[resaula]

È il primo strumento di politiche fiscali comuni attraverso il quale si raggiungono - o si devono raggiungere - specifici risultati quantificabili, che saranno misurati dalla Commissione europea, e solo al positivo raggiungimento dei target progressivi saranno erogate le rate successive. È un cambio di mentalità importante, perché non solo l'Europa raccoglie le risorse e le redistribuisce, ma ci indica gli obiettivi da raggiungere e ci impegna a traguardarli. Voglio dire qualcosa che forse mi tiene in una posizione diversa rispetto ad alcune rivendicazioni, perché credo che in questo strumento la regia nazionale sia un fatto importante. Dico questo per provare a controbattere garbatamente all'intervento di qualche collega che ho sentito ieri in Aula. Si parlava di bilancio, ma siamo andati a riflettere anche sul PNRR. La regia nazionale ci serve per provare a risolvere finalmente una serie di divari territoriali che condannano questo Paese a una velocità inferiore alle sue potenzialità. La regia nazionale ci serve, perché è finito il tempo in cui poter dire, da cittadino del Sud, di dover avere istruzione, mobilità e sanità diverse da altri territori di questo stesso Paese. Credo che la regia nazionale debba aiutarci a conseguire il traguardo di assicurare diritti universali al Sud come al Nord, con gli stessi standard e con le stesse possibilità di usufruirne. Vi dico che su questo continuerò a dare battaglia con ogni energia, perché è finito il tempo di immaginare che, se al Sud non si può contare su un sistema sanitario all'altezza delle necessità, è colpa del presidente di Regione di turno. Penso che lo Stato debba tornare a fare lo Stato e uno Stato civile è quello che assicura a tutti i cittadini gli stessi standard di qualità e le stesse possibilità di usufruire dei servizi. Per quanto mi riguarda, mi pongo con una grande positività rispetto al tema della regia nazionale, che in questo caso è utile, sempre che su alcune misure saremo però in grado di dare strumenti di partecipazione alla fase attuativa del PNRR. Non c'è dubbio che lo sforzo del ministro Brunetta abbia prodotto sin qui risultati molto al di sotto delle attese e abbiamo tutta una serie di misure attraverso le quali dobbiamo aspirare a rendere la pubblica amministrazione più efficiente anche nel Mezzogiorno d'Italia e la digitalizzazione, da questo punto di vista, ci apre uno spazio enorme. Abbiamo bisogno di mettere a disposizione strumenti che consentano alle amministrazioni locali di partecipare attivamente, perché le politiche di austerity e il blocco delle assunzioni negli ultimi vent'anni le hanno desertificate e ci sono tanti piccoli Comuni che hanno difficoltà a partecipare a questa fase attuativa. Forse in questo provvedimento, signor Sottosegretario, non ci sono ancora misure risolutive da questo punto di vista, ma dobbiamo trovarle. Credo che nei successivi strumenti normativi dovremo provare a mettere in campo misure che stimolino l'aggregazione dei piccoli Comuni a partecipare insieme alla fase attuativa, altrimenti la partita rischia di essere difficile, soprattutto in alcuni territori e nelle aree interne. C'è in effetti ormai la vocazione del legislatore, anche nella fase attuativa di strumenti finanziari, di immaginare che l'Italia sia solo città metropolitana; purtroppo non è così. L'Italia è il Paese dei piccoli Comuni e dobbiamo provare a tenere dentro a questo grande programma di innovazione del Paese tutte le piccole comunità, che devono contribuire; dev'essere un'operazione che ci consenta di rendere più vivibili anche le piccole comunità, interrompendone il processo di desertificazione. Mi avvio a concludere. Abbiamo davanti un appuntamento importante. Siamo riusciti, con una battaglia parlamentare, ad avere anche la garanzia che una quantità di risorse vadano al Sud. Qualcuno ha storto il naso rispetto a questo tema, ma credo che sia un elemento dirimente. D'altro canto, una delle questioni era quella delle differenze territoriali, oltre che a quelle di genere e generazionali. La parte che di questo provvedimento mi convince molto è quella che rafforza il ruolo del controllo parlamentare, che noi eserciteremo con ogni forma possibile e con ogni strumento, perché abbiamo la necessità di verificare in corso d'opera se gli obiettivi sui quali ci siamo impegnati vengono progressivamente raggiunti e se ci aprono una prospettiva. Concludo su questo: per me il PNRR è un cambio di approccio metodologico. Dobbiamo tornare a pensare con la prospettiva dell'intervento che programma i suoi risultati da qui ai prossimi vent'anni. Non dobbiamo più immaginare di utilizzare gli appuntamenti con la programmazione economica come quelli in cui calibriamo le risorse nell'ultimo miglio, con progetti spesso datati e nei cassetti dei Ministeri. È una sfida che abbiamo davanti e che dobbiamo affrontare tutti insieme. Sono però convinto che, come Parlamento, riusciremo a dare un ulteriore contributo, come abbiamo fatto qualificando il piano che poi Bruxelles ha voluto approvare; così, ora dobbiamo provare a dare una mano al Governo perché questo strumento non sia una delusione per il sistema Paese e nemmeno un fallimento per l'apertura arrivata finalmente dall'Europa. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Boccardi. Ne ha facoltà. BOCCARDI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori, membri del Governo, sono orgoglioso di intervenire oggi su un argomento così importante e quindi di fare il battesimo della mia presenza in Parlamento (Applausi) con una riflessione che ritengo dovuta, prima di affrontare tale argomento. Sappiamo che le sensibilità presenti nella maggioranza di Governo sono diverse, ma ritengo che ognuno abbia come obiettivo il bene del nostro Paese Italia. È una premessa che mi sento di fare perché il momento è così delicato che richiede una presa di coscienza comune, un'unità di intenti quanto mai necessaria e autorevolmente rappresentata sempre dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, specialmente in questi giorni, che ci vedono purtroppo molto preoccupati per la crescita dei contagi. Permettetemi di ringraziare il Governo per il fondo di 150 milioni di euro per il sostegno agli operatori economici del turismo e degli eventi che, come sicuramente ricorderete, è di certo il settore più colpito dalla pandemia di Covid-19. Sono certo che l'azione intrapresa, proprio con i fondi del PNRR, ridarà finalmente il ruolo che merita a un settore che, a mio avviso e come hanno ricordato i colleghi precedentemente, ha straordinarie potenzialità per tutta l'economia del nostro Paese. Ecco perché, onorevoli colleghi, è giusto ricordare che ci sono ancora situazioni problematiche, sulle quali non si è fatta, a mio avviso, necessaria riflessione. Queste incertezze rischiano, se non corrette in tempo, di pregiudicare quanto c'è di buono in questa manovra di bilancio, che dobbiamo approvare domani. Mi riferisco a una zavorra che pesa inesorabilmente sulle imprese italiane e costituisce un limite alla loro crescita che è ben noto sia al Governo sia al nostro Parlamento. Parlo del peso delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti ai quali le imprese hanno avuto accesso prima della pandemia. Voglio ricordare che prima della pandemia, nel 2019, tantissime imprese italiane realizzarono con mezzi propri, attingendo soprattutto a mutui e finanziamenti, ingenti investimenti strutturali.