[pronunce]

ciò in quanto, in base all'art. 119, primo comma, della Costituzione, solo la legge statale può fissare i limiti e le forme entro cui può essere esercitata l'autonomia finanziaria regionale. 10. - Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso della Regione Toscana venga dichiarato infondato. La difesa erariale ritiene che la pretesa della ricorrente poggi su un equivoco di fondo. Infatti, il ricorso si limita a censurare i soli commi 5, 6 e 7 dell'art. 83 della legge n. 388 del 2000, senza impugnare il comma 4 dello stesso articolo 83, “il quale inequivocabilmente individua nell'attuazione dell'autonomia impositiva delle regioni il necessario 'strumento' per assicurare la copertura degli eventuali disavanzi di gestione delle regioni nel settore sanitario”. Peraltro, osserva l'Avvocatura, in base ai commi 5 e 6 del citato art. 83 della legge n. 388 del 2000, i contestati interventi dei Ministri della sanità, del tesoro e delle finanze si pongono in una fase procedimentale “a valle” rispetto alla preventiva intesa raggiunta in sede di Conferenza permanente e hanno “finalità accertativa, da un lato, e meramente attuativa ed esecutiva, d'altro lato, rispetto alla medesima intesa e al suo contenuto”. Talché può ritenersi che la delibera di aumento delle aliquote dei tributi, ai fini del ripiano del disavanzo della gestione, è comunque da intendersi riservata alle Regioni in coerenza con quanto stabilito in sede di Conferenza permanente. Non si profila pertanto, ad avviso della difesa erariale, la lamentata interferenza dello Stato nelle attribuzioni regionali: la norma, piuttosto, correttamente individua, in un settore che interessa i diversi livelli di governo statale e regionale come quello della spesa sanitaria, la Conferenza permanente quale sede di raccordo unitario del processo decisionale “volto a realizzare, nel rispetto dell'autonomia di ogni Regione, il coordinato raggiungimento degli interessi pubblici coinvolti”. 11. - Nell'imminenza dell'udienza hanno presentato memorie sia la Regione Toscana che l'Avvocatura generale dello Stato. 11.1. - La Regione Toscana, nel richiamare tutte le argomentazioni già esposte nel ricorso, insiste per “la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle disposizioni impugnate, rilevando l'infondatezza delle tesi esposte” dalla controparte. In particolare la ricorrente, rivendicando la propria competenza a determinare autonomamente, entro i limiti previsti, l'entità delle imposte di propria spettanza, pone in evidenza che l'accoglimento del ricorso restituirebbe alla Regione la pienezza dell'esercizio del potere impositivo in materia di tributi regionali e, di conseguenza, la discrezionalità nell'utilizzo del relativo gettito per far fronte ad eventuali disavanzi di gestione nel settore sanitario. 11.2. - L'Avvocatura generale dello Stato, ad integrazione di quanto già esposto, rileva che, per effetto del sopravvenuto decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (Interventi urgenti in materia sanitaria), convertito, con modificazioni, nella legge 16 novembre 2001, n. 405 - di recepimento dei contenuti dell'Accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001 - è stata rimessa all'autonomia legislativa regionale la scelta dei mezzi di copertura degli eventuali disavanzi di gestione, ivi inclusi quelli relativi al 2001. Peraltro, il contestato “meccanismo” applicativo delineato nelle impugnate disposizioni non risulta essere stato mai, sin dall'origine, concretamente attuato; e ciò in collegamento alle richiamate pattuizioni di cui all'intervenuto Accordo “novativo” dell'8 agosto 2001, trasfuso nel citato decreto-legge n. 347 del 2001. Tale Accordo, da un lato, si limita a prevedere la mera comunicazione da parte delle Regioni ai Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze, nonché alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dell'accertamento, da parte delle Regioni, dei conti consuntivi della spesa sanitaria; e, d'altro canto, attribuisce alla potestà legislativa regionale la scelta dei mezzi di copertura degli eventuali disavanzi di gestione, con l'introduzione, alternativa o cumulativa, di misure di compartecipazione alla spesa sanitaria, di variazioni di aliquota dell'addizionale IRPEF e di altre misure idonee a contenere la spesa, ivi inclusa l'adozione di interventi sui meccanismi di distribuzione dei farmaci. Essendo mutato il quadro normativo di riferimento, l'Avvocatura chiede che venga dichiarata l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse della ricorrente ovvero la cessazione della materia del contendere. In via subordinata, la difesa erariale ribadisce le argomentazioni già svolte nell'atto di costituzione. 12. - La Regione Toscana, con memoria depositata in data 1° ottobre 2003, chiede che la Corte costituzionale dichiari la sopravvenuta carenza di interesse rispetto al ricorso proposto, in quanto la norma impugnata, che non ha mai trovato applicazione, è stata superata dalla successiva legislazione, non contestata dall'Amministrazione regionale (art. 4 del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito nella legge 16 novembre 2001, n. 405).1. - La Regione Toscana solleva questione di legittimità costituzionale dell'art. 83, commi 5, 6 e 7, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2001), in relazione agli artt. 3, 81, quarto comma, 97, 117, 118 e 119 della Costituzione (questi ultimi nella formulazione antecedente la modifica del Titolo V della Costituzione), denunciando la violazione delle proprie attribuzioni in materia di autonomia finanziaria e tributaria. 2. - Si tratta della materia della copertura dei disavanzi sanitari, in relazione alla quale l'articolo 83 della legge n. 388 del 2000, nel recepire talune misure contenute nell'Accordo Stato-Regioni del 3 agosto 2000, ha previsto, al comma 4, che, nel rispetto degli adempimenti assunti dall'Italia con l'adesione al Patto di stabilità e crescita, “a decorrere dal 2001, le singole Regioni, contestualmente all'accertamento dei conti consuntivi sulla spesa sanitaria da effettuare entro il 30 giugno dell'anno successivo, sono tenute a provvedere alla copertura degli eventuali disavanzi di gestione, attivando nella misura necessaria l'autonomia impositiva con le procedure e modalità di cui ai commi 5, 6 e 7”. 2.1. - La Regione Toscana non contesta il principio sancito dal citato comma 4 dell'art. 83 della legge n. 388 del 2000, ma censura “le procedure e le modalità” di cui ai commi 5, 6 e 7 dell'articolo in questione. 2.2. - Le “procedure e modalità” di cui si parla sono le seguenti: