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Al comma 2 dell'articolo 5 si stabilisce inoltre la possibilità per le imprese facenti parte di reti di imprese, organizzazioni di produttori, consorzi e imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, di concertare con le regioni, i comuni e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati, azioni promozionali dei prodotti contrassegnati dal marchio mentre al comma 3 è disposta l'istituzione, presso il, Ministero dello sviluppo l economico, dell'albo delle imprese abilitate a utilizzare per uno o più prodotti il marchio, albo che deve essere accessibile sul sito internet del Ministero stesso. L'articolo 5, rubricato "Promozione del marchio", al comma 1 dispone che il Ministero dello sviluppo economico predisponga campagne annuali di promozione del marchio nel territorio nazionale nonché sui principali mercati internazionali per il sostegno e la valorizzazione della produzione italiana e per la sensibilizzazione del pubblico ai fini della tutela del consumatore. Al comma 2 dell'articolo 5 si stabilisce inoltre la possibilità per le imprese facenti parte di reti di imprese, organizzazioni di produttori, consorzi e imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, di concertare con le regioni, i comuni e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura interessati, azioni promozionali dei prodotti contrassegnati dal marchio mentre al comma 3 è disposta l'istituzione, presso il, Ministero dello sviluppo l economico, dell'albo delle imprese abilitate a utilizzare per uno o più prodotti il marchio, albo che deve essere accessibile sul sito internet del Ministero stesso. All'articolo 6, comma 1, si prevede che il Ministero dello sviluppo economico acquisisca notizie atte a verificare la sussistenza dei requisiti per l'utilizzo del marchio segnalando eventuali ipotesi di indebito utilizzo, ai fini dei conseguenti accertamenti da effettuarsi secondo le modalità stabilite dal decreto di cui all'articolo 2, comma 1. Nel caso in cui si riscontrino violazioni nell'utilizzo del marchio secondo il comma 1 o il venir meno dei requisiti per l’utilizzo del medesimo, il comma 2 dell'articolo 6 stabilisce che il Ministero dello sviluppo economico revochi l'autorizzazione all'utilizzo del marchio. Ove sia riscontrata una violazione della disciplina relativa al marchio, l'articolo 6 dispone che a professionisti, artigiani ed imprese interessa dal provvedimento di revoca sia inibita la possibilità di presentare nuove richieste di autorizzazione all'utilizzo del marchio prima che siano decorsi tre anni da tale provvedimento, che diventano cinque nel caso in cui tale richiesta riguardi lo stesso prodotto per il quale è intervenuto il provvedimento di revoca (comma 3). Inoltre, il comma 4 dell'articolo 6, al primo periodo prevede che, qualora ne abbia notizia, il Ministero dello sviluppo economico debba segnalare all'autorità giudiziaria, per le iniziative di sua competenza, i casi di contraffazione e di uso abusivo del marchio e al secondo periodo che si applicano le disposizioni di cui agli articoli 144 e seguenti del codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. Infine, il comma 5, dell'articolo 6 stabilisce che con il medesimo decreto di cui all'articolo 2 sono altresì stabilite ulteriori sanzioni nel caso di uso fraudolento del marchio ovvero false o fallaci indicazioni ai sensi dell'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni. Da ultimo, a copertura delle spese per l'introduzione del marchio e la sua promozione, l'articolo 7 dispone che si provvede a valere sulle risorse del Fondo di promozione straordinaria del «Made in Italy» di cui all'articolo 4, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.. Art. 1. (Istituzione del marchio «Italian Quality») 1. Al fine di favorire la crescita delle esportazioni dei prodotti italiani, nonché di garantire la protezione dei consumatori attraverso la piena e corretta informazione in ordine al ciclo produttivo delle merci, è istituito il marchio « Italian Quality » corredato da logo figurativo. 2. L'istituzione del marchio « Italian Quality » è volta all'identificazione dei prodotti italiani che presentano caratteristiche di eccellenza. Per tali si intendono i prodotti finiti realizzati da professionisti, artigiani ed imprese, iscritti alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e aventi domicilio fiscale nel territorio italiano, che: a) riportano la marcatura d'origine «Made in Italy», in ottemperanza al codice doganale dell'Unione di cui al regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo, del Consiglio del 9 ottobre 2013; b) hanno subíto nel territorio italiano almeno una operazione ulteriore e precedente l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ai sensi dell'articolo 60 del codice doganale dell'Unione di cui al regolamento (UE) n. 952/2013 del 9 ottobre 2013; c) sono stati realizzati nel rispetto delle condizioni previste dal disciplinare di settore di cui all'articolo 2, comma 1, della presente legge. Art. 2. (Modalità e requisitiper la concessione del marchio) 1. La proprietà del marchio di cui all'articolo 1 spetta allo Stato italiano. Il rilascio della relativa autorizzazione all'uso è di competenza del Ministero dello sviluppo economico, ed avviene secondo modalità definite con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con il Ministro dell'economia, sentita la Conferenza Stato-Regioni di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Con il medesimo decreto, sentite le associazioni di categoria interessate, sono stabiliti uno o più disciplinari di settore ai quali professionisti, artigiani ed imprese si attengono ai fini della richiesta di autorizzazione all'uso del marchio di cui all'articolo 1, nonchè i criteri e le modalità per l'esecuzione uniforme su tutto il territorio nazionale dei relativi controlli da effettuarsi da parte di una società di certificazione individuata in base a selezione con procedura ad evidenza pubblica indetta con decreto del Ministro dello sviluppo economico. 2. L'autorizzazione all'uso del marchio di cui all'articolo 1 è rilasciata dal Ministero dello sviluppo economico a società semplici, in nome collettivo e cooperative, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, reti di imprese di cui all'articolo 3, comma 4- ter , del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, organizzazioni di produttori di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, e consorzi o società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti da imprese, anche artigiane, facenti parte di specifiche filiere produttive, a valere sui prodotti che l'impresa realizza nel rispetto delle condizioni previste dagli articoli 1, comma 2, e 2, comma 1, della presente legge. Art. 3. (Registrazione comunitaria e internazionale)