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Correlativamente la regione, dotata di poteri legislativi, di organizzazione dei territori, di finanziamento di talune funzioni e (in base a quanto previsto dal nuovo articolo 81) di gestione del vincolo del pareggio di bilancio delle amministrazioni comunali, non può non divenire, pur nel rispetto dell’autonomia comunale, l’ambito di riferimento del coordinamento del governo dei territori. In virtù di tale considerazione si prevede che sia la regione, con propria legge, a definire gli ambiti territoriali degli enti di «area vasta», cioè delle agenzie provinciali e metropolitane, stabilendo tuttavia una soglia minima di 500.000 abitanti per le prime e di un milione di abitanti per le seconde. Ciò comporterà una radicale riduzione degli enti attualmente esistenti (non più di 40 rispetto alle attuali 110 province) e soprattutto consentirà di avere ambiti adeguati alle caratteristiche delle funzioni da gestire. Ma ciò che è altrettanto rilevante è che la titolarità delle funzioni di governo del territorio e di gestione delle reti che saranno affidate in gestione alle nuove agenzie rimane attribuita ai comuni. Anche se esse saranno gestite in via esclusiva dall’ente intermedio, i comuni parteciperanno all’indirizzo e al controllo della gestione di tali funzioni attraverso l’elezione e la partecipazione agli organi dell’ente di area vasta (secondo le modalità che saranno indicate dalla legge di cui all’articolo 7), ma non potranno replicare a livello comunale attività e strutture nelle medesime materie. Una funzione, un solo livello: solo così si potrà realizzare una semplificazione non solo procedimentale ma strutturale delle funzioni e una riduzione dei costi complessivi. L’articolo 4 adegua l’articolo 119, relativo all’autonomia finanziaria e fiscale dei diversi livelli di governo, alla nuova struttura istituzionale. In particolare l’autonomia costituzionalmente garantita in materia di entrata e di spesa viene riservata solo a regioni e comuni e si rinvia alla legge statale la determinazione delle modalità di finanziamento delle funzioni assegnate in gestione agli enti intermedi. Ciò contribuirà a semplificare il sistema dei tributi e anche la pressione fiscale: la nuova organizzazione multilivello dovrà infatti determinare nell’arco di pochi anni una radicale riduzione delle spese di funzionamento mentre la gran parte dei servizi di competenza del livello intermedio sarà, presumibilmente, sempre più finanziata attraverso tariffe piuttosto che mediante fiscalità. L’articolo 6 dispone l’abrogazione del primo comma dell’articolo 133 della Costituzione relativo alla procedura per l’istituzione e la mutazione delle circoscrizioni delle province, procedura complessa che certo non ha agevolato, negli anni, la razionalizzazione dell’assetto del sistema delle province e che, in ogni caso, risulta superata da quanto previsto dall’articolo 2 del presente disegno di legge costituzionale. L’articolo 7 rinvia ad una legge dello Stato, da approvare entro sei mesi, la disciplina delle modalità di transizione dal vecchio al nuovo sistema e la determinazione delle funzioni che i comuni potranno gestire solo attraverso gli enti intermedi. Si introduce poi una «norma capestro» per la soppressione effettiva delle province stabilendo che in ogni caso, entro i sei mesi successivi, le funzioni delle province qualora non risultassero costituite le nuove agenzie, sono assegnate al comune capoluogo e lo Stato non può più erogare fondi in favore dei bilanci provinciali.. Art. 1. (Modifica della rubrica del titolo V della parte seconda della Costituzione) 1. La rubrica del titolo V della parte seconda della Costituzione è sostituita dalla seguente: «Le Regioni e i Comuni». Art. 2. (Modifica all’articolo 114 della Costituzione) 1. I commi primo e secondo dell’articolo 114 della Costituzione sono sostituiti dai seguenti: «La Repubblica è costituita dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni. Le Regioni e i Comuni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni». Art. 3. (Modifica dell’articolo 118 della Costituzione) 1. L’articolo 118 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 118. -- Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni che le esercitano per àmbiti non inferiori a quindicimila abitanti. Per assicurare l’esercizio delle funzioni sovracomunali sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, le Regioni, sentiti i Comuni interessati e sulla base dei princìpi stabiliti dalla legge dello Stato, istituiscono le agenzie provinciali o metropolitane per àmbiti non inferiori, rispettivamente a cinquecentomila e a un milione di abitanti. Con la medesima procedura le Regioni possono sopprimere le agenzie provinciali o metropolitane o modificarne le loro circoscrizioni. I Comuni sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. Le funzioni comunali, la cui gestione è attribuita dalla legge statale o regionale alle agenzie provinciali o metropolitane, sono da queste gestite in via esclusiva. La legge statale disciplina forme di coordinamento fra lo Stato e le Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117. Essa disciplina inoltre forme di intesa e di coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali. Lo Stato, le Regioni e i Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà». Art. 4. (Modifiche all’articolo 119 della Costituzione) 1. All’articolo 119 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi primo e secondo sono sostituiti dai seguenti: «I Comuni e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. I Comuni e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. La legge dello Stato disciplina il finanziamento delle funzioni comunali gestite dalle agenzie provinciali o metropolitane»; b) al quarto comma, le parole: «, alle Province, alle Città metropolitane» sono soppresse; c) al quinto comma, le parole: «, Province, Città metropolitane» sono soppresse; d) al sesto comma, le parole: «, le Province, le Città metropolitane» sono soppresse. Art. 5. (Modifica all’articolo 120 della Costituzione) 1. Al secondo comma dell’articolo 120 della Costituzione, le parole: «, delle Città metropolitane, delle Province» sono soppresse. Art. 6. (Modifica all’articolo 133 della Costituzione) 1. Il primo comma dell’articolo 133 della Costituzione è abrogato. Art. 7. (Disposizione transitoria) 1. Con legge dello Stato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, sono determinati i criteri per la definizione degli àmbiti territoriali delle agenzie metropolitane e provinciali, la composizione e nomina dei loro organi nonché le funzioni comunali la cui gestione è ad esse attribuita in via esclusiva, ed è disciplinato il trasferimento dei beni patrimoniali e delle risorse umane e finanziarie delle province soppresse.