[ddlpres]

Il capo V, come detto sopra, propone una regolamentazione della professione veterinaria, prevedendo precisi obblighi a carico di tale professionista in tema di visite diagnostiche, di cartelle cliniche, di reperibilità e pronto soccorso, di requisiti delle strutture veterinarie, di provvedimenti disciplinari. Il capo VI è dedicato alla sperimentazione alternativa a quella animale. Il settimo capo, anch'esso già illustrato, riconosce e promuove a livello nazionale le terapie assistite con gli animali (TAA), le attività assistite con gli animali (AAA) e l'educazione assistita con gli animali (EAA), disciplinandone le modalità di applicazione. L'ottavo capo introduce disposizioni che obbligano le regioni e gli enti territoriali ad emanare norme in conformità alle Linee guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti della Commissione scientifica CITES, la massima autorità scientifica del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. L'ultimo capo, infine, contiene la delega al Governo per compiere un'opera di codificazione, che prevede, come sopra anticipato, un riordino, un coordinamento tra leggi ed un intervento normativo su materie in cui permane un vuoto di disciplina. In sostanza, si ha l'ambizione con questa proposta normativa di far raggiungere al nostro Paese un grado di civiltà e di coscienza più raffinato, quello per cui l'uomo non si sente padrone del pianeta, ma un abitante che lo condivide con altre specie a cui riconosce gli stessi diritti assoluti alla vita, alla salute, alla dignità.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Definizioni) 1 Le disposizioni della presente legge integrano e specificano quanto sancito dalla legge 14 agosto 1991, n. 281, recante legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, e dalla legge 20 luglio 2004, n. 189, recante disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate. 2 Ai fini della presente legge, per animale da compagnia s'intende ogni animale tenuto, o destinato ad esserlo, dall'uomo, per compagnia od affezione, senza fini produttivi o alimentari. 3 Sono compresi nella definizione di cui al comma 2: a gli animali che svolgono attività utili all'uomo, quali il cane per disabili, gli animali da pet-therapy , da riabilitazione, nonché gli animali impiegati nella pubblicità; b gli esemplari tenuti per i fini di cui alla lettera a) e appartenenti alle specie esotiche tutelate dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e dal regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio, fermo restando l'impegno dello Stato italiano a disincentivare la detenzione di animali esotici in ambienti non idonei alle loro caratteristiche etologiche. 4 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, promuove per gli studenti della scuola primaria e secondaria programmi educativi finalizzati alla promozione di una cultura di rispetto e tutela degli animali e dell'ambiente. 2 (Anagrafe canina e felina) 1 I proprietari, di seguito denominati tutori, di cani e di gatti sono tenuti ad iscrivere all'anagrafe regionale canina o felina i propri animali entro il novantesimo giorno di età. 2 I cani e i gatti entrano a pieno titolo nel nucleo familiare del loro tutore e tale condizione deve risultare nel certificato di stato di famiglia. 3 Il tutore del cane e del gatto gode delle detrazioni previste dal testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 3 (Disposizioni in materia di IVA) 1 Alla tabella A, parte II, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 41- quater) è aggiunto il seguente: «41- quinquies ) cibo per cani e gatti e prodotti farmaceutici veterinari». 2 All'articolo 10, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre-1972, n. 633, dopo il numero 18) è inserito il seguente: «18- bis) prestazioni veterinarie di diagnosi, cura e riabilitazione». 3 All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, valutato in 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 4 (Obblighi del tutore verso l'animale da compagnia) 1 Il tutore che accoglie nel suo stato di famiglia un animale da compagnia, o chiunque abbia temporaneamente accettato di occuparsene, è responsabile della sua salute e del suo benessere. 2 Il tutore provvede alla sistemazione dell'animale e gli fornisce cure e attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni etologici secondo la sua specie e la sua razza e in particolare è tenuto a: a rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza; b procurargli adeguate possibilità di esercizio fisico. 3 È proibito tenere gli animali sistematicamente alla catena. 4 Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un animale non di sua proprietà, ne assume la responsabilità per il relativo periodo ed è tenuto all'osservanza degli obblighi di cui ai commi da 1 a 3. 5 Gli uffici competenti a livello territoriale sono tenuti, entro 24 ore dalla segnalazione presentata in forma non anonima, a effettuare ispezioni al domicilio del tutore o detentore momentaneo per verificare l'osservanza da parte di questo degli obblighi di cui ai commi 2 e 3. Qualora il tutore neghi l'accesso all'ispettore, è prevista una seconda visita alla presenza della Polizia giudiziaria. Nel caso l'ispezione accerti l'inosservanza degli obblighi suddetti, è irrogata una sanzione da 1.500 euro a 3.000 euro, fermo restando l'obbligo di immediato adeguamento da parte del tutore o detentore alle disposizioni violate. Gli uffici competenti, assistiti dalla Polizia giudiziaria, provvedono successivamente, senza preavviso, a effettuare ispezioni al domicilio del tutore per ulteriori verifiche sulla sua condotta verso l'animale. L'accertamento della persistenza delle violazioni comporta l'affidamento dell'animale presso ricoveri pubblici o rifugi tenuti da associazioni animaliste accreditate. L'affidamento dell'animale, se di specie canina o felina, presso la struttura sopra indicata è trascritto sul registro dell'anagrafe, con impossibilità assoluta per il tutore e detentore di accogliere nel suo stato di famiglia altri animali. L'animale sottratto assume lo stato di «adottabilità» e può essere accolto in altro nucleo familiare.