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Doc 1200 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 174 Introduzione nel codice penale degli articoli 609-terdecies, 609-quaterdecies e 609-quindecies, nonché disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei matrimoni forzati GINETTI ed altri. - Doc 229 Modifica del termine di proponibilità della querela per i reati previsti dall'articolo 609-septies e dall'articolo 612-bis del codice penale GINETTI ed altri. - Doc 295 Modifica dell'articolo 609-septies del codice penale in materia di querela della persona offesa per i delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater del medesimo codice GIAMMANCO ed altri. - Doc 335 Istituzione di un fondo per la solidarietà alle vittime dei reati intenzionali violenti BERTACCO ed altri. - Doc 548 Modifiche all'articolo 609-septies del codice penale, concernenti il regime di procedibilità del delitto di atti sessuali con minorenne FEDELI ed altri. - Doc 662 Introduzione nel codice penale dei reati di costrizione al matrimonio o all'unione civile, induzione al viaggio finalizzato al matrimonio e costrizione al matrimonio di persona minorenne PUCCIARELLI ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1200, già approvato dalla Camera dei deputati, 174, 229, 295, 335, 548 e 662. (Commenti dal Gruppo PD) . I relatori, senatori Pellegrini Emanuele ed Evangelista, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pellegrini Emanuele. PELLEGRINI Emanuele, relatore . Signor Presidente, egregi colleghi, rappresentanti del Governo, il disegno di legge n. 1200 di iniziativa governativa e già approvato alla Camera dei deputati reca modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e alle altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Nel merito, il provvedimento si compone di 21 articoli che individuano un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e, in relazione a queste fattispecie, interviene sul codice di procedura penale, al fine di velocizzare l'instaurazione del procedimento penale e conseguentemente accelerare l'eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime. (Brusio). Presidente, chiedo scusa, ma penso che l'argomento sia abbastanza importante; sentire le risate alle spalle non è proprio il massimo. PRESIDENTE. Non ho percepito risate. Chiedo all'Assemblea cortesemente di prestare almeno il silenzio dovuto al relatore. PELLEGRINI Emanuele, relatore . Grazie. Il provvedimento inoltre incide sul codice penale per inasprire le pene per alcuni dei citati delitti, per rimodulare alcune aggravanti e per introdurre nuove fattispecie di reato. La violenza domestica o di genere viene ricondotta dal disegno di legge alle seguenti fattispecie: maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale aggravata e di gruppo, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, lesioni personali aggravate e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. Procederò, quindi, all'illustrazione degli articolo da 1 a 9, lasciando alla correlatrice, senatrice Evangelista, l'illustrazione delle restanti disposizioni. Gli articoli da 1 a 3 del disegno di legge intervengono sul codice di procedura penale, prevedendo, a fronte di notizie di reato relative a delitti di violenza domestica e di genere, che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale; che il pubblico ministero, entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato, assuma informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato; infine che la polizia giudiziaria proceda senza ritardo al compimento degli atti di indagine delegati dal pubblico ministero, ponendo, sempre senza ritardo, a disposizione del pubblico ministero la documentazione delle attività svolte. L'articolo 4 disciplina il nuovo reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Il nuovo reato punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari dell'allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa o l'ordine di allontanamento d'urgenza dalla casa familiare. L'articolo 5 prevede l'attivazione di specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della Polizia penitenziaria che esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria in relazione alla prevenzione e al perseguimento dei reati di violenza domestica e di genere e che interviene nel trattamento penitenziario delle persone condannate per reati di violenza domestica e di genere. I corsi dovranno essere attivati dagli istituti di formazione dei diversi Corpi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge e sulla base di contenuti omogenei, che dovranno essere individuati con decreto del Presidente del Consiglio, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione, dell'interno, della giustizia e della difesa. Per il personale individuato dalle diverse amministrazioni la frequenza dei corsi è obbligatoria. L'articolo 6 aggiunge un ulteriore comma all'articolo 165 del codice penale in materia di sospensione condizionale della pena. La nuova disposizione prevede che, con riguardo ai reati di violenza domestica e di genere, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati. Gli oneri derivanti dalla partecipazione a tali corsi di recupero sono a carico del condannato. L'articolo 7 introduce nel codice penale, all'articolo 558- bis , il nuovo delitto di costrizione o induzione al matrimonio. La nuova fattispecie punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre vincolo di natura personale o unione civile approfittando delle condizioni di vulnerabilità, di inferiorità psichica o di necessità di una persona, con abuso delle relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell'autorità derivante dell'affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, e la induce a contrarre matrimonio o unione civile. Si tratta di un reato comune, in quanto soggetto attivo della condotta può essere chiunque. La condotta incriminata consiste nel costringere altri a sposarsi o a contrarre un'unione civile.