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Si interviene con qualche ordine del giorno, ma indubbiamente questo modo di fare inizia a diventare piuttosto seccante, per non dire stancante e forse inefficace, perché a volte una delle due Camere non lavora perfettamente in sintonia con quello che dovrebbe essere lo spirito generale. In particolare voglio parlare dell'articolo 6, che tratta di alcuni tipi di opere pubbliche importanti, a proposito delle quali si è voluto modificare una legge approvata nel luglio scorso inserendo un comma aggiuntivo che, secondo l'intento, semplifica moltissimo il sistema. Ma noi dobbiamo anche preoccuparci che la semplificazione non vada a discapito della qualità. Quando si dice che possiamo mettere a gara lo studio di fattibilità tecnico-economica, che è il primo livello di progettazione, e su quello studio si lavora sulle Conferenze di servizi e si chiede la VIA, diciamo che questa disposizione è in netto contrasto con il decreto legislativo n. 50 del 2016, ossia il codice degli appalti, modificato più volte. Ma si va leggermente in contrasto anche con le semplificazioni introdotte nel tempo e vediamo che in effetti c'è un esautoramento. Parliamo di opere ferroviarie, rispetto alle quali il più grande progettista è la società Italferr, che appartiene al cento per cento a Ferrovie dello Stato. Un'azienda di Stato può tranquillamente arrivare a fare un progetto definitivo, non credo sia così difficile; quindi si tratta solamente di lavorare con grande attenzione, bene ed efficacemente. Noi siamo convinti che le aziende di Stato lo possano fare tranquillamente, per cui ci chiediamo perché dobbiamo semplificare. Mi rendo conto che probabilmente parliamo della più grande infrastruttura ferroviaria da dobbiamo realizzare, ossia la Salerno-Reggio Calabria in Alta Velocità, ma siccome nel PNRR sono inseriti solamente i primi due pezzi, forse questo obiettivo si poteva raggiungere in altro modo. La cosa particolare è che questa disposizione, che esautora parzialmente la procedura della Conferenza dei servizi e i tempi della VIA, viene applicata anche a tutte le opere commissariate, nonché alle opere non oggetto di PNRR e del fondo complementare. Ci chiediamo, allora: stiamo completamente stravolgendo il senso dei lavori pubblici, degli appalti, del modo di lavorare in questo Paese? In 8 a Commissione stiamo provando tutti insieme a riscrivere la legge delega sul codice e ci troveremo ad essere in contraddizione con quanto avviene nell'altro ramo del Parlamento. Naturalmente, lavoreremo in 8 a Commissione per dare una delega al Governo che rimetta in piedi il sistema, in cui il progetto è garanzia per l'amministrazione pubblica e la sua esecuzione viene controllata dal direttore dei lavori, cercando di non eccedere nella sovrapposizione. Infatti, quando i progetti vengono realizzati direttamente da imprese, associazioni tra imprese e professionisti e società di ingegneria, a volte l'interesse pubblico bisogna verificarlo bene. Il problema è proprio questo: quando vengono inseriti determinati passaggi alla Camera dei deputati e il Senato non ha la possibilità di correggere alcune misure che vengono inserite, ci chiediamo cosa dovremmo fare. Forse dovremmo iniziare ad agire in maniera un po' più radicale, da MoVimento 5 Stelle della scorsa legislatura. Forse dovremmo scrivere nel Regolamento del Senato che, ad eccezione dei casi di emergenza nazionale, il Governo non dovrebbe poter mettere la fiducia sui disegni di legge di conversione dei decreti-legge. Forse sarebbe un po' forte, però, se vogliamo parlare di centralità del Parlamento, dovremmo iniziare a pensare a questo e dovremmo cominciare a togliere l'iniziativa al Governo per riprendercela noi. Siamo assolutamente in grado di fare il nostro lavoro se lavoriamo per l'interesse collettivo, come sappiamo fare. A volte il Governo straborda un po'; forse dovremmo riprendere un po' la voglia di intervenire per evitare che succedano cose che poi non possiamo correggere. Ma le correggeremo nella delega sul codice degli appalti, rimettendo i puntini sulle "i" per fare in modo che il sistema delle opere pubbliche sia efficace, efficiente ed economico, che i soldi vengano spesi bene e soprattutto si raggiunga l'obiettivo di separare l'interesse pubblico da quello privato. (Applausi) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,55) PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. PELLEGRINI Marco, relatore . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, vorrei soltanto sottolineare velocemente alcuni punti, anche prendendo spunto dal dibattito. Mi sembra importante sottolineare innanzitutto quanto sia rilevante che proprio oggi in quest'Aula si discutano due interventi (adesso il decreto-legge sull'attuazione del PNRR e nel pomeriggio e sera l'esame del disegno di legge di bilancio) che sono e devono essere strettamente collegati, in quanto mirano a concorrere a una visione di insieme, integrata, su come noi tutti vogliamo coniugare e indirizzare la ripresa, il rilancio del nostro Paese con una crescita fondata sulle tre direttrici fondamentali che attraversano tutto il PNRR, ma che sono anche nel disegno di legge di bilancio. Mi riferisco al sostegno all'innovazione tecnologica, alla transizione ambientale, spesso richiamata anche nel decreto-legge di attuazione del PNRR in termini di necessità di rispettare comunque e in ogni caso il principio di non arrecare danno significativo all'ambiente e alla terza direttrice (non meno importante), che è quella di assumere in tutto ciò un'ottica di coesione territoriale e di equità sociale. Non voglio farla lunga, ma questa unione di interventi si vede sotto più profili, il più importante dei quali è sicuramente il ruolo che finalmente ha assunto nell'intervento pubblico il peso dato agli investimenti e in particolare a quelli pubblici. Ovviamente questo è uno degli assi portanti del PNRR, ma è rilevante anche per la legge di bilancio. Gli investimenti pubblici riguardano tutte le infrastrutture, materiali e immateriali, da quelle per la mobilità, al digitale (in un'ottica di cittadinanza digitale) alle infrastrutture sociali. Proprio con riferimento alle infrastrutture sociali, lo stretto legame fra l'attuazione del PNRR, che è fondamentalmente in larga parte spesa di investimento, e la legge di bilancio, che è in buona parte spesa corrente, si vede in modo molto rilevante proprio nei settori del welfare (scuola, sanità e istruzione). Vorrei ad esempio ricordare come al PNRR, che assegna risorse molto consistenti e assolutamente inedite per il nostro Paese ad un piano di costruzione e ristrutturazione degli asili nido, si affianchi nel disegno di legge di bilancio la scelta importante di finanziare con spesa corrente, che a regime arriverà circa al miliardo, il necessario finanziamento della parte corrente di spesa che rende possibile avere davvero gli asini, altrimenti avremmo solo scuole vuote e non avrebbe assolutamente senso.