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quella ambientale è una battaglia che sta a cuore soprattutto alle giovani generazioni, scese in piazza in tutto il mondo per chiedere a gran voce a tutti noi, a chi è responsabile delle scelte politiche e che è chiamato appunto a dar loro risposte, un impegno serio, concreto e fattivo. Più di 2.000 eventi in più di 125 Paesi coinvolti e più di 1,5 milioni di persone scese in piazza: sono questi i numeri, per certi aspetti impressionanti, della battaglia che ha portato avanti in modo simbolico la giovane sedicenne attivista Greta Thunberg, che abbiamo avuto anche il piacere di ascoltare qui in Senato, ospite del presidente Alberti Casellati. In quelle manifestazioni (e anche in quel discorso) che hanno colorato le strade e le piazze di tutto il mondo sono scesi in piazza principalmente gli studenti, i più giovani, e lo hanno fatto chiedendo che venisse chiusa la fase delle promesse e si aprisse quella dei fatti. È la richiesta di una generazione che ha la consapevolezza di dover vivere su questo Pianeta più a lungo di quanto non saremo chiamati a fare noi e che merita di farlo senza la preoccupazione di doversi difendere dai pericoli correlati al fenomeno dei cambiamenti climatici, i quali - come stiamo vivendo anche nella ultime ore - si manifestano in maniera sempre più violenta e minacciosa e sono dovuti anche alle scelte della nostra e delle precedenti generazioni, che hanno in qualche misura ingiustamente ipotecato il futuro delle nuove generazioni. Per queste ragioni abbiamo l'obbligo di tradurre in buone leggi quelle sollecitazioni che stanno scuotendo le istituzioni non solo italiane, ma del mondo intero. Ed è innegabile che la salvaguardia dello stato di salute del nostro Paese passi anche da una profonda educazione al rispetto dell'ambiente, anche e soprattutto per i ragazzi più giovani. Per questo, grazie anche alla sensibilità del Governo e dei colleghi di maggioranza, sento di poter esprimere la soddisfazione di essere riusciti a inserire nel provvedimento una disposizione che sta cuore al Gruppo Italia Viva-PSI e che ha incontrato anche il favore dei colleghi di minoranza. Con l'approvazione del decreto-legge in esame prevediamo la possibilità di attuare nelle scuole un piano di sensibilizzazione e formazione per gli studenti: il programma denominato «#Io Sono Ambiente» viene finanziato con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 e ha l'obiettivo di avviare campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali nelle scuole di ogni ordine e grado. Educare cittadini consapevoli è un primo passo fondamentale nella costruzione di una società che sente sulle proprie spalle il peso e la responsabilità di preservare e difendere il luogo in cui viviamo. Proprio per questo abbiamo previsto la possibilità che nelle scuole ci siano puntuali campagne di informazione e sensibilizzazione su questioni ambientali, con particolare riguardo agli strumenti e alle azioni di contrasto, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Le risorse stanziate potranno finanziare progetti, iniziative, programmi e campagne, comprese le attività di volontariato degli studenti, che hanno come obiettivo la diffusione dei valori della tutela dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile oppure, ancora, la promozione di percorsi di conoscenza e tutela ambientale. Signor Presidente, tutto questo non è certamente abbastanza. Ne abbiamo tutti la consapevolezza, come abbiamo già ascoltato dagli interventi di chi mi ha preceduto. Ma abbiamo altrettanta consapevolezza del fatto che questo è un primo importante passo e - come ha affermato ieri il ministro Costa - tutto ciò che non è stato inserito nel decreto-legge clima, che è stato proposto ed è meritevole di attenzione, non sarà perso, ma verrà ripreso nella legge di bilancio e nel disegno di legge collegato ambientale che sarà discusso a gennaio. È un'affermazione importante e che sono certo troverà conseguente attuazione. Io credo che molti di noi avranno modo nei provvedimenti futuri di poter apportare proposte aggiuntive importanti per dare davvero corso al green new deal che il nostro Paese vuole. Il Gruppo Italia Viva-PSI nella legge di bilancio porterà proposte che vanno proprio in questa direzione. Il mio partito Italia Viva, attraverso il piano shock, porterà e sta già portando proposte aggiuntive. Pensando al tema delle ferrovie, del dissesto idrogeologico, delle misure antisismiche soprattutto nelle scuole, se il Governo vorrà accogliere il piano e le proposte che avanziamo, ci saranno le condizioni per poter liberare le risorse già a disposizione per fare interventi che vanno proprio nella direzione di migliorare il quadro ambientale del nostro Paese. Noi, Presidente, Governo, ci siamo ed è per tutte queste ragioni che voteremo con favore la conversione del decreto-legge clima. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e della senatrice Moronese) . MAFFONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, il neocommissario europeo Ursula von der Leyen, che gode di tanta stima da questa maggioranza di Governo, ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi primari è poter vantare un'Europa capace di essere «il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050»; un progetto difficile e complicato, ma estremamente affascinante e soprattutto importante tanto per noi, ma ancor di più per le future generazioni. Eppure, parlare di clima e di ambiente oggi è diventato quasi impossibile perché anche su un tema di questo tipo, che dovrebbe tenerci tutti uniti e compatti, le divisioni politiche hanno esasperato il confronto, forse volutamente, privando il dibattito di ogni logica e ragione, lasciandolo farcito solamente di slogan e posizioni urlate. Cosa possono essere, se non ridicoli slogan , quelli che nei giorni scorsi autorevoli membri del Governo, come il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare o il Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, hanno esternato su questo pacchetto clima? Il 10 ottobre, a margine di un Consiglio dei ministri, il Governo ha detto trionfalmente che questo provvedimento stanzia 450 milioni per l'ambiente. La verità, però, colleghi senatori, è che qui non c'è nulla di trionfale. Innanzitutto facciamo chiarezza. Il Governo qui non stanzia nulla. La verità è che il Governo viene richiamato da Bruxelles perché ad oggi non è ancora in grado di offrire alla propria popolazione una politica ambientale seria di cui tutti gli altri Paesi si sono dotati. Le priorità del Governo non sono quelle di rilanciare il Paese con virtuose politiche verdi, ma sono quelle di fermare il Paese con folli politiche, come quelle del reddito di cittadinanza, che altro non sono che una falsa illusione di rilancio sociale; un'illusione che costa decine di miliardi all'anno allo Stato, mentre il Governo si vanta di aver stanziato qualche milione di euro per l'ambiente. Dobbiamo invece comprendere - colleghi senatori - che la politica ambientale è un obiettivo estremamente ambizioso, capace anche di essere un volano per il nostro sistema economico produttivo, che comporterà inevitabilmente una serie di costi, ma anche di sfide che dovranno essere accompagnate da nuovi obiettivi di tipo educativo e sociale.