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In Sardegna, dove sono andati a fuoco oltre 20.000 ettari di boschi, secondo stime della Coldiretti ci vorranno almeno quindici anni per ripristinare la flora e la fauna. I danni sono ingenti, come per tutto il Paese, con un costo calcolato di circa 1 miliardo di euro, tra opere di spegnimento, di bonifica e di ricostruzione a livello nazionale. Con questo decreto-legge oggi poniamo le basi per affrontare il problema degli incendi da qui ai prossimi anni. Sia chiaro, questo rappresenta un primo passo; toccherà fare di più nei prossimi mesi con il lavoro parlamentare, soprattutto a supporto delle Regioni, il cui lavoro in questi anni a tutela dei nostri boschi è stato a dir poco carente. Detto questo, ora bisogna guardare al futuro, auspicando che alcuni errori non vengano commessi nuovamente. Questo decreto-legge rafforza notevolmente il Dipartimento della protezione civile ed ha proprio come obiettivo quello di stilare con cadenza triennale il Piano nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri, necessarie per una più adeguata prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi; un documento che andrà a integrare la consueta pianificazione regionale. Il decreto-legge in esame dà ampia importanza al ruolo delle tecnologie e di tutti quegli strumenti atti al monitoraggio dei nostri territori. Mezzi, ma soprattutto formazione, perché è principalmente sulla formazione che dobbiamo puntare. Auspico vivamente che nei prossimi mesi, partendo dalla legge di bilancio, si possa ampliare lo spettro di interventi a favore della prevenzione dei nostri territori. L'Italia è un Paese fragile; non lo scopriamo oggi. È noto quanto costi meno la prevenzione rispetto alla riparazione dei danni di temporali e incendi. Si parta allora da ciò che è necessario per questa terra. Sono questi i temi che dobbiamo approfondire nel 2021, che attende alla finestra il 2022. Parliamo di carta geologica da completare. (Applausi) . Parliamo di riforestazione urbana. Parliamo di consumo di suolo e di rigenerazione urbana. Sono proprio questi i temi del nostro presente. Partiamo dal decreto-legge incendi avendo come visione un quadro più ampio. Per questo motivo annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al provvedimento al nostro esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Discussione del disegno di legge costituzionale: Doc 865 Modifica dell'articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità INIZIATIVA POPOLARE. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge costituzionale n. 865. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Garruti, se intende integrarla. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il disegno di legge costituzionale oggi in discussione è il frutto di un lungo lavoro svolto in Commissione affari costituzionali. Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi della Commissione per il risultato ottenuto con il più ampio consenso. Si tratta di un disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare, modificato in sede emendativa nel corso dell'esame in Commissione, volto a introdurre un nuovo comma all'articolo 119 della Costituzione, con il quale si esplicita il concetto che la Repubblica riconosce le peculiarità delle isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. Più nello specifico la Costituzione del 1948 contemplava, al terzo comma, dell'articolo 119, un puntuale riferimento alle isole che, considerata la realtà svantaggiata sotto il profilo geografico, economico e sociale, erano destinatarie di contributi speciali finalizzati alla loro valorizzazione. Si stabiliva infatti che «per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali». Con la riforma del Titolo V della parte II della Costituzione, avvenuta nel 2001, è stato eliminato ogni richiamo all'insularità dal dettato costituzionale, permanendo soltanto un riferimento ai territori con minore capacità fiscale per abitante a prescindere dalle condizioni geografiche. Con le modifiche introdotte all'articolo 119 è stato inserito inoltre il principio del federalismo fiscale con l'obiettivo di creare uno stretto legame tra decisioni di spesa e di prelievo, diretto ad avvicinare i cittadini alle istituzioni, nel senso di favorire un'allocazione delle risorse pubbliche in termini di beni e servizi più rispondenti alle preferenze di coloro che sono chiamati a sostenerne il costo. Alla luce dell'articolato ciclo di audizioni informali di costituzionalisti, rappresentanti di enti territoriali insulari ed esponenti di associazioni e comitati, sono state apportate delle modificazioni al testo originario con l'obiettivo di evitare, ad esempio, che il termine insularità in Costituzione sia considerato solo come una mera fonte di svantaggio e di conseguenti ristori di tipo economico e finanziario. Per tale ragione è stato inserito il riferimento al riconoscimento delle peculiarità delle isole, espressione che se intesa in un'accezione ampia, inclusiva della promozione delle specialità e non ad una mera presa d'atto, sottende una valorizzazione delle specificità di carattere culturale, storico e naturalistico di tali territori. Pertanto la Repubblica, che riconosce la particolare natura delle isole, si impegna a promuovere tutte le misure necessarie a valorizzare le peculiarità ed evitare che le stesse possano diventare fonte di svantaggi per i medesimi territori. Si rafforza ancora di più, con questa riforma, il concetto che non basta la realizzazione di fondi perequativi senza vincoli di destinazione per i territori con minore capacità fiscale per abitante, ma serve un atteggiamento non più volto esclusivamente al riequilibrio di sbilanciamenti esistenti, ma propositivo, nell'ottica dell'esaltazione delle peculiarità territoriali. Pertanto, Presidente, auspico che quest'Assemblea si esprima all'unisono sul contenuto della proposta al nostro esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, il disegno di legge costituzionale oggi in discussione è frutto di un lungo lavoro svolto in Commissione affari costituzionali in Senato, e colgo anzi l'occasione proprio per ringraziare il relatore Garruti per il risultato che si è riusciti a raggiungere.