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se il Ministro in indirizzo voglia intervenire attraverso misure straordinarie di sostegno, finalizzate a superare i limiti dei percorsi utilizzati per la gestione delle calamità naturali in agricoltura, dal momento che l'attività produttiva apistica, fondamentale nell'equilibrio dell'agricoltura nazionale, e nello specifico di quella piemontese, rischia un pesante declino, anche a causa delle molteplici difficoltà che il settore ha affrontato negli ultimi anni, dalle siccità, alle gelate, alle morie e agli spopolamenti, e in ultimo, all'emergenza legata alla diffusione del "coronavirus"; se non ritenga necessario mettere in campo misure urgenti, fra cui quelle descritte, al fine di salvaguardare l'apicoltura nazionale e la produzione di miele di qualità made in Italy , in quanto preziosa risorsa per l'agricoltura italiana. Atto n. 3-01422 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI BORGONZONI SBRANA Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che: l'allarmismo legato alla diffusione dell'influenza da coronavirus rischia di generare danni incalcolabili all'economia reale del Paese; sotto attacco in questo momento è l'industria agroalimentare made in Italy ; da notizie sembra infatti che la Grecia voglia bloccare l'esportazione di grana padano dall'Italia se non viene dimostrato attraverso apposita certificazione che il formaggio è esente dal contagio da coronavirus: un caso inaccettabile che ha l'effetto di penalizzare pesantemente l'economia italiana e di indebolire l'immagine del nostro Paese nel mondo; la decisione della Grecia è fuori luogo e non supportata da tesi scientifiche. La stessa EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ad inizio del mese di febbraio 2020, ha ricordato ed informato che la trasmissione del virus avviene solo da uomo a uomo e non da merce all'uomo; si tratterebbe di un danno incalcolabile per l'agroalimentare italiano: il grana padano è il prodotto più esportato al mondo con oltre 2 milioni di forme vendute ogni anni sui mercati esteri. Sembra che, oltre alla Grecia, anche altri Paesi stiano maturando scelte simili come la Germania, la Spagna e il Giappone, suscitando grave preoccupazione tra gli operatori del settore; si chiede di sapere quali immediate iniziative i Ministri in indirizzo vogliano adottare, anche a livello diplomatico, in tutte le sedi competenti, prima fra tutte l'Unione europea, per scongiurare che possano essere prese posizioni da parte di altri Stati come quelle descritte. Atto n. 3-01423 CASTELLONE MAIORINO MORONESE DI GIROLAMO GIANNUZZI PRESUTTO PAVANELLI MATRISCIANO DONNO ANGRISANI D'ANGELO LEONE LANNUTTI PISANI Giuseppe MAUTONE ANASTASI CORRADO ENDRIZZI ORTIS NOCERINO ROMANO DE LUCIA Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: con nota del direttore dell'unità operativa complessa di cure primarie prot. n. 71 del 29 gennaio 2020, la Asl Napoli 2 nord ha sospeso in autotutela la remunerazione aggiuntiva oraria euro 5,16 euro per i medici convenzionati in servizio presso i Saut (postazioni di emergenza della rete territoriali) aziendali; tale sospensione è stata motivata da una segnalazione degli organi di polizia giudiziaria, su indagine della Corte dei conti, la quale ha rilevato irregolarità nell'indennità oraria aggiuntiva di 5,16 euro, che sarebbe stata indebitamente riconosciuta e percepita dal personale medico convenzionato del 118 impiegato presso i Saut negli ultimi 15 anni; l'indennità era stata istituita con delibera regionale dalla Campania (n. 6872 del 3 novembre 1999) nell'ambito del processo di attivazione del sistema 118, ai medici dell'ex guardia medica (convenzionati dunque) passati a svolgere i compiti di medico di emergenza territoriale 118, come remunerazione aggiuntiva al trattamento economico previsto per il medico di guardia medica dal contratto allora vigente, in considerazione di una specifica attività lavorativa, e relativi rischi, che la stessa delibera definiva "usurante" e ad "elevato rischio fisico"; l'indennità di 10.000 lire, riconosciuta nel 1999 dalla Regione Campania all'atto della costituzione del servizio, è stata lasciata in piedi all'atto del passaggio dal vecchio al nuovo contratto; eppure oggi l'indagine della polizia giudiziaria nelle Asl campane la individua come un compenso non dovuto, in quanto compresa nelle altre voci contrattuali successivamente intervenute con la dicitura "onnicomprensive"; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: in data 21 febbraio 2020 la consigliera in regione Campania del Movimento 5 stelle, Valeria Ciarambino, ha presentato un'interrogazione a risposta orale con cui, premessa una disamina delle norme contrattuali intervenute dal 1999 ad oggi, ha chiarito come ciascun atto, nella parte che riguarda l'emergenza, adduce variazione alla delibera della Giunta della Regione Campania n. 6872 del 1999, la quale, non essendo mai stata revocata, conserva la sua validità economica e giuridica; in particolare l'accordo integrativo regionale (AIR) 2003, tuttora vigente, nella parte che riguarda l'area dell'emergenza (art. 7) conferma la retribuzione aggiuntiva. L'accordo collettivo nazionale 20 gennaio 2005 per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, pur introducendo la retribuzione oraria onnicomprensiva, inserisce la norma transitoria che cita "fatti salvi gli accordi regionali", secondo il principio generale ed inderogabile che nessun accordo può essere peggiorativo di quello precedente; la decisione della Asl Napoli 2 nord di sospendere la retribuzione accessoria dei medici del servizio emergenza-urgenza territoriale (SEU), a seguito di un semplice accesso degli organi di polizia giudiziaria (di per sé inconferente e non idoneo a modificare il trattamento economico dei medici, disciplinato da atti amministrativi aventi natura normativa), può definirsi, a giudizio degli interroganti, irrituale, intempestiva e imprudente, perché non derivante da un'intervenuta novità legislativa o regolamentare, né condivisa in sede di comitato ex art. 24 del citato accordo collettivo nazionale 20 gennaio 2005; considerato inoltre che: oltre ai tagli dello stipendio, per quasi un terzo della retribuzione mensile, i medici dovrebbero restituire ingenti cifre che oscillano tra i 50 e i 90.000 euro; le Asl, per ora la Napoli 2 e la Napoli 3, ma anche Avellino e Salerno, hanno deciso di procedere in autotutela ai tagli in busta paga (circa 850 euro mensili per chi fa il massimo delle ore) e ai recuperi degli anni passati. A parere degli interroganti, un tributo insostenibile per personale già utilizzato allo stremo delle forze per carenza di personale nell'area dell'emergenza-urgenza territoriale;