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Ma voi avete detto di no. Voi ai migranti riconoscete 1200 euro al mese Chissà perché: forse per alimentare il business dell'assistenza in mano a chi sappiamo bene? Cari colleghi della sinistra, questa è la verità. Gli affari dei vostri amici valgono un'invasione ai danni degli italiani per voi. (Applausi) . E affinché sia del tutto chiaro che nessuno deve mettere ostacoli all'invasione, avete praticamente azzerato le multe a carico delle navi delle ONG che violano il divieto di ingresso nelle nostre acque territoriali, in modo che possano riprendere a pieno regime il loro ruolo ancillare a favore degli scafisti, raccogliendo in mezzo al mare il dolente carico di umanità alla deriva, laddove questi criminali, mercanti di vite umane, sanno di doverla lasciare, affinché poi le navi delle ONG possano raccoglierla e portarla a destinazione. Non capite che non basterà un'intera flotta per raccogliere tutti e che i naufraghi e i morti in mezzo al mare, anziché diminuire, aumenteranno? E voi, cari colleghi della maggioranza, avrete sulla coscienza tutte queste morti annunciate: questo deve rimanere agli atti della discussione di oggi. (Applausi) . L'unico modo per evitare le morti in mare non è aprire i porti italiani; in verità non è nemmeno chiuderli, perché abbiamo visto che neanche la chiusura è stata sufficiente. Come noi di Fratelli d'Italia avevamo avvertito, inascoltati, l'unico modo era e resta il blocco navale: solo impedendo le partenze si eviteranno le morti in mezzo al Mediterraneo. Voi dite che il blocco navale sarebbe un atto di guerra: ma quale atto di guerra, se in Libia non c'è nemmeno uno Stato sovrano? In ogni caso, scusate, se lo ha fatto Prodi nel 1998 nei confronti dell'Albania, perché non possiamo farlo noi oggi nei confronti della Libia? Questo nessuno me lo spiega. Basterebbe la volontà di farlo, volontà che il Governo non ha, come dimostra la vicenda dei nostri pescatori, lasciati per oltre 100 giorni nelle mani di un signore della guerra che li ha sequestrati con un atto di pirateria e di fronte al quale il Governo è andato ieri a inginocchiarsi per ottenere di riportarli a casa. (Applausi) . Questo è il Governo che voi offrite agli italiani alla vigilia del Natale, ma io vi chiedo di fare un regalo agli italiani: toglietevi di mezzo. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, non ho voluto interrompere il senatore Balboni, che stava concludendo il suo intervento, che abbiamo potuto ascoltare peraltro con interesse, ma non lascerò proseguire la seduta se non state seduti ai vostri posti. (Applausi) . Ognuno rimanga seduto. Ho l'elenco di chi si è distinto per occupazione dell'emiciclo e non c'è bisogno che ve lo legga. Da ora in poi interromperò i lavori, se verrà occupato l'emiciclo, chiunque lo faccia. State dunque seduti e accomodatevi, colleghi. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti del Governo, finalmente stiamo per realizzare - almeno in parte - uno degli obiettivi che la maggioranza si era posta quando ha dato vita al governo Conte- bis . Com'è noto, è stato uno dei motivi per cui Liberi e Uguali ha accettato di entrare nella maggioranza e sostenere il Governo. Con il provvedimento in discussione, pertanto, poniamo finalmente rimedio ai gravi errori che l'Italia ha commesso con i decreti "insicurezza" e con la pretesa di farsi scudo in Europa, non con la forza delle argomentazioni e della politica, ma sulle spalle dei naufraghi, sospendendo la cultura giuridica del nostro Paese, ripudiando la sua storia, rinnegando la sua umanità. Il Presidente della Repubblica fece delle osservazioni su quei decreti, che inviò con una ben nota lettera al Governo e al Parlamento, soprattutto in relazione agli obblighi internazionali che il nostro Paese deve sempre onorare ed è un bene che questo provvedimento cerchi di ricucire e di sanare le imperdonabili ferite nel tessuto morale e civile della nostra comunità. (Brusio). PRESIDENTE. Credo che l'intervento del senatore Grasso meriti comunque maggiore attenzione, almeno dai banchi della maggioranza, ma anche da quelli dell'opposizione. Prego, senatore. GRASSO (Misto-LeU) . La ringrazio, Presidente, spero che mi faccia recuperare questo tempo. Nessuno - dicevo - si illuda però di risolvere con un decreto il complesso tema dell'immigrazione. Non lo facevano i decreti Salvini, non lo fa questo decreto per certi aspetti fin troppo timido. Serve un lavoro paziente, bisogna, a mio avviso, concentrare i propri sforzi su alcuni temi essenziali. Il primo è la revisione del Regolamento di Dublino, di cui tutti conosciamo l'importanza. Il secondo riguarda certamente il memorandum con la Libia, una vergogna che non posso omettere di ricordare e che penso che vada cancellato. Il terzo è la ripresa e l'aggiornamento costante dei decreti flussi. Il quarto è il superamento definitivo dell'impostazione della legge Bossi-Fini. Il quinto, non meno importante, è una nuova e più moderna legge sulla cittadinanza. Con questo testo facciamo passi avanti importantissimi, che hanno richiesto un difficile lavoro di sintesi e i cui esiti non erano per nulla scontati. Non posso tuttavia non segnalare un punto sul quale avrei voluto una maggioranza più coraggiosa e più determinata. In questi lunghi e difficili mesi, le organizzazioni non governative hanno coraggiosamente supplito alla drammatica inazione delle istituzioni comunitarie e nazionali, uomini e donne che hanno messo le loro energie e finanche il loro corpo a disposizione di un principio che è alla base della nostra cultura giuridica e della nostra società, quello dell'umanità. Le vite vanno salvate sempre, tutte. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE. Lasciate parlare. Prego, senatore Grasso. GRASSO (Misto-LeU) . Con il loro lavoro, le organizzazioni non governative hanno strappato da morte certa molte persone e sofferto per ciascuna di quelle scivolate dalle loro mani restando in acqua. Ricordo a tutti noi le parole di Gaspare Giarratano, armatore di Sciacca che ha avuto seri problemi per aver salvato naufraghi con il suo peschereccio, ma che mai si è pentito di averlo fatto. Queste sono le sue parole: «Mi chiedo se uno solo dei nostri politici abbia mai sentito nel buio della notte (...) delle grida d'aiuto disperate». (Applausi. Commenti.) . Anch'io, senatore Candiani, sono stato a Lampedusa. Ho assistito, da Presidente del Senato, allo sbarco di 125 migranti sul molo Favaloro e vi sfido a guardare negli occhi donne, uomini e bambini tremanti che hanno subito violenze indicibili e visto i propri cari morire. Vi sfido a chiamarli invasori. (Applausi) . Ho visto anche, dopo l'offerta di un tè caldo da parte di volontari, quello sguardo di paura trasformarsi in una luce di riconoscenza e di speranza, speranza di sopravvivenza.