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In particolare, si fa riferimento ad amministrazioni pubbliche, nonché a enti e operatori nazionali, pubblici e privati - aventi una sede nel territorio nazionale, come specificato nel corso dell'esame presso la Camera - le cui reti e sistemi informativi e informatici sono necessari per l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, per l'assolvimento di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e il cui malfunzionamento, interruzione o uso improprio possono pregiudicare la sicurezza nazionale. Il medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dovrà fissare, sulla base di un'analisi del rischio e di un criterio di gradualità che tenga conto delle specificità dei diversi settori di attività, i criteri che i soggetti inclusi nel perimetro dovranno seguire nel compilare l'elenco delle reti, dei sistemi e dei servizi rilevanti ai fini della presente disciplina. Tale elenco dovrà essere aggiornato con cadenza almeno annuale. Resta ferma, per gli organismi di informazione e sicurezza, la specifica disciplina di cui alla legge n. 124 del 2007 recante "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto". Entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, gli elenchi così predisposti sono inviati alla Presidenza del Consiglio dei ministri dai soggetti pubblici e dai soggetti che intendono fornire servizi fiduciari qualificati o svolgere l'attività di gestore di posta elettronica certificata o di gestore dell'identità digitale oppure dai soggetti che intendono svolgere l'attività di conservatore di documenti informatici, rispettivamente qualificati sono invece inviati al Ministero dello sviluppo economico dai soggetti accreditati dall'AglD. Quindi, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico inoltrano i rispettivi elenchi al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e all'organo per la regolarità e sicurezza dei servizi di telecomunicazione presso il Ministero dell'interno. Ancora a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è demandata la determinazione delle procedure di notifica degli incidenti prodottisi su reti, sistemi informativi e sistemi informatici inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e delle misure di sicurezza. Come specificato con modifica introdotta dalla Camera dei deputati, sullo schema di decreto è acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere nel termine di trenta giorni. Sono poi determinati i soggetti ministeriali preposti all'elaborazione delle misure di sicurezza ed è previsto un aggiornamento - almeno biennale - di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, anche in tal caso con l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari. Si rimette a un regolamento da emanarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, la definizione delle procedure, delle modalità e dei termini ai quali devono attenersi le amministrazioni pubbliche, gli enti e gli operatori nazionali, pubblici e privati, inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica che intendano procedere all'affidamento di forniture di beni, sistemi e servizi ICT, destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi informativi e per l'espletamento dei servizi informatici individuati nell'elenco trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dello sviluppo economico. A seguito di una modifica introdotta dalla Camera dei deputati, non si tratterà di tutti i beni, sistemi e servizi ICT potenzialmente oggetto di acquisto ma solo dei beni appartenenti a categorie individuate sulla base di criteri tecnici da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Sono inoltre individuati alcuni compiti del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), con riferimento all'approvvigionamento di prodotti, processi, servizi di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e associate infrastrutture, qualora destinati a reti, sistemi informativi, sistemi informatici ricompresi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Sono previsti alcuni obblighi per gli operatori dei servizi essenziali, i fornitori di servizi digitali e le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Ulteriori disposizioni disegnano un articolato sistema sanzionatorio per i casi di violazione degli obblighi previsti dal decreto-legge e individuano nella Presidenza del Consiglio dei ministri e nel Ministero dello sviluppo economico le autorità competenti all'accertamento delle violazioni e all'irrogazione delle sanzioni amministrative, rispettivamente per le amministrazioni, gli enti e gli operatori nazionali pubblici e per gli operatori nazionali privati. Sono previsti opportuni raccordi con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e con l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione. Sono apportate due novelle al decreto legislativo n. 65 del 2018 il quale ha dato attuazione alla direttiva UE 2016/1148, recante misure per un livello elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione e si dispone che gli eventuali adeguamenti delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici, che amministrazioni pubbliche, enti pubblici ed operatori pubblici debbano intraprendere, per ottemperare alle prescrizioni di sicurezza come definite dal decreto-legge, siano effettuati con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. Infine, una disposizione introdotta dalla Camera dei deputati affida al Presidente del Consiglio dei ministri il coordinamento della "coerente attuazione" delle disposizioni del decreto-legge che disciplinano il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, anche avvalendosi del DIS che assicura gli opportuni raccordi con le autorità titolari delle attribuzioni e con i soggetti coinvolti. L'articolo 2 autorizza il MISE ad assumere a tempo indeterminato, con incremento della vigente dotazione organica nel limite delle unità eccedenti, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, un contingente massimo di 77 unità di personale, di cui 67 di area terza e 10 di area seconda, nel limite di spesa di euro 3 milioni e 5.000 euro annui a decorrere dal 2020, tenuto conto dell'esigenza di disporre di personale in possesso della professionalità necessaria per lo svolgimento delle funzioni del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN). Prevede altresì che, fino al completamento delle procedure di assunzione, il MISE possa avvalersi per le esigenze del CVCN di un contingente di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche amministrazioni per un massimo del 40 per cento delle unità di personale da assumere. Anche la Presidenza del Consiglio è autorizzata ad assumere fino a dieci unità di personale non dirigenziale, per lo svolgimento delle funzioni in materia di digitalizzazione. La relativa autorizzazione di spesa è nel limite di 640.000 euro annui, a decorrere dall'anno 2020. Nelle more di tali assunzioni, la Presidenza del Consiglio potrà avvalersi di esperti o di personale di altre amministrazioni pubbliche.