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Non a caso la seconda firmataria è la senatrice De Petris, del partito LeU, lo stesso della presidente della Camera della scorsa legislatura, onorevole Boldrini, che, in qualità di Presidente della Camera, ha presieduto la Commissione Jo Cox. Chiunque di voi potrà verificare gli atti conclusivi della Commissione. Ebbene, la Commissione di cui oggi stiamo discutendo l'istituzione è esattamente la riproposizione della Commissione Boldrini, con una operazione che viene riprodotta al Senato, condendo quella Commissione con argomentazioni che hanno poco a che fare con le finalità della Commissione Boldrini. La finalità, lo vedremo nel corso del mio intervento, altro non è che dotare questo Parlamento di uno strumento di censura nei confronti di chi non si allinea al pensiero unico dominante, mettendo un cappello difficilmente argomentabile fuori da quest'Aula, che è proprio l'antisemitismo. Fratelli d'Italia è un partito che combatte con fierezza l'antisemitismo. L'ha sempre fatto e per questo abbiamo presentato delle mozioni non provocatorie, come qualcuno ha voluto dire prima, ma nel merito. I principali osservatori mondiali dello Stato ebraico e del fenomeno dell'antisemitismo in Europa certificano preoccupanti e crescenti forme di antisemitismo in Europa, connesse principalmente ai fenomeni di integralismo islamico e a una massiccia immigrazione islamica antisemita in Europa. Proprio per questo abbiamo chiesto nella prima mozione di Fratelli d'Italia di introdurre, tra gli argomenti che deve trattare una Commissione che vuole combattere l'antisemitismo, il tema dell'integralismo islamico, perché, se non si parla di integralismo islamico e si parla di islamofobia, non si sta facendo un dispetto a Fratelli d'Italia, ma alle migliaia di ebrei che hanno dovuto abbandonare l'Europa e trasferirsi in Israele perché subivano persecuzioni da parte degli integralisti islamici. Questo è certificato negli studi proprio di chi tutela le comunità ebraiche in Europa. , Chiediamo allora che sia accolta la nostra prima mozione. Sempre a proposito di antisemitismo, gli stessi studi di tutela delle comunità ebraiche in Europa certificano che la seconda forma di antisemitismo crescente in Europa è quella connessa con l'estrema sinistra, che è gradualmente slittata da posizioni anti-Israele a posizioni antisemite. Lo vediamo in modo lampante ogni 25 aprile, quando viene contestata la brigata ebraica durante i festeggiamenti del 25 aprile, proprio perché ormai l'antisemitismo è entrato a far parte del DNA della estrema sinistra. Poi, certo, i movimenti di estrema destra sono anche antisemiti. Proprio per tale motivo, con la nostra seconda mozione chiediamo di recepire la risoluzione del Parlamento europeo che, sull'importanza di una memoria europea condivisa, lo scorso 19 settembre ha approvato la risoluzione che condanna ogni forma di totalitarismo e di dittatura, compresa quella comunista. Ricordo a tutti i colleghi che questa risoluzione è stata approvata a larghissima maggioranza dal Gruppo Partito popolare europeo, ma anche dal Partito socialista europeo, con il voto favorevole del PD e di chi ne faceva parte prima. Con tale risoluzione - ripeto - si condannano tutti i totalitarismi del Novecento, nazismo e comunismo compresi. Chiediamo, quindi, a quest'Assemblea di recepire quanto stabilito dal Parlamento europeo. Per una volta lo diciamo noi: ce lo chiede l'Europa. A proposito delle persecuzioni comuniste, sono innumerevoli; voglio solamente ricordare la persecuzione di 3 milioni di russi kulaki, mandati nei gulag per essere "rieducati"; 10 milioni di ucraini, uccisi per fame dalla carestia indotta per educare i piccoli agricoltori ucraini al nuovo modello marxista; l'eccidio di 22.000 polacchi nel 1940 nella foresta di Katyn e l'uccisione di migliaia di ungheresi dei carri armati sovietici nella rivolta del 1956. A proposito di razzismo, chiedo a quest'Assemblea se i morti russi, ucraini, polacchi e ungheresi abbiano un valore inferiore rispetto ai morti italiani, francesi o tedeschi di quell'epoca. (Applausi dal Gruppo FdI) . Avrete modo di dimostrare come la pensate su questo argomento approvando o bocciando l'adozione della risoluzione del Parlamento europeo, che condanna il nazismo e il comunismo. La verità, però, è che la Commissione di cui oggi discutiamo ha un'unica finalità, che sono le poche righe finali del dispositivo. Dopo premesse molto condivisibili - chi non vuole contrastare fenomeni di odio, di razzismo e di intolleranza? - arriviamo alle ultime righe, laddove il testo recita: «la Commissione può segnalare agli organi di stampa e ai gestori dei siti Internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza (...) richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti». Avremo quindi una Commissione di censori che, dentro il Senato, stabilirà che cosa si può dire, chi lo può dire e dove lo può dire. Se una cosa non si può dire, verrà mandata la letterina dal Senato della Repubblica italiana a Facebook chiedendo la rimozione della pagina di Fratelli d'Italia, perché la Commissione ha deciso che sono parole d'odio. Stiamo esagerando? Basta vedere quali sono le parole d'odio previste nel dispositivo della Commissione e menzionate anche oggi, da chi mi ha preceduto. È inserito tra le parole d'odio il termine «nazionalismo». Ora, non so da quando il nazionalismo è una parola d'odio; io mi definisco un patriota, che non è molto distante da nazionalista, ma da domani mi potrete censurare perché sono un nazionalista. Poi l'«etnocentrismo»: anche in questo caso l'immigrazione compatibile, della quale parliamo sempre, diventa un reato; abbiamo scoperto che è reato parlare di sostituzione etnica, eppure i dati del Ministero dell'interno dicono che negli ultimi anni sono entrati in Italia 600.000 clandestini, prevalentemente africani, pakistani e bengalesi, e sono andati via 500.000 italiani prevalentemente giovani. È una sostituzione etnica, ma non lo possiamo dire, perché è vietato. Sono state classificate come parole d'odio quelle della Meloni, quando ha detto che difenderemo Dio, Patria e famiglia. Sono state classificate come parole d'odio: partecipare alla convention della famiglia di Verona, essere contrari alle adozioni gay e all'utero in affitto, le campagne di sensibilizzazione contro l'aborto. ( Il microfono lampeggia ). Signor Presidente, sto per finire, mi conceda ancora trenta secondi. In sostanza, la Commissione che oggi andremo ad istituire stilerà un elenco di parole proibite. Tra di esse, molte sono le parole dei patrioti e dei sovranisti, come ha detto prima il senatore Bressa, il quale in precedenza ha dichiarato che tra le parole d'odio ci sono quelle dei sovranisti. Diventa un po' preoccupante che quest'Assemblea dica che da domani Fratelli d'Italia sarà censurata perché considerata nazionalista e sovranista. È stata sempre una tentazione della sinistra quella di censurare l'avversario politico, ma mi stupisce il MoVimento 5 Stelle, che ha sempre fatto della libertà di parola in Rete un suo cavallo di battaglia e oggi si piega alla censura in ogni sua forma, anche in Rete.