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L'analisi dei dati statistici evidenzia come la violenza contro le donne sia un fenomeno diffuso, in controtendenza rispetto ai dati complessivi sulla sicurezza in Italia, i quali dimostrano che il tasso di omicidi rispetto al solo genere maschile è diminuito, mentre è aumentato per il genere femminile. Emerge inoltre che questo tipo di violenze matura nel contesto familiare all'interno di relazioni affettive, ma possono riguardare altresì relazioni di altro tipo. Pertanto, occorre considerare il fenomeno nella sua complessità e globalità. Nello statuto della corte penale internazionale del 17 luglio 1998, entrato in vigore nel 2003, sono stati inseriti - tra i crimini contro l'umanità - delitti di violenza sessuale come lo stupro, la prostituzione, la gravidanza e la sterilizzazione forzate nonché altre forme di violenza sessuale di simile gravità. Oggi la violenza di genere è studiata e analizzata relativamente ai suoi aspetti sociali, antropologici e culturali, che e investono ogni branca delle scienze umane, della psicologia, della letteratura e della politica, mettendo in luce la complessità della materia, data l'eterogeneità dei rapporti interpersonali e familiari coinvolti. Ogni Stato ha l'obbligo di garantire alle donne una vita libera da ogni forma di violenza, promuovendo una cultura che non discrimini le donne, adottando ogni misura idonea a prevenire la violenza maschile sulle donne, proteggendo le donne che vogliono fuggire dalla violenza maschile, perseguendo i crimini commessi contro le donne e prevedendo un risarcimento, non solo economico, per le donne vittime della violenza e per ogni altra vittima della violenza sulle donne. A livello internazionale, la definizione di violenza contro le donne è molto ampia e complessa, in quanto designa una realtà poliedrica sia dal punto di vista giuridico che sociologico. Nel panorama europeo assume rilevanza la Convenzione di Istanbul del 2011, ratificata dall'Italia con la legge n. 77 del 2013, che afferma il consenso delle comunità relativamente alla protezione dei diritti delle donne e nella lotta alle discriminazioni di genere e, soprattutto, prevede strumenti che invece sono assenti negli altri trattati esistenti in materia. Si tratta, in particolare, della prevenzione dell'accesso ai servizi da parte delle donne che hanno subito violenza. Con la legge n. 119 del 2013, è stata riconosciuta giuridicamente la violenza domestica, che comprende, oltre alla violenza fisica, sessuale e psicologica, la violenza economica, che consiste nella completa dipendenza dal partner sotto il profilo economico, per cui la donna è privata di ogni forma di libertà. La medesima legge riconosce il concetto di violenza assistita, intesa come violenza sui minori costretti ad assistere ad episodi di violenza in danno di figure familiari di riferimento. In relazione, poi, al termine "femminicidio" è utile considerare due differenti accezioni: la prima, limitata al concetto di omicidio, e la seconda, che invece esprime altre condotte violente, non incluse nella definizione di omicidio, comprendenti ogni forma di violenza e discriminazione esercitata dall'uomo contro la donna in quanto donna, all'unico fine di provocarle sofferenze fisiche e psicologiche fino all'annientamento fisico o psicologico della personalità femminile stessa, sia in ambito privato che nella partecipazione alla vita pubblica. Passa quindi a illustrare i documenti in esame, con cui si prevede l'istituzione di una Commissione d'inchiesta che prosegua l'attività della Commissione istituita durante la XVII legislatura. In particolare, la proposta contenuta nel Doc . XXII, n. 9 si compone di sei articoli. L'articolo 1 prevede l'istituzione, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, di una Commissione di inchiesta su ogni forma di violenza di genere con specifica attenzione al "femminicidio". La durata della Commissione è relativa alla legislatura. In conclusione, la Commissione redigerà appropriata relazione sull'attività svolta in relazione ai compiti perseguiti. L'articolo 2 attiene ai compiti della Commissione. In particolare, si prevede che essa sia tenuta a svolgere indagini sulle reali dimensioni, condizioni, qualità e cause del femminicidio e a monitorare la concreta attuazione della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica e di ogni altro accordo sovranazionale e internazionale in materia, nonché della legislazione nazionale ispirata agli stessi principi, con particolare riguardo al decreto-legge n. 93 del 2013. La Commissione sarà, inoltre, chiamata ad accertare le possibili incongruità e carenze della normativa vigente rispetto al fine di tutelare le vittime della violenza e gli eventuali minori coinvolti, come pure ad analizzare i vari episodi di violenza di genere, per redigere statistiche utili a inquadrare le cause del fenomeno e orientare le attività di prevenzione. Alla Commissione sono attribuiti, altresì, i seguenti compiti: accertare il livello di attenzione e la capacità di intervento delle autorità, delle amministrazioni centrali e periferiche, degli enti preposti alla prevenzione, alla tutela e all'assistenza; verificare l'effettiva realizzazione dei progetti educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, finalizzati al rispetto delle persone tutte e alla prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni; conoscere l'entità delle risorse stanziate dal decreto-legge n. 93 del 2013 e dalle leggi di stabilità, verificandone l'effettiva destinazione e il corretto uso; avere un quadro completo di tutti i centri esistenti sul territorio con una distinzione tra centri antiviolenza che accolgono donne vittime di violenza e minori vittime della violenza assistita e sportelli antiviolenza dedicati al recepimento delle richieste e all'attivazione delle procedure conseguenti e altre strutture similari, in modo da delineare e avere contezza con più precisione delle attività svolte da ogni struttura e dei risultati conseguiti nonché delle risorse utilizzate; proporre interventi legislativi per realizzare adeguata prevenzione ed efficace contrasto ad ogni forma di violenza di genere, anche attraverso una revisione del piano d'azione straordinario contro la violenza di genere consentendo l'organizzazione di percorsi strutturati nonché con una più equa distribuzione dei fondi e delle risorse economiche tra le strutture esistenti tenendo conto delle specificità e dei bisogni; prevedere uno studio per la realizzazione di un testo unico in materia per un miglioramento della legislazione esistente. L'articolo 3 dispone sulle funzioni della Commissione prevedendo lo svolgimento della funzione investigativa con gli stessi poteri e limiti dell'autorità giudiziaria. Tuttavia la Commissione non può adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza delle comunicazioni relative alle indagini nonché alla libertà personale, salvo il caso dell'accompagnamento coattivo, di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. Si prevede altresì la possibilità per la Commissione di acquisire copie di documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni nonché copie di atti e documenti relativi a procedimenti giudiziari in corso e copie di documenti relativi a inchieste parlamentari. La Commissione è tenuta a mantenere il segreto sul contenuto di quanto ricevuto finché gli atti trasmessi dall'autorità giudiziaria siano sottoposti a segreto.