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Il Gruppo PD non aveva peraltro mancato di contestare il decreto-legge n. 59, primo provvedimento in materia di cultura dopo quasi un anno di Governo, caratterizzato però dall'assenza di visione e di sinergie con il Ministero dello sviluppo economico. Il suo Gruppo nel corso della prima lettura aveva avanzato proposte migliorative, in particolare in tema di biglietto nominale degli spettacoli, e condiviso la modifica, proposta dalla maggioranza e approvata anche con il consenso del suo Gruppo, che aveva innalzato al 70 per cento la quota dei posti riservati a soggetti in possesso di determinati requisiti, relativi a pregresse attività lavorative presso le fondazioni lirico sinfoniche, nell'ambito delle procedure selettive da avviare. La Camera dei deputati ha modificato quest'ultima norma: la maggioranza, nell'altro ramo del Parlamento, ha quindi contraddetto se stessa, adducendo profili di possibile incostituzionalità e, nella sostanza, esautorando la Commissione, l'intero Senato e il lavoro svolto in prima lettura. Si sofferma poi sulle modifiche in tema di adeguamento alla normativa antincendio negli edifici scolastici, ricordando come si tratti di un problema per risolvere il quale sono stati presentati emendamenti riferiti a diversi provvedimenti d'urgenza, poi un disegno di legge assegnato alla Commissione in sede deliberante, ma per il quale evidentemente la maggioranza non riesce a definire una norma adeguata. Il Senato esamina quindi in terza lettura il disegno di legge in titolo a causa degli errori della maggioranza, dovendo esprimersi su norme che recano una disciplina peggiorativa rispetto a quella definita in prima lettura o che non riguardano la cultura. Conclude auspicando che l'esame del disegno di legge in titolo non costituisca occasione di svilimento del lavoro della Commissione. Il senatore PARRINI ( PD ) si unisce all'intervento che lo ha preceduto rimarcando l'atteggiamento costruttivo assunto dal Gruppo PD nel corso della prima lettura. Ritiene si debba però prendere atto che si è perso tempo, anche per gli eccessi di tracotanza della maggioranza. Il provvedimento d'urgenza interviene poco, male e tardi in una materia, la cultura, ove invece sarebbe stato urgente intervenire dopo le misure approvate con la legge di bilancio, che hanno ridotto sensibilmente gli stanziamenti per il settore: la maggioranza, lungi dal considerare la cultura come strategica, sottofinanzia il settore, vanificando gli sforzi compiuti nella passata legislatura e varando provvedimenti - come quello in esame - disorganici, privi di respiro e di strategia. Le norme di cui all'articolo 4- bis sono prova della leggerezza con cui si è operato; le norme dell'articolo 3, poi, rappresentano, a suo giudizio, un cedimento a interessi non positivi né costruttivi in tema di cinema e audiovisivo, che invece erano stati contrastati in occasione della riforma attuata nella passata legislatura. Conclude giudicando in modo assai negativo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati in materia di lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) osserva che il dibattito in corso rappresenta, a suo avviso, la stanca reiterazione di fatti e dinamiche già visti e dichiara che il suo Gruppo non ha interesse a porre in essere un ostruzionismo fine a se stesso. È ormai conclamato il fatto che il Governo in carica non ha una politica in tema di cultura e opera con un approccio meramente burocratico, privo di visione e senza stanziare risorse per il settore. Il provvedimento d'urgenza in esame è stato utilizzato come un decreto omnibus , di cui accelerare l'approvazione, coerentemente con lo spirito che anima la maggioranza e il Governo, che si limitano a circoscritti interventi sulla situazione esistente. Il trattamento riservato alla Commissione, ai Gruppi parlamentari soprattutto di opposizione e, in definitiva, al Parlamento sono la diretta conseguenza di tale approccio, che si traduce in una marginalizzazione del Parlamento che mortifica tutti gli eletti, ridotti ad approvare acriticamente decisioni assunte altrove, e che è in netta contraddizione con la retorica, cui spesso si ricorre, della centralità dal Parlamento e del contrasto all'abuso della decretazione d'urgenza. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) fatica a comprendere le ragioni polemiche degli interventi che lo hanno preceduto; ricorda come in prima lettura il Senato abbia compiuto, anche in sede referente, un esame attento, nel corso del quale sono stati accolti emendamenti e ordini del giorno presentati da Gruppi di opposizione: non vi è stato quindi alcuno svuotamento del ruolo né della Commissione, né del Parlamento e le ragioni della terza lettura, come è noto, derivano dalla limitata correzione, priva di connotazioni politiche, che la Camera dei deputati ha dovuto operare. Si chiede piuttosto se le ragioni delle tensioni registrate oggi non risiedano nella volontà di ritardare l'esame dell'altro disegno di legge all'ordine del giorno della Commissione, recante deleghe al Governo in materia di ordinamento sportivo; al riguardo, occorre a suo giudizio considerare se vi siano le condizioni per proseguire con spirito costruttivo l'esame del provvedimento in titolo e dell'altro disegno di legge ora richiamato, n. 1372, con la votazione degli emendamenti, ovvero se si debba prendere atto che la Commissione non è in grado di terminare l'esame - come sembrerebbe prefigurare l'iscrizione a parlare di numerosi senatori del Gruppo PD - e avviare la discussione in Assemblea di entrambi, prevista nel calendario dei suoi lavori della settimana corrente, anche senza conferire il mandato ai rispettivi relatori. La senatrice RUSSO ( M5S ) si unisce al senatore Romeo nel considerare gli interventi dei senatori appartenenti a Gruppi di opposizione come volti unicamente a prendere tempo. In qualità di relatrice sul provvedimento in titolo in prima lettura, ricorda l'emendamento 1.7 proposto dal Gruppo PD e approvato dalla Commissione e poi dall'Assemblea del Senato, nonché gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni - anche in tema di biglietti nominali per gli spettacoli - e accolti dal Governo. Quanto alla modifica al comma 2- octies dell'articolo 1, condivisa anche dal Gruppo PD in quanto indispensabile per tutelare i precari storici delle fondazioni, segnala che la norma è stata corretta dalla Camera dei deputati per l'emergere di possibili profili di dubbia costituzionalità. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) interviene incidentalmente per chiedere la sospensione dei lavori alle ore 11, quando avrà inizio una riunione del suo Gruppo. Il senatore FERRARI ( PD ), nel dichiarare l'assenza di obiezioni alla richiesta del senatore Romeo, auspica che quella riunione offra l'occasione di un chiarimento, precisando in particolare se l'approdo in Assemblea dei due disegni di legge, n. 1374-B e n. 1372, eventualmente anche in assenza del conferimento del mandato ai relatori, prefigurato dallo stesso senatore Romeo, si accompagni anche alla questione di fiducia allo scopo di evitare ogni discussione anche in Assemblea sugli emendamenti presentati al disegno di legge n. 1372.