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Norme sulla misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori privati e dei datori di lavoro e sull'efficacia erga omnes della contrattazione collettiva. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge introduce norme volte a disciplinare la rappresentanza sindacale ed imprenditoriale al fine di rafforzare la contrattazione collettiva ed in particolare i contratti collettivi nazionali di lavoro. Il nostro Paese ha indubbiamente una storia consolidata di contrattazione collettiva e la tutela costituzionale della libertà di affiliazione al sindacato sancita dall'articolo 39 ha sicuramente favorito la crescita ed il ricorso alla contrattazione. Ciononostante, pur nella vasta copertura assicurata dalla contrattazione, nel mondo del lavoro cominciano a determinarsi dei segnali di difficoltà, tali da richiedere di predisporre una cornice normativa che chiarisca i criteri di misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese e, conseguentemente, dei contratti collettivi nazionali di settore. Negli ultimi decenni, la moltiplicazione di forme di lavoro che le norme non ricomprendono nella definizione strictu sensu di « lavoro subordinato » – anche nei casi in cui si svolgano in modalità subordinata – determina un quadro di incertezza normativa al punto da causare la disapplicazione dei contratti collettivi nazionali vigenti. Esemplificativa in tal senso è la vertenza dei ciclofattorini ( riders ) che, al di là della soluzione giurisprudenziale sancita con sentenza della Corte di cassazione, di fatto, evidenzia la difficoltà di raggiungere una soluzione contrattuale con efficacia erga omnes per migliaia di lavoratori e lavoratrici del settore. Analoga situazione si verifica anche nel caso di quelle forme di lavoro su piattaforme digitali, sempre più diffuse, sia nei Paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, e frutto del progresso tecnologico che, in assenza di una normativa contrattuale, rischiano di proporre un modello di trasformazione dei rapporti di lavoro esistenti e di riorganizzazione del ruolo del lavoro nella società privi delle necessarie tutele. Per contro, il ruolo di garanzia della contrattazione collettiva nazionale è stato recentemente ribadito dalla direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea, che indica proprio nello strumento della contrattazione collettiva il modo migliore per perseguire l'obiettivo di crescita dei salari. Infatti la direttiva impone agli Stati membri di elaborare piani d'azione nazionali per aumentare la copertura della contrattazione collettiva nella forza lavoro, se questa è inferiore all'80 per cento. In secondo luogo, la regolamentazione normativa contenuta nel presente disegno di legge trae fondamento dalla sempre più frequente proliferazione del numero dei contratti collettivi nazionali di lavoro a cui, per contro, non corrisponde una moltiplicazione dei settori produttivi di riferimento, semmai, al contrario, si determina una stratificata sovrapposizione delle aree di applicazione dei contratti, favorendo così un vero e proprio gioco al ribasso a danno della qualità delle previsioni contrattuali di tutela dei lavoratori e delle retribuzioni. Dal punto di vista della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e datoriali, il presente disegno di legge risulta essere necessario dal momento che di fatto nell'ordinamento non esiste una regolamentazione normativa che permetta di misurare l'effettiva rappresentatività delle singole organizzazioni dei sindacati o imprenditoriali, con l'eccezione del settore del pubblico impiego. Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che disciplina le rappresentanze sindacali nella pubblica amministrazione, rappresenta un importante esempio di efficacia della regolazione sia in termini di svolgimento democratico della rappresentanza elettorale diretta dei lavoratori, sia in termini di unità di misura della rappresentatività ai fini della stipulazione dei contratti. Un altro esempio di procedura di misurazione della rappresentatività che valorizza le relazioni sindacali e industriali è costituito dagli Accordi interconfederali della rappresentanza sindacale, che però non hanno dispiegato appieno il loro potenziale. L'Accordo interconfederale, denominato testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014, sottoscritto da Confindustria, CGIL, CISL e UIL e, successivamente, da molte altre organizzazioni sindacali datoriali, rappresenta un disegno di valorizzazione e razionalizzazione delle relazioni sindacali e industriali che, una volta realizzatosi, produrrà benefìci all'intero sistema, contribuendo ad attenuarne le distorsioni esistenti. Alle norme di quegli accordi, e all'elaborazione degli spunti sottesi al disegno di legge presentato dal senatore Smuraglia nella XII legislatura (atto Senato n. 328), che a sua volta recepiva l'Accordo tripartito del 1993, si ispira il presente disegno di legge, con l'obiettivo ultimo di definire un assetto stabile della contrattazione collettiva a supporto delle parti sociali e della loro attività negoziale. L'articolo 1 del disegno di legge enuncia l'oggetto e la finalità della proposta, cioè definire la rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle organizzazioni sindacati dei datori di lavoro privati. Gli articoli da 2 a 4 definiscono le modalità di misurazione della rappresentatività delle organizzazioni dei lavoratori. L'articolo 5 dispone in merito ai parametri della rappresentatività delle organizzazioni datoriali. L'articolo 6 prevede la possibilità di individuare ulteriori parametri di misurazione della rappresentatività sindacale, in caso di accordi confederali sottoscritti dalle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. L'articolo 7 prevede i requisiti di titolarità e di efficacia della contrattazione collettiva. L'articolo 8 disciplina il rapporto tra i contratti collettivi ad efficacia generale di diverso livello e tra i contratti collettivi ad efficacia generale e le disposizioni legislative e regolamentari. L'articolo 9 attribuisce al giudice del lavoro la competenza sulle controversie sorte sulla base dell'applicazione della legge.. Art. 1. (Finalità ed oggetto) 1. Ai fini dell'efficacia erga omnes della contrattazione collettiva, la presente legge disciplina la rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici privati, determinata dalla media tra il dato associativo, calcolato sulla base del numero effettivo di iscrizioni alla singola organizzazione, e il dato elettorale della medesima. 2. La presente legge disciplina altresì la rappresentatività delle organizzazioni datoriali dei privati a livello nazionale, determinata dalla media tra il numero delle imprese affiliate e il dato della manodopera utilizzata dalle stesse, e la diffusione delle stesse nel territorio nazionale. Art. 2. (Misurazione del dato associativo delle associazioni sindacali dei lavoratori privati) 1. I datori di lavoro privati ricevono le comunicazioni relative alle deleghe per il versamento dei contributi associativi dei lavoratori iscritti a organizzazioni sindacali. 2. Ai fini dell'accertamento della rappresentatività sindacale, il contributo associativo non può essere inferiore al valore eventualmente stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato. 3.