[pronunce]

che, in relazione all'assunta violazione delle competenze regionali, la difesa erariale sottolinea che il contenuto dell'art. 3 atterrebbe essenzialmente alla materia dell'ambiente, rientrante nell'ambito della competenza legislativa esclusiva dello Stato ex art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, in quanto mirerebbe a garantire l'osservanza dei limiti di esposizione alle emissioni elettromagnetiche; che in ogni caso, sottolinea la difesa erariale, ancorché si dovesse ritenere che vi sia una incidenza anche sulle altre materie di competenza concorrente indicate dal giudice rimettente, la questione sollevata dovrebbe nondimeno essere rigettata, atteso che il d.lgs. n. 198 del 2002 si sarebbe limitato a fissare principi fondamentali; né potrebbe ritenersi che siano state lese le funzioni amministrative regionali, considerato che anche in presenza di una competenza concorrente lo Stato sarebbe legittimato ad intervenire a livello normativo quando si tratta di salvaguardare esigenze unitarie; che, quanto all'assunta violazione delle prerogative dei Comuni in materia di pianificazione del territorio e di ordinamento degli enti locali, l'Avvocatura dello Stato sottolinea che le norme impugnate non pregiudicano le competenze di tali enti a valutare la sussistenza dei presupposti per l'emanazione delle autorizzazioni alla installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni, essendosi limitate ad introdurre regole di semplificazione e snellimento amministrativo. Considerato che, data l'identità delle questioni, i relativi giudizi vanno riuniti e definiti con unica pronuncia; che, successivamente alla pronuncia delle ordinanze di rimessione, questa Corte, con sentenza n. 303 del 2003, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il decreto legislativo n. 198 del 2002 per contrasto con l'art. 76 della Costituzione; che in quella occasione si è rilevato che l'art. 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive), che figura nel titolo del d.lgs. n. 198 del 2002 ed è richiamato nel preambolo, ha conferito al Governo il potere di individuare infrastrutture pubbliche e private ed insediamenti produttivi strategici di interesse nazionale a mezzo di un programma formulato su proposta dei Ministri competenti, sentite le Regioni interessate, ovvero su proposta delle Regioni, sentiti i Ministri competenti; che la circostanza che non vi fosse alcuna menzione di tale programma nel decreto impugnato rendeva evidente l'eccesso di delega e dunque la illegittimità del decreto stesso; che sempre in data successiva alle ordinanze di rimessione sono entrati in vigore il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) e il decreto-legge 14 novembre 2003, n. 315 (Disposizioni urgenti in tema di composizione delle commissioni per la valutazione di impatto ambientale e di procedimenti autorizzatori per le infrastrutture di comunicazione elettronica), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 16 gennaio 2004, n. 5, che hanno, tra l'altro, ridisciplinato il settore relativo alle infrastrutture di comunicazioni elettroniche; che, in particolare, l'art. 4, comma 1, del predetto decreto n. 315 del 2003 ha stabilito che: «i procedimenti di rilascio di autorizzazione alla installazione di infrastrutture di comunicazioni elettroniche iniziati ai sensi del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 198, ed in corso alla data di pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 303 del 1° ottobre 2003, sono disciplinati dal decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259. I termini procedimentali, ferma restando la loro decorrenza dalla data di presentazione della domanda o della denuncia di inizio attività, sono computati ai sensi degli articoli 87 e 88 del medesimo decreto legislativo n. 259 del 2003»; che, pertanto, alla luce delle considerazioni che precedono, gli atti vanno restituiti al giudice rimettente affinché valuti se le sollevate questioni di legittimità costituzionale siano tuttora rilevanti.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 aprile 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 aprile 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA