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A questo punto, visto che probabilmente neanche il Ministero sa che tipo di vaccini consigliare a quale fascia d'età e a quale tipologia di cittadini, e ha dimostrato grande incertezza (e d'altra parte non poteva che essere così, dato che si può dire che questi vaccini sono ancora in fase di sperimentazione), ancora di più ci sembra doveroso prendere atto che hanno diritto ad essere trattati come gli altri tutti i cittadini che decidono di non sottoporsi alla vaccinazione, perché anche questa è una scelta legittima, è una scelta riconosciuta dal nostro ordinamento e quindi deve avvenire con pari opportunità. Ecco perché L'Alternativa C'è si appella a questo consesso, e quindi a tutti i parlamentari, affinché accolgano i nostri emendamenti che si limitano ad adeguarsi al dettato costituzionale, quello sempre calpestato e vilipeso da quest'Aula, ma anche dallo stesso Governo che impone limitazioni senza offrire alternative che sono nei diritti di tutti i cittadini. Anche l'articolo 16 della nostra Carta costituzionale lo prevede. Ma poi c'è la libertà di associazione e di manifestazione: sono tutte libertà che vengono negate a chi non ha la possibilità o non ha la volontà e l'intenzione di vaccinarsi. Anche la scelta libera del soggetto che decide di non vaccinarsi, oppure di chi non può farlo, deve quindi essere a carico dello Stato. Ci auguriamo che la nostra richiesta venga accolta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi è stata concessa la voce, quindi la ringrazio. Oggi mi trovo a discutere di un decreto-legge da convertire in legge, in questo caso in seconda lettura (avendo il provvedimento già passato il vaglio della Camera dei deputati) che rappresenta un passaggio significativo e decisamente innovativo rispetto ai precedenti decreti - legge qui pervenuti. Ciò per due fondamentali ragioni, due novità. Infatti, con la conversione di questo decreto-legge, a mio giudizio, come ben sa la collega Tiraboschi, innanzi tutto vi è il superamento definitivo dei cosiddetti DPCM. (Applausi) . Con questo provvedimento, in via definitiva, si superano il malvezzo e la cattiva abitudine introdotti dal Governo Conte- bis con provvedimenti individuali, non collegiali, che non passavano neanche al vaglio del Presidente della Repubblica, come sarebbe invece accaduto con i decreti-legge, ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione. Tale pratica certamente depauperava quello che a noi parlamentari interessa, e cioè la centralità del Parlamento, la funzione stessa che noi parlamentari dobbiamo svolgere, l'attività legislativa. Di fatto, noi siamo stati defraudati per troppo tempo, per troppi mesi, con lo spauracchio della pandemia e della necessità di fare in fretta, della facoltà di lavorare secondo gli strumenti che ci ha conferito la nostra Carta costituzionale, ai sensi dell'articolo 77 della nostra Costituzione. Noi ne siamo stati defraudati. Ecco, con questo provvedimento, finalmente, soprattutto per merito del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, finalmente abbiamo riconquistato una funzione fondamentale, anche in materie - e non in una sola - che sembrano secondarie ma che, in questo anno terribile, sono state invece fondamentali. Hanno quindi ripreso vita, in termini di funzione legislativa, la disciplina delle attività scolastiche; l'attività dei servizi di ristorazione; la disciplina degli spettacoli aperti al pubblico e anche degli eventi sportivi; la disciplina delle palestre, delle piscine e degli sport di squadra; la disciplina delle fiere, dei convegni, dei congressi e, infine, dei centri termali e dei parchi tematici. Tutte discipline sottratte alla funzione legislativa e, quindi, al Parlamento, utilizzate in modo monocratico dal precedente Presidente del Consiglio. Il secondo aspetto che rappresenta - a mio giudizio - forse quello politicamente più significativo - cari colleghi, e soprattutto cari colleghi di Forza Italia - è che, per la prima volta, il Presidente del Consiglio dei ministri e il Governo da lui retto hanno impresso una decisione politica rispetto al ruolo che gli scienziati, i tecnici e il comitato tecnico scientifico hanno rivestito fino al 16 aprile scorso. Fino ad allora, sembrava normale dire che non potevamo riaprire oppure che dovevamo chiudere determinati servizi essenziali o determinati esercizi commerciali piuttosto che le attività sportive, le piscine, le palestre e le discoteche perché il comitato tecnico-scientifico lo imponeva. Oppure, sembrava normale dire che dovevamo attendere «fino a» perché il CTS diceva così. Ebbene, ricorderemo tutti, invece, il momento dal quale diparte questo decreto-legge. Ricorderemo tutti quando il presidente Draghi, in una delle sue rare conferenze stampa - al contrario del Presidente precedente che ce le propinava continuamente, in orari anche talvolta improponibili - affermò che si assumeva un rischio ragionato nell'affrontare le riaperture anche prima di quanto affermavano alcuni cosiddetti virologi che imperversavano nelle televisioni nazionali. (Applausi) . Questo va detto, perché è stata la prima volta in cui - a mio giudizio - da quando è iniziata la pandemia, si è verificato il cosiddetto vero e proprio cambio di passo. Allora, finalmente, il Governo Draghi ha preso una decisione politica assumendosene tutte le responsabilità conseguenti, hanno dato ragione. I giorni successivi hanno dato ragione quella decisione dalla quale poi sono discesi questi decreti-legge accordati. Quel giorno c'è stata la possibilità di affermare che si era finalmente voltata pagina (Applausi) e si era finalmente di fronte a un Governo con un Presidente del Consiglio che non pensava semplicemente a farsi bello dinanzi alle televisioni; che pensava non a un post o a un tweet, bensì all'interesse degli italiani, restituendo loro non solo la dignità, ma anche quel valore garantito dalla Costituzione e a cui un partito come il nostro, Forza Italia, tiene più di qualunque altro: la libertà (Applausi) . Non entro nel dettaglio di tutte le riaperture che alcuni colleghi che mi hanno preceduto hanno ricordato. È tuttavia evidente che soprattutto noi che esercitiamo la funzione fondamentale della politica nelle istituzioni non possiamo avere la memoria corta, perché sembra che di questi tempi anche in pochi giorni tutti dimentichino quello che è accaduto soltanto ieri o l'altro ieri. Invece noi dobbiamo avere ben chiara l'idea che con il Governo in carica finalmente le cose sono cambiate (Applausi) . Anche quanto è stato affermato ieri da Mario Draghi, dopo il Vertice del G7 nel Regno Unito, dimostra il cambiamento di passo, la svolta che c'è stata nell'ambito del Governo italiano, quando ha affermato che la Cina è un problema e che bisogna prenderne le distanze. Io ho applaudito e non a caso ho chiesto di sottoscrivere un'interrogazione in tal senso proposta dal nostro collega Andrea Cangini, che giustamente ricorda con un atto di sindacato ispettivo cosa bisogna fare anche in merito ai diritti civili regolarmente violati quotidianamente in quel grande Paese.