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1 Al fine di fronteggiare le conseguenze economiche e finanziarie derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 e incentivare il meccanismo di compensazione tra crediti commerciali e debiti della pubblica amministrazione, di cui all'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la presente legge detta disposizioni finalizzate a promuovere l'introduzione dei buoni digitali di sconto fiscale di cui all'articolo 2, attraverso l'emissione di titoli di credito aventi forma dematerializzata, quale strumento finanziario a sostegno del sistema produttivo e commerciale, nel rispetto delle vigenti disposizioni e degli indirizzi di politica monetaria, previsti dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti « de minimis ». 2 (Buoni digitali di sconto fiscale) 1 Per buono digitale di sconto fiscale s'intende qualunque titolo al portatore frazionabile fino al centesimo di euro, che lo Stato s'impegna ad accettare dopo due anni dall'emissione, ai fini dell'adempimento delle obbligazioni fiscali, contributive e previdenziali, nonché per i pagamenti relativi alle prestazioni dei servizi sanitari. I buoni digitali di sconto fiscale danno quindi diritto al possessore di ridurre gli importi dovuti nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e di utilizzare il meccanismo della compensazione da parte delle imprese e dei professionisti titolari di crediti nei confronti delle medesime pubbliche amministrazioni, incluse le persone fisiche. I buoni digitali di sconto fiscale sono erogati in forma gratuita e aggiuntiva, ossia non sostitutiva rispetto ai redditi percepiti in euro, al fine di consentire l'espansione del potere d'acquisto e stimolare la domanda interna nel sistema economico e finanziario nazionale. 2 Dopo due anni dalla loro emissione, i buoni digitali di sconto fiscale possono essere utilizzati per ridurre le obbligazioni finanziarie verso le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, senza che lo Stato sia tenuto a rimborsarli in euro ovvero a convertirli in moneta legale. 3 I buoni digitali di sconto fiscale non hanno corso legale all'interno dei Paesi aderenti all'Unione economica e monetaria europea, né tanto meno comportano un obbligo di accettazione come mezzo di pagamento. 4 I buoni digitali di sconto fiscale non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sono utilizzabili esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 3 (Delega al Governo) 1 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, al fine di definire le modalità e le procedure di emissione dei buoni digitali di sconto fiscale, intesi quali strumenti finanziari scambiabili in forma libera sul territorio nazionale, attraverso l'istituzione della piattaforma digitale unificata di cui all'articolo 7, al fine d'incentivare le transazioni effettuate tramite i buoni digitali di sconto fiscale, di ampliare le fattispecie ammesse alla compensazione tra crediti e debiti della pubblica amministrazione, nonché di introdurre nuove misure di pagamento complementari tra soggetti in forma privata. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a introduzione di sistemi di negoziazione, trasferimento e scambio, tra soggetti terzi disponibili in forma volontaria ad accettare o a compensare i buoni digitali di sconto fiscale, nelle transazioni finanziarie; b elaborazione di strumenti di pagamento elettronici tracciabili, da utilizzare ai fini delle compensazioni da parte delle imprese e dei professionisti titolari di crediti nei confronti della pubblica amministrazione, incluse le persone fisiche, trasferibili attraverso la piattaforma digitale unificata di cui all'articolo 7; c regolamentazione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con l'Agenzia delle entrate e l'Associazione bancaria italiana, ai fini dell'apertura di un conto corrente elettronico fiscale, per consentire il deposito maturato dei crediti d'imposta, di ogni misura agevolativa da applicarsi all'atto della riscossione, sia delle imposte dirette, che delle imposte indirette equivalenti al conto corrente bancario nel quale sono depositate le banconote, incluse quelle metalliche in euro; d attribuzione ai titolari di crediti nei confronti della pubblica amministrazione, siano essi persone fisiche o titolari d'impresa di qualsiasi dimensione e tipologia, della possibilità di compensare su base volontaria il pagamento delle imposte mediante la piattaforma digitale unificata di cui all'articolo 7; e elaborazione di convenzioni per gli appalti pubblici di lavori, servizi e di forniture, di cui all'articolo 63 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nei confronti dei titolari di impresa creditori da parte della pubblica amministrazione, ad accettazione su base volontaria dei buoni digitali di sconto fiscale, anche attraverso il pagamento in forma mista ovvero in parte in euro e in parte in buoni digitali di sconto fiscale; f definizione delle modalità di attuazione per l'utilizzo dei buoni digitali di sconto fiscale, nell'ambito delle disposizioni di cui agli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. 3 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro il termine di tre mesi dalla loro trasmissione. Decorso tale termine i decreti legislativi sono emanati anche in mancanza dei suddetti pareri. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal primo periodo o successivamente, quest'ultimo è prorogato di tre mesi. 4 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e con le procedure di cui ai commi 2 e 3, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi medesimi. 5 Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno essi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie, in conformità a quanto previsto dall'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.