[pronunce]

che tuttavia la medesima circolare non può che leggersi in coerenza con il sistema normativo delineato dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni) ed attuato dal d.P.R. 18 maggio 1998, n. 189 (Regolamento recante norme di attuazione delle disposizioni in materia di versamenti in tesoreria, previste dall'articolo 24, comma 10, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241) e dal decreto ministeriale 22 maggio 1998, n. 183 (Regolamento recante norme per l'individuazione della struttura di gestione prevista dall'articolo 22, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonché la determinazione delle modalità per l'attribuzione agli enti destinatari delle somme a ciascuno spettanti); che, segnatamente, detto sistema disciplina la raccolta dei tributi prevedendo, tra l'altro, che le somme dovute agli enti destinatari, tra cui la Regione Siciliana, vengano ad essi riversate soltanto dopo che un'apposita struttura di gestione, centralizzata, abbia provveduto ai conteggi ed alle operazioni di propria competenza; che, come già ritenuto da questa Corte, la minima dilazione nell'afflusso delle somme alla Regione Siciliana, dovuta alla interposizione di operazioni devolute alla struttura di gestione, non integra una lesione dell'interesse costituzionalmente protetto della Regione medesima (sentenza n. 156 del 2002); che, pertanto, restando del tutto impregiudicate le pretese della ricorrente nascenti da eventuali violazioni del sistema predetto, l'atto impugnato in questa sede non è idoneo, come tale, a produrre effetti lesivi delle attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione Siciliana in materia finanziaria, giacché la sua portata è circoscritta a fornire istruzioni sulle modalità di versamento dei tributi oggetto della regolarizzazione e non incide in alcun modo sulla loro spettanza (vedi anche ordinanza n. 30 del 2003); che dunque il ricorso va dichiarato manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla Regione Siciliana avverso la circolare del Ministero delle finanze n. 28/E del 5 febbraio 1999, recante “Regolarizzazione degli omessi versamenti in materia di IVA e tributi diretti. Differimento dei termini di cui all'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, previsto dall'art. 12 della legge 23 dicembre 1998, n. 448”, iscritto al n. 19 del registro conflitti dell'anno 1999. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 marzo 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Carlo MEZZANOTTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 marzo 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA