[pronunce]

- Quanto al merito del conflitto, il Presidente del Consiglio dei ministri richiama, preliminarmente, i fatti da cui trae origine la presente controversia. 2.3.1. - In particolare, la difesa statale sottolinea che nel 1970 è stata stipulata l'originaria convenzione tra ANAS e Autostrada Trento-Valdastico-Vicenza-Riviera Berica-Rovigo s.p.a., che avrebbe dovuto avere termine entro trenta anni dall'apertura all'esercizio dell'intera autostrada. Tuttavia, a causa delle difficoltà finanziarie della stessa concessionaria, nel 1985 quest'ultima veniva incorporata dalla s.p.a. Autostrada Brescia-Padova, che aveva già in concessione la costruzione dell'autostrada A/4. Tutti i successivi atti aggiuntivi e, in particolare, la convenzione 7 dicembre 1999, hanno riconfermato la titolarità in capo alla società concessionaria dell'intervento in questione, non realizzato a causa delle leggi che negli anni '70 impedivano la costruzione di nuove autostrade. Allo scadere del primo quinquennio, l'ANAS procedeva alla revisione della convenzione citata, disponendone la proroga di ventitre anni, allo scopo di consentire la realizzazione dell'autostrada Trento-Rovigo. Nel frattempo, la Commissione europea avanzava alle Autorità italiane una richiesta di informazioni in ordine all'avvenuta proroga della concessione e, nel 2006, avviava la procedura di infrazione n. 4378. A seguito dell'entrata in vigore dell'art. 2, commi 82 e seguenti, del d.l. n. 262 del 2006, che imponeva l'inclusione in una «convenzione unica» di tutte le regole in vigore nell'ambito di concessioni già esistenti, l'ANAS stipulava con la s.p.a. Autostrada Brescia-Padova uno schema di convenzione unica, il cui art. 2 prevede, tra gli interventi assentiti in concessione e già previsti dalla convenzione del 1999, la realizzazione dell'autostrada A/31 Valdastico (Nord e Sud). Successivamente, veniva avviato il procedimento di cui al comma 84 dell'art. 2 del citato d.l. n. 262 del 2006, che prevedeva l'acquisizione del parere del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida sulla regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS), preordinato all'adozione del successivo decreto interministeriale di approvazione. Tuttavia, con il comma 2 dell'art. 8-duodecies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 (Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 giugno 2008, n. 101, era disposta l'approvazione di tutti gli schemi di convenzione con l'ANAS già sottoscritti dalle società concessionarie autostradali alla data di entrata in vigore del medesimo decreto. Veniva meno, in questo modo, l'iter approvativo previsto dal comma 84 dell'art. 2 del d.l. n. 262 del 2006, e quindi la necessità del decreto interministeriale di approvazione, posto che il perfezionamento dell'atto convenzionale si produceva ex lege. In pendenza della procedura di infrazione davanti alla Commissione europea, l'ANAS comunicava alla società concessionaria che l'efficacia del nuovo atto convenzionale doveva ritenersi sospesa fino alla chiusura della procedura stessa. Quest'ultima - sempre secondo la ricostruzione della difesa statale - in considerazione dei chiarimenti forniti dalle Autorità italiane, nonché dell'impegno assunto dalla società concessionaria di realizzare il 100% dei lavori relativi alla Valdastico Nord mediante procedure di evidenza pubblica, si concludeva con l'archiviazione (in data 8 ottobre 2009), riconoscendosi in tal modo la legittimità della convenzione del 2007 e la sua piena efficacia. 2.3.2. - Dalla ricostruzione dei fatti sopra operata, l'Avvocatura generale deduce l'infondatezza delle doglianze avversarie, sia riguardo all'intervenuto rinnovo della concessione, sia in merito alla mancanza del decreto interministeriale di approvazione della proroga della concessione. Sotto il primo profilo, nessuna lesione di attribuzioni costituzionali della Provincia autonoma sarebbe ravvisabile nell'atto di proroga della concessione disposto dalle Autorità statali, le quali sarebbero titolari di una competenza esclusiva in materia. Quanto all'asserita illegittimità dell'iter di approvazione del rinnovo intervenuto nel 2007, in ragione di una presunta sua provvisorietà e dell'omissione del decreto interministeriale, si tratterebbe di doglianze del tutto infondate. Quanto al primo profilo, infatti, la sospensione dell'efficacia della convenzione per il periodo aggiuntivo era stata disposta provvisoriamente, in ragione della contestuale pendenza della procedura di infrazione dinanzi alla Commissione europea; con riguardo all'altro profilo, la necessità di un decreto interministeriale di approvazione era venuta meno a seguito dell'entrata in vigore del citato comma 2 dell'art. 8-duodecies del d.l. n. 59 del 2008. La correttezza dell'operato del Governo sarebbe stata confermata dal TAR Lazio, sezione terza-ter, ordinanza 21 maggio 2010, n. 2211, che ha respinto il ricorso cautelare proposto dalla Provincia autonoma, riconoscendo la fondatezza di tutte le eccezioni mosse dall'Avvocatura generale. Il giudice amministrativo era chiamato a pronunziarsi, tra l'altro, sulla legittimità del bando di gara per la progettazione e degli atti di rinnovo della concessione autostradale, contestata dalla Provincia autonoma sulla base delle argomentazioni oggi riproposte, e cioè della presunta efficacia provvisoria degli atti in esame, del mancato coinvolgimento della Provincia e dell'assenza di un decreto interministeriale di approvazione. 3. - In prossimità dell'udienza, la Provincia autonoma di Trento e il Presidente del Consiglio dei ministri hanno depositato memorie nelle quali insistono nelle rispettive conclusioni. 4. - Con ricorso notificato il 23 aprile 2010 e depositato il successivo 12 maggio, la Provincia autonoma di Trento, in persona del Presidente pro tempore, ha proposto conflitto di attribuzione (reg. confl. enti n. 6 del 2010) nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri per chiedere l'annullamento dei seguenti atti: a) Programma delle infrastrutture e insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 luglio 2009, inserito nel 7° Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, e, in particolare, della Tabella 11 allegata e «degli altri punti del Programma stesso, dai quali discenda che l'autostrada Trento-Piovene Rocchette è (o sarebbe) inclusa nella legge obiettivo e nei corridoi comunitari e pertanto inserita nell'elenco delle grandi opere per le quali si applicano le disposizioni della [...] legge n. 443 del 2001»; b) delibera CIPE 26 giugno 2009, n. 51 (Legge 443/2001 - Interventi fondo infrastrutture quadro di dettaglio delibera CIPE 6 marzo 2009);