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quanto all'apparato rimediale sancito dall'art. 1815 del codice civile per il quale "Se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi", atteso che le sezioni unite, 19 ottobre 2017, n. 24675, estensore De Chiara, hanno sancito che: "Una sanzione (che implica il divieto) dell'usura è contenuta, per l'esattezza, anche nell'art. 1815, secondo comma, cod. civ. - pure oggetto dell'interpretazione autentica di cui si discute - il quale però presuppone una nozione di interessi usurari definita altrove, ossia, di nuovo, nella norma penale integrata dal meccanismo previsto dalla legge n. 108. Sarebbe pertanto impossibile operare la qualificazione di un tasso come usurario senza fare applicazione dell'art. 644 cod. pen", affermando molto chiaramente che definizione e perimetro della nozione di interesse dell'art. 1815 del codice civile sono da rinvenirsi nell'art. 644 del codice penale (il quale, come noto, integrato con il meccanismo della legge n. 108 del 1996, non descrive un interesse nominale, ma il costo complessivo del credito, al netto di imposte e tasse, ovvero il TEG). Da tali autorevoli approdi si trae una perfetta specularità semantica e sistematica nella nozione di interesse tra i due articoli per cui, qualora sia il TEG pattuito ad essere debordante (e non il singolo tasso nominale), la conseguenza sanzionatoria ex art. 1815 del codice civile non può che essere la non debenza (non del singolo interesse nominale) di tutto ciò che rientra nel perimetro del TEG secondo, cioè, la nozione lata di interesse normata dall'art. 644 del codice penale; infine, da ultimo, la sentenza della Cassazione civile, sezione III, 20 maggio 2020, n. 9237, presidente Armano, relatore Cricenti, ripete che "Il momento determinante, per la valutazione del superamento della soglia consentita, è proprio la pattuizione, a prescindere dalla effettiva corresponsione degli interessi; questi ultimi devono ritenersi in misura illegittima se sono pattuiti in quella misura, a prescindere dalla circostanza che il creditore li abbia effettivamente riscossi (art. 644 c.p.). Del resto le Sezioni Unite di questa Corte hanno chiarito che l'usura si determina al momento della pattuizione e che, ove questa sia nei limiti, ed il tasso diventi superiore (e dunque usuraio) per effetto di circostanze sopravvenute (c.d. usura sopravvenuta), non può ritenersi la nullità (Cass. 24675/2017), segno che quest'ultima si valuta al momento della convenzione, senza riguardo alla effettiva riscossione", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non sia del parere che si possa affermare che la promessa usuraria sia l'impegno contrattualizzato di pagare all'intermediario promissario un costo complessivo (TEG) usurario, in ossequio al principio di onnicomprensività codificato dall'art. 644 del codice penale, per il quale "Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito", promessa che si connota come illecita ex se , a prescindere dall'effettivo futuro pagamento; se non ritenga che la verifica vada effettuata con riferimento alle condizioni contrattuali e all'entità del credito erogato originariamente pattuite e debba consistere in un giudizio ex ante da collocarsi temporalmente al momento della pattuizione del contratto bancario, indipendentemente dall'effettiva corresponsione del costo, come la suprema Corte ha ormai a più riprese confermato avendo sempre ripetuto l'autosufficienza giuridica della condotta criminosa ex art. 644 del codice penale del "farsi promettere" (cioè senza necessità della successiva datio ), in ordine alla capacità perfezionativa del reato e generativa dei legiferati effetti sanzionatori in sede civile (art. 1815 del codice civile) ed in sede penale (art. 644 del codice di procedura civile): si veda la sentenza della Cassazione penale, II sezione, 8 ottobre 2015, n. 40380: "quando la promessa del corrispettivo, in tutto o in parte, non viene mantenuta, il reato si perfeziona con la sola accettazione dell'obbligazione rimasta inadempiuta (v. Cass. sez. II, sent. n. 37693/2014 rv. 260782; sez. II, sent. n. 33871/2010 rv. 248132; sez. F, sent. n. 32362/2010 rv. 248142; sez. II, sent. n. 26553/2007 rv. 237169; sez. II, sent. n. 11837/2003 rv. 228381)"; ovvero, in estrema sintesi, se non ritenga, in caso di usurarietà pattizia del TEG promesso dal finanziato per ciascuno degli scenari potenzialmente verificabili ex contractu (quello fisiologico ovvero quelli previamente estintivi, quali estinzione anticipata o risoluzione per inadempimento) che al mutuante spetterà solo il capitale erogato, il tutto in conformità alla ratio legis della legge n. 108 del 1996 protesa all'inasprimento della sanzione a carico dell'usuraio, con la privazione tout court della remunerazione; quali iniziative intenda intraprendere perché venga confermato il principio secondo cui il reato di usura risieda nel contratto stesso e si perfezioni con esso, indipendentemente dal fatto che successivamente vi sia o meno un'effettiva datio del costo usurario ed indipendentemente dal tasso che sia concretamente applicato. Atto n. 4-05155 DE BERTOLDI DE CARLO Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato lo scorso 22 marzo sul quotidiano on line "Il Dolomiti", il consigliere regionale e provinciale del Gruppo Fratelli d'Italia della provincia autonoma di Bolzano Alessandro Urzì, è stato oggetto di una lettera minatoria recapitata in forma anonima, contenente la seguente minaccia: "Gli italiani devono morire? Basta attacchi agli Schützen altrimenti il sangue italiano scorrerà sulle strade dell'Alto Adige"; il messaggio, a giudizio degli interroganti delirante, proveniente per posta dall'Austria, rappresenta a giudizio dello stesso esponente di Fratelli d'Italia un'intimidazione grave inviata non soltanto alla sua persona, ma all'intera società civile della provincia di Bolzano (ed in particolare agli italiani che vivono in quel territorio); il fatto non è nuovo, considerato che lo stesso Urzì, nel recente passato, è stato oggetto di minacce di morte e insulti personali provenienti attraverso i social media , finalizzati ad intimidirlo per la sua attività politica in ambito locale; la lettera, che nel frattempo è stata consegnata alla polizia che aprirà un'indagine, a giudizio degli interroganti, conferma nuovamente come vi sia da tempo una situazione di evidente gravità e intolleranza nel territorio, tesa a fomentare i sentimenti secessionisti e antitaliani, presenti in Alto Adige, da parte di coloro che, in un numero esiguo, sono intenzionati a prevaricare sulla stragrande maggioranza dei concittadini italiani e degli austriaci, composta da persone per bene che respingono le provocazioni e le cattiverie, ma soprattutto la violenza, verbale e certamente fisica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;