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Per consentire la prosecuzione dei lavori volti alla realizzazione del progetto «Nuovi Uffizi» si propone di autorizzare una spesa di 8.000.000 euro, relativamente agli anni 2013 e 2014. Il progetto «Nuovi Uffizi», approvato dagli uffici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nel 2004, porterà al raddoppio della superficie espositiva del più importante museo italiano (dagli attuali 6.100 mq a 12.900 mq), oltre alla creazione di nuove aree di servizio e laboratori (da 5.900 mq a 8.700 mq): a lavori ultimati, la città di Firenze ospiterà il più grande Polo museale d'Europa. I lavori per la realizzazione dei «Nuovi Uffizi» sono un evento assolutamente straordinario, sia per l'entità delle risorse economiche impegnate che per l'eccezionale interesse storico artistico del monumento e delle collezioni in esso raccolte. Dal momento che i finanziamenti disponibili non consentivano di appaltare l'intero progetto, unitariamente concepito, lo stesso è stato successivamente suddiviso in due lotti. Attualmente restano da finanziare lavori per un totale di 50.600.000 euro, al fine di portare a completamento il progetto. Al fine di non vanificare la possibilità di continuare con l'affidamento all'ATI, esecutrice dei lavori dei «Nuovi Uffizi» degli stralci successivi, mediante una procedura negoziata, è indispensabile che vi sia un flusso costante di finanziamenti adeguati a concludere l'intero progetto in tempi congrui. Solo a progetto completato sarà possibile ottenere: – un effettivo incremento del numero di visitatori, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza vigenti, in quanto un congruo aumento potrà essere consentito solo a fronte della realizzazione dell'intero sistema dei percorsi e degli elementi di distribuzione orizzontali e verticali; – la completa funzionalità degli Uffizi anche in riferimento agli adeguamenti impiantistici, che raggiungeranno la piena ottimizzazione quando l'intero sistema verrà completato nelle sua interezza. Il Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah è stato istituito a Ferrara con legge 17 aprile 2003, n. 91 (poi modificata dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296), al fine di riconoscere e valorizzare la bimillenaria presenza ebraica in Italia. Detta legge speciale aveva assegnato al Ministero per i beni e le attività culturali i primi finanziamenti per la realizzazione del progetto affidata alla Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna, con la collaborazione del comune di Ferrara. Il costo totale dell'intervento sui tre corpi di fabbrica è di 40.793.000 euro, mentre il finanziamento complessivo ritenuto ancora occorrente per il Museo è di 31.793.000 euro, dei quali 30.012.000 euro per il cosiddetto secondo lotto e 1.781.000 euro per l'allestimento dell'apparato scenografico necessario per comunicare in modo efficace e comprensibile il materiale esposto. Il primo lotto, funzionale al restauro dell'edificio ex carcerario del complesso, risulta già completamente coperto da un finanziamento di 9.000.000 euro. In particolare, la disposizione è volta a finanziare, con 4 milioni di euro, parte delle spese previste per il secondo lotto, che consiste nella costruzione dell'importante corpo di entrata al Museo sulla via Rampari di San Paolo, il quale completerebbe la sistemazione esterna. La norma che si propone prevede, infine, l'autorizzazione di una spesa di 2 milioni di euro per fare fronte, già durante quest'anno e nel 2014, ad interventi indifferibili e urgenti di tutela di beni culturali che presentano gravi rischi di deterioramento. Gli interventi verranno individuati con apposito decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Art. 6. (Disposizioni urgenti per la realizzazione di centri di produzione di arte contemporanea). -- La norma è volta a favorire con la massima rapidità la realizzazione in Italia di spazi di creazione e produzione di arte contemporanea prodotta da giovani artisti sia italiani che di altre nazionalità, e si pone come necessaria e urgente per far sì che un grande patrimonio di talenti creativi in questo campo non finisca per andare irrimediabilmente perso a causa dell'impossibilità, per i giovani, a causa della mancanza di risorse, di poter disporre delle strutture necessarie nelle quali poter far crescere e sviluppare idee e contenuti artistici. La disposizione soddisfa appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013. Si prevede che, entro il 30 giugno di ogni anno, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con proprio decreto di concerto col Ministero dell'economia e delle finanze, anche sulla base dei dati forniti dall'Agenzia del demanio nonché su segnalazione dei soggetti interessati, individua i beni immobili, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato e di enti pubblici nazionali che possono essere destinati ad ospitare studi di giovani artisti contemporanei italiani e stranieri. Gli immobili sono locati, a condizioni agevolate, in favore di cooperative di artisti ed altre associazioni culturali, a cura dell'Agenzia del demanio Gli immobili sono utilizzati per ospitare studi di artisti di arte contemporanea di età compresa tra 18 e 35 anni, italiani e stranieri. Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sono altresì definite le modalità con cui i soggetti privati, anche in forma associata, sponsorizzano gli immobili individuati per sostenere, in tutto o in parte, i costi connessi alla loro locazione, gestione e valorizzazione. La norma non ha costi aggiuntivi per lo Stato, ma anzi dovrebbe dar luogo alla produzione di risorse destinate alla riduzione del debito pubblico dello Stato e degli enti territoriali. CAPO II (Disposizioni urgenti per il rilancio del cinema, delle attività musicali e dello spettacolo dal vivo) -- Art. 7. (Misure urgenti per la promozione della musica di giovani artisti e compositori emergenti). -- La proposta si pone come necessaria ed urgente per far sì che un settore culturale, artistico ed imprenditoriale «nuovo» e importante, ma anche finanziariamente fragile, come quello dei giovani musicisti emergenti, non vada disperso, ma abbia l'opportunità di cominciare a svilupparsi nel nostro Paese (per poi successivamente poter andare avanti autonomamente). Ancorché la norma disponga oneri economico-finanziari solo a decorrere dall'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa subito agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013.