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Alla luce di questo convulso quadro contabile, l'articolo unico del presente disegno di legge provvede a ridefinire il contributo annuale da parte dello Stato in favore del CAI e del CNSAS per le tre tipologie di spesa di competenza del MIBACT (contributo al CAI, contributo per il pagamento del premio dell'assicurazione dei soccorritori CNSAS e contributo per le attività del CNSAS) variandone la ripartizione interna rispetto alle dotazioni di bilancio a legislazione vigente e «sterilizzando» gli effetti del taglio per consumi intermedi che, invece, dovrà essere definito annualmente tra CAI e Ragioneria generale dello Stato. La disposizione non reca oneri per la finanza pubblica in quanto contabilmente si provvede ad utilizzare quella parte di risorse già destinate alle attività del Club alpino italiano e del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che nel bilancio dello Stato sono allocate nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sul capitolo di bilancio 6823, piano di gestione n. 1, indicate all'articolo 2, comma 98, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 24 novembre 2006, n. 286. In virtù della presente disposizione tali risorse saranno di fatto trasferite sugli ulteriori specifici piani di gestione del capitolo 6823.. 1 (Contributi statali) 1 A decorrere dall'anno 2015 il contributo annuo a favore del Club alpino italiano, previsto dall’articolo 5 della legge 26 gennaio 1963, n. 91, è determinato in euro 500.000. 2 A decorrere dall'anno 2015 il contributo annuo a favore del Club alpino italiano per le attività del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, previsto dall'articolo 145, comma 17, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è determinato in euro 1.500.000. 3 A decorrere dall'anno 2015 il contributo annuo a favore del Club alpino italiano per il pagamento del premio dell'assicurazione dei volontari del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, previsto dall'articolo 3, comma 1, della legge 18 febbraio 1992, n. 162, è determinato in euro 1.000.000. 4 All'onere di cui ai commi 1, 2 e 3, pari a 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 2, comma 98, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, allocate nel piano di gestione n. 1 del capitolo 6823 dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.