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e) il controllo contabile e gestionale dei fondi erogati per i compiti di cui alla lettera d) , nonché la verifica del conseguimento degli obiettivi; f) la determinazione delle caratteristiche delle uniformi, dei mezzi di autodifesa, dei segni distintivi e del logo regionale adottati per i veicoli, nonché delle insegne per l'identificazione delle sedi di servizio; g) l'organizzazione delle attività didattiche e delle strutture per la formazione e l'aggiornamento del personale, compresi l'istituzione della scuola regionale di polizia locale e il coordinamento delle attività di questa con le università; h) la stipula degli accordi e delle intese per i piani coordinati di controllo del territorio, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 26 marzo 2001, n. 128, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 4 della presente legge; i) il monitoraggio sistematico dello svolgimento delle funzioni di polizia locale nel territorio regionale, prevedendo la predisposizione, per ciascun anno, di un documento di programmazione e di una relazione conclusiva sulla gestione, sull'impiego delle risorse e sui risultati raggiunti; l) la programmazione e il finanziamento degli interventi diretti a migliorare e a potenziare le attività e il funzionamento dei corpi e dei servizi di polizia locale nell'ambito delle politiche della sicurezza riguardanti la polizia di prossimità. A tale fine, per assicurare il più efficace ed efficiente controllo territoriale, le regioni incentivano l'istituzione delle unità o dei nuclei degli agenti di quartiere presso i comuni del loro territorio, attivando corsi specialistici destinati al personale addetto. 2. Per la realizzazione dei compiti di cui al comma 1 le regioni istituiscono il dipartimento della polizia locale attribuendo ad esso le relative funzioni. 3. Le regioni istituiscono il consiglio regionale di polizia locale, formato dai rappresentanti dei corpi e dei servizi di polizia locale presenti nel territorio di pertinenza, determinandone con regolamento la composizione, il funzionamento, i compiti e i poteri. Art. 7. (Regolamenti comunali e delle città metropolitane) 1. Nell'ambito delle loro attribuzioni e nel rispetto della legislazione statale e regionale, i comuni e le città metropolitane adottano regolamenti di polizia locale, disciplinando in particolare: a) l'ordinamento del rispettivo corpo o servizio di polizia locale; b) le modalità generali di esecuzione delle attività e degli incarichi; c) le procedure di accesso ai corpi e ai servizi di polizia locale; d) le norme di comportamento da seguire durante lo svolgimento delle mansioni d'istituto; e) la dotazione di armi ai sensi dell'articolo 8; f) l'individuazione dei criteri minimi per l'edilizia degli uffici, dei comandi e delle sedi distaccate, ove queste ultime siano autorizzate; g) l'individuazione delle tipologie dei servizi da svolgere in uniforme o in abiti civili; h) la determinazione delle modalità e dei limiti dei distacchi e delle missioni attuati al di fuori del territorio di appartenenza, fermi restando l'esclusività dello svolgimento dei compiti inerenti alle funzioni di polizia locale e il divieto di assegnare il personale a incarichi di natura diversa da quelli indicati dagli articoli 5 e 6; i) la disciplina delle operazioni esterne di polizia giudiziaria, d'iniziativa dei singoli operatori nel caso di flagranza dell'illecito o di assoluta necessità di proseguire le attività investigative e di ricerca delle fonti di prova, nonché delle missioni esterne per pubbliche calamità o servizi stagionali da svolgere presso altri enti locali. 2. Il comune e la città metropolitana, con proprio regolamento, stabiliscono: a) il contingente numerico degli addetti ai rispettivi corpi e ai servizi di polizia locale, secondo princìpi di funzionalità e di economicità, in rapporto al numero degli abitanti, ai flussi di popolazione, all'estensione e alla morfologia del territorio, nonché ai tassi d'incidenza dei fenomeni criminali e di criticità della sicurezza; b) il tipo di organizzazione del corpo o del servizio di polizia locale, anche con riferimento ai consorzi di cui all'articolo 3. Art. 8. (Armamento del personale delle Forze di polizia locale) 1. Il personale appartenente alle Forze di polizia locale al quale è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza porta le armi di cui è dotato. 2. Con regolamento adottato dal Ministro dell'interno, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti: a) i requisiti fisici, psichici e attitudinali richiesti per l'affidamento delle armi; b) il numero e la tipologia delle armi in dotazione; c) i casi di divieto di detenzione delle armi; d) le modalità di tenuta e custodia delle armi; e) i criteri per l'addestramento all'uso delle armi presso i poligoni autorizzati. 3. Gli operatori di polizia locale sono dotati di strumenti di autotutela che non siano classificati come armi. Per strumenti di autotutela, che hanno scopi e natura esclusivamente difensiva, in analogia con quelli in dotazione alle Forze di polizia dello Stato, si intendono anche il casco protettivo, il giubbotto antiproiettili, lo spray (con getto balistico non superiore a 3 metri), il bastone estensibile, il tonfa e il cuscino o scudo rigido per trattamento sanitario obbligatorio. Art. 9. (Trattamento economico, previdenziale e assistenziale) 1. Al personale della polizia locale compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla Polizia di Stato e agli organi equiparati, nei corrispondenti ruoli e qualifiche. 2. Al personale della polizia locale è altresì corrisposta l'indennità di pubblica sicurezza nella misura prevista per il personale della Polizia di Stato e con conformi procedure di adeguamento. Tale indennità è pensionabile. 3. Con imputazione sui bilanci di spesa degli enti locali di appartenenza, il personale della polizia locale impiegato presso sedi distaccate o incaricato di mansioni temporanee esterne al territorio dell'ente di appartenenza percepisce, rispettivamente, l'indennità di mobilità e quella di missione. 4. I comuni provvedono altresì alla corresponsione dell'indennità di posizione spettante ai dirigenti e ai titolari di elevata qualificazione e di posizione di lavoro che, ai sensi dell'articolo 15 della legge 5 dicembre 1959, n. 1077, è pensionabile, nonché dell'indennità di risultato, che non è pensionabile. 5. Al personale della polizia locale che svolge compiti di polizia con le qualifiche di cui all'articolo 4, comma 4, lettere b) e c) , è riconosciuta un'indennità di rischio alla cui determinazione provvede la regione. 6. In materia previdenziale e assicurativa, al personale della polizia locale si applica la legislazione statale vigente per le Forze di polizia dello Stato a ordinamento civile e, in particolare, il decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165. 7.