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3.2. Sostanze cancerogene 3.2.1. Ai fini della classificazione e dell'etichettatura e sulla base delle attuali conoscenze queste sostanze sono suddivise in tre categorie: Categoria 1 Sostanze note per gli effetti cancerogeni sull'uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l'esposizione dell'uomo ad una sostanza e lo sviluppo di tumori. Categoria 2 Sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per l'uomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l'esposizione dell'uomo ad una sostanza possa provocare lo sviluppo di tumori, in generale sulla base di: - adeguati studi a lungo termine effettuati su animali; - altre informazioni specifiche. Categoria 3 Sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti cancerogeni, sulle quali però non sono disponibili informazioni sufficienti per procedere ad una valutazione completa. Alcune prove sono state ottenute da opportuni studi sugli animali, non bastano però per classificare la sostanza nella categoria 2. 3.2.2. Le seguenti frasi indicanti i rischi specifici vanno utilizzate: Categorie 1 e 2: R 45 Può provocare il cancro. Categoria 3: R 40 Possibilità di effetti irreversibili. 3.2.3. Si applicano le seguenti classificazioni e simboli: Categorie 1 e 2: almeno: Tossico Categoria 3: Nocivo Le conclusioni ottenute applicando i criteri di cui ai punti da 2.4.6 a 2.4.10 potrebbero fare apparire la necessità di una classificazione più severa. 3.3. Sostanze mutagene 3.3.1. Ai fini della classificazione e dell'etichettatura e sulla base delle attuali conoscenze queste sostanze sono suddivise in tre categorie: Categoria 1 Sostanze di cui si conoscono gli effetti mutagenici sull'uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l'esposizione dell'uomo ad una sostanza e le alterazioni genetiche ereditarie. Categoria 2 Sostanze che dovrebbero considerarsi mutageniche per l'uomo. Esistono prove sufficienti per ritenere verosimile che l'esposizione dell'uomo alla sostanza possa provocare lo sviluppo di alterazioni genetiche ereditarie, in generale sulla base di: - adeguati studi su animali; - altre informazioni rilevanti. Categoria 3 Sostanze da considerare con sospetto per possibili effetti mutagenici, sulle quali però non sono disponibili informazioni sufficienti per dimostrare in maniera definitiva alterazioni genetiche ereditarie. Esistono prove fornite da studi specifici sugli effetti mutagenici, ma non sono sufficienti per classificare la sostanza nella categoria 2. 3.3.2. Le seguenti frasi indicanti i rischi specifici vanno assegnate: Categorie 1 e 2: R 46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie Categoria 3: R 40 Possibilità di effetti irreversibili 3.3.3. Le seguenti classificazioni e simboli si applicano: Categoria 1: almeno: Tossico Categoria 2 e 3: Nocivo Le conclusioni ottenute applicando i criteri di cui ai punti da 2.4.6 a 2.4.10 potrebbero fare apparire la necessità di una classificazione più severa. 3.4. Sostanze teratogene 3.4.1. Ai fini della classificazione e dell'etichettatura e sulla base delle attuali conoscenze queste sostanze sono suddivise in due categorie: Categoria 1 Sostanze di cui si conoscono gli effetti teratogeni sull'uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l'esposizione dell'uomo ad una sostanza e la comparsa di malformazioni congenite non ereditarie nella discendenza. Categoria 2 Sostanze che dovrebbero considerarsi teratogene per l'uomo. Esistono prove sufficienti per ritenere verosimile che l'esposizione dell'uomo alla sostanza possa provocare malformazioni congenite non ereditarie nella discendenza, in generale sulla base di: - adeguati studi su animali; - altre informazioni rilevanti. 3.4.2. Vanno assegnate le seguenti frasi indicanti i rischi specifici: Categorie 1 e 2: R 47 Può provocare malformazioni congenite 3.4.3. Si applicano le seguenti classificazioni e simboli: Categoria 1: almeno: Tossico Categoria 2: Nocivo Le conclusioni ottenute applicando i criteri contenuti nei punti da 2.4.6 a 2.4.10 possono fare apparire necessaria una classificazione più severa. 4. SCELTA DELLE FRASI RELATIVE AI CONSIGLI DI PRUDENZA Le frasi relative ai consigli di prudenza (frasi S) saranno assegnate alle sostanze ed ai preparati in conformità dei seguenti criteri generali: S 1 Conservare sotto chiave - Campo d'applicazione - Sostanze e preparati altamente tossici e tossici. - Criteri d'impiego - Raccomandata per le sostanze e i preparati altamente tossici e tossici che saranno probabilmente in libera vendita. S 2 Conservare fuori della portata dei bambini - Campo d'applicazione - Tutte le sostanze e i preparati pericolosi. - Criteri d'impiego - Obbligatoria solo per tutte le sostanze e i preparati che probabilmente saranno in libera vendita o che verranno probabilmente utilizzati in luoghi accessibili a tutti, a meno che si possa ritenere che non esistano pericoli specifici per i bambini. S 3 Conservare in luogo fresco - Campo d'applicazione - Perossidi organici. - Altre sostanze e preparati pericolosi con punto di ebollizione di 40 ›C. - Criteri d'impiego - Obbligatoria per i perossidi organici, a meno che si usi la frase S 47. - Raccomandata per le altre sostanze e preparati pericolosi che hanno un punto di ebollizione di 40 ›C. S 4 Conservare lontano da locali di abitazione - Campo d'applicazione - Sostanze e preparati altamente tossici e tossici. - Criteri d'impiego - Di norma limitata alle sostanze ed ai preparati altamente tossici e tossici, nei casi in cui è opportuno rafforzare la frase S 13, ad esempio quando esiste un pericolo di inalazione e quindi occorre conservare la sostanza o il preparato lontano da locali di abitazione. Il consiglio non ha però lo scopo di impedire la corretta utilizzazione della sostanza o del preparato nei locali di abitazione. S 5 Conservare sotto ... (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante) - Campo d'applicazione - Sostanze e preparati solidi infiammabili spontaneamente. - Criteri d'impiego - Di norma limitata a casi particolari, ad esempio sodio, potassio o fosforo bianco. S 6 Conservare sotto ... (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante) - Campo d'applicazione - Sostanze e preparati pericolosi che devono essere conservati in un'atmosfera inerte. - Criteri d'impiego - Di norma limitata ad alcuni casi particolari, ad esempio alcuni composti organo-metallici. S 7 Conservare il recipiente ben chiuso - Campo d'applicazione - Perossidi organici. - Sostanze e preparati che possono sprigionare vapori altamente tossici, tossici, nocivi, altamente infiammabili o facilmente infiammabili. - Sostanze e preparati che a contatto con l'umidità sprigionano gas facilmente infiammabili. - Solidi facilmente infiammabili. - Criteri d'impiego - Obbligatoria per i perossidi organici, nella combinazione S 3/7/9.