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Sono in corso attività di indagine per identificare eventuali altri autori di condotte delittuose. Nella serata di ieri una delegazione del comitato di coordinamento lavoratori portuali di Trieste insieme ad altri rappresentanti del variegato mondo dei no green pass sono stati ricevuti dal prefetto. In quell'occasione è stato chiesto di poter avere un incontro con un esponente del Governo a fronte dell'impegno a non riproporre il blocco delle attività portuali, a liberare Piazza Unità d'Italia, dove nel frattempo era stato istituito un presidio, e a spostarsi in un'area del porto vecchio. Dopo breve tempo è stata comunicata la disponibilità del ministro Patuanelli, sorretta ovviamente dal mantenimento degli impegni assunti. Informo che attualmente l'area portuale di Trieste è ritornata pienamente agibile e che non si registra alcuna criticità nelle attività dello scalo. La difesa dell'ordine pubblico ha sempre corrisposto a un impegno severo quanto delicato. Lo è divenuto in modo particolare in questo difficile periodo, in cui la protesta ha finito per investire minacciosamente pressoché ogni ambito: quello politico e sindacale come quello sanitario e scolastico, facendo emergere nuovi soggetti da tutelare e nuovi obiettivi sensibili da proteggere. Rileva anche il carattere sfidante di questa protesta, intenzionata a non fermarsi nonostante gli inviti alla moderazione e a proseguire a oltranza per raggiungere il suo scopo, organizzando presidi, fiaccolate e sit-in . L'obiettivo che dobbiamo prefiggerci è guidare il Paese ad uscire dalla pandemia, senza che le effervescenze della conflittualità producano traumi o ferite profonde. L'andamento delle manifestazioni svoltesi nell'ultimo fine settimana fa sì che non si possa in alcun modo abbassare la guardia e anzi induce a mantenere costantemente massima l'attenzione, per garantire che non sia turbata la tranquillità della comunità nazionale. Lo strumento per raggiungere questo obiettivo è garantire il doveroso equilibrio tra il diritto di manifestare anche il proprio dissenso e la tutela dei diritti di libertà dei cittadini, nel rigoroso rispetto dei principi costituzionali. Garantisco, nella mia responsabilità di Ministro dell'interno, in coerenza con i valori che hanno accompagnato la mia lunga esperienza al servizio della Repubblica, che tutti i cittadini potranno essere certi che questi due diritti saranno sempre tutelati nel rispetto dei principi democratici che sono alla base del nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro dell'interno. È iscritta a parlare la senatrice Angrisani. Ne ha facoltà. ANGRISANI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Ministro, le sue argomentazioni non sono state affatto convincenti. Dopo aver patrocinato pomposamente una manifestazione che si dichiarava antifascista, il Governo è andato a Trieste in una veste completamente opposta. Gli idranti e i lacrimogeni che hanno colpito i manifestanti pacifici hanno confermato la nascita di un nuovo regime. Lei, signor Ministro, volendo evitare disordini a Roma, ha scelto di non sbarrare la strada a Forza Nuova nel momento in cui ciò era indispensabile, dicendo di temere conseguenze sull'ordine pubblico, ma, sia a Roma che a Trieste, la polizia è intervenuta senza esitare con cariche e lacrimogeni su una folla di manifestanti miti. Dunque, se da una parte non si è mosso un dito per evitare a Piazza del Popolo le infiltrazioni fasciste che avevano preannunciato la devastazione della sede della CGIL, a Trieste abbiamo assistito a scene degne di un regime autoritario, con la polizia in tenuta antisommossa che punta gli idranti e lancia lacrimogeni contro cittadini inermi, che rivendicavano solo il diritto di manifestare. Evidentemente le infiltrazioni della destra eversiva non ostacolate erano funzionali allo screditamento di tutta la piazza e dell'intera posizione dei manifestanti no green pass , ma il popolo non è caduto nel tranello ed è tornato subito nelle strade per far sentire pacificamente la propria voce. Eppure a Trieste non si è esitato un attimo a sciogliere brutalmente un presidio di lavoratori che non chiedeva altro, se non la revoca di un provvedimento discriminatorio, che limita i diritti fondamentali, rischiando ritorsioni e sanzioni. Degli eventi di Trieste non mi meraviglia il silenzio complice di quei partiti ligi al neoliberismo senz'anima, che non ama il popolo, il rispetto dei diritti costituzionali e dei lavoratori, di cui Draghi è esponente di prima punta. Ciò che mi rattrista più di tutto è la convivenza di chi si professava diverso e diceva di voler restituire diritti alle fasce deboli e indifese della popolazione, arginando l'azione di poteri forti e lobby economico-finanziarie. Temo seriamente che in questo Paese si sia ormai consolidata la prassi di nascondere politiche a diretto vantaggio di una ristretta classe sociale dietro il manto dell'identità. In questo contesto è l'intero sistema democratico a essere sotto attacco. Lo svilimento del ruolo del Parlamento, organo di mera ratifica delle scelte del Governo, e la gestione delle manifestazioni a Roma e a Trieste rappresentano solo tristi, ma eclatanti esempi. C'è una sola strada percorribile per lei, signor Ministro, dopo i fatti di Roma e Trieste: le dimissioni. La posta in gioco in questo momento storico è altissima: siamo chiamati a decidere quale modello sociale vogliamo per noi e per i nostri figli nel prossimo futuro e quindi dobbiamo scegliere da che parte stare e resistere ancora contro ogni sopruso in forme pacifiche e non violente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, il Gruppo Forza Italia ovviamente coglie questa occasione per condannare i fatti gravissimi che si sono verificati sabato 9 ottobre a Roma, l'aggressione e l'occupazione alla sede della CGIL, le iniziative e le violenze di Forza Nuova, nonché tutte le violenze che si sono susseguite anche a Milano, di cui oggi abbiamo sentito, i cui protagonisti sono stati i gruppi anarchici e dei centri sociali. Abbiamo sentito la sua ricostruzione, signor Ministro, e mi meraviglia, come ho avuto modo di segnalarle più volte anche in via informale, l'impunità di cui hanno goduto alcuni soggetti, soprattutto sulla piazza romana. I protagonisti che lei ha citato più volte erano stati oggetto di segnalazione delle autorità di polizia e di alcuni settori della magistratura, mentre altri settori competenti non avevano provveduto agli atti necessari. Addirittura il protagonista, che lei ha citato, anni fa fu sorpreso con un quantitativo ingente di cocaina, una quantità rilevante che fu considerata a uso personale, benché fosse una quantità veramente "stupefacente"! Quindi io mi chiedo perché questa sottovalutazione e questa impunità di alcuni gruppi e di alcune realtà. (Applausi) . Questo attiene anche alla magistratura romana, va detto; impunità che anche altri settori della sinistra hanno avuto.