[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 34, secondo comma, della legge della Regione Basilicata 18 dicembre 2007, n. 24 (Norme per l'assegnazione e la gestione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica), promosso dal Tribunale di Melfi nel procedimento vertente tra R. D. T. e il Comune di Rapolla con ordinanza del 28 febbraio 2013, iscritta al n. 162 del registro ordinanze 2013 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 28, prima serie speciale, dell'anno 2013. Udito nella camera di consiglio del 4 dicembre 2013 il Giudice relatore Giuliano Amato. Ritenuto che con ordinanza del 28 febbraio 2013 il Tribunale di Melfi ha sollevato, in riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, questione di legittimità dell'articolo 34, secondo comma, della legge della Regione Basilicata 18 dicembre 2007, n. 24 (Norme per l'assegnazione e la gestione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica), il quale prevede che al provvedimento con cui l'Ente gestore dispone il rilascio degli alloggi occupati senza titolo si applica il dodicesimo comma dell'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 (Norme per l'assegnazione e la revoca nonché per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), disposizione che, a sua volta, conferisce valore di titolo esecutivo al provvedimento di rilascio emesso nei confronti dell'assegnatario e di chiunque occupi l'alloggio; che il Tribunale rimettente ha riferito di essere stato investito della decisione in ordine all'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ordine di rilascio emesso il 9 agosto 2012 dal Sindaco del Comune di Rapolla nei confronti dell'occupante abusivo di un immobile, nell'ambito di un procedimento di reclamo proposto ai sensi dell'art. 669-terdecies del codice di procedura civile avverso l'ordinanza con cui il giudice monocratico del medesimo Tribunale aveva rigettato la medesima istanza di sospensione; che a fondamento dell'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ordine di rilascio la parte reclamante ha posto la carenza di titolo esecutivo, attesa la dedotta illegittimità costituzionale dell'art. 34, secondo comma, della legge Reg. Basilicata n. 24 del 2007, nella parte in cui rinvia all'art. 11, dodicesimo comma, del d.P.R. n. 1035 del 1972; che il Tribunale dubita della legittimità costituzionale dell'art. 34 della legge della Regione Basilicata 18 dicembre 2007, n. 24, nella parte in cui - attraverso il rinvio all'art. 11, dodicesimo comma, del d.P.R. n. 1035 del 1972,- attribuisce al provvedimento di rilascio dell'Ente gestore la natura di «titolo esecutivo»; che, secondo la prospettazione del giudice rimettente, la disciplina di cui al dodicesimo comma dell'art. 11 del d.P.R. n. 1035 del 1972, equiparabile a quella di cui all'art. 474, secondo comma, cod. prov. civ. (contenente un elenco dei principali titoli esecutivi: sentenze, scritture private autenticate, cambiali, atti ricevuti da notaio) andrebbe qualificata come norma processuale, rispetto alla quale sussiste la competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost.; che, ad avviso del Tribunale di Melfi, la questione di legittimità costituzionale della norma regionale censurata sarebbe rilevante, poiché il suo accoglimento varrebbe ad escludere l'efficacia esecutiva dell'ordine di rilascio emesso dal Sindaco del Comune di Rapolla e, conseguentemente, a giustificare la sospensione dell'esecuzione richiesta dalla parte reclamante; che la disposizione censurata della legge regionale avrebbe ecceduto dalle competenze regionali e a questa e alle precedenti argomentazioni il Tribunale riconduce la non manifesta infondatezza della questione; che pertanto, ravvisando la sussistenza dei requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora, il Tribunale ha accolto provvisoriamente - sino alla ripresa del giudizio dopo l'incidente di legittimità costituzionale - l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento di rilascio emesso dal Comune di Rapolla, disponendo altresì la sospensione del procedimento a quo e la trasmissione degli atti a questa Corte ai sensi dell'art. 23 della legge 11 marzo 1953, n. 87; che nel giudizio davanti a questa Corte nessuno si è costituito. Considerato che il Tribunale di Melfi ha sollevato, in riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, questione di legittimità dell'articolo 34, secondo comma, della legge della Regione Basilicata 18 dicembre 2007, n. 24 (Norme per l'assegnazione e la gestione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica); che la norma regionale in oggetto prevede che al provvedimento con cui l'Ente gestore dispone il rilascio degli alloggi occupati senza titolo si applica il dodicesimo comma dell'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 (Norme per l'assegnazione e la revoca nonché per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) e che tale disposizione, a sua volta, conferisce valore di titolo esecutivo al provvedimento di rilascio emesso nei confronti dell'assegnatario e di chiunque occupi l'alloggio; che secondo il Tribunale di Melfi, la norma regionale censurata - stabilendo che il provvedimento del legale rappresentante dell'Ente gestore che dispone il rilascio degli alloggi occupati senza titolo costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'art. 11, dodicesimo comma, del d.P.R. n. 1035 del 1972, - violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., in riferimento all'art. 474, secondo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui rinvia alla legge l'individuazione dei titoli ai quali è attribuita efficacia esecutiva, poiché, eccedendo dalle competenze legislative regionali, invade la competenza esclusiva dello Stato in materia di giurisdizione e norme processuali; che, in via preliminare, va ribadito che la questione di legittimità costituzionale può essere sollevata nell'ambito di un procedimento avente natura cautelare anche laddove il giudice conceda la relativa misura, purché tale concessione non si risolva nel definitivo esaurimento del potere cautelare del quale in quella sede il giudice fruisce (sentenze n. 176 del 2011 e n. 161 del 2008; ordinanze n. 393 del 2008 e n. 25 del 2006);