[pronunce]

che la contraddizione delle ordinanze di rimessione circa l'applicabilità nei giudizi principali della denunciata norma statale si risolve in un vizio di motivazione sulla rilevanza e rende manifestamente inammissibili le questioni; che alla manifesta inammissibilità delle questioni relative all'art. 2, comma 22, della legge statale n. 350 del 2003 consegue la manifesta inammissibilità, per irrilevanza, di quelle aventi ad oggetto l'art. 3 della legge regionale n. 23 del 2002; che quest'ultimo, infatti, anche ove non conforme ai poteri attribuiti in materia alle Regioni dalla normativa statale, continuerebbe pur sempre ad applicarsi nei giudizi principali, in quanto compreso fra le disposizioni regionali “fatte salve”, in via di “sanatoria”, dal citato comma 22 dell'art. 2 della legge n. 350 del 2003 (sentenza n. 455 del 2005; ordinanze n. 74 del 2006, n. 476 del 2005 e n. 432 del 2004); che dalla perdurante applicabilità della censurata disposizione regionale e dalla riscontrata impossibilità di esaminare nel merito le sollevate questioni di legittimità costituzionale aventi ad oggetto la norma statale di sanatoria deriva l'irrilevanza delle questioni di legittimità costituzionale relative al citato art. 3 della legge regionale n. 23 del 2002.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 22, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2004), sollevate, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Commissione tributaria regionale dell'Umbria, con le ordinanze indicate in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge della Regione Umbria 25 novembre 2002, n. 23 (Disposizioni in materia di entrata e spesa), sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione, dalla medesima Commissione tributaria regionale, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 ottobre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 novembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA