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Misure per lo sviluppo economico, produttivo e occupazionale dei territori di confine della regione Piemonte. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è finalizzato all'introduzione di misure per lo sviluppo economico, produttivo e occupazionale dei territori di confine della regione Piemonte, che sulla base dei più recenti dati risulta sempre più indirizzato verso un consistente impoverimento rispetto alle altre aree della regione e del Paese. Il riconoscimento di parte di tali aree come «zone franche», con tutto ciò che questo comporta di positivo, ci sembra costituire quasi un atto dovuto dallo Stato a favore di un territorio destinato per varie ragioni a sopportare oneri gravosi. L'obiettivo ultimo è quello di evitare il progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale delle aree di confine della regione, rilanciandone l'economia e consentendo ai cittadini che vi abitano di continuare e viverci e alle imprese di continuare a operarvi. Si tenga presente che in Italia sono già operativi altri territori extradoganali, zone franche e depositi franchi. Per le caratteristiche che contraddistinguono tali territori – ovvero posizione di confine e città marittime di rilevante importanza per il traffico con l'estero – i medesimi sono riconosciuti quali territori extradoganali nel pieno rispetto della normativa europea. In taluni casi ai medesimi territori è riconosciuto un regime fiscale agevolato per prodotti e consumi, proprio per la posizione di confine con uno o più Paesi esteri e per le situazioni di svantaggio in cui si trovano rispetto ad altre aree del Paese. Nel merito, il disegno di legge prevede che i territori di confine della regione Piemonte siano assimilati ai territori extradoganali e costituiti in zona franca a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di entrata in vigore della legge, per un periodo di quindici anni. Alla delimitazione delle predette aree territoriali si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su indicazione della regione Piemonte. Alle microimprese, piccole imprese e medie imprese (PMI) operanti esclusivamente nelle predette aree territoriali delimitate si riconosce l'applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e sulle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento del reddito complessivo relativamente ai primi cinque anni di operatività, del 15 per cento nei successivi cinque anni e del 20 per cento negli ulteriori successivi cinque anni. Alle PMI, inoltre, è consentito: di corrispondere sui prodotti fabbricati o trasformati nella zona franca e destinati al territorio doganale i soli diritti di confine propri delle materie prime impiegate nella loro fabbricazione; di introdurre temporaneamente nella zona franca materie prime affinché siano ivi lavorate o trasformate, per la reintroduzione dei prodotti con esse ottenuti nel territorio doganale; di essere considerate in territorio doganale, a condizione che le strutture si prestino e si sottopongano a una vigilanza permanente. Gli utili di esercizio delle imprese e delle società operanti in tali aree territoriali delimitate reinvestiti, per una quota non inferiore al 50 per cento, in attività nella medesima zona franca godono dell'esenzione totale dalle imposte sui redditi. L'efficacia delle predette agevolazioni è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea, ai sensi della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, di cui agli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Inoltre, per il periodo compreso tra la data di entrata in vigore della presente legge e i ventiquattro mesi successivi, le PMI che si insediano o che siano già operanti nelle predette aree possono accedere a forme di finanziamento agevolato per la realizzazione di programmi di investimento finalizzati allo sviluppo aziendale, il consolidamento della propria esposizione bancaria, ovvero il ripristino della liquidità aziendale per il proseguimento e il rilancio dell'attività e la tutela dei livelli occupazionali. I finanziamenti sono concessi nella misura massima del 100 per cento delle spese ammissibili, al netto di IVA. Infine, viene previsto che gli oneri per l'istituzione e per la gestione della zona franca siano posti a carico del bilancio dello Stato e, con apposito accordo tra Governo e regione Piemonte, sono definite le modalità per la compensazione annuale delle eventuali minori entrate di competenza regionale o degli enti locali della regione Piemonte.. 1 (Finalità) 1 Ai sensi dell'articolo 243 del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, i territori di confine della regione Piemonte sono assimilati ai territori extradoganali e costituiti in zona franca a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, per un periodo di quindici anni. 2 Alla delimitazione delle aree territoriali di cui al comma 1 si provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su indicazione della regione Piemonte. 2 (Agevolazioni fiscali) 1 Alle microimprese, piccole imprese e medie imprese (PMI) operanti esclusivamente nelle aree territoriali delimitate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, si applica un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e sulle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento del reddito complessivo relativamente ai primi cinque anni di operatività, pari al 15 per cento nei successivi cinque anni e pari al 20 per cento negli ulteriori successivi cinque anni. Tali agevolazioni sono riconosciute ai beneficiari entro il termine massimo di quindici anni dalla data di costituzione delle zone di cui all'articolo 1. 2 Alle PMI già operanti o che si insediano nelle aree territoriali delimitate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, è consentito di: a corrispondere sui prodotti fabbricati o trasformati nella zona franca e destinati al territorio doganale i soli diritti di confine propri delle materie prime impiegate nella loro fabbricazione; b introdurre temporaneamente nella zona franca materie prime affinché siano ivi lavorate o trasformate, per la reintroduzione dei prodotti con esse ottenuti nel territorio doganale; c essere considerate in territorio doganale, a condizione che le strutture si prestino e si sottopongano a una vigilanza permanente. 3 Gli utili di esercizio delle imprese e delle società operanti esclusivamente nelle aree territoriali delimitate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, reinvestiti, per una quota non inferiore al 50 per cento, in attività nella medesima zona franca godono dell'esenzione totale dalle imposte sui redditi. 4 Con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere disciplinate eventuali agevolazioni fiscali in favore delle imprese del territorio regionale in relazione alla distanza dalle aree territoriali delimitate ai sensi dell'articolo 1, comma 2.