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Conversione in legge del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, recante misure urgenti per interventi nel territorio. Onorevoli Senatori. -- Il decreto-legge è adottato in base alla straordinaria necessità ed urgenza di procedere ad interventi di carattere finanziario per talune aree territoriali in stato di criticità, il Giubileo della Misericordia, iniziative relative alla valorizzazione dell'area utilizzata per l'Expo 2015, nonché per la promozione straordinaria del Made in Italy . Inoltre, risponde alla esigenza straordinaria ed urgente di procedere ad interventi di carattere finanziario nel settore delle infrastrutture e dei trasporti e in quello occupazionale, nonché per il volontariato nel servizio civile, il recupero di alloggi di edilizia residenziale pubblica, la realizzazione di impianti sportivi nelle periferie urbane, per il cinema e il patrimonio culturale. Il fil rouge che lega tutte le disposizioni è costituito anche dalla volontà di utilizzare somme disponibili sul bilancio 2015, evitando che vadano in economia, allo scopo di rispondere ad istanze di intervento comunque connesse al territorio, o in termini di opere, o in termini di presidio dello stesso. Nella logica dell'urgenza della destinazione di somme si colloca l'articolo 1, recante misure urgenti in materia di bonifica ambientale e rigenerazione urbana del comprensorio Bagnoli-Coroglio. La norma si inserisce nel più ampio quadro di interventi delineato, da ultimo, dall'articolo 33 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, recante «Bonifica ambientale e rigenerazione urbana delle aree di rilevante interesse nazionale -- comprensorio Bagnoli-Coroglio», che ha delineato soggetti e tempi per un'efficace politica di recupero del territorio interessato. In particolare, viene individuata l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti S.p.a. , quale soggetto attuatore del programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana del predetto comprensorio. Il soggetto attuatore, ai sensi della citata norma, è preposto alla predisposizione e all'attuazione del programma di bonifica ambientale e rigenerazione urbana, anche ai fini dell'adozione di misure straordinarie di salvaguardia e tutela ambientale. Allo scopo di garantire a suddetto soggetto l'immediata operatività senza la minima soluzione di continuità una volta approvato il previsto piano di risanamento, la disposizione normativa prevede uno stanziamento per l'avvio delle attività di 50 milioni di euro, fermo restando che tali risorse sono individuate tra quelle disponibili a legislazione vigente secondo quanto previsto dal citato articolo 33 del decreto-legge n. 133 del 2014 (cosiddetto «Sblocca Italia»). Risultano chiari i requisiti di necessità ed urgenza riconducibili alla esigenza di consentire, con la certezza dell'individuazione della provvista finanziaria, l'avvio di attività non più rinviabili per la tutela della salute dei cittadini e per la rigenerazione urbana del territorio. L'articolo 2 si pone nella medesima logica di tutela ambientale e del territorio, intervenendo nella nota vicenda dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. La norma contiene misure straordinarie ed urgenti necessarie per affrontare la situazione di grave criticità esistente nel territorio della regione Campania a causa della presenza di una ingente quantità di rifiuti imballati derivanti dall'emergenza che ha interessato la regione nel corso degli anni 2000-2009, il cui mancato smaltimento è stato contestato all'Italia nelle procedure di infrazione concluse con la doppia condanna da parte della Corte di giustizia dell'Unione europea (sentenze del 4 marzo 2010 e del 16 luglio 2015). In particolare, la seconda sentenza ha comportato la condanna al pagamento, oltre che di una ingente sanzione forfettaria, pari a 20 milioni di euro, anche di una penalità giornaliera di 120.000 euro, sino alla completa risoluzione delle inadempienze constatate a carico dell'Italia. Al fine di corrispondere alla grave situazione, la norma prevede al comma 1 la predisposizione da parte del Presidente della regione Campania di un «piano straordinario di interventi» per lo smaltimento di tali rifiuti, la bonifica dei siti ove risultano stoccati e la loro riqualificazione ambientale nonché il ripristino dello stato dei luoghi ove possibile e l'eventuale restituzione delle aree detenute in locazione o ad altro titolo. Al comma 2 si prevedono le modalità ed i tempi di approvazione del piano, comprensivo del cronoprogramma degli interventi e la comunicazione alla Commissione europea. Il piano costituisce variante del vigente piano regionale di gestione dei rifiuti. Il comma 3 rinvia, per il rilascio delle autorizzazioni occorrenti per la realizzazione degli interventi, alla disciplina recata dal decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 gennaio 2011, n. 1, in materia di riduzione dei termini di conclusione dei procedimenti. I commi 4 e 5 contengono disposizioni relative al finanziamento del piano, prevedendo l'istituzione di un apposito fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze, nonché la rendicontazione delle spese sostenute a carico del fondo per l'effettuazione degli interventi. L'esigenza di un rigido contingentamento dei tempi di approvazione del piano obbedisce alla necessità di dare inizio quanto più in fretta possibile agli interventi per ridurre l'ammontare della penalità semestrale relativamente a questa tipologia di rifiuti. A tal fine il comma 6 e il comma 7 stabiliscono, rispettivamente, che in caso di mancata approvazione del piano entro i tempi fissati dal comma 2 ovvero di mancato rispetto del cronoprogramma si applica l'articolo 41 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, che prevede l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dello Stato. Nell'ottica di rapidità di intervento si inserisce anche la previsione, contenuta nel comma 7, che in via d'urgenza, anche nelle more dell'approvazione del piano di cui al comma 1, il Presidente della regione Campania predispone e attua, previa approvazione della Giunta regionale, un primo stralcio operativo di interventi per lo smaltimento di una quota non superiore al 30 per cento dei rifiuti storici di cui al comma 1. Il comma 8, infine, stabilisce che alle procedure di gara si applica il protocollo stipulato dall'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con la regione Campania. L'articolo 3 reca disposizioni per il comune di Reggio Calabria. In particolare si prevede l'attribuzione al comune di un contributo di 10.329.479,56 di euro, a ristoro dei rimborsi dell'anno 2015 delle anticipazioni erogate in favore del medesimo comune a valere sulla «Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali» del Fondo di cui all'articolo 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. Quanto detto nella logica di supportare il recupero a normalità di amministrazioni subentranti ad altre disciolte per infiltrazione mafiosa, nell'ottica della tutela della legalità e del fattivo sostegno ad una corretta gestione del territorio.