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il 4 maggio 2020 il Sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali con delega all'ippica, Giuseppe L'Abbate, ha annunciato che il Ministero era di fatto pronto, con un protocollo di sicurezza sanitaria necessario per la ripresa delle corse ippiche che era al vaglio del comitato tecnico-scientifico; appare inoltre necessario avviare una riflessione sulla necessità di reindirizzare e riorganizzare i criteri di equità dei montepremi al traguardo sulla base del calendario delle corse programmate dalla data della ripartenza sino al 31 dicembre 2020, considerando che le risorse sono indirizzate esclusivamente ai montepremi dei cavalli e percepite al traguardo in seguito allo svolgimento delle corse, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere a sostegno dell'intero comparto ippico oggi in forte sofferenza; se e quali siano gli eventuali elementi ostativi che impediscono ad oggi la riprogrammazione delle corse ippiche a porte chiuse e se non intenda indicare tempi certi e chiari in merito alla riapertura degli ippodromi e alla riprogrammazione del calendario delle corse, in linea con le decisioni adottate in altri Paesi e anche alla luce del protocollo di sicurezza presentato e attualmente al vaglio del comitato tecnico-scientifico; se non ritenga necessario fornire indicazioni in ordine all'opportunità di riorganizzare e ridistribuire con nuovi criteri di equità i montepremi al traguardo, sulla base del calendario delle corse programmate dalla data della ripartenza sino al 31 dicembre 2020. Atto n. 4-03485 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in un momento particolarmente difficile come quello attuale, è essenziale che tutti diano il proprio contributo concreto nella lotta contro il COVID-19 e che ciascuno venga messo nelle condizioni di operare in piena sicurezza, in particolare tutti quei lavoratori potenzialmente più esposti al rischio in quanto a contatto con il pubblico; parimenti non è assolutamente accettabile sfruttare la delicata fase emergenziale che il Paese sta attraversando per mettere in campo iniziative unilaterali che celino intenti "propagandistici" o che possano anche solo ingenerare sospetti in tal senso, soprattutto se provenienti da enti a supporto dell'intera cittadinanza e della pubblica amministrazione in generale; da notizie di stampa dei giorni scorsi si apprende che l'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) ha donato al Comune di Roma oltre 2.000 visiere protettive sanitarie da distribuire ai dipendenti che lavorano presso gli sportelli aperti al pubblico e agli agenti di Polizia locale; al riguardo l'amministratore delegato del Poligrafico, Paolo Aielli, ha dichiarato che l'IPZS ha deciso "di contribuire alla lotta alla pandemia Covid-19 riconvertendo parte della produzione dei documenti d'identità elettronici per realizzare visiere protettive conformi alla normativa CE e alle raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità"; considerato che l'IPZS è un'azienda a servizio e supporto dello Stato e del cittadino, diventata società per azioni nel 2002, con azionista unico il Ministero dell'economia e delle finanze, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga conforme all'impianto complessivo del nostro ordinamento la citata decisione assunta dall'IPZS di fornire al Comune di Roma i dispositivi di protezione individuale; se non ritenga che, trattandosi di un ente a rilevanza pubblica, la riconversione di parte della produzione dei documenti d'identità elettronici per realizzare visiere protettive non avrebbe dovuto essere attuata in favore di tutte le realtà territoriali o comunque di quelle che ne avessero maggiore necessità, quantomeno in maniera omogenea, in linea con la sua missione istituzionale. Atto n. 4-03486 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per gli affari europei Premesso che: numerosi siti internet riportano la notizia secondo la quale la Germania, che ha varato di recente un piano di aiuti finanziari pari a oltre 550 miliardi di euro attraverso la banca KFW (Kreditanstalt für Wiederaufbau) in favore delle imprese, al fine di fronteggiare gli effetti negativi derivanti dall'emergenza epidemiologica COVID-19, in realtà ha aggirato i vincoli europei, attraverso procedure sleali alla libera concorrenza e in contrasto con le disposizioni previste dall'ordinamento comunitario; gli articoli di stampa pubblicati al riguardo (ad esempio sul sito "ilprimatonazionale") evidenziano infatti che le misure di sostegno economico sono state possibili grazie all'intervento della citata banca tedesca, istituita ai tempi del piano Marshall per la ricostruzione industriale, che svolge da anni azioni di sostegno per il finanziamento del settore pubblico, rendendosi artefice anche di salvataggi di aziende e banche tedesche; l'interrogante evidenzia che sono i predetti interventi che non sarebbero stati concessi ad altri Paesi, ed in particolare all'Italia, ma che tuttavia, senza alcun intervento della Commissione europea, lo Stato tedesco continua ad approvare come misure d'intervento non pubbliche, a dispetto della proprietà dell'istituto che è al 100 per cento di proprietà pubblica (per l'80 per cento dello Stato federale e per il 20 per cento delle regioni); risulta conseguentemente urgente e necessario, a giudizio dell'interrogante, ove il contenuto degli articoli fosse confermato, intervenire in sede comunitaria, al fine di porre in essere ogni intervento volto a chiarire quali siano i motivi per i quali la Germania, che rappresenta uno dei 27 Stati membri dell'Unione europea, possa intervenire in tale maniera, "aggirando" ogni divieto imposto dai trattati internazionali in materia di aiuti pubblici e salvataggi diretti delle aziende tedesche, contravvenendo palesemente ai divieti imposti per tutti gli Stati membri e intervenendo anche fuori dal perimetro della contabilità europea e del pareggio di bilancio, cui invece tutti gli altri Paesi appartenenti alla UE, e soprattutto l'Italia, devono rispettare essendo sottoposti a rigidi controlli da parte della Commissione europea; l'interrogante evidenzia altresì che, nel caso in cui le procedure adottate dal Governo tedesco fossero vietate, occorre di conseguenza comprendere i motivi per i quali l'Italia è stata continuamente messa sotto osservazione e criticata per interventi di sostegno similari a quelli disposti dalla Germania; nel caso in cui, invece, le misure adottate dalla Germania risultassero coerenti e regolari con le disposizioni comunitarie, non si comprendono i motivi per i quali la KFW può appellarsi ai citati criteri, mentre la Cassa depositi e prestiti (che rappresenta l'omologo italiano della KFW) non abbia fatto lo stesso per aiutare le aziende italiane, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e se al riguardo intendano confermare il contenuto dell'articolo di stampa pubblicato su internet ed in precedenza richiamato;