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Questo è il tenore delle telefonate e dei messaggi che arrivano. Mi auguro che, nel prossimo provvedimento, lo sport sia degnamente considerato ed uso appositamente questo termine, perché si tratta proprio di dignità. Non ci sono semplicemente coloro che utilizzano le associazioni sportive per mascherare attività commerciali, ma ci sono anche quelle persone - sono la maggioranza - che lavorano nell'ambito dello sport per il bene del prossimo e per fare volontariato. Dobbiamo dunque aiutare queste persone: lo dobbiamo ai nostri figli, agli anziani, che comunque possono praticare sport e, come dicevo prima, ai disabili. Possiamo abbattere le differenze, se si riconosce dignità a coloro che lavorano all'interno di questo comparto. (Applausi) . Mi auguro davvero che nel prossimo decreto ristori ci sia la possibilità, lo spazio e la sensibilità - ma su questo non ho dubbi - affinché tutto questo mondo, che magari ritroviamo nelle piazze un po' arrabbiate (e in parte hanno anche ragione), possa trovare un sostegno. Utilizziamo questo termine, ma diamo davvero loro un sostegno: sosteniamoli, perché se non li sosteniamo noi, che siamo deputati a questo e siamo stati votati per lavorare in tal senso, non lo farà nessuno. Prima o poi dovremo tornare nelle strade e nelle palestre, ma con che faccia ci ritorneremo? Chiedo questo sforzo al Governo, ovviamente in prospettiva. Davvero spero che le richieste che ho avanzato, quelle di accantonamento delle tifoserie - com'è stato già detto - e il fatto di lavorare per obiettivi, per lo sport, la società e il benessere delle persone e dei nostri figli, vengano davvero accolte dagli interessati. Come ho già anticipato, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore della fiducia. (Applausi) . DE LUCIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE LUCIA (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, prima di esporre la mia dichiarazione di voto, preannunciando che il MoVimento 5 Stelle voterà a favore della questione di fiducia posta sul decreto-legge, sento di dover citare anch'io, come hanno fatto i colleghi in precedenza, la questione della pallavolista Lara Lugli: la sua vicenda ci consiglia di continuare a lavorare sullo sport e su tutte le esigenze, oltre a questa specifica che riguarda la legge n. 91 del 1981, connesse al professionismo nel mondo dello sport. Ci spinge a valutare che sono molte le questioni sulle quali dobbiamo intervenire rispetto al mondo dello sport, non ultima, appunto, quella dei ristori che il settore dovrebbe ancora ricevere. Anche per questo è indispensabile che il Governo crei un corridoio, un ufficio al quale ci si possa rivolgere per tutte le numerose questioni che abbiamo la necessità di affrontare nel mondo dello sport. Lo sport per sua natura è il regno dell'azione fisica umana e, come tale, vive della passione e del vigore atletico di chi lo pratica. Dunque, da sempre, per permettere la sussistenza dello sport, si è profilata la necessità ineludibile di sancire un insieme di precetti e regolamenti che ne consentissero un razionale svolgimento, senza intaccarne natura ed essenza, coinvolgente il diritto di esplicarsi in maniera tutelata e tutelabile, erga omnes . Da qui l'autodichia del mondo dello sport, dalle gerarchie istituzionali più alte, come quelle del CIO a livello internazionale, a quelle dei comitati nazionali, come il CONI, a cui aderiscono le varie federazioni sportive dei singoli sport. Tuttavia, questo principio universale, valido in tutto il mondo CIO, era stato messo in pericolo e bersagliato da un insieme di disposizioni di un recente passato, mal calibrate rispetto all'assunto da cui siamo partiti; anzi, dall'assunto su cui si basa lo sport professionistico a livello mondiale. Il vulnus era palese ed era necessario intervenire con buon senso e pragmatismo. La relazione illustrativa che accompagna il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 5 del 2021 rendeva noto che sin dalle prime interlocuzioni informali, nonché nelle missive indirizzate dal Presidente del CIO al ministro Spadafora, era emerso l'avvio da parte del CIO di un'attività istruttoria per comprendere gli impatti che la legge n. 145 del 2018 aveva avuto sull'assetto organizzativo del CONI e sul principio di autonomia e indipendenza sancito dalla Carta olimpica. Il CIO aveva dunque rappresentato - e diremmo anche giustamente - all'Italia una serie di doglianze sul ruolo, l'ammissione, l'autorità e le responsabilità del CONI, assoggettato al rispetto dei requisiti minimi della Carta olimpica. In particolare - proseguiva la relazione illustrativa - è stato eccepito che il personale del CONI non potesse essere assunto e controllato da un'entità esterna riconducibile allo Stato (quindi Sport e Salute SpA), ma dovesse avere una propria dotazione organica e una struttura amministrativa. Da qui la necessità di porre rimedio dal punto di vista legislativo con il disegno di legge che ci apprestiamo a votare e - mi si consenta - da qui l'incisiva capacità del Governo Conte di operare, seppur in extremis , attraverso le disposizioni del decreto-legge n. 5 del 2021, composto di quattro articoli e due allegati, che mira dunque ad assicurare la piena operatività del CONI, nonché la sua autonomia e indipendenza quale componente del Comitato olimpico internazionale, attraverso la ricostituzione della pianta organica e l'assegnazione dei beni strumentali necessari all'assolvimento dei propri compiti istituzionali, nel rispetto dei principi della Carta olimpica e, in particolare, dell'articolo 27, comma 6, che, come detto, stabilisce l'autonomia e l'indipendenza dei Comitati olimpici nazionali. Ciò soprattutto in vista, come già detto dai colleghi, della partecipazione della delegazione italiana alla 32 a edizione dei Giochi olimpici di Tokyo, che ci auguriamo tutti comincino il 23 luglio prossimo. Stiamo parlando, quindi, di una vetrina planetaria, meravigliosa e imponente, dentro la quale non si poteva permettere che la nostra cara Italia, riconosciuta dalla storia come la patria del bello, non si presentasse agghindata dei suoi vestiti migliori, più eleganti, nelle sue forme più lucide e geometricamente ineccepibili. Infatti, colleghe e colleghi, purtroppo - è bene ricordarlo - si era caduti nella tentazione di politicizzare lo sport e a questa avventatezza siamo stati costretti a riparare. La norma che stiamo votando riporta l'autonomia dello sport al centro del villaggio - parafrasando così un linguaggio che in genere viene utilizzato proprio per le Olimpiadi - e depotenzia il processo di ingerenza politica nella piena operatività del sacro percorso di autodichia sportiva. Notevole è la qualità della disciplina innovativa che si sottopone alla nostra attenzione e alla nostra responsabilità di legislatori. Si dispone che il CONI sia fornito di una propria dotazione organica nella misura massima di 165 unità di personale, delle quali 10 di personale dirigenziale di livello non generale, in modo da poter essere pienamente operativo, autonomo e indipendente, in qualità di componente del Comitato olimpico internazionale.