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Il contratto di lavoro intermittente è il contratto, a tempo determinato o indeterminato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente. 2 . In ogni caso, con l'eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nell'arco di tre anni solari. In caso di superamento del predetto periodo il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. 3 . Nei periodi in cui non ne viene utilizzata la prestazione, il lavoratore intermittente non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilità a rispondere alle chiamate, nel qual caso gli spetta l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 16». 3 (Modifiche all’articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di responsabilità solidale del committente negli appalti) 1 All'articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili, di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento. La responsabilità solidale di cui al presente comma si applica fino a concorrenza del debito del committente verso l'appaltatore. Il committente che ha eseguito il pagamento è tenuto, ove previsto, ad assolvere gli obblighi del sostituto d'imposta ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e può esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali.»; b dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: « 2- bis. Ai fini dell'esercizio della responsabilità di cui al comma 2 l'azione di recupero, a pena di nullità, deve essere avviata e condotta nei confronti sia del datore di lavoro appaltatore o subappaltatore che del committente. Al committente è riconosciuta specifica legittimazione ad intervenire, sia nelle azioni giudiziarie che nelle azioni amministrative. 2- ter. Il committente può assumere verso il creditore il debito oggetto della responsabilità solidale di cui al comma 2 e compensare, con effetto liberatorio, tale debito con il credito derivante dal corrispettivo di appalto o di subappalto. Nel caso di cui al primo periodo, qualora sia accertata l'infondatezza totale o parziale del debito oggetto di responsabilità solidale, l'appaltatore e il subappaltatore hanno diritto alla restituzione del credito da parte del terzo entro trenta giorni dall'accertamento amministrativo o giudiziale. In caso di ritardata restituzione del credito si applicano le sanzioni di cui all'articolo 116, comma 8, lettera a) , della legge 23 dicembre 2000, n. 388. 2- quater. La responsabilità solidale di cui al comma 2 viene meno se il committente, per ciascun mese di durata dell'appalto, adempie a specifici obblighi di controllo e di verifica documentale prescritti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il committente può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all'esibizione della predetta documentazione da parte dell'appaltatore». 4 (Disposizioni transitorie) 1 Il decreto di cui all'articolo 29, comma 2- quater , del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, come sostituito dall'articolo 3 della presente legge, è adottato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le parti sociali, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.