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se ne deriva pericolo per la vita o l’incolumità delle persone, la pena è della reclusione da due a cinque anni. La pena è della reclusione da due a sei anni se da uno dei fatti di cui al primo e al secondo comma deriva un danno per l’aria, le acque, il suolo e il sottosuolo; se ne deriva un danno per un’area naturale protetta, la pena è della reclusione da tre a sette anni. Se da uno dei fatti di cui al primo e al secondo comma deriva una lesione personale, si applica la pena della reclusione da tre a otto anni; se ne deriva una lesione grave, la pena della reclusione da quattro a undici anni; se ne deriva una lesione gravissima, la pena della reclusione da sei a dodici anni; se ne deriva la morte, la pena della reclusione da dodici a venti anni. Se da uno dei fatti di cui al primo e al secondo comma deriva un disastro ambientale, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni e della multa da euro 25.000 a euro 150.000. Le circostanze attenuanti concorrenti con le aggravanti previste dal presente articolo non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena sono operate sulla quantità di pena risultante dall’aumento conseguente alle predette aggravanti. Art. 452- ter. -- (Associazione a delinquere finalizzata al crimine ambientale) . -- Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti tra quelli previsti dall’articolo 452- bis ovvero dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, chi promuove, costituisce, dirige, organizza e finanzia l’associazione è punito per ciò solo con la reclusione non inferiore a quindici anni. Chi partecipa all’associazione di cui al primo comma è punito con la reclusione non inferiore a otto anni. La pena è aumentata se gli associati sono in numero pari o superiore a dieci, ovvero se tra i partecipanti vi sono pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che esercitano funzioni o svolgono servizi in materia ambientale. La pena è aumentata da un terzo alla metà se taluno degli associati ha riportato condanne per il delitto di associzione di tipo mafioso, previsto dall’articolo 416- bis , ovvero per un delitto aggravato ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni. Art. 452- quater. -- (Inosservanza colposa delle disposizioni in materia ambientale). -- Chiunque, nello svolgimento anche di fatto di attività di impresa, in violazione delle disposizioni di cui al primo comma dell’articolo 452- bis , cagiona per colpa un danno per l’aria, le acque, il suolo o il sottosuolo, nonché per il patrimonio artistico, architettonico, archeologico o storico, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se dal fatto di cui al primo comma deriva un danno per un’area naturale protetta, la pena è della reclusione da uno a quattro anni. Art. 452- quinquies. -- (Frode in materia ambientale). -- Chiunque, al fine di commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo ovvero di conseguirne l’impunità, omette o falsifica in tutto o in parte la documentazione prescritta dalla normativa vigente in materia ambientale, ovvero fa uso di documentazione falsa ovvero illecitamente ottenuta, è punito con la reclusione da due a otto anni. Si considera illecitamente ottenuto l’atto o il provvedimento amministrativo frutto di falsificazione, ovvero di corruzione, ovvero rilasciato a seguito dell’utilizzazione di mezzi di coercizione fisica o morale nei confronti del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio. In riferimento ai reati previsti dal presente titolo, l’autorizzazione in materia ambientale, ottenuta illecitamente ai sensi del secondo comma, è equiparata alla mancanza di autorizzazione. Art. 452- sexies. -- (Ravvedimento operoso). -- Le pene previste per i delitti di cui al presente titolo sono diminuite dalla metà a due terzi per chi si adopera per evitare che l’attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell’individuazione degli autori, nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti. Le pene previste per i delitti di cui all’articolo 452- bis , commi primo, secondo, terzo e quarto, e all’articolo 452- quater sono diminuite della metà se l’autore, prima dell’apertura del dibattimento, provvede alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi. Il giudice dispone la sospensione del procedimento per un tempo congruo a consentire all’imputato di eseguire la bonifica. Art. 452- septies. -- (Pene accessorie). -- La condanna per alcuno dei delitti previsti dal presente titolo comporta: a) l’interdizione temporanea dai pubblici uffici, per un periodo non inferiore a cinque anni; b) l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per un periodo non inferiore a cinque anni; c) l’incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione; d) la pubblicazione della sentenza penale di condanna. Per i delitti previsti dal presente titolo, il giudice, con la sentenza di condanna e con quella di applicazione della pena su richiesta delle parti prevista dall’articolo 444 del codice di procedura penale, ordina la bonifica e, ove possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, condizionando all’adempimento di tali obblighi l’eventuale concessione della sospensione condizionale della pena. Art. 452- octies. -- (Confisca). -- Per i delitti previsti dal presente titolo, il giudice, con la sentenza di condanna o con quella di applicazione della pena su richiesta delle parti prevista dall’articolo 444 del codice di procedura penale, ordina sempre la confisca, ai sensi dell’articolo 240 del presente codice, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto. Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti prevista dall’articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dagli articoli 452- bis e 452- ter , il giudice, fatti salvi i diritti di terzi in buona fede, ordina sempre la confisca del prezzo e del profitto del reato, ovvero, quando non è possibile, la confisca dei beni di cui il reo abbia la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto». 2 (Responsabilità delle persone giuridiche) 1 Al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l’articolo 25- sexies è inserito il seguente: «Art. 25- sexies.1. -- (Delitti in materia ambientale). -- 1. In relazione ai delitti previsti dal titolo VI- bis del libro secondo del codice penale commessi nell’interesse della persona giuridica o a suo vantaggio ai sensi dell’articolo 5, si applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. 2 .