[massime]

Previdenza e assistenza sociale - Fiscalizzazione degli oneri sociali - Inapplicabilità del beneficio al contratto di formazione e lavoro - Efficacia retroattiva della norma, autoqualificantesi di interpretazione - Prospettata violazione del principio di eguaglianza e di ragionevolezza, per superamento dei limiti alla interpretazione autentica e per disparità di trattamento fra datori di lavoro, nonché del principio di affidamento nella certezza giuridica, con incidenza anche sulle attribuzioni del potere giudiziario - Non fondatezza della questione.. E' ragionevole la norma che, risolvendo un'annosa questione, ha chiarito che ai contratti di formazione e lavoro non si applicano le disposizioni in materia di fiscalizzazione degli oneri sociali (sicché i datori di lavoro non possono cumulare l'anzidetto beneficio con quello della ridotta misura contributiva), così ponendo fine ad incertezze interpretative, causa di notevole contenzioso e incidenza negativa sulla spesa previdenziale. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 68, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sollevata in riferimento agli articoli 3, 101, 102 e 104 della Costituzione. - Il divieto di retroattività della legge non è stato elevato a rango costituzionale, salvo che per la materia penale, quindi il legislatore ben può emanare norme con efficacia retroattiva - interpretative o innovative che siano - purché la retroattività trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza. In tema, v. citate sentenze n. 229/1999 e n. 525/2000. - Sulla ininfluenza delle circostanze di mero fatto, collegate al fluire del tempo e al comportamento individuale, rispetto al principio di uguaglianza, v. citate sentenze n. 6/1994 e n. 311/1995. - In tema di interventi legislativi retroattivi ed esercizio della funzione giurisdizionale, v. citate sentenze n. 432/1997 e n. 229/1999.