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8. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque violi le disposizioni dei commi 2, 3 e 4, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 3.000 euro. 9. All'accertamento delle violazioni e alla contestazione delle sanzioni amministrative di cui al presente articolo provvedono gli organi di vigilanza competenti in materia sanitaria. È fatta salva la competenza del giudice penale per l'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle sanzioni amministrative per illeciti commessi in connessione obiettiva con un reato. Qualora non sia stato effettuato il pagamento della sanzione in forma ridotta, l'autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è il prefetto. 10. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per le violazioni dei commi 2, 3 e 4, inflitte da organi statali, sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero della salute, per il potenziamento dell'attività di monitoraggio sugli effetti derivanti dall'uso di sigarette elettroniche, nonché per la realizzazione di attività informative finalizzate alla prevenzione del rischio di induzione al tabagismo. Capo VII Capo IV DISPOSIZIONI FINALI DISPOSIZIONI FINALI Art. 26. Art. 14 . (Norma di coordinamento per le regioni e per le province autonome) (Norma di coordinamento per le regioni e per le province autonome) 1. Le regioni adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni di principio desumibili dalla presente legge ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione. Identico 2. Sono fatte salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione. 1 (Istituzione degli ordini) 1 Sono istituiti gli ordini professionali degli esercenti le professioni sanitarie di cui ai commi da 2 a 6, con compiti di rappresentanza professionale nei confronti delle istituzioni e di garanzia della qualità delle prestazioni nell'interesse del cittadino. 2 I collegi degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d'infanzia (IPASVI) sono trasformati in ordini professionali delle professioni infermieristiche. 3 I collegi delle ostetriche sono trasformati in ordini professionali delle ostetriche e degli ostetrici. 4 E istituito l'ordine professionale delle professioni sanitarie della riabilitazione. 5 I collegi dei tecnici sanitari di radiologia medica sono trasformati in ordini professionali delle professioni dei tecnici sanitari di radiologia medica. 6 E istituito l'ordine professionale delle professioni tecnico-sanitarie e della prevenzione. 7 Gli ordini professionali di cui al presente articolo sono enti pubblici non economici, con autonomia patrimoniale e finanziaria, e si articolano in federazioni nazionali e ordini territoriali. Gli statuti relativi alla loro organizzazione, adottati nel rispetto delle disposizioni della presente legge, sono predisposti ai sensi dell'articolo 7 e sono approvati con decreto del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. 8 Il Ministero della salute esercita, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente, la funzione di vigilanza sugli ordini e sulle professioni di cui alla presente legge. 2 (Consulta regionale degli ordini provinciali) 1 In ogni capoluogo di regione, per ciascuno degli ordini professionali, è costituita la «Consulta regionale degli ordini provinciali», composta da rappresentanti degli ordini professionali di cui alla presente legge e di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n. 561. 3 (Istituzione degli albi) 1 Presso gli ordini delle professioni infermieristiche di cui al comma 2 dell'articolo 1 sono istituiti i seguenti albi: a albo della professione di infermiere; b albo della professione di infermiere pediatrico e delle vigilatrici d'infanzia. 2 Presso gli ordini delle professioni sanitarie della riabilitazione di cui al comma 4 dell'articolo 1 sono istituiti i seguenti albi: a albo della professione di fisioterapista; b albo della professione di logopedista; c albo della professione di podologo; d albo della professione di ortottista e assistente di oftalmologia; e albo della professione di terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva; f albo della professione di tecnico della riabilitazione psichiatrica; g albo della professione di terapista occupazionale; h albo della professione di educatore professionale. 3 Presso gli ordini delle professioni tecnico-sanitarie e della prevenzione di cui al comma 6 dell'articolo 1 sono istituiti i seguenti albi: a albo della professione di tecnico sanitario di laboratorio biomedico; b albo della professione sanitaria di tecnico audiometrista; c albo della professione sanitaria di tecnico audioprotesista; d albo della professione sanitaria di tecnico ortopedico; e albo della professione sanitaria di dietista; f albo della professione sanitaria di tecnico di neurofisiopatologia; g albo della professione sanitaria di tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare; h albo della professione sanitaria di igienista dentale; i albo della professione di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro; l albo della professione di assistente sanitario. 4 (Dislocazione territoriale e organi degli ordini) 1 Gli ordini di cui alla presente legge sono istituiti in ogni provincia. Qualora il numero degli iscritti all'ordine non superi le 1.000 unità, l'ordine è costituito a livello interprovinciale o regionale. 2 Sono organi degli ordini: a il consiglio direttivo; b il presidente, cui spetta la rappresentanza legale dell'ente; c l'assemblea degli iscritti; d la commissione d'albo; e il collegio dei revisori dei conti, costituito ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88. 3 Il consiglio direttivo può essere sciolto, previa diffida, qualora non sia in grado di funzionare regolarmente, con decreto del Ministro della salute su proposta della relativa federazione nazionale, che delibera con la maggioranza dei due terzi dei componenti. 4 Con il decreto di scioglimento del consiglio direttivo è nominata una commissione straordinaria di tre membri iscritti all'ordine, alla quale competono le attribuzioni del consiglio direttivo, e sono indette nuove elezioni entro tre mesi dallo scioglimento. 5 (Commissione disciplinare) 1 Presso l'ordine del capoluogo di regione è istituita, per ciascun albo, una commissione competente a giudicare sui procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti. 2 Per gli iscritti all'albo che sono anche dipendenti di una pubblica amministrazione si applicano le disposizioni del codice deontologico approvato dalle federazioni nazionali, previo nulla osta del Ministero della salute fatte salve le disposizioni dei relativi contratti collettivi nazionali di lavoro.