[resaula]

se il Ministro in indirizzo, invece di limitarsi a negare l'esistenza di un'emergenza razzismo in Italia, non ritenga opportuno prendere una posizione pubblica netta nei confronti di chi si è macchiato di tali reati; se intenda fare urgentemente luce su tali avvenimenti, in particolare per verificare la paventata matrice razzista degli stessi; se ritenga che la sequenza di violenze contro gli stranieri faccia soltanto parte di una serie di casi isolati, oppure, se vi sia un movente comune e se non sussista il pericolo che si crei un effetto reazione tra gli stranieri presenti in Italia; se non reputi necessario avviare delle indagini più approfondite che considerino e valutino nel loro insieme gli episodi che si sono susseguiti ognuno con le stesse dinamiche negli ultimi mesi, piuttosto che come episodi del tutto isolati l'uno dall'altro; se non ritenga gravemente inopportuno quale Ministro della Repubblica citare, a seguito di uno degli ennesimi episodi di grave violenza perpetrato contro persone immigrate, la frase del dittatore Mussolini, principale artefice delle leggi razziali in Italia. Atto n. 3-00147 GARAVINI MIRABELLI FERRARI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella giornata di lunedì 30 luglio 2018, la nave italiana "ASSO 28" ha partecipato alle operazioni di soccorso in mare di alcuni migranti nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia; le operazioni di soccorso in mare in quel tratto avvengono in coordinamento internazionale, ma ordinariamente le navi italiane segnalano le emergenze alla sala operativa della Guardia costiera italiana; alle ore 19 del 30 luglio 2018, la nave "ASSO 28" risulta aver attraccato nel porto di Tripoli, che anche recentemente è stato definito come "porto non sicuro" e dove, dunque, non possono essere sbarcati migranti che possono avere diritto alla protezione internazionale, si chiede di sapere: se la nave ASSO 28 abbia comunicato alla sala operativa italiana la propria partecipazione ad un'operazione di soccorso in mare di migranti, nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia; se il Ministro in indirizzo intenda rendere noto chi abbia dato disposizioni alla nave di dirigersi verso il porto di Tripoli e non verso un altro dei "porti sicuri" presenti nel Mediterraneo; se qualcuno dei migranti soccorsi sia stato in qualsiasi modo identificato a bordo della nave ASSO 28 e se sia stato accertato che gli stessi non avessero diritto a nessuna forma di protezione internazionale, prevista dai trattati e dalle leggi in vigore in Italia; se non si ritenga che siano state violate norme e comportamenti di ordinaria solidarietà con chi fugge da guerre, carestie, violenze politiche e di genere, favorendo così i persecutori dei migranti nei vari Paesi di provenienza. Atto n. 3-00148 DURNWALDER Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231, recante "Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 «Legge di delegazione europea 2015»" erano le autorità locali a decidere sui ricorsi avverso provvedimenti sanzionatori degli organi di controllo concernenti le violazioni del regolamento (UE) n. 1169/2011; il 9 maggio 2018, con l'entrata in vigore del citato decreto legislativo, la competenza per l'irrogazione delle sanzioni amministrative viene attribuita ( ex articolo 26) al Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e i direttori degli uffici territoriali dell'ICQRF sono i soggetti delegati all'emissione delle ordinanze - ingiunzione di pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie relativamente agli illeciti commessi nell'ambito della rispettiva circoscrizione territoriale di competenza; tenuto conto che: l'articolo 99 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670) prevede l'equiparazione della lingua tedesca a quella italiana; l'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574, recante "Norme di attuazione dello Statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti con la pubblica amministrazione e nei procedimenti giudiziari", prevede che nei rapporti con gli organi e gli uffici della pubblica amministrazione e degli enti pubblici situati nella provincia di Bolzano o aventi competenza regionale, nonché con i concessionari di servizi di pubblico interesse svolti nella provincia medesima, la lingua tedesca è parificata a quella italiana; l'articolo 3 dello stesso decreto n. 574 prevede che gli organi, gli uffici e i concessionari devono predisporre o adeguare le strutture organizzative al fine di consentire l'uso dell'una e dell'altra lingua; considerato che: le decisioni delle autorità locali sui ricorsi avverso provvedimenti sanzionatori degli organi di controllo concernenti le violazioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 erano, prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 231, formalizzate nella stessa lingua in cui erano stati presentati i ricorsi stessi; l'ufficio territorialmente competente per i ricorsi d'interesse del Trentino-Alto Adige è l'ICQRF Nord-Est, con sede a Conegliano Veneto; all'attribuzione della competenza per l'irrogazione delle sanzioni all'autorità statale non è conseguito l'adeguamento delle strutture organizzative territoriali delegate, in particolare di quella delegata sui ricorsi presentati in Sudtirolo in lingua tedesca, si chiede di sapere se e in che modo il Governo abbia provveduto a fornire all'ICQRF Nord-Est le indicazioni, i mezzi finanziari, la dotazione, il personale e la formazione per l'applicazione del bilinguismo e garantire così la tutela delle minoranze linguistiche. Atto n. 3-00149 NASTRI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Atto n. 3-00150 URSO CIRIANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: sul sito web dell'Inps si accede ad una pagina intitolata "Le pensioni dei sindacalisti" da cui emerge come i sindacalisti costituiscano una delle tante "caste" del Paese dei privilegi pensionistici; viene espressamente indicato che essi "hanno regole contributive diverse dagli altri lavoratori perché possono vedersi ugualmente versati i contributi (o addirittura lo stipendio) da enti terzi rispetto al sindacato presso cui prestano effettivamente il proprio lavoro e perché possono, prima di andare in pensione, farsi pagare dalle organizzazioni sindacali incrementi delle proprie pensioni a condizioni molto vantaggiose";