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In conclusione, con la disciplina in oggetto si è inteso semplicemente allargare lo spettro delle professionalità cui il giudice può attingere nell'individuare la figura tecnica che, alla luce del caso concreto, risulti più idonea alla gestione della crisi di impresa, riconoscendo pari dignità alle primarie istanze gestionali e patrimoniali rispetto a quelle non meno stringenti relative al profilo occupazionale; non a caso, proprio con riferimento agli iscritti agli albi dei consulenti del lavoro, viene espressamente previsto che l'autorità giudiziaria in sede di conferimento dell'incarico, tenga conto dell'esistenza di rapporti di lavoro subordinato in atto. Si tratta dunque - voglio precisarlo - di un ventaglio di opzioni maggiore per dare la possibilità all'autorità giudiziaria di ritagliare la figura professionale sulla base delle esigenze che ci sono, senza nulla togliere alla possibilità, nei casi in cui il giudice lo ritiene, di individuare altre figure. Ripeto: è solo un ventaglio di opzioni in più e mi sento di dire che questa norma, che tra l'altro ha iniziato il suo percorso nella scorsa legislatura e che dall'opposizione avevo votato, risulta aver completato il suo percorso con i decreti attuativi ed essere sicuramente un passo avanti, non per una categoria o per l'altra, ma certamente per tutto il mondo delle imprese che necessitava di uno Stato che, nel momento di crisi, stesse a fianco di quelle imprese e non procedesse invece a una liquidazione troppo veloce e sbrigativa. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Conzatti, per due minuti. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, la risposta del Ministro è totalmente insoddisfacente, perché conferma le mie preoccupazioni che questa riforma è solo uno spot , l'ennesimo spot elettorale. Quando lei dice, Ministro, era già previsto e del resto i suoi stessi uffici gliel'hanno fatto presente, come l'hanno fatto presente a tutto il Consiglio dei ministri, precisando che il tribunale già oggi, con la riforma fallimentare vigente, può valersi del potere attribuito dall'articolo 49, comma 3, lettera b) del nuovo codice della crisi di impresa, di affiancare ai curatori (che devono sapere anche di tecnica bilancistica) uno o più esperti per l'esecuzione di compiti specifici. Infatti, a questo sono sempre stati chiamati i consulenti del lavoro. L'ampliamento che voi invece avete introdotto snatura e toglie valore agli esami di Stato, che attribuiscono titoli, qualifiche e competenze diverse a professionalità diverse. Siamo davvero molto dispiaciuti e preoccupati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . La senatrice Bellanova ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00586 sulle misure per il sostegno alla crescita economica del Mezzogiorno, per tre minuti. BELLANOVA (PD) . Signor Presidente, onorevole ministro Lezzi, nel contratto Lega-5 Stelle manca il Mezzogiorno. Noi l'avevamo notato e vi avevamo invitato a non interrompere quelle misure che rappresentavano una strategia coerente per la ripresa e per lo sviluppo del Mezzogiorno. Non ci avete ascoltati: avete sottratto risorse, avete eliminato misure e avete distrutto una strategia che, non a nostro dire, ma a dire di tutti gli istituti statistici soprattutto della realtà del Mezzogiorno, stava incominciando a dare importanti risultati. Con la vostra legge di bilancio, invece, avete tagliato oltre 2 miliardi di euro di finanziamenti al Mezzogiorno e con queste risorse avete finanziato la vostra propaganda, che probabilmente lei richiamerà nella risposta. Ma io voglio dirlo qui a lei e ai cittadini italiani: 850 milioni di euro di risorse tagliate, che erano destinate al cofinanziamento delle politiche comunitarie. (Applausi dal Gruppo PD) ; 800 milioni di euro di risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione; non avete poi prorogato il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali alle imprese che hanno strutture produttive nel Mezzogiorno (oltre 300 milioni di euro). Dov'era lei, Ministro, quando si facevano queste scelte? È stata informata che, in mancanza di certezze, le imprese non programmano, e che se le imprese non programmano, di conseguenza non fanno investimenti (Applausi dal Gruppo PD) , e che se non c'è programmazione, di conseguenza non c'è sviluppo e non si generano opportunità di lavoro? Avete cancellato il credito di imposta IRAP per le imprese che occupano i lavoratori a tempo indeterminato. Volete una pletora di persone che devono essere al servizio della vostra propaganda (Applausi dal Gruppo PD) , e invece avevate il dovere di abbattere i costi proprio per quelle imprese che nel Mezzogiorno hanno investito e hanno dato opportunità di lavoro. Avete invece inserito il bonus-malus per l'acquisto delle auto. È stata informata, Ministra, lei che mi pare un po' distratta, che le auto che oggi vengono penalizzate sono quelle che acquistano le famiglie meno abbienti e che vengono prodotte negli stabilimenti di Melfi, Pomigliano e Cassino? (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Concluda, senatrice. BELLANOVA (PD) . Siete andati a dirlo a quei lavoratori che con le scelte propagandistiche che avete fatto state facendo saltare investimenti importanti e, di conseguenza, importanti posti di lavoro nel Mezzogiorno? Lei, Ministro, richiama spesso la clausola del 34 per cento, che abbiamo voluto noi. Come intende applicarla, ce lo può dire? Siete coscienti, lei e il suo Governo, che aver ricompreso la clausola del 34 per cento anche per RFI e ANAS non è proprio un passo molto significativo, visto che l'ANAS - la informo - già dedica oltre il 40 per cento delle risorse al Mezzogiorno. Ministro, quando l'avvio operativo delle zone economiche speciali (ZES), prima che venga annacquato con l'estensione a tutto il territorio nazionale e quindi perda di qualsiasi efficacia e determini solo uno sperpero di risorse? Quali interventi per rafforzare il sistema del welfare , per contrastare la povertà educativa nelle aree marginali, per sviluppare i servizi all'infanzia nel Mezzogiorno? Insomma, il Governo quali iniziative urgenti intende adottare per il rilancio del nostro Mezzogiorno? (Applausi dal Gruppo PD) . Avete messo in piedi... PRESIDENTE. Concluda, senatrice. Ha impiegato oltre quattro minuti. BELLANOVA (PD) . Ho concluso, signor Presidente. PRESIDENTE. Il ministro per il Sud, senatrice Lezzi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LEZZI, ministro per il Sud . Signor Presidente, cercherò di stare nei tempi. Partiamo dalla clausola del 34 per cento. Per l'onorevole interrogante sicuramente ha poca importanza il fatto di averla resa finalmente attuabile perché, dopo oltre un anno dall'inserimento, era "acqua fresca" a causa dell'altro Governo. Andando avanti, vorrei subito smentire questa falsità del taglio sul Fondo di rotazione e sul Fondo sviluppo e coesione. Richiamo l'attenzione dell'onorevole interrogante sul fatto che nella legge di bilancio è stato incrementato di 4 miliardi di euro il Fondo sviluppo e coesione.