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il posto di lavoro di oltre 50 professionisti continua pertanto ad essere incerto e fortemente a rischio, nonostante i medesimi continuino ad operare a pieno regime, svolgendo importanti funzioni di ricerca in tema di tutela ambientale presso le richiamate agenzie regionali, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di risolvere le problematiche relative alla situazione contrattuale dei lavoratori richiamati in premessa, attualmente in forza presso ARPAB e ALSIA, salvaguardandone la professionalità, il posto di lavoro e la consequenziale continuità lavorativa e valorizzandone l'esperienza acquisita. Atto n. 4-05379 ROMEO Al Ministro della giustizia Premesso che: nell'ultimo anno le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli agenti della Polizia penitenziaria nel carcere di Monza sono diventate intollerabili, peggiorate con la crisi sanitaria, che ha colpito il nostro Paese e che ha inevitabilmente comportato carichi di lavoro maggiori, un aumentato livello di stress e un atteggiamento ancora più ostile da parte dei detenuti; all'interno della struttura penitenziaria in questione, nell'ultimo anno si sono registrate con troppa frequenza aggressioni contro la Polizia, tanto che 14 agenti sono dovuti ricorrere a cure mediche per danni subiti dai detenuti; gli agenti lamentano una scarsa attenzione ai loro bisogni, in primo luogo, alla loro incolumità e chiedono esemplari provvedimenti disciplinari nei confronti degli aggressori ed efficaci misure preventive tese a scongiurare il verificarsi di ulteriori episodi di violenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta in premessa e quali misure urgenti intenda intraprendere per ripristinare una condizione di ordine e sicurezza all'interno del carcere di Monza, al fine di garantire la dovuta sicurezza sul posto di lavoro agli agenti della Polizia penitenziaria, intervenendo in primo luogo con azioni tese a prevenire ed arginare eventuali insubordinazioni e tentativi di violenza da parte dei detenuti. Atto n. 4-05380 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri che da lunedì 26 aprile 2021 ha permesso il riavvio progressivo delle attività economiche nelle zone dove la situazione sanitaria è più sotto controllo, confermando però il coprifuoco alle 22 e consentendo la ristorazione soltanto in spazi esterni, appare incomprensibile e peggiorativo rispetto a quello adottato in momenti più critici dal punto di vista sanitario; oltre la metà dei pubblici esercizi italiani non potrà riaprire l'attività, sia perché non tutti gli esercenti hanno a disposizione spazi esterni, sia perché i costi della riapertura non verrebbero compensati dai ricavi esigui determinati dai pochi avventori consentiti nei locali per mantenere le distanze di sicurezza; la lentezza della campagna di vaccinazione e il mancato controllo del territorio per arginare i comportamenti scorretti che, inevitabilmente, si riverberano anche su quanti si attengono scrupolosamente alle norme imposte, hanno inferto un duro colpo al settore dei pubblici esercizi: 22.000 imprese chiuse nel 2020, la perdita di 250.000 posti di lavoro e ingentissimi danni economici, si chiede di sapere se il Governo intenda rivedere le decisioni prese ed enunciate con l'ultimo decreto, a maggior ragione nelle regioni come il Veneto, dove la campagna vaccinale sta procedendo speditamente, e prevedere, considerando i dati sui contagi e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza a tutela della salute dei cittadini, la cancellazione del coprifuoco delle ore 22 e la riapertura delle attività dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, tavole calde) e in generale di pubblici esercizi, valutando la possibilità del consumo al tavolo, anche nei locali al chiuso, in modo tale che si evitino misure discriminatorie che rischiano di aumentare diseguaglianze e disagio sociale.