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Si configura, peraltro, non più come contravvenzione, ma come delitto, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10.000 a 200.000 euro. L'articolo 4 modifica gli articoli 21, nonché da 30 a 32 della legge n. 157 del 1992, recante « Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio ». In particolare, vengono aumentate le sanzioni attualmente previste. Quanto alle sanzioni di cui all'articolo 30, che troveranno applicazione quando il fatto non integri gli estremi di un più grave reato, pur confermando la natura di contravvenzione della fattispecie, la proposta aumenta le pene e, soprattutto, trasforma la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda nella pena congiunta dell'arresto e dell'ammenda, con conseguente inapplicabilità dell'istituto dell'oblazione (articolo 162- bis del codice penale). Quanto alle sanzioni amministrative di cui all'articolo 31, la proposta aumenta tutti gli importi delle sanzioni pecuniarie. Con la modifica all'articolo 32, la proposta protrae la durata delle sanzioni amministrative accessorie alla sentenza di condanna e relative alla sospensione, alla revoca o al divieto di rilascio della licenza di porto di fucile per uso di caccia. L'articolo 5 interviene, con riguardo alla legge n. 201 del 2010, in tema di adeguamento dell'ordinamento nazionale alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, con le seguenti finalità: inasprire la sanzione penale per il delitto di traffico illecito di animali da compagnia e le conseguenti pene accessorie (articolo 4 della legge n. 201 del 2010); inasprire la sanzione amministrativa per l'illecita introduzione nel territorio nazione di animali da compagnia (articolo 5 della legge n. 201 del 2010) e delle conseguenti sanzioni amministrative accessorie (articolo 6 della legge n. 201 del 2010). In particolare, la lettera a) modifica l'articolo 4 della legge menzionata relativo al delitto di traffico illecito di animali da compagnia e, rispetto alla normativa vigente, estende l'ambito di applicazione della fattispecie, la quale ricorre in presenza di uno qualsiasi dei seguenti requisiti (oggi richiesti cumulativamente): animale privo di sistemi di identificazione individuale, privo delle necessarie certificazioni sanitarie e privo, se richiesto, di passaporto individuale. Aumenta la pena, tanto detentiva quanto pecuniaria; equipara, inoltre, alla condanna e al patteggiamento il decreto penale di condanna (di cui all'articolo 459 del codice di procedura penale), al fine di prevedere l'obbligatorietà della confisca dell'animale; introduce la confisca obbligatoria dei mezzi utilizzati per commettere il reato; inasprisce le pene accessorie, prevedendo in particolare l'interdizione per il medico veterinario responsabile del delitto; prevede, inoltre, anche quando si procede per tale delitto, l'applicabilità del sequestro degli animali vivi, come disciplinato dal nuovo articolo 254- bis del codice di procedura penale. La lettera b) modifica l'articolo 5 della legge n. 201 del 2010, relativo all'illecito amministrativo dell'introduzione illecita di animali da compagnia, aumentando l'importo delle sanzioni amministrative previste. La lettera c) modifica l'articolo 6 della legge n. 201 del 2010 in tema di sanzioni amministrative accessorie applicabili in caso di introduzione illecita di animali da compagnia e di violazione della disciplina dell'Unione europea sugli scambi di animali. La presente proposta inasprisce le sanzioni accessorie della sospensione e della revoca dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività commerciale o di trasporto e, soprattutto, in caso di revoca, esclude che il soggetto possa conseguire nuovamente l'autorizzazione all'esercizio dell'attività. L'articolo 6 del presente disegno di legge interviene sulle disposizioni che regolamentano e sanzionano la pesca, anche in questo settore, inasprendo il quadro sanzionatorio. In particolare, il comma 1 interviene sulla disciplina della pesca e dell'acquacoltura di cui al decreto legislativo n. 4 del 2012, non solo innalzando le pene previste per le contravvenzioni, ma introducendo il divieto di svolgere la pesca professionale « con strumenti, attrezzi, apparecchi o mezzi che per quantità ovvero per caratteristiche si pongano in violazione della normativa in vigore » (lettera c-bis) introdotta al comma 1 dell'articolo 7). L'inosservanza di tale divieto è punita a titolo di contravvenzione, con la pena dell'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da 5.000 a 25.000 euro. Il comma 2 modifica invece la legge n. 154 del 2016, recante « Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale » e prevede un'integrazione del catalogo delle condotte vietate nelle acque interne. È infatti aggiunto (articolo 40, comma 2) il divieto di « trasportare, stabulare, commercializzare, cedere a qualsiasi titolo o conservare in aree private pesce vivo, da parte di privati, consorzi o associazioni, se non espressamente autorizzati dall'organo di sanità veterinaria e amministrativo competente per territorio »; una specificazione della condotta di pesca professionale vietata. Il disegno di legge, infatti, precisa che è vietato utilizzare reti e altri attrezzi per la pesca professionale che siano difformi, non solo per lunghezza e dimensione della maglia, ma anche per quantità, rispetto a quanto previsto dai regolamenti vigenti; un aumento delle pene, con la sostituzione dell'attuale pena alternativa con la pena congiunta di arresto e ammenda; la previsione della pena accessoria della sospensione della licenza di pesca di professione, ove il trasgressore ne sia in possesso, per tre anni e la sospensione dell'esercizio commerciale da cinque a dieci giorni. L'articolo 7 prevede, nella banca dati delle Forze di polizia, l'istituzione di una specifica sezione relativa ai reati sugli animali. Nella banca dati dovranno essere inserite le seguenti categorie di reati: abbandono; abuso internazionale e torture; abuso organizzato; abusi sessuali. Spetterà ad un decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della riforma, dettare le modalità di attuazione di tale disposizione. L'articolo 8 modifica la legge n. 150 del 1992, che ha dato piena attuazione in Italia alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie in via di estinzione (cosiddetta CITES). In particolare, il disegno di legge, al riguardo, innalza le pene previste per le contravvenzioni, nonché in caso di recidiva. In particolare, in caso di recidiva, la presente proposta prevede che le pene dell'arresto e dell'ammenda siano aumentate « del doppio » e, in caso di recidiva reiterata, la revoca della licenza, se il reato è commesso nell'esercizio dell'attività di impresa; innalza l'importo delle sanzioni amministrative pecuniarie.