[resaula]

Nella stessa dichiarazione il disponente può indicare un sostituto del fiduciario che ne svolga il ruolo in caso di morte o di sopravvenuta incapacità di questi. L'incarico del fiduciario, nonché del suo sostituto, può essere revocato dal disponente in qualsiasi momento con le stesse modalità previste per la nomina e senza obbligo di motivazione. Il disponente può revocare il consenso in qualsiasi momento. La revoca deve essere comunicata all'azienda sanitaria di appartenenza. Nei casi in cui ragioni di emergenza ed urgenza impedissero di procedere alla revoca del consenso già manifestato, essa può essere espressa con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni. Per i minori di età il consenso all'utilizzo del corpo o dei tessuti post mortem deve essere manifestato da entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ovvero dai tutori o dai soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184. L'articolo 4 disciplina i centri di riferimento. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, individua le strutture universitarie, le aziende ospedaliere di alta specialità e gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) da utilizzare quali centri di riferimento per la conservazione e l'utilizzazione dei corpi dei defunti ai fini di cui alla presente legge. L'articolo 5 reca l'istituzione dell'elenco nazionale dei centri di riferimento individuati ai sensi dell'articolo 4 per la conservazione e l'utilizzazione dei corpi dei defunti. L'elenco, consultabile sul sito Internet del Ministero della salute, deve essere aggiornato tempestivamente in modo da consentire al medico che accerta il decesso l'individuazione del centro di riferimento competente per territorio. L'articolo 6 reca la restituzione del corpo del defunto. I centri di riferimento individuati sono tenuti a restituire il corpo stesso alla famiglia in condizioni dignitose entro dodici mesi dalla data della consegna. Gli oneri per il trasporto del corpo dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla tumulazione, nonché le spese per l'eventuale cremazione sono a carico dei centri di riferimento. L'articolo 7 reca la disciplina delle donazioni di denaro a fini di studio, di formazione e di ricerca. L'utilizzo del corpo umano, di parti di esso o dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro. Eventuali donazioni di denaro effettuate da privati a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica mediante uso dei corpi dei defunti o derivanti dalla finalizzazione di progetti di ricerca sono destinate alla gestione dei centri di riferimento individuati ai sensi dell'articolo 4. L'articolo 8 reca il Regolamento di attuazione. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede: a stabilire le modalità e i tempi, comunque non superiori a dodici mesi per la conservazione, per la richiesta, per il trasporto, per l'utilizzo e per la restituzione del corpo del defunto in condizioni dignitose alla famiglia da parte dei centri di riferimento; a prevedere disposizioni di raccordo con l'ordinamento dello stato civile disciplinato dal Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. L'articolo 9 prevede che dall'attuazione della presente legge non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 10 abroga una disposizione vigente incompatibile con la disciplina introdotta e, in particolare, l'articolo 32 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592. PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Dobbiamo ora procedere alla votazione degli articoli, ma non è ancora decorso il termine di venti minuti dall'inizio della seduta di cui all'articolo 119 del Regolamento. Conoscendo l'interesse e l'impegno che nel disegno di legge ha messo la senatrice Binetti, la quale ha chiesto alla Presidenza di intervenire sull'ordine dei lavori, le concedo tale facoltà. BINETTI (FI-BP) . Grazie infinite, Presidente. Il tema dell'approvazione di questo disegno di legge è per me particolarmente importante e - come ha detto il collega - viene da diverse legislature, perché rappresenta, nella formazione del medico, un punto di sintesi di particolare interesse che vorrei porre all'attenzione dell'Assemblea. È un'attività, quella della sperimentazione sul corpo post mortem , che contribuisce profondamente ad accrescere le competenze e le abilità cliniche e chirurgiche, nonché quelle dello studente di medicina, che sposta la sperimentazione personale e diretta del corpo umano, anche considerato al termine di una malattia grave che ne ha provocato la morte. Ma non sono solo le competenze cliniche e le competenze chirurgiche, quelle che chiamiamo clinical skill e technical skill , ad essere interessanti. Tutto il disegno di legge si costruisce intorno al rispetto della persona che è stata colui che è morto e che, in quel commento, continua ad essere davanti a noi. Sono quelle che chiamiamo le ethical skill , cioè il rispetto della persona che se è dovuto al cadavere, se è dovuto a parti del cadavere su cui si studia, ancor più è dovuto alla persona nella sua totalità. L'altro elemento importante di questo disegno di legge è la restituzione del cadavere, cioè la relazione del soggetto con la sua famiglia, per cui si attribuisce un valore notevole al rituale della morte e della sepoltura, per cui il corpo va restituito il più possibile nella sua integrità. Quindi, come vedete colleghi, sono in gioco aspetti fondamentali della formazione del medico, non solo ciò che sa fare, ma ciò che lui è come persona e anche ciò che, in qualche modo, può dare nella relazione con chi non c'è più ma continua ad esserci in un certo modo e con la famiglia che diventa detentrice di una relazione significativa. Tutti noi abbiamo bisogno oggi di restituire alla formazione del medico la complessità e la completezza di tutti questi aspetti. Non possiamo avere soltanto un medico tecnicamente molto abile, cosa che non avremmo neppure se non ci fosse la disponibilità del cadavere, perché lui possa misurarsi con quella sensibilità, con quel toccare che diventano particolarmente rilevanti nel momento in cui si crede di poter sostituire queste operazioni con operazioni di tipo virtuale (penso semplicemente allo studio del cadavere fatto attraverso la rappresentazione in 3D, attraverso la dimensione computerizzata).