[pronunce]

Ma, neanche a seguito di ciò, alcuna iniziativa era stata assunta per realizzare la prescritta intesa con la provincia al fine della individuazione dei beni di spettanza provinciale non compresi nel precedente elenco, che si sarebbero dovuti inserire in un successivo elenco integrativo, ai sensi del primo comma dell'art. 11 del d.P.R. n. 115 del 1973, espressamente richiamato dal quinto comma dell'art. 29 del d.P.R. n. 381 del 1974. Il Presidente della provincia autonoma di Bolzano aveva, infine, notificato, in data 21 aprile 1999, un atto di diffida al Ministro dei lavori pubblici, all'amministratore dell'ANAS, nonché al dirigente amministrativo del compartimento della viabilità del Trentino-Alto Adige dell'ANAS, invitandoli a provvedere alla esecuzione della richiamata disciplina del d.P.R. n. 381 del 1974 entro il termine di trenta giorni. A tale atto di diffida hanno risposto l'ANAS - Direzione generale - con la nota prot. n. 1117 del 20 maggio 1999 e l'ufficio di Bolzano con la nota prot. n. 2169, recante la stessa data. Nelle note che la provincia impugna, si afferma che continua ad essere operante un ufficio ANAS di Bolzano, per esercitare nel territorio provinciale le funzioni assertivamente residue dell'ente, e la vigilanza sulla rete autostradale delle regioni del Nord Est, e che l'ANAS ha mantenuto nella propria disponibilità gli immobili utili alle funzioni residue, non delegate dal decreto legislativo n. 320 del 1997 (funzioni in realtà, secondo la provincia, inesistenti, in quanto le uniche funzioni che l'art. 19, secondo comma, del d.P.R. n. 381 del 1974, come modificato dal d.lgs. n. 320 del 1997, mantiene allo Stato, e cioè quelle in materia di autostrade, non riguardano la provincia in questione, poiché l'autostrada del Brennero non è statale, ma privata, appartenendo ad una S.p. A. cui partecipa la provincia). I descritti comportamenti, secondo la provincia ricorrente, violerebbero, oltre le proprie specifiche competenze, il principio di leale cooperazione - che trova fondamento nell'art. 5 della Costituzione, ed è fondamentale principio di regolazione dei rapporti fra Stato, regioni e province autonome - soprattutto con riferimento alla mancata intesa per la redazione di un elenco integrativo dei beni da trasferire. Quanto alla circostanza che il conflitto riguarda materia delegata, la ricorrente richiama la giurisprudenza costituzionale che ha considerato ammissibile il conflitto anche in tali materie, purché si tratti di delega devolutiva, quale sarebbe la delega in questione caratterizzata dalla mancanza di poteri concorrenti rimasti allo Stato, e che costituirebbe una necessaria integrazione di funzioni proprie della provincia. 2. - Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, con il patrocinio dell'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per la inammissibilità del ricorso, non essendo stato impugnato alcun atto dello Stato, e non potendosi, in particolare, considerare tali le due note dell'ANAS indicate nel ricorso, che costituirebbero semplici comunicazioni. Nel merito, l'Avvocatura ha richiesto la dichiarazione di manifesta infondatezza del ricorso. 3. - Con ricorso depositato in data 22 novembre 1999 (r. confl. n. 39 del 1999) , la stessa provincia autonoma ha sollevato altro conflitto di attribuzione, strettamente collegato al precedente, riprendendo i rilievi già svolti in esso, ed, inoltre, impugnando la nota dell'ANAS - ufficio speciale per le Autostrade di Bologna - del 13 settembre 1999, prot. n. 3478, diretta, tra gli altri soggetti, ad "ANAS - Sezione staccata di Bolzano dell'ufficio speciale Autostrade di Bologna -, contenente la convocazione ad una riunione da tenersi a Bologna il 23 settembre 1999, nel cui ordine del giorno figura, al primo posto, la "istituzione della sezione staccata di Bolzano", e nella quale si preannuncia una illustrazione di compiti della suddetta sezione; nonché la successiva nota dello stesso ufficio, pervenuta alla provincia il 24 settembre 1999, avente ad oggetto "sezione staccata di Bolzano", ed il provvedimento, non portato a conoscenza della provincia, ma citato nella predetta nota n. 6124 del 23 marzo 1999, con il quale è stata istituita preso la sede ANAS di Bolzano una sezione staccata dell'ufficio speciale Autostrade di Bologna, con il compito di esercitare la vigilanza su diversi tratti autostradali, fra cui anche quello della "Autostrada del Brennero S.p. A.". Tali atti sono, ad avviso della provincia, lesivi delle proprie attribuzioni costituzionali sotto un duplice profilo: anzitutto, perché con essi viene ribadita la permanente esistenza di un ufficio ANAS di Bolzano, presso la cui sede, infatti, è stata anche istituita la sezione staccata di Bolzano dell'ufficio speciale Autostrade di Bologna. Il secondo profilo attiene, appunto, alla istituzione di quest'ultima sezione staccata di Bolzano, che appare singolare alla ricorrente, la quale rileva, al riguardo, che la località prescelta è del tutto eccentrica rispetto al baricentro della rete autostradale del Nord Est d'Italia: sicché, a suo avviso, il vero intento di tale istituzione sarebbe quello di costituire un paravento per cercare di giustificare la permanenza in Bolzano anche del locale ufficio ANAS, cioè del compartimento ANAS di Trento con sede in Bolzano, in realtà non soppresso. Quanto meno, osserva conclusivamente la provincia, l'istituzione della nuova sezione di cui si tratta avrebbe dovuto essere preceduta da una procedura collaborativa fra l'ANAS e la provincia stessa. 4. - Anche in tale giudizio si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, che ha concluso per la inammissibilità anche di tale ricorso, per non essere stato impugnato alcun atto dello Stato, e per non configurarsi, nella specie, un vero e proprio conflitto, sotto il profilo di una lamentata lesione di competenze della provincia, ma solo il rilievo del mancato conferimento di beni sui quali la ricorrente assume di avere un diritto. Nel merito, il ricorso sarebbe infondato in quanto, per un verso, il compartimento ANAS di Trento è stato effettivamente soppresso, mentre l'ufficio dell'ANAS attualmente esistente in Bolzano ottempererebbe solo alle necessità di interrelazione con entrambe le province competenti per territorio; per altro verso, la operatività attuale della sezione staccata dell'ufficio speciale per le Autostrade con competenza per le regioni del nord est si giustificherebbe in relazione alla necessità di continuare ad esercitare le funzioni residue, che non potrebbero essere autonomamente dismesse. Quanto agli immobili rivendicati, l'Avvocatura osserva che l'ANAS ha mantenuto nella propria disponibilità gli immobili non strumentali alle funzioni trasferite, con una valutazione derivata dall'esame della situazione di fatto esistente alla data del trasferimento. La documentazione disponibile riferita ai beni indicati come strumentali, come quella relativa ai lavori in corso, è stata consegnata.