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se si intenda valutare l'elaborazione di un piano strategico per la produzione e lo stoccaggio di dispositivi di protezione individuale (DPI), nonché di qualsiasi materiale utile in caso di minaccia alla biosicurezza, e, al contempo, se si intenda affidare all'unità di coordinamento il compito di elaborare e aggiornare una strategia di sicurezza nazionale in materia di biosicurezza. Atto n. 4-04397 PARAGONE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'acqua è un "bene comune" essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile e all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono, insieme, diritto inviolabile dell'uomo, universale, nella contemporaneità da ricomprendere nel quadro generale di cui all'articolo 2 della Costituzione. La gestione delle risorse idriche non dovrebbe, quindi, essere assoggettata a nessuna forma di mercato; l'esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011 ha negato qualunque forma di privatizzazione dell'acqua, abolendo inoltre il principio dell'"adeguata remunerazione del capitale investito dai gestori". La volontà popolare si è espressa per un'acqua pubblica con gestione del sistema idrico a carico dello Stato e degli enti pubblici locali; un così chiaro orientamento dei cittadini avrebbe meritato una sollecita e adeguata risposta delle istituzioni, tuttavia, a distanza di oltre 9 anni da tale inequivocabile determinazione popolare, non solo non si è data attuazione a quanto voluto dai cittadini, ma con il famoso decreto "sblocca Italia" (decreto-legge n. 133 del 2014) insieme alla legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190 del 2014), si è proceduto a creare i presupposti al fine di rimettere in discussione l'esito referendario; considerato che: in materia di determinazione delle tariffe idriche la normativa attribuisce all'ARERA (già AEEGSI) il compito di "regolare le tariffe del servizio idrico integrato"; le autorità chiamate alla regolazione delle tariffe non regolano un mercato libero, ma un servizio pubblico; l'Autorità, nell'esplicazione della funzione di regolazione tariffaria del sistema idrico integrato, è tenuta a stabilire i parametri di determinazione delle tariffe, nel rispetto dei criteri e degli obiettivi stabiliti dalla normativa primaria e ad approvare le tariffe del SII predisposte dagli enti di governo degli ATO (ambiti territoriali ottimali), nel rispetto dei detti parametri, criteri e obiettivi; l'art. 6 della deliberazione n. 585/2012/R/IDR dell'AEEGSI stabiliva che, sino all'approvazione delle tariffe da parte dell'Autorità, i gestori del SII sarebbero stati tenuti a continuare ad applicare le tariffe in vigore nell'anno 2012, salvo il caso di predisposizione tariffaria da parte dell'ente di governo dell'ambito, in data precedente all'approvazione della delibera (28 dicembre 2012), nel qual caso soltanto si sarebbe dovuta applicare la tariffa proposta da tale ente; visto che: sul territorio nazionale vengano applicate tariffe diverse: vi sono comuni dove l'acqua viene fatturata a 0,35 euro al metro cubo ed altri dove viene fatturata 2,121845 euro al metro cubo più IVA. A Rende (Cosenza), il sistema idrico integrato, ad esempio, è gestito da una società privata denominata "Acque potabili servizi idrici integrati Srl" che, sembrerebbe, tra l'altro, gestire la rete idrica comunale attraverso una convenzione scaduta ed in violazione del codice degli appalti. In questo comune, dal giugno 2011 ad oggi, le tariffe idriche avrebbero subito un aumento ingiustificato del 130 per cento; dall'esame delle delibere dell'AEEGSI ora ARERA che si sono succedute dal 2012 ad oggi non risulterebbe che l'Autorità abbia approvato aumenti tariffari nella misura applicata dal gestore del servizio idrico integrato nel comune di Rende, si chiede di sapere: se e in che modo si intenda intervenire per rendere omogeneo sul territorio nazionale il sistema di tariffazione dell'acqua, onde rendere pienamente effettivi i principi di cui agli artt. 2 e 3 della Costituzione; in che modo si intenda dare effettivo seguito alla volontà popolare sancita con il referendum sull'acqua pubblica del giugno 2011; se e in che modo si intenda agire nei confronti di quegli enti che continuano a fare gestire le reti idriche a privati senza alcuna valida convenzione ed in palese violazione del codice degli appalti. Atto n. 4-04398 RUFA ARRIGONI FREGOLENT CAMPARI ZULIANI CANDURA DORIA RICCARDI CASOLATI PELLEGRINI Emanuele PIANASSO ALESSANDRINI CORTI SAPONARA DE VECCHIS PIZZOL BRIZIARELLI BERGESIO PUCCIARELLI Al Ministro della salute Premesso che: in occasione della prima ondata della pandemia, la cura con il plasma è stata oggetto di studi e sperimentazioni che ne hanno dimostrato la validità nelle terapie per pazienti COVID positivi, oltretutto con costi molto contenuti, in quanto in Italia la donazione del sangue è gratuita per legge; alcuni importanti ospedali italiani hanno prontamente attivato studi e programmi scientifici per sperimentare e verificare l'efficacia delle trasfusioni di plasma "iperimmune" prelevato da soggetti di recente guarigione dal COVID-19, ottenendo riscontri positivi ed incoraggianti; nel mese di maggio la Lega ha presentato, l'interrogazione 4-03361 al Ministro in indirizzo, la quale non ha ricevuto riscontro, con la quale, già ipotizzando una seconda ondata di contagi, chiedeva informazioni e dati scientifici in merito all'impiego del plasma iperimmune nella cura dei pazienti positivi e se il Ministro ritenesse opportuno ampliare e accelerare su scala nazionale i programmi sperimentali avviati da alcuni ospedali italiani, al fine di affrontare preparati la seconda ondata; considerato che: per fronteggiare la grave emergenza sanitaria, diverse aziende della "plasma-derivazione" di tutto il mondo hanno avviato progetti di ricerca sull'utilizzo del plasma da pazienti guariti da COVID-19 come trattamento curativo, tra queste la Kedrion Biopharma, un colosso dei plasmaderivati con sede in provincia di Lucca che vanta collaborazioni con molti partner anche internazionali, tra cui l'israeliana Kamada che risulta avere già da giugno la disponibilità di fiale per l'uso compassionevole in Israele e che aveva auspicato la disponibilità per la cura in Italia già da ottobre; a giugno scorso la Kamada aveva chiesto un incontro preliminare tramite la Food and drug administration, l'ente governativo americano per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, per ottenere il via libera al piano di sviluppo clinico del prodotto che includesse anche gli Stati Uniti; come espresso in audizione presso la 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato del 14 maggio, la Kedrion ha assicurato la fornitura gratuita del plasma iperimmune ma sul sito ufficiale della società si evince la gratuità esclusivamente per la fase di lavorazione del plasma e non per tutto il processo, inclusa la somministrazione, si chiede di sapere: