[pronunce]

numero 16), della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia) e delle relative norme di attuazione, nonché dell'attribuzione dell'esercizio delle funzioni amministrative nella suddetta materia, ai sensi dell'art. 8 del medesimo statuto di autonomia. 4.— Si è costituito, anche in questo giudizio, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile o infondato, prospettando argomentazioni analoghe a quelle formulate rispetto alla questione di costituzionalità promossa dalla Provincia autonoma di Trento. Infine, la difesa dello Stato richiama l'art. 1, comma 610, della legge n. 266 del 2005, quale norma di chiusura idonea a consentire una interpretazione conforme a Costituzione della disposizione censurata, che ne escluda l'applicabilità alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome. 5.- In data 22 marzo 2007, il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato memoria, in ordine sia al ricorso della Provincia autonoma di Trento sia a quello della Regione Friuli-Venezia Giulia, con la quale ribadisce le difese già svolte. In particolare, l'Avvocatura dello Stato sottolinea come si verta nella materia del «coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale», di cui all'art. 117, secondo comma, lettera r), Cost. «funzionale al processo avviato con la tessera sanitaria e perciò necessariamente unitario ed uniforme». Rileva, altresì, come l'art. 1, comma 276, della legge n. 266 del 2005 sia volto a garantire il raggiungimento delle finalità di cui all'art. 50 del decreto-legge n. 269 del 2003, rappresentate dal monitoraggio della spesa sanitaria e dall'appropriatezza delle prescrizioni mediche. 6.— In data 2 aprile 2007 anche la Regione Friuli-Venezia Giulia ha depositato memoria, con la quale, nel ribadire le proprie argomentazioni difensive, ha dedotto quanto segue. Ad avviso della ricorrente, non può trovare accoglimento la tesi difensiva dello Stato, in quanto la materia di riferimento non sarebbe «il coordinamento informativo ma la sanità». Inoltre, avendo essa dedotto la violazione di una competenza statutaria, non potrebbe trovare applicazione, nella specie, l'art. 117, secondo comma, della Costituzione. In ogni caso, argomenta infine la ricorrente, anche qualora fosse ritenuta legittima la disciplina statale delle sanzioni amministrative introdotta dalle norme impugnate, rimarrebbe ingiustificata la competenza amministrativa di organi statali in sede locale. In proposito, la Regione richiama la sentenza n. 80 del 2007, osservando che con tale pronuncia la Corte costituzionale, pur riconducendo la disciplina delle cosiddette liste di attesa alla materia dei livelli essenziali delle prestazioni e, pertanto, alla competenza legislativa statale, ha accolto il conflitto di attribuzione sottopostole dalla Provincia autonoma di Bolzano, in quanto le norme di attuazione dello statuto di autonomia prevedono, in capo alle Province autonome, un generale potere di controllo nella materia della organizzazione dei servizi sanitari. Quindi, ad avviso della Regione Friuli-Venezia Giulia, le funzioni di vigilanza e controllo in sede locale, compresa l'applicazione delle sanzioni amministrative, spettano ad essa ricorrente, essendo titolare di competenze analoghe a quelle delle Province autonome nella materia dell'assistenza sanitaria. 7.- In prossimità dell'udienza pubblica, a sua volta, la Provincia autonoma di Trento ha depositato memoria, con la quale riafferma le difese già prospettate. La ricorrente deduce, infine, di avvalersi di un sistema fiscale autonomo e che la spesa sanitaria è finanziata con risorse tratte dall'autonomo bilancio provinciale. A sostegno delle proprie argomentazioni, la Provincia ricorrente richiama, altresì, l'art. 32 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), che prevede un potere di vigilanza delle Regioni «sull'uso corretto ed efficace delle risorse» (comma 9). La Provincia rileva, inoltre, che la propria autonomia sulla vigilanza, in materia di sanità, è stata confermata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 80 del 2007, e che, già in precedenza, la sentenza n. 228 del 1993 offriva argomenti in tal senso.1. — La Provincia autonoma di Trento e la Regione Friuli-Venezia Giulia, con i ricorsi indicati in epigrafe, hanno promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 276, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006), nella parte in cui introduce i commi 8-bis, 8-ter e 8-quater nell'art. 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. 1.1. — Preliminarmente, riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con gli indicati ricorsi, aventi ad oggetto distinte norme contenute in altri commi del medesimo art. 1 della citata legge finanziaria, si deve disporre la riunione, ai fini di un'unica trattazione e di un'unica pronuncia, dei due giudizi, in ragione della analogia esistente tra le censure prospettate. 2.— La Provincia ricorrente ritiene che le disposizioni impugnate, che introducono talune sanzioni amministrative e attribuiscono al Corpo della Guardia di Finanza l'accertamento delle relative violazioni, ledano gli artt. 9, numero 10, e 16 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), nonché l'art. 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 474 (Norme di attuazione dello statuto per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di igiene e sanità), e gli artt. 2 e 4 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento). 2.1.— La lesione delle competenze statutarie è prospettata sotto più profili. In primo luogo, risulterebbe incisa la potestà legislativa concorrente della Provincia, in quanto lo Stato non si sarebbe limitato a porre princípi fondamentali nella materia «igiene e sanità, ivi compresa l'assistenza sanitaria e ospedaliera», ma avrebbe emanato disposizioni di dettaglio.