[resaula]

Voi direte che continuiamo a ripetere come dei dischi rotti che le nostre ricette sarebbero state altre, che la maggior parte delle misure fin qui proposte per non far sprofondare l'economia italiana non sono state efficaci né adeguate, anzi hanno dimostrato e stanno dimostrando di essere per gli italiani una grande presa in giro. Mi soffermo sul decreto-legge cosiddetto liquidità in esame che - diciamoci la verità - è la presa in giro per eccellenza. È stato annunciato a reti unificate con la roboante definizione della «potenza di fuoco» di ben 400 miliardi di euro. Sembrava che l'avvocato Conte avesse messo a disposizione degli italiani 400 miliardi di euro, salvo poi scoprire subito dopo che si trattava di debiti: lo Stato garantisce l'imprenditore proprio perché si indebiti. La misura in sé potrebbe anche essere valida se affiancata da validi aiuti e vere iniezioni di liquidità a fondo perduto, ma le deboli misure a fondo perduto hanno tardato ad arrivare e dopo mille rinvii sono arrivate, tra tanti paletti, articoli farraginosi, con il cosiddetto decreto-legge rilancio, che alla fine ha visto la luce soltanto adesso a fine maggio (ma di quello dovremo parlare in altra sede). Il decreto-legge in esame, cosiddetto liquidità, è stato scritto talmente male che ogni banca lo ha interpretato secondo i suoi parametri; è stato lasciato talmente ampio spazio alle interpretazioni che, a parte qualche caso felice di persone che hanno chiesto i 25.000 euro e li hanno ottenuti, tanti - troppi - piccoli imprenditori e partite IVA hanno ricevuto le risposte più fantasiose dai loro istituti di credito, proprio per giustificare quel diniego. Ne cito qualcuna: «No, sei già esposto» (questa è la più facile); «no, aspettiamo i decreti attuativi»; «no, aspettiamo la conversione in legge del decreto-legge». Ne ho sentite di tutti i colori. Vi rendete conto? Colleghi, lo avete chiesto ai vostri parenti, amici o conoscenti? Io conosco uno che è riuscito a farsi erogare i 25.000 euro e che, a dire il vero, non ne aveva neanche tanto bisogno, ma gli altri? Quando il Governo ha capito che non stava funzionando, a fine aprile, il suo massimo esponente, il premier Conte, è corso ai ripari chiedendo un atto d'amore alle banche a seguito del quale l'Associazione bancaria italiana (ABI) ha diffuso una circolare orientativa, ovviamente per imprese e professionisti. Posto che il decreto-legge in sé è stato scritto male, la fase di conversione si è dilungata a dismisura - come ormai è solito accadere - in un ramo del Parlamento e ora approda qui in Senato. Torno all'inizio del discorso: siamo soltanto dei figuranti: noi in Senato, pur comprendendo le pecche di questo decreto, in nulla abbiamo potuto incidere su di esso. Per la verità, un buon emendamento della Lega è passato alla Camera, che porta i 25.000 euro di debito garantito a 30.000, ma nulla di più. E ci chiedete la collaborazione? Quale collaborazione possiamo darvi, se vediamo i problemi e qualsiasi nostra osservazione viene ignorata o pregiudizialmente cassata? Questa è la mia rabbia peggiore: vediamo passare i provvedimenti, ne constatiamo i risvolti pratici negativi, ma noi della minoranza possiamo puntare il dito e nulla più, non possiamo incidere contro un muro di gomma. Il mio è un appello: almeno per i prossimi decreti-legge, in particolare per il prossimo enorme decreto da 266 articoli, che non so come vedrà la luce e come potrà passare alla Camera, ascoltate la Lega. Siamo amministratori locali, siamo imprenditori ancora prima di essere senatori, ascoltateci! (Applausi). PRESIDENTE.È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, in questi ultimi mesi purtroppo abbiamo visto quello che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere: abbiamo vissuto un vero e proprio incubo e di certo non possiamo abbassare la guardia proprio ora, perché il virus continua ad essere pericoloso e in agguato. Abbiamo visto tante persone soffrire a causa del Covid-19, tante - troppe - famiglie in lutto, intere zone in ginocchio, toccate e ferite mortalmente da questo male invisibile. Abbiamo visto città vuote e tutte le attività sospese, i treni fermi alla stazione e il mondo inerme. Ecco perché è con orgoglio che vorrei dire grazie per l'ottimo lavoro fatto da questo Governo e dal presidente Conte. Le sue apparizioni in televisione non sono state, come qualcuno ha insinuato, mere passerelle di propaganda, bensì interventi di sostegno al popolo italiano. (Applausi). Il Presidente ha posto al centro della sua azione politica la salute, sancita dall'articolo 32 della Costituzione, perché presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti fondamentali tutelati e garantiti dalla nostra Carta costituzionale. Il lavoro e le scelte dell'Italia sono state importantissime, tanto da meritare la ribalta mondiale e far parlare in positivo del modello Italia nella lotta al coronavirus. Ora è tempo, però, di speranza e di rinascita e per fare ciò bisogna tutelare e proteggere le imprese dello Stato. Il decreto liquidità rappresenta il secondo pilastro economico del Governo nella lotta all'emergenza del coronavirus. Dopo il cura Italia, che ha coinvolto tutte le categorie e i settori economici, con questa misura si punta in particolare alle imprese e ai settori strategici. Le prime, le imprese, hanno urgente bisogno di risorse per far fronte ai costi fissi che devono continuare a pagare, anche in seguito alla riduzione del fatturato o alla sospensione temporanea dell'attività. Senza liquidità, tante imprese, soprattutto piccole e medie, rischiano di dover chiudere i battenti, nonostante una situazione patrimoniale e di bilancio che sarebbe solida in tempi normali. In gioco, naturalmente, ci sono anche tanti posti di lavoro. Per quanto riguarda i settori strategici, bisogna evitare assolutamente che la crisi esponga a scalate ed acquisizioni estere imprese attive in settori essenziali per il benessere dei cittadini. Ecco perché nel decreto si estende e rafforza la golden power , una misura che consente al Governo di limitare o contrastare queste acquisizioni. Sempre proseguendo sulla via del cura Italia sono state poi previste sospensioni di versamenti, contributi e ritenute. Il provvedimento che andremo ad approvare prevede anche un grande piano di garanzia statale in favore di banche che effettuano finanziamenti alle imprese. Per dare liquidità alle aziende, grazie a un emendamento del MoVimento 5 Stelle approvato alla Camera dei deputati, queste garanzie saranno rilanciate entro il 31 dicembre 2020 e riguarderanno finanziamenti di durata fino a dieci anni (e non più fino a sei anni come previsto nel decreto) a imprese che non abbiano crediti deteriorati verso il sistema bancario e che non siano in difficoltà per motivi indipendenti dall'emergenza. Le imprese potranno godere di un periodo di preammortamento fino a due anni, nel quale pagheranno solo gli interessi. I tassi saranno bassi e dovranno essere inferiori a quelli che sarebbero applicati in assenza di garanzia pubblica.