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in base alla legge 24 aprile 1941, n. 392, è stato trasferito ai Comuni il servizio dei locali e dei mobili degli uffici giudiziari, gli immobili sedi degli uffici giudiziari dislocati sul territorio italiano (non ricompresi fra quelli demaniali), sono solo in uso degli uffici giudiziari, ma restano di proprietà dei Comuni di riferimento; questo ha significato la gestione della manutenzione degli immobili sedi degli uffici giudiziari a carico dei Comuni; considerato che: nel PNRR è stato previsto un investimento di appena 411,7 milioni di euro per efficientare gli edifici giudiziari (Investimento 1.2 efficientamento degli edifici giudiziari) con l'obiettivo di ristrutturarli con materiali sostenibili e misure antisismiche per la costruzione di edifici, riqualificazione e rafforzamento dei beni immobili dell'amministrazione della giustizia; oltre all'importante ruolo dato all'efficientamento dei consumi energetici, il programma mira a garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi attraverso l'uso di materiali sostenibili e l'utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili. Gli interventi devono inoltre adattare le strutture per ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici; l'intervento si focalizza sulla manutenzione di beni esistenti, consentendo la tutela, la valorizzazione e il restauro del patrimonio storico che spesso caratterizza gli uffici dell'amministrazione della giustizia italiani; il cronoprogramma degli interventi prevede di agire entro la metà del 2026 su 290.000 mq di uffici, tribunali e cittadelle giudiziarie, efficientando 48 strutture, migliorando tecnologicamente l'erogazione dei servizi (escluse le caldaie a gas naturale); l'elenco indicativo riportato nel piano PNRR dei comuni in cui si devono svolgere gli interventi comprende Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Latina, Messina, Milano, Monza, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Roma, Trani, Torino, Velletri e Venezia; la ricognizione delle informazioni identificative di tali immobili è possibile, pertanto, consultando le pubblicazioni delle amministrazioni comunali; se ne desume che gli interventi previsti con l'investimento 1.2 del PNRR non si potranno monitorare centralmente (presso il Ministero della giustizia o Ministero dell'economia), ma si dovranno inseguire le gare di appalto espletate in ciascun comune identificato; un monitoraggio di questo tipo sembra, oltre che dispendioso e complesso, anche poco efficace perché l'indicatore qualitativo (traguardi) previsto nel PNRR che riguarda le notifiche dell'aggiudicazione di tutti i contratti pubblici a seguito di una procedura di appalto pubblico, non dà informazioni sul completamento delle opere previste ed effettivamente realizzate a garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale con l'uso di materiali sostenibili e l'utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili; le "notifiche dell'aggiudicazione di gara" è un obiettivo inadeguato per monitorare il risultato atteso ( output ) dell'investimento come la riduzione della vulnerabilità sismica di 48 edifici giudiziari e loro efficientamento energetico; manutenzione, tutela, valorizzazione e recupero di un vasto patrimonio storico; miglioramento delle strutture inadeguate che influiscono negativamente sull'amministrazione della giustizia; maggiore efficienza, resilienza ed erogazione tecnologica dei servizi giudiziari; verificato che: secondo i dati diffusi dal Ministero dell'economia attraverso il portale "Open Bdap", il Ministero della giustizia ha registrato una capacità di spesa dell'88 per cento lasciando in bilancio una fetta consistente di risorse finanziarie che potevano invece essere meglio utilizzate per investimenti per più di un miliardo di euro; in particolare non sono stati impegnati 83 milioni di euro per la realizzazione di nuove infrastrutture, potenziamento e ristrutturazione nell'ambito dell'edilizia carceraria ed ulteriori 34 milioni non spesi per la manutenzione delle strutture giudiziarie ubicate nelle regioni della Campania, Puglia, Calabria e Sicilia; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che: la realtà penitenziaria italiana è caratterizzata da un elevato sovraffollamento delle strutture di detenzione e alla carenza dei posti disponibili si aggiunge l'obsolescenza delle strutture; soltanto il 36,8 per cento della spesa giudiziaria destinata agli investimenti è stata impegnata, una percentuale troppo bassa, di cui soltanto il 4 per cento della spesa è stata impegnata per l'acquisto l'istallazione e l'ampliamento di immobili strutture ed impianti per l'amministrazione penitenziaria; l'incapacità di spesa del Ministero della giustizia rappresenta quindi una criticità e un forte limite non trascurabile nell'attuazione del PNRR e delle ingenti risorse messe in campo rischiando che non verranno in parte utilizzate, si chiede di sapere: se si intendano analizzare le motivazioni della scarsa capacità di impegno di spesa in conto capitale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi; se si ritenga che le mere "notifiche dell'aggiudicazione di gara" previste nel PNRR siano sufficienti a garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi attraverso l'uso di materiali sostenibili e l'utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili considerando che saranno i comuni a gestire i fondi; quali siano i criteri oggettivi in base ai quali è stato definito l'elenco indicativo riportato nel piano PNRR dei comuni in cui si devono svolgere gli interventi di riqualificazione. Atto n. 4-06393 BARBONI BERNINI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: con legge n. 84 del 2021 è stato stabilito il distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e la loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna; nel territorio del comune di Montecopiolo, in provincia di Rimini, è presente un comprensorio sciistico, al cui interno l'impianto di risalita denominato "OS52 Salbuccia", necessita sia di revisione speciale che di revisione generale trentennale; il comma 5 -bis dell'articolo 43 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalle legge 13 ottobre 2020, n. 126, come sostituito dal comma 18 -bis dell'articolo 57, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevede che in deroga al regolamento di cui al decreto n. 203 del 2015 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la vita tecnica degli impianti di risalita in scadenza nel 2018, 2019 e 2020, limitatamente agli skilift siti nel territorio delle Regioni Marche e Abruzzo, è prorogata al 31 dicembre 2021, previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell'esercizio da parte dei competenti uffici ministeriali;