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È quindi assolutamente indispensabile definire gli oneri necessari per garantire una corretta e completa attività di vigilanza e vincolare a questa definizione tutti gli attori in campo. Il quadro economico definito dall'articolo 8, insieme al contesto definito dall'articolo 7, consentono anche di contenere profondamente la possibilità di inserire i servizi ispettivi nelle procedure « al massimo ribasso » che risultano sistematicamente adottate dalla pubblica amministrazione, anche per importi minimi, e dalle grandi organizzazioni private per individuare gli organismi accreditati da incaricare per le verifiche degli impianti. Tali procedure danno luogo inevitabilmente ad un sostanziale annullamento della necessità di garanzia di qualità, professionalità e completezza che le attività oggetto del presente disegno di legge richiedono. Il tariffario di cui all'articolo 8 consente infine anche di definire in maniera equilibrata il necessario contributo al fine di garantire le funzioni previste dei Dicasteri di cui all'articolo 1. Tutto quanto appena descritto nel citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 non esiste ed infatti, le considerazioni di cui sopra, nascono proprio dalla rilevazione di molteplici criticità e problemi che derivano proprio dall'assenza di quanto definito dagli articoli 4, 6, 7 e 8 del presente disegno di legge. La necessaria semplificazione del quadro legislativo già accennata in precedenza passa anche dalla eliminazione di doppioni istituzionali rispetto a determinate funzioni. Nel più volte citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 permane un retaggio di quanto era l'organizzazione delle funzioni storiche derivanti dal decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e mantiene in essere attività di verifica periodica e omologazione in capo alle ASL/ARPA territorialmente competenti. Oggi, oltre a rilevare che molte di queste amministrazioni non sono più in grado di svolgere tale attività per mutamenti organizzativi e soprattutto per assenza di organico tecnico qualificato, risulta obsoleto mantenere una funzione di verifica periodica tecnica in capo alla stessa amministrazione che ha già il gravoso onere di vigilanza sui luoghi di lavoro definito dal decreto legislativo n. 81 del 2008, e relativo all'intero quadro legislativo. Funzioni ridondanti che risultavano in conflitto tra loro al punto da aver costretto alcune amministrazioni a dover definire nel tempo strutture separate e dedicate con ulteriore dispendio delle scarse risorse presenti. Il datore di lavoro ha oggi conseguentemente, per lo stesso settore della propria realtà produttiva (gli impianti elettrici), molteplici interlocutori ai quali deve rendere conto più volte sostanzialmente con le stesse modalità e gli oneri moltiplicati. Da queste considerazioni nasce la necessità di eliminare, attraverso il presente disegno di legge, le ASL/ARPA territorialmente competenti dalle funzioni di omologazione, di verifica periodica e di verifica straordinaria salvaguardando comunque le funzioni di vigilanza attraverso la notifica delle risultanze delle attività di cui sopra. Sempre in ordine alle medesime esigenze, al comma 4 dell'articolo 3, è stata riconosciuta la valenza di verifica periodica anche alla verifica a campione eseguita dall'INAIL. La verifica a campione, quindi, viene invece mantenuta in capo all'INAIL in quanto, in qualità di organo tecnico di assicurazione ed erede delle funzioni dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), necessita di analisi più approfondite relativamente alla reale conformità alle norme tecniche degli impianti nelle loro interezza e complessità. Infine, rispondendo al quel viatico che recita: « Una legge senza sanzione è una mera dichiarazione di intenti », all'articolo 10 è stato individuato un quadro sanzionatorio che pone l'attenzione sugli aspetti più critici rilevati dall'osservazione dell'applicazione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 e uniforma il presente disegno di legge al contesto dettato dal decreto legislativo n. 81 del 2008.. 1 (Ambito di applicazione) 1 La presente legge disciplina i procedimenti per la denuncia e la verifica dei dispositivi e degli impianti elettrici di protezione contro le scariche atmosferiche, di protezione contro i contatti diretti e indiretti e degli impianti elettrici in aree con rischio di esplosione di cui all'allegato XLIX al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, collocati nei luoghi di lavoro intesi come i luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro ivi compresi i cantieri temporanei e mobili e i siti per attività estrattive. 2 Sono esclusi, salvo richiami specifici della rispettiva regolamentazione di riferimento: a il domicilio del lavoratore; b le parti comuni di condomini senza lavoratore dipendente; c i luoghi di cui all'articolo 62, comma 2, lettere d) e d-bis), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 3 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono dettate disposizioni volte ad adeguare le vigenti prescrizioni in materia di verifica di installazioni, dispositivi e impianti di cui al comma 1. In particolare, tali decreti individuano, le procedure e le istruzioni operative per le verifiche degli impianti di cui al comma 1. 4 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono adottate disposizioni volte a regolare i processi per l'ottenimento e il mantenimento dell'abilitazione degli organismi accreditati per le attività di cui agli articoli 4 e 5 e per i criteri di abilitazione dei rispettivi tecnici. 5 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro della salute, coordina l'applicazione della presente legge, ne controlla lo stato di applicazione e vigila sulla corretta attuazione delle disposizioni e dei relativi regolamenti. 6 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al fine di provvedere a quanto previsto al comma 5 ed in relazione alle attività di cui agli articoli 4 e 5, ha facoltà di istituire al suo interno apposito dipartimento o agenzia avvalendosi anche della collaborazione dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), previa sottoscrizione tra le parti di specifica convenzione. 2 (Messa in esercizio e omologazione dell'impianto) 1 La messa in esercizio degli impianti di cui all'articolo 1, comma 1, non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall'installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell'impianto.