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Questa notizia è indicativa del fatto che, nonostante tutto, la legge n. 194, a tutt'oggi, non garantisce in modo pieno ed omogeneo sul territorio nazionale l'accesso alle prestazioni sanitarie garantite dalla stessa. La possibilità per le donne di interrompere volontariamente la gravidanza e il diritto del personale sanitario di avvalersi dell'obiezione di coscienza devono poter convivere in quanto entrambi sono sanciti in modo chiaro dalla legge, nella consapevolezza che la possibilità di avvalersi dell'obiezione di coscienza è un diritto riconosciuto al singolo, non alla struttura nel suo complesso che ha l'obbligo di garantire l'erogazione delle prestazioni sanitarie previste dalla legge. A tal fine, il presente disegno di legge prevede che gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate garantiscano, anche mediante nuove assunzioni, che almeno il 50 per cento del personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non sia obiettore di coscienza.. 1 1 Al quarto comma dell'articolo 9 della legge 22 maggio 1978, n. 194, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Ai fini di cui al precedente periodo, gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate garantiscono, anche mediante nuove assunzioni, che almeno il 50 per cento del personale di cui al primo comma non sia obiettore di coscienza».