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Il presente disegno di legge, pertanto, intende incrementare, per le famiglie con un valore dell'ISEE fino a 30.000 euro, i redditi del secondo percettore con un bonus sotto forma di credito d'imposta per un importo corrispondente al 50 per cento del salario, comunque non inferiore a 200 euro mensili e con un limite massimo di 500 euro mensili e vincolato a un contratto di assunzione a tempo indeterminato di personale addetto alla cura dei figli. L'articolo 4 del presente disegno di legge prevede le risorse per l'attuazione della stessa. In particolare, si prevede che i benefìci, che saranno concessi dal 2023 al 2028, sono fruibili da coloro che maturano i diritti fino il 31 dicembre 2025. Questa modalità sperimentale è necessaria, in particolare, per far coincidere il periodo di copertura finanziaria delle misure con il periodo di finanziamento europeo del PNRR che destina all'Italia ingenti risorse, superiori a 300 miliardi di euro, di cui 210 miliardi di euro del programma Next Generation UE , integrate dai fondi stanziati con la programmazione di bilancio 2021-2026. Ulteriori risorse da destinare alle misure si otterranno dal maggior gettito dell'IRPEF derivante dall'emersione dei contratti di lavoro irregolare e per effetto dell'incentivo alle nuove assunzioni. Il comma 2 dell'articolo 4 prevede, infine, la clausola di salvaguardia finanziaria secondo la quale qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno o mediante l'utilizzo delle risorse del PNRR essi sono adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie, in conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. L'articolo 5 prevede due clausole di salvaguardia. In particolare, il comma 1 prevede l'applicazione dei decreti legislativi adottati in attuazione della delega di cui al presente disegno di legge nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione e il comma 2 prevede la salvaguardia dei benefìci precedenti. In ultimo, l'articolo 6 disciplina il procedimento per l'adozione dei decreti legislativi.. 1 (Oggetto della delega al Governo e princìpi e criteri direttivi generali) 1 Al fine di incentivare, mediante l'introduzione di forme di tassazione agevolata del secondo percettore di reddito nella famiglia, l'offerta di lavoro con l'obiettivo di rilanciare la crescita economica e l'occupazione, in particolare quella femminile, nonché di sviluppare politiche attive per il lavoro e di contrastare la riduzione demografica e il fenomeno del lavoro irregolare, il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'introduzione di agevolazioni tributarie per il secondo percettore di reddito nelle famiglie a basso reddito, in conformità ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a prevedere misure di sostegno economico per l'inserimento lavorativo del coniuge con il reddito più basso nelle famiglie con doppio reddito e del coniuge disoccupato nelle famiglie monoreddito secondo i princìpi e criteri direttivi specifici di cui all'articolo 2; b prevedere misure per favorire il rientro al lavoro dopo il periodo di astensione obbligatoria per maternità, secondo i princìpi e criteri direttivi specifici di cui all'articolo 3. 2 (Princìpi e criteri direttivi specifici in materia di sostegno economico per l'inserimento lavorativo del secondo percettore di reddito nelle famiglie a basso reddito) 1 Il decreto legislativo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a riconoscimento, per i primi tre anni di attività lavorativa, svolta con contatto di lavoro a tempo indeterminato, di un credito d'imposta in favore del secondo percettore di reddito, nelle famiglie con un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) fino a 30.000 euro, per redditi del secondo percettore fino a 29.000 euro, pari all'ammontare calcolato sul reddito del secondo percettore ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettere a) e b) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detrazioni per carichi di famiglia; b riconoscimento, per i primi tre anni di attività lavorativa, svolta con contatto di lavoro a tempo indeterminato, di una detrazione fiscale in favore del secondo percettore di reddito, nelle famiglie con un valore dell'ISEE fino a 30.000 euro, per redditi del secondo percettore da 29.001 a 40.000 euro, che decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento del limite massimo di 40.000 euro di reddito; c riconoscimento di un credito d'imposta in favore del secondo percettore di reddito in possesso dei requisiti economici, di cittadinanza e di residenza necessari per fruire del reddito di cittadinanza, pari al 50 per cento dell'ammontare percepito prima dell'assunzione con contratto a tempo indeterminato. Alla scadenza di tale beneficio, riconoscimento di un credito d'imposta, per i successivi diciotto mesi, corrispondente al massimo al 50 per cento della retribuzione media giornaliera e, comunque, non superiore a 500 euro mensili, dietro presentazione di documenti di spesa attestanti il pagamento di rette scolastiche o di personale con contratto a tempo indeterminato dedicato alle attività di cura e di educazione dei figli minorenni; d coordinamento con le disposizioni in materia di reddito di cittadinanza di cui al capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, assicurando l'equilibrio e l'integrazione nell'applicazione del citato reddito di cittadinanza e del credito d'imposta di cui alla lettera c) del presente comma. 3 (Princìpi e criteri direttivi specifici in materia di misure per favorire il rientro al lavoro dopo il periodo di astensione obbligatoria per maternità) 1 Il decreto legislativo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) , è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a riconoscimento di un credito d'imposta a favore delle donne che rientrano al lavoro dopo il periodo di astensione obbligatoria per maternità fruibile fino al terzo anno di età del bambino o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o di affidamento, corrispondente al massimo all'equivalente contributo previsto per il congedo parentale corrisposto al 30 per cento della retribuzione media giornaliera, dietro presentazione di documenti di spesa attestanti il pagamento di rette scolastiche o di personale con contratto a tempo indeterminato dedicato alle attività di cura e di educazione dei figli minorenni; b concessione del beneficio di cui alla lettera a) alle donne con rapporto di lavoro a tempo pieno e a tempo parziale, prevedendo che la riduzione di orario non può essere superiore al 50 per cento;