[resaula]

a-bis) , del decreto-legge n. 13 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 46 del 2017, ha inserito, dopo l'art. 5 del decreto legislativo n. 142 del 2015, recante, tra le altre, norme relative all'accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale, l'art. 5- bis , rubricato "Iscrizione anagrafica", prevedendo che l'istituto della convivenza anagrafica, di cui all'art. 5 del regolamento anagrafico (decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1989) possa essere applicato sia nell'ipotesi in cui l'interessato sia ospitato nei centri di prima accoglienza, che nei casi in cui egli sia ospitato nelle strutture temporanee, ovvero nei centri di accoglienza dei sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), ove non sia registrato individualmente in anagrafe; l'iscrizione anagrafica presuppone una conseguente presa in carico da parte del Comune ospitante di eventuali servizi socio-assistenziali che potrebbero non interrompersi nell'eventualità che il rifugiato dovesse essere considerato irregolare, con un possibile prolungamento delle spese a carico dell'amministrazione pubblica; il territorio veneto ha sempre correttamente gestito il flusso di migranti: nel comune di Bagnoli di Sopra (Padova) insiste attualmente un centro di accoglienza straordinario di richiedenti asilo temporaneo che ospita circa 230 migranti e 32 persone in accoglienza diffusa; inoltre, a soli 6 chilometri di distanza è situato il centro accoglienza di Cona (Venezia) con altri 700 migranti; la gestione dell'iscrizione dei richiedenti asilo all'anagrafe comunale di Bagnoli di Sopra (3600 abitanti) attualmente è gestita da un unico impiegato (a fronte di 8 dipendenti in totale), con difficoltà facilmente prevedibili, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere le norme sull'obbligatorietà dell'iscrizione anagrafica da parte di quei Comuni italiani nel cui territorio insistono grandi centri di accoglienza di migranti e se non ritenga di prevedere l'immediata chiusura dell' hub di Bagnoli di Sopra, stante la grave situazione di degrado e tensione tra richiedenti asilo e cittadinanza. Atto n. 4-00390 BINETTI MALLEGNI SICLARI SACCONE SCHIFANI CAUSIN RIZZOTTI FERRO CARBONE PAROLI CANGINI ALDERISI FAZZONE PAGANO Al Ministro della salute Premesso che: dati recentemente pubblicati su riviste scientifiche prestigiose e su quotidiani ad ampia diffusione, come "Il Sole-24 ore", mettono in evidenza che, con riferimento al consumo di droghe, il nostro Paese è fra i peggiori in Europa, con il 22 per cento delle persone fra i 15 e i 64 anni che nel 2017 ha fatto uso di qualche sostanza (registrando la stessa percentuale dell'Olanda); secondo gli ultimi dati pubblicati dal bollettino annuale EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), il maggior consumo di droga riguarda la cannabis, sia in Italia che in Europa, consumata da 23,5 milioni di persone (il 7 per cento della popolazione), di cui 17,1 milioni di giovani under 34 (il 13,9 per cento di loro). L'87 per cento degli europei ha dichiarato di aver consumato cannabis almeno una volta nella vita. Sono tuttavia i giovani a consumarla di più: il 21 per cento delle persone tra i 15 e i 24 anni, il 16 per cento delle persone tra i 25 e i 34 anni, il 7 per cento delle persone tra i 35 e i 44 anni, il 3,6 per cento delle persone tra i 45 e i 54 anni e solo l'1 per cento degli over 55; riguardo ai consumi, è la cannabis a risultare predominante, mentre la cocaina è la principale sostanza confiscata nel nostro Paese e l'eroina (un oppiaceo) la prima causa di morte per overdose . Per quanto riguarda il consumo di cannabis, l'Italia è al secondo posto in Europa, a pochissima distanza dalla Francia. La cocaina è stata assunta da 3,5 milioni di individui (l'1 per cento del totale) di cui 2,3 milioni di giovani con meno di 34 anni (l'1,9 per cento), l' ecstasy (MDMA) da 2,7 milioni (lo 0,8 per cento della popolazione), per la maggior parte giovani (2,3 milioni, cioè l'1,8 per cento del totale); infine, le amfetamine sono state assunte negli ultimi 12 mesi da 1,8 milioni di persone (lo 0,5 per cento della popolazione) di cui 1,3 milioni di under 34 (l'1,1 per cento della popolazione); fra i più giovani si registra anche un forte consumo di ecstasy : l'1,2 per cento dei ragazzi con meno di 24 anni l'ha provata almeno una volta nell'ultimo anno. L'1,3 per cento ha assunto amfetamine, il 2,3 per cento MDMA e il 17 per cento cannabis. Nel 2016 è stata immessa sul mercato circa una nuova sostanza psicoattiva alla settimana. Gran parte di queste nuove sostanze arriva in Europa dalla Cina ed è possibile che abbia avuto un forte impatto sulla disponibilità di queste sostanze all'interno dell'Unione europea; inoltre, se è vero che sono di più gli adolescenti europei che nell'ultimo hanno abusato di alcol o hanno fumato abitualmente tabacco (rispettivamente il 37,5 e il 23 per cento delle persone tra i 15 ed i 16 anni), contro il 7,5 per cento di loro che ha fatto uso di cannabis, per i primi due, cioè alcol e fumo, le cose sono andate migliorando negli ultimi 10 anni, mentre la percentuale di chi assume cannabis è rimasta invariata; nonostante l'inequivocabile gravità di questi dati, a Roma si sta diffondendo la vendita della cosiddetta marijuana legale. Il pubblico che vi accede è formato in gran parte di giovanissimi, ma non solo, incuriositi e desiderosi di fare un'esperienza che ai loro occhi resta prevalentemente trasgressiva. Negozi che vendono prodotti a base di canapa legale stanno sorgendo nel centro storico e nelle zone di periferia a più alta densità di traffico. Vendono prodotti apparentemente innocui come: biscotti, cioccolato, caramelle, the, caffè, lecca-lecca, ma anche cosmetici, oli, semi, creme, birre, liquori, e ovviamente le infiorescenze, che permettono di coltivare in casa questo tipo di marijuana, dai nomi più vari: marijuana legale, easy joint , cannabis light , erba sativa, canapa legale, eccetera; questa diffusione è diventata possibile perché nella marijuana in commercio è stato ridotto il principio attivo che per la legge italiana resta illegale: il delta-9-tetraidrocannabinolo, il THC, presente in questi prodotti in quantità bassissime, entro il limite legale di 0,6 per cento. È stato invece potenziato un altro cannabinoide, il CBD (cannabidiolo), che "ha effetti rilassanti, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico". In altre parole, viene proposto come prodotto rilassante e non eccitante, si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro per frenare questo fenomeno che, come è noto, crea dipendenza e diventa trampolino di lancio per consumi a più alta concentrazione, i cui effetti sono decisamente più gravi.