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Con queste disposizioni si prevede che gli enti e gli organismi dello spettacolo dal vivo, finanziati a valere sul FUS di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, o ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662, pubblichino e aggiornino le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi ed artistici di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonché di collaborazione o consulenza: a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico; b) il curriculum vitae ; c) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione. Le informazioni sono pubblicate dagli enti ed organismi entro il 31 gennaio di ogni anno e comunque aggiornate anche successivamente. Ai predetti soggetti non possono essere erogate a qualsiasi titolo somme sino alla comunicazione dell'avvenuto adempimento o aggiornamento. Commi 4 e 5 -- Si tratta di disposizioni necessarie e urgenti per la razionalizzazione delle risorse per il sostegno allo spettacolo dal vivo e per evitare da subito inutili sprechi. Vengono, con tali disposizioni, soppressi due Fondi per la concessione di contributi per il rinnovo delle sale teatrali e musicali, ormai ritenuti residuali ed in pratica quasi inutilizzati in quanto sostituiti, nel corso degli anni, dalle specifiche forme di sostegno previste dalla disciplina attuativa della citata legge n. 163 del 1985 (FUS). Commi 6 e 7 -- Le disposizioni relative all'esenzione dall'imposta di bollo delle istanze presentate alle Direzioni generali cinema e spettacolo dal vivo hanno una rilevante valenza di semplificazione amministrativa e si rendono necessarie e urgenti per rendere completo e coerente il processo di informatizzazione di tutte le procedure amministrative connesse alle istanze di sostegno presso le Direzioni generali per il cinema e per lo spettacolo dal vivo (circa 11.000 l'anno), ormai per intero effettuabili su piattaforme on-line , con eliminazione (e conseguenti risparmi) del cartaceo, ancora necessario, invece, proprio a causa della necessità di apposizione del bollo. Art. 10. (Disposizioni urgenti per assicurare la prosecuzione del funzionamento dei teatri e degli enti pubblici e privati operanti nei settori dei beni e delle attività culturali). -- Ancorché la norma disponga oneri economico-finanziari a decorrere dall'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali e organizzative necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'inizio del 2014. Con la disposizione, si intende far fronte nella maniera più immediata ad una rilevante incongruenza relativa agli enti, anche di diritto privato, operanti nel settore dei beni e delle attività culturali, ovverosia si vuole evitare che essi siano destinatari dei tagli di spesa previsti per i consumi intermedi nei confronti di tutti gli enti iscritti nell'elenco ISTAT ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Tali enti, difatti, operano in un settore molto particolare per cui il taglio dei consumi intermedi risulta di difficile praticabilità e, soprattutto, pone in serio rischio l'esistenza degli enti stessi. In particolare, la disposizione prevede che siano sottratti dall'applicazione del comma 3 dell'articolo 8 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, gli enti e gli organismi operanti nel settore dei beni e delle attività culturali vigilati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nonché i Teatri stabili pubblici, ossia quei teatri finanziati dallo Stato ma non sottoposti a vigilanza. Gli enti e organismi di spettacolo sono sottratti anche dalle disposizioni per il taglio delle spese relative alla pubblicità e per le tournee (si veda l’articolo 6, commi 8 e 12, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122). La platea di soggetti interessati è costituita, dunque, dalle quattordici Fondazioni lirico-sinfoniche presenti in Italia (tutte vigilate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) nonché di undici enti presenti nell'elenco ISTAT e vigilati dal Ministero (Accademia della crusca, Biblioteca europea di informazione e cultura, Centro sperimentale di cinematografia, Fondazione Festival dei due mondi, Fondazione La Biennale di Venezia, Fondazione La Quadriennale di Roma, Museo storico della liberazione, Scuola archeologica italiana di Atene, Fondazione centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio e Fondazione Gioacchino Rossini) e dei diciassette Teatri Stabili pubblici presenti in Italia. Tutti i predetti enti, pertanto, non dovranno più essere destinatari di un contributo pubblico ridotto relativamente ai consumi intermedi da loro affrontati nella misura dell'8 per cento dei consumi intermedi iscritti nel bilancio per l'anno 2010. Art. 11. (Disposizioni urgenti per il risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e il rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza). -- Ancorché la norma disponga oneri economico-finanziari dall'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013. Il settore delle quattordici fondazioni lirico sinfoniche sta registrando in questi ultimi esercizi una delle più gravi crisi economiche e finanziarie della sua pur lunga vita. L'originaria carenza di capitalizzazione, già presente con la riforma del 1996 che trasformò i Teatri d'Opera da enti pubblici in fondazioni di diritto privato, e i crescenti costi di produzione ( in primis quelli del personale), che non hanno trovato nel Fondo unico per lo spettacolo (decrescente) un adeguato sostegno finanziario, comportano attualmente profonde crisi strutturali evidenti soprattutto nella amministrazione straordinaria cui sono sottoposte ben tre di tali importanti organismi. La delega conferita al Governo con il decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, tesa a rimodulare l'assetto ordinamentale dei Teatri d'Opera, dovrebbe produrre gli effetti sperati in un lasso di tempo eccessivamente lungo a fronte delle gravi carenze di liquidità e patrimoniali di buona parte di tali enti: risulta, pertanto, necessario e urgente esperire mezzi immediati di sostegno al settore.