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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, sottosegretario Guerra, annuncio fin da subito che il Gruppo Lega voterà a favore della risoluzione presentata dai Capigruppo di maggioranza, perché si riconosce pienamente nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che dimostra che l'operato del Governo, delle forze di maggioranza e della Lega all'interno della coalizione di Governo porta a risultati sicuramente migliorativi per l'economia del nostro Paese e crea delle opportunità anche per il futuro. È evidente un dato su tutti: ad aprile prevedevamo nel Documento di economia e finanza una crescita del PIL del 4,5 per cento, mentre oggi registriamo una previsione finale del 2021 al 6 per cento. Questa è la dimostrazione che le politiche economiche del Governo funzionano e che la lotta alla pandemia ha successo, è efficace, perché era il primo requisito per far ripartire l'economia, che per noi significa definitivamente stop alle chiusure delle attività economiche e commerciali di tutti coloro che si stanno rimboccando le maniche per ripartire a produrre, a lavorare, a creare ricchezza per il Paese. Credo che risultato principale di questo 6 per cento sia legato non strettamente alle politiche del Governo, ma al merito di tutti quei lavoratori, di tutti quei titolari di attività che hanno patito le chiusure nell'anno passato e che oggi hanno voglia - e lo stanno dimostrando con i fatti, con il loro impegno quotidiano - di risollevare le sorti del Paese. Per noi significa anche stop - ci auguriamo sia definitivo - ai decreti-legge sostegni e ristori, che erano evidentemente necessari, ma che hanno rappresentato una spesa considerevole per le casse dello Stato. Quindi, sì al lavoro, sì alla ripartenza, basta chiusura, basta spesa a debito. Un altro dato importante che fa rilanciare la nostra economia è senza dubbio quello dei tassi di interesse sul debito pubblico che, per quanto cresciuto nell'anno e mezzo passato di 180 miliardi, registra quantomeno un tasso di interesse basso, che ci permette quindi di contenere la spesa del debito complessivo, che rimane - ahimè - pur tuttavia, sulle spalle di tutti gli italiani. Vediamo anche positivamente - è indubbio che ci sia - una crescita di fiducia delle imprese e delle famiglie: aumentano gli investimenti, aumentano i consumi. Sono tutti dati positivi derivati proprio dalla situazione attuale, da quello che stanno facendo il Governo e la maggioranza che lo sostiene, in cui ci sentiamo protagonisti. C'è la grande opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ovviamente è partito con i progetti, ma che non è una certezza per il futuro. Sappiamo che l'Italia è sempre lenta nel portare avanti i progetti e nel realizzarli, a causa della burocrazia e di leggi troppo complesse nel nostro Paese. Quindi, la sfida non è vinta, è davanti a noi. Questi investimenti sono necessari, sono una grande opportunità, ma dobbiamo lavorare perché diventino opere pubbliche, lavoro effettivo per le nostre imprese e opportunità per il nostro Paese. Ci sono altri aspetti positivi che riscontriamo nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza: mi riferisco ad alcuni collegati. Mi stupisco che ancora oggi, nel 2021, ci sia chi gridi allo scandalo rispetto alla presenza di un collegato che si riferisce all'attuazione dell'autonomia differenziata, e non solo perché questo tema ha fatto parte di altri Documenti di economia e finanza di Governi passati, ma soprattutto perché c'è ancora un equivoco su quella che è l'autonomia differenziata. Abbiamo sentito i luoghi comuni di sempre; la lotta dell'egoismo dei ricchi contro i poveri: è una sciocchezza. L'autonomia differenziata può appartenere alle Regioni del Nord come alle Regioni del Sud. (Applausi) . È un'opportunità che si può cogliere o alla quale si può anche non aderire. A me risulta che ci siano Regioni del Nord e del Sud che vogliono intraprendere questo percorso. Un'altra caratteristica dell'autonomia differenziata è che non c'è una sottrazione di risorse da Regione a Regione. L'autonomia differenziata non è una lotta tra Nord e Sud, ma è una richiesta da parte dei territori - potenzialmente tutti - di gestire certi poteri e le risorse che lo Stato già oggi utilizza a livello centrale per erogare quei servizi, trasferendoli alle Regioni. Non c'è sottrazione di risorse nei confronti di un territorio nei confronti di altri, ma si tratta semplicemente della gestione diretta di quelle risorse che oggi gestisce lo Stato a livello centrale con il trasferimento alle Regioni, con le relative competenze. Questo significa libertà e soprattutto responsabilità nella gestione delle risorse. È una sfida in cui noi crediamo. Alcuni territori hanno avviato questo percorso ed è giusto rispettare il voto popolare che in alcuni di essi è stato espresso a stragrande maggioranza, perché è una pietra miliare di democrazia che va rispettata. Mi riferisco in particolare a chi ha voluto dare forza a questo progetto consultando gli elettori che trasversalmente, da destra a sinistra, vi hanno aderito. Questi sono i lati positivi, come anche la delega - ad esempio - per una legge quadro sulla disabilità, a testimoniare anche qui l'impegno della Lega all'interno del Governo e al nostro ministro Erika Stefani, nostra collega al Senato, che ha dato un nuovo slancio al Ministero. Ci sono poi alcuni punti che invece dal nostro punto di vista vanno chiariti e migliorati. Mi riferisco - ad esempio - al reddito di cittadinanza. Partiamo dal presupposto che non si voglia cancellarlo. Va bene, ma va evidentemente corretto perché, così come è strutturato, ha evidenziato dei problemi. (Applausi) . I problemi vanno risolti. Non bisogna essere ideologicamente ciechi di fronte ai problemi che ha creato, né di fronte al fatto che in alcuni territori - come credo un po' in tutta Italia - ci sia stata, soprattutto nel momento della necessità della ripresa, in estate, mancanza di manodopera soprattutto nel settore turistico. Il reddito di cittadinanza deve essere, quindi, uno strumento per creare occupazione, come era originariamente nelle intenzioni del Governo giallo-verde. Questo era il primo obiettivo e dovrà essere utilizzato in via residuale esclusivamente per coloro che effettivamente non avevano possibilità di accedere al mondo del lavoro. Deve ritornare ad essere questo o deve diventarlo perché, così come è, non assolve a tale funzione. Per quanto riguarda il tema dei bonus in edilizia, è evidente che essi non possono durare all'infinito, ma al tempo stesso devono avere delle proroghe adeguate perché completino lo scopo per il quale sono stati varati, come affermato dall'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) e dalle associazioni di categoria. I tempi sono stretti perché in Italia le procedure sono lunghe e farraginose. Tali bonus devono quindi rappresentare un'opportunità almeno per qualche anno per sviluppare tutte le potenzialità che possono far scaturire. C'è poi il tema delle cartelle esattoriali. Grazie alla Lega e alla sua presenza nel Governo, c'è stato un continuo rinvio. Sapete però che la nostra posizione è ben diversa: