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Art. 3 Controlli e sanzioni 1. I soggetti indicati nel primo comma dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sono abilitati a compiere i controlli e gli accertamenti necessari ai fini dell'esatta percezione del tributo e ad essi è consentito il libero accesso nei luoghi ove si accettano le scommesse. 2. Nell'ipotesi di omesso, insufficiente o ritardato pagamento è dovuta una soprattassa pari al 20 per cento degli importi non pagati nel termine prescritto, come previsto dall'articolo 4, comma 1, della legge 22 dicembre 1951, n. 1379; nell'ipotesi di violazioni diverse si applicano le sanzioni previste dal titolo IV del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640. Note all'art. 3: - Il testo vigente dell'art. 18 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640 (Imposta sugli spettacoli) è il seguente: "Art. 18 (Vigilanza). - La vigilanza, agli effetti del presente decreto, nei luoghi ove si svolgono gli spettacoli e le altre attività compete: a) ai funzionari dell'Amministrazione delle finanze muniti di speciale tessera di riconoscimento; b) agli ufficiali, ai sottufficiali ed ai militari di truppa della guardia di finanza; c) ai funzionari ed agli agenti dell'ente pubblico concessionario del servizio di accertamento e riscossione a norma dell'art. 17, nonché ai loro incaricati muniti di apposito mandato. A tal fine al personale di cui al comma precedente è consentito il libero accesso ove si svolgono gli spettacoli e le altre attività soggette ad imposta previa esibizione: per il personale di cui alle precedenti lettere a) e c) di speciale tessera di riconoscimento come previsto dal successivo art. 37; per gli ufficiali della guardia di finanza, della tessera personale di riconoscimento; per i sottufficiali e militari di truppa dello speciale tesserino di appartenenza al contingente di polizia tributaria o di apposito ordine scritto di servizio. Indipendentemente dal controllo o dalla vigilanza espletata ai sensi dei precedenti commi, è in facoltà del Ministro per le finanze di determinare, in relazione anche a particolari tipi di spettacoli o di attività, speciali norme cautelative o di controllo per l'accertamento della base imponibile. Gli impresari ed organizzatori devono rilasciare per ciascun luogo di spettacolo o di attività soggetti ad imposta due tessere gratuite a disposizione dell'ufficio del registro e dell'ispettorato delle tasse e delle imposte indirette sugli affari, competenti per territorio. Inoltre gli impresari e gli organizzatori, nei capoluoghi di provincia, per ogni luogo di spettacolo o di attività di cui al precedente comma debbono mettere a disposizione dell'autorità finanziaria, ministero ed intendenza di finanza nella capitale ed intendenza di finanza negli altri capoluoghi di provincia, un posto di prima categoria. Le tessere e gli ingressi contemplati dai precedenti commi del presente articolo sono esenti dall'imposta". - Si riporta il testo dell'art. 4, comma primo, della legge 22 dicembre 1951, n. 1379: "Nell'ipotesi di omesso o ritardato pagamento è dovuta una sopratassa pari al 20 per cento degli importi non pagati nel termine prescritto". - Si riportano i testi degli articoli 32, 33, 34, 35, 36 e 37 del Titolo IV (Sanzioni) del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640: "Art. 32 (Mancato e ritardato pagamento dell'imposta). - Per il mancato o insufficiente pagamento dell'imposta si applica, indipendentemente dalle sanzioni di carattere penale e dalla chiusura del locale di cui al successivo art. 36, la pena pecuniaria da due a quattro volte l'imposta ed i tributi connessi evasi. In luogo della pena pecuniaria si incorre nella sopratassa pari al 10 per cento dell'imposta dovuta qualora questa venga corrisposta prima dell'accertamento della violazione". "Art. 33 (Violazioni varie). - Per le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 del presente decreto, si incorre nella pena pecuniaria: a) da L. 8.000 a L. 20.000 per ogni biglietto o abbonamento venduto senza la preventiva punzonatura; b) da L. 36.000 a L. 72.000 per l'uso di dotazioni difformi da quelle prescritte; c) da L. 120.000 a L. 1.200.000 per la mancata tenuta dei registri di carico e scarico; d) da L. 30.000 a L. 600.000 per la irregolare tenuta dei registri medesimi; e) da L. 300.000 a L. 3.000.000 per la mancata o infedele compilazione della distinta d'incasso e per la contabilizzazione dei proventi o della dichiarazione dell'ammontare delle quote associative; f) da L. 60.000 a L. 600.000 per la omessa presentazione della dichiarazione di cui all'art. 13". "Art. 34 (Vendita di biglietti gratuiti). - Chiunque vende biglietti gratuitamente concessi ai sensi del presente decreto incorre nella pena pecuniaria da L. 8.000 a L. 72.000 per ciascun biglietto". "Art. 35 (Altre violazioni). - Per le violazioni alle norme del presente decreto per le quali non sia prevista una specifica sanzione si applica la pena pecuniaria da L. 60.000 a L. 300.000". "Art. 36 (Chiusura del locale). - Nel caso di recidività nel mancato o insufficiente pagamento dell'imposta ovvero nella mancata o infedele compilazione della distinta dell'incasso e per la contabilizzazione dei proventi o nella omessa presentazione della dichiarazione di cui all'art. 13, l'Intendente di finanza può provvedere, ai sensi della legge 7 gennaio 1929, n. 4, alla chiusura del luogo ove si tengono gli spettacoli o le altre attività compresi i giuochi e le scommesse. In caso di inosservanza dell'ordine di chiusura, il trasgressore è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a L. 300.000". "Art. 37 (Accertamento delle violazioni). - Per la cognizione, l'accertamento e la definizione delle violazioni delle norme del presente decreto si osservano le disposizioni della legge 7 gennaio 1929, n. 4. La constatazione, agli effetti dell'art. 34 della legge 7 gennaio 1929, n, 4, delle violazioni delle disposizioni del presente decreto, le quali non costituiscono reato, compete anche ai funzionari dell'Amministrazione delle finanze, muniti di speciale tessera di riconoscimento, nonché ai funzionari ed agli agenti dell'ufficio accertatore, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza, muniti di tessera rilasciata dalla Direzione generale delle tasse e delle imposte indirette sugli affari. Le somme riscosse per le pene pecuniarie previste dal presente decreto sono ripartite a norma della legge 7 febbraio 1951, n. 168, e successive disposizioni".