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noi sì, noi possiamo e dobbiamo farla, perché lo stato di emergenza - lo dico a chi ci ascolta, a quei pochi che ci ascoltano in televisione in questo momento - non è che modifica la possibilità di intervenire, ma modifica chi interviene. In questo modo interviene solo Conte, mentre nel modo normale interviene il Governo con la firma del Presidente della Repubblica, ma il provvedimento ha la stessa velocità, salvo un successivo controllo da parte del Parlamento. Noi crediamo che si sia abusato troppo del Covid-19, per contrastarlo per carità: sono completamente sicuro che vi sia in ciascun componente del Governo - guardate che è una grande apertura di credito - la volontà di non favorire la crescita del contagio e della malattia secondo le proprie valutazioni, che non è detto che siano giuste. Do un qualifica di serenità e di volontà, di buona fede - chiamiamola così - nei provvedimenti. Ma questo non ha niente a che vedere col fatto che, accanto alla volontà di contrastare il Covid-19, non ci sia stato un effetto collaterale dello stato di emergenza: un accrescimento della centralità del Presidente del Consiglio in termini di comunicazione, di consenso e di immagine. Allora perché farci sorgere il dubbio che questa proroga altro non sia che il desiderio del presidente Conte di contrastare il coronavirus, per carità, ma di farlo aumentando il suo peso specifico e il suo consenso, migliorando la sua immagine e rinsaldando un ruolo politico che, altrimenti, come dicono tutti i giornali e non noi, è fortemente traballante all'interno della propria coalizione? Abbia il coraggio il presidente Conte di non avvalersi, neanche in buona fede, del coronavirus per una finalità squisitamente politica, per una finalità che non ha nulla a che vedere con lo stato di emergenza, oggi non esistente. Voteremo contro la prosecuzione dell'esame del provvedimento, quindi, perché difendiamo la centralità del Parlamento, perché diciamo a tutti i cittadini che l'emergenza non ha nulla a che vedere con l'urgenza, che può essere assolta con i normali strumenti. Voteremo contro, infine, perché « ca nisciun è fess », come dicono i napoletani. (Commenti). Caro presidente Conte, le tue carte le abbiamo già viste e scoperte da tempo! (Applausi). PRESIDENTE . Presidente La Russa, per cortesia, è meglio non parlare fuori dal microfono, si rivolga a me. Se parla fuori microfono non si capisce nulla. Quando si parla fuori dal microfono non si sente assolutamente nulla. (Commenti. Richiami del Presidente). Ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, riferita al disegno di legge n. 1928, già approvato dalla Camera dei deputati. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1169 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l'8 maggio 2017 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1169. Il relatore facente funzioni, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni. FERRARA, f. f. relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata a esaminare l'accordo sottoscritto nel maggio 2017 tra l'Italia e l'Argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza. L'intesa, composta da un preambolo e da 13 articoli, sancisce l'impegno dei due Paesi a promuovere, sviluppare e rafforzare la collaborazione in materia di sicurezza al fine di prevenire e contrastare la criminalità e il terrorismo, ponendosi essa stessa come strumento giuridico volto a regolamentare la cooperazione di polizia sotto il profilo strategico e operativo, consentendo al contempo l'intensificazione dei rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti all'ordine e alla sicurezza pubblica. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli; gli oneri economici per l'Italia sono stimati dall'articolo 3 in poco più di 89.000 euro annui a decorrere dal 2020. L'accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento europeo né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, e tiene conto delle disposizioni contenute - fra le altre - nella Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, nella Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1988 e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale del 2000. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 10,58) PRESIDENTE . Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SERENI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, intervengo molto brevemente. L'Accordo tra Italia e Argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, finalizzato l'8 maggio 2017 a Buenos Aires, durante la visita di Stato del presidente Mattarella, e già ratificato da parte Argentina nel luglio 2017, costituisce la cornice giuridica per promuovere e intensificare la cooperazione di polizia tra i due Paesi, al fine di prevenire e contrastare la criminalità organizzata transnazionale e il terrorismo internazionale. L'Accordo consente di aggiornare il quadro normativo nel settore della collaborazione in materia di lotta alla criminalità organizzata rispetto al precedente Accordo firmato a Roma nell'ottobre 1992, che cesserà di produrre i propri effetti, adeguando così la normativa alla luce degli sviluppi operativi intercorsi in materia. Questo Accordo testimonia, inoltre, la volontà delle parti di consolidare le intense ed eccellenti relazioni esistenti tra i nostri due Paesi che, oltre al profondo legame storico e culturale, si fondano su consistenti collaborazioni bilaterali nei settori della cooperazione economica, scientifica, tecnologica, ambientale e universitaria. Buenos Aires - voglio sottolinearlo - è infatti da sempre un interlocutore privilegiato per l'Italia in America Latina, anche alla luce della presenza nel Paese della più grande collettività italiana all'estero, come testimoniato dall'intenso scambio di visite e contatti ad alto livello, tra cui voglio ricordare - da ultimo - la visita in Italia del presidente Fernández nel gennaio scorso. PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, chiedo anzitutto di poter allegare al Resoconto della seduta odierna il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. GARAVINI (IV-PSI) .