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Le attività di riabilitazione garantiscono la qualità delle attività svolte, fino all'inserimento lavorativo in attività ordinaria, nelle cooperative di inserimento lavorativo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) , della legge 8 novembre 1991, n. 381, o nei programmi regionali di inserimento lavorativo di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, in organico collegamento e in continuità terapeutica con il DSM e con gli eventuali centri terapeutico-riabilitativi accreditati cui è stata affidata la persona. 3. Per perseguire le finalità di riabilitazione e di inserimento sociale di cui al comma 2, i DSM promuovono percorsi di residenzialità che privilegiano soluzioni abitative atte a incoraggiare l'autonomia e la responsabilità delle persone, favorendo il ricorso ad appartamenti a bassa protezione, libere convivenze e accoglienze da parte di nuclei familiari e individui idonei all'offerta di contesti relazionali appropriati. 4. L'inserimento della persona affetta da disturbi mentali in una struttura residenziale nell'ambito del SSN avviene a cura del CSM competente per territorio, tramite una procedura di consenso professionale per una buona pratica clinica, relativa a criteri di appropriatezza e a condizioni che suggeriscono il ricorso a un trattamento in regime residenziale. L'inserimento è effettuato in una struttura ubicata nel territorio di competenza del DSM, o comunque del territorio regionale, al fine di favorire la continuità terapeutica e il coinvolgimento della rete familiare e sociale. 5. Al fine di consentire all'autorità giudiziaria di limitare il ricorso alle misure di sicurezza detentive e al ricovero nelle REMS ai soli casi in cui vi siano ravvisate necessità, il DSM propone programmi per l'attivazione di misure alternative, compatibili con la condizione clinica della persona interessata e con la valutazione del relativo rischio comportamentale. Art. 8. (Funzioni delle università) 1. Nell'ambito della programmazione regionale, tramite appositi protocolli d'intesa di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, sono individuate le modalità per l'affidamento di funzioni assistenziali agli istituti universitari di psichiatria e di neuropsichiatria infantile, da svolgere unitamente alle funzioni di didattica e ricerca, per un'area territoriale delimitata e all'interno del DSM di riferimento. 2. Le scuole di specializzazione in psichiatria, nel rispetto della normativa vigente in materia, valorizzano e promuovono i contenuti della presente legge secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, previa intesa con la Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il medesimo decreto individua altresì gli strumenti atti a potenziare il ruolo dell'università nella ricerca clinica e nello studio dei disturbi mentali, dall'età dell'infanzia all'età geriatrica. 3. Le cliniche psichiatriche, nel rispetto delle normative vigenti, possono partecipare ai servizi dei DSM secondo modelli e pratiche di integrazione e di collaborazione paritaria. Art. 9. (Disposizioni per garantire l'incolumità dei familiari) 1. Il DSM si fa carico del supporto all'organizzazione di vita dei nuclei familiari in cui è presente una persona affetta da grave disturbo mentale, sia con interventi diretti volti all'erogazione di specifici trattamenti, sia con interventi che possano contribuire alla normalizzazione della convivenza familiare. 2. Nei casi in cui la convivenza con la persona affetta da disturbi mentali comporti rischi per l'incolumità fisica della persona stessa o dei suoi familiari, il CSM, in collaborazione con i servizi sociali del comune di residenza della persona, provvede a individuare una soluzione residenziale idonea alle esigenze della persona nell'ambito degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Art. 10. (Campagne di comunicazione e informazione sul disagio psichico e sulle malattie mentali) 1. È autorizzata, per l'anno 2025, la spesa di 2 milioni di euro, al fine di realizzare una campagna di comunicazione e di informazione mirata a ridurre il disagio psichico e ad affrontare efficacemente gli esordi delle malattie mentali. Le iniziative di sensibilizzazione comprese nella suddetta campagna si strutturano su vari livelli, al fine di comunicare adeguatamente con tutti gli attori coinvolti, e fanno parte di un Piano da adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. La suddetta campagna prevede: a) a livello generale, la realizzazione di brochure , volantini e manifesti informativi studiati e realizzati per aumentare i livelli di conoscenza del disagio mentale dei ragazzi e dei loro familiari, da distribuire presso gli uffici dei servizi sociali dei comuni, i consultori familiari, gli ambulatori specialistici di psichiatria e i medici di medicina generale, nonché di spot televisivi da trasmettere sulle principali emittenti televisive nazionali e sulle reti della Rai – Radiotelevisione italiana Spa, negli spazi messi a disposizione gratuitamente dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri e sui canali informatici, compresi i social media, del Ministero della salute; b) a livello specialistico, l'effettuazione di: 1) corsi di educazione continua in medicina (ECM) rivolti a tutte le figure professionali coinvolte nella cura delle persone con disturbi mentali, ovvero psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, medici di base, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, personale dei consultori e dei servizi sociali dei comuni. I suddetti corsi offrono una informazione scientificamente aggiornata e fruibile sulle caratteristiche e sull'esordio delle malattie mentali e sui servizi in termini di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza; 2) seminari e corsi formativi e informativi locali da effettuarsi in collaborazione con l'azienda sanitaria locale di riferimento, volti alla sensibilizzazione della popolazione a rischio attraverso il coinvolgimento delle figure professionali attive sul territorio. 2. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a 2 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 11. (Copertura finanziaria) 1.