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Poi, però, non lo era: c'era la corruzione, come c'è stata in tante parti d'Italia e del mondo. La Corte di cassazione ha però tolto quel marchio, che era stato con superficialità appioppato alla Capitale, con un danno di immagine gigantesco al Paese di cui qualcuno poi dovrebbe essere chiamato a rispondere. Per questo, però, basta leggere i libri di Sallusti e Palamara, non c'è bisogno che io ne parli qui. Quindi, la mozione serve a richiamare il Governo. Dico alle rappresentanti del Governo che si fa ancora in tempo a fare qualcosa. Siamo ancora ad aprile, infatti. Io ricordo che, in occasione del centenario (io ero un ragazzino), vi furono celebrazioni, se ne parlava nelle scuole ed era un momento importante. Credo, pertanto, che si debba riflettere sul ruolo della nazione, sul ruolo della capitale e, certo, anche sui poteri. Nel dibattito è emerso qualcosa. Dico alla collega Rauti, che conosco e stimo da tempo e che è alla sua prima legislatura, che, negli anni Ottanta, il Governo Craxi fece una legge speciale per Roma; nel 2008 e nel 2009 il Governo Berlusconi ha fatto norme e leggi per Roma. È stata cambiata la Costituzione, introducendo la dicitura Roma Capitale. Non basta, però, cambiare il nome. Come hanno detto dei colleghi, bisogna anche dotare la capitale di mezzi adeguati. Ricordo alla senatrice Rauti, che faceva delle giuste rivendicazioni, di dire ai colleghi del suo Gruppo che basta sottoscrivere la proposta di legge dell'onorevole Barelli di Forza Italia, che vuole introdurre in Costituzione dei poteri maggiori per Roma, affinché venga equiparata ad una Regione. Come in altri Stati del mondo, dell'Occidente, la città capitale ha dei poteri che non sono quelli degli altri Comuni: per gli oneri, per le funzioni che sono state ricordate, per la presenza di ambasciate e rappresentanze internazionali. Per certi versi, non secondari, Roma è la capitale della cristianità. È un luogo particolare e, difatti, le lapidi e la storia ce lo ricordano. Poi, noi ce ne dimentichiamo nel percorso che ha portato a questo traguardo. Io credo, quindi, che questa mozione impegni il Governo a fare qualcosa in più, da qui alla fine dell'anno, per celebrare i centocinquant'anni di Roma Capitale. Credo non servano grandi mezzi economici, a partire dalla comunicazione e - perché no - dalle stesse Aule parlamentari. L'Aula del Senato è stata aperta per momenti importanti di riflessione istituzionale e di incontri sulla cultura e su temi di varia natura. Credo si possa tranquillamente, a costo zero, avere un momento più solenne di celebrazione con il Presidente della Repubblica e le massime istituzioni. Si promuovono tante iniziative, che apprezzo, dedicate a vari aspetti e credo che il Senato potrebbe ospitare questi eventi, in coerenza con le lapidi che ci ricordano la storia patria. Alla Camera dei deputati si sta svolgendo una discussione sul ruolo di Roma Capitale. Forza Italia ha avanzato queste proposte, mentre altri Gruppi non hanno fatto proposte di rango costituzionale, ma ben vengano; basta avvisare i colleghi della Camera e la relatrice, onorevole Calabria, di Forza Italia (mentre l'onorevole Silvestri, del MoVimento 5 Stelle, è relatore sui provvedimenti di carattere ordinario). Noi abbiamo posto una questione costituzionale. Si può discutere del ruolo di Roma. Ricordo l'Osservatorio parlamentare che è trasversale e plurale e che ho presieduto, per anzianità di mandato, quando si è costituito. Attualmente è presieduto dall'onorevole Magi, che è di tutt'altro Gruppo rispetto al mio, e la senatrice De Petris ne è esponente illustre vista, non dico l'anzianità, ma l'esperienza politica maturata sia sul territorio che in queste Aule. Noi avvertiamo il dovere di porre una questione storica, culturale, identitaria, costituzionale e normativa. Roma può stare anche antipatica perché è sempre al centro delle polemiche. Peraltro, Roma ospita i difetti suoi e dell'Italia, perché a Roma tante vicende negative hanno visto protagonisti quelli che vi si trovano, in quanto capitale, a svolgere le proprie funzioni e magari l'hanno trasformata in un teatro di cose non pregevoli. Roma è anche storia, cultura e identità (non devo qui aggiungere riferimenti). Anche nelle discussioni sul recovery fund abbiamo detto che una voce cospicua andrebbe introdotta per Roma Capitale per poteri specifici, risorse, trasporti, accoglienza e infrastrutture, in quanto è la porta dell'Italia, del Paese e della Nazione. Non è questa la sede per tale discussione, ma il nostro Gruppo lo ha illustrato anche all'attuale capo del Governo Draghi. In un breve intervento sulla fiducia dissi che Draghi, oltre a essere europeo ed europeista per antonomasia, è anche romano e, quindi, nella sua azione di governo potrà forse trovare lo spazio per ciò che è un servizio e un'esigenza della comunità nazionale intera e non una rivendicazione di natura campanilistica. Mi auguro che la mozione in esame venga approvata - il nostro Gruppo la sostiene - per ragioni storiche, culturali e morali e per le possibilità anche celebrative, da qui alla fine dell'anno, della ricorrenza dei centocinquant'anni della Capitale. Faccio appello anche alla Presidenza del Senato, che può autonomamente assumere un'iniziativa senza costi particolari. Infatti, disponiamo della sala, che è accessibile secondo le regole del tempo e non occorre quindi spendere soldi. Per quanto riguarda la comunicazione, la televisione trasmette perfino le nostre normali sedute, non tutte di rilevanza storica. Quindi, questa iniziativa può essere assunta e rivolgo un appello alla Presidenza. Dopodiché, dobbiamo discutere dei poteri e dei ruoli, cosa che si sta facendo attualmente alla Camera dei deputati, dove si sta svolgendo il relativo procedimento legislativo. Credo però che questa materia debba trovare spazio anche nelle discussioni sui vari provvedimenti economici e decreti. Sono partito dalla lapide, ma non vogliamo solo mettere lapidi: vogliamo fare leggi e rendere la Nazione consapevole del suo ruolo e della sua storia. Quando dicono che è l'Europa a chiedere o volere qualcosa, ricordiamoci cosa sarebbe senza l'Italia, senza Roma e senza la nostra storia e le nostre vestigia. (Applausi) . Un po' di orgoglio, noi siamo l'Europa! Pensiamo alla città di Roma. Se uscite da qui trovate Caravaggio a San Luigi dei Francesi, così come a Santa Maria del Popolo, e trovate anche il Pantheon. Basta fare 500 metri qui intorno a piedi e vedrete più storia di quanta ce ne sia in altri luoghi d'Europa (non dico altro per evitare equivoci). Orgogliosi della nostra storia, voteremo pertanto a favore della mozione in esame, sperando che dia la spinta per leggi utili alla capitale e quindi alla Nazione. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Gasparri, direi che stiamo discutendo di Roma capitale europea. FUSCO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FUSCO (L-SP-PSd'Az) .