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Al fine di promuovere la tutela dei valori e dei beni che sono patrimonio comune dell'umanità, e sui quali si fondano il sistema internazionale di tutela dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario, sono proibite, in ogni tempo ed in ogni luogo, le condotte lesive del senso di umanità ovvero costituenti violazione delle regole che stabiliscono i limiti alle modalità di conduzione delle ostilità. 2. La Repubblica assicura la punizione dei responsabili dei delitti previsti dalla presente legge, in conformità alle convenzioni internazionali ed in concorso con gli altri Stati e con gli organi della giurisdizione penale internazionale. Art. 2. (Posizione di garanzia) 1. Chiunque riveste o esercita anche di fatto una posizione di direzione, di comando o di controllo su civili o militari ha l'obbligo di assicurare la salvaguardia ed il rispetto dei valori di umanità, di tutelare la collettività, le persone, nonché tutti i beni e gli interessi previsti dalla presente legge. Art. 3. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge: a) per «Statuto», si intende lo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato dalla Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite a Roma, il 17 luglio 1998, reso esecutivo ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232; b) per «Corte penale internazionale», si intende la Corte istituita con lo Statuto; c) per «elementi costitutivi dei crimini», si intende il testo previsto dall'articolo 9 dello Statuto ed approvato dall'Assemblea degli Stati parte riunitasi a New York dal 3 al 10 settembre 2002, ai sensi del medesimo articolo 9; d) per «Stato parte», si intendono gli Stati che hanno firmato e ratificato lo Statuto o vi hanno aderito; e) per «convenzioni di Ginevra del 1949», si intendono le Convenzioni internazionali firmate a Ginevra l'8 dicembre 1949, rese esecutive ai sensi della legge 27 ottobre 1951, n. 1739. Art. 4. (Natura non politica dei delitti) 1. Ancorché ispirati da motivazioni politiche, i delitti previsti dalla presente legge, nonché i delitti comunque commessi nelle condizioni di cui all'articolo 43 e quelli compiuti contro le persone o i beni protetti dalle convenzioni di Ginevra del 1949 e dai relativi protocolli addizionali, resi esecutivi ai sensi della legge 11 dicembre 1985, n. 762, non costituiscono delitti politici ai fini dell'applicazione della legge penale e dell'estradizione. Art. 5. (Interpretazione) 1. Nella interpretazione della presente legge si tiene in particolare conto dell'esigenza di una uniforme applicazione del diritto internazionale penale, con specifico riferimento allo Statuto ed agli elementi costitutivi dei crimini. Art. 6. (Responsabilità delle persone giuridiche) 1. Qualora i delitti previsti ai titoli II, III, IV e V della presente legge siano commessi avvalendosi delle attività di enti od associazioni comunque denominati, il cui scopo palese od occulto sia stato la commissione dei delitti medesimi, si applicano le disposizioni dell'articolo 3 della legge 25 gennaio 1982, n. 17. 2. È vietata la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, degli enti e delle associazioni disciolti ai sensi del comma 1. Ai dipendenti pubblici, civili e militari, sottoposti ad indagine per alcuno dei delitti previsti ai titoli II, III, IV e V della presente legge, si applicano le disposizioni dell'articolo 4 della legge 25 gennaio 1982, n. 17. 3. Nel caso previsto dal comma 1, i beni confiscati sono devoluti alle destinazioni individuate con la sentenza di condanna. 4. Per l'accertamento delle circostanze indicate al comma 1 del presente articolo, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Art. 7. (Prescrizione) 1. I delitti previsti ai titoli II, III, IV e V non sono soggetti a prescrizione. 2. Le pene irrogate per i delitti previsti ai titoli II, III, IV e V non si estinguono con il decorso del tempo. 3. La prescrizione dei delitti contro la Corte penale internazionale decorre dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna pronunciata dall'autorità giudiziaria italiana o dalla stessa Corte penale internazionale, per il delitto cui sono connessi. Art. 8. (Delitti contro la Corte penale internazionale) 1. All'articolo 322- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo comma, dopo il numero 5) è aggiunto il seguente: «5- bis) ai giudici, al procuratore, ai procuratori aggiunti, ai funzionari e agli agenti della Corte penale internazionale, alle persone comandate dagli Stati parte del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale le quali esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti della Corte stessa, ai membri ed agli addetti a enti costituiti sulla base del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale»; b) nella rubrica, dopo le parole: «alla corruzione di membri» sono inserite le seguenti: «della Corte penale internazionale o». 2. Dopo l'articolo 343 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 343- bis. - (Corte penale internazionale). -- Le disposizioni degli articoli 336, 337, 338, 339, 340, 342 e 343 si applicano anche quando il reato è commesso nei confronti della Corte penale internazionale, dei giudici, del procuratore, dei procuratori aggiunti, dei funzionari e degli agenti della Corte penale internazionale, delle persone comandate dagli Stati parte del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale le quali esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti della Corte stessa, dei membri e degli addetti a enti costituiti sulla base del Trattato istitutivo della Corte penale internazionale». 3. All'articolo 368, primo comma, del codice penale, dopo le parole: «o ad un'altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne» sono inserite le seguenti: «o alla Corte penale internazionale». 4. All'articolo 371- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo comma, dopo le parole: «richiesto dal pubblico ministero» sono inserite le seguenti: «o dal procuratore della Corte penale internazionale»; b) nella rubrica, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o al procuratore della Corte penale internazionale»; 5. All'articolo 372 del codice penale, dopo le parole: «innanzi all'autorità giudiziaria» sono inserite le seguenti: «o alla Corte penale internazionale». 6. All'articolo 374, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: «procedimento penale,» sono inserite le seguenti: «anche davanti alla Corte penale internazionale,». 7. All'articolo 374- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo comma, dopo le parole: «essere prodotti all'autorità giudiziaria» sono inserite le seguenti: «o alla Corte penale internazionale»; b) nella rubrica, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o alla Corte penale internazionale». 8.