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se i fatti richiamati corrispondano al vero e quali siano, più in dettaglio, i contorni della vicenda; se le forze dell'ordine abbiano già individuato i responsabili dell'accaduto e stiano adottando i provvedimenti più idonei per reprimere la vergognosa condotta e garantire la sicurezza dei cittadini che vivono nelle zone interessate. Atto n. 4-01489 BERGESIO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Giordano Vini è una storica azienda italiana, fondata nel 1900, specializzata nella produzione e nella distribuzione di vini e di specialità alimentari; l'azienda ha sede a Valle Talloria, una frazione di Diano d'Alba, in provincia di Cuneo; circa due anni fa, in un processo di esternalizzazione di alcuni rami d'azienda, Giordano Vini ha ceduto il proprio servizio clienti alla Koinè Srl, una società terza specializzata nel telemarketing ; in tal modo, 41 ex dipendenti Giordano Vini sono stati assorbiti dalla Koinè, e hanno continuato a lavorare in questi due anni negli uffici a Valle Talloria; considerato che: Giordano Vini ha comunicato, a inizio marzo 2019, che l'azienda Comdata group ha acquisito la commessa della gestione "servizio clienti" a partire dal 1° aprile; Comdata group è un'azienda fondata a Torino, operante nel settore dei servizi alle imprese, e controllata dal gruppo statunitense Carlyle group; l'azienda ha comunicato di essere intenzionata ad assorbire i 41 lavoratori Koinè, ex dipendenti Giordano Vini, operanti a Valle Talloria, e 46 dipendenti Koinè operanti a Torino; Comdata group ha specificato la propria disponibilità ad assorbire il personale in capo a Koinè, a condizione che l'attività venga svolta nel centro operativo della società, sito a Ivrea; la nuova sede si trova a oltre 150 chilometri dalle precedenti, comportando un notevole disagio, fisico ed economico, per i dipendenti, che si troverebbero ad affrontare quotidianamente 300 chilometri per raggiungere il nuovo posto di lavoro e rientrare a casa a fine turno; le trattative tra diverse sigle sindacali e istituzioni comunali e regionali per provare a risolvere la situazione dei futuri dipendenti di Comdata group, secondo quanto risulta all'interrogante, sono in fase di stallo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti, e quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per tutelare i lavoratori coinvolti nella vicenda Atto n. 4-01490 PUGLIA DONNO VACCARO LANNUTTI LEONE ANGRISANI LANZI TRENTACOSTE BOTTO CASTELLONE PELLEGRINI Marco GIANNUZZI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la Cimes srl si contraddistingue per la sua professionalità, offrendo una gamma di multiservizi che trovano le loro radici nelle pulizie industriali delle piccole e medie imprese passando attraverso la cura del verde, concludendosi con l'edilizia. La società, inoltre, propone anche servizi di traslochi; si tratta di una società ad ampio raggio, che si contraddistingue per la presenza di personale specializzato e competente che risulta esserne il cuore pulsante, facendo di essa una grande impresa in grado di ben competere nel settore; la società ha fornito alla Unilever, multinazionale olandese britannica, presente in oltre 190 Paesi e titolare di 400 marchi tra i più diffusi (nel campo dell'alimentazione, bevande, prodotti per l'igiene e per la casa), servizi di pulizie, mediante un contratto di appalto della durata di circa 20 anni; considerato che: da varie testate giornalistiche si apprende che la Cimes intende procedere al licenziamento di circa 13 lavoratori, che prestano il servizio di pulizie presso lo stabilimento dell'Unilever di Caivano (Napoli) . Le motivazioni sottese a tale decisione risiedono nell'asserita mancanza di commesse ; sembrerebbe, inoltre, che la Cimes abbia preso tale decisione senza informare preventivamente i 13 dipendenti interessati i quali, pertanto, si sono mobilitati, unitamente alle parti sindacali (ULSSA e FLAICA), dal 6 marzo 2019, mediante un presidio senza soluzione di continuità presso lo stabilimento; considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti alla Cimes srl subentrerà la San Vincenzo srl, che sembrerebbe non avere alcuna intenzione di assorbire i lavoratori interessati dal licenziamento e, quindi, di dar luogo alla successione nell'appalto. Nello specifico, nonostante l'intervento dei sindacati, la società subentrante parrebbe non voler osservare il dovere di assunzione dei lavoratori interessati dal licenziamento. A detta della parte sindacale sarebbe stata proprio la Unilever (stabilimento Caivano) a dare un tale input alla San Vincenzo srl; considerato infine che si apprende da notizie di stampa che in data 27 marzo 2019 è convocato presso la Prefettura di Napoli un tavolo di confronto in merito ai licenziamenti e alla mancata assunzione tramite il cambio di appalto con la direzione dello stabilimento, la società uscente Cimes, la subentrante San Vincenzo e le organizzazioni sindacali (notizia sul sito "ilgazzettinovesuviano" del 17 marzo 2019), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di tutelate le prospettive occupazionali dei lavoratori interessati dalla vicenda. Atto n. 4-01491 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: a Deliceto, in provincia di Foggia, è attivo un impianto complesso di trattamento meccanico biologico (Tmb) e discarica di servizio soccorso, ex Agecos SpA; i servizi televisivi di "Striscia La Notizia" andati in onda il 18, 20 e 25 marzo 2019 hanno trasmesso dei video dai quali, insieme ad alcune testimonianze anonime raccolte, emergerebbe che dall'impianto, mediante l'utilizzo di appositi macchinari, verrebbe aspirato del percolato per poi essere sversato in un canale a pochi metri dal sito, precisamente in un adiacente canale che sfocia nel torrente Carapelle, fino al golfo di Manfredonia. L'acqua di tale canale viene utilizzata dagli agricoltori, ignari, per irrigare i loro campi, coltivati principalmente a cereali e ortaggi, che poi vengono acquistati e consumati dai cittadini; la trasmissione televisiva ha evidenziato anche la continua assenza di controlli nei pozzetti ricavati vicino alla discarica in cui confluisce il percolato, perché dichiarati senza liquidi, nonostante le piogge cadute in diversi periodi dell'anno; il "percolato", nelle scienze ambientali, è un liquido che trae origine dall'infiltrazione d'acqua nella massa dei rifiuti o dalla loro decomposizione. Il percolato che viene prodotto dalle discariche controllate di rifiuti solidi urbani è un refluo con un tenore elevato di inquinamento organico ed inorganico, derivante dai processi fisico-chimici all'interno delle discariche. La normativa nazionale vigente ha stabilito che il percolato deve essere opportunamente trattato nel sito stesso della discarica oppure trasportato in impianti specializzati nello smaltimento di rifiuti liquidi.