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Mentre la complessiva copertura finanziaria delle missioni viene dunque assicurata per legge (in particolare dalla legge di stabilità, che definisce la dotazione del fondo per il finanziamento delle missioni internazionali), al riparto delle risorse tra le varie missioni si provvede in via regolamentare con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il comma 6 dell’articolo 2 chiarisce poi che, per la prosecuzione delle missioni per gli anni successivi, il rifinanziamento avviene secondo la stessa procedura. L'articolo 3 disciplina le relazioni tra Governo e Parlamento nella fase successiva all'autorizzazione iniziale della missione. Il Governo, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro della difesa, presenta alle Camere una relazione analitica annuale sulle missioni in corso (comprese quelle concluse nell'anno), precisandone l'andamento e i risultati conseguiti. La relazione è corredata da un documento di sintesi operativo per ciascuna missione (che indica durata, sede, personale nazionale e internazionale impiegato, scadenza, dettagli attualizzati ecc.). La relazione dà anche conto delle valutazioni espresse dai comandi delle missioni sui risultati dei contingenti italiani che vi partecipano. Con tale relazione il Governo dà conto altresì dello stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. La relazione analitica deve anche contenere indicazioni sulla partecipazione delle donne e sull'approccio di genere, con riferimento alla citata risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1325 del 2000. A seguito della presentazione della relazione, che deve avvenire entro il 31 dicembre di ogni anno, si incardina presso le Camere la discussione e la conseguente deliberazione sulla prosecuzione di ciascuna missione, su eventuali proroghe o modifiche della partecipazione italiana. Si apre cioè quella che il provvedimento chiama «sessione parlamentare sull'andamento delle missioni autorizzate». Si ricorda che, con riferimento a tale articolo, in sede referente è stato approvato un emendamento a firma Pegorer finalizzato a sopprimere il fondo di cui alla legge n. 296 del 2006, facendo confluire le relative risorse sul fondo di cui al successivo articolo 4. Conseguentemente, risulta soppresso il comma 4 dell’articolo 3. La predetta sessione parlamentare sostituisce la relazione che i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa, con cadenza quadrimestrale, rendono attualmente alle Commissioni esteri e difesa congiunte. L'articolo 4 prevede, come detto, l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, di un apposito fondo, destinato al finanziamento delle missioni, che sostituisce il fondo che era stato introdotto dalla legge finanziaria per il 2007. È importante segnalare, soprattutto per l'interesse della Commissione esteri, che in tale fondo confluiscono anche le risorse destinate alle politiche di cooperazione allo sviluppo e agli interventi per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione che accompagnano le missioni internazionali. Il provvedimento prevede che tali fondi siano impiegati in coerenza con gli altri interventi di cooperazione svolti dall'Italia e nell'ambito della programmazione definita secondo la nuova legge del settore. Il Capo III (articoli da 5 a 17), reca disposizioni generali in materia di personale. L'articolo 5 riguarda l'indennità di missione. In particolare, al personale impiegato nelle missioni viene attribuita l'indennità di missione di cui al regio decreto n. 941 del 1926. Tale indennità viene calcolata sulla diaria giornaliera prevista per la località di destinazione, nella misura del 98 per cento o nella misura intera, incrementata del 30 per cento, se il personale non usufruisce a qualsiasi titolo di vitto e alloggio gratuiti. Tramite i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui agli articoli 2 e 4 può essere disposto che l'indennità sia calcolata sulla diaria prevista per una località diversa da quella di destinazione, facente parte dello stesso continente. Ulteriori disposizioni disciplinano i periodi di riposo, l'equiparazione tra le varie categorie di volontari ed il regime applicabile al personale militare impiegato dall'ONU. Nel corso dell'esame in sede referente, relativamente al comma 5 del citato articolo 5 (riguardante l’equiparazione, ai fini dell'indennità di missione, dei volontari in ferma breve a quelli in servizio permanente), le Commissioni riunite hanno ritenuto opportuno approvare un emendamento che specifichi che la predetta equiparazione avviene con riferimento ai graduati. Ciò al fine di armonizzare la disposizione in esame con la terminologia utilizzata nel codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010. L'articolo 6 dispone che al personale militare delle unità navali impiegate nelle missioni internazionali, nei casi in cui non sia prevista la corresponsione dell'indennità di missione, venga corrisposto il compenso forfettario di impiego e la retribuzione per lavoro straordinario in deroga: a) per il compenso forfettario di impiego, ai limiti di cui all'articolo 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171, (protrazione dell'operazione, senza soluzione di continuità, per almeno quarantotto ore con l'obbligo di rimanere disponibili nell'ambito dell'unità operativa e possibilità di corrispondere il compenso per un periodo non superiore a centoventi giorni all'anno); b) per la retribuzione per lavoro straordinario, ai limiti orari individuali previsti dai decreti adottati in attuazione dell'articolo 10, comma 3, della legge 8 agosto 1990, n. 231. L'articolo 7 prescrive che ai militari inquadrati nei contingenti impiegati nelle missioni umanitarie e internazionali, in sostituzione dell'indennità di impiego operativo, ovvero dell'indennità pensionabile percepita, sia corrisposta, se più favorevole, l'indennità di impiego operativo nella misura uniforme pari al 185 per cento dell'indennità di impiego operativo di base di cui all'articolo 2, comma 1, della legge n. 78 del 1983, se militari in servizio permanente, e a 70 euro, se volontari di truppa in ferma breve o prefissata. L'articolo 8 concerne il trattamento assicurativo, richiamando quanto previsto dalla legge 18 maggio 1982, n. 301, con l'applicazione del coefficiente previsto dall'articolo 10 della legge 26 luglio 1978, n. 417. Viene altresì fissato un massimale minimo ragguagliato al trattamento economico del personale con il grado di sergente maggiore o grado corrispondente. Viene inoltre disposta l'estensione dello speciale trattamento pensionistico di cui all'articolo 1897 del codice dell'ordinamento militare al personale delle Forze armate che, nel corso del servizio prestato presso contingenti impiegati in missioni internazionali, per diretto effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di eventi dannosi connessi all'espletamento delle funzioni istituzionali e dipendenti da rischi specificamente attinenti all'attività assolta dal contingente, sia deceduto o abbia riportato una invalidità permanente.