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È evidente che gli interessi del Paese per una parte non contano, perché vengono interpretati solo alla luce della propria parte, senza considerare che tutti insieme, collettivamente, ci dobbiamo far carico della situazione. Colleghi, stiamo scherzando col fuoco. Non siamo in una situazione tranquilla. Qui sono tutti tranquilli, ma non dovete stare tranquilli, perché i contagi stanno riprendendo e c'è una situazione che dobbiamo attenzionare. Ancora non ne siamo fuori e, dopo aver passato una situazione difficile, non dobbiamo stare a combattere sempre per il fatto che ci sono gli aperturisti sempre. Se siamo in questa situazione è grazie a chi, da questa parte, ha sempre tenuto una linea di coerenza, basata sul principio di precauzione. (Applausi) . È solo grazie a questa parte che siamo riusciti a portare fuori il Paese dalla crisi. Mettiamo in campo lo strumento del green pass e sappiamo perfettamente come vi siete comportati anche sul decreto-legge in materia di green pass . Per questo torno a ripetere che serve un reset, serve capire esattamente qual è il principio di responsabilità nei confronti del Paese e serve capire fino in fondo come si sta in questa maggioranza, perché non ci possono essere alcuni che devono sempre farsi carico di tutto, subire e magari votare cose che non condividono e altri che interpretano liberamente il loro ruolo di parlamentari. Siccome però qui siamo tutti parlamentari e abbiamo le nostre idee, se questa è la linea, ognuno la interpreterà liberamente. Per questo penso che sia arrivato il momento - lo dico al rappresentante del Governo e lo si riferisca magari anche al Presidente del Consiglio - in cui è necessario un chiarimento politico fino in fondo perché altrimenti, non solo non si ha a cuore l'interesse del Paese, ma ci sono evidentemente altre idee per cambiare e modificare la maggioranza. Sappiate che noi non siamo più disponibili ad andare avanti in questo modo. (Applausi) . RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il Senato è chiamato oggi a esaminare e convertire il decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139. È chiaro a tutti che ci troviamo in presenza di un provvedimento dal forte impatto sociale e che rappresenta un altro sostanziale passo verso quella normalità che come Lega auspichiamo e caldeggiamo ormai da molti mesi, normalità perché, tra le tante e troppe privazioni e ferite che in questi mesi di pandemia ci hanno inferto, la più profonda e lacerante è probabilmente proprio la perdita della nostra normalità, dei piccoli gesti, delle nostre consuetudini. Abbiamo pungolato il Governo e il Parlamento giorno dopo giorno, provvedimento dopo provvedimento, proprio per raggiungere risultati importanti per il nostro Paese e per chi aspetta risposte da noi. In questi mesi abbiamo raccolto migliaia di istanze che ci arrivavano da imprenditori, commercianti, lavoratori, pensionati, studenti o semplici cittadini in difficoltà e abbiamo provato a dar loro voce con tutte le nostre forze. Siamo orgogliosi di essere riusciti a muovere alcuni passi nella loro direzione, pur essendo consci che il lavoro da fare è ancora molto. Il decreto che oggi quest'Assemblea è chiamato a esaminare apporta sostanziali modifiche in svariati settori e l'appellativo di decreto-legge capienze, come si è deciso di rinominarlo per una sorta di semplificazione lessicale, non ritengo possa rappresentare appieno la vera portata del provvedimento. Nel testo infatti sono previste, non solo importanti novità sul fronte delle riaperture, ma anche norme sulla riorganizzazione e sul rafforzamento della pubblica amministrazione, norme in materia di esame di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense, norme per l'incremento della dotazione del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo, disposizioni a tutela della minoranza linguistica slovena della Regione Friuli-Venezia Giulia e disposizioni in materia di protezione dei dati personali. Sinceramente in materia di capienze, pur ribadendo che il tema della sicurezza deve essere sempre quello predominante, avremmo auspicato una maggiore uniformità di azione. Non possiamo fare a meno, infatti, di notare e rimarcare alcune incongruenze che continuano a lasciarci perplessi. (Applausi) . Giusto per citare un esempio ben rappresentativo del concetto, penso all'emendamento presentato dalla collega Pergreffi e da altri colleghi, che chiedeva per i bus turistici una capienza completa limitata ai soggetti possessori del certificato verde, proposta poi accolta dall'Assemblea, ma che non era stata accettata dal Governo con motivazioni che fatichiamo a comprendere, considerato che per aerei e treni a lunga percorrenza è già prevista questa possibilità, mentre per il trasporto pubblico locale non è nemmeno richiesta la certificazione verde. Registriamo favorevolmente la decisione dell'Assemblea di accogliere anche il nostro emendamento che prevede di vincolare alle necessità del solo popolo afghano le risorse aggiuntive per il fondo di asilo previste dal decreto. Come Gruppo siamo assolutamente sensibili alle difficoltà che stanno vivendo migliaia di donne, uomini e bambini afghani e ritenevamo importante scongiurare ogni possibilità che i fondi previsti potessero poi venire utilizzati per finalità differenti da quelle originariamente previste, facendo venir meno l'aiuto del quale il popolo afghano ha assoluta necessità. Se un decreto-legge interviene per attivare 3.000 posti nel sistema di accoglienza in conseguenza della crisi politica in atto in Afghanistan, è perché si riscontrano la necessità e l'urgenza di far fronte alle esigenze dei profughi afghani, che il nostro Paese ha accolto e sta accogliendo tramite canali ufficiali. Perché allora non specificarlo in modo chiaro nel testo, all'insegna del buonsenso e della trasparenza, così da evitare che le risorse aggiuntive possano essere direzionate altrove? (Applausi) . Esprimo altresì soddisfazione per l'accoglimento del nostro ordine del giorno teso a contribuire e a ridare slancio a un settore - quello dell'attività fieristica - che è stato uno dei più colpiti dalla pandemia e che rappresenta un comparto fondamentale per l'economia del nostro Paese. Una menzione a parte merita, per le importanti e impattanti novità proposte, l'articolo che ritengo maggiormente complesso e, se vogliamo, interessante per il suo contenuto, cioè l'articolo 9, contenente disposizioni in materia di protezione dei dati personali. Signor Presidente, non nascondo che l'originaria stesura dell'articolo 9 ha sollevato parecchi dubbi e perplessità, considerato l'impatto delle novità introdotte dal Codice in materia di protezione dei dati personali, che necessitavano di una limitazione dello scopo perché non indirizzate solo a casi specifici o alle missioni per il PNRR, riferentesi alle comunicazioni di dati tra soggetti pubblici senza previa autorizzazione del Garante e senza ulteriori basi normative di legge o di regolamento. Queste e altre criticità sono state sottolineate nelle diverse audizioni svolte in Commissione affari costituzionali, che hanno sollecitato un intervento necessario rispetto all'originaria formulazione dell'articolo.