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Lo schema di decreto legislativo si compone di 7 articoli e di 1 allegato, che riscrivono la disciplina attualmente contenuta nel decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 24, che ha dato attuazione alla direttiva del 2009 e che viene conseguentemente abrogato dall'articolo 7 dello schema. L'articolo 1 individua l'oggetto del provvedimento in esame in un complesso di misure volte a promuovere e stimolare il mercato dei veicoli a ridotto impatto ambientale e a basso consumo energetico, nonché a potenziare il contributo del settore dei trasporti alle politiche dell'Unione europea in materia di ambiente, clima e energia. Esso impone alle amministrazioni aggiudicatrici e agli enti aggiudicatori di tenere conto, negli appalti pubblici di taluni veicoli adibiti al trasporto su strada, dell'impatto energetico e dell'impatto ambientale, tra cui il consumo energetico e le emissioni di diossido di carbonio e di talune sostanze inquinanti, nell'intero arco di tutta la loro vita. L'articolo 2 individua i contratti ai quali si applica il provvedimento in esame. Mentre la disciplina attualmente vigente trova applicazione con riferimento ai soli contratti di acquisto di veicoli adibiti a trasporto su strada, il provvedimento in esame ha un oggetto più ampio, in cui ricadono anche i contratti di leasing, di locazione e di vendita rate. Inoltre, i servizi coperti dal provvedimento in esame sono i servizi di trasporto pubblico terrestre, i servizi speciali di trasporto passeggeri su strada, il trasporto non regolare di passeggeri, nonché i servizi specifici di consegna dei pacchi e di consegna postale e i servizi di raccolta di rifiuti. Il comma 3 stabilisce, invece, le esclusioni dal campo di applicazione, prevedendo che lo schema di decreto non si applica a: veicoli blindati, ambulanze, carri funebri, veicoli della categoria M1 con accesso per sedie a rotelle, gru mobili, veicoli progettati e costruiti per essere essenzialmente utilizzati in cantieri edili, cave, infrastrutture portuali o aeroportuali, nonché veicoli specificamente progettati e costruiti o adattati per essere utilizzati dalle forze armate, dalla protezione civile, dai servizi antincendio e dalle forze di polizia. L'articolo 3 reca le definizioni. L'articolo 4 prevede che i contratti pubblici relativi ai veicoli ed ai servizi che ricadono nell'ambito di applicazione del provvedimento in esame devono rispettare gli obiettivi minimi di appalto stabiliti alla tabella 3 dell'allegato, espressi come percentuali minime di veicoli puliti rispetto al numero complessivo di veicoli adibiti al trasporto su strada contemplati dai contratti aggiudicati sino al 31 dicembre 2025 e tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2030. L'articolo 5 prevede che entro il 31 gennaio di ogni anno le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori trasmettano al MITE i dati relativi al numero totale dei veicoli oggetto di ciascun contratto aggiudicato entro il 31 dicembre dell'anno precedente, indicando, altresì, rispetto al totale, il numero dei veicoli qualificabili come veicoli leggeri puliti, veicoli pesanti puliti e pesanti ad emissioni zero. Esso disciplina inoltre gli obblighi informativi del MITE nei confronti della Commissione europea. L'articolo 6 reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 279 - diritto d'autore Doc n. 279 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/789 che stabilisce norme relative all'esercizio del diritto d'autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici e che modifica la direttiva 93/83/CEE (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 8 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il relatore FEDE ( M5S ) illustra il provvedimento in esame, adottato sulla base dell'articolo 8 della legge di delegazione europea 2019-2020, che ha delegato il Governo a dare attuazione alla direttiva europea n. 789 del 2019, la cosiddetta direttiva "Sat/Cab". La direttiva in questione è volta a promuovere la fornitura transfrontaliera di servizi online accessori a determinati tipi di programmi radiotelevisivi e ad agevolare la ritrasmissione dei programmi provenienti da altri Stati membri, effettuata da soggetti diversi rispetto all'organismo di diffusione che ha emesso la trasmissione iniziale. Tale finalità viene perseguita estendendo ai servizi online accessori il principio del "Paese d'origine" ossia il principio in virtù del quale una trasmissione deve rispettare la normativa sul diritto d'autore del Paese d'origine e non anche quelle di tutti gli altri Stati membri dell'Unione europea in cui essa è visibile. Il principio del Paese d'origine era già stato applicato dalla precedente direttiva 93/83/CEE alle trasmissioni satellitari e via cavo e viene ora esteso, in virtù dell'evoluzione tecnologica, ad alcuni servizi online accessori. A tutela della filiera industriale dell'audiovisivo e degli eventi sportivi audiovisivi, l'applicazione del principio del Paese d'origine viene limitata ai programmi radiofonici e ai programmi televisivi di informazione e di attualità oppure ai programmi di produzione propria. Lo schema di decreto legislativo si compone di tre articoli: l'articolo 1 apporta una serie di modifiche alla legge sul diritto d'autore del 1941, l'articolo 2 reca disposizioni transitorie e finali e l'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria. In particolare, l'articolo 1, comma 1, lettere a), b), d), f) e h), sopprimono i riferimenti alla ritrasmissione via cavo, con l'intento di disciplinare in modo organico e uniforme tutte le ritrasmissioni aventi determinate caratteristiche, indipendentemente dalla tecnica trasmissiva adottata. Ciò, secondo la relazione illustrativa, costituisce applicazione del principio di neutralità tecnologica e inoltre corrisponde all'attuale contesto di riferimento italiano, ove la distribuzione via cavo non ha avuto un significativo sviluppo. La lettera c) inserisce nella legge sul diritto d'autore i nuovi articoli 16- ter , 16- quater e 16- quinquies , che recepiscono, rispettivamente, le disposizioni della direttiva dedicate alla ritrasmissione, ai servizi online accessori e all'immissione diretta. In particolare, l'articolo 16- ter introduce nella legge sul diritto d'autore la definizione di "ritrasmissione" e prevede che i titolari del diritto d'autore e dei diritti connessi possano concedere o rifiutare l'autorizzazione per una ritrasmissione esclusivamente attraverso un organismo di gestione collettiva in possesso dei requisiti di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 35 del 2017.