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l'articolo 4 del decreto legislativo n. 177 del 2016, adottato al fine di dare attuazione del citato articolo 8, comma 1, lettera a) , reca la soppressione delle squadre nautiche della Polizia di Stato e dei siti navali dell'Arma dei Carabinieri, fatto salvo il mantenimento delle moto d'acqua per la vigilanza dei litorali e delle unità navali impiegate nella laguna di Venezia, nelle acque interne e nelle isole minori, ove, per esigenze di ordine e sicurezza pubblica, è già dislocata una unità navale, nonché dei siti navali del Corpo di Polizia penitenziaria, ad eccezione di quelli dislocati a Venezia e Livorno; le squadre nautiche della Polizia di Stato garantiscono il controllo delle acque territoriali marine e di quelle interne, nonché la vigilanza delle coste, per prevenire e contrastare diversi reati; contribuiscono, altresì, all'attività di ricerca e soccorso dei natanti e delle persone in difficoltà e nell'azione di controllo delle attività nautiche e della circolazione delle navi; la chiusura dei predetti uffici comporterebbe a parere degli interroganti, oltre tutto, un evidente passo indietro sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio, in quanto in molte realtà d'Italia scomparirebbero uffici, che attualmente rappresentano l'unico presidio delle rispettive questure nel raggio di decine e decine di chilometri; giova, inoltre, considerare l'importanza di questi "avamposti" per un Paese come l'Italia che ha poco meno di 7.500 chilometri di coste, e in particolare per zone come Talamone (Grosseto), che per la loro peculiarità necessitano di un presidio strategico per il territorio; in particolare, nel caso della squadra nautica di Talamone, non si avrebbe più la presenza di alcun ufficio di polizia sul litorale, da Livorno a Civitavecchia, per un totale di 220 chilometri completamente scoperti e l'intera provincia di Grosseto non avrebbe più a disposizione alcun ufficio, né mezzo nautico a disposizione per espletare i propri servizi; nel caso specifico, la squadra nautica di Talamone insiste su uno specchio di mare che è caratterizzato dalla presenza di diverse isole facenti parte dell'arcipelago toscano (Giglio, Giannutri, Formiche di Grosseto, eccetera) e, nella competenza di questa articolazione, da Follonica alla foce del Chiarone, esistono altre importanti località di mare (monte Argentario, Ansedonia, Capalbio, eccetera) che non possono essere private di questo importante presidio di polizia; nella rada di Talamone avvengono importanti operazioni di imbarco e sbarco di armi e munizioni dirette e provenienti da numerosi Paesi del mondo, operazioni che vengono effettuate lungo tutto l'arco dell'anno e per le quali, oltre alla vigilanza, si rende spesso necessario l'intervento di sommozzatori del CNES (centro nautico e sommozzatori) di La Spezia della Polizia di Stato per gli interventi di ispezione e bonifica delle carene, interventi che vengono effettuati in collaborazione con il personale della squadra nautica di Talamone, dotata di una motovedetta d'altura classe "Intermarine", di un gommone costiero e di 2 moto d'acqua assegnate a febbraio 2016; la bozza dello schema di decreto del capo della Polizia che dovrebbe dare attuazione al citato articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 177 del 2016, relativo alla soppressione delle squadre nautiche, prevede l'assegnazione delle moto d'acqua e delle unità navali, a seguito di ricognizione delle stesse già in uso alle medesime squadre nautiche, alle questure a ai commissariati di pubblica sicurezza indicati nelle tabelle allegate allo schema di decreto; la stessa bozza di decreto, nel prevedere l'assegnazione del personale in servizio presso le soppresse squadre nautiche alle questure e ai commissariati di sicurezza pubblica, ne dispone la destinazione allo svolgimento dei servizi ordinari, qualora non impegnato in servizio in qualità di conduttore di moto d'acqua; come osservato anche dal SAP (Sindacato autonomo di Polizia) occorre prevedere disposizioni volte a non disperdere la professionalità acquisita dal personale in servizio presso le soppresse squadre nautiche e ad assicurare ai cittadini un servizio di polizia efficiente; in particolare, lo stesso ha suggerito l'istituzione di un'apposita sezione nautica presso l'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, con relativa assegnazione dei natanti e di tutte le attrezzature necessarie, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non intendano assumere iniziative finalizzate alla modifica del citato articolo 4 del decreto legislativo n. 177 del 2016, per evitare la soppressione dei suddetti organi, ai fini di un'efficace azione di controllo del territorio e la dispersione della professionalità acquisita dal personale in servizio presso gli stessi. Atto n. 4-00096 LONARDO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: a seguito della straordinaria grandinata abbattutasi nella giornata del 3 maggio 2018 sul Sannio, ingenti danni sono stati provocati alle strade, alle infrastrutture rurali e alle campagne della valle Telesina, il territorio con la maggiore densità di viti di tutta la regione, e di vari comuni della valle Caudina; oltre alla grandine, che ha paralizzato le strade, il forte vento ha determinato la caduta degli alberi e il nubifragio ha provocato smottamenti e allagamenti anche in numerose proprietà private e attività commerciali; le colture arboree, erbacee e orticole, ricoperte da una coltre di ghiaccio, che in alcune zone ha raggiunto anche una decina di centimetri, sono state irreparabilmente danneggiate, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga, in conseguenza degli straordinari eventi meteorologici verificatisi, di dichiarare lo stato di calamità naturale per i comuni colpiti. Atto n. 4-00097 LAFORGIA Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa Premesso che: dal 2 maggio 2018, presumibilmente, risultano dispersi nell'Atlantico, tra le isole Azzorre e la costa portoghese, il velista Aldo Revello con l'amico skipper Antonio Voinea, marinai esperti che stavano rientrando in Italia dai Caraibi a bordo di una barca a vela "Bright"; nonostante le prime ricerche attivate con mezzi marini e aerei, a partire dall'ultimo segnale rilevato dal sistema satellitare dell'imbarcazione Bright, a 300 miglia a est di Sao Miguel nelle Azzorre, non vi sono stati, purtroppo, esiti positivi, essendo stati ritrovati, come riportato dal sito portoghese "Correiro de Manhà", solo tre giubbotti di salvataggio, che però potrebbero non appartenere al natante, oltre ad alcuni resti dell'imbarcazione; secondo quanto si apprende da organi di stampa, le ricerche in mare sarebbero state incredibilmente sospese dopo appena 3 giorni;