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I dati che ricordavo prima, così impietosi, impongono allo Stato di dotarsi di strumenti per comprendere quali siano i meccanismi che legittimano e alimentano la violenza sulle donne e di elaborare strategie e politiche per contrastarli. In Italia la mancanza di dati statistici ufficiali aggiornati sul numero dei delitti commessi a danno di donne e, più in generale, sul fenomeno della violenza di genere è stata più volte posta alla nostra attenzione. La direttrice generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, parlando nel 2019, durante la sua audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, ha proprio evidenziato come gli strumenti di analisi siano attualmente insufficienti e le fonti esistenti siano plurime, frammentarie, carenti e perfino non definite univocamente. Anche le fonti di tipo amministrativo in ambito sanitario, giuridico e sociale non risultano ancora adeguate. Ebbene, il provvedimento oggi al nostro esame si propone di colmare le lacune presenti nel nostro ordinamento, partendo da quanto disposto in merito dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), che definisce chiaramente le strategie che gli Stati aderenti devono porsi, con l'obiettivo di eliminare ogni forma di violenza e sopraffazione nelle relazioni di genere. Le riassume nelle cosiddette tre P: prevenire, proteggere e perseguire, cui si aggiunge una quarta P relativa alle politiche, asse strategico trasversale per la costruzione di un sistema integrato di raccolta di dati e di attività di monitoraggio e valutazione. In quest'ottica la Convenzione di Istanbul ritiene fondamentale che ogni Stato aderente si doti di strumenti in grado di effettuare una compiuta analisi dei complessi fenomeni sociali che stanno a monte dello scatenarsi della violenza e, infatti, all'articolo 11, rubricato come «Raccolta dei dati e ricerca», si dice espressamente: «Ai fini della applicazione della presente Convenzione, le Parti si impegnano a: a ) raccogliere a intervalli regolari i dati statistici disaggregati pertinenti su questioni relative a qualsiasi forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della presente Convenzione». Quindi, noi con questo disegno di legge attuiamo esattamente ciò che la Convenzione di Istanbul aveva prescritto. Veniamo al provvedimento. Nell'articolo 1 si individuano le finalità dell'intervento legislativo, cioè garantire un flusso informativo adeguato per cadenza e contenuti sulla violenza contro le donne. L'articolo 2 prevede che, al fine di supportare le politiche e le azioni di contrasto alla violenza di genere, la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità per la conduzione di indagini campionarie si avvalga dei dati e delle rilevazioni effettuate dall'Istat e dal Sistema statistico nazionale (Sistan). L'Istat e il Sistan realizzano, quindi, con cadenza triennale un'indagine campionaria interamente dedicata alla violenza contro le donne che produca anche - questo è molto importante - stime sulla parte sommersa dei diversi tipi di violenza (fisica, sessuale, psicologica ed economica). La disposizione assegna al Ministro con delega per le pari opportunità il potere di indirizzo in merito all'individuazione dell'esigenza di rilevazione statistica in materia di prevenzione. Altro aspetto importante, che è stato elemento di discussione, sono i quesiti sulla violenza psicologica ed economica per le donne, che devono essere integrati anche con domande relative alla presenza dei figli minori. È previsto, inoltre... ( Il microfono si disattiva automaticamente ). I quesiti per la raccolta di dati sono quelli impiegati nella più recente indagine sulla sicurezza delle donne effettuate dall'Istat, con la possibilità che gli stessi possano essere integrati dall'Istat e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità, con appositi provvedimenti. Con l'articolo 3 si stabilisce che la relazione al Parlamento sull'attività dell'Istat, di cui all'articolo 24, venga integrata da una relazione sull'attuazione dell'articolo 2. Molto puntuali sono poi gli obblighi previsti all'articolo 4 con riguardo alle novità operative di pronto soccorso. Tale disposizione stabilisce, altresì, che con un decreto a firma del Ministro della salute, di concerto con il Ministro con delega alle pari opportunità e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le opportune modifiche all'attuale sistema vengano realizzate e indicate. All'articolo 5 si stabilisce che il Ministero dell'interno, entro dodici mesi dall'approvazione di questo disegno di legge, metta in campo un decreto per far sì che il centro di elaborazione dati possa consentire di rilevare un elenco dettagliato di tutti i reati che abbiamo indicato. L'articolo 6 dispone che il Ministro della giustizia, entro dodici mesi con proprio decreto, modifichi il regolamento per l'esecuzione del codice di procedura penale in relazione alla disciplina del registro delle notizie di reato. L'articolo 7 realizza indagini sui centri antiviolenza e le case rifugio accreditati su impulso e richiesta anche del Dipartimento per le pari opportunità. In conclusione, oggi mi auguro che il voto all'unanimità espresso in commissione sia confermato dall'Assemblea. Ancora una volta, purtroppo, anche nella giornata di oggi, dobbiamo ricordare altre due donne uccise, una in Calabria e l'altra in Veneto. È veramente incredibile che anche nella giornata dedicata alla lotta contro la violenza, dobbiamo piangere l'assassinio di due donne. Credo quindi che aver scelto oggi di approvare questo provvedimento - e, ringraziando tutti per la collaborazione, spero che l'Aula possa approvarlo all'unanimità - sia anche un modo per onorare queste due donne, insieme a tutte le altre, uccise solo in quanto donne. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, solo poche parole per riconoscere l'importanza di aver portato proprio oggi in approvazione un disegno di legge che va a colmare la carenza delle strategie che, come Paese, possiamo mettere in campo. Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e arrivare oggi ad assumere un impegno così importante significa certificare che le istituzioni del nostro Paese non solo celebrano questa giornata nel doveroso ricordo e nella testimonianza delle vittime di violenza, ma si assumono la responsabilità fattiva di mettere in campo politiche che vadano a contrastare questa violenza senza se e senza ma. Il processo di conoscenza di cui ci andiamo a dotare grazie a questo provvedimento, non riconosce alla violenza solo la caratteristica di un atto istantaneo ma anche il fatto di essere il prodotto di dinamiche in divenire che vanno conosciute e interpretate attraverso un processo scientifico e strutturale stabile. Sono grata alla Commissione sul femminicidio per aver portato questo provvedimento in Aula, sono grata alla relatrice per averlo seguito con così grande attenzione in Commissione e a tutte le forze politiche che, in modo trasversale, l'hanno sostenuto.