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Mimmo arrivò a ricoprire l'incarico di Ministro dell'economia dalla Direzione generale del Tesoro, dove aveva preso il posto di Mario Draghi, il quale - si sa - fece i bagagli per andare in Goldman Sachs e poi ritornare in Banca d'Italia e alla BCE. Ora vedremo se lo faranno Presidente della Repubblica e Dio non voglia. Bene, cosa andrà a fare anche Mimmo Siniscalco una volta lasciato il Ministero? Va a fare il vice presidente international di Morgan Stanley e a ricoprire altri incarichi non meno importanti. Tutto questo exscursus ci fa capire che il MEF è una delle più strategiche e funzionali sale macchine del sistema: arrivi se ne fai parte e se ne accetti le regole. Il MEF serve per il sistema, non per l'economia reale, per le famiglie e per i lavoratori. Da quando siamo entrati nelle logiche europee, lo è ancora di più e anche questa Nota di aggiornamento è funzionale a questi incastri di giochi finanziari, dove al popolo lasciate le briciole, vendendole come un successo e i dati lo dimostrano: nove milioni di cartelle esattoriali pronti a sbranare piccole e medie imprese e famiglie, imprese non pagate dalla pubblica amministrazione; regole sempre più assurde nel settore della ristorazione, dell'artigianato, del commercio; sistema del credito lontano anni luce dalle imprese; pressione fiscale inversamente proporzionale, politiche elusive per le multinazionali - vi informo che non fanno transazioni in contante, anzi; altro che lotteria degli scontrini - e pressing fiscale sulle piccole imprese. Le famiglie sono impaurite, stressate dalla crisi e dalle sue evidenti ingiustizie sociali; le bollette della luce e del gas sono vergognose, perché non avete il coraggio di togliere gli oneri di sistema. Altro che new green deal ! Le bollette vanno drasticamente ridotte, e non di qualcosina con le forbicine, perché le famiglie italiane ne hanno le tasche piene. Ma a voi che interessa? Tanto le preoccupazioni del Governo sono di dare a Unicredit presieduta da Padoan quella Montepaschi che l'ex ministro Padoan aveva nazionalizzato. Il solito Governo amico degli amici! Quindi: viva l'Italia, onore agli italiani e via dall'Europa. Viva Italexit! (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione congiunta. Comunico all'Assemblea che sono pervenute alla Presidenza, sulla relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012, le proposte di risoluzione nn. 100, presentata dai senatori Perilli, Marcucci, De Petris, Faraone e Steger, e 101, presentata dai senatori Ciriani, Bernini e Romeo. Sono, inoltre, pervenute alla Presidenza, sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020, le proposte di risoluzione nn. 1, presentata dai senatori Marcucci, Perilli, De Petris, Faraone e Unterberger, e 2, presentata dai senatori Romeo, Bernini e Ciriani. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di parlare il relatore. DELL'OLIO, relatore . Signor Presidente, signori membri del Governo, onorevoli colleghi, nella mia replica cercherò di indirizzarmi verso alcuni punti sollevati dai miei colleghi nei loro interventi. Ritengo, infatti, opportuno che, in questa sede, si faccia chiarezza. Si deve far sì che chi ci segue possa avere informazioni corrette e depurate dalle posizioni politiche. I dati, insomma, devono essere dati e non devono essere distorti per un vantaggio politico. In primis , in merito alla questione del recupero degli importi da parte del Governo, ritengo che non sia corretto quanto affermato dalla senatrice Toffanin, e cioè che si userà il recupero dell'evasione fiscale. È certamente vero che il Governo continuerà a perseguire politiche di contrasto alle frodi e all'evasione fiscale e, in generale, di miglioramento della compliance , che negli ultimi anni hanno conseguito risultati notevoli, superiori alle aspettative, ma le proiezioni programmatiche non includono ulteriori aumenti del gettito derivanti dal contrasto all'evasione. Si prevede, invece, la costituzione di un fondo, da alimentare con le entrate effettivamente generate da tale attività, che sarà destinato al finanziamento di interventi di riforma fiscale e alla riduzione del debito pubblico. Non avevo detto prima nell'intervento che, per quanto riguarda le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra di bilancio, le stesse saranno assicurate dai seguenti ambiti di intervento: la rimodulazione di alcuni fondi di investimento e l'avvio di un programma di revisione e riqualificazione della spesa della pubblica amministrazione; la revisione di alcuni sussidi dannosi dal punto di vista ambientale; incrementi di gettito derivanti dal miglioramento della compliance , correlati anche all'incentivazione all'utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento; gettito addizionale derivante dalla crescita generata dal programma di investimenti (tale retroazione fiscale è inclusa, parzialmente, nelle stime solo a partire dal 2022); utilizzo delle risorse messe a disposizione dal pacchetto nel Next generation EU, tra cui quelle dei fondi REACT-EU, sviluppo rurale e RRF ( recovery and resilience facility ). Per quanto riguarda i professionisti, pur con le note difficoltà di rapporto con tali categorie, è bene ricordare che, per la prima volta nella storia, essi sono stati considerati dallo Stato quando c'era da fornire supporto finanziario. Non era mai successo prima che ricevessero qualcosa. Mi riferisco al fondo di ultima istanza del decreto cura Italia, con il contributo anticipato delle casse per questioni di rapidità, ma in realtà erogato dallo Stato. Se ho capito bene, il collega De Bertoldi ha detto che la logica del Governo è, o è stata in passato, colpire i ricchi. Ma in questa fase pandemica, nella quale si è trovato a dover fronteggiare una situazione catastrofica mai avvenuta prima, l'intenzione del Governo è stata, in primis , quella di tutelare le fasce deboli della Nazione. Allo stesso tempo, si è cercato di dare un supporto alla fascia produttiva del Paese, ma mai si è avuta alcuna intenzione di colpire qualcuno. Di certo, non si è portata a termine - come diceva correttamente la senatrice Rauti - la legge delega sulla riforma fiscale, alla quale, comunque, il Governo sta lavorando, perché non c'era spazio, in primis temporale e in secondo luogo economico, per poter agire. Come sapete, infatti, qualsiasi ipotesi di riforma fiscale che possa abbassare in maniera sensibile il livello di tassazione deve essere ponderata e passare anche per la correttura di bilancio; e di certo non si può fare una riforma in uno stato di emergenza. E nel 2020 avevamo e abbiamo soltanto da lavorare per far ripartire il Paese. L'intenzione del Governo, di qualsiasi Governo, è fare una riforma fiscale. Saremmo meschini se addebitassimo a qualsiasi Governo in carica in questa fase, in questo 2020, il fatto di non aver portato a casa questo progetto. È stato detto che abbiamo salvato le banche. A parte il fatto che con l'espressione «salvare le banche», in realtà, si dovrebbe intendere non salvare i banchieri, ma salvare il tessuto produttivo che sta intorno alle banche;