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L'articolo 10 reca disposizioni finalizzate a modificare l'istituto dell'accertamento sintetico del reddito complessivo (cosiddetto redditometro), prevedendo che il MEF possa emanare il decreto che individua gli elementi indicativi di capacità contributiva dopo aver sentito l'Istituto nazionale di statistica e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio dei contribuenti. Contestualmente viene abrogato il decreto ministeriale contenente gli elementi indicativi necessari per effettuare l'accertamento. L'articolo 11 reca disposizioni sulla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto spesometro) da parte dei soggetti passivi IVA. Esso posticipa la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 dal mese di novembre 2018 (in applicazione dell'articolo 21, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010) al 28 febbraio 2019. Qualora si opti per la trasmissione con cadenza semestrale, i termini temporali sono fissati al 30 settembre per il primo semestre e al 28 febbraio dell'anno successivo per il secondo semestre. Viene inoltre eliminato lo spesometro per tutti i produttori agricoli assoggettati a regime IVA agevolato; si esonerano dall'obbligo di annotazione delle fatture nei registri IVA i soggetti obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, ai sensi delle disposizioni in tema di fatturazione elettronica. L'articolo 11- bis rinvia al 1° gennaio 2019 la decorrenza dell'obbligo, previsto dalla legge di bilancio 2018, della fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti IVA, riproducendo il contenuto del decreto-legge n. 79 del 2018. L'articolo 12 prevede l'abolizione del meccanismo della scissione dei pagamenti ( split payment) , per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte (in sostanza, i compensi dei professionisti). L'articolo 12- bis , introdotto in sede referente, estende anche al 2018 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati secondo le modalità previste dalla normativa vigente, con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017. La seduta, sospesa alle ore 14,30 è ripresa alle ore 18. Il senatore NANNICINI ( PD ), premesso che il decreto in esame costituisce la rappresentazione già evidente del programma del nuovo Esecutivo, ritiene difficile scindere la valutazione politica da quelle sulle misure di intervento, alcune delle quali a suo avviso controproducenti e comunque destinate a non centrare l'obiettivo dichiarato di creare nuovi posti di lavoro. Alcune novelle sono in continuità con le disposizioni scaturite dai decreti legislativi attuativi del jobs act , altri interventi vanno invece nella direzione opposta e sono destinati a creare danno. Esprime un giudizio positivo sull'intervento relativo all'indennità di licenziamento ingiustificato, di cui al comma 1- bis dell'articolo 3, che prosegue nel solco tracciato dal decreto legislativo n. 23 del 2015, così come le norme che favoriscono l'occupazione giovanile per gli under 35 e quelle concernenti le prestazioni occasionali di lavoro. Segnala invece le criticità contenute nelle modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, di cui all'articolo 1, e alla somministrazione di lavoro, novellata all'articolo 2. Sul primo punto, ritiene che sia stata introdotta una eccessiva rigidità all'utilizzo del contratto a tempo determinato e che la fase transitoria di applicazione della norma sia destinata a creare confusione agli stessi datori di lavoro, in quanto si potrebbero verificare quattro regimi diversi per i rinnovi o le proroghe dei contratti in essere. Sulle causali reintrodotte per il tempo determinato, ritiene possano facilmente dare adito a contenzioso giudiziario, mentre sarebbe stato preferibile un aggravio dei costi del contratto, piuttosto che un limite temporale di durata. Quanto alla determinazione dell'intervallo temporale tra più contratti a tempo determinato, giudica non risolutiva la soluzione prospettata, ritenendo più adeguata una norma compensatoria. Ai fini dell'incentivazione al lavoro stabile, si sarebbe aspettato un taglio del cuneo fiscale per il contratto a tempo indeterminato, che ritiene l'unico strumento utile a questo scopo. Avanza infine forti critiche per i mancati interventi sulle cooperative "spurie", sulle false partite IVA e sui contratti di collaborazione. In conclusione, giudica il provvedimento povero di contenuti rispetto alla propaganda dell'Esecutivo sul tema lavoro e fonte di possibili contenziosi. Il senatore FLORIS ( FI-BP ) lamenta le molte criticità celate nel provvedimento. Anzitutto, si sofferma sui limiti imposti alla stipula dei contratti a tempo determinato, che rappresentano solo il 15 per cento del mercato del lavoro in Italia, mentre nulla è previsto per evitare le false partite IVA o i contratti di collaborazione. Inoltre, ritiene che non si incentivi il coefficiente di trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato e lamenta i limiti imposti al contratto a tempo indeterminato concernenti l'aumento delle indennità da corrispondere in caso di licenziamento. Si sofferma poi sulla mancanza di gradualità dimostrata dall'Esecutivo nell'intento di modificare il mercato del lavoro, che non considera le esigenze dei datori di lavoro, i quali vengono così ad essere scoraggiati all'utilizzo del contratto a tempo determinato. Richiamandosi ad una dichiarazione del Presidente dell'INPS, si trova d'accordo sugli effetti negativi che il provvedimento potrà determinare, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Ritiene limitato il calcolo degli 8000 posti persi fatto dall'INPS, perché tiene conto solo dei contratti superiori a 24 mesi e non di quelli a 12 mesi, ritenendo che il calcolo pecchi per difetto. Evidenzia inoltre le criticità e i dubbi che il regime transitorio previsto potrà causare soprattutto per i contratti a tempo determinato in scadenza e per le deroghe a quelli in essere, nell'opinione che tale incertezza normativa potrebbe scoraggiare molti datori di lavoro a stipulare altri contratti. Critica inoltre l'introduzione della causale per il rinnovo del contratto a termine, così come le norme che modificano la disciplina sulla somministrazione di lavoro. Invita, da ultimo, a valutare il dibattito svoltosi presso l'altro ramo del Parlamento a seguito delle novelle approvate, di cui non sono chiare né l'efficacia né l'equità tra il settore pubblico e quello privato. Soffermandosi quindi sulla problematica del gioco d'azzardo, premesso che la sua parte è da sempre schierata contro la diffusione della ludopatia, giudica scarsamente incisive le misure qui contenute finalizzate al contrasto e le sanzioni previste per la pubblicizzazione.