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Atto n. 3-02938 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti la Biblioteca universitaria di Pisa (BUP), ospitata nel palazzo della Sapienza dal 1823 e dipendente direttamente dal Ministero della cultura, è chiusa da poco meno di 10 anni a causa dell'inagibilità per i presunti danni strutturali subiti dall'edificio quattrocentesco in occasione dal terremoto dell'Emilia del 29 maggio 2012, senza che alcuna iniziativa del direttore Daniele Cianchi o di qualsivoglia soggetto politico o civico, non esclusa l'associazione "Amici della BUP", da allora, abbia ottenuto l'effetto di evitare il paventato smembramento delle collezioni e consentirne il rientro nella sede originale, compreso l'appello rivolto al Presidente della Repubblica all'inizio di ottobre 2021 ("Biblioteca Universitaria una lettera a Mattarella" su "Il Tirreno-Pisa"); considerato che: in attesa di recuperare i propri spazi grazie ai lavori di messa in sicurezza dell'immobile frettolosamente dichiarato inagibile dal rettore e dal sindaco Filippeschi ("Biblioteca universitaria, ennesima vergogna" su "lanazione"), lavori che sono stati occasione di infiniti rimandi di competenze tra il Ministero, proprietario, e l'università, nonché in assenza di spazi attrezzati e sicuri che alcun ente fosse disposto a mettere a disposizione, le collezioni della biblioteca erano state disseminate tra Pisa e l'archivio di Stato di Lucca; lo scorso autunno, però, venendo meno per un'urgente ristrutturazione il deposito pisano di via San Frediano, dove peraltro potranno rientrare solo due terzi dei volumi usciti, per una parte dei libri della biblioteca è stato necessario programmare lo spostamento a Piacenza, distante 230 chilometri, essendosi aggiudicata l'azienda Plurima S.p. A. il "servizio di trasloco, ricerca, riproduzione del materiale librario nei depositi Bup di Pisa e di Lucca in outsourcing" messo a bando dalla direzione della biblioteca. A Lucca, invece, dove l'archivio ospita i libri più richiesti dall'utenza, prestito e consultazione sono stati sospesi ad aprile 2021 ("Biblioteca Universitaria Libri in partenza per Piacenza" su "msn"); considerato inoltre che: dopo una vicenda infinita, che è stata rappresentata in vari atti di sindacato ispettivo, la situazione è disarmante, perché la consultazione è praticamente sospesa, è attiva solo una sala di lettura dislocata in un edificio universitario (ma riattato a carico del Ministero), il personale dell'istituto si assottiglia senza essere sostituito, tutti i libri sono ospitati in sedi diverse, spesso precarie e costose, né, in quasi 10 anni, è stato presentato alcun progetto per la gestione della biblioteca universitaria di Pisa da parte del Ministero a guida Franceschini; il 24 settembre 2021, Adriano Prosperi, presidente onorario degli "Amici della BUP", ha rilasciato un'interessante intervista ad Eleonora Mancini, che da anni scrive sull'argomento per conto de "La Nazione", dove focalizza lucidamente il problema asserendo che la biblioteca "non solo non è mai tornata nella sua sede originaria ma quando ha provato a bussare alla porta dei poteri cittadini e di quelli nazionali si è dovuta accorgere che era accaduto un fatto grave: la città se n'è dimenticata e se n'è dimenticato il ministero della cultura". "Grave per la città", prosegue Prosperi, "che aveva nella Sapienza e nella sua biblioteca un luogo di incontro e di vita civile che aveva funzionato per secoli come il vero centro della vita cittadina. Gravissima per un Ministero della cultura che sembra dimentico di questa realtà non museale né spettacolare da curare in modo particolarmente attento anche se non ci corre denaro, perché è qui che si formano le giovani generazioni di un popolo di laureati oggi ancora in Italia vergognosamente elitario perché troppo al di sotto delle percentuali europee"; da ultimo, dopo l'audizione del direttore Cianchi nella commissione cultura della conferenza università e territorio (CUT), tutte le forze politiche cittadine hanno firmato un documento che sollecita i componenti della conferenza ad assumersi le responsabilità di loro spettanza in ordine al problema irrisolto della biblioteca universitaria ("Biblioteca universitaria Fronte comune per salvarla" su "lanazione"); valutato che, confermando quanto si legge in un comunicato stampa di Invitalia del 12 luglio 2019 ("Biblioteca universitaria di Pisa, on line la gara per i lavori di ristrutturazione"), nelle interviste rilasciate dal direttore Cianchi nel 2021 si sostiene che "i lavori interessano solo il primo piano" ("La Biblioteca lasciata da sola" su "lanazione"; "Sapienza Riapre il cantiere della biblioteca" su "lanazione"), benché nel 2016 fossero stati stanziati 3 milioni di euro per l'intero immobile, articolato su tre piani, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa confermare che gli interventi previsti dal progetto di ristrutturazione della biblioteca universitaria di Pisa riguardano esclusivamente il primo piano e spiegare le ragioni di una scelta che, senza meno, aumenterebbe i costi e allungherebbe i tempi di attesa; se possa riferire quale sia la previsione per gli altri due piani e, in generale, precisare quando si suppone che i lavori di ristrutturazione saranno ultimati e quando i 3 piani della biblioteca potranno nuovamente ospitare i libri e ad essere fruibili dall'utenza; se sia vero che, a lavori finiti, non tutti i libri potranno tornare in biblioteca e, in tal caso, con quali criteri saranno selezionati quelli da riaccogliere e quale destinazione avranno, invece, quelli esclusi dalla selezione; se esista un progetto del Ministero per la Biblioteca universitaria di Pisa e quando pensi che si possa ripristinare un servizio pubblico che, interrotto da quasi un decennio, continua a pesare finanziariamente sul bilancio del dicastero. Atto n. 3-02939 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Ai Ministri della cultura e della transizione ecologica Premesso che: risulta agli interroganti che il 6 novembre 2021 Gian Antonio Stella abbia pubblicato su "il Corriere della Sera" l'articolo intitolato "L'Italia e la sfida per conciliare nuove pale eoliche e antica bellezza", dove, tra gli altri esempi di localizzazioni sconsiderate per nuovi impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, richiama anche il "Parco eolico Tuscania", proposto da anni dalla Società Wpd San Giuliano S.r.l. a nord e a sud dell'antica cittadina del Viterbese, cioè rispettivamente nelle località Mandria Casaletto e San Giuliano. Avversato energicamente da residenti e associazioni ambientaliste, il mega impianto si compone di ben 16 aerogeneratori per complessivi 90 MW, alti ciascuno 250 metri, cioè, osserva Stella, 19 in più del più alto grattacielo italiano, e un diametro di 170 (si veda "L'Italia e la sfida per conciliare nuove pale eoliche e antica bellezza" su "Corriere");