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siamo di fronte a un golpe contro l'Italia e contro gli italiani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, le misure contenute nel disegno di legge di bilancio che oggi stiamo discutendo in realtà sono molteplici - e anche i colleghi stanno facendo per primi tanti esempi - così come molteplici sono le esigenze che arrivano da tutto il Paese; esigenze alle quali la politica, evidentemente, negli ultimi vent'anni, non è riuscita a dare risposte esaustive e nemmeno sufficienti. Le istanze delle piccole imprese, delle partite IVA, dei professionisti: per questi soggetti abbiamo esteso il regime forfettario, innalzando la soglia per potervi accedere a un fatturato di 65.000 euro. Con questa estensione una platea molto più ampia di piccoli imprenditori potrà fruire non solo e non necessariamente di un risparmio fiscale, ma anche e soprattutto di una maggiore semplificazione tributaria, con l'esonero dagli studi di settore, dalla tenuta della contabilità, dalla dichiarazione IVA e da tutta una serie di adempimenti che condizionano negativamente l'attività economica. Si introduce anche una serie di interventi tutti finalizzati a venire incontro sempre alle esigenze delle imprese: dal taglio delle tariffe INAIL alla mini Ires, agli incentivi per chi assume giovani eccellenze, all'aumento della deducibilità dell'IMU fino al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Con quest'ultima misura andremo a saldare nel 2019 almeno il 50 per cento dei crediti che oggi le aziende vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Con la manovra verrà introdotto il reddito di cittadinanza. La narrazione sul reddito di cittadinanza che è passata negli ultimi mesi nella politica e, spesso, nell'informazione è fatta di frasi proferite - ahimè - anche da autorevoli esponenti di quello che dovrebbe essere il partito più rappresentativo della sinistra, quello che in teoria dovrebbe guardare alle esigenze dei più deboli. Al contrario, si sentono frasi quali «reddito di cittadinanza vuol dire dare i soldi alla gente perché non lavori» oppure «pagare la gente che sta sul divano» o ancora «il reddito di cittadinanza è un voto di scambio». Forse occorre rammentare a chi ha espresso tali considerazioni - secondo il mio modesto parere superficiali - che proprio pochi giorni fa, il 10 dicembre, si è celebrato il settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, dove, all'articolo 25, è sancito che «Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia». (Applausi dal Gruppo M5S) . Il reddito di cittadinanza vuole dare una risposta a questa domanda, vuole introdurre nel nostro ordinamento siffatto principio. Per questo è necessario opporre a quelle superficiali narrazioni altre e diverse narrazioni, quelle che parlano di padri di famiglia, quarantenni, cinquantenni, che hanno perso il lavoro, per i quali si sono esaurite tutte le forme di protezione sociale esistenti e ora non hanno più nulla, nemmeno la possibilità di riqualificarsi, perché anche la formazione costa. Ci possono essere degli abusi, sicuramente; il rischio che si verifichino degli abusi è insito in ogni misura di welfare , così come anche nelle misure di agevolazione alle imprese; ma non per questo non dobbiamo introdurre quelle misure. Occorre adottare degli accorgimenti necessari per impedirli o ridurli al minimo. Ma questa risposta va data e andava data. L'introduzione del reddito di inclusione da parte del precedente Governo dimostra, in realtà, che l'importanza di introdurre un reddito minimo universale è stata in realtà compresa, anche se con una misura del tutto inconsistente, conseguenza, peraltro, di un dibattito che già noi del MoVimento 5 Stelle avviammo a partire dalla scorsa legislatura. Esistono anche altre misure espansive che potrebbero avere un effetto moltiplicatore più ampio sull'economia: gli investimenti, la realizzazione di opere pubbliche - anch'esse previste nella legge di bilancio, attraverso il fondo per la messa in sicurezza di strade - scuole e altri edifici nei piccoli Comuni. Si tratta di interventi con effetti macroeconomici forse più importanti nel medio e lungo termine. Ma alle persone che vivono in uno stato di indigenza e alle quali è stata levata ogni speranza di futuro non possiamo offrire solo visioni economiche articolate. Queste persone hanno bisogno di risposte immediate. (Applausi dal Gruppo M5S) . E il reddito di cittadinanza è la nostra risposta immediata. Inoltre, tutte le risorse destinate a finanziare questa misura andranno a dare una spinta diretta e immediata ai consumi interni, contribuendo a rilanciare i settori economici dei beni alimentari e di prima necessità, che sono i principali settori produttivi e commerciali del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Iwobi) . Negli ultimi giorni tutti si sono affannati a dire che siamo dovuti tornare indietro nei rapporti con l'Europa, che abbiamo dovuto ridurre il rapporto tra deficit e PIL e che la manovra è stata scritta da Juncker. Chi contesta sa bene che così non è. A tal proposito, vorrei concludere con una frase che ho letto qualche giorno fa in un articolo di un quotidiano che non si può dire stia proprio dalla nostra parte. L'autore dell'articolo ci contesta di aver comunicato troppo, ma conclude ammettendo che il risultato, in realtà, lo abbiamo davvero raggiunto e avremmo potuto benissimo pronunciare la seguente frase: «Tutti ci assediavano e minacciavano di fare partire i mercati contro di noi e contro di voi. Abbiamo ceduto un po' per portare a casa il grosso. È la verità e tutti capirebbero». Presidente, è la verità e tutti capiranno. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Presidente, Governo, cari colleghi, care colleghe, oggi in quest'Aula discutiamo su un testo che non c'è - seconda stella a destra - di una manovra di bilancio e del bilancio dello Stato che, alla luce del metodo con cui è stata costruita, fa coriandoli del nostro sistema democratico. Oggi facciamo polpette e ci mangiamo settanta anni di storia democratica di questo Paese. Per la prima volta, infatti, il Governo presenta la sua manovra senza passare per il Parlamento. Questa è una totale mancanza di rispetto delle procedure che sono la base essenziale in democrazia. Questo è il metodo. Entro nel merito. La manovra è irresponsabile e incosciente la quale, per soddisfare male le promesse elettorali di due movimenti distinti e distanti, con obiettivi politici distinti e distanti - il reddito di cittadinanza da una parte e quota 100 dall'altra - ipoteca il futuro del nostro Paese, ipoteca il futuro dei nostri figli. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La situazione è talmente assurda che, per realizzare un reddito di cittadinanza risicato e una quota 100 che disincentiva il pensionamento, si sono dovute mettere clausole di salvaguardia per 23 miliardi per il 2020 e per 29 miliardi per il 2021. E questo ha un unico significato per il futuro del Paese: non ci sarà più flessibilità;