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Noi non abbiamo dubbi che questo passaggio, dovuto alla sciocca decisione di una rete televisiva, non debba costituire un casus belli , però facciamo attenzione, perché dobbiamo dire chiaro e tondo agli osservatori internazionali che faremo di tutto e di più per proteggere le nostre esportazioni e per difendere le nostre aziende che fanno il made in Italy . (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci sono 600 milioni da questa settimana: 350 milioni verranno messi tramite l'ICE a disposizione del made in Italy e altri 350 milioni andranno a rafforzare il fondo rotativo per le aziende che esportano all'estero. Queste sono le misure che stiamo mettendo in campo e non ci possiamo permettere di vederci derisi o offesi da un servizio televisivo o da chiunque altro. Da questo punto di vista il MoVimento 5 Stelle lo vuole dire chiaro e tondo: saranno giorni difficili, supereremo questa sfida, ma non tollereremo assolutamente alcun gesto che possa offendere l'immagine dei prodotti italiani. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi associo anch'io alle parole dei colleghi. Credo sia giusto - ringrazio il senatore Bagnai - reagire insieme, come del resto abbiamo fatto a partire dalla posizione del Governo, di fronte alla vicenda francese. Sostengo che dobbiamo tenere i nervi saldi, usciremo da questa vicenda, dobbiamo pretendere il rispetto del nostro Paese sempre, non solo per le esportazioni, su tutto. Da questo punto di vista, tutti gli altri Paesi devono sapere che il rispetto dell'Italia è tutelato da tutti noi: dalle istituzioni, dalle forze politiche, dagli italiani. (Appalusi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1698 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, riprendiamo la discussione generale su un provvedimento molto importante, che incide sicuramente sull'economia e sulla finanza del nostro Paese, in questo momento purtroppo molto particolare. Presidente, colleghi senatori, come è noto la riduzione della pressione fiscale è un tema molto caro al Paese, ma anche molto caro al mio Gruppo parlamentare che è Forza Italia, perché da anni facciamo della riduzione della pressione fiscale una battaglia e quindi ci spendiamo sempre, giorno per giorno, su questo tema. Riteniamo infatti che oggi anche la riduzione delle tasse nel mondo del lavoro sia importante per dare ossigeno alle famiglie e agli investimenti delle imprese, in un Paese che oggi - ahimè - vede un fisco ingessato, bloccato, che erode annualmente i redditi delle nostre famiglie e delle nostre imprese. Abbiamo quindi la necessità, oggi, di incidere e di intervenire su questo tema per noi sensibile e molto importante. In Aula oggi ci ritroviamo quindi ad affrontare questo tema, che riguarda la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente. Come ben sappiamo, si tratta di un provvedimento che ha la sua copertura finanziaria perché proprio in manovra finanziaria, a dicembre di quest'anno, sono state appostate risorse per circa tre miliardi di euro, la nostra proposta era di appostare molte più risorse (almeno nove miliardi di euro) in manovra finanziaria, ma purtroppo le nostre proposte sono cadute nel vuoto, perché questo Governo e questa maggioranza parlamentare non le ha accolte. Come ben sappiamo, questa riforma entrerà in vigore dal 1° luglio 2020 e guarda caso - e qui vorrei citare le testuali parole previste dallo stesso decreto-legge - nelle more di una revisione degli strumenti di sostegno al reddito e in vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali. È qui che a nostro parere casca l'asino, con il provvedimento che oggi noi discutiamo, perché ancora una volta si fa un provvedimento che non è una riforma strutturale del sistema fiscale e della pressione fiscale, che noi da sempre chiediamo, ma un provvedimento spot che questo Governo fa soltanto per sopravvivere a se stesso. Non siamo d'accordo, oggi, con questo tipo di provvedimenti che, appunto, agiscono nelle more di e in vista di, che servono soltanto a tamponare una situazione del momento. Riteniamo che il nostro Paese oggi, per essere rilanciato, abbia bisogno di riforme strutturali ed è per questo che a noi i conti non tornano in generale e su questo provvedimento in particolare. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,35) ( Segue DAMIANI). A titolo di paragone, vorrei fare qualche esempio sulle misure trattate da questo provvedimento: tratta di una misura che negli anni passati, nel 2015, era stata tanto vituperata soprattutto dal MoVimento 5 Stelle, che era quella degli 80 euro, ma oggi non si fa altro che passare per determinate fasce di reddito, da 80 a 100 euro. Sicuramente sono risorse in più per quanto riguarda i nostri cittadini; quindi, da questo punto di vista, siamo favorevoli. Tuttavia, come dicevamo, anche in questo caso le risorse sono esigue perché gli 80 euro dell'allora Governo Renzi impegnavano circa 9 miliardi di euro, mentre su questa riforma impegniamo soltanto 3 miliardi di euro. Ci sono, poi, fasce di reddito che non vengono assolutamente menzionate. Mi riferisco soprattutto a quelle sotto gli 8.200 euro l'anno e a quelle sopra i 40.000 euro annui. Cosa non ci convince di questo provvedimento? Da sempre ne abbiamo fatto una battaglia e riteniamo che la riforma fiscale vada costruita intorno alla famiglia. Riteniamo che questo provvedimento non tenga in considerazione il quoziente familiare, da sempre una nostra battaglia. (Applausi della senatrice Ronzulli) . Infatti, anche questo provvedimento risulta iniquo proprio perché in una famiglia dove ci possono essere due, tre percettori di reddito, tutti devono usufruire di questo bonus fiscale, mentre in una famiglia monoreddito con figli a carico, ahimè, il percettore sarà soltanto uno. È una misura a nostro avviso iniqua da questo punto di vista e non costruita intorno alla famiglia, laddove da tempo chiediamo che l'inserimento del quoziente familiare sia determinante. Lo abbiamo fatto anche su questo provvedimento poiché durante l'esame in Commissione siamo stati promotori di emendamenti che andavano in tal senso e che, ancora una volta, purtroppo, sono stati bocciati. È questo il vero assente del modello fiscale così concepito: il quoziente familiare. Il momento che viviamo è, purtroppo, anche particolare; è congiunturale dal punto di vista economico, anche per quanto sta accadendo in merito all'emergenza che stiamo vivendo in quest'Aula oggi con la questione coronavirus. Il momento è particolare, dicevo, e, purtroppo, in questo momento, anche secondo gli ultimi dati Istat, la fiducia al consumo degli italiani diminuisce. In conclusione, Presidente, le risorse - oggi poche - che noi chiediamo siano sempre di più e che andranno nei portafogli delle nostre famiglie, dato il clima di grande incertezza nel nostro Paese, non saranno, ahimè, utilizzate per l'aumento dei consumi. Per questo ribadiamo la necessità che nel nostro Paese oggi debba esserci in materia di fisco una riforma strutturale del sistema. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE.