[pronunce]

1.3 - Il ricorrente impugna, poi, l'art. 3 della legge regionale n. 42 del 2008 che prevede l'istituzione, entro i limiti di potenza autorizzabile ai sensi del precedente art. 2, di una riserva strategica fino al 20% per ciascuna fonte di energia rinnovabile da destinare ad azioni volte a garantire lo sviluppo del tessuto industriale regionale. In particolare, l'Avvocatura censura la norma regionale nella parte in cui essa prevede che la suddetta riserva potrà essere variamente utilizzata dalla Regione: da un lato, per stipulare accordi con operatori nel settore dell'energia, preferibilmente «con partenariato calabrese, che destinino una significativa quota degli investimenti per attività di sviluppo industriale ed economico sul territorio calabrese, anche nella componentistica energetica»; dall'altro, «per assegnare quote di energia a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico, al fine di favorire la riduzione dei relativi costi». La difesa erariale ritiene che in tal modo il legislatore regionale avrebbe previsto una corsia preferenziale di accesso al mercato per determinati soggetti in violazione degli artt. 41 e 117, terzo comma, della Costituzione. Con riferimento a tale ultimo parametro assumerebbero rilievo il principio della libertà della produzione di energia elettrica sancito dall'art. 1 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica) e il principio di cui all'art. 12, comma 6, del d.lgs. n. 387 del 2003, che pone il divieto di subordinare l'autorizzazione all'installazione di impianti di produzione di energia alternativa a misure di compensazione a favore della Regione. 1.4 - L'art. 5, commi 2 e 3, viene impugnato nella parte in cui prevede la decadenza ope legis delle istanze di autorizzazione pendenti alla data di entrata in vigore delle norme contenute nella legge regionale n. 42 del 2008 alle quali, pertanto, viene attribuita efficacia retroattiva. Tale previsione contrasterebbe con i principi di buona fede, affidamento e certezza del diritto, nonché con l'art. 97 della Costituzione, in quanto impedisce lo svolgimento dei procedimenti amministrativi di autorizzazione in corso, sede naturale di ponderazione degli interessi pubblici e privati coinvolti negli stessi. Risulterebbero, altresì, violati gli artt. 2 e 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) che impongono la conclusione dei suddetti procedimenti con un provvedimento motivato. 1.5 - Ulteriore censura è poi proposta nei confronti del punto 2.3 dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008, il quale individua un elenco di tipologie di impianti (con potenza nominale inferiore o uguale a 500 Kwe) soggetti alla sola disciplina della denuncia di inizio attività (DIA). Tale previsione, a parere della difesa erariale, sarebbe in contrasto con il principio fondamentale in materia di energia, fissato dall'art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 387 del 2003 e, quindi, con l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. La disposizione statale richiamata prevede, per effetto dell'art 2, comma 161, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), delle soglie di potenza di energia diverse da quelle individuate dal legislatore regionale consentendo la loro modifica solo ad opera di un decreto adottato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata. L'individuazione da parte del legislatore regionale degli impianti assoggettabili al procedimento di DIA non sarebbe, poi, fatta in base alla tipologia dei siti di installazione, ma su criteri idonei a determinare effetti distorsivi della concorrenza, con conseguente violazione dell'art. 41 della Costituzione. Sarebbe, infatti, contrario al principio della libera concorrenza introdurre il regime semplificato della DIA per gli impianti destinati all'autoconsumo e negarlo per gli altri che hanno una diversa finalità ma uguale impatto sul territorio. 1.6 - Il successivo punto 4.2, lettera f), dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008, prevede che alla domanda di autorizzazione alla realizzazione di impianti eolici deve essere allegato uno studio delle potenzialità anemologiche del sito che siano tali da garantire una «producibilità annua di almeno 1800 ore equivalenti di vento». Tale previsione, a parere dell'Avvocatura, violerebbe l'art. 117, primo comma, della Costituzione, in quanto, nel porre una moratoria all'installazione di impianti eolici, impedisce il raggiungimento dell'obiettivo di incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili perseguito dallo Stato in attuazione di specifici obblighi internazionali e comunitari (Protocollo di Kyoto, direttiva 2001/77/CE, direttiva 2006/32/CE). Sarebbero, infatti, pochi i siti idonei a garantire la produzione richiesta dal legislatore regionale tenuto conto del fatto che, nell'anno 2007, la media nazionale di funzionamento di tutti gli impianti eolici installati sul territorio nazionale è stata di circa 1500 ore. La norma impugnata sarebbe anche in contrasto con l'art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003, in quanto indica una condizione per il rilascio dell'autorizzazione estranea a quelle previste dalla norma statale che vale quale principio fondamentale in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia. 1.7 - Il punto 4.2, lettera i), dell'Allegato sub 1 della legge regionale n. 42 del 2008, stabilisce che la domanda di autorizzazione per la installazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile sia corredata, per quelli di potenza superiore a 500 Kwe, anche dalla deliberazione favorevole del Consiglio comunale sul cui territorio insiste il progetto. Secondo il ricorrente tale statuizione si pone in contrasto con l'art. 117, terzo comma, della Costituzione e con il principio di cui all'art.12 del d.lgs. n. 387 del 2003 che, nel qualificare come indifferibili ed urgenti e di pubblica utilità le opere tese a realizzare i sopra indicati impianti, le sottopone ad una autorizzazione unica (comma 3), senza prevedere il rilascio di ulteriori atti amministrativi. 1.8 - L'Avvocatura impugna, infine, il punto 4.2 lettere l) ed o) dell'Allegato sub 1 della legge n. 42 del 2008.