[sommcomm]

- appare necessario respingere la tentazione di assumere a sistema' il volontariato (anche qualificato), da ultimo facendo leva su un malinteso diritto all'eredità culturale e sulla responsabilità individuale e collettiva della sua conservazione, per compiti istituzionali come la tutela dei beni culturali, con il rischio di disapplicare l'esplicito mandato costituzionale, di cui all'articolo 9 della Costituzione; preso atto delle posizioni espresse dai soggetti auditi riconducibili al mondo del volontariato e delle professioni nei beni culturali; impegna il Governo: ad applicare il principio che il lavoro subordinato deve sempre essere retribuito, per garantire l'esistenza libera e dignitosa delle persone, di cui all'articolo 36 della Costituzione. La mancanza di regolamentazione delle professioni e del volontariato nel settore dei beni culturali ha invece prodotto veri e propri " riders della cultura" per i quali, a differenza di quelli delle consegne a domicilio, sembra ancora lontano il riconoscimento dei diritti fondamentali. Lo sfruttamento dei professionisti arriva al punto, oggi, di costringerli a passare per volontari, così mortificando chi ha fatto studi superiori per molti anni e acquisito professionalità sul campo, quasi che titoli ed esperienza siano un motivo di esclusione invece che una opportunità.