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Il problema è di carattere generale e si inquadra in un momento di svalutazione dell'opera dei professionisti, non solo evidentemente di quelli legati alle professioni socio-sanitarie e non solo di quelli pubblici, a presidio dei servizi pubblici, basti pensare, in genere, al trattamento che in questo momento stanno ricevendo le partite IVA. Rispetto a questo tema, il nostro partito ha ampiamente e ripetutamente denunciato un momento in cui, evidentemente, il mondo delle professioni non riscuote la necessaria considerazione da parte dei Governi e del Governo attuale in primis. Rispetto a questo tema noi avevamo chiesto, come Fratelli d'Italia, sia al Senato in sede di incardinamento, sia alla Camera in sede di seconda lettura, la previsione della qualifica di pubblico ufficiale dell'esercente la professione socio-sanitaria, nel momento in cui agisce nell'orario di lavoro. È evidente la facile equiparazione con il vigile urbano. Perché il vigile urbano è un pubblico ufficiale e il medico no? Il medico ha anche la divisa, perché veste il camice, che diventa quasi una seconda pelle. Il medico esercita una funzione assolutamente indispensabile e pubblica, una funzione pubblica per eccellenza, cioè la tutela della salute come bene primario per la vita umana: per quale motivo non dovrebbe essere qualificato come pubblico ufficiale, con tutto quello che ne consegue in termini di repressione e di sanzione degli atteggiamenti di aggressività? Questa proposta non è passata, ma noi riteniamo che debba essere riconsiderata nel momento in cui finalmente si potrà affrontare la questione. Signor Presidente, io reputo utile e urgente - lo dico al sottosegretario Sileri, che so essere persona sensibile al riguardo - prevedere una riforma complessiva del quadro del Servizio sanitario nazionale, a quarantun anni dalla legge che lo ha istituito. All'interno di questa riforma complessiva dovranno esserci anche il ruolo delle professioni socio-sanitarie e la loro protezione, anche in termini legali, perché, signor Presidente, proprio in questi giorni abbiamo visto l'esplicarsi e il palesarsi di provvedimenti giudiziari, che avranno il loro corso e il loro esito. Io non giudico i fatti; saranno e sono sicuramente fatti penalmente rilevanti e noi abbiamo enorme fiducia nella possibilità dell'autorità giudiziaria di stabilire la verità, però è del tutto evidente che, rispetto alla possibilità di aggressione degli esercenti le professioni sanitarie, che non è solo di tipo fisico o verbale, ma anche legale e patrimoniale, deve essere affrontato un quadro complessivo di riordino, che tenga conto anche dell'accesso ai percorsi formativi. In questa sede, noi auspichiamo e speriamo che venga prevista la possibilità che chi opera nell'esercizio di queste funzioni possa essere riconosciuto quale pubblico ufficiale, con tutto quello che ne consegue. Signor Presidente, come dicevo, io esaurisco il mio intervento e faccio recuperare un po' del tempo che aveva rubato la collega Boldrini, la quale evidentemente, dovendo illustrare il provvedimento, di maggior tempo aveva bisogno. Come si è visto, noi abbiamo votato tutti gli articoli, pur avendo ampi margini di dubbio rispetto a questo testo, perché andava comunque dato un segnale a un mondo e a un pezzo d'Italia che, specialmente negli ultimi tempi e nella vigenza dell'emergenza Covid-19, ha dato ottima prova di sé e ha mostrato la capacità del mondo delle professioni sanitarie di affrontare le emergenze anche nel momento in cui il quadro normativo a disposizione magari non era dei più rassicuranti e neanche dei più protettivi, senza voler parlare dei dispositivi di protezione individuale e di tutti i temi che conosciamo e che abbiamo affrontato. Oggi il Parlamento dà un segnale; è un segnale debole, però è un segnale. Nell'auspicio che tutto questo possa essere l'inizio di un percorso - lo dico anche alla Presidente della nostra Commissione, alla quale ho già avuto modo di formulare i migliori auspici di buon lavoro - il Gruppo Fratelli d'Italia approva questo testo, sperando che in futuro si possa fare meglio e di più. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, come hanno detto i colleghi e le colleghe che mi hanno preceduto, siamo alla terza lettura in sede redigente di questo provvedimento, recante «Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni». In entrambi i passaggi il provvedimento è stato votato all'unanimità; anche stamattina, nel voto degli articoli, si è riscontrata l'unanimità. Si tratta di un provvedimento di iniziativa del precedente Governo, imposto soprattutto dal moltiplicarsi di episodi di violenza nei confronti dei professionisti sanitari e socio-sanitari. Oltre a prevedere l'inasprimento di alcune fattispecie penali, il disegno di legge in esame parla di cultura della prevenzione di aggressioni e violenze, che è l'aspetto più importante e interessante. Per affrontare questo tema abbiamo bisogno di informazione, formazione e comunicazione: questi sono i tre assi cui fanno riferimento i vari articoli, modificati molto dalla Camera, come ricordato anche dalla collega relatrice. In particolare, l'articolo 3 pone il tema della promozione dell'informazione sull'importanza del rispetto del lavoro del personale sanitario e socio-sanitario, attraverso progetti di comunicazione istituzionale, che dovrà fare il Ministero, e la prevenzione dei protocolli con le Forze di polizia. Si istituisce una giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, attraverso corsi di formazione per il personale medico, una formazione finalizzata alla prevenzione e alla gestione di situazioni di conflitto: dobbiamo formare il nostro personale medico e socio-sanitario e prepararlo a gestire i conflitti, migliorando la qualità della comunicazione tra operatore e cittadini e cittadine utenti. Penso che questi articoli di legge siano essenziali e fondamentali per aggredire questo importante tema. Un altro passaggio importante è quello riguardante l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, che viene chiamato a collaborare con l'altro Osservatorio nazionale, quello per le buone pratiche sulla sicurezza nella sanità: si tratta anche in questo caso di un profilo legato fortemente ai temi della prevenzione e della collaborazione. Il terzo e ultimo punto che vorrei richiamare riguarda il fatto che ci troviamo ad approvare oggi questo importante provvedimento dopo la terribile emergenza del Covid-19. La difficile situazione che abbiamo affrontato ha cambiato anche l'immagine e il valore delle professioni sanitarie e socio-sanitarie nel nostro immaginario. Sappiamo tutti che molti operatori socio-sanitari hanno perso la vita per curare una malattia ancora oggi molto sconosciuta. Sappiamo quanto hanno fatto gli operatori socio-sanitari e quanto hanno fatto gli operatori sociali: pensiamo agli assistenti sociali impegnati nelle periferie delle grandi città, ma non solo, dove c'è una criminalità organizzata molto forte e quanto siano impegnati per aiutare i più deboli. Signor Presidente, l'impegno di tutti noi, di tutte le forze politiche presenti in questo Parlamento è a fare in modo dunque che, con l'approvazione di questo provvedimento, si riescano a prevenire gli episodi di rabbia che ci saranno: