[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 29 bis della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia) introdotto dalla legge 31 dicembre 1998, n. 476 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta all'Aja il 29 maggio 1983. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di adozione di minori stranieri) “e delle norme collegate” promosso con ordinanza del 19 marzo 2002 dal Tribunale per i minorenni di Cagliari sul ricorso proposto da Annalisa Dessalvi, iscritta al n. 350 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 33, prima serie speciale, dell'anno 2002. Udito nella camera di consiglio del 12 febbraio 2003 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro Ritenuto che nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione promosso dalla signora Annalisa Dessalvi, per il conseguimento di dichiarazione di idoneità all'adozione internazionale della minore N.R., di nazionalità bielorussa, il Tribunale per i minorenni di Cagliari ha sollevato, di ufficio, con ordinanza emessa il 19 marzo 2002, questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli articoli 2, 3 e 30 della Costituzione, dell'art. 29-bis della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), come introdotto con legge 31 dicembre 1998, n. 476 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta all'Aja il 29 maggio 1983. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di adozione di minori stranieri) “e delle norme collegate”, laddove “escludono la possibilità di ottenere la idoneità all'adozione internazionale, in casi particolari, alle persone singole”; che - a detta del giudice rimettente - la Signora Annalisa Dessalvi, dell'età di 45 anni, non coniugata, intende adottare la minore N.R., undicenne, di nazionalità bielorussa, con la quale è affettivamente legata da cinque anni (trattenendola ogni anno presso di sé per più di novanta giorni); che la minore si trova in stato di abbandono in un orfanotrofio della Repubblica di Belarus - ai genitori è stata tolta la potestà genitoriale - ha due fratelli, di sedici e diciassette anni, di cui il primo detenuto e l'altro ricoverato in orfanotrofio, ed è bisognosa di serie e tempestive cure, anche chirurgiche, per grave infermità all'udito; che la ricorrente è stata ritenuta dai competenti servizi sociali in possesso di risorse personali e familiari per accudire un minore in stato di abbandono ed offrirgli valide opportunità di crescita in ambiente accogliente e ricco di stimoli; che, secondo l'ordinamento interno bielorusso, è necessaria, ai fini della pronuncia di adozione della minore in favore di Annalisa Dessalvi, la declaratoria di idoneità di quest'ultima all'adozione internazionale; che il decreto di adozione potrebbe essere emesso dal competente Tribunale della Repubblica bielorussa, in assenza di richieste di adozione della minore da parte di cittadini bielorussi, a condizione che l'aspirante non richieda che sia conservata la segretezza dell'adozione e che non siano impediti i contatti con i fratelli; che il diritto interno bielorusso prevede la possibilità di provvedimenti analoghi all'adozione italiana in casi particolari, che non rompe i rapporti con la famiglia di origine, e non conserva la segretezza (art. 44 lettera d), legge 184 del 1983), anche a favore di persone singole; che, secondo la Convenzione dell'Aja del 29 maggio 1993 che la Bielorussia ha sottoscritto ma non ratificato, non vi è riserva assoluta di adozione a favore di coniugi; che, con la legge di ratifica della Convenzione da parte dello Stato italiano (legge 31 dicembre 1998, n. 476), la possibilità di adozione da parte di singoli è stata però limitata - secondo il giudice a quo - alle sole ipotesi di cui all'art. 44, comma 1, lettera a) della legge n. 184 del 1983, e cioè all'ipotesi di adozione di minori orfani da parte di parenti o di persona che abbia avuto con il minore rapporti stabili o duraturi prima di morire (art. 31, n. 2, della legge n. 184 del 1983, come sostituito dalla legge n. 476 del 1998), e non anche ai casi particolari dell'art. 44 lettera d) e che la dichiarazione di idoneità all'adozione internazionale resta conseguentemente limitata dall'art. 29-bis della legge n. 184 del 1983, come modificato dalla legge n. 476 del 1998, ai coniugi, salva la limitata eccezione dei minori orfani; che, ferma restando la preferenza dell'adozione a favore di coppie sposate, la soluzione legislativa potrebbe apparire irragionevole ove si tratti di bambini in stato di abbandono per cui non vi sia possibilità concreta di adozione se non a favore di persone singole (art. 3 Cost.), nonché in contrasto con il diritto del minore in stato di abbandono, italiano e straniero, ad essere allevato in ambiente idoneo (art. 30 Cost.); che il diritto del minore abbandonato ad avere una famiglia in difetto di quella di sangue, riguarda anche gli stranieri, e che limitare l'adozione internazionale alle coppie, comporterebbe una discriminazione contro i bambini stranieri, sottraendoli così alle garanzie offerte dalla legge italiana (art. 2 Cost.); che la questione appare rilevante - il pubblico ministero ha espresso parere favorevole all'accoglimento del ricorso della Annalisa Dessalvi, sempre che si superino gli ostacoli esistenti nell'attuale disciplina legislativa - perché se l'art. 29-bis prevedesse la dichiarazione di idoneità all'adozione internazionale a favore di singoli anche nelle ipotesi dell'art. 44 lettera d), la ricorrente potrebbe dar corso alle pratiche di adozione nei confronti della minore bielorussa. Considerato che la questione sollevata investe l'art. 29-bis della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), come introdotto con la legge 31 dicembre 1998, n. 476 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta all'Aja il 29 maggio 1983. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di adozione di minori stranieri) e “le norme collegate”, laddove “escludono la possibilità di ottenere la idoneità all'adozione internazionale, in casi particolari, alle persone singole”, per violazione dell'art. 3 della Costituzione, per irragionevole esclusione dell'adozione da parte di singoli a favore di bambini in stato di abbandono;