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Se attualmente l'articolo 19, comma 1, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 (cioè la disposizione che nel nostro ordinamento disciplina ruolo, funzioni, natura e funzionamento della Banca d'Italia), dispone che « la Banca d'Italia è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali ed agisce secondo gli indirizzi e le istruzioni della Banca centrale europea », la disposizione corrispondente, nell'ordinamento francese (e segnatamente, l'articolo 141-1 del codice monetario e finanziario), afferma che « la Banca di Francia è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali e partecipa alla realizzazione delle missioni e al rispetto degli obiettivi che ad esso sono attribuiti dal trattato che istituisce la comunità europea ». Dalla comparazione internazionale della normativa di riferimento nei due ordinamenti, italiano e francese, balza agli occhi in modo immediato come l'ordinamento francese attribuisca un ruolo molto più incisivo, attivo e partecipativo alla propria banca nazionale, alla quale è attribuito il compito di partecipare alla realizzazione delle misure e degli obiettivi del SEBC, mentre l'ordinamento italiano sembra « relegare », o comunque circoscrivere, il ruolo della Banca d'Italia ad una funzione pressoché passiva, di mera esecuzione di indirizzi e istruzioni dettate dalla BCE. Un approccio ordinamentale profondamente diverso e squilibrato, quello dei due Paesi, che, con la modifica proposta all'articolo 3 del presente disegno di legge, si intende equiparare. Infine, si allega al presente disegno di legge la nuova versione dello statuto della Banca d'Italia, consolidato dalle modifiche proposte dall'articolo 2.. 1 (Modifica all'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43) 1 All'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Le modifiche dello statuto della Banca sono approvate con legge, nel rispetto delle previsioni di cui all'articolo 19, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 ». 2 (Modifiche allo statuto della Banca d'Italia in materia di riserve auree) 1 Ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, allo statuto della Banca d'Italia, nel testo approvato dall'Assemblea straordinaria dei partecipanti al capitale il 26 novembre 2015, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell'11 aprile 2016, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Alle condizioni stabilite dallo statuto del SEBC e, in particolare, dall'articolo 30 del protocollo sullo statuto del SEBC e della Banca centrale europea (BCE), relativo al trasferimento alla BCE di attività di riserva in valuta, e dall'articolo 31 del medesimo protocollo relativo alla gestione delle attività di riserva in valuta estera detenute dalle banche centrali nazionali, la Banca d'Italia detiene e gestisce le riserve in valuta dello Stato, in oro e in valuta, e le iscrive all'attivo del proprio bilancio, in conformità con i termini specificati in una convenzione concordata con lo Stato »; b all'articolo 6, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Le assemblee dei partecipanti sono ordinarie »; c l'articolo 11 è abrogato. 2 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è approvato lo statuto della Banca d'Italia, come modificato dal comma 1 del presente articolo, nel testo di cui all'allegato alla presente legge. 3 (Modifica all'articolo 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262) 1 All'articolo 19, comma 1, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, le parole: « ed agisce secondo gli indirizzi e le istruzioni della Banca centrale europea » sono sostituite dalle seguenti: « e partecipa alla realizzazione delle missioni e al rispetto degli obiettivi ad esso attribuiti dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea ».