[pronunce]

che, in tale prospettiva, dovrebbe dichiararsi, «se ed in quanto occorra», l'illegittimità costituzionale in via consequenziale dell'art. 24 della legge della Regione Veneto n. 50 del 1993; che, in subordine, la Federazione italiana della caccia ha chiesto pronunciarsi sentenza interpretativa volta a "chiarire" che l'art. 24 della legge regionale n. 50 del 1993 deve essere interpretato in senso conforme all'art. 14 della legge n. 157 del 1992, e perciò nel senso di precludere a rappresentanti di associazioni venatorie riconosciute a livello regionale la partecipazione quali membri dei comitati direttivi dei Comprensori alpini; che, in ulteriore subordine, la citata Federazione ha chiesto di «rimettere» la questione al giudice a quo per una più completa motivazione sulla rilevanza in relazione all'art. 24 della legge n. 50 del 1993, che disciplina espressamente i Comprensori alpini, sollecitando tale organo giurisdizionale ad interpretare correttamente la norma, in termini conformi alla legislazione nazionale, evitando «il paventato contrasto con la Costituzione»; che, nell'imminenza dell'udienza pubblica, le parti hanno depositato memorie; che la Regione Veneto ha eccepito la manifesta inammissibilità della questione per difetto di rilevanza; che, secondo la difesa regionale, il giudizio a quo concernerebbe la nomina del Comitato direttivo dei Comprensori alpini, mentre la disposizione impugnata avrebbe per oggetto gli Ambiti territoriali di caccia; che questa disposizione sarebbe perciò inapplicabile nel processo principale, ove ha rilievo il solo art. 24 della legge regionale n. 50 del 1993, dedicato ai Comprensori alpini; che anche la Federazione italiana della caccia ha depositato una memoria, con la quale «s'insiste per l'irrilevanza» della questione, «e, comunque», per l'accoglimento di essa; che la questione sarebbe irrilevante, perché il giudice a quo avrebbe erroneamente convertito il giudizio di ottemperanza, mentre, nell'ambito di quest'ultimo, sarebbe stata oramai preclusa l'applicazione della norma impugnata; che la parte evidenzia, inoltre, che il giudizio principale ha per oggetto i Comprensori alpini, cui si riferisce l'art. 24 della legge regionale n. 50 del 1993, e non gli Ambiti territoriali di caccia; che nel merito ribadisce che, in ogni caso, la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni venatorie regionali sarebbe in contrasto con gli artt. 11 e 14, commi 5 e 10, della legge n. 157 del 1992. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 21 della legge della Regione Veneto 9 dicembre 1993, n. 50 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio), come modificato dall'art. 22 della legge della Regione Veneto 12 settembre 1997, n. 37 (Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali in corrispondenza dell'assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1997), in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione; che dalla motivazione dell'ordinanza di rimessione si evince, senza incertezze, che oggetto di censura è il solo comma 5 dell'art. 21, che disciplina la nomina, da parte della Provincia, dei membri del Comitato direttivo degli Ambiti territoriali di caccia, e stabilisce, in particolare, che tre di essi siano designati dalle strutture locali delle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale o regionale; che il rimettente rileva il contrasto di tale ultima previsione con l'art. 14, comma 10, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), per il quale negli organi direttivi degli Ambiti territoriali di caccia deve essere assicurata la presenza di rappresentanti, tra l'altro, delle sole associazioni venatorie nazionali riconosciute, ove presenti in forma organizzata sul territorio; che la facoltà, attribuita dalla norma impugnata, di nominare rappresentanti delle associazioni venatorie riconosciute al solo livello regionale, in deroga alla regola statale, lederebbe la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.); che il giudizio a quo, come riferisce il rimettente, ha per oggetto l'impugnazione di atti relativi alla nomina dei membri del Comitato direttivo dei Comprensori alpini, tra i quali sono presenti rappresentanti delle associazioni venatorie regionali; che il rimettente reputa tali atti meramente applicativi della norma impugnata; che i Comprensori alpini sono strutture associative operanti nella zona faunistica delle Alpi; che la legge regionale n. 50 del 1993 disciplina con una disposizione speciale i Comprensori alpini, ed in particolare i criteri di nomina dei membri del Comitato direttivo (art. 24); che questi ultimi sono designati dalla Provincia «nel rispetto delle tradizioni e consuetudini locali e in sintonia con l'articolo 14 della legge n. 157 del 1992»; che, quindi, l'art. 21, comma 5, della legge impugnata, relativo agli Ambiti territoriali di caccia, non si applica alla nomina dei componenti del Comitato direttivo dei Comprensori alpini, come si desume chiaramente anche dall'art. 24, comma 5, ove sono indicati i commi dell'art. 21 applicabili ai Comprensori alpini, senza menzionare il comma 5; che la questione è di conseguenza manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza, secondo quanto ha da ultimo eccepito la difesa regionale; che ogni ulteriore considerazione, pur sollecitata dalle parti, esula dall'oggetto del presente giudizio incidentale, una volta rilevata la manifesta inammissibilità della questione ivi sollevata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21, comma 5, della legge della Regione Veneto 9 dicembre 1993, n. 50 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio), come modificato dall'art. 22 della legge della Regione Veneto 12 settembre 1997, n. 37 (Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali in corrispondenza dell'assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1997), sollevata, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 aprile 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giorgio LATTANZI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 luglio 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI