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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 20 GIROTTO La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REDIGENTE Produzione e vendita del pane DDL 169 Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane DDL 739 Norme in materia di produzione e vendita del pane (Seguito della discussione del disegno di legge n. 169, congiunzione con la discussione del disegno di legge n. 739 e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 16 ottobre. Il relatore VACCARO ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 739 evidenziando che il provvedimento, che si compone di 15 articoli, si pone l'obiettivo di rilanciare il settore del pane fresco artigianale e di garantire il diritto dei consumatori ad una corretta informazione. L'articolo 1 indica le finalità del provvedimento. L'articolo 2 reca le definizioni dei termini "pane", "pane fresco", "pane di pasta madre" e "pane con pasta madre". Inoltre vieta l'impiego delle denominazioni "pane di giornata", "pane appena sfornato" e "pane caldo", nonché di qualsiasi altra denominazione che possa indurre in inganno il consumatore, e stabilisce i casi in cui è vietato utilizzare in commercio la denominazione di "pane fresco". Poi individua le indicazioni da riportare in etichetta in caso di prodotto surgelato, di prodotto ottenuto da cottura parziale e di prodotto ottenuto dalla cottura di impasti preparati con farine alimentari. Infine, prevede le sanzioni conseguenti al mancato rispetto dei divieti indicati. L'articolo 3 definisce il "prodotto intermedio di panificazione". L'articolo 4 reca indicazioni per l'etichettatura del pane sottoposto a trattamenti che ne aumentino la durabilità. Gli articoli 5 e 6 disciplinano, rispettivamente, i prodotti utilizzabili per la lievitazione nella panificazione e l'impiego della pasta madre essiccata. L'articolo 7 stabilisce la definizione di "panificio" e attribuisce al titolare del panificio la facoltà di vendere allo stato sfuso i prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda. Interviene anche in materia di procedure amministrative per l'avvio di un nuovo panificio e il trasferimento o la trasformazione di panifici esistenti, subordinandoli alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). L'articolo 8 individua il responsabile dell'attività produttiva, che potrà essere il titolare dell'impresa ovvero un suo collaboratore familiare, socio o lavoratore dipendente dell'impresa di panificazione designato dal legale rappresentante dell'impresa stessa all'atto della presentazione della SCIA e gli attribuisce una serie di compiti, tra i quali assicurare l'utilizzo di materie prime in conformità alle norme vigenti e garantire l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e la qualità del prodotto finito. Infine, prevede che tale responsabile sia tenuto a frequentare un corso di formazione professionale, salvo alcuni casi di esonero qualora già in possesso di determinati requisiti. Facendo salve le disposizioni del regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, l'articolo 9 stabilisce che le disposizioni della proposta di legge non si applicano ai prodotti fabbricati o commercializzati negli altri Stati membri dell'Unione europea, in Turchia o in uno Stato membro dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), parte contraente dell'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE). L'articolo 10 definisce il "pane fresco tradizionale". Secondo l'articolo 11 la vigilanza sull'attuazione della legge è esercitata dalle aziende sanitarie locali e dai Comuni competenti per territorio, cui spettano i proventi derivanti dall'applicazione di eventuali sanzioni amministrative stabilite dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 12 prevede l'adeguamento della normativa regionale e la clausola di salvaguardia per le Regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 13 dispone in materia di adeguamento del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n. 502. Infine, l'articolo 14 ha ad oggetto abrogazioni normative, mentre l'articolo 15 l'entrata in vigore e le disposizioni transitorie. Il presidente GIROTTO propone di congiungere la discussione del disegno di legge n. 739 alla discussione del disegno di legge n. 169. La Commissione conviene. Il presidente GIROTTO ricorda che con la riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi che si terrà al termine della seduta, avrà inizio il ciclo di audizioni informali dei rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative del settore. Informa quindi che la documentazione acquisita nel corso di tali audizioni sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze DDL 909 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze (Parere alle Commissioni riunite 8ª e 13ª. Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , in qualità di relatore, illustra il disegno di legge, segnalando in particolare, per le parti di più stretta competenza della 10 a Commissione, gli articoli 3, 4, 4- bis , 7, 8, 18, 20, 28, 30, 36, 37, 43-bis e 44. L'articolo 3 introduce misure fiscali relative agli immobili che, a seguito del crollo del ponte Morandi, hanno subito danni o sono stati oggetto di ordinanze di sgombero. In particolare, dispone l'esenzione da Irpef, Ires, Irap, Tasi e Imu per i fabbricati oggetto di ordinanze di sgombero; l'esclusione dall'imposizione diretta dei contributi, degli indennizzi e dei risarcimenti ottenuti da privati a seguito del crollo; l'esenzione, fino al 31 dicembre 2020, dal pagamento dell'imposta di bollo e dell'imposta di registro per le istanze, i contratti e i documenti presentati alla pubblica amministrazione con riferimento a detti immobili; l'esenzione dall'imposta di successione, dalle imposte e tasse ipotecarie e catastali e dall'imposta di bollo per gli immobili demoliti o dichiarati inagibili a seguito del crollo;