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Tali iniziative rimangono estemporanee e non inquadrate all'interno di una politica unitaria e di sistema rivolta alla famiglia come soggetto che assicura la tenuta della società. Occorre chiedersi quali fattori impediscano alle famiglie italiane di conciliare le aspettative di maternità e paternità con le condizioni per la loro realizzazione, per incentivare la natalità in un Paese che sembra destinato a un progressivo ed inarrestabile invecchiamento della popolazione. La presente proposta, intervenendo sui meccanismi che regolano il calcolo dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) ha l'obiettivo di potenziare il sistema delle agevolazioni fiscali, nonché delle prestazioni sociali, sanitarie, assistenziali, destinati alle famiglie con figli, migliorando il clima percepito dalla collettività ed in particolare dai giovani in procinto di costruire la propria famiglia o di allargare quella attuale, secondo un modello che guardi a lungo termine e consideri strategico l'investimento di risorse in un'ottica di accrescimento e non di mantenimento. Come noto, l'ISEE rappresenta oggi il principale strumento di misurazione della capacità economico-patrimoniale della famiglia e, grazie ad un percorso di affinamento durato anni, ha acquisito una sempre maggiore attendibilità e rilevanza tanto da assurgere all'attuale ruolo di strumento per eccellenza impiegato per definire la platea di soggetti ai quali riconoscere l'accesso ad un numero sempre maggiore di prestazioni e servizi a carattere sociale o ad agevolazioni prevalentemente di natura fiscale. L'ISEE è oggi disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio di ministri 5 dicembre 2013, n. 159, « concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) », ed emanato ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici. In base alla suddetta disciplina l'indicatore è calcolato, con riferimento al nucleo familiare di appartenenza del soggetto richiedente, come rapporto fra l'Indicatore della situazione economica (ISE) ed il parametro individuato applicando la scala di equivalenza di cui all'allegato 1 dello stesso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. L'ISE è a sua volta ottenuto come somma dell'indicatore della situazione reddituale e del 20 per cento dell'indicatore della situazione patrimoniale. Esistono, tuttavia, alcuni profili che, alla luce degli obiettivi ritenuti prioritari dalla presente proposta, è possibile considerare perfettibili o non del tutto rispondenti ai requisiti di equità. In base all'attuale assetto le famiglie numerose risultano svantaggiate, a parità di reddito, rispetto ai single e alle coppie senza figli a doppia carriera. Tali contraddizioni sono anche frutto di un sistema di detrazioni fiscali contraddittorio. In generale è possibile riscontrare come sia ampiamente sottovalutato l'impegno del coniuge che decide di dedicarsi a tempo pieno alla cura dei figli e le detrazioni per figli a carico non tengono in debito conto l'impegno che la famiglia deve sostenere per il loro mantenimento, disincentivando a procreare. Le modifiche proposte hanno l'obiettivo di migliorare la capacità selettiva dell'indicatore modificando alcuni profili ritenuti non del tutto rispondenti ai princìpi di equità ed attribuendo, altresì, un diverso peso specifico alla componente familiare, con una particolare attenzione rivolta ai nuclei familiari in cui siano presenti più figli, specie se in tenera età, ossia quei nuclei in cui, dati statistici alla mano, maggiore è il rischio di ricadere in situazioni di povertà. Tale impostazione, in ogni caso, comporterebbe dei vantaggi « a cascata » per tutti quei nuclei familiari con figli, prescindendo dalla numerosità di questi. La proposta, nel ricondurre la disciplina dell'ISEE nell'alveo delle fonti normative primarie, introduce tre diverse modifiche all'attuale sistema di calcolo dell'indicatore. Con la prima si propone l'adozione del reddito netto, in luogo del reddito lordo, quale parametro per la determinazione della situazione reddituale del nucleo familiare, intendendosi per reddito netto la sommatoria dei redditi afferenti il nucleo familiare, determinati applicando la disciplina vigente, al netto delle imposte dovute sui medesimi redditi per il medesimo periodo di riferimento. La modifica proposta è giustificata dall'opportunità di adottare una grandezza che sia in grado di misurare in maniera oggettiva il reddito effettivamente disponibile e, conseguentemente, « spendibile » del nucleo familiare in luogo di una misura che corrisponde solo teoricamente, in quanto ancora soggetta a successivi prelievi, al reddito utilizzabile per le esigenze di spesa della famiglia. Con la seconda si propone di modificare l'indicatore della situazione patrimoniale abbandonando l'attuale sistema basato sull'impiego di un coefficiente rigido da applicarsi indistintamente al patrimonio familiare (attualmente il 20 per cento). Nello specifico si intende affievolire l'impatto del patrimonio mobiliare ed immobiliare sulla determinazione dell'ISEE per i nuclei familiari in cui siano presenti figli, riducendo il coefficiente al 15 per cento per i nuclei con un figlio, al 10 per cento in caso di presenza di due figli ed al 5 per cento nei nuclei ove siano presenti almeno tre figli. Infine, con la terza proposta di modifica, vengono apportati alcuni correttivi alla scala di equivalenza precedentemente riportata nell'allegato 1 del più volte citato regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013, in particolare, attraverso l'adozione di un sistema di maggiorazioni che punti marcatamente al sostegno delle famiglie numerose, specie quelle in cui siano presenti figli minori, garantendo un sistema rafforzato di tutele socio-assistenziali ai nuclei familiari più giovani ed invogliandoli ad affrontare il tema della natalità con ottimismo e maggiore fiducia rispetto al passato, consapevoli delle opportunità offerte da un welfare familiare più attento ai loro bisogni.. 1 (Criteri generali per la concessione di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali, con destinazione dei relativi risparmi a favore delle famiglie) 1 Fermo restando il diritto ad usufruire delle prestazioni e dei servizi assicurati a tutti dalla Costituzione e dalle altre disposizioni vigenti, sono definiti i criteri unificati di valutazione della situazione economica e patrimoniale di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche. Le disposizioni della presente legge si applicano alle prestazioni o ai servizi sociali e assistenziali e a tutti gli altri casi previsti dalla legge, con esclusione dell'integrazione al minimo, della maggiorazione sociale delle pensioni, dell'assegno e della pensione sociale e di ogni altra prestazione previdenziale, nonché della pensione e assegno di invalidità civile e delle indennità di accompagnamento e assimilate.