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l'emanazione di linee guida per armonizzare le norme di dettaglio previste dalle Regioni in relazione all'utilizzo dei fanghi in agricoltura, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 99 del 1992; 6. l'istituzione presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di un albo nazionale in cui abbiano obbligo di registrazione i produttori di fanghi destinati all'agricoltura ed il rafforzamento dei meccanismi di controllo sugli spandimenti. L'approvazione di questo provvedimento acquista carattere di urgenza anche alla luce del nuovo regolamento proposto dalla Commissione europea finalizzato ad agevolare in maniera significativa l'accesso al mercato unico dell'Unione europea per i concimi organici e ricavati dai rifiuti, instaurando pari condizioni di concorrenza con i tradizionali concimi inorganici. Ad oggi, infatti, solo una minima quantità dei rifiuti organici è trasformata in prodotti e fertilizzanti di valore. Il regolamento europeo, andando nella direzione di un'economia più circolare, stabilisce una serie di norme comuni per la conversione dei rifiuti organici in materie prime da utilizzare per fabbricare fertilizzanti, definendo una serie di prescrizioni in materia di etichettatura, sicurezza e qualità dei prodotti. L'Unione europea importa attualmente circa 6 milioni di tonnellate di fosfati l'anno; fino al 30 per cento di questo quantitativo totale potrebbe invece essere sostituito da prodotti derivanti, per esempio, dall'estrazione da fanghi di depurazione.. 1 1 Al fine di ridurre i rischi di contaminazione dei suoli e delle acque il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la modifica del decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 99. 2 Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a la revisione dei parametri, delle metodologie e dei valori indicati negli allegati del citato decreto legislativo n. 99 del 1992, a tal fine prevedendo: 1 l’introduzione di un elenco di fanghi ammissibili al trattamento e allo spandimento, con specifico riferimento ai codici del catalogo europeo dei rifiuti (CER) di cui all'allegato D della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; 2 l’integrazione della lista delle sostanze nocive e inquinanti da ricercare e sottoporre a controllo, con specifico riferimento a metalli pesanti e farmaci; 3 l’inserimento dell’origine e delle modalità di produzione del fango di depurazione tra i parametri delle metodiche di campionamento e di analisi; 4 il rilevamento obbligatorio della presenza di farmaci, con specifico riferimento ad antibiotici, anticoncezionali, anticoagulanti, psicofarmaci, antinfiammatori, ormoni, antifungini, antiaritmici, nonché di sostanze perfluoroalchimiche (PFAS), in caso di provenienza dei fanghi da impianti di depurazione civile; 5 la modifica delle soglie di ammissibilità della presenza di metalli pesanti; b l’introduzione di tutele e controlli specifici sulle acque superficiali e sotterranee; c l’equiparazione dei gessi di defecazione e dei carbonati di calcio di defecazione in agricoltura a quello dei fanghi da depurazione in agricoltura; d l’obbligatoria produzione di certificati di analisi riferiti ai fanghi, ai terreni e alle acque che prevedano il campionamento in contraddittorio con i competenti organi di controllo; e l’incremento dell’efficacia della tutela in materia di spargimento e utilizzo dei fanghi anche mediante il coordinamento e l’integrazione del sistema sanzionatorio, amministrativo e penale vigente; f l’emanazione di linee guida volte a garantire l’omogeneità sul territorio nazionale delle norme regionali; g l’istituzione presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di una banca dati nazionale cui devono iscriversi i produttori di fanghi destinati all’agricoltura; h l’individuazione di meccanismi e procedure finalizzati ad un completo ed efficace controllo degli spandimenti; i la garanzia, per gli enti locali sui cui territori si svolgono attività di spandimento dei fanghi e assimilati, di accedere alla documentazione tecnico-amministrativa e ai referti delle analisi di controllo; 3 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro per l’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ambientali e forestali e con il Ministro dello sviluppo economico. I relativi schemi sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per il parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che si esprimono entro sessanta giorni. Decorso il termine previsto per l’espressione dei pareri parlamentari, i decreti possono comunque essere adottati. Qualora il termine per l'espressione dei pareri scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 1, quest'ultimo è prorogato di tre mesi. 4 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 3 sono corredati da una relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti, nonché dei corrispondenti mezzi di copertura. 5 Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi, di cui al comma 1, il Governo può adottare disposizioni integrative o correttive dei decreti medesimi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 2, con la procedura prevista dai commi 3 e 4. 6 Sono fatte salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.