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Ai sensi dell'articolo 118, comma terzo, della Costituzione, il Ministero dell'interno e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo stipulano, con la regione in cui si trova il bene immobile di cui al comma 3 del presente articolo, apposite intese destinate alla valorizzazione culturale del bene, ai fini delle iniziative di studio e di ricordo delle deportazioni e dello sterminio dei Rom e dei Sinti. Art. 25. (Parità di trattamento e pari opportunità nella circolazione, nel soggiorno e nell'accesso all'abitazione) 1. Ogni persona che appartiene alla minoranza dei Rom e dei Sinti esercita la libertà di circolazione e soggiorno in qualsiasi parte del territorio della Repubblica secondo le modalità e il progetto di vita liberamente scelto insieme con i suoi familiari conviventi nel rispetto delle norme generali che disciplinano la circolazione, il soggiorno, l'ingresso e l'uscita dei cittadini, degli stranieri e degli apolidi dal territorio della Repubblica. 2. Le persone e le famiglie appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti godono del medesimo trattamento previsto per gli altri cittadini o stranieri o apolidi in materia di circolazione, di soggiorno, di ingresso, di espatrio e di accesso all'abitazione. Dall'eventuale decisione o situazione che di fatto comporti spostamenti frequenti o una condizione di vita, anche apparente, di itineranza, di nomadismo o di semi-nomadismo, non può derivare alcun tipo di svantaggio o di discriminazione, anche indiretta. 3. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali adottano, nell'ambito delle rispettive competenze, misure volte a prevenire e contrastare ogni prassi che applichi in modo anche indirettamente discriminatorio, nei confronti delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. le norme generali vigenti in materia di circolazione, soggiorno, residenza, stabilimento, espatrio e ingresso nel territorio della Repubblica. 4. La Repubblica attua apposite misure per assicurare alle persone e alle famiglie appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti le pari opportunità nell'accesso ad una abitazione avente i requisiti di abitabilità e di idoneità igienico-sanitaria previsti per ogni abitazione, ovvero i requisiti analoghi per unità abitative mobili secondo modalità che tengano conto della condizione di vita liberamente scelta e delle forme di abitazione storicamente praticati dagli appartenenti a tale minoranza. 5. È vietata l’adozione di ogni tipo di atto, sia pubblico che privato, che impedisca la circolazione o il soggiorno, anche itinerante, di persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, anche qualora siano definite o supposte quali itineranti o nomadi o seminomadi, in determinate zone aperte al transito alla sosta e alla permanenza di qualsiasi persona o di qualsiasi unità abitativa mobile. 6. È vietata l’apposizione su ogni tipo di documento di viaggio, di identità o di soggiorno o su registri anagrafici o dello stato civile di qualsiasi menzione relativa all'appartenenza della persona alla minoranza dei Rom e dei Sinti o alla sua condizione di vita, anche supposta, itinerante, nomade o seminomade ovvero ogni tipo di riferimento all'alloggio della persona nell'ambito di un immobile o centro o campo, comunque denominato, destinato anche a persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti o a persone in condizione, anche supposta, di itineranza o di nomadismo o di seminomadismo. Eventuali documenti che rechino tali diciture devono essere rettificati immediatamente d'ufficio, anche su richiesta orale dell'interessato. In caso di violazione della disposizione di cui al presente comma, l'interessato ha diritto di comunicare l'accaduto al sindaco, al prefetto e al Garante per la protezione dei dati personali per l'immediata adozione dei provvedimenti di rettifica e degli altri provvedimenti conseguenti di loro competenza; la medesima violazione costituisce altresì violazione delle vigenti norme in materia di trattamento dei dati personali. Art. 26. (Politiche alloggiative) 1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, promuovono e attuano: a) la progressiva chiusura del sistema dei campi-nomadi o dei campi-sosta o dei villaggi attrezzati, comunque denominati, intesi come luoghi istituiti, gestiti, vigilati o finanziati da pubbliche autorità e collocati su terreni di proprietà pubblica, destinati a dare alloggio insieme, nell'ambito di unità abitative mobili o immobili, a più famiglie allargate appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, quale soluzione preferenziale o esclusiva per soddisfare i loro bisogni abitativi. In particolare gli enti locali procedono all'immediata chiusura, ristrutturazione o trasformazione in aree residenziali di comunità o in microaree, anche con successivo diritto di superficie in favore degli occupanti, di quei campi i cui alloggi in immobili o in unità abitative mobili siano privi dei requisiti minimi igienico-sanitari o di abitabilità; b) l'accesso delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti già alloggiate in campi-nomadi, campi-sosta o villaggi attrezzati che sono stati progressivamente chiusi, ridotti o trasformati, o in sistemazioni abitative improprie o abusive, ad altri tipi di soluzioni abitative regolari, nelle quali possano vivere in alloggi idonei dal punto di vista igienico-sanitario e conformi alla loro condizione di vita liberamente scelta, curando in ogni modo l'unità delle famiglie, la frequenza e continuità scolastica ed evitando in ogni caso di privarle, anche temporaneamente, di una qualche forma di alloggio, anche sulla base di specifiche forme di sostegno familiare per l'accesso ad alloggi pubblici o privati con la mediazione sociale dell'ente locale; c) una politica abitativa privata che agevoli ogni persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti e dei familiari con loro conviventi, secondo la loro libera scelta, nell'acquisto o nella locazione di un immobile ad uso di abitazione oppure nell'accesso a soluzioni abitative con unità mobili su terreni di proprietà privata. 2. Ogni persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti ha diritto di disporre di un alloggio idoneo per sé e per i propri familiari conviventi liberamente scelto tra i seguenti: a) un immobile ad uso di abitazione; b) un'unità abitativa mobile collocata in una microarea, di proprietà privata dell'interessato o di proprietà pubblica o privata e da lui presa in regolare locazione. Ai fini della presente legge, per «microarea» si intende il piccolo appezzamento di terreno, collocato in aree non marginali rispetto all'abitato e ai principali servizi pubblici, provvisto di aree di sosta per unità mobili e dotate di allacciamenti alle reti dell'acqua, del gas, dell'elettricità e delle fognature, destinato ad accogliere una sola famiglia allargata, nel quale ogni singola famiglia dispone di uno spazio privato e di servizi adeguati, da affidarsi alla responsabilità delle persone che la occupano, secondo un regolare contratto di locazione o un contratto d'uso e con contratti per le relative utenze. 3.