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O come quando Garzia ha assunto in Agcom, tra i tanti incarichi, anche l' interim della responsabilità "risorse umane" senza alcuna autorizzazione da parte del Consiglio superiore della magistratura, ma solo sulla base di un atto dell'Agcom, supportato peraltro da un parere reso da lei stessa. Un fatto senza precedenti per il Csm, come rilevato anche in diverse interrogazioni parlamentari; nel collegio della Corte d'Appello che ha giudicato il giornalista Di Natale, vi era il giudice Sergio Gallo. Questi è stato capo di gabinetto del sindaco di Roma, Gianni Alemanno (anche in questo caso il rapporto è puramente fiduciario). Il nome di Gallo è finito anche in alcune intercettazioni telefoniche, agli atti del processo alla P3: «Sergio Gallo l'ho creato io». A pronunciare la frase il presunto capo di questa associazione per delinquere, Pasquale Lombardi, il quale, intercettato, con argomenti convincenti ne rivendicava la totale disponibilità, vista la rete di contatti con alti magistrati fino all'allora primo presidente della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone; Gallo, come magistrato, è balzato alle cronache per avere fatto reintegrare nel Consiglio regionale della Campania Roberto Conte, condannato a quattro anni per concorso esterno in associazione camorristica e per avere scelto personalmente, nell'ufficio di gabinetto del sindaco di Roma Alemanno tra i propri collaboratori, un tale Giorgio Magliocca, arrestato per camorra proprio mentre era in servizio in Campidoglio e in precedenza vincitore di un concorso interno (con una strana prova oggetto di dubbi e contestazioni), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa vicenda; se non intenda intervenire per accertare eventuali negligenze o abusi di potere.