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Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sull'articolo 2 valgono lo stesso ragionamento e la stessa filosofia, per cui l'emendamento soppressivo (il 2.1) e gli altri presentano la medesima caratteristica: cercare di rendere più proporzionale il sistema stesso, immettendovi un maggior tasso di proporzionalità. Vedo tra l'altro che anche chi ostacola questo disegno di legge - e questo pasticcio di adattamento della legge elettorale - continua a perseverare nei propri errori, dei quali ora pagheremo i costi ancor di più. Voglio però segnalare, signor Presidente e onorevoli colleghi, che, proprio per il ragionamento che ho fatto e che ci ha guidato nell'analizzarlo e nel giudicarlo negativamente, quest'adattamento del Rosatellum viene rafforzato ancor di più, avendo noi espresso un giudizio molto negativo del Rosatellum- bis e avendolo combattuto pesantemente, non solo per il metodo della sua approvazione, ma per i contenuti in sé. Mi permetto di segnalare un emendamento aggiuntivo, il 2.0.1, che riguarda la questione della rappresentanza delle minoranze, elemento che non a caso abbiamo presentato anche all'interno del disegno di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, perché vi è una questione molto seria che riguarda il problema del pluralismo della rappresentanza. Tutto è discutibile, ma la Corte costituzionale, anche accettando il principio di governabilità e facendovi esplicito riferimento afferma - non solo nella sentenza n. 1 del 2014 ma anche in altri pronunciamenti, e ripetutamente - che neppure l'esigenza di governabilità può piegare un altro elemento fondamentale per i sistemi elettorali e il tasso di democrazia, ossia la rappresentanza e il suo pluralismo (che si riproduce immediatamente sull'organo nei termini della sua rappresentatività). Per questo motivo abbiamo proposto quest'emendamento, che è a garanzia della rappresentanza delle minoranze: mi rendo conto che si tratta di una provocazione, per lanciare una sfida alla coerenza (parola che so essere ormai vana). L'emendamento 2.0.2 riguarda il divieto di pluricandidature: vi rendete conto che, aumentando ulteriormente il tasso d'indeterminatezza tra il voto espresso dall'elettore e il suo risultato, con le pluricandidature non vi è davvero più alcuna possibilità di fare in modo che ci sia un rapporto tra il voto che l'elettore esprime e la sua intenzione di voto? Per questo motivo, almeno eliminate le pluricandidature perché, attraverso l'ulteriore introduzione del sistema di frazione che proponete con questo disegno di legge, l'indeterminatezza è tale che le pluricandidature diventano un elemento di aggravamento ulteriore. La questione della rappresentanza era già di per sé molto discutibile dal punto di vista costituzionale, come ben sapete, nella legge attualmente vigente; immaginate adesso le pluricandidature in un sistema che ha ancor di più una torsione maggioritaria, una torsione di vaghezza del voto perché - torno a ripetere - si recide il rapporto tra rappresentante e rappresentato, che diventa assolutamente vago; quando si vota non si sa cosa produce quel voto. Il voto di un cittadino elettore deve avere, per ovvi motivi, una sua chiara finalizzazione, che, con questo sistema, aggravato anche dalle pluricandidature, francamente non si ha. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione degli emendamenti 2.100 e 2.101. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno . Il Governo si rimette all'Assemblea. Saluto a rappresentanze di studenti PRESIDENTE . Prima di procedere alle votazioni, saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale «Faraday» di Ostia, dell'Istituto d'istruzione superiore «Fermi-Mattei» di Isernia e del Liceo «Brocchi» di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 881 PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 2.2, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «a un quarto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.100, presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.101/1, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.101, presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.1. ROJC (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'approvazione del disegno di legge in esame si intende accompagnare il processo di revisione costituzionale avviato lo scorso 7 febbraio. La maggioranza procede con l'esame - iniziato il giorno stesso dell'approvazione in prima lettura del disegno di legge di modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Carta costituzionale - del disegno di legge a firma giallo-verde, con l'inclusione nella legislazione elettorale delle modifiche strettamente necessarie - cito il testo della relazione - a «rendere neutra, rispetto al numero dei parlamentari fissato in Costituzione, la normativa elettorale per le Camere». Si tratta di un nuovo accordo al ribasso, approvato senza modifiche dalla Commissione affari costituzionali il giorno prima, per evitare scivoloni dovuti all'impossibilità di progettare riforme all'altezza delle esigenze del Paese, con il rischio di aprire un capitolo delicato, come quello della legge elettorale, su cui discutere o litigare.