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l'allegato II stabilisce gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni del biossido di zolfo, ossidi di azoto e composti organici volatili non metallici, di ammoniaca e particolato fine, con anno di riferimento fissato al 2005; l'allegato III definisce il contenuto dei programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico; l'allegato IV individua le metodologie per l'elaborazione e l'aggiornamento degli inventari e delle proiezioni nazionali delle emissioni, delle relazioni di inventario e degli inventari nazionali rettificati, rilevato che: - sotto il profilo economico, il provvedimento risulta particolarmente rilevante, in quanto nei confronti dell'Italia è stata avviata una procedura d'infrazione per il mancato rispetto dei limiti di emissione del particolato e del biossido d'azoto; - in sede comunitaria, si sta valutando se consentire un'attuazione meno stringente dei futuri programmi di controllo dell'inquinamento atmosferico per tutti quei Paesi europei che sono più in difficoltà rispetto agli obiettivi da conseguire; - la questione è molto complessa, in quanto occorre trovare un difficile equilibrio tra la necessità di garantire la salubrità ambientale ed evitare al contempo penalizzazioni eccessive per il comparto produttivo del Paese, esprime parere favorevole, a condizione che: - all'articolo 4, comma 5, lettera c) , dopo le parole: "attraverso le politiche e le misure vigenti," siano inserite le seguenti: "incluse quelle dei piani di qualità dell'aria di cui al decreto legislativo n. 155 del 2010,"; - all'articolo 5, comma 2, sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il Coordinamento previsto dall'articolo 20 del decreto legislativo n. 155 del 2010 assicura un esame congiunto degli aspetti e degli atti oggetto di discussione nell'ambito del tavolo di coordinamento"; - all'articolo 5, comma 3, sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: "A tali fini, le amministrazioni statali possono promuovere accordi e strumenti di coordinamento, anche su base interregionale e di area vasta, con le amministrazioni regionali e locali"; - all'articolo 7, comma 3, al primo periodo, siano inserite, in fine, le seguenti parole: ", sentite le Regioni interessate in caso di riferimento a siti appartenenti a reti e sistemi di monitoraggio regionali". Formula, altresì, le seguenti osservazioni: - con riferimento all'articolo 3, relativo agli impegni nazionali di riduzione delle emissioni, si valuti l'opportunità di fornire elementi di maggior dettaglio, al fine di dimostrare che il presente decreto non determini oneri aggiuntivi per la finanza pubblica; - con riguardo all'articolo 4, comma 3, che prevede la predisposizione del primo programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico, occorre valutare se il termine previsto del 30 settembre 2018 sia congruo, in considerazione della complessità delle elaborazioni necessarie; con riferimento al successivo comma 4, relativo alla procedura di consultazione pubblica per il programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico, si invita a valutare l'opportunità di coinvolgere il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA); - nella predisposizione dei programmi nazionali di cui all'articolo 4, tenere conto, prioritariamente, dei territori che presentano maggiori criticità in termini di rispetto dei valori limite della qualità dell'aria; - con riferimento all'articolo 4, comma 7, all'allegato III ivi richiamato, Parte 2, sezione B, comma 1, occorre chiarire a livello interpretativo i casi e le condizioni secondo le quali è ammesso l'utilizzo di residui agricoli per l'accensione di falò in occasione della celebrazione di feste tradizionali locali; - all'articolo 5, riguardante l'attuazione dei programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico, il comma 2 prevede la costituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di un tavolo di coordinamento, composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dei Ministri dell'ambiente, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e trasporti, delle politiche agricole e forestali e della salute, nonché delle Regioni e degli enti locali. In proposito, appare opportuno un chiarimento in ordine alla composizione numerica del tavolo, dal momento che - a fronte del numero massimo di cinque componenti individuato per le amministrazioni regionali e locali - non risulta espressamente specificato il numero di rappresentanti delle amministrazioni centrali; peraltro, occorrerebbe anche chiarire se, per il funzionamento del tavolo, sia contemplata l'istituzione di un particolare ufficio e se a tale funzione si potrà far fronte nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente; si invita, infine, a valutare l'opportunità di prevedere, all'interno del tavolo di coordinamento, la presenza di un rappresentante del SNPA; - con riferimento all'articolo 5, al comma 7, relativo all'attività di supporto dell'ISPRA per l'elaborazione di una ricognizione periodica delle misure e delle politiche del programma nazionale, occorre assicurare che a tale attività sia possibile fare fronte nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente; - con riguardo all'articolo 7, concernente il monitoraggio degli impatti dell'inquinamento atmosferico sugli ecosistemi, si invita a valutare l'opportunità di coinvolgere il SNPA nella fase di definizione della programmazione del monitoraggio; inoltre, si reputa necessario fornire maggiori informazioni sulla rete dei siti di monitoraggio da implementare e sulle forme di integrazione con il sistema di monitoraggio già esistente; inoltre, appare opportuno chiarire se la costituzione della rete e l'esecuzione del monitoraggio possano determinare oneri a carico della finanza pubblica; - infine, con riferimento alla molteplicità dei soggetti coinvolti nello svolgimento dei compiti di monitoraggio, attualmente suddivisi tra diverse strutture pubbliche, con conseguenti sovrapposizioni di competenze e moltiplicazione dei costi, si segnala l'opportunità di predisporre un elenco di tali strutture e delle relative spese sostenute, al fine di individuare il volume delle risorse umane, strumentali e organizzative complessivamente a disposizione per il perseguimento degli obiettivi fissati dall'Unione europea in materia ambientale; - nell'ambito dell'elaborazione e adozione dei programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico di cui all'articolo 4, occorre tenere conto anche degli impegni assunti a livello del Governo centrale sulla base del decreto legislativo n. 155 del 2010, di attuazione della direttiva 2008/50/CE, e del "Nuovo Accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano" , sottoscritto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dai Presidenti di Regione Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, in data 9 giugno 2017; - occorre accompagnare i programmi nazionali, di cui all'articolo 4, con un reale processo partecipativo e democratico, anche attraverso un tavolo di confronto sul tema della giusta transizione per garantire che l'attuazione delle misure previste per la riduzione delle emissioni non abbia ripercussioni negative sui lavoratori e sulle comunità ma possa avere il carattere della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.