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Nuove disposizioni in materia di aree protette. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge, che ripropone in identico testo il disegno di legge atto Senato n. 1820, approvato dalla 13ª Commissione (Territorio, ambiente, beni ambientali), in sede deliberante, nel corso della XVI legislatura, propone interventi di modifica della disciplina sulle aree protette nazionali anche con riferimento alle aree marine protette e mira altresì alla valorizzazione di queste all'insegna del principio di compatibilità tra ecosistemi naturali e attività antropiche, sociali ed economiche. Le aree protette rappresentano infatti un grande patrimonio nazionale ambientale ma anche una imprescindibile opportunità di sviluppo sostenibile, date le potenzialità di ricettività turistica di cui dispongono. Pertanto, si rende necessario per il legislatore realizzare una gestione integrata della materia che tenga conto della naturale vocazione allo sviluppo delle aree protette in un quadro di compatibilità e adattamento alle esigenze di tutela ambientale. In tale contesto, il disegno di legge delinea un intervento normativo di sistema delle aree marine protette e delle riserve marine, integrando e modificando quello sancito dalla legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394, che in alcune sue parti appare oggi superata. In particolare, l'articolo 1 reca modifiche all'articolo 2 della legge n. 394 del 1991. In particolare, i nuovi commi 1, 2, 3, 4 e 5 recano i criteri per individuare i parchi naturali nazionali, i parchi naturali regionali, le aree marine protette e le riserve naturali marine. Con decreto si provvede alla riclassificazione delle aree protette marine già istituite in riserve marine, aree marine protette e parchi nazionali con estensione a mare. Nei parchi nazionali già istituiti contigui o antistanti alle aree marine protette e alle riserve marine, sono recepite le perimetrazioni, le zonazioni, le discipline delle attività non consentite e consentite previste dai decreti istitutivi delle medesime aree e riserve marine. L'articolo 2 introduce l'articolo 7- bis della legge n. 394 del 1991, che istituisce il contributo per la tutela ambientale delle aree protette delle isole minori. L'articolo 3 prevede che all'articolo 8, comma 7, della legge n. 394 del 1991, dopo la parola: «marine» sono inserite le seguenti: «e le riserve marine». L'articolo 4 riscrive parte dell'articolo 9 della legge n. 394 del 1991, sostituendo i commi da 1 a 8- bis , relativi all'assetto organizzativo ed amministrativo dell'Ente parco, individua gli organi e la loro durata. Il Presidente del parco nazionale è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco. La carica di Presidente di parco nazionale è incompatibile con qualsiasi incarico pubblico amministrativo o elettivo. Al Presidente del parco nazionale spetta un'indennità di carica consistente in un compenso annuo fisso, nell'ammontare fissato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. L'articolo 5 reca modifiche agli articoli 12 (piano per il parco), 14 (iniziative per al promozione economica e sociale), 25 (strumenti di attuazione), 26 (coordinamento degli interventi) e 32 (aree contigue) della legge n. 394 del 1991. L'articolo 7 modifica gli articoli 11 (regolamento) e 22 (norme quadro) della legge n. 394 del 1991 ed introduce l'articolo 11.1 (Controllo della fauna selvatica). L'articolo 8 sostituisce l'articolo 18 della legge n. 394 del 1991, che prevede l'istituzione di aree protette marine e riserve marine. L'articolo 9 sostituisce l'articolo 19 della legge n. 394 del 1991, con una rinnovata disciplina della gestione delle aree protette e delle riserve marine. L'articolo 10 introduce l'articolo 19- bis della legge n. 394 del 1991, che regola la programmazione triennale per le aree marine protette. L'articolo 11 sostituisce il comma 1 dell'articolo 21 della legge n. 394 del 1991 prevedendo che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare vigila sugli Enti parco e gli altri enti istituiti per la gestione delle aree naturali protette di rilievo nazionale e internazionale. Gli articoli 12 e 13 modificano rispettivamente gli articoli 24 (organizzazione amministrativa del parco regionale) e 30 (sanzioni) della legge n. 394 del 1991 per renderli coerenti con le disposizioni recate dal presente disegno di legge. L'articolo 14 sostituisce l'articolo 33 della legge n. 394 del 1991, che prevede che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta annualmente al Parlamento una relazione sulle attività svolte dagli Enti parco e dagli altri enti istituiti per la gestione delle aree naturali protette di rilievo nazionale e internazionale. Anche l'articolo 15, infine, modifica l'articolo 36 della legge n. 394 del 1991 per renderlo coerente con le disposizioni recate dal presente disegno di legge.. Art. 1. (Modifiche all'articolo 2 della legge n. 394 del 1991) 1. All'articolo 2 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 1, 2, 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti: « 1 . I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali e da eventuali estensioni a mare che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l’intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future. 2 . I parchi naturali regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali e lacuali, di valore naturalistico e ambientale, che costituiscono, nell'ambito di una o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali. 3. Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali e lacuali che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentano uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi attraverso di esse tutelati. 4.