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il 31 agosto 2021, al limite della scadenza temporale definita, si è concretizzata la chiusura del piano economico-finanziario e il consiglio di amministrazione di APL ha aggiudicato per 1.741.000 euro la gara di finanziamento e per un importo di 1.259.552.384 euro la gara di affidamento per il progetto esecutivo e la realizzazione dell'autostrada; a finanziare il progetto e il completamento risulterebbero avere un ruolo predominante Cassa depositi e prestiti e Banca europea degli investimenti (istituti di derivazione pubblica) con un pool di banche commerciali e il supporto della Regione; il Ministero della transizione ecologica tramite un nota stampa avrebbe reso noto: "È intenzione del Mite e della Bei, considerato il positivo esito dell'attività congiunta che ha consentito il finanziamento di questa importante opera, valutare come proseguire e rendere strutturata questa collaborazione istituzionale per garantire una compiuta e tempestiva valutazione ambientale di progetti che possano quindi beneficiare dell'importante supporto finanziario della Bei, in un contesto di finanza verde e sostenibile"; al Ministro in indirizzo e per conoscenza al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture Giovannini, i gruppi ambientalisti della provincia di Monza e Brianza facevano pervenire lo scorso 12 ottobre una lettera con la quale si illustrava l'insostenibilità ambientale, economica e trasportistica dell'infrastruttura Pedemontana, chiedendo un incontro in merito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e delle circostanze richiamati e quali valutazioni e analisi del rapporto tra costi e benefici relativi al completamento dell'opera siano alla base della scelta del Ministero, addirittura ascrivendoli in un contesto di "finanza verde e sostenibile", di destinare ulteriori finanziamenti, in presenza di un'abituale e costante crescita dei costi dell'opera, il cui completamento delle tratte mancanti, oltre all'ingente aggravio di spesa a carico della finanza pubblica, produrrebbe danni ambientali consistenti ed irreparabili ad un territorio già fortemente antropizzato e urbanizzato; se intenda destinare adeguate risorse del PNRR per implementare le compensazioni ambientali (in aggiunta a quelle poco incisive attualmente previste) sul territorio che subirà l'impatto di tale infrastruttura; se intenda infine valutare la possibilità, come richiesto da più soggetti del territorio, di farsi promotore di una revisione del progetto, limitandone l'impatto, anche attraverso l'apertura di tavoli di confronto. Atto n. 4-06162 DE PETRIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'art. 32 della Costituzione italiana garantisce il diritto dei cittadini all'integrità psicofisica e a vivere in un ambiente salubre. Con sentenza n. 4227/2013 il Consiglio di Stato ha sancito altresì l'applicazione del principio di precauzione; l'inquinamento di acqua, terra ed aria ha ricadute pesanti sul benessere e rappresenta un fattore di rischio acclarato per lo sviluppo di malattie a carico dell'apparato respiratorio e cardiovascolare, principalmente di tipo oncologico; l'Italia è molto indietro rispetto a numerosi Stati europei nel campo del biomonitoraggio, ossia l'attività di raccolta e analisi di campioni biologici con l'obiettivo, ad esempio, di indagare i possibili danni causati dall'esposizione prolungata agli inquinanti ambientali, o per caratterizzare l'efficacia terapeutica di trattamenti oncologici; nella periferia est di Roma la morte per patologie tumorali supera del 20 per cento la media, come da statistiche della Regione Lazio (con un'alta frequenza di patologie della tiroide). Una popolazione di centinaia di migliaia di persone vive infatti in un territorio percorso da aziende inquinanti ed interramenti di rifiuti pericolosi, che emergono ogni qualvolta si effettuino scavi; sono moltissime le aziende a rischio di emissioni tossiche, nonché i casi di roghi tossici provenienti da accampamenti sparsi. Sono enormi anche le quantità di rifiuti pericolosi scaricati abusivamente nelle cave di tufo, di pozzolana e travertino, in primis rifiuti ospedalieri; il fiume Aniene, che fiancheggia la via Tiburtina da villa Adriana al Tevere, trasporta i liquami di 324 scarichi inquinanti: in merito è stata inviata denuncia alla Procura della Repubblica in data 19 gennaio 2017; nel territorio da sempre viene rilevata un'altissima concentrazione di Pm2.5, come verificato dall'ARPA Lazio nell'area della discarica TAV di Lunghezza. Si ricorda che mentre il Pm10 raggiunge solo i bronchi, la trachea e vie respiratorie superiori, il Pm2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione nel sangue. Alcune evidenze scientifiche dimostrano come il Pm2,5 si accumuli nel seno causando il cancro; in questo territorio, il più fragile di Roma città metropolitana, nulla è stato attuato per le politiche di tutela dell'ambiente. Non è mai stata rispettata l'idrologia del territorio, la sponda sinistra del Tevere da via Salaria alla via Casilina: nel territorio vi sono importanti corsi d'acqua perenni alimentati dalla falda dei Colli Albani. Centinaia di pozzi attingono acqua da tali falde, compresi alcuni pozzi di captazione dell'ACEA: migliaia di cittadini hanno vissuto, per anni, utilizzando tale acqua, oggi indirizzata ai loro orti; nelle falde sotterranee sono stati rintracciati idrocarburi e metalli pesanti come ferro, piombo e rame, in quantità superiori ai limiti: dati dell'ARPA Lazio (23 campioni di acque sotterranee prelevati tra il 5 aprile ed il 7 giugno 2018) rilevati attorno alle discariche dell'Inviolata di Guidonia e della TAV di Lunghezza hanno rintracciato una significativa presenza di manganese, ferro, arsenico, nichel, nonché di composti organici quali l'N-butilbenzensulfonammide, il bisfenolo, il 2,4,6-triallyloxy-1,3,5- triazine; il piano di caratterizzazione del sito della discarica ha rilevato un alto livello d'inquinamento in 18 punti dell'area di pertinenza; la zona è disseminata da un complesso di beni di interesse storico, archeologico, artistico, ambientale e paesaggistico (con numerosi vincoli) che emergono ad esempio percorrendo la via Tiburtina fino a Tivoli: dopo il ponte Mammolo si incontrano la villa romana di via Carciano, i reperti di Settecamini, i resti della città Ficulea e della basilica di santa Sinforosa; il tempio dei Plauzi; villa Adriana e villa Gregoriana; il tempio di Ercole vincitore; la zona è inoltre parte di un prezioso patrimonio paesaggistico, solo in piccola parte tutelato, con l'area protetta del parco naturale dell'Aniene, che dall'immissione nel Tevere arriva fino al raccordo anulare, il parco di Aguzzano, il parco regionale archeologico naturale dell'Inviolata, il SIC delle terme delle acque albule;