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Sappiamo che le difficoltà sono ancora molte e che in Europa ci sono un'interlocuzione e una dialettica dai toni anche aspri; sappiamo che è una battaglia ancora non completamente vinta. Quindi, no al tiro alla fune e sì all'opportunità di progettare un nuovo mondo che veda come elementi strategici la riconversione ecologica, la digitalizzazione e la cura. Ovviamente è facile intendere la cura, importantissima, dal punto di vista sanitario, ma - anche qui - occorre un cambiamento importante pensando anche alla cura del territorio e delle nostre comunità. Si tratta dell'idea per cui la transizione ecologica fa parte di questo concetto largo di cura ed è oggi più che mai assolutamente collegata e inscindibilmente connotata dall'idea di una nuova politica industriale e di una tecnologia molto avanzata. In sostanza, noi oggi non possiamo parlare di questi argomenti se non li sposiamo con la tecnologia. Dare questa direzione alla tecnologia è per un verso una scelta e per un altro verso è una sfida. È stato anche ricordato, non solo oggi in quest'Aula poiché è un argomento di dibattito pubblico con toni dialettici accesi, il rapporto e il ruolo dell'opposizione rispetto alle scelte di governo e a quello che votiamo in Parlamento. Credo che dobbiamo affrontare questo tema essendo all'altezza: non solo nel provvedimento di cui discutiamo oggi e che voteremo, oltre agli altri che pure voteremo (penso alla legge di stabilità), avremo un'occasione molto importante: tra pochissimi giorni c'è la discussione sulle linee del recovery fund . Facciamo allora in modo che sia un'occasione per confrontarci davvero su una visione alta e strategica in cui il Parlamento rivendica la sua centralità perché è in grado di discutere in quanto ne è all'altezza, in cui la maggioranza rivendica una direzione e scelte precise, ma in cui la collaborazione dell'opposizione sta nel fatto di confrontarsi su queste scelte offrendo un contributo, come mi sembra sia stato fatto con questo provvedimento. Non si tratta di un ricambio generico a un garbo istituzionale, che va sempre bene ma che credo che non sia sufficiente, considerate le sfide e le responsabilità che abbiamo. Ad esempio, a me sembra evidente una cosa: non è che semplicemente non siamo d'accordo sulla flat tax ; il fatto è che tale misura è totalmente superata dagli eventi. Ma è altrettanto evidente che di politica fiscale si deve parlare in un quadro generale strategico e di rimodulazione del prelievo fiscale, con delle scelte che usino la leva fiscale. Signor Presidente, concludo sulla questione della Casa internazionale delle donne, perché mi sento anch'io chiamata in causa. Sono molto d'accordo con quello che ha detto la collega Fedeli: è miope non attribuire a questo tipo di presidi un valore centrale nella coesione sociale e per il progresso delle nostre comunità. Non sono solo presidi contro la violenza nei confronti delle donne - che pure sarebbe un argomento importantissimo - ma in quanto riferimenti culturali di aggregazione nel nostro tessuto urbano. È miope e - permettetemi - rozzo pensare che tutto questo non abbia a che vedere con lo sviluppo della nostra comunità e della nostra società. Se mai, noi pensiamo che questo sia solo un piccolissimo passo rispetto a un quadro più generale che non riguarda solo questa specifica Casa internazionale delle donne, che è a Roma ma che ha un valore nazionale, tant'è vero che abbiamo presentato alcune proposte di legge, anche a prima firma della collega Fedeli, tese a valorizzare e sostenere questi luoghi di tutela delle donne. È proprio nel frangente storico che stiamo attraversando che ve ne è un assoluto bisogno per tutta la collettività, e non ovviamente solo a tutela delle donne. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, il cosiddetto decreto agosto è una manovra da 25 miliardi di euro, quindi arriviamo a quota 100 miliardi di indebitamento netto. Questo è esattamente quanto Forza Italia e i suoi responsabili economici avevano chiesto all'inizio di questa crisi come misura rispetto alla quale ci saremmo confrontati per mettere in campo delle iniziative concrete. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,55) ( Segue DAL MAS). Non è stato possibile. Avete condotto una politica fatta di una successione di decreti - siete arrivati adesso a 100 miliardi di indebitamento - perché evidentemente la visione che avevate e che avete tuttora non vi ha consentito di prevedere queste cose per tempo, tant'è che oggi praticamente dovete comunque intervenire con misure di sostegno al reddito dentro i 25 miliardi. La battuta sarebbe scontata: non c'è solo il reddito di Tridico in discussione; ci sono situazioni ben più gravi e ben più importanti. La cassa integrazione straordinaria ancora non è arrivata in modo omogeneo nel Paese. È stata poi introdotta una misura assolutamente nuova, ma solo per alcune Regioni italiane: la fiscalità di vantaggio solo per il Sud, mentre il resto del Paese è estraneo a questa vicenda. Il costo del lavoro e la nostra capacità di essere competitivi in Europa e nel mondo passano in secondo piano, perché ritenete che, con le misure messe in campo, in Italia sia possibile consentire una fiscalità di vantaggio limitata al Sud. Io provengo da una Regione che confina con due Paesi dell'Unione europea, dove la flat tax esiste da tempo e dove la fiscalità di vantaggio è una necessità per contenere la delocalizzazione. Tuttavia, ciò che evidentemente non c'è in questo provvedimento e che non riceve alcun vantaggio è il sistema immobiliare, il sistema della casa. Il problema della casa è centrale. Abbiamo chiesto e chiediamo con forza l'introduzione della cedolare secca per le locazioni commerciali; lo avete annunciato, ci sono stati più interventi all'interno della maggioranza, che tuttavia si sono dissipati, non si sono visti. Abbiamo proposto un emendamento che veniva incontro a questa esigenza, dicendo ai proprietari di ridurre il canone a fronte del vantaggio di una riduzione della cedolare, ma non lo avete accolto. Avete mantenuto una misura assolutamente non accettabile dal punto di vista costituzionale, perché è indiscriminata nella sua applicazione: mi riferisco al blocco delle procedure di sfratto, che nulla hanno a che fare con la vicenda della pandemia, perché sono maturate precedentemente. Credo che rispetto a questo quanto meno avreste dovuto prevedere un fondo di indennizzo per quei proprietari che integrano la pensione o che ricevono il reddito semplicemente dalla locazione e non possono riceverlo perché sono bloccati da un anno e più nelle procedure fino a dicembre. Questo non lo avete previsto, contemplando invece la possibilità di cedere il credito fino al 60 per cento nel canone di locazione per il mese di giugno. Fortunatamente so che in Commissione bilancio si è prevista la possibilità di estendere fino a dicembre 2020 la cessione del credito per le locazioni degli alberghi: va benissimo, ma questa doveva essere una misura concepita per tutte le locazioni, invece non lo avete fatto. Costava 500 milioni di euro: all'interno di 25 miliardi non siete riusciti a concepire questa misura, non siete riusciti a concepire una misura che rimetta in moto il mercato immobiliare, che risolva un problema annoso. Bisognava pensare a rinviare - e il Parlamento avrebbe dovuto farlo - il pagamento della seconda rata dell'IMU: era necessario e si poteva portare a marzo del prossimo anno. L'IMU continua a dare allo Stato un gettito di 22 miliardi.