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Il comma 6 autorizza la spesa per la partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA) , di cui alla risoluzione 2100 (2013) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 25 aprile 2013, che richiama la risoluzione 2071 (2012), nella quale il Consiglio di sicurezza aveva espresso profonda preoccupazione per le conseguenze dell'instabilità nel nord del Mali sulla regione e al suo esterno, sottolineando la necessità di rispondere rapidamente per preservare la stabilità in tutta la regione del Sahel, invitando, inoltre, i partner internazionali, compresa l'Unione europea, a fornire assistenza, consulenza, formazione e potenziamento delle capacità all'esercito e alle forze di sicurezza del Mali. La missione ha il seguente mandato: conseguire la stabilizzazione dei principali centri abitati, in particolare nel nord del Mali; sostenere le autorità di transizione del Mali per il ristabilimento dell'autorità dello Stato in tutto il Paese (attraverso la ricostruzione del settore della sicurezza, in particolare la polizia e la gendarmeria, così come dello Stato di diritto e della giustizia, l'attuazione di programmi per il disarmo, la smobilitazione e reintegrazione degli ex combattenti e lo smantellamento delle milizie e gruppi di auto-difesa, in coerenza con gli obiettivi di riconciliazione e tenendo in considerazione le esigenze specifiche dei bambini smobilitati) e per l'attuazione della road map di transizione verso il pieno ripristino dell'ordine costituzionale, della governance democratica e dell'unità nazionale in Mali (attraverso un dialogo politico nazionale inclusivo e di riconciliazione, la promozione della partecipazione della società civile, comprese le organizzazioni femminili, l'organizzazione e lo svolgimento di elezioni politiche trasparenti inclusive e libere); proteggere la popolazione civile sotto minaccia imminente di violenza fisica, le donne e bambini colpiti dai conflitti armati, le vittime di violenza sessuale e di violenza di genere nei conflitti armati, il personale, le installazioni e le attrezzature delle Nazioni Unite, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento; promuovere il riconoscimento e la tutela dei diritti umani; dare sostegno per l'assistenza umanitaria; operare per la salvaguardia del patrimonio culturale; realizzare azioni a sostegno della giustizia nazionale e internazionale per il perseguimento dei crimini di guerra e contro l'umanità. L'autorizzazione di spesa prevista dalla presente disposizione è estesa, altresì, alla proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell'Unione europea denominate EUCAP Sahel Niger ed EUTM Mali . Nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'Unione europea per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel, l' EUCAP Sahel Niger - di cui alla decisione 2012/392/PESC del Consiglio del 16 luglio 2012, modificata dalla decisione 2013/368/PESC del Consiglio del 9 luglio 2013 -- è tesa a consentire alle autorità nigerine di attuare la dimensione di sicurezza della loro strategia per la sicurezza e lo sviluppo, nonché a migliorare il coordinamento regionale nel contrastare le sfide alla sicurezza comune. In particolare, l' EUCAP Sahel Niger mira a contribuire allo sviluppo di un approccio integrato, pluridisciplinare, coerente, sostenibile e basato sui diritti umani tra i vari operatori della sicurezza nigerini nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Al fine di conseguire gli obiettivi, l' EUCAP Sahel Niger : fornisce consulenza e assistenza nell'attuazione della dimensione di sicurezza della strategia nigerina per la sicurezza e lo sviluppo a livello nazionale, complementare agli altri attori; sostiene lo sviluppo di un coordinamento regionale ed internazionale globale nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata; rafforza lo Stato di diritto attraverso lo sviluppo delle capacità investigative in ambito penale e in tale contesto sviluppa e attua adeguati programmi di formazione; sostiene lo sviluppo della sostenibilità delle forze di sicurezza nigerine; contribuisce all'individuazione, pianificazione ed attuazione dei progetti nel settore della sicurezza. L' EUTM Mali -- di cui alla decisione 2013/34/PESC del Consiglio del 17 gennaio 2013 -- ha il mandato di rispondere alle esigenze operative delle Forze armate maliane (FAM), fornendo sostegno nella formazione delle FAM e altresì fornendo formazione e consulenza in materia di comando, controllo, catena logistica e risorse umane, nonché in materia di diritto umanitario internazionale, protezione di diritti civili e umani. Ciò al fine ultimo di rafforzare le condizioni per il corretto controllo politico delle FAM da parte delle autorità civili. L'articolo 4 prevede le autorizzazioni di spesa relative ad esigenze generali connesse con le missioni internazionali. In particolare, il comma 1 autorizza la spesa per le esigenze relative alla stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto e alla realizzazione di infrastrutture, attinenti alle missioni internazionali di cui al presente decreto. Riguardo ai contratti di assicurazione del personale e di trasporto di persone e cose relativi alle missioni internazionali, occorre considerare che, trattandosi di spese eccedenti gli ordinari stanziamenti di bilancio, i relativi oneri trovano copertura finanziaria nei provvedimenti legislativi che autorizzano le relative spese. Quanto alle spese relative alle infrastrutture, si tratta della realizzazione di opere e dell'effettuazione di lavori connessi con esigenze organizzative e di sicurezza dei contingenti militari nelle aree in cui si svolgono le missioni internazionali. Il comma 2 autorizza la spesa per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali. Il comma 3 autorizza la spesa per interventi disposti dai comandanti dei contingenti militari in Afghanistan, Libano, Balcani, Corno d'Africa, Libia e Somalia, intesi a fronteggiare, nei casi di necessità e urgenza, le esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, entro il limite di spesa autorizzato per ciascun teatro operativo. Si tratta di attività di cooperazione civile-militare intesa a sostenere, in particolare, i progetti di ricostruzione, comprese le infrastrutture sanitarie, le operazioni di assistenza umanitaria, l'assistenza sanitaria e veterinaria, nonché interventi nei settori dell'istruzione e dei servizi di pubblica utilità. Il comma 4 autorizza il Ministero della difesa a cedere, a titolo gratuito: alle Forze armate somale: n. 50 veicoli tipo ACM80, effetti di vestiario ed equipaggiamento; alla Repubblica Islamica dell'Afghanistan: materiali e attrezzature costituenti un sistema di monitoraggio meteonivologico; al Regno Hascemita di Giordania: n. 2 veicoli VBL PUMA; alla Repubblica tunisina: n. 25 giubbetti antiproiettile. L'articolo 5 prevede disposizioni in materia di personale impiegato nelle missioni.