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Se le stime di crescita per l'anno in corso purtroppo non possono sorprenderci, ciò che deve preoccuparci è soprattutto guardando a ritroso - qui bisogna fare attenzione - la dinamica di bassa crescita che il nostro Paese ha sperimentato nell'ultimo decennio, quando abbiamo registrato un divario medio di oltre un punto percentuale rispetto alla media europea di crescita del PIL. Alla luce di questa eredità, non possiamo permettere in alcun modo che i divari socio-economici, già ampi all'interno del continente e fra le diverse aree del nostro Paese, continuino ad accentuarsi. Il compito della politica tutta è di lavorare per elaborare un ampio programma di rinascita economico-sociale insieme e con il contributo delle migliori energie del Paese. Il primo tassello di questo progetto riformatore non può che essere una drastica semplificazione della macchina burocratica; un'architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l'arrivo a destinazione delle risorse pubbliche stanziate - lo stiamo sperimentando in questi giorni - e, quindi, sta impedendo il rafforzamento del capitale infrastrutturale del Paese. A questo proposito - l'abbiamo già dichiarato pubblicamente - stiamo lavorando al nuovo decreto-legge, che sarà dedicato alla semplificazione amministrativa e burocratica. Introdurrà molti elementi di novità per fornire all'Italia uno shock economico senza precedenti e, in particolare, nel settore delle infrastrutture. Considero questa riforma la madre di tutte le riforme e l'unica in grado di rilanciare la competitività. L'Italia non può più attendere ed è questo il momento della svolta. (Applausi). Se non riusciremo nell'opera di semplificazione neppure in questa condizione di assoluta emergenza, dubito che sarà possibile farlo in futuro. Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono l'Esecutivo, ma sono convinto anche che su questo troveremo un dialogo con le opposizioni. Alcune delle forze di maggioranza hanno già annunciato ed elaborato delle proposte molto articolate, che troveranno senz'altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all'accelerazione dei cantieri. Al riguardo, prevediamo di definire un elenco prioritario di opere strategiche di grandi-medie dimensioni, che potranno essere realizzate con un iter semplificato rispetto al quadro normativo vigente e valutando, laddove opportuno, la concessione di poteri derogatori, senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi. (Commenti. Applausi). PRESIDENTE. Sono io che devo tenere l'Aula e basta, d'accordo? Per cortesia, un po' di silenzio. CONTE , presidente del Consiglio dei ministri . Come dicevo, controlli più rigorosi, controlli che assicurino piena trasparenza e tengano lontani gli appetiti delle infiltrazioni criminali. Vogliamo anche promuovere una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione affinché, pur in un'ottica di rigore e trasparenza, i funzionari pubblici possano essere quanto più possibile incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un'eccessiva incertezza giuridica e regolamentare. Vogliamo rendere più attrattivo il nostro ordinamento a beneficio delle imprese. Abbiamo in animo di introdurre anche delle riforme per quanto riguarda il diritto societario, per modelli di governance più snelli e più efficienti, senza comprimere i diritti delle minoranze e favorendo la capitalizzazione delle imprese stesse. Mi avvio alla conclusione, perché effettivamente ho delle difficoltà, ho problemi di gola. (Applausi). Un altro capitolo importante sarà sicuramente quello dell'innovazione. Riassumo molto sinteticamente: dobbiamo cercare di favorire la creatività imprenditoriale e organizzativa sociale; dobbiamo potenziare la dotazione digitale delle nostre scuole, abbiamo visto anche quanto è importante in questo periodo avere reti di connettività resilienti, capillari in tutto il territorio, anche per rendere possibile e migliorare il lavoro a distanza. Sono investimenti preziosi. Abbiamo tante eccellenze, le dobbiamo valorizzare; dobbiamo investire nel capitale umano, potenziando le strutture tecniche delle amministrazioni, la loro capacità progettuale e riducendo gli adempimenti ma migliorando i servizi al cittadino, rafforzando la cultura dei dati, della digitalizzazione dei processi. E poi - attenzione - un altro pilastro su cui dobbiamo concentrarci è l'inclusività. Il Paese è reduce da un decennio di divari crescenti tra Nord e Sud. Profonde diseguaglianze lo attraversano; diseguaglianze particolari di genere nell'accesso al lavoro a causa di un basso tasso di partecipazione femminile. Dobbiamo eliminare alla radice questi ostacoli all'eguaglianza sociale e territoriale. Questo è non un lusso, ma la precondizione per lo sviluppo futuro. Per evitare che entrambi i divari continuino ad ampliarsi, è cruciale sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella coesione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture, nonché investire con decisione nelle politiche per la famiglia e l'infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura anche con il coinvolgimento degli enti locali del terzo settore e le misure di sostegno per le famiglie. Dobbiamo stimolare e risvegliare la vocazione delle ragazze nelle carriere scientifiche, mettendo in campo politiche che diano maggiore accesso e visibilità a tutte le donne anche in questi ambiti. (Applausi). Devo riconoscere in quest'Assemblea che ancora poco - non abbastanza - abbiamo fatto per le famiglie, complice anche un quadro di finanza pubblica molto complesso, ovviamente anche a causa della pluralità degli interventi necessari per contenere i costi socio-economici del Covid-19. Dobbiamo proseguire con il lavoro già avviato in vista del family act , coordinato dalla ministra Bonetti, che ci potrà permettere di potenziare ulteriormente le misure economiche a sostegno della famiglia e della natalità. Dovrà aumentare l'impegno del Governo nel promuovere al massimo grado l'accessibilità, con particolare attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, ma anche privati. Quella del Covid-19 è stata e si sta rivelando una crisi profonda, violenta e drammatica; ci restituisce il bisogno di una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita e i beni comuni. È una crisi che ci consegna una comunità nella quale la garanzia del benessere individuale, ma anche collettivo non può più essere pensata come mero corollario dell'attività economica; deve essere programmata quale precondizione dello sviluppo, che può anche essere fonte di crescita sostenuta se riusciremo ad affrontarla con soluzioni innovative e anche con la creatività che è nel nostro DNA, tipica del genio italico. Abbiamo di fronte un'opportunità storica. Possiamo sciogliere i nodi, rimuovere le incrostazioni che sin qui ci hanno impedito di produrre benessere diffuso per tutti i nostri cittadini, superando i punti di debolezza che hanno finora frenato lo sviluppo del Paese, in particolare dalla metà degli anni Novanta. Spetta a noi fare in modo che quest'emergenza sia trasformata in opportunità. Non ci illudiamo affatto che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo.