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In tema di investimenti, esprime perplessità anche sull'istituzione di una centrale di progettazione, che non appare, peraltro, coerente con gli sforzi di semplificazione burocratica, già annunciati ma rimasti per ora senza un concreto seguito. Ritiene che nel provvedimento in esame vi sia poco anche sul tema del supporto alle imprese: si interrompe anzi il processo di riduzione della pressione fiscale, che dovrebbe restare stabile al 41,8 per cento del Pil, ma che, con lo sblocco delle aliquote dei tributi locali, potrebbe in effetti aumentare. Esprime quindi valutazioni critiche sulla cancellazione dell'Iri (imposta sul reddito d'impresa) e dell'Ace (aiuto alla crescita economica), che recano un aggravio ulteriore sulle imprese, non adeguatamente controbilanciato dall'estensione del regime forfettario per le partite Iva. Evidenzia, altresì, l'indebolimento del progetto Industria 4.0, del credito d'imposta per ricerca e sviluppo e di quello relativo al Mezzogiorno. Nel registrare poi la sostanziale mancanza di investimenti su scuola e università, considera grave il depotenziamento della alternanza tra scuola e lavoro, che andrebbe migliorata e non abbandonata. Sul tema fiscale, rileva l'assenza di misure efficaci per il contrasto all'evasione fiscale, mentre il recente decreto fiscale ha già determinato effetti controproducenti sulla compliance fiscale dei contribuenti. Nel complesso, ritiene che la manovra in esame non solo contribuisce ad aumentare l'instabilità finanziaria del Paese, all'incremento dei differenziali tra tassi di interesse dei titoli di Stato, al peggioramento dei corsi di borsa e dei coefficienti patrimoniali delle banche, ma ha la colpa di non affrontare i nodi strutturali dell'economia italiana, ovvero la crisi di produttività, in particolare del settore manifatturiero, la crisi di equità sociale, con l'incremento delle diseguaglianze tra le persone, nonché il cosiddetto "inverno demografico", con la diminuzione degli indici di fecondità. Proprio per affrontare tali questioni decisive, il Partito democratico ha intenzione di presentare una propria complessiva controproposta, di cui auspica che saranno adeguatamente discussi gli aspetti principali, pur in una tempistica così ristretta. In conclusione, chiede al Governo di cambiare completamente metodo, superando il prima possibile il conflitto con le Istituzioni europee e recuperando i fili del dialogo con i corpi intermedi del Paese, e si augura che gli impegni derivanti da tale svolta possano tradursi in incisive e sostanziali modifiche alla manovra finanziaria, al momento caratterizzata da interventi a debito, assistenzialismo, poca attenzione allo sviluppo e nessuna visione di prospettiva. Il senatore FANTETTI ( FI-BP ), nella consapevolezza della complessità degli interventi inseriti nella manovra finanziaria e dei tempi ridotti per l'esame, auspica in primo luogo che vi sia disponibilità da parte del Governo ad un'effettiva interlocuzione con le varie forze politiche. Ricorda che la presente legislatura ha ereditato una situazione economicamente e socialmente devastante, determinata dalla successione di governi non indicati dagli elettori, con l'effetto che oggi l'Italia è praticamente l'unico dei Paesi del G20 che non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi. A titolo di esempio, ricorda i forti disinvestimenti industriali, i numerosi tavoli di crisi aperti al Mise, le migrazioni all'estero di moltissimi giovani italiani che cercano in altri Paesi, soprattutto dell'Unione europea, quelle occasioni che non trovano più nel proprio. Tale situazione, aggiunge, è stata una delle ragioni determinanti del voto di protesta che si è espresso lo scorso 4 marzo e che ha portato alla formazione del Governo in carica, sul quale evidentemente sono state riposte grandi attese, scontando tuttavia le diversità di impostazione tra le due forze politiche che lo sostengono e che richiederebbero di essere messe a fattor comune. Ritiene, in realtà, che la manovra finanziaria all'esame del Senato rispecchi maggiormente la visione del Movimento 5 Stelle rispetto alla Lega, essendo questa incentrata soprattutto sul sostegno alla domanda, mentre poco spazio residua per le misure di impulso allo sviluppo. Richiama, quindi, l'importanza di un confronto costruttivo con le Istituzioni dell'Unione europea, che rappresentano comunque un fondamentale riferimento culturale, politico ed economico, che può essere sottoposto a critiche ma non demonizzato: ritiene infatti un grave errore violare deliberatamente le regole che i Paesi dell'Unione europea si sono dati, invece di cercare con pazienza di migliorarle. Più che il rapporto con l'Europa, poi, il problema dell'elevato debito pubblico italiano pone l'esigenza di impostare correttamente il rapporto con i mercati finanziari, non in termini di sfida ma di chiarezza e di trasparenza, comprendendone i meccanismi di funzionamento, anche al di là dello specifico aspetto dell'aumento dei tassi di interesse, che a suo giudizio peraltro è stato anche troppo enfatizzato. Sottolinea quindi che il Gruppo di Forza Italia è concentrato a cambiare la manovra finanziaria, principalmente, su quattro tematiche: con riguardo alle politiche per la famiglia, al fine di contrastare il declino demografico; per introdurre il cosiddetto reddito di formazione, che risulta più efficace al rilancio dell'occupazione rispetto al reddito di cittadinanza; in materia di infrastrutture, determinanti per lo sviluppo e la competitività di un paese industrializzato, e che peraltro richiede una incisiva riforma del codice degli appalti; sotto il profilo fiscale, infine, per un'applicazione molto più ampia della cosiddetta flat tax , che appare nel disegno di legge di bilancio in una versione troppo timida. Rimarca come questi interventi siano ispirati a un principio fondamentale del pensiero liberale, ossia che il miglior gestore delle risorse è l'individuo, che ne sa massimizzare l'efficienza, mentre un'eccessiva presenza dello Stato nell'economia ha effetti controproducenti. Il senatore Marco PELLEGRINI ( M5S ), nel ringraziare il senatore Fantetti per l'onestà intellettuale con la quale ha dato conto della situazione economica in cui il Governo ha trovato il Paese, ricorda che in Italia si contano circa cinque milioni di persone in povertà assoluta, nove milioni sono sotto la soglia di povertà relativa, numerose piccole e medie imprese, soprattutto artigiane, risultano in grosse difficoltà. Sottolinea, quindi, che la manovra finanziaria è volta a fronteggiare proprio questa situazione, ponendo al centro della sua attenzione le persone e dando importanza, oltre che alla stabilità finanziaria, alla stabilità sociale, anche al fine di evitare le turbolenze in corso presso altri Paesi europei. Esclude, al riguardo, che saranno fatti passi indietro sulla direzione intrapresa, in quanto proprio l'ampia disponibilità di risorse prevista per finanziare le principali misure della manovra offre un margine adeguato anche per apportare eventuali aggiustamenti all'esito del negoziato con l'Unione europea.