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Posto ai voti, l'emendamento 1.17 risulta respinto. Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.19 interviene il senatore MALLEGNI ( FI-BP ), che ritiene indispensabile, anche nel rispetto degli impegni presi dal suo partito nel corso dell'ultima campagna elettorale e a testimonianza di una idea diversa di Stato sociale, portare le pensioni minime a 1.000 euro. Posto ai voti, l'emendamento 1.19 è respinto. Il senatore LAUS ( PD ), dopo essersi associato alle parole del senatore Laforgia in occasione dell'intervento sull'emendamento 1.17, sottoscrive e annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.20, che, posto ai voti, è respinto. L'emendamento 1.21, dopo che è stato sottoscritto dal senatore PATRIARCA, viene posto ai voti e risulta respinto. Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore BERTACCO ( FdI ), l'emendamento 1.22, che mira a sostenere i nuclei familiari composti da persone con disabilità gravi, posto ai voti, risulta respinto. Sono del pari respinti, a seguito di successive e distinte votazioni, gli emendamenti 1.23 e 1.24. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 1.25 (testo 2). I senatori VITALI ( FI-BP ), CARBONE ( FI-BP ) e Roberta TOFFANIN ( FI-BP ), che interviene anche in dichiarazione di voto favorevole, sottoscrivono l'emendamento 1.26. Posto ai voti, l'emendamento 1.26 non è approvato. È del pari respinto, dopo che i senatore VITALI ( FI-BP ) e Maria Alessandra GALLONE ( FI-BP ) lo hanno sottoscritto, l'emendamento 1.27. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, fatta eccezione per le proposte 2.2 e 2.8 (testo 2), sulle quali il parere è favorevole. Concorda il rappresentante del GOVERNO. Per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento 2.1, che introduce nuovi requisiti in materia di cittadinanza e di residenza per il godimento del beneficio del reddito di cittadinanza, interviene il senatore BERTACCO ( FdI ). L'emendamento 2.1, posto ai voti, è respinto. Posto ai voti, è invece approvato l'emendamento 2.2. A seguito di successive e distinte votazioni sono respinti gli emendamenti da 2.3 a 2.6. Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.7 interviene il senatore PATRIARCA ( PD ), che giudica anticostituzionale il requisito dei 10 anni di residenza in Italia. L'emendamento 2.7, posto ai voti, è respinto. La Commissione approva invece l'emendamento 2.8 (testo 2). Gli emendamenti 2.9 e 2.10 sono dichiarati decaduti per assenza dei proponenti. Sull'emendamento 2.11 interviene in dichiarazione di voto il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ), che contesta la scelta della maggioranza - a suo parere volta esclusivamente a ridurre la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, a prescindere dalle loro effettive condizioni di bisogno - di prevedere il requisito dei dieci anni di residenza in Italia. Giudica tale previsione, che colpisce soprattutto alcune categorie di persone, prevalentemente composte da stranieri, in palese contrasto con numerose sentenze della Corte costituzionale, che impongono il rispetto del principio universale dell'uguaglianza dei cittadini. L'emendamento 2.11, posto ai voti, è respinto. Sono altresì respinti, all'esito di successive e distinte votazioni, gli emendamenti 2.12 e 2.13. L'emendamento 2.14 viene sottoscritto dalla senatrice MATRISCIANO ( M5S ), che lo ritira. In sede di dichiarazione di voto sull'emendamento 2.15 interviene il senatore NANNICINI ( PD ), che ritiene opportuno ridurre da dieci anni a due il requisito della residenza in Italia, anche a tutela anche degli italiani che risiedevano all'estero e che sono rientrati nel nostro Paese e dei senza fissa dimora. Dichiara infine il voto favorevole del suo Gruppo. L'emendamento 2.15, posto ai voti, non è approvato. Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore LAUS ( PD ), l'emendamento 2.16, posto ai voti risulta respinto. Posto ai voti è altresì respinto l'emendamento 2.17, mentre l'emendamento 2.18 viene dichiarato decaduto per assenza del proponente. A seguito di successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 2.19 a 2.100. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti separatamente ai voti, sono respinti gli emendamenti da 2.101 a 2.114. I senatori VITALI ( FI-BP ), Roberta TOFFANIN ( FI-BP ), Alessandra GALLONE ( FI-BP ) e CARBONE ( FI-BP ), aggiungono la firma all'emendamento 2.115. Il senatore VITALI ( FI-BP ) interviene per dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, rappresentando come la stessa sia ispirata ad esigenze equitative a favore dei cittadini italiani. La presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull'emendamento 2.115, il quale, posto ai voti, è respinto. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 2.116 e 2.117. La senatrice PARENTE ( PD ) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.118, paventando l'illegittimità costituzionale della norma del decreto-legge. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento, posto ai voti, è respinto. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, con successiva votazione è altresì respinto l'emendamento 2.119. I senatori PATRIARCA ( PD ), LAUS ( PD ) e NANNICINI ( PD ) aggiungono la firma all'emendamento 2.120. Il senatore LAUS ( PD ) rende dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, finalizzata a valorizzare la posizione dei cittadini italiani iscritti all'AIRE. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, detto emendamento è respinto. La senatrice PARENTE ( PD ) aggiunge la firma agli emendamenti 2.121, 2.123, 2.124 e 2.125. Il senatore PATRIARCA ( PD ) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.121, sottolineando come tale proposta tenda a favorire il requisito della elezione di domicilio, senza stravolgere il dettato normativo del provvedimento. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.121 è respinto.