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In ordine al miglioramento della gestione delle risorse idriche e delle relative infrastrutture, si evidenzia che le strategie di adattamento al cambiamento climatico riguardano anche l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse idriche, a scopo civile, industriale e agricolo, caratterizzato spesso da elevata frammentazione gestionale e sprechi di risorse. In proposito il PNRR ha destinato 4,38 miliardi di euro per riforme e interventi destinati a infrastrutture per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico primario, reti di distribuzione, fognature e depuratori, sistemi per il monitoraggio e la digitalizzazione delle reti e, in particolare, per ridurre in modo consistente le dispersioni e ottimizzare i sistemi di irrigazione. Viene evidenziato che l'opera di potenziamento andrà proseguita anche dopo il 2026, al fine di completare, entro il 2040, gli interventi nelle principali infrastrutture idriche. Viene trattato il tema della tutela della biodiversità terrestre e marina. In armonia con la Strategia europea per la biodiversità 2030, che richiede di portare al 30 per cento l'estensione delle aree protette, di cui il 10 per cento con forme rigorose di protezione, entro il 2030, anche l'Italia si sta dotando della Strategia nazionale 2030, le cui azioni chiave riguardano il rafforzamento delle aree protette e, più in generale, interventi di rinaturalizzazione. A questo scopo, il PNRR ha allocato 1,69 miliardi, cui si aggiungono ulteriori risorse nazionali ed europee, per l'avvio di alcune misure pilota da completare entro il 2026 e da estendere al 2030 e oltre, quali ad esempio la tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano' (con l'obiettivo di mettere a dimora almeno 6,6 milioni di alberi), la digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette' e la rinaturalizzazione del Po'. Il Documento si sofferma sull'economia circolare. In linea con gli obiettivi del Piano d'azione per l'economia circolare adottato dalla Commissione europea nel marzo del 2020, nel PNRR sono previsti investimenti mirati alla realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti, all'ideazione di progetti di economia circolare, alla creazione di isole verdi, alla realizzazione di green communities in territori rurali e di montagna e alla diffusione nella cittadinanza di una maggiore consapevolezza dei temi ambientali. Per realizzare tali iniziative sono state previste tre riforme strategiche, tutte in itinere e da realizzarsi entro il primo semestre 2022: l'aggiornamento della Strategia nazionale per l'economia circolare, l'adozione del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, nonché il Programma Nazionale di prevenzione dei rifiuti e il supporto tecnico alle autorità locali attraverso il Piano di azione per lo sviluppo di capacità locali. Questi progetti andranno estesi e consolidati oltre l'orizzonte del 2026, con tappe sempre più stringenti che prevedono il dimezzamento dei rifiuti di plastica in mare, dei rifiuti urbani e la riduzione del 30 per cento delle microplastiche rilasciate nell'ambiente entro il 2030. In materia di territorio, si evidenzia il tema della rigenerazione urbana e del contrasto al disagio abitativo; il documento precisa che saranno dedicati numerosi altri progetti finanziati dal PNRR (M5C2), utilizzando modelli e strumenti innovativi per effettuare interventi per il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale. Si puntualizza, inoltre, che nel 2021 sono stati assegnati i fondi per il Piano Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare o PINQUA (159 progetti per 2,8 miliardi di euro) e sono stati assegnati i fondi per gli investimenti relativi ai Piani Integrati Urbani (3,13 miliardi di euro) alle città metropolitane, le quali individueranno i progetti finanziabili all'interno della propria area urbana. Per la rigenerazione urbana sono stati previsti ulteriori 300 milioni per il 2022, finalizzati ad estendere gli interventi previsti dai suddetti piani anche ai comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti. In merito alle Raccomandazioni della del Consiglio per gli anni 2020 e 2021, si evidenziano, per i profili di interesse, le seguenti principali misure attualmente implementate o adottate: - l'istituzione di un Fondo per il clima, con una dotazione di 840 milioni per ciascuno degli anni 2022-2026 e 40 milioni a partire dal 2027, finalizzato alla attuazione degli accordi internazionali sulla protezione del clima e dell'ambiente concordati dall'Italia; - il finanziamento di progetti di riqualificazione urbana e di messa in sicurezza di ponti e viadotti e di costruzione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi di sicurezza strutturale; - gli interventi normativi sugli appalti pubblici, incluso il disegno di legge delega in materia di Codice dei contratti pubblici, e la digitalizzazione delle procedure di gara; - la revisione, l'ampliamento e l'estensione delle norme riguardanti le funzioni dei commissari straordinari previste dal decreto legge n. 32 del 2019, (c.d. "Sblocca Cantieri"); - il fondo destinato alla realizzazione di progetti pilota di educazione ambientale per studenti di comuni situati in aree naturali protette, con una dotazione di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022; - l'elaborazione del piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC); - la riduzione dei termini per la convalida dei documenti di valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e per il rilascio dell'autorizzazione ambientale unica; - l'introduzione di un quadro legislativo specifico per la valutazione ambientale dei progetti per l'attuazione del piano nazionale per l'energia e il clima (PNEC); - l'istituzione di una procedura specifica per accelerare e semplificare le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche per le strade, le autostrade, le ferrovie e le infrastrutture idriche esistenti che rientrano nell'ambito di applicazione della VIA. Con riferimento alla spesa in conto capitale, che registra aumenti per 15.946 milioni, tra i principali incrementi attesi si ricordano anche le acquisizioni di attività finanziarie (+6.902 milioni), su cui incidono i previsti versamenti in tesoreria del Fondo " Green New Deal " (+1.410 milioni, di cui 470 milioni riferiti ai residui del 2021) e del Fondo rotativo italiano per il clima (840 milioni), istituito dalla legge di bilancio per il 2022 per finanziare assunzioni di capitale di rischio, prestiti e garanzie connessi a interventi per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell'ambito degli accordi internazionali sul clima e sulla tutela ambientale. Vi è nel Documento una Sezione IV inerente "Il percorso dell'Italia verso l'attuazione dell'agenda 2030 e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in linea con l'approccio della Commissione europea nel Documento di lavoro (SWD) che accompagna la Decisione di esecuzione del Consiglio sul PNRR italiano, nella quale si illustrano le misure attuate e programmate dal Governo per accelerare il raggiungimento di quegli obiettivi il cui percorso di attuazione è in posizione ancora arretrata rispetto alla media UE.