[pronunce]

Considerato che il Giudice di pace di Genzano di Roma dubita, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., della legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), convertito con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2003, n. 63, nella parte in cui sottrae al giudizio secondo equità tutte le controversie relative ai contratti conclusi secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ. , indipendentemente dal loro valore; che analoga questione è prospettata, in riferimento al solo art. 24, terzo comma, Cost., dal Giudice di pace di Napoli con riguardo all'art. 1 del d.l. n. 18 del 2003, per la parte in cui istituisce il grado di appello nelle controversie relative ai c.d. contratti di massa anche di importo inferiore ai millecento euro e determina così una limitazione dell'ambito di applicabilità dell'art. 82, primo comma, cod. proc. civ. in favore dei soggetti non abbienti; che le due ordinanze pongono questioni analoghe, sicché i relativi giudizi vanno riuniti per essere congiuntamente decisi; che l'ordinanza del Giudice di pace di Napoli, che non contiene alcun riferimento alla legge di conversione n. 63 del 2003 pur essendo ad essa successiva, non fornisce neppure alcuna descrizione della fattispecie concreta oggetto del giudizio a quo, onde la questione da essa sollevata va dichiarata manifestamente inammissibile per carenza di motivazione sulla rilevanza, solo apoditticamente affermata dal remittente (v., da ultimo, ordinanza n. 302 del 2004); che anche la motivazione sulla rilevanza contenuta nell'ordinanza del Giudice di pace di Genzano di Roma non può considerarsi esauriente in quanto, ancorché in essa si richiami espressamente la legge n. 63 del 2003, non viene tuttavia precisata la data di notifica dell'atto di citazione, mentre tale elemento è necessario per lo svolgimento del prescritto controllo preliminare sulla rilevanza, dal momento che l'art. 1-bis del citato d.l. n. 18 del 2003, introdotto dalla legge di conversione n. 63 del 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10 aprile 2003, ha stabilito che le disposizioni di cui all'art. 1 dello stesso decreto si applicano ai giudizi instaurati con citazioni notificate dal 10 febbraio 2003; che, pertanto, anche la questione sollevata dal Giudice di pace di Genzano di Roma deve essere dichiarata manifestamente inammissibile (v. ord. n. 299 del 2004). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), convertito, con modificazioni, nella legge 7 aprile 2003, n. 63, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dai Giudici di pace di Genzano di Roma e di Napoli con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 dicembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 dicembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA