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- noi portiamo via a persone che hanno la pensione di 1.300 euro al mese, con cui magari mantengono una famiglia (Applausi dal Gruppo FI-BP) , il figlio disoccupato, il nipote che va all'università, la moglie che fa il telelavoro perché non trova altro, ecco noi portiamo via a questa categoria di persone, da questi 1.300 euro, il reddito di cittadinanza. Cioè voi state colpendo il cuore pulsante del Paese, state massacrando quello che è rimasto del welfare italiano. A vantaggio di chi? Di soggetti non meglio identificati, che saranno titolari non di 780 euro (la famosa promessa, 780 euro per 6 milioni di italiani poveri). No. Volendo questo Governo continuare a sventolare le bandierine sbrindellate dei loro provvedimenti testimonial , il reddito di cittadinanza non sarà più di 780 euro, ma sarà di 83 euro al mese. Non ci si fa la spesa nemmeno per una settimana! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sarà di 83 euro al mese sottratti a pensionati che hanno 1.300 euro di pensione ogni mese. È una cosa di un'iniquità straordinaria e noi siamo terribilmente arrabbiati per questo. Non possiamo utilizzare altri aggettivi, siamo arrabbiatissimi, ci vergogniamo di avallare una cosa del genere (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci vergogniamo anche solo di essere presenti in quest'Aula dicendo no e no e poi no a queste misure (Applausi dal Gruppo FI-BP) , per cui un esimio e autorevole rappresentare di questo Governo, il ministro Di Maio, ha identificato una categoria: fatto. Allora 780 euro che diventano 83 euro al mese: fatto. Reddito di cittadinanza sottratto ai pensionati: fatto. 800 milioni sottratti alle Ferrovie dello Stato e quindi ai treni dei pendolari: fatto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Incentivi rubati agli imprenditori, a quella categoria produttiva di artigiani, commercianti e partite IVA che ha creduto in tutti noi: fatto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Insomma, per usare uno slogan : più povertà per tutti. (I senatori del Gruppo FI-BP si levano in piedi ed espongono cartelli recanti la scritta: «+ povertà per tutti: fatto»). PRESIDENTE . Colleghi, rimuovete quei cartelli. VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Vergogna! (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Almeno lei, senatrice Bernini, è il Capogruppo, non faccia la prima. (I senatori questori e gli assistenti parlamentari provvedono a rimuovere i cartelli) . I minuti che stiamo perdendo li toglierò al prossimo dei vostri... senatrice Bernini, non metta le mani addosso al povero senatore De Poli... complimenti senatore De Poli... Senatrice Ronzulli, basta. Il Gruppo Forza Italia è censurato nel suo complesso. Siete contenti? (Commenti e applausi ironici dal Gruppo FI-BP) . Almeno c'è qualche motivo per gioire. Volete anche dei provvedimenti singoli? È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, a questo punto del dibattito noi avremmo voluto dire che finalmente si era giunti in Aula con il provvedimento. In realtà non lo possiamo dire e questo provoca una grande amarezza nel cuore, sia per il metodo con cui siamo arrivati sin qui, sia per il merito. Per quanto riguarda il metodo, come hanno già detto i colleghi, in generale in tutti questi quindici giorni è stato calpestato pesantemente il ruolo di questa istituzione, il Senato, e oggi è stato completato, qualora ce ne fosse stato bisogno, il quadro di questo calpestamento. La prego di seguirmi, signor Presidente, perché credo che la Presidenza dovrà fare molta attenzione, riflettere molto, perché la continua ricerca oserei dire di un senso di responsabilità per evitare l'esercizio provvisorio... (Brusio dal banchi del Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. Senatrice Bernini, per cortesia chieda ai suoi colleghi di lasciar parlare il senatore Taricco. TARICCO (PD) . Credo che la Presidenza dovrà riflettere sul fatto che la responsabilità per evitare l'esercizio provvisorio e perché la manovra andasse avanti credo abbia rischiato molto di diventare acquiescenza verso la maggioranza e il Governo. Di fatto si sono lasciate calpestare totalmente le prerogative dell'Istituzione, del Senato e di ciascuno dei senatori presenti. Credo che le cose che sono successe, in questi giorni, in quest'Aula non possano essere rubricate a questione squisitamente formale. Qui è stata, nei fatti, calpestata la dignità dell'Istituzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo però che il tema vero che abbiamo di fronte abbia a che fare con questioni di merito e di sostanza. Avremmo potuto impostare nei ragionamenti che siamo qui a fare riflessioni che riguardano ciò che voi avete detto in campagna elettorale e ciò che i rappresentanti di Governo hanno detto in campagna elettorale. Potremmo fare la differenza tra la campagna elettorale, l'inizio della discussione sulla manovra e il punto in cui siamo arrivati adesso. Si potrebbero fare tantissimi discorsi, ma credo che le questioni più puntuali siano quelle di merito. Mi permetto di citare tre questioni che sono a mio avviso puntuali nel tratteggiare il profilo di come nel concreto la maggioranza si sia calata nella pelle degli italiani. La prima è la questione dell'editoria; aver soppresso di fatto, in prospettiva del 2022, tutti i fondi che andavano a sostenere tanta piccola editoria locale, tante piccole testate che rappresentavano libertà di pensiero, con quotidiani settimanali sui territori, credo sia un atto che si commenta da solo. (Applausi dal Gruppo PD) . Aver posto in calce a quell'emendamento l'impegno a varare con decreto ministeriale una norma, che andrà a finanziare progetti scelti dalla Presidenza del Consiglio, credo sia la cifra del passaggio tra un dato di sostegno all'editoria ad un dato che rappresenta la scelta di coloro a cui si darà una mano. Credo che questo sia un tratto caratterizzante. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Bernini) . La seconda questione concerne la cancellazione dello sconto sull'Ires per il terzo settore. Si vanno a colpire enti di assistenza, fondazioni, società di mutuo soccorso, istituzioni di assistenza sociale, enti di assistenza e benevolenza, enti religiosi, istituti autonomi delle case popolari, per fare cassa; 120 milioni di euro il primo anno, che a regime diverranno 150 milioni. Credo che il provvedimento si commenti da solo. Avevate presentato la manovra con la scritta di testata «aboliremo la povertà», in realtà, andate ad abolire coloro che lottano contro la povertà. (Applausi dal Gruppo PD) . La terza questione è relativa all'annuncio del taglio delle pensioni d'oro. Avete detto che avreste tagliato le pensioni d'oro.