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Successivamente alla fase sperimentale sarà valutata l'opportunità di eliminare questo vincolo in ragione della relazione tra le maggiori spese derivanti dal credito d'imposta scontato, le maggiori entrate derivanti dall'incremento dei redditi che la misura riesce a generare e le eventuali risorse disponibili. Si stima che l'onere a carico del bilancio dello Stato dovuto all'allargamento della platea dei soggetti beneficiari delle detrazioni fiscali anche ai cosiddetti incapienti possa trovare adeguata copertura nelle maggiori risorse finanziarie rivenienti dall'incremento dell'IVA, delle imposte dirette e dell'IRAP dovuto alla crescita del volume di attività delle imprese del settore dell'edilizia, nonché dell'IRPEF dovuta dai nuovi lavoratori dipendenti o collaboratori, assunti per sopperire all'incremento della domanda di servizi. Il contribuente, per ottenere il diritto alla cessione del credito, sarà tenuto ad inviare all'Agenzia delle entrate il modello dell'opzione in via telematica (comma 41- ter) , con l'indicazione dell'istituto di credito che ha accettato la cessione del credito ed i dati dell'impresa che esegue i lavori, completo: dell'ammontare del preventivo di spesa, delle eventuali autorizzazioni edilizie rilasciate, nonché dei dati della banca cessionaria. A seguito di questa scelta l'istituto di credito cessionario, con riferimento ad ogni bonifico effettuato per il pagamento dell'impresa che esegue i lavori, maturerà il diritto all'utilizzo del credito d'imposta commisurato alla spesa effettuata applicando le percentuali del 50 per cento e del 65 per cento, in dieci quote annuali costanti a decorrere dal 16 luglio dell'anno successivo a quello in corso alla data in cui è stata effettuata la spesa. La scelta per la nascita e contestuale cessione del credito d'imposta modificherebbe solamente il soggetto che fruisce del credito d'imposta, ma non il suo ammontare; in altre parole, l'istituto di credito avrà le medesime conseguenze che avrebbe avuto il contribuente nella sua posizione personale e alle stesse scadenze. Dal canto suo, il soggetto che ha realizzato gli investimenti nella ristrutturazione dell'abitazione ovvero di riqualificazione energetica dell'immobile, per ogni pagamento effettuato, vedrà prelevato dal suo conto corrente solamente una parte della somma necessaria; il resto viene pagato dall'istituto di credito tramite il finanziamento coperto proprio dalla cessione del credito d'imposta. Al fine di permettere agli intermediari finanziari una più agile gestione di questi crediti, è consentito loro di trasferire ad altro intermediario finanziario i crediti d'imposta. In questo caso il trasferimento dovrà essere comunicato secondo modalità e termini da definire tramite provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. Il credito d'imposta maturato dall'intermediario finanziario, per effetto della cessione del credito, dovrà essere indicato nella dichiarazione annuale relativa al periodo d'imposta nel quale il credito è ceduto. Al fine di eliminare qualsiasi rischio per l'istituto di credito cessionario del credito d'imposta, il presente disegno di legge prevede che le responsabilità di eventuali violazioni che incidono sulla misura della detrazione fiscale connessa alla spesa, sono esclusivamente a carico del contribuente che le ha commesse. In altre parole, nelle ipotesi nelle quali, ad esempio, il contribuente falsifichi i documenti comprovanti il sostenimento della spesa ovvero ometta qualsiasi adempimento connesso alla effettività del riconoscimento della detrazione, come accade ora, l'Agenzia delle entrate potrà recuperare la detrazione illecitamente fruita, gli interessi e le conseguenti sanzioni per l'illegittima compensazione solo in capo al contribuente responsabile per la violazione; l'istituto di credito continuerà, pertanto, ad utilizzare normalmente le rate del credito d'imposta ceduto. La trasformazione della detrazione in credito d'imposta come anche la contestuale cessione, rappresentano una operazione finanziaria che non assume alcuna rilevanza ai fini delle imposte sui redditi sia per il cedente che per l'intermediario finanziario cessionario. Il disegno di legge tende cioè ad escludere, in particolare con i riferimenti alle imprese che effettuano opere di riqualificazione degli immobili strumentali, che la trasformazione della detrazione in credito determini la conseguente contabilizzazione del ricavo d'impresa rilevante per la determinazione del reddito d'impresa, come anche con riferimento all'istituto di credito cessionario. Per quest'ultimo, ovviamente, assumerà valenza reddituale, solamente la parte degli interessi applicati per lo sconto dei crediti ceduti. La possibilità concessa dalla norma di convertire le detrazioni per lavori edili in crediti d'imposta ceduti allo sconto ad un istituto di credito, non determina effetti diretti in termini di maggiori oneri a carico dello Stato in quanto la trasformazione comporta solamente la modificazione del soggetto che vanta il beneficio e la natura del tributo o contributo su cui il beneficio stesso può essere esercitato ma non il suo ammontare ed il lasso temporale entro cui può essere esercitato.. 1 1 Le detrazioni fiscali relative alle spese destinate agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, secondo i criteri e i limiti indicati dall'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013 n. 90, nonché quelle relative alle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale di cui all'articolo 16- bis , commi 1, 2 e 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella misura maggiorata di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, secondo i criteri e i limiti indicati dall'articolo 16, commi 1 e 1- bis , del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, possono essere convertite dal titolare dell'agevolazione in attestato di credito d'imposta cedibile allo sconto ad un intermediario finanziario. 2 La scelta per la conversione della detrazione in attestato di credito d'imposta è esercitata, tenendo conto delle modalità e dei termini, da stabilire con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, mediante preventiva opzione irrevocabile da inviare all'Agenzia delle entrate in modalità telematica, anche attraverso gli intermediari abilitati di cui all'articolo 3, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, avvalendosi del modello e delle relative specifiche tecniche individuate con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.