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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, innanzitutto ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per le loro dichiarazioni di voto favorevoli su questo provvedimento targato Lega-Salvini Premier. L'esame del disegno di legge sulle piccole produzioni locali è iniziato più di un anno fa e l' iter in Commissione, come dicevano i colleghi che mi hanno preceduto, è stato molto partecipato. Ha riscosso l'approvazione unanime in Commissione e il favore di tutti i portatori di interesse del mondo agricolo e agroalimentare. L'obiettivo principale del disegno di legge è offrire delle opportunità a chi vuole iniziare un'attività di produzione o di vendita in quantità limitate di prodotti tipici locali. Principalmente ne usufruiranno tante imprese agricole medio-piccole. Tale obiettivo verrà raggiunto permettendo a tanti produttori agricoli di vendere direttamente in ambito locale e provinciale o di province contermini (quindi all'interno della propria Regione) i prodotti di loro primaria produzione. L'idea delle piccole produzioni locali nasce dal fatto che il nostro Paese è caratterizzato da moltissime piccole produzioni artigianali e alimentari tipiche e di qualità, ma anche dal fatto che i consumatori dimostrano sempre più interesse verso i prodotti genuini locali provenienti da filiere corte o cortissime: in questi casi non parliamo di chilometro zero, ma di metro zero. L'introduzione delle PPL darà un notevole aiuto alle azioni contro l'abbandono dei territori cosiddetti difficili, che spesso e volentieri sono le zone di montagna, dove in questi ultimi anni - lo sappiamo per le note vicende - si è registrato spesso e volentieri un grosso esodo verso le comodità delle città. Il fenomeno dell'abbandono delle montagne e la conseguente incuria del territorio hanno comportato l'inevitabile conseguenza di un maggior dissesto idrogeologico. È risaputo che la cura del territorio è fondamentale per prevenire soprattutto i fenomeni franosi, che sono sempre più frequenti negli ultimi anni. Di sicuro va sottolineato che la cura dei territori di montagna è oggi ancora più importante visto quanto sta succedendo e che è ormai comprovato. Mi riferisco ai cambiamenti climatici, che dobbiamo combattere con il presidio del territorio. Sicuramente le piccole produzioni locali daranno una mano a chi vuole rimanere sul territorio. La realizzazione delle PPL aiuterà ad aprire delle piccole attività di vendita dei nostri prodotti della montagna. Pensiamo alle tante malghe dove si allevano le mucche da latte e si producono formaggi. Con questo disegno di legge gli agricoltori o gli allevatori potranno vendere direttamente i loro prodotti, ammesso però che si riesca a produrre. Se infatti non riusciremo a contenere il fenomeno dei lupi e della fauna selvatica, nei recinti degli allevatori rimarrà ben poco a fine stagione per fare le piccole produzioni locali. Signor Presidente, se non affrontiamo quanto prima il problema del fenomeno della fauna selvatica e prevalentemente dei cinghiali che divorano tutto ciò che per loro è commestibile, sarà difficile fare raccolti e, di conseguenza, piccole produzioni locali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non lo dico con polemica, ma perché credo effettivamente sia un problema. Quando in passato ai cacciatori era consentito di fare il loro mestiere i cinghiali vivevano in alta montagna, nei boschi. Oggi è diverso: per vedere i cinghiali basta andare nelle periferie delle città. Anche a Roma, ad esempio, in via Cortina d'Ampezzo, se ne sono visti parecchi. Mi permetta, signor Presidente, ma qui a Roma i cinghiali svolgono un'importante funzione sociale: spesso non da soli, ma in team con i gabbiani, mangiando i rifiuti abbandonati lungo le strade, aiutano l'AMA (la società che si occupa della gestione dei rifiuti romani) a tenere pulita la città. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Se vogliamo veramente conservare i presidi nelle zone difficili dei nostri territori di montagna, dobbiamo anche dare a chi ha intenzione di viverci gli strumenti per poter sopravvivere. Mi rivolgo allora al ministro Costa, ma anche al ministro Bellanova (che oggi non è presente qui in Aula, ma che è rappresentato dal sottosegretario L'Abbate, che saluto): provate ad andare a parlare con i nostri agricoltori e allevatori di montagna, al Nord, come al Centro e al Sud, e fatevi raccontare le loro esperienze per capire cosa provano quando vedono distrutti i loro raccolti dai cinghiali o quando vedono le loro greggi decimate o addirittura distrutte dall'attacco dei lupi. È impossibile oggi in montagna o in collina continuare a fare agricoltura e allevamento in queste condizioni. Serve urgentemente calendarizzare le modifiche alla legge sulla caccia, la n. 157 del 1992. Tornando alle piccole produzioni locali, siamo convinti che la vendita diretta dei prodotti incentiverà anche il turismo. L'abbinamento tra agroalimentare e turismo ha fatto in modo che le esportazioni dei nostri prodotti siano aumentate nel 2018 di quasi il 6 per cento. È stata ottima la scelta del precedente Governo di abbinare agricoltura e turismo con una decisione del ministro Centinaio, al quale va il mio ringraziamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo perché i turisti, quando arrivano nel nostro Paese, visitano, assaggiano, conoscono, apprezzano e poi inevitabilmente comprano i nostri prodotti, perché sono buoni, sani e genuini. Nel nostro Paese ci sono oltre 800 prodotti agroalimentari tra DOP e IGP. Oltre a questi abbiamo poi una miriade di prodotti di nicchia quasi sempre tramandati dalla tradizione culinaria dei nostri nonni e dei nostri padri che ora, grazie alle piccole produzioni locali, possono essere sicuramente riscoperti e valorizzati. Con le piccole produzioni locali diamo una grossa mano soprattutto ai tanti giovani che vogliono intraprendere una loro attività nel mondo agricolo perché, se guardiamo attentamente il provvedimento, le PPL sono il primo vero esempio di semplificazione burocratica, nell'ottenimento delle autorizzazioni e nel rapporto con le ASL. Con questa legge ora i tecnici delle ASL aiuteranno, daranno consigli e accompagneranno idealmente per mano chi vuole intraprendere un'attività. Le unità sanitarie locali passeranno da una funzione che prima era di controllo e repressiva ad una funzione di controllo ed educativa, con un nuovo rapporto tra cittadino e istituzione, per cui i funzionari ASL diventeranno amici di chi vuole avviare un'attività. Le PPL avranno con questa legge un iter autorizzativo molto leggero, che prevede anche e soprattutto delle deroghe dal punto di vista urbanistico. D'altronde prima era difficile rispettare gli standard urbanistici nei paesini o nelle malghe di montagna. Inoltre, iniziare un'attività costerà oggi molto meno anche dal punto di vista economico: non servirà più andare in banca con il cappello in mano, indebitandosi fino al collo. Per avviare un'attività oggi basterà avere capacità, conoscenza e tanta voglia di fare.