[pronunce]

che, pertanto, a parere del rimettente, la disposizione impugnata avrebbe irragionevolmente circoscritto il beneficio da essa introdotto a favore solo di una tipologia di concorrenti, in violazione dell'art. 3 della Costituzione; che, inoltre, la norma impugnata determinerebbe una «compressione del diritto di accedere in condizioni di parità al mercato del lavoro, costruita in relazione a situazioni che non sono in alcun modo riconducibili a requisiti negativi di capacità e di merito», comportando una «selezione del personale docente certamente non idonea a garantire il miglior andamento dell'amministrazione scolastica», in violazione, altresì, degli artt. 4 e 97 Cost.; che, con atto depositato il 20 marzo 2007, si è costituita in giudizio la parte ricorrente nel giudizio a quo, chiedendo che la questione di legittimità sollevata sia accolta e richiamando le medesime argomentazioni prospettate nell'ordinanza di rimessione. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale della Campania dubita, in riferimento agli artt. 3, 4 e 97 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 7-bis, del decreto legge 7 aprile 2004 n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), nel testo risultante dalle modifiche di cui alla legge di conversione 4 giugno 2004, n. 143, nella parte in cui «limita ai soli concorrenti ammessi con riserva ai concorsi banditi con ordinanza del Ministro della pubblica istruzione 2 gennaio 2001, n. 1, il beneficio dello slittamento al 29 ottobre 2000 del termine ultimo per la maturazione dei requisiti di servizio»; che il TAR rimettente muove dal presupposto secondo il quale l'art. 2, comma 4, dell'ordinanza ministeriale n. 1 del 2001, prevedendo che «in nessun caso può essere ammesso il personale che ha già partecipato ai corsi per il conseguimento dell'abilitazione o idoneità, attivati ai sensi delle ordinanze ministeriali» n. 153 del 2000 e n. 33 del 2000, avrebbe precluso l'ammissione al concorso indetto con la suddetta ordinanza n. 1 del 2001 di coloro i quali, «come il ricorrente, avessero già partecipato ai corsi attivati ai sensi, tra l'altro, dell'o.m. n. 33/2000, sostenendo l'esame finale»; che, tuttavia, il TAR rimettente omette di descrivere adeguatamente la fattispecie sottoposta al suo esame; che, in particolare, nell'ordinanza di rimessione non risulta precisato né in che data il ricorrente abbia in concreto sostenuto gli esami, né se il ricorrente abbia o meno proposto domanda di ammissione alla successiva procedura concorsuale indetta con l'ordinanza ministeriale n. 1 del 2001; che entrambe le circostanze risultano, invece, essenziali al fine di verificare la rilevanza della questione sollevata, in quanto consentirebbero, da un lato, di appurare se costui si trovasse o meno, all'epoca dell'entrata in vigore dell'ordinanza ministeriale n. 1 del 2001, nelle condizioni richieste per poter beneficiare della sanatoria, in essa prevista (all'art. 3), delle situazioni di coloro che avessero partecipato senza titolo alle sessioni riservate di esami indette con le ordinanze ministeriali precedenti, dall'altro, di valutare con esattezza la posizione dell'interessato in relazione alla ulteriore sanatoria introdotta dalla disposizione oggetto delle censure; che l'insufficiente descrizione della fattispecie si risolve in carenza della motivazione sulla rilevanza della questione proposta, determinandone la manifesta inammissibilità; che, inoltre, risulta generica la stessa formulazione della questione di legittimità costituzionale sottoposta al giudizio di questa Corte; che, infatti, dall'ordinanza di rimessione non emergono i termini esatti dell'intervento additivo che dovrebbe essere effettuato da questa Corte per superare i dubbi di legittimità costituzionale denunciati dal TAR rimettente; che comunque, in linea astratta, la rimozione del limite che il giudice a quo individua nella disposizione censurata potrebbe essere realizzata attraverso una pluralità di soluzioni, in quanto manca una soluzione costituzionalmente obbligata idonea a risolvere i dubbi prospettati dal TAR rimettente.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 7-bis, del decreto legge 7 aprile 2004 n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), nel testo risultante dalle modifiche di cui alla legge di conversione 4 giugno 2004, n. 143, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 4 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Campania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 luglio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Maria Rita SAULLE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 13 luglio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA