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Disposizioni per l'istituzione di nuove Zone logistiche semplificate (ZLS). Modifiche alla legge 27 dicembre 2017, n. 205. Onorevoli Senatori . – Con il presente disegno di legge si chiede al Parlamento di intervenire sulla legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) al fine di superare l'attuale limite previsto per l'istituzione di Zone logistiche semplificate (ZLS) nelle regioni più sviluppate, come individuate dalla normativa europea (ossia con PIL pro capite maggiore del 90 per cento della media europea), consentendone l'istituzione non più solamente nelle aree portuali ma anche nelle aree confinanti con Paesi non appartenenti all'Unione europea, nelle aree interne, con particolare riguardo alle aree montane, nelle aree in cui sia presente un'infrastruttura aeroportuale, nonché nelle aree destinate alla ricerca, all'innovazione tecnologica e alla digitalizzazione. Si ritiene, infatti, che anche tali aree presentino peculiarità tali da giustificare l'applicazione di speciali condizioni volte ad attrarre gli investimenti, favorendone così lo sviluppo produttivo ed occupazionale. Nello specifico: – le aree collocate in prossimità del confine con Paesi non appartenenti all'Unione europea necessitano di interventi di rilancio del tessuto economico e produttivo diretti a fronteggiare la crisi del commercio e dell'imprenditoria causata, in buona parte, da crescenti fenomeni di delocalizzazione; – le aree interne, in particolare montane, individuate in attuazione della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), necessitano di interventi volti a ridurre il divario socioeconomico esistente con gli altri territori e a contrastarne lo spopolamento, perseguendo uno sviluppo sostenibile ed assicurando l'ottimale erogazione di servizi a favore delle rispettive comunità; – le aree caratterizzate dalla presenza di un aeroporto necessitano, al pari delle aree portuali, di speciali condizioni per attrarre investimenti, soprattutto in settori quali la logistica e il commercio, che ne promuovano lo sviluppo sostenibile anche attraverso la realizzazione di opere con valenza ambientale (misure di mitigazione e compensazione); – le aree destinate alla ricerca, all'innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, necessitano anch'esse di condizioni di favore per supportare la realizzazione di progetti innovativi che possano contribuire, a loro volta, all'attuazione di quella « Strategia di innovazione » che affonda le radici negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e la cui analisi ha portato all'individuazione di tre sfide principali: 1) digitalizzazione della società; 2) innovazione del Paese; 3) sviluppo sostenibile ed etico della società nel suo complesso. La possibilità di istituire ZLS anche nelle suddette aree (comma 65.1 che il presente disegno di legge intende inserire dopo il comma 65 della citata legge n. 205 del 2017) , in aggiunta alle ZLS già consentite nelle aree portuali, permetterà di applicare alle imprese ivi operanti (sia nuove imprese sia imprese già esistenti) importanti misure di semplificazione nonché i benefici fiscali (questi ultimi nel rispetto della normativa europea in tema di aiuti di Stato) già previsti dalla legislazione vigente per le Zone economiche speciali (ZES) nelle regioni del Mezzogiorno e per le ZLS nelle aree portuali delle regioni del Centro-Nord (comma 65.2). Si tratta, in particolare: – della misura acceleratoria consistente nella riduzione di un terzo dei termini procedimentali (ad esempio i termini previsti: dagli articoli 2 e 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241; dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di VIA-valutazione dell'impatto ambientale, VAS-valutazione ambientale strategica e AIA-autorizzazione integrata ambientale; dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59, in materia di AUA-autorizzazione unica ambientale; dal codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, in materia di autorizzazione paesaggistica; dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in materia edilizia), nonché dello svolgimento della conferenza di servizi decisoria in modalità semplificata (cosiddetta asincrona), con riduzione dei relativi termini alla metà (in forza del rinvio all'articolo 5, comma 1, lettere a) e a-bis) , del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123); – della possibilità per le imprese che effettuano investimenti all'interno della ZLS di utilizzare il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi (in forza del rinvio all'articolo 5, comma 2, del citato decreto-legge n. 91 del 2017). Tale agevolazione, al pari di quanto già previsto per le ZLS nelle aree portuali delle regioni più sviluppate, vale solo per le zone ammissibili alle deroghe di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c) , del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che sancisce che possono considerarsi compatibili con il mercato interno « gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse ». Si tratta, in sostanza, delle « zone c » identificate sulla base dei criteri stabiliti dal punto 7.3 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale della Commissione dell'Unione europea, nelle quali sono altresì ammissibili ulteriori agevolazioni (ad esempio sovvenzioni dirette) nei limiti dell'intensità di aiuto consentita dai citati orientamenti; quindi per tali zone, una volta approvata la nuova mappatura per l'Italia, sarebbe possibile utilizzare, con le debite differenze sulle intensità di aiuto massime concesse dalla disciplina europea, le possibilità per lo Stato e per le regioni di aiuti da notificare ai sensi di tali orientamenti o da comunicare in esenzione da notifica ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014; – della previsione secondo cui per le imprese beneficiarie delle agevolazioni che effettuano gli investimenti ammessi al suddetto credito di imposta, gli interventi relativi agli oneri di urbanizzazione primaria, di cui all'articolo 16, comma 7, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, sono realizzati entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione della relativa istanza ai gestori dei servizi di pubblica utilità, con applicazione, in caso di inosservanza del termine, della disciplina sul diritto all'indennizzo per mero ritardo, oltre all'eventuale risarcimento per danno ingiusto, di cui all'articolo 2- bis della legge n. 241 del 1990 (in forza del rinvio all'articolo 5, comma 2- bis , del decreto-legge n. 91 del 2017);