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203 vascelli causano più emissioni di 260 milioni di veicoli; nel Mediterraneo l'Italia è in assoluto la prima meta per turismo crocieristico e Venezia si trova al quinto posto, grazie all'attracco record , nel periodo pre COVID, di 594 navi all'anno con circa un milione e mezzo di passeggeri e un giro d'affari che supera i 283 milioni di euro all'anno, con un indotto che coinvolge 4.300 addetti; il tema dell'ingresso delle grandi navi a Venezia è questione annosa per la città e da lungo tempo si cerca una soluzione di equilibrio fra tutela dell'ambiente e giro d'affari milionario, che a tutt'oggi la politica non è stata in grado di offrire, anche per gli interessi delle grandi compagnie navali e crocieristiche, a scapito della salvaguardia del valore artistico, paesaggistico e naturalistico di un luogo unico al mondo; considerato che: nonostante il "decreto Clini-Passera" del 2012 avesse proibito l'ingresso nell'area alle navi oltre le 40.000 tonnellate, sospendendolo però in attesa di verificare altre possibilità di navigazione e precisando che intanto l'Autorità marittima, d'intesa con il magistrato alle acque di Venezia e l'Autorità portuale, avrebbe adottato "misure finalizzate a mitigare i rischi connessi al regime transitorio perseguendo il massimo livello di tutela dell'ambiente lagunare", da allora poco è cambiato: il passaggio delle grandi navi da crociera è continuato, spostando milioni di metri cubi d'acqua, causando erosioni alle rive e alle fondamenta delle case e muovendo i sedimenti della laguna con le eliche; il 24 settembre 2017 una decina di attivisti del comitato "No grandi navi" manifestarono nel canale della Giudecca lanciando fumogeni da alcune piccole imbarcazioni, in segno di protesta contro l'ingresso nel canale. "Per aver intralciato la navigazione" e "tamponato un'imbarcazione della polizia", come si legge dai verbali, sono stati denunciati. A distanza di quasi 4 anni, e nonostante si fossero difesi contro le accuse ritenute infondate, per evitare che il processo finisse in prescrizione, è stata notificata loro un'ingiunzione di pagamento dalla Capitaneria di porto di circa 20.000 euro da saldare entro il prossimo 7 aprile 2021. Nel giro di poche ore, grazie alla campagna di raccolta fondi lanciata on line dal comitato, sono stati raccolti migliaia di euro, frutto di donazioni di cittadini comuni ma anche star internazionali, cantanti e appassionati d'arte che hanno sposato la causa; visto che: all'indomani dell'incidente del 2 giugno 2019 presso il molo di San Basilio dove la nave MSC "Opera", alla velocità di 5 nodi, ha urtato il battello turistico "River Countess" ormeggiato, l'allora Ministro delle infrastrutture e trasporti Toninelli dichiarò che entro la fine di giugno sarebbe stata trovata una soluzione per allontanare le grandi navi dalla Giudecca e da San Marco; il ministro Franceschini a giugno 2020 si era impegnato per una "ragionevole ma inevitabile eliminazione del passaggio delle grandi navi davanti a Venezia" benché, appena un anno prima, avesse dichiarato "entro la fine del mio mandato nessuna Grande nave passerà più davanti a San Marco", ma ad oggi non risultano iniziative puntuali e definitive in nessuna delle due direzioni; nell'agosto 2020 la decisione delle compagnie MSC e Costa crociere di non fare più scalo a Venezia è stata salutata come un importante risultato dal comitato No grandi navi ma ha portato con sé gravi problemi occupazionali per i lavoratori del porto e per quelli impiegati nell'indotto che hanno, invece, protestato, chiedendo il ritorno delle grandi navi. Il presidente della cooperativa dei portabagagli, Wladimiro Tommasini, aveva infatti dichiarato: "Il governo ha autorizzato la ripresa delle crociere in tutta Italia, ma a Venezia tutto è fermo: anche a Venezia le autorità devono trovare il modo di riavviare subito il transito crocieristico. Siamo 1.700 lavoratori veneziani abbiamo famiglia, con gli stagionali e l'indotto 4 mila famiglie: non lavoriamo da quasi un anno"; nei prossimi mesi estivi, presumibilmente, tornerà a crescere la domanda turistica per la città di Venezia e riprenderà il regolare ingresso di queste navi, ad oggi sospeso solo a causa della pandemia, e non sembra che sia stata adottata alcuna soluzione alternativa. Nonostante vari progetti sul tavolo, l'approdo fuori porto sembrerebbe solo un'ipotesi e lo spostamento su Marghera, a quanto si apprende, sarebbe impraticabile e dannoso, si chiede di sapere: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo abbiano già intrapreso o intendano intraprendere per intervenire sul problema dell'ingresso delle grandi navi a Venezia; se e quali progetti di viabilità alternativa il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con i Ministeri della cultura e del turismo, stia prendendo in considerazione per salvaguardare l'ambiente marittimo della laguna, tutelare i livelli occupazionali e assicurare il flusso turistico alla città; se non ritengano sproporzionata l'ingiunzione di pagamento della Capitaneria di porto di Venezia notificata agli attivisti del comitato No grandi navi e se, vista e considerata la mobilitazione, anche di star internazionali, in favore della causa e della raccolta di donazioni, non ritengano di dover prendere una posizione sulla vicenda. Atto n. 4-05159 PARAGONE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'art. 58 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia", contiene interventi a sostegno del comparto HO.RE.CA. ( hotellerie, restaurant, catering ), per il rilancio della filiera dell'agroalimentare italiano, volti a rimborsare nella misura massima di 10.000 euro i costi sostenuti da ciascun operatore nel periodo 13 agosto-15 dicembre 2020 (data individuata per la scadenza della presentazione delle domande), per l'acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio; per l'erogazione del contributo il decreto prevede il riconoscimento di un anticipo del 90 per cento al momento dell'accettazione della domanda, a fronte della presentazione dei documenti richiesti e un saldo corrisposto a seguito della presentazione della quietanza di pagamento; per l'intervento, il Governo aveva stanziato 600 milioni di euro ma, alla scadenza, risultavano depositate domande di accesso al bonus da parte di appena 46.000 aziende per un importo totale di circa 350 milioni di euro, dunque ben al di sotto di quanto previsto; il 18 gennaio 2021 Poste italiane, deputata all'erogazione del bonus , aveva comunicato che entro la fine del mese di gennaio sarebbero stati versati i primi rimborsi ma da allora, stando a quanto risulta all'interrogante, sarebbero decine di migliaia gli imprenditori ancora in attesa del contributo;