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In realtà, è la quarta volta che si modifica la prima parte della Costituzione ed è la prima volta che si modifica, invece, la parte sui rapporti economici, perché - come sappiamo bene - la modifica interviene anche sull'articolo 41. Nello specifico, si introducono principi fondamentali, come quello della tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi; si fa riferimento - e questo è un aspetto importantissimo - alle future generazioni; si introduce una riserva di legge dello Stato per quanto riguarda la disciplina dei modi e delle forme di tutela degli animali. All'articolo 41 si introducono alcuni aspetti importanti per quanto riguarda la tutela della libera iniziativa privata, e cioè che questa non deve creare danno alla salute e all'ambiente, oltre alle già previste sicurezza, libertà e dignità umana, e deve essere indirizzata a fini sociali e ambientali. Sappiamo bene che c'era un vuoto nella nostra Costituzione. E la circostanza che nel nostro ordinamento non si rilevi un compiuto status costituzionale dell'ambiente non va addebitato ai Padri costituenti. Sappiamo bene che la nostra Costituzione nasce all'indomani di un conflitto distruttivo, che ha visto il nostro Paese soffrire, la guerra. Non era sicuramente tema centrale della ricostruzione dell'Italia l'inserimento, nei principi costituzionali di fondo, della tutela dell'ambiente. Dobbiamo invece pensare al fatto che la responsabilità di questo mancato inserimento negli anni successivi in Costituzione va addebitata soprattutto all'incapacità che l'ordinamento giuridico ha avuto nel riuscire a completare una riforma sistematica dell'impianto costituzionale, con la quale si sarebbe dovuto riuscire ad assegnare all'ambiente un valore che si è sempre dimostrato più necessario e impellente. I valori che vengono inseriti in Costituzione sono ormai parte integrante della nostra società e non possono più essere ritenuti secondari, come è confermato dalle vigenti norme europee nonché dalla costante giurisprudenza in essere. Sancire che la Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi è un segno di maturità e di coscienza giuridica. Il mondo si salva, il futuro si costruisce se si riconoscono diritti condivisi; la tutela degli ecosistemi si può raggiungere solo attraverso la tutela delle specie animali. È quindi un passaggio storico nell'interesse delle future generazioni e anche per compiere quella transizione ecologica, iscritta nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso i fondi europei, le azioni e le politiche concrete che dovremo saper mettere in campo. La Corte costituzionale è intervenuta più volte sul tema dell'ambiente nei decenni passati, individuando la necessità di prevedere istituti giuridici specifici per la tutela dell'ambiente. Ricordiamo una sentenza del 1985 che dava un'interpretazione estensiva della nozione di paesaggio, quella presente in Costituzione sin dalla sua esistenza. Quella interpretazione estensiva merita di essere tenuta in considerazione perché ha avuto la capacità di intercettare l'evoluzione culturale e istituzionale che negli anni ha caratterizzato l'ordinamento italiano. La nozione estensiva di paesaggio come forma del Paese ha costruito sicuramente un elemento, o meglio un momento della tutela ambientale, ma non ha potuto esaurirla, non ha potuto cioè risolvere il problema dello status costituzionale dell'ambiente. E non poteva risolvere il tema della mancanza dell'ambiente all'interno della Costituzione la modifica del Titolo V, che ha introdotto nel 2001 il tema della dell'ambiente nella Costituzione in maniera importante, ma soprattutto e soltanto nell'ambito di una questione attinente alla potestà legislativa. La famosa modifica del Titolo V introduceva una ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni sulla disciplina delle tematiche ambientali, ma da sola non poteva bastare per rappresentare, appunto, l'attribuzione dello status costituzionale al tema dell'ambiente. Era necessario quindi - questo è un aspetto fondamentale - uno sforzo e il lavoro che è stato prodotto prima in Commissione e poi in Aula ha dimostrato una sensibilità comune da parte delle forze politiche. Credo che ci sia stata una forte spinta da parte di alcune forze politiche, che hanno presentato disegni di legge importanti, a partire dal MoVimento 5 Stelle con la senatrice Maiorino, a cui va riconosciuto un impegno notevole. Non si può sottacere lo sforzo che è stato fatto in Commissione, anche con la proposta che era stata avanzata già all'inizio della legislatura dalla senatrice De Petris. C'è stato lo sforzo di tutte le forze politiche a introdurre anche delle correzioni rispetto a quei disegni di legge, a prevedere cioè delle condizioni che potessero garantire un ampio consenso. Credo che il risultato sia stato positivo: oggi approviamo una modifica costituzionale che è un passaggio fondamentale, un evento storico per la portata che ho evidenziato nell'introduzione del mio ragionamento ed è un segnale che va soprattutto nella direzione di garantire un mondo migliore alle future generazioni. Il nostro sforzo doveva essere quello di mettere un punto di fronte a tanti anni di battaglie, che poi non hanno visto la possibilità di concretizzare l'introduzione del tema ambiente in Costituzione. Ci sono stati molti tentativi - come veniva ricordato prima - a partire dalla Commissione Bozzi, ma anche a partire dal lavoro che è stato svolto nella legislatura 2001-2006, che però non ho avuto una conclusione. Questo sforzo va a ridare dignità al lavoro di un Parlamento, che nelle ultime settimane ha vissuto anche una fase complicata al punto di vista del riconoscimento del proprio ruolo. Oggi invece riacquisiamo un importante ruolo, che è quello di dare centralità al tema dell'ambiente e della sua tutela, mettendolo al centro dei principi costituzionali ispiratori della nostra Repubblica. È per questo che Italia Viva sosterrà con convinzione questa modifica costituzionale e voterà per la sua approvazione. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, innanzitutto Fratelli d'Italia è a favore della difesa dell'ambiente, della natura e della biodiversità. Si tratta di un patrimonio che ci è stato affidato e che abbiamo il dovere di lasciare in buone condizioni alle prossime generazioni. In sede di prima lettura di questo provvedimento avevamo però chiesto di approfondire alcuni aspetti del disegno di legge costituzionale al nostro esame, perché dobbiamo vedere quali possono essere le conseguenze delle modifiche alla Costituzione, che non sono soltanto all'articolo 9, per inserire l'ambiente come oggetto di tutela della parte della Repubblica, ma anche all'articolo 41, dove si parla delle attività economiche, così come nel comma in cui si parla della possibilità di indirizzare in una certa direzione tutte le attività economiche, in questo caso a favore dell'ambiente. Ebbene, noi abbiamo sollevato queste perplessità, ma non abbiamo avuto risposta nel frattempo. Siamo arrivati alla seconda lettura da parte del Senato. In sede di Conferenza dei Capigruppo avevamo dato il nostro assenso alla calendarizzazione di questo provvedimento e ci siamo posti nell'ambito del nostro consueto modo di interpretare il nostro ruolo di opposizione patriottica, che non ha mai posto e non ha alcuna intenzione di porre ostacoli al lavoro del Senato.