[pronunce]

n. 270 del 1993, a norma del quale i servizi e i compiti aggiuntivi, rispetto a quelli menzionati dall'art. 1 del medesimo decreto legislativo, devono essere assicurati da finanziamenti statali o regionali a seconda che i nuovi compiti siano stati assegnati agli IZS, rispettivamente, dallo Stato o dalle Regioni. Pertanto, risulterebbe illegittimo prevedere forme di finanziamento statale per eventuali nuovi compiti di matrice regionale. 1.4. - Il ricorrente ritiene anche censurabile l'art. 5, comma 1, della legge regionale in esame, articolo che attribuisce al Consiglio di amministrazione dell'Istituto «funzioni di controllo», in quanto in contrasto con il dettato dell'art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 270 del l993 - secondo cui tale organo ha esclusivamente «compiti di indirizzo, coordinamento e verifica delle attività dell'Istituto» - nonché con quanto disposto dal successivo comma 5 dell'art. 3, il quale - nel richiamare l'art. 3 del d.lgs. n. 502 del 1992 (ora art. 3-ter, aggiunto dal d.lgs. n. 229 del 1999) - attribuisce le funzioni di controllo al collegio dei revisori e non al Consiglio di amministrazione. 1.5. - Anche il comma 4 dell'art. 5 della legge regionale in oggetto, nel prevedere che il direttore generale cura la gestione dell'ente nell'ambito delle «direttive» impartite dal Consiglio di amministrazione, si porrebbe, per l'Avvocatura dello Stato, in contrasto con l'art. 3, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 270 del 1993, secondo i quali è il «Consiglio di amministrazione l'organo con compiti di indirizzo, coordinamento e verifica delle attività dell'Istituto» (comma 2), mentre il direttore generale è l'organo titolare della rappresentanza legale dell'Istituto, della responsabilità della gestione complessiva dell'ente, nonché della direzione dell'attività scientifica (comma 3). Di conseguenza, dalla normativa statale, a differenza che da quella regionale, emerge chiaramente che le funzioni del Consiglio di amministrazione e del direttore generale restano su piani differenti, poiché il Consiglio di amministrazione elabora solo le linee programmatiche del1'attività dell'ente e può fornire indirizzi di carattere generale (non sempre e non necessariamente individuabili come precise e specifiche direttive e/o istruzioni impartite al direttore generale), mentre il direttore generale, nell'esercizio delle sue funzioni, dispone di ambiti di autonomia, relativi alla titolarità della rappresentanza legale e della responsabilità della gestione complessiva dell'ente, che prescindono dall'osservanza e dal rispetto di direttive. 1.6. - Infine, sempre per il ricorrente, i commi 1 e 4 del citato art. 5 sarebbero altresì censurabili sotto un ulteriore profilo: essi, difatti, stante il loro contenuto, verrebbero a definire «in via generale un assetto istituzionale dell'Ente completamente difforme da quello delineato dal d.lgs. 270/93». Con il decreto legislativo n. 270 del 1993, prosegue il Presidente del Consiglio dei ministri, il legislatore statale ha inteso realizzare quanto più possibile il principio della separazione delle funzioni di indirizzo e di verifica rispetto alle funzioni di gestione ed a quelle di controllo, attribuendo, rispettivamente, le prime al Consiglio di amministrazione, le seconde al direttore generale e le terze al collegio dei revisori, diversamente da quanto realizzato dal legislatore regionale con le disposizioni in esame che non osserverebbero tale ripartizione. 1.7. - Alla luce di tali considerazioni, il Presidente del Consiglio chiede, pertanto, che sia dichiarata l'illegittimità costituzionale dei sopra citati articoli della Regione Abruzzo n. 13 del 2010. 2. - La Regione Abruzzo non si è costituita nel giudizio.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri - premesso che la legge della Regione Abruzzo del 5 maggio 2010, n. 13 (Funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" di Teramo), è stata emanata a seguito del Protocollo d'intesa dell'11 dicembre 2009, stipulato tra il Ministero della salute e le Regioni Abruzzo e Molise per il riordino e la valorizzazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise - ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 4, 3, comma 4, 4, comma 2, e 5, commi 1 e 4, della legge della Regione Abruzzo sopra citata. In generale, tali norme, secondo il ricorrente, sarebbero in contrasto con l'art. 117, terzo comma, Cost. poiché esse eccederebbero dalle competenze regionali e si porrebbero in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute contenuti nel decreto legislativo del 30 giugno 1993, n. 270 (Riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera h, della legge 23 ottobre 1992, n. 421), normativa statale di riferimento, nonché con l'art. 3-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), aggiunto dall'art. 3, comma 3, del d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419). L'art. 3, comma 4, della citata legge regionale, inoltre, secondo il ricorrente, lederebbe l'art. 117, terzo comma, Cost. non solo sotto il profilo della materia «tutela della salute», ma anche per contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica, dettati dall'art. 16 della legge del 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica). 1.1. - Secondo il Presidente del Consiglio, l'art. 1, comma 4, della legge regionale n. 13 del 2010, il quale stabilisce che anche le Regioni, oltre al Ministro della salute, possono attribuire ulteriori compiti e funzioni di interesse nazionale e internazionale all'Istituto zooprofilattico, violerebbe l'art. 117, terzo comma, Cost., sotto il profilo della tutela della salute, in quanto si porrebbe in contrasto con l'art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 270 del 1993, secondo cui spetta in via esclusiva allo Stato l'assegnazione agli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS) di compiti e funzioni nei settori di loro competenza, secondo quanto già anche affermato da questa Corte con la sentenza n. 124 del 1994. 1.2. - Anche l'art. 3, comma 4, della citata legge regionale sarebbe, per il Presidente del Consiglio dei ministri, costituzionalmente illegittimo.