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Per ciò che attiene l'aspetto turistico e culturale, un ruolo importante potranno svolgere anche gli ecomusei, riconosciuti dalla regione Umbria con la legge regionale n. 34 del 2007, peraltro già presenti nel comprensorio del Lago Trasimeno e in grado di documentare, interpretare e recuperare la memoria storica, la cultura materiale e immateriale, le conoscenze, i sapori, le tradizioni e le produzioni locali, le pratiche e gli stili di vita e di lavoro attraverso il coinvolgimento attivo delle popolazioni locali, al fine di garantire uno sviluppo futuro in grado di preservare l'identità del territorio e del suo paesaggio, che rappresenta la ricchezza fondamentale dell'area del Lago in un'ottica di valorizzazione basata sulla cultura della sostenibilità. Anche per garantire questo tipo di attività e di promozione legate al turismo, in armonia con la conservazione dell'ambiente lacuale, il bacino del Lago Trasimeno è stato oggetto di un susseguirsi di interventi diretti a stabilizzare per quanto possibile il livello delle acque, nell'ottica di rendere sempre più idonee le sponde alla vita delle persone. A tal fine opera da tempo la provincia di Perugia, che è l'ente competente per le funzioni che la regione Umbria ha delegato in materia con la legge regionale n. 39 del 1980. In particolare, la provincia svolge tutte le attività amministrative e tecniche che riguardano la costruzione, la manutenzione e la regolazione di opere idrauliche e di corsi d'acqua sul bacino del Lago Trasimeno e, attraverso l'ispettorato di porto, si occupa della navigazione e della gestione dei porti lacuali, della gestione, manutenzione e valorizzazione dell'ambiente del bacino lacuale e, infine, della gestione delle concessioni demaniali, delle escavazioni in alveo e del servizio di piena. Per contenere gli effetti negativi legati al ricorrente abbassamento del livello delle acque sia per gli abitanti che per le attività turistico-ricettive presenti nel bacino del Lago Trasimeno, nonché per impedire il degrado irreversibile delle strutture spondali nelle parti fondali, soprattutto negli anni di crisi in cui si registravano bassi livelli delle acque del Lago, sono state svolte le seguenti tipologie di interventi: 1) manutenzioni delle aree spondali demaniali; 2) approfondimento dei fondali e manutenzione delle rotte di navigazione; 3) recupero del degrado strutturale delle darsene e degli approdi e adeguamenti dei bassi livelli; 4) manutenzione e gestione dei corsi d'acqua, delle opere idrauliche di terza categoria e della linea navigabile; 5) intercettazione del trasporto solido e rimozione dei conoidi; 6) lotta integrata ai chironomidi; 7) interventi vari di miglioramento della ricettività dei centri rivieraschi; 8) manutenzione delle piste ciclabili e altro. Questi interventi nel loro complesso hanno permesso di mantenere un buon flusso turistico che ha risentito più della crisi del settore del turismo in generale piuttosto che della condizione fisica del Lago Trasimeno. Quello turistico, peraltro, è un settore da tenere in debita considerazione viste le presenze che regolarmente registra anche in termini di passeggeri in transito nelle linee di navigazione. La realizzazione delle opere di manutenzione riconducibili alle tipologie di interventi elencate è stata finanziata con fondi statali destinati alla crisi idrica, legata quindi ai bassi livelli del Lago Trasimeno, che si sono registrati a partire dal 2003 e disposti con ordinanze del presidente della giunta regionale, nominato commissario straordinario per l'emergenza idrica del Lago Trasimeno, erogati tra il 2003 e il 2008 per un importo complessivo di 9.831.100 euro. Gli interventi fin qui eseguiti hanno cercato di porre rimedio alla progressiva e costante diminuzione degli apporti meteorologici al Lago Trasimeno, che ha determinato un sensibile abbassamento del suo livello al di sotto della « quota di regolazione » convenzionalmente stabilita, il cosiddetto « zero idrometrico », posto a 257,33 metri dalla superficie al livello del mare. Si tratta di una situazione che rende difficili le attività più caratteristiche che si svolgono nell'area lacuale e che la rendono una risorsa economica e turistica particolarmente attraente, quali l'esercizio della navigazione pubblica e l'uso delle strutture portuali ad essa legati, l'attività di diporto, l'accesso ai numerosi ponti e approdi del Lago nonché la fruizione delle spiagge destinate alla balneazione e alle aree di pertinenza dei campeggi che si trovano lungo le rive del Lago. Un altro problema da affrontare è stato anche quello di controllare l'aumento delle popolazioni degli insetti, in particolare i chironomidi che hanno trovato le condizioni ideali per proliferare nelle zone in cui si registravano pochi centimetri d'acqua. Per far fronte a tutta questa varietà di problemi sono stati adottati provvedimenti sia da parte dell'Autorità di bacino del fiume Tevere che della regione Umbria, e negli ultimi anni anche del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché della provincia di Perugia. In particolare, sono state messe a disposizione di quest'ultima alcune linee di finanziamento con diverse modalità di erogazione e di spesa, che hanno reso possibile una serie di interventi di manutenzione straordinaria, oltre che di potenziamento di quella ordinaria, tali da attenuare le citate problematicità tipiche del Lago Trasimeno e in grado di rendere comunque attraente l'offerta turistica mantenendo così un buon livello di presenze di turisti sia italiani che stranieri. Tra gli interventi di manutenzione svolti e da svolgere regolarmente rientrano a pieno titolo le attività di gestione e di manutenzione dei fondali attraverso operazioni di dragaggio, per garantire l'accesso e la sicurezza della navigazione pubblica e da diporto nei laghi regionali, nonché le attività relative al ripristino dell'officiosità idraulica nei corsi d'acqua. Tali attività rappresentano un servizio di primaria importanza sia per quanto concerne gli aspetti turistico-ricettivi connessi alla fruizione degli specchi d'acqua regionali, con particolare riferimento al Lago Trasimeno, che per quanto riguarda le pubbliche incolumità e sicurezza in merito ai corsi d'acqua. Le attività di gestione e di manutenzione dei corpi idrici regionali comportano necessariamente la produzione di materiali inerti e la rimozione di materiale fangoso, sia con mezzi meccanici che con draghe. A seguito dell'annullamento dei fondi trasferiti dallo Stato, si è proceduto, d'intesa con la regione Umbria, a verificare la disponibilità di reperire altre risorse nei vari capitoli del bilancio regionale dedicati al Lago Trasimeno derivanti da economie e da finanziamenti già riconosciuti, da residui o da altre disponibilità. Tale ricognizione ha portato all'individuazione di residui che hanno consentito di impiegare alcuni milioni di euro, destinati a varie attività che vanno dalla manutenzione delle strutture di pontili alla navigazione e all'idraulica. Opere che devono essere continuate nell'intero areale del Lago Trasimeno per non perdere i benefìci di un'azione costante e attenta, da sempre svolta a tutela e a salvaguardia di un ecosistema complesso e delicato come quello del Lago.