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Come già accennato, e pur nella consapevolezza delle modifiche normative recentemente intervenute in materia di disciplina dei partiti e del loro finanziamento, al fine di favorire la approvazione di un testo di una legge organica che rappresenti un vero e proprio statuto pubblico dei partiti, si ripresenta nuovamente il medesimo testo dell'articolato proposto dal senatore Sturzo nel 1958, a parte taluni indispensabili aggiornamenti, in particolare per ciò che concerne le cifre di riferimento per i «tetti» delle spese elettorali per le quali si era ricorso, nel 1992, al parametro costituito dal testo unificato (già citato) approvato dalla Commissione affari costituzionali della Camera nella X legislatura, opportunamente -- oggi -- rivalutato e riconvertito in euro.. 1 1 È fatto obbligo, ai cittadini che si associano in un partito politico per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, di depositare lo statuto del partito e le successive variazioni, con le firme autenticate del presidente e del segretario generale, alla cancelleria del tribunale civile del luogo dove è fissata la sede centrale del partito. I trasferimenti di sede sono notificati anche alla cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione si trova la nuova sede. 2 Dalla data del deposito dello statuto il partito acquista personalità giuridica. 2 1 L'amministratore del partito deve presentare alla cancelleria del tribunale, entro il 31 marzo di ogni anno, il rendiconto delle entrate e delle uscite dell'anno precedente, ivi comprese, in riassunto per provincia, le entrate e le uscite delle sezioni locali, distinguendo per queste ultime i finanziamenti concessi dall'amministrazione centrale del partito da quelli ottenuti localmente. 2 Il rendiconto annuale è controfirmato dal presidente e dal segretario generale o da coloro che ne fanno le veci. 3 1 Nel rendiconto sono indicati distintamente i contributi ordinari e i contributi straordinari dovuti dagli associati, nonché i cespiti di beni mobili ed immobili appartenenti al partito o a società ed enti nei quali il partito abbia partecipazione. 2 Ogni altra entrata deve essere indicata con il nominativo e l'indirizzo dell’autore del versamento, ed eventualmente di colui per conto del quale il versamento è effettuato, e del motivo del versamento. 3 È vietato ai partiti accettare contributi da Ministeri, enti e gestioni statali, da enti territoriali, enti o banche di diritto pubblico o di interesse nazionale, da cooperative, federazioni di cooperative, consorzi, enti consortili e relative federazioni e da ogni altra gestione autonoma, statale e non statale, sottoposta per legge alla vigilanza e al controllo ministeriale. 4 È altresì vietato ai partiti accettare offerte e finanziamenti da confederazioni di lavoratori e di datori di lavoro e da qualsiasi impresa o società che, come tale, è assoggettata a tassazione in base al bilancio. 5 Il divieto previsto ai commi 3 e 4 si applica anche ai contributi, sussidi e finanziamenti di qualsiasi ente, organizzazione e impresa stranieri. 4 1 L'amministrazione del partito deve tenere speciale contabilità delle spese per le consultazioni elettorali per le elezioni del Parlamento nazionale, dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, dei consigli regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano e dei consigli comunali, dal giorno dell'apertura del periodo elettorale fino a un mese dopo la proclamazione degli eletti. 2 Il rendiconto delle entrate e delle spese a scopo elettorale, con l'indicazione dei residui attivi e passivi da regolare, è presentato non oltre tre mesi dopo la proclamazione degli eletti. 3 È fatto divieto ai partiti di concorrere, a valere sui propri fondi, alle spese che ciascun candidato effettua a fini personali. 5 1 Le azioni appartenenti al partito devono essere sempre nominative, ivi compresi i titoli di Stato e i titoli emessi in Paesi esteri, ovvero nelle regioni a statuto speciale, ove sia consentito per legge il titolo azionario al portatore. 2 I beni immobili appartenenti al partito devono essere intestati al medesimo. 6 1 È fatto obbligo ai candidati alle consultazioni elettorali di cui all’articolo 4, comma 1, a prescindere dall’esito delle elezioni, di presentare alla cancelleria del tribunale competente un elenco delle offerte ricevute e delle spese sostenute per la propria candidatura. Tali entrate e spese non possono superare gli importi di euro 73.000 per le elezioni comunali, euro 102.200 per le elezioni regionali, euro 146.000 per le elezioni del Senato della Repubblica ed euro 219.000 per le elezioni della Camera dei deputati e dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. 2 Nel decreto di convocazione dei comizi elettorali è precisata, entro i limiti indicati al comma 1, la spesa consentita ai candidati con riferimento all'ampiezza della circoscrizione e al numero degli elettori. 3 Le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 3, 4 e 5, si applicano anche con riferimento ai finanziamenti, contributi e offerte per i singoli candidati alle consultazioni elettorali. 7 1 Ogni cittadino può prendere visione degli statuti e dei rendiconti annuali ed elettorali dei partiti e dei singoli candidati. Può anche denunziare alla magistratura eventuali violazioni di legge. 2 In caso di accertata violazione delle disposizioni degli articoli precedenti si procede anche d'ufficio, ai sensi di legge. 3 L’omesso deposito degli atti previsti dalla presente legge è punito con la multa da euro 730 a euro 2.920. In caso di recidiva, la multa è raddoppiata. 4 La violazione delle disposizioni riguardanti i finanziamenti e le spese del partito è punita con la multa di euro 730, incrementata di un importo da tre a dieci volte la somma riscossa o pagata illecitamente. 5 Nelle ipotesi di cui al comma 4, sono responsabili della violazione sia l’autore che il destinatario del versamento. 8 1 Se gli atti depositati nella cancelleria del tribunale dai partiti e dai singoli candidati contengono omissioni e inesattezze tali da potersi dedurre essere stata occultata o alterata la verità, i responsabili sono puniti per falsità commessa dal privato in atto pubblico, a norma dell'articolo 483 del codice penale.