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infatti, secondo l'analisi costi-benefici, soltanto se si prevedesse una nuova linea ferroviaria fino alla costa Ovest e quindi si rifacesse e modernizzasse la citata linea Nuoro-Macomer, una nuova linea ferroviaria sarebbe conveniente, essendo le città di Nuoro e Olbia già collegate dalla strada statale 131. Ciò è corretto. In ogni caso, la presenza della strada statale 131 non dovrebbe influire in alcun modo sulla previsione di una nuova linea ferroviaria Nuoro-Olbia, in quanto i benefici oggi sono da valutarsi in termini di utilità sociale e di sviluppo turistico. La logica costi-benefici, se intesa solo come un mero calcolo matematico, mal si applica alla Provincia di Nuoro, che conta una popolazione limitata numericamente, ma disseminata in un territorio isolato e vasto e che pertanto necessita di collegamenti efficienti, con porto e aeroporto, presenti invece a Olbia, per potersi sviluppare economicamente, soprattutto nelle zone interne. Concludo, signor Presidente, auspicando un intervento immediato sia della Giunta regionale sarda, per quanto riguarda la cessione da parte di ARST della tratta ferroviaria Nuoro-Macomer a RFI, sia del Governo che ponga fine all'isolamento di Nuoro e della sua Provincia, garantendo una nuova linea ferroviaria statale Nuoro-Olbia (Applausi) . D'ANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ANGELO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi porto all'attenzione di quest'Assemblea l'ultima inchiesta in ordine di tempo che vede coinvolto il Consorzio per le autostrade siciliane (CAS), ente concessionario dal novembre 2000 delle tratte autostradali A20 Messina-Palermo, A18 Messina-Catania e della Siracusa-Gela ancora in costruzione, facente parte dell'asse viario europeo E45. L'indagine in questione, coordinata dalla procura della Repubblica di Messina, è stata chiamata «Fuori dal tunnel» e mai denominazione fu più azzeccata. È notizia di pochi giorni fa, infatti, quella dell'arresto di funzionari del consorzio e di alcuni imprenditori per corruzione, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, turbativa d'asta, tentata truffa aggravata in concorso, induzione indebita a dare o promettere utilità, appalti truccati che riguardano lavori effettuati negli ultimi anni lungo il tratto autostradale di competenza del CAS (A20 Messina-Palermo, A18 Messina-Catania) e irregolarità che sarebbero emerse anche nei lavori eseguiti per la riapertura della galleria di Sant'Alessio sull'autostrada A18 Messina-Catania. La procura, in particolare, avrebbe ipotizzato la sussistenza di gravi anomalie nella realizzazione di questi interventi, con particolare riferimento anche a un importante sistema di sicurezza delle gallerie. A seguito di questa indagine, l'ennesima, che riguarda il CAS, ho predisposto un'interrogazione rivolta al ministro delle infrastrutture e dei trasporti De Micheli, per chiedere quali siano le iniziative che intende intraprendere proprio per verificare la sussistenza di eventuali mancanze da parte del CAS e quali decisioni intende assumere nell'ottica di un eventuale aggiornamento del rapporto concessorio, alla luce comunque dei continui scandali giudiziari. È opportuno ricordare che il CAS ha sede a Messina ed è soggetto alla vigilanza della Regione siciliana i cui vertici sono nominati dal governatore Nello Musumeci e dall'assessore alle infrastrutture Marco Falcone. Reputo che sia arrivato il momento, oggi più che mai, di fare una profonda riflessione sull'utilità e sull'adeguatezza di questo ente, in un'ottica di revisione della concessione, anche a livello nazionale. Reputo che sia arrivato il momento di valutare l'immediato ritiro della concessione, proprio per tutti gli scandali e le vergognose condizioni in cui versano le arterie autostradali che gestisce; condizioni che sono sotto gli occhi di tutti, come le gravissime mancanze in tema di manutenzione stradale. Ricordo, non ultima, anche la delibera dell'Autorità nazionale anticorruzione che ha evidenziato come, dal 2014 al 2017, siano stati affidati ben 220 incarichi a un solo legale di Messina e 71 a un avvocato di Palermo: una ulteriore, preoccupante conferma della mancanza di trasparenza anche negli affidamenti delle consulenze da parte dell'ente che ha un contenzioso per oltre 200 milioni di euro. Vorrei porre all'attenzione dell'Aula una ulteriore indagine degli ultimi giorni che riguarda proprio il tratto autostradale Messina-Palermo, tra i comuni di Milazzo e Rometta. Sono state sequestrate due strutture che erano a rischio crollo. Quindi, per l'omessa vigilanza e la mancata manutenzione di quei viadotti la procura della Repubblica ha iscritto ulteriormente nel registro degli indagati alcuni tecnici del CAS e l'attuale direttore generale. «Fuori dal tunnel», quindi, è l'ultima di una serie di indagini che hanno colpito questo ente ad altissimo tasso di corruzione e che presenta fortissime carenza a livello strutturale e organizzativo. Il CAS è, a questo punto, l'emblema dello spreco di denaro pubblico compiuto sulla pelle e sulla sicurezza dei siciliani. Per questo chiediamo di uscire fuori dal tunnel, il tunnel dell'illegalità. (Applausi) . CIRINNA' (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Per questo intervento di fine seduta e per la poca attenzione dei colleghi, la mia è una preghiera, una preghiera laica a lei, signor Presidente. La interrogai già cinque mesi fa, quando venne arrestato Patrick Zaki in Egitto per aver pubblicato dei post e aver espresso le sue idee, nonostante fosse in Italia, a Bologna. Oggi la sua detenzione illecita è stata prorogata di altri quarantacinque giorni. Zaki è stato spostato nella prigione di Tora, dove Amnesty International ha dichiarato che è morto da poco un giornalista detenuto per Covid. Vorrei sapere quanto altro dobbiamo consentire agli egiziani di fare sulla pelle di quel ragazzo nell'assoluto mutismo di quest'Aula e di tutte le altre aule istituzionali. Alcune si sono pronunciate: il Comune di Milano ha dato a Zaki la cittadinanza onoraria, così come Bologna e Napoli. Io, signor Presidente, le avevo chiesto di autorizzare una missione e lei mi ha risposto, correttamente, che non avrebbe potuto farlo. Io ho interloquito, su suo consiglio, con il Presidente della Commissione esteri e con il Presidente della Commissione diritti umani. Mi è stato promesso che il nostro ambasciatore si sarebbe fatto carico del problema. Oggi Zaki è stato spostato in un carcere dove rischia di morire. Io le chiedo, e la prego, lei che difende giustamente le prerogative di quest'Aula davanti anche delle possibili distrazioni del Governo, di interrogare il Ministro degli esteri su questo. Non mi spingo a perorare ciò che chiede la famiglia di Giulio Regeni, che dice che dovremmo nuovamente ritirare l'ambasciatore, ma il nostro ambasciatore si faccia sentire per la vita di questo ragazzo e perché quest'Aula abbia una spiegazione sul perché continuiamo a interloquire con l'Egitto nonostante le continue violazioni dei diritti umani. (Applausi) . PRESIDENTE .