[pronunce]

- ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 10, comma 9, della legge della Regione Campania n. 16 del 1998, e 77, comma 2, della legge della stessa Regione n. 10 del 2001, per violazione degli artt. 3, 42, terzo comma, e 97 Cost. Il giudice di primo grado, accogliendo il ricorso proposto dal Comune di Gricignano di Aversa, ha annullato il decreto n. 212 del 13 marzo 2002, con cui il Presidente della Giunta regionale della Campania, surrogandosi all'inadempiente Sindaco del Comune di Gricignano di Aversa, ha disposto l'occupazione d'urgenza, per la durata di anni cinque, delle aree occorrenti alla realizzazione dell'intervento produttivo "Filiera del sistema moda e dei servizi collegati", nell'agglomerato industriale di Aversa Nord, oltre a tutti gli atti della procedura espropriativa. Le motivazioni della sentenza di primo grado coincidono con quelle adottate dalla sentenza n. 6888 del 2005, come sopra riportate. La sezione IV del Consiglio di Stato, sospesa l'efficacia anche della sentenza n. 6887 del TAR della Campania, con sentenza non definitiva, riuniti gli appelli e ritenuta sussistente nella controversia de qua la giurisdizione del giudice amministrativo, ha respinto i motivi di appello relativi alla dedotta omessa declaratoria di inammissibilità, per tardività dei ricorsi di primo grado. Quanto al terzo motivo di appello, il giudice rimettente assume che esso sia astrattamente fondato, non potendo ragionevolmente dubitarsi dell'applicabilità al piano a.s.i. di Caserta, per le stesse ragioni esposte nell'ordinanza n. 252 del 2005 (e sopra sintetizzate), delle disposizioni contenute nel comma 9, dell'articolo 10, della legge della Regione Campania n. 16 del 1998, autenticamente interpretato dall'articolo 77, della legge della stessa Regione, n. 10 del 2001, ed ha sollevato la questione di legittimità costituzionale delle stesse norme, per le ragioni come sopra richiamate. 6.1. - Si è costituita l'Impre.co. s.r.l., deducendo l'inammissibilità, irrilevanza e infondatezza della sollevata questione, con riserva di ogni ulteriore deduzione. 7. - Il Consiglio di Stato, sezione IV, con ordinanza 20 maggio 2004 (reg. ord. n. 265 del 2005) - nel corso di giudizio di appello avverso decisione del TAR della Campania, sezione V, 5 novembre 2005, n. 6884, proposto, con separati atti, dalla Regione Campania, dal Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Caserta e dall'Impre.co. s.r.l. - ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli art. 10, comma 9, della legge della Regione Campania n. 16 del 1998, e 77, comma 2, della legge della stessa Regione n. 10 del 2001, per violazione degli artt. 3, 42, terzo comma, e 97 Cost. Il giudice di primo grado, accogliendo il ricorso proposto da Angelo De Angelis, ha annullato il decreto n. 212 del 13 marzo 2002, con cui il Presidente della Giunta regionale della Campania, surrogandosi all'inadempiente Sindaco del Comune di Gricignano di Aversa, ha disposto l'occupazione d'urgenza, per la durata di anni cinque, delle aree occorrenti alla realizzazione dell'intervento produttivo "Filiera del sistema moda e dei servizi collegati", nell'agglomerato industriale di Aversa Nord, tra cui anche i fondi del ricorrente, oltre a tutti gli atti della procedura espropriativa. Le motivazioni della sentenza di primo grado coincidono con quelle adottate dalla sentenza n. 6888 del 2005, come sopra riportate. La sezione IV del Consiglio di Stato, sospesa l'efficacia anche della sentenza n. 6884 del TAR della Campania, con sentenza non definitiva, riuniti gli appelli e ritenuta sussistente nella controversia de qua la giurisdizione del giudice amministrativo, ha respinto i motivi di appello relativi alla dedotta omessa declaratoria di inammissibilità, per tardività dei ricorsi di primo grado. Quanto al terzo motivo di appello, il giudice rimettente assume che esso sia astrattamente fondato, non potendo ragionevolmente dubitarsi dell'applicabilità al piano a.s.i. di Caserta, per le stesse ragioni esposte nell'ordinanza n. 252 del 2005 (e sopra sintetizzate), delle disposizioni contenute nel comma 9, dell'articolo 10, della legge della Regione Campania n. 16 del 1998, autenticamente interpretato dall'articolo 77, della legge della stessa Regione, n. 10 del 2001, ed ha sollevato la questione di legittimità costituzionale delle stesse norme, per le ragioni come sopra richiamate. 7.1. - Nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale si è costituito Angelo De Angelis, il quale rammenta che, costituendosi nel giudizio d'appello davanti al Consiglio di Stato, avvalorava l'interpretazione data dal giudice di primo grado, sulla inapplicabilità della proroga regionale ai piani a.s.i. , come quello oggetto di causa, già da tempo scaduti, a meno di non voler adottare un'interpretazione, quella della reviviscenza di detti piani, palesemente in contrasto con i principi costituzionali. Nel qual caso non poteva che rimettersi la questione al giudizio di legittimità costituzionale, anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Il Consiglio di Stato, considerando applicabile la proroga di cui alla legge regionale, come da interpretazione autentica, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale. Il De Angelis ritiene che la disposizione censurata, ove non la si debba interpretare come egli ha ritenuto, ovvero nel senso che l'espressione «medio tempore scaduti» si riferisca esclusivamente ai piani dei consorzi delle aree industriali che erano venuti o andavano a scadere nel periodo tra il 1° gennaio 1991, data di scadenza dell'ultima proroga degli stessi stabilita con una disposizione statale e cioè con la legge n. 128 del 1990 ed il 25 agosto 1998, data di entrata in vigore della legge della Regione Campania n. 16 del 1998, e che quindi la proroga non fosse applicabile al piani a.s.i. di Caserta, chiede che la Corte costituzionale dichiari l'illegittimità degli artt. 10, comma 9, della legge della Regione Campania n. 16 del 1998, e 77, comma 2, della legge della stessa Regione n. 10 del 2001. 7.2. - Si è costituita l'Impre.co. s.r.l., deducendo l'inammissibilità, irrilevanza e infondatezza della sollevata questione, con riserva di ogni ulteriore deduzione. 7.3.