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Art. 7. Passaggio del confine Al fine di assicurare l'efficienza e la rapidità necessarie agli interventi, le parti contraenti si impegnano a limitare al minimo indispensabile le formalità di passaggio alla frontiera. Il responsabile di un'unità di intervento presenta un certificato attestante la missione di soccorso, il tipo dell'unità e la lista delle persone che ne fanno parte. Detto certificato è rilasciato dall'autorità dalla quale dipende l'unità. Le persone che fanno parte dell'unità di intervento sono dispensate dall'obbligo di presentare i documenti richiesti per l'espatrio. Dovranno essere comunque muniti di un documento di identità, ai fini di eventuali controlli. Nei casi di urgenza particolare il certificato, di cui al precedente comma, può essere sostituito da un'attestazione stabilita a tale scopo, dalla quale risulti che la frontiera deve essere varcata al fine di compiere una missione di soccorso. Se le circostanze lo esigono, il passaggio della frontiera può essere effettuato fuori dei punti di passaggio autorizzati. Le autorità responsabili della sorveglianza della frontiera ne devono essere informate in anticipo dallo Stato richiedente. In caso di evacuazione al di là delle frontiere, le autorità dei due Paesi si comunicano a posteriori i nomi delle persone evacuate che è loro possibile stabilire in maniera certa. Ciascuna delle parti contraenti ha l'obbligo di riammettere, senza riguardo alla loro nazionalità, le persone, soccorritori o evacuati, passate dal proprio territorio su quello dell'altra parte contraente, anche se esse non possiedono un documento ufficiale di identità. Se trattasi di stranieri, essi restano soggetti al medesimo statuto di dimora e domicilio applicato nei loro confronti prima del passaggio della frontiera.