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È una percentuale che non saprei neanche come scrivere perché non esiste, è un numero che si approssima allo zero e che richiede attenzione, trasparenza e serietà nell'individuare la volontà degli elettori del collegio uninominale di Modena. A fronte di questi 55 voti, ci sono stati 459 voti riassegnati sulla base della rilettura delle schede non valide; 459 riattribuzioni a fronte di un margine di 55. La serietà e la trasparenza che dobbiamo all'istituzione che rappresentiamo richiede un'attenzione e un supplemento di indagine su quello che è avvenuto nell'attribuzione dei voti nel collegio di Modena. Per questo chiedevamo non la luna ma semplicemente una procedura che è già stata usata dalle Camere nella loro autonomia: il riconteggio di un campione casuale del 10 per cento dei voti validi, come è stato fatto dalla Giunta delle elezioni della Camera nel 2006-2007 a fronte delle contestazioni sulle elezioni del 2006, quando Governo e maggioranza erano di centrosinistra e le contestazioni erano della minoranza di centrodestra. La maggioranza di centrosinistra, allora, decise di ricontare un campione delle sezioni elettorali riconteggiando anche i voti validi. Di fronte alle irregolarità che abbiamo ascoltato oggi, di fronte ad un margine di vittoria così esigo e così ridicolo, la tutela della sacralità del voto degli elettori del collegio di Modena era il minimo che si poteva fare. Diciamo questo a tutela dell'istituzione del Senato della Repubblica, non solo perché vogliamo difendere un collega che stimiamo e al quale siamo legati da un rapporto di vicinanza politica e di affetto. Questa nostra richiesta, se verrà negata, resterà agli atti come una ferita e una mancanza di attenzione rispetto a quello che per noi è più sacro: la volontà degli elettori. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rossomando. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, vorrei tornare nel merito del ricorso e quindi della conseguente decisione su cui siamo chiamati a pronunciarci, perché i concetti ovviamente non sono banali e non sono interscambiabili. La Giunta si è concentrata nel giudizio di una denuncia di irregolarità, sicuramente non commesse in malafede, che si sono verificate in Emilia-Romagna nelle scorse elezioni per il Senato. Perché è rilevante questo caso ed è fin troppo banale doverlo ricordare? È infatti in gioco il principio primario della libertà del voto del singolo elettore e del rispetto della volontà popolare e dell'attribuzione al candidato del voto che è stato espresso. L'irregolarità si è verificata con riferimento alla confluenza tra le schede bianche o nulle di voti che invece sono poi risultati regolarmente espressi. Il primo dato eclatante è nel numero di errori conteggiati e anche nella gravità degli errori commessi. È un dato che mette in dubbio il complesso dei voti espressi, perché se vogliamo mantenere il punto dell'aderenza tra l'esercizio della sovranità popolare, per quanto espresso dagli elettori del collegio di Modena, e il risultato del voto, la prima conseguenza è che non può trattarsi di un'aderenza parziale: non ci può essere una verifica parziale che ha poi una conseguenza eclatante e così drastica, perché annullare l'elezione di un senatore e attribuire il seggio a un altro candidato è una decisione molto drastica. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 20,03) ( Segue ROSSOMANDO). Quindi il dato è indubbiamente parziale e non può però rimanere tale. Se il dato ha a che vedere con diversi errori nell'attribuzione e quindi con un modus operandi caratterizzato, seppur non da malafede, da irregolarità, questo non può restringersi solo a un gruppo di schede e non può essere un dato parziale, ma deve essere un dato verificato a tutto campo, altrimenti viene meno esattamente il principio fondante e costituzionalmente tutelato della volontà dell'elettore. Nel caso che è stato esaminato in precedenza, tra i tanti criteri evocati e che soprattutto chi vi parla ha evocato, vi è quello del provvedimento abnorme e dell'inammissibilità. In questo caso mi appello a un altro principio importantissimo di rilievo costituzionale che deve guidare l'interpretazione delle regole, quello della ragionevolezza, che rimanda a una consequenzialità e a una logica delle decisioni. Dov'è che ci dobbiamo arrestare sempre? Quando, fatte tutte le verifiche, risulta poi irragionevole una nostra decisione. In questo caso sicuramente il principio di ragionevolezza ci imporrebbe un riconteggio totale o perlomeno a campione, perché sicuramente aver solo guardato una parte delle schede non ci dà un dato attendibile dal punto di vista elettorale. La seconda questione - che è già stata ricordata e che voglio richiamare anche io - è relativa al rispetto del diritto di difesa. Il diritto di difesa c'è o non c'è. Nel momento in cui è riconosciuto, se devo citare la relazione che viene posta in votazione, è un po' provocatorio dire che non si può evocare ogniqualvolta. È successo che una volta è stato chiesto un rinvio per legittimo impedimento e non si capisce dove sia stato violato il dovere di cooperazione tra le parti. Sempre volendo stare sul principio di ragionevolezza, se si ammette che, pur in presenza di un impedimento per la prima volta condotto ed evocato, questo non possa valere, equivale a dire che il diritto di difesa non c'è (perché o c'è o non c'è). Si può discutere se ci sono reiterate richieste, ma non è assolutamente questo il caso. Tra l'altro, ricordiamo che l'assoluta esiguità dei voti di scarto non può che imporre una revisione totale o, perlomeno, per campione delle schede valide. La questione elettorale non è banale e non è matematica: è anche molto interessante dover decidere come si attribuisce un seggio e in base a quali criteri perché attiene ai fondamenti della democrazia. Presidente, concludo con questa considerazione. La richiesta di riconteggio è stata valutata non essenziale. Anche in questo caso, qual è il concetto di essenzialità? Se non c'è una essenzialità quando sono state riscontrate irregolarità che inficiano tutto il complesso della votazione o, comunque, che lasciano un dubbio fondato e molto ragionevole, allora chi decide quando una richiesta è essenziale? Per tutti questi motivi, insistiamo perché non si proceda all'annullamento della votazione che ha portato all'elezione del collega senatore Patriarca. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rojc. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, mi è difficile prendere la parola in questa occasione e in questa giornata in cui è stata di fatto calpestata la "Magna Charta" della Repubblica. Quando vengono indette le elezioni spesso ci si dimentica del loro significato primigenio nel discorso ampio che ancora per il momento condividiamo in Italia, il discorso di democrazia. I cittadini scelgono un partito politico, un candidato nel quale riconoscono i propri valori e sta poi a noi eletti non tradire la loro fiducia.