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Dunque, il decreto-legge che ci apprestiamo ad approvare va nella giusta direzione, ossia in una direzione competitiva, nell'ottica della ripartenza economica e lavorativa del Paese, ma anche in quella del migliore utilizzo del PNRR. Le infrastrutture ed i trasporti rappresentano uno dei terreni su cui, come Paese, siamo chiamati ad intervenire con maggiori finanziamenti e più incisive migliorie. Sotto il primo profilo, il mio auspicio e quello del Gruppo che rappresento è che le coperture economiche, che son risultate per certi versi deficitarie in questo decreto-legge, possano invece trovare una sede nella legge di bilancio che nelle prossime settimane saremo chiamati ad esaminare. Sotto il secondo profilo, ossia quello del miglioramento, credo che si debba e si possa fare ancora molto. Penso - ad esempio - al delicato settore della sicurezza stradale: nonostante la forte riduzione del traffico automobilistico, derivata dal periodo emergenziale, non si è avvertita una parallela riduzione degli incidenti stradali. Allo stesso modo, la sicurezza dev'essere preservata anche per uno strumento che, specialmente durante la pandemia, è risultato molto utile e mi riferisco ai monopattini. La comodità di un simile strumento però deve necessariamente passare in secondo piano rispetto alla sicurezza: lo dice espressamente anche lo stesso testo del decreto, dopo le modificazioni che sono state apportate. Leggo testualmente: «La sicurezza e la tutela della salute delle persone, nonché la tutela dell'ambiente nella circolazione stradale rientrano tra le finalità primaria di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato». È quello che abbiamo cercato di fare nel nostro piccolo e attraverso l'operato prezioso dei colleghi della Camera. Quella dei monopattini elettrici rappresenta sicuramente un'innovazione anche ambientale per le nostra città e, quindi, deve essere salvaguardata e preservata. Naturalmente, però, vi deve corrispondere una capacità di monitoraggio rispetto alla sicurezza, che deve invece essere rafforzata. Occorre contribuire alla transizione ecologica del Paese anche attraverso questi strumenti, ma è necessario farlo in maniera intelligente e soprattutto rispettosa delle regole. Un altro settore su cui occorre intervenire in maniera ancora più decisa riguarda quelle che potrebbero essere definite come norme di civiltà. Penso - ad esempio - al permesso rosa, che riguarda le donne in gravidanza e i primi due anni della maternità. Nello stesso solco, anche se in maniera diversa, si inserisce il divieto sulle strade e sui veicoli di qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o discriminatori. Sotto altro specifico profilo, vorrei sottolineare l'importante lavoro fatto dalle colleghe di Italia Viva della Camera a tutela delle persone con disabilità. Ad un inasprimento delle sanzioni per l'occupazione dei parcheggi riservati da parte di soggetti non autorizzati, si affianca anche la possibilità per le persone con disabilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu qualora risultino occupati i parcheggi a loro riservati. Credo poi che ci siano altri temi prioritari da mettere in agenda quanto prima perché necessitano di riforme organiche: il trasporto pubblico locale, che deve essere completamente rivisto nella sua disciplina e che deve guardare con maggiore attenzione agli utenti; maggiori e più incisivi interventi di semplificazione anche nell'ottica della attuazione concreta del PNRR; il rafforzamento delle strutture commissariali, che sono state per il momento solo individuate. Questi sono solo alcuni aspetti che il decreto che oggi ci apprestiamo a convertire non può prendere in considerazione, anche perché necessitano di una visione di più ampio respiro. Credo però che questo sia un provvedimento con cui si inaugura una nuova stagione in cui riflettere fattivamente sul tema della semplificazione. Noi di Italia Viva-PSI - come ho già avuto modo di sottolineare - siamo stati i primi a sollevare il problema. Sono quindi particolarmente contento che questo decreto-legge rappresenti un primo tassello di un puzzle molto più ampio, che noi tutti siamo chiamati a comporre, perché riguarda obiettivi di lungo periodo che rappresentano una grande scommessa sulle infrastrutture, sulla ripresa, sulla ripartenza economica e sul lavoro. Per tutte queste ragioni, il voto di Italia Viva-PSI non può che essere convintamente a favore. (Applausi) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, intervengo raccontando la delusione e anche la difficoltà nei confronti di questo ennesimo decreto-legge omnibus - stavolta, tra l'altro, tra i più corposi e variegati - che tratta una summa che va dalle autostrade alle ferrovie, dal trasporto marittimo ai monopattini e all'extrabonus per i veicoli elettrici. Addirittura il parco della giustizia di Bari - non che non sia importante - viene inserito in questo enciclopedico processo. Ci sono poi le nuove identità digitali, le misure per i Comuni per fronteggiare l'emergenza epidemiologica, la Protezione civile per le isole minori, gli asili nido, il sistema portuale dello Stretto di Messina - come ricordava la nostra senatrice Drago - il ponte Morandi. Meritavano quantomeno la possibilità di essere approfondite tutte queste grandi questioni, che interessano la vita della nostra Nazione. Tutto ciò, invece, ci dà la possibilità di una riflessione, l'ennesima, non più rinviabile, sull'impalcatura dello Stato, sul senso stesso delle Commissioni e sul ruolo dei commissari. Poteva essere l'occasione, per il tanto celebrato Governo dei migliori, di affrontare la questione. E, invece, il Governo dei migliori, pur avendo la più grande maggioranza parlamentare che la storia ricordi, si comporta perfettamente in continuità con i Governi passati e non cambia nella forma, ponendo l'ennesima questione di fiducia. Come ricordava il nostro Capogruppo, questa ennesima fiducia è davvero disarmante per il modo in cui è nata: la paura di un emendamento proposto da Fratelli d'Italia con il voto segreto. Ciò vi consente però di concorrere a vincere il record detenuto dal Governo Monti. Questo è quello che volete fare, e l'abbiamo capito: volete battere il record del Governo Monti sul numero delle questioni di fiducia. Non cambia nella forma e non cambia nemmeno nella sostanza: siete forti con i deboli e deboli con i forti; duri, durissimi con i lavoratori dell'Alitalia, sui quali si scaricano senza alcuna pietà gli errori del passato, come nella peggiore tradizione neoliberista; morbidi, morbidissimi con i padroni, con la famiglia Benetton, al di là dei proclami. Sapete cosa sta accadendo al riguardo? Si sta strapagando la quota che i Benetton hanno in Autostrade per l'Italia, quando ci si potrebbe avvalere del diritto di recesso che è previsto dalla convenzione. Non è una cosa da poco: si spenderebbero 13 miliardi anziché 21. Gli 8 miliardi in più li pagheranno come al solito gli automobilisti italiani e il sistema Italia. Quindi, ancora una volta il Governo è forte con i lavoratori e debole con i padroni, come è successo con ITA e nei confronti dell'Europa, che ancora una volta nega all'Italia quello che ha fatto per la Francia e per la Germania.