[resaula]

Martedì 15 ottobre 16,30-20 - Seguito argomenti non conclusi - Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (mercoledì 16, ore 9,30) - Sindacato ispettivo - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 17, ore 15) Mercoledì 16 " 9,30-20 Giovedì 17 " 9,30-20 La settimana dal 21 al 25 ottobre sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc . LVII, n. 2- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019) (7 ore, incluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1h 9' FI-BP 47' L-SP-PSd'Az 46' PD 36' FdI 27' Misto 26' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 23' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1476 (Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 1h Governo 1h Votazioni 1h Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1h 37' FI-BP 1h 6' L-SP-PSd'Az 1h 4' PD 51' FdI 38' Misto 36' IV-PSI 36' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 41' FI-BP 29' L-SP-PSd'Az 28' PD 22' FdI 16' Misto 15' IV-PSI 15 Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti 5' BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei motivare il voto contrario del Gruppo Forza Italia sul calendario dei lavori. La motivazione riguarda l'ulteriore slittamento dell'esame del disegno di legge sul passaggio dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche all'Emilia-Romagna. Vorrei dare un minimo di sfondo a questo passaggio. È stato indetto dodici anni fa un referendum che ha visto la popolazione di questi Comuni, ai sensi della Costituzione, pronunciarsi con una percentuale altissima (del 90 per cento) a favore del passaggio dalle Marche alla Romagna, con motivazioni molto comprensibili: motivazioni di carattere amministrativo, infrastrutturale, di maggiore facilità per la popolazione di raggiungere i servizi essenziali per i cittadini (gli ospedali, i Comuni) in Emilia-Romagna rispetto alle Marche. In dodici anni, il Parlamento non è stato in grado di pronunciarsi sulla materia e di concludere l' iter procedurale che è dovuto a queste popolazioni che, ai sensi della Costituzione, hanno seguito dodici anni fa il giusto percorso. Espongo questo antefatto, signor Presidente, colleghi - e mi scuso se lo faccio a inizio di seduta, quando non tutti riescono a prestare a un argomento così importante la dovuta attenzione - perché si tratta del voto sul calendario dei lavori. Noi da tempo insistiamo per la calendarizzazione di questo provvedimento, per una forma di rispetto della Costituzione e, insieme, dei cittadini emiliano-romagnoli, che non sono altro che la rappresentanza di tutti quei cittadini italiani che, seguendo un percorso costituzionale, stanno facendo la cosa giusta. È il Parlamento che non sta chiudendo il cerchio di questa giusta pratica da dodici anni a questa parte. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Alla fine della sessione estiva, tra luglio e agosto, noi abbiamo accettato un gentlemen's agreement , un accordo tra gentiluomini, come lo abbiamo definito, proposto dall'allora maggioranza, per spostare la calendarizzazione all'inizio di questa sessione, come primo provvedimento da esaminare. All'inizio della sessione, all'unanimità, la Conferenza dei Capigruppo, sulla base di un ulteriore gentlemen's agreement , un altro accordo tra gentiluomini, ha stabilito che questo provvedimento venisse esaminato oggi dopo l'esame di altri disegni di legge in sede redigente. Comprensibile. Rientravamo ancora nella categoria di gentiluomini che si accordavano. Ieri la maggioranza, legittimamente dalla sua prospettiva, ma illegittimamente per quanto ci riguarda, ha chiesto un ulteriore rinvio della calendarizzazione di questo provvedimento che, colleghi, vi segnalo e sottolineo, è stato approvato all'unanimità alla Camera ed è stato ampiamente esaminato in Commissione, con audizioni dei rappresentanti dei Comuni interessati. La maggioranza attuale ha chiesto due settimane di tempo per poter acquisire ulteriori informazioni. Ora, colleghi, con tutto il rispetto per le nuove dinamiche di maggioranza che si sono create due settimane fa, ma con altrettanto rispetto nei confronti dei cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio, che stanno aspettando da dodici anni, io mi domando, anzi, noi ci domandiamo quali ulteriori informazioni debbano essere acquisite che non siano state acquisite dal Parlamento in questi dodici anni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E se è necessario che vengano acquisite ulteriori informazioni, bastano due settimane? Questo è il motivo per cui noi abbiamo votato contro il calendario, sperando, però, in un gentlemen's agreement spontaneo della maggioranza, del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle, a fronte di una esigenza che, lo ripeto, si manifesta da dodici anni a questa parte. Siamo noi i colpevoli, non le popolazioni interessate. È il Parlamento che non si sta pronunciando. Quindi, noi speriamo, sinceramente, in un ravvedimento operoso ed attivo della maggioranza. Speriamo che l'8 ottobre veramente questo provvedimento venga esaminato, perché sta aspettando da troppo tempo. Ieri abbiamo sentito dire in Capigruppo, e con questo, signor Presidente, colleghi, concludo, un paio di cose che ci hanno lasciato un po' perplessi. Ci è stato detto che le ulteriori informazioni sono determinate dal fatto che il referendum è stato celebrato dodici anni fa e che, forse, alcuni di quelli che hanno votato sono venuti a mancare, sono morti. Colleghi, non ci risulta che il referendum sia uno strumento di democrazia diretta dotato di scadenza come lo yogurt. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quindi, salvo modifiche della Costituzione di cui non siamo a conoscenza, il voto di dodici anni fa vale ugualmente oggi; anzi, siamo noi gli inadempienti e non possiamo fare pesare su queste popolazioni quello che noi non abbiamo fatto. Ciò detto, questa è la nostra unica motivazione di voto contrario, ma è una fortissima motivazione. Quindi, noi attendiamo speranzosi l'8 ottobre, per vedere finalmente celebrato un procedimento di giustizia che concluda, secondo Costituzione, un iter che questa popolazione sta ingiustamente aspettando da dodici anni a questa parte.