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I finanziamenti indicati dovrebbero essere resi strutturali per consentire la distribuzione delle attività nel tempo e così garantire il completamento della copertura nazionale del dato cartografato, oltre che l'aggiornamento delle cartografie già realizzate, giacché avviate all'inizio degli anni Novanta e, dunque, risalenti a oltre trent'anni fa. La cartografia darebbe un apporto indiscutibile alla corretta pianificazione territoriale per costruire nuovi edifici o infrastrutture, per pianificare eventuali attività di messa in sicurezza di costruzioni esistenti oppure per la delocalizzazione di beni e infrastrutture che si trovano in aree a elevato rischio rispetto ai pericoli naturali. Il vantaggio complessivo per il sistema Paese di tale misura sarebbe enorme perché: consentirebbe una pianificazione corretta del territorio; indirizzerebbe al meglio gli interventi per la mitigazione, la riduzione e la prevenzione dei rischi geologici e contribuirebbe a formare un elenco degli interventi prioritari; velocizzerebbe la progettazione degli interventi strategici per la tutela dell'ambiente. Inoltre, potendo disporre di una banca dati digitalizzata del dato cartografato, si determinerebbe un notevole risparmio di spesa nella fase delle indagini geologiche necessarie per le opere da realizzare e nelle fasi emergenziali immediatamente successive ai disastri naturali. Quanto descritto costituirebbe un'utilissima base per l' early warning , ossia l'allertamento della popolazione dai fenomeni naturali avversi connessi al dissesto idrogeologico. Già dagli ultimi due anni, con il rilancio del progetto CARG, sono stati impiegati 500 esperti nel settore di scienze della terra e dei georischi, ma questo contingente è insufficiente, atteso che rappresenta solo un decimo del personale necessario. In definitiva, al di là degli incalcolabili benefici per la sicurezza e la vita, l'utilizzo della cartografia geologica e geotematica produrrebbe vantaggi economici di notevole impatto, garantendo un ammortamento immediato dell'investimento. Anzi, sarebbe un notevole moltiplicatore economico. La transizione ecologica del nostro Paese dipende in modo imprescindibile dallo sviluppo dei processi di digitalizzazione e innovazione. Non possono immaginarsi scenari di economia ecosostenibile senza lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche (materiali e immateriali) attente ai temi ambientali, primi fra tutti la sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi ambientali di natura geologica. In associazione al finanziamento della cartografia geologica e geotematica d'Italia, si prevede, inoltre, il potenziamento del numero del personale specialistico del Dipartimento per il servizio geologico d'Italia dell'ISPRA di ulteriori unità, tra geologi rilevatori, biostratigrafi, geomorfologi, cartografi, informatici e amministrativi a supporto delle attività scientifiche previste per la realizzazione del progetto e finanche alla realizzazione diretta da parte del personale del Dipartimento per il servizio geologico d'Italia di fogli CARG. La proposta normativa si inquadra in tutti e tre gli « assi strategici » del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ossia « digitalizzazione e innovazione », « transizione ecologica » e « inclusione sociale ». « Vogliamo un paese moderno, innovativo, con infrastrutture sicure, tecnologicamente all'avanguardia, che sfruttino tutte le potenzialità offerte dalla rivoluzione digitale, oltre che un Paese più verde e più resiliente rispetto agli eventi climatici estremi ». Sono queste le premesse del nostro PNRR. La proposta normativa è, in definitiva, una soluzione ai « nodi da risolvere per rilanciare lo sviluppo nazionale », atteso che vi è « una pressante esigenza di migliorare la resilienza delle infrastrutture, puntando sulla manutenzione straordinaria, sull'ammodernamento tecnologico delle attività di monitoraggio e degli strumenti di supporto, sulla prevenzione, la protezione civile e il soccorso pubblico ». La resilienza è un concetto più ampio, che ricomprende anche la protezione dei cittadini e del territorio dai rischi ambientali, da attuare per mezzo della digitalizzazione dei processi e dei servizi, il rafforzamento della capacità gestionale e la fornitura dell'assistenza tecnica necessaria alle amministrazioni centrali e locali, che sono fondamentali per promuovere un utilizzo rapido ed efficiente delle risorse pubbliche. La proposta normativa è in linea con l'indirizzo indicato dal Piano nazionale integrato per l'energia e il clima 2030 (PNIEC), con gli obiettivi del Green Deal europeo, nonché con gli obiettivi dell'Agenda 2030, con particolare riferimento alla necessità di prevedere interventi per favorire l'economia circolare, mitigare i rischi del dissesto idrogeologico e salvaguardare il territorio. La proposta di « Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza » di cui all'atto n. 572 presentato al Senato nella scorsa legislatura, infatti, evidenzia la necessità di rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, anche per garantire la sostenibilità della finanza pubblica che ad ogni grave evento naturale deve impegnare impreviste ingenti risorse economiche. Anche il Consiglio europeo, nelle sue raccomandazioni pubblicate a maggio 2020, chiede di concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell'energia, su ricerca e innovazione, sul trasporto pubblico sostenibile, sulla efficiente gestione delle risorse idriche e su un'infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali. La proposta risponde, infine, alle specifiche della Commissione europea che individua come « direttrici comuni » dei piani nazionali di ripresa post pandemici le seguenti: « resilienza e sostenibilità sociale », « transizione digitale, innovazione e competitività » e « transizione ambientale ». Tanto anche in considerazione di quanto espresso dalla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen nel suo « Discorso per lo stato dell'Unione » che, con riferimento agli obiettivi del Green Deal europeo, ha individuato come prioritari gli obiettivi di: « riduzione delle emissioni inquinanti; aumento dei posti di lavoro nell'economia verde; miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili; sviluppo e rafforzamento dei processi industriali della transizione verde; sostenibilità e riduzione delle emissioni inquinanti nei trasporti e nella produzione di beni e servizi, anche grazie all'utilizzo delle soluzioni digitali ».. 1 (Princìpi) 1 La presente legge promuove la conoscenza, la valorizzazione e la tutela del territorio, la valorizzazione e la protezione dei beni ambientali e del paesaggio, nonché la sicurezza del costruito e delle opere da realizzare. 2 La presente legge promuove, altresì, gli obiettivi di inclusione e coesione sociale attraverso la realizzazione di nuovi posti di lavoro di alta professionalità per la transizione ecologica e la digitalizzazione del Paese. 2 (Finalità istituzionali)