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C'è una bella lettera scritta dai presidi e indirizzata proprio alla Presidenza del Senato e a tutti i Capigruppo, in cui si ricorda che i presidi garantiscono l'esercizio di numerosi diritti di rango primario previsti dalla Costituzione: il diritto allo studio, il diritto al lavoro, la libertà di pensiero e di insegnamento, il diritto alla salute. Insomma, i presidi non hanno orario; non si può misurare il lavoro di un preside dalla sola presenza. Il preside, tra l'altro, può avere più sedi scolastiche: in media sono sei i plessi della scuola di cui un preside è responsabile, per cui deve essere presente anche nelle altre sedi, oltre che nel proprio ufficio, magari nel plesso primario. Peraltro, non ci risulta che, oltre allo stipendio di dirigente, percepisca rimborsi per spostarsi nelle differenti sedi della scuola, spesso anche a decine di chilometri di distanza. Essendo un dirigente, lavora per quegli obiettivi che abbiamo esposto ed è quindi libero di gestire al meglio il proprio tempo per raggiungerli, senza venire sottoposto a inutili controlli. Per non parlare dei costi: trattandosi di un provvedimento senza oneri aggiuntivi per lo Stato, la spesa necessaria per acquistare e installare dispositivi di controllo biometrico nelle sole scuole, stimabile in circa 100 milioni di euro, assottiglierà corrispondentemente le risorse ordinarie delle scuole stesse e costringerà i capi d'istituto a chiedere alle famiglie ulteriori contributi liberali. Noi ci auguriamo che questa disposizione non trovi attuazione e che il Senato possa modificarla, visto che è demandata a un successivo decreto, perché sarebbe dannosissimo per l'intero comparto della scuola ridurre chi dirige la scuola a un mero burocrate. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi era mia premura intervenire in quest'Aula per condividere la trasformazione in legge del disegno di legge concretezza in quanto, prima del mandato elettorale, sono stata un dirigente penitenziario, da oltre un ventennio, al vertice di una struttura complessa quale il carcere, appartenente a una pubblica amministrazione. Oggi il Governo del cambiamento compie un passo ulteriore, non più rinviabile, verso quella trasformazione della macchina statale che avevamo promesso ai nostri cittadini. Finalmente, dopo anni, assistiamo a un miglioramento e a un effettivo rinnovamento all'interno della pubblica amministrazione, ottimizzando le risorse, evitando gli sprechi e investendo in tecnologia e merito. Queste sono le parole chiave del disegno di legge concretezza in esame. Più digitale vuol dire meno corruzione. Quando l'economia digitale è trasparente funziona bene, perché tutto è tracciabile. Non solo produce ricchezza, ma la redistribuisce, così come il merito eleva qualitativamente le prestazioni a favore della collettività. Ecco perché vi è necessità di puntare con maggiore decisione sulla pubblica amministrazione digitale e meritocratica e non posso certamente ascoltare interventi in cui si dica che la pubblica amministrazione non è pronta per questa digitalizzazione, non stando al passo con i tempi. In un colpo solo si può sconfiggere la casta, combattere la corruzione, aumentare l'efficienza, eliminare la burocrazia, semplificare i procedimenti, proprio in quest'epoca di trasformazione digitale. Pertanto, non posso che apprezzare i caratteri di concretezza di questo disegno di legge e anche l'istituzione di un Nucleo della concretezza, che certamente non farà venir meno le competenze dell'ispettorato, mentre potrà avere una funzione propulsiva di supporto ai dirigenti, a cui verranno indicate eventuali azioni correttive da intraprendere, proprio al fine di semplificare i procedimenti stessi. La pubblicità on line degli esiti delle visite effettuate da parte di tale Nucleo contribuirà ad evitare il ripetersi di condotte non legittime e a mutuare quelle legittime e virtuose. Il dirigente, in caso di mancata ottemperanza alle indicazioni, potrà risponderne disciplinarmente, ma con questo disegno di legge si cerca di mettere lo stesso dirigente nelle condizioni migliori per poter raggiungere risultati concreti, con specifici stanziamenti inerenti risorse umane e strumentali. A questo proposito, risulta molto importante lo sblocco delle assunzioni in modo da assicurare il turnover all'interno della pubblica amministrazione, per cui ogni pensionato verrà sostituito da un neoassunto, diversamente da ciò che è avvenuto sino ad oggi. Le pubbliche amministrazioni, infatti, non avevano all'interno giovani in quanto la maggior parte dei concorsi erano bloccati. Non si può pensare di far funzionare una macchina così articolata senza fondi, personale e apparecchiature, per cui è necessario garantire un ricambio generazionale mirato e di qualità, dando soprattutto risalto alle figure professionali nuove, che potranno portare a compimento il processo di dematerializzazione e di digitalizzazione, assumendo esperti nell'informatica, nella contrattualistica pubblica e nel controllo di gestione, esperti nell'impiego dei fondi europei. Non possiamo tralasciare, infatti, che oggi molti fondi sono stati restituiti all'Europa proprio per mancanza di figure specializzate. Rilevante è l'istituzione dell'albo nazionale per i componenti delle commissioni esaminatrici, da cui si potrà attingere in maniera trasparente e imparziale, che potrà restare valido per tre anni prorogabili per ulteriori tre anni e, quindi, sarà garantita anche una effettiva rotazione. Né si può far finta di non essere a conoscenza degli innumerevoli episodi di cronaca che attestano una delle piaghe della pubblica amministrazione, e cioè la condotta grave delle attestazioni false in servizio, per cui si ritiene più opportuno, sia per i cittadini, sia per i colleghi dipendenti, prevedere forme di controllo più sofisticate e adeguate ai tempi, così come sistemi di verifica biometrica dell'identità, nonché l'installazione di apparecchi di videosorveglianza, fermo restando che tali strumenti debbono avere carattere non punitivo ma soprattutto preventivo e consentire di avere certezza delle condotte. Il provvedimento al nostro esame serve a tutelare i tanti dipendenti pubblici virtuosi, che rappresentano la maggioranza e che a causa di colleghi disonesti, i cosiddetti furbetti del cartellino, vengono accusati e ingiustamente bollati come fannulloni. Il pubblico dipendente è un soggetto qualificato che gode di una posizione privilegiata basata sul rapporto fiduciario, per cui deve rispettare gli obblighi non solo giuridici ma anche e soprattutto morali. Per questi motivi, non sono accettabili le critiche su questo disegno di legge che mira a rendere la pubblica amministrazione più efficiente, cercando di far star meglio i dipendenti e la collettività tutta. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. NISINI, relatrice . Signor Presidente, vorrei replicare anche se sono un po' in difficoltà, perché nel corso della discussione generale ho sentito parlare degli effetti negativi del provvedimento al nostro esame, quando ancora ne manca l'applicazione.