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unitamente a queste due motivazioni, risulta prioritario stabilizzare il Paese Nordafricano anche ai fini di sicurezza e contrasto al terrorismo, posto che i processi di radicalizzazione e la conseguente espansione territoriale delle principali sigle jihadiste sono facilitati in contesti di estrema instabilità; una reale stabilizzazione della Libia, fermo restando il netto sostegno italiano al processo Onu e al primo ministro del Governo di accordo nazionale Fayez Serraj, deve passare per un coinvolgimento dei principali attori locali, al fine di garantire al Paese nordafricano uno sviluppo e una stabilità politica e territoriale di lungo termine, e un immediato stop delle violenze interne; le tensioni dovute alla violazione del diritto internazionale in Crimea, e il conseguente raffreddamento dei rapporti tra l'Alleanza Atlantica e le Istituzioni europee nei confronti della Federazione Russa, ha accelerato la cosiddetta "partnership strategica globale" tra Russia e Cina, specialmente in campo militare ed energetico; in tema militare, è opportuno sottolineare che la Federazione Russa negli ultimi anni ha registrato una notevole contrazione della spesa militare, in termini assoluti quantificabile in oltre 17 miliardi di dollari, che l'ha portata a scendere dalla terza alla sesta posizione nella classifica dei Paesi per spese per la difesa, con una spesa assoluta di circa 60 miliardi di dollari, in luogo di un contesto internazionale che al contrario registra un aumento complessivo della spesa militare, con un trend di crescita simile a quello a cui si è assistito negli anni della Guerra Fredda; impegna il Governo: nell'ambito dei capisaldi della proiezione internazionale italiana, saldamente ancorati alle prospettive dell'integrazione europea e della partnership euro-atlantica, a mantenere un dialogo bilaterale strutturato con la Federazione Russa, che comprenda un'ampia agenda strategica per i due Paesi e che miri all'ampliamento degli attuali spazi di cooperazione; a contribuire, in sede europea, allo sviluppo di un dialogo volto a stabilire la costruzione di un nuovo approccio dell'Unione europea nei confronti della Federazione Russa, che persegua gli interessi e le esigenze dell'intero continente e che operi all'interno dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite del 1945, dell'atto finale di Helsinki del 1975 e dalla Carta di Parigi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 1990; in sede Nato, a promuovere il mantenimento del dialogo all'interno del Consiglio NATO-Russia (NRC), con l'obiettivo di tornare a un livello di collaborazione preesistente alla crisi ucraina del 2014, che si basi sugli obiettivi e i principi della Legge istitutiva sulle relazioni reciproche, la cooperazione e la sicurezza tra la NATO e la Federazione russa del 1997; ad inaugurare una nuova stagione di apertura alla società civile russa, agevolando le condizioni per favorire la conoscenza reciproca, a partire dal settore linguistico, delle università e turistico, e a promuovere ogni iniziativa utile a favorire gli scambi culturali; a sostenere, in merito alla situazione in Ucraina, ogni iniziativa adottata in senso all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) utile a favorire la piena attuazione degli Accordi di Minsk; a portare in Europa, un dibattito costruttivo sul futuro delle sanzioni nei confronti della Federazione Russa, che possa portare a una revisione dell'intero apparato sanzionatorio e delle conseguenti contro-sanzioni russe, nocive per interi settori dell'economia italiana; a mantenere e sviluppare, in un momento delicato per l'andamento dell'economia globale, i rapporti commerciali con la Federazione Russa che riguardino settori di reciproco interesse strategico; riguardo la crisi libica, all'interno del piano Onu per il Paese, a trovare una sponda nella Federazione Russa per accelerare il processo di cessate il fuoco, interrompendo l'offensiva di Haftar nella zona di Tripoli, e continuando a promuovere iniziative che portino ad un'effettiva stabilizzazione della Libia; ad alimentare un clima che favorisca, in materia di contrasto al terrorismo, dato il ruolo della Russia nei principali teatri di guerra in Medio Oriente, sforzi diplomatici di cooperazione tra le istituzioni euro-atlantiche e la Federazione Russa per sconfiggere definitivamente la minaccia del terrorismo internazionale, e per pianificare una strategia strutturata nei confronti del fenomeno dei Foreign Fighters . Allegato