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Non vediamo ragioni per opporci a tale richiesta, ma annunciamo alla maggioranza e all'Assemblea che ovviamente saremo molto vigili e attenti per quanto riguarda i contenuti effettivi che avranno queste disposizioni integrative e correttive, perché si tratta di una materia delicata. Siamo convinti del lavoro fatto e del valore dei provvedimenti presi nella scorsa legislatura e non vorremmo che l'ulteriore tempo richiesto servisse a fare stravolgimenti, anziché correzioni: se così fosse, l'opposizione del Partito Democratico sarebbe molto ferma e rigorosa. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli senatori, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione ritiene di essere favorevole all'approvazione del provvedimento. Il nostro voto, pertanto, sarà conseguente. PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, desidero annunciare il voto favorevole anche da parte del Gruppo MoVimento 5 Stelle e ringraziare i Presidenti di tutti i Gruppi di quest'Assemblea per la disponibilità dimostrata - anche in sede di Conferenza dei Capigruppo - nel giungere velocemente alla votazione di questo provvedimento, i cui termini di approvazione sono in scadenza, per trasmetterlo alla Camera al fine di ottenerne l'approvazione definitiva. Desidero inoltre ringraziare il Presidente della 1ª Commissione permanente per l'ottimo lavoro svolto. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione finale che, trattandosi di una proroga di delega, avverrà mediante procedimento elettronico. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). Ci auguriamo che anche la Camera rispetti i tempi, come previsto. Per la risposta scritta ad un'interrogazione D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, intervengo per richiamare all'attenzione del Ministro delle infrastrutture una mia iniziativa di sindacato ispettivo, la 4-00392 , riguardante la mancata definizione della copertura finanziaria in seguito ad attività di espropriazione per la realizzazione dell'autostrada senza pedaggio Chieti-Pescara. Sono circa trent'anni che quest'opera è stata definita e una norma del nostro ordinamento prevede che, quanto alla definizione dei contenziosi riferiti a tale genere d'infrastruttura, la copertura finanziaria rilevi sulla contabilità dello Stato. Come consorzi di enti locali che hanno dato logo a quest'infrastruttura, abbiamo fatto istanza. C'è un ritardo da parte del Ministero delle infrastrutture, nella direzione generale competente, per corrispondere la copertura finanziaria necessaria a superare l'attuale situazione di contenzioso, che ha dato ragione ai proprietari degli appezzamenti di terreno espropriati. Chiedo pertanto alla sua persona e al suo ufficio, signor Presidente, di fare in modo che il Ministro delle infrastrutture possa venire in Aula a riferire sulle iniziative assunte o da assumere per portare a conclusione giuridica il dossier di quest'infrastruttura fondamentale, che consentirebbe lo spostamento di oltre un milione di persone sull'area urbana Chieti-Pescara. La ringrazio, signor Presidente, per la sollecitudine con la quale il Ministro assicurerà la sua presenza in Aula. (Applausi dal Gruppo PD). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, intervengo in quest'Aula per rilanciare il grido di dolore che dalla mia Regione, l'Abruzzo, tanti cittadini stanno inutilmente elevando nel silenzio assordante della politica e di chi per troppo tempo li ha male amministrati. (Applausi dal Gruppo M5S) . Intervengo per denunciare in Parlamento il delitto perfetto che si sta consumando su di loro, popolo inquinato che con grandi speranze ma inutilmente ha atteso giustizia per uno dei più gravi episodi di inquinamento ambientali mai registrati non solo in Italia ma anche in Europa. Venerdì scorso, onorevoli colleghi, la IV sezione penale della Cassazione ha messo la parola fine sul processo per il disastro ambientale di Bussi sul Tirino. Oggetto dell'accertamento l'ipotesi di commissione dei reati di avvelenamento delle acque sotterranee e di disastro ambientale in capo a diversi manager e responsabili della sicurezza Montedison, proprietaria del sito per gran parte del secolo scorso. Una vicenda giudiziaria che inizia più di dieci anni fa quando, il 12 marzo 2017, venne posta sotto sequestro la discarica Tre Monti a Bussi, un'area boscata proprio davanti a un grande petrolchimico per anni nella gestione di società del gruppo Montedison, scoperta dal Corpo forestale dello Stato guidato dal compianto comandante Guido Conti. Da allora c'è stata una lunghissima udienza preliminare, diversi incidenti di percorso e finanche la ricusazione del presidente della corte d'assise di Chieti, in prima battuta individuato per aver pronunciato, nel corso di un'intervista ad un giornale, una frase, una semplice frase: faremo giustizia per il territorio. La sentenza di assoluzione in primo grado ha negato la stessa esistenza dell'avvelenamento e ha dichiarato prescritto il disastro, considerandolo colposo. In secondo grado la decisione è stata ribaltata con una pronuncia in cui la corte d'assise d'appello ha riconosciuto l'esistenza dell'avvelenamento delle falde acquifere, seppure prescritto, ed ha condannato una parte degli imputati per disastro aggravato. Quei giudici hanno ritenuto fondate le domande risarcitorie dello Stato, della Regione Abruzzo, degli enti locali e delle associazioni ambientalistiche, condannandoli al pagamento di provvisionali. A distanza di più di un anno e mezzo, la Cassazione ha azzerato quel risultato, annullando senza rinvio la sentenza aquilana; una sentenza che è risultata pesantemente manomessa a causa del comportamento del giudice Romandini che sui giudici popolari chiamati a decidere insinuò il dubbio che in caso di condanna di quei responsabili avrebbero potuto essere chiamati a ripagare il danno, il tutto con il sottofondo di una misteriosa tangente che, come sa un illustre componente di quest'Aula, il senatore D'Alfonso, sarebbe occorsa per orientare il processo. A questo punto stupisce che la Cassazione abbia accolto le ragioni di quella sentenza così pesantemente messa in dubbio per le cose dette ed abbia fatto proprie le ragioni di una sentenza, che a questo punto non possiamo che definire manipolata, per azzerare un processo nel quale la Cassazione dice che c'è inquinamento, ci sono i responsabili, c'è la popolazione di tutta la Val Pescara che continua - a causa di questi pozzi inquinati - a rischiare la salute, ma non ci sono i colpevoli che devono pagare.