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Istituzione dell'Albo nazionale degli esperti di veicoli e danni a cose. Onorevoli Senatori. -- Risale al 1969 l'introduzione nel nostro paese dell'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile in materia di circolazione stradale (RCA) ed è di circa il 7 per cento del PIL la raccolta premi lorda contabilizzata dal settore assicurativo in Italia nel 2012. L'Italia è al quarto posto in Europa ed al settimo nel mondo relativamente al rapporto raccolta premi/PIL e gestisce il 3,5 per cento di tutti i premi assicurativi del mondo, con una spesa pro capite di 1.812 euro per il solo ramo danni. Quotidianamente, cittadini ed aziende private e pubbliche hanno a che fare con risarcimenti o indennizzi assicurativi. Nelle ultime settimane e mesi abbiamo assistito ad un vivace ed intenso dibattito che ha portato alle cronache quotidiane riflessioni e commenti su proposte dì riforme al settore della RCA. Quello che comunque emerge in modo sempre più chiaro è che, a fronte di imprese assicurative organizzate in grandi gruppi, il singolo assicurato, quand'anche ben organizzato, strutturato e capace, non ha mai la certezza della congruità di una offerta d'indennizzo o dell'equità di un risarcimento. Nel settore RCA, inoltre, sempre più si mescolano ai princìpi del risarcimento, clausole indennitarie che provano ad avere effetti sui costi finali delle polizze proposte ai cittadini. Il legislatore, che già nel 1992 aveva pensato ad una legge che istituisse una figura tecnicamente terza, di garanzia, indipendente dagli interessi di assicurato ed assicuratore, nei successivi interventi legislativi, effettuati con poca consapevolezza sulle ripercussioni, sebbene dettati dalla necessità di razionalizzazione e semplificazione del momento, ha modificato la legge 17 febbraio 1992, n. 166 che istituiva il Ruolo nazionale dei periti assicurativi (RNPA), consentendo così, progressivamente, un forte condizionamento da parte delle imprese assicurative sullo svolgimento degli incarichi di accertamento e stima, minando così, i princìpi d'imparzialità e oggettività che, invece, in ambito europeo, proprio il contributo italiano nell'elaborazione delle direttive sui servizi professionali, ha voluto sottolineare. La fiducia dei cittadini nei confronti dell'assicuratore, che dovrebbe essere un loro partner di crescita, assolvendo attraverso la sua organizzazione imprenditoriale la funzione di mutualità, continua ad essere modesta, e ciò incide sulla possibilità di migliori condizioni di vita per generazioni future. L'impresa assicurativa, indirizzando organizzazione e risorse verso la distribuzione del rischio su una molteplicità di soggetti affinché, con un importo contenuto e certo, il privato o l'impresa siano garantiti dalle possibili gravi conseguenze di un evento dannoso che potrebbe avere conseguenze nefaste sulla loro economia, non cresce adeguatamente. E, a causa di questa scarsa fiducia e del fatto che il contratto più conosciuto, quello dell'RCA, venga vissuto da molti come una tassa, soprattutto in questo periodo di fatica a crescere, di fatto fa avanzare lentamente pure lo sviluppo del terzo pilastro sul quale dovrebbe basarsi la previdenza integrativa, fonte sostanziale di garanzia per la vecchiaia soprattutto per le generazioni più giovani. Negli ultimi anni abbiamo varato provvedimenti finalizzati al miglioramento di un equilibrio economico nel settore RCA, che avrebbe dovuto, in conseguenza del contenimento dei costi dei risarcimenti, portare ad una sensibile riduzione dei costi delle polizze che gravano su ogni cittadino. Siamo e dobbiamo essere consapevoli del fatto che non esiste oggi alcun obbligo di legge che vincoli l'assicuratore ad adeguare le tariffe dell'assicurazione della RCA all'andamento del costo dei risarcimenti e degli indennizzi, né -- credo -- alcuna forza politica vorrà intervenire sul sistema di libero mercato. Così, per tentare di ottenere un risultato, nelle ultimissime proposte si sono mescolati a tal punto i princìpi del risarcimento con metodi e clausole di tipo indennitario, senza fare chiarezza sui due diversi concetti e senza controbilanciare con un sistema di garanzie le opportunità offerte agli assicuratori, che si sono avute animate manifestazioni di dissenso, le quali hanno unificato più categorie in manifestazioni, anche di piazza, contro le proposte di riforma del sistema della RCA. Dobbiamo prendere atto che nel corso degli anni non sono stati operati interventi utili ad incrementare nei cittadini la fiducia verso il sistema assicurativo, né che abbiano loro fatto percepire la sicurezza che a fronte del denaro speso in assicurazione avranno certamente garantito un equo risarcimento o un congruo indennizzo. L'analisi sulla situazione qui affrontata mi ha spinto a riflettere sulla necessità di una legge che soddisfi il bisogno di una crescita del rapporto di fiducia tra i cittadini e uno tra i più importanti settori economici del paese, fornendo al tempo stesso uno stimolo alla trasparenza quale fattore decisivo di competizione e di sviluppo. Ciò condurrebbe inequivocabilmente ad un salto di qualità per le molte professionalità tecniche che gravitano attorno al mondo assicurativo e che sono quotidianamente chiamate ad intervenire in conseguenza del verificarsi di un sinistro coperto da una polizza di qualsiasi tipo. L'articolato testo che si propone alla discussione nasce dalla consapevolezza che, anche a livello dell'Unione europea, pur nel sistema dualistico di regolazione delle professioni, si mette al primo posto l'interesse pubblico e si richiama la necessità per cui gli organismi professionali, le organizzazioni e le associazioni sviluppino codici di condotta i quali, tenuto conto della natura di ciascuna professione, dovrebbero includere norme giuridicamente vincolanti in materia di deontologia professionale finalizzate a promuovere la qualità dei servizi e garantire l'indipendenza, l'imparzialità professionale e la segretezza, cioè stabilire norme minime di comportamento a garanzia dell'utente e del livello di prestazione del servizio reso, nonché dall'urgenza d'intervenire immediatamente nel principale settore nel quale l'assicurazione risulta obbligatoria, l'assicurazione della RCA, per esportare poi il medesimo modello negli altri settori del ramo danni. Non è peraltro solo il settore della RCA ad avere bisogno di figure indipendenti di controllo: infatti se pensiamo alla diffusione di veicoli sempre più sofisticati, con sistemi elettronici sempre più complessamente intelligenti e scocche via via più sicure ed ecologiche, capiamo perché sia fondamentale, innanzitutto per la sicurezza della circolazione e per evitare di perdere anche a causa di difetti o leggerezze nel ripristino dei veicoli, centinaia di migliaia di giorni di vita sana. Si -- onorevoli colleghi -- dobbiamo ricordarci di pensare agli incidenti sulle strade e sul lavoro, non drammaticamente solo come ad un certo numero di morti o feriti, ma come all'intero indotto di perdita di giorni di vita sana o normale, rispettivamente per le vittime e per chi vive intorno a loro!