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Prassi che vede, nel corso dei lavori delle Commissioni parlamentari per la conversione dei decreti-legge, l'aggiunta dei testi più disparati, introdotti sotto l'etichetta di "riformulazioni" di emendamenti, ma che in realtà li svuotano dell'originario contenuto; nuovi testi muniti della preziosa relazione tecnica bollinata e riferiti genericamente alle volontà delle Commissioni. Ecco: complici la notte, il dover continuare i lavori a ritmo serratissimo anche nei giorni festivi e la sostanziale inconoscibilità dei testi definitivi (al di fuori di una ristrettissima cerchia di funzionari estensori e dei senatori fisicamente presenti ai lavori), queste "aggiunte" vengono approvate e offerte alla opinione pubblica come fatti compiuti, nella sorpresa anche di molti di voi a cui chiedevo. E ho capito che il fatto compiuto, lo sappiamo bene, diventa tale perché chi inserisce la norma "intrusa" a pochi giorni dalla scadenza del decreto-legge ha la matematica certezza che l'altro ramo del Parlamento non potrà che approvare in blocco il testo (con voto di fiducia) senza modifiche, per non correre il rischio di far decadere l'intera disciplina. Di questa modalità d'agire, in grado di vanificare ogni vostro e nostro lavoro accurato, ogni volontà e possibilità di controllo da parte dei parlamentari, io stessa ho avuto cognizione nel corso dei lavori del Senato relativi al disegno di legge n. 2564, il cosiddetto decreto legge "taglia prezzi" adottato nel marzo del 2022 per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi Ucraina. A inizio maggio, in circostanze fortunose, un sabato, a tarda sera, venni a sapere da colleghi dell'Aula che "qualcuno" presumibilmente al MEF - nel dare un parere sulla copertura di un emendamento in tema di mobilità dei docenti della scuola dell'infanzia - ne aveva totalmente riscritto il testo, aggiungendo commi senza alcun nesso con la materia del decreto-legge, volti a modificare: 1) le competenze di Arexpo S.p.a; 2) i requisiti di nomina dei candidabili alla Presidenza dell'Istat; 3) infine, a stravolgere la disciplina del centro di ricerca noto come Fondazione Human Technopole - materia, quest'ultima, che seguo da sei anni. Per Human Technopole si inseriva una norma, in contrasto con quanto disposto dalla legge di bilancio 2019, volta a vanificare gli impegni assunti dalla Fondazione nella Convenzione sottoscritta con i Ministeri MEF, MUR e Salute nel 2020. L'effetto era quello di rinviare al 2026 (se non oltre) l'apertura e il libero accesso all'infrastruttura di ricerca alle centinaia di ricercatori, che proprio in quei momenti erano coinvolti nella consultazione pubblica in corso, in attesa da tutto il Paese. Quelle norme, anche grazie all'intervento tempestivo di alcuni di voi, vennero in parte espunte e in parte dichiarate inammissibili, ma il solo fatto che fossero state concepite e presentate in quel modo rende l'idea delle criticità con cui l'alta amministrazione si sente di poter tradurre i desiderata politici (o, peggio, propri) nel processo legislativo. La norma "senza padri", di cui oggi ci accingiamo a ratificare la soppressione operata dalla Camera, ha avuto il merito di recare scandalo e indurre le Camere - con l'accordo del Governo - ad un meccanismo di rigetto eccezionale, ma - per chi vive le vicende parlamentari - non è certo un fatto raro: fa parte di una prassi legislativa abnorme, consolidatasi in questi anni, a mio avviso mortifera della funzione parlamentare e, quindi, tossica per la democrazia. La tossicità democratica risiede anche e soprattutto nella opacità delle decisioni che il Parlamento si trova ad assumere. Opacità politica significa che si rende pressoché impossibile al cittadino capire esattamente "chi", a livello politico-parlamentare, propone "che cosa". E se non è chiaro chi sia il proponente di ciascuna norma, specie in maggioranze politiche e di Governo composite, nessuno potrà poi essere richiamato alla responsabilità delle finalità e degli effetti della stessa. Mi convinco ogni giorno di più che uno dei grandi meriti dell'istituzione Parlamento, diretta espressione della sovranità popolare, sia la pubblicità - il libero e pubblico confronto - a valle del quale si assumono le decisioni legislative. Lo stenografico, il verbale, le registrazioni audio e video sono la straordinaria forma che si fa sostanza della democrazia parlamentare perché strumenti di accountability , di responsabilizzazione politica delle scelte adottate. Sulla riconoscibilità delle decisioni compiute qui dentro nel corso della legislatura si fondano anche la libertà e il potere del cittadino, da esprimersi con il voto, di premiare con la propria fiducia un partito, una personalità piuttosto che un'altra. Far venire meno questa possibilità vuol dire rompere un patto fiduciario tra cittadini ed eletti. Questi mali della legislazione che ho richiamato sono universalmente noti, enumerati in Aula da chi veste i panni dell'opposizione, elencati in tutti i rapporti del Comitato per la legislazione e onnipresenti negli editoriali dei quotidiani e nelle riviste scientifiche di settore. Se il male, tuttavia, è noto, la volontà di rompere questo circuito ad oggi latita. Nonostante la recente modifica del Regolamento del Senato, poco o nulla abbiamo fatto per rompere questo circuito. Forse approfittando della riforma al Regolamento che dovrà adottare la Camera, con un po' di coordinamento, potremo tornarci sopra, adottando strumenti alternativi che consentano al Governo e alla sua maggioranza di avere tempi certi di decisione facendo a meno delle aberrazioni parlamentari richiamate. Riconoscere una nostra mancanza, e forse necessità, potrebbe essere il presupposto migliore per convincere i prossimi legislatori a innovare prassi e regolamenti che hanno finito per compromettere gravemente la funzione parlamentare. Questa è una di quelle "piccole" riforme di cui tutti lamentano la necessità, ma che, come un miraggio nel deserto, sembrano non arrivare mai. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: DISEGNO DI LEGGE N. 2685-B: sulla votazione finale, la senatrice Leone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: