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I permessi per la ricerca e la prospezione di idrocarburi saranno sospesi non più per 18 mesi ma per 24, in attesa dell'approvazione da parte dei Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente del piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee; nel frattempo la Grecia avrebbe già autorizzato la trivellazione di un pozzo esplorativo nell'area di questo giacimento che le appartiene, divisa fra Total al 50 per cento, Edison al 25 per cento ed Elpe al 25 per cento. Se il pozzo esplorativo troverà il metano, partirà l'investimento per sfruttare il giacimento. Le condotte porteranno il gas fino alla costa greca dove passa, oggi ancora inattivo perché in costruzione, il gasdotto TAP che va verso la Puglia e il mercato europeo; la statunitense Global Med, società che si occupa di valorizzazione geologica, aveva proposto proprio all'Italia di iniziare a esplorare il fondale in cui è stato individuato il giacimento. La risposta del Governo italiano apparsa sui media sembra chiara: non si procede perché le trivellazioni potrebbero danneggiare il mare italiano e il turismo; tale scelta non considera che se la Grecia procede alle trivellazioni il mare italiano verrebbe comunque potenzialmente danneggiato, visto che i pozzi di estrazione si troverebbero a pochi chilometri dalle acque italiane; in questo senso il danno ci sarebbe lo stesso e ancora più probabile sarebbe il danno economico perché, se la Grecia individuasse il metano, si aggiudicherebbe le royalty per tutto il gas estratto. In pratica ci si ritroverebbe a dover acquistare il metano proveniente dal sottosuolo italiano; nel nostro Paese il gas è caratterizzato dal 93 per cento di importazioni e avrà comunque un ruolo determinante per accompagnare la transizione energetica come specificato nel piano energia e clima (PNIEC), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano rivedere i divieti alle nuove autorizzazioni di prospezione, ricerca e coltivazione di gas metano nel mare Adriatico e mar Ionio, anche provvedendo a predisporre e presentare al Parlamento gli adeguati strumenti legislativi, allo scopo di utilizzare le opportunità economiche offerte dal nostro sottosuolo. Atto n. 4-03363 DRAGO PAVANELLI LANNUTTI L'ABBATE TRENTACOSTE ANASTASI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che: in un articolo del 18 marzo 2020, sul blog "Alley Oop" de "Il Sole-24 ore", dal titolo "Covid-19, è emergenza anche in Sicilia", a firma Maria Concetta Tringali, viene messa in evidenza l'esigenza di tanti sfollati del territorio catanese di rientrare finalmente nelle proprie case, dopo il sisma del 26 dicembre 2018. Ad un anno e mezzo dal terremoto, sono in molti oggi a vivere l'evento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che va a sommarsi alle condizioni di incertezza delle popolazioni che devono abbandonare le proprie abitazioni; molti degli oltre mille cittadini si ritrovano ancora in alloggi di fortuna; a dicembre 2019, a un anno di distanza dall'evento sismico, è stato nominato il commissario straordinario per la ricostruzione dell'area etnea, dottor Salvatore Scalia; l'articolo di stampa, tra le numerose testimonianze, riporta quella di Matilde Riccioli, presidente del comitato degli sfollati di Fleri: "Oggi più che mai aspettiamo di rientrare nelle nostre case, ma siamo ancora al punto di partenza. (...) per le ricostruzioni minori su 384 domande di contributi, allo stato ne sono state liquidate soltanto 10; gli interventi maggiori non vanno meglio, sono ancora bloccati"; come sostenuto da Marco Neri, primo ricercatore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), nel portale on line "Sicilia Network" il 23 febbraio 2020, è stata individuata una "zona rossa che delimita un'area in cui, nel corso del sisma del 26 dicembre 2018, si è verificata una 'fagliazione superficiale". Sul sito commissariale è stata pubblicata una mappa, tracciata ai sensi dell'art. 6 del decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, che "circoscrive la zona rossa fino ad una distanza di 200 metri da ogni linea di frattura riconducibile all'attività di un piano di faglia"; il comunicato del commissario straordinario, su carta intestata del competente Dipartimento del Consiglio dei ministri del 23 marzo 2020, suggerisce di provvedere a sanare i piccoli "abusi", di dare avvio alla predisposizione dei progetti; considerato che: con la delibera del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 2019, pubblicata in Gazzetta Ufficiale , serie generale, n. 2 del 3 gennaio 2020, viene prorogato "lo stato di emergenza in conseguenza dell'evento sismico che ha colpito il territorio dei Comuni di Aci Bonaccorsi, di Aci Catena, di Aci Sant'Antonio, di Acireale, di Milo, di Santa Venerina, di Trecastagni, di Viagrande e di Zafferana Etnea, in Provincia di Catania, il giorno 26 dicembre 2018"; in sede di conversione del decreto-legge n. 123 del 2019, recante "Disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici", poi convertito, con modificazioni, dalla legge n. 156 del 2019, il Governo ha accolto l'ordine del giorno G/1631/35/13, a prima firma della prima interrogante, impegnandosi a valutare la possibilità: 1) di prevedere l'obbligo di redazione, a cura delle strutture commissariali impegnate nell'emergenza e nella ricostruzione, di un cronoprogramma triennale, ovvero per l'intera durata dell'attività commissariale, con verifica annuale dei risultati conseguiti; 2) di predisporre, tramite i ministeri interessati, ovvero il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le verifiche necessarie a valutare l'effettivo stato del programma degli interventi, anche attraverso l'individuazione di un commissario, che possa constatare direttamente sui luoghi interessati, l'avanzamento dei lavori; 3) di prevedere meccanismi di intervento anche attraverso il capo del Dipartimento della protezione civile, qualora si riscontrassero gravi inadempienze nella realizzazione degli interventi programmati; la zona rossa, in quanto rappresenta l'area più sensibile a deformazioni permanenti del suolo accompagnate da significativa amplificazione sismica locale, merita accurate indagini geologico-strutturali e geofisiche finalizzate anche ad una migliore conoscenza dell'esatta posizione dei piani di faglia e delle loro caratteristiche cinematiche; a seguito del terremoto è stato concesso un contributo per l'autonoma sistemazione (CAS) ex ordinanza del capo del Dipartimento della protezione civile n. 566 del 28 dicembre 2018, ma risulta all'interrogante che non tutti i Comuni siano puntuali con il pagamento già erogato dalla Regione;