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È un decreto-legge che fu fatto dal Governo di centrodestra, presidente Berlusconi, e ovviamente era con noi la Lega che penso possa rivendicare l'azione che venne fatta anche in quegli anni. Della citata normativa non era importante solamente il fatto che si toglieva la possibilità di utilizzare i patrimoni - una normativa che rimane ancora oggi, che è la più importante e non è stata né toccata, né modificata - ma altresì l'inversione dell'onere della prova. Questa era la questione più rilevante. Se il condannato e l'imputato non dimostravano la provenienza, o comunque anche se c'era interposta persona, veniva posta in essere la confisca allargata; soprattutto non veniva messo in discussione il nesso cosiddetto eziologico. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 18,16) ( Segue MODENA). È stato fatto giustamente riferimento all'articolo 41- bis , ossia al carcere duro. Bisogna onestamente anche ricordare che tale misura venne introdotta in primo luogo in modo emergenziale e successivamente, anche attraverso le firme dei nostri parlamentari quando i Governi erano di centrosinistra - ricordo per esempio quando c'era D'Alema al Governo - fu prorogata di anno in anno e divenne permanente come disposizione quando il Ministro della giustizia era Castelli della Lega nel 2002, sempre con il Governo Berlusconi. Queste operazioni hanno portato alle casse dello Stato la bellezza di 30 miliardi di beni confiscati, cifra paragonabile a una manovra di bilancio. L'Agenzia nazionale, sempre istituita attraverso questa legislazione, ha 16.874 beni in gestione, 15.655 immobili distinti, 2.976 aziende, 952 già destinate. Questo è il risultato della lotta fatta attraverso i provvedimenti delle legislature con le maggioranze del centrodestra. Vorrei ricordare che non c'è il nulla tra Falcone e il MoVimento 5 Stelle, ma c'è in mezzo una storia di un Paese e di Governi che hanno comunque fatto una lotta contro la criminalità organizzata. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il procuratore antimafia Grasso dichiarò pubblicamente che avrebbe dato un premio a Berlusconi e al suo Governo per le leggi introdotte nella lotta alla mafia. Questo è riportato in tutte le dichiarazioni che sono state fatte. Andiamo avanti. Il Governo Berlusconi di centrodestra ha approvato le disposizioni urgenti per le vittime della mafia; ha ratificato - lo ha accennato il collega Aimi - delle Convenzioni delle Nazioni Unite contro il crimine transazionale (questi fenomeni ormai si devono battere in questa maniera); ha siglato degli accordi a livello europeo sia per l'Ufficio europeo della polizia sia per la struttura cosiddetta Eurojust. Berlusconi, anzi il Governo e quindi il Parlamento, votando le leggi nel 2008, hanno esteso la normativa non solo alla mafia, ma anche alla 'ndrangheta. È stata data la priorità dei processi nei ruoli di udienza, in modo che fossero fatti subito; è stato introdotto il divieto di patteggiamento in appello; è stata implementata la normativa relativa alla DIA e alla procura nazionale antimafia con riferimento alla verifica degli appalti e ai poteri dei prefetti. Nel 2010 sono state approvate le norme per evitare le infiltrazioni mafiose della 'ndrangheta nei casi di ricostruzione dopo il sisma. Del 2010 e del 2011 sono il piano straordinario contro la mafia e il codice antimafia. È stato introdotto anche il divieto dello svolgimento della propaganda elettorale per i soggetti indagati per fenomeni mafiosi. Nel 2010 è stato istituito il fondo per la solidarietà alle vittime e poi è seguito quello antiracket. A tutto questo si aggiunge una serie di iniziative dei nostri parlamentari: è stato tolto il gratuito patrocinio per i reati in questione; è stato aumentato - lo ricordavo - il potere della procura antimafia; sono stati arrestati circa 3.000 latitanti; sono state promosse le Commissioni di inchiesta fin dall'origine, dagli onorevoli prima Della Valle e poi La Loggia. Penso, quindi, che in quest'Aula si dovrebbe avere almeno l'onestà intellettuale di non pensare che prima del 14 marzo dello scorso anno non ci fosse nulla in tema di lotta alla mafia. C'è stato il lavoro di tante persone come noi che merita rispetto. E soprattutto, non si può dire che con l'arrivo dei parlamentari dei 5 Stelle finalmente è arrivata la lotta alla mafia. No: per fortuna oggi ragioniamo su una normativa che ha costruito la storia, dalle stragi in poi, della lotta alla criminalità organizzata. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, stiamo affrontando un tema importante che incide sul livello di fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni, e cioè quello del rapporto tra le mafie e la politica, rapporto per lunghi anni negato e che ancora oggi troppo spesso si cerca di minimizzare. Sono stato tirato in ballo dall'intervento precedente della senatrice Modena per quella che si può tranquillamente considerare una fake news , nel senso che io non ho mai dato alcun premio a Berlusconi e al suo Governo. Chi può o vuole riascoltare la registrazione della citata intervista alla trasmissione «La zanzara», rilasciata nel periodo in cui ero procuratore nazionale antimafia, può riscontrare soltanto che davo atto che finalmente era stata accolta una richiesta che era addirittura di Giovanni Falcone e risaliva al periodo nel quale fu varata la legge sulla creazione della Direzione distrettuale antimafia e della Direzione nazionale antimafia, a cui ho partecipato e collaborato perché allora lavoravo al Ministero della giustizia. Nella trasmissione ho dato atto del fatto che finalmente era stato inserito tra le competenze della Direzione distrettuale antimafia anche il tema delle misure di prevenzione personale e patrimoniale. Il giornalista allora disse che avremmo dovuto dare un premio a Berlusconi e io risposi che si trattava di un risultato ottenuto su mia richiesta per cercare di regolarizzare la normativa. Quindi, mi scusi senatrice Modena, ma la favola del premio al presidente Berlusconi è una notizia giornalistica che va precisata. La ringrazio per avermi dato finalmente l'occasione per farlo pubblicamente. Vi invito ad andare a sentire quella registrazione che si trova su YouTube. L'articolo 416- ter del codice penale disciplina il reato di scambio elettorale politico mafioso: è un reato questo che - com'è stato già detto - è stato introdotto dal decreto-legge Scotti-Martelli dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio. È stato oggetto di successive modifiche frutto di un ampio dibattito e nasce per punire le forme di contiguità tra candidati e criminalità organizzata; per attuare, in sostanza, in pieno l'articolo 51 della Costituzione secondo il quale l'accesso alle cariche pubbliche deve avvenire in condizioni di effettiva eguaglianza, aspetto fondamentale per una reale democrazia rappresentativa. La modifica attuata nella precedente legislatura, che aveva introdotto le altre utilità oltre alla dazione del denaro (pretendendo, però, una promessa di procacciamento di voti con modalità mafiose), ha reso necessaria un'ulteriore valutazione del Parlamento sulla formulazione di questa norma.