[resaula]

La ringrazio, pertanto, di tutto il provvedimento che lei ha messo in piedi per far affrontare questo momento ai nostri ragazzi, i quali lo ricorderanno per sempre. Ancora grazie. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore Pittella ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01625 sui negoziati per l'avvio di fondi europei di sostegno dopo l'emergenza coronavirus, per tre minuti. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, membri del Governo, signor ministro Amendola, onorevoli colleghi, per amore di verità e per onestà intellettuale e politica, mi sarei aspettato - e mi aspetterei ancora - che, di fronte al piano proposto dalla Commissione europea, ieri, per la ricostruzione dopo la pandemia, coloro che hanno in questi mesi denunciato pregiudizialmente l'indifferenza, l'inconcludenza e la debolezza europea ammettessero con la stessa forza davanti agli italiani che l'Europa c'è. L'Unione europea mette in campo, tra prestiti e sovvenzioni, 750 miliardi di euro, dopo aver disattivato il Patto di stabilità e dopo aver attivato gli interventi della BEI e della BCE, il programma Sure e la linea del MES, per chi vorrà utilizzarla. Tutto questo senza trionfalismi, senza cantare vittoria, ma con l'orgoglio di vedere nascere - lo dico in maniera concreta - un embrione di eurobond . Invece ho letto elucubrazioni, parole pasticciate, coazione testarda a negare l'innegabile. Tutto ciò è avvenuto mentre nell'Aula del Parlamento di Bruxelles, il vice presidente Meuthen del Gruppo sovranista a cui appartiene la Lega ha attaccato fieramente il piano di ricostruzione e lo ha giudicato perfino privo di una base legale. Come dire: a Roma, Salvini dice che è troppo poco; a Bruxelles, il Gruppo a cui appartiene Salvini dice che nemmeno quel poco andava fatto. (Applausi). Signor Ministro, noi sappiamo che ieri si è posta una pietra importante, ma il percorso non è concluso: ci sarà da difendere questa proposta facendola approvare al più presto, prevedendo tempi e procedure veloci per la erogazione dei fondi che copriranno in prevalenza i tre settori chiave che interessano anche l'Italia (economia verde, digitale e innovazione). Insieme alla collega Fedeli e al nostro Gruppo del PD, le chiediamo, signor Ministro, di procedere in questa direzione con quella capacità e intelligenza negoziale che ha portato a successi importanti per l'Italia, per la tenuta e l'avvenire dell'Unione europea. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, Vincenzo Amendola, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. AMENDOLA, ministro per gli affari europei . Gentile Presidente, ringrazio il senatore Pittella e gli altri interroganti. La Commissione, com'è stato detto, ha presentato ieri la sua proposta per un piano di ripresa europeo dopo il Covid-19, rispondendo al mandato conferitole dal Consiglio europeo del 23 aprile scorso: una proposta solida e innovativa, che apre nuove vie alle politiche fiscali europee. Il piano d'azione prevede due elementi strettamente legati: il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, rafforzato rispetto alle precedenti proposte con un nuovo strumento per la ripresa, il recovery fund , rinominato «Next generation Eu». Questo ultimo strumento sarà finanziato dall'Unione europea attraverso prestiti contratti dalla Commissione europea sul mercato dei capitali garantiti da tutti gli Stati membri. Il recovery fund ammonta a 750 miliardi di euro, di cui l'Italia è il principale beneficiario. Di questo ammontare, 500 miliardi sono distribuiti sotto forma di sovvenzioni e 250 sotto forma di prestiti di lunga maturità che saranno restituiti agli investitori tra il 2028 e il 2058. Il 25 marzo - come lei, senatore Pittella, ricordo ancora lo scetticismo - l'Italia, insieme ad altri otto Paesi, aveva chiesto proprio di lavorare per uno strumento di debito comune emesso dalle istituzioni europee, così da finanziare investimenti per il mercato interno e per sostenere la resilienza delle catene europee del valore investite dalla crisi globale. Da allora sono state prese molte decisioni, cito le più importanti: la sospensione del Patto di stabilità e crescita, la flessibilità accordata al regime degli aiuti di Stato, l'avvio da parte della Banca centrale europea del Pandemic emergency purchase programme (PEPP), che porta a 1.100 miliardi di euro l'intervento solo per gli acquisti di titoli, la flessibilità dell'uso delle risorse delle politiche di coesione. Il Consiglio europeo del 23 aprile ha poi consolidato la risposta comune definendo tre reti di sicurezza per 540 miliardi di euro e così ieri, dinanzi al Parlamento, sono stati presentati il QFP e questa proposta, articolata su tre programmi e tre grandi pilastri di intervento. Con il recovery fund andiamo a 1.850 miliardi di euro per quanto riguarda il bilancio, un ammontare incrementato dall'aumento delle risorse proprie del bilancio e collegato agli obiettivi dell'Unione, e non con un aumento delle contribuzioni nazionali. Ripeto, è una grande e solida base negoziale, insieme alle altre reti di sicurezza e ai programmi della BCE. Come ha detto il commissario Gentiloni Silveri, è una svolta su politiche economiche molte robuste e coordinate tra Commissione, Consiglio e BCE. In vista del Consiglio europeo del giugno prossimo, si apre un negoziato non facile per un'intesa rapida che mantenga l'ambizione di partenza. Sul QFP difenderemo le nostre linee rosse e, in particolare, un'allocazione adeguata dei fondi per la coesione della politica agricola. Sul recovery fund analizzeremo i dettagli tecnici, le proposte e la loro rapida esecutività. In conclusione, l'impegno del Governo non si esaurisce tuttavia solo sul fronte europeo del negoziato. Il Governo, come annunciato dal presidente Conte, predisporrà un suo piano di ripresa nazionale per rilanciare l'economia in coerenza con gli obiettivi europei, a partire dal green deal e dalla transizione e innovazione digitale, tutto questo in stretto raccordo e con il consenso del Parlamento sin dalla preparazione del prossimo Consiglio europeo. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Fedeli, per due minuti. FEDELI (PD) . Devo dire, ministro Amendola, che sono particolarmente onorata e orgogliosa di aver ascoltato le sue parole oggi qui in Aula in risposta all'interrogazione del collega Pittella, anche se credo che dovrebbe esserci un orgoglio di tutto il Senato, di tutto il Parlamento e di tutto il Paese. Voglio ringraziare lei, voglio ringraziare il Governo e voglio ringraziare il commissario Gentiloni Silveri, perché ritengo che abbiate fatto tre cose fondamentali. La prima: siete venuti in Senato, avete ricevuto un mandato, lo avete esercitato con grande determinazione, coerenza e capacità di creare convinzione, coinvolgimento e anche alleanze, che è il metodo corretto con cui si deve stare in Europa. Anch'io penso che la svolta sia avvenuta, una svolta molto importante e sottovalutarla sarebbe un errore drammatico per tutta l'Italia, ma anche per tutte le cittadine e i cittadini europei.