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Ritiene, quindi, di poter confermare l'orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di direttiva COM(2021) 93, e di segnalare che è attualmente all'esame della Camera dei deputati la proposta di legge in materia di parità retributiva (AC 522 e connessi), in cui si prevede una riduzione della predetta soglia relativa all'obbligo di fornire informazioni sul divario retributivo, da 100 a 50 dipendenti, e in cui si prevedono numerose altre misure e disposizioni che vanno nella direzione di una maggiore trasparenza retributiva, in linea con gli obiettivi contenuti nella proposta di direttiva COM(2021) 93, volti a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne. Interviene il sottosegretario AMENDOLA per esprimere la posizione favorevole del Governo sullo schema di risoluzione. Il PRESIDENTE , in assenza di ulteriori richieste di interventi e previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di risoluzione, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. AFFARI ASSEGNATI n. 765 Affare sulle possibili iniziative legislative della Commissione europea sulla delimitazione del territorio doganale dell'Unione europea Doc n. 765 Affare sulle possibili iniziative legislative della Commissione europea sulla delimitazione del territorio doganale dell'Unione europea (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc . XXIV, n. 51) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 luglio. Il senatore NANNICINI ( PD ), relatore, presenta uno schema di risoluzione, a conclusione dell'esame dell'affare assegnato in titolo, ricordando che esso ha consentito di approfondire la normativa europea che regola la materia doganale in via generale e che disciplina le specificità riconosciute allo stato attuale e che potrebbero essere riconosciute in futuro. In tale contesto si inserisce, per quanto riguarda l'Italia, oltre al caso di Livigno e di Campione d'Italia, quest'ultimo recentemente ricompreso nel territorio doganale UE, anche la questione del porto franco di Trieste, nei suoi aspetti normativi europei e internazionali. Al riguardo ricorda che, anche su sollecitazione del Consiglio regionale della regione Friuli Venezia Giulia e di alcune associazioni di categoria, si è profilata l'ipotesi di intervenire presso le competenti autorità nazionali e dell'Unione europea, per promuovere e sostenere la piena attuazione delle previsioni giuridiche inerenti al regime di extraterritorialità doganale dei punti franchi del porto di Trieste. A tal fine, la Commissione ha svolto le audizioni di rappresentanti di Confetra Friuli-Venezia Giulia, del Presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia e di rappresentanti dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, l'8 giugno 2021. Evidenziando, quindi, le argomentazioni di merito, emerse dai lavori di approfondimento, relativamente all'opportunità dell'esclusione dal territorio doganale europeo del Punto franco di Trieste, attualmente inquadrato nel regime delle zone franche di cui agli articoli 243 e seguenti del regolamento (UE) n. 952/2013, propone di esprimere la necessità che la Commissione europea, anche su richiesta del Governo italiano, attivi la procedura legislativa europea per l'esclusione dei punti franchi del Porto di Trieste dal territorio doganale dell'Unione europea, mediante una modifica dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 952/2013, istitutivo del codice doganale dell'Unione, in ragione dell'origine internazionale dello speciale regime del Porto franco di Trieste, derivante dall'applicazione dell'Allegato VIII al Trattato di pace tra l'Italia e le potenze alleate e associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, confermato nel memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 e nella dichiarazione a verbale del Consiglio e della Commissione resa in occasione dell'adozione del regolamento (CEE) n. 2504/88, del 25 luglio 1988, relativo alle zone franche e ai depositi franchi. A tal fine, propone inoltre di disporre che la risoluzione sia inviata alla Commissione europea, nell'ambito del dialogo politico con i Parlamenti nazionali, e al Governo, ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 234 del 2012. Interviene il sottosegretario AMENDOLA per esprimere la posizione favorevole del Governo sullo schema di risoluzione, ritenendo che la proposta di modifica del all'articolo 4 del regolamento (UE) n. 952/2013, finalizzata a mutare l'attuale status doganale del Porto Libero di Trieste da "regime di zona franca europea" a quello di "luogo escluso dal territorio doganale dell'UE", appare in linea con l'Allegato VIII del Trattato di pace tra l'Italia e le potenze alleate e associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, in cui si contempla la creazione del Libero Porto di Trieste, sottoposto alle autorità del Libero Territorio di Trieste e caratterizzato da un peculiare regime di libera circolazione di merci e servizi senza il pagamento di oneri doganali (extradoganalità). Il PRESIDENTE , in assenza di ulteriori richieste di interventi e previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di risoluzione, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA AS 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari DDL 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari (Parere alla 2 a Commissione. Esame e rinvio) La senatrice RICCIARDI ( M5S ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, che prevede una serie di deleghe al Governo, che dovranno essere esercitate entro un anno dall'entrata in vigore della legge, e che contiene novelle al codice penale e al codice di procedura penale, immediatamente precettive. Le disposizioni del disegno di legge sono riconducibili a diverse finalità, tra le quali è preminente l'esigenza di accelerare il processo penale anche attraverso una sua deflazione e la sua digitalizzazione. Misure sono rivolte al potenziamento delle garanzie difensive e della tutela della vittima del reato. Una innovativa disciplina concerne la ragionevole durata del giudizio di impugnazione, del quale è prevista l'improcedibilità in caso di eccessiva durata. Per quanto riguarda le disposizioni volte alla deflazione e accelerazione del processo penale, l'articolo 1, comma 9, detta principi e criteri direttivi volti a riformare alcuni profili della disciplina in materia di indagini preliminari e udienza preliminare. L'articolo 1, comma 10, detta principi e criteri direttivi per la riforma dei riti alternativi, finalizzati ad estenderne l'applicabilità ed a renderli maggiormente appetibili, con effetti deflattivi del rito dibattimentale.