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La riforma conferma le disposizioni vigenti circa il procedimento in camera di consiglio e il regime delle spese ma aggiunge che ogni provvedimento deve essere preso previo ascolto del minore, anche infradodicenne, se capace di discernimento, dei genitori o degli esercenti la responsabilità genitoriale. La riforma consente l'assistenza del difensore. Le ulteriori disposizioni dell'articolo 4, alle lettere da b) a e) , modificano altre norme della legge minorile, coordinandone il contenuto con il nuovo testo dell'articolo 25. In particolare vengono modificati: l'articolo 26, il quale prevede la possibilità dell'applicazione della misura dell'affidamento del minore ai servizi sociali, anche quando il minore si trovi nella condizione prevista dall'articolo 333 del codice civile, relativo alla condotta del genitore pregiudizievole ai figli. Il riferimento alla misura dell'affidamento ai servizi sociali è sostituito dalla possibilità alternativa del tribunale di disporre l'affidamento stesso oppure il progetto educativo di cui ai commi da 1 a 3 del nuovo articolo 25; l'articolo 27, il quale contiene le prescrizioni in caso di adozione della misura dell'affidamento ai servizi sociali. La modifica consiste nel mero aggiornamento del riferimento normativo della misura; l'articolo 28, che contiene gli obblighi di comunicazione al tribunale dei minori da parte del direttore dell'istituto ove il minore è collocato, in applicazione della misura, attualmente prevista, del collocamento in una casa di rieducazione od in un istituto medico psicopedagogico; la modifica sostituisce il riferimento alla misura del collocamento in comunità e modifica di conseguenza la rubrica dell'articolo; l'articolo 29, che attiene alle modificazioni, trasformazioni e cessazione delle misure amministrative del tribunale dei minori, aggiornandone i riferimenti normativi con quelli introdotti dalla riforma in esame. Il comma 2 dell'articolo 4 del disegno di legge, prevede la possibilità di consentire anche nel quadriennio 2021-2024 la sperimentazione degli interventi di cui al comma 205 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2018, estendendo gli interventi contemplati da tale disposizione fino al compimento del venticinquesimo anno di età nei confronti sia di soggetti già destinatari degli interventi sia di altri soggetti che versino nelle condizioni previste dal citato comma 205. A tal fine la disposizione prevede un'apposita copertura al comma 3. In tale disposizione viene inoltre soppressa la previsione della cessazione delle misure. Il comma 250 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2018, al fine di prevenire condizioni di povertà ed esclusione sociale di coloro che al compimento della maggiore età vivano fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, riserva, nell'ambito della quota del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, in via sperimentale, un ammontare di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, per interventi, da effettuare anche in un numero limitato di ambiti territoriali, volti a permettere di completare il percorso di crescita verso l'autonomia garantendo la continuità dell'assistenza nei confronti degli interessati, sino al compimento del ventunesimo anno d'età. Per quanto riguarda il disegno di legge congiunto n. 1743, d'iniziativa della senatrice Ronzulli, sottolinea che esso riprende gli esiti dell'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza sulle tematiche del bullismo e del cyber -bullismo, conclusasi con l'approvazione all'unanimità di un documento conclusivo. La proposta di legge si compone di sette articoli ripartiti in tre Capi. Con particolare riguardo ai profili di competenza della Commissione giustizia, segnala in primo luogo le disposizioni del Capo II, le quali prevedono misure di contrasto al fenomeno del bullismo in rete attraverso la previsione di più stringenti forme di responsabilità per gli amministratori dei siti e per gli internet provider . In particolare l'articolo 2, sul modello della responsabilità prevista per il direttore responsabile dalla legge sulla stampa, introduce una forma di responsabilità anche per coloro che gestiscono i siti. Si prevede, in particolare la figura dell'amministratore responsabile e l'obbligo per ciascun dominio internet di indicare un indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica, quale interfaccia unitaria fra gli utenti e l'amministratore responsabile. La violazione degli obblighi ivi previsti è sanzionata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 15.000 euro. L'articolo 3 pone, invece, in capo agli internet provider l'obbligo di adottare misure adeguate, proporzionate ed effettive per interdire l'utilizzo dei profili e la navigazione agli utenti che realizzino attività illecite o gravemente lesive della dignità delle persone. La definizione di linee guida è demandata ad un regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da adottarsi d'intesa con il Garante per la protezione dei dati personali. La violazione dell'obbligo è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 5.000 euro, anche in questo caso comminata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Di interesse per la Commissione giustizia sono poi alcune delle disposizioni del Capo III, che reca una serie di disposizioni a tutela dei minori in rete. L'articolo 4, in particolare, impone l'obbligatorio inserimento nei contratti degli utenti stipulati con i fornitori di servizi di comunicazione e di informazione offerti mediante reti di comunicazione elettronica di cui all'articolo 70 del codice delle comunicazioni elettroniche di un espresso richiamo alle disposizioni di cui all'articolo 2048 del codice civile, relative alla responsabilità civile dei genitori nel caso di danni causati dai minori in conseguenza di atti illeciti posti in essere attraverso l'uso della rete. Ancora, l'articolo 5 impone agli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche di prevedere, senza oneri per gli utenti, fra i servizi preattivati e disattivabili solo su richiesta dell'utenza, l'attivazione di sistemi di parental control , di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto. La senatrice MANTOVANI ( M5S ), relatrice per la 1ª Commissione, nell'illustrare il contenuto dei disegni di legge in titolo, si sofferma sulle parti di competenza della Commissione affari costituzionali. Il disegno di legge n. 1690, all'articolo 3 interviene sulla legge n. 71 del 2017 recante disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyber -bullismo. Le modifiche proposte sono finalizzate a estendere il campo d'applicazione della legge anche alla prevenzione e al contrasto del bullismo.