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Questo perché abbiamo sempre fatto un ragionamento molto serio. Riteniamo e lo ribadiamo ancora una volta - cosa che evidentemente continua a non essere riconosciuta dal Governo - che l'operazione di forzare le regole del rigore e il parametro del deficit avrebbe dovuto essere fatta per un vero e forte piano di investimenti e non solo e unicamente per misure che, alla fine, si scaricano soltanto sulla spesa corrente. È giusto, infatti, intervenire con misure di lotta alla povertà e di aiuto al reddito; ma per assicurarsi, Ministro, una possibilità reale di ripresa del Paese e di aumento del tasso di crescita è indispensabile una forte manovra di investimenti pubblici. Questo è il punto. Se l'impostazione che lei continua oggi a confermare e a portare avanti, anche nel suo dialogo con l'Europa (con toni molto diversi da quelli, guerrieri, che sono stato usati nei giorni scorsi), è ottimista, noi crediamo fermamente che il dialogo con la Commissione europea dovrebbe comportare una virata della manovra stessa per spostare almeno una parte del deficit sul piano degli investimenti. Gli investimenti certamente non possono essere casuali e hanno la necessità di svilupparsi, come proponiamo da moltissimo tempo, con un piano verde che finanzi la messa in sicurezza del territorio e si articoli su piccole e medie opere. Queste sono le cose necessarie per il Paese. Tra l'altro, le piccole e medie opere ci permetterebbero effettivamente di realizzare gli investimenti. Ministro, lei non mi sta a sentire, ma vorrei tanto che mi ascoltasse. Per quanto riguarda il dialogo con l'Europa voi avete mai forzato? Siete andati in Europa a dire che non ci state a queste regole? Avete posto una questione per cambiare le regole? Noi siamo contrari e ci batteremo fino alla fine per rivedere il fiscal compact , ma quando si va in Europa, ancor prima di presentare la manovra in deficit , si deve avere il coraggio di dire che le regole, seppure non le forziamo, le vogliamo cambiare. La prima questione da porre era quella di cambiare le regole. Ciò si può fare creando le alleanze. Ministro, bisogna creare le alleanze per cambiare queste regole. Il risultato è stato solo e unicamente quello di insultare, alzare i toni e non costruire un'alleanza. I Paesi di Visegrád, infatti, che vi piacciono tanto, sono quelli che maggiormente vi porranno questioni e che più di altri hanno voluto iniziare la procedura di infrazione. Questo è il punto sostanziale. Si va in Europa con serietà se si è contrari, come noi lo siamo sempre stati perché riteniamo che le politiche di austerity e le politiche della Commissione europea, in particolare quelle sul fiscal compact , non abbiamo prodotto una reale possibilità di crescita, né per il nostro Paese, né per tutta l'Europa e soprattutto per l'area mediterranea. Questo avrebbe dovuto fare un Paese serio. Oggi lei è venuto qui a spiegarci quanto è bella la vostra manovra, ma non ci ha voluto spiegare quali sono gli assi su cui state portando avanti il dialogo. Io sono molto franca: voi pensate di spostare la quota 100 e il reddito di cittadinanza più in là per poter risparmiare uno 0,2 per cento nel rapporto deficit /PIL o no? Queste sono le questioni di cui tutti i giornali parlano, ma che lei qui nelle sue comunicazioni non è venuto a dirci. Su questo vi dico un'altra cosa. Se avete impostato il dialogo per una riduzione da 2,4 al 2,2, ancor di più vale il fatto che quello 0,2 non deve andare in riduzione di per sé del deficit , ma dovrebbe essere utilizzato per un piano di investimenti. Come voi siete prigionieri della manovra che siete venuti qui a ripresentarci, anche in Europa sono prigionieri del feticcio del deficit . Per questo dico che era assolutamente necessario impostare una battaglia politica seria e costruire alleanze per modificare le regole. Caro Ministro, in caso contrario, anche il dialogo con l'Europa avverrà per accordarvi su una riduzione dello 0,2 per cento, che andrà però a riduzione del deficit e non invece su un piano di investimenti. Caro Ministro, la manovra nella sua essenza rimarrà impostata nello stesso modo, a parte uno spostamento un po' più in là nel tempo. Quella manovra così com'è, proprio perché non presenta nulla di serio, concreto e nuovo sul piano degli investimenti e quindi di una politica che possa davvero far crescere il Paese, limitandosi semplicemente a uno spostamento delle due vostre riforme principali (quota 100 e reddito cittadinanza) più in là nel tempo, non produrrà alcun beneficio. Per questo io la invito ancora una volta. Che cosa dovremo dire alla fine delle sue comunicazioni? Finalmente i toni sono stati gentili e si apprezza il dialogo, ma ancora una volta non si comprende quali sono gli assi fondamentali su cui si vuole procedere nel rapporto con la Commissione europea. Credo che, da questo punto di vista, non verrà niente di buono e alcun beneficio per il nostro Paese, perché mi pare che voi non vogliate assolutamente cambiare l'impostazione della manovra di bilancio, ma solo spostarne più in là l'attuazione. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Bressa, Errani e Grasso) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nannicini. Ne ha facoltà. NANNICINI (PD) . Signor Ministro, lei e il suo Governo state per entrare nei libri di testo di economia. Il problema è che state per diventare un caso di studio esemplare di una nuova fattispecie di politica economica: una politica economica espansiva con effetti recessivi, un vero capolavoro. Fate nuovi debiti, aumentate il PIL programmatico di 1, 2 punti rispetto al tendenziale e peggiorate il deficit strutturale di quasi un punto percentuale, ma le stime dell'Unione europea parlano di numeri e stime ben maggiori, cui voi non state rispondendo (non lo ha fatto oggi neanche lei, signor Ministro). Gli effetti di questa espansione sulla crescita saranno negativi, perché intervenite sulla spesa corrente e non sugli investimenti. Per di più, aumentate la spesa corrente con basso impatto sulla crescita. State inoltre creando un'incertezza che già sta minando la fiducia di famiglie e imprese. Infatti, l'aumento dello spread creerà una stretta del credito e per le imprese che vogliono investire e creare occupazione sarà più difficile trovare i soldi. Risorse del bilancio pubblico saranno dirottate da impieghi produttivi alla spesa sugli interessi. La Banca d'Italia ha parlato di un costo dello spread , in termini di spesa degli interessi sul debito, pari a già 1,5 miliardi quest'anno, per arrivare - forse - a 5 miliardi nel 2019 e a 20 miliardi nel 2020. Insomma, state facendo una manovra espansiva, ma dagli effetti recessivi. E tutto questo per due motivi: il primo è il modo disordinato e autolesionistico con cui avete impostato il dialogo con l'Unione europea, isolando l'Italia rispetto a tutti gli altri Paesi; il secondo motivo è la visione, o - meglio - l'assenza di visione, che sta dietro alla vostra manovra di bilancio. Mi soffermo sul primo motivo.