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quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di porre rimedio allo stato di grave degrado dell'area archeologica, tra l'altro posta sotto la tutela della Soprintendenza archeologica territoriale; quali interventi intenda varare allo scopo di assicurare una costante manutenzione al parco dell'antica Abellinum; quale sia la gravità dei danni al patrimonio che nel frattempo si sono verificati a seguito della mancata manutenzione e salvaguardia del medesimo sito. Atto n. 4-02869 BATTISTONI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: il 24 agosto 2016, alle ore 3.36, il terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito il centro Italia ha interessando i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria; il 26 e il 30 ottobre nuovi violenti terremoti hanno ancora interessato il centro Italia, in particolare il confine tra Umbria e Marche. La scossa del 30 ottobre, di magnitudo 6.5, è stata la più forte in Italia degli ultimi trent'anni; secondo gli esperti del Cnr e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) le tre scosse hanno deformato il suolo. Ad Accumoli la terra si è abbassata di 20 centimetri, a Castelsantangelo sul Nera 18 centimetri ed a Norcia addirittura 70 centimetri; le vittime del terremoto sono state complessivamente 298; gli sfollati hanno raggiunto il numero massimo di 17.000 persone assistite, tra cui 4.700 rimaste nel proprio paese, 9.400 accolte in alberghi lungo la costa adriatica e il lago Trasimeno, 2.900 in strutture ricettive distribuite sul territorio e 326 in tende; da una stima Anci (Associazione nazionale comuni italiani) sono circa 200.000 gli immobili lesionati o inagibili nelle aree del centro Italia colpite dal terremoto; le aree devastate dal terremoto contano 3.000 aziende agricole; con l'ordinanza del capo Dipartimento della protezione civile n. 614 del 12 novembre 2019 avente per oggetto "Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo a partire dal giorno 24 agosto 2016", il Governo ha ridefinito la concessione del contributo di autonoma sistemazione (CAS) destinato ai nuclei familiari, che permangono in una condizione di disagio abitativo a distanza di oltre tre anni dagli eventi sismici; tale ordinanza al punto e) dell'art.1 evidenzia che per ottenere il contributo, la famiglia non deve aver trasferito la residenza o il domicilio al di fuori dal territorio regionale; alcuni comuni della Regione Marche, come il Comune di Maltignano nella provincia di Ascoli Piceno, sono al confine con la Regione Abruzzo, distano da esso poche centinaia di metri e pertanto numerose famiglie hanno optato per spostarsi temporaneamente, per mancanza di alloggi, nei comuni limitrofi in Abruzzo, molto più vicini rispetto ad altri comuni marchigiani, in cui sono disponibili alloggi, ma che distano molti chilometri da loro centro gravitazionale inteso come lavoro e famiglia; questa nuova ordinanza, così come scritta, causerà la perdita del CAS per decine di famiglie che hanno deciso di spostarsi a poche centinaia di metri dalle proprie abitazioni lesionate o inagibili, ma comunque fuori regione, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga di adottare iniziative affinché le disposizioni di cui all'ordinanza del capo Dipartimento della protezione civile citata in premessa possa essere estesa almeno ai comuni limitrofi abruzzesi confinanti, considerato che la Regione Abruzzo fa parte comunque delle quattro regioni inserite nel cratere, perché direttamente coinvolta dal sisma; se non ritenga, qualora la norma non venga estesa, di dover procedere alla realizzazione di nuovi alloggi temporanei da rendere disponibili alle famiglie di ritorno dal vicino confine abruzzese, al fine di garantire un adeguato numero di appartamenti dove potersi sistemare, vista la totale carenza di disponibilità abitativa nelle zone di confine della Regione Marche. Atto n. 4-02870 BATTISTONI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il consiglio oleicolo internazionale (COI) è l'unica organizzazione internazionale al mondo dedicata all'olio d'oliva e olive da tavola; ha la sua sede a Madrid, dove è stato creato nel 1959 sotto gli auspici delle Nazioni Unite; contribuisce in modo decisivo allo sviluppo responsabile e sostenibile dell'olivo e fornisce un forum mondiale in cui le politiche vengono discusse ed adottate per affrontare le sfide che attendono il settore. Si compone di 17 membri, uno dei quali è l'Unione europea, in rappresentanza di tutti i suoi Paesi produttori; il principio che ha sempre contraddistinto la governance di questo ente è stato quello della rotazione tra gli Stati, ma a giugno 2019, quando il consiglio è stato chiamato a votare per il rinnovo del board di direzione nelle figure del direttore generale e di due direttori aggiunti, la votazione ha visto la riconferma del direttore uscente, Abdellatiff Ghedira (tunisino), e l'elezione dei due direttori aggiunti: Jaime Lillo (spagnolo) e Mustafa Sepetc (turco); da queste scelte l'Italia è stata letteralmente esclusa, nonostante fosse stata ventilata una candidatura, proprio del nostro Paese, nei mesi precedenti da numerosi Stati, tra cui quello di Israele, che successivamente è anche stato escluso dalle operazioni di voto in maniera a giudizio dell'interrogante anomala; l'Italia non può rimanere fuori da un organismo così importante, a fronte delle sue peculiarità e la ricchezza da un punto di vista qualitativo del proprio olio; le nazioni europee e quelle africane del Mediterraneo da diverso tempo stanno cercando in tutti i modi di allentare i controlli sulla qualità dei propri prodotti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se abbia chiesto informazioni sulla corretta esecuzione delle operazioni di voto; se non ritenga di doversi attivare con una formale segnalazione presso l'Unione europea. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01364 della senatrice Granato, sulla sede a Crotone della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone; 3-01366 della senatrice Castellone ed altri, sul reclutamento del personale tecnico e ricercatori del CNR.