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sono già stati elencati i vari provvedimenti, a partire dal codice rosso, cui Forza Italia non ha fatto mancare il proprio contributo, anche attraverso l'introduzione del reato di revenge porn . Purtroppo non sono stati accettati emendamenti, determinando alcune carenze nel codice stesso, che ora la Commissione metterà in evidenza. Sono stati stanziati 12 milioni di euro, una cifra considerata ancora esigua dalle associazioni. Su questo fronte, un emendamento alla manovra di bilancio ha stabilito una cosa sacrosanta, dopo i fatti di cronaca accaduti, in cui si chiedeva il risarcimento agli orfani di femminicidio: nessuna richiesta di risarcimento per crediti vantati dallo Stato sarà più a carico degli orfani di femminicidio, né minorenni, né maggiorenni non economicamente sufficienti, purché estranei ai delitti in famiglia. Naturalmente è il caso di proseguire con fermezza, per recuperare i ritardi che abbiamo accumulato rispetto ad altri Paesi europei; ritardi che ci hanno fatto scivolare, secondo il rapporto Grevio, al settantesimo posto nella classifica stilata dal World Economic Forum. In quest'anno la Commissione ha lavorato abbastanza bene, ma serve fare di più. A cosa mi riferisco? Mi riferisco al fatto che - secondo l'ultimo rapporto di Grevio sulla Convenzione di Istanbul - pur riconoscendo i progressi compiuti per promuovere i diritti delle donne in Italia, il fenomeno incontra ancora resistenze nel Paese e sta emergendo una tendenza a reinterpretare e riorientare la nozione di parità di genere in termini di politiche per la famiglia e la maternità. Cosa può fare la Commissione? Può e deve approfondire e proporre misure complementari per colmare le lacune nei servizi di supporto specializzati per le vittime di violenza sessuale e promuovere, con il Governo e le Regioni, l'istituzione di centri di accoglienza per le vittime di stupro o di violenza, che devono ricevere i giusti finanziamenti. A questo proposito, chiedo che la Commissione possa stilare un protocollo per punti basilari per la richiesta di accreditamento dei centri antiviolenza, univoco in tutta Italia, per un monitoraggio dei centri stessi. Bisogna avere contezza di come vengono accreditate le strutture, per poter dare successivamente il giusto apporto economico che necessitano. Con riferimento al codice rosso, la Commissione, anche attraverso le audizioni che si sono svolte, deve rimarcare tutte le lacune legislative, come - ad esempio - l'assenza di mezzi di ricorso civili efficaci nei confronti delle autorità statali che abbiano mancato al loro dovere di adottare necessarie misure di prevenzione o protezione nell'ambito delle loro competenze. È sul tema della prevenzione che vorrei soffermarmi un attimo. Ricordo ancora quando, nel 2009, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Dipartimento per le pari opportunità (i ministri di allora Gelmini e Carfagna) stilarono il protocollo per la settimana antiviolenza nelle scuole. Dal 2011 in poi questa settimana non si è praticamente più ricordata. Poiché la prevenzione e il rispetto dell'essere umano iniziano dai banchi di scuola, si potrebbe magari riprendere in considerazione questa iniziativa per sensibilizzare i ragazzi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . A novembre del 2016 il Dipartimento per le pari opportunità, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ha pubblicato un bando di presentazione di iniziative educative scolastiche sulla prevenzione e la lotta alla violenza sessuale. Questo bando incoraggiava la creazione di una collaborazione tra le scuole e le organizzazioni non governative che lavorano nel settore. Abbiamo saputo ora - perché per diversi anni era sparito anche il bando - che l'importo stanziato è stato di 5 milioni di euro e che i progetti selezionati hanno recentemente iniziato la loro attività, precisamente nel 2017. Dopo quella data buio totale. Mi hanno rincuorato le parole dette ieri ad un'agenzia a proposito degli attacchi che il ministro Bonetti ha subito da parte di altri partiti della sua maggioranza e il fatto di sapere che ha intenzione di proporre un nuovo bando molto presto. Se non fosse per le singole scuole o Regioni che ogni anno in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne provvedono a organizzare manifestazioni utili anche a far fare magari passerelle al capo del Governo in vista ad un centro antiviolenza, sembra non vi sia traccia di un interesse serio da parte di questa maggioranza per sensibilizzare, attraverso lo stanziamento di specifici fondi, le scuole, i ragazzi ed anche la formazione degli operatori. La Commissione deve lanciare un segnale in tal senso promuovendo iniziative di questo genere che esulino dalle singole verifiche. Credo infatti che il ruolo della Commissione d'inchiesta debba essere quello di verificare e bacchettare chi non fa il proprio dovere. Passiamo ora alle proposte, altrimenti non avrebbe senso andare avanti. Cosa si deve verificare dettagliatamente? Si deve garantire l'applicazione delle disposizioni legali sul reato di maltrattamenti in famiglia, tenendo presente lo specifico carattere di genere della violenza domestica perpetrata contro le donne. Occorre garantire che le politiche e i provvedimenti affrontino ugualmente la prevenzione, la protezione, le indagini e le sanzioni conformemente all'obbligo di dovuta diligenza enunciato nell'articolo 5 della Convenzione. Occorre adottare misure supplementari per garantire che le politiche di lotta contro la violenza contro le donne siano globali e integrate e siano attuate e monitorate attraverso un coordinamento efficace tra autorità nazionali, regionali e locali. Si devono inoltre prevedere risorse finanziarie e umane adeguate per le misure e le politiche; rafforzare il sostegno alle organizzazioni femminili indipendenti che operano a favore delle donne e del riconoscimento. Si deve infine rafforzare l'attività di prevenzione nel campo della sensibilizzazione, dell'educazione e della formazione dei professionisti e i programmi rivolti agli autori di violenze nel settore dell'occupazione, proseguendo l'attuazione di misure proattive e durevoli destinate a promuovere veri cambiamenti dei comportamenti sessisti nel contesto sociale e culturale, basati sull'idea dell'inferiorità delle donne. Per gli uomini maltrattanti so che ci sono dei fondi, forse mai abbastanza sufficienti. La coperta purtroppo è corta; ci sono famiglie che non ricevono ancora, a causa dei ritardi, il giusto risarcimento affinché i nonni possano mantenere i nipoti orfani per femminicidio e magari, al contempo, hanno anche una patologia oncologica e non hanno i soldi per i farmaci oncologici. Sappiamo che è un problema anche questo. Vedremo. Molto resta da fare, non serve molto tempo; quello che serve è la volontà, la convinzione di fare qualcosa di buono per le donne e per il nostro Paese. Le risorse finanziarie devono essere spese bene. Proporrei meno sopralluoghi e meno audizioni, perché abbiamo un'importante documentazione da esaminare. Ringrazio molto tutto il personale della Commissione; personale sottostimato che lavora veramente moltissimo per esaminare con noi tutti gli atti. Credo che tutti noi commissari non dobbiamo basarci solo sull'apporto che ci fornisce il personale, ma essere noi, in prima persona, a fare la nostra parte.