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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 81 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 gennaio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il presidente dell'8 a Commissione permanente, senatore Coltorti, per riferire sui lavori delle Commissioni riunite 1 a e 8 a in merito al disegno di legge n. 989. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, i lavori sono proseguiti in maniera celere, ma non li abbiamo completati. Valutando la situazione, abbiamo bisogno di un altro giorno per completarli. Chiediamo, dunque, un giorno ulteriore di tempo per poter poi presentare il provvedimento all'Assemblea. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, non vorrei che il clima di buon senso, e soprattutto di rispetto reciproco, che si sta tenendo in Commissione ci faccia perdere di vista il fatto che ci troviamo di fronte a una richiesta, l'ennesima, di rinvio dei lavori. Come si sa, alla fine dell'anno precedente, dopo le gravi violazioni dell'articolo 72 della Costituzione nell' iter di approvazione della legge di bilancio, il Gruppo del Partito Democratico ha sollevato il conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale. Non vorrei che il fatto che sia passato già un mese non ci consenta più di avere chiaro perché lo abbiamo fatto. Siamo convinti che il modo di lavorare che stanno seguendo la maggioranza (Lega e 5 Stelle) e il Governo in questo Parlamento non consenta alle singole Commissioni di lavorare in modo adeguato né di rispettare le prerogative di tutti i parlamentari. Sotto questo profilo, il richiamo della Corte costituzionale, a seguito del nostro ricorso, è stato chiaro. Non possiamo fare a meno di sottolineare, anche su questo decreto-legge, l'inadeguatezza del modo di lavorare di questo ramo del Parlamento. La maggioranza ha voluto forzare e programmare un calendario che, come in tutte le altre occasioni, non è stata in grado di rispettare. Tra l'altro, ha gravato di un'ulteriore eterogeneità, in modo assolutamente scomposto, un decreto-legge che teoricamente dovrebbe presentare una certa omogeneità di materia. Poiché la maggioranza proprio non riesce a non adottare tale modo di lavorare, non si arriva a sciogliere alcun nodo politico nell' iter delle Commissioni: e così, si replica esattamente la situazione per la quale abbiamo sollevato il conflitto di attribuzione. La Commissione bilancio e quelle competenti - in questo caso, affari costituzionali e lavori pubblici - sono di fatto inutili, perché non ci sono le condizioni per sviluppare un ragionamento di merito che vada nella direzione di sciogliere un dubbio politico, che - con ritardo e confusione - viene sciolto esclusivamente dal Governo. Peccato che, per l'ennesima volta, questo accada dopo che sia stato chiesto alla Conferenza dei Capigruppo e alla Presidenza del Senato di rivedere il calendario dei lavori dell'Assemblea. Dobbiamo necessariamente darci una regolata: mi auguro che ci saranno le condizioni per la Presidenza di prendere in esame una volta per tutte il fatto che non è questo il modo in cui può lavorare l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD). VITALI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei partire da una premessa: ancora una volta, ci troviamo di fronte a un provvedimento che arriva all'esame del Parlamento in maniera confusionaria e che parte con l'etichetta di semplificazione, ma che alla fine arriverà probabilmente con quella di semiomnibus, e questa è una questione di merito. Quanto alla procedura, dobbiamo riconoscere alla maggioranza e al Governo un cambio di passo. In Commissione stiamo lavorando in maniera costante e continuativa. Abbiamo avuto l'impegno, da parte dei Presidenti delle due Commissioni di merito, del Capogruppo del MoVimento 5 Stelle e di tutta la Commissione che, a differenza di quanto accaduto in occasione dell'esame della legge di stabilità, il provvedimento sarà licenziato dalla Commissione dopo aver svolto la discussione su tutti gli emendamenti. Già questo è un grande passo in avanti del quale prendiamo atto. Al di là del merito, sul quale sicuramente ci sono molte cose da dire, e le diremo nel corso dell'esame del provvedimento, dobbiamo prendere atto con onestà intellettuale che quantomeno da questo momento comincia un'inversione di tendenza, con un maggiore rispetto delle funzioni parlamentari e quindi anche di quelle che devono svolgere i rappresentanti dell'opposizione. Con i Presidenti delle Commissioni avevamo concordato, anche come opposizione, che, apprezzate le circostanze, sarebbe stato opportuno far slittare la discussione in Aula per riempire di contenuti quella in Commissione e dare alla fine il mandato al relatore. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, in sede di Conferenza dei Capigruppo avremo la possibilità di riprogrammare meglio i nostri lavori. Vorrei ricordare qui, per farne partecipe l'Assemblea, che anche ieri sera abbiamo chiesto ai relatori e ai Presidenti il massimo delle garanzie perché si possa continuare a svolgere in modo approfondito il lavoro in Commissione e un cambio di passo e di metodo profondo rispetto a quanto accaduto durante l'esame della legge di bilancio. I nodi politici li conosciamo tutti, ci sono. Per non contribuire ad allungare ancora il dibattito, concludo augurandomi che non riguardino esclusivamente la maggioranza o il rapporto tra i due alleati di Governo ma che, trattandosi di questioni che riguardano tutti, anche su di essi oggi ci sia la possibilità di fare un approfondimento e di dare un contributo da parte delle Commissioni. Solo in questo modo, infatti, si ripristina il regolare andamento dei lavori e la centralità delle Commissioni del Parlamento. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, non essendoci altri interventi e preso atto di quanto riferito dal presidente Coltorti, non possiamo che sospendere la seduta.