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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 380 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto ; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI: Misto-I-C-EU; Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. MARGIOTTA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione dei disegni di legge: Doc 1893 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo Deputato CORDA ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 1542 Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo D'ARIENZO ed altri. - Doc 1950 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo PIARULLI. - Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 1893 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1893, già approvato dalla Camera dei deputati, 1542 e 1950. Ilrelatore, senatore Vattuone, ha chiesto di integrare la relazione scritta. Ne ha facoltà. VATTUONE, relatore . Signor Presidente, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, Sottosegretaria, la necessità di intervenire nella materia delle associazioni sindacali tra militari nasce dalla nota sentenza n. 120 del 13 giugno 2018 della Corte costituzionale, che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell'articolo 1475, comma 2, del codice dell'ordinamento militare. La Corte, infatti, ha stabilito l'illegittimità della norma nella parte in cui dispone che i militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali, invece di prevedere che i militari possano costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge e non possano aderire ad altre associazioni sindacali. Questo è il contesto in cui ci siamo mossi. Del resto, sono passati oltre quarant'anni dall'istituzione degli organismi di rappresentanza del personale militare a carattere elettivo, introdotti dalla legge dell'11 luglio 1978 e altri provvedimenti interni all'amministrazione. L'esperienza delle rappresentanze militari ha avuto il merito di consolidarsi progressivamente, acquisendo una precisa e puntuale valenza, sia con le amministrazioni di riferimento sia con il Parlamento. Il trascorrere del tempo aveva messo, però, progressivamente in luce alcuni limiti di tale normativa: ci sono stati diversi interventi migliorativi, mentre altre proposte di modifica più ampie non hanno potuto concludere l' iter legislativo. Ora, a seguito dell'intervento della Corte costituzionale, peraltro conseguente a un mutato orientamento della Corte europea dei diritti dell'uomo, è divenuto ineludibile un intervento che aggiorni gli strumenti di tutela rappresentativa, introducendo il diritto all'associazionismo sindacale e un più compiuto quadro di tutele, consentendo all'ordinamento militare di compiere un nuovo passo in avanti. Ricordo che Forze armate, Carabinieri e Guardia di Finanza annoverano oggi complessivamente circa 350.000 operatori e rappresentano, quindi, un segmento di particolare rilievo nell'ambito della pubblica amministrazione, composto da uomini e donne ai quali affidiamo la nostra sicurezza, la tutela della legalità nonché impegni assolutamente essenziali nel concorso alle attività di protezione civile e nelle missioni internazionali; funzioni, che sono espressione di capacità operativa e di flessibilità, indispensabili per la stessa sopravvivenza dello Stato (si pensi anche ai nuovi impegni assegnati nell'ambito del controllo del territorio e del contrasto alla pandemia). Si tratta, quindi, di una componente fondamentale per il nostro Paese, a cui va adesso riconosciuto più pienamente il diritto di concorrere e definire i contenuti del rapporto d'impiego e più in generale le proprie condizioni di lavoro e di vita. Le Forze armate, per adempiere al ruolo che la Costituzione e le leggi dello Stato affidano loro, hanno, però, anche l'assoluta necessità di garantire seriamente la disciplina interna e la coesione lungo tutta la scala gerarchica. Il provvedimento in discussione, modificato della Commissione difesa al Senato in alcune parti, è stato esaminato alla Camera per oltre un anno e mezzo e approvato con un'ampia maggioranza: ci sono stati degli astenuti, ma solo quattro voti contrari. In Senato è arrivato un testo completo, che ha richiesto qualche aggiornamento in alcune parti anche profondo, ma che nel suo impianto complessivo riteniamo coerente con quanto deciso dalla Corte costituzionale, e pertanto condivisibile. Sono ormai trascorsi oltre tre anni dalla nota sentenza della Corte costituzionale e, dopo le circolari del Ministero della difesa che hanno consentito l'avvio della nuova stagione con le prime registrazioni delle associazioni professionali a carattere sindacale, siamo ancora in mezzo al guado: da un lato, gli organismi della rappresentanza militare interna sono ancora pienamente operativi; dall'altro, si è costituito un gran numero di associazioni le quali, sovrapponendosi agli organi di rappresentanza militare, generano - per così dire - confusione.