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L'articolo 1 interviene sia sul testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, sia sul testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali in tema di deposito del contrassegno elettorale, prevedendo che lo stesso possa essere depositato brevi manu o su supporto digitale o in triplice esemplare in forma cartacea. L'articolo 2 interviene sull'articolo 14 della legge 21 marzo del 1990, n. 53 in materia di soggetti competenti ad eseguire l'autenticazione delle firme dei presentatori delle liste elettorali. Rispetto all'elenco previsto dalla normativa vigente, sono inseriti i consiglieri provinciali, i consiglieri metropolitani e i consiglieri comunali indipendentemente dalla comunicazione della propria disponibilità. In merito agli avvocati che hanno comunicato la propria disponibilità all'ordine di appartenenza, si prevede, in un'ottica di trasparenza, che i relativi nominativi siano tempestivamente pubblicati nel sito istituzionale dell'ordine. L'articolo 3 prevede che il certificato di iscrizione nelle liste elettorali riportante i dati anagrafici e il numero di iscrizione alle liste elettorali dell'elettore, necessario per la sottoscrizione a sostegno di liste di candidati per le elezioni politiche, europee e amministrative, di proposte di referendum e per iniziative legislative popolari, possa essere richiesto in forma digitale, tramite posta elettronica certificata, dal segretario, presidente o rappresentante legale del partito, del movimento politico o da uno dei soggetti promotori attraverso apposita richiesta all'ufficio elettorale, accompagnata da fotocopia di documento d'identità del richiedente. Si prevede, in caso di richiesta tramite PEC, per sottoscrizioni raccolte a favore di liste dei candidati, che l'ufficio elettorale debba rilasciare in formato digitale, tramite posta elettronica certificata, i certificati richiesti entro il termine improrogabile di ventiquattro ore dalla richiesta. Qualora la richiesta tramite posta elettronica certificata dei certificati sia riferita a referendum popolare, l'ufficio elettorale deve rilasciare in formato digitale, tramite posta elettronica certificata, i certificati richiesti entro il termine improrogabile di quarantotto ore dalla domanda. I certificati, rilasciati secondo quanto descritto, costituiscono ad ogni effetto di legge copie conformi all'originale. La conformità all'originale delle eventuali copie analogiche dei certificati ricevuti in forma digitale è attestata dal soggetto che ne ha fatto richiesta o da proprio delegato con dichiarazione autentica autografa resa in calce alla copia analogica dei certificati medesimi. L'articolo 4 interviene sugli obblighi di pubblicazione previsti per i partiti e i movimenti politici. Si prevede che i rappresentanti legali dei partiti o dei movimenti politici o persona da loro delegata possano richiedere, anche mediante posta elettronica certificata, i certificati del casellario giudiziario dei candidati, candidato sindaco compreso, previo consenso e su delega dell'interessato. L'articolo 5 stabilizza le modalità semplificate di designazione dei rappresentanti di lista già previste dall'articolo 1- bis del decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25 per le consultazioni elettorali indette per l'anno 2021. Si prevede, in sostanza, sia per le elezioni politiche nazionali, sia per le elezioni amministrative, che l'atto di designazione dei rappresentanti di lista presso gli uffici elettorali possa avvenire anche mediante posta elettronica certificata entro il giovedì antecedente la votazione. Inoltre, si prevede che le autenticazioni previste in tale ambito dalla normativa vigente non siano necessarie nel caso in cui gli atti siano firmati digitalmente dai delegati e i documenti siano trasmessi a mezzo di posta elettronica certificata. L'articolo 6 dispone sull'entrata in vigore del provvedimento. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Augussori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prima di commentare il merito del provvedimento mi si consenta di esprimere due parole relative al metodo di lavoro. Se siamo in Aula con questo provvedimento è perché nella nostra Commissione ci si è dati un modo di operare innovativo, se vogliamo, con un'organizzazione puntuale e precisa dei lavori che si tramuta in efficienza e tempestività. Quindi non posso esimermi - e lo faccio con piacere - dal ringraziare e complimentarmi con il presidente Parrini perché ci è da guida in 1 a Commissione in questa attività che ha già visto nelle settimane precedenti portare a conclusione un provvedimento sempre connesso a questa materia, e oggi porta in Aula l'Atto Senato 2129. Altri provvedimenti sono in cantiere e, utilizzando lo stesso metodo, riusciremo ad arrivarci con tempestività e in modo molto produttivo. Questa è una strada che tracciamo e che riteniamo debba essere seguita perché consente anche di smussare gli spigoli eventualmente presenti. Nel merito, il provvedimento è composto da cinque articoli, tutti legati alla volontà di semplificare una materia molto tecnica e molto particolare come quella delle procedure preelettorali, al fine di semplificare e usufruire delle potenzialità che le nuove tecnologie ci offrono, modernizzando il nostro sistema elettorale e preelettorale. Il provvedimento non entra nel merito del processo elettorale e non ha nulla a che vedere con la legge elettorale e quant'altro, che è sicuramente tema che meriterebbe un interesse e un dibattito più ampi, però interveniamo su alcune piccole nicchie di burocrazia che creano impedimento. Con l'articolo 1 offriamo, in alternativa alla tradizionale consegna dei simboli, dei contrassegni su cartoncino, in carta lucida, in misura da dieci centimetri e tre centimetri, una semplice consegna di un file digitale su supporto (che sia una chiavetta USB o un CD-ROM, anche se sono ormai quasi superati anche questi ultimi), che rappresenta un atto di modernità che diamo al sistema di presentazione dei simboli. L'articolo 2 permette di semplificare l'autentica delle firme in caso di elezioni e referendum rimuovendo la previsione che impone che il consigliere comunale, che ricopre già un ruolo di pubblico ufficiale, debba comunque comunicare la sua disponibilità al sindaco ad autenticare le firme. Lo diamo per scontato: il consigliere comunale autentica le firme perché ciò fa parte del suo mandato, ne ha pieno titolo ed è anche un suo dovere svolgere questo servizio alla collettività. Manteniamo invece l'obbligo di comunicazione all'ordine per gli avvocati, ma con l'obbligo dell'ordine di pubblicare con tempestività sul sito Internet l'elenco degli avvocati resisi disponibili, per permettere agli interessati di avere pieno accesso all'elenco dei nominativi di coloro che svolgono questo importante e delicato compito. L'articolo 3 riguarda la semplificazione della richiesta dei certificati elettorali. Quando si tratta di raccogliere le firme - sappiamo che sono numerose per le elezioni politiche, le elezioni regionali o anche i referendum - le firme dei sottoscrittori devono essere accompagnate dal certificato elettorale.