[resaula]

6) ad adoperarsi affinché ai cittadini in condizioni di vulnerabilità, conformemente al dettato della direttiva (UE) 2019/944 relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica, sia assicurato, attraverso il ricorso ad un operatore pubblico che persegua esclusivamente l'equilibrio di bilancio non avendo come obiettivo la massimizzazione degli utili, un approvvigionamento di energia che ne contenga i costi e mitighi la volatilità dei prezzi, prevedendo inoltre che tale operatore, di comprovata esperienza nell'attività di acquisto, operi utilizzando tutti gli strumenti di mercato e privilegiando l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili, acquistata anche con contratti di lungo termine (PPA); 7) a completare nel più breve tempo possibile la definizione delle condizioni e dei criteri per il graduale passaggio, nell'ambito del mercato all'ingrosso dell'energia elettrica, dall'applicazione di un PUN all'applicazione di prezzi zonali definiti in base agli andamenti del mercato, tenendo conto non solamente dell'esigenza di salvaguardare gli indicatori di prezzo di riferimento per lo sviluppo e della trasparenza dei mercati, ma anche del corretto funzionamento di questi ultimi; 8) a promuovere ed estendere, anche oltre quanto già previsto, l'impiego e la realizzazione dei sistemi semplici di produzione e consumo anche laddove l'unità di produzione da fonti rinnovabili si collochi in un sito del cliente finale diverso da quello dove il medesimo cliente consuma l'energia, tenendo comunque in considerazione criteri di prossimità e la sostenibilità ai fini del pagamento degli oneri di sistema; 9) ad adoperarsi al fine di favorire il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti rinnovabili, anche provvedendo all'adozione di linee guida relative alle modalità di funzionamento delle procedure semplificate di autorizzazione (PAS, DILA) per evitare interpretazioni restrittive che ne impediscano di fatto l'utilizzo; 10) ad adottare ogni opportuna iniziativa affinché la commissione tecnica PNRR e PNIEC possa contare sugli introiti da tariffe versate dai proponenti nella misura indispensabile per operare in piena funzionalità, così da assicurare la celerità necessaria e garantire che nell'anno 2022, e nei seguenti, siano autorizzati almeno 7 Gigawatt, secondo quanto indicato negli obiettivi al 2030 sulle fonti rinnovabili; 11) ad accelerare le condizioni volte a far sì che la diminuzione del costo dell'energia generata dall'ingresso di nuova energia rinnovabile si riflettano in minori costi per i consumatori, attraverso la possibilità di avvalersi di prezzi dinamici oppure di contratti PPA dedicati; 12) a supportare gli operatori di mercato nell'ottenimento delle garanzie necessarie alla loro operatività, prevedendo meccanismi straordinari di accesso alle garanzie, preferibilmente attraverso il ricorso a società a partecipazione pubblica, quali, ad esempio, SACE; 13) a rivedere, al fine di innalzarlo, il limite ISEE che consente alle famiglie di percepire il bonus sociale, attraverso la copertura dei costi necessari con risorse derivanti dalla fiscalità generale, con un opportuno effetto redistributivo; 14) a verificare che le tariffe di aggiudicazione del capacity market per gli anni 2022 e 2023 non prevedano extra marginalità e, qualora invece presenti, allinearle alle minori tariffe previste per l'anno 2024; 15) a riconoscere, per gli anni 2022, 2023 e 2024, una detrazione fiscale dell'80 per cento a favore dei costi sostenuti delle piccole e medie imprese per la produzione di energia elettrica o termica da fonte rinnovabile, ovvero per la riqualificazione energetica degli edifici nella propria disponibilità, ivi inclusi gli eventuali costi per la rimozione dell'amianto, avvalendosi dello sconto in fattura o della cessione del credito, nonché a prevedere la medesima detrazione, anche alle comunità di energia rinnovabile che eseguono e finanziano tali interventi al fine di garantire risparmi energetici o consumo di energia rinnovabile autoprodotta ai loro associati; 16) a istituire un fondo di garanzia per la realizzazione degli impianti e delle misure di efficienza relativi alle comunità energetiche rinnovabili. (1-00457) (Testo 2) Mozioni Atto n. 1-00494 TARICCO BITI Caterina MALPEZZI Simona Flavia FERRARI MIRABELLI COLLINA D'ARIENZO CIRINNÀ Monica ROSSOMANDO Anna MARCUCCI ALFIERI RAMPI VERDUCCI STEFANO FEDELI Valeria PITTELLA MANCA GIACOBBE IORI Vanna COMINCINI BOLDRINI Paola VATTUONE FERRAZZI ROJC Tatjana ASTORRE PINOTTI Roberta LAUS D'ALFONSO - Il Senato, premesso che: le api e gli altri insetti impollinatori garantiscono, mediante l'impollinazione, la riproduzione di molte piante coltivate e selvatiche, contribuendo naturalmente alla produzione e alla sicurezza alimentare, nonché alla tutela della biodiversità, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, e nonostante questo, purtroppo, la loro importanza non è sufficientemente riconosciuta, ed è spesso data anzi per scontata, mentre per esempio negli Stati Uniti ogni anno si spendono 2 miliardi di euro per l'impollinazione artificiale; secondo uno studio dell'Istituto nazionale per la ricerca agronomica francese (INRA), finanziato dall'Unione europea, il venir meno del ruolo delle api comporterebbe un costo di 153 miliardi di euro a livello mondiale, pari al 10 per cento del valore di mercato dei prodotti alimentari, e circa l'84 per cento delle specie coltivate in Europa dipende dall'impollinazione degli insetti, come anche il 70 per cento delle principali colture utilizzate nel mondo per il consumo umano, e basterebbero questi dati a sottolineare l'importanza e la necessità di proteggere gli insetti impollinatori; i recenti studi condotti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) dimostrano come l'incremento della densità e della varietà degli insetti impollinatori abbia un impatto diretto sulla produttività dei raccolti, e come ciò, globalmente, si possa stimare soprattutto per i piccoli agricoltori in aumento della loro produttività media di oltre il 20 per cento; la Commissione dell'Unione europea, alla luce di stime che valutano in circa 5 miliardi di euro la produzione agricola annuale europea attribuibile direttamente agli impollinatori, per affrontarne il declino, ha avviato una consultazione pubblica su un'iniziativa a loro tutela, e ha invitato scienziati, agricoltori e imprese, organizzazioni ambientali, autorità pubbliche e cittadini a intervenire con contributi; premesso, altresì, che: