[pronunce]

– Le questioni relative all'art. 61, comma 1, lettere d) ed e), sarebbero invece inammissibili per genericità. In ogni caso, aggiunge la difesa erariale, il quadro delle competenze in materia di ambiente e di tutela del territorio ha subito, rispetto all'originaria attrazione nell'edilizia (intesa come scienza globale del territorio), una evoluzione di cui è testimone la formulazione del nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione e la stessa nozione di ambiente fatta propria dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. 12.4. – In relazione alle censure rivolte all'art. 63, il Presidente del Consiglio dei ministri deduce che la legge statale, in materia di competenza esclusiva (come sarebbe quella in esame), può legittimamente modificare gli assetti di uffici ed organismi, anche a partecipazione mista, sempre che si tratti di organi dello Stato. Quanto alla presenza «minoritaria» delle Regioni in seno agli organi delle nuove Autorità di bacino, il resistente osserva che «in siffatti organismi “i voti non si contano ma si pesano” e la legittimità delle deliberazioni adottate è strettamente connessa alla valutazione e ponderazione degli effettivi interessi in gioco». 12.5. – Inoltre, la creazione delle nuove Autorità distrettuali, prevista nell'art. 64, risponderebbe alla necessità di tener conto della struttura geofisica del Paese e prescinderebbe dalle delimitazioni amministrative dei confini regionali. Pertanto, non vi sarebbe alcuna violazione della normativa comunitaria, ma anzi una sua attuazione. 12.6. – Infine, il termine di novanta giorni, previsto dall'art. 65, comma 6, avrebbe una funzione meramente acceleratoria, nel senso che, una volta decorso, la disposizione di piano si applicherebbe, ma resterebbe ferma la possibilità della legge o di altro strumento di competenza regionale di provvedere alle necessarie norme di adattamento nei termini che le stesse autorità locali riterranno opportuni e congrui. 13. – In prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Toscana ha depositato una memoria nella quale si sofferma sull'evoluzione normativa che ha fatto seguito all'entrata in vigore del d.lgs. n. 152 del 2006, rilevando come sia stata disposta la proroga delle preesistenti Autorità di bacino, prima, con il decreto legislativo n. 284 del 2006 e, poi, con il decreto-legge n. 208 del 2008, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge n. 13 del 2009. Inoltre, l'art. 1, comma 2, del decreto-legge n. 208 del 2008 ha fatto salvi gli atti compiuti dalle Autorità di bacino dal 30 aprile 2006. Al riguardo, la difesa regionale rileva che, in virtù delle suddette modifiche, la questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 63, comma 3, «non presenta più un interesse attuale», perché, come già evidenziato, il d.lgs. n. 284 del 2006 e il decreto-legge n. 208 del 2008 hanno disposto la proroga delle preesistenti Autorità di bacino sino alla costituzione dei nuovi distretti. Per il resto, invece, la difesa regionale conferma le censure di incostituzionalità formulate nel ricorso. 14. – La Regione Piemonte ha promosso, con ricorso notificato il 12 giugno 2006 e depositato il successivo 15 giugno (reg. ric. n. 70 del 2006), questioni di legittimità costituzionale, tra l'altro, degli artt. 57, 63, 64, 65, 66, 67, 68 e 175 del d.lgs. n. 152 del 2006, in riferimento agli artt. 3, 5, 76, 97, 114, 117, 118, 119 e 120 Cost. ed ai «princìpi di leale collaborazione, ragionevolezza, adeguatezza, differenziazione, sussidiarietà, buon andamento della P.A. anche sotto l'aspetto della violazione di princìpi e norme del diritto comunitario e di convenzioni internazionali». 14.1. – La difesa regionale osserva preliminarmente che le norme impugnate rientrano nella materia «governo del territorio», di potestà legislativa concorrente e che l'art. 176, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006 afferma che «Le disposizioni di cui alla parte terza del presente decreto che concernono materie di legislazione concorrente costituiscono princìpi fondamentali ai sensi dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione». La ricorrente considera «superficiale e non corretta» questa affermazione, sia per la sua genericità, riferendosi indistintamente a tutta la disciplina della parte terza del d.lgs. n. 152, sia perché le norme in oggetto contengono una «completa revisione» ed una disciplina puntuale e di dettaglio, escludendo ogni ambito legislativo regionale. Secondo la difesa regionale, con le norme contenute nella parte terza del d.lgs. n. 152 del 2006 è stata abrogata la disciplina preesistente in tema di difesa del suolo, ma non è stata riordinata la materia in maniera organica, né sono stati coordinati i diversi livelli di pianificazione. 14.2. – In particolare, ad avviso della Regione Piemonte, con l'art. 64 sono stati individuati, senza alcuna concertazione con le Regioni, otto distretti idrografici, eliminandosi così la precedente ripartizione del territorio funzionale alla difesa del suolo, ispirata al principio di sussidiarietà, al fine di assicurare il più appropriato livello di governo in rapporto all'ambito territoriale preso a riferimento e di garantire autonomia decisionale alle Regioni. 14.3. – Quanto all'art. 63, la ricorrente contesta la composizione della Conferenza istituzionale permanente in seno alle Autorità di bacino distrettuali, poiché già l'inserimento dei ministri delle attività produttive e per la funzione pubblica renderebbe la disposizione viziata da irragionevolezza e travolgerebbe un assetto istituzionale idoneo a bilanciare in concreto gli interessi unitari dello Stato e gli interessi delle collettività locali. 14.4. – Inoltre, ai sensi dell'art. 57, comma 1, lettera a), n. 2, tutti i piani di bacino sono approvati dal Presidente del Consiglio dei ministri con il mero parere della Conferenza Stato-Regioni; ciò esautorerebbe le Regioni di ogni potere. 14.5. – Particolarmente lesiva sarebbe poi la norma di cui all'art. 63, comma 3, che, secondo la ricorrente, risulta irragionevole sotto il profilo temporale, poiché l'entrata in vigore al 30 aprile 2006 delle norme in oggetto avrebbe determinato la paralisi del sistema istituzionale di pianificazione di bacino e l'interruzione dei procedimenti e delle attività in corso. 14.6. – Per le ragioni anzidette la Regione Piemonte ritiene che sussistano i presupposti per disporre la sospensione dell'efficacia degli artt. 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, nonché dell'art. 175, comma 1, lettera l), del medesimo decreto che dispone l'abrogazione della legge n. 183 del 1989. 14.7. – Sono poi impugnati gli artt. 65, 66, 67 e 68 del d.lgs.