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Negli articoli 29 e 30 è fatto rinvio a due regolamenti, da adottare con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che, a norma del successivo articolo 38, dovranno essere emanati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, in quanto necessari sia a stabilire le attribuzioni e le modalità di funzionamento degli uffici di diretta collaborazione del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria e degli uffici di cancelleria dei tribunali e corti di appello tributarie, sia a determinare l'organico occorrente, sulla base e nei limiti del quale dovrà essere assegnato il personale amministrativo che ne faccia istanza proveniente dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, dalle commissioni tributarie e dalla Direzione della giustizia tributaria del Ministero dell'economia e delle finanze. In ragione delle elevate e complesse competenze assegnate, agli uffici delle cancellerie degli ambiti regionali dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie più rilevanti e a quelli del Consiglio di presidenza sono preposti dirigenti di livello non generale, in numero pressoché equivalente a quelli complessivamente già in servizio nelle tre strutture. Tutto il personale che transiterà nelle nuove cancellerie e negli uffici del Consiglio di presidenza entrerà a far parte del ruolo del personale della Presidenza del Consiglio dei ministri. In proposito si evidenzia un netto ridimensionamento delle unità in servizio a regime, in quanto, a fronte degli attuali 2.500 addetti alle tre strutture, l'organico che transiterà alla Presidenza del Consiglio dei ministri sarà di circa 800 unità, compresi i dirigenti. L'articolo 31, nel rinviare ad un apposito regolamento la definizione delle attribuzioni e del funzionamento dei servizi informatici, ne pone la gestione sotto uno degli uffici del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, consentendo la stipulazione di convenzioni con società esterne, al fine di mantenere l'attuale rapporto contrattuale con la Sogei, partner tecnologico del Ministero dell'economia e delle finanze e gestore unico degli applicativi e dei servizi informatici in uso negli uffici della giustizia tributaria, oltre a quelli del processo tributario telematico. Questo passaggio, unitamente alle disposizioni contenute nell'articolo 37, è molto importante per garantire la continuità nei servizi anzidetti e, soprattutto, per assicurare che il processo tributario telematico, il quale dal 1° luglio 2019 è diventato di utilizzo obbligatorio per l'instaurazione del contenzioso del settore, non subisca rallentamenti o, addirittura, blocchi operativi. Nel capo IV, composto dal solo articolo 32, è richiamata la disciplina relativa alla sezione tributaria della Corte di cassazione. Unica novità introdotta dall'articolo 32 è l'adeguamento della definizione delle competenze della sezione tributaria della Corte di cassazione a quella dell'oggetto della giurisdizione tributaria, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 546 del 1992. Nella nuova definizione la competenza della suprema Corte si riferisce a tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e il contributo per il Servizio sanitario nazionale, le sovrimposte e le addizionali, le relative sanzioni nonché gli interessi e ogni altro accessorio. Il capo V riguarda le disposizioni finali e transitorie (articoli da 33 a 39). Nell'articolo 33 si provvede alle necessarie modifiche e abrogazioni della normativa su cui incide la presente proposta. In particolare viene abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, sostituito dalle norme contenute nel disegno di legge, e viene altresì sostanzialmente modificato il decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, per adeguarlo alla nuova disciplina della giurisdizione tributaria, con l'eccezione di mantenerne l'efficacia, nel testo vigente, per l'esaurimento dei ricorsi pendenti, fino al completamento delle attività processuali assegnate a questo fine ai giudici tributari non cessati dalla funzione e incaricati della definizione di tale contenzioso. Particolare rilievo, tra le modifiche al decreto n. 546 del 1992, assume la nuova disciplina dell'articolo 17- bis , in materia di procedimenti di reclamo e mediazione, che assegna al magistrato tributario onorario la funzione di organo di gestione della mediazione, limitatamente ai casi in cui l'ufficio impositore destinatario della richiesta non intenda accogliere il reclamo ricevuto. In tale caso la parte che intende formulare una proposta di mediazione ne depositerà l'istanza presso il tribunale tributario competente, unitamente alla documentazione idonea alla valutazione, chiedendo la fissazione di un'udienza di mediazione, senza che ciò rappresenti costituzione in giudizio; il magistrato tributario onorario a cui viene assegnato il fascicolo fisserà un'udienza per procedere al tentativo di mediazione, anche in termini diversi da quelli proposti. In caso di accettazione delle parti, la mediazione si perfeziona con la sottoscrizione del processo verbale di udienza da parte del magistrato tributario onorario, unitamente alle parti e al cancelliere verbalizzante. In caso di rigetto della proposta di mediazione o di esito negativo del tentativo di mediazione, il ricorrente, nei trenta giorni successivi al rigetto o all'udienza, potrà procedere alla costituzione in giudizio e la trattazione della controversia dovrà essere fissata non oltre i successivi novanta giorni. La limitazione dell'intervento del magistrato ai soli casi di mancato accordo ha inteso potenziare l'efficacia deflativa dell'istituto, rappresentando un incentivo per gli uffici impositori e per i ricorrenti stessi a valutare con maggiore attenzione le reciproche ragioni, trovando un possibile accordo di comune soddisfazione prima di instaurare un iter processuale. L'articolo riduce a sessanta giorni i tempi per la definizione del procedimento di mediazione in caso di rigetto, mentre, nel caso di mancato accordo nell'udienza di mediazione, la trattazione della causa dovrà essere fissata nei novanta giorni successivi alla costituzione in giudizio, alla stregua delle salvaguardie poste ai casi di sospensione degli atti impugnati. Le ulteriori norme modificate sono: – il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2013, n. 67, e il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 luglio 2014, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2014, per adeguare l'individuazione e le attribuzioni degli uffici di livello dirigenziale non generale dei dipartimenti del Ministero dell'economia e delle finanze al trasferimento delle competenze e delle risorse della Direzione della giustizia tributaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri;