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Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) interviene nuovamente sull'ordine dei lavori per stigmatizzare l'atteggiamento del Presidente, a suo modo di vedere poco rispettoso dei diritti delle minoranze parlamentari, che devono essere comunque garantiti anche e soprattutto nello svolgimento della usuale attività legislativa in Commissione. In proposito, il presidente PETROCELLI replica considerando priva di fondamento tale ultima affermazione, dal momento che mai e in nessuno caso è stata negata la possibilità a chiunque di esprimere la propria critica. Al contempo, coglie l'occasione per ricordare ai colleghi del Gruppo Lega Nord la necessità di nominare il loro capogruppo in Commissione, carica che risulta ancora vacante. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1703 Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 DDL 1703 Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 (Esame e rinvio) La senatrice PACIFICO ( M5S ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dei Trattati, sottoscritti dall'Italia e dalla Colombia nel dicembre 2016, rispettivamente sull'estradizione, sull'assistenza giudiziaria in materia penale e sul trasferimento delle persone condannate. I Trattati oggetto della presente ratifica si inseriscono nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione e alla regolamentazione puntuale e dettagliata dei rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità. Il primo dei tre Accordi - quello relativo all'estradizione - si compone di 23 articoli ed è finalizzato a promuovere una rapida ed efficace collaborazione fra i due Paesi in materia di estradizione, conformemente ai principi del diritto internazionale. In particolare Italia e Colombia si impegnano ad estradare le persone ricercate che si trovino nel proprio territorio, sia al fine di eseguire una misura privativa della libertà disposta nell'ambito di un procedimento penale (estradizione processuale) sia al fine di consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva). L'estradizione sarà concessa quando il fatto per cui si procede o si è proceduto nello Stato richiedente è previsto come reato anche dalla legislazione dello Stato richiesto, secondo il cosiddetto principio della doppia incriminazione (articolo 2). Ai fini della determinazione della sussistenza della doppia incriminazione, è peraltro irrilevante l'eventuale diversa qualificazione giuridica del fatto. Per l'estradizione processuale l'Accordo prevede un limite di pena edittale non inferiore a tre anni nel minimo, mentre per l'estradizione esecutiva prevede un limite di pena pari ad un anno di pena residua da scontare. Il testo contempla ipotesi di diniego dell'estradizione nei casi consolidati nelle discipline pattizie internazionali, nonché quando sia intervenuta una causa di estinzione del reato o della pena (articolo 3), e disciplina i motivi di rifiuto facoltativi (articolo 4).Viene, inoltre, previsto il diritto per le Parti di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini, anche quando ricorrerebbero le condizioni per concederla, pur prevedendo che lo Stato richiedente possa chiedere il perseguimento penale della persona nello Stato richiesto, in conformità alle leggi di tale Paese, o la mera esecuzione della pena nel territorio della Parte richiesta, senza necessità di un nuovo processo (articolo 5). Ulteriori disposizioni riguardano - fra le altre - l'applicazione del "principio di specialità" in favore della persona estradata, secondo cui essa non potrà essere in nessun modo perseguita o arrestata dallo Stato richiedente, né estradata ad una parte terza, per fatti diversi da quelli oggetto della richiesta di estradizione (articolo 6), l'estradizione semplificata (articolo 7), i documenti e la formulazione delle richieste di estradizione (articoli 8-10), le garanzie che la Parte richiesta possa a sua volta rivolgere alla Parte richiedente al fine di assicurare alla persona interessata un giusto processo e l'esclusione a suo carico di torture o trattamenti inumani o degradanti (articolo 11) e i casi per richiedere l'arresto provvisorio della persona richiesta (articolo 12). Il secondo Trattato - quello di assistenza giudiziaria - composto da 29 articoli, è volto a disciplinare in modo preciso il settore dell'assistenza giudiziaria penale, adeguando il quadro giuridico all'evoluzione dell'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estese relazioni tra i due Stati, il cui progressivo intensificarsi favorisce anche lo sviluppo di fenomeni criminali che li coinvolgono entrambi. L'ampiezza degli intenti perseguiti con il Trattato è esplicitata nelle norme generali, laddove è previsto che le Parti si impegnino a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, quali  tra l'altro  la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di attività di indagine e di ispezioni giudiziarie, l'esame di luoghi e cose, l'effettuazione di perquisizioni e sequestri, la confisca dei proventi del reato e delle cose pertinenti al reato, l'intercettazione di comunicazioni e, in generale, qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione della Parte richiesta (articolo 2). I successivi articoli individuano nel Ministero della Giustizia italiano e nella Fiscalìa General de la Naciòn e nel Ministerio de Justicia y del Derecho colombiani le Autorità Centrali designate dalle Parti Contraenti (articolo 4), e stabiliscono forma e contenuto della richiesta di assistenza (articolo 5), nonché le modalità per opporvi un rifiuto o un differimento (articolo 7).