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È un atto concreto che noi senatori possiamo a breve concludere e portare a termine l' iter della legge "salvamare" per il recupero dei rifiuti in mare e per l'economia circolare, finalizzata a non disperdere rifiuti nel mare. (Applausi) . ANGRISANI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANGRISANI (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono certa che conoscete tutti il fiume Sarno e il disastro ambientale che vivono i cittadini del suo bacino. Ebbene, questa che vedete in foto è una bottiglia di acqua "Sarnella", l'acqua che provoca tumori alla popolazione e uccide la flora e la fauna presenti nel fiume. Non vi preoccupate: non è in vendita e non è imbottigliata, ma rappresenta la campagna di sensibilizzazione ideata da alcune associazioni per portare il problema dell'inquinamento del Sarno alla ribalta nazionale attraverso il brand rappresentato dall'acqua Sarnella. Quella dell'inquinamento del Sarno rappresenta una questione annosa, che ha visto l'interessamento di diverse legislature e tante amministrazioni, oggetto anche di una Commissione parlamentare di inchiesta. Ad oggi poco o nulla purtroppo è cambiato. Il Sarno rappresenta un tema ambientale, ma anche salutare: le sostanze chimiche presenti nelle acque inquinate sono particolarmente pericolose per la salute dell'uomo e per la sopravvivenza della flora e della fauna fluviale. L'acqua che viene utilizzata dalle piante, dagli animali e dall'uomo arriva principalmente dai fiumi. Le indagini epidemiologiche hanno evidenziato, infatti, che le patologie accertate presentano due veicoli principali di trasmissione: le gocce aerosolitiche e l'ingestione diretta e indiretta dell'acqua del fiume. Bisogna agire e anche in fretta. L'anno scorso, dopo il lockdown , bastarono pochi giorni dall'allentamento delle misure restrittive per catapultarci di nuovo in un incubo ambientale, fatto di discariche abusive e di sversamenti illegali. Tutto ciò è responsabilità di alcune aziende del comparto produttivo - da un lato - ma - dall'altro - è anche colpa della pubblica amministrazione. La salvaguardia ambientale non può prescindere dalla realizzazione e dal completamento della rete fognaria, per la cui mancata realizzazione la Campania, ogni anno, paga milioni di euro per le procedure di infrazione in Europa. L'inadeguatezza e la lentezza burocratica e amministrativa della Regione ritardano i lavori di risanamento del Sarno. Quindi, ritengo utile prendere in considerazione l'ipotesi di riportare il fiume Sarno tra i siti di interesse nazionale, in modo da riuscire a prendere nuovamente contezza gestionale a livello nazionale di tale problematica. Qualche settimana fa, su iniziativa di alcune associazioni locali, c'è stata una manifestazione a Nocera inferiore e il grido di dolore dei manifestanti, la cui voce riporto qui nell'Aula del Senato, non può restare inascoltato. Le associazioni promotrici di questa battaglia ambientale hanno promosso uno spot provocatorio che pubblicizza il brand dell'acqua Sarnella. Lo scempio ambientale e l'avvelenamento delle acque del Sarno sono un attentato quotidiano alla salute pubblica. Cari colleghi, vi invito a venire in Campania per ammirare l'acqua limpida del fiume Sarno alle sorgenti nella mia città; acqua, che dopo poche centinaia di metri, diventa un disastro ambientale. Dobbiamo riflettere su tutto ciò, sul fatto che l'incidenza di alcuni tumori in quest'area è superiore alla media. Chilometri di spiagge balneabili potrebbero essere una risorsa turistica in questo momento di crisi socio-economica. Non lasciamo soli le associazioni e i cittadini in questa lotta e, oltre a plaudire a iniziative di sensibilizzazione, come quella dell'acqua Sarnella, dobbiamo impegnarci attivamente per modificare il corso degli eventi. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il 14 agosto 2018 crollava il ponte Morandi, causando 43 vittime, una serie di danni economici enormi alla vita di tante persone a Genova e, in generale, creando un grave danno al Paese. In questi tre anni si è parlato di punire coloro che avevano responsabilità. Le responsabilità sono ampiamente emerse; è uscito persino un libro, scritto dalla giornalista de «Il Sole 24 Ore», Laura Galvagni. Si è evidenziato che la manutenzione fatta da Autostrade per l'Italia (Aspi) è stata molto al di sotto di quanto richiesto già per iscritto. Poi i risultati si sono visti. I soldi risparmiati sulla manutenzione sono diventati, per un verso, dividendo nelle tasche degli azionisti e, per un altro, la morte per coloro che erano sul ponte quel giorno. Ora si parla, senza che ci sia stato alcun coinvolgimento parlamentare di qualsiasi tipo, di un'operazione per la quale Cassa depositi e prestiti tirerebbe fuori a beneficio diretto e indiretto - ma soprattutto diretto - di Atlantia, e cioè della famiglia Benetton principalmente, circa 21 miliardi, quando, avvalendosi della possibilità di recesso previsto dall'articolo 9- bis della convenzione unica, se ne potrebbero spendere 13. Ciò avverrebbe nel caso in cui i tribunali dessero torto sempre allo Stato e sempre ragione ad Autostrade per l'Italia, anche in ragione dei piccoli problemi - chiedo scusa per l'ironia in una cosa di questo genere - che si sono manifestati per quanto riguarda la manutenzione. Su questo, oltre a gradire un intervento del Governo di spiegazione, sarebbe comunque doverosa la risposta a interrogazioni presentate da me, dal senatore D'Alfonso, presidente della Commissione finanze, e da diversi altri senatori del Gruppo Partito Democratico, dal senatore Lannutti e da altri ancora. Pertanto, sollecito il Governo a comunicare a tal riguardo, anche perché in merito si è levata la voce di Egle Possetti, presidente del Comitato dei familiari delle vittime del crollo del ponte, la quale ha pronunciato una frase molto eloquente del tipo: con questo affare i nostri familiari vengono uccisi una seconda volta. Credo che, quantomeno, una spiegazione sia doverosa. (Applausi) . PAPATHEU (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi unisco, innanzitutto come componente della Commissione di inchiesta sul femminicidio, ma anche come donna del Gruppo parlamentare Forza Italia, che oggi qui rappresento, al lutto che il nostro Paese deve purtroppo celebrare, a fronte dell'ennesimo caso verificatosi. Mi piace dire che siamo tutte Saman, come lo sono tutti gli italiani vicini alle vittime di eventi del genere ormai tristemente noti. Mi riferisco ai minorenni che vengono venduti dalle proprie famiglie per business , per portare in dote visti di soggiorno e permessi e subiscono diverse pratiche, che tutti conosciamo, come l'infibulazione, perpetrata ancora oggi da quelle famiglie.