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Il comma 4 dello stesso articolo 6 autorizza una spesa di 15 milioni di euro in favore della Regione Calabria per la sottoscrizione dell'accordo di programma concernente la realizzazione di interventi diretti a garantire la disponibilità e le possibilità di interpretazione di dati economici, gestionali e produttivi delle strutture sanitarie operanti a livello locale, ai fini dello svolgimento delle attività di programmazione e di controllo regionale ed aziendale in attuazione del Piano di rientro. Tale autorizzazione di spesa è prevista a valere sulle risorse in materia di edilizia sanitaria. Il comma 2 dell'articolo 7 prevede che il Commissario ad acta invii al Ministro della salute e al Ministro dell'economia e delle finanze, nonché, come aggiunto dalla Camera, al Presidente della regione, ogni sei mesi, una relazione sullo stato di attuazione delle misure di cui al presente capo I, anche con riferimento all'attività svolta dai Commissari straordinari di cui all'articolo 2. I commi 3 e 4 dell'articolo 7 pongono specifiche norme transitorie e finali. L'articolo 8 detta disposizioni, per l'anno in corso, sui termini entro i quali hanno luogo le consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, in deroga alla normativa vigente, a motivo della gravità del quadro epidemiologico sul territorio nazionale. In particolare, il comma 1 dispone che, per il 2020, le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario si svolgano non prima del novantesimo giorno e non oltre il centocinquantesimo giorno successivo alla data in cui si siano verificate le circostanze che rendano necessario il rinnovo, ovvero nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori. La disciplina si applica con riguardo sia agli organi già scaduti sia a quelli per i quali si verifichino le condizioni per il rinnovo entro il 31 dicembre 2020. Con riferimento alle medesime fattispecie, il successivo comma 2 reca le norme transitorie, riguardanti il periodo precedente l'insediamento dei nuovi organi elettivi. L'articolo 9, infine, pone le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica, con riferimento all'attuazione del precedente articolo 8. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA d-l 130/2020 - immigrazione e sicurezza DDL 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Parere alle Commissioni 1 a e 2 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Riprende la discussione generale. La senatrice MARIN ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che il tema dei minori stranieri non accompagnati, che giungono in Friuli Venezia Giulia dalla rotta balcanica, non sia stato mai adeguatamente affrontato né in Commissione sanità né presso altre Commissioni. Nonostante la legge n. 47 del 2017 disponga che i minori non accompagnati siano collocati presso familiari presenti sul territorio, rileva che la maggior parte di loro nella Regione Friuli- circa 800 unità, di nazionalità kosovara, pakistana, bengalese e afghana - viene affidata alle comunità di accoglienza, pur in presenza di parenti entro il quarto grado. Lamenta inoltre che, nonostante l'intenzione manifestata dai minori medesimi di essere ricongiunti ai propri familiari, si verificano casi di diniego da parte del Tribunale minorile o del Servizio sociale comunale. Giudica incomprensibile il pagamento di circa 100 euro di retta giornaliera da parte del Comune per il mantenimento del singolo minore presso strutture di accoglienza, gestite da cooperative senza gara d'appalto. Fa presente che i Comuni interessati stipulano convenzioni con le singole strutture di accoglienza, lasciando agli assistenti sociali discrezionalità dell'affidamento dei minori alle medesime. Osserva che ciò comporta un ingente impegno di risorse pubbliche, senza alcun controllo sulle reali necessità dei minori ospitati. Si sofferma poi sulle criticità dell'affidamento dei minori, da parte del Tribunale, a tutori volontari, che non hanno la possibilità di svolgere un reale controllo sugli stessi. Rileva altresì la difficoltà nell'accertamento dell'età dei ragazzi pakistani e afghani, molti dei quali sprovvisti dei documenti di riconoscimento, che sulla base delle loro dichiarazioni vengono destinati alle strutture per minori non accompagnati. In proposito, reputa che sarebbe opportuno permettere alle forze dell'ordine di eseguire approfondimenti clinici per l'accertamento dell'età. Da ultimo, esprime il convincimento che il quadro testé delineato favorisca l'illegalità e incentivi l'ingresso illegale di stranieri. Il senatore DORIA ( L-SP-PSd'Az ), premettendo di non voler suscitare polemiche sul tema, ricorda che in passato anche gli italiani sono stati costretti a emigrare, principalmente per motivi economici, verso Paesi, come gli Stati Uniti, che comunque effettuavano controlli sanitari prima dell'autorizzazione allo sbarco. Ritiene che anche oggi, causa emergenza epidemiologica, sia necessario garantire tali controlli alle frontiere, soprattutto nei punti di accesso più fragili, come la Sardegna: una immigrazione non controllata crea problemi di ordine pubblico e sanitario. Per limitare il fenomeno migratorio verso l'Europa, giudica indispensabile sostenere con iniziative economiche i Paesi d'origine, in modo da limitare il traffico di essere umani. La senatrice FREGOLENT ( L-SP-PSd'Az ) critica il mutato atteggiamento da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle sulle politiche in tema di immigrazione. Ritiene che il provvedimento in esame derivi da una scelta ideologica che non porterà benefici né agli immigrati né agli italiani. Ricorda che i "decreti Salvini" sono stati adottati per andare incontro alle istanze degli amministratori locali, delle Forze dell'ordine e degli stessi cittadini, allo scopo di limitare il continuo approdo di migranti sulle nostre coste. Segnala che, a seguito dell'annunciata revisione di tali decreti, si è verificata un'inversione di tendenza, che ha fatto registrare nel 2020, rispetto all'anno precedente, numeri consistenti di approdi. Reputa che il provvedimento in esame non possieda i prescritti requisiti di necessità ed urgenza e, soprattutto, che esso non tenga conto della situazione economica del Paese e dell'emergenza sanitaria. E' dell'avviso che l'urgenza sia in questo caso di natura ideologica: si è voluto ricreare un sistema di accoglienza indistinta e priva di controlli, ampliando a dismisura il rilascio di permessi di soggiorno e determinando una discriminazione tra immigrati regolari e irregolari, senza prevedere ulteriori risorse a favore dei Comuni o delle Forze dell'ordine.