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Quindi la dilazione di tempo richiesta servirà a valutare meglio la notevole mole di proposte migliorative arrivate da tutte le rappresentanze coinvolte dalla riforma e ascoltate in sede di audizione dalla Commissione affari costituzionali la settimana scorsa. Pertanto il lavoro portato avanti dalla Commissione è un lavoro forse eccessivamente pignolo ma di sicuro equilibrato e non certo schizoide, come invece appaiono alcune superficiali affermazioni che non ritengo meritevoli di rientrare neppure nella giusta critica politica, trattandosi in questa sede argomenti che non possono essere ridotti a provocazione spicciola ma sui quali, proprio per il rispetto richiesto, bisogna dare finalmente risposte adeguate concrete. Considerato che non è stata raggiunta l'intesa sullo schema di decreto ma anche che oggi il provvedimento è privo del necessario parere del Consiglio di Stato, vi è attualmente l'impossibilità di procedere legittimamente con il parere della Commissione a ciò deputata. Già questo basterebbe a supportare la richiesta di proroga. Tuttavia ritengo corretto esporre le ragioni di opportunità che legittimano la richiesta di proroga per far comprendere non solo a quest'Aula ma soprattutto agli stakeholder la rilevanza da noi tributata alle loro istanze, al fine di consentire una larga intesa e condivisione del testo. Sebbene l'intento di intervenire nel mondo del terzo settore per dare un inquadramento sistematico della materia sia apprezzabile, non si può dare per scontato che il provvedimento sia esaustivo di un tema così ampio. Ecco perché è stato importante e necessario ascoltare le istanze e le proposte di associazioni e ordini professionali. I nostri sforzi sono volti a ridurre a unità ed equilibrata sintesi la complessità degli interessi in gioco, favorendo tanto la maggiore inclusione delle piccole associazioni no profit quanto l'operatività strutturale e funzionale delle grandi associazioni. Correttivi in questo senso sono stati richiesti dal forum del terzo settore riguardo alle cooperative sociali, dalle società di mutuo soccorso e dalle associazioni sportive dilettantistiche il cui contributo al miglioramento della vita è stato sottolineato durante le dichiarazioni programmatiche del Governo anche dal premier Conte, che ha fatto riferimento alle migliaia di piccole associazioni sportive dilettantistiche che promuovono lo sport in una dimensione di inclusività sociale, aggregazione ed educazione che il Governo intende ora valorizzare e tutelare; un'attenzione che deve passare però anche dall'ascolto delle loro proposte anche riguardo al mantenimento di una normativa fiscale che prevede agevolazioni. Ulteriori istanze sono state proposte, tanto del regime contabile quanto di quello giuridico, dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dal Consiglio di notariato. Mi avvio alla conclusione: onorevoli colleghi, quello che è stato sottoposto alla nostra attenzione è solo una parte ma ho voluto e ho dovuto soffermarmi su alcuni punti per far comprendere quanto sia importante approfondire la questione per consentire un'attuazione della riforma veramente efficace. La riforma del terzo settore rappresenta una grande occasione di convergenza di intelligenze e risorse, guardando alle sfide e alle opportunità del futuro e non alle posizioni consolidate in passato e quindi è necessario da parte della Commissione avere il tempo - seppur minimo - di coniugare le motivazioni etiche alla base dei comportamenti altruistici e solidali con la dimensione economica delle azioni umane. La proroga richiesta è quindi essenziale per tutelare in modo completo il volontariato organizzato, le cooperazioni sociali, l'associazionismo e le fondazioni di utilità sociale, riconoscendo che le formazioni sociali non possono essere riformate in Parlamento o dai Governi che si susseguono e che, nel nostro compito, dobbiamo limitarci a intervenire all'unico scopo di garantire la possibilità di sviluppo che si traduce in sviluppo del nostro Paese, con un'interlocuzione qualificata sul piano della cultura pubblica e sociale che finora, purtroppo, è completamente mancata. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la riforma del terzo settore ci ha visti impegnati nella scorsa legislatura per moltissimo tempo e devo dire che, anche rispetto al lavoro della Camera, nel corso dell'esame al Senato si riuscì ad apportare una serie di modifiche molto importanti e anche abbastanza sostanziali per l'impostazione della riforma stessa. Vorrei anche ricordare in questa sede il lavoro che riuscimmo a portare avanti per dare una correzione all'essenza stessa dell'impresa sociale, che veniva snaturata; all'inizio, infatti, l'impostazione del lavoro proveniente dalla Camera produceva una stortura nell'impresa sociale, facendole assumere una connotazione che la rendeva più vicina all'impresa tout court che all'impresa sociale, ad esempio prevedendo quasi una redistribuzione dei dividendi e una possibilità di prevalenza del profitto rispetto alle finalità sociali. Dico questo perché furono affrontate, in alcuni casi positivamente e in altri meno, anche altre questioni che riguardavano una serie di correttivi. Noi ci astenemmo su quella riforma, ritenendo però assolutamente fondamentale il fatto che finalmente si mettesse mano a una riforma completa del terzo settore. Ora noi in Commissione, in sede di espressione del parere di competenza, abbiamo cominciato ad esaminare una serie di correttivi e di integrazioni; abbiamo svolto audizioni con moltissime associazioni, come il Forum nazionale del terzo settore, l'ARCI e la Croce Rossa; insomma una serie di enti del terzo settore che quotidianamente in questo Paese offrono un contributo fondamentale là dove spesso non arrivano gli enti pubblici, le amministrazioni e che, lo vorrei sottolineare, sono una grande risorsa per il Paese stesso. Abbiamo cominciato ad esaminare una serie di integrazioni e di correttivi e quindi, signor Presidente, credo che rapidamente saremmo potuti arrivare ad un risultato, perché già da qualche settimana stiamo svolgendo audizioni e lo schema di decreto legislativo è all'attenzione della 1 a Commissione con la possibilità di effettuare integrazioni. Tra l'altro vorrei ricordare che ieri in Consiglio dei ministri ha approvato il decreto correttivo sull'impresa sociale. Ciò significa che, al di là del fatto che non è arrivato il parere del Consiglio di Stato, avremmo comunque potuto esprimere nei termini previsti il parere e le integrazioni, perché non c'era bisogno di molto altro tempo, in quanto avevamo già sentito tutti i soggetti interessati; credo che la relatrice, senatrice Saponaro, abbia ormai abbastanza chiaro quali sono gli elementi su cui intervenire, le correzioni da fare e i miglioramenti che si possono apportare con la collaborazione di tutti. La scadenza della delega è prevista per il 3 agosto, quindi credo che sarebbe stato assolutamente opportuno e anche possibile rispettare questa scadenza, facendo bene il nostro lavoro e dando assolutamente il nostro contributo.