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l'articolo 16, comma 1- sexies .1, del decreto-legge stabilisce altresì che le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia ai fini del miglioramento, o dell'adeguamento, antisismico degli edifici situati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, come regolamentate dallo stesso articolo 16, sono fruibili anche dagli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013, per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci; anche in questo caso, nell'articolo non viene richiamato il complesso degli enti titolari della gestione in house di immobili del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, i quali pertanto, pur svolgendo in affidamento in house un'attività di gestione del patrimonio, risultano esclusi dai soggetti titolari della detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia ai fini del miglioramento, o dell'adeguamento, antisismico degli edifici; di nuovo viene limitata la fruibilità delle detrazioni ai soli soggetti operanti (e conseguentemente già gestori) alla data del 31 dicembre 2013; considerato che, a parere dell'interrogante: la situazione penalizza in modo ingiustificato: le altre tipologie di enti titolari della gestione in house di immobili del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica; i soggetti, comprese le citate altre tipologie di enti titolari della gestione in house di immobili del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, divenuti gestori in data successiva al 31 dicembre 2013; impedisce ai citati soggetti di fruire delle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica e delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di miglioramento ed adeguamento sismico degli immobili in gestione e creando una potenziale disparità nei livelli di servizio offerti agli inquilini beneficiari dell'edilizia residenziale pubblica, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo sui fatti descritti; se non ritengano opportuno ricomprendere, anche per via interpretativa, tra i beneficiari delle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica e per gli interventi di miglioramento ed adeguamento sismico degli immobili, previste rispettivamente dagli articoli 14, comma 2- septies , e dall'articolo 16, comma 1- sexies .1, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, anche le altre tipologie di enti titolari della gestione in house di immobili del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, compresi quelli tra loro divenuti gestori in data successiva al 31 dicembre 2013. Atto n. 4-02844 VALENTE D'ARIENZO FERRAZZI GIACOBBE ROJC TARICCO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'istituto Crédit Agricole Italia SpA risulta attualmente interessato da un processo di riorganizzazione e razionalizzazione della propria rete territoriale, in particolare in Campania; tale processo sembra venire puntualmente anticipato da indagini di stabilità e idoneità, abitativa e funzionale, delle sedi che poi deliberano la chiusura delle filiali, senza peraltro offrire loro nuova ricollocazione nello stesso ambito territoriale; da ultimo il provvedimento ha riguardato la filiale di Napoli di corso Secondigliano-via Ziviello, soppressa per essere accorpata a quella di Capodichino, via De Pinedo, la cui presenza già serviva le utenze di altre municipalità come San Carlo e San Pietro, oltre a comuni quali Casavatore e Casoria; da questo processo di riorganizzazione sono interessati i comuni della provincia di Caserta e, in particolare, di Roccamonfina e Macerata Campana, con la conseguente possibile cessazione dei servizi bancari da parte di sedi che coprono un territorio non solo comunale ma esteso all'intero circondario, servizi che la stessa banca esercita da tempo attraverso le trasformazioni societarie che nel corso degli anni ha subito; considerato che: pur nel dovuto rispetto dell'autonomia funzionale e delle prerogative proprie degli istituti finanziari, non si può non evidenziare il fatto che queste scelte sembrano assunte con un'ingiustificata disinvoltura rispetto alle esigenze territoriali e alla funzione sociale che la stessa banca è chiamata a svolgere in un così importante territorio, ancorché sottoutilizzato; la chiusura delle sedi bancarie è destinata a penalizzare vaste fasce di imprenditori, in particolare del settore agroalimentare e della lavorazione del tabacco, ai quali verrebbe a mancare un fondamentale punto di riferimento in materia di credito e funzioni bancarie, oltre a colpire numerose e considerevoli fasce di pensionati, lavoratori e utenti residenti in un'area che non può certamente privarsi di servizi bancari primari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che la Crédit Agricole Italia SpA è interessata da un processo riorganizzativo che, di fatto, è destinato a penalizzare interi territori che saranno costretti a privarsi dei servizi dell'istituto bancario; se, in riferimento alle proprie prerogative, intenda approfondire e verificare la fondatezza delle scelte che la banca si appresta a compiere; se e come intenda intervenire, per quanto possibile, onde verificare la possibilità di evitare che si adottino provvedimenti che finirebbero per penalizzare un così vasto territorio e una così ampia platea di popolazione attiva. Atto n. 4-02845 DE POLI Al Ministro della salute Premesso che: dal 1998 molteplici sono stati gli interventi normativi, sia di rango nazionale, che europeo, allo scopo di garantire a tutte le donne affette da carcinoma della mammella il diritto ad essere curate in una rete di centri di senologia certificati e interdisciplinari che soddisfino standard di qualità ed efficacia della cura; importanti sono stati i risultati conseguiti presso i centri di senologia specializzati relativamente alla prevenzione e all'aumento della sopravvivenza e della qualità della vita delle donne con diagnosi di cancro della mammella; considerato che: la ricostruzione mammaria post mastectomia risulta essere uno degli elementi più incisivi sulla qualità della vita della donna, sia dal punto di vista psicologico, che dal punto di vista estetico-funzionale, tale da prevedere che l'impianto protesico sia a carico del Servizio sanitario nazionale; seppur riconosciuto al paziente il diritto della scelta e del luogo di cura, la mobilità sanitaria, oggetto di studi condotti dal Governo in accordo con la Conferenza Stato-Regioni, parrebbe risultare disincentivata da talune Regioni per esigenze sanitarie; tenuto conto che: attualmente la ricostruzione mammaria non viene considerata parte integrante della cura oncologica, bensì eseguita soltanto su pazienti con pregressa patologia tumorale "in anamnesi", limitando di fatto il diritto del paziente di migrare e scegliere il metodo chirurgico e l'istituto di cura più vicino alle proprie esigenze;