[pronunce]

Bolzano n. 10 del 2014, essendo venute meno le ragioni della stessa a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 1 del decreto legislativo 7 luglio 2016, n. 146 (Norma di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di pianificazione urbanistica del settore commerciale, recante modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, in materia di urbanistica ed opere pubbliche), che consente ora alle Province autonome di Trento e Bolzano di prevedere, in presenza di determinate esigenze, limitazioni ai nuovi insediamenti commerciali al dettaglio senza discriminazioni tra operatori. Il ricorrente ha tuttavia evidenziato la permanenza dell'interesse a coltivare il ricorso relativamente all'art. 12, comma 2, della medesima legge provinciale, con riferimento al quale ha altresì prodotto memoria, depositata il 6 agosto 2018, riproponendo le medesime argomentazioni formulate nel ricorso. 5.- Su conforme deliberazione della Giunta provinciale del 28 agosto 2018, la Provincia autonoma di Bolzano ha accettato la rinuncia parziale, depositando il relativo atto in cancelleria il 3 settembre 2018. 6.- In pari data, la resistente ha contestualmente prodotto memoria difensiva, in cui ha evidenziato le ragioni a sostegno dell'inammissibilità, improcedibilità e infondatezza dell'impugnazione proposta dal Governo avverso il citato art. 12, comma 2, con riguardo all'esenzione dall'autorizzazione paesaggistica prevista per il taglio del legname. 6.1.- Dopo aver richiamato alcuni riferimenti normativi ed evidenziato come l'esonero dall'autorizzazione paesaggistica, di cui al vigente art. 149 del d.lgs. n. 42 del 2004, fosse contemplato anche dalla normativa statale in materia forestale (art. 6, comma 4, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, recante «Orientamento e modernizzazione del settore forestale a norma dell'art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57»), la resistente ha osservato che il taglio di legname di cui alla legge provinciale impugnata si differenzia dalla "trasformazione del bosco", intervento sottoposto alla normativa paesaggistica e necessitante della relativa autorizzazione, come ben evidenziato anche nel recente decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 (Testo unico in materia di foreste e filiere forestali). La disposizione provinciale censurata, invece, integrerebbe una fattispecie corrispondente a quella statale di cui all'art. 149, comma 1, cod. beni culturali, che esenta dall'autorizzazione paesaggistica determinate attività di taglio del legname, tra cui le attività agro-silvo-pastorali e i tagli colturali di boschi e foreste. Il ricorso inoltre non considererebbe la normativa statale in materia di boschi e foreste, di cui al d.lgs. n. 227 del 2001, pur menzionato nell'invocato art. 142 cod. beni culturali, il quale distinguerebbe l'attività di trasformazione del bosco, sottoposta alla normativa paesistica, da quella di gestione del bosco, che rientrerebbe invece nella normativa forestale; secondo una impostazione seguita anche dalle leggi paesaggistiche e forestali della Provincia autonoma di Bolzano. L'impugnativa del Governo - prosegue la resistente - sarebbe, oltre che sommaria, incompleta nel richiamare le competenze legislative primarie della Provincia autonoma, avendo omesso di considerare la previsione di cui all'art. 8, n. 21, dello statuto speciale, relativa a «agricoltura, foreste e Corpo forestale», competenza riconosciuta e salvaguardata dalla legislazione statale in materia forestale, come recentemente affermato anche dal d.lgs. n. 34 del 2018. Da tutte le ragioni indicate discenderebbe quindi l'inammissibilità della questione, non raggiungendo il ricorso la soglia minima di chiarezza e completezza cui è subordinata l'ammissibilità dell'impugnativa in via principale (con riguardo all'onere di compiuta definizione dell'oggetto del giudizio e di indicazione delle competenze legislative assegnate dallo statuto, la Provincia richiama le sentenze n. 252 e n. 28 del 2016, n. 151 e n. 142 del 2015, n. 87 e n. 54 del 2014, n. 308, n. 288, n. 277 e n. 187 del 2013; con riguardo alla soglia minima di chiarezza e completezza, la resistente cita le sentenze n. 184 del 2012, n. 119 del 2010, n. 248 del 2006 e l'ordinanza n. 123 del 2012). 6.2.- La Provincia evidenzia altresì l'improcedibilità del ricorso alla luce del sopravvenuto d.lgs. n. 34 del 2018, il cui art. 17 fa espressamente salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, che «provvedono alle finalità del presente decreto ai sensi dei rispettivi statuti speciali e delle relative norme di attuazione, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti». Il mutato orientamento della legislazione dello Stato, ispirata al principio di leale cooperazione tra Stato e Regioni e al rispetto degli statuti speciali per tutto ciò che è riferibile alla materia forestale, farebbe venir meno l'interesse del ricorrente all'annullamento della norma provinciale, fondato sull'asserita esigenza di garantire la prevalenza delle norme fondamentali di grande riforma economico-sociale di cui all'art. 142 cod. beni culturali. 6.3.- In ogni caso, osserva ancora la resistente, il ricorso sarebbe infondato perché fraintenderebbe l'effettivo contenuto dispositivo dell'art. 12, comma 2, della legge prov. Bolzano n. 10 del 2014. La norma impugnata avrebbe infatti, come oggetto specifico, le ordinarie attività di manutenzione e gestione del bosco, per le quali già la normativa statale esclude l'autorizzazione paesaggistica, secondo una costante impostazione risalente all'art. 82, del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), il cui contenuto è stato infine riprodotto agli artt. 142 e 149 cod. beni culturali, come pure evincibile dall'art. 7, comma 5, lettera b), del d.lgs. n. 34 del 2018, il quale distingue la fattispecie della trasformazione del bosco da quella della gestione selvicolturale o del taglio colturale. Dalla ricostruzione della normativa statale e provinciale di riferimento (da ultimo, pure la legge della Provincia autonoma di Bolzano 10 luglio 2018, n. 9, recante «Territorio e paesaggio»), risulterebbe, secondo la resistente, che la tutela paesistica è del tutto integrata e compresente nell'attività amministrativa finalizzata alla gestione forestale; la norma impugnata non trascurerebbe la tutela del paesaggio, ma piuttosto la garantisce, avendo ad oggetto solo il taglio colturale del legname, cioè la selvicoltura, da svolgere previa autorizzazione forestale, senza riguardare gli interventi distruttivi e/o modificativi (previsti, invece, dall'art. 146 cod. beni culturali e dall'art. 5, comma 1, della legge prov.