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Bisogna cominciare a ripetere in questa Aula, nelle televisioni, nei media e ogni volta che sia possibile farlo che un bambino che arriva è sempre una benedizione, che un bambino che arriva, anche se imprevisto o nel momento apparentemente sbagliato o con disabilità, è sempre una benedizione. (Applausi) . Questa è una mentalità capace di produrre speranza, futuro. Chi accoglie la vita è sempre e in primo luogo un eroe e i bambini non sono prodotti da comprare, vendere, regalare o affittare; hanno bisogno di una mamma e di un papà. (Applausi) . Cominciamo a dircelo; cominciamo a ripetercelo: i bambini non si comprano; non si vendono e non si affittano. Questo primo passo verso la ricostruzione antropologica passa attraverso i Comuni e le Regioni a misura di famiglia. Molte realtà locali stanno facendo un lavoro enorme, dalla Provincia di Trento fino a intere Regioni e Comuni, grazie all'apporto generoso anche di molte associazioni, come l'Associazione nazionale famiglie numerose o altre. Stanno costruendo dal basso condizioni e humus favorevoli alla vita e alla famiglia. Credo che dobbiamo incoraggiare in tutti i modi quelle realtà perché sia dall'alto che dal basso si possa cambiare la mentalità del nostro Paese e tornare a una ricostruzione valoriale. Presidente, concludo con una frase del poeta Giovanni Pascoli, che mi è molto cara. Pascoli diceva: «Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo». Speriamo che con questa legge tanti possano nascere al mondo. (Applausi) . ROMANO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Signor Presidente, l'assegno unico e universale, meglio noto come assegno unico familiare, debutterà in Italia sull'esempio di quanto già è presente da tempo in altri Paesi europei. Esso è frutto di un progetto strutturale e si sostanzia in un beneficio, riconosciuto a tutti i genitori per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai ventun anni, con una parte fissa universale e una legata al reddito ISEE della famiglia fino a un tetto massimo con una maggiorazione per i disabili. La sua unicità è legata al fatto che ingloba in un solo contributo le attuali detrazioni per i figli a carico e gli altri benefici legati alla prole. È senza dubbio una riforma epocale e si pone al centro di un cambiamento di rotta culturale, dove l'interesse dei minori e dei giovani deve rappresentare una priorità, l'avvio di un percorso che vede finalmente le famiglie con figli al centro dell'azione politica e di ogni misura economica, compresa - si spera - la tanto auspicata riforma fiscale. Uno strumento, dunque, atteso da tempo, pensato per supportare economicamente le famiglie con figli e per tentare di arginare, quantomeno in parte, gli effetti nefasti di una crisi demografica che ha investito l'Italia più di altri Paesi, con un tasso di natalità in continuo calo, il più basso nell'area europea: 7 nascite ogni 1.000 residenti, 9,6 nel 2009. Significativa, dunque, la convergenza attorno a questo istituto da parte delle forze politiche in Parlamento che lo hanno giudicato senza dubbio utile ed efficace in termini di equità e giustizia sociale, sebbene, con riferimento alle risorse economiche, la svolta strutturale colma solo in parte il gap con la Francia o la Germania, dove le politiche familiari ricevono da sempre maggiore attenzione. L'assegno unico e universale, in tempi di Next generation, è tuttavia un'opportunità per le coppie che sognano di avere figli e che pur nell'incertezza del futuro, anche in tempi di Covid, con 16.000 nati in meno nel 2020 rispetto all'anno precedente, possono sentire più vicina la loro comunità. (Applausi) . L'assegno unico e universale diventa una componente significativa del reddito familiare, soprattutto in un momento storico in cui la tenuta economica delle famiglie, centro decisionale per la distribuzione del reddito in consumi e risparmio, è messa a dura prova. L'indifferenza diffusa su natalità e giovani non ha portato solo una allarmante decrescita demografica, ma un conseguente calo del PIL potenziale e in questo senso l'assegno unico familiare acquista una valenza strutturale ancora più forte, un volano significativo per la ripresa economica del nostro Paese. Questo perché disuguaglianze e bassi salari non ricadano sulla testa delle nuove generazioni. Al di là del concetto di giustizia sociale, qualsiasi progetto di ripresa e ripartenza deve passare proprio dalle nuove generazioni, che rappresentano il capitale umano del futuro. Come sempre, tutto è legato alle priorità della politica e alla capacità di concentrarsi su ciò che può fare la differenza tra il momento storico che viviamo e quello che sarà, con la consapevolezza che, quando si tratta di famiglia, la borsa dei denari, in Italia, ahimè tende sempre a rimanere chiusa e con l'onestà intellettuale di riconoscere che gli effetti devastanti della crisi in atto, come accade in tutte le grandi crisi, ricade soprattutto sulle famiglie, che paradossalmente sono state proprio le principali artefici di una resistenza, che ha impedito al sistema Paese di collassare. Che l'assegno unico e universale sia dunque anche il giusto riconoscimento per il grande sacrificio che stanno sostenendo le famiglie dell'Italia, le nostre famiglie, oltre che un segno di grande civiltà e il viatico di nuove politiche familiari, tese allo sviluppo del sistema Paese. Per questi motivi, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 1892, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Risulta pertanto assorbito il disegno di legge n. 472. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno SANTANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTANGELO (M5S) . Signor Presidente, intervengo in merito alle notizie di stampa, che abbiamo appreso tutti stamattina, sui presunti dati falsi che sono stati notificati all'Istituto superiore di sanità da parte della Regione Siciliana. Nell'inchiesta, portata avanti dalla procura e dai carabinieri della compagnia provinciale di Trapani, che ringrazio per il pregevole lavoro svolto, emergono dei fatti a dir poco inquietanti. Sono state arrestate tre persone e tra queste anche una dirigente della Regione Siciliana. Delle tante intercettazioni ne leggo solo alcune, per far capire il tono e la gravità della situazione. Da un'intercettazione risulta che la dirigente regionale Letizia Di Liberti, al telefono con l'assessore alla salute Razza, che si è dimesso qualche ora fa, parlando dei dati Covid, chiede: «I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?». Naturalmente i due non sanno di essere intercettati. L'assessore risponde: «Ma sono veri?». «Si, solo che sono di tre giorni fa», risponde la dirigente e Razza dà l'ok e dice: