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« può destinare un ammontare pari al due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a favore dei partiti politici iscritti nella seconda sezione del registro di cui all'articolo 4, indicando altresì il partito politico scelto al fine della ripartizione ai sensi del comma 2 del presente articolo »; 2 al comma 2, primo periodo, le parole: « Le destinazioni di cui al comma 1 sono stabilite esclusivamente sulla base delle scelte » sono sostituite dalle seguenti: « La quota dell'imposta sul reddito delle persone fisiche complessivamente destinata dai contribuenti ai sensi del comma 1 è ripartita tra i partiti politici in proporzione alle scelte »; 3 al comma 4, le parole: « 25,1 milioni di euro » sono sostituite dalle seguenti: « 45,1 milioni di euro »; 4 al comma 6, le parole: « nuovamente riversate all'entrata del bilancio dello Stato » sono sostituite dalle seguenti: « ripartite, in proporzione ai voti di lista conseguiti, tra i partiti iscritti nella seconda sezione del registro di cui all'articolo 4 che abbiano ottenuto nelle ultime elezioni della Camera dei deputati almeno il 2 per cento dei voti di lista validi ». 2 Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per i rapporti con il Parlamento, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2014, sono adottate le modifiche necessarie al fine di adeguarlo alle disposizioni di cui al presente articolo, stabilendo altresì le modalità di trasmissione all'Agenzia delle entrate dei dati relativi ai partiti iscritti nella seconda sezione del registro di cui all'articolo 4 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, che abbiano conseguito, nelle ultime elezioni della Camera dei deputati, almeno il 2 per cento dei voti di lista validi. 4 (Delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle disposizioni concernenti i partiti e movimenti politici) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante un testo unico delle disposizioni di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione concernenti i partiti e i movimenti politici, nel quale, con le sole modificazioni necessarie al coordinamento normativo, sono riunite le disposizioni di cui alla presente legge e le altre disposizioni legislative vigenti, comprendendovi, in particolare, quelle riguardanti le seguenti materie: a trasparenza e democraticità dei partiti e dei movimenti politici nonché delle fondazioni, delle associazioni e dei comitati a essi equiparati, anche con riguardo alla disciplina della contribuzione volontaria e indiretta, tra cui, in particolare, le disposizioni vigenti contenute nella legge 2 maggio 1974, n. 195, nella legge 18 novembre 1981, n. 659, nella legge 2 gennaio 1997, n. 2, nella legge 3 giugno 1999, n. 157, nella legge 6 luglio 2012, n. 96, nel decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, e nella legge 9 gennaio 2019, n. 3; b pubblicità delle spese per le campagne elettorali, di cui alla legge 10 dicembre 1993, n. 515; c pubblicità della situazione patrimoniale dei titolari di cariche elettive, di cui alla legge 5 luglio 1982, n. 441; d svolgimento delle campagne elettorali, di cui alla legge 4 aprile 1956, n. 212, alla legge 24 aprile 1975, n. 130, al decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 febbraio 1985, n. 10, alla legge 10 dicembre 1993, n. 515, alla legge 22 febbraio 2000, n. 28, e alla legge 6 novembre 2003, n. 313. 2 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a coordinare, sotto il profilo formale, il testo delle disposizioni legislative vigenti apportando le modifiche opportune per garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa; b assicurare l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina; c aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; d indicare esplicitamente le norme abrogate, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile. 3 Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministri competenti, previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato. 4 Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. 5 Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari di cui al comma 4, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni parlamentari sono espressi entro dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati. 6 Qualora i termini per l'espressione dei pareri parlamentari di cui ai commi 4 e 5 scadano nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine di delega previsto dal comma 1 o successivamente, quest'ultimo è prorogato di novanta giorni. 7 Il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo adottato ai sensi del comma 1 entro un anno dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e secondo la procedura di cui al presente articolo. 5 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 3, pari a 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede a valere sulle maggiori risorse derivanti da interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica. 2 Entro il 31 dicembre 2022 sono adottati provvedimenti regolamentari e amministrativi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica tali da assicurare minori spese per 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023.