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Penso che negli altri passaggi che il disegno di legge costituzionale in esame dovrà affrontare andrà fatta una riflessione sulla necessità di evitare che si possa intervenire in questo modo sulla Parte I della Costituzione (ossia sulla parte più progettuale e programmatica e non sui principi fondamentali). Credo che dobbiamo fare questa riflessione in modo approfondito per evitare che si possa dar vita a una nuova stagione di micromodifiche costituzionali in cui ogni parte, partito e Gruppo vuole portare all'attenzione temi per i quali ritiene necessario un riconoscimento costituzionale. Per tutti questi motivi, noi ci asterremo, fermo restando che davanti alla Costituzione ognuno ha la libertà di esprimersi come ritiene. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, sarò quasi telegrafico, perché è stato detto tutto e condivido tutto quello che è stato detto in quest'Aula. Mi rimane da sottolineare la soddisfazione per il varo di questa modifica costituzionale che fa giustizia non so se di una dimenticanza o di una valutazione di opportunità che in quel momento i nostri Padri costituenti ritennero di fare nel redigere una Carta che ancora oggi è attuale e tiene botta rispetto ai tempi (anche se ha bisogno di qualche ritocco e qualcuno è già stato fatto), per cui evidentemente fecero quella scelta, ispirata dal fatto che si usciva da un periodo nel quale lo sport era un punto di riferimento di un regime che aveva privato il Paese della libertà e non si voleva ricadere nello stesso errore. A distanza di settant'anni, abbiamo posto rimedio a questa lacuna e abbiamo dato dignità, costituzionalmente protetta, ad un'attività che ritengo abbia una funzione sociale. Ormai l'Italia è un Paese multietnico, multireligioso e multirazziale e quale migliore strumento, se non lo sport, per consolidare solidarietà e compattezza e per evitare tensioni sociali? Lo sport abitua al sacrificio, al sudore, al lavoro e alla solidarietà; abitua a soccorrere il compagno di squadra in difficoltà, ad essere leali, a rispettare l'avversario, a combatterlo nella competizione in maniera leale e corretta, ma rispettandolo: trasferendo questi principi all'interno del vivere sociale, si tratta di rispettare chi la pensa diversamente da noi, chi ha un culto diverso da noi, chi ha un colore della pelle diverso dal nostro. Sono principi che si possono adattare tranquillamente al vivere sociale. È un risultato importante quello che oggi raggiungiamo e ci dispiace che una parte del Parlamento si astenga su questo provvedimento, che ha visto un approfondimento completo all'interno della Commissione. La Sottosegretaria che ha seguito i nostri lavori può darne atto, perché, a seguito della discussione sull'opportunità di inserire la tutela dello sport nell'articolo 32 o nel 33, abbiamo ritenuto più opportuno il secondo. Stiamo parlando del Titolo II della Costituzione, quello che parla dei rapporti etico-sociali, e ci sembrava che lo sport avesse una migliore collocazione nell'articolo 33. Abbiamo individuato una dicitura che tiene dentro tutto, non soltanto lo sport agonistico, non soltanto quello dilettantistico, ma anche quello dei ragazzi, praticato nelle scuole, e quello delle associazioni, che hanno mantenuto questo settore. Noi oggi voteremo con convinzione questo provvedimento e ci auguriamo che anche alla Camera ci possa essere una corsia preferenziale, perché entro la fine di questa legislatura questa riforma possa avere un'effettiva approvazione. Ora però c'è una responsabilità del Governo; il Parlamento ha fatto la sua parte e ha inserito nella Costituzione la tutela dello sport, ma sarebbe poca cosa se poi il Governo non ci mettesse la testa e le risorse necessarie a favorire realmente la diffusione, a tutti i livelli, dello sport, a partire dall'essere vicini alle associazioni, che fino adesso hanno sostenuto gli oneri in maniera volontaristica, ai Comuni e agli enti territoriali, nel realizzare le strutture, e ai meno abbienti, per consentire l'accesso universale allo sport. Noi ci auguriamo che il Governo si renda conto di questa necessità e che, compatibilmente con i vincoli di finanza, annualmente voglia stabilire un programma di incoraggiamento, di sostegno e di finanziamento a queste iniziative, perché lo sport diventi veramente una materia praticata in maniera universale. Devo ringraziare anche le colleghe Binetti e Gallone, che con senso di responsabilità, capendo il momento importante e delicato che avevamo affrontato in questa situazione, hanno ritirato i loro emendamenti, trasformandoli in un ordine del giorno che raccomanda al Governo di tenere presente anche la possibilità di accesso ai meno abbienti, agli anziani e ai diversamente abili e di diffondere anche i vantaggi che da questo inserimento dello sport nella Costituzione possono derivare alla collettività in termini di riduzione dei conflitti sociali e della spesa sanitaria, di miglioramento della qualità della vita e di opportunità e possibilità che devono essere date ai nostri ragazzi, che devono essere impegnati in quest'attività piuttosto che essere alla mercé magari di cattive compagnie o di cattive imitazioni. È con questa speranza e con questo augurio che votiamo in maniera convinta la riforma costituzionale in esame, sottoscrivendo tutto quello che i colleghi a vario titolo hanno detto (non si può non essere d'accordo sulle motivazioni e sulle finalità che questo intervento legislativo si pone), augurandoci che il Governo sappia fare tesoro di questo impegno del Parlamento e sappia renderlo effettivo con iniziative e finanziamenti concreti. Annuncio e confermo il voto favorevole di Forza Italia a questo provvedimento. (Applausi) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è con un malcelato senso di inadeguatezza che prendo la parola oggi, poiché i fatti che stanno accadendo poco lontano da noi ovviamente non possono che essere al centro della nostra attenzione. Vorrei anche fare qualche richiamo, nei pochi minuti che ho per esporre il voto del nostro Gruppo sullo sport in Costituzione, ad alcuni aspetti che, secondo me, sono utili alla riflessione di tutti noi. Il valore dello sport perché metterlo in Costituzione? Perché mettere in Costituzione la parola "sport", o meglio la locuzione "attività sportiva", che è stata correttamente indicata in questo testo di legge in quanto ampia e assolutamente esaustiva del valore dello sport? Lo facciamo perché riteniamo più o meno tutti che lo sport sia un valore fondante del vivere civile e che, come tale, abbia piena dignità di essere contenuto all'interno della Carta costituzionale, che rappresenta il fondamento della nostra democrazia e la realizzazione normativa dei rapporti sociali che dobbiamo riconoscere ogni giorno nella nostra vita quotidiana. Inseriamo l'attività sportiva in Costituzione perché rappresenta l'essenzialità: lo sport come esempio acclarato di valorizzazione dell'uomo. L'attività sportiva, come indicato nella norma che oggi andiamo ad approvare, costituisce la base dello sviluppo educativo e sociale e la promozione del benessere psicofisico.