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È questo l'aspetto di cui parlavo prima e che rileva, in modo evidente, man mano che si va avanti in questa esperienza legislativa, in aperta violazione dell'articolo 70 della Costituzione, che recita che la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere, mortificando di volta in volta - come nel caso specifico - il ruolo di uno dei due rami del Parlamento. In questo caso, il Senato non esprime alcun ruolo; di fatto, ratifica esclusivamente quel che è già avvenuto alla Camera e che qui non può essere minimamente modificato. Lo scarso livello di considerazione riservato al Parlamento dalle forze di maggioranza, risultando al contempo incomprensibile la compressione dei tempi dell' iter del decreto legge da parte del Senato, ancora una volta non offre la possibilità di svolgere un esame approfondito e di apportare le modifiche al testo trasmesso dalla Camera. In questo caso ai senatori, quelli sia di opposizione che di maggioranza, è preclusa la possibilità di intervenire su di un testo. Quindi, è evidente che in questo caso non è possibile definire quello in esame un provvedimento conforme alla Costituzione. La consuetudo contra legem da parte del legislatore di produrre decreti-legge in contrasto con le sentenze della suprema Corte costituzionale, con dettami costituzionali e disposizioni legislative, indebolisce la credibilità degli organi legislativi, delle loro componenti, del valore e della forza delle leggi e della Costituzione. Desta, inoltre, perplessità che un decreto legge formalmente viziato possa essere emanato e successivamente convertito. Allora, cari, colleghi a nome del Gruppo Forza Italia devo dire che, ancora una volta - mio malgrado o, meglio, nostro malgrado - siamo costretti a dire che questo decreto-legge non è conforme con la Costituzione. Pertanto, essendo in evidente contrasto con la nostra Carta costituzionale, il Gruppo Forza Italia chiede di votare favorevolmente la questione pregiudiziale presentata. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare necessario fare alcune osservazioni su quanto prima detto dalla collega De Petris. In questi giorni si ripete la falsa notizia secondo la quale noi avremmo permesso la privatizzazione dell'acqua. In estrema sintesi, nel 2017 - non eravamo noi alla maggioranza - con la legge di stabilità è stata disposta la chiusura dell'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (EIPLI), un ente risalente al 1937, che ha la gestione delle riserve idriche e degli impianti delle Regioni Puglia, Basilicata e Campania. Questo ente è commissariato da trentacinque anni ed è in perdita, anche perché Acquedotto Pugliese SpA non paga la quota che dovrebbe versare per l'erogazione del servizio. Si tratta quindi di un ente ormai in chiara difficoltà. Non è stato deciso da noi di chiudere l'ente e di trasformarlo in società per azioni. Tuttavia, noi siamo intervenuti su una norma già esistente, stabilendo - quindi per legge - che i privati non possono entrare nel capitale. La SpA che è in corso di costituzione e sarà costituita può avere come soci esclusivamente il Ministero dell'economia e delle finanze, la Regione Puglia, la Regione Campania e la Regione Basilicata. Non siamo di fronte a un ente di diritto privato in ordine ai contenuti. Va detto con grande chiarezza che queste SpA, che sono società partecipate, sono ormai disciplinate anche e non solo dal decreto legislativo n. 175 del 2016, il quale impone una serie di regole tali da trasfigurare in modo profondo la natura privatistica delle stesse. Qual è il carattere dell'ente pubblico al di là dell'abito? È la mancata divisione degli utili. L'ente pubblico economico, l'azienda speciale non ha lo scopo tipico delle SpA della divisione degli utili. Ebbene, andando al dunque, queste società per azioni, che assumono la configurazione di società in house , se nello statuto si prevede il cosiddetto controllo analogo, non sono compatibili in concreto con la divisione degli utili. Sono rinvenibili on line molti statuti di tali società in house nei quali è detto con chiarezza che gli utili vengono impiegati per la manutenzione e l'ammodernamento degli impianti. L'attività della società in totale mano pubblica, che persegue non la divisione degli utili, ma il cosiddetto lucro oggettivo, che viene destinato alla manutenzione degli impianti e le cui tariffe sono previste da una pubblica autorità, non fa parte del mercato in senso concorrenziale, perché le tariffe sono oggetto di un provvedimento autoritativo. Una società di questo genere prevede il controllo analogo, che è quel controllo secondo il quale l'ente pubblico di riferimento svolge sulla società un controllo di eguale intensità rispetto ai controlli che svolge sui propri organi. Bene: una società che presenta tutte queste caratteristiche, al di là del nomen iuris - lo dovreste sapere e lo sapete, anche perché il decreto legislativo n. 175 del 2016 è testo voluto dalla precedente maggioranza - ha la sostanza, ancorché non l'abito, dell'ente pubblico. Va chiarito che l'elemento decisivo non è il contenitore, che ormai per opinione diffusa è diventato un contenitore neutro; la differenza è data dallo statuto. Anche un'azienda speciale, formalmente ente pubblico, può presentare cointeressenze di gruppi privati e di banche, se - per esempio - si apre all'erogazione di finanziamenti. La partita - vi prego - sulla natura pubblica della gestione dell'acqua si gioca sui contenuti. L'acqua è rimasta pubblica: le fonti, i laghi, i torrenti, i fiumi sono parte del patrimonio indisponibile dello Stato e questi beni sono rimasti dello Stato. Ciò deve essere detto con chiarezza. (Applausi dal Gruppo M5S) . La gestione degli impianti è passata a una SpA che, per opinione ormai diffusa, è radicalmente diversa, norme alla mano, dalle SpA di diritto strettamente privatistico. (Applausi dal Gruppo M5S) . E allora chi continua a ripetere che abbiamo dato vita a una SpA - perdonatemi - dimostra di non aver studiato un manuale recente di diritto amministrativo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quindi, io rimando ai mittenti l'accusa che abbiamo abbandonato la nostra prima stella. Non è così, per l'amor di Dio! (Applausi dal Gruppo M5S) . Al MoVimento 5 Stelle è ben chiaro che alcuni beni primari, per ragioni etiche e tecniche, vanno sottratti al concetto di privatizzazione. Attenti: la privatizzazione - parola tanto usata - ha senso laddove si apre a un sistema di concorrenza, perché il privato può essere meglio del pubblico se c'è concorrenza, dal momento che la concorrenza permette una migliore allocazione delle risorse. Ma ci sono dei settori dove la privatizzazione è incompatibile con la concorrenza. L'esempio paradigmatico è dato dalla concessione delle strade, la concessione autostradale. Quando noi diamo a un privato la gestione delle strade, lì non c'è concorrenza, perché, quando arriviamo al casello, non possiamo scegliere con quale operatore percorrere l'autostrada.