[pronunce]

Puglia n. 34 del 2019 non sarebbero in contrasto tra loro e nemmeno definirebbero, per le modifiche non sostanziali di impianti eolici e fotovoltaici, una disciplina più gravosa di quella prevista dalla legge dello Stato, causando la violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. La finalità del comma 4 dell'art. 11 sarebbe, al contrario, quella di evitare condotte elusive della normativa nazionale, intendendo in particolare evitare che impianti «assentiti con titoli abilitativi o semplificati (DIA, PAS, SCIA) che, dunque, non hanno scontato il procedimento di cui all'art. 12 del D.lgs. 387/2003 di Autorizzazione Unica né tantomeno la valutazione degli impatti del progetto sull'ambiente (screening o VIA), possano superare la soglia di potenza di 1 MW a seguito di interventi di ammodernamento che siano considerati come modifiche non sostanziali (quindi assentiti con PAS), così aggirando il limite di potenza oltre il quale è dovuto, secondo la normativa nazionale, il procedimento amministrativo di Autorizzazione Unica». Così, le disposizioni impugnate presidierebbero la corretta applicazione della disciplina statale - la quale prevede, all'art. 5, comma 3, d.lgs. n. 28 del 2011, che le modifiche non sostanziali siano assentite con PAS, facendo però salvo quanto disposto dall'art. 6, secondo cui «le Regioni e le Province autonome possono estendere la soglia di applicazione della procedura di cui al comma 1 [la PAS] agli impianti di potenza nominale fino ad 1 MW» - non consentendo di eluderla tramite interventi di cosiddetto revamping sugli impianti già esistenti. 4.4.- Quanto ai rilievi mossi nel ricorso avverso l'art. 12, la resistente sostiene che la possibilità di fruire di un regime abilitativo semplificato al momento del rinnovo dell'autorizzazione dell'impianto, alle condizioni stabilite al comma 1 dell'articolo impugnato, rappresenterebbe un'alternativa rispetto al procedimento di AU «che il soggetto proponente ben può richiedere senza assoggettare il progetto alle soglie dimensionali previste all'articolo 12, comma 1». La rispondenza a principi di proporzionalità e adeguatezza dell'azione regionale sarebbe testimoniata proprio dal riconoscimento di una possibilità di scelta al soggetto proponente: potrebbe adeguarsi alle condizioni previste dall'impugnato art. 12, riducendo l'impatto dell'impianto sull'ambiente, e ottenere il rinnovo secondo la procedura semplificata, oppure potrebbe presentare una ordinaria istanza di AU. Sarebbe, così, da escludersi la violazione delle norme statali sulle procedure autorizzative e, quindi, dell'art. 117, terzo comma, Cost. 5.- In prossimità dell'udienza, il 13 ottobre 2020 l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato una memoria con cui insiste per la declaratoria di illegittimità costituzionale degli articoli della legge reg. Puglia n. 34 del 2019 impugnati con il ricorso, poiché, sostiene, le tesi difensive spiegate dalla parte resistente sarebbero inconsistenti. 5.1.- In particolare, non potrebbe condividersi la prospettiva per cui il PRI estenderebbe o integrerebbe il PEAR, rappresentando, invece, un atto dotato di autonomia contenutistica rispetto a quest'ultimo. 5.2.- La difesa dello Stato ricorda, poi, che le disposizioni di cui all'art. 10 della legge regionale impugnata vanificherebbero l'intervento riformatore di cui al decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104 (Attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114), che ha ridisegnato le procedure di VIA statale e regionale in attuazione della direttiva 2014/52/UE, introducendo la procedura di pre-screening e prevedendo, nell'Allegato III alla Parte II del d.lgs. n. 152 del 2006, che l'esonero dalle verifiche d'impatto ambientale operi esclusivamente per impianti eolici che generino potenza non superiore a 1 MW. 5.3.- Infine, gli argomenti difensivi della resistente a sostegno della non fondatezza delle questioni degli artt. 11, 12 e 16 della legge regionale impugnata sarebbero, pure, privi di fondamento, dato che lo Stato, recependo le direttive europee in tema di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabili, ha fissato «un punto di equilibrio tra l'esigenza di semplificazione e di accelerazione del procedimento amministrativo, da un lato, e la "speciale" tutela che deve essere riservata al bene ambiente, dall'altro» (è citata la recente sentenza n. 106 del 2020 di questa Corte) e le Regioni non potrebbero prevedere discipline differenziate.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questioni di legittimità costituzionale di alcuni articoli della legge della Regione Puglia 23 luglio 2019, n. 34 (Norme in materia di promozione dell'utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare e disposizioni urgenti in materia edilizia). Sono impugnati l'art. 3 (Piano regionale dell'idrogeno), l'art. 10 (Valutazione preliminare dei potenziali impatti ambientali), l'art. 11 (Disciplina delle modifiche sostanziali e non sostanziali), l'art. 12 (Rinnovo del titolo abilitativo) e l'art. 16 (Disposizioni in materia di adempimenti della Giunta regionale). La legge reg. Puglia n. 34 del 2019, si propone, in generale, di valorizzare l'idrogeno come combustibile alternativo alle fonti fossili attraverso la sua produzione con energia elettrica ottenuta da fonte rinnovabile; di favorire l'ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici, semplificando le procedure per gli interventi di potenziamento o rifacimento e, al contempo, ricercando il migliore inserimento degli impianti stessi nel contesto paesaggistico. Il legislatore pugliese dichiara di agire nel solco degli obiettivi condivisi a livello internazionale ed europeo sulla promozione dell'utilizzo di energia da fonti rinnovabili e sulla semplificazione dei procedimenti per gli interventi migliorativi del rendimento di tale genere di impianti.