Paese, ci possa far comprendere cosa sta succedendo magari anche nel Paese aggressore. Non possiamo mai - e lo sottolineo cento volte - giustificare la guerra (Applausi) , questo dev'essere chiaro, ma dobbiamo avere la capacità di comprensione. Forse anche grazie allo sport, che, per l'appunto, permette di stare assieme, di vivere assieme e di capirsi, riusciremo a capire come si è arrivati a questo punto e come si può uscire da questa crisi, che mi auguro finisca prima possibile. Con questo spirito molto emozionato e - spero - poco retorico, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione al disegno di legge. (Applausi). TONINELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle è totalmente favorevole al riconoscimento in Costituzione del valore educativo, sociale e culturale dello sport in tutte le sue forme. Siamo tutti consapevoli dell'importanza che lo sport ha per il benessere psicofisico delle persone che lo praticano e che lo vivono. Il MoVimento 5 Stelle è anche totalmente a favore del metodo utilizzato per introdurre questa piccola, ma rilevante modifica costituzionale. È il metodo, Presidente, delle modifiche puntuali e circostanziate, le uniche in grado di permettere ai cittadini, laddove interpellati in un eventuale referendum confermativo costituzionale, di votare con consapevolezza, confermando con un sì o bocciando con un no quanto votato dalle Camere. Questo è ben diverso, Presidente, da quanto è invece avvenuto nel 2006, con una riforma approvata in Parlamento dal centrodestra, e nel 2016, con la caotica ed eterogenea cosiddetta riforma Renzi, entrambe - giustamente - sonoramente bocciate dal popolo italiano. Riteniamo anche che questo nuovo comma inserito nell'articolo 33 della nostra Costituzione sia molto importante, perché riesce contemporaneamente a comprendere sia tutte le persone destinatarie della possibilità di valorizzare e di praticare sport, ma anche tutte le tipologie di attività sportiva: di conseguenza, potranno beneficiarne giovani e meno giovani, atleti professionisti, ma anche semplici praticanti di qualsivoglia disciplina, perché lo sport, cari colleghi, ovviamente, come avete tutti ripetuto, è salute fisica e mentale, è socialità, è felicità, è divertimento ed è anche cultura, finalizzata a farne conoscere i benefici sia terapeutici, sia preventivi di tante patologie, sia educativi. L'inserimento dello sport in Costituzione - questo dobbiamo dirlo ed è ciò che, a mio parere, deve renderci felici, certamente, ma non esultanti - rappresenta però solo il primo, seppure importante, passo, perché la vera sfida viene dopo l'approvazione in Costituzione ed è quella di concretizzare questa nuova veste costituzionale data allo sport e all'attività sportiva, rendendola effettiva e concreta. Questo, Presidente, lo può fare solo la Repubblica Italiana. Occorre un sostegno organizzativo, ma anche finanziario per consentire l'effettiva e sempre più ampia partecipazione alla pratica sportiva di tutti coloro che lo desiderano. Lo sport - o, meglio ancora, l'attività sportiva in tutte le sue forme, come prevede questa nuova formulazione, di cui al comma inserito all'articolo 33 - deve chiaramente divenire una delle missioni della Repubblica italiana, il che significa, in pratica, aumentare le strutture sportive e renderle più adeguate.