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Atto n. 4-00466 MAFFONI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: molti sindaci dei paesi montani, ed in particolar modo della valle Camonica, situata in provincia di Brescia, lamentano difficoltà nella ricezione dei canali RAI, il cui segnale è debole o addirittura assente in alcune zone; il diritto di accedere all'informazione pubblica da parte di ogni cittadino deve essere garantito, a maggior ragione alle popolazioni residenti nelle aree interne; la recente riforma contenuta nella legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità per il 2016) ha stabilito che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato verrà rateizzato nella bolletta elettrica e che il canone viene pagato da ciascun cliente intestatario di un'utenza di energia elettrica nell'abitazione di residenza; attraverso il maggior gettito ottenuto con l'inserimento dell'imposta nella bolletta elettrica sarebbe opportuno potenziare il segnale specie nelle zone montane, si chiede di sapere quali azioni, nell'ambito delle proprie attribuzioni, il Ministro in indirizzo voglia intraprendere nel breve periodo nelle zone descritte per ottenere la copertura del servizio. Atto n. 4-00467 PEROSINO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: con ordinanza sottoscritta dai sindaci dei comuni francesi di Breil, André Ipert, e di Fontan, Philippe Oudot, adottata il 23 gennaio 2017, veniva interdetto il transito nei centri abitati delle due località ai mezzi di grandi dimensioni; in particolare, con l'ordinanza n. 6/2017, per ragioni di sicurezza e di salvaguardia delle infrastrutture che insistono al di sotto della strada dipartimentale 6204 della valle Roya, veniva vietato il traffico ai mezzi di peso superiore alle 19 tonnellate o di grosso ingombro nei centri abitati delle loro due località, con la conseguente chiusura al traffico lungo la strada dipartimentale del Tenda per questi mezzi; la Prefettura delle Alpi marittime non validava, però, il provvedimento, valutando un eccesso di potere da parte dei due sindaci, demandando la questione al Tribunale amministrativo di Nizza; con la sentenza del Tribunale amministrativo di Nizza, veniva sospeso il provvedimento, non per un abuso di potere, ma perché non sottoscritto da tutti i sindaci interessati al transito lungo la strada; veniva, quindi, emessa una nuova ordinanza intercomunale n. 2017/01, sottoscritta il 1° settembre 2017 dai primi cittadini di Breil, Fontan, Tende, Saorge e La Brigue e non solo dai primi due, come per la prima ordinanza; tale ordinanza interessa i tir superiori alle 19 tonnellate, che dalla val Vermenagna ogni giorno imboccano la strada statale 20 del col di Tenda diretti verso il mare, vietando il transito fra il tunnel e la frontiera di Fanghetto, ma non per chi serve il lato francese della vallata; si tratta di un provvedimento che penalizza un'arteria di comunicazione strategica per l'Italia, e crea forti disagi, nonché una situazione di grave incertezza agli operatori economici; l'ordinanza, tra l'altro, non vieta ai mezzi francesi il transito, creando così una situazione palesemente discriminante per i mezzi italiani; a parere dell'interrogante sarebbe opportuno e urgente che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intervenisse al fine di tutelare gli autotrasportatori italiani penalizzati da un provvedimento ingiusto e discriminatorio, attraverso la predisposizione di un tavolo tecnico e diplomatico con la parte francese, sebbene la strada sia dipartimentale e non statale; si potrebbe, altresì, valutare l'adozione da parte di ANAS, unica competente a tale atto, di un analogo provvedimento che ponga il divieto di percorrenza sulla tratta italiana per i tir francesi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale problematica e quali iniziative intenda adottare al fine di tutelare gli autotrasportatori italiani penalizzati da un provvedimento ingiusto e discriminatorio; se intenda convocare un tavolo tecnico con le autorità francesi e se, in attesa della risoluzione positiva della vicenda, non ritenga di interdire il transito dei tir francesi sulla tratta italiana della strada della valle Roya. Atto n. 4-00468 AGOSTINELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'agricoltura sociale è una pratica che, attraverso iniziative promosse in ambito agricolo e alimentare da aziende agricole e cooperative sociali, mira al reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità e, al contempo, a produrre beni; da un comunicato stampa del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (CNCA), si apprende che diverse organizzazioni del settore (Confagricoltura, Cia, Copagri, Forum nazionale agricoltura sociale, Rete delle fattorie sociali, CNCA, Capodarco e Legambiente) hanno scritto una lettera al Ministro in indirizzo per sollecitare la sua attenzione sull'agricoltura sociale; le organizzazioni di categoria segnalano un'indagine conoscitiva del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), realizzata in collaborazione con la Rete rurale sull'agricoltura sociale, che ha messo in evidenza come negli ultimi 5 anni si sia assistito a una forte crescita del settore, anche grazie agli investimenti per oltre 21 milioni di euro, con attività di inserimento socio-lavorativo in favore delle fasce deboli della popolazione (disabili, disoccupati, detenuti, immigrati); considerato che: con la legge 18 agosto 2015, n. 141, recante "Disposizioni in materia di agricoltura sociale", è stato istituito presso il Ministero l'osservatorio nazionale sull'agricoltura sociale, con lo scopo di sviluppare reti di rapporti solidi diretti a creare un processo costruttivo e di crescita, anche attraverso la valorizzazione delle esperienze del territorio; la legge rimanda la definizione dei requisiti minimi e delle modalità relativi alle attività ad appositi decreti del Ministero ad oggi non ancora emanati, e le organizzazioni di settore auspicano la loro adozione quanto prima; le stesse organizzazioni auspicano, altresì, l'istituzione di un marchio nazionale per pubblicizzare le produzioni delle imprese agricole operanti nel settore dell'agricoltura sociale, in modo da sviluppare una coscienza sociale e favorire una crescita sostenibile e inclusiva in agricoltura; infine, le citate sigle rappresentative chiedono che sia riavviato il dialogo con l'osservatorio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno imprimere un'accelerazione procedurale per l'adozione dei decreti attuativi previsti della legge n. 141 del 2015. Atto n. 4-00469 AGOSTINELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: