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giunti a questo punto, infatti, risulta ormai chiaro che, nei mesi imminenti, di fronte alla tangibile possibilità di immissione del vaccino sul mercato, e in attesa di probabili ulteriori vaccini, attualmente ancora in fase sperimentale, il problema più urgente si sostanzierà nella rapida somministrazione di massa a cui dovranno essere sottoposte le differenti fasce della popolazione. E tuttavia, allo stato attuale, l'Italia non ha ancora definito l'elemento propedeutico alla concreta vaccinazione di massa, ossia il piano logistico di distribuzione del vaccino; il Governo, in particolare, non ha ancora chiarito tale aspetto, il quale risulta essere, a ben vedere, fondamentale per giungere finalmente a mettere in atto un'azione efficace di contrasto al virus rivolta non più alla sola interruzione della catena di trasmissione dei contagi, quanto piuttosto alla vera e propria immunizzazione, quantomeno preventiva e temporanea, di tutti i cittadini; a tale proposito, conviene in questa sede auspicare che il Governo prenda come punto di riferimento, a cui inspirare la propria azione distributiva, il Paese europeo che più di ogni altro ha saputo far fronte in maniera consistente alla seconda ondata pandemica, ossia la Germania; in Germania, già dai mesi scorsi, governo federale e singoli Lander, affiancati dalla "COVID-19 task force ", hanno collaborato per concepire un articolato piano di distribuzione: da una parte, infatti, i singoli Lander avranno il compito di realizzare i centri adibiti alla somministrazione del vaccino, dall'altra, invece, le forze militari federali saranno impegnate nella logistica integrata, comprendente, cioè, il trasporto, lo stoccaggio e la consegna delle dosi; un'ulteriore grave criticità a cui l'Italia sta attualmente assistendo riguarda i ritardi nell'approvvigionamento delle adeguate quantità di vaccini antinfluenzali: la risoluzione delle problematiche organizzative che hanno determinato tali rallentamenti, a ben vedere, potrà essere la base su cui impostare la campagna di distribuzione del vaccino anti COVID; considerato che: l'enorme mole di lavoro, responsabilità e mansioni che, nel corso di questi mesi, sono stati progressivamente attribuiti al commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri, risulta oggi sproporzionata e disfunzionale rispetto all'obiettivo incalzante di assicurare una distribuzione delle dosi vaccinali che sia al contempo massiccia e diffusa in tutto il Paese, e che contemperi perciò la predisposizione di una rete logistica ramificata e consolidata, nell'ambito della quale saranno chiamate ad operare risorse umane qualificate; lunedì 23 novembre 2020, durante il proprio intervento in occasione dell'audizione organizzata dalle Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge di bilancio per il 2021, il commissario Arcuri ha spiegato che, attualmente, le stime fatte per mettere a punto un futuro piano di distribuzione del vaccino prevedrebbero la predisposizione di un "punto di somministrazione e forse di conservazione" del medesimo "ogni 20-30.000 cittadini", tenendo altresì conto che, probabilmente, la somministrazione del vaccino dovrà consistere in due iniezioni, a distanza di alcuni giorni; l'azione di distribuzione vaccinale sarà la più grande sfida che il Paese si troverà davanti nei mesi a venire: la necessità di garantire la priorità di somministrazione alle categorie più a rischio, il bisogno di raggiungere ogni comunità diffusa sul territorio, nonché l'esigenza che tale opera venga effettuata nei tempi più brevi possibili e nei confronti del maggior numero di persone, richiederanno uno sforzo ingente ed integrato da parte di tutto il personale e delle amministrazioni coinvolte, il cui coordinamento verticale sarà nondimeno centrale per assicurare il successo di una siffatta operazione, si chiede di sapere: quali siano gli orientamenti del Ministro in indirizzo in merito alle questioni descritte; se non ritenga opportuno adottare tutte le iniziative necessarie volte a coinvolgere maggiormente e principalmente le forze armate nell'azione logistico-distributiva del vaccino anti COVID-19 di prossima immissione sul mercato, e se non intenda altresì predisporre il prima possibile un piano operativo ad hoc volto a garantire una capillare e repentina distribuzione del vaccino su tutto il territorio nazionale. Atto n. 3-02133 STEFANO MARCUCCI FERRARI NANNICINI PITTELLA Al Ministro per gli affari europei Premesso che: nel processo di approvazione del bilancio pluriennale dell'Unione europea e del recovery fund, dopo il raggiungimento, a inizio novembre 2020, di un accordo negoziale tra Parlamento e Consiglio UE su bilancio di lungo termine (MFF 2021-2027) e meccanismo di ripresa ("Next generation EU") che, raccogliendo gli orientamenti politici forniti in sede di Consiglio europeo nel luglio scorso, aveva altresì introdotto un nuovo regime di condizionalità finalizzato a tutelare maggiormente il bilancio UE da violazioni dei principi dello Stato di diritto, si è giunti ad un nuovo grave momento di crisi che espone l'Unione europea al serio rischio di esercizio provvisorio di bilancio e di un pericoloso ritardo nell'erogazione delle risorse europee finalizzate a risollevare l'Europa dalla profonda crisi determinata dalla pandemia da COVID-19; la battuta d'arresto è dovuta alla netta opposizione di Ungheria e Polonia proprio all'inserimento del meccanismo di condizionalità che subordina l'erogazione dei fondi dal bilancio europeo al rispetto dello Stato di diritto; esso prevede che gli esborsi possano essere congelati o ridotti, con decisione del Consiglio a maggioranza qualificata, nel caso in cui l'indipendenza e l'imparzialità della giustizia in uno Stato membro fossero gravemente lese, facendo mancare la garanzia essenziale per l'accesso ai fondi, la loro distribuzione e l'eventuale controllo su casi di corruzione e abusi di potere; il veto dei due Paesi, tuttavia, non può essere esercitato sul meccanismo di applicazione del criterio dello Stato di diritto ai fondi europei, perché quel meccanismo è stato concordato con il Parlamento europeo ed approvato a maggioranza qualificata. Essi possono tuttavia esercitare il proprio veto sulla "decisione sulle risorse proprie", imposte il cui gettito finisce nel bilancio dell'Unione, che bloccherebbe l'approvazione del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 all'unanimità; considerato che la situazione dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, sia in Ungheria che in Polonia, sta peggiorando.