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considerato che le ragioni della mancata restituzione all'Italia del gruppo di Orfeo e le sirene non sono di dominio pubblico e sia su quello sia sugli altri oggetti d'interesse archeologico e straordinario valore artistico inseriti o meno nella lista dei 46 che il Ministero ha richiesto senza successo, in passato, al museo californiano, nella convinzione che provengano dal nostro Paese e siano stati esportati illegalmente, sembra essere calato il silenzio, dopo la stagione a parere degli interroganti entusiasmante del ministro Rutelli e quella promettente del ministro Bonisoli, si chiede di sapere: se le fotografie del gruppo di Orfeo e le sirene mostrate nella trasmissione televisiva appartengano effettivamente all'archivio di un noto trafficante di reperti dal Sud Italia, archivio attraverso il quale, negli anni scorsi, molti oggetti d'interesse archeologico trafugati dall'Italia meridionale sono stati identificati e recuperati; se sia stato chiesto ufficialmente al Getty museum se abbia provveduto ad accertare la reale provenienza dell'opera, che per ammissione unanime non può non essere italiana, e quale sia stata la risposta; quale sia, ad oggi, lo stato delle trattative tra il Ministero e il Jean Paul Getty museum per la restituzione dello straordinario gruppo scultoreo di presunta fattura tarantina; quanti reperti archeologici e opere d'arte di varia tipologia e cronologia, di dubbia o illecita provenienza ma ragionevolmente trafugate all'Italia, siano ancora presenti nelle collezioni del Getty museum; quale sia, ad oggi, lo stato delle trattative per la restituzione di tutte le opere uscite illecitamente dal nostro Paese e finite nei musei e istituti statunitensi prima e dopo il 1983. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01239 RICCIARDI LANNUTTI MAUTONE TRENTACOSTE PAVANELLI ANGRISANI ROMANO DONNO NOCERINO DE LUCIA LA MURA Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: alcuni organi di stampa recentemente hanno pubblicato la bozza di legge quadro contenente i principi per l'attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia e le modalità di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e degli obiettivi di servizio, come si vede on line su "roars", l'11 novembre 2019; in particolare, la bozza di legge quadro riporta che: a) i Lep e i fabbisogni standard sono individuati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa e la loro determinazione avviene "nei limiti delle risorse a carattere permanente iscritte nel bilancio dello Stato" (art. 2, comma 1); b) qualora entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa non siano stati determinati i Lep e i fabbisogni standard , e fino alla loro determinazione "le relative risorse sono assegnate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie" (art. 1, comma 1, lettera e) ); c) per l'attuazione dei Lep e dei fabbisogni standard ci si avvarrà di un commissario, il cui "compenso connesso ai compiti aggiuntivi" sarà oggetto di apposito decreto di nomina, che si avvale "di una struttura di missione posta alle sue dirette dipendenze (...) nella quale è assicurata la partecipazione di rappresentanti designati dalla Conferenza delle Regioni" (art. 2, comma 2); d) "decorsi trenta giorni dalla trasmissione alle Camere da parte del Governo, il decreto può essere comunque adottato. (...) Il Governo se non intende conformarsi ai pareri parlamentari trasmette alle Camere una relazione nella quale indica le ragioni per le quali non si è conformato" (art. 2, comma 4); la riforma del titolo V della Costituzione ha previsto l'istituzione di un "fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante"; quando nel 2015 fu applicato per la prima volta il fondo di solidarietà comunale, il Governo ridusse il target perequativo dal 100 per cento al 45,8 per cento, decisione che doveva avere solo carattere transitorio. L'ex presidente della Commissione bicamerale per l'attuazione sul federalismo fiscale, nel corso di una seduta, cercò di capire se si fosse usato il criterio del 100 per cento e nel volgere la richiesta ai tecnici in audizione dichiarò: "I dati probabilmente sarebbero scioccanti, magari ce li fate avere in modo riservato o facciamo in una seduta segreta, come avviene in Commissione antimafia", come riportato dalla stampa, ad esempio su "jobsnews", il 9 novembre 2019, si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto riportato dalla stampa e se il Ministro in indirizzo ritenga di condividerne comunque la sostanza; se si intenda calcolare i fabbisogni standard utilizzando come " driver di calcolo" i gettiti fiscali regionali e se ritenga che questa scelta possa comportare, a favore di determinate Regioni "più ricche", maggiori trasferimenti e dunque più "consistenti" diritti rispetto alle Regioni più "povere"; relativamente al citato art. 2, qualora ne fosse confermato il contenuto, se dette risorse contemplino anche i fondi europei per lo sviluppo e la coesione, che hanno carattere aggiuntivo finalizzato al riequilibrio economico e sociale, quali siano i motivi per cui si ritenga necessario nominare una nuova struttura commissariale per la determinazione dei Lep e dei fabbisogni standard , stante la già esistente "Commissione tecnica per i fabbisogni standard" istituita con la legge di stabilità per il 2016 (art. 1, comma 29, della legge n. 208 del 2015), nonché se ritenga lesivo del diritto di rappresentanza del popolo italiano prevedere l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di assegnazione senza che esso possa essere emendato dal Parlamento, che finirebbe per avere un potere di natura consultiva ma non vincolante; quali siano le modalità con cui saranno assegnate le risorse qualora non fossero determinati i Lep, la motivazione per cui non figuri un limite temporale entro cui occorra definire i Lep e se non ritenga che detta formulazione possa dar luogo a ricorsi innanzi alla Corte costituzionale da parte delle Regioni interessate; se ritenga realistica la determinazione dei Lep e dei fabbisogni standard in 12 mesi, dal momento che detto obiettivo non è stato raggiunto in tanti anni dalla già esistente Commissione tecnica per i fabbisogni standard ; se ritenga che i fondi di solidarietà comunale (perequando al 45,8 per cento e non al 100 per cento) non dimezzino il meccanismo previsto dalla Costituzione e se e quando si intenda innalzare il target al livello del 100 per cento; se intenda informare il Parlamento sui dati afferenti ai fondi di solidarietà comunale perequati al 100 per cento e non al 45,8 per cento, e se non ritenga che i Comuni potrebbero fare ricorso per il riconoscimento di un eventuale danno in termini di trasferimenti conseguiti dal 2015 ad oggi.