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l'articolo 73 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 (misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali), ha incrementato il fondo di ulteriori 300 milioni di euro per l'anno 2021, destinati alla compensazione, nel limite di 285 milioni di euro, dei danni subiti dai gestori aeroportuali in possesso del prescritto certificato in corso di validità rilasciato dall'ENAC e, nel limite di 15 milioni di euro, dei danni subiti dai prestatori di servizi aeroportuali di assistenza a terra in possesso del prescritto certificato in corso di validità rilasciato dall'ENAC; l'articolo 1, comma 718, della legge di bilancio per il 2021 ha previsto che i contenuti, il termine e le modalità di presentazione delle domande di accesso al contributo, e i criteri di determinazione e di erogazione del contributo stesso sono definiti con uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare previo parere delle competenti Commissioni parlamentari; nonostante l'urgenza richiesta dal caso di specie, lo schema di decreto ministeriale recante modalità attuative per la compensazione dei danni subiti a causa dell'emergenza da COVID-19 dai gestori aeroportuali e dai prestatori dei servizi aeroportuali di assistenza a terra è stato presentato dal Ministero alle competenti Commissioni parlamentari solo in data 31 ottobre 2021, più di 10 mesi dopo l'approvazione della legge di bilancio per il 2021; dieci giorni dopo, in data 10 novembre 2021, l'8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato della Repubblica ha esaminato l'atto del Governo e ha espresso il proprio parere favorevole; analogamente, alla stessa data, la V Commissione (Bilancio) e la IX Commissione (Trasporti) della Camera dei deputati, quest'ultima con condizione e osservazioni, hanno espresso il proprio parere favorevole; a circa un mese di distanza dall'espressione dei pareri da parte delle competenti Commissioni parlamentari il decreto ministeriale non è stato ancora emanato; considerato che: le risorse complessivamente stanziate, pari a 800 milioni di euro per l'anno 2021, costituiscono un importante intervento volto a mitigare gli effetti economici sull'intero settore aeroportuale derivanti dall'emergenza epidemiologica; a un anno dall'introduzione delle norme nella legge di bilancio per il 2021, resta di massima urgenza che il decreto ministeriale sia adottato rapidamente e sia posto in essere ogni atto necessario alla tempestiva corresponsione dei contributi alle imprese beneficiarie, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano quanto mai necessario e urgente, al fine di sostenere uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, emanare tempestivamente il decreto ministeriale per consentire una rapida erogazione delle risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2021 e dal decreto-legge n. 73 del 2021, recuperando l'enorme ritardo accumulatosi tra l'approvazione di tali norme e la presentazione dell'atto del Governo alle Camere per l'ottenimento del parere; quali siano le ragioni che spiegano la lentezza del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nel predisporre lo schema di decreto ministeriale da presentare alle competenti Commissioni parlamentari. Atto n. 4-06358 MALAN CIRIANI RAUTI BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI NASTRI PETRENGA RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il quotidiano "Il Messaggero", insieme a molti altri, riporta in data 10 dicembre 2021 la notizia secondo la quale presso la Commissione europea sarebbe allo studio e in avanzatissima redazione una direttiva che dall'anno 2027 vieterebbe la compravendita e l'affitto di abitazioni che abbiano una classificazione energetica sotto la classe E con successivo passaggio alla classe D e poi alla C; la compravendita resterebbe possibile solo dall'impegno tassativo da parte del compratore di effettuare entro 3 anni i lavori necessari a raggiungere la classe richiesta; la grandissima maggioranza delle abitazioni in Italia rientrerebbe in questi divieti ; decine di milioni di italiani si troverebbero così in qualche modo espropriati del proprio immobile poiché il suo valore di mercato scenderebbe drasticamente, talora fino a zero; moltissimi di quei cittadini non sarebbero in grado di pagare i lavori necessari a una riclassificazione energetica, sempre che tali lavori siano possibili; coloro che per qualsiasi ragione si trovassero impossibilitati a pagare le rate di mutuo non avrebbero neppure la possibilità di vendere l'immobile che dunque finirebbe in mano alle banche; molto spesso, grandi gruppi finanziari, specialmente stranieri, sarebbero gli unici a poter acquistare con l'impegno di fare le spese necessarie nei 3 anni seguenti, determinando il passaggio di immobili del valore di centinaia di miliardi di euro dalle mani di piccoli proprietari a quelle di multinazionali o comunque di poche persone o gruppi con grandi possibilità finanziarie o direttamente alle banche; in molti casi non ci sarebbe alcun riflesso sulle emissioni o sul consumo energetico, ad esempio quando si tratta di abitazioni destinate a soggiorni estivi in località di collina o montagna dove non si usa né riscaldamento né aria condizionata; il preoccupante aumento dei costi di energia elettrica e gas costituisce già di per sé un incentivo più che sufficiente a effettuare lavori che riducano i consumi energetici, si chiede di sapere: se le notizie riportate dai giornali a proposito della direttiva "Green" sulle abitazioni corrispondano al vero e quali siano i contenuti del documento e i tempi previsti per il suo esame e approvazione; se si intenda sostenere o opporsi al divieto di compravendita e affitto delle unità abitative con classificazione energetica al di sotto di una certa categoria. Atto n. 4-06359 DE VECCHIS Al Ministro dell'interno Premesso che: il fenomeno delle occupazioni abusive si presenta con connotazioni differenziate e diversificate sull'intero territorio nazionale e riveste profili di particolare complessità; in alcuni casi, infatti, gli occupanti sono nuclei familiari in condizioni di disagio economico e sociale, mentre in altri sono riconducibili a settori dell'antagonismo di diversa estrazione ideologica o gruppi di matrice anarchica, anche nell'ambito della cosiddetta campagna per il diritto all'abitare; una realtà così articolata, che determina varie forme di illegalità diffusa, impone un approccio attento e ponderato da parte delle molteplici amministrazioni, senza dimenticare che, in un'ottica realmente preventiva, risulta fondamentale lo sviluppo di politiche che sappiano dare risposta alle situazioni di marginalità e di emergenza abitativa, mantenendo fermo il rispetto rigoroso della legge e la salvaguardia dei diritti dei proprietari;