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È un provvedimento risolutivo dei problemi che sta vivendo l'Italia? No, sicuramente no, ma il decreto-legge di cui discutiamo la conversione in legge dà certamente un contributo importante a molti settori e rappresenta il punto di partenza per costruire la rinascita del Paese. Serviranno certamente altri interventi, altre risorse e un attento ascolto dei bisogni dei cittadini e delle varie categorie. Nessuno può risolvere con un solo provvedimento o con tante buone parole una crisi come quella che stiamo vivendo, come del resto le esperienze di tutti i Paesi colpiti dal coronavirus e dalle conseguenze socio-economiche mettono in luce. Permettetemi di dire che se anziché esserci questo Governo ci fosse stato il frutto del Papeete credo che la situazione nella quale vivremmo e in cui si dibatterebbe il nostro Paese sarebbe molto più grave di quella che invece stiamo affrontando. Voglio sottolineare alcuni dei più rilevanti strumenti previsti dal decreto-legge in esame, condivisi e migliorati alla Camera dei deputati anche grazie al contributo dei colleghi di Italia Viva. In materia di lavoro è prevista la proroga degli ammortizzatori sociali e delle indennità spettanti ad alcune categorie di lavoratori e l'incremento di specifiche misure a sostegno della genitorialità. Vi sono poi disposizioni tese a consentire all'INAIL di destinare 200 milioni di euro, derivanti dalla vendita di immobili, ad un bando per il concorso al finanziamento di progetti di investimento delle imprese. C'è poi il contratto di rete con causale di solidarietà, che consente per il 2020 la stipulazione di contratti per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese e di filiere colpite dalla crisi. In ambito fiscale è prevista inoltre la definitiva soppressione delle cosiddette clausole di salvaguardia e dei relativi aumenti dell'IVA e delle accise; in materia di aiuto alle imprese previsto il taglio dell'IRAP, ulteriore tassello di un percorso di supporto alle imprese e al lavoro, cominciato e sviluppato dai Governi Renzi e Gentiloni Silveri e oggi consolidate con misure come questa o come quelle introdotte dalla legge di bilancio con la prosecuzione di industria 4.0 e l'ulteriore riduzione del cuneo fiscale (i famosi 80 euro, tanto vituperati e oggi potenziati). Questa è la strada giusta. Questi sono i provvedimenti giusti e da consolidare. C'è il sostegno alle startup innovative con contributi a fondo perduto e la promozione e la valorizzazione delle attività delle imprese innovative. Troviamo la promozione del sistema delle società benefit e risorse importanti per un complessivo rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, delle sue diverse articolazioni, territoriale ed ospedaliera, sia sotto il profilo organizzativo che per quanto attiene le assunzioni del personale. Viene dato un primo e significativo supporto ai Comuni, che tiene conto delle minori entrate registrate. C'è il sostegno molto più corposo alle scuole paritarie ed è stato annunciato un nuovo significativo intervento sulla scuola pubblica, statale e paritaria, che necessita di un adeguato supporto. C'è l'importante riconoscimento che servizi sociali, sanitari e socio-assistenziali sono servizi essenziali, che non possono essere bloccati neppure in una fase emergenziale come quella che è stata il lockdown . C'è tanto altro, colleghi, e sappiamo che tutto questo pesa e peserà sulle nuove generazioni perché c'è molto debito ed è per questa ragione che i prossimi passaggi devono essere mirati e essere fatti con grande attenzione, cercando di andare a cogliere i punti più critici della crisi che stiamo vivendo e dare il miglior supporto possibile ad ambiti che ancora stanno chiedendo aiuto o che, per ragioni legate alle risorse limitate, non hanno potuto ancora vedere risposte adeguate. Sappiamo però che il Governo sta per chiedere un ulteriore scostamento di bilancio al Parlamento e attraverso queste risorse, se il Parlamento le concederà, si andranno a dare aiuti a chi ancora chiede un adeguato supporto. Crediamo che il centro dei prossimi passaggi deve essere mirato ad aiutare al meglio le imprese perché bisogna ripartire tutti insieme, salvaguardando il lavoro. Se si salvaguardano le imprese, salvaguardiamo il lavoro di oggi e di domani. Se le imprese vanno in crisi, per necessità legate alla liquidità o per questioni legate alla mancanza di entrata e quindi all'impossibilità di reggere pagamenti e tasse, sappiamo che a essere a rischio sarà il lavoro delle famiglie e di tanti italiani. Bisogna puntare quindi sul lavoro e non sull'assistenza. Bisogna puntare sulle decontribuzioni, come in questo provvedimento si è fatto nel settore dell'agricoltura, e non sull'assistenzialismo. Badate, le misure emergenziali per dare aiuto a chi ha bisogno in una condizione di particolare criticità sono sacrosante e vanno utilizzate ma non possono essere generalizzate e diventare la base di politiche di un Governo o di una maggioranza. Quindi vanno bene gli aiuti specifici dove c'è bisogno, senza però fare dell'assistenzialismo la bandiera di un percorso e di un processo. Crediamo che nel decreto rilancio siano state poste le basi perché non si vada in quella direzione ma in un'altra e sia questa la struttura dei provvedimenti che devono essere potenziati, quelli di supporto alle imprese e al lavoro. Sono stati fatti anche degli errori, non nascondiamocelo; ci sono stati ritardi nell'erogazione del tanto che il Governo ha saputo disegnare con i propri provvedimenti, non solo con il decreto rilancio, ma anche con quelli precedenti, e crediamo che si debba chiedere conto delle responsabilità di chi non ha saputo essere tempestivo nell'attuazione dei provvedimenti che il Governo ha saputo mettere in piedi: penso all'INPS e ad altre realtà che non sono state proprio leste nel dare le risposte che i lavoratori si aspettavano con la cassa integrazione e con molto altro. Dobbiamo perseguire la strada della semplificazione, questo è fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese e per la ripresa economica. Stiamo attendendo la pubblicazione dell'importante decreto emanato dal Governo (e il Parlamento saprà certamente migliorarlo). Come Italia Viva abbiamo dato un contributo significativo a questa partita con il Piano shock. Sappiamo che c'è ancora molto da fare, che possiamo ulteriormente migliorare questi provvedimenti e certamente lo faremo. La strada è anche quella del sostegno alle famiglie. I dati che anche altri colleghi hanno citato quest'oggi relativi alla denatalità che ha raggiunto il record dall'unità d'Italia ad oggi, ci devono interrogare e ci devono muovere nella direzione di dare il massimo sostegno alle famiglie. C'è un piano - il Family act - che è stato avviato dal Governo, è già in discussione in Parlamento e va assolutamente potenziato nelle diverse misure che il ministro Bonetti ha disegnato e proposto e che il Governo ha fatto proprie avviando il percorso. Bisogna far ripartire la scuola pubblica, statale e paritaria. Nel decreto-legge al nostro esame abbiamo dato importanti risposte dove c'erano criticità ma sappiamo che c'è ancora da fare molto. Bisogna dare ancora un supporto ai Comuni che sono il cardine della Repubblica e del sistema democratico perché vi si concentrano le richieste di tutti i cittadini.