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La Carta nazionale del servizio idrico integrato disciplina, altresì, le modalità di vigilanza sulla corretta applicazione della stessa, definendo le eventuali sanzioni applicabili. Art. 11. (Fondo nazionale di solidarietà internazionale) 1. Al fine di favorire l’accesso all’acqua potabile per tutti gli abitanti del pianeta, e di contribuire alla costituzione di una fiscalità generale universale che garantisca tale accesso, è istituito il Fondo nazionale di solidarietà internazionale da destinare a progetti di sostegno all’accesso all’acqua, gestiti attraverso forme di cooperazione decentrata e partecipata dalle comunità locali dei Paesi di erogazione e dei Paesi di destinazione, con l’esclusione di qualsivoglia profitto o interesse privatistico. 2. Il Fondo di cui al comma 1, si avvale, fra le altre, delle seguenti risorse: a) prelievo in tariffa di 1 centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata a cura del gestore del servizio idrico integrato; b) prelievo fiscale nazionale di 1 centesimo di euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata. 3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo adotta un apposito regolamento per disciplinare le modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1. Art. 12. (Disposizione finanziaria) 1. La copertura finanziaria della presente legge, per quanto attiene alla fiscalità generale di cui all’articolo 8, comma 2, e al Fondo nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, di cui all’articolo 7, comma 1, è garantita attraverso: a) la destinazione, in sede di approvazione della legge di stabilità, di una quota annuale di risorse non inferiore al 5 per cento delle somme destinate nell’anno finanziario 2014 alle spese militari, prevedendo per queste ultime una riduzione corrispondente; b) la destinazione di una quota parte, pari a 2 miliardi di euro annui, delle risorse derivanti dalla lotta all’elusione e all’evasione fiscale; c) la destinazione dei fondi derivanti dall’irrogazione delle sanzioni previste per la violazione delle leggi di tutela del patrimonio idrico; d) la destinazione, di una quota parte, non inferiore al 10 per cento dell’IVA applicata al commercio delle acque minerali; e) l’allocazione di una quota annuale delle risorse derivanti dall’introduzione di una tassa di scopo relativa al prelievo fiscale sulla produzione e sull’uso di sostanze chimiche inquinanti per l’ambiente idrico. 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, è emanato il regolamento recante l’istituzione e le modalità di applicazione della tassa di scopo di cui al comma 1, lettera e) . 3. Le risorse destinate dagli enti locali al finanziamento del servizio idrico integrato, secondo le modalità di cui alla presente legge, non rientrano nei calcoli previsti dal patto di stabilità interno disciplinato dalla legge di stabilità.