[ddlpres]

Disposizioni in materia di gioco d'azzardo. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ripropone una proposta di legge presentata alla Camera dei deputati a prima firma dell'onorevole Laura Garavini (vedi atto Camera n. 1068). Il testo affronta quella che possiamo a pieno titolo considerare una vera e propria piaga sociale: la dipendenza da gioco d'azzardo. In questo campo l'Italia detiene il triste record europeo per quanto riguarda l'espansione di questa forma di gioco e del suo volume d'affari. Siamo il Paese europeo in cui si gioca di più, ma con una delle legislazioni più arretrate in materia. Durante la XVI legislatura, dal 2008 al 2011, sono intervenute numerose disposizioni legislative, soprattutto inerenti le concessioni per la raccolta dei giochi (tenendo conto che già al 2004 i concessionari delle slot sono considerati esattori per conto dello Stato). Gli ultimi provvedimenti economici adottati in materia di gioco non hanno fatto altro che aumentare l'offerta di giochi e ampliarne le modalità di fruizione. È doveroso precisare che il gioco non è sempre pericoloso. Lo diventa quando in una persona si manifesta un assiduo bisogno di giocare, fino a condizionare ogni ambito della propria vita, con danni gravi alla vita familiare, alle relazioni sociali, all'impegno lavorativo, alla propria situazione economica. Le istituzioni devono impegnarsi, insieme alle organizzazioni dei cittadini, per affrontare e prevenire i costi sociali e sanitari del gioco d'azzardo che secondo le stime sono tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro. Se i giocatori a rischio minimo sono calcolati in almeno due milioni, 800.000 sono le persone ad alto rischio o già dipendenti dal gioco d'azzardo. Il gioco d'azzardo può essere un vero e proprio disturbo psicopatologico, una forma di dipendenza che induce il soggetto alla coazione a ripetere, alla necessità imperante di giocare e a percepire sofferenza se costretto ad astenersi dal gioco. Già dagli anni '80 il gioco d'azzardo patologico è stato inserito fra le dipendenze dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L'Italia, a differenza di altri Paesi, ha aspettato molti anni per adeguarsi alle indicazioni dell'OMS, che vede nel «gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee d'informazione e prevenzione, può rappresentare, a causa della sua diffusione, un'autentica malattia sociale». Un elemento nuovo, che ha generato negli ultimi anni l'espansione di questa grave patologia, è rappresentato dalla comparsa dei giochi on-line: ora chiunque sia in possesso di un computer e di una carta di credito può diventare un potenziale giocatore compulsivo. A cadere nel vizio del gioco sono innanzi tutto i giovani e le fasce di popolazione che si trovano in maggiori difficoltà economiche. Questo è certamente un ulteriore elemento di preoccupazione. Secondo un recente rapporto dell'Associazione Libera dal titolo « Azzardopoli -- il paese del gioco d'azzardo », il gioco d'azzardo costituisce la terza impresa del Paese, con 76,1 miliardi di euro di fatturato legale, «cui vanno aggiunti, con una stima sicuramente approssimata per difetto, i 10 miliardi di quello illegale». Un'industria sempre in attivo, che non risente della crisi, che colpisce il Paese e che non poteva non attirare l'attenzione della criminalità organizzata: sempre secondo Libera, «le mafie sui giochi si accreditano ad essere di fatto l'undicesimo concessionario occulto del Monopolio». L'Associazione Avviso Pubblico -- la rete degli enti locali antimafia che svolge da anni un importante lavoro sui territori in favore del gioco responsabile -- ha formulato alcune proposte e ha cominciato a sperimentare talune misure di tipo educativo e dissuasivo atte a prevenire le patologie da gioco e a favorire il contrasto alle infiltrazioni criminali in tale settore, consapevole del fatto che un ruolo fondamentale, rispetto alle degenerazioni che il gioco manifesta, può essere attribuito all'azione di governo degli enti locali. Avviso Pubblico rileva in tal senso la prima esperienza pilota del comune di Empoli che, insieme alla Asl, alla Polizia di Stato, alla Confesercenti, e ad associazioni che operano nel settore del gioco lecito, ha avviato corsi di formazione rivolti agli esercenti in materia di normative e di dipendenze da gioco, nonché l'approvazione di uno specifico regolamento comunale che sta diventando un modello per molti altri enti locali italiani. Le sale giochi si diffondono a macchia d'olio nei centri urbani, mentre altre attività commerciali chiudono perché non riescono a superare i colpi duri della crisi economica, e le amministrazioni locali non riescono ad intervenire efficacemente per fermare il dilagante fenomeno della dipendenza da gioco d'azzardo. È necessario dare ai sindaci un ruolo attivo nel controllo della diffusione e dell'utilizzo dei giochi, perché senza il contributo di chi può agire avendo la conoscenza diretta del territorio, questa sarebbe una battaglia persa in partenza. Solo le amministrazioni possono realizzare, con adeguati poteri, il controllo del territorio, avere una conoscenza diretta delle criticità presenti nella comunità, tenere contatti diretti con le realtà del terzo settore che possono aiutare il contrasto dei disagi sociali. Per tali ragioni il presente disegno di legge intende introdurre misure più restrittive, per dare strumenti legislativi efficaci anche agli enti locali per il governo dei territori, modificando la normativa nazionale in materia di esercizi commerciali e ridefinendo i poteri delle autorità competenti ai fini dell'autorizzazione dell'esercizio del gioco lecito. Il presente disegno di legge intende intervenire in maniera organica per innovare la disciplina vigente, con misure più efficaci, in grado di affrontare le conseguenze dell'espandersi delle forme di dipendenza patologica da gioco, dovuto al progressivo ampliamento delle proposte di gioco, alla moltiplicazione degli spazi, sia fisici che virtuali, alle martellanti campagne pubblicitarie; per contrastare l'intreccio sempre più perverso tra esercizio dell'attività di gioco e penetrazione della criminalità organizzata, riciclaggio di denaro sporco, racket e usura; per predisporre nuove misure di prevenzione e di repressione del gioco d'azzardo illegale, approntando una regolazione più stringente per il gioco legale; per conferire nuovi poteri alle amministrazioni locali, mediante anche una riforma del sistema sanzionatorio e del sistema di verifica; per rafforzare l'azione di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali connessi al gioco legale e illegale. A tal fine, l'articolo 1 del presente disegno di legge definisce l'oggetto e le finalità della proposta che affronta in modo organico i maggiori fattori di rischio connessi al fenomeno del gioco d'azzardo, con interventi volti a incrementare le risorse in favore della cura del gioco d’azzardo patologico; a predisporre misure volte al rafforzamento della tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili; al divieto di pubblicità e al divieto d'introdurre nuovi giochi con vincite in denaro per la durata di almeno cinque anni;