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Forza Italia, rivendicando con orgoglio la sua storia, ha sempre ritenuto fondamentale intervenire e ripartire dalla casa e dall'immobiliare, iniziando innanzitutto a ridurre il carico fiscale gravante su di essa. Ricordo che è stato il Governo Berlusconi a togliere l'ICI sulla prima casa e a introdurre la cedolare secca sulle locazioni a uso abitativo. Il risultato è stato un primo esempio di flat tax , con un vantaggio per il gettito dello Stato e, quindi, con la possibilità di acquisire maggiori denari. Oggi è di assoluta evidenza che nella manovra avete tolto ciò che di buono, pur in parte, aveva fatto il precedente Governo, ovvero la cedolare secca per le locazioni commerciali, ovvero per le locazioni dei negozi e delle botteghe. Di notte - come sovente purtroppo accade - il Governo e la maggioranza hanno deciso di annullare la cedolare secca del 21 per cento sugli affitti dei negozi, che era stata introdotta un anno fa, con l'intento di limitare la gravissima crisi dei locali commerciali. Si tratta di una decisione sorprendente e scellerata, che peraltro non trova alcuna giustificazione, perché se questa misura "batteva" un gettito di 160 milioni di euro - come si diceva allora - si trattava di un gettito ipotetico, dal momento che dette misure devono essere viste nel tempo, e lo sapete bene. Evidentemente qualcuno ha pensato di correggere le storture di quella che volgarmente viene detta la legge mancia per adattarla alle proprie esigenze. Ne pagano le spese i nostri centri, le nostre città, i nostri borghi, dove rendete più difficile la locazione di negozi e botteghe. La necessità della cedolare era evidente, tant'è che sono stati presentati diversi emendamenti in tal senso non solo del Gruppo di Forza Italia ma anche di molti altri. È anche vero che tutte le associazioni, dai commercianti in primis , hanno sostenuto l'importanza del mantenimento di tale misura. In assenza della cedolare, che non sarà rinnovata per il 2020, è chiaro che si riverbererà un effetto assolutamente negativo sui contratti in corso. Il proprietario sarà infatti soggetto all'addizionale regionale IRPEF, all'addizionale comunale IRPEF e all'imposta di registro per un carico totale che può superare il 48 per cento. Insomma ci si straccia le vesti per l'espansione di Amazon e per la moria dei negozi di vicinato si elimina l'unica misura con la quale vi era la speranza di rianimare un comparto in crisi, contribuendo a migliorare l'aspetto delle nostre città, combattendo degrado e insicurezza. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Poi c'è la chicca della fusione di IMU e TASI che non doveva aumentare le tasse e invece non è così. Sarà una fusione a freddo che porterà l'aliquota dal 7,6 all'8,6 per mille. Tale norma, con dubbia legittimità anche dal punto di vista costituzionale, fissa definitivamente l'aliquota per Roma e Milano all'11,4 per cento, a differenza di tutte le altre città per le quali siamo al 10,6; fa scomparire qualsiasi collegamento ai servizi presenti ora nella TASI; aumenta la tassazione sui proprietari di immobili affittati, scaricando su di essi la quota di imposta che era nella TASI a carico degli inquilini; e, per di più, non avete corretto una cosa di assoluta evidenza perché la norma mantiene imposizioni vessatorie come quelle sugli immobili inagibili e su quelli sfitti per assenza di inquilini e acquirenti per i quali la tassazione può essere ridotta fino al 50 per cento. Infine, per quanto riguarda i contratti a canone calmierato, voi pensate di aver stabilizzato la misura, ma non lo fate. Non avete realizzato quello che dite, perché la misura sarà applicata solo in alcuni comuni in Italia, e cioè solo in quelli ad alta densità abitativa. Vi abbiamo segnalato questo problema in una serie di emendamenti che avete respinto, e avete fatto male. Ovviamente il nostro voto su questa manovra non può che essere contrario. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vedo che la Sottosegretaria ha appena finito di telefonare. Volevo richiamare la sua attenzione, visto che è stata impegnata in una lunga telefonata, a seguire i lavori dell'Aula. Vedo che ora ha terminato. Le voglio ricordare che una telefonata allunga la vita, ma non è detto che allunghi la legislatura. Grazie di essere tornata tra di noi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, pur non essendo del mio stesso partito, vorrei confermare che la viceministra Castelli ha lavorato moltissimo, giorno e notte, in questi mesi e nelle ultime settimane, portando il Paese fuori dalle secche in cui l'avete lasciato. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Anche noi! CONZATTI (IV-PSI) . Ovviamente il mio intervento, in questo momento, non vuole essere sui numeri. Abbiamo parlato moltissime volte di numeri quando abbiamo commentato la NADEF e i singoli provvedimenti contenuti del disegno di legge di bilancio in Commissione. Vale però la pena di ricordare che la manovra al nostro esame stabilizza tutti gli indicatori, tutti i parametri; il nuovo Governo ha stabilizzato i rapporti con i finanziatori e, quindi, ha stabilizzato lo spread . Con riferimento alla manovra, 23 miliardi su 30 sono stati utilizzati per sterilizzare l'aumento dell'IVA già deciso dal precedente Governo e altri 3 miliardi sono andati a ridurre le tasse sui lavoratori, cioè il famoso cuneo fiscale. Quindi, la pressione fiscale non aumenta e questo lo dicono i numeri, nonostante la propaganda. Se si guardano i numeri oggettivi, ci si può rassicurare. Chiaramente, i cittadini hanno ragione nel dire che in Italia la pressione fiscale è molto alta. Da questo punto di vista, è nostro serio intendimento lavorare per ridurla. Come? Pagando tutti, pagando meno; quindi, facendo ciò che si è fatto sul decreto fiscale, lavorando moltissimo per il contrasto all'evasione fiscale e poi, naturalmente, riducendo la pressione fiscale in chiave equitativa. Ciò che voglio fare oggi è, appunto, parlare di futuro. Dal mio punto di vista, parlare di futuro vuol dire parlare del fattore di crescita potenziale, maggiore e migliore che abbiamo in Italia. E il fattore potenziale è dato dal talento e dall'occupazione femminile. Per fare ciò, per sfruttare l'enorme bacino e potenziale che abbiamo in Italia, servono dei presupposti. Questi presupposti sono, da un certo punto di vista, valoriali e ideali - come dice la Costituzione - nel senso di un clima paritario nel Paese, che ancora non è costruito; e poi migliori condizioni per le donne per poter accedere alla vita politica, sociale ed economica del nostro Paese.