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Signor Presidente, proprio a dimostrazione che il nostro sforzo è dare almeno una certa razionalità al tutto, abbiamo predisposto alcuni emendamenti, tra cui l'1.1 e l'1.100, ancorandoli a un conteggio molto semplice, con riferimento ai Paesi a noi più vicini, come numero di abitanti e come assetti. Quindi, i numeri che abbiamo indicato, modificando ad esempio il numero dei deputati da 400 a 530 e quindi, a seguire, anche gli altri numeri riguardanti gli eletti all'estero, sono il semplice frutto di un tentativo di trovare una proposta che fosse a metà strada tra la Germania e la Francia, così da rendere contenti magari tutti e due i contraenti del contratto di Governo. Avremmo potuto anche far riferimento magari alla media del Regno Unito che - come il senatore Calderoli sa - è davvero molto più alta, ma abbiamo scelto di fare delle proposte emendative molto più convincenti e molto più simili alla situazione della Germania e della Francia. Signor Presidente, il numero nasce anche - è una questione che affronteremo - dal fatto che dobbiamo pensare a come poi saranno organizzati i lavori delle Camere e in particolare del Senato. Con il numero di senatori proposto, pari a 200, credo che ci saranno molti problemi nel riorganizzare le Commissioni e, quindi, forse bisognerà un'altra volta rimettere mano, qualora passasse definitivamente questa riforma, anche al Regolamento del Senato. Pertanto, la proposta che noi facciamo, che ci sembra molto equilibrata, è di portare il numero almeno a 530, che è esattamente il punto di avvicinamento ai Paesi più vicini. (Applausi dal Gruppo Misto) . PARRINI (PD) . Signor Presidente, noi abbiamo presentato un emendamento all'articolo 1 che riguarda gli eletti all'estero, l'emendamento 1.2. Abbiamo spiegato ieri, sulla base di una petizione di migliaia di nostri concittadini che risiedono all'estero, le ragioni per cui, a fronte di un aumento degli iscritti all'AIRE che è stato negli anni molto forte, da 2.700.000 nel 2006 a quasi 4 milioni e mezzo oggi, riteniamo assurdo intervenire con un provvedimento come quello in esame. Il senatore Calderoli, con un'arroganza che io avrei voluto lei stigmatizzasse, ha trattato gli eletti all'estero come persone indegne di stare in quest'Aula, perché non pagano le tasse in Italia. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Non avrei mai creduto che un potenziale aspirante Padre costituente come il senatore Calderoli riuscisse a toccare un livello di volgarità come quella che questo commento contiene. (Applausi dal Gruppo PD) . Però, ho l'obbligo di dire che a noi è stato impedito, per una supposta estraneità di materia, di discutere di emendamenti che riguardano la possibilità per i diciottenni di votare per il Senato e di essere eletti a venticinque anni e la possibilità per i Presidenti delle Giunte regionali di far parte del Senato con diritto di voto quando si discute di materie che riguardano gli articoli 116 e successivi della Costituzione. Ci è stato inoltre impedito di discutere della differenziazione delle funzioni per quanto riguarda le due Camere, superando il sistema dei doppioni che abbiamo oggi. C'è un fondamento giuridico in questa decisione? Purtroppo, signor Presidente, io non lo vedo. E devo condannare la sua scelta, perché innanzitutto rappresenta un abuso - dal mio punto di vista - della facoltà di emettere decisioni inappellabili che questo Regolamento e la nostra Costituzione le conferiscono. Che le sue decisioni siano inappellabili è fuori questione. Ma che si possa usare l'inappellabilità per comprimere i diritti dei senatori e per impedire a questo Senato di discutere, questo secondo me non è fuori questione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Sia rispettoso. PARRINI (PD) . Sono molto rispettoso. PRESIDENTE . È una questione di rispetto delle istituzioni. Può protestare anche moderando i termini. La invito a essere educato nei miei confronti, perché nessuno qui ha abusato. C'è una differenza fra la discrezionalità e l'arbitrio. FARAONE (PD) . Non si può neanche parlare! PARRINI (PD) . La rispetto molto e le spiegherò perché mai non condivido la sua decisione. Mi scusi, ma le spiegherò come mai io devo condannare questa decisione. L'emendamento che riguarda il superamento del bicameralismo differenziato riguarda appunto la presenza dei Presidenti di Regione nel Senato con diritto di voto per certe materie e, quindi, incide sulla composizione e non è estraneo per materia. La Costituzione dispone nello stesso articolo sia l'età a cui si può essere eletti deputati, sia la composizione della Camera. Quindi dire che è estranea per materia la proposta di far votare per il Senato i diciottenni e di farli eleggere a venticinque anni è una cosa che non sta né in cielo né in terra, perché non è estranea per materia! (Applausi dal Gruppo PD) . Lo capisce questo? Io lo dico con rispetto: è una critica che faccio nel merito. E allora le dico anche che non è vero per niente che lei ha rispettato i precedenti, perché c'è un precedente che risale al presidente Schifani. Si stava discutendo un disegno di legge che recava il titolo: "Modifiche agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo". Sa quali emendamenti furono dichiarati ammissibili, perché si stava parlando di Costituzione, non di buoni benzina? Furono dichiarati ammissibili gli emendamenti del Popolo della Libertà a firma Gasparri che riguardavano il presidenzialismo. (Applausi dal Gruppo PD) . Cioè, in una discussione sulla composizione del Senato furono dichiarati ammissibili emendamenti sulla forma di Governo. (Prolungati applausi dal Gruppo PD) . E lei oggi ci impedisce di discutere della possibilità per i diciottenni di votare per il Senato e della possibilità per i Presidenti di Regione di votare in Senato sulle materie di cui all'articolo 116 della Costituzione! Lei si rende conto di quello che sta facendo? (Prolungati applausi dal Gruppo PD) . VOCI DAL GRUPPO PD. Bravo! PARRINI (PD) . E tutto questo, signor Presidente, avviene un mese e mezzo dopo la pagina nerissima, che purtroppo vede anche lei responsabile, dell'impossibilità per il Senato di discutere la legge di bilancio. (Prolungati applausi dal Gruppo PD) . Non è mai avvenuto nella storia. Lei ha legato il suo nome a questo precedente! Lei conosce meglio di me, Presidente - glielo dico con rispetto - quello che ha fatto la Corte costituzionale discutendo il nostro ricorso: lo ha dichiarato inammissibile, ma nel comunicato di accompagnamento ha detto che, se in Senato o alla Camera si ripeterà una simile sconcezza dichiarerà incostituzionale l'atto. Pensavo che, a un mese e mezzo di distanza da quei fatti, da un monito così forte e da una critica così forte che l'istituzione più alta del nostro ordinamento ha fatto alla volontà di comprimere la libertà dei senatori di discutere, ci fosse una decisione più seria e più ampia ( Applausi dal Gruppo PD) ;