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Non mi meraviglio che ad un certo punto una istituzione si faccia carico di prevedere anche meccanismi di semplificazione ma, rispetto al MES, la compiutezza viene ricercata attraverso gli altri due elementi che costituiscono il compimento dei tre pilastri. C'è il pilastro dell'EDIS ( European deposit insurance scheme ) per quanto riguarda la garanzia dei depositi, e c'è il BICC ( Budgetary instrument for convergence and competitiveness ), cioè uno strumento di bilancio che deve garantire la convergenza e la competitività. Sono presenti alcune persone che hanno studiato e hanno esperienza in materia europeista. Non posso non ribadire come la coppia tematica della competitività e della convergenza, o della intrapresa e della coesione, sia stata la coppia tematica che ha animato dall'inizio la parte migliore della vita dell'Europa, cominciando da Delors. Dobbiamo fare in modo che lo strumento del BICC possa contenere in sé tutto ciò che serve all'agenda italiana, attivando un tiro alla fune rispettoso e intelligente, come io sono convinto stiano facendo il Ministro per gli affari europei, il Ministro dell'economia e delle finanze e il nostro Presidente del Consiglio, ma andando lì, argomentando e avendo elementi, senza far saltare il banco, senza chiamarsi fuori, senza scommettere sulla paura, poiché la complessità della questione ci convoca ad entrare nel merito. Voglio mettere in evidenza la seguente questione: sarebbe immaginabile che al Consiglio europeo di domani e dopodomani ci potessimo andare, che ci avvicinassimo a quel concerto europeo senza aver fatto un'agenda e senza irrobustire ulteriormente l'agenda? Quando si dice logica a pacchetto, o partecipazione con il pacchetto, significa essere all'altezza del cruscotto del negoziato. Dobbiamo fare in modo che l'anno europeo del futuro, che comincerà nel 2020, sia una stagione che ci veda protagonisti, per esempio per tutti gli investimenti riguardanti il superamento della fragilità del suolo o degli edifici. Investimenti destinati a dare risposte a domande collettive, pensate alla scuola, ai trasporti, con parità di opportunità tra Nord e Sud. Tutto questo deve essere al riparo, fuori dal calcolo del patto di stabilità. (Applausi dai Gruppi PD e Misto-LEU) . Ma fare questo significa entrare nel merito, significa anche mettere al riparo i temi dell'ordinamento dalla battaglietta politica, perché quello che abbiamo visto in queste settimane è una battaglietta politica. Noi dovremmo distinguere ciò che è proprio della battaglia politica, ciò che è degli Stati e ciò che è dell'ordinamento dell'Unione europea. Non è possibile divorare tutto, altrimenti ci rimarranno gli stracci. L'alternativa, che nella democrazia si verifica tra maggioranza e opposizione, consegnerà agli altri, a quelli che magari sono oggi minoranza, il ruolo della responsabilità: perché alcuni Paesi nel mondo si fanno riconoscere per maturità rispetto a questi temi? Perché sanno cogliere la differenza tra ciò che è dell'ordinamento e che deve durare e ciò che è della battaglietta politica. Quello che si è consumato qui, alla Camera e in alcuni momenti nelle Commissioni, non è tipico di una classe dirigente nazionale capace di richiedere un patto di fiducia da una parte ai cittadini e dall'altra parte a livello internazionale dello sforzo unionista. Dobbiamo fare in modo, cari colleghi, che sul tema dell'Europa ci sia più Europa, più meccanismo di funzionamento, più garanzia. Pensate al tema, per esempio, riguardante la coppia che troviamo all'interno dell'EDIS. Valutiamo gli strumenti di garanzia dei depositi ma, dall'altra parte, valutiamo anche che il fondo unico per la risoluzione sia sempre più capiente, proprio per corrispondere ai bisogni di crisi. Ma se non è questo l'ordinamento, allora occorre: prevedere, prefigurare e fare in modo che in anticipo non si venga colti di sorpresa. Per questa ragione ho apprezzato il lavoro che hanno fatto i Gruppi parlamentari di maggioranza e apprezzo anche lo sforzo del Presidente del Consiglio, del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro degli affari europei. Buon lavoro a chi porta avanti questo tiro alla fune per le ragioni dell'Italia. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti della facoltà di giurisprudenza dell'Università LUMSA di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Presidente Conte, non tornerò - come già fatto dai colleghi precedentemente - sul merito e sul contenuto specifico del MES. Già prima il senatore Bagnai è stato puntuale e preciso, ma lo era già stato nei confronti del suo ministro Gualtieri, che peraltro non vedo tra i banchi del Governo, in una circostanza nella quale lo avremmo invece voluto presente, non foss'altro che per dare una concreta e figurativa fisiognomica di come lei fa un sorriso e lui invece non sorride mai, quando si parla dello stesso argomento: il MES. Quando Gualtieri viene in Commissione dice cose esattamente opposte rispetto a quello che lei poi dice nei comunicati stampa. Sarebbe stato simpatico vedervi lì, uno accanto all'altro, argomentare con il vostro viso quelle espressioni che poi in effetti contengono la verità su questo MES. Ci dovremo accontentare della sua presenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vede, presidente Conte, questa è anche la circostanza che rende plastico e visibile, all'interno dell'Aula del Senato, ma lo è stato anche stamattina alla Camera, il modo in cui lei gestisce la cosa pubblica, ovvero il suo ufficio di Presidente del Consiglio dei ministri. È evidente la parabola che l'ha portato ad essere sostanzialmente un sovrano di se stesso, emancipandosi totalmente rispetto al MoVimento 5 stelle, fino ad arrivare addirittura a mettere in discussione e in imbarazzo le stesse tesi originarie che il MoVimento 5 Stelle portò davanti agli elettori nel 2018. Non c'è da far grande fatica ad andare a leggere quanto il MoVimento 5 Stelle scriveva nel programma con cui si presentò agli elettori nel 2018: «Il MoVimento 5 Stelle si opporrà in ogni modo ai ricatti dei mercati e della finanza internazionale travestiti da riforme, che comportano la svendita degli asset Paese e la messa in crisi delle politiche di Welfare . In particolare, si impegnerà alla liquidazione del MES (Fondo salva Stati), liberando in tal modo gli Stati dalla necessità di adeguarsi alle rigorose condizionalità imposte attraverso decisioni prese in contrasto con i principi democratici degli organismi sovranazionali che formano la cosiddetta troika ». Al di là della forma decisamente barocca, il ragionamento era «noi del MoVimento 5 Stelle siamo contrari». È molto curioso adesso sentire le voci di imbarazzo in quel Gruppo. (Commenti dal Gruppo M5S) . Peraltro non sono dovute a una posizione non condivisa rispetto al mandato ricevuto dagli elettori, ma all'imbarazzo di trovarsi oggi con il Presidente del Consiglio, che essi sostengono con il loro voto di fiducia, che fa l'esatto opposto quando va in Europa.