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Tra le varie proposte, oggi noi di Italia Viva possiamo vantare l'accoglimento dell'emendamento (quindi il suo inserimento nel testo) sull'edilizia scolastica, che rientra nel nostro piano shock sulle infrastrutture, per cui sono immediatamente disponibili ben due miliardi di euro senza alcuna burocrazia; tali risorse sono già nelle casse dello Stato e finalmente possono essere utilizzate per mettere in sicurezza i nostri edifici scolastici e per renderli anche più belli, come prevedeva già durante il Governo Renzi la misura sulle scuole belle e sicure. La scuola è la base della formazione culturale e il presidio dell'apprendimento dei valori della nostra Carta costituzionale ed è importante che ricominciamo a parlarne in un modo più appropriato e più adeguato, dandole l'importanza dovuta, per consentire la formazione della personalità dei nostri bambini e dei nostri ragazzi, ma soprattutto per consentire all'Italia di avere una futura classe dirigente che, se lavoreremo bene insieme, sarà composta sulla base del merito e della competenza. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, intanto vorrei augurare ogni bene al Ministro, anche in virtù di quanto è successo in questi giorni, anche se adesso esprimerò una visione magari non proprio concorde con quella delineata negli emendamenti che sono stati approvati. Intanto vorrei premettere che il decreto-legge in esame è nato all'interno della cornice dell'emergenza da Covid 19 e anche della visione della scuola post -Covid 19. Inoltre, uno dei Leitmotiv che ne è seguito e che mi ha portato anche a proporre alcune soluzioni è legato anche al fatto che le buone idee non sono di destra né di sinistra e questo è uno dei capisaldi del MoVimento 5 Stelle dalla sua fondazione. Ho ascoltato con attenzione l'intervento del sottosegretario De Cristofaro che ho trovato interessante; prenderò spunto da due punti che ha segnalato, quello della scuola per tutti e dell'ascoltare i giovani. Parto dal secondo dicendo che l'ascolto dei giovani è assolutamente fondamentale, ma concludo subito l'osservazione dicendo che l'ascolto deve essere critico e rispettoso della libertà dei ragazzi, senza condizionamento alcuno, e penso che questo sia un valore assolutamente condiviso. Per quanto riguarda la scuola per tutti, ho ascoltato con attenzione gli interventi e ritengo che per qualcuno ci sia confusione su alcuni termini della questione. Si confondono le scuole private con le scuole paritarie. Premetto che personalmente i miei figli hanno sempre fruito del servizio pubblico, intendendo con «pubblico» il servizio statale. Ricordo però che la legge n. 62 del 2000 dichiara chiaramente che la scuola pubblica ingloba in sé la scuola pubblica paritaria. In che senso? Lasciamo stare adesso la scuola pubblica e vediamo la differenza tra la scuola privata e la scuola paritaria. La scuola privata non riceve contributi statali, non segue il programma stabilito dal MIUR e non ha alcun controllo statale; la scuola pubblica paritaria invece rientra all'interno del sistema pubblico e riceve dei finanziamenti. Quindi, il riferimento alla Costituzione che nega diciamo l'apporto di contributi economici per quel che riguarda enti o privati, in questo caso cade, non ha alcun fondamento. Il programma che viene svolto all'interno di queste scuole è sempre nell'ottica e nel quadro della programmazione ministeriale, di cui quindi tiene assolutamente conto e si tratta di istituti che ricevono un contributo statale. C'è anche un altro discorso da sottolineare che riguarda l'aspetto geografico ed interessa la situazione di alcune di queste scuole, ad esempio, nelle Regioni del Nord. Sono siciliana e, quindi, capite che andrei contro i miei interessi se considerassi il ruolo di senatore semplicemente come un circoscriversi all'interno della zona geografica in cui si vive o si è stati votati. Bisogna allora avere una visione più ampia su tali questioni. Per quanto riguarda in particolare il welfare familiare, in Italia abbiamo un welfare statale che permette anche alle famiglie che non sono ricche, in cui vi sono due lavoratori, marito e moglie, che hanno necessità - non avendo magari i nonni tanto osannati - di poter accedere a delle strutture. Queste sono le sostanziali differenze, a parte il fatto che il costo medio di un alunno nella scuola statale è di 8.000 euro, mentre nella paritaria è di circa 4.005 euro. Quindi il rischio di una perdita del 30 per cento di queste strutture, significherebbe 300.000 alunni che arriverebbero alla statale a settembre. Se già abbiamo un problema di distanziamento sociale, figuriamoci cosa accadrebbe in quel caso. L'ultimo aspetto che vorrei sottolineare riguarda la mobilità. Ritengo, l'ho detto in tutti i modi e in varie sedi, che sia opportuno per settembre rivedere il contratto collettivo nazionale integrativo. Nelle percentuali dobbiamo permettere un riordino all'interno dello scacchiere Italia. È vero che al Centro-Sud le cattedre disponibili sono inferiori rispetto al Nord, ma anche a questo aspetto si può sopperire se parliamo di riduzione di alunni per classi. Insomma, bisognerebbe mettersi attorno a un tavolo e riflettere su questo aspetto. Anche se non siamo in dichiarazione di voto, posso dire che tutto ciò non toglie che io voterò la fiducia, proprio per senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi che dovranno affrontare gli esami di Stato. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, l'occasione offerta oggi di parlare in sede di discussione generale dell'importante provvedimento al nostro esame non va sprecata. Se avessimo deciso di passare direttamente alle dichiarazioni di voto, saremmo stati comunque disponibili (il collega di Fratelli d'Italia, senatore Iannone, che esporrà la nostra decisione sul voto e su le motivazioni, sarà esaustivo). A me tocca, quindi, soltanto esaminare alcuni aspetti politici di questa votazione e di questa giornata. Oggi capita che votiamo su una scuola tenuta prigioniera per tutto il periodo del Covid 19, senza alcuna prospettiva di uscita, perché mentre negli altri Paesi si è capito subito in che direzione si voleva andare, da noi - con tutto il rispetto, signor Ministro - avete discusso - ma è un modo gentile per dire che avete litigato pesantemente - su quale prospettiva far prendere alla nostra scuola, su come avviare la fine dell'anno scolastico, sui contratti, o meglio ancora su come regolarsi con i precari. È stato un ondeggiare che, ad avviso di chi parla, è finito con un nulla di fatto, con una sorta di decisione di non decidere, ripartendo con i precari come al solito per poi vedere in corso d'opera quello che succede. Quello che però è più grave, a mio avviso, è che in una occasione come questa ancora una volta la decisione viene presa esulando quasi per intero dalla possibilità di intervento di Camera e Senato. La Camera neanche potrà guardarlo questo provvedimento, perché arriverà agli sgoccioli e il Senato stesso decidete voi se ha potuto esaminarlo veramente nella sua delicatezza e completezza. Credo che non si possa trattare la scuola in questa maniera: