[pronunce]

che, secondo la citata sentenza, la scelta «compiuta dal legislatore – in relazione ai processi di primo grado già in corso – di subordinare l'efficacia, ratione temporis, della nuova disciplina sui termini di prescrizione dei reati (quando più favorevole per il reo) all'espletamento dell'incombente ex art. 492 cod. proc. pen.» non si conforma «al canone della necessaria ragionevolezza»; che, difatti, tale incombente processuale non è idoneo «a correlarsi significativamente ad un istituto di carattere generale come la prescrizione, e al complesso delle ragioni che ne costituiscono il fondamento», in quanto esso «non connota indefettibilmente tutti i processi penali di primo grado (in particolare i riti alternativi – e, tra essi, il giudizio abbreviato – che hanno la funzione di “deflazionare” il dibattimento)», né risulta «incluso tra quelli ai quali il legislatore attribuisce rilevanza ai fini dell'interruzione del decorso della prescrizione ex art. 160 cod. pen. , il quale richiama una serie di atti, tra cui la sentenza di condanna e il decreto di condanna, oltre altri atti processuali anteriori»; che, pertanto, alla luce di tale sopravvenuta decisione, vanno restituiti gli atti ai giudici rimettenti, ai fini di una rinnovata valutazione circa la rilevanza e non manifesta infondatezza delle questioni dagli stessi sollevate.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti ai Tribunali di Roma, Chiavari, Genova, Bologna, Santa Maria Capua Vetere, Perugia (sede centrale e sezione distaccata di Gubbio), Paola (sezione distaccata di Scalea), Teramo, Venezia (sezione distaccata di San Donà di Piave), Frosinone (sede centrale e sezione distaccata di Alatri) e Monza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 marzo 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 16 marzo 2007. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA