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L'impiego del personale summenzionato si svolge secondo le direttive e sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri. In attuazione di quanto previsto dagli articoli 196 e 197 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, il personale di cui al primo periodo della presente lettera è impiegato per l'assolvimento delle attività dei Corpi della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate nel tempo di pace, di guerra, di grave crisi internazionale o di conflitto armato, assicurando, tra l'altro, il funzionamento dei centri di mobilitazione di cui all'articolo 274 del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, ferme restando le prerogative normative e l'autonomia del Corpo delle infermiere volontarie che rimangono a titolo gratuito; b il personale di cui alla lettera a) ha facoltà di optare per il mantenimento del regime pensionistico e previdenziale applicato prima della data di messa in mobilità. 3 (Norme attuative) 1 I decreti legislativi di cui agli articoli 1 e 2 sono adottati su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro della difesa, sentito il Dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nonché sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e gli organismi centrali della rappresentanza militare della CRI. Sugli schemi dei decreti legislativi sono acquisiti il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine i decreti possono comunque essere adottati. 2 Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive con le medesime modalità di cui al presente articolo e nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi di cui rispettivamente agli articoli 1 e 2. 3 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge si procede al rinnovo degli organi di governo della CRI. 4 (Abrogazione del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178) 1 Il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore del primo dei decreti legislativi di cui all'articolo 1. 5 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione delle deleghe recate dalla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tale fine, agli adempimenti previsti dai decreti legislativi di cui agli articoli 1 e 2 le amministrazioni competenti provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di bilancio, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.