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Nella consuetudinaria confusione che viene fatta tra «riconoscere un colore» per poter «riconoscere un segnale», cade il problema dei daltonici. Infatti, il binomio «colore-messaggio» funziona diversamente per i daltonici i quali, se anche non sono in grado di dare un nome ad un colore, sono comunque in grado di interpretarne il messaggio grazie non solo alla capacità cromatica comunque presente, ma anche dalla forma e dalla posizione dei segni: i cartelli sono stati progettati appositamente per poter essere interpretati anche in assenza di colorazione. Nei semafori, non solo la posizione ma il colore stesso delle luci, anche se percepite in modo differente dai daltonici, sono elementi più che sufficienti per la comprensione dei comandi: stop, attenzione, via libera. Si capisce quindi come continuare a valutare la capacità cromatica di una persona per dedurne di conseguenza la capacità di guida sia legato ad un modo di pensare superato e poco scientifico. Oltre a tutto ciò, l'Unione europea ha esplicitamente escluso il daltonismo dalle caratteristiche della visione che possono influire sulla guida, per cui di fatto negare la patente ai daltonici è un atto arbitrario, illegittimo, contrario alla normativa comunitaria sopra richiamata. Ciò fin dalla prima versione della direttiva del 1991. La soluzione del problema parte quindi dalla modifica del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della strada, decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, anche con riferimento al disegno della paletta del moviere. L'articolo 2 istituisce un Osservatorio sul daltonismo con lo scopo di monitorare la legislazione e la produzione documentale dello Stato italiano, proporre iniziative di divulgazione nelle scuole e negli uffici pubblici, sviluppare nei daltonici la presa di coscienza della propria condizione, spesso inconsapevole, organizzare mostre e iniziative sociali sul modello di altre già in corso per condizioni di disagio sociale o sanitario similari. L'articolo 3, infine, prevede una delega al Governo per un collocamento agevolato per i daltonici nel mondo del lavoro. L'articolo 4 prevede la clausola di salvaguardia finanziaria. Concludendo l’illustrazione del disegno di legge, vale citare una famosa frase di Virgilio: «Nimium ne crede colori», non credere troppo ai colori. Già gli antichi romani avevano capito.. Art. 1. (Modifiche al Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) 1. Al Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 42, comma 3, la lettera b) TRANSITO ALTERNATO DA MOVIERI è sostituita dalla seguente: « b) TRANSITO ALTERNATO DA MOVIERI. Questo sistema richiede due movieri muniti di apposita paletta, posti a ciascuna estremità della strettoia, i quali presentano al traffico uno la faccia verde, l'altro la faccia rossa della paletta. Il funzionamento di questo sistema è legato al buon coordinamento dei movieri, che può essere stabilito a vista o con apparecchi radio ricetrasmittenti o tramite un terzo moviere intermedio munito anch'esso di paletta. Le palette sono circolari (fig. II.403) del diametro di 30 cm e munite di manico di 20 cm di lunghezza con rivestimento in pellicola rifrangente verde da un lato e rosso dall'altro, con un triangolo e la scritta "stop" in colore bianco dal lato rosso. I movieri possono anche fare uso di bandiere di colore arancio fluorescente, delle dimensioni non inferiori a 80x60 cm, principalmente per indurre gli utenti della strada al rallentamento e ad una maggiore prudenza. Il movimento delle bandiere può essere affidato anche a dispositivi meccanici.»; b) all’articolo 322, comma 1, le parole: «senso cromatico sufficiente per distinguere rapidamente e con sicurezza i colori in uso nella segnaletica stradale» sono sostituite dalle seguenti: «capacità di distinguere rapidamente e con sicurezza la segnaletica stradale». Art. 2. (Istituzione dell'Osservatorio nazionale sul daltonismo) 1. È istituito, presso il Ministero delle pari opportunità, l'Osservatorio nazionale sul daltonismo, di seguito denominato «Osservatorio», presieduto dal Ministro delle pari opportunità. 2. L'Osservatorio ha lo scopo di monitorare la legislazione e la produzione documentale dello Stato italiano, proporre iniziative di divulgazione nelle scuole e negli uffici pubblici, sviluppare nei daltonici la presa di coscienza della propria condizione, organizzare mostre e iniziative sociali sul modello di altre già in corso per condizioni di disagio sociale o sanitario similari. 3. L'Osservatorio predispone annualmente un piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e il miglioramento della qualità della vita dei soggetti affetti da daltonismo, di seguito denominato «piano nazionale», con l'obiettivo di conferire priorità ai programmi riferiti a tali soggetti e di rafforzare la cooperazione scientifica per l'individuazione di nuove tecnologie e per sviluppare una migliore qualità di vita. 4. Il piano nazionale è adottato ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 gennaio 1991, n. 13, e successive modificazioni, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle pari opportunità. Il primo piano nazionale di azione è adottato entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 3. (Delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di requisiti visivi) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di requisiti visivi per il conseguimento della patente di guida e per l'accesso al mercato del lavoro. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati, realizzando il necessario coordinamento con le disposizioni vigenti, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi generali: a) riordino e coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto della normativa dell'Unione europea e delle convenzioni internazionali in materia, in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 117 della Costituzione; b) modifica dei protocolli sanitari per dotare i medici di nuovi mezzi per la determinazione della capacità di interpretazione corretta della segnaletica stradale; c) adozione di misure normative che, nel rispetto delle condizioni generali di equità, prevengano esclusioni individuali o di gruppo dal mercato del lavoro; d) protezione e abilitazione delle aree geografiche più disagiate e delle categorie più deboli. 3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, sono trasmessi alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni competenti per materia. Il parere è espresso entro trenta giorni dalla data dell'assegnazione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati. Art. 4. (Clausola di salvaguardia finanziaria) 1. Dalla presente legge e da ciascuno dei decreti legislativi di cui all'articolo 4 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.