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Il dibattito, infatti, ha toccato molti punti inerenti alle voci di entrata e di spesa del Senato, che hanno testimoniato l'interesse e l'impegno politico dei vari Gruppi politici di maggioranza e di opposizione, affinché questa Istituzione prosegua nel percorso virtuoso intrapreso ormai da tempo e che tutti - seppure ciascuno con il proprio stile - dovrebbero perseguire e migliorare ulteriormente. Il giudizio positivo che intendiamo esprimere sul rendiconto 2017 si fonda non soltanto sui dati che emergono dal documento al nostro esame, ma anche sulle modalità con cui questi sono stati conseguiti. In un momento in cui sono stati chiesti sacrifici al Paese per portare sotto controllo i conti pubblici, il Senato ha notevolmente ridotto il proprio peso sulle finanze pubbliche. Nella scorsa legislatura, il Senato si è impegnato con costanza su un percorso di riduzione dei propri costi e ha migliorato i propri servizi, e il fatto che abbia mantenuto questi impegni credo sia da rimarcare con grande soddisfazione. Noi tutti, insieme a tutta la struttura del Senato, siamo stati attori e protagonisti di questo percorso virtuoso, nato con l'ormai noto ordine del giorno G100 - proposto dal PD e approvato nel 2012 - che dettava per il Senato un traguardo che allora poteva sembrare ambizioso: un cambiamento di abitudini, spese e assetti organizzativi che sembravano difficili da raggiungere e che invece, con tenacia e costanza, sono stati perseguiti anno dopo anno. Oggi la macchina organizzativa dell'Istituzione è oggettivamente migliorata: i servizi, in particolare quelli gestiti insieme alla Camera, sono più efficienti ed è stata aperta la strada per nuovi e ulteriori miglioramenti. Sicuramente - come hanno già ricordato in molti - una parte consistente di questo miglioramento dell'Istituzione va riconosciuto come merito al personale dipendente, a cui sono stati chiesti i maggiori sacrifici in termini di riduzione del peso all'interno del bilancio del Senato, senza che venisse meno la qualità del servizio. Tutti insieme abbiamo sottolineato come ciò significhi una sola cosa: alta professionalità. Ciò che maggiormente colpisce in senso positivo dall'esame dei dati del rendiconto 2017 è che, dal 2012 al 2017, la spesa si è ridotta, al netto dei risparmi da versare allo Stato: da 520 milioni di euro circa a 488 milioni di euro circa. Fatto salvo l'incremento della spesa per il personale in quiescenza, il rendiconto 2017 presenta una riduzione in tutti i macroaggregati della spesa corrente obbligatoria (senatori e Gruppi parlamentari, ex senatori, segreterie istituzionali, personale dipendente in servizio e oneri previdenziali e fiscali) rispetto sia al 2016 sia al 2015. L'avanzo di esercizio segna un nuovo andamento positivo passando da 44,2 milioni di euro del 2015 a 59,9 milioni di euro nel 2016 e a ben 64,3 milioni di euro nel 2017. Questi pochi numeri sono importanti prima di tutto per il loro valore simbolico, ma anche per il loro numero assoluto, e assumono ancor più valore se si tiene conto del buon livello di efficienza ed efficacia raggiunto dall'Istituzione. Dato atto dei risultati positivi raggiunti, ci troviamo oggi di fronte a nuove sfide. Potremmo ritenerci soddisfatti, ma proprio da questi risultati penso dobbiamo ripartire per impostare nuovi traguardi e lasciare alla prossima legislatura un Senato ancora più efficiente. La XVIII legislatura è agli inizi e occorre proseguire nel percorso intrapreso negli scorsi anni, fatto di maggiore efficienza, maggiore capacità di conseguire risparmi di spesa. Conclusa la fase di razionalizzazione della spesa interna, a nostro giudizio risultano ancora aperti diversi fronti su cui lavorare. Il progetto di bilancio per l'anno 2018 non contiene particolari indicazioni in tal senso, anche in ragione del passaggio tra la vecchia e la nuova legislatura. Riteniamo, tuttavia, che uno degli ambiti su cui dovremmo confrontarci nei prossimi mesi e su cui lavorare da qui alla fine della XVIII legislatura sia quello dell'intensificazione delle sinergie con la Camera dei deputati, con l'obiettivo di accentuare, quanto più possibile, l'erogazione in comune di servizi di natura identica, che ancora oggi le due istituzioni erogano ai parlamentari in modo separato. Sul tema dell'unificazione dei servizi di Camera e Senato molto ancora può essere fatto. Penso - ad esempio - al Servizio studi, che già oggi produce documenti in comune ma operando da sedi separate. Penso, poi - per fare qualche esempio - che sarebbe utile unificare i servizi informatici, quelli tecnici e di ragioneria, di rassegna stampa, i rapporti internazionali e quant'altro rimasto ancora a gestione separata. Soprattutto riteniamo indispensabile, anche per ragioni di trasparenza delle istituzioni, che sia creata una centrale unica per le gare d'appalto e i contratti. Si potrebbe lavorare, poi, per mettere insieme e gestire in comune, oltre ai servizi, anche gli immobili a disposizione delle due istituzioni, per meglio corrispondere alle esigenze del mandato parlamentare, per migliorare la qualità delle prestazioni offerte e agevolare il lavoro svolto dalle alte professionalità presenti nell'istituzione: in poche parole, condivisione delle strutture, meno Uffici e più servizi. Per quanto riguarda il personale, occorre intervenire per migliorare tutte le dotazioni strumentali necessarie ad accrescere l'efficienza degli Uffici. Il Senato è una macchina complessa che si fonda su un dato importante: il patrimonio di dipendenti che in essa sono presenti e vi lavorano. Ritengo fondamentale investire in futuro maggiori risorse per favorire e potenziare la strumentazione a disposizione, per la qualificazione, l'arricchimento e l'aggiornamento professionale di coloro che operano all'interno di questa Istituzione. Avere, infatti, dei servizi importanti e qualificati per un parlamentare che si accinge a esaminare un provvedimento legislativo è indispensabile e, pertanto, chi fornisce questi strumenti deve essere sempre al meglio delle proprie possibilità. Dunque, sono indispensabili competenza, aggiornamento, serietà professionale e analisi dei fabbisogni organici. Occorre poi programmare, laddove necessario, l'incremento del personale in organico, prevedendo concorsi unici con la Camera per il reclutamento di nuovo personale. Penso che si debba lavorare, inoltre, per rafforzare ulteriormente i meccanismi di trasparenza dell'Istituzione. In tale ambito, il Gruppo Partito Democratico del Senato rivendica un ruolo primario, rispettoso delle determinazioni assunte negli scorsi anni dal Senato, in termini di trasparenza e pubblicità del proprio bilancio, sempre certificato da revisori esterni. Sempre in tema di trasparenza, occorre lavorare per far sì che il bilancio interno del Senato sia corredato in futuro da un sempre più elevato numero di informazioni, che illustrino nel dettaglio le singole voci di entrata e di spesa. Ciò, al fine di rendere il Senato una casa di vetro, accessibile a tutti i cittadini, anche nelle pieghe più nascoste. Mi avvio alle conclusioni. Quelli delineati sono soltanto alcuni dei possibili interventi per migliorare ulteriormente il funzionamento del Senato e, più in generale, delle istituzioni parlamentari.