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Andrebbero quindi acquisite indicazioni riguardo le esigenze di spesa sottostanti lo stanziamento previsto"; devono esprimere il loro parere sulla richiesta di Figliuolo la Ragioneria dello Stato e il Governo; visto che: non è stato ancora fatto il passaggio contabile tra la gestione del precedente commissario straordinario Domenico Arcuri e quella del generale Figliuolo, anche per mancanza di rendicontazione pubblica delle spese; sul portale di Invitalia sono indicati fino alla fine di gennaio circa 3,7 miliardi di euro, tutti relativi alla gestione Arcuri. Mentre dalla fine di gennaio 2021 non è stato indicato più nulla. Da quando, cioè, Figliuolo è subentrato; della gestione Figliuolo non si sa nemmeno quanto sia stato investito per l' hub di Pratica di Mare o per la ristrutturazione di palazzo Caprara, l'immobile che ha ospitato lo Stato maggiore della difesa e oggi è sede degli uffici del commissario per l'emergenza; considerato, infine, che secondo Figliuolo sotto la sua gestione c'è stato un risparmio di 345 milioni di euro, di cui 189 per l'annullamento delle procedure di gara dei padiglioni vaccinali che erano stati decisi da Arcuri. Per quanto risulta all'interrogante, in realtà, quelle gare non si sono mai fatte a quindi le spese non possono essere state annullate. In altre parole non c'è stato nessun risparmio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se intenda chiedere ufficialmente all'ufficio del commissario straordinario di fornire tutta la documentazione relativa alla sua gestione, come previsto dalla legge; se non intenda chiedere ufficialmente all'ufficio del commissario straordinario di fornire nella relazione tecnica le indicazioni di dettaglio circa gli interventi cui sono finalizzate le risorse previste circa le esigenze di spesa sottostanti lo stanziamento già autorizzato di 1,6 miliardi di euro; se non intenda inviare degli ispettori presso l'ufficio del commissario straordinario. Atto n. 4-05641 LANNUTTI ANGRISANI GRANATO Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: nelle settimane scorse varie regioni italiane hanno organizzato open day per la somministrazione del vaccino a vettore virale come AstraZeneca (AZ) e di Johnson&Johnson. All'iniziativa avevano aderito, tra le altre Regioni, l'Alto Adige, che dal 20 maggio aveva aperto le vaccinazioni con AstraZeneca a tutte le fasce d'età dai 18 anni in su; la Sardegna, dove dopo il successo dell' open day per gli over 40 erano stati organizzati altri open day , di cui uno riservato agli over 18; la Liguria dove, dal 24 maggio, i cittadini over 18 avevano avuto la possibilità di prenotare per AstraZeneca o Johnson&Johnson; il Lazio, che aveva aperto la somministrazione di AstraZeneca agli over 18 dal 2 giugno, dopo ben due open day con lo stesso vaccino agli over 35; i posti si sono rapidamente esauriti ovunque, registrando sold out delle prenotazioni dopo pochissime ore, suscitando entusiastici commenti sulla stampa, con la promessa che l'esperienza sarebbe stata ripetuta; considerato che: il 10 giugno 2021 è morta a causa della trombosi venosa trombocitopenica indotta da vaccino (VITT) la 18enne Camilla Canepa, di Sestri Levante, ricoverata il 5 giugno 2021 all'ospedale policlinico "San Martino" di Genova dopo una trombosi al seno cavernoso. Già domenica 6 giugno, Camilla veniva operata per la rimozione del trombo e ridurre la pressione intracranica. Nei giorni successivi la situazione della giovanissima in rianimazione era però rimasta tragicamente stabile, nella sua gravità, ed era scattato il periodo di osservazione per dichiararne la morte cerebrale. Camilla Canepa era stata vaccinata con AstraZeneca il 25 maggio nell'open day per gli over 18 organizzato dalla sua Regione. Si stava preparando per prendere il diploma di maturità al liceo tecnologico di Chiavari; l'8 giugno a Genova è emerso il caso di un'altra giovane, una donna di 34 anni di Alassio, vaccinata lo scorso 27 maggio con la prima dose di AstraZeneca e ricoverata sempre presso l'ospedale policlinico "San Martino" con un livello basso di piastrine nel sangue. Lo stesso giorno l'Agenzia ligure per la sanità (ALISA) ha sospeso in via cautelativa il lotto di AstraZeneca (ABX1506) da cui erano state ricavate le dosi che erano state inoculate a Camilla Canepa e alla 34enne di Alassio; 81 i flaconi ancora in giacenza in Liguria. Il 4 aprile scorso era morta, sempre a Genova, una giovane insegnante genovese di 32 anni, Francesca Tuscano, che era stata vaccinata con AstraZeneca il 22 marzo nel corso della campagna vaccinale per i docenti e l'autopsia aveva confermato un quadro "trombotico ed emorragico cerebrale" come causa del decesso; considerato inoltre che: dopo la morte di Camilla Canepa, il Governo è corso ai ripari e ha deciso lo stop ai vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson per i cittadini under 60, interruzione confermata con il decreto ministeriale dell'11 giugno 2021. Sono cambiati quindi i piani delle singole Regioni sulla tabella della campagna di vaccinazione: per le persone sotto questa fascia d'età c'è la raccomandazione di fare i vaccini a mRna messaggero (Pfizer o Moderna). Allo stesso modo chi, tra gli under 60, ha già ricevuto la prima dose del siero a vettore virale, riceverà come seconda dose un vaccino di tipo diverso; nonostante AstraZeneca possa essere considerato un vaccino efficace, era stato già ampiamente dimostrato come vi sia il rischio di VITT, un raro ma grave effetto collaterale che si presenta a distanza di 5-15 giorni dalla vaccinazione e può avere esito fatale in circa il 30 per cento dei casi, colpendo di preferenza la fascia di età dai 20 ai 55 anni, e in particolare le donne giovani; la complicanza dovuta alla VITT, non provocata dai vaccini a RNA, è stata classificata come molto rara e stimata dai primi studi con un'incidenza di uno su 100.000 somministrazioni. L'analisi dei dati forniti dall'Agenzia del farmaco e dal Servizio sanitario inglesi (1,2) suggeriva però un'incidenza della complicanza e dei decessi ben maggiore. Addirittura la nota informativa del vaccino AZ riporta che la VITT, come possibile effetto indesiderato, può interessare fino a una persona su 10.000. A metà maggio, quando il 5 per cento degli under 40, cioè un milione di persone, era stato vaccinato in Inghilterra, i casi di VITT risultavano essere 68, con 15 morti. Non sono accessibili i dati sulle percentuali di vaccinati con i diversi vaccini, ma anche se tutti (un milione) avessero ricevuto AstraZeneca, si avrebbe comunque nei soggetti sotto i 40 anni 6,8 casi e 1,5 morti su 100.000.