[resaula]

La sensazione è che, al di là delle parole, poco o nulla si faccia per ripristinare la dovuta correttezza nei rapporti con quei Paesi. Presidente, credo allora che il lavoro del Senato non debba concludersi con l'approvazione di questa mozione. Mesi fa alcuni colleghi le hanno scritto per chiedere una missione del Senato nel carcere dove Zaki è detenuto. Credo che questa richiesta sia più che mai opportuna. Basta con i balletti di parole! L'Europa, l'Italia e anche il Senato si facciano carico di un'iniziativa per la liberazione di Zaki. Il riconoscimento della cittadinanza italiana sia solo il primo passo. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vice ministra Sereni, Bologna, Firenze, Bari, Milano, Procida, Bisceglie, Udine, Lauria, Pisa sono tra le oltre 200 città italiane, da Nord a Sud, da Est a Ovest, che hanno accolto l'appello della società civile e si sono dette pronte a conferire la cittadinanza onoraria al giovane studente Patrick Zaki. Molte di queste città hanno anche già deliberato. A loro si aggiungono centinaia di migliaia di firme raccolte dagli attivisti di diverse realtà associative per trasmettere insieme un segnale di vicinanza al ragazzo e ai suoi familiari e per chiedere con forza al Governo di conferire, a sua volta, la cittadinanza onoraria italiana a Patrick Zaki, così da avere ancora più legittimità nel pretendere dall'Egitto la sua liberazione. Noi oggi facciamo nostra con convinzione la richiesta delle tante amministrazioni italiane e dei tanti cittadini che già si sono mobilitati per chiedere che il giovane ricercatore venga rimesso in libertà e possa tornare ai suoi studi. L'hanno già detto bene alcuni colleghi: Patrick è uno di noi; Patrick è un nostro studente, iscritto all'Ateneo di Bologna, l'università più antica del mondo, eppure così moderna nell'insegnarci ancora oggi il valore universale della difesa dei diritti, tra cui innanzitutto la tutela della libertà, ma anche il diritto allo studio; quel diritto che Patrick stava esercitando da ricercatore e che gli è stato negato la notte tra il 6 e il 7 febbraio dell'anno scorso, quando è stato arrestato all'aeroporto del Cairo, perché accusato dal Governo egiziano di diffondere notizie false attraverso i suoi canali social e di attentare alla sicurezza nazionale. Fino a quel momento Patrick era un giovane senza confini, un figlio del mondo, esattamente come i tanti nostri ragazzi e ragazze che ogni anno partono per ampliare il proprio sapere e la propria conoscenza. Noi oggi qui chiediamo che Patrick possa tornare ad esserlo. Chiediamo che il Governo italiano si prodighi nei confronti dell'Egitto per lasciarlo studiare in Italia, libero di imparare e libero di scegliere come vivere la sua vita. Al tempo stesso, chiediamo che l'Egitto fornisca finalmente chiarimenti sulla vicenda dell'altro nostro giovane ricercatore italiano, a sua volta arrestato dalla polizia egiziana in modo del tutto immotivato e poi purtroppo brutalmente ucciso: Giulio Regeni; quel Giulio Regeni per il quale non si conosce ancora la verità sull'ignobile fine che gli è stata riservata. Il destino dei ragazzi è per forza di cose intrecciato ed entrambi ci stanno profondamente a cuore. Consapevoli delle riflessioni che adesso ci ha appena riferito la vice ministra Sereni, crediamo però che conferire la cittadinanza italiana onoraria a Patrick Zaki sarebbe un chiaro segnale alle autorità egiziane, un modo per attribuire più forza alle nostre istituzioni nella pretesa di rilascio di Zaki e nella richiesta di verità sul caso Regeni. Riteniamo che sarebbe non soltanto un fatto simbolico, ma anche uno strumento oggettivo attraverso il quale rendere più facile l'assistenza legale al ragazzo. Patrick è in stato di detenzione preventiva dal giorno del suo arresto, oltre un anno fa, senza che ci siano motivi fondati; i reati imputati a Zaki si riferiscono in realtà a legittime attività di denuncia o di normale commento critico. Fino a oggi non è mai stato avviato un processo a suo carico, anzi gli si rinnovano i giorni di carcerazione, quarantacinque giorni di carcerazione di volta in volta; e purtroppo la custodia cautelare - come avvenuto per molti altri attivisti prima di lui - può essere rinviata in modo indefinito, al punto che il rischio è che Patrick rimanga in carcere ancora a lungo, fino addirittura all'ergastolo. Ecco perché questa mobilitazione corale a favore del conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, e dunque a favore della sua liberazione, è così importante. Le accuse che gli vengono rivolte sono le stesse per le quali sono state incarcerate persone che svolgevano attività del tutto legittime secondo il diritto internazionale; accuse usate ad arte in Egitto in questi anni per arrestare centinaia di attivisti, ricercatori, avvocati, esponenti di organizzazioni per la tutela dei diritti umani. Ecco che con questa mozione indirettamente chiediamo all'Egitto anche il rispetto dei diritti umani per i tanti prigionieri detenuti ingiustamente nelle loro carceri, attraverso la loro liberazione, perché sappiamo che purtroppo sono in tanti in Egitto a essere nelle stesse condizioni. Lì la libertà di pensiero viene repressa e troppo spesso si calpestano i diritti di chi osa esprimere il proprio dissenso, attraverso l'arresto. Questa mozione vuole dunque essere anche un segnale di solidarietà nei confronti di coloro che vengono trattenuti in carcere senza motivo, magari solo perché sospettati di fare parte di movimenti che si battono a difesa dei diritti umani. Allora, signora Presidente, esprimo un grazie caloroso e sentito ai tanti che si sono impegnati per questo atto di indirizzo e per quanto comunque il Governo ha fatto fino a oggi proprio per favorire il rilascio di Patrick Zaki. Un ringraziamento speciale va ai funzionari della Farnesina, sia a Roma che a Il Cairo, che si stanno prodigando per essere vicini e di aiuto già oggi, in questa fase di arresto, al giovane Patrick Zaki. Nell'esprimere questi ringraziamenti, a nome del mio Gruppo annuncio il nostro voto favorevole alla mozione che ci apprestiamo a votare. Chiediamo al Governo italiano di spendersi per il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki. Chiediamo il massimo impegno nel continuare a chiedere, in tutte le sedi istituzionali, a partire da quelle europee, il suo rilascio. E contemporaneamente chiediamo anche il massimo impegno dell'Italia nell'ottenere finalmente la verità sulla morte di Giulio Regeni. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, la vicenda di Patrick Zaki interpella le coscienze di tutti noi e di tutto il mondo libero: un giovane studente, detenuto da quattrocentotrentadue giorni per reati presunti e comunque di opinione; un attivista per i diritti umani e per i diritti civili detenuto in carcere illegalmente, senza prove, con accuse gravissime, soltanto per avere espresso le proprie idee e per avere difeso i diritti delle minoranze, i diritti civili e i diritti politici dei suoi concittadini.