[pronunce]

L'intreccio con competenze statali, anche avocate al centro in forza del meccanismo della «chiamata in sussidiarietà», nondimeno, comporta il rispetto del principio di leale collaborazione, che, nel caso di specie, troverebbe già adeguata espressione proprio nella necessità del raggiungimento di un'intesa in sede di Conferenza unificata, ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 1, comma 8, lettera b), numero 2), della legge n. 239 del 2004 (a cui si aggiunge l'intesa con la singola Regione interessata, prevista dall'art. 52-quinquies, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001, da acquisire ai fini del rilascio di autorizzazioni alla costruzione di gasdotti ed oleodotti): intese rispetto alle quali la norma regionale impugnata non avrebbe effetto ostativo. Questi argomenti renderebbero palesemente infondata anche la denunciata lesione del principio di leale collaborazione. 4.- In prossimità dell'udienza, la Regione Puglia ha depositato memoria nella quale insiste sulle conclusioni già rassegnate nell'atto di costituzione in giudizio. In particolare, la difesa regionale ribadisce la riconducibilità della legge regionale n. 7 del 2016 alle competenze regionali in materia di «governo del territorio» e «agricoltura» (sono richiamate le sentenze n. 16 del 2015, n. 62 del 2013, n. 116 del 2006, n. 282 e n. 12 del 2004), le quali, nel caso di specie, s'intrecciano con ulteriori ambiti attribuiti alla competenza statale in materia energetica, avocati al centro in forza del meccanismo della «chiamata in sussidiarietà». Ancora, la Regione sottolinea come il vincolo urbanistico imposto dalla disposizione di legge regionale, riguardando solo determinate categorie di terreni e applicandosi solo alle opere fuori terra, non sarebbe, come asserisce la difesa statale, tale da portare la Regione a negare «sempre e comunque» la necessaria intesa per la localizzazione delle opere, con conseguente infondatezza dei rilievi governativi.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso, in riferimento agli artt. 3, 41, 42, 43, 117, primo e terzo comma, 118 e 120 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione Puglia 8 ottobre 2014, n. 41 (Misure di tutela delle aree colpite da xylella fastidiosa), come sostituito dall'art. 1 della legge della Regione Puglia 11 aprile 2016, n. 7, recante «Modifiche alla legge regionale 8 ottobre 2014, n. 41 (Misure di tutela delle aree colpite da xylella fastidiosa)». Le disposizioni impugnate istituiscono un vincolo di natura urbanistica sulle aree che, per effetto dell'infezione provocata dal batterio della xylella fastidiosa o del complesso del disseccamento rapido dell'olivo (co.di.r.o.), siano interessate dall'espianto, abbattimento o spostamento degli alberi di ulivo, stabilendo che tali zone non possano mutare la destinazione urbanistica vigente al momento dell'espianto per sette anni, né essere interessate dal rilascio di permessi di costruire che siano in contrasto con la preesistente destinazione urbanistica. Nondimeno, le stesse disposizioni prevedono la possibilità di deroghe a tale vincolo per «la realizzazione di opere pubbliche prive di alternativa localizzativa e necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell'ambiente e per le quali sia stata svolta con esito positivo la valutazione di impatto ambientale (VIA)». Inoltre, l'opera autorizzata deve avere un livello di progettazione esecutiva ed essere immediatamente cantierabile, coerente con ulteriori opere tecnicamente connesse che dovessero risultare necessarie all'esercizio dell'opera stessa, nonché con il contesto produttivo territoriale ed è necessario che siano state adempiute tutte le prescrizioni rivenienti dal provvedimento di VIA e che la relativa verifica di ottemperanza sia stata asseverata da tutti gli enti competenti. 2.- Secondo la parte ricorrente, le disposizioni impugnate potrebbero pregiudicare la costruzione delle infrastrutture gas di competenza nazionale che interessano la Regione Puglia, con particolare riferimento all'interconnessione tra il metanodotto Trans Adriatic Pipeline (TAP) e la rete nazionale di Snam Rete Gas, nonché alla posa dei metanodotti di interesse nazionale appartenenti alla rete nazionale gasdotti. 2.1.- Una prima censura viene prospettata in relazione all'art. 3 Cost., poiché le deroghe al vincolo urbanistico previste dalla disposizione impugnata sarebbero riferite alle «opere pubbliche» e non anche alle opere private di interesse pubblico, che meriterebbero identica disciplina, con il risultato d'impedire la realizzazione delle infrastrutture quali oleodotti, gasdotti, elettrodotti, acquedotti, e altro, nelle aree interessate. 2.2.- È altresì denunciata la violazione dei principi fondamentali della materia «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia» di cui all'art. 117, terzo comma, Cost., con particolare riferimento ai commi 7, lettera g), e 8, lettera b), numero 2), dell'art. 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia), poiché la previsione regionale ostacolerebbe la realizzazione delle infrastrutture energetiche sul territorio regionale, integrando anche una violazione del principio di leale collaborazione di cui all'art. 120 Cost., in quanto si porrebbe un impedimento assoluto al raggiungimento dell'intesa regionale prevista dall'art. 1, comma 8, lettera b), numero 2), della legge n. 239 del 2004, necessaria ai fini della realizzazione delle opere in discorso. 2.3.- La parte ricorrente denuncia, inoltre, la violazione dell'art. 118 Cost., per contrasto con la disciplina delle competenze amministrative ed autorizzatorie per gli impianti oggetto dell'intervento normativo, riservate allo Stato dall'art. 29, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59). In applicazione della norma regionale, infatti, la Regione Puglia dovrebbe negare sempre e comunque l'intesa, anche in caso di convergenza tra interesse statale e interesse regionale nella localizzazione e realizzazione degli impianti. 2.4.- Da ultimo, secondo l'Avvocatura generale dello Stato, sono ravvisabili ulteriori profili d'illegittimità costituzionale, per violazione degli artt. 41, 42 e 43 Cost., nonché dell'art. 117, primo comma, Cost., con riferimento agli artt. 43 e 49 del Trattato U.E. [recte: Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)].