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Siamo infatti di fronte ad una crisi epocale e quindi ad una svolta che assorbe tutti gli aspetti dell'esistenza. Questo invito sincero alla collaborazione non è un pretesto da esibire in un discorso in questa sede o in interviste televisive, ma trova l'impegno quotidiano del MoVimento 5 Stelle anche attraverso quello che, per esempio, è successo questa mattina in Commissione finanze dove, dovendo esprimere un parere sulla NADEF, noi come maggioranza abbiamo rivolto alle forze dell'opposizione un invito sincero a analizzare il provvedimento, l'azione di Governo e le soluzioni che nel documento sono state proposte. Laddove infatti vi fosse stata una proposta delle forze dell'opposizione valida e da inserire, le forze di maggioranza non avrebbero avuto problemi a recepirle. Facciamo questo non per tendere, come è stato detto, trabocchetti o trappole, ma perché siamo pienamente convinti della realtà drammatica del Paese, delle esigenze che i cittadini ogni giorno ci manifestano e che il presidente della Repubblica Mattarella non si stanca mai di ricordarci. Mai come in questo momento c'è bisogno della massima unità; in una dialettica anche forte tra le forze politiche, c'è bisogno però di uno spirito di collaborazione costituente e repubblicano, il solo che ci può consentire oggi di risolvere i problemi dei cittadini e creare le condizioni economiche e sociali affinché nei prossimi anni il Paese possa tornare a vivere e correre, socialmente ed economicamente coscienti e cosciente, come io sono, che questa non è una opportunità riservata solo a chi oggi governa. Questa è invece un'opportunità che la maggioranza offre al Paese e all'opposizione, sapendo che, in una nobile e sana pratica dell'alternanza, oggi tocca a noi e domani toccherà a loro, con l'augurio, sin da oggi, che possano fare il meglio per l'Italia. Consapevoli di tutto ciò, riconosciamo che - è vero - stiamo correndo nell'esaminare i provvedimenti. Tuttavia, facciamo attenzione perché questa velocità dei lavori parlamentari non è una caratteristica di questa maggioranza e di questo Governo: è una velocità che abbiamo registrato e di cui ci siamo spesso lamentati anche con il precedente Governo. Occorre però avere tutti la consapevolezza che non c'è un domani per cambiare la dialettica parlamentare e lo spirito di collaborazione, che devono essere, appunto, repubblicani. L'occasione passa oggi, perché oggi elaboriamo ed esaminiamo in questa sede provvedimenti decisivi per il futuro del Paese e i cittadini ci guardano. (Applausi) . Anche io, come altri colleghi, ho notato con grande piacere e soddisfazione, negli interventi svolti ieri in Assemblea da alcuni esponenti dell'opposizione, una feroce e puntuale critica all'azione di Governo, ma anche qualche primo timido segnale alla maggioranza affinché si instauri uno spirito di collaborazione. Noi siamo qui e vogliamo praticare ogni giorno, nella misura in cui possiamo, l'appello che il Presidente della Repubblica non si stanca mai di proporci, al fine di dare al Paese le risposte migliori. Nella NADEF - come sapete - non ci sono le risposte a tutti i problemi e - a mio giudizio - è sbagliato criticare questo o quel punto, questa o quella cifra di previsione su quella che sarà l'economia nel 2021 o nei prossimi anni. Dobbiamo essere coscienti e dire ai cittadini che, alle prese con la pandemia, della quale non vediamo una fine certa, anche le previsioni economiche sono precarie. Quella che è certa è l'azione sincera di questo Governo che, nella NADEF, fa una ricognizione di tutti i problemi e dà una prospettiva al Paese, sottolineando - ad esempio - la necessità di una riforma fiscale. Signor Presidente, mi avvio a concludere. Non ci possono essere rinascita per questo Paese, né il richiamo allo spirito repubblicano e la sua pratica se non iniziamo a spiegare ai cittadini che ogni patto repubblicano e qualsiasi patto sociale si fondano sulla capacità contributiva di dare onestamente. Non si può chiedere a un Governo e a uno Stato di avere sovvenzioni se, poi, il contribuente pensa di poter continuare a sottrarsi a questo dovere. Il tema delle risorse è importante. Mai come adesso questo Governo sta immettendo nel sistema economico e produttivo una massa ingente di risorse... PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Di Nicola. DI NICOLA (M5S) . Mi avvio a concludere, signor Presidente. Noi ne vorremmo ancora di più da distribuire con discernimento e, magari, anche con i suggerimenti dell'opposizione. Abbiamo il problema di controllare l'uso delle risorse, a cominciare da quello che fanno i singoli cittadini, ma anche le imprese. Forse, da questo punto di vista, se vogliamo essere un Paese diverso, dobbiamo capire che, se vogliamo iniziare a riconoscere il ruolo sociale dell'impresa i cittadini - in questo caso i lavoratori - devono avere la possibilità di incidere... PRESIDENTE. Senatore Di Nicola, la invito veramente a concludere. DI NICOLA (M5S) . Concludo, signor Presidente. Vogliamo guardare, come maggioranza, anche alla possibilità di attingere all'esperienza tedesca per cercare di coinvolgere, nella gestione... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paragone. Ne ha facoltà. PARAGONE (Misto) . Signor Presidente, la Nota di aggiornamento ormai è un esercizio di solfeggio cantato: voi gorgheggiate delle note su un pentagramma scritto dall'Europa, ma all'Europa dell'economia reale italiana, delle famiglie italiane, non interessa nulla; del resto non è attrezzata per scrivere questa musica qui. Ieri come oggi, il Ministero dell'economia e delle finanze nella sua struttura è un pezzo del sistema di potere, della cabina di regia di un'Europa a sola trazione finanziaria e speculativa. Non c'è, nel suo radar , l'interesse delle aziende italiane, delle famiglie italiane, dei lavoratori italiani. La nomina alla presidenza Unicredit di Pier Carlo Padoan, ex Ministro dell'economia e delle finanze di Renzi e Gentiloni, lo conferma. E alla fine arrivò Pier Carlo - potremmo dire - perché prima di lui al MEF ci fu il compianto Fabrizio Saccomanni, Ministro con Enrico Letta; in via XX Settembre arrivò dalla plancia di comando di Bankitalia. Cosa fece Saccomanni dopo l'incarico ministeriale? Andò a ricoprire l'incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Unicredit - ma tu guarda - fino al giorno della morte. Prima ancora di Saccomanni, al Ministero dell'economia e delle finanze c'era Vittorio Grilli: arrivava dei vertici del Tesoro, dove fu a capo della Direzione per le privatizzazioni; poi, tra l'altro, questo incarico lo sospese, perché andò a Credit Suisse - guarda caso vanno sempre nelle banche importanti - salvo poi ritornare un'altra volta al Ministero, dove divenne Ragioniere generale dello Stato, poi Direttore generale del Tesoro e infine Ministro nel Governo Monti. Evviva! Bene, che cosa va a fare Grilli terminato l'incarico al MEF? Va alla banca d'affari J.P. Morgan come presidente corporate area Europe, Medio Oriente e Africa. Evviva! Finita? No, ne abbiamo ancora uno da servire. Si chiama Domenico Siniscalco, per gli amici Mimmo.