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considerato che detta proroga, "sul piano finanziario", non comporterebbe alcuna ulteriore spesa per la pubblica amministrazione, che risparmierebbe sulle mancate assegnazioni delle reggenze; ritenuto di dover condividere siffatte preoccupazioni, che, se non troveranno risposte immediate, prospettano un nuovo anno scolastico 2018/2019 con gravissime difficoltà in materia di qualità del servizio, efficienza ed efficacia; si è fortemente preoccupati per l'inizio del nuovo anno scolastico 2018/2019 per la presenza di scuole, in cui una su tre saranno rette da dirigenti scolastici già oberati da una mole di lavoro, conseguente alla formazione di macrostrutture scolastiche (aggregazione di più istituzioni verticali ed orizzontali); rilevato che nell'incontro sindacale presso il Ministero convocato dall'Ufficio II della "Direzione generale per il personale della scuola" del 14 maggio 2018 le forze sindacali hanno formalmente posto il problema, avanzando la proposta di proroga dei pensionamenti d'ufficio di un solo anno dei dirigenti scolastici, per l'anno scolastico 2018/2019, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e delle preoccupazioni delle famiglie; se intenda adottare urgentemente un'iniziativa normativa, accogliendo le proposte delle forze sociali, volta ad evitare che il prossimo settembre le scuole diventino ingovernabili, integrando l'art. 1 della legge n. 114 del 2014 con l'aggiunta di un comma che preveda in via transitoria la proroga, a domanda e nella stessa scuola di attuale servizio, dei pensionamenti d'ufficio dei dirigenti scolastici collocati in pensione dal 1° settembre 2018; se intenda fornire subito, considerate le operazioni di mobilità imminenti dei dirigenti scolastici, agli uffici scolastici regionali, indirizzi affinché facilitino l'accoglimento delle istanze di mantenimento in servizio dei dirigenti scolastici destinatari di un provvedimento di pensionamento d'ufficio dal 1° settembre 2018. Atto n. 4-00231 MARINO Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il giorno 6 giugno 2018, intorno alle ore 21, nell'area di pertinenza del comune di Corio, in provincia di Torino, si è registrato il passaggio di 2 velivoli, verosimilmente caccia militari a bassissima quota, sentiti e visti da gran parte della popolazione del comune citato e dei comuni confinanti; tale evento ha allarmato la popolazione per il forte rumore e per l'onda d'urto che si è propagata sul territorio, ma soprattutto per il timore che i due velivoli fossero diretti ad intercettarne un terzo potenzialmente pericoloso, che alcune testimonianze dicono di aver scorto; a causa dell'apprensione generata negli abitanti della zona per la loro sicurezza, le forze dell'ordine sono state chiamate numerose volte e le istituzioni sollecitate a comprendere meglio che cosa sia accaduto; successivamente all'evento è stata interpellata l'Aeronautica militare, la cui risposta sarebbe stata evasiva e lacunosa, cosa che ha ulteriormente alimentato dubbi e inquietudini, si chiede di sapere: se il boato avvertito nelle circostanze richiamate in premessa sia da attribuire allo svolgimento di voli militari e, nel caso di risposta affermativa, quale fosse la ragione di tale volo; se vi sia stata alcuna situazione di pericolo per gli abitanti della zona; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di informare preventivamente le popolazioni locali dello svolgimento di eventuali esercitazioni, evitando di creare paura e preoccupazione tra gli abitanti. Atto n. 4-00232 VALENTE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: il 13 giugno 2018 tre giornalisti di tre importanti quotidiani nazionali, Ferruccio Sansa de "il Fatto Quotidiano", Marco Preve de "la Repubblica" e Matteo Indice de "La Stampa", inviati a Bolzano per seguire l'indagine della Procura di Genova sui flussi finanziari della Lega, sarebbero stati fermati e trattenuti per tre ore in una caserma della Guardia di finanza di Bolzano; l'ordine di fermo è stato inoltrato dalla Procura di Genova e trasmesso alla Guardia di finanza di Bolzano. L'interrogatorio è durato tre ore e sarebbe stato condotto, come riferito dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) e dalle associazioni della stampa liguri, con un atteggiamento intimidatorio da parte delle forze dell'ordine; i tre giornalisti indagavano su un trasferimento di 3 milioni di euro compiuto da una fiduciaria in Lussemburgo all'istituto di credito bolzanino Sparkasse, avvenuto dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018. Secondo fonti giornalistiche, tale somma sarebbe parte di quei 46 milioni di euro dei quali è stato infruttuosamente disposto il sequestro dal tribunale di Genova nei confronti della Lega, a seguito della condanna di Umberto Bossi a due anni e sei mesi per truffa in danno dello Stato; considerato che l'aggiramento del sequestro di 48 milioni di euro, mediante la costituzione dell'associazione "Più Voci", e l'investimento illegale di milioni di euro in violazione del divieto, da parte della Lega, di investire la liquidità dei partiti e dei movimenti politici, derivante dalla disponibilità di risorse pubbliche, in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell'Unione europea, disposto dalla legge 6 luglio 2012, n. 96, sono stati oggetto di un atto di sindacato ispettivo a prima firma del sen. Parrini (4-00042), pubblicato il 17 aprile 2018 ed in attesa di una risposta, si chiede di sapere: a quale titolo i tre giornalisti siano stati fermati e convocati dalla Guardia di finanza, non risultando indiziati di alcun delitto; se corrisponda a verità la circostanza secondo la quale ai tre giornalisti sarebbe stato impedito di richiedere assistenza legale; se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario censurare le modalità di operare della Guardia di finanza di Bolzano che, se non fondate su effettive responsabilità personali dei tre giornalisti, si rivelerebbero come un indebito intralcio al loro lavoro di cronisti e lesive della libertà di stampa; se non ritengano molto grave che una forza politica si sottragga al sequestro di ingenti somme di denaro pubblico, indebitamente e illecitamente utilizzate dai suoi massimi dirigenti nazionali. Atto n. 4-00233 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: