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Si tratta, quindi, di un intervento selettivo sul processo civile, volto a concentrare maggiormente, per quanto possibile, le attività tipiche della fase preparatoria ed introduttiva, a sopprimere le udienze potenzialmente superflue e a ridurre i casi nei quali il tribunale è chiamato a giudicare in composizione collegiale, a ridefinire meglio la fase decisoria (uno snodo essenziale) con riferimento a tutti i gradi di giudizio. Sono stati svolti interventi sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali volti a garantire semplificazione di forme e tempi del processo esecutivo, con particolare riguardo al settore delle esecuzioni immobiliari, dell'espropriazione presso terzi e delle misure di coercizione indiretta. La riforma è tesa ad apportare rilevanti modifiche alla disciplina del processo e degli strumenti di risoluzione alternativa, incidendo significativamente in uno dei settori pregnanti del sistema giuridico e giudiziario. Si tende a realizzare una razionalizzazione delle materie ed un efficientamento dei servizi; lo faremo con le risorse utili e necessarie, allo scopo di rendere decisamente più snelli e veloci i riti mediante un intervento sistematico sul corpo normativo delle disposizioni che regolano attualmente lo svolgimento dei processi in materia civile, con l'obiettivo di semplificare le procedure, improntandole a criteri di maggiore celerità ed efficienza. Chiaramente si prevedrà un'analitica estensione o esclusione delle materie interessate dall'esperimento obbligatorio degli istituti della mediazione e della negoziazione, la riduzione dei riti speciali, l'abrogazione del procedimento sommario di cognizione, introducendo nell'ambito del secondo libro del codice di procedura un rito ordinario davanti al tribunale in composizione monocratica. Si tratta di un rito semplificato, mutuato sullo schema procedimentale del rito sommario di cognizione, in parte integrato sul modello del rito lavoristico. Un sistema di amministrazione della giustizia civile efficiente e di qualità è parte integrante delle tutele che lo Stato offre ai cittadini, crea le condizioni per lo svolgimento ordinato e pacifico della vita sociale associata ed è inoltre cruciale per il funzionamento e lo sviluppo del sistema economico. Sono da tempo note le relazioni molteplici che legano giustizia ed economia: una giustizia che funziona, garantendo attuazione dei contratti e protezioni dei diritti, facilita le attività di scambio, incoraggia gli investimenti, rende più agevole l'accesso al mercato del credito, favorisce la concorrenza e aumenta l'attrattività del Paese nei confronti degli investitori esteri. Sono tutti temi a cui puntiamo in via prioritaria. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pesco. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, sono certo che si può fare del bene stando qui, in Parlamento. Abbiamo iniziato nella scorsa legislatura, depositando una proposta di legge sul reddito di cittadinanza, sia alla Camera dei deputati, sia al Senato, e in questa legislatura tale proposta è diventata realtà, facendo del bene per moltissime famiglie. Poi abbiamo continuato, sull'onda della necessità di fare del bene e ci siamo occupati, con molti altri colleghi, con associazioni sparse in tutta Italia e con molte realtà dedicate proprio ad aiutare le famiglie, a migliorare le leggi, per aiutare le persone che stanno perdendo tutto, che magari hanno perso il lavoro, che hanno avuto disavventure riguardanti la propria salute o che stanno perdendo la casa. Abbiamo dunque cercato di migliorare quelle norme, introdotte ad esempio nel 2015 dal Governo Renzi, che andavano ad accelerare in modo eccesivo il processo delle esecuzioni forzate e delle case all'asta. Siamo riusciti a mettere un freno nel 2018, poi abbiamo dovuto ritoccare la normativa, perché c'è stata la solita "manina" ministeriale, che aveva a sua volta ritoccato la norma e, man mano, siamo riusciti a far approvare l'articolo 560 del codice di procedura civile, utile per rispettare i diritti delle persone indebitate. Questa necessità di accelerare le aste, sicuramente è finalizzata a fare in modo che le persone creditrici siano remunerate. Accelerare così tanto le aste, alla fine, soprattutto attraverso lo strumento introdotto nel 2015 dal Governo Renzi del ribasso automatico di ogni asta del 20 per cento, fa però in modo di svilire il valore degli immobili, tanto che chi è creditore non riesce a essere ripagato e chi è debitore continua ad essere debitore a vita, perché i soldi non bastano per pagare il debito. Capiamo quindi che, come spesso accade, se si vuole accelerare troppo, si fa del male. Lo abbiamo visto anche in Parlamento che accelerare troppo spesso non conviene ed è meglio seguire le regole: ce ne siamo accorti anche vedendo cosa è successo in Commissione, ma ne parlerò in seguito. Il citato articolo 560 va bene così com'è, ma purtroppo abbiamo visto che, nella proposta del Governo e soprattutto nell'emendamento, sempre del Governo, esso, pur non essendo nominato, viene ritoccato in alcune parti, sempre per accelerare l'iter, tant'è che si proponeva di sloggiare la famiglia dall'immobile nel momento dell'aggiudicazione e non in quello del trasferimento. Ricordo a tutti i colleghi che, quando vi è un'aggiudicazione in un'asta, non è detto che essa si trasformi in un trasferimento e in una vera vendita dell'immobile, perché magari chi si è aggiudicato l'immobile ha versato l'anticipo, ma non versa il conguaglio e quindi si rischia che la casa continui a rimanere vuota. È un vantaggio avere una casa vuota, con una famiglia sloggiata che non sa dove andare? Secondo me no, anche perché la famiglia continua ad essere proprietaria di quell'immobile. Fortunatamente siamo riusciti a convincere tutti i Gruppi e il Governo a fare in modo di mantenere lo sloggio della famiglia dall'immobile solo dopo il trasferimento e questa secondo me è una grande conquista, che spero venga confermata con il voto dell'Assemblea. Non voglio fare l'uccello del malaugurio, ma su tutte le misure che abbiamo citato qui in Aula fino ad oggi sappiamo bene che non c'è ancora l'ok definitivo della Ragioneria e quindi non è detto che tutte le misure che avete citato possano entrare nel testo definitivo che verrà votato in Aula, ma di questo parleremo in seguito. Oltre a questo, Presidente, sempre nell'ottica di cercare di fare il minimo indispensabile per le persone affinché non siano fonte di introiti per la malavita organizzata - entrerò nello specifico per spiegarlo meglio - abbiamo cercato di identificare gli strumenti da attivare nell'ambito delle aste giudiziarie e del processo della vendita all'asta delle case che possono in qualche modo creare degli ostacoli alla malavita organizzata. Sappiamo infatti che quest'ultima sulle aste immobiliari fa fior fiori di investimenti e di utili, ma soprattutto le utilizza per riciclare il denaro sporco. Cercando di farci venire in mente qualche soluzione, abbiamo pensato in particolare a due misure fondamentali, che fanno parte di una proposta di legge depositata qui in Senato. La prima è l'adeguata verifica.