[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.104, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.105 è stato ritirato. Senatore Bressa, accetta l'invito al ritiro dell'emendamento 1.106? BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.106, presentato dal senatore Bressa. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.107, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti, già illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CALDEROLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti i subemendamenti riferiti all'emendamento 2.100; su quest'ultimo ovviamente esprimo parere favorevole. Invito inoltre al ritiro degli emendamenti 2.109, 2.110, 2.5, 2.111 e 2.6, perché riguardano l'argomento trattato e risolto dall'emendamento 2.100 del relatore. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.100/1. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, ripeto la stessa dichiarazione di voto fatta in precedenza. In questo caso parliamo della riduzione del numero dei senatori. Tutti gli emendamenti a prima firma della senatrice De Petris riferiti all'articolo 2 vanno nel senso di aumentare la soglia del numero dei senatori, quindi si avvicinano al senso della riforma Berlusconi del 2005, che portava il numero di senatori a 252. Dobbiamo però evidenziare che l'emendamento 2.100 del relatore in buona sostanza rende ininfluenti tutti gli altri emendamenti. Chiedo pertanto che resti agli atti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la mia dichiarazione è relativa a tutti i subemendamenti presentati rispetto all'emendamento 2.100 del relatore. Spiace dirlo, perché della questione delle Province autonome del Trentino-Alto Adige, come lei sa, in Commissione avevamo discusso per moltissimo tempo, quindi avremmo auspicato una soluzione anche prima delle votazioni in Commissione. È ovvio che, avendo stabilito un numero fisso di duecento senatori, questo ha prodotto, per risolvere la questione del Trentino-Alto Adige e del Molise, una modifica non proprio ininfluente per quanto riguarda il numero minimo di senatori per ogni Regione (si passa a tre), e in particolare la riduzione del numero di senatori (come sapranno le Regioni interessate) per alcune Regioni più piccole, come ad esempio Basilicata e Umbria. Qual è dunque il problema? Come abbiamo detto prima intervenendo in dichiarazione di voto sull'articolo 1, sebbene la riduzione del numero dei deputati e dei senatori sia la stessa in termini percentuali, se nel caso della Camera dal punto di vista dell'efficienza parliamo comunque di 400 deputati, nel caso del Senato la misura prevista avrà un impatto maggiore e molto più forte sull'organizzazione dei lavori. Queste riduzioni prescindono però da valutazioni di questo tipo e sono di carattere numerico: qualcuno ha deciso che la riduzione dovesse essere del 36 per cento e a tale riguardo trovo una certa somiglianza con le proposte dell'odiato Macron da parte di questa maggioranza, il quale ha presentato una proposta di legge per la riduzione del numero dei parlamentari del 30 per cento. Voi vi siete attestati al 36 per cento, ma la logica mi pare la stessa. Non vi rileggo - lo ha fatto anche il senatore Malan - le classifiche dei vari Paesi, ma vorrei sottolineare ancora una volta che, nel caso del Senato, anche se la riduzione percentualmente è la stessa prevista per la Camera, l'impatto sui lavori parlamentari; in particolare sull'organizzazione proficua del lavoro delle Commissioni, sarà maggiore. Vorrei ricordare a tutti che, come si è dimostrato, produrre strappi sul Senato non porta mai bene. Quindi fate voi e vedete se volete continuare su questa strada. Grazie. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.100/1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.100/2. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, potremmo promuovere una tavola rotonda con il ministro Di Maio sul Senato cinese visto che la Cina, essendo un Paese avanzato, lo ha proprio abolito, o meglio non ce l'ha mai avuto, per cui è veramente un modello di democrazia. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Margiotta e Martelli) . Nessuna libertà, nessun diritto dei lavoratori, nessuna libertà religiosa: un vero modello, grandi risparmi. Investono tutto sull'Istituto nazionale di statistica, che è il loro punto di forza e che va al posto del Parlamento: non faccio allusioni alle vicende riguardanti l'Istituto nazionale di statistica, che ovviamente è di nomina statale, soprattutto in Cina, e questo è un modello sicuramente. (Il ministro Fraccaro accenna un sorriso). Ministro Fraccaro, la ringrazio per la sua benevolenza. Voglio parlare delle notizie che vengono fatte circolare dal MoVimento 5 Stelle sui presunti risparmi di questa riforma. Dicono che il risparmio sarebbe di 300.000 euro al giorno, vale a dire 109,5 milioni all'anno. C'è però un piccolo problema: non è vero, è una bugia e, quando dicono il falso, parlano del proprio e spero che qualcuno colga la citazione. In effetti, persino l'ex ministro Boschi, quando vantava i risparmi che sarebbero derivati dalla sua riforma, non arrivava a queste cifre parlando del Senato: c'erano altre spese allegate che riteneva si sarebbero ridotte, perché il provvedimento era molto più ampio. Io all'epoca dissi, e ne sono convintissimo, che i numeri non erano assolutamente veri e la Ragioneria generale dello Stato mi diede ragione, affermando che in tutto, dalla riforma complessiva proposta dalla maggioranza Renzi, ci sarebbe stato un risparmio di circa 60-70 milioni di euro.