[massime]

Sanità pubblica - Spesa sanitaria - Obbligo delle regioni di provvedere alla copertura degli eventuali disavanzi di gestione - Fissazione con legge dello stato di procedure e modalità - Ricorso della regione toscana - Lamentata violazione della autonomia finanziaria e tributaria regionale - Sopravvenuta normativa, in sostituzione della disciplina impugnata - Carenza di interesse al ricorso - Cessazione della materia del contendere.. E’ cessata la materia del contendere in ordine alla questione di legittimità costituzionale dell’art. 83, commi 5, 6 e 7 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, denunziata per violazione degli artt. 3, 81, quarto comma, 97, 117, 118, e 119 della Costituzione. Tali norme vengono censurate per le “procedure e le modalità” di accertamento degli eventuali disavanzi sanitari, rimesse alla competenza dei Ministri della sanità, del tesoro e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Il decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, nella legge 16 novembre 2001, n. 405, infatti, recependo l’Accordo Stato-Regioni dell’8 agosto 2001 in materia sanitaria e, costituendo ‘ius superveniens’, ha profondamente modificato, nel senso indicato dalla regione ricorrente, la normativa censurata, che, peraltro, non ha mai avuto applicazione.