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al riguardo, sono stabiliti due specifici criteri e princìpi direttivi, riferiti alla composizione di tale organo, per cui si prevede la presenza di diritto del Ministro per i beni e le attività culturali, nonché alla razionalizzazione dei relativi poteri, al fine di ridurre i rischi di mancato coordinamento e/o di sovrapposizione con le specifiche attribuzioni e valutazioni tecnico-amministrative affidate al Ministero e alla direzione generale per lo spettacolo dal vivo. Per quanto riguarda il procedimento per l'adozione dei decreti legislativi attuativi delle deleghe in esame, essi sono adottati entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge in esame, previa acquisizione dell'intesa della Conferenza unificata e dei pareri del Consiglio di Stato, della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari che si pronunciano entro il termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione. Se il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione che diano ragione della scelta effettuata. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, il Governo può adottare, nel rispetto dei predetti princìpi e dei criteri direttivi e della descritta procedura, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Articolo 2 La norma, ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione, reca delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi recanti disposizioni modificative del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42). Tale delega si è resa necessaria al fine di consentire un riordino sistematico della materia, di particolare complessità tecnica, anche al fine del necessario adeguamento alle importanti riforme intervenute successivamente all'emanazione del codice (si evidenziano l'adozione del codice dei contratti pubblici e l'adozione del codice del Terzo settore), nonché al diritto internazionale pattizio (si citano, come esempio, la legge n. 57 del 2015 di ratifica della convenzione La Valletta in materia di archeologia, o la convenzione di Nicosia contro il traffico illecito e la distruzione di beni culturali). Si rende inoltre necessario rinforzare la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, trattandosi di valori primari potenzialmente compromettibili, al fine di evitare o contenere il più possibile effetti lesivi, quali la perdita del patrimonio culturale, che non sono più rimediabili. La norma indica espressamente i princìpi e i criteri direttivi al fine della semplificazione normativa quali: l'organizzazione delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività; il coordinamento e la consolidazione, sotto il profilo formale e sostanziale, delle disposizioni legislative vigenti negli ambiti interessati dall'intervento, comprese quelle di recepimento e attuazione della normativa europea, per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, con la contestuale ed esplicita abrogazione delle norme ritenute obsolete o comunque superate; l'adeguamento, l'aggiornamento e la semplificazione del linguaggio normativo; l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina relativa ad ogni attività o gruppi di attività. Ai fini della semplificazione amministrativa sono stati previsti ulteriori criteri e princìpi direttivi, quali: l'eliminazione di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l'adeguamento alla normativa europea, salvo la necessità di mantenerli qualora siano motivati dall'analisi dell'impatto della regolamentazione; l'uniformità, per tipologie omogenee di procedimento, delle modalità di presentazione delle comunicazioni, delle dichiarazioni e delle istanze degli interessati, nonché le modalità di svolgimento della procedura; l'obbligo di procedere al monitoraggio e al controllo telematico a consuntivo del rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza; la previsione che, di regola, sia qualificato come onere fiscalmente detraibile, il costo derivante dall'introduzione di oneri regolatori, inclusi quelli informativi e amministrativi ed esclusi quelli che costituiscono livelli minimi per l'attuazione della regolazione europea, qualora non compensato con una riduzione stimata di oneri di pari valore. In relazione alle materie oggetto della delega, sono indicati degli specifici princìpi e i criteri direttivi. Le modifiche introdotte dovranno, in particolare, essere finalizzate a rinforzare gli strumenti di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, anche al fine di assicurare la trasmissione di valori riconosciuti come primari dalla Costituzione alle generazioni future, nel rispetto dei princìpi di proporzionalità e adeguatezza; ad assicurare la conservazione e la fruizione del patrimonio culturale pubblico; a rinforzare la tutela degli archivi pubblici e privati; a razionalizzare le modalità di partecipazione dei privati alla fruizione pubblica, nel rispetto del codice dei contratti pubblici; a coordinare la normativa con i trattati internazionali stipulati in materia culturale; ad assicurare una maggiore efficacia ed efficienza dell'attività di controllo della circolazione dei beni, anche fuori dai confini nazionali; a meglio coordinare l'espropriazione culturale con le norme generali sull'esproprio; a razionalizzare la concessione in uso dei beni culturali; a potenziare la valorizzazione dei beni culturali pubblici; a rinforzare la tutela dei beni paesaggistici, nelle more dei procedimenti dichiarativi; ad aggiornare le norme regolamentari attinenti alla materia, anche mediante l'abrogazione di fonti regolamentari molto risalenti nel tempo. Per quanto riguarda il procedimento per l'adozione dei decreti legislativi attuativi delle deleghe in esame, essi sono adottati entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge in esame, previa acquisizione dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato, della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari che si pronunciano entro il termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione. Se il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione che diano ragione della scelta effettuata. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.