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Juncker, alla vigilia della formazione dell'attuale Governo, aveva invitato gli italiani a "smettere di guardare all'UE per salvare le regioni più povere del Paese", rincarando l'attacco contro l'Italia del commissario Oettinger e dell'eurodeputato della Csu tedesca, Markus Ferber; forse adusi a trattare con governi più obbedienti e malleabili, i commissari europei hanno intentato una gara al rialzo, evocando la punizione divina dello spread , dei mercati, delle agenzie di rating , dei fondi esteri, dei banchieri, di Troika e della finanza tossica, che hanno preso il sopravvento sull'economia reale, per rendere più ragionevole un Paese con 61 milioni di abitanti, accusato dalla cleptocrazia europea per aver espresso un voto democratico, quello che ha condotto verso il Governo del Cambiamento M5S-Lega; in data 3 ottobre 2018, si registrano gli insulti del commissario francese Pierre Moscovici: "in Italia governo euroscettico e xenofobo", che assieme a Valdis Dombrovskis (commissario e vicepresidente Ue espresso da un Paese, la Lettonia, che conta poco più di 2 milioni di abitanti), è uno dei due firmatari della lettera, con la quale il 5 ottobre scorso l'Italia è stata richiamata al rispetto dei vincoli europei in tema di stabilità finanziaria e rigore nei conti; considerato che: il fuoco di fila delle dichiarazioni a mercati aperti di tecnocrati, politici della Commissione europea e capi di Stato e di Governo contro l'Italia, rilanciati dai mezzi di informazione per generare angoscia da spread e paventare un pericolo imminente sui risparmi degli italiani, su tassi e mutui, cercando così di manipolare l'opinione pubblica ed avversare il Governo M5S-Lega, è stato completato dal Presidente francese (alle prese negli ultimi giorni con una rivolta popolare sul caro-carburanti) in data 16 novembre 2018: "Macron è determinato a punire l'Italia". Secondo le parole de "Il Messaggero", che cita un ministro del Governo italiano, secondo il quale la strategia dell'Eliseo sarebbe di mettere l'Italia in ginocchio per "fare shopping nel nostro Paese". "Se dovessimo essere costretti a ripianare il debito - viene spiegato - potremmo infatti essere obbligati a vendere i nostri gioielli di famiglia, come Eni, Enel, Fincantieri, etc. E gli appetiti francesi sono noti e antichi". Che Macron abbia mire sull'Italia non è una novità. Basta vedere la campagna spregiudicata fatta nell'ultimo anno sul terreno libico per capire che ha troppi interessi per scatenare una guerra contro di noi. E la procedura di infrazione diventerebbe l'occasione per dare la spallata. La Commissione europea potrebbe aprirla per deficit o per debito"; nella XVII Legislatura, il debito pubblico italiano, pari a 2.034 miliardi di euro nel marzo 2013, (aumentato dal Governo di Mario Monti di ben 122 miliardi di euro dai 1.912 miliardi di euro del novembre 2011), si era attestato nel febbraio 2014 (Governo Renzi) a 2.107; per lievitare a 2.327 miliardi di euro al 31 maggio 2018 (Governo Gentiloni), con un incremento di 293 miliardi di euro, al ritmo di 4,725 miliardi di euro al mese; 157,5 milioni al giorno; 6,56 milioni di euro l'ora; 109.000 euro al minuto; 1.828 euro al secondo, con un gravame di 38.783 euro sulle spalle di ognuno dei 60 milioni di abitanti; di ben 97.000 euro gravanti su ciascuna delle 24 milioni di famiglie, senza che nessun richiamo fosse venuto da parte europea nei confronti dei governi sostenuti dal Partito Democratico a rispettare l'abbattimento del debito attivando una procedura per deficit eccessivo; in una trasmissione Tv su La 7, denominata "Piazza Pulita", andata in onda il 15 novembre 2018, veniva dibattuto il problema dell'informazione, dal giornalista e scrittore Maurizio Molinari, direttore del quotidiano "La Stampa"; il dottor Molinari commentava insieme alla giornalista Lilly Gruber, conduttrice del programma "Otto e Mezzo" su La 7, ed Antonio Padellaro, giornalista de "il Fatto Quotidiano", la situazione politica in Italia, fino a quando, parlando del Governo Conte, ha fatto una dichiarazione, a giudizio degli interroganti molto strana e particolare, ritenendo che il M5S abbia ottenuto il 32 per cento dei voti alle elezioni del 4 marzo 2018 ingannando gli italiani con false promesse. Ma la cosa molto grave, che ha fatto sobbalzare immediatamente Padellaro, sarebbe la dichiarazione minacciosa del direttore Molinari, dal seguente tenore: "Se in questo Paese non ce la fa l'opposizione a dare subito una svolta, ci penserà qualcun altro"; alla richiesta di chiarimenti di Padellaro su cosa intendesse per quel 'qualcun altro', la risposta è stata evasiva, seccata, fuorviante e particolarmente irritata per la domanda del collega, si chiede di sapere: se il Governo non abbia il dovere di attivare idonee ed urgenti iniziative a tutela di diritti ed interessi dell'Italia, anche tramite la proposta di nomina, non più rinviabile, del presidente della Consob, per stroncare il fuoco di fila di dichiarazioni ed esternazioni a mercati aperti di tecnocrati, politici della Commissione europea e capi di Stato e di Governo all'unisono contro l'Italia, rilanciati dai mezzi di informazione, con i connessi rischi in termini di stabilità finanziaria; se il Governo non debba chiedere conto ufficialmente al presidente Juncker ed alla intera Commissione europea, in primis a Pierre Moscovici, Valdis Dombrovskis, Gunther Oettinger, attivando i canali ufficiali, delle ragioni che hanno indotto la stessa Commissione a mantenere un atteggiamento benevolo, nell'intera XVII Legislatura, in ordine all'aumento del debito pubblico italiano; se risponda al vero che sia stato sottoscritto nel 2014 un patto tra il Governo italiano e la Commissione Ue in cambio della flessibilità sui conti pubblici, secondo il quale: "deve essere assicurato che il coordinamento e la cooperazione con le autorità Sar è portata avanti in modo che le persone 'can be delivered', ossia possano essere assegnate in un posto sicuro in Italia" (mentre in precedenza alla firma di Triton, operativo dal novembre 2014, un migrante recuperato, ad esempio, da una nave inglese risultava di fatto in territorio inglese), accettando così che tutti i migranti recuperati dalle missioni europee arrivassero sul suolo italiano, e tutte le operazioni di soccorso in mare fossero considerate di pertinenza italiana; se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, nonché per fugare qualsiasi ombra nei fatti descritti ed ogni dubbio sull'onorabilità di una grande nazione, per la prima volta a testa alta nel difendere le proprie prerogative costituzionali.