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L'articolo 7 esclude dal campo di applicazione dell'IVA le cessioni gratuite di libri e relativi supporti integrativi non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni o danni, che non ne modificano l'idoneità all'utilizzo, effettuate a favore di enti pubblici o privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche. L'articolo 8 novella la legge n. 128 del 2011 in materia di prezzo dei libri. Le modifiche incidono anzitutto sulle finalità generali della legge n. 128, aggiungendo la tutela dell'offerta editoriale che si affianca alla tutela del pluralismo dell'informazione e viene raggiunta anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza. La legge n. 128 è poi modificata riducendo lo sconto massimo, che passa dal 15 al 5 per cento e, solo per i libri adottati dalle scuole come libri di testo, dal 20 al 15 per cento. Detti limiti massimi di sconto si applicano anche alle vendite di libri effettuate per corrispondenza o tramite piattaforme digitali nella rete internet mentre non si applicano alle vendite di libri alle biblioteche, purché i libri siano destinati all'uso dell'istituzione, restando esclusa la loro rivendita. A legislazione vigente, è prevista inoltre la possibilità, per gli editori, di realizzare campagne promozionali di un mese, non reiterabili, con sconti sul prezzo dei libri superiori a quelli stabiliti e comunque non superiori ad un quarto del prezzo già fissato (pari perciò al 25 per cento). Tali campagne non possono essere svolte nel mese di dicembre. Con le novelle che si intendono apportare, si mantiene la possibilità per le case editrici di offrire sconti maggiori di quelli fissati per un mese all'anno, tranne dicembre, per ciascun marchio editoriale. Le differenze rispetto alla normativa in vigore stanno nell'abbassamento del limite massimo di sconto applicabile, pari al 20 per cento del prezzo apposto, e nella individuazione con decreto ministeriale dei mesi in cui è possibile effettuare tali sconti maggiorati, fermo restando che ciascuna casa editrice può scegliere un solo mese all'anno. In prima applicazione, tale decreto ministeriale deve essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Si pone altresì una nuova condizione, consistente nel fatto che l'offerta non può riguardare titoli pubblicati nei sei mesi precedenti a quello in cui si svolge la promozione. Resta ferma poi, come previsto attualmente, la possibilità per i venditori al dettaglio, che devono in ogni caso essere informati e messi in grado di partecipare alle medesime condizioni, di non aderire a tali campagne promozionali. Si introduce inoltre la possibilità anche per i punti vendita di effettuare, in uno dei mesi individuati dal decreto ministeriale, una sola volta l'anno, sconti sui libri fino ad un massimo del 15 per cento. Infine, si prevede il divieto, nei confronti di chiunque, di promuovere iniziative commerciali che accordino sconti superiori ai suddetti limiti, anche nel caso in cui prevedano la sostituzione dello sconto diretto con la consegna di buoni spesa, utilizzabili contestualmente o successivamente all'acquisto dei libri sui quali sono riconosciuti. L'articolo 8 modifica poi la normativa della legge n. 128 che disciplina la relazione al Parlamento sugli effetti delle sue disposizioni sul settore del libro; tale relazione non è stata mai presentata. Le modifiche prevedono ora l'attribuzione della competenza al Ministro per i beni e le attività culturali, mentre non vi è più il filtro della Presidenza del Consiglio. Gli articolo 9 e 10 introducono disposizioni riguardanti le librerie. L'articolo 9 istituisce l'Albo delle librerie di qualità presso il MIBAC, a cui possono iscriversi su loro domanda le librerie che hanno i requisiti indicati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, che definisce anche le modalità di formazione e tenuta dell'Albo, da adottare entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge; alcuni requisiti sono già indicati nel comma 4 dell'articolo 9: le librerie che possono iscriversi sono quelle che esercitano in modo prevalente l'attività di vendita al dettaglio di libri in locali accessibili al pubblico e che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell'offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio. Nella definizione dei requisiti, si tiene conto: - dell'assortimento diversificato di titoli offerti in vendita; - della qualità del servizio; - delle attività di proposta di eventi culturali; - dell'adesione ai patti locali per la lettura, ove attivati; - della specificità del territorio. L'iscrizione nell'Albo dà alla libreria il diritto di utilizzare il marchio di «libreria di qualità». Il marchio di «libreria di qualità» è concesso al punto di vendita e non all'impresa. Esso ha validità di tre anni, rinnovabile, a domanda, per il successivo triennio, previa verifica della permanenza dei requisiti per l'iscrizione nell'Albo. L'articolo 10 incrementa di 3.250.000 euro annui, a decorrere dal 2020, il limite di spesa relativo al credito di imposta di cui possono usufruire gli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati, o nel settore di vendita al dettaglio di libri di seconda mano. L'articolo 11 reca le abrogazioni, mentre l'articolo 12 reca la copertura finanziaria degli oneri. In base all'articolo 13, le disposizioni della legge si applicano dal 1° gennaio 2020. Quest'ultimo articolo fa quindi decorrere l'efficacia della nuova legge dal 1° gennaio 2020, dunque da una data che precede la prossima entrata in vigore, non diversamente da quanto dispone - con riferimento alle abrogazioni - l'articolo 11. Proprio alla luce di queste disposizioni ho presentato in Commissione, in qualità di relatore, un ordine del giorno, accolto dal Governo, al fine di fugare ogni dubbio circa la possibilità di approvare in via definitiva il testo già approvato dalla Camera dei deputati, senza dunque modificare gli articoli 11 e 13. Preciso per completezza che il Governo ha accolto anche gli altri 3 ordini del giorno presentati in Commissione, due dei quali proposti da un Gruppo di opposizione (quello della Lega). Tornando all'ordine del giorno G/1421/4/7 che ho presentato come relatore e che è stato accolto dal Governo, esso chiarisce e delimita la portata dell'articolo 13, che fa decorrere l'efficacia della nuova legge dal 1° gennaio 2020, dunque da una data che precede la prossima entrata in vigore. In proposito è appena il caso di precisare che quell'atto d'indirizzo si riferisce, come indicato nelle sue premesse, solo alle disposizioni del testo suscettibili di un'applicazione retroattiva. Ve ne sono altre, infatti, che invece troveranno applicazione solo in seguito agli adempimenti esecutivi previsti da ciascuna di esse o, per la natura loro propria, solo per i casi che si realizzeranno dopo la stessa data di entrata in vigore.