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lo stabilimento di Saluzzo comprende il processo produttivo di fusione della lega d'alluminio, nonché pre-lavorazioni meccaniche di formatura del pistone, nel quale sono impiegati 200 operai e altri 40 lavoratori tra impiegati e quadri e dirigenti; nello stabilimento di Saluzzo, inoltre, vengono prodotti componenti per motori diesel , settore che risulta in contrazione; nello stabilimento di Saluzzo, nel 2018, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria ha coinvolto un numero compreso tra i 50 ed i 200 operai sui 200 totali; considerato che: in data 29 novembre 2018 il gruppo Lega ha depositato un'interrogazione a risposta scritta (4-00954), palesando i rischi contenuti nel piano industriale dell'azienda, che non presentava adeguati investimenti in Italia, comportando un depotenziamento per i siti produttivi presenti sul territorio italiano; il 3 aprile 2019 il gruppo Lega ha presentato, inoltre, un'interrogazione a risposta immediata (3-00753) nei confronti del Ministro pro tempore dello sviluppo economico, Di Maio, esprimendo preoccupazione per il futuro dell'azienda e dei lavoratori, alla luce delle forti contrazioni del mercato automobilistico europeo, e delle gravi conseguenze per il comparto industriale italiano; il Ministro pro tempore Di Maio, rispondeva in Aula fornendo rassicurazioni sul fatto che il Ministero avrebbe seguito la vicenda, dichiarando, inoltre, la totale disponibilità ad avviare un Tavolo di confronto con le parti, al fine di risolvere la problematica; valutato infine che secondo quanto risulta agli interroganti, nella giornata del 23 ottobre 2019, l'azienda annuncerà la chiusura degli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia, con conseguente spostamento della produzione presso siti polacchi della multinazionale, si chiede di sapere: per quale ragione la crisi industriale, nonostante il Ministro pro tempore ne fosse a conoscenza, non sia stata risolta; se il Ministro in indirizzo intenda porre in essere, da subito, iniziative concrete per salvaguardare il futuro dei lavoratori dell'azienda nei due stabilimenti di Saluzzo e La Loggia. Atto n. 4-02368 CANDURA PUCCIARELLI Al Ministro della difesa Premesso che: il Governo italiano ha espresso la volontà di aderire alla "European Intervention Initiative EI2", iniziativa d'intervento europea, proposta dal Presidente Macron nel settembre 2017 e costituita a Parigi il 25 giugno 2018 al di fuori, sia dagli ambiti NATO sia della PESCO (Cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa), prevista dai trattati dell'Unione europea. Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito hanno aderito all'iniziativa; la notizia è stata riportata sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri. L'annuncio della volontà di aderire all'Iniziativa europea d'intervento è arrivato dopo la visita del Presidente francese a Roma, il 18 settembre 2019; considerato che: l'Italia, con una lettera firmata il 20 settembre 2019 dal Ministro della difesa Lorenzo Guerini, ha comunicato ufficialmente alla Francia e ai Paesi già parte dell'iniziativa, la volontà di aderire all' "European Intervention Initiative EI2"; il ministro Guerini ha giustificato l'adesione all'EI2, sostenendo che "questa iniziativa è nata da una forte volontà politica e intende rafforzare la UE e la NATO, entrambe indispensabili a garantire la sicurezza dell'Europa e degli europei"; l'Italia aveva lavorato a stretto contatto con la Francia e gli altri Paesi per contribuire alla definizione precisa dell'iniziativa. I numerosi scambi miravano a fornire tutte le garanzie necessarie per rispondere alle preoccupazioni italiane. Ma il Governo Conte I, il 25 giugno 2018, non aveva partecipato all'atto fondativo dell'iniziativa, per decisione politica della precedente maggioranza; con l'adesione all'iniziativa, potrebbero aprirsi anche nuovi scenari per quanto riguarda l'industria della difesa ed è evidente la forte attenzione della Francia alla fusione tra Fincantieri e Stx-France; l'European intervention initiative non solo non rafforza PESCO e NATO, ma persegue l'obiettivo della Francia di sviluppare uno strumento militare multinazionale europeo sotto il proprio comando, per far fronte a crisi militari e calamità naturali, sia a livello di analisi e pianificazione, sia di intervento sul campo; al riguardo gli Stati Uniti e la NATO hanno già ufficialmente espresso preoccupazione, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni che hanno indotto il Governo italiano a mantenere riserbo sull'adesione dell'Italia all'European Intervention Initiative (EI2), proposta da Emmanuel Macron, e i motivi per i quali il Ministro in indirizzo non abbia ritenuto opportuno fornire dettagli e motivazioni di questa scelta, nonostante l'importanza strategica della stessa; se EI2 rappresenti un'iniziativa autonoma e distinta dall'Ue e dal Pesco e come la stessa si inquadri nei rapporti con la Nato; se l'iniziativa avrà ripercussioni sulla fusione tra Fincantieri e Stx France. Atto n. 4-02369 MINUTO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: le Ferrovie Appulo-Lucane S.r.l (FAL) sono nate come autonoma società il 1° gennaio 2001. Si tratta di una s.r.l. partecipata al 100 per cento dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; le FAL, a semplice binario, si estendono per complessivi 183 chilometri lungo due direttrici, interessanti la Puglia e la Basilicata; le ferrovie appulo-lucane scontano ancora un forte gap infrastrutturale e di collegamenti tra due regioni importanti del Mezzogiorno, la Puglia e la Basilicata; in particolare, la linea Altamura-Avigliano Lucania è chiusa all'esercizio ormai da 4 anni e restano da finanziare, progettare, appaltare ed eseguire importanti lavori, tanto che si attende con preoccupazione la riapertura della linea e quindi del collegamento ferroviario Potenza-Bari, ammesso che vengano reperiti tutti i finanziamenti; nel frattempo, sono emersi alle cronache errori di programmazione e di probabile sperpero di denaro pubblico su diverse tratte, oltre ad errori di valutazione nella programmazione dell'assunzione e della permanenza in servizio del personale delle ferrovie, si chiede di sapere quale sia lo stato dei finanziamenti, dei lavori e quando sia prevista la riapertura della linea citata. Atto n. 4-02370 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 19 giugno 2018, un articolo del quotidiano "Il Messaggero" ha richiamato l'attenzione sull'esistenza di una vasta area, in Basilica, contaminata dalla polvere di amianto; difatti, all'interno dello stabilimento ex Materit a Ferrandina, Comune della Val Basento, sono stati individuati oltre seicento sacchi contenenti amianto allo stato friabile, in assenza di qualsiasi misura finalizzata a limitarne la pericolosità per i cittadini e l'ambiente; la ex Materit è una fabbrica abbandonata che, tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta, ha prodotto migliaia di manufatti in amianto; considerato che: