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Bisogna pensare in termini concreti alla relazione tra la salute e l'ambiente e al mondo che stiamo lasciando alle nostre generazioni future e considerare che tutto quello che si investe oggi in prevenzione sarà non soltanto un guadagno di salute domani, ma anche un risparmio di finanze per tutti i capitoli di bilancio dello Stato. Al fine di dare concreta attuazione e forza a questi progetti, riteniamo anche necessario e prioritario riportare la governance della salute nell'alveo della competenza legislativa esclusiva dello Stato, ricordando peraltro che in materia di profilassi internazionale l'assetto delle competenze, fin dagli articoli 6 e 7 della legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, è sancito dall'articolo 117, secondo comma, lettera q) , della Costituzione, che affida alla competenza esclusiva dello Stato la cura degli interessi che emergono dinanzi a una malattia pandemica. Non è più giustificabile mantenere disomogeneità e squilibri di comportamento delle varie Regioni e Province autonome, come quelli ai quali si è dovuto assistere in questi ultimi mesi, perché comportano gravi compromissioni di diritti fondamentali di tutti i cittadini, ancora più gravi se si ripercuotono sulle categorie più fragili e indifese. Inoltre, il ritorno alla centralità dello Stato di tutte le attività sanitarie sicuramente eviterebbe il ripetersi di spiacevoli e gravi avvenimenti, come quelli accaduti nei giorni scorsi nella Regione Sicilia, in merito ai quali ci auguriamo che la magistratura faccia piena luce, individuando colpe e responsabilità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, noi riteniamo che tra gli argomenti che questo grande Piano dovrà affrontare ci sia anche quello del ruolo di Roma Capitale. È un Piano ambizioso, con in teoria grandi mezzi, che non può trascurare alcuna questione. Forza Italia, nel consegnare le sue proposte al Presidente del Consiglio, ha evidenziato la necessità di individuare anche risorse adeguate. Della Capitale si parla poco nei documenti che circolano; viene soltanto evocato a un certo punto il ruolo di Roma caput mundi - si usa questo termine - per la tutela del patrimonio artistico e culturale. Certamente Roma da questo punto di vista rappresenta uno dei tesori del pianeta e quindi è giusto menzionare il patrimonio artistico e culturale della Capitale d'Italia. Ma - a nostro avviso - è necessario anche cogliere l'occasione per dare finalmente alla Capitale un ruolo definito, perché c'è bisogno di rilanciarne la funzione. C'è un debito pesantissimo che accompagna la vita di questa città e pesa anche la mancata attribuzione di poteri specifici che ogni capitale europea ha in quanto capitale dello Stato. È un'antica questione: Roma, per le responsabilità che ha, perché ospita Ministeri, ambasciate, sedi internazionali e ha oneri di ogni genere, non può essere gestita, per questo oltre che per tutti gli altri aspetti, con le normative assimilabili al pur prestigioso, ma ultimo per abitanti, Comune d'Italia. Forza Italia ha quindi indicato al Parlamento delle soluzioni per quanto riguarda gli aspetti finanziari - ci fu un'ultima occasione nel 2019 con un emendamento al decreto crescita che fu respinto dalla maggioranza dell'epoca - ma insistiamo perché si assegnino poteri diversi alla Capitale. Il Governo Berlusconi con una legge del 2009 intervenne in tal senso, ma in questa legislatura, come in altre precedenti, è stato presentato un disegno di legge costituzionale per modificare l'articolo 114 della Costituzione e dare a Roma poteri simili a quelli di una Regione. Su questo Forza Italia insiste, perché un assetto diverso è utile alla Nazione. Roma ospita e ospiterà, quando il mondo riprenderà la sua vita normale, eventi di ogni rilievo e di ogni natura. È anche la Capitale della cristianità, oltre a tutto il resto. Nel 2025, che in termini organizzativi è domani mattina, ci sarà un Giubileo, che potrà essere anche importante per rilanciare la funzione della Capitale e dell'Italia, anche per la sua rilevanza morale. Roma ha bisogno di infrastrutture e di una mobilità sostenibile. L'elenco delle opere che abbiamo indicato nella nostra proposta di recovery plan è molto lungo: dall'anello ferroviario al finanziamento della metro D, alla metro A, alla metro B e a un nuovo progetto di linea E. Roma è in ritardo rispetto ad altre capitali internazionali come rete di metropolitana. Anche le metrotranvie di superficie devono essere assolutamente potenziate. C'è il tema poi della rigenerazione urbana, che si sta discutendo al Senato con un disegno di legge assurdo, che oggi è attualmente in discussione presso la Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, che va riscritto. La rigenerazione urbana vuol dire ristrutturare edifici, ricostruirli, salvaguardando ovviamente le parti di pregio artistico e storico dei centri cittadini. A Roma, incredibilmente, con un emendamento nel decreto semplificazione del Governo giallorosso, si è paralizzata la zona A, che non è solo il centro storico in senso stretto, che ha un valore storico, culturale e architettonico di pregio, ma è praticamente tutta la città, impedendo ristrutturazioni e rigenerazioni, che sono - quelle sì - la transizione ecologica e non quella demagogica che viene evocata. (Applausi) . Ciò vuol dire risparmio energetico, riscaldamenti che possono essere gestiti diversamente e cappotti termici. La rigenerazione urbana è un tema nazionale e internazionale molto sentito a Roma e il Governo Conte ha paralizzato la Capitale. Anche il PD ha votato, insieme ad altri, l'articolo 10 del decreto semplificazioni, che è distruttivo, antiecologico e demagogico. Non si può inneggiare alla transizione ecologica e digitale e opporsi alle politiche di rigenerazione urbana, che sono l'ambientalismo vero e reale, che investe anche il patrimonio edilizio. Su questo ci faremo sentire nella Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, quando il testo dovrà essere completamente riscritto, perché impedisce lo sviluppo, la modernizzazione e la tutela dell'ambiente. Roma deve anche essere considerata una Capitale per l'innovazione e la tecnologia. L'area Tiburtina ha rappresentato, in anni passati, un polo di eccellenza e oggi ha bisogno di rilancio. E dunque riteniamo che anche questo tema debba entrare nel recovery plan . Abbiamo posto questo tema anche al Presidente del Consiglio, che certamente è uomo europeo per eccellenza, anche per la sua opera degli ultimi anni, apprezzata da tanti, ed è anche un romano. È ovvio che questo non è un discorso campanilistico: se Roma è la Capitale, deve avere una dotazione normativa e di mezzi che ne giustifichi il ruolo e la proietti nell'interesse della Nazione intera. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, concludendo, ho voluto dedicare il mio intervento a questo tema, augurandoci che nel Piano possa avere una maggiore forza. Lo abbiamo chiesto al presidente Draghi e lo chiediamo in questa circolazione di ampi e lunghi documenti, che speriamo abbiano un esito pratico, accanto a tanti altri temi, come - ad esempio - la giustizia, che altri colleghi tratteranno nel loro intervento. (Applausi) .