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Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori (n. 497). PARERI DELLA 1 a COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) sul disegno di legge (Estensore: Borghesi ) 18 settembre 2018 La Commissione, esaminato il disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, a condizione che: – all'articolo 2, comma 1, lettera l) , la disposizione ivi prevista, volta a disporre il trasferimento della proprietà di beni dalle regioni agli enti locali, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia ad essi costituzionalmente riconosciuta in materia; – all'articolo 3, il comma 1 sia riformulato, al fine di specificare che la partecipazione del presidente dell'ANCIM alle riunioni della Conferenza Stato-città e alla Conferenza unificata sia circoscritta alle riunioni in cui si discutono tematiche di interesse delle isole minori; – all'articolo 5, i commi 2 e 3 siano riformulati, al fine di tener conto che il principio di legalità dei tributi, sancito dall'articolo 23 della Costituzione, impone che la legge statale istitutiva stabilisca il presupposto, i soggetti passivi, la base imponibile e la misura del tributo, aspetti che non possono essere demandati ai comuni; – all'articolo 7, sia soppresso il comma 1, in quanto la deroga agli strumenti urbanistici vigenti appare lesiva delle competenze costituzionalmente attribuite in materia agli enti locali; – all'articolo 11, comma 2, la norma ivi prevista, volta a promuovere accordi tra i comuni interessati e gli istituti di credito, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente riconosciuta in materia agli enti locali; – all'articolo 12, siano soppressi i commi 3 e 4, in quanto le norme ivi previste, riguardanti l'affidamento del collegamento marittimo e i relativi prezzi, presentano un carattere impositivo e di eccessivo dettaglio, tale da ledere l'autonomia riconosciuta in materia alle regioni; – sia soppresso l'articolo 13, in quanto esso ha ad oggetto il contenzioso giurisdizionale e il diritto processuale, materie che, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera l ), della Costituzione, sono riconducibili alla competenza esclusiva dello Stato; – sia soppresso l'articolo 16, in quanto le norme ivi contenute, oltre ad essere di eccessivo dettaglio, risultano lesive delle prerogative riconosciute, anche in materia economico-finanziaria, agli enti locali; – all'articolo 17, commi 1 e 2, le disposizioni ivi previste, concernenti la gestione dei beni del demanio regionale, siano formulate come facoltà, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente riconosciuta in materia alle regioni. Formula altresì le seguenti osservazioni: – all'articolo 1, comma 2, si valuti l'opportunità di includere, fra i soggetti chiamati ad adottare interventi in favore delle isole minori, anche le città metropolitane e le province interessate, in coerenza con altre disposizioni contenute nel disegno di legge, quali, ad esempio, quelle di cui all'articolo 1, comma 4, e all'articolo 2, comma 1; – all'articolo 1, comma 3, occorre specificare, per ragioni di coerenza interna all'articolo, che gli interventi ivi richiamati siano «predisposti ed attuati» dai medesimi soggetti (e non solo dai comuni delle isole di cui all'allegato A), i quali, ai sensi del comma 2, sono tenuti all'adozione dei medesimi interventi; – all'articolo 2, comma 1, lettera c) , si segnala che le disposizioni ivi previste appaiono di eccessivo dettaglio e, pertanto, non coerenti con il carattere proprio di una legge quadro; – all'articolo 4, comma 2, si valuti l'opportunità di assicurare un coinvolgimento della Conferenza unificata nel procedimento di adozione del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze ivi previsto; – all'articolo 5, comma 1, si rileva che il riferimento ai valori sociali, etici e ambientali, ivi previsto, necessita di una riformulazione che ne attenui i tratti di eccessiva genericità; – all'articolo 7, appare necessario riconsiderare il comma 5, che attribuisce ai Ministeri interessati, d'intesa con regioni e comuni, il compito della verifica del «fabbisogno di personale addetto all'accoglienza turistica delle isole minori», che - nell'attuale formulazione - pare estendersi anche al personale operante nel settore privato; – all'articolo 9, occorre tenere conto del riparto di competenze fra Stato e regioni in materia di istituzioni scolastiche; – all'articolo 11, comma 1, si valuti l'opportunità di sostituire il riferimento alle «regioni e province autonome di Trento e di Bolzano» con quello alle «regioni interessate», al fine di circoscrivere a queste ultime (unitamente agli altri soggetti ivi richiamati) il compito di assumere iniziative volte a favorire accordi di collaborazione e convenzioni con università e istituti di ricerca. sugli emendamenti (Estensore: Borghesi ) 27 settembre 2018 La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: – sugli emendamenti 2.5 e 2.6 parere non ostativo, segnalando che le disposizioni ivi previste appaiono di eccessivo dettaglio e, pertanto, non coerenti con il carattere proprio di una legge quadro; – sugli emendamenti 2.17 e 2.19 parere non ostativo, a condizione che la disposizione ivi prevista, volta a disporre il trasferimento della proprietà di beni dalle regioni agli enti locali, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia ad esse costituzionalmente riconosciuta in materia; – sull'emendamento 4.1 parere non ostativo, invitando a valutare l'opportunità di assicurare un coinvolgimento della Conferenza unificata nel procedimento di adozione del decreto del Ministro dell'economia previsto al comma 4; – sull'emendamento 5.4 parere non ostativo, segnalando che le disposizioni contenute nel comma 1- bis , secondo, terzo e quarto periodo, aventi ad oggetto una nuova forma contrattuale di lavoro, appaiono di eccessivo dettaglio e, pertanto, non coerenti con i caratteri di una legge quadro; – sull'emendamento 5.0.1 parere non ostativo, a condizione che, al comma 1, siano soppresse le parole: «e sono esclusi dal territorio dello Stato», in quanto finalizzate a prevedere una modifica del territorio statale; – sull'emendamento 7.2 parere non ostativo, a condizione che sia soppresso il comma 1, in quanto la deroga agli strumenti urbanistici vigenti appare lesiva delle competenze costituzionalmente attribuite in materia agli enti locali;