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i tecnici preposti ai controlli hanno potuto riscontrare seri danni alla coltivazione degli oliveti a causa dell'evento calamitoso, che ha determinato sradicamento e sbrancamento in più parti degli alberi, di fruttiferi di diverse specie, piante forestali come pini, eucalipti, e inoltre ha abbattuto muretti a secco, divelto recinti e coperture di locali agricoli, comportando perdita di prodotto; la stima dei danni, sia alle produzioni che alle strutture, è risultata superiore al 30 per cento della produzione lorda vendibile, esclusa quella zootecnica; considerato che: molti imprenditori agricoli delle zone colpite, con conduzione di modeste superfici coltivate, difficilmente ricorrono alla stipula di polizze assicurative agevolate; con deliberazione della Giunta regionale pugliese n. 88 del 22 gennaio 2019 è stata inoltrata proposta urgente al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti richiamati, se e con quale tempistica abbia intenzione di dichiarare il carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi che hanno colpito i territori della province di Lecce e Brindisi il 25 novembre 2018, al fine di consentire anche alle aziende agricole danneggiate che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi di accedere agli interventi per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02518 BALBONI FAZZOLARI Al Ministro della giustizia Premesso che: fin dal novembre 2015 (delibera n. 4 del 20 novembre 2015), il consiglio nazionale forense (CNF) realizza un quotidiano cartaceo denominato "Il dubbio", con la dichiarata finalità di "dare voce all'avvocatura" e "di portare nel dibattito mediatico temi quali il ruolo fondamentale dell'avvocato nelle democrazie pluraliste, la centralità della giurisdizione ed il principio della presunzione di innocenza"; con la delibera il CNF ha approvato la convenzione con la Fondazione dell'avvocatura italiana (FAI), ivi affidando alla FAI la realizzazione del progetto editoriale e impegnandosi a finanziarlo; la FAI nella medesima giornata (20 novembre 2015) ha approvato la convenzione CNF-FAI sul progetto editoriale e ha dato delega a costituire una società a responsabilità limitata con il compito di editare il giornale; il 12 aprile 2016, è stata avviata, con l'uscita nelle edicole del quotidiano l'iniziativa editoriale, che comprende anche un sito web e una web TV ; si è poi appreso che l'editore del quotidiano generalista è una società denominata "Edizioni diritto e ragione" srl con sede a Bolzano, le cui quote sono possedute al 100 per cento dalla FAI; il CNF è ente pubblico a carattere associativo (art. 24 della legge n. 247 del 2012); la FAI è ente di diritto privato (art. 2 dello statuto) interamente controllata dal CNF; Edizioni diritto e ragione srl è società le cui quote sono possedute al 100 per cento dalla FAI; Andrea Mascherin, presidente del CNF che controlla la FAI, presentò l'iniziativa ad inizio 2016 affermando che "è una novità assoluta nel panorama editoriale italiano. Nessuna professione ha avviato un progetto di questo genere, che si caratterizzerà per la sua natura assolutamente non autoreferenziale, rivolta alla cittadinanza e aperta al dibattito su tutti i grandi temi sociali, con lo sguardo volto ai diritti delle persone, proprio degli Avvocati"; sin dall'inizio il CNF, organo giurisdizionale di secondo livello ed ente pubblico non economico, progettava di investire i propri fondi, aventi natura pubblica, per realizzare questa iniziativa editoriale; la finalità del quotidiano non era quindi di natura specialistica ed informativa dell'attività dell'ente; considerato che: l'art. 1 della legge n. 416 del 1981 espressamente vieta agli enti pubblici di costituire, acquistare o acquisire nuove partecipazioni in aziende editoriali di giornali o di periodici che non abbiano esclusivo carattere tecnico inerente all'attività dell'ente; l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni affermava però che "Il dubbio" non ricade nel divieto citato in quanto la sopravvenuta norma speciale legge n. 247 del 2012, all'art. 35, comma 1, lettera p) , con la locuzione "cura, mediante pubblicazioni, l'informazione sulla propria attività e sugli argomenti d'interesse dell'Avvocatura" rende l'iniziativa editoriale "Il dubbio", riferibile al CNF per il tramite della società Edizioni diritto e ragione srl, compatibile al quadro normativo vigente; tuttavia, negli anni di pubblicazione del quotidiano esso è stato gestito come vero e proprio strumento di cronaca e di critica politica lasciando poco spazio alle finalità istituzionali del CNF o della FAI; l'art. 1, comma 12, della legge n. 416 del 1981 prescrive che, laddove l'impresa editoriale sia esercitata nella forma societaria, titolari delle azioni o delle quote possano essere solo persone fisiche, mentre in questo caso si usa la forma societaria della Edizioni diritto e ragione srl, i cui soci non sono persone fisiche (come detto la società ha come unico socio la FAI); nemmeno si configura la deroga prevista dal successivo comma 13, che pare ammettere la partecipazione in aziende editoriali da parte di enti pubblici: la totalità delle quote appartiene alla FAI che è ente di diritto privato; non vi è nemmeno, in relazione al CNF, la deroga di cui al citato comma 13 dell'art. 1 (possibilità per gli enti pubblici e per le società a prevalente partecipazione statale di esercitare l'editoria esclusivamente per giornali di carattere tecnico inerente all'attività dell'ente): "Il dubbio" è giornale quotidiano di carattere generalista, come riscontrabile dalla lettura dello stesso nonché dalla presentazione e dalla pubblicizzazione del programma editoriale da parte del presidente del CNF, della FAI e della Edizioni diritto e ragione; la citata norma speciale sopravvenuta depone in direzione opposta riguardo alla legittimità dell'iniziativa editoriale: l'art. 35 rafforza il divieto di cui alla legge n. 416 del 1981 assegnando al CNF la cura mediante pubblicazioni della sola informazione sulla propria attività e sugli argomenti di interesse dell'avvocatura; considerato altresì che: per effetto di tale iniziativa, il CNF espose nel bilancio preventivo 2016, per la prima volta, un disavanzo di 1.599.000 euro, che ricade sugli avvocati iscritti agli ordini, in ragione della circostanza che l'intero bilancio del CNF è sostenuto dai loro contributi: il quotidiano viene finanziato con una quota della tassa annuale obbligatoria versata ai propri ordini di appartenenza da tutti gli avvocati; oltre al fondo per l'avvio dell'iniziativa economica del "II dubbio", lo stesso ha poi registrato significative perdite di esercizio (per circa 690.000 euro nel 2017 e circa 645.000 euro nel 2018), ripianate con i contributi richiesti dal CNF agli avvocati italiani;