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Anzitutto, poiché esso consente all'Italia di adempiere agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, riducendo il numero delle procedure di infrazione nei confronti dell'Italia e di evitare l'apertura di nuovo contenzioso. Ma il provvedimento è importante anche dal punto di vista del merito delle normative che vengono modificate o introdotte con i predetti atti legislativi europei, poiché si tratta di normative che interessano direttamente la vita dei cittadini italiani e delle imprese. Il relatore esprime, quindi, l'intenzione di svolgere il suo ruolo con la massima apertura nei confronti del contributo costruttivo da parte di tutti i Senatori appartenenti alle forze politiche presenti nella Commissione. Per raggiungere questo obiettivo, ritiene opportuno sentire le parti interessate dalle diverse normative oggetto del disegno di legge, i cosiddetti stakeholders , per poter approfondire con cognizione di causa l'impatto derivante dall'attuazione delle disposizioni previste. Invita quindi i rappresentanti dei Gruppi presenti, a indicare i soggetti da chiamare in audizione, in relazione alle normative del provvedimento che ritengono opportuno approfondire. In seguito a tale esame approfondito, la Commissione potrà, quindi, procedere alla fase emendativa del testo, per poi riferire all'Assemblea su un provvedimento il più possibile completo, corretto e utile. Passando all'esame del testo, osserva che il disegno di legge si compone di 20 articoli, nei quali sono stabiliti principi e criteri specifici di delega per dare attuazione ad alcune delle 33 direttive contenute nell'allegato e per adeguare la normativa nazionale a 14 regolamenti europei. L'articolo 1 reca, come di consueto, la delega generale al Governo per dare attuazione alle direttive contenute nell'allegato, nel rispetto delle procedure e dei criteri direttivi generali stabiliti agli articoli 31 e 32 della legge n. 234 del 2012. La formulazione della norma è stata quest'anno integrata con il riferimento anche al rispetto dei criteri specifici di delega e con l'estensione della delega anche all'attuazione anche degli altri atti europei, come i regolamenti, indicati nell'articolato. Va ricordato che, ai sensi dell'articolo 31 della legge 234, la delega deve essere esercitata entro il termine di quattro mesi antecedenti alla scadenza di ciascuna direttiva. Qualora tale termine della direttiva sia già scaduto alla data di entrata in vigore della legge, o scada entro i tre mesi successivi, la delega deve essere esercitata entro tre mesi successivi all'entrata in vigore della legge. Inoltre, qualora la direttiva non preveda alcun termine di recepimento, la delega scade al termine dei dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. I principi generali di delega sono contemplati dall'articolo 32 della legge n. 234, e tra questi figurano il principio della semplificazione dei procedimenti, del coordinamento con le discipline vigenti, del divieto di gold plating , del divieto di trattamento più sfavorevole dei cittadini italiani rispetto a quelli degli altri Stati dell'UE. Riguardo alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione delle direttive, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, si provvede a carico del Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234 del 2012. Inoltre, qualora in sede di conferimento della delega non sia possibile quantificare gli oneri finanziari, si può procedere in tal senso al momento dell'adozione dei singoli decreti legislativi, al fine di non ritardare l'attuazione delle direttive. L'articolo 2 prevede la consueta delega legislativa per l'adozione, entro due anni dall'entrata in vigore della legge, delle disposizioni sanzionatorie per le violazioni di obblighi contenuti nei regolamenti europei pubblicati fino a tale data o in direttive attuate in via amministrativa. L'articolo 3 reca i principi e criteri specifici di delega per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 sui servizi di media audiovisivi, mediante modifiche al Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (decreto legislativo n. 177 del 2005). La nuova direttiva apre la strada a un contesto normativo più equo per il settore audiovisivo, compresi i servizi on demand e le piattaforma di condivisione video. Le nuove norme rafforzano la tutela dei minori e la lotta contro l'incitamento all'odio, promuovono le produzioni europee e garantiscono l'indipendenza della Autorità di regolamentazione del settore. L'articolo 4 contiene principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/1972, che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Il Codice rifonde in un unico testo le quattro preesistenti direttive in materia di telecomunicazioni e stabilisce un quadro aggiornato della disciplina delle reti e dei servizi e i compiti delle autorità nazionali di regolamentazione, in vista dello sviluppo delle nuove reti 5G ad altissima velocità. L'articolo 5 reca i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/2001, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili e sull'indicazione, da parte degli Stati membri, degli obiettivi nazionali per il 2030. L'attuazione della direttiva è strettamente connessa con gli articoli 12 e 19 del disegno di legge, concernenti entrambi il mercato interno dell'energia elettrica (attuazione della direttiva (UE) 2019/944 e dei regolamenti (UE) 2019/943 e 2019/941). L'articolo 6 contiene i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/1, in materia di mercato interno, che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficaci. L'articolo 7 detta i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare, che introduce elementi di maggiore trasparenza, a beneficio della stessa filiera e dei consumatori finali. L'articolo 8 reca i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/789, che stabilisce norme sull'esercizio del diritto d'autore e diritti connessi, volte a promuovere la fornitura transfrontaliera di trasmissioni online e la ritrasmissione di programmi televisivi o radiofonici effettuata da soggetti diversi dall'emittente iniziale. L'articolo 9 contiene i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/790, a tutela del diritto d'autore e diritti connessi nel mercato unico digitale, in cui si introduce anche un profilo di responsabilità in capo ai prestatori di servizi di condivisione online di contenuti. L'articolo 10 detta i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/878 e del regolamento (U)E 2019/876, entrambi in materia requisiti prudenziali di enti finanziari e creditizi.