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4 (Regolamenti comunali di polizia urbana) 1 I consigli comunali adottano, ai sensi dell'articolo 7 del testo unico e nel rispetto della legislazione statale e regionale, i regolamenti di polizia urbana quale uno degli strumenti per realizzare le politiche locali di sicurezza indicate dall'articolo 2, comma 1, lettera b) , prevedendo gli obblighi e i divieti necessari per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale. 2 Ferma restando la competenza statale in materia di ordine pubblico e sicurezza e fuori dei casi rientranti nelle ordinanze contingibili e urgenti di cui all'articolo 54 del testo unico, come modificato dall’articolo 3 della presente legge, i regolamenti di polizia urbana sono finalizzati a prevenire e contrastare i fenomeni di degrado urbano e possono prevedere obblighi e divieti: a per assicurare l'uso e il mantenimento del suolo pubblico, la piena fruizione dello spazio pubblico, il decoro urbano, la tutela della quiete pubblica e la tranquillità della vita delle persone; b per prevenire e rimuovere le condizioni ambientali e sociali che possono favorire l'insorgere di fenomeni dannosi alle popolazioni locali sotto il profilo della criminalità e dell'emergenza igienico-sanitaria. 3 Fuori dei casi rientranti nelle ordinanze contingibili ed urgenti previste dal citato articolo 54, comma 4, del testo unico la violazione di obblighi o divieti previsti nei regolamenti di polizia urbana o assunti con ordinanza del sindaco, ai sensi dell'articolo 50 dello stesso testo unico, nell'ambito delle politiche locali di sicurezza indicate dall'articolo 2, comma 1, lettera b) , è sanzionata ai sensi dell'articolo 7 -bis del medesimo testo unico. II POLITICHE INTEGRATE PER LA SICUREZZA 5 (Promozione delle politiche integrate per la sicurezza) 1 Il sindaco, il presidente della provincia e il presidente della città metropolitana, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e ai fini della realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza urbana: a promuovono, d'intesa con il prefetto, gli accordi di cui all'articolo 4, commi 1 e 2; b concordano, su richiesta motivata dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza, le modalità di collaborazione della polizia locale con le Forze di polizia statali per specifiche operazioni o progetti in materia di sicurezza o a seguito degli accordi di cui all'articolo 4, commi 1 e 2. 2 Il Ministro dell'interno, d'intesa con i presidenti delle regioni interessate, ovvero su richiesta degli stessi, può altresì promuovere la conclusione di accordi quadro per il coordinamento, nei territori regionali, delle politiche integrate per la sicurezza. 6 (Accordi in materia di politiche integrate per la sicurezza) 1 I comuni, anche in forma associata, le province e le città metropolitane possono stipulare accordi locali con il prefetto del capoluogo di provincia, nei seguenti campi di intervento: a scambio informativo e realizzazione di sistemi informativi integrati tra la polizia locale e le Forze di polizia presenti sul territorio; b interconnessione, a livello territoriale, delle sale operative della polizia locale con le sale operative delle Forze di polizia dello Stato e regolamentazione per l'utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica finalizzati al controllo delle aree e delle attività a rischio; c collaborazione tra le Forze di polizia e le polizie locali, secondo le rispettive competenze, ai fini del controllo del territorio anche mediante l'integrazione degli interventi di emergenza e delle eventuali altre attività; d collaborazione tra le Forze di polizia e le polizie locali, anche attraverso specifici piani di intervento, in ordine alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di cui al comma 4 -bis dell'articolo 54 del testo unico come introdotto dalla lettera b ) del comma 1 dell’articolo 3 della presente legge; e formazione e aggiornamento professionale integrati per operatori della polizia locale, delle Forze di polizia dello Stato ed altri operatori che cooperano allo sviluppo delle politiche di sicurezza urbana. 2 Gli accordi di cui al comma 1 possono altresì riguardare i seguenti campi di intervento: a cooperazione per la partecipazione ad iniziative e progetti promossi dall'Unione europea; b cooperazione in ordine alla riqualificazione e al risanamento di edifici dismessi o di aree urbane degradate; c comunicazione pubblica ai fini della promozione di una cultura del dialogo e della legalità; d ogni altra attività ritenuta funzionale alla realizzazione delle politiche integrate di sicurezza. 3 Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà ed adeguatezza, possono stipulare accordi con il Ministero dell'interno nei campi di intervento di cui ai commi 1 e 2. 7 (Raccordo istituzionale per l'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza) 1 I soggetti che hanno stipulato gli accordi di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 6 procedono, con cadenza almeno semestrale, anche in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, nel rispetto dell'articolo 20 della legge 10 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, alla verifica dello stato di attuazione degli accordi stessi. 2 In relazione ai risultati riscontrati in seguito alla verifica, i soggetti che hanno stipulato gli accordi di cui all'articolo 6 adottano le iniziative necessarie al fine di conseguire il raggiungimento degli obiettivi prefissati negli accordi stessi. 3 Alla verifica di cui al comma 1 possono concorrere, previa intesa tra i sottoscrittori degli accordi, anche altri soggetti interessati ai singoli interventi in discussione. 4 La Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, svolge un'azione complessiva di monitoraggio degli accordi attraverso un comitato tecnico paritetico composto da tre rappresentanti designati dal Ministero dell'interno e da tre rappresentanti, rispettivamente uno per le regioni, uno per le province e uno per i comuni, designati dalla Conferenza unificata. 8 (Attività di informazione a livello territoriale) 1 Ai fini dell'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza, i comuni, le province, le città metropolitane, le regioni e lo Stato, anche al di fuori degli accordi di cui all'articolo 6, si scambiano reciproche informazioni sui principali aspetti delle attività di propria competenza, ed in particolare sulle caratteristiche degli illeciti e dei fenomeni che generano degrado e allarme per la sicurezza pubblica. 9 (Conferenza regionale) 1 In ogni regione si svolge, con cadenza almeno annuale, una conferenza regionale in materia di sicurezza integrata, di seguito denominata «conferenza regionale». 2 La conferenza regionale, presieduta dal Ministro dell'interno quale autorità nazionale di pubblica sicurezza, o da un suo delegato, è convocata dallo stesso Ministro, previa intesa con il presidente della regione in merito alla definizione dell'ordine del giorno. Il Ministro dell'interno e il presidente della regione individuano i soggetti che partecipano alla conferenza regionale. III