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dalle inchieste degli ispettori e da quelle giornalistiche condotte negli ultimi anni, sono emerse le condizioni in cui versano quasi tutti i presidi ospedalieri della Calabria ed in genere la sanità calabrese e, in particolare, le gravissime carenze relative alle strutture, al loro stato di manutenzione generale, alle condizioni igieniche e funzionali delle sale operatorie, ai livelli essenziali di assistenza sanitaria che ancora oggi, a fronte di una spesa elevata, non sono garantiti ai cittadini calabresi; in questi ultimi anni, il SSN è stato oggetto di numerosi interventi di contenimento ed efficientamento della spesa, ma è mancata la giusta attenzione all'esigenza di rinnovamento che i nuovi bisogni di salute dei cittadini e le trasformazioni della medicina richiedono; in particolare, negli anni recenti, l'imposizione del rispetto dei vincoli di finanza pubblica ha portato il sistema a una profonda sofferenza e crisi strutturale; a fronte dell'attuale grave emergenza, desta sconcerto l'intervento del Governo sia riguardo alla scelta del nuovo commissario, sia riguardo all'obiettivo di prolungare il commissariamento, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga di accertare con la massima urgenza ogni profilo di responsabilità nella vicenda, al fine di rendere tempestiva chiarezza su quanto verificatosi nei mesi dell'emergenza in Calabria considerato che è la regione maggiormente esposta al rischio; se non si ritenga che le gravissime affermazioni rese dall'ex commissario Cotticelli nel corso della trasmissione "Non è l'Arena" abbiano rilievi penali; se a livello di Governo nazionale ci fosse un controllo sulla predisposizione dei piani regionali anti COVID; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga di rivedere la nomina a commissario del dottor Zuccatelli, stanti le dichiarazioni rese nel maggio 2020 che negano la pericolosità del virus, e di creare le condizioni perché la responsabilità di gestire la sanità calabrese torni in capo alla Regione; se non si ritenga di adottare iniziative urgenti finalizzate alla ripresa delle politiche di sostegno e investimento sulla salute, alla realizzazione di un sistema sanitario efficiente in grado di rispondere alle necessità dei cittadini calabresi e a garantire loro la tutela del diritto alla salute, come avviene nel resto del Paese, attraverso il potenziamento delle strutture ospedaliere, il rafforzamento dei reparti anti COVID e di terapia intensiva, un'organizzazione capillare su tutto il territorio per assicurare i livelli essenziali di assistenza. Atto n. 3-02075 GINETTI CARBONE CUCCA MARINO SBROLLINI SUDANO VONO Al Ministro della giustizia Premesso che: la seconda e repentina ondata di diffusione del contagio da COVID-19, registrata a partire dal mese di ottobre in tutto il Paese, ha comportato l'adozione di provvedimenti contenenti misure restrittive con riguardo, in particolare, alla circolazione delle persone in diverse parti del territorio nazionale a seconda del livello di rischio; a metà ottobre erano 35 i detenuti e 61 i poliziotti penitenziari contagiati, con un raddoppio di livelli in due settimane, e con oltre 400 contagi attuali e più di 500 positivi tra il personale della Polizia penitenziaria; considerato che: appare necessario monitorare la propagazione del contagio nelle carceri, anche attraverso un puntuale sistema di tracciamento; in alcuni istituti penitenziari, come ad esempio quello di "San Vittore", sono stati predisposti appositi reparti per malati di COVID-19 con assistenza sanitaria; le rivolte e le devastazioni conseguenti alla protesta messa in atto in molti istituti nella primavera 2020 da parte di detenuti comuni sono state finalizzate, tra l'altro, ad ottenere benefici di pena, estesi anche ai regimi di alta sicurezza; il meccanismo europeo di stabilità (MES) prevede che, per far fronte alle spese connesse all'emergenza sanitaria, gli Stati membri possano richiedere un prestito pari al massimo al 2 per cento del PIL nazionale alla fine del 2019, corrispondente per l'Italia a circa 36 miliardi di euro, da erogare esclusivamente per spese sanitarie e di prevenzione dirette ed indirette legate al contrasto e alla prevenzione del virus: tale strumento risulta indispensabile anche per dare ossigeno all'implementazione dei sistemi di sicurezza sanitaria destinati al sistema carcerario, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della reale situazione di diffusione del contagio da COVID-19 negli istituti penitenziari del Paese e quali strumenti di monitoraggio siano stati istituiti per l'osservazione e l'adozione di misure per il contenimento; se sia stata raggiunta un'intesa per la condivisione di un protocollo sanitario unico per la prevenzione e il contenimento dei rischi da contagio fra il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e le organizzazioni sindacali rappresentative del Corpo di Polizia penitenziaria, con particolare riguardo ai rapporti con l'esterno, alle modalità d'ingresso e di rientro e a quelle di svolgimento dei colloqui; quali interventi di assistenza sanitaria per malati di COVID-19 siano stati realizzati e quali misure siano state adottate per la cura e l'assistenza dei detenuti negli istituti coinvolti, nonché quale organizzazione e quali misure di protezione personale siano state previste per gli operatori e per la Polizia penitenziaria; quali altri provvedimenti intenda adottare per far fronte al dilagare dei contagi negli istituti penitenziari, e se non ritenga opportuno attivarsi per richiedere le risorse aggiuntive messe a disposizione dal MES, anche al fine di assicurare l'assistenza sanitaria ai contagiati all'interno degli istituti penitenziari. Atto n. 3-02076 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il 1° novembre 2020 la multinazionale americana Whirlpool ha cessato la produzione decidendo di erogare gli stipendi fino al prossimo 31 dicembre per i 355 lavoratori di Napoli, venendo meno ad impegni presi con il Governo due anni fa. Infatti, l'accordo del 25 ottobre 2018 firmato da parti sociali e Governo prevedeva nel sito di Napoli investimenti per il triennio 2019-2021 di circa 17 milioni di euro tra prodotto, processo, ricerca e sviluppo, confermando l'intenzione di Whirlpool di mantenere una presenza di alta qualità a Napoli, a fronte dell'utilizzo di ammortizzatori sociali e di sovvenzioni da parte delle istituzioni; la dismissione del sito industriale di Napoli ha un impatto fortissimo per il Mezzogiorno e per la stessa città, attraversata, come il resto del Paese, da numerose manifestazioni di protesta a causa delle inevitabili restrizioni imposte dalla seconda ondata epidemiologica che comportano drammatiche conseguenze economiche per migliaia di famiglie, proteste, pur legittime, su cui soffiano forze eversive e criminali; a giudizio degli interroganti, la decisione della Whirlpool di chiudere Napoli è inaccettabile: proprio in questa drammatica fase del Paese, non ci si può permettere di perdere un solo posto di lavoro non solo per le ovvie conseguenze sociali con la cancellazione di quasi mille occupati tra diretti e indiretti, ma anche perché il mercato degli elettrodomestici offre dati incoraggianti, come dimostrato dagli investimenti di Whirpool e anche degli altri competitor come Candy ed Electrolux;