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tale riconoscimento fa seguito al Protocollo di Intesa per l'area di Gela - sottoscritto, in data 6 novembre 2014, tra Ministero dello sviluppo economico (MISE), Regione Siciliana, Comune di Gela e ENI S.p. A., ENI Mediterranea Idrocarburi S.p. A., Raffineria di Gela S.p. A., Versalis S.p. A., Syndial S.p. A., rappresentanze delle organizzazioni sindacali e Confindustria Centro Sicilia - in cui, alla luce della crisi del settore della raffinazione, si evidenziava la necessità di una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, con conseguente piano di riconversione dell'intera area; il citato Protocollo individua percorsi di sviluppo dell'area di Gela relativi, tra gli altri, a: 1) nuove attività basate su tecnologie innovative nell'ambito Green ; 2) mantenimento dei livelli occupazionali nell'area industriale di Gela; 3) sviluppo di ulteriori imprese locali nel settore dell'energia, della Green Chemistry o in settori alternativi alla chimica; 4) semplificazione dei procedimenti amministrativi, degli iter autorizzativi relativi alle attività del Programma di sviluppo ENI articolato nei seguenti progetti: Green Refinery ed hub logistico; Upstream ; Progetto bio-prodotti da lattice naturale (progetto Guayuie) ; Centro di competenza ( Safety Competence Center ); Risanamento ambientale - bonifica sito ISAF/Syndial; Studio di fattibilità base logistica per distribuzione di GNL/CNG; con decreto ministeriale 1° ottobre 2015 è stato costituito il Gruppo di coordinamento e controllo (GdCC) per l'area di crisi industriale complessa di Gela con il compito di definire e attuare il PRRI; considerato che: il Gruppo di coordinamento e controllo, nella riunione del 12 aprile 2018, ha espresso prioritariamente l'esigenza di accelerare l'attuazione dell'intervento agevolativo ex lege n. 181 del 1989, con destinazione di specifiche risorse, anche regionali, ed ha fornito indirizzi strategici per l'elaborazione del PRRI. Nel Progetto di riconversione sono previsti, da parte dei soggetti sottoscrittori dell'accordo, i seguenti interventi: - potenziamento della dotazione infrastrutturale dell'area, in coerenza con il Piano per la Sicilia; - rafforzamento del tessuto produttivo esistente, tramite la riqualificazione delle produzioni, incentivando gli investimenti volti a migliorare l'efficienza dei processi e l'innovazione dei prodotti; - attrazione di nuovi investimenti finalizzati: alla diversificazione produttiva; alla realizzazione di progetti imprenditoriali compatibili con le linee progettuali del Protocollo di Intesa del 6 novembre 2014; al potenziamento della logistica; - finalizzazione dell'intervento nazionale e di quello regionale alla promozione dei programmi di investimento di dimensioni maggiori di 1,5 milioni di euro; - ricollocamento lavorativo del personale appartenente ad uno specifico bacino di riferimento; il PRRI è stato approvato con l'Accordo di programma del 23 ottobre 2018, siglato dal Ministero dello sviluppo economico, dall'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dall'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), dall'allora Ministero delle infrastrutture e trasporti, dalla Regione Siciliana, dal Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, dal Comune di Gela e dall'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p. A. (Invitalia); il PRRI prevede l'impegno di risorse pubbliche per complessivi 25 milioni di euro (di cui 15 a valere sul PON Imprese e Competitività 2014-2010 e 10 messi a disposizione dalla Regione Siciliana a valere sul Piano di azione e coesione - Programma operativo complementare 2014-2020) stanziati per l'attuazione della citata legge n. 181 del 1989; in particolare, il predetto PRRI afferma che: "l'area di crisi è esterna al circuito regionale dei distretti industriali, che normalmente si fanno portavoce dei fabbisogni di innovazione del territorio favorendo la collaborazione con il sistema della conoscenza. La collaborazione con i centri di ricerca pubblici e privati è anche finalizzata ad individuare i driver dello "sviluppo innovativo" in grado di coniugare l'offerta di innovazione con la capacità industriale del territorio"; rilevato che: il 26 febbraio 2019 è stato presentato l'avviso pubblico per nuove attività imprenditoriali finanziato dalla legge n. 181 del 1989, che prevedeva un fondo perduto e un tasso agevolato, ma i progetti erano ammissibili a partire da 1,5 milioni, per cuila misura è risultata un insuccesso per le regole troppo rigide individuate nel bando. A tal fine, è stata emanata una nuova circolare del 16 gennaio 2020 n.10088, seguita dalla circolare di rettifica del 26 maggio 2020 n.153147, che ha dato attuazione alle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 30 agosto 2019 prevedendo, innanzitutto, di estendere la partecipazione a PMI e reti di imprese, nonché nuove tipologie di sostegno per favorire la formazione dei lavoratori e accordi di sviluppo per programmi di investimento strategici di importo pari o superiore a 10 milioni di euro e con un significativo impatto occupazionale, abbassando la soglia minima di investimento a 1 milione di euro; con il medesimo provvedimento sono state rese ammissibili agevolazioni per programmi di investimento produttivo e programmi di investimento per la tutela ambientale, modificando nel contempo la quota del finanziamento agevolato che varia dal 30 al 50 per cento, a discrezione dell'impresa; sulla base di uno studio di Nomisma e Invitalia sono stati individuati i 5 settori per il rilancio organico del territorio: agroalimentare, turistico, sviluppo ed economia sociale, formazione, sviluppo ed economia del mare. Tale studio evidenzia che per rilanciare i settori si rende necessaria prima la realizzazione di interventi infrastrutturali, quali ad esempio, con riferimento al settore agroalimentare, le due dighe nel territorio di Gela (Comunelli e Disueri), già previsto nel Piano per il Sud. Altre opere infrastrutturali sono state ritenute funzionali e necessarie, nonché prioritarie per lo sviluppo dell'area, quali: il completamento Autostrada Siracusa- Gela e l'ampliamento e riqualificazione Porto di Gela, opere alle quali va assicurata definitivamente la copertura finanziaria nell'ambito della programmazione regionale; considerato inoltre che: come e ancor più che in altri Paesi europei, anche in Italia la crisi economica indotta dalla pandemia di COVID-19 ha avuto conseguenze rilevanti, oltre che sui redditi e sulle condizioni di vita delle persone nella fase acuta dell'emergenza, anche sui livelli di PIL e di occupazione da cui ora il Paese deve ripartire per sostenere l'economia; nel contesto della nuova strategia industriale, le nuove politiche industriali dovrebbero mettere in condizione le imprese di contribuire agli obiettivi europei per la neutralità climatica come indicato dalla tabella di marcia del Green Deal ; la politica industriale dovrebbe sostenere le aziende, specialmente le piccole e medie imprese, nella transizione verso un'economia digitale e a impatto zero e creare posti di lavoro di elevata qualità, senza ledere la competitività europea;