[pronunce]

Con memoria depositata in data 15 ottobre 2013, la Regione Marche ha ribadito gli argomenti e le conclusioni già precedentemente rassegnati nell'atto di costituzione in giudizio in punto di inammissibilità e, comunque, di infondatezza di ciascuna delle tre questioni di legittimità costituzionale promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri. La difesa regionale ha poi osservato che, nelle more del giudizio, il quadro normativo in cui dette questioni si inseriscono è in gran parte mutato. Con riguardo a quelle aventi a oggetto il comma 5 dell'art. 25 della legge reg. Marche n. 37 del 2012, la parte resistente fa presente che, successivamente alla proposizione del ricorso: a) detto comma 5 è stato espressamente abrogato dall'art. 3, comma 1, della legge della Regione Marche 2 agosto 2013, n. 26 (Disposizioni per gli Enti del Servizio Sanitario Regionale), con effetto dal 23 agosto 2013, data dell'entrata in vigore di tale legge, il giorno successivo a quello della sua pubblicazione (art. 4, comma 1, della legge reg. Marche n. 26 del 2013); b) il termine di efficacia delle graduatorie concorsuali del 30 giugno 2013 previsto dalla norma statale invocata a parametro interposto è stato prorogato al 31 dicembre 2013 dall'art. 1, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2013 (Proroga dei termini di scadenza e dei regimi giuridici, adottato in attuazione dell'articolo 1, comma 394, della legge 24 dicembre 2012, n. 228). Secondo la Regione Marche, tali sopravvenienze normative realizzerebbero le condizioni che, in base alla consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, comportano la cessazione della materia del contendere. Infatti, da un lato, è stata rimossa dall'ordinamento la disposizione regionale censurata con effetto dal 23 agosto 2013; dall'altro, per il periodo intercorrente tra il 1° luglio 2013 (primo giorno successivo al termine originario fissato dalla norma interposta invocata dal ricorrente) e il 22 agosto 2013 (giorno precedente alla decorrenza dell'indicato effetto abrogativo) si potrebbe senz'altro assumere che la disciplina regionale impugnata non ha trovato applicazione o, comunque, non ha potuto avere alcuna applicazione incostituzionale, dal momento che a far data dal 1° luglio 2013 deve considerarsi a tutti gli effetti applicabile il nuovo termine prorogato dal legislatore statale al 31 dicembre 2013. Quanto alle questioni di legittimità dell'art. 38, comma 2, della legge reg. Marche n. 37 del 2012, nella parte in cui aggiunge, nell'art. 35 della legge reg. Marche n. 18 del 2009, un nuovo comma 3-ter, la difesa regionale rileva che tale comma è stato integralmente sostituito dall'art. 2, comma 1, della legge della Regione Marche 10 maggio 2013, n. 10 (Disposizioni di semplificazione e adeguamento della normativa regionale) con il seguente: «Le plusvalenze derivanti dalle alienazioni di beni immobili di cui al comma 1 successive al 1° gennaio 2012 e le somme derivanti dall'alienazione di altri beni immobili rispetto a quelli indicati allo stesso comma 1 devono essere destinate al finanziamento di investimenti e costituiscono, fino alla stessa finalizzazione, una riserva del patrimonio netto, ai sensi del comma 1 dell'articolo 29 del D.Lgs. 118/2011». Secondo la parte resistente, tale disposizione riproduce letteralmente il contenuto della norma statale invocata quale parametro interposto e risulterebbe, perciò, integralmente satisfattiva delle ragioni del ricorrente. La stessa novella avrebbe inoltre - sempre secondo la Regione resistente - efficacia sostanzialmente, pur se non formalmente retroattiva, «in considerazione della natura inequivocabilmente contabile della disciplina in questione, la quale si rivolge agli enti sanitari regionali di cui al menzionato art. 35 della legge reg. n. 18 del 2009, imponendo loro di redigere i propri bilanci in conformità alle regole ivi dettate, anche attraverso l'adozione degli eventuali provvedimenti di variazione che si rendessero necessari per assicurare - allo stato attuale - quella conformità». Anche in questo caso sussisterebbero, quindi, le condizioni per una dichiarazione di cessazione della materia del contendere. Quanto alle questioni di legittimità dell'art. 28, comma 1, della legge reg. Marche n. 37 del 2012, la difesa regionale ha ribadito gli argomenti già addotti nell'atto di costituzione in giudizio, sia in punto di inammissibilità delle censure mosse in riferimento agli artt. 3, 97 e 117, terzo comma, Cost., sia in punto di infondatezza della questione promossa in riferimento all'art. 81, quarto comma, Cost., in quanto il ricorrente muoverebbe dall'errato presupposto secondo cui l'impugnata disposizione regionale introdurrebbe «oneri a carico della finanza pubblica». La Regione Marche conclude chiedendo che, fatta salva l'eventuale parziale dichiarazione di cessazione della materia del contendere, le questioni promosse siano dichiarate inammissibili o, comunque, infondate. 4.- Il 23 ottobre 2013, l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato atto di rinuncia parziale al ricorso con riguardo all'impugnazione dell'art. 38, comma 2, della legge reg. Marche n. 37 del 2012, unitamente all'estratto della deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 luglio 2013 con la quale detta rinuncia è stata decisa, rilevando che, con l'art. 2, comma 1, della legge reg. Marche n. 10 del 2013, la Regione Marche «si è adeguata ai rilievi governativi». Il 31 ottobre 2013, la stessa Avvocatura generale dello Stato ha depositato atto di rinuncia parziale al ricorso anche con riguardo all'impugnazione dell'art. 25, comma 5, della legge reg. Marche n. 37 del 2012, unitamente all'estratto della deliberazione del Consiglio dei ministri del 29 ottobre 2013 con la quale detta rinuncia è stata decisa, rilevando che l'art. 3, comma 1, della legge reg. Marche n. 26 del 2013, ha espressamente abrogato la disposizione impugnata con effetto dal 23 agosto 2013 e che il citato d.P.C.m. 19 giugno 2013 ha medio tempore prorogato al 31 dicembre 2013 il termine di efficacia delle graduatorie concorsuali del 30 giugno 2013 previsto dall'art. 1, comma 388, e dalla Tabella 2, punto 24, della legge n. 228 del 2012. 5.- Nel corso dell'udienza pubblica del 5 novembre 2013, la difesa della Regione Marche ha depositato copia della deliberazione n. 1517 del 4 novembre 2013 con la quale la Giunta regionale della Regione Marche ha accettato le suddette rinunce all'impugnazione degli artt. 38, comma 2, e 25, comma 5, della legge reg. Marche n. 37 del 2012.1.-