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Abbandonare il modello della cosiddetta «banca universale», che è poi il «DNA» della banca sistemica, base di partenza della megabanca globale fallimentare. Per farlo è necessario introdurre una versione aggiornata della legge Glass-steagall del 1933. In sintesi, ora come allora è necessario erigere una barriera antincendio, un firewall , distinguere tra banche ordinarie e banche d'azzardo, in modo che le banche ordinarie non possano più prestare i soldi dei correntisti alle banche d'azzardo o comprarne i prodotti strutturati. Una distinzione che deve e che può essere fatta istantaneamente, abrogando le leggi nuove, introdotte più o meno dappertutto negli anni novanta, e tornando alle vecchie leggi degli anni trenta. È proprio questo che va fatto. È vero che si possono fare enormi profitti usando per la speculazione i soldi depositati in banca dai correntisti ordinari, ma è proprio questo che va impedito. I soldi dei correntisti ordinari, prima, e dei contribuenti, dopo, non devono infatti più essere soggetti a questo tipo di rischio. Un rischio che ora si sta estendendo ai bilanci pubblici e che da qui, salendo per la scala della crisi, si sta estendendo al benessere e alla vita dei popoli.. Art. 1. (Finalità e delega al Governo) 1. Finalità della presente legge è la riforma dell'ordinamento bancario, mediante la separazione tra l'attività delle banche produttive e l'attività delle banche speculative, definitive ai sensi del comma 2. 2. Per banche produttive si intendono le banche che esercitano l'attività di credito nei confronti delle imprese, dei lavoratori, delle famiglie e delle comunità. Per banche speculative si intendono le banche che investono nel mercato finanziario. Tali attività non possono essere esercitate dalla stessa banca. 3. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e secondo i principi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni per la separazione tra le banche produttive e le banche speculative. Art. 2. (Principi e criteri direttivi) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 1, comma 3, si basano sui seguenti principi e criteri direttivi: a) prevedere, per le banche produttive, il divieto i detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con i seguenti soggetti: banche d'affari, banche d'investimento, società di intermediazione mobiliare e, in generale, tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico; b) prevedere, per le banche produttive, il divieto di operare in condizioni di disequilibrio delle di raccolta e di impiego delle risorse finanziarie e, in particolare, per le banche che effettuano la raccolta dei depositi a breve termine, il divieto di erogare finanziamenti a medio o a lungo termine; c) stabilire, per le banche produttive, la percentuale di operazioni ammessa nel mercato finanziario; d) prevedere il divieto di ricoprire cariche direttive e di detenere posizioni di controllo nelle banche produttive, da parte dei rappresentanti, dei direttori, dei soci di riferimento e degli impiegati delle banche d'affari, dalle banche d'investimento, delle società di intermediazione mobiliare e in generale, di tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico. Art. 3. (Pareri delle Commissioni parlamentari competenti) 1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 1, comma 3, sono trasmessi alle Camere entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega di cui al medesimo articolo 1, comma 3, per il parere delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro quaranta giorni dalla data dell'assegnazione. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .