[sommcomm]

Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento, come evidenziato dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento secondo quanto stabilito dall'articolo 3, sono valutati in 125.505 euro annui. Il relatore conclude osservando che i due Trattati in esame non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1606 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 DDL 1606 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo del luglio 2017 fra l'Italia e il Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa. Ricorda che il Ciad è un vasto Paese dell'Africa centro-settentrionale, abitato da quasi 16 milioni di persone e stretto tra Niger, Camerun, Sudan, Libia e Repubblica Centrafricana. Indipendente dal 1960, dopo essere stato segnato da una guerra civile quarantennale, dal 2018 si è dotato di una nuova Costituzione, anche se le nuove elezioni politiche, inizialmente previste per il 2019, come già in passato, sono state posticipate a causa di difficoltà logistiche per la loro organizzazione. Alle tradizionali attività economiche legate all'allevamento e all'agricoltura, il Paese ha affiancato le attività dell'industria estrattiva del petrolio che, a partire dai primi anni duemila, hanno contribuito significativamente alla crescita del prodotto interno lordo nazionale. Paese della fascia sahariana e subsahariana, il Ciad occupa un'area posta lungo una delle principali rotte migratorie verso la Libia, e nella quale, come denuncia, tra gli altri, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), i migranti sono particolarmente esposti al rischio di cadere vittime del traffico di esseri umani. Al pari degli altri Paesi membri della Commissione del bacino del Lago Ciad, quali il Niger, il Camerun e la Nigeria, anche il Ciad risulta particolarmente esposto alle minacce esercitate dal gruppo jihadista di Boko Haram che, originario della Nigeria, ha progressivamente esteso le sue attività anche alle aree circostanti. Per combattere contro questa organizzazioni terroristica, Camerun, Niger, Nigeria e lo stesso Ciad, oltre che il Benin, hanno dato vita ad una forza militare congiunta, denominata Multinational Joint Task Force (MNJTF), che dal 2015 ha insediato la sua sede operativa nella capitale del Ciad, N'Djamena. L'Accordo del 2017 tra l'Italia e il Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati dalla Commissione e che discende da un preciso impegno da parte del Governo italiano nei confronti delle autorità di N'Djamena, risponde all'esigenza di definire la cornice giuridica entro cui rafforzare la cooperazione bilaterale nel settore della difesa, anche al fine di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza, inclusa la lotta contro l'immigrazione irregolare e il terrorismo. L'intesa bilaterale, composta da un breve preambolo e da 12 articoli, dopo aver enunciato principi e scopi dell'Intesa (articolo 1), individua le aree e le modalità di gestione della cooperazione bilaterale, riferendosi in particolare all'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, agli scambi di esperienze tra esperti e alla partecipazione a corsi ed esercitazioni militari. Fra gli ambiti di cooperazione, sono annoverate le aree della politica di sicurezza e difesa, della ricerca e sviluppo di prodotti e servizi per la difesa, della sanità militare, dell'assistenza umanitaria e delle questioni ambientali (articolo 2). I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 3), le questioni giurisdizionali e quelle relative al risarcimento di eventuali danni provocati dal personale inviato (articoli 4-5), la protezione della proprietà intellettuale (articolo 7), nonché le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 8). Di rilievo è altresì l'articolo 6 relativo alla cooperazione nel campo dei prodotti della difesa, che individua le categorie di armamenti - dalle navi agli aeromobili, dagli armamenti agli equipaggiamenti di uso militare - oggetto di possibile cooperazione bilaterale. L'Accordo disciplina infine le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 9), l'entrata in vigore (articolo 10), la possibilità di emendarne i contenuti o di integrarli mediante protocolli aggiuntivi (articolo 11), la durata e il termine (articolo 12). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta in 8.818 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il Presidente relatore conclude osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Successivamente, il presidente PETROCELLI apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1607 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 DDL 1607 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica sottoscritto dall'Italia e dalla Repubblica del Congo nel giugno 2017. Ricorda che la Repubblica del Congo, nota anche con il nome di Congo-Brazzaville, è uno Stato di poco più di 5 milioni di abitanti che occupa una porzione di Africa centrale stretta fra l'Oceano Atlantico, la Repubblica Democratica del Congo e il Gabon. Indipendente dal 1960, è ad oggi una Repubblica presidenziale, con un Parlamento bicamerale formato da un Senato non elettivo e da un'Assemblea legislativa di 153 membri elettivi.