[ddlpres]

-- Successivamente all'adozione, la Commissione di cui all'articolo 272 può comunicare ai genitori adottivi, eventualmente tramite il tribunale per i minorenni, solo le informazioni che hanno rilevanza per lo stato di salute dell'adottato. Il tribunale per i minorenni che ha emesso i provvedimenti indicati dagli articoli 269 e 270 e la Commissione conservano le informazioni acquisite sull'origine del minore, sull'identità dei suoi genitori naturali e sull'anamnesi sanitaria del minore e della sua famiglia di origine. Per quanto concerne l'accesso alle altre informazioni valgono le disposizioni vigenti in tema di adozione di minori italiani. Al minore straniero che si trova nello Stato in situazione di abbandono si applica la legge italiana in materia di adozione, di affidamento e di provvedimenti necessari in caso di urgenza. Art. 272. - (Commissione per le adozioni internazionali). -- È costituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la Commissione per le adozioni internazionali. La Commissione è composta ed opera come previsto dagli articoli 38 e 39 della legge 4 maggio 1983, n. 184. Art. 273. - (Attività delle regioni e delle province autonome). -- Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nell'ambito delle loro competenze: 1) concorrono a sviluppare una rete di servizi in grado di svolgere i compiti previsti dal presente titolo; 2) vigilano sul funzionamento delle strutture e dei servizi che operano nel territorio per l'adozione internazionale, al fine di garantire livelli adeguati di intervento; 3) promuovono la definizione di protocolli operativi e convenzioni fra enti autorizzati e servizi, nonché forme stabili di collegamento fra gli stessi e gli organi giudiziari minorili. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono istituire un servizio per l'adozione internazionale che sia in possesso dei requisiti di cui all'articolo 274 e svolga per le coppie che lo richiedano al momento della presentazione della domanda di adozione internazionale le attività di cui all'articolo 265, secondo comma. I servizi per l'adozione internazionale di cui al secondo comma sono istituiti e disciplinati con legge regionale o provinciale in attuazione dei principi di cui al presente titolo. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano sono delegate le funzioni amministrative relative ai servizi per l'adozione internazionale. Art. 274. - (Enti autorizzati). -- Al fine di ottenere l'autorizzazione della Commissione per lo svolgimento dell'attività ai fini della presente legge e per conservarla, gli enti debbono essere in possesso dei seguenti requisiti: 1) essere diretti e composti da persone con adeguata formazione e competenza nel campo dell'adozione internazionale, e con idonee qualità morali; 2) avvalersi dell'apporto di professionisti in campo sociale, giuridico e psicologico, iscritti al relativo albo professionale, che abbiano la capacità di sostenere i coniugi prima, durante e dopo l'adozione; 3) disporre di un'adeguata struttura organizzativa in almeno una regione o in una provincia autonoma in Italia e delle necessarie strutture personali per operare nei Paesi stranieri in cui intendono agire; 4) non avere fini di lucro, assicurare una gestione contabile assolutamente trasparente, anche sui costi necessari per l'espletamento della procedura, ed una metodologia operativa corretta e verificabile; 5) non avere e non operare pregiudiziali discriminazioni nei confronti delle persone che aspirano all'adozione, ivi comprese le discriminazioni di tipo ideologico e religioso; 6) impegnarsi a partecipare ad attività di promozione dei diritti dell'infanzia, preferibilmente attraverso azioni di cooperazione allo sviluppo, anche in collaborazione con le organizzazioni non governative, e di attuazione del principio di sussidiarietà dell'adozione internazionale nei Paesi di provenienza dei minori; 7) avere sede legale nel territorio nazionale. Art. 275. - (Benefici per i genitori adottivi ed affidatari). -- Fermo restando quanto previsto in altre disposizioni di legge, i genitori adottivi e coloro che hanno un minore in affidamento preadottivo hanno diritto a fruire dei seguenti benefici: 1) l'astensione dal lavoro, quale regolata dall'articolo 6, primo comma, della legge 9 dicembre 1977, n. 903, anche se il minore adottato ha superato i sei anni di età; 2) l'assenza dal lavoro, quale regolata dall'articolo 6, secondo comma, e dall'articolo 7 della predetta legge n. 903 del 1977; sino a che il minore adottato non abbia raggiunto i sei anni di età; 3) congedo di durata corrispondente al periodo di permanenza nello Stato straniero richiesto per l'adozione. Art. 276. - (Disposizioni penali). -- Chiunque svolga per conto di terzi pratiche inerenti all'adozione di minori stranieri senza avere previamente ottenuto l'autorizzazione prevista dalla legge, è punito con la pena della reclusione fino a un anno o con la multa da euro 516 a euro 5.165. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 1.033 a euro 3.099 per i legali rappresentanti ed i responsabili di associazioni o di agenzie che trattano le pratiche di cui al primo comma. Fatti salvi i casi previsti dall'articolo 270, quarto comma, coloro che, per l'adozione di minori stranieri, si avvalgono dell'opera di associazioni, organizzazioni, enti o persone non autorizzati nelle forme di legge sono puniti con le pene di cui al primo comma diminuite di un terzo. TITOLO X DELLA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI Art. 277. - (Principi generali). -- I rapporti tra genitori e figli devono essere improntati al reciproco rispetto. Il figlio minorenne non deve ostacolare l'esercizio della responsabilità genitoriale ed è tenuto a consentire l'esplicazione delle facoltà connesse per l'attuazione di essa. I genitori hanno il dovere di mantenere, educare ed istruire i figli, nonché di aver cura, anche personale, di essi. La formazione e la crescita dei figli devono essere attuate tenendo conto delle inclinazioni ed aspirazioni degli stessi e consentendo, nella misura maggiore possibile, l'esplicazione delle loro capacità e potenzialità. Art. 278. - (Facoltà dei genitori). -- I genitori hanno la rappresentanza legale dei figli minorenni e amministrano i loro beni. Essi hanno facoltà di valersi degli strumenti, delle metodologie e delle tecniche educative necessarie per preservare la salute dei figli e per indirizzarli verso la corretta esplicazione della loro personalità e la loro partecipazione al contesto sociale. Salvo casi di comprovata emergenza, per i quali comunque devono agire nel rispetto della dignità personale del figlio, i genitori devono astenersi da ogni forma di violenza fisica, psicologica o morale tale da provocare traumi al minore. Art. 279. - (Responsabilità dei genitori. Autonomia dei figli). -- I genitori sono responsabili delle azioni dei figli infraquattordicenni, quando le stesse siano effetto di difetto o errore nelle tecniche e nella gestione dell'educazione. L'attività educativa del genitore è attuata in modo da consentire al figlio adeguati margini di libertà e autonomia, a maggior ragione allorché il figlio abbia superato i quattordici anni di età. Art. 280.