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Disposizioni transitorie per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Onorevoli Senatori. -- L’esplicita finalità di questo disegno di legge è quella di provvedere a regolare nuove consultazioni elettorali nel caso in cui il legislatore non fosse stato preliminarmente in grado di provvedere alla revisione del titolo I della parte II della Costituzione e di adottare una nuova, conseguente, legge elettorale. Allo stesso tempo, l’iniziativa legislativa muove dalla necessità ineludibile di superare l’attuale disciplina elettorale (legge 21 dicembre 2005, n. 270), suscettibile di numerosi rilievi di costituzionalità -- come peraltro ha evidenziato la recente ordinanza di rimessione della Corte di cassazione del 21 marzo 2013. Va ulteriormente sottolineato che i recenti risultati elettorali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica hanno mostrato l’inidoneità della legge elettorale vigente ad assicurare, in un mutato quadro politico, un solido riferimento ai fini della governabilità del Paese, e ciò nonostante la previsione di un premio di maggioranza per l’elezione della Camera dei deputati sulla cui ragionevolezza e compatibilità con le norme costituzionali è lecito fortemente dubitare. Né può trascurarsi l’insostenibilità di una disciplina elettorale che lede il principio di rappresentanza sotto il profilo del diritto dell’elettore all’esercizio di voto diretto, inteso anche come scelta dei singoli rappresentanti non mediata esclusivamente dalla selezione svolta dai partiti politici. Nelle condizioni descritte, la scelta operata con il disegno di legge è quella della reintroduzione -- con alcune correzioni -- del sistema elettorale previgente (cosiddetto «Mattarellum»). Le modifiche proposte a tale sistema consistono: -- nell’introduzione di sistemi di riequilibrio della rappresentanza di genere (articolo 2, comma 1, lettera a) , numeri 1) e 2), per la Camera dei deputati; articolo 2, comma 1, lettera b) , numeri 1) e 2), per il Senato della Repubblica); -- nell’abolizione, per la Camera dei deputati, del voto distinto su liste di candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale, e nell’abolizione del cosiddetto scorporo, al fine di rendere più incisivo l’effetto maggioritario dell’attribuzione dei seggi alle liste concorrenti (articolo 2, comma 1, lettera a) , numero 3), e lettera b) , numero 3); -- nell’introduzione di un premio di maggioranza per entrambe le Camere (articolo 2, comma 1, lettera a) , numero 4), e lettera b) , numero 4), ancorato al raggiungimento della soglia del 40 per cento del totale di voti attribuiti a gruppi di candidati, insieme alle liste di candidati per la circoscrizione Estero, che si siano identificati con il medesimo contrassegno, e fino al raggiungimento del 55 per cento dei seggi attribuiti, operando a valere sui seggi della quota proporzionale (articolo 2, comma 1, lettera a) , numeri 3), 4) e 5), e lettera b) , numeri 3), 4) e 5). Il risultato che ci si propone di raggiungere con il presente disegno di legge è quello di disporre un sistema che tenda ad assicurare un risultato diretto all’esercizio del voto da parte di ciascun elettore, sollecitando al contempo la responsabilità dei cittadini in ordine agli effetti del proprio voto per la costituzione di stabili maggioranze parlamentari. A questo fine, peraltro, come si desume dalle proposte di modifica illustrate, il sistema tenderebbe a disincentivare la formazione di maggioranze disomogenee alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. Con l’articolo 3 del disegno di legge si conferisce altresì delega al Governo in materia di determinazione dei collegi elettorali, in ragione della necessità di tenere conto dei mutamenti demografici intervenuti e rilevati con l’ultimo censimento della popolazione. Si propone, infine, che la legge eventualmente approvata entri in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione (articolo 4).. Art. 1. (Sistema elettorale transitorio) 1. La legge 21 dicembre 2005, n. 270, è abrogata. 2. Fino all’adozione di una legge elettorale conseguente alla revisione del titolo I della parte II della Costituzione, per l’elezione delle Camere si applicano, rispettivamente, le disposizioni del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, nei testi vigenti prima della data di entrata in vigore della legge n. 270 del 2005, come modificati ai sensi della presente legge. Si applicano inoltre, per le elezioni nella circoscrizione Estero, le disposizioni della legge 27 dicembre 2001, n. 459, come modificate ai sensi della presente legge. Art. 2. (Delega al Governo per l’adeguamento dei testi unici per le elezioni delle Camere) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante modificazioni al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e al testo unico di cui al decreto legislativo n. 533 del 1993, nonché alla legge n. 459 del 2001, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) per la Camera dei deputati: 1) nella presentazione delle candidature, per ciascun gruppo di candidati nei collegi uninominali in ogni circoscrizione nessuno dei due sessi può essere rappresentato, a pena di inammissibilità delle candidature, in misura superiore alla metà del totale, con arrotondamento all’unità superiore; 2) nelle liste dei candidati in ciascuna ripartizione della circoscrizione Estero nessuno dei due sessi può essere rappresentato, a pena di inammissibilità delle candidature, in misura superiore alla metà, con arrotondamento all’unità superiore; ciascun elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella medesima lista; nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza; 3) abolizione del voto distinto per l’elezione dei deputati su liste di candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale, con attribuzione dei relativi seggi in ragione proporzionale, senza detrazione dei voti validi per l’elezione dei candidati nei collegi uninominali, tra i gruppi di candidati in ciascuna circoscrizione, secondo l’ordine decrescente delle cifre elettorali individuali dei candidati che non sono stati già proclamati eletti nei collegi uninominali;