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Il capo IV si chiude con la previsione dell’«unità di valutazione» presso il Dipartimento per la cooperazione, con la funzione di garantire la massima qualità e la coerenza degli interventi, e con la creazione dell’Istituto per la cooperazione internazionale, modernizzando la missione dell’Istituto agronomico per l’oltremare, che ha lo scopo principale di sostenere la ricerca negli ambiti della cooperazione internazionale. Il capo V descrive gli attori privati di cooperazione internazionale che possono ricevere risorse dalla cooperazione italiana pubblica. Vi sono incluse le organizzazioni non governative, comprese ONG nate nei Paesi partner che già ricevano risorse dalla cooperazione europea, ONLUS ed altri attori della società civile. Sono compresi tra gli attori di cooperazione anche realtà e soggetti profit come cooperative o imprese sociali, che abbiano ottenuto una certificazione d'idoneità dall'Agenzia per i risultati positivi che hanno conseguito nel contribuire a realizzare gli obiettivi di cooperazione internazionale. In conclusione, quella proposta è una modifica complessiva dell'impianto attuale che permette di risolvere tutte le inadeguatezze della legge n. 49 del 1987, avviando quella ridefinizione della cooperazione italiana che ne sani i limiti qualitativi e quantitativi che sono stati evidenziati da molti analisti e che le permetta di essere adeguata ad un sistema di relazioni internazionali in rapido mutamento, nel quale la coerenza delle politiche e la necessità di una cabina di regia unitaria diventano centrali. In questo modo la politica di cooperazione internazionale diventa politica fondante la nostra identità nel mondo, prima tra le altre politiche: un'opportunità in un tempo di crisi e un fattore di sviluppo che proietta l'Italia nel mondo.. Capo I PRINCÌPI FONDAMENTALI E FINALITÀ Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. La cooperazione internazionale allo sviluppo è parte fondante e qualificante della politica dell'Italia, determinandone l'azione e il ruolo nella comunità internazionale. In adempimento degli articoli 10 e 11 della Costituzione e in coerenza con i trattati, le convenzioni internazionali e la normativa dell'Unione europea, essa si ispira alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. 2. La cooperazione internazionale allo sviluppo promuove la costituzione di relazioni paritarie tra i popoli, fondate sui princìpi di interdipendenza, partenariato, mutualità e sussidiarietà. 3. L'Italia assicura la coerenza generale delle sue politiche pubbliche con gli obiettivi della cooperazione internazionale, nello spirito delle previsioni dei Trattati dell'Unione europea, con particolare riferimento alla tutela dei diritti umani. 4. La cooperazione internazionale allo sviluppo, ispirandosi ai princìpi universali in materia di diritti umani fondamentali, ai trattati, alle convenzioni internazionali e agli indirizzi delle Nazioni Unite e alla normativa dell'Unione europea, persegue la riduzione della povertà e delle disuguaglianze e il miglioramento delle condizioni economiche, sociali, di lavoro, di salute e di vita delle popolazioni dei Paesi partner . 5. Rientrano nella cooperazione internazionale anche gli interventi di emergenza ed umanitari, inclusa la prevenzione dei disastri, che hanno l'obiettivo di soddisfare i bisogni umanitari degli individui e delle popolazioni colpite, in particolare le più vulnerabili. Tali interventi sono conformi al diritto internazionale e rispettano i princìpi di neutralità, imparzialità e indipendenza dell'aiuto umanitario. 6. L'Italia promuove la sensibilizzazione e la partecipazione di tutti i cittadini ai temi della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile. Art. 2. (Destinatari e criteri) 1. L'azione dell'Italia nell'ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo ha come destinatari le popolazioni, le organizzazioni e associazioni civili, profit e non profit , le istituzioni nazionali e le amministrazioni locali dei Paesi partner , individuati in coerenza con i princìpi condivisi in sede di Comitato di aiuto allo sviluppo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE/DAC) e di Unione europea. 2. L'azione dell'Italia assicura la coerenza delle politiche nazionali e delle conseguenti scelte operative che incidono sui Paesi partner con le finalità di cui all'articolo 1 della presente legge; applica i princìpi di efficacia degli aiuti concordati a livello internazionale; persegue la massima integrazione delle risorse e delle strutture amministrative, a qualunque titolo competenti nella materia; garantisce razionalizzazione e trasparenza della spesa nella gestione degli interventi, sulla base di criteri di efficacia, economicità ed unitarietà. 3. Nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo è privilegiato, compatibilmente con la normativa dell'Unione europea e con standard di normale efficienza, l'impiego di beni e servizi prodotti nei Paesi e nelle aree in cui si realizzano gli interventi. In caso di impossibilità, per l’impiego dei beni e servizi si fa ricorso a gare internazionali, aperte ai Paesi membri dell'Unione europea, ai Paesi membri dell'OCSE e ai Paesi confinanti. 4. La cooperazione internazionale allo sviluppo, anche mediante il coinvolgimento attivo delle organizzazioni della società civile, promuove politiche per la prevenzione dei conflitti e per la stabilizzazione e la pacificazione dei Paesi partner . Gli stanziamenti destinati alla cooperazione internazionale allo sviluppo non possono essere utilizzati per il finanziamento e lo svolgimento di attività militari. Capo II AMBITI DI APPLICAZIONE Art. 3. (Ambiti di applicazione) 1. L'insieme delle attività di cooperazione internazionale, rivolte ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, è finalizzato al sostegno di un equilibrato sviluppo delle aree di intervento, mediante azioni di rafforzamento delle autonome risorse umane e materiali e nel rispetto della normativa OCSE/DAC, e si articola in: a) iniziative nell'ambito di relazioni bilaterali; b) contributi in ambito multilaterale; c) iniziative a carattere multibilaterale; d) partecipazione ai programmi di cooperazione dell'Unione europea; e) iniziative di cooperazione decentrata e partenariato territoriale; f) interventi internazionali di emergenza umanitaria; g) iniziative relative ai rifugiati e ai richiedenti asilo in Italia. Art. 4. (Contributi in ambito multilaterale) 1. Rientra nell'ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo la partecipazione dell'Italia all'attività di organismi internazionali e degli organismi intergovernativi competenti in materia di cooperazione allo sviluppo, ai sensi delle indicazioni OCSE/DAC, e al capitale di banche e fondi di sviluppo multilaterali. 2. Il Ministro delegato per la cooperazione internazionale, di cui all'articolo 12, cura le relazioni politiche con le organizzazioni internazionali e gli organismi intergovernativi competenti in materia di cooperazione allo sviluppo ed autorizza l'Agenzia di cui all'articolo 18 ad erogare i contributi volontari. 3.