[pronunce]

che, sotto altro aspetto, la diversità del criterio di determinazione della base imponibile delle partecipazioni societarie non quotate rispetto a quelle quotate e ai beni immobili trova giustificazione nelle diverse caratteristiche dei cespiti oggetto di valutazione; sicché, anche la censura riguardante l'asserita violazione del principio di eguaglianza risulta manifestamente infondata; che la norma impugnata neppure eccede i limiti della delega, originariamente contenuta nell'art. 1, punto V, della legge 9 ottobre 1971, n. 825 (Delega legislativa al Governo della Repubblica per la riforma tributaria), e ripetutamente rinnovata con numerose disposizioni legislative succedutesi nel tempo; che, in particolare, essa - per le considerazioni sin qui svolte - soddisfa il criterio direttivo, fissato dall'art. 8, numero 2), della citata legge n. 825 del 1971, secondo il quale l'imposta è commisurata al valore netto dei beni caduti in successione, essendo il bilancio della società e l'inventario dei beni ad essa appartenenti gli strumenti funzionalmente destinati a rappresentare il valore netto della stessa società e, di conseguenza, quello delle singole quote di partecipazione; che, conclusivamente, la questione prospettata è, sotto tutti i profili, manifestamente infondata; . . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346 (Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Cremona e, in riferimento agli artt. 3, 53 e 76 della Costituzione, dalla Corte di cassazione, sezione tributaria, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Annibale MARINI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 giugno 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA