[massime]

ORD. 229/06 B. NAVIGAZIONE - REATI CONTRO LE AUTORITÀ DI BORDO - OFFESA IN DANNO DI SUPERIORE DA PARTE DI UN COMPONENTE DELL'EQUIPAGGIO - TRATTAMENTO SANZIONATORIO - PREVISIONE DEL MINIMO EDITTALE IN SEI MESI DI RECLUSIONE - LAMENTATA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA NELLA DETERMINAZIONE DELLA QUALITÀ E QUANTITÀ DELLA PENA E DISPARITÀ DI TRATTAMENTO CON L'ABROGATO REATO DI OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE - DISOMOGENEITÀ DELLE SITUAZIONI POSTE A RAFFRONTO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1104 del codice della navigazione, concernente il reato di offesa in danno del comandante, di un ufficiale o sottufficiale o di un graduato, a bordo della nave o dell'aeromobile, censurato, in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost., nella parte in cui prevede come pena minima edittale la reclusione di sei mesi, in quanto, dopo l'abrogazione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341 cod. pen.) ad opera della legge 25 giugno 1999, n. 205, fatti come quello ivi previsto, se non commessi a bordo di una nave o di un aeromobile, sono puniti con sanzione più lieve ai sensi degli artt. 594 e 61, n. 10, cod. pen.. Le fattispecie comparate dal giudice remittente sono infatti oggettivamente diverse, avuto riguardo al diverso luogo dello svolgimento del reato ai fini della tutela della sicurezza della navigazione. > >- Per la dichiarazione di illegittimità costituzionale del reato di oltraggio, v. sentenza n. 341/1994. > >- Sulla diversità del reato previsto dall'art. 1104 cod. nav. e il delitto di oltraggio, v. la citata ordinanza n. 383/1987.