[pronunce]

che anche in tale giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha chiesto che la questione sia dichiarata inammissibile o non fondata; che con ordinanza del 20 febbraio 2004, iscritta al n. 445 del registro ordinanze del 2004, il Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia, in composizione monocratica, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, per contrasto con gli articoli 3 e 112 della Costituzione; che in ordine alla rilevanza della questione il giudice a quo sottolinea come l'art. 32, al comma 36, preveda tra le condizioni per il verificarsi dell'effetto estintivo di alcuni dei reati contestati anche il decorso di trentasei mesi dalla data del suddetto pagamento; l'estinzione dei reati non potrebbe dunque aver luogo prima dell'ottobre 2007, in quanto i trentasei mesi decorrerebbero dalla data del settembre 2004 individuata dalla norma censurata come data ultima possibile per il completamento del versamento della somma dovuta; che il rimettente ritiene inoltre, alla luce della giurisprudenza costituzionale, che nei precedenti casi di condono edilizio il legislatore aveva ragionevolmente introdotto le norme in presenza di una situazione grave e diffusa di illegalità con la finalità di porvi rimedio attraverso un intervento complesso, ma definitivo, per il quale era necessario anche prevedere la non punibilità di alcuni reati; che la norma censurata determinerebbe inoltre la violazione dell'art. 112 della Costituzione in quanto sarebbe alterato «il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale e della pena nonché l'intero volto del sistema costituzionale in materia penale»; che con successive memorie l'Avvocatura dello Stato ha chiesto che nei giudizi di cui alle ordinanze n. 260 e n. 297 del registro ordinanze del 2004, analogamente a quanto previsto dall'ordinanza di questa Corte n. 198 del 2004, sia disposta la restituzione degli atti al giudice rimettente. Considerato che l'identità della normativa impugnata, la parziale coincidenza delle censure proposte e dei parametri costituzionali invocati, nonché delle argomentazioni svolte nelle ordinanze di remissione, rendono opportuna la riunione dei giudizi; che questa Corte, con sentenza n. 196 del 2004, nel pronunciarsi sui ricorsi proposti da diverse Regioni avverso l'art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, nonché sul testo del medesimo art. 32 così come risultante ad opera della conversione in legge intervenuta con la legge 24 novembre 2003, n. 326, con cui venivano sollevate questioni in parte analoghe a quelle formulate dai rimettenti, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale della normativa impugnata; che, pertanto, tale sentenza ha sostanzialmente modificato la disciplina dell'art. 32 sulla quale i giudici rimettenti hanno sollevato le questioni di legittimità costituzionale oggetto del presente giudizio; che analogamente si è espressa l'ordinanza n. 197 del 2004; che, inoltre, successivamente il Governo ha adottato il decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 (Interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 30 luglio 2004, n. 191, il cui articolo 5, dando esecuzione alla sentenza di questa Corte n. 196 del 2004, ha introdotto una serie di modificazioni all'art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, così come risultante ad opera della conversione in legge intervenuta con la legge n. 326 del 2003; che, alla luce delle predette considerazioni, gli atti devono essere restituiti ai giudici rimettenti, per un nuovo esame dei termini delle questioni e della loro rilevanza nei giudizi a quibus.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione di Lecce, al Tribunale di Viterbo, sezione distaccata di Civita Castellana e al Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 febbraio 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 marzo 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA