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In realtà il contratto di Governo tra MoVimento 5 Stelle e Lega prevedeva dei provvedimenti, che io auspico, per conciliare la frequenza scolastica con la protezione della salute. In realtà, prorogare di un anno la consegna del certificato vaccinale purtroppo non fa né l'uno né l'altro e oggi c'è stato un appello del presidente del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità che ha parlato di pericolo per la salute pubblica legato a questo emendamento, pur riconoscendo la libera scelta di questo Parlamento. Esso infatti non tutela né la salute né la frequenza scolastica, ma semplicemente posticipa la consegna del certificato e ciò fa sì che i presidi non conoscano lo stato vaccinale dei bimbi. Ciò va ad escludere dalla scuola proprio quei bimbi fragili, i bimbi oncologici e immunodepressi. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e del senatore Errani). Scusate, non amo gli applausi perché non stiamo giocando, ma stiamo parlando della salute dei bimbi, di quelli piccoli e di quelli fragili. L'Istituto superiore di sanità oggi ha affermato che i bimbi a rischio vero di esclusione scolastica sono circa 10.000, quindi non stiamo parlando di conciliare la frequenza scolastica con la salute. Inoltre questo provvedimento non ha nessuna possibilità di aumentare le coperture vaccinali, come abbiamo sempre dichiarato come MoVimento 5 Stelle. Questo Parlamento è sovrano ed è libero di fare le sue scelte come ha fatto tante volta, su Stamina e su tanti provvedimenti su cui avremmo potuto tutelare la salute dei più piccini. Ovviamente io rispetto la scelta del Gruppo cui appartengo e del Parlamento, ma per storia personale, professionale e, dolorosamente, di madre, non posso fare altro che dissociarmi dal mio Gruppo ed esprimere un indignato voto contrario. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e FdI) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, anche noi ieri, in 1 a Commissione, ci siamo opposti fermamente all'emendamento in esame, ricordando quello che hanno appena detto il collega Pagano e la collega Fattori: ogni scelta politica presuppone una scelta di responsabilità. Qui qualcuno si sta assumendo la responsabilità non di spostare una semplice data, perché non si tratta di una semplice proroga, ma di allontanare l'Italia dal raggiungimento dell'obiettivo dell'immunità di gregge, che va a tutelare tutta la comunità e quindi la salute di tutti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Guardate che il rischio più grande si corre quando cominciamo a far passare il messaggio che, come qualcuno pensa, si possa andare contro la scienza e che tante teorie fantascientifiche abbiano il sopravvento rispetto alla scienza o possano avere lo stesso valore: così si mette a rischio la salute di tutti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Il Parlamento non si può assumere la responsabilità di mettere a rischio la salute non solo dei più piccoli e degli immunodepressi, ma di tutti, perché in questo modo viene meno il senso di comunità. Noi avevamo una linea chiara: insieme all'obbligo, signor Presidente, il decreto Lorenzin proponeva anche una formazione forte e costante, per informare i genitori, perché in Italia abbiamo una realtà sociale fatta anche di tante fragilità e di carenza di vaccinazioni per mancanza di informazione. Unire l'obbligo all'informazione può portare a raggiungere quel risultato, che esiste in tanti Paesi del Nord Europa, dove l'obbligo non c'è, perché c'è la formazione, che consente di vedere nei vaccini una forma di protezione per tutta la comunità. Non dimentichiamo che noi siamo qui per tutelare la comunità italiana: facciamolo, perché questo è un servizio che mettiamo a disposizione di tutti. Non assumiamo - anzi, non assumetevi, perché noi voteremo contro l'emendamento in esame - la responsabilità di mettere a repentaglio la salute della popolazione. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per sottolineare che anche il Gruppo Per le Autonomie è assolutamente contrario all'emendamento in esame. Gli interventi di chi mi ha preceduto hanno già specificato, in modo molto chiaro e approfondito, che sulle vaccinazioni non si può contrattare. Si tratta, purtroppo, di un tema di estrema attualità e quindi siamo assolutamente favorevoli al fatto che tutti i senatori si mettano una mano sulla coscienza e ragionino in modo molto profondo sulla proposta in esame. Auspico quindi che vi sia un voto decisamente contrario, perché il tema delle vaccinazioni deve superare le barriere tra i partiti. Inoltre ritengo non corretto il fatto che tale norma sia inserita all'interno di un provvedimento di proroga dei termini. Dichiaro quindi il voto contrario sull'emendamento in esame. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD ) . BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Essendo già intervenuto il senatore Pagano per il Gruppo di Forza Italia, può intervenire solo in dissenso dal Gruppo. Desidera intervenire in dissenso dal Gruppo, senatrice Binetti? BINETTI (FI-BP) . No, signora Presidente. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, mi associo alle motivazioni che ho ascoltato dai colleghi intervenuti prima di me. Ero presente questa notte in Commissione quando la maggioranza ha deciso di votare l'emendamento in esame, che formalmente è un rinvio, ma che dovreste avere il coraggio e l'onestà di chiamare pietra tombale sulla vaccinazione obbligatoria. (Applausi dai Gruppi FdI e PD e della senatrice Ronzulli) . Avete spesso parlato di onestà, ma l'onestà intellettuale è altrettanto importante di quella di carattere penale e legale. Questo non è un semplice rinvio, ma un rinvio sine die, ovvero una pietra tombale sulla politica delle vaccinazioni nel Paese. Il decreto-legge si chiama milleproroghe non soltanto perché sono mille gli argomenti di cui si discute, ma perché sono mille le volte in cui i provvedimenti vengono rinviati. Quando non si ha il coraggio di dire le cose per come stanno, si preferisce rinviare. Allora, io voglio chiedere a coloro che siedono sui banchi del Governo e al Ministro della salute cosa ne pensano, perché questo ancora non l'ho capito. Ho letto un'agenzia in cui il Ministro - mi pare di aver inteso - dice che il Parlamento provvederà, perché non si tratta di porre fine alla politica delle vaccinazioni.