[resaula]

Nel dispositivo dell'interrogazione veniva di nuovo richiamata la condanna per plagio. In particolare, scriveva il senatore Gasparri: «Se il Ministro dello sviluppo economico, per quanto di competenza, ritenga conforme agli obblighi gravanti sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, in base al contratto di servizio, il fatto che uno scrittore condannato per plagio sia invitato...[ omissis ]...». Quindi, in buona sostanza, nei tweet si parla di Saviano come «pregiudicato con condanna definitiva», con palese riproposizione extra moenia dei contenuti sostanziali prospettati nell'atto parlamentare citato, in conformità con i requisiti prefigurati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. In questo senso, seguendo la giurisprudenza costante della Corte costituzionale, si ritiene sussistente l'insindacabilità. È però opportuno anche richiamare alcuni argomenti che sono stati oggetto di ampia discussione nel corso delle sedute della Giunta. Per completezza, infatti, è opportuno ricordare che la Giunta non deve valutare l'offensività o meno delle espressioni usate nei tweet , che è del tutto rilevante, ma che eventualmente potrebbe essere oggetto della valutazione dei giudici ove ci si esprimesse nel senso della sindacabilità. In buona sostanza, la Giunta si deve limitare a valutare la circostanza se, come detto in precedenza, le dichiarazioni rese extra moenia siano o meno correlate funzionalmente con l'attività parlamentare. Tutti gli altri giudizi, come ad esempio quello attinente al riscontro della correttezza o meno della qualificazione del fatto criminoso, la configurabilità in concreto dell'offesa e quindi dello stesso reato, spettano esclusivamente all'autorità giudiziaria, ove non fosse riconosciuta la prerogativa dell'insindacabilità. Un'ulteriore discussione prospettatasi in Giunta riguardava la corrispondenza tra i fatti riferiti dal Saviano extra moenia o intra moenia. Effettivamente qualcuno ha obiettato che la formula «pregiudicato» non corrisponderebbe a verità. Ribadendo che ciò potrebbe formare oggetto di altro genere di discussione davanti al giudice, che solo deve valutare l'offensività e la configurabilità del reato, per giurisprudenza costante bisogna sempre riferirsi al fatto che ci deve essere una sostanziale e non una letterale conformità tra gli atti extra moenia e quelli intra moenia . È sufficiente che il contenuto sia sostanzialmente identico. In questo caso è di tutta evidenza che i contenuti sono identici, pur non essendoci una perfetta corrispondenza tra la terminologia usata extra moenia e intra moenia . Un'ultima annotazione oggetto di ulteriore discussione in Giunta è il fatto che il termine tecnico non ha molta importanza perché nei tweet non si può usare una terminologia giuridicamente o tecnicamente perfetta e attinente al fatto. Ciò che rileva è se le frasi utilizzate dal senatore Gasparri sia nei tweet (quindi, all'esterno) sia nell'interrogazione abbiano sostanzialmente identica valenza e vi sia un'identità contenutistica. Per questi motivi la Giunta si è espressa proponendo la dichiarazione di insindacabilità delle opinioni espresse dal senatore Gasparri. PRESIDENTE . Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore della proposta del relatore, senatore Cucca, condividendone i contenuti e, in particolare, la sussistenza del nesso funzionale tra le espressioni oggetto di querela da parte del signor Saviano e quanto in precedenza espresso dal senatore Maurizio Gasparri in un atto di sindacato nel suo ruolo di senatore della scorsa legislatura. Non è questa la sede per valutare l'offensività o meno dell'espressione usata dal senatore Gasparri, anche se mi permetto di osservare che in questo caso il senatore Gasparri è stato querelato per aver affermato il vero. È un dato di cui bisogna comunque tener conto. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . Indico la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Maurizio Gasparri costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). Discussione del documento: Doc Doc. IV-ter, n. 3 Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti, per il reato di cui all'articolo 595, terzo comma, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa), trasmessa dal Tribunale di Roma il 28 febbraio 2018». La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita. Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha proposto, a maggioranza, all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni extra moenia rese dal signor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti, non costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e non ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. Chiedo al relatore, senatore Augussori, se intende intervenire. AUGUSSORI, relatore . Signor Presidente, richiamo ovviamente la relazione e mi permetto di fare una breve sintesi della questione posta alla nostra attenzione. In data 28 febbraio 2018, il gip del tribunale di Roma ha trasmesso al Senato copia degli atti relativi al procedimento penale a carico dell'allora senatore Vincenzo D'Anna, per accertare se le condotte oggetto del procedimento integrassero o meno l'ipotesi di espressione di opinioni insindacabili, a norma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, in quanto connesse all'esercizio delle funzioni svolte da parte di un membro del Parlamento. La questione, nel corso della XVIII legislatura, è stata deferita dal Presidente del Senato all'esame della Giunta in data 18 luglio 2018. La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 4 e 23 ottobre 2018 e del 20, 27 e 28 novembre 2018, deliberando in tale data nel senso della sindacabilità. Il signor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti, ha fatto pervenire una memoria scritta in data 15 ottobre 2018 ed è stato audito nel corso della seduta del 23 ottobre. Veniamo alla ricostruzione dei fatti.