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si evidenzia che la Lega SP, per il tramite dei suoi delegati eletti al Parlamento europeo, ha scritto una missiva al commissario europeo per i servizi finanziari, stabilità finanziaria e unione dei mercati e dei capitali, Mairead McGuinness, ed al vice presidente esecutivo Economy that works for people, Valdis Dombrovskis, nella quale, nel porre l'accento sul grande shock economico e sociale provocato dalla pandemia e sul coinvolgimento delle banche europee per sostenere famiglie e imprese in questo particolare momento, mediante moratorie, prestiti ed altri tipi di assistenza finanziaria correlata all'emergenza da COVID-19, ha sottolineato l'importanza di garantire non soltanto un certo volume di credito, ma anche una certa flessibilità al credito medesimo e, a tal fine, la necessità di sospendere, allentare o ricalibrare, almeno temporaneamente, la nuova regolamentazione sugli NPL, la cui attuale rigidità rischia una massa di NPL per la spaventosa cifra di 1.400 miliardi di euro nell'Unione europea, impegna il Governo: 1) ad adottare con urgenza ogni utile iniziativa di competenza al fine di sostenere famiglie, imprese e detentori di partita IVA nell'accesso al credito e nell'esigenza di liquidità; 2) a promuovere, in raccordo con gli istituti creditizi, una capillare campagna informativa sulla mutata normativa europea; 3) ad assumere ogni utile iniziativa di competenza, in tutte le sedi opportune, atta a sospendere e rivedere la nuova definizione di default ed innalzare le soglie di segnalazione (scoperto di 100 euro per piccole e medie imprese o persone fisiche e di 500 euro per società) per i conti correnti in rosso; 4) in particolare, a farsi promotore, in sede europea, di una revisione della definizione di default , nell'ottica di un prolungamento del termine di 90 giorni consecutivi utilizzati come trigger per la classificazione delle esposizioni " past due " (scadute e sconfinanti) e di una sospensione temporanea del " calendar provisioning ", stante la situazione in molti Paesi europei di perdurante lockdown , a causa della pandemia, la conseguente attività ridotta o ferma di molti tribunali civili, con posticipo e ritardi delle procedure di esecuzione delle garanzie, ed il correlato rischio di una crescita esponenziale della crisi economica, dei fallimenti di imprese e della perdita di posti di lavoro. Interrogazioni Atto n. 3-02208 IORI BOLDRINI BINI D'ARIENZO FEDELI PITTELLA NANNICINI MANCA ROSSOMANDO LAUS MESSINA Assuntela ALFIERI BITI VERDUCCI CIRINNA' FERRAZZI STEFANO PINOTTI ROJC D'ALFONSO FERRARI ASTORRE VALENTE COLLINA TARICCO VATTUONE Al Ministro della salute Premesso che: il 2 dicembre 2020, la Camera dei deputati, con la risoluzione Carnevali e altri (6-00158), ha impegnato il Governo "ad assicurare in via prioritaria la protezione vaccinale a tutti gli operatori sanitari e sociosanitari ed educativi, e le persone che versano in condizioni di fragilità"; nel piano strategico, aggiornato al 12 dicembre 2020, tra le categorie prioritarie nella somministrazione del vaccino anti COVID sono specificamente indicati gli "operatori sanitari e sociosanitari", i "residenti e personale dei presidi residenziali per anziani" e le persone di età avanzata; si specifica, con riferimento alle RSA, che la priorità è motivata dalle molteplici comorbidità spesso presentate dai residenti e dalla loro necessità di assistenza per le attività quotidiane, mentre per le persone di età avanzata rileva l'elevata probabilità di sviluppare una malattia grave; tuttavia, tra le categorie fragili indicate nell'aggiornamento del piano per la somministrazione in via prioritaria del vaccino, non sono menzionate le persone con disabilità, nemmeno se in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, e ai loro caregiver ; tale omissione appare incomprensibile poiché si tratta di soggetti per i quali sono riscontrabili criticità analoghe a quelle individuate per le RSA e per le persone in età avanzata; è evidente, inoltre, la contraddizione tra l'aver esentato le persone con disabilità dal rispetto del distanziamento e dall'uso delle mascherine, in ragione della loro condizione, e non aver previsto per loro la priorità per i vaccini e, soprattutto, per le persone che se ne prendono cura; una grave mancanza denunciata più volte nelle ultime settimane dalle associazioni del mondo della disabilità. Anche perché la prima richiesta di attenzione risale addirittura al 31 ottobre, ed era stata fatta a livello europeo; in data 8 gennaio, il commissario Arcuri ha annunciato che da inizio febbraio, proprio per colmare tale grave vulnus , dovrebbero essere immunizzate in via prioritaria anche le persone con disabilità e i loro "accompagnatori"; si tratta di un chiaro impegno che ora dovrà essere declinato e attuato: il piano vaccinale, infatti, non fa esplicitamente riferimento alle persone con disabilità tra le categorie destinatarie della seconda fase di vaccinazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda provvedere affinché sia aggiornato il piano vaccinale con un esplicito riferimento alle persone con disabilità e ai loro caregiver per la prioritaria somministrazione del vaccino anti Sars-Cov-2/COVID-19 nella seconda fase di vaccinazione; quali saranno i criteri di individuazione della platea delle persone con disabilità destinate alla vaccinazione prioritaria, le tempistiche con cui ciò avverrà e, soprattutto, che cosa si intenda per "accompagnatori". Atto n. 3-02209 CENTINAIO Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: le agenzie di viaggio e i tour operator , in linea con gli indirizzi stabiliti dal Governo ai fini del contenimento della pandemia da COVID-19, si sono astenuti, ormai da mesi, dal programmare e vendere mete turistiche extra europee, e questo tanto più nel mese dicembre, a seguito delle restrizioni imposte nel periodo natalizio; proprio nel periodo del lockdown natalizio è stato denunciato un caso di " full booking " alle Maldive, come documentato dalle statistiche dell'aeroporto intercontinentale di Malé, reso possibile dalle prenotazioni effettuate tramite il web , che di fatto hanno permesso il superamento dei divieti imposti in Italia; gli operatori nazionali, che hanno sopportato una forma di concorrenza assolutamente sleale, non sono stati adeguatamente tutelati dal Governo italiano, che anzi risulterebbe l'unico ad aver chiuso i corridoi turistici verso le Maldive; situazioni analoghe si sono inoltre verificate verso altre mete come Zanzibar e Dubai; soltanto per le Maldive, risulta che oltre 1.000 turisti italiani abbiano trascorso il capodanno nell'arcipelago. Di questi nessuno risulterebbe partito con operatori nazionali, i quali invece avrebbero potuto godere di un piccolo sollievo, in una stagione segnata da pesantissime perdite di fatturato;