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La limitazione di applicazione delle norme ai casi di fatti commessi " per cause inerenti al servizio alla disciplina militare, alla presenza di militari riuniti per servizio o da militare che si trovi in servizio o in luogo militare " (il che riprende il testo della norma dell'art. 199 c.p.m.p. su insubordinazione e abuso di autorità) non appare condivisibile perché ristringerebbe eccessivamente l'ambito di punibilità delle fattispecie. Come è emerso chiaramente anche dalle audizioni svolte, la pratica giudiziaria evidenzia come tali situazioni costituiscano soltanto una parte delle possibili e concrete fattispecie di reati connessi alla vita sessuale. Si tratta di reati che ben si realizzano anche al di fuori del servizio, dei luoghi militari e fuori della presenza di altri militari riuniti per servizio; ma che, in maniera altrettanto forte ed incisiva, si avvalgono della valenza intimidatrice del grado e/o della funzione, sfruttandole e strumentalizzandole a quelle medesime finalità illecite che le norme dei disegni di legge in titolo intendono contrastare e perseguire. Per tali ragioni si è ritenuto di non inserire nel testo unificato questa condizione di punibilità. In fine, rispetto a quanto previsto dai disegni di legge a prima firma Rauti e Maiorino l'elenco dei nuovi reati che offendono la sfera sessuale da inserire nel c.p.m.p viene completato con due fattispecie di reato introdotte recentemente con il c.d. codice rosso (legge 19 luglio 2019, n. 69): il c.d revenge porn , fattispecie già prevista dall'articolo 612- ter c.p. ed il reato di "deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso". In particolare con l'articolo 229- septies si prevede il reato di "Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti" che punisce, con la reclusione militare da uno a sei anni, il militare che, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso del militare rappresentato. La stessa pena si applica anche al militare che diffonde questi video. Viene prevista una aggravante se i fatti sono commessi dal coniuge o da persona legata da relazione affettiva ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. È previsto infine un ulteriore aggravio di pena se i fatti sono commessi da persona che esercita una funzione di comando diretta o di istruzione o addestrativa ovvero se sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o di una donna in stato di gravidanza. Con l'articolo 229- octies si introduce il reato deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso che punisce con la reclusione militare da otto a quattordici anni il militare che cagiona ad altro militare lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso. Anche qui è previsto un aggravio di pena se i fatti sono commessi da persona che esercita una funzione di comando diretta o di istruzione o addestrativa ovvero se sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o di una donna in stato di gravidanza. Con l'articolo 229- novies , si disciplinano le pene accessorie. Alla condanna per i delitti di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso l'articolo fa conseguire la pena accessoria della rimozione, quando non ne derivi la degradazione. Questa disposizione reca un importante precisazione ed è stata ripresa dal testo a prima firma Rauti. Come regola generale, la degradazione, che consegue alla condanna ad una pena detentiva non inferiore ai cinque anni, comporta la perdita della qualità di militare (art. 28 c.p.m.p.). Invece, la rimozione, a seguito di una condanna superiore a tre anni per ufficiali e sottufficiali e a un anno per gli altri militari, comporta la perdita del grado e dunque l'attribuzione della qualifica di soldato semplice (art. 29 c.p.m.p. ) . Per alcuni delitti (per esempio contro il patrimonio o l'Amministrazione militare), il Legislatore prevede che tali pene accessorie siano comminate a prescindere dall'entità della pena detentiva comminata, in deroga ai citati articoli 28 e 29. La norma proposta dalla senatrice Rauti ed inserita nel testo unificato risponde dunque alla ratio per cui gli autori di gravi reati, come quelli in esame, sono considerati indegni di continuare a svolgere il servizio nelle Forze Armate o comunque a rivestire un grado. Con l'articolo 2 del testo unificato si istituisce un corso di formazione in tema di prospettiva di genere. Questa disposizione è stata mutuata dal disegno di legge a prima firma Maiorino ed appare del tutto condivisibile e in linea con altre leggi di settore (L. 15 ottobre 2013, n. 119 di conversione del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, recante tra l'altro disposizioni urgenti in materia di violenza di genere; Legge 19 luglio 2019, n. 69, recante Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere). È infatti indispensabile che l'introduzione di questi reati sia accompagnata da una approfondita ed adeguata attività di formazione del personale militare "di ogni livello", quindi compresi i comandanti di corpo, tesa a fornire concrete indicazioni sul modo corretto di interazione in ambito militare. Tale ambito, come è emerso tra l'altro da tutte le autorità ascoltate nel corso delle audizioni, è del tutto peculiare, perché peculiare è la vita militare: essa, per sua essenza, è promiscua ed assai intensa a causa della qualità delle attività da compiere, nonché per la coabitazione collettiva che impone, nelle caserme come nelle navi o nelle operazioni esterne, uno sforzo collettivo spesso rischioso. Ciò determina il verificarsi di situazioni complesse nelle quali la suddetta peculiarità di vita, unita alla peculiarità delle funzioni svolte ed a quella non meno peculiare delle relazioni gerarchiche, influisce in modo significativo sull'inquadramento che condotte illecite di questo tipo devono avere. L'articolo 3 reca infine la clausola di invarianza finanziaria. La relatrice DONNO ( M5S ), nell'associarsi alle parole del collega Grasso, ringrazia gli Uffici per il contributo offerto alla stesura di un testo unificato auspicabilmente condiviso. La PRESIDENTE , vista l'imminente ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame alla prossima seduta. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 13,30. Allegato