[resaula]

l'articolo 2 precisa altresì che i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana, al fine di consentire la verifica della composizione del nucleo familiare e della sussistenza dei requisiti reddituali e patrimoniali; la certificazione non è richiesta esclusivamente: a) nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea aventi lo status di rifugiato politico; b) qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente; c) nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le medesime certificazioni, così come definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; il decreto ministeriale 21 ottobre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 dicembre 2019, in attuazione della disposizione, anziché individuare con esattezza i Paesi per i quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni, ha indicato i soli Paesi i cui cittadini, ai fini dell'accoglimento della richiesta del reddito di cittadinanza, sono tenuti a produrre la certificazione, limitatamente all'attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all'estero dichiarato a fini ISEE; il decreto ministeriale ha quindi seguito un criterio diametralmente opposto rispetto a quello indicato nella fonte primaria, giungendo al paradosso di svuotare di contenuto la norma, avendo di fatto esentato i cittadini di quasi tutti i Paesi del mondo dall'obbligo di produrre la documentazione richiesta, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per apportare le necessarie modifiche al decreto ministeriale, affinché le norme di attuazione si pongano in stretta continuità con la norma primaria di riferimento, senza violarne lo spirito. Atto n. 3-02944 STEFANO MARCUCCI ASTORRE MANCA COLLINA LAUS FEDELI D'ALFONSO FERRAZZI CERNO BOLDRINI PITTELLA GIACOBBE IORI ROJC TARICCO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: al fine di mitigare l'impatto della pandemia da COVID-19 a livello occupazionale, l'articolo 27, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia", ha riconosciuto ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, un esonero dal versamento dei contributi pari al 30 per cento ("decontribuzione Sud"); l'articolo 1, comma 161, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), ha disposto la proroga della norma, in misura pari al 30 per cento dei contributi fino al 31 dicembre 2025, al 20 per cento per gli anni 2026 e 2027, e al 10 per cento per gli anni 2028 e 2029, mentre il comma 162 ha previsto che la disposizione non si applica ad alcune tipologie di enti; la circolare INPS 22 febbraio 2021, n. 33, ha previsto che "per effetto del richiamo da parte della Decisione C(2021) 1220 final del 18 febbraio 2021 alle condizioni di concedibilità dell'aiuto previste dalla Decisione C(2020) 6959 final del 6 ottobre 2020, riferita all'articolo 27 del decreto-legge n. 104 del 2020, sono escluse dalla fruizione del beneficio anche le imprese operanti nel settore finanziario", come indicate "nella classificazione NACE al settore "K" - Financial and insurance activities"; il settore "K", al sotto-codice K-66 (corrispondente al codice ATECO 66 "attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative"), include gli agenti di assicurazione, che non rientrano tra le categorie di cui al menzionato comma 162 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2021, e la cui esclusione operata dall'INPS, secondo quanto riportato dal Sindacato nazionale agenti di assicurazione, sarebbe dovuta a un'indebita confusione tra gli agenti e le imprese assicurative; considerato che la previsione della circolare INPS ha escluso ingiustamente una categoria che consta, secondo i dati IVASS, di centinaia di migliaia di agenti, messi alla prova non meno di altri soggetti dalla pandemia da COVID-19, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente, al fine di garantire che la misura di decontribuzione citata sia erogata secondo lo spirito della norma, adottare le iniziative necessarie affinché gli agenti di assicurazione siano inclusi tra i beneficiari di tale misura, superando l'attuale limite che indebitamente equipara gli agenti alle imprese assicurative. Atto n. 3-02945 LANNUTTI GRANATO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il sottosegretario per l'economia e le finanze professoressa Maria Cecilia Guerra ha risposto all'interrogazione 4-06229, presentata dagli interroganti e concernente l'assegnazione della delega al gioco al sottosegretario, avvocato Federico Freni. In particolare, si contesta quanto sostenuto dagli interroganti, i quali chiedevano se "al momento della nomina a Sottosegretario e al momento dell'assegnazione della delega al gioco, si fosse a conoscenza delle informazioni sui trascorsi legali dell'avvocato Federico Freni e se per questo sia ravvisabile un conflitto di interessi". Il sottosegretario Guerra precisa che l'avvocato Freni non è mai stato socio degli avvocati Luigi Medugno e Annalisa Lauteri e dichiara "di aver lasciato lo studio Medugno sin dal 2016"; il "carattere associativo" è riscontrabile quando lo stesso avvocato Freni si definisce, in uno dei suoi curriculum vitae rintracciabile sul web , "socio dello studio legale MeA", sito in via Panama 58 nel quartiere Parioli a Roma (facente sempre capo all'avvocato Luigi Medugno), dove lo stesso Freni "si occupa di diritto amministrativo, diritto sportivo e di responsabilità erariale", e dove il sottosegretario aggiunge che "collabora, sin dal 2004, alla difesa della Federazione Italiana Giuoco Calcio - FIGC in sede esofederale", contraddicendo quanto sostenuto nella risposta, che sull'avvocato Freni specifica peraltro che lo stesso "non si è mai occupato di gioco"; allo studio legale MeA appartiene, oltre al socio fondatore avvocato Luigi Medugno anche la collega Annalisa Lauteri, la quale utilizza per la propria e-mail professionale lo stesso dominio "mealex" che fa capo appunto allo studio; l'avvocato Medugno e la collega Lauteri si occupano di gioco da molti anni. Difendevano la Sisal S.p. A., ad esempio, quando l'avvocato Freni operava già presso lo studio dell'avvocato Medugno, assieme alla collega Annalisa Lauteri. Lo testimonia una sentenza (n. 214/2012) sul gioco d'azzardo: