[pronunce]

Peraltro, le norme censurate potrebbero essere costituzionalmente illegittime anche in riferimento all'art. 42 Cost., laddove le stesse, anche per effetto delle proroghe, finirebbero per costituire una sorta di espropriazione in senso sostanziale senza indennizzo, ponendosi così in contrasto anche con la tutela del risparmio nel settore immobiliare riconosciuta dall'art. 47, secondo comma, Cost. Il giudice rimettente dubita, inoltre, della compatibilità delle norme censurate con l'art. 24, primo comma, Cost., poiché il diritto del creditore a soddisfarsi in sede esecutiva è parte essenziale della tutela giurisdizionale dei diritti. Il Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Trieste censura altresì le stesse disposizioni per un possibile contrasto con l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6 CEDU e all'art. 1 Prot. addiz. CEDU. In particolare, le previsioni indubbiate, per un verso, inciderebbero negativamente sulla ragionevole durata del processo, garanzia estesa da tempo dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo anche alle procedure esecutive e, per un altro, violerebbero il diritto di proprietà del locatore. 1.1.&#8210; Con atto depositato in data 3 agosto 2021 si è costituita in giudizio l'esecutante D. K., chiedendo l'accoglimento delle prospettate questioni di legittimità costituzionale. 1.2.&#8210; Con atto depositato in data 2 agosto 2021 è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo il rigetto del ricorso per manifesta infondatezza rispetto a tutti i parametri evocati. Con riferimento all'art. 77 Cost., l'Avvocatura ha osservato che l'art. 13, comma 13, del d.l. n. 183 del 2020, come convertito, nel prorogare, pur con alcune modifiche rispetto all'ambito applicativo, la misura di sospensione dei provvedimenti di rilascio varata dal d.l. n. 18 del 2020, come convertito, si inserisce coerentemente nell'oggetto del relativo decreto cosiddetto "milleproproghe" volto, per l'appunto, a procrastinare la vigenza di alcune disposizioni normative, molte delle quali correlate, come l'art. 103, comma 6, del predetto d.l. n. 18 del 2020, all'emergenza epidemiologica da Covid-19. Secondo la prospettazione della difesa statale, inoltre, con riferimento alla denunciata violazione dell'art. 3 Cost., il giudice rimettente muove da un'erronea individuazione della ratio legis della disposizione censurata, la quale deve individuarsi nella tutela del diritto all'abitazione del conduttore, in una situazione di particolare gravità, come quella originata dall'emergenza pandemica, nella quale il legislatore ha operato un ragionevole bilanciamento dei contrapposti interessi coinvolti, ritenendo prevalente, alla tutela del creditore, la necessità di garantire il mantenimento dell'ordine pubblico. Rileva l'Avvocatura che la ragionevolezza del bilanciamento compiuto dal legislatore è corroborata dalla circostanza che, nelle due proroghe dell'efficacia temporale dell'art. 103, comma 6, del d.l. n. 18 del 2020, l'ambito operativo della sospensione dei provvedimenti di rilascio è stato via via ridotto in coerenza con l'evolversi positivo della pandemia, secondo i principi espressi da questa Corte nella sentenza n. 128 del 2021. La difesa dello Stato assume altresì la non fondatezza delle censure correlate agli artt. 42 e 47 Cost., stante la natura temporanea della misura, correlata ad un evento imprevedibile, ossia la pandemia da COVID-19. Il Presidente del Consiglio dei ministri evidenzia, inoltre, la non fondatezza della dedotta violazione dell'art. 24 Cost., in quanto l'azione esecutiva non sarebbe impedita ma solo ritardata con misure temporanee dovute ad una situazione eccezionale, che cesseranno gradatamente e in via definitiva alla data del 31 dicembre 2021, secondo quanto stabilito dall'art. 40-quater del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19), convertito, con modificazioni, nella legge 21 maggio 2021, n. 69. Per analoghe ragioni non potrebbero ritenersi fondati neppure i dubbi di legittimità costituzionale che investono l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6 CEDU e all'art. 1 Prot. addiz. CEDU, atteso che una ripresa indistinta delle procedure esecutive di rilascio dopo la data del 30 giugno 2021, oltre a problemi di ordine pubblico e sociale, avrebbe determinato una grave sofferenza della macchina organizzativa preposta all'attuazione dei provvedimenti da eseguire. 1.3.&#8210; Con decreto presidenziale del 15 settembre 2021, è stata ammessa l'opinione scritta depositata nel procedimento, in qualità di amicus curiae, dal sindacato Unione inquilini, nella quale si è evidenziato, a sostegno della non fondatezza delle questioni sollevate dal giudice rimettente, che: a) rispetto all'art. 77 Cost., le norme censurate sono coerenti con l'esigenza, connotata da necessità e urgenza, di evitare contatti tra persone non conviventi durante la pandemia; b) con riferimento all'art. 3 Cost., le disposizioni sono connotate da intrinseca ragionevolezza e fondate sull'esigenza di tutelare il diritto alla salute ex art. 32 Cost., poiché, oltre ai contatti tra i soggetti che operano nelle procedure esecutive per rilascio (ad esempio, l'ufficiale giudiziario, il medico, la forza pubblica, eccetera), si sono voluti evitare quelli, potenzialmente letali, che si sarebbero determinati ove a seguito del rilascio i detentori dell'immobile non avessero trovato, anche a causa della crisi economica, un'adeguata abitazione alternativa; c) in riferimento all'art. 42 Cost., le previsioni indubbiate sono meramente temporanee e non impediscono al locatore di agire nei confronti del conduttore per i canoni insoluti, compresi gli importi dovuti sino al rilascio effettivo; d) con riguardo alle censure inerenti l'art. 117, primo comma, Cost., le norme censurate sono coerenti con la richiesta, seguita da diversi Stati europei, da parte della Comunicazione della Commissione europea del 20 maggio 2020, nel quadro delle Raccomandazioni specifiche per paese nel semestre europeo. 1.4.&#8210;