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Noi abbiamo partecipato in 1 a Commissione al dibattito concernente la questione del codice del terzo settore e abbiamo ritenuto di aderire alla richiesta del collega Calderoli per avere la certezza che questo correttivo al codice del terzo settore possa vedere la luce. Abbiamo naturalmente ascoltato la collega relatrice del provvedimento, che intende comunque sottoporci il parere per condividerlo e per cercare di arrivare a una condivisione del testo. A noi sembra più che sufficiente e, quindi, aderiamo alla richiesta di inserimento nel calendario, che ovviamente prelude un voto favorevole, nell'ipotesi in cui questo provvedimento dovesse essere inserito all'ordine del giorno della seduta di domani. (Applausi del senatore Berardi). GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, desidero precisare che la richiesta di dilazione non nasce dall'intento di non affrontare il problema o di non dare risposte al terzo settore. Già all'indomani dell'entrata in vigore del codice del terzo settore, un'opera pregevole e importante per questo Paese, da parte della dottrina e della giurisprudenza sono state formulate critiche e obiezioni. È necessario che il decreto correttivo sia formulato nel modo più ponderato possibile. A nostro giudizio, il tempo a disposizione è oggettivamente insufficiente. Qui il problema non credo sia più neanche politico, ma soltanto squisitamente tecnico. È vero che il Paese ha bisogno di questo codice, che - ripeto - è già in vigore. È vero che le associazioni chiedono interventi correttivi, ma sottolineo che questi devono essere di buona qualità e di pregevole fattura e per essere tali è necessario un po' più di tempo. Per studiare e comprendere bene i problemi e accogliere le osservazioni arrivate dalle associazioni è necessario un po' più di tempo. Quindi, credo che concedere questi mesi non significhi dare una risposta negativa alle associazioni, ma al contrario significhi dire loro: abbiamo ascoltato con attenzione le vostre osservazioni e desideriamo trasfonderle nel migliore testo possibile. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE. Mi sembra che nessun altro intenda intervenire. Questo è uno dei pochi casi in cui si vota ancora per alzata di mano. CALDEROLI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Lei ha già parlato. Lei è Vice Presidente e lo sa meglio di me, però ha facoltà. CALDEROLI (L-SP) . Signor Presidente, ho illustrato la proposta e avrei titolo per intervenire per dieci minuti a nome del mio Gruppo, però desidero solo chiederle... PRESIDENTE. Non è proprio così. CALDEROLI (L-SP) . No, è proprio così. Presidente, oltre alla calendarizzazione per domani alle ore 9,30, propongo di fissare per le ore 22 di questa sera il termine per la presentazione degli emendamenti. PRESIDENTE. Non confondiamo i ruoli. Questo lo decide la Presidenza e gli Uffici hanno proposto che tale termine sia fissato per stasera alle ore 20. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Non si può stabilire il termine per la presentazione degli emendamenti quando non abbiamo ancora fatto la votazione sulla richiesta di inserimento del provvedimento all'ordine del giorno. PRESIDENTE . Ha perfettamente ragione, ma non era stabilito. Rispondevo al senatore Calderoli, che aveva proposto di fissare il termine per le ore 22, che l'intenzione era quella di fissarlo dopo la decisione di calendarizzare il provvedimento, ove questa fosse approvata. Metto ai voti la proposta di inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea del disegno di legge n. 604. È approvata. Il termine per gli emendamenti è fissato alle ore 20 di questa sera. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ABATE (M5S) . Domando di parlare. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, siccome si tratta di un intervento per un evento tragico vi pregherei o di lasciare l'Aula silenziosamente o di ascoltarlo. Ha facoltà di parlare, senatrice Abate. ABATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, è con molta tristezza che prendo per la prima volta la parola in quest'Aula, per comunicarvi il grave lutto che ha colpito la comunità di Rossano-Corigliano, in provincia di Cosenza, città dalla quale provengo. Lo scorso 15 luglio, in un incidente d'auto verificatosi sul tratto autostradale della A1, compreso tra i caselli di Cepraro e Montecorvo, hanno perso la vita Stanislao Acri, la moglie Daria Olivo ed il loro bambino Pier Emilio, di appena sei mesi. Stanislao, giovane avvocato ed economista, era un attivista del MoVimento 5 Stelle. Leale, competente, preparato, instancabile. Si era candidato alle amministrative della sua città Rossano Calabro nell'anno 2015. Daria, sua moglie, avvocato anche lei, tenera madre e dolce amica, anche lei del MoVimento 5 Stelle. Il piccolo Pier Emilio festeggiato da amici e parenti lo scorso 24 giugno in occasione del suo battesimo. Una tragedia. Hanno perso la vita perché, come tanti calabresi, erano emigrati sanitari fuori Regione. Infatti, si erano recati a Roma per una visita medica al piccolo Pier Emilio. Sì, perché in Calabria - e dovete saperlo - si muore anche per assenza di sanità, per assenza di strade sicure, per assenza di trasporto. Ora, però, caro Stanislao, quel vento di cambiamento che tu hai tanto sperato e per il quale hai tanto lavorato sta soffiando anche sulla tua, la nostra terra di Calabria. Ed ogni piccolo grande traguardo che noi del MoVimento 5 Stelle riusciremo a raggiungere, porterà anche il tuo nome. Alle famiglie Acri, Olivo, La Vigna, alla comunità intera di Corigliano-Rossano, il MoVimento 5 Stelle porge sentite condoglianze. (Applausi). COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, noi interveniamo tutti i giorni perché tutti i giorni escono notizie sul caso dei 49 milioni di rimborsi truffati dalla Lega. È una storia che si arricchisce tutti i giorni di elementi e sulla quale non abbiamo mai elementi. I virgolettati sulla stampa che riportano stralci delle motivazioni nel pronunciamento non lasciano molto spazio per la fantasia (Commenti dal Gruppo L-SP) perché si parla di «artifici e raggiri nei bilanci falsi, caos totale, deliberatamente organizzato e funzionale» a camuffare la stragrande maggioranza delle operazioni. Insomma mi sembra chiaro che oggi, se anche la Lega cambiasse nome, ad esempio da Lega-Salvini Premier in un più appropriato Lega-Salvini Vice Premier, anche in questo caso la finanza sarebbe autorizzata a venire a requisire i fondi del nuovo partito Lega-Salvini Vice Premier. Questo già sta accadendo in tutta Italia: sono stati requisiti 16.000 euro alla Lega toscana e si andrà avanti di questo passo. Credo che a questo punto serva qualche chiarimento. Lo stiamo ripetendo: