[pronunce]

che, secondo il giudice a quo, dall'espresso rinvio, che risulterebbe dagli articoli 729, comma 1, prima parte, e 696, comma 1, del codice di procedura penale, alle regole della “Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959”, dovrebbe conseguire l'inutilizzabilità dei documenti privi della certificazione di autenticità, perché trasmessi dallo Stato richiesto in violazione dell'art. 3 della Convenzione del 1959, che imporrebbe la trasmissione dei documenti “in originale” o, in mancanza, in copia munita di “certificato di conformità”; che - ad avviso del rimettente - l'art. 729, comma 1, prima parte, del codice di procedura penale, come modificato dall'articolo 13 della legge n. 367 del 2001, avrebbe ripristinato un'interpretazione restrittiva dell'art. 3 della Convenzione di Strasburgo del 1959, contrastante con quella consuetudinaria, in base alla quale gli atti conseguenti all'esecuzione, allorché non siano formati dall'Autorità che ha eseguito la rogatoria, sarebbero sempre restituiti in fotocopia senza autenticazione e con la sola attestazione da parte dell'Autorità richiesta - contenuta nella nota di accompagnamento - che la rogatoria viene restituita evasa, e così sarebbe garantita la corrispondenza del materiale trasmesso alla domanda rogatoriale; che, con le ordinanze n. 315 e n. 487 del 2002 e n. 68 del 2003, questa Corte si è già pronunciata sulla medesima questione di legittimità costituzionale, dichiarandone la manifesta inammissibilità; che l'ordinanza di rimessione, emessa in data anteriore alle citate decisioni, non contiene profili nuovi o, comunque, argomentazioni tali che possano condurre la Corte a conclusioni differenti; che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 696, 727, comma 5-bis, e 729 del codice di procedura penale, come modificati dagli articoli 9, 12 e 13 della legge 5 ottobre 2001, n. 367 (Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra Italia e Svizzera che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e ne agevola l'applicazione, fatto a Roma il 10 settembre 1998, nonché conseguenti modifiche al codice penale ed al codice di procedura penale) , e dell'art. 18 della stessa legge n. 367 del 2001, sollevata, in riferimento agli artt. 10 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Cuneo, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Piero Alberto CAPOTOSTI, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2004. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA