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L'ambito di applicazione del testo convenzionale è quello relativo alla protezione dei lavoratori e, più ampiamente, degli altri soggetti nel mondo del lavoro, a prescindere dal loro status contrattuale, inclusi i volontari, le persone in formazione, i tirocinanti e gli apprendisti, nonché coloro che siano in cerca di lavoro (articolo 2), per casi di violenza o molestie che si verifichino in occasioni di lavoro o in connessione con esso (articolo 3). Dopo aver enunciato i principi fondamentali che gli Stati membri sono tenuti a rispettare per promuovere e attuare il diritto di tutti ad un mondo del lavoro libero dalla violenza e dalle molestie (Titolo III, articoli 4-6), la Convenzione prevede un articolato ventaglio di misure di protezione e di prevenzione, con l'indicazione di obblighi per gli Stati parte di adottare disposizioni interne che definiscano la violenza e le molestie conformemente a quanto da essa previsto (articolo 7) e che prescrivano ai datori di lavoro di porre in essere, proporzionatamente al loro grado di controllo, le misure atte a prevenire le condotte lesive (articolo 9), assumendo al contempo le misure necessarie, di ordine preventivo (articolo 8), risarcitorio e repressivo (articolo 10). In particolare, la Convenzione richiede agli Stati di garantire alle potenziali vittime di violenze o molestie l'accesso alla giustizia in maniera effettiva, e di predisporre misure atte a porvi rimedio. Anche in tale contesto, il testo convenzionale dedica una particolare attenzione alle violenze e alle molestie basate sul genere. Fra gli obblighi specifici previsti nei confronti degli Stati membri, il conferimento di poteri incisivi agli ispettori del lavoro e alle pertinenti autorità, e segnatamente l'attribuzione del potere di adottare, laddove necessario, misure immediatamente esecutorie (art. 10, lett. h ). Ulteriori norme della Convenzione sono relative all'orientamento, alla formazione e alla sensibilizzazione dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle rispettive organizzazioni sula materia (Titolo VI, articolo 11), alle modalità di applicazione del testo (Titolo VII, articolo 12) e alle disposizioni finali (Titolo VIII, articoli 13-20). In particolare, è previsto che la Convenzione entri in vigore dodici mesi dopo che almeno due Stati membri dell'OIL l'abbiano ratificata (articolo 14). Come evidenzia la relazione illustrativa, l'applicazione della Convenzione è in ogni caso soggetta ai meccanismi di controllo, ordinari e speciali, previsti in seno all'Organizzazione internazionale del lavoro. Segnala, infine, che è in via di approvazione da parte del Consiglio dell'Unione europea la proposta di decisione COM(2020)24 che autorizza espressamente gli Stati membri a ratificare la Convenzione al nostro esame, in quanto alcune disposizioni del testo convenzionale sono contemplate dall' acquis dell'Unione nell'ambito della politica sociale e nel settore della non discriminazione. In attesa dell'approvazione di tale proposta di decisione, alcuni Paesi - ed in particolare Francia, Belgio, Spagna e Svezia, oltre all'Italia - hanno già avviato le procedure di ratifica. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conclusione, tenuto conto dell'importanza di tale strumento normativo internazionale, il relatore esprime l'auspicio che l' iter di approvazione del relativo disegno di legge di ratifica possa essere particolarmente sollecito. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il senatore AIMI ( FIBP-UDC ) non ha difficoltà a palesare il consenso della propria parte politica avuto riguardo alla ratifica dell'Accordo in argomento. Tuttavia, non può non evidenziare come sia la Carta costituzionale che la legislazione penale vigente, già prescrivano, in Italia, in maniera chiara e rigorosa, il rispetto dei principi enucleati nella Convenzione OIL. Anche la senatrice MAIORINO ( M5S ) dichiara il proprio assenso per i contenuti del trattato in questione, ricordando, tuttavia, a riprova della grande attualità della materia, che, presso le Commissioni riunite Giustizia e Lavoro, è stato incardinato un apposito provvedimento volto a disciplinare, in modo specifico, le problematiche connesse alla violenza nei luoghi di lavoro. Segue un breve intervento del senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), il quale tiene a sottolineare l'importanza dell'atto internazionale in disamina, che incontra il parere favorevole della propria parte politica. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), pur condividendo la necessità di salvaguardare i principi base enucleati nella Convenzione in titolo, auspica, tuttavia, un approfondimento mirante a comprendere meglio in quali ambiti l'Italia si è già adeguata a tale normativa internazionale - non essendovi, quindi, bisogno di un formale recepimento di quest'ultima - e in quali altri settori, invece, occorra procedere ad un effettivo allineamento. Il relatore AIROLA ( M5S ), pur riconoscendo che, in effetti, l'Italia ha sempre mostrato di essere all'avanguardia nella tutela dei diritti nei luoghi di lavoro, è dell'avviso che, in ogni caso, l'implementazione, nell'ordinamento nazionale, della suddetta Convenzione non potrà che migliorare ulteriormente lo status e le prerogative soprattutto delle donne lavoratrici. Interviene, quindi, il sottosegretario DI STEFANO per rammentare, in via generale, che lo scopo precipuo della ratifica di accordi elaborati in seno ad organismi internazionali è, essenzialmente, quello di incentivare, all'interno di ogni Stato contraente, una maggiore consapevolezza del problema disciplinato da una determinata convenzione, spingendolo ad apportare modifiche in melius alla propria normativa interna di riferimento. Segue, quindi, una breve precisazione del senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), volta a ribadire la sua mera sollecitazione a verificare la normativa interna che necessita di essere integrata dal recepimento di tale Accordo OIL che, in ogni caso, egli reputa di grande rilevanza. Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE , preannunciando la trattazione di uno dei temi all'ordine del giorno dell'Ufficio di Presidenza già previsto per domani, mercoledì 14 ottobre, informa i commissari che, il 27 ottobre, alle ore 10, avrà luogo un incontro in videoconferenza con la omologa Commissione esteri del Consiglio della Federazione russa. In vista di tale riunione, propone come relatori dei due temi in discussione, rispettivamente, la vice presidente Garavini per la situazione della diplomazia parlamentare europea (Assemblee del Consiglio d'Europa e dell'OSCE), e la vice presidente Craxi per i problemi della sicurezza europea (conflitti regionali). La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,25.