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Noi speriamo che il Governo agisca in fretta con nuove modalità, ma se i tempi saranno lunghi si chiarirà bene qual era il vostro scopo, che, a quel punto, assumerebbe le caratteristiche della deregolazione. L'articolo 8 ci dice di un errore di fondo: quello di ritenere che trasferire la gestione della piattaforma tecnologica per i pagamenti delle pubbliche amministrazioni, nonché i compiti relativi a tale piattaforma attualmente svolti dall'Agenzia per l'Italia digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso la costituzione di una società per azioni interamente partecipata dallo Stato, possa accelerare i pagamenti medesimi. Come se il problema fosse la gestione e non il fatto che servono risorse che il Governo non mette. Prima o poi misureremo il fallimento dei risultati che questa iniziativa produrrà. Per favorire la digitalizzazione del paese, abbiamo presentato un pacchetto di proposte, cercando di corrispondere alle esigenze di quei soggetti che normalmente agiscono in questo importante segmento economico. In particolare, abbiamo proposto: – procedure chiare sull'installazione e sull'attivazione degli impianti cosiddetti « carrati », ovvero quegli impianti temporanei in condizioni di emergenza; – semplificazioni procedurali nel caso di modifiche di impianti già installati che non compromettessero le caratteristiche radioelettriche; – l'attribuzione della qualifica « di lavori straordinari » per gli interventi sulle reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga per portare la rete fino alla sede dell'abbonato; – il silenzio assenso nel caso di interventi per l'installazione della rete di comunicazione elettronica a banda ultralarga; – la velocizzazione delle procedure autorizzative per l'installazione della rete di comunicazione elettronica a banda ultralarga nei comuni con meno di 10.000 abitanti; – la riduzione dei termini temporali previsti per l'autorizzazione per l'installazione della rete di comunicazione elettronica a banda ultralarga nelle località del Paese dichiarate sismiche. Per evitare di elencarle tutte, richiamo il principio ispiratore: noi abbiamo fortemente creduto nella digitalizzazione del Paese e abbiamo investito risorse ingentissime. Ora è il momento di risolvere quei nodi che possono compromettere il progetto per il quale le risorse ci sono. Riteniamo assurdo che rispetto ad un obiettivo che ha a che vedere con « l'alto interesse nazionale », vi possano essere realtà nelle quali si fa fatica ad operare. Pensiamo sia giusto attuare in questo comparto lo stesso principio che l'Italia persegue per le fonti energetiche, per la sicurezza o la difesa e riteniamo anche un nostro risultato il fatto che la maggioranza abbia accolto le nostre proposte in un contesto più ampio di condivisione. Non condividiamo, invece, la destrutturazione del Consiglio superiore del cinema e l'audiovisivo. È formato da esperti di diversa competenza che, senza alcun onere per la finanza pubblica, con i suoi qualificati pareri è uno strumento di costruzione strategica delle politiche e di trasparenza nella salvaguardia del bene collettivo. Depotenziarlo significa far venir meno un supporto vero alle politiche culturali del Paese. Articolo 9. Con l'approvazione di una nostra proposta viene assicurata la continuità nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell'ambito del sistema di emergenza-urgenza, permettendo l'accesso alle procedure concorsuali per la disciplina di « Medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza » al personale medico che abbia maturato, negli ultimi dieci anni, almeno quattro anni di servizio presso i servizi di emergenza-urgenza ospedalieri del Servizio sanitario nazionale, pur non essendo in possesso di alcuna specializzazione, ma di fatto avendo acquisito esperienza. Si tratta di buona notizia sia per la classe medica, che vede riconosciuto il lavoro egregio ed impegnativo svolto all'interno del Pronto soccorso, sia per i cittadini che avranno a disposizione più operatori e di conseguenza l'erogazione di maggiori prestazioni sanitarie. Rimane però irrisolto il tema della medicina d'urgenza territoriale, che necessita di essere preso in esame perché ci sono grossi problemi di carenza di organico in un ambito che riguarda tutti i cittadini che hanno necessità di essere soccorsi, quindi ognuno di noi può essere quel cittadino. Infine, pur essendo parzialmente condivisibile la possibilità transitoria di assegnare gli incarichi di medicina generale ai medici iscritti al relativo corso di formazione specialistica, non si può tuttavia pensare di risolvere il problema della carenza dei medici di medicina generale (cosiddetti medici di base) semplicemente accorciando il tempo utile all'assegnazione di incarichi. Serve anche altro. In ordine all'articolo 10, che interviene sulla procedura di corso-concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici, giustamente il Governo ha proposto modifiche del settore del noleggio con conducente. Un'affinità che era sfuggita a molti, ma non agli arguti membri del Governo. Avete provocato tante disfunzioni, vi sareste meritati i gilet gialli tanto amati. Per superare i vostri errori, abbiamo presentato diverse proposte. Non le avete accolte, ma le elenco comunque: – l'emanazione di criteri per la programmazione degli autoservizi pubblici non di linea con possibilità di stipulare contratti di servizi con NCC e taxi; – deroga all'obbligo di rientrare in rimessa al termine di ciascuna corsa, consentendo al vettore di accettare nuove corse durante la percorrenza del tragitto di ritorno; – il rimando dell'applicabilità delle sanzioni per quanto concerne la compilazione e la tenuta del foglio di servizio elettronico; – l'eventualità di definire aree entro cui si possono avere rimesse aggiuntive. Una parola va spesa sulla proposta dei relatori di acquistare auto blu di grossa cilindrata, SUV compresi. Dal 2011 le odiatissime auto della casta non devono superare i 1600 cc di cilindrata. Ti aspetti che i fustigatori di professione della casta abbassino quel limite. Invece no, chiedono di comprare Mercedes, BMW, Jaguar, Volvo e auto simili, purché emettano meno biossido di carbonio possibile, comunque meno di 160 grammi per chilometro. Addirittura, la previsione non deve comportare nuovi oneri per lo Stato, come se la Mercedes costasse quanto la Punto oggi in uso per molti membri del Governo. Una doppia ipocrisia, il cambio di casacca contro le auto della casta e i soldi per gli acquisti, che facciamo fatica a digerire e che gli italiani sapranno giudicare. Articolo 11. In merito all'adeguamento dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale dipendente della pubblica amministrazione, è stato presentato un emendamento sulle trivelle. È stato anche ammesso, ovviamente, per affinità « di spesa », immagino. Presidente, l'ho detto all'inizio, questo modo di procedere apre a precedenti già in passato stigmatizzati dalla Corte costituzionale e rispetto ai quali nessuno, ripeto, nessuno può sottrarsi, a maggior ragione quando vengono segnalati all'attenzione.