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Tra qualche settimana, quindi, sarà nota la nostra legge di bilancio, che finalmente tornerà a guardare ai bisogni reali dei cittadini e che tratterà i tre temi fondamentali del contratto di Governo: il reddito di cittadinanza, le pensioni e la riduzione della pressione fiscale. Il reddito di cittadinanza ridarà dignità ai tanti italiani che sono senza lavoro e non riescono a trovarlo, perché non c'è offerta o perché non sono formati per professioni richieste in questo momento dal mercato. Questa misura sarà rivolta a coloro che si trovano sotto la soglia di povertà, che purtroppo sono tantissimi nel nostro Paese: circa 9 milioni, di cui 4 milioni in povertà assoluta. Questi numeri sono agghiaccianti e nessun uomo o donna della nostra Repubblica dovrebbe poter accettare come evento fatale e ineludibile. I poveri o quasi poveri che sono aumentati vertiginosamente in questi anni di austerità e i conti falsamente in ordine, certificando in tal modo il fallimento totale di queste politiche che hanno avuto come conseguenza il trasferimento di risorse da chi ha meno a chi ha di più: i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Il reddito di cittadinanza aiuterà tantissimi cittadini a riacquisire dignità e libertà perché, come diceva il presidente Sandro Pertini, «La libertà senza la giustizia sociale non è che è una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame». (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Bonfrisco) . Diceva ancora il presidente Pertini: «Bisogna che il Governo si adoperi per trovare sorgenti di lavoro, per fare in modo che tutti gli italiani abbiano una occupazione. Questo è quello che deve fare il Governo, questo è quello che deve fare il Parlamento» e noi abbiamo esattamente intenzione di fare quanto diceva il presidente Pertini. Quindi restituiremo dignità e libertà a chi ora non ce l'ha. Il nostro reddito di cittadinanza non sarà una misura spot , ma coinvolgerà milioni di italiani, a differenza del reddito di inclusione (REI), istituito dai precedenti Governi. Per ottenerlo occorrerà seguire dei corsi di formazione, lavorare otto ore a settimana per il Comune in cui si risiede e non si potranno rifiutare più di tre proposte di lavoro. Per fare ciò riformeremo anche i centri per l'impiego, che è una misura indispensabile per fare incontrare la domanda e l'offerta di lavoro. I centri per l'impiego, del resto, funzionano in tutta Europa, specie nell'Europa del Nord e in quelle Nazioni le risorse e gli addetti impiegati nel settore sono ingentissimi e i risultati lusinghieri sono appunto conseguenti a questi investimenti. Agiremo, inoltre, sulle pensioni: supereremo la legge Fornero istituendo quota 100 e daremo la pensione di cittadinanza. Quindi, le pensioni minime per il singolo cittadino saranno portate a 780 euro. Una parte delle risorse occorrenti le prenderemo tagliando le pensioni d'oro, ossia taglieremo la parte eccedente i 4.500 euro mensili, ma solo a chi percepisce una pensione superiore ai contributi effettivamente versati. Chi, invece, prende una pensione in linea con i contributi versati non sarà ovviamente toccato. Non sarà un esproprio proletario, ma una misura di equità e di giustizia sociale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Non ci fermeremo qui. Vogliamo aiutare le partite IVA, le piccole, micro e medie imprese, che costituiscono l'ossatura produttiva del Paese. Ridurremo la pressione fiscale, che ormai per molti è insostenibile, e spinge molte imprese, artigiani e professionisti a chiudere o, per chi può, a delocalizzare. Inoltre, semplificheranno il sistema fiscale, ma sempre in accordo con i principi sanciti dall'articolo 53 della Costituzione. Gli imprenditori e le partite IVA devono essere liberati dalle scartoffie e dagli inutili adempimenti. Devono poter lavorare e costruire ricchezza per il Paese e devono sapere di dover seguire e applicare poche semplici norme per essere in regola con il fisco e con gli adempimenti richiesti e imposti dalle leggi e dai regolamenti. Però, se sgarreranno o evaderanno il fisco, le pene saranno dure e le sconteranno e - ne siamo certi - questo costituirà un valido deterrente. Qualcuno sostiene che noi del MoVimento 5 Stelle siamo statalisti, che non vediamo di buon occhio la libera intrapresa. Niente di più falso e le misure appena elencate lo dimostrano. Cari colleghi e colleghe, quale maggior dimostrazione di amore - mi si consenta il termine - per le imprese del fatto che noi del MoVimento 5 Stelle ogni mese - lo facciamo ogni mese - ci decurtiamo parte dello stipendio e lo devolviamo a fondo di garanzia per le piccole imprese? (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Siamo gli unici a farlo. Se volete, lo potete fare anche voi e vi assicuro che a fine mese vi sentirete meglio. (Applausi dal Gruppo M5S) . Grazie a noi nuove imprese sono nate e tanti posti di lavoro sono stati creati. Grazie a noi e ai nostri soldi. Questa è una parte di ciò che faremo nelle prossime settimane. Sono interventi strutturali che hanno come traguardo il medio e il lungo periodo, in modo da dare fiducia e certezza al Paese, ai cittadini, agli operatori economici e agli investitori internazionali. Non faremo commi nella legge di bilancio ad personam o "ad aziendam", non daremo mance elettorali: faremo politiche serie, di lungo respiro, come merita il nostro grande Paese. (Commenti dal Gruppo PD). Vi ringrazio del tifo che fate. Ve ne renderemo conto nei prossimi mesi. Vi ringrazio in anticipo. PRESIDENTE. Deve concludere, senatore. PELLEGRINI Marco (M5S) . Mi avvio a concludere, signor Presidente. Come detto, i provvedimenti che ci accingiamo a votare oggi non rispecchiano la nostra visione e i nostri programmi ma, allo stesso tempo, siamo ben consapevoli che la loro mancata approvazione avrebbe gravi ripercussioni sul Paese. Dobbiamo e vogliamo guardare avanti e lavorare nel solco tracciato dal contratto di Governo. (Commenti dal Gruppo PD). Concludo ricordando due statisti. Provengo da una terra che ha dato i natali a due grandi uomini delle Istituzioni, a due servitori dello Stato: Aldo Moro e Giuseppe Di Vittorio. (Commenti dal Gruppo PD). Ho titolo esattamente come voi di citarlo! (Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Lasciate concludere il collega che, a questo punto, deve concludere. PELLEGRINI Marco (M5S) . Visto che parte della mia famiglia proviene da Cerignola, da bambino sono stato in quei posti e ho visto foto di Di Vittorio quanto e forse più di voi. Quest'ultimo era un bracciante agricolo, poi sindacalista e parlamentare. Un grande uomo che a causa delle misere condizioni della sua famiglia, non aveva passato molto tempo tra i banchi di scuola, ma che per tutta la vita - prima da sindacalista e poi qui in Parlamento - si è battuto per i lavoratori, per gli ultimi e per gli indifesi.