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Si ricorda che già il decreto-legge n. 201 del 2011 interviene nell'ambito dei poteri delle autorità prevedendo una significativa integrazione delle attribuzioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, conferendo ad essa anche la legittimazione ad agire nei confronti di regolamenti, atti amministrativi generali e provvedimenti emanati dalla Pubblica amministrazione che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato. Pertanto, mentre le preesistenti funzioni di monitoraggio e proposta si esaurivano con la sottoposizione della questione all'organo istituzionale competente (Parlamento, Governo, ente territoriale), il nuovo potere attribuito all'Autorità è in grado di determinare una conseguenza diretta sull'atto censurato (regolamento, atto amministrativo generale, provvedimento), nel senso di poter attivare un procedimento giurisdizionale davanti al giudice amministrativo utilizzando anche tutti i conseguenti strumenti di tutela, incluse eventuali misure cautelari. Altro aspetto rilevante è quello che attiene alla tutela dei cittadini di fronte agli atti delle autorità indipendenti. La tutela giurisdizionale nei confronti di tutti gli atti delle autorità rappresenta uno dei presupposti che consente, pur in assenza di specifica disciplina sulle autorità nella Costituzione, di ritenere conforme il sistema delle autorità rispetto ai principi costituzionali e in particolare rispetto agli articoli 24 e 113. In tale ambito si è assistito alla progressiva attrazione delle controversie nella sfera di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Le singole leggi istitutive delle autorità hanno infatti attribuito, in prevalenza, alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la cognizione avverso i provvedimenti adottati dalle autorità indipendenti. Tuttavia in alcuni casi le leggi istitutive hanno previsto, in materia, competenze del giudice ordinario; è il caso della giurisdizione sugli atti del Garante per la protezione dei dati personali o dei pronunciamenti in materia di risarcimento del danno riguardanti competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, o, ancora, sui provvedimenti sanzionatori in materia creditizia e di intermediazione finanziaria. Nel corso della XVI legislatura con il codice del processo amministrativo, adottato con decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono state introdotte alcune modifiche, che vanno nella direzione sia di ampliare l'ambito del sindacato giurisdizionale esclusivo da parte del giudice amministrativo sulle autorità, sia di prevedere un nuovo caso di giurisdizione con cognizione estesa al merito. Quanto al primo aspetto è stato ampliato il campo della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, devolvendosi ad esso le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti adottati da tutte le Autorità, compresi quelli sanzionatori ed esclusi quelli inerenti ai rapporti di impiego privatizzati. La novità di rilievo riguarda, oltre ad una unificazione della fonte normativa, l'estensione in modo generalizzato della cognizione del giudice amministrativo sulle controversie relative ai provvedimenti sanzionatori emessi dalle autorità, che nel previgente regime normativo seguiva un regime parzialmente differenziato. Sono rimaste attribuite alla giurisdizione del giudice ordinario, invece, le controversie aventi ad oggetto l'uso dei dati personali e, quindi, tutti gli atti del Garante per la protezione dei dati personali nonché le controversie aventi ad oggetto le deliberazioni della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali in materia di sanzioni. Con riguardo al secondo aspetto si prevede che nelle controversie aventi ad oggetto le sanzioni pecuniarie, comprese quelle applicate dalle autorità amministrative indipendenti, la giurisdizione del giudice amministrativo è estesa al merito. Nel presente disegno di legge si mantiene questa impostazione ma si prevede che la competenza di primo grado spetti in via esclusiva al Tribunale amministrativo della Regione in cui ha sede l’Autorità, al fine di non appesantire ulteriormente il carico di lavoro gravante sul TAR del Lazio. Con l'articolo 9 del presente disegno di legge si uniforma la normativa prevedendo la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo su ogni controversia avente ad oggetto atti e provvedimenti delle autorità. Infine, l'articolo 10 riguarda i rapporti istituzionali delle Autorità. Esse riferiscono al Parlamento sui risultati dell'attività svolta presentando una relazione annuale. È inoltre disciplinata la partecipazione italiana agli organismi europei e internazionali che riuniscono le varie Autorità nazionali di regolamentazione e di vigilanza. L'articolo 11 istituisce la Commissione parlamentare per le politiche della concorrenza e i rapporti con le Autorità indipendenti, composta da dieci senatori e dieci deputati. La Commissione, fra l'altro, esprime un parere vincolante sulle nomine e si pronuncia sulle iniziative legislative che hanno una rilevanza strategica ai fini dell'apertura del mercato e della tutela dei consumatori. L'articolo 12 puntualizza che la legge non comporta oneri finanziari aggiuntivi per lo Stato in quanto ai nuovi o maggiori oneri le Autorità provvedono gradualmente nell'ambito del meccanismi di autofinanziamento a carico degli operatori e del mercato in conformità a quanto previsto dall'articolo 7, comma 5. Concludendo, anche a seguito dei risultati dell'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione Affari costituzionali della Camera nella scorsa legislatura, riteniamo opportuno che il Parlamento intervenga per superare le criticità emerse dall'indagine. L'obiettivo è quello di consolidare la posizione delle Autorità nel sistema istituzionale, di assicurare una cornice giuridica uniforme, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni fra le diverse autorità, semplificando il quadro delle Autorità esistenti e ricalibrando la disciplina nei diversi settori al fine di renderla più adeguata agli obiettivi istituzionali di ciascun organismo. In tal modo sarà possibile garantire, nel quadro dei principi dell'Unione europea e della Costituzione, il buon funzionamento del mercato, il rispetto delle regole del gioco nei diversi settori di attività e soprattutto la tutela dei diritti e delle libertà dei risparmiatori, dei consumatori e degli utenti.. Capo I OGGETTO Art. 1. (Finalità e ambito della legge) 1. Le disposizioni della presente legge stabiliscono principi e norme in materia di funzioni, organizzazione e attività delle Autorità indipendenti di regolazione, vigilanza e garanzia dei mercati, al fine di rafforzarne e razionalizzarne i compiti di promozione della concorrenza e dei diritti dei consumatori e degli utenti; di protezione di diritti e interessi di carattere fondamentale stabiliti dalla Costituzione e dai Trattati dell’Unione europea; di promozione della trasparenza dei mercati e di vigilanza prudenziale; di regolazione dei mercati nei casi in cui la concorrenza non sia sufficiente; di tutela della concorrenza. Restano ferme, in quanto compatibili con la presente legge, le discipline relative alle singole Autorità. 2.