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Con l'approvazione dei fondi aggiuntivi per la lingua e cultura italiana non faremo altro che aumentare l'interesse per l'Italia all'estero valorizzando e promuovendo il sistema Italia fuori dai confini nazionali e tutto questo a beneficio del made in Italy e dell' export italiano. La nuova logica è sottolineata dall'approvazione di nuove risorse per la rappresentanza degli italiani all'estero, Comites e Consiglio generale degli italiani all'estero. Questi organi istituzionali sono composti da persone che si impegnano volontariamente nelle attività di promozione dell'Italia nel mondo e che hanno avuto così un giusto riconoscimento e supporto per continuare a lavorare in quella direzione. Sono tutti risultati ottenuti grazie al lavoro di squadra portato avanti dal relatore in Commissione, dal Partito Democratico, dagli altri Gruppi di maggioranza e dal Governo. Alcuni temi, però, sono rimasti in sospeso. Fra questi, vi è il reinserimento della tassa Imu per i nostri pensionati all'estero. Indubbiamente è un passo indietro su una norma voluta e attuata dai Governi del Partito Democratico. Su ciò c'è il mio personale impegno e del Partito Democratico affinché il Governo possa trovare una soluzione ai problemi che hanno causato questa decisione. Io sono convinto che dobbiamo andare oltre. L'esenzione o, comunque, una riduzione delle tasse sulla casa per gli iscritti all'AIRE rappresenta un incentivo economico che favorisce flussi di turismo di ritorno e investimenti dei nostri connazionali all'estero, specie in parti del Paese a rischio di spopolamento. Ciò avrebbe un impatto significativamente positivo sul prodotto interno lordo. In altre parole, come dico in genere, le minori entrate fiscali rappresentano un investimento sicuramente più che compensato. Un altro tema su cui dobbiamo riflettere seriamente nel futuro è come riuscire a fare sistema con i giovani ricercatori che operano all'estero. Stanno facendo un ottimo lavoro e ottengono risultati eccellenti. I motivi che li hanno costretti a lasciare il nostro Paese sono strutturali e richiedono tempo per essere risolti. Nel frattempo, però, abbiamo il dovere di aiutarli nel loro lavoro e fare tesoro delle loro conoscenze. Occorre investire, valorizzando il loro lavoro e promuovendo programmi di collegamento per coinvolgerli e renderli partecipi in progetti di collaborazione con le aziende, i centri di ricerca e le università italiane. Signor Presidente, potrei continuare a lungo, ma luogo e tempo ci impediscono di farlo. Spero che tutti riusciamo a trovare nelle prossime settimane l'occasione per riflettere su questi temi con lo stesso spirito con cui abbiamo reperito le risorse per le comunità italiane nel mondo nella legge di bilancio. Intanto, e concludo, posso dire che in questa legge di bilancio è stata fatta una scelta strategica di investimento sugli italiani nel mondo, scelta che deve continuare ad essere coltivata nei prossimi anni con la collaborazione del Ministero degli affari esteri, insieme ad altri Ministeri, fra cui quello per i beni e le attività culturali, dell'istruzione, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. Colleghe e colleghi, credetemi: a beneficiarne non saranno solo le comunità degli italiani nel mondo, ma anche e soprattutto l'Italia ed il futuro dei nostri figli. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Maffoni. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi senatori, siamo ormai prossimi all'approvazione di una manovra finanziaria, oggi come non mai, frutto di un'improbabile intesa che deriva da una maggioranza che non c'è più o forse che non c'è mai stata. Una manovra, colleghi, che mette insieme tutto e il contrario di tutto, ma che tralascia alcuni grandi temi politici che il Governo non ha il coraggio di affrontare. Uno di questi sono gli enti locali. Da qualche anno, una delle più dannose e controverse battaglie che hanno unito i partiti di questa maggioranza è quello dei tagli e della riduzione dei costi della politica, con l'illusoria speranza che questa demagogica idea potesse essere la soluzione di tutti i mali. Negli anni scorsi si è deciso, con una goffa e insensata legge, di eliminare le amministrazioni provinciali, mandando nel caos migliaia di amministratori, specie di piccoli Comuni, che si sono visti totalmente privati del loro primario, se non unico, interlocutore. Questa manovra finanziaria, colleghi senatori, non si discosta per nulla da chi continua a pensare che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale sia un inutile costo della politica e non un elemento essenziale per il funzionamento del Paese. Ben venga quindi la proposta di aumento dell'indennità dei sindaci dei Comuni sotto i 3.000 abitanti: un provvedimento che costerà alla collettività 10 milioni di euro, ma che darà ampio respiro affinché tutti quegli eroici amministratori di piccoli Comuni potranno dedicarsi con maggiore attenzione ai propri piccoli municipi, che altro non sono che uno dei patrimoni della nostra storia. Se si pensa però che la manovra che andremo a votare prevede l'ulteriore proroga del reddito di cittadinanza, che costerà ai contribuenti decine di miliardi di euro, non oso immaginare cosa si sarebbe potuto fare se parte di quei fondi fossero stati destinati ai Comuni e alle amministrazioni locali. La verità, colleghi, è che le amministrazioni comunali, specie quelle piccole, svolgono un ruolo sociale e di fondamentale importanza, un ruolo che negli ultimi anni questo Parlamento ha scordato. Purtroppo con la vostra demagogia e con il vostro attaccamento al palazzo, avete scordato di premiare ed incentivare chi lavora sul territorio per il bene della collettività, premiando invece chi, con il reddito di cittadinanza, vi permette di pensare al bene vostro. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Saponara. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, chi produce PIL e fa girare l'economia, dando anche posti di lavoro, è un bene prezioso per lo Stato, che in quanto Stato dovrebbe, a partire dalla legge di bilancio, premiare e incoraggiare tutte quelle aziende e industrie che si spendono in tal senso. In questa legge di bilancio, approdata finalmente in Aula dopo numerose settimane di balletti tra emendamenti e subemendamenti, si è verificato esattamente il contrario di quello che sarebbe dovuto accadere: si è assistito ad una vera e propria raffica di tassazioni, che sembrano essere state concepite per punire, piuttosto che premiare, tutti quei lavoratori e quelle aziende che quotidianamente mettono il loro impegno e i loro investimenti per favorire l'economia del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è stata l'impressione scorrendo i 119 articoli di cui si compone il disegno di legge di bilancio per il 2020, confermata d'altra parte dai 4.550 emendamenti a esso presentati, di cui oltre 1.700 della maggioranza stessa. E già questo imponeva una riflessione da parte del Governo.