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Tra le diverse possibili alternative sono privilegiate le soluzioni che ottimizzino i costi globali, i benefici generali e l'impatto ambientale. Per ogni bacino di utenza i piani forniscono l'indicazione dei comuni che ne fanno parte, dei quantitativi di rifiuti da trattare e delle relative tipologie delle soluzioni ipotizzate per lo smaltimento, degli impianti e delle relative localizzazioni nonché dei costi previsti e della loro compatibilità ambientale. I bacini di utenza vengono definiti nel rispetto dei seguenti criteri: criterio dell'omogeneità territoriale, che risponde alle esigenze delle caratteristiche fisiche, viarie, socio-economiche del territorio; criterio storico, che consiste nel rispettare, per quanto possibile, le aggregazioni esistenti di comuni, finalizzate alla costruzione, gestione o all'utilizzo di impianti esistenti, in costruzione, o in progettazione; criterio del massimo potenziamento dell'esistente, previa verifica del rapporto costi/benefici che questa soluzione comporta; criterio dello smaltimento integrato, in rapporto alle necessità imposte dalla soluzione dei problemi connessi con altre tipologie di rifiuti presenti sul territorio e compatibili con gli impianti per rifiuti solidi urbani; criterio della minimizzazione dei costi globali da verificare in rapporto alle localizzazioni degli impianti e alle soluzioni definite secondo i criteri precedentemente esposti. Possono essere previsti sub-bacini gravitanti su stazioni di trasferimento e centri di stoccaggio temporaneo dei materiali recuperati, al fine di razionalizzare i percorsi, i tempi di percorrenza e i costi di trasporto dei rifiuti e dei prodotti di recupero dai centri produttori agli impianti di trattamento individuati. 2) Definizione dei sistemi di conferimento, raccolta e delle caratteristiche degli impianti di smaltimento. a) Nella redazione del piano sono da prevedersi sistemi per il recupero di materiali e/oz energia dalle attività di smaltimento. b) A tal fine i piani prevedono la raccolta differenziata di particolari materiali (quali, ad es., le plastiche cloro-derivate, specialmente nelle tipologie dei rifiuti speciali assimilabili agli urbani, nel caso in cui tali plastiche rappresentino una quota importante del totale) in rapporto alla qualità dei rifiuti, alla dimensione dei bacini di produzione, al mercato e ai benefici sulle attività per lo smaltimento dei rifiuti. In ogni caso viene prevista la raccolta differenziata di rifiuti urbani pericolosi. c) Le dimensioni degli impianti di smaltimento - ai fini dell'ottimizzazione e dell'efficienza e dei costi - sono definite: in relazione alle previsioni relative alle quantità di rifiuti prodotti nei singoli bacini, al netto dei quantitativi smaltiti in impianti esistenti e di quelli recuperabili mediante raccolta differenziata; nel rispetto delle potenzialità applicative più idonee, in rapporto alle diverse tecnologie. d) Le tipologie degli impianti sono determinate in base ai suesposti criteri; vengono in particolare favorite le soluzioni che consentono il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio dei materiali ed il recupero di energia. e) La localizzazione degli impianti viene determinata in rapporto alle aggregazioni definite mediante la individuazione di bacini di utenza. In particolare viene applicato il criterio dell'integrazione tra gli impianti esistenti, coerentemente con i principi dell'economicità e dell'efficienza. 3) Caratteristiche territoriali delle zone individuate per la localizzazione degli impianti. È necessario che ogni zona prevista dal piano quale sede di impianto venga inquadrata territorialmente per l'estensione radiale di almeno 2 kmq, in rapporto all'esistenza di: aree sottoposte a vincoli idrogeologici; aree sottoposte a vincoli paesistici; aree sottoposte a vincoli urbanistici; aree sottoposte a vincoli archeologici; aree sottoposte a vincoli sismici di 1a categoria; parchi e riserve naturali esistenti od in programmazione; aree degradate da presenze di cave abbandonate; aree degradate dalla presenza di discariche non autorizzate; perimetrazione dei centri abitati includendo le zone di sviluppo previste nei piani regolatori o programmi di fabbricazione adottati; aree soggette ad esondazione e fasce litoranee; aree geologicamente instabili e comunque tali da non consentire l'installazione di stoccaggi definitivi a norma del comma b) del punto 4.2.2 della delibera del 27 luglio 1984; aree ad elevato rischio di crisi ambientale ai sensi dell'art. 7 della legge 8 luglio 1986, n. 349. 4) Valutazione dei fabbisogni finanziari connessi e priorità degli interventi. In relazione agli interventi previsti dal piano saranno definiti gli oneri connessi oltre che alla realizzazione delle attrezzature ed infrastrutture asservite all'impianto, anche quelli relativi a: impianti di trattamento; impianti di stoccaggio definitivo; impianti di smistamento di rifiuti (stazioni di trasferimento - centri di stoccaggio dei materiali di recupero). Verranno altresì valutati: costi di investimento; costi di esercizio; ricavi da recupero di materiali e di energia. Fra tutti gli interventi prospettati nel piano sono individuati e definiti quelli ritenuti prioritari in quanto relativi a zone caratterizzate da maggiore emergenza ambientale. ELABORATI COSTITUENTI IL PIANO Il piano consiste di una relazione generale nonché di documentazione allegata. 1) La relazione generale include i dati e le elaborazioni dettagliati nel presente decreto. 2) La documentazione allegata consiste di: Carta tematica regionale, elaborata su cartografia preferibilmente in scala 1:100.000, con rappresentazione delle caratteristiche territoriali di cui al precedente paragrafo 3, utilizzando simbologie rappresentative che consentano la immediata lettura delle sovrapposizioni esistenti. Carta tematica, elaborata su cartografia preferibilmente in scala 1:100.000, con le seguenti informazioni: localizzazione degli impianti esistenti e del relativo bacino di utenza; rappresentazione delle densità abitative; rappresentazione della idrografia superficiale; rappresentazione della viabilità esistente. Eventuale carta regionale, preferibilmente in scala 1:100.000, geo-litologica e dell'idrografia sotterranea. Grafico, preferibilmente in scala 1:100.000, indicante il piano di smaltimento con la suddivisione in bacini riportando i diversi impianti e attrezzature previste. Grafici dei diversi bacini, preferibilmente in scala 1:100.000, con indicati gli impianti e le attrezzature previste, la rete viaria di supporto, le aree comunque vincolate presenti. ANALISI DELLA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE DEGLI IMPIANTI I progetti dei nuovi impianti devono essere accompagnati da una relazione che contiene i seguenti elementi: a) l'indicazione della localizzazione riferita alla potenziale incidenza spaziale e territoriale dell'intervento, alla incidenza sulle risorse naturali, alla corrispondenza ai piani urbanistici, paesistici, territoriali e di settore, agli eventuali vincoli paesaggistici, archeologici, damaniali ed idrogeologici, supportata da adeguata cartografia; b) la descrizione delle caratteristiche fisiche delle opere principali e di quelle accessorie proposte; c) la descrizione delle principali caratteristiche di processo e dei materiali di trasformazione impiegati (tipo e quantità) ivi comprese acqua ed energia;