[ddlpres]

In tale contesto il nuovo l'articolo 36- bis prevede l'istituzione, presso ciascuna prefettura-ufficio territoriale del Governo, di un elenco denominato « elenco delle imprese denuncianti episodi estorsivi o tentativi di condizionamento dell'attività imprenditoriale » (comma 1) e disciplina i requisiti e la procedura per l'iscrizione delle imprese denuncianti in tale elenco (commi 2 e 3), i benefici che derivano alle stesse dall'iscrizione (comma 4, lettere a) , b) e c) ) e altri aspetti relativi alla validità temporale dell'iscrizione e alle modalità di tenuta e consultazione dell'elenco (comma 5). Il comma 1 dell'articolo 36- bis collega l'istituzione dell'elenco alla specifica finalità di « favorire l'emersione di tentativi di infiltrazione mafiosa ». Il comma 2 dell'articolo 36- bis , nel definire i requisiti che gli operatori economici devono avere per poter richiedere alla competente prefettura-ufficio territoriale del Governo di essere iscritti nell'elenco, prevede che la denuncia debba avere ad oggetto fatti di reato di particolare gravità, sintomatici di tentativi di infiltrazione criminale nell'attività imprenditoriale. I fatti denunciati devono essere riconducibili alle ipotesi di reato di cui agli articoli 317 (concussione) e 629 (estorsione) del codice penale, nella forma aggravata dal cosiddetto « metodo mafioso » ai sensi dell'articolo 416- bis .1 del medesimo codice penale, ossia « commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416- bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo » . Al fine di anticipare la soglia di tutela della vittima, le richiamate ipotesi di reato assumono rilevanza non necessariamente nel momento consumativo, ma possono rilevare anche nella forma del tentativo. La tutela dell'impresa denunciante è inoltre estesa ai fatti di reato « commessi o tentati » non solo in danno dell'imprenditore, ma altresì nei confronti di persone vicine allo stesso per legami familiari o rapporti di collaborazione, quali appunto i suoi familiari o collaboratori, poiché tali fatti generano nel destinatario dell'intimidazione mafiosa l'incapacità di reagire per il timore di conseguenze negative per la vita e per l'incolumità fisica propria e delle persone care. Il comma 3 dell'articolo 36- bis , nel determinare la procedura per l'iscrizione nell'elenco, prevede una serie di adempimenti di competenza del prefetto per la verifica dell'assenza di elementi ostativi all'iscrizione dell'impresa. L'accertamento prefettizio si pone a garanzia del carattere non strumentale della denuncia ed è finalizzato ad evitare l'attribuzione indiscriminata di premialità in favore di soggetti economici che, avendo subito condizionamenti e pressioni criminali, si sono trovati coinvolti in modo significativo, negli interessi delle organizzazioni criminali o ne hanno in qualche modo favorito l'attività illecita. In particolare, una volta ricevuta la richiesta di iscrizione, corredata di copia della denuncia dei fatti di reato richiamati, la prefettura-ufficio territoriale del Governo avvia una propria istruttoria, che si basa sulla verifica dell'eventuale sussistenza, nei confronti dell'impresa denunciante che richiede l'iscrizione, delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'articolo 67 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 159, ossia degli elementi che la prefettura-ufficio territoriale del Governo deve accertare ai fini del rilascio di una comunicazione antimafia (interdittiva o liberatoria), conseguente alla consultazione della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, di cui all'articolo 96 del medesimo codice antimafia. Lo stesso codice antimafia, all'articolo 83, comma 3, lettera e) , prevede che la documentazione antimafia sia richiesta per i contratti di importo superiore a 150.000 euro. Il presente disegno di legge introduce la verifica dei requisiti per il rilascio della comunicazione antimafia liberatoria, ai soli fini dell'iscrizione nell'elenco delle imprese denuncianti, anche per i contratti di importo inferiore a 150.000 euro, introducendo un controllo antimafia nell'ambito del mercato dei contratti « sotto soglia », per i quali il rilascio della documentazione antimafia non è richiesto. Nel caso in cui l'esito dell'istruttoria prefettizia non evidenzi elementi ostativi all'iscrizione, il prefetto è tenuto ad acquisire le valutazioni della Direzione distrettuale antimafia (DDA) che sta conducendo le indagini, che si esprime sulla fondatezza della denuncia. Tale previsione consente di anticipare la tutela dell'impresa denunciante anche prima dell'esercizio dell'azione penale, velocizzando i tempi per l'accesso al sistema di premialità, in modo da scongiurare il pericolo di fallimento e di fuoriuscita dal mercato. Se sussistono gli elementi per il rilascio di una comunicazione antimafia liberatoria e se le valutazioni espresse dalla DDA confermano la fondatezza dei fatti di reato denunciati dalla vittima, il prefetto assume le decisioni relative all'iscrizione dell'impresa nell'elenco. Dall'iscrizione nell'elenco consegue una serie di effetti che concorrono a definire un sistema di premialità a beneficio delle imprese denuncianti, elencati nel comma 4 dell'articolo 36- bis , alle lettere a) , b) e c) . La lettera a) dispone che l'iscrizione sia valutata nei procedimenti di affidamento diretto di cui all'articolo 36, comma 2, lettere a) e b) , dalle stazioni appaltanti che ricorrono al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (criterio previsto in alternativa a quello del minor prezzo anche nei contratti sotto soglia). Sotto questo profilo, l'iscrizione si inserisce in un procedimento di valutazione delle offerte, secondo il criterio dell'economicità, che tiene conto di esigenze di tutela di interessi generali, già presente nell'ordinamento, rilevando come criterio di premialità da applicare nella valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, in ragione del maggior grado di affidabilità dell'impresa denunciante. A tal fine, si giustifica l'inserimento nell'articolo 36, comma 1, del richiamo al nuovo articolo 36- bis (articolo 1, comma 1, lettera a), del disegno di legge), espressione di un principio a cui le stazioni appaltanti devono attenersi nell'affidamento e nell'esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, al fine di valorizzare l'iscrizione dell'impresa nell'elenco, con l'attribuzione di una specifica premialità in fase di valutazione dell'offerta.