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5 In applicazione dei criteri, indirizzi e linee tecniche di cui al comma 2, i nuovi strumenti comunali di governo del territorio rispettano gli indici di riduzione del consumo di suolo stabiliti dalla regione o dalla provincia autonoma e comunque prevedono consumo di suolo esclusivamente nei casi in cui il documento di piano abbia dimostrato l'insostenibilità tecnica ed economica di riqualificare e rigenerare aree già edificate o edificabili secondo lo strumento urbanistico vigente, prioritariamente mediante l'utilizzo di edilizia esistente inutilizzata o il recupero di aree dismesse nell'ambito del tessuto urbano consolidato o su aree libere interstiziali. In ogni caso, gli strumenti comunali di governo del territorio possono disporre nuove previsioni che comunque garantiscono un bilancio ecologico pari a zero. 6 Nel caso in cui il comune non rispetti gli indici di riduzione del consumo di suolo definite dalla regione o dalla provincia autonoma ai sensi del comma 2 ovvero, in assenza dell'adozione di tali indici da parte della regione, non abbia ridotto, nei nuovi strumenti di governo del territorio, il consumo di suolo per almeno il 15 per cento ogni tre anni rispetto al consumo di suolo rilevato nei tre anni precedenti, non è consentita l'approvazione e la realizzazione di nuovi interventi edilizi e l'approvazione di nuovi strumenti urbanistici attuativi che comportino consumo di suolo e sono considerati illegittimi tutti gli atti che comportano nuovo consumo di suolo. 7 Il monitoraggio del consumo del suolo è assicurato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dalle Agenzie per la protezione dell'ambiente delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 28 giugno 2016, n. 132, anche in collaborazione con il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria. Ai fini del monitoraggio di cui al presente comma, l'ISPRA, le Agenzie per la protezione dell'ambiente delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria hanno accesso diretto alle banche di dati delle amministrazioni pubbliche e ad ogni altra fonte informativa rilevante gestita da soggetti pubblici che devono renderle disponibili secondo le modalità di cui all'articolo 7, comma 5, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32, e all'articolo 23, comma 12- quaterdecies , del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. La cartografia e i dati del monitoraggio del consumo di suolo sono pubblicati e resi disponibili dall'ISPRA annualmente, sul proprio sito istituzionale, sia in forma aggregata a livello nazionale sia in forma disaggregata per regione, provincia e comune. I comuni e le regioni possono inviare all'ISPRA, secondo i criteri resi disponibili sul sito istituzionale dell'ISPRA, eventuali proposte motivate di modifica alla cartografia entro quattro mesi dalla pubblicazione nel sito medesimo. Entro i successivi quattro mesi, l'ISPRA pubblica la versione definitiva dei dati dopo la verifica della correttezza delle proposte di modifica da parte dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente territorialmente competente. I dati rilevati annualmente costituiscono il riferimento per la definizione dei dati medi con scansione temporale triennale. All'attuazione del presente comma si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 8 Le infrastrutture e gli interventi del settore dei trasporti e della logistica, gli interventi di rilocalizzazione conseguenti a calamità naturali, nonché gli insediamenti produttivi e tutte le opere pubbliche e di pubblica utilità per le quali sia stata condotta la preventiva verifica dell'eventuale esistenza di alternative consistenti nel riuso di aree già urbanizzate non concorrono al computo del consumo di suolo a livello comunale. Non rientrano in tale computo gli accordi di programma promossi ai sensi dell'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, qualora la regione ne ravvisi, con delibera di giunta, valore di insediamento prioritario, nonché le iniziative anche private giustificate da motivato interesse pubblico o generale riconosciuto sulla base di apposita delibera della giunta regionale, ai sensi del comma 4 del presente articolo. 9 Le serre e altri interventi di consumo di suolo connessi con la conduzione dell'attività agricola, in cui siano assicurate le condizioni di naturalità del suolo, non concorrono al computo del consumo di suolo. 10 Non concorrono al computo del consumo di suolo le piazzole, le installazioni o le strutture temporanee, realizzate nell'ambito dello stato di emergenza o di ricostruzione, connesse a calamità naturali, anche se realizzate su terreno non urbanizzato. Tali manufatti non concorrono al computo del consumo di suolo anche successivamente alla conclusione della ricostruzione qualora vengano destinati ad usi pubblici o di pubblica utilità. 4 (Limite al consumo di suolo) 1 Sulla base dei dati del monitoraggio di cui al comma 7 dell'articolo 3 e dell'andamento degli indici di riduzione del consumo del suolo dei primi dieci anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in coerenza con gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea circa il traguardo del consumo di suolo pari a zero da raggiungere entro il 2050, è definita la riduzione progressiva vincolante, in termini quantitativi, del consumo di suolo a livello nazionale. 2 Il decreto di cui al comma 1 è sottoposto a verifica ogni cinque anni, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fermo restando l'obiettivo di riduzione progressiva del consumo di suolo, di cui al medesimo comma 1. 5 (Rigenerazione urbana) 1 In attuazione delle finalità di cui alla presente legge, le regioni, nell'ambito delle proprie competenze in materia di governo del territorio, emanano disposizioni di incentivazione degli interventi di rigenerazione urbana di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h) , sulla base dei seguenti criteri direttivi: a recupero dei volumi esistenti e riconoscimento di superfici e volumi aggiuntivi rispetto a quelli preesistenti; b possibilità di modifica delle destinazioni d'uso anche tra quelle non consentite dagli strumenti urbanistici per la specifica area; c possibilità di diversa distribuzione volumetrica, anche con accorpamento dei volumi, modifiche della sagoma, delle altezze e dei prospetti degli edifici; d possibilità di diverso posizionamento degli edifici sulle aree di sedime e possibilità di delocalizzazione in aree diverse;