[ddlpres]

Interventi per l'ammodernamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio delle strutture turistico-ricettive e norme per favorire i soggiorni in strutture localizzate nel territorio italiano. Onorevoli Senatori. -- Il settore alberghiero sta attraversando una fase di crisi estremamente delicata. Se è vero che la contrazione dei consumi, scaturita proprio dal prolungarsi della crisi in atto nel Paese, ha avuto un peso determinante sulla riduzione del numero di presenze turistiche in Italia, è vero anche che in Italia è divenuto ormai impossibile per le imprese in generale, e per quelle alberghiere in particolare, esercitare l'attività. La riduzione del fatturato, la scarsa liquidità finanziaria, riconducibile alla mancanza di possibilità di accesso al credito, e l'aumento della pressione fiscale costituiscono, infatti, gli ostacoli più gravi all'esercizio d'impresa, ed anzi in molti casi sono tra le principali cause dell'abbandono dell'attività da parte degli albergatori. In questo scenario bisogna anche considerare che il patrimonio alberghiero in molti casi appare obsoleto e non più rispondente alle esigenze dei consumatori, richiedendo la realizzazioni di ingenti investimenti. Da qui, la necessità di promuovere un intervento normativo che punti in primo luogo a favorire gli interventi per l'ammodernamento delle strutture alberghiere, necessari per restituire un nuovo impulso allo sviluppo dell'offerta turistica, che sia rinnovata e di maggiore qualità. Il presente disegno di legge mette in campo una serie di iniziative che agendo in forma sinergica possono veramente rappresentare un punto di partenza per l'adozione di una nuova ed organica politica di settore. L'articolo 1, estende, per il triennio 2013-2015, il regime delle detrazioni fiscali, nella misura del 50 per cento, alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia e di efficienza energetica delle strutture turistico-ricettive. In favore dei contribuenti che si avvalgono di tali agevolazioni riconosce poi un'ulteriore detrazione del 50 per cento delle ulteriori spese sostenute per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all'arredo della struttura oggetto di ristrutturazione. La norma non solo offre un contributo importante allo sviluppo del settore, ma ha anche il pregio di far emergere forme di illegalità legate alle ristrutturazioni in nero. L'articolo 2, concede mutui agevolati, di durata fino a venti anni, in favore dei gestori di immobili ad uso turistico-ricettivo per favorirne la conversione in proprietà. Tale beneficio è subordinato alla condizione del mantenimento del vincolo alberghiero e del divieto di vendita dell'immobile per un periodo di almeno quindici anni. L'articolo 3, introduce un elemento di assoluta novità nel settore, con l'obiettivo di agevolare i soggiorni in patria dei cittadini italiani. La crisi economica è stata infatti la causa che ha obbligato molti italiani a rivedere le proprie abitudini di viaggio. Nel corso del 2013, infatti, la crisi ha costretto, fino ad ora, circa 7,8 milioni di italiani a rimanere a casa e condizionato le ferie di altri 23,3 milioni di connazionali. La contrazione dei consumi nel settore turistico ha ripercussioni sull'industria turistica. Per la stagione 2013, si stimano perdite per 2,7 miliardi di euro di fatturato. Per contrastare quindi la caduta della domanda turistica, viene data la possibilità di detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche, nella misura del 19 per cento, le spese sostenute, nel triennio 2013-2015, per i servizi di pernottamento nelle strutture ricettive-alberghiere. L'articolo 4, introduce infine una proroga di termini per l'adeguamento delle strutture alberghiere alla normativa antincendio. Il patrimonio alberghiero potrebbe rappresentare un punto di forza per il Paese da cui ripartire per inaugurare una nuova stagione di crescita economica. Ci auguriamo quindi che il presente disegno di legge venga quanto prima posto all'attenzione del Parlamento per una sua rapida, e possibilmente condivisa, approvazione.. Art. 1. (Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica del patrimonio edilizio alberghiero) 1. Per il triennio 2013-2015, per le spese documentate, relative agli interventi di ristrutturazione edilizia di strutture turistico-ricettive, spetta una detrazione dall'imposta lorda sul reddito di impresa pari al 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 2.000.000 di euro per unità immobiliare, nel limite massimo di spesa annuo di 100.000.000 di euro. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo. 2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate e sostenute, nel triennio 2013-2015, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al precedente periodo, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 500.000 euro. 3. Per il triennio 2013-2015, per gli immobili adibiti a strutture turistico-ricettive si applicano le disposizioni di cui ai commi da 344 a 349 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nel limite di spesa di 50.000.000 di euro e per un valore massimo della detrazione dall'imposta lorda di 500.000 euro. 4. In caso di vendita dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di cui al presente articolo, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare. In caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene. Art. 2. (Norme per favorire la conversione in proprietà delle affittanze alberghiere) 1. Gli imprenditori individuali e le società che gestiscono immobili alberghieri da almeno tre anni, in locazione immobiliare o in affitto da azienda, possono beneficiare di mutui agevolati di durata fino a venticinque anni, con abbattimento del tasso di interesse di almeno 1,5 punti percentuali. Il contributo è concesso in forma attualizzata e le attività relative alla vendita e all'acquisto degli immobili alberghieri sono defiscalizzate. 2. Il beneficio di cui al comma 1 è subordinato alla condizione del mantenimento del vincolo alberghiero e del divieto di vendita dell'immobile per un periodo di almeno quindici anni. In caso di interruzione della gestione i soggetti interessati decadono dai benefici di cui al presente articolo. È consentito il trasferimento della proprietà dell'immobile ai familiari coadiutori o ai soci dell'acquirente. 3.