[pronunce]

La legge n. 662 del 1996, oggetto di quelle pronunce, conteneva una delega alla delegificazione per il riordino di giochi e scommesse relativi alle corse dei cavalli ed era stata censurata dal giudice a quo perché non indicava espressamente i soggetti passivi dell'imposta. La Corte, nel dichiarare non fondata la questione così sollevata, ha precisato che, in quella fattispecie, la mancata indicazione – nella legge di delegazione – dei soggetti passivi dell'imposta non comportava violazione dell'art. 23 Cost., perché tali soggetti, trattandosi di una delega legislativa volta al «riordino» della materia, dovevano desumersi dalla legislazione preesistente. In particolare, le suddette pronunce si fermano a tale precisazione e non procedono alla ricognizione in concreto dei soggetti passivi che la preesistente disciplina sottoponeva ad imposta. L'ordinanza n. 359 del 2005 osserva anzi, al riguardo, che il giudice rimettente non aveva neppure provveduto ad individuare i soggetti passivi dell'imposta. La questione ora sottoposta al sindacato di costituzionalità riguarda, invece, i soggetti passivi d'imposta espressamente indicati nella legislazione delegata (d.lgs. n. 504 del 1998), la quale, come sopra rilevato, si è limitata a prendere atto della tassabilità dei concessionari, in quanto, nel sistema legislativo da riordinare, era già possibile ricorrere a gestori delle scommesse diversi da CONI, UNIRE e Ministero ed assoggettarli ad imposta. 6. – La questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, lettera b), numero 2, del d.lgs. n. 504 del 1998, nonché dell'art. 1, comma 2, della legge n. 288 del 1998, nella parte in cui determinano l'ammontare dell'imposta unica sulle scommesse in base a formule e parametri fissati allo scopo di provvedere il CONI delle necessarie risorse finanziarie, per violazione dell'art. 53 Cost., in quanto svincolati dalla capacità contributiva dei soggetti passivi, è manifestamente inammissibile. 6.1. – È infatti da rilevare che l'ordinanza di rimessione, dopo avere riportato la tesi della società ricorrente in merito alla violazione dell'art. 53 Cost., testualmente aggiunge: «Però le questioni relative alle quote di prelievo per il CONI comprese la loro qualificazione giuridica, esulano dalla controversia all'esame, la quale ha per oggetto solamente un accertamento in materia d'imposta unica, originariamente notificato dall'Agenzia delle entrate. La trattazione dell'eccezione sollevata con riferimento alla capacità contributiva, nei termini sopra esposti, è preclusa alla Commissione tributaria, in questa sede. La Commissione deve limitarsi a valutare il processo che determina il solo calcolo dell'imposta unica». Da quanto richiamato emerge la contraddittorietà della posizione assunta dalla Commissione che, pur partendo dalla impossibilità della trattazione della eccezione di incostituzionalità sollevata dalla parte e, quindi, dall'irrilevanza della stessa nella controversia principale, conclude per l'accoglimento dell'eccezione stessa. Da ciò la manifesta inammissibilità della questione proposta.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, lettera b), numero 2, del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504 (Riordino dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 288), sollevata, in riferimento all'art. 23 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Pistoia con l'ordinanza in epigrafe; dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 288 (Delega al Governo per la revisione della disciplina concernente l'imposta sugli spettacoli e l'imposta unica di cui alla 1egge 22 dicembre 1951, n. 1379), sollevata, in riferimento agli artt. 23 e 76 della Costituzione, dalla medesima Commissione tributaria provinciale con l'ordinanza in epigrafe; dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del citato d.lgs. n. 504 del 1998, sollevata, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dalla stessa Commissione tributaria provinciale di Pistoia con l'ordinanza in epigrafe; dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, lettera b), numero 2, del citato d.lgs. n. 504 del 1998, nonché dell'art. 1, comma 2, della legge n. 288 del 1998, sollevata, in riferimento all'art. 53 della Costituzione, dalla predetta Commissione tributaria provinciale con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 ottobre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 ottobre 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA