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Prevedere oggi l'elezione diretta del Presidente della Repubblica da parte degli italiani avrebbe voluto dire dare maggiore equilibrio alla democrazia e stabilire un maggiore equilibrio anche con il Parlamento. Con rammarico prendiamo atto che chi è al Governo invece non lo considera una cosa giusta e ce ne dispiace. Continueremo a portare avanti la battaglia sull'elezione diretta del Presidente della Repubblica e andremo avanti su quella che è sempre stata la nostra posizione. Voglio far notare però ai rappresentanti del Governo e ai colleghi, soprattutto a quelli del MoVimento 5 Stelle, che sui privilegi hanno sempre condotto una grande battaglia, che oggi non hanno avuto il coraggio di eliminare il vero privilegio presente in questo ramo del Parlamento, vale a dire i senatori a vita. Questo coraggio vi è mancato. Cito un esempio per tutti: ricordo che il senatore Monti, prima di accettare l'incarico di Presidente del Consiglio, chiese all'epoca al Capo dello Stato di essere nominato senatore a vita. Noi riteniamo che il vero spreco siano i senatori a vita, per i quali gli italiani pagheranno sempre e non si capisce per quale motivo. Dico allora ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che la loro bandiera sul taglio agli sprechi e ai privilegi oggi uscirà da quest'Aula molto monca. Se il taglio degli sprechi e la battaglia contro i privilegi rappresentano per voi la prima «forma» politica da presentare ai vostri elettori, forse non vi si addice e vi manca il coraggio di chi ha delle posizioni nelle quali crede sino in fondo, perché oggi sarebbe stato bello poter eliminare anche i senatori a vita, di cui vi assicuro gli italiani non sentirebbero la mancanza. Ci dispiace che, ancora una volta, abbiate perso un'occasione. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Calderoli) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. *GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, questo dibattito si potrebbe risolvere rapidamente attraverso una raccolta di pareri sui social . Ovviamente, la gran parte degli italiani chiederebbe, non già di ridurre a 400 il numero dei deputati e a 200 quello dei senatori, ma di portarli a 100, a 50 o probabilmente anche a zero. L'esigenza, infatti, è un po' anche quella di soddisfare un'ansia popolare, talvolta peraltro giustificata dalle pessime prove che la classe politica in molti casi ha dato. I fenomeni di corruzione, gli scandali, le vicende che hanno prodotto l'indignazione verso la politica sono sotto gli occhi di tutti, alcune sono fondate e altre poi si rivelano infondate in sede giudiziaria. Abbiamo visto che la magistratura che giudicava la politica ha dato pessima prova di sé, leggiamo giorno dopo giorno esterrefatti le vicende del CSM, che molti di noi avevano già denunciato molti anni fa, senza dover aspettare l'uso del trojan , vicende che a volte sono reati e a volte forse non lo sono, però danno uno spaccato di ordine morale. Siamo quindi tutti pienamente consapevoli del fatto che la riduzione del numero dei parlamentari è popolarissima. Ieri mi sono occupato di un senatore che l'Assemblea non conosce: Riccardo Gigante. Egli era il sindaco di Fiume e uno dei collaboratori principali di D'Annunzio nell'impresa fiumana, di cui nel 2019 ricorre il centenario. Gigante fu ucciso nel 1945 dai titini e le sue spoglie furono gettate in una fossa in una delle tante località nella zona delle foibe del confine orientale. Sono state ritrovate le sue presunte spoglie qualche tempo fa, per l'impegno delle associazioni degli istriani, degli esuli e dei fiumani, a Castua, a 12 chilometri da Fiume. Queste associazioni si sono rivolte a me, in quanto parlamentare, perché si potesse capire se quelle spoglie potessero essere davvero quelle del senatore Gigante. A questa attività di ricerca delle spoglie avevano collaborato le Forze armate (alcune erano anche di militari) e l'altro ieri il capo di stato maggiore delle Forze armate Vecciarelli, che voglio ringraziare anche in questa occasione, ha detto che le spoglie ritrovate erano alcune degli appartenenti ai carabinieri uccisi con il senatore Gigante e alcune del senatore stesso. I suoi resti saranno portati al Vittoriale, dove era già prevista da tempo la sua sepoltura. Perché racconto questa cosa? Perché questa vicenda messa sui social ha ottenuto scarsa attenzione e pochi click . Eppure è una storia importante: si tratta di una persona uccisa ingiustamente nel 1945, un protagonista - lo si può giudicare come si vuole - di momenti della storia europea con la vicenda fiumana e D'Annunzio. È, comunque, storia del secolo scorso, la metti in rete e ha un interesse modesto. Io l'ho messa apposta; i miei collaboratori dicevano che non l'avrebbe guardata nessuno, ma a me non importa: va messa, perché è una testimonianza e un racconto. Quando metto che mangio la pizza o altre cose - lo faccio anch'io ogni tanto - i like esplodono; se urlo un po' di più sull'immigrazione, anche lì andiamo bene. Voglio dire che i meccanismi dei social sono importanti, ma non decisivi: se dicessimo: «cacciamo tutti i parlamentari», avremmo molto più successo che proponendo di ridurli di un terzo. Oggi sul problema dei social network è intervenuto Giulio Mogol, il presidente della SIAE, denunciando - mi rivolgo, in proposito, ai membri del Governo - la mancata tassazione dei giganti del web , che saccheggiano il diritto d'autore. La SIAE si preoccupa, perché gli autori musicali, gli editori dei giornali, il cinema, che è in crisi, la cultura e il sapere, creatività che pure va remunerata, sono saccheggiati dai giganti del web . L'Unione europea ha emanato una direttiva e il Governo italiano si è schierato contro quella direttiva, perché voi volete cedere sovranità dal Parlamento ai giganti della rete, che rubano il diritto d'autore, rubano democrazia e che ci inducono tutti a fotografarci con la pizza o con la nutella perché fa simpatia, cosa che io a volte faccio provocatoriamente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi rendo conto della impopolarità della difesa del Parlamento in quanto tale. Potrei aggiungere argomenti che alcuni colleghi hanno introdotto. Noi, come Forza Italia e come centrodestra abbiamo portato avanti una riforma globale, poi, le vicende delle riforme globali sono state sfortunate, sia quando l'abbiamo fatta noi, alcuni anni fa (il referendum confermativo la bocciò), sia quando ci ha provato il centrosinistra (è stata bocciata anche quella) e si riformavano il Governo, il Parlamento, il CNEL e quant'altro. Probabilmente è complicato far viaggiare un treno con molti vagoni, ma qui passa un vagone solo con intenti punitivi e anche di mutilazione della rappresentanza: in alcune Regioni ci vorrà il 12 per cento per essere rappresentati. Quindi, si uccidono democrazia e rappresentatività. Il tema sono i costi? Giorni fa ho incontrato un operatore di energia alternativa che diceva che solo la coibentazione e un uso più corretto degli immobili, con i relativi problemi di rigenerazione urbana, genererebbero risparmi nei costi dell'energia, anche da parte delle strutture pubbliche: altro che riduzione dei parlamentari!