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Parlo di quelle del metodo Scortichini, delle recentissime scoperte sulla efficacia delle onde elettromagnetiche quale strumento atto a produrre la esplosione del batterio della xylella, verificata già in laboratorio, e dei prodotti naturali del metodo Nuovolivo, un sapone ormai diffusissimo nelle campagne salentine. Gli ulivi secchi sono tornati nuovi. Colleghi, vi invito a vederli. Mi permetto di richiamare la grande eco sulla stampa che ha avuto il predetto convegno, proprio per la notizia offerta sulla possibilità concreta di vincere la xylella. Si veda, a pagina 6 de «il manifesto», l'articolo «Xylella, scienziati contro "l'eradicazione di massa"» del 4 maggio 2019. Non dimentichiamo le tristissime pagine scritte dalla magistratura salentina sull'asservimento del CNR pugliese a logiche mercantilistiche e di accaparramento di finanziamenti pubblici, ben lontane dalla funzione propria che tale istituto avrebbe dovuto svolgere. Si veda l'indegno contenute delle intercettazioni dei colloqui del professor Boscia del CNR con altri colleghi, apparsi il recente 8 maggio 2019 sulla stampa nazionale: «"Omertà e interessi su Xylella". Il giudice stronca gli scienziati» di Laura Margottini su «il Fatto Quotidiano». (Applausi dal Gruppo Misto) . È ormai chiaro che il fine del CNR è stato quello di creare allarmismo e di ostacolare la ricerca di una vera cura, per favorire il piano scellerato - oserei dire «criminale» - di chi intende distruggere oltre 11 milioni di ulivi, quasi tutti sanissimi, per lucrare sui fondi pubblici e piantare alberelli insulsi e intensivi che richiedono un approvvigionamento idrico inesistente in Puglia e che producono un olio di scarso valore. Il brevetto di tali alberelli è riconducibile - guardate un po' - allo stesso CNR, con ogni conseguenza immaginabile. Tali fatti sono ora all'attenzione della procura della Repubblica di Bari; quella stessa procura che, su mia denunzia, ha fra l'altro provveduto a sequestrare l'ulivo di Monopoli, dove si è di recente accertato che in realtà non vi fosse il batterio della xylella. La Regione, sulla base di quel falso accertamento dell'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF) Puglia, al pari di tanti altri in passato non documentabili, ha provveduto però ad ampliare e ridefinire la fascia di contenimento, coinvolgendo così altri alberi sanissimi nella folle politica di eradicazione. Accertamenti falsi e superficiali, malafede delle autorità di ricerca, superficialità colpevole della politica, incapacità dell'amministrazione regionale sono tutti fattori che stanno condannando a morte il meraviglioso territorio della Puglia. Cari colleghi, vi invito a impedire questo scempio, questo indegno crimine contro il nostro ambiente e la nostra amata terra. (Applausi dal Gruppo Misto) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti della Scuola media internazionale di Bari, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . So che è presente anche la figlia del nostro collega Gianmauro Dell'Olio. La salutiamo. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1249 MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento in esame è complessivamente da tenere in considerazione, sebbene molte questioni importanti, emerse durante le audizioni delle organizzazioni professionali e cooperative del settore agricolo, restino ancora aperte e in attesa di una più incisiva risposta. Sotto diversi punti di vista sarebbe oltremodo utile, durante questa discussione, riaprire a un ragionamento che tenga conto di interventi migliorativi che diano effettivamente una risposta reale - e dunque una soluzione - a quanti, in questi anni, sono stati duramente colpiti dalle fortissime e inedite ondate di maltempo e dalla diffusione della xylella fastidiosa: eventi che hanno messo in enorme difficoltà settori strategici dell'economia pugliese e nazionale. Basti pensare alle note gelate verificatesi con memorabile durezza nei mesi febbraio e marzo del 2018, tali da distruggere migliaia di ettari di coltivazioni e per le quali fu chiesto lo stato di calamità naturale, nonché la gravissima e rapida diffusione della xylella fastidiosa, in grado di mettere in ginocchio il prezioso e rinomato settore olivicolo-oleario pugliese. Diverse associazioni di categoria hanno tentato di stimare l'ammontare dei danni procurati dal morbo. Lo scorso gennaio l'associazione dei Coltivatori diretti ha presentato un quadro dai contorni davvero spaventosi: un danno ambientale, economico e paesaggistico semplicemente non quantificabile. Da questa situazione, come si diceva, il comparto ne esce fortemente danneggiato: migliaia di posti di lavoro persi, centinaia di aziende costrette a chiudere i battenti, un prodotto come l'olio, simbolo della nostra Puglia, gravemente minacciato da un morbo che si diffonde a velocità preoccupanti e che è ormai arrivato alle porte della Piana degli ulivi monumentali. Come premesso, quindi, le dimensioni del dramma per l'agricoltura pugliese non autorizzano alcun attestato di completa soddisfazione per il provvedimento che sarà a breve approvato. Stimolano piuttosto la necessità di rafforzare ulteriormente gli interventi nel più complessivo quadro di attenzioni da rivolgere al rilancio di tutti i settori agricoli in crisi a livello nazionale e di sostegno a tutte le imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale. A questo proposito, il Gruppo del Partito Democratico ha presentato emendamenti e ordini del giorno che entrano nel merito delle questioni proprio per il raggiungimento dei necessari obiettivi. Se però non è più possibile restituire quanto la natura ha tolto, questo Parlamento può e deve mettere in campo interventi certi e netti per permettere a tutti di ripartire, assicurando un futuro lontano dai drammi sperimentati negli scorsi anni. Si deve far meglio: bisogna dare risposte di sostegno per le gelate dell'inverno scorso non solo a livello emergenziale. Adesso il nostro compito e la richiesta urgente e improrogabile che tutto il mondo agricolo ci rivolge è di strutturare ulteriormente questo provvedimento, apportando migliorie e misure tali da compensare anche alcune evidenti asimmetrie. Grazie ad ulteriori disposizioni da inserire nel disegno di legge si potrebbe porre (anzi si deve porre) un argine concreto alla diffusione della xylella, nonostante le posizioni ostruzionistiche e le follie antiscientifiche di alcuni che hanno rallentato tutte le azioni volte a fermare il disastro. Mettiamo al centro di questo provvedimento il come, ossia le modalità operative concrete attraverso le quali le autorità competenti avrebbero tutti i mezzi utili per arrestare davvero la fitopatologia e coinvolgere tutti quelli che ostinatamente vi si opporranno. È importante esserci, provvedendo indubbiamente allo stanziamento di risorse, ma soprattutto con una scientifica attenzione a una programmazione a medio e lungo termine che, oltre a risolvere, prevenga, consentendo di risollevarsi e di riprendere a camminare con le proprie gambe.