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Noi, anche oggi, in un mondo e in un'Europa in grande difficoltà stiamo gestendo questa sofferenza con qualche strumento in più, forse perché siamo stati più attenti, mettendo in atto quella cautela spesso tanto criticata, come se noi fossimo troppo desiderosi di tenere tutto chiuso, quando invece la grande forza nel marciare tutti insieme verso il raggiungimento di un obiettivo che portasse il Paese ad aperture graduali per non richiudere più, ha dimostrato di essere la strada giusta insieme alla grande campagna vaccinale. Tale campagna ha tenuto insieme anche la ripartenza economica del Paese. Siamo tra i primi al mondo per quanto riguarda il numero dei vaccini; siamo tra i primi ad essere riusciti a mettere in atto anche una sorta di regola che mantiene, nonostante i vaccini, il distanziamento, la mascherina e le misure di sicurezza e di protezione che non sono orpelli, ma strumenti fondamentali per poter garantire a tutti noi la ripartenza in sicurezza. Meglio si gestisce questa pandemia, minore sarà sempre l'impatto sull'economia nel caso di una nuova ondata. L'Italia è in questa buona posizione; abbiamo questa grande ripresa, la spinta dei consumi privati e degli investimenti. Proprio grazie all'attuazione delle regole inserite all'interno di questo decreto e di queste norme avremo strumenti capaci di farci fare un salto maggiore, di darci l'agilità necessaria affinché questo cambiamento di forma e questa resilienza siano complessivi. La crescita chiaramente è l'ingrediente essenziale e l'uscita dalla crisi deve andare di pari passo con queste politiche che aiutano ad aumentare la produttività e lo sviluppo economico. La crescita è anche la strategia migliore per ridurre il male endemico del nostro Paese, che è il debito pubblico. Il percorso del Piano nazionale di ripresa e resilienza sta entrando proprio nella fase viva dell'operatività e dei fatti e sappiamo che questo piano complesso richiede anche una classe dirigente preparata a tutti i livelli sui territori. Ne abbiamo bisogno come il pane e stiamo vedendo in proposito gli interventi che i nostri enti locali, Comuni e amministratori stanno facendo. Penso che il compito del Parlamento sia proprio quello di essere vicino a tutti gli amministratori locali, accogliendo le loro richieste, preoccupazioni e domande, aiutandoli a costruire le risposte giuste per essere sempre più efficaci nell'utilizzo di questi strumenti. Il provvedimento che ci apprestiamo a votare contiene un grande pacchetto di misure necessarie ad affrontare anche le questioni più contingenti; ci sono aiuti per le imprese di diversi settori, dal turismo alla ristorazione, una serie di misure per accelerare la ripresa e dare una spinta a ciò che può aiutare davvero l'Italia a trasformarsi in un Paese moderno a tutti gli effetti. Noi, come Partito Democratico, ci sentiamo in prima linea su questo. Sono molto contenta perché ieri in Commissione è stato approvato un ordine del giorno all'unanimità - lo abbiamo presentato noi, ma siamo contenti che sia diventato uno strumento di tutti - in cui abbiamo ribadito ciò che per noi è il punto prioritario di tutto questo lavoro. Abbiamo chiesto al Governo, che ha risposto favorevolmente, di impegnarsi per provare a rafforzare ulteriormente, attraverso un contraddittorio continuo e costante con il Parlamento, che come abbiamo già visto non è supino al PNRR, ma vuole avere il suo protagonismo e lo sta rimarcando in tutte le fasi, questo confronto sugli strumenti preposti alla valutazione d'impatto degli investimenti e delle riforme del PNRR. Si prevede, in particolare, un adeguato coinvolgimento della più ampia comunità nazionale di rappresentanze sociali ed economiche, sulla base delle migliori pratiche di valutazioni delle politiche pubbliche, al fine di vedere quali sono l'effettiva ricaduta e l'effettivo conseguimento degli obiettivi del Piano, a partire dai tre pilastri che in quest'Aula abbiamo ribadito più volte, ossia quelli che riducono i divari generazionali di genere e territoriali per garantire il più ampio coinvolgimento delle istituzioni territoriali. Noi ci siamo in quest'opera, insieme al Governo, perché siamo presenti sui territori e riteniamo che il confronto costante tra Governo e Parlamento su questo tema possa davvero aiutarci nell'atto di indirizzo che il Parlamento può dare al Governo, anche al fine di ricalibrare alcune situazioni. Si tratta di uno strumento importante, rispetto al quale vogliamo continuare a svolgere il nostro ruolo di parlamentari eletti dai territori, che riescono a portare le difficoltà, ma anche - magari - modelli di buone pratiche che sono state realizzate in alcune parti del nostro Paese. Come senatori del PD stiamo girando sul territorio anche per cogliere suggerimenti e vedere le difficoltà, provando a risolverle. Mettiamo a disposizione del Governo il patrimonio che stiamo costruendo. Per tutti questi motivi e per la volontà di continuare e aumentare la collaborazione, il nostro voto al provvedimento in esame sarà favorevole. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, stiamo per votare, attraverso la fiducia, un provvedimento molto poderoso, che contiene moltissime norme ed entra nel vivo del PNRR. Si tratta di una delle misure più importanti per avviare e mettere a terra - come si suol dire - il PNRR. Purtroppo siamo costretti a votare spesso senza un coinvolgimento pieno del Senato. Non possiamo non sottolineare che i tempi sono stati molto stretti e dobbiamo assolutamente trovare un modo che consenta ai due rami del Parlamento di svolgere appieno il proprio lavoro. Il decreto è molto importante e contiene numerose norme. Sarebbe stato molto importante consentire al Senato di dare il proprio contributo e in particolare alle Commissioni coinvolte, che non hanno potuto far altro che scorrere brevemente le sue pagine. È un vulnus su cui bisogna intervenire, che si ripeterà alla Camera dei deputati con la legge di bilancio e rischia di umiliare a turno i due rami del Parlamento. Non possiamo più continuare a ignorare la marginalizzazione del Parlamento, che è un problema costituzionale molto serio e profondo, tanto più con riferimento all'esame del Piano nazionale di ripresa e resilienza, su cui abbiamo lavorato moltissimo. Non siamo ancora fuori dalla situazione di crisi profonda e quindi, a maggior ragione, bisogna mettere in campo tutti gli strumenti che ci permettono di assicurare una vera ripresa al Paese. Siamo stati i primi a discutere del recovery , già nelle prime bozze, attraverso un lavoro che è stato fatto prima in Europa. E vorrei sottolineare questo aspetto, perché il Next generation EU non è venuto a caso: il lavoro dell'Italia è stato fondamentale per invertire il modo di procedere in Europa, affermando, anche attraverso il Next generation EU, l'idea di un programma comune, di risorse comuni, di un debito comune per poter uscire dalla crisi pandemica. Vorrei ricordare, a me stessa per prima, che i punti fondamentali del Next generation EU sono finalizzati ad avviare le transizioni più importanti, come la transizione ecologica, per rispondere non solo alle emergenze pandemica, economica e sociale, ma anche a quella climatica, attraverso uno strumento che ci faccia fare, tutti insieme, un salto in avanti.