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tra gli impegni adottati dalla mozione unitaria del 29 marzo si rinviene quello di "non trascurare nuove possibili soluzioni rinnovabili, come l'utilizzo di carburanti sintetici, dei low carbon fuel e dei biocarburanti allo scopo di accompagnare anche le filiere connesse a quella automotive , come il comparto petrolchimico e della raffinazione verso una transizione sostenibile" (impegno n. 4) e di "promuovere iniziative di concreto sostegno per lo sviluppo di politiche industriali anche per la riconversione del settore…in grado di scongiurare i licenziamenti nella filiera dell' automotive e la delocalizzazione di importanti aziende" (n. 5); Forza Italia ritiene necessario correggere l'impegno dell'Europa per la messa a bando delle auto con motori a combustione interna entro il 2035, lontano da ogni ideologia e con un unico obiettivo: conciliare l'ambizione europea sui target ambientali con la salvaguardia della sostenibilità industriale e sociale; il principio della neutralità tecnologica al centro del pacchetto Fit for 55 è precondizione essenziale per traguardare in modo efficiente ed efficace gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. Strettamente connesso a tale principio è il concetto di diversificazione delle fonti energetiche, necessaria a bilanciare, anche in termini di sicurezza negli approvvigionamenti, il massiccio passaggio all'elettrico; la rilevazione delle emissioni tank-to-wheel , che è alla base del regolamento sugli standard di emissione di anidride carbonica, porta a trarre conclusioni errate circa le reali performance emissive di veicoli e carburanti o vettori energetici. Più corretto sarebbe utilizzare il life cycle assessment , ovvero ad un'analisi dell'impronta carbonica sull'intero ciclo di vita di veicoli e carburanti o vettori energetici; correttamente è stato osservato che: "la decisione del Parlamento europeo di vietare la vendita di automobili a combustione tradizionale dal 2035 è destinata a segnare il futuro dell'industria europea, in termini di riduzione di centralità europea nella nuova globalizzazione, di perdita di competitività della manifattura continentale, di auto attivazione nel proprio corpo sociale di un ordigno di crisi occupazionale (...). Si è rinunciato alla sovranità tecnologica del diesel e si è accettata la sottomissione dell'auto europea alla Cina che controlla le catene del valore asiatiche e africane che producono le materie prime e le terre rare con cui si fabbricano le macchine elettriche"; pur se posposta al 2035, tale decisione ha un impatto immediato, sulle pianificazioni aziendali, sugli investimenti, sulla ricerca e sull'occupazione. Uno dei principi cardine del green deal è il "no one left behind", cioè consentire una transizione in grado di non lasciare nessuno indietro, un passaggio cioè socialmente accettabile. La posizione della Commissione e del Parlamento UE presenta significativi elementi di rischio rispetto a tale principio, per i tempi e le modalità indicati; in un'economia di mercato le scelte è opportuno lasciarle fare alle imprese e alla contrattazione tra le parti sociali, piuttosto che imporle per legge; tenuto conto che il Ministero dello sviluppo economico sta ' lavorando alla definizione di una strategia complessiva con tre obiettivi fondamentali: 1) verificare i margini per aumentare significativamente la produzione nazionale e quindi la percentuale dei veicoli immatricolati prodotti in Italia, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali (in considerazione dell'elevato numero di stabilimenti sul territorio nazionale) e per assicurare all'indotto margini adeguati visto e considerato che la Germania, primo destinatario del nostro export , si sta attrezzando per conseguire l'autosufficienza (si veda il numero di gigafactory in corso di realizzazione); 2) aggiornare e rafforzare i settori industriali su cui si registra la più consolidata expertise ( powertrain tradizionale); 3) sviluppare la filiera componentistica nei comparti tecnologici poco presidiati, impegna il Governo: 1) a porre all'attenzione dell'Unione europea la necessità di rivedere la decisione, chiedendo un arco temporale più ampio, al fine di consentire di affrontare progressivamente il passaggio verso il green deal europeo e di intervenire con la massima solerzia, dapprima presso il Consiglio ambiente europeo e nell'ambito del "trilogo" tra Parlamento, Consiglio e Commissione, in merito alla definizione delle proposte in materia di emissioni dei veicoli (COM(2021)556), per modificare l'obiettivo del taglio delle emissioni entro il 2035 dal 100 al 90 per cento, al fine di orientare le decisioni eurounitarie verso un mix tecnologico coerente col principio della neutralità tecnologica, che consenta di raggiungere gli stessi obiettivi green e di tutelare, al contempo, la filiera dell' automotive nazionale, ponendo, ove occorra, il proprio veto a decisioni in contrasto con questa impostazione; 2) ad attivarsi, nelle sedi istituzionali europee, per sostenere e valorizzare l'industria automobilistica e la relativa componentistica, intese come il comparto strategico dell'Unione europea, con politiche e risorse aggiuntive rispetto a quelle finora stanziate, promuovendo altresì proposte che consentano una transizione sostenibile in termini sociali ed industriali e prevedano target realisticamente raggiungibili per il settore; 3) ad attuare e implementare gli indirizzi e gli impegni approvati dalla Camera dei deputati il 29 marzo 2022, con la mozione unitaria 1-00572, con particolare riferimento all'individuazione di percorsi alternativi al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e allo sviluppo di politiche in grado di ammodernare filiera dell' automotive , scongiurare i licenziamenti e impedire la delocalizzazione di importanti aziende; 4) ad implementare processi di ricerca e sviluppo favorendo la riconversione degli impianti delle aziende nei settori del powertrain tradizionale ed incentivando contestualmente realtà dalle forti potenzialità come start up e spin off che già operano nei settori di guida autonoma, motori elettrici, connettività, batterie e fuelcell ; 5) a rafforzare i consorzi per il ritiro e lo smaltimento delle batterie elettriche delle automobili nel momento in cui terminano il loro ciclo di vita. Interrogazioni Atto n. 3-03357 CUCCA Al Ministro della giustizia Premesso che: con il decreto legislativo 13 settembre 2012, n. 155, avente ad oggetto la riorganizzazione e la distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza nonché il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane, sono state soppresse tutte le sezioni distaccate dei tribunali italiani che ricalcavano, nella vecchia circoscrizione giudiziaria, le preture, abolite nel 1989; tra queste, sono state soppresse le sezioni di Olbia e La Maddalena e conseguentemente l'anno seguente tutte le loro attività sono state accorpate alla sede centrale del Tribunale di Tempio Pausania; considerato che: nel luglio 2021 è stato presentato presso il Senato il disegno di legge n. 2322 che si prefigge di istituire il Tribunale e la Procura di Olbia e, conseguentemente, sopprimere il Tribunale e la Procura di Tempio Pausania, collocandovi un mero ufficio di prossimità;