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di recente, la tendenza prevalente nel Ministero di insediare "cantieri scuola" di didattica e pratica del restauro all'interno del palazzo, avviata nel 2018 con il cantiere di una scuola di specializzazione dell'università "Sapienza", non ha messo in discussione la destinazione a museo; in data 1° luglio 2020, la Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero ha pubblicato un avviso esplorativo per individuare eventuali operatori interessati a supportare la fase esecutiva di "Ad templum Pacis. Progetto integrato di gestione, fruizione e valorizzazione di villa Silvestri-Rivaldi in via del Colosseo a Roma, attraverso l'avvio di cantieri-scuola replicabili in altri tre siti della Regione Lazio", finanziato con oltre 1,5 milioni di euro; a monte c'è l'accordo stipulato in data 1° febbraio 2018 tra ISMA, Ministero e Agenzia del demanio per il recupero, la rifunzionalizzazione e la valorizzazione del complesso monumentale di villa Silvestri Rivaldi, consegnata temporaneamente al Ministero (a titolo gratuito) con atto del successivo 30 maggio; valutato che, a giudizio degli interroganti: l'odierno orientamento ministeriale sul futuro di villa Silvestri Rivaldi appare estemporaneo e cursoreo, prescindendo da una strategia generale di salvaguardia della proprietà pubblica del bene finalizzata ad assicurarne la fruizione collettiva, la crescita culturale civica, la partecipazione alla cultura, obiettivi imprescindibili dato l'altissimo valore del complesso e la rilevanza internazionale del progetto del museo dei Fori; quest'ultimo è stato accantonato, senza una verifica delle programmazioni in atto, a favore dell'idea frettolosa di rendere il palazzo solo in parte visitabile e destinarlo alla narrazione di quanto lo circonda, giocata anche su strumenti multimediali, invece che alla ben più impegnativa ma assai più prestigiosa esposizione degli straordinari manufatti ivi recuperati; sarebbe possibile destinare palazzo Silvestri Rivaldi alla cittadinanza, non solo ai turisti, e farne un sito per la condivisione civica della storia di Roma, la crescita e la partecipazione, dove riunire le collezioni e le opere d'arte che provengono dall'area dei Fori, ricontestualizzandole, ed esporre anche le grandi lastre marmoree della " forma urbis " severiana proprio là dov'è riemersa negli scavi del primo Novecento. Un'operazione analoga, con i dovuti distinguo, a quella fatta dalla Grecia, ad Atene, con il museo dell'Acropoli, considerato il più bello del mondo. Ogni altra destinazione anche parziale, come la "scuola del patrimonio", non è invece logicamente, strategicamente e materialmente sostenibile né compatibile con la finalità del museo dei Fori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non condivida il timore che una "restituzione alla città" che faccia di villa Silvestri Rivaldi la sede di un istituto, per quanto pubblico, possa sottrarla alle legittime aspirazioni dei cittadini, a cominciare dagli stessi abitanti di Roma, e alla piena fruizione in particolare da parte di studenti che, varcando la soglia di quelle stanze, si affaccerebbero liberamente su uno dei panorami più belli del mondo; se non voglia rispettare il progetto di riassetto dell'area centrale di Roma già delineato negli anni e dare corso alla futura destinazione della villa legando il suo nome all'avvio della più grande opera di valorizzazione che l'Italia abbia visto con la sistemazione del museo dei Fori. Atto n. 3-01941 DAL MAS Al Ministro della giustizia Premesso che: il procuratore della Repubblica di Gorizia, con nota del 15 luglio 2020, avente ad oggetto "Richiesta urgente di assegnazione di personale amministrativo alla Procura della Repubblica di Gorizia", ha segnalato ai competenti dirigenti ministeriali, nonché al procuratore generale di Trieste, quella che lui stesso definisce una "situazione di estrema difficoltà operativa" della Procura che dirige "per gravi scoperture d'organico che si registrano nei ruoli del personale amministrativo"; secondo quanto riportato nella missiva, presso la Procura di Gorizia sono vacanti 3 posti di direttore amministrativo (il 100 per cento della pianta organica), 4 posti di funzionario giudiziario (100 per cento della pianta organica), un posto di operatore giudiziario (16,7 per cento della pianta organica) e 2 posti di conducenti di automezzi (50 per cento della pianta organica); inoltre, per quanto attiene al ruolo di assistente giudiziario (4 posti in pianta organica), un dipendente formalmente assegnato alla Procura presta servizio presso il presidio CISIA di Trieste, un altro è assente per malattia da febbraio 2019 e un altro ancora fruisce dei benefici di cui alla legge n. 104 del 1992, e ha trasmesso istanza di assegnazione ad altro ufficio giudiziario per assistenza ad un congiunto disabile; anche un cancelliere e un operatore giudiziario fruiscono dei benefici della legge n. 104 del 1992, mentre un secondo operatore giudiziario presta servizio part time ; a dicembre 2020 sarà collocato in quiescenza un ausiliario che sarà seguito nei primi mesi del 2021 da un operatore giudiziario; su 28 unità in pianta organica, la Procura della Repubblica di Gorizia opera in assenza di 12 addetti che potrebbero diventare 15 nei prossimi mesi, portando ad una scopertura dei ruoli pari ad oltre il 50 per cento; secondo quanto affermato nella lettera, la "drammatica ed ormai insostenibile carenza di personale amministrativo genera inevitabilmente gravi ritardi e disfunzioni in tutti i servizi dell'Ufficio e, in particolare, nei tempi di definizione dei procedimenti penali frustando sia le legittime aspettative di giustizia delle vittime dei reati che l'osservanza del principio costituzionale della ragionevole durata del processo"; l'ufficio potrebbe presto trovarsi nell'impossibilità di assicurare l'erogazione dei servizi giudiziari e amministrativi; ad oggi alcuni servizi della Procura sono inoltre gestiti da dipendenti comandati dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, il cui distacco potrebbe terminare nei prossimi mesi; l'allarme lanciato dal procuratore di Gorizia dovrebbe essere raccolto dal Ministero della giustizia al fine di evitare il blocco delle attività nel territorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se risulti che la situazione sia mutata, e in che modo, dopo il 15 luglio 2020; se sia possibile garantire alla Procura la disponibilità di un congruo numero di lavoratori e quando; quale sia il livello di copertura delle piante organiche delle sedi delle procure della Repubblica. Atto n. 3-01942 CIRINNA' Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: i programmi di recupero urbano, istituiti dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, prevedono linee guida di attuazione, emanate dal Ministero dei lavori pubblici, il cui obiettivo primario è la realizzazione di opere e servizi all'interno di ambiti di edilizia residenziale pubblica degradati; nella città di Roma sono stati individuati 11 ambiti territoriali oggetto di accordi di programma in attuazione delle linee guida;