[resaula]

« strutture edilizie pubbliche » sono inserite le seguenti: « e private, tenendo conto di quanto previsto dal comma 8, lettera a) , » , dopo le parole : « tessuto sociale » è inserita la seguente : « , economico » , dopo le parole: « promozione delle attività » è inserita la seguente: « economiche, » e dopo le parole: « smart cities , con particolare riferimento » sono inserite le seguenti: « alla rivitalizzazione economica, »; al comma 7: alla lettera b) , le parole: « e, in ogni caso, non inferiore alla progettazione preliminare » sono sostituite dalle seguenti: « e, in ogni caso, non inferiore al progetto di fattibilità tecnico-economica »; alla lettera c) , le parole: « oggetto riuso » sono sostituite dalle seguenti: « oggetto di riuso »; alla lettera d) , dopo le parole: « zone verdi » sono inserite le seguenti: « , limitando il consumo di suolo , » , dopo le parole: « servizi sociali e sanitari » sono inserite le seguenti: « di prossimità » e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e dal lavoro da remoto ai fini della conciliazione tra esigenze di cura familiare ed esigenze lavorative, nel rispetto del principio di parità di genere e ai fini della riduzione dei flussi di traffico veicolare nelle aree metropolitane »; dopo la lettera d) è inserita la seguente : « d-bis) assicurare ampi processi di partecipazione degli attori economici e della società civile in fase di definizione degli interventi oggetto dei Piani integrati »; alla lettera e) , le parole: « previsto dall'all'articolo » sono sostituite dalle seguenti: « previsto dall'articolo »; alla lettera f) , le parole: « metri quadri area » sono sostituite dalle seguenti: « metri quadrati dell'area »; al comma 8 è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « c-bis) l'applicazione contestuale a tutte le strutture edilizie interessate dal progetto o a gruppi di esse, ove ne ricorrano i presupposti, delle detrazioni di cui agli articoli 14 e 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e all'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 »; al comma 10: al primo periodo, le parole: « ed è siglato uno specifico "atto di adesione ed obbligo" » sono sostituite dalle seguenti: « e, per ciascun progetto, è sottoscritto uno specifico "atto di adesione ed obbligo", allegato al medesimo decreto del Ministro dell'interno, » e la parola: « indirizzi » è sostituita dalle seguenti: « gli indirizzi »; al secondo periodo, le parole: « rispetto DNSH » sono sostituite dalle seguenti: « rispetto del principio DNSH »; al comma 11: al primo periodo, le parole: « inerenti le procedure » sono sostituite dalle seguenti: « inerenti alle procedure » e le parole: « dei milestone e target collegati » sono sostituite dalle seguenti: « dei collegati obiettivi intermedi ( milestone ) e finali ( target ) »; è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Assicurano inoltre il rispetto del principio di "non arrecare un danno significativo all'ambiente" ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020 ». All'articolo 22: al comma 1: al primo periodo, le parole: « in Conferenza » sono sostituite dalle seguenti: « in sede di Conferenza »; dopo il primo periodo è inserito il seguente: « Il decreto tiene conto, inoltre, della classificazione dei territori dei comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera a) , della legge 6 ottobre 2017, n. 158 »; dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: « 1- bis . Il decreto di cui al comma 1 può essere rimodulato, con le modalità previste dal medesimo comma 1, entro il 31 dicembre 2023, sulla base degli esiti del monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi, anche ridefinendo la ripartizione su base territoriale delle risorse finanziarie, fermo restando il rispetto del termine ultimo per la realizzazione degli interventi stabilito al quarto trimestre dell'anno 2025. Le rimodulazioni possono essere elaborate integrando i criteri di riparto stabiliti dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2016 con ulteriori criteri, anche riferiti alla performance operativa dei soggetti attuatori degli interventi. 1- ter . La ripartizione delle ulteriori risorse finanziarie della missione 2, componente 4, del Piano nazionale di ripresa e resilienza il cui coordinamento è attribuito al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, relative a interventi già individuati nell'ambito della programmazione delle risorse finanziarie di cui all'articolo 1, comma 1028, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e all'articolo 24- quater del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, finalizzate all'attuazione di interventi pubblici volti a fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico, entro il limite di 400 milioni di euro, sulla base dei piani definiti d'intesa tra il citato Dipartimento e le regioni e le province autonome entro il 31 dicembre 2021 nel rispetto dei criteri stabiliti dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2016, può essere rimodulata entro il 31 dicembre 2023 con appositi decreti dei presidenti delle regioni e delle province autonome interessate, anche nella qualità di Commissari delegati titolari di contabilità speciali per l'attuazione di ordinanze di protezione civile, previa intesa con il capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, sulla base degli esiti del monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi, anche ridefinendo la ripartizione su base territoriale delle risorse finanziarie, fermo restando il rispetto del termine ultimo per la realizzazione degli interventi stabilito al quarto trimestre dell'anno 2025. 1- quater . Il comma 3 dell'articolo 74- bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è abrogato. 1- quinquies . Dopo il comma 2- bis dell'articolo 147 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è inserito il seguente: " 2-ter . Entro il 1° luglio 2022, le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l'ente di governo dell'ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia di cui al comma 2- bis , lettera b) , confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente. Entro il 30 settembre 2022, l'ente di governo dell'ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni non fatte salve ai sensi del citato comma 2- bis". 1- sexies .