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Purtroppo, ad oggi, la Volcker Rule non risulta ancora essere stata attivata. Anche il Rapporto Liikanen, scritto da un gruppo di esperti guidati da Erkki Liikanen, Presidente della banca centrale finlandese, fa intuire una timida volontà di dissociarsi dalle pratiche piratesche degli operatori finanziari: sono considerate, per la separazione delle attività, solamente le banche che hanno un volume significativo di attività di trading (sopra 100 miliardi) o con una quota consistente di attività di trading sul totale (tra il 15 e il 25%), ossia la non obbligatorietà della cessazione delle banche universali, solo una separazione giuridica all'occorrenza. Quindi, in mancanza di norme in materia, nel 2012 abbiamo assistito ai seguenti scandali finanziari: JP Morgan con 2 miliardi di dollari di perdite in scommesse derivate; in USA venne scoperta la manipolazione del Libor/Euribor (il tasso di sconto che regola tutti i prestiti dai mutui a quelli al consumo in USA -- libor -- ed in Europa -- Euribor --) da parte delle grandi banche per finanziare le perdite dei derivati, venne alla luce che Honk Kong Shangai Banking (HSBC) riciclò 7 miliardi di narco-dollari (scandalo rivelato da una commissione del Senato USA). In Italia con il Testo Unico Bancario del 1993 è stata di fatto ripristinata una commistione tra banche commerciali e banche d'affari, abolendo la legge bancaria del 1936 con cui fu introdotto in Italia lo standard americano della Legge Glass -- Steagall; In particolare con il processo che va dalla legge Amato (1992) alla legge Draghi (1998) si è passati ad un regime in cui, abolite le specializzazioni, le banche sono diventate banche universali, e cioè fanno tutto, compresa l'attività bancaria di affari. Il Fondo di tutela dei depositi si trova a proteggere banche che mettono a repentaglio i risparmi dei cittadini speculando sui mercati finanziari con la loro divisione investment . Nel vecchio continente, tra il 2012 e il 2013, c'è stato un discreto interesse a introdurre qualche protezione all'interno di ciascun mercato finanziario nazionale attraverso la presentazione di progetti di legge. In Francia, appunto, entra in vigore nella primavera del 2015 la legge sulla separazione delle banche, che, però, non pregiudica l'universalità degli istituti bancari, ovvero la banca madre deve creare una filiale ad hoc ove ricondurre le speculazioni sul mercato che superano una soglia individuata normativamente. Sono comunque previsti due organi di controllo, risoluzione e prevenzione, ciascun istituto dovrà dotarsi di un «piano preventivo» di soluzione che indichi come l'Autorità di supervisione possa intervenire in caso di pericolo di default . Il Governo federale tedesco ha deciso di seguire l'esempio dell'esecutivo transalpino, introducendo, per le banche, la separazione legale tra l'attività di credito e quella di trading finanziario sopra una certa soglia, mantenendole sotto la stessa holding , e non penalizzando affatto la speculazione. Però questo disegno di legge affronta anche la questione della responsabilità individuale: la violazione dei fondamentali obblighi di gestione del rischio da parte di dirigenti di banche ed assicurazioni è punita con la detenzione fino a cinque anni oppure con una sanzione pecuniaria. Per altro verso, invece, si dirigono le disposizioni del recente progetto di legge inglese riguardo la divisione delle attività economico-finanziarie, che mirano ad introdurre la già richiamata separatezza tra i due principali ambiti dell'operatività bancaria, affinché le attività dirette ai privati e alle piccole e medie imprese (individuate nel progetto come « core business ») siano tenute distinte da quelle esposte a maggiore rischio e come tali suscettibili di un'incidenza globale sul sistema finanziario. Preso atto del panorama mondiale, questo progetto di legge, dunque, si offre come opportunità di origine certa delle operazioni finanziarie speculative. Tali pratiche ambigue non sarebbero potute accadere se vi fosse stata una divisione totale e netta tra i due rami operativi di una banca, primo perché non vi sarebbero stati fondi per concludere siffatte operazioni, secondo non avrebbe coinvolto i depositi costituiti con le attività produttive reali (industria e commercio). Il governo deve solo proteggere gli investimenti nell'economia fisica (reale) e non fornire linee di credito alle banche senza che queste abbiamo preventivamente separato le loro attività. (Vale l’esempio dei 3,9 miliardi di euro erogati a Monte dei Paschi di Siena (MPS) a fronte di indecifrabili perdite verso progetti derivati Santorini e Nomura. Prima il governo sottopone MPS ad una «radiografia» finanziaria per porre in luce le attività speculative e commerciali, poi si divide in due la banca, quindi la parte commerciale riceve fondi pubblici per garantire depositi e prestiti erogati, l'altra parte verrà fatta fallire in modo controllato, così gran parte dei debiti dovranno essere «cancellati»). L'Italia può iniziare una nuova fase tornando all'origine per evitare l'azzardo morale dei banchieri e restituire la vera funzione creditizia, volta a raccogliere il risparmio per poterlo impiegare con prudenza, come volano principale dell'economia. La separazione tra le banche ordinarie (commerciali) da quelle (di affari) che operano sui mercati speculativi, oltre ad evitare che famiglie, imprese e comuni risparmiatori possano pagare il conto per l'avidità dei banchieri adusi a generare bolle speculative mondiali, avrebbe la funzione di far uscire il Paese dalla cultura del guadagno facile giocando d'azzardo sui mercati, vera e propria ubriacatura collettiva che ha catturato i legislatori di tutto il mondo al mito della ricchezza senza sacrifici, con o spregiudicato utilizzo dei derivati e la creazione del denaro dal nulla. L'economia reale, ed il sudore del risparmio non possono essere fagocitati dalla finanza speculativa; per questo è urgente più che mai ripristinare quella muraglia cinese che separi la finanza speculativa di banche e banchieri di affari, che hanno fatto affari con i soldi dei correntisti e dei risparmiatori, dalle banche commerciali che prestano all'economia reale. Il riconoscimento del ruolo delle banche commerciali sarebbe un vero strumento per la crescita e la ripresa economica, perché permetterebbe di distinguere gli investimenti destinati alle attività produttive dai fondi immessi nel sistema bancario solo per coprire le perdite della speculazione. Se le banche venissero nuovamente separate, come disponeva il testo unico bancario del 1936, si creerebbe un nuovo ordine finanziario e gli speculatori sarebbero lasciati alla loro sorte senza compromettere i flussi finanziari connessi alle attività della economia reale ed i nuovi crediti emessi non finirebbero nel grande gioco d'azzardo della finanza speculativa. Per far fronte alla crisi economica in atto è urgente garantire l'accesso al credito alle famiglie ed alle imprese e ridimensionare, con gli opportuni strumenti legislativi, il potere della finanza speculativa. È necessario eliminare la finanziarizzazione della economia e ripristinare regole anti speculative per il settore bancario -- finanziario.