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Ma, se non mettiamo mano alla parte più importante, ossia alla norma che disciplina la possibilità della realizzazione di queste infrastrutture, saremo qui tra sei mesi a parlare ancora di ulteriori ritardi, che si aggiungeranno a quelli che già ci sono stati. Lo sblocca cantieri ha praticamente disposto una sospensione fino al 31 dicembre 2020 e ha avuto, a livello statistico, un importante effetto positivo: il 16 per cento in più di spesa in investimenti nei Comuni, il 40 per cento in più di valore delle gare d'appalto. C'è stata quindi un'evidente e significativa presa di posizione su questa piccola parte di codice - lei lo conoscerà meglio di me, Ministro - che riguarda le opere fino a 1 milione di euro. Per le grandi opere però, quelle del valore al di sopra dei 10 milioni, appare assolutamente imprescindibile mettere in atto un sistema modello Genova, cioè il regime speciale che ha voluto la Lega per la ricostruzione del ponte Morandi e ha consentito l'avvio dei lavori a soli tre mesi dal crollo e il loro completamento in soli quattordici mesi. Questo non è un modello Lega, ma si esprime attraverso una fonte del diritto ben precisa: mi riferisco alla direttiva 2014/24/UE che aveva già chiesto la nomina di un commissario. Successivamente c'è stata un'altra direttiva, quella del 2020 che è appena uscita, che dà degli orientamenti sull'utilizzo del quadro in materia di codice degli appalti pubblici, soprattutto in una situazione emergenziale come quella connessa alla crisi del Covid-19. Le chiedo, signor Ministro, come intenda attivarsi per la semplificazione complessiva delle procedure previste dalla normativa vigente per gli appalti pubblici al fine di consentire la realizzazione dei tanti investimenti infrastrutturali inspiegabilmente bloccati (non tanto inspiegabilmente). La normativa è talmente complessa che alla fine si va a finire in ricorsi contro ricorsi e abbiamo visto come tutti i colleghi, sia di maggioranza che di minoranza, le hanno denunciato una situazione veramente difficile. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, dal primo giorno del nostro insediamento ho espressamente dato mandato agli uffici di procedere alla ricognizione puntuale di tutte le opere pubbliche programmate e bloccate, che dipendessero ovviamente dal Ministero o dalle grandi stazioni appaltanti nazionali, individuando tutte le iniziative necessarie per il superamento delle problematiche che ne avevano impedito l'avvio o per caso - mai per caso - ne ostacolavano la realizzazione. Sul sito del Ministero quotidianamente viene pubblicato l'aggiornamento del valore complessivo delle opere che abbiamo sbloccato e dei finanziamenti erogati, senza che siano da allora ad oggi avvenuti interventi normativi, ma esclusivamente grazie ad una più efficace e incisiva azione amministrativa. Alla data del 17 giugno 2020, l'ammontare complessivo è di circa 12 miliardi di euro in meno di nove mesi. Quanto alla semplificazione normativa in materia di appalti pubblici, il Governo sta predisponendo alcune misure per un prossimo decreto, che in primo luogo, intervengono a regime sulle previsioni del codice dei contratti allo scopo di ridurre alcuni fattori di rallentamento delle procedure di affidamento e della successiva fase di esecuzione, anche mediante la riduzione degli oneri amministrativi; in secondo luogo, reca una disciplina temporanea finalizzata a favorire la ripresa dei vari settori produttivi duramente colpiti dal Covid, mediante previsioni che, nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità, trasparenza, nonché massima responsabilizzazione delle stazioni appaltanti, che saranno il cuore di questo provvedimento, consentano una celere individuazione dei contraenti e la risoluzione degli eventuali contenziosi. In questo contesto prevedremo anche la possibilità di ricorrere alla nomina dei commissari straordinari, ma non già come una modalità ordinaria di realizzazione degli interventi, bensì come una misura per accelerare gli interventi caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva, oppure da una complessità delle procedure tecnico-amministrative che determinano un rilevante impatto sull'opera. Gentile senatrice, le sottopongo la seguente riflessione conclusiva: nessuna delle opere delle quali abbiamo parlato oggi in questa autorevolissima Aula è bloccata per ragioni riconducibili alle regole, al codice degli appalti. Le opere di cui abbiamo parlato oggi sono bloccate o per ragioni legate alla progettazione o per motivi determinatisi da scelte politiche - nazionali e locali - che hanno impedito la realizzazione del processo regolamentato dal codice degli appalti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Faggi, per due minuti. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, anzitutto la ringrazio per la gentilissima risposta, che, purtroppo, però - devo dire - non mi soddisfa. Ho richiamato le questioni poste dai colleghi perché si tratta di ritardi che - lei mi ha fatto presente - riguardano la progettazione. Mi occupo di appalti da venticinque anni, ragion per cui è una materia che conosco molto bene, come conosco tutta l'evoluzione del codice dei contratti, a partire dal decreto legislativo n. 163 del 2006 ai decreti legislativi che sono susseguiti, dal decreto legislativo n. 50 del 2016 fino a quello odierno. Quella di oggi è una normativa che si incastra poco con la situazione attuale; una normativa che probabilmente viene manutenuta estremamente complicata e burocratica, che poi si riverbera in tante difficoltà - lei stessa lo ha riconosciuto - in riferimento - ad esempio - alla progettazione, per cui bisogna alleggerirla. Quello di Genova non è un modello di commissariamento a cui la Lega si ispira perché va bene il commissario. Alla Lega non interessa commissariare tutti: alla Lega interessa il risultato. E il risultato del modello Genova ha visto un ponte improvvisamente caduto su se stesso e tra la sua progettazione e la sua realizzazione trascorrere dodici mesi. Quindi, rispetto a quanto hanno detto i colleghi, questo è l'evidente e significativo esempio di come una normativa semplice possa essere utile. (Applausi) . Ministro, forse non le interessa quello che dico. Ci mancherebbe altro. Sono un semplice senatore, anche di campagna, per cui non c'è alcun problema, e sono contenta così come sono. Ma sa cosa faccio? Tolgo il disturbo, le do il disegno di legge con le opere così lei, quando ha un attimo di tempo, magari lo legge. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Lupo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01689 sulla riapertura degli aeroporti e sul riordino del settore del trasporto aereo, per tre minuti. LUPO (M5S) . Gentile Ministro, il settore del trasporto aereo risulta uno dei più colpiti dalla crisi generata dal Covid: la International air transport association (IATA) ha stimato perdite per il 2020 pari a circa 74,5 miliardi di euro e un crollo, ovviamente, dei profitti.