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Se questo significa fare alleanze in Europa, che non vuol dire andare con il cappello in mano verso qualcuno, lo dobbiamo fare, perché se non saremo presenti nelle grandi sfide europee e internazionali abdicheremo al nostro ruolo importante e alla grande funzione che può avere l'Italia nei nuovi assetti geoeconomici strategici. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, da professionista, da uomo d'impresa, sono felice di parlare in questa sede di argomenti concreti qual è l'argomento di Alitalia, un argomento sicuramente drammatico e che da anni attanaglia il nostro Paese e la nostra economia. Dispiace, però, constatare che di questi argomenti e di questa concretezza avremmo avuto tanto bisogno di parlare anticipatamente. Sono ormai tre mesi, signor Presidente, che siamo senza un Governo; sono tre mesi che il nostro Paese aspetta di vedere l'amministrazione agire su problemi veri e concreti - quali, appunto, quello dell'Alitalia - e credo che sia un record nella storia repubblicana: nessun politico, nessun amministratore si è presentato come candidato Presidente a chiedere la fiducia in una Camera e precisamente al Senato della Repubblica. Questa è una vera criticità, una drammaticità che stiamo vivendo e alla quale noi tutti dobbiamo saper rispondere con senso di responsabilità. Quindi, eccomi sull'Alitalia: «misure urgenti su Alitalia», come recita il titolo delle note senatoriali su questo decreto-legge. Già qui mi sento di apostrofare il Governo con una critica, perché quando noi professionisti, noi uomini d'impresa, dobbiamo chiedere una proroga per i nostri lavori, già siamo in difetto e quando poi la proroga magari è la seconda, molti di noi verrebbero mandati a casa. Ebbene, qui siamo a chiedere una seconda proroga su un decreto per Alitalia che - ricordo a noi tutti - vuole ora spostare al 15 ottobre i termini per l'espletamento della procedura di gara. Ebbene, siccome nessuno di noi è ingenuo, oggi o nelle prossime ore saremo qui chiamati a votare su un decreto di proroga al 15 ottobre, quando sappiamo benissimo, anche sulla base delle audizioni che ci sono state, che non c'è nulla di concreto in termini di acquisizioni di Alitalia. Quindi, è oltre un anno che - di fatto - non si è fatto nulla e nei prossimi mesi non si farà ancora nulla, perché in un contesto di crisi economica, come quello attualmente esistente a livello europeo, per non dire internazionale, una compagnia come Alitalia non si vende in pochi mesi (luglio, agosto e settembre). Questa è la drammaticità politica che ognuno di noi deve portare con sé e nei propri partiti. Abbiamo quindi un altro termine - fissato al prossimo 15 dicembre - per il rimborso del finanziamento. Qui la questione è per certi versi ancora più grave, perché, onorevoli colleghi, stiamo entrando in una procedura di infrazione. Sappiamo benissimo che la normativa comunitaria concede dei prestiti per il finanziamento delle situazioni di emergenza, ben condizionati: in prima istanza, al rimborso entro sei mesi ovvero come alternativa, a un piano di ristrutturazione. Oggi non è prevedibile un rimborso, appunto perché si chiede un rinvio, ma non abbiamo nemmeno la benché minima idea di un piano di ristrutturazione della compagnia. Questi sono i problemi che ci stanno attanagliando. I signori del Governo presenti oggi in Aula dovrebbero rispondere del perché siamo arrivati a questo punto. Il Governo Gentiloni Silveri dovrebbe rispondere al popolo italiano del perché questa compagnia aerea versa da oltre un anno in questa situazione. Addirittura, per chi non lo sapesse, la precedente amministrazione è sotto inchiesta presso la procura di Civitavecchia per bancarotta fraudolenta. La scorsa settimana gli uffici dell'Alitalia sono stati visitati dai militi della Guardia di finanza per i gravi dubbi che stanno attanagliando la procura. Questa, purtroppo, è l'Alitalia di oggi. Su questi aspetti dovremmo chiedere scusa al nostro popolo e naturalmente, in primis , al Governo che ci ha portato a questa situazione. Signor Presidente, se questo è lo status e se non ci sono un piano di rilancio, né prospettive, io chiedo a noi tutti come possiamo interrogarci su questo tema, al di là del voto che esprimeremo. Di certo non abbiamo ancora visto nemmeno un piano industriale. Nel corso delle audizioni svolte presso la Commissione speciale su atti urgenti del Governo, cui ho avuto il piacere e l'onore di partecipare, non abbiamo avuto riscontri su un piano di ristrutturazione e su progetti reali e concreti. Questo è lo status attuale: non ci sono una trattativa in essere, né un piano di ristrutturazione in fieri . Ci viene solamente chiesto - questo dobbiamo saperlo - di prorogare per altri sei mesi, andando incontro, lo ribadisco, a una pressoché certa procedura di infrazione. Avviandomi alla conclusione, quali sono le domande tecniche che potremmo porci in questo contesto? Vorremmo sapere meglio dove vuole andare Alitalia. Vorremmo capire meglio cosa è successo quando sono stati ceduti in modo piuttosto controverso - per non dire preoccupante, secondo la procura della Repubblica - gli slot a quell'Etihad che era parte della nostra compagnia. Tali slot sono stati ceduti a un valore che sembra essere nettamente inferiore a quello reale. Quindi, si è svenduto un patrimonio di Alitalia e, peraltro, non si è neppure attivata la clausola che avrebbe permesso e permetterebbe di rientrare in possesso di questi beni. Quindi, si tratta di criticità importanti e responsabilità ancora più gravi del Governo su questo tema. Pertanto, ora non sappiamo dove dovremo andare. Nel corso delle audizioni svolte in Commissione abbiamo sentito che le prospettive che potrebbero delinearsi sono quelle delle rotte internazionali, per le quali però servirebbero degli ingenti investimenti. Si parla di oltre un miliardo di euro già dal primo anno; però sono tutte parole, tutte chiacchiere e nessuna concretezza. Concludo davvero per non rubare altro tempo, signor Presidente, esprimendo una seria preoccupazione al riguardo. Sarà poi il nostro Capogruppo a esprimere la dichiarazione di voto di Fratelli d'Italia su questa proroga e sul decreto-legge Alitalia al nostro esame; ho voluto però contestualizzare la gravità del problema, che coinvolge tutti noi e ho voluto chiarire le responsabilità di un Governo che, in oltre un anno, non ha saputo dare risposte al popolo italiano su un tema così importante. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Bergesio) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Alitalia è la società aerea che porta le insegne del tricolore e che, grazie all'attuale nazionalizzazione, resta pur sempre la nostra compagnia di bandiera e continua quindi a interessare la politica italiana, nonostante le attuali vicende.