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Adesso non facciamone un caso. PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, bisogna essere sereni ma non indifferenti e francamente non lo saremo da qui alle prossime sedute. Parlo a nome del nostro Gruppo: non so se abbiate paura o no, ma un po' di vergogna la dovreste provare, per quello che avete fatto e per quello che avete detto. (Applausi) . Mi meraviglio, presidente Bernini, che queste parole vengano da un Presidente di Gruppo. Vede, Presidente, poco importa, potrei dire, se lei non ha potuto vedere la trasmissione, perché sono uscite delle agenzie - e lo voglio ricordare - in cui si dice in maniera abbastanza diffusa - Presidente, vorrei la sua attenzione - che il presidente Gasparri abbia utilizzato esattamente le parole «imbroglio istituzionale». Ha parlato di imbroglio istituzionale, accusando la vice presidente Taverna. (Applausi) . Dunque a nome del nostro Gruppo esprimo il massimo sdegno per questa insinuazione gravissima e, allo stesso tempo, credo di rappresentare lo sdegno di tutti quanti i colleghi, non solo di quelli del mio Gruppo, perché è stata attaccata l'istituzione. (Applausi) . Stiamo parlando dell'Ufficio di Presidenza e quindi anche di lei, Presidente. Sarebbe bene che oltre alle parole che utilizza spesso, cercando di riportare la giusta attenzione sul valore e la dignità di questa istituzione, lei esprimesse altrettante parole di sdegno e che chiedesse, come le chiedo io, le scuse del senatore Gasparri per le sue espressioni ingiuriose. Si parla di falsare i risultati ed è una cosa gravissima rispetto alla quale noi chiederemo sempre e comunque le scuse del senatore Gasparri e ci riserveremo di fare tutto ciò che è possibile. (Applausi) . Dico questo non nel solo interesse della senatrice Taverna, lo ripetiamo, bensì nell'interesse del Senato stesso. Quindi, Presidente, mi permetto di dire che non ci sono trasmissioni o questioni: in trasmissione sono state dette parole che sono state riportate dalle agenzie e occorre una presa di posizione netta, perché questo è intollerabile, è vergognoso. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ieri sera, alle 21,30, ho appreso che il Senato sarebbe stato convocato per questa mattina, cosa che nessuno prevedeva, perché era stata prevista una convocazione qualora i lavori non si fossero esauriti, ma tutti ieri erano convinti che non ci fosse, in primis i colleghi della maggioranza, frettolosamente rientrati nella Capitale (ne ho sentiti alcuni ieri sera che erano a Genova, a Palermo o a Milano, di vari Gruppi). La convocazione confermata rispetto ad un calendario che era solo eventuale ha quindi sorpreso tutti, perché tutti abbiamo lasciato i lavori del Senato - chi ha partecipato e chi legittimamente non ha partecipato alle votazioni di ieri - nella presunzione che i lavori si fossero conclusi, che il decreto-legge fosse stato convertito e che il numero legale fosse stato raggiunto. Questa è stata la condizione che si è verificata ieri alle 18,30. Chi era in Aula ha votato e chi era in Senato, come me, ha seguito le vicende. Non so a che ora i colleghi abbiano ricevuto la convocazione, a me è arrivata verso le 21,30 perché credo che l'accertamento sul numero legale - se c'era o meno - si sia protratta. Io ho una lunga esperienza parlamentare e una cosa del genere - mi dicono che c'è un precedente del 1989 - in fasi recenti non la ricordo, mi riferisco alla proclamazione di un risultato e poi di una convocazione rianimata - quella già calendarizzata per venerdì - che nessuno pensava ci fosse. Poi, se i colleghi che sono presenti pensavano che stamattina sarebbero venuti a votare, lo dicano. Sapevano tutti che si riteneva conclusa l'operazione. Appreso questo, ho detto in una trasmissione televisiva che è un imbroglio istituzionale proclamare un risultato che poi non c'è, perché è una cosa molto imbrogliata e la colpa è di chi ha annunciato il risultato e presiedeva la seduta. (Proteste) . Quindi io ribadisco la richiesta di dimissioni del vice presidente Taverna che ha proclamato un risultato che non era reale. Altrimenti, questa mattina, noi qui che cosa stiamo a fare? Per quanto riguarda la non partecipazione al voto, che prima la senatrice Taverna, in un suo intervento a cui non avevo replicato (attendevo la fine della seduta), ha stigmatizzato, la facoltà di partecipare o non partecipare al voto è un pieno diritto dei parlamentari e nella storia parlamentare tutti i Gruppi se ne sono avvalsi. Ieri abbiamo deciso di non partecipare alla votazione di fronte all'ennesima sopraffazione del Parlamento denunciata, ieri, dal presidente del Senato Alberti Casellati, che ringrazio per le parole che ha espresso, difendendo un Senato soffocato da fiducie, da voti e anche da risultati che non erano veri. Quindi la senatrice Taverna si scusi con gli italiani e si dimetta da Vice Presidente del Senato. (Commenti). PRESIDENTE . Senatore Gasparri, non possiamo dire questo. La senatrice Taverna ha proclamato un risultato che è venuto fuori dal conteggio. Se poi il conteggio si è rivelato sbagliato, nulla possiamo attribuire alla senatrice Taverna. (Applausi). Nessun tipo di responsabilità. L'ho detto tre volte questa mattina: c'è stato purtroppo - e mi dispiace - un errore, ma che chiaramente non può essere imputabile alla senatrice Taverna. Come sempre succede (e un Presidente e i Vice Presidenti lo sanno), ci arriva un foglio con i risultati di un conteggio, che non possiamo fare noi, che fanno gli uffici e che vengono riscontrati al computer . C'è stato un errore e non è imputabile certamente a chi lo ha rappresentato. BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, vorrei subito chiarire un punto. Ovviamente il senatore Gasparri ha parlato per fatto personale, sollecitato da un intervento della vice presidente Taverna. Legittimo l'intervento della vice presidente Taverna, altrettanto legittima la risposta del senatore Gasparri. Io vorrei rappresentare la posizione del Gruppo Forza Italia al Senato. Nessuno ha mai attribuito alcuna responsabilità alla senatrice Taverna. Abbiamo aderito all'opzione della collega... (Commenti). È un fatto oggettivo, colleghi. Noi ci troviamo in una situazione di emergenza, che speriamo di poter presto normalizzare, in cui i voti si esprimono non solamente dall'emiciclo, come è sempre accaduto (Commenti) , ma anche dalle tribune. È evidente che, avendo una doppia azione, umana ed informatica, l'errore è possibile. Noi non abbiamo attribuito alcuna responsabilità a chi ha proclamato il risultato.