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2 I negozi e le botteghe storici di eccellenza di cui al comma 5 dell'articolo 1, qualora siano espressioni di identità culturale collettiva, possono essere classificati, su istanza scritta da parte degli interessati, beni culturali. A tal fine, all'articolo 10, comma 3, lettera d) , del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dopo le parole: « dell'industria » sono inserite le seguenti: « , del commercio, dell'artigianato ». 4 (Rafforzamento delle tutele per gli esercizi commerciali dei centri storici) 1 Il comma 2 dell'articolo 31 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente: « 2. Secondo la disciplina dell'Unione europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell'ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, dei beni culturali, nonché alla salvaguardia dei centri storici e del presidio urbano e di servizio rappresentato dagli esercizi commerciali di cui alle lettere d) ed e) del comma 1 dell'articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in attuazione di quanto stabilito nella comunicazione della Commissione europea COM(2008) 394 definitivo, del 25 giugno 2008. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le città metropolitane e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti alle prescrizioni del presente comma entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Essi possono prevedere, d'intesa con le associazioni degli operatori e senza discriminazioni tra essi, limitazioni all'insediamento di determinate attività produttive e commerciali in talune aree, la tutela di talune tipologie di negozi, ivi compresi quelli storici, e di botteghe artigiane, anche con riferimento alla necessità di preservare caratteristiche culturali delle aree, ovvero il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attività commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio, ivi compreso l'esercizio di attività di commercio itinerante su aree pubbliche, fatte salve le fiere e le analoghe manifestazioni autorizzate dai comuni, solo qualora vi sia la necessità di garantire la tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, dei beni culturali, nonché la salvaguardia del decoro urbano, delle caratteristiche commerciali specifiche dei centri storici e del presidio urbano e di servizio rappresentato dalle citate attività di commercio al dettaglio ». 2 Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , fatto salvo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 31 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 ». 3 Le modifiche agli ordinamenti vigenti adottate dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle città metropolitane e dagli enti locali ai sensi del comma 2 dell'articolo 31 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dal comma 1 del presente articolo, non si applicano alle imprese di cui alle lettere d) , e) , f) e g) del comma 1 dell'articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, regolarmente in attività alla data di entrata in vigore dei rispettivi provvedimenti di adeguamento. 5 (Istituzione dell'Albo nazionale dei negozi e delle botteghe storici) 1 Ai fini della presente legge, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy è istituito l'Albo nazionale dei negozi e delle botteghe storici, nonché dei negozi e delle botteghe storici di eccellenza. L'Albo nazionale è costituito dagli elenchi di cui agli Albi regionali, inviati e periodicamente aggiornati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi del decreto legislativo di cui all'articolo 6. 6 (Delega al Governo per la tutela dei negozi e delle botteghe storici iscritti agli Albi regionali) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro delle imprese e del made in Italy , previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, un decreto legislativo contenente disposizioni per la tutela dei negozi e delle botteghe storici iscritti agli Albi regionali, come confluiti nell'Albo nazionale di cui all'articolo 5, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a individuazione delle caratteristiche dell'Albo nazionale, nonché delle modalità per lo scambio di informazioni con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per il suo periodico aggiornamento; b definizione dei provvedimenti necessari per la tutela delle unità immobiliari, caratterizzate da specifico valore storico, artistico e ambientale, che siano sede di negozi e botteghe storici iscritti agli Albi regionali, come confluiti nell'Albo nazionale; c individuazione di percorsi conciliativi che consentano la conclusione di accordi tra gli esercenti dei negozi e delle botteghe storici iscritti agli Albi regionali, come confluiti nell'Albo nazionale e i proprietari dei locali, volti a evitare fenomeni di espulsione di operatori commerciali qualificati dai centri storici; d previsione di specifiche agevolazioni normative e fiscali o di quote riservate di fondi o finanziamenti già esistenti a favore dei negozi e delle botteghe storici iscritti agli Albi regionali, come confluiti nell'Albo nazionale; e individuazione delle modalità di restituzione dei benefici economici e fiscali ricevuti in caso di perdita della qualifica di negozio storico o bottega storica o di cessazione dell'attività, ai sensi del comma 3 dell'articolo 2, qualora i suddetti benefici non abbiano ancora esaurito il loro effetto o l'erogazione sia stata assoggettata a condizioni temporali; f adozione di specifiche misure in favore dei negozi e delle botteghe storici di eccellenza, iscritti agli Albi regionali, come confluiti nell'Albo nazionale; g individuazione delle modalità con cui le associazioni di settore, regolarmente costituite, possono assumere iniziative in favore degli associati nei confronti delle autorità competenti per territorio o intervenire presso le medesime nei procedimenti che le riguardano; h adozione di misure di valorizzazione e di campagne informative rivolte al turismo nazionale e internazionale in favore dei negozi e delle botteghe storici iscritti agli Albi regionali, come confluiti nell'Albo nazionale;