[ddlpres]

La seconda riguarda la soppressione dei commi 3- bis e 3- ter dell'articolo 18 del più volte citato decreto-legge n. 95 del 2012, relativi all'istituzione della conferenza metropolitana, la cui applicazione era già stata sospesa dal comma 115 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013). Infine l'ultima modifica riguarda il comma 5, lettera b), che per l'elezione del sindaco metropolitano sostituisce il precedente rinvio alle modalità stabilite per l'elezione del presidente della provincia con il riferimento all'articolo 3 del presente disegno di legge che la disciplina. Viene altresì specificato che in questo caso il sindaco metropolitano è eletto, contestualmente alla elezione del consiglio metropolitano, tra i sindaci dei comuni ricompresi nel territorio della città metropolitana da un collegio composto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei medesimi comuni. L'articolo 2 stabilisce le modalità di elezione del consiglio metropolitano nel caso in cui il sindaco metropolitano sia di diritto il sindaco del comune capoluogo, secondo quanto prevede la lettera a) del comma 5 dell'articolo 1. In quel caso il consiglio metropolitano è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della città metropolitana. Possono candidarsi ed essere eletti a consiglieri metropolitani esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei medesimi comuni al momento delle elezioni. Sono state assunte a riferimento le modalità di elezione previste dall'articolo 75 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per il consiglio provinciale sulla base di collegi uninominali, ma senza premio di maggioranza. L'articolo 3 disciplina le modalità di elezione del sindaco metropolitano nel caso in cui egli non sia di diritto il sindaco del comune capoluogo o non sia eletto a suffragio universale e diretto secondo quanto prevede la lettera b) del comma 5 dell'articolo 1. Egli è eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni che ne fanno parte contestualmente all'elezione del relativo consiglio. Possono candidarsi ed essere eletti a sindaco metropolitano esclusivamente i sindaci in carica nei comuni che ne fanno parte al momento delle elezioni. Tali modalità sono le stesse previste dall'articolo 74 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per il presidente della provincia, sulla base di collegi uninominali e con premio di maggioranza. L'articolo 4 riguarda le modalità di elezione del consiglio metropolitano nel caso di cui al precedente articolo 3 relativo alla lettera b) del comma 5 dell'articolo 1. Esso è eletto da parte dei sindaci e dei consiglieri dei comuni che ne fanno parte contestualmente all'elezione del sindaco metropolitano. Possono candidarsi ed essere eletti a consiglieri metropolitani esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei medesimi comuni al momento delle elezioni. Tali modalità sono le stesse previste dall'articolo 75 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per il consiglio provinciale, sulla base di collegi uninominali e con premio di maggioranza. Infine l'articolo 5 contiene le modalità di determinazione dei collegi e le modalità attuative per l'elezione dei sindaci e dei consigli metropolitani, attraverso l'adozione dei un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.. Art. 1. (Istituzione delle città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio) 1. A garanzia dell'efficace ed efficiente svolgimento delle funzioni amministrative, in attuazione degli articoli 114 e 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, le province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria sono soppresse, con contestuale istituzione delle relative città metropolitane, il 1º gennaio 2014. Sono abrogate le disposizioni di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché agli articoli 23 e 24, commi 9 e 10, della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni. 2. Il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia contestualmente soppressa ai sensi del comma 1, fermo restando il potere dei comuni interessati di deliberare, con atto del consiglio, l'adesione alla città metropolitana o, in alternativa, a una provincia limitrofa ai sensi dell'articolo 133, primo comma, della Costituzione. Le città metropolitane conseguono gli obiettivi del patto di stabilità interno attribuiti alle province soppresse. 3. Lo statuto della città metropolitana può prevedere, su proposta del comune capoluogo deliberata dal consiglio secondo la procedura di cui all'articolo 6, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, una articolazione del territorio del comune capoluogo medesimo in più comuni. In tale caso sulla proposta complessiva di statuto, previa acquisizione del parere della regione da esprimere entro novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana da effettuare entro sei mesi dalla sua approvazione sulla base delle relative leggi regionali. Il referendum è senza quorum di validità se il parere della regione è favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere regionale negativo il quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto. Se l'esito del referendum è favorevole, entro i successivi tre mesi, e in conformità con il suo esito, le regioni provvedono con proprie leggi alla revisione delle circoscrizioni territoriali dei comuni che fanno parte della città metropolitana. Nel caso di cui al presente comma il capoluogo di regione diventa la città metropolitana che comprende nel proprio territorio il comune capoluogo di regione. 4. Sono organi della città metropolitana il consiglio metropolitano ed il sindaco metropolitano, il quale può nominare un vicesindaco tra i consiglieri ed attribuire deleghe a singoli consiglieri. Gli organi di cui al primo periodo del presente comma durano in carica secondo la disciplina di cui agli articoli 51, comma 1, 52 e 53 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Se il sindaco del comune capoluogo è di diritto il sindaco metropolitano, non trovano applicazione agli organi della città metropolitana i citati articoli 52 e 53 e, in caso di cessazione dalla carica di sindaco del comune capoluogo, le funzioni del sindaco metropolitano sono svolte, sino all'elezione del nuovo sindaco del comune capoluogo, dal vicesindaco nominato ai sensi del primo periodo del presente comma, ovvero, in mancanza, dal consigliere metropolitano più anziano. 5. Ferma restando la disciplina di cui all'articolo 51, commi 2 e 3, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, lo statuto della città metropolitana può stabilire che il sindaco metropolitano: a) sia di diritto il sindaco del comune capoluogo;