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La pandemia ha posto l'attenzione su quelli che devono essere gli obiettivi, i compiti, i ruoli, gli sforzi e le sfide che da oggi in avanti ci troveremo ad affrontare relativamente a tutti i futuri cambiamenti che accadranno dopo la pandemia. Oggi ci troviamo in un momento che ci pone di fronte all'assoluta necessità di ripensare al contesto europeo, alla luce di quelli che saranno cambiamenti che non potremo fare a meno di considerare tali. Gli stessi slanci e lo stesso sforzo dell'Unione europea devono andare quindi in questa direzione. Gli obiettivi alla base del recovery fund sono gli stessi alla base della relazione sulla partecipazione dell'Italia alla l'Unione europea. Non sono cambiate le nostre priorità, perché già prima della pandemia e parlando dell'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, ci ponevamo interrogativi importanti, erano quelli delle sfide verso una transizione verde, verso la transizione verso il digitale, sfide che dovevano riguardare l'inclusione sociale, un pilastro sociale non semplicemente negli enunciati, ma nella sua concretezza. Sarà quindi fondamentale affrontare qualunque tipo di intervento tenendo presenti e saldi questi principi. Credo fortemente che l'impegno del Governo e il mandato forte che il Senato darà al Governo su questi temi ci permetterà di essere credibili in Europa e di portare avanti con coraggio le nuove sfide, i nuovi obiettivi che ci pongono di fronte a un interrogativo fondamentale. Noi oggi ci troviamo a programmare, a pensare e a progettare un Paese che dobbiamo lasciare in eredità ai nostri figli e ai nostri nipoti e dobbiamo avere il coraggio di farlo in maniera tale che sia un'eredità della quale essere non solo orgogliosi, ma anche fieri e che renda il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti all'altezza della loro bellezza. Green deal , transizione digitale, economia verde, inclusione sociale sono parole che diventano atti concreti non solo nella legge di delegazione europea, ma nei principi che ci permettono di sentirci parte dell'Unione europea. Lo abbiamo ricordato con la nostra partecipazione italiana all'Unione europea. È fondamentale corrispondere oggi a questi obiettivi, pensando che ci sono ambiti nei quali il nostro intervento lascerà un segno non solo in questo momento emergenziale; noi, come Governo, dobbiamo sentire la grande responsabilità, con il mandato forte del Parlamento, di fare qualcosa che possa diventare un moltiplicatore positivo. Il recovery fund è diventato un progetto comune; mai l'Europa aveva parlato di un fondo le cui risorse finanziarie fossero recuperate sui mercati con una garanzia posta da tutti gli Stati membri. Io credo che questo sia un passo in avanti e questo deve renderci ancor più responsabili nell'utilizzo di queste risorse: 750 miliardi sono un punto di partenza, ma possono essere un moltiplicatore positivo laddove l'azione di programmazione e il senso di responsabilità impegnino tutti al loro utilizzo non come se fossero nostre risorse, ma come se fossero risorse da lasciare a qualcuno che verrà dopo di noi e che, come noi, saprà non solo utilizzarle ma moltiplicarle, non semplicemente perché siamo bravi a fare le cose, ma perché abbiamo una capacità di ripensare e progettare il nostro Paese da qui e per i prossimi trent'anni. Ringrazio di nuovo il senatore Pittella, la senatrice Gaudiano e i commissari che hanno lavorato con i loro emendamenti, con il massimo sforzo, per rendere questo lavoro veramente all'altezza dell'Italia e di come oggi il nostro Paese si presenta in Europa. (Applausi) . PRESIDENTE . Ricordo che, ai sensi dell'articolo 144- bis, comma 7, del Regolamento, a fronte di più proposte di risoluzione si vota per prima quella accettata dal Governo, alla quale ciascun senatore può proporre emendamenti. Poiché il Governo ha dichiarato di accettare la proposta di risoluzione n. 1, decorre da questo momento il termine di trenta minuti per la presentazione di eventuali emendamenti ad essa riferiti. Il voto finale sul disegno di legge di delegazione europea, la votazione degli eventuali emendamenti presentati alla proposta di risoluzione n. 1, nonché il voto finale sulla proposta di risoluzione stessa avranno luogo al termine delle dichiarazioni di voto congiunte. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei rivolgere una richiesta di attenzione alla Presidenza. L'esame del provvedimento è stato spezzettato in più sedute e si è perso anche un po' il senso dei termini temporali; credo che i tempi d'intervento dei Gruppi siano ormai molto limitati, quindi chiedo alla Presidenza di valutare opportunamente di non considerare in maniera estremamente severa i termini temporali, perché altrimenti non si possono neanche illustrare gli emendamenti. PRESIDENTE . Senatore Candiani, come sempre la Presidenza cercherà di gestire i tempi in modo flessibile. Passiamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con gli emendamenti 1.6 e 1.7 vogliamo portare all'attenzione dell'Assemblea una problematica seria che oggi è sul tavolo di tutti: il nostro Paese ha contratto 100 miliardi di debito pubblico, 84 dei quali sono ancora nelle casse del Ministero. Abbiamo un PIL che scende di 12,8 punti, siamo da nove mesi in stato di emergenza, piangiamo quasi quarantamila morti, abbiamo fatto tutti milioni di tamponi, le Regioni sono chiuse, abbiamo difficoltà quotidiane e chiediamo al Governo di uniformare la legge di delegazione europea alle necessità odierne, che purtroppo non sono inserite nel disegno di legge al nostro esame. Lo abbiamo chiesto più volte, lo abbiamo rimarcato anche nel formulare la relazione programmatica ma sembra che questa necessità non voglia essere accolta. Con l'emendamento 1.6 cerchiamo di porre l'attenzione sulla quotidianità e sui problemi di tutti i giorni, problemi che riscontriamo parlando con i ristoratori e che emergono parlando con le persone che dirigono le palestre e i centri sportivi, problemi che si fa finta di non vedere. Ci sono tantissime problematiche che tutti i giorni caratterizzano la vita di ogni attività, grande o piccola. Quindi noi chiediamo all'Assemblea di votare a favore dei nostri emendamenti per andare nella direzione di chi, nell'emergenza Covid, sta perdendo tutto e sta facendo sentire il proprio grido d'allarme. (Applausi) . FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, posso parlare dal mio posto? PRESIDENTE. Può farlo, senatore Fazzolari, tenendo la mascherina, come ho detto all'inizio della seduta. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, è bene ricordare che quest'Assemblea, a dicembre 2018, ha votato a favore di una risoluzione di maggioranza emendata da Fratelli d'Italia che prevedeva due concetti: