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Bisogna fare attenzione, però, perché in questo caso un conto è l'ottimizzazione degli iter amministrativi e un conto è - ad esempio - il taglio delle consultazioni e dei termini relativi alle procedure di VIA o del parere della soprintendenza, che non risulta più essere vincolante, così come abbiamo letto e quindi approvato nell'ultimo decreto semplificazioni e nell'atto di Governo di recepimento della direttiva sulla promozione dell'uso delle rinnovabili. Sempre in tema di semplificazione, ricordo anche che è grave che sia stata rimandata di almeno un anno l'adozione della pianificazione delle attività marittime - è un'altra cosa della quale parlo sempre - mentre si va avanti con il Pitesai, che è il Piano che riattiva le trivelle e che dà il via alla ricerca e prospezione di idrocarburi lungo le coste e le aree protette. C'erano state delle sospensioni, ma oggi si riapriranno quegli iter e quindi noi non difenderemo più ciò che abbiamo dichiarato nel PNRR e ciò che dichiariamo ogni volta; non stiamo facendo il green deal , ma stiamo facendo green washing . Il rischio, come manifestato anche dalla protesta dei giovani, è che tutte queste intenzioni e tutte queste misure si traducano appunto in green washing governativo: far vedere che si presta attenzione alle tematiche ambientali, ma in realtà poi nulla o ben poco cambia. Investire sul gas è - ad esempio - un azzardo che rischia di compromettere la transizione ecologica (Applausi) . E quindi noi vogliamo correre: ma dove vogliamo andare? Se infine ritengo positivo che la NADEF sottolinei la particolare importanza della mobilità sostenibile e integrata, sia di persone che di merci, e che gli investimenti pubblici dovranno contribuire a rendere il sistema infrastrutturale italiano più moderno e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione del sistema energetico, non è tollerabile che sia stato aggiunto all'ultimo momento, tra i disegni di legge collegati alla NADEF e quindi alla prossima legge di bilancio, un ulteriore disegno di legge, di cui si è già parlato e che hanno già citato i miei colleghi con i quali ho contribuito a scrivere la proposta di risoluzione; mi riferisco al disegno di legge recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata, di cui all'articolo 116, comma 3, della Costituzione. Questo disegno di legge riguarda anche l'ambiente che, come la salute e la formazione, è parte integrante ed è un diritto della nostra Costituzione. Più nel dettaglio, tuteliamo l'ambiente, l'ecosistema e beni culturali. Se vogliamo cedere anche l'ambiente alle Regioni, su questo anche la riforma Cartabia ha già previsto il concerto con il Ministero per gli affari regionali e le autonomie e il parere della Conferenza unificata, senza considerare l'improcedibilità per i giudizi di impugnazione. Per il reato ambientale e il disastro ambientale non è prevista una proroga. Concludendo, mi asterrò dal voto perché, sebbene riscontri iniziative positive all'interno della Nota, non è stato dato al Parlamento il tempo di poter approfondire i dettagli. (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Sottosegretario, colleghe e colleghi, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza è strumento propedeutico alla legge di bilancio, essenziale per la programmazione economica e finanziaria del Paese dei prossimi anni. Al suo avvio il Governo Draghi ha dovuto affrontare una situazione caratterizzata da dati economici consuntivi e previsionali assolutamente distonici e preoccupanti rispetto a quanto analizzato nel DEF presentato lo scorso anno dal Governo Conte, dove un incauto e da noi contestato ottimismo aveva dipinto una ben più rosea realtà su cui basare la programmazione. L'attuale Governo ha saputo interpretare la situazione del contesto economico del nostro Paese in maniera più realistica e lucida, più prudenziale, e la NADEF oggi vede modificati i dati economici indicati nel DEF in modo sensibilmente positivo, mostrando una ripresa del sistema Paese che fino a qualche mese fa era insperabile. Ciò avviene grazie ai provvedimenti adottati dal nuovo Governo per consentire la ripresa del lavoro e delle attività economiche; all'ottima riuscita della campagna vaccinale - ad oggi ha coperto con almeno una dose l'83 per cento della popolazione italiana over 12 - al PNRR presentato nei modi e nei tempi previsti; all'autorevolezza del nostro Presidente del Consiglio in Europa e nel mondo e alla resilienza del popolo italiano. I dati economici indicano, infatti, che la crescita del PIL reale nel primo semestre dell'anno in corso ha oltrepassato le previsioni, con un rimbalzo del 6 per cento rispetto al 4,5 per cento ipotizzato dal DEF di aprile. È un dato importante e basilare per dare fiducia agli investimenti e per infondere speranza nel Paese. Fondamentali sono l'approccio e la visione che la nostra politica di bilancio adotterà nei prossimi anni attraverso una strategia di consolidamento della finanza pubblica che si baserà sulla crescita del PIL stimolata dagli investimenti e dalle riforme previste dal PNRR, come gli incentivi concessi attraverso il credito d'imposta; misure che devono essere strutturali, certe e distribuite nel tempo. Servono misure che facciano da volano alla nostra economia e determinino un effetto moltiplicatore. È per questo che chiediamo la proroga del superbonus al 110 per cento fino alla fine del 2023, come quella del bonus facciate. Chiediamo inoltre che il credito d'imposta per ricerca e sviluppo non sia spesso messo in discussione e fonte di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate, che ne determina o meno la bontà del progetto, entrando nel merito dello stesso. Le nostre imprese e le nostre famiglie hanno bisogno di sicurezza, di regole certe, strutturali e di progettazione. Hanno bisogno anche di fare una seria programmazione per ripartire, così come - è vero - hanno bisogno di pagare meno tasse e di avere un sistema semplificato, con meno burocrazia possibile. In questi giorni si parla di riforma del fisco. La bozza di legge delega presentata al Consiglio dei ministri ha assorbito le linee e i principi delle proposte fatte da Forza Italia per un sistema tributario più semplice, basato sulla crescita, con riduzione del cuneo fiscale, con la rimodulazione degli scaglioni dell'Irpef, la riduzione delle aliquote, il superamento dell'IRAP e, soprattutto, con la chiara intenzione del presidente Draghi di non voler aumentare la pressione fiscale. La riforma fiscale è uno dei 20 disegni di legge collegati alla legge di bilancio a completamento della manovra stessa, cui saranno collegati altri 19 disegni di legge, alcuni già avviati in Parlamento, di natura economica, finanziaria, industriale, sociale e culturale per far progredire contemporaneamente i diversi settori in un quadro complessivo di riforme.