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Posso dire di essere estremamente insoddisfatto di come sono andate le cose in questi anni e della piega che sta prendendo questo progetto, che la comunità del vallone del Gran San Bernardo sta aspettando da anni. Quindi vigiliamo e vediamo come si evolveranno le cose. PRESIDENTE . Il senatore Faraone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01696 sulla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, per tre minuti. FARAONE (IV-PSI) . Signor Ministro, oggi la interroghiamo rispetto alla richiesta di un eventuale intervento da parte del Governo sulla realizzazione di un'infrastruttura importantissima. Però, più che interrogarla sull'eventualità, noi vorremmo interrogarla sulla reale realizzazione e sui passi che il Governo intende mettere in campo per far sì che quest'opera infrastrutturale si realizzi e si realizzi celermente. Mi riferisco ai passi necessari per realizzare il "ponte del Mediterraneo"; io lo chiamerei così, più che ponte sullo Stretto, visto che è un'infrastruttura necessaria per collegare all'Europa i mercati dell'estremo Oriente, portando l'alta velocità fino a Palermo e ad Augusta, con il corridoio 1 che è chiamato proprio "Berlino". Ne beneficerebbe l'economia del Paese, perché diventeremmo centrali nel Mediterraneo; ne beneficerebbe anche l'ambiente, senza emissioni di CO 2 ed evitando i viaggi delle inquinanti navi portacontainer, oggi costrette ad attraversare il Mediterraneo e lo stretto di Gibilterra, dopo aver costeggiato Portogallo, Spagna, Francia e Belgio, fino a Rotterdam. Né ci convince, signor Ministro, la tesi per cui, se si realizza un'infrastruttura, c'è di fatto la certezza di ruberie e corruzione. Abbiamo dimostrato che in questo Paese è possibile intervenire, anche celermente (ponte di Genova, Expo), senza che vi sia alcuna corruzione e senza che vi sia infiltrazione mafiosa: impedire questo è competenza dello Stato. In più, signor Ministro, non è meno importante il quarto punto, cioè una necessaria perequazione infrastrutturale nel Paese, affinché, oltre al ponte, si possano realizzare l'alta velocità, gli interventi sulle ZES, l'autorità portuale e la banda larga, perché queste misure e questi interventi, tutti insieme, porterebbero a un rilancio del Mezzogiorno, oltre che dell'Italia. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, l'emergenza sanitaria ha reso ancor più fondamentale il miglioramento dei collegamenti con e tra le Regioni del Mezzogiorno, che risulta strategico al fine di consentire, utilizzando sia le risorse già stanziate dal Governo che quelle rese disponibili dall'Europa, un effettivo ed agevole esercizio del diritto alla mobilità e della mobilità delle merci. Per questa ragione, nel piano «Italia veloce» le infrastrutture al Sud rappresentano il cuore del progetto dei prossimi anni per il Paese. In tale contesto si inserisce l'approfondimento relativo al ponte sullo Stretto di Messina, per la cui realizzazione era stata costituita una società pubblica attualmente in liquidazione. Detto approfondimento richiede un'attenta valutazione delle problematiche tecnico-costruttive e delle ricadute occupazionali, ambientali, trasportistiche e, più in generale, degli esiti di una puntuale analisi costi-benefici, così come prevista dall'articolo 23 del codice degli appalti. A questo seguirà una compiuta verifica e valutazione dell'opera da parte di tutte le forze politiche e dei territori interessati per la decisione finale. Sono convinta, infatti, che la realizzazione di opere utili, anche in tempi ragionevoli, non possa comunque prescindere da una relazione virtuosa tra l'infrastruttura e il territorio nel quale la medesima deve insistere, che si deve fondare su un ampio consenso intorno alle opzioni di sviluppo anche sociale e di vocazione economico-produttiva dei territori. Al termine di questa analisi, pertanto, che potrà durare qualche mese, potrà essere assunta la decisione relativa all'eventuale realizzazione dell'opera e ovviamente, conseguentemente, al finanziamento complessivo. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Faraone, per due minuti. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta perché credo che in questo Paese in tutti questi anni di analisi costi-benefici se ne siano fatte abbondantemente e che oggi siamo nelle condizioni di scegliere qualcosa e non di rinviare ulteriormente. Signor Ministro, il Governo, tra l'altro, agli Stati generali ha presentato alle forze sociali il piano in cui è prevista anche l'alta velocità per la Sicilia. A meno che non pensiamo che il treno debba volare, è previsto il ponte. Sono d'accordo sul fatto che dobbiamo ascoltare tutte le forze politiche, che si sono già abbondantemente dichiarate. Ho sentito il suo sottosegretario Cancelleri del MoVimento 5 Stelle dirsi a favore, tutte le forze di opposizione dirsi favorevoli, come il ministro Franceschini. Noi, come Italia Viva, lo siamo ugualmente. Credo che in questo Parlamento, se si votasse sul ponte, si registrerebbe la stragrande maggioranza dei consensi. Ci sono finalmente anche le risorse economiche e non ci sarà più questa opportunità di risorse economiche così grandi da parte dell'Europa perché sono una tantum . È possibile, quindi, finalmente concretizzare un intervento. Signor Ministro, c'è anche un progetto e ci sono i costi-benefici valutati dalle organizzazioni di categoria, compresa Confindustria, sui posti di lavoro che si creano e sulla ricchezza che si genera nel Paese. Credo che i tempi siano maturi affinché entro questa legislatura si proceda. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Calandrini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01692 sulla realizzazione di un'autostrada tra Roma e Latina e di una bretella tra Cisterna e Valmontone, per tre minuti. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, il territorio della provincia di Latina attende da oltre venti anni la realizzazione dell'autostrada Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone, opere strategiche che consentirebbero non solo di collegare la capitale al capoluogo pontino, ma anche di migliorare la rete esistente tra la città di Roma, la Regione Campania e l'autostrada del sole A1. Per l'esecuzione dell'opera, il CIPE con delibera del 2004 stanziò 468 milioni di euro. Nel 2008 per realizzare la stessa opera fu costituita una società per azioni chiamata Autostrade del Lazio, società mista tra la Regione e l'ANAS. L'opera ha un costo complessivo di 2,7 miliardi di euro e risulta evidente il ritardo ventennale per la sua esecuzione. Il ritardo condanna il territorio della provincia di Latina a un isolamento che penalizza l'economia locale, con numerose aziende che hanno deciso di delocalizzare per mancanza di collegamenti, oltre all'alta incidentalità che rende la Pontina una delle arterie più pericolose d'Italia.