[resaula]

è stata altresì disposta dalla stessa legge n. 29 del 2019, la trasmissione alle Camere, da parte del Ministro, di una relazione nella quale venga fornita l'illustrazione dettagliata del livello di attuazione della trasmissione dei dati da parte dei centri di riferimento regionali e del grado di raggiungimento delle finalità della rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e l'attuazione del referto epidemiologico; valutato che: non risultano accessibili on line le relazioni la cui trasmissione alle Camere da parte del Ministero è obbligatoriamente prevista all'art. 6 della legge n. 29, né risultano accessibili on line le relazioni riepilogative di cui all'art. 3, comma 4, del decreto 12 agosto 2021; nella norma viene indicato che la trattazione dei dati deve contribuire alla rilevazione di eventuali differenze nell'accesso alle cure erogate in relazione alle condizioni socio-economiche e all'area geografica di provenienza, anche in specifico riferimento a cause di malattia derivanti da inquinamento ambientale, nonché a sostenere e monitorare gli studi epidemiologici finalizzati all'analisi dell'impatto dell'inquinamento ambientale sull'incidenza della patologia oncologica attraverso uno studio integrato sulle matrici ambientali e umane, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa riferire quali siano i risultati raggiunti, e con quali garanzie di trasparenza (soprattutto in relazione al monitoraggio dell'impatto delle patologie nelle aree caratterizzate da inquinamento ambientale), in merito alle attività svolte in relazione al referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione e in considerazione della ripartizione dei fondi stanziati; con quali modalità sia stata assicurata la diffusione delle informazioni relative ai dati, con specifico riferimento all'attuazione di screening di prevenzione specifica, in relazione alle problematiche individuate (soprattutto all'incidenza della patologia oncologica attraverso uno studio integrato sulle matrici ambientali e umane) nelle zone esposte a inquinamento ambientale come i 42 siti di bonifica di interesse nazionale, o, più in generale, in quelle ove insistono siti da bonificare inseriti nelle anagrafi regionali; quali garanzie metodologiche confortino la raccolta ed elaborazione dei dati, in riferimento alla rete nazionale dei registri dei tumori di cui alla legge n. 29 del 2019, alla luce di quelli inseriti nei registri tumori pubblicati on line nel sito dell'Associazione italiana registri tumori e di quanto viene raccolto dai sistemi di sorveglianza e dai registri di patologia di rilevanza nazionale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017. Atto n. 3-03283 CORRADO LANNUTTI ANGRISANI GRANATO Al Ministro della cultura Premesso che il Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN) custodisce da quasi 200 anni l'imponente "mosaico di Alessandro" o "La battaglia di Isso": un elegantissimo rivestimento pavimentale del II secolo a.C. scoperto nel 1831 in un'esedra della "Casa del Fauno" di Pompei, strappato un decennio più tardi e, non senza incidenti di percorso, trasferito a Napoli in treno il 16 novembre 1844, dov'è esposto in verticale (dal 1916) su una parete delle sale del museo dedicate a quella celebre dimora della città vesuviana distrutta dall'eruzione vesuviana del 79 d.C.; considerato che: il "Piano Strategico" elaborato dal direttore del MANN per il triennio 2020-2023 prevedeva che lo straordinario reperto, in cui tuttora si riconosce il più esteso émblema musivo pervenutoci dall'antichità (m 3,13 x 5,82), fosse trasferito per qualche mese a Tokyo, a fine 2021, benché il suo carattere eccezionale e identitario, a norma dell'art. 66 del Codice dei beni culturali, dovesse impedirne l'uscita dal Paese, viaggiando in aereo dopo essere stato tagliato in diverse porzioni, pare, per ridurne l'ingombro e distribuirne l'ingentissimo peso; prodromica all'audace viaggio transatlantico, una campagna di restauro condotta su progetto dell'arch. Amanda Piezzo e supervisionata dall'Istituto centrale del restauro (ICR), finanziata in parte dalla TV giapponese (ma senza che l'impegno finanziario totale sia stato reso noto, né l'entità del contributo nipponico), secondo Paolo Giulierini avrebbe messo il reperto in condizione di affrontare senza danni sia la trasferta giapponese sia il rientro al MANN; lo stato di salute del mosaico era tuttavia, in partenza, assai precario e preoccupante. Un articolo di Chiara Esposito del 6 giugno 2021 segnala: "?distacchi di tessere, lesioni superficiali, rigonfiamenti ed abbassamenti della superficie; poi, una piccola depressione nella zona di destra, microfrattura verticali orizzontali, e una lesione diagonale già oggetto di precedenti restauri, nonché rigonfiamenti lungo il perimetro"; la spiegazione del deterioramento, secondo la stessa fonte, "risiederebbe sia nella posizione verticale del mosaico insieme al peso eccessivo (sette tonnellate), sia nell'ossidazione dei supporti in ferro nel degrado delle malte". A fronte di criticità moto complesse, la ragione dell'intervento appare opinabile, in quanto, lungi dal mirare prioritariamente alla conservazione, esso sarebbe dettato dalla "necessità di ovviare a queste problematiche per una sua lettura maggiormente organica" (si veda "Il restauro del mosaico di Alessandro: vita di un'opera" su "frammentirivista"); considerato inoltre che: le operazioni di restauro, iniziate il 4 marzo 2021 e della durata prevista di circa sette mesi, avrebbero dovuto consentire, nella prima fase, superato l'iniziale monitoraggio della superficie a vista del tessellato (formato da un milione e mezzo di tessere), peraltro suddiviso in 168 riquadri mediante un'apposita griglia anteposta in funzione della mappatura digitale, in primo luogo la messa in sicurezza in situ dello stesso mediante pre-consolidamento delle tessere e delle malte distaccate, pulitura e velinatura della superficie visibile con tre strati di bende di sostegno; si sarebbe poi proceduto, in una seconda fase, alla movimentazione dell'opera, attesa a distanza di poche settimane dall'avvio del cantiere (si veda "Al Mann un restauro "epocale": via al cantiere sul Mosaico di Alessandro" su "napoli.repubblica": il mosaico sarebbe stato inclinato e poi ribaltato, in modo che i tecnici potessero lavorare sul supporto e sulla faccia posteriore, utilizzando anche innovative tecnologie digitali. In fine, le bende sarebbero state rimosse per consentire una ulteriore pulitura del tessellato, eventuali consolidamenti e il trattamento protettivo finale; valutato che: ad oggi, non solo il ribaltamento del mosaico non è stato eseguito, benché programmato per giugno/luglio o al massimo settembre 2021, ma neppure è avvenuto il previsto distacco del mosaico dalla parete, dove una riproduzione in scala 1:1 ha sostituito, nascondendola, la sovrapposizione di garze, che hanno occultato provvisoriamente alla vista la celebre scena della battaglia di Isso del 333 a.C. fra Alessandro Magno e Dario III, ripresa forse da un'opera di Filosseno di Eretria;