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3 Per la valutazione delle performance e del corretto svolgimento dell'attività programmatoria il Dipartimento della funzione pubblica si avvale di procedure che prevedano il coinvolgimento di soggetti che, in qualità di utenti, sono in rapporto diretto con l'amministrazione e di soggetti, anche estranei alla pubblica amministrazione, in possesso di una comprovata competenza in materia di organizzazione amministrativa e di gestione delle risorse umane. 4 La valutazione compiuta sulla base del documento di programmazione amministrativa comprende: la verifica dell'adeguatezza degli obiettivi dell'amministrazione e di quelli assegnati al personale dirigenziale anche in relazione alla verifica della loro effettiva qualità, coerenza e significatività; l'accertamento del conseguimento degli obiettivi di performance organizzativa e individuale del personale dirigenziale; la valutazione delle competenze del personale, dirigenziale e non dirigenziale; la valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dell'azione e dell'organizzazione amministrativa. 5 Ciascuna amministrazione è tenuta a fornire nel documento di programmazione organizzativa e a rendere comunque pienamente conoscibili tutte le informazioni occorrenti per procedere allo svolgimento della valutazione. La mancata o inadeguata applicazione da parte del personale dirigenziale delle disposizioni in materia di programmazione organizzativa e valutazione della performance comporta il divieto della corresponsione della retribuzione di risultato collegato alla performance individuale dei dirigenti responsabili. 16 (Il Dissesto organizzativo) 1 Qualora un'amministrazione risulti incapace di conseguire risultati necessari a svolgere i compiti istituzionalmente assegnati e abbia conseguito, per due anni consecutivi, una valutazione negativa per insufficienza della performance e per inadeguata attività programmatoria, è dichiarato lo stato di dissesto organizzativo. 2 Lo stato di dissesto organizzativo comporta per l'amministrazione interessata l'inibizione dell'esercizio delle facoltà assunzionali, il divieto di conferimento di incarichi ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e il divieto di procedere all'erogazione delle componenti del trattamento accessorio legate alla valutazione della performance individuale. 17 (Il Dissesto organizzativo dell'ente locale) 1 Fuori dai casi di enti in condizioni strutturalmente deficitarie o in stato di dissesto finanziario, disciplinati dal titolo VIII della parte II del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, si ha stato di dissesto organizzativo se l'ente locale, in condizioni stabili di equilibrio della gestione finanziaria, non ha garantito l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili istituzionalmente assegnatigli oppure ha conseguito meno del 50 per cento delle realizzazioni previste nei due anni precedenti dai relativi documenti unici di programmazione adottati ai sensi dell'articolo 170 del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 2 La deliberazione recante la formale ed esplicita dichiarazione di dissesto organizzativo è adottata dal consiglio dell'ente locale nelle ipotesi di cui al comma 1 e contiene la descrizione delle funzioni e dei servizi delle quali l'amministrazione non ha garantito l'assolvimento, dello stato delle realizzazioni previste nel documento unico di programmazione e di tutti gli altri elementi che hanno determinato il dissesto. Alla stessa è allegata una dettagliata relazione dell'organo responsabile del controllo strategico che analizza le cause che hanno provocato il dissesto organizzativo. 3 La deliberazione dello stato di dissesto organizzativo è trasmessa, entro cinque giorni dalla data di esecutività, al Ministero dell'interno e alla procura regionale presso la Corte dei conti competente per territorio, unitamente alla relazione dell'organo responsabile del controllo strategico. La deliberazione è pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale a cura del Ministero dell'interno unitamente al decreto del Presidente della Repubblica di nomina dell'organo straordinario per la riorganizzazione amministrativa dell'ente. 4 L'obbligo di deliberazione dello stato di dissesto organizzativo si estende, ove ne ricorrano le condizioni, al commissario nominato, ai sensi dell'articolo 141, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nei casi di scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali. 5 Ove dalle deliberazioni dell'ente, dal documento unico di programmazione, dalla successiva nota di aggiornamento, dai bilanci di previsione, dai rendiconti o da altra fonte l'organo regionale di controllo venga a conoscenza dell'eventuale condizione di dissesto organizzativo, chiede chiarimenti all'ente e motivata relazione al responsabile del controllo strategico assegnando un termine, non prorogabile, di un mese. Ove sia ritenuta sussistente l'ipotesi di dissesto, l'organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine, non superiore a venti giorni, per la deliberazione del dissesto. Decorso infruttuosamente tale termine l'organo regionale di controllo nomina un commissario ad acta per la deliberazione dello stato di dissesto ai sensi del comma 3. 6 Dalla data di deliberazione del dissesto organizzativo e sino alla data di approvazione del progetto di documento programmatico di riorganizzazione, di cui all'articolo 18, per l'ente locale sussiste l'inibizione dell'esercizio delle facoltà assunzionali, il divieto di conferimento di incarichi ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e il divieto di procedere all'erogazione delle componenti del trattamento accessorio legate alla valutazione della performance individuale. 18 (Composizione e attribuzioni dell'organo straordinario per la riorganizzazione amministrativa dell'ente) 1 Per i comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti l'organo straordinario per la riorganizzazione amministrativa dell'ente è composto da un singolo commissario; per i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e per le province e le città metropolitane l'organo straordinario per la riorganizzazione amministrativa è composto da una commissione di tre membri. Il commissario straordinario per la riorganizzazione amministrativa, per i comuni sino a 5.000 abitanti, o i componenti della commissione straordinaria per la riorganizzazione amministrativa, per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e per le province e le città metropolitane, sono nominati fra magistrati a riposo della Corte dei conti, della magistratura ordinaria o del Consiglio di Stato, fra funzionari dotati di un'idonea esperienza nel campo dell'organizzazione e della programmazione amministrativa e della gestione delle risorse umane, in servizio o in quiescenza, degli uffici centrali o periferici del Ministero dell'interno, del Ministero dell'economia e delle finanze e di altre amministrazioni dello Stato, fra i segretari e i ragionieri comunali e provinciali particolarmente esperti, anche in quiescenza. La commissione straordinaria per la riorganizzazione amministrativa dell'ente provvede a eleggere nel suo seno il presidente e delibera a maggioranza dei suoi componenti. 2 La nomina dell'organo straordinario per la riorganizzazione amministrativa è disposta con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell'interno.