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Purtuttavia, proprio la legge di delegazione europea rappresenta uno strumento fondamentale per il processo di armonizzazione e avvicinamento degli ordinamenti dei singoli Stati membri, che quindi contribuisce a realizzare un'Unione sempre più stretta per un progetto che riteniamo non solo possibile, ma dovuto, l'orizzonte di un destino comune. La crisi sanitaria ha dimostrato quanto sia importante essere parte di un'Unione capace di mettere in campo propri strumenti di sostegno, dallo state supported short-time work (Sure), all'intervento della BEI e della BCE. In questo contesto, la legge di delegazione europea 2019-2020, che consente l'adeguamento a ben 33 direttive europee e 14 regolamenti, qualificherà la nostra partecipazione a quel processo d'integrazione europea. Anche su questo ci giochiamo la nostra credibilità, da mettere certamente in campo nel far fronte all'emergenza sanitaria, ma anche nella definizione della strategia di ripresa e resilienza e per l'impiego dei 208 miliardi del Next generation EU, risorse faticosamente negoziate, ma che rischiano - ahimè - di essere messe in discussione da quei Paesi sovranisti che fanno fatica a condividere non solo le spinte europeiste, ma anche il patrimonio culturale e democratico di difesa dei diritti fondamentali e delle libertà comuni, dall'Ungheria alla Polonia. Occorre dunque un lavoro parallelo tra l'attuazione delle norme europee e la realizzazione delle riforme strutturali indicate nell'ambito del semestre europeo, che dovrebbero contribuire a superare la crisi, ma anche le tante storture che hanno frenato da anni crescita stabile e qualità dello sviluppo, dunque riforma della giustizia e del sistema della pubblica amministrazione, ma anche del lavoro e dell'istruzione. Si tratta pertanto di un impegno complementare e coerente tra il Piano nazionale di ripresa e resilienza e la legge di delegazione europea per norme che attengono proprio alle stesse priorità strategiche, ovvero transizione ambientale verso un'economia verde sostenibile, con riferimento al VII programma quadro per l'ambiente e al green new deal, e transizione digitale, a cui molti articoli della legge di delegazione sono connessi. In questo quadro, di particolare rilievo sono gli articoli in materia di tutela del diritto d'autore e del mercato digitale, per mettere in relazione sviluppo delle tecnologie e tutela della creatività e del suo valore, anche in attesa di una disciplina europea che riesca a stabilire il giusto prelievo fiscale a carico di tali gestori, che operano in un mercato certo difficile da disciplinare, ma che è necessario regolamentare. Particolare attenzione ha posto il mio Gruppo all'articolo 3 per l'attuazione della direttiva 2018, che apre la strada a un contesto normativo più equo per il settore audiovisivo, verso una maggior tutela dei minori, per la lotta contro l'incitamento all'odio, nonché per prevedere misure nei confronti di chi utilizza profili fittizi al fine di alterare lo scambio di opinioni, generare allarmi e trarre vantaggio dalla divulgazione di false notizie. È una tutela di estrema attualità, che ci appare necessaria non solo per i singoli, ma per la costruzione stessa del processo democratico. Di transizione ambientale si occupano poi molti articoli (5, 12, 19), in materia di mercato interno dell'energia da fonti rinnovabili, secondo il criterio della neutralità tecnologica, nonché secondo il principio del riuso e riciclo, verso un'economia compiutamente circolare; fonti rinnovabili e non inquinanti sia per l'autoconsumo che di comunità, con particolare attenzione al trasporto pubblico e, in prospettiva, anche a quello aereo in riferimento ai biocarburanti, nella consapevolezza che proprio la tutela della salute umana deve fare i conti con la salvaguardia dell'ambiente e il contrasto al cambiamento climatico. L'articolo 7 detta i princìpi in materia di pratiche commerciali sleali, nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare, e introduce elementi di maggior trasparenza a beneficio della stessa filiera dei consumatori finali. Se rendere più coese e convergenti le economie nazionali rende più competitiva l'economia europea, allora, signor Sottosegretario, è urgente sollecitare sui tavoli europei la riforma delle norme in materia di aiuti di Stato e di concorrenza, che ormai appaiono del tutto distoniche rispetto all'evoluzione di relazioni commerciali internazionali che richiedono una maggiore attenzione da rivolgere alle produzioni interne europee, ora che abbiamo compreso, anche a causa della pandemia, quanto la nostra economia debba contare sul mercato unico europeo. Per concludere, numerose sono ancora le procedure di infrazione a cui dare risposta, ben 83, con l'auspicio di accompagnare il lavoro di attuazione delle normative europee con un maggiore impegno in fase ascendente, ripensando anche a una più stretta collaborazione con le Regioni per le materie di loro competenza. Un lavoro, quello della partecipazione del nostro Paese alla costruzione europea, importante, che deve vederci protagonisti nell'interesse degli italiani e nell'interesse di un'Europa che venga percepita sempre più utile e vicina ai bisogni dei cittadini. Lo abbiamo detto, per questo serviva un Governo europeista; e oggi è il tempo di accelerare con coraggio. Ora la sfida è a casa nostra, per costruire e progettare oggi il futuro che lasceremo ai nostri figli, a partire dall'adozione di misure efficaci per contrastare la pandemia e tutelare la salute dei cittadini. Per questo torniamo a dire che non è più rinviabile l'utilizzo delle risorse del MES, ora che il sistema sanitario rischia di collassare di fronte al dilagare dei contagi. La sfida è di superare la crisi e di garantire ripresa e crescita durevole e strutturale, ma anche sostenibilità finanziaria delle misure adottate nel percorso verso la transizione verde e digitale. Anche la legge di delegazione contribuisce a tale trasformazione e a tale cambiamento. Per questo oggi noi facciamo la nostra parte, dichiarando il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-P.S.I. alla legge di delegazione europea 2019-2020. (Applausi) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, anche quest'anno abbiamo il rito della legge europea; in sostanza, facciamo i compiti a casa. L'Europa ci dice quello che dobbiamo fare e noi lo facciamo. Ma lo facciamo ormai in modo talmente acritico che rischiamo di cadere veramente nel ridicolo. La relazione programmatica che ci accingiamo a votare è stata scritta a gennaio 2020, cioè prima della pandemia. La legge di delegazione europea ha cominciato il suo percorso anni fa, mesi fa, prima della pandemia, e noi facciamo finta che tutto questo non sia accaduto; facciamo i compiti a casa, facendo finta che il mondo sia lo stesso che c'era prima. Se voi credete di fare così la figura dei bravi europeisti, sbagliate; fate la figura degli imbecilli, perché uno deve essere anche minimamente razionale quando fa le cose. Fratelli d'Italia, nella sua proposta di risoluzione, chiede di ritirare i documenti e di ripresentarli adeguandoli al nuovo contesto, perché non facciamo una bella figura in Europa e non facciamo una bella figura in Italia. Dobbiamo dare seguito a 33 direttive, 14 regolamenti, 33 procedure di infrazione;