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Auspica quindi per il futuro un percorso diverso nell'esame dei provvedimenti, riconoscendo la necessità di sanare un'obiettiva mancanza verificatasi in questa circostanza. Il PRESIDENTE osserva come la spiacevole situazione attuale derivi dal fatto che il provvedimento in esame è molto corposo e ciò ha determinato difficoltà di gestione sia da parte del Ministero dell'economia e delle finanze sia da parte del Parlamento. Ritiene necessario che, in futuro, vengano adottati provvedimenti più snelli e vi siano delle verifiche sui tempi necessari al Ministero dell'economia e delle finanze per fornire le risposte sugli emendamenti, in modo da suddividere razionalmente il carico di lavoro fra i due rami del Parlamento. Concorda con l'inutilità di procedere ora ad un voto sugli emendamenti, dal momento che ciò sarebbe anche fuorviante rispetto alle modalità di gestione e ai tempi di trasmissione del decreto da parte dell'altro ramo del Parlamento e chiede al Governo di fornire un segnale forte che aiuti a migliorare i lavori parlamentari, rendendoli più efficaci. Il sottosegretario MISIANI manifesta il proprio rammarico per un esito che risulta conseguente a criticità sia strutturali che contingenti. La criticità strutturale consiste nel fatto che l'esame dei decreti-legge risulta oramai imperniato su un monocameralismo alternato basato, nei fatti, sulla prevalenza della Camera nella quale è presentato il provvedimento in prima lettura. Al riguardo, rammenta i fallimenti dei tentativi, anche recenti, di modifica costituzionale. La criticità contingente è invece legata alla difficile situazione che il Paese sta vivendo, dovuta alla drammatica situazione economica in atto. Ciò ha indotto il Governo ad adottare un decreto della portata di 55 miliardi di euro e di una complessità enorme, con la conseguente presentazione, presso la Commissione bilancio della Camera, di 8.000 emendamenti, dei quali circa 1.200 sono stati segnalati dai Gruppi. La discussione presso la Camera è stata quindi particolarmente difficile e prolungata nel tempo, vanificando il sincero tentativo di assicurare due letture parlamentari effettive. Comprende quindi le rimostranze e il rammarico espresso dai senatori, con particolare riguardo a quelli di opposizione. Ritiene che tale situazione debba essere superata e raccoglie le sollecitazioni formulate dal presidente Pesco, giudicando comunque necessario un intervento strutturale volto a modificare le procedure legislative e parlamentari, così da prevenire il ricorso massivo a provvedimenti di urgenza, in difformità rispetto all'architettura istituzionale progetta dai Padri costituenti. Il PRESIDENTE , preso atto delle posizioni emerse nel corso del dibattito e considerata l'obiettiva impossibilità di proseguire l'esame in sede referente, fa presente che riferirà domani mattina all'Assemblea sull'andamento dei lavori della Commissione. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il presidente PESCO avverte che la seduta già convocata per domani, mercoledì 15 luglio 2020, alle ore 9, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 21,05. Allegato