[pronunce]

infatti, mentre l'impugnativa è specificamente espressa nei confronti del comma 2 di tale norma, la fattispecie che viene in rilievo nel giudizio a quo risulta essere, piuttosto, disciplinata dal comma 1 dell'art. 151 citato, considerato che, come evidenziato dallo stesso rimettente, le nuove prove erano state nella specie richieste dal pubblico ministero; con conseguente applicazione del normale ordine di assunzione, previsto dall'art. 496 cod. proc. pen. ; che, alla luce di quanto precede, entrambe le questioni vanno dichiarate manifestamente inammissibili. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 507 del codice di procedura penale e dell'art. 151, comma 2, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento all'art. 111 della Costituzione, dal Tribunale di La Spezia, sezione distaccata di Sarzana, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 6 marzo 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 marzo 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA