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IL MINISTRO DELL'AMBIENTE Visti l'art. 1, commi 2 e 5, e l'art. 5, comma 2, della legge 8 luglio 1986, n. 349; Visti gli articoli 68 e 83 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616; Considerato che per l'incremento ed il miglioramento della natura e dei suoi equilibri è indispensabile conoscere la naturale evoluzione delle varie formazioni esistenti, di qualsiasi tipo esse siano, nella varietà degli ambienti e che detta evoluzione può attuarsi indisturbata in zone di riserva naturale, come concepite dalle organizzazioni internazionali che si interessano della salvaguardia della natura e secondo i concetti fondamentali dell'Unione internazionale per la conservazione della natura e delle sue risorse (UICN); Tenute presenti le norme e le direttive in materia di protezione della natura ed in particolare l'esistenza di tipici biotopi da conservare, contenute nell'art. 29 della legge 27 ottobre 1966, n. 910 e nell'art. 25 del decreto del Ministro dell'agricoltura e delle foreste 20 gennaio 1967; Considerato che l'approfondimento degli studi di meteorologia ipogea, di biospeleologia, di idrogeologia e di geofisica può essere effettuato in maniera interdisciplinare nel complesso carsico dell'altopiano del Cansiglio in provincia di Treviso, ed in particolare nella cavità denominata "Bus della Genziana"; Rilevato che la zona interessata, destinata anche a rappresentare ed a tutelare siti di particolare valore estetico, naturalistico ed ambientale, è stata illustrata in alcuni studi scientifici specifici; Tenuto presente che, a seguito di osservazioni climatiche e biologiche effettuate nella cavità per una migliore conoscenza della biologia degli artropodi cavernicoli delle Prealpi venete, sono state ritrovate specie di grande interesse scientifico; Considerato che il sito presenta differenziazioni climatiche con gli altri analoghi dislocati sul territorio nazionale con notevole rilevanza biologica e fisica; Tenuta presente l'esigenza di tutela della cavità, sia in quanto bene speleologico, sia per preservare le falde idriche sotterranee; Accertato il preminente interesse nazionale; Visto il protocollo d'intesa, in data 24 aprile 1987, tra il Ministero dell'ambiente ed il Ministero dell'agricoltura e delle foreste. Decreta: Art. 1 La cavità denominata "Bus della Genziana", numero catastale 1000 V Tv, per uno sviluppo di circa 4 km e per una profondità di 582 metri dall'esterno, è costituita in riserva naturale speleologica, come riportato nella planimetria allegata. NOTE Note alle premesse: - Il testo vigente dell'art. 1, commi 2 e 5, e dell'art. 5, comma 2, della legge n. 349/1986 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale) è il seguente: "Art. 1, comma 2. - È compito del Ministero assicurare, in un quadro organico, la promozione, la conservazione ed il recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettività ed alla qualità della vita, nonché la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale e la difesa delle risorse naturali dall'inquinamento". "Art. 1, comma 5. - Il Ministero promuove e cura l'adempimento di convenzioni internazionali, delle direttive e dei regolamenti comunitari concernenti l'ambiente e il patrimonio naturale". "Art. 5, comma 2. - Sono trasferite al Ministero dell'ambiente le competenze esercitate, ai sensi delle leggi vigenti, dal Ministero dell'agricoltura e delle foreste in materia di parchi nazionali e di individuazione delle zone di importanza naturalistica nazionale e internazionale promuovendo in esse la costituzione di parchi e riserve naturali". - Il testo vigente degli articoli 68 e 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) è il seguente: "Art. 68 (Aziende di Stato per le foreste demaniali). - L'Azienda di Stato per le foreste demaniali è soppressa. Le funzioni e i beni dell'Azienda sono trasferiti alle regioni in ragione della loro ubicazione. Dal trasferimento sono esclusi: i terreni dati in concessione al Ministero della difesa e sui quali sono stati realizzati impianti militari; le caserme del Corpo forestale dello Stato, i terreni e le aree boschive, in misura non superiore all'1 per cento della superficie complessiva delle aree costituenti il patrimonio immobiliare dell'Azienda, da destinare a scopi scientifici, sperimentali e didattici di interesse nazionale. Tali aree sono identificate entro il 31 dicembre 1978 con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Ministri per l'agricoltura e le foreste e per la difesa. Dal trasferimento possono essere altresì esclusi, ove non destinabili ad attività di competenza regionale, alberghi, edifici di abbazie o di conventi ed altri fabbricati, previa identificazione da effettuare entro il 31 dicembre 1978, da parte della commissione di cui all'art. 113. Sono parimenti trasferiti alle regioni i rapporti giuridici relativi a beni in corso di acquisizione da parte dell'Azienda al momento dell'entrata in vigore del presente decreto. I crediti e i debiti sono ripartiti fra le regioni in proporzione alla superficie dei beni patrimoniali attribuiti a ciascuna di esse. L'amministrazione statale, ai fini di cui al primo comma, punto c), dell'art. 71, può avvalersi delle eventuali aziende forestali regionali e delle strutture regionali e locali di gestione dei patrimoni boschivi. I rapporti reciproci sono regolati da apposite convenzioni". "Art. 83 (Interventi per la protezione della natura). - Sono trasferite alle regioni le funzioni amministrative concernenti gli interventi per la protezione della natura, le riserve ed i parchi naturali. Per quanto riguarda i parchi nazionali e le riserve naturali dello Stato esistenti, la disciplina generale relativa e la ripartizione dei compiti fra Stato, regioni e comunità montane, ferma restando l'unitarietà dei parchi e riserve, saranno definite con legge della Repubblica entro il 31 dicembre 1979. Sino all'entrata in vigore della legge di cui al comma precedente, gli organi di amministrazione dei parchi nazionali esistenti sono integrati da tre esperti per ciascuna regione territorialmente interessata, assicurando la rappresentanza della minoranza. Resta ferma, nell'ambito delle funzioni di indirizzo e di coordinamento, la potestà per il Governo di individuare i nuovi territori nei quali istituire riserve naturali e parchi di carattere interregionale. È fatto salvo quanto stabilito dall'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279, relativamente al Parco nazionale dello Stelvio". - Il testo vigente dell'art. 29 della legge n. 910/1966 (Provvedimenti per lo sviluppo dell'agricoltura nel quinquennio 19661970) è il seguente: "Art. 29 (Ampliamento del demanio forestale dello Stato).