[pronunce]

che, coerentemente con l'osservazione testé svolta e certo non contraddittoriamente con le esigenze della parità, come ritiene invece il giudice rimettente, l'impugnato art. 7 della legge n. 425 del 1997 lega la disciplina che esso dispone circa l'effettuazione degli esami di abilitazione nelle scuole pareggiate o legalmente riconosciute alla «attesa dell'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione dell'art. 33, quarto comma, della Costituzione», cioè al perfezionamento di un processo normativo di parificazione che - nei limiti della ragionevolezza che, nella specie, certamente non sono superati - è nelle mani del legislatore; che, per i suddetti motivi, non v'è ragione alcuna di ritenere violata la norma dell'art. 33, quarto comma, della Costituzione e la questione di legittimità costituzionale sollevata deve essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 della legge 10 dicembre 1997, n. 425 (Disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore), sollevata, in riferimento all'art. 33, quarto comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 ottobre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Gustavo ZAGREBELSKY, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 ottobre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA