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la nozione di organismo di diritto pubblico, prevista a livello nazionale dall'art. 3, comma 1, lett. d) , del decreto legislativo n. 50 del 2016, si ricava da quella delineata dalle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE; ai sensi dell'art. 3 del codice degli appalti, per organismo di diritto pubblico si intende qualsiasi organismo che sia dotato di personalità giuridica (cosiddetto requisito personalistico), istituito al fine di soddisfare specificamente bisogni di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale (cosiddetto requisito teleologico) e di influenza pubblica dominante. Per impresa pubblica si intende un'articolazione organizzativa volta alla produzione e allo scambio di beni e servizi, avente responsabilità gestoria di un soggetto pubblico o di una società in mano pubblica e qualificabile quale amministrazione aggiudicatrice nei settori speciali; il principale elemento di differenziazione tra gli organismi di diritto pubblico e le imprese pubbliche, affrontato peraltro nella sentenza della Corte di giustizia UE 15 maggio 2003, C-214/2000, Commissione contro Regno di Spagna, risiede nel fatto che mentre i primi operano per il perseguimento di bisogni di carattere generale, secondo logiche che esulano da quelle del mercato, le seconde, invece, agiscono tramite l'offerta sul mercato dei propri beni e servizi, con conseguente assunzione del rischio economico connesso all'esercizio dell'attività; l'impresa pubblica è esposta alla concorrenza, gestisce servizi rinunciabili per l'ente di riferimento e può subire delle perdite commerciali, mentre l'organismo di diritto pubblico è caratterizzato dalla mancata esposizione alla concorrenza, dall'irrinunciabilità del servizio e dal conseguente obbligo di ripianamento in caso di perdite da parte dell'ente di riferimento; considerato che: a causa dell'emergenza sanitaria causata dalla pandemia da COVID-19 il servizio allo sportello degli uffici postali è stato drasticamente ridotto; nei piccoli centri urbani, la riduzione degli orari e la chiusura di alcuni uffici periferici hanno purtroppo comportato un grave disagio ai cittadini. Se lo scopo era quello di evitare assembramenti ciò non è accaduto, infatti molto spesso si creano delle file molto lunghe fuori dagli uffici con un netto peggioramento del servizio soprattutto a discapito della popolazione anziana, ancora più fragile in questo particolare momento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave disagio causato da una gestione inefficace del servizio di apertura delle poste; se voglia provvedere con un'indagine conoscitiva rivolta agli enti locali su quali criteri siano stati attuati per far fronte a tale disservizio e se voglia stimolare gli enti territoriali competenti ad una rivalutazione dei criteri per lo svolgimento essenziale del servizio. Atto n. 3-02129 GRANATO ANGRISANI CORRADO DE LUCIA MONTEVECCHI VANIN Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'emergenza sanitaria da COVID-19 ha determinato, a partire dal mese di marzo 2020, la sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado per gran parte del tempo trascorso fino ad oggi, rendendo necessario disciplinare con strumenti emergenziali dapprima le operazioni relative alla chiusura dell'anno scolastico 2019/2020 e, in seguito, quelle inerenti all'avvio dell'anno scolastico 2020/2021; in ogni caso, nell'ambito della decretazione d'urgenza che ha riguardato il settore scolastico, sono state stanziate, in via progressiva, risorse sempre più ingenti al fine di permettere il prosieguo delle attività in modalità digitale (didattica a distanza; didattica digitale integrata), in modo da garantire, per quanto possibile, la continuità didattica; tra le misure da ultimo disposte con la proroga (fino al 31 gennaio 2021) dell'efficacia delle misure di contenimento previste dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, adottate con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, è annoverata anche la possibilità di sospendere le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado; ciò è avvenuto, in via obbligatoria, in tutto il territorio nazionale per le scuole secondarie di secondo grado e per il secondo ed il terzo anno della scuola secondaria di primo grado e sulla base di scenari di rischio, articolati su base regionale, per la scuole dell'infanzia, per la scuola primaria e per il primo anno della scuola secondaria di primo grado; tuttavia è opportuno notare come uno scenario caratterizzato per la gran parte dalla sospensione delle attività didattiche in presenza, fermo restando il rigoroso rispetto delle imprescindibili misure di sicurezza e prevenzione volte a contenere i contagi, possa determinare sia ripercussioni sullo stato psicologico degli alunni e degli studenti sia l'aumento di un fenomeno deleterio quale la dispersione scolastica, che rischia di lasciare tracce indelebili in quei contesti più degradati e caratterizzati da povertà educative e arretratezza socio-economica. Per tale ragione, la riapertura delle scuole in sicurezza si pone quale priorità assoluta per il nostro Paese; in particolare, è da sottolineare come il settore scolastico risulti particolarmente danneggiato dalle carenze afferenti ad altri settori, come nel caso dei trasporti locali. Difatti, nonostante il basso numero dei contagi da COVID-19 registrati all'interno dei plessi scolastici nei mesi di settembre e ottobre 2020, si è stati propensi alla sospensione dell'attività didattica in presenza anche al fine di decongestionare il sistema dei trasporti pubblici, incapace sostanzialmente di adattarsi, sulla base dell'organizzazione disposta dagli enti territoriali competenti, alla sfida dell'apertura delle scuole; nel panorama attuale, caratterizzato da un'estrema incertezza anche nel breve periodo, è indispensabile che lo Stato investa adeguate risorse, per la spesa corrente e per gli investimenti, in modo da assicurare il più possibile il prosieguo dell'attività didattica in presenza, per garantire, in un'ottica di bilanciamento tra salute pubblica e altri diritti costituzionalmente previsti, il diritto all'istruzione, in primis nei riguardi dei soggetti più deboli o vulnerabili, si chiede di sapere quali misure di competenza abbia assunto il Ministro in indirizzo, con particolare riferimento al disegno di legge di bilancio in materia di scuola, sia al fine di fronteggiare in modo più adeguato l'emergenza sanitaria in corso sia in una visione prospettiva di più ampio respiro, in primo luogo in materia di sostegno e inclusione scolastica. Atto n. 3-02130 RAUTI CIRIANI Al Ministro della difesa Premesso che: in considerazione dell'attuale scenario nazionale ed internazionale, nonché della rilevanza geopolitica e geostrategica acquisita dalla dimensione cibernetica in misura progressivamente sempre più estesa, in quanto «canale di propagazione e amplificazione degli altri tipi di minaccia» - come evidenziato, tra l'altro anche dal Documento Programmatico Pluriennale della Difesa per il triennio 2020-2022 - è essenziale che le relative scelte siano caratterizzate da criteri di assoluta chiarezza e trasparenza;