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tale organizzazione non governativa svolge nell'area attività apertamente anti israeliana, a cominciare da "Flooding the Courts", iniziativa che approfitta delle garanzie di libertà di Israele per inoltrare il massimo numero di ricorsi volti a intasare e bloccare tribunali e Corte suprema; l'AICS si sarebbe, altresì, avvalsa molte volte dell'organizzazione non governativa "Un Ponte Per", che si dichiara tra i promotori del BDS in cui profonde grandi energie; nel suo sito, sezione "Cosa facciamo", la pagina sulla Palestina riporta esclusivamente la campagna BDS e il progetto "Interventi civili di pace", cioè azioni di "resistenza non violenta" contro "aggressioni da parte dei coloni israeliani e dell'esercito"; Un Ponte Per dichiara, nel bilancio del 2017, l'ultimo disponibile, che dei suoi 9,44 milioni di euro di entrate, 3,78 vengono da enti nazionali ed europei; dal sito AICS si apprende che il 6 settembre 2018, la sessione del Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo aperta dal Ministro degli esteri pro tempore avrebbe approvato sei interventi in Paesi del Medio oriente (Giordania, Palestina, Libano, Siria) per circa 9 milioni di euro; nel rispondere a un'interrogazione su analogo argomento presso l'altro ramo del Parlamento, il viceministro degli affari esteri, Emanuela Claudia Del Re, ha affermato che l'AICS effettua un attento monitoraggio sul corretto impiego delle risorse attraverso l'esame delle rendicontazioni presentate dalle OSC (organizzazioni della società civile) esecutrici e verifica inoltre, con missioni in loco , che l'esecuzione di ciascuna iniziativa si realizzi conformemente alla proposta approvata e finanziata e che pertanto sarebbe da escludere ogni sviamento di fondi, tanto più a favore di organizzazioni terroristiche; il finanziamento diretto ad attività terroristiche è reato previsto dalla legge, ma è evidente che consentire ad organizzazioni terroristiche o loro fiancheggiatrici o che hanno i medesimi dirigenti, di gestire, anche per fini condivisibili, ingenti fondi internazionali, conferisce a queste un prestigio certamente non opportuno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente del fatto che alcuni percettori di finanziamenti da parte italiana appaiono vicini al terrorismo e acquisiscano quanto meno prestigio, autorità e sostegno grazie ad essi; se ritenga corretto finanziare con denaro pubblico entità vicine al terrorismo o associazioni che svolgono un'attività politica di parte contro un Paese democratico e amico; se le iniziative citate o altre simili siano tuttora in corso; se non ritenga di richiedere ai vari organismi coinvolti nell'esame dei progetti da finanziare di escludere quelli che coinvolgono organizzazioni vicine al terrorismo. Atto n. 4-04599 NASTRI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel corso di un'audizione svolta nel mese di giugno 2020 alla Camera dei deputati, sulle recenti iniziative normative dell'Unione europea in materia di cambiamenti climatici, il Ministro in indirizzo ha evidenziato che, nell'ambito delle strategie di lungo termine volte a definire per ogni Paese il raggiungimento degli obiettivi climatici (che rappresentano una minaccia urgente per la società e il pianeta) stabiliti nell'Accordo di Parigi del 2015, lo sviluppo dell'idrogeno rappresenta per l'Italia una delle componenti particolarmente considerate, nella strategia di lungo termine; a tal fine, il documento elaborato recentemente dal Ministero dello sviluppo economico sulle linee guida della "Strategia Nazionale dell'Idrogeno", evidenza il ruolo che l'idrogeno può occupare nel percorso nazionale di decarbonizzazione, in conformità al Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, all'interno dell'agenda ambientale dell'Unione europea e alla strategia per l'idrogeno di lungo termine pubblicata di recente da parte della stessa UE, per una completa decarbonizzazione nel 2050; il documento evidenzia altresì che l'Italia ha attualmente definito la sua strategia per il clima, all'interno del documento "Strategia Energetica Nazionale 2017" e del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) del 2019, conformemente al Pacchetto Energia Pulita dell'UE e al Green Deal europeo; il PNIEC rappresenta infatti uno dei pilastri del percorso di decarbonizzazione dell'Italia, il cui obiettivo è di sviluppare una strategia ambientale fino al 2030, coerente con il precedente obiettivo dell'UE di riduzione di CO2 del 40 per cento entro il 2030; una versione aggiornata sarà prevista nel 2022, tenendo in considerazione il contributo delle linee guida, in funzione degli obiettivi della strategia di lungo termine, anche nei confronti dell'idrogeno e del suo impiego in diversi settori energetici, come ad esempio il settore dei trasporti: camion e treni a celle a combustibile (con un obiettivo di penetrazione di carburanti rinnovabili pari all'1 per cento) e la gestione dell' over generation elettrica, con applicazioni di stoccaggio basate sull'idrogeno; in tale quadro, nei prossimi progetti previsti dall'Italia all'interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), finalizzati a migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell'Italia (per ridurre l'impatto sociale ed economico della crisi pandemica) le misure di transizione verde e digitale, all'interno del prossimo Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (in funzione del processo di decarbonizzazione e dello sviluppo dell'idrogeno verde) rappresentano un'azione necessaria e indispensabile per la promozione di una produzione e di un uso pulito ed efficiente dell'energia, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere nel corso della corrente Legislatura, con particolare riferimento al quadro delle misure di riduzione delle emissioni derivanti dal trasporto di merci e persone e delle nuove forme di mobilità, al fine di incentivare il rinnovo del parco autobus e della flotta dei treni adibiti al trasporto pubblico locale, con modelli più sostenibili sotto il profilo ambientale a modalità idrogeno; quali misure infine intenda adottare, al fine di accelerare la scala di produzione di idrogeno verde nei prossimi anni e contribuire a decarbonizzare i settori a più elevate emissioni di CO2, quali la generazione elettrica, l'industria chimica, la produzione di acciaio e la navigazione, all'interno degli interventi in fase di elaborazione per le prossime linee guida di "Strategia ambientale ed energetica dell'Italia", per il raggiungimento di una piena decarbonizzazione entro il 2050. Atto n. 4-04600 ZAFFINI Al Ministro della giustizia Premesso che: