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Disposizioni per la promozione dei diritti delle persone sorde, con disabilità uditiva e sordo-cieche. Onorevoli Senatori . – In una società formata da una maggioranza di persone udenti e normodotate, le persone affette da sordità o cecità incontrano nella vita quotidiana difficoltà tali da costituire vere e proprie barriere alla loro serenità di vita in termini di completa integrazione sociale. È quindi opportuno individuare gli strumenti primari per rimuovere tali barriere, gravi e invalidanti al fine di promuovere lo sviluppo delle capacità individuali delle persone sorde, sordo-cieche e disabili dell'udito, sostenendo, tutelando e diffondendo tutti quegli strumenti di comunicazione, ausili e metodologie idonei a garantire azioni di prevenzione e cura, integrazione e autonomia: screening neonatale, protesizzazione digitale precoce, bilinguismo, metodo oralista e, soprattutto, la possibilità di utilizzo di nuove tecnologie. Il testo di legge proposto è il frutto del lavoro svolto dal Senato nella XVII legislatura, come emendato durante la successiva discussione alla Camera. La Commissione affari costituzionali giunse ad elaborare un testo unificato di quattro disegni di legge e l'Assemblea lo approvò in data 3 ottobre 2017. Sul testo trasmesso dal Senato molti deputati espressero delle critiche e la necessità di apportare delle modificazioni. Al Senato l'approvazione non fu comunque unanime: i favorevoli furono 133, i contrari 1, gli astenuti 61. Questa votazione ha una sua ragione: sebbene fosse stato unanimemente evidenziato il fatto positivo che prima la Commissione e poi l'Assemblea del Senato avessero deciso di discutere norme volte a garantire l'inclusione sociale delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordo-cieche, rimuovendo le barriere alla comprensione e alla comunicazione, si sottolineò tuttavia come l'utilizzo della lingua dei segni (LIS) non fosse l'unico mezzo per raggiungere questo scopo. Fu posto infatti l'interrogativo se l'utilizzo e il riconoscimento della LIS potesse esaurire tutti gli strumenti possibili già oggi messi a disposizione dalla ricerca medico-scientifica. Di ciò si dibatté a lungo in Commissione nel corso delle numerose audizioni che si svolsero con esperti del settore e rappresentanti di associazioni. Fu anche detto che il provvedimento volto a garantire diritti e tutele ai soli cittadini sordi e sordo-ciechi in effetti nulla aggiungesse a una parità di diritti che risulterebbe essere già pienamente presente nell'attuale ordinamento italiano. Fu anche detto che se l'obiettivo era quello di rimuovere le barriere, che ancora oggi impediscono la piena partecipazione dei cittadini sordi e sordo-ciechi, rimanevano dubbi sull'efficacia delle misure previste nel testo unificato: rimaneva il dubbio sul fatto che la promozione di una lingua dei segni e la spinta per la sua diffusione fossero la strada giusta da seguire. In particolare, il Gruppo di Forza Italia sostenne che l'integrazione delle persone affette da una tale disabilità possa e debba avvenire soprattutto tramite la logopedia, l'utilizzo di protesi all'avanguardia e la prevenzione. Ben venga quindi il supporto – anche economico – alla ricerca scientifica in questo campo. Ulteriori dubbi nascevano per le disposizioni relative all'ambito scolastico. L'età educativa, infatti, riguarda una fase della vita particolarmente importante per lo sviluppo di competenze in grado di abbattere le differenze comunicative. Per questi motivi, pur condividendo l'intento del provvedimento e riconoscendo l'importanza del tema trattato, il Gruppo ritenne di dover esprimere un voto di astensione, nella speranza che il segnale fosse accolto come occasione per rimodulare gli interventi presenti nel testo. Il testo che proponiamo ora è la risultante del testo approvato dal Senato integrato dalle disposizioni proposte alla Camera. Crediamo che questo nuovo testo possa essere il punto di partenza di discussione per superare i dubbi precedentemente espressi da senatori e deputati e che si possa giungere, finalmente, a una legge volta realmente a promuovere i diritti delle persone sorde e sordo-cieche. Nel caso del precedente esame, non ci fu infatti un « no » totale, ma piuttosto la necessità di essere sicuri che le disposizioni da approvare fossero realmente utili alle persone sorde e sordo-cieche.. Art. 1. (Promozione dei diritti delle persone sorde e sordo-cieche) 1. In attuazione degli articoli 2, 3, 34 e 35 della Costituzione e degli articoli 21, 24 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in raccordo con la legge 5 febbraio 1992, n. 104, e con il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, nonché in armonia con i princìpi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, la Repubblica riconosce i diritti delle persone sorde e sordo-cieche, promuovendo la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione che limitano il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione alla vita collettiva. 2. La Repubblica tutela, sostiene, promuove e adotta tutti gli strumenti finalizzati alla prevenzione e alla cura della sordità e della sordocecità, nonché gli strumenti tecnologici per il superamento o la riduzione delle condizioni di svantaggio come definiti, rispettivamente, all'articolo 3, commi 1 e 4. 3. La Repubblica garantisce per ogni minore sordo l'acquisizione e l'uso della lingua italiana parlata e scritta. La Repubblica promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la LIS tattile. Fermo restando l'insegnamento della lingua italiana parlata e scritta per ogni persona sorda, in quanto cittadina italiana, la Repubblica riconosce il diritto delle famiglie delle persone sorde e sordo-cieche e successivamente delle stesse a scegliere ulteriori modalità comunicative, percorsi educativi e ogni ausilio utile al raggiungimento del pieno sviluppo della persona e della piena inclusione sociale. 4. Alla legge 24 giugno 2010, n. 107, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, dopo le parole: « specifica unica, » sono inserite le seguenti: « distinta dalla somma delle disabilità della sordità e della cecità che la compongono, »; b) all'articolo 2, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Ai fini di cui all'articolo 1, si definiscono sordocieche le persone affette da una minorazione totale o parziale combinata della vista e dell'udito, sia congenita sia acquisita, che comporta difficoltà nell'autonomia personale, nell'orientamento e nella mobilità, nonché nell'accesso all'informazione e alla comunicazione ». 5. Per le finalità di cui alla presente legge, nella provincia autonoma di Bolzano la lingua dei segni tedesca e la lingua dei segni tattile tedesca sono equiparate alla LIS e alla LIS tattile. Art. 2. (Non discriminazione) 1.