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Stante l'evidente natura tecnica della previsione, tale regolazione è demandata alla fonte regolamentare con acquisizione, peraltro, del parere del Garante per la protezione dei dati personali. Per quanto riguarda l'eccessività delle misure sotto il profilo dei costi, si segnala che l'intervento è stato concordato con il Ministero dell'economia e delle finanze, il quale ha istituito un apposito fondo di 35 milioni di euro per l'anno 2019. L'utilizzo del fondo è disposto, previa ricognizione dei fabbisogni, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in relazione alle esigenze presentate. Pertanto la misura introdotta è dotata di copertura finanziaria e non presenta alcuna criticità sul versante dei costi. Per quanto concerne la gradualità e la proporzionalità degli interventi previsti dall'articolo 2, si segnala che i dati riportati nell'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) confermano che la falsa attestazione della presenza in servizio è un fenomeno diffuso e in grado di pregiudicare gravemente l'efficienza dell'azione amministrativa. Inoltre la falsa attestazione delle presenze in servizio può configurare un illecito penale del dipendente, sicché risulta giustificato il ricorso a efficaci misure di prevenzione, anche in concorso tra di loro. Tali circostanze rendono pertanto necessaria la predisposizione di un duplice sistema di controllo, nella forma sia della verifica biometrica dell'identità sia della videosorveglianza. Tanto più che la videosorveglianza non rappresenta una misura idonea di per sé a contrastare il fenomeno dei cosiddetti furbetti del cartellino, dal momento che consente la mera rilevazione dell'utilizzo del badge ma non anche dell'identità del suo utilizzatore, se non ex post e nella fase di accertamento e contestazione dell'illecito disciplinare. Infine, come indicato nell'analisi tecnico-normativa, si rappresenta che la misura introdotta non appare in alcun modo in contrasto con i principi di diritto affermati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'unione europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo. Infatti l'articolo 2 non prevede una misura volta a controllare l'esecuzione della prestazione lavorativa né le comunicazioni private del lavoratore (fattispecie, queste ultime, su cui si è soffermata in particolare la Corte di Strasburgo nelle pronunce sui ricorsi 70838/13 e 61496/08), bensì esclusivamente ad assicurare l'effettivo rispetto dell'orario di lavoro da parte del personale. Al fine di garantire il più efficace svolgimento delle funzioni dirigenziali, il comma 2 prevede che i dirigenti delle amministrazioni pubbliche adeguino la prestazione nella sede di lavoro alle esigenze dell'organizzazione e a quelle connesse con la corretta gestione. Le relative modalità attuative della disposizione verranno disciplinate come segue: a) con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare, previa intesa in sede di Conferenza unificata, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione , previo parere del Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell'articolo 154 del codice per la protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sulle modalità di trattamento dei dati biometrici, sono individuate le modalità attuative del presente comma, nel rispetto dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2016/679 e delle misure di garanzia definite dal predetto Garante ai sensi dell'articolo 2- septies del codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003; b) mediante un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, nel rispetto dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2016/679 e delle misure di garanzia definite dal predetto Garante ai sensi dell'articolo 2- septies del codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003. Per quanto concerne il personale docente ed educativo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si è ritenuto opportuno demandare ad uno specifico provvedimento attuativo, adottato dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, in considerazione della peculiarità della disciplina giuridica applicabile a detto personale. Il vigente CCNL di comparto, all'articolo 29, comma 5, prevede, infatti, che il docente debba trovarsi in classe cinque minuti prima dell'inizio della prima ora di lezione; null'altro è menzionato in merito alla rilevazione elettronica o automatica dell'orario d'ingresso e di uscita dall'istituzione scolastica. Tale peculiare disciplina sembra trovare la propria giustificazione nella valutazione della specificità della funzione docente e nei diversi e più gravosi obblighi che investono il personale docente in relazione alla sua presenza in servizio. Il rispetto dell'orario di lavoro è attestato dal personale docente ed educativo tramite la firma, cartacea o digitale (stante l'introduzione del registro elettronico da parte del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012), del registro di classe, dotazione obbligatoria di ciascuna classe, atto pubblico facente fede erga omnes , quale attestazione di presenza non solo del docente ma anche degli alunni. Orbene, proprio in considerazione dell'esistenza di uno strumento (il « registro di classe ») astrattamente idoneo, per le modalità di tenuta e di compilazione, ad escludere fenomeni di assenteismo o di false attestazioni della presenza in servizio, si è ritenuto opportuno demandare a una differente fonte regolamentare le modalità attuative della disposizione, senza escludere tout court la possibilità di applicare anche a detto personale i mezzi di rilevazione delle presenza previsti dalla disposizione medesima. Si precisa inoltre che le amministrazioni che, per espressa previsione normativa, sono tenute a utilizzare i servizi di pagamento degli stipendi messi a disposizione dal Ministero dell'economia e delle finanze, provvederanno all'attuazione delle citate misure avvalendosi dei servizi di rilevazione delle presenze forniti dal sistema « NoiPA » del predetto Ministero. Le altre amministrazioni pubbliche provvederanno, invece, all'attuazione delle stesse misure avvalendosi dei servizi di rilevazione delle presenze forniti dal predetto sistema « NoiPA » ovvero secondo le modalità previste dagli articoli 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e 58 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e dall'articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per l'attuazione degli interventi relativi ai sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza (comma 1), è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 35 milioni di euro per l'anno 2019.