[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 36, comma 4-ter, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, promossi dalla Commissione tributaria regionale di Venezia con ordinanza del 12 settembre 2008, dalla Commissione tributaria provinciale di Bari con ordinanza del 17 luglio 2008, dalla Commissione tributaria regionale di Venezia con ordinanza del 10 giugno 2008 e dalla Commissione tributaria provinciale di Grosseto con ordinanza del 28 luglio 2008, rispettivamente iscritte ai nn. 415, 416 e 439 del registro ordinanze 2008 ed al n. 5 del registro ordinanze 2009, e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 53 e 54, prima serie speciale, dell'anno 2008 e nn. 3 e 4, prima serie speciale, dell'anno 2009. Visti gli atti di costituzione di Equitalia Polis s.p.a., di Equitalia E.TR. s.p.a., e di Equitalia Gerit s.p.a. nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 24 giugno 2009 il Giudice relatore Sabino Cassese. Ritenuto che la Commissione tributaria regionale di Venezia, con ordinanza pronunciata il 3 giugno 2008 e depositata il 12 settembre 2008 (r.o. n. 415 del 2008), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 36, comma 4-ter, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, per contrasto con gli articoli 3, 53, 97 e 111 della Costituzione; che la disposizione censurata stabilisce quanto segue: «la cartella di pagamento di cui all'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, contiene, altresì, a pena di nullità, l'indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella. Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008; la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse»; che la Commissione tributaria rimettente riferisce che l'appellante nel giudizio principale chiede, in riforma della sentenza della Commissione tributaria provinciale di Padova, la declaratoria di nullità di una cartella di pagamento emessa nei suoi confronti dall'Agenzia delle entrate, in quanto notificata fuori termine e priva della sottoscrizione e della indicazione del responsabile del procedimento, nonché, in via subordinata, per carenza di motivazione e mancata allegazione del ruolo di riferimento; che il Collegio rimettente, dopo aver rigettato la preliminare eccezione di decadenza per la notifica della cartella esattoriale, ha sollevato d'ufficio la questione di legittimità costituzionale della disposizione censurata, considerandola rilevante e non manifestamente infondata; che ad avviso del giudice a quo la disposizione censurata, sanando retroattivamente la nullità per omessa indicazione del responsabile delle cartelle emesse anteriormente alla sua entrata in vigore, compresa, quindi, quella oggetto di impugnazione nel giudizio principale, «appare rilevante per una corretta definizione del giudizio»; che, in ordine alla non manifesta infondatezza, la Commissione tributaria rimettente ritiene, innanzitutto, che la disposizione censurata si ponga in contrasto «con i principi generali e con le norme costituzionali espressamente richiamate» dalla legge 27 luglio del 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), e cioè con gli artt. 3, 53, 97 e 111 Cost., di cui le disposizioni dello statuto del contribuente costituiscono attuazione; che, ad avviso del giudice a quo, la norma impugnata violerebbe inoltre «il principio di uguaglianza dei cittadini di cui agli artt. 3 e 53 della Costituzione, penalizzando coloro che hanno ricevuto le cartelle esattoriali prima del 1° giugno 2008»; che il Collegio rimettente ritiene che la norma censurata si ponga, altresì, in contrasto con l'art. 97 Cost. «che coerentemente con il principio di uguaglianza [...] stabilisce che le disposizioni di legge debbono garantire oltre al buon andamento dei pubblici uffici, anche la imparzialità degli stessi»; che, infine, ad avviso del giudice rimettente, la disposizione impugnata viola l'art. 111 Cost., atteso che essa, esplicando retroattivamente i propri effetti nei giudizi già pendenti relativi all'impugnazione di cartelle emesse prima del 1° giugno 2008, esclude con riferimento ad essi «ogni garanzia di tutela giurisdizionale» e «garantisce unicamente gli interessi di una parte processuale (Pubblica amministrazione) [...] violando il principio del giusto processo e i principi di certezza del diritto e parità delle parti»; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale venga dichiarata non fondata; che si è costituita nel giudizio costituzionale la società Equitalia Polis S.p. A., parte resistente nel giudizio principale, insistendo affinché la questione di legittimità costituzionale sia dichiarata inammissibile o, comunque, non fondata; che la Commissione tributaria provinciale di Bari, con ordinanza pronunciata il 3 luglio 2008 e depositata il 17 luglio del 2008 (r.o. n. 416 del 2008), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 36, comma 4-ter, del d.l. n. 248 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008, per violazione degli artt. 3, 24 e 97 Cost.; che la Commissione rimettente riferisce che i ricorrenti nel giudizio principale hanno impugnato una cartella di pagamento, emessa da Equitalia S.p. A. a seguito di iscrizione a ruolo disposta dall'ufficio di Bari dell'Agenzia delle entrate e consegnata all'agente della riscossione anteriormente al 10 giugno 2008, eccependo, «fra l'altro», in via pregiudiziale, l'omessa indicazione del responsabile del procedimento; che, ad avviso del Collegio a quo, la pronuncia di annullamento della cartella di pagamento impugnata risulta preclusa dalla norma censurata, la quale esclude la nullità per omessa indicazione del responsabile delle cartelle relative a ruoli consegnati all'agente della riscossione anteriormente al 1° giugno 2008, abrogando quindi con effetto ex tunc l'art. 7, comma 2, della legge n. 212 del 2000 e sanando retroattivamente la nullità delle cartelle di pagamento emesse in violazione di tale disposizione;