[resaula]

a seguito della prevalenza della variante "delta" nella diffusione del contagio da COVID-19, non risultano disponibili studi scientifici volti a dimostrare che, in tale nuovo contesto, i vaccinati possano risultare meno contagiosi dei non vaccinati; sia i soggetti vaccinati con prima o seconda dose (uno dei requisiti per ottenere il cosiddetto green pass ) sia i soggetti non vaccinati, dunque, hanno le stesse possibilità di contagiare e contagiarsi, contribuendo allo stesso modo alla circolazione del virus ; lo strumento del green pass , perciò, risulta essere piuttosto illusorio; quanti lo abbiano ottenuto, a seguito dell'avvenuta vaccinazione, ritengono infatti di poter essere praticamente "immuni" dal virus , causando, dunque, un effetto distorsivo piuttosto evidente e potenzialmente disastroso, in quanto produce come conseguenza l'abbassamento della soglia di attenzione e cautela in relazione al mantenimento delle misure di prevenzione dei contagi (utilizzo delle mascherine e di soluzioni disinfettanti; mantenimento del distanziamento sociale); dal 1° luglio 2021, da quando è in vigore il green pass europeo, grazie al quale si sono potuti celebrare eventi con finanche migliaia di persone (eventi sportivi, matrimoni) si è manifestata l'insorgenza di diversi focolai in tutta Europa, che hanno interessato proprio i cittadini dotati di green pass , che hanno partecipato agli eventi (ad esempio quasi mille persone sono risultate positive al virus dopo aver partecipato al Verknipt Festival di Utrecht, che si è tenuto il 3 ed il 4 luglio, che ha visto la partecipazione di circa 20.000 spettatori, tutti muniti di green pass ), così da determinare una anomala impennata della curva dei contagi fuori stagione, che non trova riscontro nella situazione dell'estate del 2020, quando ancora i vaccini non erano disponibili; considerato, inoltre, che da ultime notizie di stampa si apprende della recente volontà del Governo di introdurre il green pass anche per tutto il personale scolastico, ai fini dell'inizio dell'anno scolastico 2021-2022, nonostante la percentuale dei soggetti vaccinati si aggiri attorno all'85 per cento e la gran parte degli studenti, alla ripresa dell'attività in presenza, non saranno vaccinati; tale misura, dunque, oltre che insensatamente coercitiva, poiché di fatto obbliga il personale scolastico alla vaccinazione, non produrrà alcun beneficio per la riduzione della circolazione del virus , si chiede di sapere: se, alla luce della prevalenza nella diffusione dei contagi da COVID-19 della variante "delta", non controllata dal vaccino, non si sia valutato che l'adozione della misura di cui all'articolo 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105 (il cosiddetto green pass ), a partire dal 6 agosto 2021, produca effetti, a giudizio degli interroganti, ingiustificatamente discriminatori nei confronti di diritti costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini, in violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, causando una restrizione ingiustificata della sfera giuridica dei privati coinvolti (le limitazioni alla libertà di circolazione e, in luogo privato chiuso, ai diritti di associazione e riunione) rispetto al perseguimento dell'interesse pubblico collettivo (la limitazione della diffusione del virus COVID-19); se non si valuti più idoneo, data l'insorgenza continua di varianti, che sono fuori dal controllo dei vaccini, puntare su adeguati protocolli di sicurezza e sulle terapie domiciliari precoci alternative, che sono oggi già disponibili, non limitando oltre la circolazione di cittadini che, se sani, anche se non vaccinati e non sottoposti entro le 48 ore a test molecolare (che costa dai 20 ai 35 euro, non è fornito gratuitamente, come sarebbe stato ragionevole in base all'articolo 3 della Costituzione), non possono legittimamente essere interdetti all'esercizio delle medesime prerogative costituzionali. Atto n. 3-02792 PARRINI BITI FEDELI ROSSOMANDO CIRINNA' MIRABELLI ASTORRE PITTELLA MARGIOTTA PINOTTI COMINCINI LAUS ROJC BOLDRINI D'ARIENZO FERRAZZI NANNICINI D'ALFONSO BRESSA Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che a quanto risulta agli interroganti: nel corso del documentario televisivo "Prima della strage", realizzato da Valerio Cataldi con la collaborazione di Andrea Palladino e andato in onda su Rainews24 nell'ambito del programma "Spotlight" domenica 1° agosto 2021, un giorno prima del 41esimo anniversario della Strage di Bologna, sono state mostrate immagini documentanti la partecipazione dell'ex terrorista nero Mario Tuti a non meglio precisati "campi estivi" nazionali dell'associazione denominata "Blocco Studentesco", organizzazione giovanile del movimento politico di estrema destra "Casa Pound Italia"; l'impronta apertamente neofascista dell'associazione "Blocco Studentesco" risulta evidente fin dal simbolo prescelto come propria bandiera, ovvero il "fulmine cerchiato" che richiama direttamente l'emblema con cui si rese tristemente famosa l'Unione dei Fascisti Britannici, creata da Edward Ernald Mosley nel 1932 e rimasta attiva fino all'arresto del suo fondatore nel 1940; premesso, inoltre, che Mario Tuti (oggi in regime di semilibertà e fondatore nei primi anni Settanta dell'organizzazione neofascista Fronte Nazionale Rivoluzionario) è stato uno degli esponenti di maggior rilievo dell'eversione nera nel nostro Paese, riportando tra l'altro condanne definitive a due ergastoli per tre omicidi compiuti il 24 gennaio 1975, quando a Empoli, città dove era nato e lavorava e risiedeva, uccise i due poliziotti, Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo, ferendone gravemente un terzo, Arturo Rocca, e il 13 aprile 1981, quando all'interno del carcere di Novara uccise il detenuto Ermanno Buzzi insieme al terrorista neofascista Pier Luigi Concutelli, e altre due condanne, rispettivamente a 20 anni e a 14 anni e 2 mesi di reclusione, per attentati ai treni, perpetrati tra la fine del 1974 e l'inizio del 1975 sulla linea ferroviaria Firenze-Chiusi, nonché per aver promosso e diretto tra il 25 agosto e il 1° settembre 1987 una rivolta di detenuti nel penitenziario di Porto Azzurro all'Isola d'Elba; considerato che: le notizie riportate, peraltro confermate anche da altre fonti, sono motivo di grande preoccupazione in un Paese come l'Italia, dove la democrazia è nata dalla sconfitta della dittatura fascista e tali da suscitare non soltanto un senso di inaccettabilità morale e politica, ma anche pesanti interrogativi sulla legittimità giuridica dei fatti evidenziati, alla luce di quanto disposto da norme di fondamentale importanza del nostro ordinamento come la cosiddetta legge Scelba e la cosiddetta legge Mancino;