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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 127 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,04). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1354 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1354, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri il senatore Bagnai ha riferito sui lavori delle Commissioni riunite e ha avuto luogo la discussione generale. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GARAVAGLIA, vice ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, senatrici e senatori, replicherò velocemente alle tante interessanti osservazioni avanzate nella seduta di ieri. Inizio il mio intervento con una questione di metodo: alcune critiche hanno riguardato la circostanza che questo ramo del Parlamento ha avuto poco tempo e non è riuscito a intervenire in maniera efficace sul provvedimento in esame. C'è da dire che il bicameralismo perfetto negli ultimi anni sta andando in questa direzione, per cui capita molto spesso che un ramo del Parlamento si occupi di un provvedimento e l'altro si occupi di un altro, tant'è che le stesse osservazioni sono state avanzate alla Camera dei deputati in relazione al decreto sbloccacantieri, di cui di fatto si è occupato unicamente il Senato. Il tutto è stato anche esasperato dalla circostanza che nel mezzo si sono tenute le elezioni europee. Al di là di ciò, in ogni caso, si è tentato di seguire con la massima attenzione possibile l'ultima fase, in relazione agli ordini del giorno, proprio per dare comunque la possibilità di intervenire e di esprimersi sui temi più rilevanti. Venendo al merito del decreto‑legge in esame, potrà non sembrare, ma un disegno dietro a tutto c'è. Come diceva correttamente la senatrice Conzatti ieri, se alla fine l'obiettivo è quello di favorire la crescita e il PIL, sono solo le aziende a fare PIL, crescita e posti di lavoro. E per dare una mano alle aziende a fare PIL, crescita e posti di lavoro, le leve sono sempre le stesse. Innanzitutto c'è la riduzione della tassazione, che è imprescindibile in un momento in cui a livello globale si va verso una riduzione delle imposte; dunque ogni cosa che aumenti i costi per le aziende, in un momento come questo, è mortale. È impossibile pensare di aumentare i costi per le aziende in una fase come l'attuale: anzi, bisogna fare di tutto per ridurli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La seconda leva è quella della semplificazione (questo va da sé) e, infine, vi sono gli investimenti. Cerchiamo di fare un po' di ordine. Vediamo se un po' di questo c'è nell'insieme dei due decreti-legge, perché le cose vanno viste tutte insieme, non c'è un decreto a sé: il tutto deve avere una linea, possibilmente coerente. Ebbene, per gli investimenti guardiamo i dati. Ci sono anche investimenti privati, ma alla fine chi fa la spesa di investimento pubblico nel Paese? La fanno gli enti territoriali. L'errore che è stato fatto ultimamente, negli ultimi anni, è stato di pensare che centralizzare la spesa di investimento portasse a un incremento della stessa; non è così. I dati hanno certificato che è l'esatto opposto: più si centralizza la spesa di investimento, meno spesa di investimento si fa. Pensiamo a una situazione su tutte: il caos istituzionale creato con l'intervento sulle Province: abbiamo bloccato completamente la spesa di investimento su due asset fondamentali come le strade provinciali e le scuole superiori. Ebbene, facendo qualche piccolo intervento, che è proseguito nel decreto crescita, la situazione sta cambiando. È aumentata la spesa di investimento delle Regioni (nei primi due mesi, +80 per cento). Come mai? È stata fatta la cosa più semplice del mondo. In legge di bilancio abbiamo fatto uno switch tra spesa corrente e spesa di investimenti che vale 2,5 miliardi di euro nel triennio. Quindi, cambiare 2,5 miliardi da spesa corrente a spesa di investimento ha incrementato fortemente gli investimenti delle Regioni. Non era difficile capirlo, ed è stato fatto. Il grosso, però, lo fanno alla fine i Comuni. Sono i Comuni gli enti che fanno più spesa di investimento. Qui abbiamo realizzato due misure semplici. La prima è stato semplificare e togliere un po' di vincoli, che purtroppo ci sono, sulla capacità di investimento degli enti territoriali. È stato fatto in legge di bilancio, rivedendo un po' le soglie del codice degli appalti; è stato fatto, in maniera molto più pesante, con lo sbloccacantieri e qui vedremo gli effetti nei mesi a venire. Il risultato, però, è già tangibile: è aumentata di molto la spesa di investimento dei Comuni. Questo significa riempire il Paese di quei famosi gilet arancioni che noi vogliamo. Noi non vogliamo i gilet gialli, l'abbiamo già detto e lo ribadiamo: vogliamo riempire il Paese di gilet arancioni, di operai, di gente che lavora. Oltretutto, ricordiamo che le asfaltature non si importano.