[massime]

Ambiente - Codice dell'ambiente emanato in attuazione della legge delega n. 308 del 2004 - Difesa del suolo e lotta alla desertificazione - Competenze del Ministro dell'ambiente - Compiti di previsione, prevenzione e difesa del suolo da fenomeni di dissesto idrogeologico, salve le competenze del Dipartimento della Protezione civile - Ricorsi delle Regioni Umbria, Liguria e Puglia - Denunciata violazione di competenze amministrative regionali e del principio di leale collaborazione, contrasto con il principio di salvaguardia della posizione regionale preesistente posto dalla legge delega - Esclusione - Attinenza della previsione censurata all'ambito materiale della tutela dell'ambiente e non a quello del governo del territorio, salvezza delle competenze regionali in materia di protezione civile, necessaria acquisizione del parere della Conferenza unificata anche in caso di programmazione e finanziamento riguardanti la prevenzione del rischio idrogeologico, corrispondenza dei compiti censurati con altri già assegnati allo Stato dal decreto legislativo n. 112 del 1998 - Non fondatezza delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 58, comma 3, lettera b ), del d.lgs. n. 152 del 2006, proposte, in riferimento agli artt. 76, 117 e 118 della Costituzione ed al principio di leale collaborazione dalle Regioni Umbria, Liguria e Puglia. Invero, la disposizione impugnata - la quale attribuisce al Ministro dell'ambiente compiti di previsione, prevenzione e difesa del suolo da fenomeni di dissesto idrogeologico - attenendo alla più generale attività di difesa del suolo e, in particolare, ai rischi derivanti dal dissesto idrogeologico che spesso interessano più Regioni, rientra nella materia tutela dell'ambiente e non in quella del governo del territorio, pur restando salve, per espressa previsione della norma censurata, le attribuzioni regionali in materia di protezione civile. Quanto al principio di leale collaborazione, la sua salvaguardia è assicurata dalla necessaria acquisizione del parere della Conferenza unificata anche in caso di programmazione e finanziamento riguardanti la prevenzione del rischio idrogeologico. Infondato risulta pure il denunciato contrasto con l'art. 76 della Costituzione: riferendosi la disposizione impugnata all'attività di previsione e prevenzione funzionale allo specifico scopo della difesa del suolo, ne deriva che la norma non fa venir meno le competenze attribuite alle Regioni dall'art. 108, comma 1, lettera a ), del d.lgs. n. 112 del 1998 (che si riferiscono in generale all'attività di previsione e prevenzione dei rischi in materia di protezione civile).