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Come dicevo prima, ci saremmo aspettati più risorse e invece, come ho avuto modo di dire già nella discussione generale, 100 milioni di euro sono stati dimezzati a 50 milioni di euro e forse soltanto nel 2020 si vedrà qualcosa. Gli emendamenti approvati nel corso dell'esame non hanno apportato alcuna miglioria. Inoltre, avemmo fortemente auspicato anche un effettivo coinvolgimento delle comunità locali, come ad esempio la categoria dei pescatori, nelle scelte decisionali. Di tutto questo invece non vi è traccia all'interno del testo. Anche nell'ambito delle misure fiscali ci saremmo aspettati più coraggio e determinazione, cioè avremmo voluto vedere lungimiranza da parte di questo Governo. La crisi economica che sta attraversando tutta l'Italia ha accentuato ancora di più la delicata situazione delle isole minori e ha avuto anche pesanti ripercussioni aggravando condizioni di criticità intrinseche come quelle derivanti dalla insularità. Si pensa alle isole di Ischia, Procida, Capri, Ponza, Isola del Giglio, Pantelleria e a tutte le altre isole italiane meno note, che rappresentano una preziosa risorsa dal punto di vista culturale, turistico, economico per l'Italia e soprattutto per l'intero Mediterraneo. In tutte queste isole il settore turistico, che molto spesso rappresenta - come dicevo prima - la principale fonte di redditività di chi le abita, ha avuto diverse ricadute negative a livello socioeconomico, ma soprattutto dal punto di vista occupazionale. Perché allora non inserire all'interno del testo in discussione la proposta del Gruppo Fratelli d'Italia per l'istituzione all'interno di questi territori di una zona franca produttiva? La zona franca produttiva nelle isole minori non è infatti da considerarsi un privilegio, ma rappresenta l'unico rimedio per compensare le difficoltà di un'isola dove i costi di produzione sono molto più alti che nel resto d'Italia a causa dell'assenza d'infrastrutture e dell'elevato costo soprattutto dei trasporti e dell'energia. ( Brusio ). PRESIDENTE. Prego i colleghi di abbassare sensibilmente il volume della voce e consentire al senatore Nastri di proseguire il suo intervento. NASTRI (FdI) . Tale riconoscimento della zona franca avrebbe consentito di usufruire di agevolazioni fiscali quali l'esenzione dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, l'IVA, anche sui servizi turistici, aumentando la competitività dell'attività economica dell'isola, allungando anche la stagione turistica e, soprattutto, favorendo anche l'attrazione di importanti investimenti su quel territorio. Per i bilanci dei Comuni isolani, così fortemente penalizzanti, perché non è stata prevista la possibilità di utilizzare le quote di avanzo vincolato derivanti da stanziamenti di bilancio dell'esercizio precedente? Sono queste tutte misure che avrebbero arricchito l'impianto normativo esistente e, perché no, dato quel valore aggiunto al provvedimento, il cui effettivo impatto sui territori esistenti interessati, una volta approvato in via definitiva, rischia di non avere quegli effetti positivi auspicabili. La creazione di un nuovo modello dell'economia dell'isola che punti a valorizzare il connubio pubblico-privato, partendo da quelle che sono le potenzialità delle isole (quali il turismo, la cultura, l'ambiente, l'agricoltura e non ultima, appunto, anche la green economy ) è quello che ci saremmo maggiormente aspettati da questo provvedimento. Le sinergie di quei settori rappresentano il motore del rilancio delle isole minori italiane che, purtroppo, oggi - bisogna dirlo - registrano un ritardo nello sviluppo della propria economia, soprattutto per quello che riguarda la chiave sostenibile. Invece, l'impianto originario di questa legge quadro è scritto in modo vecchio, avendo in mente soltanto gli enti pubblici, lo Stato, le Regioni e i Comuni, ma, soprattutto, va ad aumentare la burocrazia. Un maggior coinvolgimento anche delle organizzazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative in tutti i processi decisionali, prima di tutto quelle turistiche, è ciò che ci saremmo aspettati. Insomma, avrebbe dovuto esserci una cooperazione un po' più ampia tra le istituzioni e le imprese, tra il pubblico e il privato, specie per la valorizzazione anche delle piccole produzioni locali e la realizzazione di rete intelligente. Malgrado ciò, questo provvedimento in qualche modo smuove un po' le acque. Da troppo tempo i residenti delle comunità isolane e anche interi pezzi delle economie di quei territori attendono risoluzione ai loro problemi. Il voto del Gruppo Fratelli d'Italia è dettato soprattutto dalla valutazione sul riproporre all'attenzione del Parlamento le numerose problematiche ancora esistenti sui territori e sull'introdurre ulteriori, e questa volta più consistenti, misure finanziarie in favore delle isole minori, anche nel corso di questa legislatura. Noi saremo attenti e vigili. È un nostro forte auspicio, considerando quanto emerso anche dal parere espresso dalle varie Commissioni e soprattutto dalla necessità di nuovi interventi. Per tali ragioni e - ripeto - non senza indispensabili osservazioni critiche, dichiaro tuttavia il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. (Brusio) . PRESIDENTE. Invito nuovamente l'Assemblea e i colleghi a mantenere il volume delle loro voci il quanto più possibile basso. Non è obbligatorio ascoltare; è invece vincolante dare modo ai colleghi di intervenire. Prego, senatrice De Petris, ha facoltà di intervenire. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, giunge oggi a compimento (e di questo ovviamente siamo lieti) il percorso che era stato già avviato nella scorsa legislatura esaminando varie proposte di legge che avevano tutte lo stesso scopo: quello di dotare le cosiddette isole minori di un dettato normativo, cioè di norme quadro in grado di valorizzare innanzitutto la grande potenzialità di questo straordinario patrimonio del nostro Paese. Contemporaneamente, si è tentato di immettere in questo quadro norme che permettano ai residenti di quelle isole di vivere nel rispetto del dettato costituzionale, in particolare di quanto previsto all'articolo 3 della nostra Costituzione. Questo significa poter godere di strumenti, servizi e condizioni di vita dignitose e di un adeguato accesso ai servizio primari. Questo è sempre stato lo scopo del quadro normativo e il testo che stiamo per votare ne delinea i vari aspetti e dà delle indicazioni. Qualcuno lo ha definito e potremmo anche in qualche modo definirlo una sorta di legge manifesto. I manifesti sono sempre importanti, ma certamente questo spirito dovrà, a nostro avviso, sostanziarsi e queste norme quadro dovranno sostanziarsi in strumenti molto più efficaci. Guardate che non è solo un problema di risorse - e tornerò sul punto - ma anche di capacità di costruire un progetto e i programmi per realizzarlo adeguatamente implementando il quadro normativo delineato in questo disegno di legge. Certamente abbiamo apprezzato anche il lavoro svolto all'interno della Commissione territorio, ambiente, e dai relatori per rendere il testo più aderente alle effettive necessità di chi vive nelle isole minori.