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Altri Significativi interventi riguarderanno misure di incentivazione nella prospettiva di una ulteriore e sempre maggiore internazionalizzazione di Venezia, favorendo l'insediamento di attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico (articolo 13), di istituzioni universitarie di primario livello a vocazione internazionale (articolo 12). Inoltre, sono previsti specifici e mirati interventi volti alla riqualificazione e alla manutenzione urbana e residenziale della città di Venezia, per soddisfare la domanda di nuovi insediamenti produttivi, commerciali e culturali (quali, ad esempio, il progetto Fondaci) e per sostenere il turismo. Ciò garantirà, a breve termine, più sviluppo, più occupazione, più ricchezza nei settori coinvolti, un effetto di medio-lungo periodo sulla crescita dell'intera economia locale, nonché benefici permanenti sulle entrate dell'amministrazione locale. È in questo contesto che si inserisce la presente legge speciale, ma anche in vista di ulteriori obiettivi programmatici quali, ad esempio, la riorganizzazione dell'edilizia pubblica residenziale, il divieto per le petroliere e le navi portacontenitori oceaniche di accedere in laguna, il risanamento delle aree inquinate, la realizzazione del progetto MOSE, della sub-lagunare e dei nuovi collegamenti per una migliore mobilità e accessibilità della grande Venezia, nonché lo sviluppo dell'imprenditorialità e dell'innovazione. Sul presupposto che la città di Venezia e la sua laguna costituiscono patrimonio storico-artistico e ambientale, sia in ambito nazionale che internazionale, il presente disegno di legge, composto di 17 articoli, si prefigge, quali obiettivi specifici e permanenti, la salvaguardia fisica e ambientale, da perseguire e rendere sostenibili nel tempo mediante il recupero socio-economico delle comunità interessate (articolo 1, comma 2). In particolare, all'articolo 2, si prevede che lo Stato, la regione Veneto, la provincia di Venezia, l'autorità di bacino del distretto idrografico e i comuni di Venezia, di Chioggia e di Cavallino-Treporti, in concorso tra foro, garantiscano, tra i vari obiettivi individuati, la salvaguardia e la riqualificazione del sistema idrogeologico lagunare, in particolare, provvedendo al completamento, alla manutenzione e alla gestione delle opere di regolazione delle maree; alla difesa dei litorali, alla tutela dei canali, delle barene e delle terre emerse; alla ricomposizione morfologica dell'area lagunare, attraverso interventi preordinati al riequilibrio idrogeologico, all'arresto e all'inversione del processo di degrado fisico e morfologico dell'ambiente lagunare, alla tutela dell'equilibrio idraulico, al mantenimento dei fondali e al completamento dei marginamenti dei canali lagunari di sua competenza; alla progettazione, d'intesa con l'autorità portuale, di un terminal off-shore (struttura portuale d'altura) finalizzato anche all'estromissione dalla laguna del traffico petrolifero e delle navi portacontenitori oceaniche. Difatti, la costruzione del MOSE e la sua messa in funzione comporteranno una organizzazione del porto di Venezia con la regolazione delle entrate delle navi. Di qui la necessità della costruzione del terminal off-shore . L'attrattività e il risparmio in termini di navigazione (due giorni), rispetto ai porti del Nord Europa, del porto di Venezia per i flussi di navi che provengono da Oriente con destinazione delle proprie merci al mercato del centro Europa offrono occasione di crescita per il settore portuale con una necessità di infrastrutturazione e sviluppo logistico sia del porto che del suo entroterra ovvero Porto Marghera. Inoltre, è previsto il controllo del fenomeno delle acque alte, anche eccezionali, così da evitare l'allagamento dei centri storici e dei centri abitati; il dragaggio dei canali portuali di grande navigazione; la regolamentazione, disciplina ed organizzazione dell'accesso ai porti di Venezia e di Chioggia e dei servizi tecnico-nautici ad esso correlati, ferma restando la competenza del Magistrato alle acque circa la decisione sull'utilizzo delle opere di regolazione delle maree. L'articolo 2, inoltre, dispone che la regione Veneto provveda alla programmazione e alla realizzazione di tutti gli interventi attinenti alla salvaguardia ambientale della laguna di Venezia e, in particolare, al disinquinamento dei carichi inquinanti di origine industriale, civile e agricola dell'intero bacino scolante sversati in laguna, al completamento delle opere di difesa del litorali e delle opere di salvaguardia idraulica del bacino scolante in laguna di Venezia; alla riduzione e all'eliminazione dei fattori inquinanti incidenti sul buono stato ecologico della laguna di Venezia e sui corpi idrici superficiali, sotterranei e sul mare Adriatico; alla bonifica, al recupero e alla messa in sicurezza delle aree inquinate, ivi incluse quelle di Marghera, nonché ai dragaggi dei sedimenti inquinati; all'attuazione del Progetto integrato Fusina, nonché all'approvazione dei progetti finalizzati al perseguimento della salvaguardia ambientale. Tali interventi sono eseguiti, in applicazione del piano di bacino, in un quadro programmatico unitario all'interno del bacino scolante in laguna e sono coordinati con quelli di salvaguardia fisica di competenza dello Stato. In applicazione del principio del federalismo demaniale, viene previsto il trasferimento al comune di Venezia dei canali e dei rii, ubicati all'interno del territorio comunale, individuati con successivi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Tutti questi obiettivi costituiscono elemento fondamentale dell'economia veneziana e contribuiscono a conservare il patrimonio culturale di Venezia e della sua laguna (articolo 1, comma 3). In armonia con la normativa europea, viene istituito (articolo 3) il distretto idrografico della laguna di Venezia, costituito dalla laguna di Venezia (bacino demaniale marittimo di acqua salsa che si estende dalla foce del fiume Sile -- Conca di Cavallino -- alla foce del fiume Brenta -- Conca di Brondolo), dal territorio dei comuni della gronda lagunare, dal territorio dei comuni del bacino scolante, dalle acque costiere antistanti, compresi fondale e sottosuolo e dalle acque marine antistanti, compresi fondale e sottosuolo. Al citato distretto idrografico sovrintende l'istituenda autorità di bacino (articolo 4), composta dal segretario generale, dalla segreteria tecnico-operativa e dalla conferenza operativa di servizi (con compiti amministrativi e di gestione), mentre le funzioni della conferenza istituzionale permanente sono svolte dal Comitato istituzionale per Venezia. L'autorità di bacino, con la collaborazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti -- Magistrato alle acque, con la regione Veneto, con l'autorità portuale di Venezia e con i comuni di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti, provvede anche a compiti di studio, ricerca e controllo sulla laguna e gli ecosistemi sensibili, anche in riferimento alla realizzazione delle opere di regolazione delle maree alle tre bocche di porto e alla definizione del sistema di previsione delle maree (articolo 5).