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rilevato che il Governo non ha, ad oggi, fornito alcun elemento idoneo a sostenere credibilmente gli obiettivi della manovra di bilancio per il 2020, posto che, secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, per neutralizzare le clausole di incremento dell'IVA e delle accise, finanziare le spese a politiche invariate e gli annunciati maggiori investimenti e mantenere gli obiettivi fissati nel DEF, dovrebbero essere individuate misure per circa 25 miliardi di euro nel 2020, che salirebbero a circa 36 miliardi di euro nel 2021 per raggiungere i 45 miliardi di euro a fine periodo; preso atto, in definitiva, che la delicata situazione internazionale, la persistenza della crisi economica e finanziaria che ancora investe l'Europa e, soprattutto, lo stato di sfiducia delle imprese e il crescente malessere sociale che colpisce ampie fasce della popolazione italiana richiederebbero un Governo solido e sicuro, politicamente coeso, libero da condizionamenti privati e immune anche solo dal sospetto dell'asservimento a interessi criminali; un Governo capace di operare in condizioni di piena legittimazione democratica a tutela dell'interesse nazionale; valutato infine che il "governo del cambiamento" ha prodotto fino ad oggi un unico e accertato cambiamento: da quando si è insediato, gli italiani sono più indebitati e isolati nel mondo, il prestigio e la credibilità dell'Italia si sono appannati, l'occupazione è diminuita, la crescita si è fermata, l'insicurezza e l'illegalità si sono accresciute, assieme alla percezione di impunità dei governanti, esprime, ai sensi dell'articolo 94 della Costituzione e dell'articolo 161 del Regolamento del Senato, la propria sfiducia al Governo. Interrogazioni Atto n. 3-00797 CORBETTA ABATE ANASTASI NUGNES CORRADO CASTALDI ANGRISANI DONNO RICCARDI LANNUTTI FLORIDIA NOCERINO LEONE NATURALE GALLICCHIO BOTTO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: il programma regionale di gestione dei rifiuti (PRGR) della Lombardia evidenzia che la capacità totale di incenerimento degli impianti presenti in Lombardia risultava pari a 2.521.600 tonnellate annue, con riferimento al 2011. Il quantitativo di rifiuto urbano residuo prodotto in Lombardia nel 2010 era pari a 2.133.885 tonnellate annue, mentre la previsione al 2020 risulta pari a 1.112.361 tonnellate annue, con una diminuzione netta pari a ben 1.021.524 tonnellate annue. La stima di sovracapacità degli impianti al 2020 risulta quindi pari a ben 1.298.003 tonnellate annue; il 3 dicembre 2013 il Consiglio regionale della Lombardia approvava la risoluzione n. 9 inerente al PRGR, con la quale, ritenendo necessario evitare che il sistema impiantistico lombardo diventasse un terminale europeo per l'incenerimento dei rifiuti in competizione con gli impianti nordeuropei interessati da un'analoga condizione di sovradimensionamento e prevedendo che la sovracapacità della Lombardia avrebbe potuto determinare un afflusso di rifiuti urbani e speciali da tutto il territorio nazionale con impatti negativi sull'ambiente e sulla salute dei cittadini, impegnava la Giunta regionale a definire scenari e criteri di dismissione progressiva degli impianti, coerenti con la progressiva diminuzione della produzione del rifiuto urbano residuo regionale, in modo da favorire la disattivazione degli impianti meno efficienti sotto il profilo ambientale e ad attivarsi affinché le nuove reti di teleriscaldamento risultassero coerenti con gli scenari di dismissione prospettati; in linea con gli impegni approvati dal Consiglio regionale, il PRGR, approvato con determinazione di Giunta n. X/1990 del 20 giugno 2014, prevede la possibilità di dismissione degli inceneritori più obsoleti e pertanto, nell'ambito delle norme tecniche di attuazione, stabilisce che entro 12 mesi dall'approvazione del PRGR, la Giunta avrebbe definito i criteri e le indicazioni riguardo alla progressiva e graduale dismissione di impianti di trattamento del rifiuto urbano residuo non più necessari ai fini del mantenimento dell'autosufficienza regionale; tali linee guida non sono mai state emanate dalla Giunta; nonostante varie sollecitazioni nel corso del tempo, nessun provvedimento è stato adottato dalla Giunta per ridurre la capacità impiantistica e per limitare la nuova costruzione e l'ampliamento di reti di teleriscaldamento alimentate da inceneritori; secondo i dati più recenti, nel 2017 la percentuale di raccolta differenziata in Lombardia si è attestata al 69,6. La produzione di rifiuti urbani residui è scesa a circa 1.400.000 tonnellate all'anno, con una riduzione di 700.000 tonnellate rispetto al dato del 2010. Tale discesa conferma le previsioni del PRGR e implica che nel 2017 la sovracapacità impiantistica regionale risultava già pari a 1.000.000 tonnellate annue; le reti di teleriscaldamento permettono ai gestori degli inceneritori di valorizzare economicamente parte del cascame di calore. Tuttavia gli elevati investimenti per la costruzione delle reti impongono periodi di esercizio pluridecennali durante i quali gli inceneritori devono continuare a bruciare rifiuti per "produrre" cascame di calore, a prescindere dall'effettivo fabbisogno di smaltimento del territorio. La vita operativa di taluni impianti vecchi e obsoleti viene forzatamente prolungata, a costo di ingenti interventi di ammodernamento, per garantire nel tempo la produzione del cascame di calore che alimenta il teleriscaldamento; gli investimenti sugli inceneritori e sulle annesse reti di teleriscaldamento sottraggono risorse a quelli per l'efficienza energetica e per lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile a zero emissioni. La costruzione di reti di teleriscaldamento legate agli inceneritori crea, quindi, un sistema estremamente rigido con il duplice effetto negativo di rimandare a tempo indeterminato l'adozione di politiche virtuose, nel campo sia della gestione dei rifiuti, sia della transizione energetica; a titolo di esempio, l'inceneritore di Desio (Monza e Brianza) di proprietà della società pubblica Brianza energia ambiente SpA, in esercizio dal 1976, è stato sottoposto nel 2016 a un intervento di ammodernamento da 15 milioni di euro in base a un piano industriale di durata ventennale. La rete di teleriscaldamento è stata progressivamente ampliata e attualmente si estende per oltre 40 chilometri nei comuni di Desio, Bovisio Masciago, Nova Milanese e Varedo; per i prossimi anni è prevista l'estensione ai comuni di Cesano Maderno, Muggiò e Cinisello Balsamo; nel mese di marzo 2019 la società pubblica Silea SpA, proprietaria dell'inceneritore di Valmadrera (Lecco) costruito nel 1981, ha pubblicato un bando di gara da 80 milioni di euro per la costruzione e la gestione per 35 anni di una rete di teleriscaldamento, alimentata dall'inceneritore, nei comuni di Valmadrera, Malgrate e Lecco;