[resaula]

Presidente Draghi, la guerra non è un fulmine a ciel sereno: lo sa lei e lo sanno tutti. La politica espansionistica della Russia è figlia dell'ideologia della madre Russia e il tentativo di Putin di riprendersi i territori che erano dell'Unione Sovietica è palese. È questo che spiega il comportamento di Moldavia e Georgia e il motivo per cui la Finlandia chiede di entrare nella NATO: è chiaro quali sono la politica e il desiderio della Russia di Putin (stavo dicendo dell'Unione Sovietica). Di fronte a questo dobbiamo immaginare che sia assolutamente giusto mettere uno stop . Come? Con un intervento diretto della NATO in Ucraina? No: saremmo pazzi, in quanto significherebbe amplificare il conflitto. Dobbiamo aiutarli a difendersi. Come li si aiuta a difendersi? Inviando tutti gli aiuti necessari, anche in termini di armi difensive. Che vuol dire armi difensive? Ho sentito dire che bisogna mandare armi non letali. Mandiamo scudi ed elmetti medievali? Non ho capito. Mandiamo coltelli da cucina spuntati? Le armi per difendersi sono quelle necessarie a ricacciare indietro chi li ha invasi. (Applausi) . È da quando l'Ucraina è stata invasa che le eventuali ragioni degli invasori sono venute completamente meno. Questa è la nostra posizione. Poteva esserci una diversa discussione, ma non l'hanno voluta. Allora, noi che abbiamo costantemente detto che la difesa è sempre legittima a casa propria e la vogliamo quando un ladro entra a casa nostra, a questo punto non riusciamo veramente a capire come si faccia a immaginare che non sia legittima la difesa di chi è aggredito nella casa della propria Nazione. (Applausi) . Ci inchiniamo alla difesa eroica degli uomini, delle donne, dei soldati ucraini e non solo a Mariupol, ma in tutta l'Ucraina, senza eccezioni. Stiamo attenti a non cadere nel tranello di Putin: non crediamo che quelli che stanno ancora combattendo nell'acciaieria, siccome sono ancora più eroici, sono più cattivi. Dobbiamo dare piena solidarietà, senza eccezioni, agli uomini e alle donne che combattono strenuamente per difendere la loro patria e la loro libertà, ma anche la nostra indipendenza. Non lo fanno certo per noi, ma è una conseguenza e mi meraviglio che ci sia chi non lo capisce. Mi meraviglio che non si veda come si debba essere solidali oggi con chi è aggredito nel proprio territorio e nella propria integrità geografica, politica e umana e che difendendosi afferma il principio che questo non si può fare. Certamente farlo costa e comporta qualche svantaggio. Sappiamo bene che magari dovremo un po' tirare la cinghia, ma ci sono motivi valoriali per i quali è giusto farlo e questi per noi sono più che sufficienti. Ci sono però anche motivi molto concreti, che gli ingenui probabilmente non capiscono: l'Occidente ha risposto compatto all'aggressione russa e, se oggi l'Italia diventasse l'anello debole e il ventre molle dell'Occidente, rompendo questa compattezza e mettendo in discussione il sostegno militare a Kiev, diventeremmo i paria dell'Occidente, lo Stato inaffidabile, come spesso ci dipingono. E questo avrebbe per noi dei costi enormi in termini non solo di sicurezza, ma anche di rapporti con il resto dell'Occidente, che vuol dire anche rapporti economici e commerciali, che si ripercuotono sul benessere degli italiani. Presidente, noi stiamo dalla parte dell'Italia, stiamo dalla parte degli aggrediti. E a coloro che riprendono gli stessi argomenti che utilizzavano nel 1956, quando fu invasa l'Ungheria, e nel 1968, quando i carri armati comunisti invasero Praga, perché volevano che l'Occidente stesse a guardare e non intervenisse, noi diciamo che l'intervento in difesa, politico e con l'invio di armi necessarie, è assolutamente condiviso da Fratelli d'Italia ed è necessario per la nostra Nazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente del Consiglio, nel suo intervento ha chiaramente fatto comprendere - tutti noi ovviamente ne siamo coscienti - che oggi la guerra è in una fase diversa e credo che anche nel suo incontro con Biden questo sia stato un segnale molto chiaro e giustamente noi lo abbiamo apprezzato. Siamo in una situazione diversa perché la Russia, in modo assolutamente inequivocabile, ha fallito il tentativo criminale dell'occupazione dell'Ucraina ed è isolata dal punto di vista politico. Vi è una situazione di stallo dal punto di vista militare. All'inizio, l'Ucraina doveva difendersi da una vera e propria occupazione militare e dal rischio di annessione e noi abbiamo fatto bene ovviamente a sostenerne la resistenza. Oggi vi è una situazione diversa, grazie anche a questa resistenza e al lavoro di solidarietà che è stato fatto. Fino ad oggi però, signor Presidente del Consiglio, una vera trattativa, in tutti questi lunghi giorni e nelle lunghe settimane di guerra, in realtà non c'è stata. Allora noi diciamo con chiarezza che questo è il momento di mettere in campo una vera e poderosa iniziativa diplomatica. Abbiamo apprezzato oggi, leggendolo tra l'altro dai giornali, il tentativo che hanno fatto l'Italia e il ministro Di Maio e i punti che ha esposto, perché questo è il momento. Perché dico che fino a oggi la trattativa non c'è stata? Perché evidentemente ci sono state spinte diverse, molto diverse, e non si è lavorato convintamente all'idea di aprire un negoziato. L'Unione europea da sola ce la può fare? È un'entità politica in grado di farlo? Non so francamente se riuscirà a farlo. Noi, signor Presidente del Consiglio, come giustamente ha iniziato a fare anche Macron, dobbiamo però mettere in campo un'azione diplomatica, insieme ai Paesi guida dell'Unione europea (sto parlando della Francia, della Spagna e della Germania). Questo è il momento di tirar fuori tutte le possibilità e iniziative, perché dobbiamo arrivare a un cessate il fuoco. Dobbiamo assolutamente interrompere questa escalation , perché ha sottolineato i pericoli e i problemi che sono davanti a noi: la crisi umanitaria, la crisi energetica, le vite umane che si stanno continuando a perdere, le vite dei bambini, le sofferenze. Dobbiamo fermare l' escalation , tra l'altro in un momento di grande debolezza della Russia; quando c'è debolezza, l' escalation può essere molto pericolosa, perché abbiamo a che fare con una grande potenza nucleare. Credo che questo sia il momento di fare in modo che, a tutto il lavoro che pure immagino si sia continuato a fare, si affianchi in modo chiaro e visibile un percorso per aprire il negoziato. Mi lasci dire, Presidente, che la pace si fa e il negoziato si apre sapendo che sarà una strada di compromessi e di mediazioni e non può certamente essere soltanto una pace come quella che magari auspica l'Ucraina, che è il Paese vittima. Le condizioni dovranno essere costruite con pazienza e con una capacità forte dal punto di vista diplomatico. Fino a oggi l'Occidente ha messo in campo soprattutto ed esclusivamente il sostegno e il rifornimento di armi, ma oggi - torno a ripeterlo - è il momento di agire rapidamente, perché non possiamo permetterci di rendere permanente il conflitto, con tutti i problemi che sta già causando.