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Conversione in legge del decreto-legge 23 gennaio 2014, n.3, recante disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola. Onorevoli Senatori. -- Con il presente provvedimento d'urgenza si intende dare soluzione, nelle more della conclusione della specifica sessione negoziale intesa al riconoscimento dell'annualità 2012 avviata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR), alla questione relativa al trattamento economico stipendiale del personale della scuola corrisposto nell'anno 2013, anche a seguito dell'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013, recante «Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti». Tale provvedimento, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha disposto, all'articolo 1, comma 1, lettera a), tra l'altro, la proroga fino al 31 dicembre 2014 dell'applicazione del tetto retributivo alle retribuzioni individuali previsto, per gli anni 2011, 2012 e 2013, dall'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per tutto il personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche inserite nell'elenco Istat di cui alla legge n. 196 del 2009. Il citato decreto del Presidente della Repubblica ha inoltre previsto all'articolo 1, comma 1, lettera b), la proroga fino al 31 dicembre 2013 delle disposizioni recate dall'articolo 9, comma 23, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, il quale prevede che «per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.». Pertanto, a legislazione vigente, il trattamento economico stipendiale del personale della scuola, con riferimento agli anni 2013 e 2014 è così definito: -- anno 2013: non è utile ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti; -- anno 2014: è utile ai fini della maturazione delle predette posizioni stipendiali il cui pagamento, nell'anno in esame, è tuttavia sospeso, con effetti una tantum , in applicazione dell'articolo 9, comma 1, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, così come prorogato dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , del decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013. Al fine di completare il quadro normativo di riferimento, occorre rappresentare che l'articolo 8, comma 14, del decreto-legge n. 78 del 2010, in relazione alla peculiarità del settore scolastico ed alla circostanza che tale comparto è stato interessato da un significativo processo di razionalizzazione del personale ex articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, ha previsto che la quota del 30 per cento delle economie derivanti da tale processo di razionalizzazione da destinare alla scuola, potesse essere finalizzato, ai sensi del predetto articolo 64, anche al recupero degli scatti bloccati ai sensi dell'articolo 9 comma 23. Successivamente la legge n. 183 del 2011 ha modificato il predetto articolo 8, comma 14, prevedendo la possibilità di utilizzare per lo sblocco degli scatti del personale scolastico, oltre alle economie ex articolo 64 del citato decreto-legge n. 112 del 2008, anche ulteriori «risorse da individuare in esito ad una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica». Le citate disposizioni normative hanno già trovato attuazione con riferimento alle annualità 2010 e 2011 e, in relazione a tali previsioni, il MIUR ha avviato le procedure intese all'avvio di una apposita sessione negoziale finalizzata allo sblocco dell'annualità 2012. In particolare, va considerato che nel corso del 2013 è stato attribuito ad una parte del personale della scuola uno scatto stipendiale non supportato dalla richiamata legislazione, in ragione della differente modulazione temporale dell'ambito di applicazione dei commi 1 e 23 dell'articolo 9 del decreto-legge n. 78 del 2010, il primo originariamente efficace sino al 2013 ed il secondo sino al 2012. Tali miglioramenti economici dovrebbero essere oggetto di un provvedimento amministrativo di recupero. Tuttavia, una volta conclusa la citata procedura volta allo sblocco dell'annualità 2012, dovrebbero essere nuovamente attribuiti al personale di cui trattasi, con conseguente aggravio di procedure ed oneri amministrativi oltre che di probabile instaurazione di contenzioso da parte del personale coinvolto. Pertanto, il comma 1 del presente provvedimento, al fine di evitare i citati effetti negativi riconducibili all'espletamento delle procedure di recupero, nel confermare quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013, dispone, nei confronti del personale interessato dalla predetta sessione e, comunque, non oltre il 30 giugno 2014, il mantenimento delle posizioni stipendiali già riconosciute nel 2013 per evitare una riduzione, anche se momentanea, del livello retributivo acquisito. In aggiunta, l'ultimo periodo del citato comma 1 prevede che non vengano adottati i provvedimenti di recupero dei pagamenti già effettuati a partire dal 1º gennaio 2013 in esecuzione dell'acquisizione di una nuova classe stipendiale. Inoltre, al comma 3 del provvedimento viene disposto che, in caso di mancata conclusione entro il 30 giugno 2014, della più volte citata sessione negoziale, le somme corrisposte al personale interessato, fino a tale data, non vengano comunque recuperate, nonostante la retrocessione ad una classe stipendiale inferiore. I commi 2 e 3 dettano inoltre disposizioni in ordine alla copertura finanziaria del provvedimento in esame.