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Voglio riportare altre disposizioni che ritengo importanti, come quelle relative al settore suinicolo, con le quali si istituisce un Fondo nazionale per la suinicoltura, con una dotazione di un milione di euro per il 2019 e di 4 milioni di euro per il 2020, destinati a rafforzare i rapporti di filiera; ad aumentare l'informazione e la promozione dei prodotti suinicoli verso il consumatore; a migliorare la qualità e il benessere animale promuovendo le innovazioni, i contratti di filiera e le organizzazioni d'impresa. Il settore suinicolo italiano ha visto negli ultimi sei mesi un crollo dei prezzi. Le importazioni dall'estero ovviamente influiscono negativamente sui prezzi. Un aumento delle importazioni sia di suini vivi che di carne fresca suina, insieme all'aumento meno sostenuto delle esportazioni, contribuisce al peggioramento della bilancia commerciale. Inoltre, il settore suinicolo deve affrontare anche uno dei maggiori rischi sanitari dato dalla peste suina africana, con conseguenze devastanti quanto a mortalità e il numero dei casi di malattia registrati. La peste suina africana non è una patologia contagiosa per l'uomo, ma è una delle più grosse problematiche a cui la zootecnia mondiale sta assistendo. Il virus responsabile della malattia nelle popolazioni di animali selvatici si sposta a macchia d'olio, colpendo progressivamente le popolazioni adiacenti. La diffusione della malattia è favorita dal contatto tra popolazioni domestiche e selvatiche o da trasmissioni indirette, dovute al cosiddetto fattore umano, che si realizzano mediante spostamenti di materiale infetto attraverso mezzi di trasporto, animali, merci contaminate e persone provenienti dalle zone interessate verso le zone indenni. In Europa è presente in oltre dieci Paesi e da ultimo è arrivata in Belgio, dove ha causato un crollo del prezzo e il blocco delle esportazioni in tredici Paesi in giro per il mondo. Richiamo, inoltre, l'attenzione sull'annosa questione relativa alla xylella fastidiosa. Nel decreto-legge si sono anche in questo caso messe in campo misure concrete che avrebbero dovuto essere adottate già da molto tempo per scongiurare il disastro che oggi ci troviamo a dover affrontare, visto che il disseccamento degli olivi pugliesi è una tragica realtà che si trascina ormai da molti anni. Purtroppo, allo stato la scienza non ha ancora individuato rimedi sicuri per arrestare la xylella, se non quelli del contenimento e, nei casi più gravi, dell'eradicazione degli alberi malati. Non esistono, quindi, allo stato attuale soluzioni definitive, ma era necessario comunque agire e in fretta. Il Ministero delle politiche agricole, come comunicato dalla sottosegretaria Pesce durante l'esame in Commissione agricoltura, ha da tempo costituito un tavolo sul problema con tutte le parti coinvolte, elaborando un pacchetto di misure di azione fitosanitaria, che è stato concordato in sede di Conferenza Stato-Regioni, conducendo infine alle norme contenute, prima, in un apposito decreto ministeriale e poi nel provvedimento che stiamo esaminando oggi, per agevolare il contenimento della fitopatologia e la rigenerazione del patrimonio olivicolo pugliese. Siamo intervenuti anche su un'altra questione importante che colpisce le aziende che si occupano di allevamenti. Parlo del caso blue tongue o lingua blu. La lingua blu è una malattia che colpisce in maniera mortale gli ovini, ma rende portatori sani anche i bovini e, se non si gestisce lo spostamento dei capi bovini in maniera adeguata, si rischia che per pochi capi di ovini malati si blocchi totalmente la movimentazione dei capi bovini. Ciò sicuramente, per le aziende che vivono in parte o solo con questo tipo di allevamento, in zone particolarmente difficili, può essere motivo di un ulteriore impoverimento del comparto. Cari colleghi, concludo dicendo che il nostro Paese è fatto di molteplici realtà che rappresentano, anche se dimensionalmente piccole, grandiose eccellenze, con un valore inestimabile di storie, culture e tradizioni. Le aziende che lavorano e producono devono poter guardare al futuro dei propri figli con speranza, ma soprattutto con la consapevolezza che questo Governo è dalla loro parte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Perosino) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, chiunque conosca il contributo fondamentale che il settore agricolo dà al Paese in modo trasversale non può che accogliere favorevolmente qualsiasi provvedimento che ponga rimedio ai problemi che lo toccano. Dall'inizio di questa legislatura Forza Italia non ha mai mancato di dare il suo apporto in questo senso in tutte le occasioni, purtroppo sempre troppe, nelle quali il mondo dell'agricoltura ha incrociato difficoltà di varia natura, connesse sia alle condizioni meteorologiche e climatiche, che - ad esempio - a questioni "di mercato" dai contorni complessi. Penso alla raccomandazione del dicembre dello scorso anno, voluta da Forza Italia, relativa all'istituzione di fondi volti a contrastare i danni all'agricoltura causati da maltempo e animali selvatici, così come al nostro impegno nei confronti dei pastori sardi e in generale del mondo del latte, della sua filiera e della trasformazione nel suo complesso, l'ingranaggio di sistema che può offrire al mondo agricolo un'occasione ulteriore di forza a vantaggio di chi investe creando lavoro. Il provvedimento che ci accingiamo a convertire, nelle sue finalità generali, non può dunque che essere accolto favorevolmente. Stiamo infatti parlando di un provvedimento per mezzo del quale si mettono per il prossimo triennio, come doveroso, diversi milioni di euro per far fronte almeno ad alcune - anzi, purtroppo solo ad alcune - delle emergenze in agricoltura. Il favore al provvedimento, però, non può che limitarsi alle finalità generali del testo, che - come spesso accade con questo Governo - si dimostra essere anche un'occasione perduta e allo stesso tempo uno strumento per una facile speculazione che non offre le soluzioni strutturali che il mondo agricolo certamente merita. Penso alla necessità di riformare in maniera adeguata il settore delle assicurazioni agricole, per mettere in condizione le aziende di tutelarsi contro i danni sempre più frequenti derivanti dagli eventi atmosferici avversi; eventi che, come dimostrano le recenti - recenti, a maggio - nevicate a bassa quota o le grandinate che da fine aprile e sino allo scorso fine settimana hanno colpito l'Astigiano, il Casalese e l'Alessandrino, sono ormai una costante rispetto alla quale bisogna porre le condizioni per intervenire in modo strutturale. Allo stesso modo si deve intervenire strutturalmente sul fenomeno della xylella fastidiosa, rispetto alla quale è necessario investire di più in un'ottica di ricerca orientata anche alla prevenzione, in modo da evitare una propagazione del batterio; una minaccia non solo per la Puglia, ma anche per tutte le Regioni italiane in cui si produce olio, che dobbiamo sventare considerando anche la significativa riduzione della produzione avvenuta nell'ultimo decennio. Non dobbiamo dimenticare neanche la flavescenza dorata.