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Articolo 5 – (Disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia contabile) La norma in esame apporta talune modifiche alla disciplina recata dall'articolo 85 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, relativo alle misure urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia contabile. In particolare, la lettera a) del comma 1 sostituisce, ovunque ricorrano, nel citato articolo 85, le parole: « 30 giugno 2020 » con le parole: « 31 luglio 2020 », così estendendo il periodo di operatività della norma fino alla cessazione dello stato di emergenza. Con la lettera b) viene innalzato il numero dei membri del collegio delle sezioni riunite della Corte dei conti in sede di controllo, portandolo da dieci a quindici magistrati, oltre al presidente di sezione preposto al coordinamento, nonché stabilendo che lo stesso delibera con almeno dodici magistrati, in luogo dei nove attualmente previsti dall'articolo 85. Infine, si dispone che i criteri per l'individuazione dei magistrati che compongono tale organo, fissati dal presidente della Corte dei conti, sentito il Consiglio di presidenza, devono assicurare adeguata proporzione fra magistrati relatori, magistrati in servizio presso gli uffici centrali e magistrati operanti negli uffici territoriali. La lettera c) , con l'introduzione del comma 8- ter , attribuisce la possibilità per il pubblico ministero contabile di avvalersi di collegamenti da remoto, nell'ambito dell'attività istruttoria posta in essere. Attraverso tali modalità potrà infatti essere disposta l'audizione di soggetti informati di cui all'articolo 60 del codice di giustizia contabile e del presunto responsabile che ne abbia fatto richiesta ai sensi dell'articolo 67 del medesimo codice. Le regole tecniche per l'individuazione di tali collegamenti e la relativa disciplina sono adottate con decreto del presidente della Corte dei conti, da emanarsi ai sensi dell'articolo 20- bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Tale decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Articolo 6 – (Sistema di allerta COVID-19) L'intervento normativo proposto introduce, accanto alle disposizioni già previste in relazione al trattamento dei dati personali nel contesto dell'emergenza sanitaria a carattere transfrontaliero determinata dalla diffusione del COVID-19 (articolo 14 del decreto-legge n. 14 del 2020), ulteriori previsioni tese a chiarire e rafforzare la disciplina del particolare trattamento dei dati, nell'ambito di una piattaforma informatica unica e nazionale, necessario all'individuazione e allerta dei contatti stretti con soggetti risultati positivi al COVID-19 che, a tal fine, abbiano volontariamente installato un'apposita applicazione sui dispositivi mobili. Al riguardo, il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha precisato che una situazione di emergenza, come quella in corso, è una condizione giuridica che può legittimare limitazioni delle libertà, a condizione che tali limitazioni siano proporzionate e confinate al periodo di emergenza. In particolare, il regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD) è una normativa di ampia portata e contiene disposizioni che si applicano anche al trattamento dei dati personali in un contesto come quello relativo al COVID-19, consentendo alle competenti autorità sanitarie pubbliche di trattare dati personali nel contesto di un'epidemia, conformemente al diritto nazionale e alle condizioni ivi stabilite. In questa direzione, al comma 1, viene precisato che il titolare del trattamento è il Ministero della salute e che il trattamento è effettuato tramite l'utilizzo di un'applicazione, installata su base volontaria e destinata alla registrazione dei soli contatti tra soggetti che abbiano parimenti scaricato l'applicazione, al solo fine di adottare le adeguate misure di informazione e prevenzione sanitaria nel caso di soggetti entrati in contatto con utenti risultati, all'esito di test o diagnosi medica, contagiati. Si prevede, in particolare, che il Ministero della salute si coordina, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, anche ai sensi dell'articolo 28 del regolamento (UE) 2016/679, con i soggetti operanti nel Servizio nazionale della protezione civile, di cui agli articoli 4 e 13 del codice di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e i soggetti attuatori di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020, nonché con l'Istituto superiore di sanità e, anche per il tramite del Sistema tessera sanitaria, le strutture pubbliche e private accreditate che operano nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto delle relative competenze istituzionali in materia sanitaria connessa all'emergenza epidemiologica da COVID 19, per gli ulteriori adempimenti necessari alla gestione del sistema di allerta e per l'adozione di correlate misure di sanità pubblica e di cura. Si chiarisce, infine, che le modalità operative della piattaforma informatica sono complementari alle ordinarie modalità in uso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. Il comma 2 chiarisce che, all'esito di una valutazione di impatto, costantemente aggiornata, effettuata ai sensi dell'articolo 35 del regolamento (UE) 2016/679, il Ministero della salute adotta misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e assicura, in particolare, che: a) gli utenti ricevano, prima dell'attivazione dell'applicazione, ai sensi degli articoli 13 e 14 del citato regolamento, informazioni chiare e trasparenti al fine di raggiungere una piena consapevolezza, in particolare, sulle finalità e sulle operazioni di trattamento, sulle tecniche di pseudonimizzazione utilizzate e sui tempi di conservazione dei dati; b) per impostazione predefinita, in conformità all'articolo 25 del regolamento, i dati personali raccolti dall'applicazione di cui al comma 1 siano esclusivamente quelli necessari ad avvisare gli utenti dell'applicazione di rientrare tra i contatti stretti di altri utenti accertati positivi al COVID-19, individuati secondo criteri stabiliti dal Ministero della salute e specificati nell'ambito delle misure di cui al presente comma, nonché ad agevolare l'eventuale adozione di misure di assistenza sanitaria in favore degli stessi soggetti; c) il trattamento effettuato per individuare e allertare i contatti sia basato sul trattamento di dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi oppure, ove ciò non sia possibile, pseudonimizzati; è esclusa in ogni caso la geolocalizzazione dei singoli utenti; d) siano garantite su base permanente la riservatezza, l'integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento nonché misure adeguate ad evitare il rischio di reidentificazione degli interessati cui si riferiscono i dati pseudonimizzati oggetto di trattamento;