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Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito della loro autonomia, delle rispettive competenze e delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, anche in collaborazione con le associazioni del settore di riferimento e con comprovata esperienza nel campo della diagnosi, istituiscono programmi di screening gratuiti della popolazione per la diagnosi precoce di determinate malattie particolarmente comuni, attraverso test, eseguiti sulla base d'inviti, inviati all'intera popolazione interessata, e da effettuare presso gli ambulatori pubblici, privati o convenzionati e presso tutte le farmacie presenti sul territorio nazionale nel rispetto della propria organizzazione. 2. Per le finalità di cui al comma 1, i medici del ruolo unico di assistenza primaria e i pediatri di libera scelta analizzano per fasce di età, previo consenso formale, la storia familiare dei propri assistiti per la prima valutazione del rischio e in caso risulti la necessità di approfondimento inviano ai centri territorialmente competenti la proposta di valutazione ulteriore, al fine dell'eventuale ammissione anticipata nel programma ordinario di screening e secondo le modalità utilizzate per la fascia d'età. 3. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per l'attuazione del programma di screening di cui al comma 1. Art. 39. (Consulenza Genetica Oncologica – CGO) 1. Al fine di realizzare percorsi di prevenzione primaria e diagnosi precoce per le forme ereditarie delle forme tumorali, è istituito il programma di Consulenza Genetica Oncologica (CGO), rivolto a tutti i soggetti a rischio di contrarre patologie oncologiche per causa eredo-familiare nonché a tutti i soggetti a rischio per una predisposizione accertata di tipo familiare, allo scopo di programmare eventuali misure di sorveglianza clinica e strumentale, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito della propria autonomia, attivano i Centri di CGO all'interno dei reparti di oncologia. 3. Il Centro di Genetica clinica, nel rispetto delle linee guida vigenti, definisce i criteri diagnostici per le diverse fasce di rischio e per l'accesso a eventuali test genetici, le caratteristiche dei test genetici offerti, i laboratori di riferimento nell'ambito del Servizio sanitario regionale e i tempi e le modalità di esecuzione delle eventuali misure di sorveglianza. 4. All'articolo 1 della legge 22 marzo 2019, n. 29, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: « 1- bis . È istituito il Registro Nazionale delle Mutazioni Genetiche nell'ambito della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione. Il registro di cui al presente comma reca l'identificazione dei pazienti con mutazione genetica, valutata la disponibilità dei codici di esenzione ticket a vantaggio delle persone ad alto rischio eredo-familiare e gli appositi PDTA per la loro gestione. Al Registro Nazionale delle Mutazioni Genetiche conferiscono anche i dati raccolti e registrati dalla Rete Nazionale dei Tumori Rari e dai Molecular Tumor Board , previsti dall'articolo 8, comma 1- bis del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, e istituito con decreto del Ministro della salute 30 maggio 2023, recante l'Istituzione dei Molecular tumor board e individuazione dei centri specialistici per l'esecuzione dei test per la profilazione genomica estesa Next generation sequencing (NGS). 1- ter . Con decreto del Ministro della salute, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate le modifiche al decreto del Ministro della salute 1° agosto 2023, in tema di Registro Nazionale Tumori, al fine di disciplinare l'inserimento e l'accesso ai dati del Registro Nazionale delle Mutazioni Genetiche e il loro utilizzo, avvalendosi delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. ». Art. 40. (Campagne informative e di sensibilizzazione) 1. Nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, il Ministero della salute, in collaborazione con le associazioni di categoria e del Terzo settore anche presso gli enti del Servizio sanitario nazionale, attiva campagne nazionali di sensibilizzazione e informazione sull'importanza della prevenzione, diagnosi precoce e cura delle malattie, in particolare di quelle ereditarie. Art. 41. (Disposizioni per la partecipazione di associazioni di malati e organizzazioni di cittadini ai tavoli decisionali in materia di tutela della salute) 1. Al fine di attuare i principi del coinvolgimento della cittadinanza nella definizione delle politiche pubbliche, è definito un percorso strutturato di partecipazione dei cittadini organizzati in associazioni di pazienti e caregiver o in altri Enti del Terzo Settore nella programmazione e nell'implementazione delle politiche in materia sanitaria. 2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute sono definiti i requisiti che le associazioni devono possedere ai fini della partecipazione in ordine alla durabilità, all'adeguata formazione, alla rappresentatività e alla rappresentanza. Art. 42. (Introduzione del corso di educazione sanitaria) 1. È istituito l'insegnamento di educazione sanitaria come disciplina curriculare nelle scuole di ogni ordine e grado. Esso concorre alla media scolastica della valutazione di ogni alunno e i risultati raggiunti concorrono alla sua valutazione complessiva finale. Con il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministero della salute sentito l'Istituto superiore di sanità sono adottate le disposizioni per la disciplina dell'insegnamento dell'educazione sanitaria nelle scuole di ogni ordine e grado. 2. È prevista per ogni classe un'ora settimanale di educazione sanitaria, all'interno della quale il medico d'Istituto tratta gli argomenti legati al corretto utilizzo dei social network , all'educazione sessuale, all'igiene, all'attività motoria e all'educazione alimentare. Art. 43. (Disciplina del medico di Istituto) 1. È istituita la figura del medico di Istituto operante nelle scuole di ogni ordine e grado, inteso come professionista che opera in ambito scolastico in collaborazione e integrazione proattiva con il pediatra di libera scelta o con il medico del ruolo unico di assistenza primaria. 2. Il medico d'Istituto svolge i seguenti compiti: a) anamnesi fisiologica di base; b) verifica funzionale di base; c) visita oculistica di base; d) visita acustica di base; e) visita motoria di base; f) visita posturale di base; g) visita psico-comportamentale. 3. Nello svolgimento dei compiti di cui al comma 2, valorizza la telemedicina e il teleconsulto secondo procedure e metodiche di garanzia di piena tempestività e appropriatezza sulla base delle esigenze e bisogni conseguenti alle attività di prevenzione primaria e di screening secondo definiti protocolli. 4.