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(Applausi). PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, anzitutto, in premessa è bene ricordarci tutti la ragione per la quale discutiamo di un provvedimento del genere. Nessuno di noi avrebbe mai voluto essere di fronte a una situazione simile, ma, purtroppo, a tanto ci hanno costretto le condizioni dettate dall'emergenza Covid. Questo è pertanto il contesto nel quale dobbiamo ragionare. Di fronte alla scelta che è stata fatta attraverso le varie opzioni del decreto-legge semplificazioni (gli interventi sugli appalti pubblici per gli acquisti e la velocizzazione delle procedure nella pubblica amministrazione, rispetto agli appelli che ci sono giunti trasversalmente da tutti i rappresentanti sociali del nostro Paese), non nascondiamo lo stupore per una questione pregiudiziale che, se dovesse passare, determinerebbe un rallentamento di tutto quello che finora non solo abbiamo detto in ogni sede, ma ci è stato chiesto, ovvero la velocizzazione e la sburocratizzazione del nostro Paese, a sostegno di tutte le iniziative e le attività della ripresa economica. Voglio evidenziare che questo stupore non è una critica verso chi ha legittimamente presentato la questione pregiudiziale, ma il risultato sarebbe quello di rallentare tutte le scelte di cui il Paese ha bisogno. Nella questione pregiudiziale si sostiene - ovviamente ciò è legittimo, anche se non è vero - che, se i provvedimenti precedenti, ovvero i decreti cura Italia, liquidità e rilancio, non hanno funzionato, è molto probabile che anche quello in esame porterà - cito testualmente - «più illusioni che risultati fattivi». Si sostiene, quindi, che il decreto-legge in esame rischierebbe la stessa sorte. Intanto, non è assolutamente vero che i decreti-legge e i provvedimenti citati non hanno risolto alcun problema: se non ci fossero stati, ad oggi milioni di lavoratori non avrebbero ricevuto la cassa integrazione e non ci sarebbero le garanzie sulla liquidità delle imprese e tutti gli interventi economici a sostegno delle iniziative imprenditoriali in difficoltà a causa del Covid. Poi, visto che stiamo esaminando una questione pregiudiziale, non si capisce come una previsione possa superare le ragioni di costituzionalità, che costituiscono la vera ragione di una pregiudiziale: non si vede infatti il nesso tra l'illusione che il decreto semplificazione darebbe all'Italia e il fatto che, per questa ragione, sarebbe incostituzionale. Nella questione pregiudiziale, peraltro, si scrive anche che i provvedimenti, che non sarebbero d'immediata attuazione, creerebbero un impatto negativo sugli obiettivi. Onestamente non sappiamo a cosa ci si riferisca, atteso il fatto che, come noto, il decreto-legge deroga dal 16 luglio fino a dicembre 2021 tutte le procedure, in particolare per gli investimenti pubblici. Quindi non si capisce quali siano questo rallentamento e questo mancato impatto immediato sulle iniziative economiche del nostro Paese. Nel quadro delle difficoltà che stiamo descrivendo è però certamente esilarante la richiesta, contenuta nella pregiudiziale, di evitare lo strumento del decreto-legge, perché un disegno di legge sarebbe stato più opportuno e avrebbe consentito un iter parlamentare più adeguato - ovviamente per i proponenti - che avrebbe dato a tutti la possibilità di intervenire. Se si tratta però di un'emergenza, non si capisce quale strumento, diverso dal decreto-legge, sarebbe stato utile per affrontarla: quindi questa valutazione è sbagliata in nuce . C'è un'altra convinzione che fa riflettere, quando si dice che la deroga proposta creerà sicuramente contenziosi. Facciamo fatica a immaginare come questo possa avvenire: eventualmente è il codice degli appalti derogato che potrebbe creare contenziosi, non la deroga delle procedure. Abbiamo dunque analizzato correttamente - come si fa - il tema della questione pregiudiziale, che ovviamente riteniamo legittima, ma è chiaro che, se è sbagliata l'analisi, come ho cercato di dimostrare, lo è anche la conclusione, quindi la richiesta di approvare una pregiudiziale per bloccare tutto. In realtà, il decreto semplificazioni interviene sulle procedure in essere con strumenti, soluzioni e categorie già sperimentati e noti agli operatori economici, quindi non vi è contraddittorietà rispetto alle previsioni già in essere nel nostro Paese. Tali misure daranno sicuramente la possibilità e garantiranno lo sblocco di miliardi e miliardi di euro, peraltro previsti nelle manovre di bilancio di più anni e addirittura di più legislature; questi miliardi di euro saranno una manna per le attività imprenditoriali del nostro Paese, ragione per la quale diciamo che l'urgenza è nelle cose. Se passasse invece questa pregiudiziale, tutto tornerebbe in bilico, come prima: non velocizzeremmo nulla e non daremmo alcuna risposta alle richieste pervenute da tutte le parti, che ci sono state confermate nelle tantissime audizioni svolte sul provvedimento, con il quale - come svolgeremo meglio successivamente - abbiamo posto le basi per dare una mano al Paese, nel quale, in alternativa alla decretazione d'urgenza, non ci sarebbe assolutamente nulla. Per questa ragione, contestando nel merito le ragioni per le quali è stata presentata la questione pregiudiziale, che ci impedirebbe di attuare tali misure urgenti, esprimiamo parere contrario sulla proposta formulata. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo per comunicarle che c'è stata un'interlocuzione tra i Gruppi e quindi vorremmo sottoporle un accordo sullo svolgimento dei lavori nelle prossime giornate, che prevede di sospendere ora la seduta di questa mattina, per consentire lo svolgimento dei lavori delle varie Commissioni, di proseguire oggi pomeriggio i lavori dell'Assemblea solo con le comunicazioni del ministro Speranza e di riprendere la discussione del provvedimento in esame (la conversione del decreto-legge semplificazioni) domani alle ore 11. PRESIDENTE . Mi sembra che sia una buona proposta, perché in questo modo la discussione generale non diventa frammentaria e non procede a singhiozzo. Sospendo dunque la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 13,29, è ripresa alle ore 16,05) . Comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus COVID-19, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dalla legge di conversione n. 35 del 2020 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: