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I due Trattati in esame non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Nel concludere il proprio intervento, il Relatore sottolinea l'importanza, per il nostro Paese, di poter sottoscrivere questo tipo di accordi anche con altri Paesi. Il presidente IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S. Ratifica Trattati Italia-Kazakhstan assistenza materia penale ed estradizione DDL 1262 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica del Kazakhstan, fatto ad Astana il 22 gennaio 2015; b) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica del Kazakhstan, fatto ad Astana il 22 gennaio 2015 (Esame e rinvio) La senatrice PACIFICO ( M5S ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dei Trattati, sottoscritti dall'Italia e dal Kazakhstan nel gennaio 2015, rispettivamente in materia di assistenza giudiziaria in materia penale e di estradizione. Ricorda innanzitutto che il Kazakhstan è uno Stato dell'Asia centrale - il più grande al mondo per superficie fra quelli privi di sbocco al mare - con una popolazione, multi-confessionale e multietnica, composta in prevalenza da Kazaki e Russi, stimata in poco meno di 19 milioni di abitanti. Ultimo tra i Paesi dell'Unione Sovietica ad ottenere l'indipendenza nel dicembre 1991, il Kazakhstan è ad oggi una Repubblica presidenziale, retta ininterrottamente dal Presidente Nursultan Nazarbayev dal 1991 fino alle sue dimissioni volontarie avvenute nel marzo scorso che hanno portato alla nomina ad interim dell'ex Presidente del Senato Kassim-Jomart Tokayev, il cui ruolo è stato poi confermato nelle elezioni presidenziali svolte lo scorso 9 giugno. Ricchissimo di risorse naturali, il Paese, che occupa un'area di particolare valore strategico e politico, dal momento dell'indipendenza ha registrato tassi di crescita tra i più dinamici al mondo, triplicando in un ventennio il proprio reddito pro capite. I rapporti con l'Italia, dal 1992 in poi, si sono costantemente rafforzati, in un quadro di dialogo e di mutuo beneficio, tanto che ad oggi il nostro Paese è uno dei principali partner strategici del Kazakhstan, attestandosi quale primo cliente internazionale per le esportazioni kazake, con una quota di mercato pari al 22,4 per cento. Un Trattato di Partenariato strategico bilaterale, firmato nel novembre 2009, ha contribuito a far crescere l'interscambio commerciale tra i due Paesi, che ha segnato un sensibile aumento proprio nel corso del 2018, anno in cui anche le esportazioni italiane hanno registrato una crescita del 63,9 per cento rispetto al 2017. La relatrice ricorda che i due Trattati oggetto della presente ratifica si inseriscono nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione e alla regolamentazione puntuale e dettagliata dei rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità transnazionale. Il primo dei due Accordi - quello relativo all'assistenza giudiziaria in materia penale - si compone di 28 articoli ed è finalizzato a disciplinare l'assistenza giudiziaria penale bilaterale. L'adozione di tali norme è stata imposta dalla progressiva estensione dei rapporti tra i due Paesi, aspetto che inevitabilmente reca con sé anche lo sviluppo di fenomeni criminali che coinvolgono entrambi gli Stati e che rendono necessaria la predisposizione di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione bilaterale. Il testo (articolo 1) impegna le Parti a prestarsi la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, prevedendo, fra l'altro, la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei testimoni, delle parti offese e dei periti, l'acquisizione e la trasmissione di atti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, l'espletamento di perizie, l'esecuzione di perquisizioni, sequestri e confisca dei proventi di reato, lo scambio di informazioni in materia di diritto. Il Trattato prevede che l'assistenza giudiziaria possa essere prestata anche quando il fatto per cui è richiesta non costituisca reato nello Stato richiesto, salvo i casi in cui essa si riferisca a perquisizioni, sequestri, confische di beni o ad atti che incidono sui diritti fondamentali delle persone, che prevedono che essa sia prestata solo se il reato per cui è richiesta sia previsto come reato anche nell'ordinamento giuridico dello Stato richiesto, secondo il principio della doppia incriminazione (articolo 2). I successivi articoli disciplinano le ipotesi di rifiuto o rinvio dell'assistenza (articolo 3), individuano nel Ministero della Giustizia della Repubblica italiana e nell'Ufficio del Procuratore Generale le Autorità Centrali designate dalle Parti Contraenti (articolo 4), e stabiliscono forma e contenuto della richiesta di assistenza (articolo 5), nonché le modalità per la sua esecuzione (articolo 6). Il Trattato disciplina quindi in modo dettagliato i singoli atti che possono costituire oggetto della richiesta di cooperazione giudiziaria (articoli 7-18), fra cui le assunzioni probatorie (articoli 9 e 10), la comparizione mediante videoconferenza (articolo 12), il trasferimento temporaneo di persone detenute (articolo 13), la protezione di vittime, testimoni ed altri partecipanti al procedimento penale (articolo 14), la produzione di documenti, atti e cose (articoli 15 e 16), le perquisizioni, i sequestri e le confische (articolo 17), gli accertamenti bancari e finanziari (articolo 18). Il Trattato, che contempla la possibilità che le Parti prestino altre forme di assistenza o cooperazione giudiziaria in virtù di specifici accordi, di intese o di pratiche condivise (articolo 19), disciplina altresì lo scambio di informazioni tra gli Stati, prevedendo la trasmissione di informazioni sui procedimenti penali, sui precedenti penali e sulle condanne inflitte nei confronti dei cittadini dell'altro Stato (articolo 20), lo scambio di informazioni sulla legislazione (articolo 21) e la trasmissione di sentenze e di certificati penali (articolo 22). L'Accordo bilaterale, che impegna le Parti a rispettare il carattere di segretezza dei documenti e delle informazioni fornite o ricevute (articolo 24), disciplina quindi la ripartizione delle spese sostenute per la richiesta di cooperazione (articolo 25). Il secondo dei due Trattati in esame, quello in materia di estradizione, composto da 24 articoli, è finalizzato a promuovere una rapida ed efficace collaborazione fra i due Paesi in materia di estradizione, conformemente ai principi del diritto internazionale.