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Abbiamo compreso e capito dall'intervento del Ministro che nella Nota di aggiornamento si dovrà tenere conto soprattutto della diminuzione del rapporto debito-PIL per cercare di avere quella credibilità a livello internazionale. Ma come cercare di ridurre questo rapporto debito PIL? Noi diamo un suggerimento al Governo e al Ministero: quello di cancellare quella nota all'interno del DEF con la quale quasi si preannuncia che un incremento del 33 per cento dell'immigrazione porterà sicuramente ad una riduzione del rapporto debito PIL. (Applausi dal Gruppo L-SP) . No, di sicuro l'incremento del 33 per cento dell'immigrazione porterà di certo ad un aumento dei profitti da parte delle grandi imprese che vorranno sfruttare manodopera a basso costo. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Del resto, abbiamo anche compreso che l'obiettivo della globalizzazione è questo, anche se forse sarebbe meglio chiamarla «glebalizzazione» del popolo, per usare un termine coniato dal filosofo, nonché opinionista, Diego Fusaro. Già da questo punto di vista dunque ci aspettiamo - e lo rimarchiamo - che venga tolta e cancellata questa previsione. Per far crescere il prodotto interno lordo ci sono ovviamente varie possibilità. C'è innanzitutto quanto suggerito dalla stessa Corte dei conti, che abbiamo ascoltato nel corso delle audizioni sul DEF svoltesi nell'ambito della Commissione speciale per l'esame di atti del Governo. Tra gli obiettivi che bisogna mettere in conto c'è quello di favorire una politica a sostegno della natalità e non ridurre, anzi dimezzare, il bonus bebè, come ha fatto il Governo precedente. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Tutto questo deve essere inoltre accompagnato da un'equilibrata gestione dei flussi migratori: equilibrata e non scellerata gestione dei flussi migratori. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Questi sono interventi che ci suggerisce la stessa Corte dei conti. Un altro suggerimento che diamo - anche se nella risoluzione non sono indicati tutti i dettagli, noi ne approfittiamo per dare suggerimenti al Governo - riguarda il fatto di poter pagare le aziende che lavorano con la pubblica amministrazione (Applausi dal Gruppo L-SP) . Qualcuno forse si è dimenticato, ma proprio un recente rapporto della CGIA di Mestre ha messo in evidenza che si sono allungati i tempi di pagamento nei primi mesi dell'anno, arrivando addirittura ad una media di circa centoquattro giorni in Italia, contro i cinquantasei della Spagna, i trentatré della Germania e i ventisei del Regno Unito. Ricordo che in Lombardia il tempo di pagamento è di trentacinque giorni, tanto per rendere chiaro che ci sono delle Regioni che questo lavoro lo stanno già facendo. Ci sono imprese che addirittura sono state private di circa 30 miliardi di euro. Questo è un impegno preciso, perché pagare tempestivamente sarebbe una misura di impatto immediato sulla crescita del Paese. È un suggerimento che diamo, ma è anche un'aspettativa che ovviamente molti cittadini e molti imprenditori hanno nei confronti del Governo. Sempre in termini di prodotto interno lordo e di crescita, durante il dibattito non abbiamo sentito alcun riferimento al fatto che per far crescere il Paese è necessario concedere più autonomia a quelle Regioni che sono in grado di gestire in modo serio i conti. (Applausi dal Gruppo L-SP) . È una posizione diametralmente opposta a quella del precedente Governo, il cui Ministro per le riforme disse che per far crescere il Paese - lo ricordiamo - bisognava ridurre il potere legislativo delle Regioni stesse. No, perché non è un caso che il prodotto interno lordo di Milano sia cresciuto il doppio del resto d'Italia e gestire le risorse direttamente sul territorio significa poter fare quegli investimenti di cui abbiamo sentito parlare in quest'Aula un po' da tutti i colleghi. Solo con le risorse si possono fare investimenti. Quante Regioni che oggi governano bene - e non penso solo a Regioni del Nord, ma anche a Regioni del Sud - possono davvero, con maggiori risorse, creare quel volano sugli investimenti capace di far crescere davvero il Paese? Sono tanti gli interventi e dispiace aver sentito sul tema dell'autonomia pochi riferimenti da questo punto di vista. State tranquilli poi voi della minoranza perché siamo consapevoli che l'investimento in cultura e in istruzione rientra tra quelle spese che aumentano indubbiamente il reddito nel medio periodo e siamo convinti che il Governo si attiverà sicuramente in questa direzione. VOCE DAL GRUPPO PD. Grazie! ROMEO (L-SP) . Bene, vedete che il clima di collaborazione nei vostri confronti c'è sempre? A differenza di quello che voi dite, sappiamo anche ascoltare. La riduzione delle tasse è un altro tassello fondamentale ed importante. Qualcuno si chiede dove sia possibile reperire le risorse. Intanto riducendo la frammentazione eccessiva sull'acquisto da parte dello Stato di beni e servizi; in questo Paese abbiamo 34.000 stazioni appaltanti. Prendiamo esempio dall'Agenzia regionale centrale acquisti in Lombardia che ha saputo risparmiare molti soldi. Qui lo Stato spende 169 miliardi di euro l'anno per l'acquisto di beni e servizi; potrebbe spendere molto meno risparmiando, garantendo la stesso qualità dei servizi e recuperando risorse. Per quanto riguarda il contrasto all'evasione fiscale, dice bene il vice ministro Garavaglia; basta concentrarci e fare i controlli solo sui piccoli, facili prede per l'Agenzia delle entrate. È ora di puntare i pesci grossi; questo è l'obiettivo che il Governo si deve porre. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Senza dimenticare che si può prendere anche esempio da altri Paesi europei che hanno cominciato a tagliare i famosi sussidi silenti. Ci sono delle statistiche che dicono che con tutti i vari sussidi che esistono - nel nostro Paese ce ne sono sei tipi - diamo alle imprese circa 72 miliardi di euro. Il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi qualche tempo fa disse che le nostre analisi mostrano che i sussidi alle imprese sono stati generalmente inefficaci perché si incentivano spesso investimenti che sarebbero comunque stati effettuati, introducendo distorsioni di varia natura e penalizzando gli imprenditori che sono capaci. Anche questo può essere un elemento dal quale poter trarre delle risorse per poter abbassare e ridurre la tassazione. Vorrei dire al Governo di non dimenticarsi di quelli che sono stati i vari suggerimenti che sono arrivati non solo dalla Corte dei conti, ma da Confprofessioni e Rete Imprese Italia, che puntano alla semplificazione. A tale riguardo spero che il Governo faccia qualcosa sul tema della fatturazione elettronica. Il rischio è quello... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. La prego di concludere. ROMEO (L-SP) . Il rischio è che i nostri imprenditori non siano pronti. Quindi l'invito è quello di poter dilazionare nel tempo la possibilità dell'introduzione stessa. Avrei altre cose da dire, ma non c'è più tempo;