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Abbiamo svolto la nostra visita con estrema correttezza e il rispetto di tutte le regole. Per questo, Presidente, non siamo turbati, ma siamo assolutamente indignati invece per l'atteggiamento del Governo italiano. Riteniamo che questo atteggiamento stia violando e calpestando le leggi dello Stato italiano (Applausi dal Gruppo PD) , che dicono che di fronte a dei minori non accompagnati non ci può essere alcun respingimento. Nessun minore può essere tenuto al largo al rischio della propria vita. Non siamo turbati e per questo, Presidente, depositeremo in questi minuti un esposto alla procura di Siracusa contro il Governo italiano per violazione delle leggi italiane (Applausi dal Gruppo PD) e del nostro Stato di diritto. Presidente, colleghi, non c'è alcuna sicurezza per gli italiani lasciando morire in mare persone inermi. Non risolveremo alcuno dei nostri problemi lasciando al largo persone che hanno il diritto di sbarcare e soprattutto non cambieremo l'Europa isolandoci. Vogliamo cambiare l'Europa; vogliamo che l'Europa si occupi ed abbia una politica unica sull'immigrazione. Lo abbiamo voluto e fatto durante i nostri Governi. Vogliamo che avvenga anche con questi Governi. Per questo noi eravamo a Siracusa ieri e saremo a Siracusa oggi. I parlamentari del PD continueranno ad essere a Siracusa finché non scenderanno tutte le 47 persone a bordo, finché non scenderanno quei minori, affinché non accada più la vergogna che sta accadendo in queste ore, per riscattare l'Europa e l'Italia che sono grandi potenze economiche perché, signor Presidente, sono innanzitutto grandi potenze morali. Questo fa grande la nostra politica, la nostra economia e il nostro made in Italy : la possibilità per il popolo italiano di potersi riconoscere in un Governo che dà tutto per salvare vite umane e che non strumentalizza (Applausi dal Gruppo PD) questi casi per la propaganda e per un voto in più. Questo non appartiene a noi del Partito Democratico, ma, signor Presidente, non deve appartenere a nessuno in quest'Aula, perché non appartiene a nessuno nel popolo e tra i cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nella giornata di domenica, dopo l'iniziativa dei tre parlamentari (il mio segretario e i deputati Maggi e Prestigiacomo), abbiamo assistito - ancora una volta - a una cosa paradossale. I tre parlamentari - desidero ricordarlo qui, perché si tratta di una questione che riguarda quest'Assemblea e ogni senatore e deputato - hanno esercitato le prerogative che la Costituzione riconosce loro. Essi, nell'ambito di queste prerogative, si sono recati a bordo della Sea-Watch per capire esattamente la situazione. Come testé ricordato dal senatore Verducci, la situazione è drammatica: 47 persone, tra cui minori, sono ancora una volte fuggite e hanno impressi sui loro corpi e nelle loro menti i segni delle torture. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una situazione incredibile, un copione che ormai si ripete continuamente. Mi riferisco al fatto che, da parte del Governo italiano, non c'è alcun tipo non dico di umanità, ma di rispetto - questo sì - della legalità internazionale. Il senatore Salvini (fra un po' ce ne occuperemo infatti come senatore), in qualità di Ministro dell'interno, già nella giornata di domenica ha di fatto cominciato a minacciare, dicendo che i parlamentari in questione stavano compiendo un atto illegale e si è poi ripetuto negli stessi termini con riferimento alla delegazione del Partito Democratico. Peraltro, da quale pulpito viene la predica, visto che il senatore Salvini è indagato per la vicenda della Diciotti. In quest'Aula non vogliamo solo protestare e difendere le prerogative dei parlamentari. Un'analoga vicenda è accaduta anche a Castelnuovo di Porto, con la deputata Moroni che ha cercato di avere informazioni minime su dove venivano portati gli immigrati ospitati nel CARA. Ciò che ci preme di più è che questa situazione venga sbloccata. Noi chiediamo nuovamente, in questa sede, che finalmente, dopo tutti questi giorni, si dia la possibilità a questi 47 immigrati e rifugiati di sbarcare sul suolo italiano «In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l'ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra. Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell'ingiusto». Queste parole non sono chiaramente le mie, ma di Virgilio, tratte dal Libro I dell'Eneide. Invito tutti a riflettere sull'espressione «che razze di uomini è mai questa?». Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno in Dio, memore del giusto e dell'ingiusto. (Brusio) . Presidente, colleghi, nella distrazione generale, tengo a dire che non possiamo continuare ad assistere a queste vicende, dimenticando non solo - genericamente - lo spirito di solidarietà, ma anche le norme del diritto internazionale. È ora che finalmente si faccia chiarezza sulla vicenda dei porti chiusi, perché, a quanto ci risulta, non esistono disposizioni scritte in questo senso. Non si comprende quale sia l'autorità del Ministro dell'interno nel decidere la chiusura dei porti e cosa abbia mai deciso e scritto il ministro Toninelli al riguardo. Quindi, vi sono una serie di questioni, queste sì di legalità, collegate alle leggi italiane e alle leggi internazionali. Intorno a questo non basta una solidarietà generica, ma è necessario ricordare che il nostro primo dovere è soccorrere le persone che sono in uno stato di difficoltà. E questo noi continueremo a fare, con atti come quello che ha compiuto il segretario del mio partito Fratoianni, insieme ad altri parlamentari, non per fare testimonianza, ma per denunciare e svolgere fino in fondo le nostre prerogative di parlamentari, perché noi innanzitutto non dimentichiamo di essere umani. (Applausi del senatore Grasso e del Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, anche noi abbiamo un cuore e non pensiate che non ci sia sofferenza nel vedere queste situazioni drammatiche che si verificano ai confini della nostra nazione (figuriamoci). Siamo un partito che ha fatto della libertà e dell'umanità una bandiera sempre innalzata. Ma oggi dobbiamo fare i conti con un problema diverso: il problema della realtà nella quale oggi vive l'Italia. Un'Italia che ha visto altri Paesi chiudere i propri confini e che ha visto l'assenza dell'Europa nell'aiuto che avremmo invece dovuto avere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi abbiamo sempre avuto, signor Presidente, una posizione di grande equilibrio e abbiamo al contempo un'idea forte che ci conduce, quella di mantenere la sicurezza all'interno del nostro Paese. Abbiamo fatto grandi sacrifici come popolo italiano e ci dispiace quando sentiamo qualcuno che ci definisce razzisti o che dice addirittura che non stiamo facendo il nostro dovere come popolo italiano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) .