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Art. 2 Caratteristiche e dispositivi dei serbatoi 1. Il primo e il secondo comma dell'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1971, n. 208, sono sostituiti dai seguenti: "I serbatoi devono essere interrati e provvisti di casse di contenimento in cemento armato. Devono presentare inoltre le seguenti caratteristiche: a) capacità totale non superiore a 30 metri cubi; b) idoneo rivestimento contro le corrosioni; c) lunghezza delle tubazioni fisse per il travaso, tra i punti di attacco alle pareti dei serbatoi e quelli immediatamente esterni alle casse di contenimento, non superiore ad un metro". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 17 novembre 1986 COSSIGA CRAXI, Presidente del Consiglio dei Ministri SCALFARO, Ministro dell'interno Visto, il Guardasigilli: ROGNONI Registrato alla Corte dei conti, addì 20 febbraio 1987 Atti di Governo, registro n. 63, foglio n. 24 Nota all'art. 2: Il testo dell'art. 3 del D.P.R. n. 208, 1971 come modificato dall'art. 2 del D.P.R. qui pubblicato, è il seguente: "Art. 3 (Caratteristiche e dispositivi del serbatoio). - I serbatoi devono essere interrati e provvisti di casse di contenimento in cemento armato. Devono presentare inoltre le seguenti caratteristiche: a) capacità totale non superiore a 30 metri cubi; b) idoneo rivestimento contro le corrosioni; c) lunghezza delle tubazioni fisse per il travaso, tra i punti di attacco alle pareti dei serbatoi e quelli immediatamente esterni alle casse di contenimento, non superiore ad un metro. Dev'essere munito infine dei seguenti dispositivi: a) un indicatore di livello del liquido contenuto nel serbatoio, fisso e a segnalazione continua; b) un sistema a pescante fisso per il controllo del livello massimo ammissibile del liquido; c) un sistema costituito da due valvole di sicurezza con possibilità di esclusione di una sola di esse in caso di controllo o di manutenzione, collegato ad uno scarico in candela; d) una valvola di accesso di flusso per ciascun punto di attacco delle tubazioni di traverso in fase liquida; e) una valvola di non ritorno al punto di attacco della tubazione di travaso o fase liquida; f) messa a terra con resistenza non superiore a 20 Ohm. La sezione del tubo di scarico in candela di cui alla lettera c) del comma precedente non dev'essere inferiore a quella di scarico della valvola di sicurezza. In caso di più valvole collegate al medesimo scarico, la sezione del tubo di scarico dev'essere non inferiore alla somma delle sezioni di scarico delle singole valvole. Lo scarico in candela deve avere la parte terminale a non meno di metri 5 dal piano di calpestio".