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Se anche fosse vero - e immagino che questo riferimento lo abbia fatto con dati precisi in mano - ciò sarebbe imputabile non alla riorganizzazione voluta dal Governo in cui la Lega - secondo motivazioni precise che poi esporrò - aveva chiesto e ottenuto l'attribuzione delle competenze sul turismo per il Ministero delle politiche agricole, ma evidentemente all'attività del Governo precedente nel quale, non a caso, le competenze sul turismo erano legate al Ministero per le attività culturali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ciò dimostra, se ce ne fosse bisogno, che il mio è un dubbio legittimo, e non un'allusione provocatoria oppure una critica strumentale. Chiaramente, il dato di base con il quale molti motivano la scelta di trasferire il turismo ai beni culturali, è reale: l'Italia possiede un patrimonio storico-culturale di valenza assoluta, sia per qualità che per quantità, ma sostenere che sarebbe possibile aumentare l'affluenza turistica puntando su questo è un errore determinato dall'ignoranza della situazione fattuale. Sostenere che sarebbe possibile aumentare la presenza turistica a Roma grazie all'attività del Ministro significa non sapere che l'attrattività di Roma è tale per cui, sì, sarebbe possibile migliorarla, ma magari pulendola meglio; magari dotandola di una metropolitana adeguata al suo ruolo; o magari anche solo semplicemente aprendo le stazioni della metropolitana, oppure migliorando la sicurezza, e non con attività del Ministro competente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tutto questo dimostra che vi è una separazione tra il mondo reale e quello che è un mondo ideale, evidentemente presente solo nella mente di alcuni colleghi, che è del tutto separato da ciò che invece ci servirebbe in questo momento. Apro una parentesi perché, quando si parla di turismo, si parla sempre di turismo internazionale. Voglio ricordare ai colleghi che, nelle loro scelte, evidentemente cercano di penalizzare in ogni modo possibile la circolazione del denaro: se ho 100 euro in tasca, ai fini del PIL questi 100 euro valgono zero. Se invece li faccio girare e vengono spesi cinque volte da soggetti diversi, ai fini del PIL diventano 500 euro. Quindi, non limitiamoci a parlare solo di turismo internazionale, perché favorire anche il turismo nazionale consentirebbe di creare un'economia di cui beneficerebbero quelle zone del nostro territorio che dalla riorganizzazione in questione, invece, sono enormemente penalizzate. Prima parlavo del motivo per cui - a mio avviso del tutto legittimamente e opportunamente - la Lega ha chiesto di attribuire le competenze del turismo al Ministero delle politiche agricole. Siffatta motivazione va ricondotta al fatto che le tipologie di turismo sono molte. I motivi di interesse che spingono le persone a muoversi sono legati, sì, ai beni culturali, ma anche al turismo naturalistico, a quello sportivo e a quello religioso; ma soprattutto sono legati al turismo enogastronomico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La simbiosi prodotto-territorio funziona ovunque sia stata creata. Non voglio scomodare esempi come il prosciutto di Parma, per cui la qualità del prodotto e la notorietà del Comune probabilmente avrebbero consentito a entrambi di essere autosufficienti e andare avanti con le proprie gambe, perché abbiamo tantissimi altri esempi. Ricordo le lenticchie di Castelluccio, un Comune vicino al mio, che sicuramente hanno tratto un beneficio reciproco dall'abbinamento del prodotto al territorio. Voglio ricordare, altresì, il lardo di Colonnata, che - senza togliere nulla a un prodotto di qualità assoluta - evidentemente senza questo binomio sarebbe stato enormemente penalizzato. L'abbinamento dell'enogastronomia al turismo funziona, perché il boom che abbiamo avuto in Italia negli ultimi anni in questo settore attiene agli agriturismi. La nuova mentalità del turista fa sì che non solo si riscoprano i beni culturali e il bello da vedere, ma si cerchi anche l'esperienza sensoriale; e niente riesce a trasmettere meglio l'esperienza sensoriale che vivere direttamente un territorio, con i suoi prodotti, le sue tradizioni e il suo stile di vita. La scelta compiuta, quindi - a mio avviso - non tiene conto del fatto che l'enorme potenziale inespresso dell'Italia in tema di turismo non è nelle città d'arte. Sappiamo bene tutti, infatti, che il problema di Venezia non è attrarre più persone, ma gestire quelle che già ora la visitano. Tutto quello che ci limita nell'attrattività turistica in ambito culturale è legato alle attività non del Ministro competente, ma di altri: come ricordavo prima, è legato alla pulizia, che è in capo al Comune; alla sicurezza, che è competenza del Ministro dell'interno - e non «degli interni», cui il collega Morra faceva riferimento prima - oppure alla competenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che deve far sì che le nostre città si dotino di servizi. Non è assolutamente legato a quello che volete fare voi. Purtroppo vedo che il tempo a mia disposizione sta terminando e, quindi, a malincuore sono costretto a fare solo un accenno rispetto a ciò che intendevo dire relativamente alla riorganizzazione del Ministero per la tutela del territorio e del mare. A mio avviso, anche in questo caso prevale l'ideologia, anziché cercare di creare efficienza, anziché cercare di essere pronti a uno dei drammi che periodicamente colpiscono la nostra Nazione, che sia un terremoto, un'alluvione o una frana: sappiamo bene che la fragilità del nostro stupendo territorio periodicamente ci obbliga a fronteggiare delle emergenze. Mi sarei aspettato, quindi, che una riorganizzazione tenesse conto di questo e fosse finalizzata a creare sicurezza, che avrebbe potuto avere anche l'effetto positivo di salvare la vita delle persone. Invece tutto questo non c'è. Quindi - a mio avviso - la seconda parte del nome del Ministero, «per la tutela del territorio e del mare», diventa prevalente, consentendo l'affermazione di quella che ritengo sia stata purtroppo una deriva determinata da un ambientalismo estremo, che ha avuto come conseguenza il fatto che molte zone del nostro Paese siano diventate sinonimo di abbandono e di incuria e mai di buona gestione. Speravo e spero ancora che i colleghi, convinti - come me - che si debba creare una struttura organizzativa dello Stato che risponda alle esigenze effettive della popolazione, perseguano l'obiettivo della messa in sicurezza dei nostri territori, per consentire di riscoprire un'enorme Nazione che, anche in quest'ambito, avrebbe la possibilità di dire la sua a livello mondiale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, ieri mi sono chiesta: intervengo per la terza volta sul turismo dopo che mi avete già sentita - ripeto - almeno tre volte? Poi mi sono detta: bisogna insistere come la goccia che, a forza di cadere, scava. E lo faccio anche perché è la mia passione, è ciò di cui mi occupo da tanto tempo. Vorrei provare a fare qualche riflessione nei dieci minuti a mia disposizione, che sono veramente pochi per affrontare un tema industriale così importante, cercando di andare oltre le strumentalizzazioni di carattere più politico, che peraltro non sono capace di fare.