[pronunce]

Pertanto, per la difesa erariale, «il sindacato di costituzionalità su tali principi dovrebbe essere portato non già sul carattere più o meno dettagliato di ciascuna singola disposizione, ma sulla sussistenza o meno delle esigenze unitarie che hanno giustificato l'insieme dei principi-regole». Ciò premesso, l'Avvocatura dello Stato, da un lato, afferma, che il legislatore statale ha, nella specie, correttamente esercitato la funzione di coordinamento della finanza pubblica e, dall'altro, nega che il comma 198 possa definirsi quale disposizione di dettaglio, data la rilevanza della spese per il personale sul totale della spesa delle amministrazioni pubbliche. L'Avvocatura osserva che la ricorrente, del resto, non censura il comma 200, riguardante la contrattazione collettiva integrativa, i cui oneri sono a carico dello Stato. Il comma 198 sarebbe, in ogni caso, rispettoso delle autonomie, dal momento che esso lascia spazio all'adozione delle misure necessarie a garantire il conseguimento degli obiettivi generali di finanza pubblica e richiede a dette autonomie un contributo ridotto nel contenimento della spesa per il personale, nel quadro di una manovra coinvolgente l'intero settore pubblico. L'Avvocatura sottolinea anche che il comma 198 ha operato solo per il 2006, rivelandosi cosí una norma transitoria che potrebbe risultare immune dalle proposte censure. Quanto alle censure relative al comma 203, la difesa erariale osserva che tale disposizione si limita a stabilire che il comma 198 costituisce rafforzamento dell'intesa ivi menzionata, la quale viene, pertanto, confermata. 22. – La Provincia autonoma di Trento svolge argomentazioni analoghe a quelle della Regione Trentino-Alto Adige, di cui al punto 19. 22.1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri svolge argomentazioni identiche a quelle illustrate nella memoria depositata nel giudizio promosso dalla Provincia autonoma di Bolzano, di cui al punto 17.1. 23. – La Regione Friuli-Venezia Giulia svolge considerazioni analoghe a quelle della Regione Trentino-Alto Adige, di cui al punto 19. 23.1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri richiama la memoria depositata nel giudizio promosso con il ricorso della Regione Emilia-Romagna, precisando, quanto all'evocato art. 48 dello statuto speciale, che questo non si discosta dal parametro offerto dall'art. 119, secondo comma, Cost., e che la competenza primaria attribuita alla Regione dall'art. 4, numero 1-bis, dello statuto è fuori discussione e non è contrastata o contraddetta dalle disposizioni censurate. 24. – Il Presidente del Consiglio ha depositato altresí memoria nei giudizi promossi con i ricorsi della Regione Valle d'Aosta, della Regione Siciliana e della Regione Piemonte. 24.1. – Nella prima memoria, la difesa erariale ribadisce l'inammissibilità delle questioni relative a disposizioni diverse dai commi 198, 199, 203 e 206, per carenza di specifiche censure; nel merito, precisa che il richiamo della ricorrente alla competenza statutaria di cui all'art. 3, lettera f), non sottrae affatto la Regione alla potestà del Parlamento nazionale in materia di coordinamento della finanza pubblica. 24.2. – Nel giudizio promosso dalla Regione Siciliana, l'Avvocatura precisa che la doglianza relativa al comma 198 risulta formulata in modo incompleto, dal momento che essa non coinvolge il comma 610, e che non è comunque in discussione lo stato giuridico ed economico degli impiegati e dei funzionari della Regione, posto che il contenimento della spesa per il personale può essere ottenuto senza toccare detto stato. 24.3. – Nel giudizio promosso dalla Regione Piemonte, l'Avvocatura ribadisce l'eccezione di inammissibilità della questione relativa al comma 201, riferibile solo agli enti locali e per di più volto ad accrescere l'autonomia degli stessi. Nel merito, contesta l'affermazione della ricorrente, secondo cui il comma 198 non terrebbe conto di eventuali esigenze temporanee o di programmi specifici, osservando che il citato comma non vieta rapporti a tempo determinato o flessibili, ma pone un limite quantitativo alle spese di personale, con un criterio generale indipendente dalla tipologia dei rapporti. Quanto alla denunciata violazione dell'art. 118 Cost., la difesa erariale rileva che qualsiasi limite di spesa determina la necessità di adeguamenti e che l'assunto della ricorrente, se condiviso, condurrebbe a negare in radice ogni intervento di coordinamento della finanza nel settore pubblico.1. – I giudizi di legittimità costituzionale di cui in epigrafe sono stati promossi da sei Regioni a statuto ordinario (Toscana, Veneto, Piemonte, Campania, Liguria, Emilia-Romagna), da quattro Regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Regione Siciliana, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Friuli-Venezia Giulia) e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. Essi hanno per oggetto vari commi dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006), tra i quali, per quanto qui interessa, i commi da 198 a 206. 1.1. – Le ricorrenti Regioni a statuto ordinario censurano il comma 198 in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 119 della Costituzione, perché tale comma, ponendo per il triennio 2006-2008 un limite alla spesa per il personale (in misura pari a quella dell'anno 2004, ridotta dell'uno per cento), avrebbe un contenuto specifico e puntuale e non costituirebbe un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, cosí da ledere l'autonomia finanziaria regionale. La Regione Piemonte deduce anche la violazione degli artt. 3, 97, 114 e 118 Cost.; la Regione Veneto, pur senza evocare espressamente l'art. 3 Cost., denuncia la irrazionalità del vincolo alla spesa per il personale, in quanto esso riguarda tutte le tipologie di rapporto di lavoro; le Regioni Liguria, Campania ed Emilia-Romagna, denunciando il contrasto del comma 198 con gli artt. 117 e 119 Cost., evidenziano l'incidenza del limite imposto sul dimensionamento del personale e, quindi, sulla materia dell'organizzazione regionale e degli enti regionali, attribuita dalla Costituzione alla competenza legislativa residuale delle Regioni. 1.2. – Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome ricorrenti assumono che il comma 198 si applica anche nei loro confronti e censurano tale comma per violazione, oltre che degli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., anche delle norme statutarie che attribuiscono loro potestà legislativa in materia di ordinamento finanziario, di organizzazione degli uffici, di ordinamento degli enti locali.