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Conversione in legge del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, recante ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l'anno 2021. Onorevoli Senatori. – L'articolo 1 del decreto-legge dispone ulteriori misure urgenti per la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, ritenute necessarie in ragione dell'evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e dell'andamento dei casi e dei decessi sul territorio nazionale. Il comma 1, in considerazione della proroga al 30 aprile 2021 dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, deliberata dal Consiglio dei ministri nella seduta del 13 gennaio 2021, proroga alla medesima data il termine di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, per l'adozione delle possibili misure di contenimento dell'epidemia da COVID-19 indicate al comma 2 dell'articolo 1 del citato decreto-legge n. 19 del 2020. Il comma 2 dispone la proroga, dal 31 gennaio 2021 al 30 aprile 2021, del termine di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, per l'applicazione delle ulteriori misure urgenti disposte dal medesimo decreto-legge ai fini del contenimento della diffusione del COVID-19 e della riduzione del rischio di contagio, riguardanti spostamenti, mobilità e assembramenti di persone nonché lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali. Il comma 3 proroga, fino al 15 febbraio 2021, su tutto il territorio nazionale, il divieto (già vigente nel corso delle festività e successivamente esteso fino al 15 gennaio 2021) di spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Il comma 4 dispone, dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021, alcune ulteriori misure: – la lettera a) reintroduce la previsione relativa ai limiti di spostamento verso abitazioni private abitate: in particolare, è consentito lo spostamento verso una sola di tali abitazioni private, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Quanto all'ambito territoriale nel quale la disposizione dovrà essere applicata, lo stesso coincide con quello regionale, per le cosiddette « zone gialle », con quello comunale per le cosiddette « zone arancioni » e « zone rosse ». In tale seconda fattispecie, per i comuni con popolazione non superiore a 5000 abitanti, saranno altresì consentiti gli spostamenti verso abitazioni situate in diverso comune purché ad una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia; – la lettera b) sancisce, in via generale, per i casi in cui la mobilità sia limitata all'ambito territoriale comunale, la possibilità che nei comuni con popolazione non superiore a 5000 abitanti siano consentiti gli spostamenti per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Il comma 5 novella l'articolo 1 del decreto-legge n. 33 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 74 del 2020, aggiungendo, dopo il comma 16 -quater , i commi 16- quinquies e 16- sexies : – con il comma 16- quinquies , le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto, ove nel relativo territorio si manifesti un'incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, sono equiparate alle regioni che si collocano in uno scenario di tipo 2 e con livello di rischio almeno moderato, con analoga incidenza settimanale dei contagi (cosiddetta « zona arancione »); l'equiparazione riguarda le misure aggiuntive e progressive, rispetto a quelle applicabili sull'intero territorio nazionale, che il Ministro della salute può prevedere di applicare con propria ordinanza, secondo le procedure di cui ai commi 16- bis e 16- ter ; – con il comma 16- sexies , è prevista una ulteriore fattispecie nella quale si collocano le regioni con uno scenario di tipo 1 e un livello di rischio basso e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In tali territori non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per le aree gialle, arancioni e rosse, adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 19 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 35 del 2020, ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime zone possono comunque essere adottate, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico. Le misure di contenimento dell'epidemia proposte nel presente decreto-legge tengono conto di quanto rappresentato dai competenti organismi tecnici: la Cabina di regia per il monitoraggio del rischio sanitario, di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 112 del 2 maggio 2020, e il Comitato tecnico scientifico, di cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020. Dai pareri tecnici dei richiamati organismi emerge che l'incidenza dell'epidemia in Italia rimane ancora molto elevata e l'impatto della stessa è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Ciò conferma la necessità di mantenere una linea di rigore delle misure di mitigazione adottate. L'articolo 2 del decreto-legge statuisce che la violazione delle disposizioni dell'articolo 1 è sanzionata ai sensi dell'articolo 4 del citato decreto-legge n. 19 del 2020. L'articolo 3 del decreto-legge reca la disciplina dei sistemi informativi funzionali all'implementazione del piano strategico dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2. La norma proposta nasce dall'esigenza di disciplinare l'istituzione e l'utilizzo di sistemi informativi funzionali ad agevolare l'attuazione del piano strategico per la somministrazione dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2, adottato con decreto del Ministro della salute 2 gennaio 2021, ai sensi dell'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.