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Il Commissario straordinario subentra nelle convenzioni, nei protocolli, nei rapporti attivi e passivi, nei contratti di lavori, di fornitura, di servizi e di collaborazione stipulati dal commissario delegato sopra menzionato. 9. Restano fermi gli obblighi di rendicontazione, ai sensi della legislazione vigente, relativi alle precedenti gestioni commissariali. Articolo 2. 1. Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, esercita le funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sull’attività del Commissario straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie e approva eventuali modifiche al piano di interventi necessarie per conseguire la realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie e l’aumento della capienza di quelle esistenti, su proposta congiunta del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del Commissario straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie. Questi riferisce trimestralmente al Ministro della giustizia ed al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sull’attività svolta. 2. Gli atti del Commissario straordinario sono soggetti al controllo di regolarità amministrativa e contabile nei termini e con le modalità previsti dalla legislazione vigente. 3. Il Commissario straordinario trasmette altresì annualmente all’ufficio di controllo, ai fini del successivo inoltro al Ministro della giustizia ed alla competente sezione di controllo della Corte dei conti, una relazione sullo stato di attuazione dell’intervento, a norma dell’articolo 15 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123. Articolo 3. 1. Al Commissario straordinario nominato ai sensi dell’articolo 1 non spetta alcun tipo di compenso. Dato a Roma, addì 3 dicembre 2012. NAPOLITANO Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri, Severino Di Benedetto, Ministro della giustizia. Registrato alla Corte dei conti il 21 dicembre 2012 Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 10, foglio n. 144».. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE Approvato dal Senato della Repubblica Approvato dalla Camera dei deputati Art. 1. Art. 1. 1. Il decreto-legge 1º luglio 2013, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 1. Identico. (Si vedano le modifiche di cui all’Allegato) 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 2. Identico. Articolo 1. (Modifiche al codice di procedura penale) 1. Al codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 284, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: «1- bis. Il giudice stabilisce il luogo degli arresti domiciliari in modo da assicurare le esigenze di tutela della persona offesa dal reato.»; b) all’articolo 656 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti: «4- bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 9, lettera b) , quando la residua pena da espiare, computando le detrazioni previste dall’articolo 54 della legge 26 luglio 1975, n. 354, non supera i limiti indicati dal comma 5, il pubblico ministero, prima di emettere l’ordine di esecuzione, previa verifica dell’esistenza di periodi di custodia cautelare o di pena dichiarata fungibile relativi al titolo esecutivo da eseguire, trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza affinché provveda all’eventuale applicazione della liberazione anticipata. Il magistrato di sorveglianza provvede senza ritardo con ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 69- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354. La presente disposizione non si applica nei confronti dei condannati per i delitti di cui all’articolo 4- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354. 4- ter . Quando il condannato si trova in stato di custodia cautelare in carcere il pubblico ministero emette l’ordine di esecuzione e, se ricorrono i presupposti di cui al comma 4- bis , trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza per la decisione sulla liberazione anticipata. 4- quater. Nei casi previsti dal comma 4- bis , il pubblico ministero emette i provvedimenti previsti dai commi 1, 5 e 10 dopo la decisione del magistrato di sorveglianza.»; 2) al comma 5, nel primo periodo, dopo le parole: «tre anni» sono inserite le seguenti: «, quattro anni nei casi previsti dall’articolo 47- ter , comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354,»; 3) al comma 9, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nella lettera a) , il periodo: «423- bis , 624, quando ricorrono due o più circostanze tra quelle indicate dall’articolo 625, 624- bis del codice penale, e per i delitti in cui ricorre l’aggravante di cui all’articolo 61, primo comma, numero 11- bis) , del medesimo codice, fatta eccezione per coloro che si trovano agli arresti domiciliari disposti ai sensi dell’articolo 89 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni» è sostituito dal seguente: «572, secondo comma, e 612- bis , terzo comma, del codice penale»; b) la lettera c) è soppressa; 4) al comma 10, primo periodo, dopo le parole: «da eseguire,» sono inserite le seguenti: «e se la residua pena da espiare determinata ai sensi del comma 4- bis non supera i limiti indicati dal comma 5,». Articolo 2. (Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354) 1. Alla legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 21, dopo il comma 4- bis , è aggiunto il seguente: «4- ter. I detenuti e gli internati possono essere assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito nell’esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività da svolgersi presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato. Si applicano, in quanto compatibili, le modalità previste nell’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274.»; b) all’articolo 47- ter , sono apportate le seguenti modificazioni: 1) il comma 1.1 è soppresso; 2) al comma 1- bis , nel secondo periodo, le parole: «e a quelli cui sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, del codice penale» sono soppresse; 3) il comma 1- quater è sostituito dal seguente: «1- quater. L’istanza di applicazione della detenzione domiciliare è rivolta, dopo che ha avuto inizio l’esecuzione della pena, al tribunale di sorveglianza competente in relazione al luogo di esecuzione.