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Già solo Torino onorerà oggi la Giornata nazionale degli alberi avviando la piantumazione in città di ben 20.000 alberi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo scorso fine settimana si è conclusa con successo l'iniziativa "Alberi per il futuro", grazie a numerosi volontari che hanno piantato 17.000 alberi in 185 città. (Applausi dal Gruppo M5S) . In conclusione, signor Presidente, come era solito ripetere qualcuno a noi caro, «Una persona può credere alle parole, ma crederà sempre agli esempi» e infatti questo è un giusto esempio. Per tutte le motivazioni esposte, preannuncio con convinzione il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle al provvedimento e ringrazio il ministro Costa. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, ricordo che nella Conferenza dei Capigruppo, al fine di consentire un'iniziativa di un Gruppo politico, si è stabilito di garantire che non si sarebbe votato in concomitanza. Pertanto anche al fine di promuovere - mi auguro con successo - il conseguimento di un'unica mozione sull'argomento a seguire, il voto finale sul provvedimento avverrà alle ore 11,30. La seduta è pertanto sospesa fino a tale ora. (La seduta, sospesa alle ore 10,55, è ripresa alle ore 11,37) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto-LeU) . Discussione e approvazione delle mozioni nn. 191 (testo 2) e 192 su iniziative a favore di Venezia alla luce dei recenti eventi alluvionali (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00191 (testo 2), presentata dai senatori Bernini, Romeo, Ciriani e da altri senatori, con procedimento abbreviato ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento, e 1-00192 , presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, su iniziative a favore di Venezia alla luce dei recenti eventi alluvionali. Ha facoltà di parlare il senatore Ferro per illustrare la mozione n. 191 (testo 2). FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, Ministri... (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio; mi pare che l'argomento lo richieda. FERRO (FI-BP) . Illustro il testo 2 della mozione n. 191, a prima firma Bernini, Romeo e Ciriani, che è stato consegnato e che riguarda gli eventi alluvionali che sono accaduti a Venezia lo scorso 12 novembre. L'acqua alta ha raggiunto 187 centimetri, come avvenne durante l'alluvione del 1966. La situazione è stata aggravata da un forte vento di scirocco, che soffiava a una velocità superiore ai 50 nodi, che ha portato a un picco di 187 centimetri intorno alle ore 23,15. Il 100 per cento della città è stato allagato; anche le isole minori e la barriera litoranea di Lido e Pellestrina. Successivamente, anche tutti i Comuni litoranei di Caorle, Jesolo, Cavallino Treporti a Chioggia sono stati spazzati dalla furiosa mareggiata che ha devastato le spiagge e le infrastrutture turistiche di tutto il litorale veneziano. Piazza San Marco e la Basilica di San Marco, tutto il centro storico e le isole della Laguna hanno subito danni ingenti, che hanno colpito non solo beni culturali, ma anche altri monumenti pubblici e privati di inestimabile valore: danni che oggi vengono stimati intorno al miliardo di euro, salvo più puntuali verifiche. Il Comune di Venezia ha messo in atto tutte le misure a salvaguardia della sicurezza della città e della popolazione, ma ciononostante gli interventi non hanno portato i risultati che erano attesi. C'è stato un intervento coordinato del Comune, della prefettura, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, di tutte le Forze dell'ordine e di tanti semplici cittadini, studenti e volontari, che si sono prodigati, fin da subito, per far fronte coraggiosamente all'emergenza, per garantire l'incolumità dei cittadini, mettere in sicurezza il territorio e salvaguardare, laddove era possibile, beni culturali di valore. Il 14 novembre, il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza e ha stanziato i primi 20 milioni di euro destinati agli interventi di soccorso. Dal 2003 è in fase di realizzazione il Mose, progetto di ingegneria civile che dovrebbe servire solo in casi come quelli dell'ultima alluvione. Venezia vive ed è in grado di sopravvivere, e bene, coi fenomeni della marea ordinaria. Venezia, tutta la Laguna e tutto il litorale vanno in grossa crisi quando accadono eventi eccezionali come quelli verificatisi la scorsa settimana. È evidente (e credo non serva nessuna particolare competenza specifica) che occorra richiamare l'obbligo di terminare il Mose, di terminarlo subito per renderlo operativo; completare il collaudo amministrativo, il collaudo tecnico e tutte quelle adempienze che oggi, complice un approccio molto burocratico, ne stanno impedendo l'attivazione. È un'opera di ingegneria straordinaria, che sicuramente avrebbe impedito i danni che si sono verificati in questo frangente. Serve, secondo noi, anche una rivisitazione della legge, un aggiornamento della legge speciale di Venezia per dotarla strutturalmente di fondi che servano in situazioni come quella appena accaduta. Vorremmo, in un certo qual senso, e vengo agli impegni della nostra mozione, aderire alla richiesta della calamità naturale avanzata dal Comune di Venezia e dai Comuni del litorale. Il Governo intervenga subito presso la gestione commissariale del Consorzio Venezia Nuova, soggetto attuatore della realizzazione del Mose, affinché, attraverso procedure di legge e risorse finanziarie, si giunga nel più breve tempo possibile al completamento e alla messa in funzione dell'opera.