[pronunce]

che infine, secondo la Provincia di Trento, la norma impugnata violerebbe anche il principio pattizio che governa le relazioni finanziarie tra Stato e Regioni, secondo quanto previsto dall'art. 104 e dal d.lgs. n. 268 del 1992; che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, si è costituito nel giudizio chiedendo che le questioni prospettate siano dichiarate infondate, sulla base di argomentazioni identiche a quelle sviluppate nell'atto di costituzione nel giudizio promosso dalla Provincia autonoma di Bolzano; che dopo l'introduzione del presente giudizio, l'art. 1, comma 519, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2014), ha abrogato, a decorrere dal 30 giugno 2014, i commi da 118 a 121 dell'art. 2 della legge n. 191 del 2009; che con atti rispettivamente depositati il 27 agosto 2014 ed il 7 ottobre 2014, la Provincia di Bolzano e la Provincia di Trento hanno dichiarato di rinunciare al ricorso; che con atti depositati il 21 ottobre 2014 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha dichiarato di accettare entrambe le rinunce. Considerato che la Provincia autonoma di Bolzano ha promosso questione di legittimità costituzionale in via principale dell'art. 2, comma 1-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, laddove prevede che «Per l'anno 2011, una parte dell'intervento finanziario di cui al comma 117, nella misura dello 0,6 per cento del totale, è riservata per le spese dell'organismo di indirizzo relative all'istruttoria e verifica dei progetti di cui al medesimo comma 117»; che, inoltre, con ricorso depositato il 4 maggio 2011, la Provincia autonoma di Trento ha promosso questioni di legittimità costituzionale del medesimo art. 2, comma 1-bis, del d.l. n. 225 del 2010, per violazione dell'art. 79, secondo comma, e dell'art. 104, primo comma, del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale); dell'art. 2, comma 106, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2010); nonché del principio di leale collaborazione; che i due ricorsi pongono questioni identiche, in relazione alle medesime norme e pertanto i giudizi vanno riuniti per essere congiuntamente esaminati e decisi con unica pronuncia; che dopo l'introduzione del presente giudizio, l'art. 1, comma 519, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2014), ha abrogato, a decorrere dal 30 giugno 2014, i commi da 118 a 121 dell'art. 2 della legge n. 191 del 2009; che con atti rispettivamente depositati il 27 agosto 2014 ed il 7 ottobre 2014, la Provincia di Bolzano e la Provincia di Trento - dato atto del venir meno delle ragioni che avevano indotto alla proposizione del ricorso - hanno dichiarato di rinunciare all'impugnativa; che con atti depositati il 21 ottobre 2014 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha dichiarato di accettare entrambe le rinunce; che, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita da accettazione della controparte costituita, comporta l'estinzione del giudizio (ex multis, da ultimo, ordinanze nn. 164 e 55 del 2013).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara estinti i giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, rispettivamente promossi dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Provincia autonoma di Trento con i ricorsi indicati in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 novembre 2014. F.to: Paolo Maria NAPOLITANO, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 novembre 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI