[resaula]

la necessità di un rapido incontro con i rappresentanti dei Ministeri, secondo il presidente dell'ADEPP, Oliveti, è finalizzata, fra l'altro, alla definizione di un approccio comune al problema dell'approvazione delle delibere, senza andare in ordine sparso, anche in osservanza delle disposizioni contenute dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 509 del 1994, nonché del decreto legislativo n. 103 del 1996, che ha disciplinato gli enti privati e stabilito un limite temporale, trascorso il quale, nel caso non venissero formulati rilievi ministeriali, l'applicazione delle misure interessate sarebbe da intendersi come silenzio assenso; la sentenza n. 7 del 2017 della Corte costituzionale, evidenzia inoltre l'ADEPP (che accolse il ricorso della CNPADC ritenendo illegittimo il taglio delle spese interne per "girare" i proventi all'erario nell'ambito delle misure previste della " spending review ") ha stabilito fra l'altro l'autonomia dell'Associazione nel perseguimento della finalità pubblica; tali criticità, a giudizio dell'interrogante, si inseriscono in un più ampio quadro di complessità normative e mancanza di adeguate misure di sostegno, che riguardano da tempo le casse previdenziali del Paese, aggravatesi soprattutto con l'emergenza epidemiologica causata dal virus COVID-19, le cui esigenze non sono state evidentemente considerate nel corso dei mesi precedenti, determinando gravi effetti economici e sociali ai liberi professionisti, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento a quanto esposto; se condividano l'urgenza e la necessità di convocare un tavolo di confronto con i rappresentanti dell'ADEPP al fine di addivenire a rapide soluzioni, nell'ambito delle criticità richiamate; quali iniziative di competenza intendano assumere, al fine di sostenere i professionisti iscritti all'Associazione degli enti previdenziali privati, in relazione alle scarse misure adottate dal Governo, a giudizio dell'interrogante, penalizzanti e discriminatorie, nel corso dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Atto n. 4-04134 DE BERTOLDI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: secondo quanto risulta da un video in possesso dell'interrogante, 165 banchi scolastici con le rotelle, non regolabili, sarebbero stati scaricati da due mezzi pesanti, nella città di Cadoneghe (Padova), e le loro caratteristiche tecniche (altezza bassa, materiale plastificato e pertanto assolutamente non confortevoli) risulterebbero in netto contrasto con le disposizioni emanate dal Ministero dell'istruzione, in termini sia di pericolosità per la tutela degli studenti (difficoltà di scrivere o di muoversi agevolmente) che dell'utilizzo delle risorse pubbliche, evidentemente impiegate in maniera indecente, specie in questo momento così grave dell'economia nazionale; l'interrogante evidenzia che la vicenda si inserisce in un più ampio quadro generale delle condizioni di assoluto ritardo e degrado del sistema scolastico pubblico, sia dal punto di vista delle strutture nettamente obsolete e pericolose per la sicurezza degli studenti e del personale scolastico, che sotto il profilo degli investimenti modesti in merito all'istruzione e alla formazione didattica, che accentuano il divario rispetto agli altri Paesi europei; le dichiarazioni del Ministro in indirizzo nel corso dei recenti mesi, in merito alle rassicurazioni e al potenziamento dell'organizzazione per la ripresa dell'attività scolastica a settembre (a seguito della chiusura complessiva avvenuta lo scorso marzo a causa dell'emergenza sanitaria da COVID-19), e le affermazioni del Presidente del Consiglio dei ministri, riferite al superamento delle carenze strutturali di anni, a giudizio dell'interrogante, stridono e appaiono in netto contrasto con la realtà effettiva in cui si trova attualmente il sistema scolastico italiano, nella fase legata all'emergenza sanitaria (dal caos legato alle mascherine, alle notizie frammentarie e contraddittorie in tema di trasporti o della misurazione del termometro a casa, o alle denunce sui ritardi da parte dei presidi, solo per citare alcuni esempi); risulta urgente e indifferibile, a parere dell'interrogante, conoscere i motivi per i quali il Ministero abbia effettuato ordinativi di banchi scolastici a rotelle, per giunta, approvati da un Ministro che proviene da una regione come la Sicilia, dove ragioni antisismiche portano a sconfessarne l'uso, non costituendo alcun riparo per il caso malaugurato di terremoto, si chiede di sapere: quali siano i motivi per i quali il Ministro in indirizzo abbia deliberato l'acquisto dei banchi a rotelle nelle scuole italiane, evidentemente inadeguati e impossibilitati all'utilizzo pratico da parte degli studenti; quale sia la provenienza di tali banchi a rotelle in plastica, considerato che, secondo il video citato, sarebbe stato dichiarato l'assoluto divieto di comunicarne l'origine; a quanto ammonti l'importo complessivo del bando di gara pubblico per l'acquisto dei banchi a rotelle e quale sia la ditta o le ditte aggiudicatarie; se non ritenga infine che l'acquisto di tali banchi a rotelle in plastica, oltre a rappresentare un evidente spreco di denaro pubblico, rischia di aumentare i livelli di insicurezza all'interno delle aule scolastiche, oltre a ridurre fortemente il distanziamento fra gli studenti, nonostante le raccomandazioni ministeriali da parte dei medici e degli infettivologi. Atto n. 4-04135 BONINO Al Ministro della salute Premesso che: la legge sulla procreazione medicalmente assistita, n. 40 del 2004, prevede all'articolo 11 l'istituzione, presso l'Istituto superiore di sanità, di un registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime. Tale iscrizione è obbligatoria. I dati sono raccolti e diffusi dall'Istituto superiore di sanità al fine di consentire massima trasparenza e pubblicità alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e ai risultati conseguiti; le strutture sono, inoltre, tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali e all'Istituto superiore di sanità i dati per le finalità indicate nonché le informazioni utili per il controllo e l'ispezione da parte delle autorità competenti; l'Istituto predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale sulla base dei dati raccolti, sull'attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati; il Ministro della salute, ai sensi dell'art. 15 della legge n. 40 del 2004, presenta, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione al Parlamento sull'attuazione della legge; alla luce del dettato richiamato risulta che dal registro è possibile consultare l'elenco delle strutture autorizzate ad applicare tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita e i dati relativi alle tecniche applicate, alle gravidanze ottenute e alle nascite; rilevato che: