[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 166 (Norme in materia di concorso notarile, pratica e tirocinio professionale, nonché in materia di coadiutori notarili in attuazione dell'articolo 7, comma 1, della legge 28 novembre 2005, n. 246), promosso dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio sul ricorso proposto da V. M. contro il Ministero della giustizia ed altri, con ordinanza del 14 aprile 2008, iscritta al n. 214 del registro ordinanze 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 29, prima serie speciale, dell'anno 2008. Visti l'atto di costituzione di V. M. nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 13 gennaio 2009 il Giudice relatore Francesco Amirante; uditi l'avvocato Riccardo Arbib per V. M. e l'avvocato dello Stato Maria Gabriella Mangia per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio – con ordinanza del 14 aprile 2008 – ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 166 (Norme in materia di concorso notarile, pratica e tirocinio professionale, nonché in materia di coadiutori notarili in attuazione dell'articolo 7, comma 1, della legge 28 novembre 2005, n. 246), «nella parte in cui prevede che il diritto di cui al comma 5-bis dell'art. 5-bis della legge n. 89 del 1913, come sostituito dall'art. 2, comma 1, è riconosciuto anche a coloro che hanno superato l'ultima prova di preselezione informatica tenutasi prima della data di entrata in vigore del decreto e non anche a coloro che hanno superato la penultima prova di preselezione tenutasi prima della data di entrata in vigore del decreto»; che la questione è stata proposta nel corso di un giudizio amministrativo promosso da un aspirante notaio contro la graduatoria dei candidati partecipanti alla prova di preselezione informatica per l'ammissione al concorso a duecentotrenta posti di notaio indetto con decreto del 10 luglio 2006, nella parte in cui non lo aveva ammesso a sostenere le prove scritte del concorso stesso, nonché avverso il relativo bando, nella parte in cui ammetteva al concorso senza lo svolgimento della prova preselettiva chi aveva superato tale ultima prova nell'ultimo concorso notarile precedente a quello in oggetto (e non anche nel penultimo) e contro tutti gli atti connessi ai precedenti; che – espone il giudice a quo – il ricorrente, candidato nel suddetto concorso, ha partecipato alla relativa prova selettiva ma non è stato ammesso a sostenere le prove scritte, avendo commesso un errore, ancorché avesse superato la prova preselettiva in due precedenti concorsi notarili e, in particolare, nel penultimo concorso bandito con decreto del 20 dicembre 2002; che ciò è avvenuto in quanto l'art. 5, comma 7, del bando di concorso, dando attuazione agli artt. 2 e 16 del d.lgs. n. 166 del 2006, ha limitato l'applicazione del beneficio dell'esonero dalla prova preselettiva a chi avesse superato tale prova nell'ultimo concorso precedente e non anche nel penultimo, così restringendo la platea dei destinatari di tale ammissione diretta rispetto a quanto stabilito nella disciplina a regime dal citato art. 2 del d.lgs. n. 166 del 2006, senza alcun ragionevole motivo, in quanto la novella del 2006 non ha modificato le regole e le modalità di svolgimento della prova preselettiva in oggetto; che il TAR remittente – dopo aver ammesso, con riserva, il ricorrente alle prove scritte del concorso (accogliendo l'istanza cautelare da questi proposta, con apposita ordinanza, confermata, in sede di appello, dal Consiglio di Stato) – motiva la rilevanza della presente questione sul rilievo secondo cui il relativo accoglimento determinerebbe l'illegittimità derivata della norma del bando del concorso reiterativa di quella censurata e la conseguente illegittimità dell'impugnato provvedimento di non ammissione del ricorrente alle prove scritte del concorso in oggetto; che, quanto al merito della questione, il giudice a quo sottolinea, in primo luogo, come il legislatore, cui compete di effettuare le scelte relative all'individuazione dei fini di utilità generale da perseguire con le disposizioni legislative, debba compiere un apprezzamento dei mezzi necessari per raggiungere i fini individuati non inficiato da criteri illogici, arbitrari o contraddittori, risultando altrimenti le norme emanate viziate da irragionevolezza e, quindi, lesive del principio di cui all'art. 3 Cost., e, nel caso di incidenza sull'azione amministrativa, del canone di buon andamento di cui all'art. 97 Cost.; che, nella specie, l'art. 2 del d.lgs. n. 166 del 2006, modificando l'art. 5-bis della legge n. 89 del 1913, ha, fra l'altro, introdotto il comma 5-bis di tale ultimo articolo in base al quale il superamento della prova di preselezione informatica dà diritto all'espletamento delle prove scritte del concorso nel cui ambito è sostenuta e di due concorsi successivi, per i quali, quindi, il legislatore ha ritenuto sussistere «una sorta di presunzione iuris et de iure di idoneità del candidato»; che, viceversa, la disposizione transitoria di cui al censurato art. 16, comma 1, dello stesso d.lgs. n. 166 del 2006, in riferimento al passato, ha attribuito il medesimo diritto soltanto a chi abbia superato l'ultima prova preselettiva tenutasi prima della data di entrata in vigore del decreto stesso e non anche a chi ha superato la penultima; che da ciò, ad avviso del remittente, scaturisce la violazione degli invocati parametri costituzionali, in quanto una volta che il legislatore, nell'ambito della propria discrezionalità, ha individuato come fine di utilità generale quello di attribuire al superamento della prova di preselezione informatica l'effetto di consentire l'ammissione alle prove scritte per un numero complessivo di tre concorsi consecutivi «appare illogico e contraddittorio non prevedere lo stesso effetto anche per il periodo pregresso»; che si è costituito in giudizio V. M., candidato nel concorso notarile oggetto di ricorso, chiedendo l'accoglimento della prospettata questione; che la parte privata, sostanzialmente condividendo le osservazioni del remittente in ordine all'illegittimità costituzionale del censurato art. 16, comma 1, del d.lgs.