[ddlpres]

i) alle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in più occasioni, alle manifestazioni di violenza di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, nonché alle persone che, per il loro comportamento, debba ritenersi, anche sulla base della partecipazione in più occasioni alle medesime manifestazioni, ovvero della reiterata applicazione nei loro confronti del divieto previsto dallo stesso articolo, che sono dediti alla commissione di reati che mettono in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero l’incolumità delle persone in occasione o a causa dello svolgimento di manifestazioni sportive; l) ai soggetti indiziati dei reati previsti dagli articoli 624- bis , 628, 629 del codice penale, nei limiti ed alle condizioni di cui al comma 2. 2. Laddove, in udienza di convalida dell'arresto o del fermo per uno dei reati previsti dagli articoli 624- bis , 628 e 629 del codice penale, il giudice dichiari che ricorrono le condizioni di cui all'articolo 273 del codice di procedura penale, ma non le esigenze cautelari di cui all'articolo 274, comma 1, lettere a) e b) , del medesimo codice, egli valuta la pericolosità sociale alla stregua dell'articolo 274, comma 1, lettera c) . In caso di riscontro positivo, il giudice dispone una delle misure di cui all'articolo 6 del presente decreto, con i poteri e nelle forme del provvedimento d'urgenza emesso ai sensi dell'articolo 9. Ai fini della prosecuzione del procedimento, ai sensi degli articoli 7 ed 8, è soggetto titolare della proposta, in aggiunta ai soggetti indicati dall'articolo 5, il pubblico ministero richiedente, al quale gli atti sono restituiti». 2 1 L'articolo 11 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto-legislativo 6 settembre 2011, n. 159, è sostituito dal seguente: «Art. 11. - (Esecuzione). -- 1. Il provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione è comunicato al questore per l'esecuzione. 2. Il provvedimento stesso, su istanza dell'interessato e sentita l'autorità di pubblica sicurezza che lo propose, può essere revocato o modificato dall'organo dal quale fu emanato, quando sia cessata o mutata la causa che lo ha determinato. Il provvedimento può essere altresì modificato, anche per l'applicazione del divieto o dell'obbligo di soggiorno, su richiesta dell'autorità proponente, quando ricorrono gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica o quando la persona sottoposta alla sorveglianza speciale abbia ripetutamente violato gli obblighi inerenti alla misura. 3. Il ricorso contro il provvedimento di revoca o di modifica non ha effetto sospensivo. 4. Nel caso di modificazione del provvedimento o di taluna delle prescrizioni per gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica, ovvero per violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale, il presidente del tribunale può, nella pendenza del procedimento, disporre con decreto l'applicazione provvisoria della misura, delle prescrizioni o degli obblighi richiesti con la proposta. 5. Se il provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione riguarda un cittadino straniero, anche se cittadino di altro Stato membro dell'Unione europea, esso può essere revocato qualora questi chieda, all'organo dal quale fu emanato, di allontanarsi dal territorio dello Stato mediante partenza volontaria. In tal caso, l'autorità giudiziaria procedente, sentita l'autorità di pubblica sicurezza e l'interessato, qualora non ostino motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, stabilisce i tempi e i modi di allontanamento dal territorio dello Stato, disponendo che la misura di prevenzione applicata sia revocata non appena le autorità che svolgono funzioni di polizia di frontiera comunicheranno, con la trasmissione di apposito verbale, l'avvenuto allontanamento dal territorio dello Stato ad opera del soggetto proposto per l’applicazione della misura. 6. Il cittadino straniero di cui al comma 5, che abbia scelto di allontanarsi volontariamente dal territorio dello Stato ed abbia così ottenuto la revoca del provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione, non può rientrare nel territorio dello Stato per un periodo la cui durata, non inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni, è determinata dall'organo dal quale fu emanato il provvedimento medesimo, tenendo conto di tutte le circostanze pertinenti al singolo caso. Qualora egli rientri nel territorio dello Stato prima del termine previsto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni ed è immediatamente sottoposto al procedimento ai fini dell'applicazione delle misure di prevenzione personali; al termine della pena e dell'applicazione della misura di prevenzione, è espulso con accompagnamento immediato alla frontiera. Il secondo periodo non si applica se, prima del termine di cui al presente comma, l'interessato ottiene una specifica autorizzazione del Ministro dell'interno ovvero allorché sia stato autorizzato il ricongiungimento familiare, ai sensi dell'articolo 29 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulle condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni».