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nello specifico, i dati raccolti dallo studio confermano che il costo di un conto corrente on line tra gennaio 2019 e gennaio 2020 è passato da 45,26 euro a 58,58, con una variazione nella spesa del 29,44 per cento nell'arco dei soli 12 mesi; si tratta di un costo complessivo di non poco conto, considerando che le banche on line molto spesso si affidano a istituti di credito con poche o nessuna filiale fisica, e quindi in grado di ammortizzare i costi tipici dei conti correnti tradizionali; si è registrato in particolare un notevole rincaro per i bonifici disposti allo sportello con un incremento della spesa del 29 per cento, laddove il costo relativo al prelievo di contante allo sportello è aumentato del 27 per cento, il costo dell'assegno singolo è cresciuto del 21 per cento, ed infine sono aumentati del 10 per cento anche il prelievo ATM presso un'altra banca e il prelievo in uno dei Paesi dell'Unione europea; nel caso di conti correnti presso istituti di credito dotati di diverse filiali fisiche distribuite sul territorio, si evidenzia un rincaro maggiore per i clienti che hanno scelto di operare esclusivamente allo sportello o in filiale, con un aumento medio del costo di gestione del conto corrente di circa il 29 per cento; inoltre, tra le voci cresciute vi è il canone annuo della carta di debito, il costo dell'assegno singolo in crescita del 25 per cento, i bonifici on line che rispetto al 2019 fanno segnalare un rialzo compreso tra il 16 e il 19 per cento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, nell'ambito delle proprie competenze, fare piena e totale chiarezza sul caso, specificando le ragioni che hanno portato all'aumento delle tariffe. Atto n. 4-02798 ASTORRE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la magistratura a marzo 2019 aveva disposto il sequestro della stazione "Barberini" della metropolitana di Roma a causa di alcuni guasti registratisi negli impianti di risalita; a seguito del dissequestro disposto dalla magistratura, avvenuto nel settembre successivo, la commissione Trasparenza dell'amministrazione capitolina nel mese di novembre ha audito alcuni rappresentanti di Atac SpA, società municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico di Roma capitale, al fine di acquisire informazioni circa la riapertura della stazione della metropolitana, che avrebbe dovuto verificarsi nel mese di dicembre. Tuttavia, venne precisato che la riapertura sarebbe stata solo in uscita, per motivi di sicurezza. Ai lavori della commissione partecipò anche una delegazione di esercenti commerciali, al fine di capire i termini entro i quali sarebbe stata prevista la riapertura della stazione; come noto, nella stazione di Barberini ci sono tre coppie di scale mobili, quindi sei rampe mobili. Per riaprire la stazione solo in uscita occorrono, per ragioni di sicurezza, due impianti, ammettendo per il terzo la funzionalità in modalità statica. Tra le rampe collaudate, tre di queste hanno già ottenuto il via libera dal Ministero competente. La quarta non ha superato il collaudo dell'Ustif, l'ufficio speciale trasporti a impianti fissi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, incaricato di verificarne la sicurezza; considerato che: allo stato attuale, a circa un anno dalla chiusura al pubblico della stazione della metropolitana, essa risulta ancora chiusa, essendo risultato negativo l'ultimo collaudo predisposto dagli organi competenti; nonostante le ripetute rassicurazioni da parte dell'amministrazione capitolina circa la riapertura della stazione "Barberini", ha prevalso una generale inefficienza nella gestione della situazione; la chiusura della stazione Barberini ha recato notevoli disagi ai cittadini, nonché ai turisti e visitatori, sempre interessati e attratti dalle zone del centro storico. Non può, inoltre, non essere sottolineato il danno economico subito dall'intera rete di commercianti, e più in generale all'intero comparto produttivo della capitale e insieme all'indotto turistico della città, che, a causa della chiusura di una delle stazioni centrali di Roma, stanno registrando un ragguardevole calo delle vendite. Numerose azioni di protesta sono state adottate dei titolari degli esercizi commerciali finalizzate a manifestare il livello di disappunto e sdegno nei riguardi di una gestione dei servizi legati al trasporto pubblico, approssimativa e superficiale, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare a sostegno del sistema del trasporto pubblico di Roma capitale, al fine di condurre l'amministrazione capitolina a porre in essere ogni azione possibile finalizzata al definitivo superamento delle più rilevanti criticità, nonché miglioramento delle sue condizioni strutturali, limitandone inefficienze e disagi. Atto n. 4-02799 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la Commissione europea ha trasmesso, ancora una volta, una lettera alla rappresentanza permanente dello Stato italiano a Bruxelles e per conoscenza ad AGEA, minacciando di fare ricorso a quanto previsto all'articolo 41 del regolamento (UE) n. 1306/2013 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune (PAC), ossia la sospensione dell'erogazione dei fondi europei; la Commissione chiede che il processo di adattamento sia completato entro la metà del prossimo mese di marzo, in modo che la gestione delle domande PAC per il corrente anno 2020 possa svolgersi in maniera regolare; in caso di ulteriori ritardi o manchevolezze da parte italiana scatteranno le riduzioni e sospensioni dei trasferimenti dei fondi per i pagamenti diretti e, di conseguenza, potrebbero intervenire problemi per il nostro Paese a erogare gli aiuti della PAC 2020 a favore delle imprese agricole; considerato che: l'oggetto specifico della contestazione è la mancata attuazione da parte dell'Italia del piano di azione risalente al 2018, con il quale il nostro Paese si è impegnato a realizzare il sistema di identificazione delle parcelle agricole in coerenza con i requisiti richiesti dalle autorità europee (identificazione univoca delle parcelle, misurazione chiara della superficie eleggibile, segnalazione di eventuali aree ecologiche, informazioni su eventuali vincoli PAC applicabili, eccetera); nel piano di azione è previsto, inoltre, l'impegno dell'Italia ad assicurare la corretta determinazione della superficie massima eleggibile per i pascoli permanenti mantenuti attraverso pratiche cosiddette tradizionali, a superare alcuni problemi in materia di controlli e ad attuare al 100 per cento il sistema della domanda grafica; la Commissione UE ha constatato che il piano di azione non è stato realizzato secondo i tempi indicati, oltre ad evidenziare delle carenze nella fase di implementazione, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di consentire la rapida consegna, da parte delle autorità italiane competenti, di una nuova versione del piano di azione rinforzato, con un preciso cronoprogramma degli interventi da realizzare e dei rimedi necessari, così come richiesto dai servizi della Commissione europea, al fine di evitare la sospensione dell'erogazione degli aiuti della PAC 2020 ed i conseguenti danni agli agricoltori.