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il "comitato dei 100 sindaci", composto dai primi cittadini dei paesi adiacenti alle autostrade, da anni attende risposte concrete che mettano termine alle continue incertezze sui rincari che porterebbero gravissime conseguenze anche alle economie locali, si chiede di sapere a che punto siano le interlocuzioni in merito alla rimodulazione del piano economico finanziario relativo alle autostrade A24 e A25 al fine di scongiurare definitivamente i rincari dei pedaggi sulle tratte. Atto n. 4-06755 PITTELLA Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: in agro di Scanzano Jonico (Matera) è previsto da anni il completamento di un complesso destinato all'accoglienza temporanea di migranti e richiedenti asilo per un numero di 150 posti letto, per il quale sono già stati stanziati 2 milioni di euro, e che testimonia dell'importanza da sempre attribuita da questo territorio alle politiche di accoglienza; il progetto, atteso da tempo, potrebbe rappresentare un punto di svolta in un'area in cui la presenza di lavoratori migranti regolari è da sempre consistente e diffusa durante tutto l'anno, a causa dell'intensiva coltivazione di prodotti ortofrutticoli; il completamento di questo progetto infatti potrebbe costituire da un lato una soluzione ottimale dal punto di vista edilizio, con adeguati e dignitosi standard di accoglienza per gli ospiti e, dall'altro, potrebbe consentire lo sviluppo di attività culturali e di ricerca e formazione, potendo pertanto diventare una struttura aperta al territorio, capace di favorire indirettamente anche una maggior legalità nei rapporti lavorativi e quindi di contrastare fenomeni deprecabili, quali quello del caporalato; tuttavia, da notizie a mezzo stampa si è appreso che la Regione Basilicata ha ritardato l'adozione della delibera finale del provvedimento, impedendone di fatto la positiva conclusione, con il rischio di determinare un grave danno all'intera collettività, anche alla luce delle consistenti risorse già investite nel progetto, si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di favorire quanto prima il completamento del progetto, anche valutando la possibile convocazione di un tavolo di confronto con la Regione Basilicata per trovare tempestivamente una soluzione condivisa. Atto n. 4-06756 PIARULLI PELLEGRINI Marco Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il giorno 12 luglio 2016 lo scontro frontale fra due treni di linea delle Ferrovie nord barese sul tratto a binario unico causò la morte di 23 persone ed oltre 50 feriti. L'incidente avvenne in prossimità di una curva circondata da alberi d'ulivo e nessuno dei macchinisti ebbe la possibilità di vedere l'altro treno arrivare; la Ferrotramviaria S.p. A., operatore ferroviario e gestore di infrastruttura, è titolare di un contratto di servizi stipulato con la Regione Puglia; considerato che: in data 19 settembre 2018 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 4-00567 con la quale, a causa del perdurare dell'interruzione del servizio ferroviario nella tratta Corato-Ruvo, nonostante i vertici di Ferrotramviaria avessero assicurato in tempi brevi la riapertura della tratta, chiedeva al Ministro pro tempore delle infrastrutture e dei trasporti quali procedimenti si intendesse adottare in relazione alla riapertura immediata della tratta; con risposta pubblicata il 16 gennaio 2019, l'allora Ministro evidenziava come le tratte ferroviarie appartenessero alla linea ferroviaria regionale Bari-Barletta, la cui gestione veniva e viene a tutt'oggi curata dalla società Ferrotramviaria che opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura sia di impresa ferroviaria; veniva altresì evidenziato come con decreto ministeriale 5 agosto 2016 (emanato in adempimento dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo n. 112 del 2015, concernente l'attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) fosse avvenuto il passaggio delle competenze in materia di sicurezza sulle ferrovie regionali interconnesse, dal Ministero delle infrastrutture all'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria; inoltre veniva ribadito come rientrasse nei compiti delle Regioni, e nella fattispecie della Regione Puglia, l'approvazione dei progetti relativi agli interventi programmati dal medesimo ente territoriale, mentre sono in capo all'Agenzia i compiti di vigilanza sulla sicurezza ferroviaria e sui rispettivi interventi; considerato inoltre che: nell'ambito del programma operativo regionale Puglia 2014-2020 è stato individuato l'asse prioritario sistemi di trasporto e infrastrutture di rete, che prevede, tra l'altro, l'azione 7.1 specificatamente dedicata all'attuazione del grande progetto della Ferrotramviaria; con delibera di Giunta regionale n. 1116/2015 è stata approvata la rimodulazione degli interventi del grande progetto, ed è stato stabilito di suddividerlo in due fasi, una da realizzare con i fondi della programmazione comunitaria 2007-2013 e l'altra con i fondi della programmazione 2014-2020. Con delibera di Giunta n. 1773/2016, la Regione ha confermato il finanziamento per il completamento del progetto, denominato adeguamento delle ferrovie del nord barese nell'ambito del programma operativo FESR 2014-2020; considerato altresì che: la tratta Ruvo-Andria, nonostante i lavori effettuati, non risulta ancora attivata nella sua pienezza (doppio binario) tanto che si rende necessario utilizzare autobus sostitutivi, così causando evidenti disagi ai pendolari, ritardi, inquinamento; tra l'altro, la fermata della stazione di Corato nei pressi dell'ospedale "Umberto I" risulta non essere stata aperta, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di avere certezze sulla data di riapertura completa, da parte di Ferrotramviaria, della tratta Ruvo-Andria a sei anni dall'incidente ferroviario, vista l'importanza strategica di questa linea, per pendolari, studenti e lavoratori. Atto n. 4-06757 TOFFANIN Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica Premesso che: la misura del " superbonus 110 per cento", nata con lo scopo di facilitare l'accesso sia burocratico che economico ad interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza delle abitazioni, introdotta dal decreto-legge n. 34 del 2020 ("decreto rilancio"), ha previsto complicate procedure burocratiche per la sua applicazione; con il decreto-legge n. 4 del 2022 (detto "sostegni ter"), all'art. 28, il Governo ha inserito inizialmente il divieto di libera cessione dei crediti edilizi, prevedendo al contempo il periodo transitorio che copriva le cessioni effettuate e comunicate al fisco fino al 16 febbraio, limitando ad una sola cessione da parte dell'impresa agli intermediari finanziari. Una decisione presa conseguentemente alle numerose frodi che si sono verificate e che hanno comportato una paralisi del sistema;