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In particolare, il comma 2 dell'articolo 13- bis del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, affida ad apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti la definizione delle modalità d'istituzione e di ripartizione dei costi tra gli operatori « di un sistema comune d'informazione e di biglietteria integrate che possa fornire una offerta di biglietti, biglietti cumulativi e prenotazioni, con riferimento ai servizi di trasporto passeggeri che si svolgono a condizioni di libero mercato e non soggetti a contribuzione pubblica ». Inoltre, il comma 3 dello stesso articolo 13- bis del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, assegna a decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti il compito di individuare le modalità per l'estensione del sistema comune d'informazione e di biglietteria integrata a tutti gli altri servizi di trasporto passeggeri. Tanto premesso, si ritiene che entrambe le disposizioni possano essere abrogate in quanto la previsione di cui al regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, e alla direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, di istituire un sistema comune d'informazione e di biglietteria integrate ha carattere meramente facoltativo. Al contempo, si osserva che il mercato del settore trasporto passeggeri si è organizzato autonomamente in tal senso, fornendo già servizi di tale tipologia sulla base di appositi accordi commerciali tra gli operatori, ragion per cui la prevista istituzione di un apposito sistema comune risulta oggi superflua. A ciò si aggiunge che, nell'eventualità, s'imporrebbe individuare anche un soggetto pubblico quale gestore del nuovo sistema comune, con conseguente onerosità e necessità di individuarne la relativa copertura finanziaria, attualmente non prevista dalle disposizioni di cui si chiede l'abrogazione; – in relazione alla lettera c) , si evidenzia che l'articolo 59, comma 1, del decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, prevede l'emanazione di un regolamento per la modifica della disciplina prevista dal regolamento di attuazione del codice della nautica da diporto di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (e regolamento di attuazione di cui al decreto ministeriale 29 luglio 2008, n. 146). Nella fase di predisposizione del regolamento, tuttavia, è emersa la necessità di eliminare la previsione relativa alla necessità di disciplinare alcune materie contenute nella delega di cui al richiamato articolo 59. In particolare, si evidenzia quanto segue. L'articolo 16, comma 1, lettera g) , del decreto legislativo 12 novembre 2020, n. 160, ha demandato a un apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi di concerto con i Ministri dell'interno, per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione e per la pubblica amministrazione, la disciplina dell'organizzazione e del funzionamento dell'anagrafe nazionale delle patenti nautiche. Si rende pertanto necessario abrogare previsioni di cui alla lettera l) dell'articolo 59 sopra richiamato, che rinvia al regolamento di attuazione del codice la definizione dell'organizzazione e del funzionamento dell'Anagrafe nazionale delle patenti nautiche. La soppressione della lettera q) , avente ad oggetto il controllo dello Stato di approdo (PSC) delle unità da diporto utilizzate a fini commerciali battenti bandiera diversa da quella italiana, risulta già esaurientemente disciplinata dalla direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, recepita in Italia con il decreto legislativo 24 marzo 2011, n. 53. Da ultimo, la soppressione della lettera r) , concernente la definizione delle procedure e delle modalità per l'accertamento del tasso alcolemico dei conduttori di unità da diporto, si rende necessaria in quanto la materia è già esaurientemente disciplinata dall'articolo 53- bis del codice, rubricato « Conduzione di unità da diporto sotto l'influenza dell'alcool ». Al riguardo, si evidenzia che l'abrogazione delle sopra richiamate disposizioni contenute nell'articolo 59, comma 1, del decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, consentirà la prosecuzione dell' iter istruttorio di approvazione del regolamento di attuazione del codice della nautica da diporto, provvedimento che risulta monitorato per l'attuazione del programma di Governo e la cui istruttoria è sospesa attesa l'impossibilità di dare piena attuazione alla delega di cui all'articolo 59 sopra richiamato. – la lettera d) abroga l'articolo 11, comma 9, lettera a) del decreto legislativo 16 dicembre 2021, n. 237. Il decreto legislativo 16 dicembre 2021, n. 237, recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2397 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2017 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali nel settore della navigazione interna e che abroga le direttive 91/672/CEE e 96/50/CE del Consiglio, ha innovato la precedente disciplina concernente il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali dei membri d'equipaggio nel settore della navigazione interna. La disciplina unionale si rinviene nelle direttive 91/672/CEE e 96/50/CE del Consiglio (ora abrogate), recepite nell'ordinamento nazionale, rispettivamente, con il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 24, concernente il regolamento recante norme di attuazione della direttiva 91/672/CEE relativa al riconoscimento reciproco dei certificati nazionali di conduzioni di navi per il trasporto di merci e persone nel settore della navigazione interna, e con il decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1999, n. 545, concernente il regolamento recante norme di attuazione della direttiva 96/50/CE relativa all'armonizzazione dei requisiti per il conseguimento dei certificati nazionali di conduzione di navi per il trasporto di merci e di persone nella Comunità, nel settore della navigazione interna. Il decreto legislativo 16 dicembre 2021, n. 237 ha recepito solo parzialmente la direttiva (UE) 2017/2397, atteso che questa prevedeva la possibilità per alcuni Stati membri (tra cui l'Italia) di procedere al recepimento delle sole disposizioni espressamente indicate all'articolo 39. Pertanto, le disposizioni di cui alla direttiva 96/50/CE, recepita con il decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1999, n. 545, restano applicabili per le qualifiche relative alle vie navigabili interne, che non rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva (UE) 2017/2397. Per tali motivi, il decreto legislativo 16 dicembre 2021, n. 237 prevede all'articolo 11, comma 9, lettera b) la modifica del richiamato decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1999, n. 545, al fine del coordinamento e del raccordo con le disposizioni di cui al decreto legislativo.