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La Relatrice evidenzia quindi che l'opportunità di procedere ad indagini per la misurazione della sieroprevalenza nella popolazione è stata sottolineata anche dalle Istituzioni europee. In particolare, nella comunicazione della Presidente della Commissione europea e del Presidente del Consiglio europeo, del 17 aprile 2020, recante la Tabella di marcia comune europea verso la revoca delle misure di contenimento della COVID-19 (2020/C 126/01), tra i criteri pertinenti per determinare se sia giunto il momento di allentare il confinamento, figura anche l'adeguata capacità di monitoraggio sulla presenza, nella popolazione, degli anticorpi specifici per il Covid-19, che consente, in ultima analisi, di misurare l'immunità acquisita dalla popolazione. Poter contare su dati attendibili sullo sviluppo e la durata dell'immunità al virus tra la popolazione e sul modo in cui le varie fasce di età sono colpite dalla malattia, ridurrà al minimo il rischio di decisioni basate su ipotesi errate o informazioni incomplete. Anche la comunicazione della Commissione europea, del 15 aprile 2020, recante Orientamenti riguardanti i test diagnostici in vitro per la Covid-19 e le relative prestazioni (2020/C 122 I/01), dà indicazioni specifiche sull'opportunità di effettuare test anticorpali sierologici, essenziali per effettuare indagini siero-epidemiologiche su ampia scala sulla popolazione, per valutare lo status immunitario della popolazione e come uno degli elementi per orientare le strategie di mitigazione delle misure quando la pandemia sarà sotto controllo. Illustra, quindi, uno schema di parere non ostativo. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) esprime perplessità su alcuni aspetti del provvedimento, relativi al possesso fino a 40 anni di dati personali estremamente delicati, inerenti alla salute delle persone, con i possibili gravi risvolti di uso o abuso e di influenza nella vita dei cittadini. Stigmatizza quindi il disallineamento tra gli obiettivi dichiarati e l'esito delle misure effettivamente disciplinate. La senatrice FEDELI ( PD ) precisa che il lungo tempo di conservazione dei dati corrisponde alla necessità di disporre di dati e strumenti validi per combattere, con la ricerca e la prevenzione, un virus che potrebbe mantenere la sua pericolosità ancora per decenni. Il PRESIDENTE , previa verifica del numero legale, pone in votazione lo schema di parere, allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. SCONVOCAZIONE DELLE SEDUTE DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta plenaria e quella dell'Ufficio di Presidenza, già convocate per domani, giovedì 28 maggio alle ore 9 e alle ore 11,30, non avranno luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1800 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, considerato che il decreto-legge in conversione risponde alla necessità di raccogliere dati per disporre di studi epidemiologici e di statistiche affidabili e complete sullo stato immunitario della popolazione italiana, indispensabili per individuare le caratteristiche epidemiologiche e sierologiche fondamentali, tuttora poco conosciute, del virus SARS-COV-2, stabilendo una disciplina relativa, tra l'altro, ai profili attinenti alla tutela dei dati personali, all'organizzazione di una piattaforma tecnologica presso il Ministero della salute, alla definizione dei campioni di individui da sottoporre ad analisi sierologica, in vista di un'indagine di sieroprevalenza, gestita dal Ministero della salute e dall'ISTAT; considerata, in particolare, la rispondenza dei commi 1, 8, 10 e 11 dell'articolo 1 del decreto-legge, al regolamento europeo sulla privacy (regolamento (UE) 2016/679), e del comma 13, alla normativa europea in materia di appalti pubblici; tenuto conto, per le parti relative alla misurazione sierologica dell'immunità della popolazione, della comunicazione della Presidente della Commissione europea e del Presidente del Consiglio europeo, del 17 aprile 2020, recante Tabella di marcia comune europea verso la revoca delle misure di contenimento della COVID-19 (2020/C 126/01), e della Comunicazione della Commissione europea, del 15 aprile 2020, recante Orientamenti riguardanti i test diagnostici in vitro per la Covid-19 e le relative prestazioni (2020/C 122 I/01); valutato che non si rilevano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime per quanto di competenza parere non ostativo.