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A tal fine, il 30 ottobre 2019, è stata istituita un'apposita Commissione dall'Assemblea del Senato a seguito dell'approvazione di una mozione a prima firma della senatrice Segre (1-00136); la citata mozione ricorda come negli ultimi anni si stia assistendo "ad una crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo, che pervadono la scena pubblica accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare sul web . Parole, atti, gesti e comportamenti offensivi e di disprezzo di persone o di gruppi assumono la forma di un incitamento all'odio, in particolare verso le minoranze; essi, anche se non sempre sono perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile"; nella relazione annuale del 2018 a cura dell'Osservatorio antisemitismo del CDEC si sottolinea come il numero effettivo degli episodi di antisemitismo sia superiore rispetto a quello registrato, poiché la denuncia o la visibilità degli episodi varia da categoria a categoria ed è più facile avere notizia degli atti più gravi mentre le offese verbali o scritte vengono più raramente denunciate. Inoltre, si legge nella relazione, "le specificità della comunicazione su Internet (anonimato, reciprocità, partecipazione, condivisione, velocità, accesso libero, multimodalità) e la crescente rilevanza dei social media come fonte d'informazione, hanno prodotto una crescente diffusione dell'antisemitismo. La digitalizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione permette all'antisemitismo 2.0 di riprodursi in modo rapido e multimediale. La reiterazione di stereotipi giudeofobici e di teorie cospirative si evidenzia quotidianamente in migliaia di esempi su Internet"; è importante capire come il web abbia permesso "la formazione di una cultura dove l'antisemitismo assume accettabilità sociale, particolarmente tra i giovani. " In tale ambiente, la promozione delle teorie cospirative, la demonizzazione degli ebrei/sionisti e dello stato ebraico, e l'uso degli ebrei/sionisti come capro espiatorio diventano norma e possono quindi condurre ad una violenza reale contro gli ebrei. Il tentativo concertato di legittimare l'antisemitismo (punto chiave dell'antisemitismo 2.0) colpisce le difese che la società ha eretto contro il razzismo; considerato, altresì, che: il documento dell'IHRA fa riferimento in modo preciso, nelle esemplificazioni di comportamenti che costituiscono atti di antisemitismo, a una serie di situazioni tra cui il negazionismo e la banalizzazione della Shoah; il fenomeno dell'odio antisemita e la didattica della Shoah vanno affrontati con un approccio che tenga conto della complessità del fenomeno, che non sia focalizzato su una singola iniziativa, per quanto importante; fondamentale e non più procrastinabile è la verifica del quadro normativo in materia di negazionismo, di apologia del fascismo, di requisiti e prove per la benemerenza da parte dei perseguitati del regime nazifascista e dei reati commessi con l'aggravante dell'odio razziale, impegna il Governo: 1) a sostenere, anche mediante assegnazione di risorse, le istituzioni e i luoghi dedicati alla memoria, nel loro compito di conservazione e trasmissione del ricordo, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni di antisemitismo; 2) a sostenere e promuovere la digitalizzazione degli archivi contenenti i documenti originali relativi alle leggi razziali, alla discriminazione e alla deportazione e la mappatura di tutti i campi di prigionia e sterminio in Italia; 3) a elaborare e aggiornare, di concerto con la coordinatrice per la lotta contro l'antisemitismo e con le società scientifiche degli storici, linee guida per le scuole di ogni ordine e grado e le università sui contenuti e i percorsi educativi specificatamente dedicati all'antisemitismo e alla memoria della Shoah, al fine di integrare i corsi di studio universitari e l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado; 4) ad adottare le iniziative necessarie affinché le università inseriscano la lotta all'antisemitismo negli obiettivi della cosiddetta terza missione, da realizzare in modo interdisciplinare; 5) a promuovere, di concerto con la coordinatrice per la lotta contro l'antisemitismo, le iniziative legate alla lotta all'antisemitismo, anche attraverso il coinvolgimento di tutte le istituzioni territoriali, a livello regionale, provinciale e comunale, in modo che sulle stesse iniziative possano instaurarsi forme di coordinamento utili alla moltiplicazione della diffusione dei loro contenuti; 6) a continuare a promuovere e sostenere, anche mediante assegnazione di risorse, i viaggi della memoria. Atto n. 1-00213 FARAONE SBROLLINI GINETTI BONIFAZI COMINCINI CONZATTI CUCCA GARAVINI GRIMANI MAGORNO MARINO NENCINI PARENTE RENZI SUDANO VONO - Il Senato, premesso che: le cifre presentate dall'Associazione italiana registro tumori (AIRTUM) dimostrano quanto il tumore al seno sia una malattia socialmente rilevante. È, infatti, la neoplasia più frequente in assoluto nella popolazione femminile, che colpisce una donna ogni 8 nell'arco della vita; si stima che in Italia nel 2018 abbia colpito 52.000 donne con un tasso di crescita costante dal 2003 e che tale malattia si confermi la prima causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile con 12.000 vittime all'anno, secondo dati Istat, e che secondo gli ultimi rilevamenti il 2019 ha registrato in Italia circa 53.500 nuovi casi di carcinomi della mammella (53.000 donne e 500 uomini), in lieve aumento rispetto all'anno precedente; in particolare il cancro al seno è la causa del 29 per cento dei decessi nelle donne prima dei 50 anni, del 21 per cento di quelle tra i 50 e i 69 e del 16 per cento di chi ha oltre 70 anni; è accertato che, grazie alla diagnosi precoce basata sulla mammografia ripetuta ogni due anni, le donne di età compresa dai 50 ai 69 anni possano prevenire e quindi affrontare più efficacemente l'insorgere della malattia. La diagnosi precoce, difatti, costituisce ad oggi il miglior sistema di lotta nei confronti della malattia; in Italia, oltre allo screening gratuito per le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, ogni donna di qualsiasi età, su prescrizione del medico, in relazione anche a rischi per familiarità di tumori al seno, può accedere all'esame mammografico; è in corso l'ampliamento della fascia di età dello screening gratuito, dall'anno 2017, in riferimento alle donne fino a 74 anni e che alcune Regioni, su indicazione del Ministero della salute, stanno provvedendo ad estendere la diagnosi precoce alle donne tra i 45 e i 49 anni, anche in relazione all'aumento dell'incidenza del tumore dello 0,6 per cento registrata negli ultimi anni;