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I predetti decreti sono adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previo parere del Consiglio universitario nazionale, del Consiglio nazionale degli studenti universitari, nonché - a seconda che si tratti di università o di istituzioni AFAM - della Conferenza dei rettori delle università italiane o del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale. L'articolo 5 detta norme sul monitoraggio e sulla valutazione dell'impatto della legge, prevedendo che entro quattro mesi dalla conclusione del terzo anno accademico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge, il Ministro dell'università e della ricerca presenti alle Camere una relazione sullo stato di attuazione della legge e una valutazione dell'impatto della medesima. L'articolo 6, infine, contiene la clausola di invarianza finanziaria. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MESSA, ministro dell'università e della ricerca . Signor Presidente, vorrei solo ringraziare il Parlamento - e il Senato in modo particolare - per essere stato così rapido e determinato nel portare avanti un'iniziativa così importante per l'università. Parliamo tanto degli studenti e dei giovani: il provvedimento è veramente per loro e vi ringrazio davvero molto. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione degli articoli del disegno di legge n. 2415, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, con questo provvedimento rimettiamo finalmente mano a una normativa direi molto risalente nel tempo, di quasi novant'anni fa, che prevedeva il divieto per uno studente di iscriversi contemporaneamente a due corsi di studio universitari. Questo divieto viene finalmente spazzato via e si consente ai giovani di iscriversi a due corsi di istruzione universitaria, compresi master e dottorati, ma anche a due corsi di studio presso gli istituti AFAM. Si tratta di un passo decisivo, importante, che si colloca nella direzione intrapresa già a livello europeo. Soprattutto, si tratta di un passaggio necessario di fronte a una normativa oltremodo anacronistica, se si pensa a come è completamente cambiato il mondo, alle prospettive e agli strumenti che oggi abbiamo a disposizione. Il divieto della doppia iscrizione era stato concepito in un contesto totalmente diverso dal nostro, ormai davvero limitante rispetto alle capacità e alle ambizioni delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Abbiamo oggi più strumenti, maggiore fruibilità dei contenuti, più facilità nel raggiungere gli obiettivi; un ventaglio di possibilità, dunque, che non possiamo non cogliere. Questo è un provvedimento che è pensato proprio per i giovani, che li vuole aiutare, ma di cui - confido - beneficeremo tutti, viste anche le indubbie ripercussioni positive. E partendo proprio da questo disegno di legge, dovremmo essere chiamati a operare una riflessione compiuta sui giovani e sulla loro educazione. I dati che ci arrivano in proposito non sono certamente incoraggianti: in Italia la percentuale di diplomati è circa del 63 per cento contro il 79 per cento del resto d'Europa. Lo stesso divario lo troviamo anche sui dati che riguardano i laureati: solo il 20 per cento dei laureati italiani, a fronte del 32,8 per cento del resto d'Europa. Siamo ben consci che questo divario non sarà colmato né facilmente, né nell'immediato, ma speriamo che questo primo passo possa almeno in parte riallinearci alle normative degli altri Paesi europei. Questo provvedimento favorirà sicuramente la contaminazione tra saperi e aiuterà i più giovani ad avere quelle competenze che il mondo del lavoro oggi richiede e che sempre più richiederà. Si tratta di un passo verso la modernizzazione di un sistema, quello universitario, ma non solo. Certamente si deve fare ancora molta strada per essere all'altezza delle nuove necessità formative e dei migliori standard europei. Credo però che oggi davvero si raggiunga un traguardo importante, che consente finalmente al nostro Paese di fare un salto verso il futuro della formazione universitaria, in linea con il resto del mondo. Di questo devo ringraziare la 7 a Commissione, di cui mi onoro di far parte; il presidente Nencini, il relatore Pittoni e soprattutto la ministra Messa per l'attenzione che ha dimostrato su questi temi fin dall'inizio. Credo, infatti, che l'importanza di questo disegno di legge debba essere colta nel quadro di provvedimenti sul tema della formazione approvati nel giro di pochissimo tempo: penso alla legge sulle lauree abilitanti, alla legge di riforma sugli ITS, ma anche alla legge sul reclutamento dei ricercatori. Questo provvedimento era davvero atteso da tantissimo tempo. Probabilmente si tratta di un provvedimento che nell'immediato non ha un'ampia platea di destinatari, ma il nostro compito è far sì che questa platea si ampli sempre di più. Lo possiamo fare solo rendendo più semplice e accessibile quella che al momento è solo una possibilità. L'obiettivo che dobbiamo perseguire è ampliare l'offerta formativa, fornire più possibilità, magari in diversi ambiti, e dare ai giovani la possibilità di diversificare la propria carriera universitaria e offrire a tutti gli strumenti per affrontare le sfide che il mondo del lavoro e la modernità ci impongono. Allora, se penso a qualcosa di immediato e concreto, credo che dovremmo in primo luogo insistere a fondo sulla fase di orientamento degli studenti, affinché possano avere consapevolezza di quel ventaglio di possibilità di cui parlavo all'inizio del mio intervento e possano costruire più liberamente i propri percorsi di vita professionale. Certamente tutto questo non può essere accompagnato da un contributo fattivo ed economico solo nell'immediato, ma dobbiamo fare un vero e proprio investimento, sostenendo questo percorso di studi. Non possiamo dare questa possibilità solo a chi ce l'ha già o a chi se lo può permettere, ma occorre soprattutto darla a coloro che sono maggiormente in difficoltà, per situazioni economiche, sociali e culturali. Ecco perché siamo felici e consapevoli che con questo provvedimento oggi segniamo un passo importante. Per tutto quello che ho appena detto non posso che esprimere il voto favorevole di Italia Viva-PSI e ringraziare ancora il Governo e tutti coloro che hanno lavorato in questa direzione. (Applausi) . IANNONE (FdI) .