[pronunce]

In secondo luogo, per «errata individuazione dei titoli competenziali rilevanti e [...] erroneità del presupposto interpretativo», poiché le disposizioni impugnate sarebbero riconducibili alla competenza legislativa residuale in materia di organizzazione amministrativa regionale e a quella primaria statutaria nella materia «ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale». Nemmeno le censure formulate in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost. supererebbero il vaglio di ammissibilità, poiché il ricorrente non avrebbe spiegato le ragioni dell'asserito contrasto. 4.2.- Nel merito, sarebbe anzitutto insussistente la lamentata violazione degli artt. 117, secondo comma, lettera l), Cost. e 2, lettera a), dello statuto speciale. Le disposizioni impugnate, infatti, disciplinerebbero l'accesso all'impiego pubblico regionale, dal momento che l'ARER è soggetta alla disciplina degli enti pubblici del comparto unico della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Esse, in particolare, costituirebbero esercizio della competenza legislativa residuale in materia di ordinamento e organizzazione amministrativa regionale (art. 117, quarto comma, Cost.), che non potrebbe essere vincolata dalla legge statale, oltre che della competenza primaria di cui all'art. 2, lettera a), dello statuto speciale, che sarebbe stata, in ogni caso, rispettata in quanto l'art. 35-quater, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 165 del 2001 non sarebbe idoneo a integrare una norma di riforma economico-sociale. In forza di tali rilievi le censure in parola sarebbero dunque prive di pregio. Anche le questioni promosse in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost. sarebbero destituite di fondamento. La resistente premette che le disposizioni impugnate riguarderebbero l'assunzione di personale da impiegare per l'attuazione degli interventi urgenti previsti dall'art. 1 della stessa legge reg. Valle d'Aosta n. 8 del 2022 nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica. In questa prospettiva, l'impugnato secondo periodo dell'art. 3, comma 2, nel prevedere una procedura semplificata, non comprometterebbe l'esigenza di verifica delle attitudini professionali dei candidati, in quanto espressamente statuisce che la selezione debba comunque assicurare il profilo comparativo attraverso la valutazione dei titoli e lo svolgimento della prova orale. Analogamente, la disciplina posta dall'impugnato terzo periodo dell'art. 3, comma 2, anch'essa giustificata dall'esigenza di procedere tempestivamente alle assunzioni, garantirebbe in ogni caso un'adeguata pubblicità delle procedure indette; del resto, nella specie, il bando di concorso approvato sarebbe stato anche inviato dall'ARER a tutti gli altri enti del comparto unico del pubblico impiego regionale, «all'indirizzo PEI regionale dedicato alle opportunità di lavoro», agli ordini professionali, ai centri per l'impiego, agli organi di informazione e alle organizzazioni sindacali. 5.- Con memoria tempestivamente depositata, la Regione ha ribadito le argomentazioni illustrate nell'atto di costituzione in giudizio e ha insistito per l'accoglimento delle conclusioni ivi formulate.1.- Con il ricorso indicato in epigrafe (reg. ric. n. 55 del 2022) , il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato il secondo e il terzo periodo dell'art. 3, comma 2, della legge reg. Valle d'Aosta n. 8 del 2022. 2.- La legge regionale all'interno della quale si collocano le disposizioni impugnate è rivolta a sostenere l'attuazione di specifici interventi nel settore dell'edilizia residenziale pubblica, per la cui realizzazione dispone, per quanto qui rileva: a) l'istituzione, da parte dell'Azienda regionale per l'edilizia residenziale (ARER), di un'apposita struttura di progetto cui assegnare personale non dirigenziale a tempo determinato (art. 3, comma 1); b) l'assunzione di tale personale, individuato nella misura di due unità, in via straordinaria e urgente, per un periodo massimo di trentasei mesi (art. 3, comma 2, primo periodo); c) l'effettuazione delle relative procedure selettive, dirette al reclutamento, «con modalità semplificate di svolgimento delle prove, assicurando comunque il profilo comparativo per titoli e prova orale nella quale è accertato anche il possesso di conoscenze informatiche e digitali» (art. 3, comma 2, secondo periodo); d) la pubblicazione dei bandi delle predette procedure selettive, «entro il 31 dicembre 2022, nell'Albo notiziario e nel sito istituzionale dell'ARER per quindici giorni consecutivi» (art. 3, comma 2, terzo periodo). 3.- Secondo il ricorrente, il secondo periodo del citato art. 3, comma 2, non prevedendo lo svolgimento di una prova scritta, si porrebbe in contrasto con l'art. 35-quater, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 165 del 2001, che tale prova invece contempla. Il successivo terzo periodo - disponendo la pubblicazione dei bandi esclusivamente nell'albo e nel sito istituzionale dell'ARER - si discosterebbe sia dall'art. 35, comma 3, lettera a), del d.lgs. n. 165 del 2001, secondo cui i bandi concorsuali debbono rispettare il principio della «adeguata» pubblicità, sia dall'art. 4 del d.P.R. n. 487 del 1994, che, al comma 1-bis, consentirebbe agli enti locali territoriali di sostituire la pubblicazione dei bandi di concorso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, prevista dal precedente comma 1, con, perlomeno, quella di un avviso di concorso. Le disposizioni impugnate, confliggendo con le suddette «norme interposte» violerebbero, in primo luogo, l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. in riferimento alla competenza legislativa esclusiva nella materia dell'ordinamento civile. In secondo luogo, dal momento che le richiamate previsioni del d.lgs. n. 165 del 2001 integrerebbero altresì «norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica», sarebbe violato anche l'art. 2, lettera a), dello statuto speciale, il quale riconosce sì alla resistente la competenza legislativa primaria nella materia «ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale», ma ne vincola l'esercizio al rispetto, per l'appunto, delle citate norme statali. Risulterebbero lesi, inoltre, gli artt. 3 e 97 Cost. Limitandosi a stabilire lo svolgimento delle prove selettive per titoli e prova orale e la pubblicazione dei bandi nell'albo e nel sito istituzionale dell'ARER, le disposizioni impugnate frustrerebbero, l'una, l'esigenza di accertamento della professionalità dei candidati e, l'altra, la parità di accesso alle procedure selettive: sarebbero in tal modo pregiudicati i principi di imparzialità, di buon andamento dell'azione amministrativa e di eguaglianza, alla cui realizzazione è funzionale la regola del pubblico concorso.