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Il senatore MALAN ( FIBP-UDC ), nel condividere le argomentazioni del collega Augussori, è dell'avviso che, tra le audizioni che verranno predisposte, debbano essere incluse anche quelle di studiosi della materia, che siano in grado di illustrare, inter alia , la non facile ed annosa questione della differenza tra lingua locale e dialetto. Il senatore MARILOTTI ( M5S ), pur convenendo sul fatto che esistono delle diversità negli articolati delle quattro proposte di legge in esame, sottolinea, comunque, come tali diversità siano, in realtà, minime, dal momento che in tutte le suddette proposte permane una condivisione abbastanza ampia sui diritti che la Carta europea intende tutelare. In particolare, nel disegno di legge che reca la sua prima firma, egli ha tentato di focalizzare il problema dell'insegnamento della lingua dei Rom e Sinti, in applicazione dell'articolo 7, paragrafo 5, della Carta, che fa riferimento alla tutela delle lingue non territoriali, tra le quali rientra, appunto, quella della minoranza in argomento. A suo modo di vedere, infine, occorre predisporsi all'esame di tale importante ratifica muovendo dal quesito cruciale se la legge n. 482 del 1999 abbia effettivamente raggiunto l'obiettivo di tutelare la lingua e la cultura delle minoranze in Italia: poiché ciò può dirsi realizzato solo parzialmente, diventa ancora più urgente procedere ad una ponderata e sollecita adozione della Carta europea del 1992. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) rileva come la Carta, nel distinguere tra lingue e dialetti, faccia riferimento alla classificazione in uso nella linguistica. Per quanto riguarda la lingua italiana, laddove quello considerato un suo dialetto discenda direttamente dal latino volgare, andrebbe invece classificato come lingua. Ritiene che invitare in audizione dei linguisti sia necessario, avvertendo tuttavia che, poiché anche tra di essi non vi sono vedute univoche, sarebbe ugualmente importante che fossero rappresentante le varie scuole di pensiero. Il senatore URSO ( FdI ), pienamente convinto della rilevanza della materia in disamina, concorda con l'opportunità di pervenire, dopo un numero limitato e qualificato di audizioni, ad un testo base che sia oggetto di possibile integrazione da parte dei membri delle Commissioni riunite. La senatrice TESTOR ( L-SP-PSd'Az ), dopo aver ricordato che la più recente legge di bilancio ha previsto degli appositi stanziamenti per la tutela, in generale, delle minoranze linguistiche, consente affinché si arrivi, grazie al lavoro dei relatori, ad un testo condiviso, dal momento che, in realtà, la materia, per la sua specificità e complessità, si presta ad un esame trasversale, ossia che travalica l'appartenenza ai vari orientamenti o gruppi politici. La senatrice ROJC ( PD ), ringraziando per la decisione di iniziare l'esame dei disegni di legge di ratifica della Carta, concorda sia sulla proposta di redigere un testo unificato, sia su quella di audire dei linguisti. Ricordando anche quanto la propria regione, il Friuli - Venezia - Giulia, si stia impegnando nella promozione del plurilinguismo, ritiene che sia giunto il momento per procedere alla ratifica, proprio per dare una maggiore copertura giuridica alle future iniziative di tutela delle lingue minoritarie. Il presidente PETROCELLI , riassumendo i termini dell'odierna discussione, propone, quindi, di conferire un mandato ai due relatori per stilare, d'intesa con i presentatori dei vari disegni di legge, una lista di possibili personalità da audire e, contestualmente, di redigere una proposta di testo base da sottoporre all'attenzione dei Commissari. Le Commissioni riunite convengono. Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 14,45.