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È un bene che utilizzando i sensi di cui la natura ci ha dotato (la vista, il tatto), ma anche le sensazioni e i sentimenti, i nostri giovani possano recarsi nei posti dove si sono consumati questi tragici eventi. Naturalmente il finanziamento e il supporto economico che noi chiediamo, insieme a voi, trasversalmente al Governo perché possano essere attuati questi viaggi, vanno in parallelo con un maggiore interesse complessivo verso il sistema scolastico. Ricordiamoci che non possiamo lavarci la coscienza prendendo solamente una parte: se vogliamo davvero creare dei giovani che rappresentino il futuro democratico di questo Paese dobbiamo investire nella scuola e nelle istituzioni scolastiche. È quindi un appello che rivolgo al Governo in questo senso: ben venga per Fratelli d'Italia - e lo ribadisco a voce alta - il sostegno a questi viaggi, ma ben venga, anche e soprattutto, un sostegno a tutte le nostre scuole e istituti formativi. Signor Presidente, c'è una riflessione che voglio fare per chiarire un equivoco sorto negli scorsi mesi, allorquando noi e parte del centrodestra venimmo accusati di non aver applaudito la nostra collega senatrice Liliana Segre. Proprio perché non è questo il momento delle partigianerie e delle parzialità, ci tengo a chiarire che in quel momento il voto di astensione di Fratelli d'Italia era legato al fatto che volevamo una Commissione che avesse maggiore valenza antisemita e fosse meno strumentalmente utilizzabile, come abbiamo chiaramente detto, magari per fini di censura. Il voto quindi era specifico sulla Commissione e non aveva assolutamente alcun riferimento alla figura della nostra collega Liliana Segre, alla quale anzi ribadisco qui tutta la nostra vicinanza e il più caloroso e fraterno abbraccio da parte della comunità di Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC e della senatrice Lunesu). Colgo l'occasione, anche a nome della nostra presidente Giorgia Meloni, per rinnovarle l'invito ad essere presente alla nostra prossima festa nazionale di Atreju. Alla luce di questo chiarimento, concludo davvero ribadendo il voto di Fratelli d'Italia a favore alle mozioni, che, a nostro giudizio, dovrebbero ricompattarsi in una mozione unitaria e rappresentare, al di là di ogni steccato, la volontà di una Camera del Parlamento di essere una Camera della libertà e della dignità dell'essere umano. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni). CIRINNA' (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, è sempre importante quando un Parlamento viene chiamato a discutere sulla memoria. Il collega che ha parlato prima di me li ha definiti viaggi della conoscenza o semplicemente viaggi: sono viaggi della memoria. Dentro a quest'ultima parola c'è un contenuto fondamentale: la memoria porta con sé la volontà di essere conservata e la costruzione di una visione condivisa del passato. Per noi quindi è importante parlare e definire questi viaggi come «viaggi della memoria», proprio perché per noi la memoria ha questo valore. Prendere la parola su queste mozioni è molto importante e per me è motivo di orgoglio, perché tali viaggi vanno realmente potenziati: ci vuole un impegno economico molto forte, ma anche di sensibilizzazione di tutto il corpo docente e dei direttori scolastici per far sì che sempre più classi e scuole partecipino a questi eventi. Ho sentito un intervento in apertura di questo dibattito pieno di «io»: la memoria è di tutti e condivisa; ognuno di noi parla per il proprio Gruppo e per una comunità, ma tutti noi che abbiamo avuto l'immensa fortuna di partecipare a un viaggio della memoria - a me è capitato quando ero consigliere comunale con il sindaco Veltroni - dobbiamo mantenere tale dimensione di pluralità. L'idea di condividere una memoria, insegnarla e trasmetterla ai nostri ragazzi è fondamentale, non è una fortuna personale. A me capita spesso di dire che ho fatto tanti viaggi in giro per il mondo, ma il più bello e profondo che mi è capitato di fare e che ricordo perché maggiormente mi ha lasciato un segno è stato proprio ad Auschwitz. Fatemi ricordare l'onore che tanti di noi hanno avuto nel fare questi viaggi: a me è capitato di viaggiare con l'amico Terracina, da poco scomparso. Quante volte capiterà ancora di poter mandare una classe con uno dei sopravvissuti? Manca poco tempo, colleghi, manca davvero poco tempo e sono sempre di meno questi eroici anziani che ripercorrono il dolore del tatuaggio che hanno sulla pelle e parlano in prima persona. Ecco la ragione di queste mozioni e di questo impegno nella condivisione della memoria di una comunità, che non va banalizzata, ma condivisa, includendo al suo interno tutti gli orrori e non parlandone al passato perché, oggi, ora, in questo minuto, c'è un luogo del mondo in cui quell'orrore che oggi intendiamo sigillare dentro i viaggi della memoria esiste e si sta perpetrando. Non crediamo che, in questo momento, non ci siano orrori in qualche campo o persone torturate, sfruttate e rinchiuse solo per ciò che liberamente pensano. Mi rivolgo all'unico rappresentante del Governo presente in Aula, il sottosegretario De Cristofaro, di cui conosco la sensibilità: attenzione anche nel rinnovo di atti relativi alla nostra politica internazionale, perché alcuni orrori stanno avvenendo sotto i nostri occhi e forse siamo troppo distratti. Vado avanti proprio sul concetto di memoria da non calpestare, negare e banalizzare, proprio perché esistono fatti che avvengono tutti i giorni. Quante Pietre d'inciampo, anche nella nostra Roma, sono state offese, danneggiate, devastate? Quanti Comuni, anche qui intorno, banalizzano la memoria affidando in modo scomposto (uso questo termine perché voglio essere educata) convegni e atti ad associazioni o personaggi chiacchierati? La memoria è un valore e la sua banalizzazione è, secondo me, un dramma. Cosa ci resta da fare allora? Cosa vogliamo fare con queste mozioni? Vogliamo affermare la nostra resistenza (non uso a caso questa parola) ad ogni rigurgito di antisemitismo, razzismo e odio verso il diverso. Gira e rigira, in questi ultimi tempi e mesi - mi viene da dire nell'ultimo anno - torniamo sempre lì, alla parola odio per il diverso. Perché? È esattamente qui che si gioca la costruzione del nostro vivere insieme, del senso della coesione sociale più profonda e della conservazione dei valori di rispetto e inclusione cui si ispira la nostra Costituzione. Colleghi, i viaggi della memoria sono importanti e - ve l'ho detto - saranno presto l'unico strumento per far sopravvivere quella memoria man mano che i nostri eroi sopravvissuti si spengeranno. Quindi, la consapevolezza delle nostre radici e la capacità di camminare insieme verso un futuro conosciuto e condiviso stanno alla nostra volontà. Concludo, signor Presidente, nel dire che quando non ci sarà più nessuno che potrà narrare ciò che ha visto con i propri occhi, toccato e subito sulla propria pelle - in questo, rivolgo alla collega Segre l'augurio di diventare ultracentenaria - starà a noi il dovere di trasferire la memoria. Sarà però un dovere anche della formazione, della scuola e dell'educazione.