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Ovviamente esiste una classifica delle Regioni, che ci indica le zone dove dobbiamo continuare a lavorare: penso alla Campania, che è ancora una volta in testa per il numero dei reati, concentrati per il 44 per cento poi in altre Regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata. Subito dopo i rifiuti vi è un'altra piaga, rappresentata dalle nuove costruzioni abusive, che è al secondo posto per il numero di reati contestati. Stiamo parlando di un grande business e di grandi risorse: pensate che soltanto il fatturato - chiamiamolo così - dell'ecomafia è salito in un anno del 9,4 per cento e ha raggiunto e superato la cifra di 14 miliardi di euro. Si tratta di una stima approssimativa, per difetto. Torno a ripetere. Ho parlato di un boom di arresti, e mai nella storia del nostro Paese sono stati effettuati tanti arresti per crimini contro l'ambiente come nel 2017, che è anche l'anno del rilancio delle inchieste contro i trafficanti dei rifiuti e nel settore si concentra la percentuale più alta di illeciti. Un altro 24 per cento riguarda i reati per i delitti contro gli animali. A questo bisognerebbe accompagnare anche la lettura dell'ultimo rapporto sulle zoomafie, che dice quanto siano forti gli interessi finanziari e quanto siano in aumento anche nei minori i reati contro gli animali. Altra questione sono i delitti contro la fauna selvatica, gli incendi boschivi, il ciclo del cemento. A proposito di incendi boschivi, oltretutto, abbiamo avuto una recrudescenza, soprattutto negli ultimi due anni: strani incendi nei depositi di rifiuti che ci dicono che abbiamo la necessità che il lavoro della Commissione dovrà concentrarsi ancora su tutta l'attività illegale e criminale del ciclo dei rifiuti. È un segnale di come sia ancora grave e persistente il fenomeno dello smaltimento illegale in mano alla criminalità organizzata. Penso a quanto bisogna ancora fare nella terra dei fuochi. Penso agli ultimi roghi di materiali tossici che si sono verificati a luglio a Caivano e a San Vitaliano -questo per dire che non bisogna mai abbassare la guardia - dove migliaia e migliaia cittadini sono ancora ostaggio di esalazioni pericolose e dannosissime per la salute. Sono tutti di origine dolosa. Abbiamo iniziato ormai lo scorso anno - pensate al rogo a Pomezia - e abbiamo visto una serie di episodi proseguire negli ultimi due anni. Come dicevo, il 2017 è stato proprio l'anno del boom e questo si deve proprio a una forte inversione di tendenza rispetto agli anni passati e al combinato disposto del calo degli illeciti e dell'aumento degli arresti: calano gli illeciti e aumentano gli arresti; il che significa che quella legge è stata sacrosanta e sta producendo rapidamente i suoi effetti. Certamente ancora rimane da fare moltissimo, anche dal punto di vista normativo. Bisogna accompagnare gli ecoreati, introdotti nel codice penale, con altri interventi sul piano normativo, e questo sarà compito sul quale ci aiuterà anche la Commissione sul ciclo dei rifiuti. Penso sia necessaria una riflessione attenta sulla corretta applicazione della legge sugli ecoreati, che coinvolga tutti gli operatori del settore. Vanno definite le linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione in tutto il Paese, soprattutto nella parte che ha inaugurato il nuovo sistema di estinzione dei reati ambientali e contravvenzionali minori. Su questo il lavoro di monitoraggio e di inchiesta della Commissione sarà utilissimo. Vi sono, poi, luoghi in cui la criticità del sistema è palese. Come lei sa, Presidente, sono stata eletta senatrice nella Capitale, nell'ambito della quale la situazione è molto difficile. L'assetto attuale è molto arretrato, orientato in gran parte attraverso i TMB, con un'impostazione a nostro avviso ancora vecchia e in ritardo: è in ritardo il sistema della raccolta differenziata. Cito la situazione di Roma perché è la mia città, ma, purtroppo - ahimè - ciò significa che il lavoro della Commissione deve ancora essere da stimolo per soluzioni molto più innovative per lo smaltimento dei rifiuti. Rispetto alle proposte, l'Italia deve dimostrare con fatti concreti di voler investire e puntare davvero sull'economia circolare per contrastare quella ecocriminale e promuovere un'economia sostenibile e innovativa, fondata sul pieno rispetto della legalità. La legalità nel ciclo dei rifiuti deve essere il nostro mantra e deve essere legata ai princìpi di solidarietà, capace di creare lavoro e contribuire alla custodia del patrimonio immenso del nostro Paese. Accanto alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati, bisogna completare al più presto l' iter di definizione dei decreti attuativi. Occorre inoltre mettere in campo una grande operazione di formazione del personale. Da questo punto di vista, il lavoro prezioso di inchiesta e di stimolo della Commissione sarà fondamentale. Dico anche che la criminalità e il suo business sono ancora fortissimi. Abbiamo ancora tanti campi su cui indagare e costruire i presupposti per una gestione finalmente legale, sostenibile e ambientalmente innovativa del nostro ciclo dei rifiuti. (Applausi dei senatori De Petris ed Errani ) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, preannuncio il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia sul disegno di legge per l'istituzione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. I temi che venivano riepilogati in maniera completa dal relatore del provvedimento sono di grande attualità sull'intero territorio nazionale e, quindi, noi esprimeremo convintamente voto favorevole anche perché - come è stato già detto - ci sono lavori pregressi, ma c'è ancora tanto da fare per giungere a una definizione dei processi del trattamento dei rifiuti in generale che qualifichi il nostro Paese all'altezza e al livello di altre realtà europee. Naturalmente da campano vorrei anche io richiamare quanto è avvenuto e sta ancora accadendo in questa martoriata Regione. È stato accennato dalla senatrice De Petris e io rischierò di incorrere nell'ira funesta del governatore De Luca, che non vuole più sentir parlare di terra dei fuochi, sostenendo che questo causa un danno agli agricoltori, agli allevatori, ai produttori di enogastronomie di eccellenza. È vero, ma credo che i danni siano stati praticati dalle scelte della politica che in questi anni hanno creato condizioni disastrose fino a rendere ipotecato il futuro delle nuove generazioni. Quello della terra dei fuochi, infatti, non è un problema risolto e superato: le ecoballe sono ancora lì, nonostante le risorse ci siano. Vi è poi il tema inerente alla bonifica dei siti. Penso innanzitutto alla questione delle discariche post mortem , così come a quella dei roghi. Prima è stato citato il caso di Caivano, dove il 25 giugno scorso c'è stato uno spaventoso incendio, con una colonna di fumo alta oltre 50 metri e con l'aria diventata irrespirabile e acre. Allo stesso modo, pochi giorni dopo si è verificato un fatto meno conosciuto perché avvenuto all'esterno del perimetro individuato come terra dei fuochi: a Battipaglia, la seconda città della provincia di Salerno, in meno di una settimana ci sono stati due roghi gravissimi, il primo dei quali ha riguardato l'azienda privata Nappi Sud e l'altro lo stabilimento di tritovagliatura e imballaggio rifiuti (STIR) di Battipaglia;