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Come avevo segnalato nella risoluzione dell'affare assegnato da me richiesto in Commissione agricoltura, avente ad oggetto proprio le misure per risolvere la grave crisi agrumicola, al secondo posto dei fornitori dell'Italia troviamo il Sudafrica, che, proprio grazie agli accordi commerciali con l'Unione europea, sta incrementando le spedizioni dei suoi agrumi in Europa e in Italia. I dati dell'Ismea parlano chiaro, rilevando un indotto che vale 37 milioni di tonnellate di prodotto, per un importo di 32 milioni di euro. Questi sono i dati disponibili riferiti alla campagna 2019-2020. Il Sudafrica di recente ha anche aumentato il suo potenziale produttivo e ha esteso il periodo di produzione. Tale situazione mette a serio rischio l'intero mercato degli agrumi europeo. Vi è poi un altro problema, che non è meno grave. Dalla firma dell'accordo, sono stati rilevati numerosi parassiti negli agrumi, arrivati con le importazioni dal Sudafrica. Il settore delle arance è molto preoccupato per l'arrivo di agrumi che nascondono la cosiddetta cocciniglia farinosa, mentre il settore dei limoni teme il fungo che causa la macchia nera degli agrumi, il citrus black spot : tali parassiti potrebbero entrare nel continente dal Sudafrica e colpire intere zone di produzione europee, distruggendo interi raccolti. Sembra evidente che i Paesi africani non offrano garanzie ai Paesi europei dal punto di vista delle conseguenze fitosanitarie. Mentre le aziende europee devono rispettare l'esigente modello di produzione comunitario sostenendo altissimi costi, le condizioni commerciali per i Paesi del Sudafrica sono molto vantaggiose, anche nella guerra dei prezzi in atto, che penalizza le aziende italiane. In conclusione, ho allertato il nostro Ministero, perché in Spagna, attraverso le persone dei Ministri dell'agricoltura e del commercio e delle attività produttive, sono scesi in piazza e andranno in Europa a cercare di rendere meno gravose le condizioni degli accordi. Ho scritto anche una lettera al ministro Patuanelli, però purtroppo non ho avuto nessuna risposta e non vi è alcuna attività in tal senso. Mi chiedo allora dove siano i nostri Ministri, le associazioni di categoria e il Governo che tutela il made in Italy . Mi auguro, visto che ancora c'è tempo, che i soggetti istituzionali che ho nominato non solo diano una risposta a me, perché potrebbero anche non darmela, ma che vadano in Europa a tutelare le nostre produzioni e il nostro made in Italy , stabilendo almeno divieti di ingresso degli agrumi dai Paesi extraeuropei, agrumi che dovrebbero essere fermati nel momento in cui inizia la nostra produzione. Mi auguro che ciò avvenga, visto che siamo ancora in tempo, e il Ministro dell'agricoltura ha il dovere... (Il microfono si disattiva automaticamente) . (Applausi) . QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, celebrata ogni 10 novembre, la Giornata mondiale della scienza per la pace e lo sviluppo, proclamata dall'UNESCO nel 2001, sottolinea il ruolo significativo della scienza nella società. È l'occasione per mostrare al grande pubblico la rilevanza della scienza nella nostra vita e per coinvolgerlo in discussioni su questioni scientifiche emergenti. L'iniziativa porta anche una prospettiva unica alla ricerca globale della pace e dello sviluppo. In questa giornata si chiamano a raccolta le esperienze più significative, con l'intento di definire strategie integrate, in cui il progresso scientifico sia al servizio della costruzione della pace e di un futuro migliore per il pianeta e per i suoi abitanti. Lo scopo della giornata è quello di rafforzare la consapevolezza pubblica del ruolo della scienza per società pacifiche sostenibili, promuovere la solidarietà per una scienza condivisa tra le Nazioni, rinnovare l'impegno per l'uso della scienza a beneficio della società e richiamare l'attenzione sulle sfide affrontate dalla scienza per aumentare il sostegno allo sforzo scientifico. Il tema di quest'anno è costruire comunità che si adattano al clima. Con il cambiamento climatico, che sta diventando una seria minaccia per la vita di miliardi di persone e per il pianeta, la celebrazione di quest'anno mette in evidenza l'importanza dell'adattamento al clima, evidenziando alcuni aspetti scientifici chiave e le possibili soluzioni fornite da scienza, tecnologia e innovazione ad alcune delle principali sfide globali che la società sta affrontando oggi. In conclusione, in questi giorni a Glasgow si stanno discutendo le sorti del pianeta. Come la scienza può trovare soluzioni per l'adattamento al cambiamento climatico, allo stesso modo può trovarle per il contrasto al cambiamento climatico: basta sostenerla, con fiducia. Occorre mettere in atto le necessarie politiche per fermare il suicidio ambientale. Il tempo dei "bla bla bla" è scaduto. È oramai indifferibile un patto intergenerazionale per uno sviluppo ecosostenibile, firmato col sangue. (Applausi) . L'ABBATE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, in questa giornata in cui abbiamo finalmente approvato il disegno di legge salva mare, per noi molto importante, compiendo un'azione in direzione dell'economia circolare, voglio parlarvi del mio territorio, la Puglia, sempre in materia ambientale. Vorrei raccontarvi la storia della discarica Martucci, veramente molto discussa, sulla quale ho anche presentato un paio di interrogazioni in questi anni. Purtroppo, secondo il piano regionale dei rifiuti, vi è la necessità di avere una discarica e tutti chiaramente stanno guardando alla Martucci. Immaginate quindi la preoccupazione dei cittadini e dei sindaci. Io sono qui per ripetere che, come MoVimento 5 Stelle, dato che è il mio territorio, siamo vicini ai sindaci di Mola, Conversano e Rutigliano, anche perché sono state fatte già delle analisi: l'ARPA le ha svolte, per capire se le matrici ambientali sono veramente inquinate. Vi è infatti la problematica del percolato che, a quanto pare, non viene eliminato e quindi potrebbe aver raggiunto anche la falda. Queste cose devono essere accertate. I Comuni stessi hanno avviato un'indagine supplementare, oltre a quella dell'ARPA, e aspettiamo i risultati il 23 novembre. Voglio dire che bisogna fare la scelta migliore per l'ambiente e per la salute dei cittadini: noi ci siamo, siamo vicini ai primi cittadini. Quando i dati saranno disponibili, riusciremo a capire che cosa è meglio fare, perché - rendiamocene conto - anche se andiamo avanti con l'economia circolare e con tutto quello che abbiamo detto, il 10 per cento dei rifiuti - ahimè - deve andare in discarica. Questa necessità esiste e, a causa dell'effetto NIMBY , chi vorrà una discarica nel proprio territorio? È quindi importante capire se c'è realmente un pericolo per i cittadini: questo dobbiamo fare. Sicuramente dobbiamo mettere in sicurezza il territorio e la salute dei cittadini tutti: noi ci siamo, valuteremo questi dati che saranno ben sviluppati il 23 novembre e procederemo, magari al loro fianco, per portare avanti sempre la storia della discarica Martucci. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE .