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Signor Presidente, onorevoli colleghi, una manovra economica finanziaria deve avere un'anima. Deve contenere al suo interno la forza e la capacità di animare uno slancio di prospettiva che, nella sua articolazione, si avvicini e interpreti i bisogni profondi del Paese, sanando le ferite e trasformandole in occasioni di crescita nella disponibilità delle risorse. Dovrebbe essere un atto di intelligenza, che legge dentro e sceglie in nome di un rigore, prima ancora che numerico, culturale; che guarda i vari mondi e privilegia, non in un gioco freddo combinatorio, ma piuttosto in nome di una gerarchia valoriale che diventa la precondizione di un percorso, un'economia del bene comune, come direbbe Jean Tirole, premio Nobel per l'economia nel 2014; un'economia non autosufficiente e autonoma, ma una disciplina sociale. La manovra finanziaria per un Paese come il nostro, che della stabilità ha fatto un principio costituzionale, è un percorso, un tragitto in itinere e la ricerca di un continuo equilibrio che cerca, opera per la stabilità del Paese e stabilizza, dopo aver trovato gli equilibri tra risorse e necessità. La politica deve sovrintendere a questo percorso. Lo normalizza, ne determina la successione dei tempi negli spazi di attuazione e si carica della responsabilità di dare un indirizzo, indicando appunto l'orizzonte degli obiettivi che intende, non solo rappresentare, ma realizzare. Con questo disegno di legge di bilancio mettiamo nero su bianco la nuova direzione che intendiamo dare al nostro Paese. In ambito politico ed economico l'impronta che vogliamo lasciare si ispira inevitabilmente ai temi della sostenibilità ambientale, della crescita economica e di nuove e più degne condizioni di vita, lavoro e salute per tutti. Certo, le condizioni che abbiamo trovato al principio di questa nuova esperienza non ci hanno aiutato: uno spread molto alto, che ha eroso il risparmio degli italiani, minacciando un peggioramento; la prospettiva delle clausole di salvaguardia, che avrebbero portato ad un pericoloso aumento dell'imposta sul valore aggiunto, facendo crollare i consumi e il PIL, ragion per cui i primi e fondamentali obiettivi di questa manovra non potevano che consistere nella sterilizzazione delle clausole di salvaguardia e in un netto, marcato e coraggioso cambio di rotta in materia di politiche economiche. Il provvedimento in esame raggiunge pienamente questi due obiettivi, in primo luogo, come già detto, attraverso l'intervento che eviterà l'aumento dell'IVA e poi attraverso una serie di misure che intendono invertire il trend di attuale stagnazione e far ripartire il nostro Paese, sempre rispettando con la massima serietà il nostro impegno sul contenimento del deficit , per innescare un percorso che porti alla graduale riduzione del debito pubblico. Prima di passare ai temi centrali affrontati con questa finanziaria, è doveroso ricordare anche quanto sia stato prezioso il contributo di questo passaggio parlamentare, che ha visto una grande collaborazione e un clima di volontà all'interno della Commissione bilancio. Tornando ai temi, è assolutamente indispensabile partire dal green new deal , un paradigma nuovo per il nostro Paese, che sarà di grande ispirazione anche per i partner europei. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, si considerano la sostenibilità e la tutela ambientale come condizioni indispensabili per garantire crescita e benessere. Si tratta di un benessere non più fondato sul superato principio della crescita del PIL a qualunque prezzo, ma radicato nell'idea che la prosperità economica si possa accompagnare alla salvaguardia dell'ecosistema e della salute umana, promuovendo la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari (attraverso, per esempio, i nuovi mezzi che forniamo alle capitanerie di porto per migliorare la sicurezza ambientale). A tal proposito, ricordo un importante provvedimento a favore del porto di Barletta, la mia città. Quanto al contrasto ai cambiamenti climatici; sono degni di menzione tutti gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, l'ecobonus e il sismabonus, le cui discipline sono state visibilmente migliorate grazie al fruttuoso ascolto delle criticità segnalate dal mondo delle piccole e medie imprese. Ricordo poi le agevolazioni in materia edilizia e di riqualificazione energetica, senza dimenticare il bonus facciate; misura che rende concreta la visione di un ampio programma di rigenerazione urbana in favore dei borghi, delle città e delle periferie d'Italia. È una prospettiva nuova, insomma, volta a proiettare il nostro Paese verso un modello di sviluppo e prepararlo al futuro. Con il green new deal si prevede la creazione di due fondi da circa 50 miliardi di euro, che daranno un'enorme spinta al rilancio degli investimenti pubblici e privati, per ridare ossigeno all'economia e al pianeta. Al contempo, questo provvedimento riesce in un altro coraggioso scopo: la sensibile riduzione della pressione fiscale per i lavoratori, troppo spesso vittime di un sistema fiscale eccessivamente rigido. Meno tasse, allora: 3 miliardi di taglio del cuneo per il 2020 e 5 miliardi a partire dal 2021 e per tutti gli anni successivi, nell'ottica di un progressivo decremento anche negli anni a venire. Un vistoso passo in avanti si è fatto anche in tema di lavoro, soprattutto per i giovani, e per agevolare il loro accesso al mercato lavorativo. Basti pensare agli sgravi contributivi del cento per cento per tre anni per le assunzioni delle piccole imprese, che aiuterà gli imprenditori ad assumere le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Ancora, voglio sottolineare l'importanza di ciò che è stato fatto e si farà per il nostro Mezzogiorno, a partire dall'obiettivo prefissato di ridurre gli evidenti e inaccettabili divari tra territori e territori, tra Sud e Nord del Paese. Lo si fa anzitutto rafforzando gli interventi già esistenti, come il credito d'imposta per le nuove ZES, le Zone economiche speciali, o le misure «Resto al Sud» e «Cresci al Sud», interventi che aiuteranno a invertire i trend negativi delle dinamiche demografiche nel Mezzogiorno e, più in generale, le condizioni socioeconomiche di quelle aree del Paese. Importanti sono gli interventi a favore del mondo agricolo, colonna portante dell'economia di molti territori. Tra le tante importanti misure, ricordo un contributo a fondo perduto e mutui agevolati per finanziare le imprese che sappiano coniugare agricoltura e innovazione, attraverso l'elaborazione di processi produttivi all'avanguardia; il fondo per l'agricoltura biologica, che sostiene con forza le forme di produzione agricola a basso impatto ambientale e promuove le filiere e i distretti di chi ha creduto e investito nell'agricoltura biologica. Altrettanto significative sono le misure in favore degli enti locali, come gli incentivi del Fondo di solidarietà comunale all'accorpamento e varie semplificazioni che aiuteranno i cittadini senza aumentare il loro carico fiscale. Enorme importanza riveste anche lo stanziamento di nuove corpose risorse finanziarie; come le 1.000 borse in più per la specializzazione in medicina, affinché il nostro Paese possa vantare un sistema sanitario sempre più pronto, giovane ed efficiente, e soprattutto un servizio sempre più vicino ai deboli e ai meno abbienti.