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Signor Ministro, prendo atto della sua risposta e rimango fiducioso, essendo ottimista per natura. Mi permetta, tuttavia, di rimanere preoccupato, perché le cifre cui lei alludeva e che sono circolate erano davvero preoccupanti per l'agricoltura delle Regioni del Meridione, se è vero che applicando questi nuovi criteri addirittura alla Sicilia sarebbero stati decurtati circa 100 milioni di euro, mentre alla Campania, alla Puglia, alla Basilicata, alla Calabria e all'Umbria altri 300-400 milioni di euro. Mi rendo conto che sono cifre davvero preoccupanti. Tra l'altro, signor Ministro, stiamo cercando di uscire faticosamente da una crisi che è prima di tutto sanitaria e poi economica, ma che ormai è diventata una crisi sociale a tutti gli effetti. Decurtare ancora di più le cifre a favore dell'agricoltura del Mezzogiorno sarebbe stato un suicidio. Ritengo che l'agricoltura sia uno dei motori che servono a far rinascere il Sud, quindi chiedo a lei, signor Ministro, e al Governo che tutti appoggiamo uno sforzo in tale senso, per non diminuire i fondi all'agricoltura in Italia, ma per aumentarli. PRESIDENTE . Il senatore Collina ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02512 sulle misure per favorire la compensazione e l'assicurazione contro i danni atmosferici all'agricoltura, per tre minuti. COLLINA (PD) . Signor Ministro, la ringrazio per la sua presenza. Riassumo sinteticamente l'interrogazione che ho presentato, che penso nel testo scritto sia ampiamente documentata e circostanziata. Sta di fatto che tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile di quest'anno l'intero territorio nazionale è stato colpito duramente da gelate tardive che hanno causato ingenti danni alla produzione agricola. Questa frase si potrebbe ugualmente riferire all'anno 2021 come all'anno 2020. È evidente che ci sono dei cambiamenti climatici che stanno rendendo ricorsivi questi danni, che non rientrano nel fondo di solidarietà nazionale di cui all'articolo 1 del decreto legislativo del 29 marzo 2004, n. 102. Tutti gli anni, quindi, come parlamentari, cerchiamo di recuperare le risorse per far fronte a questi danni e dare ristoro agli agricoltori che li hanno subiti. Credo che questo non sia il modo giusto per affrontare il problema, dobbiamo trovare una soluzione strutturale. Siamo qui non solo per recuperare le risorse nei casi di emergenza, ma per valutare quali sono le misure che dobbiamo mettere in campo affinché a fronte di eventi che possono capitare tutti gli anni, ci siano gli strumenti che pongono dei rimedi. Credo che il tema delle assicurazioni c'entri con questo tipo di problema e che debba essere preso in considerazione per trovare delle forme strutturali per affrontarle. È evidente che in agricoltura non pensiamo solamente al ristoro dei danni, ma c'è tutta una filiera che ha necessità del prodotto da lavorare, quindi la difesa attiva è un fatto importante ed è sicuramente un'esigenza che va soddisfatta, ma la questione delle assicurazioni credo sia centrale. Desidero infine ricordare un ulteriore aspetto. È indispensabile introdurre clausole di salvaguardia che limitino la riduzione della VPC e delle risorse comunitarie dei programmi operativi negli anni successivi a quelli in cui si sono verificati tali eventi: chi lavora i prodotti e ha fatto programmi operativi, necessariamente messi in difficoltà dagli eventi climatici negli anni successivi, rischia di non godere delle agevolazioni alle quali aveva avuto accesso. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti anche perché nel testo scritto, ma anche nell'esposizione, hanno colto il segno del problema. Credo peraltro che nessun produttore voglia buttar via il raccolto e avere un rimborso. Bisogna stimolare quindi la capacità di protezione ex ante , posto che rispetto ai cambiamenti climatici, anche se le nostre misure di transizione ecologica avranno effetto, avremo effetti fra molti anni. Purtroppo temo che gli effetti dei cambiamenti climatici ci saranno ancora per un po' in agricoltura. È chiaro poi che la questione assicurativa è centrale, nel senso che è un po' un cane che si morde la coda, se vogliamo dirla così. Poche aziende si assicurano, i prodotti delle compagnie sono quindi più rischiosi e meno attrattivi, con premi più alti e fatti in campagne assicurative nei periodi sbagliati dell'anno. Il prodotto non è quindi eccezionale e le aziende continuano a non assicurarsi. In tutto questo si inserisce poi la deroga al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, che in qualche modo dà quella garanzia di ristoro; forse bisognerebbe trovare il modo per interrompere questo circuito vizioso. Stiamo lavorando per aumentare il prelievo dall'1 al 3 per cento per la gestione del rischio, come abbiamo proposto in sede europea a tutti gli altri Stati membri. Speriamo di ottenere un risultato proprio per aumentare la dotazione del fondo di mutualizzazione così da poter garantire la copertura delle spese assicurative in modo più proficuo per l'azienda, anche se i limiti di percentuale oggi non ci consentono di arrivare, come proposto dagli interroganti, all'80 per cento, essendo al limite massimo del 70 per cento. Per quanto riguarda la possibilità di incrementare lo stanziamento di risorse del Fondo di solidarietà nazionale, utilizzando anche le risorse della PAC relativa al prossimo periodo di programmazione, rammento che i nuovi fondi unionali relativi entrambi ai pilastri della PAC saranno gestiti in modo integrato attraverso un unico piano strategico nazionale e questo sarà anche un vantaggio. L'obiettivo è di perseguire un maggiore coordinamento tra i diversi tipi di interventi che concorrono alla fase di prevenzione e mitigazione dei rischi, al fine di minimizzare la probabilità del verificarsi di eventi che possano determinare la necessità di successivi interventi per ripristino ad indennizzo ex post . Per quanto concerne la necessità di rafforzare e promuovere i fondi mutualistici in grado di compensare finanziariamente gli agricoltori e gli allevatori per le perdite, come ad esempio inquinamento, contaminazione, malattie e qualità dell'ambiente connessa ad un determinato evento di portata geografica limitata, evidenzio che nel corrente periodo di programmazione è stata data priorità ai soli fondi per rischi climatici e sanitari, escludendo nella fase iniziale di attivazione i fondi per le emergenze ambientali. Al riguardo sono già stati riconosciuti ufficialmente quattro fondi di mutualità contro le fitopatie, le infestazioni parassitarie e, al contempo, per agevolare la fase di riconoscimento, sono state emanate apposite linee guida dedicate a possibili proponenti e fondi di mutualità. Entro l'anno è prevista l'adozione del preavviso pubblico per la corresponsione del sostegno nell'ambito della sottomisura 17.2 del Programma di sviluppo rurale nazionale. Pertanto, anche nel nuovo periodo di programmazione, è stato confermato il sostegno ai fondi di mutualizzazione.