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Io sono sicura che questo Governo non ne sentirà la mancanza, ma penso che i cittadini la mancanza la sentiranno eccome. (Applausi dal Gruppo PD) . Se non altro perché, rispetto alle audizioni che il relatore è stato così solerte a recitare, egli ha evidentemente deciso di fare una selezione - così com'è logico che sia - degli interventi. Mi riserverò poi di dire che cosa Legambiente e Cittadinanza attiva - che non possono essere tacciati di essere alleati del Partito Democratico - hanno detto in quella sede. Ho ascoltato con grande interesse il dibattito qui in Aula e anche la cortesia dei toni utilizzati dal collega Vallardi, che indubbiamente ha una grande esperienza come sindaco, e volevo dispiacermi con lui, perché in Italia, nel corso degli ultimi tre anni e mezzo, per quanto riguarda l'edilizia scolastica, sono stati 12.415 gli interventi e 8.114 gli edifici coinvolti e se nessuno di questi interventi ha riguardato i Comuni da lui amministrati mi dispiace. Ci sono invece tanti sindaci, più di 8.000, in Italia che sono contenti, perché grazie al grande incremento che c'è stato a livello di edilizia scolastica hanno potuto dare una mano alle scuole del loro territorio, per un totale di 5,2 miliardi già spesi. (Applausi dal Gruppo PD) . Ora, la nostra preoccupazione - ma la scelta di questo Governo mi sembra molto chiara - è che cosa faranno con quei 7 miliardi che sono ancora lì e che in realtà servono per poter coprire altre opere già presentate rispetto all'edilizia scolastica, ma gli stessi amministratori locali stanno sollevando perplessità e preoccupazioni perché non sanno a chi rivolgersi ora. Siccome questa è la prerogativa che il Governo dovrebbe avere, ossia rispondere ai cittadini, la prima domanda che abbiamo provato a fare è stata proprio questa: se le competenze passano al MIUR, ci sarà un semplicissimo numero di telefono che consentirà agli amministratori locali, che - lo ribadisco - non hanno colore, di fare quel numero e trovare qualcuno che risponda, impedendo loro magari di fare errori nella programmazione e nella progettazione, come spesso è accaduto negli anni precedenti? (Applausi dal Gruppo PD) . Guardate che il problema non riguarda chi smonta e chi costruisce, chi fa, chi mette e chi toglie; il problema è se i soldi che ci sono arrivano a chi poi deve utilizzarli per il bene dei cittadini. E le strutture di missione servivano a questo: anche a farli arrivare con una programmazione che potesse essere seria. D'altra parte ve l'ha detto anche Legambiente durante l'audizione in 1 a Commissione al Senato. Nella relazione infatti si legge: «L'istituzione delle strutture di missione che si vogliono eliminare e la loro allocazione presso la Presidenza del Consiglio sono state una risposta per recuperare anni di ritardi nella messa in sicurezza dei territori, nella depurazione delle acque, nella sicurezza delle scuole». Questo - ripeto - lo dicono i rappresentanti dei cittadini auditi in 1 a Commissione. E se riteniamo che non sia necessario ascoltarli che stiano dicendo chissà cosa, prendendo le posizioni di chi governava prima, mi sembra quantomeno assurdo. Provo ad andare con ordine. Lo dico alla collega Saponara, che ha fatto un intervento assolutamente interessante rispetto al turismo e alla scelta che - saremo sciocchi noi - non riusciamo ancora a capire. Cara collega Saponara, il problema - lo dico sempre attraverso il Presidente - non è che voi unite semplicemente il turismo all'agricoltura, ma che vi dimenticate completamente in questo modo che si chiama turismo culturale e che comprende anche il cibo, l'agroalimentare e l'enogastronomia. Voi riducete tutto; avete questa mania dei compartimenti stagni. Per voi si ragiona per compartimenti stagni, quasi per ghetti e devono essere quelli. Non sapete neanche cosa sia la sinergia tra le diverse forze che operano tra loro. Turismo culturale: voi invece togliete valore al cibo e all'enogastronomia, che potevano avere un grande valore di natura culturale. Una cosa dovevate fare con un po' più di coraggio. Lo dico al senatore Ripamonti, che ha fatto un intervento indubbiamente complesso. Con coraggio, se volevate valorizzare il turismo, non potevate creare il Ministero del turismo da solo? Potevate fare una scelta molto più chiara e più trasparente. Sarebbe stata semplicissima. Lo avreste valorizzato in tutti gli aspetti, senza dover passare del tempo a spiegare una scelta che oggettivamente è immotivata da qualsiasi punto di vista. Caro senatore Ripamonti, sempre tramite la cortesia del Presidente, aggiungo che lei ha affrontato nel suo intervento anche la tematica delle politiche familiari dicendo, come veniva ribadito anche poco fa, che l'Italia sta subendo e vivendo il grandissimo crollo delle nascite, un grandissimo calo demografico e che, quindi, è necessario attuare delle politiche per la famiglia. Secondo voi, le politiche per la famiglia sono creare il Ministero per la famiglia senza dargli un euro. Non date fondi! (Applausi dal Gruppo PD) . Non agite in nessun modo; fate in modo che ci sia un coordinatore (di che?) che vada ulteriormente a burocratizzare un sistema che, invece, deve essere semplificato con politiche che siano davvero attive. E che si ragioni davvero sulla composizione oggi - a lei non piacerà - delle famiglie perché la mia famiglia è diversa dalla sua ed è diversa da quella di qualcun altro. Non piacerà a lei, ma si guardi in giro; non c'è una famiglia uguale all'altra. (Applausi dal Gruppo PD) . Le può piacere o meno, ma le famiglie, fortunatamente, sono diverse. Fortunatamente - dico io - il mondo in cui viviamo è un altro. Aggiungo ancora un'ultima questione, che per me è importante. Lo abbiamo ribadito più volte all'interno di quest'Assemblea e siamo anche stati un po' simpaticamente dileggiati dal relatore - ma ci sta - rispetto alla nostra incomprensione della scelta di staccare il turismo e unirlo al Ministero delle politiche agricole. Noi abbiamo una convinzione chiara: turismo e cultura - su questo vogliamo che voi ci smentiate - sono gli elementi distintivi del brand Italia e il nostro Paese è al primo posto davvero nel ranking mondiale della brand reputation . In questo senso è necessario approcciarsi in un altro modo e non con quello che cercate di propinarci - mi consenta, relatore - non secondo la logica del " ghe pensi mi ", che lei attribuisce a noi, perché voi non sareste in grado di fare neanche quello, visto che a decidere sono in due e devono fare i conti anche con il terzo. (Applausi dal Gruppo PD) . Funziona sempre così. PRESIDENTE . Poiché il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica, come anticipato, passiamo alla votazione della proposta di non passaggio all'esame degli articoli, in base all'articolo 96 del Regolamento. Senatori, prendete posto. Chiedo ai senatori, che si trovano accanto delle tessere inserite senza la presenza del senatore corrispondente, di estrarle. Cortesemente, invito gli assistenti ad aiutarci a farlo. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di non passare all'esame degli articoli, presentata dal senatore Ferrari. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B).