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250 milioni a 10 euro o 125 milioni a 20? Più il numero delle nuove azioni sarà alto, e quindi il prezzo basso, più distruttivo sarà, come successo in Saipem. Visto che porteranno il numero totale delle vecchie azioni, verranno raggruppate a soli 10 milioni. Inutile raggruppare le azioni 1 a 100 per poi caricare tutto il valore sui diritti che non saranno vendibili, se non a prezzi vicino a zero euro"; i piccoli azionisti fanno inoltre notare che se l'aumento di capitale è da fare, benché la banca non presenti alcuno shortfall , che viene spostato continuamente in avanti, che almeno si proceda senza penalizzare chi ha già dato fiducia all'istituto senese, mettendo i propri risparmi e che ora non potrà iniettarvi altra liquidità: "È semplicemente impensabile integrare con altri 2.50 euro ad azione quando il valore attuale è di 0.34 euro ad azione. Chi ha 50.000 azioni, che oggi valgono circa 17.000 euro, dovrà aggiungere altri 125.000 euro. Non è assolutamente contemplabile una tale cosa. E i vertici della banca, e del MEF, lo sanno perfettamente"; considerando inoltre che: a giudizio degli interroganti finora la disastrosa gestione di MPS, col colpo di grazia dell'autorizzazione nel 2007 dell'allora governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ad acquisire Antonveneta al prezzo folle finale di 17,1 miliardi di euro (per una banca che valeva 3 miliardi, secondo il presidente del collegio sindacale professor Tommaso di Tanno) ha causato dal 2008 una vera e propria voragine pari a 65,7 miliardi di euro. La gestione disastrosa ha colpito anche migliaia di piccoli risparmiatori, moltissimi dei quali negli anni hanno perso tutto; ci sono state negli anni diverse anomalie, anche relative alla capitalizzazione di borsa, a cui ha fatto cenno recentemente anche il giornalista Filippo Caleri nel suo articolo sul quotidiano "Il Tempo": "Attualmente i titoli sono trattati a 0,36 euro, e negli ultimi sei mesi la quotazione ha perso il 61%. La capitalizzazione totale ammonta così oggi a 365 milioni circa e rappresenta quindi una frazione dell'aumento da eseguire. Non è una situazione normale. Perché in queste condizioni, e cioè con prezzo così basso, è difficile anche offrire in sottoscrizione i titoli a forte sconto, con il rischio di oscillazioni speculative del prezzo delle azioni e dei diritti. Per questo l'ideale sarebbe partire già con una base di investitori e Lovaglio vorrebbe concludere l'operazione nel più breve tempo possibile, se possibile già nel giro di un paio di mesi, a novembre, anche per chiudere senza criticità la partita degli esuberi. La situazione del titolo però è stata oggetto di analisi da parte degli osservatori dei mercati: troppe le anomalie negli scambi soprattutto nel tirare in basso le quotazioni. Una cosa che non avrebbe un senso logico a livello industriale. La banca senese ha un potenziale commerciale enorme, è fortemente radicata in un territorio ricco, e potrebbe sviluppare un fatturato molto più elevato se avesse «più fieno in cascina», cioè più fondi. Quelli che Lovaglio cerca"; il capitale sociale di MPS è stato appena portato dai 9 miliardi di euro circa a quasi 5 miliardi, a causa delle perdite degli ultimi anni. Il 2021 si è chiuso con un aumento di 300 milioni di euro, e il primo semestre 2022 è stato chiuso con un aumento di 100 milioni circa, con un patrimonio netto di 5.8 miliardi di euro. Pertanto il timore è che questa nuova operazione possa distruggere la capitalizzazione e dunque i 5 miliardi di capitale sociale, si chiede di sapere: se il Governo ritenga accettabile, e dunque avalli attraverso il Ministero dell'economia, aumenti di capitale che, a ben vedere, sono legittimamente considerati "distruttivi" per i piccoli risparmiatori, e pertanto se ritenga necessario tutelare i piccoli azionisti; poiché quella del Monte dei Paschi è un'operazione importante che deve tutelare sia i posti di lavoro sia un asset strategico per l'economia italiana, se ritenga di dover rinviare l'operazione, vista la grave recessione in atto. Atto n. 4-07448 LANNUTTI GIANNUZZI Silvana ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina MORRA ANGRISANI Luisa LEZZI Barbara CORRADO Margherita Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dello sviluppo economico Premesso che: la compagnia aerea di bandiera italiana è stata fondata all'indomani della Liberazione nel 1946 con il nome di Aerolinee italiane internazionali, Alitalia, inserendosi nella crescita economica del dopoguerra e nel boom economico fino all'inizio degli anni '90, quando la crisi aveva determinato a privatizzarne una parte. Era così passata dall'azionariato pubblico dell'IRI all'amministrazione straordinaria ministeriale, poi nel 2009 a CAI (cordata di imprenditori italiani con KLM ed AirFrance), nel 2015 a Poste italiane e Etihad Airways, nel 2017 ancora all'amministrazione straordinaria e, da ultimo, nel 2020, è stata trasformata nella nuova società ITA Airways; il Governo, dopo aver perso 13 miliardi di euro in 47 anni (fonte Mediobanca), ha da tempo deciso di cedere all'estero la compagnia di bandiera, e i soli due offerenti in lizza per aggiudicarsene il controllo sono attualmente, da un lato, il consorzio Certares, formato da Certares management LLC più Delta e AirFrance-KLM e, dall'altro, il gruppo MSC-Lufthansa; secondo diversi articoli di giornali economici, le offerte si sarebbero distinte nel modo seguente: MSC-Lufthansa avrebbe acquisito l'80 per cento della compagnia per 850 milioni di euro e avrebbe lasciato al Ministero dell'economia e delle finanze solo un posto in consiglio di amministrazione, puntando sullo sviluppo di Milano Linate e degli hub di Monaco e Francoforte, senza consentire alcuna ulteriore ingerenza del Governo; il consorzio Certares avrebbe valorizzato il capitale di ITA Airways con 950 milioni di euro, acquisendone il 60 per cento e concedendo allo Stato due posti in consiglio di amministrazione; secondo la rivista "ilsussidiario.net" il gruppo MSC-Lufthansa godrebbe del favore del Ministro dell'economia Daniele Franco, del consigliere economico del Presidente del Consiglio dei ministri Francesco Giavazzi e del presidente esecutivo di ITA Alfredo Altavilla; tuttavia, in un comunicato del Ministero dell'economia del 30 agosto 2022, ispirato, secondo la stessa rivista, da Alessandro Rivera (direttore generale del tesoro) e da Paolo Scaroni (ex presidente ENI), è riportato che l'offerta di Certares, Delta Airlines e Air France-KLM sarebbe "maggiormente rispondente agli obiettivi fissati". Fonti giornalistiche sostengono che Air France-KLM potrebbe diventare azionista di ITA in una fase successiva; secondo un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 20 settembre, dal titolo "ITA: il MEF incasserà 350 milioni dai soci, ma verserà 1,35 miliardi", "Certares propone di comprare il 51% di ITA, lasciando al MEF il 49%, con un impegno finanziario di 950 milioni. Chi guarda all'operazione con superficialità questo può far pensare che lo Stato incasserebbe quasi un miliardo".