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tale incongruenza, a ben vedere, aggrava di fatto la posizione dell'Italia agli occhi della comunità internazionale evidenziandone le divisioni interne e allontanandone le possibilità di successo; anche in considerazione della mancata aggiudicazione, nel 2017, della sede dell'Agenzia europea dei farmaci ( European Medicines Agency - EMA) a vantaggio di Amsterdam (assegnazione "persa" dalla città di Milano nel ballottaggio finale con la città olandese) nonché del trasferimento della sede dell'Autorità bancaria europea ( European Banking Authority - EBA) da Londra a Parigi a seguito della Brexit , risulta oggi urgente che l'Italia esprima una candidatura solida ed unitaria per l'assegnazione della sede della sezione specializzata della Divisione centrale del TUB; tale candidatura, come recentemente ribadito anche dal sottosegretario agli affari esteri Scalfarotto, al fine di aumentare le chance di successo, dovrà inevitabilmente orientarsi verso la città che presenta le migliori condizioni oggettive di qualificarsi come sede prescelta, e tali condizioni si devono basare su criteri oggettivi, quali, ad esempio, il numero di brevetti farmaceutici registrati, la presenza di aziende del settore, le connessioni infrastrutturali, la disponibilità di strutture in loco ; è indubbio, naturalmente, che tra le due opzioni sul tavolo, Milano risulti essere quella più in linea con i requisiti indicati, non solo per la sua strategica posizione geografica che la rende, da tempo, la città italiana con maggiore esposizione verso l'orizzonte europeo, ma anche per la qualifica di hub internazionale con grande concentrazione di start-up e di nuovi brevetti annuali: nel solo 2019 vi sono state depositate circa tremila domande di brevetto e dodicimila marchi, si chiede di sapere: quali siano gli orientamenti dei Ministri in indirizzo in merito alle circostanze descritte in premessa e quali siano le motivazioni che abbiano spinto il Governo a non sollecitare la procedura di candidatura italiana unitaria al Tribunale unificato dei brevetti; se non ritengano opportuno mettere urgentemente in atto tutte le azioni necessarie al fine di candidare la città di Milano a sede specializzata della Divisione centrale del Tribunale unificato dei brevetti. Atto n. 3-01790 EVANGELISTA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: con la legge regionale del 13 luglio 2020, n. 21, recante "Norme di interpretazione autentica del Piano Paesaggistico Regionale", il Consiglio Regionale della Sardegna col suo Presidente Solinas, ha dato una interpretazione autentica di alcune norme del P.P.R. approvato nel 2006 al fine di preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo, nonché quello di proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale con la relativa biodiversità, assicurando la salvaguardia del territorio, e, prima fra tutte, la fascia costiera riconosciuta come risorsa strategica fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio sardo; agendo, a parere dell'interrogante con spregiudicatezza, il Consiglio regionale sardo con la suddetta legge ha avocato a sé la funzione di interpretare il Piano paesaggistico, e ciò dopo ben 14 anni, allo scopo di chiarirne il significato, ma, in realtà, con ben altro fine; con detta legge regionale, infatti, altro non si è fatto se non cancellare la cosiddetta pianificazione congiunta prevista dal Piano paesaggistico per disciplinare lo svolgimento congiunto tra Regione Sarda e Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo della verifica e dell'adeguamento del Piano stesso; con l'interpretazione dettata dalla legge in questione si sottrae alla pianificazione congiunta tra Regione autonoma della Sardegna e Ministero la fascia costiera, i beni identitari e le zone agricole e l'edificato in zona agricola; considerato che: la legge regionale n. 21 del 2020 ha sottratto al Ministero ogni potere di intervento, estromettendolo di fatto da ogni decisione rispetto ai beni indicati, e in tal modo si è ampliato a dismisura il raggio di azione della politica regionale anche rispetto ai vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina stabiliti dal suddetto Piano; inoltre la recente legge regionale, travalicando i limiti posti dallo Statuto speciale, ha introdotto un sistema notevolmente peggiorativo dei livelli di tutela dei valori paesaggistici con conseguente rischio della lesione di interessi costituzionali primari fissati dall'articolo 9 della Costituzione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che il richiamato provvedimento legislativo regionale si ponga in aperto contrasto con le prescrizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) che prevedono espressamente il fondamentale principio della pianificazione congiunta dei beni paesaggistici tra Regione e Ministero, ai sensi degli articoli 133, 135, 143, 145 e 156, principio inderogabile dal legislatore regionale per evitare che il Piano sia esposto a continui interventi di revisione da parte dei governi regionali, che si succedono nel tempo; se intenda adottare le opportune iniziative al fine di accertare se ricorrano i presupposti per sollevare in Consiglio dei ministri una questione sul conflitto di attribuzioni e di conseguenza giungere all'impugnativa della legge della Regione Sardegna 13 luglio 2020, n. 21 davanti alla Corte costituzionale, con contestuale richiesta di sospensione della stessa. Atto n. 3-01791 D'ANGELO FLORIDIA CAMPAGNA ANASTASI TRENTACOSTE MOLLAME LEONE RUSSO ACCOTO GRANATO DONNO LOREFICE MAIORINO ROMANO RICCIARDI ANGRISANI SANTANGELO PISANI Giuseppe MARINELLO PESCO EVANGELISTA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il Consorzio per le autostrade siciliane (CAS) è stato costituito nel 1997 e, attualmente, è concessionario, con convenzione stipulata il 27 novembre 2000 con scadenza il 31 dicembre 2030, delle tratte autostradali A20 Messina-Palermo, A18 Messina-Catania e della Siracusa-Gela, ancora in costruzione, facente parte dell'asse viario europeo E45; il CAS nasce dalla fusione dei tre vecchi consorzi autostradali concessionari dell'ANAS: il Consorzio Messina-Palermo, il Consorzio Messina-Catania e il Consorzio Siracusa-Gela (istituiti a con legge regionale n. 4 del 1965); su tutto il territorio nazionale, tra i 25 gestori della rete autostradale, con 298,4 chilometri il CAS è il terzo per lunghezza di chilometri in gestione, dopo Autostrade per l'Italia (2.857,5 chilometri) e Autostrada del Brennero (314 chilometri), mentre ANAS ha in gestione 953,8 chilometri di autostrade; il CAS, che ha sede a Messina ed è soggetto alla vigilanza della Regione Siciliana, ha un capitale sociale di euro 36.855.315; il 27 novembre del 2000 è stata stipulata una convenzione tra ANAS e CAS (con scadenza al 31 dicembre 2030) che disciplina la concessione per la gestione delle seguenti tratte autostradali a pedaggio: A20 Messina-Palermo - 181,8 chilometri;