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l'articolo 25, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120 ha demandato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l'emanazione di un decreto recante le modalità di versamento dei proventi derivanti dalle sanzioni irrogate per violazioni dei limiti massimi di velocità, nonché le modalità di collocazione e uso dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo, finalizzati al rilevamento a distanza delle medesime violazioni; con il decreto ministeriale n. 282 del 13 giugno 2017 sono state definite le procedure per l'approvazione dei rilevatori di velocità e per le verifiche periodiche di funzionalità e taratura, nonché le modalità di segnalazione delle postazioni di controllo sulla rete stradale (su quest'ultimo punto in particolare si veda il capo 7 del decreto); stante la mancata adozione del predetto decreto ministeriale, nella parte relativa alla devoluzione dei proventi delle sanzioni, lo scorso 30 aprile 2019 la IX Commissione permanente (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera ha approvato all'unanimità la risoluzione n. 7-00223 di impegno al Governo ad emanare una volta per tutte il medesimo decreto; considerato che: da fonti di stampa si apprende che il Ministero avrebbe predisposto una bozza di decreto ministeriale con il quale interviene sulla ripartizione dei proventi ed anche sulle modalità di effettuazione dei controlli con i cosiddetti autovelox; in particolare, tale bozza prevedrebbe il divieto, per Comuni e Province, di eseguire controlli sulle strade extraurbane principali, nonché l'obbligo, per i soli Comuni, di rimuovere le postazioni fisse installate sulle strade provinciali, dove potranno collocarsi solo apparecchi presidiati da pattuglie di vigili; le amministrazioni locali hanno manifestato non poche perplessità rispetto al menzionato divieto, adducendo una contrarietà dello stesso con le disposizioni di cui all'articolo 12 del Codice della strada (di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) e con le relative interpretazioni rese negli anni dalla Corte di cassazione, si chiede di sapere se quanto risulta agli interroganti da fonti di stampa corrisponda a verità e, più in generale, si chiede di conoscere il contenuto dell'emanando decreto ministeriale. Atto n. 4-02291 D'ALFONSO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta all'interrogante: con decreto del direttore generale n. 1259 del 23 novembre 2017 è stato indetto il corso-concorso selettivo nazionale, organizzato su base regionale, per il reclutamento di dirigenti scolastici nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali; il numero dei posti messi a concorso a livello nazionale, è stato di 2.900 posti complessivi nel triennio a partire dall'anno scolastico 2019/2020; sono state istituite 38 commissioni esaminatrici; il 23 luglio 2017 si è tenuta la prova preselettiva per 24.082 candidati, a seguito della quale sono stati ammessi alla prova scritta 8.736 candidati; il 18 ottobre 2018 si è tenuta la prova scritta, prova differita per i candidati sardi al 13 dicembre 2018 in violazione delle regole concorsuali, che prevedevano l'unicità e contemporaneità delle prove; il 27 marzo 2019 è stata pubblicata la graduatoria degli ammessi alla prova orale; in graduatoria definitiva sono stati ammessi 3.400 candidati; considerato che: nell'ambito della procedura sono state riscontrate numerose ed importanti "anomalie": violazione del principio di contestualità ed unicità delle prove scritte su tutto il territorio nazionale; violazione del principio dell'anonimato; mancata pubblicazione in anticipo delle griglie di valutazione; disparità di trattamento nell'operato delle sottocommissioni; disparità di trattamento in merito alla possibile consultazione dei testi normativi rimessa alla discrezionalità delle commissioni; malfunzionamenti delle attrezzature informatiche (funzioni base disabilitate, salvataggio non automatico, lay-out grafico fuorviante, schermata riepilogativa non conforme a quella del tutorial del Ministero, tasti difettosi) ; predisposizione di quadri di riferimento uguali, con evidente vantaggio per i candidati che hanno svolto la prova successivamente; software del CINECA non adeguato a garantire l'anonimato degli elaborati ; commissioni non regolarmente costituite (i componenti di alcune sottocommissioni risultano presenti in altri posti differenti allo stesso orario di riunione delle commissioni, di cui erano componenti) ; violazione dei criteri di correzione; schede di valutazione dei candidati create in data antecedente a quella dello scioglimento dell'anonimato; la prova scritta del concorso svoltasi in data 18 ottobre 2018, è stata oggetto di numerosissime contestazioni sfociate in circa 2.000 istanze di accesso agli atti e circa altrettanti ricorsi all'autorità giudiziaria; la procedura concorsuale è stata annullata dal TAR Lazio, che, con sentenza 2 luglio 2019, n. 8655, ha accolto il ricorso 6233/2019 "a seguito della riconosciuta fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell'operato della Commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione"; l'istanza di sospensiva presentata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è stata accolta dal Consiglio di Stato, Sez. VI, che, con ordinanza 11 luglio 2019, n. 5765/2019, ritenendo preminente l'interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale in prossimità dell'inizio del nuovo anno scolastico. nelle more del giudizio di merito, "(…) accoglie le istanze cautelari proposte nell'ambito dei ricorsi principali (…) e, per l'effetto, sospende l'esecutività della statuizione di accoglimento contenuta nella sentenza impugnata; fissa l'udienza pubblica per la discussione dei ricorsi nel merito al 17 ottobre 2019 (…) "; l'esame nel merito è stato rinviato dal 17 ottobre 2019 al 12 marzo 2020; con decreto del Presidente della Repubblica del 23 agosto 2019 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha autorizzato, per l'anno scolastico 2019/2020, la nomina in ruolo di 2.117 dirigenti scolastici, si chiede di sapere quali azioni siano state adottate o si intendano adottare, nel rispetto delle decisioni degli organi giurisdizionali, per contemperare l'interesse pubblico con i diritti di tutti i partecipanti, che hanno fatto ricorso all'autorità giudiziaria, denunciando le irregolarità della procedura concorsuale. Atto n. 4-02292 DE VECCHIS Al Ministro dell'interno Premesso che: le disposizioni contenute nel decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) lasciano aperti dei dubbi interpretativi sulla sussistenza dell'incompatibilità fra la carica di consigliere e quella di assessore in enti diversi, laddove si limita ad esplicitare esclusivamente l'incompatibilità fra le due cariche svolte nello stesso ente o fra consiglieri in enti diversi;