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Altre questioni rilevanti evidenziate nell'ambito del paragrafo dedicato alla Politica estera e di sicurezza comune, sono la conferma dell'impegno italiano per la stabilizzazione, la crescita economica e l'integrazione europea dei Balcani occidentali, e la critica dell'attivismo turco in relazione alle trivellazioni nel Mediterraneo orientale e all'azione militare nel nord-est della Siria, che ha condotto fra l'altro l'Unione europea, col sostegno italiano, a decidere la sospensione dell'esportazione di armi verso la Turchia e la riduzione dei fondi di preadesione a favore di Ankara. Con riferimento alla crisi ucraina, la Relazione rimarca come il Governo italiano abbia continuato - come in passato - a promuovere un approccio bilanciato da parte dell'Unione europea, sostenendo, gli sforzi negoziali del gruppo di "Normandia" e l'attuazione degli Accordi di Minsk, ma puntando anche a promuovere ogni occasione di dialogo diretto fra Kiev e Mosca, e incoraggiando altresì i canali di comunicazione fra la stessa Unione e la Russia. Per quanto concerne le relazioni con l'Africa, il Documento sottolinea come nel corso del 2019 il Governo italiano abbia confermato la necessità di garantire un'attenzione prioritaria al Corno d'Africa e al Sahel, aree di origine e transito dei flussi migratori, la cui stabilità risulta fondamentale per la stessa sicurezza europea. Nel paragrafo relativo alla Politica di sicurezza e difesa comune, viene ricordato come il 2019 sia stato dedicato al consolidamento dell'impianto istituzionale nel settore, con l'azione dell'Esecutivo italiano volta al rafforzamento della difesa europea, in complementarità con la NATO, con l'obiettivo di sviluppare capacità all'altezza delle esigenze di protezione del territorio e dei cittadini europei, in un contesto esterno di perdurante instabilità. L'Italia ha, inoltre, continuato ad assicurare il proprio contributo alle operazioni e missioni PSDC, attribuendo elevata priorità in particolare alle crisi nei Paesi dell'area euro-mediterranea. Anche per quanto riguarda le missioni civili della PSDC, nel corso del 2019 il Governo ha puntato ad aumentarne efficacia, flessibilità e rapidità di impiego, con particolare riguardo alle aree prioritarie per gli interessi nazionali (Libia, Sahel e Corno d'Africa). In tema di allargamento, la Relazione sottolinea come l'Esecutivo italiano nel corso del 2019 abbia inteso riaffermare la prospettiva europea dei Paesi dei Balcani occidentali - in particolare per Albania e Macedonia del Nord -, promuovendo l'avanzamento del processo di allargamento, sulla base dei criteri di Copenaghen e del rispetto, da parte dei Paesi candidati e potenziali, delle condizioni previste. Relativamente alla Politica di vicinato, la Relazione evidenzia come nel corso dell'anno il Governo italiano abbia contributo al dialogo in corso tra l'Unione ed i Paesi partner , volto alla definizione congiunta delle priorità strategiche di cooperazione. In particolare l'Italia ha continuato ad incoraggiare l'azione dell'Unione europea nell'area del Vicinato meridionale, in ragione del fatto che proprio da quest'area provengono i principali rischi sistemici per l'Europa, sotto il profilo politico, economico, di sicurezza e migratorio. Il mantenimento dell'attuale proporzione dell'allocazione delle risorse finanziarie a favore della dimensione meridionale costituisce una priorità nazionale, che il Governo ha difeso nel negoziato sul futuro Quadro finanziario pluriennale (2021-2027). Nel paragrafo dedicato alla collaborazione con Paesi terzi, agli accordi internazionali e alla politica commerciale comune, viene ricordato come l'Italia abbia svolto un ruolo attivo nell'ambito dei negoziati per la conclusione di accordi di associazione tra l'Unione europea e gli Stati europei di piccole dimensioni; nei confronti della Repubblica di San Marino, nello specifico, l'Italia ha instaurato un dialogo diretto per la ricerca di soluzioni alle questioni relative alla libera circolazione dei servizi finanziari e delle merci. Nel corso del 2019, l'Esecutivo italiano ha, inoltre, continuato ad adoperarsi per facilitare le relazioni tra Bruxelles e Mosca, con un approccio strategico che consenta di andare oltre lo strumento sanzionatorio, riaffermando il proprio sostegno alla politica europea del "doppio binario". L'Italia ha, inoltre, offerto un proprio contributo fattivo alla definizione della nuova Strategia per l'Asia centrale, alle iniziative europee volte a rafforzare il dialogo politico e la cooperazione con i Paesi africani, nonché alla negoziazione della nuova intesa con i Paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) in vista della scadenza dell'Accordo di Cotonou. Pur in un contesto segnato dalle particolari difficoltà del commercio internazionale, l'Italia, nel corso del 2019, ha continuato a sostenere l'azione dell'Unione europea in materia commerciale e nell'ambito del processo di riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio. L'Esecutivo italiano ha, inoltre, assicurato la sua partecipazione, in ambito UE, ai negoziati relativi agli accordi di libero scambio con Paesi terzi - dall'Accordo di partenariato col Giappone agli Accordi di libero scambio con alcuni Paesi dell'ASEAN, del MERCOSUR, con l'Australia e la Nuova Zelanda, fino agli Accordi di libero scambio ampi ed approfonditi con Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania - svolgendo anche una costante attività di monitoraggio delle fasi attuative delle intese già siglate, soprattutto a tutela dei settori produttivi e delle merci italiani. Nell'ambito delle politiche e iniziative di cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea, nel 2019 l'Italia, nell'ambito del negoziato per il regolamento istitutivo dello Strumento per il Vicinato, lo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), che costituirà la principale fonte di finanziamento dell'azione esterna dell'Unione europea nel 2021-2027, ha ottenuto la possibilità che sia riservata una quota adeguata di fondi per finanziare la cooperazione con il Vicinato e l'Africa Sub-Sahariana, anche in ambito migratorio. La Relazione evidenzia, infine, come nel corso del 2019 sia proseguita l'azione finalizzata a consolidare e accrescere la presenza italiana nelle posizioni apicali del Servizio europeo di azione esterna. Il relatore conclude la sua esposizione preannunciando, tenuto conto che la Relazione offre una panoramica ampia sulle attività condotte dall'Esecutivo italiano nel corso del 2019, la presentazione di un relativo parere favorevole. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esaustiva relazione e apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 14,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1829 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza; esaminate in particolare le norme relative al ruolo attribuito a SACE S.p. A. nella gestione dell'emergenza economica seguita alla diffusione del COVID-19; valutate con favore le misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese di cui all'articolo 1 del decreto-legge con la possibilità attribuita a SACE S.p.