[resaula]

Vorrei tanto poterle chiamare riforme e, invece, ci troviamo purtroppo di fronte ad accordi, ad "accordicchi" presi da una maggioranza, che anche un ragazzino alle prime armi nel diritto civico lo capirebbe, per contemplare tutto e il contrario di tutto ogni volta deve fare compromessi al ribasso. E spesso tali compromessi non esplicitano neppure la volontà dei partiti che supportano la maggioranza, che vengono spesso a subire le dettature che probabilmente arrivano da Bruxelles. Lo ha detto il mio collega Calandrini prima: ma perché non vi guardate in giro? Parlate tanto di Europa, allora guardate cosa fanno in Spagna. In Spagna i balneari sono tutelati perché ritengono le spiagge dei beni e non dei servizi. (Applausi) . Guardate cosa fanno in Germania e in Austria, dove le concessioni idroelettriche vengono continuamente rinnovate infischiandosene dei bandi. Noi italiani, invece, ovviamente dobbiamo subire i Diktat di Bruxelles e mettere subito le concessioni a gara, espropriare i balneari. Per fare cosa? Per fare più efficienza e più concorrenza? No, non è proprio per questo. Vedete, il nostro turismo guarda da sempre alla specificità del nostro Paese. Guarda sempre a quei bar, a quelle spiagge che sono caratteristiche di famiglie espressione dell'individualità italiana. Ebbene, voi vorrete con i nuovi bandi mettere coste, bagni, bar e ristoranti delle nostre spiagge in mano alle multinazionali. Vorreste avere tante Nestlé, tante strutture uguali che non identificano più una provenienza e un territorio, ma rappresentano solamente un interesse e soprattutto un interesse che viene da Paesi stranieri. Ecco quello che il Governo di emergenza nazionale sta facendo. L'emergenza è quella che state provocando con questo Governo, che - lo ribadisco - non rappresenta più come forza parlamentare la maggioranza degli italiani e che, peraltro, non rappresenta più nemmeno le forze che lo sostengono; forze che non hanno il coraggio di dargli la sfiducia perché sanno benissimo che andrebbero a casa. Questa è la drammatica situazione nella quale ci troviamo. Invece di fare riforme di serie C, vorrei allora fare una proposta al vice ministro Pichetto Fratin, che stimo e che so che su questi temi la pensa come me, e contemporaneamente la faccio agli amici della Lega, che certamente non hanno avuto molta soddisfazione nel loro primo Governo Conte nell'approvare il reddito di cittadinanza. Facciamo una riforma che finalmente risponda alle esigenze... (Commenti). PRESIDENTE. Senatore Airola! DE BERTOLDI (FdI) . Stai zitto e lascia parlare la gente. Vergognati! PRESIDENTE. Senatore Airola, non mi costringa a richiamarla formalmente una terza volta. DE BERTOLDI (FdI) . L'educazione di chi vuole insegnare ai giovani a vivere di sostentamenti: questo è il MoVimento 5 Stelle. PRESIDENTE. Senatore De Bertoldi, concluda e si rivolga alla Presidenza. DE BERTOLDI (FdI) . Si vuole insegnare ai giovani a vivere di elemosina di Stato. Noi vogliamo che i giovani vadano a lavorare e si investa nel lavoro e non nel reddito di cittadinanza. Quindi, cari colleghi della Lega, caro vice ministro Pichetto Fratin, facciamo una riforma fatta bene: cancelliamo subito il reddito di cittadinanza; investiamo nelle politiche attive del lavoro, nelle nostre imprese, in chi ha voglia di fare; investiamo nell'educazione dei giovani, che devono imparare che cos'è il sacrificio e il gusto del lavoro e non fare i parassiti a 800 euro e magari guadagnare poi in nero con il sommerso quello che gli manca. (Commenti). PRESIDENTE . Colleghi, cerchiamo di capirci. La Presidenza non consente interruzioni e, soprattutto, epiteti rivolti ai colleghi mentre intervengono. (Commenti del senatore Dessì) . Senatore Dessì, la sto richiamando formalmente. Non mi costringa ad espellerla dall'Aula, per cortesia. Mi pare che sui temi del liberismo e dell'intervento dello Stato stiamo sentendo molte prospettazioni, tutte ugualmente oggetto di discussione e confronto. Prego, senatore De Bertoldi, prosegua pure il suo intervento. DE BERTOLDI (FdI) . La ringrazio, Presidente. Purtroppo certe cose fanno male, fa male esprimere quello che sentiamo dalle nostre imprese. Io provengo da una zona turistica e ogni giorno nel mio Trentino ho baristi, ristoratori, gente che lavora quindici ore al giorno che mi dice queste cose. Poi qui in Aula troviamo gli apostoli del reddito di cittadinanza, con i quali vorrei tanto confrontarmi in campagna elettorale. Venite in campagna elettorale... PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, senatore De Bertoldi. DE BERTOLDI (FdI) . Ribadisco dunque l'invito al vice ministro Pichetto Fratin affinché il Governo abbia il coraggio di andare oltre le mezze riforme. Penso alla riforma del fisco, signor Vice Ministro, una riforma che sta scontentando tutti e che per questo non viene fatta; penso anche alla riforma degli appalti dei lavori pubblici. Sono tante le riforme, dunque, perché forse, con qualche artificio, convincono Bruxelles a erogare le quote del PNRR, ma non convincono e non servono al nostro Paese. Fratelli d'Italia starà sempre con l'Italia, con gli italiani; con quegli italiani che vogliono lavorare e con quelle imprese che vogliono alzarsi alle 5 della mattina e lavorare per far crescere la nostra Nazione. Invitiamo il Governo e, soprattutto, quella parte della maggioranza che apparterrebbe al centrodestra a prenderne atto e a dare una svolta nel segno dell'efficienza e dell'efficacia di un Paese che guarda avanti e insegna ai giovani e alle future generazioni che possiamo ancora farcela, che possiamo ancora essere protagonisti, ma non vogliamo essere assistiti passivamente. Il denaro... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, signori membri del Governo, la legge sulla concorrenza è ovviamente una cosa complicata, che andrebbe fatta annualmente, anche se così non avviene. Essa va a toccare carne viva del Paese, interessi che - è inutile negarlo - sono anche legittimi, di operatori, artigiani, piccoli imprenditori e realtà varie. Penso, ad esempio, alla questione dell'idroelettrico, che ha fatto molto discutere in Commissione: noi abbiamo aperto alle regole di mercato; altri Paesi europei si guardano bene dall'aprire alle regole di mercato la gestione di una risorsa che, soprattutto in tempi di crisi internazionale, militare e energetica, è preziosa. Non sono qui, tuttavia, per parlare delle risorse idroelettriche o di altre questioni. Voglio anch'io intervenire sul tema delle imprese balneari per fare alcune precisazioni e qualche chiarimento. Intanto ringrazio anch'io, come altri colleghi, il viceministro Pichetto Fratin per la pazienza con la quale si è confrontato con i parlamentari - è un dovere del Governo farlo - e anche con le categorie, ma si poteva e si doveva ascoltare di più.