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Signor Presidente, colleghi, i provvedimenti che il Governo ha varato nelle ultime settimane sono di difficile decifrazione anche per i più grandi geni matematici in grado di leggere algoritmi più difficili perfino di quelli che l'Istituto superiore di sanità ci regala ogni settimana per capire di che colore è una Regione o l'altra. Siamo consapevoli di trovarci in un momento in cui serve tutta la precauzione sanitaria necessaria, ma ci rendiamo conto che quello che manca da tempo a questo Governo è l'assunzione di responsabilità; la stessa che si sono assunti medici, infermieri, operatori sanitari, famiglie, personale scolastico, imprese e commercianti da quando è iniziata la pandemia; un disagio contagioso - lo definirei così per il futuro - che cambia il clima nelle famiglie, nelle comunità e nell'intera società. Oggi le persone hanno perso fiducia sia nelle misure intraprese sia soprattutto in chi le detta. Dall'inizio della pandemia non solo è stato trascurato l'impatto della comunicazione sul clima psicosociale e il ruolo delle istituzioni nel favorire cooperazione con autorevolezza e affidabilità, ma anche il diffuso disagio rimane senza risposte. I livelli di rabbia, la comparsa di forme di ribellione e di disgregazione del tessuto sociale che stanno emergendo sono dettati dal fatto che in tutti c'è la consapevolezza che ci sono stati mesi persi. E mi dispiace che non sia ora presente il senatore Parrini, che ha detto che è inutile dire che sono stati persi mesi. No. Dal rapporto uscito dalla Commissione sanità, nel corso dell'audizione del presidente della fondazione Gimbe - autorevolissima fondazione che si occupa di sanità - è emerso che la cabina di regia, dal 20 luglio al 30 agosto, ha smesso di mandare i rapporti settimanali sull'epidemia del virus. Senatrice D'Angelo, forse, se in Sardegna ogni settimana ci fosse stata una monitorizzazione della cabina di regia del Governo e si fosse visto che i ragazzi portavano il contagio in famiglia ai più anziani, magari - ripeto, con una monitorizzazione settimanale - certe decisioni si sarebbero prese. Tuttavia, la mancanza del rapporto dal 20 luglio al 30 agosto, che è ripreso dal 31 agosto al 6 settembre, è una realtà dei fatti; è una cosa impossibile da smentire ed è colpa del Governo, perché mi sembra che la cabina di regia sia sotto il controllo del Governo. Abbiamo assistito al tentativo di svuotare il mare della crisi con il cucchiaino dei bonus - fallimentari - con provvedimenti tampone che tardavano ad arrivare e con il decreto-legge semplificazioni. Si è rimesso mano al codice della strada o per blindare gli 007 in scadenza e per autorizzare le biciclette ad andare contromano. Certo, a metà maggio il Governo ha investito importanti risorse per trasformare i letti di terapia intensiva, messi su alla meglio nell'emergenza, impostazioni con standard di sicurezza e strumentazioni tecnologiche necessarie. Siamo a novembre e i cantieri non sono ancora aperti in tutta Italia. Le Regioni e il commissario Arcuri si sono rimpallati le responsabilità. Noi abbiamo un supercommissario con i superpoteri, ma mi sembra che abbia fatto partire le gare d'appalto all'inizio di ottobre. Ma di cosa stiamo parlando? Di assunzione di responsabilità? I lavori richiederanno molto tempo prima di garantire 3.443 letti di terapia intensiva e 4.213 di subintensiva. C'è però un altro problema: mancano almeno 3.000 anestesisti e personale formato e magari in cinque mesi si poteva provvedere anche alla formazione di personale. Il problema è che la curva dei contagi non attende le gare e la burocrazia. Basta fare due conti in questo Paese per capirlo, e poi mettiamo di mezzo - come sempre - anche le procure. Siamo al ventesimo decreto-legge che va ad aggiungersi ai precedenti e ai successivi già emanati DPCM, e si aggiunga anche la mancata emanazione di almeno il 70 per cento dei decreti attuativi, posto che, su 252 provvedimenti previsti, ne sono stati adottati solo 71. E si parla di responsabilità. Io credo che sarebbero necessari chiarezza da parte dell'Esecutivo, che ancora non riesce a fornire un dato di certezza nelle statistiche dei contagiati che quotidianamente vengono diffusi, e un maggior livello di leggibilità dei contagiati sui positivi; inoltre, il livello di positività sarebbe fondamentale per definire il grado di rischio reale della popolazione. Non parliamo delle migliaia di italiani chiusi in casa, malati e non considerati dall'assistenza territoriale. Non consideriamo il fatto che ci sono dei pazienti Covid che non hanno la possibilità di stare in casa e mi sembra che sarebbe responsabile, visto che sono stati utilizzati gli hotel per gli immigrati, magari prenderne altri per ospitare i positivi asintomatici. Non parliamo delle migliaia di posti di lavoro, non parliamo delle migliaia di pazienti no-Covid dimenticati. Tutte le associazioni ci dicono questo. Spaventa l'atteggiamento di chi ritiene, con cecità imbarazzante, che la responsabilità sia sempre di qualcun altro e non del Governo. In ogni caso, in conclusione, vorrei fare un appello: probabilmente arriverà il vaccino. Ora, per non arrivare all'emergenza come accaduto con le mascherine, quando le abbiamo regalate alla Cina e poi mancavano da noi, non sappiamo ancora in che grado saranno le confezioni dei vaccini. Ma sappiamo se per caso devono essere inoculati? Abbiamo gli aghi? Abbiamo le siringhe? Pensiamoci. Soprattutto, i vaccini devono essere mantenuti in un frigorifero a meno 80 gradi. Ora, con tutte le crisi aziendali che abbiamo - Indesit, Zanussi, Whirlpool - il Governo faccia un appello e metta in grado il Paese di produrre frigoriferi. Risolveremmo crisi economica e di lavoro perché i frigoriferi per contenere i vaccini verranno utilizzati non solo dall'Italia ma in tutto il mondo. Quindi cerchiamo, una volta tanto, di fare presto, ma presto è una parola che forse questo Governo non conosce. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ostellari. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, siamo in guerra. Stiamo lottando per salvare l'Italia. Questo non è tempo di polemiche. Ora bisogna lavorare e poi chi ha sbagliato verrà cacciato a calci nel... Colleghi, scusatemi se per il momento sono costretto ad abbassare il livello del dibattito, ma quelle che ho citato sono parole sfuggite al viceministro Sileri durante una trasmissione televisiva e, per certi versi, sono parole apprezzabili per la franchezza, una franchezza che vorrei avesse anche il Premier e magari qualche esponente qualificato della maggioranza. Vorrei, inoltre, che, ispirati da quella franchezza, tutti cominciassero rispondere alla seguente domanda: chi ha sbagliato? È evidente, infatti, che qualcuno ha sbagliato. È chiaro a tutti che, per tenere in piedi un Governo di comodo, avete preferito mettere in pericolo il futuro del Paese? Come mai, mentre discutevate di banchi o monopattini, nessuno si chiedeva se avesse senso che gli italiani versassero l'anticipo delle tasse sui redditi del 2021? Se avesse senso far pagare l'IVA su fatture mai saldate?