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Non pensiamo ovviamente alla cassa integrazione in deroga per i calciatori della serie A. Siamo intervenuti su alcuni aspetti particolarmente critici che ci erano stati segnalati soprattutto dai gestori degli impianti, cioè sia sulla questione dei canoni d'affitto degli impianti pubblici, ma anche sulla possibilità, che viene introdotta all'interno di questo decreto, della rinegoziazione dei contratti di gestione degli impianti sportivi sempre con enti pubblici. Abbiamo introdotto una norma, secondo me estremamente importante, che consente la riduzione del 50 per cento dell'affitto degli impianti privati, da marzo a luglio 2020. Quindi è una norma retroattiva ed arriva fino al 30 luglio, che è il momento di chiusura della norma dell'emergenza così com'era stata concepita a gennaio. La richiesta che veniva forte dal mondo dello sport di base era però quella di avere anche dei finanziamenti a fondo perduto soltanto per questo momento di emergenza sanitaria particolarmente grave, soprattutto per quelle piccole realtà che già hanno poche risorse e che hanno difficoltà ad accedere a un mutuo, quindi a un finanziamento che poi devono restituire e che quindi potrebbe causare un indebitamento ulteriore. Abbiamo pertanto istituito un sostegno a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche e per le società sportive dilettantistiche che ha una base di partenza di 10 milioni. Esso verrà alimentato progressivamente da un fondo - che è sempre nel decreto di oggi - che deriva da una piccola percentuale che inciderà sul montepremi complessivo di tutto il mondo delle scommesse sportive e che andrà ad alimentare, di volta in volta, questo sostegno a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche. Abbiamo inoltre previsto delle misure ad hoc soprattutto per l'acquisto e l'utilizzo di ausili per le persone con disabilità che vogliono avere accesso al mondo dello sport. Non solo quindi per gli atleti del Comitato italiano paralimpico, ma per chiunque in questa fase, soprattutto dopo essere stato fermo per un lungo periodo, voglia riaprire l'attività abbiamo previsto dei bonus particolari per questo tipo di situazioni. Come ricorderete, già nel precedente decreto - spero che si attivi nel più breve tempo possibile, ma questo dipenderà molto anche dall'Istituto per il credito sportivo - abbiamo attivato un fondo, di finanziamenti in questo caso, che per le grandi società e per realtà più grandi può essere di estremo aiuto: 100 milioni di euro presso l'Istituto per il credito sportivo, con la caratteristica che sarà un finanziamento a tasso zero e senza nessuna richiesta di garanzia da parte della realtà sportiva, perché sono il Governo e lo Stato ad aver messo i soldi nel fondo di garanzia all'interno della dell'Istituto per il credito sportivo. Altra misura che partirà entro la fine del mese di maggio è la riapertura del cosiddetto Bando sport e periferie, che è estremamente importante per i motivi che dicevamo prima, ossia per rimodernare l'impiantistica del nostro territorio e adattarla, ancor più in questo momento, alle esigenze che derivano dall'emergenza sanitaria. Abbiamo raddoppiato il fondo: l'anno scorso erano disponibili 70 milioni di euro, mentre quest'anno ci saranno 140 milioni di euro per il bando sport e periferie. Via via seguiranno altre iniziative, come il voucher del recupero abbonamenti per tutti gli abbonati alle palestre e gli impianti sportivi, ed altre cose che vedrete nel decreto di oggi pomeriggio. In conclusione, credo davvero che il mondo dello sport possa trarre da questa purtroppo orribile situazione che abbiamo vissuto anche un'occasione e un'opportunità per rigenerarsi. Ringrazio l'ufficio per lo sport per il lavoro davvero encomiabile: un piccolo ufficio del Governo di venti persone che sta gestendo un lavoro veramente complesso e che intendiamo portare a compimento anche attraverso la ripresa immediata dei tavoli per il lavoro sulla legge delega approvata dal precedente Governo. Si tratta di una legge delega sullo sport importante che deve assolutamente mettere ordine anche in tante situazioni emerse a maggior ragione in questo momento di emergenza sanitaria. Prima citavo il tema dei lavoratori sportivi, al quale bisogna assolutamente dare una soluzione anche per la dignità che va riconosciuta a tutti i lavoratori di questo mondo. Utilizzeremo assolutamente lo strumento della legge delega - abbiamo tempo fino ad agosto - perché quella sarà una grande occasione per dare delle risposte, non emergenziali ma di lunga durata, a tutto il sistema. Vorrei anche qui ricordare - soltanto perché ho sentito ripetutamente questa imprecisione su come si genera il fondo di aiuto a tutto il mondo dello sport - che, grazie a quella riforma fatta dallo scorso Governo, il fondo che viene attribuito a tutti gli sport e a tutte le federazioni, al CONI e al CIP, di 410 milioni di euro annui è garantito a prescindere dagli introiti fiscali determinati dal calcio o da qualunque altra disciplina. È un fondo sotto il quale non si va ed ovviamente siamo consapevoli del fatto che più aumentano le entrate di quel mondo - che sicuramente dipendono in gran parte dal calcio - più possono arrivare ogni anno ulteriori risorse. Ma il fondo di 410 milioni è previsto per legge ed è a prescindere da tutto il resto. Ritengo pertanto che quella riforma servirà, perché servirà a garantire anche una governance più chiara del mondo dello sport, dando al CONI la possibilità di lavorare con piena funzionalità e autonomia per la sua missione istituzionale che concerne soprattutto l'attività di preparazione olimpica, ma dando anche un netto e indiscutibile rafforzamento alla società Sport e Salute, che è il vero braccio operativo del Governo, a prescindere da chi è il Ministro pro tempore, ed è sicuramente oggi più che mai una società importante, perché risponde proprio al concetto dello sport e della salute, dello sport come benessere da attuare in tutto il Paese. In queste settimane abbiamo lavorato guardando anche al futuro. Come sapete, nonostante la crisi sanitaria, qualche giorno fa proprio in quest'Aula - e di questo desidero veramente ringraziare tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione -abbiamo approvato il decreto-legge per lo svolgimento dei Giochi olimpici 2026 e delle ATP Finals di Torino, che paradossalmente riguarderanno proprio le Regioni particolarmente colpite dal Covid-19. Questo ci dice che i giovani e lo sport sono sicuramente due leve fondamentali per la ripartenza del nostro Paese. Sapranno riportarci nel futuro i giovani; saprà riportarci e guardare al futuro anche lo sport, perché deve essere sicuramente all'altezza dei valori che rappresenta, ma anche delle speranze che suscita e della bellezza che esprime, sia quando viene svolto da grandi campioni, sia anche quando viene svolto solo per divertimento dalle migliaia di ragazze e ragazzi nel nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro per le politiche giovanili e lo sport. È iscritta a parlare la senatrice Iori. Ne ha facoltà. IORI (PD) . Signor Presidente, riprendo una frase della relazione del Ministro quando diceva che lo sport non è soltanto il calcio. Credo infatti che nel nostro Paese lo sport non possa essere identificato esclusivamente con il mondo del calcio professionistico; certamente non possiamo però ignorare che questa disciplina rappresenta con l'indotto una delle industrie principali del nostro Paese;