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abbiamo già partecipato a diverse audizioni, in particolare quella con il ministro per gli affari europei Amendola - dell'insoddisfazione dell'attuale Governo verso un bilancio che prevede un taglio sulle misure tradizionali, che sono anche quelle più utilizzate dall'Italia. Mi riferisco alla volontà della Commissione europea di tagliare i fondi di coesione e quelli destinati alle politiche agricole comuni. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 10,40) ( Segue FERRERO). Non c'è molto da felicitarsi se nel bilancio ci sarà un dimezzamento del saldo netto. Si sa, siamo contributori netti, quindi tra quanto diamo all'Europa e quanto prendiamo dall'Europa c'è un segno negativo: era pari a circa - 4 miliardi di euro e sarà di circa - 2 miliardi nel nuovo bilancio. Ma di questo dovremmo essere contenti? Per niente e per due ordini di motivi: il primo è che tale vantaggio ci viene concesso in virtù di un peggioramento dei nostri parametri economici: poiché l'Italia va peggio, le viene concesso qualcosa in più; il secondo molto più pratico - è che quando un'azienda è in negativo e accumula perdite, sia che perda poco, sia che perda tanto, comunque perde. Questa quindi è una magra consolazione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci si arrovella su discorsi astratti, che poi però hanno ricadute concrete e negative. L'imposizione fiscale italiana è già alta ed è un freno all'economia italiana; la burocrazia è un altro elemento che attanaglia l'economia italiana. L'Europa ci aiuta a diminuire l'imposizione o a ridurre la burocrazia? È un paradosso: non solo l'Europa complica sempre, ulteriormente, le procedure ad ogni livello, ma oggi inizia anche a parlare di potere impositivo europeo (tradotto: tasse anche dall'Europa?). Presidente, evitiamo almeno questo ulteriore pericolo e non svendiamo un'altra fetta di sovranità. Cerchiamo di mantenere almeno la potestà tributaria. E sì, perché il presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha annunciato per i prossimi dieci anni un bellissimo piano di investimenti nell'economia verde di 1.000 miliardi di euro. Ma dove li prenderà? Nel bilancio di lungo termine 2021-2027 non sono ancora previsti, se non per 7,5 miliardi a favore del fondo per la transizione giusta. Su questo capitolo, l'impegno finanziario italiano sarà di circa 900 milioni di euro, a fronte di un ritorno di appena 364 milioni. Chi sarà a beneficiare maggiormente di questo fondo? Polonia e Germania, a causa della presenza di numerose centrali a carbone e industrie chimiche; sono questi quindi i due Paesi che hanno più problemi nella transizione verde. Presidente, le rivolgo un appello: non facciamoci prendere per il naso anche su questo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Piuttosto cerchiamo di batterci per lo scorporo dal calcolo del deficit degli investimenti nazionali rivolti all'economia verde. E su questo Von der Leyen sembra non sentirci proprio; quindi, lei si batta per questo fine. (Brusio. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Su suggerimento dei colleghi, presidente Conte, le chiedo: lei è interessato a battersi per lo scorporo dal calcolo del deficit degli investimenti nazionali, quegli investimenti rivolti all'economia verde? (Richiami all'attenzione del Presidente del Consiglio dei ministri dal Gruppo L-SP-PSd'Az ). VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Ancora? PRESIDENTE.Ho capito. Il Presidente e i Ministri non hanno un obbligo di ascolto, hanno un obbligo di presenza. Se poi è distratto è un problema suo, non nostro. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. No. Deve ascoltare! FERRERO (L-SP-PSd'Az) . L'ho già detto in occasione della discussione del nostro bilancio ma lo ripeto: siete riusciti, in nome di un'economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e green , ad imporre in manovra di bilancio nuove e insensate tasse, in particolare quella sulla plastica, con una leggerezza disarmante mandando così in crisi interi settori, senza avere un effettivo e consistente riscontro in termini di entrate. Pertanto, il mio timore è che non abbiate una visione reale degli effetti concreti che ulteriori imposizioni europee possono provocare sull'economia italiana. Cambiando argomento, non ho sentito parlare di quel capitolo del bilancio europeo che è previsto in aumento. Mi riferisco ai costi per la pubblica amministrazione europea. I Paesi diminuiscono e i costi per il funzionamento dell'Europa aumentano? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci vuole coraggio, Presidente, bisogna andare in Europa a testa alta e portare all'attenzione del Consiglio europeo del 20 febbraio le istanze dell'Italia. Ricordi le parole del suo primo insediamento: lei si è proclamato avvocato degli italiani e del popolo. Non deve compiacere nessuno, deve soltanto fare l'interesse dell'Italia e degli italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi senatori, onorevole presidente Conte, la ringrazio per averci illustrato lo stato dell'arte in vista del Consiglio europeo straordinario. Il problema, Presidente, è che siamo molto preoccupati, soprattutto rispetto ad alcuni temi a cui ha fatto riferimento anche lei. Mi soffermo in particolare sul comparto agricolo e in primis sul problema del Nutri-score, cioè l'etichettatura a semaforo degli alimenti che penalizza, purtroppo, i prodotti italiani, mettendo all'indice numerosi prodotti sani. L'Italia è il primo Paese dell'UE per numero di prodotti agroalimentari riconosciuti a denominazione d'origine protetta, DOP, e a indicazione geografica protetta, IGP, molti dei quali diventerebbero a rischio con l'etichettatura a semaforo. Il sistema Nutri-score classifica, come sappiamo tutti, gli elementi con due scale, una cromatica, dal verde al rosso, e una alfabetica. Ma questa non è un'informazione alimentare reale. Occorrono adeguate iniziative di educazione e formazione dei consumatori. La catalogazione rossa dà l'idea di una situazione di pericolo per la salute. In realtà non è il prodotto in sé dannoso, ma lo è il suo abuso. Il mondo scientifico oramai da tempo riconosce la dieta mediterranea come la migliore possibile. Le parole di Veronesi erano: la cosiddetta dieta mediterranea, a base di verdura, pasta e frutta, tradizionale per secoli in Italia, si è dimostrata efficace nel prevenire le malattie cardiovascolari, obesità, diabete e tumori. Infatti è quella che limita i fattori di rischio comportamentali, responsabili del 37 per cento dei decessi. Nel nostro Paese la speranza di vita ha raggiunto gli ottantatré anni. Purtroppo, negli ultimi anni si è registrata una diminuzione nella consumazione di numerosi alimenti tipici della nostra dieta mediterranea.