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se talune decisioni, che impediscono ai risparmiatori di avere giustizia e sacrosanti risarcimenti, non confliggano con l'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali; se l'uguaglianza delle vittime dei dissesti bancari, privati di ogni azione risarcitoria senza alcuna motivazione plausibile, la cui continuità della responsabilità civile ha precedenti giurisprudenziali, non debba essere una priorità per il Governo del cambiamento; se il Governo intenda esercitare verso gli acquirenti delle good bank i diritti legali risarcitori che riceverà per gli importi a titolo di indennizzo erogati tramite Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) agli ex azionisti ed obbligazionisti delle banche liquidate. Atto n. 3-00831 ROSSOMANDO IORI PATRIARCA Ai Ministri per i beni e le attività culturali e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con la recente sentenza C-331/17 del 25 ottobre 2018, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito la non conformità della normativa italiana sul lavoro a tempo determinato per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche al diritto comunitario; in particolare, la pronuncia della Corte ha interpretato il comma 5 dell'accordo quadro sul contratto di lavoro a tempo determinato, che prevede, al fine di evitare abusi, la non reiterabilità dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, termine oltre il quale il contratto a tempo determinato si trasforma a tempo indeterminato; tale norma attualmente non vale per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche: infatti, ai sensi dell'articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 2015, il termine massimo di 36 mesi non si applica al personale artistico e tecnico delle fondazioni di produzione musicale, di cui al decreto legislativo n. 367 del 1996; questo ha generato negli anni il proliferare di rapporti di lavoro a tempo determinato reiterati più e più volte, creando di fatto una sorta di "precariato a vita", di cui sono vittime le lavoratrici e i lavoratori di questo particolare settore; la situazione del personale della fondazione Teatro regio di Torino, in particolare, vede la presenza di 44 lavoratori con contratto a tempo determinato, che fanno parte ormai da molti anni dell'organico del Regio, tanto da essere considerati lavoratori "strutturali" dalla direzione della fondazione; anche alla luce della citata sentenza del 2018, il 20 marzo 2019 si è svolto un incontro al Ministero per i beni e le attività culturali con i sindacati nazionali di settore, durante il quale, nel ribadire il ruolo dello Stato a sostegno del settore dello spettacolo dal vivo, è stata annunciata una norma di prossima emanazione per la stabilizzazione dei lavoratori, che dovrebbe prevedere la possibilità per le fondazioni lirico-sinfoniche di effettuare concorsi a titoli per il personale a tempo determinato, sia tecnico che artistico, che riguarderà coloro che avranno maturato 36 mesi di lavoro negli ultimi 5 anni; pur trattandosi di una previsione positiva, le organizzazioni sindacali del settore, con lettera del 24 aprile, hanno sottolineato la grave difficoltà nella quale si trovano questi lavoratori, i cui contratti a tempo determinato sono in scadenza a breve, e hanno richiesto un urgente intervento per via legislativa per evitare la paralisi del settore e l'ulteriore precarizzazione e frammentazione delle posizioni lavorative del personale a tempo determinato delle fondazioni lirico-sinfoniche; per quanto riguarda in particolare i lavoratori a tempo determinato della fondazione Teatro regio di Torino, i contratti scadranno per la grande maggioranza a giugno 2019 e, in attesa di un intervento da parte ministeriale, rischiano di vedere la loro situazione ulteriormente peggiorata con contratti ridotti o stagionali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario procedere con urgenza, valutata la situazione, con un intervento legislativo che regolarizzi la situazione contrattuale dei lavoratori a tempo determinato delle fondazioni lirico-sinfoniche, in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza della Corte di giustizia europea C-331/18 del 25 ottobre 2018; se non ritengano inoltre necessario, negli specifici casi di imminente scadenza dei contratti di questi lavoratori, come quello dei dipendenti a tempo determinato del Regio di Torino, prevedere una moratoria dell'attuale contratto in attesa della definizione di un intervento legislativo, che gli interroganti ritengono che debba essere imminente, si porrà in atto per la stabilizzazione del personale delle fondazioni lirico-sinfoniche. Atto n. 3-00832 ROSSOMANDO IORI PATRIARCA Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con l'articolo 16 della legge n. 240 del 2010, recante "Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario", è stata introdotta l'abilitazione scientifica nazionale, un'attestazione che certifica la qualificazione scientifica del personale docente universitario e che costituisce requisito necessario per l'accesso alle cattedre di prima e seconda fascia (ordinari e associati); la durata dell'abilitazione, inizialmente fissata a 4 anni, è stata aumentata a 6 anni (art. 14 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014) e contestualmente è stata modificata anche la modalità di indizione delle procedure per il conseguimento dell'abilitazione, non più a cadenza annuale ma "a sportello", ossia senza scadenze prefissate; a causa della sporadica indizione di concorsi locali nel corso di questi anni, non sufficienti ad assorbire, se non in minima parte, i circa 31.000 abilitati delle annualità 2012 e 2013, prossimi alla scadenza, costoro vedranno a breve vanificare l'attestazione senza aver avuto la possibilità di ottenere una cattedra; l'abilitazione scientifica nazionale è ad oggi l'unico strumento di avanzamento di carriera nel caso dei ricercatori già strutturati (a tempo indeterminato) ed è l'unico titolo da far valere in sede concorsuale da personale docente precario, ossia borsisti, assegnisti e personale non strutturato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare l'ipotesi di eliminare la scadenza dell'abilitazione scientifica nazionale, unica modalità per la partecipazione alle procedure concorsuali dei docenti universitari, e comunque di prevedere con urgenza una proroga della validità delle abilitazioni di prossima scadenza, al fine di dare la possibilità a quanti stanno già esercitando l'insegnamento di ottenere la stabilizzazione, per scongiurare il grande numero di richieste di conferma e di nuove domande ed eventuali ricorsi al Tar. Atto n. 3-00833 FERRARA PETROCELLI MAIORINO LANNUTTI ORTIS AIROLA MARILOTTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: