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la necessità del ricambio dei rappresentanti degli avvocati negli ordini forensi, così come il ricambio istituzionale, sempre più avvertito nella nostra società, è stato colto dalla Suprema Corte; la ratio della sentenza è quella di "assicurare la più ampia partecipazione degli iscritti all'esercizio delle funzioni di governo degli Ordini, favorendone l'avvicendamento nell'accesso agli organi di vertice, in modo tale da garantire la par condicio tra i candidati, suscettibile di essere alterata da rendite di posizione, nonché di evitare fenomeni di sclerotizzazione nelle relative compagini, potenzialmente nocivi per un corretto svolgimento delle funzioni di rappresentanza degli interessi degli iscritti e di vigilanza sul rispetto da parte degli stessi delle norme che disciplinano l'esercizio della professione, nonché sull'osservanza delle regole deontologiche"; il legislatore, nell'interpretazione data dalla Suprema Corte, ha voluto evitare il pericolo di una cristallizzazione di posizioni di potere e garantire che il sistema forense sia uniformato ai principi di più ampia partecipazione e par condicio , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che, nonostante la citata sentenza, molti avvocati, che hanno già svolto il doppio mandato, si ripresentano alle elezioni di gennaio 2019 per il rinnovo del consiglio dell'ordine; quali iniziative intenda realizzare per evitare un contenzioso elettorale che potrebbe comportare un ulteriore indebolimento della funzione dell'organismo forense, della sua indipendenza, nonché del decoro e dell'immagine. Atto n. 4-01068 BALBONI Al Ministro della giustizia Premesso che: domenica 16 dicembre 2018, alcuni detenuti di origini maghrebina hanno messo in atto una rivolta all'interno del carcere di Ferrara, nel corso della quale sono stati dati alle fiamme suppellettili e materassi e fatte esplodere alcune bombole di gas utilizzate nelle celle per scaldare le vivande; soltanto grazie al pronto e coraggioso intervento degli agenti del Corpo di Polizia penitenziaria la situazione è stata riportata sotto controllo, nonostante gravi danni a persone e cose; purtroppo ben 18 agenti hanno subito ferite, più o meno gravi (come la lesione di un timpano), rimanendo infortunati; la loro assenza per malattia ha messo in gravi difficoltà l'operatività degli agenti rimasti in servizio, già compromessa da tempo a causa dei vuoti di organico; a causa di questa situazione tutti i permessi già programmati per le ferie delle festività natalizie sono stati annullati, con grave ulteriore disagio per il personale di custodia e per le famiglie; quanto successo a Ferrara non è che uno dei tanti episodi che quasi quotidianamente si verificano nelle carceri italiane, troppo spesso ad opera di detenuti stranieri, che rappresentano ormai un terzo dell'intera popolazione carceraria (quasi 20.000 su circa 58.000), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti accaduti nel carcere di Ferrara e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire la sicurezza del personale di Polizia penitenziaria che opera in situazioni sempre più precarie e pericolose nelle carceri italiane, per dare agli agenti più mezzi, dotandoli di taser e di altri mezzi di contenzione atti a tenere sotto controllo i detenuti più pericolosi, e per reintegrare i vuoti di organico ormai giunti a limiti insostenibili; se non intenda attuare, più in generale, una profonda e urgente riflessione sull'intero sistema penitenziario italiano; quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda adottare per dare seguito all'annuncio fatto dal Governo fin dal suo insediamento, relativo all'impegno di trasferire nei Paesi di origine, a prescindere dal loro consenso, i detenuti stranieri, affinché scontino la pena nelle carceri patrie. Atto n. 4-01069 DE BERTOLDI Ai Ministri dello sviluppo economico, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: a partire dal 1° gennaio 2019 sono disponibili sul mercato le nuove radiofrequenze per la tecnologia wireless di quinta generazione, cosiddetta 5G, che rappresenta una delle rivoluzioni tecnologiche attualmente più imponenti e avrà effetti e ripercussioni sulla vita e sulla salute di miliardi di persone, in quanto consentirà di connettere ad altissima velocità miliardi di dispositivi che oggi sono semplici elettrodomestici "passivi"; numerosi scienziati, medici e ricercatori internazionali hanno già lanciato moniti e appelli per contenere questa avanzata, in considerazione del fatto che mancano attualmente valutazioni preliminari dei possibili rischi per la salute delle popolazioni mondiali e dell'impatto che tali radiofrequenze potranno avere sull'ambiente, l'atmosfera e l'ecosistema; secondo gli esperti, si prevede infatti la trasmissione in wi-fi dallo spazio attraverso droni in orbita e l'installazione di milioni di nuove miniantenne a microonde millimetriche, anche sui lampioni della luce (che andranno a sommarsi agli oltre 20.000 wi-fi pubblici e alle decine di migliaia di antenne per telefonia mobile 2G, 3G e 4G), determinando un'esposizione massiccia della popolazione all'inquinamento elettromagnetico ed un prevedibile innalzamento delle soglie limite per i valori di irradiazione; si ricorda che nel 2011 lo IARC (International agency for research on cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili fattori cancerogeni per l'uomo e che, il 1° novembre 2018, il National toxicology program ha diffuso il rapporto finale di uno studio su cavie animali, nel quale è emersa la chiara evidenza che i ratti maschi esposti ad alti livelli di radiazioni da radiofrequenza, come 2G e 3G, sviluppano rari tumori delle cellule nervose del cuore, esistono anche alcune evidenze di tumori al cervello e alle ghiandole surrenali; nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall'istituto "Ramazzini" di Bologna (Centro di ricerca sul cancro "Cesare Maltoni") che ha considerato le esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National toxicologic program, riscontrando gli stessi tipi di tumore; ancora, quasi 200 scienziati indipendenti, guidati dal professor Lennart Hardell, hanno sottoscritto l'appello per l'introduzione di una moratoria del 5G e un appello internazionale ha già raccolto le adesioni di ricercatori, cittadini e organizzazioni di 96 Paesi, mettendo a disposizione una bibliografia ricchissima, che attesta numerosi rischi biologici da " elettrosmog "; in Italia, una petizione ha già raccolto migliaia di firme, ed inoltre l'associazione ISDE Medici per l'ambiente ha chiesto al Governo "un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l'esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale, sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario";