[ddlpres]

Tutto ciò con la finalità di introdurre elementi di economicità nel sistema distributivo ed al fine di trasferire parte dei vantaggi sul costo del farmaco al dettaglio. Questo modello organizzativo, opposto al precedente che si reggeva sull'assunto «una farmacia -- un farmacista» può reggere solo se si completa la riforma con un contro bilanciamento che preveda il superamento dell'attuale contingentamento numerico delle farmacie. La diversificazione dell'offerta professionale e dei prodotti, da contrapporre alle politiche distributive delle catene di farmacie, da parte di imprenditori liberi dai condizionamenti della filiera, e la sola ricetta in grado di garantire l'applicazione di una sana concorrenza in grado di trasferire sul cittadino maggiore qualità dei servizi e vantaggi economici, senza toccare in nessun modo la salute del cittadino. Ciò senza considerare come occorra riportare al centro del sistema farmaceutico il paziente/consumatore, vero ed unico motivo dell'esistenza della farmacia, avendo cura di coniugare la maggiore capillarità delle farmacie con la professionalità di farmacisti esperti e con strutture logistiche idonee e controllate. Presidi sanitari che, armonicamente inseriti nell'ambito di un Sistema sanitario nazionale, siano in grado di erogare sul territorio, con professionalità, quei servizi di assistenza che il cittadino/paziente sempre più richiederà ad un sistema di welfare evoluto. La riforma auspicata, sollecitata più volte dall'Antitrust e da esperti del settore, oltre ad essere in linea con quanto già applicato nei maggiori Paesi europei come Regno Unito e Germania, introdurrebbe nel sistema modalità gestionali in grado di influenzare positivamente il mercato del farmaco, con ripercussioni benefiche anche sul versante della spesa sanitaria. Il presente disegno di legge va nella direzione di assicurare alla filiera del farmaco un quadro normativo che ripristini un contesto professionale e imprenditoriale ove vi sia certezza nel futuro e stabilizzazione dei ruoli, che sappia quindi anticipare quelle sollecitazioni al cambiamento provenienti dall'Europa e da larghi settori dell'opinione pubblica. Il presente provvedimento, con la formula del doppio binario, uno rappresentato dalla Farmacia convenzionata (articolo 3) e l'altro da una «Farmacia non convenzionata» (articolo 4), vuole dare una risposta definitiva alle sollecitazioni di miglioramento del settore espresse dall'opinione pubblica italiana, dall'Europa e dai farmacisti non titolari. Nelle farmacie convenzionate si mantiene la esclusività della convenzione con il SSN, mentre nelle farmacie non convenzionate è effettuabile la sola dispensazione dei farmaci a pagamento del cittadino. Le due tipologie di distribuzione non possono intersecarsi anche dal punto di vista della proprietà (articolo 7), pur prevedendo per le «Farmacie non convenzionate» la estensione degli obblighi in materia di controlli e farmaco-vigilanza, già previsti per le farmacie convenzionate (articolo 12). All'articolo 10 il disegno di legge affronta il tema della sanatoria per le parafarmacie già attive, stabilendo criteri di esclusione dal provvedimento. Il disegno di legge nel suo complesso vuole fornire al sistema farmaceutico distributivo un quadro di stabilità per i prossimi anni che assicuri a tutti gli operatori tranquillità, all'industria farmaceutica e alla distribuzione intermedia un ampliamento del mercato atteso ed auspicato.. 1 (Finalità) 1 La presente legge, in attuazione dell'articolo 32, primo comma, e dell'articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione, ha la finalità di garantire e di favorire l'accesso dei cittadini ai prodotti medicinali nonché, ai sensi dell'articolo 3, dell'articolo 41, primo e terzo comma, e dell'articolo 118, quarto comma, della Costituzione e del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30, di favorire l'accesso all'esercizio della professione dei farmacisti. 2 Per l'attuazione delle finalità di cui al comma 1, la legge attribuisce alle regioni, nel rispetto e a garanzia del diritto alla salute, la responsabilità di verificare i titoli professionali necessari per l'esercizio dell'attività professionale di farmacista, la corretta applicazione delle disposizione previste dal decreto del Ministro della salute 9 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 23 aprile 2012, e di quanto previsto dall'articolo 4 della presente legge, ferma restando la non applicabilità di restrizioni tendenti a predeterminare, normativamente e amministrativamente, il numero di esercizi da autorizzare sul territorio di competenza. 2 (Organizzazione del servizio farmaceutico) 1 L'organizzazione del servizio farmaceutico sul territorio, in applicazione dell'articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, e dell'articolo 1, comma 2, della presente legge, è stabilita dalle regioni e distingue le farmacie in: farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale (SSN) e farmacie non convenzionate con il SSN. 3 (Farmacie convenzionate con il SSN) 1 Sono considerate convenzionate con il SSN le farmacie autorizzate dall'autorità sanitaria competente per territorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, dell'articolo 104 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, nonché degli articoli 4 e 5 della legge 8 novembre 1991, n. 362. 4 (Farmacie non convenzionate con il SSN) 1 Sono farmacie non convenzionate con il SSN gli esercizi di vicinato, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, che, a seguito della comunicazione al Ministero della salute, all'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), al sindaco, alla regione, all'azienda sanitaria locale (ASL) e alla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (FOFI), sono in possesso del codice di tracciabilità del farmaco rilasciato dal Ministero della salute e dell'autorizzazione rilasciata dalla ASL. 2 L'autorizzazione della ASL è rilasciata sulla base dell'ispezione preventiva, atta a verificare l'idoneità del farmacista, delle procedure amministrative, del locale e delle attrezzature necessarie per l'esercizio della farmacia. 3 La sede della farmacia non convenzionata deve essere situata a una distanza dalle altre farmacie convenzionate e non convenzionate non inferiore a 500 metri. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia delle farmacie. 4 Decorso un mese dall'invio della comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo, ai sensi della disciplina del silenzio assenso di cui all'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, e al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300, è consentita l'apertura dell'esercizio farmaceutico non convenzionato. 5 Nella comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo, il farmacista dichiara, oltre al possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, l'ubicazione della farmacia non convenzionata, il rispetto delle leggi e dei regolamenti urbanistici vigenti, la dotazione degli strumenti idonei allo svolgimento della professione e la giacenza delle sostanze medicinali prescritte come obbligatorie dalla Farmacopea ufficiale. 5 (Diritto del cittadino alla scelta della farmacia)