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d) la creazione di un'area doganale comune ( single custom territory ), a partire dalla fine del periodo transitorio e in caso di mancata definizione di un accordo sulle future relazioni tra Regno Unito e UE, nella quale l'Irlanda del Nord avrebbe applicato il codice doganale comunitario in modo integrale, rimanendo, pertanto, sostanzialmente nel mercato unico UE. L'accordo prevedeva, inoltre, il mantenimento dell'attuale livello di protezione delle circa 3.000 denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette degli Stati membri UE, un protocollo sulle zone di sovranità di Cipro e, infine, un ulteriore protocollo di cooperazione amministrativa tra Spagna e Regno Unito, relativo a Gibilterra; tale accordo, alla prova del voto del Parlamento britannico è stato respinto dalla Camera dei comuni, con 432 voti contrari e soli 202 a favore. Il primo ministro Theresa May, tuttavia, ha superato il voto della mozione di sfiducia presentata dal partito labourista, bocciata con 325 voti contrari e 306 voti favorevoli; a seguito della bocciatura potrebbero verificarsi diverse conseguenze, tra queste a destare maggiore preoccupazione è certamente il "no deal", ovvero la secca trasformazione del Regno Unito in parte terza rispetto all'Unione europea in caso di mancato raggiungimento di un accordo entro la mezzanotte del 29 marzo 2019. I cittadini europei residenti nel Regno Unito e quelli britannici residenti nell'Unione si troverebbero improvvisamente senza uno status giuridico: tecnicamente extracomunitari. Contestualmente si avrebbe la cessazione immediata di tutti gli accordi esistenti che permettono alle persone e alle merci di viaggiare liberamente tra Unione europea e Regno Unito. Le frontiere che dividono porti e aeroporti, ma anche i confini di terra tra Irlanda e Irlanda del Nord e tra Gibilterra e Spagna diventerebbero come quelli che separano l'Unione da Paesi terzi, con tutte le ricadute in materia di controlli di documenti delle persone, controlli sanitari e di aderenza alle norme europee nei confronti delle merci provenienti dal Regno Unito, che perderebbe, pertanto, l'accesso al mercato unico europeo. A quanto detto si aggiungano le ricadute sui permessi di trasporto, nonché per le licenze di esercizio delle compagnie aeree; il Regno Unito rappresenta un importante mercato di sbocco per l'Italia. Nel 2017 l'export made in Italy verso il mercato britannico ammontava a 23,1 miliardi di euro. L'esito del voto del Parlamento britannico comporta, pertanto, un'indubbia serie di ricadute negative per le imprese esportatrici italiane, che potrebbero trovarsi a dover utilizzare le regole tariffarie del WTO. Il comparto "bevande, vini e bevande spiritose" e il comparto "agrifood", sono certamente tra quelli più esposti con esportazioni per un valore rispettivamente pari a 1,1 miliardi di dollari e 2,6 miliardi di dollari solo nel 2017. Accanto ai predetti comparti, pesanti ricadute verrebbero a verificarsi anche per il comparto "legno e arredi" e per tutto il settore automobilistico. Inoltre, altre importanti attività che si troverebbero esposte sono tutte le attività finanziarie e di intermediazione che necessiterebbero di apposite autorizzazioni, nonché il comparto relativo alle imprese e ai materiali di difesa italiane, che da sempre intrattengono stretti rapporti commerciali con il Regno Unito; a quanto detto si aggiunga, inoltre, lo stretto rapporto che l'Italia intrattiene con il Regno Unito, sia in materia di sicurezza e difesa, che di contrasto al terrorismo internazionale; come riportato dall'agenzia di stampa "Ansa", il 17 gennaio 2019, la Francia ha fatto scattare il suo piano per far fronte all'ipotesi di un "no deal", il primo ministro Edouard Philippe, infatti, ha annunciato l'investimento di 50 milioni di euro nelle prossime settimane in porti e aeroporti, nonché l'adozione di diverse misure a tutela dei propri concittadini. Accanto alla Francia, diversi altri Paesi membri della UE hanno già pronte misure in caso di "no deal" a tutela, sia dei cittadini residenti nel territorio britannico, che delle imprese ivi operanti, si chiede di sapere: come il Governo intenda adoperarsi, nelle opportune sedi, al fine di scongiurare un esito così drammatico come quello del "no deal"; se abbia adottato o intenda adottare iniziative necessarie e urgenti in caso di realizzazione di "no deal", al fine di tutelare: i cittadini italiani residenti nel Regno Unito attraverso l'adozione delle opportune iniziative, anche in sede bilaterale, volte a favorire lo snellimento e la semplificazione delle procedure burocratiche, nonché il mantenimento dello status di residenti necessario per l'accesso alla sanità pubblica e alle altre misure di welfare previste; le imprese italiane che si troverebbero esposte a pesanti ricadute economiche; quali ulteriori urgenti iniziative intenda adottare allo scopo di garantire il mantenimento dello stretto rapporto di collaborazione che storicamente il nostro Paese intrattiene con il Regno Unito in materia di sicurezza e contrasto al terrorismo internazionale. Atto n. 3-00534 SICLARI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: con il decreto interministeriale 13 aprile 2018, il Ministero dell'interno e il Ministero dell'economia e delle finanze hanno pubblicato la graduatoria per i contributi di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, secondo quanto previsto dal comma 853 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), al fine di contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico e consentire l'adeguamento antisismico dei fabbricati; ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto vi è l'obbligo per i Comuni beneficiari di affidare i lavori entro 8 mesi dalla pubblicazione e cioè entro il 13 dicembre 2018; in caso di inosservanza del predetto termine, il contributo è recuperato dal Ministero dell'interno; tanti enti beneficiari sono Comuni del Sud in Italia, ed in particolare della Calabria e della provincia di Reggio Calabria (29 progetti su 146), tra i quali i Comuni di Bovalino, Sant'Ilario dello Ionio, Palizzi, Sinopoli e Brancaleone; tali Comuni, in buona parte piccoli o piccolissimi, non sono riusciti ad ottemperare a tale termine, pur avendo completato le istruttorie e l'attività progettuale, chiaramente per carenza di risorse umane in organico e per difficoltà burocratiche connesse alle procedure; appare evidente come si renda necessaria una proroga del termine ed anche un supporto tecnico-operativo ministeriale in modo da non vanificare il lavoro progettuale svolto, rendendo cantierabili il prima possibile gli interventi finanziati, si chiede di sapere quali atti ed azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di consentire a tali Comuni di completare l' iter di progettazione e di affidare i lavori, senza decadere dal contributo, considerando che si tratta di interventi finalizzati alla sicurezza dei luoghi ed all'incolumità delle persone.