[massime]

SENT. 388/05 E. BENI CULTURALI ED AMBIENTALI - BENI DEMANIALI DI INTERESSE ARCHEOLOGICO - NORME DELLA REGIONE PUGLIA - DISCIPLINA DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI TRATTURI - PREVISIONE DELLA POSSIBILITÀ CHE I TRONCHI TRATTURALI POSSANO ESSERE ALIENATI A FAVORE DEL SOGGETTO UTILIZZATORE, COMUNQUE POSSESSORE ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE - RICORSO DELLO STATO - DENUNCIATA INVASIONE DELLA COMPETENZA STATALE ESCLUSIVA IN MATERIA DI TUTELA DEI BENI CULTURALI, OVVERO LESIONE DELLA COMPETENZA LEGISLATIVA CONCORRENTE IN MATERIA DI VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI - APPLICABILITÀ DELLA DISPOSIZIONE A BENI PRIVI DELLA CARATTERISTICA DI TRATTURO - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma, e 118 della Costituzione, nonché all'art. 2 del d.P.R. 7 settembre 2000, n. 283 e all’art. 97 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 1, lettera b), della legge della Regione Puglia 23 dicembre 2003, n. 29, il quale prevede l'alienabilità dei tratturi di cui alla lettera b) e lettera c) del comma 2 dell'art. 2 della medesima legge a favore del soggetto utilizzatore, comunque possessore alla data di entrata in vigore della legge stessa. La disposizione si riferisce, infatti, ai tronchi dei quali, con il parere vincolante delle Soprintendenze, è stata già accertata la perdita irreversibile della originaria consistenza, cioè della loro caratteristica di tratturi e, come tali, di beni di interesse archeologico e per i quali l'alienazione è subordinata alla sdemanializzazione.