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trasformazione mediante la realizzazione, dentro e fuori terra, di costruzioni, infrastrutture e servizi, o provocata da azioni quali l'escavazione, l'asportazione, il compattamento, l'impermeabilizzazione; modifica o perdita della superficie agricola, naturale, semi-naturale o libera, a seguito di contaminazione, inquinamento o depauperamento; resta ferma la distinzione fra consumo di suolo permanente e consumo di suolo reversibile; e « impermeabilizzazione »: cambiamento della natura del suolo mediante interventi antropici di copertura artificiale, tali da eliminarne o ridurne la permeabilità, anche per effetto della compattazione; f « servizi ecosistemici del suolo »: benefici forniti dal suolo al genere umano e a supporto della biodiversità, così come definiti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA); g « pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici »: recupero dei servizi ecosistemici persi a causa di opere che hanno determinato consumo di suolo, attraverso il ripristino delle funzioni ecologiche della stessa o di un'altra porzione di suolo, in maniera pari o superiore, con obbligo dell'invarianza idraulica e idrogeologica. II PROGRAMMA DI RIGENERAZIONE URBANA E STRUMENTI DI INTERVENTO 3 (Programma di rigenerazione urbana comunale e priorità del riuso e della rigenerazione urbana) 1 Il programma di rigenerazione urbana è attuato tramite i piani di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico (PdiR), di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457, sulla base della banca dati del riuso del patrimonio immobiliare esistente e dell'individuazione delle aree urbane degradate o dismesse, di cui al comma 4, lettera b) , da riutilizzare prioritariamente. Il programma prescrive, inoltre, l'obbligo di soddisfare le esigenze insediative e infrastrutturali prioritariamente tramite il riuso, il recupero, la ristrutturazione, la sostituzione, il costruire sul costruito e la rigenerazione urbana. Il programma prevede, altresì, un insieme coordinato di interventi urbanistici, edilizi, socio-economici, tecnologici, ambientali e culturali, che non determinino consumo di suolo, tramite la riqualificazione dell'ambiente costruito e secondo criteri che utilizzino metodologie e tecniche relative alla sostenibilità ambientale, alla salvaguardia del suolo, anche mediante azioni di rinaturalizzazione dei suoli consumati in modo reversibile, di recupero dei servizi ecosistemici persi tramite la deimpermeabilizzazione, la bonifica, l'innalzamento del potenziale ecologico-ambientale e della biodiversità urbana, la riduzione dei volumi esistenti per l'alleggerimento del carico urbanistico con abbattimento del troppo costruito liberando spazi urbani, di contenimento dei consumi idrici ed energetici, di rilancio della città pubblica attraverso la realizzazione di adeguati servizi primari e secondari, di contrasto al degrado e al disagio urbano, ambientale e sociale con politiche che ostacolino la trasmigrazione delle popolazioni residenti, nonché di miglioramento della qualità e della bellezza dei contesti architettonici, ambientali e abitativi. Il programma prevede anche interventi volti a favorire l'insediamento di aree verdi con destinazione a giardini, parchi urbani, infrastrutture verdi e reti ecologiche, nonché a facilitare l'insediamento di attività di agricoltura urbana mediante la creazione di orti urbani, didattici, sociali o condivisi, nonché di giardini e boschi urbani, finalizzati alla tutela delle aree naturali e seminaturali in ambito urbano. 2 Al fine di attuare il principio del riuso e della rigenerazione urbana di cui all'articolo 1, nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono all'approvazione dei piani paesaggistici. In caso di inerzia delle regioni il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo esercita i poteri sostitutivi secondo quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 3 I comuni, singoli o associati, nel termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono all'adeguamento dei piani comunali ed intercomunali ai piani paesaggistici e all'obbligo di soddisfare le esigenze insediative e infrastrutturali prioritariamente tramite il riuso, il recupero, la ristrutturazione, la sostituzione, il costruire sul costruito, la rigenerazione, nonché tramite l'attuazione dei programmi di rigenerazione urbana nell'ambito del PdiR di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457, prioritariamente delle aree degradate individuate ai sensi del comma 4, lettera b) . Il riuso delle aree sottoposte a interventi di risanamento ambientale è ammesso nel rispetto della normativa vigente in materia di bonifiche e dei criteri di cui al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 4 I comuni, singoli o associati, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono: a all'esecuzione di un censimento edilizio comunale, secondo linee guida condivise con l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), asseverato ai sensi di legge. Tale censimento individua gli edifici e le unità immobiliari di qualsiasi destinazione, sia pubblici che privati, sfitti, non utilizzati o abbandonati, specificando le caratteristiche e le dimensioni di tali immobili. Il censimento rileva altresì la quantificazione e la qualificazione delle aree urbanizzate e infrastrutturate esistenti e delle aree residue non ancora attuate previste dagli strumenti urbanistici vigenti, al fine di creare una banca dati del patrimonio edilizio pubblico e privato inutilizzato, denominata « banca dati del riuso », disponibile per il recupero o il riuso, nonché per tenere aggiornato lo stato del consumo di suolo. Tali informazioni sono aggiornate ogni due anni e sono pubblicate in forma aggregata nei siti internet istituzionali dei comuni interessati; b all'individuazione, negli strumenti di pianificazione comunale e intercomunale di cui al comma 1, delle aree degradate, degli ambiti urbanistici comprensivi di isolati, aree o singoli immobili che, per le condizioni di degrado, siano da sottoporre prioritariamente a interventi di riuso e di rigenerazione urbana. Tale individuazione è aggiornata ogni due anni, pubblicata nei siti internet istituzionali dei comuni interessati e trasmessa all'ISPRA e all'ISTAT. 5 Sulla base della cartografia delle basi territoriali ISTAT, integrata con le informazioni trasmesse dai comuni, l'ISTAT rende disponibili, per ogni comune, la mappatura del perimetro dei centri e dei nuclei abitati e delle località produttive . Tutte le aree all'esterno di quelle indicate, prevalentemente agricole o naturali, non possono essere soggette a nuove edificazioni e a impermeabilizzazioni; sono ammesse solo destinazioni legate alle attività agricole o alle funzioni previste all'interno della cintura verde.