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Non si riesce a ottenere nulla in Europa se si ha paura. (Applausi) . Tutti i Capi di Stato e di Governo, tutti i Premier , tutti i Presidenti del Consiglio di ogni Stato membro dell'Unione europea si recano in Parlamento per rafforzare la loro legittimazione politica. (Applausi) . Non hanno paura del voto. Non hanno paura di chiedere forza e legittimazione alla loro task force , perché questa è la task force nella Repubblica italiana, l'unica veramente autorizzata a dare al Governo forza e contenuti. (Applausi) . Voi penserete che stiamo dicendo cose banali. Ma le cose banali non vengono fatte. Fino a oggi pomeriggio - ho visto sul sito del Senato della Repubblica - era scritto «Comunicazioni del Presidente del Consiglio», con risoluzione finale, voto e ventotto minuti di discussione generale dedicati a ciascun Gruppo parlamentare. Che cosa è successo? Come possiamo spiegarlo a chi ci guarda da fuori? E non illudiamoci che non ci guardino da fuori; ci guardano eccome e ci chiedono spiegazione. Vi dirò di più: la responsabilità è condivisa dalle opposizioni, perché quando vengo fermata per la strada - come capita a tutti noi - mi viene chiesta ragione di quello che non è stato dato ed è stato promesso, a noi in maggioranza, come all'opposizione. Ci chiedono perché non paghiamo loro la cassa integrazione; perché non paghiamo il bonus di 600 euro. (Applausi) . Ci chiedono perché non manteniamo quello che abbiamo promesso. Ci chiedono per quale motivo, mentre nella sede di rappresentanza Villa Pamphili si fanno gli Stati generali dell'economia, l'Agenzia delle entrate celebra gli Stati generali del fisco e chiede a 25 milioni di italiani di pagare l'IMU. (Applausi) . E a breve chiederà 33 miliardi di Irpef, di Ires, di Tari - mamma mia quanto sono brutti questi acronimi - con tanto di addizionali regionali e comunali. Ma è questo il modo di governare? E noi, come opposizione, possiamo stare a guardare senza dire nulla? Possiamo mandare il nostro Presidente del Consiglio in Europa senza chiedergli ragione di tutto questo? Vogliamo, pretendiamo ed esigiamo un voto del Parlamento, perché è l'unico modo per dare a questo Governo la forza in Europa di portare a casa i veri risultati per uscire dalla crisi Covid. Sappiamo benissimo di cosa c'è bisogno, e l'hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto. Non vogliamo nemmeno sentire parlare di opposizione non collaborante od ostruzionistica: sul decreto-legge cura Italia, che è l'unico che tutti abbiamo avuto il privilegio di discutere ed emendare - purtroppo sui contenuti non ci avete dato neanche la soddisfazione di un emendamento, se non qualche miserrimo ordine del giorno - e che era un mare magnum , non abbiamo presentato nemmeno 200 emendamenti. Tra l'altro, li abbiamo sublimati su contenuti per noi fondamentali, come la moratoria fiscale, e cioè la necessità di pagare le tasse solamente al 31 gennaio 2021, per gli imprenditori che sono in ginocchio e si possono rialzare solo se il 2020 sarà un anno bianco sotto il profilo fiscale (Applausi) , e per gli operatori economici del settore turismo, che non stanno riuscendo a partire e che il 20 settembre si ritroveranno con una stagione che non è ancora iniziata e la necessità di andare a votare, perché questo faranno. (Applausi) . Nel momento in cui forse qualche barbaglio di stagione turistica starà per comunicare, inizieranno la campagna elettorale e l' election day , ma di questo parleremo nei prossimi giorni. Abbiamo chiesto misure di detrazione, deduzione ed esenzione fiscale, ma soprattutto contributi a fondo perduto per l'impresa artigiana, commerciale e industriale. Abbiamo chiesto lavoro, lavoro e ancora lavoro e a questo Governo di non perdersi in rivoli inutilmente assistenziali, perché i redditi di cittadinanza dati a persone che non li meritano e non ne hanno diritto impoveriscono le persone che devono riceverli. (Applausi). Mi rendo conto che si tratta di argomenti dolorosi, ma credo che una maggioranza che voglia veramente bene al nostro Paese, ami la nostra Nazione e sia veramente patriottica possa rendersi conto dei propri errori e togliere 800 euro a evasori fiscali, spacciatori, 'ndranghetisti e persone che non devono avere (Applausi) , per dare a chi veramente deve avere, ma soprattutto all'impresa, perché l'unico modo per uscire dalla crisi è il lavoro, non l'assistenza. E l'unico modo per creare lavoro è aiutare l'impresa a risollevarsi e far ripartire il ciclo dei consumi. Tutto questo avremmo voluto dire al Presidente del Consiglio e certamente glielo diremo in dieci striminzitissimi minuti. Cercheremo di parlare velocemente, per fare in modo di dire il maggior numero di cose possibili, di attirare la sua attenzione, se qualcuno starà parlando con lui, e comunque, nonostante e malgrado lui; di dargli la forza per andare in Europa e portare a casa qualcosa, perché il vento dell'Europa non può non essere intercettato, soprattutto in questo momento. Non si può chiedere nulla di più, però, di quello che si ha il diritto di avere, che nasce da una vera, profonda legittimazione dell'unico organo da cui il Governo può trarre forza. (Applausi). Ricordiamocelo tutti, colleghi: il Governo e il Presidente del Consiglio stanno portando via pezzi di potere e di autorevolezza, anche e soprattutto alla propria maggioranza. So perfettamente quali sono i problemi che vi muovono, vi tengono e non rendono possibile un voto, perché sarebbe assolutamente divisivo, ma potremmo averli anche noi. Abbiamo però la forza e il coraggio di assumerci la nostra responsabilità e di affrontare con forza il valore delle nostre idee. (Applausi). È su questo presupposto, signor Presidente, e su un'esigenza profonda e profondamente avvertita, che diciamo di smetterla di esaminare provvedimenti a scatola chiusa, in quindici minuti in Commissione e venti minuti in Aula (Applausi) , come se il Senato fosse una stazione di posta (Applausi) , dove nessuno di noi ha diritto di entrare nel merito, ma ha il dovere di votare come se fosse cieco, oscurato. Non è questo quello che noi chiamiamo democrazia. Non è questo quello che noi chiamiamo rappresentanza del popolo. Questo è un modo indegno, per una Nazione che si voglia definire democratica, di chiedere ai suoi rappresentanti di essere protagonisti del processo legislativo. Noi ci rivolgiamo quindi ancora una volta al Governo, al ministro D'Incà - lo vedo legittimamente impegnato in ben più elevate discussioni - e la ringrazio, signor Presidente, per tutte le volte in cui ha esortato il Governo a essere meno lassista e meno permissivo sulla concessione della fiducia. Il periodo di emergenza si sta fortunatamente avviando a conclusione: quello che tutti noi chiediamo è normalizzazione. Consentite al Parlamento di esprimere con processi democratici le proprie giuste legittimazione e autorevolezza. (Applausi) . Non mi stancherò mai di ripeterlo: consentite al Parlamento di non votare bovinamente su questioni di fiducia - lo dico alla maggioranza, non certamente all'opposizione - di cui non siamo messi in condizione di conoscere i contenuti per mancanza di tempo.