[pronunce]

Inoltre, l'art. 63 violerebbe gli artt. 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (già artt. 43 e 49 del Trattato CE) a tutela della libertà di stabilimento e della concorrenza e colliderebbe con il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) che recepisce, appunto, le direttive menzionate nel titolo in materia di coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi. Difatti, la materia delle proroghe delle concessioni in tema di servizio pubblico locale, come più volte ribadito dalla Corte costituzionale (da ultimo, con sentenza n. 325 del 2010), rientra nella tutela della concorrenza, di competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. Pertanto, il legislatore regionale, ponendosi in contrasto con la normativa statale e comunitaria di riferimento, lederebbe l'art. 117, primo comma, Cost., in quanto fonte di possibile alterazione del regime di libero mercato delle prestazioni e dei servizi, in violazione degli obblighi comunitari in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici derivanti dagli artt. 56 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (già artt. 49 e seguenti del Trattato CE), come pure della competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza, di cui all'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. 7.- L' art. 75 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011 dispone al comma 1 che gli interventi di soccorso ed elisoccorso di carattere sanitario, comprensivi di recupero e trasporto, devono considerarsi come prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale se effettuati nei limiti di quanto disposto dall'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza). Il comma 3, poi, prevede che la Giunta regionale, sentito il SASA - CNAS, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge, integra e aggiorna il proprio tariffario per i servizi di soccorso sanitario e non sanitario; per i residenti nella regione Abruzzo è disposta una riduzione della tariffa la cui misura verrà concordata tra la Regione Abruzzo e le Aziende sanitarie locali, sedi di SUEM (Servizio di urgenza ed emergenza medica). Il minor introito derivante dalla concordata riduzione della tariffa trova copertura finanziaria in quota parte delle risorse assegnate dal fondo sanitario per il funzionamento del SUEM 118. Ad avviso del ricorrente le disposizioni oggetto di censura sarebbero illegittime, per il fatto che la Regione Abruzzo è impegnata nel Piano di rientro di cui all'Accordo tra il Ministro della salute, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Presidente della Regione in data 6 marzo 2007, poi recepito con deliberazione della Giunta regionale del 13 marzo 2007, n. 224. Mentre in forza degli obblighi assunti con il suddetto piano sanitario, la Regione Abruzzo non può erogare prestazioni ulteriori rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con l'art. 75 in esame il legislatore regionale eroga ulteriori livelli di assistenza non previsti, cioè gli interventi di soccorso ed elisoccorso. Lo stesso dicasi per la concessione dell'agevolazione di cui al comma 3 dell'art. 75, coperta con le risorse del fondo del servizio sanitario nazionale, che configura il riconoscimento di LEA aggiuntivi, in contrasto con l'impegno assunto con il citato Piano di rientro di assicurare l'equilibrio di bilancio e, conseguentemente, in violazione unilaterale degli impegni assunti in funzione di coordinamento della finanza pubblica. Sicché, il legislatore regionale, prevedendo una disciplina non conforme a quanto stabilito nel succitato Accordo, avrebbe arrecato un vulnus all'art. 117, terzo comma, Cost. in materia di tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. 8.- L'art. 76 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, contenente disposizioni in materia di segni distintivi, dispone che «il SASA - CNSAS (Soccorso Alpino Speleologico Abruzzo del Corpo nazionale del Soccorso Alpino Speleologico) adotta sulle proprie divise di ordinanza e sui mezzi in dotazione il logo della Protezione Civile regionale». Il Presidente del Consiglio dei ministri sostiene che il legislatore regionale si sia discostato dalla disciplina nazionale di riferimento, secondo cui: 1) il Corpo nazionale del soccorso alpino rientra tra le strutture operative nazionali della protezione (art. 11 della legge n. 225 del 1992); 2) la disciplina dell'ordinamento, del funzionamento e della natura del suddetto Corpo è stabilita a livello nazionale dalla legge 21 marzo 2001, n. 74 (Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico); 3) l'attività di volontariato è espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, tant'è che la legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato) ne riconosce il valore sociale e la funzione, ne promuove lo sviluppo, salvaguardandone l'autonomia, e ne favorisce l'apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale (art. 1, commi 1 e 2), imponendo alle leggi regionali di preservarne l'autonomia di organizzazione e di iniziativa e di favorire lo sviluppo dell'associazionismo (art. 10, comma 1). Secondo il ricorrente, il legislatore regionale, dettando norme non coordinate e sostanzialmente contrastanti con le suddette disposizioni e nel prevedere di adottare sulle divise di ordinanza e sui mezzi del SASA - CNSAS il logo regionale, lederebbe i princìpi costituzionali sul libero associazionismo di cui all'art. 18 Cost., nonché la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento, organizzazione e amministrazione dello Stato e degli enti pubblici nazionali di cui all'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost. ed i princìpi della legislazione concorrente di cui all'art. 117, terzo comma, Cost. in riferimento all'attività di protezione civile. 9.- Con atto depositato il 16 dicembre 2011 Presidente del Consiglio dei ministri ha, in primo luogo, rappresentato che nelle more del presente giudizio la Regione Abruzzo si è conformata ai rilievi formulati in ricorso, l'art. 9 della legge reg. 3 agosto 2011, n. 24 (Intervento di adeguamento normativo in materia di personale) così disponendo: «L'art. 47 della L.R. 10 gennaio 2011, n. 1 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria Regionale 2011) è abrogato». Conseguentemente, il Consiglio dei ministri - dato atto della sopravvenienza normativa della legge reg.