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A.3.2.1.2 METODO DI MISURA PER APPARATI DOTATI DI CONNETTORE DI ANTENNA La misura deve essere eseguita con il trasmettitore in funzione. Al terminale di ingresso del ricevitore deve essere applicato un segnale modulato con modulazione normale di prova (Sezione A.2.1), di frequenza uguale alla frequenza nominale del ricevitore. Al terminale di uscita del ricevitore debbono essere collegati un carico ad audiofrequenza ed un distorsiometro, comprendente un filtro elimina-banda ad 1 kHz e la rete di pesatura psofometrica indicata nella Sezione A.3.2.1.1. Dove possibile, il controllo di volume del ricevitore deve essere regolato per avere una potenza pari al 50% della potenza nominale di uscita (Sezione A.2.2); nel caso in cui il controllo di volume e' di tipo discreto, questo deve essere regolato sulla prima posizione in grado di fornire una potenza almeno pari al 50% della potenza nominale di uscita. Il livello del segnale di prova in ingresso deve essere regolato fino ad ottenere un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB; il livello del segnale di prova in ingresso in tali condizioni e' il valore della massima sensibilita' utile. La misura deve essere effettuata sia nelle condizioni normali di prova (Sezione A.1.3) sia nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4) A.3.2.1.3 METODO DI MISURA PER APPARATI EQUIPAGGIATI CON UNA ANTENNA INCORPORATA La misura deve essere eseguita con il trasmettitore in funzione. Nel campo di misura specificato nella Sezione A.2.6, l'apparato in prova deve essere posto sul supporto nella condizione seguente: a) nel caso di apparato con antenna interna, questo deve essere disposto verticalmente in modo tale che l'asse dell'apparato, che nella posizione normale di funzionamento e' il piu' vicino alla verticale, sia perpendicolare al suolo; b) nel caso di apparato con antenna esterna rigida, l'antenna deve essere verticale; c) nel caso di apparato con antenna esterna non rigida, l'antenna deve essere tesa verticalmente verso l'alto per mezzo di un supporto non conduttore. L'antenna di misura (Sezione A.2.6.2) deve essere posta ad una distanza conveniente dal ricevitore sotto misura. Il segnale di prova, fornito all'antenna di misura dal generatore di segnale di prova, deve avere frequenza uguale alla frequenza nominale del ricevitore e deve essere modulato con modulazione normale di prova (Sezione A.2.1). Al terminale di uscita del ricevitore debbono essere collegati un carico ad audiofrequenza ed un distorsiometro, comprendente un filtro elimina-banda ad 1 kHz ed la rete di pesatura psofometrica indicata nella Sezione A.3.2.1.1. Dove possibile, il controllo di volume del ricevitore deve essere regolato per avere una potenza pari al 50% della potenza nominale di uscita; nel caso in cui il controllo di volume e' di tipo discreto, questo deve essere regolato sulla prima posizione in grado di fornire una potenza almeno pari al 50% della potenza nominale di uscita. Il livello del segnale di prova in ingresso deve essere regolato fino ad ottenere un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB. Questa operazione deve essere ripetuta, facendo subire al ricevitore una rotazione di 360 gradi attorno al proprio asse, fino ad ottenere il piu' piccolo valore del segnale di uscita del generatore di prova che permetta di avere un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB. Mantenuta a questo livello l'ampiezza di uscita del generatore di prova, si sostituisce al ricevitore in prova l'antenna di sostituzione, connessa ad un ricevitore di misura calibrato, e si prende nota dell'intensita' del campo elettromagnetico, espressa in dB rispetto ad 1 uV/m. Tale valore di campo elettromagnetico e' la massima sensibilita' utile. A.3.2.1.4 LIMITI Nel caso di stazioni mobili equipaggiati con un connettore di an- tenna, la massima sensibilita' utile non deve superare il livello di -113 dBm nelle condizioni normali di prova (Sezione A.1.3) e di -110 dBm nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4). Nel caso di stazioni mobili equipaggiati con una antenna incorporata, la massima sensibilita' utile, espressa come valore di campo elettromagnetico, non deve superare il valore di 26 dBuV/m. Tale valore puo' subire un degrado di 3 dB nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4). Nota: per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata la misura nelle condizioni estreme di prova non e' obbligatoria. Per le stazioni mobili di Classe 4, indipendentemente dal fatto che siano equipaggiate o meno con una antenna incorporata, e' ammesso, per la sensibilita', un degrado di 3 dB ai limiti sopra indicati. Se pero' la stazione mobile e' installata in un veicolo in configurazione tale da cambiare la sua Classe, allora la sensibilita' dell'intero nuovo sistema ricevente, cosi' ottenuto, deve essere conforme ai limiti piu' stringenti sopra riportati. A.3.2.2 PROTEZIONE CONTRO LE RISPOSTE PARASSITE A.3.2.2.1 DEFINIZIONE Per attenuazione delle risposte parassite si intende una misura della capacita' del ricevitore ad operare una discriminazione tra il segnale utile modulato, sulla frequenza nominale, ed un segnale disturbante su qualunque altra frequenza, in corrispondenza della quale si presenta in uscita al ricevitore una risposta. A.3.2.2.2 METODO DI MISURA All'ingresso del ricevitore debbono essere applicati due segnali per il tramite di una opportuna rete combinatoria (Sezione A.6). L'impedenza presentata all'ingresso del ricevitore deve essere 50 ohm. Il segnale utile, alla frequenza nominale del ricevitore, deve essere modulato con la modulazione normale di prova (Sezione A.2.1). Il segnale disturbante deve essere modulato da un tono a 400 Hz con una deviazione di frequenza di picco pari a +/- 5,7 kHz. Inizialmente il segnale disturbante non va applicato, mentre l'ampiezza del segnale utile in ingresso deve essere regolata ad un livello tale da ottenere in uscita un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB (con un filtro psofometrico). Si applica successivamente il segnale disturbante la cui ampiezza deve essere regolata ad un livello di -33 dBm. La frequenza deve quindi essere variata nell'intervallo di frequenze da 100 KhZ A 2000 MHz. In corrispondenza ad ogni frequenza per cui si ottiene una risposta del ricevitore, il livello di ingresso del segnale disturbante deve essere regolato fino a che, in uscita al ricevitore, il rapporto S+N+D/N+D risulti ridotto (con un filtro psofometrico) da 20 a 14 dB. La protezione contro le risposte parassite e' quindi espressa dal rapporto in dB tra il livello del segnale utile ed il livello del segnale disturbante all'ingresso del ricevitore per i quali si verifica la suddetta riduzione del rapporto S+N+D/N+D. Per le stazioni mobili equipaggiate con una antenna incorporata la misura deve essere effettuata con le metodologie sopra descritte utilizzando il dispositivo di accoppiamento specificato nella Sezione A.2.5.