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Si calcola che attualmente nel nostro paese siano 3.000.000 i soggetti affetti da questi disturbi, circa il 5 per cento della popolazione italiana, di cui il 96,4 per cento sono donne. Ogni anno i disturbi alimentari provocano la morte di 4.000 giovani, collocandosi come seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali, e dopo la pandemia si è registrato un aumento del 40 per cento dei casi. È quindi indispensabile intervenire, come recita la nostra Costituzione, che, all'articolo 32, prevede che la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Il presente disegno di legge non ha l'ambizione di agire sulle cause profonde che causano lo sviluppo di questi disturbi, tuttavia offre la possibilità di contrastarne in modo concreto la diffusione e la promozione, e di riconoscerli come malattie sociali. Con l'individuazione del nuovo reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare un disturbo alimentare si dovrebbe permettere alle Forze dell'ordine di agire in modo tempestivo, e di mettere in atto una serie di misure di contrasto all'incitamento a comportamenti alimentari che possono minacciare gravemente la salute, fino a compromettere in modo irreversibile l'integrità psicofisica delle persone colpite e, nei casi più estremi, a provocarne la morte. Nel dettaglio, il presente disegno di legge si compone di 5 articoli. L'articolo 1 riconosce l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata e il disturbo evitante/restrittivo come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico. L'articolo 2 introduce nel codice penale il reato di istigazione a pratiche idonee a provocare un disturbo del comportamento alimentare. L'articolo 3 prevede l'istituzione della Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare. L'articolo 4 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, attraverso il Servizio sanitario nazionale, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di prevenire e curare i disturbi alimentari. Inoltre, quanto al monitoraggio dei siti e dei canali social che riportano notizie che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a condotte alimentari idonee a provocare disturbi alimentari, il comma 3 prevede che il Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali e sentite le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale dei fornitori di connettività alla rete internet, stabilisca con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i criteri e le modalità per impedire l'accesso a tali siti, reindirizzando in forma anonima l'utente automaticamente al portale digitale www.disturbialimentarionline.it. L'articolo 5 stabilisce che il Ministro della salute presenta alle Camere una relazione annuale sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche relative alle malattie sociali.. Art. 1. (Definizioni) 1. La presente legge riconosce come malattie sociali l'anoressia nervosa, la bulimia, il disturbo da alimentazione controllata ed il disturbo evitante/restrittivo, patologie rientranti nella categoria dei disturbi del comportamento alimentare. 2. Ai fini della presente legge, per « anoressia nervosa » si intende un disturbo psichiatrico grave caratterizzato dall'incapacità di mantenere un peso minimo accettabile e dalla fobia di essere grassi o di poter ingrassare nonostante il decremento ponderale. 3. Ai fini della presente legge, per « bulimia » si intende un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da fenomeni di assunzione di una quantità incontrollata di cibo e da comportamenti compensatori atti a eliminare le calorie ingerite. 4. Ai fini della presente legge, per « disturbo da alimentazione incontrollata » si intende un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dalla presenza di episodi di ingestione di una grande quantità di cibo, con soggettiva perdita di controllo, senza la presenza di comportamenti compensatori. 5. Ai fini della presente legge, per « disturbo evitante/restrittivo dell'alimentazione » si intende un disturbo caratterizzato dal ricorso considerevole a comportamenti restrittivi rispetto all'ingestione di cibo. 6. Il Ministro della salute provvede, con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a inserire i disturbi di cui al presente articolo tra le malattie sociali individuate dal decreto del Ministro per la sanità 20 dicembre 1961, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 1962. Art. 2. (Introduzione dell'articolo 580- bis del codice penale) 1. Dopo l'articolo 580 del codice penale è inserito il seguente: « Art. 580 -bis . – (Istigazione al ricorso di condotte alimentari idonee a provocare o rafforzare i disturbi del comportamento alimentare) – Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l'altrui proposito di ricorrere a condotte alimentari idonee a provocare o a rafforzare i disturbi del comportamento alimentare, e ne agevola l'esecuzione, è punito con la reclusione fino a due anni e la sanzione amministrativa da euro 20.000 a euro 60.000. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona in difesa minorata, ovvero di una persona minore degli anni quattordici o di una persona priva delle capacità di intendere e volere, si applica la pena della reclusione fino a quattro anni e la sanzione amministrativa da euro 40.000 a 150.000 euro ». Art. 3. (Istituzione della Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare) 1. La Repubblica riconosce il 15 marzo quale « Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare », al fine di diffondere adeguata conoscenza e sensibilità tra i cittadini nei confronti di questa categoria di malattie sociali. 2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da sensibilizzare la popolazione rispetto ai suddetti disturbi e a esortare i giovani interessati da questi disturbi ad affrontare un percorso di cure adeguato. 3. La giornata di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. Art. 4. (Piano di interventi) 1. Il Servizio sanitario nazionale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e nei limiti indicati nel Fondo sanitario nazionale, predispongono progetti-obiettivo, azioni programmatiche e iniziative idonee dirette a prevenire e a curare le malattie di cui all'articolo 1, comma 1. 2. Gli interventi nazionali e regionali di cui al comma 1 perseguono i seguenti obiettivi: a) effettuare la diagnosi precoce; b) migliorare le modalità di cura dei soggetti colpiti; c) effettuare la prevenzione delle complicanze; d) agevolare l'inserimento dei soggetti colpiti nella attività scolastiche, sportive e lavorative;