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Nello specifico, al numero 1), viene modificato il comma 4 del citato articolo 24, al fine di ricomprendere i manufatti per la ricarica dei veicoli tra quelli facenti parte delle aree di servizio, definite pertinenze di servizio. Al numero 2), viene modificato il comma 5, al fine di ricomprendere le aree per la ricarica dei veicoli tra le pertinenze che possono appartenere anche a soggetti diversi dall'ente proprietario ovvero essere affidate dall'ente proprietario in concessione a terzi secondo le condizioni stabilite dal regolamento. Al numero 3), infine, viene modificato il comma 5 -bis , al fine di prevedere che le pertinenze di servizio rispettino anche le norme che disciplinano l'installazione e la gestione di stazioni di ricarica elettrica. La lettera b) interviene sull'articolo 47 (Classificazione dei veicoli) del codice, operando, al comma 2, in relazione alla categoria L1e, alla categoria L2e, alla categoria L3e e alla categoria L4e una modifica alla definizione delle relative categorie internazionali di appartenenza. In tal modo, si assicura un inquadramento più chiaro dei velocipedi elettrici, peraltro già contemplato nelle norme armonizzate dell'Unione europea. La lettera c) modifica l'articolo 50 (Velocipedi) del codice, introducendo, per completezza, al numero 1), il valore della potenza nominale continua massima (pari a 0,5 kW) anche per i velocipedi adibiti al trasporto delle merci. Conseguentemente, al numero 2), si modifica il comma 2 del medesimo articolo 50, al fine di individuare le misure del relativo piano di carico; al numero 3) la disposizione chiarisce che i velocipedi a pedalata assistita non rispondenti ad una o più delle caratteristiche o prescrizioni indicate nel comma 1 sono considerati ciclomotori ai sensi e per gli effetti dell'articolo 97. Al riguardo, si evidenzia che laddove vengano effettuate delle modifiche idonee a mutarne le loro caratteristiche tecniche o costruttive, munendo il veicolo di un motore che supera i limiti di potenza nominale, ovvero non rendendolo capace di ridurre progressivamente la velocità (interrompendola se vengono raggiunti i 25 km/h o se il conducente smette di pedalare), tali mezzi non possono più essere classificati come velocipedi, divenendo a tutti gli effetti degli scooter elettrici, quindi rientranti nella categoria dei ciclomotori. Pertanto, il quadro normativo di riferimento, con relative sanzioni, che dovrà essere preso in esame da parte di un operatore delle Forze dell'ordine nell'ambito di controllo di polizia è quello sancito all'articolo 97 del codice della strada, in forza del quale, tra l'altro, per poter circolare, tali veicoli devono essere muniti di certificato di circolazione e targa, che identifica l'intestatario del certificato di circolazione (comma 2- bis ); inoltre, si introducono sanzioni amministrative pecuniarie per chi fabbrica, produce, pone in commercio o vende velocipedi a pedalata assistita che sviluppino una velocità superiore a quella prevista dal codice della strada (da euro 1.084 a euro 4.339) e per chi effettua sui velocipedi a pedalata assistita modifiche idonee ad aumentare la potenza nominale continua massima del motore ausiliario elettrico o la velocità oltre i limiti previsti dal codice della strada (da euro 845 ad euro 3.382) (comma 2 -ter ); La lettera d) introduce il comma 3- bis all'articolo 97 (Circolazione dei ciclomotori) del codice, consentendo di non dover più inviare per posta ai titolari di ciclomotori che cambiano residenza il tagliando cartaceo da apporre sui certificati di circolazione (procedura che già opera per i proprietari di vetture/veicoli). L'aggiornamento della residenza avverrebbe nell'archivio nazionale dei veicoli, in modo da poter essere controllata, in tempo reale dagli organi di polizia, la residenza del titolare del ciclomotore senza necessità di apporre un tagliando ad ogni cambio residenza. Tale modifica si inquadra nel ben più ampio progetto di digitalizzazione, innovazione e semplificazione dei processi, in atto presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. La lettera e) sostituisce la lettera f) del comma 3 dell'articolo 116 (Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore) del codice. Con tale modifica, in coerenza con la disposizione dell'Unione europea, recepita nella normativa sulla qualificazione iniziale e la formazione periodica dei conducenti (CPC/Code 95), è stato possibile per gli Stati membri consentire ai titolari di patente B di guidare un veicolo ad alimentazione alternativa fino a 4,25 t (anziché fino a 3,5 t). La disposizione, nel consentire una maggiore flessibilità, risponde alle necessarie esigenze di accelerazione sulla transizione ecologica nel settore dei trasporti (in particolare del trasporto merci dell'ultimo miglio). Infatti, sarebbe favorita, nel modo più semplice possibile, una transizione a forme di mobilità più sostenibili nel trasporto merci su strada da parte delle aziende della logistica, sia le grandi sia le numerose PMI che costellano il mercato nazionale, anche alla luce delle ultime criticità riscontrate sul fronte energetico, nello specifico per quanto riguarda la mobilità delle merci e l'integrità delle supply chain . Non da ultimo, permettere questa modifica a livello nazionale consentirebbe di velocizzare notevolmente il passaggio a veicoli a zero emissioni, quali appunto i veicoli elettrici. Al contrario, mantenere la limitazione delle patenti costringerebbe i corrieri a usare veicoli più piccoli e meno performanti (ci sarebbe una perdita di competitività). Tanto premesso, al numero 2) della novellata lettera f) , si prevede che la patente B possa abilitare alla guida dei veicoli senza rimorchio adibiti al trasporto di merci con una massa complessiva compresa tra i 3500 kg e i 4250 kg. Quanto al requisito soggettivo, si precisa che è necessario aver conseguito la suddetta patente da due anni. In ordine al requisito oggettivo, si precisa che la differenza di massa (tra 4250 e 3500 kg) deve essere riconducibile esclusivamente alla massa della batteria per la categoria dei veicoli e non deve determinare in alcun modo un aumento di capacità di carico. Al riguardo, il comma 2 dell'articolo in esame demanda ad un decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili la definizione delle modalità di annotazione sul documento unico dell'eccesso di massa connesso al sistema di propulsione installato. La lettera f) , modifica il comma 2- bis dell'articolo 117 ( Limitazioni nella guida ) del codice, introducendo il limite di potenza specifica, riferita alla tara, per le autovetture elettriche o ibride plug-in , condotte dai « neo-patentati » di categoria B. La lettera g) apporta modiche all'articolo 120, sostituendo la rubrica con la seguente: « Requisiti morali per ottenere il rilascio della patente di guida e disposizioni sull'interdizione alla conduzione di velocipedi a pedalata assistita » e inserendo il comma 6- bis , il quale prevede che: