[pronunce]

che, come esattamente rilevato dall'Avvocatura generale dello Stato, questa Corte, con sentenza n. 120 del 2017, ha già ritenuto inammissibile una questione sollevata dal Giudice dell'udienza preliminare dello stesso Tribunale ordinario di Cagliari avente ad oggetto la medesima disposizione ora censurata, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante del vizio parziale di mente di cui all'art. 89 cod. pen. sulla recidiva reiterata di cui all'art. 99, quarto comma, cod. pen. ; che, in quell'occasione, questa Corte ha ritenuto che il giudice rimettente, pur avendo dato conto della diminuita colpevolezza dell'imputato conseguente al riconoscimento del vizio parziale di mente da cui questi era affetto, non avesse poi valutato l'incidenza di tale diminuita colpevolezza sul giudizio relativo alla sussistenza della recidiva, ancorato invece - nella prospettazione del giudice rimettente - al solo giudizio di maggiore pericolosità dell'imputato desunto dai precedenti reati commessi dallo stesso, con conseguente difetto di motivazione sulla rilevanza della questione; che tale vizio motivazionale sussiste anche nell'ordinanza di rimessione ora all'esame; che, infatti, il giudice rimettente ritiene esistente la recidiva contestata all'imputato valorizzando, oltre al presupposto di legge rappresentato dalle precedenti condanne passate in giudicato a suo carico, la sua accentuata pericolosità sociale, omettendo però qualsiasi valutazione sulla questione se la decisione dell'imputato di persistere nelle proprie scelte criminali fosse riconducibile a un riprovevole atteggiamento antidoveroso della sua volontà, derivante dalla sua insensibilità al monito rappresentato dalle precedenti condanne ed espressivo, come tale, di una sua più accentuata colpevolezza; che tuttavia, in base all'ormai consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità (Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza 24 febbraio 2011, n. 20798), il giudizio di esistenza della recidiva nel caso concreto presuppone da parte del giudice non solo la verifica dei presupposti espressamente indicati dall'art. 99 cod. pen. , ma anche il riscontro della maggiore pericolosità e colpevolezza dell'imputato: requisiti, questi ultimi, da intendersi come cumulativi, e senza il cui puntuale riscontro non potrebbero giustificarsi, in un ordinamento fondato sul principio della colpevolezza per il fatto e non già sulla mera neutralizzazione della pericolosità sociale dell'autore, le conseguenze sanzionatorie che il sistema vigente ricollega alla recidiva; che, esattamente come nel caso che ha originato la questione decisa da questa Corte con la sentenza n. 120 del 2017, il giudice rimettente avrebbe dunque dovuto chiarire le ragioni della ritenuta sussistenza della recidiva, sotto il profilo specifico della maggiore colpevolezza rivelata dall'imputato, nonostante il riconoscimento del vizio parziale di mente, che necessariamente incide sulla sua colpevolezza; che le questioni risultano, pertanto, manifestamente inammissibili per difetto di motivazione sulla loro rilevanza nel giudizio a quo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall'art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Cagliari con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 giugno 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Francesco VIGANÒ, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 luglio 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA