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cosa estremamente opportuna per la creazione dei presupposti necessari al finanziamento delle infrastrutture (viarie, ferroviarie, eccetera) indifferibili ed urgenti per contrastare lo spopolamento che rischia di destabilizzare le regioni meridionali, come risulta dai seguenti allarmanti dati: il Mezzogiorno negli ultimi 15 anni si è impoverito per la perdita di circa un milione di abitanti, tra cui 200.000 laureati, per formare i quali è stata investita l'ingente somma di 34 miliardi di euro. In definitiva il Sud ha perduto, insieme, il meglio del proprio tessuto demografico ed ingenti risorse finanziarie; l'art. 1, comma 599, della legge ha stabilito che "Entro il 28 febbraio di ogni anno le amministrazioni centrali trasmettono al Ministro per il Sud e al Ministro dell'economia e delle finanze, con apposita comunicazione, l'elenco dei programmi di spesa ordinaria in conto capitale di cui al comma 2". Questo elenco dei programmi di spesa va indicato già nel Documento di economia e finanza (DEF) che va presentato entro il 10 aprile, per assicurare al Sud una quota di investimenti pubblici proporzionale alla popolazione di riferimento (34 per cento). Entro il 30 giugno 2019 andrà emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con le modalità per verificare se e in quale misura le amministrazioni centrali dello Stato abbiano rispettato la clausola del 34 per cento, applicabile anche ai contratti di programma di Anas e Ferrovie dello Stato; a quanto risulta, però, l'adempimento non sarebbe rispettato, nonostante l'iniziativa sollecitatoria adottata dal Ministro per il Sud che ha evidenziato ai Ministri di spesa la necessità che la risposta arrivi al più presto essendo prossima la scadenza del 10 aprile entro la quale va presentato il DEF, si chiede di conoscere quali urgenti interventi si intenda assumere affinché nel DEF, che va presentato entro il 10 aprile, sia presente l'elenco dei programmi di spesa ordinaria in conto capitale per garantire alle Regioni meridionali il rispetto della quota di investimenti pubblici pari al 34 per cento. Atto n. 4-01360 PUGLIA VACCARO DONNO LA MURA PELLEGRINI Marco GIANNUZZI LANNUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: come noto, la Gori è il soggetto gestore del servizio idrico integrato dell'ambito distrettuale sarnese-vesuviano e ha come principale obiettivo quello di rendere efficiente, efficace ed economica la gestione della risorsa acqua; come si legge sul sito internet dell'azienda, essa dovrebbe garantire all'utenza l'erogazione di acqua potabile, e un servizio adeguato a un moderno Paese europeo, anche attraverso la realizzazione di investimenti volti al miglioramento delle infrastrutture e riguardanti soprattutto l'innovazione tecnologica, con la costante attenzione alla salvaguardia dell'ambiente; considerato che: da fonti giornalistiche, unitamente a quanto si apprende dalla popolazione residente, emerge una situazione a dir poco allarmante. E invero, nonostante la società Gori vanti una pianta organica consistente e si avvalga della consulenza, anche legale, di professionisti di rilievo, i disservizi lamentati dai cittadini riguardano la continua carenza idrica, addirittura in interi quartieri, ovvero le numerose sospensioni del servizio, come si legge su "loravesuviana" del 19 dicembre 2018; la società Gori gestisce il servizio in 76 comuni nell'ambito distrettuale sarnese-vesuviano e, nonostante le gravi carenze, il servizio idrico offerto è tra i più cari in Italia. In molte occasioni, infatti, lo scandalo delle tariffe d'oro che vessano da anni gli utenti Gori è emerso dalle testate giornalistiche, locali e non. Basti pensare che "Calcolando un consumo medio di 192 metri cubi d'acqua in un anno per una famiglia di 3 persone nei 76 Comuni soggetti alla disastrosa gestione Gori la bolletta è di ben 309,19 €, contro i 160,50 € che pagherebbe un cittadino napoletano ad Abc, 149,76 € di un torinese alla Smat, 119,84 € di un romano all'Acea (la stessa società che controlla la Gori), 42,67 € di un milanese alla Metropolitana Milanese", come si legge su "vesuvianonews" il 2 novembre 2018; le inefficienze della società Gori ricadono sui cittadini, a fronte di tariffe sensibilmente care. Inoltre, è continua la fuga di notizie circa gli sprechi praticati dalla stessa e dalla Regione Campania; considerato infine che l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) è un organismo indipendente, istituito con la legge n. 481 del 1995, con il compito di tutelare gli interessi dei consumatori e di promuovere la concorrenza, l'efficienza e la diffusione di servizi con adeguati livelli di qualità, attraverso l'attività di regolazione e di controllo. L'azione dell'Autorità, inizialmente limitata ai settori dell'energia elettrica e del gas naturale, è stata in seguito estesa attraverso alcuni interventi normativi. E invero, in primis , con il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, all'Autorità sono state attribuite competenze anche in materia di servizi idrici. L'articolo 21, comma 19, del decreto-legge prevede che: "Con riguardo all'Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, sono trasferite all'Autorità per l'energia elettrica e il gas le funzioni attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, che vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti all'Autorità stessa dalla legge 14 novembre 1995, n. 481", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda riferire circa la gestione, a parere degli interroganti discutibile, del servizio idrico da parte della società Gori; se intenda porre in essere un adeguato raccordo istituzionale con ARERA volto a porre fine alle carenze idriche dell'ambito distrettuale sarnese-vesuviano e a garantire lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Atto n. 4-01361 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 3 marzo 2019 c'è stata una rapina a mano armata in via Guadalupo nel rione Carmine a Salerno ai danni di un fruttivendolo; due banditi, a volto coperto, hanno preso l'incasso del commerciante, circa 200 euro, per poi fuggire; il fruttivendolo si è visto piombare all'interno del negozio i due, che puntandogli l'arma al volto lo costringevano a consegnare l'incasso della giornata; si tratta dell'ennesimo caso verificatosi a Salerno, città dove rapinatori e ladri d'appartamento imperversano, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda dotare le forze dell'ordine di maggiori uomini e mezzi per meglio controllare il territorio. Atto n. 4-01362 IWOBI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: