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Interviene il senatore PATUANELLI ( M5S ) sottolineando che non possono essere il massimo ribasso e il minor prezzo considerati criteri equivalenti; evidenzia quindi come il meccanismo di calcolo delle soglie di anomalia previsto è di tipo casuale e non essendo prevedibile non dovrebbe consentire accordi preventivi tra i partecipanti alle gare; fa presente infine che per le opere che presentano una forte componente tecnologica o per le quali è prevista la possibilità di realizzare migliorie è sempre consentito alle stazioni appaltanti prevedere il ricorso al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Viene quindi posto in votazione e respinto l'emendamento 1.186 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.187, 1.188, 1.189, 1.190, 1.191, 1.192, 1.193, 1.194, 1.195 e 1.196). Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.198 (congiuntamente all'identico emendamento 1.199) e 1.200 (congiuntamente all'identico emendamento 1.201). Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.202, diretto a prevedere l'offerta economicamente più vantaggiosa quale criterio prevalente per l'aggiudicazione degli appalti, nonché ad introdurre l'obbligo di una motivazione espressa qualora venga prescelto il criterio del minor prezzo. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.202, 1.203, 1.204 (congiuntamente all'identico emendamento 1.205) e 1.206. Il senatore FERRAZZI ( PD ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.209, diretto a prevedere nelle commesse criteri premiali per la partecipazione delle micro e piccole imprese situate in prossimità dei luoghi di esecuzione degli appalti e che si impegnino ad utilizzare manodopera locale. Viene quindi posto in votazione e respinto l'emendamento 1.207 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.208, 1.209 e 1.210). Il senatore MARTELLI ( Misto ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.215, diretto a correggere la previsione contenuta nel decreto-legge che consente a tutti i comuni di procedere alle gare direttamente e autonomamente e senza tenere in alcun conto della loro diversa dimensione demografica e, di conseguenza, della diversa disponibilità di competenze presso le strutture tecniche di supporto. Viene quindi posto in votazione e respinto l'emendamento 1.211 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.212, 1.213, 1.214, 1.215, 1.216 e 1.217). Il senatore MARGIOTTA ( PD ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.218, sottolineando l'importanza di un intervento per la qualificazione e la riduzione delle stazioni appaltanti esistenti. Fa notare come nella situazione attuale l'eccessivo numero di stazioni appaltanti riduce la qualità nell'aggiudicazione delle opere, nonché in tutte le fasi successive di realizzazione e valutazione delle stesse. Con successive e distinte votazione vengono quindi respinti gli emendamenti 1.218, 1.220 e 1.221. Dopo che il senatore MIRABELLI ( PD ) ha raccomandato l'approvazione dell'emendamento 1.222 - che, al fine di contrastare la diffusione generalizzata delle stazioni appaltanti, ne prevede una limitazione in relazione alla presenza in esse di personale adeguatamente formato - tale proposta emendativa viene posta in votazione e respinta. Vengono quindi separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 1.223 (congiuntamente all'identico emendamento 1.224), 1.225 (testo 2), 1.226 (congiuntamente agli identici emendamenti 1.227 e 1.228) e 1.230 (congiuntamente all'identico emendamento 1.231). Dopo che il senatore RUSPANDINI ( FdI ) ha raccomandato l'approvazione dell'emendamento 1.232, che esonera i comuni fino a 10.000 abitanti dall'obbligo di ricorrere alla stazione unica appaltante e alla nomina del responsabile unico del procedimento nello svolgimento delle gare di appalto, tale proposta emendativa viene posta in votazione e respinta. Il presidente COLTORTI aggiunge la propria firma all'emendamento 1.233, che viene posto in votazione e approvato. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.235, diretto a sopprimere la norma del decreto-legge concernente i consorzi stabili, al fine di migliorare la trasparenza e la concorrenza nelle gare di appalto. Il senatore MARTELLI ( Misto ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.234, ritenendo che il passaggio relativo ai consorzi stabili creerà molto probabilmente difficoltà anche a livello interpretativo. Vengono quindi separatamente posti in votazione e respinti gli emendamenti 1.234 (congiuntamente agli emendamenti 1.235 e 1.236), 1.237 (congiuntamente agli emendamenti 1.238 e 1.239), 1.242 e 1.243. Dopo la dichiarazione di voto favorevole del senatore MIRABELLI ( PD ) sulla proposta emendativa 1.244, che interviene sopprimendo una parte delle modifiche apportate alla procedura in materia di subappalto al fine di ripristinare la normativa previgente, lo stesso emendamento viene posto in votazione e respinto. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.245 (congiuntamente all'identico emendamento 1.246), 1.247 (congiuntamente all'identico emendamento 1.248), 1.249, 1.250 (congiuntamente all'identico emendamento 1.251), 1.252 e 1.253. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.254 che consente alla stazione appaltante, in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e altre procedure concorsuali del mandatario, di proseguire il rapporto di appalto con altro operatore economico, permettendo in tal modo di accelerare la prosecuzione dei lavori. Dopo che anche il senatore MARGIOTTA ( PD ) ha dichiarato il proprio voto favorevole sull'emendamento 1.254 - finalizzato a risolvere alcune situazioni problematiche che potrebbero bloccare i lavori delle stazioni appaltanti, fermo restando la permanenza in capo agli operatori dei requisiti di qualificazione richiesti dal bando di gara - tale proposta emendativa viene posta in votazione e respinta. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.255, 1.256, 1.257, 1.258 (congiuntamente all'identico emendamento 1.259) e 1.260 (congiuntamente all'identico emendamento 1.261). Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore MARGIOTTA ( PD ) sull'emendamento 1.262, tale proposta emendativa (congiuntamente all'identico emendamento 1.263) viene posta in votazione e respinta. Vengono quindi posti separatamente in votazione e respinti gli emendamenti 1.264, 1.265 (congiuntamente all'identico emendamento 1.266) e 1.267 (congiuntamente all'identico emendamento 1.268).