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La Relatrice ritiene, pertanto, di poter ribadire l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento in esame. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE, della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. COM(2020) 825 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE Doc n. COM(2020) 825 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 31 marzo. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) dopo aver riepilogato i contenuti della proposta di regolamento in esame, cosiddetta Digital Services Act (DSA), dà conto della relazione del Governo prevenuta ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. In particolare, ricorda che la proposta modernizza i principi base contenuti nella direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE, rivedendo e uniformando i doveri di vigilanza degli operatori di mercato a cui si indirizza, ovvero i servizi di intermediazioni online e le piattaforme online che ospitano i contenuti. Inoltre, la proposta introduce elementi di trasparenza e obblighi di informazione e di contrasto proattivo dei contenuti illegali. Il DSA si ispira al principio generale che "ciò che è illecito offline deve essere illecito anche online". Sono previsti obblighi vincolanti per tutti i fornitori di beni, servizi o contenuti digitali che operano all'interno del mercato unico, a prescindere dalla sede di stabilimento, dentro o fuori l'UE, nonché obblighi che saranno maggiormente dettagliati e stringenti per le piattaforme che raggiungono più del 10 per cento della popolazione dell'UE (45 milioni di utenti) come media mensile di destinatari attivi del servizio nell'Unione. La proposta prevede inoltre procedure per una rimozione più rapida di contenuti, prodotti o servizi illegali, nonché meccanismi per le segnalazioni e reclami da parte degli utenti e nuovi obblighi in materia di tracciabilità dei venditori, oltre a un quadro generale di governance con le autorità nazionali denominate Coordinatori dei servizi digitali e l'istituzione di un Comitato europeo con ruolo consultivo, composto dai Coordinatori nazionali, mentre la Commissione sarà dotata di poteri speciali di supervisione e sanzionatori delle piattaforme molto grandi. In particolare, per le controversie inerenti alle decisioni di rimozione o sospensione di contenuti online da parte delle piattaforme poiché ritenuti illeciti, i destinatari del servizio potranno accedere, oltre che ad un sistema interno alla piattaforma di gestione dei reclami, anche a organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie appositamente certificati dal Coordinatore dei servizi digitali. Al riguardo, il Governo ritiene che un quadro regolatorio più armonizzato tra gli Stati membri, trasparente e prevedibile, per la prestazione dei servizi intermediari, dovrebbe garantire alle imprese maggiori opportunità di accesso a nuovi mercati. Condivide inoltre l'obiettivo di assoggettare ad obblighi specifici le piattaforme digitali, finora rimaste sostanzialmente non regolate dai quadri normativi nazionali ed europei, e l'approccio innovativo del DSA, che riconosce il carattere sovranazionale delle piattaforme prescindendo dal loro Paese di stabilimento. Il Governo ritiene inoltre la proposta conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, considerata la natura intrinsecamente transfrontaliera di Internet che richiede un intervento a livello dell'Unione europea che garantisca maggiore uniformità di applicazione delle norme, prevedibilità e certezza giuridica su tutto il mercato unico. Alcune deroghe agli obblighi di trasparenza e monitoraggio sono consentite per le micro e piccole imprese che non si configurino come grandi piattaforme online aventi più di 45 milioni di utenti su base mensile. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 842 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) Doc n. COM(2020) 842 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 31 marzo. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) , relatore, riepiloga i contenuti della proposta di regolamento in titolo, cosiddetta Digital Markets Act (DMA), che è volta a garantire il corretto funzionamento del mercato unico digitale, stabilendo norme che promuovono una concorrenza leale tra le piattaforme online che svolgono un ruolo di intermediazione per la maggior parte delle transazioni tra utenti finali e utenti commerciali, agendo come punto di accesso al mercato ( gateway ). In particolare, la proposta mira a contrastare pratiche e comportamenti sleali da parte di piattaforme di dimensioni molto grandi ( gatekeeper ), per generare ricadute positive sui consumatori in termini di ampliamento di offerta e di qualità dei servizi a prezzi più accessibili. Tali piattaforme online di dimensioni molto grandi sono designate come tali dal Coordinatore nazionale dei servizi digitali, dello Stato membro in cui è stabilita la piattaforma. In tale categoria rientrano le piattaforme che prestano i loro servizi a un numero medio mensile di destinatari attivi del servizio nell'Unione pari o superiore a 45 milioni, calcolato conformemente alla metodologia stabilita in atti delegati della Commissione europea. Come già evidenziato nella precedente seduta, sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2021, in cui si sostiene la conformità all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La proposta è inoltre oggetto di analisi da parte di 18 Camere dei Parlamenti nazioni degli Stati membri dell'UE, nessuna delle quali ha sollevato contrarietà circa il rispetto del principio di sussidiarietà, mentre il Bundesrat tedesco, il Senato e la Camera della Repubblica ceca e il Consiglio nazionale della Slovacchia si sono espressi nell'ambito del dialogo politico con la Commissione europea. Il Relatore ribadisce pertanto l'orientamento favorevole sul rispetto del principio di sussidiarietà, dal momento che l'azione individuale degli Stati membri non risulta sufficiente a conseguire gli obiettivi della proposta a causa della natura transfrontaliera del settore digitale oggetto dell'intervento, e comporterebbe anche un aumento della frammentazione normativa e dei relativi costi di conformità per gli operatori del mercato transfrontaliero e per i consumatori finali dell'UE.