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E una conferma arriva anche da Camillo Bertocchi, sindaco di Alzano: "Sono stato sommerso di telefonate per questa cosa". La "cosa" era la dichiarazione di "zona rossa" che la Val Seriana si aspettava, ma che non è mai arrivata perché confluita nella zona arancione attribuita a tutta la Lombardia l'8 marzo. Dall'altro capo del telefono, e non solo con Bertocchi, ma anche con gli altri sindaci, compreso quello del capoluogo Giorgio Gori, spesso c'erano amministratori dei più grandi complessi industriali della zona, a partire da Piero Persico, titolare dell'omonima azienda, leader nella produzione di natanti. Ma nella zona insistono altri colossi, come la Brembo, 2,6 miliardi di euro di fatturato, che ha relazioni molto intense con la Cina, la Tenaris e la Abb. Per non parlare della miriade di piccole e medie aziende. Molte hanno perfino cambiato il codice Ateco (quello attribuito dalle Agenzie delle entrate ad ogni settore merceologico) per provare a rientrare tra quelle ritenute essenziali e quindi non interrompere la produzione, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro in indirizzo vogliano avviare le opportune verifiche, al fine di fornire chiarimenti sui fatti riportati in premessa; se non ritengano di estrema gravità che la Regione Lombardia, incoraggiata da Confindustria e dai politici locali, abbia anteposto interessi economici al preminente interesse alla salute. Atto n. 4-03122 URSO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta all'interrogante: Infratel, in data 17 marzo 2020, ha dato comunicazione dell'avvio del progetto "Wi-Fi Italia Ospedali", attraverso il quale procederà alla fornitura e installazione fino a 5.000 access point Wi-Fi negli ospedali pubblici, che ne possono fare richiesta; il comunicato introduce l'iniziativa "nell'ambito del progetto Piazza Wi-Fi Italia", progetto per la dotazione di hot spot gratuiti outdoor rivolto ai comuni italiani, per il quale Infratel ha lanciato una gara il 28 giugno 2019 sulla fornitura, installazione, esecuzione di servizi di gestione e manutenzione di reti Wi-Fi sul territorio italiano e che ha visto l'aggiudicazione di tutti i lotti da parte di TIM (e, come fornitore, di Huawei); il comunicato inserisce, inoltre, l'azione "nel progetto Solidarietà Digitale", realizzata dal Ministro per l'innovazione tecnologica con il supporto tecnico dell'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), che ha l'obiettivo di ridurre l'impatto sociale ed economico delle misure nelle aree territoriali soggette a restrizioni, avvalendosi di servizi e soluzioni innovativi offerti gratuitamente dagli operatori del settore; in data 31 marzo il Sottosegretario allo Sviluppo economico Liuzzi, in un post pubblicato sul suo profilo personale di "Facebook", dichiarava che "grazie a dei risparmi di gara che ammontano a 15,9 milioni di euro, abbiamo approvato un nuovo "Piano Wi-Fi Italia" per impegnare queste risorse destinandole principalmente alle infrastrutture sanitarie e dei trasporti (porti e ferrovie)"; non è dunque chiaro se tale iniziativa sia stata finanziata tramite il progetto Wi Fi Italia o se sia una donazione gratuita nell'ambito del progetto "Solidarietà Digitale"; non è, soprattutto, chiaro con quale procedura si avvenuta tale disposizione, che di fatto dà accesso a un operatore di rete e al suo fornitore ad una infrastruttura critica, quale la rete di una struttura sanitaria, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di controllo e supervisione intenda assumere nei confronti di Infratel e dell'iniziativa "Wi Fi Italia". Atto n. 4-03123 DE FALCO FATTORI Al Ministro della salute Premesso che: stanno emergendo, grazie ad inchieste della stampa, situazioni terribili riguardanti il Pio Albergo Trivulzio (PAT) di Milano, ma anche molte altre case di riposo non solo lombarde; nella cosiddetta "Baggina" sembrerebbe sia stata a lungo negata ogni ipotesi di possibile contagio, e anzi, imposto il silenzio a operatori sanitari e medici, minacciati di sanzioni qualora avessero anche solo indossato una mascherina per limitare la diffusione del Coronavirus; i dati evidenziano un aumento di mortalità rispetto al 2019 che sarebbe, però, inspiegabile se non con la diffusione del contagio tra gli ospiti della struttura; il fenomeno, già evidente a marzo, nonostante il blocco degli ingressi deciso dalla direzione del PAT, non si è fermato ad aprile, ed anzi si è accentuato, con almeno 30 persone morte in pochissimi giorni; sempre notizie di stampa danno risalto alle testimonianze di parenti delle persone ospitate dal PAT e dimesse senza alcun tampone, e considerate "in buona salute" contro ogni evidenza medica; il Ministero della salute ha annunciato un'ispezione, mentre la magistratura sta indagando, ma non sembra che il fenomeno sia localizzato solo a Milano, dove, però, la stessa Regione ha, con deliberazione dell'8 marzo 2020 stabilito la possibilità di utilizzare posti letto per malati COVID-19, determinando in questo modo focolai di contagio; sembrerebbe in generale che le RSA e le altre strutture che ospitano anziani siano state considerate quasi perse nella guerra contro il virus , con una scelta di sacrificare, o comunque di mettere a rischio, la vita delle persone anziane ospitate, oltre a quella degli operatori sanitari, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza, oltre le ispezioni già decise, intenda prendere il Ministro in indirizzo per evitare che la strage di anziani continui e si accentui in tutto il territorio nazionale; se non intenda, per quanto di competenza, intervenire per sospendere quei dirigenti degli istituti come il PAT che sembrano aver dimostrato disprezzo per ogni buona pratica, e interesse solo a coprire le loro responsabilità, arrivando a negare la stessa esistenza del virus . Atto n. 4-03124 NASTRI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" il 23 febbraio 2020, la percentuale dei decreti attuativi di norme legislative messi a punto in questi ultimi mesi è ferma all'1,2 per cento, ovvero soltanto 2 decreti sono arrivati al traguardo, rispetto ai 169 previsti (di cui 22 scaduti); il lavoro di attuazione legato alle riforme economiche previste dal Governo Conte II risulta pertanto praticamente immobile ed inoltre, sostiene il quotidiano economico, analizzando nel dettaglio soltanto tre normative prese in considerazione dal rating , risulta ad esempio che, per il decreto cybersecurity (che ha 8 provvedimenti da attuare), soltanto un decreto attuativo sia stato emanato sul versante fiscale, così come per la legge di bilancio per il 2020, è stato pubblicato soltanto un provvedimento di attuazione, sui 124 complessivamente previsti; tali ritardi, evidenzia ancora l'articolo, oltre ad aumentare il numero dei decreti già scaduti che risalgono agli anni precedenti, contribuiscono a rallentare il processo legislativo, notoriamente complesso e lungo, che coinvolge numerosi attori, fra i quali principalmente i Ministeri;