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con bando di gara del 19 marzo 2014, Consip SpA ha indetto, per conto del Ministero dell'economia e delle finanze, una procedura aperta, suddivisa in 18 lotti geografici, per l'affidamento dei servizi integrati, gestionali ed operativi, da eseguirsi negli immobili, adibiti prevalentemente ad ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle pubbliche amministrazioni, nonché negli immobili in uso a qualsiasi titolo alle istituzioni universitarie pubbliche ed agli enti ed istituti di ricerca, da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (cosiddetta FM4, Facility Management 4); la procedura di gara, nonostante siano trascorsi 5 anni dalla sua indizione e 3 anni dalla conclusione delle operazioni di valutazione delle offerte tecniche e di quelle economiche, con la formazione delle relative graduatorie, non è stata ancora formalmente portata a termine con l'aggiudicazione definitiva dei singoli lotti; si rileva dagli organi di stampa che le società che ad oggi erogano i servizi attraverso contratti in proroga, la cui legittimità è tutta da verificare, sono coinvolte a vario titolo in indagini penali (Romeo Gestioni), sottoposte con sentenza di esclusione da parte del Consiglio di Stato n. 5424/2018 del 19 settembre 2018 dalla gara stessa (Romeo Gestioni, Manital), sotto indagine da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per comportamento anticoncorrenziale (Manutencoop, Manital, Cofely, CNS) con l'ipotesi di gravi reati contro la pubblica amministrazione; il Consiglio di Stato ha rilevato che, nel caso della Romeo Gestioni, sulla base delle disposizioni del codice dei contratti pubblici (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016, e successive modificazioni e integrazioni), l'illecito concorrenziale contestato al concorrente è riconducibile ad un "grave errore professionale" il che farebbe intendere l'implicito decadimento del rating di legalità e la stessa onorabilità del concorrente. A maggiore conferma, 10 dei 14 lotti della convenzione Facility Management 3 vedono oggi erogare i servizi negli immobili della pubblica amministrazione da società che in qualche modo sono implicate nelle indagini richiamate; la stessa società Romeo Gestioni continua ad erogare i servizi in ben 4 lotti nell'ambito della convenzione FM3 (Lombardia, Campania e Basilicata, Puglia e Molise, Roma 1° municipio), attraverso continue e ripetute proroghe la cui legittimità è tutta da verificare; la mancata aggiudicazione della gara FM4 consente alla Romeo Gestioni di continuare ad erogare i servizi nell'ambito della convenzione FM3, seppure in regime di proroga, con un costo superiore per le pubbliche amministrazioni rispetto a quello che si avrebbe per gli stessi servizi erogati nell'ambito della convenzione FM4 di oltre il 30 per cento, pari ad un mancato risparmio di oltre 800 milioni; durante la seduta pubblica del 12 luglio 2018, il presidente della commissione aggiudicatrice, sollecitato in merito alla data di aggiudicazione, dichiarava che essa sarebbe intervenuta a stretto giro durante il periodo di agosto-settembre 2018; Consip, in qualità di stazione appaltante, pur avendo pubblicato sul sito istituzionale la chiusura del procedimento in data 28 settembre 2018, continua a non procedere all'aggiudicazione definitiva della gara oltre a non fornire alcuna informazione ai concorrenti circa lo stato di avanzamento del procedimento e sulle motivazioni che la inducono a non aggiudicare definitivamente ai legittimi vincitori, arrecando alle aziende stesse un grave danno economico e finanziario; il tempo trascorso senza trovare una soluzione consona a questa situazione, al di là della proroga, e i ritardi nei tempi per l'aggiudicazione definitiva, come noto ad esclusiva gestione Consip, sembrerebbero attribuibili a una strategia il cui unico fine sarebbe solo quello di agevolare il "sistema" di aziende a vario titolo implicate in indagini penali e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, permettendo loro, viste le ripetute proroghe, di continuare ad erogare i servizi alla pubblica amministrazione. Queste aziende andrebbero escluse e la gara dovrebbe essere definitivamente aggiudicata, in modo da consentire l'accesso agli altri partecipanti al bando che, oltre ad essere aggiudicatari in quanto giudicati primi classificati, non sono coinvolti in alcuno degli scandali menzionati; il ritardo di aggiudicazione sta generando un grave danno economico sia per la pubblica amministrazione che per le aziende, per effetto della necessità di indire, sostenendo ulteriori costi, gare per l'erogazione di specifici servizi, attraverso la piattaforma SDAPA rinunciando alle prerogative introdotte dalle convenzioni di facility management ; le aziende concorrenti e provvisoriamente aggiudicatarie, per effetto del tempo trascorso dalla presentazione dell'offerta, oltre 4 anni fa, continuano a sostenere i costi delle polizze fideiussorie che ad oggi ammontano a oltre 150.000 euro, e che impediscono loro di partecipare ad altre gare per gli impegni finanziari presi nei confronti delle gare Consip; nella seduta del 17 aprile 2019 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, come riportato anche dagli organi d'informazione, ha accertato la sussistenza di un'intesa anticoncorrenziale avente ad oggetto proprio il condizionamento della gara stessa. Nel complesso sono state comminate sanzioni per un importo pari a 235.000.000 euro ai maggiori operatori del settore, fatte escluse solo due società alle quali non è stato accertato alcun illecito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti e se essi corrispondano al vero, e in tal caso come li valuti; quali iniziative intenda porre in essere al fine di sbloccare l' iter di aggiudicazione della convenzione Facility Management 4, con particolare riguardo alla deliberazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che accerta illeciti per alcune società, penalizzando egualmente anche le società rimaste completamente estranee agli illeciti che comunque pagano la mancata aggiudicazione della gara. Atto n. 4-01686 TURCO PACIFICO GUIDOLIN MININNO GAUDIANO ANGRISANI ROMANO GALLICCHIO CASTALDI ORTIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il 12 maggio 2019 la Puglia è stata duramente colpita dal maltempo. In tutta provincia di Taranto la grandine e le piogge torrenziali si sono abbattute su orti e frutteti ma anche, e pesantemente, sugli alberi di ulivo. In alcuni casi, la grandine ha avuto un impatto tanto violento da rendere inutile la protezione dei teli in plastica posti a difesa dei vigneti. Per ciliegie, albicocche, mandorli, alberi da frutto in genere e anche ortaggi, la grandinata arriva come l'ennesima "bomba" su una stagione già drammatica per gli agricoltori pugliesi; sono state particolarmente colpite le zone di Ginosa, Mottola e Castellaneta Marina, ma anche la valle d'Itria, compresa la città di Martina Franca; nel dettaglio la grandine ha intaccato angurie, vigneti e melograni nell'area di Ginosa e Castellaneta.