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in occasione dei forum "di Corridoio", il Ministero si è espresso favorevolmente in merito al processo di estensione del tracciato dei corridoi evidenziando, in particolare, l'importanza dei collegamenti marittimi orizzontali tra il corridoio scandinavo-mediterraneo, il corridoio Baltico-Adriatico e la costa balcanica dell'Adriatico (corridoio mediterraneo) attraverso i porti che si trovano su entrambe le coste dell'Adriatico, con particolare riferimento ai porti nazionali; inoltre, in sede dell'organismo consultivo forum di Corridoio Baltico-Adriatico è stata altresì proposta ed accolta con favore, da parte degli altri Stati membri partecipanti, l'estensione della core network , nell'ambito della futura procedura di revisione della stessa ai sensi del regolamento (UE) n. 1315/2013, alla dorsale adriatica e, conseguentemente, del tracciato del corridoio Baltico-Adriatico prevedendo il collegamento tra il porto di Bari ed il porto di Ravenna; considerato altresì che, se non si interviene in maniera costante presso la tecnostruttura europea, i programmi di revisione della rete TEN-T potrebbero lasciare l'Italia esclusa dalla moltiplicazione dei corridoi del trasporto europeo secondo obiettivi di potenziamento e efficientamento e quindi dai grandi progetti di sviluppo futuri, si chiede di sapere quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare presso le competenti sedi europee al fine di sostenere la proposta italiana di prolungamento dei corridoi della rete transeuropea dei trasporti lungo la dorsale adriatica, in particolare, dal porto di Ravenna al porto di Bari, integrando l'attuale configurazione dei corridoi con: a) il prolungamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari e del corridoio Baltico-Adriatico all'intero versante adriatico italiano; b) la diramazione del corridoio mediterraneo che realizzi la relazione tra la penisola iberica (Mediterraneo occidentale), la regione Lazio, la regione Abruzzo (mare Adriatico) e le regioni dei Balcani (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Slovenia, Grecia, Serbia fino a raggiungere la Romania). Atto n. 3-00045 LAUS Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il gruppo svedese Perstorp, con sede italiana a Castellanza (Varese), dopo avere rilevato dalla Polioli SpA la consociata Polialcoli srl con impianto produttivo a Vercelli, e dopo aver assunto pubblicamente impegni occupazionali di medio-lungo periodo, a un anno dall'acquisizione ha annunciato la chiusura degli impianti e fissato il termine dell'attività per il 31 luglio 2018; la chiusura dello stabilimento a Vercelli comporta il licenziamento di oltre 70 dipendenti (cui l'azienda avrebbe offerto una mensilità di stipendio a titolo di buonuscita), rimasti in servizio dopo una prima significativa riduzione dell'organico aziendale avvenuta nel 2014; i sindacati hanno avanzato la proposta di ritardare la chiusura dell'azienda per avere a disposizione il tempo necessario a ridurre il grave impatto occupazionale provocato dalla decisione del gruppo Perstorp; il timore dei sindacati e delle rappresentanze sindacali unitarie è che dietro la decisione si celi l'intenzione, dopo aver acquisito il portafoglio clienti di Polioli, di rilocalizzare all'estero l'impianto produttivo, come sta avvenendo per altri settori industriali, perciò hanno annunciato per i prossimi giorni iniziative di mobilitazione; per le caratteristiche produttive della Polioli, che tratta prodotti chimici, vi sono addetti con profili ad alta specializzazione, cui si aggiunge una serie di realtà legate all'indotto, con numerosi lavoratori qualificati; tra gli addetti interessati dalla minaccia di licenziamento e i lavoratori dell'indotto, sarebbero un centinaio le famiglie coinvolte dall'improvvisa decisione assunta dalla multinazionale; il terreno circostante lo stabilimento ospita vasche di stoccaggio che necessitano di manutenzione e controllo, attività che certamente non possono essere frutto di improvvisazione, quindi incompatibili con un piano di dismissione dell'azienda da un giorno all'altro; risulta che l'Assessorato per il lavoro della Regione Piemonte abbia convocato un tavolo allo scopo di mettere in campo tutti gli strumenti utili a individuare una soluzione positiva della vicenda, nell'interesse dei lavoratori e del territorio; la stessa disponibilità è stata espressa dalla sindaca della città di Vercelli che ha cercato una interlocuzione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto, e se non ritenga necessario assumere urgentemente iniziative per effettuare una verifica approfondita della situazione, per la ricerca di soluzioni (mantenimento, ammortizzatori sociali e ricollocazioni) per i lavoratori. Atto n. 3-00046 MISIANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: lunedì 25 giugno 2018 presso il Ministero dell'economia e delle finanze è avvenuto un incontro tra il sottosegretario Laura Castelli e il presidente dell'ISTAT, Giorgio Alleva, di prossima scadenza; un comunicato del Ministero, diramato a seguito dell'incontro, annunciava i motivi dello stesso: fare il punto sul processo di innovazione portato avanti dall'istituto ma anche "sulla sinergia necessaria da mettere in atto con la politica per il raggiungimento degli obiettivi del contratto di Governo"; considerato che il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, regola il sistema statistico nazionale e l'organizzazione dell'Istituto nazionale di statistica; a fondamento della sua attività è la garanzia che essa sia effettuata sulla base del principio di imparzialità e completezza nella raccolta, nell'elaborazione e nella diffusione dei dati; considerato altresì che: il presidente dell'ISTAT è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri; la designazione effettuata dal Governo è sottoposta al previo parere delle Commissioni parlamentari competenti e la nomina è subordinata al parere favorevole espresso dalle stesse Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti; il presidente dura in carica 4 anni e può essere confermato una sola volta; attualmente, come si è detto, la carica è ricoperta da Giorgio Alleva, e scade nel mese di luglio 2018, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Ministro in indirizzo in merito al comunicato del sottosegretario Castelli relativamente alla "sinergia con la politica" richiesta ad un ente che deve invece garantire nella propria attività l'autonomia, l'imparzialità, la completezza e la qualità dell'informazione statistica, completamente al riparo dalla pressione o dall'influenza della politica; se non ritenga che l'incontro avvenuto, così come recita il comunicato, non costituisca una forma di indebita pressione in vista della prossima designazione del presidente dell'ISTAT.