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b) misure ordinarie di controllo della fauna selvatica; c) misure straordinarie di controllo della fauna selvatica nel caso in cui gli interventi di prevenzione dei danni e le misure ordinarie di controllo della fauna selvatica siano inefficaci a limitare i danni arrecati a cose e a persone, con particolare riferimento a quelli causati alle aziende agricole. Art. 19.2 . – (Interventi di prevenzione) – 1. Le misure di prevenzione previste ai sensi dell'articolo 19.1, comma 2, lettera a) , prevedono: a) la messa in opera di mezzi ritenuti efficaci e a basso impatto ambientale ed autorizzati dalle competenti autorità amministrative e sanitarie; b) le spese sostenute per l'acquisto dei materiali necessari alla realizzazione delle misure di prevenzione che debbono essere finanziabili con contributi regionali nella misura del 100 per cento. Art. 19.3 . – (Misure di controllo della fauna selvatica) – 1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela delle produzioni zoo-agroforestali ed ittiche provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica. 2. Le misure ordinarie di controllo della fauna selvatica previste ai sensi dell'articolo 19.1, comma 2, lettera b) , sono realizzate assicurando i seguenti obiettivi: a) contenimento o prelievo delle specie di fauna selvatica che, per eccessiva densità, provocano danni all'attività e alle strutture delle aziende agricole; b) contenimento o prelievo delle specie di fauna selvatiche, che possono rappresentare un concreto pericolo per l'incolumità o la sicurezza delle persone. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono regolamentare il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi, degli orari, dell'arco temporale e del numero di giornate settimanali fruibili, adottando piani di abbattimento selettivo distinti per sesso e per classi di età, previo parere dell'ISPRA o degli altri istituti riconosciuti a livello regionale. Art. 19.4 . – (Misure straordinarie di controllo della fauna selvatica) – 1. Il controllo della fauna selvatica quale attività di interesse pubblico non costituisce esercizio di attività venatoria e può essere effettuato sull'intero territorio nazionale ivi comprese le aree protette e le zone nelle quali è vietata l'attività venatoria, nonché le aree urbane. In quest'ultimo caso l'intervento di carattere straordinario può essere sollecitato dalle organizzazioni professionali agricole regionali. 2. In ciascun ambito di competenza la regione può autorizzare misure straordinarie di controllo della fauna selvatica per almeno una delle seguenti esigenze: a) nell'interesse della salute e della sicurezza pubbliche; b) per prevenire danni alle attività agricole; c) per evitare squilibri ambientali. 3. L'autorizzazione all'intervento straordinario prevede: a) il periodo di intervento; b) le motivazioni sulla base del parere espresso dall'ISPRA; c) l'indicazione delle specie oggetto dell'intervento; d) le attività consentite, i mezzi da utilizzare e le persone abilitate; e) il soggetto responsabile dell'intervento. Art. 19.5 . – (Soggetti abilitati a esercitare il controllo) – 1. Le attività di controllo faunistico sono esercitate su autorizzazione della regione: a) dalle guardie venatorie; b) dai proprietari o conduttori dei fondi agricoli se in possesso dell'abilitazione all'esercizio dell'attività venatoria; c) da cittadini iscritti agli ambiti territoriali di caccia, in possesso del titolo di abilitazione venatoria che si rendono disponibili per le attività di controllo; d) dai coadiutori abilitati. Art. 19.6 . – (Indennizzo per danni provocati dalla fauna selvatica) – 1. Sono risarcibili fino a raggiungere la soglia massima del 100 per cento del valore accertato i danni provocati da fauna selvatica alle imprese agricole singole e associate attive nella produzione agricola titolari di reddito di impresa o agrario che producono prodotti agricoli di cui all'elenco previsto dall'articolo 38 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 2. Sono altresì risarcibili, fino a raggiungere la soglia massima del 100 per cento del valore accertato, i danni a cose, animali e persone provocati da fauna selvatica ove il pregiudizio risentito dagli agricoltori è causalmente determinato da inerzia, da ritardi, o comunque da colpevole negligenza delle regioni o delle pubbliche amministrazioni incaricate, nel predisporre in via ordinaria o straordinaria le misure idonee per esercitare l'efficace controllo della fauna selvatica. 3. Per la quantificazione dell'indennizzo, l'ambito territoriale di caccia o il comprensorio alpino si avvalgono di soggetti scelti tra i dottori agronomi e forestali, gli agrotecnici o i periti agrari, iscritti ai relativi albi professionali e dei quali è accertata la terzietà rispetto al soggetto danneggiato. Art. 19.7. – (Responsabilità dell'amministrazione competente al risarcimento) – 1 . Il mancato rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti di risarcimento dei danni da fauna selvatica costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, ai sensi dell'articolo 2, comma 9, della legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. L'ente tenuto a risarcire il danno, per i procedimenti amministrativi di propria competenza, in caso di inosservanza dei tempi di conclusione del procedimento, corrisponde all'interessato che ne fa richiesta una somma di denaro a titolo di indennizzo per il mero ritardo, stabilita nella misura di 100 euro per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 5.000 euro. Resta salvo, per l'interessato, il diritto al risarcimento in conformità a quanto previsto dall'articolo 2- bis della legge 7 agosto 1990, n. 241. 3. La richiesta di cui al comma 2 è presentata, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato per la conclusione del procedimento alla direzione regionale competente in materia di risorse umane, finanziarie e strumentali. 4. Le disposizioni di cui al presente articolo sono comunicate all'interessato contestualmente alla comunicazione del nominativo del responsabile del procedimento, al fine di garantirne l'attuazione. Art. 19.8 . – (Dati statistici sui danni da fauna selvatica) – 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alla raccolta dei dati relativi alle misure adottate per la prevenzione dei danni arrecati dalla fauna selvatica nonché dei dati statistici relativi agli abbattimenti eseguiti in regime di attività venatoria ordinaria e per finalità di controllo. I dati di cui al presente comma sono raccolti in apposite banche dati regionali, secondo protocolli nazionali predisposti dall'ISPRA e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 2. I dati raccolti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano devono essere trasmessi all'ISPRA e sono resi accessibili a chiunque ne fa richiesta.