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il 2 ottobre 2018 il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e abuso di ufficio in merito alla gestione del sistema Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati) nel comune di Riace; in particolare il sindaco è accusato di aver organizzato un matrimonio di convenienza per favorire l'acquisizione della cittadinanza da parte di un'immigrata e di aver fatto assegnazioni all'interno del programma di accoglienza senza l'istituzione di una gara come previsto dalla legge; dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Locri risulterebbero pendenti altri carichi relativamente alla gestione del programma di accoglienza; considerato che: a parere degli interroganti il lavoro della magistratura non deve avere interferenze da parte della politica e il rispetto della legge non è derogabile; il "modello Riace" di accoglienza e integrazione, nonostante le accuse mosse, ha ricevuto diversi riconoscimenti di carattere sia nazionale che internazionale come il "premio per la Pace" Dresda 2017 e il premio in "ricordo di Tom Benetollo nel 2006, premio istituito per le buone pratiche locali da parte della Provincia di Roma; nel 2010 il sindaco Lucano si è posizionato al terzo posto nella classifica biennale della "World Mayor", il regista Wim Wenders ha dedicato al suo modello di integrazione il documentario "Il volo"; considerato inoltre che: il "modello Riace" ha de facto portato al ripopolamento del comune di Riace che viveva un'oggettiva crisi in tema di abbandono del borgo, problema che caratterizza diversi centri nel nostro Paese; il Ministero dell'interno ha emanato due circolari, una a seguito dell'arresto del sindaco Domenico Lucano e una notificata il 9 ottobre, che sanciva la chiusura del progetto Sprar per il comune di Riace; nel novembre 2017, a seguito delle prime rilevazioni già fortemente critiche, il Ministero dell'interno aveva chiesto a Prefettura e Servizio centrale "un'assidua forma di accompagnamento e di assistenza nella gestione amministrativa del progetto". Lo scopo era rimetterlo in carreggiata e andare avanti con l'esperienza, segno che nonostante le criticità il progetto portava a risultati concreti di integrazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che vi siano elementi di validità del "modello" anche in funzione del recupero dei borghi antichi e del loro ripopolamento attraverso una politica anche di integrazione e quindi di sviluppo del modello Sprar in generale e, di conseguenza, quali azioni intenda intraprendere al fine di salvaguardare l'importanza sociale del "modello Riace"; quali iniziative intenda assumere per promuovere l'immagine che il "modello Riace" ha dato del nostro Paese nel mondo, anche in un'ottica di sviluppo e tutela dalla criminalità organizzata presente in un territorio difficile come quello della Calabria. Atto n. 4-00731 ASTORRE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il complesso impiantistico sito in via di Rocca Cencia, nel comune di Roma (municipio VI), località Rocca Cencia, è oggetto, da diversi anni ormai, di notevole attenzione e preoccupazione, per le gravissime ripercussioni, in termini di salute pubblica e ambientali, nonché rilevanti sotto il profilo storico-archeologico, in virtù del suo inserimento all'interno dell'area archeologica di Gabii, da parte di molte istituzioni (Regione Lazio, Città metropolitana di Roma capitale, Roma capitale, municipio VI, Arpa, università di Roma "Tor Vergata"), nonché di numerosi comitati cittadini e associazioni, e dello stesso TG regionale del mese di giugno 2018, attestante infiltrazioni della 'ndrangheta nella gestione di alcuni impianti; la Regione Lazio con determinazione dirigenziale del 24 aprile 2018, n. G05369, con riferimento alla richiesta di parere da parte del proponente AMA SpA, alla competente Area valutazione di impatto ambientale della Regione, riguardante la valutazione di impatto ambientale in merito al "progetto per la realizzazione della sezione di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani all'interno del complesso impiantistico sito in Via di Rocca Cencia 301" ha espresso pronuncia di compatibilità ambientale negativa; considerato che: la competente area regionale ha integrato la sua pronuncia negativa con elementi che interessano più aspetti, ovvero: a) sotto il profilo della conurbazione urbana emerge che nel raggio di 4 chilometri dall'impianto risultano insediati circa 100.000 abitanti, e che è necessario valutare non soltanto la popolazione residente, ma quella insediabile in base alle previsioni di piano regolatore generale vigente, specialmente sugli aspetti di tutela della salute dei cittadini. Invero, il territorio interessato dal progetto si configura quale potenzialmente oggetto di ulteriori espansioni urbanistiche, quali il Programma di recupero urbano di Tor Bella Monaca-Torre Angela, il piano di zona Grotte Celoni con una previsione insediativa di 11.000 nuovi residenti; b) la presenza di ricettori sensibili, poco distanti dall'impianto di Rocca Cencia, come le scuole primarie e dell'infanzia e la presenza di nuclei residenziali; c) relativamente ai vincoli paesaggistici per i beni di interesse archeologico, inerenti all'area archeologica di Gabii (sito di interesse mondiale ed acquisito in proprietà dalla Sovrintendenza speciale di Roma, insediamento storico dal 4000 a.C. al XI sec. d.C., ma mai valorizzato, per il quale vi è una proposta di parco nazionale dell'Agro romano ed è stato avviato il riconoscimento del sito UNESCO), emerge un fatto di assoluta gravità: la mancanza dell'autorizzazione paesaggistica dell'impianto esistente. L'impianto esistente, dunque, cui viene aggiunta la proposta di modifica ed ampliamento, già in epoca di vigenza del solo piano territoriale paesistico avrebbe dovuto aver acquisito l'autorizzazione paesaggistica; d) per quanto attiene alle ricadute ambientali e sulla salute della popolazione residente esposta alla dispersione in atmosfera del materiale particolato (materia particolata 10), con la realizzazione di un nuovo impianto, si profila un incremento della media annua legata all'esercizio dell'impianto ponendo un rischio oggettivo di superamento del parametro annuale del materia particolata 10, scenario ritenuto non ammissibile e che farebbe aggravare un quadro già compromesso; e) relativamente alle criticità connesse con la tutela della risorsa idrica, la ASL Roma 2 ha rilevato che "la zona di Rocca Cencia è servita da acquedotto pubblico e che comporta, ai sensi del Regolamento d'Igiene del Comune di Roma, il divieto di utilizzare pozzi privati a scopo potabile"; a livello istituzionale, inequivocabile è stato l'orientamento politico/amministrativo del municipio VI, che in data 14 aprile 2015, si è espresso all'unanimità su un ordine del giorno riguardante la chiusura, dismissione e delocalizzazione del polo impiantistico di Rocca Cencia;