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Ci sono norme di riequilibrio che abbiamo ritenuto molto utili, prima tra tutte quella del piano genitoriale: troviamo un terreno comune sul quale il papà e la mamma possano incontrarsi e lavorare nell'interesse del minore. Purtroppo avremmo preferito più coraggio in questa riforma, ma mi rendo anche conto che le condizioni politiche e concrete non lo permettevano. Pur tuttavia, pur non avendo fatto significativi passi, nel senso del raggiungimento di un affido materialmente condiviso, ci sono degli spunti molto importanti. Come dicevo, vi è il piano genitoriale: uno spazio comune, un common ground sul quale mamma e papà possono confrontarsi, non messi l'uno contro l'altro dalla separazione contenziosa con addebito, che purtroppo non abbiamo cancellato ma che spero sarà presto cancellata, ma messi uno accanto all'altro in alleanza e in collaborazione, nell'interesse del minore. Vi sono persone che si fanno vicine alla coppia: vi è il mediatore familiare, che finalmente viene riconosciuto nella sua grande dignità, secondo quanto previsto dalla legge n. 4 del 2013. Vi sono molti altri interventi che ci vedono assolutamente favorevoli: primo tra tutti quello della limitazione degli spazi che oggi vengono lasciati ai servizi sociali, che non sempre debbono rispondere al giudice; la videoregistrazione del minore, il reclamo al collegio. Ci sono molti aspetti assolutamente validi. Ci sono altri aspetti che ci piacciono di meno, ma quello che è più importante è che si sia avuto il coraggio finalmente di porre la questione del diritto di famiglia e di risolverla - a nostro avviso - in modo assolutamente adeguato. Per questa ragione dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione al provvedimento in esame. GAUDIANO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, signori senatori, il disegno di legge delega di riforma del processo civile arriva in Aula dopo un lungo e proficuo lavoro svolto in Commissione giustizia e presso i tavoli del Ministero. Questa riforma rientra tra gli impegni assunti dall'Italia con le istituzioni europee nell'ambito del PNRR. È una conquista del Governo Conte II che segnerà lo sviluppo di questo Paese nei prossimi anni. Ma è anche una riforma che il MoVimento 5 Stelle ha posto come pilastro di questa legislatura fin dall'inizio, con il ministro Alfonso Bonafede. Lavoravamo al testo del disegno di legge già nel 2019 e oggi al Senato vediamo il traguardo di un provvedimento strategico per i cittadini e per l'economia italiana. Rendere più agile e veloce l'accesso alla tutela dei diritti porterà benefici ampi e diffusi anche in campo economico. È indubbio, infatti, che una giustizia lenta e macchinosa sia inevitabilmente un freno allo sviluppo, un costante senso di incertezza nei cittadini e negli operatori economici. Il Piano, partito alla fine del 2018, con la prima legge di bilancio di questa legislatura, è poi proseguito con altri stanziamenti economici, con la cosiddetta legge spazzacorrotti e poi con il disegno di legge di riforma del processo penale. È un impianto organico di revisione complessiva della giustizia in Italia e trova il suo primo pilastro nel rafforzamento degli organici, dai magistrati e funzionari dei tribunali. Parliamo di migliaia di assunzioni, un piano di assunzioni che è stato concepito interamente dal Governo Conte 2 e portato avanti dall'attuale Governo. Parliamo di tante persone che entrano negli uffici per portare avanti il lavoro: un tassello decisivo, senza il quale non c'è riforma in grado di velocizzare la giustizia. Oggi concludiamo al Senato l'esame di un altro pilastro, la revisione del procedimento civile. Diminuire la litigiosità nel nostro Paese è essenziale. Si è scelto pertanto di provare a ridurre il contenzioso, incentivando i riti alternativi al processo, come la mediazione, la negoziazione assistita e l'arbitrato. Sono stati ampliati i casi in cui è necessario esperire un tentativo di conciliazione prima di poter ricorrere al giudice e sono stati previsti incentivi e benefici fiscali. Ad esempio, nel caso di conclusione positiva della procedura di mediazione con accordo delle parti, sarà possibile ottenere un credito di imposta pari al compenso del legale che le assiste. Inoltre, è stato esteso il patrocinio dello Stato e riti alternativi per permettere ai non abbienti di utilizzare la mediazione e la negoziazione assistita per la tutela dei propri diritti. Voglio soffermarmi brevemente sulla negoziazione assistita, uno strumento su cui abbiamo voluto puntare, già dal testo originale presentato dall'allora ministro del MoVimento 5 Stelle, Alfonso Bonafede. La legge delega rende effettivo questo istituto per la risoluzione alternativa delle controversie e consente - ecco la novità più importante - un'attività di istruzione stragiudiziale, che riconosce agli avvocati un nuovo ruolo significativo e utile a tutte le parti. Abbiamo così voluto potenziare un binario parallelo, che continuerà a ridurre il ricorso alle cause nei tribunali. Gli avvocati potranno compiere un'attività istruttoria che oggi è in capo al giudice. In caso di mancato accordo il materiale potrà essere riutilizzato in giudizio. Ecco, quindi, i tre evidenti vantaggi: un incoraggiamento verso le soluzioni transattive, un risparmio di tempo e la valorizzazione del lavoro dell'avvocato. Come Capogruppo in Commissione giustizia sono molto soddisfatta per l'approvazione di diversi importanti emendamenti presentati dal MoVimento 5 Stelle. Tra questi, vorrei ricordare un emendamento che affida un nuovo ruolo di assistenza ai consulenti del lavoro, valorizzando le competenze e le professioni. In particolare, si permette alle parti di farsi assistere nelle controversie individuali di lavoro, oltre che dagli avvocati, anche dai consulenti del lavoro. Poter avere una giustizia veloce vuol dire avere la sicurezza di tutelare i propri diritti in tempi congrui, senza compromettere le attività economiche. In quest'ottica si è scelto di snellire anche il processo esecutivo e le fasi introduttive del rito ordinario. Per velocizzare i processi civili e smaltire l'arretrato si è puntato sul potenziamento del nuovo ufficio del processo, a cui saranno destinate professionalità tecniche. Verranno rinforzate le cancellerie con nuove assunzioni di personale qualificato, che permetterà di riorganizzare il funzionamento dell'amministrazione della giustizia, che sconta gravi carenze di organico, a cui finalmente in questa legislatura - come dicevo in precedenza - con un lavoro iniziato nel 2018, poniamo rimedio. Si istituisce con questa nuova riforma il tribunale della famiglia, nel quale confluiranno tutte le cause legate al diritto di famiglia e minorile. In questo modo, su temi così delicati e importanti, in cui spesso è indispensabile decidere velocemente, i giudici potranno approfondire le proprie competenze. Questo porterà come beneficio anche quello di avere decisioni più prevedibili e specifiche. Infine, si è cercato di portare a regime esperienze di gestione sperimentate durante la pandemia, puntando sull'utilizzo della tecnologia per la digitalizzazione dei processi.