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L'elaborazione statistica si effettua, per la determinazione dei requisiti meccanici, calcolando il valore medio, lo scarto quadratico medio ed il relativo valore caratteristico delle corrispondenti distribuzioni di frequenza dei risultati. Il valore limite è costituito dal valore minimo (o massimo) di una proprietà, al di sotto (o al di sopra) del quale non è ammesso alcun risultato di prova. Il valore caratteristico è il frattile di ordine 0,05 per il limite inferiore della resistenza meccanica e di ordine 0,10 per gli altri limiti delle resistenze meccaniche calcolate mediante l'espressione: f = f - k k m s f = f + k (per limite superiore di resistenza meccanica) k m s dove: f = media aritmetica degli n risultati m s = scarto quadratico medio degli n risultati k = fattore definito nel prospetto 6 dell'allegato 3, in funzione del numero di risultati sperimentali ed associato alla percentuale della popolazione e alla formulazione di rischio di tipo 1 - a con protezione unilaterale, dove: = 5% per il limite inferiore di resistenza meccanica; = 10% per il limite superiore di resistenza meccanica. I valori caratteristici così calcolati rispettano le limitazioni riportate nel prospetto 3 dell'allegato 3. In alternativa i risultati della determinazione delle caratteristiche fisiche e chimiche (vedi EN 197-1, punto 9.5.2) sono elaborati, conteggiando il numero nD dei risultati difettosi di ogni tipo di prova sulla serie completa di campioni e controllando che: nD ( o =) nA essendo nA il numero accettabile di difetti associato ad = 10% e funzione del numero n di risultati di prova come da prospetto 7 dell'allegato 3. Indipendentemente dal metodo di elaborazione effettuato, i singoli risultati sperimentali possono avere uno scostamento dai valori riportati nei prospetti 3 e 4, ma conformi a quanto indicato nel prospetto 5. 6. Prove sui campioni di controllo ispettivo esterno prelevati presso la fabbrica o deposito. 6.1. Campionamento. I campioni sono prelevati, senza preavviso, sotto la responsabilità dell'organismo abilitato, su partite avviate al consumo o al punto di consegna del cemento dalla fabbrica o dal deposito. 6.2. Numero dei campioni. Il numero dei campioni per il controllo esterno prelevati in un anno non è minore di 6 e non è maggiore di 12 per ciascun tipo e classe di resistenza del cemento spedito con continuità dalla fabbrica o dal deposito. Durante il periodo iniziale sono rispettate le frequenze concordate tra produttore ed organismo abilitato. Nel caso in cui taluni tipi e classi di cemento non sono spediti con continuità, le suddette frequenze ed i punti di campionamento sono variati previo accordo tra l'organismo abilitato ed il produttore. 6.3. Prove. Ciascun campione è omogeneizzato e diviso in 3 sottocampioni. I metodi di campionamento impiegati per prelevare e preparare i campioni soddisfano i requisiti della EN 196/7. Un sottocampione è trattenuto dal produttore per le prove ed un altro è imballato, chiaramente identificato a cura dell'organismo abilitato, e da questo consegnato al laboratorio di prova in forma anonima. Il terzo sottocampione è sigillato con i sigilli delle due parti, conservato dal produttore per un periodo minimo di tre mesi, ed è utilizzato nel caso in cui: a) uno dei primi due sottocampioni va perso, si è deteriorato o è stato contaminato; b) sono necessarie ulteriori prove in caso di controversia. La disigillatura di quest'ultimo sottocampione è effettuata a cura dell'organismo abilitato, alla presenza, se richiesta, di un funzionario del produttore espressamente delegato. I primi due sottocampioni sono sottoposti a prova, rispettivamente, da parte del produttore e dell'organismo abilitato, per le proprietà di ciascun tipo e classe di cemento elencate nelle colonne 1 e 2 del prospetto 1, impiegando i metodi di prova indicati nella colonna 3 dello stesso prospetto 1. 6.4. Valutazione dei risultati di prova. L'organismo abilitato accerta che: i risultati delle prove di controllo esterno non sono inferiori ai valorilimite indicati nel prospetto 5 dell'allegato 3; la rielaborazione statistica dei risultati delle prove interne di autocontrollo conduce a valori caratteristici rispondenti alle limitazioni contenute nei prospetti 3 e 4 dell'allegato 3; vi è rispondenza fra i risultati delle prove di autocontrollo interno e quelli delle prove di controllo esterno secondo le procedure di cui all'appendice A. Qualora gli accertamenti sopra indicati conducono a verifiche negative l'organismo abilitato attua le misure previste al prospetto 8 dell'allegato 3. 6.5. Prove di efficienza. I laboratori di prova utilizzati dall'organismo abilitato effettuano regolari prove di efficienza ed il controllo della calibrazione degli strumenti di prova, con lo scopo di mantenere l'accuratezza prevista, prevedendo anche l'effettuazione di confronti con altri laboratori certificati. 7. Ispezione iniziale del centro di distribuzione e del sistema di qualità. 7.1. Ispezione di un nuovo centro di distribuzione. L'organismo abilitato effettua una verifica iniziale del centro di distribuzione e del sistema di qualità. L'organismo abilitato: a) conferma che le procedure per il controllo della qualità della distribuzione sono conformi al disposto delle norme del regolamento; b) verifica che l'impianto è adatto a preservare la qualità del cemento. L'ispezione include l'esame del sistema di scarico, l'impianto di messa a deposito, il sistema di ripresa e di carico ed il laboratorio. Particolare attenzione è prestata nei confronti delle procedure adottate per evitare l'errata destinazione dei cementi o l'inquinamento tra cementi diversi. 7.2. Ispezione di un centro di distribuzione esistente. Nel caso di un nuovo tipo o di una nuova classe di cemento spedito da un centro di distribuzione esistente, l'organismo abilitato decide, in base alla rilevanza delle modifiche apportate al manuale di qualità degli impianti di distribuzione, se è necessaria una particolare ispezione. In caso affermativo, l'organismo abilitato valuta che qualunque modifica delle procedure è in accordo con i criteri di cui ai punti 7.3 e 7.4. 7.3. Criteri per la valutazione del centro di distribuzione. L'organismo abilitato valuta l'idoneità del centro di distribuzione in relazione alle procedure e requisiti seguenti: a) presenza di un adeguato laboratorio per controllare che il cemento sfuso ricevuto non ha subito alterazioni e che corrisponde al cemento specificato nei contratti di acquisto o di consegna; b) adozione di adeguate precauzioni per prevenire l'inquinamento dei differenti cementi durante il ricevimento, il trasporto e l'immagazzinamento; c) immagazzinamento di ciascun cemento in uno o più silos separati. Sui silos è riportata la chiara indicazione del tipo e della classe di resistenza del cemento, gli estremi del produttore e della fabbrica e qualsiasi informazione aggiuntiva necessaria; d) idoneità dei punti di consegna del cemento a permettere il prelievo dei campioni secondo i metodi descritti nella EN 196/7. 7.4. Criteri di valutazione dei laboratori. L'idoneità dei laboratori è valutata in base alle seguenti caratteristiche: