[resaula]

Ciò ha portato a ipotizzare la possibilità di trasmissione interumana dell'infezione attraverso contatti stretti, come avviene - ad esempio - all'interno di un nucleo familiare o in ambito ospedaliero. Il periodo di incubazione della malattia, secondo le stime correnti riprese e aggiornate proprio questa notte dall'OMS nell'ultimo report , variano da due a dieci giorni. I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Gli esami radiologici del torace evidenziano lesioni infiltrative bilaterali diffuse. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti, quali ipertensione o altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie. Anche le persone anziane sono naturalmente più suscettibili alle forme gravi. Il 9 gennaio 2020, il Center for disease control and prevention cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica. Il nuovo coronavirus è strettamente correlato a quello della sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Secondo le informazioni, le ultime disponibili, diramate dall'Organizzazione mondiale della sanità nell'ultimo report del 29 gennaio scorso - è di ieri - i casi totali confermati sono 6.065, con 132 decessi. I casi si sono manifestati in 30 province della Cina continentale (5.974), a Hong Kong (8), Macao (7), Taiwan (8), Malesia (4), Nepal (1), Sri Lanka (1), Singapore (7), Thailandia (14), Giappone (7), Cambogia (1), Corea del Sud (4), Vietnam (2), Australia (7), Francia (4, ma se n'è aggiunto un quinto nella serata), Germania (4), Canada (3), Stati Uniti d'America (5), Emirati Arabi Uniti (4); c'è anche un caso che riguarda la Finlandia e che non è riportato in questo report . La Commissione nazionale di sanità cinese alle ore 8 di questa mattina ha, tuttavia, aggiornato il numero dei casi accertati, indicati in 7.711, nonché il numero dei casi sospetti (9.239) e dei decessi correlati, individuato questa mattina in numero 170. Le autorità sanitarie cinesi hanno confermato naturalmente la trasmissione da persona a persona e i dati - come è evidente - sono aggiornati quotidianamente. L'OMS ha informato che la Cina inizialmente ha applicato le seguenti misure: sono stati identificati e sottoposti a follow up i contatti stretti, inclusi gli operatori sanitari; la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha effettuato una ricerca attiva dei casi ed è stata completata l'indagine retrospettiva dell'attuale cluster di pazienti; il mercato ittico all'ingrosso di Huanan è stato chiuso e sono state effettuate misure di sanificazione ambientale; sono state implementate attività di comunicazione del rischio per aumentare la consapevolezza e l'adozione di misure di autoprotezione. A partire dal 23 gennaio 2020, secondo quanto prontamente comunicato dall'ambasciata d'Italia in Cina, sono stati sospesi tutti i collegamenti aerei e ferroviari da Wuhan e, successivamente, da altre città della provincia di Hubei (tra le quali Hangwang, Huanggang ed Ezhou); è stato interrotto il funzionamento dei trasporti pubblici e sono state chiuse anche le autostrade di accesso, i luoghi di ritrovo, quali mercati, cinema, Internet cafè e siti culturali. Sono state, inoltre, sospese manifestazioni per il Capodanno e chiusi i siti oggetto di assembramento (compresa la Città proibita) anche a Pechino. Per ridurre ulteriormente gli spostamenti tra regioni della Cina, ma anche verso l'estero, il Governo cinese ha bloccato negli ultimi giorni - la notizia risale al 24 gennaio - la vendita di pacchetti turistici interni e internazionali da parte di tutte le agenzie di viaggio. I soggetti a rischio, quelli con temperatura elevata, o che abbiano avuto contatti stretti con malati, sono isolati in quarantena e sotto osservazione medica. Gli ospedali della città hanno preventivamente ampliato il numero dei posti letto: 800 in quelli pubblici e altri 1.200 in diverse strutture sanitarie. I controlli sono anche mirati alla ricerca di animali vivi trasportati illegalmente con autoveicoli. Per precauzione sono state chiuse scuole e i templi buddisti hanno allontanato i fedeli. A tutti i cittadini è stato imposto di indossare mascherine protettive. Il nuovo virus in Cina, pur essendo per il momento classificato come di tipo B quanto a pericolosità (al pari di quelli della SARS, dell'AIDS e della polio), viene gestito come se fosse appartenente alla classe A (la stessa del colera e della peste). Le autorità cinesi stanno adottando anche misure speciali volte a garantire la cura dei pazienti infettati, tra le quali la costruzione di un nuovo ospedale, che dovrebbe già essere pronto nei primi giorni di febbraio. Le autorità hanno annunciato che ne verrà costruito anche un secondo, con un numero maggiore di posti letto, sempre in tempi molto stretti. Noi siamo in costante collegamento con l'Organizzazione mondiale della sanità. Alla riunione della nostra task force del 27 gennaio scorso ha partecipato l' assistant director general Raniero Guerra, che ha dichiarato: «Tra i Paesi occidentali, l'Italia è la più fornita e la più attenta». Nei giorni scorsi, il direttore generale dell'OMS Tedros è stato in Cina per valutare direttamente la situazione. L'OMS sta monitorando attentamente l'evolversi della situazione ed è regolarmente in contatto con le autorità nazionali cinesi e di altri Paesi asiatici per fornire il supporto necessario. È stata predisposta una guida tecnica sul nuovo coronavirus che è aggiornata costantemente. Attualmente, sono ancora in corso le indagini per valutare l'effettiva portata dell'epidemia. L'OMS ha riunito, il 22 e il 23 gennaio scorsi - ci sarà una nuova riunione oggi pomeriggio - il Comitato per le emergenze previsto dal Regolamento sanitario internazionale per supportare il direttore generale nella decisione circa la dichiarazione o no di un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. Dopo lunghe discussioni, con punti di vista divergenti su tale decisione e tenendo conto delle significative misure messe in atto dalle autorità cinesi, il Comitato ha ritenuto di prevedere una nuova riunione entro circa dieci giorni, che si terrà proprio nella giornata di oggi, e di fornire nel frattempo indicazioni sulle azioni da mettere in atto; tra esse, una missione di esperti dell'OMS in Cina, per approfondire le conoscenze scientifiche ed epidemiologiche, e indicazioni alle autorità cinesi per ulteriori iniziative o per rafforzare quelle già in atto. Sono state poi fornite indicazioni a tutti gli altri Paesi, affinché siano preparati al contenimento, anche con sorveglianza attiva, identificazione precoce, isolamento e gestione dei casi, tracciamento dei contatti e prevenzione di ulteriore diffusione del coronavirus. Nella giornata di ieri - come dicevo - è stata annunciata una nuova riunione del comitato alle ore 13 di oggi, 30 gennaio.