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Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica del Protocollo addizionale in materia di responsabilità e risarcimenti al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza. Ricordo innanzitutto che un disegno di legge di ratifica del medesimo Protocollo era già stato esaminato ed approvato nella scorsa legislatura anche dalla Commissione affari esteri del Senato, dopo la sua approvazione da parte della Camera dei deputati, ma non poté vedere completato il suo iter di esame a causa della conclusione della legislatura. Il Protocollo di Cartagena, in vigore dal 2003, è il primo strumento attuativo della precedente Convenzione sulla biodiversità del 1992 e verte in modo specifico su aspetti legati alla sicurezza ambientale e sanitaria connessi all'utilizzazione di organismi geneticamente modificati. Esso si propone di garantire la sicurezza nel trasferimento, nella manipolazione e nell'utilizzazione di quegli organismi viventi modificati che possono avere un impatto negativo sulla biodiversità, considerando anche i rischi per la salute umana e i movimenti transfrontalieri di detti organismi. Per «organismo vivente modificato» l'articolo 3 del Trattato di Cartagena intende ogni organismo vivente che possiede una combinazione inedita di materiale genetico, ottenuta avvalendosi della biotecnologia moderna attraverso l'applicazione delle tecniche in vitro . Peraltro, a Cartagena si era previsto l'avvio di un processo per l'elaborazione di regole e procedure internazionali in materia di responsabilità e di indennizzo per i danni derivanti dal movimento transfrontaliero di organismi viventi modificati. Tale processo, avviato nella città malese di Kuala Lumpur sin dal 2004, ha condotto alla firma, nell'ottobre 2010, nella città giapponese di Nagoya, del Protocollo addizionale ora al nostro esame, sottoscritto dall'Unione europea l'11 maggio 2011 e dall'Italia il 14 giugno 2011. Il Protocollo, che si compone di un preambolo e di 21 articoli, adotta un approccio di tipo amministrativo allo scopo di individuare misure di risposta nel caso di danno o di sufficiente probabilità di danno alla conservazione e all'uso sostenibile della diversità biologica derivante da movimenti transfrontalieri di organismi viventi modificati. Nello specifico, l'articolo 1 enuncia l'obiettivo del protocollo addizionale. L'articolo 2, nell'offrire un quadro delle definizioni utilizzate, individua tra l'altro nel «danno» un effetto negativo sulla biodiversità misurabile o osservabile su basi scientificamente solide da un'autorità competente (tenendo conto di cambiamenti eventuali indotti sull'uomo e sull'ambiente naturale), nonché significativo, ovvero correlato a un cambiamento di lungo periodo o persino permanente delle componenti della biodiversità. L'ambito di applicazione del Protocollo addizionale, individuato dall'articolo 3, è quello relativo ai danni derivanti da organismi viventi modificati che abbiano la loro origine in un movimento transfrontaliero trattandosi, in particolare, degli organismi viventi modificati destinati all'uso diretto nell'alimentazione umana o animale, nonché di quelli destinati all'uso confinato o destinati all'introduzione intenzionale nell'ambiente. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea, né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Concludo sottolineando che, come emerso già in occasione dell'esame del provvedimento alla Camera dei deputati, questo strumento internazionale rappresenta un necessario completamento dell'architettura disegnata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità e dal relativo Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza. Risulta infatti pienamente condivisibile la ratio alla base delle previsioni in materia di responsabilità e risarcimenti. In tale contesto, mi riferisco in particolare alla volontà di costruire un rapporto virtuoso tra sviluppo e applicazione delle moderne biotecnologie e alla parallela esigenza di concreta tutela e salvaguardia di tutto ciò che concerne la diversità biologica a livello internazionale. Considerato quanto esposto, auspico una rapida approvazione del disegno di legge di ratifica da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Colleghi, in attesa che decorra il termine di venti minuti dall'inizio della seduta di cui all'articolo 119 del Regolamento, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 9,51, è ripresa alle ore 10,03) . GIACOBBE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico poiché crediamo che quello della tutela e della salvaguardia della diversità biologica sia un problema che concerne tutte le Nazioni del mondo, quindi è necessario dotarsi di regole comuni che permettano di attuare sistemi di sicurezza e protezione. Il Protocollo di Cartagena, infatti, verte in modo specifico su aspetti legati alla sicurezza ambientale e sanitaria connessi all'utilizzazione di organismi geneticamente modificati, proponendo di garantire la sicurezza nel trasferimento, manipolazione e utilizzazione di organismi viventi modificati che possono avere un impatto negativo sulla biodiversità o che mettono a rischio la salute umana. A Cartagena era stato previsto l'avvio di un processo per l'elaborazione di regole e procedure internazionali in materia di responsabilità e di indennizzo per i danni derivanti dal movimento transfrontaliero di organismi viventi modificati. Con questo protocollo che stiamo per ratificare in Senato oggi vengono poste le basi per l'individuazione di misure specifiche di risposta nel caso di danno o di sufficiente probabilità di danno alla conservazione e all'uso sostenibile della diversità biologica. Sostenibilità e protezione della diversità biologica sono due priorità che non spossiamo sottovalutare per garantire il futuro nostro, dei nostri figli e del mondo intero. Per tali ragioni la ratifica di questo protocollo costituisce un significativo passo avanti affinché il Governo e gli enti preposti possano mettere in atto ulteriori meccanismi di protezione e salvaguardia dell'ambiente. Confermo, quindi, il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, anche noi siamo su questa linea e voteremo favorevolmente al disegno di legge. Evidenzio che, nel corso della seduta che abbiamo avuto ieri in Commissione, avevamo espresso un voto di astensione. Dopo esserci confrontati, abbiamo fatto ulteriori valutazioni.