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Infatti, nonostante il citato vincolo di destinazione della quota minima del 40 per cento delle risorse complessive a favore dei territori del Mezzogiorno, previsto dal PNRR – che si aggiunge alle soglie del 37 per cento delle risorse per interventi per la transizione ecologica e del 25 per cento per la transizione digitale – preoccupano inoltre i divari che continuano a sussistere fra i territori a livello di macroaree e fra le regioni del Mezzogiorno, mettendo in dubbio uno dei pilastri del Piano, la coesione territoriale. Con l'aggiornamento delle proiezioni sull'utilizzo dei fondi legati al PNRR il Governo ha inoltre proceduto a una rimodulazione dell'allocazione temporale delle risorse, con la conseguente maggiore concentrazione della spesa negli anni finali del Piano, a partire dal 2024. Nel successivo biennio 2024-2025 è poi stimato il picco della spesa, con valori annuali che supereranno 45 miliardi di euro. Se da un lato questo slittamento può consentire all'Italia di guadagnare tempo per completare gli affidamenti e realizzare i lavori, dall'altro determina una riduzione dell'ammontare delle prossime rate e, soprattutto, un momento di finale congestione, fra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, ancora più problematica di quella già prevista dal PNRR originario, senza incidere minimamente sulle ragioni dei ritardi finora accumulati. Se non si interviene sulle capacità burocratiche e amministrative degli enti locali, il rischio è quindi quello di arrivare al 2026 con una situazione estremamente critica. Tutto ciò premesso, anche alla luce delle modifiche alla governance del Piano, contenute nel decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, che determinano un ulteriore rafforzamento e un ruolo ancora più centrale della struttura di missione, appare prioritaria l'istituzione di una Commissione parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), per garantire gli irrinunciabili aspetti della trasparenza, dell'efficacia e della responsabilità nella gestione dei fondi e dei progetti associati. La presenza di una tale Commissione parlamentare assicura infatti che tutte le fasi di attuazione del PNRR si svolgano con la massima trasparenza e che gli obiettivi previsti dal Piano siano effettivamente raggiunti, oltre a favorire una maggiore rappresentatività nelle decisioni e una maggiore partecipazione democratica. L'istituzione della Commissione può inoltre contribuire a favorire il coordinamento tra i vari enti e livelli di governo coinvolti nell'attuazione del Piano, facilitando la collaborazione tra amministrazioni centrali e locali, sincronizzando gli interventi ed evitando duplicazioni e sovrapposizioni di progetti. Affinché il PNRR e il connesso PNC rappresentino effettivamente un'occasione storica, probabilmente unica e irripetibile, per investire sul futuro, per fornire ai giovani nuove opportunità di lavoro e, più in generale, disegnare, innestare e realizzare, a tutti i livelli di governo, un nuovo percorso di crescita sostenibile del Paese, sia essa di tipo economico, sociale o ambientale, è infatti fondamentale che il Parlamento, istituzione rappresentativa per eccellenza, svolga maggiormente una funzione di indirizzo e controllo sugli atti del Governo connessi alla relativa attuazione secondo il cosiddetto cronoprogramma. Il PNRR rappresenta infatti una sfida epocale ed irripetibile per il nostro Paese. Una sfida che comporta un impegno e una responsabilità enormi, considerato che una fetta consistente dei fondi comporta un debito che ricadrà sulla nostra generazione e su quelle future. Una sfida che travalica le dinamiche di maggioranza e opposizione, si sgancia dalle logiche del consenso elettorale e mette in gioco la stessa credibilità dell'Italia. È per queste ragioni che il presente disegno di legge ambisce a garantire un ruolo primario al Parlamento nel composito circuito di attori e procedure che sostanziano l'attuazione del PNRR e del connesso PNC. Il fallimento nell'attuazione del PNRR significa far perdere al sistema economico-sociale nazionale la possibilità del suo definitivo rilancio, lasciarsi sfuggire una capillare rivoluzione in termini di maggiori investimenti nella sanità, nelle scuole, nelle infrastrutture, in tutto ciò che può consentire all'Italia di affrontare una impegnativa transizione ecologica e digitale, nel segno di una maggiore inclusione sociale, nonché al sistema sovranazionale europeo di tradursi in un'Europa più solidale, capace di allontanare lo spettro di tagli e politiche di austerità, suscettibili solo di rinnovare il senso di sfiducia verso l'Italia e verso l'Europa intera. In sintesi, l'istituzione di una Commissione parlamentare ad hoc rappresenta uno strumento in più a disposizione delle Camere per la prevenzione della corruzione, la promozione della trasparenza e la verifica dell'aderenza dei progetti, delle misure e delle riforme previste per l'attuazione del PNRR agli obiettivi europei, a garanzia della massimizzazione dei benefici del Piano per l'intera società italiana. Saranno poi le Camere, nell'ambito delle proprie prerogative parlamentari, a esprimersi, con appositi atti di indirizzo e controllo, secondo le norme dei rispettivi Regolamenti, anche formulando osservazioni proposte e impegni per il Governo. In particolare, l'articolo 1 del presente disegno di legge istituisce la Commissione parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del PNRR e del PNC e stabilisce le sue funzioni, consistenti in un'accurata e continua attività di indirizzo, vigilanza e controllo dello stato di attuazione del PNRR e del PNC, in coerenza con le priorità e le strategie dell'Unione europea nonché nel rispetto della legislazione vigente. Nell'esercizio delle sue funzioni la Commissione ha facoltà di avvalersi della collaborazione del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, in quanto organi ausiliari del Parlamento, per le valutazioni sugli aspetti di legittimità e di regolarità contabile riguardanti gli oggetti attribuiti alla sua competenza. L'articolo 2 riguarda la composizione della Commissione, della quale fanno parte dodici deputati e dodici senatori, nominati dai Presidenti delle rispettive Camere in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari. L'articolo 3 concerne l'organizzazione interna della Commissione mentre l'articolo 4 stabilisce l'entrata in vigore. Per i motivi esposti si auspica un celere esame del presente disegno di legge.. Art. 1. (Istituzione e funzioni della Commissione parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC)) 1. È istituita, per la durata della XIX legislatura, la Commissione parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), di seguito denominata « Commissione ». 2. La Commissione svolge funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo dello stato di attuazione del PNRR e del PNC, in coerenza con le priorità e le strategie dell'Unione europea nonché nel rispetto della legislazione vigente. 3.