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ogni riferimento normativo, infatti, è sempre legato alla doppia categoria dei lavoratori e delle lavoratrici e dei datori e delle datrici.. 1 (Finalità) 1 La presente legge, in attuazione dei princìpi stabiliti dagli articoli 2, 3, 4, 32, 35 e 41 della Costituzione nonché di quelli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e dagli obblighi internazionali, reca le disposizioni atte a prevenire, reprimere, contrastare ed eliminare la violenza e le molestie poste in essere in occasione di qualsiasi rapporto di lavoro, compresi il lavoro volontario e il lavoro autonomo. 2 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge sono rivolte: a ai settori di attività, privati e pubblici, indipendentemente dalla modalità di svolgimento dell'attività lavorativa, dalla mansione svolta, dal livello di inquadramento o dalla categoria legale acquisita; b ai lavoratori e alle lavoratrici, ai datori e alle datrici di lavoro, ai superiori gerarchici, alle persone in formazione, ai tirocinanti e agli apprendisti nonché alle persone alla ricerca di un impiego o candidate a un lavoro; c a chi compie violenza o molestie in occasione di lavoro, in connessione con il lavoro o che scaturiscano dal lavoro: 1 nel posto di lavoro, ivi compresi spazi pubblici e privati laddove questi siano un luogo di lavoro; 2 in luoghi in cui la vittima riceve la retribuzione, in luoghi destinati alla pausa o alla pausa-pranzo o nei luoghi di utilizzo di servizi igienico-sanitari o negli spogliatoi; 3 durante spostamenti o viaggi di lavoro, formazione, eventi o attività sociali correlate con il lavoro; 4 in modalità di lavoro agile ai sensi della legge 22 maggio 2017, n. 81, o a seguito di comunicazioni di lavoro, incluse quelle rese possibili dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; 5 all'interno di alloggi messi a disposizione dai datori o dalle datrici di lavoro; 6 durante gli spostamenti per recarsi al lavoro e per il rientro dal lavoro. 3 (Definizione) 1 Ai fini della presente legge si intendono per « violenza e molestie nell'ambito del posto di lavoro » le pratiche, gli atti, i patti, le azioni, le ritorsioni o i comportamenti indesiderati, anche omissivi, compresi la minaccia o l'istigazione a porli in essere, che, in un'unica occasione o reiteratamente, abbiano lo scopo o l'effetto di causare un danno patrimoniale o non patrimoniale o la violazione della dignità di una persona o di una pluralità di persone o la creazione di un clima lavorativo intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo. 4 (Obblighi del datore di lavoro) 1 Il datore o la datrice di lavoro, pubblico o privato, qualora siano denunciate la violenza o le molestie da singoli o da gruppi di lavoratori o di lavoratrici, ovvero su segnalazione delle rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, o del responsabile della sicurezza aziendale o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del Comitato unico di garanzia di cui all'articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, o del medico competente, deve accertare tempestivamente i fatti denunciati. 2 Il datore o la datrice di lavoro, sentito il Comitato unico di garanzia di cui all'articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, o le rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, che devono essere informati tempestivamente, adottano senza indugio i provvedimenti necessari alla cessazione della violenza o delle molestie accertate nonché alla rimozione degli effetti. 3 Ove i provvedimenti di cui al comma 2 del presente articolo portino alla cessazione della violenza o delle molestie e alla rimozione degli effetti, il Comitato unico di garanzia di cui all'articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, o le rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, promuovono il tentativo di conciliazione e il relativo verbale, in copia autenticata, acquista forza di titolo esecutivo con decreto del presidente del tribunale in funzione di giudice del lavoro. 4 Alla denuncia e alla segnalazione di cui al comma 1 del presente articolo si applicano le disposizioni della legge 30 novembre 2017, n. 179. 5 (Organizzazione e misure di prevenzione, protezione, vigilanza sul lavoro) 1 La violenza e le molestie sono oggetto di espressa e specifica valutazione dei rischi, ai fini delle disposizioni previste al titolo I, capo III, sezione II, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 2 Le disposizioni riferite al servizio di prevenzione e protezione di cui al titolo I, capo III, sezione III, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, alla formazione, all'informazione e all'addestramento di cui al titolo I, capo III, sezione IV, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e alla sorveglianza sanitaria di cui al titolo I, capo III, sezione V, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applicano anche alla violenza e alle molestie all'articolo 3 della presente legge. 3 Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è competente anche in materia di violenza e molestie; esso può svolgere le proprie funzioni in materia anche avvalendosi di appositi consulenti esterni. 4 Nell'ambito dei processi informativi e formativi previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono previste apposite riunioni periodiche, allo scopo di fornire a tutti i lavoratori e alle lavoratrici informazioni e dati sugli aspetti organizzativi, anche relativi all'attribuzione di ruoli e mansioni, agli avanzamenti di carriera e ai processi di mobilità. 5 L'attività di informazione generale sulla violenza e sulle molestie è svolta, altresì, per i lavoratori e per le lavoratrici dedicando due ore di assemblea annuali oltre a quelle previste dall'articolo 20 della legge 20 maggio 1970, n. 300. 6 Gli accordi sindacali e i codici di condotta ed etici di cui all'articolo 6, comma 8, lettera h), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, devono espressamente prevedere misure idonee a prevenire, reprimere e vigilare sulla violenza e sulle molestie di cui all'articolo 3 della presente legge in modo da orientare i comportamenti dei datori e delle datrici di lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutti i soggetti interessati ai fini del miglioramento dei livelli di tutela legislativamente definiti. La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro di cui al citato articolo 6 del decreto legislativo n. 81 del 2008 provvede periodicamente a verificarne l'attuazione. 7 I contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori, delle lavoratrici, dei datori e delle datrici di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale devono prevedere l'istituzione di appositi organismi al fine di porre in essere le forme più adeguate di prevenzione e di tutela delle vittime di violenza o di molestie, in particolare mediante attività di: a informazione, formazione e aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici; b sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici;