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Agevolazioni fiscali per lo sviluppo delle zone montane marginali nonché interventi in favore del trasporto pubblico nelle medesime aree. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge vuole essere uno strumento concreto di sostegno e rilancio del territorio montano e in particolare di quelle zone a rischio di desertificazione per quanto riguarda i servizi fondamentali come il trasporto pubblico e il sistema distributivo commerciale. In particolare si mira a garantire agevolazioni fiscali alle imprese già esistenti mediante l'istituzione di « zone a fiscalità di vantaggio » e ad attrarre nuovi investimenti attraverso riduzioni fiscali pensate per le cosiddette « zone franche montane ». Tali agevolazioni, nell'ottica di incentivare il ripopolamento delle zone montane marginali, sono destinate a quelle attività e imprese, anche agricole, il cui personale dipendente, almeno per l'85 per cento, risieda nelle zone o nei comuni di riferimento e per i quali l'agevolazione viene concessa. Negli ultimi anni i territori montani, nonostante gli intenti positivi per una loro valorizzazione, hanno conosciuto un disagio economico e sociale sempre più profondo, a causa della crisi impietosa che ha colpito le aziende, del progressivo taglio di servizi strategici, della carenza di infrastrutture della trasformazione del mondo agricolo e del conseguente spopolamento. I territori della montagna, infatti, appaiono inseriti, per la gran parte, in un contesto di seria marginalità e di profondo svantaggio e pagano lo scotto di una difficoltà intrinseca che non appare superabile senza un decisivo intervento pubblico; solo politiche mirate possono arrestare una tendenza che, purtroppo, sta diventando sempre più preoccupante. Negli ultimi anni decine di attività in montagna, piccoli e fondamentali presìdi per le comunità locali, portatrici di tradizione, storia e cultura, sono state chiuse a causa del caro affitti e dell'alta tassazione. È dunque compito delle istituzioni porre in atto strategie concrete per non disperdere la ricchezza della montagna, fatta di risorse naturali, ambientali, paesaggistiche e culturali, un vero e proprio tesoro, unico e impareggiabile, che può essere salvaguardato solo evitando lo spopolamento di aree nelle quali la presenza umana si rivela fondamentale e determinante. Una presenza umana che può essere garantita solo con interventi di concreta agevolazione, che si discostino dall'assistenzialismo « a pioggia » di risorse una tantum , sempre e comunque limitate, e il cui accesso appare oltretutto difficoltoso per i piccoli imprenditori di montagna. Il presente disegno di legge individua una serie di azioni, da porre in essere anche con la stretta collaborazione delle regioni, volte ad attrarre nuovi investimenti e a raggiungere l'agognato obiettivo di creare nuova occupazione in queste aree, producendo conseguentemente un maggiore benessere economico e sociale, arrestando lo spopolamento, nonché tutelando e salvaguardando il complesso delle tradizioni culturali, enogastronomiche e imprenditoriali del nostro Appennino e delle aree montane. Nel presente disegno di legge sono previste anche forme di contributo per il trasporto pubblico per agevolare i comuni, anche piccolissimi, che non riescono, o vi riescono con grandi difficoltà, a far fronte a tale spesa a causa di bilanci particolarmente ridotti. L'articolo 1 prevede le finalità della legge: il contrasto dei fenomeni di degrado del tessuto economico e sociale delle zone montane marginali, lo sviluppo occupazionale e il ripopolamento, nonché il sostegno alle attività da conseguire mediante l'istituzione di zone a fiscalità di vantaggio e di zone franche montane. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico e di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, definisce i criteri per l'allocazione delle risorse prevedendo inoltre i criteri per l'individuazione delle singole zone. L'articolo 1 contiene inoltre la definizione di zona montana marginale. L'articolo 2 prevede l'istituzione delle zone a fiscalità di vantaggio, che sono individuate dalle singole regioni sulla base dei criteri della marginalità, dell'altimetria, del PIL e del rischio di desertificazione. È prevista da parte delle regioni l'istituzione di un fondo specifico per la riduzione dei tributi per le imprese e le attività che contribuiscano al rilancio, alla promozione e al popolamento delle zone montane marginali. L'articolo 3 definisce le caratteristiche della zona franca montana nella quale ricadono tutti i comuni ad alta marginalità al di sotto dei 3.000 abitanti classificati come montani. L'articolo 4 stabilisce la possibilità per i comuni di concedere deroghe alla normativa urbanistica per l'avvio di esercizi commerciali. L'articolo 5 definisce una serie di interventi di riduzione fiscale a favore delle nuove imprese che decidano di insediarsi nei comuni montani. L'articolo 6 prevede che le agevolazioni si applichino alle sole attività e imprese il cui personale dipendente, almeno per l'85 per cento, risieda nelle zone o nei comuni di riferimento e per i quali l'agevolazione viene concessa. L'articolo 7 prevede misure di decontribuzione per l'assunzione di lavoratori con più di 35 anni di età in favore di imprese che hanno la sede principale o una sede operativa in un comune montano e nel caso in cui il lavoratore assunto abbia la residenza in un comune montano o all'interno del sistema locale montano del lavoro. L'articolo 8 definisce gli interventi per il potenziamento del trasporto pubblico nelle zone montane marginali e a rischio di desertificazione. L'articolo 9 reca la norma finanziaria.. 1 (Finalità) 1 Le disposizioni della presente legge sono volte a contrastare i fenomeni di rarefazione e di desertificazione del tessuto economico e sociale delle zone montane marginali e a favorirne lo sviluppo occupazionale e il ripopolamento, nonché a sostenere lo sviluppo delle attività artigianali, agricole e turistiche che vi si svolgono. A tale scopo sono istituite le zone a fiscalità di vantaggio ai sensi dell'articolo 2, le zone franche montane ai sensi dell'articolo 3 e sono individuati interventi di riduzione fiscale per le nuove imprese montane secondo le modalità di cui all'articolo 5. 2 Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità della presente legge secondo le disposizioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. 3 Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede alla definizione dei criteri per l'allocazione delle risorse e dei parametri per l'individuazione da parte delle regioni delle zone a fiscalità di vantaggio e delle zone franche montane. Il CIPE provvede inoltre, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla concessione del finanziamento in favore degli interventi di cui al comma 1. 4 Ai fini della presente legge, per « zona montana marginale » si intende un'area montana che presenti uno sviluppo economico difforme e non equiparabile al contesto territoriale circostante, derivante da peculiarità intrinseche morfologiche suscettibili di produrre carenze strutturali nelle reti di trasporto e di comunicazione, nonché di generare difficoltà di insediamento e di sviluppo di attività produttive.