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Nel caso di natanti o imbarcazioni per la cui conduzione non sia richiesto alcun titolo abilitativo si applica, oltre al fermo e alla confisca, una sanzione pecuniaria da 1.000 a 20.000 euro; e) una definizione delle norme concernenti la determinazione e le caratteristiche dei natanti e degli organi di propulsione meccanica degli stessi, al fine di limitare il moto ondoso e le emanazioni inquinanti, prevedendo, per tutte le navi che entrano nella laguna di Venezia o che utilizzano eventuali strutture portuali esterne, l’obbligo di usare carburanti con bassissimi contenuti di sostanze inquinanti, applicando i limiti più restrittivi imposti dalla normativa internazionale per le aree ECA (aree di controllo delle emissioni). Per le medesimi navi è previsto l’obbligo di dotarsi delle migliori tecnologie disponibili in materia di sicurezza sul lavoro e protezione ambientale. Art. 11. (Cessioni demaniali) 1. Per le finalità di cui all’articolo 1, comma 4, lettera m) , le sottoelencate aree vengono sdemanializzate e cedute gratuitamente rispettivamente ai comuni di Venezia e Chioggia: Bacino di San Marco, Canale della Giudecca, Idroscalo G. Miraglia, forte di Sant’Andrea-Vignole, Arsenale, San Basilio ex scalo ferroviario a nord della Marittima, ex lavaggio carrozze delle Ferrovie dello Stato lungo il canale della Scomenzera lato est, caserma Pepe-Lido, forte Ca’ Bianca-Lido, forte Malamocco-Lido, tutto l’arenile del Lido, forte Ca’ Roman-Pellestrina, forte Penzo-Chioggia, Forte San Felice. Per la finalità di cui al presente articolo, l’Agenzia del demanio procede alla perimetrazione e alla delimitazione delle singole aree indicate, nonché alla loro consegna ai comuni rispettivamente di Venezia e di Chioggia entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. I progetti di utilizzo previsti dalla legislazione vigente possono essere presentati anche in collaborazione con soggetti di diritto privato o pubblico scelti attraverso gara ad evidenza pubblica. 3. I progetti sono corredati di adeguata strumentazione urbanistica e del piano finanziario. 4. Le amministrazioni proprietarie, dopo l’approvazione dei progetti da parte del Comitato provvedono, entro e non oltre tre mesi dalla data della loro approvazione, a concedere il bene al soggetto aggiudicatario della gara di cui al comma 2, in regime di concessione, per un tempo necessario a remunerare il capitale investito nella realizzazione del progetto stesso. 5. Per i beni demaniali loro concessi, le amministrazioni comunali di Venezia e Chioggia hanno la facoltà di prevedere la concessione della gestione a soggetti terzi. 6. Le amministrazioni comunali di Venezia e di Chioggia hanno la facoltà di rivedere, anche con potere di revoca, eventuali concessioni esistenti sulle aree suddette del proprio territorio, tenendo in debita considerazione eventuali atti adottati, effetti prodotti e rapporti giuridici sorti antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 12. (Arsenale di Venezia) 1. L’Arsenale è un patrimonio inalienabile e indivisibile della città di Venezia. Le aree e gli insediamenti militari di Venezia sono trasferiti al comune di Venezia. 2. Il comune di Venezia procede al trasferimento in concessione a titolo oneroso ai soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, occupano legittimamente i compendi immobiliari situati nell’area di cui al comma 1. Resta confermato l’uso gratuito già concesso alla sola Fondazione La Biennale di Venezia. 3. Le somme ricavate per effetto della concessione degli immobili di cui al comma 2 sono esclusivamente impiegate per la gestione e per la valorizzazione dell’Arsenale. 4. Il comune di Venezia si dota degli strumenti operativi volti a gestire unitariamente l’Arsenale e a garantirne la conservazione e il recupero fisici e funzionali. 5. L’Arsenale è sottoposto ai normali strumenti urbanistici previsti per la città di Venezia. Art. 13. (Delega al Governo in materia culturale) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’istruzione, deI’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, uno o più decreti legislativi diretti a favorire lo sviluppo, quali centri di eccellenza di produzione culturale a vocazione internazionale, degli istituti universitari, degli enti culturali e di ricerca, delle fondazioni con sede nelle città della laguna di Venezia. 2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) patrimonializzare gli istituti universitari, gli enti culturali e le fondazioni garantendo l’autonomia finanziaria; b) prevedere formule istituzionali idonee ad assicurare l’ingresso di investitori privati per il rafforzamento delle attività; c) delineare gli obiettivi degli enti e delle fondazioni culturali, favorendo l’alta formazione e la specializzazione a livello internazionale; d) promuovere corsi di studio in lingua straniera; e) favorire il reclutamento di professori di chiara fama provenienti da istituzioni universitarie o di alta cultura straniere e individuati sulla base di reclutamenti pubblici internazionali; f) favorire la migrazione delle istituzioni di cui al comma 1 verso istituzioni plurilingue a riferimento internazionale; g) promuovere, con iniziative di livello scientifico e didattico, le realtà di eccellenza del territorio lagunare in ambito culturale, artistico e artigianale; h) promuovere iniziative idonee a garantire la residenzialità universitaria degli studenti italiani e stranieri nelle città della laguna di Venezia provvedendo alla costruzione di apposite residenze gestite dalle istituzioni universitarie. Art. 14. (Commissione di salvaguardia) 1. La Commissione di salvaguardia di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e all’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 360, esprime i propri pareri vincolanti per le autorizzazioni edilizie e per i piani negli ambiti territoriali di competenza e per i settori di intervento sino al momento in cui vengono approvati i piani di assetto territoriale (PAT) comunali, il nuovo piano regolatore del porto, il piano regolatore aeroportuale, il piano morfologico della laguna, il piano di bacino ed il piano di assetto idrogeologico del bacino scolante in adeguamento al PALAV. 2. La Commissione di salvaguardia di cui al comma 1 esprime, successivamente, i pareri paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nell’ambito della conterminazione lagunare. 3. La Commissione di salvaguardia di cui al comma 1 è composta da: a) il presidente della regione Veneto, che la presiede; b) un rappresentante dell’Unesco; c) un rappresentante del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; d) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;