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d) prevedere l'istituzione di un organismo con funzioni di indirizzo, verifica e adesione al processo di rafforzamento e sviluppo del sistema di prevenzione, protezione e tutela della salute mentale anche al fine del monitoraggio e della valutazione dei costi delle prestazioni erogate. Art. 5. (Disposizioni per la riorganizzazione dei DSM) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, con proprio decreto, da adottare previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, determina le modalità di realizzazione delle finalità di cui all'articolo 1 per la riprogettazione dei DSM, attenendosi ai seguenti princìpi: a) integrare il dipartimento di prevenzione per le attività di prevenzione e promozione della salute e del benessere in età evolutiva, adulta e geriatrica e con il dipartimento dipendenze per il contrasto di tutte le dimensioni di disagio e dipendenza da sostanze lecite e illecite e comportamentali; b) predisporre équipe multidisciplinari, anche attraverso la definizione di specifiche aree di attività da svolgere da parte del personale del DSM all'interno delle case di comunità, con presenza per fasce orarie e con modalità organizzate di collaborazione con i medici del ruolo unico di assistenza primaria e specialisti ambulatoriali da parte di operatori di tutte le professionalità presenti nel DSM; c) prevedere l'attivazione da parte dei DSM e dei dipartimenti delle dipendenze patologiche di forme di collaborazione e partenariato proattivo con i soggetti e con gli organismi qualificati che si occupano delle problematiche relative alla salute mentale, quali i servizi socio-sanitari, gli enti locali, le scuole, le università, il Terzo settore, le strutture residenziali accreditate, le organizzazioni di volontariato, costituite anche da utenti e da familiari, nonché le associazioni di rappresentanza dei settori sociale e culturale, al fine di creare una rete integrata volta alla presa in carico onnicomprensiva delle persone con disturbi mentali e dipendenze patologiche; d) prevedere l'istituzione all'interno del DSM di unità operative dei Dipartimenti per le politiche antidroga (SerD), del Servizio di neuropsichiatria infanzia e adolescenza (NPIA), in quanto unità di erogazione delle prestazioni essenziali per l'appropriata presa in carico del soggetto affetto da disturbo mentale in eventuale comorbilità, prevedendo una collaborazione strutturata con la disabilità e la non autosufficienza al fine di garantire un'adeguata presa in carico, anche residenziale, dei soggetti con disturbi accessori del comportamento. Art. 6. (Disposizioni per la revisione e il potenziamento dell'offerta di presa in carico ospedaliera) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, con proprio decreto, da adottare previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, determina le modalità di realizzazione delle finalità di cui all'articolo 1 per la revisione e il potenziamento dell'offerta di presa in carico ospedaliera di prevenzione, protezione e cura, attenendosi ai seguenti princìpi: a) incrementare i posti letto presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura in misura di un posto letto ogni 5.000 abitanti, affinché sia garantita la presa in carico anche di tipo preventivo proattivo con moduli residenziali dedicati per target specifici di pazienti eleggibili dedicati al monitoraggio, all'osservazione intensiva e alla protezione dei rischi del malato e a garanzia della sicurezza degli operatori, nel contesto della dotazione standard da ottimizzare per la cura e l'assistenza continua del paziente con disturbo psichico critico e grave, incluse le patologie psichiatriche connesse alle dipendenze patologiche, per il quale non è obiettivamente prevedibile la dimissione dall'ospedale nel breve periodo, nonché per le psicopatologia dell'adolescenza, per i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione ed i pazienti autori di reato; b) prevedere la presenza di un' équipe multidisciplinare costituita da infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi, medici internisti, geriatri, fisiatri, psichiatri, con un dimensionamento sufficiente per poter garantire tutte le diverse tipologie di attività di cura, in raccordo funzionale con i competenti uffici giudiziari. Art. 7. (Disposizioni per il rafforzamento delle azioni di prevenzione dell'ansia e della depressione, delle psicosi e del suicidio) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, con proprio decreto, da adottare previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, determina le modalità di realizzazione delle finalità di cui all'articolo 1 per elaborare un piano nazionale di prevenzione dell'ansia e della depressione, delle psicosi e del suicidio, attenendosi ai seguenti princìpi: a) prevedere le direttrici programmatiche prioritarie, rispettivamente, secondo l'indice di prevalenza, di prevenzione terziaria, di prevenzione indicata e prevenzione primaria con peculiare considerazione della domanda eleggibile in età preadolescenziale; b) utilizzare strumenti e moduli di intervento anche di tipo innovativo sperimentale osservazionale agganciato a sistema di valutazione e controllo con indicatori oggettivi e misurabili. Art. 8. (Disposizioni finanziarie) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano l'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nel quadro delle risorse complessivamente determinate e assegnate ai sensi delle disposizioni vigenti relative al livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato, finalizzando altresì una quota pari a 400 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025. Alla ripartizione della quota di cui al presente comma si provvede annualmente all'atto dell'assegnazione delle risorse spettanti alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano a titolo di finanziamento indistinto del fabbisogno sanitario standard , secondo i criteri e le modalità previsti dalla legislazione vigente in materia.