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Preoccupazione destano, poi, le 4 procedure pendenti ai sensi dell'articolo 260 del TFUE, ovvero per mancata attuazione di una precedente sentenza di condanna, che sono quelle suscettibili di infliggere al nostro Paese sanzioni pecuniarie, come già avviene per le 5 sentenze emesse dalla Corte relativamente a contratti formazione lavoro, discariche abusive, rifiuti in Campania, acque reflue urbane, e mancato recupero di aiuti di Stato per Venezia e Chioggia. Infine, la Relazione è completata da cinque allegati. I primi tre concernono i Consigli dell'Unione e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2019 e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. Il quinto allegato reca l'elenco degli acronimi. Il quarto allegato contiene un elenco delle risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera nel 2019, su proposte legislative e altri documenti europei, e per ognuna di esse si riporta per intero il dispositivo delle indicazioni di indirizzo politico, accompagnato da una descrizione delle azioni messe in atto dal Governo per darvi seguito. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) si sofferma sulla parte terza della Relazione, in materia di politica di coesione, per chiedere di conoscere la cifra effettiva di finanziamenti inutilizzati, relativi all'esercizio 2014-2020. Con riferimento alle procedure di infrazione, chiede di conoscere i contenuti delle quattro procedure aperte ai sensi dell'articolo 260 del TFUE, nell'auspicio di poterle portare a soluzione ed evitare così il rischio di ulteriori sanzioni pecuniarie a carico dello Stato. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di sapere a quanto ammontano le sanzioni che ad oggi l'Italia è tenuta a pagare per le cinque sentenze ex articolo 260 e se tra le procedure di infrazione per ritardo o mancata attuazione sono computate anche le direttive sui rifiuti oggetto degli atti del Governo nn. 166, 167, 168 e 169. A tale riguardo, mette in evidenza l'asimmetria tra alcuni indirizzi politici stabiliti dal Parlamento nel 2019, che sembrano del tutto disattesi dal Governo. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di conoscere le materie oggetto delle 68 procedure di infrazione per violazione del diritto europeo e soprattutto da chi sono state avviate presso la Commissione europea. Sottolinea, quindi, l'importanza di intervenire sin dalla fase ascendente del diritto europeo, per evitare di dover subire, poi, il recepimento di normative non aderenti alle caratteristiche proprie del nostro Paese. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE dà conto dei numerosi atti europei pervenuti per l'esame parlamentare in fase ascendente, di cui è consultabile l'elenco presso gli uffici. Segue un dibattito in cui intervengono le senatrici GINETTI ( IV-PSI ) e BONINO ( Misto-PEcEB ), e i senatori CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) e FAZZOLARI ( FdI ), sull'importanza primaria per la 14 a Commissione di dedicarsi all'esame delle proposte legislative europee in fase ascendente e di rafforzare a tal fine il lavoro di squadra con le strutture governative a Bruxelles e a Roma per sostenere gli interessi nazionali nel contesto europeo. Il PRESIDENTE , quindi, propone alla Commissione l'istituzione di una Sottocommissione pareri per la fase ascendente, dedicata interamente all'esame delle proposte legislative europee e di eventuali altri documenti europei, riprendendo una prassi seguita sin dalla XV Legislatura, e invita, a tal fine, i Gruppi parlamentari a designare i rispettivi membri, in maniera da giungere a una composizione che tenga conto della proporzione tra i Gruppi e della rappresentanza dei Gruppi minori. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 16,25. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 166 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 166 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di decreto è stato predisposto in forza della delega legislativa di cui alla legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) per dare attuazione all'articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, che modifica la direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, nel rispetto anche dei criteri specifici di delega di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), della stessa legge; ricordato che articoli 2 e 3 della medesima direttiva (UE) 2018/849 sono invece oggetto di recepimento da parte dell'atto del Governo n. 167, in materia di rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; rilevato che, per quanto riguarda il termine per l'esercizio della delega, che verrebbe a scadere il 5 giugno 2020, esso è prorogato di ulteriori tre mesi, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del decreto-legge "cura Italia" n. 18 del 2020, che ha prorogato tutti i termini per l'adozione di decreti legislativi con scadenza tra il 10 febbraio e il 31 agosto 2020, in considerazione dello stato di emergenza nazionale dovuto al Covid-19, e che, pertanto, il termine per l'esercizio della delega verrà a scadere il 5 settembre 2020; considerato che le modifiche disposte dall'articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, concernono le procedure di riesame da parte della Commissione europea e di emanazione di atti di esecuzione e atti delegati, la soppressione dell'obbligo di relazione triennale degli Stati membri, l'obbligo di trasmissione annuale dei dati sul raggiungimento degli obiettivi di reimpiego, recupero e riciclaggio dei veicoli fuori uso; considerati i criteri specifici di delega relativi alla responsabilità estesa del produttore, al riutilizzo delle parti dei veicoli fuori uso e al sistema di tracciabilità dei veicoli fuori uso e dei rifiuti derivanti dal trattamento degli stessi; valutato che lo schema di decreto provvede a dare compiuta attuazione all'articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, nel rispetto dei pertinenti criteri direttivi di delega di cui all'articolo 14 della legge n. 117 del 2019, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli.