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Istituzione della Commissione parlamentare sulla prevenzione e sul contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge propone l'istituzione di una Commissione parlamentare con compiti di indirizzo e controllo che, in tempi rapidi, prenda in esame tutti gli aspetti che riguardano la violenza sulle donne, dalle sue cause alla sua ampiezza, dai rimedi in termini di prevenzione sociale e culturale, al contrasto repressivo e preventivo, evidenziando anche i cospicui ritardi accumulati nell'attuazione delle disposizioni sovranazionali e nazionali. Ed invero, occorre comprendere, nel dettaglio, come la società affronta e vive il fenomeno della violenza di genere contro le donne e quali misure o quali investimenti adotti in termini di prevenzione e contrasto della violenza di genere. Ed ancora, quanto e come -- a fronte dei sopracitati investimenti -- gli italiani percepiscono il fenomeno della violenza di genere e sono liberi da stereotipi e pregiudizi che costituiscono «fattori di rischio» della violenza stessa. Calcolare i costi sociali della violenza di genere contro le donne, oltre a costituire uno strumento indispensabile per avviare un intervento strategico che renda i responsabili politici più consapevoli dell'importanza e dell'efficacia della prevenzione, rende maggiormente evidente la portata di un fenomeno nella sua dimensione sociale. Passare dalla concezione della violenza come fenomeno privato, consumato tra le mura domestiche e di esclusiva prerogativa delle donne, alla consapevolezza diffusa che si tratta di un fenomeno che riguarda la collettività rappresenta quel cambiamento culturale che auspichiamo. Per la sua matrice culturale, infatti, la violenza sulle donne non può essere contrastata prescindendo da un'analisi di ciò che muove la nostra società; la violenza contro le donne è percepita come un fenomeno diffuso e in aumento, di cui si parla ancora poco, ma rimane ancora una questione relativa alla sfera privata, non emerge la sua dimensione pubblica. Compito precipuo della Commissione sarà quello di esaminare e vigilare sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica, secondo la definizione degli articoli 2 e 3 della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011 e resa esecutiva dalla legge 27 giugno 2013, n. 77, nonché approfondire le dinamiche culturali, sociali, ambientali, educative, comunicative e di organizzazione sociale che producono o favoriscono il fenomeno e da ultimo, ma non per ultimo, individuare e proporre ogni forma di prevenzione possibile, rafforzando le forme di intervento e di controllo esistenti e individuando le misure più adeguate per contrastare il fenomeno. La Commissione avrà altresì il compito di verificare se lo Stato italiano si sia uniformato al disposto degli articoli 2 e seguenti della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979 (CEDAW) e resa esecutiva ai sensi della legge 14 marzo 1985, n. 132, e dell'articolo 5, paragrafo 2, della Convenzione di Istanbul. In particolare la Commissione dovrà proporre le misure, legislative e non, necessarie per predisporre e attuare politiche nazionali efficaci, globali e coordinate, comprendenti tutte le misure adeguate destinate a prevenire e combattere ogni forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul e fornire una risposta globale alla violenza contro le donne, in modo da coinvolgere tutti i soggetti pertinenti ai sensi dell'articolo 7 della stessa Convenzione; individuare le misure necessarie per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali delle donne e degli uomini, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata sull'idea dell'inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini, nonché incentivare tutti i membri della società, e in particolar modo gli uomini e i ragazzi, a contribuire attivamente alla prevenzione di ogni forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul, vigilando affinché la cultura, gli usi e i costumi, la religione, la tradizione o l'onore non possano essere in alcun modo utilizzati per giustificare nessuno degli atti di violenza che rientrano nel campo di applicazione della stessa Convenzione ai sensi dell'articolo 12 della medesima Convenzione. La Commissione, tra gli altri compiti, dovrà altresì riscontrare se lo Stato abbia adempiuto l'onere di fornire o rafforzare un'adeguata formazione delle figure professionali che si occupano delle vittime o degli autori di tutti gli atti di violenza che rientrano nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul in materia di prevenzione e individuazione di tale violenza, fondata sui princìpi di uguaglianza tra le donne e gli uomini nonché sui bisogni e sui diritti delle vittime e su come prevenire la vittimizzazione secondaria anche attraverso una cooperazione coordinata interistituzionale, al fine di consentire una gestione globale e adeguata degli orientamenti da seguire ai sensi dell'articolo 15 della medesima Convenzione.. 1 (Istituzione e funzioni della Commissione) 1 È istituita la Commissione parlamentare sulla prevenzione e sul contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica, di seguito denominata «Commissione», con compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. In particolare la Commissione ha il compito di: a esaminare il fenomeno e vigilare sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica, secondo la definizione degli articoli 2 e 3 della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, ratificata ai sensi della legge 27 giugno 2013, n. 77, di seguito denominata «Convenzione di Istanbul»; b valutare le dimensioni reali del fenomeno di cui alla lettera a) ; c ricostruire le dinamiche culturali, sociali, ambientali, educative, comunicative e di organizzazione sociale che producono o favoriscono il fenomeno di cui alla lettera a) ; d individuare e proporre ogni forma di prevenzione possibile, rafforzando le forme di intervento e di controllo esistenti e individuando le misure più adeguate per contrastare il fenomeno di cui alla lettera a) ; e riscontrare l'esatto adempimento da parte dell'Italia di tutte le disposizioni contenute negli strumenti sovranazionali in materia, con particolare riguardo a: 1 la Convenzione ONU sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979, ratificata ai sensi della legge 14 marzo 1985, n. 132, di seguito denominata «CEDAW»; 2 il Protocollo opzionale alla CEDAW (1999), adottato il 6 ottobre 1999 ed entrato in vigore il 22 dicembre 2000; 3 la Convenzione di Istanbul; f esaminare quali interventi, anche tra quelli specificamente raccomandati dalle Convenzioni di cui alla lettera e) , sono stati assunti al fine di prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica, nonché di proteggere le vittime di essa;