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Ha mentito spudoratamente, come è emerso nelle scorse settimane, a proposito del suo intervento presso l'Organizzazione mondiale della sanità affinché questa nascondesse una pubblicazione dalla quale emergevano le sue gravi responsabilità per non aver né predisposto, né messo in atto un piano pandemico adeguato ai tempi, con i risultati che abbiamo visto. Probabilmente si sarebbero potute evitare migliaia e migliaia di morti se l'Italia avesse avuto un piano pandemico degno di tal nome e se fosse stato messo in atto per tempo, anziché vietare le autopsie e fare una serie di altre cose inspiegabili che hanno avuto degli effetti molto gravi. Un'altra parte del provvedimento che tengo a sottolineare e che ha destato forte perplessità riguarda l'articolo 9, a cui ho fatto cenno prima, a proposito del trattamento dei dati personali. Ebbene, oggi il trattamento dei dati personali può avvenire in base a disposizioni di legge e da parte di un certo numero limitato di pubbliche amministrazioni. Con queste modifiche non ci saranno praticamente più limiti a tutte le pubbliche amministrazioni - addirittura vengono inclusi gestori di servizi pubblici locali - che potranno quindi accedere e trattare i dati personali delle persone, senza che queste ne vengano informate (se non dalla pubblicazione di questa legge), in base alla determinazione di tali gestori che il trattamento dei dati personali, cioè mettere le mani sui dati personali anche sanitari di ciascuno di noi, possa essere utile a esercitare le funzioni che vengono loro assegnate. Ebbene, noi pensiamo che, proprio in questi tempi in cui la tecnologia entra pesantemente nella vita di ciascuno, sia importante tutelare la privatezza e la riservatezza dei dati personali, come tutti i diritti dei cittadini. La tecnologia va usata per il bene dei cittadini e non per controllarli secondo il concetto di uno Stato occhiuto, padrone dei cittadini e che vuole tenerli sotto controllo in ogni momento. Noi siamo perché i cittadini siano tutelati nella loro libertà nell'ambito di regole che vanno rispettate da tutti. (Applausi) . BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, è davvero difficile intervenire questa mattina. Avevo già preparato una bozza di intervento ieri mattina, ma - ahimè - i dati che ci hanno raggiunto in serata mi avevano imposto di cambiare la linea del mio intervento. Ma, signor Presidente, colleghi e colleghe, non posso far finta che non sia accaduto niente in Aula questa mattina; non posso farlo perché, nel giorno in cui - ahinoi - i contagi aumentano in modo non del tutto indifferente, perché raggiungiamo nuovamente il numero dei casi di maggio, con aumento dei ricoveri nei reparti Covid ma anche nelle terapie intensive, e quindi ci interroghiamo su quanto e come possiamo andare avanti, in quest'Aula si assiste a uno spettacolo che non voglio definire preoccupante, ma che comunque ci deve far riflettere. Questa mattina è accaduto che su alcuni emendamenti (certamente lei ha fatto riferimento a un articolo della nostra Costituzione che tutti noi rispettiamo e nel quale crediamo), mentre il Governo sta lavorando incessantemente da quasi un anno per mettere in sicurezza il Paese, quest'Assemblea più volte ha mandato sotto il Governo (Applausi) : ripeto, un Governo che sta cercando di mettere in sicurezza il nostro Paese. Applaudo sicuramente alla collega Sbrollini, che nel suo intervento dichiara che il suo Gruppo sostiene lealmente e convintamente questo Governo, ma ricordo alla senatrice Sbrollini che per tre volte questa mattina ha votato contro il parere del Governo. (Applausi) . Dico alla Lega e a Forza Italia che sono in questo Governo e che oggi hanno mandato sotto addirittura i loro Ministri. (Applausi) . Allora mi chiedo dov'è la responsabilità a cui tutti siamo chiamati e che tutti noi continuiamo a richiamare; dov'è andata a finire nel giorno in cui raggiungiamo un'impennata di contagi per Covid nel nostro Paese? Sono quantomeno allibita, signor Presidente, e lascio a lei il mio senso di grandissima difficoltà nello svolgere questo intervento. Abbiamo un Paese che soffre da due anni dal punto di vista sanitario, come sappiamo bene, e dal punto di vista economico; abbiamo finalmente un Paese che è sicuramente esempio in tutta Europa (ma vorrei dire nel mondo) per come è riuscito ad affrontare la pandemia. Non credo sia necessario fare un esercizio di memoria, colleghi e colleghe, perché in quest'Aula abbiamo pianto, ci siamo rammaricati, ci siamo disperati, abbiamo invocato il maggiore aiuto possibile per quello che accade da due anni a questa parte. Tuttavia stamani, per mettere delle bandierine elettorali - non lo so, signor Presidente, mi viene questa idea -, per fare delle prove di forza su eventi importanti che ci attendono nei prossimi mesi (Applausi), si rischia di minare ancora la fiducia che questo Paese ha nella classe politica. (Applausi). Colleghe, colleghi, cosa stiamo facendo? I cittadini ci hanno già dato una risposta chiara non andando a votare in grandissima percentuale alle elezioni amministrative che abbiamo appena fatto? Non è un segnale chiaro di quanto il servizio che facendo politica noi tutti abbiamo deciso di dedicare a questo Paese ormai sia privo di fiducia e di credibilità da parte dei cittadini? Eppure, su un provvedimento così importante come quello in esame, continuiamo a dare questo messaggio: mi perdoni, signor Presidente, per il termine che sto per utilizzare, ma "tafazzianamente" diamo contro a noi stessi. Complimenti, colleghi, stiamo dando veramente uno spettacolo non all'altezza di quello che i cittadini vorrebbero da noi. (Applausi) . L'anno scorso in questi giorni avevamo molti casi e una grande preoccupazione e il Governo, insieme a tanti di noi, diceva chiaramente che ci attendevano mesi bui e grandissime prove ancora, dopo un anno di chiusure. Vi ricordate le zone gialle, arancioni e rosse? Ricordate cosa significava vivere non sapendo bene se si poteva prendere un caffè all'aperto, al bancone, andare fuori, tornare alle ore 10 di sera, a mezzogiorno, non poter entrare? Ve lo ricordate questo? L'anno scorso parlavamo di questo; quest'anno invece, grazie al Governo che spero sosteniamo ancora tutti, a parte Fratelli Italia che è sempre stato coerente, parliamo di riaperture, con attenzione. Il Partito Democratico non ha mai cavalcato quelle che potevano essere anche situazioni facili da cavalcare per avere una percentuale elettorale in più nei sondaggi; non lo abbiamo mai fatto perché per noi quello che paga è sempre stato il rigore, la prudenza e la gradualità. Abbiamo sempre detto di aprire un po' alla volta per non richiudere più, grazie anche al grande impegno nella campagna vaccinale e all'uso del green pass, rispetto al quale - ahinoi - tanti partiti hanno strizzato l'occhio ai movimenti no pass e no vax, non assumendo mai posizioni chiare. Noi invece lo abbiamo fatto da sempre, forse pagandolo anche un po' in termini elettorali.