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In alcuni casi si registrerebbe (come segnalato in Campania) un vero e proprio business delle ambulanze private a fronte dell'arrivo di numerosi pazienti nei punti di pronto soccorso, come confermato da operatori della sanità che operano nella cura di malattie infettive ed in COVID hospital ; considerati i tempi di intervento del 118, subissato di richieste, molti cittadini ritengono opportuno pagare il servizio privato. "Sono numerose le segnalazioni ricevute da parte di cittadini che si sentono abbandonati e chiedono di essere ricoverati, quando le loro condizioni diventano difficili da gestire a domicilio", ha evidenziato l'associazione "Odissea" specializzata nella tutela del diritto alla salute, la quale ha aggiunto che "da un monitoraggio effettuato direttamente, contattando le principali imprese che si occupano del trasporto, risulta che le tariffe oscillano dai 400 ai 700 euro per accompagnare un paziente in un Covid Center"; appare, quindi, necessario che il Ministero della salute verifichi tale situazione consentendo il ricovero e l'accesso in ospedale a tutti i cittadini con pari dignità senza permettere che ciò avvenga con il pagamento di ingenti cifre, che non tengono conto della gravità dell'emergenza sanitaria ed economica in atto in Italia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale increscioso fenomeno, se a fronte di tali segnalazioni siano state effettuate le relative ed opportune verifiche del Ministero e se, in particolare, in virtù di un'emergenza senza precedenti non ritenga opportuno contrastare tale fenomeno di ingiusto arricchimento del privato, a tutela del diritto alla salute di tutti i pazienti ed in considerazione anche della grave crisi economica che sta investendo il Paese. Atto n. 4-04420 PAPATHEU Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'emergenza coronavirus ha colpito in queste settimane l'Italia con una seconda ondata di casi di positività su tutto il territorio nazionale, a seguito dei quali sono stati assunti dal Governo nuovi provvedimenti volti al contrasto della diffusione del contagio; in tal contesto, appare fondamentale avere contezza aggiornata e dettagliata dei dati concernenti gli ambiti di contagio del virus, per porre in essere le opportune misure ma, tuttavia, non si hanno dei dati specifici inerenti i casi di COVID-19 avvenuti dal momento in cui è iniziato il nuovo anno scolastico, caratterizzato dal ripristino delle lezioni in presenza; stando ad alcune stime, non ufficiali, sarebbero al momento, ai primi giorni di novembre, almeno 105.000 casi complessivi, di cui circa l'80 per cento riguarderebbe studenti; come ha spiegato l'ufficio comunicazione del sindacato UNSIC, che sin da settembre monitora questo delicato settore, ""purtroppo i dati sono scarsi e non sempre attendibili, perché difficili da rilevare, i dati sul contagio a scuola" e "nelle prime settimane ci hanno provato meritoriamente i due ricercatori indipendenti Vittorio Nicoletta e Lorenzo Ruffino, mettendo in evidenzia la crescente criticità della situazione. Da parte sua, il ministero dell'Istruzione, partito in ritardo, ha assemblato i dati forniti dalle scuole, ma i numeri fuori tracciamento hanno fermato l'operazione al 10 ottobre. Noi abbiamo rielaborato e ottimizzato i dati di diverse fonti, ad esempio armonizzandoli rispetto all'apertura delle scuole non uniforme sul territorio nazionale. Il risultato è che i contagiati tra studenti e personale scolastico hanno raggiunto circa il 16% del totale dei contagiati, cioè leggermente sopra l'incidenza della popolazione scolastica su quella complessiva nazionale. C'è però il nodo, difficile da sbrogliare, di quanti studenti abbiano trasferito il contagio in famiglia, che resta l'ambito principale della propagazione del virus"; in virtù dell'approssimazione con la quale è stato avviato dal Ministero dell'istruzione e da questo Governo il nuovo anno scolastico con lezioni in presenza, che ha esposto in termini gravi e inaccettabili al rischio di contagio il personale scolastico, docenti, dirigenti, collaboratori, studenti e famiglie, il contributo delle scuole alla diffusione del virus, soprattutto in modo indiretto attraverso i trasporti e gli assembramenti in strada, emergerebbe da diversi indicatori; innanzitutto i numeri: se dall'apertura delle scuole fino al 30 settembre sono stati individuati in Italia 25.461 nuovi casi, con una media di 1.500 al giorno, ad ottobre s'è raggiunta la cifra complessiva di 364.571, ben 11.760 al giorno, quasi 8 volte di più; ciò nonostante il Ministro in indirizzo e gli uffici ministeriali non hanno diffuso sinora dei dati ufficiali sulla situazione dei contagi nelle scuole, e risulta inoltre che sia stato richiesto ai dirigenti scolastici di non divulgare informazioni o notizie stampa su situazioni di contagio da COVID-19, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia in grado di fornire un report aggiornato dei contagi riguardanti le scuole italiane a partire dalla data di avvio del nuovo anno scolastico, e se sia in grado di spiegare per quali motivazioni non siano stati diffusi sino a questo momento dati aggiornati in tale ambito, e quali direttive siano state date ai dirigenti scolastici sul trattamento dei casi di positività. Atto n. 4-04421 PAPATHEU Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: i servizi di tutela (mercato tutelato) sono i servizi di fornitura di energia elettrica e gas naturale con condizioni contrattuali ed economiche definite dall'autorità ARERA, per i clienti finali di piccole dimensioni (quali famiglie e piccole imprese) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero. La normativa ha previsto il progressivo passaggio dal mercato tutelato a quello libero, prevedendo le date dalle quali i servizi di tutela di prezzo non saranno più disponibili: per le PMI la data è fissata al 1° gennaio 2021 (mentre per le famiglie sarà il 1° gennaio 2022); le famiglie e le piccole imprese hanno già adesso la facoltà di passare dal mercato tutelato al mercato libero, dove è il cliente a decidere quale venditore e quale tipo di contratto scegliere, selezionando l'offerta ritenuta più adatta alle proprie esigenze; da gennaio 2022 si prospetta l'abolizione delle tariffe elettriche e del gas del servizio di maggior tutela, avverrà cioè il completo passaggio al mercato libero dell'energia. In altre parole, i clienti in maggior tutela non potranno più pagare la luce ed il gas al prezzo del mercato tutelato, ma dovranno scegliere un fornitore del libero mercato, di conseguenza non è chiaro che cosa succederà ai clienti che non provvedono in autonomia al cambio di fornitore per uscire dal regime di tutela;