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non parliamo né di green pass , né di obbligo vaccinale. Parliamo di una cosa essenziale. Noi siamo 315 senatori qui dentro: quanti di noi pensano che il vaccino salvi la vita? Punto. È questa la discussione principale. (Applausi) . Purtroppo questo rende le persone fuori da quest'Aula confuse, cosa che non accadrebbe se noi oggi, tutti e mille i parlamentari, dicessimo che il vaccino salva la vita. Punto. La politica discute sull'obbligo, la politica discute sul green pass , ma non può discutere su una cosa che è scienza pura, e cioè che il vaccino salva la vita. Punto. Discutiamo su tutto il resto. Ha ragione, senatore Romeo, quando dice che dobbiamo abbassare i toni. Abbassiamoli tutti quanti. Non puoi andare in un autogrill ed essere aggredito dai no vax e non è giusto che vengano aggrediti gli attivisti dei 5 Stelle, della Lega o di chicchessia. Passo indietro: il vaccino salva o non salva la vita? Sì, punto. Per il resto discutiamo su tutto. E allora vengo da lei. Come vede non sono balbuziente, in nessuna maniera e forma; non lo sono mai stato. Veniamo ai numeri del vaccino. Ho sentito dire delle idiozie, perdonatemi. (Applausi) . Ho sentito confondere i numeri in maniera impropria. Ho sentito dire che i vaccinati sono positivi più di coloro che non sono vaccinati. È evidente che sia così, perché, se abbiamo 40 milioni di italiani vaccinati, sarà più facile trovare un positivo fra i vaccinati rispetto agli 11 milioni non ancora vaccinati. (Applausi) . Ho sentito dire che i vaccinati si prendono il virus e lo trasmettono: è una falsità, una bugia. Alcuni vaccinati si prendono il virus e alcuni di questi possono trasmetterlo: non è la totalità. È come dire che chiunque guida la macchina fa un incidente: è una stupidaggine. E allora, se vogliamo scendere in campo scientifico, iniziamo a parlare di immunoglobuline, di immunità di memoria e di interferone. Le faccio una modestissima e piccolissima lezione di medicina, affinché chi sta fuori da quest'Aula non possa e non debba in alcuna maniera continuare a essere fuorviato dalle cose false dette in quest'Aula. (Applausi) . Le spiego un po' di medicina, perché i numeri possono essere presentati, ma è come vengono presentati che fa la differenza. Se io ho 1.000 persone dinanzi a me, ad oggi 75 di esse hanno preso il virus. Di quelle 75 persone, due sono morte, mentre fra le altre 73 non poche, purtroppo, hanno degli esiti da Covid e poi passo alle terapie. Bene, gli altri più sono vaccinati e meno è probabile che possano prendersi il Covid. È evidente. Una persona che si prende il Covid da vaccinato molto probabilmente quel virus lo fermerà nelle narici. Non si può dire che chiunque è vaccinato può prendersi il virus e trasmetterlo; una piccola percentuale di coloro che sono vaccinati può ospitare il virus nelle narici. Cosa farà questo virus in un vaccinato? Cercherà di fare il suo lavoro, e cioè cercherà di entrare in quel corpo. Ma quel corpo ha delle maglie, ha delle immunoglobuline di tipo A nel naso, che cercheranno di bloccare quel virus. Diciamo che quel virus è più resistente e cercherà di passare ulteriormente; allora gli anticorpi di quel soggetto bloccheranno il virus. È chiaro che, in quella piccola frazione di tempo, quella persona avrà il virus nelle narici e, se farà un tampone, risulterà positiva; ma non è detto che lo trasmetta e non è detto che quel virus sia così forte e quella persona così debole da potersi replicare e quindi contagiare qualcun'altro. Ammettendo che possa accadere questo, è necessario che la persona davanti non sia vaccinata per prendersi il virus. Ora lei - così come fanno tutti i no vax con le loro teorie stravaganti - non può usare l'eccezione come se fosse la regola, perché la regola non è quella. La regola è un'altra. La regola è che chi è vaccinato ha meno probabilità di prendersi il virus e di trasmetterlo. Qualcuno potrà avere i sintomi, ma ne avrà di meno. E credo sia abbastanza intuitivo per chiunque - non serve una laurea in medicina per capirlo - che, anche se hai qualche sintomo e i sintomi durano di meno, verosimilmente contagerai di meno. Ripeto: credo che tutto questo sia abbastanza intuitivo. Passiamo a qualcosa di ancor più intuitivo. Se oggi con 60.000 contagi ho 100 morti e un anno fa con lo stesso numero di contagi avevo 1.000 morti, salvo che non sia stata la divina provvidenza, credo che l'unica cosa che è cambiata in un anno è stata l'introduzione del vaccino. Mi soffermo ora sulle cure, perché - anche qui - confondere ciò che è una prevenzione, grazie alla vaccinazione, con ciò che è una cura non può andare. È come se io le dicessi che il fumo di sigaretta fa male e, dallo spingerla a non fumare, le consigliassi l'intervento chirurgico e la chemioterapia. Perdonatemi, ma è meglio che la persona non fumi e non si prenda il cancro, piuttosto che magari, a causa del fumo cospicuo di sigaretta, le venga il cancro e si dica: va bene, tanto c'è la cura. Perdonatemi, ma non è così perché dietro tutto questo ci sono gli esiti della malattia. Ripeto che, di quei 75 ogni 1.000, 2 sono morti e 73 sono guariti, ma una parte di essi ha delle complicanze. Vorrei vedere se chi ha avuto complicanze non avrebbe preferito ricevere prima il vaccino, piuttosto che - magari - avere disturbi di memoria, fibrosi polmonare o altre problematiche, che spero per molti di essi si potranno risolvere nei prossimi mesi e non rimanere per sempre. C'è anche un altro fattore, che fa parte di economia sanitaria. Io ho un qualcosa che, a bassissimo costo, mi consente di non mandare le persone in ospedale e ne ho un'altra che, invece, mi consente di curarle ad altissimo costo, togliendo risorse ad altri. Perdonatemi, ma non viene data una giusta informazione: io devo curare quante più persone possibile e prevenire quante più malattie possibile anche in un'economia sanitaria. Si fanno dei discorsi fuorvianti che portano le persone ad avere una riluttanza che, a questo punto, è giustificata. Io infatti giustifico e capisco le persone che hanno dei dubbi perché se noi per primi, qui dentro, non chiariamo la prima cosa che ho detto, ossia che il vaccino salva la vita punto, le persone fuori da qui si perdono. È evidente. Se noi diamo dei dati in una forma come quella che ho ascoltato da parte di alcuni in quest'Aula, è giusto e comprensibile che le persone fuori si perdano. Non confondiamo cura con terapia. Noi offriamo le cure e non è vero che siamo indietro. Abbiamo anticorpi monoclonali e farmaci antivirali che usiamo laddove possono essere e serve usarli, senza se e senza ma. Dall'altra parte, abbiamo qualcosa di molto, ma molto più efficace di qualunque terapia, che è la vaccinazione. Non voglio insistere troppo sulla vaccinazione perché altrimenti il green pass si confonde con essa. Ci tenevo però a dire a dire queste cose. (Commenti). PRESIDENTE. Prosegua, sottosegretario Sileri. SILERI , sottosegretario di Stato per la salute .