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Con l'intervento previsto al comma 1, lettera a) , numero 1), si dispone, in particolare, la sostituzione del comma 4 del citato articolo 35- bis al fine di semplificare la procedura per la proposizione della citata istanza di sospensione. Si prevede, a tale fine, che l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato può essere sospesa, su istanza di parte, con decreto motivato, quando ricorrono gravi e circostanziate ragioni. La disposizione stabilisce che l'istanza deve essere proposta, a pena di inammissibilità, con il ricorso introduttivo e la relativa notificazione deve essere effettuata, a cura della cancelleria, con le medesime modalità previste per la notificazione del ricorso dal successivo comma 6. Si interviene, inoltre, sui termini procedurali, stabilendo che il Ministero dell'interno può depositare note difensive entro tre giorni dalla notificazione e che: a) se il Ministero si avvale di tale facoltà, la parte ricorrente può depositare note di replica entro i successivi tre giorni e il giudice deciderà sull'istanza entro i successivi cinque giorni; b) se il Ministero non si avvale di questa facoltà, il termine di cinque giorni per l'adozione del decreto di decisione decorre dalla scadenza del termine di tre giorni per il deposito delle note difensive in questione. La norma stabilisce, infine, che, se il ricorso ha ad oggetto una decisione di inammissibilità [articolo 35- bis , comma 3, lettera b) ] o di manifesta infondatezza [lettera c) ] o è stato adottato nel contesto di una procedura accelerata di cui all'articolo 28- bis , comma 2, lettere b), b-bis), c) ed e), del medesimo decreto legislativo n. 25 del 2008 [comma 3, lettera d) ], quando l'istanza di sospensione è accolta, al ricorrente è rilasciato un permesso di soggiorno per richiesta di asilo. L'intervento previsto al medesimo comma 1, lettera a) , numero 2), è volto invece a rafforzare il sistema delle tutele previste nel contesto di tale procedura, introducendo la possibilità di proporre reclamo alla corte di appello avverso la decisione sull'istanza di sospensiva adottata dal tribunale, che nel sistema vigente (secondo quanto previsto dall'articolo 35- bis , comma 4, sesto periodo) è invece non impugnabile. Viene a tale fine introdotto un nuovo comma 4- bis , il quale prevede che il reclamo è ammesso nel termine perentorio di cinque giorni, decorrente dalla comunicazione del decreto a cura della cancelleria, da effettuarsi anche nei confronti della parte non costituita, e che si applicano gli articoli 737 e 738 del codice di procedura civile. Il reclamo è comunicato alla controparte, a cura della cancelleria, e la sua proposizione non sospende l'efficacia esecutiva del provvedimento reclamato. La corte di appello, sentite le parti, decide con decreto immediatamente esecutivo, entro dieci giorni dalla presentazione del reclamo, e il decreto adottato è comunicato alle parti a cura della cancelleria. La norma stabilisce infine che, per tali procedimenti, non opera la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. La lettera b) del comma 1 novella l'articolo 35- ter apportando corrispondenti modifiche – quanto all'impugnabilità – anche nell'ipotesi della decisione adottata dalla Commissione territoriale nell'ambito della procedura alla frontiera, prevedendo che il giudice (sezione specializzata del tribunale) non decide più in composizione monocratica e che è ammesso reclamo anche avverso il decreto che decide sull'istanza di sospensione. Il comma 2 precisa che le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai ricorsi presentati dopo il decorso di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 11 ottobre 2024, n. 145. Articolo 3 (Entrata in vigore) L'articolo 3 dispone che il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.. Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 23 ottobre 2024, n. 158, recante disposizioni urgenti in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Articolo 1. (Paesi di origine sicuri) 1. All'articolo 2- bis del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. In applicazione dei criteri di qualificazione stabiliti dalla normativa europea e dei riscontri rinvenuti dalle fonti di informazione fornite dalle organizzazioni internazionali competenti, sono considerati Paesi di origine sicuri i seguenti: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d'Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka e Tunisia. »; b) al comma 2, al secondo periodo, le parole « di parti del territorio o » sono soppresse; c) al comma 4, la parola « EASO » è sostituita dalle seguenti: « Agenzia dell'Unione europea per l'asilo »; d) dopo il comma 4, è inserito il seguente: « 4-bis . L'elenco dei Paesi di origine sicuri è aggiornato periodicamente con atto avente forza di legge ed è notificato alla Commissione europea. Ai fini dell'aggiornamento dell'elenco di cui al comma 1, il Consiglio dei Ministri delibera, entro il 15 gennaio di ciascun anno, una relazione, nella quale, compatibilmente con le preminenti esigenze di sicurezza e di continuità delle relazioni internazionali e tenuto conto delle informazioni di cui al comma 4, riferisce sulla situazione dei Paesi inclusi nell'elenco vigente e di quelli dei quali intende promuovere l'inclusione. Il Governo trasmette la relazione alle competenti commissioni parlamentari ». Articolo 2. (Modificazioni al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25) 1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 35- bis : 1) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Nei casi previsti dal comma 3 l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato può essere sospesa, su istanza di parte, con decreto motivato, quando ricorrono gravi e circostanziate ragioni. L'istanza di sospensione deve essere proposta, a pena di inammissibilità, con il ricorso introduttivo. Il ricorso è notificato, a cura della cancelleria e con le modalità di cui al comma 6. Il Ministero dell'interno può depositare note difensive entro tre giorni dalla notifica. Se il Ministero deposita note difensive la parte ricorrente può depositare note di replica entro i successivi tre giorni. Il giudice decide sull'istanza di sospensione entro i successivi cinque giorni. Se il Ministero dell'interno non si avvale della facoltà prevista dal quarto periodo il termine per la decisione decorre dalla scadenza del temine per il deposito delle note difensive.