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In particolare, l'applicazione delle agevolazioni viene estesa sia con riferimento ad ulteriori fattispecie di delitti, sia a favore di nuove tipologie di imprese, tra le quali vengono incluse anche quelle che prendano in affitto o abbiano acquistato i complessi aziendali dalle imprese sequestrate e confiscate (senza effettuare alcun riferimento), a prescindere dalla circostanza che esse siano organizzate o meno in forma di cooperativa. Evidenzia che, a seguito delle abrogazioni e delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 1 o marzo 2018, n. 21, efficaci a decorrere dal 6 aprile 2018, dovrebbe ora farsi riferimento all'articolo 240- bis del codice penale, all'articolo 85- bis del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e all'articolo 301, comma 5- bis , del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43. La norma dispone, inoltre, che i finanziamenti agevolati non possano superare l'importo di due milioni di euro e la durata di quindici anni, comprensivi di cinque anni di preammortamento. Sul punto, ricorda che si tratta di uno stanziamento, per il periodo 2016-2019, di 7 milioni di euro per i finanziamenti agevolati e di 3 milioni di euro per le garanzie. L'articolo 4 dello schema prevede che, a decorrere dalla data di approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell'attività dell'impresa sequestrata e confiscata, la verifica della regolarità contributiva, ai fini del rilascio del relativo documento unico, avviene esclusivamente con riguardo agli obblighi riferiti ai periodi successivi. A decorrere dalla stessa data, in base all'articolo 5, non sono opponibili nei confronti dell'amministratore giudiziario e dell'Agenzia nazionale per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati i provvedimenti sanzionatori relativi a illeciti in materia di lavoro commessi prima del sequestro dell'azienda. Secondo la relazione illustrativa, si tratterebbe di una inopponibilità soggettiva, in quanto tali provvedimenti sanzionatori resterebbero opponibili nei confronti dell'autore della violazione ovvero dei soggetti responsabili prima dell'adozione del provvedimento di sequestro. L'articolo 6 disciplina le comunicazioni cui è tenuta l'amministrazione procedente prima della presentazione dell'istanza di ammissione ai benefici introdotti dallo schema in esame. Si tratta delle comunicazioni a prefetto e INPS e del confronto sindacale. L'articolo 7 contiene, infine, le disposizioni di carattere finanziario. In particolare, si richiama, per la copertura delle misure introdotte, il limite degli stanziamenti già disposti dalla legge delega, prevedendone la ripartizione tra i vari interventi mediante un successivo decreto. Le agevolazioni sono quindi concesse nel rispetto di tale ripartizione, gestendo le risorse secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande o di fruizione del beneficio. Esaurite le risorse assegnate, le ulteriori domande non vengono prese in considerazione, a garanzia - come segnalato dalla relazione tecnica - della sostenibilità finanziaria del meccanismo. L'articolo specifica, infine, che tali previsioni non si applicano alla concessione dei benefici di cui all'articolo 3, per i quali si provvede con le risorse già stanziate dalla legge n. 208 del 2015. Per quanto concerne gli aspetti finanziari del provvedimento - elemento cruciale per la sopravvivenza delle imprese in questione - segnala la necessità di disporre di ulteriori rassicurazioni al riguardo, nonché l'opportunità che il prossimo Governo reperisca fondi congrui per la stabilizzazione della disciplina in esame. Con riferimento agli articoli 1 e 2, ricorda che l'articolo 34, comma 4, della legge n. 161 del 2017 ha stanziato 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e 6 milioni di euro per l'anno 2020 a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Dette risorse costituiscono un limite massimo di spesa. La stessa relazione tecnica evidenzia che non è possibile fornire elementi per la quantificazione degli oneri recati da ciascuna misura, in quanto la platea dei destinatari non è predeterminata, ma dipende dai provvedimenti adottati dall'Autorità giudiziaria caso per caso, con riferimento ad aziende aventi dimensioni e caratteristiche diverse, nonché dalla durata e dagli esiti delle singole procedure. Preso atto che non è possibile operare una quantificazione puntuale dell'onere con riferimento alla platea dei destinatari per la sua eterogeneità, segnala l'opportunità che il Governo fornisca, come richiesto dal Servizio del bilancio, i dati complessivi sulle imprese e sui lavoratori potenzialmente interessati unitamente ai relativi redditi medi, in modo da avere almeno una sommaria dimostrazione della congruità delle risorse stanziate. Il Servizio del bilancio rileva poi che il meccanismo di garanzia del rispetto del limite di spesa non è disciplinato dalla norma primaria, ma rinviato ad un decreto interministeriale, laddove, sulla base di una interpretazione rigorosa dell'articolo 81 della Costituzione e dell'articolo 17 della legge di contabilità, spetta sempre alla legge provvedere alla definizione del meccanismo di determinazione degli oneri, oltre che alla relativa copertura. Con riferimento all'articolo 3, laddove si prevede che l'ampliamento oggettivo e soggettivo dei finanziamenti concedibili avverrà a risorse invariate, mancano elementi per valutare la congruità delle risorse disponibili rispetto alle maggiori richieste. Ulteriori 20 milioni deriverebbero da risorse non utilizzate, riferite agli anni 2013-2015, e mantenute in bilancio in conto residui, laddove la legge di contabilità consentirebbe il loro mantenimento in bilancio come residui per un esercizio (articolo 34- bis , comma 3, legge n. 196 del 2009). Per i profili di quantificazione, mancano nella relazione tecnica i dati e gli elementi idonei a comprovare l'effettiva sostenibilità delle clausole di invarianza dell'articolo 6. In merito ai profili di quantificazione dell'articolo 7, oltre alla mancata disciplina con norma primaria del sistema di garanzia del rispetto della copertura, rileva che esso prevede due differenti sistemi di limitazione, in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande o di fruizione del beneficio, senza specificare a quali benefici si applichi il primo sistema e a quali il secondo.