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Riconoscimento dell'osteopatia come professione sanitaria primaria. Onorevoli Senatori. -- Nel campo delle professioni sanitarie non può sfuggire all'attenzione del legislatore il crescente interesse dei cittadini per le nuove tecniche terapeutiche. Si rende pertanto necessario colmare urgentemente una grave lacuna normativa, la mancata regolamentazione della professione dell'osteopata, che permette il manifestarsi di molteplici fenomeni degenerativi quali l'abuso della credulità popolare, l'indubbia ciarlataneria di operatori non qualificati, la nascita sul territorio nazionale di corsi di insegnamento che non offrono alcuna garanzia di serietà e di sicurezza, approfittando dell'attuale incertezza giuridica. L'osteopatia nacque come professione libera e separata negli Stati Uniti d'America (USA) intorno all'anno 1882 con l'« American School of Osteopathy » (ASO) prima scuola al mondo. Nacque come una professione di fatto separata, ma non ancora «alternativa» alla medicina tradizionale in generale, e soprattutto non ancora riconosciuta sul piano legislativo né da parte dello Stato federale né da parte della legislazione di uno Stato membro. Fu riconosciuta, nel 1952, l' American Osteopathy Association come associazione accreditata per la formazione medica osteopatica, dal Dipartimento della salute degli USA. Il grande cambiamento si ebbe con la nascita delle prime scuole finanziate dallo Stato. Nel 1973 l' University College of Osteopathyc Medicine del Michigan diplomò la prima classe e nello stesso anno il 97 per cento degli studenti ottennero il «Bachelor's degree» , laurea osteopatica titolo Diploma Osteopati (D.O.). John Littlejohn tornato nel 1913 definitivamente in Inghilterra, fondò a Londra, il 7 marzo 1917, la British School of Osteopathy (BSO), istituto che rimane tuttora un riferimento internazionale nel campo dell'insegnamento e della clinica osteopatici. L'educazione osteopatica, a seconda dei Paesi, viene a collocarsi in un sistema di organizzazione universitaria statale (Regno Unito), in un sistema misto di college privato affiliato a un'università statale (Regno Unito e Francia) oppure in un sistema di organizzazione di studi universitari di tipo privatistico in cui sono dominanti le istituzioni dei college (USA e Canada). I college sono a loro volta riconosciuti dall'ordinamento generale e riconosciuti sono anche i diplomi di laurea rilasciati dagli stessi istituti di educazione universitaria. Dopo gli USA, altri ordinamenti giuridici generali hanno legislativamente riconosciuto la professione dell'osteopata: Stati federati degli USA, province del Canada, Messico, Venezuela, Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong, Sudafrica, Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland, Zimbabwe, Cipro, Giordania, Arabia Saudita, Israele, Svizzera (dove esistono specifiche leggi sanitarie dei singoli cantoni), Liechtenstein, Norvegia, Svezia, Finlandia e più recentemente Danimarca, Gran Bretagna, Belgio, Francia, Malta e Russia hanno ritenuto opportuno disciplinare la professione dell'osteopata. La professione dell'osteopata, negli Stati in cui è legislativamente riconosciuta, si caratterizza per alcuni tratti comuni fondamentali: a) per essere una professione primaria (cioè per laureati) comportante il diretto contatto con il paziente; b) per essere una professione con il diritto e con il dovere di diagnosi; c) per essere una professione con il diritto di far uso della radiologia diagnostica. Negli stessi Stati è ammessa da parte dei pazienti la scelta dell'osteopata come operatore sanitario alla medesima stregua del medico chirurgo (nel nostro ordinamento, il medico di base convenzionato con l'azienda sanitaria locale), e il relativo costo è previsto e riconosciuto in tutto o in parte nella programmazione economica sanitaria nazionale. Negli USA le potenti organizzazioni sindacali delle professioni sanitarie scatenarono in passato una vera e propria battaglia giudiziaria per contrastare la crescita di favore e il successo che gli osteopati andavano acquistando sempre più nella società americana; peraltro tali vertenze giudiziarie hanno dato un esito favorevole e legittimante per la professione dell'osteopata. A seguito di queste vertenze i conflitti di una volta tra medici e osteopati sono stati sostituiti dal rispetto reciproco e dalla cooperazione, incoraggiati dai precetti etici delle società mediche, quali il seguente: «Non esistono limitazioni di tipo etico o collettivo nei confronti di una piena collaborazione tra medici e osteopati». Detta collaborazione include: invio di pazienti, associativismo professionale, partecipazione in qualsiasi sistema sanitario, trattamenti offerti nelle e attraverso le strutture ospedaliere, scambio reciproco di studenti tra i diversi college, collaborazione nei programmi di ricerca o di aggiornamento professionale. Il 29 maggio 1997 il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Bruxelles, vota a favore della risoluzione sullo statuto delle medicine non convenzionali. Il Parlamento europeo dichiara ufficialmente: che la legislazione europea costituisce una garanzia per i pazienti e che ogni professione è in grado di organizzarsi a livello europeo; che la regolamentazione e la coordinazione dei criteri di formazione imposti ai praticanti di discipline mediche non convenzionali costituiscono una garanzia indispensabile per i cittadini e che è imperativo che questa armonizzazione avvenga a un elevato livello di qualificazione e che sia preteso in ogni caso un diploma di Stato che risponda alle esigenze specifiche di ogni disciplina. Il Parlamento europeo chiede pertanto alla Commissione di intraprendere un processo di riconoscimento delle medicine non convenzionali, tra cui l'osteopatia, e, a tale fine, di prendere le misure necessarie tese a favorire la costituzione di appositi comitati. Nel novembre 1999, durante la sessione plenaria del Consiglio d'Europa a Strasburgo, la Commissione per le questioni sociali della sanità e della famiglia ha adottato una risoluzione sullo statuto delle medicine non convenzionali. Tale risoluzione, sulla scia della cosiddetta risoluzione Lannoye del 29 maggio 1997, adottata dal Parlamento europeo, conferma il desiderio delle nazioni europee di legalizzare l'osteopatia come professione sanitaria indipendente e autonoma. In Francia da luglio 2007 l'osteopatia, attraverso l'approvazione dei decreti-legge: n. 2007/435 e n. 2007/437 del 25 marzo 2007, è stata finalmente riconosciuta. Nel mese di novembre 2010 l'Organizzazione mondiale della scienza (OMS) ha pubblicato le linee guida per la formazione in «osteopatia», che propongono alle scuole dei vari Stati un programma didattico e formativo uguale e conforme alle stesse linee guida. Per quel che riguarda l'Italia, dobbiamo dire che non esiste alcuna normativa statale sull'individuazione di un insegnamento universitario sotto il nome di «osteopatia». Tale scienza e arte non risulta prevista quale materia di insegnamento in una facoltà di medicina e chirurgia né di un ateneo statale né di un'università privata. Pertanto non esistono né laureati né diplomati in osteopatia e tanto meno esiste una norma che faccia riferimento al personale medico sanitario includendovi la figura dell'osteopata.