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Al fine di consentire l'esercizio delle competenze ad essa attribuite dalla presente legge, il numero dei posti previsti dalla pianta organica del personale di ruolo dell'Autorità ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, è incrementato di dodici unità, di cui una di livello dirigenziale. Ai medesimi fini, il numero dei contratti di cui al medesimo articolo 11, comma 4, della legge n. 287 del 1990, già incrementato di quattro unità ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge 6 marzo 2006, n. 68, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2006, n. 127, è ulteriormente incrementato di sette unità, per la cui copertura l'Autorità può avvalersi dell'istituto del comando. Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del presente comma si fa fronte con le risorse di cui all'articolo 10, comma 7 -ter, della legge n. 287 del 1990. 6 (Procedimento dinanzi all'Autorità) 1 Alla parte II, titolo III, capo III, del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206, dopo l'articolo 27 -quater sono aggiunti i seguenti: «Art. 27- quinquies. - (Istruttoria in materia di pubblicità). – 1. L'Autorità, ai fini del contrasto alla discriminazione della donna nella pubblicità e nei media e della tutela dei diritti della donna e dei minori, valutati gli elementi comunque in suo possesso, compresi quelli segnalati da singoli cittadini consumatori, da soggetti portatori di interessi diffusi in materia di tutela dei minori e di tutela della dignità della donna, costituiti in associazioni o in comitati, nonché da ogni pubblica amministrazione che vi abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali, avvia un'apposita istruttoria per verificare l'esistenza di violazioni dei divieti e di inosservanza delle prescrizioni in materia di pubblicità sessista, lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori. 2. L'Autorità, dopo aver instaurato l'istruttoria ai sensi del comma 1, ne dà comunicazione all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza per acquisirne il relativo parere, non vincolante, ai fini della definizione dell'istruttoria. 3. Quando la pubblicità è stata o deve essere diffusa attraverso la stampa periodica o quotidiana, o per via radiofonica o televisiva o attraverso un altro mezzo di telecomunicazione, l'Autorità, prima di provvedere ai sensi del comma 1, richiede il parere, non vincolante, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini della definizione dell'istruttoria. 4. L'Autorità, nei casi di cui al comma 1, comunica l'apertura dell'istruttoria ai soggetti in favore dei quali è realizzata la pubblicità oggetto di accertamento, nonché agli autori della medesima. I titolari o legali rappresentanti delle imprese o degli enti committenti e utilizzatori della pubblicità oggetto di istruttoria hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, nel termine fissato contestualmente alla comunicazione di avvio dell'istruttoria e hanno facoltà di presentare deduzioni e pareri in ogni fase dell'istruttoria stessa, nonché di essere nuovamente sentiti prima della chiusura di questa. 5. Ad eccezione dei casi di manifesta scorrettezza e gravità, qualora il professionista responsabile della pubblicità sessista, lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori assuma l'impegno di porre fine all'infrazione, cessando la diffusione della pubblicità o modificandola in modo da eliminarne i profili sanzionabili, l'Autorità, valutata l'idoneità di tali impegni, può renderli obbligatori per il professionista e definire il procedimento di accertamento senza procedere all'accertamento dell'infrazione. L'Autorità, nell'ipotesi di accoglimento dell'impegno assunto dal responsabile della pubblicità, può disporre la pubblicazione della dichiarazione di assunzione dell'impegno, a cura e spese del professionista. Art. 27- sexies. - (Poteri cautelari dell'Autorità). – 1. Nei casi di urgenza dovuta al rischio di un danno grave e irreparabile per la salvaguardia dei diritti e degli interessi tutelati dalle disposizioni in materia di divieto di realizzazione e diffusione di pubblicità sessista, lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori, l'Autorità, ove rilevi a seguito di un sommario esame la sussistenza di violazioni, può deliberare, d'ufficio, l'adozione di misure cautelari. 2. L'Autorità, qualora i destinatari della misura cautelare adottata ai sensi del comma 1 non vi adempiano, può infliggere sanzioni amministrative pecuniarie fino al 3 per cento del fatturato del soggetto inadempiente. Art. 27- septies. - (Decisione e sanzioni). – 1. L'Autorità, all'esito dell'istruttoria di cui all'articolo 27 -quinquies, provvede con motivata decisione definitiva. Se ritiene la pubblicità sessista, lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori, l'Autorità vieta la diffusione della pubblicità, sia di quella ancora non diffusa sia di quella già in corso. 2. Con la decisione di cui al comma 1, l'Autorità dispone l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 5 milioni, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. 3. L'Autorità, su richiesta documentata dall'amministrazione comunale, pone a carico del soggetto destinatario della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 2 anche il rimborso delle spese eventualmente sostenute dai comuni per le attività di cui all'articolo 27- octies. Art. 27- octies. - (Divieto di affissione di pubblicità). – 1. I comuni, qualora verifichino l'affissione di pubblicità che integrano le violazioni di cui all'articolo 27- quinquies, comma 1, provvedono all'immediata segnalazione all'Autorità. 2. I comuni, qualora la pubblicità risulti già affissa e la violazione dei divieti di cui al comma 1 sia ritenuta particolarmente grave, nelle more della definizione del procedimento dinanzi all'Autorità, possono chiedere all'Autorità stessa di essere temporaneamente autorizzati alla copertura della pubblicità con materiale adesivo che rechi, ben visibile, la dicitura: "pubblicità sottoposta a verifica". 3. L'Autorità provvede a rilasciare l'autorizzazione di cui al comma 2, entro cinque giorni dal ricevimento della relativa richiesta, previa comunicazione ai soggetti in favore dei quali è realizzata la pubblicità nonché agli autori della medesima».