[pronunce]

che la diversità di presupposti, struttura, procedura e finalità dei due istituti, benché entrambi diretti ad assolvere la funzione di ammortizzatori sociali, rende palese la disomogeneità delle normative poste a raffronto, e dunque l'inidoneità della disciplina evocata a fungere da tertium comparationis onde configurare l'asserito vulnus al principio di uguaglianza da parte della norma denunciata; che, pertanto, la sollevata questione deve essere dichiarata manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, lettera b), del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384 (Misure urgenti in materia di previdenza, di sanità e di pubblico impiego, nonché disposizioni fiscali), convertito, con modificazioni, in legge 14 novembre 1992, n. 438, sollevata - in riferimento all'art. 3 della Costituzione - dal pretore di Torino, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 gennaio 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Ruperto Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 23 gennaio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola