[ddlpres]

Tale copertura finanziaria è stata in seguito redistribuita per le annualità 2020 e 2021 dall'articolo 37- quater , comma 1, lettera a) e lettera b) , n. 2, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, in relazione all'emergente evidenza di un protrarsi delle procedure superiore a quanto stimato in fase iniziale. Tuttavia, nel prosieguo, alla luce dello stato attuale della procedura avviata, sotto la vigilanza collaborativa dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), per la stipula di un accordo quadro con un unico operatore economico per l'affidamento dei servizi di somministrazione di lavoro a tempo determinato e servizi connessi, si è rilevato che le tempistiche di affidamento degli stessi non consentono di impegnare, come inizialmente previsto, l'intera somma nell'anno 2020. Il dilatarsi delle tempistiche stimate per l'espletamento della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai sensi dell'articolo 63, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, anche alla luce dell'emergenza COVID-19 in atto, non consente – per effetto del principio della cosiddetta « competenza rafforzata », che informa il nuovo bilancio dello Stato – di impegnare nel corso dell'anno 2020 l'intera somma prevista per le esigenze del Ministero dell'interno, complessivamente pari a 30.000.000 di euro. L'attuale disposizione, pertanto, sposta la disponibilità delle risorse di bilancio all'esercizio finanziario 2021. Articolo 21. – ( Modifiche all'articolo 58 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 ) La disposizione novella l'articolo 58 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, con il quale è stato introdotto il cosiddetto « bonus ristorazione » per venire incontro alle difficoltà conseguenti all'impatto che l'epidemia COVID-19 ha avuto sul settore della ristorazione per effetto dei provvedimenti limitativi imposti dalle perduranti esigenze sanitarie. Tale intervento normativo rinviene fondamento, per un verso, nella necessità – emersa all'avvio della procedura – di più compiutamente definire la platea dei beneficiari onde ricomprendervi gli operatori potenzialmente incisi dalla contrazione economica registrata nel settore della ristorazione: a tal fine si sono, in particolare, resi necessari degli affinamenti al dato formale e statistico rappresentato dai codici ATECO cui la norma affida l'individuazione dei beneficiari. D'altro canto la rivisitazione della tempistica della procedura che ne è conseguita, unitamente al differimento del termine previsto per la presentazione delle domande, ha reso opportuna una rimodulazione dell'operazione in vista di un razionale impiego della totalità delle risorse disponibili: in tal senso si è reso indispensabile frazionare lo stanziamento così da assicurare, nella porzione rimanente dell'anno 2020, le risorse (pari a 200 milioni di euro) atte a garantire il soddisfacimento delle domande già presentate al 15 dicembre 2020, nonché, a far data dall'anno 2021, quelle necessarie per finanziare (con altri 250 milioni, a valere sul 2021) il completo soddisfacimento sia di quelle precedenti che delle ulteriori domande sopravvenute. Per tali motivi, al comma 1, lettera a) , si prevede che all'articolo 58, comma 1, le parole: « pari a 600 milioni di euro per l'anno 2020 che costituisce limite di spesa. » siano sostituite dalle seguenti: « pari a 250 milioni di euro per l'anno 2020 e 200 milioni per l'anno 2021 che costituiscono limite di spesa. Le risorse relative all'anno 2021 concorrono al finanziamento e all'integrazione delle istanze di contributo già presentate entro il 15 dicembre 2020 e parzialmente soddisfatte con lo stanziamento per l'anno 2020 nonché al finanziamento delle eventuali ulteriori istanze di contributo raccolte con le medesime modalità e procedure di cui al comma 6 del presente articolo e al decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, del 27 ottobre 2020 (...). Al fine di un celere avvio delle procedure di erogazione del contributo ivi previsto, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali provvede a trasferire al soggetto gestore della misura di cui all'articolo 6 del citato decreto ministeriale del 27 ottobre 2020, entro il 31 dicembre 2020, un importo pari a 250 milioni di euro ». Con il comma 1, lettera b) si prevede che all'articolo 58, comma 2, le parole da « con codice ATECO prevalente » fino a « materia prima di territorio » sono sostituite dalle seguenti « con codice ATECO prevalente 56.10.11, 56.21.00, 56.29.10, 56.29.20 e, limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo, 55.10.00, nonché con codice ATECO 55.20.52 e 56.10.12 (...), », così da comprendere in maniera chiara e netta il settore agrituristico, anche laddove sia registrato con ATECO solo di azienda agricola con annessa attività ricettiva (ATECO 55.20.52), nonché gli ittiturismi, i quali, normativamente equiparati agli agriturismi con attività di ristorazione in base all'articolo 12 della legge quadro 20 FEBBRAIO 2006, N. 96, non sono dotati di un codice ATECO specifico, e ne conseguirebbe una ingiustificata esclusione. In tal modo si è apportata una modificazione che ha dotato di maggiore razionalità la scelta originariamente svolta. D'altra parte, lo sganciamento dell'attività agrituristica dalla verifica di prevalenza, ancorché superabile in via interpretativa, è stato adottato per rendere correttamente inserito il ristoro all'interno del quadro generale della disciplina giuridica degli agriturismi. Infatti, a norma dell'articolo 12 della legge n. 96 del 2006 (legge quadro in materia), l'agriturismo è caratterizzato sempre dalla prevalenza dell'attività agricola su quella accessoria (ricettiva o di ristorazione che sia) onde il predicato della prevalenza, riferito anche ai codici ATECO 56.10.12 e 55.20.52, rischiava di apparire richiedere un requisito dissonante con la stessa disciplina di esistenza dell'agriturismo. Si precisa, inoltre, che il contributo è riconosciuto per l'acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. Il comma 2 determina l'adeguamento del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 27 ottobre 2020, al fine dell'immediato adeguamento della procedura di attuazione. Il comma 3 individua le risorse per l'anno 2021 mediante rinvio al successivo provvedimento di scostamento, per l'importo di 200 milioni di euro. Articolo 22.