[resaula]

sul fondamentale capitolo agricolo, i tagli annunciati non sono a giudizio degli interroganti accettabili per l'importanza strategica che occupa l'agricoltura dal punto di vista socioeconomico e ambientale, per il ruolo determinante che essa svolge per l'ambiente, il territorio e la salute, si chiede di sapere: se i dati esposti corrispondano al vero e, in ogni caso, quali ulteriori informazioni il Governo ritenga di poter fornire sull'argomento; quali iniziative intenda adottare, nelle competenti sedi europee e nazionali, a tutela dell'agricoltura, per scongiurare i tagli paventati e tutelare uno dei settori trainanti dell'economia italiana. Atto n. 4-00110 PILLON CENTINAIO ARRIGONI AUGUSSORI BAGNAI BARBARO BERGESIO BONFRISCO BORGHESI BORGONZONI Simone BOSSI Umberto BOSSI BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDIANI CANDURA CANTU' CASOLATI DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT IWOBI MARIN MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI Emanuele PELLEGRINI PEPE PERGREFFI PIANASSO PIROVANO Pietro PISANI PITTONI PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA ROMEO RUFA SALVINI SAPONARA SAVIANE SBRANA SIRI SOLINAS STEFANI TESEI TOSATO VALLARDI VESCOVI ZULIANI Al Ministro della salute Premesso che: in data 28 marzo 2018 sul quotidiano "La Verità" è stato pubblicato un articolo a firma di Marianna Baroli intitolato: "Via libera in Italia alla prescrizione della pillola per cambiare il sesso". In tale articolo si dava atto che l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) avrebbe annunciato ufficialmente la possibilità di somministrare farmaci a base di triptorelina gratuitamente, a carico del Servizio sanitario nazionale, anche ai minori che manifestino «il contestato "disturbo dell'identità di genere"». Tale molecola era fino ad oggi utilizzata per la cura di alcuni tumori, dei fibromi e dell'endometriosi e per ritardare la pubertà precoce; altri organi di stampa online tra cui "il Giornale" e il "Quotidiano" hanno ripreso la notizia senza tuttavia pubblicare il provvedimento ufficiale dell'AIFA; tra le controindicazioni della triptorelina risultano: osteoporosi, depressione, infertilità femminile, malattia policistica dell'ovaio; a giudizio degli interroganti l'esposizione del minore al rischio di tali effetti collaterali, comprensibile se controbilanciata dal tentativo di curare patologie oncologiche, risulta di difficile giustificazione se bilanciato dal semplice dubbio circa la propria identità sessuale; tra l'altro, un'altissima percentuale di minori che abbiano inizialmente manifestato dubbi circa la propria identità sessuale, si sono poi naturalmente allineati al proprio sesso biologico, con il semplice maturamento del processo di crescita, come autorevolmente riconosciuta dalla letteratura scientifica in materia; secondo coloro che si sono fatti promotori di tale richiesta di autorizzazione, l'impiego del principio attivo per curare la disforia di genere sarebbe "un cruciale intervento precoce, volto a limitare possibili atti di bullismo omotransfobico e di isolamento sociale"; tale affermazione tuttavia pare agli interroganti davvero un paradosso ed evidenzia una discrasia sul piano educativo, visto che si tenta di contrastare il fenomeno del bullismo elidendo farmacologicamente le differenze biologiche, quando sarebbe utile e opportuno educare ad accogliere e rispettare le differenze stesse; ai sensi dell'art. 32, comma primo, della Costituzione, "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" e spetta dunque al Ministro della salute compiere tutte le attività necessarie a che la salute dei cittadini, e specialmente dei minori, sia costantemente garantita e tutelata in ogni modo, si chiede di sapere se corrisponda al vero che l'AIFA ha autorizzato l'uso di farmaci a base di triptorelina per l'utilizzo e la somministrazione gratuita, a carico del Servizio sanitario nazionale, anche su pazienti minorenni per il trattamento della disforia di genere; quali siano le evidenze scientifiche e gli studi che avrebbero supportato tale autorizzazione; se si ritenga prioritario destinare importanti risorse pubbliche per un farmaco potenzialmente dannoso per la salute dei minori; quali siano i provvedimenti che il Ministro in indirizzo intenda adottare per tutelare il diritto dei genitori a educare la prole e il diritto alla salute dei cittadini, e particolarmente dei minori, nel rispetto degli artt. 30 e 32 della Costituzione. Atto n. 4-00111 LA PIETRA BERTACCO BALBONI DE BERTOLDI FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE MARSILIO RAUTI STANCANELLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: ai sensi degli articoli 194 e 197 del testo unico delle norme in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, il diploma di maturità magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 ha valore abilitante ai fini dell'insegnamento nella scuola materna ed elementare, ora dell'infanzia e primaria; in seguito all'istituzione del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, il legislatore, nel riconoscere valore abilitante a tale nuovo corso di studi, ha sancito al contempo che avrebbero conservato valore legale abilitante anche i diplomi dell'istituto magistrale conseguiti entro l'anno scolastico 2001/2002; la natura abilitante di tali diplomi è stata riconosciuta per la prima volta dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con il decreto n. 353 del 22 maggio 2014, ma soltanto ai fini dell'inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, utilizzate per le supplenze; con il precedente decreto n. 235 del 1° aprile 2014, il Ministero aveva, invece, precluso a tali docenti di presentare domanda di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, utilizzate sia per le supplenze sia per le immissioni in ruolo; la VI sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1973 del 16 aprile 2015, ha annullato il decreto ministeriale n. 235, nella parte in cui non consentiva ai docenti in possesso del diploma magistrale abilitante per l'iscrizione anche nelle graduatorie ad esaurimento, atteso che la legge n. 296 del 2006 impone al Ministero di inserire nelle stesse, al momento della trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, "i docenti già in possesso di abilitazione"; tale orientamento è stato ribadito dal Consiglio di Stato con le sentenze n. 3628, n. 3673, n. 3675, n. 3788 e n. 4232 del 2015, confermando l'illegittimità del decreto ministeriale n. 235 del 2014, poiché "lo stesso articolo 1 (...) della legge n. 296/2006, nel fare riferimento alla definizione di un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato allo scopo di dare soluzione al fenomeno del precariato, fa espressamente salvi gli inserimenti (...) a favore dei docenti già in possesso di abilitazione, pur escludendo la possibilità di nuovi inserimenti";