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Trump è già intervenuto da tempo: ha chiesto spiegazioni e telefona ogni giorno a Erdogan. Ogni giorno vengono fuori particolari sempre più raccapriccianti, compresi i depistaggi da parte dei servizi segreti. Chiediamo con forza che il Governo intervenga e che il presidente Conte non faccia l'assistente dei suoi due Vice Premier : quando parla di «alleati» non so se si riferisca agli alleati internazionali o ai suoi due capi, i due Vice Premier . Noi chiediamo con forza una presa di posizione del Governo, a partire dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, su una vicenda da condannare totalmente e con forza, riguardante un giornalista che faceva il suo lavoro ed è stato giustiziato - perché di questo si tratta - in circostanze allucinanti all'interno di una sede diplomatica. Per questo motivo, il Governo italiano non può far finta di niente. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, vogliamo intervenire anche noi sulla terribile vicenda del dissidente saudita Jamal Khashoggi, anzitutto per evidenziare che egli non è stato «giustiziato». Infatti, questa parola contiene il termine «giustizia». Khashoggi è stato esecutato, che è una cosa diversa; non solo, egli è stato prima di tutto torturato e poi fatto a pezzi, come ha ricordato anche il collega Urso. Stiamo parlando di una figura importante, collaboratore del quotidiano «The Washington Post». Come sappiamo, egli è scomparso il 2 ottobre scorso all'interno del consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul, dove si era recato semplicemente per chiedere il rilascio di un documento. Si tratta di un'azione che definiamo assolutamente vigliacca e credo che all'indignazione del mondo si debba unire quella dell'Italia. Stiamo parlando di un regime sanguinario e dobbiamo reagire. La reazione del nostro Governo è stata timida e tiepida e dobbiamo fare di più. L'Italia è stata troppo a lungo silente su questo tema. La Germania ha sospeso la vendita delle armi all'Arabia Saudita, mentre Trump è intervenuto in maniera molto forte per condannare questo atto criminale. Credo che dobbiamo fare assolutamente il nostro dovere. Come? Anzitutto occorre che gli esponenti istituzionali disdicano incontri, convegni e meeting organizzati dall'Arabia Saudita, cominciando dal cosiddetto incontro di Davos nel deserto, almeno sino a quando questo fatto non verrà chiarito. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo «Rende-Commenda» di Rende, in provincia di Cosenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. Grazie della visita (Applausi) . Discussione del disegno di legge: Doc 510 Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso GIARRUSSO ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 510. Il relatore, senatore Giarrusso, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. GIARRUSSO, relatore . Signor Presidente, Governo, onorevoli senatori, il voto di scambio politico-mafioso è uno dei reati più gravi che può essere commesso in una democrazia. Esso infatti attenta alla libertà del voto, all'effettiva rappresentatività delle istituzioni e all'esercizio della sovranità da parte dei cittadini. Il reato di voto di scambio politico-mafioso attenta alla vita stessa della democrazia. Non a caso, colleghi, questo reato è stato introdotto nel nostro ordinamento per la prima volta nel 1992, nel momento in cui cosa nostra portava l'attacco più feroce al cuore dello Stato, massacrando Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini che li proteggevano. Il reato di voto di scambio politico-mafioso viene introdotto a seguito del lavoro di Giovanni Falcone (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) , che prima di essere ucciso stava lavorando al Ministero proprio a queste modifiche da introdurre nel codice, in particolare alla modifica dell'articolo 416- bis del codice penale, concernente il reato di associazione mafiosa, proprio per introdurre il suo attuale terzo comma il quale stabilisce che è espressione tipica del sodalizio mafioso il fine di «impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali». Questo inserimento nel codice penale veniva collegato, immediatamente dopo, in modo forte e potente, con all'articolo 416- ter . Il primo comma dell'articolo 416- ter pensato da Giovanni Falcone prevedeva il collegamento della pena fra il 416- bis e il 416- ter : il politico che si fosse accordato con il mafioso per avere i voti avrebbe subito la stessa pena dell'associato alle cosche. Questo, colleghi, era il testo del 1992. Ma la classe politica del 1992 tradì Falcone e approvò una norma zoppa, come disse la dottrina; non ebbero il coraggio di approvare tutta la norma che aveva preparato Giovanni Falcone. E voi sapete - molti di voi erano qua nella scorsa legislatura - che c'è stato il tentativo e la domanda di riformare nella scorsa legislatura questo reato, per superare quella norma cosiddetta zoppa. Ebbene, quel rimedio è stato peggiore del male. Soltanto venti giorni dopo l'approvazione della riforma dell'articolo 416- ter , avvenuta nella scorsa legislatura, la Cassazione bollò la nuova norma con un marchio di infamia - fatemelo dire - parlando di norma più favorevole al reo. (Applausi del senatore Airola) . Noi dobbiamo ricordarlo in quest'Aula! Falcone venne tradito di nuovo. Adesso, con questo testo, noi riportiamo nuovamente nel codice il collegamento fra l'articolo 416- bis e il voto di scambio politico-mafioso, ossia l'idea di Giovanni Falcone. Ma facciamo di più: abbiamo avuto il coraggio di andare fino in fondo, di fare quello che ci aveva chiesto Giovanni Falcone: di estendere la fattispecie punitiva a tutto quell'universo di comportamenti che caratterizzano l'accordo tra la politica e la mafia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Infatti, la nuova formulazione prende in considerazione non solo l'erogazione di denaro o la promessa di erogazione di denaro o di altra utilità, ma aggiungiamo ad «altra utilità» quella parola che nella scorsa legislatura non avete, non hanno avuto il coraggio di mettere: «qualunque» altra utilità, che non è una differenza da poco. Su questo testo nella scorsa legislatura abbiamo combattuto anche su una sola parola. Ma non solo: prendiamo in considerazione anche la disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa. Questo elemento, assieme agli altri, completa la fattispecie sotto il profilo dei comportamenti imputabili al politico che si accorda con le mafie per ottenere i voti.