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Quanto alle disposizioni in materia di sicurezza, le proposte di modifica a sua firma tendono a introdurre detrazioni fiscali per le spese finalizzate ad aumentare la sicurezza delle abitazioni, per prevenire il rischio di furti e rapine, a prevenire i fenomeni di terrorismo attraverso l'installazione, presso stazioni ferroviarie e metropolitane, di metal-detector , ad ampliare le competenze della polizia locale in materia di identificazione delle persone, attraverso l'accesso alle banche dati disponibili, nonché di decoro e sicurezza urbana. Sottolinea, infine, gli emendamenti volti ad ampliare gli organici delle forze dell'ordine. Il senatore VITALI ( FI-BP ) condivide l'obiettivo di contrastare lo sfruttamento economico del fenomeno migratorio, purché ciò avvenga nel rispetto dei principi costituzionali. Il provvedimento all'esame, invece, presenta criticità tanto gravi da far presumere che l'obiettivo sia solo quello di conquistare consenso elettorale. Ritiene, infatti, che gli articoli 1, 2, 10 e 14 non potranno superare il vaglio di legittimità costituzionale. Pertanto, precisa di aver presentato pochi emendamenti, con spirito costruttivo, al fine di recepire le segnalazioni dei giuristi ascoltati nel ciclo di audizioni. L'emendamento 1.5 è volto a sopprimere l'articolo 1, che abroga il permesso di soggiorno per motivi umanitari, in violazione dell'articolo 10 della Costituzione. L'emendamento 3.3 sopprime l'articolo 3, che prevede due nuove ipotesi di trattenimento degli stranieri che abbiano presentato domanda di protezione internazionale. Con l'emendamento 10.1 si sopprime l'articolo 10, che dispone l'immediato avvio del procedimento innanzi alla commissione territoriale, nel caso in cui il richiedente protezione internazionale sia sottoposto a procedimento penale, in violazione dell'articolo 27 della Costituzione. Infine, l'emendamento 14.1 è soppressivo dell'articolo 14, che prevede la revoca della cittadinanza italiana in caso di condanna definitiva per reati di particolare gravità. Il senatore MIRABELLI ( PD ) ritiene che il provvedimento sia poco efficace sotto il profilo della sicurezza e abbia piuttosto finalità propagandistiche. Tra gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 1, segnala quelli volti a evitare che il titolare di permesso per motivi umanitari sia costretto a entrare in clandestinità alla scadenza del suo titolo di soggiorno, nonché a prevedere la possibilità di convertire il permesso di soggiorno in permesso per motivi di lavoro. A suo avviso, infatti, solo favorendo l'integrazione degli stranieri è possibile creare una società più sicura. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) condivide l'impianto del provvedimento, sebbene - a suo avviso - risulti, per alcuni aspetti, eccessivamente blando. Mancano, per esempio, norme sulla sorveglianza dei centri di trattenimento, il rafforzamento degli accordi bilaterali per i rimpatri, misure specifiche per i problemi delle carceri e il contrasto delle mafie straniere, nonché integrazioni economiche per tutte le forze dell'ordine. Quanto alle proposte di modifica riferite all'articolo 1, si sofferma in particolare sugli emendamenti 1.9 e 1.59. La senatrice CIRINNA' ( PD ) concorda con le considerazioni del senatore Vitali sulla opportunità di prevedere un ampliamento della protezione dei richiedenti asilo, in linea con gli articoli 2, 3 e 10 della Costituzione. Illustra quindi l'emendamento 1.18, che introduce l'identità di genere e l'orientamento sessuale tra i fattori di vulnerabilità del migrante, tali da giustificare il rilascio di un permesso speciale. Inoltre, si precisa il concetto di persecuzione, al fine di tenere conto anche dell'esistenza, nel Paese di origine dello straniero, di violazioni dei diritti umani, della criminalizzazione di comportamenti sessuali, nonché di ogni altra condizione culturale, sociale, giuridica o politica che impedisca il libero svolgimento della personalità. Il senatore DE FALCO ( M5S ), nel concordare con le considerazioni del senatore Vitali, ritiene condivisibile nel complesso il provvedimento all'esame. Tuttavia, sottolinea la necessità di apportare alcune modifiche, in coerenza con i principi tutelati dalla Costituzione, come precisato - nel corso delle audizioni informali - anche dagli esperti di diritto. A tale proposito, ricorda il richiamo del Presidente della Repubblica al rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato, che discendono dall'articolo 10 della Costituzione. Il senatore QUAGLIARIELLO ( FI-BP ) auspica una riflessione più approfondita sulla revoca della cittadinanza in caso di condanna per reati di particolare gravità. Ritiene, infatti, che il riferimento di tale misura ai soli immigrati costituisca un vulnus , da cui potrebbe discendere una differenziazione in base alla modalità di acquisizione della cittadinanza e, di conseguenza, il rischio che questa possa essere concessa anche in modo automatico. Al contrario, ritiene che - in linea con quanto previsto dal diritto romano - la cittadinanza sia un diritto strettamente personale, concesso a seguito della richiesta da parte di chi intende essere accolto in una comunità, a condizione che ne sia accertata la lealtà. Il senatore ZANDA ( PD ) illustra l'emendamento 1.49, volto a sopprimere, all'articolo 1, comma 1, la lettera o) . Tale disposizione, infatti, elimina il riferimento all'asilo politico e all'asilo umanitario tra le motivazioni che giustificano la concessione del permesso di soggiorno e che, conseguentemente, danno diritto all'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, sostituendolo con un generico riferimento all'asilo e alla protezione sussidiaria. Ritiene inaccettabile, infatti, lo stravolgimento del sistema di accoglienza che da sempre appartiene alla coscienza e alla tradizione giuridica italiana ed europea. Il senatore PARRINI ( PD ) sottolinea che il Gruppo PD ha presentato numerosi emendamenti all'articolo 1, che presenta rilevanti elementi di contrasto con le disposizioni costituzionali, le direttive europee e l'orientamento giurisprudenziale, segnalati anche dagli esperti nel corso delle audizioni. A suo avviso, il provvedimento finirà per accrescere in modo significativo il numero degli immigrati irregolari e, di conseguenza, i costi per gli oneri burocratici e amministrativi, nonché per l'impiego di un più alto numero di agenti di polizia. Tra le proposte di modifica a sua firma, volte a correggere quanto meno gli aspetti più gravi, richiama l'emendamento 1.89, che - recependo una sollecitazione dell'ANCI - prevede il rilascio di un permesso speciale di soggiorno al richiedente asilo, che si sia distinto per comprovata volontà di integrazione e sia in possesso di una certificazione di apprendimento della lingua italiana equivalente almeno al livello A2, di regolare contratto di lavoro ovvero di documentazione attestante che sia in corso di svolgimento un tirocinio formativo, nonché di una certificazione che attesti l'avvenuto svolgimento di almeno 100 ore di volontariato. Si passa quindi alla illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2.