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Il Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adotta ogni tre anni, con proprio decreto, il Piano triennale per la lettura in età prescolare, da attuare nei limiti della dotazione del Fondo per l'attuazione del Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura di cui all'articolo 2, comma 6, della legge 13 febbraio 2020, n. 15. 2. Il Piano di cui al comma 2 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Il Piano di cui al comma 2 ha durata triennale e definisce un modello di implementazione e di sviluppo dell'educazione e della pratica della lettura in età prescolare, sulla base delle peculiarità e delle specifiche esigenze territoriali. Il Piano determina i criteri e predispone gli ambiti di interventi, nonché le misure di programmazione e di gestione delle politiche di diffusione della lettura in età prescolare, al fine di creare una diffusa rete territoriale che garantisca un servizio armonizzato, coordinato ed efficiente di attività e servizi dedicati ai bambini attraverso il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta, dei consultori e delle ostetriche, in particolare nell'ambito dei corsi di preparazione al parto, dei centri vaccinali, delle case circondariali, degli ospedali e case di cura con reparti di pediatria. 4. Il Piano di cui al comma 2 può essere aggiornato annualmente. Art. 6. (Tavolo per il coordinamento e per la promozione della lettura) 1. È istituito presso il Ministero della cultura un tavolo per il coordinamento e per la promozione della lettura. 2. Il tavolo di cui al comma 1 ha il compito di formulare proposte in sede di elaborazione del Piano triennale per la lettura, proporre progetti, strategie e modalità operative per rafforzare e implementare la rete di azioni necessarie allo sviluppo e alla diffusione della lettura in età prescolare. 3. Il tavolo di cui al comma 1 è composto da: a) cinque componenti, indicati rispettivamente dal Ministro della cultura, dal Ministro della salute, dal Ministro dell'istruzione e del merito, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; b) quattro componenti scelti in pari numero tra i membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, competenti in materia di tutela della salute e delle politiche sociali; c) un rappresentante dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI); d) un rappresentante del Centro per la salute del bambino (CSB); e) un rappresentante dell'Associazione culturale pediatri (ACP); f) un rappresentante dell'Associazione italiana biblioteche (AIB); g) un rappresentante dei pediatri di libera scelta, indicato dalla sigla sindacale di categoria più rappresentativa. Art. 7. (Clausola di salvaguardia) 1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, e sono principi fondamentali della materia ai sensi dell'articolo 117, comma 3 della Costituzione. Art. 8. (Copertura finanziaria) 1. All'attuazione della presente legge si provvede a valere sulle risorse del Fondo per l'attuazione del Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura di cui all'articolo 2, comma 6, della legge 13 febbraio 2020, n. 15, la cui dotazione è incrementata di due milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024. 2. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 2, lettera c) , una quota del Fondo di cui al comma 1, pari a un milione di euro annui, è destinata a finanziare le iniziative realizzate dai comuni e dalle regioni nell'ambito dei patti locali per la lettura. La ripartizione e le modalità per l'utilizzazione delle risorse di cui al primo periodo del presente comma sono stabilite annualmente secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 6, secondo periodo, della legge 13 febbraio 2020, n. 15. 3. Ai maggiori oneri derivanti dal primo comma si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.