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c) manutenzione, recupero e ricostruzione, anche in forma ciclabile o carrabile, di tratte di percorso dell'antico tracciato, anche in interconnessione con le infrastrutture per la mobilità già esistenti al fine di favorirne e migliorarne la percorribilità a fini escursionistici; d) miglioramento della ricettività turistica, con priorità agli interventi di completamento e manutenzione di strutture già esistenti e funzionanti; e) tutela e salvaguardia dell'ambiente, anche mediante interventi di ripristino del paesaggio che prevedano la valorizzazione di tratti di paesaggi storici, l'inserimento di appropriati apparati di vegetazione utili alla riconoscibilità del percorso, la ricomposizione dell'intorno delle emergenze architettoniche e storico-testimoniali a questo connesse e il recupero di aree degradate collegate al percorso o alla viabilità ad esso afferente capaci di completare e perfezionare, in modo significativo, interventi, già realizzati, di carattere storico-architettonico; f) manutenzione e promozione della sentieristica lungo l'itinerario, anche attraverso l'installazione di cartellonistica e segnaletica; g) attività di informazione, comunicazione, anche attraverso la produzione di materiale cinematografico e multimediale, e promozione del prodotto turistico-culturale ed ambientale rappresentato dalla Via Francigena, che tenga in particolare conto la diffusione a livello europeo e promuova collegamenti e collaborazioni con località toccate dalla Via Francigena in altri Paesi europei; h) attività di formazione, ricerca e documentazione sul tema della Via Francigena promosse dal mondo della scuola e dell'università, anche attraverso stage e scambi tra istituzioni formative dei diversi Paesi europei, finalizzate a sottolineare il valore interculturale e internazionale del percorso di pellegrinaggio, per favorire, attraverso la conoscenza e la storia della Via Francigena, la consapevolezza di una comune identità europea. Art. 3. 1. Per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 2 è istituito un Fondo presso il Ministero per i beni e le attività culturali, denominato «Fondo per la Via Francigena», finalizzato alla concessione di contributi ai progetti di iniziativa di comuni, province e regioni volti al perseguimento delle finalità della presente legge. A decorrere dall'anno 2013, al Fondo è attribuito un finanziamento di 10 milioni di euro in ragione d'anno. 2. Il Fondo di cui al comma 1 è amministrato da una apposita Commissione nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un rappresentante rispettivamente, del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero della pubblica istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca nonché da un rappresentante di ciascuna delle regioni Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Basilicata e dal presidente dell'Associazione europea delle Vie Francigene. Entro due mesi dalla sua costituzione, la Commissione adotta il proprio regolamento di organizzazione interno e il regolamento contenente i criteri per l'attribuzione dei contributi previsti dalla presente legge. Art. 4. 1. Gli enti locali, singolarmente o associandosi fra loro, predispongono, anche in partenariato e collaborazione con i privati, con la realtà economico-produttiva del territorio e con le agenzie di pellegrinaggio, progetti finalizzati alla realizzazione degli interventi di cui all'articolo 2. 2. Ciascuna regione individua le proposte e le priorità a livello regionale e redige annualmente, sentito il parere dei soggetti di cui all'articolo 112 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, una graduatoria degli interventi previsti sul proprio territorio, da trasmettere entro il 10 febbraio di ogni anno alla Commissione di cui all'articolo 3, che forma la graduatoria complessiva e stabilisce l'entità dei relativi finanziamenti. 3. I progetti interregionali sono presentati dalla regione capofila direttamente alla Commissione di cui all'articolo 3. 4. I progetti possono essere finanziati per un importo non superiore al 70 per cento del totale. Art. 5. 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.