[resaula]

per avere, cioè, "tempestivamente" dato avviso nel mese di settembre 2021 della non conformità di mascherine prodotte oltre un anno fa, distribuite nelle scuole italiane, che tutti denunciavano essere non conformi ai requisiti minimi, oltreché maleodoranti e scadenti sotto il profilo della vestibilità, già dal mese di ottobre 2020; si veda in questo senso anche la segnalazione dell'on. Rossano Sasso, attuale Sottosegretario di Stato per l'Istruzione, il quale aveva denunciato pubblicamente l'odore nauseabondo e la scadente qualità delle mascherine in oggetto, già in data 23 ottobre 2020, dando voce, in quel caso sì, tempestivamente, alle moltissime segnalazioni ricevute da genitori e famiglie, si chiede di sapere: per quali ragioni il Ministro in indirizzo abbia atteso oltre dieci mesi prima di avvertire le istituzioni scolastiche della non conformità delle mascherine in oggetto e quali siano le conseguenze di questo ritardo dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, che hanno utilizzato tali mascherine e che magari hanno contratto il COVID-19 in ambito scolastico contando su una protezione che, in realtà, non avevano; quanti siano i bambini e i ragazzi che hanno utilizzato le mascherine in esame e a quanto ammonti l'esborso di denaro pubblico per il loro acquisto da parte della struttura commissariale diretta dall'ex commissario straordinario Domenico Arcuri. Atto n. 4-05998 SALVINI Matteo CALDEROLI ROMEO CANDIANI AUGUSSORI RIVOLTA BERGESIO ARRIGONI LUCIDI SIRI CANTU' RICCARDI RUFA PIANASSO TOSATO URRARO CAMPARI MONTANI PEPE PERGREFFI VALLARDI CANDURA DE VECCHIS GRASSI SBRANA TESTOR FREGOLENT FAGGI ALESSANDRINI RIPAMONTI MARIN PIZZOL Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il 3 settembre 2021 si sono svolti in tutto il Paese i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, cui hanno partecipato 63.972 candidati a fronte di 14.020 posti disponibili; immediatamente dopo il termine delle prove, moltissimi candidati hanno segnalato che alcuni quesiti erano palesemente mal posti ovvero errati e il Ministero in indirizzo non ha tardato ad accertare che i dubbi sollevati, almeno per una parte delle domande, erano fondati dichiarando che due domande sono errate; resta il dubbio che almeno altri quattro quesiti possano aver indotto i candidati a sbagliare ed è naturale chiedersi come sia possibile che il Ministero non abbia effettuato adeguate verifiche prima di somministrare il test d'ammissione; giova ricordare che il 14 settembre numerosi candidati saranno impegnati nei test di ingresso per l'accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie e occorre ottenere garanzia che venga loro somministrato un test adeguato e privo di errori e che, possibilmente, contempli domande di cultura generale adeguate a verificare le competenze di giovani studenti, che si apprestano a proseguire gli studi in ambito medico sanitario e possano non essere tenuti a conoscere vezzi linguistici, quali il femminile di un sostantivo che individua una popolazione precolombiana; le dichiarazioni a caldo del Ministro «Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica» non sono, a parere degli interroganti, sufficienti a garantire che le verifiche vengano espletate in tempi brevi e con l'accuratezza necessaria per evitare il massiccio ricorso dei candidati all'autorità amministrativa, che, di fatto, allungherebbe moltissimo i tempi di definizione delle graduatorie e quindi l'inizio dei corsi; ancor più preoccupante appare la dichiarazione «E poi vorrei incontrarmi con le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno» che lascia intendere che il Ministro e il personale dedicato all'interno del Ministero non abbiano dato alcuna importanza alla definizione dei test per l'anno in corso con i risultati purtroppo davanti agli occhi di tutti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, intenda verificare le responsabilità di chi era preposto alla redazione e alla verifica del test che è stato somministrato ai candidati ai corsi di Medicina e Chirurgia il 3 settembre scorso; quali iniziative intenda intraprendere per assicurare la correttezza formale di tutti i quesiti del test e quali criteri intenda utilizzare per stilare le graduatorie assicurando a tutti i candidati la piena legittimità della valutazione. Atto n. 4-05999 ZAFFINI IANNONE FAZZOLARI DRAGO Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il 3 settembre 2021, si sono svolte in tutta Italia le prove per l'accesso programmato ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, affrontate da circa 76.000 candidati, tra neo-diplomati e non; immediatamente sono stati da più parti sollevati dubbi in merito ad alcuni quesiti della prova, ben quattro, scritti in modo errato dal Ministero; la presenza di domande errate influisce sulla graduatoria finale e sulla possibilità, o meno, di accedere al corso di laurea; sono oltre settanta mila i candidati che hanno sostenuto la prova da cui dipende il loro futuro a fronte di poco più di 14.000 posti messi a disposizione in Medicina e Chirurgia e di 1.200 in Odontoiatria e Protesi dentaria; significa che circa un quinto non riuscirà ad entrare e dovrà iscriversi a un'altra facoltà in attesa di ritentare l'anno prossimo o intraprendere una strada completamente diversa; di fronte alle polemiche degli aspiranti "camici bianchi", moltiplicatesi soprattutto sui canali social , il Ministero aveva incaricato i propri tecnici di raccogliere le segnalazioni di eventuali irregolarità, fin quando lo stesso Ministro, nel corso della trasmissione "The Breakfast Club" su Radio Capital, ha dato ragione agli studenti, indicando le loro segnalazioni come fondate; in particolare il Ministro ha dichiarato: "Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica" ammettendo gli errori compiuti, e promettendo di far chiarezza sulle ragioni dei medesimi e impegnandosi a risolvere la questione; consapevole che le segnalazioni hanno accompagnato anche le prove degli scorsi anni, la Ministra sembrerebbe addirittura pretendere un più alto livello di preparazione da chi sceglie e prepara i quesiti. Ha infatti concluso l'intervista dichiarando: "E poi vorrei incontrarmi con le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno"; considerato che: tutto ciò accade nel bel mezzo di un'emergenza nella emergenza che riguarda la formazione medica e che, giornalisticamente, viene definita "imbuto formativo" che, ovviamente, attende soluzione piuttosto di siffatti ricorrenti accadimenti che sembrano aggiungere al danno la beffa;