[pronunce]

succedutisi a partire dalla riforma del 2003; che, oltre a ciò, il richiamato art. 2477 cod. civ. aveva, invece, subìto una significativa modifica, sicuramente innovativa in parte qua, ad opera del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), convertito, senza modificazioni per la parte che qui interessa, dall'art. 1, comma 1, della legge 4 aprile 2012, n. 35, entrato in vigore antecedentemente al deposito dell'ordinanza di rimessione ma da questa totalmente ignorato, posta l'espressa previsione, al quinto comma, che «Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni»; che tale inadeguata individuazione del contesto normativo incide in maniera decisiva sulla motivazione esibita per asseverare l'impossibilità di una interpretazione secundum constitutionem della disciplina denunciata oltre che la rilevanza della questione proposta; che, di conseguenza, la questione proposta deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2409 e 2476 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Tivoli con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 maggio 2014. F.to: Gaetano SILVESTRI, Presidente Paolo GROSSI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 maggio 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI